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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

 

 

 

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 Report "Mercato immobiliare"   30 Marzo  5 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

SPAGNA/ ZAPATERO MINIMIZZA SALVATAGGIO CAJA CASTILLA LA MANCHA ( da "Wall Street Italia" del 30-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: che come la Ccm sono esposte ai rischi della bolla immobiliare: diverse di loro, come ad esempio Caja Mediterraneo o Caja Cantabria, hanno emesso oggi comunicati per rassicurare i loro clienti sul fatto che non temono di dover essere salvate dal governo. Caja Castilla La Mancha aveva gravi problemi di liquidità a causa di un costante 'dissanguamento',

DOPO IL 2007 PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008 ( da "Arena, L'" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: DOPO IL 2007 PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008 Nel 2008 il mercato immobiliare ha continuato a registrare un calo di prezzi, cominciato nel 2007. Secondo Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, le città in cui si sono registrati i cali maggiori sono state Bologna e Genova (-7,6% sul 2007) e Palermo (-7,

Prezzi sugli immobili, -10,4% in città ( da "Nuova Ferrara, La" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prezzi sugli immobili, -10,4% in città Prezzi delle case in calo sul mercato di Ferrara con un -10,4% e anche la Regione segue la tendenza nazionale del calo dei prezzi delle abitazioni avvenuto nel corso del 2008. Secondo i dati forniti da Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, tra i capoluoghi di provincia cali a due cifre sono stati registrati anche a Reggio

In Emilia il crollo del mattone ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la rete di agenzie di franchising immobiliare, arrivano notizie che testimoniano un calo dei prezzi delle case in tutta l'Emilia Romagna in linea con la tendenza nazionale. I dati si riferiscono al 2008 e oltre ai prezzi degli immobili prendono in considerazione i volumi dei mutui ipotecari concessi dalle banche per acquistare l'abitazione.

IN TEMPI di crisi il mercato del mattone si fa più conveninete. I prezzi del... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: continua Innocenti - Pistoia, come molti altri Comuni della Toscana, del resto, sta scontando un immobilismo che perdura da tempo: basti pensare che l'ultimo intervento di rilievo risale al 1996, quando furno costruiti gli alloggi nel Polo Urbano di via Gentile, oltre alle case destinate all'emergenza abitativa alle Piastre.

CRISI/ RAPPORTO UE: PREOCCUPA AUMENTO SQUILIBRI DENTRO L'EUROZONA ( da "Wall Street Italia" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: aumento eccessivo dei salari e della domanda interna, l'indebitamento estero e del settore privato e la bolla immobiliare: tutti fenomeni attribuibili alle economie della 'Nuova Europa', nonché all'Irlanda o alla Spagna, ma meno all'Italia. Secondo la Commissione, la crisi contribuirà a ridurre parte degli squilibri, ma non in maniera sufficiente.

OCSE/ FRANCIA TIENE MEGLIO DEI GRANDI DI EUROLANDIA - PUNTO ( da "Wall Street Italia" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: bolla" case -->Parigi, 31 mar. (Apcom) - Le previsioni dell'Ocse pubblicate oggi vedono la Francia in una condizione migliore rispetto alla media della zona euro per quanto riguarda il calo del Pil nel 2009 e 2010. Secondo l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione, Parigi dovrebbe ridurre il proprio prodotto interno lordo del 3,

USA/DA INDICATORI ECONOMICI SEGNALI MIGLIORI DELLE ATTESE - PUNTO ( da "Wall Street Italia" del 01-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: con gli acquirenti del primo immobile che hanno tratto vantaggio dei prezzi scontati delle proprieta' immobiliari ipotecate o depresse. Secondo alcuni economisti questo fattore potrebbe contribuire a moderare i cali. Gli analisti prevedono che il settore degli immobili commerciali sia destinato a scivolare nella peggiore crisi dalla bolla immobiliare degli anni '

Questa catastrofe durerà poco. Ecco perché ( da "Milano Finanza (MF)" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: nei confronti dei mercati azionari o del settore immobiliare, o addirittura di una combinazione dei due.Una crisi dei subprime gli Stati Uniti l'hanno già conosciuta. Fu in occasione del «Florida boom» del 1927. L'impennata dei prezzi delle case in riva a un mare che poteva trovarsi anche a più di 50 Km di distanza aveva spinto la Banca Centrale, nel momento di picco del mercato,

L'Europa in febbraio ha perso 480mila posti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il timore però è che questa misura non aiuti tanto le case tedesche quanto quelle straniere, specializzate in auto piccole ed ecologiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA CHI STA PEGGIO Lo scoppio della bolla immobiliare colpisce Spagna e Irlanda: a Dublino in marzo i senza lavoro all'11%

NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la si... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 9 NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la si... NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la situazione del mercato immobiliare ha mostrato un peggioramento nell'ultima parte del 2008. Nel quarto trimestre dello stesso anno il 50% degli Agenti Immobiliari ha denunciato una riduzione del valore delle operazioni.

Inghilterra: a marzo i prezzi degli immobili salgono a sorpresa ( da "Finanza.com" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: a marzo i prezzi degli immobili salgono a sorpresa (2 Aprile 2009 - 10:01) MILANO (Finanza.com) - Qualcosa si muove Oltremanica. I prezzi delle case nel Regno Unito hanno dato segnali di risveglio nel mese di marzo: in barba alle previsioni ancora cupe dei principali economisti di mercato - che avevano previsto una nuova contrazione -

GB/ PREZZI CASE CRESCONO A MARZO, PRIMA VOLTA IN UN ANNO E MEZZO ( da "Wall Street Italia" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: economista ci vorrà del tempo prima che i forti tagli del tassi operati dalla Banca d'Inghilterra e la sua politica di crescita delle disponibilità di moneta si trasmettano al mercato immobiliare e prima che si verifichi una ripresa sostenuta dei prezzi. Nei giorni scorsi la Banca d'Inghilterra aveva indicato che il mercato immobiliare potrebbe essere in corso di stabilizzazione.

E ora il ballo del mattone ( da "Milano Finanza" del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: determina la capacità di una famiglia media americana di ottenere un mutuo per l'acquisto di una casa di medio prezzo. L'indice dipende da 3 variabili: il prezzo delle case esistenti, il reddito e i tassi sui mutui. Il valore 100 indica un reddito appena sufficiente ad acquistare un immobile di prezzo medio (con un versamento iniziale del 20% e tenendo conto della media dei tassi).

Comprasi casa senza subprime ( da "Borsa e Finanza" del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Un indizio aggiuntivo potrebbe arrivare dalle rilevazione settimanale delle richieste di mutui di mercoledì 8 aprile, dopo che già il primo giorno del mese sono aumentate (e non è un pesce d'aprile), del 3 per cento. La nota dolente restano le quotazioni. L'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi delle case nelle 20 maggiori città degli Usa a gennaio ha visto un calo del 18,

la bolla immobiliare e i perchè del pessimismo - alessandro penati ( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Pagina 20 - Economia IL MERCATO LA BOLLA IMMOBILIARE E I PERCHè DEL PESSIMISMO Dal 1997 al 2007 i prezzi delle abitazioni italiane sono raddoppiati ALESSANDRO PENATI In principio era la bolla immobiliare. La bolla ha innescato la crisi, finanziaria prima, economica poi. Una crisi epocale, nata da una bolla epocale.

L'Italia va meglio di quanto si creda ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Anche per questo, secondo Goldman Sachs, la bolla immobiliare – elemento scatenante delcredit crunch– è stata molto più contenuta di quanto non sia stata in Spagna e Gran Bretagna. E per questo la correzione sui prezzi delle case resterà modesta in Italia. Anche l'idebitamento delle imprese –

Ma l'America sta facendo la cosa giusta? ( da "Stampa, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ad acquistare case. Oggi questo non si può fare. Il tasso d'interesse Fed è già a zero. E comunque, nessuno compra casa per il clima di sfiducia generalizzata e perché i prezzi degli immobili sono ancora troppo alti. Una risposta ordinaria, con crollo della domanda come quello di questo periodo, non serve.

Cdo tossici esclusi dall'asta del Tesoro Usa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: rispetto a un prezzo di emissione di 100). Il loro valore di mercato a livelli stracciati spesso riflette il deterioramento dell'affidabilità e la sequenza di pesanti retrocessioni di rating, in molti casi scaturite dallo scoppio della bolla immobiliare americana: le più colpite sono state le residential mortgage backed securities su mutui residenziali subprime,

I consumi tentano il risveglio ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 06-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: lo scoppio della bolla immobiliare e il calo dei consumi sono stati infatti i motivi alla base dell'avvio della fase recessiva prima negli Usa poi nel resto del mondo. I più pessimisti osserveranno tuttavia che mancano all'appello segnali altrettanto incoraggianti dalle banche, che stentano a riattivare il circuito del credito,

mercato immobiliare fermo ( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Livorno Mercato immobiliare fermo Lo conferma l'indagine Asppi nonostante il calo dei prezzi LIVORNO. A Livorno, in tutti i quartieri (e anche in provincia), crollano i prezzi delle case eppure le vendite restano al palo. E' quanto emerge dal report Centro Studi Asppi per Livorno, relativo al primo quadrimestre del 2009.

TRIBUNALI DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ni dal saldo del prezz o . La tr ascr izione nei registr i immobiliar i è a cur a del T r ib unale o del Prof essionista Delegato. Di tutte le ipoteche e pignor amenti, se esistenti, è ordinata la cancellazione la cui spesa è a car ico della procedur a. Il decreto di tr asf er imento è titolo esecutiv o per la liber azione dell'immobile anche nei confronti del terz o che occupi l'

( da "Secolo XIX, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: «Edifici pubblici, flop annunciato» il caso delle aste non andate a buon fine: PARLANO GLI IMPRENDITORI Beni del Comune invenduti, rischio di nuovi tagli alla spesa. L'assessore: «Non è detto» «IL COMUNE è lontano dal Paese reale, se pensa di poter vendere i propri immobili ai prezzi di tre, quattro anni fa.

Benvenuta catastrofe ( da "Trend-online" del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: mercati azionari o del settore immobiliare, o addirittura di una combinazione dei due. Una crisi dei subprime gli Stati Uniti l?hanno già conosciuta. In occasione del ?Florida boom? nel 1927. L?impennata dei prezzi delle case in riva a un mare che poteva trovarsi anche a più di 50 Km aveva spinto la Banca Centrale nel momento di picco del mercato a stringere i cordoni del credito.

L'euro forte fa acquistare case di pregio all'estero ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: L'indice S&P/Case-Shiller sulle abitazioni, calcolato sui prezzi delle case in 20 grosse città degli Stati Uniti, rivela come nel solo 2008 il valore degli immobili sia sceso del 20% circa, con punte del 34% a Phoenix, del 33% a Las Vegas (si è costruito molto, in queste aree).

La soluzione della crisi? Per ora è sulla carta ( da "Corriere delle Alpi" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prima di tutto la bolla immobiliare negli Usa: dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001 c'è timore della recessione; il costo del denaro si abbassa e le famiglie accedono ai mutui per la casa. La forte richiesta spinge in alto i prezzi, finché arriviamo al collasso.

Zapatero silura Solbes per tamponare il crack ( da "Manifesto, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Anche perché quasi il 18% del Pil spagnolo viene dalle compravendite e costruzioni di immobili, protagonisti di una bolla speculativa che è puntualmente esplosa. Così, se in 10 anni i prezzi delle case si sono triplicati e le coste sono state cementificate ai limiti dell'indecenza, adesso non si vende più nulla e si è smesso di costruire.

L'Irlanda torna tigre celtica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: travolta com'è dalla crisi del credito innescata da una bolla immobiliare che promette di portare il rapporto deficit- Pil al 12,75 per cento. Prometteva anzi, perché la manovra straordinaria annunciata dal ministro delle Finanze Brian Lenihan permetterà di arginare la caduta dell'economia al 10,75 per cento.

L'Irlanda aumenta le tasse ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Questo è il passaggio chiave dell'appello di Lenihan: la riscoperta della vocazione alle esportazioni, che è stato motore dello sviluppo di Dublino per un decennio. Un meccanismo che si è ingolfato sotto la spinta dei consumi interni che la bolla immobiliare ha fatto prima espandere e ora esplodere con il traumatico atterraggio di questi mesi.

BULGARIA, LA CRISI FINANZIARIA COLPISCE SOPRATTUTTO L'EDILIZIA E IL SETTORE IMMOBILIARE: GLI INVESTIMENTI SI RIDUCONO DI DUE TERZI RISPETTO AD INIZIO 2008 (-66%) NEL SETTORE BANCAR ( da "marketpress.info" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: secondo la Camera di Commercio Italiana a Sofia, i settori attualmente più esposti al calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70% dell?export nazionale. ?La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo l?euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell?ingresso della Bulgaria nell?

La crisi finanziaria colpisce soprattutto l'edilizia ( da "Denaro, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: esposti al calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70 per cento dell'export nazionale. "La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo l'euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell'ingresso della Bulgaria nell'Unione Europea, il Regno Unito, la Russia e altri Paesi europei sono stati protagonisti di una corsa all'

Meteora irlandese: dal boom alla catastrofe ( da "Riformista, Il" del 09-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del valore dell'immobile, il 55 per cento dei quali a tasso variabile. I debiti delle famiglie, hanno raggiunto il 190 per cento del reddito disponibile, la percentuale più alta nel mondo sviluppato. Dopo il collasso cominciato in America, le banche irlandesi si sono trovate paurosamente esposte nel settore immobiliare mentre i prezzi crollavano e i debitori insolventi esplodevano.

vanno rivisti i prezzi delle case peep ( da "Tirreno, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: città sono più di cinquemila le famiglie che vivono in situazioni di questo tipo e consentire loro di vendere e riacquistare una casa farebbe ripartire anche il mercato immobiliare. Tei sottolinea anche che un adeguamento dei prezzi e, dunque, una ripresa delle vendite degli alloggi Peep da parte dei precedenti proprietari permetterebbe anche ai Comuni di incassare un po' di soldi.

CASE invendute, lottizzazioni che non partono, il mercato immobiliare che langue ... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: da un lato si possono dare in affitto immobili fermi a prezzi accettabili, 300 o 400 euro al mese, e dopo 25 anni gli affittuari potrebbero riscattare quanto pagato ed avere la casa in proprietà: «Mi sono arrivate tante mail di urbinati che chiedono informazioni sul piano casa spiega Carrabs : ci sono forti richieste da parte delle giovani coppie,

Pisani-Ferry: è una crisi ad altissima velocità ( da "Corriere della Sera" del 11-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ma anche dalla struttura delle economie europee: alcune, soprattutto la Germania, sono più toccate dalla caduta del commercio internazionale. Poi in Europa ci sono fattori endogeni di crisi. È il caso della Spagna con l'esplosione della bolla immobiliare, dell'Irlanda con le difficoltà delle banche, ma anche dell'Europa centrale e orientale».

Mondi Virtuali! pag.18 ( da "Trend-online" del 14-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: furono sottoscritti nelle fasi di massimo sviluppo della bolla immobiliare e nella dinamica dei tassi. In sostanza, se ad esempio per cinque anni si è scelta la variabile dell'ammortamento negativo ( quando si paga una rata che talvolta non copre l'interesse o una parte del capitale ) all'interno delle opzioni proposte dai mutui Arms, è chiaro che al momento del rifinanziamento,

case, i prezzi scendono ma un palazzo in centro costa 7 mila euro al mq - claudio malfitano ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: nel 2008 rispetto all'anno precedente e prezzi delle case che scendono dal 5 al 7%. Famiglie in difficoltà per gli affitti e preferenza per il tasso variabile nei mutui. Sono gli elementi, catturati dall'ufficio studi della Gabetti Immobiliare, di una crisi difficile da interpretare ma con qualche timido segnale di ripresa.

tram, un effetto molto positivo alla guizza ( da "Mattino di Padova, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: E i prezzi delle case salgono (l'aumento medio era stato calcolato mesi fa nel 5%). Così alla Guizza si trovano appartamenti che vanno dai 2 mila ai 2.600 euro al mq. Un prezzo che cala se si tratta di immobili vecchi da ristrutturare. Ma il passaggio del tram equivale a una maggiore difficoltà di parcheggio,

Immobili, prezzi in cadutasono scesi del 18 per cento ( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: previsioni degli agenti immobiliari della Fiaip provinciale guidata da Gianfranco Rigo la corsa al ribasso del valore degli immobili rallenterà progressivamente nel corso dell'anno fino a subire un'inversione di tendenza già nei primi mesi del 2010. «Nel 2005 i prezzi degli immobili erano elevati - dichiara Gianfranco Rigo, consigliere nazionale Fiaip e agente immobiliare savonese -

L'edilizia deve ripartire ma stiamo attenti a non creare quartieri fantasma ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: effetto Expo 2015 ma non vedo all'orizzonte il problema delle abitazioni di pregio o di lusso, ma semmai quello delle case popolari, di un'edilizia per la gente comune. Di fronte al pericolo della cementificazione selvaggia e dei prezzi di case e locazioni che salgono alle stelle, ho sempre avuto una prudente perlessità.

La fine della crisi ( da "Blogosfere" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: L'attuale crisi creditizia finirà quando l'inventario eccessivo delle case invendute sarà in gran parte liquidato e quando la deflazione dei prezzi immobiliari sarà finita. Questo stabilizzerà il valore ora incerto dei titoli immobiliari che sorreggono tutti i mutui, e soprattutto quelli legati ai titoli cartolarizzati.

Mercato immobiliare: tutto fermo a Torino ( da "Trend-online" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: moncalieri (torino est) non è stato possibile far emergere un dato di riferimento a causa di un?offerta immobiliare particolarmente esigua. tuttavia le quotazioni delle case di questa parte della città si confermano tra le più elevate: si va dai prezzi più accessibili delle case nell?area che costeggia il po, agli segue pagina >>

VENETO/ PADOVA, DAL 2007 IL PREZZO DEGLI IMMOBILI CALA DEL 12% ( da "Wall Street Italia" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i prezzi delle case rimangono elevati circa 7mila euro al metro quadro, soprattutto nei palazzi storici. Tuttavia se per un immobile di pregio fino a qualche anno fa si pagavano anche 800 mila euro oggi si può concludere anche a 650 mila.Prezzi alle stelle invece per i garage nelle zone a traffico limitato che arrivano a costare anche 170 mila euro.

Cala il prezzo degli immobili anche nei centri urbani, indagine GoHome.it ( da "Sestopotere.com" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: accusano i colpi della crisi finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo un?analisi svolta da GoHome.it, basata sull?osservazione di più di 3.000.000 immobili, nel 2009 prezzi del mercato immobiliare italiano sono scesi, superando in alcuni casi anche il 40%: si tratta naturalmente di occasioni da valutare singolarmente, ma che sono indicative del momento attuale di mercato.

Ricominciare dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di una moda nella t... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 16-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Sicuramente c'entrano lo sboom della bolla immobiliare americana, il terremoto delle Borse mondiali, lo spettro di un nuovo '29, insomma tutto l'armamentario serpeggiante della Grande Crisi, con conseguente fuga da bar, ristoranti e fruttivendoli che si divorano metà dello stipendio (per chi ce l'ha).

Dietro il sistema dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di avi... ( da "Unita, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: volta genera una ulteriore spinta delle domanda di mutui e dei prezzi delle case, e così via. Aggiungete, a partire dal 2001, tassi di interesse estremamente bassi e il quadro appare chiaro. Non una "bolla" quindi, ammesso che qualcuno ne abbia chiaro il significato, né un eccesso di avidità o di mancanza di etica, ma un meccanismo razionale sostenuto da un ingrediente centrale,

Cala il prezzo degli immobili anche nei centri urbani ( da "Trend-online" del 17-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: giusto per acquistare casa. In Italia, come altrove, si accusano i colpi della crisi finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo un?analisi svolta da GoHome.it, basata sull?osservazione di più di 3.000.000 immobili, nel 2009 prezzi del mercato immobiliare italiano sono scesi, superando in alcuni casi anche il 40%: si tratta naturalmente di occasioni da valutare singolarmente,

Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% ( da "Arena, L'" del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Sabato 18 Aprile 2009 ECONOMIA Pagina 37 IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh (Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire A Verona i prezzi delle case nel primo trimestre 2009 hanno registrato una flessione del 5,

UN mese fa il mercato azionario italiano perdeva circa il 67% rispetto ai valori registrati nel ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: e mostrano come ci siano molte caratteristiche comuni: una caduta dei prezzi degli immobili e del mercato azionario, la contrazione del prodotto interno lordo e l'aumento della disoccupazione, la crescita esplosiva del debito pubblico. In media il mercato azionario si contrae del 55% dal picco più alto a quello più basso e la durata della contrazione è di 3 anni e mezzo.

Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% ( da "Arena.it, L'" del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh (Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire 18/04/2009 rss e-mail print Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,

Shiller: la crisi di fiducia durerà anni, la cura giusta è quella di evitare asimmetrie informative ( da "Finanza.com" del 20-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: scoppio della bolla immobiliare Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la sensazione che siamo a un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non fa che alimentare la volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a giorni alimenta attese spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali"

Zunino in pegno con superstipendio ( da "Corriere della Sera" del 21-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Infine c'è l'ex area Falck che solo pochi mesi fa sembrava una partita ormai chiusa con un assegno da 475 milioni in arrivo dal fondo di Dubai, Limitless, ma che ora appare sospesa mentre i prezzi si allontanano sempre di più da quelli da bolla immobiliare. Massimo Sideri

Shiller: "Dal disastro si uscirà solo con più finanza per tutti" ( da "Finanza.com" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: scoppio della bolla immobiliare Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la sensazione che siamo a un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non fa che alimentare la volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a giorni alimenta attese spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali"

Si sgonfia la bolla immobiliare naccio ( da "Sicilia, La" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: particolarmente presenti in centro su viale della Vittoria e su via Atenea e, in zona mare, a San Leone centro. Anche a Catania i prezzi degli immobili hanno subito un decremento del 5,2%. Nel centro storico si è registrata una contrazione delle richieste ed i tempi medi di vendita risultano in crescita.

La pioggia di questi giorniha causato gravi danni ( da "Sicilia, La" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: segna il passo della fine della speculazione immobiliare che ha visto registrare, dal 2000 fino al 2007, trend sempre più alti nei prezzi dei listini delle case. A scendere non solo soltanto le quotazioni degli immobili, ma anche i prestiti erogati che, sempre nel Palermitano, registrano una variazione negativa dell'8 per cento,

Usa, ancora in crescita I prezzi delle case in Febbraio ( da "Soldionline" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 22 aprile 2009 - 17:15 I prezzi delle case americane sono aumentati dello 0,7% in Febbraio, il secondo mese consecutivo di crescita. Lo ha comunicato oggi l?agenzia federale per il finanziamento immobiliare. In gennaio l?incremento dei prezzi era stato dell?1%. Su base annua i prezzi delle case sono scesi del 6,5%. -->

Usa: tassi mutui ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case ( da "BlueTG online" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: tassi mutui ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case 22-04-2009 18:24 - I prezzi delle case negli Usa sono calati del 6,5% su base annua a fine febbraio, il secondo più modesto calo negli ultimi sei mesi a testimonianza che i bassi tassi dei mutui potrebbero aver iniziato a offrire un sostegno al mercato immobiliare, in crisi da oltre due anni.

##FREDDIE MAC, TOP MANAGER TROVATO MORTO, SI PARLA DI SUICIDIO ( da "Wall Street Italia" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: della bolla immobiliare scoppiata nel 2007. La notizia della morte di Kellermann giunge come uno shock per i dipendenti della societa' dello stato del Virginia e con la disperazione di chi conosceva personalmente l'uomo. Stamattina, Sharon McHale, portavoce di Freddie Mac, ha riferito che i top manager dell'azienda sono venuti a conoscenza della notizia dalla radio locale prima di

PETROLIO/ CHIUDE IN RIALZO IN SCIA AZIONARIO E INDICE PREZZI CASE ( da "Wall Street Italia" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del Dipartimento dell'Energia, che hanno mostrato un aumento delle scorte settimanali superiore alle attese, sui massimi di quasi 19 anni. Favoriti dai guadagni dell'azionario e dalla lettura dell'indice dei prezzi delle case della Federal Housing Finance Agency, che ha mostrato un miglioramento nel mese di febbraio, i futures sul greggio con consegna a giugno hanno chiuso a 48,

trovato morto in casa ( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Freddie Mac ha perso oltre cinquanta miliardi di dollari l'anno scorso e Washington ha versato 45 miliardi di aiuti. La società è stata criticata per i suoi affari nei mutui ad alto rischio, alla base della bolla immobiliare scoppiata nel 2007. foto Ansa 23/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE

"Così è scoppiata la crisi" ( da "Affari Italiani (Online)" del 23-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il mercato immobiliare con prezzi alle stelle negli Usa e nel resto del mondo e infine l'indebitamento delle banche. La bolla esplode nel settembre 2008. A partire da questo quadro, la domanda a cui il libro cerca di rispondere è come sia stato possibile che dal crollo delle Torri Gemelle si sia prodotta una reazione a catena di questa portata,

Draghi: riavviare i flussi di credito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: sulla base dei dati attuali, non sembra che il nostro Paese soffra dell'esistenza di una vera e propria bolla. R. Boc. A. Me. © RIPRODUZIONE RISERVATA NON TOCCATO IL FONDO Nonostante la forte caduta già registrata, i prezzi delle case (soprattutto Usa) potrebbero ancora scontare una sopravvalutazione

Valori ai minimi: acquisti sulla costa con sconti del 50% ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In un momento in cui la crisi dell'intero mercato immobiliare spagnolo si fa sempre più grave (in febbraio le vendite di abitazioni sono crollate del 37,5%), lo scoppio della bolla immobiliare è stato particolarmente fragoroso nelle zone turistiche, sia al mare che in montagna.

Le azioni battono il mattone ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In questi tempi di prezzi traballanti delle case, vale la pena sottoporre a un test questa audace affermazione. Un test che è sempre difficile, dato che le statistiche sui prezzi delle case non sono egualmente attendibili in tutti i Paesi: c'è molta più uniformità e qualità nelle statistiche su altre fattezze dell'economia (dalla produzione industriale ai prezzi di beni e servizi)

Spunti islamici anticrisi nei forzieri di Dubai ( da "Riformista, Il" del 26-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: una delle capitali degli Emirati arabi uniti: invasa dai petrodollari che prima finivano a Wall Street, nella città-stato si gonfia una bolla immobiliare che ora è appena scoppiata, un boom finanziario che porta nel 2005 alla creazione di un Nasdaq (uno dei due indici più famosi della Borsa di New York) anche sul listino di Dubai,

Una bolla soporifera... pag.1 ( da "Trend-online" del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 4) E' stata fatta una strenua opposizione ad ogni tentativo di regolare i subprime 5) Con Greenspan, hanno giocato con i tassi bassi e fatto esplodere la massa monetaria provocando la bolla immobiliare più grande della storia ed anche la bolla della New Economy. In seguito si è cercato di metterci segue pagina >>

CRISI/TECNOCASA: PREZZI CASE ANCORA IN CALO IN II SEMESTRE 2008-2 ( da "Wall Street Italia" del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Per gli immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata meno accentuata e si sono registrati ribassi soprattutto laddove si è verificato un surplus di offerta". Inoltre si legge nel rapporto "la domanda immobiliare nel secondo semestre del 2008 ha visto la ripresa della domanda per investimento che nei precedenti semestri era diminuita,

CRISI/ TECNOCASA: PREZZI CASE ANCORA IN CALO IN II SEMESTRE 2008 ( da "Wall Street Italia" del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Tra le novità tuttavia emerge che "nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità nell'acquisto". (Segue)

Gabetti cede a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare ( da "Trend-online" del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Immobiliare al 33,4%. Il prezzo della partecipazione è stato determinato tenuto conto della valutazione resa da Lazard a Turismo & Immobiliare sulla partecipata Italia Turismo. La cessione avviene sostanzialmente al valore di carico con un effetto non significativo sul conto economico e quindi sul patrimonio netto dell?

Immobiliare Quotazioni in calo del 5 per cento L'eccezione è il centro ( da "Giornale.it, Il" del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 101 del 2009-04-28 pagina 1 Immobiliare Quotazioni in calo del 5 per cento L'eccezione è il centro di Jacopo Granzotto Anche se si vede poco, il calo del prezzo delle case c'è. Una riduzione che a Roma (centro storico naturalmente escluso) è stimata da Tecnocasa intorno al 5 per cento rispetto al 2007.

Gabetti Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare ( da "Finanza.com" del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Gabetti Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare (28 Aprile 2009 - 08:53) MILANO (Finanza.com) - Gabetti Property Solutions ha ceduto a Marcegaglia SpA una quota pari al 16,6% della partecipazione detenuta in Turismo & Immobiliare al prezzo di 5 milioni di euro. È quanto si apprende in una nota stampa.

Usa: prezzi degli immobili in calo anche a febbraio ma a ritmo ridotto ( da "BlueTG online" del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Usa: prezzi degli immobili in calo anche a febbraio ma a ritmo ridotto 28-04-2009 15:15 - Anche a febbraio continua il calo dei prezzi delle case, ma secondo quanto riporta l'indice Case-Shiller ad un tasso leggermente meno veloce che nei mesi precedenti: -2,2% nelle 20 principali città statunitensi rispetto al -2,

Gli Usa resistono a febbre e stress test ( da "Milano Finanza (MF)" del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: presidente dell'Index Committee di Standard & Poor's. «Avremo certo bisogno ancora di qualche mese prima di poter vedere una inversione di tendenza nei prezzi delle case». E ci vorrà tempo anche per definire gli effetti della febbre suina. Ieri GlaxoSmithKline (produttrice del farmaco Relenza) ha perso l'1,4%, mentre Roche (che distribuisce il Tamiflu)

Cresce la fiducia dei consumatori Usa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I prezzi dell'immobiliare sono scesi del 18,6% a febbraio, anche se la caduta rallenta Cresce la fiducia dei consumatori Usa Riccardo Sorrentino Sono segnali incerti, non molto significativi. Eppure il rialzo della fiducia dei consumatori e il rallentamento della flessione dei prezzi delle case sono stati ben accolti ieri dai mercati.

Il banco di prova ( da "Manifesto, Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: cioè far ripartire la bolla creditizia? Ricominciare un altro giro di giostra, bolla immobiliare, bolla delle carte di credito, bolla speculativa? Ma se così non è, è immaginabile un altro modello di capitalismo americano? E cosa vuol dire un altro modello? Che la borghesia accetti di vedere ridotti i suoi margini di profitto,

Las Vegas 2, in Spagna ( da "Manifesto, Il" del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Proprio per questo la Spagna è stata il paese europeo che più ha risentito dello scoppio della bolla immobiliare. Ora, per risollevarsi, torna a puntare sullo stesso cavallo, il mattone. Quanti posti di lavoro creerà Gran Scala? I numeri lievitano da un lancio all'altro di agenzia. La costruzione, che procederà in due tappe, assorbirà 3 mila persone.

I miti sull'evasione fiscale. ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.

Dove la casa è ancora d'oro ( da "Milano Finanza" del 01-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 5% a carico dell'acquirente e 3% in capo al venditore), la transazione immobiliare prevede il versamento dell'Iva (20,6% del valore pagato all'intermediario). Non solo. Un ulteriore costo da mettere in conto è il 7,5% del prezzo della casa da versare allo Stato sotto forma di imposta per il trasferimento della proprietà.

E Madrid segna il record di disoccupati ( da "Stampa, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Le case vuote sono ormai 1 milione, e il cartelli con «Se vende» sono più numerosi dei funghi dopo la pioggia. Il settore immobiliare, terremotato dalla crisi subprime e dalla bolla immobiliare, deve 470 miliardi di euro alle banche, che continuano a chiudere il rubinetto del credito strozzando piccola e media industria,

La peggior disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà sempre meglio dell... ( da "Stampa, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Le case vuote sono ormai 1 milione, e il cartelli con «Se vende» sono più numerosi dei funghi dopo la pioggia. Il settore immobiliare, terremotato dalla crisi subprime e dalla bolla immobiliare, deve 470 miliardi di euro alle banche, che continuano a chiudere il rubinetto del credito strozzando piccola e media industria,

Scendono i prezzi delle case ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 5 Scendono i prezzi delle case Mercato immobiliare in flessione nel capoluogo piceno di VITTORIO BELLAGAMBA LA CRISI economica si sta riflettendo anche sul mercato immobiliare. Ad Ascoli si è assistito nel secondo semestre del 2008 ad una flessione dei prezzi del 2,8%.

Non tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case... ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 05 pagina 1 Non tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case... di Redazione La situazione delle costruzioni nella nostra città desta non poca preoccupazione, perché in effetti la crisi economica si trova ad aggravare quella del mercato immobiliare e in particolar modo quella della produzione edilizia più recente.

la crisi arriva al centro commerciale affari scarsi e canoni sempre più alti - alessandra paolini ( da "Repubblica, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: associazione delle imprese dei centri commerciali di Confcommercio ha inviato una lettera alla società Generale Immobiliare Italia che gestisce Euroma2 per chiedere una riduzione del canone, «perché la crisi economica si ripercuote - vi si legge - in modo gravissimo proprio sugli operatori che assistono giorno dopo giorno ad una rilevante contrazione dei consumi.

Dalla Duna alla Chrysler ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.

Mattone in crisi, 2000 case invendute ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Facendo una media di tre persone per casa, potrebbero ospitare seimila abitanti. In pratica, un nuovissimo villaggio fantasma. Abitato, forse, da qualche ragno solitario. Non un mobile, non una poltrona. La conferma dell'esistenza di questa bolla di immobili invenduti arriva da chi lavora quotidianamente nel ramo: imprese costruttrici e agenzie immobiliari.

case pignorate il virus contagia i ceti medio-alti ( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Borsa scende si calcola quanta ricchezza è andata in fumo per il crollo delle quotazioni. Se si applica lo stesso ragionamento al mercato immobiliare, il risultato è terrificante e spiega perché l´esplosione della bolla edilizia Usa abbia creato una crisi così vasta: il crollo dei prezzi delle case, rispetto al 2008, ha fatto svanire dalle tasche (e dalla testa) degli americani 2.

Il mondo dopo la prima crisi globale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: spingendone al rialzo il prezzo e inducendo altri intermediari a indebitarsi per inseguire prezzi sempre più elevati. Insomma, la regolamentazione dellebanche ha creato un meccanismo che amplifica gli effetti degli shock e accentua le fluttuazioni cicliche dell'indebitamento degli intermediari finanziari.

Un auto che Bolle ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.

Sbaglia chi pensa solo all'inflazione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Questo ha provocato il boom dell'immobiliare con successiva, catastrofica esplosione della bolla (si vedano i grafici). Il professor Taylor sostiene anche che abbassando troppo i tassi la Fed avrebbe spinto anche le altre Banche centrali ad abbassare eccessivamente i loro, generando in questo modo altre bolle in gran parte del mondo.

TRIBUNALE ORDINARIO DI VENEZIA ( da "Corriere del Veneto" del 10-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Deposito del saldo prezzo e delle spese nel termine indicato in offerta ovvero, in caso di mancata indicazione del termine, entro 60 giorni dall'aggiudicazione. Nel caso in cui la vendita senza incanto non abbia luogo, potrà essere indicata una nuova data di vendita con incanto, in tal caso le offerte di acquisto in bollo dovranno essere depositate entro le ore 11.

Le sicurezze infrante di Greenspan e Bush ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: nulla valsero i moniti di quanti segnalavano gli squilibri fondamentali degli Usa nella bilancia dei pagamenti, nei conti pubblici e nei conti delle famiglie che avevano azzerato la propensione media al risparmio. Unico obiettivo di Greenspan e dell'amministrazione Bush era quello di evitare una recessione che avrebbe fatto scoppiare la bolla immobiliare e avrebbe indebolito gli Usa.

I profitti del 2007: un ricordo lontano per gli investitori ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prima della bufera il valore di tutte le case, degli immobili commerciali, delle azioni e altre attività era stimato attornoa 50mila miliardi di $ negli Usa, servito da 25mila miliardi circa di debito. La crisi ha ridotto a 30mila miliardi il precedente valore (secondo le stime Jeremy Grantham, il fondatore di Gmo), ridimensionando la sensazione di ricchezza.

L'auto di Stato ( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.

La crisi s'attenua, ma la crescita sarà lenta ( da "Giornale di Brescia" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ex ministro dell'Economia ha tracciato una visione della crisi stratificata in tre componenti: il modello di crescita statunitense fondato su un eccesso di consumo e sul ricorso all'indebitamento, la bolla speculativa del mercato immobiliare, e il panico e il crollo della fiducia che hanno pervaso il sistema economico dalla seconda metà del 2007.

Millesimo, rivivel'antico borgo e sale il prezzo delle case ( da "Secolo XIX, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: antico borgo e sale il prezzo delle case nuove tendenze Il sindaco: «Dopo i lavori di restauro molti giovani acquistano in via Roma la loro prima abitazione» MILLESIMO.Torna a vivere il centro storico di via Roma. Dopo essere stata per anni una via quasi disabitata, la parallela a piazza Italia si rifà il look e si propone come nuovo centro pulsante del paese.

Succede in Italia che si parta da un abuso edilizio e si finisca con l'incrociare una fitta trama di... ( da "Unita, L'" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Gli acquirenti accorrono subito, nonostante i prezzi: tra i 280 e i 300mila euro, per quaranta metri quadri. A quei tempi, il 2007, la bolla immobiliare è al massimo: i listini schizzano in alto velocissimi. I giovani si indebitano, e cominciano a versare quote tra i 30 e i 50mila euro firmando scritture private.

nuovo via libera al cemento, toscana prima della classe? ( da "Tirreno, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: né rispetto alle altezze, né alle distanze tra gli immobili». Insomma, nel consueto teatrino della politica, quel che ci vien chiesto è di elogiare il piano-casa "di sinistra" perché consente devastazioni minori di quello "di destra". Ancora una volta, dunque, si è scelta la dubbia etica del male minore.

USA: IMMOBILIARE, PREZZI IN CALO IN NOVE CITTA' SU 10 ( da "Wall Street Italia" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nel primo trimestre dell'anno i prezzi delle case sono diminuiti in quasi nove citta' statunitensi su 10, con il mercato immobiliare che e' stato preso d'assalto dagli acquirenti della prima casa a caccia di affari. La National Association of Realtors ha reso noto che rispetto ad un anno fa la mediana dei prezzi a cui le case esistenti sono state vendute e'

si fermano i prezzi delle case ( da "Tirreno, Il" del 13-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Pagina 8 - Viareggio Si fermano i prezzi delle case Dopo anni di salita continua, valori bloccati nel centro I valori rimangono comunque tra i più alti d'Italia: si sfiorano i 15mila euro al mq FORTE. Calma piatta. E, tutto sommato, non è affatto detto che sia un buon segnale.

Arringa del Maestro: non sono un Mago ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: è difficile non giungere alla conclusione che lo straordinario boom dell'immobiliare a cui stiamo assistendo finanziato da un fortissimo incremento dei mutui, non potrà andare avantia tempo indefinito». La bolla immobiliare ha continuato a gonfiarsi fino al 2006. Non è quasi mai difficile individuare una situazione di sottovalutazione del rischio.

Foreclosures: Countdown! pag.2 ( da "Trend-online" del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ARMs e oggi il buon Greenspan dopo aver previsto ben cinque conclusioni della crisi immobiliare negli ultimi due anni, ora torna a prevedere il nulla, prima o poi ci riuscirà...forza Alan! Proviamo a leggere quanto scrive Mario Margiocco sul SOLE 24 ORE del 12 aprile, evindenzierò alcuni passi importanti: La bolla immobiliare si sta ancora sgonfiando e con la discesa segue pagina >>

Foreclosures: Countdown! pag.3 ( da "Trend-online" del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: registrata una ripresa della domanda. Ma il 40-45% delle case in vendita sono abbandonate per pignoramento o difficoltà del mutuatario. E il lascito finanziario della grande bolla immobiliare non è finito. I mutui subprime, concessi cioè a chi dava scarse garanzie, e detonatore della crisi, cartolarizzati, impacchettati, mescolati con altri titoli e venduti come Cdo in tutto il mondo,

PIL/ FT: ECONOMIA ITALIA MEZZA MALATA E MEZZA SANA ( da "Wall Street Italia" del 15-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ma basso debito privato e niente bolla immobili -->Roma, 15 mag. (Apcom) - L'economia dell'Italia "resta malata", afferma il Financial Times, tra bassa produttività, scarsa flessibilità sul lavoro, mentre l'export ha duramente accusato la crisi mondiale. Inoltre il debito pubblico resta "paurosamente elevato", oltre il 100 per cento del Pil.

L'America s'inventa il fondo che specula sui prezzi delle case ( da "Stampa, La" del 18-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il crollo della bolla di borsa nel 2000 con il suo libro «Esuberanza irrazionale», e per essere stato poi, fin dal 2005, profetico nel prevedere che i prezzi immobiliari Usa si stavano gonfiando oltremisura e sarebbero crollati. Shiller, esperto di economia comportamentale, ha studiato un prodotto che consente al pubblico di scommettere sul trend positivo o negativo del mattone.

In Irlanda la crisi è dura, ma recupereremo presto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la crisi del credito, e lo scoppio della bolla immobiliare »: i prezzi delle case sono crollati del 40% dal 2006. Ecco come nasce la previsione di contrazione del Pil del 10% e più: -7-7%quest'anno e-2,9%il prossimo. Questo significa però, secondo il ministro, che l'Irlanda ha toccato «il punto più basso».

Popolarità al minimo per Schwarzy California sull'orlo del crac ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Governatore della California sta vivendo infatti momenti particolarmente difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma anche della bolla immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai minimi storici, con un record negativo del 33%, e solo un miracolo può evitargli il ripetersi della debacle del 2005, quando i referendum proposti dal Governatore vennero tutti seccamente bocciati.

La California è sull'orlo della bancarotta ( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: alla Casa Bianca per evidenziare di fronte alle telecamere una sua vittoria personale nella lotta contro l'inquinamento, quella dell'auto pulita «sposata» da Obama. Il Governatore della California sta vivendo infatti momenti particolarmente difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma anche della bolla immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai minimi storici (33%).

Archimede e la leva perduta! pag.2 ( da "Trend-online" del 21-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: aumento del livello del debito è stato accompagnato da un aumento del livello della ricchezza tramite la creatività del credito finanziario( MEW e speculazione immobiliare ) La bolla immobiliare è scoppiata nel 2006 e da allora la ricchezza è diminuita drasticamente oltre a quella legata agli indici azionari che ha incominciato a venir meno dalla metà del 2007.

Archimede e la leva perduta! pag.4 ( da "Trend-online" del 21-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: un esempio recente di un significativo deleveraging a seguito di una bolla immobiliare che è molto utile come riferimento. La bolla del mercato azionario giapponese scoppiò alla fine del 1989 seguita subito dopo da quella immobiliare nei primi mesi del 1991. Quasi 20 anni dopo i prezzi azionari e immobiliari rimangono rispettivamente sotto di oltre il 70 % dal il picco e del 40 %.

da subprime a cdo la crisi in sette clic - maurizio ricci ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: a meno di non veder salire il valore della casa comprata. Quando qualcuno ha cominciato a non pagare le rate, il meccanismo si è fermato, i prezzi delle case hanno cominciato a scendere, il bancomat si è prosciugato. Era scoppiata la bolla immobiliare. Non è, però, la prima bolla immobiliare che scoppia.

Ricomincio da Londra ( da "Milano Finanza" del 23-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: E questo si dovrebbe tradurre in un periodo di turbolenze nel comparto immobiliare che nel Vecchio continente prevedo possa durare ancora un paio d'anni. Certamente ci saranno paesi come la Spagna o l'Irlanda dove si faranno sentire in maniera più violenta gli effetti dello scoppio della bolla immobiliare. Meno drammatiche, invece, le condizioni di mercato in Francia e Germania.

GRILLI PARLANTI ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il saggio di Robert Shiller del 2000, è considerato il testo che con più lucidità ha esaminato la bolla delle società Ineternet. Nella seconda edizione, del 2005, il professore di Yale ha previsto l'esplosione della bolla immobiliare del mercato americano e il suo rapido propagarsi nella finanza e nelle banche di tutto il mondo.

La ricetta anticrisi di Monti ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Non avendo previsto che la bolla immobiliare degli Stati Uniti sarebbe esplosa con virulenza, Monti si aspettava una crisi «in forme diverse da quanto poi accaduto». Tuttavia la diagnosi non cambia: a monte della crisi ci sono mancanza di regole e di governo della globalizzazione e troppo potere delle lobby finanziarie.

Usa, ancora in calo i prezzi delle case in marzo ( da "Soldionline" del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ancora in calo i prezzi delle case in marzo Le tags: macroeconomia usa Commenta l'articolo Marco Delugan martedì, 26 maggio 2009 - 15:24 Una flessione del 19,1% rispetto allo stesso periodo dell?anno precedente. Questo risulta dall?ultima lettura dell?indice Case-Schiller per il primo trimestre del 2009.

Usa: sempre deboli i prezzi degli immobili nelle grandi città ( da "BlueTG online" del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: sempre deboli i prezzi degli immobili nelle grandi città 26-05-2009 15:50 - I prezzi delle case nelle 20 principali città statunitensi sono calati a marzo oltre le attese, secondo le indicazioni fornite dall'indice S&P/Case-Shiller, crollato del 18,7% su base annua, lo stesso calo registrato il mese precedente dopo il -19% registrato in gennaio,

Il mutuo a tasso variabile spinge la nuova bolla ( da "Italia Oggi" del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: potrebbe tradursi in una nuova bolla immobiliare. Se, come si sente dire sempre più spesso tra gli osservatori dell'economia reale, i primi segni di arretramento della crisi si avvertiranno già nell'autunno prossimo, non è ardito ipotizzare che l'inizio del 2010 i nuovi tassi d'ingresso nei mutui, sospinti verso il basso dalla politica della Bce,

Wall Street sale con i consumi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La crisi del mercato immobiliare ha innescato un tipico circolo vizioso: il calo dei prezzi delle case ha abbassato la ricchezza dei consumatori, i quali di conseguenza sono costretti a risparmiare di più e spendere di meno; il calo della spesa dei consumatori contribuisce a sua volta a far scendere la domanda aggregata spingendo le aziende a licenziare per contenere i costi.

Economia, torna il fattore umano ( da "Corriere della Sera" del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ha previsto due su due delle ultime crisi ed è, di per sé, un numero vivente: il suo indice del mercato immobiliare (lo «S&P's Case/Shiller») dà ogni mese lo stato di salute dell'economia americana, e anche ieri segnava febbre alta. Significherà dunque qualcosa se Akerlof e Shiller hanno unito le loro forze.

( da "Adige, L'" del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In Italia i germi della crisi sono meno virulenti che altrove. In fondo il sistema bancario era meno esposto, il debito delle famiglie ridotto, non c'era una bolla immobiliare in atto. L'infezione quindi non ha attaccato l'Italia in maniera particolarmente violenta.

Crisi: Gb, prezzi case salgono a sorpresa a maggio ( da "Trend-online" del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I prezzi delle case nel Regno Unito a maggio sono balzati a sorpresa dell'1,2%. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg. I dati della Nationwide Building Society evidenziano dunque un rallentamento della crisi immobiliare. Il prezzo medio di un'abitazione e' cresciuto infatti a 154.016 sterline, dopo aver segnato una caduta dello 0,3% ad aprile.

CRISI: GB, PREZZI CASE SALGONO A SORPRESA A MAGGIO ( da "Wall Street Italia" del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I dati della Nationwide Building Society evidenziano dunque un rallentamento della crisi immobiliare. Il prezzo medio di un'abitazione e' cresciuto infatti a 154.016 sterline, dopo aver segnato una caduta dello 0,3% ad aprile. Gli economisti avevano invece stimato un calo dello 0,9%.

Dove c'è fiducia, c'è più economia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: osservazione scaturita dal milione di dollari che un suo parente aveva pagato per comprare una casa nella città norvegese. Avrebbe dovuto notare che i prezzi degli immobili a Trondheim non erano soltanto indicativi di una strana impennata nei prezzi degli immobili in Scandinavia; erano parte di una bolla immobiliare mondiale. Si era fidato troppo.

PAOLO GHEZZI C'erano economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei anni prima, come Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale ( da "Adige, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: esplosione della bolla immobiliare, ma anche la leader delle prostitute italiane Carla Corso che viceversa si fidava delle dritte del cronista di borsa Everardo Dalla Noce (ex cronista sportivo): ma perché gli italiani si affidano ai promotori finanziari la cui associazione è presieduta da un laureato in giurisprudenza ex arbitro di calcio?

Date un mutuo per l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore dell'immobile, anche a chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e nessun patrimonio ( da "Adige, L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: chi ha ricordato il precedente della bolla immobiliare in Giappone, chi infine, da accademico, ha lanciato la proposta di fare come in farmacia. «Nel dibattito scientifico - ha ricorda Roberto Tamborini, professore a Trento - si sta affermando l'opinione che gli strumenti finanziari dovrebbero essere trattati come i medicinali.

il federalismo all'italiana - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: eccesso di mutui concessi per star dietro agli eccessi dell´offerta edilizia. Questa "bolla immobiliare" ha portato al 9% la disoccupazione Usa, ha fatto calare del 13% la produzione industriale. In Italia, a quel che pare, siamo convinti che dalla crisi scatenata dalla housing bubble americana noi (e solo noi) usciremo con una bolla immobiliare nostrana,

Investimenti, primi spiragli di luce ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: economisti hanno attribuito tutte le colpe dell?attuale crisi allo scoppio della bolla immobiliare Usa e solo in un secondo momento si sono resi conto di essere di fronte a una crisi globale del credito e del settore finanziario delle economie più sviluppate. Ciò non toglie che il crollo dei prezzi delle case negli Stati Uniti sia stato il primo grave sintomo della malattia dell?

Operazione trasparenza, svolta per il mercato ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: negli anni della bolla immobiliare e diventati insostenibili nell?attuale fase di frenata, contrassegnata da un calo delle quotazioni, ma soprattutto da un allungamento dei tempi di compravendita. «La pubblicazione sarà una raccolta di best practice e conterrà informazioni relative ai costi di materiali, alla disponibilità di fornitori e ai prezzi medi applicati in ciascuna area,

Case ancor più in saldo se comprate in oro ( da "Finanza e Mercati" del 02-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Case ancor più in saldo se comprate in oro da Finanza&Mercati del 02-06-2009 Il mercato immobiliare non è certo nel suo momento più brillante. E se il confronto avviene in rapporto all'oro, il momento brilla ancor meno. I prezzi delle case, dopo la bufera subprime e la corsa a vendere appartamenti rimasti senza inquilini solventi,

PURTROPPO la quasi unanimità degli economisti contraddice questa sua convizione: è... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: al di sopra delle sue risorse: le banche prestavano soldi a tutti, senza pretendere garanzie, soprattutto a chi chiedeva mutui per la casa. Il risultato è stata la bolla immobiliare: prezzi saliti vorticosamente e poi improvvisamente precipitati. Nel contempo molti non sono stati in grado di pagare le rate dei mutui e le banche non hanno ripreso i loro soldi con le case ipotecate.

Riparte il mattone americano ( da "Tempo, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: stampa Bassi livelli dei prezzi degli immobili e tassi ai minimi hanno ridato fiducia a operatori e consumatori Riparte il mattone americano Acquisti Ad aprile i compromessi per le case sono cresciuti del 6,7%. Molto più delle stime Il mattone Usa riprende fiato. Dopo mesi di calo del mercato immobiliare e lo scoppio della bolla dei subprime (mutui concessi a clienti poco svolvibili)

Via Acerbi, la vendita degli appartamenti finisce in tribunale ( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: È il 1999 quando 32 famiglie inquiline dell'Inpdai in via Acerbi, ricevono una proposta di vendita dall'allora Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali, con l'indicazione del prezzo dell'immobile e la possibilità di esercitare il diritto di prelazione.

Altro che crisi: boom di vendite per le case al mare ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Ma chi cerca questi immobili e quali sono i prezzi? Alle seconde case sono interessate principalmente le famiglie residenti in aree metropolitane con figli. E' infatti una soluzione ideale per chi in vacanza trascorre più delle due settimane tipiche dei viaggi, magari alternandosi.

GB: PREZZI CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 04-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: GB: PREZZI CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO (AGI) - Londra, 4 mag. - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono aumentati del 2,6% mensile a maggio, dopo tre mesi di cali. Lo rivela una ricerca della Halifax. La banca Lloyds fa pero' sapere che i dati non sono indicativi di una ripresa del settore immobiliare.

IMMOBILIARE: SEGNALI DI SPERANZA DAL REGNO UNITO ( da "Wall Street Italia" del 04-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Inversione di rotta nel mercato immobiliare britannico. Nel mese di maggio i prezzi delle case hanno infatti registrato un rialzo sorprendente, il maggiore su base mensile da sei anni e mezzo a questa parte. Stando a quanto riferito dal principale erogatore di mutui del Paese, Halifax, nell'ultimo periodo si sono avvertiti segnali che indicano che l'attivita'

"fai la spesa? vinci una casa" acchiappaclienti in tempo di crisi - alessandra paolini ( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Per i cultori della raccolta punti al supermercato è cominciata una nuova era: quella delle lotterie, dei premi, del gratta e vinci. E stravinci. Colpa della crisi, sicuramente. E del calo dei consumi. Ma anche della bolla immobiliare, mettiamola così, se da qualche settimana gli ambitissimi trofei messi in palio al centro commerciale Parco Leonardo,

Rimbalzo a maggio dei prezzi delle case Uk ( da "Milano Finanza (MF)" del 05-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: osservatorio mensile della banca Halifax. Le attese degli analisti indicavano una flessione dello 0,6% su base mensile e del 17,2% sull'anno. La variazione positiva dei prezzi delle case suggerisce che il mercato immobiliare si sta stabilizzando anche se, con l'incremento del tasso di disoccupazione, la domanda mostra ancora parecchie incertezze.


Articoli

SPAGNA/ ZAPATERO MINIMIZZA SALVATAGGIO CAJA CASTILLA LA MANCHA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 30-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Spagna/ Zapatero minimizza salvataggio Caja Castilla La Mancha di Apcom Avallo da 9 mld. Solbes: Denaro clienti assolutamente garantito -->Madrid, 30 mar. (Apcom) - La Banca centrale spagnola garantisce "assolutamente" il denaro dei clienti di Caja Castilla La Mancha (Ccm), la cassa regionale castigliana che ieri il governo ha deciso di salvare in extremis dalla bancarotta con un avallo di 9 miliardi di euro di denaro pubblico. "La cassa", ha detto il ministro dell'Economia Pedro Solbes, "non è stata sufficientemente cauta nell'investire nel settore della costruzione", locomotiva della crescita spagnola per oltre un decennio fino al punto di diventare una 'bolla' esplosa circa un anno fa. Anche il premier José Luis Zapatero, in un'intervista televisiva di cui sono stati anticipati stralci, ha minimizzato l'intervento pubblico: questo, secondo il leader socialista, ha "un'importanza relativa", perché l'entità "rappresenta lo 0,8% dell'attività finanziaria spagnola" e "perché non siamo di fronte a un problema di solvenza: la cassa aveva solvenza, ma rischiava, a termine, di avere problemi". Solbes ha insistito nel trasmettere un messaggio di "tranquillità e sicurezza assoluta" sulla Ccm. I clienti della cassa castigliana "possono chiedere il loro denaro in tutta tranquillità, ma se non lo devono usare non c'è nessun bisogno di cambiare banca", ha dichiarato l'ex commissario europeo, che afferma che il governo "non si aspetta un comportamento irrazionale" dei risparmiatori. La giornata di oggi, ha informato la Caja secondo i media iberici, è trascorsa in modo sostanzialmente tranquillo nelle sue agenzie: niente file agli sportelli, anche se non pochi clienti hanno chiesto spiegazioni preoccupati, ma quasi sempre si sono accontentati delle risposte del personale; mentre diversi imprenditori hanno espresso il loro sostegno alla cassa e le hanno ribadito i loro impegni. Il 'buco' potenziale nei conti della Ccm è di circa 3 miliardi di euro, e la sua esposizione totale al settore immobiliare è di 9 miliardi. Quanto al resto delle banche e casse spagnole, Solbes ha affermato che "in questo momento non c'è una preoccupazione specifica e immediata su niente e nessuno". Il settore bancario iberico, ha insistito Solbes, "è molto solido" e finora il governo non ha dovuto apportare "nemmeno un centesimo in termini di bilancio", ma solo prestiti o garanzie. Le preoccupazioni degli esperti sono soprattutto per le altre casse di risparmio medie o minori, che come la Ccm sono esposte ai rischi della bolla immobiliare: diverse di loro, come ad esempio Caja Mediterraneo o Caja Cantabria, hanno emesso oggi comunicati per rassicurare i loro clienti sul fatto che non temono di dover essere salvate dal governo. Caja Castilla La Mancha aveva gravi problemi di liquidità a causa di un costante 'dissanguamento', dovuto a un massiccio ritiro di depositi, da circa un anno e mezzo: come soluzione, il governo aveva cercato di propiziare una fusione con una cassa andalusa, Unicaja. Ma il fallimento di questo progetto ha costretto il governo a intervenire direttamente. In un primo momento, l'esecutivo Zapatero dovrebbe iniettare nella cassa castigliana 2 o 3 miliardi di euro, e spera che non sia necessario dar fondo all'intera garanzia fornita.

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DOPO IL 2007 PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 31-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Martedì 31 Marzo 2009 ECONOMIA Pagina 43 Brevi A VERONA -6,4% DOPO IL 2007 PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008 Nel 2008 il mercato immobiliare ha continuato a registrare un calo di prezzi, cominciato nel 2007. Secondo Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, le città in cui si sono registrati i cali maggiori sono state Bologna e Genova (-7,6% sul 2007) e Palermo (-7,1%). A Verona -6,4%. ALBERTO GIORGETTI «I BALCANI, AREA DI GRANDE INTERESSE PER IL NORDEST» Per il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, «i Balcani sono un'area di grande interesse che si sta progressivamente stabilizzando in termini non solo di sicurezza e di democrazia, ma anche economici». Giorgetti è intervenuto ieri a Treviso al «Tavolo Balcani» organizzato dall'Ance.  

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Prezzi sugli immobili, -10,4% in città (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nuova Ferrara, La" del 31-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Prezzi sugli immobili, -10,4% in città Prezzi delle case in calo sul mercato di Ferrara con un -10,4% e anche la Regione segue la tendenza nazionale del calo dei prezzi delle abitazioni avvenuto nel corso del 2008. Secondo i dati forniti da Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, tra i capoluoghi di provincia cali a due cifre sono stati registrati anche a Reggio Emilia (-17,1%). Dopo Ferrara seguono Bologna (-7,6%), Modena (-7,1), Forlì (-4,3%), Rimini (-3,9), Piacenza (-1,9%). Parma registra un -0,2% ed è l' unico capoluogo che negli ultimi due anni registra un aumento (+3,7%). Mancano i dati su Ravenna (sia sui prezzi delle case che sui mutui) perchè qui Tecnocasa non ha agenzie e quindi non ha potuto fare rilevazioni.

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In Emilia il crollo del mattone (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 31-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

CRONACHE pag. 13 In Emilia il crollo del mattone Le abitazioni costano sempre meno: i record a Reggio, Ferrara e Bologna di ALESSANDRO GOLDONI BOLOGNA ANCHE gli immobili piangono'. Dopo la debacle delle borse, gli effetti della crisi si stanno palesando nel mercato delle abitazioni. Dall'osservatorio di Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, arrivano notizie che testimoniano un calo dei prezzi delle case in tutta l'Emilia Romagna in linea con la tendenza nazionale. I dati si riferiscono al 2008 e oltre ai prezzi degli immobili prendono in considerazione i volumi dei mutui ipotecari concessi dalle banche per acquistare l'abitazione. I CALI più vistosi nei prezzi sono stati registrati a Reggio Emilia (-17,1%) e a Ferrara (-10.4%). Seguono Bologna (-7,6%), Modena (-7,1), Forlì (-4,3%), Rimini (-3,9%), Piacenza (-1,9%). Parma registra un -0,2% ed è l'unico capoluogo che negli ultimi due anni registra un aumento (+3,7%). Mancano i dati su Ravenna (sia sui prezzi delle case che sui mutui) perchè nella città romagnola Tecnocasa non ha agenzie e quindi mancano le rilevazioni. I cali frazionali non rendono la percezione in termini di prezzo reale al momento di concludere un affare di compravendita. Ecco dunque un esempio: a Reggio Emilia, la città dove la contrazione è stata maggiore, un immobile medio di 100 mq che nel 2007 si sarebbe venduto per 280 mila euro, oggi sarebbe ceduto per 235 mila. A Bologna invece dove i prezzi al metro quadro sono mediamente più elevati e le diminuzioni più lievi l'effetto è meno spiccato ma comunque rilevante: un appartamento semi centrale di 100 mq che costava 350 mila euro nel 2007, oggi si potrebbe comprare per 325 mila. MA PROPRIO a Bologna si notano differenze marcate da quartiere a quartiere: perdono più valore i palazzi della zona centrale Murri San Mamolo (-6,4%) rispetto a zone periferiche come Mazzini-Savena e Borgo Panigale (-1,9%). Inoltre tengono maggiormente il prezzo i trilocali, più richiesti rispetto ai monolocali. Per quanto riguarda i mutui ipotecari, nel terzo trimestre 2008, l'Emilia Romagna, che con 1.280 milioni è al terzo posto dietro Lombardia e Lazio, ha fatto registrare una flessione del 7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I cali maggiori a Reggio Emilia (-23%), Modena (-13%) e Parma (-9%). Di segno negativo anche la provincia di Bologna (-2%).

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IN TEMPI di crisi il mercato del mattone si fa più conveninete. I prezzi del... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 31-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

PRIMO PIANO pag. 2 IN TEMPI di crisi il mercato del mattone si fa più conveninete. I prezzi del... IN TEMPI di crisi il mercato del mattone si fa più conveninete. I prezzi delle case scendono e il mercato dovrebbe decollare. «Eppur non si move». Perché? Perché il costo della vita è salito, perché in un famiglia monoreddito il capitolo casa (affitto o mutuo che sia) spesso rappresenta la metà del budget mensile totale. A Pistoia gli affitti restano alti e negli ultimi anni il numero degli sfratti esecutivi per morosità sono cresciuti. «Siamo intorno al 79% - ci spiega Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia - sul totale degli sfratti. Il che vuola dire una vera emergenza. Eppure un modo per affrontare il problema e per porvi rimedio ci sarebbe. Basti pensare che la Regione ha sbloccato già 120 milioni di euro per gli interventi sugli alloggi Erp. E non è tutto: la Regione ha inviato a tutti i Comuni della Toscana una scheda esplorativa da compilare con le indicazioni delle aree e dei possibili interventi da programmare per la costruzione e/o la ritrutturazione di alloggi da destinare all'edilizia pubblica». Dunque qualche passo avanti si sta facendo ma le difficoltà sono ancora molte. «Soprattutto - continua Innocenti - Pistoia, come molti altri Comuni della Toscana, del resto, sta scontando un immobilismo che perdura da tempo: basti pensare che l'ultimo intervento di rilievo risale al 1996, quando furno costruiti gli alloggi nel Polo Urbano di via Gentile, oltre alle case destinate all'emergenza abitativa alle Piastre. Quello che manca è però un tavolo tecnico che programmi gli interventi e coordini soggetti diversi. Noi - spiega Innocenti - abbiamo più volte richiesto la costituzione di un tavolo di concertazione permanente a cui possano prender parte organizzazioni sindacali, cooperative edilizie, Comune, associazione dei costruttori e Spes». Tornando a Pistoia, le aree in cui sono stati realizzati gli interventi di edlizia sociale sono quella delle Fornaci (20 alloggi); la zona ex Ricciarelli di via Ciliegiole (40 alloggi); la zona della Vergine (quella dove ha sede la Misericordia), dove sono stati relizzati 50 alloggi per gli anziani, e infine gli immobili nell'area di proprietà della Curia, in centro. «Come Sunia - conclude Innocenti - abbiamo costituito un'associazione immobiliare, «Il Ponte». L'idea su cui si basa è quella di acquistare, grazie alle quote sociali, immobili, anche da privati, che poi vengono ridistruibuiti in affitto a canone calmierato». Ma c'è chi chiede interventi che rientrino in un piano più generale. Come il presidente della Spes Stefano Marini. «L'emergenza casa a Pistoia c'è, inutile negarlo - spiega Marini -. La verità è che manca un piano coerente dello Stato. Come avvenne nel dopoguerra con il piano Fanfani, con le case a riscatto. In sostanza, lo Stato si faceva carico di acquistare gli immobili che poi assegnava a prezzo di un canone ridotto che permettesse, appunto, al cittadino di riscattare l'alloggio negli anni. Per quanto riguarda Pistoia, la strada da seguire non è solo quella di costruire nuovi alloggi, ma anche acquistare appartamenti finiti che magari le imprese non riescono a piazzare sul mercato, da tenere poi a canone calmierato. L'importante è che si pianifichi, spazi e immobili non mancano». Martina Vacca

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CRISI/ RAPPORTO UE: PREOCCUPA AUMENTO SQUILIBRI DENTRO L'EUROZONA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 31-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Crisi/ Rapporto Ue: Preoccupa aumento squilibri dentro l'eurozona di Apcom Perdono competitività Irlanda, Grecia, Spagna e Slovacchia -->Bruxelles, 31 mar. (Apcom) - La Commissione europea è preoccupata dall'aumento del divario di competitività all'interno della zona euro, che aumenta l'esposizione di alcuni suoi Stati membri alla crisi economica mondiale: in particolare hanno perso competitività Irlanda, Grecia, Spagna e Slovacchia, mentre l'Italia è riuscita a mantenere la propria posizione. E' quanto si legge nel rapporto trimestrale dell'esecutivo Ue sull'eurozona. "Nel corso degli ultimi dieci anni alcuni Stati membri hanno subito un calo notevole della loro competitività di prezzi e costi rispetto al resto della zona euro, mentre altri hanno registrato grossi miglioramenti". Al primo gruppo - spiega Bruxelles - appartengono Irlanda, Grecia, Spagna e Slovacchia; al secondo soprattutto la Germania, ma anche Finlandia, Austria e Francia. L'Italia appartiene al gruppo che "ha mantenuto più o meno stabilmente la propria posizione competitiva" insieme a Belgio e Slovenia, anche se in termini di export e aumento della produttività la performance italiana è una delle peggiori dell'eurozona. "L'attuale crisi economica sottolinea il bisogno di una più ampia e approfondita sorveglianza macroeconomica all'interno della zona euro. Al suo interno sono emersi divari significativi di competitività, aumentando l'esposizione di alcuni Stati membri alla crisi globale e accentuando la necessità di una correzione", avverte la Commissione. Il rapporto indica che i divari tra le partite correnti all'interno dell'Eurogruppo "hanno raggiunto il massimo storico". "Mentre alcuni di questi sviluppi possono essere spiegati da motivi benigni, una parte considerevole della divergenza ha cause più preoccupanti. In particolare, può essere legata all'emergere di significativi squilibri interni in alcuni Stati membri", sottolinea Bruxelles. Il rapporto prende di mira l'aumento eccessivo dei salari e della domanda interna, l'indebitamento estero e del settore privato e la bolla immobiliare: tutti fenomeni attribuibili alle economie della 'Nuova Europa', nonché all'Irlanda o alla Spagna, ma meno all'Italia. Secondo la Commissione, la crisi contribuirà a ridurre parte degli squilibri, ma non in maniera sufficiente. Il resto della 'correzione' si pagherà in termini di disoccupazione, a meno che non vengano adottate riforme "più decise" sul mercato del lavoro e per favorire la concorrenza. "La convergenza delle partite correnti - ammonisce il rapporto Ue - sta avvenendo con un riequilibrio limitato della competitività di prezzi e costi e quindi si realizzerà ad un alto prezzo in termini di sotto utilizzo della forza lavoro e del capitale".

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OCSE/ FRANCIA TIENE MEGLIO DEI GRANDI DI EUROLANDIA - PUNTO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 31-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Ocse/ Francia "tiene meglio" dei grandi di Eurolandia - punto di Apcom Parla de Boissieu (Sorbona): merito banche e assenza "bolla" case -->Parigi, 31 mar. (Apcom) - Le previsioni dell'Ocse pubblicate oggi vedono la Francia in una condizione migliore rispetto alla media della zona euro per quanto riguarda il calo del Pil nel 2009 e 2010. Secondo l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione, Parigi dovrebbe ridurre il proprio prodotto interno lordo del 3,3 % nel 2009 e dello 0,1% nel 2010. Per la zona euro l'Ocse ha invece previsto per l'anno in corso un calo del Pil del 4,1% e nel 2010 una flessione dello 0,3%. La Francia segue dunque la tendenza ma si distingue dall'eurozona "perché è stata toccata in modo diverso dalla crisi, meno violentemente rispetto al Regno Unito o alla Spagna" commenta in esclusiva per Apcom Christian de Boissieu, professore di economia alla Sorbona e presidente del Consiglio di Analisi Economica del governo francese. "Credo che l'impatto sia stato meno marcato in certi settori perché in Francia non è scoppiata una vera e propria bolla immobiliare, ma c'è stata solo speculazione". Benché varie banche transalpine negli scorsi mesi, siano risultate esposte ai subprime e ai titoli tossici per diversi miliardi di euro secondo de Boissieu "gli istituti di credito francesi hanno comunque subito meno l'impatto degli asset tossici rispetto a quelli d'oltremanica". Per il docente della Sorbona un elemento di stabilizzazione del sistema francese è rappresentato anche dal "prelievo obbligatorio sul Pil più elevato rispetto alla media dei Paesi europei". Nonostante alcune delle statistiche elaborate dall'Ocse abbiano previsto un immediato futuro meno cupo per la Francia, anche Parigi si trova in una posizione simile ad altri Paesi per quanto riguarda le disoccupazione e l'aumento del debito pubblico. "I giovani, non solo quelli francesi, rischiano di pagare due volte il prezzo di questa crisi - commenta De Boissieu - in primo luogo perché non riescono a trovare un vero primo lavoro che dia loro stabilità. In secondo luogo perché l'aumento del debito pubblico si trasferirà sulle generazioni future. Ritengo che il G20 dovrà occuparsi seriamente anche di questo problema". A livello europeo invece per l'economista francese la crisi lascerà delle questioni aperte che l'Unione Europea dovrà risolvere. "La crisi economica ha messo in discussione il concetto di solidarietà tra i Paesi dell'Unione e ha sollevato il problema della governance economica UE - sottolinea de Boissieu - ritengo che i 27 dovranno trovare una valida soluzione per risolvere tali questioni e si dovrà ripristinare il patto di stabilità".

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USA/DA INDICATORI ECONOMICI SEGNALI MIGLIORI DELLE ATTESE - PUNTO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 01-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa/da indicatori economici segnali migliori delle attese - punto di Apcom Il peggio potrebbe essere alle spalle. -->New York, 1 apr. (Ap) - Qualche spiraglio di luce per l'economia statunitense. La spesa per le costruzioni e' diminuita per il quinto mese consecutivo a febbraio, ma i risultati si sono rivelati migliori delle attese e, insieme ad altri aggiornamenti macroeconomici, suggerisce che la fase di contrazione potrebbe ormai essere vicina al termine. Il Dipartimento del Commercio ha poi riferito che la spesa per le costruzioni e' calata dello 0,9%, un ribasso piu' contenuto rispetto al -1,5% atteso dagli economisti. E' da ottobre che le attivita' di costruzione nel loro complesso sono in flessione, con il livello di attivita' che si trova ai minimi di quasi cinque anni. Nel frattempo l'indice Ism che misura lo stato di salute dell'attivita' manifatturiera ha subito a marzo una contrazione per il quattordicesimo mese consecutivo. Tuttavia il dato si e' attestato su livelli superiori alle stime. L'Istitute for Supply Management ha reso noto che il mese scorso il suo indicatore e' salito a 36,3, rispetto al 35,8 di febbraio. Gli economisti si aspettavano un miglioramento piu' timido, a 36. Una lettura sotto i 50 punti indica una contrazione dell'attivita' e a dicembre l'indice ha toccato il punto piu' basso in 28 anni (a 32,9). Nessuna delle 18 industrie manifatturiere ha registrato una crescita a marzo, ma il report odierno sottolinea che cinque di queste - tra cui impianti elettrici, metalli di base, macchinari - si aspettano di trarre giovamento dalle misure previste dal piano di rilancio economico messo a punto dal governo. "La brusca frenata dell'industria manifatturiera sembra che si sia in qualche modo moderata", dice Norbert Ore, presidente del comitato dell'ISM. A Wall Street intanto l'azionario ha accolto con favore i dati migliori delle attese relativi a costruzioni e settore manifatturiero e al giro di boa scambia in lieve rialzo dopo una partenza con il freno a mano tirato. Questo mentre la National Association of Realtors ha fatto sapere che in febbraio le vendite di case con contratti in corso sono risalite dai minimi record del mese precedente. I costruttori edili, tuttavia, continuano a mantenere un approccio molto prudente, mentre le case invendute aumentano e il numero di pignoramenti record scarica sul mercato un numero sempre maggiore di proprieta' immobiliari. Lunedi' la societa' immobiliare Lennar ha reso noto che le sue perdite trimestrali sono aumentate del 77% a causa della perdita di valore di inventario e terreni, oltre alla flessione delle vendite di case e nuovi ordini. Secondo il report del Dipartimento del Commercio le costruzioni non residenziali sono cresciute dello 0,3% a febbraio, in miglioramento rispetto al calo del 4,3% di gennaio che e' anche stato il peggiore risultato da 15 anni a questa parte. Le vendite delle case precedentemente occupate sono salite in febbraio ad un ritmo che non si vedeva da sei anni, con gli acquirenti del primo immobile che hanno tratto vantaggio dei prezzi scontati delle proprieta' immobiliari ipotecate o depresse. Secondo alcuni economisti questo fattore potrebbe contribuire a moderare i cali. Gli analisti prevedono che il settore degli immobili commerciali sia destinato a scivolare nella peggiore crisi dalla bolla immobiliare degli anni '90. I tassi di insolvenza sui mutui per hotel, uffici, edifici residenziali e industriali sono aumentati in maniera considerevole negli ultimi mesi e probabilmente continueranno a salire ancora fino alla fine del 2010, con sempre piu' societa' che annunciano nuovi tagli al personale, che si vedono costrette a ridimensionarsi o addirittura a chiudere i battenti.

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Questa catastrofe durerà poco. Ecco perché (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza (MF)" del 02-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MF sezione: Commenti & Analisi data: 02/04/2009 - pag: 8 autore: di Michel Girardin* Questa catastrofe durerà poco. Ecco perché Una buona notizia: la crisi economica che stiamo attraversando è a tutti gli effetti una catastrofe. A differenza di un incidente, la catastrofe ispira nuove riflessioni sulle soluzioni da mettere in pratica per evitarne o attenuarne gli effetti. Tutti i provvedimenti messi in opera sinora per farci uscire dalla crisi attuale hanno tuttavia un sapore di dejà-vu. Il che è normale, considerato che la crisi stessa sembra avere origine dagli stessi errori commessi in passato, sulla scia delle crisi che colpirono gli Stati Uniti negli anni 20 o il Giappone negli anni 80.Eccesso di speculazione All'origine di ogni crisi troviamo immancabilmente un eccesso di speculazione. Il primo esempio in merito è stata la «bolla del bulbo» che vide una buona parte della popolazione olandese riporre tutti i loro risparmi sui bulbi di tulipano, proprio nel momento in cui crollarono i prezzi precipitando il Paese in una grave depressione: stiamo parlando del febbraio 1637. A partire da quella data, la bramosia di guadagno assumerà connotazioni meno poetiche e si manifesterà più nei confronti dei mercati azionari o del settore immobiliare, o addirittura di una combinazione dei due.Una crisi dei subprime gli Stati Uniti l'hanno già conosciuta. Fu in occasione del «Florida boom» del 1927. L'impennata dei prezzi delle case in riva a un mare che poteva trovarsi anche a più di 50 Km di distanza aveva spinto la Banca Centrale, nel momento di picco del mercato, a stringere i cordoni del credito. Fatica sprecata: le famiglie americane continuarono ad abusare della leva per comprare a credito azioni a Wall Street. Questo stesso desiderio sfrenato di indebitamento aveva spinto i cittadini giapponesi ad approfittare della crescita dei prezzi dei terreni alla fine degli anni 80 per impegnare i propri beni immobiliari presso le loro banche e investire i crediti loro concessi in warrant presso la borsa di Tokyo. Coloro che sono rimasti investiti dopo di allora e sono fedeli all'adagio «non venduto, non perduto» dovranno avere ancora pazienza: la borsa giapponese è oggi a un livello inferiore dell'80% al picco raggiunto nel 1989.A parità di mali, parità di rimedi. Le leve della politica monetaria e fiscale sono state azionate molto più velocemente oggi che dopo le due crisi sopra menzionate. Se è un filino scoraggiante constatare che il risparmio mondiale ha una tendenza ricorrente a evidenziare eccessi di paura e di cupidigia, ci possiamo consolare con una messa in opera delle soluzioni molto più rapida che in passato. Questa è una delle ragioni che ci fanno maggiormente sperare in una durata di questa crisi inferiore alla media di sei anni conosciuta finora. All'attivismo monetario e fiscale bisogna aggiungere il mantenimento di una libera circolazione di beni e persone. Per questo motivo le velleità protezionistiche che stanno prendendo forma qua e là devono essere combattute con fermezza se non vogliamo che l'attuale recessione sfoci in depressione. È nella volontà di rinnovare senza ripetere gli errori del passato che la crisi può trovare la sua utilità. * direttore investimenti Union Bancaire Privée

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L'Europa in febbraio ha perso 480mila posti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-04-02 - pag: 13 autore: Disoccupazione. Nei Paesi della moneta unica salita all'8,5% L'Europa in febbraio ha perso 480mila posti Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La disoccupazione aumenta velocemente anche in Europa, non solo negli Stati Uniti. Gli ultimi dati - pubblicati ieri, alla vigilia di un nuovo atteso allentamento monetario della Banca centrale europea - mostrano che in febbraio quasi 500mila persone hanno perso il lavoro nell'Unione Europea. Secondo Eurostat, l'indice di disoccupazione nei 16 Paesi della zona euro è salito dall'8,3 all'8,5 per cento. L'incremento è superiore alle previsioni. Il braccio statistico della Ue prevede un tasso di disoccupazione al 10% entro fine anno. Nell'Unione, il numero dei disoccupati è aumentato di 478mila a 19,156 milioni. Il tasso di disoccupazione è aumentato in tutti i Paesi della zona euro,salvo l'Olanda in cui è rimasta stabile al 2,7% per il settimo mese consecutivo.Male sono andati in particolare la Spagna e l'Irlanda, due Paesi alle prese con lo scoppio di una bolla immobiliare. Il balzo è stato di 0,7 punti percentuali, rispettivamente al 15,5 e al 10 per cento. Secondo l'Ufficio centrale di statistica di Dublino la disoccupazione in Irlanda sarebbe arrivata all'11% in marzo. Il timore di molti osservatori, non solo quindi di Eurostat, è che la situazione possa peggiorare. Dalla Germania ieri sono giunte nuove notizie negative: secondo i dati dell'associazione di categoria gli ordini di macchine utensili sono calati del 49% annuo in febbraio, il peggior risultato dal 1958, anno in cui sono iniziate le rilevazioni statistiche. La Vdma ha quindi deciso di rivedere le sue stime: il calo nel 2009 sarà tra il 10 e il 20%, non più del 7 per cento. «Stiamo assistendo a un rallentamento economico molto violento. A un certo punto- ha detto ieri il ministro delle Finanze Peer SteinbrÜck, parlando alla rivista Stern - ci sarà una ripresa ma molto, molto graduale. Se saremo fortunati inizierà nel 2010». Esposta sul fronte dell'export, la Germania sta soffrendo del rallentamento mondiale. Non può neppure contare su una domanda interna forte: le vendite al dettaglio, escluse quelle di automobili, sono calate in febbraio dello 0,2% mensile. A pesare oltre alla crisi e a fattori strutturali è stato a sorpresa anche il sussidio di 2.500 euro alla rottamazione delle auto. «Molti consumatori spiegava ieri Andreas Rees, di UniCredit - vogliono approfittare del bonus. Rimane loro poco denaro per l'acquistodi altri prodotti ». Le ultime cifre sull'uso del sussidio sono impressionanti: sono state finora presentate 940mila domande. Il timore però è che questa misura non aiuti tanto le case tedesche quanto quelle straniere, specializzate in auto piccole ed ecologiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA CHI STA PEGGIO Lo scoppio della bolla immobiliare colpisce Spagna e Irlanda: a Dublino in marzo i senza lavoro all'11%

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NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la si... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 02-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MASSA MARITTIMA pag. 9 NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la si... NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la situazione del mercato immobiliare ha mostrato un peggioramento nell'ultima parte del 2008. Nel quarto trimestre dello stesso anno il 50% degli Agenti Immobiliari ha denunciato una riduzione del valore delle operazioni. E' quanto emerge da un sondaggio sul mercato immobiliare, condotto con la collaborazione di esperti del settore, delle abitazioni di Massa Marittima e del comprensorio delle Colline Metallifere da cui traspare che le attese degli operatori segnalano un miglioramento solo nel prossimo biennio. Nel dettaglio nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili hanno registrato un significativo calo, mentre una esigua minoranza di operatori ha invece registrato un incremento delle vendite. UN TREND al ribasso che ha interessato soprattutto le case di campagna e sul mare. Segnano un lieve ribasso anche le comprevendite nei centri storici. Secondo il resoconto trimestrale fornito dagli interessati al settore il dato paga sia l'incremento dei nuovi incarichi acquisiti nel quarto trimestre rispetto al terzo, che la debole dinamica delle vendite. A confermare questa tendenza anche le cause che hanno spinto alla cessazione degli incarichi a vendere. Nel 50% dei casi il motivo è stata l'assenza di proposte di acquisto a causa dei prezzi troppo elevati. Per il 20% invece il venditore ha rinunciato a cedere l'immobile perchè la posta sul piatto era troppo bassa. Ha pesato poi la difficoltà da parte degli eventuali acquirenti a reperire i mutui per chiudere l'operazione. Chi compra, ci dicono gli agenti, ricorre all'accensione di un mutuo ipotecario e il rapporto fra prestito erogato e valore dell'immobile è in media pari al solo 70%, con la conseguenza di dilatare tempistiche e dinamiche delle trattative.

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Inghilterra: a marzo i prezzi degli immobili salgono a sorpresa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 02-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Inghilterra: a marzo i prezzi degli immobili salgono a sorpresa (2 Aprile 2009 - 10:01) MILANO (Finanza.com) - Qualcosa si muove Oltremanica. I prezzi delle case nel Regno Unito hanno dato segnali di risveglio nel mese di marzo: in barba alle previsioni ancora cupe dei principali economisti di mercato - che avevano previsto una nuova contrazione - il costo medio degli immobili è inaspettatamente salito dello 0,9 per cento. E' quanto emerge dagli ultimi dati della Nationwide Building Society, citati da Bloomberg News. A contribuire a questo "cambiamento" la politica adottata dalla Banca d'Inghilterra, che tagliando i tassi a livello record ha spinto al rialzo la concessione dei mutui. (Micaela Osella - Riproduzione riservata)

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GB/ PREZZI CASE CRESCONO A MARZO, PRIMA VOLTA IN UN ANNO E MEZZO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 02-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gb/ Prezzi case crescono a marzo, prima volta in un anno e mezzo di Apcom Più 0,9% dopo calo febbraio 1,9% -->Londra, 2 apr. (Ap) - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono cresciuti dello 0,9% mensile a marzo per la prima volta dopo 17 cali consecutivi, secondo i dati di Nationwide, una delle maggiori società di mutui immobiliari del paese. In febbraio i prezzi erano scesi dell'1,9%. Ma il capo economista di Nationwide, Fionnuala Earley, è cauta: "l'aumento dei prezzi di marzo è positivo, ma è decisamente troppo presto per ritenerlo una prova che il fondo del ciclo è stato raggiunto". Per l'economista ci vorrà del tempo prima che i forti tagli del tassi operati dalla Banca d'Inghilterra e la sua politica di crescita delle disponibilità di moneta si trasmettano al mercato immobiliare e prima che si verifichi una ripresa sostenuta dei prezzi. Nei giorni scorsi la Banca d'Inghilterra aveva indicato che il mercato immobiliare potrebbe essere in corso di stabilizzazione. Nella sua indagine mensile sul mercato dei mutui la banca centrale ha rilevato che i mutui per acquisti di case approvati sono cresciuti del 19% a febbraio a 37.937, il massimo da maggio 2008.

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E ora il ballo del mattone (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 04-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza sezione: I vostri soldi il Trader ETF data: 04/04/2009 - pag: 38 autore: di Salvatore Licciardello E ora il ballo del mattone Il crollo del mercato immobiliare negli Stati Uniti aveva fatto perdere circa il 60% ai fondi indice che vi investono. Ma l'inversione di tendenza non sembra lontana Adesso tutti gli occhi sono puntati sullo stato di salute del mercato immobiliare. Per la prima volta dall'inizio della Grande Crisi, l'indice di accesso alla proprietà è aumentato dopo aver toccato i minimi storici, facendo perdere a Etf specializzati nell'immobiliare e indici collegati circa il 60% del valore. Bisogna capire se si è in presenza di un'autentica inversione di tendenza.L'indice di accesso alla proprietà calcolato dall'Associazione Nazionale dei Realtors negli Stati Uniti, determina la capacità di una famiglia media americana di ottenere un mutuo per l'acquisto di una casa di medio prezzo. L'indice dipende da 3 variabili: il prezzo delle case esistenti, il reddito e i tassi sui mutui. Il valore 100 indica un reddito appena sufficiente ad acquistare un immobile di prezzo medio (con un versamento iniziale del 20% e tenendo conto della media dei tassi). Ebbene, l'accesso alla proprietà immobiliare negli Stati Uniti non è mai stato migliore, sembra dire la reazione dell'indice, e ciò in conseguenza dell'effetto combinato del crollo dei prezzi e dei tassi sui mutui al livello più basso degli ultimi decenni (4,63% per un prestito ipotecario a tasso fisso 30 anni, grazie alla politica ultra-aggressiva della Fed), mentre il reddito medio per il momento difende il potere di acquisto. Ma c'è da stare molto cauti secondo le valutazioni di Banque Syz. Secondo il gestore elvetico, sono stati più di 2,3 milioni i pignoramenti nel solo 2008. E l'indice di accesso calcolato dall'ssociazione dei Realtors Usa non tiene conto di molti fattori come il risparmio disponibile delle famiglie per il quale l'indice presuppone il 20% di patrimonio netto disponibile. Inoltre nella valutazione della forza del settore non si tiene a sufficienza in conto l'indebitamento complessivo dei nuclei familiari tenendo conto di carte di credito, e del leasing. I mercati immobiliari presentano anche ampie disparità geografiche. Ad esempio, sulla costa occidentale, fortemente colpita dallo scoppio delle bolla immobiliare (California e Nevada fanno parte dei 4 stati più esposti), l'indice di accessibilità economica, inferiore a 100 dal 1999, è balzato violentemente a 143,5 a fine 2008. Tuttavia, nel Midwest, l'indice di accessibilità economica, mai inferiore a 130 negli ultimi 20 anni, attualmente supera i 200 punti. Certo, dicono a Banque Syz, «possiamo essere contenti dell'aumento di questo indice. Un migliore accesso alla proprietà dovrebbe sostenere l'intero mercato immobiliare americano e quindi accelerare la soluzione della crisi subprime nei bilanci delle banche. Ma bisogna fare attenzione agli eccessivi entusiasmi: l'euforia sarà ostacolata da un calo dell'occupazione nei prossimi mesi e da una probabile diminuzione del salario medio».

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Comprasi casa senza subprime (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 04-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

SETTIMANA IN NUMERI Comprasi casa senza subprime di Redazione - 04-04-2009 Stavolta la colpa non è del mercato immobiliare. Il terremoto che ha colpito Wall Street lunedì 30 marzo, con pesanti riflessi sugli indici europei, ha avuto come epicentro la crisi di banche e auto. Scagionate dunque le case americane, all'origine del credit crunch sulla scia dei mutui subprime. Anzi. Proprio il mercato immobiliare Usa mostra qualche segno di vita. Per carità, inutile illudersi su un'imminente ripresa. Tuttavia, nei due macigni, prezzi e volumi delle compravendite, che hanno fatto crollare il business, qualcosa si sta alleggerendo. Almeno sul fronte dell'attività del mercato. A febbraio, le vendite di nuove unità abitative hanno toccato quota 337mila su base annua contro i 300mila attesi, con una ripresa del 4,7% rispetto a gennaio. Addirittura meglio i rogiti di case già esistenti (+5,1% a 4,72 mln). D'accordo, se il confronto è con lo stesso mese del 2008 non c'è partita, con un -41,1% per le case nuove. Ma quel che conta è osservare cenni di un cambio di trend. Un indizio aggiuntivo potrebbe arrivare dalle rilevazione settimanale delle richieste di mutui di mercoledì 8 aprile, dopo che già il primo giorno del mese sono aumentate (e non è un pesce d'aprile), del 3 per cento. La nota dolente restano le quotazioni. L'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi delle case nelle 20 maggiori città degli Usa a gennaio ha visto un calo del 18,9% annuo. La flessione non risparmia nessuna city, anche se non è omogenea. Il peggiore calo spetta alla città del Sole, Phoenix, dove i prezzi sono crollati del 5,5% in un mese. Una casa nel territorio dei Suns, squadra storica del campionato Nba, costa il 49% in meno rispetto ai picchi del 2006. Tiene invece Dallas, dove i prezzi sono inferiori dell'11% rispetto ai massimi. Nella Grande Mela invece gli appartamenti si sono svalutati di un -9,6% rispetto a 12 mesi fa. Una percentuale accettabile. Ma che fare per arginare i prezzi? Gary Shilling ha proposto sul Wall Street Journal di offrire la green card, cioè la residenza, agli stranieri che acquistano casa negli Stati Uniti. Insomma ben vengano nuovi emigranti. Purché comprimo immobili.

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la bolla immobiliare e i perchè del pessimismo - alessandro penati (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 20 - Economia IL MERCATO LA BOLLA IMMOBILIARE E I PERCHè DEL PESSIMISMO Dal 1997 al 2007 i prezzi delle abitazioni italiane sono raddoppiati ALESSANDRO PENATI In principio era la bolla immobiliare. La bolla ha innescato la crisi, finanziaria prima, economica poi. Una crisi epocale, nata da una bolla epocale. Dal 1997 al 2007, i prezzi delle abitazioni negli Usa si sono moltiplicati per 2,6 volte; circa quanto in Francia e Scandinavia; triplicati in Spagna e Gran Bretagna. Più gonfia la bolla, più fragoroso il botto. Così, negli Stati Uniti i prezzi sono crollati: -30%. E non sembra sia finita: il Tesoro americano, per valutare la solidità delle banche, ipotizza un ulteriore -22% per quest´anno, e -7% per il 2010. Se c´è qualcosa che sta andando peggio che nel ´29, è proprio il mattone. Da noi, di bolla del mattone non si parla. Non viene considerata una fonte di rischio per l´economia italiana. Si ha la sensazione che, a differenza degli altri paesi, non ci siano stati aumenti eccessivi: una bolla che non c´è, non può scoppiare. L´anno scorso il prezzo medio delle abitazioni in Italia è sceso poco più del 2%; molti stimano un -9% per il 2009 e prezzi piatti nel 2010. Sarebbe una correzione contenuta, in linea con quanto avvenuto dal 1993 al 1997 (-11%), alla fine del precedente ciclo immobiliare. In realtà, dal 1997 al 2007 i prezzi delle abitazioni italiane sono raddoppiati. Un´enormità, soprattutto a confronto con il potere di acquisto degli italiani: il prezzo delle case deflazionato per il salario medio è salito del 60%; meno che negli Usa (95%), ma pur sempre tanto. Dovrebbe preoccupare che questo rapporto, anche scontando un -10% complessivo dei prezzi nel 2009 e 2010, e un +3% annuo dei salari, alla fine resterebbe comunque superiore al livello del 1993, all´apice del precedente ciclo immobiliare. Quindi, la bolla c´è anche da noi. E c´è spazio per una discesa dei prezzi più marcata; anche perché la bassa inflazione attesa rende necessaria una maggiore discesa dei prezzi per riportare in equilibrio il valore reale degli immobili. La corsa dei prezzi delle case italiane non è stata causata da fattori permanenti (cambio della struttura demografica, aumento del reddito), ma da un aumento della domanda speculativa (acquisto a scopo di investimento) alimentata dai tassi bassi, la liquidità generata da bonus e guadagni in borsa, la creazione dei fondi immobiliari (con conferimenti di immobili da altre società, che però hanno avuto un effetto sui prezzi), le operazioni immobiliari di tante imprese per poter sfruttare la leva finanziaria. Una domanda che svanisce con la stessa velocità con cui appare. L´impatto sui prezzi non è immediato: prima crolla il numero di transazioni, poi gradualmente si aggiustano i prezzi. Il processo è lento; l´inerzia forte. Siamo solo agli inizi. Si afferma che il basso livello di indebitamento degli italiani dovrebbe metterci al riparo dalle conseguenze negative di un´eventuale caduta di prezzi. Vero, ma fino a un certo punto. Gli immobili sono la componente principale della ricchezza delle famiglie italiane (60%): una riduzione del suo valore avrebbe un effetto depressivo sul tenore di vita percepito, a prescindere dall´onere del debito. Nessuno vende i mattoni per mangiare, ma molti spenderanno meno se il valore complessivo del risparmio, accumulato a scopo precauzionale, si riduce. Questo vale soprattutto per chi ha comprato dal 2004 in poi (il 46% del totale dei mutui delle famiglie), quando i prezzi erano già saliti del 60% dai minimi, e ora rischia di vedere il suo investimento andare in perdita. E poi, le famiglie hanno poca leva, ma le società immobiliari ne hanno tanta: quelle quotate hanno perso in media l´82% del proprio valore e spesso i creditori devono convertire il debito in azioni per scongiurare il dissesto ed evitare la vendita forzata di immobili. Quale poi sia la leva complessiva utilizzata dalle imprese per operazioni immobiliari, non si sa. Quanto basta perché lo scenario non sia così roseo.

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L'Italia va meglio di quanto si creda (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-04-04 - pag: 14 autore: Goldman Sachs «L'Italia va meglio di quanto si creda» LONDRA. Dal nostro corrispondente I n un documento intitolato «L'Italia va meglio di quanto si creda» Goldman Sachs porta ossigeno all'immagine del nostro Paese tracciando i contorni di una realtà macroeconomica sorprendentemente solida. O meglio, meno fragile di quanto voglia la vulgata comune. «Per più di un decennio – si legge nel Global economics paper della banca americana –la performance italiana è stata più debole di quella dei partner europei con una crescita media del Pil pari all'1,5% contro il 2,2 della Ue. La produttività ha svelato una debolezza endemica, la competitività è stata timida». Il prologo finisce qui, lasciando poi spazio agli elementi positivi. Due in particolare: la solidità dei bilanci delle aziende private fa da contraltare al settore pubblico; le famiglie restano l'ancora della stabilità finanziariae macroeconomica nazionale. «L'Italia presa nella sua globalità è uno dei Paesi meno indebitati dell'eurozona.Grazie a due elementi: un tasso di risparmio del 14% circa e rate dei mutui immobiliari che sono solo una frazione limitata del reddito». Anche per questo, secondo Goldman Sachs, la bolla immobiliare – elemento scatenante delcredit crunch– è stata molto più contenuta di quanto non sia stata in Spagna e Gran Bretagna. E per questo la correzione sui prezzi delle case resterà modesta in Italia. Anche l'idebitamento delle imprese –nonostante la crescita recente comporti elementi di preoccupazioneè ai livelli più bassi della media Ue, secondo le stime delle banca americana. Infine una parola anche per le banche. Nonostante l'esposizione a Est di Intesae Unicredit sia per Goldman «un rischio potenziale», l'analisi sottolinea che la «capacità di assoribire le perdite» del sistema bancario italiano è «marginalmente migliore» che altrove in Europa. E tanto basta per gli analisti dell'istituto americano per non essere «eccessivamente pessimisti» sulle future performance economiche italiane. L. Mais. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ma l'America sta facendo la cosa giusta? (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

I PRIVATI TAGLIANO LE SPESE TOCCA AL GOVERNO Ma l'America sta facendo la cosa giusta? Krugman: "Obama non porta alla ripresa" Il tasso di risparmio è salito dallo zero al 3,8% ed è un male con l'economia che ristagna Solo Washington è in grado di creare domanda aggiuntiva in un momento come questo Il governo può aiutare la ripresa dell'economia, e come? Il settore privato sta tagliando enormemente sulle spese. Il tasso di risparmio è passato dallo zero di non molto tempo fa al 3,8% e probabilmente tornerà presto verso l'8%. Gli affari vanno male, il mercato della casa è ancora in caduta che si deve proprio al calo nella richiesta dai privati. Normalmente si potrebbe pensare che la Federal Reserve sistemerà tutto tagliando i tassi d'interesse e incoragggiando la gente a spendere, ad acquistare case. Oggi questo non si può fare. Il tasso d'interesse Fed è già a zero. E comunque, nessuno compra casa per il clima di sfiducia generalizzata e perché i prezzi degli immobili sono ancora troppo alti. Una risposta ordinaria, con crollo della domanda come quello di questo periodo, non serve. Il governo deve spendere Se la gente non spende, può farlo il governo. Che può creare domanda e anche sostenere le entrate, in modo da non far calare troppo i consumi. Questi, a loro volta, sosterranno il commercio in modo che gli investimenti non vengano tagliati drasticamente. Se il governo decide di costruire un secondo tunnel ferroviario sotto l'Hudson un gran numero di persone troverà un lavoro, e si darà impulso all'acquisto di cemento: ritorna la domanda. Agendo così, ogni dollaro del debito federale crea un dollaro per l'attività economica. Forse anche di più, perché la gente avrà più soldi e quindi ne spenderà di più. Secondo la maggior parte delle stime un dollaro speso dal governo, cioè investito in infrastrutture o in qualche altra forma di intervento diretto, ne genera almeno uno e mezzo di prodotto interno lordo. Questo sistema ha un lato debole:ci vogliono anni per progettare, per tracciare i piani, per ottenere i permessi e iniziare a lavorare. L'alternativa più rapida è fornire aiuti ai governi statali e locali che stanno tagliando le spese. E poi si può dare direttamente soldi alla gente, invece di acquistare beni e servizi. Sistema discutibile, perché non è chiaro cosa gli americani potrebbero fare di questi soldi: metterli da parte, saldare i debiti delle carte di credito, prendersi una vacanza. Forse, limitando questa soluzione a chi è davvero in difficoltà - i disoccupati e chi ha perso l'assicurazione sanitaria - lo stimolo potrebbe rivelarsi abbastanza efficace. Non tanto efficace costruire nuovi ponti, ma senz'altro più rapido. Infine, si possono tagliare le tasse. Si può fare in fretta, ma è assai probabile che la gente non spenda il denaro risparmiato in questo modo. Gli sgravi fiscali Il piano di stimolo del governo americano, è molto buono per due terzi: la parte relativa agli investimenti. Il resto sono sono tagli fiscali. È quello che Obama chiama far rendere il lavoro. In sostanza: per metà si tratta di credito d'imposta contro parte delle trattenute in busta paga. Non mi sembra una politica molto efficace, ma era una promessa elettorale. Il resto sono sgravi fiscali per le imprese: e questi mi sembrano inefficace, misure che non hanno alcun impatto sugli investimenti. Insomma, soldi buttati. Più che un piano di ripresa, sembra un modo per rallentare la corsa verso l'abisso. Per ammissione degli stessi economisti dell'Amministrazione l'effetto del piano sarà di ridurre il tasso di disoccupazione a fine 2010 dall'8% previsto al 6,2. Non è molto, anche se è senz'altro meglio di come potrebbe andare altrimenti. Non solo: questo è il tipo di crollo che rischia di diventare cronico perché l'economia è depressa e tutti hanno cominciato a tagliare le spese. Questo aumenta il peso del debito, perché il debito americano è in dollari ma se gli Usa entrano in deflazione si creerà l'aspettativa che i prezzi continuino a scendere e nessuno vorrà fare dei prestiti pensando che al momento del rimborso il dollaro varrà più di oggi. E' quello che è successo in Giappone negli Anni 90. Più a lungo dura il crollo, più diventa rischioso. Quindi è essenziale, anche se non si riesce a creare una vera ripresa, fare di tutto per diminuire l'entità e la durata della depressione: questo è lo scopo dello stimolo. E bisogna farlo in fretta, l'orologio corre e ogni mese che passa il rischio di una crisi pluriennale diventa più concreto. L'esempio del Belgio C'è poi il nodo del debito. Quanto a lungo può resistere una nazione avanzata, con un governo relativamente stabile, a un indebitamento pesante prima di iniziare a perdere la fiducia degli investitori? Ci sono numerosi esempi a cui fare riferimento. Bisogna terere a mente che stiamo parlando degli Stati Uniti e cioè di un Paese con una forte volontà politica, con un'enorme abilità nel raccogliere tasse e nell'onorare il debito. Ora come ora il debito americano rappresenta circa il 45% del prodotto interno lordo. Gli Usa uscirono dalla seconda guerra mondiale con un debito pari al 110% del Pil e riuscirono a venirne fuori. Certo oggi la situazione è diversa, non c'è una guerra. Il termine di paragone adatto è il Belgio, un paese che ha un debito che rappresenta l'87% del Pil. Il Belgio non ha nulla di speciale, è appena un po' meno stabile della maggior parte dei Paesi avanzati per via delle differenze etniche e linguistiche. Ma questo non crea allarme sociale. L'esempio belga suggerisce che gli Sates possono aumentare il debito ancora del 40%, se fosse necessario: fra i 5,5 e i 6 trilioni di dollari (migliaia di miliardi). Le colpe della Fed Un'ultima osservazione, rivolta al passato. Quanta colpa ha l'ex governatore della Fed Alan Greenspan? Nessuno è responsabile di questa crisi. Ma se si volesse proprio individuare qualcuno a cui tirare uova marce allora toccherebbe proprio a Greenspan, perché più di ogni altro avrebbe potuto fare qualcosa almeno per ridurre la portata dell'evento. Quando è esplosa la bolla immobiliare - e il problema era evidente - insisteva a dire che non c'era nessuna bolla. Era stato avvisato con precisione sui subprime e non fece nulla, opponendosi sempre a qualsiasi regolamentazione. E continuava a rassicurare tutti che le cose andavano benissimo, rifiutandosi di prendere provvedimenti. La crisi ci sarebbe stata anche se alla guida della Fed ci fosse stato qualcun altro. Forse, senza Greenspan, non sarebbe stata altrettanto devastante. \

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Cdo tossici esclusi dall'asta del Tesoro Usa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-05 - pag: 2 autore: Pronta la lista degli asset illiquidi che le banche potranno vendere in blocchi secondo i programmi Talf e Ppip Cdo «tossici» esclusi dall'asta del Tesoro Usa Isabella Bufacchi ROMA Sì ai crediti al consumo e ai mutui commerciali cartolarizzati in asset-backed securities purché contrassegnati dal massimo rating "AAA" e sì alle cartolarizzazioni di mutui residenziali (agenzie escluse) nati con la tripla "A" e poi rovinosamente declassati perchè ad alto rischio subprime o rischio medio Alt-a: ma niente collateralized debt obligation o Cdo, nessun titolo strutturato sintetico, escluse a tutto tondo le cartolarizzazioni di cartolarizzazioni. è questo il terreno scivoloso, ma con moderato contenuto di "tossicità", sul quale stanno muovendo i primi passi i due ambiziosi programmi Talf e Ppip lanciati dal segretario al Tesoro Usa Tim Geithner per ripulire i bilanci delle banche americane per svariate centinaia di miliardi di dolari di titoli "tossici". Non tutte le cartolarizzazioni si qualificano per entrare nei programmi Talf (Term asset- backed securities loan facility) e Ppip (Public-private investment program), entrambi mirati all'acquisto di bond strutturati ora illiquidi ora con elevata rischiosità di credito. La prima versione del programma di nuovi finanziamenti a tre anni Talf che ha impegnato la Federal Reserve ad acquistare il collaterale cartolarizzato è decollato sulle sole asset-backed securities (Abs) con massimo rating "AAA" che cartolarizzano credito al consumo (prestiti a studenti e Pmi, per l'acquisto di auto, o carte di credito): escluse le cartolarizzazioni di mutui residenziali, i Cdo, Cbo e Clo. Le Abs sul credito al consumo non sono molto rischiose: Standard & Poor's ha precisato che in questa categoria di titoli (esclusi i mutui Usa), delle 5.000 emissioni lanciate dal 1982 con rating "AAA" a oggi meno del 10% sono state declassate e solo l'1% ha raggiunto il grado speculativo (rating sotto la "BBB-"). Le cartolarizzazioni di mutui per studenti o per l'acquisto di automobili collocate con rating originario " AAA" non hanno mai regi-strato un default, sostiene con vigore S&P's. Perchè allora il Talf? Perché anche le cartolarizzazioni "sane", non intossicate, hanno prezzi di mercato secondario in media molto bassi: gli operatori e gli investitori specializzati non riescono più a distinguere le emissioni buone dai titoli cattivi, i tossici dai non tossici, anche a causa dell'opacità delle strutture e della documentazione sul portafoglio di asset cartolarizzati. Il fatto che la Federal Reserve sia disponibile ad acquistare con Talf le migliori cartolarizzazioni " AAA" o che altre istituzioni pubbliche americane siano disposte a garantirne la solidità è un fatto che di per sè dovrebbe incoraggiare il ritorno della fiducia e degli acquirenti privati. Il piano Ppip annunciato nei giorni scorsi è ancor più ambizioso perché allarga il campo di azione del programma Talf e fa scendere in campo una joint-venture tra pubblico e privato con speciali fondi che possono acquistare una vasta gamma di prodotti strutturati: ai nuovi asset cartolarizzati del credito al consumo sono state aggiunte le cartolarizzazioni dei mutui residenziali (Rmbs escluse le agenzie) originate con rating "AAA" e le cartolarizzazioni di mutui commerciali e altre Abs che conservano la "AAA" e sono state emesse negli anni passati. Continuano a essere escluse le cartolarizzazioni di cartolarizzazioni o Cdo. Il grado di tossicità dei titoli sostenuti dai programmi del Tesoro Usa è aumentato con le cartolarizzazioni dei mutui residenziali Rmbs: con lo scopo di spingere le banche a ripulire i bilanci dagli asset ad alto rischio oltre che a migliorare il mercato secondario di questi prodotti strutturati. Che la "legacy" sia pesante lo dimostra l'andamento del rating: Standard & Poor's ha declassato il 43% delle Rmbs americane originate con "AAA", di cui quasi la metà collegate ai mutui subprime. Queste retrocessioni sono state in alcuni casi molto dolorose per gli aveva creduto nell'inossidabilità del rating tripla A: ad oggi il 57% delle Rmbs emesse negli anni 2005-2007 con la "AAA" di S&P's ha conservato questo rating mentre il 5% è divenuta "A", il 5% "BBB" il 5,89% "BB" e addirittura il 15,66% "B", grado altamente speculativo. Il mercato delle cartolarizzazioni e i bilanci delle banche soffrono per la dose massiccia di titoli tossici in circolazione, o come preferisce chiamarli Geithner "legacy assets": Barclays capital ha calcolato che i prezzi di mercato secondario dei bond strutturati che entrano nel programma Talf e anche Ppip oscillano tra 25 e 85 (rispetto a un prezzo di emissione di 100). Il loro valore di mercato a livelli stracciati spesso riflette il deterioramento dell'affidabilità e la sequenza di pesanti retrocessioni di rating, in molti casi scaturite dallo scoppio della bolla immobiliare americana: le più colpite sono state le residential mortgage backed securities su mutui residenziali subprime, alt-a (tra prime e subprime) e second lien (subordinati) e le commercial mortgage backed securities (sui mutui ipotecari commerciali). In molti altri casi però, le cartolarizzazioni costruite su mutui residenziali prime (concessi a debitori affidabili) o su crediti al consumo (acquisto di automobili, carte di credito, prestiti agli studenti) con rating "AAA" hanno prezzi di mercato sotto la pari (sotto 100) solo perchè il mercato è illiquido, non ci sono compratori per colpa della fuga verso la qualità e del crollo della fiducia nella finanza strutturata. L'obiettivo dei programmi Talf e Ppip è di sbrogliare la matassa e riscrivere i prezzi del mercato secondario, penalizzando i titoli veramente rischiosi e speculativi ma al tempo stesso riqualificando e riabilitando quelli a basso o bassissimo rischio di default. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com CHE COSA è INCLUSO Saranno accettati i crediti al consumo e i mutui commerciali cartolarizzati in Abs purchè contrassegnati dal massimo rating AAA

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I consumi tentano il risveglio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 06-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: FINANZA data: 2009-04-06 - pag: 21 autore: Analisi tecnica. Dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti e mancano conferme dal credito I consumi tentano il risveglio La recessione potrebbe avere toccato il fondo, ripresa nel 2010 Alessandro Chini Alessandro Magagnoli Nelle ultime settimane sono emersi alcuni dati incoraggianti per l'economia americana. Intendiamoci, si tratta di dati che nella migliore delle ipotesi possono fare pensare che nel primo trimestre del 2009 la recessione Usa toccherà il fondo e che una modesta, forse modestissima crescita si potrà vedere solo a partire dall'ultimo quarto dell'anno. Niente di miracoloso quindi, ma in ogni caso un cambiamento incoraggiante dopo mesi in cui le figure macroeconomiche non facevano altro che rincorrere nuovi record negativi. Essenzialmente i fronti sui quali si sono registrate novità positive sono quelli del settore immobiliare e quello dei consumi. Chi per abitudine è portato a pensare in positivo si fregherà le mani: lo scoppio della bolla immobiliare e il calo dei consumi sono stati infatti i motivi alla base dell'avvio della fase recessiva prima negli Usa poi nel resto del mondo. I più pessimisti osserveranno tuttavia che mancano all'appello segnali altrettanto incoraggianti dalle banche, che stentano a riattivare il circuito del credito, e dal mercato del lavoro, dove settimanalmente si registrano impennate preoccupanti del numero di richieste di sussidi di disoccupazione. In base al quadro delineato, che ipotizza un miglioramento della condizione del mercato immobiliare e dei consumi, indicatore da seguire con attenzione è l'indice calcolato dal Philadelphia Stock Exchange (o Phlx, il più antico mercato borsistico negli Usa, fondato nel 1790) relativo al settore immobiliare ( housing index, rappresentativo di società quotate del comparto immobiliare). Sul grafico del Phlx housing è evidente il rallentamento dell'esteso trend ribassista subito dal top di luglio 2005 (dai massimi storici di luglio 2005 ai minimi di fine 2008 l'indice ha ceduto l' 80% circa), rallentamento che ha portato alla creazione di una potenziale figura a doppio minimo. I prezzi sono scesi infatti lo scorso novembre a quota 55,81 per poi rimbalzarea dicembre a 94,74 e scivolare nuovamente a marzo a 54,31. Se la reazione in atto dai minimi di marzo riuscirà a superare la resistenza di area 95 (dove passa la media mobile a 200 sedute) la figura a doppio minimo verrà completata e sarà possibile parlare di tentativo di inversione del trend ribassista del settore immobiliare. Ovviamente, almeno nella fase iniziale, sarà scontato il considerare una eventuale reazione come un fenomeno correttivo rispetto all'ampio ribasso precedente, tuttavia se le quotazioni trovassero la forza per salire oltre i 105 punti, lato superiore del canale ribassista seguito dall'indice a partire dal top di inizio 2007, sarebbe lecito iniziare a parlare di una vera e propria inversione di tendenza. Difficile immaginare che in quel caso il mercato azionario rimanga insensibile alle mutate condizioni di quello immobiliare. L'avvio di una fase di ripresa per il settore delle case rappresenterebbe la fine di un incubo per i consumatori americani e potrebbe essere il primo segnale concreto di inizio della fase di ripresa. Tracce dei segnali positivi sul fronte dei consumi si riscontrano anche sui grafici dei titoli dei retailer statunitensi. In particolare Wal Mart (che a febbraio ha battuto le attese degli analisti facendo registrare un incremento delle vendite del 5,1% al netto del carburante) e Kohl's (+1,8% le vendite a febbraio) mostrano un andamento grafico potenzialmente rialzista, ma anche Safeway. Sul grafico di Wal Mart è evidente il tentativo di creazione di un doppio minimo poco sopra i 46 dollari, dove i prezzi sono giunti lo scorso ottobre per poi tornarvi a gennaio dopo un rimbalzo a quota 59,23. La rottura di questo picco confermerebbe la figura rialzista, prospettando il ritorno sui massimi dello scorso settembre a 63,85 dollari. La violazione del supporto a 46 dollari segnerebbe la fine del tentativo di rimbalzo e l'avvio di un nuovo impulso ribassista, probabile specchio di un peggioramento della tendenza dei consumi privati. Quadro grafico analogo per Safeway, con un potenziale doppio minimo sopra il supporto a 17 dollari, disegnato tra novembre 2008 e marzo. La rottura della resistenza a 24,31, top dell'8 dicembre scorso, completerebbe la configurazione prospettando movimenti in area 31 dollari almeno. Ancora migliore il contesto grafico all'interno del quale si muove Kohl's Corporation. Dopo aver toccato a ottobre 2008 la base del canale ribassista tracciato dal picco di aprile 2007 le quotazioni hanno preso la strada del rialzo superando a metà marzo anche la media mobile a 200 sedute, ora supporto a 39 dollari circa. La rottura di quota 47, lato superiore del canale ribassista citato, confermerebbe l'esistenza di un trend positivo di natura non solo correttiva, di un tentativo di rialzo che potrebbe contrastare efficacemente la discesa degli ultimi due anni. Se i livelli di resistenza indicati per questi giganti del retail Usa venissero messi sotto pressione nelle prossime settimane, allora sarebbe lecito sostenere il quadro ipotizzato in precedenza secondo il quale, almeno negli States, nonostante l'uscita di dati macro ancora negativi, in realtà l'economia reale sta registrando un rallentamento della crisi. Certo, una ipotesi di questo tipo, proprio adesso che i mercati sono bombardati da previsioni pessimistiche dai maggiori organismi internazionali richiede da parte dell'investitore che voglia farla propria una notevole dose di prudenza. Quasi tutte le previsioni pessimistiche per il 2009sono però affiancate da altre molto meno negative per il 2010. Ormai il primo quarto dell'anno in corso è alle spalle, e si sa che le Borse anticipano, spesso anche di un semestre, mutamenti significativi del trend dell'economia reale. Del resto i principali Paesi sono ufficialmente in recessione solo dall'ultimo quarto del 2008,mentre i listini scendono ormai dalla fine del 2007. Il fatto che le stime più autorevoli parlino di un rischio di strascico della recessione più lungo per l'Europa rispetto agli Stati Uniti non dovrebbe preoccupare troppo l'investitore. La recessione si è manifestata negli Usa prima che da questa parte dell'Atlantico ed è possibile che anche i segnali di ripresa si vedano a partire dagli States. Gli indici azionari delle due aree geografiche si muovono tuttavia senza tenere conto di questi ritardi temporali e quindi se la Borsa Usa dovesse intraprendere un corso positivo come conseguenza del migliorato quadro congiunturale è molto probabile che anche quelle europee seguano la stessa direzione pur in assenza di segnali sul fronte dei dati macro (o meglio su comparti anticipatori) altrettanto positivi. www.ftaonline.com © RIPRODUZIONE RISERVATA PRUDENZA Davanti ai primi segnali «anticipatori» il suggerimento per gli investitori è di non farsi prendere dall'entusiasmo

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mercato immobiliare fermo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 1 - Livorno Mercato immobiliare fermo Lo conferma l'indagine Asppi nonostante il calo dei prezzi LIVORNO. A Livorno, in tutti i quartieri (e anche in provincia), crollano i prezzi delle case eppure le vendite restano al palo. E' quanto emerge dal report Centro Studi Asppi per Livorno, relativo al primo quadrimestre del 2009. A Livorno, dati alla mano, nonostante il calo dei prezzi delle case (nel 2008 dal 10-al 18%), la situazione mostra un ulteriore peggioramento già nei primi quattro mesi del 2009. «Il 77% degli operatori immobiliari (81 per l'intera provincia di Livorno) - spiega l'architetto Sirio Grassi - ci ha denunciato un'ulteriore riduzione del valore sulle operazioni anche in questo primo quadrimestre (da 0,8% al 1,5%). Ma le aspettative dell'anno per l' andamento dei mercati comunali ci evidenzia come le attese degli operatori non segnalino alcun un miglioramento non prima del prossimo triennio e sulla base dei nostri risultati scaturiti dal sondaggio il quadro rimane sfavorevole anche per il prossimo quadrimestre appena iniziato». «Un trend al ribasso - aggiunge Grassi - che sta interessando purtroppo anche l'incremento dell'inevaso negli incarichi a vendere, in controtendenza per oltre la metà degli operatori ai quali era aumentato negli ultimi tre mesi del 2008 il numero dei mandati. Secondo il nostro report quadrimestrale (2009), il dato paga sia l' incremento dei nuovi incarichi acquisiti nel quarto trimestre (2008), che l'inesistente dinamica delle vendite. A quanto pare poi l'offerta di case aumenta a fronte di una domanda pressoché assente. A confermare questa tendenza anche le cause che hanno spinto alla cessazione degli incarichi a vendere, visto che in tutta la provincia in ben il 74,7% dei casi, il motivo è stato l'assenza di proposte di acquisto a causa dei prezzi richiesti troppo elevati; per il 12,3% degli operatori del settore, invece, il venditore ha rinunciato a cedere l'immobile perché la posta sul piatto era troppo bassa, ma a pesare, secondo il 52% degli operatori, anche la difficoltà da parte dell' acquirente a reperire i fondi necessari per chiudere l' operazione». Nel dettaglio, nel primo quadrimestre del 2009 i prezzi di vendita degli immobili hanno registrato una riduzione per oltre il 92 % del campione intervistato, mentre solo un'esigua minoranza del 2,1%o degli operatori ha segnalato un incremento dei valori delle compravendite. «Questo fenomeno ci ha incuriosito - afferma Grassi - e ci ha segnalato intanto che in tutti i mercati della provincia un fenomeno positivo con andamento in controtendenza è riscontrabile quasi per tutti gli immobili con valenze di tipo ambientale e storico architettonico e con dotazione di impianti di contenimento dei consumi energetici, della protezione dai rumori, della produzione di energie alternative, di dotazioni di servizi evoluti per l'abitazione». «In sostanza - prosegue - risultano sature tutte le tipologie di mercato della compravendita tranne che per immobili con spiccate caratteristiche e vocazionalità di tipo ambientale e storico-architettonico, ma soprattutto per tutti quelli che possiedono pregiati impianti per il contenimento dei consumi energetici, difesa dai rumori e per la produzione di energie alternative». Questo nuovo orientamento potrà interessare tutta la provincia per oltre 5.000 immobili già da quest'anno (incrementandosi ogni anno) e potrà mobilitare, sbloccandola produttivamente, una quantità di danaro e di risparmio, compresi tra i 100 ed i 150 milioni di euro.

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TRIBUNALI DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera sezione: Pubblicita' data: 07/04/2009 - pag: 11 TRIBUNALI DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO VENDITE MOBILIARI E IMMOBILIARI - PROSSIMA INSERZIONE 8/04/2009 A seguito dell'entrata in vigore della nuova normativa è indispensabile consultare le modalità di partecipazione specifiche di ogni vendita pubblicate sul sito di ciascun Tribunale PERIZIE E ORDINANZE DI VENDITA LE VENDITE GIUDIZIARIE COME PARTECIPARE MUTUI VIA INTERNET: www . tr ib unalemilano . net; Gli acquirenti possono pagare il saldo prezzo r icorrendo a finanziamenti www . f allimentitr ib unalemilano . net www . tr ib unaledib ustoarsizio . net; www . tr ib unaledicomo . net; www . tr ib unaledilecco . net; www . tr ib unaledilodi. net; www . tr ib unaledimonza. net; www . tr ib unaledipa via. net; www . astef allimentiv arese . net; www . tr ib unaledivige v ano . it; www . tr ib unali. it/ v ogher a. html. T utti, eccetto il debitore , possono par tecipare alle v endite giudiziar ie , personalmente o a mezz o di procur atore speciale. Non occorre l'assistenza di un legale o di altro prof essionista. Ogni immobile è stimato da un per ito del T r ib unale . Oltre al prezz o si pagano i soli oner i fiscali ( IV A o Imposta di Regi-- stro), con le age v olazioni di Legge ( 1 ª casa, imprenditore ag r icolo , ecc.), e in alcuni tr ib unali le spese di v oltur a e trascr izione ( ca. ¬ .200). La v endita non è g r a v ata da oner i di rogito notar ili o di mediazione . La propr ietà è tr asf er ita dal Giudice con decreto di tr asf er imento emesso entro 30 gior ni dal saldo del prezz o . La tr ascr izione nei registr i immobiliar i è a cur a del T r ib unale o del Prof essionista Delegato. Di tutte le ipoteche e pignor amenti, se esistenti, è ordinata la cancellazione la cui spesa è a car ico della procedur a. Il decreto di tr asf er imento è titolo esecutiv o per la liber azione dell'immobile anche nei confronti del terz o che occupi l'immobile in base ad un titolo non opponibile alla procedur a. Le v endite possono essere con incanto o senza incanto , come indicato nell'ordinanza o nell'a vviso di v endita. P er poter par tecipare ad una v endita l'interessato de v e depositare entro le ore 12 del ter mine indicato nell'ordinanza o nell'a vviso di v endita domanda su f o glio m unito di bollo da Euro 14,62 ( in b usta chiusa se tr attasi di v endita senza incanto) con indicazione del n umero della procedur a e nel caso di più lotti del lotto che intende acquistare , delle gene-- r alità dell'off erente ( codice fiscale , stato civile , regime patr imoniale se coniugato , visur a camer ale se tr attasi di una società), se intende a v v alersi delle age v olazioni fiscali per la pr ima casa nonché, in caso di v endita senza incanto , del prezz o che intende offr ire . Unitamente alla domanda l'interessato de v e depositare , a titolo di cauzione , un assegno circolare non tr asf er ibile di impor to par i al 10% del prezz o base per le v endite con incanto e al 10% del prezz o off er to per le v endite senza incanto e , limitatamente ad alcune v endite con incanto per la quali sia pre visto nell'ordinanza o nell'a vviso di v endita, un secondo assegno circolare non tr asf er ibile di impor to par i al 5% del prezz o base quale f ondo spese ( salv o successiv o conguaglio solo per l'aggiudicatar io). In caso di mancata aggiudicazione gli assegni v err anno immediatamente restituiti all'off erente . P er le v endite con incanto , entro il decimo gior no successiv o all'asta, chiunque è ammesso a depositare ulter ior i off er te d'acquisto per l'impor to del prezz o di aggiudicazione maggior ato di almeno un quinto ( o , in alcuni caso , di un sesto), v ersando altresì gli impor ti per cauzione nella misur a sopr a indicata. In tal caso il giudice o il prof essionista delegato disporr anno n u o v a gar a, al prezz o minimo par i a quello dell'off er ta in aumento. PRIMA DI FORMULARE LE OFFER TE E' NECESSARIO CONSULTARE LA PERIZIA E L'ORDINANZA O L' A V VISO DI VENDIT A ( r in v enibili sui siti inter net dei singoli tr ib unali). bancar i per impor ti fino al 80% gar antiti da ipoteche sui beni oggetto delle v endite senza necessità di n u o v e per izie di stima. P er ulter ior i inf or mazioni consultare il sito inter net del T r ib unale. La Banca de v e essere contattata almeno 30 gior ni pr ima dell'asta. Inoltre v err anno spedite copia/ e , g r atuite fino ad un massimo di tre procedure per pub b licazione , via POST A. Le r ichieste possono essere eff ettuate: VIA TELEFONO: chiamando il n umero a debito r ipar tito 848800583 VIA FAX: in viando la r ichiesta al f ax n ° 039.3309896 SEZIONE FALLIMENTI TRIBUNALE DI MILANO Per poter partecipare all'asta l'interessato dovrà depositare nella Cancelleria delle esecuzioni immobiliari entro le ore 12.00 di due giorni feriali precedenti la vendita, la domanda di partecipazione su carta semplice con bollo di Euro 14,62 contenente: numero della procedura, lotto che si intende acquistare in caso di più lotti, generalità dell'offerente (codice fiscale, stato civile se trattasi di persona fisica, regime patrimoniale se trattasi di coniugato, visura camerale se trattasi di una società) e se l'offerente intende avvalersi delle agevolazioni fiscali per la prima casa. All'atto della presentazione della domanda dovrà versare la cauzione per un importo pari al 10% del prezzo base e altra somma indicata nell'ordinanza di vendita per le spese di trasferimento e registrazione (che dovranno essere eventualmente integrate in caso di aggiudicazione), depositando in Cancelleria due distinti assegni circolari intestati all'ufficio Esecuzioni Immobiliari. In caso di mancata aggiudicazione gli assegni verranno immediatamente restituiti all'offerente. Sono comunque salve le eventuali diverse condizioni previste nell'ordinanza o nell'avviso di vendita . LEGENDA ZONE CITTA' DI MILANO Zona 1 - Centro - Zona 2 - Vercelli, Lorenteggio - Zona 3 - Fiera, S. Siro, Baggio - Zona 4 - Sempione, Bovisa, Niguarda, Affori, Quarto Oggiaro Zona 5 - Centrale Gioia, Fulvio Testi, Greco, Crescenzago - Zona 6 - Città studi, Indipendenza, Lambrate, Ortica - Zona 7 - Corsica, Lodi, Morsenchio - Zona 8 - Navigli, Famagosta, Barona TRIBUNALE DI MILANO SEZIONE ESECUZIONI Abitazioni e box ABITAZIONI E BOX ABITAZIONI E BOX MI42915 - CORSICO (MI) - VIA MONTELLO, 8 - DIRITTO DI PIENA PROPRIETÀ DELL'UNITÀ IMMOBILIARE: ad uso abitazione più cantina, al piano secondo. L'unità immobiliare di mq. 105,50 di superficie lorda (di cui mq. 96,50 di abitazione al secondo piano; mq. 5 di balcone al piano secondo; mq. 4 di cantina al piano terra) si compone di n.3 locali e servizi. Prezzo base Euro 189.200,00. Vendita con incanto 20/05/09 ore 18:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Avv. L. Di Stefano tel. 0254101183. Custode Giudiziario Avv. L. Di Stefano tel. 0254101183. Rif. RGE 49428.. MI43288 - CORSICO (MI) - VIA UGO FOSCOLO, 52 - LOTTO 1) AP- PARTAMENTO: di mq. 126, posto al primo piano e costituito da tre locali più servizi con annesso vano cantina e box per auto. Prezzo base Euro 302.688,00. Vendita con incanto 26/06/09 ore 11:30. G.E. Dott.ssa Boroni. Custode MI43224 - ARCONATE (MI) - VIALE ARCONATI VISCONTI, 9 - VILLETTA UNIFAMILIARE: composta al piano rialzato da cucina, soggiorno, tre camere, due bagni e corridoio-disimpegno; al piano seminterrato da autorimessa e locali accessori; al piano sottotetto da mansarda. Prezzo base Euro 380.000,00. Vendita con incanto 26/05/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Custode Giudiziario Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Rif. RGE 46613. MI42922 - BARANZATE (MI) - VIA AQUILEIA, 12/A - APPARTA- MENTO: al piano sesto e posto auto al piano terreno. Prezzo base Euro 85.977,45. Vendita con incanto 07/07/09 ore 11:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Custode Giudiziario Dott. M. Degrassi tel. 0286465051. Rif. RGE 48918. Giudiziario Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Rif. RGE 47103. MI43296 - BASIANO (MI) - VIA GUGLIELMO MARCONI, 5 - LOTTO A) APPARTAMENTO: al piano terra di quattro locali servizi, con porzione di giardino e cantina. Prezzo base Euro 182.250,00. LOT- TO B) AUTORIMESSA: superficie catastale di mq. 18 posta al piano interrato. Prezzo base Euro 14.250,00. LOTTO C) AUTORIMESSA: di superficie catastale di mq. 19. Prezzo base Euro 15.750,00. Vendita con incanto 10/07/09 ore 11:30. G.E. Dr.ssa Zana. Professionista Delegato alla vendita Notaio G. Alessi tel. 0229062695. Custode Giudiziario Notaio G. Alessi tel. 0229062695-6552184. Rif. RGE 391/05. MI43316 - BOFFALORA SOPRA TICINO (MI) - VIA PONTE NUOVO, 7/9 - LOTTO 2) UN APPARTAMENTO: di mq. 75 composto al piano terra da ingresso direttamente nel locale soggiorno, bagno disimpegnato ricavato nel sottoscala; al piano primo da ingresso, angolo cottura, tinello e altro locale non comunicante; più deposito/box di mq. 39 con area di accesso. Prezzo base Euro 110.000,00. Vendita senza incanto 26/05/09 ore 09:30. G.E. Dott. Blumetti. Professionista Delegato alla vendita Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Rif. RG 55124. MI43233 - BOLLATE (MI) - VIA VICENZA, 22 - APPARTAMEN- TO: di mq. 55, al piano terra di due locali oltre servizi. Prezzo base Euro 67.500,00. Vendita senza incanto 08/07/09 ore 11:00. G.E. Dott. Cataudella. Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola tel. 0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv. Dagradi 0255015451. Rif. RGE 1077/05. MI43127 - CASOREZZO (MI) - VIA MANZONI, 5/7 - LOTTO 1) AP- PARTAMENTO: al piano primo, con annesso ripostiglio al piano seminterrato. Prezzo base Euro 111.616,00. LOTTO 2) UNITÀ IMMOBILIARE: al piano secondo di vani 5. Prezzo base Euro 101.888,00. Vendita con incanto 14/10/09 ore 15:30. G.E. Dott. Degliangioli. Professionista Delegato alla vendita MI43307 - GESSATE (MI) - VIA SAN PANCRAZIO, 18/3 - VIL- LETTA A SCHIERA: costituita da vano di cantina locale lavanderia e box per auto al piano seminterrato, da soggiorno, cucina, servizio igienico e ripostiglio al piano terreno, da tre camere da letto e servizio igienico al piano primo e da solaio al piano sottotetto. Prezzo base Euro 349.200,00. Vendita senza incanto 27/05/09 ore 11:30. G.E. Dott. Bichi. Professionista Delegato alla vendita Avv. E. Giuliano tel. 02860913. Custode Giudiziario Avv. E. Giuliano tel. 02860913. Rif. RGE 49307. MI42973 - GREZZAGO (MI) - VIALE EUROPA, 7A - BOX: ad uso autorimessa, di mq. 15 al piano S1. Prezzo base Euro 7.000,00. Vendita con incanto 25/06/09 ore 11:00. G.E. Dott. Blumetti. Rif. RGE 1341/06. MI43276 INZAGO (MI) - VIA DELL'EDERA, 1 - LOTTO 1) VILLA: di mq. 195 su area di mq. 820 recintati, composto al piano seminterrato doppio accesso carrabile e ampio vano accessorio; piano rialzato da ingresso, soggiorno, ampia cucina, lavanderia, camera letto, bagno, studio; piano primo da tre camere letto e doppi servizi allo stato rustico. Prezzo base Euro 645.500,00. Vendita senza incanto 17/06/09 ore 15:30. G.E. Dott.ssa Terni. Professionista Delegato alla vendita Dott.ssa M. Cipriano tel. 02461355. Custode Giudiziario Dott.ssa M. Cipriano tel. 02461355. Rif. RGE 18806. MI43300 - LAINATE (MI) - FRAZIONE BARBAIANA - VIA SOLFE- RINO, 7 - APPARTAMENTO: di quattro locali oltre servizi posto al piano primo della scala A, con annessi vano di cantina e box per auto al piano interrato. Prezzo base Euro 180.000,00. Vendita con incanto 14/07/09 ore 10:30. G.E. Dott. Bichi. Professionista Delegato alla vendita Avv. S. Giuliano tel. 02860913. Custode Giudiziario Avv. S. Giuliano tel. 02860913. Rif. RGE 34097. MI42956 - LAINATE (MI) - VIA DE AMICIS , 95 - ABITAZIONE - UFFICIO: piano terra mq. 239 ufficio, autorimessa, lavanderia; terreno mq. 810; piano 1 mq. 264 appartamento, terrazzo, balcone. Prezzo base Euro 630.000,00. Vendita senza incanto 21/05/09 ore 15:00. Eventuale vendita con incanto in data 30/06/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Massari. Professionista Delegato alla vendita Avv. A. Merlo tel. 025457786. Custode Giudiziario Avv. A. Merlo tel. 025457786. Rif. RGE 1387/06. MI43249 - LEGNANO (MI) - VIA STOPPANI, 18 - APPARTAMEN- TO: (sup. comm. circa mq. 190) al secondo piano e composto da ingresso, ampio soggiorno, cucina, lavanderia, disimpegno, tre camere, due bagni, un balcone, due terrazzini e collegato con il piano sottotetto (ove vi sono due locali accessori uso sgombero di circa mq. 38 di proprietà condominiale ma in uso esclusivo) tramite scala interna a chiocciola. Sono annessi cantina e box doppio al piano sotterraneo. Prezzo base Euro 302.000,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore 12:00. Eventuale vendita con incanto in data 09/07/09 ore 10:00. G.E. Dott.ssa Cogliandolo. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio M. Ray tel. 02780492. Rif. RGE 2188/07. MI43291 - LEGNANO (MI) - VIA TORQUATO TASSO, 12 - AP- PARTAMENTO: al piano terra, tre locali, cucina e servizi più taverna e giardino, (superficie commerciale mq. 127), riscaldamento centralizzato più box al piano sotterraneo (mq. 33). Prezzo base Euro 151.931,25. Vendita senza incanto 27/05/09 ore 12:30. G.E. Dr.ssa Zana. Professionista Delegato alla vendita Prof. P. Benigno tel. 0258306379. Custode Giudiziario Delegato alla vendita Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Custode Giudiziario Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Rif. RGE 50905. MI43311 - MILANO (MI) - ZONA 3 VIA RICCIARELLI DANIE- LE, 22 - APPARTAMENTO: di mq. 65 al piano primo composto da soggiorno, locale cottura, bagno con doccia e due camere più balcone di mq. 3 e cantina di mq. 20. Prezzo base Euro 150.000,00. Vendita con incanto 09/06/09 ore 11:30. G.E. Dr.ssa Zana. Professionista Delegato alla vendita Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Custode Giudiziario Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Rif. RGE 1166/03. MI43294 - MILANO (MI) - ZONA 3 PIAZZALE ZAVATTARI FRA- TELLI, 6 - APPARTAMENTO: al piano quarto, composto da ingresso, soggiorno,un tinello con angolo cottura, bagno con annesso vano cantina. Prezzo base Euro 146.000,00. Vendita senza incanto 09/06/09 ore 11:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Avv. G. Rubino tel. 0255192099. Custode Giudiziario Avv. G. Rubino tel. 0255192099. Rif. RGE 227/05. MI43228 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA ASTESANI ALESSAN- DRO, 45 - APPARTAMENTO: al piano ottavo, di due locali, servizi e cantina. Prezzo base Euro 163.000,00. Vendita con incanto 08/07/09 ore 10:00. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola tel. 0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv. Dagradi 0255015451. Rif. RGE 288/05. MI43319 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIALE JENNER EDOARDO, 46 - APPARTAMENTO: di mq. 60,50, posto al piano primo composto di due locali, cucina, bagno oltre a servizio igienico in comune e vano cantina. Prezzo base Euro 170.100,00. Vendita con incanto 27/05/09 ore 15:30. G.E. Dott.ssa Federici. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. G. Rezia tel. 025457680. Custode Giudiziario Notaio M.G. Rezia tel. 025457680. Rif. RGE 994/05. MI43429 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA PIANELL SALVATORE, 32 - LOTTO 1) APPARTAMENTO: al piano secondo, di due locali e servizi. Prezzo base Euro 71.250,00. Vendita senza incanto 29/05/09 ore 11:45. Eventuale vendita con incanto in data 03/07/09 ore 11:45. G.E. Dott.ssa Boroni. Custode Giudiziario SIVAG tel. 0258011847. Rif. RGE 2334/07. MI43273 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA PLANA GIOVANNI AN- TONIO, 49/51 - APPARTAMENTO: termoautonomo PT di due locali servizio mq. 50 ca, in locazione. Prima scadenza 1/05/2009. Prezzo base Euro 125.000,00. Vendita senza incanto 05/06/09 ore 09:30. Eventuale vendita con incanto in data 02/07/09 ore 12:00. G.E. Dott. Blumetti. Professionista Delegato alla vendita Dott. R. Trigari tel. 0255016562. Custode Giudiziario Dott. R. Trigari tel. 0255016562. Rif. RGE 924/06. MI42776 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA POLIDORO DA CARAVAG- GIO, 15 - APPARTAMENTO: al piano secondo, composto da quattro locali con cucina e doppi servizi e cantina al piano cantinato. Prezzo base Euro 312.917,00. Vendita con incanto 07/07/09 ore 12:00. G.E. Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Custode Giudiziario Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Rif. RGE 88/04. MI42921 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA SAPRI, 46 - APPARTA- MENTO: termoautonomo, posto al quarto piano, composto da tre locali, angolo cottura(ampio soggiorno con angolo cottura, due camere da letto delle quali la principale dotata all'ingresso di ripostiglio in quota)oltre due bagni e due balconi e cantina accessoria al piano interrato per complessivi mq. 101,50, nonchè vano autorimessa al piano interrato. Prezzo base Euro 277.500,00. Vendita con incanto 28/05/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Massari. Professionista Delegato alla vendita Avv. E. Clerici tel. 0276022601. Custode Giudiziario Avv. E. Clerici tel. 0276022601. Rif. RGE 1803/06. MI43270 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA TEANO, 9 - LOTTO 1) APPARTAMENTO: al piano quinto, di quattro locali, cucina e servizi, con annessa cantina al piano seminterrato. Prezzo base Euro 157.500,00. Vendita con incanto 17/06/09 ore 11:30. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita Notaio G. Mauri tel. 0276378601. Custode Giudiziario Notaio G. Mauri tel. 0276378601. Rif. RGE 919/05. MI43318 - MILANO (MI) - ZONA 5 VIA ARICI CESARE, 28 - LOT- TO 1) APPARTAMENTO: sito al piano secondo con cantina al piano interrato costituito da ingresso/disimpegno, cucina abitabile, soggiorno, bagno, due camere da letto, ripostiglio, due balconi. Prezzo base Euro 215.000,00. Vendita con incanto 05/06/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Massenz. Professionista Delegato alla vendita Dott. R. Antonelli tel. 026595641. Custode Giudiziario Dott. R. Antonelli tel. 026595641. Rif. RGE 207/05. MI43218 - MILANO (MI) - ZONA 5 VIA BASSANO DEL GRAPPA, 5 - LOTTO 1) (SUB 703) APPARTAMENTO: sito al piano terra con cantina al piano interrato e pertinenziale area di cortile esclusiva sul retro, composto da soggiorno, una camera da letto, un bagno con antibagno, cucinotto ed una piccola lavanderia che dà accesso al cortile pertinenziale esclusivo. Prezzo base Euro 210.900,00. LOTTO 2) (SUB 704) APPARTAMENTO: al piano primo composto da angolo cottura, ampio soggiorno, una camera ed un bagno nonchè una veranda chiusa ed un balcone. Prezzo base Euro 186.426,00. LOTTO 3) (SUB 705) APPARTAMENTO: al piano secondo e sottotetto composto al piano secondo da angolo cottura, ampio soggiorno, antibagno e bagno; da scala interna si accede al piano sottotetto composto da una camera e piccolo bagno. Prezzo base Euro 216.450,00. Vendita senza incanto 23/06/09 ore 16:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Olivares tel. 02876598. Custode Giudiziario Notaio M. Olivares tel. 02876598 - Dott. A. Oldani. Rif. RGE 1372/06. Professionista Delegato alla vendita Dott. A. Zito tel. 0248014980. Custode Giudiziario Dott. A. Zito tel. 0248014980. Rif. RGE 1272/04+1350/06. MI43102 - MAGENTA (MI) - VIA R. SANZIO, 14 - PROPRIETÀ SUPERFICIARIA DI APPARTAMENTO: di mq. 94, composto da tre locali e servizi al piano primo; oltre ripostiglio nel sottoscala e cantina al piano interrato. Prezzo base Euro 126.000,00. Vendita senza incanto 23/06/09 ore 16:00. G.E. Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Dott.ssa B. Pravettoni tel. 0255192355. Custode Giudiziario Dott.ssa B. Pravettoni tel. 0255192355. Rif. RGE 1674/05. MI43231 - MAGNAGO (MI) - FRAZIONE BIENATE - VIA C. CO- LOMBO, 20 - APPARTAMENTO: di mq. 72, al piano terreno composto da tre locali, oltre servizi e cantina. Prezzo base Euro 87.000,00. Vendita senza incanto 08/07/09 ore 10:30. G.E. Dott. Blumetti. Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola tel. 0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv. Dagradi 0255015451. Rif. RGE 49492. MI42953 - MILANO (MI) - ZONA 1 CORSO PORTA VIGENTINA (DI), 34 - APPARTAMENTO: di mq. 69 piano primo di tre locali, bagno, cucina, più area solaio (occupazione proprietari perfetto stato regolarità edilizia). Prezzo base Euro 435.000,00. Vendita senza incanto 05/06/09 ore 10:00. G.E. Dott.ssa Massenz. Professionista Delegato alla vendita Avv. G. Toffoloni tel. 026598721. Custode Giudiziario Avv. G. Toffoloni tel. 026598721. Rif. RGE 660/06. MI42453 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA CARLINI FRANCESCO, 1 - APPARTAMENTO: di mq. 32,34, di vani 1,5 al piano S1, con annesso vano di cantina. Immobile occupato dalla debitrice che non vanta titolo opponibile alla procedura. Prezzo base Euro 84.488,25. Vendita senza incanto 29/05/09 ore 09:00. G.E. Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Avv. M.M. Lupi tel. 0272002561. Custode Giudiziario Avv. M.M. Lupi tel. 0272002561. Rif. RGE 1391/04. MI43320 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA MASSENA ANDREA, 9 - LOTTO A) APPARTAMENTO: di mq. 89, ai piani terra ed interrrato di quattro locali e servizi. Prezzo base Euro 540.000,00. LOTTO B) AP- PARTAMENTO: di mq. 65, al piano terra di tre locali e servizi. Prezzo base Euro 420.000,00. LOTTO C) MONOLOCALE: di mq. 42, al piano terra con servizio e balcone. Prezzo base Euro 260.000,00. LOTTO D) AP- PARTAMENTO: di mq. 65, al piano primo di due locali e servizio. Prezzo base Euro 360.000,00. LOTTO E) APPARTAMENTO: di mq. 64, al piano primo di tre locali servizio e balcone. Prezzo base Euro 400.000,00. LOTTO F) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 12. Prezzo base Euro 20.000,00. LOTTO G) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 13. Prezzo base Euro 23.000,00. LOTTO H) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 12. Prezzo base Euro 24.000,00. LOTTO I) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 13 Prezzo base Euro 33.000,00. LOTTO L) CAN- TINA: al piano interrato di mq. 4. Prezzo base Euro 6.000,00. LOTTO M) CANTINA: al piano interrato di mq. 5. Prezzo base Euro 6.000,00. LOT- TO N) CANTINA: al piano interrato di mq. 2. Prezzo base Euro 6.000,00. LOTTO O) CANTINA: al piano interrato di mq. 2. Prezzo base Euro 6.000,00. LOTTO P) CANTINA: al piano interrato di mq. 5. Prezzo base Euro 9.000,00. LOTTO Q) TRE LOCALI DEPOSITO: con accessori e servizi al piano interrato di mq. 103. Prezzo base Euro 270.000,00. Vendita senza incanto 04/06/09 ore 10:00. Eventuale vendita con incanto in data 10/07/09 ore 10:00. G.E. Dott.ssa Massari. Professionista Delegato alla vendita Notaio A. Cabizza tel. 0229062695. Custode Giudiziario Notaio A. Cabizza tel. 026552184 - 0229062695. Rif. RGE 653/07. MI43253 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA PAGANO MARIO, 48 - ABI- TAZIONE: (sup. comm. circa mq. 70) al piano quarto, composto da disimpegno ingresso, soggiorno, cucina, camera, bagno e piccolo balcone e cantina al piano sotterraneo. Prezzo base Euro 235.000,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore 11:30. Eventuale vendita con incanto in data 09/07/09 ore 09:30. G.E. Dott. Bichi. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray tel. 02780492. Custode Giudiziario SIVAG tel. 0258011847. Rif. RGE 44147. MI43184 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA SODERINI LUIGI, 36 - LOTTO XI) APPARTAMENTO: di un locale oltre bagno e sottotetto, di mq. 16. Prezzo base Euro 24.000,00. Vendita senza incanto 27/05/09 ore 11:30. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola tel. 0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv. Dagradi 0255015451. Rif. RGE 8/03. MI43314 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA ZUMBINI BONAVENTU- RA, 40 - APPARTAMENTO: di mq. 40 al piano terra, composto da due locali, piccolo disimpegno e servizi. Prezzo base Euro 150.000,00. Vendita senza incanto 29/05/09 ore 10:30. Eventuale vendita con incanto in data 09/06/09 ore 09:30. G.E. Dott.ssa Grazioli. Professionista Delegato alla vendita Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Custode Giudiziario Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Rif. RGE 1370/06. MI43255 - MILANO (MI) - ZONA 3 VIA BISCEGLIE, 83 - LOTTO 1) VILLA: (sup. comm. di mq. 114), con affaccio sul "parco blu" costituita da ingresso coperto, cucina (catastalmente cantina), grande salone, due camere, due bagni, ripostiglio al piano terra, grande terrazzo soprastante, impermeabilizzato, piastrellato, con barbecue e angolo cottura. Annesso piccolo cortile di proprietà e ampio posto macchina, E' libero, vuoto, nuovo ed in ottime condizioni. Prezzo base Euro 437.600,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore 13:00. Eventuale vendita con incanto in data 09/07/09 ore 11:00. G.E. Dott.ssa Federici. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio M. Ray tel. 02780492. Rif. RGE 45847. MI43222 - MILANO (MI) - ZONA 3 VIA ENGELS FEDERICO, 10 - APPARTAMENTO: di mq. 108, al piano quarto, composto da ingresso, soggiorno con piccolo balcone, cucina abitabile, tre camere, doppi servizi con solaio all'ultimo piano. Prezzo base Euro 209.000,00. Vendita con incanto 26/05/09 ore 14:30. G.E. Dott.ssa Massenz. Professionista Notaio A. Giordano tel. 026552129. Rif. RGE 49339. MI43297 - CESATE (MI) - VIA DEI MILLE, 23/A - APPARTA- MENTO: (sup. circa mq. 71) al terzo piano e composto da ingresso, corridoio, soggiorno con balcone, cucina, bagno e camera, con annessa cantina. Occupato con contratto d'affitto opponibile. Prezzo base Euro 82.400,00. Vendita senza incanto 25/05/09 ore 10:20. Eventuale vendita con incanto in data 06/07/09 ore 09:40. G.E. Dott.ssa Federici. Professionista Delegato alla vendita Notaio E. Sciarrone tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio E. Sciarrone tel. 02780492. Rif. RGE 1094/06. Prof. P. Benigno tel. 0258306379. Rif. PD 45556. MI43234 - CESATE (MI) - VIA ROMANÒ, 41 BIS - TRILOCALE: di mq. 98 al primo piano, con annesso vano sottotetto. Prezzo base Euro 120.000,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore 16:00. Eventuale vendita con incanto in data 09/07/09 ore 17:00. G.E. Dott. Bichi. Professionista Delegato alla vendita Avv. M. De Santis tel. 0287392766. Custode Giudiziario Avv. M. De Santis tel. 0287392766. Rif. RGE 356/06. MI43207 - CORBETTA (MI) - VIA CESARE BATTISTI, 5/A - PORZIONE DI FABBRICATO: dalla consistenza di un locale al piano terreno ed un locale allo stesso soprastante al piano primo, con annesso ripostiglio in corpo staccato. Prezzo base Euro 53.000,00. Vendita con incanto 27/05/09 ore 14:30. G.E. Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Avv. P. Furini tel. 02877820. Custode Giudiziario Avv. P. Furini tel. 3460110317. Rif. RGE 48447. MI43247 - CORNAREDO (MI) - VIA FRATELLI CAIROLI, 16 - LOTTO 1) VILLETTA BIFAMILIARE: (sup. comm. circa mq. 212) composta al piano rialzato (ampio soggiorno con camino, cucina, disimpegno, bagno, ripostiglio) e al piano primo (tre camere da letto, disimpegno, bagno) con annessi locali accessori al piano interrato e sottotetto (ampio locale, ripostiglio, bagno) con scala interna di collegamento. Prezzo base Euro 238.500,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore 11:00. G.E. Dott.ssa Milone. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio M. Ray tel. 02780492. Rif. RGE 42851. MI42865 - CORNAREDO (MI) - VIA PIVA, 1 - ANGOLO VIA GHI- SOLFA - APPARTAMENTO: al piano secondo e cantina al piano seminterrato. Prezzo base Euro 390.000,00. Vendita con incanto 07/07/09 ore 15:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Custode Giudiziario Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Rif. RGE 141/05. MI42882 - CORSICO (MI) - VIA CAVOUR, 59 - APPARTAMENTO: posto al piano primo, composto da due locali più servizio, con annesso vano solaio, della sup. catastale di mq. 44. Prezzo base Euro 90.000,00. Vendita con incanto 09/10/09 ore 11:30. G.E. Dott. Ferraiuolo. Rif. RGE 48934. MI43108 - LIMBIATE (MI) - VIA ISARCO , 13/15 - LOTTO 1) A) APPARTAMENTO: al piano terra della villetta composto nella zona giorno da ingresso, soggiorno, portico, cucina, terrazzo e nella zona notte da disimpegno, locale guardaroba - stireria, bagno, due camere e bagno principale con annessa, ma non direttamente collegata, superficie accessoria al piano seminterrato costituita da corridoio, ripostiglio, lavanderia e locale caldaia. b) Autorimessa con incorporato ripostiglio al piano seminterrato della villetta. Prezzo base Euro 379.000,00. LOTTO 2) A) APPARTA- MENTO (MANSARDA): al piano primo della villetta composto nella zona giorno da ingresso, soggiorno, due terrazzi, tinello con spazio cottura e nella zona notte da disimpegno, due camere, bagno e ripostiglio, con annessi nel collegato sottotetto (terzo piano fuori terra) un disimpegno ed un bagno e al piano seminterrato una superficie accessoria formata da bagno, taverna con spazio cottura, ripostiglio e vano cantina. b) Autorimessa nel corpo seminterrato extra sagoma villetta. Prezzo base Euro 363.000,00. Vendita senza incanto 17/06/09 ore 10:30. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita Notaio G. Mauri tel. 0276378601. Custode Giudiziario Notaio G. Mauri tel. 0276378601. Rif. RGE 50/06. MI43129 - LISCATE (MI) - VIA RESISTENZA, 2 - LOTTO 1) IM- MOBILE: nel complesso denominato Residence le Ville 2, Villetta n.22 con giardino, di circa mq. 195,32 commerciali, composta da un piano terra con un locale e servizi, da un primo piano con tre camere e servizi, da un piano secondo con mansarda, da un piano interrato composto da una cantina, ripostiglio e box doppio di mq. 37,80. Prezzo base Euro 395.000,00. Vendita con incanto 22/05/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Canu. SEGUE SEGUE COME VISITARE L'IMMOBILE: CONTATTARE IL CUSTODE AL NUMERO DI TELEFONO RIPORTATO ALL'INTERNO DEL SINGOLO ANNUNCIO DI VENDITA A seguito della recente riforma del processo esecutivo nelle procedure in cui il giudice ha pronunciato l'ordinanza di vendita o ha delegato la vendita dopo il 1/3/2006 di regola è nominato un custode giudiziario con il compito di far visitare l'immobile agli interessati e di fornire ogni informazione utile. In caso di difficoltà o di necessità di ulteriori informazioni inviare una email all'indirizzo professionistidelegati@ aiser. it ( specificando il tribunale, il numero della procedura esecutiva o il numero dell'annuncio) oppure telefonare al n. 848-800583.

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(sezione: Mercato immobiliare)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

«Edifici pubblici, flop annunciato» il caso delle aste non andate a buon fine: PARLANO GLI IMPRENDITORI Beni del Comune invenduti, rischio di nuovi tagli alla spesa. L'assessore: «Non è detto» «IL COMUNE è lontano dal Paese reale, se pensa di poter vendere i propri immobili ai prezzi di tre, quattro anni fa. Oltretutto, oggi, l'accesso al credito per le imprese è molto difficile, nonostante i Tremonti bond che, però, anno tassi dell'otto e mezzo per cento. Tanto più per le aziende del settore immobiliare che, come quelle che operano nel campo dello shipping e i rivenditori d'auto, sono nella black list delle banche. Purtroppo, nessuno ha i soldi nel cassetto da investire». L'analisi di Davide Viziano, leader dell'omonimo gruppo di costruzioni, sul flop della recente asta immobiliare lanciata dal Comune per rimpinguare le proprie casse è impietosa. La giunta ha deciso di rinviare a tempi più propizi la gara da 29 milioni di euro relativa alla vendita di nove edifici pubblici. La decisione è stata presa dopo il deludente esito del bando che metteva all'asta i primi cinque immobili: solo le ex scuderie di Villa Rossi (valore: 1,5 milioni) e l'ex fabbrica Ilva di Voltri (500 mila euro) sono state vendute. Per il resto, nessuna offerta. Molto scarsa anche la partecipazione all'asta bandita dalla Spim, l'immobiliare di Tursi, per la vendita di altri tre gioielli pubblici: Palazzo Serra Gerace (6,3 milioni di euro), il palazzo di via Ilva con il civico 6 di via Corsica (13,8 milioni di euro) e gli ex archivi comunali di via Gualco (2,6 milioni di euro). Nessun altro dettaglio trapela dalla Spim, dal momento che la procedura di gara non è ancora conclusa. Ma il quadro, per il Comune che sperava di incassare decine di milioni di euro senza colpo ferire, è molto deludente. Dalla prima tranche di dismissioni - che, oltre alle vecchie scuderie e all'ex fabbrica di Voltri, comprendeva pure l'ex istituto San Raffaele di Coronata (10,8 milioni), un capannone in via Spataro (1,3 milioni) e un appartamento in via Alessi (633 mila euro) - il Comune contava di incassare, come minimo, 15 milioni di euro. Risorse che sarebbero servite per abbattere in pari misura il debito risparmiando circa 700 mila euro di interessi passivi (il risparmio sarebbe salito a tre milioni di euro se fosse andata a buon fine la vendita di tutti e nove i lotti per un introito complessivo di almeno 29 milioni di euro). Ora lo scenario cambia di molto. Rischio di tagli ai servizi? L'assessore al Bilancio, Francesca Balzani, prova a tranquillizzare i genovesi: «Quelle risorse, certo, sarebbero state utilissime ma, per fortuna, adesso i tassi sono scesi notevolmente facendo ridurre, per altra via, gli oneri dell'indebitamento». Di sicuro, ciò non compenserà per intero il fallimento dell'operazione vendita e, probabilmente, qualche taglio alla spesa pubblica sarà inevitabile. Ma torniamo all'origine di tutto questo. Perché le gare sono andate pressoché deserte? E il Comune ha fatto bene a rinunciare alla pubblicazione di un secondo bando con prezzi ribassati, per legge, del 20 per cento? Il Secolo XIX ha rivolto le domande a noti costruttori genovesi. «In questo momento di grave crisi e incertezza, aggravate dalla stretta al credito per le imprese, è sconsigliabile mettere sul mercato immobili pubblici», ribadisce Viziano. «C'è il rischio di svendere il patrimonio comunale, quindi bene fa la giunta ad aspettare», continua l'imprenditore: «Ma parlare, come fa Pastorino (assessore comunale al Patrimonio, ndr) di speculazioni da parte di chi acquista è pura ideologia: è il mercato che fa i prezzi». In perfetta sintonia con Viziano, sono il titolare di Cemedile, già presidente di Assedil, Marcello Marzini, e Gianantonio Bandera, presidente del Consorzio Faber. «L'esito delle gare non mi stupisce affatto - dice il primo - I prezzi degli immobili all'asta sono del 20-30 per cento superiori a quelli attuali di mercato. Anche la fabbrica di Voltri, che forse presentava il prezzo più equo, è sopravvalutata perché il lotto richiede costosissimi lavori di ristrutturazione, quali il rifacimenento di un argine sul torrente e la costruzione di un ponte. Il San Raffaele di Coronata sarebbe molto appettibile se non fosse che ha un prezzo esagerato». «Il mercato degli immobili a Genova non è crollato ma, in questo momento, c'è bisogno di molta cautela e attenzione negli investimenti», aggiunge Bandera: «Meglio stare alla finestra». Sino a quando? «Almeno sino a dopo l'estate». Viziano prevede tempi un po' più lunghi: «Gli esperti più ottimisti fissano l'inizio della ripresa nel 2010, quelli più pessimisti nel 2012. Bisogna armarsi di pazienza. Ma sono sicuro che l'attesa sarà premiata». Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it [+] www.ilsecoloxix.it Commenta la notizia sul nostro sito 07/04/2009

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Benvenuta catastrofe (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 07-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Benvenuta catastrofe PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di redazione ts , 07.04.2009 08:51 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Buona notizia, la crisi economica che stiamo attraversando è a tutti gli effetti una catastrofe. A differenza di un incidente, la catastrofe ispira nuove riflessioni sulle soluzioni da mettere in pratica per evitarne o attenuarne gli effetti disastrosi. Tutti i provvedimenti messi in opera sinora per farci uscire dalla crisi attuale hanno tuttavia un sapore di dejà-vu. Il che è normale, considerato che la crisi stessa sembra avere origine dagli stessi errori commessi in passato, sulla scia delle crisi che colpirono gli Stati Uniti negli anni 20 o il Giappone negli anni 80. Eccesso di speculazione All’origine di ogni crisi troviamo immancabilmente un eccesso di speculazione. Il primo esempio in merito è stato il “bulbo speculativo” che vide una buona parte della popolazione olandese riporre tutti i loro risparmi sui bulbi di tulipano proprio nel momento in cui scoppiò la bolla che fece precipitare il paese in una grave depressione: siamo nel febbraio 1637. A partire da quella data, la bramosia di guadagno assumerà connotazioni meno poetiche e si manifesterà più nei confronti dei mercati azionari o del settore immobiliare, o addirittura di una combinazione dei due. Una crisi dei subprime gli Stati Uniti l’hanno già conosciuta. In occasione del “Florida boom” nel 1927. L’impennata dei prezzi delle case in riva a un mare che poteva trovarsi anche a più di 50 Km aveva spinto la Banca Centrale nel momento di picco del mercato a stringere i cordoni del credito. Fatica sprecata: le famiglie americane continuarono ad abusare della leva per comprare a credito azioni a Wall Street. Questo stesso desiderio sfrenato di indebitamento aveva spinto i cittadini giapponesi ad approfittare della crescita dei prezzi dei terreni alla fine degli anni 80 per garantire i propri beni immobiliari presso le loro banche e investire segue pagina >>

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L'euro forte fa acquistare case di pregio all'estero (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

INVESTIMENTI. Dollaro e sterlina deboli, mercato immobiliare in stagnazione: occasioni a Londra, Miami e New York Nel solo 2008 il valore degli immobili è sceso del 20% negli Usa con picchi del 30% a Phonix e Las Vegas 07/04/2009 rss e-mail print Questo potrebbe essere il momento per comprare un appartamento nella Fifth Avenue a New York Anita della Casa MILANO Dollaro debole, sterlina vacillante, mercato immobiliare in crisi da oltre un anno: è il cocktail giusto per acquistare casa all'estero? Villa a Miami fronte oceano, oppure pied-a-terre a New York, o casa a Londra per chi ama la vecchia Europa? Considerando che le borse sono tornate di nuovo in altalena dopo tre settimane di respiro, il mattone potrebbe essere una risposta positiva per chi ha liquidità da investire. Visto poi che la ricetta Obama per salvare Wall Street comporta una forte immissione di liquidità nel sistema, che dovrebbe innescare spinte inflazionistiche e forti pressioni al ribasso del biglietto verde contro l'euro, spostare l'attenzione sugli Usa può risultare interessante. L'indice S&P/Case-Shiller sulle abitazioni, calcolato sui prezzi delle case in 20 grosse città degli Stati Uniti, rivela come nel solo 2008 il valore degli immobili sia sceso del 20% circa, con punte del 34% a Phoenix, del 33% a Las Vegas (si è costruito molto, in queste aree). Ma anche Miami, ad esempio, molto amata dagli italiani, ha perso il 28,8%, perché qui si trovano le seconde case al mare degli americani che sono state liquidate per prime nel tentativo di pagare le rate del mutuo sull'abitazione di residenza. «Il mercato della Florida - conferma Leo Civelli, amministratore delegato di Real Estate Advisory Group Europe (Reag fa parte del gruppo American Appraisal, specializzato nelle valutazioni patrimoniali e finanziarie) - è molto legato a quello turistico e quindi si riprenderà più lentamente, ad eccezione delle prime locations (le posizioni migliori), dove è possibile trovare ville con vista sull'oceano». «I prezzi per questo segmento di mercato - riprende Civelli - non hanno subito flessioni perché si tratta di immobili che restano introvabili anche se con quotazioni da capogiro. Nelle altre zone della città si sono invece registrati consistenti decrementi e ci vorrà del tempo per recuperare quanto perso». E qui spuntano le occasioni di acquisto. Ad esempio è in vendita uno splendido appartamento di 156 metri quadrati su San Remo Avenue, a Miami Beach, (una delle zone più prestigiose), con ampie finestre che guardano sull'oceano. Di proprietà di un designer, Victor Diaz, viene ceduto completamente arredato su misura, assieme ad una collezione di quadri contemporanei. Costa 775mila dollari, ovvero 596mila euro (sono 3800 euro al metro quadrato al cambio di 1,30; si trova sul network www.sothebyrealty.com, fa capo alla casa d'aste internazionale Sotheby's, non si tratta però di immobili soggetti all'incanto). Spostiamoci a New York. Per chi acquista con l'intenzione di effettuare un investimento alternativo alla borsa, la Grande mela vanta diversi aspetti positivi. Prima di tutto è un'isola e quindi l'espansione costruttiva ha un limite. In secondo luogo, l'economia di questa metropoli non dipende solo da Wall Street, ma dal mondo dell'arte e degli spettacoli e dai capitali stranieri, come quelli medio orientali e dell'estremo oriente che hanno sempre amato la città, ritenendola un porto sicuro per le proprie ricchezze. L'indice Case-Shiller è calato solo del 9,2% a New York nel 2008, considerando peraltro l'intera città. Chi volesse acquistare, invece, dovrebbe focalizzare la propria attenzione su Manhattan, che resiste meglio di altre zone alle pressioni esterne. Secondo Reag, nell'Upper east side di Manhattan, l'anno scorso si sono registrati ancora incrementi nel settore residenziale, pari al 12,3%, arrivando a toccare 33.710 dollari a metro quadrato. Ma i prezzi variano molto. Proprio nell'Upper east side si trova (sempre su www.sothebyrealty.com), ad esempio, un appartamento al quarto piano di un edificio storico molto ben ristrutturato, comprendente zona giorno, camera e bagno, al prezzo di 399.000 dollari, circa 300mila euro (si viaggia sui 6mila euro al metro quadrato per una delle aree più esclusive al mondo). Secondo Civelli, nella seconda metà del 2010 i prezzi degli immobili cominceranno a risalire a New York, in seguito alla ripresa degli Usa. L'esperto, però, mette le ma i avanti: «Fare previsioni in questo momento è molto difficile, nemmeno i premi Nobel sono stati in grado di prevedere la crisi che ha colpito i mercati. Devo però dire che anche se non sono passato per la crisi del '29, ne ho viste altre nella mia vita lavorativa e l'esperienza insegna che dopo ogni crisi c'è sempre una ripresa». I prezzi delle locations top di Londra (si vedano Belgravia o Notting Hill, ad esempio), viaggiano ancora molto alti, attorno ai 44.600 euro per metro quadrato, l'1,8% in più nel 2008 rispetto all'anno precedente. «Si sono registrate flessioni anche in questa città - spiega Civelli - ma non nelle zone centrali, che sono ricercate da tutto il mondo e continuano ad attrarre investitori arabi, indiani e russi. Londra continuerà ad essere il centro della finanza globale». Si trovano comunque prezzi più accettabili rispetto ai 44.600 euro per metro quadrato in quartieri molto belli e centrali. Un monolocale con rifiniture di prestigio di 32,8 metri quadrati a Gatliff Road, poco a nord del Tamigi, fra Pimlico e King's Road, nell'esclusiva zona di Chelsea (compreso il parcheggio sotto lo stabile), costa 394.500 sterline (420mila euro), 12.800 euro al metro quadrato (si veda www.hamptons.co.uk). Nel frattempo, l'euro continua a premere contro la sterlina. Da inizio anno ha già guadagnato il 2,8%.

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La soluzione della crisi? Per ora è sulla carta (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere delle Alpi" del 08-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

di Roberto De Nart «La soluzione della crisi? Per ora è sulla carta» E' ottimista l'ex rettore di Padova dopo le ultime decisioni economiche Gli errori del passato le speculazioni e il ruolo delle banche La sala Dal Pont Bianchi ha ospitato lunedì sera la conferenza dal titolo «La crisi economica, le cause, i rimedi... alla ricerca delle vie d'uscita» organizzata dall'Associazione Mazziniana d'Italia di Belluno, presieduta da Romano Cavagna, già primario di Nefrologia al "S.Martino". Relatore il professor Gilberto Muraro, ordinario di scienza delle Finanze, già rettore dell'Università di Padova. Che, bloccato dal traffico, è arrivato con grande ritardo. Ma si è ampiamente riscattato, perché nell'ora successiva è riuscito a spiegare le cause che hanno determinato la crisi. Tre, secondo il professore. Prima di tutto la bolla immobiliare negli Usa: dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre 2001 c'è timore della recessione; il costo del denaro si abbassa e le famiglie accedono ai mutui per la casa. La forte richiesta spinge in alto i prezzi, finché arriviamo al collasso. In altri tempi ci sarebbe stato il fallimento di alcune banche. Invece c'è stato il contagio. E siamo alla seconda causa. In secondo luogo l'evoluzione delle tecniche finanziarie: negli ultimi dieci anni i mutui immobiliari venivano mixati ad altri titoli e venduti ad altre banche che a loro volta confezionavano altri prodotti finanziari e li rivendevano ad altre banche ancora. Così, i titoli "tossici" sono arrivati anche in Europa e collocati al pubblico. Anche perché erano titoli considerati affidabili perché garantiti da mutui immobiliari e con rendimenti superiori ai titoli di Stato. Infine la leva finanziaria: l'eccessiva espansione di questi pacchetti ha prodotto una leva finanziaria. Partendo cioè da una piccola base di liquidità è stato generato un forte credito. Che però è crollato come un castello di carte, dove ad ogni piano che si saliva aumentava il rischio e il profitto per la banca. «Da sempre, infatti, le banche cercano di innalzare il rischio per aumentare i profitti» ha detto il professor Muraro «mentre le autorità vigilanti cercano di limitarlo». Solo che negli Usa le autorità centrali avevano perso il controllo affascinati dalla teoria secondo la quale i mercati si autoregolano e dunque non bisogna intervenire. Questa teoria ha fatto anche allentare i controlli sul piano normativo. Nel 1999 Clinton modifica una legge del 1933 e favorisce lo sviluppo delle banche d'affari, quelle che hanno confezionato i prodotti con titoli tossici poi passati alle banche commerciali e collocati ovunque. L'intervento degli Stati con le iniezioni di liquidità alle banche ha impedito fortunatamente che i risparmiatori terrorizzati andassero a prelevare i loro risparmi. Ma la sfiducia si è propagata tra le banche. Il credito interbancario si è inceppato fino alla situazione paradossale: le banche americane ricevono soldi dallo Stato, che però ritornano alla banca centrale perché non si fidano più tra banche. Per far ritornare la fiducia occorreva allora togliere di mezzo i titoli tossici. Ma come determinare il loro prezzo? Quello nominale no, perché il prezzo delle case è diminuito. Il valore di mercato è zero perché nessuno li vuole. Per questa ragione il piano Bush non ha funzionato. Ora il governo Obama chiama anche i privati, insieme allo Stato, a condividere il rischio. Così sarà il mercato a stabilire il prezzo a seconda della domanda. Ma come è possibile che questa crisi sia passata dal campo finanziario a quello reale? Si è chiesto Muraro. La crisi finanziaria con il crollo delle azioni e quindi la perdita di patrimonio, ha determinato nelle famiglie una diminuzione della spesa. Calo dei consumi e stretta creditizia delle banche hanno determinato la crisi reale. L'industriale che vede contrarre la domanda produce di meno e manda a casa gli operai. Negli anni '30 si pensò che la causa della forte disoccupazione fosse il costo elevato del lavoro e quindi vennero diminuiti i salari. Con l'effetto disastroso di aggravare la crisi perché c'erano ancora meno soldi per acquistare i prodotti. A correggere questo errore intervennero Roosevelt negli Usa, e anche Hitler e Mussolini che sostennero i redditi e le grandi opere pubbliche. Oggi il problema è lo stesso e il rimedio tende ad essere lo stesso, con la vecchia ricetta keynesiana un po' ritoccata. Quindi protezione dei salari e grandi opere. Ma il sistema capitalistico post keynesiano non è in grado di garantire un livello globale e dunque va controllato dallo Stato. Che deve spingere la domanda quando il mercato ristagna e viceversa. E se negli anni '30, quando non c'erano grossi scambi con l'estero, poteva andar bene il protezionismo, oggi con la globalizzazione le barriere doganali non si possono erigere o crollerebbero le esportazioni. «Per i Paesi emergenti, fuori delle grandi valute euro-dollaro, che rischiano il fallimento dello Stato» ha concluso il professor Muraro «poiché una falla potrebbe determinare l'affondamento della nave, è intervenuto il G20 con lo stanziamento di un milione di miliardi di dollari. Il mondo, insomma, ha trovato la capacità di ragionare con lungimiranza. Sulla carta dunque abbiamo la soluzione alla crisi e io mi sento ottimista».

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Zapatero silura Solbes per tamponare il crack (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

SPAGNA Crisi pesante ed elezioni alle porte Zapatero silura Solbes per tamponare il crack Massimo Bongiorno >La partita tra Pedro Solbes e Josè Louis Rodriguez Zapatero è finita come doveva finire. Ieri il premier spagnolo ha annunciato un rimpasto di governo la cui sostanza è il siluramento del suo vice e ministro dell'Economia. Il 66enne Solbes, forse troppo attento ai conti e poco alla crisi sociale, lascia così la poltrona al numero uno del dicastero delle Amministrazioni Pubbliche Elena Salgado. «Serve un cambio di passo» ha detto Zapatero, costretto a misurarsi con il crollo di consensi e l'avvicinarsi delle elezioni europee. E, soprattutto, con la crisi economica. Per capire cosa stia succedendo serve fare un passo indietro. Fino all'estate scorsa sui giornali italiani e spagnoli si sprecavano i titoli a proposito del più o meno presunto «sorpasso» dell'economia iberica su quella del Belpaese. Una polemica iniziata a dicembre 2007 e giocata sul filo di uno sciovinismo un po' peloso e strumentale a questioni di politica interna. Oggi nessuno ci torna su, rischierebbe il ridicolo. Ma allora in pochissimi si accorsero che proprio mentre Zapatero punzecchiava le pruderìe italiote la Banca centrale di Spagna stava vendendo a tonnellate le sue riserve auree. Perché un paese che da 12 anni cresceva a ritmi più asiatici che europei, con uno dei debiti pubblici più virtuosi del mondo (rapporto debito/Pil sotto il 37%) aveva in sette mesi piazzato sul mercato il 32% delle sue riserve? Evidentemente qualcosa non andava già da un pezzo. Una di queste si chiama «deficit delle partite correnti» (indica che un paese importa più beni e servizi di quanti ne esporta, ovvero che si sta indebitando). Bene: nel 2007 questo dato sfiorava il 10% del Pil, quasi 9 miliardi di euro. Una enormità: in Francia o Italia, per fare un esempio, è la metà. Senza dimenticare che l'indebitamento delle aziende corrisponde grosso modo al 100% del Pil e quello delle famiglie supera di un buon 20% il reddito medio. Un bel campanello d'allarme per Zapatero. Anche perché quasi il 18% del Pil spagnolo viene dalle compravendite e costruzioni di immobili, protagonisti di una bolla speculativa che è puntualmente esplosa. Così, se in 10 anni i prezzi delle case si sono triplicati e le coste sono state cementificate ai limiti dell'indecenza, adesso non si vende più nulla e si è smesso di costruire. Ma il problema non è certo solo qui: perché dietro la bolla speculativa ci sono, naturalmente, le banche. La bufera, per ora, non tocca colossi come il Bbva o il Santander del cattolicissimo - Opus Dei - don Emilio Botìn. A rischio è semmai la rete di piccole e medie banche del territorio, le 45 «Casse» controllate dai partiti che hanno elargito prestiti senza freno e ora sono a un passo dal tracollo. Dieci giorni fa Zapatero ha dovuto riunire un consiglio dei ministri per salvare dal fallimento la «Caja Castilla la Mancha» (in quota proprio ai socialisti) con una iniezione di 9 miliardi di euro. In previsione di analoghe operazioni, il premier ha annunciato al Parlamento un «protocollo preventivo»: nella sostanza, una delega al Banco di Spagna a salvare piccole banche, evitando la cattiva pubblicità di dover ogni volta riunire l'esecutivo. Gli ultimi dati su disoccupazione e inflazione completano il quadro. Quasi 4 milioni di spagnoli sono senza lavoro: il 15,5%, tasso peggiore di tutta l'Ue. Nel frattempo i prezzi sono in caduta libera (-0,1% a marzo, quasi deflazione) e il paese è ufficialmente in recessione dall'ultimo trimestre 2008, col Pil sotto dell'1%. L'altro dato significativo sono le sofferenze bancarie, l'indice dei crediti erogati che non rientrano e si danno per persi. A gennaio era al 3,8%, un record che non si toccava da 12 anni: ma nel 1997 il volume complessivo era 11,5 miliardi di euro, oggi siamo a 72 miliardi. Conseguenza: stretta creditizia. Curiosamente, uno dei primi settori a pagarne il prezzo è quello della chirurgia estetica, in cui la Spagna aveva la leadership europea. Negli ultimi sei mesi le richieste di interventi sono crollate: dal 30 al 60%. Strane concomitanze della crisi: se nel vicino Portogallo sta sparendo l'antica industria dei falli in ceramica, a quanto pare nella cattolicissima Spagna lo stesso destino toccherà al mercato dei seni in silicone.

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L'Irlanda torna tigre celtica (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-04-08 - pag: 16 autore: ... IL PIANO DI SVILUPPO L'Irlanda torna tigre celtica H a alzato tutte le tasse eccetto una: quella sulle imprese. L'Irlanda è con l'acqua alla gola, travolta com'è dalla crisi del credito innescata da una bolla immobiliare che promette di portare il rapporto deficit- Pil al 12,75 per cento. Prometteva anzi, perché la manovra straordinaria annunciata dal ministro delle Finanze Brian Lenihan permetterà di arginare la caduta dell'economia al 10,75 per cento. E questo grazie ai tagli alla spesa, ma soprattutto ai nuovi balzelli che risparmiano sole le imprese. Il motivo lo ha sottolineato il ministro: con questo budget l'Irlanda deve tamponare le falle, ma deve anche ripartire. E per ripartire Dublino ha deciso di tornare alla dottrina passata, quella che le valse il nome di Tigre Celtica. Una dottrina che agevola lo sviluppo con una tassazione ferma al 12,5% sugli utili societari. Grazie anche a questa politica l'Irlanda si trasformò nella piattaforma per il lancio delle aziende americane nell'eurozona. La grande ubriacatura del boom immobiliare l'ha distratta dal mantra di economia " export oriented". Ora ricomincia da lì.

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L'Irlanda aumenta le tasse (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-04-08 - pag: 15 autore: Dublino. La manovra prevede maggiori entrate fiscali per 1,8 miliardi e tagli alla spesa per 1,5 L'Irlanda aumenta le tasse Esecutivo costretto a misure d'emergenza per frenare il deficit Leonardo Maisano LONDRA. Dal nostro corrispondente Nuove tasse e tagli alla spesa per frenare la caduta libera dell'Irlanda avvitata nel vortice di una crisi che, a Dublino, conosce picchi senza uguali in Europa o nel resto del mondo. Ieri il ministro delle Finanze, Brian Lenihan, ha annunciato la seconda manovra finanziaria straordinaria nel volgere di sei mesi. Passo estremo per frenare un deficit statale destinato a raggiungere, senza un intervento, il 12,75% del Prodotto interno lordo, alla fine del 2009. Più del triplo dei limiti imposti a Maastricht. Non solo. Quella presentata ieri a Dublino è la mossa indispensabile, ma non necessariamente sufficiente, per riaggiustare la struttura economica della tigre celtica in marcia, dopo un decennio di crescita anche del 7% all'anno, verso un 2009 a -8 per cento. Solo due settimane fa il ministero delle Finanze aveva previsto una contrazione del Pil del 6,5. In quindici giorni la proiezione è peggiorata di un punto e mezzo. Un sasso che rotola, l'economia irlandese, accompagnata com'è da una disoccupazione all'11 e prezzi in frenata al 4 per cento. Lenihan ha così dovuto puntare, fra i primissimi se non addirittura unico ministro delle Finanze dei Paesi sviluppati, anche sulla leva fiscale nonostante l'effetto sui consumi che questo comporterà. Crescono le imposte su alcol, tabacco, carburante, ma crescono anche quelle sul capital gain e la stessa Irpef è corretta con balzelli aggiuntivi che oscillano dal 2 al 6% a seconda delle fasce di reddito. Anche gli sgravi sui mutui saranno ridotti. Invariata, invece, la tassazione sulle imprese, inchiodata al 12,5 per cento. Sul fronte delle entrate, l'Irlanda ha varato una manovra da 1,8 miliardi di euro (altri 1,75 miliardi arriveranno nel 2010 e 1,5 nel 2011). Poco meno quella sui tagli alla spesa pubblica: 1,5 miliardi. E tanto dovrebbe bastare per contenere il deficit al 10,75% del Pil. Negli anni prossimi sarà messa maggiore enfasi sulla riduzione della spesa pubblica. Terzo elemento della manovra è la creazione di un'Agenzia nazionale (una band bank), che dovrà rastrellare dagli istituti bancari e di mutuo fondiario i titoli tossici che zavorrano l'economia. Il Governo prevede di rilevare fino a 90 miliardi di prestiti immobiliari (la metà del Pil). Lo Stato, però, li pagherà «significativamente meno» del valore nominale. «Voglio assicurare al popolo irlandese - ha detto Lenihan che abbiamo la capacità per superare questa fase. I fattori che hanno contribuito a fare di noi una storia di successo mondiale sono ancora validi, dalla coesione sociale alla stabilità politicaa manodopera e management giovani, flessibili e orientati all'export». Questo è il passaggio chiave dell'appello di Lenihan: la riscoperta della vocazione alle esportazioni, che è stato motore dello sviluppo di Dublino per un decennio. Un meccanismo che si è ingolfato sotto la spinta dei consumi interni che la bolla immobiliare ha fatto prima espandere e ora esplodere con il traumatico atterraggio di questi mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA BAD BANK Creata una società pubblica con il compito di rilevare fino a 90 miliardi di euro di titoli tossici dagli istituti di credito

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BULGARIA, LA CRISI FINANZIARIA COLPISCE SOPRATTUTTO L'EDILIZIA E IL SETTORE IMMOBILIARE: GLI INVESTIMENTI SI RIDUCONO DI DUE TERZI RISPETTO AD INIZIO 2008 (-66%) NEL SETTORE BANCAR (sezione: Mercato immobiliare)

( da "marketpress.info" del 08-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercoledì 08 Aprile 2009 BULGARIA, LA CRISI FINANZIARIA COLPISCE SOPRATTUTTO L’EDILIZIA E IL SETTORE IMMOBILIARE: GLI INVESTIMENTI SI RIDUCONO DI DUE TERZI RISPETTO AD INIZIO 2008 (-66%) NEL SETTORE BANCARIO PERMANGONO PERÒ CONDIZIONI CREDITIZIE FAVOREVOLI ALLE BANCHE ESTERE E LE BASSE IMPOSTE DIRETTE FAVORISCONO IL BUSINESS PER LE IMPRESE STRANIERE Sofia, 8 aprile 2009 - “La dinamica degli investimenti esteri, che dalla metà del 2008 ha segnato una forte tendenza al calo, passando dal 20% al 15% del Pil, testimonia come l’economia bulgara stia risentendo della riduzione della crescita economica mondiale – sottolinea Marco Montecchi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria – soprattutto per l’intermediazione finanziaria, l’immobiliare e l’edilizia, le produzioni ad alto consumo di energia”. Questi, secondo la Camera di Commercio Italiana a Sofia, i settori attualmente più esposti al calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70% dell’export nazionale. “La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo l’euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell’ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea, il Regno Unito, la Russia e altri Paesi europei sono stati protagonisti di una corsa all’acquisto di immobili, che ha portato al boom delle costruzioni e ad un forte aumento dei prezzi delle abitazioni”, prosegue Montecchi. Si tratta dunque della fine di un ciclo iniziato nel 2005, quando i prezzi degli immobili erano saliti del 37%, e protrattosi negli anni successivi (+16% nel 2006 e +27% nel 2007). Secondo la classifica della Global Property Guide nel 2007 Sofia figurava tra le 50 città più care nel mondo per costo degli immobili, con un prezzo medio di vendita pari a 2. 738 euro/mq. A partire dal quarto trimestre 2008 la recessione che ha colpito il Regno Unito e le difficoltà economiche incontrate dalla Russia in seguito alla diminuzione del prezzo del petrolio, hanno causato un brusco abbassamento del costo delle abitazioni, sceso in media a 695 €/mq, e per Sofia a circa 1. 000 €/mq. “Nonostante questi segnali di crisi, la Bulgaria potrebbe confermarsi anche nel 2009 un partner di primo riferimento per l’Italia – conclude Montecchi – le condizioni per i crediti consentono una buona redditività per le banche estere, che rappresentano il 90% degli istituti finanziari, con una forte presenza italiana. A ciò si aggiungono l’assenza di problematiche nella gestione e la struttura stessa del debito pubblico e le basse imposte dirette, elementi in grado di rendere il business italiano in Bulgaria comunque vantaggioso e di garantire una certa stabilità economica”. . . <<BACK

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La crisi finanziaria colpisce soprattutto l'edilizia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Denaro, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Borsa & Mercati bulgaria La crisi finanziaria colpisce soprattutto l'edilizia "La dinamica degli investimenti esteri, che dalla metà del 2008 ha segnato una forte tendenza al calo, passando dal 20 per cento al 15 per cento del Pil, testimonia come l'economia bulgara stia risentendo della riduzione della crescita economica mondiale sottolinea Marco Montecchi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria soprattutto per l'intermediazione finanziaria, l'immobiliare e l'edilizia, le produzioni ad alto consumo di energia". Questi, secondo la Camera di Commercio Italiana a Sofia, i settori attualmente più esposti al calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70 per cento dell'export nazionale. "La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo l'euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell'ingresso della Bulgaria nell'Unione Europea, il Regno Unito, la Russia e altri Paesi europei sono stati protagonisti di una corsa all'acquisto di immobili, che ha portato al boom delle costruzioni e ad un forte aumento dei prezzi delle abitazioni", prosegue Montecchi. Si tratta dunque della fine di un ciclo iniziato nel 2005, quando i prezzi degli immobili erano saliti del 37 per cento, e protrattosi negli anni successivi (più 16 per cento nel 2006 e più 27 per cento nel 2007). Secondo la classifica della Global Property Guide nel 2007 Sofia figurava tra le 50 città più care nel mondo per costo degli immobili, con un prezzo medio di vendita pari a 2 mila 738 euro/mq. del 08-04-2009 num.

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Meteora irlandese: dal boom alla catastrofe (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Riformista, Il" del 09-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

tigre celtica Come nel 1845 un morbo sta distruggendo il Paese: allora era il fungo delle patate, oggi la finanza Meteora irlandese: dal boom alla catastrofe Crisi/2. La concorrenza fiscale che ha causato prima il miracolo e poi il crollo dell'Irlanda rischia di diventare un modello per il resto dei Paesi europei che vogliono sostenere le proprie aziende. Ecco cosa potrebbe succederci. di Mauro Bottarelli Quello irlandese è un popolo che di crisi se ne intende, a partire dalla carestia del 1845 seguita alla distruzione del raccolto di patate che ne causò la diaspora. All'epoca la causa della tragedia fu un fungo, la phitophtora infestans, oggi invece sono i subprime e gli altri derivati tossici che hanno devastato prima il settore immobiliare e poi quello bancario fino a deprimere quasi moralmente l'economia reale del paese. Il principio, però, è lo stesso. Tanto il governo di Dublino è infatti pronto - anzi costretto - a varare un fondo per ripulire gli assets tossici delle banche. A rivelarlo il ministro delle Finanze, Brian Lenihan, il quale ha poi reso noto che nel 2009 l'economia registrerà una contrazione dell'8 Per cento. Sempre Lenihan ha spiegato inoltre che il «valore potenziale massimo dei prestiti iscritti a bilancio» e trasferiti all'agenzia oscillerà tra gli 89 e i 90 miliardi di euro, anche se le attività verranno pagate meno come conseguenza del calo del loro valore reale. Tutto questo nonostante il governo irlandese abbia già investito 7 miliardi di euro per ricapitalizzare le principali banche del paese: Lenihan ha infine annunciato che quest'anno il Pil scenderà del 7,7 per cento e non riprenderà a crescere prima del 2011 mentre l'inflazione si attesterà al 4 per cento. Insomma, addio "tigre celtica". Il 30 marzo scorso Standard&Poor's ha abbassato il giudizio sul debito a lungo termine dello Stato, da AAA a AA+, mentre ieri sono crollate in Borsa le tre maggiori banche del Paese dopo che Moody's ha cambiato il suo giudizio sulle loro passività: da "C" a "D", lettera che sta per "default", ovvero altissimo rischio di insolvenza. Eppure il grande miracolo, anche finanziario, dell'Irlanda era storia molto recente. Per anni Dublino è stata l'avanguardia di quel liberismo estremo concentrato sul debito, sulla leva finanziaria e soprattutto su una crescita da Paese in via di sviluppo alimentata da liberalizzazioni, nella concorrenza tra imprese e nel mercato del lavoro, e da una flat tax (fino a ieri idolatrata dai liberisti di tutta Europa) che garantiva un regime fiscale tra i più convenienti del mondo. Ora, con la crisi, le multinazionali Usa che avevano scelto Dublino proprio per le agevolazioni fiscali salutano e delocalizzano: la Dell (informatica) ha appena spostato la produzione di personal computer da Limerick a Lodz, in Polonia, lasciando a casa 2mila dipendenti irlandesi. E anche per i cittadini che non lavorano per le multinazionali le cose stanno per cambiare: il ministro Lenihan si è premurato di far sapere che il budget d'emergenza preparato dal governo porterà all'aumento delle tasse per le classi più abbienti ma non solo: «Il paese dovrà affrontare un cambio nel suo stile di vita», ha dichiarato al Financial Times. Le fasce di reddito più alte saranno chiamate a pagare 300 euro la settimana in più mentre chi è stipendiato al minimo salariale pagherà 7 euro in più: tagli, doloroso, anche ai sussidi di disoccupazione e a quelli per il sostegno dell'infanzia. Inoltre, aumenterà del 25 per cento il costo di un pacchetto di sigarette e del 5 per cento quello del carburante diesel. Taglio del 10 per cento anche per le spese dei parlamentari e riduzione dei junior ministers, i nostri sottosegretari, da 20 a 15. Ma cosa è accaduto? L'Irlanda paga due distorsioni: la bolla immobiliare e il denaro facile. Quest'ultimo ha permesso alle banche irlandesi di spingere mutui e prestiti personali con interessi (all'inizio) bassi: il credito si espandeva da un anno all'altro anche del 30 per cento. Col denaro così abbondante e a basso costo, i costruttori hanno cementificato il Paese: l'edilizia ha raggiunto il 22 per cento del reddito nazionale ed è divenuta anche la maggiore industria con 300 mila addetti su 4,2 milioni di abitanti. Molte banche hanno offerto mutui al 100 per cento del valore dell'immobile, il 55 per cento dei quali a tasso variabile. I debiti delle famiglie, hanno raggiunto il 190 per cento del reddito disponibile, la percentuale più alta nel mondo sviluppato. Dopo il collasso cominciato in America, le banche irlandesi si sono trovate paurosamente esposte nel settore immobiliare mentre i prezzi crollavano e i debitori insolventi esplodevano. Un anno fa il professor Morgan Kelly, docente di economia allo University College di Dublino, aveva preannunciato gli eventi odierni in un articolo sull'Irish Times: «Lo Stato finirà per operare un gigantesco salvataggio delle banche a spese dei contribuenti. Il precedente c'è, è quello che hanno fatto gli scandinavi negli anni Novanta nazionalizzando le banche». Ma per farlo la Svezia dovette uscire dallo Sme e riprendere il controllo delle leve monetarie: in area euro, sarà possibile o l'unica strada è quella del "default controllato" che imporrà ulteriori e draconiani tagli alla spesa pubblica? Comunque vada, il miracolo celtico appare davvero terminato. 09/04/2009

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vanno rivisti i prezzi delle case peep (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 10-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 7 - Grosseto «Vanno rivisti i prezzi delle case Peep» Il consigliere Tei impegna la Regione a rivedere le quotazioni Interessate 5000 famiglie: «Cifre fuori mercato» GROSSETO. «Chi ha acquistato una casa in edilizia agevolata o convenzionata non deve speculare, ma non può neanche regalare l'appartamento che ha acquistato con tanti sacrifici». Per questo il consigliere regionale del Partito Socialista Giancarlo Tei ha proposto, in consiglio regionale una risoluzione che è stata approvata mercoledì, a maggioranza, e che impegna la Giunta Regionale a rivedere le procedure previste per il calcolo dei prezzi delle abitazioni realizzate nei peep in modo da superare quella che Tei definisce «una vera e propria incongruenza». L'incongruenza sta nel fatto che le abitazioni acquistate in zone peep sono soggette a vincoli sia di tempo - non possono essere vendute a prezzo di mercato prima di 20 o 30 anni a seconda delle convenzioni con i Comuni - sia di prezzi perché «il prezzo - spiega Tei - viene determinato attraverso una formula ormai superata, con coefficienti numerici previsti dalla vecchia normativa nazionale, che la Regione ha ripreso pari pari, ma sono prezzi pari a un terzo o un quarto di quelli che vengono praticati per gli alloggi peep». Il paradosso è che chi oggi acquista un alloggio peep di nuova costruzione e si dovesse trovare tra pochi anni, per esigenze familiari, a dover cambiare casa e dunque a dover vendere il proprio alloggio, rischia di incassare la metà, o un terzo di quello che ha pagato. E dunque non vende o trova rifugio nell'applicare il prezzo ufficiale più un'ampia fetta al nero. «I metodi di determinazione del valore - ribadisce Tei - sono talmente datati e superati che non rendono possibile nessun passaggio di proprietà di questa tipologia di abitazione, bloccando di conseguenze un mercato che, se riattivato, porterebbe enormi benefici all'economia locale. Una casa di circa 80 metri quadrati in buono stato, con garage in zona semicentrale, a Grosseto, può essere venduta a non oltre 80 mila euro. Una cosa inverosimile che va superata rapidamente, mettendo mano a quelle convenzioni comunali nate per regolamentare i rapporti tra la Pubblica Amministrazione e i soggetti realizzatori dei vari Peep». Tei ricorda che «nella nostra città sono più di cinquemila le famiglie che vivono in situazioni di questo tipo e consentire loro di vendere e riacquistare una casa farebbe ripartire anche il mercato immobiliare. Tei sottolinea anche che un adeguamento dei prezzi e, dunque, una ripresa delle vendite degli alloggi Peep da parte dei precedenti proprietari permetterebbe anche ai Comuni di incassare un po' di soldi. Per il Comune di Grosseto alcuni milioni di euro. «Chi vende - spiega il consigliere - deve pagare sia la trasformazione da diritto di superficie in diritto di proprietà, sia la differenza tra il costo di costruzione attuale e quello agevolato pagato all'epoca della realizzazione dell'immobile». Insomma, Tei su questo non ha dubbi, «è giusto - dice - che chi rivende un appartamento in zona peep ad una persona che, ovviamente, abbia i requisiti per acquistare, non debba fare una speculazione, ma neppure deve essere penalizzato». (e.pi.)

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CASE invendute, lottizzazioni che non partono, il mercato immobiliare che langue ... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

URBINO E MONTEFELTRO pag. 17 CASE invendute, lottizzazioni che non partono, il mercato immobiliare che langue ... CASE invendute, lottizzazioni che non partono, il mercato immobiliare che langue e, d'altra parte, giovani coppie, famiglie o single che non possono accedere all'edilizia popolare ma nemmeno permettersi di acquistare immobili ai prezzi del mercato. Una situazione che si registra in tutta la nostra Provincia, e che ad Urbino ha spinto numerosi cittadini a chiedere se il nuovo Piano casa possa risolvere la continua ricerca di abitazioni a costi accessibili. Dalla Regione arriva l'idea di costituire un "Fondo immobiliare etico" per far partire fino a 3mila alloggi, da affittare a prezzi ragionevoli e far riscattare agli affittuari in 25-30 anni: «Il nuovo piano casa nazionale permette di aumentare le volumetrie del 20 per cento in mono o bifamiliari e del 30 per cento in caso di abbattimento e ricostruzione spiega l'assessore regionale all'edilizia pubblica Gianluca Carrabs : tra due settimane, credo, saremo in grado di fornire le linee guida per l'attuazione del piano casa. La nota dolente del Piano è che non ci sono fondi per l'edilizia sociale. Nel nuovo piano casa regionale vogliamo intercettare la domanda di alloggi di quella "fascia grigia" di popolazione, vale a dire quei cittadini che non sono poveri e non possono avere le case popolari, ma nemmeno così ricchi per il libero mercato. Abbiamo quindi ideato e convocato un gruppo di lavoro con le associazioni di Costruttori, Legacoop e Confcoperative, banche, Fondazioni per creare il Fondo immobiliare etico. Le Banche possono ridurre i tassi di interesse, le Fondazioni fornire altri fondi, oltre ai 6 milioni di euro che la Regione mette a disposizione, gli enti pubblici possono mettere le aree da urbanizzare o gli immobili non utilizzati». Così, secondo l'assessore, da un lato si possono dare in affitto immobili fermi a prezzi accettabili, 300 o 400 euro al mese, e dopo 25 anni gli affittuari potrebbero riscattare quanto pagato ed avere la casa in proprietà: «Mi sono arrivate tante mail di urbinati che chiedono informazioni sul piano casa spiega Carrabs : ci sono forti richieste da parte delle giovani coppie, dei cittadini monoreddito che al posto di pagare un mutuo esoso potrebbero farcela con un affitto minore. A Fano e Pesaro, ci sono molti immobili invenduti, a Urbino, invece, ci sono lottizzazioni ferme a causa delle difficoltà economiche del periodo, come nel caso di Fontesecca e Canavaccio: le ditte di costruttori potrebbero ripartire con il loro lavoro e quindi ci sarebbe un beneficio economico per loro, mentre si potrebbero dare case a giovani urbinati, come nel caso di Canavaccio invece di avere solo stranieri. Il gruppo di lavoro è così operativo che si riteneva possibile consegnare immobili entro la fine del 2010: si può procedere prima con l'invenduto e poi anche con nuove costruzioni». Dopo incontri con il presidente della Provincia Ucchielli, imprenditori e costruttori, banche, Carrabs avrebbe ottenuto la disponibilità degli enti: «Il tavolo di lavoro dovrà trovare lo strumento giuridico per poter partire con il progetto conclude e la provincia di Pesaro e Urbino potrà essere l'ente capofila in questa iniziativa che parte dal basso a favore della popolazione». l.o.

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Pisani-Ferry: è una crisi ad altissima velocità (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 11-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera sezione: Economia data: 11/04/2009 - pag: 32 L'economista francese «Attenzione alle ricadute come in Giappone: vanno risanati gli istituti» Pisani-Ferry: è una crisi ad altissima velocità MILANO - La velocità dell'economia globale suggerisce a Jean Pisani-Ferry molta umiltà. Dal 2008, nota l'economista francese che dirige il centro-studi bruxellese Bruegel, si sono succeduti eventi che nessuno si sarebbe mai aspettato tanto ravvicinati: lo choc sul petrolio e l'aumento dell'inflazione, i crolli delle banche e poi del commercio internazionale, i timori di deflazione. Ora i primi «bagliori» di ottimismo. Tutto in pochi mesi. «È un contesto nuovo, l'economia mondiale è cambiata e bisogna imparare a interpretarla », osserva Pisani. Dunque è presto per annunciare la ripresa, ora che rallenta il ritmo di caduta delle economie avanzate? «Ci sono segni di stabilizzazione, più negli indici di fiducia che nei dati consolidati. Non è sorprendente, perché la velocità e la profondità del deterioramento facevano prevedere che a un certo punto dovesse rallentare. Certo ci sono buone notizie, ma non basta: bisogna accumularne altre e lo stato del sistema bancario resta preoccupante. Per il resto, dalla produzione industriale al commercio, non c'è niente d'irreversibile». Intende dire che fino a quando i bilanci delle banche non saranno davvero sani, qualunque rilancio resta illusorio? «È la condizione perché la ripresa sia garantita. Durante il decennio perduto in Giappone, i piani di stimolo e le riduzioni dell'Iva hanno indotto ad annunciare la ripresa varie volte. Poi si è sempre arenata, perché il credito non funzionava. Non scordiamoci quella lezione». Molti osservatori anglosassoni dicono già che l'America uscirà dal tunnel prima dell'Europa. «Non ne sappiamo niente. Sappiamo solo che negli Stati Uniti il vigore della ripresa spesso è maggiore e l'economia rimbalza di più. E abbiamo visto dall'inizio di questa recessione che le prospettive europee si sono deteriorate più in fretta. Un anno fa molti prevedevano che l'Europa sarebbe andata meglio degli Stati Uniti. Ora è l'opposto». Colpa dei piani di rilancio più leggeri nella zona-euro? «Dipende dai pacchetti di sostegno più modesti, ma anche dalla struttura delle economie europee: alcune, soprattutto la Germania, sono più toccate dalla caduta del commercio internazionale. Poi in Europa ci sono fattori endogeni di crisi. È il caso della Spagna con l'esplosione della bolla immobiliare, dell'Irlanda con le difficoltà delle banche, ma anche dell'Europa centrale e orientale». La Banca centrale europea è rimasta indietro sulla Federal Reserve nel tagliare i tassi: teme una ricaduta d'inflazione a causa delle immissioni di denaro pubblico? «Normalmente il potenziale di crescita della zona-euro è intorno al 2%. Quest'anno però la contrazione dell'economia sarà del 4%: c'è un divario negativo di sei punti, con tutto ciò che implica sulla domanda e sull'occupazione. Per di più, in un ambiente internazionale molto disinflazionista ». Insomma tenere la guardia alta contro l'inflazione significa combattere una guerra di ieri? «Non è il problema del momento. Ma non abbiamo idea della velocità a cui rimbalzeranno al rialzo le materie prime. In quest'ultimo anno abbiamo visto che la reattività dei prezzi agli eventi è molto forte, dunque meglio diffidare ». Barry Eichengreen di Berkeley sostiene che i crolli della produzione e del commercio sono stati più rapidi che nel '29. «La velocità di questa crisi è uno dei fattori che la contraddistingue: l'interdipendenza internazionale fa sì che il contagio sia immediato. Ma lo stesso può avvenire con la ripresa». Federico Fubini

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Mondi Virtuali! pag.18 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 14-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mondi Virtuali! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 14.04.2009 09:16 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! but not put on the market," said Rick Sharga, vice president of RealtyTrac ... Banks aren't reselling many foreclosed homes Nella sostanza il rischio è che l'inventario di case invendute sia molto più alto che in realtà visto che alcune banche non hanno ancora provveduto a piazzare sul mercato le case pignorate, il che fa presupporre, se tutto ciò fosse vero, che i prezzi delle abitazioni dovranno scendere ancora per qualche anno. Ci sono poi alcune considerazioni da fare per quanto riguarda la seguente dinamica allegata proveniente dal Credit Suisse! Come avete appena visto ormai l'onda subprime si sta completamente estinguendo, tutto le reimpostazioni dei mutui stanno ormai concludendosi, ma come spesso ricordato in passato ora le due onde in corso sono ancora i mutui Alt-A ovvero di fascia intermedia, talvolta senza obbligo di documentazione patrimoniale o reddituale e gli Option- ARMs mutui a tasso variabile con decine di possibilità di rimborso. Premesso che molti mutui ARMs nella loro formula ibrida sono agganciati ai titoli di stato o al LIBOR che sono scesi ai minimi storici, molti di questi adottavano spread a dir poco stellari e altrettanto spesso furono sottoscritti nelle fasi di massimo sviluppo della bolla immobiliare e nella dinamica dei tassi. In sostanza, se ad esempio per cinque anni si è scelta la variabile dell'ammortamento negativo ( quando si paga una rata che talvolta non copre l'interesse o una parte del capitale ) all'interno delle opzioni proposte dai mutui Arms, è chiaro che al momento del rifinanziamento, il residuo su cui si ricalcola il mutuo è quello iniziale più gli interessi e quindi la rata sarà ovviamente maggiore di quella iniziale in maniera spesso in maniera esponenziale. Ho come l'impressione, per l'ennesima volta, che a forza di concentrare segue pagina >>

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case, i prezzi scendono ma un palazzo in centro costa 7 mila euro al mq - claudio malfitano (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 3 - Primo Piano Case, i prezzi scendono ma un palazzo in centro costa 7 mila euro al mq Una flessione del 5% delle quotazioni in città e provincia, affitti boom CLAUDIO MALFITANO PADOVA. Mercato immobiliare in recessione: vendite diminuite del 12% nel 2008 rispetto all'anno precedente e prezzi delle case che scendono dal 5 al 7%. Famiglie in difficoltà per gli affitti e preferenza per il tasso variabile nei mutui. Sono gli elementi, catturati dall'ufficio studi della Gabetti Immobiliare, di una crisi difficile da interpretare ma con qualche timido segnale di ripresa. E alla fine la «bolla immobiliare» sembra non essere affatto scoppiata, al massimo si è solo un po' sgonfiata. «Il rendimento attesto dall'acquisto di una casa è del 4%: chi investe nel mattone di solito lo fa con circa 200 mila euro da parte» spiega Renzo Cazzin, titolare dell'agenzia immobiliare Gabetti alle Porte Contarine. IL CENTRO STORICO. Per il palazzo storico e di pregio, appena ristrutturato, nelle piazze si toccano i 7 mila euro al metro quadro. Ma anche il mercato del lusso è toccato dalla crisi: «Per appartamenti importanti in centro prima si spendevano in media 800 mila euro, adesso si arriva a 650 mila» conferma Cazzin. Tra le aree più richieste c'è via Savonarola: le quotazioni vanno dai 2.800 ai 3.200 euro al mq. Va male invece in corso del Popolo e largo Europa, che risentono dell'emergenza sicurezza. LA PERIFERIA. Si fanno forti le richieste per le aree fuori dal centro storico. Due in particolare: Città Giardino (dove la media è di 3 mila euro al mq) e Madonna Pellegrina. A S. Rita si registra una tendenza all'acquisto da parte delle famiglie di universitari. Salgono le quotazioni di Salboro e Guizza, toccate dall'effetto tram. Le giovani coppie scelgono Montà, Brusegana e Chiesanuova. Richieste palazzine e villette a schiera, con prezzi dai 2 mila ai 2.600 euro al mq. Le zone meno ambite restano quelle a nord: all'Arcella e a San Carlo si compra sotto i mille euro al mq. LA PROVINCIA. I piccoli comuni della cintura costano più di alcune aree della città: è il paradosso che si registra esaminando i dati sulla provincia. Al top infatti ci sono Abano Terme, Montegrotto, Cadoneghe (meglio se nella frazione di Bragni), e Noventa: il prezzo medio di una casa in buono stato è poco al di sotto dei 2 mila euro al metro quadro. Se si vuole spendere meno bisogna allontanarsi dalla città e dai Colli: si va sotto i 1000 euro al mq a Borgoricco, a Galzignano e a Villanova di Camposampiero. GLI AFFITTI. Cresce la domanda di case in affitto: le difficoltà economiche o l'impossibilità di impegnarsi in un mutuo favoriscono la locazione. Che però a Padova si divide in due mercati diversi: quello degli studenti universitari, con prezzi sostanzialmente stabili, e quello dei nuclei familiari, dove i costi sono scesi. Le famiglie si spostano verso la prima periferia, in bilocali da 500 euro al mese o trilocali da 650 euro mensili. Per gli studenti una camera singola resta intorno a 250 euro. IL POSTO AUTO. La zona a traffico limitato ha fatto impennare i prezzi dei garage. Da quando sono attivi i varchi elettronici i prezzi per un garage sono alle stelle: punte massime di 160-170 mila euro, secondo quanto rilevato dalla Gabetti. Il posto auto è considerato pertinenza assolutamente necessaria per la vendita di immobili signorili in centro storico.

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tram, un effetto molto positivo alla guizza (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Mattino di Padova, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

UNO STUDIO DELLA GABETTI Tram, un effetto molto positivo alla Guizza PADOVA. Effetto tram: salgono i prezzi delle case, scendono quelli dei negozi. E' il curioso effetto-metrò registrata dall'ufficio studi Gabetti, nell'area della Guizza. Cosa accade? Il passaggio del tram ha consentito una diminuzione del traffico di attraversamento e migliorato i collegamenti col centro storico. E i prezzi delle case salgono (l'aumento medio era stato calcolato mesi fa nel 5%). Così alla Guizza si trovano appartamenti che vanno dai 2 mila ai 2.600 euro al mq. Un prezzo che cala se si tratta di immobili vecchi da ristrutturare. Ma il passaggio del tram equivale a una maggiore difficoltà di parcheggio, che ha penalizzato le attività commerciali. E i negozi ne risentono.

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Immobili, prezzi in cadutasono scesi del 18 per cento (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Immobili, prezzi in cadutasono scesi del 18 per cento indagine in quaranta agenzie Gli addetti ai lavori: a fine anno torneranno a salire. Critiche alle banche IL MERCATO immobiliare savonese è fermo, l'offerta supera la domanda, i prezzi scendono e le case invendute sono sempre di più: è sufficiente fare un giro per la città e il comprensorio per notare l'ampia gamma di offerte delle agenzie immobiliari e i numerosi cartelli "vendesi" affissi sulle porte dei condomini. Dai dati emersi da un'analisi sui prezzi e sulle condizioni di acquisto in 40 agenzie immobiliari savonesi, dal 2004 ad oggi i prezzi delle case hanno avuto un crollo del 18 per cento, con un ribasso dei mutui pari al 26 per cento nello stesso periodo di tempo. Quindi questo sarebbe il periodo migliore per comprare casa. I dati sono stati pubblicati sul rapporto dell'Ufficio Studi Provinciali Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e si riferiscono agli immobili che si trovano nei 16 quartieri in cui sono suddivise le cinque circoscrizioni savonesi e riguardano tutte le destinazioni d'uso (commerciale, residenziale, produttivo, servizi e pertinenze). Se dal 2004 al 2005 il valore degli immobili ha avuto un aumento del 3 per cento, toccando i prezzi più elevati proprio 4 anni fa, dal 2006 al 2008 il calo è stato progressivo tanto da vedere il costo degli immobili ridursi di un 10,8 per cento dal 2007 al 2008. Il calo più significativo è quello degli immobili di aziende del settore terziario (13,5%) seguiti dalle abitazioni il cui costo è diminuito del 12,7%. Per le pertinenze (box e garage) i prezzi sono diminuiti del 12,5%. Interessato dal ribasso anche il settore degli spazi commerciali che tra il 2007 e il 2008 ha registrato un calo più ridotto pari al 5,5%. Secondo le previsioni degli agenti immobiliari della Fiaip provinciale guidata da Gianfranco Rigo la corsa al ribasso del valore degli immobili rallenterà progressivamente nel corso dell'anno fino a subire un'inversione di tendenza già nei primi mesi del 2010. «Nel 2005 i prezzi degli immobili erano elevati - dichiara Gianfranco Rigo, consigliere nazionale Fiaip e agente immobiliare savonese - e nel corso del 2001, per il cosiddetto " effetto euro", chi aveva acquistato un immobile per 200 milioni di lire un anno o due prima ha visto quel valore raddoppiare; i 200 milioni diventavano 200mila euro. Nel corso degli ultimi quattro anni quei prezzi si sono sgonfiati, riassestandosi fino ai valori attuali. Nel breve-medio termine gli economisti prevedono una lenta ripresa, quindi si ritiene che l'anno in corso sia il periodo ottimale per l'acquisto di immobili, sia per i bassi tassi d'interesse dei mutui sia dei prezzi, che tenderanno probabilmente a salire già con l'inizio del 2010». Una delle variabili finanziarie che più incidono sul mercato immobiliare è il costo del denaro e qui Gianfranco Rigo lancia un'accusa alla Cassa di Risparmio di Savona. «A questo proposito Fiaip provinciale - prosegue Rigo - ritiene che la Cassa di Risparmio non stia svolgendo il proprio compito sociale fondativo che è quello di sostenere la comunità locale con muti agevolati in favore degli acquisti prima casa, come stanno invece dimostrando le banche di credito cooperativo nelle rispettive zone d'influenza. Come Fiaip abbiamo chiesto alla Cassa di Risparmio di Savona, banca locale e ben radicata, sul territorio di stipulare una convenzione relativa ai mutui ma da parte dell'istituto di credito non c'è stata disponibilità». Elena Romanato 15/04/2009

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L'edilizia deve ripartire ma stiamo attenti a non creare quartieri fantasma (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MILANO ATTUALITA' pag. 2 L'edilizia deve ripartire ma stiamo attenti a non creare quartieri fantasma LE CAMICE VERDI leghiste insorgono per l'ambiente prima che venga autorizzata la più grande colata di cemento della storia moderna di Milano. In teoria sono tutti d'accordo, si tratta ora di porre i vincoli, di passare quindi dalle parole ai fatti. Dove le case, quelle ricostruite di fretta nel dopoguerra molto bruttine, ci sono sempre state si può riconvertire, anche perché restano da piazzare i 90mila alberi di Abbado. Pensare invece un bel complesso per ricchi al posto dell'Ippodromo, fa male. È proprio necessario? Siamo pieni di ex caserme e aree ferroviarie, ex fabbriche, forse si potrebbe salvare il bello della nostra storia recente. L'esistente. Anche perché capisco la fede nell'effetto Expo 2015 ma non vedo all'orizzonte il problema delle abitazioni di pregio o di lusso, ma semmai quello delle case popolari, di un'edilizia per la gente comune. Di fronte al pericolo della cementificazione selvaggia e dei prezzi di case e locazioni che salgono alle stelle, ho sempre avuto una prudente perlessità. Non è che l'allarme vero riguarda invece un'edilizia da archistar fuori mercato rispetto alla crisi globale? L'edilizia deve ripartire, certo, ma a misura d'uomo, a piccoli passi. I grandi progetti devono avere alle spalle società solide, in grado di aspettare la ripresa dell'economia reale, della finanza, quindi del terziario e del residenziale di lusso. Senza collassi, come è accaduto di recente. Occorre avere buonsenso e pazienza. Essere realisti. Prima o poi finirà di piovere ma nel frattempo non si possono fabbricare solo gli ombrelli. La bolla immobiliare spagnola, con i grattacieli nuovi e sfitti nel centro di Madrid, dovrebbe insegnarci qualcosa. Meglio un po' più di verde oggi che quartieri fantasma domani. Si lascino al futuro altre aree e si pensi che a un'ora di Tav da Torino, Genova e Bologna sarà abbastanza irrilevante dove lavorare e vivere. Nel senso della libertà di ognuno.

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La fine della crisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Blogosfere" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Apr 0915 La fine della crisi Pubblicato da Demetrio Vacca alle 11:07 in Arena L'economia è da sempre un oscillante pendolo orientato all'equilibrio di lungo periodo, questo perchè le risorse monetarie, economiche e produttive non sono infinite. Il meccanismo dell'accumulazione è stato fondamentale per la crescita ed il consolidamento del sistema capitalista, quanto quello del debito ha permesso l'estensione globale del modello. L'indebitamento è stato il metodo per la crescita dell'Europa occidentale nel '900 quanto oggi lo è per l'Europa Orientale. I capitali nell'economia globale si spostano rapidamente ma le linee di finanziamento rimangono sempre inferiori ai fabbisogni di imprese e stati. Così c'è chi come la Polonia accederà al credito del Fondo Monetario Internazionale per un ammontare di 20 miliardi di dollari, una cifra destinata a rafforzare le riserve della Banca Centrale polacca. In questo caso si usa l'indebitamento per rafforzare la moneta interna e la stabilità economica di un Paese fortemente esposto alla carenza di flussi di finanziamento dall'estero determinati dalle paure degli investitori sulle prospettive di crescita dell'est europo. Così c'è chi negli USA preferisce farsi pignorare l'immobile giacchè il mutuo contratto supera il valore commerciale. La scelta razionale e "furba" è alla base della crisi al punto che l'indice non andrebbe puntato verso i cosidetti mutui subprime, concessi cioè a chi dava scarse garanzie ma quanto verso "palazzinari" e speculatori immobiliari razza avida e perversa in ogni dove del pianeta. E' loro la responsabilità di aver sopravvalutato gli immobili creando una mostruosa bolla immobiliare che ha travolto non solo gli istituti emittenti ma anche tutto il sistema finanziario giacchè i mutui sono stati cartolarizzati e diffusi ovunque ed in ogni strumento d'investimento. In questo caso l'indebitamento è diventato uno strumento di speculazione finanziaria che infesterà almeno fino al 2012 il sistema determinando instabilità diffusa sui corsi azionari del settore bancario e finanziario. "La discesa dei prezzi immobiliari continua e questo spinge anche chi ha mutui non subprime a rifare i conti e a restituire l'immobile, cosa che la legge americana consente assai più che in Europa. Si restituiscono le chiavi e non si paga più il mutuo. Nel primo grande crollo nazionale dagli anni Venti il mercato immobiliare abitativo ha perso il 19% nel 2008 e il 30% dai picchi di inizio 2006. E potrebbe arrivare a perdere il 40 per cento. Milioni di americani hanno un mutuo più alto del valore della casa, ormai. Non sorprende quindi che il tasso di insolvenza sia stato finora per i tutti mutui - non solo subprime - dell'8,5% circa. Su un monte mutui di quasi 11 mila miliardi questo dà un ammanco attorno ai 900 miliardi. Poiché nell'insolvenza e nella vendita all'asta va in fumo circa la metà del valore, il danno finora generato sarà di circa 500 miliardi. Attraverso i Cdo, e con l'aggiunta poi della crisi di altri debiti, carte di credito, commerciali, corporate, la perdita di questa cifra ha avviato l'inceppamento della finanza mondiale.".... Basta così poco a spiegare le crisi del sistema capitalista, basta ragionare sulla limitatezza delle risorse a disposizione e sulla leva finanziaria dell'indebitamento...non serve altro e questo basta a comprendere che l'uscita è attraverso il riequilibrio del sistema e che la crisi null'altro è che una potente purga data ad un organismo che ha fatto indigestione. Per questo non sopporto la propaganda sulla crisi sia la retorica degli orizzonti di speranza sia la litania delle cassandre. Così la propaganda sospinta dai poteri forti della finanza (non è un caso che Goldman Sachs chiuderà con utile di 5,6 miliardi di dollari il 2008) hanno crocifisso tutti quei guru dell'economia globale, attraverso una sorta di auto da fè per poi continuare come prima. Così in questi giorni risuonano come sagge e realistiche le parole di Greenspan nel maggio 2008 : "«L'attuale crisi creditizia finirà quando l'inventario eccessivo delle case invendute sarà in gran parte liquidato e quando la deflazione dei prezzi immobiliari sarà finita. Questo stabilizzerà il valore ora incerto dei titoli immobiliari che sorreggono tutti i mutui, e soprattutto quelli legati ai titoli cartolarizzati. Come conseguenza della crisi vi saranno naturalmente grandi perdite. Ma dopo un periodo di lungo adattamento, l'economia degli Stati Uniti, e del mondo, potrà riprendere ad operare normalmente». E' così perchè il sistema punta al riequilibrio per natura. Così speculando sulla crisi tanti hanno approfittato per fare "le pulizie di primavera" (licenziamenti e ristrutturazioni, tagli di rami d'azienda, furbe liquidazioni, etc, etc).

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Mercato immobiliare: tutto fermo a Torino (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercato immobiliare: tutto fermo a Torino IMMOBILIARE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 15.04.2009 13:20 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Tutto fermo nel mercato torinese nel primo trimestre 2009, dove i prezzi delle case sono rimasti gli stessi di tre mesi fa, con un valore medio di 2.267 euro/m2 Il dato emerge dall’analisi trimestrale sui prezzi effettuata dall’ufficio studi di idealista.it (www.idealista.it) su un campione di 759 immobili di seconda mano presenti nel portale Un aumento modesto per un mercato che non fa registrare particolari sussulti da alcuni mesi e dove il prezzo di un appartamento di 68 m2 - la dimensione standard degli immobili presenti a torino secondo idealista.it– è di circa 154mila euro Per la prima volta da quando esiste questa statistica, il centro storico (zona centro-crocetta) registra un timido calo dei prezzi (-0,6%), in controtendenza rispetto agli aumenti deboli dell’ultimo semestre del 2008. il costo medio per abitazione comunque resta nella fascia al di sopra dei 3mila euro, a una media di 3.034 euro/m2 Prosegue lenta la parabola discendente dei prezzi dei quartieri periferici di santa rita-lingotto-mirafiori (-1,2%; 2.166 euro/m2), mentre rallenta la discesa delle quotazioni nella zona di aurora-rebaudengo (-0,1%; 1.682 euro/m2) – area a nord est della città - che comunque resta la più economica della città Stabili le quotazioni nelle zone popolari di borgo vittoria-vallette (0,3%; 1.921 euro/m2), i prezzi crescono solo nei quartieri san paolo-san donato (1%; 2.370 euro/m2), gli unici a confermare il trend positivo già registrato nel dicembre scorso Per la zona collinare di vanchiglia-borgo po-moncalieri (torino est) non è stato possibile far emergere un dato di riferimento a causa di un’offerta immobiliare particolarmente esigua. tuttavia le quotazioni delle case di questa parte della città si confermano tra le più elevate: si va dai prezzi più accessibili delle case nell’area che costeggia il po, agli segue pagina >>

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VENETO/ PADOVA, DAL 2007 IL PREZZO DEGLI IMMOBILI CALA DEL 12% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Veneto/ Padova, dal 2007 il prezzo degli immobili cala del 12% di Apcom Centro storico quotazioni di 7mila euro al metro quadro -->Padova, 15 apr. (Apcom) - A Padova rispetto al 2007 le quotazioni degli appartamenti sono in flessione del 12%. Nel centro storico della città del Santo, comunque, i prezzi delle case rimangono elevati circa 7mila euro al metro quadro, soprattutto nei palazzi storici. Tuttavia se per un immobile di pregio fino a qualche anno fa si pagavano anche 800 mila euro oggi si può concludere anche a 650 mila.Prezzi alle stelle invece per i garage nelle zone a traffico limitato che arrivano a costare anche 170 mila euro. La tendenza delle famiglia è quella di spostarsi verso la periferia dove i prezzi sono più abbordabili, si va dai 2000 ai 2.600 euro al metro quadro. Le difficoltà maggiori nel settore immobiliare, almeno a Padova, si sono avvertite nell'ultimo trimestre del 2008 mentre da metà gennaio 2009 si segnala una timida ripresa dell'interesse all'acquisto. Ad aumentare è comunque la richiesta di affitti.

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Cala il prezzo degli immobili anche nei centri urbani, indagine GoHome.it (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sestopotere.com" del 15-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Cala il prezzo degli immobili anche nei centri urbani, indagine GoHome.it (15/4/2009 16:26) | (Sesto Potere) - Milano - 15 aprile 2009 -è arrivato il momento giusto per acquistare casa. In Italia, come altrove, si accusano i colpi della crisi finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo un’analisi svolta da GoHome.it, basata sull’osservazione di più di 3.000.000 immobili, nel 2009 prezzi del mercato immobiliare italiano sono scesi, superando in alcuni casi anche il 40%: si tratta naturalmente di occasioni da valutare singolarmente, ma che sono indicative del momento attuale di mercato. La percentuale varia a seconda dell’area geografica, come si nota nella tabella qui sotto, relativa alle principali città italiane. Significativa è l’inversione di tendenza della discesa dei prezzi degli appartamenti rilevata dall'Osservatorio di GoHome.it che registra nel mese di marzo una flessione più marcata in città rispetto alle aree suburbane. La diminuzione dei prezzi del mercato immobiliare rilevata negli ultimi mesi dall'Osservatorio risulta comunque inferiore e meno soggetta a crolli repentini rispetto al mercato azionario: per questo l’investimento immobiliare risulta essere ancora quello migliore nel lungo periodo e ritenuto più conveniente da molti. Secondo Marco Cremonesi, Country Manager di GoHome.it, il motore di ricerca dedicato esclusivamente al settore immobiliare e definito il “Google per trovare casa”, «le buone occasioni non mancano e saranno probabilmente ancora più frequenti nei prossimi mesi dell'anno: bisogna però saperle riconoscere». GoHome.it ha approntato una nuova funzione proprio per permettere agli utenti di scoprire quali immobili hanno subito una variazione di prezzo: inserendo nella stringa di ricerca la chiave “riduzione prezzo” o “scontato” si ha la possibilità di trovare a colpo sicuro gli immobili che hanno subito una variazione verso il basso, ad esempio scrivendo “appartamenti a Milano scontati” si avrà una lista di annunci di appartamenti a Milano il cui prezzo è diminuito. “Il periodo economico attuale - conclude Marco Cremonesi, Country Manager di GoHome.it - sta creando una situazione per cui si moltiplicano le occasioni per comprare casa con sconti che fino a qualche anno fa erano impensabili. GoHome.it aiuta a trovarla rapidamente, velocizzando e mirando il processo di ricerca.”

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Ricominciare dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di una moda nella t... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 16-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

LETTERE E COMMENTI pag. 13 Ricominciare dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di una moda nella t... Ricominciare dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di una moda nella trepidante riscoperta dei piselli che attecchiscono sul terrazzo, degli spinaci che verdeggiano nell'aiuola del cortile o dei pomodori che maturano sul balcone. Non più umili ortaggi, retaggio anacronistico di un passato di autarchica povertà contadina, archiviato dalla sbornia consumista degli anni Ottanta e dalla globalizzazione del terzo millennio. Ma simboli trendy di scelte esistenziali, radicate in una consapevolezza nuova. Sicuramente c'entrano lo sboom della bolla immobiliare americana, il terremoto delle Borse mondiali, lo spettro di un nuovo '29, insomma tutto l'armamentario serpeggiante della Grande Crisi, con conseguente fuga da bar, ristoranti e fruttivendoli che si divorano metà dello stipendio (per chi ce l'ha). E, naturalmente, la coscienza ecologica che si fa largo in un mondo sempre più soffocato da se stesso. Certo, per quanto prezzemolo uno pianti sul tetto di casa non riuscirà mai ad annullare gli effetti delle emissioni di CO2 combinati con quelli del disboscamento dell'Amazzonia. Ma nei germogli che in questi giorni osserviamo con palpitante tenerezza affacciarsi al sole primaverile c'è soprattutto la voglia di inventarsi microdifese contro un mondo che ci si è rivoltato contro. La corazza di un carciofo, per illuderci di tornare a riprenderci il controllo della vita.

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Dietro il sistema dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di avi... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unita, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Dietro il sistema dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di avidità, ma un meccanismo razionale sostenuto da aspettative euforiche sull'andamento futuro dei prezzi immobiliari. Ed è questo forse l'unico elemento effettivamente non razionale. Quando i prezzi sono crollati contemporaneamente in tutti gli Stati Uniti, si è verificata la realizzazione di un rischio aggregato, come tale non diversificabile. Travolgendo le compagnie assicurative che garantivano il funzionamento di tutto il meccanismo. E che per lo stesso motivo sono poi state salvate. Supponete di essere un cantante proprietario dei diritti su un famoso brano musicale di qualche anno fa. Supponete di essere un po' in declino, di fama ed economico, e di avere bisogno di liquidità: sareste un individuo ideale per attivare un processo di asset-backed securitization (Abs). In altre parole: vi indebitate e garantite di ripagare il debito con il flusso futuro di entrate derivanti dalle royalties. Niente di più utile quindi: il cosiddetto processo di Abs permette di trasformare un asset "illiquido" (i vostre diritti sono difficili da vendere direttamente) in una disponibilità ampia e immediata di liquidità. Se voi foste un creditore, prestereste soldi al cantante, magari se questo cantante è Michael Jackson? Credo di sì: le royalties sui suoi successi sono una garanzia. Banche, assicurazioni e famiglie Sostituite ora il cantante con la banca A, che ha bisogno di fondi o che semplicemente vuole fare profitti. E sostituite le royalties con il flusso futuro atteso delle rate di un mutuo immobiliare. La banca A estende un mutuo contemporaneamente a cento famiglie, di diversa rischiosità. Quindi bussa alla porta della banca B per chiedere un prestito, e garantisce il prestito con il flusso futuro atteso delle rate dei mutui. Si attiva una particolare forma di Abs chiamata Mbs, mortage-backed security. Anche in questo caso asset illiquidi (i mutui) sono sintetizzati in modo da trasformarsi in liquidità immediata per la banca, che a sua volta serve per finanziare investimenti delle imprese, o per estendere nuovi crediti ad altre famiglie. In alternativa, la banca A può semplicemente vendere questo titolo alla banca B. Il tutto sembra una buona idea, sia per la banca A, che per le famiglie che riescono a comprarsi una casa. Ma a due condizioni. Primo, che il gruppo di famiglie sia sufficientemente diversificato nel rischio: nel gruppo non ci devono essere caratteristiche troppo simili che potrebbero portare tutte le famiglie a fallire contemporaneamente. Esempio estremo: tutte le famiglie vivono nella stessa città colpita dalla chiusura di una azienda. Secondo, che esista una certa fiducia nel fatto che il valore di questi asset - i mutui e quindi le case sottostanti - continui a crescere nel tempo. Quando c'è fiducia nel fatto che i prezzi delle case continuino a crescere nel tempo, se anche un certo numero di famiglie dovesse fallire, sarà sempre possibile rivalersi in futuro su immobili il cui valore è cresciuto nel tempo. Nella maggior parte dei casi, con un mercato immobiliare in pieno boom, un buon affare, nonostante il fallimento del debitore (la famiglia). In tutto questo, come è tutelata la banca B? Se le due condizioni sono verificate, la banca B non dovrebbe avere problemi a prestare soldi alla banca A, oppure ad acquistare il titolo. Di solito, però, nel passaggio dalla banca A alla banca B interviene un altro operatore: tipicamente una agenzia assicurativa. Il ruolo della agenzia assicurativa (pubblica o privata) è cruciale, perché garantisce la bontà del credito sottostante al titolo e quindi permette che possa avere un mercato. Senza questa assicurazione tutto il processo si bloccherebbe: non solo la banca B sarebbe più riluttante a comprare il titolo dalla banca A, ma la stessa banca A non attiverebbe il processo di Abs fin dall'inizio. Questa è l'anatomia del sistema di asset-backed securitization che è cresciuto a dismisura negli Stati Uniti negli anni Novanta e Duemila. Il sistema funziona così. Lo sviluppo dell'innovazione finanziaria di tipo Abs permette prospettive di ripartizione del rischio per gli operatori finanziari mai viste prima. Questo induce gli operatori stessi a una concorrenza sempre più ampia nell'estendere credito, soprattutto immobiliare, spingendo al rialzo la domanda di investimento immobiliare, e quindi i prezzi. A sua volta, prezzi immobiliari più alti e, soprattutto, la fiducia in continui rialzi futuri, innescano un meccanismo di accelerazione, perché inducono a rafforzare il processo di Abs, che a sua volta genera una ulteriore spinta delle domanda di mutui e dei prezzi delle case, e così via. Aggiungete, a partire dal 2001, tassi di interesse estremamente bassi e il quadro appare chiaro. Non una "bolla" quindi, ammesso che qualcuno ne abbia chiaro il significato, né un eccesso di avidità o di mancanza di etica, ma un meccanismo razionale sostenuto da un ingrediente centrale, forse l'unico effettivamente non razionale: le aspettative euforiche sull'andamento futuro dei prezzi immobiliari. Quando arriva la crisi Supponete infatti che a un certo punto i prezzi immobiliari comincino a crollare. Ma soprattutto, che lo facciano in tutto il paese contemporaneamente, dalla periferia di Phoenix alle spiagge di Miami. La seconda condizione perché il processo di Abs stia in piedi viene quindi a mancare. Ma improvvisamente, proprio perché il crollo è generalizzato, viene anche a mancare la prima, che la rischiosità delle famiglie sia sufficientemente diversificata. Tecnicamente, il crollo generalizzato dei prezzi immobiliari corrisponde alla realizzazione di un rischio aggregato, che, come tale, non è diversificabile: se fallisce la famiglia della periferia di Phoenix, la banca non può consolarsi con il boom del mercato immobiliare di Miami, perché entrambi crollano. Se il processo di asset-backed securitization si blocca, si ferma il mercato dei cosiddetti titoli mortage-backed. Nessuno li vuole più, e il loro prezzo crolla. Ma se la banca B (Lehman Brothers?) ha molti di questi titoli a bilancio, ecco che il valore delle sue passività, relativamente alle attività, improvvisamente si amplifica. Se lungo la catena Abs le banche di "tipo B" sono molte, ed erano molte nel mercato finanziario americano, ecco che l'operatore assicurativo che garantiva il funzionamento del sistema si trova a far fronte a una richiesta di copertura rischi fuori controllo. Sorprende allora che la compagnia assicurativa Aig o che le agenzie governative di garanzia dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac siano andate al collasso? Ma soprattutto, visto il ruolo strutturale delle compagnie assicurative nel sostenere il processo, sorprende che queste siano state salvate mentre la banca B (Lehman) no? Nel mare di commenti sulla crisi finanziaria recente, tre considerazioni aggiuntive. Primo, sembra essenziale un intervento volto a riassorbire i titoli mortage-backed che non trovano più mercato. Ma altrettanto essenziale è che l'intervento sia dettagliato e trasparente. Si tratta infatti di ricostruire, o al limite di "sostituire", un mercato che non funziona più. Senza trasparenza non c'è possibilità che il sistema si riattivi, o che si rinnovi. Secondo, appare chiaro che l'anello debole del sistema siano gli istituti assicurativi. Se deve intervenire una riforma delle regole di vigilanza, questa non può prescindere dal loro ruolo, pubblici o privati che siano. Terzo, l'Italia. Si sente dire che "siamo al sicuro perché lontani dall'epicentro del sistema". Verrebbe da dire: per fortuna, invece, che siamo "vicini", nel senso di essere a pieno titolo nell'euro. Se per disgrazia la nostra principale banca italiana dovesse fallire, chi interverrebbe? E soprattutto, se fossimo ancora alla lira, chi conterrebbe una crisi di fiducia sulla nostra valuta? Il testo è tratto dal libro «Il mondo sull'orlo di una crisi di nervi» (Castelvecchi editore) che raccoglie una serie di articoli apparsi sulla rivista online «lavoce.info»

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Cala il prezzo degli immobili anche nei centri urbani (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 17-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Cala il prezzo degli immobili anche nei centri urbani IMMOBILIARE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 17.04.2009 13:22 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! E' arrivato il momento giusto per acquistare casa. In Italia, come altrove, si accusano i colpi della crisi finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo un’analisi svolta da GoHome.it, basata sull’osservazione di più di 3.000.000 immobili, nel 2009 prezzi del mercato immobiliare italiano sono scesi, superando in alcuni casi anche il 40%: si tratta naturalmente di occasioni da valutare singolarmente, ma che sono indicative del momento attuale di mercato. La percentuale varia a seconda dell’area geografica, come si nota nella tabella qui sotto, relativa alle principali città italiane. Significativa è l’inversione di tendenza della discesa dei prezzi degli appartamenti rilevata dall'Osservatorio di GoHome.it che registra nel mese di marzo una flessione più marcata in città rispetto alle aree suburbane. La diminuzione dei prezzi del mercato immobiliare rilevata negli ultimi mesi dall'Osservatorio risulta comunque inferiore e meno soggetta a crolli repentini rispetto al mercato azionario: per questo l’investimento immobiliare risulta essere ancora quello migliore nel lungo periodo e ritenuto più conveniente da molti. Secondo Marco Cremonesi, Country Manager di GoHome.it, il motore di ricerca dedicato esclusivamente al settore immobiliare e definito il “Google per trovare casa”, «le buone occasioni non mancano e saranno probabilmente ancora più frequenti nei prossimi mesi dell'anno: bisogna però saperle riconoscere». GoHome.it ha approntato una nuova funzione proprio per permettere agli utenti di scoprire quali immobili hanno subito una variazione di prezzo: inserendo nella stringa di ricerca la chiave “riduzione prezzo” o “scontato” si ha la possibilità di trovare a colpo sicuro gli immobili che hanno subito una variazione verso il basso, ad esempio scrivendo “appartamenti a Milano scontati” si avrà una lista segue pagina >>

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Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 18-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Sabato 18 Aprile 2009 ECONOMIA Pagina 37 IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh (Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire A Verona i prezzi delle case nel primo trimestre 2009 hanno registrato una flessione del 5,5%, inferiore al calo medio nazionale che si attesta su un -7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E per l'intero 2009 è previsto un altro -9% circa, sempre a livello italiano. Lo evidenzia l'ultima ricerca dell'ufficio studi di Ubh (Professione casa e Grimaldi immobiliare). L'analisi si concentra anche sull'impatto del piano casa che andrà a impattare soprattutto sui piccoli centri dove è più facile aumentare le volumetrie. «L'eventuale rallentamento del ciclo di ricambio fra domanda e offerta», spiega il direttore dell'ufficio studi Alessandro Ghisolfi, «potrebbe lasciare poco spazio al mercato della sostituzione e allo sviluppo di nuove costruzioni. In particolare Regioni come il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Puglia e la Sardegna, dove si è assistito a sviluppi immobiliari ad uso residenziale notevoli e tuttora in corso, sono più esposte all'eventualità di una frenata della domanda per sostituzione che rappresenta da sempre il motore del mercato residenziale». Per quanto riguarda i prezzi, nella città scaligera il valore medio di vendita di un'abitazione libera usata in buono stato di 100 mq è di 480 mila euro in semicentro di 310 mila, in periferia di 190 mila e di 220 mila nell'hinterland. Le compravendite inoltre segnano il passo per quanto riguarda la tempistica: a Verona servono circa sei mesi per una transazione (5,5 mesi in centro storico, 5,9 in semicentro, 6 mesi in periferia e 6,5 mesi nell'hinterland). Sulla stessa lunghezza d'onda il mercato immobiliare a Milano, dove nel primo trimestre i prezzi sono scesi del 5,2%, meglio invece a Roma con un -4,2%. Hanno fatto peggio, Napoli con -9%, Palermo -8,3% e Bologna -8% mentre Venezia con -4% è stata la città dove i valori si sono mantenuti più stabili. Per quanto riguarda le compravendite, i primi tre mesi dell'anno hanno mostrato una flessione del 3,2% nei grandi centri e del 4,5% in provincia e nell'hinterland. «Oggi», spiega Ghisolfi, «il mercato cittadino è fortemente caratterizzato da acquirenti con una sana e robusta base di liquidità, che sono intenzionati ad acquistare senza dover ricorrere a forti richieste di finanziamento. Quantificando in termini percentuali possiamo stimare che la domanda dei compratori "liquidi" oggi copre più del 50% del totale». Avanza quindi la tendenza che si era registrata nel 2008 con un deciso decremento delle compravendite effettuate con l'ausilio di un mutuo, (-27%) e una diminuzione del capitale complessivo erogato (-28%). Sul fronte opposto, invece, continuano ad aumentare coloro che acquistano gli immobili come investimento con un tasso di crescita dell'8,5% simile a quello dei primi anni novanta. Uhb è la holding fondata nel 2004, che grazie a una joint venture con il gruppo Gabetti controlla Tree Real Estate (Gabetti Franchising Agency Professionecasa e Grimaldi Immobiliare) e Tree Finance (Rexfin e Gabetti Finance).  

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UN mese fa il mercato azionario italiano perdeva circa il 67% rispetto ai valori registrati nel ... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 18-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Sabato 18 Aprile 2009 Chiudi di PIERPAOLO BENIGNO UN mese fa il mercato azionario italiano perdeva circa il 67% rispetto ai valori registrati nel Luglio 2007, l'inizio della crisi finanziaria. Oggi la perdita si è ridotta e ammonta al 57%. Guardando da un'altra prospettiva, gli indici azionari hanno guadagnato più del 30% in un mese. Così è successo nel resto del mondo. È pensabile che i mercati finanziari già intravvedano l'uscita dal tunnel? In questa settimana il presidente dell'Eurogruppo, Juncker, ha sottolineato come l'Europa sia nel pieno di una profonda crisi dell'economia reale, una crisi totale e globale, e come ci sia poca certezza sulle vie di uscita. Obama e Bernanke vedono qualche barlume all'orizzonte, ma ancora tante nubi. A chi dobbiamo credere? L'unica certezza è che tutte le crisi finanziarie e recessioni hanno una fine, anche quelle più gravi e profonde come questa. In sequenza, da uno scoppio di una bolla speculativa finanziaria si genera una crisi bancaria, una contrazione degli aggregati creditizi e quindi dell'economia reale con ripercussioni ulteriori su banche e intermediari finanziari. Non è la prima crisi con queste caratteristiche, né bisogna andare troppo lontano per trovarne simili: Norvegia 1987, Finlandia e Svezia 1991, Giappone 1992. Per la dimensione globale occorre invece scomodare la Grande Depressione del 1929. In un recente articolo, The Aftermath of Financial Crises, Reinhart e Rogoff presentano una serie di statistiche descrittive sulle crisi bancarie più importanti del secolo scorso, circa una ventina di episodi, e mostrano come ci siano molte caratteristiche comuni: una caduta dei prezzi degli immobili e del mercato azionario, la contrazione del prodotto interno lordo e l'aumento della disoccupazione, la crescita esplosiva del debito pubblico. In media il mercato azionario si contrae del 55% dal picco più alto a quello più basso e la durata della contrazione è di 3 anni e mezzo. I prezzi delle case scendono del 35% su un periodo di 6 anni, mentre la disoccupazione sale di 7 punti percentuale su un orizzonte di 5 anni. Il dato più confortante è quello sulla contrazione del prodotto interno lordo, circa il 9% su un periodo medio di 2 anni.

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Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena.it, L'" del 18-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh (Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire 18/04/2009 rss e-mail print Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,5% A Verona i prezzi delle case nel primo trimestre 2009 hanno registrato una flessione del 5,5%, inferiore al calo medio nazionale che si attesta su un -7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E per l'intero 2009 è previsto un altro -9% circa, sempre a livello italiano. Lo evidenzia l'ultima ricerca dell'ufficio studi di Ubh (Professione casa e Grimaldi immobiliare). L'analisi si concentra anche sull'impatto del piano casa che andrà a impattare soprattutto sui piccoli centri dove è più facile aumentare le volumetrie. «L'eventuale rallentamento del ciclo di ricambio fra domanda e offerta», spiega il direttore dell'ufficio studi Alessandro Ghisolfi, «potrebbe lasciare poco spazio al mercato della sostituzione e allo sviluppo di nuove costruzioni. In particolare Regioni come il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Puglia e la Sardegna, dove si è assistito a sviluppi immobiliari ad uso residenziale notevoli e tuttora in corso, sono più esposte all'eventualità di una frenata della domanda per sostituzione che rappresenta da sempre il motore del mercato residenziale». Per quanto riguarda i prezzi, nella città scaligera il valore medio di vendita di un'abitazione libera usata in buono stato di 100 mq è di 480 mila euro in semicentro di 310 mila, in periferia di 190 mila e di 220 mila nell'hinterland. Le compravendite inoltre segnano il passo per quanto riguarda la tempistica: a Verona servono circa sei mesi per una transazione (5,5 mesi in centro storico, 5,9 in semicentro, 6 mesi in periferia e 6,5 mesi nell'hinterland). Sulla stessa lunghezza d'onda il mercato immobiliare a Milano, dove nel primo trimestre i prezzi sono scesi del 5,2%, meglio invece a Roma con un -4,2%. Hanno fatto peggio, Napoli con -9%, Palermo -8,3% e Bologna -8% mentre Venezia con -4% è stata la città dove i valori si sono mantenuti più stabili. Per quanto riguarda le compravendite, i primi tre mesi dell'anno hanno mostrato una flessione del 3,2% nei grandi centri e del 4,5% in provincia e nell'hinterland. «Oggi», spiega Ghisolfi, «il mercato cittadino è fortemente caratterizzato da acquirenti con una sana e robusta base di liquidità, che sono intenzionati ad acquistare senza dover ricorrere a forti richieste di finanziamento. Quantificando in termini percentuali possiamo stimare che la domanda dei compratori "liquidi" oggi copre più del 50% del totale». Avanza quindi la tendenza che si era registrata nel 2008 con un deciso decremento delle compravendite effettuate con l'ausilio di un mutuo, (-27%) e una diminuzione del capitale complessivo erogato (-28%). Sul fronte opposto, invece, continuano ad aumentare coloro che acquistano gli immobili come investimento con un tasso di crescita dell'8,5% simile a quello dei primi anni novanta. Uhb è la holding fondata nel 2004, che grazie a una joint venture con il gruppo Gabetti controlla Tree Real Estate (Gabetti Franchising Agency Professionecasa e Grimaldi Immobiliare) e Tree Finance (Rexfin e Gabetti Finance).

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Shiller: la crisi di fiducia durerà anni, la cura giusta è quella di evitare asimmetrie informative (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 20-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Shiller: la crisi di fiducia durerà anni, la cura giusta è quella di evitare asimmetrie informative (20 Aprile 2009 - 08:24) MILANO (Finanza.com) - Per riconquistare la fiducia il processo sarà lungo e destinato a durare anni. "non so dire se abbiamo toccato il fondo o meno - dice Robert Shiller, professore di Yale che aveva previsto lo scoppio della bolla immobiliare Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la sensazione che siamo a un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non fa che alimentare la volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a giorni alimenta attese spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali", continua Shiller nell'intervista pubblicata da Borsa & Finanza. L'antidoto contro una crisi di lunga durata? Shiller spinge verso una forte regulation dell'innovazione finanziaria e della vigilanza. Insomma per uscire dall'emergenza ci vuole più finanza al servizio di più utenti per evitare quelle asimmetrie informative che hanno favorito i disastri attuali. (Riproduzione riservata)

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Zunino in pegno con superstipendio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 21-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera sezione: Economia data: 21/04/2009 - pag: 29 La storia Il nuovo board la prossima settimana. All'immobiliarista 4,7 milioni nel 2008 Zunino in pegno con superstipendio Il consiglio di Risanamento esaminerà il possibile taglio Il peso nelle votazioni dei titoli in garanzia a Intesa e Unicredit. Trattativa difficile con il Banco Popolare su Santa Giulia MILANO La decisione sarà una delle prime «grane» da risolvere per il nuovo board di Risanamento: rivedere i compensi milionari di Luigi Zunino. E non solo quelli futuri, cosa più scontata vista la situazione difficile in cui la società si trova, ma anche quelli pregressi come i 4,719 milioni percepiti per il 2008. La questione è spinosa. Perché se è vero che la società ha chiuso l'anno con un rosso di 213,7 milioni e un indebitamento che si avvicina ai 3 miliardi, senza considerare cantieri al rallenty e valori immobiliari in discesa, è anche vero che Zunino formalmente è il padrone di casa (anche se in pegno) con il 73% del capitale. Il nuovo consiglio sarà votato nell'assemblea del 30 aprile e la presenza di Zunino tra i nuovi consiglieri appare scontata. Eppure tra il 49,9% del capitale depositato in vista del voto c'è il 34,5% del pacchetto Zunino ora in pegno alle banche creditrici, Intesa Sanpaolo e Unicredit, che potrebbero potenzialmente essere interessate a fare moral suasion sui compensi. Come si potrà procedere tecnicamente per il «dimagrimento »? Il nuovo board in uno dei suoi primi incontri dovrebbe rivedere i compensi non solo dal 30 aprile in poi, cioè dalla scadenza del vecchio mandato come è abitudine in questi casi, ma anche dal primo gennaio 2009. Lo strumento potrebbe essere una ridiscussione dei cosiddetti «compensi aggiuntivi». E nulla vieta anche modifiche di rilievo. Ma sul tavolo ci sarebbero anche gli emolumenti del 2008 (di cui 690 mila come compensi corrisposti da altre società). Su questo fronte la partita è in mano a Zunino perché dovrebbe essere lui stesso a rinunciare ad eventuali quote non incassate. L'unica tecnicalità da risolvere sarebbe il pagamento delle tasse per l'anno chiuso. Ma questa è materia raffinata per fiscalisti. Insomma, per l'immobiliarista piemontese che aveva iniziato giovanissimo facendo il trader di cavalli e che aveva fatto il primo miliardo (di lire) a soli 24 anni con la vendita di aziende agricole ristrutturate nel Mon-- ferrato, non è un buon momento. Il gruppo ha un portafoglio immobiliare di circa 4 miliardi. Possiede diversi gioielli, come gli immobili sugli Champs Elysèe e a Manhattan. Poi c'è il progetto Santa Giulia che doveva creare una sorta di seconda città per vip alle porte di Milano ma che per adesso sembra avere più i contorti sfumati di un deserto che quelli certi di una cassa piena di soldi. Su quest'ultimo fronte sarebbero ancora in corso le trattative con il Banco Popolare. Un'operazione complicata dal fatto che il Banco ha azioni e immobili in pegno, tanto che in campo sarebbero scesi gli uffici legali. Infine c'è l'ex area Falck che solo pochi mesi fa sembrava una partita ormai chiusa con un assegno da 475 milioni in arrivo dal fondo di Dubai, Limitless, ma che ora appare sospesa mentre i prezzi si allontanano sempre di più da quelli da bolla immobiliare. Massimo Sideri

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Shiller: "Dal disastro si uscirà solo con più finanza per tutti" (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Shiller: "Dal disastro si uscirà solo con più finanza per tutti" (20 Aprile 2009 - 08:20) MILANO (Finanza.com) - Da B&F: Per riconquistare la fiducia il processo sarà lungo e destinato a durare anni. "non so dire se abbiamo toccato il fondo o meno - dice Robert Shiller, professore di Yale che aveva previsto lo scoppio della bolla immobiliare Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la sensazione che siamo a un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non fa che alimentare la volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a giorni alimenta attese spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali", continua Shiller nell'intervista pubblicata da Borsa & Finanza. L'antidoto contro una crisi di lunga durata? Shiller spinge verso una forte regulation dell'innovazione finanziaria e della vigilanza. Insomma per uscire dall'emergenza ci vuole più finanza al servizio di più utenti per evitare quelle asimmetrie informative che hanno favorito i disastri attuali. (Riproduzione riservata)

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Si sgonfia la bolla immobiliare naccio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sicilia, La" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Si sgonfia la bolla immobiliare naccio @@Calano le quotazioni in tutta l'Isola. Le compravendite si riducono dalle 57 mila del 2007 alle 50 mila del 2008 Palermo. Si sgonfia la bolla immobiliare rappresentata, anche in Sicilia, da un trend crescente del prezzo delle abitazioni che dal 2000 fino al 2007, non ha subito alcuna flessione. Il 2008, in controtendenza, segna dunque il calo delle quotazioni delle case in tutta l'Isola e una diminuzione netta delle compravendite passate dalle 57mila del 2007 alle 50mila del 2009. Secondo il report Tecnocasa, i prezzi scendono nelle maggiori città della regione così come nelle altre principali città italiane. Nel dettaglio, nel secondo semestre del 2008 ad Agrigento si registra una flessione dei prezzi delle case pari al 5,4%. A tenere meglio sono le tipologie signorili, particolarmente presenti in centro su viale della Vittoria e su via Atenea e, in zona mare, a San Leone centro. Anche a Catania i prezzi degli immobili hanno subito un decremento del 5,2%. Nel centro storico si è registrata una contrazione delle richieste ed i tempi medi di vendita risultano in crescita. Tra le vie Umberto, corso Italia e via Etnea dove si trovano edifici anche dei primi del Novecento, i prezzi dell'usato vanno da 2.200 a 2.400 euro al metro quadrato. In zona mercato, a piazza Carlo Alberto, una buona richiesta di immobili in affitto proviene invece dai cinesi mentre nella zona Pescheria il mercato delle locazioni è alimentato prevalentemente dagli indiani. Grande calo a Enna dove si tocca -9,1%. I prezzi, cresciuti in maniera eccessiva negli scorsi anni, stanno subendo un naturale ridimensionamento. Scendono i prezzi anche a Messina (-4.2%). Segue il trend anche Palermo, con un calo medio del 7,1%. Nel capoluogo ci sono zone come l'Uditore dove i prezzi sono in calo anche del 7% e altre zone, come quella di Brancaccio, dove si scende di due punti sul prezzo di listino e dove si può acquistare un appartamento anche a 900 euro al metro quadrato. Si registra inoltre un aumento delle famiglie con difficoltà di accesso al credito che hanno dovuto rivedere il loro budget. Sta meglio Siracusa che ha registrato un calo del 3%. Tra le località interessate anche Ortigia dove il ribasso è determinato da una maggiore prudenza da parte degli acquirenti. A Trapani il mercato è sostanzialmente lo stesso anche se i primi segnali di ribasso dei prezzi sono comparsi nel 2009 insieme ad un rallentamento dei tempi delle contrattazioni, forse per via di una certa diffidenza da parte delle famiglie. «Il mercato è in frenata - spiega Rocco Briguglio, responsabile della mediazione creditizia per la Sicilia del gruppo Tecnocasa -. Per questo sono allo studio correttivi che possono aiutare i nostri clienti nell'acquisto e nella richiesta di mutui alle banche. Abbiamo avviato un'interlocuzione con UniCredit, Sanpaolo, Monte dei Paschi, Bnl e Barclays». Crolla anche il mercato dei mutui che registra una flessione nell'isola di 10 punti, con la sola eccezione di Ragusa dove nell'ultimo trimestre nel 2008 si è registra una crescita dell'erogato pari al 9%. Giusy Ciavirella

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La pioggia di questi giorniha causato gravi danni (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sicilia, La" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

allarme della coldiretti La pioggia di questi giorni ha causato gravi danni Giusy Ciavirella Un calo del 7,1 per cento dei prezzi medi delle abitazioni, con una forbice che va dal quartiere Uditore dove si registrano quotazioni inferiori anche del 7 per cento, fino alla zona Brancaccio-Università dove i prezzi degli immobili subiscono un ritocco, sempre al ribasso, del 2,8 per cento. Palermo, in linea con gli altri capoluoghi di Regione, secondo i dati diffusi ieri dall'Ufficio studi di Tecnocasa e che si riferiscono al 2008, segna il passo della fine della speculazione immobiliare che ha visto registrare, dal 2000 fino al 2007, trend sempre più alti nei prezzi dei listini delle case. A scendere non solo soltanto le quotazioni degli immobili, ma anche i prestiti erogati che, sempre nel Palermitano, registrano una variazione negativa dell'8 per cento, con un erogato pari a 167 milioni di euro. Si continuano comunque a preferire i trilocali, seguiti dai quattro locali, dai bilocali e dai pentavani. Più difficili da piazzare i monolocali che rappresentano solo l'1,6 per cento delle richieste di acquisto. «Il mercato è in frenata – spiega Rocco Briguglio, responsabile della mediazione creditizia del gruppo Tecnocasa – sia in termini di compravendite che in termini di prestiti alle imprese. Per questo sono allo studio dei correttivi che possono aiutare i nostri clienti nell'acquisto e nella richiesta di mutui alle banche». Anche nelle zone centrali si acquista a prezzi più contenuti. Scendono del 5,8 per cento i prezzi delle case nella zona compresa tra via Maqueda e corso Vittorio Emanuele che nel corso degli ultimi anni è stata sottoposta ad interventi di ristrutturazione grazie anche ad una serie di contributi erogati dal Comune. Sempre ambiti gli immobili compresi tra via Cavour, via Roma e via Ruggero Settimo. Si tratta di palazzi storici della fine dell'800 e degli inizi del '900, ma anche di costruzioni degli anni Sessanta. In questa zona, per un buon usato si possono spendere dai 1.800 ai 2.000 euro al metro quadro. Più cari gli appartamenti nella zona di piazza Marina, qui si acquista anche a 3.500 euro al metro quadro. Anche la macroarea della Fiera segna una contrazione dei prezzi del 3,6 per cento con una calo superiore alla media nella zona di Sciuti-Leopardi-Magnolia. Infine la zona dell'Uiversità dove il calo è di appena il 2,8 per cento e dove tengono ancora bene le quotazioni di bilocali e trilocali. Qui sono state acquistate case per abitazione soprattutto dalle giovani coppie. Forse anche perchè scendono anche le quotazioni, con prezzi che oscillano da 900 a 1.200 euro al metro quadro.

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Usa, ancora in crescita I prezzi delle case in Febbraio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Soldionline" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa, ancora in crescita I prezzi delle case in Febbraio Le tags: macroeconomia usa Commenta l'articolo Marco Delugan mercoledì, 22 aprile 2009 - 17:15 I prezzi delle case americane sono aumentati dello 0,7% in Febbraio, il secondo mese consecutivo di crescita. Lo ha comunicato oggi l’agenzia federale per il finanziamento immobiliare. In gennaio l’incremento dei prezzi era stato dell’1%. Su base annua i prezzi delle case sono scesi del 6,5%. -->

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Usa: tassi mutui ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "BlueTG online" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa: tassi mutui ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case 22-04-2009 18:24 - I prezzi delle case negli Usa sono calati del 6,5% su base annua a fine febbraio, il secondo più modesto calo negli ultimi sei mesi a testimonianza che i bassi tassi dei mutui potrebbero aver iniziato a offrire un sostegno al mercato immobiliare, in crisi da oltre due anni. Il calo resta tuttavia più marcato in alcune regioni come la popolosa California dove è risultato pari al 19%. Dal picco del precedente ciclo economico i prezzi nell'aprile del 2007, secondo la Federal Housing Finance Agency (Fhfa), sono ormai calati del 9,5%. Intanto le scorte di case invendute sono scese del 9,7% su base mensile e coprono ora, ai ritmi attuali, 11,3 mesi di transazioni. In crescita le vendite, salite del 5,1% rispetto al mese precedente. (l.s.)

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##FREDDIE MAC, TOP MANAGER TROVATO MORTO, SI PARLA DI SUICIDIO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

##Freddie Mac, Top manager trovato morto, si parla di suicidio di Apcom Secondo indiscrezioni Kellermann si sarebbe impiccato. -->New York, 22 apr. (Apcom) - David Kellermann, a capo del settore finanze della societa' americana di finanziamenti immobiliari Freddie Mac, e' stato trovato morto nella sua abitazione, in quello che secondo la polizia sarebbe stato un suicidio. Stando alle ultime indiscrezioni, riportate dall'emittente statunitense Cnbc, l'uomo si sarebbe ammazzato impiccandosi. Mary Ann Jennings, direttore delle relazioni con il pubblico del Dipartimento di polizia della contea di Fairfax, in Virginia, ha reso noto che il manager e' stato trovato morto nella sua casa nello stato del Virginia non lontano da Washington. La polizia non ha fatto sapere se Kellermann ha lasciato un messaggio prima di togliersi la vita. Kellermann, 41 anni, viveva a Hunter Mill Estates, un quartiere periferico caratterizzato da grandi case familiari dotate di ampio giardino interno. La casa di proprieta' del manager vale 900mila dollari. L'uomo, alla guida di Freddie Mac da settembre, quando il governo ha assunto il controllo dell'azienda finanziaria per salvarla dal fallimento, lavorava nella societa' da 16 anni. Freddie Mac ha perso oltre 50 miliardi di dollari l'anno scorso, e Washington ha versato nelle sue casse 45 miliardi di aiuti per mantenerla a galla. La societa' controllata dal governo, che gestisce circa 3 milioni di mutui, e' stata criticata per i suoi affari nei mutui ad alto rischio, alla base della bolla immobiliare scoppiata nel 2007. La notizia della morte di Kellermann giunge come uno shock per i dipendenti della societa' dello stato del Virginia e con la disperazione di chi conosceva personalmente l'uomo. Stamattina, Sharon McHale, portavoce di Freddie Mac, ha riferito che i top manager dell'azienda sono venuti a conoscenza della notizia dalla radio locale prima di recarsi al lavoro. "E' tutto semplicemente terribile", ha commentato la donna. John Koskinen, amministratore delegato ad interim, ha dichiarato in un comunicato che Kellermann "era un uomo dal grande talento... La sua straordinaria etica lavorativa e integrita' sono state fonti di ispirazione per tutte le persone che hanno collaborato con lui". Freddie Mac e la societa' gemella Fannie Mae sono finite entrambe nell'occhio del ciclone dopo che hanno espresso l'intenzione di pagare oltre 210 milioni di dollari di bonus da qui al prossimo anno ai propri dipendenti, in modo da dare loro un incentivo per continuare a mantenere il proprio posto di lavoro in seno all'azienda. Se da un lato Fannie Mae ha reso noto i nomi dei manager che avranno diritto ai compensi, Freddie Mac non lo ha ancora fatto.

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PETROLIO/ CHIUDE IN RIALZO IN SCIA AZIONARIO E INDICE PREZZI CASE (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 22-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Petrolio/ Chiude in rialzo in scia azionario e indice prezzi case di Apcom I futures si riavvicinano a quota 49 dollari il barile. -->New York, 22 apr. (Apcom) - Le quotazioni dell'oro nero statunitense sono riuscite ad archiviare una seduta caratterizzata dall'alta volatilita' in territorio positivo, dopo essere state messi sotto pressione dai dati del Dipartimento dell'Energia, che hanno mostrato un aumento delle scorte settimanali superiore alle attese, sui massimi di quasi 19 anni. Favoriti dai guadagni dell'azionario e dalla lettura dell'indice dei prezzi delle case della Federal Housing Finance Agency, che ha mostrato un miglioramento nel mese di febbraio, i futures sul greggio con consegna a giugno hanno chiuso a 48,85 dollari al barile, in rialzo di 30 centesimi (+0,6%). I contratti sono arrivati a perdere quasi il 2% in seduta, toccando minimi intraday di 47,70 dollari il barile. A febbraio negli Stati Uniti i prezzi delle case sono aumentati dello 0,7%: si tratta del secondo rialzo consecutivo mese su mese. E' la prima volta che succede in due anni, segnale del fatto che i livelli piu' bassi dei tassi di interesse sui mutui possono moderare i cali riscontrati dai valori reali degli immobili.

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trovato morto in casa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

trovato morto in casa --> Giovedì 23 Aprile 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail print David Kellermann, capo del settore finanze della società Usa di finanziamenti immobiliari Freddie Mac, è stato trovato morto ieri nella sua abitazione, a causa di quello che secondo la polizia sarebbe stato un suicidio per impiccagione. Kellermann, 41 anni, viveva a Hunter Mill Estates, In Virginia. L'uomo, alla guida di Freddie Mac da settembre, quando il governo ne ha assunto il controllo per salvarla dal fallimento, vi lavorava da 16 anni. Freddie Mac ha perso oltre cinquanta miliardi di dollari l'anno scorso e Washington ha versato 45 miliardi di aiuti. La società è stata criticata per i suoi affari nei mutui ad alto rischio, alla base della bolla immobiliare scoppiata nel 2007. foto Ansa 23/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE

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"Così è scoppiata la crisi" (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari Italiani (Online)" del 23-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Economia La Morsa/ Loretta Napoleoni: "Così è scoppiata la crisi" Giovedí 23.04.2009 18:25 La morsa/ Dall'11 settembre alla guerra al terrore: la crisi è tutta colpa di George Bush LEGGI IN ANTEPRIMA UN CAPITOLO DEL LIBRO L'AUTRICE. Loretta Napoleoni è romana ma vive a Londra. È tra i massimi esperti di terrorismo ed economia internazionale. Collabora con la Cnn, la Bbc e scrive per Le Monde, El Pais, The Guardian, Internazionale, il Caffé e l'Unità. Per Affaritaliani.it cura la rubrica Retrobottega. Tra i suoi libri: Terrorismo Spa (il Saggiatore), Al Zarqawi (Tropea), Economia canaglia (il Saggiatore), I numeri del terrore (con Ronald J.Bee, il Saggiatore). La cruda verità sulla crisi economica mondiale, oltre gli inganni della politica e della finanza che hanno messo in ginocchio il capitalismo occidentale. A ricostruirla è Loretta Napoleoni, economista esperta di terrorismo, consulente della Cnn, editorialista di Internazionale, Le Monde, The Guardian, El Pais, nel suo ultimo libro "La morsa", edito da Chiarelettere. Un saggio che fa il punto sul disastro dell'economia e traccia una via d'uscita: rinnovare la classe politica, che "fino a oggi ci ha così male rappresentato" e riscrivere le regole della finanza. L'analisi di Napoleoni parte dal crollo del muro di Berlino, che ha inaugurato la politica del credito facile, con Alan Greenspan a capo della Federal Reserve. Dalla politica deflazionista di Greenspan parte il benessere illusorio della globalizzazione: consumi, investimenti, tutto cresce, generando un'avida e folle corsa al benessere. Poi arrivano l'11 settembre e la guerra al terrorismo, che prosciuga le finanze degli Stati Uniti, tanto che Obama eredita un debito pubblico di 10 mila miliardi di dollari, il 70% del Pil americano, mentre la finanza islamica è ben florida. E ancora i mutui subprime, il mercato immobiliare con prezzi alle stelle negli Usa e nel resto del mondo e infine l'indebitamento delle banche. La bolla esplode nel settembre 2008. A partire da questo quadro, la domanda a cui il libro cerca di rispondere è come sia stato possibile che dal crollo delle Torri Gemelle si sia prodotta una reazione a catena di questa portata, capace di mettere a repentaglio il primato dell'economia occidentale. D'altronde il sogno di Osama Bin Laden era proprio quello di distruggere l'economia americana e resuscitare l'impero islamico spiega l'autrice -, un piano "fantastico e fantasioso", come tutto il movimento jihadista che ruota intorno ad Al Qaeda. Ma a distanza di otto anni, quel sogno sta per diventare realtà, non grazie al "Profeta, ma alla guerra contro il terrorismo". L'autrice non fa sconti neanche ai cittadini indifferenti che in cambio di tasse sempre più basse e credito facile, hanno creduto alle menzogne di banchieri come Greenspan, alla politica della paura di Bush, alle menzogne dei media: "Abbiamo lasciato che i politici ci convincessero a indebitarci oltremisura per coronare tutti i nostri sogni consumistici: la casa, la macchina, le vacanze e così via. E questa frenesia spendacciona ci ha fatto credere di essere ricchi e potenti quando in realtà l'alta finanza prosciugava i nostri conti correnti rendendoli sempre più poveri. Avremmo dovuto intuire che una banda di fanatici religiosi non poteva certamente distruggere il nostro mondo e cioè il capitalismo occidentale, ma chi lo gestiva, i giganti di Wall Streeet loro sì avevavo questo potere. Mentre i politici ci terrorizzavano, la finanza ci rubava i risparmi, questa è la cruda verità. E se vogliamo che ciò non avvenga più, dobbiamo avere il coraggio di dire basta e voltare le spalle ai grandi prestigiatori del nostro tempo, ingenui e faciloni". Come uscire dalla morsa? L'America ha fatto un tentativo eleggendo Obama, ma c'è il rischio che nel breve periodo non ci saranno cambiamenti reali in politica estera, nell'economia e nella finanza: "Voler salvare a tutti i costi un sistema avariato ci porterà alla rovina". Napoleoni raccomanda quindi di "buttare a mare tutta la zavorra accumulata in due decenni e prepararci alla ripresa, nazionalizzando il settore bancario e salvando solo quella parte che serve per mantenere l'economia a galla". E ancora, riformare la finanza: via la commercializzazione del rischio, via i derivati. "Se l'alta finanza si divertiva a giocare d'azzardo, paghi le conseguenze di questa follia invece di prosciugare i soldi necessari alla ripresa economica". E non guasterebbe anche adottare alcuni principi della finanza islamica: come quello secondo cui il denaro deve sempre essere investito nel settore dell'economia reale. "Lo Stato finanzi le banche cooperative e quelle locali, depositi nei loro forzieri quelle grosse quantità di denaro che fino ad oggi sono andate perse nei salvataggi delle grandi banche". L'Italia, colpita dalla recessione, ma non dal tracollo delle banche, farebbe bene a tenere a mente la lezione per il futuro. "Lo Stato protegga i cittadini, non chi li ha derubati". tags: loretta napoleoni crisi la morsa

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Draghi: riavviare i flussi di credito (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-25 - pag: 3 autore: Il presidente del Financial stability forum auspica pulizia nei bilanci delle banche Draghi: riavviare i flussi di credito WASHINGTON. Dai nostri inviati «Va spezzato il circolo vizioso fra crisi della finanza e la recessione dell'economia reale. Per far ripartire l'attività economica, bisogna ristabilire i flussi del credito. Ma questo richiede che le banche abbiano sufficiente capitale, accesso alla raccolta e la volontà di assumersi i rischi di credito. Essenziale perché riescano a raccogliere capitali privati, è la trasparenza sui bilanci bancari». Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, presidente del Financial Stability Board, che riunisce le autorità di vigilanza dei maggiori Paesi, ha riferito ieri ai ministri e governatori del G-7 e del G-20 i progressi degli sforzi per cercare di ristabilire la fiducia nel sistema finanziario internazionale. Draghi ha ricordato di aver già osservato in più occasioni che la velocità del peggioramento dell'economia sta rallentando. Sui mercati, ha notato, alcuni spread sono scesi e stanno tornando a valori di prima del collasso della Lehman, «un segno di graduale stabilizzazione». Le perdite potenziali di 4.100 miliardi di dollari indicate dal Fondo monetario per il sistema finanziario globale, ha voluto precisare Draghi, sono costituite in parte da attività tossiche già evidenziate dai bilanci bancari, mentre un'altra parte è frutto di una stima sulle possibili ripercussioni della recessione sui conti delle banche. Sulla necessità di ripulire i bilanci delle banche, Draghi si è trovato d'accordo con il direttore dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn, insieme al quale ha ricevuto il mandato dal vertice del G-20 a Londra per creare un sistema di prevenzione delle crisi finanziarie. Il presidente dell'Fsb ha presentato ieri i risultati del primo esercizio pilota di "early warning" condotto insieme all'Fmi per identificare i rischi potenziali per il sistema finanziario internazionale ed evitare che, una volta usciti dal lungo tunnel della crisi, si finisca per ripiombarvi. Ma non basta: nella densissima agenda dei lavori al G-7 e al G20 che si sono tenuti ieri, per il Governatore c'era anche la responsabilità di riferire ai ministri dei maggiori Paesi sugli sviluppi dei lavori sulle tre linee guida impartite dal G-20 di Londra: come ridurre gli aspetti prociclici della normativa finanziaria; come mo-dificare, evitando che finiscano con l'incidere negativamente sulla salute del sistema creditizio, gli schemi retributivi dei manager; come regolamentare la vigilanza internazionale dei gruppi bancari e assicurativi crossborder. Toccherà al neonato Fsb (trasformato ora in una struttura più robusta e operativa risetto al Financial Stability Forum) verificare che i Paesi membri rispettino per primi le norme che la comunità internazionale si è data in materia di regolamentazione finanziaria. Dettagli e cifre dello studio pilota che servirà a trovare armi di prevenzione contro i rischi d'instabilità internazionale verrano presentati stamane all'Imfc,il comitato ministeriale del Fondo, dato che, proprio per mettere a punto le nuove strategie di prevenzione, è essenziale il contributo dei Governi. «La lista dei rischi non è una sorpresa- ha detto Draghi- il nostro lavoro riguarda le politiche da adottare. Il mio lavoro non è fare profezie, ma fornire dei fatti ». Nel campo d'osservazione dell'Fsb rientrerà presumibilmente anche la dinamica dei prezzi del mercato immobiliare; quello statunitense, certamente, ma non solo. Per rendere meno duratura la crisi, tra i consigli degli esperti Fsb dovrebbe esservi quello di sostenere il mercato degli immobili, che, nonostante la forte caduta registrata in Usa sinora, potrebbe soffrire ancora di una certa sopravvalutazione. Quelle immobiliari, del resto, non sono crisi a risoluzione rapida: l'esperienza del passato insegna che la durata media della fase negativa del ciclo degli immobili è di cinque anni. Quanto all'Italia, anche recenti analisi Bankitalia hanno messo in evidenza che il trend più recente è quello di una discesa dei prezzi delle case. Ma, fortunamente, sulla base dei dati attuali, non sembra che il nostro Paese soffra dell'esistenza di una vera e propria bolla. R. Boc. A. Me. © RIPRODUZIONE RISERVATA NON TOCCATO IL FONDO Nonostante la forte caduta già registrata, i prezzi delle case (soprattutto Usa) potrebbero ancora scontare una sopravvalutazione

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Valori ai minimi: acquisti sulla costa con sconti del 50% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2009-04-25 - pag: 44 autore: QUI MADRID Valori ai minimi: acquisti sulla costa con sconti del 50% Michele Calcaterra MADRID. Dal nostro corrispondente Nella Costa del Sol ci sono 24mila appartamenti in attesa di compratore. E di questi, ben 4mila sono nella un tempo "chiccosa" Marbella, uno dei posti di mare più famosi della Spagna. In attesa che l'estate prenda il posto di una primavera per il momento piovosa, merita prendere in considerazione un viaggio in Spagna alla ricerca di qualche buon affare lungo i 5mila chilometri di costa. Qui le occasioni non mancano. In un momento in cui la crisi dell'intero mercato immobiliare spagnolo si fa sempre più grave (in febbraio le vendite di abitazioni sono crollate del 37,5%), lo scoppio della bolla immobiliare è stato particolarmente fragoroso nelle zone turistiche, sia al mare che in montagna. è proprio in quest'ottica che in alcune aree si possono acquistare case con sconti che variano da un minimo del 5 a un massimo del 50% rispetto ad un anno fa. Oltre al fatto che molte società immobiliari, pur di vendere, offrono garage e posti macchina gratuiti, cucine o elettrodomestici. In Andalusia, con circa 200mila euro si possono acquistare appartamenti con 2-3 camere da letto. In particolare a Marbella dove le abitazioni di piccole-medie dimensioni sono quelle più tartassate dalla crisi. Comunque, in generale, a seconda della località turistica e dell'ubicazione (vale a dire se fronte mare o meno) i prezzi variano dai 1.800 ai 5mila euro al metro quadrato. E lo stesso discorso vale per l'immobiliare nella vicinanze della bianca Cadice o della Costa Tropical. Per quanto riguarda, invece, le case di "seconda mano", i ribassi possono arrivare fino al 30% del prezzo originario, rispetto a un anno fa. Se ci si sposta verso il Nord del Paese – in Asturia, Galizia, Cantabria e nei Paesi Baschi – qui il mercato ha tenuto meglio. Probabilmente perché la tipologia di turismo è differente, così come molto diverse sono le condizioni climatiche e il paesaggio. Fatto sta che il calo è compreso tra un 10 e un 15 per cento. Per fare dei veri affari (gli spagnoli li chiamano "gangas") in realtà bisogna però spostarsi a Est, verso la costa catalana. Qui infatti, ad esempio sulla Costa Dorada, con 100-150mila euro si possono trovare appartamenti davvero interessanti, sia come metrature che come ubicazione. Da parte sua, invece, la Costa Brava offre nella parte Nord, quella più esclusiva, ville e appartamenti di prestigio che hanno mantenuto quotazioni elevate. Più a Sud gli sconti possono superare il 30% e addirittura, vicino a Valencia, in località come Benidorm (una colata di cemento e di grattacieli), le offerte possono scendere del 40% rispetto a un anno fa. In pratica ci possono essere prezzi "d'entrata" pari a 60mila euro per appartamenti sui 40 metri quadrati. Non male, dunque. Decisamente meno a portata di portafoglio, perché più esclusiva e quindi meno popolare, è la costa murciana: nella Manga del Mar Menor con 110mila euro si possono scovare appartamenti con una stanza da letto e con 206mila con tre stanze, vista mare. Discorso a parte, ovviamente, meritano le isole Canarie e Baleari. I prezzi, infatti, variano moltissimo da località a località. Da la Gran Canaria a Fuerteventura oa Tenerife. E lo stesso vale per Minorca, Ibiza o Maiorca.Tra l'altro per raggiungere le isole bisogna mettere in conto il costo dell'aereo o del traghetto e dei tempi ovviamente allungati. Un altro fattore molto importante per valutare dove fare un investimento è il treno ad alta velocità che ora raggiunge la Catalogna, Malaga e quindi l'Andalusia e tra un anno arriverà a Valencia. © RIPRODUZIONE RISERVATA www.queplaya.es www.medplaya.es www.guiaplayas.es MARKA LE OCCASIONI L'esclusiva Marbella è tra le località che soffrono di più - Vicino a Valencia 40 mq a 60mila euro, ma si è in mezzo al cemento Porto Banus. Yacht di lusso a Marbella, sulla Costa del Sol

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Le azioni battono il mattone (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 25-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Plus sezione: ATTUALITA data: 2009-04-25 - pag: 16 autore: Le azioni battono il mattone A llora, il mattone è sempre il miglior investimento? In questi tempi di prezzi traballanti delle case, vale la pena sottoporre a un test questa audace affermazione. Un test che è sempre difficile, dato che le statistiche sui prezzi delle case non sono egualmente attendibili in tutti i Paesi: c'è molta più uniformità e qualità nelle statistiche su altre fattezze dell'economia (dalla produzione industriale ai prezzi di beni e servizi) che sui prezzi delle abitazioni. Negli Usa negli ultimi anni è stato fatto un grande sforzo per costruire indici attendibili ed è possibile fare un semplice confronto fra l'andamento dei primi e quello dei prezzi di Borsa (una comune alternativa all'investimento in mattoni). Un simile confronto si deve sviluppare lungo un tempo abbastanza lungo, dato che si confrontano qui due investimenti che guardano lontano; la distanza nel tempo è importante anche per evitare di essere invischiati da strappi o bolle di breve periodo nei due mercati. Il grafico parte dal 1991 - diciotto anni fa - e copre quindi un periodo che ha visto sia quella bolla azionaria che è poi scoppiata all'inizio di questo decennio, sia la lunga bolla immobiliare che è durata fino a due anni fa. E bbene, il mattone non esce bene da questo confronto, se si guarda al risultato finale. I dati delle case sono fermi a febbraio e il confronto con i prezzi di Borsa dà il vantaggio a questi ultimi. Certo, un investitore che voglia dormire sonni tranquilli avrebbe forse preferito il mattone, per evitare le "montagne russe" del istino. E le case forniscono anche "servizi abitativi" che sono probabilmente più attraenti dei dividendi azionari. Ma il vantaggio dell'investimento azionario permane anche spingendo lo sguardo più in là nel tempo. Le statistiche Ofheo sui prezzi delle case Usa partono dal 1975, e il confronto con le azioni darebbe a queste ultime un vantaggio ancora più grosso. © RIPRODUZIONE RISERVATA DIETRO I NUMERI di Fabrizio Galimberti

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Spunti islamici anticrisi nei forzieri di Dubai (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Riformista, Il" del 26-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Spunti islamici anticrisi nei forzieri di Dubai SOLUZIONI. Dal crollo delle torri al crollo di Wall Street: le due crisi sono legate. E forse la finanza di Allah può aiutare a superare entrambe. di Stefano Feltri Ese fosse tutto collegato? Se l'undici settembre 2001 (crollano le torri gemelle) e il 15 settembre 2008 (crolla la banca d'affari Lehman Brothers), cioè le due catastrofi che hanno segnato il nuovo millennio fossero legate? Sembrano domande da teoria del complotto. Se le pone Loretta Napoleoni, nel suo ultimo libro appena uscito, "La morsa" (Chiarelettere, 186 pp., 13,60 euro). Economista, specializzata prima in finanza e poi, con un dottorato, in terrorismo e con una carriera da analista e consulente sui loro legami, editorialista del Guardian, di Internazionale e di una decina di altre testate, la Napoleoni sostiene che Al Quaeda e i salvataggi pubblici delle banche al collasso siano parte della stessa storia. Quando Lyndon Johnson decise di aumentare lo sforzo in Vietnam ricorse alla leva fiscale. Cioè aumentò le tasse. George Bush si è affidato invece alle azioni del presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, che tagliava i tassi di interesse ogni volta che la Borsa ne aveva bisogno, consentendo al dollaro di restare debole, esportando inflazione ma favorendo il boom del credito e dei consumi da esso finanziati negli Stati Uniti. «Dopo l'undici settembre la politica dei tassi bassi fa comodo anche e soprattutto al governo americano che nel giro di due anni si trova invischiato in due guerre [...] rende i buoni del Tesoro più competitivi rispetto a quelli dell'industria privata. La politica deflazionista di Greenspan, dunque, finanzia prima il benessere illusorio della globalizzazione e poi la guerra contro il terrorismo. Ecco spiegata l'origine della crisi del credito», scrive la Napoleoni. Le mosse successive degli Stati Uniti nella psicosi terroristica del 2001 hanno ricadute finanziarie. Dopo la notizia che quindici dirottatori su diciannove vengono dall'Arabia Saudita, gli investitori sauditi in America cominciano a temere ripercussioni e il blocco dei capitali: un fiume di 700 miliardi di dollari esce dagli Stati Uniti nei mesi dopo il crollo delle torri. Soldi che verranno reinvestiti altrove e in parte andranno anche a finanziare il terrorismo visto che la legge che, tra l'altro, doveva bloccare i flussi illegali di denaro, il Patriot Act, intercetta soltanto 200 milioni. Per capire dove finiscono tutti quei capitali basta vedere Dubai, una delle capitali degli Emirati arabi uniti: invasa dai petrodollari che prima finivano a Wall Street, nella città-stato si gonfia una bolla immobiliare che ora è appena scoppiata, un boom finanziario che porta nel 2005 alla creazione di un Nasdaq (uno dei due indici più famosi della Borsa di New York) anche sul listino di Dubai, e consente ai fondi sovrani controllati dalla famiglia regnante di diventare delle potenze finanziarie capaci di condizionare anche le Borse occidentali investendo parte delle proprie risorse proprio là da dove erano fuggite, nel capitale delle grandi banche al collasso come Citigroup o Merrill Lynch. Investimenti che si sono poi rivelati disastrosi, perché il valore dei titoli di quelle società ha continuato a scendere, spesso fin quasi ad azzerarsi. Una parte del denaro che arriva negli Emirati arabi e negli altri paradisi fiscali della regione contribuisce al decollo della finanza islamica a cui ora - secondo la Napoleoni - anche la finanza occidentale dovrebbe ispirarsi per cambiare e diventare più solida dopo la crisi. «Finora il modello di successo a Wall Street è stata Goldman Sachs, una banca d'affari che funziona come una setta, dove è fortissimo l'elemento tribale dell'appartenenza. Lehman Brothers invece era un'organizzazione meno rigida, più aziendale. Ed è fallita. Il Governo americano ha deciso di non salvarla, e sicuramente nella scelta ha pesato molto il fatto che il segretario al Tesoro fosse Henry Paulson, che è il vero artefice della moderna Goldman, storica rivale di Lehman», dice la Napoleoni davanti a una spremuta d'arancia, in un bar dei Parioli, a Roma, parlando con il Riformista. E ancora: «Goldman ha convinto altre istituzioni come il gruppo assicurativo Aig a investire in strumenti speculativi come i credit default swap, si è comportata come un hedge fund e poi, quando è andata in crisi, è stata subito aiutata dallo Stato con prestiti che ora sta per restituire, sostituendoli con obbligazioni vendute ai privati ma garantite dallo stato, con il risultato che ancora una volta così si nasconde il rischio e si scaricano gli oneri sui contribuenti». Loretta Napoleoni, nella sua prima vita professionale, ha lavorato nella finanza, per le banche d'affari, se si fosse laureata quindici anni dopo forse si sarebbe trovata a progettare derivati. Non ha niente di personale contro Goldman, ma è il simbolo di una finanza che si è gonfiata alimentandosi di prodotti di cui non capiva la natura («Ha ragione Giulio Tremonti, certi derivati andrebbero vietati»), illudendosi che il rischio fosse svanito e che nessuno si sarebbe fatto carico delle eventuali perdite che in casi rari ma non impossibili, come si è visto, erano potenzialmente catastrofiche: «Tutto questo con la finanza islamica non sarebbe successo». Tra il 2001 e il 2006 i titoli islamici commerciati nel mercato secondario, cioè scambiati tra investitori che ne determinano un prezzo secondo logiche di domanda e offerta, passa da quasi zero a oltre 45 miliardi di dollari, stima l'agenzia di rating Moody's. L'insieme di pratiche, transazioni e contratti finanziari conformi alla shari'a, la legge coranica, cresce di almeno il 10 per cento all'anno, anche se nell'insieme continuano a valere meno dell'uno per cento del totale. Nel volume "Economia e finanza islamica" (il Mulino, 146 pp., 8,80 euro), l'economista Rony Hamaui e Marco Mauri, banchiere attivo nel settore, raccontano l'ascesa della finanza di Allah che dal 1963, quando è nata la prima banca islamica moderna in Egitto, al 2001 è rimasta in letargo. I capitali rimpatriati dopo la grande fuga dai mercati occidentali diventano il carburante per stimolare l'evoluzione di un sistema finanziario in cui il tasso di interesse all'occidentale (remunerazione del rischio di credito e compensazione del costo di privarsi del capitale investito per il tempo del prestito) non esiste. Il principio è quello della condivisione dei profitti: i soldi non si depositano su un conto corrente, ma si investono in una banca che li farà girare, e il depositante verrà remunerato con gli eventuali utili e soffrirà le perdite. Controindicazione: i costi di monitoraggio salgono, il risparmiatore dovrà vigilare sempre sulle scelte della banca per controllare che non sprechi i sui soldi, mentre quello occidentale deve solo aspettare di ricevere gli interessi (in teoria: abbiamo visto in questa crisi che non è affatto così semplice). La politica monetaria non ha quindi il potere di gonfiare le bolle con tassi troppo bassi o di scoppiarle alzandoli per contenere l'inflazione e l'economia islamica è (almeno nei modelli degli economisti, nella realtà sussidi e tasse introducono distorsioni) priva di quei cicli che, come ha spiegato Charles Kindleberger, fanno oscillare il sistema finanziario occidentale tra grandi sviluppo e recessioni sanguinose. Visto che tutto si fonda sull'investimento diretto, nella finanza islamica non si rischia di eccedere con la leva finanziaria, non si cade nella tentazione dei leveraged buyout, fusioni e acquisizioni fatte con soldi altrui, perché il rischio è sempre condiviso e non si può impacchettarlo e rivenderlo fino a diluirlo in tutto in sistema come si è fatto negli Stati Uniti. Scrivono Hamaui e Mauri che, a differenza del risparmiatore occidentale che vuole essere adeguatamente remunerato per rimandare nel tempo il consumo, «il buon musulmano vuole massimizzare il suo benessere non solo su questa terra, ma anche nell'aldilà, comportandosi secondo i dettami di Allah». L'orizzonte è talmente lungo che il consumatore islamico non si indebita per comprare oggi ciò che non può permettersi, e infatti il credito al consumo conforme alla shari'a praticamente non esiste. I capitali arrivati nel Golfo negli ultimi anni hanno stimolato i banchieri di Allah a sviluppare complessi contratti che rispettino questa lista di principi offrendo rendimenti concorrenziali rispetto ai prodotti tradizionali. C'è un problema: i prodotti finanziari islamici non sono standaridizzati, perché ognuno deve ottenere l'approvazione di un consiglio di saggi che ne verifica il rispetto delle norme coraniche, quindi è difficile confrontarli e fissarne il giusto prezzo (stesso problema per i derivati invendibili che languono nei bilanci delle banche tradizionali). «É questo il punto di forza del sistema islamico: esiste un controllo etico di tutti i prodotti», dice Loretta Napoleoni. Nonostante i tentativi di organismi come l'Accounting and Auditing Organisation for Islamic Financial Institutions in Bahrein o l'International Financial Service Board (Malesia), il settore resta molto frammentato. Orizzonte di lungo periodo, controllo etico delle remunerazioni dei manager e degli strumenti finanziari, emancipazione dalle oscillazioni del ciclo economico, maggiore evidenza al rischio e più responsabilità sia per chi finanzia che per chi è finanziato: le ricette proposte ai vertici internazionali, a partire dal G20, assomigliano già molto ai principi fondanti della finanza islamica. 26/04/2009

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Una bolla soporifera... pag.1 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 27-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Una bolla soporifera... BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Stefano Bassi //lagrandecrisi2009.blogspot.com/, 27.04.2009 07:52 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! conflitto d'interessi, nessuna commistione tra banche e potere esecutivo, grande imparzialità...non facciamoci venire strani dubbi. * Over the Counter, ovvero fuori dai mercati regolamentati (vedi in MERCATO LIBERO l'ottima definizione di "governo dei banchieri") Traccio un brevissimo quadro riassuntivo: approfondiremo un'altra volta questa storia. In effetti le responsabilità più rilevanti del disastro finanziario che ha investito gli USA sono da ricercarsi nei gabinetti Clinton I e II, che con Rubin (all'epoca Segretario al Tesoro) e Summers hanno: 1) Privato le autorità di vigilanza del potere di controllo sui derivati 2) Abrogato la Stegall-Glass Act che separava retail Bank ed investment Bank 3) Allargato il Community Reinvestment Act forzando le banche a prestare a cani e porcelli per ragioni politiche ed ellettorali, soprattutto nei confronti delle comunità sud-americane in fortissima crescita. Per esempio si incoraggiavano le banche a prestare fino al 120% del valore dell’immobile senza apporto iniziale e senza un minimo di garanzie di rimborso da parte del creditore: chiunque, anche un disoccupato, otteneva il mutuo. Forti ammende e ostacoli burocratici alle operazioni erano i mezzi di pressione usati sulle banche. Freddie Mac e Fannie Mae - le due grandi ex-istituzioni finanziarie del mutuo e della "casa per ogni cittadino americano" (come sancito a lettere d'oro nel loro Statuto), i due grandi "buchi neri dei suprime" ora nazionalizzate - hanno iniziato a degenerare proprio in quel periodo. 4) E' stata fatta una strenua opposizione ad ogni tentativo di regolare i subprime 5) Con Greenspan, hanno giocato con i tassi bassi e fatto esplodere la massa monetaria provocando la bolla immobiliare più grande della storia ed anche la bolla della New Economy. In seguito si è cercato di metterci segue pagina >>

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CRISI/TECNOCASA: PREZZI CASE ANCORA IN CALO IN II SEMESTRE 2008-2 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 27-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Crisi/Tecnocasa: Prezzi case ancora in calo in II semestre 2008-2 di Apcom Freno anche per calo mutui. In primi mesi '09 segni ripresa -->Roma, 27 apr. (Apcom) - L'attenzione alla congruità del prezzo inoltre, rileva Tecnocasa, "ha determinato un altro risultato e cioè un calo più accentuato delle quotazioni sulle tipologie usate rispetto a quelle ristrutturate o di nuova costruzione". Infatti dalle analisi del gruppo Teconocasa "è risultato che, quasi sempre nei quartieri dove l'offerta abitativa è più vetusta il ribasso delle quotazioni è stato maggiore. Per gli immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata meno accentuata e si sono registrati ribassi soprattutto laddove si è verificato un surplus di offerta". Inoltre si legge nel rapporto "la domanda immobiliare nel secondo semestre del 2008 ha visto la ripresa della domanda per investimento che nei precedenti semestri era diminuita, posizionandosi in 'attesa' rispetto alle dinamiche di mercato. L'andamento negativo dei mercati finanziari dopo l'estate ha determinato una ripresa che sta continuando anche nei primi mesi del 2009. Gli investitori hanno dirottato il loro capitale su piccoli tagli da mettere a reddito, in alcuni casi sull'abitazione per le vacanze". L'analisi della domanda a gennaio 2009 evidenzia che, nelle grandi città, la tipologia più richiesta è il trilocale con il 35,7% delle preferenze. A seguire il bilocale con il 28,6% delle richieste ed infine il quattro locali con il 21,4%. A Milano, Napoli e Roma la maggioranza della domanda si concentra sui bilocali. A Bari ritorna il dominio del trilocale, dopo un periodo in cui era stato il bilocale a concentrare le preferenze. A Milano e a Napoli i monolocali e bilocali insieme raccolgono il 53% e del 52,7% delle preferenze. Per quanto riguarda l'analisi della disponibilità di spesa nelle grandi città la maggioranza delle richieste si concentra nella fascia compresa tra 170 e 249 mila € (24.0%), a seguire la fascia compresa tra 250 a 349 mila € (21.6%). Nella fascia di spesa compresa tra 170 e 249 mila € si cercano soprattutto trilocali e, a seguire, bilocali.

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CRISI/ TECNOCASA: PREZZI CASE ANCORA IN CALO IN II SEMESTRE 2008 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 27-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Crisi/ Tecnocasa: Prezzi case ancora in calo in II semestre 2008 di Apcom Diminuzione più contenuta a Roma (-3,6%) e Milano (-2,4) -->Roma, 27 apr. (Apcom) - Continua, anche nel secondo semestre del 2008, la diminuzione dei prezzi delle abitazioni in Italia, che, iniziata nel 2007, prosegue da semestri con variazioni nominali negative contenute ed estese a tutte le realtà territoriali. Questo il quadro tracciato da Tecnocasa nell'indagine sul mercato immobiliare e creditizio. L'analisi in base al profilo dimensionale delle realtà urbane evidenzia un calo più sensibile nei capoluoghi di provincia (-3,9%), seguiti dall'hinterland delle grandi città (-3,8%) ed infine dalle grandi città (-3,6%). In queste realtà la diminuzione più sensibile dei prezzi si è verificata Palermo (-4,9%), Bologna (-4,6%) e Napoli (-4,4%). La capitale registra una diminuzione del 3,6%, Milano del 2,4%. Nell'hinterland delle grandi città il ribasso maggior si è avuto in quello bolognese (-5,4%), seguito da quello romano (-4,6%) e napoletano (-4,4%). Secondo l'indagine "il mercato immobiliare, infatti, si muove con più lentezza perché i potenziali acquirenti hanno allungato i loro tempi decisionali, incitati in questa direzione anche dalle notizie che riguardano in generale la nostra economia e da una maggiore incertezza sulla propria disponibilità di spesa. Infatti, ad aver contribuito in maniera determinante a definire l'attuale andamento di mercato, è stata la situazione che si è venuta a creare sul mercato creditizio: l'atteggiamento prudenziale e selettivo messo in atto dagli istituti di credito nella concessione dei mutui, ha creato difficoltà per quella fascia di clientela che, non avendo un capitale iniziale a disposizione, deve ricorrere ad un finanziamento importante. La mancanza di liquidità e le previsioni per l'economia del paese inducono le banche ad essere più attente rispetto alla capacità di indebitamento delle persone e rispetto al valore finanziabile dell'immobile". A trovarsi in maggiore difficoltà sono stati soprattutto i giovani, gli stranieri, le famiglie monoreddito, i lavoratori con contratto a tempo determinato. Tra le novità tuttavia emerge che "nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità nell'acquisto". (Segue)

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Gabetti cede a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 27-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gabetti cede a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna Di Alberto Susic , 27.04.2009 22:19 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Gabetti Property Solutions comunica di aver ceduto oggi a Marcegaglia una quota pari al 16,6% della partecipazione detenuta in Turismo & Immobiliare al prezzo di Euro 5 milioni (corrisposto contestualmente), come già riportato nel progetto di bilancio al 31 dicembre 2008. Tale società è il veicolo con il quale i soci privati Gabetti Property Solutions, Marcegaglia e Pirelli RE detengono il 49% di Italia Turismo, il cui restante 51% è posseduto da Invitalia (Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d’Impresa). Coerentemente con le linee guida del piano strategico 2009-2013 è intenzione di Gabetti Property Solutions quella di dismettere anche la residua quota del 16,7% di cui rimane in possesso. Si evidenzia che l’operazione avviene con parte correlata in quanto Marcegaglia è azionista rilevante di Gabetti Property Solutions e già azionista di Turismo & Immobiliare al 33,4%. Il prezzo della partecipazione è stato determinato tenuto conto della valutazione resa da Lazard a Turismo & Immobiliare sulla partecipata Italia Turismo. La cessione avviene sostanzialmente al valore di carico con un effetto non significativo sul conto economico e quindi sul patrimonio netto dell’emittente (-0,1 milioni di Euro). Finanziariamente l’effetto è pari all’incasso del prezzo sul quale non insisteva alcun finanziamento specifico.

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Immobiliare Quotazioni in calo del 5 per cento L'eccezione è il centro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 28-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 101 del 2009-04-28 pagina 1 Immobiliare Quotazioni in calo del 5 per cento L'eccezione è il centro di Jacopo Granzotto Anche se si vede poco, il calo del prezzo delle case c'è. Una riduzione che a Roma (centro storico naturalmente escluso) è stimata da Tecnocasa intorno al 5 per cento rispetto al 2007. Si confermano, dunque, aspetti emersi negli ultimi due anni: maggiore offerta, domanda più prudente e «riflessiva» e conseguente aumento dei tempi. In sostanza si tira sul prezzo fino a rischiare di spezzare la corda anche se aumenta la propensione da parte dei venditori a rivedere le richieste iniziali. Ma cominciamo dall'eccezione, il centro. Dove si registra un aumento dei prezzi per gli immobili situati nelle strade più prestigiose e tranquille. Le quotazioni più elevate si raggiungono in piazza di Spagna, piazza del Popolo, piazza San Silvestro, via del Corso, via Condotti dove si toccano punte di 18 mila euro al metro quadro. Quotazioni più contenute se ci si avvicina a via XX Settembre, via Piave, via Boncompagni e via Veneto dove al massimo si possono raggiungere i 13.000 euro al metro quadro. Ma veniamo ai ribassi, partendo dalle zone semicentrali. Numerose le richieste per Colle Oppio dove l'offerta è bassa e le compravendite sono sporadiche. Le abitazioni dotate di vista sul parco del Colle Oppio o sul Colosseo acquistano valore. Più basse le quotazioni intorno al Colosseo, case dal taglio medio-grande e dal target familiare. Ma la macroarea che ha subito il calo maggiore è stata quella di Cassia-Torrevecchia che ha segnalato una diminuzione del 5.7 per cento in particolare a La Storta. Ad acquistare in zona sono soprattutto famiglie e giovani coppie che si trasferiscono dalla Cassia e dai paesi limitrofi. Si tratta di appartamenti in piccoli complessi condominiali e di villette a schiera vendute a 3000-3500 euro al metro quadro. Tiene bene l'Olgiata, ma si tratta di un mercato ristretto e di nicchia, con soluzioni indipendenti a volte con terreno circostante, piscina, e che vede protagonisti potenziali acquirenti con disponibilità superiore ai 400mila euro. La contrazione delle quotazioni ha interessato anche tutta la zona di Torrevecchia. A seguire tra le aree che hanno segnalato una contrazione delle quotazioni c'è San Giovanni-Roma Est con un meno 4,6%. In ribasso Anagnina, Torre Angela, Tor Bella Monaca e Tor Vergata. Nel primo quartiere al di fuori del Gra e al confine con l'hinterland, la riduzione dei prezzi è stata più sensibile nella parte di Casal Morena dove gli immobili e i servizi sono di medio livello. La difficoltà di accesso al credito riscontrate dai potenziali acquirenti ha determinato un calo delle richieste e delle quotazioni immobiliari nell'area di Tor Vergata, dove acquistano soprattutto famiglie e in parte anche stranieri. Un appartamento in buone condizioni costa circa 3000 euro al metro quadro. Un ribasso delle quotazioni ha interessato i quartieri dell'Eur e Ostia, un lieve rialzo ha interessato Acilia e Casalbernocchi. Ma ad avere subito il calo più sensibile dei prezzi è stata la parte dell'Eur a ridosso di viale Cesare Pavese dove ci sono principalmente appartamenti degli anni '80 di proprietà dei ministeri presenti nella zona e che sono stati venduti nei primi anni '90, alla scadenza dei vincoli per la compravendita. In ribasso i prezzi anche a Eur-Dalmata dove comunque si è registrata una buona domanda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Gabetti Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 28-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gabetti Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare (28 Aprile 2009 - 08:53) MILANO (Finanza.com) - Gabetti Property Solutions ha ceduto a Marcegaglia SpA una quota pari al 16,6% della partecipazione detenuta in Turismo & Immobiliare al prezzo di 5 milioni di euro. È quanto si apprende in una nota stampa. “Coerentemente con le linee guida del piano strategico 2009-2013 è intenzione di Gabetti Property Solutions– precisa la società in un comunicato - quella di dismettere anche la residua quota del 16,7% di cui rimane in possesso”. La cessione avviene sostanzialmente al valore di carico con un effetto non significativo sul conto economico e quindi sul patrimonio netto dell’emittente (-0,1 milioni di euro). Dal punto di vista finanziario, l’effetto è pari all’incasso del prezzo sul quale non insisteva alcun finanziamento specifico. (Daniela La Cava - Riproduzione riservata)

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Usa: prezzi degli immobili in calo anche a febbraio ma a ritmo ridotto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "BlueTG online" del 28-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa: prezzi degli immobili in calo anche a febbraio ma a ritmo ridotto 28-04-2009 15:15 - Anche a febbraio continua il calo dei prezzi delle case, ma secondo quanto riporta l'indice Case-Shiller ad un tasso leggermente meno veloce che nei mesi precedenti: -2,2% nelle 20 principali città statunitensi rispetto al -2,8% segnato in gennaio. Su base annua i prezzi nelle prime venti città americane sono scesi del 18,6% (dal 19% di calo registrato a fine gennaio) ed è la prima volta da 16 mesi in qua che il dato non costituisce un nuovo record negativo su base annua. (l.s.)

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Gli Usa resistono a febbre e stress test (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza (MF)" del 29-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MF sezione: Primo Piano data: 29/04/2009 - pag: 3 autore: di Francesco Ninfole il dow chiude vicino alla parità (-0,1%) dopo i ribassi dei listini europei innescati dalle banche Gli Usa resistono a febbre e stress test Mentre l'epidemia dei suini manda in picchiata i titoli delle compagnie aeree, le buone notizie sui consumi e sull'immobiliare negli States compensano le indiscrezioni sui possibili aumenti di Bank of America e Citigroup Il timore di nuove voragini nei bilanci bancari Usa spaventa più della febbre suina. Le borse europee hanno perso terreno ieri, soprattutto a causa dei titoli finanziari: stando alle prime indiscrezioni sugli stress test della Fed, alcune banche sarebbero a rischio ricapitalizzazione. Tra queste Citi e Bank of America. Invece i titoli legati all'epidemia (ad esempio farmaceutici e alimentari) si sono stabilizzati dopo la forte volatilità registrata lunedì 27 aprile. I listini europei sono arretrati di quasi il 2% (Francoforte -1,85, Parigi -1,66, Londra -1,69) e Milano non ha fatto eccezione: il Mibtel è calato dell'1,39%, mentre l'S&P/Mib ha perso l'1,73%, appesantito dalle performance di Unicredit (-2,9%) e Intesa Sanpaolo (-3,4%). In generale tutto il settore finanziario ha sofferto. L'indice delle banche europee ha segnato un -2,5%, proprio a causa della debolezza di Citigroup e Bank of America. Secondo il Wall Street Journal, la Fed chiederà ai due istituti di aumentare il capitale. In particolare Bank of America (ieri ha fatto -8,4%), dopo le perdite per l'acquisizione di Merrill Lynch, dovrebbe effettuare un aumento di capitale da «miliardi di dollari». Le banche non hanno commentato le anticipazioni ma sarebbero pronte a rispondere alla Fed. Citigroup (-5,7%) in una nota ha soltanto ricordato il previsto piano di conversione dei titoli privilegiati, che dovrebbe rafforzare gli indici di solidità. La banca in ogni caso non ricorrerà a nuovi aiuti statali, secondo fonti interpellate da Reuters. I risultati dello stress test saranno comunicati a partire dal 4 maggio: le società che non supereranno i requisiti minimi dovranno aumentare il capitale entro 6 mesi, ricorrendo se necessario a risorse pubbliche. Le ricapitalizzazioni potrebbero riguardare anche altri istituti, come Wells Fargo, che ieri ha perso il 3,6%. In difficoltà anche alcune banche regionali esposte sui mutui. Meglio posizionate sembrano invece JP Morgan e Goldman Sachs. Quest'ultima nei giorni scorsi ha varato un aumento di capitale da 5 miliardi e ha proposto anche la restituzione degli aiuti statali.Ma dagli Usa sono arrivate anche due buone notizie, riguardanti i consumi e il mercato immobiliare. La fiducia dei consumatori americani è balzata ad aprile a 39,2 punti, contro i 29 punti attesi. È il maggior rialzo da novembre 2005. «I consumatori credono che l'economia sia vicina al punto più basso del ciclo», ha spiegato Lynn Franco, direttore del Conference Board Consumer Research Center. Inoltre l'indice Case-Shiller di febbraio sui prezzi delle case americane è sì risultato in discesa del 18,6% rispetto all'anno scorso, ma comunque meno del 19% di gennaio. Per la prima volta in 16 mesi il dato non ha segnato un record negativo. «La caduta di alcuni mercati sta cominciando a frenare», ha osservato Davis Blitzer, presidente dell'Index Committee di Standard & Poor's. «Avremo certo bisogno ancora di qualche mese prima di poter vedere una inversione di tendenza nei prezzi delle case». E ci vorrà tempo anche per definire gli effetti della febbre suina. Ieri GlaxoSmithKline (produttrice del farmaco Relenza) ha perso l'1,4%, mentre Roche (che distribuisce il Tamiflu) è cresciuta dell'1,3%. Da notare che il maggiore produttore di carne di maiale, Smithfield Food, ha recuperato il 5,6%. Ancora in sofferenza invece le compagnie aeree, anche per effetto dei nuovi dati Iata: il traffico passeggeri è calato in marzo dell'11%. Secondo il presidente dell'associazione, Gianni Bisignani, «l'influenza suina non poteva arrivare in un momento peggiore. Il rischio è mettere in ginocchio un comparto già in difficoltà». British Airways ha perso ieri il 5,4%, Iberia il 5,6%, Air France l'1,9%. «Il peso reale delle notizie sulla febbre suina è ridotto, ma gli operatori colgono l'occasione per prendere profitto dopo i recenti rialzi», ha sottolineato un analista milanese a MF-DowJones. «Un'inversione di tendenza era attesa dagli operatori. Perché un trend primario rialzista possa consolidarsi nel tempo, è necessaria la presenza di più trend secondari di correzione, ed è proprio quello che sta accadendo adesso». Ma che la febbre suina sia una minaccia per la ripresa lo conferma il prezzo del petrolio, ieri diminuito ancora (verso i 49,4 dollari al barile). Contemporaneamente l'aumentata avversione al rischio ha compresso i rendimenti dei titoli di Stato Usa e tedeschi: lo spread Btp-Bund si è allargato oltre l'1,15% (quasi 5 punti base in più rispetto a ieri). Una buona notizia infine per chi ha un mutuo variabile: l'euribor a tre mesi, dopo i tagli Bce, è sceso al nuovo minimo storico (1,38%).

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Cresce la fiducia dei consumatori Usa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-04-29 - pag: 8 autore: I prezzi dell'immobiliare sono scesi del 18,6% a febbraio, anche se la caduta rallenta Cresce la fiducia dei consumatori Usa Riccardo Sorrentino Sono segnali incerti, non molto significativi. Eppure il rialzo della fiducia dei consumatori e il rallentamento della flessione dei prezzi delle case sono stati ben accolti ieri dai mercati. Il significato della fiducia dei consumatori è nota: ha scarse capacità predittive. è vero però che questo mese l'indice del Conference board è salito a 39,2 in aprile - un dato che non è solo il massimo da novembre 2008, ma è anche lontano dall'atteso 29,7 - a causa soprattutto delle aspettative,e non dell'andamento del mercato del lavoro, che l'indicatore tende a seguire un po' pedissequamente, senza dire nulla di più. Neanche questo permette però di immaginare davvero un aumento dei consumi. Dal sondaggio emerge che la quota delle persone intenzionate ad acquistare un'auto nuove entro sei mesi è salita dall' 1,9% al 2,2%, e quelle che intendono compare un grande elettrodomestico dal 24,5% al 25,6. «Bisogna poi ricordare - nota Abiel Reinhart di JPMorgan- che l'indice è ancora incredibilmente basso ». Più interessante ancora è la reazione dei mercati all'altro dato, quello relativo ai prezzi delle case misurati dall'indice S&P/Case-Schiller. Risultano in calo dell'1,9% mensile a febbraio, che corrisponde a un -18,6% annuo, dal-19% di gennaio. I mercati, ormai attenti alla "derivata seconda", la variazione della variazione, si sono allora concentrati sul minuscolo rallentamento della flessione. Gli investitori hanno quindi messo un po' in secondo piano il fatto che i prezzi degli immobili continuano a calare in tutte le 20 città prese in considerazione dall'indice, e che le zone più colpite dalla crisi - Phoenix, Las Vegas, San Francisco - continuano a segnare i risultati peggiori. «Questo dato non cambia la nostra idea che le quotazioni degli immobili continueranno a calare », spiega allora Michelle Meyer di Barclays, la quale ricorda come la normalizzazione del settore, per quanto già in corso, sarà un processo molto lungo. In attesa del dato del Pil del primo trimestre e della riunione Fed di oggi, Wall Street ha voluto cogliere il lato positivo delle cose e - dopo la pubblicazione dei due dati- ha cancellato le perdite registrate, mentre i bond perdevano terreno e il dollaro calava su euro e yen: tre chiari segnali, nell'attuale "convenzione" dei mercati, di un aumento della propensione al rischio. riccardo.sorrentino@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA VOGLIA DI OTTIMISMO I sintomi di miglioramento sono ancora deboli ma i mercati li hanno accolti con favore mettendo da parte le note negative

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Il banco di prova (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 29-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il banco di prova La gestione della crisi finanziaria e della recessione fanno scendere la media alta di Obama nella pagella dei primi 100 giorni, che si compiono oggi. Discordanti i giudizi mentre si fa più scandaloso il conflitto di interessi della squadra economica del presidente Marco d'Eramo INVIATO A NEW YORK L'ex direttore di The Nation, Victor Navasky, è forse l'unico esponente di spicco della sinistra statunitense che non è ferocemente critico nei confronti della politica finanziaria di Obama. «Poteva essere migliore, ma se non si fosse fatto nulla, sarebbe stato peggio», mi dice nel suo ufficio vicino a Union Square. Molto più corrispondente all'opinione comune dei progressisti americani è il tagliente giudizio di Robert Reich che circola di bocca in bocca: «Il pacchetto di stimolo per l'economia merita un 8, la finanziaria un 6 e il salvataggio delle banche un 3» ( negli Usa i voti rispettivi sono una A, B e F). Reich fu per breve tempo ministro del lavoro sotto Bill Clinton e, in quanto tale, protagonista (sconfitto) di una storica disputa con l'allora ministro del Tesoro Robert Rubin, esponente della grande finanza, ex vicepresidente della banca di affari Goldman Sachs (dopo aver lasciato il Tesoro, Rubin sarebbe diventato uno dei dirigenti del colosso bancario Citicorp). Rubin rappresentava gli interessi di Wall street, Reich quelli dei sindacati e del mondo del lavoro; vinse Rubin e la presidenza Clinton varò quella deregulation finanziaria che ha contribuito al disastro dell'ultimo anno. Al pari dei premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman, o di Nouriel Roubini della New York University, Reich è uno degli economisti di sinistra snobbati da Barack Obama che si è invece circondato di esponenti di Wall Street, tutti discepoli e seguaci di Rubin. Perché - retorica dei 100 giorni a parte - la gestione della crisi finanziaria e della recessione economica è il vero banco di prova su cui sarà giudicata la presidenza Obama e su cui gli elettori daranno il proprio verdetto fra poco più di 18 mesi, nel novembre 2010, per le elezioni di metà mandato. D'altronde, senza la spaventosa crisi che ha colpito la finanza globale, sarebbe stata molto più problematica, e forse non sarebbe mai avvenuta, l'elezione del primo nero alla Casa bianca. La crisi è dunque un' arma a doppio taglio: ha reso possibile la svolta nella politica americana, ma nello stesso tempo rende problematica questa stessa svolta. Però la crisi, come ripete sempre Rahm Emanuel, capo dello staff della nuova Casa bianca, «è un'opportunità che va sfruttata». Senza la crisi, fa notare Navasky, il keynesismo non sarebbe mai tornato all'ordine del giorno; l'idea che lo stato possa prendere partecipazioni azionare nei colossi bancari sarebbe parsa una bestemmia, mentre oggi se ne discute come di una possibilità reale. «Ti saresti mai immaginato un anno fa che un ministro potesse licenziare l'amministratore delegato di un colosso come General Motors? Sarebbe stato impensabile, eppure è successo. O se qualcuno avesse proposto un programma di grandi opere pubbliche?» Navasky ha ragione quando prende le distanze dall'anima punitiva che da sempre perseguita la sinistra, quell'atteggiamento che anela a ghigliottinare gli sfruttatori del popolo, mai abbastanza puniti per le loro ruberie. Sono i radicals che vorrebbero vedere i banchieri di Wall street impiccati e pendere al vento dai viadotti delle autostrade urbane. O, più civilmente, spingono (come fa il pugnace Alexander Cockburn, direttore della pungente newsletter Counterpunch) perché la presidentessa della Camera dei rappresentanti, la deputata californiana Nancy Pelosi, vari una commissione d'inchiesta sulle malefatte della Borsa e delle grandi banche di affari, che spiani la via a processi penali. Ma se il problema fosse solo la scarsa punitività nei confronti dei banchieri, potrebbe sempre essere risolto. Certo, ogni giorno che passa diventa sempre più scandaloso il conflitto di interessi che coinvolge la squadra economica del presidente Obama. Non può essere considerato un dettaglio trascurabile: che il suo mentore dichiarato, Paul Volcker, dopo aver lasciato la guida della Federal Reserve nel 1987, sia stato presidente della Banca Rotschild, Wolfensohn & Co. Oppure che il suo consulente speciale per l'economia (il suo «economista in capo», come si dice qui), Larry Summers, dopo aver abbandonato il posto di ministro del Tesoro sotto Clinton, abbia ricevuto milioni di dollari dai colossi di Wall street in consulenze e conferenze e sia stato fino all'anno scorso direttore operativo part-time del private equity fund D. E. Shaw Co., che gestisce 30 miliardi di dollari. O che il ministro del tesoro Timothy Geithner sia stato per anni, fino a dicembre, presidente della Federal Riserve di New York che ha compiti istituzionali di sorveglianza sulle grandi banche che operano a Wall street, ma che nello stesso tempo ha tra i suoi maggiori azionisti queste stesse banche i cui dirigenti siedono nel suo consiglio di amministrazione. Proprio due giorni fa il New York Times ha dettagliato in uno sterminato articolo le strettissime relazioni pericolose, gli innumerevoli pranzi di affari, prime colazioni di lavoro, cene private tra Geithner e i presidenti dei colossi newyorkesi, mostrando come fin dall'inizio Geithner abbia mirato a un obiettivo che solo un anno fa sarebbe sembrato folle: quello di rendere lo stato garante di tutti i debiti accumulati dalle banche, fare in modo cioè che i contribuenti si accollassero tutte le passività e tutti i rischi mentre le banche si terrebbero gli utili. Era la realizzazione perfetta del vecchio sogno capitalista: privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Quando propose questa misura nel giugno 2008, Geithner fu preso per visionario. In realtà, con le varie misure di salvataggio, prima i 70 miliardi di dollari stanziati a ottobre, e poi i 2.500 miliardi di dollari di febbraio, proprio a questo si è arrivati. Per esempio, quando lo stato ha salvato il colosso assicurativo Aig (American International Group), in cui ha profuso finora ben 182 miliardi di dollari, ha deciso che questi soldi sarebbero serviti a rifondere integralmente le banche creditrici di Aig (cioè le sue complici in speculazione), quando invece è norma che i crediti in sofferenza di istituzioni fallimentari vengano rimborsati solo in parte (adesso i creditori della Chrysler hanno rifiutato di essere rimborsati al 15% e sarebbero ben felici di ottenere indietro il 70% dei quel che avevano prestato). Invece il Tesoro Usa e la Federal Reserve hanno rimborsato le banche al 100%. «Che credi? I risultati positivi annunciati dalle banche per il primo trimestre 2009 sono dovuti ai debit Aig saldati dallo stato. Sono questi più che generosi rimborsi ad avere rimpinguato i bilanci» mi dice l'economista Doug Henwood nella sua casa di Brooklyn (sempre più newyorkesi emigrano da Manhattan, ormai carissima, e vanno ad abitare a Brooklyn). «Certo che a Wall street hanno fatto un affarone. Con pochi milioni di dollari si sono comprati un Larry Summers che ora gli dà tutto quello che vogliono, li ripaga con miliardi di dollari. Chi non farebbe un simile investimento?» Il fatto è che le migliaia di miliardi di dollari del salvataggio per il momento sono create dal nulla, ma poi alla fine qualcuno dovrà pagarle e il più che fondato sospetto è che il conto cadrà sulle spalle dei contribuenti. Secondo una valutazione dell'agenzia di stampa Bloomberg (di proprietà del sindaco di New York), finora le varie misure di stimolo all'economia e di salvataggio finanziario ammontano a quasi 13.000 miliardi di dollari, poco meno dell'intero Prodotto lordo (Pil) annuo degli Stati uniti. «Per il momento questa è moneta magica» dice Henwood, nel senso che non solo la Fed la crea dal nulla, ma non si capisce bene dove va a finire: ok, serve a riempire i buchi di bilancio, ma cosa significa, dove finiscono materialmente i soldi? In quali tasche? o vengono semplicemente bruciati e spariscono nei buchi neri delle contabilità? Il problema più serio di quest'azione di salvataggio, dice Henwood, è che non si capiscono bene i suoi obiettivi. «Intanto non è detto che salvare le banche significhi per ciò stesso far ripartire l'economia. Al di là dello stato di salute finanziaria, rimangono inalterate le ragioni strutturali per cui l'economia è depressa. Certo, il rilancio del credito è una condizione necessaria, ma non è sufficiente. E soprattutto, cosa vogliamo? Far ritornare l'economia al 2006, cioè far ripartire la bolla creditizia? Ricominciare un altro giro di giostra, bolla immobiliare, bolla delle carte di credito, bolla speculativa? Ma se così non è, è immaginabile un altro modello di capitalismo americano? E cosa vuol dire un altro modello? Che la borghesia accetti di vedere ridotti i suoi margini di profitto, che i finanzieri si riducano gli emolumenti, che i consumi rientrino nei limiti di quel che l'America può affrontare, che gli americani spendano diversamente? Non so se gli Stati uniti sono attrezzati per una simile svolta. Obama parla di modello verde, di posti di lavoro verdi, ma è una partita ancora tutta da giocare». Tutto ciò sperando che la valanga di migliaia di miliardi infusa faccia davvero ripartire l'economia. E non è detto, a stare agli ultimi dati sulla disoccupazione. «Il rialzo delle borse dell'ultimo mese rientra nei limiti tecnici di recupero temporaneo delle fasi Orso (cioè di ribasso) in cui gli indici azionari possono lievitare anche del 20-30%». Già nell'agosto scorso tutti scrivevano che il peggio era passato e che si vedeva la luce in fondo al tunnel, e poi c'è stata la catastrofe di settembre. Adesso nessuno obietta se Obama vara deficit di bilancio mostruosi (quadruplicando quelli lasciati da George Bush che erano già voragini senza fondo). Gli si passa tutto purché l'economia riparta. Ma a un certo punto qualcuno dovrà pur pagare questo deficit e allora si porrà un problema di tasse. E soprattutto di progressività, d'imposizione sui ricchi. Perché il paradosso della politica economica obamiana è che è keynesiana sul fronte della spesa ma friedmaniana sulle entrate: Obama ha tagliato ulteriormente le tasse per il ceto medio e il livello di prelievo fiscale è il più basso da 70 anni a questa parte. Già solo tornare ai livelli di tassazione di Clinton sembra una prospettiva politica inagibile. Ancora una volta si tratta per Obama di saggiare i limiti del politicamente possibile, in questo caso nella funzione redistributrice dello stato. (4-continua)

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Las Vegas 2, in Spagna (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 29-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

TerraTerra Las Vegas 2, in Spagna Manuela Cartosio Trentadue casinò, 70 hotel, 200 tra ristoranti e bar, 5 parchi a tema, un campo da golf, un ippodromo, una pista per le corse dei cani e persino una spiaggia artificiale per tuffarsi in un mare finto. Dove? In mezzo al deserto dei Monegros, in Aragona. Del progetto Gran Scala - subito ribattezzata «la Las Vegas spagnola» - si parla da un paio d'anni. Sembrava la fanfaronta di un personaggio - Jaime Riera - dal passato affaristico poco limpido. E invece il 15 aprile il governo regionale dell'Aragona, guidato dal socialista Marcelino Iglesias, ha dato l'ok al progetto di International Leisure Development, un consorzio creato ad hoc. Entro l'estate il parlamento regionale dovrebbe fare altrettanto. I voti non mancheranno, visto che anche l'opposizione di destra è stata conquistata da un progetto che regalerà all'Aragona «il più grande complesso di gioco d'azzardo e di divertimento europeo». Stando a un reportage della Bbc, anche il prete di Ontinena, un paesino di 600 anime vicino all'area dove sorgerà la sin city spagnola, benedice Gran Scala: «Porterà sviluppo economico». I tre gruppi che in passato hanno contestato il progetto (Stop Gran Scala, Los Monegros no se venden, Docentes contra Gran Scala) sembrano isolati e nell'angolo. Sostengono che è una pazzia costruire un complesso di tali dimensioni in mezzo a un deserto dove l'acqua già ora scarseggia. Affermano che Gran Scala sarà un baraccone «ambientalmente insostenibile» e inquinante. Lamentano che la valutazione d'impatto ambientale è stata frettolosa e insufficiente. Persa la partita in Aragona, si sono appellati al difensore civico nazionale, l'unico a questo punto che potrebbe mettere un bastone tra le ruote di Gran Scala. Intanto, sulla scrivania del sindaco di Ontinena si accumulano le domande di cittadini che sperano d'essere assunti nei cantieri edili. I lavori dovrebbero iniziare entro la fine dell'anno. Nel primo trimestre del 2009 la disoccupazione in Spagna ha toccato il 17%. La fame di lavoro vince sulle pur giuste argomentazioni ambientali. Fa passare in cavalleria i buoni propositi snocciolati all'Expo del 2008. Tenuta a Saragozza, capoluogo dell'Aragona, e dedicata - ironia della sorte - al buon uso dell'acqua. Non è l'unico paradosso in questa storia. Il cemento è stato il propellente del miracolo spagnolo. Proprio per questo la Spagna è stata il paese europeo che più ha risentito dello scoppio della bolla immobiliare. Ora, per risollevarsi, torna a puntare sullo stesso cavallo, il mattone. Quanti posti di lavoro creerà Gran Scala? I numeri lievitano da un lancio all'altro di agenzia. La costruzione, che procederà in due tappe, assorbirà 3 mila persone. Il divertimentificio, un mix tra Las Vegas e Disneyland, quando sarà a regime darà lavoro a 65 mila persone, dice uno. Calcolando l'indotto, 200 mila, spara un altro. Tra tasse varie e gabelle sul gioco la regione dell'Aragona prevede di incassare 677 milioni di euro all'anno. Resta da vedere chi darà al consorzio Ild i 17 miliardi di euro che servono per realizzare l'impresa Gran Scala. Di questi tempi, le banche tengono stretti i cordoni delle borse e «gli arabi» hanno da risolvere un sacco di problemi in casa loro. E a Las Vegas, quella vera, gli immobiliaristi si stanno strappando i capelli dalla disperazione. City Center, il più grande progetto immobiliare della storia non solo di Las Vegas ma degli Usa, è sull'orlo del fallimento.

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I miti sull'evasione fiscale. (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Due considerazioni sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani" dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4 miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e biblista Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene sgomberarla. Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di ridurre le imposte per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 28 ) » (2 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla Duna alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita con i soldi dei contribuenti le sue Tre case automobilistiche di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono reggersi con i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la vita di Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il principio Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di 787 miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti una società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato. Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35 per cento di un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di mercato come la Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) » (2 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Mar 09 Stupidi "Il successo economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (11) burocrazia (1) citazioni (3) finanza (11) pol economica (22) Varie (45) Ultime discussioni CARLO: MA SCUSATE,per poter pagare le tasse tutti in primis ci vuole una educazione e capire che le tasse servono per... caputo giuseppe: L'Italia è stato sempre un paese dal socialismo più reale che nell'ex URSS.In quanto... giulio di siena: Caro Porro, lanci l'idea di indicare nella Costituzione il limite massimio delle pretese... Guido Gavelli: Oltretutto il metodo Tremonti è molto più efficace del metodo Visco: si basa su accertamento del... FINEDEIGIOCHI: AFFAMARE LA BESTIA In guerra i due esrciti a confronto per prima cosa cercano di togliere i... 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Dove la casa è ancora d'oro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 01-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza sezione: I Vostri Soldi nel Mattone data: 01/05/2009 - pag: 39 autore: di Gabriele Frontoni Dove la casa è ancora d'oro Prezzi Secondo uno studio di Gpg gli appartamenti più cari al mondo sono a Montecarlo: 47.500 dollari al mq. Seguono Mosca e Londra New York, Londra, Tokyo? Nient'affatto. Il mattone più dorato del mondo risplende a pochi chilometri dal confine italiano. Le turbolenze finanziarie e la crociata contro i paradisi fiscali non sembrano aver scalfito il cuore del lusso made in Europe, Montecarlo, che ha registrato anche quest'anno una nuova accelerazione nel valore degli immobili residenziali. Tanto da far risultare i prezzi di Roma, Milano o Parigi alla stregua di quanto un monegasco è disposto a pagare per un box dove parcheggiare la propria auto. In base alle rilevazioni condotte dagli analisti di Global property guide (Gpg) attraverso un'indagine che ha coinvolto 110 città di tutto il mondo, gli immobili del principato di Monaco non sembrano infatti temere rivali in quanto a prezzi. Per acquistare un appartamento di 120 metri quadrati servono infatti in media 5,7 milioni di dollari. Che, fatti i debiti conti, si traduce in un costo di ben 47.500 dollari a metro quadrato. La ragione di questi prezzi da capogiro? Semplice, la scarsità dell'offerta in una striscia di mare di superficie di poco superiore ai 2 chilometri quadrati dove si concentra un livello di ricchezza pro capite secondo solamente al Lussemburgo. Ma non solo. Nell'ultimo decennio possedere una casa a Montecarlo si è tradotto un vero e proprio status symbol, soprattutto per i nuovi ricchi provenienti dai paesi dell'Est Europa, Russia in primis, i cui petrodollari hanno contribuito a far salire le quotazioni delle case del 53% in meno di 3 anni. Ma non è tutto. Monte Carlo presenta un costo di transazione immobiliare di tre volte superiore a quello praticato mediamente nel resto d'Europa. Tanto da incidere sul costo finale di acquisto per una quota compresa tra il 18 e il 20%. Nel caso del nostro appartamento di 120 metri quadri, dunque, tra percentuali degli intermediari e tasse locali, si dovrebbe sborsare ancora più di un milione di dollari per mettere la parola fine alla transazione e ottenere il possesso definitivo dell'immobile. E se Monte Carlo è famosa per il basso livello delle imposte, questo discorso non vale certo per le compravendite immobiliari. Oltre a staccare un assegno all'agente di vendita pari all'8% del costo dell'abitazione (5% a carico dell'acquirente e 3% in capo al venditore), la transazione immobiliare prevede il versamento dell'Iva (20,6% del valore pagato all'intermediario). Non solo. Un ulteriore costo da mettere in conto è il 7,5% del prezzo della casa da versare allo Stato sotto forma di imposta per il trasferimento della proprietà. Tutto questo, senza nemmeno beneficiare di una rendita tanto elevata. In base ai calcoli condotti da Gpg, infatti, il rendimento medio di un'abitazione monegasca si attesta attorno all'1,5-2% netti. Questo vuol dire che una casa da 5 milioni di dollari può generare al massimo, ogni anno, una rendita non superiore ai 100 mila euro. A cui si deve tuttavia aggiungere la rivalutazione dell'immobile che nell'ultimo decennio ha garantito un incremento medio di valore del 10% all'anno. Se è vero che Montecarlo non teme rivali nella classifica delle città più care al mondo in campo immobiliare, è anche vero che esistono altre regine del mattone. È il caso di Mosca dove gli appartamenti più prestigiosi del centro città possono arrivare a costare non meno di 20.800 dollari al metro quadrato consegnando alla capitale russa la seconda posizione nella classifica delle città più care sul versante immobiliare. Ma attenzione, il futuro non è roseo: soltanto un anno fa il prezzo medio delle abitazioni di Mosca si attestava a 24.840 dollari, il 20% in più rispetto a oggi e, in base alle rilevazioni condotte da Blackwood real estate, nei prossimi mesi i prezzi delle abitazioni di Mosca dovrebbero registrare una contrazione compresa tra il 20 e il 25% per gli immobili medi di nuova costruzione, mentre i prezzi del segmento superiore potrebbero arrivare a perdere fino al 30% del proprio valore. E questo, mentre i tassi di rendimento delle abitazioni si attestano al 4,61%, in progressivo aumento dopo i picchi al ribasso registrati nel corso del 2008. E cosa dire delle spese di transazione? Come nel caso di Montecarlo, anche in Russia i costi per l'acquisto di una casa rappresentano una componente non secondaria nelle scelte di investimento. Basti pensare che le transazioni immobiliari sono soggette al versamento dell'imposta sul valore aggiunto del 18%. A questa, vanno aggiunte le commissioni di agenzia pari al 2% nel caso di immobili di valore superiore ai 2 milioni di dollari. Per tutti gli altri, la percentuale dovuta all'intermediario si attesta al 5%. L'edizione 2009 della classifica di Gpg sulle città più care del mondo ha infine consegnato a Londra il gradino più basso del podio. Lo tsunami finanziario degli ultimi mesi ha determinato una contrazione consistente del valore delle case all'ombra del Big Bang. Tanto che oggi il costo medio di un appartamento nel centro della city si è fermato a 20.750 dollari al metro quadro, il 20% in meno rispetto all'anno passato. Ma prima di comprare, meglio ancora guardarsi intorno e attendere che le nuvole scompaiano del tutto all'orizzonte. Anche perché le previsioni degli esperti parlano di possibili ribassi dei valori immobiliari nell'ordine del 5-10% entro i prossimi sei mesi. Percentuali, queste, che potrebbero incidere fortemente sul rendimento già poco entusiasmante del mattone londinese. Le ultime rilevazioni di Gpg parlano infatti di una rendita media annua intorno al 4,12%, stessi valori che si incontrano a Cracovia, in Polonia, o a Nuova Delhi, in India. E l'Italia? Secondo le rilevazioni di Global property guide la città più cara della Penisola è Roma dove i prezzi medi delle abitazioni si attestano a 9.100 dollari a metro quadrato consegnando alla capitale il nono posto assoluto nella classifica mondiale delle città più care dove acquistare un appartamento. Quanto a Milano, a dispetto delle attese, qui le abitazioni sembrerebbero molto più a buon mercato rispetto a Roma: per il solito appartamento di 120 metri quadrati in una zona semicentrale della città sono sufficienti 550 mila dollari (pari a 4.100 dollari a mq), il che relega Milano alla 32esima posizione della classifica mondiale. Ma quali sono le mete più interessanti per chi volesse acquistare un immobile con la prospettiva di portare a casa, a fine anno, un ritorno interessante sul capitale investito? La risposta è tanto vera quanto scoraggiante: Chisinau, in Moldavia. La capitale della piccola ex repubblica sovietica presenta prezzi medi di acquisto tra i più bassi al mondo (1.316 dollari al mq) che consentono di guadagnare fino al 14,17% all'anno per chi decidesse di mettere a reddito il proprio investimento. Leggermente più bassi ma di sicuro maggiore interesse i rendimenti annui offerti dagli immobili della capitale egiziana, Il Cairo (12%), come pure quelli della capitale indonesiana Jakarta (11, 27%). Quanto alle capitali europee, i prezzi spropositati raggiunti dagli immobili in queste città ha tagliato le gambe alla corsa al rialzo delle rendite immobiliari. E così, non bisogna sorprendersi se una casa a Parigi offre soltanto il 4,26% all'anno e un appartamento a Ginevra il 4,09%. Per non parlare di Roma, capace di generare un ritorno lordo sull'investimento immobiliare di appena il 3,62%.

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E Madrid segna il record di disoccupati (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 03-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

OVUNQUE «SE VENDE» CROLLA IL TURISMO La storia Requiem per il modello Zapatero 4,7 Nel 2008 bruciati 9 mila posti al giorno Così s'è azzerato il sorpasso sull'Italia E Madrid segna il record di disoccupati Sul mercato un milione di case vuote che nessuno vuole Giro d'affari -7% e 86 mila impieghi andati in fumo GIAN ANTONIO ORIGHI milioni di senza lavoro MADRID La peggior disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà sempre meglio della performance massima registrata dal governo del mio predecessore Aznar tra il 2000 e il 2004: l'11% di senza lavoro». Era il 26 aprile del 2008 quando il premier socialista Zapatero, con il solito sorriso a 32 denti, vaticinava un futuro roseo. Un anno dopo, il panorama è diametralmente opposto: la Spagna è diventata la terra dei disoccupati. Non solo. L'Fmi ha distrutto giovedì scorso il tanto sbandierato sorpasso iberico sull'Italia, che nel 2008 ha fatto le scarpe al presuntuoso Zapatero (calzolaio in castigliano), piazzandosi al decimo posto nel ranking mondiale del Pil a parità di potere d'acquisto, e staccandolo di 2 lunghezze. Il modello spagnolo, che per un decennio è cresciuto il doppio della media Ue, è ormai defunto. Basta leggere i giornali: la disoccupazione ha raggiunto l'agghiacciante record di 4 milioni e 700 mila persone, il 17,3% della popolazione attiva, il doppio della media europea, un punto e mezzo sopra le previsioni di fine 2009 del governo, la cifra più alta negli ultimi 32 anni. In un solo anno, sono stati persi la bellezza di 1.836.000 posti di lavoro, 9 mila al giorno. I dati dell'Ine, l'Istat di Madrid, indicano anche che le famiglie i cui membri sono senza lavoro sono 1 milione (sul 16 milioni), il 108,4% in più rispetto alle promesse del Sorpassatore Máximo di un anno fa. Che la situazione sia gravissima lo dimostra anche il fatto che persino il filo-socialista El País ha pubblicato un editoriale in prima pagina (fatto eccezionale), in cui parla senza peli sulla lingua di «sonoro fallimento». Basta fare due passi per Madrid per rendersi conto del disastro. Grandi magazzini come el Corte Inglés mezzi vuoti, ristoranti deserti, la celebre movida che dalle discoteche si è trasferita nei pub e nei parchi, dove i giovani fanno il bottellón (mixando una bibita da 2 litri con alcol comprato al supermercato) perché non hanno i soldi per pagare il biglietto. La disoccupazione degli under 30 è al 22,1%, al 30,4% quella degli under 25. «Siamo la generazione zero lavoro, cerco un posto da 9 mesi ma nessuno assume», si lamenta Jorge Sánchez, 29 anni, architetto. La crisi si rivela in tutta la sua crudezza ovunque. La produzione industriale è diminuita a febbraio del 22%, il peggior flop dal '93. La morosità, che era al 3,3 % a fine 2008, è schizzata al 4,18 nei primi tre mesi del 2009, le spese per alimentazione sono diminuite del 39%. I due motori che facevano da volano al boom spagnolo, edilizia e turismo, fanno acqua da tutte le parti. Le case vuote sono ormai 1 milione, e il cartelli con «Se vende» sono più numerosi dei funghi dopo la pioggia. Il settore immobiliare, terremotato dalla crisi subprime e dalla bolla immobiliare, deve 470 miliardi di euro alle banche, che continuano a chiudere il rubinetto del credito strozzando piccola e media industria, commercianti e famiglie. I consumi sono diminuiti del 20%. Le code che affollano le mense gratuite si stanno riempiendo di nuovi poveri. «Sono senza lavoro da un anno, senza sussidio (come 1,5 milioni di connazionali), vivo con mio padre pensionato e i soldi non ci bastano», confessa Ángeles, 40 anni, ex animatrice culturale, mentre fa la fila alla Real Hermandad del Refugio y Piedad della capitale. Poi sta arrivando anche lo tsunami per il turismo, che rappresenta la prima industria nazionale, il 10,7% del Pil. Nel primo trimestre 2009, il crash è del 7%, si sono persi 86 mila posti di lavoro. Di più: la crisi ha anche pesanti ricadute della salute. Il Colegio de Psícologos di Madrid stima che le visite per depressione da perdita di lavoro sono aumentate negli ultimo 8 mesi tra il 15 e il 20%. Segno dei tempi: il locale più gettonato, indipendentemente dall'età, è la Oficina de Empleo, l'ufficio del lavoro. Segnali di miglioramento? Nessuno. Zapatero non vuole riformare il mercato del lavoro e c'è chi prevede che segnerà un altro record: 5 milioni di disoccupati.

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La peggior disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà sempre meglio dell... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 03-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

La peggior disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà sempre meglio della performance massima registrata dal governo del mio predecessore Aznar tra il 2000 e il 2004: l'11% di senza lavoro». Era il 26 aprile del 2008 quando il premier socialista Zapatero, con il solito sorriso a 32 denti, vaticinava un futuro roseo. Un anno dopo, il panorama è diametralmente opposto: la Spagna è diventata la terra dei disoccupati. Non solo. L'Fmi ha distrutto giovedì scorso il tanto sbandierato sorpasso iberico sull'Italia, che nel 2008 ha fatto le scarpe al presuntuoso Zapatero (calzolaio in castigliano), piazzandosi al decimo posto nel ranking mondiale del Pil a parità di potere d'acquisto, e staccandolo di 2 lunghezze. Il modello spagnolo, che per un decennio è cresciuto il doppio della media Ue, è ormai defunto. Basta leggere i giornali: la disoccupazione ha raggiunto l'agghiacciante record di 4 milioni e 700 mila persone, il 17,3% della popolazione attiva, il doppio della media europea, un punto e mezzo sopra le previsioni di fine 2009 del governo, la cifra più alta negli ultimi 32 anni. In un solo anno, sono stati persi la bellezza di 1.836.000 posti di lavoro, 9 mila al giorno. I dati dell'Ine, l'Istat di Madrid, indicano anche che le famiglie i cui membri sono senza lavoro sono 1 milione (sul 16 milioni), il 108,4% in più rispetto alle promesse del Sorpassatore Máximo di un anno fa. Che la situazione sia gravissima lo dimostra anche il fatto che persino il filo-socialista El País ha pubblicato un editoriale in prima pagina (fatto eccezionale), in cui parla senza peli sulla lingua di «sonoro fallimento». Basta fare due passi per Madrid per rendersi conto del disastro. Grandi magazzini come el Corte Inglés mezzi vuoti, ristoranti deserti, la celebre movida che dalle discoteche si è trasferita nei pub e nei parchi, dove i giovani fanno il bottellón (mixando una bibita da 2 litri con alcol comprato al supermercato) perché non hanno i soldi per pagare il biglietto. La disoccupazione degli under 30 è al 22,1%, al 30,4% quella degli under 25. «Siamo la generazione zero lavoro, cerco un posto da 9 mesi ma nessuno assume», si lamenta Jorge Sánchez, 29 anni, architetto. La crisi si rivela in tutta la sua crudezza ovunque. La produzione industriale è diminuita a febbraio del 22%, il peggior flop dal '93. La morosità, che era al 3,3 % a fine 2008, è schizzata al 4,18 nei primi tre mesi del 2009, le spese per alimentazione sono diminuite del 39%. I due motori che facevano da volano al boom spagnolo, edilizia e turismo, fanno acqua da tutte le parti. Le case vuote sono ormai 1 milione, e il cartelli con «Se vende» sono più numerosi dei funghi dopo la pioggia. Il settore immobiliare, terremotato dalla crisi subprime e dalla bolla immobiliare, deve 470 miliardi di euro alle banche, che continuano a chiudere il rubinetto del credito strozzando piccola e media industria, commercianti e famiglie. I consumi sono diminuiti del 20%. Le code che affollano le mense gratuite si stanno riempiendo di nuovi poveri. «Sono senza lavoro da un anno, senza sussidio (come 1,5 milioni di connazionali), vivo con mio padre pensionato e i soldi non ci bastano», confessa Ángeles, 40 anni, ex animatrice culturale, mentre fa la fila alla Real Hermandad del Refugio y Piedad della capitale. Poi sta arrivando anche lo tsunami per il turismo, che rappresenta la prima industria nazionale, il 10,7% del Pil. Nel primo trimestre 2009, il crash è del 7%, si sono persi 86 mila posti di lavoro. Di più: la crisi ha anche pesanti ricadute della salute. Il Colegio de Psícologos di Madrid stima che le visite per depressione da perdita di lavoro sono aumentate negli ultimo 8 mesi tra il 15 e il 20%. Segno dei tempi: il locale più gettonato, indipendentemente dall'età, è la Oficina de Empleo, l'ufficio del lavoro. Segnali di miglioramento? Nessuno. Zapatero non vuole riformare il mercato del lavoro e c'è chi prevede che segnerà un altro record: 5 milioni di disoccupati.

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Scendono i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 03-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ASCOLI pag. 5 Scendono i prezzi delle case Mercato immobiliare in flessione nel capoluogo piceno di VITTORIO BELLAGAMBA LA CRISI economica si sta riflettendo anche sul mercato immobiliare. Ad Ascoli si è assistito nel secondo semestre del 2008 ad una flessione dei prezzi del 2,8%. I dati diffusi nei giorni scorsi da Tecnocasa evidenziano quanto sta accadendo nel capoluogo Piceno. Per un appartamento signorile nuovo il prezzo varia tra le 2.600 euro della zona semicentrale ai 2.800 euro della zona centrale. Per un appartamento medio nuovo i prezzi variano tra i 2.000 euro delle zone semicentrali ai 2.200 euro della zona centrale. Per un appartamento signorile usato nella zona centrale il prezzo è di circa 1.800 euro al metro quadrato, mentre per un appartamento medio usato si può spendere anche 1.600 euro al metro quadrato. La decisione delle aziende di credito di valutare con maggiore rigore le pratiche per la concessione dei mutui «ha determinato secondo Tecnocasa una minore disponibilità di spesa da parte dei potenziali acquirenti, alimentando trattative sui prezzi richiesti dai venditori e la conclusione della compravendita a prezzi più bassi rispetto al semestre precedente. A trovarsi in maggiore difficoltà sono stati i giovani, gli stranieri, le famiglie monoreddito e i lavoratori a tempo determinato. Nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità nell'acquisto». Anche ad Ascoli coloro che intendono investire nell'acquisto dell'abitazione sono sempre più attenti al rapporto prezzo/qualità. «Questo elemento sostengono gli esperti di Tecnocasa ha determinato un calo più accentuato delle quotazioni sulle tipologie usate rispetto a quelle ristrutturate o di nuova costruzione. Infatti dalle nostre analisi è risultato che, quasi sempre nei quartieri dove l'offerta abitativa è più vetusta, il ribasso delle quotazioni è stato maggiore. Per gli immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata meno accentuata e si sono registrati ribassi soprattutto laddove si è verificato un surplus di offerta».

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Non tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 107 del 2009-05-05 pagina 1 Non tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case... di Redazione La situazione delle costruzioni nella nostra città desta non poca preoccupazione, perché in effetti la crisi economica si trova ad aggravare quella del mercato immobiliare e in particolar modo quella della produzione edilizia più recente. Non dimentichiamo che negli anni passati i livelli di costruzione di case toccarono limiti mai raggiunti nella nostra storia e tutto questo con l'incongruenza del fatto reale che poi la nostra economia non fosse in una crescita continua o di forte spessore. Il normale cittadino però si domanda perché oggi non riesce ad affittare casa a un prezzo ragionevole, per non parlare del proibitivo acquisto, di fronte al logico ragionamento che una domanda residenziale, in calo crescente da almeno tre anni, dovrebbe anzi far scendere i prezzi non di poco. Mentre non esiste portone che non abbia affissi cartelli di «vendesi» e «affittasi», si continua a costruire e progettare da ogni parte e per di più, in armonia con la data fatidica del 2015, in forme architettoniche di grande volume, destinate perciò a contenere davvero migliaia e migliaia di nuovi locali. È bene convincerci che questa crisi nel settore durerà molto più del pensabile e andranno rivisti da parte dei costruttori parametri come la redditività, la tempistica, e il gusto e le esigenze del pubblico consumatore, che come sempre dopo periodi bui, si muta senza che in fondo nessuno se ne accorga. Ed ecco allora che il settore edilizio per sopravvivere, oggi si rivolge automaticamente alle opere pubbliche, grandi, piccole, utili o inutili che siano, perché per loro il credito da qualche parte salta sempre fuori. Ci sembra che questo periodo così negativo possa davvero essere una opportunità per rivedere le regole del gioco, e fare in modo che una casa possa finalmente essere alla portata di un numero di cittadini molto maggiore di quelli che se la possono permettere oggi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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la crisi arriva al centro commerciale affari scarsi e canoni sempre più alti - alessandra paolini (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina XII - Roma La crisi arriva al centro commerciale affari scarsi e canoni sempre più alti Ormai troppi i punti vendita in tempi di riduzione dei consumi Nel settore lavorano oggi 15mila persone, a cui si aggiunge l´indotto La formula dell´outlet invece funziona perché garantisce sconti fino al 70 per cento ALESSANDRA PAOLINI Per una sciagurata congiuntura, i centri commerciali sono esplosi proprio quando è arrivata la recessione, e con essa la frenata dei consumi. Così come del resto sono andati in crisi i negozi tradizionali. Un esempio per tutti: via del Tritone. Una strada a intermittenza dove le vetrine illuminate ormai si alternano a saracinesche abbassate. Per il commercio romano il 2009 sarà un anno da dimenticare con la crisi economica che in questo settore ha già mandato a casa 8.000 persone e lo spettro di 25.000 licenziamenti, secondo la Confesercenti, se ad abbassare la saracinesca - come si prevede - saranno tra i 4 e i 5mila negozi, solo a Roma. «I bilanci sono ormai impossibili da far quadrare - spiegano alla Confcommercio - e gli affitti dei locali con la bolla immobiliare sono diventati esorbitanti». Adesso la crisi sta mordendo anche i centri commerciali, esempio di un commercio all´americana che fino ad ora non aveva mai ceduto il passo ma si è infranto inevitabilmente sul calo dei consumi, con l´aggravante che l´offerta complessiva si era moltiplicata esponenzialmente. «Il fatturato è sceso del 25-30% rispetto a un anno fa», racconta Claudio Petrocchi, ex presidente dei "Granai" una delle prime cattedrali dello shopping romano e oggi titolare di un negozio a EurRoma 2, sulla Cristoforo Colombo. Proprio questo centro, inaugurato solo un anno fa, conta già dieci negozi chiusi e una quarantina sul piede di guerra. Sotto accusa, nel caso dei centri commerciali, sono soprattutto le spese in più che un punto vendita qui deve subire rispetto a un negozio tradizionale, e che si aggiungono alla contrazione del giro d´affari. «Le condizioni sono troppo onerose perché alla società di gestione viene dato un minimo garantito e una percentuale sul volume d´affari», conferma l´avvocato Bizzarri specializzato in diritto commerciale. «Purtroppo però col calo dei consumi i titolari non riescono a garantire nulla. E se non si troverà una soluzione, molti resteranno strozzati dai debiti». Anche per questo l´Assicentri, l´associazione delle imprese dei centri commerciali di Confcommercio ha inviato una lettera alla società Generale Immobiliare Italia che gestisce Euroma2 per chiedere una riduzione del canone, «perché la crisi economica si ripercuote - vi si legge - in modo gravissimo proprio sugli operatori che assistono giorno dopo giorno ad una rilevante contrazione dei consumi. Tale, per cui il fatturato medio non riesce neppure a coprire i costi di gestione. Situazione che mina le aziende e più di tutto i posti di lavoro». Gli affitti in questa cattedrale dello shopping arrivano per 100 metri quadrati di locale a 100.000 euro all´anno. «Un´enormità di questi tempi - spiegano da Confcommercio - senza contare i costi di gestione. Pensiamo solo all´aria condizionata». A lavorare nei centri commerciali, secondo Assicentri ci sono più di 15.000 persone. «Senza considerare l´indotto», spiegano. Migliaia e migliaia di vigilantes, addetti alla pulizia, vetrinisti. «Un esercito di lavoratori che non può essere mandato per strada». Intanto già si contano i centri commerciali dove i negozi via via hanno chiuso i battenti. Dal secondo piano del Carrefour alla Romanina, al centro di Torre Angela "Cielo Alto" dove a sopravvivere, su 50 negozi iniziali, sono rimasti in tre o quattro». A Roma le cattedrali dello shopping sono 22. «Potrebbero diventare 45 entro 5 anni - spiega Valter Giammaria, segretario di Confesercenti Roma - grazie alle cubature sanate, quasi tre milioni, sdoganate con l´ultimo condono». Il surplus di offerta sta «divorando» tutto il mondo del commercio, spiega Giammaria, con i piccoli esercizi e le botteghe artigianali costrette a chiudere per la concorrenza spietata mossagli da questi mausolei delle compere. A non sentir la crisi, invece sembrano gli outlet. Quello di Castel Romano del gruppo Mc Arthur, sulla Pontina ha registrato durante il periodo dei saldi il 34% di fatturato in più rispetto all´anno precedente. E il 7% in più a marzo. Questo, grazie ai prezzi stracciatissimi: dal 30 al 70% in meno sul prezzo del cartellino, a cui si aggiunge una serie di altre promozioni. Sempre più sconti su prezzi già scontati.

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Dalla Duna alla Chrysler (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Due considerazioni sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani" dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4 miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e biblista Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene sgomberarla. Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di ridurre le imposte per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 39 ) » (3 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla Duna alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita con i soldi dei contribuenti le sue Tre case automobilistiche di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono reggersi con i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la vita di Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il principio Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di 787 miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti una società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato. Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35 per cento di un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di mercato come la Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (2 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Mar 09 Stupidi "Il successo economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (11) burocrazia (1) citazioni (3) finanza (11) pol economica (22) Varie (45) Ultime discussioni udibi: Bravo! Lei è un ecccellente difensore di..ma la realtà, in base a quello che ho letto,sembra... Davide K: @Lucio: dare la colpa della crisi dei paesi dell'est europeo alla flat tax mi pare una forzatura... Angelo Genovese: Signor Porro, mi sono reso conto dalle sue considerazioni nella trasmissione di Annozero di Giovedì... Artefice1: Il Fatto é che se questa é la CON-Sapevolezza. Anche la PER-Suasione diventa un Flop. L'Economia... Lucio: Caro Caputo, il paladino delle libertà che abbiamo oggi al governo ha AUMENTATO la spesa pubblica di due... 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Mattone in crisi, 2000 case invendute (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Prov Gallura Pagina 8032 Olbia. Costruttori e agenti immobiliari raccontano il mercato: finita l'età dell'oro Mattone in crisi, 2000 case invendute Olbia.. Costruttori e agenti immobiliari raccontano il mercato: finita l'età dell'oro I prezzi sono in ribasso ma resiste la nicchia del lusso --> I prezzi sono in ribasso ma resiste la nicchia del lusso L'industria del mattone non gira più anche nella terra degli affari immobiliari. Compratori di case cercasi. Oltre duemila appartamenti nuovi di zecca sono in attesa di un acquirente ormai da due anni. Olbia è sempre una delle mete più ricercate in cui abitare e gli acquirenti non mancano, eppure ci sono migliaia di case vuote che rappresentano, di fatto, un nucleo abitativo degno di un paese di media grandezza. Facendo una media di tre persone per casa, potrebbero ospitare seimila abitanti. In pratica, un nuovissimo villaggio fantasma. Abitato, forse, da qualche ragno solitario. Non un mobile, non una poltrona. La conferma dell'esistenza di questa bolla di immobili invenduti arriva da chi lavora quotidianamente nel ramo: imprese costruttrici e agenzie immobiliari. Eppure il mercato consente la convivenza di numerose attività in concorrenza: tra le pagine dell'elenco telefonico ci sono circa quaranta agenzie immobiliari e una trentina di imprese costruttrici. Segno che il mattone è ancora un settore che funziona, sebbene non quanto gli anni scorsi. LA CRISI Mario Gattu, imprenditore trapiantato a Olbia da una vita, spiega: «C'è qualche migliaio di appartamenti che aspettano di essere comprati. Prima di tutto, perché non ci sono soldi. E poi perché in città c'è troppa offerta e poca domanda. Fino a due anni fa si lavorava benissimo, poi è arrivata una crisi profonda che ha bloccato il mercato». Secondo Gattu, i prezzi sono scesi rispetto all'anno scorso e adesso chi possiede un buon reddito stabile può fare grandi affari. «Adesso una casa costa poco più del 2002, quando è arrivato l'euro». Vico Pilo, costruttore di Olbia, afferma: «C'è molta offerta e allo stesso tempo c'è tanta gente che non riesce ad accedere ai mutui. In particolare, chi ha un reddito medio è molto diffidente invece si possono trovare occasioni imperdibili. Per quanto riguarda i prezzi, sono scesi rispetto al 2008 ma lievemente. Si passa da 1800 euro al metro quadro a 2300, massimo. Qualche anno fa si riusciva a vendere anche a 2500/2800 euro». LA QUALITÀ Secondo Lino Mura, agente immobiliare, in realtà esiste una sola tipologia di appartamento che non si riesce più a vendere: «I trilocali invenduti sono tantissimi. Quel tipo di appartamento che si prima si dava via a 170 mila euro adesso è fermo perché sono stati fatti tutti uguali. Per fare affari, è sufficiente costruire trilocali di qualità». La constatazione è confermata anche da Simplicio Asara, costruttore, che fa l'identikit della casa meno cercata della zona: «Non si vendono più quei trilocali che in pratica sono dei bilocali con un'altra camera, che poi è piccola quanto uno spogliatoio. Sta tornando di moda il bilocale, e le case di lusso continuano a essere vendute. Ma sono un mercato di nicchia. Casi rari». Ci sono anche gli imprenditori che preferiscono non vendere, aspettare che passi la crisi per riproporre i prezzi di due anni fa confidando su un ritorno dell'età dell'oro. E c'è anche il costruttore che si fida del suo operato e sa che venderà tutto a dispetto della crisi. Lucio Petta: «Ci sono migliaia di appartamenti invenduti perché sono edifici mediocri. Meglio fare piccoli gruppi di case con materiali ad alta qualità. Sono un po' cari, ma si vendono bene perché il cliente sa che non perderanno di valore nel corso degli anni». I PREZZI Ecco i prezzi di vendita secondo l'agente immobiliare Franco Cardia: «Siamo intorno ai 2 mila euro al metro quadro. Chi vende oltre questa cifra di solito non combina nulla. Spesso si chiudono affari quando il costo si fissa a 1800 euro al metro quadro. C'è stato un calo o comunque uno stallo dei prezzi dopo quattro anni di boom. La compravendita ora si svolge diversamente, adesso si tratta molto di più: si fanno offerte e controfferte, difficilmente il proprietario si irrigidisce su una posizione. Questo per quanto riguarda il residenziale. Invece tiene bene la vendita di negozi e uffici e soprattutto di capannoni in zona industriale». Infine, il parere del franchising: «Abbiamo notato che è diventato molto difficile vendere case che costano più di 200 mila euro - spiega Libero Oropallo della Gabetti - la fascia più richiesta è ferma intorno ai 150 mila. I prezzi sono in lieve ribasso ma si compra meno lo stesso. Le banche sono giustamente molto prudenti e il compratore allo stesso tempo teme l'indebitamento ». CLAUDIO CHISU

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case pignorate il virus contagia i ceti medio-alti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 31 - Economia Global market Case pignorate il virus contagia i ceti medio-alti Il numero di lettere inviato negli Usa si è ridotto del 14,7% per la crisi e per il boom delle e-mail. Il secondo trimestre dell´anno fiscale si è chiuso così con una perdita di 1,9 miliardi ROMA - Ogni volta che la Borsa scende si calcola quanta ricchezza è andata in fumo per il crollo delle quotazioni. Se si applica lo stesso ragionamento al mercato immobiliare, il risultato è terrificante e spiega perché l´esplosione della bolla edilizia Usa abbia creato una crisi così vasta: il crollo dei prezzi delle case, rispetto al 2008, ha fatto svanire dalle tasche (e dalla testa) degli americani 2.400 miliardi di dollari. Ed è probabile che le cose vadano peggio. Il 22% delle case americane vale oggi meno del mutuo acceso per pagarla: venderla non estinguerebbe il debito. E l´ondata di pignoramenti sta investendo anche gli strati alti delle classi medie: il numero di pignoramenti per case che valgono oltre 700 mila dollari è salito del 127%, rispetto ad un anno fa. Pessime notizie per i bilanci delle banche, che avrebbero bisogno di introiti costanti. Maurizio Ricci [boston globe salvo, per ora] NEW YORK - La chiusura del Boston Globe, il più grande quotidiano degli Stati del New England, fondato 137 anni fa, è stata evitata in extremis. Con un accordo raggiunto alle 3 di notte, il sindacato dei giornalisti ha accettato una riduzione degli stipendi, periodi di vacanze forzate e non retribuite, un allentamento della garanzia a vita del posto di lavoro. Il gruppo New York Times, che nel 1993 comprò il Boston Globe per 1,1 miliardi di dollari, aveva chiesto questi (e altri) sacrifici ai sindacati in modo da contenere le perdite che l´anno scorso erano state di 50 milioni e quest´anno potrebbero raggiungere gli 85. Nel semestre conclusosi a marzo, il giornale ha anche ridotto la tiratura del 4% e la pubblicità del 20. Senza l´intesa con i sindacati la proprietà avrebbe avviato l´iter fallimentare. Arturo Zampaglione

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Il mondo dopo la prima crisi globale (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-07 - pag: 3 autore: Il mondo dopo la prima crisi globale La tempesta sarà superata, ma servono regole nuove e occhio a inflazione e conti pubblici di Guido Tabellini u Continua da pagina 1 T erzo, gli schemi di remunerazione dei manager incoraggiano comportamenti miopi e l'eccessiva assunzione di rischi: se il bonus dipende da indicatori di performance di breve periodo, il singolo gestore è indotto a esporsi a rischi grandi ma rari. Se tutto ciò è vero, vuol dire che non possiamo fidarci della capacità di apprendimento dei mercati. Occorre anche correggere gli incentivi di-storti, con una nuova e più severa regolamentazione, anche al prezzo di rallentare significativamente l'innovazione finanziaria o rinunciare ad alcuni dei suoi effetti benefici. Gli errori nella gestione del rischio non possono essere imputati solo agli operatori privati. Anche la supervisione ha sbagliato clamorosamente, consentendo alle banche di accumulare passività implicite fuori bilancio e tollerando una crescita eccessiva della leva finanziaria (cioè del rapporto tra l'attivo di bilancio e il capitale) e quindi del debito. Ciò può essere dovuto alla cattura dei supervisori da parte delle banche sottoposte alla regolamentazione, a fenomeni di arbitraggio e competizione internazionale tra agenzie di supervisione, e a carenze nell'attuazione. Ma vi è stato soprattutto un errore di tipo concettuale: la scelta di monitorare ogni istituzione finanziaria su una base esclusivamente individuale, considerando quale parametro di valutazione il [/FIRMAINI] value at risk del singolo intermediario, senza tenere conto in alcun modo del rischio sistemico. è lo stesso errore che hanno commesso i singoli operatori all'interno delle banche. Il fallimento della regolamentazione Una crisi di queste proporzioni non può essere scaturita esclusivamente da errori nella gestione del rischio. La ragione è che gli investimenti ad alto rischio erano relativamente piccoli rispetto alla dimensione complessiva dei mercati finanziari mondiali. In molti si aspettavano che la bolla immobiliare americana prima o poi sarebbe scoppiata. Ma ben pochi immaginavano che ciò avrebbe travolto i mercati finanziari di tutto il mondo. Se ciò è successo, è perché hanno operato importanti meccanismi di amplificazione degli shock. Questa amplificazione è in gran parte riconducibile all'impostazione della regolamentazione finanziaria. In altre parole, più ancora che da un fallimento del mercato, la crisi è stata scatenata da un fallimento della regolamentazione. Non tanto nel senso che la regolamentazione fosse troppo blanda, o che la de-regolamentazione si fosse spinta troppo avanti. Bensì nel senso che l'impostazione stessa della regolamentazione ha amplificato gli effetti di uno shock di dimensioni tutto sommato contenute. I mutui subprime, i prodotti finanziari la cui insolvenza ha dato origine alla crisi attuale, ammontano a un po' più di un trilione di dollari. è una cifra grande in assoluto, ma modesta rispetto al totale di circa 80 trilioni di dollari di attività finanziarie del sistema bancario mondiale. Come termine di paragone, le perdite originariamente stimate nel 1990 durante la crisi delle casse di risparmio americano (la cosiddetta savings and loans crisis) erano circa 600-800 milioni di dollari, meno rispetto al totale dei mutui subprime, ma allora anche il totale delle attività finanziarie era molto più piccolo. Eppure quella crisi fu superata in fretta e senza sconvolgimenti rilevanti. Perché invece questa volta è stato così diverso? Vi sono due aspetti della regolamentazione che hanno amplificato gli effetti dello shock iniziale: innanzitutto la prociclicità della leva finanziaria, indotta dai vincoli imposti sul capitale delle banche. In secondo luogo, i principi contabili che impongono di valutare i titoli secondo i valori di mercato. A fronte di una perdita sugli investimenti, che erode il capitale degli intermediari finanziari, i vincoli di Basilea impongono di ridurre la leva finanziaria (cioè il debito), e dunque costringono le banche a vendere i titoli in attivo per fare cassa. Il problema viene in questo modo esacerbato: le vendite forzate riducono il prezzo di mercato dei titoli, peggiorando i bilanci di altri investitori ed inducendo ulteriori vendite forzate di titoli, in una spirale involutiva. Esattamente l'opposto succede in una fase di boom: i guadagni di capitale sui titoli in portafoglio consentono di accrescere la leva finanziaria, cioè di indebitarsi per finanziare nuovi acquisti di titoli, spingendone al rialzo il prezzo e inducendo altri intermediari a indebitarsi per inseguire prezzi sempre più elevati. Insomma, la regolamentazione dellebanche ha creato un meccanismo che amplifica gli effetti degli shock e accentua le fluttuazioni cicliche dell'indebitamento degli intermediari finanziari. Una delle principali lezioni da trarre dalla crisi è che occorre ripensare a fondo la regolamentazione finanziaria, e chiedersi quale debba essere in ultima analisi il suo obiettivo: correggere gli incentivi distorti degli operatori, creare dei cuscinetti che riducano la prociclicità della leva finanziaria, oppure contenere i rischi, e se sì quali rischi? Una regolamentazione correttamente impostata dovrebbe rispondere a due esigenze: primo, correggere gli incentivi distorti dei singoli intermediari o operatori finanziari; secondo, ridurre le esternalità negative ed il rischio sistemico, nella consapevolezza che valutare le procedure di gestione del rischio all'interno del singolo intermediario non è sufficiente. E alla fine, inevitabilmente, questa impostazione dovrà tradursi in regole che riducano la dimensione assoluta della leva finanziaria e la sua pro ciclicità. Gli errori nella gestione della crisi è opinione diffusa che l'attuale situazione sia soprattutto il risultato di errori di politica economica (nella regolamentazione, nella supervisione e secondo alcuni anche nella politica monetaria) compiuti prima dello scoppio della crisi. Il corollario di questa tesi è che basti correggere questi errori per scongiurare la prossima crisi. Ma in realtà, alcuni tra gli errori più gravi sono stati compiuti durante la gestione della crisi stessa, e hanno contributo significativamente a far precipitare la situazione. Forse perché si è stentato a capirne le cause, fin dal suo primo momento la crisiè stata gestita con improvvisazione e senza un'idea chiara di quale sarebbe stato il prossimo passo. Si è scelto di salvare Bear Stearns, di far fallire Lehman Brothers, di salvare Aig. Ogni volta si improvvisava, senza essere guidati da una strategia coerente e da criteri prestabiliti. Il risultato è stato che, anziché dare fiducia, gli interventi delle autorità di politica economica hanno contribuito ad aggravare lo sconcerto e a diffondere panico e paura. Al centro di qualunque crisi finanziaria vi è la perdita della fiducia. Le aspettative circa il comportamento delle autorità e degli altri operatori hanno un ruolo fondamentale nel determinare se vi sarà contagio o se lo shock sarà riassorbito. Ma per influire sulle aspettative e ridare fiducia, le autorità di politica economica devono agire secondo procedure e criteri ben noti e condivisi, sapendo quali sono gli obiettivi ultimi da perseguire e i punti di sbocco della crisi. Questa chiarezza è assolutamente mancata, fin dall'inizio. è un'altra delle lezioni importanti da trarre dalla crisi. Per evitare il ripetersi di simili errori, sarà necessario elaborare nuove e dettagliate procedure per gestire fenomeni complessi quali il fallimento delle grandi banche e, più in generale, politiche tese ad evitare l'aggravarsi di crisi sistemiche. Poiché le grandi banche con implicazioni sistemiche sono tipicamente multinazionali, tali procedure dovranno essere coordinate a livello internazionale. Ciò non è facile, poiché in ultima analisil'unico soggetto che può coprire il rischio sistemico è lo Stato, dunque i contribuenti; sono questi ultimi, infatti, a doversi far carico dei debiti delle istituzioni in crisi, sia pure temporaneamente. Ma quale Stato, e quali contribuenti, quando l'istituzione finanziaria in crisi è una grande banca multinazionale? Per quanto di difficile soluzione, tuttavia, il problema non è nuovo. Le crisi finanziarie dei paesi emergenti, che avevano una frequenza quasi annuale nel corso degli anni 90, sono diventate meno frequenti e meno devastanti anche grazie alle procedure di gestione della crisi elaborate in seno al Fondo monetario internazionale. Si tratta ora di mettere a frutto quelle esperienze, adattandole ai problemi specifici delle grandi banche multinazionali. Come gestire il dopo crisi Anche se gli eventi recenti non posso essere interpretati come una crisi sistemica, ma scaturiscono da alcuni importanti problemi tecnici nell'ambito dei mercati finanziari,essi potrebbero diventare un punto di svolta storico se l'uscita dalla crisi fosse gestita con la stessa improvvisazione dimostrata nei mesi precedenti. Per sostenere gli intermediari in difficoltà, le banche centrali hanno inondato i mercati di liquidità. Nel giro di pochi mesi dopo il fallimento di Lehman Brothers, il bilancio della Federal Reserve è quasi triplicato, e secondo le proiezioni delle stessa banca centrale americana potrebbe quasi raddoppiare ancora un vol-ta nel prossimo futuro, raggiungendo quasi un terzo del reddito nazionale americano. Questa enorme massa di liquidità è stata subito riassorbita senza generare inflazione, perché oggi l'avversione al rischio è così alta che tutti vogliono solo detenere attività liquide e poche rischiose. Anzi, nell'immediato il rischio è l'opposto; che la domanda di liquidità sia ancora più elevata della creazione di moneta, e che ciò possa produrre deflazione. Man mano che si avvicinerà l'uscita dalla crisi, tuttavia, la domanda di liquidità tornerà a scendere su livelli normali, e il timore della deflazione lascerà il posto al rischio di inflazione. Per evitarlo, la liquidità dovrà essere tempestivamente ritirata. Ciò è più facile a dirsi che a farsi. Una svolta di politica monetaria troppo rapida potrebbe causare perdite sui titoli in circolazione e far precipitare di nuova la crisi. Ma una svolta tardiva non riuscirebbe a contrastare l'avvio di una spirale inflazionistica. Le difficoltà sono acuite dalla fragilità del mercato dei cambi, dove la supremazia del dollaro come bene rifugio per molti paesi asiatici potrebbe di colpo essere messa in discussione. Per avere successo, sarà fondamentale riuscire a indirizzare le aspettative, rassicurando gli agenti economici che la stabilità dei prezzi è un obiettivo prioritario. Analoghe e forse maggiori difficoltà riguarderanno la politica fiscale. Il Fondo monetario internazionale stima che in media il debito pubblico nei paesi avanzati del G-20 raggiungerà il 110% del reddito nazionale entro il 2014. E questo è lo scenario favorevole; nell'ipotesi peggiore, il debito pubblico in media potrebbe raggiungere il 140% del reddito. Di nuovo, gli Stati Uniti sono tra i paesi più esposti, e secondo le proiezioni dello stesso Congresso il disavanzo americano continuerà restare intorno al 6% del reddito nazionale ancora nel 2019, pur nell'ipotesi di un ritorno rapido a ritmi di crescita molto sostenuti (sopra il 3,6% in media tra il 2011 e il 2015). Per evitare instabilità finanziaria, sarà inevitabile far salire significativamente la pressione fiscale e avviare un percorso credibile e rigoroso di rientro dal debito pubblico. Ma qui vi è un'incognita in più. Mentre la politica monetaria è gestita da una burocrazia indipendente secondo criteri tecnici, la politica fiscale scaturisce da processi politici dagli esiti più difficilmente prevedibili. Non si può escludere che l'espansione del ruolo dello Stato, nata per contrastare temporaneamente la crisi, duri a lungo e porti a cambiamenti significativi nella divisione dei compiti tra Stato e mercato anche nei paesi in cui tradizionalmente il settore pubblico aveva un ruolo più contenuto che non in Europa continentale. La via d'uscita Come sarà ricordata questa crisi nei libri di storia economica? Come una crisi sistemica e un punto di svolta, oppure come un incidente temporaneo e presto riassorbito dovuto ad una crescita troppo rapida dell'innovazione finanziaria? Se guardiamo alle cause delle crisi, e alle lezioni da trarne, la risposta è senz'altro la seconda. In estrema sintesi, la crisi è scoppiata per via di alcuni specifici problemi tecnici riguardanti il funzionamento e la regolamentazione dei mercati finanziari, ed è stata acuita da una serie di errori commessi durante la gestione della crisi. Sebbene si tratti di problemi complessi, essi possono essere affrontati e risolti con adeguate seppure profonde riforme della regolamentazione finanziaria. Se sapremo imparare da questi errori e gestire bene l'uscita dalla crisi, il mondo dell'economia tornerà a essere come prima, anzi meglio di prima, con meno eccessi e più stabilità. Parlare di crisi del capitalismo, di fine della globalizzazione, di crisi di un sistema e di un modo di pensare, sarebbe una solenne stupidaggine. Ciò non vuol dire che questo esito sia scon-tato, tuttavia. La crisi non è ancora finita, e soprattutto non sappiamo ancora come saranno affrontate le difficoltà legate all'uscita dalla crisi. Eventuali errori tecnici o politici in questa seconda fase potrebbero avere conseguenze durature sugli scenari economici, sulla distribuzione del potere economico tra diverse parti del mondo e sulla divisione dei compiti tra Stato e mercato. © RIPRODUZIONE RISERVATA ILLUSTRAZIONE DI MIRCO TANGHERLINI

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Un auto che Bolle (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Due considerazioni sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani" dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4 miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e biblista Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene sgomberarla. Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di ridurre le imposte per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 50 ) » (4 votes, average: 2.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla Duna alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita con i soldi dei contribuenti le sue Tre case automobilistiche di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono reggersi con i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la vita di Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il principio Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di 787 miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti una società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato. Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35 per cento di un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di mercato come la Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (2 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Mar 09 Stupidi "Il successo economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (11) burocrazia (1) citazioni (3) finanza (11) pol economica (22) Varie (45) Ultime discussioni Abbruzzese Giuseppe: Sull`evasione fiscale voglio rendere note certe veritá sulla emergenza/ingiustizia creata da... FINEDEIGIOCHI: Mi sembra di sognare, mi sono reso conto che io vivo una realtà diversa da tutti voi. Nella mia zona... Lucio: @ Davide K: Flat tax = crisi, nel senso che mantenendo bassa la tassazione del reddito, nel momento in cui lo... Giulio: Lei è una persona accorta e però sa bene che le sue argomentazioni sono molto deboli. Per esempio, se è... Nunzio: Gentile Sig. Porro, ma lei è lo stesso di quel famoso programma andato in onda sulla 7 che doveva insegnare... 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Sbaglia chi pensa solo all'inflazione (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-08 - pag: 13 autore: Sbaglia chi pensa solo all'inflazione Si deve sostenere la domanda e tornare alla crescita, senza alimentare altre bolle creditizie di Martin Wolf L' inflation targeting è fallito? Le Banche centrali in buona parte sono riuscite a evitare di finire sul banco degli imputati in questa crisi. Ma questa assoluzione è meritata? Appena cinque anni fa Ben Bernanke, attuale presidente della Federal Reserve, pronunciando un discorso sulla "Grande Moderazione", il declino della volatilità dell'inflazione e della produzione nei vent'anni precedenti, ne approfittava per mettere in risalto il ruolo benefico di una politica monetaria migliorata. I banchieri centrali si sentivano fieri di se stessi. Ma il risveglio è stato brusco e oggi devono fare i conti con la recessione più profonda dagli anni 30, un sistema bancario tenuto in vita dai governi con la respirazione artificiale, e il pericolo di deflazione. Come ha fatto ad andare tutto così storto? Non è una faccenda di poco conto. Nell'arco di quasi trent'anni, governanti e studiosi si sono convinti sempre più di aver trovato, nell'inflation targeting, il Santo Graal della moneta a corso forzoso. Era stato un lungo viaggio dai tempi del gold standard del XIX secolo, passando per il ripristino del gold-exchange standard degli anni 20, il caos monetario degli anni 30, il sistema di tassi di cambio regolabili di Bretton Woods degli anni 50 e 60, la fine della convertibilità del dollaro in oro nel 1971 e il targeting monetario degli anni 70 e 80. Frederic Mishkin, professore alla Columbia, ex governatore della Federal Reserve e convinto sostenitore del targeting monetario, sosteneva, in un libro pubblicato nel 2007,che la lotta all'inflazione è una«strategia, completa d'informazioni, per la conduzione della politica monetaria». In altre parole, l'inflation targeting tiene conto di tutte le variabili rilevanti - tassi di cambio, prezzi delle azioni, prezzi delle case e prezzi delle obbligazioni a lungo termine - tramite il loro impatto sull'attività e sull'inflazione probabile. Ora che ci troviamo a fare i conti con l'implosione del sistema finanziario, quest'ottica non è più plausibile. Altrettanto screditata è l'idea, collegata a questa e propugnata anch'essa dalla Fed, che sia meglio gestire le conseguenze delle bolle dei prezzi delle attività che farle scoppiare in anticipo. Il professor Meshkin scriveva che «è estremamente presuntuoso pensare che i funzionari pubblici, anche se sono banchieri centrali, ne sappiano di più dei mercati privati su quali dovrebbero essere i prezzi delle attività». Ben pochi oggi si curerebbero di una presunzione del genere, di fronte ai costi delle crisi finanziarie provocate dalle bolle dei prezzi delle attività accompagnate da grandi espansioni del credito ai privati. La compiacenza verso la Grande Moderazione ha portato prima a un Grande Svelamento e poi a una Grande Recessione. Il settore privato ha trattato il rischio con sufficienza. Ma lo stesso hanno fatto i policymaker. E dunque quale ruolo ha giocato la politica monetaria? Ho individuato tre filoni critici, tutti collegati fra loro, rispetto alla politica seguita dalle Banche centrali. Innanzitutto John Taylor dell'Università di Stanford,ex funzionario dell'amministrazione Bush, che sostiene che la Fed ha sbagliato perché ha mantenuto i tassi d'interesse troppo bassi all'inizio di questo decennio, ignorando la regola dettata dal suo omonimo, che mette in relazione i tassi d'interesse con l'inflazione e la produzione. Questo ha provocato il boom dell'immobiliare con successiva, catastrofica esplosione della bolla (si vedano i grafici). Il professor Taylor sostiene anche che abbassando troppo i tassi la Fed avrebbe spinto anche le altre Banche centrali ad abbassare eccessivamente i loro, generando in questo modo altre bolle in gran parte del mondo. Guardando a posteriori, per fare un esempio, l'autonomia della Banca d'Inghilterra era molto minore di quanto quasi tutti ritenessero: più s'allargava il divario nei tassi d'interesse con gli Stati Uniti, più affluivano capitali vaganti. Questo ha provocato un abbassamento degli standard per l'elargizione del credito e di conseguenza una bolla creditizia. Il secondo filone è quello di chi sostiene che le Banche centrali dovrebbero concentrarsi sui prezzi delle attività, a causa dei danni colossali provocati dai successivi tracolli. Come osserva Andrew Smithers della società londinese Smithers & Co., in un recente rapporto ( Inflation. Neither Inevitable nor Helpful, 30 aprile 2009), «consentendo le bolle speculative le Banche centrali hanno perso il controllo delle loro economie, facendo aumentare sia il rischio d'inflazione che quello di deflazione». Dunque, quando i prezzi nominali delle attività e i titoli di credito a esse associati perdono il contatto con i redditi nominali e i prezzi di beni e servizi, è probabile che succeda una di queste due cose: o i prezzi crollano, col rischio di fallimenti di massa, depressione e deflazione; oppure i prezzi dei beni e dei servizi salgono fino a un livello coerente con i prezzi elevati delle attività, e in questo caso c'è l'inflazione. Sul breve termine, le Banche centrali spesso si fanno tentare da politiche monetarie non convenzionali, dagli effetti monetari imprevedibili (si vedano i grafici). Infine gli economisti della scuola "austriaca" sostengono che l'errore è stato fissare i tassi d'interesse al di sotto del "tasso naturale". Questo, secondo Friedrich Hayek, era accaduto anche negli anni 20. Il risultato è un'allocazione sbagliata delle risorse, che genera anche una crescita esplosiva di credito malsano. E quando arriva un periodo di congiuntura negativa - come sosteneva l'economista americano Irving Fisher nel suo libro del 1933, La teoria delle Grandi Depressioni basata sui debiti e sulla deflazione- prende piede la deflazione, fortemente aggravata dalla caduta dei prezzi e dalla contrazione dei redditi. A prescindere dalla tesi preferita, appare chiaro, a posteriori, che la politica monetaria è stata troppo rilassata. E il risultato è che adesso ci troviamo a dover fronteggiare due sfide: rimettere ordine nel disastro ed elaborare un nuovo approccio alla politica monetaria. Nel primo caso abbiamo tre alternative: liquidazione, inflazione o crescita. Una politica di liquidazione procederebbe attraverso fallimenti di massa e il collasso di gran parte del credito esistente. è una scelta folle. Una politica deliberata d'inflazione risveglierebbe le aspettative d'inflazione e condurrebbe inevitabilmente a un'altra recessione per poter ripristinare la stabilità monetaria. Resta quindi soltanto la crescita. è fondamentale sostenere la domanda e tornare alla crescita senza alimentare un'altra bolla creditizia. Non sarà facile. è per questo che non ci saremmo mai dovuti infilare in questo ginepraio. Nel secondo caso, la scelta, sul breve termine, sarà sicuramente " targeting dell'inflazione rafforzato". L'approccio della Fed improntato alla "gestione del rischio", che ha finito col dare una risposta eccessivamente asimmetrica agli shock economici negativi, verosimilmente finirà in disgrazia, mentre salirà in auge la politica del "mettere la prua al vento" ogni volta che i prezzi delle attività salgono rapidamente e a livelli eccessivamente alti, accompagnata da un approccio anticiclico "macroprudenziale" sui requisiti patrimoniali per quegli istituti di credito rilevanti per la tenuta del sistema. Questa crisi imprevista è sicuramente un disastro per la politica monetaria. La maggior parte di noi - io tra questi - era convinta che finalmente avessimo trovato il Santo Graal. Ora sappiamo che era un miraggio. Questa forse è l'ultima chance per la moneta a corso forzoso. Se non si riuscirà a farla funzionare meglio di come ha fatto finora chissà cosa potrebbero decidere i nostri figli. Forse,per la disperazione,abbracceranno quella che io continuo a considerare l'assurdità dell'oro. (Traduzione di Fabio Galimberti) TRA I FILONI CRITICI Per John Taylor, la Fed ha mantenuto i tassi d'interesse troppo bassi; Andrew Smithers sostiene che l'errore è stato consentire la speculazione

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TRIBUNALE ORDINARIO DI VENEZIA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere del Veneto" del 10-05-2009)

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Corriere del Veneto sezione: PUBBLICITA data: 10/05/2009 - pag: 12 TRIBUNALE ORDINARIO DI VENEZIA Perizia, bando, ordinanza, modalità di partecipazione alla vendita sui siti internet www.astegiudiziarie.it, www.tribunalevenezia.it, www.asteannunci.it. Numero Verde 800630663 CANCELLERIA ESECUZIONI IMMOBILIARI E FALLIMENTARI Venezia - San Polo 119 - Palazzo di Giustizia ASSOCIAZIONE NOTARILE PROCEDURE ESECUTIVE VENEZIA - Via Einaudi n. 4 - 30174 Venezia Mestre Tel. 041 959944 - Fax 041 5054610 - Email: associazione.notarile@tin.it Orario per il pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.00 Tribunale di Venezia Palazzo di Giustizia 119, o in caso di vendite delegate detti assegni dovranno essere intestati al notaio delegato e depositati presso l'Associazione Notarile Procedure Esecutive, Via Einaudi 4, Mestre. Presso la suindicata Associazione si svolgeranno le operazioni di vendita delegate ai notai. In caso di partecipazione tramite rappresentante va depositata procura speciale con firma autenticata dal Notaio. In caso di partecipazione di società o ditte individuali va depositato certificato in carta libera di iscrizione al Registro delle Imprese nonché documento attestante la legittimazione ad agire per la società. Saldo prezzo ed integrazione spese di trasferimento da effettuare in Cancelleria (e per le vendite delegate ai notai presso l'Associazione Notarile) entro 60 giorni dall'aggiudicazione definitiva. Nel caso ne ricorrano i presupposti sono applicabili le seguenti disposizioni di Legge: Art. 41 Co. 4 e 5 D.L. 385/93; Art. 46 Co. 5 T.U. Edilizia; Art. 17 Co. 5 e 40 Co. 6 L. 47/85. PER LE VENDITE SENZA INCANTO: Gli offerenti dovranno far pervenire, per ciascun lotto, entro e non oltre le ore 11.00 del giorno precedente la vendita, presso la Cancelleria Esecuzioni Immobiliari Tribunale di Venezia Palazzo di Giustizia 119, o in caso di vendite delegate presso l'Associazione Notarile, una busta chiusa contenente l'offerta di acquisto ad un prezzo non inferiore a quello indicato, su carta da bollo da Euro 14,62 (con indicazione del prezzo offerto, del tempo e del modo di pagamento e di ogni altro elemento utile alla sua valutazione, specificando codice fiscale, regime patrimoniale e in caso di società deve essere allegato il certificato di iscrizione alla CCIIAA e un documento attestante i poteri conferiti al legale rappresentante ovvero al soggetto che può impegnare la società), unitamente ad una cauzione non inferiore al 10% del prezzo offerto con assegni circolari non trasferibili, intestati alla Cancelleria Esecuzioni Immobiliari Tribunale di Venezia, o in caso di vendite delegate detti assegni dovranno essere intestati al notaio delegato e depositati presso l'Associazione Notarile Procedure Esecutive, Via Einaudi 4, Mestre. Deposito del saldo prezzo e delle spese nel termine indicato in offerta ovvero, in caso di mancata indicazione del termine, entro 60 giorni dall'aggiudicazione. Nel caso in cui la vendita senza incanto non abbia luogo, potrà essere indicata una nuova data di vendita con incanto, in tal caso le offerte di acquisto in bollo dovranno essere depositate entro le ore 11.00 del giorno precedente l'asta accompagnate da due assegni circolari non trasferibili intestati al notaio delegato pari al 9% e all'1% del prezzo base a titolo di cauzione significando che in caso di omessa partecipazione all'incanto senza documentato giustificato motivo il decimo della cauzione sarà trattenuto a titolo di sanzione. Maggiori informazioni presso il custode IVG tel. 041/5318953. Maggiori informazioni in Cancelleria e per le vendite delegate ai notai presso la suindicata associazione notarile. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE - PER LE VENDITE CON INCANTO: per ciascun lotto presentare domanda in bollo da Euro 14,62, entro le ore 11.00 (per le vendite presso il tribunale e anche per le vendite delegate) del giorno non festivo precedente l'asta (per le vendite delegate ai notai l'ufficio è aperto dal lunedì al venerdì), con numero 2 assegni circolari non trasferibili, dei quali uno a titolo di cauzione, l'altro per spese di trasferimento salvo conguaglio, intestati alla Cancelleria Esecuzioni Immobiliari ESEC. IMMOB. N. 88/07 IV AVVISO DI VENDITA SENZA INCANTO incolto produttivo, cl. 2, ha 02.10.90. 10.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Il prezzo base è fissato in Euro 20.470,62 in caso di gara scatti minimi di Euro 500. Il terreno è vincolato ai sensi della legge n. 1497 del 1939 (Dl del 22.10.04 n.42), individuata come zone di interesse archeologico nonché aree sic. La p.lla 231 è destinata a valli da pesca ed è interno alle aree zps. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 8.50 al prezzo base di Euro 19.470,62 con scatti minimi in aumento di Euro 1.000. Per ulteriori informazioni rivolgersi all'IVG al numero 041/5318953. ESEC. IMMOB. N. 475/06 IVESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Il prezzo base è fissato in Euro 97.800, rilancio minimo in caso di gara di Euro 1.000. L'immobile di cui al lotto 1, è stato costruito in forza di licenza edilizia n. 6442/59 del 1° dicembre 1959, non risulta rilasciato il certificato di agibilità, sono stati riscontrati abusi sanabili con una spesa di circa Euro 3.200, l'immobile ricade in zona di controllo archeologico, soggetta alla competenza della Soprintendenza dei Beni archeologici del Veneto, maggiori informazioni in perizia; il lotto 2, risulta costruito in forza di licenza edilizia n. 453/69 del 28 marzo 1970, manca il certificato di agibilità. Asta con incanto: 16 luglio 2009 alle ore 12.50 al prezzo base di: Euro 40.700 con scatti minimi in aumento di Euro 3.000 lotto 1; Euro 93.800 con scatti minimi in aumento di Euro 4.000 lotto 2. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Notaio delegato Francesco Candiani avvisa che il giorno 9 luglio 2009 alle ore 9.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Mirano località Ballò via Stazione n.60 e precisamente: piena proprietà di un appartamento al piano terra, con scoperto esclusivo recintato posto a nord ovest di circa mq 195, nonché comproprietà sullo scoperto condominiale per la quota di 122,730 millesimi, sul quale sono assegnati con regolamento condominiale due posti auto. CF del Comune di Mirano, foglio 38, p.lla 129, via Stazione n. 60, p.T, cat. A/3, cl. 6, vani 4, Rc Euro 351,19. Il prezzo base è fissato in Euro 58.100, in caso di gara scatti minimi di Euro 1.000. Risultano spese condominiali impagate per circa Euro 800. Sussistono degli abusi che possono essere sanati con una spesa di circa Euro 5.000. Asta con incanto: 16 luglio 2009 alle ore 9.00 al prezzo base di Euro 55.100 con scatti minimi in aumento di Euro 3.000. ESEC. IMMOB. N. 317/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 488/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Causa civile n. 2027/08 R.G. I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Notaio delegato Giuseppe Rasulo avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 13.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Mirano (Ve), via Scaltenigo n. 7 e precisamente: porzione di un fabbricato residenziale, sviluppato su due piani fuori terra, della superficie complessiva pari a circa mq 150, con scoperto sottostante e circostante di circa mq 190, oltre a garage staccato della superficie di circa mq 38, e terreno non adiacente adibito a giardino della superficie catastale pari a mq 210. CF del Comune di Mirano foglio 21, p.lla 289: sub 8, via Scaltenigo n. 9, p.T-1, cat. A/3, cl. 6, vani 8,5, Rc Euro 746,28; sub 6, via Scaltenigo, p.T, cat. C/6, cl. 5, mq 20, Rc Euro 57,84; CT del Comune di Mirano foglio 21 p.lla 1046, seminativo arborato, cl. 1, Ha 00.02.10, Rd Euro 1,97. Si precisa che l'unità immobiliare posta al primo piano è gravata di diritto di usufrutto in favore di persona di anni 84. Si precisa inoltre che il certificato catastale relativamente al sub 8 (derivante dalla fusione dei subb. 2 e 3) è errato siccome non è stato considerato il diritto di usufrutto spettante a soggetto non esecutato. Il prezzo base è fissato in Euro 106.600, rilancio minimo in caso di gara di Euro 2.000. Il garage non risulta essere stato oggetto di autorizzazioni per la realizzazione, la sua costruzione è antecedente al 1973, è possibile sanarlo con una spesa di circa Euro 6.000. L'accesso carraio al garage e l'accesso al terreno non adiacente adibito a giardino, avvengono attraverso una servitù di passaggio costituita con atto di divisione a rogito del notaio Lamagna rep n. 57232 del 24 marzo 1973. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 13.40 al prezzo base di Euro 100.600 con scatti minimi in aumento di Euro 6.000. Notaio delegato Carlo Bordieri avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 8.30 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Noventa di Piave (Ve) via Volta n. 50 e precisamente: capannone di circa mq 1.150,06 al lordo dei muri, con scoperto esclusivo esterno di circa mq 1.590 con parcheggi auto, posto di manovra e piazzale di verde delimitate da cordonate di C.A., munito di due cancelli carrabili ed uno pedonale, recintato in tutti i lati del perimetro con muretta in C.A. e rete metallica. Il capannone è dotato di alloggio per il custode, non ancora ultimato, composto da due camere, un soggiorno-posto cottura, due servizi igienici, un ripostiglio e un disimpegno e piccolo scoperto pertinenziale di mq 100. CF del Comune di Noventa di Piave, foglio 8, p.lla 644: sub 1, via Volta, cat. C/3, cl. 4, mq 995, sup. catastale mq 1214, p.T, Rc Euro 1.798,56; sub 2, via Volta, cat. A/3, cl. 4, vani 4,5, mq 93, p.T, Rc Euro 232,41. CT del Comune di Noventa di Piave, foglio 8, p.lla 644 (ex p.lla 526) ente urbano, mq 3.020. L'immobile cade in zona P.I.P. Il prezzo base è fissato in Euro 940.800, rilancio minimo in caso di gara di Euro 7.000. Non è stato richiesta ancora l'agibilità non essendo stata ancora ultimata la casa del custode. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 9.00 al prezzo base di Euro 922.800 con scatti minimi in aumento di Euro 18.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Notaio delegato Francesco Candiani avvisa che il giorno 9 luglio 2009 alle ore 9.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Mira località Marano via Argine Destro n.128 e precisamente: appartamento al piano terra, facente parte di un più ampio fabbricato residenziale, avente una superficie di circa mq 93,50, oltre a magazzino staccato posto ad ovest di circa mq 18,50, con annesso scoperto esclusivo ricadente su porzione p.lla 544. CF del Comune di Mira, foglio 7, p.lla 163 sub 1, cat. A/4, cl. 3, vani 4, Rc Euro 150,81. Il prezzo base è fissato in Euro 95.200 rilancio minimo in caso di gara di Euro 1.000. Asta con incanto: 16 luglio 2009 alle ore 9.30 al prezzo base di Euro 91.200 con scatti minimi in aumento di Euro 4.000. Notaio delegato Antonio Michielan avvisa che il giorno 10 luglio 2009 alle ore 15.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di San Michele al Tagliamento (Ve), località Bibione via Pegaso n. 59, facenti parte del Condominio Lyon A e precisamente: appartamento posto al piano quinto e posto auto al piano terra, nonché quote di comproprietà in ragione di 27,28/1000 per l'appartamento e in ragione di 0,97/1000 per il posto auto. CF del Comune di San Michele al Tagliamento, foglio 49, p.lla 118: sub 37, via Pegaso, p.5, cat. A/2, cl. 7, vani 4, Rc Euro 309,87; sub 6, via Pegaso, p.T, cat. C/6, cl. 10, mq 32, Rc Euro 79,33. Il prezzo base è fissato in Euro 208.000, rilancio minimo in caso di gara di Euro 4.000. Asta con incanto: 17 luglio 2009 alle ore 15.20 al prezzo base di Euro 198.000 con scatti minimi in aumento di Euro 10.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. ESEC. IMMOB. N. 211/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 316/08+318/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 303/07+333/07+354/07 IV ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 257/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Notaio delegato Francesco Candiani avvisa che il giorno 9 luglio 2009 alle ore 9.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Caorle (Ve), località Casere Marango ora via Lemene e precisamente: unità immobiliare al piano terra e primo, adibita a birreria-ristorantino, nonché di un appartamento al primo piano da ristrutturare. CF del Comune di Caorle, foglio 1, p.lla 127: sub 1, Strada San Gaetano ora via Lemene, cat. C/1, cl. 5, mq 770, Rc Euro 5.169,73; sub 2, Strada San Gaetano ora via Lemene, cat. A/3, cl. 4, vani 6, Rc Euro 232,41. La p.lla 127 sub 1 e sub 2 deriva per soppressione dalla p.lla 57 sub 1 e sub 2. Notaio delegato Antonio Michielan avvisa che il giorno 10 luglio 2009 alle ore 15.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile (indicato in perizia con il lotto 1) sito in Comune di San Stino di Livenza (Ve), via Ugo Foscolo n. 2, e precisamente: porzione di casa bifamiliare di civile abitazione con annesso scoperto piantumato, al piano terra si accede al box auto e cantina. CF del Comune di San Stino di Livenza, foglio 10, p.lla 556: sub 1, via Ugo Foscolo n. 1, p.T-1, cat. A/3, cl. 4, vani 8, Rc Euro 413,17; sub 2, via Ugo Foscolo, p.T, cat. C/6, mq 14, Rc Euro 18,80. Il prezzo base è fissato in Euro 82.500, in caso di gara scatti minimi di Euro 1.000. Per quanto concerne la conformità del fabbricato rispetto alle pratiche sopra citate, il perito evidenzia che non ha potuto verificare la conformità delle stesse in quanto le pratiche non si trovano negli archivi del Comune. Asta con incanto: 17 luglio 2009 alle ore 15.10 al prezzo base di Euro 78.500 con scatti minimi in aumento di Euro 4.000. Notaio delegato Ernesto Marciano avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 10.30 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Salzano (Ve) via Como n. 25 e precisamente: porzione di trifamiliare d'angolo, con garage e scoperto esclusivo, allo stato grezzo avanzato, è compresa nella vendita la quota di 1/3 della strada privata di accesso, costituente bene comune ai sub. Dal 5 al 10, ed individuata con il sub 1. L'immobile fa parte della convenzione per l'attuazione del piano di lottizzazione denominata Piovega. CF del Comune di Salzano, foglio 11, p.lla 1370: sub 9, via Como n. 25, p.T-1, cat. A/2, cl. 3, vani 6,5, Rc Euro 386,05; sub 10, via Como n. 25, p.T, cat. C/6, cl. 8, mq 23, Rc Euro 43,95. Il terreno sul quale insiste il fabbricato è individuato al foglio 11, p.lla 1370 ed è individuato con il sub 4 il bcnc, il terreno è di circa mq 350. Il prezzo base è fissato in Euro 244.000 in caso di gara scatti minimi di Euro 4.000. Si richiama l'atto di compravendita del notaio Salvatore Macello trascritto il 5 dicembre 2006 a Padova ai nn. 70023/38618. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 10.30 al prezzo base di Euro 234.000 con scatti minimi in aumento di Euro 10.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Notaio delegato Carlo Bordieri avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 8.30 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Jesolo (Ve) via Cristoforo Colombo 2° ramo n. 10 e precisamente: immobile ad uso artigianale (officina fabbrile) e scoperto di pertinenza, costituito da capannone e relativi magazzini, locali accessori, uffici. CF del Comune di Jesolo, foglio 41, p.lla 362, Ramo II di via Cristoforo Colombo n. 10, p.T, cat. D/7, Rc Euro 4.146. Immobile eretto sull'area censita con la p.lla 362 di mq 9126. Il prezzo base è fissato in Euro 619.000, rilancio minimo in caso di gara di Euro 7.000, oltre imposte come per legge. Il perito ha riscontrato diversi abusi, che in parte risultano non sanabili, pertanto occorre il ripristino dello stato dei luoghi il costo presunto è di Euro 20.000 dedotto dal prezzo di vendita, maggiori informazioni in perizia. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 8.30 al prezzo base di Euro 601.000 con scatti minimi in aumento di Euro 18.000, oltre imposte come per legge. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Il prezzo base è fissato in Euro 548.500, rilancio minimo in caso di gara di Euro 7.000, oltre imposte come per legge. Sono stati riscontrati degli abusi sanabili con una spesa di circa Euro 3.500, maggiori informazioni in perizia. Si precisa che come disposto dal G.E., l'aggiudicatario, entro 60 giorni, ai sensi dell'art. 41 comma 4 e 5 del D.L. 1 settembre 1993 n. 385, dovrà versare direttamente, all'Italfondiario, la parte del prezzo corrispondente al complessivo credito della stessa. Dovrà altresì, versare il residuo prezzo, dedotto quanto già versato a titolo di cauzione, e integrare il deposito per spese, mediante assegni circolari non trasferibili intestati al Notaio Francesco Candiani. Asta con incanto: 16 luglio 2009 alle ore 9.20 al prezzo base di Euro 530.500 con scatti minimi in aumento di Euro 18.000, oltre imposte come per legge. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. ESEC. IMMOB. N. 593/07 II ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 238/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 216/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 244/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Notaio delegato Antonimo Michielan avvisa che il giorno 10 luglio 2009 alle ore 15.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Teglio Veneto via Garibaldi n.22, località Cintello e precisamente: fabbricato formato da tre piani fuori terra con annesso scoperto, in completo abbandono tale da considerarsi non agibile. CF del Comune di Teglio Veneto foglio 3, p.lla 800 sub 9, via Garibaldi n. 22, p.T-1-2, cat. A/4, cl. 2, vani 11, Rc Euro 323,82. Il prezzo base è fissato in Euro 69.000, rilancio minimo in caso di gara di Euro 1.000. Asta con incanto: 17 luglio 2009 alle ore 15.50 al prezzo base di Euro 66.000 con scatti minimi in aumento di Euro 3.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Notaio delegato Carlo Bordieri avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 8.30 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Jesolo (Ve), località Cà Nani, via Cà Nani n. 41 e precisamente: porzione di testa, lato nord, di fabbricato rustico, di tre piani fuori terra con ampio scoperto comune di circa mq 2100, sul retro dell'abitazione (lato sud) si trovano il magazzino ed il deposito attrezzi (questi ultimi due in proprietà per la quota di 1/2). CF del Comune di Jesolo, foglio 33, p.lla 220: sub 6, via Cà Nani, p.S1-T-1-2, cat. A/2, cl. 1, vani 10,5, Rc Euro 623,62; sub 4, via Cà Nani n. 41, bcnc ai sub 2/3/6; sub 5, via Cà Nani n. 41, bcnc ai sub 2/3/6; sub 3, via Cà Nani n. 41, p.T, cat. C/2, cl. 5, mq 63, Rc Euro 78,09 (per la quota di 1/2). Il prezzo base è fissato in Euro 445.000, rilancio minimo in caso di gara di Euro 7.000. Gli immobili sono gravati da vincolo di non ulteriore edificabilità trascritto in data 18 settembre 1980 ai nn. 17196/13956. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 8.40 al prezzo base di Euro 427.000 con scatti minimi in aumento di Euro 18.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. Notaio delegato Vincenzo Rubino avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 12.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Cavallino TrePorti (Ve) via Cristoforo Colombo n. 47 (erroneamente in catasto via Francesco Baracca) e precisamente: appartamento posto al piano primo e posto auto al piano terra. CF del Comune di Cavallino Tre Porti, foglio 52, p.lla 230: sub 57, via Francesco Baracca, p.1, cat. A/3, cl. 4, vani 4, Rc Euro 402,22; sub 105, via Francesco Baracca, p.T, cat. C/6, cl. 1, mq 12, Rc Euro 20,45. Il prezzo base è fissato in Euro 167.800, rilancio minimo in caso di gara di Euro 3.000. Lo stato dei luoghi non è risultata conforme allo stato rappresentato graficamente negli elaborati agli atti presso la P.A., infatti sussistono degli abusi che dovranno essere sanati, maggiori informazioni in perizia. Sono state riscontrate anche spese condominiali insolute dedotte dal prezzo di vendita. Il costo delle spese condominiali e della sanatoria ammonta a circa Euro 8.500 dedotte dal prezzo di vendita. Risulta trascritta convenzione a favore del Comune di Venezia in data 7 maggio 1993 ai nn. 8666/6275. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 12.10 al prezzo base di Euro 157.800 con scatti minimi in aumento di Euro 10.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. ESEC. IMMOB. N. 273/97+332/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Notaio delegato Francesco Candiani avvisa che il giorno 9 luglio 2009 alle ore 9.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Venezia- Mestre via del Torrion n. 10 (già via Spalti n. 27) e precisamente: appartamento al secondo piano, locale garage al piano terra posto sul lato nord-ovest, negozio al piano terra posto sul lato sud-est, due piccoli magazzini aventi accesso indipendente, posto auto scoperto. CF del Comune di Venezia, sez. Me, foglio 14, p.lla 1605: sub 5, via del Torrion n. 27/a, p.2, int. A, cat. A/3, cl. 5, vani 6,5, Rc Euro 761,70; sub 8, via Spalti n. 27/a, p.T, cat. C/6, cl. 6, mq 16, Rc Euro 121,47; sub 24, via del Torrion n. 27/a, p.T, cat. C/2, cl. 8, mq 2, Rc Euro 3,72; sub 20, via del Torrion n. 27/a, p.T, cat. C/2, cl. 8, mq 4, Rc Euro 7,44; sub 10, via Spalti n. 27/b, p.T, cat. C/1, cl. 6, mq 20, Rc Euro 300,58; i subalterni 20 e 24 derivano per frazionamento della p.lla 1605 sub 9 p.lla 2883 sub 62, via del Torrion, p.T, cat. C/6, cl. 1, mq 12, Rc Euro 41,52. Tra le parti comuni è compresa la quota di 1/2 del locale caldaia posto al piano terra censito con la p.lla 1605 sub 21. Il prezzo base è fissato in Euro 497.700, rilancio minimo in caso di gara di Euro 7.000. Si richiama espressamente l'atto in data 23 dicembre 1994 n. 41721 di repertorio del notaio Pecorelli trascritte a Venezia in data 20 gennaio 1995 ai nn. 1507/1034 avente ad oggetto servitù attive e passive. Asta con incanto: 16 luglio 2009 alle ore 9.10 al prezzo base di Euro 482.700 con scatti minimi in aumento di Euro 15.000. Per maggiori informazioni il custode risponde dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 allo 041/959944 e dalle 15.30 alle 18.30 al 329/6956106. ESEC. IMMOB. N. 10/08 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO ESEC. IMMOB. N. 528/07 I ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO Notaio delegato Giuseppe Rasulo avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 13.00 si procederà alla vendita senza incanto dei seguenti immobili: Lotto 1 (individuato nella perizia depositata in data 12 settembre 2007 con il lotto A): sito in Comune di Marcon (Ve) via Oberdan n. 18, e precisamente: edificio unifamiliare con annesso scoperto recintato. Esiste una tettoia non autorizzata che dovrà essere demolita. CF del Comune di Marcon foglio 5, p.lla 436, via Guglielmo Oberdan n. 18, p. S1-T, cat. A/2, cl. 1, vani 9, Rc Euro 650,74. Il prezzo base è fissato in Euro 283.200 in caso di gara scatti minimi di Euro 5.000. Sulla quota di 1/2 risulta trascritta sentenza dichiarativa di fallimento in data 23 ottobre 1996 ai nn. 23739/16508. Lotto 2 (immobile individuato nella perizia depositata il 15 gennaio 2009): unità immobiliare adibita a negozio di circa mq 39 sito in Comune di Venezia-Mestre via Querini n. 5/A. CF del Comune di Venezia, sez. ME, foglio 18, p.lla 1973, sub 3, via Giovanni Querini n. 5, p.T, zc 9, cat. C/1, cl. 15, mq 39, Rc Euro 2.304,22, (derivante dalla variazione n. 39566 in data 25 settembre 2007 prot n. VE249318 per modifica identificativo con soppressione della p.lla 938 sub 3. Il prezzo base è fissato in Euro 115.600 in caso di gara scatti minimi di Euro 2.000. Per maggiori informazioni rivolgersi all'IVG al numero 041/5318953. Notaio delegato Giuseppe Rasulo avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 13.00 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile sito in Comune di Fossò (Ve) ubicato tra via Treviso e via Pordenone e precisamente: abitazione con garage e scoperto esclusivo in villetta trifamiliare, nonché porzione di area scoperta adibita a cortile e a giardino di pertinenza esclusiva. CF del Comune di Fossò, foglio 10, p.lla 619: sub 11, via Pordenone n. 17, p.T-1, cat. A/3, cl. 4, vani 7, Rc Euro 339,83; sub 17, via Pordenone n. 17, p.T, cat. C/6, cl. 7, mq 15, Rc Euro 18,19; sub 5, p.T, bcnc. Il prezzo base è fissato in Euro 252.560, rilancio minimo in caso di gara di Euro 5.000. In data 25 novembre 1993 ai nn. 22449/15905 risulta trascritta convenzione di lottizzazione a favore del Comune di Fossò. Asta con incanto: 14 luglio 2009 alle ore 13.00 al prezzo base di Euro 242.560 con scatti minimi in aumento di Euro Notaio delegato Alessandro Caputo avvisa che il giorno 9 luglio 2009 alle ore 12.30 si procederà alla vendita senza incanto dei seguenti immobili: LOTTO 1: piena proprietà di un magazzino sito in Venezia- Mestre via Verdi n. 84, di mq 18 catastali. CF del Comune di Venezia, sez. Me, foglio 13, p.lla 302, sub 4, via Verdi n. 84, cat. C/2, cl. 8, mq 18, p.T, Rc Euro 33,47. Il prezzo base è fissato in Euro 43.700, rilancio minimo in caso di gara di Euro 500. LOTTO 2: piena proprietà di un magazzino sito in Venezia- Chirignago, via Ivancich n. 19/c, di mq 74 catastali. CF del Comune di Venezia, sez. CH, foglio 6, p.lla 882, sub 5, via Ivancich n. 19/c, cat. C/2, cl. 9, mq 74, p.T, Rc Euro 164,34. ESEC. IMMOB. N. 12/02 ESTRATTO DI VENDITA SENZA INCANTO IN DANNO Notaio delegato Carlo Bordieri avvisa che il giorno 7 luglio 2009 alle ore 8.30 si procederà alla vendita senza incanto del seguente immobile: Lotto 1: appezzamento di terreno sito in Cavallino Treporti (Ve) località Mesole, avente una superficie catastale di mq 21.090. CT del Comune di Venezia sezione Burano, foglio 30, p.lla 231, qualità

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Le sicurezze infrante di Greenspan e Bush (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-09 - pag: 2 autore: Politiche economiche Le sicurezze infrante di Greenspan e Bush di Innocenzo Cipolletta D ove abbiamo sbagliato e cosa dobbiamo fare in futuro per evitare una crisi come quella che stiamo affrontando? Questa domanda è stata lanciata da Guido Tabellini su questo giornale il 7 maggio. Certo, ci sono le regole da rivedere e c'è da rafforzare i controlli. Ma basterà per evitare in futuro nuove crisi sistemiche? Credo di no. Penso che sia anche e soprattutto necessario riportare sotto controllo la politica economica dei principali paesi, per evitare il prodursi di squilibri eccessivi che sono stati alla base della crisi finanziaria mondiale. La crisi finanziaria si inscrive nell'ambito di forti squilibri favoriti essenzialmente dalla politica economica degli Usa di questi ultimi anni, volta a sostenere comunque la crescita economica. Senza una tale politica, non si sarebbero prodotte bolle speculative di tale ampiezza e, quindi, non avremmo avuto fenomeni patologici di diffusione di prodotti finanziari nuovi che hanno aggirato controlli, sicuramente non efficaci. Negli anni 90 il mercato azionario conobbe la bolla delle cosiddette dotcom, ossia le imprese innovative legate a internet e al sistema telefonico. La bolla si formò anche perché la Fed, guidata già allora da Alan Greenspan, riteneva che la crescita economica elevata degli Usa non avrebbe portato a squilibri inflazionistici, grazie ai progressi della produttività impliciti nelle nuove tecnologie. A nulla valsero allora le analisi di molti economisti che non riuscivano a trovare riscontri di questi aumenti di produttività legati alle nuove tecnologie. L'assenza di inflazione bastò a convincere che la crescita poteva continuare senza ostacoli. Alla fine la bolla scoppiò, all'inizio di questo decennio: ciò avrebbe dovuto comportare una recessione che avrebbe potuto riequilibrare l'economia americana in fase di surriscaldamento. Ma intervenne il tragico attentato dell'11 settembre 2001 che minacciò di sprofondare gli Usa e il mondo in una depressione. Da qui, un rilancio dell'economia mondiale e di quella americana, che era appena entrata in recessione. Gli stimoli all'economia furono ingenti, sia dal lato fiscale che da quello monetario. I tassi di interesse vennero ridotti e i mercati furono inondati di liquidità. Quando apparve evidente che la recessione era stata evitata, si continuò a iniettare capacità di spesa sui mercati e si favorirono gli acquisti di case negli Usa, malgrado il manifestarsi di una evidente bolla sul mercato immobiliare, causata proprio dalla politica monetaria e fiscale espansiva. Inoltre, gli Usa iniziarono a spendere per finanziare le guerre al terrorismo, prima con l'intervento in Afghanistane poi in Iraq. Tutto questo sembrava possibile perché ancora non cresceva l'inflazione grazie, questa volta, alla globalizzazione, che assicurava prodotti e servizi a costi contenuti provenienti da Cina, India e altri paesi di nuova industrializzazione, e alla immigrazione che assicurava lavoro a basso costo. A nulla valsero i moniti di quanti segnalavano gli squilibri fondamentali degli Usa nella bilancia dei pagamenti, nei conti pubblici e nei conti delle famiglie che avevano azzerato la propensione media al risparmio. Unico obiettivo di Greenspan e dell'amministrazione Bush era quello di evitare una recessione che avrebbe fatto scoppiare la bolla immobiliare e avrebbe indebolito gli Usa. Paradossalmente, è stato il successo nella lotta all'inflazione,dopo l'epoca della stagflazione, vinta grazie alle deregolamentazioni e alle innovazioni anche finanziarie,una delle cause che poi hanno favorito l'emergere di questa crisi globale. Oggi stiamo pagando il prezzo del successo nella lotta all'inflazione, perché è venuto meno il termometro che avrebbe (forse) indotto la Fed a frenare la crescita prima che si arrivasse ad alimentare bolle speculative di questa ampiezza. L'aver ancorato la politica monetaria degli Usa all'inflazione e alla crescita, ha finito per far trascurare gli altri squilibri (bilancia dei pagamenti e conti pubblici) considerati minori e aggiustabili grazie alla pletora di nuovi strumenti finanziari disponibili. Di questo sono responsabili i governi di tutti i paesi, non solo quello degli Usa, perché la crescita faceva comodo a tutti. Chi non ricorda, negli anni passati, gli articoli e le dichiarazioni dei politici europei sull'" invidiare" la capacità di crescita americana e il ruolo della Fed, che non si preoccupava solo degli squilibri, come alla Bce, ma anche della crescita? Credo che per ridurre il rischio del prodursi di nuove devastanti crisi sistemiche siano sicuramente necessarie nuove regole, nuovi controlli, più attenzione alla gestione della crisi. Ma penso anche che sia necessario soprattutto un maggior rispetto degli equilibri tradizionali nella gestione della politica economica da parte dei governi dei principali paesi. icipoll@tin.it © RIPRODUZIONE RISERVATA LA BOLLA DEGLI ANNI 90 La Fed incoraggiò la crescita svincolata dai fondamentali: la lotta all'aumento dei prezzi con strumenti innovativi ha provocato gli squilibri attuali

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I profitti del 2007: un ricordo lontano per gli investitori (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-10 - pag: 3 autore: ANALISI I profitti del 2007: un ricordo lontano per gli investitori di Walter Riolfi N on è chiaro cosa abbia spinto Wall Street a salire di oltre il 47% in due mesi. è probabile che la psicologia abbia giocato un ruolo fondamentale: la Borsa era caduta così tanto (-57% dai massimi 2007, come mai era avvenuto se non negli anni Trenta) che un rimbalzo doveva pur esserci. La cosa è ancor più evidente per i titoli bancari: crollati dell'88% dai massimi storici e risaliti del 159% dal minimo di marzo (il saldo è ancora -69%), quando sembrava che le banche dovessero tutte fallire. Invece dovrebbero restare in piedi, come suggerirebbe il messaggio lanciato dallo stress test in America. Ma restare in vita è cosa ben diversa dall'essere in piena salute, come mostravano di essere negli anni 2004-2007. Un analogo ragionamento può valere anche per l'intero listino di Wall Street. Rispetto al picco del secondo trimestre 2007, gli utili sono crollati dell'87%. Prima o poi risaliranno (forse già dal quarto trimestre 2009) e potrebbero anche crescere del 28% nel 2010, come indica il consenso (Thomson Reuters), ma impiegheranno parecchi anni prima di arrivare al livello del 2007. Perché così tanto? Perché qualcosa è cambiato con la grande crisi del credito e la recessione che ne è seguita. Pur ammettendo che la ripresa economica negli Stati Uniti possa ripartire dopo l'estate,come stimano gli ottimisti, o tra fine anno e inizio 2009, come pensano i più e come sembra indicare la stessa Fed, sarà comunque un recupero più lento di quello che s'era visto dopo le tre precedenti recessioni. Negli ultimi 30 anni, la finanza ha avuto un ruolo crescente nello stimolare e persino guidare l'economia, al punto che dalla fine degli anni 90 sembrava essersi addirittura impadronita dei processi produttivi e per molti aspetti persino sostituita. La bolla della liquidità cui s'è assistito tra il 2004 e il 2007 ha generato utili straordinari non solo per banche, società finanziarie e immobiliari, ma anche per quelle industriali. La leva finanziaria portata alle estreme conseguenze, senza la minima percezione dei rischi, ha drogato l'intero sistema: dal credito, agli immobili, agli hedge fund, alle aziende, fino alle indebitatissime famiglie. Questa crisi è stata più violenta delle precedenti proprio perché amplificata dall'urgenza di ridurre un poco i debiti contratti. Prima della bufera il valore di tutte le case, degli immobili commerciali, delle azioni e altre attività era stimato attornoa 50mila miliardi di $ negli Usa, servito da 25mila miliardi circa di debito. La crisi ha ridotto a 30mila miliardi il precedente valore (secondo le stime Jeremy Grantham, il fondatore di Gmo), ridimensionando la sensazione di ricchezza. Ma i debiti sono rimasti e anzi sono quasi raddoppiati in termini relativi, annullando la sensazione di ricchezza di due anni fa. Data la condizione delle famiglie americane, ogni aumento dei consumi dovrebbe essere finanziato con il credito. Ma è improbabile che si ritorni alla allegra follia finanziaria degli ultimi anni. Almeno per un po'. Difficilmente questa crisi cambierà il mondo e metterà fine alle bolle speculative, e tanto meno uscirà compromesso il capitalismo. Ma una liquidità meno esuberante e una più alta soglia del rischio renderanno meno rapida la ripresa, non drogheranno i profitti delle aziende (specie quelli delle banche) e finiranno anche per tenere più calme le Borse. Se negli ultimi 9 anni abbiamo trovato accettabili rapporti tra prezzo e utili (storici) attorno a 24 volte per l'S&P – cullati nella convinzione che i profitti crescessero senza fine, come i prezzi delle case – per i prossimi anni dovremmo probabilmente fare i conti con multipli più bassi: più vicini a quelli medi del periodo 1969-1989 (poco meno di 13 volte) che a quelli degli ultimi due lustri. © RIPRODUZIONE RISERVATA GIù LA LEVA, GIù I PROFITTI La realtà è cambiata: in Borsa il rapporto prezzi/utili non risalirà ai livelli raggiunti negli ultimi 10 anni

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L'auto di Stato (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Due considerazioni sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani" dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4 miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e biblista Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene sgomberarla. Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di ridurre le imposte per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 52 ) » (5 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla Duna alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita con i soldi dei contribuenti le sue Tre case automobilistiche di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono reggersi con i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la vita di Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il principio Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di 787 miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti una società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato. Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35 per cento di un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di mercato come la Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (2 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Mar 09 Stupidi "Il successo economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (11) burocrazia (1) citazioni (3) finanza (11) pol economica (22) Varie (45) Ultime discussioni Carlo: Caro Porro penso che la sua intervista al Prof Maisto sia un fulgido esempio di cattiva informazione. Vorrei... giulio di siena: I nostalgici del giustizialismo fiscale hanno sostenuto con ferrea convinzione che la cacciata di... Abbruzzese Giuseppe: Sull`evasione fiscale voglio rendere note certe veritá sulla emergenza/ingiustizia creata da... FINEDEIGIOCHI: Mi sembra di sognare, mi sono reso conto che io vivo una realtà diversa da tutti voi. Nella mia zona... Lucio: @ Davide K: Flat tax = crisi, nel senso che mantenendo bassa la tassazione del reddito, nel momento in cui lo... 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La crisi s'attenua, ma la crescita sarà lenta (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Brescia" del 12-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Edizione: 12/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia La crisi s'attenua, ma la crescita sarà lenta Dibattito alla Bocconi con l'economista Luigi Zingales e l'ex ministro Padoa Schioppa MILANO «La crisi finirà, ma è stato minato alla base il rispetto delle regole che è un principio fondamentale del capitalismo». Queste parole di Luigi Zingales, economista italiano professore all'Università di Chicago, sono la estrema sintesi del messaggio emerso giovedì sera nel primo appuntamento dell'anno 2009 di «Economia e Società Aperta», al quale ha partecipato anche l'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, il Forum Internazionale promosso dal 2007 da Università Bocconi e Corriere della Sera come riflessione sulle grandi trasformazioni che la società e l'economia stanno vivendo e sugli argomenti cruciali per il rilancio del sistema economico mondiale. L'ex ministro dell'Economia ha tracciato una visione della crisi stratificata in tre componenti: il modello di crescita statunitense fondato su un eccesso di consumo e sul ricorso all'indebitamento, la bolla speculativa del mercato immobiliare, e il panico e il crollo della fiducia che hanno pervaso il sistema economico dalla seconda metà del 2007. Luigi Zingales ha posto l'accento su altri fattori: la cattiva «governance» delle imprese e delle banche con amministratori tutti provenienti dalla stessa scuola di pensiero con conseguente mancanza di confronto e dialettica, l'errore dei governi statunitensi che hanno trasmesso negli ultimi decenni l'idea di volere «sostenere sempre e comunque gli investitori» salvo poi cambiare idea nel caso di Lehman Brothers e fare marcia indietro in occasione dei seguenti salvataggi, il conflitto di interesse insito nell'attività delle agenzie di rating, i tassi di interesse mantenuti ad un livello troppo basso e per troppo tempo dalle banche centrali all'inizio del millennio. «La crisi - ha spiegato traendo le conclusioni Padoa Schioppa - può anche considerarsi alle spalle se osserviamo che il panico si è arrestato, che la bolla immobiliare si è sgonfiata e che i mercati hanno ritrovato stabilità. Tuttavia vi sono pesanti conseguenze a venire e non riesco a immaginare per i prossimi anni uno scenario che non sia quello di una crescita a tassi molto più contenuti che in passato». I due interlocutori hanno anche esaminato la situazione italiana ammettendo che il basso indebitamento delle famiglie rappresenti un fattore di forza per il bel paese, ma sottolineando come debito pubblico elevato, carenza di capitale umano e di infrastrutture e inefficienza del settore pubblico rappresentino un deficit strutturale importante per l'Italia. Un'Italia che, secondo Zingales, «pagherà insieme a resto d'Europa ed all'Asia questa crisi più degli Stati Uniti, il cui eccesso di consumo acquistava soprattutto beni prodotti dalle economie degli altri continenti». Il prossimo appuntamento di «Economia e Società Aperta» - che è sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è patrocinato dal Parlamento Europeo, dalla rappresentanza italiana della Commissione Europea, dalla Regione Lombardia e da Provincia e Comune di Milano - è per giovedì 14 maggio. Il tema sarà «Comprereste un mutuo usato da questo banchiere?». Paolo Testini

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Millesimo, rivivel'antico borgo e sale il prezzo delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Millesimo, rivivel'antico borgo e sale il prezzo delle case nuove tendenze Il sindaco: «Dopo i lavori di restauro molti giovani acquistano in via Roma la loro prima abitazione» MILLESIMO.Torna a vivere il centro storico di via Roma. Dopo essere stata per anni una via quasi disabitata, la parallela a piazza Italia si rifà il look e si propone come nuovo centro pulsante del paese. «Sembra che i millesimesi si siano finalmente accorti della bellezza dell'antico borgo. Tutti gli appartamenti del centro storico sono abitati - dice il sindaco Mauro Righello - molti giovani stanno acquistando qui la loro prima casa e anche l'apertura di un locale di livello come la Locanda dell'Angelo non può che essere un elemento di attrazione per turisti e futuri residenti». I primi segnali di ripresa erano già arrivati nel 2006 quando l'amministrazione comunale si era fatta carico di redigere uno studio per il rifacimento delle facciate degli edifici del centro storico non ancora recuperate. Il piano colore, costato 47 milioni di euro, di cui 30 finanziati dalla Regione Liguria e 17 dal Comune, aveva prodotto una serie di schede tecniche che sono tuttora a disposizione dei proprietari intenzionati ad avviare i lavori sulle proprie abitazioni. Come già era successo in piazza Italia con il rifacimento della pavimentazione, così in via Roma gli investimenti pubblici hanno rivalutato la zona come centro residenziale e il costo del mattone è salito fino a 110 mila euro per un appartamento di circa 80 metri da ristrutturare. Sempre in via Roma, è in via di recupero la "casa della fondazione di Millesimo". Dopo un recente passaggio di proprietà, la nuova acquirente, Sabina Rebora, ha deciso di ridare lustro allo storico edificio dove il marchese Enrico del Carretto firmò l'atto di nascita del paese. Questa settimana poi sarà decisiva per il recupero di un altro palazzo simbolo: l'ex Ospedale San Giuseppe adiacente al ponte della Gaietta sul lungo Bormida. Dismesso dalla fine degli anni Ottanta, quando le attività di riabilitazione degli anziani erano state spostate nella nuova Rsa di via Partigiani, dopo un lungo contenzioso tra Comune e Asl, nel 1997 l'ex sanatorio era stato assegnato alla ditta Valcompdue di Roma. Il cantiere però non era mai stato aperto. La possibilità auspicata dall'amministrazione di Millesimo, che giovedì incontrerà gli architetti responsabili del progetto, è di vendere i locali sul mercato immobiliare di zona in modo da recuperare le metrature a fini residenziali. «L'obiettivo non è certo quello di farne una speculazione edilizia, ma di ristrutturare, in linea con le regole urbanistiche del centro storico, un edificio che oggi è seriamente compromesso e dove invece potrebbero sorgere alcuni alloggi e uno spazio commerciale al pian terreno», spiega Righello. luisa barberis 12/05/2009

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Succede in Italia che si parta da un abuso edilizio e si finisca con l'incrociare una fitta trama di... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unita, L'" del 12-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

BIANCA DI GIOVANNI Succede in Italia che si parta da un abuso edilizio e si finisca con l'incrociare una fitta trama di vicende border-line. Un mondo dove si intrecciano affari poco chiari, politica, giri di amicizie e tanti, tanti soldi. Si alza un velo su un mondo vischioso, spregiudicato, ai confini dell'illegalità. E anche oltre, a volte. Stavolta siamo a Roma, periferia sud-est. È lì che i vigili segnalano un abuso edilizio su un palazzone abbastanza anonimo nella struttura, ma ben noto a tutti gli abitanti dell'area. Una volta, infatti, era la sede zonale dell'Inps. Ma l'Istituto della previdenza sociale vi ha lavorato per poco tempo. Si è scoperto che nello stabile c'era l'amianto e per questo l'amministrazione ha deciso di venderlo attraverso una cartolarizzazione. Il palazzo passa di mano in mano: viene bonificato, ma resta libero. Fino a quando non finisce nelle mani della «Ducks due Srl» che per quell'immobile in Via Palmiro Togliatti ha molti progetti. Con una semplice «Dia» (dichiarazione inizio lavori) avvia una radicale opera di ristrutturazione per il cambio di destinazione d'uso: da uffici a residenziale. Tanti mini-appartamenti da vendere a giovani coppie o single. Gli acquirenti accorrono subito, nonostante i prezzi: tra i 280 e i 300mila euro, per quaranta metri quadri. A quei tempi, il 2007, la bolla immobiliare è al massimo: i listini schizzano in alto velocissimi. I giovani si indebitano, e cominciano a versare quote tra i 30 e i 50mila euro firmando scritture private. Ma quei mini-alloggi non li hanno mai visti. Succede infatti che l'amministrazione comunale - ritenendo insufficiente la semplice dichiarazione di inizio lavori per il cambio di destinazione - blocca la ristrutturazione. Poco dopo, il giudice dell'indagine preliminare dispone il sequestro preventivo del fabbricato e il Comune emette il decreto di demolizione. La burocrazia, insomma, funziona. Ma proprio mentre l'immobile è sotto sequestro (dunque a disposizione della magistratura), la «Ducks due» lo trasferisce a un'altra società, la «San Paolo building». Una procedura sorprendente: un immobile sotto sequestro che passa di mano. Lo stesso magistrato inizialmente fa fatica a crederci. Viene avviata una ricerca sui titolari della società, e qui si scopre un nuovo mondo. La «Ducks due» e la «San Paolo Building» fanno parte dello stesso gruppo, il «Bros-t» della famiglia Tartaglia. Il padre, Cosimo, e i figli Raffaele e Antonio, si spartiscono diverse poltrone in una rete di una decina di scatole societarie, con un capitale sociale tra i 10mila e i 120mila euro. Ma le attività dei Tartaglia non si limitano al settore immobiliare. Il padre, Cosimo, originario di Eboli, ha svolto attività politica nel Salernitano e poi, a Roma, ha cominciato a interessarsi delle Forze armate. Assieme a uno dei figli, Raffaele, e a Domenico Leggiero, un ex maresciallo molto vicino ad Alleanza nazionale, ha fondato l'«Osservatorio militare». Un'associazione che si presenta come strumento permanente di di «tutela dei diritti dei lavoratori delle Forze Armate e Forze di Polizia». Ha anche un sito Internet che, in alcuni momenti, è molto attivo. Tra l'altro avvia una campagna sull'uranio impoverito accusando il governo D'Alema di aver volontariamente esposto l'esercito italiano alle radiazioni. Leggiero e Cosimo Tartaglia vengono più volte auditi in Parlamento (sono gli anni del precedente governo Berlusconi). Si presentano come esperti, offrono i servizi legali ai giovani militari che intendono chiedere risarcimenti per l'uranio o anche per altre cause connesse al servizio. L'«Osservatorio militare» va avanti con l'appoggio di uomini di An, mentre dall'opposizione (ma anche dall'Unione di centro che all'epoca era nella maggioranza) partono interrogazioni parlamentari che ne mettono in discussione il ruolo. Ai militari, infatti, non solo non è concesso un sindacato ma possono associarsi solo previa autorizzazione del ministero. La risposta del governo è lunga due pagine fitte (e molto confuse), non specifica affatto cosa l'«Osservatorio» sia, ma dice chiaramente che non ha alcuna veste ufficiale. Le sue attività, però, sono molteplici. Tra queste c'è l'assistenza legale. Un altro figlio di Cosimo, Angelo Fiore, fa l'avvocato. Segue le cause di risarcimento per i danni da uranio impoverito. E segue anche le controversie immobiliari dell'azienda familiare. Intanto gli accertamenti dei vigili vanno avanti a aprono nuovi sorprendenti scenari. Si scopre che un altro dei fratelli, Raffaele, responsabile della «San Paolo Building», nonché socio fondatore dell'«Osservatorio», ha avuto diversi guai con la giustizia per accuse gravi e meno gravi: dalla resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale al riciclaggio. Ecco, la storia del palazzo di Via Palmiro Togliatti è incastonata in questa matassa. C'è da chiedersi come sia stato possibile che di uno scenario così confuso non si siano accorti quelli che utilizzavano l'«Osservatorio militare» per consulenze su questioni delicatissime. E come abbia fatto la ristrutturazione dell'ex palazzo dell'Inps ad andare avanti così tanto, fino all'intervento della magistratura e dell'amministrazione comunale di Roma. C'è anche un momento in cui viene chiesto il dissequestro dell'immobile per poi demolirlo. Ma, invece, riprendono i lavori. A bloccarli è un nuovo sopralluogo delle forze dell'ordine seguito da un nuovo sequestro. La decisione definitiva è di poche settimane fa: quello stabile non può essere trasformato in immobile residenziale. La sua funzione è ospitare uffici. Resta una domanda: quante speranze hanno i giovani che hanno versato l'anticipo di avere un giorno una casa?

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nuovo via libera al cemento, toscana prima della classe? (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 12-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

di Salvatore Settis Nuovo via libera al cemento, Toscana prima della classe? Si critica il piano casa Berlusconi, poi a tempo di record si vara una legge che permette proprio quegli ampliamenti... Ma è vero che la Toscana del paesaggio è ormai una regione a rischio? O, come altri sostengono, tutto va bene e gli appelli delle associazioni, di Asor Rosa, dei centocinquanta e più comitati locali sono ingiustificati allarmismi? Partiamo da un dato: le cifre Istat sul consumo del suolo nel quindicennio 1990-2005 vedono la Toscana in posizione intermedia. Non è fra le regioni più virtuose (la Basilicata ha un consumo del 4,89 per cento, Trento e Bolzano del 2,70), ma neppure fra le più devastate: il record spetta alla Liguria col suo raccapricciante 45,55, seguita dalla Calabria col 26,13 per cento, cifra approssimata per difetto perché non tiene conto della marea di costruzioni abusive. Di fronte a questi estremi, la Toscana col suo 15,71 per cento (pari a 265mila e 650 ettari di terreni a verde, a coltivo, a bosco cementificati in quel quindicennio) non è un modello di virtù, ma nemmeno l'incarnazione del vizio: si avvicina alla media italiana (17,06), che peraltro non è un granché. Ma questo argomento non deve, non può bastare a mettere in pace la coscienza di assessori, sindaci, cittadini. Che cosa è accaduto (quanto si è costruito, si sta costruendo) dal 2005 ad oggi? Il "partito del cemento" ha esteso anche in Toscana i propri tentacoli, trasversalmente insinuandosi in Comuni d'ogni colore politico e, nonostante la conclamata crisi dell'edilizia, l'invasione delle nuove costruzioni cresce di continuo. Ma soprattutto: a chi verrebbe in mente di giustificare, poniamo, gli omicidi che avvengono a New York con l'argomento che a Chicago se ne perpetrano ancor di più? I crimini contro il paesaggio sono delitti contro il corpo sociale, devastano per il vantaggio di pochi un bene che è di tutti; creano, lo si vede sempre meglio, un disagio personale e sociale le cui ricadute di lungo periodo sono incalcolabili. Sacrificano al dio-Mercato gli ideali e i principi della Costituzione. In questo meccanismo, un fatto è chiaro: anche le regioni, come la Toscana, che hanno saputo costruire nel tempo un paesaggio particolarmente sofisticato, ricco, "pulito", insomma colto e civile, tendono oggi sempre più a considerarlo come una sorta di riserva aurea a cui attingere (donde il consumo del suolo), piuttosto che come un bene da preservare. Si vien logorando in tal modo la preziosa identità culturale di aree fra le più celebrate del pianeta per la loro intatta bellezza; e in nome di una malintesa corsa al turismo si sprecano e si riducono proprio quelle risorse che hanno generato nel tempo l'attrattività turistica. Tipico il caso della Val d'Orcia, che dopo aver ottenuto per il suo mirabile paesaggio intatto il marchio di qualità Unesco, lo ha sfruttato per propagandare sui giornali misere casette destinate a deturpare il reclamizzato "sito Unesco". Come ha ricordato Bruno Manfellotto, l'incremento selvaggio delle costruzioni pretende, in Toscana come altrove, di rispondere alla crisi economica creando occupazione. è la ricetta del "piano casa" sbandierato da Berlusconi, poi sconfessato, riscritto, riciclato, e ora in stand by. Ma è una ricetta sbagliata. Si ipotizza che i (pochi) risparmi dei cittadini vengano indirizzati sulla casa come bene-rifugio: ma ciò comporta che si inneschi un meccanismo creditizio identico a quello che ha provocato negli Usa la bancarotta di grandi agenzie di credito (come Fannie Mae, Freddie Mac, Federal Housing Administration), che il governo federale ha dovuto ripianare con uno stanziamento di 900 miliardi di dollari nel solo 2008. è la spaventosa "housing bubble" (bolla immobiliare) che ha scatenato quella crisi economica mondiale: chi mai ha dimostrato che vi si possa porre rimedio in Italia creando una bolla immobiliare nostrana? Intanto, sotto pretesto di aprire cento, mille, diecimila cantieri il "piano casa" governativo rischia di allentare i controlli di qualità sul paesaggio e non solo (nella prima versione, anteriore al terremoto d'Abruzzo, si annullavano persino le misure antisismiche!). Esso prevedeva la possibilità di ampliare del 20 per cento gli edifici residenziali (del 35 in caso di demolizione totale e ricostruzione), in deroga a tutte le norme vigenti. Se un'ondata di sdegno ha almeno per il momento bloccato questo progetto, almeno nella sua forma più aggressiva, è prima di tutto per il rischio che esso farebbe correre al paesaggio, in mancanza di garantite procedure di tutela. Numerose regioni, fra cui la Toscana, hanno infatti da anni subdelegato ogni potere di autorizzazione ai Comuni (dove mancano le competenze specifiche necessarie), con esiti che si possono misurare a Monticchiello in Val d'Orcia o nelle località del Livornese a cui si riferiva qualche giorno fa Asor Rosa in queste pagine. Perciò le modifiche al Codice dei Beni Culturali introdotte dal governo Prodi includono una più rigorosa e garantita procedura di tutela, in cui Stato Regioni Province e Comuni fanno ciascuno la propria parte, e i Comuni devono dotarsi di competenze proprie. Ma il governo Berlusconi, su richiesta di varie regioni, fra cui la Toscana, ha rinviato l'entrata in vigore di questa norma, e potrebbe rinviarla sine die, di fatto abrogandola. Intanto, mentre il governo nazionale rimanda di settimana in settimana il piano casa, in Toscana si vogliono bruciare i tempi, varando una legge straordinaria sull'edilizia (6 maggio). A quel che pare, fino alla fine del 2010 basterà presentare al Comune una d.i.a. (dichiarazione di inizio attività) per ampliare la propria casa del 20 per cento, che diventa il 35 in caso di demolizione e ricostruzione di edifici abitativi. Sono le soluzioni proposte da Berlusconi, accantonate per il momento a livello nazionale, a cui la Toscana sembra voler fare da battistrada. «Fra quindici giorni si potrà cominciare a costruire», annuncia il "Corriere Fiorentino" del 6 maggio. «Tempi record per il provvedimento, frutto dell'accordo del 31 marzo scorso in sede di Conferenza Unificata Stato-regioni-enti locali», scrivono i comunicati stampa. è dunque bastato l'effetto-annuncio dei mille spot governativi per convincere una regione di "sinistra"? Che questa sia, come un assessore regionale ha dichiarato, «una qualificata strategia sui temi dell'urbanistica e del paesaggio, della casa e dell'edilizia sociale» è tutto da dimostrare. L'opposizione di centro-destra obietta che ci sono ancora troppi vincoli: «Questa legge è una risposta parziale, un piano minimale rispetto alle vere esigenze dei cittadini. Un piano molto rigido che non prevede deroghe, né rispetto alle altezze, né alle distanze tra gli immobili». Insomma, nel consueto teatrino della politica, quel che ci vien chiesto è di elogiare il piano-casa "di sinistra" perché consente devastazioni minori di quello "di destra". Ancora una volta, dunque, si è scelta la dubbia etica del male minore. Manca una riflessione di fondo: in una regione che ha sub-delegato le competenze autorizzative ai Comuni e che sta facendo ogni sforzo per ritardare l'entrata in vigore delle nuove norme del Codice dei Beni Culturali sul paesaggio, incoraggiare ampliamenti di volumetria sulla base di una semplice d.i.a. non può in nessun modo essere spacciato per "difesa del paesaggio". è il contrario. Invece, secondo l'assessore regionale all'urbanistica, «questa legge è una boccata d'ossigeno per l'edilizia e dimostra la nostra volontà di difendere un territorio che è ben pianificato». Che siano ben pianificate le alluvioni cementizie di San Vincenzo, le caserelle di Monticchiello, il nuovo scempio progettato a ridosso di Campiglia Marittima, le coste bombardate dal cemento dei porti turistici per un'Italia opulenta e festaiola che non c'è, si ha ragione di dubitare. Sarà solo questione di gusti? O piuttosto di principi?

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USA: IMMOBILIARE, PREZZI IN CALO IN NOVE CITTA' SU 10 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 12-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

USA: IMMOBILIARE, PREZZI IN CALO IN NOVE CITTA' SU 10 di WSI Nel primo trimestre registrati ribassi nell'88% delle aree metropolitane Usa, ma molti sono riusciti ad approfittare della crisi. Aumenti in sei Stati, il mercato dovrebbe essere ormai prossimo a toccare il fondo. -->Nel primo trimestre dell'anno i prezzi delle case sono diminuiti in quasi nove citta' statunitensi su 10, con il mercato immobiliare che e' stato preso d'assalto dagli acquirenti della prima casa a caccia di affari. La National Association of Realtors ha reso noto che rispetto ad un anno fa la mediana dei prezzi a cui le case esistenti sono state vendute e' scesa in 134 aree metropolitane su 152. I prezzi sono invece saliti nelle altre citta'. Le vendite riguardanti gli immobili sottoposti a pignoramento e altre proprieta' svalutate hanno rappresentato circa la meta' dell'intero mercato nel periodo preso in esame. Nel complesso le vendite sono diminuite del 3,2% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER "Credo che il mercato stia per toccare il fondo, ma che non ci sia ancora arrivato", sostiene David Resler, chief economist di Nomura Securities, precisando che i prezzi potrebbero toccare il fondo gia' quest'estate, ma resteranno probabilmente stabili per un po', prima di iniziare a salire lentamente. Ma i continui segnali in arrivo di una ripresa del mercato immobiliare potrebbero avere vita breve se le aziende continueranno ad avviare massicci tagli al personale. Contestualmente, le vendite sono aumentate in soli sei stati, Nevada, California, Arizona, Florida, Virginia e Minnesota, dove gli acquirenti sono stati in grado di approfittare dei pignoramenti immobiliari. Le vendite sono piu' che raddoppiate in Nevada, sono salite dell'81% in California e cresciute del 50% in Arizona. Tuttavia negli Stati Uniti interi la mediana dei prezzi a cui le case sono state vendute e' stata di 169.900 dollari, in calo del 13,8% rispetto ad un anno fa. La mediana dei prezzi equivale al punto medio esatto, il che significa che meta' delle case e' stata venduta ad un prezzo maggiore e l'altra meta' ad un prezzo inferiore a tale somma.

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si fermano i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 13-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 8 - Viareggio Si fermano i prezzi delle case Dopo anni di salita continua, valori bloccati nel centro I valori rimangono comunque tra i più alti d'Italia: si sfiorano i 15mila euro al mq FORTE. Calma piatta. E, tutto sommato, non è affatto detto che sia un buon segnale. Il mercato immobiliare di Forte dei Marmi, visto attraverso la lente delle quotazioni dell'Agenzia del territorio (l'ex catasto) segnala, a fine 2008, una sostanziale fotocopia dei valori della prima parte dell'anno. Valori che - bene metterlo in chiaro - si mantengono su vette stratosferiche, soprattutto per gli immobili più vicini al centro. Quotazioni che sfiorano quota 15mila euro al metro quadro per una villa a Roma imperiale e che fanno impallidire i costi registrati in tutti gli altri comuni della Versilia. Eppure. Qualcosa sembra essere cambiato, anche a Forte dei Marmi. Fino allo scorso anno, infatti, il caro-mattone sembrava non conoscere freno. Anche quando i primi scricchiolii della crisi globali cominciavano a farsi sentire. Ora, se non è stata innestata la marcia indietro, almeno la macchina delle compravendite si è messa in folle. Le rilevazioni, infatti, presentano una sfilza di "invariato" per Roma Imperiale, Vittoria Apuana e - con poche eccezioni- anche per Caranna e l'entroterra. Qualche rincaro solo per la zona Barbiera-Vaiana. Attenzione, però, a una sorta di effetto ottico: non bisogna, cioè, mai dimenticare da dove si era partiti. Dai prezzi raggiunti durante anni e anni di boom, che hanno di fatto "inflazionato" il mercato. Una tendenza, questa, confermata anche da recenti studi e che si riflette, di conseguenza, sui valori e sulle richieste per gli affitti, a partire da quelli estivi. E non a caso ci sono altri scricchiolii che accompagnano quelli della crisi: molte abitazioni, quest'anno, sembrano destinate a rimanere vuote, così come le tasche dei loro proprietari, abituati a intascare svariate migliaia di euro a settimana. Ma quando l'olio-denaro è finito o anche solo comincia a scarseggiare, l'ingranaggio del mattone sembra destinato inesorabilmente a fermarsi. Persino nelle vie ombrose di Forte dei Marmi. Luca Cinotti

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Arringa del Maestro: non sono un Mago (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-14 - pag: 2 autore: Arringa del Maestro: non sono un Mago L'ex governatore Fed: «Rischio sottovalutato ma le bolle non sono controllabili» di Alan Greenspan L e straordinarie analisi di gestione del rischio originate dagli scritti di Henry Markowitz, dell'Università di Chicago, negli anni 50, hanno prodotto idee e intuizioni all'origine di numerosi premi Nobel per l'economia. Sono state abbracciate non soltanto da larga parte del mondo accademico, ma anche dalla gran parte dei professionisti della finanza e degli organismi di regolamentazione di tutto il mondo. Nell'agosto 2007, però, la struttura della gestione del rischio ha scricchiolato. Tutta quella sofisticata scienza matematica e informatica sostanzialmente poggiava su una premessa,e cioè che l'interesseegoistico illuminato di proprietari e direttori degli istituti di credito li avrebbe indotti a mantenere scorte cuscinetto sufficienti a cautelarsi dal rischio d'insolvenza, monitorando attivamente le posizioni di capitale e di rischio delle loro società. Per generazioni questa premessa è apparsa incontestabile, ma nell'estate del 2007 è venuta meno. Anche con il venir meno dell'autoregolamentazione il sistema finanziario sarebbe riuscito a tenere se il secondo argine contro le crisi, il nostro sistema di regolamentazione, avesse funzionato efficacemente. Ma sotto la pressione della crisi ha ceduto anch'esso. La lezione importante è che gli organismi di regolamentazione non sono in grado di prevedere, del tutto o con precisione, se, ad esempio, i mutui subprime diventeranno tossici, o se una certa tranche di Cdo ( collateralised debt obligations) andrà in default, o anche se il sistema finanziario si pianterà. Una fetta importante di queste previsioni difficili invariabilmente si rivelerà sbagliata. Quello che possono fare la supervisione e i controlli, secondo la mia esperienza, è fissare e far rispettare requisiti patrimoniali e di garanzie, oltre a una serie di altre regole che sono preventive e non legate unicamente a previsioni di un futuro incerto. La regolamentazione dovrebbe accrescere l'efficacia dei mercati e della concorrenza, non ostacolarla. La concorrenza, e non il protezionismo, è la base del grande successo che ha conosciuto il capitalismo nell'arco di molte generazioni. Le nuove sfide per la regolamentazione nascono dal fatto, recentemente dimostrato, che alcuni istituti di credito sono diventati too big to fail, troppo grandi per essere lasciati fallire, perché il loro fallimento metterebbe a rischio la tenuta del sistema. Tale status garantisce loro uno speciale vantaggio competitivo, dagli effetti fortemente distorsivi per il mercato, riguardo al valore delle azioni e obbligazioni da loro emesse. La soluzione sono requisiti patrimoniali graduati per scoraggiarli dall'ingrandirsi troppo e compensare il loro vantaggio competitivo. In ogni caso, non c'è necessità di affrettarci a introdurre riforme. I mercati privati per il momento stanno imponendo restrizioni molto più efficaci di quelle che riuscirebbe a imporre un qualunque pacchetto di proposte normative. Il capitalismo liberista è emerso dalla battaglia delle idee come il mezzo più efficace per ottimizzare il benessere materiale, ma il suo percorso è periodicamente tormentato da bolle speculative e rari ma devastanti tracolli economici che producono miseria diffusa. Le condizioni per l'insorgere delle bolle apparentemente sono: periodi prolungati di prosperità, un'inflazione sotto controllo e tassi d'interesse a lungo termine bassi. Le bolle che nascono dall'euforia non si sviluppano in economie inefficienti o tormentate dall'inflazione. Non ricordo di nessuna bolla speculativa nell'ex Unione Sovietica. La storia dimostra anche che la sottovalutazione del rischio - il tratto distintivo delle bolle - può persistere per anni. Nel 1996 temevo l'" esuberanza irrazionale", ma la bolla di internet continuò a gonfiarsi per altri quattro anni. E in una riunione del Comitato per le operazioni di mercato aperto, nel 2002, sostenevo che «è difficile non giungere alla conclusione che lo straordinario boom dell'immobiliare a cui stiamo assistendo finanziato da un fortissimo incremento dei mutui, non potrà andare avantia tempo indefinito». La bolla immobiliare ha continuato a gonfiarsi fino al 2006. Non è quasi mai difficile individuare una situazione di sottovalutazione del rischio. I credit spreads sono indicatori affidabili. Ma prevedere l'insorgere di una crisi è qualcosa che appare al di là delle nostre capacità di previsione. Le crisi finanziarie sono definite da una discontinuità marcata nei prezzi delle attività. Ma perché ciò si verifichi occorre che la stragrande maggioranza degli operatori di mercato non abbia avuto sentore dell'avvicinarsi della crisi. Perché in caso contrario sarebbe stata scongiurata dall'arbitraggio finanziario. All'inizio di questo decennio, ad esempio, quasi tutti si aspettavano che la prossima crisi sarebbe stata innescata dal grande e persistente deficit delle partite correnti Usa, che avrebbe accelerato il collasso del dollaro. Invece è stata l'eccessiva cartolarizzazione dei mutui subprime americani, inaspettatamente, a dare il via all'attuale crisi di solvibilità. Quando da un contesto economico eccezionalmente positivo emerge una bolla, una propensione innata della natura umana incoraggia una febbre speculativa che si autoalimenta, cercando nuove aree inesplorate e ad alta leva finanziaria. I titoli garantiti da ipoteca sono stati spezzettati in obbligazioni Cdo, e poi in obbligazioni Cdo al quadrato.La febbre speculativa crea nuove autostrade per l'eccesso, fino a quando il castello di carte crolla. Che cos'è che alla fine ne provoca la caduta? La realtà. Un evento sconvolge i mercati quando contraddice il senso comune sul presunto funzionamento del mondo della finanza. L'incertezza conduce a un drammatico disimpegno da parte della comunità finanziaria, che quasi immancabilmente comporta vendite e, di conseguenza, prezzi più bassi per prodotti e attività. Possiamo spiegare con modelli economici la fase dell'euforiae la fase della paura del ciclo del business: hanno parametri piuttosto diversi. Ma non siamo mai riusciti a trovare modelli economici efficaci per illustrare la transizione dall'euforia alla paura. Non dico che le Banche centrali non siano in grado di disinnescare una bolla. Ma la mia esperienza è che, a meno che la politica monetaria non schiacci l'attività economica e, per esempio, assorba il grosso dell'incremento dei profitti o delle rendite, le misure per far sgonfiare le bolle sul nascere sono destinate a fallire. Non so di nessun caso in cui una politica monetaria graduale sia riuscita a disinnescare una bolla. Rimettere in piedi il sistema bancario americano è un requisito chiave per un riequilibrio globale. L'acquisto da parte del Tesoro Usa di 250 miliardi di dollari (185 miliardi di euro) di azioni privilegiate di banche commerciali americane nell'ambito del programma di salvataggio delle attività in crisi (conseguente alla dichiarazione d'insolvenza della Lehman Brothers) è stato oggettivamente efficace nel ridurre il rischio d'insolvenza delle banche Usa. Ma, a partire da metà gennaio, senza ulteriori investimenti da parte del Tesoro, i progressi si sono bloccati. Per ripristinare il credito da parte delle banche servirà un'ingentissima infusione di capitali da fonti pubbliche o private. L'analisi degli stati patrimoniali consolidati delle banche statunitensi suggerisce una perdita potenziale di almeno 1.000 miliardi di dollari (735 miliardi di euro) rispetto al valore da libro storico (12mila miliardi di dollari, 8.800 miliardi di euro) degli asset delle banche commerciali Usa. Alla fine del 2008 erano stati cancellati circa 500 miliardi di dollari (365 miliardi di euro), con altrettanti ancora da riconoscere. Ma coprire questi ultimi 500 miliardi non basterà a incoraggiare la normale attività di prestito se chi investe nelle passività delle banche esigerà, come sospetto, altri 3-4 punti percentuali d'"imbottitura" nel rapporto tra capitale proprio e attività. A quanto sembra, quindi, servono 850 miliardi di dollari (625 miliardi di euro) e più. Una parte viene fornita dall'incremento del cash flow delle banche. Un'inversione di rotta dei prezzi delle azioni a livello mondiale potrebbe garantire una fetta ancora maggiore. Ma rimane comunque un grosso buco da riempire, probabilmente con finanziamenti del Tesoro. è troppo presto per valutare le più recenti iniziative (Public- Private Investment Program) del Tesoro Usa, ma la speranza è che riescano a rimuovere gran parte del pesante fardello d'attività non liquide in mano alle banche. L'autore è l'ex presidente della Federal Reserve: il testo è stato pubblicato dal Financial Times nell'ambito di un dibattito sul futuro del capitalismo (Traduzione di Fabio Galimberti) « CAPITALISMO LIBERISTA Non c'è necessità di affrettarci a introdurre riforme, i mercati sono più efficaci di ogni legge « STRATEGIE Le misure per far sgonfiare le speculazioni sul nascere sono destinate a fallire Ex capo della Fed. Alan Greenspan, 83 anni, ha guidato la Federal Reserve per cinque mandati consecutivi. è stato il governatore Fed più longevo della storia REUTERS

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Foreclosures: Countdown! pag.2 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 14-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Foreclosures: Countdown! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 14.05.2009 10:45 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! riscontrati in aprile si trova nella fase iniziale del processo di perdita dell'immobile, pertanto e' altamente probabile che il numero delle case di cui le banche rientreranno in possesso aumentera' nei prossimi mesi. Bene questa notizia è stata riportata da Wall Street Italia nella miglior maniera possibile, evidenziando i punti critici........pertanto è altamente probabile che il numero della case di cui le banche rientreranno in possesso aumenterà nei prossimi mesi! Abbiamo già parlato di come il livello dei tassi abbia disinnescato alcune tipologia di questi mutui variabili ( ARMs ) agganciati al libor o al livello dei titoli di stato americani, ma credo che nessuno abbia dimenticato la tipologia ibrida di mutui che non comprendevano alcuna quota capitale o interesse, con l'esenzione di una quota simbolica sino alla scadenza della reimpostazione o che presumevano la reimpostazione con spread stellari. Tra la parola RESET o la parola RECAST vi è una bella differenza, i primi vedono una reimpostazione del tasso, mentre i secondi della tipologia di mutuo. Ebbene verso la fine dell'anno e con l'inizio del 2010 molti di questi mutui vedranno elevare il rischio complessivo di una nuova ondata di fallimenti personali con il coinvolgimento ormai di categorie assolutamente superiori al fenomeno subprime, con puntate nei dintorni dei cosidetti jumbo loans. Ricordatevi è un anno è mezzo che vi parlo dei mutui ARMs e oggi il buon Greenspan dopo aver previsto ben cinque conclusioni della crisi immobiliare negli ultimi due anni, ora torna a prevedere il nulla, prima o poi ci riuscirà...forza Alan! Proviamo a leggere quanto scrive Mario Margiocco sul SOLE 24 ORE del 12 aprile, evindenzierò alcuni passi importanti: La bolla immobiliare si sta ancora sgonfiando e con la discesa segue pagina >>

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Foreclosures: Countdown! pag.3 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 14-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Foreclosures: Countdown! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 14.05.2009 10:45 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! dei prezzi si attendono altri 600-700 miliardi di dollari di insolvenze La crisi dei mutui Usa finirà nel 2012 Dopo l'onda dei subprime, si registrano i problemi nelle erogazioni Alt-A e a rata variabile - SCOPPIO RITARDATO - Il problema non si è ancora manifestato completamente solo perché le rinegoziazioni dei contratti beneficiano del denaro a costo zero. Un uomo in giacca e cravatta vende mele all'angolo di una strada, una folla è in fila per un piatto di minestra, un'auto sgangherata e stracarica arranca su una strada senza fine: questa è l'immagine degli anni 30 e della Grande Depressione, in America. Oggi, in un quadro assai meno deprimente, l'immagine sono i cartelli con su scritto Foreclosure, pignoramento, o For sale, in vendita, davanti a 3,8 milioni di case unifamiliari e ad almeno il doppio di altre unità abitative di ogni genere, dall'appartamento di lusso al monolocale, vuoti su uno stock complessivo di 130milioni di unità. Un eccesso di abitazioni che, alcuni mesi fa, era pari all'intero patrimonio abitativo australiano. A febbraio si è registrata una ripresa della domanda. Ma il 40-45% delle case in vendita sono abbandonate per pignoramento o difficoltà del mutuatario. E il lascito finanziario della grande bolla immobiliare non è finito. I mutui subprime, concessi cioè a chi dava scarse garanzie, e detonatore della crisi, cartolarizzati, impacchettati, mescolati con altri titoli e venduti come Cdo in tutto il mondo, stanno esaurendo la loro carica esplosiva. Come abbiamo visto più volte nei grafici di Credit Suisse che troverete in fondo all'articolo, da tempo, il fenomeno subprime è in via di estinzione; oggi i livelli intermedi ALt.a e ARMs, talvolta i Prime e spesso i Jumbo Mortgage o Loans, assumo le sembianze dei subprime. " Ma nel mondo dei mutui americani altre mine pericolose segue pagina >>

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PIL/ FT: ECONOMIA ITALIA MEZZA MALATA E MEZZA SANA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 15-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pil/ Ft: economia Italia mezza malata e mezza sana di Apcom Poca produttività,ma basso debito privato e niente bolla immobili -->Roma, 15 mag. (Apcom) - L'economia dell'Italia "resta malata", afferma il Financial Times, tra bassa produttività, scarsa flessibilità sul lavoro, mentre l'export ha duramente accusato la crisi mondiale. Inoltre il debito pubblico resta "paurosamente elevato", oltre il 100 per cento del Pil. Ma allo stesso tempo, in un articolo della rubrica Lex Column, il quotidiano finanziario Gb rileva che i livelli di indebitamento di famiglie e imprese italiane sono bassi. Inoltre, negli anni scorsi in Italia non c'è stato un boom del mercato immobiliare, rileva l'Ft. Un fattore che invece si è verificato in altri paesi, per poi mutare con la crisi in una correzione al ribasso del mattone che aggrava la dinamica recessiva.

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L'America s'inventa il fondo che specula sui prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 18-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

I PRODOTTI DELLA RECESSIONE A NEW YORK SBARCA L'ETF CHE SCOMMETTE SUL MATTONE Il Macroshares Major rappresenta il 30% di tutte le abitazioni degli Stati Uniti L'America s'inventa il fondo che specula sui prezzi delle case [FIRMA]GLAUCO MAGGI NEW YORK Sono i due veri simboli finanziari, in America, della Grande Recessione del 2008-2009: una nuova coppia di Etf sulla casa Usa e il Qgri, indice dei titoli delle banche e delle società fallimentari salvate dal governo (vedi articolo in basso). I due Etf saranno quotati a giorni a New York, mentre il Qgri è già usato da gennaio da chi scommette sul suo andamento tramite le opzioni, a vincere o a perdere, in attesa che sia creato il relativo Etf. La finanza Usa ha creato due strumenti specifici per i risparmiatori in cerca di rivincite, dopo le perdite dell'anno scorso sulle quotazioni immobiliari e sulle azioni travolte dal collasso del sistema finanziario e tenute in vita dai soldi dei contribuenti. Il Macroshares Major Metro Housing Up (sigla Umm) e il Macroshares Major Metro Housing Down (sigla Dmm) sono il primo strumento che consente agli investitori di speculare sui prezzi del mattone residenziale americano in modo semplice e trasparente, con l'acquisto di uno dei due Etf gemelli e contrari, che riproducono il triplo delle variazioni dell'indice Case-Shiller/S&P. Sono stati lanciati il 28 aprile dalla MacroShares, società cofondata dal professore di economia di Yale, Robert Shiller, noto per aver anticipato il crollo della bolla di borsa nel 2000 con il suo libro «Esuberanza irrazionale», e per essere stato poi, fin dal 2005, profetico nel prevedere che i prezzi immobiliari Usa si stavano gonfiando oltremisura e sarebbero crollati. Shiller, esperto di economia comportamentale, ha studiato un prodotto che consente al pubblico di scommettere sul trend positivo o negativo del mattone. Il meccanismo è originale, e prevede due Etf collegati tra loro come i due piatti di una bilancia. Il sottostante non sono case vere, ma titoli di stato Usa liquidi: ad ogni variazione dell'1% all'insù dell'indice Case-Shiller/S&P, una quota del 3% dei titoli di stato passerà dall'Etf Dmm all'Etf Umm. Il contrario, se l'indice calerà. L'intento di Shiller è di fornire liquidità ad un mercato per sua natura illiquido. L'indice è rappresentativo di circa il 30% (6 mila miliardi di dollari) dell'intero patrimonio immobiliare abitativo degli Usa, che secondo la Federal Reserve ammontava nel 2008 a oltre 18 mila miliardi. Le dieci maggiori aree metropolitane dell'indice hanno una incidenza percentuale diversa: New York costituisce così il 27,2%, seguita da Los Angeles con il 21,2%, da San Francisco con l'11,8%, da Chicago con l'8,9%, da Washington (Distretto di Columbia) con il 7,8%, da Boston con il 7,4%, da San Diego con il 5,5%, da Miami con il 5%, da Denver con il 3,7% e da Las Vegas con l'1,5%. Questi Etf si rivolgono direttamente al pubblico dei piccoli proprietari, oltre che agli investitori e speculatori professionali. Chi possiede una casa, acquistando l'Etf Dmm (che guadagna se i prezzi vanno giù) compenserà con la plusvalenza dell'Etf l'eventuale caduta del prezzo della sua proprietà; se, al contrario, l'Etf Dmm sarà in perdita, significa che è salito il valore della sua casa. Chi è in affitto ma vuole comprare casa in futuro, acquistando l'Etf Umm (che guadagna se i prezzi vanno su) può compensare con la plusvalenza dell'Etf l'aumento di prezzo delle case sul mercato; ma se l'investitore perde denaro se il suo Etf "ottimista" va giù, significa che potrà comprare una casa vera sul mercato ad un prezzo scontato. Si tratta insomma di strumenti che coprono o limitano i rischi di chi ha un interesse diretto nel mercato immobiliare, da proprietario o aspirante tale.

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In Irlanda la crisi è dura, ma recupereremo presto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-05-20 - pag: 8 autore: INTERVISTA Brian Lenihan Ministro delle Finanze «In Irlanda la crisi è dura, ma recupereremo presto» Riccardo Sorrentino Non parlategli di Paul Krugman. «Lo ha detto lui stesso che non conosce nulla dell'Irlanda! ». Brian Lenihan, 50 anni, ministro delle Finanze a Dublino, prova a essere tranchant quanto il premio Nobel, "reo" di aver scritto che le prospettive del piccolo paese europeo sono le peggiori del mondo. Perché? Perché il Pil calerà, dai suoi massimi, del 10%; e questa, va detto, è un'indicazione dello stesso governo. Da persone civili, Lenihan e Krugman si incontreranno all'inizio del mese prossimo e il ministro userà tutte le sue arti retoriche per persuaderlo che non è così,che l'Irlanda è un paese «capace di recuperare velocemente ».Figliod'arte - suo padre era ministro, come suo fratello - Lenihan da buon politico sa essere convincente, e la situazione internazionale - con i paesi baltici sull'orlo del collasso, per esempio - lo aiuta. Il compito che lo aspetta, e con lui l'intero paese, non è però per nulla semplice. «La situazione economica ammette Lenihan - è difficile. Abbiamo di fronte la sfida economica globale, la crisi del credito, e lo scoppio della bolla immobiliare »: i prezzi delle case sono crollati del 40% dal 2006. Ecco come nasce la previsione di contrazione del Pil del 10% e più: -7-7%quest'anno e-2,9%il prossimo. Questo significa però, secondo il ministro, che l'Irlanda ha toccato «il punto più basso». Lenihan è dunque relativamente ottimista. Uscire dalla crisi sarà duro ma non impossibile. Lo dimostrano, spiega, due cose: «Avevamo il più alto costo del lavoro unitario di Eurolandia, ma stiamo "correggendo" rapidamente:quest'anno calerà del 4% mentre quello della Uem salirà del 3%, è un miglioramento del 7 per cento. La nostra forza lavoro è flessibile, resiliente e molto istruita». A questo si aggiungerà il rapido riequilibrio dei conti con l'estero, il cui disavanzo ha superato il 5% del Pil nel 2007 e il 4% nel 2008 ma potrebbe ridursi allo 0,6% quest'anno e trasformarsi in surplus nel prossimo. Dietro tutto questo ci sono sacrifici notevoli: la disoccupazione arriverà al 15,5% l'anno prossimo e il deficit commerciale tornerà a zero a causa di una forte riduzione delle importazioni, mentre l'export riprenderà a crescere solo nel 2011. Il Governo, che affronterà le elezioni solo nel 2012, ha scelto infatti una cura molto rigida. «Il paese mostra una forte adattabilità », aggiunge il ministro che ha imposto ai conti pubblici una sterzata da cinque punti di Pil in un anno, riducendo il deficit pubblico al "solo" 10% del Prodotto interno lordo, con un rapido piano di rientro al 3%. I salari pubblici sono stati tagliati; le tasse, soprattutto l'Iva, aumentate. Tutto è nato però da settore del credito e qui dovrà finire. Il debito estero dell'intero paese ammonta all'811% del Pil, ma questo non crea problemi di finanziamento al governo che conserva qualche spazio di manovra malgrado abbia garantito fino a settembre 2010 l'esposizione delle sei banche domestiche, pari al 203% del Pil. Di queste aziende di credito una sola è stata nazionalizzata, mentre in altre due lo stato ha acquisito quote con l'obiettivo di riconsegnarle tutte al mercato. Presto sarà quindi costituita una National Asset Management Agency, una bad bank che assobirà prestiti per 80-90 miliardi di dollari. La conclusione è che il Governo ha un grande bisogno di finanziamenti, di risparmi: il deficit elevato, la ricapitalizzazione delle banche, gli asset incagliati... Qualcuno ha fatto intravvedere aiuti internazionali per Dublino, ma Lenihan è categorico nel suo " no grazie": «Siamo in grado di finanziarci da soli », ha detto. riccardo.sorrentino@ilsole24ore.com «Deficit sceso di 5 punti grazie all'aumento delle tasse e al taglio dei salari pubblici» Cinquant'anni. Brian Lenihan BLOOMBERG

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Popolarità al minimo per Schwarzy California sull'orlo del crac (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Esteri Pagina 109 Referendum: sconfitta annunciata Popolarità al minimo per Schwarzy California sull'orlo del crac Referendum: sconfitta annunciata --> NEW YORK Terminator in difficoltà chiede aiuto al presidente Usa Barack Obama. Il governatore della California Arnold Schwarzenegger, temendo una secca sconfitta ai referendum, è volato alla Casa Bianca per evidenziare di fronte alle telecamere una sua vittoria personale nella lotta contro l'inquinamento, quella dell'auto pulita. Il Governatore della California sta vivendo infatti momenti particolarmente difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma anche della bolla immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai minimi storici, con un record negativo del 33%, e solo un miracolo può evitargli il ripetersi della debacle del 2005, quando i referendum proposti dal Governatore vennero tutti seccamente bocciati. I californiani sono stati chiamati alle urne ieri per varare una serie di risparmi (con una serie di tagli sociali e di tetti alle spese) per tentare di far quadrare il bilancio statale, con un rosso record di 42 miliardi di dollari. I sondaggi sono spietati: solo il 25% dei californiani si è detto pronto ad andare a votare e i «no» si avvicinano al 60%. Terminator vince sempre, ma Mr. Freeze viene sconfitto da Batman. Schwarzenegger, 61 anni, l'ex attore di origine austriaca che al cinema di solito trionfa, sta rischiando la fine del protagonista di un suo film semi dimenticato, Batman & Robin, sconfitto dalla crisi economica che ha spinto il Golden State sull'orlo della bancarotta.

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La California è sull'orlo della bancarotta (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 20-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

La California è sull'orlo della bancarotta --> Mercoledì 20 Maggio 2009 SOCIETA, pagina 11 e-mail print Arnold Schwarzenegger Il governatore della California Arnold Schwarzenegger, temendo una secca sconfitta ai referendum, è volato alla Casa Bianca per evidenziare di fronte alle telecamere una sua vittoria personale nella lotta contro l'inquinamento, quella dell'auto pulita «sposata» da Obama. Il Governatore della California sta vivendo infatti momenti particolarmente difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma anche della bolla immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai minimi storici (33%). I californiani sono stati chiamati alle urne per varare una serie di risparmi (con una serie di tagli sociali e di tetti alle spese) per tentare di far quadrare il bilancio statale, con un rosso record di 42 miliardi di dollari. Ma per i sondaggi, solo il 25% dei californiani si è detto pronto ad andare a votare e i no si avvicinano al 60%. Il governatore ha fatto stilare due progetti di budget statale, uno dei quali con l'ipotesi della bocciatura ai referendum. Prevede tagli nel sistema scolastico e nei Servizi sociali, oltre a migliaia di licenziamenti di dipendenti pubblici, senza escludere un aumento delle tasse. Non a caso Schwarzenegger era oggi a Washington, accanto a Obama, per celebrare una sua vittoria personale. Il presidente Usa ha infatti annunciato dal giardino delle rose della Casa Bianca l'auto pulita del futuro, sposando le severissime regole californiane, da sempre le più stringenti negli Usa, sull'inquinamento atmosferico. 20/05/2009 nascosto-->

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Archimede e la leva perduta! pag.2 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 21-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Archimede e la leva perduta! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 21.05.2009 07:51 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! ) del debito delle famiglie americane ha superato di gran lunga il tasso di crescita del reddito disponibile reale e la reale ricchezza è stata frutto della crescita dei mercati azionari e dell'edilizia residenziale. Una parte della crescita del debito a lungo termine è probabilmente da attribuire all'innovazione dell'ingegneria del credito e finanziaria con lo sviluppo di prodotti che hanno ampliato l'accesso al credito delle famiglie americane. Come non ricordare aggiungo io il MEW, l' home equity, il bancomat immobiliare per eccellenza, quella creatura finanziaria che permette di prendere in prestito la rivalutazione di un immobile, fondata sull'assurdità che il valore delle case non avrebbe potuto che salire. A partire dal 2000 tuttavia il ritmo di accumulazione del debito è accelerato notevolmente, come conseguenza di un proliferare dell'emissione di titoli strutturati con garanzia sottostante il debito ipotecario. Nel corso del decennio, una combinazione di fattori come la politica monetaria accomodante ( bassi tassi di interesse ) norme di erogazione del credito ridotte ai minimi termini con la diffusione di pratiche di credito immobiliari esotiche con formile di rimborso spesso demenziali e la cartolarizzazione ( trasferimento del rischio di credito agli investitori ) hanno promosso un rapido sviluppo del credito. L'aumento del livello del debito è stato accompagnato da un aumento del livello della ricchezza tramite la creatività del credito finanziario( MEW e speculazione immobiliare ) La bolla immobiliare è scoppiata nel 2006 e da allora la ricchezza è diminuita drasticamente oltre a quella legata agli indici azionari che ha incominciato a venir meno dalla metà del 2007. Di conseguenza tali eventi hanno eroso le garanzie che sostenevano il ricorso al debito con un rapido calo dei valori segue pagina >>

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Archimede e la leva perduta! pag.4 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 21-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Archimede e la leva perduta! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 21.05.2009 07:51 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! fornisce un esempio recente di un significativo deleveraging a seguito di una bolla immobiliare che è molto utile come riferimento. La bolla del mercato azionario giapponese scoppiò alla fine del 1989 seguita subito dopo da quella immobiliare nei primi mesi del 1991. Quasi 20 anni dopo i prezzi azionari e immobiliari rimangono rispettivamente sotto di oltre il 70 % dal il picco e del 40 %. Nella figura tre vi è un confronto tra il settore aziendale non financial giapponese dieci anni prima e dopo il picco testimoniando come in entrambi i paesi il rapporto di leva è aumentato rapidamente negli anni precedenti al picco. Dopo lo scoppio delle bolle le imprese non financial hanno intrapreso un massiccio deleveraging riducendo il debito del 125 % dal 1991 e del 95 % nel 2001. Se le famiglie americane seguiranno questa dinamica il loro rapporto debito reddito dovrebbe calare del 100 % entro la fine del 2018 per tornare ai livelli del 2002. La figura 4 riporta l'aumento del tasso di risparmio personale americano, risparmio che in precedenza secondo l'analisi era diminuito in seguito alle bolle azionarie e immobiliari. Il recente calo dei due mercati dovrebbe avviare quindi una ripresa del tasso di risparmio. Prendendo sempre in riferimento il Giappone, con un semplice modello dinamico si può individuare il livello di risparmio necessario alla costituzione di un rapporto debito reddito al 100 % nei prossimi dieci anni. Supponendo un tasso di interesse nominale sui titoli di debito del 7 % e un tasso di crescita del reddito disponibile del 5 % e che l' 80% del futuro risparmio verrà utilizato per il rimborso del debito, il tasso di risparmio delle famiglie dovrebbe aumentare dal 4 % attuale a circa il 10 % entro la fine del 2019. Un aumento di questa portata dovrebbe sotrarre circa 3/4 segue pagina >>

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da subprime a cdo la crisi in sette clic - maurizio ricci (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 32 - Cronaca l´analisi Un´intricata rete di interazioni e collegamenti. Come i link di una pagina web 7 6 5 4 3 Da subprime a Cdo la crisi in sette clic MAURIZIO RICCI Miss Smith decide di non comprarsi quella graziosa maglietta made in China, perché, tutto sommato, non se la può permettere. E l´economia mondiale implode. Nei suoi termini elementari, questa è una crisi semplice. Negli ultimi anni, l´economia mondiale è stata trainata dai consumi degli americani. Il resto del mondo (cinesi in testa) produceva cose che gli americani importavano. Quando gli americani hanno smesso, l´economia globale si è afflosciata come un soufflé mal riuscito. Se fosse tutto qui, però, ne saremmo probabilmente già fuori. Ma, da questo nocciolo, parte una intricata rete di interazioni e collegamenti, che rimandano da un passaggio all´altro, come capita quando si imbocca, un clic dopo l´altro, la pista dei link di una pagina web. i consumi Alcuni (non molti) economisti sostenevano che questo ritmo di consumi americani non fosse sostenibile. E perché mai? Se gli americani erano ricchi non potevano permettersi di comprare quel che vogliono? La realtà è che gli americani non erano affatto ricchi. Nell´era Bush, i redditi degli americani sono rimasti più o meno fermi, quando non sono diminuiti. Gli americani compravano con i debiti. Soprattutto sulla casa. Funzionava così. Negli Usa, se comprate una casa a 100mila dollari e il valore di questa casa sale a 150mila, potete tornare dalla banca che vi ha fatto il mutuo e chiedere che vi presti i 50mila dollari in più che vale adesso. Milioni di americani lo hanno fatto per finanziare i loro consumi. La casa, è stato detto, era diventata il bancomat degli americani. case e mutui Perché i prezzi delle case salivano? Perché sempre più gente le comprava. I tassi d´interesse erano bassissimi e le banche si facevano in quattro per distribuire mutui, anche a persone che non avevano i soldi per pagare le rate, a meno di non veder salire il valore della casa comprata. Quando qualcuno ha cominciato a non pagare le rate, il meccanismo si è fermato, i prezzi delle case hanno cominciato a scendere, il bancomat si è prosciugato. Era scoppiata la bolla immobiliare. Non è, però, la prima bolla immobiliare che scoppia. Perché questa volta tanto fracasso? Perché, nel frattempo è cambiata la finanza mondiale. la finanza Tradizionalmente, erano le banche il motore del credito. Prestavano soldi, in base a un rapporto (diciamo 10 a uno) con i depositi che i correntisti avevano portato nelle loro casse. Dagli anni ´80, in nome della deregulation, questa è diventata una parte piccola del meccanismo del credito. Le banche hanno cominciato a prestare, non in rapporto ai depositi, ma in rapporto al proprio patrimonio, cioè ai titoli e agli altri attivi che hanno in cassa. Questo significa che anche chi non è una banca, non ha mai visto un correntista e non ha l´ombra di un deposito si mette a prestare soldi. Anche un hedge fund o una finanziaria. Finchè i titoli salgono di valore, non c´è problema. è quando scendono, che iniziano i guai. Guai grossi, in questo caso, perché, in questi mesi, non si capisce più quanto valgano i titoli che costituiscono gli attivi su cui si muove il credito. Più esattamente, se valgano più di zero. i titoli Di che titoli si tratta, infatti? In buona misura, di titoli legati al mercato immobiliare appena esploso. C´è, infatti, un buon motivo per cui banche e finanziarie distribuivano tanto allegramente mutui senza garanzie (i famosi subprime). Non erano loro a doversi preoccupare che il prestito venisse restituito. I mutui venivano insaccati, insieme ad altri titoli di credito, come le rate sull´acquisto della macchina o i prestiti agli studenti, in apposite obbligazioni (i famigerati Cdo) e vendute agli investitori. Che avrebbero dovuto incassare, in cambio, il flusso dei pagamenti dei vari mutuatari. i cdo Questi titoli, però, non si sono fermati nelle tasche di chi li ha comprati. Sono stati usati come garanzia per ottenere altri prestiti e sono finiti, in generale, negli attivi su cui banche e finanziarie calcolano i crediti che possono erogare. Ma nessuno sa cosa contengano davvero questi titoli, quali mutui verranno regolarmente pagati e quali no, dopo l´esplosione della bolla immobiliare. Sono titoli diventati "tossici", "avvelenati". Non sapendo quale sia il loro attivo, le banche riducono i prestiti. Aziende del tutto sane si vedono rifiutare il rinnovo dei loro prestiti, devono licenziare, i disoccupati riducono i consumi. La crisi si avvita. Tutto si lega: la bolla dei consumi era finanziata dalla bolla dei debiti, alimentata dalla bolla del credito e sono esplose tutt´e tre. Crolla un sistema basato sulla fiducia. la fiducia Ma è anche peggio di così. Il credito non si è solo ridotto, visto che si è ristretta la sua base, cioè gli attivi, i patrimoni delle banche. Si è congelato. Immaginate di essere la banca A. La banca B vi chiede un prestito a 3 mesi, prassi del tutto usuale. Voi già avete pochi soldi in cassa. Vi fidate della banca B? Quanti titoli "tossici" ha in portafoglio? Quanto valgono? E se la banca B fa il botto e non vi restituisce i vostri soldi? Non è un´ipotesi accademica. è quanto è avvenuto con il fallimento della Lehman Brothers nel settembre 2008, forse la vera data d´inizio della crisi del credito. la crisi è una crisi, dice il Fondo monetario, che assomiglia molto a quella del 1929. La differenza è che, questa volta, governi e banche centrali si sono mossi subito, inondando le economie di fiumi di soldi per scongelare il credito paralizzato. Funzionerà? Lo vedremo. Intanto, lo stesso Fondo monetario ha già avvertito che crisi come queste, che nascono da un generale collasso finanziario, sono più lunghe, penose, difficili da risolvere delle normali recessioni.

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Ricomincio da Londra (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 23-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza sezione: I Vostri Soldi Nel Mattone data: 23/05/2009 - pag: 59 autore: di Gabriele Frontoni Ricomincio da Londra Peter Mackaness di Thereadneedle: prezzi dimezzati e trasparenza del mercato faranno rimbalzare per primo il mattone inglese. A partire dal retail Il mercato immobiliare inglese sta scaldando i motori, mentre in Europa ci vorranno ancora due anni prima di assistere a una ripresa del mattone. Parola di Peter Mackaness, property investment specialist di Thereadneedle, secondo cui il forte ridimensionamento dei valori già subito unito a un sistema di valutazione degli asset in mano ai fondi immobiliari più trasparente e realistico rispetto a quello del Vecchio continente, situazione che si traduce in una maggiore liquidità dei portafogli immobiliari britannici in raffronto con quelli dei paesi della zona euro. Per queste ragioni secondo il gestore il mercato anglosassone sarebbe già pronto a ripartire. Che spiega a Milano Finanza le strategie per approfittare della debolezza del mattone evitando di rimanere incastrati nella crisi. 1Domanda. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un fuggi fuggi dal mercato immobiliare inglese legato a doppio filo all'andamento del real estate d'Oltreoceano. Che cos'è cambiato, adesso, per farle ritenere che sia arrivato il momento giusto per tornare a investire sul mattone britannico?Risposta. Dalla seconda metà del 2007 a oggi i prezzi degli immobili commerciali nel Regno Unito sono scesi del 50%. Si tratta del calo più repentino del valore degli immobili degli ultimi vent'anni. Basti pensare che nel corso della precedente crisi economica del 1991-1993, il prezzo del mattone britannico ha subito una contrazione del 28,4%, 22 punti in meno rispetto a quanto visto negli ultimi 24 mesi. Credo che adesso abbiamo quasi toccato il fondo e la ripresa del ciclo economico porterà con sé un nuovo rally del mercato immobiliare.2D. Esiste una correlazione tra il mercato britannico e quello europeo?R. Rispetto al Regno Unito, il real estate europeo è stato contagiato con un certo ritardo dalla crisi originata dai mutui subprime. E questo si dovrebbe tradurre in un periodo di turbolenze nel comparto immobiliare che nel Vecchio continente prevedo possa durare ancora un paio d'anni. Certamente ci saranno paesi come la Spagna o l'Irlanda dove si faranno sentire in maniera più violenta gli effetti dello scoppio della bolla immobiliare. Meno drammatiche, invece, le condizioni di mercato in Francia e Germania. Paesi che hanno già scontato la fase di contrazione dei mercati. In mezzo, l'Italia, dove il settore immobiliare sembra ancora resistere nonostante un livello di prezzi tutt'altro che basso. 3D. Se è vero che Francia e Germania si trovano in una posizione privilegiata rispetto al resto d'Europa, per quale ragione gli investitori dovrebbero continuare a privilegiare i fondi immobiliari britannici a quelli tedeschi o francesi, esponendosi anche a un rischio di cambio che non avrebbero puntando sulla zona euro?R. Esistono due ragioni per preferire ancora la Gran Bretagna all'Europa. E si chiamano trasparenza e liquidità. Nel primo caso, i fondi immobiliari britannici vengono valutati costantemente attraverso un processo di valorizzazione degli asset che consente di sapere in ogni istante il valore reale degli immobili in portafoglio. Questo non avviene nell'Europa continentale dove vige ancora la regola del book value che prevede la valutazione del pacchetto immobiliare di un fondo di investimento in base al valore di iscrizione in bilancio e non a quello di mercato. Valori che in molti casi possono presentare differenze non trascurabili. Come conseguenza, da sempre gli investitori istituzionale preferiscono esporsi sui fondi immobiliari inglesi rispetto a quelli del resto d'Europa, determinando così un livello di liquidità molto più elevato di quello sui titoli di Italia, Francia o Germania. E questo rappresenta un elemento di grande valore per un fondo immobiliare, soprattutto in momenti di incertezza economica come quello attuale. 4D. Quali sono i settori del mercato britannico su cui puntare per sfruttare il vento rialzista atteso per i mesi a venire?R. Il segmento più interessante dovrebbe essere quello retail, sia a Londra che nei centri storici delle maggiori città del paese. E questo a causa del forte deprezzamento degli spazi commerciali registrato nei mesi scorsi e dell'alto rendimento atteso. Al momento il costo dell'indebitamento bancario in Gran Bretagna si aggira attorno al 5,25% a fronte di rendimenti immobiliari che raggiungono l'8%. Il vero problema non è tanto la profittabilità dell'esposizione immobiliare quanto piuttosto il reperimento dei fondi necessari per mettere a segno ottimi affari.5D. Si spieghi meglio…R. È vero che il tasso di interesse sui prestiti alle imprese si attesta a un livello storicamente molto basso. Ma è altrettanto vero che sono pochissime le banche disposte a concedere denaro da investire in immobili. Credo che soltanto sei istituti di credito continuino a sostenere il real estate in Gran Bretagna. Tra questi Royal Bank of Scotland e Hypo Re. Non a caso due banche a maggioranza statale, nazionalizzate nei mesi scorsi dal governo di Londra, una e da quello tedesco, l'altra. Non solo. Dopo la crisi che ha investito il mondo dell'immobiliare britannico, gli istituti di credito hanno fatto una selezione molto attenta sugli investimenti che intendono finanziare. Niente più soldi allo sviluppo di nuovi progetti, soprattutto nelle aree periferiche, e prestiti soltanto alle location di assoluto prestigio. A questo si aggiunga che l'importo massimo del finanziamento di norma non supera il 50-60% del valore degli immobili.

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GRILLI PARLANTI (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-24 - pag: 2 autore: «GRILLI PARLANTI» BLOOMBERG Claude Bébéar Economista e manager 73 anni Potente costruttore del colosso assicurativo francese Axa, Bébéar, considerato il grande vecchio dell'economia francese,ha denunciato le responsabilità di manager e finanziaeri senza scrupoli. Nel 2003 ha scritto Uccideranno il capitalismo, un libro intervista in cui denunciava l'assoluto scollamento tra l'economia reale e la finanza. BLOOMBERG John R. Talbott Università della California 55 anni Autore di un fortunato libro sul pensiero economico di Barack Obama, Obamanomics, l'ex Goldman Sachs John Talbott aveva ottenuto la notorietà per due saggi pubblicati prima della crisi: The coming crash in the housing markete The ending of housing bubble. In entrambi aveva avvertito della bolla speculativa nata intorno al mercato immbibiliare americano. BLOOMBERG Robert J. Shiller Università di Yale 63 anni Irrational exuberance, il saggio di Robert Shiller del 2000, è considerato il testo che con più lucidità ha esaminato la bolla delle società Ineternet. Nella seconda edizione, del 2005, il professore di Yale ha previsto l'esplosione della bolla immobiliare del mercato americano e il suo rapido propagarsi nella finanza e nelle banche di tutto il mondo.

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La ricetta anticrisi di Monti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

La ricetta anticrisi di Monti «Non meno ma più europa» --> Martedì 26 Maggio 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail print La crisi economica e finanziaria ha messo in evidenza che serve più Europa, e non meno. E l'Italia dovrebbe dare l'impulso per rilanciare l'integrazione europea. Mario Monti, economista ed ex Commissario europeo alla concorrenza, non ha difficoltà a riconoscere di essere stato colto di sorpresa da come è esplosa la depressione. Non avendo previsto che la bolla immobiliare degli Stati Uniti sarebbe esplosa con virulenza, Monti si aspettava una crisi «in forme diverse da quanto poi accaduto». Tuttavia la diagnosi non cambia: a monte della crisi ci sono mancanza di regole e di governo della globalizzazione e troppo potere delle lobby finanziarie. 26/05/2009 nascosto-->

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Usa, ancora in calo i prezzi delle case in marzo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Soldionline" del 26-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa, ancora in calo i prezzi delle case in marzo Le tags: macroeconomia usa Commenta l'articolo Marco Delugan martedì, 26 maggio 2009 - 15:24 Una flessione del 19,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risulta dall’ultima lettura dell’indice Case-Schiller per il primo trimestre del 2009. L’indice, elaborato da Standard & Poor's, misura l’andamento dei prezzi delle case nelle 20 più importanti città degli Stati Uniti d’America. Su base mensile, i prezzi sono calati in marzo del 2,2%. Su base annua, nello stesso mese i prezzi sono diminuiti del 18,7%. Secondo David Blitzer, economista di Standard & Poor's, nel mercato immobiliare non ci sarebbero ancora segni di ripresa, almeno per quanto riguarda i prezzi. -->

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Usa: sempre deboli i prezzi degli immobili nelle grandi città (sezione: Mercato immobiliare)

( da "BlueTG online" del 26-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa: sempre deboli i prezzi degli immobili nelle grandi città 26-05-2009 15:50 - I prezzi delle case nelle 20 principali città statunitensi sono calati a marzo oltre le attese, secondo le indicazioni fornite dall'indice S&P/Case-Shiller, crollato del 18,7% su base annua, lo stesso calo registrato il mese precedente dopo il -19% registrato in gennaio, record storico dall'inizio della serie storica nel 2001. Gli economisti prevedevano in media che il ribasso dei prezzi potesse essere pari al 18,3% su base annua. (l.s.)

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Il mutuo a tasso variabile spinge la nuova bolla (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Italia Oggi" del 27-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ItaliaOggi sezione: Edilizia e Appalti data: 27/05/2009 - pag: 13 autore: I tassi bassi di ingresso rianimeranno il mercato in crisi non senza criticità Il mutuo a tasso variabile spinge la nuova bolla Assoimmobiliare: le banche devono informare di più sui rischi per le famiglie Nel gossip pre-assemblea della Banca d'Italia i rischi sui mutui casa a tasso variabile sono un argomento sempre più frequente tra gli invitati al matinée del Governatore del 31 maggio. E con ragione. L'ultimo abbassamento record disposto dalla Banca centrale europea all'1% nel tasso di minimo di rifinanziamento al sistema bancario (ma la Banca d'Inghilterra è allo 0,50%), sta rimettendo in moto, seppure a rilento, il mercato dei mutui a tasso variabile. «Nell'accensione di nuovi mutui si è passati da una distribuzione percentuale 80 a 20 a vantaggio dei mutui a tasso fisso, al 50-50, ovvero alla sostanziale parità tra operazioni a tasso fisso e operazioni a tasso variabile, che le banche registrano attualmente», confermano dall'Associazione bancaria italiana. Buona notizia? In un mercato immobiliare depresso come quello che sta vivendo l'Italia oggi, la ripresa dei mutui a tasso variabile, dopo la sforbiciata disposta dalla Bce, dalla community del mattone viene recepita come una boccata d'ossigeno. Ma qualche osservatore con lo sguardo lungo vi intravede elementi di criticità che in un orizzonte temporale non brevissimo, ma nemmeno di distanza siderale, potrebbe tradursi in una nuova bolla immobiliare. Se, come si sente dire sempre più spesso tra gli osservatori dell'economia reale, i primi segni di arretramento della crisi si avvertiranno già nell'autunno prossimo, non è ardito ipotizzare che l'inizio del 2010 i nuovi tassi d'ingresso nei mutui, sospinti verso il basso dalla politica della Bce, riusciranno a rianimare una domanda che, per ritrovare depressa come oggi, bisogna risalire al 1992-1993. Magari anche allettate dalla prospettiva di una cedolare secca ridotta sui redditi da locazione, le famiglie potrebbero tornare a investire in case, finanziandosi con mutui a tasso variabile, tornati su livelli ben più convenienti di quelli a tasso fisso. Sempre le rilevazioni dell'Associazione bancaria dicono che mediamente oggi il tasso medio d'accesso a un mutuo a tasso variabile è 3,67% (come a gennaio 2005), mentre il tasso medio dei mutui a costo fisso è 5,01% (sui livelli di aprile 2006). E sui nuovi mutui non vale la rete di protezione del decreto Tremonti che ha fatto retrocedere i tassi delle ultime super-rate del 2008 ai tassi del 2006. Le nuove operazioni non sono obbligate a quel salvagente. «Con un'informazione ai mutuatari, le famiglie, che generalmente non è esauriente, che è carente nelle simulazioni statistiche di evoluzione delle rate di mutuo al variare dei tassi», ha lamentato Giovanni Magnifico, uno dei massimi esperti di politica monetaria in Italia, «non è da escludere che l'esperienza della crisi immobiliare si ripeta. C'è da sperare che i mutuatari correggano i loro comportamenti, ma i mutuanti, le banche, sono molto avvantaggiati in termini di competenza». E le note informative che accompagnano i contratti di mutuo raramente aiutano a riequilibrare la bilancia. Una mala pratica diffusa su cui Gualtiero Tamburini, presidente di Assoimmobiliare, lancia una bocciatura secca : «in materia di informazione sui prodotti finanziari con elevato quoziente di rischio, come i mutui, le autorità di vigilanza non hanno fatto tutto quanto si potrebbe fare per informare adeguatamente il pubblico». Se sul piano generale i rischi dunque perdurano, c'è comunque da osservare da parte di singole banche l'introduzione di correttivi volontari. Julia Giavi Langosco

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Wall Street sale con i consumi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-05-27 - pag: 8 autore: Stati Uniti. A maggio l'indice della fiducia è cresciuto molto di più rispetto alle attese degli economisti Wall Street sale con i consumi Lo S&P su del 2,6% - Il Nasdaq è già tornato sui livelli d'inizio anno Daniela Roveda NEW YORK Dal punto di vista dei consumatori americani, il peggio è ormai passato. E Wall Street ieri è volata sulla scia dell'ottimismo rilevato dall'indice della fiducia dei consumatori, schizzato in maggio a un livello che non si vedeva dal 2003. Le Borse hanno deciso quindi di non prestare molta attenzione alla persistente debolezza del mercato immobiliare, dove i prezzi sono ancora in caduta libera e a giudicare dagli ultimi dati non hanno ancora toccato il fondo. Il Dow Jones ha guadagnato così il 2,37%, l'indice S&P 500 il 2,63%, e il Nasdaq il 3,45%. Alla chiusura di ieri il Dow Jones aveva guadagnato quasi il 30% dal minimo toccato il 9 marzo, e gli mancavano 580 punti per ritornare ai livelli di inizio anno; all'S&P 500 mancano 25 punti per recuperare interamente le perdite del 2009, mentre il Nasdaq ha ormai colmato quel divario e si trova oggi a un livello dello 0,6% più alto che il primo gennaio. L'indice della fiducia, un indicatore delle aspettative dei consumatori per i prossimi sei mesi, è balzato in maggio a 54,9 dal 40,8 di aprile, un livello ben superiore al 46,7 atteso in media dagli economisti americani. L'ottimismo pare dovuto al recente trend al rialzo delle Borse, al calo dei tassi sui mutui, e a una lieve diminuzione del numero di licenziamenti. «Benché la fiducia sia ancora bassa in paragone alla media storica, i consumatori ormai credono che il peggio sia alle spalle», ha detto ieri Lynn Franco, direttrice del centro di ricerca Conference Board che compila l'indice mensile. Uno sguardo al mercato immobiliare, tuttavia, potrebbe suggerire che l'ottimismo degli americani sia forse esagerato. I prezzi delle case nelle 20 più grandi aree metropolitane sono caduti del 18,7% in marzo rispetto all'anno precedente, dopo aver registrato un calo del 19% in febbraio. Il numero di immobili confiscati ha raggiunto il livello record di 342.038 in aprile battendo quello segnato in marzo, e l'enorme numero di case pignorate rimesse in vendita non fa altro che contribuire a ulteriori cali dei prezzi. La crisi del mercato immobiliare ha innescato un tipico circolo vizioso: il calo dei prezzi delle case ha abbassato la ricchezza dei consumatori, i quali di conseguenza sono costretti a risparmiare di più e spendere di meno; il calo della spesa dei consumatori contribuisce a sua volta a far scendere la domanda aggregata spingendo le aziende a licenziare per contenere i costi. L'aumento della disoccupazione fa scendere i redditi, fa salire i mutui in sofferenza e i pignoramenti. Per questo motivo molti economisti credono che la ripresa attesa per la seconda metà dell'anno sarà debole, mentre la Federal Reserve ritiene che l'economia sia ancora in recessione. Il tasso di disoccupazione resta alto (8,9%) ed è destinato ad aumentare ancora, e in queste circostanze è improbabile che la Borsa possa continuare a salire. © RIPRODUZIONE RISERVATA Consumatori in campo a Broadway. Ecco il nuovo volto di Times Square, diventata isola pedonale per ridurre il traffico e dare spazio allo shopping AP/LAPRESSE

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Economia, torna il fattore umano (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 27-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera sezione: Terza Pagina data: 27/05/2009 - pag: 33 Scenari Due studiosi criticano le teorie liberiste che hanno dominato la scena negli ultimi trent'anni Economia, torna il fattore umano Akerlof e Shiller: nel mercato più che la ragione valgono le emozioni di FEDERICO FUBINI J ack Welch, il manager più celebre del XX secolo, nel raccontare la sua vita credeva di parlare di sé, invece è andato vicino a una teoria. O, magari, ha abbozzato una diagnosi involontaria su ciò che è andato storto nel capitalismo degli ultimi anni, quelli del tardo reaganismo. «In tutta la mia carriera non ho mai voluto vedere un progetto prima che qualcuno me lo presentasse», racconta Welch nella sua biografia scritta quando nel 2004 lasciò, dopo vent'anni, la guida di General Electric. «Per me il valore di quelle sessioni non era nei bilanci, era nelle teste e nei cuori delle persone che venivano al nostro quartier generale in Connecticut. Volevo scavare, andare oltre i faldoni e verso i pensieri che li avevano ispirati. Dovevo vedere il linguaggio non verbale degli investitori, la passione che infondevano nei loro ragionamenti ». I manuali pieni di modelli per stimare la profittabilità futura, dice Welch, erano «libri morti». Di questo brano preso da Jack: Straight from the Gut («direttamente dalla pancia») si sono ricordati di recente due uomini che di modelli econometrici si sono nutriti fin dall'adolescenza. Il primo si chiama George Akerlof, ed oltre ad aver sposato la presidente della Federal Reserve di San Francisco, Janet Yellen, ha vinto un Nobel per l'economia grazie ai suoi studi sui «limoni», ossia sull'«incertezza della qualità dei meccanismi di mercato». Il secondo invece risponde al nome di Robert Shiller, insegna a Yale, ha previsto due su due delle ultime crisi ed è, di per sé, un numero vivente: il suo indice del mercato immobiliare (lo «S&P's Case/Shiller») dà ogni mese lo stato di salute dell'economia americana, e anche ieri segnava febbre alta. Significherà dunque qualcosa se Akerlof e Shiller hanno unito le loro forze. Lo hanno fatto per un volume in uscita oggi in Italia ( Spiriti animali. Come la natura umana può salvare l'economia, Rizzoli) che parla più di Welch che di econometria, più di psicologia ed emozioni che di numeri o relazioni meccaniche fra cause ed effetti. Come minimo, significa che il soqquadro degli ultimi due anni si sta estendendo al mondo intellettuale, e da lì ai responsabili di politica economica, ai leader nazionali e alle opinioni pubbliche. In ultima analisi, ci dicono Shiller e Akerlof, le onde del sisma partito dai subprime si propagheranno al modo in cui ognuno di noi vive relazioni fondamentali dell'esistenza come il lavoro, la casa, il risparmio e i tassi d'interesse, che i due definiscono «il prezzo del tempo». Il loro libro è sì un riflesso di quei 12 mila miliardi di dollari delle famiglie americane finiti in cenere in venti mesi, ma è anche uno di quelli che segnano un cambio d'epoca. Va detto che i due autori vedono in tutta questa devastazione semmai una conferma delle loro idee, eppure proprio queste macerie permettono loro di mettere a fuoco molto meglio come l'economia non sia affatto il regno della razionalità e come i mercati non tendano per niente, se lasciati indisturbati, verso l'equilibrio virtuoso che molti credevano. «Per capire come funziona davvero l'economia è necessario incorporare gli spiriti animali nella teoria macroeconomica», scrivono gli autori. Secondo loro gli ultimi trent'anni, quelli segnati da Reagan e Thatcher nella società e da Milton Friedman e dal liberismo puro della scuola di Chicago nella teoria, sono andati «nella direzione sbagliata». Ciò è potuto succedere, scrivono, «perché ci si è focalizzati su come si comporterebbe l'economia se le persone avessero soltanto motivazioni economiche e fossero pienamente razionali ». Per Akerlof e Shiller, sono false entrambe queste verità. Lo testimoniano quell'1,3 miliardi di carte di credito esistenti negli Stati Uniti: in media oltre quattro per abitante, neonati inclusi. E lo riafferma l'osservazione nei test in vivo che l'americano medio, un esemplare sociale spesso sull'orlo della bancarotta, spende fra il 60 e il 110 per cento di più quando può pagare con la carta anziché in contanti. «Al contrario notano i due chi non ha una carta di credito ha attivi finanziari molto più alti rispetto al suo reddito». Nel libro di Akerlof e Shiller, così come nella realtà sotto gli occhi di tutti, si sprecano altri esempi di come gli «spiriti animali», ossia molto umani, facciano a pugni con le teorie sulla razionalità dei mercati. Anche per questo i due sono seguaci dell'economia comportamentale, quella che appunto fa i conti con l'imperfezione naturale delle persone. Ma Akerlof e Shiller cercano di muovere un passo più in là e mettere sotto il microscopio questi «spiriti animali». C'è la fiducia e il suo contrario, il panico, che si propagano come virus; c'è il senso di equità, la malafede, l'«illusione monetaria » che impedisce di vedere oltre il velo dell'inflazione. Ma soprattutto contano le «narrazioni», realtà intangibili ma decisive sulla natura dell'economia e il suo andamento. Tipiche sono la narrazione delle promesse di ricchezza nella bolla tecnologica o quella sulle possibilità di rifinanziare il proprio mutuo estraendo prestiti all'infinito grazie alla crescita senza sosta del prezzo delle case. Del resto, scrivono gli autori, «la mente umana è progettata per pensare in termini narrativi sequenze di eventi che ci appaiono come un'unità di senso compiuto». Non decidiamo sulla base di numeri, ma di storie. Sulle manie speculative John Kenneth Galbraith scrisse qualcosa di simile nella sua Breve storia dell'euforia finanziaria (Bur) alla fine degli anni Ottanta, che Shiller e Akerlof curiosamente non citano. Ma i due oggi ne traggono la lezione che il governo dovrà essere in futuro più presente e attivo «per stabilire le regole e fungere da arbitro». Gli autori usano la metafora del genitore che controlla l'emotività dei figli, facendo balenare la prospettiva, che non desiderano, di uno Stato paternalista. Ma questa sarà magari la polemica del prossimo libro. Per ora, con Spiriti animali, Akerlof e Shiller spingono il capitalismo a voltare pagina. ILLUSTRAZIONE DI CONC

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(sezione: Mercato immobiliare)

( da "Adige, L'" del 29-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

«Più politica accanto al mercato» L'analisi di Padoa-Schioppa «Ma ora il peggio è passato» ANDREA GROSSELLI «La malattia nasce da una condotta di vita malsana e lascerà tracce durature. Il paziente, anche una volta guarito, sarà tenuto a un regime di vita diverso». La diagnosi di Tommaso Padoa-Schioppa ha il pregio di essere diretta, schietta. Ma non ha nulla di consolatorio. Per il ministro dell'Economia del governo Prodi II, il paziente sono i Paesi occidentali, gli Stati Uniti in primo luogo, che d'ora in poi potranno svilupparsi, ma ad un ritmo diverso, seguendo appunto un regime di vita per certi versi più morigerato. A portarci sull'orlo del baratro - per l'Ocse la recessione sarà la peggiore del dopoguerra - non è stata infatti solo la finanza e le sue formule tanto misteriose da risultare indecifrabili ai propri demiurghi. Il colpevole è la crescita economica squilibrata, fondata su consumi esasperati e debiti illimitati. Ma come hanno fatto politici, banchieri, economisti a non accorgersi degli immensi squilibri tra le economie emergenti e quelle avanzate, e soprattutto dentro queste ultime? La risposta sta nel titolo dell'ultimo libro del professor Padoa-Schioppa, «La veduta corta». A renderci ciechi è stata l'incapacità di gettare l'occhio oltre le fluttuazioni giornaliere del Dow Jones, oltre l'ultimo sondaggio d'opinione, oltre il giardino apparentemente ordinato di casa propria. Per riprendersi, ora serve uno sguardo largo, capace di comprendere i mutamenti in corso su scala mondiale e sul lungo periodo. Urge un «kantiano» governo mondiale della globalizzazione, i cui segnali di vita oggi sono deboli, contraddittori. Lo dimostra l'assenza politica dell'Europa rispetto alla crisi. Una verità, quest'ultima, ancor più amara per chi, prima di fare il ministro, ha dato un contributo diretto, dall'interno della Bce, alla nascita dell'euro. Professore, come sta oggi l'economia mondiale? Qual è il decorso della malattia? Probabilmente il peggio è passato. Ma il malato non è ancora guarito e c'è il rischio di ricadute. Di più non si può dire. In fondo, passata la fase più acuta, anche i medici difficilmente sciolgono subito la prognosi. Le cure messe in atto dai diversi governi stanno facendo effetto? Sebbene in economia non si abbia mai la controprova, sembra che qualche effetto lo abbiano prodotto. Le prime terapie servivano a superare la fase acuta, non certo a cambiare modello di vita.. Ora il ritmo di discesa è rallentato. Ma sempre di discesa si parla. Veniamo alle cause. È tutta colpa della finanza? Non condivido quest'idea. All'origine della crisi c'è un modello di crescita squilibrato fondato sui consumi e sul debito, modello che non nasce nella finanza, sebbene questa poi lo abbia assecondato. La finanza va giustamente criticata per l'imprudenza con cui ha creato bolle speculative e strumenti indecifrabili per le stesse imprese finanziarie. Ma è anche vero che chi la finanza doveva controllarla, non lo ha fatto a sufficienza. Nel traffico di una città dove il codice della strada non viene fatto rispettare, si hanno inevitabilmente gravi incidenti, ma non sarebbe giusto limitarsi a criticare gli autisti imprudenti. A chi faceva comodo questa crescita squilibrata? Prima della crisi, ha fatto comodo a tutti. L'economia mondiale cresceva di più, la disoccupazione era bassa, negli Usa si diceva che anche i poveri potevano acquistare casa, Bush è stato rieletto nel 2004 con un'economia in espansione. Di tutto questo ne beneficiava anche l'Europa. Allora quali sono i cambiamenti da introdurre? Nel mio libro ne indico tre. Bisogna smettere di illudersi che i mercati possano regolarsi autonomamente. Va radicata la consapevolezza che ad mercato globalizzato si deve affiancare una sovranità politica condivisa. Infine bisogna individuare meccanismi istituzionali che correggano la veduta corta, in economia, in finanza e anche in politica. Mentre si parla di recessione globale, quasi non ci si accorge che in grandi Paesi come India e Cina, la crescita continua nonostante la crisi. Per questi Paesi lo sviluppo economico significa uscire dalla povertà. Anche per questo, passata la fase acuta della crisi, continueranno a crescere. Diversa e più complessa è la questione per le economie avanzate. In teoria potrebbero mantenere alto il tenore di vita anche senza crescita. Ma così rischierebbero di bloccare lo spazio di esportazione e di sviluppo dei Paesi emergenti. Il tema è quindi individuare un modello di crescita differenziata e politiche coordinate che globalmente possano realizzarlo. La crisi sta forse inducendo alcuni cambiamenti strutturali. La Cina punta ad un sistema sanitario pubblico così da liberare risorse per la domanda interna. Gli Usa, in aggiunta, sembrano scommettere sulla green economy. Una certa consapevolezza della necessità di cambiare il modello di sviluppo c'è. Questa è la sfida degli anni prossimi. I cambiamenti cui accennava rappresentano già l'adozione di uno stile di vita diverso, più sostenibile. Certo, si tratta di un cammino molto difficile. Questa sfida, questo cammino dovranno essere assunti e incarnati da nuove istituzioni internazionali? Le migliori organizzazioni internazionali sono quelle nate dalla Seconda guerra mondiale. L'Onu, il Fmi, la Banca Mondiale e il l'organismo più recente, il Wto. Esse debbono essere messe in grado di svolgere un ruolo più attivo. Non credo che senza queste istituzioni e senza una svolta kantiana, il mondo si possa incamminare spontaneamente lungo la buona strada. Come scrivo nel mio libro, tra i tanti futuri possibili dobbiamo individuare quello migliore e adoperarci per realizzarlo. L'Europa ha un ruolo in questo cammino? Lei sostiene che l'Unione oggi dimostra tutta la propria incompiutezza. Sì. Lo certifica anche la crisi dell'auto: è di dimensione europea eppure Bruxelles è completamente assente. La stessa Bruxelles gestì invece in passato la crisi dell'acciaio a livello europeo. Oggi l'Europa è un soggetto privo di una politica economica comune. E' una espressione geografica. Un'assenza particolarmente grave, sembrerebbe di capire. Molto grave, perché rischia di far deflagrare il mercato unico che è stata la macchina della prosperità europea. Non solo. Fa mancare al mondo il soggetto che più energicamente potrebbe contrastare i protezionismi con il proprio esempio. E l'Italia? Qual è lo stato di salute del nostro Paese dentro il grande crollo? In Italia i germi della crisi sono meno virulenti che altrove. In fondo il sistema bancario era meno esposto, il debito delle famiglie ridotto, non c'era una bolla immobiliare in atto. L'infezione quindi non ha attaccato l'Italia in maniera particolarmente violenta. Il problema è che l'organismo è più gracile, debilitato da costi ed inefficienze eccessive degli apparati pubblici, da rigidità di vario tipo, da strutturali debolezze di natura produttiva. Su queste bisogna agire. 29/05/2009

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Crisi: Gb, prezzi case salgono a sorpresa a maggio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 29-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Crisi: Gb, prezzi case salgono a sorpresa a maggio ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 29.05.2009 09:10 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 29 MAG - I prezzi delle case nel Regno Unito a maggio sono balzati a sorpresa dell'1,2%. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg. I dati della Nationwide Building Society evidenziano dunque un rallentamento della crisi immobiliare. Il prezzo medio di un'abitazione e' cresciuto infatti a 154.016 sterline, dopo aver segnato una caduta dello 0,3% ad aprile. Gli economisti avevano invece stimato un calo dello 0,9%.

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CRISI: GB, PREZZI CASE SALGONO A SORPRESA A MAGGIO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 29-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Crisi: Gb, prezzi case salgono a sorpresa a maggio di ANSA Incremento dell'1,2%, gli analisti stimavano -0.9% -->(ANSA) - ROMA, 29 MAG - I prezzi delle case nel Regno Unito a maggio sono balzati a sorpresa dell'1,2%. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg. I dati della Nationwide Building Society evidenziano dunque un rallentamento della crisi immobiliare. Il prezzo medio di un'abitazione e' cresciuto infatti a 154.016 sterline, dopo aver segnato una caduta dello 0,3% ad aprile. Gli economisti avevano invece stimato un calo dello 0,9%.

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Dove c'è fiducia, c'è più economia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-30 - pag: 17 autore: Dove c'è fiducia, c'è più economia Molte decisioni cruciali vengono prese perché sentiamo «con la pancia» che sono giuste di George A. Akerlof e Robert J. Shiller Q uando l'economia è in recessione, i giornalisti e gli esperti ci dicono che bisogna «ripristinare la fiducia ». Era questa l'intenzione di J.P. Morgan dopo il crollo delle Borse nel 1902, quando promosse un consorzio di banchieri per investire nel mercato azionario; impiegò la stessa strategia nel 1907. Franklin Roosevelt analizzò la Grande Depressione in termini simili. «L'unica cosa che dobbiamo temere - dichiarò nel suo discorso d'insediamento nel 1933 - è la paura stessa». Nello stesso discorso affermò: «Non ci hanno colpito la peste o le locuste». Fin dai tempi della fondazione degli Stati Uniti, le flessioni dell'economia sono state viste come il risultato di un calo di fiducia. Gli economisti danno un'interpretazione particolare al termine "fiducia". Molti fenomeni sono caratterizzati da due (o forse più) equilibri. Per esempio, se nessuno ricostruisce per primo la sua casa a New Orleans dopo l'uragano Katrina, nessun altro vorrà ricostruire la propria: chi mai vorrebbe vivere nel deserto, senza vicini di casa e senza negozi? Ma se molte persone ricostruiscono a New Orleans, allora vorranno farlo anche altri. Quindi potrebbe crearsi un equilibrio positivo (ricostruzione), nel qual caso diciamo che c'è fiducia. Ma potrebbe anche esserci un equilibrio negativo (non ricostruzione), e quindi mancanza di fiducia. In quest'ottica, la fiducia non è altro che una previsione, in questo caso riguardo al fatto che gli altri ricostruiscano oppure no. Una previsione fiduciosa è quella che immagina un futuro roseo; una previsione sfiduciata immagina un futuro cupo. Ma se cerchiamo il termine «fiducia» nel dizionario, vediamo che è qualcosa in più di una previsione. Il dizionario dice che significa «credenza» o «piena convinzione». La parola proviene dal latino fido, «io ho fede». La crisi di fiducia in cui ci troviamo al momento della stesura di queste pagine si definisce anche «crisi del credito». La parola «credito» deriva dal latino credo, «io credo». Alla luce di queste ulteriori sfumature di significato, il punto di vista degli economisti, basato su equilibri binari fra previsioni rosee e previsioni cupe, sembra incompleto. Gli economisti hanno espresso solo in parte il significato di «fede» o «convinzione». La loro visione implica che la fiducia sia razionale: le persone usano le informazioni disponibili per fare previsioni razionali, poi prendono una decisione razionale sulla base di quelle previsioni razionali. Certamente spesso si prendono decisioni in questo modo, in piena fiducia; ma la nozione di «fiducia» non si esaurisce in questo. Il senso proprio della fede è spingersi oltre il razionale: la persona che davvero ha fede spesso rigetta o tiene in poco conto certe informazioni. Addirittura, può non elaborare razionalmente le informazioni disponibili; e anche se le ha elaborate razionalmente, può non agire di conseguenza in modo razionale. Agirà in base a ciò che è convinta sia vero. Se è questo che intendiamo per fiducia, allora capiamo subito perché, se varia nel tempo, la fiducia dovrebbe svolgere un ruolo centrale nel ciclo economico. Perché? Perché nei periodi positivi, la gente si fida: prende decisioni in modo spontaneo, sa istintivamente che avrà successo, è meno sospettosa. Il valore degli asset sarà alto e forse tenderà ad aumentare. Finché le persone rimangono fiduciose, la loro impulsività non sarà evidente. Ma poi, quando la fiducia svanisce, la marea cala, rivelando la nudità delle loro decisioni. La stessa parola «fiducia », poiché implica un comportamento che esula da un approccio razionale alle decisioni, indica il motivo per cui essa svolge un ruolo centrale in macroeconomia. Chi è fiducioso esce a far compere; chi non lo è resta a casa, e vende. La storia dell'economia è piena di questi cicli di fiducia e ritirata. A chi non è mai capitato, durante un'escursione, d'imbattersi nei binari di una ferrovia da tempo abbandonata, un sogno di ricchezza ormai svanito? Chi non ha mai sentito parlare della "grande bolla dei tulipani" nell'Olanda del Seicento? Un Paese che è famoso, potremmo aggiungere, per gli intraprendenti borghesi dipinti da Rembrandt, e che ha la nomea di essere il popolo più cauto del pianeta. Chi ignora che nel Settecento persino Isaac Newton – padre della fisica moderna e del calcolo – perse una fortuna nella bolla dei Mari del Sud? Tutto ciò ci porta a Trondheim. Akerlof aveva archiviato nel punto sbagliato del cervello l'osservazione scaturita dal milione di dollari che un suo parente aveva pagato per comprare una casa nella città norvegese. Avrebbe dovuto notare che i prezzi degli immobili a Trondheim non erano soltanto indicativi di una strana impennata nei prezzi degli immobili in Scandinavia; erano parte di una bolla immobiliare mondiale. Si era fidato troppo. Ma questo ci conduce ancor più indietro, al brano in cui Keynes parla degli spiriti animali. Quando le persone prendono decisioni importanti sugli investimenti, devono basarsi sulla fiducia. Ma la teoria economica standard suggerisce altrimenti. Essa descrive un processo formale per prendere decisioni razionali: si considerano tutte le opzioni disponibili, si considerano gli esiti di tutte quelle opzioni e quanto sarebbe vantaggioso ciascun esito. Si soppesano le probabilità di ciascuna opzione, e solo a quel punto si prende la decisione. Ma siamo davvero in grado di fare tutto ciò? Siamo in grado di stabilire quali sono quelle probabilità ed esiti? Oppure, al contrario, le decisioni economiche – e anche molte decisioni personali su quali beni comprare e conservare – sono prese molto più sulla base del fatto che ci fidiamo oppure no? Non coinvolgono forse processi decisionali più simili a quelli che intraprendiamo quando giriamo una frittella o colpiamo una pallina da golf? Molte nostre decisioni, comprese alcune fra le più importanti nella vita, sono prese perché "sentiamo" che sono quelle giuste. John F. "Jack" Welch, da tempo amministratore delegato della General Electric nonché manager tra i più importanti del mondo, afferma che le decisioni di quel tipo sono prese «direttamente con la pancia». Ma a livello macroeconomico, nell'aggregato, la fiducia va e viene; a volte è giustificata, a volte no. Non è solo una previsione razionale: è il primo e il più cruciale dei nostri spiriti animali. Gli autori hanno scritto il libro «Spiriti animali» da cui pubblichiamo un estratto. Il Nobel George A. Akerlof è intervenuto ieri a Trento

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PAOLO GHEZZI C'erano economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei anni prima, come Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Adige, L'" del 31-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

PAOLO GHEZZI C'erano economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei anni prima, come Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale PAOLO GHEZZI C'erano economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei anni prima, come Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale. Ma erano pochi. E poco ascoltati. Ma nessuno ha potuto pronosticare il tracollo finanziario dell'estate 2007, con l'esplosione dei mutui subprime , perché è stato un terremoto e gli economisti non sono indovini. Su questo si sono trovate d'accordo accusa (Roberto Perotti) e difesa (Luigi Guiso). Ma secondo Perotti i macroeconomisti sono colpevoli perché non hanno saputo capire (e non si sono preoccupati di studiare a sufficienza) i meccanismi finanziari dell'economia-ombra che stavano mettendo a rischio le basi stesse del sistema anche per colpa dei bassissimi tassi di interesse della Federal Reserve. «Il problema non è che non abbiamo profetizzato il momento del grande shock, ma che non abbiamo saputo neppure prevederne le conseguenze». E questo non per eccesso di teorie astratte o perché crediamo ancora nelle aspettative razionali e nei mercati efficienti, no, per ignoranza specifica: «Non avevamo capito - ha insistito Perotti - come funzionavano le senior tranches dei debiti cartolarizzati, non capivamo la finanza ombra. Molti di noi non sapevano come funzionavano i mutui, non solo gli hedge funds ». Sarà dura, per gli studenti della giuria, decidere se gli economisti meritano la condanna o l'assoluzione (Talbott, in altra sala, ha suggerito a Perotti di chiedere la pena di morte: «sono contrario ma in questo caso farò un' eccezione») dopo un'estenuante udienza di mezzogiorno durata un'ora e tre quarti. Oggi leggeranno il verdetto prima del secondo processo, quello ai controllori e ai politici. Il difensore Guiso ha evidenziato che non pochi economisti hanno descritto bene il pericolo di un grande tracollo: ma la tempistica dell'evento non era a portata della scienza economica, che oltretutto è scienza sociale, e non naturale. E poi «anche se avessero saputo quando ci sarebbe stato il crac, che cosa avrebbero potuto fare? Se avessero diffuso la notizia, avrebbero solo anticipato lo shock: non puoi mica evacuare l'economia come si fa con le navi in fiamme!». Mancando i testimoni d'accusa (evidentemente Perotti si sentiva sufficientemente forte da solo) il testimone a difesa Persico ha citato l'«Irrational Exuberance» del professor Shiller, che nel 2005 prevedeva l'esplosione della bolla immobiliare, ma anche la leader delle prostitute italiane Carla Corso che viceversa si fidava delle dritte del cronista di borsa Everardo Dalla Noce (ex cronista sportivo): ma perché gli italiani si affidano ai promotori finanziari la cui associazione è presieduta da un laureato in giurisprudenza ex arbitro di calcio? L'accusatore Perotti si è lanciato alla fine nell'autocritica più dura: «Io non sapevo, ma molti di noi macro-economisti hanno continuato a scrivere articoli su cose che non comprendevamo. Facendo autocritica, mi dicono, porti pane ai denti di Tremonti. Ma se la nostra categoria deve ritrovare credibilità, non si può far finta di niente. E tacere come proponeva Sartre negli anni Cinquanta, di fronte agli orrori staliniani, per non turbare gli operai comunisti della Renault». Rimane l'impressione che il processo agli economisti non riesca a toccare il nocciolo duro del problema: il forte condizionamento derivante dall'avidità umana ( greed ). E l'altra impressione del primo processo in Sala Depero è che non avessero tutti i torti i vecchi teologi - che sapevano di economia senza saperlo - quando dicevano che il denaro è lo sterco del diavolo. Banale aggiungere che il suddetto diavolo fa le pentole e non i coperchi? Banale almeno quanto dire, come ieri il peraltro brillante difensore: «Sorry, nessuno è perfetto. Neanche gli economisti. Vorreste condannarci per questo?». Oh sì, se è vero che eravate complici come ha detto il testimone di difesa-accusa Roubini, oh sì che dovreste pagare anche voi, insieme ai maghi della finanza-ombra che avete troppo a lungo ignorato o incoraggiato, nella bolla dell'euforia che - ha detto Roubini - funziona così: «When we are in the bubble, everyone benefits». Appunto. In galera i profittatori non pentiti. 31/05/2009

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Date un mutuo per l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore dell'immobile, anche a chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e nessun patrimonio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Adige, L'" del 31-05-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Date un mutuo per l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore dell'immobile, anche a chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e nessun patrimonio Date un mutuo per l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore dell'immobile, anche a chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e nessun patrimonio. Garantitegli tassi di interesse minimi per i primi due anni e, dopo averli alzati, date la possibilità di rinegoziare il mutuo offrendo nuovi finanziamenti. Estendente questi mutui in tutte le città d'America per un giro d'affari di 2.500 miliardi di dollari negli ultimi otto anni, tanto da far schizzare i costi delle abitazioni del 50% in due anni. Impacchettate i mutui in azioni e riempite i caveau della banche di titoli a rischio. Fate tutto questo e vi ritroverete nella più grande bufera finanziaria dal secondo dopoguerra. È l'effetto dei mutui subprime, dove sub sta per «sotto» e prime per «mutuatari di prima scelta», quelli capaci di onorare i debiti. Lo ha analizzato ieri fin nei minimi dettagli Annamaria Lusardi, bocconiana ma oggi docente di finanza al Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire, davanti ad un pubblico al solito attento e competente. Ma allora di chi è la colpa del crollo della finanza? Non sarà mica solo di chi aspirava a vivere come ad O.C. o Beverly Hills? No, certo. «Sono i broker - ha spiegato Lusardi - ad aver offerto denaro facile a condizioni di altissimo rischio. Poi ci si è messa la cartolarizzazione. Infine qualche responsabilità è della politica americana che, dal 1994, ha spinto le istituzioni finanziarie a garantire mutui casa anche ai poveri». Insomma, i desideri di ricchezza sarebbero rimasti tali se non ci fosse stato qualcuno pronto a soddisfarli cercando di guadagnarci voti o denari. La ricetta per evitare questi rischi? Per la professoressa del Dartmouth College, la soluzione passa per l'alfabetizzazione finanziaria di massa. «Come ci vuole la patente per guidare un auto - ha proposto Lusardi - così bisognerebbe imporre un patentino anche a chi fa un mutuo». Sarà anche vero che quasi il 65% degli americani non è in grado di calcolare il tasso di interesse composto della propria carta di credito, ma la proposta di Lusardi è stata accolta con freddezza dal popolo dello scoiattolo. Che ieri, nell'aula rossa della Facoltà di economia, ha dato l'ennesima lezione di competenza e passione, lanciando proposte convincenti. C'è chi ha chiesto corsi di finanza per i politici, chi ha invocato la regolamentazione dei derivati, chi ha ricordato il precedente della bolla immobiliare in Giappone, chi infine, da accademico, ha lanciato la proposta di fare come in farmacia. «Nel dibattito scientifico - ha ricorda Roberto Tamborini, professore a Trento - si sta affermando l'opinione che gli strumenti finanziari dovrebbero essere trattati come i medicinali. Ciascuno da solo può entrare in farmacia ed acquistare i prodotti da banco, ma per le medicine più complesse ci vuole la ricetta del medico». Ed è scattato l'applauso. Secondo il popolo dello scoiattolo, per evitare i rischi finanziari è meglio la ricetta del medico della patente. 31/05/2009

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il federalismo all'italiana - (segue dalla prima pagina) (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 01-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 20 - Commenti IL FEDERALISMO ALL´ITALIANA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) O invece, dopo il Piano A e il Piano B (discussi su questo giornale il 21 marzo e il 14 aprile), è in corso un Piano C? Piccolo flashback. Il dl 112 (giugno 2008) conteneva un progetto di social housing con capitali pubblici e privati: una casa per le categorie svantaggiate (famiglie a basso reddito, anziani, immigrati), con fondi immobiliari e finanziamenti pubblici per alloggi in affitto a canone concordato. Smentendo se stesso, in marzo il governo usa la stessa etichetta ("piano casa") per un progetto opposto. Zero capitali pubblici, zero social housing: il decreto si rivolge a chi la casa e i soldi li ha già (o può farseli prestare) e vuole aumentare la volumetria della propria abitazione dal 20% al 35 %, «in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi», nonché in barba al Codice dei Beni Culturali, imponendo alle Soprintendenze il silenzio-assenso e l´asservimento alla conferenza dei servizi. Nella fretta, persino le norme antisismiche vengono drasticamente "semplificate". Per trovare un accordo Stato-regioni, nell´incontro del 31 marzo il governo s´impegna a emanare un decreto-guida entro 10 giorni, dopodiché le regioni avranno 3 mesi per legiferare. Ma il 6 aprile il terremoto d´Abruzzo, aprendo gli occhi anche ai ciechi sui suoi aspetti più irresponsabili, fa saltare quel piano, e ne nascono varie versioni più edulcorate, ma ancora ricche di sanatorie e depenalizzazioni. E´ così che nasce, in forma residuale, il Piano C. La sua filosofia è presto detta: anche se l´accordo del 31 marzo è saltato, e in nessun caso ha valore di legge, anche se il decreto-guida del governo non c´è, si conviene tacitamente di fare "come se". L´avv. Ghedini dichiara il 22 aprile che «il piano-casa è pronto. Dopo l´approvazione del governo, le regioni avranno tre mesi di tempo per recepirlo». Il piano-casa non è né pronto né approvato, ma le regioni, più realiste del re, si affrettano a legiferare. Prima della classe, la Toscana ha già dall´8 maggio la propria legge; in dirittura d´arrivo Veneto, Sicilia, Lombardia, Campania, Lazio, Umbria, Liguria, Friuli, Piemonte, Marche; segnali di fumo anche da altre regioni. L´accordo politico del 31 marzo viene trattato come se avesse valore di legge, con una sorta di effetto-annuncio per trascinamento che (come nei dispotismi di antico regime) si basa di fatto sulle dichiarazioni di Berlusconi. Che cosa dicono queste leggi regionali, prive di base normativa in una legge nazionale? La Toscana (L. 24) consente di ampliare la propria casa del 20% o del 35% su semplice presentazione di d.i.a. (dichiarazione di inizio attività), proprio secondo la formula Berlusconi. Il Veneto (ddl 398) incentiva escrescenze fino al 40%, inclusa la «ricomposizione planivolumetrica con forme architettoniche diverse dalle sagome degli edifici originari». La Sicilia (ddl 386), onde «dar seguito alle prime indicazioni del governo nazionale», non trova di meglio che recepire il testo del Veneto. La Lombardia autorizza escrescenze volumetriche fino al 40% in caso di "riqualificazioni". In Liguria, dichiara Burlando, «gli ampliamenti del 20%, finora ammessi solo con qualche vincolo, saranno un diritto di tutti». L´Umbria (ddl 1553) innesta il proprio "piano casa" su un "governo del territorio" che ignora i contenuti prescrittivi del piano paesaggistico previsto dal Codice. Si è dunque ribaltata la sequenza di legge, e senza aspettare il decreto del governo le regioni si danno da fare, con norme più restrittive (Toscana) o più sbracate (Veneto, Sicilia). Il governo, a rimorchio delle regioni, non farà che controfirmare misure già approvate. In questo sgangherato federalismo all´italiana, il governo nazionale abdica al ruolo dello Stato, lo riduce a un effetto-annuncio che inneschi il fuoco di fila delle regioni. Tanta concordia fra Stato e regioni si basa sul dogma che il piano-casa aiuti a uscire dalla crisi economica. Ma la crisi finanziaria mondiale è stata innescata dalle perdite (oltre quattro trilioni di dollari secondo il Fmi) subite da banche e agenzie di credito americane per l´eccesso di mutui concessi per star dietro agli eccessi dell´offerta edilizia. Questa "bolla immobiliare" ha portato al 9% la disoccupazione Usa, ha fatto calare del 13% la produzione industriale. In Italia, a quel che pare, siamo convinti che dalla crisi scatenata dalla housing bubble americana noi (e solo noi) usciremo con una bolla immobiliare nostrana, una sorta di cura omeopatica, frutto esclusivo del genio italico. Questa irresponsabile fuga in avanti ha fatto già la prima vittima: la tutela del paesaggio. Il ping-pong Stato-regioni comporta un ulteriore rinvio (fino al 2011?) dell´entrata in vigore della nuova disciplina prevista dal Codice fin dal 2008. L´art. 9 della Costituzione, così sembra di capire, viene considerato, a Palermo come a Firenze, un ferrovecchio da riporre in soffitta.

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Investimenti, primi spiragli di luce (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Investimenti, primi spiragli di luce GIOVANNI MARABELLI Per gran parte del 2008 gli economisti hanno attribuito tutte le colpe dell’attuale crisi allo scoppio della bolla immobiliare Usa e solo in un secondo momento si sono resi conto di essere di fronte a una crisi globale del credito e del settore finanziario delle economie più sviluppate. Ciò non toglie che il crollo dei prezzi delle case negli Stati Uniti sia stato il primo grave sintomo della malattia dell’economia e anche uno dei più gravi. Come spesso accade, però, i settori a entrare per primi in crisi sono poi anche i primi a uscirne. In questo contesto più di un investitore sta oggi monitorando con grande attenzione i contrastanti segnali che arrivano dal real estate per poter prendere posizione prima che i prezzi tornino a salire con decisione. I dati macro rilasciati dal governo di Washington dipingono un quadro con ancora molte ombre ma anche qualche spiraglio di luce. Quel che è certo è che la discesa dei prezzi è rallentata e il numero degli immobili venduti è in leggera ripresa. Gli investitori che hanno messo nel proprio mirino il settore immobiliare non hanno che l’imbarazzo della scelta quando viene il momento di decidere quale sia lo strumento finanziario più adatto. Esistono società quotate specializzate nello sviluppo di aree edificabili e ce ne sono altre che limitano la loro attività alla gestione di immobili esistenti. Esistono poi Etf dedicati e fondi aperti e chiusi con declinazioni diverse a seconda del Paese in cui hanno sede. Lo strumento più tradizionale e anche di maggior successo risponde però al nome di Reits, i Real Estate Investment Trust. Si tratta di strumenti con oltre un secolo di storia (i primi furono lanciati alla fine dell’800), nati proprio per diminuire i rischi connessi all’investimento immobiliare ma che si sono sviluppati, anche a seguito di una consistente revisione normativa, soprattutto dalla fine degli anni Settanta con l’investimento massiccio da parte dei fondi pensioni e di altri investitori istituzionali. I Reits riscuotono comunque un fortissimo interesse anche presso i piccoli investitori, soprattutto quelli seguiti da un private banker. Essi sono nati negli Stati Uniti e oggi vantano una forte presenza anche in Gran Bretagna, Australia, Giappone, Germania, Olanda e Francia, solo per citare i mercati più importanti. In Italia esiste la variante delle Siiq. Nella grande famiglia dei Reits esistono tre grandi categorie: equity fund (gestiscono immobili acquistati o costruiti); mortgage fund (rilevano e gestiscono crediti ipotecari); hybrid fund (sommano le caratteristiche del primo e secondo tipo). Ma é soprattutto il campo di azione che li caratterizza sia a livello geografico (alcuni investono solo in certe aree/Stati) che per tipologia di immobile (dai centri commerciali alle case di cura, dagli uffici ai capannoni industriali, etc). Negli ultimi 2 anni i Reits europei hanno subito perdite decisamente più contenute rispetto a quelli americani e ciò non deve stupire tenuto conto del fatto che il crollo dei prezzi degli immobili oltreoceano è stato molto più marcato. Secondo alcune banche d’affari, fra cui Nomura, nel Vecchio Continente è già arrivato il momento di rompere gli indugi e posizionarsi al rialzo. Prendendo questa decisione non bisogna comunque dimenticare che si tratta di strumenti quotati, il cui andamento viene fortemente influenzato da quello più generale dei listini. Questo significa che se Wall Street riprenderà la via del ribasso anche i Reits torneranno a soffrire. L’indice globale dei Reits americani ha perso il 18% nel 2007, il 37% nel 2008 e il 14% quest’anno. Va però notato che le perdite sono state accumulate tutte nei primi due mesi dell’anno, mentre ad aprile c’è stato un rimbalzo del 27%. Per quel che riguarda invece l’Europa i numeri dicono che nel 2008 il valore del patrimonio dei fondi immobiliari italiani è rimasto pressoché invariato rispetto all’anno precedente ma i rendimenti sono scesi sotto il 6%. Anche i fondi tedeschi sono riusciti a preservare il proprio valore, mentre diverso è stato l’andamento dei fondi inglesi e francesi. A Londra gli strumenti focalizzati sul mercato degli uffici hanno perso il 15%, mentre a Parigi il 10%. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Operazione trasparenza, svolta per il mercato (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Operazione trasparenza, svolta per il mercato Operazione trasparenza. Le difficoltà del mercato immobiliare stanno spingendo gli operatori verso la comunicazione al mercato. In questo scenario si muove l’ultima iniziativa di Rics (Royal Institution of Chartered Surveyors), la più importante associazione internazionale di professionisti dellimmobiliare, che sta lavorando a una serie di regole per la misurazione dei costi di realizzazione dei fabbricati. Un vademecum atteso per i prossimi mesi che dovrebbe permettere ai clienti di poter contare su un maggior controllo e su una maggiore informativa sulle spese, in modo di scongiurare speculazioni e di evitare costi sproporzionati rispetto alle previsioni. La maggior parte dei costruttori, infatti, si trova a fare i conti con una situazione debitoria a rischio, con finanziamenti accumulati negli anni della bolla immobiliare e diventati insostenibili nell’attuale fase di frenata, contrassegnata da un calo delle quotazioni, ma soprattutto da un allungamento dei tempi di compravendita. «La pubblicazione sarà una raccolta di best practice e conterrà informazioni relative ai costi di materiali, alla disponibilità di fornitori e ai prezzi medi applicati in ciascuna area, oltre a stime di voci secondarie come i fee di consulenza, i costi di acquisizione di terreni e delle proprietà e le tasse — commenta Steven Scamihorn, membro di Rics e ad di Bear project management — L’obiettivo è di garantire ai clienti la miglior consulenza possibile in un mercato competitivo come quello attuale». Lo stesso Rics nelle scorse settimane aveva lanciato un gruppo di lavoro per monitorare e supervisionare la trasparenza in tutte le aree professionali del settore del real estate. Tra i temi oggetto di approfondimento, ci sono la dichiarazione delle commissioni e le spese di assicurazione, le spese di affitto e la valutazione dei fee. Questi interventi di autodisciplina piacciono agli operatori di mercato, che restano tuttavia prudenti sull’impatto di queste misure sulle quotazioni e le compravendite: «In Italia c’è un deficit informativo rispetto agli altri paesi occidentali, per cui ogni misura che va nella direzione di ridurre il gap è benvenuta — commenta Guido Lodigiani, responsabile ufficio studi di Gabetti — Le nuove regole potranno aiutare gli operatori del mercato a redigere business plan più attendibili». Dello stesso avviso è Fabio Sagnelli, ad di Continental Re. «In passato abbiamo assistito a casi di operatori che si sono fatti finanziare, con dei trucchi, somme superiori alle proprie possibilità. Con il risultato di portare discredito a tutto il mercato». Per Sagnelli, «è fondamentale fissare regole e binari più stringenti, anche se questo non basterà a rianimare un mercato che paga soprattutto la debolezza della domanda». Una riflessione che trova concorde Leo Civelli, chief executive officer di Real Europe: «La maggiore trasparenza, da sola, non è sufficiente a rilanciare il real estate». Civelli sottolinea, comunque, l’impatto positivo per evitare rischi, come «le valutazioni immobiliari che in passato venivano fatte ricorrendo a stime approssimative, piuttosto che all’intervento di professionisti del settore». La crisi in atto, secondo il ceo di Reag, «sta contribuendo a eliminare gli eccessi per ripartire su basi più solide». (l. d. o.) Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Case ancor più in saldo se comprate in oro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza e Mercati" del 02-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Case ancor più in saldo se comprate in oro da Finanza&Mercati del 02-06-2009 Il mercato immobiliare non è certo nel suo momento più brillante. E se il confronto avviene in rapporto all'oro, il momento brilla ancor meno. I prezzi delle case, dopo la bufera subprime e la corsa a vendere appartamenti rimasti senza inquilini solventi, hanno subito un duro colpo nei mesi scorsi. E non solo negli Stati Uniti. Ebbene, secondo un'analisi di Chart of the Day, il duro colpo si è addirittura tramutato in un crollo che ha portato i valori ai livelli degli anni Ottanta. L'analisi considera il prezzo medio di una casa single-family, in rapporto al prezzo di un'oncia di oro. In sostanza, si misura il costo di un'abitazione media in termini di quantità di metallo giallo. Il risultato è che, attualmente, occorrono circa 192 once d'oro per acquistare una casa della singola famiglia media americana. Questo, sottolinea Chart of the Day, è considerabilmente meno delle 601 once che erano necessarie nel 2001. In sostanza, misurando le abitazioni in oro, il prezzo delle case familiari a stelle e strisce è sceso del 68% rispetto al picco del 2001. Di certo, si tratta di una vorticosa discesa. È vero che è stata aiutata dalle recenti vicende del mercato immobiliare americano. Eppure, rimane comunque nell'ambito di un trend impostato nel medio periodo. Il 2001, infatti, è stato un momento di minimo per il metallo giallo, al termine di una caduta progressiva durata tutti gli anni Novanta. Per contro, l'andamento del prezzo delle case in oro si è mosso in modo opposto. Da qui la progressiva discesa di questo secolo, con l'oncia che, dopo il 2001, si è progressivamente avvicinata alla soglia dei 1.000 dollari (ri-superata il 20 febbraio di quest'anno, dopo i 1.037 di marzo 2008). Un fenomeno simile avvenne negli anni Ottanta, quando l'oro visse un altro momento splendido in termini di bene rifugio (raggiunse a cavallo tra 70 e 80 gli 850 dollari l'oncia).

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PURTROPPO la quasi unanimità degli economisti contraddice questa sua convizione: è... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 31 PURTROPPO la quasi unanimità degli economisti contraddice questa sua convizione: è... PURTROPPO la quasi unanimità degli economisti contraddice questa sua convizione: è vero, la Finanza araba, grazie al petrolio, è potente; è vero, i cinesi con costi del lavoro irrisori (spese scarse o nulle per previdenza, prevenzione degli infortuni, salvaguardia dell'ambiente), fanno concorrenza sleale all'Occidente. Ma non arabi e cinesi non c'entrano con questa Grande Crisi del terzo millennio. La crisi è nata dal centro dell'Occidente, negli Stati Uniti. Gli economisti concordano nel dare la colpa alla superpotenza che per anni è vissuta al di sopra delle sue risorse: le banche prestavano soldi a tutti, senza pretendere garanzie, soprattutto a chi chiedeva mutui per la casa. Il risultato è stata la bolla immobiliare: prezzi saliti vorticosamente e poi improvvisamente precipitati. Nel contempo molti non sono stati in grado di pagare le rate dei mutui e le banche non hanno ripreso i loro soldi con le case ipotecate. Non solo: gli istituti Usa, ben sapendo, dell'alto rischio dei crediti concessi, li avevano rivenduti a banche di tutto il mondo e così la crisi è diventata planetaria. Come se ne esce? Puntando - pensi un po'- anche alla domanda dell'immenso mercato cinese che continua a espandersi.

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Riparte il mattone americano (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tempo, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

stampa Bassi livelli dei prezzi degli immobili e tassi ai minimi hanno ridato fiducia a operatori e consumatori Riparte il mattone americano Acquisti Ad aprile i compromessi per le case sono cresciuti del 6,7%. Molto più delle stime Il mattone Usa riprende fiato. Dopo mesi di calo del mercato immobiliare e lo scoppio della bolla dei subprime (mutui concessi a clienti poco svolvibili) del 2007, che ha preparato il terreno alla crisi finanziaria esplosa alla fine del 2008, sono arrivati, ieri, i primi segnali dell'inizio dell'inversione del ciclo. Gli atti di compromesso per l'acquisto di abitazioni negli Usa ad aprile hanno registrato un balzo mensile del 6,7% dopo il +3,2% di marzo. Un dato che è nettamente migliore rispetto alla stima di un rialzo dello 0,5% avanzata dagli analisti. I cittadini americani, in altre parole, sono tornati ad acquistare e a investire nel mercato degli immobili, con una rilevante determinazione. L'aumento segnato ad aprile è, infatti, il maggiore registrata da sette anni ed è stato trainato dal bassissimo livello dei prezzi delle case. Oltre che da una politica monetaria espansiva che ha portato i tassi dei mutui a livelli molto bassi. Nell'ultima sforbiciata al costo del denaro, decisa dalla Federal Reserve guidata da Ben Bernanke, i tassi ufficiali sono arrivati a un livello compreso tra lo 0% e lo 0,25%. Un calo che, superata la fase critica della sfiducia da parte dei consumatori americani nella fase più acuta della recessione, ha ridato smalto al comparto. Il valore evidenziato ieri ha spinto al rialzo anche il dato raffrontato su base annua. Rispetto all'aprile dello scorso anno si è avuto un incremento dei compromessi del 3,2%. Gli economisti americani hanno per questo cominciato a vedere un futuro più roseo. Il calo dei prezzi di mercato e gli incentivi fiscali potranno infatti aiutare la stabilizzazione del settore immobiliare. E di conseguenza creare le premesse per una veloce ripartenza dell'economia Usa. Da segnalare infine che per l'economia americana un altro segnale positivo è giunto ieri dalle vendite del colosso dell'automobile Ford che a maggio, hanno registrato negli Stati Uniti un calo del 24,2%. Per la casa automobilistica - l'unica che non ha avviata la procedura di bancarotta - il risultato benché negativo è migliore delle previsioni. Comprendendo tutti i suoi marchi, Ford ha cos' venduto 161.531 vetture, dalle 213.328 di maggio 2008. Si tratta del risultato migliore da luglio 2008.

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Via Acerbi, la vendita degli appartamenti finisce in tribunale (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Via Acerbi, la vendita degli appartamenti finisce in tribunale il braccio di ferro L'istituto di previdenza sociale ha ritoccato al rialzo il prezzo degli immobili. Gli inquilini vanno per vie legali 03/06/2009 QUELLA CHE stanno vivendo 28 famiglie residenti in via Acerbi è una storia che precede e fa il paio con il caso, divenuto pubblico lo scorso anno ma avvenuto tra il 2006 e il 2007, delle vendite da parte dell'Inps degli appartamenti di via Traverso ad Albaro. Con diversi abitanti già pronti a comprare, a un prezzo stabilito in precedenza per lettera, l'Inps ritoccò le cifre a pochi giorni dagli atti di vendita come disposto da un decreto ministeriale che classificava di pregio gli alloggi di Albaro. Ne nacque una controversia legale ancora aperta (vedi box a lato), proprio come in via Acerbi 2. Per metà dei residenti della palazzina di Quarto, che hanno vissuto una trafila simile a quella patita dagli abitanti di Albaro, nei giorni scorsi, il giudice civile Rossella Silvestri si è pronunciata per la prima volta. Sostanzialmente negando le ragioni degli inquilini e respingendo tutte le loro richieste. Ma andiamo con ordine. È il 1999 quando 32 famiglie inquiline dell'Inpdai in via Acerbi, ricevono una proposta di vendita dall'allora Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali, con l'indicazione del prezzo dell'immobile e la possibilità di esercitare il diritto di prelazione. Aderiscono 28 famiglie. Dopo lo scioglimento dell'Inpdai, nel 2002, è l'Inps a comunicare agli aspiranti acquirenti che gli immobili sono stati ceduti alla Scip e a fornire ulteriori dettagli, fra cui il prezzo di vendita e le modalità previste per i rogiti. Poi, nel 2005, l'amarissima sorpresa: una nuova lettera dell'Inps "che annulla e sostituisce" le precedenti comunicazioni, indica un uovo prezzo, deciso in base alle tabelle ministeriali pubblicate dalle Gazzette ufficiali del 2004. Ritocchi dei canoni di vendita, insomma, che lasciano gli inquilini senza parole. Molti di loro avevano già effettuato lavori di ristrutturazione, qualcuno aveva già previsto l'accensione di mutui. Tutti e ventotto, in qualche modo, avevano elaborato progetti di vita su quegli immobili che intendevano acquistare. E così tutti, in maniera compatta, hanno deciso di rivolgersi all'autorità giudiziaria. Una parte di cittadini, ha fatto causa appoggiandosi agli avvocati del Sunia, un'altra decina ha scelto un legale di fiducia. E sono proprio questi ultimi che, nei giorni scorsi, si sono visti negare dal giudice Silvestri la loro richiesta: poter comprare gli immobili al prezzo pattuito in prima battuta, sostenendo che le comunicazioni intercorse potessero essere considerate come dei veri e propri contratti. Il giudice, però, ha respinto questa interpretazione senza riconoscere alla corrispondenza tra gli inquilini e l'Inps alcun valore contrattuale. A ottobre sarà lo stesso giudice a pronunciarsi sia sulle cause degli altri abitanti di via Acerbi, sia degli inquilini di via Traverso 2 ad Albaro. francesca forleo forleo@ilsecoloxix.it 03/06/2009

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Altro che crisi: boom di vendite per le case al mare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Economia Immobiliare/ La casa al mare non conosce crisi: boom di vendite. Puglia e Sicilia le più richieste Mercoledí 03.06.2009 10:35 Si avvicina l'estate e gli italiani cominciano a pensare a dove trascorrere i tanto sognati giorni di relax. Secondo i dati diffusi oggi da Immobiliare.it, sito leader degli annunci di settore, l'acquisto delle case al mare sembra non passare mai di moda. Ma in quali aree si concentrano le maggiori richieste? Le mete più gettonate sono la Puglia (soprattutto la zona del Gargano e del Salento che hanno fatto registrare rispettivamente un incremento del +17% e +13% nelle richieste di acquisto di seconde case) e la Sicilia, con Messina, Catania e Siracusa e tutta la costa Orientale (con aumenti che variano dal +9% al +11%). La richiesta (e di conseguenza anche i prezzi di vendita), calano invece in Liguria (-5% nella zona delle Cinque terre) e in Sardegna (-4% in Costa Smeralda). Secondo Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it: "L'andamento dei prezzi e delle richieste riflette un nuovo interesse per aree del nostro Paese che fino ad oggi erano meno conosciute, mentre il calo in Liguria o in Sardegna è da imputare al normalizzarsi di un incremento che, negli scorsi anni, aveva raggiunto livelli troppo alti". Ma chi cerca questi immobili e quali sono i prezzi? Alle seconde case sono interessate principalmente le famiglie residenti in aree metropolitane con figli. E' infatti una soluzione ideale per chi in vacanza trascorre più delle due settimane tipiche dei viaggi, magari alternandosi. Basti pensare ai bambini che passano l'estate in villeggiatura prima con i nonni e poi con i genitori. I costi al metro quadro variano dai 1.410¬ della Basilicata (Metaponto) ai 5.170¬ della Liguria (Cinque terre). Ci vogliono 3.850¬ per acquistare un metro quadrato in Versilia e 2.970¬ per diventarne proprietari sulla Riviera Romagnola. Più economica la costa marchigiana (2.710¬/mq nella Riviera del Conero) e quella calabrese (1.450¬ in Costa degli Dei e 1.600 in Costa Viola). Non solo vendite: tengono anche gli affitti. Nuclei familiari di quattro persone e i gruppi di amici, che hanno a disposizione solo qualche settimana di ferie, sono i maggiori ricercatori di questa soluzione. L'immobile in affitto è scelto perché permette di contenere i costi; un appartamento con 4 posti letto (generalmente 2 locali più servizi) costa mediamente 750 euro a settimana, circa 25 euro a persona al giorno. Il costo aumenta del 25-30% per il mese di agosto, mese italiano di vacanza per antonomasia. tags: mercato immobiliare casa al mare acquisto casa prezzi case costa smeralda liguria

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GB: PREZZI CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 04-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

GB: PREZZI CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO (AGI) - Londra, 4 mag. - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono aumentati del 2,6% mensile a maggio, dopo tre mesi di cali. Lo rivela una ricerca della Halifax. La banca Lloyds fa pero' sapere che i dati non sono indicativi di una ripresa del settore immobiliare. Su base annua Halifax nota che i prezzi dlle case sono scesi del 16,3%. Il costo medio di una casa si attesta a 158.565 sterline (182.741 euro). 04/06/2009 - 10:49

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IMMOBILIARE: SEGNALI DI SPERANZA DAL REGNO UNITO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 04-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

IMMOBILIARE: SEGNALI DI SPERANZA DAL REGNO UNITO di WSI I prezzi tornano a salire in maggio, evidenziando una netta inversione di tendenza. Nell'ultimo periodo avvertiti segnali che indicano che il mercato delle proprieta' residenziali potrebbe essere in fase di stabilizzazione. -->Inversione di rotta nel mercato immobiliare britannico. Nel mese di maggio i prezzi delle case hanno infatti registrato un rialzo sorprendente, il maggiore su base mensile da sei anni e mezzo a questa parte. Stando a quanto riferito dal principale erogatore di mutui del Paese, Halifax, nell'ultimo periodo si sono avvertiti segnali che indicano che l'attivita' nel mercato delle proprieta' residenziali potrebbero essere in fase di stabilizzazione. I prezzi delle unita' immobiliari sono cresciuti del 2.6% rispetto ad aprile, la variazione positiva piu' marcata dall'ottobre del 2002. Tuttavia va segnalato che le cifre rimangono ancora il 16.3% sotto i livelli di un anno prima. Ma l'inversione di tendenza e' netta. In aprile, infatti, i prezzi avevano subito una contrazione dell'1.7% rispetto a marzo, e del 17.7% rispetto all'analogo periodo del 2008. Gli economisti prevedevano in media una flessione mensile dello 0.6% e un calo del 17.2% su base tendenziale. (Fonte: Wall Street Journal)

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"fai la spesa? vinci una casa" acchiappaclienti in tempo di crisi - alessandra paolini (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina XI - Roma "Fai la spesa? Vinci una casa" Acchiappaclienti in tempo di crisi Dal bilocale al viaggio: maxi-premi alle lotterie dei supermarket La capitale e la crisi L´obiettivo è quello di far tornare la gente a comprare ma anche rilanciare i centri commerciali e le catene in difficoltà ALESSANDRA PAOLINI Altro che padelle. Vuoi mettere un bell´appartamento a Fiumicino al posto di un tostapane? O un viaggio sul Mar Rosso rispetto al calcio ballilla? Che piacerà pure ai bambini, ma è ingombrante e dove si mette. Per i cultori della raccolta punti al supermercato è cominciata una nuova era: quella delle lotterie, dei premi, del gratta e vinci. E stravinci. Colpa della crisi, sicuramente. E del calo dei consumi. Ma anche della bolla immobiliare, mettiamola così, se da qualche settimana gli ambitissimi trofei messi in palio al centro commerciale Parco Leonardo, a Fiumicino - di proprietà della famiglia dei costruttori Caltagirone - sono due appartamenti di 75 metri quadri. «Abbiamo deciso di indire un concorso con un premio così speciale per lanciare un segnale della nostra volontà di essere partecipi fino in fondo ai sogni delle persone, come diventare proprietari di una casa» recita il bando. Due le estrazioni, una il 4 luglio, l´altra l´8 novembre. Per i meno fortunati, si fa per dire, ci sono in palio 2 Lancia. E anche l´ultimo supermercato nato in casa Coop, quello all´Eur, ogni tot di spesa dà la possibilità ai clienti di partecipare all´estrazione di un´auto. Valore: 30 mila euro. «è uno dei tanti concorsi che abbiamo organizzato negli ultimi tempi - spiega Giuseppe Codispoti, vicepresidente della Legacoop - in palio in passato anche viaggi ed elettrodomestici vari. Ma ultimamente, la strategia che stiamo seguendo e di dare servizi ai clienti a prezzi più bassi delle banche, tipo il pagamento delle bollette della Telecom. Oppure, si è rotta la caldaia? Rivolgiti a noi e troviamo l´operaio specializzato con parcella al di sotto della media». A ripensare alla raccolta "Miralanza" o alla gonfiabile "Mucca Carolina", sembra sia trascorso un secolo. Immagini sbiadite di un album che fa tenerezza. Di certo due o tre congiunture negative negli anni hanno lasciato un segno e il marketig dei grandi centri commerciali ha affilato le armi. Anche perché, in tempi di crisi quella tra i supermercati, è una vera e propria guerra all´ultimo cliente. «La politica in alcuni casi è quella di fidelizzare i compratori - spiega il vicepresidente della Legacoop - cercando di farli spendere. Per partecipare alle lotterie infatti, è spesso necessario che lo scontrino arrivi ad una certa cifra. In altre situazioni il grosso premio, serve per cercare di rilanciare una struttura che non va un granché. Un modo insomma per farsi pubblicità e riportare la gente tra gli scaffali». Basta poco invece, una spesa di 15 euro al massimo, per concorrere al "Tre x te" lanciato dalla catena "Sigma". Il consumatore riceverà alla cassa un cedolino "cancella e vinci" con bollino. In palio, piccoli peluche e buoni spesa. Ma inviando via web il codice trovato dietro la striscia argentata si potrà partecipare all´estrazione finale di un viaggio a Londra per tre persone, volo compreso. E c´è ancora tempo, una settimana o poco più, per cercare di accaparrarsi una Fiat 500. Se sentite che la dea bendata è dalla vostra parte l´indirizzo è quello del Soratte outlet, a Ponzano Romano. Facendo acquisti nei negozi, ogni 50 euro si riceve una cartolina. ogni 100, tre cartoline. Basta compilarle e via... il "Gastone" dello shopping può allacciare le cinture.

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Rimbalzo a maggio dei prezzi delle case Uk (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza (MF)" del 05-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MF sezione: Primo Piano data: 05/06/2009 - pag: 5 autore: Rimbalzo a maggio dei prezzi delle case Uk I prezzi delle case nel Regno Unito sono rimbalzati inaspettatamente a maggio, mostrando un incremento del 2,6% sul mese precedente. Si tratta del maggior progresso dall'ottobre 2002, anche se rispetto allo scorso anno si registra un calo del 16,3%. I dati sono stati resi noti dall'osservatorio mensile della banca Halifax. Le attese degli analisti indicavano una flessione dello 0,6% su base mensile e del 17,2% sull'anno. La variazione positiva dei prezzi delle case suggerisce che il mercato immobiliare si sta stabilizzando anche se, con l'incremento del tasso di disoccupazione, la domanda mostra ancora parecchie incertezze. Anche se il trend dei prezzi delle case nel breve periodo è migliorato rispetto all'inizio dell'anno, infatti, è ancora presto per affermare che sia in atto un'inversione di tendenza. Si tratta comunque di un importante segnale positivo per l'economia britannica. A maggio la fiducia dei consumatori ha toccato il livello più alto degli ultimi 11 mesi. Bernardo Soave

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