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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
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Report
"Mercato immobiliare" 30 Marzo 5 giugno 2009
SPAGNA/
ZAPATERO MINIMIZZA SALVATAGGIO CAJA CASTILLA LA MANCHA
( da "Wall
Street Italia" del 30-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
che come la
Ccm sono esposte ai rischi della bolla immobiliare: diverse di loro, come ad
esempio Caja Mediterraneo o Caja Cantabria, hanno emesso oggi comunicati per
rassicurare i loro clienti sul fatto che non temono di dover essere salvate dal
governo. Caja Castilla La Mancha aveva gravi problemi di liquidità a causa di
un costante 'dissanguamento',
DOPO
IL 2007 PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008
( da "Arena,
L'" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
DOPO IL 2007
PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008 Nel 2008 il mercato immobiliare ha
continuato a registrare un calo di prezzi, cominciato nel 2007. Secondo
Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, le città in cui si
sono registrati i cali maggiori sono state Bologna e Genova (-7,6% sul 2007) e
Palermo (-7,
Prezzi
sugli immobili, -10,4% in città ( da "Nuova Ferrara, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Prezzi sugli
immobili, -10,4% in città Prezzi delle case in calo sul mercato di Ferrara con
un -10,4% e anche la Regione segue la tendenza nazionale del calo dei prezzi
delle abitazioni avvenuto nel corso del 2008. Secondo i dati forniti da
Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, tra i capoluoghi di
provincia cali a due cifre sono stati registrati anche a Reggio
In
Emilia il crollo del mattone ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la rete di
agenzie di franchising immobiliare, arrivano notizie che testimoniano un calo
dei prezzi delle case in tutta l'Emilia Romagna in linea con la tendenza
nazionale. I dati si riferiscono al 2008 e oltre ai prezzi degli immobili
prendono in considerazione i volumi dei mutui ipotecari concessi dalle banche
per acquistare l'abitazione.
IN
TEMPI di crisi il mercato del mattone si fa più conveninete. I prezzi del...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
continua
Innocenti - Pistoia, come molti altri Comuni della Toscana, del resto, sta
scontando un immobilismo che perdura da tempo: basti pensare che l'ultimo
intervento di rilievo risale al 1996, quando furno costruiti gli alloggi nel
Polo Urbano di via Gentile, oltre alle case destinate all'emergenza abitativa
alle Piastre.
CRISI/
RAPPORTO UE: PREOCCUPA AUMENTO SQUILIBRI DENTRO L'EUROZONA
( da "Wall
Street Italia" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
aumento
eccessivo dei salari e della domanda interna, l'indebitamento estero e del
settore privato e la bolla immobiliare: tutti fenomeni attribuibili alle
economie della 'Nuova Europa', nonché all'Irlanda o alla Spagna, ma meno
all'Italia. Secondo la Commissione, la crisi contribuirà a ridurre parte degli
squilibri, ma non in maniera sufficiente.
OCSE/
FRANCIA TIENE MEGLIO DEI GRANDI DI EUROLANDIA - PUNTO
( da "Wall
Street Italia" del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
bolla"
case -->Parigi, 31 mar. (Apcom) - Le previsioni dell'Ocse pubblicate oggi
vedono la Francia in una condizione migliore rispetto alla media della zona
euro per quanto riguarda il calo del Pil nel 2009 e 2010. Secondo
l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione, Parigi dovrebbe ridurre il
proprio prodotto interno lordo del 3,
USA/DA
INDICATORI ECONOMICI SEGNALI MIGLIORI DELLE ATTESE - PUNTO
( da "Wall
Street Italia" del 01-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
con gli
acquirenti del primo immobile che hanno tratto vantaggio dei prezzi scontati
delle proprieta' immobiliari ipotecate o depresse. Secondo alcuni economisti
questo fattore potrebbe contribuire a moderare i cali. Gli analisti prevedono
che il settore degli immobili commerciali sia destinato a scivolare nella
peggiore crisi dalla bolla immobiliare degli anni '
Questa
catastrofe durerà poco. Ecco perché
( da "Milano
Finanza (MF)" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nei confronti
dei mercati azionari o del settore immobiliare, o addirittura di una
combinazione dei due.Una crisi dei subprime gli Stati Uniti l'hanno già
conosciuta. Fu in occasione del «Florida boom» del
L'Europa
in febbraio ha perso 480mila posti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il timore
però è che questa misura non aiuti tanto le case tedesche quanto quelle
straniere, specializzate in auto piccole ed ecologiche. © RIPRODUZIONE
RISERVATA CHI STA PEGGIO Lo scoppio della bolla immobiliare colpisce Spagna e
Irlanda: a Dublino in marzo i senza lavoro all'11%
NONOSTANTE
il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la si...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
9 NONOSTANTE
il calo dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la si... NONOSTANTE il calo
dei prezzi delle case, mediamente del 20%, la situazione del mercato
immobiliare ha mostrato un peggioramento nell'ultima parte del 2008. Nel quarto
trimestre dello stesso anno il 50% degli Agenti Immobiliari ha denunciato una
riduzione del valore delle operazioni.
Inghilterra:
a marzo i prezzi degli immobili salgono a sorpresa
( da "Finanza.com"
del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
a marzo i
prezzi degli immobili salgono a sorpresa (2 Aprile 2009 - 10:01) MILANO
(Finanza.com) - Qualcosa si muove Oltremanica. I prezzi delle case nel Regno
Unito hanno dato segnali di risveglio nel mese di marzo: in barba alle
previsioni ancora cupe dei principali economisti di mercato - che avevano
previsto una nuova contrazione -
GB/
PREZZI CASE CRESCONO A MARZO, PRIMA VOLTA IN UN ANNO E MEZZO
( da "Wall
Street Italia" del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
economista ci
vorrà del tempo prima che i forti tagli del tassi operati dalla Banca
d'Inghilterra e la sua politica di crescita delle disponibilità di moneta si
trasmettano al mercato immobiliare e prima che si verifichi una ripresa
sostenuta dei prezzi. Nei giorni scorsi la Banca d'Inghilterra aveva indicato
che il mercato immobiliare potrebbe essere in corso di stabilizzazione.
E
ora il ballo del mattone ( da "Milano Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
determina la
capacità di una famiglia media americana di ottenere un mutuo per l'acquisto di
una casa di medio prezzo. L'indice dipende da 3 variabili: il prezzo delle case
esistenti, il reddito e i tassi sui mutui. Il valore 100 indica un reddito
appena sufficiente ad acquistare un immobile di prezzo medio (con un versamento
iniziale del 20% e tenendo conto della media dei tassi).
Comprasi
casa senza subprime ( da "Borsa e Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Un indizio
aggiuntivo potrebbe arrivare dalle rilevazione settimanale delle richieste di
mutui di mercoledì 8 aprile, dopo che già il primo giorno del mese sono
aumentate (e non è un pesce d'aprile), del 3 per cento. La nota dolente restano
le quotazioni. L'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi delle case nelle 20
maggiori città degli Usa a gennaio ha visto un calo del 18,
la
bolla immobiliare e i perchè del pessimismo - alessandro penati
( da "Repubblica,
La" del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Pagina 20 -
Economia IL MERCATO LA BOLLA IMMOBILIARE E I PERCHè DEL PESSIMISMO Dal 1997 al
2007 i prezzi delle abitazioni italiane sono raddoppiati ALESSANDRO PENATI In
principio era la bolla immobiliare. La bolla ha innescato la crisi, finanziaria
prima, economica poi. Una crisi epocale, nata da una bolla epocale.
L'Italia
va meglio di quanto si creda ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Anche per
questo, secondo Goldman Sachs, la bolla immobiliare – elemento scatenante
delcredit crunch– è stata molto più contenuta di quanto non sia stata in Spagna
e Gran Bretagna. E per questo la correzione sui prezzi delle case resterà
modesta in Italia. Anche l'idebitamento delle imprese –
Ma
l'America sta facendo la cosa giusta?
( da "Stampa,
La" del 05-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ad acquistare
case. Oggi questo non si può fare. Il tasso d'interesse Fed è già a zero. E
comunque, nessuno compra casa per il clima di sfiducia generalizzata e perché i
prezzi degli immobili sono ancora troppo alti. Una risposta ordinaria, con
crollo della domanda come quello di questo periodo, non serve.
Cdo
tossici esclusi dall'asta del Tesoro Usa
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
rispetto a un
prezzo di emissione di 100). Il loro valore di mercato a livelli stracciati
spesso riflette il deterioramento dell'affidabilità e la sequenza di pesanti
retrocessioni di rating, in molti casi scaturite dallo scoppio della bolla
immobiliare americana: le più colpite sono state le residential mortgage backed
securities su mutui residenziali subprime,
I
consumi tentano il risveglio ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
lo scoppio
della bolla immobiliare e il calo dei consumi sono stati infatti i motivi alla
base dell'avvio della fase recessiva prima negli Usa poi nel resto del mondo. I
più pessimisti osserveranno tuttavia che mancano all'appello segnali
altrettanto incoraggianti dalle banche, che stentano a riattivare il circuito
del credito,
mercato
immobiliare fermo ( da "Tirreno, Il"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Livorno
Mercato immobiliare fermo Lo conferma l'indagine Asppi nonostante il calo dei
prezzi LIVORNO. A Livorno, in tutti i quartieri (e anche in provincia),
crollano i prezzi delle case eppure le vendite restano al palo. E' quanto
emerge dal report Centro Studi Asppi per Livorno, relativo al primo
quadrimestre del 2009.
TRIBUNALI
DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO ( da "Corriere della Sera"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ni dal saldo
del prezz o . La tr ascr izione nei registr i immobiliar i è a cur a del T r ib
unale o del Prof essionista Delegato. Di tutte le ipoteche e pignor amenti, se
esistenti, è ordinata la cancellazione la cui spesa è a car ico della procedur
a. Il decreto di tr asf er imento è titolo esecutiv o per la liber azione
dell'immobile anche nei confronti del terz o che occupi l'
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
«Edifici
pubblici, flop annunciato» il caso delle aste non andate a buon fine: PARLANO
GLI IMPRENDITORI Beni del Comune invenduti, rischio di nuovi tagli alla spesa.
L'assessore: «Non è detto» «IL COMUNE è lontano dal Paese reale, se pensa di
poter vendere i propri immobili ai prezzi di tre, quattro anni fa.
Benvenuta
catastrofe ( da "Trend-online"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
mercati
azionari o del settore immobiliare, o addirittura di una combinazione dei due.
Una crisi dei subprime gli Stati Uniti l?hanno già conosciuta. In occasione del
?Florida boom? nel
L'euro
forte fa acquistare case di pregio all'estero
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
L'indice
S&P/Case-Shiller sulle abitazioni, calcolato sui prezzi delle case in 20
grosse città degli Stati Uniti, rivela come nel solo 2008 il valore degli
immobili sia sceso del 20% circa, con punte del 34% a Phoenix, del 33% a Las
Vegas (si è costruito molto, in queste aree).
La
soluzione della crisi? Per ora è sulla carta
( da "Corriere
delle Alpi" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Prima di
tutto la bolla immobiliare negli Usa: dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'11
settembre 2001 c'è timore della recessione; il costo del denaro si abbassa e le
famiglie accedono ai mutui per la casa. La forte richiesta spinge in alto i
prezzi, finché arriviamo al collasso.
Zapatero
silura Solbes per tamponare il crack
( da "Manifesto,
Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Anche perché
quasi il 18% del Pil spagnolo viene dalle compravendite e costruzioni di
immobili, protagonisti di una bolla speculativa che è puntualmente esplosa.
Così, se in 10 anni i prezzi delle case si sono triplicati e le coste sono
state cementificate ai limiti dell'indecenza, adesso non si vende più nulla e
si è smesso di costruire.
L'Irlanda
torna tigre celtica ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
travolta
com'è dalla crisi del credito innescata da una bolla immobiliare che promette
di portare il rapporto deficit- Pil al 12,75 per cento. Prometteva anzi, perché
la manovra straordinaria annunciata dal ministro delle Finanze Brian Lenihan
permetterà di arginare la caduta dell'economia al 10,75 per cento.
L'Irlanda
aumenta le tasse ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Questo è il
passaggio chiave dell'appello di Lenihan: la riscoperta della vocazione alle
esportazioni, che è stato motore dello sviluppo di Dublino per un decennio. Un
meccanismo che si è ingolfato sotto la spinta dei consumi interni che la bolla
immobiliare ha fatto prima espandere e ora esplodere con il traumatico
atterraggio di questi mesi.
BULGARIA,
LA CRISI FINANZIARIA COLPISCE SOPRATTUTTO L'EDILIZIA E IL SETTORE IMMOBILIARE:
GLI INVESTIMENTI SI RIDUCONO DI DUE TERZI RISPETTO AD INIZIO 2008 (-66%) NEL
SETTORE BANCAR ( da "marketpress.info"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
secondo la
Camera di Commercio Italiana a Sofia, i settori attualmente più esposti al calo
della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70% dell?export
nazionale. ?La bolla immobiliare sembra ormai destinata a sgonfiarsi dopo
l?euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in previsione dell?ingresso
della Bulgaria nell?
La
crisi finanziaria colpisce soprattutto l'edilizia
( da "Denaro,
Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
esposti al
calo della domanda dei Paesi europei, verso cui affluisce circa il 70 per cento
dell'export nazionale. "La bolla immobiliare sembra ormai destinata a
sgonfiarsi dopo l'euforia del periodo 2005-2007, durante il quale, in
previsione dell'ingresso della Bulgaria nell'Unione Europea, il Regno Unito, la
Russia e altri Paesi europei sono stati protagonisti di una corsa all'
Meteora
irlandese: dal boom alla catastrofe
( da "Riformista,
Il" del 09-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
del valore
dell'immobile, il 55 per cento dei quali a tasso variabile. I debiti delle
famiglie, hanno raggiunto il 190 per cento del reddito disponibile, la
percentuale più alta nel mondo sviluppato. Dopo il collasso cominciato in
America, le banche irlandesi si sono trovate paurosamente esposte nel settore
immobiliare mentre i prezzi crollavano e i debitori insolventi esplodevano.
vanno
rivisti i prezzi delle case peep ( da "Tirreno, Il"
del 10-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
città sono
più di cinquemila le famiglie che vivono in situazioni di questo tipo e
consentire loro di vendere e riacquistare una casa farebbe ripartire anche il
mercato immobiliare. Tei sottolinea anche che un adeguamento dei prezzi e,
dunque, una ripresa delle vendite degli alloggi Peep da parte dei precedenti
proprietari permetterebbe anche ai Comuni di incassare un po' di soldi.
CASE
invendute, lottizzazioni che non partono, il mercato immobiliare che langue ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
10-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
da un lato si
possono dare in affitto immobili fermi a prezzi accettabili, 300 o 400 euro al
mese, e dopo 25 anni gli affittuari potrebbero riscattare quanto pagato ed
avere la casa in proprietà: «Mi sono arrivate tante mail di urbinati che
chiedono informazioni sul piano casa spiega Carrabs : ci sono forti richieste
da parte delle giovani coppie,
Pisani-Ferry:
è una crisi ad altissima velocità
( da "Corriere
della Sera" del 11-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ma anche
dalla struttura delle economie europee: alcune, soprattutto la Germania, sono
più toccate dalla caduta del commercio internazionale. Poi in Europa ci sono
fattori endogeni di crisi. È il caso della Spagna con l'esplosione della bolla
immobiliare, dell'Irlanda con le difficoltà delle banche, ma anche dell'Europa
centrale e orientale».
Mondi
Virtuali! pag.18 ( da "Trend-online"
del 14-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
furono
sottoscritti nelle fasi di massimo sviluppo della bolla immobiliare e nella
dinamica dei tassi. In sostanza, se ad esempio per cinque anni si è scelta la
variabile dell'ammortamento negativo ( quando si paga una rata che talvolta non
copre l'interesse o una parte del capitale ) all'interno delle opzioni proposte
dai mutui Arms, è chiaro che al momento del rifinanziamento,
case,
i prezzi scendono ma un palazzo in centro costa 7 mila euro al mq - claudio
malfitano ( da "Mattino di Padova, Il"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nel 2008
rispetto all'anno precedente e prezzi delle case che scendono dal 5 al 7%.
Famiglie in difficoltà per gli affitti e preferenza per il tasso variabile nei
mutui. Sono gli elementi, catturati dall'ufficio studi della Gabetti
Immobiliare, di una crisi difficile da interpretare ma con qualche timido
segnale di ripresa.
tram,
un effetto molto positivo alla guizza
( da "Mattino
di Padova, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E i prezzi
delle case salgono (l'aumento medio era stato calcolato mesi fa nel 5%). Così
alla Guizza si trovano appartamenti che vanno dai 2 mila ai 2.600 euro al mq.
Un prezzo che cala se si tratta di immobili vecchi da ristrutturare. Ma il
passaggio del tram equivale a una maggiore difficoltà di parcheggio,
Immobili,
prezzi in cadutasono scesi del 18 per cento
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
previsioni
degli agenti immobiliari della Fiaip provinciale guidata da Gianfranco Rigo la
corsa al ribasso del valore degli immobili rallenterà progressivamente nel
corso dell'anno fino a subire un'inversione di tendenza già nei primi mesi del
2010. «Nel 2005 i prezzi degli immobili erano elevati - dichiara Gianfranco
Rigo, consigliere nazionale Fiaip e agente immobiliare savonese -
L'edilizia
deve ripartire ma stiamo attenti a non creare quartieri fantasma
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
effetto Expo
2015 ma non vedo all'orizzonte il problema delle abitazioni di pregio o di
lusso, ma semmai quello delle case popolari, di un'edilizia per la gente
comune. Di fronte al pericolo della cementificazione selvaggia e dei prezzi di
case e locazioni che salgono alle stelle, ho sempre avuto una prudente
perlessità.
La
fine della crisi ( da "Blogosfere"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
L'attuale
crisi creditizia finirà quando l'inventario eccessivo delle case invendute sarà
in gran parte liquidato e quando la deflazione dei prezzi immobiliari sarà
finita. Questo stabilizzerà il valore ora incerto dei titoli immobiliari che
sorreggono tutti i mutui, e soprattutto quelli legati ai titoli cartolarizzati.
Mercato
immobiliare: tutto fermo a Torino
( da "Trend-online"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
moncalieri
(torino est) non è stato possibile far emergere un dato di riferimento a causa
di un?offerta immobiliare particolarmente esigua. tuttavia le quotazioni delle
case di questa parte della città si confermano tra le più elevate: si va dai
prezzi più accessibili delle case nell?area che costeggia il po, agli segue
pagina >>
VENETO/
PADOVA, DAL 2007 IL PREZZO DEGLI IMMOBILI CALA DEL 12%
( da "Wall
Street Italia" del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
i prezzi
delle case rimangono elevati circa 7mila euro al metro quadro, soprattutto nei
palazzi storici. Tuttavia se per un immobile di pregio fino a qualche anno fa
si pagavano anche 800 mila euro oggi si può concludere anche a 650 mila.Prezzi
alle stelle invece per i garage nelle zone a traffico limitato che arrivano a
costare anche 170 mila euro.
Cala
il prezzo degli immobili anche nei centri urbani, indagine GoHome.it
( da "Sestopotere.com"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
accusano i
colpi della crisi finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo un?analisi
svolta da GoHome.it, basata sull?osservazione di più di 3.000.000 immobili, nel
2009 prezzi del mercato immobiliare italiano sono scesi, superando in alcuni
casi anche il 40%: si tratta naturalmente di occasioni da valutare
singolarmente, ma che sono indicative del momento attuale di mercato.
Ricominciare
dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di una moda nella t...
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 16-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Sicuramente
c'entrano lo sboom della bolla immobiliare americana, il terremoto delle Borse
mondiali, lo spettro di un nuovo '29, insomma tutto l'armamentario serpeggiante
della Grande Crisi, con conseguente fuga da bar, ristoranti e fruttivendoli che
si divorano metà dello stipendio (per chi ce l'ha).
Dietro
il sistema dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di avi...
( da "Unita,
L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
volta genera
una ulteriore spinta delle domanda di mutui e dei prezzi delle case, e così
via. Aggiungete, a partire dal 2001, tassi di interesse estremamente bassi e il
quadro appare chiaro. Non una "bolla" quindi, ammesso che qualcuno ne
abbia chiaro il significato, né un eccesso di avidità o di mancanza di etica,
ma un meccanismo razionale sostenuto da un ingrediente centrale,
Cala
il prezzo degli immobili anche nei centri urbani
( da "Trend-online"
del 17-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
giusto per
acquistare casa. In Italia, come altrove, si accusano i colpi della crisi
finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo un?analisi svolta da
GoHome.it, basata sull?osservazione di più di 3.000.000 immobili, nel 2009
prezzi del mercato immobiliare italiano sono scesi, superando in alcuni casi
anche il 40%: si tratta naturalmente di occasioni da valutare singolarmente,
Casa,
a Verona prezzi in flessione del 5,5%
( da "Arena,
L'" del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Sabato 18
Aprile 2009 ECONOMIA Pagina 37 IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh
(Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Casa, a Verona prezzi in
flessione del 5,5% Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli
esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire A Verona i prezzi delle
case nel primo trimestre 2009 hanno registrato una flessione del 5,
UN
mese fa il mercato azionario italiano perdeva circa il 67% rispetto ai valori
registrati nel ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
e mostrano
come ci siano molte caratteristiche comuni: una caduta dei prezzi degli
immobili e del mercato azionario, la contrazione del prodotto interno lordo e
l'aumento della disoccupazione, la crescita esplosiva del debito pubblico. In
media il mercato azionario si contrae del 55% dal picco più alto a quello più
basso e la durata della contrazione è di 3 anni e mezzo.
Casa,
a Verona prezzi in flessione del 5,5%
( da "Arena.it,
L'" del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Casa, a
Verona prezzi in flessione del 5,5% IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh
(Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Un calo inferiore al -7,8%
della media nazionale Gli esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire
18/04/2009 rss e-mail print Casa, a Verona prezzi in flessione del 5,
Shiller:
la crisi di fiducia durerà anni, la cura giusta è quella di evitare asimmetrie
informative ( da "Finanza.com"
del 20-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
scoppio della
bolla immobiliare Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la
sensazione che siamo a un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non
fa che alimentare la volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a
giorni alimenta attese spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la
Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali"
Zunino
in pegno con superstipendio ( da "Corriere della Sera"
del 21-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Infine c'è
l'ex area Falck che solo pochi mesi fa sembrava una partita ormai chiusa con un
assegno da 475 milioni in arrivo dal fondo di Dubai, Limitless, ma che ora
appare sospesa mentre i prezzi si allontanano sempre di più da quelli da bolla
immobiliare. Massimo Sideri
Shiller:
"Dal disastro si uscirà solo con più finanza per tutti"
( da "Finanza.com"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
scoppio della
bolla immobiliare Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la
sensazione che siamo a un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non
fa che alimentare la volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a
giorni alimenta attese spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la
Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali"
Si
sgonfia la bolla immobiliare naccio
( da "Sicilia,
La" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
particolarmente
presenti in centro su viale della Vittoria e su via Atenea e, in zona mare, a
San Leone centro. Anche a Catania i prezzi degli immobili hanno subito un
decremento del 5,2%. Nel centro storico si è registrata una contrazione delle
richieste ed i tempi medi di vendita risultano in crescita.
La
pioggia di questi giorniha causato gravi danni
( da "Sicilia,
La" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
segna il
passo della fine della speculazione immobiliare che ha visto registrare, dal
2000 fino al 2007, trend sempre più alti nei prezzi dei listini delle case. A
scendere non solo soltanto le quotazioni degli immobili, ma anche i prestiti
erogati che, sempre nel Palermitano, registrano una variazione negativa dell'8
per cento,
Usa,
ancora in crescita I prezzi delle case in Febbraio
( da "Soldionline"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
22 aprile
2009 - 17:15 I prezzi delle case americane sono aumentati dello 0,7% in
Febbraio, il secondo mese consecutivo di crescita. Lo ha comunicato oggi
l?agenzia federale per il finanziamento immobiliare. In gennaio l?incremento
dei prezzi era stato dell?1%. Su base annua i prezzi delle case sono scesi del 6,5%.
-->
Usa:
tassi mutui ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case
( da "BlueTG
online" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
tassi mutui
ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case 22-04-2009 18:24 - I
prezzi delle case negli Usa sono calati del 6,5% su base annua a fine febbraio,
il secondo più modesto calo negli ultimi sei mesi a testimonianza che i bassi
tassi dei mutui potrebbero aver iniziato a offrire un sostegno al mercato
immobiliare, in crisi da oltre due anni.
##FREDDIE
MAC, TOP MANAGER TROVATO MORTO, SI PARLA DI SUICIDIO
( da "Wall
Street Italia" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
della bolla
immobiliare scoppiata nel 2007. La notizia della morte di Kellermann giunge
come uno shock per i dipendenti della societa' dello stato del Virginia e con
la disperazione di chi conosceva personalmente l'uomo. Stamattina, Sharon
McHale, portavoce di Freddie Mac, ha riferito che i top manager dell'azienda
sono venuti a conoscenza della notizia dalla radio locale prima di
PETROLIO/
CHIUDE IN RIALZO IN SCIA AZIONARIO E INDICE PREZZI CASE
( da "Wall
Street Italia" del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
del
Dipartimento dell'Energia, che hanno mostrato un aumento delle scorte
settimanali superiore alle attese, sui massimi di quasi 19 anni. Favoriti dai
guadagni dell'azionario e dalla lettura dell'indice dei prezzi delle case della
Federal Housing Finance Agency, che ha mostrato un miglioramento nel mese di
febbraio, i futures sul greggio con consegna a giugno hanno chiuso a 48,
trovato
morto in casa ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 23-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Freddie Mac
ha perso oltre cinquanta miliardi di dollari l'anno scorso e Washington ha
versato 45 miliardi di aiuti. La società è stata criticata per i suoi affari
nei mutui ad alto rischio, alla base della bolla immobiliare scoppiata nel
2007. foto Ansa 23/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE
"Così
è scoppiata la crisi" ( da "Affari Italiani (Online)"
del 23-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
il mercato
immobiliare con prezzi alle stelle negli Usa e nel resto del mondo e infine
l'indebitamento delle banche. La bolla esplode nel settembre
Draghi:
riavviare i flussi di credito ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
sulla base
dei dati attuali, non sembra che il nostro Paese soffra dell'esistenza di una
vera e propria bolla. R. Boc. A. Me. © RIPRODUZIONE RISERVATA NON TOCCATO IL
FONDO Nonostante la forte caduta già registrata, i prezzi delle case
(soprattutto Usa) potrebbero ancora scontare una sopravvalutazione
Valori
ai minimi: acquisti sulla costa con sconti del 50%
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
In un momento
in cui la crisi dell'intero mercato immobiliare spagnolo si fa sempre più grave
(in febbraio le vendite di abitazioni sono crollate del 37,5%), lo scoppio
della bolla immobiliare è stato particolarmente fragoroso nelle zone
turistiche, sia al mare che in montagna.
Le
azioni battono il mattone ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
In questi
tempi di prezzi traballanti delle case, vale la pena sottoporre a un test
questa audace affermazione. Un test che è sempre difficile, dato che le
statistiche sui prezzi delle case non sono egualmente attendibili in tutti i
Paesi: c'è molta più uniformità e qualità nelle statistiche su altre fattezze
dell'economia (dalla produzione industriale ai prezzi di beni e servizi)
Spunti
islamici anticrisi nei forzieri di Dubai
( da "Riformista,
Il" del 26-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
una delle
capitali degli Emirati arabi uniti: invasa dai petrodollari che prima finivano
a Wall Street, nella città-stato si gonfia una bolla immobiliare che ora è
appena scoppiata, un boom finanziario che porta nel 2005 alla creazione di un
Nasdaq (uno dei due indici più famosi della Borsa di New York) anche sul
listino di Dubai,
Una
bolla soporifera... pag.1 ( da "Trend-online"
del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
4) E' stata
fatta una strenua opposizione ad ogni tentativo di regolare i subprime 5) Con
Greenspan, hanno giocato con i tassi bassi e fatto esplodere la massa monetaria
provocando la bolla immobiliare più grande della storia ed anche la bolla della
New Economy. In seguito si è cercato di metterci segue pagina >>
CRISI/TECNOCASA:
PREZZI CASE ANCORA IN CALO IN II SEMESTRE 2008-2
( da "Wall
Street Italia" del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Per gli
immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata meno accentuata
e si sono registrati ribassi soprattutto laddove si è verificato un surplus di
offerta". Inoltre si legge nel rapporto "la domanda immobiliare nel
secondo semestre del
CRISI/
TECNOCASA: PREZZI CASE ANCORA IN CALO IN II SEMESTRE 2008
( da "Wall
Street Italia" del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Tra le novità
tuttavia emerge che "nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori
è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei
tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia ormai
intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle
opportunità nell'acquisto". (Segue)
Gabetti
cede a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare
( da "Trend-online"
del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Immobiliare
al 33,4%. Il prezzo della partecipazione è stato determinato tenuto conto della
valutazione resa da Lazard a Turismo & Immobiliare sulla partecipata Italia
Turismo. La cessione avviene sostanzialmente al valore di carico con un effetto
non significativo sul conto economico e quindi sul patrimonio netto dell?
Immobiliare
Quotazioni in calo del 5 per cento L'eccezione è il centro
( da "Giornale.it,
Il" del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
101 del
2009-04-28 pagina 1 Immobiliare Quotazioni in calo del 5 per cento L'eccezione
è il centro di Jacopo Granzotto Anche se si vede poco, il calo del prezzo delle
case c'è. Una riduzione che a Roma (centro storico naturalmente escluso) è
stimata da Tecnocasa intorno al 5 per cento rispetto al 2007.
Gabetti
Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare
( da "Finanza.com"
del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Gabetti
Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare
(28 Aprile 2009 - 08:53) MILANO (Finanza.com) - Gabetti Property Solutions ha
ceduto a Marcegaglia SpA una quota pari al 16,6% della partecipazione detenuta
in Turismo & Immobiliare al prezzo di 5 milioni di euro. È quanto si
apprende in una nota stampa.
Usa:
prezzi degli immobili in calo anche a febbraio ma a ritmo ridotto
( da "BlueTG
online" del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Usa: prezzi
degli immobili in calo anche a febbraio ma a ritmo ridotto 28-04-2009 15:15 -
Anche a febbraio continua il calo dei prezzi delle case, ma secondo quanto
riporta l'indice Case-Shiller ad un tasso leggermente meno veloce che nei mesi
precedenti: -2,2% nelle 20 principali città statunitensi rispetto al -2,
Gli
Usa resistono a febbre e stress test
( da "Milano
Finanza (MF)" del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
presidente
dell'Index Committee di Standard & Poor's. «Avremo certo bisogno ancora di
qualche mese prima di poter vedere una inversione di tendenza nei prezzi delle
case». E ci vorrà tempo anche per definire gli effetti della febbre suina. Ieri
GlaxoSmithKline (produttrice del farmaco Relenza) ha perso l'1,4%, mentre Roche
(che distribuisce il Tamiflu)
Cresce
la fiducia dei consumatori Usa ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
I prezzi
dell'immobiliare sono scesi del 18,6% a febbraio, anche se la caduta rallenta
Cresce la fiducia dei consumatori Usa Riccardo Sorrentino Sono segnali incerti,
non molto significativi. Eppure il rialzo della fiducia dei consumatori e il
rallentamento della flessione dei prezzi delle case sono stati ben accolti ieri
dai mercati.
Il
banco di prova ( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
cioè far
ripartire la bolla creditizia? Ricominciare un altro giro di giostra, bolla
immobiliare, bolla delle carte di credito, bolla speculativa? Ma se così non è,
è immaginabile un altro modello di capitalismo americano? E cosa vuol dire un
altro modello? Che la borghesia accetti di vedere ridotti i suoi margini di
profitto,
Las
Vegas 2, in Spagna ( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Proprio per
questo la Spagna è stata il paese europeo che più ha risentito dello scoppio
della bolla immobiliare. Ora, per risollevarsi, torna a puntare sullo stesso
cavallo, il mattone. Quanti posti di lavoro creerà Gran Scala? I numeri
lievitano da un lancio all'altro di agenzia. La costruzione, che procederà in
due tappe, assorbirà 3 mila persone.
I
miti sull'evasione fiscale. ( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
11 si disse che
era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la
bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il
danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di
poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.
Dove
la casa è ancora d'oro ( da "Milano Finanza"
del 01-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
5% a carico
dell'acquirente e 3% in capo al venditore), la transazione immobiliare prevede
il versamento dell'Iva (20,6% del valore pagato all'intermediario). Non solo.
Un ulteriore costo da mettere in conto è il 7,5% del prezzo della casa da
versare allo Stato sotto forma di imposta per il trasferimento della proprietà.
E
Madrid segna il record di disoccupati
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Le case vuote
sono ormai 1 milione, e il cartelli con «Se vende» sono più numerosi dei funghi
dopo la pioggia. Il settore immobiliare, terremotato dalla crisi subprime e
dalla bolla immobiliare, deve 470 miliardi di euro alle banche, che continuano
a chiudere il rubinetto del credito strozzando piccola e media industria,
La
peggior disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà
sempre meglio dell... ( da "Stampa, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Le case vuote
sono ormai 1 milione, e il cartelli con «Se vende» sono più numerosi dei funghi
dopo la pioggia. Il settore immobiliare, terremotato dalla crisi subprime e
dalla bolla immobiliare, deve 470 miliardi di euro alle banche, che continuano
a chiudere il rubinetto del credito strozzando piccola e media industria,
Scendono
i prezzi delle case ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
5 Scendono i
prezzi delle case Mercato immobiliare in flessione nel capoluogo piceno di
VITTORIO BELLAGAMBA LA CRISI economica si sta riflettendo anche sul mercato
immobiliare. Ad Ascoli si è assistito nel secondo semestre del 2008 ad una
flessione dei prezzi del 2,8%.
Non
tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case...
( da "Giornale.it,
Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
05 pagina 1
Non tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case... di
Redazione La situazione delle costruzioni nella nostra città desta non poca
preoccupazione, perché in effetti la crisi economica si trova ad aggravare
quella del mercato immobiliare e in particolar modo quella della produzione
edilizia più recente.
la
crisi arriva al centro commerciale affari scarsi e canoni sempre più alti -
alessandra paolini ( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
associazione
delle imprese dei centri commerciali di Confcommercio ha inviato una lettera
alla società Generale Immobiliare Italia che gestisce Euroma2 per chiedere una
riduzione del canone, «perché la crisi economica si ripercuote - vi si legge -
in modo gravissimo proprio sugli operatori che assistono giorno dopo giorno ad
una rilevante contrazione dei consumi.
Dalla
Duna alla Chrysler ( da "Giornale.it, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
11 si disse
che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E
la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il
danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di
poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.
Mattone
in crisi, 2000 case invendute ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Facendo una
media di tre persone per casa, potrebbero ospitare seimila abitanti. In
pratica, un nuovissimo villaggio fantasma. Abitato, forse, da qualche ragno
solitario. Non un mobile, non una poltrona. La conferma dell'esistenza di
questa bolla di immobili invenduti arriva da chi lavora quotidianamente nel
ramo: imprese costruttrici e agenzie immobiliari.
case
pignorate il virus contagia i ceti medio-alti
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Borsa scende
si calcola quanta ricchezza è andata in fumo per il crollo delle quotazioni. Se
si applica lo stesso ragionamento al mercato immobiliare, il risultato è
terrificante e spiega perché l´esplosione della bolla edilizia Usa abbia creato
una crisi così vasta: il crollo dei prezzi delle case, rispetto al
Il
mondo dopo la prima crisi globale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
spingendone
al rialzo il prezzo e inducendo altri intermediari a indebitarsi per inseguire
prezzi sempre più elevati. Insomma, la regolamentazione dellebanche ha creato
un meccanismo che amplifica gli effetti degli shock e accentua le fluttuazioni
cicliche dell'indebitamento degli intermediari finanziari.
Un
auto che Bolle ( da "Giornale.it, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
11 si disse
che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E
la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il
danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di
poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.
Sbaglia
chi pensa solo all'inflazione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Questo ha
provocato il boom dell'immobiliare con successiva, catastrofica esplosione
della bolla (si vedano i grafici). Il professor Taylor sostiene anche che
abbassando troppo i tassi la Fed avrebbe spinto anche le altre Banche centrali
ad abbassare eccessivamente i loro, generando in questo modo altre bolle in
gran parte del mondo.
TRIBUNALE
ORDINARIO DI VENEZIA ( da "Corriere del Veneto"
del 10-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Deposito del
saldo prezzo e delle spese nel termine indicato in offerta ovvero, in caso di
mancata indicazione del termine, entro 60 giorni dall'aggiudicazione. Nel caso
in cui la vendita senza incanto non abbia luogo, potrà essere indicata una
nuova data di vendita con incanto, in tal caso le offerte di acquisto in bollo
dovranno essere depositate entro le ore 11.
Le
sicurezze infrante di Greenspan e Bush
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nulla valsero
i moniti di quanti segnalavano gli squilibri fondamentali degli Usa nella
bilancia dei pagamenti, nei conti pubblici e nei conti delle famiglie che
avevano azzerato la propensione media al risparmio. Unico obiettivo di
Greenspan e dell'amministrazione Bush era quello di evitare una recessione che
avrebbe fatto scoppiare la bolla immobiliare e avrebbe indebolito gli Usa.
I
profitti del 2007: un ricordo lontano per gli investitori
( da "Sole
24 Ore, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Prima della
bufera il valore di tutte le case, degli immobili commerciali, delle azioni e
altre attività era stimato attornoa 50mila miliardi di $ negli Usa, servito da
25mila miliardi circa di debito. La crisi ha ridotto a 30mila miliardi il
precedente valore (secondo le stime Jeremy Grantham, il fondatore di Gmo),
ridimensionando la sensazione di ricchezza.
L'auto
di Stato ( da "Giornale.it, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
11 si disse
che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E
la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il
danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di
poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.
La
crisi s'attenua, ma la crescita sarà lenta (
da "Giornale
di Brescia" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ex ministro
dell'Economia ha tracciato una visione della crisi stratificata in tre
componenti: il modello di crescita statunitense fondato su un eccesso di
consumo e sul ricorso all'indebitamento, la bolla speculativa del mercato
immobiliare, e il panico e il crollo della fiducia che hanno pervaso il sistema
economico dalla seconda metà del 2007.
Millesimo,
rivivel'antico borgo e sale il prezzo delle case
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
antico borgo
e sale il prezzo delle case nuove tendenze Il sindaco: «Dopo i lavori di
restauro molti giovani acquistano in via Roma la loro prima abitazione»
MILLESIMO.Torna a vivere il centro storico di via Roma. Dopo essere stata per
anni una via quasi disabitata, la parallela a piazza Italia si rifà il look e
si propone come nuovo centro pulsante del paese.
Succede
in Italia che si parta da un abuso edilizio e si finisca con l'incrociare una
fitta trama di... ( da "Unita, L'"
del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Gli
acquirenti accorrono subito, nonostante i prezzi: tra i 280 e i 300mila euro,
per quaranta metri quadri. A quei tempi, il 2007, la bolla immobiliare è al
massimo: i listini schizzano in alto velocissimi. I giovani si indebitano, e
cominciano a versare quote tra i 30 e i 50mila euro firmando scritture private.
nuovo
via libera al cemento, toscana prima della classe?
( da "Tirreno,
Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
né rispetto
alle altezze, né alle distanze tra gli immobili». Insomma, nel consueto
teatrino della politica, quel che ci vien chiesto è di elogiare il piano-casa
"di sinistra" perché consente devastazioni minori di quello "di
destra". Ancora una volta, dunque, si è scelta la dubbia etica del male
minore.
USA:
IMMOBILIARE, PREZZI IN CALO IN NOVE CITTA' SU 10
( da "Wall
Street Italia" del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Nel primo
trimestre dell'anno i prezzi delle case sono diminuiti in quasi nove citta'
statunitensi su 10, con il mercato immobiliare che e' stato preso d'assalto
dagli acquirenti della prima casa a caccia di affari. La National Association
of Realtors ha reso noto che rispetto ad un anno fa la mediana dei prezzi a cui
le case esistenti sono state vendute e'
si
fermano i prezzi delle case ( da "Tirreno, Il"
del 13-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Pagina 8 -
Viareggio Si fermano i prezzi delle case Dopo anni di salita continua, valori
bloccati nel centro I valori rimangono comunque tra i più alti d'Italia: si
sfiorano i 15mila euro al mq FORTE. Calma piatta. E, tutto sommato, non è
affatto detto che sia un buon segnale.
Arringa
del Maestro: non sono un Mago ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
è difficile
non giungere alla conclusione che lo straordinario boom dell'immobiliare a cui
stiamo assistendo finanziato da un fortissimo incremento dei mutui, non potrà
andare avantia tempo indefinito». La bolla immobiliare ha continuato a
gonfiarsi fino al 2006. Non è quasi mai difficile individuare una situazione di
sottovalutazione del rischio.
Foreclosures:
Countdown! pag.2 ( da "Trend-online"
del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ARMs e oggi
il buon Greenspan dopo aver previsto ben cinque conclusioni della crisi
immobiliare negli ultimi due anni, ora torna a prevedere il nulla, prima o poi
ci riuscirà...forza Alan! Proviamo a leggere quanto scrive Mario Margiocco sul
SOLE 24 ORE del 12 aprile, evindenzierò alcuni passi importanti: La bolla
immobiliare si sta ancora sgonfiando e con la discesa segue pagina >>
Foreclosures:
Countdown! pag.3 ( da "Trend-online"
del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
registrata
una ripresa della domanda. Ma il 40-45% delle case in vendita sono abbandonate
per pignoramento o difficoltà del mutuatario. E il lascito finanziario della
grande bolla immobiliare non è finito. I mutui subprime, concessi cioè a chi
dava scarse garanzie, e detonatore della crisi, cartolarizzati, impacchettati,
mescolati con altri titoli e venduti come Cdo in tutto il mondo,
PIL/
FT: ECONOMIA ITALIA MEZZA MALATA E MEZZA SANA
( da "Wall
Street Italia" del 15-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ma basso
debito privato e niente bolla immobili -->Roma, 15 mag. (Apcom) - L'economia
dell'Italia "resta malata", afferma il Financial Times, tra bassa
produttività, scarsa flessibilità sul lavoro, mentre l'export ha duramente
accusato la crisi mondiale. Inoltre il debito pubblico resta "paurosamente
elevato", oltre il 100 per cento del Pil.
L'America
s'inventa il fondo che specula sui prezzi delle case
( da "Stampa,
La" del 18-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
il crollo
della bolla di borsa nel 2000 con il suo libro «Esuberanza irrazionale», e per
essere stato poi, fin dal 2005, profetico nel prevedere che i prezzi
immobiliari Usa si stavano gonfiando oltremisura e sarebbero crollati. Shiller,
esperto di economia comportamentale, ha studiato un prodotto che consente al
pubblico di scommettere sul trend positivo o negativo del mattone.
In
Irlanda la crisi è dura, ma recupereremo presto
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la crisi del
credito, e lo scoppio della bolla immobiliare »: i prezzi delle case sono
crollati del 40% dal 2006. Ecco come nasce la previsione di contrazione del Pil
del 10% e più: -7-7%quest'anno e-2,9%il prossimo. Questo significa però,
secondo il ministro, che l'Irlanda ha toccato «il punto più basso».
Popolarità
al minimo per Schwarzy California sull'orlo del crac
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Governatore
della California sta vivendo infatti momenti particolarmente difficili, dopo i
fortunati anni del boom economico (ma anche della bolla immobiliare). La
popolarità di Schwarzy è ai minimi storici, con un record negativo del 33%, e
solo un miracolo può evitargli il ripetersi della debacle del 2005, quando i
referendum proposti dal Governatore vennero tutti seccamente bocciati.
La
California è sull'orlo della bancarotta
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
alla Casa
Bianca per evidenziare di fronte alle telecamere una sua vittoria personale
nella lotta contro l'inquinamento, quella dell'auto pulita «sposata» da Obama.
Il Governatore della California sta vivendo infatti momenti particolarmente
difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma anche della bolla
immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai minimi storici (33%).
Archimede
e la leva perduta! pag.2 ( da "Trend-online"
del 21-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
aumento del
livello del debito è stato accompagnato da un aumento del livello della
ricchezza tramite la creatività del credito finanziario( MEW e speculazione
immobiliare ) La bolla immobiliare è scoppiata nel 2006 e da allora la ricchezza
è diminuita drasticamente oltre a quella legata agli indici azionari che ha
incominciato a venir meno dalla metà del 2007.
Archimede
e la leva perduta! pag.4 ( da "Trend-online"
del 21-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
un esempio
recente di un significativo deleveraging a seguito di una bolla immobiliare che
è molto utile come riferimento. La bolla del mercato azionario giapponese
scoppiò alla fine del 1989 seguita subito dopo da quella immobiliare nei primi
mesi del 1991. Quasi 20 anni dopo i prezzi azionari e immobiliari rimangono
rispettivamente sotto di oltre il 70 % dal il picco e del 40 %.
da
subprime a cdo la crisi in sette clic - maurizio ricci
( da "Repubblica,
La" del 22-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
a meno di non
veder salire il valore della casa comprata. Quando qualcuno ha cominciato a non
pagare le rate, il meccanismo si è fermato, i prezzi delle case hanno
cominciato a scendere, il bancomat si è prosciugato. Era scoppiata la bolla
immobiliare. Non è, però, la prima bolla immobiliare che scoppia.
Ricomincio
da Londra ( da "Milano Finanza"
del 23-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E questo si
dovrebbe tradurre in un periodo di turbolenze nel comparto immobiliare che nel
Vecchio continente prevedo possa durare ancora un paio d'anni. Certamente ci
saranno paesi come la Spagna o l'Irlanda dove si faranno sentire in maniera più
violenta gli effetti dello scoppio della bolla immobiliare. Meno drammatiche,
invece, le condizioni di mercato in Francia e Germania.
GRILLI
PARLANTI ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
il saggio di
Robert Shiller del 2000, è considerato il testo che con più lucidità ha
esaminato la bolla delle società Ineternet. Nella seconda edizione, del 2005,
il professore di Yale ha previsto l'esplosione della bolla immobiliare del
mercato americano e il suo rapido propagarsi nella finanza e nelle banche di
tutto il mondo.
La
ricetta anticrisi di Monti
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Non avendo
previsto che la bolla immobiliare degli Stati Uniti sarebbe esplosa con
virulenza, Monti si aspettava una crisi «in forme diverse da quanto poi
accaduto». Tuttavia la diagnosi non cambia: a monte della crisi ci sono
mancanza di regole e di governo della globalizzazione e troppo potere delle
lobby finanziarie.
Usa,
ancora in calo i prezzi delle case in marzo
( da "Soldionline"
del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ancora in
calo i prezzi delle case in marzo Le tags: macroeconomia usa Commenta
l'articolo Marco Delugan martedì, 26 maggio 2009 - 15:24 Una flessione del
19,1% rispetto allo stesso periodo dell?anno precedente. Questo risulta
dall?ultima lettura dell?indice Case-Schiller per il primo trimestre del 2009.
Usa:
sempre deboli i prezzi degli immobili nelle grandi città
( da "BlueTG
online" del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
sempre deboli
i prezzi degli immobili nelle grandi città 26-05-2009 15:50 - I prezzi delle
case nelle 20 principali città statunitensi sono calati a marzo oltre le
attese, secondo le indicazioni fornite dall'indice S&P/Case-Shiller,
crollato del 18,7% su base annua, lo stesso calo registrato il mese precedente
dopo il -19% registrato in gennaio,
Il
mutuo a tasso variabile spinge la nuova bolla
( da "Italia
Oggi" del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
potrebbe
tradursi in una nuova bolla immobiliare. Se, come si sente dire sempre più
spesso tra gli osservatori dell'economia reale, i primi segni di arretramento
della crisi si avvertiranno già nell'autunno prossimo, non è ardito ipotizzare
che l'inizio del 2010 i nuovi tassi d'ingresso nei mutui, sospinti verso il
basso dalla politica della Bce,
Wall
Street sale con i consumi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
La crisi del
mercato immobiliare ha innescato un tipico circolo vizioso: il calo dei prezzi
delle case ha abbassato la ricchezza dei consumatori, i quali di conseguenza
sono costretti a risparmiare di più e spendere di meno; il calo della spesa dei
consumatori contribuisce a sua volta a far scendere la domanda aggregata
spingendo le aziende a licenziare per contenere i costi.
Economia,
torna il fattore umano ( da "Corriere della Sera"
del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ha previsto
due su due delle ultime crisi ed è, di per sé, un numero vivente: il suo indice
del mercato immobiliare (lo «S&P's Case/Shiller») dà ogni mese lo stato di
salute dell'economia americana, e anche ieri segnava febbre alta. Significherà dunque
qualcosa se Akerlof e Shiller hanno unito le loro forze.
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
In Italia i
germi della crisi sono meno virulenti che altrove. In fondo il sistema bancario
era meno esposto, il debito delle famiglie ridotto, non c'era una bolla
immobiliare in atto. L'infezione quindi non ha attaccato l'Italia in maniera
particolarmente violenta.
Crisi:
Gb, prezzi case salgono a sorpresa a maggio
( da "Trend-online"
del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
I prezzi
delle case nel Regno Unito a maggio sono balzati a sorpresa dell'1,2%. Lo
riferisce l'agenzia Bloomberg. I dati della Nationwide Building Society
evidenziano dunque un rallentamento della crisi immobiliare. Il prezzo medio di
un'abitazione e' cresciuto infatti a 154.016 sterline, dopo aver segnato una
caduta dello 0,3% ad aprile.
CRISI:
GB, PREZZI CASE SALGONO A SORPRESA A MAGGIO
( da "Wall
Street Italia" del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
I dati della
Nationwide Building Society evidenziano dunque un rallentamento della crisi
immobiliare. Il prezzo medio di un'abitazione e' cresciuto infatti a 154.016
sterline, dopo aver segnato una caduta dello 0,3% ad aprile. Gli economisti
avevano invece stimato un calo dello 0,9%.
Dove
c'è fiducia, c'è più economia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
osservazione
scaturita dal milione di dollari che un suo parente aveva pagato per comprare
una casa nella città norvegese. Avrebbe dovuto notare che i prezzi degli
immobili a Trondheim non erano soltanto indicativi di una strana impennata nei
prezzi degli immobili in Scandinavia; erano parte di una bolla immobiliare
mondiale. Si era fidato troppo.
PAOLO
GHEZZI C'erano economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei
anni prima, come Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale
( da "Adige,
L'" del 31-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
esplosione
della bolla immobiliare, ma anche la leader delle prostitute italiane Carla
Corso che viceversa si fidava delle dritte del cronista di borsa Everardo Dalla
Noce (ex cronista sportivo): ma perché gli italiani si affidano ai promotori
finanziari la cui associazione è presieduta da un laureato in giurisprudenza ex
arbitro di calcio?
Date
un mutuo per l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore
dell'immobile, anche a chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e
nessun patrimonio ( da "Adige, L'"
del 31-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
chi ha
ricordato il precedente della bolla immobiliare in Giappone, chi infine, da
accademico, ha lanciato la proposta di fare come in farmacia. «Nel dibattito
scientifico - ha ricorda Roberto Tamborini, professore a Trento - si sta
affermando l'opinione che gli strumenti finanziari dovrebbero essere trattati
come i medicinali.
il
federalismo all'italiana - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
eccesso di
mutui concessi per star dietro agli eccessi dell´offerta edilizia. Questa
"bolla immobiliare" ha portato al 9% la disoccupazione Usa, ha fatto
calare del 13% la produzione industriale. In Italia, a quel che pare, siamo
convinti che dalla crisi scatenata dalla housing bubble americana noi (e solo
noi) usciremo con una bolla immobiliare nostrana,
Investimenti,
primi spiragli di luce ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
economisti
hanno attribuito tutte le colpe dell?attuale crisi allo scoppio della bolla
immobiliare Usa e solo in un secondo momento si sono resi conto di essere di
fronte a una crisi globale del credito e del settore finanziario delle economie
più sviluppate. Ciò non toglie che il crollo dei prezzi delle case negli Stati
Uniti sia stato il primo grave sintomo della malattia dell?
Operazione
trasparenza, svolta per il mercato
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
negli anni
della bolla immobiliare e diventati insostenibili nell?attuale fase di frenata,
contrassegnata da un calo delle quotazioni, ma soprattutto da un allungamento
dei tempi di compravendita. «La pubblicazione sarà una raccolta di best
practice e conterrà informazioni relative ai costi di materiali, alla
disponibilità di fornitori e ai prezzi medi applicati in ciascuna area,
Case
ancor più in saldo se comprate in oro
( da "Finanza
e Mercati" del 02-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Case ancor
più in saldo se comprate in oro da Finanza&Mercati del 02-06-2009 Il
mercato immobiliare non è certo nel suo momento più brillante. E se il
confronto avviene in rapporto all'oro, il momento brilla ancor meno. I prezzi
delle case, dopo la bufera subprime e la corsa a vendere appartamenti rimasti
senza inquilini solventi,
PURTROPPO
la quasi unanimità degli economisti contraddice questa sua convizione: è...
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
al di sopra
delle sue risorse: le banche prestavano soldi a tutti, senza pretendere
garanzie, soprattutto a chi chiedeva mutui per la casa. Il risultato è stata la
bolla immobiliare: prezzi saliti vorticosamente e poi improvvisamente
precipitati. Nel contempo molti non sono stati in grado di pagare le rate dei
mutui e le banche non hanno ripreso i loro soldi con le case ipotecate.
Riparte
il mattone americano ( da "Tempo, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
stampa Bassi
livelli dei prezzi degli immobili e tassi ai minimi hanno ridato fiducia a
operatori e consumatori Riparte il mattone americano Acquisti Ad aprile i
compromessi per le case sono cresciuti del 6,7%. Molto più delle stime Il
mattone Usa riprende fiato. Dopo mesi di calo del mercato immobiliare e lo
scoppio della bolla dei subprime (mutui concessi a clienti poco svolvibili)
Via
Acerbi, la vendita degli appartamenti finisce in tribunale
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
È il 1999
quando 32 famiglie inquiline dell'Inpdai in via Acerbi, ricevono una proposta
di vendita dall'allora Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di
aziende industriali, con l'indicazione del prezzo dell'immobile e la
possibilità di esercitare il diritto di prelazione.
Altro
che crisi: boom di vendite per le case al mare
( da "Affari
Italiani (Online)" del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Ma chi cerca
questi immobili e quali sono i prezzi? Alle seconde case sono interessate
principalmente le famiglie residenti in aree metropolitane con figli. E'
infatti una soluzione ideale per chi in vacanza trascorre più delle due
settimane tipiche dei viaggi, magari alternandosi.
GB:
PREZZI CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 04-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
GB: PREZZI
CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO (
IMMOBILIARE:
SEGNALI DI SPERANZA DAL REGNO UNITO
( da "Wall
Street Italia" del 04-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Inversione di
rotta nel mercato immobiliare britannico. Nel mese di maggio i prezzi delle
case hanno infatti registrato un rialzo sorprendente, il maggiore su base
mensile da sei anni e mezzo a questa parte. Stando a quanto riferito dal
principale erogatore di mutui del Paese, Halifax, nell'ultimo periodo si sono
avvertiti segnali che indicano che l'attivita'
"fai
la spesa? vinci una casa" acchiappaclienti in tempo di crisi - alessandra
paolini ( da "Repubblica, La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Per i cultori
della raccolta punti al supermercato è cominciata una nuova era: quella delle
lotterie, dei premi, del gratta e vinci. E stravinci. Colpa della crisi,
sicuramente. E del calo dei consumi. Ma anche della bolla immobiliare,
mettiamola così, se da qualche settimana gli ambitissimi trofei messi in palio
al centro commerciale Parco Leonardo,
Rimbalzo
a maggio dei prezzi delle case Uk
( da "Milano
Finanza (MF)" del 05-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
osservatorio
mensile della banca Halifax. Le attese degli analisti indicavano una flessione
dello 0,6% su base mensile e del 17,2% sull'anno. La variazione positiva dei
prezzi delle case suggerisce che il mercato immobiliare si sta stabilizzando
anche se, con l'incremento del tasso di disoccupazione, la domanda mostra
ancora parecchie incertezze.
( da "Wall Street Italia"
del 30-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Spagna/ Zapatero
minimizza salvataggio Caja Castilla La Mancha di Apcom Avallo da 9 mld. Solbes:
Denaro clienti assolutamente garantito -->Madrid, 30 mar. (Apcom) - La Banca
centrale spagnola garantisce "assolutamente" il denaro dei clienti di
Caja Castilla La Mancha (Ccm), la cassa regionale castigliana che ieri il
governo ha deciso di salvare in extremis dalla bancarotta con un avallo di 9
miliardi di euro di denaro pubblico. "La cassa", ha detto il ministro
dell'Economia Pedro Solbes, "non è stata sufficientemente cauta
nell'investire nel settore della costruzione", locomotiva della crescita
spagnola per oltre un decennio fino al punto di diventare una 'bolla' esplosa circa un anno fa. Anche il premier José Luis
Zapatero, in un'intervista televisiva di cui sono stati anticipati stralci, ha
minimizzato l'intervento pubblico: questo, secondo il leader socialista, ha
"un'importanza relativa", perché l'entità "rappresenta lo 0,8%
dell'attività finanziaria spagnola" e "perché non siamo di fronte a
un problema di solvenza: la cassa aveva solvenza, ma rischiava, a termine, di
avere problemi". Solbes ha insistito nel trasmettere un messaggio di
"tranquillità e sicurezza assoluta" sulla Ccm. I clienti della cassa
castigliana "possono chiedere il loro denaro in tutta tranquillità, ma se
non lo devono usare non c'è nessun bisogno di cambiare banca", ha
dichiarato l'ex commissario europeo, che afferma che il governo "non si
aspetta un comportamento irrazionale" dei risparmiatori. La giornata di
oggi, ha informato la Caja secondo i media iberici, è trascorsa in modo
sostanzialmente tranquillo nelle sue agenzie: niente file agli sportelli, anche
se non pochi clienti hanno chiesto spiegazioni preoccupati, ma quasi sempre si
sono accontentati delle risposte del personale; mentre diversi imprenditori
hanno espresso il loro sostegno alla cassa e le hanno ribadito i loro impegni.
Il 'buco' potenziale nei conti della Ccm è di circa 3 miliardi di euro, e la
sua esposizione totale al settore immobiliare è di 9
miliardi. Quanto al resto delle banche e casse spagnole, Solbes ha affermato
che "in questo momento non c'è una preoccupazione specifica e immediata su
niente e nessuno". Il settore bancario iberico, ha insistito Solbes,
"è molto solido" e finora il governo non ha dovuto apportare
"nemmeno un centesimo in termini di bilancio", ma solo prestiti o
garanzie. Le preoccupazioni degli esperti sono soprattutto per le altre casse
di risparmio medie o minori, che come la Ccm sono esposte
ai rischi della bolla
immobiliare: diverse di loro, come ad esempio
Caja Mediterraneo o Caja Cantabria, hanno emesso oggi comunicati per
rassicurare i loro clienti sul fatto che non temono di dover essere salvate dal
governo. Caja Castilla La Mancha aveva gravi problemi di liquidità a causa di
un costante 'dissanguamento', dovuto a un massiccio ritiro di depositi,
da circa un anno e mezzo: come soluzione, il governo aveva cercato di
propiziare una fusione con una cassa andalusa, Unicaja. Ma il fallimento di
questo progetto ha costretto il governo a intervenire direttamente. In un primo
momento, l'esecutivo Zapatero dovrebbe iniettare nella cassa castigliana 2 o 3
miliardi di euro, e spera che non sia necessario dar fondo all'intera garanzia
fornita.
( da "Arena, L'" del
31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Martedì 31 Marzo
2009 ECONOMIA Pagina 43 Brevi A VERONA -6,4% DOPO IL 2007
PREZZI DELLE CASE ANCORA IN DISCESA NEL 2008 Nel 2008 il mercato immobiliare ha continuato a registrare un calo di prezzi, cominciato
nel 2007. Secondo Tecnocasa, la rete di agenzie di franchising immobiliare, le città in cui si sono registrati i cali maggiori sono state
Bologna e Genova (-7,6% sul 2007) e Palermo (-7,1%). A Verona -6,4%.
ALBERTO GIORGETTI «I BALCANI, AREA DI GRANDE INTERESSE PER IL NORDEST» Per il
sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, «i Balcani sono un'area di
grande interesse che si sta progressivamente stabilizzando in termini non solo
di sicurezza e di democrazia, ma anche economici». Giorgetti è intervenuto ieri
a Treviso al «Tavolo Balcani» organizzato dall'Ance.
( da "Nuova Ferrara, La"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prezzi
sugli immobili, -10,4% in città Prezzi delle case in calo sul
mercato di Ferrara con un -10,4% e anche la Regione segue la tendenza nazionale
del calo dei prezzi delle
abitazioni avvenuto nel corso del 2008. Secondo i dati forniti da Tecnocasa, la
rete di agenzie di franchising immobiliare, tra i
capoluoghi di provincia cali a due cifre sono stati registrati anche a Reggio Emilia (-17,1%). Dopo Ferrara
seguono Bologna (-7,6%), Modena (-7,1), Forlì (-4,3%), Rimini (-3,9), Piacenza
(-1,9%). Parma registra un -0,2% ed è l' unico capoluogo che negli ultimi due
anni registra un aumento (+3,7%). Mancano i dati su Ravenna (sia sui prezzi delle case che sui mutui) perchè qui Tecnocasa non ha
agenzie e quindi non ha potuto fare rilevazioni.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
CRONACHE pag.
( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
PRIMO PIANO pag.
( da "Wall Street Italia"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Crisi/ Rapporto Ue:
Preoccupa aumento squilibri dentro l'eurozona di Apcom Perdono competitività
Irlanda, Grecia, Spagna e Slovacchia -->Bruxelles, 31 mar. (Apcom) - La
Commissione europea è preoccupata dall'aumento del divario di competitività
all'interno della zona euro, che aumenta l'esposizione di alcuni suoi Stati
membri alla crisi economica mondiale: in particolare hanno perso competitività
Irlanda, Grecia, Spagna e Slovacchia, mentre l'Italia è riuscita a mantenere la
propria posizione. E' quanto si legge nel rapporto trimestrale dell'esecutivo
Ue sull'eurozona. "Nel corso degli ultimi dieci anni alcuni Stati membri
hanno subito un calo notevole della loro competitività di prezzi
e costi rispetto al resto della zona euro, mentre altri hanno registrato grossi
miglioramenti". Al primo gruppo - spiega Bruxelles - appartengono Irlanda,
Grecia, Spagna e Slovacchia; al secondo soprattutto la Germania, ma anche
Finlandia, Austria e Francia. L'Italia appartiene al gruppo che "ha
mantenuto più o meno stabilmente la propria posizione competitiva" insieme
a Belgio e Slovenia, anche se in termini di export e aumento della produttività
la performance italiana è una delle peggiori dell'eurozona. "L'attuale
crisi economica sottolinea il bisogno di una più ampia e approfondita
sorveglianza macroeconomica all'interno della zona euro. Al suo interno sono
emersi divari significativi di competitività, aumentando l'esposizione di
alcuni Stati membri alla crisi globale e accentuando la necessità di una
correzione", avverte la Commissione. Il rapporto indica che i divari tra
le partite correnti all'interno dell'Eurogruppo "hanno raggiunto il
massimo storico". "Mentre alcuni di questi sviluppi possono essere spiegati
da motivi benigni, una parte considerevole della divergenza ha cause più
preoccupanti. In particolare, può essere legata all'emergere di significativi
squilibri interni in alcuni Stati membri", sottolinea Bruxelles. Il
rapporto prende di mira l'aumento eccessivo dei salari e
della domanda interna, l'indebitamento estero e del settore privato e la bolla immobiliare: tutti fenomeni attribuibili alle economie della 'Nuova Europa',
nonché all'Irlanda o alla Spagna, ma meno all'Italia. Secondo la Commissione,
la crisi contribuirà a ridurre parte degli squilibri, ma non in maniera
sufficiente. Il resto della 'correzione' si pagherà in termini di
disoccupazione, a meno che non vengano adottate riforme "più decise"
sul mercato del lavoro e per favorire la concorrenza. "La convergenza
delle partite correnti - ammonisce il rapporto Ue - sta avvenendo con un
riequilibrio limitato della competitività di prezzi e
costi e quindi si realizzerà ad un alto prezzo in termini di sotto utilizzo
della forza lavoro e del capitale".
( da "Wall Street Italia"
del 31-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Ocse/ Francia
"tiene meglio" dei grandi di Eurolandia - punto di Apcom Parla de
Boissieu (Sorbona): merito banche e assenza "bolla"
case -->Parigi, 31 mar. (Apcom) - Le previsioni
dell'Ocse pubblicate oggi vedono la Francia in una condizione migliore rispetto
alla media della zona euro per quanto riguarda il calo del Pil nel 2009 e 2010.
Secondo l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione, Parigi dovrebbe
ridurre il proprio prodotto interno lordo del 3,3 % nel 2009 e dello 0,1% nel
2010. Per la zona euro l'Ocse ha invece previsto per l'anno in corso un calo
del Pil del 4,1% e nel 2010 una flessione dello 0,3%. La Francia segue dunque
la tendenza ma si distingue dall'eurozona "perché è stata toccata in modo
diverso dalla crisi, meno violentemente rispetto al Regno Unito o alla
Spagna" commenta in esclusiva per Apcom Christian de Boissieu, professore
di economia alla Sorbona e presidente del Consiglio di Analisi Economica del
governo francese. "Credo che l'impatto sia stato meno marcato in certi
settori perché in Francia non è scoppiata una vera e propria bolla
immobiliare, ma c'è stata solo speculazione". Benché varie banche
transalpine negli scorsi mesi, siano risultate esposte ai subprime e ai titoli
tossici per diversi miliardi di euro secondo de Boissieu "gli istituti di
credito francesi hanno comunque subito meno l'impatto degli asset tossici
rispetto a quelli d'oltremanica". Per il docente della Sorbona un elemento
di stabilizzazione del sistema francese è rappresentato anche dal "prelievo
obbligatorio sul Pil più elevato rispetto alla media dei Paesi europei".
Nonostante alcune delle statistiche elaborate dall'Ocse abbiano previsto un
immediato futuro meno cupo per la Francia, anche Parigi si trova in una
posizione simile ad altri Paesi per quanto riguarda le disoccupazione e
l'aumento del debito pubblico. "I giovani, non solo quelli francesi,
rischiano di pagare due volte il prezzo di questa crisi - commenta De Boissieu
- in primo luogo perché non riescono a trovare un vero primo lavoro che dia
loro stabilità. In secondo luogo perché l'aumento del debito pubblico si
trasferirà sulle generazioni future. Ritengo che il G20 dovrà occuparsi
seriamente anche di questo problema". A livello europeo invece per
l'economista francese la crisi lascerà delle questioni aperte che l'Unione
Europea dovrà risolvere. "La crisi economica ha messo in discussione il
concetto di solidarietà tra i Paesi dell'Unione e ha sollevato il problema
della governance economica UE - sottolinea de Boissieu - ritengo che i 27 dovranno
trovare una valida soluzione per risolvere tali questioni e si dovrà
ripristinare il patto di stabilità".
( da "Wall Street Italia"
del 01-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa/da indicatori
economici segnali migliori delle attese - punto di Apcom Il peggio potrebbe
essere alle spalle. -->New York, 1 apr. (Ap) - Qualche spiraglio di luce per
l'economia statunitense. La spesa per le costruzioni e' diminuita per il quinto
mese consecutivo a febbraio, ma i risultati si sono rivelati migliori delle
attese e, insieme ad altri aggiornamenti macroeconomici, suggerisce che la fase
di contrazione potrebbe ormai essere vicina al termine. Il Dipartimento del
Commercio ha poi riferito che la spesa per le costruzioni e' calata dello 0,9%,
un ribasso piu' contenuto rispetto al -1,5% atteso dagli economisti. E' da
ottobre che le attivita' di costruzione nel loro complesso sono in flessione,
con il livello di attivita' che si trova ai minimi di quasi cinque anni. Nel
frattempo l'indice Ism che misura lo stato di salute dell'attivita'
manifatturiera ha subito a marzo una contrazione per il quattordicesimo mese
consecutivo. Tuttavia il dato si e' attestato su livelli superiori alle stime.
L'Istitute for Supply Management ha reso noto che il mese scorso il suo
indicatore e' salito a 36,3, rispetto al 35,8 di febbraio. Gli economisti si
aspettavano un miglioramento piu' timido, a 36. Una lettura sotto i 50 punti
indica una contrazione dell'attivita' e a dicembre l'indice ha toccato il punto
piu' basso in 28 anni (a 32,9). Nessuna delle 18 industrie manifatturiere ha
registrato una crescita a marzo, ma il report odierno sottolinea che cinque di
queste - tra cui impianti elettrici, metalli di base, macchinari - si aspettano
di trarre giovamento dalle misure previste dal piano di rilancio economico
messo a punto dal governo. "La brusca frenata dell'industria manifatturiera
sembra che si sia in qualche modo moderata", dice Norbert Ore, presidente
del comitato dell'ISM. A Wall Street intanto l'azionario ha accolto con favore
i dati migliori delle attese relativi a costruzioni e settore manifatturiero e
al giro di boa scambia in lieve rialzo dopo una partenza con il freno a mano
tirato. Questo mentre la National Association of Realtors ha fatto sapere che
in febbraio le vendite di case con contratti in corso
sono risalite dai minimi record del mese precedente. I costruttori edili,
tuttavia, continuano a mantenere un approccio molto prudente, mentre le case invendute aumentano e il numero di pignoramenti record
scarica sul mercato un numero sempre maggiore di proprieta' immobiliari.
Lunedi' la societa' immobiliare Lennar ha reso noto
che le sue perdite trimestrali sono aumentate del 77% a causa della perdita di
valore di inventario e terreni, oltre alla flessione delle vendite di case e nuovi ordini. Secondo il report del Dipartimento del
Commercio le costruzioni non residenziali sono cresciute dello 0,3% a febbraio,
in miglioramento rispetto al calo del 4,3% di gennaio che e' anche stato il
peggiore risultato da 15 anni a questa parte. Le vendite delle case precedentemente occupate sono salite in febbraio ad un
ritmo che non si vedeva da sei anni, con gli acquirenti del
primo immobile che hanno tratto vantaggio dei prezzi scontati
delle proprieta' immobiliari ipotecate o depresse. Secondo alcuni economisti
questo fattore potrebbe contribuire a moderare i cali. Gli analisti prevedono
che il settore degli immobili commerciali sia destinato a scivolare nella
peggiore crisi dalla bolla
immobiliare degli anni '90. I tassi di
insolvenza sui mutui per hotel, uffici, edifici residenziali e industriali sono
aumentati in maniera considerevole negli ultimi mesi e probabilmente
continueranno a salire ancora fino alla fine del 2010, con sempre piu' societa'
che annunciano nuovi tagli al personale, che si vedono costrette a
ridimensionarsi o addirittura a chiudere i battenti.
( da "Milano Finanza (MF)"
del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF sezione: Commenti
& Analisi data: 02/04/2009 - pag: 8 autore: di Michel Girardin* Questa
catastrofe durerà poco. Ecco perché Una buona notizia: la crisi economica che
stiamo attraversando è a tutti gli effetti una catastrofe. A differenza di un
incidente, la catastrofe ispira nuove riflessioni sulle soluzioni da mettere in
pratica per evitarne o attenuarne gli effetti. Tutti i provvedimenti messi in
opera sinora per farci uscire dalla crisi attuale hanno tuttavia un sapore di
dejà-vu. Il che è normale, considerato che la crisi stessa sembra avere origine
dagli stessi errori commessi in passato, sulla scia delle crisi che colpirono
gli Stati Uniti negli anni 20 o il Giappone negli anni 80.Eccesso di
speculazione All'origine di ogni crisi troviamo immancabilmente un eccesso di
speculazione. Il primo esempio in merito è stata la «bolla
del bulbo» che vide una buona parte della popolazione olandese riporre tutti i
loro risparmi sui bulbi di tulipano, proprio nel momento in cui crollarono i prezzi precipitando il Paese in una grave depressione:
stiamo parlando del febbraio
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-04-02 - pag: 13 autore: Disoccupazione. Nei Paesi
della moneta unica salita all'8,5% L'Europa in febbraio ha perso 480mila posti
Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La disoccupazione aumenta
velocemente anche in Europa, non solo negli Stati Uniti. Gli ultimi dati -
pubblicati ieri, alla vigilia di un nuovo atteso allentamento monetario della
Banca centrale europea - mostrano che in febbraio quasi 500mila persone hanno
perso il lavoro nell'Unione Europea. Secondo Eurostat, l'indice di
disoccupazione nei 16 Paesi della zona euro è salito dall'8,3 all'8,5 per
cento. L'incremento è superiore alle previsioni. Il braccio statistico della Ue
prevede un tasso di disoccupazione al 10% entro fine anno. Nell'Unione, il
numero dei disoccupati è aumentato di 478mila a 19,156 milioni. Il tasso di
disoccupazione è aumentato in tutti i Paesi della zona euro,salvo l'Olanda in
cui è rimasta stabile al 2,7% per il settimo mese consecutivo.Male sono andati
in particolare la Spagna e l'Irlanda, due Paesi alle prese con lo scoppio di
una bolla immobiliare. Il balzo è stato di 0,7 punti
percentuali, rispettivamente al 15,5 e al 10 per cento. Secondo l'Ufficio
centrale di statistica di Dublino la disoccupazione in Irlanda sarebbe arrivata
all'11% in marzo. Il timore di molti osservatori, non solo quindi di Eurostat,
è che la situazione possa peggiorare. Dalla Germania ieri sono giunte nuove
notizie negative: secondo i dati dell'associazione di categoria gli ordini di
macchine utensili sono calati del 49% annuo in febbraio, il peggior risultato
dal 1958, anno in cui sono iniziate le rilevazioni statistiche. La Vdma ha
quindi deciso di rivedere le sue stime: il calo nel 2009 sarà tra il 10 e il
20%, non più del 7 per cento. «Stiamo assistendo a un rallentamento economico
molto violento. A un certo punto- ha detto ieri il ministro delle Finanze Peer
SteinbrÜck, parlando alla rivista Stern - ci sarà una ripresa ma molto, molto
graduale. Se saremo fortunati inizierà nel 2010». Esposta sul fronte
dell'export, la Germania sta soffrendo del rallentamento mondiale. Non può
neppure contare su una domanda interna forte: le vendite al dettaglio, escluse
quelle di automobili, sono calate in febbraio dello 0,2% mensile. A pesare
oltre alla crisi e a fattori strutturali è stato a sorpresa anche il sussidio
di 2.500 euro alla rottamazione delle auto. «Molti consumatori spiegava ieri
Andreas Rees, di UniCredit - vogliono approfittare del bonus. Rimane loro poco
denaro per l'acquistodi altri prodotti ». Le ultime cifre sull'uso del sussidio
sono impressionanti: sono state finora presentate 940mila domande. Il timore però è che questa misura non aiuti tanto le case tedesche quanto quelle straniere, specializzate in auto piccole
ed ecologiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA CHI STA PEGGIO Lo scoppio della bolla immobiliare colpisce Spagna e Irlanda: a Dublino in marzo i senza lavoro
all'11%
( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MASSA MARITTIMA pag.
9 NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case,
mediamente del 20%, la si... NONOSTANTE il calo dei prezzi delle case,
mediamente del 20%, la situazione del mercato immobiliare ha
mostrato un peggioramento nell'ultima parte del 2008. Nel quarto trimestre
dello stesso anno il 50% degli Agenti Immobiliari ha denunciato una riduzione
del valore delle operazioni. E' quanto emerge da un sondaggio sul
mercato immobiliare, condotto con la collaborazione di
esperti del settore, delle abitazioni di Massa Marittima e del comprensorio
delle Colline Metallifere da cui traspare che le attese degli operatori
segnalano un miglioramento solo nel prossimo biennio. Nel dettaglio nel quarto
trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili
hanno registrato un significativo calo, mentre una esigua minoranza di
operatori ha invece registrato un incremento delle vendite. UN TREND al ribasso
che ha interessato soprattutto le case di campagna e
sul mare. Segnano un lieve ribasso anche le comprevendite nei centri storici.
Secondo il resoconto trimestrale fornito dagli interessati al settore il dato
paga sia l'incremento dei nuovi incarichi acquisiti nel quarto trimestre
rispetto al terzo, che la debole dinamica delle vendite. A confermare questa
tendenza anche le cause che hanno spinto alla cessazione degli incarichi a
vendere. Nel 50% dei casi il motivo è stata l'assenza di proposte di acquisto a
causa dei prezzi troppo elevati. Per il 20% invece il
venditore ha rinunciato a cedere l'immobile perchè la posta sul piatto era
troppo bassa. Ha pesato poi la difficoltà da parte degli eventuali acquirenti a
reperire i mutui per chiudere l'operazione. Chi compra, ci dicono gli agenti,
ricorre all'accensione di un mutuo ipotecario e il rapporto fra prestito
erogato e valore dell'immobile è in media pari al solo 70%, con la conseguenza
di dilatare tempistiche e dinamiche delle trattative.
( da "Finanza.com"
del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Inghilterra: a marzo i prezzi degli immobili salgono a sorpresa (2 Aprile 2009 - 10:01) MILANO
(Finanza.com) - Qualcosa si muove Oltremanica. I prezzi delle case
nel Regno Unito hanno dato segnali di risveglio nel mese di marzo: in barba
alle previsioni ancora cupe dei principali economisti di mercato - che avevano
previsto una nuova contrazione - il costo medio degli immobili è
inaspettatamente salito dello 0,9 per cento. E' quanto emerge dagli ultimi dati
della Nationwide Building Society, citati da Bloomberg News. A contribuire a
questo "cambiamento" la politica adottata dalla Banca d'Inghilterra,
che tagliando i tassi a livello record ha spinto al rialzo la concessione dei
mutui. (Micaela Osella - Riproduzione riservata)
( da "Wall Street Italia"
del 02-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Gb/ Prezzi case crescono a marzo, prima volta in un anno e mezzo di
Apcom Più 0,9% dopo calo febbraio 1,9% -->Londra, 2 apr. (Ap) - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono cresciuti dello 0,9%
mensile a marzo per la prima volta dopo 17 cali consecutivi, secondo i dati di
Nationwide, una delle maggiori società di mutui immobiliari del paese. In
febbraio i prezzi erano scesi dell'1,9%. Ma il capo
economista di Nationwide, Fionnuala Earley, è cauta: "l'aumento dei prezzi di marzo è positivo, ma è decisamente troppo presto
per ritenerlo una prova che il fondo del ciclo è stato raggiunto". Per l'economista ci vorrà del tempo prima che i forti tagli del tassi
operati dalla Banca d'Inghilterra e la sua politica di crescita delle
disponibilità di moneta si trasmettano al mercato immobiliare e
prima che si verifichi una ripresa sostenuta dei prezzi. Nei giorni
scorsi la Banca d'Inghilterra aveva indicato che il mercato immobiliare potrebbe essere in corso di stabilizzazione. Nella sua
indagine mensile sul mercato dei mutui la banca centrale ha rilevato che i
mutui per acquisti di case approvati sono cresciuti
del 19% a febbraio a 37.937, il massimo da maggio 2008.
( da "Milano Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
sezione: I vostri soldi il Trader ETF data: 04/04/2009 - pag: 38 autore: di
Salvatore Licciardello E ora il ballo del mattone Il crollo del mercato immobiliare negli Stati Uniti aveva fatto perdere circa il
60% ai fondi indice che vi investono. Ma l'inversione di tendenza non sembra
lontana Adesso tutti gli occhi sono puntati sullo stato di salute del mercato immobiliare. Per la prima volta dall'inizio della Grande
Crisi, l'indice di accesso alla proprietà è aumentato dopo aver toccato i minimi
storici, facendo perdere a Etf specializzati nell'immobiliare
e indici collegati circa il 60% del valore. Bisogna capire se si è in presenza
di un'autentica inversione di tendenza.L'indice di accesso alla proprietà
calcolato dall'Associazione Nazionale dei Realtors negli Stati Uniti, determina la capacità di una famiglia media americana di ottenere
un mutuo per l'acquisto di una casa di medio prezzo. L'indice dipende da 3
variabili: il prezzo delle case esistenti, il reddito e i tassi
sui mutui. Il valore 100 indica un reddito appena sufficiente ad acquistare un
immobile di prezzo medio (con un versamento iniziale del 20% e tenendo conto
della media dei tassi). Ebbene, l'accesso alla proprietà immobiliare negli Stati Uniti non è mai stato migliore,
sembra dire la reazione dell'indice, e ciò in conseguenza dell'effetto
combinato del crollo dei prezzi e dei tassi sui mutui
al livello più basso degli ultimi decenni (4,63% per un prestito ipotecario a
tasso fisso 30 anni, grazie alla politica ultra-aggressiva della Fed), mentre
il reddito medio per il momento difende il potere di acquisto. Ma c'è da stare
molto cauti secondo le valutazioni di Banque Syz. Secondo il gestore elvetico,
sono stati più di 2,3 milioni i pignoramenti nel solo 2008. E l'indice di
accesso calcolato dall'ssociazione dei Realtors Usa non tiene conto di molti
fattori come il risparmio disponibile delle famiglie per il quale l'indice
presuppone il 20% di patrimonio netto disponibile. Inoltre nella valutazione
della forza del settore non si tiene a sufficienza in conto l'indebitamento
complessivo dei nuclei familiari tenendo conto di carte di credito, e del
leasing. I mercati immobiliari presentano anche ampie disparità geografiche. Ad
esempio, sulla costa occidentale, fortemente colpita dallo scoppio delle bolla immobiliare (California e Nevada fanno parte dei 4
stati più esposti), l'indice di accessibilità economica, inferiore a 100 dal
1999, è balzato violentemente a
( da "Borsa e Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
SETTIMANA IN NUMERI
Comprasi casa senza subprime di Redazione - 04-04-2009 Stavolta la colpa non è
del mercato immobiliare. Il terremoto che ha colpito
Wall Street lunedì 30 marzo, con pesanti riflessi sugli indici europei, ha
avuto come epicentro la crisi di banche e auto. Scagionate dunque le case americane, all'origine del credit crunch sulla scia dei
mutui subprime. Anzi. Proprio il mercato immobiliare
Usa mostra qualche segno di vita. Per carità, inutile illudersi su un'imminente
ripresa. Tuttavia, nei due macigni, prezzi e volumi
delle compravendite, che hanno fatto crollare il business, qualcosa si sta
alleggerendo. Almeno sul fronte dell'attività del mercato. A febbraio, le
vendite di nuove unità abitative hanno toccato quota 337mila su base annua contro
i 300mila attesi, con una ripresa del 4,7% rispetto a gennaio. Addirittura
meglio i rogiti di case già esistenti (+5,1% a 4,72
mln). D'accordo, se il confronto è con lo stesso mese del 2008 non c'è partita,
con un -41,1% per le case nuove. Ma quel che conta è
osservare cenni di un cambio di trend. Un indizio
aggiuntivo potrebbe arrivare dalle rilevazione settimanale delle richieste di
mutui di mercoledì 8 aprile, dopo che già il primo giorno del mese sono
aumentate (e non è un pesce d'aprile), del 3 per cento. La nota dolente restano
le quotazioni. L'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi delle case
nelle 20 maggiori città degli Usa a gennaio ha visto un calo del 18,9%
annuo. La flessione non risparmia nessuna city, anche se non è omogenea. Il
peggiore calo spetta alla città del Sole, Phoenix, dove i prezzi
sono crollati del 5,5% in un mese. Una casa nel territorio dei Suns, squadra
storica del campionato Nba, costa il 49% in meno rispetto ai picchi del 2006.
Tiene invece Dallas, dove i prezzi sono inferiori
dell'11% rispetto ai massimi. Nella Grande Mela invece gli appartamenti si sono
svalutati di un -9,6% rispetto a 12 mesi fa. Una percentuale accettabile. Ma
che fare per arginare i prezzi? Gary Shilling ha
proposto sul Wall Street Journal di offrire la green card, cioè la residenza,
agli stranieri che acquistano casa negli Stati Uniti. Insomma ben vengano nuovi
emigranti. Purché comprimo immobili.
( da "Repubblica, La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina
20 - Economia IL MERCATO LA BOLLA IMMOBILIARE E I PERCHè DEL PESSIMISMO Dal
1997 al 2007 i prezzi delle
abitazioni italiane sono raddoppiati ALESSANDRO PENATI In principio era la bolla
immobiliare. La bolla ha innescato
la crisi, finanziaria prima, economica poi. Una crisi epocale, nata da una bolla epocale. Dal 1997 al 2007, i prezzi delle abitazioni negli Usa si sono moltiplicati per
2,6 volte; circa quanto in Francia e Scandinavia; triplicati in Spagna e Gran
Bretagna. Più gonfia la bolla, più fragoroso il botto.
Così, negli Stati Uniti i prezzi sono crollati: -30%.
E non sembra sia finita: il Tesoro americano, per valutare la solidità delle
banche, ipotizza un ulteriore -22% per quest´anno, e -7% per il 2010. Se c´è
qualcosa che sta andando peggio che nel ´29, è proprio il mattone. Da noi, di bolla del mattone non si parla. Non viene considerata una
fonte di rischio per l´economia italiana. Si ha la sensazione che, a differenza
degli altri paesi, non ci siano stati aumenti eccessivi: una bolla
che non c´è, non può scoppiare. L´anno scorso il prezzo medio delle abitazioni
in Italia è sceso poco più del 2%; molti stimano un -9% per il 2009 e prezzi piatti nel 2010. Sarebbe una correzione contenuta, in
linea con quanto avvenuto dal 1993 al 1997 (-11%), alla fine del precedente
ciclo immobiliare. In realtà, dal 1997 al 2007 i prezzi delle abitazioni italiane sono raddoppiati.
Un´enormità, soprattutto a confronto con il potere di acquisto degli italiani:
il prezzo delle case deflazionato per il salario medio
è salito del 60%; meno che negli Usa (95%), ma pur sempre tanto. Dovrebbe
preoccupare che questo rapporto, anche scontando un -10% complessivo dei prezzi nel 2009 e 2010, e un +3% annuo dei salari, alla fine
resterebbe comunque superiore al livello del 1993, all´apice del precedente
ciclo immobiliare. Quindi, la bolla
c´è anche da noi. E c´è spazio per una discesa dei prezzi
più marcata; anche perché la bassa inflazione attesa rende necessaria una
maggiore discesa dei prezzi per riportare in
equilibrio il valore reale degli immobili. La corsa dei prezzi
delle case italiane non è stata causata da fattori permanenti (cambio
della struttura demografica, aumento del reddito), ma da un aumento della
domanda speculativa (acquisto a scopo di investimento) alimentata dai tassi
bassi, la liquidità generata da bonus e guadagni in borsa, la creazione dei
fondi immobiliari (con conferimenti di immobili da altre società, che però
hanno avuto un effetto sui prezzi), le operazioni
immobiliari di tante imprese per poter sfruttare la leva finanziaria. Una
domanda che svanisce con la stessa velocità con cui appare. L´impatto sui prezzi non è immediato: prima crolla il numero di
transazioni, poi gradualmente si aggiustano i prezzi.
Il processo è lento; l´inerzia forte. Siamo solo agli inizi. Si afferma che il
basso livello di indebitamento degli italiani dovrebbe metterci al riparo dalle
conseguenze negative di un´eventuale caduta di prezzi.
Vero, ma fino a un certo punto. Gli immobili sono la componente principale
della ricchezza delle famiglie italiane (60%): una riduzione del suo valore
avrebbe un effetto depressivo sul tenore di vita percepito, a prescindere
dall´onere del debito. Nessuno vende i mattoni per mangiare, ma molti spenderanno
meno se il valore complessivo del risparmio, accumulato a scopo precauzionale,
si riduce. Questo vale soprattutto per chi ha comprato dal
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-04-04 - pag: 14 autore: Goldman Sachs
«L'Italia va meglio di quanto si creda» LONDRA. Dal nostro corrispondente I n
un documento intitolato «L'Italia va meglio di quanto si creda» Goldman Sachs
porta ossigeno all'immagine del nostro Paese tracciando i contorni di una
realtà macroeconomica sorprendentemente solida. O meglio, meno fragile di
quanto voglia la vulgata comune. «Per più di un decennio – si legge nel Global
economics paper della banca americana –la performance italiana è stata più
debole di quella dei partner europei con una crescita media del Pil pari
all'1,5% contro il 2,2 della Ue. La produttività ha svelato una debolezza
endemica, la competitività è stata timida». Il prologo finisce qui, lasciando
poi spazio agli elementi positivi. Due in particolare: la solidità dei bilanci
delle aziende private fa da contraltare al settore pubblico; le famiglie
restano l'ancora della stabilità finanziariae macroeconomica nazionale.
«L'Italia presa nella sua globalità è uno dei Paesi meno indebitati
dell'eurozona.Grazie a due elementi: un tasso di risparmio del 14% circa e rate
dei mutui immobiliari che sono solo una frazione limitata del reddito». Anche
per questo, secondo Goldman Sachs, la bolla immobiliare
– elemento scatenante delcredit crunch– è stata molto più contenuta di quanto
non sia stata in Spagna e Gran Bretagna. E per questo la correzione sui prezzi delle case resterà modesta in Italia. Anche
l'idebitamento delle imprese –nonostante la crescita recente comporti elementi
di preoccupazioneè ai livelli più bassi della media Ue, secondo le stime delle
banca americana. Infine una parola anche per le banche. Nonostante
l'esposizione a Est di Intesae Unicredit sia per Goldman «un rischio
potenziale», l'analisi sottolinea che la «capacità di assoribire le perdite»
del sistema bancario italiano è «marginalmente migliore» che altrove in Europa.
E tanto basta per gli analisti dell'istituto americano per non essere
«eccessivamente pessimisti» sulle future performance economiche italiane. L.
Mais. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Stampa, La" del
05-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
I PRIVATI TAGLIANO
LE SPESE TOCCA AL GOVERNO Ma l'America sta facendo la cosa giusta? Krugman:
"Obama non porta alla ripresa" Il tasso di risparmio è salito dallo
zero al 3,8% ed è un male con l'economia che ristagna Solo Washington è in
grado di creare domanda aggiuntiva in un momento come questo Il governo può
aiutare la ripresa dell'economia, e come? Il settore privato sta tagliando
enormemente sulle spese. Il tasso di risparmio è passato dallo zero di non
molto tempo fa al 3,8% e probabilmente tornerà presto verso l'8%. Gli affari
vanno male, il mercato della casa è ancora in caduta che si deve proprio al
calo nella richiesta dai privati. Normalmente si potrebbe pensare che la
Federal Reserve sistemerà tutto tagliando i tassi d'interesse e incoragggiando
la gente a spendere, ad acquistare case. Oggi questo non si può fare. Il tasso d'interesse Fed è già a
zero. E comunque, nessuno compra casa per il clima di sfiducia generalizzata e
perché i prezzi degli immobili sono ancora troppo alti. Una risposta ordinaria,
con crollo della domanda come quello di questo periodo, non serve. Il
governo deve spendere Se la gente non spende, può farlo il governo. Che può
creare domanda e anche sostenere le entrate, in modo da non far calare troppo i
consumi. Questi, a loro volta, sosterranno il commercio in modo che gli
investimenti non vengano tagliati drasticamente. Se il governo decide di
costruire un secondo tunnel ferroviario sotto l'Hudson un gran numero di persone
troverà un lavoro, e si darà impulso all'acquisto di cemento: ritorna la
domanda. Agendo così, ogni dollaro del debito federale crea un dollaro per
l'attività economica. Forse anche di più, perché la gente avrà più soldi e
quindi ne spenderà di più. Secondo la maggior parte delle stime un dollaro
speso dal governo, cioè investito in infrastrutture o in qualche altra forma di
intervento diretto, ne genera almeno uno e mezzo di prodotto interno lordo.
Questo sistema ha un lato debole:ci vogliono anni per progettare, per tracciare
i piani, per ottenere i permessi e iniziare a lavorare. L'alternativa più
rapida è fornire aiuti ai governi statali e locali che stanno tagliando le
spese. E poi si può dare direttamente soldi alla gente, invece di acquistare beni
e servizi. Sistema discutibile, perché non è chiaro cosa gli americani
potrebbero fare di questi soldi: metterli da parte, saldare i debiti delle
carte di credito, prendersi una vacanza. Forse, limitando questa soluzione a
chi è davvero in difficoltà - i disoccupati e chi ha perso l'assicurazione
sanitaria - lo stimolo potrebbe rivelarsi abbastanza efficace. Non tanto
efficace costruire nuovi ponti, ma senz'altro più rapido. Infine, si possono
tagliare le tasse. Si può fare in fretta, ma è assai probabile che la gente non
spenda il denaro risparmiato in questo modo. Gli sgravi fiscali Il piano di
stimolo del governo americano, è molto buono per due terzi: la parte relativa
agli investimenti. Il resto sono sono tagli fiscali. È quello che Obama chiama
far rendere il lavoro. In sostanza: per metà si tratta di credito d'imposta
contro parte delle trattenute in busta paga. Non mi sembra una politica molto
efficace, ma era una promessa elettorale. Il resto sono sgravi fiscali per le
imprese: e questi mi sembrano inefficace, misure che non hanno alcun impatto
sugli investimenti. Insomma, soldi buttati. Più che un piano di ripresa, sembra
un modo per rallentare la corsa verso l'abisso. Per ammissione degli stessi
economisti dell'Amministrazione l'effetto del piano sarà di ridurre il tasso di
disoccupazione a fine 2010 dall'8% previsto al 6,2. Non è molto, anche se è
senz'altro meglio di come potrebbe andare altrimenti. Non solo: questo è il
tipo di crollo che rischia di diventare cronico perché l'economia è depressa e
tutti hanno cominciato a tagliare le spese. Questo aumenta il peso del debito,
perché il debito americano è in dollari ma se gli Usa entrano in deflazione si
creerà l'aspettativa che i prezzi continuino a
scendere e nessuno vorrà fare dei prestiti pensando che al momento del rimborso
il dollaro varrà più di oggi. E' quello che è successo in Giappone negli Anni
90. Più a lungo dura il crollo, più diventa rischioso. Quindi è essenziale,
anche se non si riesce a creare una vera ripresa, fare di tutto per diminuire
l'entità e la durata della depressione: questo è lo scopo dello stimolo. E
bisogna farlo in fretta, l'orologio corre e ogni mese che passa il rischio di
una crisi pluriennale diventa più concreto. L'esempio del Belgio C'è poi il
nodo del debito. Quanto a lungo può resistere una nazione avanzata, con un
governo relativamente stabile, a un indebitamento pesante prima di iniziare a
perdere la fiducia degli investitori? Ci sono numerosi esempi a cui fare
riferimento. Bisogna terere a mente che stiamo parlando degli Stati Uniti e
cioè di un Paese con una forte volontà politica, con un'enorme abilità nel
raccogliere tasse e nell'onorare il debito. Ora come ora il debito americano
rappresenta circa il 45% del prodotto interno lordo. Gli Usa uscirono dalla seconda
guerra mondiale con un debito pari al 110% del Pil e riuscirono a venirne
fuori. Certo oggi la situazione è diversa, non c'è una guerra. Il termine di
paragone adatto è il Belgio, un paese che ha un debito che rappresenta l'87%
del Pil. Il Belgio non ha nulla di speciale, è appena un po' meno stabile della
maggior parte dei Paesi avanzati per via delle differenze etniche e
linguistiche. Ma questo non crea allarme sociale. L'esempio belga suggerisce
che gli Sates possono aumentare il debito ancora del 40%, se fosse necessario:
fra i 5,5 e i 6 trilioni di dollari (migliaia di miliardi). Le colpe della Fed
Un'ultima osservazione, rivolta al passato. Quanta colpa ha l'ex governatore
della Fed Alan Greenspan? Nessuno è responsabile di questa crisi. Ma se si
volesse proprio individuare qualcuno a cui tirare uova marce allora toccherebbe
proprio a Greenspan, perché più di ogni altro avrebbe potuto fare qualcosa
almeno per ridurre la portata dell'evento. Quando è esplosa la bolla immobiliare - e il problema era evidente - insisteva a
dire che non c'era nessuna bolla. Era stato avvisato
con precisione sui subprime e non fece nulla, opponendosi sempre a qualsiasi
regolamentazione. E continuava a rassicurare tutti che le cose andavano
benissimo, rifiutandosi di prendere provvedimenti. La crisi ci sarebbe stata
anche se alla guida della Fed ci fosse stato qualcun altro. Forse, senza
Greenspan, non sarebbe stata altrettanto devastante. \
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-05 - pag: 2 autore: Pronta la lista degli
asset illiquidi che le banche potranno vendere in blocchi secondo i programmi
Talf e Ppip Cdo «tossici» esclusi dall'asta del Tesoro Usa Isabella Bufacchi
ROMA Sì ai crediti al consumo e ai mutui commerciali cartolarizzati in
asset-backed securities purché contrassegnati dal massimo rating
"AAA" e sì alle cartolarizzazioni di mutui residenziali (agenzie
escluse) nati con la tripla "A" e poi rovinosamente declassati perchè
ad alto rischio subprime o rischio medio Alt-a: ma niente collateralized debt
obligation o Cdo, nessun titolo strutturato sintetico, escluse a tutto tondo le
cartolarizzazioni di cartolarizzazioni. è questo il terreno scivoloso, ma con
moderato contenuto di "tossicità", sul quale stanno muovendo i primi
passi i due ambiziosi programmi Talf e Ppip lanciati dal segretario al Tesoro
Usa Tim Geithner per ripulire i bilanci delle banche americane per svariate
centinaia di miliardi di dolari di titoli "tossici". Non tutte le
cartolarizzazioni si qualificano per entrare nei programmi Talf (Term asset-
backed securities loan facility) e Ppip (Public-private investment program),
entrambi mirati all'acquisto di bond strutturati ora illiquidi ora con elevata
rischiosità di credito. La prima versione del programma di nuovi finanziamenti
a tre anni Talf che ha impegnato la Federal Reserve ad acquistare il
collaterale cartolarizzato è decollato sulle sole asset-backed securities (Abs)
con massimo rating "AAA" che cartolarizzano credito al consumo
(prestiti a studenti e Pmi, per l'acquisto di auto, o carte di credito):
escluse le cartolarizzazioni di mutui residenziali, i Cdo, Cbo e Clo. Le Abs
sul credito al consumo non sono molto rischiose: Standard & Poor's ha
precisato che in questa categoria di titoli (esclusi i mutui Usa), delle 5.000
emissioni lanciate dal 1982 con rating "AAA" a oggi meno del 10% sono
state declassate e solo l'1% ha raggiunto il grado speculativo (rating sotto la
"BBB-"). Le cartolarizzazioni di mutui per studenti o per l'acquisto
di automobili collocate con rating originario " AAA" non hanno mai
regi-strato un default, sostiene con vigore S&P's. Perchè allora il Talf?
Perché anche le cartolarizzazioni "sane", non intossicate, hanno prezzi di mercato secondario in media molto bassi: gli
operatori e gli investitori specializzati non riescono più a distinguere le
emissioni buone dai titoli cattivi, i tossici dai non tossici, anche a causa
dell'opacità delle strutture e della documentazione sul portafoglio di asset
cartolarizzati. Il fatto che la Federal Reserve sia disponibile ad acquistare
con Talf le migliori cartolarizzazioni " AAA" o che altre istituzioni
pubbliche americane siano disposte a garantirne la solidità è un fatto che di
per sè dovrebbe incoraggiare il ritorno della fiducia e degli acquirenti
privati. Il piano Ppip annunciato nei giorni scorsi è ancor più ambizioso
perché allarga il campo di azione del programma Talf e fa scendere in campo una
joint-venture tra pubblico e privato con speciali fondi che possono acquistare
una vasta gamma di prodotti strutturati: ai nuovi asset cartolarizzati del credito
al consumo sono state aggiunte le cartolarizzazioni dei mutui residenziali
(Rmbs escluse le agenzie) originate con rating "AAA" e le
cartolarizzazioni di mutui commerciali e altre Abs che conservano la
"AAA" e sono state emesse negli anni passati. Continuano a essere
escluse le cartolarizzazioni di cartolarizzazioni o Cdo. Il grado di tossicità
dei titoli sostenuti dai programmi del Tesoro Usa è aumentato con le
cartolarizzazioni dei mutui residenziali Rmbs: con lo scopo di spingere le
banche a ripulire i bilanci dagli asset ad alto rischio oltre che a migliorare
il mercato secondario di questi prodotti strutturati. Che la "legacy"
sia pesante lo dimostra l'andamento del rating: Standard & Poor's ha
declassato il 43% delle Rmbs americane originate con "AAA", di cui
quasi la metà collegate ai mutui subprime. Queste retrocessioni sono state in
alcuni casi molto dolorose per gli aveva creduto nell'inossidabilità del rating
tripla A: ad oggi il 57% delle Rmbs emesse negli anni 2005-2007 con la "AAA"
di S&P's ha conservato questo rating mentre il 5% è divenuta "A",
il 5% "BBB" il 5,89% "BB" e addirittura il 15,66%
"B", grado altamente speculativo. Il mercato delle cartolarizzazioni
e i bilanci delle banche soffrono per la dose massiccia di titoli tossici in circolazione,
o come preferisce chiamarli Geithner "legacy assets": Barclays
capital ha calcolato che i prezzi di mercato
secondario dei bond strutturati che entrano nel programma Talf e anche Ppip
oscillano tra 25 e 85 (rispetto a un prezzo di emissione di
100). Il loro valore di mercato a livelli stracciati spesso riflette il
deterioramento dell'affidabilità e la sequenza di pesanti retrocessioni di
rating, in molti casi scaturite dallo scoppio della bolla immobiliare
americana: le più colpite sono state le residential mortgage backed securities
su mutui residenziali subprime, alt-a (tra prime e subprime) e second
lien (subordinati) e le commercial mortgage backed securities (sui mutui
ipotecari commerciali). In molti altri casi però, le cartolarizzazioni
costruite su mutui residenziali prime (concessi a debitori affidabili) o su
crediti al consumo (acquisto di automobili, carte di credito, prestiti agli
studenti) con rating "AAA" hanno prezzi di
mercato sotto la pari (sotto 100) solo perchè il mercato è illiquido, non ci
sono compratori per colpa della fuga verso la qualità e del crollo della
fiducia nella finanza strutturata. L'obiettivo dei programmi Talf e Ppip è di
sbrogliare la matassa e riscrivere i prezzi del mercato
secondario, penalizzando i titoli veramente rischiosi e speculativi ma al tempo
stesso riqualificando e riabilitando quelli a basso o bassissimo rischio di
default. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com CHE COSA è INCLUSO Saranno accettati
i crediti al consumo e i mutui commerciali cartolarizzati in Abs purchè
contrassegnati dal massimo rating AAA
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: FINANZA data: 2009-04-06 - pag: 21 autore: Analisi tecnica.
Dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti e mancano conferme dal credito
I consumi tentano il risveglio La recessione potrebbe avere toccato il fondo,
ripresa nel 2010 Alessandro Chini Alessandro Magagnoli Nelle ultime settimane
sono emersi alcuni dati incoraggianti per l'economia americana. Intendiamoci,
si tratta di dati che nella migliore delle ipotesi possono fare pensare che nel
primo trimestre del 2009 la recessione Usa toccherà il fondo e che una modesta,
forse modestissima crescita si potrà vedere solo a partire dall'ultimo quarto
dell'anno. Niente di miracoloso quindi, ma in ogni caso un cambiamento
incoraggiante dopo mesi in cui le figure macroeconomiche non facevano altro che
rincorrere nuovi record negativi. Essenzialmente i fronti sui quali si sono
registrate novità positive sono quelli del settore immobiliare
e quello dei consumi. Chi per abitudine è portato a pensare in positivo si
fregherà le mani: lo scoppio della bolla immobiliare e il calo dei consumi sono stati infatti i motivi alla base
dell'avvio della fase recessiva prima negli Usa poi nel resto del mondo. I più
pessimisti osserveranno tuttavia che mancano all'appello segnali altrettanto
incoraggianti dalle banche, che stentano a riattivare il circuito del credito,
e dal mercato del lavoro, dove settimanalmente si registrano impennate
preoccupanti del numero di richieste di sussidi di disoccupazione. In base al
quadro delineato, che ipotizza un miglioramento della condizione del mercato immobiliare e dei consumi, indicatore da seguire con
attenzione è l'indice calcolato dal Philadelphia Stock Exchange (o Phlx, il più
antico mercato borsistico negli Usa, fondato nel 1790) relativo al settore immobiliare ( housing index, rappresentativo di società
quotate del comparto immobiliare). Sul grafico del
Phlx housing è evidente il rallentamento dell'esteso trend ribassista subito
dal top di luglio 2005 (dai massimi storici di luglio 2005 ai minimi di fine
( da "Tirreno, Il"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 1 - Livorno Mercato immobiliare fermo Lo conferma
l'indagine Asppi nonostante il calo dei prezzi LIVORNO. A
Livorno, in tutti i quartieri (e anche in provincia), crollano i prezzi delle case eppure le vendite restano al palo. E' quanto emerge dal report
Centro Studi Asppi per Livorno, relativo al primo quadrimestre del
( da "Corriere della Sera"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della Sera
sezione: Pubblicita' data: 07/04/2009 - pag: 11 TRIBUNALI DELLA CORTE D'APPELLO
DI MILANO VENDITE MOBILIARI E IMMOBILIARI - PROSSIMA INSERZIONE 8/04/2009 A
seguito dell'entrata in vigore della nuova normativa è indispensabile consultare
le modalità di partecipazione specifiche di ogni vendita pubblicate sul sito di
ciascun Tribunale PERIZIE E ORDINANZE DI VENDITA LE VENDITE GIUDIZIARIE COME
PARTECIPARE MUTUI VIA INTERNET: www . tr ib unalemilano . net; Gli acquirenti
possono pagare il saldo prezzo r icorrendo a finanziamenti www . f allimentitr
ib unalemilano . net www . tr ib unaledib ustoarsizio . net; www . tr ib
unaledicomo . net; www . tr ib unaledilecco . net; www . tr ib unaledilodi.
net; www . tr ib unaledimonza. net; www . tr ib unaledipa via. net; www . astef
allimentiv arese . net; www . tr ib unaledivige v ano . it; www . tr ib unali.
it/ v ogher a. html. T utti, eccetto il debitore , possono par tecipare alle v
endite giudiziar ie , personalmente o a mezz o di procur atore speciale. Non
occorre l'assistenza di un legale o di altro prof essionista. Ogni immobile è
stimato da un per ito del T r ib unale . Oltre al prezz o si pagano i soli oner
i fiscali ( IV A o Imposta di Regi-- stro), con le age v olazioni di Legge ( 1
ª casa, imprenditore ag r icolo , ecc.), e in alcuni tr ib unali le spese di v
oltur a e trascr izione ( ca. ¬ .200). La v endita non è g r a v ata da oner i
di rogito notar ili o di mediazione . La propr ietà è tr asf er ita dal Giudice
con decreto di tr asf er imento emesso entro 30 gior ni dal
saldo del prezz o . La tr ascr izione nei registr i immobiliar i è a cur a del
T r ib unale o del Prof essionista Delegato. Di tutte le ipoteche e pignor
amenti, se esistenti, è ordinata la cancellazione la cui spesa è a car ico
della procedur a. Il decreto di tr asf er imento è titolo esecutiv o per la
liber azione dell'immobile anche nei confronti del terz o che occupi l'immobile
in base ad un titolo non opponibile alla procedur a. Le v endite possono essere
con incanto o senza incanto , come indicato nell'ordinanza o nell'a vviso di v
endita. P er poter par tecipare ad una v endita l'interessato de v e depositare
entro le ore 12 del ter mine indicato nell'ordinanza o nell'a vviso di v endita
domanda su f o glio m unito di bollo da Euro 14,62 ( in b usta chiusa se tr
attasi di v endita senza incanto) con indicazione del n umero della procedur a
e nel caso di più lotti del lotto che intende acquistare , delle gene-- r alità
dell'off erente ( codice fiscale , stato civile , regime patr imoniale se
coniugato , visur a camer ale se tr attasi di una società), se intende a v v
alersi delle age v olazioni fiscali per la pr ima casa nonché, in caso di v
endita senza incanto , del prezz o che intende offr ire . Unitamente alla domanda
l'interessato de v e depositare , a titolo di cauzione , un assegno circolare
non tr asf er ibile di impor to par i al 10% del prezz o base per le v endite
con incanto e al 10% del prezz o off er to per le v endite senza incanto e ,
limitatamente ad alcune v endite con incanto per la quali sia pre visto
nell'ordinanza o nell'a vviso di v endita, un secondo assegno circolare non tr
asf er ibile di impor to par i al 5% del prezz o base quale f ondo spese ( salv
o successiv o conguaglio solo per l'aggiudicatar io). In caso di mancata
aggiudicazione gli assegni v err anno immediatamente restituiti all'off erente
. P er le v endite con incanto , entro il decimo gior no successiv o all'asta,
chiunque è ammesso a depositare ulter ior i off er te d'acquisto per l'impor to
del prezz o di aggiudicazione maggior ato di almeno un quinto ( o , in alcuni
caso , di un sesto), v ersando altresì gli impor ti per cauzione nella misur a
sopr a indicata. In tal caso il giudice o il prof essionista delegato disporr
anno n u o v a gar a, al prezz o minimo par i a quello dell'off er ta in
aumento. PRIMA DI FORMULARE LE OFFER TE E' NECESSARIO CONSULTARE LA PERIZIA E
L'ORDINANZA O L' A V VISO DI VENDIT A ( r in v enibili sui siti inter net dei
singoli tr ib unali). bancar i per impor ti fino al 80% gar antiti da ipoteche
sui beni oggetto delle v endite senza necessità di n u o v e per izie di stima.
P er ulter ior i inf or mazioni consultare il sito inter net del T r ib unale.
La Banca de v e essere contattata almeno 30 gior ni pr ima dell'asta. Inoltre v
err anno spedite copia/ e , g r atuite fino ad un massimo di tre procedure per
pub b licazione , via POST A. Le r ichieste possono essere eff ettuate: VIA
TELEFONO: chiamando il n umero a debito r ipar tito 848800583 VIA FAX: in viando
la r ichiesta al f ax n ° 039.3309896 SEZIONE FALLIMENTI TRIBUNALE DI MILANO
Per poter partecipare all'asta l'interessato dovrà depositare nella Cancelleria
delle esecuzioni immobiliari entro le ore 12.00 di due giorni feriali
precedenti la vendita, la domanda di partecipazione su carta semplice con bollo
di Euro 14,62 contenente: numero della procedura, lotto che si intende
acquistare in caso di più lotti, generalità dell'offerente (codice fiscale,
stato civile se trattasi di persona fisica, regime patrimoniale se trattasi di
coniugato, visura camerale se trattasi di una società) e se l'offerente intende
avvalersi delle agevolazioni fiscali per la prima casa. All'atto della
presentazione della domanda dovrà versare la cauzione per un importo pari al 10%
del prezzo base e altra somma indicata nell'ordinanza di vendita per le spese
di trasferimento e registrazione (che dovranno essere eventualmente integrate
in caso di aggiudicazione), depositando in Cancelleria due distinti assegni
circolari intestati all'ufficio Esecuzioni Immobiliari. In caso di mancata
aggiudicazione gli assegni verranno immediatamente restituiti all'offerente.
Sono comunque salve le eventuali diverse condizioni previste nell'ordinanza o
nell'avviso di vendita . LEGENDA ZONE CITTA' DI MILANO Zona 1 - Centro - Zona 2
- Vercelli, Lorenteggio - Zona 3 - Fiera, S. Siro, Baggio - Zona 4 - Sempione,
Bovisa, Niguarda, Affori, Quarto Oggiaro Zona 5 - Centrale Gioia, Fulvio Testi,
Greco, Crescenzago - Zona 6 - Città studi, Indipendenza, Lambrate, Ortica -
Zona 7 - Corsica, Lodi, Morsenchio - Zona 8 - Navigli, Famagosta, Barona
TRIBUNALE DI MILANO SEZIONE ESECUZIONI Abitazioni e box ABITAZIONI E BOX
ABITAZIONI E BOX MI42915 - CORSICO (MI) - VIA MONTELLO, 8 - DIRITTO DI PIENA
PROPRIETÀ DELL'UNITÀ IMMOBILIARE: ad uso abitazione più cantina, al piano
secondo. L'unità immobiliare di mq. 105,50 di
superficie lorda (di cui mq. 96,50 di abitazione al secondo piano; mq. 5 di
balcone al piano secondo; mq. 4 di cantina al piano terra) si compone di n.3
locali e servizi. Prezzo base Euro 189.200,00. Vendita con incanto 20/05/09 ore
18:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Avv. L. Di
Stefano tel. 0254101183. Custode Giudiziario Avv. L. Di Stefano tel.
0254101183. Rif. RGE 49428.. MI43288 - CORSICO (MI) - VIA UGO FOSCOLO, 52 -
LOTTO 1) AP- PARTAMENTO: di mq. 126, posto al primo piano e costituito da tre
locali più servizi con annesso vano cantina e box per auto. Prezzo base Euro
302.688,00. Vendita con incanto 26/06/09 ore 11:30. G.E. Dott.ssa Boroni.
Custode MI43224 - ARCONATE (MI) - VIALE ARCONATI VISCONTI, 9 - VILLETTA
UNIFAMILIARE: composta al piano rialzato da cucina, soggiorno, tre camere, due
bagni e corridoio-disimpegno; al piano seminterrato da autorimessa e locali
accessori; al piano sottotetto da mansarda. Prezzo base Euro 380.000,00.
Vendita con incanto 26/05/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista
Delegato alla vendita Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Custode Giudiziario
Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Rif. RGE 46613. MI42922 - BARANZATE (MI) -
VIA AQUILEIA, 12/A - APPARTA- MENTO: al piano sesto e posto auto al piano
terreno. Prezzo base Euro 85.977,45. Vendita con incanto 07/07/09 ore 11:00.
G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita Notaio R. Porfidia
tel. 0254108099. Custode Giudiziario Dott. M. Degrassi tel. 0286465051. Rif.
RGE 48918. Giudiziario Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Rif. RGE 47103.
MI43296 - BASIANO (MI) - VIA GUGLIELMO MARCONI, 5 - LOTTO A) APPARTAMENTO: al
piano terra di quattro locali servizi, con porzione di giardino e cantina.
Prezzo base Euro 182.250,00. LOT- TO B) AUTORIMESSA: superficie catastale di
mq. 18 posta al piano interrato. Prezzo base Euro 14.250,00. LOTTO C)
AUTORIMESSA: di superficie catastale di mq. 19. Prezzo base Euro 15.750,00.
Vendita con incanto 10/07/09 ore 11:30. G.E. Dr.ssa Zana. Professionista
Delegato alla vendita Notaio G. Alessi tel. 0229062695. Custode Giudiziario
Notaio G. Alessi tel. 0229062695-6552184. Rif. RGE 391/05. MI43316 - BOFFALORA
SOPRA TICINO (MI) - VIA PONTE NUOVO, 7/9 - LOTTO 2) UN APPARTAMENTO: di mq. 75
composto al piano terra da ingresso direttamente nel locale soggiorno, bagno
disimpegnato ricavato nel sottoscala; al piano primo da ingresso, angolo
cottura, tinello e altro locale non comunicante; più deposito/box di mq. 39 con
area di accesso. Prezzo base Euro 110.000,00. Vendita senza incanto 26/05/09
ore 09:30. G.E. Dott. Blumetti. Professionista Delegato alla vendita Notaio C.
Malberti tel. 0362624013. Rif. RG 55124. MI43233 - BOLLATE (MI) - VIA VICENZA,
22 - APPARTAMEN- TO: di mq. 55, al piano terra di due locali oltre servizi.
Prezzo base Euro 67.500,00. Vendita senza incanto 08/07/09 ore 11:00. G.E.
Dott. Cataudella. Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola tel.
0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv.
Dagradi 0255015451. Rif. RGE 1077/05. MI43127 - CASOREZZO (MI) - VIA MANZONI,
5/7 - LOTTO 1) AP- PARTAMENTO: al piano primo, con annesso ripostiglio al piano
seminterrato. Prezzo base Euro 111.616,00. LOTTO 2) UNITÀ IMMOBILIARE: al piano
secondo di vani 5. Prezzo base Euro 101.888,00. Vendita con incanto 14/10/09
ore 15:30. G.E. Dott. Degliangioli. Professionista Delegato alla vendita
MI43307 - GESSATE (MI) - VIA SAN PANCRAZIO, 18/3 - VIL- LETTA A SCHIERA:
costituita da vano di cantina locale lavanderia e box per auto al piano
seminterrato, da soggiorno, cucina, servizio igienico e ripostiglio al piano
terreno, da tre camere da letto e servizio igienico al piano primo e da solaio
al piano sottotetto. Prezzo base Euro 349.200,00. Vendita senza incanto
27/05/09 ore 11:30. G.E. Dott. Bichi. Professionista Delegato alla vendita Avv.
E. Giuliano tel. 02860913. Custode Giudiziario Avv. E. Giuliano tel. 02860913.
Rif. RGE 49307. MI42973 - GREZZAGO (MI) - VIALE EUROPA, 7A - BOX: ad uso
autorimessa, di mq. 15 al piano S1. Prezzo base Euro 7.000,00. Vendita con
incanto 25/06/09 ore 11:00. G.E. Dott. Blumetti. Rif. RGE 1341/06. MI43276
INZAGO (MI) - VIA DELL'EDERA, 1 - LOTTO 1) VILLA: di mq. 195 su area di mq. 820
recintati, composto al piano seminterrato doppio accesso carrabile e ampio vano
accessorio; piano rialzato da ingresso, soggiorno, ampia cucina, lavanderia,
camera letto, bagno, studio; piano primo da tre camere letto e doppi servizi allo
stato rustico. Prezzo base Euro 645.500,00. Vendita senza incanto 17/06/09 ore
15:30. G.E. Dott.ssa Terni. Professionista Delegato alla vendita Dott.ssa M.
Cipriano tel. 02461355. Custode Giudiziario Dott.ssa M. Cipriano tel. 02461355.
Rif. RGE 18806. MI43300 - LAINATE (MI) - FRAZIONE BARBAIANA - VIA SOLFE- RINO,
7 - APPARTAMENTO: di quattro locali oltre servizi posto al piano primo della
scala A, con annessi vano di cantina e box per auto al piano interrato. Prezzo
base Euro 180.000,00. Vendita con incanto 14/07/09 ore 10:30. G.E. Dott. Bichi.
Professionista Delegato alla vendita Avv. S. Giuliano tel. 02860913. Custode
Giudiziario Avv. S. Giuliano tel. 02860913. Rif. RGE 34097. MI42956 - LAINATE
(MI) - VIA DE AMICIS , 95 - ABITAZIONE - UFFICIO: piano terra mq. 239 ufficio,
autorimessa, lavanderia; terreno mq. 810; piano 1 mq. 264 appartamento,
terrazzo, balcone. Prezzo base Euro 630.000,00. Vendita senza incanto 21/05/09
ore 15:00. Eventuale vendita con incanto in data 30/06/09 ore 15:00. G.E.
Dott.ssa Massari. Professionista Delegato alla vendita Avv. A. Merlo tel.
025457786. Custode Giudiziario Avv. A. Merlo tel. 025457786. Rif. RGE 1387/06.
MI43249 - LEGNANO (MI) - VIA STOPPANI, 18 - APPARTAMEN- TO: (sup. comm. circa
mq. 190) al secondo piano e composto da ingresso, ampio soggiorno, cucina,
lavanderia, disimpegno, tre camere, due bagni, un balcone, due terrazzini e
collegato con il piano sottotetto (ove vi sono due locali accessori uso
sgombero di circa mq. 38 di proprietà condominiale ma in uso esclusivo) tramite
scala interna a chiocciola. Sono annessi cantina e box doppio al piano
sotterraneo. Prezzo base Euro 302.000,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore
12:00. Eventuale vendita con incanto in data 09/07/09 ore 10:00. G.E. Dott.ssa
Cogliandolo. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray tel. 02780492.
Custode Giudiziario Notaio M. Ray tel. 02780492. Rif. RGE 2188/07. MI43291 -
LEGNANO (MI) - VIA TORQUATO TASSO, 12 - AP- PARTAMENTO: al piano terra, tre
locali, cucina e servizi più taverna e giardino, (superficie commerciale mq.
127), riscaldamento centralizzato più box al piano sotterraneo (mq. 33). Prezzo
base Euro 151.931,25. Vendita senza incanto 27/05/09 ore 12:30. G.E. Dr.ssa
Zana. Professionista Delegato alla vendita Prof. P. Benigno tel. 0258306379.
Custode Giudiziario Delegato alla vendita Notaio P. Lovisetti tel. 02862220.
Custode Giudiziario Notaio P. Lovisetti tel. 02862220. Rif. RGE 50905. MI43311
- MILANO (MI) - ZONA 3 VIA RICCIARELLI DANIE- LE, 22 - APPARTAMENTO: di mq. 65
al piano primo composto da soggiorno, locale cottura, bagno con doccia e due
camere più balcone di mq. 3 e cantina di mq. 20. Prezzo base Euro 150.000,00.
Vendita con incanto 09/06/09 ore 11:30. G.E. Dr.ssa Zana. Professionista
Delegato alla vendita Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Custode Giudiziario
Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Rif. RGE 1166/03. MI43294 - MILANO (MI) -
ZONA 3 PIAZZALE ZAVATTARI FRA- TELLI, 6 - APPARTAMENTO: al piano quarto,
composto da ingresso, soggiorno,un tinello con angolo cottura, bagno con
annesso vano cantina. Prezzo base Euro 146.000,00. Vendita senza incanto
09/06/09 ore 11:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista Delegato alla vendita
Avv. G. Rubino tel. 0255192099. Custode Giudiziario Avv. G. Rubino tel.
0255192099. Rif. RGE 227/05. MI43228 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA ASTESANI
ALESSAN- DRO, 45 - APPARTAMENTO: al piano ottavo, di due locali, servizi e
cantina. Prezzo base Euro 163.000,00. Vendita con incanto 08/07/09 ore 10:00.
G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola
tel. 0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv.
Dagradi 0255015451. Rif. RGE 288/05. MI43319 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIALE
JENNER EDOARDO, 46 - APPARTAMENTO: di mq. 60,50, posto al piano primo composto di
due locali, cucina, bagno oltre a servizio igienico in comune e vano cantina.
Prezzo base Euro 170.100,00. Vendita con incanto 27/05/09 ore 15:30. G.E.
Dott.ssa Federici. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. G. Rezia tel.
025457680. Custode Giudiziario Notaio M.G. Rezia tel. 025457680. Rif. RGE
994/05. MI43429 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA PIANELL SALVATORE, 32 - LOTTO 1)
APPARTAMENTO: al piano secondo, di due locali e servizi. Prezzo base Euro
71.250,00. Vendita senza incanto 29/05/09 ore 11:45. Eventuale vendita con
incanto in data 03/07/09 ore 11:45. G.E. Dott.ssa Boroni. Custode Giudiziario
SIVAG tel. 0258011847. Rif. RGE 2334/07. MI43273 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA
PLANA GIOVANNI AN- TONIO, 49/51 - APPARTAMENTO: termoautonomo PT di due locali
servizio mq. 50 ca, in locazione. Prima scadenza 1/05/2009. Prezzo base Euro
125.000,00. Vendita senza incanto 05/06/09 ore 09:30. Eventuale vendita con
incanto in data 02/07/09 ore 12:00. G.E. Dott. Blumetti. Professionista
Delegato alla vendita Dott. R. Trigari tel. 0255016562. Custode Giudiziario
Dott. R. Trigari tel. 0255016562. Rif. RGE 924/06. MI42776 - MILANO (MI) - ZONA
4 VIA POLIDORO DA CARAVAG- GIO, 15 - APPARTAMENTO: al piano secondo, composto
da quattro locali con cucina e doppi servizi e cantina al piano cantinato.
Prezzo base Euro 312.917,00. Vendita con incanto 07/07/09 ore 12:00. G.E.
Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Notaio R. Porfidia tel.
0254108099. Custode Giudiziario Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Rif. RGE
88/04. MI42921 - MILANO (MI) - ZONA 4 VIA SAPRI, 46 - APPARTA- MENTO:
termoautonomo, posto al quarto piano, composto da tre locali, angolo
cottura(ampio soggiorno con angolo cottura, due camere da letto delle quali la
principale dotata all'ingresso di ripostiglio in quota)oltre due bagni e due
balconi e cantina accessoria al piano interrato per complessivi mq. 101,50,
nonchè vano autorimessa al piano interrato. Prezzo base Euro 277.500,00.
Vendita con incanto 28/05/09 ore 15:00. G.E. Dott.ssa Massari. Professionista
Delegato alla vendita Avv. E. Clerici tel. 0276022601. Custode Giudiziario Avv.
E. Clerici tel. 0276022601. Rif. RGE 1803/06. MI43270 - MILANO (MI) - ZONA 4
VIA TEANO, 9 - LOTTO 1) APPARTAMENTO: al piano quinto, di quattro locali,
cucina e servizi, con annessa cantina al piano seminterrato. Prezzo base Euro
157.500,00. Vendita con incanto 17/06/09 ore 11:30. G.E. Dott.ssa Boroni.
Professionista Delegato alla vendita Notaio G. Mauri tel. 0276378601. Custode
Giudiziario Notaio G. Mauri tel. 0276378601. Rif. RGE 919/05. MI43318 - MILANO
(MI) - ZONA 5 VIA ARICI CESARE, 28 - LOT- TO 1) APPARTAMENTO: sito al piano
secondo con cantina al piano interrato costituito da ingresso/disimpegno,
cucina abitabile, soggiorno, bagno, due camere da letto, ripostiglio, due balconi.
Prezzo base Euro 215.000,00. Vendita con incanto 05/06/09 ore 15:00. G.E.
Dott.ssa Massenz. Professionista Delegato alla vendita Dott. R. Antonelli tel.
026595641. Custode Giudiziario Dott. R. Antonelli tel. 026595641. Rif. RGE
207/05. MI43218 - MILANO (MI) - ZONA 5 VIA BASSANO DEL GRAPPA, 5 - LOTTO 1)
(SUB 703) APPARTAMENTO: sito al piano terra con cantina al piano interrato e
pertinenziale area di cortile esclusiva sul retro, composto da soggiorno, una
camera da letto, un bagno con antibagno, cucinotto ed una piccola lavanderia
che dà accesso al cortile pertinenziale esclusivo. Prezzo base Euro 210.900,00.
LOTTO 2) (SUB 704) APPARTAMENTO: al piano primo composto da angolo cottura,
ampio soggiorno, una camera ed un bagno nonchè una veranda chiusa ed un
balcone. Prezzo base Euro 186.426,00. LOTTO 3) (SUB 705) APPARTAMENTO: al piano
secondo e sottotetto composto al piano secondo da angolo cottura, ampio
soggiorno, antibagno e bagno; da scala interna si accede al piano sottotetto
composto da una camera e piccolo bagno. Prezzo base Euro 216.450,00. Vendita
senza incanto 23/06/09 ore 16:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista
Delegato alla vendita Notaio M. Olivares tel. 02876598. Custode Giudiziario
Notaio M. Olivares tel. 02876598 - Dott. A. Oldani. Rif. RGE 1372/06.
Professionista Delegato alla vendita Dott. A. Zito tel. 0248014980. Custode
Giudiziario Dott. A. Zito tel. 0248014980. Rif. RGE 1272/04+1350/06. MI43102 -
MAGENTA (MI) - VIA R. SANZIO, 14 - PROPRIETÀ SUPERFICIARIA DI APPARTAMENTO: di
mq. 94, composto da tre locali e servizi al piano primo; oltre ripostiglio nel
sottoscala e cantina al piano interrato. Prezzo base Euro 126.000,00. Vendita
senza incanto 23/06/09 ore 16:00. G.E. Dott.ssa Canu. Professionista Delegato
alla vendita Dott.ssa B. Pravettoni tel. 0255192355. Custode Giudiziario
Dott.ssa B. Pravettoni tel. 0255192355. Rif. RGE 1674/05. MI43231 - MAGNAGO
(MI) - FRAZIONE BIENATE - VIA C. CO- LOMBO, 20 - APPARTAMENTO: di mq. 72, al
piano terreno composto da tre locali, oltre servizi e cantina. Prezzo base Euro
87.000,00. Vendita senza incanto 08/07/09 ore 10:30. G.E. Dott. Blumetti.
Professionista Delegato alla vendita Notaio D. Avondola tel. 0255195923.
Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel. 0255195923 - Avv. Dagradi
0255015451. Rif. RGE 49492. MI42953 - MILANO (MI) - ZONA 1 CORSO PORTA
VIGENTINA (DI), 34 - APPARTAMENTO: di mq. 69 piano primo di tre locali, bagno,
cucina, più area solaio (occupazione proprietari perfetto stato regolarità
edilizia). Prezzo base Euro 435.000,00. Vendita senza incanto 05/06/09 ore
10:00. G.E. Dott.ssa Massenz. Professionista Delegato alla vendita Avv. G.
Toffoloni tel. 026598721. Custode Giudiziario Avv. G. Toffoloni tel. 026598721.
Rif. RGE 660/06. MI42453 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA CARLINI FRANCESCO, 1 -
APPARTAMENTO: di mq. 32,34, di vani 1,5 al piano S1, con annesso vano di
cantina. Immobile occupato dalla debitrice che non vanta titolo opponibile alla
procedura. Prezzo base Euro 84.488,25. Vendita senza incanto 29/05/09 ore
09:00. G.E. Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Avv. M.M. Lupi
tel. 0272002561. Custode Giudiziario Avv. M.M. Lupi tel. 0272002561. Rif. RGE
1391/04. MI43320 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA MASSENA ANDREA, 9 - LOTTO A)
APPARTAMENTO: di mq. 89, ai piani terra ed interrrato di quattro locali e
servizi. Prezzo base Euro 540.000,00. LOTTO B) AP- PARTAMENTO: di mq. 65, al
piano terra di tre locali e servizi. Prezzo base Euro 420.000,00. LOTTO C)
MONOLOCALE: di mq. 42, al piano terra con servizio e balcone. Prezzo base Euro
260.000,00. LOTTO D) AP- PARTAMENTO: di mq. 65, al piano primo di due locali e
servizio. Prezzo base Euro 360.000,00. LOTTO E) APPARTAMENTO: di mq. 64, al
piano primo di tre locali servizio e balcone. Prezzo base Euro 400.000,00.
LOTTO F) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 12. Prezzo base Euro 20.000,00.
LOTTO G) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 13. Prezzo base Euro 23.000,00.
LOTTO H) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 12. Prezzo base Euro 24.000,00.
LOTTO I) POSTO AUTO: al piano interrato di mq. 13 Prezzo base Euro 33.000,00.
LOTTO L) CAN- TINA: al piano interrato di mq. 4. Prezzo base Euro 6.000,00.
LOTTO M) CANTINA: al piano interrato di mq. 5. Prezzo base Euro 6.000,00. LOT-
TO N) CANTINA: al piano interrato di mq. 2. Prezzo base Euro 6.000,00. LOTTO O)
CANTINA: al piano interrato di mq. 2. Prezzo base Euro 6.000,00. LOTTO P)
CANTINA: al piano interrato di mq. 5. Prezzo base Euro 9.000,00. LOTTO Q) TRE
LOCALI DEPOSITO: con accessori e servizi al piano interrato di mq. 103. Prezzo
base Euro 270.000,00. Vendita senza incanto 04/06/09 ore 10:00. Eventuale
vendita con incanto in data 10/07/09 ore 10:00. G.E. Dott.ssa Massari.
Professionista Delegato alla vendita Notaio A. Cabizza tel. 0229062695. Custode
Giudiziario Notaio A. Cabizza tel. 026552184 - 0229062695. Rif. RGE 653/07.
MI43253 - MILANO (MI) - ZONA 2 VIA PAGANO MARIO, 48 - ABI- TAZIONE: (sup. comm.
circa mq. 70) al piano quarto, composto da disimpegno ingresso, soggiorno,
cucina, camera, bagno e piccolo balcone e cantina al piano sotterraneo. Prezzo
base Euro 235.000,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore 11:30. Eventuale
vendita con incanto in data 09/07/09 ore 09:30. G.E. Dott. Bichi.
Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray tel. 02780492. Custode
Giudiziario SIVAG tel. 0258011847. Rif. RGE 44147. MI43184 - MILANO (MI) - ZONA
2 VIA SODERINI LUIGI, 36 - LOTTO XI) APPARTAMENTO: di un locale oltre bagno e
sottotetto, di mq. 16. Prezzo base Euro 24.000,00. Vendita senza incanto
27/05/09 ore 11:30. G.E. Dott.ssa Boroni. Professionista Delegato alla vendita
Notaio D. Avondola tel. 0255195923. Custode Giudiziario Notaio D. Avondola tel.
0255195923 - Avv. Dagradi 0255015451. Rif. RGE 8/03. MI43314 - MILANO (MI) -
ZONA 2 VIA ZUMBINI BONAVENTU- RA, 40 - APPARTAMENTO: di mq. 40 al piano terra,
composto da due locali, piccolo disimpegno e servizi. Prezzo base Euro
150.000,00. Vendita senza incanto 29/05/09 ore 10:30. Eventuale vendita con
incanto in data 09/06/09 ore 09:30. G.E. Dott.ssa Grazioli. Professionista
Delegato alla vendita Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Custode Giudiziario
Notaio C. Malberti tel. 0362624013. Rif. RGE 1370/06. MI43255 - MILANO (MI) -
ZONA 3 VIA BISCEGLIE, 83 - LOTTO 1) VILLA: (sup. comm. di mq. 114), con
affaccio sul "parco blu" costituita da ingresso coperto, cucina (catastalmente
cantina), grande salone, due camere, due bagni, ripostiglio al piano terra,
grande terrazzo soprastante, impermeabilizzato, piastrellato, con barbecue e
angolo cottura. Annesso piccolo cortile di proprietà e ampio posto macchina, E'
libero, vuoto, nuovo ed in ottime condizioni. Prezzo base Euro 437.600,00.
Vendita senza incanto 28/05/09 ore 13:00. Eventuale vendita con incanto in data
09/07/09 ore 11:00. G.E. Dott.ssa Federici. Professionista Delegato alla
vendita Notaio M. Ray tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio M. Ray tel.
02780492. Rif. RGE 45847. MI43222 - MILANO (MI) - ZONA 3 VIA ENGELS FEDERICO,
10 - APPARTAMENTO: di mq. 108, al piano quarto, composto da ingresso, soggiorno
con piccolo balcone, cucina abitabile, tre camere, doppi servizi con solaio
all'ultimo piano. Prezzo base Euro 209.000,00. Vendita con incanto 26/05/09 ore
14:30. G.E. Dott.ssa Massenz. Professionista Notaio A. Giordano tel. 026552129.
Rif. RGE 49339. MI43297 - CESATE (MI) - VIA DEI MILLE, 23/A - APPARTA- MENTO: (sup.
circa mq. 71) al terzo piano e composto da ingresso, corridoio, soggiorno con
balcone, cucina, bagno e camera, con annessa cantina. Occupato con contratto
d'affitto opponibile. Prezzo base Euro 82.400,00. Vendita senza incanto
25/05/09 ore 10:20. Eventuale vendita con incanto in data 06/07/09 ore 09:40.
G.E. Dott.ssa Federici. Professionista Delegato alla vendita Notaio E.
Sciarrone tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio E. Sciarrone tel. 02780492.
Rif. RGE 1094/06. Prof. P. Benigno tel. 0258306379. Rif. PD 45556. MI43234 -
CESATE (MI) - VIA ROMANÒ, 41 BIS - TRILOCALE: di mq. 98 al primo piano, con
annesso vano sottotetto. Prezzo base Euro 120.000,00. Vendita senza incanto
28/05/09 ore 16:00. Eventuale vendita con incanto in data 09/07/09 ore 17:00. G.E.
Dott. Bichi. Professionista Delegato alla vendita Avv. M. De Santis tel.
0287392766. Custode Giudiziario Avv. M. De Santis tel. 0287392766. Rif. RGE
356/06. MI43207 - CORBETTA (MI) - VIA CESARE BATTISTI, 5/A - PORZIONE DI
FABBRICATO: dalla consistenza di un locale al piano terreno ed un locale allo
stesso soprastante al piano primo, con annesso ripostiglio in corpo staccato.
Prezzo base Euro 53.000,00. Vendita con incanto 27/05/09 ore 14:30. G.E.
Dott.ssa Canu. Professionista Delegato alla vendita Avv. P. Furini tel.
02877820. Custode Giudiziario Avv. P. Furini tel. 3460110317. Rif. RGE 48447.
MI43247 - CORNAREDO (MI) - VIA FRATELLI CAIROLI, 16 - LOTTO 1) VILLETTA
BIFAMILIARE: (sup. comm. circa mq. 212) composta al piano rialzato (ampio
soggiorno con camino, cucina, disimpegno, bagno, ripostiglio) e al piano primo
(tre camere da letto, disimpegno, bagno) con annessi locali accessori al piano
interrato e sottotetto (ampio locale, ripostiglio, bagno) con scala interna di
collegamento. Prezzo base Euro 238.500,00. Vendita senza incanto 28/05/09 ore
11:00. G.E. Dott.ssa Milone. Professionista Delegato alla vendita Notaio M. Ray
tel. 02780492. Custode Giudiziario Notaio M. Ray tel. 02780492. Rif. RGE 42851.
MI42865 - CORNAREDO (MI) - VIA PIVA, 1 - ANGOLO VIA GHI- SOLFA - APPARTAMENTO:
al piano secondo e cantina al piano seminterrato. Prezzo base Euro 390.000,00.
Vendita con incanto 07/07/09 ore 15:00. G.E. Dott. Ferraiuolo. Professionista
Delegato alla vendita Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Custode Giudiziario
Notaio R. Porfidia tel. 0254108099. Rif. RGE 141/05. MI42882 - CORSICO (MI) -
VIA CAVOUR, 59 - APPARTAMENTO: posto al piano primo, composto da due locali più
servizio, con annesso vano solaio, della sup. catastale di mq. 44. Prezzo base
Euro 90.000,00. Vendita con incanto 09/10/09 ore 11:30. G.E. Dott. Ferraiuolo.
Rif. RGE 48934. MI43108 - LIMBIATE (MI) - VIA ISARCO , 13/15 - LOTTO 1) A)
APPARTAMENTO: al piano terra della villetta composto nella zona giorno da
ingresso, soggiorno, portico, cucina, terrazzo e nella zona notte da
disimpegno, locale guardaroba - stireria, bagno, due camere e bagno principale
con annessa, ma non direttamente collegata, superficie accessoria al piano
seminterrato costituita da corridoio, ripostiglio, lavanderia e locale caldaia.
b) Autorimessa con incorporato ripostiglio al piano seminterrato della
villetta. Prezzo base Euro 379.000,00. LOTTO 2) A) APPARTA- MENTO (M
( da "Secolo XIX, Il"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
«Edifici
pubblici, flop annunciato» il caso delle aste non andate a buon fine: PARLANO
GLI IMPRENDITORI Beni del Comune invenduti, rischio di nuovi tagli alla spesa.
L'assessore: «Non è detto» «IL COMUNE è lontano dal Paese reale, se pensa di
poter vendere i propri immobili ai prezzi di tre,
quattro anni fa.
Oltretutto, oggi, l'accesso al credito per le imprese è molto difficile,
nonostante i Tremonti bond che, però, anno tassi dell'otto e mezzo per cento.
Tanto più per le aziende del settore immobiliare che,
come quelle che operano nel campo dello shipping e i rivenditori d'auto, sono nella
black list delle banche. Purtroppo, nessuno ha i soldi nel cassetto da
investire». L'analisi di Davide Viziano, leader dell'omonimo gruppo di
costruzioni, sul flop della recente asta immobiliare lanciata
dal Comune per rimpinguare le proprie casse è impietosa. La giunta ha deciso di
rinviare a tempi più propizi la gara da 29 milioni di euro relativa alla
vendita di nove edifici pubblici. La decisione è stata presa dopo il deludente
esito del bando che metteva all'asta i primi cinque immobili: solo le ex
scuderie di Villa Rossi (valore: 1,5 milioni) e l'ex fabbrica Ilva di Voltri
(500 mila euro) sono state vendute. Per il resto, nessuna offerta. Molto scarsa
anche la partecipazione all'asta bandita dalla Spim, l'immobiliare
di Tursi, per la vendita di altri tre gioielli pubblici: Palazzo Serra Gerace
(6,3 milioni di euro), il palazzo di via Ilva con il civico 6 di via Corsica
(13,8 milioni di euro) e gli ex archivi comunali di via Gualco (2,6 milioni di
euro). Nessun altro dettaglio trapela dalla Spim, dal momento che la procedura
di gara non è ancora conclusa. Ma il quadro, per il Comune che sperava di
incassare decine di milioni di euro senza colpo ferire, è molto deludente.
Dalla prima tranche di dismissioni - che, oltre alle vecchie scuderie e all'ex
fabbrica di Voltri, comprendeva pure l'ex istituto San Raffaele di Coronata
(10,8 milioni), un capannone in via Spataro (1,3 milioni) e un appartamento in
via Alessi (633 mila euro) - il Comune contava di incassare, come minimo, 15
milioni di euro. Risorse che sarebbero servite per abbattere in pari misura il
debito risparmiando circa 700 mila euro di interessi passivi (il risparmio
sarebbe salito a tre milioni di euro se fosse andata a buon fine la vendita di
tutti e nove i lotti per un introito complessivo di almeno 29 milioni di euro).
Ora lo scenario cambia di molto. Rischio di tagli ai servizi? L'assessore al
Bilancio, Francesca Balzani, prova a tranquillizzare i genovesi: «Quelle
risorse, certo, sarebbero state utilissime ma, per fortuna, adesso i tassi sono
scesi notevolmente facendo ridurre, per altra via, gli oneri
dell'indebitamento». Di sicuro, ciò non compenserà per intero il fallimento
dell'operazione vendita e, probabilmente, qualche taglio alla spesa pubblica
sarà inevitabile. Ma torniamo all'origine di tutto questo. Perché le gare sono
andate pressoché deserte? E il Comune ha fatto bene a rinunciare alla
pubblicazione di un secondo bando con prezzi
ribassati, per legge, del 20 per cento? Il Secolo XIX ha rivolto le domande a
noti costruttori genovesi. «In questo momento di grave crisi e incertezza,
aggravate dalla stretta al credito per le imprese, è sconsigliabile mettere sul
mercato immobili pubblici», ribadisce Viziano. «C'è il rischio di svendere il
patrimonio comunale, quindi bene fa la giunta ad aspettare», continua
l'imprenditore: «Ma parlare, come fa Pastorino (assessore comunale al
Patrimonio, ndr) di speculazioni da parte di chi acquista è pura ideologia: è
il mercato che fa i prezzi». In perfetta sintonia con
Viziano, sono il titolare di Cemedile, già presidente di Assedil, Marcello
Marzini, e Gianantonio Bandera, presidente del Consorzio Faber. «L'esito delle
gare non mi stupisce affatto - dice il primo - I prezzi
degli immobili all'asta sono del 20-30 per cento superiori a quelli attuali di
mercato. Anche la fabbrica di Voltri, che forse presentava il prezzo più equo,
è sopravvalutata perché il lotto richiede costosissimi lavori di
ristrutturazione, quali il rifacimenento di un argine sul torrente e la
costruzione di un ponte. Il San Raffaele di Coronata sarebbe molto appettibile
se non fosse che ha un prezzo esagerato». «Il mercato degli immobili a Genova
non è crollato ma, in questo momento, c'è bisogno di molta cautela e attenzione
negli investimenti», aggiunge Bandera: «Meglio stare alla finestra». Sino a
quando? «Almeno sino a dopo l'estate». Viziano prevede tempi un po' più lunghi:
«Gli esperti più ottimisti fissano l'inizio della ripresa nel 2010, quelli più
pessimisti nel 2012. Bisogna armarsi di pazienza. Ma sono sicuro che l'attesa
sarà premiata». Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it [+] www.ilsecoloxix.it
Commenta la notizia sul nostro sito 07/04/2009
( da "Trend-online"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Benvenuta catastrofe
PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di redazione ts , 07.04.2009
08:51 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Buona
notizia, la crisi economica che stiamo attraversando è a tutti gli effetti una
catastrofe. A differenza di un incidente, la catastrofe ispira nuove
riflessioni sulle soluzioni da mettere in pratica per evitarne o attenuarne gli
effetti disastrosi. Tutti i provvedimenti messi in opera sinora per farci
uscire dalla crisi attuale hanno tuttavia un sapore di dejà-vu. Il che è
normale, considerato che la crisi stessa sembra avere origine dagli stessi
errori commessi in passato, sulla scia delle crisi che colpirono gli Stati
Uniti negli anni 20 o il Giappone negli anni 80. Eccesso di speculazione Allorigine
di ogni crisi troviamo immancabilmente un eccesso di speculazione. Il primo
esempio in merito è stato il bulbo speculativo che vide una buona parte della
popolazione olandese riporre tutti i loro risparmi sui bulbi di tulipano
proprio nel momento in cui scoppiò la bolla che fece precipitare il
paese in una grave depressione: siamo nel febbraio
( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 07-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
INVESTIMENTI.
Dollaro e sterlina deboli, mercato immobiliare in
stagnazione: occasioni a Londra, Miami e New York Nel solo 2008 il valore degli
immobili è sceso del 20% negli Usa con picchi del 30% a Phonix e Las Vegas
07/04/2009 rss e-mail print Questo potrebbe essere il momento per comprare un
appartamento nella Fifth Avenue a New York Anita della Casa MILANO Dollaro
debole, sterlina vacillante, mercato immobiliare in
crisi da oltre un anno: è il cocktail giusto per acquistare casa all'estero?
Villa a Miami fronte oceano, oppure pied-a-terre a New York, o casa a Londra
per chi ama la vecchia Europa? Considerando che le borse sono tornate di nuovo
in altalena dopo tre settimane di respiro, il mattone potrebbe essere una
risposta positiva per chi ha liquidità da investire. Visto poi che la ricetta
Obama per salvare Wall Street comporta una forte immissione di liquidità nel
sistema, che dovrebbe innescare spinte inflazionistiche e forti pressioni al
ribasso del biglietto verde contro l'euro, spostare l'attenzione sugli Usa può
risultare interessante. L'indice S&P/Case-Shiller sulle
abitazioni, calcolato sui prezzi delle case in 20 grosse città
degli Stati Uniti, rivela come nel solo 2008 il valore degli immobili sia sceso
del 20% circa, con punte del 34% a Phoenix, del 33% a Las Vegas (si è costruito
molto, in queste aree). Ma anche Miami, ad esempio, molto amata dagli
italiani, ha perso il 28,8%, perché qui si trovano le seconde case al mare degli americani che sono state liquidate per
prime nel tentativo di pagare le rate del mutuo sull'abitazione di residenza.
«Il mercato della Florida - conferma Leo Civelli, amministratore delegato di
Real Estate Advisory Group Europe (Reag fa parte del gruppo American Appraisal,
specializzato nelle valutazioni patrimoniali e finanziarie) - è molto legato a
quello turistico e quindi si riprenderà più lentamente, ad eccezione delle
prime locations (le posizioni migliori), dove è possibile trovare ville con
vista sull'oceano». «I prezzi per questo segmento di
mercato - riprende Civelli - non hanno subito flessioni perché si tratta di
immobili che restano introvabili anche se con quotazioni da capogiro. Nelle
altre zone della città si sono invece registrati consistenti decrementi e ci
vorrà del tempo per recuperare quanto perso». E qui spuntano le occasioni di
acquisto. Ad esempio è in vendita uno splendido appartamento di
( da "Corriere delle Alpi"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
di Roberto De Nart
«La soluzione della crisi? Per ora è sulla carta» E' ottimista l'ex rettore di
Padova dopo le ultime decisioni economiche Gli errori del passato le
speculazioni e il ruolo delle banche La sala Dal Pont Bianchi ha ospitato
lunedì sera la conferenza dal titolo «La crisi economica, le cause, i rimedi...
alla ricerca delle vie d'uscita» organizzata dall'Associazione Mazziniana
d'Italia di Belluno, presieduta da Romano Cavagna, già primario di Nefrologia
al "S.Martino". Relatore il professor Gilberto Muraro, ordinario di
scienza delle Finanze, già rettore dell'Università di Padova. Che, bloccato dal
traffico, è arrivato con grande ritardo. Ma si è ampiamente riscattato, perché
nell'ora successiva è riuscito a spiegare le cause che hanno determinato la
crisi. Tre, secondo il professore. Prima di tutto la bolla immobiliare negli Usa: dopo l'attacco alle Torri gemelle dell'11 settembre
2001 c'è timore della recessione; il costo del denaro si abbassa e le famiglie
accedono ai mutui per la casa. La forte richiesta spinge in alto i prezzi, finché arriviamo al collasso. In altri tempi ci sarebbe
stato il fallimento di alcune banche. Invece c'è stato il contagio. E siamo
alla seconda causa. In secondo luogo l'evoluzione delle tecniche finanziarie:
negli ultimi dieci anni i mutui immobiliari venivano mixati ad altri titoli e venduti
ad altre banche che a loro volta confezionavano altri prodotti finanziari e li
rivendevano ad altre banche ancora. Così, i titoli "tossici" sono
arrivati anche in Europa e collocati al pubblico. Anche perché erano titoli
considerati affidabili perché garantiti da mutui immobiliari e con rendimenti
superiori ai titoli di Stato. Infine la leva finanziaria: l'eccessiva
espansione di questi pacchetti ha prodotto una leva finanziaria. Partendo cioè
da una piccola base di liquidità è stato generato un forte credito. Che però è
crollato come un castello di carte, dove ad ogni piano che si saliva aumentava
il rischio e il profitto per la banca. «Da sempre, infatti, le banche cercano
di innalzare il rischio per aumentare i profitti» ha detto il professor Muraro
«mentre le autorità vigilanti cercano di limitarlo». Solo che negli Usa le
autorità centrali avevano perso il controllo affascinati dalla teoria secondo
la quale i mercati si autoregolano e dunque non bisogna intervenire. Questa
teoria ha fatto anche allentare i controlli sul piano normativo. Nel 1999
Clinton modifica una legge del 1933 e favorisce lo sviluppo delle banche
d'affari, quelle che hanno confezionato i prodotti con titoli tossici poi
passati alle banche commerciali e collocati ovunque. L'intervento degli Stati
con le iniezioni di liquidità alle banche ha impedito fortunatamente che i
risparmiatori terrorizzati andassero a prelevare i loro risparmi. Ma la
sfiducia si è propagata tra le banche. Il credito interbancario si è inceppato
fino alla situazione paradossale: le banche americane ricevono soldi dallo
Stato, che però ritornano alla banca centrale perché non si fidano più tra
banche. Per far ritornare la fiducia occorreva allora togliere di mezzo i
titoli tossici. Ma come determinare il loro prezzo? Quello nominale no, perché
il prezzo delle case è diminuito. Il valore di mercato
è zero perché nessuno li vuole. Per questa ragione il piano Bush non ha
funzionato. Ora il governo Obama chiama anche i privati, insieme allo Stato, a
condividere il rischio. Così sarà il mercato a stabilire il prezzo a seconda
della domanda. Ma come è possibile che questa crisi sia passata dal campo
finanziario a quello reale? Si è chiesto Muraro. La crisi finanziaria con il
crollo delle azioni e quindi la perdita di patrimonio, ha determinato nelle
famiglie una diminuzione della spesa. Calo dei consumi e stretta creditizia
delle banche hanno determinato la crisi reale. L'industriale che vede contrarre
la domanda produce di meno e manda a casa gli operai. Negli anni '30 si pensò
che la causa della forte disoccupazione fosse il costo elevato del lavoro e
quindi vennero diminuiti i salari. Con l'effetto disastroso di aggravare la
crisi perché c'erano ancora meno soldi per acquistare i prodotti. A correggere
questo errore intervennero Roosevelt negli Usa, e anche Hitler e Mussolini che
sostennero i redditi e le grandi opere pubbliche. Oggi il problema è lo stesso
e il rimedio tende ad essere lo stesso, con la vecchia ricetta keynesiana un
po' ritoccata. Quindi protezione dei salari e grandi opere. Ma il sistema
capitalistico post keynesiano non è in grado di garantire un livello globale e
dunque va controllato dallo Stato. Che deve spingere la domanda quando il
mercato ristagna e viceversa. E se negli anni '30, quando non c'erano grossi
scambi con l'estero, poteva andar bene il protezionismo, oggi con la
globalizzazione le barriere doganali non si possono erigere o crollerebbero le
esportazioni. «Per i Paesi emergenti, fuori delle grandi valute euro-dollaro,
che rischiano il fallimento dello Stato» ha concluso il professor Muraro
«poiché una falla potrebbe determinare l'affondamento della nave, è intervenuto
il G20 con lo stanziamento di un milione di miliardi di dollari. Il mondo,
insomma, ha trovato la capacità di ragionare con lungimiranza. Sulla carta
dunque abbiamo la soluzione alla crisi e io mi sento ottimista».
( da "Manifesto, Il"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
SPAGNA Crisi pesante
ed elezioni alle porte Zapatero silura Solbes per tamponare il crack Massimo
Bongiorno >La partita tra Pedro Solbes e Josè Louis Rodriguez Zapatero è
finita come doveva finire. Ieri il premier spagnolo ha annunciato un rimpasto
di governo la cui sostanza è il siluramento del suo vice e ministro
dell'Economia. Il 66enne Solbes, forse troppo attento ai conti e poco alla
crisi sociale, lascia così la poltrona al numero uno del dicastero delle
Amministrazioni Pubbliche Elena Salgado. «Serve un cambio di passo» ha detto
Zapatero, costretto a misurarsi con il crollo di consensi e l'avvicinarsi delle
elezioni europee. E, soprattutto, con la crisi economica. Per capire cosa stia
succedendo serve fare un passo indietro. Fino all'estate scorsa sui giornali
italiani e spagnoli si sprecavano i titoli a proposito del più o meno presunto
«sorpasso» dell'economia iberica su quella del Belpaese. Una polemica iniziata
a dicembre 2007 e giocata sul filo di uno sciovinismo un po' peloso e
strumentale a questioni di politica interna. Oggi nessuno ci torna su,
rischierebbe il ridicolo. Ma allora in pochissimi si accorsero che proprio
mentre Zapatero punzecchiava le pruderìe italiote la Banca centrale di Spagna
stava vendendo a tonnellate le sue riserve auree. Perché un paese che da 12
anni cresceva a ritmi più asiatici che europei, con uno dei debiti pubblici più
virtuosi del mondo (rapporto debito/Pil sotto il 37%) aveva in sette mesi
piazzato sul mercato il 32% delle sue riserve? Evidentemente qualcosa non
andava già da un pezzo. Una di queste si chiama «deficit delle partite
correnti» (indica che un paese importa più beni e servizi di quanti ne esporta,
ovvero che si sta indebitando). Bene: nel 2007 questo dato sfiorava il 10% del
Pil, quasi 9 miliardi di euro. Una enormità: in Francia o Italia, per fare un
esempio, è la metà. Senza dimenticare che l'indebitamento delle aziende
corrisponde grosso modo al 100% del Pil e quello delle famiglie supera di un
buon 20% il reddito medio. Un bel campanello d'allarme per Zapatero. Anche perché quasi il 18% del Pil spagnolo viene dalle
compravendite e costruzioni di immobili, protagonisti di una bolla speculativa che è puntualmente esplosa. Così, se in 10 anni i prezzi delle case si sono triplicati e le coste sono state cementificate ai limiti
dell'indecenza, adesso non si vende più nulla e si è smesso di costruire.
Ma il problema non è certo solo qui: perché dietro la bolla
speculativa ci sono, naturalmente, le banche. La bufera, per ora, non tocca
colossi come il Bbva o il Santander del cattolicissimo - Opus Dei - don Emilio
Botìn. A rischio è semmai la rete di piccole e medie banche del territorio, le
45 «Casse» controllate dai partiti che hanno elargito prestiti senza freno e
ora sono a un passo dal tracollo. Dieci giorni fa Zapatero ha dovuto riunire un
consiglio dei ministri per salvare dal fallimento la «Caja Castilla la Mancha»
(in quota proprio ai socialisti) con una iniezione di 9 miliardi di euro. In previsione
di analoghe operazioni, il premier ha annunciato al Parlamento un «protocollo
preventivo»: nella sostanza, una delega al Banco di Spagna a salvare piccole
banche, evitando la cattiva pubblicità di dover ogni volta riunire l'esecutivo.
Gli ultimi dati su disoccupazione e inflazione completano il quadro. Quasi 4
milioni di spagnoli sono senza lavoro: il 15,5%, tasso peggiore di tutta l'Ue.
Nel frattempo i prezzi sono in caduta libera (-0,1% a
marzo, quasi deflazione) e il paese è ufficialmente in recessione dall'ultimo
trimestre 2008, col Pil sotto dell'1%. L'altro dato significativo sono le
sofferenze bancarie, l'indice dei crediti erogati che non rientrano e si danno
per persi. A gennaio era al 3,8%, un record che non si toccava da 12 anni: ma nel
1997 il volume complessivo era 11,5 miliardi di euro, oggi siamo a 72 miliardi.
Conseguenza: stretta creditizia. Curiosamente, uno dei primi settori a pagarne
il prezzo è quello della chirurgia estetica, in cui la Spagna aveva la
leadership europea. Negli ultimi sei mesi le richieste di interventi sono
crollate: dal 30 al 60%. Strane concomitanze della crisi: se nel vicino
Portogallo sta sparendo l'antica industria dei falli in ceramica, a quanto pare
nella cattolicissima Spagna lo stesso destino toccherà al mercato dei seni in
silicone.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-04-08 - pag: 16 autore: ... IL PIANO
DI SVILUPPO L'Irlanda torna tigre celtica H a alzato tutte le tasse eccetto
una: quella sulle imprese. L'Irlanda è con l'acqua alla gola, travolta com'è dalla crisi del credito innescata da una bolla immobiliare che promette di portare il rapporto deficit- Pil al 12,75 per
cento. Prometteva anzi, perché la manovra straordinaria annunciata dal ministro
delle Finanze Brian Lenihan permetterà di arginare la caduta dell'economia al
10,75 per cento. E questo grazie ai tagli alla spesa, ma soprattutto ai
nuovi balzelli che risparmiano sole le imprese. Il motivo lo ha sottolineato il
ministro: con questo budget l'Irlanda deve tamponare le falle, ma deve anche
ripartire. E per ripartire Dublino ha deciso di tornare alla dottrina passata,
quella che le valse il nome di Tigre Celtica. Una dottrina che agevola lo
sviluppo con una tassazione ferma al 12,5% sugli utili societari. Grazie anche
a questa politica l'Irlanda si trasformò nella piattaforma per il lancio delle
aziende americane nell'eurozona. La grande ubriacatura del boom immobiliare l'ha distratta dal mantra di economia "
export oriented". Ora ricomincia da lì.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-04-08 - pag: 15 autore: Dublino. La manovra prevede
maggiori entrate fiscali per 1,8 miliardi e tagli alla spesa per
( da "marketpress.info"
del 08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercoledì 08 Aprile
2009 BULGARIA, LA CRISI FINANZIARIA COLPISCE SOPRATTUTTO LEDILIZIA
E IL SETTORE IMMOBILIARE:
GLI INVESTIMENTI SI RIDUCONO DI DUE TERZI RISPETTO AD INIZIO 2008 (-66%) NEL
SETTORE BANCARIO PERMANGONO PERÒ CONDIZIONI CREDITIZIE FAVOREVOLI ALLE BANCHE
ESTERE E LE BASSE IMPOSTE
( da "Denaro, Il" del
08-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Borsa & Mercati
bulgaria La crisi finanziaria colpisce soprattutto l'edilizia "La dinamica
degli investimenti esteri, che dalla metà del
( da "Riformista, Il"
del 09-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
tigre celtica Come
nel 1845 un morbo sta distruggendo il Paese: allora era il fungo delle patate,
oggi la finanza Meteora irlandese: dal boom alla catastrofe Crisi/2. La
concorrenza fiscale che ha causato prima il miracolo e poi il crollo
dell'Irlanda rischia di diventare un modello per il resto dei Paesi europei che
vogliono sostenere le proprie aziende. Ecco cosa potrebbe succederci. di Mauro
Bottarelli Quello irlandese è un popolo che di crisi se ne intende, a partire
dalla carestia del 1845 seguita alla distruzione del raccolto di patate che ne
causò la diaspora. All'epoca la causa della tragedia fu un fungo, la
phitophtora infestans, oggi invece sono i subprime e gli altri derivati tossici
che hanno devastato prima il settore immobiliare e poi
quello bancario fino a deprimere quasi moralmente l'economia reale del paese.
Il principio, però, è lo stesso. Tanto il governo di Dublino è infatti pronto -
anzi costretto - a varare un fondo per ripulire gli assets tossici delle
banche. A rivelarlo il ministro delle Finanze, Brian Lenihan, il quale ha poi
reso noto che nel
( da "Tirreno, Il"
del 10-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 7 - Grosseto
«Vanno rivisti i prezzi delle case Peep» Il
consigliere Tei impegna la Regione a rivedere le quotazioni Interessate 5000
famiglie: «Cifre fuori mercato» GROSSETO. «Chi ha acquistato una casa in
edilizia agevolata o convenzionata non deve speculare, ma non può neanche
regalare l'appartamento che ha acquistato con tanti sacrifici». Per questo il
consigliere regionale del Partito Socialista Giancarlo Tei ha proposto, in
consiglio regionale una risoluzione che è stata approvata mercoledì, a
maggioranza, e che impegna la Giunta Regionale a rivedere le procedure previste
per il calcolo dei prezzi delle abitazioni realizzate
nei peep in modo da superare quella che Tei definisce «una vera e propria
incongruenza». L'incongruenza sta nel fatto che le abitazioni acquistate in
zone peep sono soggette a vincoli sia di tempo - non possono essere vendute a
prezzo di mercato prima di 20 o 30 anni a seconda delle convenzioni con i
Comuni - sia di prezzi perché «il prezzo - spiega Tei
- viene determinato attraverso una formula ormai superata, con coefficienti
numerici previsti dalla vecchia normativa nazionale, che la Regione ha ripreso
pari pari, ma sono prezzi pari a un terzo o un quarto
di quelli che vengono praticati per gli alloggi peep». Il paradosso è che chi
oggi acquista un alloggio peep di nuova costruzione e si dovesse trovare tra
pochi anni, per esigenze familiari, a dover cambiare casa e dunque a dover vendere
il proprio alloggio, rischia di incassare la metà, o un terzo di quello che ha
pagato. E dunque non vende o trova rifugio nell'applicare il prezzo ufficiale
più un'ampia fetta al nero. «I metodi di determinazione del valore - ribadisce
Tei - sono talmente datati e superati che non rendono possibile nessun
passaggio di proprietà di questa tipologia di abitazione, bloccando di
conseguenze un mercato che, se riattivato, porterebbe enormi benefici
all'economia locale. Una casa di circa
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 10-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
URBINO E MONTEFELTRO
pag. 17 CASE invendute, lottizzazioni che non partono, il mercato immobiliare che langue ... CASE invendute, lottizzazioni che
non partono, il mercato immobiliare che langue e,
d'altra parte, giovani coppie, famiglie o single che non possono accedere
all'edilizia popolare ma nemmeno permettersi di acquistare immobili ai prezzi del mercato. Una situazione che si registra in tutta
la nostra Provincia, e che ad Urbino ha spinto numerosi cittadini a chiedere se
il nuovo Piano casa possa risolvere la continua ricerca di abitazioni a costi
accessibili. Dalla Regione arriva l'idea di costituire un "Fondo immobiliare etico" per far partire fino a 3mila
alloggi, da affittare a prezzi ragionevoli e far
riscattare agli affittuari in 25-30 anni: «Il nuovo piano casa nazionale
permette di aumentare le volumetrie del 20 per cento in mono o bifamiliari e
del 30 per cento in caso di abbattimento e ricostruzione spiega l'assessore
regionale all'edilizia pubblica Gianluca Carrabs : tra due settimane, credo,
saremo in grado di fornire le linee guida per l'attuazione del piano casa. La
nota dolente del Piano è che non ci sono fondi per l'edilizia sociale. Nel
nuovo piano casa regionale vogliamo intercettare la domanda di alloggi di
quella "fascia grigia" di popolazione, vale a dire quei cittadini che
non sono poveri e non possono avere le case popolari,
ma nemmeno così ricchi per il libero mercato. Abbiamo quindi ideato e convocato
un gruppo di lavoro con le associazioni di Costruttori, Legacoop e Confcoperative,
banche, Fondazioni per creare il Fondo immobiliare
etico. Le Banche possono ridurre i tassi di interesse, le Fondazioni fornire
altri fondi, oltre ai 6 milioni di euro che la Regione mette a disposizione,
gli enti pubblici possono mettere le aree da urbanizzare o gli immobili non
utilizzati». Così, secondo l'assessore, da un lato si
possono dare in affitto immobili fermi a prezzi accettabili,
300 o 400 euro al mese, e dopo 25 anni gli affittuari potrebbero riscattare
quanto pagato ed avere la casa in proprietà: «Mi sono arrivate tante mail di
urbinati che chiedono informazioni sul piano casa spiega Carrabs : ci sono
forti richieste da parte delle giovani coppie, dei cittadini monoreddito
che al posto di pagare un mutuo esoso potrebbero farcela con un affitto minore.
A Fano e Pesaro, ci sono molti immobili invenduti, a Urbino, invece, ci sono
lottizzazioni ferme a causa delle difficoltà economiche del periodo, come nel
caso di Fontesecca e Canavaccio: le ditte di costruttori potrebbero ripartire
con il loro lavoro e quindi ci sarebbe un beneficio economico per loro, mentre
si potrebbero dare case a giovani urbinati, come nel
caso di Canavaccio invece di avere solo stranieri. Il gruppo di lavoro è così
operativo che si riteneva possibile consegnare immobili entro la fine del 2010:
si può procedere prima con l'invenduto e poi anche con nuove costruzioni». Dopo
incontri con il presidente della Provincia Ucchielli, imprenditori e
costruttori, banche, Carrabs avrebbe ottenuto la disponibilità degli enti: «Il
tavolo di lavoro dovrà trovare lo strumento giuridico per poter partire con il
progetto conclude e la provincia di Pesaro e Urbino potrà essere l'ente
capofila in questa iniziativa che parte dal basso a favore della popolazione».
l.o.
( da "Corriere della Sera"
del 11-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 11/04/2009 - pag:
( da "Trend-online"
del 14-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mondi Virtuali!
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Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! but not put on
the market," said Rick Sharga, vice president of RealtyTrac ... Banks
aren't reselling many foreclosed homes Nella sostanza il rischio è che
l'inventario di case invendute sia molto più alto che
in realtà visto che alcune banche non hanno ancora provveduto a piazzare sul
mercato le case pignorate, il che fa presupporre, se
tutto ciò fosse vero, che i prezzi delle abitazioni
dovranno scendere ancora per qualche anno. Ci sono poi alcune considerazioni da
fare per quanto riguarda la seguente dinamica allegata proveniente dal Credit
Suisse! Come avete appena visto ormai l'onda subprime si sta completamente
estinguendo, tutto le reimpostazioni dei mutui stanno ormai concludendosi, ma
come spesso ricordato in passato ora le due onde in corso sono ancora i mutui
Alt-A ovvero di fascia intermedia, talvolta senza obbligo di documentazione
patrimoniale o reddituale e gli Option- ARMs mutui a tasso variabile con decine
di possibilità di rimborso. Premesso che molti mutui ARMs nella loro formula
ibrida sono agganciati ai titoli di stato o al LIBOR che sono scesi ai minimi
storici, molti di questi adottavano spread a dir poco stellari e altrettanto
spesso furono sottoscritti nelle fasi di massimo sviluppo
della bolla
immobiliare e nella dinamica dei tassi. In
sostanza, se ad esempio per cinque anni si è scelta la variabile
dell'ammortamento negativo ( quando si paga una rata che talvolta non copre
l'interesse o una parte del capitale ) all'interno delle opzioni proposte dai
mutui Arms, è chiaro che al momento del rifinanziamento, il residuo su
cui si ricalcola il mutuo è quello iniziale più gli interessi e quindi la rata
sarà ovviamente maggiore di quella iniziale in maniera spesso in maniera
esponenziale. Ho come l'impressione, per l'ennesima volta, che a forza di
concentrare segue pagina >>
( da "Mattino di Padova, Il"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 3 - Primo
Piano Case, i prezzi scendono ma un palazzo in centro
costa 7 mila euro al mq Una flessione del 5% delle quotazioni in città e
provincia, affitti boom CLAUDIO MALFITANO PADOVA. Mercato immobiliare
in recessione: vendite diminuite del 12% nel 2008 rispetto
all'anno precedente e prezzi
delle case che scendono dal 5 al 7%. Famiglie
in difficoltà per gli affitti e preferenza per il tasso variabile nei mutui.
Sono gli elementi, catturati dall'ufficio studi della Gabetti Immobiliare, di
una crisi difficile da interpretare ma con qualche timido segnale di ripresa.
E alla fine la «bolla immobiliare» sembra non essere
affatto scoppiata, al massimo si è solo un po' sgonfiata. «Il rendimento
attesto dall'acquisto di una casa è del 4%: chi investe nel mattone di solito
lo fa con circa 200 mila euro da parte» spiega Renzo Cazzin, titolare
dell'agenzia immobiliare Gabetti alle Porte Contarine.
IL CENTRO STORICO. Per il palazzo storico e di pregio, appena ristrutturato,
nelle piazze si toccano i 7 mila euro al metro quadro. Ma anche il mercato del
lusso è toccato dalla crisi: «Per appartamenti importanti in centro prima si
spendevano in media 800 mila euro, adesso si arriva a 650 mila» conferma
Cazzin. Tra le aree più richieste c'è via Savonarola: le quotazioni vanno dai
2.800 ai 3.200 euro al mq. Va male invece in corso del Popolo e largo Europa,
che risentono dell'emergenza sicurezza. LA PERIFERIA. Si fanno forti le
richieste per le aree fuori dal centro storico. Due in particolare: Città
Giardino (dove la media è di 3 mila euro al mq) e Madonna Pellegrina. A S. Rita
si registra una tendenza all'acquisto da parte delle famiglie di universitari.
Salgono le quotazioni di Salboro e Guizza, toccate dall'effetto tram. Le
giovani coppie scelgono Montà, Brusegana e Chiesanuova. Richieste palazzine e
villette a schiera, con prezzi dai 2 mila ai 2.600
euro al mq. Le zone meno ambite restano quelle a nord: all'Arcella e a San
Carlo si compra sotto i mille euro al mq. LA PROVINCIA. I piccoli comuni della
cintura costano più di alcune aree della città: è il paradosso che si registra
esaminando i dati sulla provincia. Al top infatti ci sono Abano Terme,
Montegrotto, Cadoneghe (meglio se nella frazione di Bragni), e Noventa: il
prezzo medio di una casa in buono stato è poco al di sotto dei 2 mila euro al
metro quadro. Se si vuole spendere meno bisogna allontanarsi dalla città e dai
Colli: si va sotto i 1000 euro al mq a Borgoricco, a Galzignano e a Villanova
di Camposampiero. GLI AFFITTI. Cresce la domanda di case
in affitto: le difficoltà economiche o l'impossibilità di impegnarsi in un
mutuo favoriscono la locazione. Che però a Padova si divide in due mercati
diversi: quello degli studenti universitari, con prezzi
sostanzialmente stabili, e quello dei nuclei familiari, dove i costi sono
scesi. Le famiglie si spostano verso la prima periferia, in bilocali da 500
euro al mese o trilocali da 650 euro mensili. Per gli studenti una camera
singola resta intorno a 250 euro. IL POSTO AUTO. La zona a traffico limitato ha
fatto impennare i prezzi dei garage. Da quando sono
attivi i varchi elettronici i prezzi per un garage
sono alle stelle: punte massime di 160-170 mila euro, secondo quanto rilevato
dalla Gabetti. Il posto auto è considerato pertinenza assolutamente necessaria
per la vendita di immobili signorili in centro storico.
( da "Mattino di Padova, Il"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
UNO STUDIO DELLA
GABETTI Tram, un effetto molto positivo alla Guizza PADOVA. Effetto tram:
salgono i prezzi delle case, scendono quelli dei
negozi. E' il curioso effetto-metrò registrata dall'ufficio studi Gabetti,
nell'area della Guizza. Cosa accade? Il passaggio del tram ha consentito una
diminuzione del traffico di attraversamento e migliorato i collegamenti col
centro storico. E i prezzi delle case
salgono (l'aumento medio era stato calcolato mesi fa nel 5%). Così alla Guizza
si trovano appartamenti che vanno dai 2 mila ai 2.600 euro al mq. Un prezzo che
cala se si tratta di immobili vecchi da ristrutturare. Ma il passaggio del tram
equivale a una maggiore difficoltà di parcheggio, che ha penalizzato le
attività commerciali. E i negozi ne risentono.
( da "Secolo XIX, Il"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Immobili, prezzi in cadutasono scesi del 18 per cento indagine in
quaranta agenzie Gli addetti ai lavori: a fine anno torneranno a salire.
Critiche alle banche IL MERCATO immobiliare savonese è
fermo, l'offerta supera la domanda, i prezzi scendono
e le case invendute sono sempre di più: è sufficiente
fare un giro per la città e il comprensorio per notare l'ampia gamma di offerte
delle agenzie immobiliari e i numerosi cartelli "vendesi" affissi
sulle porte dei condomini. Dai dati emersi da un'analisi sui prezzi
e sulle condizioni di acquisto in 40 agenzie immobiliari savonesi, dal 2004 ad
oggi i prezzi delle case hanno avuto un crollo del 18
per cento, con un ribasso dei mutui pari al 26 per cento nello stesso periodo
di tempo. Quindi questo sarebbe il periodo migliore per comprare casa. I dati
sono stati pubblicati sul rapporto dell'Ufficio Studi Provinciali Fiaip
(Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e si riferiscono agli
immobili che si trovano nei 16 quartieri in cui sono suddivise le cinque
circoscrizioni savonesi e riguardano tutte le destinazioni d'uso (commerciale,
residenziale, produttivo, servizi e pertinenze). Se dal 2004 al 2005 il valore
degli immobili ha avuto un aumento del 3 per cento, toccando i prezzi più elevati proprio 4 anni fa, dal 2006 al 2008 il
calo è stato progressivo tanto da vedere il costo degli immobili ridursi di un
10,8 per cento dal 2007 al 2008. Il calo più significativo è quello degli immobili
di aziende del settore terziario (13,5%) seguiti dalle abitazioni il cui costo
è diminuito del 12,7%. Per le pertinenze (box e garage) i prezzi
sono diminuiti del 12,5%. Interessato dal ribasso anche il settore degli spazi
commerciali che tra il 2007 e il
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MILANO ATTUALITA'
pag.
( da "Blogosfere" del
15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Apr 0915 La fine
della crisi Pubblicato da Demetrio Vacca alle 11:07 in Arena L'economia è da
sempre un oscillante pendolo orientato all'equilibrio di lungo periodo, questo
perchè le risorse monetarie, economiche e produttive non sono infinite. Il
meccanismo dell'accumulazione è stato fondamentale per la crescita ed il
consolidamento del sistema capitalista, quanto quello del debito ha permesso
l'estensione globale del modello. L'indebitamento è stato il metodo per la
crescita dell'Europa occidentale nel '900 quanto oggi lo è per l'Europa
Orientale. I capitali nell'economia globale si spostano rapidamente ma le linee
di finanziamento rimangono sempre inferiori ai fabbisogni di imprese e stati.
Così c'è chi come la Polonia accederà al credito del Fondo Monetario
Internazionale per un ammontare di 20 miliardi di dollari, una cifra destinata
a rafforzare le riserve della Banca Centrale polacca. In questo caso si usa
l'indebitamento per rafforzare la moneta interna e la stabilità economica di un
Paese fortemente esposto alla carenza di flussi di finanziamento dall'estero
determinati dalle paure degli investitori sulle prospettive di crescita
dell'est europo. Così c'è chi negli USA preferisce farsi pignorare l'immobile
giacchè il mutuo contratto supera il valore commerciale. La scelta razionale e
"furba" è alla base della crisi al punto che l'indice non andrebbe
puntato verso i cosidetti mutui subprime, concessi cioè a chi dava scarse
garanzie ma quanto verso "palazzinari" e speculatori immobiliari
razza avida e perversa in ogni dove del pianeta. E' loro la responsabilità di
aver sopravvalutato gli immobili creando una mostruosa bolla
immobiliare che ha travolto non solo gli istituti emittenti ma anche
tutto il sistema finanziario giacchè i mutui sono stati cartolarizzati e
diffusi ovunque ed in ogni strumento d'investimento. In questo caso
l'indebitamento è diventato uno strumento di speculazione finanziaria che
infesterà almeno fino al 2012 il sistema determinando instabilità diffusa sui
corsi azionari del settore bancario e finanziario. "La discesa dei prezzi immobiliari continua e questo spinge anche chi ha
mutui non subprime a rifare i conti e a restituire l'immobile, cosa che la
legge americana consente assai più che in Europa. Si restituiscono le chiavi e
non si paga più il mutuo. Nel primo grande crollo nazionale dagli anni Venti il
mercato immobiliare abitativo ha perso il 19% nel 2008
e il 30% dai picchi di inizio 2006. E potrebbe arrivare a perdere il 40 per
cento. Milioni di americani hanno un mutuo più alto del valore della casa,
ormai. Non sorprende quindi che il tasso di insolvenza sia stato finora per i
tutti mutui - non solo subprime - dell'8,5% circa. Su un monte mutui di quasi
11 mila miliardi questo dà un ammanco attorno ai 900 miliardi. Poiché nell'insolvenza
e nella vendita all'asta va in fumo circa la metà del valore, il danno finora
generato sarà di circa 500 miliardi. Attraverso i Cdo, e con l'aggiunta poi
della crisi di altri debiti, carte di credito, commerciali, corporate, la
perdita di questa cifra ha avviato l'inceppamento della finanza
mondiale.".... Basta così poco a spiegare le crisi del sistema
capitalista, basta ragionare sulla limitatezza delle risorse a disposizione e
sulla leva finanziaria dell'indebitamento...non serve altro e questo basta a
comprendere che l'uscita è attraverso il riequilibrio del sistema e che la
crisi null'altro è che una potente purga data ad un organismo che ha fatto
indigestione. Per questo non sopporto la propaganda sulla crisi sia la retorica
degli orizzonti di speranza sia la litania delle cassandre. Così la propaganda
sospinta dai poteri forti della finanza (non è un caso che Goldman Sachs
chiuderà con utile di 5,6 miliardi di dollari il 2008) hanno crocifisso tutti
quei guru dell'economia globale, attraverso una sorta di auto da fè per poi
continuare come prima. Così in questi giorni risuonano come sagge e realistiche
le parole di Greenspan nel maggio 2008 : "«L'attuale
crisi creditizia finirà quando l'inventario eccessivo delle case invendute sarà in gran parte liquidato e quando la deflazione
dei prezzi immobiliari sarà finita. Questo stabilizzerà il valore ora
incerto dei titoli immobiliari che sorreggono tutti i mutui, e soprattutto
quelli legati ai titoli cartolarizzati. Come conseguenza della crisi vi
saranno naturalmente grandi perdite. Ma dopo un periodo di lungo adattamento,
l'economia degli Stati Uniti, e del mondo, potrà riprendere ad operare
normalmente». E' così perchè il sistema punta al riequilibrio per natura. Così
speculando sulla crisi tanti hanno approfittato per fare "le pulizie di
primavera" (licenziamenti e ristrutturazioni, tagli di rami d'azienda,
furbe liquidazioni, etc, etc).
( da "Trend-online"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
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per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 15.04.2009 13:20 Scopri le
migliori azioni per fare trading questa settimana!! Tutto fermo nel mercato
torinese nel primo trimestre 2009, dove i prezzi delle case
sono rimasti gli stessi di tre mesi fa, con un valore medio di 2.267 euro/m2 Il
dato emerge dallanalisi trimestrale sui prezzi
effettuata dallufficio studi di idealista.it
(www.idealista.it) su un campione di 759 immobili di seconda mano presenti nel
portale Un aumento modesto per un mercato che non fa registrare particolari
sussulti da alcuni mesi e dove il prezzo di un appartamento di
( da "Wall Street Italia"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Veneto/ Padova, dal
2007 il prezzo degli immobili cala del 12% di Apcom Centro storico quotazioni
di 7mila euro al metro quadro -->Padova, 15 apr. (Apcom) - A Padova rispetto
al 2007 le quotazioni degli appartamenti sono in flessione del 12%. Nel centro
storico della città del Santo, comunque, i prezzi delle case rimangono elevati circa 7mila euro al metro quadro, soprattutto
nei palazzi storici. Tuttavia se per un immobile di pregio fino a qualche anno
fa si pagavano anche 800 mila euro oggi si può concludere anche a 650
mila.Prezzi alle stelle invece per i garage nelle zone a traffico limitato che
arrivano a costare anche 170 mila euro. La tendenza delle famiglia è
quella di spostarsi verso la periferia dove i prezzi
sono più abbordabili, si va dai 2000 ai 2.600 euro al metro quadro. Le
difficoltà maggiori nel settore immobiliare, almeno a
Padova, si sono avvertite nell'ultimo trimestre del 2008 mentre da metà gennaio
2009 si segnala una timida ripresa dell'interesse all'acquisto. Ad aumentare è
comunque la richiesta di affitti.
( da "Sestopotere.com"
del 15-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Cala il prezzo degli
immobili anche nei centri urbani, indagine GoHome.it (15/4/2009 16:26) | (Sesto
Potere) - Milano - 15 aprile 2009 -è arrivato il momento giusto per acquistare
casa. In Italia, come altrove, si accusano i colpi della crisi finanziaria e
calano i prezzi delle case. Secondo unanalisi
svolta da GoHome.it, basata sullosservazione di più di 3.000.000
immobili, nel 2009 prezzi del mercato immobiliare italiano
sono scesi, superando in alcuni casi anche il 40%: si tratta naturalmente di
occasioni da valutare singolarmente, ma che sono indicative del momento attuale
di mercato. La percentuale varia a seconda dellarea geografica,
come si nota nella tabella qui sotto, relativa alle principali città italiane.
Significativa è linversione di tendenza della discesa dei prezzi degli
appartamenti rilevata dall'Osservatorio di GoHome.it che registra nel mese di
marzo una flessione più marcata in città rispetto alle aree suburbane. La
diminuzione dei prezzi del mercato immobiliare
rilevata negli ultimi mesi dall'Osservatorio risulta comunque inferiore e meno
soggetta a crolli repentini rispetto al mercato azionario: per questo linvestimento immobiliare
risulta essere ancora quello migliore nel lungo periodo e ritenuto più
conveniente da molti. Secondo Marco Cremonesi, Country Manager di GoHome.it, il
motore di ricerca dedicato esclusivamente al settore immobiliare
e definito il “Google per trovare casa”, «le buone occasioni non mancano e
saranno probabilmente ancora più frequenti nei prossimi mesi dell'anno: bisogna
però saperle riconoscere». GoHome.it ha approntato una nuova funzione proprio
per permettere agli utenti di scoprire quali immobili hanno subito una
variazione di prezzo: inserendo nella stringa di ricerca la chiave “riduzione
prezzo” o “scontato” si ha la possibilità di trovare a colpo sicuro gli
immobili che hanno subito una variazione verso il basso, ad esempio scrivendo
“appartamenti a Milano scontati” si avrà una lista di annunci di appartamenti a
Milano il cui prezzo è diminuito. “Il periodo economico attuale - conclude
Marco Cremonesi, Country Manager di GoHome.it - sta creando una situazione per
cui si moltiplicano le occasioni per comprare casa con sconti che fino a
qualche anno fa erano impensabili. GoHome.it aiuta a trovarla rapidamente,
velocizzando e mirando il processo di ricerca.”
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 16-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
LETTERE E COMMENTI
pag. 13 Ricominciare dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di una
moda nella t... Ricominciare dalla ribollita. Perchè no? C'è qualcosa di più di
una moda nella trepidante riscoperta dei piselli che attecchiscono sul
terrazzo, degli spinaci che verdeggiano nell'aiuola del cortile o dei pomodori
che maturano sul balcone. Non più umili ortaggi, retaggio anacronistico di un
passato di autarchica povertà contadina, archiviato dalla sbornia consumista
degli anni Ottanta e dalla globalizzazione del terzo millennio. Ma simboli
trendy di scelte esistenziali, radicate in una consapevolezza nuova. Sicuramente c'entrano lo sboom della bolla immobiliare americana,
il terremoto delle Borse mondiali, lo spettro di un nuovo '29, insomma tutto
l'armamentario serpeggiante della Grande Crisi, con conseguente fuga da bar,
ristoranti e fruttivendoli che si divorano metà dello stipendio (per chi ce
l'ha). E, naturalmente, la coscienza ecologica che si fa largo in un
mondo sempre più soffocato da se stesso. Certo, per quanto prezzemolo uno
pianti sul tetto di casa non riuscirà mai ad annullare gli effetti delle
emissioni di CO2 combinati con quelli del disboscamento dell'Amazzonia. Ma nei
germogli che in questi giorni osserviamo con palpitante tenerezza affacciarsi
al sole primaverile c'è soprattutto la voglia di inventarsi microdifese contro
un mondo che ci si è rivoltato contro. La corazza di un carciofo, per illuderci
di tornare a riprenderci il controllo della vita.
( da "Unita, L'" del
17-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Dietro il sistema
dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di
avidità, ma un meccanismo razionale sostenuto da aspettative euforiche
sull'andamento futuro dei prezzi immobiliari. Ed è
questo forse l'unico elemento effettivamente non razionale. Quando i prezzi sono crollati contemporaneamente in tutti gli Stati
Uniti, si è verificata la realizzazione di un rischio aggregato, come tale non
diversificabile. Travolgendo le compagnie assicurative che garantivano il
funzionamento di tutto il meccanismo. E che per lo stesso motivo sono poi state
salvate. Supponete di essere un cantante proprietario dei diritti su un famoso
brano musicale di qualche anno fa. Supponete di essere un po' in declino, di
fama ed economico, e di avere bisogno di liquidità: sareste un individuo ideale
per attivare un processo di asset-backed securitization (Abs). In altre parole:
vi indebitate e garantite di ripagare il debito con il flusso futuro di entrate
derivanti dalle royalties. Niente di più utile quindi: il cosiddetto processo
di Abs permette di trasformare un asset "illiquido" (i vostre diritti
sono difficili da vendere direttamente) in una disponibilità ampia e immediata
di liquidità. Se voi foste un creditore, prestereste soldi al cantante, magari
se questo cantante è Michael Jackson? Credo di sì: le royalties sui suoi
successi sono una garanzia. Banche, assicurazioni e famiglie Sostituite ora il
cantante con la banca A, che ha bisogno di fondi o che semplicemente vuole fare
profitti. E sostituite le royalties con il flusso futuro atteso delle rate di
un mutuo immobiliare. La banca A estende un mutuo
contemporaneamente a cento famiglie, di diversa rischiosità. Quindi bussa alla
porta della banca B per chiedere un prestito, e garantisce il prestito con il
flusso futuro atteso delle rate dei mutui. Si attiva una particolare forma di
Abs chiamata Mbs, mortage-backed security. Anche in questo caso asset illiquidi
(i mutui) sono sintetizzati in modo da trasformarsi in liquidità immediata per
la banca, che a sua volta serve per finanziare investimenti delle imprese, o
per estendere nuovi crediti ad altre famiglie. In alternativa, la banca A può
semplicemente vendere questo titolo alla banca B. Il tutto sembra una buona
idea, sia per la banca A, che per le famiglie che riescono a comprarsi una
casa. Ma a due condizioni. Primo, che il gruppo di famiglie sia
sufficientemente diversificato nel rischio: nel gruppo non ci devono essere
caratteristiche troppo simili che potrebbero portare tutte le famiglie a
fallire contemporaneamente. Esempio estremo: tutte le famiglie vivono nella
stessa città colpita dalla chiusura di una azienda. Secondo, che esista una
certa fiducia nel fatto che il valore di questi asset - i mutui e quindi le case sottostanti - continui a crescere nel tempo. Quando c'è
fiducia nel fatto che i prezzi delle case continuino a
crescere nel tempo, se anche un certo numero di famiglie dovesse fallire, sarà
sempre possibile rivalersi in futuro su immobili il cui valore è cresciuto nel
tempo. Nella maggior parte dei casi, con un mercato immobiliare
in pieno boom, un buon affare, nonostante il fallimento del debitore (la
famiglia). In tutto questo, come è tutelata la banca B? Se le due condizioni
sono verificate, la banca B non dovrebbe avere problemi a prestare soldi alla
banca A, oppure ad acquistare il titolo. Di solito, però, nel passaggio dalla
banca A alla banca B interviene un altro operatore: tipicamente una agenzia
assicurativa. Il ruolo della agenzia assicurativa (pubblica o privata) è
cruciale, perché garantisce la bontà del credito sottostante al titolo e quindi
permette che possa avere un mercato. Senza questa assicurazione tutto il
processo si bloccherebbe: non solo la banca B sarebbe più riluttante a comprare
il titolo dalla banca A, ma la stessa banca A non attiverebbe il processo di
Abs fin dall'inizio. Questa è l'anatomia del sistema di asset-backed
securitization che è cresciuto a dismisura negli Stati Uniti negli anni Novanta
e Duemila. Il sistema funziona così. Lo sviluppo dell'innovazione finanziaria
di tipo Abs permette prospettive di ripartizione del rischio per gli operatori
finanziari mai viste prima. Questo induce gli operatori stessi a una
concorrenza sempre più ampia nell'estendere credito, soprattutto immobiliare, spingendo al rialzo la domanda di investimento immobiliare, e quindi i prezzi. A
sua volta, prezzi immobiliari più alti e, soprattutto,
la fiducia in continui rialzi futuri, innescano un meccanismo di accelerazione,
perché inducono a rafforzare il processo di Abs, che a sua volta
genera una ulteriore spinta delle domanda di mutui e dei prezzi delle case, e così via. Aggiungete, a partire dal 2001, tassi di interesse
estremamente bassi e il quadro appare chiaro. Non una "bolla" quindi, ammesso che qualcuno ne abbia chiaro il
significato, né un eccesso di avidità o di mancanza di etica, ma un meccanismo
razionale sostenuto da un ingrediente centrale, forse l'unico
effettivamente non razionale: le aspettative euforiche sull'andamento futuro
dei prezzi immobiliari. Quando arriva la crisi
Supponete infatti che a un certo punto i prezzi
immobiliari comincino a crollare. Ma soprattutto, che lo facciano in tutto il
paese contemporaneamente, dalla periferia di Phoenix alle spiagge di Miami. La
seconda condizione perché il processo di Abs stia in piedi viene quindi a
mancare. Ma improvvisamente, proprio perché il crollo è generalizzato, viene
anche a mancare la prima, che la rischiosità delle famiglie sia
sufficientemente diversificata. Tecnicamente, il crollo generalizzato dei prezzi immobiliari corrisponde alla realizzazione di un
rischio aggregato, che, come tale, non è diversificabile: se fallisce la
famiglia della periferia di Phoenix, la banca non può consolarsi con il boom
del mercato immobiliare di Miami, perché entrambi
crollano. Se il processo di asset-backed securitization si blocca, si ferma il
mercato dei cosiddetti titoli mortage-backed. Nessuno li vuole più, e il loro
prezzo crolla. Ma se la banca B (Lehman Brothers?) ha molti di questi titoli a
bilancio, ecco che il valore delle sue passività, relativamente alle attività,
improvvisamente si amplifica. Se lungo la catena Abs le banche di "tipo
B" sono molte, ed erano molte nel mercato finanziario americano, ecco che
l'operatore assicurativo che garantiva il funzionamento del sistema si trova a
far fronte a una richiesta di copertura rischi fuori controllo. Sorprende
allora che la compagnia assicurativa Aig o che le agenzie governative di
garanzia dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac siano andate al collasso? Ma
soprattutto, visto il ruolo strutturale delle compagnie assicurative nel
sostenere il processo, sorprende che queste siano state salvate mentre la banca
B (Lehman) no? Nel mare di commenti sulla crisi finanziaria recente, tre
considerazioni aggiuntive. Primo, sembra essenziale un intervento volto a
riassorbire i titoli mortage-backed che non trovano più mercato. Ma altrettanto
essenziale è che l'intervento sia dettagliato e trasparente. Si tratta infatti
di ricostruire, o al limite di "sostituire", un mercato che non
funziona più. Senza trasparenza non c'è possibilità che il sistema si riattivi,
o che si rinnovi. Secondo, appare chiaro che l'anello debole del sistema siano
gli istituti assicurativi. Se deve intervenire una riforma delle regole di
vigilanza, questa non può prescindere dal loro ruolo, pubblici o privati che
siano. Terzo, l'Italia. Si sente dire che "siamo al sicuro perché lontani
dall'epicentro del sistema". Verrebbe da dire: per fortuna, invece, che
siamo "vicini", nel senso di essere a pieno titolo nell'euro. Se per
disgrazia la nostra principale banca italiana dovesse fallire, chi
interverrebbe? E soprattutto, se fossimo ancora alla lira, chi conterrebbe una
crisi di fiducia sulla nostra valuta? Il testo è tratto dal libro «Il mondo
sull'orlo di una crisi di nervi» (Castelvecchi editore) che raccoglie una serie
di articoli apparsi sulla rivista online «lavoce.info»
( da "Trend-online"
del 17-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Cala il prezzo degli
immobili anche nei centri urbani IMMOBILIARE, clicca qui per leggere la
rassegna di Pierpaolo Molinengo , 17.04.2009 13:22 Scopri le migliori azioni
per fare trading questa settimana!! E' arrivato il momento giusto per
acquistare casa. In Italia, come altrove, si accusano i colpi della crisi
finanziaria e calano i prezzi delle case. Secondo unanalisi
svolta da GoHome.it, basata sullosservazione di più di 3.000.000
immobili, nel 2009 prezzi del mercato immobiliare
italiano sono scesi, superando in alcuni casi anche il 40%: si tratta
naturalmente di occasioni da valutare singolarmente, ma che sono indicative del
momento attuale di mercato. La percentuale varia a seconda dellarea
geografica, come si nota nella tabella qui sotto, relativa alle principali città italiane.
Significativa è linversione di tendenza della discesa dei prezzi
degli appartamenti rilevata dall'Osservatorio di GoHome.it che registra nel
mese di marzo una flessione più marcata in città rispetto alle aree suburbane.
La diminuzione dei prezzi del mercato immobiliare rilevata negli ultimi mesi dall'Osservatorio
risulta comunque inferiore e meno soggetta a crolli repentini rispetto al
mercato azionario: per questo linvestimento immobiliare
risulta essere ancora quello migliore nel lungo periodo e ritenuto più
conveniente da molti. Secondo Marco Cremonesi, Country Manager di GoHome.it, il
motore di ricerca dedicato esclusivamente al settore immobiliare
e definito il Google per trovare casa, «le buone
occasioni non mancano
e saranno probabilmente ancora più frequenti nei prossimi mesi dell'anno:
bisogna però saperle riconoscere». GoHome.it ha approntato una nuova funzione
proprio per permettere agli utenti di scoprire quali immobili hanno subito una
variazione di prezzo: inserendo nella stringa di ricerca la chiave riduzione
prezzo o scontato si ha la possibilità di trovare a colpo
sicuro gli immobili che hanno subito una variazione verso il basso, ad esempio
scrivendo appartamenti a Milano scontati si avrà una lista segue pagina >>
( da "Arena, L'" del
18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Sabato
18 Aprile 2009 ECONOMIA Pagina 37 IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh
(Gabetti e Grimaldi) sui primi tre mesi del 2009 Casa, a Verona prezzi in flessione
del 5,5% Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli esperti: acquista
chi ha liquidità e vuole investire A Verona i prezzi delle
case nel primo trimestre 2009 hanno registrato una flessione del 5,5%, inferiore al calo medio
nazionale che si attesta su un -7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno. E per l'intero 2009 è previsto un altro -9% circa, sempre a livello
italiano. Lo evidenzia l'ultima ricerca dell'ufficio studi di Ubh (Professione
casa e Grimaldi immobiliare). L'analisi si concentra
anche sull'impatto del piano casa che andrà a impattare soprattutto sui piccoli
centri dove è più facile aumentare le volumetrie. «L'eventuale rallentamento
del ciclo di ricambio fra domanda e offerta», spiega il direttore dell'ufficio studi
Alessandro Ghisolfi, «potrebbe lasciare poco spazio al mercato della
sostituzione e allo sviluppo di nuove costruzioni. In particolare Regioni come
il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Puglia e la Sardegna, dove si è assistito
a sviluppi immobiliari ad uso residenziale notevoli e tuttora in corso, sono
più esposte all'eventualità di una frenata della domanda per sostituzione che
rappresenta da sempre il motore del mercato residenziale». Per quanto riguarda
i prezzi, nella città scaligera il valore medio di
vendita di un'abitazione libera usata in buono stato di 100 mq è di 480 mila
euro in semicentro di 310 mila, in periferia di 190 mila e di 220 mila
nell'hinterland. Le compravendite inoltre segnano il passo per quanto riguarda
la tempistica: a Verona servono circa sei mesi per una transazione (5,5 mesi in
centro storico,
( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Sabato 18 Aprile
2009 Chiudi di PIERPAOLO BENIGNO UN mese fa il mercato azionario italiano
perdeva circa il 67% rispetto ai valori registrati nel Luglio
( da "Arena.it, L'"
del 18-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Casa,
a Verona prezzi in flessione
del 5,5% IMMOBILIARE. Dati del centro studi di Ubh (Gabetti e Grimaldi) sui
primi tre mesi del 2009 Un calo inferiore al -7,8% della media nazionale Gli
esperti: acquista chi ha liquidità e vuole investire 18/04/2009 rss e-mail
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del 5,5% A
Verona i prezzi delle case nel primo trimestre 2009
hanno registrato una flessione del 5,5%, inferiore al calo medio nazionale che
si attesta su un -7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E per
l'intero 2009 è previsto un altro -9% circa, sempre a livello italiano. Lo evidenzia
l'ultima ricerca dell'ufficio studi di Ubh (Professione casa e Grimaldi immobiliare). L'analisi si concentra anche sull'impatto del
piano casa che andrà a impattare soprattutto sui piccoli centri dove è più
facile aumentare le volumetrie. «L'eventuale rallentamento del ciclo di
ricambio fra domanda e offerta», spiega il direttore dell'ufficio studi
Alessandro Ghisolfi, «potrebbe lasciare poco spazio al mercato della
sostituzione e allo sviluppo di nuove costruzioni. In particolare Regioni come
il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Puglia e la Sardegna, dove si è assistito
a sviluppi immobiliari ad uso residenziale notevoli e tuttora in corso, sono
più esposte all'eventualità di una frenata della domanda per sostituzione che
rappresenta da sempre il motore del mercato residenziale». Per quanto riguarda
i prezzi, nella città scaligera il valore medio di
vendita di un'abitazione libera usata in buono stato di 100 mq è di 480 mila
euro in semicentro di 310 mila, in periferia di 190 mila e di 220 mila nell'hinterland.
Le compravendite inoltre segnano il passo per quanto riguarda la tempistica: a
Verona servono circa sei mesi per una transazione (5,5 mesi in centro storico,
( da "Finanza.com"
del 20-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Shiller: la crisi di
fiducia durerà anni, la cura giusta è quella di evitare asimmetrie informative
(20 Aprile 2009 - 08:24) MILANO (Finanza.com) - Per riconquistare la fiducia il
processo sarà lungo e destinato a durare anni. "non so dire se abbiamo
toccato il fondo o meno - dice Robert Shiller, professore di Yale che aveva
previsto lo scoppio della bolla immobiliare Usa
- ma guardare i mercati giorno per giorno genera la sensazione che siamo a un
passo dalla novità decisiva e questa sensazione non fa che alimentare la
volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a giorni alimenta attese
spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali",
continua Shiller nell'intervista pubblicata da Borsa & Finanza. L'antidoto
contro una crisi di lunga durata? Shiller spinge verso una forte regulation
dell'innovazione finanziaria e della vigilanza. Insomma per uscire
dall'emergenza ci vuole più finanza al servizio di più utenti per evitare
quelle asimmetrie informative che hanno favorito i disastri attuali.
(Riproduzione riservata)
( da "Corriere della Sera"
del 21-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 21/04/2009 - pag: 29 La storia Il nuovo board la
prossima settimana. All'immobiliarista 4,7 milioni nel 2008 Zunino in pegno con
superstipendio Il consiglio di Risanamento esaminerà il possibile taglio Il
peso nelle votazioni dei titoli in garanzia a Intesa e Unicredit. Trattativa
difficile con il Banco Popolare su Santa Giulia MILANO La decisione sarà una
delle prime «grane» da risolvere per il nuovo board di Risanamento: rivedere i
compensi milionari di Luigi Zunino. E non solo quelli futuri, cosa più scontata
vista la situazione difficile in cui la società si trova, ma anche quelli
pregressi come i 4,719 milioni percepiti per il 2008. La questione è spinosa.
Perché se è vero che la società ha chiuso l'anno con un rosso di 213,7 milioni
e un indebitamento che si avvicina ai 3 miliardi, senza considerare cantieri al
rallenty e valori immobiliari in discesa, è anche vero che Zunino formalmente è
il padrone di casa (anche se in pegno) con il 73% del capitale. Il nuovo
consiglio sarà votato nell'assemblea del 30 aprile e la presenza di Zunino tra
i nuovi consiglieri appare scontata. Eppure tra il 49,9% del capitale
depositato in vista del voto c'è il 34,5% del pacchetto Zunino ora in pegno
alle banche creditrici, Intesa Sanpaolo e Unicredit, che potrebbero
potenzialmente essere interessate a fare moral suasion sui compensi. Come si
potrà procedere tecnicamente per il «dimagrimento »? Il nuovo board in uno dei
suoi primi incontri dovrebbe rivedere i compensi non solo dal 30 aprile in poi,
cioè dalla scadenza del vecchio mandato come è abitudine in questi casi, ma
anche dal primo gennaio 2009. Lo strumento potrebbe essere una ridiscussione
dei cosiddetti «compensi aggiuntivi». E nulla vieta anche modifiche di rilievo.
Ma sul tavolo ci sarebbero anche gli emolumenti del 2008 (di cui 690 mila come
compensi corrisposti da altre società). Su questo fronte la partita è in mano a
Zunino perché dovrebbe essere lui stesso a rinunciare ad eventuali quote non
incassate. L'unica tecnicalità da risolvere sarebbe il pagamento delle tasse
per l'anno chiuso. Ma questa è materia raffinata per fiscalisti. Insomma, per
l'immobiliarista piemontese che aveva iniziato giovanissimo facendo il trader
di cavalli e che aveva fatto il primo miliardo (di lire) a soli 24 anni con la
vendita di aziende agricole ristrutturate nel Mon-- ferrato, non è un buon
momento. Il gruppo ha un portafoglio immobiliare di
circa 4 miliardi. Possiede diversi gioielli, come gli immobili sugli Champs
Elysèe e a Manhattan. Poi c'è il progetto Santa Giulia che doveva creare una
sorta di seconda città per vip alle porte di Milano ma che per adesso sembra
avere più i contorti sfumati di un deserto che quelli certi di una cassa piena
di soldi. Su quest'ultimo fronte sarebbero ancora in corso le trattative con il
Banco Popolare. Un'operazione complicata dal fatto che il Banco ha azioni e
immobili in pegno, tanto che in campo sarebbero scesi gli uffici legali. Infine c'è l'ex area Falck che solo pochi mesi fa sembrava una
partita ormai chiusa con un assegno da 475 milioni in arrivo dal fondo di
Dubai, Limitless, ma che ora appare sospesa mentre i prezzi si
allontanano sempre di più da quelli da bolla immobiliare.
Massimo Sideri
( da "Finanza.com"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Shiller: "Dal
disastro si uscirà solo con più finanza per tutti" (20 Aprile 2009 -
08:20) MILANO (Finanza.com) - Da B&F: Per riconquistare la fiducia il
processo sarà lungo e destinato a durare anni. "non so dire se abbiamo
toccato il fondo o meno - dice Robert Shiller, professore di Yale che aveva
previsto lo scoppio della bolla immobiliare
Usa - ma guardare i mercati giorno per giorno genera la sensazione che siamo a
un passo dalla novità decisiva e questa sensazione non fa che alimentare la
volatilità". "Aspettarsi la svolta epocale a giorni alimenta attese
spasmodiche mentre non mi sorprenderei se tra 5 anni la Borsa e il mercato immobiliare si ritrovino nei pressi dei valori attuali",
continua Shiller nell'intervista pubblicata da Borsa & Finanza. L'antidoto
contro una crisi di lunga durata? Shiller spinge verso una forte regulation
dell'innovazione finanziaria e della vigilanza. Insomma per uscire
dall'emergenza ci vuole più finanza al servizio di più utenti per evitare
quelle asimmetrie informative che hanno favorito i disastri attuali.
(Riproduzione riservata)
( da "Sicilia, La"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Si sgonfia la bolla immobiliare naccio @@Calano le quotazioni in tutta
l'Isola. Le compravendite si riducono dalle 57 mila del 2007 alle 50 mila del
2008 Palermo. Si sgonfia la bolla immobiliare
rappresentata, anche in Sicilia, da un trend crescente del prezzo delle
abitazioni che dal 2000 fino al 2007, non ha subito alcuna flessione. Il
( da "Sicilia, La"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
allarme della
coldiretti La pioggia di questi giorni ha causato gravi danni Giusy Ciavirella
Un calo del 7,1 per cento dei prezzi medi delle
abitazioni, con una forbice che va dal quartiere Uditore dove si registrano
quotazioni inferiori anche del 7 per cento, fino alla zona
Brancaccio-Università dove i prezzi degli immobili
subiscono un ritocco, sempre al ribasso, del 2,8 per cento. Palermo, in linea
con gli altri capoluoghi di Regione, secondo i dati diffusi ieri dall'Ufficio
studi di Tecnocasa e che si riferiscono al 2008, segna il
passo della fine della speculazione immobiliare che ha
visto registrare, dal 2000 fino al 2007, trend sempre più alti nei prezzi dei listini delle case. A scendere
non solo soltanto le quotazioni degli immobili, ma anche i prestiti erogati
che, sempre nel Palermitano, registrano una variazione negativa dell'8 per
cento, con un erogato pari a 167 milioni di euro. Si continuano comunque
a preferire i trilocali, seguiti dai quattro locali, dai bilocali e dai
pentavani. Più difficili da piazzare i monolocali che rappresentano solo l'1,6
per cento delle richieste di acquisto. «Il mercato è in frenata
spiega Rocco Briguglio, responsabile della mediazione creditizia del gruppo
Tecnocasa sia in termini di compravendite che in termini di prestiti alle imprese. Per
questo sono allo studio dei correttivi che possono aiutare i nostri clienti
nell'acquisto e nella richiesta di mutui alle banche». Anche nelle zone
centrali si acquista a prezzi più contenuti. Scendono
del 5,8 per cento i prezzi delle case nella zona
compresa tra via Maqueda e corso Vittorio Emanuele che nel corso degli ultimi
anni è stata sottoposta ad interventi di ristrutturazione grazie anche ad una
serie di contributi erogati dal Comune. Sempre ambiti gli immobili compresi tra
via Cavour, via Roma e via Ruggero Settimo. Si tratta di palazzi storici della
fine dell'800 e degli inizi del '900, ma anche di costruzioni degli anni
Sessanta. In questa zona, per un buon usato si possono spendere dai 1.800 ai
2.000 euro al metro quadro. Più cari gli appartamenti nella zona di piazza
Marina, qui si acquista anche a 3.500 euro al metro quadro. Anche la macroarea
della Fiera segna una contrazione dei prezzi del 3,6
per cento con una calo superiore alla media nella zona di Sciuti-Leopardi-Magnolia.
Infine la zona dell'Uiversità dove il calo è di appena il 2,8 per cento e dove
tengono ancora bene le quotazioni di bilocali e trilocali. Qui sono state
acquistate case per abitazione soprattutto dalle
giovani coppie. Forse anche perchè scendono anche le quotazioni, con prezzi che oscillano da
( da "Soldionline"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa, ancora in
crescita I prezzi delle case in Febbraio Le tags:
macroeconomia usa Commenta l'articolo Marco Delugan mercoledì, 22 aprile 2009 -
17:15 I prezzi delle case americane sono aumentati
dello 0,7% in Febbraio, il secondo mese consecutivo di crescita. Lo ha
comunicato oggi lagenzia federale per il finanziamento immobiliare.
In gennaio lincremento dei prezzi era stato dell1%.
Su base annua i prezzi delle case sono scesi del 6,5%. -->
( da "BlueTG online"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa: tassi mutui ai minimi ralllentano la caduta dei prezzi delle case 22-04-2009 18:24 - I prezzi delle case negli
Usa sono calati del 6,5% su base annua a fine febbraio, il secondo più modesto
calo negli ultimi sei mesi a testimonianza che i bassi tassi dei mutui
potrebbero aver iniziato a offrire un sostegno al mercato immobiliare, in crisi da oltre due anni. Il calo resta tuttavia più
marcato in alcune regioni come la popolosa California dove è risultato pari al
19%. Dal picco del precedente ciclo economico i prezzi
nell'aprile del 2007, secondo la Federal Housing Finance Agency (Fhfa), sono
ormai calati del 9,5%. Intanto le scorte di case
invendute sono scese del 9,7% su base mensile e coprono ora, ai ritmi attuali,
11,3 mesi di transazioni. In crescita le vendite, salite del 5,1% rispetto al
mese precedente. (l.s.)
( da "Wall Street Italia"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
##Freddie Mac, Top
manager trovato morto, si parla di suicidio di Apcom Secondo indiscrezioni
Kellermann si sarebbe impiccato. -->New York, 22 apr. (Apcom) - David
Kellermann, a capo del settore finanze della societa' americana di
finanziamenti immobiliari Freddie Mac, e' stato trovato morto nella sua
abitazione, in quello che secondo la polizia sarebbe stato un suicidio. Stando
alle ultime indiscrezioni, riportate dall'emittente statunitense Cnbc, l'uomo
si sarebbe ammazzato impiccandosi. Mary Ann Jennings, direttore delle relazioni
con il pubblico del Dipartimento di polizia della contea di Fairfax, in
Virginia, ha reso noto che il manager e' stato trovato morto nella sua casa
nello stato del Virginia non lontano da Washington. La polizia non ha fatto
sapere se Kellermann ha lasciato un messaggio prima di togliersi la vita.
Kellermann, 41 anni, viveva a Hunter Mill Estates, un quartiere periferico
caratterizzato da grandi case familiari dotate di
ampio giardino interno. La casa di proprieta' del manager vale 900mila dollari.
L'uomo, alla guida di Freddie Mac da settembre, quando il governo ha assunto il
controllo dell'azienda finanziaria per salvarla dal fallimento, lavorava nella
societa' da 16 anni. Freddie Mac ha perso oltre 50 miliardi di dollari l'anno
scorso, e Washington ha versato nelle sue casse 45 miliardi di aiuti per
mantenerla a galla. La societa' controllata dal governo, che gestisce circa 3
milioni di mutui, e' stata criticata per i suoi affari nei mutui ad alto
rischio, alla base della bolla immobiliare
scoppiata nel 2007. La notizia della morte di Kellermann giunge come uno shock
per i dipendenti della societa' dello stato del Virginia e con la disperazione
di chi conosceva personalmente l'uomo. Stamattina, Sharon McHale, portavoce di
Freddie Mac, ha riferito che i top manager dell'azienda sono venuti a
conoscenza della notizia dalla radio locale prima di recarsi al lavoro.
"E' tutto semplicemente terribile", ha commentato la donna. John
Koskinen, amministratore delegato ad interim, ha dichiarato in un comunicato
che Kellermann "era un uomo dal grande talento... La sua straordinaria
etica lavorativa e integrita' sono state fonti di ispirazione per tutte le persone
che hanno collaborato con lui". Freddie Mac e la societa' gemella Fannie
Mae sono finite entrambe nell'occhio del ciclone dopo che hanno espresso
l'intenzione di pagare oltre 210 milioni di dollari di bonus da qui al prossimo
anno ai propri dipendenti, in modo da dare loro un incentivo per continuare a
mantenere il proprio posto di lavoro in seno all'azienda. Se da un lato Fannie
Mae ha reso noto i nomi dei manager che avranno diritto ai compensi, Freddie
Mac non lo ha ancora fatto.
( da "Wall Street Italia"
del 22-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Petrolio/ Chiude in
rialzo in scia azionario e indice prezzi case di Apcom I futures si riavvicinano a quota 49 dollari
il barile. -->New York, 22 apr. (Apcom) - Le quotazioni dell'oro nero
statunitense sono riuscite ad archiviare una seduta caratterizzata dall'alta
volatilita' in territorio positivo, dopo essere state messi sotto pressione dai
dati del Dipartimento dell'Energia, che hanno mostrato un
aumento delle scorte settimanali superiore alle attese, sui massimi di quasi 19
anni. Favoriti dai guadagni dell'azionario e dalla lettura dell'indice dei prezzi delle case della Federal Housing Finance Agency, che ha mostrato un
miglioramento nel mese di febbraio, i futures sul greggio con consegna a giugno
hanno chiuso a 48,85 dollari al barile, in rialzo di 30 centesimi
(+0,6%). I contratti sono arrivati a perdere quasi il 2% in seduta, toccando
minimi intraday di 47,70 dollari il barile. A febbraio negli Stati Uniti i prezzi delle case sono aumentati dello 0,7%: si tratta del
secondo rialzo consecutivo mese su mese. E' la prima volta che succede in due
anni, segnale del fatto che i livelli piu' bassi dei tassi di interesse sui
mutui possono moderare i cali riscontrati dai valori reali degli immobili.
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 23-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
trovato morto in
casa --> Giovedì 23 Aprile 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail print David
Kellermann, capo del settore finanze della società Usa di finanziamenti
immobiliari Freddie Mac, è stato trovato morto ieri nella sua abitazione, a
causa di quello che secondo la polizia sarebbe stato un suicidio per
impiccagione. Kellermann, 41 anni, viveva a Hunter Mill Estates, In Virginia.
L'uomo, alla guida di Freddie Mac da settembre, quando il governo ne ha assunto
il controllo per salvarla dal fallimento, vi lavorava da 16 anni. Freddie Mac
ha perso oltre cinquanta miliardi di dollari l'anno scorso e Washington ha
versato 45 miliardi di aiuti. La società è stata criticata per i suoi affari
nei mutui ad alto rischio, alla base della bolla immobiliare
scoppiata nel 2007. foto Ansa 23/04/2009 nascosto--> ANNUNCI DI GOOGLE
( da "Affari Italiani (Online)"
del 23-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia La Morsa/
Loretta Napoleoni: "Così è scoppiata la crisi" Giovedí 23.04.2009
18:25 La morsa/ Dall'11 settembre alla guerra al terrore: la crisi è tutta
colpa di George Bush LEGGI IN ANTEPRIMA UN CAPITOLO DEL LIBRO L'AUTRICE.
Loretta Napoleoni è romana ma vive a Londra. È tra i massimi esperti di
terrorismo ed economia internazionale. Collabora con la Cnn, la Bbc e scrive
per Le Monde, El Pais, The Guardian, Internazionale, il Caffé e l'Unità. Per
Affaritaliani.it cura la rubrica Retrobottega. Tra i suoi libri: Terrorismo Spa
(il Saggiatore), Al Zarqawi (Tropea), Economia canaglia (il Saggiatore), I
numeri del terrore (con Ronald J.Bee, il Saggiatore). La cruda verità sulla
crisi economica mondiale, oltre gli inganni della politica e della finanza che
hanno messo in ginocchio il capitalismo occidentale. A ricostruirla è Loretta
Napoleoni, economista esperta di terrorismo, consulente della Cnn,
editorialista di Internazionale, Le Monde, The Guardian, El Pais, nel suo
ultimo libro "La morsa", edito da Chiarelettere. Un saggio che fa il
punto sul disastro dell'economia e traccia una via d'uscita: rinnovare la
classe politica, che "fino a oggi ci ha così male rappresentato" e
riscrivere le regole della finanza. L'analisi di Napoleoni parte dal crollo del
muro di Berlino, che ha inaugurato la politica del credito facile, con Alan
Greenspan a capo della Federal Reserve. Dalla politica deflazionista di
Greenspan parte il benessere illusorio della globalizzazione: consumi,
investimenti, tutto cresce, generando un'avida e folle corsa al benessere. Poi
arrivano l'11 settembre e la guerra al terrorismo, che prosciuga le finanze
degli Stati Uniti, tanto che Obama eredita un debito pubblico di 10 mila
miliardi di dollari, il 70% del Pil americano, mentre la finanza islamica è ben
florida. E ancora i mutui subprime, il mercato immobiliare con prezzi alle stelle negli Usa e nel resto del mondo e infine
l'indebitamento delle banche. La bolla esplode nel
settembre
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-25 - pag: 3 autore: Il presidente del
Financial stability forum auspica pulizia nei bilanci delle banche Draghi:
riavviare i flussi di credito WASHINGTON. Dai nostri inviati «Va spezzato il
circolo vizioso fra crisi della finanza e la recessione dell'economia reale.
Per far ripartire l'attività economica, bisogna ristabilire i flussi del
credito. Ma questo richiede che le banche abbiano sufficiente capitale, accesso
alla raccolta e la volontà di assumersi i rischi di credito. Essenziale perché
riescano a raccogliere capitali privati, è la trasparenza sui bilanci bancari».
Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, presidente del Financial
Stability Board, che riunisce le autorità di vigilanza dei maggiori Paesi, ha
riferito ieri ai ministri e governatori del G-7 e del G-20 i progressi degli
sforzi per cercare di ristabilire la fiducia nel sistema finanziario
internazionale. Draghi ha ricordato di aver già osservato in più occasioni che
la velocità del peggioramento dell'economia sta rallentando. Sui mercati, ha
notato, alcuni spread sono scesi e stanno tornando a valori di prima del
collasso della Lehman, «un segno di graduale stabilizzazione». Le perdite
potenziali di 4.100 miliardi di dollari indicate dal Fondo monetario per il
sistema finanziario globale, ha voluto precisare Draghi, sono costituite in
parte da attività tossiche già evidenziate dai bilanci bancari, mentre un'altra
parte è frutto di una stima sulle possibili ripercussioni della recessione sui
conti delle banche. Sulla necessità di ripulire i bilanci delle banche, Draghi
si è trovato d'accordo con il direttore dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn,
insieme al quale ha ricevuto il mandato dal vertice del G-
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: CASA E CASE data: 2009-04-25 - pag: 44 autore: QUI MADRID Valori ai
minimi: acquisti sulla costa con sconti del 50% Michele Calcaterra MADRID. Dal
nostro corrispondente Nella Costa del Sol ci sono 24mila appartamenti in attesa
di compratore. E di questi, ben 4mila sono nella un tempo "chiccosa"
Marbella, uno dei posti di mare più famosi della Spagna. In attesa che l'estate
prenda il posto di una primavera per il momento piovosa, merita prendere in
considerazione un viaggio in Spagna alla ricerca di qualche buon affare lungo i
5mila chilometri di costa. Qui le occasioni non mancano. In
un momento in cui la crisi dell'intero mercato immobiliare
spagnolo si fa sempre più grave (in febbraio le vendite di abitazioni sono
crollate del 37,5%), lo scoppio della bolla immobiliare è
stato particolarmente fragoroso nelle zone turistiche, sia al mare che in
montagna. è proprio in quest'ottica che in alcune aree si possono
acquistare case con sconti che variano da un minimo
del
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 25-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Plus sezione:
ATTUALITA data: 2009-04-25 - pag: 16 autore: Le azioni battono il mattone A
llora, il mattone è sempre il miglior investimento? In
questi tempi di prezzi traballanti delle case, vale la pena
sottoporre a un test questa audace affermazione. Un test che è sempre
difficile, dato che le statistiche sui prezzi delle case
non sono egualmente attendibili in tutti i Paesi: c'è molta più uniformità e
qualità nelle statistiche su altre fattezze dell'economia (dalla produzione
industriale ai prezzi di beni e servizi) che sui prezzi
delle abitazioni. Negli Usa negli ultimi anni è stato fatto un grande sforzo
per costruire indici attendibili ed è possibile fare un semplice confronto fra
l'andamento dei primi e quello dei prezzi di Borsa
(una comune alternativa all'investimento in mattoni). Un simile confronto si
deve sviluppare lungo un tempo abbastanza lungo, dato che si confrontano qui
due investimenti che guardano lontano; la distanza nel tempo è importante anche
per evitare di essere invischiati da strappi o bolle di breve periodo nei due
mercati. Il grafico parte dal 1991 - diciotto anni fa - e copre quindi un
periodo che ha visto sia quella bolla azionaria che è
poi scoppiata all'inizio di questo decennio, sia la lunga bolla
immobiliare che è durata fino a due anni fa. E bbene, il mattone non
esce bene da questo confronto, se si guarda al risultato finale. I dati delle case sono fermi a febbraio e il confronto con i prezzi di Borsa dà il vantaggio a questi ultimi. Certo, un
investitore che voglia dormire sonni tranquilli avrebbe forse preferito il
mattone, per evitare le "montagne russe" del istino. E le case forniscono anche "servizi abitativi" che sono
probabilmente più attraenti dei dividendi azionari. Ma il vantaggio
dell'investimento azionario permane anche spingendo lo sguardo più in là nel
tempo. Le statistiche Ofheo sui prezzi delle case Usa
partono dal 1975, e il confronto con le azioni darebbe a queste ultime un
vantaggio ancora più grosso. © RIPRODUZIONE RISERVATA DIETRO I NUMERI di
Fabrizio Galimberti
( da "Riformista, Il"
del 26-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Spunti islamici
anticrisi nei forzieri di Dubai SOLUZIONI. Dal crollo delle torri al crollo di
Wall Street: le due crisi sono legate. E forse la finanza di Allah può aiutare
a superare entrambe. di Stefano Feltri Ese fosse tutto collegato? Se l'undici
settembre 2001 (crollano le torri gemelle) e il 15 settembre 2008 (crolla la
banca d'affari Lehman Brothers), cioè le due catastrofi che hanno segnato il
nuovo millennio fossero legate? Sembrano domande da teoria del complotto. Se le
pone Loretta Napoleoni, nel suo ultimo libro appena uscito, "La
morsa" (Chiarelettere, 186 pp., 13,60 euro). Economista, specializzata
prima in finanza e poi, con un dottorato, in terrorismo e con una carriera da
analista e consulente sui loro legami, editorialista del Guardian, di
Internazionale e di una decina di altre testate, la Napoleoni sostiene che Al
Quaeda e i salvataggi pubblici delle banche al collasso siano parte della
stessa storia. Quando Lyndon Johnson decise di aumentare lo sforzo in Vietnam
ricorse alla leva fiscale. Cioè aumentò le tasse. George Bush si è affidato
invece alle azioni del presidente della Federal Reserve Alan Greenspan, che
tagliava i tassi di interesse ogni volta che la Borsa ne aveva bisogno, consentendo
al dollaro di restare debole, esportando inflazione ma favorendo il boom del
credito e dei consumi da esso finanziati negli Stati Uniti. «Dopo l'undici
settembre la politica dei tassi bassi fa comodo anche e soprattutto al governo
americano che nel giro di due anni si trova invischiato in due guerre [...]
rende i buoni del Tesoro più competitivi rispetto a quelli dell'industria
privata. La politica deflazionista di Greenspan, dunque, finanzia prima il
benessere illusorio della globalizzazione e poi la guerra contro il terrorismo.
Ecco spiegata l'origine della crisi del credito», scrive la Napoleoni. Le mosse
successive degli Stati Uniti nella psicosi terroristica del 2001 hanno ricadute
finanziarie. Dopo la notizia che quindici dirottatori su diciannove vengono
dall'Arabia Saudita, gli investitori sauditi in America cominciano a temere
ripercussioni e il blocco dei capitali: un fiume di 700 miliardi di dollari
esce dagli Stati Uniti nei mesi dopo il crollo delle torri. Soldi che verranno
reinvestiti altrove e in parte andranno anche a finanziare il terrorismo visto
che la legge che, tra l'altro, doveva bloccare i flussi illegali di denaro, il
Patriot Act, intercetta soltanto 200 milioni. Per capire dove finiscono tutti
quei capitali basta vedere Dubai, una delle capitali degli
Emirati arabi uniti: invasa dai petrodollari che prima finivano a Wall Street,
nella città-stato si gonfia una bolla immobiliare
che ora è appena scoppiata, un boom finanziario che porta nel 2005 alla
creazione di un Nasdaq (uno dei due indici più famosi della Borsa di New York)
anche sul listino di Dubai, e consente ai fondi sovrani controllati
dalla famiglia regnante di diventare delle potenze finanziarie capaci di
condizionare anche le Borse occidentali investendo parte delle proprie risorse
proprio là da dove erano fuggite, nel capitale delle grandi banche al collasso
come Citigroup o Merrill Lynch. Investimenti che si sono poi rivelati
disastrosi, perché il valore dei titoli di quelle società ha continuato a
scendere, spesso fin quasi ad azzerarsi. Una parte del denaro che arriva negli
Emirati arabi e negli altri paradisi fiscali della regione contribuisce al
decollo della finanza islamica a cui ora - secondo la Napoleoni - anche la
finanza occidentale dovrebbe ispirarsi per cambiare e diventare più solida dopo
la crisi. «Finora il modello di successo a Wall Street è stata Goldman Sachs,
una banca d'affari che funziona come una setta, dove è fortissimo l'elemento
tribale dell'appartenenza. Lehman Brothers invece era un'organizzazione meno
rigida, più aziendale. Ed è fallita. Il Governo americano ha deciso di non
salvarla, e sicuramente nella scelta ha pesato molto il fatto che il segretario
al Tesoro fosse Henry Paulson, che è il vero artefice della moderna Goldman,
storica rivale di Lehman», dice la Napoleoni davanti a una spremuta d'arancia,
in un bar dei Parioli, a Roma, parlando con il Riformista. E ancora: «Goldman
ha convinto altre istituzioni come il gruppo assicurativo Aig a investire in
strumenti speculativi come i credit default swap, si è comportata come un hedge
fund e poi, quando è andata in crisi, è stata subito aiutata dallo Stato con
prestiti che ora sta per restituire, sostituendoli con obbligazioni vendute ai
privati ma garantite dallo stato, con il risultato che ancora una volta così si
nasconde il rischio e si scaricano gli oneri sui contribuenti». Loretta
Napoleoni, nella sua prima vita professionale, ha lavorato nella finanza, per
le banche d'affari, se si fosse laureata quindici anni dopo forse si sarebbe
trovata a progettare derivati. Non ha niente di personale contro Goldman, ma è
il simbolo di una finanza che si è gonfiata alimentandosi di prodotti di cui
non capiva la natura («Ha ragione Giulio Tremonti, certi derivati andrebbero
vietati»), illudendosi che il rischio fosse svanito e che nessuno si sarebbe
fatto carico delle eventuali perdite che in casi rari ma non impossibili, come
si è visto, erano potenzialmente catastrofiche: «Tutto questo con la finanza
islamica non sarebbe successo». Tra il 2001 e il 2006 i titoli islamici
commerciati nel mercato secondario, cioè scambiati tra investitori che ne
determinano un prezzo secondo logiche di domanda e offerta, passa da quasi zero
a oltre 45 miliardi di dollari, stima l'agenzia di rating Moody's. L'insieme di
pratiche, transazioni e contratti finanziari conformi alla shari'a, la legge
coranica, cresce di almeno il 10 per cento all'anno, anche se nell'insieme
continuano a valere meno dell'uno per cento del totale. Nel volume
"Economia e finanza islamica" (il Mulino, 146 pp., 8,80 euro),
l'economista Rony Hamaui e Marco Mauri, banchiere attivo nel settore,
raccontano l'ascesa della finanza di Allah che dal 1963, quando è nata la prima
banca islamica moderna in Egitto, al 2001 è rimasta in letargo. I capitali
rimpatriati dopo la grande fuga dai mercati occidentali diventano il carburante
per stimolare l'evoluzione di un sistema finanziario in cui il tasso di
interesse all'occidentale (remunerazione del rischio di credito e compensazione
del costo di privarsi del capitale investito per il tempo del prestito) non
esiste. Il principio è quello della condivisione dei profitti: i soldi non si
depositano su un conto corrente, ma si investono in una banca che li farà
girare, e il depositante verrà remunerato con gli eventuali utili e soffrirà le
perdite. Controindicazione: i costi di monitoraggio salgono, il risparmiatore
dovrà vigilare sempre sulle scelte della banca per controllare che non sprechi
i sui soldi, mentre quello occidentale deve solo aspettare di ricevere gli interessi
(in teoria: abbiamo visto in questa crisi che non è affatto così semplice). La
politica monetaria non ha quindi il potere di gonfiare le bolle con tassi
troppo bassi o di scoppiarle alzandoli per contenere l'inflazione e l'economia
islamica è (almeno nei modelli degli economisti, nella realtà sussidi e tasse
introducono distorsioni) priva di quei cicli che, come ha spiegato Charles
Kindleberger, fanno oscillare il sistema finanziario occidentale tra grandi
sviluppo e recessioni sanguinose. Visto che tutto si fonda sull'investimento
diretto, nella finanza islamica non si rischia di eccedere con la leva
finanziaria, non si cade nella tentazione dei leveraged buyout, fusioni e
acquisizioni fatte con soldi altrui, perché il rischio è sempre condiviso e non
si può impacchettarlo e rivenderlo fino a diluirlo in tutto in sistema come si
è fatto negli Stati Uniti. Scrivono Hamaui e Mauri che, a differenza del
risparmiatore occidentale che vuole essere adeguatamente remunerato per
rimandare nel tempo il consumo, «il buon musulmano vuole massimizzare il suo
benessere non solo su questa terra, ma anche nell'aldilà, comportandosi secondo
i dettami di Allah». L'orizzonte è talmente lungo che il consumatore islamico
non si indebita per comprare oggi ciò che non può permettersi, e infatti il
credito al consumo conforme alla shari'a praticamente non esiste. I capitali
arrivati nel Golfo negli ultimi anni hanno stimolato i banchieri di Allah a
sviluppare complessi contratti che rispettino questa lista di principi offrendo
rendimenti concorrenziali rispetto ai prodotti tradizionali. C'è un problema: i
prodotti finanziari islamici non sono standaridizzati, perché ognuno deve
ottenere l'approvazione di un consiglio di saggi che ne verifica il rispetto
delle norme coraniche, quindi è difficile confrontarli e fissarne il giusto
prezzo (stesso problema per i derivati invendibili che languono nei bilanci
delle banche tradizionali). «É questo il punto di forza del sistema islamico:
esiste un controllo etico di tutti i prodotti», dice Loretta Napoleoni.
Nonostante i tentativi di organismi come l'Accounting and Auditing Organisation
for Islamic Financial Institutions in Bahrein o l'International Financial
Service Board (Malesia), il settore resta molto frammentato. Orizzonte di lungo
periodo, controllo etico delle remunerazioni dei manager e degli strumenti
finanziari, emancipazione dalle oscillazioni del ciclo economico, maggiore
evidenza al rischio e più responsabilità sia per chi finanzia che per chi è
finanziato: le ricette proposte ai vertici internazionali, a partire dal G20,
assomigliano già molto ai principi fondanti della finanza islamica. 26/04/2009
( da "Trend-online"
del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Una bolla soporifera... BLOG, clicca qui per leggere la rassegna
di Stefano Bassi //lagrandecrisi2009.blogspot.com/, 27.04.2009 07:52 Scopri le
migliori azioni per fare trading questa settimana!! conflitto d'interessi,
nessuna commistione tra banche e potere esecutivo, grande imparzialità...non
facciamoci venire strani dubbi. * Over the Counter, ovvero fuori dai mercati
regolamentati (vedi in MERCATO LIBERO l'ottima definizione di "governo dei
banchieri") Traccio un brevissimo quadro riassuntivo: approfondiremo un'altra
volta questa storia. In effetti le responsabilità più rilevanti del disastro
finanziario che ha investito gli USA sono da ricercarsi nei gabinetti Clinton I
e II, che con Rubin (all'epoca Segretario al Tesoro) e Summers hanno: 1)
Privato le autorità di vigilanza del potere di controllo sui derivati 2)
Abrogato la Stegall-Glass Act che separava retail Bank ed investment Bank 3)
Allargato il Community Reinvestment Act forzando le banche a prestare a cani e
porcelli per ragioni politiche ed ellettorali, soprattutto nei confronti delle
comunità sud-americane in fortissima crescita. Per esempio si incoraggiavano le
banche a prestare fino al 120% del valore dellimmobile senza
apporto iniziale e senza un minimo di garanzie di rimborso da parte del
creditore: chiunque,
anche un disoccupato, otteneva il mutuo. Forti ammende e ostacoli burocratici
alle operazioni erano i mezzi di pressione usati sulle banche. Freddie Mac e
Fannie Mae - le due grandi ex-istituzioni finanziarie del mutuo e della
"casa per ogni cittadino americano" (come sancito a lettere d'oro nel
loro Statuto), i due grandi "buchi neri dei suprime" ora
nazionalizzate - hanno iniziato a degenerare proprio in quel periodo. 4) E'
stata fatta una strenua opposizione ad ogni tentativo di regolare i subprime 5)
Con Greenspan, hanno giocato con i tassi bassi e fatto esplodere la massa
monetaria provocando la bolla immobiliare più grande
della storia ed anche la bolla della New Economy. In
seguito si è cercato di metterci segue pagina >>
( da "Wall Street Italia"
del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Crisi/Tecnocasa:
Prezzi case ancora in calo in II semestre 2008-2 di
Apcom Freno anche per calo mutui. In primi mesi '09 segni ripresa -->Roma,
27 apr. (Apcom) - L'attenzione alla congruità del prezzo inoltre, rileva
Tecnocasa, "ha determinato un altro risultato e cioè un calo più accentuato
delle quotazioni sulle tipologie usate rispetto a quelle ristrutturate o di
nuova costruzione". Infatti dalle analisi del gruppo Teconocasa "è
risultato che, quasi sempre nei quartieri dove l'offerta abitativa è più
vetusta il ribasso delle quotazioni è stato maggiore. Per
gli immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi è stata
meno accentuata e si sono registrati ribassi soprattutto laddove si è
verificato un surplus di offerta". Inoltre si legge nel rapporto "la
domanda immobiliare nel secondo semestre del
( da "Wall Street Italia"
del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Crisi/ Tecnocasa:
Prezzi case ancora in calo in II semestre 2008 di
Apcom Diminuzione più contenuta a Roma (-3,6%) e Milano (-2,4) -->Roma, 27
apr. (Apcom) - Continua, anche nel secondo semestre del 2008, la diminuzione
dei prezzi delle abitazioni in Italia, che, iniziata
nel 2007, prosegue da semestri con variazioni nominali negative contenute ed
estese a tutte le realtà territoriali. Questo il quadro tracciato da Tecnocasa
nell'indagine sul mercato immobiliare e creditizio.
L'analisi in base al profilo dimensionale delle realtà urbane evidenzia un calo
più sensibile nei capoluoghi di provincia (-3,9%), seguiti dall'hinterland
delle grandi città (-3,8%) ed infine dalle grandi città (-3,6%). In queste
realtà la diminuzione più sensibile dei prezzi si è
verificata Palermo (-4,9%), Bologna (-4,6%) e Napoli (-4,4%). La capitale
registra una diminuzione del 3,6%, Milano del 2,4%. Nell'hinterland delle
grandi città il ribasso maggior si è avuto in quello bolognese (-5,4%), seguito
da quello romano (-4,6%) e napoletano (-4,4%). Secondo l'indagine "il
mercato immobiliare, infatti, si muove con più
lentezza perché i potenziali acquirenti hanno allungato i loro tempi
decisionali, incitati in questa direzione anche dalle notizie che riguardano in
generale la nostra economia e da una maggiore incertezza sulla propria
disponibilità di spesa. Infatti, ad aver contribuito in maniera determinante a
definire l'attuale andamento di mercato, è stata la situazione che si è venuta
a creare sul mercato creditizio: l'atteggiamento prudenziale e selettivo messo
in atto dagli istituti di credito nella concessione dei mutui, ha creato
difficoltà per quella fascia di clientela che, non avendo un capitale iniziale
a disposizione, deve ricorrere ad un finanziamento importante. La mancanza di
liquidità e le previsioni per l'economia del paese inducono le banche ad essere
più attente rispetto alla capacità di indebitamento delle persone e rispetto al
valore finanziabile dell'immobile". A trovarsi in maggiore difficoltà sono
stati soprattutto i giovani, gli stranieri, le famiglie monoreddito, i
lavoratori con contratto a tempo determinato. Tra le novità
tuttavia emerge che "nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori
è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei
tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia
ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità nell'acquisto". (Segue)
( da "Trend-online"
del 27-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Gabetti cede a
Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare NOTIZIE, clicca qui per
leggere la rassegna Di Alberto Susic , 27.04.2009 22:19 Scopri le migliori
azioni per fare trading questa settimana!! Gabetti Property Solutions comunica
di aver ceduto oggi a Marcegaglia una quota pari al 16,6% della partecipazione
detenuta in Turismo & Immobiliare al prezzo di Euro 5 milioni (corrisposto
contestualmente), come già riportato nel progetto di bilancio al 31 dicembre
2008. Tale società è il veicolo con il quale i soci privati Gabetti Property
Solutions, Marcegaglia e Pirelli RE detengono il 49% di Italia Turismo, il cui
restante 51% è posseduto da Invitalia (Agenzia Nazionale per lAttrazione
degli Investimenti e lo Sviluppo dImpresa). Coerentemente con le linee
guida del piano strategico 2009-2013 è intenzione di Gabetti Property Solutions
quella di dismettere anche la residua quota del 16,7% di cui rimane in possesso. Si evidenzia che loperazione
avviene con parte correlata in quanto Marcegaglia è azionista rilevante di
Gabetti Property Solutions e già azionista di Turismo & Immobiliare al 33,4%. Il
prezzo della partecipazione è stato determinato tenuto conto della valutazione
resa da Lazard a Turismo & Immobiliare sulla partecipata Italia Turismo. La
cessione avviene sostanzialmente al valore di carico con un effetto non
significativo sul conto economico e quindi sul patrimonio netto dellemittente
(-0,1 milioni di Euro). Finanziariamente leffetto è pari allincasso
del prezzo sul quale non insisteva alcun finanziamento specifico.
( da "Giornale.it, Il"
del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 101 del 2009-04-28 pagina 1 Immobiliare Quotazioni in calo del 5
per cento L'eccezione è il centro di Jacopo Granzotto Anche se si vede poco, il
calo del prezzo delle case c'è. Una riduzione che a Roma (centro storico naturalmente
escluso) è stimata da Tecnocasa intorno al 5 per cento rispetto al 2007.
Si confermano, dunque, aspetti emersi negli ultimi due anni: maggiore offerta,
domanda più prudente e «riflessiva» e conseguente aumento dei tempi. In
sostanza si tira sul prezzo fino a rischiare di spezzare la corda anche se
aumenta la propensione da parte dei venditori a rivedere le richieste iniziali.
Ma cominciamo dall'eccezione, il centro. Dove si registra un aumento dei prezzi per gli immobili situati nelle strade più prestigiose
e tranquille. Le quotazioni più elevate si raggiungono in piazza di Spagna,
piazza del Popolo, piazza San Silvestro, via del Corso, via Condotti dove si
toccano punte di 18 mila euro al metro quadro. Quotazioni più contenute se ci
si avvicina a via XX Settembre, via Piave, via Boncompagni e via Veneto dove al
massimo si possono raggiungere i 13.000 euro al metro quadro. Ma veniamo ai
ribassi, partendo dalle zone semicentrali. Numerose le richieste per Colle
Oppio dove l'offerta è bassa e le compravendite sono sporadiche. Le abitazioni
dotate di vista sul parco del Colle Oppio o sul Colosseo acquistano valore. Più
basse le quotazioni intorno al Colosseo, case dal
taglio medio-grande e dal target familiare. Ma la macroarea che ha subito il
calo maggiore è stata quella di Cassia-Torrevecchia che ha segnalato una
diminuzione del 5.7 per cento in particolare a La Storta. Ad acquistare in zona
sono soprattutto famiglie e giovani coppie che si trasferiscono dalla Cassia e
dai paesi limitrofi. Si tratta di appartamenti in piccoli complessi
condominiali e di villette a schiera vendute a 3000-3500 euro al metro quadro.
Tiene bene l'Olgiata, ma si tratta di un mercato ristretto e di nicchia, con
soluzioni indipendenti a volte con terreno circostante, piscina, e che vede
protagonisti potenziali acquirenti con disponibilità superiore ai 400mila euro.
La contrazione delle quotazioni ha interessato anche tutta la zona di
Torrevecchia. A seguire tra le aree che hanno segnalato una contrazione delle
quotazioni c'è San Giovanni-Roma Est con un meno 4,6%. In ribasso Anagnina,
Torre Angela, Tor Bella Monaca e Tor Vergata. Nel primo quartiere al di fuori
del Gra e al confine con l'hinterland, la riduzione dei prezzi
è stata più sensibile nella parte di Casal Morena dove gli immobili e i servizi
sono di medio livello. La difficoltà di accesso al credito riscontrate dai
potenziali acquirenti ha determinato un calo delle richieste e delle quotazioni
immobiliari nell'area di Tor Vergata, dove acquistano soprattutto famiglie e in
parte anche stranieri. Un appartamento in buone condizioni costa circa 3000
euro al metro quadro. Un ribasso delle quotazioni ha interessato i quartieri
dell'Eur e Ostia, un lieve rialzo ha interessato Acilia e Casalbernocchi. Ma ad
avere subito il calo più sensibile dei prezzi è stata
la parte dell'Eur a ridosso di viale Cesare Pavese dove ci sono principalmente
appartamenti degli anni '80 di proprietà dei ministeri presenti nella zona e
che sono stati venduti nei primi anni '90, alla scadenza dei vincoli per la
compravendita. In ribasso i prezzi anche a Eur-Dalmata
dove comunque si è registrata una buona domanda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Finanza.com"
del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Gabetti
Property Solutions vende a Marcegaglia il 16,6% di Turismo & Immobiliare
(28 Aprile 2009 - 08:53) MILANO (Finanza.com) - Gabetti Property Solutions ha
ceduto a Marcegaglia SpA una quota pari al 16,6% della partecipazione detenuta
in Turismo & Immobiliare al prezzo di 5 milioni di euro. È quanto si
apprende in una nota stampa. Coerentemente con le linee guida del piano
strategico 2009-2013 è intenzione di Gabetti Property Solutions precisa
la società in un comunicato - quella di dismettere anche la residua quota del
16,7% di cui rimane in possesso. La cessione avviene sostanzialmente al valore di
carico con un effetto non significativo sul conto economico e quindi sul
patrimonio netto dellemittente (-0,1 milioni di euro). Dal punto
di vista finanziario, leffetto è pari allincasso del prezzo sul
quale non insisteva
alcun finanziamento specifico. (Daniela La Cava - Riproduzione riservata)
( da "BlueTG online"
del 28-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa:
prezzi degli immobili in calo anche a
febbraio ma a ritmo ridotto 28-04-2009 15:15 - Anche a febbraio continua il
calo dei prezzi delle case, ma secondo
quanto riporta l'indice Case-Shiller ad un tasso leggermente meno veloce che
nei mesi precedenti: -2,2% nelle 20 principali città statunitensi rispetto al
-2,8% segnato
in gennaio. Su base annua i prezzi nelle prime venti
città americane sono scesi del 18,6% (dal 19% di calo registrato a fine
gennaio) ed è la prima volta da 16 mesi in qua che il dato non costituisce un
nuovo record negativo su base annua. (l.s.)
( da "Milano Finanza (MF)"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF sezione: Primo
Piano data: 29/04/2009 - pag: 3 autore: di Francesco Ninfole il dow chiude
vicino alla parità (-0,1%) dopo i ribassi dei listini europei innescati dalle
banche Gli Usa resistono a febbre e stress test Mentre l'epidemia dei suini
manda in picchiata i titoli delle compagnie aeree, le buone notizie sui consumi
e sull'immobiliare negli States compensano le
indiscrezioni sui possibili aumenti di Bank of America e Citigroup Il timore di
nuove voragini nei bilanci bancari Usa spaventa più della febbre suina. Le
borse europee hanno perso terreno ieri, soprattutto a causa dei titoli
finanziari: stando alle prime indiscrezioni sugli stress test della Fed, alcune
banche sarebbero a rischio ricapitalizzazione. Tra queste Citi e Bank of
America. Invece i titoli legati all'epidemia (ad esempio farmaceutici e
alimentari) si sono stabilizzati dopo la forte volatilità registrata lunedì 27
aprile. I listini europei sono arretrati di quasi il 2% (Francoforte -1,85,
Parigi -1,66, Londra -1,69) e Milano non ha fatto eccezione: il Mibtel è calato
dell'1,39%, mentre l'S&P/Mib ha perso l'1,73%, appesantito dalle
performance di Unicredit (-2,9%) e Intesa Sanpaolo (-3,4%). In generale tutto
il settore finanziario ha sofferto. L'indice delle banche europee ha segnato un
-2,5%, proprio a causa della debolezza di Citigroup e Bank of America. Secondo
il Wall Street Journal, la Fed chiederà ai due istituti di aumentare il
capitale. In particolare Bank of America (ieri ha fatto -8,4%), dopo le perdite
per l'acquisizione di Merrill Lynch, dovrebbe effettuare un aumento di capitale
da «miliardi di dollari». Le banche non hanno commentato le anticipazioni ma
sarebbero pronte a rispondere alla Fed. Citigroup (-5,7%) in una nota ha
soltanto ricordato il previsto piano di conversione dei titoli privilegiati,
che dovrebbe rafforzare gli indici di solidità. La banca in ogni caso non
ricorrerà a nuovi aiuti statali, secondo fonti interpellate da Reuters. I
risultati dello stress test saranno comunicati a partire dal 4 maggio: le
società che non supereranno i requisiti minimi dovranno aumentare il capitale
entro 6 mesi, ricorrendo se necessario a risorse pubbliche. Le
ricapitalizzazioni potrebbero riguardare anche altri istituti, come Wells
Fargo, che ieri ha perso il 3,6%. In difficoltà anche alcune banche regionali
esposte sui mutui. Meglio posizionate sembrano invece JP Morgan e Goldman
Sachs. Quest'ultima nei giorni scorsi ha varato un aumento di capitale da 5
miliardi e ha proposto anche la restituzione degli aiuti statali.Ma dagli Usa
sono arrivate anche due buone notizie, riguardanti i consumi e il mercato immobiliare. La fiducia dei consumatori americani è balzata
ad aprile a 39,2 punti, contro i 29 punti attesi. È il maggior rialzo da
novembre 2005. «I consumatori credono che l'economia sia vicina al punto più
basso del ciclo», ha spiegato Lynn Franco, direttore del Conference Board
Consumer Research Center. Inoltre l'indice Case-Shiller di febbraio sui prezzi delle case americane è sì risultato in discesa del
18,6% rispetto all'anno scorso, ma comunque meno del 19% di gennaio. Per la
prima volta in 16 mesi il dato non ha segnato un record negativo. «La caduta di
alcuni mercati sta cominciando a frenare», ha osservato Davis Blitzer, presidente dell'Index Committee di Standard & Poor's. «Avremo
certo bisogno ancora di qualche mese prima di poter vedere una inversione di
tendenza nei prezzi
delle case». E ci vorrà tempo anche per
definire gli effetti della febbre suina. Ieri GlaxoSmithKline (produttrice del
farmaco Relenza) ha perso l'1,4%, mentre Roche (che distribuisce il Tamiflu)
è cresciuta dell'1,3%. Da notare che il maggiore produttore di carne di maiale,
Smithfield Food, ha recuperato il 5,6%. Ancora in sofferenza invece le
compagnie aeree, anche per effetto dei nuovi dati Iata: il traffico passeggeri
è calato in marzo dell'11%. Secondo il presidente dell'associazione, Gianni
Bisignani, «l'influenza suina non poteva arrivare in un momento peggiore. Il
rischio è mettere in ginocchio un comparto già in difficoltà». British Airways
ha perso ieri il 5,4%, Iberia il 5,6%, Air France l'1,9%. «Il peso reale delle notizie
sulla febbre suina è ridotto, ma gli operatori colgono l'occasione per prendere
profitto dopo i recenti rialzi», ha sottolineato un analista milanese a
MF-DowJones. «Un'inversione di tendenza era attesa dagli operatori. Perché un
trend primario rialzista possa consolidarsi nel tempo, è necessaria la presenza
di più trend secondari di correzione, ed è proprio quello che sta accadendo
adesso». Ma che la febbre suina sia una minaccia per la ripresa lo conferma il
prezzo del petrolio, ieri diminuito ancora (verso i 49,4 dollari al barile).
Contemporaneamente l'aumentata avversione al rischio ha compresso i rendimenti
dei titoli di Stato Usa e tedeschi: lo spread Btp-Bund si è allargato oltre
l'1,15% (quasi 5 punti base in più rispetto a ieri). Una buona notizia infine
per chi ha un mutuo variabile: l'euribor a tre mesi, dopo i tagli Bce, è sceso
al nuovo minimo storico (1,38%).
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-04-29 - pag: 8 autore: I prezzi dell'immobiliare sono scesi del 18,6% a febbraio, anche se la caduta rallenta
Cresce la fiducia dei consumatori Usa Riccardo Sorrentino Sono segnali incerti,
non molto significativi. Eppure il rialzo della fiducia dei consumatori e il
rallentamento della flessione dei prezzi delle case
sono stati ben accolti ieri dai mercati. Il significato della fiducia
dei consumatori è nota: ha scarse capacità predittive. è vero però che questo
mese l'indice del Conference board è salito a
( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il banco di prova La
gestione della crisi finanziaria e della recessione fanno scendere la media
alta di Obama nella pagella dei primi 100 giorni, che si compiono oggi.
Discordanti i giudizi mentre si fa più scandaloso il conflitto di interessi
della squadra economica del presidente Marco d'Eramo INVIATO A NEW YORK L'ex
direttore di The Nation, Victor Navasky, è forse l'unico esponente di spicco
della sinistra statunitense che non è ferocemente critico nei confronti della
politica finanziaria di Obama. «Poteva essere migliore, ma se non si fosse
fatto nulla, sarebbe stato peggio», mi dice nel suo ufficio vicino a Union
Square. Molto più corrispondente all'opinione comune dei progressisti americani
è il tagliente giudizio di Robert Reich che circola di bocca in bocca: «Il
pacchetto di stimolo per l'economia merita un 8, la finanziaria un 6 e il
salvataggio delle banche un 3» ( negli Usa i voti rispettivi sono una A, B e
F). Reich fu per breve tempo ministro del lavoro sotto Bill Clinton e, in
quanto tale, protagonista (sconfitto) di una storica disputa con l'allora
ministro del Tesoro Robert Rubin, esponente della grande finanza, ex
vicepresidente della banca di affari Goldman Sachs (dopo aver lasciato il
Tesoro, Rubin sarebbe diventato uno dei dirigenti del colosso bancario
Citicorp). Rubin rappresentava gli interessi di Wall street, Reich quelli dei
sindacati e del mondo del lavoro; vinse Rubin e la presidenza Clinton varò
quella deregulation finanziaria che ha contribuito al disastro dell'ultimo
anno. Al pari dei premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman, o di Nouriel
Roubini della New York University, Reich è uno degli economisti di sinistra
snobbati da Barack Obama che si è invece circondato di esponenti di Wall
Street, tutti discepoli e seguaci di Rubin. Perché - retorica dei 100 giorni a
parte - la gestione della crisi finanziaria e della recessione economica è il
vero banco di prova su cui sarà giudicata la presidenza Obama e su cui gli
elettori daranno il proprio verdetto fra poco più di 18 mesi, nel novembre
2010, per le elezioni di metà mandato. D'altronde, senza la spaventosa crisi
che ha colpito la finanza globale, sarebbe stata molto più problematica, e
forse non sarebbe mai avvenuta, l'elezione del primo nero alla Casa bianca. La
crisi è dunque un' arma a doppio taglio: ha reso possibile la svolta nella
politica americana, ma nello stesso tempo rende problematica questa stessa
svolta. Però la crisi, come ripete sempre Rahm Emanuel, capo dello staff della
nuova Casa bianca, «è un'opportunità che va sfruttata». Senza la crisi, fa
notare Navasky, il keynesismo non sarebbe mai tornato all'ordine del giorno;
l'idea che lo stato possa prendere partecipazioni azionare nei colossi bancari
sarebbe parsa una bestemmia, mentre oggi se ne discute come di una possibilità
reale. «Ti saresti mai immaginato un anno fa che un ministro potesse licenziare
l'amministratore delegato di un colosso come General Motors? Sarebbe stato
impensabile, eppure è successo. O se qualcuno avesse proposto un programma di
grandi opere pubbliche?» Navasky ha ragione quando prende le distanze
dall'anima punitiva che da sempre perseguita la sinistra, quell'atteggiamento
che anela a ghigliottinare gli sfruttatori del popolo, mai abbastanza puniti
per le loro ruberie. Sono i radicals che vorrebbero vedere i banchieri di Wall
street impiccati e pendere al vento dai viadotti delle autostrade urbane. O,
più civilmente, spingono (come fa il pugnace Alexander Cockburn, direttore
della pungente newsletter Counterpunch) perché la presidentessa della Camera
dei rappresentanti, la deputata californiana Nancy Pelosi, vari una commissione
d'inchiesta sulle malefatte della Borsa e delle grandi banche di affari, che
spiani la via a processi penali. Ma se il problema fosse solo la scarsa
punitività nei confronti dei banchieri, potrebbe sempre essere risolto. Certo,
ogni giorno che passa diventa sempre più scandaloso il conflitto di interessi
che coinvolge la squadra economica del presidente Obama. Non può essere
considerato un dettaglio trascurabile: che il suo mentore dichiarato, Paul
Volcker, dopo aver lasciato la guida della Federal Reserve nel 1987, sia stato
presidente della Banca Rotschild, Wolfensohn & Co. Oppure che il suo
consulente speciale per l'economia (il suo «economista in capo», come si dice
qui), Larry Summers, dopo aver abbandonato il posto di ministro del Tesoro
sotto Clinton, abbia ricevuto milioni di dollari dai colossi di Wall street in
consulenze e conferenze e sia stato fino all'anno scorso direttore operativo
part-time del private equity fund D. E. Shaw Co., che gestisce 30 miliardi di
dollari. O che il ministro del tesoro Timothy Geithner sia stato per anni, fino
a dicembre, presidente della Federal Riserve di New York che ha compiti
istituzionali di sorveglianza sulle grandi banche che operano a Wall street, ma
che nello stesso tempo ha tra i suoi maggiori azionisti queste stesse banche i
cui dirigenti siedono nel suo consiglio di amministrazione. Proprio due giorni
fa il New York Times ha dettagliato in uno sterminato articolo le strettissime
relazioni pericolose, gli innumerevoli pranzi di affari, prime colazioni di
lavoro, cene private tra Geithner e i presidenti dei colossi newyorkesi,
mostrando come fin dall'inizio Geithner abbia mirato a un obiettivo che solo un
anno fa sarebbe sembrato folle: quello di rendere lo stato garante di tutti i
debiti accumulati dalle banche, fare in modo cioè che i contribuenti si
accollassero tutte le passività e tutti i rischi mentre le banche si terrebbero
gli utili. Era la realizzazione perfetta del vecchio sogno capitalista:
privatizzare i profitti e socializzare le perdite. Quando propose questa misura
nel giugno 2008, Geithner fu preso per visionario. In realtà, con le varie
misure di salvataggio, prima i 70 miliardi di dollari stanziati a ottobre, e
poi i 2.500 miliardi di dollari di febbraio, proprio a questo si è arrivati.
Per esempio, quando lo stato ha salvato il colosso assicurativo Aig (American
International Group), in cui ha profuso finora ben 182 miliardi di dollari, ha
deciso che questi soldi sarebbero serviti a rifondere integralmente le banche
creditrici di Aig (cioè le sue complici in speculazione), quando invece è norma
che i crediti in sofferenza di istituzioni fallimentari vengano rimborsati solo
in parte (adesso i creditori della Chrysler hanno rifiutato di essere
rimborsati al 15% e sarebbero ben felici di ottenere indietro il 70% dei quel
che avevano prestato). Invece il Tesoro Usa e la Federal Reserve hanno
rimborsato le banche al 100%. «Che credi? I risultati positivi annunciati dalle
banche per il primo trimestre 2009 sono dovuti ai debit Aig saldati dallo
stato. Sono questi più che generosi rimborsi ad avere rimpinguato i bilanci» mi
dice l'economista Doug Henwood nella sua casa di Brooklyn (sempre più
newyorkesi emigrano da Manhattan, ormai carissima, e vanno ad abitare a
Brooklyn). «Certo che a Wall street hanno fatto un affarone. Con pochi milioni
di dollari si sono comprati un Larry Summers che ora gli dà tutto quello che
vogliono, li ripaga con miliardi di dollari. Chi non farebbe un simile
investimento?» Il fatto è che le migliaia di miliardi di dollari del
salvataggio per il momento sono create dal nulla, ma poi alla fine qualcuno
dovrà pagarle e il più che fondato sospetto è che il conto cadrà sulle spalle
dei contribuenti. Secondo una valutazione dell'agenzia di stampa Bloomberg (di
proprietà del sindaco di New York), finora le varie misure di stimolo
all'economia e di salvataggio finanziario ammontano a quasi 13.000 miliardi di
dollari, poco meno dell'intero Prodotto lordo (Pil) annuo degli Stati uniti.
«Per il momento questa è moneta magica» dice Henwood, nel senso che non solo la
Fed la crea dal nulla, ma non si capisce bene dove va a finire: ok, serve a
riempire i buchi di bilancio, ma cosa significa, dove finiscono materialmente i
soldi? In quali tasche? o vengono semplicemente bruciati e spariscono nei buchi
neri delle contabilità? Il problema più serio di quest'azione di salvataggio,
dice Henwood, è che non si capiscono bene i suoi obiettivi. «Intanto non è
detto che salvare le banche significhi per ciò stesso far ripartire l'economia.
Al di là dello stato di salute finanziaria, rimangono inalterate le ragioni
strutturali per cui l'economia è depressa. Certo, il rilancio del credito è una
condizione necessaria, ma non è sufficiente. E soprattutto, cosa vogliamo? Far
ritornare l'economia al 2006, cioè far ripartire la bolla creditizia? Ricominciare un altro giro di giostra, bolla immobiliare, bolla delle carte di credito, bolla speculativa?
Ma se così non è, è immaginabile un altro modello di capitalismo americano? E
cosa vuol dire un altro modello? Che la borghesia accetti di vedere ridotti i
suoi margini di profitto, che i finanzieri si riducano gli emolumenti,
che i consumi rientrino nei limiti di quel che l'America può affrontare, che
gli americani spendano diversamente? Non so se gli Stati uniti sono attrezzati
per una simile svolta. Obama parla di modello verde, di posti di lavoro verdi,
ma è una partita ancora tutta da giocare». Tutto ciò sperando che la valanga di
migliaia di miliardi infusa faccia davvero ripartire l'economia. E non è detto,
a stare agli ultimi dati sulla disoccupazione. «Il rialzo delle borse
dell'ultimo mese rientra nei limiti tecnici di recupero temporaneo delle fasi
Orso (cioè di ribasso) in cui gli indici azionari possono lievitare anche del
20-30%». Già nell'agosto scorso tutti scrivevano che il peggio era passato e
che si vedeva la luce in fondo al tunnel, e poi c'è stata la catastrofe di
settembre. Adesso nessuno obietta se Obama vara deficit di bilancio mostruosi
(quadruplicando quelli lasciati da George Bush che erano già voragini senza
fondo). Gli si passa tutto purché l'economia riparta. Ma a un certo punto
qualcuno dovrà pur pagare questo deficit e allora si porrà un problema di
tasse. E soprattutto di progressività, d'imposizione sui ricchi. Perché il
paradosso della politica economica obamiana è che è keynesiana sul fronte della
spesa ma friedmaniana sulle entrate: Obama ha tagliato ulteriormente le tasse
per il ceto medio e il livello di prelievo fiscale è il più basso da 70 anni a
questa parte. Già solo tornare ai livelli di tassazione di Clinton sembra una
prospettiva politica inagibile. Ancora una volta si tratta per Obama di
saggiare i limiti del politicamente possibile, in questo caso nella funzione
redistributrice dello stato. (4-continua)
( da "Manifesto, Il"
del 29-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
TerraTerra Las Vegas
( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Due considerazioni
sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho
realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge
una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che
l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta
questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del
Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di
tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali
fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono
la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati
Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli
italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra
predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione
contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo
Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti
fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani"
dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4
miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è
tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e
biblista Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene
sgomberarla. Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di ridurre
le imposte per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 28 ) » (2
votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla Duna
alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il
presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita con i
soldi dei contribuenti le sue Tre case
automobilistiche di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono
reggersi con i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la
vita di Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il
principio Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di
787 miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti
una società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può
definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste
parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato.
Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti
recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi
concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua tecnologia
ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35 per cento di
un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di mercato come la
Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) » (2 votes, average: 4.5 out of 5)
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Invia questo post a un amico 17Mar 09 Stupidi "Il successo economico non
dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle
politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action,
Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi.
Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average: 3.75 out of 5)
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Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito
come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e
delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il
Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e
inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra
convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho
scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti (
100 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09
Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000
euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una
rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza.
Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un
incentivo alle case automobilistiche. Con la
rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro
della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque
soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato).
Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la
seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai
governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan
( da "Milano Finanza"
del 01-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
sezione: I Vostri Soldi nel Mattone data: 01/05/2009 - pag: 39 autore: di
Gabriele Frontoni Dove la casa è ancora d'oro Prezzi Secondo uno studio di Gpg
gli appartamenti più cari al mondo sono a Montecarlo: 47.500 dollari al mq.
Seguono Mosca e Londra New York, Londra, Tokyo? Nient'affatto. Il mattone più
dorato del mondo risplende a pochi chilometri dal confine italiano. Le
turbolenze finanziarie e la crociata contro i paradisi fiscali non sembrano
aver scalfito il cuore del lusso made in Europe, Montecarlo, che ha registrato
anche quest'anno una nuova accelerazione nel valore degli immobili
residenziali. Tanto da far risultare i prezzi di Roma,
Milano o Parigi alla stregua di quanto un monegasco è disposto a pagare per un
box dove parcheggiare la propria auto. In base alle rilevazioni condotte dagli
analisti di Global property guide (Gpg) attraverso un'indagine che ha coinvolto
110 città di tutto il mondo, gli immobili del principato di Monaco non sembrano
infatti temere rivali in quanto a prezzi. Per
acquistare un appartamento di
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
OVUNQUE «SE VENDE»
CROLLA IL TURISMO La storia Requiem per il modello Zapatero 4,7 Nel 2008
bruciati 9 mila posti al giorno Così s'è azzerato il sorpasso sull'Italia E
Madrid segna il record di disoccupati Sul mercato un milione di case vuote che nessuno vuole Giro d'affari -7% e 86 mila
impieghi andati in fumo GIAN ANTONIO ORIGHI milioni di senza lavoro MADRID La
peggior disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà
sempre meglio della performance massima registrata dal governo del mio predecessore
Aznar tra il 2000 e il 2004: l'11% di senza lavoro». Era il 26 aprile del 2008
quando il premier socialista Zapatero, con il solito sorriso a 32 denti,
vaticinava un futuro roseo. Un anno dopo, il panorama è diametralmente opposto:
la Spagna è diventata la terra dei disoccupati. Non solo. L'Fmi ha distrutto
giovedì scorso il tanto sbandierato sorpasso iberico sull'Italia, che nel
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
La peggior
disoccupazione che potrebbe aspettarci per i prossimi 4 anni sarà sempre meglio
della performance massima registrata dal governo del mio predecessore Aznar tra
il 2000 e il 2004: l'11% di senza lavoro». Era il 26 aprile del 2008 quando il
premier socialista Zapatero, con il solito sorriso a 32 denti, vaticinava un
futuro roseo. Un anno dopo, il panorama è diametralmente opposto: la Spagna è
diventata la terra dei disoccupati. Non solo. L'Fmi ha distrutto giovedì scorso
il tanto sbandierato sorpasso iberico sull'Italia, che nel
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ASCOLI pag. 5 Scendono i prezzi delle case Mercato immobiliare in flessione nel capoluogo piceno di VITTORIO BELLAGAMBA LA
CRISI economica si sta riflettendo anche sul mercato immobiliare. Ad
Ascoli si è assistito nel secondo semestre del 2008 ad una flessione dei prezzi del 2,8%. I dati diffusi nei giorni scorsi da Tecnocasa
evidenziano quanto sta accadendo nel capoluogo Piceno. Per un appartamento
signorile nuovo il prezzo varia tra le 2.600 euro della zona semicentrale ai
2.800 euro della zona centrale. Per un appartamento medio nuovo i prezzi variano tra i 2.000 euro delle zone semicentrali ai
2.200 euro della zona centrale. Per un appartamento signorile usato nella zona
centrale il prezzo è di circa 1.800 euro al metro quadrato, mentre per un
appartamento medio usato si può spendere anche 1.600 euro al metro quadrato. La
decisione delle aziende di credito di valutare con maggiore rigore le pratiche
per la concessione dei mutui «ha determinato secondo Tecnocasa una minore
disponibilità di spesa da parte dei potenziali acquirenti, alimentando
trattative sui prezzi richiesti dai venditori e la
conclusione della compravendita a prezzi più bassi
rispetto al semestre precedente. A trovarsi in maggiore difficoltà sono stati i
giovani, gli stranieri, le famiglie monoreddito e i lavoratori a tempo
determinato. Nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori è che ci sia
una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche
dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia
ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra delle opportunità nell'acquisto». Anche ad
Ascoli coloro che intendono investire nell'acquisto dell'abitazione sono sempre
più attenti al rapporto prezzo/qualità. «Questo elemento sostengono gli esperti
di Tecnocasa ha determinato un calo più accentuato delle quotazioni sulle
tipologie usate rispetto a quelle ristrutturate o di nuova costruzione. Infatti
dalle nostre analisi è risultato che, quasi sempre nei quartieri dove l'offerta
abitativa è più vetusta, il ribasso delle quotazioni è stato maggiore. Per gli
immobili di nuova costruzione la contrazione dei prezzi
è stata meno accentuata e si sono registrati ribassi soprattutto laddove si è
verificato un surplus di offerta».
( da "Giornale.it, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 107 del 2009-05-05 pagina 1 Non tutta la crisi vien per nuocere: per esempio i prezzi delle case... di Redazione La situazione delle costruzioni nella nostra
città desta non poca preoccupazione, perché in effetti la crisi economica si
trova ad aggravare quella del mercato immobiliare e in
particolar modo quella della produzione edilizia più recente. Non
dimentichiamo che negli anni passati i livelli di costruzione di case toccarono limiti mai raggiunti nella nostra storia e
tutto questo con l'incongruenza del fatto reale che poi la nostra economia non
fosse in una crescita continua o di forte spessore. Il normale cittadino però
si domanda perché oggi non riesce ad affittare casa a un prezzo ragionevole,
per non parlare del proibitivo acquisto, di fronte al logico ragionamento che
una domanda residenziale, in calo crescente da almeno tre anni, dovrebbe anzi
far scendere i prezzi non di poco. Mentre non esiste
portone che non abbia affissi cartelli di «vendesi» e «affittasi», si continua
a costruire e progettare da ogni parte e per di più, in armonia con la data
fatidica del
( da "Repubblica, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina XII - Roma La
crisi arriva al centro commerciale affari scarsi e canoni sempre più alti Ormai
troppi i punti vendita in tempi di riduzione dei consumi Nel settore lavorano
oggi 15mila persone, a cui si aggiunge l´indotto La formula dell´outlet invece
funziona perché garantisce sconti fino al 70 per cento ALESSANDRA PAOLINI Per
una sciagurata congiuntura, i centri commerciali sono esplosi proprio quando è
arrivata la recessione, e con essa la frenata dei consumi. Così come del resto
sono andati in crisi i negozi tradizionali. Un esempio per tutti: via del
Tritone. Una strada a intermittenza dove le vetrine illuminate ormai si
alternano a saracinesche abbassate. Per il commercio romano il 2009 sarà un
anno da dimenticare con la crisi economica che in questo settore ha già mandato
a casa 8.000 persone e lo spettro di 25.000 licenziamenti, secondo la
Confesercenti, se ad abbassare la saracinesca - come si prevede - saranno tra i
4 e i 5mila negozi, solo a Roma. «I bilanci sono ormai impossibili da far quadrare
- spiegano alla Confcommercio - e gli affitti dei locali con la bolla immobiliare sono diventati esorbitanti». Adesso la
crisi sta mordendo anche i centri commerciali, esempio di un commercio
all´americana che fino ad ora non aveva mai ceduto il passo ma si è infranto
inevitabilmente sul calo dei consumi, con l´aggravante che l´offerta
complessiva si era moltiplicata esponenzialmente. «Il fatturato è sceso del
25-30% rispetto a un anno fa», racconta Claudio Petrocchi, ex presidente dei
"Granai" una delle prime cattedrali dello shopping romano e oggi
titolare di un negozio a EurRoma 2, sulla Cristoforo Colombo. Proprio questo
centro, inaugurato solo un anno fa, conta già dieci negozi chiusi e una
quarantina sul piede di guerra. Sotto accusa, nel caso dei centri commerciali,
sono soprattutto le spese in più che un punto vendita qui deve subire rispetto
a un negozio tradizionale, e che si aggiungono alla contrazione del giro
d´affari. «Le condizioni sono troppo onerose perché alla società di gestione
viene dato un minimo garantito e una percentuale sul volume d´affari», conferma
l´avvocato Bizzarri specializzato in diritto commerciale. «Purtroppo però col
calo dei consumi i titolari non riescono a garantire nulla. E se non si troverà
una soluzione, molti resteranno strozzati dai debiti». Anche per questo
l´Assicentri, l´associazione delle imprese dei centri
commerciali di Confcommercio ha inviato una lettera alla società Generale
Immobiliare Italia che gestisce Euroma2 per chiedere una riduzione del canone,
«perché la crisi economica si ripercuote - vi si legge - in modo gravissimo
proprio sugli operatori che assistono giorno dopo giorno ad una rilevante
contrazione dei consumi. Tale, per cui il fatturato medio non riesce
neppure a coprire i costi di gestione. Situazione che mina le aziende e più di
tutto i posti di lavoro». Gli affitti in questa cattedrale dello shopping
arrivano per
( da "Giornale.it, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Due considerazioni
sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho
realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge
una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che
l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta
questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del
Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di
tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali
fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono
la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati
Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli
italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra
predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione
contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo
Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti
fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani" dell'anno.
E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4 miliardi del
primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è tenera per
partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e biblista
Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene sgomberarla.
Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di ridurre le imposte
per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 39 ) » (3 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla Duna alla
Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il
presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita con i
soldi dei contribuenti le sue Tre case
automobilistiche di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che
debbono reggersi con i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre
vincolando la vita di Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato
a mare il principio Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel
piano di 787 miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine
dei conti una società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non
si può definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da
queste parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno
regalato. Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli
aiuti recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi
concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua
tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35
per cento di un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di
mercato come la Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (2 votes, average:
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Mar 09 Stupidi "Il successo
economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di
stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of
collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto
in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average:
3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente
americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi,
dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua
finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti
delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto
che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica
americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in
Varie Commenti ( 100 ) » (10 votes, average: 4.4 out of 5) Loading ... Il Blog
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un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la
rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è
preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la
differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si
dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la
rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro
della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque
soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo
Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo
la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai
governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prov Gallura Pagina
8032 Olbia. Costruttori e agenti immobiliari raccontano il mercato: finita
l'età dell'oro Mattone in crisi, 2000 case invendute
Olbia.. Costruttori e agenti immobiliari raccontano il mercato: finita l'età
dell'oro I prezzi sono in ribasso ma resiste la
nicchia del lusso --> I prezzi sono in ribasso ma
resiste la nicchia del lusso L'industria del mattone non gira più anche nella
terra degli affari immobiliari. Compratori di case cercasi.
Oltre duemila appartamenti nuovi di zecca sono in attesa di un acquirente ormai
da due anni. Olbia è sempre una delle mete più ricercate in cui abitare e gli
acquirenti non mancano, eppure ci sono migliaia di case
vuote che rappresentano, di fatto, un nucleo abitativo degno di un paese di
media grandezza. Facendo una media di tre persone per casa,
potrebbero ospitare seimila abitanti. In pratica, un nuovissimo villaggio
fantasma. Abitato, forse, da qualche ragno solitario. Non un mobile, non una poltrona.
La conferma dell'esistenza di questa bolla di immobili
invenduti arriva da chi lavora quotidianamente nel ramo: imprese costruttrici e
agenzie immobiliari. Eppure il mercato consente la convivenza di
numerose attività in concorrenza: tra le pagine dell'elenco telefonico ci sono
circa quaranta agenzie immobiliari e una trentina di imprese costruttrici.
Segno che il mattone è ancora un settore che funziona, sebbene non quanto gli
anni scorsi. LA CRISI Mario Gattu, imprenditore trapiantato a Olbia da una
vita, spiega: «C'è qualche migliaio di appartamenti che aspettano di essere
comprati. Prima di tutto, perché non ci sono soldi. E poi perché in città c'è
troppa offerta e poca domanda. Fino a due anni fa si lavorava benissimo, poi è
arrivata una crisi profonda che ha bloccato il mercato». Secondo Gattu, i prezzi sono scesi rispetto all'anno scorso e adesso chi
possiede un buon reddito stabile può fare grandi affari. «Adesso una casa costa
poco più del 2002, quando è arrivato l'euro». Vico Pilo, costruttore di Olbia,
afferma: «C'è molta offerta e allo stesso tempo c'è tanta gente che non riesce
ad accedere ai mutui. In particolare, chi ha un reddito medio è molto
diffidente invece si possono trovare occasioni imperdibili. Per quanto riguarda
i prezzi, sono scesi rispetto al 2008 ma lievemente.
Si passa da 1800 euro al metro quadro a 2300, massimo. Qualche anno fa si
riusciva a vendere anche a 2500/2800 euro». LA QUALITÀ Secondo Lino Mura,
agente immobiliare, in realtà esiste una sola
tipologia di appartamento che non si riesce più a vendere: «I trilocali
invenduti sono tantissimi. Quel tipo di appartamento che si prima si dava via a
170 mila euro adesso è fermo perché sono stati fatti tutti uguali. Per fare
affari, è sufficiente costruire trilocali di qualità». La constatazione è
confermata anche da Simplicio Asara, costruttore, che fa l'identikit della casa
meno cercata della zona: «Non si vendono più quei trilocali che in pratica sono
dei bilocali con un'altra camera, che poi è piccola quanto uno spogliatoio. Sta
tornando di moda il bilocale, e le case di lusso
continuano a essere vendute. Ma sono un mercato di nicchia. Casi rari». Ci sono
anche gli imprenditori che preferiscono non vendere, aspettare che passi la
crisi per riproporre i prezzi di due anni fa
confidando su un ritorno dell'età dell'oro. E c'è anche il costruttore che si
fida del suo operato e sa che venderà tutto a dispetto della crisi. Lucio
Petta: «Ci sono migliaia di appartamenti invenduti perché sono edifici
mediocri. Meglio fare piccoli gruppi di case con
materiali ad alta qualità. Sono un po' cari, ma si vendono bene perché il
cliente sa che non perderanno di valore nel corso degli anni». I PREZZI Ecco i prezzi di vendita secondo l'agente immobiliare
Franco Cardia: «Siamo intorno ai 2 mila euro al metro quadro. Chi vende oltre
questa cifra di solito non combina nulla. Spesso si chiudono affari quando il
costo si fissa a 1800 euro al metro quadro. C'è stato un calo o comunque uno
stallo dei prezzi dopo quattro anni di boom. La
compravendita ora si svolge diversamente, adesso si tratta molto di più: si
fanno offerte e controfferte, difficilmente il proprietario si irrigidisce su
una posizione. Questo per quanto riguarda il residenziale. Invece tiene bene la
vendita di negozi e uffici e soprattutto di capannoni in zona industriale».
Infine, il parere del franchising: «Abbiamo notato che è diventato molto
difficile vendere case che costano più di 200 mila
euro - spiega Libero Oropallo della Gabetti - la fascia più richiesta è ferma
intorno ai 150 mila. I prezzi sono in lieve ribasso ma
si compra meno lo stesso. Le banche sono giustamente molto prudenti e il
compratore allo stesso tempo teme l'indebitamento ». CLAUDIO CHISU
( da "Repubblica, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 31 - Economia
Global market Case pignorate il virus contagia i ceti medio-alti Il numero di
lettere inviato negli Usa si è ridotto del 14,7% per la crisi e per il boom
delle e-mail. Il secondo trimestre dell´anno fiscale si è chiuso così con una perdita
di 1,9 miliardi ROMA - Ogni volta che la Borsa scende si
calcola quanta ricchezza è andata in fumo per il crollo delle quotazioni. Se si
applica lo stesso ragionamento al mercato immobiliare, il
risultato è terrificante e spiega perché l´esplosione della bolla edilizia Usa abbia creato una crisi così vasta: il crollo dei prezzi delle case, rispetto al
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-07 - pag: 3 autore: Il mondo dopo la
prima crisi globale La tempesta sarà superata, ma servono regole nuove e occhio
a inflazione e conti pubblici di Guido Tabellini u Continua da pagina 1 T erzo,
gli schemi di remunerazione dei manager incoraggiano comportamenti miopi e
l'eccessiva assunzione di rischi: se il bonus dipende da indicatori di
performance di breve periodo, il singolo gestore è indotto a esporsi a rischi
grandi ma rari. Se tutto ciò è vero, vuol dire che non possiamo fidarci della
capacità di apprendimento dei mercati. Occorre anche correggere gli incentivi
di-storti, con una nuova e più severa regolamentazione, anche al prezzo di
rallentare significativamente l'innovazione finanziaria o rinunciare ad alcuni
dei suoi effetti benefici. Gli errori nella gestione del rischio non possono
essere imputati solo agli operatori privati. Anche la supervisione ha sbagliato
clamorosamente, consentendo alle banche di accumulare passività implicite fuori
bilancio e tollerando una crescita eccessiva della leva finanziaria (cioè del
rapporto tra l'attivo di bilancio e il capitale) e quindi del debito. Ciò può
essere dovuto alla cattura dei supervisori da parte delle banche sottoposte
alla regolamentazione, a fenomeni di arbitraggio e competizione internazionale
tra agenzie di supervisione, e a carenze nell'attuazione. Ma vi è stato
soprattutto un errore di tipo concettuale: la scelta di monitorare ogni
istituzione finanziaria su una base esclusivamente individuale, considerando
quale parametro di valutazione il [/FIRMAINI] value at risk del singolo
intermediario, senza tenere conto in alcun modo del rischio sistemico. è lo
stesso errore che hanno commesso i singoli operatori all'interno delle banche.
Il fallimento della regolamentazione Una crisi di queste proporzioni non può
essere scaturita esclusivamente da errori nella gestione del rischio. La
ragione è che gli investimenti ad alto rischio erano relativamente piccoli
rispetto alla dimensione complessiva dei mercati finanziari mondiali. In molti
si aspettavano che la bolla immobiliare americana
prima o poi sarebbe scoppiata. Ma ben pochi immaginavano che ciò avrebbe
travolto i mercati finanziari di tutto il mondo. Se ciò è successo, è perché
hanno operato importanti meccanismi di amplificazione degli shock. Questa
amplificazione è in gran parte riconducibile all'impostazione della
regolamentazione finanziaria. In altre parole, più ancora che da un fallimento
del mercato, la crisi è stata scatenata da un fallimento della
regolamentazione. Non tanto nel senso che la regolamentazione fosse troppo
blanda, o che la de-regolamentazione si fosse spinta troppo avanti. Bensì nel
senso che l'impostazione stessa della regolamentazione ha amplificato gli
effetti di uno shock di dimensioni tutto sommato contenute. I mutui subprime, i
prodotti finanziari la cui insolvenza ha dato origine alla crisi attuale,
ammontano a un po' più di un trilione di dollari. è una cifra grande in
assoluto, ma modesta rispetto al totale di circa 80 trilioni di dollari di
attività finanziarie del sistema bancario mondiale. Come termine di paragone,
le perdite originariamente stimate nel 1990 durante la crisi delle casse di
risparmio americano (la cosiddetta savings and loans crisis) erano circa 600-800
milioni di dollari, meno rispetto al totale dei mutui subprime, ma allora anche
il totale delle attività finanziarie era molto più piccolo. Eppure quella crisi
fu superata in fretta e senza sconvolgimenti rilevanti. Perché invece questa
volta è stato così diverso? Vi sono due aspetti della regolamentazione che
hanno amplificato gli effetti dello shock iniziale: innanzitutto la
prociclicità della leva finanziaria, indotta dai vincoli imposti sul capitale
delle banche. In secondo luogo, i principi contabili che impongono di valutare
i titoli secondo i valori di mercato. A fronte di una perdita sugli
investimenti, che erode il capitale degli intermediari finanziari, i vincoli di
Basilea impongono di ridurre la leva finanziaria (cioè il debito), e dunque costringono
le banche a vendere i titoli in attivo per fare cassa. Il problema viene in
questo modo esacerbato: le vendite forzate riducono il prezzo di mercato dei
titoli, peggiorando i bilanci di altri investitori ed inducendo ulteriori
vendite forzate di titoli, in una spirale involutiva. Esattamente l'opposto
succede in una fase di boom: i guadagni di capitale sui titoli in portafoglio
consentono di accrescere la leva finanziaria, cioè di indebitarsi per
finanziare nuovi acquisti di titoli, spingendone al rialzo
il prezzo e inducendo altri intermediari a indebitarsi per inseguire prezzi sempre più elevati. Insomma, la regolamentazione dellebanche ha
creato un meccanismo che amplifica gli effetti degli shock e accentua le
fluttuazioni cicliche dell'indebitamento degli intermediari finanziari.
Una delle principali lezioni da trarre dalla crisi è che occorre ripensare a
fondo la regolamentazione finanziaria, e chiedersi quale debba essere in ultima
analisi il suo obiettivo: correggere gli incentivi distorti degli operatori,
creare dei cuscinetti che riducano la prociclicità della leva finanziaria,
oppure contenere i rischi, e se sì quali rischi? Una regolamentazione
correttamente impostata dovrebbe rispondere a due esigenze: primo, correggere
gli incentivi distorti dei singoli intermediari o operatori finanziari;
secondo, ridurre le esternalità negative ed il rischio sistemico, nella
consapevolezza che valutare le procedure di gestione del rischio all'interno
del singolo intermediario non è sufficiente. E alla fine, inevitabilmente,
questa impostazione dovrà tradursi in regole che riducano la dimensione
assoluta della leva finanziaria e la sua pro ciclicità. Gli errori nella
gestione della crisi è opinione diffusa che l'attuale situazione sia
soprattutto il risultato di errori di politica economica (nella
regolamentazione, nella supervisione e secondo alcuni anche nella politica
monetaria) compiuti prima dello scoppio della crisi. Il corollario di questa
tesi è che basti correggere questi errori per scongiurare la prossima crisi. Ma
in realtà, alcuni tra gli errori più gravi sono stati compiuti durante la
gestione della crisi stessa, e hanno contributo significativamente a far
precipitare la situazione. Forse perché si è stentato a capirne le cause, fin
dal suo primo momento la crisiè stata gestita con improvvisazione e senza
un'idea chiara di quale sarebbe stato il prossimo passo. Si è scelto di salvare
Bear Stearns, di far fallire Lehman Brothers, di salvare Aig. Ogni volta si
improvvisava, senza essere guidati da una strategia coerente e da criteri
prestabiliti. Il risultato è stato che, anziché dare fiducia, gli interventi
delle autorità di politica economica hanno contribuito ad aggravare lo
sconcerto e a diffondere panico e paura. Al centro di qualunque crisi finanziaria
vi è la perdita della fiducia. Le aspettative circa il comportamento delle
autorità e degli altri operatori hanno un ruolo fondamentale nel determinare se
vi sarà contagio o se lo shock sarà riassorbito. Ma per influire sulle
aspettative e ridare fiducia, le autorità di politica economica devono agire
secondo procedure e criteri ben noti e condivisi, sapendo quali sono gli
obiettivi ultimi da perseguire e i punti di sbocco della crisi. Questa
chiarezza è assolutamente mancata, fin dall'inizio. è un'altra delle lezioni
importanti da trarre dalla crisi. Per evitare il ripetersi di simili errori,
sarà necessario elaborare nuove e dettagliate procedure per gestire fenomeni
complessi quali il fallimento delle grandi banche e, più in generale, politiche
tese ad evitare l'aggravarsi di crisi sistemiche. Poiché le grandi banche con
implicazioni sistemiche sono tipicamente multinazionali, tali procedure
dovranno essere coordinate a livello internazionale. Ciò non è facile, poiché
in ultima analisil'unico soggetto che può coprire il rischio sistemico è lo
Stato, dunque i contribuenti; sono questi ultimi, infatti, a doversi far carico
dei debiti delle istituzioni in crisi, sia pure temporaneamente. Ma quale
Stato, e quali contribuenti, quando l'istituzione finanziaria in crisi è una
grande banca multinazionale? Per quanto di difficile soluzione, tuttavia, il
problema non è nuovo. Le crisi finanziarie dei paesi emergenti, che avevano una
frequenza quasi annuale nel corso degli anni 90, sono diventate meno frequenti
e meno devastanti anche grazie alle procedure di gestione della crisi elaborate
in seno al Fondo monetario internazionale. Si tratta ora di mettere a frutto
quelle esperienze, adattandole ai problemi specifici delle grandi banche
multinazionali. Come gestire il dopo crisi Anche se gli eventi recenti non
posso essere interpretati come una crisi sistemica, ma scaturiscono da alcuni
importanti problemi tecnici nell'ambito dei mercati finanziari,essi potrebbero
diventare un punto di svolta storico se l'uscita dalla crisi fosse gestita con
la stessa improvvisazione dimostrata nei mesi precedenti. Per sostenere gli
intermediari in difficoltà, le banche centrali hanno inondato i mercati di
liquidità. Nel giro di pochi mesi dopo il fallimento di Lehman Brothers, il
bilancio della Federal Reserve è quasi triplicato, e secondo le proiezioni
delle stessa banca centrale americana potrebbe quasi raddoppiare ancora un
vol-ta nel prossimo futuro, raggiungendo quasi un terzo del reddito nazionale
americano. Questa enorme massa di liquidità è stata subito riassorbita senza
generare inflazione, perché oggi l'avversione al rischio è così alta che tutti
vogliono solo detenere attività liquide e poche rischiose. Anzi, nell'immediato
il rischio è l'opposto; che la domanda di liquidità sia ancora più elevata
della creazione di moneta, e che ciò possa produrre deflazione. Man mano che si
avvicinerà l'uscita dalla crisi, tuttavia, la domanda di liquidità tornerà a
scendere su livelli normali, e il timore della deflazione lascerà il posto al
rischio di inflazione. Per evitarlo, la liquidità dovrà essere tempestivamente
ritirata. Ciò è più facile a dirsi che a farsi. Una svolta di politica
monetaria troppo rapida potrebbe causare perdite sui titoli in circolazione e
far precipitare di nuova la crisi. Ma una svolta tardiva non riuscirebbe a
contrastare l'avvio di una spirale inflazionistica. Le difficoltà sono acuite
dalla fragilità del mercato dei cambi, dove la supremazia del dollaro come bene
rifugio per molti paesi asiatici potrebbe di colpo essere messa in discussione.
Per avere successo, sarà fondamentale riuscire a indirizzare le aspettative,
rassicurando gli agenti economici che la stabilità dei prezzi
è un obiettivo prioritario. Analoghe e forse maggiori difficoltà riguarderanno
la politica fiscale. Il Fondo monetario internazionale stima che in media il
debito pubblico nei paesi avanzati del G-20 raggiungerà il 110% del reddito
nazionale entro il 2014. E questo è lo scenario favorevole; nell'ipotesi
peggiore, il debito pubblico in media potrebbe raggiungere il 140% del reddito.
Di nuovo, gli Stati Uniti sono tra i paesi più esposti, e secondo le proiezioni
dello stesso Congresso il disavanzo americano continuerà restare intorno al 6%
del reddito nazionale ancora nel 2019, pur nell'ipotesi di un ritorno rapido a
ritmi di crescita molto sostenuti (sopra il 3,6% in media tra il 2011 e il
2015). Per evitare instabilità finanziaria, sarà inevitabile far salire
significativamente la pressione fiscale e avviare un percorso credibile e rigoroso
di rientro dal debito pubblico. Ma qui vi è un'incognita in più. Mentre la
politica monetaria è gestita da una burocrazia indipendente secondo criteri
tecnici, la politica fiscale scaturisce da processi politici dagli esiti più
difficilmente prevedibili. Non si può escludere che l'espansione del ruolo
dello Stato, nata per contrastare temporaneamente la crisi, duri a lungo e
porti a cambiamenti significativi nella divisione dei compiti tra Stato e
mercato anche nei paesi in cui tradizionalmente il settore pubblico aveva un
ruolo più contenuto che non in Europa continentale. La via d'uscita Come sarà
ricordata questa crisi nei libri di storia economica? Come una crisi sistemica
e un punto di svolta, oppure come un incidente temporaneo e presto riassorbito
dovuto ad una crescita troppo rapida dell'innovazione finanziaria? Se guardiamo
alle cause delle crisi, e alle lezioni da trarne, la risposta è senz'altro la
seconda. In estrema sintesi, la crisi è scoppiata per via di alcuni specifici
problemi tecnici riguardanti il funzionamento e la regolamentazione dei mercati
finanziari, ed è stata acuita da una serie di errori commessi durante la
gestione della crisi. Sebbene si tratti di problemi complessi, essi possono
essere affrontati e risolti con adeguate seppure profonde riforme della
regolamentazione finanziaria. Se sapremo imparare da questi errori e gestire
bene l'uscita dalla crisi, il mondo dell'economia tornerà a essere come prima,
anzi meglio di prima, con meno eccessi e più stabilità. Parlare di crisi del
capitalismo, di fine della globalizzazione, di crisi di un sistema e di un modo
di pensare, sarebbe una solenne stupidaggine. Ciò non vuol dire che questo
esito sia scon-tato, tuttavia. La crisi non è ancora finita, e soprattutto non
sappiamo ancora come saranno affrontate le difficoltà legate all'uscita dalla
crisi. Eventuali errori tecnici o politici in questa seconda fase potrebbero
avere conseguenze durature sugli scenari economici, sulla distribuzione del
potere economico tra diverse parti del mondo e sulla divisione dei compiti tra
Stato e mercato. © RIPRODUZIONE RISERVATA ILLUSTRAZIONE DI MIRCO TANGHERLINI
( da "Giornale.it, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Due considerazioni
sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho
realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge
una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che
l'evasione degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta
questa suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del
Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di
tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali
fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono
la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati
Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli
italiani dalla Svizzera varato da Tremonti fosse il segnale della nostra
predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione
contenuta in un pezzo del Giornale di oggi sulla lotta all'evasione del governo
Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti
fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani"
dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4
miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è
tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e
biblista Tremonti, ma la balla che il governo aiuti gli evasori conviene
sgomberarla. Così da ricordare ai nostri due della promessa elettorale di
ridurre le imposte per tutti. Scritto in Berlusconi IV, Varie Commenti ( 50 ) »
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Apr 09 Dalla
Duna alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale.
Il presidente Obama ha abbandonato la sua iniziale idea di mantenere in vita
con i soldi dei contribuenti le sue Tre case automobilistiche
di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono reggersi con
i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la vita di
Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il principio
Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di 787
miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti una
società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può
definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste
parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato.
Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti
recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi
concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua
tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35
per cento di un'azienda sì tecnicamente fallita, ma ancora con una quota di
mercato come la Chrysler. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (2 votes, average:
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economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di
stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of
collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto
in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 36 ) » (4 votes, average: 3.75
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Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha
capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli
fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria,
che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte
per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi
sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana.
L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti
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09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da
1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una
rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza.
Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un
incentivo alle case automobilistiche. Con la
rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro
della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque
soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo
Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo
la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai
governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 60 ) » (3
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( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-08 - pag: 13 autore: Sbaglia chi
pensa solo all'inflazione Si deve sostenere la domanda e tornare alla crescita,
senza alimentare altre bolle creditizie di Martin Wolf L' inflation targeting è
fallito? Le Banche centrali in buona parte sono riuscite a evitare di finire
sul banco degli imputati in questa crisi. Ma questa assoluzione è meritata?
Appena cinque anni fa Ben Bernanke, attuale presidente della Federal Reserve,
pronunciando un discorso sulla "Grande Moderazione", il declino della
volatilità dell'inflazione e della produzione nei vent'anni precedenti, ne
approfittava per mettere in risalto il ruolo benefico di una politica monetaria
migliorata. I banchieri centrali si sentivano fieri di se stessi. Ma il
risveglio è stato brusco e oggi devono fare i conti con la recessione più
profonda dagli anni 30, un sistema bancario tenuto in vita dai governi con la
respirazione artificiale, e il pericolo di deflazione. Come ha fatto ad andare
tutto così storto? Non è una faccenda di poco conto. Nell'arco di quasi
trent'anni, governanti e studiosi si sono convinti sempre più di aver trovato,
nell'inflation targeting, il Santo Graal della moneta a corso forzoso. Era
stato un lungo viaggio dai tempi del gold standard del XIX secolo, passando per
il ripristino del gold-exchange standard degli anni 20, il caos monetario degli
anni 30, il sistema di tassi di cambio regolabili di Bretton Woods degli anni
50 e 60, la fine della convertibilità del dollaro in oro nel 1971 e il
targeting monetario degli anni 70 e 80. Frederic Mishkin, professore alla
Columbia, ex governatore della Federal Reserve e convinto sostenitore del
targeting monetario, sosteneva, in un libro pubblicato nel 2007,che la lotta
all'inflazione è una«strategia, completa d'informazioni, per la conduzione
della politica monetaria». In altre parole, l'inflation targeting tiene conto
di tutte le variabili rilevanti - tassi di cambio, prezzi
delle azioni, prezzi delle case e prezzi
delle obbligazioni a lungo termine - tramite il loro impatto sull'attività e
sull'inflazione probabile. Ora che ci troviamo a fare i conti con l'implosione
del sistema finanziario, quest'ottica non è più plausibile. Altrettanto
screditata è l'idea, collegata a questa e propugnata anch'essa dalla Fed, che
sia meglio gestire le conseguenze delle bolle dei prezzi
delle attività che farle scoppiare in anticipo. Il professor Meshkin scriveva
che «è estremamente presuntuoso pensare che i funzionari pubblici, anche se
sono banchieri centrali, ne sappiano di più dei mercati privati su quali
dovrebbero essere i prezzi delle attività». Ben pochi
oggi si curerebbero di una presunzione del genere, di fronte ai costi delle
crisi finanziarie provocate dalle bolle dei prezzi
delle attività accompagnate da grandi espansioni del credito ai privati. La
compiacenza verso la Grande Moderazione ha portato prima a un Grande Svelamento
e poi a una Grande Recessione. Il settore privato ha trattato il rischio con
sufficienza. Ma lo stesso hanno fatto i policymaker. E dunque quale ruolo ha
giocato la politica monetaria? Ho individuato tre filoni critici, tutti
collegati fra loro, rispetto alla politica seguita dalle Banche centrali.
Innanzitutto John Taylor dell'Università di Stanford,ex funzionario dell'amministrazione
Bush, che sostiene che la Fed ha sbagliato perché ha mantenuto i tassi
d'interesse troppo bassi all'inizio di questo decennio, ignorando la regola
dettata dal suo omonimo, che mette in relazione i tassi d'interesse con
l'inflazione e la produzione. Questo ha provocato il boom
dell'immobiliare con successiva, catastrofica esplosione della bolla (si vedano i grafici). Il professor Taylor sostiene anche che
abbassando troppo i tassi la Fed avrebbe spinto anche le altre Banche centrali
ad abbassare eccessivamente i loro, generando in questo modo altre bolle in
gran parte del mondo. Guardando a posteriori, per fare un esempio,
l'autonomia della Banca d'Inghilterra era molto minore di quanto quasi tutti
ritenessero: più s'allargava il divario nei tassi d'interesse con gli Stati
Uniti, più affluivano capitali vaganti. Questo ha provocato un abbassamento
degli standard per l'elargizione del credito e di conseguenza una bolla creditizia. Il secondo filone è quello di chi sostiene
che le Banche centrali dovrebbero concentrarsi sui prezzi
delle attività, a causa dei danni colossali provocati dai successivi tracolli.
Come osserva Andrew Smithers della società londinese Smithers & Co., in un
recente rapporto ( Inflation. Neither Inevitable nor Helpful, 30 aprile 2009),
«consentendo le bolle speculative le Banche centrali hanno perso il controllo
delle loro economie, facendo aumentare sia il rischio d'inflazione che quello
di deflazione». Dunque, quando i prezzi nominali delle
attività e i titoli di credito a esse associati perdono il contatto con i
redditi nominali e i prezzi di beni e servizi, è
probabile che succeda una di queste due cose: o i prezzi
crollano, col rischio di fallimenti di massa, depressione e deflazione; oppure
i prezzi dei beni e dei servizi salgono fino a un
livello coerente con i prezzi elevati delle attività,
e in questo caso c'è l'inflazione. Sul breve termine, le Banche centrali spesso
si fanno tentare da politiche monetarie non convenzionali, dagli effetti
monetari imprevedibili (si vedano i grafici). Infine gli economisti della
scuola "austriaca" sostengono che l'errore è stato fissare i tassi
d'interesse al di sotto del "tasso naturale". Questo, secondo
Friedrich Hayek, era accaduto anche negli anni 20. Il risultato è
un'allocazione sbagliata delle risorse, che genera anche una crescita esplosiva
di credito malsano. E quando arriva un periodo di congiuntura negativa - come
sosteneva l'economista americano Irving Fisher nel suo libro del 1933, La
teoria delle Grandi Depressioni basata sui debiti e sulla deflazione- prende
piede la deflazione, fortemente aggravata dalla caduta dei prezzi
e dalla contrazione dei redditi. A prescindere dalla tesi preferita, appare
chiaro, a posteriori, che la politica monetaria è stata troppo rilassata. E il
risultato è che adesso ci troviamo a dover fronteggiare due sfide: rimettere
ordine nel disastro ed elaborare un nuovo approccio alla politica monetaria.
Nel primo caso abbiamo tre alternative: liquidazione, inflazione o crescita.
Una politica di liquidazione procederebbe attraverso fallimenti di massa e il
collasso di gran parte del credito esistente. è una scelta folle. Una politica
deliberata d'inflazione risveglierebbe le aspettative d'inflazione e
condurrebbe inevitabilmente a un'altra recessione per poter ripristinare la
stabilità monetaria. Resta quindi soltanto la crescita. è fondamentale
sostenere la domanda e tornare alla crescita senza alimentare un'altra bolla creditizia. Non sarà facile. è per questo che non ci
saremmo mai dovuti infilare in questo ginepraio. Nel secondo caso, la scelta,
sul breve termine, sarà sicuramente " targeting dell'inflazione
rafforzato". L'approccio della Fed improntato alla "gestione del
rischio", che ha finito col dare una risposta eccessivamente asimmetrica
agli shock economici negativi, verosimilmente finirà in disgrazia, mentre
salirà in auge la politica del "mettere la prua al vento" ogni volta
che i prezzi delle attività salgono rapidamente e a
livelli eccessivamente alti, accompagnata da un approccio anticiclico "macroprudenziale"
sui requisiti patrimoniali per quegli istituti di credito rilevanti per la
tenuta del sistema. Questa crisi imprevista è sicuramente un disastro per la
politica monetaria. La maggior parte di noi - io tra questi - era convinta che
finalmente avessimo trovato il Santo Graal. Ora sappiamo che era un miraggio.
Questa forse è l'ultima chance per la moneta a corso forzoso. Se non si
riuscirà a farla funzionare meglio di come ha fatto finora chissà cosa
potrebbero decidere i nostri figli. Forse,per la disperazione,abbracceranno
quella che io continuo a considerare l'assurdità dell'oro. (Traduzione di Fabio
Galimberti) TRA I FILONI CRITICI Per John Taylor, la Fed ha mantenuto i tassi
d'interesse troppo bassi; Andrew Smithers sostiene che l'errore è stato
consentire la speculazione
( da "Corriere del Veneto"
del 10-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere del Veneto
sezione: PUBBLICITA data: 10/05/2009 - pag: 12 TRIBUNALE ORDINARIO DI VENEZIA
Perizia, bando, ordinanza, modalità di partecipazione alla vendita sui siti
internet www.astegiudiziarie.it, www.tribunalevenezia.it, www.asteannunci.it.
Numero Verde 800630663 CANCELLERIA ESECUZIONI IMMOBILIARI E FALLIMENTARI
Venezia - San Polo 119 - Palazzo di Giustizia ASSOCIAZIONE NOTARILE PROCEDURE
ESECUTIVE VENEZIA - Via Einaudi n. 4 - 30174 Venezia Mestre Tel. 041 959944 -
Fax 041 5054610 - Email: associazione.notarile@tin.it Orario per il pubblico:
dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.00 Tribunale di Venezia
Palazzo di Giustizia 119, o in caso di vendite delegate detti assegni dovranno
essere intestati al notaio delegato e depositati presso l'Associazione Notarile
Procedure Esecutive, Via Einaudi 4, Mestre. Presso la suindicata Associazione
si svolgeranno le operazioni di vendita delegate ai notai. In caso di
partecipazione tramite rappresentante va depositata procura speciale con firma
autenticata dal Notaio. In caso di partecipazione di società o ditte
individuali va depositato certificato in carta libera di iscrizione al Registro
delle Imprese nonché documento attestante la legittimazione ad agire per la
società. Saldo prezzo ed integrazione spese di trasferimento da effettuare in
Cancelleria (e per le vendite delegate ai notai presso l'Associazione Notarile)
entro 60 giorni dall'aggiudicazione definitiva. Nel caso ne ricorrano i
presupposti sono applicabili le seguenti disposizioni di Legge: Art. 41 Co. 4 e
5 D.L. 385/93; Art. 46 Co. 5 T.U. Edilizia; Art. 17 Co. 5 e 40 Co.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-09 - pag: 2 autore: Politiche economiche
Le sicurezze infrante di Greenspan e Bush di Innocenzo Cipolletta D ove abbiamo
sbagliato e cosa dobbiamo fare in futuro per evitare una crisi come quella che
stiamo affrontando? Questa domanda è stata lanciata da Guido Tabellini su
questo giornale il 7 maggio. Certo, ci sono le regole da rivedere e c'è da
rafforzare i controlli. Ma basterà per evitare in futuro nuove crisi
sistemiche? Credo di no. Penso che sia anche e soprattutto necessario riportare
sotto controllo la politica economica dei principali paesi, per evitare il
prodursi di squilibri eccessivi che sono stati alla base della crisi
finanziaria mondiale. La crisi finanziaria si inscrive nell'ambito di forti
squilibri favoriti essenzialmente dalla politica economica degli Usa di questi
ultimi anni, volta a sostenere comunque la crescita economica. Senza una tale
politica, non si sarebbero prodotte bolle speculative di tale ampiezza e,
quindi, non avremmo avuto fenomeni patologici di diffusione di prodotti
finanziari nuovi che hanno aggirato controlli, sicuramente non efficaci. Negli
anni 90 il mercato azionario conobbe la bolla delle
cosiddette dotcom, ossia le imprese innovative legate a internet e al sistema
telefonico. La bolla si formò anche perché la Fed,
guidata già allora da Alan Greenspan, riteneva che la crescita economica
elevata degli Usa non avrebbe portato a squilibri inflazionistici, grazie ai
progressi della produttività impliciti nelle nuove tecnologie. A nulla valsero
allora le analisi di molti economisti che non riuscivano a trovare riscontri di
questi aumenti di produttività legati alle nuove tecnologie. L'assenza di
inflazione bastò a convincere che la crescita poteva continuare senza ostacoli.
Alla fine la bolla scoppiò, all'inizio di questo
decennio: ciò avrebbe dovuto comportare una recessione che avrebbe potuto
riequilibrare l'economia americana in fase di surriscaldamento. Ma intervenne
il tragico attentato dell'11 settembre 2001 che minacciò di sprofondare gli Usa
e il mondo in una depressione. Da qui, un rilancio dell'economia mondiale e di
quella americana, che era appena entrata in recessione. Gli stimoli
all'economia furono ingenti, sia dal lato fiscale che da quello monetario. I
tassi di interesse vennero ridotti e i mercati furono inondati di liquidità.
Quando apparve evidente che la recessione era stata evitata, si continuò a
iniettare capacità di spesa sui mercati e si favorirono gli acquisti di case negli Usa, malgrado il manifestarsi di una evidente bolla sul mercato immobiliare,
causata proprio dalla politica monetaria e fiscale espansiva. Inoltre, gli Usa
iniziarono a spendere per finanziare le guerre al terrorismo, prima con
l'intervento in Afghanistane poi in Iraq. Tutto questo sembrava possibile
perché ancora non cresceva l'inflazione grazie, questa volta, alla
globalizzazione, che assicurava prodotti e servizi a costi contenuti
provenienti da Cina, India e altri paesi di nuova industrializzazione, e alla
immigrazione che assicurava lavoro a basso costo. A nulla
valsero i moniti di quanti segnalavano gli squilibri fondamentali degli Usa
nella bilancia dei pagamenti, nei conti pubblici e nei conti delle famiglie che
avevano azzerato la propensione media al risparmio. Unico obiettivo di
Greenspan e dell'amministrazione Bush era quello di evitare una recessione che
avrebbe fatto scoppiare la bolla immobiliare e avrebbe
indebolito gli Usa. Paradossalmente, è stato il successo nella lotta
all'inflazione,dopo l'epoca della stagflazione, vinta grazie alle
deregolamentazioni e alle innovazioni anche finanziarie,una delle cause che poi
hanno favorito l'emergere di questa crisi globale. Oggi stiamo pagando il
prezzo del successo nella lotta all'inflazione, perché è venuto meno il
termometro che avrebbe (forse) indotto la Fed a frenare la crescita prima che
si arrivasse ad alimentare bolle speculative di questa ampiezza. L'aver
ancorato la politica monetaria degli Usa all'inflazione e alla crescita, ha
finito per far trascurare gli altri squilibri (bilancia dei pagamenti e conti
pubblici) considerati minori e aggiustabili grazie alla pletora di nuovi
strumenti finanziari disponibili. Di questo sono responsabili i governi di
tutti i paesi, non solo quello degli Usa, perché la crescita faceva comodo a
tutti. Chi non ricorda, negli anni passati, gli articoli e le dichiarazioni dei
politici europei sull'" invidiare" la capacità di crescita americana
e il ruolo della Fed, che non si preoccupava solo degli squilibri, come alla
Bce, ma anche della crescita? Credo che per ridurre il rischio del prodursi di
nuove devastanti crisi sistemiche siano sicuramente necessarie nuove regole,
nuovi controlli, più attenzione alla gestione della crisi. Ma penso anche che
sia necessario soprattutto un maggior rispetto degli equilibri tradizionali
nella gestione della politica economica da parte dei governi dei principali
paesi. icipoll@tin.it © RIPRODUZIONE RISERVATA LA BOLLA DEGLI ANNI 90 La Fed
incoraggiò la crescita svincolata dai fondamentali: la lotta all'aumento dei prezzi con strumenti innovativi ha provocato gli squilibri
attuali
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-10 - pag: 3 autore: ANALISI I profitti del
2007: un ricordo lontano per gli investitori di Walter Riolfi N on è chiaro
cosa abbia spinto Wall Street a salire di oltre il 47% in due mesi. è probabile
che la psicologia abbia giocato un ruolo fondamentale: la Borsa era caduta così
tanto (-57% dai massimi 2007, come mai era avvenuto se non negli anni Trenta)
che un rimbalzo doveva pur esserci. La cosa è ancor più evidente per i titoli
bancari: crollati dell'88% dai massimi storici e risaliti del 159% dal minimo
di marzo (il saldo è ancora -69%), quando sembrava che le banche dovessero
tutte fallire. Invece dovrebbero restare in piedi, come suggerirebbe il
messaggio lanciato dallo stress test in America. Ma restare in vita è cosa ben
diversa dall'essere in piena salute, come mostravano di essere negli anni
2004-2007. Un analogo ragionamento può valere anche per l'intero listino di
Wall Street. Rispetto al picco del secondo trimestre 2007, gli utili sono
crollati dell'87%. Prima o poi risaliranno (forse già dal quarto trimestre
2009) e potrebbero anche crescere del 28% nel 2010, come indica il consenso
(Thomson Reuters), ma impiegheranno parecchi anni prima di arrivare al livello
del 2007. Perché così tanto? Perché qualcosa è cambiato con la grande crisi del
credito e la recessione che ne è seguita. Pur ammettendo che la ripresa
economica negli Stati Uniti possa ripartire dopo l'estate,come stimano gli
ottimisti, o tra fine anno e inizio 2009, come pensano i più e come sembra
indicare la stessa Fed, sarà comunque un recupero più lento di quello che s'era
visto dopo le tre precedenti recessioni. Negli ultimi 30 anni, la finanza ha
avuto un ruolo crescente nello stimolare e persino guidare l'economia, al punto
che dalla fine degli anni 90 sembrava essersi addirittura impadronita dei
processi produttivi e per molti aspetti persino sostituita. La bolla della liquidità cui s'è assistito tra il 2004 e il
( da "Giornale.it, Il"
del 11-05-2009)
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Due considerazioni
sull'italiano evasore e su Berlusconi suo paladino. In un'intervista che ho
realizzato al professor Maisto, un tributarista non certo berlusconiano, emerge
una prima bottarella ad un luogo comune molto forte in Italia: e cioè che l'evasione
degli italiani sia un unicum internazionale. Il professore contesta questa
suggestione e cita tre esempi. Il primo sono i famosi conti segreti del
Lichtestein scoperti l'anno scorso: ebbene in mezzo c'erano contribuenti di
tutta europa e non solo italiani. Il secondo è la battaglia ai paradisi fiscali
fatta da Germania e Uk proprio perchè questi sono i due paesi che più soffrono
la fuga verso il paradiso. Infine lo scudo fiscale appena varato dagli Stati
Uniti. Si diceva che lo scudo fiscale per rimpatriare i quattrini degli
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predisposizione a scappare. Non siamo i soli. Secondo banale considerazione
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Berlusconi. Nel secondo semestre con Tremonti imperante gli accertamenti
fiscali sono raddoppiati rispetto ai primi sei mesi "vischiani"
dell'anno. E l'imposta recuperato (anche se solo sulla carta) è passata da 4
miliardi del primo semestre a 16 miliardi: quattro volte di più. La zuppa non è
tenera per partito preso con Berlusconi e soprattutto con l'apocalittico e
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alla Chrysler Tre buone ingredienti automobilistici per la zuppa liberale. Il
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di Detroit. Il punto, ha detto la settimana scorsa, è che debbono reggersi con
i loro bilanci e non con gli aiuti pubblici. Inoltre vincolando la vita di
Chrysler all'accordo con Fiat ha, in questo caso, buttato a mare il principio
Buy American. Un pericoloso virus nazionalista presente nel piano di 787
miliardi di euro. Il lavoro verrà mantenuto in Usa: ma alla fine dei conti una
società straniera si compra un complesso aziendale americano. Non si può
definire certo un atteggiamento protezionistico. Infine la Fiat. Da queste
parti non si amano gli aiuti che i contribuenti negli anni le hanno regalato.
Ma, per onestà intellettuale, si devono ammettere due cose: 1. Gli aiuti
recentemente avuti non sono neanche paragonabili a quelli che i suoi
concorrenti hanno ricevuto in giro per il mondo. 2. Evidentemente la sua
tecnologia ha un buon valore se grazie ad essa Marchionne può comprarsi il 35
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economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di
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capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli
fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria,
che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte
per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi
sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana.
L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti
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09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da
1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una
rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza.
Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un
incentivo alle case automobilistiche. Con la
rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro
della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque
soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo
Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo
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( da "Giornale di Brescia"
del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Edizione: 12/05/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia La crisi s'attenua, ma la
crescita sarà lenta Dibattito alla Bocconi con l'economista Luigi Zingales e
l'ex ministro Padoa Schioppa MILANO «La crisi finirà, ma è stato minato alla
base il rispetto delle regole che è un principio fondamentale del capitalismo».
Queste parole di Luigi Zingales, economista italiano professore all'Università
di Chicago, sono la estrema sintesi del messaggio emerso giovedì sera nel primo
appuntamento dell'anno 2009 di «Economia e Società Aperta», al quale ha
partecipato anche l'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, il Forum
Internazionale promosso dal 2007 da Università Bocconi e Corriere della Sera
come riflessione sulle grandi trasformazioni che la società e l'economia stanno
vivendo e sugli argomenti cruciali per il rilancio del sistema economico
mondiale. L'ex ministro dell'Economia ha tracciato una
visione della crisi stratificata in tre componenti: il modello di crescita
statunitense fondato su un eccesso di consumo e sul ricorso all'indebitamento,
la bolla speculativa del mercato immobiliare, e il
panico e il crollo della fiducia che hanno pervaso il sistema economico dalla
seconda metà del 2007. Luigi Zingales ha posto l'accento su altri
fattori: la cattiva «governance» delle imprese e delle banche con
amministratori tutti provenienti dalla stessa scuola di pensiero con
conseguente mancanza di confronto e dialettica, l'errore dei governi
statunitensi che hanno trasmesso negli ultimi decenni l'idea di volere
«sostenere sempre e comunque gli investitori» salvo poi cambiare idea nel caso
di Lehman Brothers e fare marcia indietro in occasione dei seguenti salvataggi,
il conflitto di interesse insito nell'attività delle agenzie di rating, i tassi
di interesse mantenuti ad un livello troppo basso e per troppo tempo dalle
banche centrali all'inizio del millennio. «La crisi - ha spiegato traendo le
conclusioni Padoa Schioppa - può anche considerarsi alle spalle se osserviamo
che il panico si è arrestato, che la bolla immobiliare
si è sgonfiata e che i mercati hanno ritrovato stabilità. Tuttavia vi sono
pesanti conseguenze a venire e non riesco a immaginare per i prossimi anni uno
scenario che non sia quello di una crescita a tassi molto più contenuti che in
passato». I due interlocutori hanno anche esaminato la situazione italiana
ammettendo che il basso indebitamento delle famiglie rappresenti un fattore di
forza per il bel paese, ma sottolineando come debito pubblico elevato, carenza
di capitale umano e di infrastrutture e inefficienza del settore pubblico
rappresentino un deficit strutturale importante per l'Italia. Un'Italia che,
secondo Zingales, «pagherà insieme a resto d'Europa ed all'Asia questa crisi
più degli Stati Uniti, il cui eccesso di consumo acquistava soprattutto beni
prodotti dalle economie degli altri continenti». Il prossimo appuntamento di
«Economia e Società Aperta» - che è sotto l'Alto Patronato del Presidente della
Repubblica ed è patrocinato dal Parlamento Europeo, dalla rappresentanza italiana
della Commissione Europea, dalla Regione Lombardia e da Provincia e Comune di
Milano - è per giovedì 14 maggio. Il tema sarà «Comprereste un mutuo usato da
questo banchiere?». Paolo Testini
( da "Secolo XIX, Il"
del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Millesimo, rivivel'antico borgo e sale il prezzo delle case nuove
tendenze Il sindaco: «Dopo i lavori di restauro molti giovani acquistano in via
Roma la loro prima abitazione» MILLESIMO.Torna a vivere il centro storico di
via Roma. Dopo essere stata per anni una via quasi disabitata, la parallela a
piazza Italia si rifà il look e si propone come nuovo centro pulsante del
paese. «Sembra che i millesimesi si siano finalmente accorti della
bellezza dell'antico borgo. Tutti gli appartamenti del centro storico sono
abitati - dice il sindaco Mauro Righello - molti giovani stanno acquistando qui
la loro prima casa e anche l'apertura di un locale di livello come la Locanda
dell'Angelo non può che essere un elemento di attrazione per turisti e futuri
residenti». I primi segnali di ripresa erano già arrivati nel 2006 quando
l'amministrazione comunale si era fatta carico di redigere uno studio per il
rifacimento delle facciate degli edifici del centro storico non ancora
recuperate. Il piano colore, costato 47 milioni di euro, di cui 30 finanziati
dalla Regione Liguria e 17 dal Comune, aveva prodotto una serie di schede
tecniche che sono tuttora a disposizione dei proprietari intenzionati ad
avviare i lavori sulle proprie abitazioni. Come già era successo in piazza
Italia con il rifacimento della pavimentazione, così in via Roma gli
investimenti pubblici hanno rivalutato la zona come centro residenziale e il
costo del mattone è salito fino a 110 mila euro per un appartamento di circa
( da "Unita, L'" del
12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
BIANCA DI GIOVANNI
Succede in Italia che si parta da un abuso edilizio e si finisca con
l'incrociare una fitta trama di vicende border-line. Un mondo dove si
intrecciano affari poco chiari, politica, giri di amicizie e tanti, tanti
soldi. Si alza un velo su un mondo vischioso, spregiudicato, ai confini
dell'illegalità. E anche oltre, a volte. Stavolta siamo a Roma, periferia
sud-est. È lì che i vigili segnalano un abuso edilizio su un palazzone
abbastanza anonimo nella struttura, ma ben noto a tutti gli abitanti dell'area.
Una volta, infatti, era la sede zonale dell'Inps. Ma l'Istituto della
previdenza sociale vi ha lavorato per poco tempo. Si è scoperto che nello
stabile c'era l'amianto e per questo l'amministrazione ha deciso di venderlo
attraverso una cartolarizzazione. Il palazzo passa di mano in mano: viene
bonificato, ma resta libero. Fino a quando non finisce nelle mani della «Ducks
due Srl» che per quell'immobile in Via Palmiro Togliatti ha molti progetti. Con
una semplice «Dia» (dichiarazione inizio lavori) avvia una radicale opera di
ristrutturazione per il cambio di destinazione d'uso: da uffici a residenziale.
Tanti mini-appartamenti da vendere a giovani coppie o single. Gli acquirenti accorrono subito, nonostante i prezzi: tra i 280 e i 300mila euro, per quaranta metri quadri. A quei
tempi, il 2007, la bolla
immobiliare è al massimo: i listini schizzano
in alto velocissimi. I giovani si indebitano, e cominciano a versare quote tra
i 30 e i 50mila euro firmando scritture private. Ma quei mini-alloggi
non li hanno mai visti. Succede infatti che l'amministrazione comunale -
ritenendo insufficiente la semplice dichiarazione di inizio lavori per il
cambio di destinazione - blocca la ristrutturazione. Poco dopo, il giudice
dell'indagine preliminare dispone il sequestro preventivo del fabbricato e il
Comune emette il decreto di demolizione. La burocrazia, insomma, funziona. Ma
proprio mentre l'immobile è sotto sequestro (dunque a disposizione della
magistratura), la «Ducks due» lo trasferisce a un'altra società, la «San Paolo
building». Una procedura sorprendente: un immobile sotto sequestro che passa di
mano. Lo stesso magistrato inizialmente fa fatica a crederci. Viene avviata una
ricerca sui titolari della società, e qui si scopre un nuovo mondo. La «Ducks
due» e la «San Paolo Building» fanno parte dello stesso gruppo, il «Bros-t»
della famiglia Tartaglia. Il padre, Cosimo, e i figli Raffaele e Antonio, si
spartiscono diverse poltrone in una rete di una decina di scatole societarie,
con un capitale sociale tra i 10mila e i 120mila euro. Ma le attività dei
Tartaglia non si limitano al settore immobiliare. Il
padre, Cosimo, originario di Eboli, ha svolto attività politica nel Salernitano
e poi, a Roma, ha cominciato a interessarsi delle Forze armate. Assieme a uno
dei figli, Raffaele, e a Domenico Leggiero, un ex maresciallo molto vicino ad
Alleanza nazionale, ha fondato l'«Osservatorio militare». Un'associazione che
si presenta come strumento permanente di di «tutela dei diritti dei lavoratori
delle Forze Armate e Forze di Polizia». Ha anche un sito Internet che, in
alcuni momenti, è molto attivo. Tra l'altro avvia una campagna sull'uranio
impoverito accusando il governo D'Alema di aver volontariamente esposto
l'esercito italiano alle radiazioni. Leggiero e Cosimo Tartaglia vengono più
volte auditi in Parlamento (sono gli anni del precedente governo Berlusconi). Si
presentano come esperti, offrono i servizi legali ai giovani militari che
intendono chiedere risarcimenti per l'uranio o anche per altre cause connesse
al servizio. L'«Osservatorio militare» va avanti con l'appoggio di uomini di
An, mentre dall'opposizione (ma anche dall'Unione di centro che all'epoca era
nella maggioranza) partono interrogazioni parlamentari che ne mettono in
discussione il ruolo. Ai militari, infatti, non solo non è concesso un
sindacato ma possono associarsi solo previa autorizzazione del ministero. La
risposta del governo è lunga due pagine fitte (e molto confuse), non specifica
affatto cosa l'«Osservatorio» sia, ma dice chiaramente che non ha alcuna veste
ufficiale. Le sue attività, però, sono molteplici. Tra queste c'è l'assistenza
legale. Un altro figlio di Cosimo, Angelo Fiore, fa l'avvocato. Segue le cause
di risarcimento per i danni da uranio impoverito. E segue anche le controversie
immobiliari dell'azienda familiare. Intanto gli accertamenti dei vigili vanno
avanti a aprono nuovi sorprendenti scenari. Si scopre che un altro dei
fratelli, Raffaele, responsabile della «San Paolo Building», nonché socio
fondatore dell'«Osservatorio», ha avuto diversi guai con la giustizia per
accuse gravi e meno gravi: dalla resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale al
riciclaggio. Ecco, la storia del palazzo di Via Palmiro Togliatti è incastonata
in questa matassa. C'è da chiedersi come sia stato possibile che di uno
scenario così confuso non si siano accorti quelli che utilizzavano l'«Osservatorio
militare» per consulenze su questioni delicatissime. E come abbia fatto la
ristrutturazione dell'ex palazzo dell'Inps ad andare avanti così tanto, fino
all'intervento della magistratura e dell'amministrazione comunale di Roma. C'è
anche un momento in cui viene chiesto il dissequestro dell'immobile per poi
demolirlo. Ma, invece, riprendono i lavori. A bloccarli è un nuovo sopralluogo
delle forze dell'ordine seguito da un nuovo sequestro. La decisione definitiva
è di poche settimane fa: quello stabile non può essere trasformato in immobile
residenziale. La sua funzione è ospitare uffici. Resta una domanda: quante
speranze hanno i giovani che hanno versato l'anticipo di avere un giorno una
casa?
( da "Tirreno, Il"
del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
di Salvatore Settis
Nuovo via libera al cemento, Toscana prima della classe? Si critica il piano
casa Berlusconi, poi a tempo di record si vara una legge che permette proprio
quegli ampliamenti... Ma è vero che la Toscana del paesaggio è ormai una
regione a rischio? O, come altri sostengono, tutto va bene e gli appelli delle
associazioni, di Asor Rosa, dei centocinquanta e più comitati locali sono
ingiustificati allarmismi? Partiamo da un dato: le cifre Istat sul consumo del
suolo nel quindicennio 1990-2005 vedono la Toscana in posizione intermedia. Non
è fra le regioni più virtuose (la Basilicata ha un consumo del 4,89 per cento,
Trento e Bolzano del 2,70), ma neppure fra le più devastate: il record spetta
alla Liguria col suo raccapricciante 45,55, seguita dalla Calabria col 26,13
per cento, cifra approssimata per difetto perché non tiene conto della marea di
costruzioni abusive. Di fronte a questi estremi, la Toscana col suo 15,71 per
cento (pari a 265mila e
( da "Wall Street Italia"
del 12-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
USA: IMMOBILIARE,
PREZZI IN CALO IN NOVE CITTA' SU 10 di WSI Nel primo trimestre registrati
ribassi nell'88% delle aree metropolitane Usa, ma molti sono riusciti ad
approfittare della crisi. Aumenti in sei Stati, il mercato dovrebbe essere
ormai prossimo a toccare il fondo. -->Nel primo
trimestre dell'anno i prezzi
delle case sono diminuiti in quasi nove
citta' statunitensi su 10, con il mercato immobiliare che e'
stato preso d'assalto dagli acquirenti della prima casa a caccia di affari. La
National Association of Realtors ha reso noto che rispetto ad un anno fa la
mediana dei prezzi a cui le case esistenti sono state vendute e' scesa in 134 aree
metropolitane su 152. I prezzi sono invece saliti
nelle altre citta'. Le vendite riguardanti gli immobili sottoposti a
pignoramento e altre proprieta' svalutate hanno rappresentato circa la meta'
dell'intero mercato nel periodo preso in esame. Nel complesso le vendite sono
diminuite del 3,2% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Hai mai provato
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"Credo che il mercato stia per toccare il fondo, ma che non ci sia ancora
arrivato", sostiene David Resler, chief economist di Nomura Securities,
precisando che i prezzi potrebbero toccare il fondo
gia' quest'estate, ma resteranno probabilmente stabili per un po', prima di
iniziare a salire lentamente. Ma i continui segnali in arrivo di una ripresa
del mercato immobiliare potrebbero avere vita breve se
le aziende continueranno ad avviare massicci tagli al personale.
Contestualmente, le vendite sono aumentate in soli sei stati, Nevada,
California, Arizona, Florida, Virginia e Minnesota, dove gli acquirenti sono
stati in grado di approfittare dei pignoramenti immobiliari. Le vendite sono
piu' che raddoppiate in Nevada, sono salite dell'81% in California e cresciute
del 50% in Arizona. Tuttavia negli Stati Uniti interi la mediana dei prezzi a cui le case sono state
vendute e' stata di 169.900 dollari, in calo del 13,8% rispetto ad un anno fa.
La mediana dei prezzi equivale al punto medio esatto,
il che significa che meta' delle case e' stata venduta
ad un prezzo maggiore e l'altra meta' ad un prezzo inferiore a tale somma.
( da "Tirreno, Il"
del 13-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina
8 - Viareggio Si fermano i prezzi delle
case Dopo anni di salita continua, valori bloccati nel centro I valori
rimangono comunque tra i più alti d'Italia: si sfiorano i 15mila euro al mq
FORTE. Calma piatta. E, tutto sommato, non è affatto detto che sia un buon
segnale. Il
mercato immobiliare di Forte dei Marmi, visto
attraverso la lente delle quotazioni dell'Agenzia del territorio (l'ex catasto)
segnala, a fine 2008, una sostanziale fotocopia dei valori della prima parte
dell'anno. Valori che - bene metterlo in chiaro - si mantengono su vette stratosferiche,
soprattutto per gli immobili più vicini al centro. Quotazioni che sfiorano
quota 15mila euro al metro quadro per una villa a Roma imperiale e che fanno
impallidire i costi registrati in tutti gli altri comuni della Versilia.
Eppure. Qualcosa sembra essere cambiato, anche a Forte dei Marmi. Fino allo
scorso anno, infatti, il caro-mattone sembrava non conoscere freno. Anche
quando i primi scricchiolii della crisi globali cominciavano a farsi sentire.
Ora, se non è stata innestata la marcia indietro, almeno la macchina delle
compravendite si è messa in folle. Le rilevazioni, infatti, presentano una
sfilza di "invariato" per Roma Imperiale, Vittoria Apuana e - con
poche eccezioni- anche per Caranna e l'entroterra. Qualche rincaro solo per la
zona Barbiera-Vaiana. Attenzione, però, a una sorta di effetto ottico: non
bisogna, cioè, mai dimenticare da dove si era partiti. Dai prezzi
raggiunti durante anni e anni di boom, che hanno di fatto
"inflazionato" il mercato. Una tendenza, questa, confermata anche da
recenti studi e che si riflette, di conseguenza, sui valori e sulle richieste
per gli affitti, a partire da quelli estivi. E non a caso ci sono altri
scricchiolii che accompagnano quelli della crisi: molte abitazioni, quest'anno,
sembrano destinate a rimanere vuote, così come le tasche dei loro proprietari,
abituati a intascare svariate migliaia di euro a settimana. Ma quando
l'olio-denaro è finito o anche solo comincia a scarseggiare, l'ingranaggio del
mattone sembra destinato inesorabilmente a fermarsi. Persino nelle vie ombrose
di Forte dei Marmi. Luca Cinotti
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-14 - pag: 2 autore: Arringa del Maestro: non
sono un Mago L'ex governatore Fed: «Rischio sottovalutato ma le bolle non sono
controllabili» di Alan Greenspan L e straordinarie analisi di gestione del
rischio originate dagli scritti di Henry Markowitz, dell'Università di Chicago,
negli anni 50, hanno prodotto idee e intuizioni all'origine di numerosi premi
Nobel per l'economia. Sono state abbracciate non soltanto da larga parte del
mondo accademico, ma anche dalla gran parte dei professionisti della finanza e
degli organismi di regolamentazione di tutto il mondo. Nell'agosto 2007, però,
la struttura della gestione del rischio ha scricchiolato. Tutta quella
sofisticata scienza matematica e informatica sostanzialmente poggiava su una
premessa,e cioè che l'interesseegoistico illuminato di proprietari e direttori
degli istituti di credito li avrebbe indotti a mantenere scorte cuscinetto
sufficienti a cautelarsi dal rischio d'insolvenza, monitorando attivamente le
posizioni di capitale e di rischio delle loro società. Per generazioni questa
premessa è apparsa incontestabile, ma nell'estate del 2007 è venuta meno. Anche
con il venir meno dell'autoregolamentazione il sistema finanziario sarebbe riuscito
a tenere se il secondo argine contro le crisi, il nostro sistema di
regolamentazione, avesse funzionato efficacemente. Ma sotto la pressione della
crisi ha ceduto anch'esso. La lezione importante è che gli organismi di
regolamentazione non sono in grado di prevedere, del tutto o con precisione,
se, ad esempio, i mutui subprime diventeranno tossici, o se una certa tranche
di Cdo ( collateralised debt obligations) andrà in default, o anche se il
sistema finanziario si pianterà. Una fetta importante di queste previsioni
difficili invariabilmente si rivelerà sbagliata. Quello che possono fare la
supervisione e i controlli, secondo la mia esperienza, è fissare e far
rispettare requisiti patrimoniali e di garanzie, oltre a una serie di altre
regole che sono preventive e non legate unicamente a previsioni di un futuro
incerto. La regolamentazione dovrebbe accrescere l'efficacia dei mercati e
della concorrenza, non ostacolarla. La concorrenza, e non il protezionismo, è
la base del grande successo che ha conosciuto il capitalismo nell'arco di molte
generazioni. Le nuove sfide per la regolamentazione nascono dal fatto,
recentemente dimostrato, che alcuni istituti di credito sono diventati too big
to fail, troppo grandi per essere lasciati fallire, perché il loro fallimento
metterebbe a rischio la tenuta del sistema. Tale status garantisce loro uno
speciale vantaggio competitivo, dagli effetti fortemente distorsivi per il
mercato, riguardo al valore delle azioni e obbligazioni da loro emesse. La
soluzione sono requisiti patrimoniali graduati per scoraggiarli
dall'ingrandirsi troppo e compensare il loro vantaggio competitivo. In ogni
caso, non c'è necessità di affrettarci a introdurre riforme. I mercati privati
per il momento stanno imponendo restrizioni molto più efficaci di quelle che
riuscirebbe a imporre un qualunque pacchetto di proposte normative. Il
capitalismo liberista è emerso dalla battaglia delle idee come il mezzo più
efficace per ottimizzare il benessere materiale, ma il suo percorso è
periodicamente tormentato da bolle speculative e rari ma devastanti tracolli
economici che producono miseria diffusa. Le condizioni per l'insorgere delle
bolle apparentemente sono: periodi prolungati di prosperità, un'inflazione
sotto controllo e tassi d'interesse a lungo termine bassi. Le bolle che nascono
dall'euforia non si sviluppano in economie inefficienti o tormentate
dall'inflazione. Non ricordo di nessuna bolla
speculativa nell'ex Unione Sovietica. La storia dimostra anche che la
sottovalutazione del rischio - il tratto distintivo delle bolle - può
persistere per anni. Nel 1996 temevo l'" esuberanza irrazionale", ma
la bolla di internet continuò a gonfiarsi per altri
quattro anni. E in una riunione del Comitato per le operazioni di mercato
aperto, nel 2002, sostenevo che «è difficile non giungere
alla conclusione che lo straordinario boom dell'immobiliare a cui
stiamo assistendo finanziato da un fortissimo incremento dei mutui, non potrà
andare avantia tempo indefinito». La bolla immobiliare
ha continuato a gonfiarsi fino al 2006. Non è quasi mai difficile individuare
una situazione di sottovalutazione del rischio. I credit spreads sono
indicatori affidabili. Ma prevedere l'insorgere di una crisi è qualcosa che
appare al di là delle nostre capacità di previsione. Le crisi finanziarie sono
definite da una discontinuità marcata nei prezzi delle
attività. Ma perché ciò si verifichi occorre che la stragrande maggioranza
degli operatori di mercato non abbia avuto sentore dell'avvicinarsi della
crisi. Perché in caso contrario sarebbe stata scongiurata dall'arbitraggio
finanziario. All'inizio di questo decennio, ad esempio, quasi tutti si
aspettavano che la prossima crisi sarebbe stata innescata dal grande e
persistente deficit delle partite correnti Usa, che avrebbe accelerato il
collasso del dollaro. Invece è stata l'eccessiva cartolarizzazione dei mutui
subprime americani, inaspettatamente, a dare il via all'attuale crisi di
solvibilità. Quando da un contesto economico eccezionalmente positivo emerge
una bolla, una propensione innata della natura umana
incoraggia una febbre speculativa che si autoalimenta, cercando nuove aree
inesplorate e ad alta leva finanziaria. I titoli garantiti da ipoteca sono
stati spezzettati in obbligazioni Cdo, e poi in obbligazioni Cdo al quadrato.La
febbre speculativa crea nuove autostrade per l'eccesso, fino a quando il
castello di carte crolla. Che cos'è che alla fine ne provoca la caduta? La
realtà. Un evento sconvolge i mercati quando contraddice il senso comune sul
presunto funzionamento del mondo della finanza. L'incertezza conduce a un
drammatico disimpegno da parte della comunità finanziaria, che quasi
immancabilmente comporta vendite e, di conseguenza, prezzi
più bassi per prodotti e attività. Possiamo spiegare con modelli economici la
fase dell'euforiae la fase della paura del ciclo del business: hanno parametri
piuttosto diversi. Ma non siamo mai riusciti a trovare modelli economici
efficaci per illustrare la transizione dall'euforia alla paura. Non dico che le
Banche centrali non siano in grado di disinnescare una bolla.
Ma la mia esperienza è che, a meno che la politica monetaria non schiacci
l'attività economica e, per esempio, assorba il grosso dell'incremento dei
profitti o delle rendite, le misure per far sgonfiare le bolle sul nascere sono
destinate a fallire. Non so di nessun caso in cui una politica monetaria
graduale sia riuscita a disinnescare una bolla.
Rimettere in piedi il sistema bancario americano è un requisito chiave per un
riequilibrio globale. L'acquisto da parte del Tesoro Usa di 250 miliardi di
dollari (185 miliardi di euro) di azioni privilegiate di banche commerciali
americane nell'ambito del programma di salvataggio delle attività in crisi
(conseguente alla dichiarazione d'insolvenza della Lehman Brothers) è stato
oggettivamente efficace nel ridurre il rischio d'insolvenza delle banche Usa.
Ma, a partire da metà gennaio, senza ulteriori investimenti da parte del
Tesoro, i progressi si sono bloccati. Per ripristinare il credito da parte
delle banche servirà un'ingentissima infusione di capitali da fonti pubbliche o
private. L'analisi degli stati patrimoniali consolidati delle banche
statunitensi suggerisce una perdita potenziale di almeno 1.000 miliardi di
dollari (735 miliardi di euro) rispetto al valore da libro storico (12mila
miliardi di dollari, 8.800 miliardi di euro) degli asset delle banche
commerciali Usa. Alla fine del 2008 erano stati cancellati circa 500 miliardi
di dollari (365 miliardi di euro), con altrettanti ancora da riconoscere. Ma
coprire questi ultimi 500 miliardi non basterà a incoraggiare la normale
attività di prestito se chi investe nelle passività delle banche esigerà, come
sospetto, altri 3-4 punti percentuali d'"imbottitura" nel rapporto
tra capitale proprio e attività. A quanto sembra, quindi, servono 850 miliardi
di dollari (625 miliardi di euro) e più. Una parte viene fornita
dall'incremento del cash flow delle banche. Un'inversione di rotta dei prezzi delle azioni a livello mondiale potrebbe garantire
una fetta ancora maggiore. Ma rimane comunque un grosso buco da riempire,
probabilmente con finanziamenti del Tesoro. è troppo presto per valutare le più
recenti iniziative (Public- Private Investment Program) del Tesoro Usa, ma la
speranza è che riescano a rimuovere gran parte del pesante fardello d'attività
non liquide in mano alle banche. L'autore è l'ex presidente della Federal
Reserve: il testo è stato pubblicato dal Financial Times nell'ambito di un
dibattito sul futuro del capitalismo (Traduzione di Fabio Galimberti) «
CAPITALISMO LIBERISTA Non c'è necessità di affrettarci a introdurre riforme, i
mercati sono più efficaci di ogni legge « STRATEGIE Le misure per far sgonfiare
le speculazioni sul nascere sono destinate a fallire Ex capo della Fed. Alan
Greenspan, 83 anni, ha guidato la Federal Reserve per cinque mandati
consecutivi. è stato il governatore Fed più longevo della storia
( da "Trend-online" del
14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Foreclosures:
Countdown! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai ,
14.05.2009 10:45 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
riscontrati in aprile si trova nella fase iniziale del processo di perdita
dell'immobile, pertanto e' altamente probabile che il numero delle case di cui le banche rientreranno in possesso aumentera'
nei prossimi mesi. Bene questa notizia è stata riportata da Wall Street Italia
nella miglior maniera possibile, evidenziando i punti critici........pertanto è
altamente probabile che il numero della case di cui le
banche rientreranno in possesso aumenterà nei prossimi mesi! Abbiamo già
parlato di come il livello dei tassi abbia disinnescato alcune tipologia di
questi mutui variabili ( ARMs ) agganciati al libor o al livello dei titoli di
stato americani, ma credo che nessuno abbia dimenticato la tipologia ibrida di
mutui che non comprendevano alcuna quota capitale o interesse, con l'esenzione
di una quota simbolica sino alla scadenza della reimpostazione o che
presumevano la reimpostazione con spread stellari. Tra la parola RESET o la
parola RECAST vi è una bella differenza, i primi vedono una reimpostazione del
tasso, mentre i secondi della tipologia di mutuo. Ebbene verso la fine
dell'anno e con l'inizio del 2010 molti di questi mutui vedranno elevare il
rischio complessivo di una nuova ondata di fallimenti personali con il
coinvolgimento ormai di categorie assolutamente superiori al fenomeno subprime,
con puntate nei dintorni dei cosidetti jumbo loans. Ricordatevi è un anno è
mezzo che vi parlo dei mutui ARMs e oggi il buon Greenspan dopo aver previsto
ben cinque conclusioni della crisi immobiliare negli
ultimi due anni, ora torna a prevedere il nulla, prima o poi ci
riuscirà...forza Alan! Proviamo a leggere quanto scrive Mario Margiocco sul
SOLE 24 ORE del 12 aprile, evindenzierò alcuni passi importanti: La bolla immobiliare si sta ancora sgonfiando e con la discesa
segue pagina >>
( da "Trend-online"
del 14-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Foreclosures:
Countdown! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai ,
14.05.2009 10:45 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
dei prezzi si attendono altri 600-700 miliardi di
dollari di insolvenze La crisi dei mutui Usa finirà nel 2012 Dopo l'onda dei
subprime, si registrano i problemi nelle erogazioni Alt-A e a rata variabile -
SCOPPIO RITARDATO - Il problema non si è ancora manifestato completamente solo
perché le rinegoziazioni dei contratti beneficiano del denaro a costo zero. Un
uomo in giacca e cravatta vende mele all'angolo di una strada, una folla è in
fila per un piatto di minestra, un'auto sgangherata e stracarica arranca su una
strada senza fine: questa è l'immagine degli anni 30 e della Grande Depressione,
in America. Oggi, in un quadro assai meno deprimente, l'immagine sono i
cartelli con su scritto Foreclosure, pignoramento, o For sale, in vendita,
davanti a 3,8 milioni di case unifamiliari e ad almeno
il doppio di altre unità abitative di ogni genere, dall'appartamento di lusso
al monolocale, vuoti su uno stock complessivo di 130milioni di unità. Un
eccesso di abitazioni che, alcuni mesi fa, era pari all'intero patrimonio
abitativo australiano. A febbraio si è registrata una
ripresa della domanda. Ma il 40-45% delle case in vendita
sono abbandonate per pignoramento o difficoltà del mutuatario. E il lascito
finanziario della grande bolla
immobiliare non è finito. I mutui subprime,
concessi cioè a chi dava scarse garanzie, e detonatore della crisi,
cartolarizzati, impacchettati, mescolati con altri titoli e venduti come Cdo in
tutto il mondo, stanno esaurendo la loro carica esplosiva. Come abbiamo
visto più volte nei grafici di Credit Suisse che troverete in fondo
all'articolo, da tempo, il fenomeno subprime è in via di estinzione; oggi i
livelli intermedi ALt.a e ARMs, talvolta i Prime e spesso i Jumbo Mortgage o
Loans, assumo le sembianze dei subprime. " Ma nel mondo dei mutui
americani altre mine pericolose segue pagina >>
( da "Wall Street Italia"
del 15-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pil/ Ft: economia
Italia mezza malata e mezza sana di Apcom Poca produttività,ma basso debito
privato e niente bolla immobili -->Roma, 15 mag.
(Apcom) - L'economia dell'Italia "resta malata", afferma il Financial
Times, tra bassa produttività, scarsa flessibilità sul lavoro, mentre l'export
ha duramente accusato la crisi mondiale. Inoltre il debito pubblico resta
"paurosamente elevato", oltre il 100 per cento del Pil. Ma allo
stesso tempo, in un articolo della rubrica Lex Column, il quotidiano
finanziario Gb rileva che i livelli di indebitamento di famiglie e imprese
italiane sono bassi. Inoltre, negli anni scorsi in Italia non c'è stato un boom
del mercato immobiliare, rileva l'Ft. Un fattore che
invece si è verificato in altri paesi, per poi mutare con la crisi in una
correzione al ribasso del mattone che aggrava la dinamica recessiva.
( da "Stampa, La" del
18-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
I PRODOTTI DELLA
RECESSIONE A NEW YORK SBARCA L'ETF CHE SCOMMETTE SUL MATTONE Il Macroshares
Major rappresenta il 30% di tutte le abitazioni degli Stati Uniti L'America
s'inventa il fondo che specula sui prezzi delle case
[FIRMA]GLAUCO MAGGI NEW YORK Sono i due veri simboli finanziari, in America,
della Grande Recessione del 2008-2009: una nuova coppia di Etf sulla casa Usa e
il Qgri, indice dei titoli delle banche e delle società fallimentari salvate
dal governo (vedi articolo in basso). I due Etf saranno quotati a giorni a New
York, mentre il Qgri è già usato da gennaio da chi scommette sul suo andamento
tramite le opzioni, a vincere o a perdere, in attesa che sia creato il relativo
Etf. La finanza Usa ha creato due strumenti specifici per i risparmiatori in
cerca di rivincite, dopo le perdite dell'anno scorso sulle quotazioni
immobiliari e sulle azioni travolte dal collasso del sistema finanziario e
tenute in vita dai soldi dei contribuenti. Il Macroshares Major Metro Housing
Up (sigla Umm) e il Macroshares Major Metro Housing Down (sigla Dmm) sono il
primo strumento che consente agli investitori di speculare sui prezzi del mattone residenziale americano in modo semplice e
trasparente, con l'acquisto di uno dei due Etf gemelli e contrari, che
riproducono il triplo delle variazioni dell'indice Case-Shiller/S&P. Sono
stati lanciati il 28 aprile dalla MacroShares, società cofondata dal professore
di economia di Yale, Robert Shiller, noto per aver anticipato il crollo della bolla di borsa nel 2000 con il suo
libro «Esuberanza irrazionale», e per essere stato poi, fin dal 2005, profetico
nel prevedere che i prezzi immobiliari Usa si stavano gonfiando oltremisura e sarebbero
crollati. Shiller, esperto di economia comportamentale, ha studiato un prodotto
che consente al pubblico di scommettere sul trend positivo o negativo del
mattone. Il meccanismo è originale, e prevede due Etf collegati tra loro
come i due piatti di una bilancia. Il sottostante non sono case
vere, ma titoli di stato Usa liquidi: ad ogni variazione dell'1% all'insù
dell'indice Case-Shiller/S&P, una quota del 3% dei titoli di stato passerà
dall'Etf Dmm all'Etf Umm. Il contrario, se l'indice calerà. L'intento di
Shiller è di fornire liquidità ad un mercato per sua natura illiquido. L'indice
è rappresentativo di circa il 30% (6 mila miliardi di dollari) dell'intero
patrimonio immobiliare abitativo degli Usa, che
secondo la Federal Reserve ammontava nel
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-05-20 - pag: 8 autore: INTERVISTA Brian Lenihan
Ministro delle Finanze «In Irlanda la crisi è dura, ma recupereremo presto»
Riccardo Sorrentino Non parlategli di Paul Krugman. «Lo ha detto lui stesso che
non conosce nulla dell'Irlanda! ». Brian Lenihan, 50 anni, ministro delle
Finanze a Dublino, prova a essere tranchant quanto il premio Nobel,
"reo" di aver scritto che le prospettive del piccolo paese europeo
sono le peggiori del mondo. Perché? Perché il Pil calerà, dai suoi massimi, del
10%; e questa, va detto, è un'indicazione dello stesso governo. Da persone
civili, Lenihan e Krugman si incontreranno all'inizio del mese prossimo e il
ministro userà tutte le sue arti retoriche per persuaderlo che non è così,che
l'Irlanda è un paese «capace di recuperare velocemente ».Figliod'arte - suo
padre era ministro, come suo fratello - Lenihan da buon politico sa essere
convincente, e la situazione internazionale - con i paesi baltici sull'orlo del
collasso, per esempio - lo aiuta. Il compito che lo aspetta, e con lui l'intero
paese, non è però per nulla semplice. «La situazione economica ammette Lenihan
- è difficile. Abbiamo di fronte la sfida economica globale, la crisi del credito, e lo scoppio della bolla immobiliare »: i prezzi
delle case sono crollati del 40% dal 2006.
Ecco come nasce la previsione di contrazione del Pil del 10% e più:
-7-7%quest'anno e-2,9%il prossimo. Questo significa però, secondo il ministro,
che l'Irlanda ha toccato «il punto più basso». Lenihan è dunque
relativamente ottimista. Uscire dalla crisi sarà duro ma non impossibile. Lo
dimostrano, spiega, due cose: «Avevamo il più alto costo del lavoro unitario di
Eurolandia, ma stiamo "correggendo" rapidamente:quest'anno calerà del
4% mentre quello della Uem salirà del 3%, è un miglioramento del 7 per cento.
La nostra forza lavoro è flessibile, resiliente e molto istruita». A questo si
aggiungerà il rapido riequilibrio dei conti con l'estero, il cui disavanzo ha
superato il 5% del Pil nel 2007 e il 4% nel 2008 ma potrebbe ridursi allo 0,6%
quest'anno e trasformarsi in surplus nel prossimo. Dietro tutto questo ci sono
sacrifici notevoli: la disoccupazione arriverà al 15,5% l'anno prossimo e il
deficit commerciale tornerà a zero a causa di una forte riduzione delle
importazioni, mentre l'export riprenderà a crescere solo nel 2011. Il Governo,
che affronterà le elezioni solo nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Esteri Pagina 109
Referendum: sconfitta annunciata Popolarità al minimo per Schwarzy California
sull'orlo del crac Referendum: sconfitta annunciata --> NEW YORK Terminator
in difficoltà chiede aiuto al presidente Usa Barack Obama. Il governatore della
California Arnold Schwarzenegger, temendo una secca sconfitta ai referendum, è
volato alla Casa Bianca per evidenziare di fronte alle telecamere una sua vittoria
personale nella lotta contro l'inquinamento, quella dell'auto pulita. Il Governatore della California sta vivendo infatti momenti
particolarmente difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma anche
della bolla
immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai
minimi storici, con un record negativo del 33%, e solo un miracolo può
evitargli il ripetersi della debacle del 2005, quando i referendum proposti dal
Governatore vennero tutti seccamente bocciati. I californiani sono stati
chiamati alle urne ieri per varare una serie di risparmi (con una serie di
tagli sociali e di tetti alle spese) per tentare di far quadrare il bilancio
statale, con un rosso record di 42 miliardi di dollari. I sondaggi sono
spietati: solo il 25% dei californiani si è detto pronto ad andare a votare e i
«no» si avvicinano al 60%. Terminator vince sempre, ma Mr. Freeze viene
sconfitto da Batman. Schwarzenegger, 61 anni, l'ex attore di origine austriaca
che al cinema di solito trionfa, sta rischiando la fine del protagonista di un
suo film semi dimenticato, Batman & Robin, sconfitto dalla crisi economica
che ha spinto il Golden State sull'orlo della bancarotta.
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 20-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
La California è
sull'orlo della bancarotta --> Mercoledì 20 Maggio 2009 SOCIETA, pagina 11
e-mail print Arnold Schwarzenegger Il governatore della California Arnold
Schwarzenegger, temendo una secca sconfitta ai referendum, è volato alla Casa Bianca per evidenziare di fronte alle telecamere una
sua vittoria personale nella lotta contro l'inquinamento, quella dell'auto
pulita «sposata» da Obama. Il Governatore della California sta vivendo infatti
momenti particolarmente difficili, dopo i fortunati anni del boom economico (ma
anche della bolla
immobiliare). La popolarità di Schwarzy è ai
minimi storici (33%). I californiani sono stati chiamati alle urne per
varare una serie di risparmi (con una serie di tagli sociali e di tetti alle
spese) per tentare di far quadrare il bilancio statale, con un rosso record di
42 miliardi di dollari. Ma per i sondaggi, solo il 25% dei californiani si è
detto pronto ad andare a votare e i no si avvicinano al 60%. Il governatore ha
fatto stilare due progetti di budget statale, uno dei quali con l'ipotesi della
bocciatura ai referendum. Prevede tagli nel sistema scolastico e nei Servizi
sociali, oltre a migliaia di licenziamenti di dipendenti pubblici, senza
escludere un aumento delle tasse. Non a caso Schwarzenegger era oggi a
Washington, accanto a Obama, per celebrare una sua vittoria personale. Il
presidente Usa ha infatti annunciato dal giardino delle rose della Casa Bianca
l'auto pulita del futuro, sposando le severissime regole californiane, da
sempre le più stringenti negli Usa, sull'inquinamento atmosferico. 20/05/2009
nascosto-->
( da "Trend-online"
del 21-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Archimede e la leva
perduta! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai ,
21.05.2009 07:51 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
) del debito delle famiglie americane ha superato di gran lunga il tasso di
crescita del reddito disponibile reale e la reale ricchezza è stata frutto
della crescita dei mercati azionari e dell'edilizia residenziale. Una parte
della crescita del debito a lungo termine è probabilmente da attribuire
all'innovazione dell'ingegneria del credito e finanziaria con lo sviluppo di prodotti
che hanno ampliato l'accesso al credito delle famiglie americane. Come non
ricordare aggiungo io il MEW, l' home equity, il bancomat immobiliare
per eccellenza, quella creatura finanziaria che permette di prendere in
prestito la rivalutazione di un immobile, fondata sull'assurdità che il valore
delle case non avrebbe potuto che salire. A partire
dal 2000 tuttavia il ritmo di accumulazione del debito è accelerato
notevolmente, come conseguenza di un proliferare dell'emissione di titoli
strutturati con garanzia sottostante il debito ipotecario. Nel corso del decennio,
una combinazione di fattori come la politica monetaria accomodante ( bassi
tassi di interesse ) norme di erogazione del credito ridotte ai minimi termini
con la diffusione di pratiche di credito immobiliari esotiche con formile di
rimborso spesso demenziali e la cartolarizzazione ( trasferimento del rischio
di credito agli investitori ) hanno promosso un rapido sviluppo del credito. L'aumento del livello del debito è stato accompagnato da un aumento
del livello della ricchezza tramite la creatività del credito finanziario( MEW
e speculazione immobiliare ) La bolla
immobiliare è scoppiata nel 2006 e da allora
la ricchezza è diminuita drasticamente oltre a quella legata agli indici
azionari che ha incominciato a venir meno dalla metà del 2007. Di conseguenza
tali eventi hanno eroso le garanzie che sostenevano il ricorso al debito con un
rapido calo dei valori segue pagina >>
( da "Trend-online"
del 21-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Archimede e la leva
perduta! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai ,
21.05.2009 07:51 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
fornisce un esempio recente di un significativo
deleveraging a seguito di una bolla immobiliare che è molto utile
come riferimento. La bolla del mercato azionario giapponese scoppiò alla fine del 1989
seguita subito dopo da quella immobiliare nei primi mesi del 1991.
Quasi 20 anni dopo i prezzi azionari e immobiliari rimangono rispettivamente sotto di oltre
il 70 % dal il picco e del 40 %. Nella figura tre vi è un confronto tra
il settore aziendale non financial giapponese dieci anni prima e dopo il picco
testimoniando come in entrambi i paesi il rapporto di leva è aumentato
rapidamente negli anni precedenti al picco. Dopo lo scoppio delle bolle le
imprese non financial hanno intrapreso un massiccio deleveraging riducendo il
debito del 125 % dal 1991 e del 95 % nel 2001. Se le famiglie americane
seguiranno questa dinamica il loro rapporto debito reddito dovrebbe calare del
100 % entro la fine del 2018 per tornare ai livelli del 2002. La figura 4
riporta l'aumento del tasso di risparmio personale americano, risparmio che in
precedenza secondo l'analisi era diminuito in seguito alle bolle azionarie e
immobiliari. Il recente calo dei due mercati dovrebbe avviare quindi una
ripresa del tasso di risparmio. Prendendo sempre in riferimento il Giappone, con
un semplice modello dinamico si può individuare il livello di risparmio
necessario alla costituzione di un rapporto debito reddito al 100 % nei
prossimi dieci anni. Supponendo un tasso di interesse nominale sui titoli di
debito del 7 % e un tasso di crescita del reddito disponibile del 5 % e che l'
80% del futuro risparmio verrà utilizato per il rimborso del debito, il tasso
di risparmio delle famiglie dovrebbe aumentare dal 4 % attuale a circa il 10 %
entro la fine del 2019. Un aumento di questa portata dovrebbe sotrarre circa
3/4 segue pagina >>
( da "Repubblica, La"
del 22-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 32 - Cronaca
l´analisi Un´intricata rete di interazioni e collegamenti. Come i link di una
pagina web 7 6 5 4 3 Da subprime a Cdo la crisi in sette clic MAURIZIO RICCI
Miss Smith decide di non comprarsi quella graziosa maglietta made in China,
perché, tutto sommato, non se la può permettere. E l´economia mondiale implode.
Nei suoi termini elementari, questa è una crisi semplice. Negli ultimi anni,
l´economia mondiale è stata trainata dai consumi degli americani. Il resto del
mondo (cinesi in testa) produceva cose che gli americani importavano. Quando
gli americani hanno smesso, l´economia globale si è afflosciata come un soufflé
mal riuscito. Se fosse tutto qui, però, ne saremmo probabilmente già fuori. Ma,
da questo nocciolo, parte una intricata rete di interazioni e collegamenti, che
rimandano da un passaggio all´altro, come capita quando si imbocca, un clic
dopo l´altro, la pista dei link di una pagina web. i consumi Alcuni (non molti)
economisti sostenevano che questo ritmo di consumi americani non fosse
sostenibile. E perché mai? Se gli americani erano ricchi non potevano
permettersi di comprare quel che vogliono? La realtà è che gli americani non
erano affatto ricchi. Nell´era Bush, i redditi degli americani sono rimasti più
o meno fermi, quando non sono diminuiti. Gli americani compravano con i debiti.
Soprattutto sulla casa. Funzionava così. Negli Usa, se comprate una casa a
100mila dollari e il valore di questa casa sale a 150mila, potete tornare dalla
banca che vi ha fatto il mutuo e chiedere che vi presti i 50mila dollari in più
che vale adesso. Milioni di americani lo hanno fatto per finanziare i loro
consumi. La casa, è stato detto, era diventata il bancomat degli americani. case e mutui Perché i prezzi delle case
salivano? Perché sempre più gente le comprava. I tassi d´interesse erano
bassissimi e le banche si facevano in quattro per distribuire mutui, anche a
persone che non avevano i soldi per pagare le rate, a meno
di non veder salire il valore della casa comprata. Quando qualcuno ha
cominciato a non pagare le rate, il meccanismo si è fermato, i prezzi delle case hanno cominciato a scendere, il bancomat si è prosciugato. Era
scoppiata la bolla
immobiliare. Non è, però, la prima bolla immobiliare che scoppia. Perché questa volta tanto fracasso? Perché,
nel frattempo è cambiata la finanza mondiale. la finanza Tradizionalmente,
erano le banche il motore del credito. Prestavano soldi, in base a un rapporto
(diciamo
( da "Milano Finanza"
del 23-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
sezione: I Vostri Soldi Nel Mattone data: 23/05/2009 - pag: 59 autore: di
Gabriele Frontoni Ricomincio da Londra Peter Mackaness di Thereadneedle: prezzi dimezzati e trasparenza del mercato faranno
rimbalzare per primo il mattone inglese. A partire dal retail Il mercato immobiliare inglese sta scaldando i motori, mentre in Europa
ci vorranno ancora due anni prima di assistere a una ripresa del mattone.
Parola di Peter Mackaness, property investment specialist di Thereadneedle,
secondo cui il forte ridimensionamento dei valori già subito unito a un sistema
di valutazione degli asset in mano ai fondi immobiliari più trasparente e
realistico rispetto a quello del Vecchio continente, situazione che si traduce
in una maggiore liquidità dei portafogli immobiliari britannici in raffronto
con quelli dei paesi della zona euro. Per queste ragioni secondo il gestore il
mercato anglosassone sarebbe già pronto a ripartire. Che spiega a Milano
Finanza le strategie per approfittare della debolezza del mattone evitando di
rimanere incastrati nella crisi. 1Domanda. Negli ultimi mesi abbiamo assistito
a un fuggi fuggi dal mercato immobiliare inglese
legato a doppio filo all'andamento del real estate d'Oltreoceano. Che cos'è
cambiato, adesso, per farle ritenere che sia arrivato il momento giusto per
tornare a investire sul mattone britannico?Risposta. Dalla seconda metà del
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-24 - pag: 2 autore: «GRILLI PARLANTI»
BLOOMBERG Claude Bébéar Economista e manager 73 anni Potente costruttore del
colosso assicurativo francese Axa, Bébéar, considerato il grande vecchio
dell'economia francese,ha denunciato le responsabilità di manager e finanziaeri
senza scrupoli. Nel
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
La ricetta anticrisi
di Monti «Non meno ma più europa» --> Martedì 26 Maggio 2009 GENERALI,
pagina 2 e-mail print La crisi economica e finanziaria ha messo in evidenza che
serve più Europa, e non meno. E l'Italia dovrebbe dare l'impulso per rilanciare
l'integrazione europea. Mario Monti, economista ed ex Commissario europeo alla
concorrenza, non ha difficoltà a riconoscere di essere stato colto di sorpresa
da come è esplosa la depressione. Non avendo previsto che
la bolla immobiliare degli Stati Uniti sarebbe esplosa con virulenza, Monti si
aspettava una crisi «in forme diverse da quanto poi accaduto». Tuttavia la
diagnosi non cambia: a monte della crisi ci sono mancanza di regole e di
governo della globalizzazione e troppo potere delle lobby finanziarie.
26/05/2009 nascosto-->
( da "Soldionline"
del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa, ancora in calo
i prezzi delle case in marzo Le tags: macroeconomia
usa Commenta l'articolo Marco Delugan martedì, 26 maggio 2009 - 15:24 Una
flessione del 19,1% rispetto allo stesso periodo dellanno
precedente. Questo risulta dallultima lettura dellindice
Case-Schiller per il primo trimestre del 2009. Lindice, elaborato da
Standard & Poor's,
misura landamento dei prezzi delle case nelle 20 più importanti
città degli Stati Uniti dAmerica. Su base mensile, i prezzi sono
calati in marzo del 2,2%. Su base annua, nello stesso mese i prezzi
sono diminuiti del 18,7%. Secondo David Blitzer, economista di Standard &
Poor's, nel mercato immobiliare non ci sarebbero
ancora segni di ripresa, almeno per quanto riguarda i prezzi.
-->
( da "BlueTG online"
del 26-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa: sempre deboli i prezzi degli immobili nelle grandi
città 26-05-2009 15:50 - I prezzi delle case nelle 20
principali città statunitensi sono calati a marzo oltre le attese, secondo le
indicazioni fornite dall'indice S&P/Case-Shiller, crollato del 18,7% su
base annua, lo stesso calo registrato il mese precedente dopo il -19%
registrato in gennaio, record storico dall'inizio della serie storica
nel 2001. Gli economisti prevedevano in media che il ribasso dei prezzi potesse essere pari al 18,3% su base annua. (l.s.)
( da "Italia Oggi"
del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ItaliaOggi sezione:
Edilizia e Appalti data: 27/05/2009 - pag: 13 autore: I tassi bassi di ingresso
rianimeranno il mercato in crisi non senza criticità Il mutuo a tasso variabile
spinge la nuova bolla Assoimmobiliare:
le banche devono informare di più sui rischi per le famiglie Nel gossip
pre-assemblea della Banca d'Italia i rischi sui mutui casa a tasso variabile
sono un argomento sempre più frequente tra gli invitati al matinée del
Governatore del 31 maggio. E con ragione. L'ultimo abbassamento record disposto
dalla Banca centrale europea all'1% nel tasso di minimo di rifinanziamento al
sistema bancario (ma la Banca d'Inghilterra è allo 0,50%), sta rimettendo in
moto, seppure a rilento, il mercato dei mutui a tasso variabile.
«Nell'accensione di nuovi mutui si è passati da una distribuzione percentuale
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-05-27 - pag: 8 autore: Stati Uniti. A maggio l'indice
della fiducia è cresciuto molto di più rispetto alle attese degli economisti
Wall Street sale con i consumi Lo S&P su del 2,6% - Il Nasdaq è già tornato
sui livelli d'inizio anno Daniela Roveda NEW YORK Dal punto di vista dei
consumatori americani, il peggio è ormai passato. E Wall Street ieri è volata
sulla scia dell'ottimismo rilevato dall'indice della fiducia dei consumatori,
schizzato in maggio a un livello che non si vedeva dal 2003. Le Borse hanno
deciso quindi di non prestare molta attenzione alla persistente debolezza del
mercato immobiliare, dove i prezzi
sono ancora in caduta libera e a giudicare dagli ultimi dati non hanno ancora
toccato il fondo. Il Dow Jones ha guadagnato così il 2,37%, l'indice S&P
500 il 2,63%, e il Nasdaq il 3,45%. Alla chiusura di ieri il Dow Jones aveva
guadagnato quasi il 30% dal minimo toccato il 9 marzo, e gli mancavano 580
punti per ritornare ai livelli di inizio anno; all'S&P 500 mancano 25 punti
per recuperare interamente le perdite del 2009, mentre il Nasdaq ha ormai
colmato quel divario e si trova oggi a un livello dello 0,6% più alto che il
primo gennaio. L'indice della fiducia, un indicatore delle aspettative dei
consumatori per i prossimi sei mesi, è balzato in maggio a 54,9 dal 40,8 di
aprile, un livello ben superiore al 46,7 atteso in media dagli economisti
americani. L'ottimismo pare dovuto al recente trend al rialzo delle Borse, al
calo dei tassi sui mutui, e a una lieve diminuzione del numero di
licenziamenti. «Benché la fiducia sia ancora bassa in paragone alla media
storica, i consumatori ormai credono che il peggio sia alle spalle», ha detto
ieri Lynn Franco, direttrice del centro di ricerca Conference Board che compila
l'indice mensile. Uno sguardo al mercato immobiliare,
tuttavia, potrebbe suggerire che l'ottimismo degli americani sia forse
esagerato. I prezzi delle case nelle 20 più grandi
aree metropolitane sono caduti del 18,7% in marzo rispetto all'anno precedente,
dopo aver registrato un calo del 19% in febbraio. Il numero di immobili
confiscati ha raggiunto il livello record di
( da "Corriere della Sera"
del 27-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della Sera
sezione: Terza Pagina data: 27/05/2009 - pag: 33 Scenari Due studiosi criticano
le teorie liberiste che hanno dominato la scena negli ultimi trent'anni
Economia, torna il fattore umano Akerlof e Shiller: nel mercato più che la
ragione valgono le emozioni di FEDERICO FUBINI J ack Welch, il manager più
celebre del XX secolo, nel raccontare la sua vita credeva di parlare di sé,
invece è andato vicino a una teoria. O, magari, ha abbozzato una diagnosi
involontaria su ciò che è andato storto nel capitalismo degli ultimi anni,
quelli del tardo reaganismo. «In tutta la mia carriera non ho mai voluto vedere
un progetto prima che qualcuno me lo presentasse», racconta Welch nella sua
biografia scritta quando nel 2004 lasciò, dopo vent'anni, la guida di General
Electric. «Per me il valore di quelle sessioni non era nei bilanci, era nelle
teste e nei cuori delle persone che venivano al nostro quartier generale in
Connecticut. Volevo scavare, andare oltre i faldoni e verso i pensieri che li
avevano ispirati. Dovevo vedere il linguaggio non verbale degli investitori, la
passione che infondevano nei loro ragionamenti ». I manuali pieni di modelli
per stimare la profittabilità futura, dice Welch, erano «libri morti». Di
questo brano preso da Jack: Straight from the Gut («direttamente dalla pancia»)
si sono ricordati di recente due uomini che di modelli econometrici si sono
nutriti fin dall'adolescenza. Il primo si chiama George Akerlof, ed oltre ad
aver sposato la presidente della Federal Reserve di San Francisco, Janet
Yellen, ha vinto un Nobel per l'economia grazie ai suoi studi sui «limoni»,
ossia sull'«incertezza della qualità dei meccanismi di mercato». Il secondo
invece risponde al nome di Robert Shiller, insegna a Yale, ha
previsto due su due delle ultime crisi ed è, di per sé, un numero vivente: il
suo indice del mercato immobiliare (lo «S&P's Case/Shiller») dà ogni mese lo stato di salute
dell'economia americana, e anche ieri segnava febbre alta. Significherà dunque
qualcosa se Akerlof e Shiller hanno unito le loro forze. Lo hanno fatto
per un volume in uscita oggi in Italia ( Spiriti animali. Come la natura umana
può salvare l'economia, Rizzoli) che parla più di Welch che di econometria, più
di psicologia ed emozioni che di numeri o relazioni meccaniche fra cause ed
effetti. Come minimo, significa che il soqquadro degli ultimi due anni si sta
estendendo al mondo intellettuale, e da lì ai responsabili di politica
economica, ai leader nazionali e alle opinioni pubbliche. In ultima analisi, ci
dicono Shiller e Akerlof, le onde del sisma partito dai subprime si
propagheranno al modo in cui ognuno di noi vive relazioni fondamentali
dell'esistenza come il lavoro, la casa, il risparmio e i tassi d'interesse, che
i due definiscono «il prezzo del tempo». Il loro libro è sì un riflesso di quei
12 mila miliardi di dollari delle famiglie americane finiti in cenere in venti
mesi, ma è anche uno di quelli che segnano un cambio d'epoca. Va detto che i
due autori vedono in tutta questa devastazione semmai una conferma delle loro
idee, eppure proprio queste macerie permettono loro di mettere a fuoco molto
meglio come l'economia non sia affatto il regno della razionalità e come i
mercati non tendano per niente, se lasciati indisturbati, verso l'equilibrio
virtuoso che molti credevano. «Per capire come funziona davvero l'economia è
necessario incorporare gli spiriti animali nella teoria macroeconomica»,
scrivono gli autori. Secondo loro gli ultimi trent'anni, quelli segnati da
Reagan e Thatcher nella società e da Milton Friedman e dal liberismo puro della
scuola di Chicago nella teoria, sono andati «nella direzione sbagliata». Ciò è
potuto succedere, scrivono, «perché ci si è focalizzati su come si
comporterebbe l'economia se le persone avessero soltanto motivazioni economiche
e fossero pienamente razionali ». Per Akerlof e Shiller, sono false entrambe
queste verità. Lo testimoniano quell'1,3 miliardi di carte di credito esistenti
negli Stati Uniti: in media oltre quattro per abitante, neonati inclusi. E lo
riafferma l'osservazione nei test in vivo che l'americano medio, un esemplare
sociale spesso sull'orlo della bancarotta, spende fra il 60 e il 110 per cento
di più quando può pagare con la carta anziché in contanti. «Al contrario notano
i due chi non ha una carta di credito ha attivi finanziari molto più alti
rispetto al suo reddito». Nel libro di Akerlof e Shiller, così come nella
realtà sotto gli occhi di tutti, si sprecano altri esempi di come gli «spiriti
animali», ossia molto umani, facciano a pugni con le teorie sulla razionalità
dei mercati. Anche per questo i due sono seguaci dell'economia comportamentale,
quella che appunto fa i conti con l'imperfezione naturale delle persone. Ma
Akerlof e Shiller cercano di muovere un passo più in là e mettere sotto il
microscopio questi «spiriti animali». C'è la fiducia e il suo contrario, il
panico, che si propagano come virus; c'è il senso di equità, la malafede,
l'«illusione monetaria » che impedisce di vedere oltre il velo dell'inflazione.
Ma soprattutto contano le «narrazioni», realtà intangibili ma decisive sulla
natura dell'economia e il suo andamento. Tipiche sono la narrazione delle
promesse di ricchezza nella bolla tecnologica o quella
sulle possibilità di rifinanziare il proprio mutuo estraendo prestiti
all'infinito grazie alla crescita senza sosta del prezzo delle case. Del resto, scrivono gli autori, «la mente umana è
progettata per pensare in termini narrativi sequenze di eventi che ci appaiono
come un'unità di senso compiuto». Non decidiamo sulla base di numeri, ma di storie.
Sulle manie speculative John Kenneth Galbraith scrisse qualcosa di simile nella
sua Breve storia dell'euforia finanziaria (Bur) alla fine degli anni Ottanta,
che Shiller e Akerlof curiosamente non citano. Ma i due oggi ne traggono la
lezione che il governo dovrà essere in futuro più presente e attivo «per
stabilire le regole e fungere da arbitro». Gli autori usano la metafora del
genitore che controlla l'emotività dei figli, facendo balenare la prospettiva,
che non desiderano, di uno Stato paternalista. Ma questa sarà magari la
polemica del prossimo libro. Per ora, con Spiriti animali, Akerlof e Shiller
spingono il capitalismo a voltare pagina. ILLUSTRAZIONE DI CONC
( da "Adige, L'" del
29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
«Più politica
accanto al mercato» L'analisi di Padoa-Schioppa «Ma ora il peggio è passato»
ANDREA GROSSELLI «La malattia nasce da una condotta di vita malsana e lascerà
tracce durature. Il paziente, anche una volta guarito, sarà tenuto a un regime
di vita diverso». La diagnosi di Tommaso Padoa-Schioppa ha il pregio di essere
diretta, schietta. Ma non ha nulla di consolatorio. Per il ministro
dell'Economia del governo Prodi II, il paziente sono i Paesi occidentali, gli
Stati Uniti in primo luogo, che d'ora in poi potranno svilupparsi, ma ad un
ritmo diverso, seguendo appunto un regime di vita per certi versi più
morigerato. A portarci sull'orlo del baratro - per l'Ocse la recessione sarà la
peggiore del dopoguerra - non è stata infatti solo la finanza e le sue formule
tanto misteriose da risultare indecifrabili ai propri demiurghi. Il colpevole è
la crescita economica squilibrata, fondata su consumi esasperati e debiti illimitati.
Ma come hanno fatto politici, banchieri, economisti a non accorgersi degli
immensi squilibri tra le economie emergenti e quelle avanzate, e soprattutto
dentro queste ultime? La risposta sta nel titolo dell'ultimo libro del
professor Padoa-Schioppa, «La veduta corta». A renderci ciechi è stata
l'incapacità di gettare l'occhio oltre le fluttuazioni giornaliere del Dow
Jones, oltre l'ultimo sondaggio d'opinione, oltre il giardino apparentemente
ordinato di casa propria. Per riprendersi, ora serve uno sguardo largo, capace
di comprendere i mutamenti in corso su scala mondiale e sul lungo periodo. Urge
un «kantiano» governo mondiale della globalizzazione, i cui segnali di vita
oggi sono deboli, contraddittori. Lo dimostra l'assenza politica dell'Europa rispetto
alla crisi. Una verità, quest'ultima, ancor più amara per chi, prima di fare il
ministro, ha dato un contributo diretto, dall'interno della Bce, alla nascita
dell'euro. Professore, come sta oggi l'economia mondiale? Qual è il decorso
della malattia? Probabilmente il peggio è passato. Ma il malato non è ancora
guarito e c'è il rischio di ricadute. Di più non si può dire. In fondo, passata
la fase più acuta, anche i medici difficilmente sciolgono subito la prognosi.
Le cure messe in atto dai diversi governi stanno facendo effetto? Sebbene in
economia non si abbia mai la controprova, sembra che qualche effetto lo abbiano
prodotto. Le prime terapie servivano a superare la fase acuta, non certo a
cambiare modello di vita.. Ora il ritmo di discesa è rallentato. Ma sempre di
discesa si parla. Veniamo alle cause. È tutta colpa della finanza? Non
condivido quest'idea. All'origine della crisi c'è un modello di crescita
squilibrato fondato sui consumi e sul debito, modello che non nasce nella
finanza, sebbene questa poi lo abbia assecondato. La finanza va giustamente
criticata per l'imprudenza con cui ha creato bolle speculative e strumenti
indecifrabili per le stesse imprese finanziarie. Ma è anche vero che chi la
finanza doveva controllarla, non lo ha fatto a sufficienza. Nel traffico di una
città dove il codice della strada non viene fatto rispettare, si hanno
inevitabilmente gravi incidenti, ma non sarebbe giusto limitarsi a criticare
gli autisti imprudenti. A chi faceva comodo questa crescita squilibrata? Prima
della crisi, ha fatto comodo a tutti. L'economia mondiale cresceva di più, la
disoccupazione era bassa, negli Usa si diceva che anche i poveri potevano
acquistare casa, Bush è stato rieletto nel 2004 con un'economia in espansione.
Di tutto questo ne beneficiava anche l'Europa. Allora quali sono i cambiamenti
da introdurre? Nel mio libro ne indico tre. Bisogna smettere di illudersi che i
mercati possano regolarsi autonomamente. Va radicata la consapevolezza che ad
mercato globalizzato si deve affiancare una sovranità politica condivisa.
Infine bisogna individuare meccanismi istituzionali che correggano la veduta
corta, in economia, in finanza e anche in politica. Mentre si parla di
recessione globale, quasi non ci si accorge che in grandi Paesi come India e
Cina, la crescita continua nonostante la crisi. Per questi Paesi lo sviluppo
economico significa uscire dalla povertà. Anche per questo, passata la fase
acuta della crisi, continueranno a crescere. Diversa e più complessa è la
questione per le economie avanzate. In teoria potrebbero mantenere alto il
tenore di vita anche senza crescita. Ma così rischierebbero di bloccare lo
spazio di esportazione e di sviluppo dei Paesi emergenti. Il tema è quindi
individuare un modello di crescita differenziata e politiche coordinate che
globalmente possano realizzarlo. La crisi sta forse inducendo alcuni
cambiamenti strutturali. La Cina punta ad un sistema sanitario pubblico così da
liberare risorse per la domanda interna. Gli Usa, in aggiunta, sembrano
scommettere sulla green economy. Una certa consapevolezza della necessità di
cambiare il modello di sviluppo c'è. Questa è la sfida degli anni prossimi. I
cambiamenti cui accennava rappresentano già l'adozione di uno stile di vita
diverso, più sostenibile. Certo, si tratta di un cammino molto difficile.
Questa sfida, questo cammino dovranno essere assunti e incarnati da nuove
istituzioni internazionali? Le migliori organizzazioni internazionali sono
quelle nate dalla Seconda guerra mondiale. L'Onu, il Fmi, la Banca Mondiale e
il l'organismo più recente, il Wto. Esse debbono essere messe in grado di
svolgere un ruolo più attivo. Non credo che senza queste istituzioni e senza
una svolta kantiana, il mondo si possa incamminare spontaneamente lungo la
buona strada. Come scrivo nel mio libro, tra i tanti futuri possibili dobbiamo
individuare quello migliore e adoperarci per realizzarlo. L'Europa ha un ruolo
in questo cammino? Lei sostiene che l'Unione oggi dimostra tutta la propria
incompiutezza. Sì. Lo certifica anche la crisi dell'auto: è di dimensione
europea eppure Bruxelles è completamente assente. La stessa Bruxelles gestì
invece in passato la crisi dell'acciaio a livello europeo. Oggi l'Europa è un
soggetto privo di una politica economica comune. E' una espressione geografica.
Un'assenza particolarmente grave, sembrerebbe di capire. Molto grave, perché
rischia di far deflagrare il mercato unico che è stata la macchina della
prosperità europea. Non solo. Fa mancare al mondo il soggetto che più
energicamente potrebbe contrastare i protezionismi con il proprio esempio. E
l'Italia? Qual è lo stato di salute del nostro Paese dentro il grande crollo? In Italia i germi della crisi sono meno virulenti che altrove. In
fondo il sistema bancario era meno esposto, il debito delle famiglie ridotto,
non c'era una bolla
immobiliare in atto. L'infezione quindi non
ha attaccato l'Italia in maniera particolarmente violenta. Il problema è
che l'organismo è più gracile, debilitato da costi ed inefficienze eccessive
degli apparati pubblici, da rigidità di vario tipo, da strutturali debolezze di
natura produttiva. Su queste bisogna agire. 29/05/2009
( da "Trend-online"
del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Crisi: Gb, prezzi case salgono a sorpresa a
maggio
( da "Wall Street Italia"
del 29-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Crisi: Gb, prezzi case salgono a sorpresa a
maggio di
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-30 - pag: 17 autore: Dove c'è
fiducia, c'è più economia Molte decisioni cruciali vengono prese perché
sentiamo «con la pancia» che sono giuste di George A. Akerlof e Robert J.
Shiller Q uando l'economia è in recessione, i giornalisti e gli esperti ci
dicono che bisogna «ripristinare la fiducia ». Era questa l'intenzione di J.P.
Morgan dopo il crollo delle Borse nel 1902, quando promosse un consorzio di
banchieri per investire nel mercato azionario; impiegò la stessa strategia nel
1907. Franklin Roosevelt analizzò la Grande Depressione in termini simili.
«L'unica cosa che dobbiamo temere - dichiarò nel suo discorso d'insediamento
nel 1933 - è la paura stessa». Nello stesso discorso affermò: «Non ci hanno
colpito la peste o le locuste». Fin dai tempi della fondazione degli Stati
Uniti, le flessioni dell'economia sono state viste come il risultato di un calo
di fiducia. Gli economisti danno un'interpretazione particolare al termine
"fiducia". Molti fenomeni sono caratterizzati da due (o forse più)
equilibri. Per esempio, se nessuno ricostruisce per primo la sua casa a New
Orleans dopo l'uragano Katrina, nessun altro vorrà ricostruire la propria: chi
mai vorrebbe vivere nel deserto, senza vicini di casa e senza negozi? Ma se
molte persone ricostruiscono a New Orleans, allora vorranno farlo anche altri.
Quindi potrebbe crearsi un equilibrio positivo (ricostruzione), nel qual caso diciamo
che c'è fiducia. Ma potrebbe anche esserci un equilibrio negativo (non
ricostruzione), e quindi mancanza di fiducia. In quest'ottica, la fiducia non è
altro che una previsione, in questo caso riguardo al fatto che gli altri
ricostruiscano oppure no. Una previsione fiduciosa è quella che immagina un
futuro roseo; una previsione sfiduciata immagina un futuro cupo. Ma se
cerchiamo il termine «fiducia» nel dizionario, vediamo che è qualcosa in più di
una previsione. Il dizionario dice che significa «credenza» o «piena
convinzione». La parola proviene dal latino fido, «io ho fede». La crisi di
fiducia in cui ci troviamo al momento della stesura di queste pagine si
definisce anche «crisi del credito». La parola «credito» deriva dal latino
credo, «io credo». Alla luce di queste ulteriori sfumature di significato, il
punto di vista degli economisti, basato su equilibri binari fra previsioni
rosee e previsioni cupe, sembra incompleto. Gli economisti hanno espresso solo
in parte il significato di «fede» o «convinzione». La loro visione implica che
la fiducia sia razionale: le persone usano le informazioni disponibili per fare
previsioni razionali, poi prendono una decisione razionale sulla base di quelle
previsioni razionali. Certamente spesso si prendono decisioni in questo modo,
in piena fiducia; ma la nozione di «fiducia» non si esaurisce in questo. Il
senso proprio della fede è spingersi oltre il razionale: la persona che davvero
ha fede spesso rigetta o tiene in poco conto certe informazioni. Addirittura,
può non elaborare razionalmente le informazioni disponibili; e anche se le ha
elaborate razionalmente, può non agire di conseguenza in modo razionale. Agirà
in base a ciò che è convinta sia vero. Se è questo che intendiamo per fiducia,
allora capiamo subito perché, se varia nel tempo, la fiducia dovrebbe svolgere
un ruolo centrale nel ciclo economico. Perché? Perché nei periodi positivi, la
gente si fida: prende decisioni in modo spontaneo, sa istintivamente che avrà
successo, è meno sospettosa. Il valore degli asset sarà alto e forse tenderà ad
aumentare. Finché le persone rimangono fiduciose, la loro impulsività non sarà
evidente. Ma poi, quando la fiducia svanisce, la marea cala, rivelando la
nudità delle loro decisioni. La stessa parola «fiducia », poiché implica un
comportamento che esula da un approccio razionale alle decisioni, indica il
motivo per cui essa svolge un ruolo centrale in macroeconomia. Chi è fiducioso
esce a far compere; chi non lo è resta a casa, e vende. La storia dell'economia
è piena di questi cicli di fiducia e ritirata. A chi non è mai capitato,
durante un'escursione, d'imbattersi nei binari di una ferrovia da tempo
abbandonata, un sogno di ricchezza ormai svanito? Chi non ha mai sentito
parlare della "grande bolla dei tulipani"
nell'Olanda del Seicento? Un Paese che è famoso, potremmo aggiungere, per gli
intraprendenti borghesi dipinti da Rembrandt, e che ha la nomea di essere il
popolo più cauto del pianeta. Chi ignora che nel Settecento persino Isaac
Newton – padre della fisica moderna e del calcolo – perse una fortuna nella bolla dei Mari del Sud? Tutto ciò ci porta a Trondheim.
Akerlof aveva archiviato nel punto sbagliato del cervello l'osservazione scaturita dal milione di dollari che un suo parente
aveva pagato per comprare una casa nella città norvegese. Avrebbe dovuto notare
che i prezzi degli immobili a Trondheim non erano soltanto indicativi di una
strana impennata nei prezzi degli immobili in Scandinavia; erano parte di una bolla immobiliare mondiale. Si era fidato troppo. Ma questo ci conduce
ancor più indietro, al brano in cui Keynes parla degli spiriti animali. Quando
le persone prendono decisioni importanti sugli investimenti, devono basarsi
sulla fiducia. Ma la teoria economica standard suggerisce altrimenti. Essa
descrive un processo formale per prendere decisioni razionali: si considerano
tutte le opzioni disponibili, si considerano gli esiti di tutte quelle opzioni
e quanto sarebbe vantaggioso ciascun esito. Si soppesano le probabilità di
ciascuna opzione, e solo a quel punto si prende la decisione. Ma siamo davvero
in grado di fare tutto ciò? Siamo in grado di stabilire quali sono quelle
probabilità ed esiti? Oppure, al contrario, le decisioni economiche – e anche
molte decisioni personali su quali beni comprare e conservare – sono prese
molto più sulla base del fatto che ci fidiamo oppure no? Non coinvolgono forse
processi decisionali più simili a quelli che intraprendiamo quando giriamo una
frittella o colpiamo una pallina da golf? Molte nostre decisioni, comprese
alcune fra le più importanti nella vita, sono prese perché "sentiamo"
che sono quelle giuste. John F. "Jack" Welch, da tempo amministratore
delegato della General Electric nonché manager tra i più importanti del mondo,
afferma che le decisioni di quel tipo sono prese «direttamente con la pancia».
Ma a livello macroeconomico, nell'aggregato, la fiducia va e viene; a volte è
giustificata, a volte no. Non è solo una previsione razionale: è il primo e il
più cruciale dei nostri spiriti animali. Gli autori hanno scritto il libro
«Spiriti animali» da cui pubblichiamo un estratto. Il Nobel George A. Akerlof è
intervenuto ieri a Trento
( da "Adige, L'" del
31-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
PAOLO GHEZZI C'erano
economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei anni prima, come
Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale PAOLO GHEZZI C'erano
economisti che avevano capito tutto, o quasi tutto, cinque-sei anni prima, come
Raghuram Rajan del Fondo monetario internazionale. Ma erano pochi. E poco
ascoltati. Ma nessuno ha potuto pronosticare il tracollo finanziario
dell'estate 2007, con l'esplosione dei mutui subprime , perché è stato un terremoto
e gli economisti non sono indovini. Su questo si sono trovate d'accordo accusa
(Roberto Perotti) e difesa (Luigi Guiso). Ma secondo Perotti i macroeconomisti
sono colpevoli perché non hanno saputo capire (e non si sono preoccupati di
studiare a sufficienza) i meccanismi finanziari dell'economia-ombra che stavano
mettendo a rischio le basi stesse del sistema anche per colpa dei bassissimi
tassi di interesse della Federal Reserve. «Il problema non è che non abbiamo
profetizzato il momento del grande shock, ma che non abbiamo saputo neppure
prevederne le conseguenze». E questo non per eccesso di teorie astratte o
perché crediamo ancora nelle aspettative razionali e nei mercati efficienti,
no, per ignoranza specifica: «Non avevamo capito - ha insistito Perotti - come
funzionavano le senior tranches dei debiti cartolarizzati, non capivamo la
finanza ombra. Molti di noi non sapevano come funzionavano i mutui, non solo
gli hedge funds ». Sarà dura, per gli studenti della giuria, decidere se gli
economisti meritano la condanna o l'assoluzione (Talbott, in altra sala, ha
suggerito a Perotti di chiedere la pena di morte: «sono contrario ma in questo
caso farò un' eccezione») dopo un'estenuante udienza di mezzogiorno durata
un'ora e tre quarti. Oggi leggeranno il verdetto prima del secondo processo,
quello ai controllori e ai politici. Il difensore Guiso ha evidenziato che non
pochi economisti hanno descritto bene il pericolo di un grande tracollo: ma la
tempistica dell'evento non era a portata della scienza economica, che
oltretutto è scienza sociale, e non naturale. E poi «anche se avessero saputo
quando ci sarebbe stato il crac, che cosa avrebbero potuto fare? Se avessero
diffuso la notizia, avrebbero solo anticipato lo shock: non puoi mica evacuare
l'economia come si fa con le navi in fiamme!». Mancando i testimoni d'accusa
(evidentemente Perotti si sentiva sufficientemente forte da solo) il testimone
a difesa Persico ha citato l'«Irrational Exuberance» del professor Shiller, che
nel 2005 prevedeva l'esplosione della bolla immobiliare, ma anche la leader delle prostitute italiane Carla Corso che
viceversa si fidava delle dritte del cronista di borsa Everardo Dalla Noce (ex
cronista sportivo): ma perché gli italiani si affidano ai promotori finanziari
la cui associazione è presieduta da un laureato in giurisprudenza ex arbitro di
calcio? L'accusatore Perotti si è lanciato alla fine nell'autocritica
più dura: «Io non sapevo, ma molti di noi macro-economisti hanno continuato a
scrivere articoli su cose che non comprendevamo. Facendo autocritica, mi
dicono, porti pane ai denti di Tremonti. Ma se la nostra categoria deve
ritrovare credibilità, non si può far finta di niente. E tacere come proponeva
Sartre negli anni Cinquanta, di fronte agli orrori staliniani, per non turbare
gli operai comunisti della Renault». Rimane l'impressione che il processo agli
economisti non riesca a toccare il nocciolo duro del problema: il forte
condizionamento derivante dall'avidità umana ( greed ). E l'altra impressione
del primo processo in Sala Depero è che non avessero tutti i torti i vecchi
teologi - che sapevano di economia senza saperlo - quando dicevano che il
denaro è lo sterco del diavolo. Banale aggiungere che il suddetto diavolo fa le
pentole e non i coperchi? Banale almeno quanto dire, come ieri il peraltro
brillante difensore: «Sorry, nessuno è perfetto. Neanche gli economisti.
Vorreste condannarci per questo?». Oh sì, se è vero che eravate complici come
ha detto il testimone di difesa-accusa Roubini, oh sì che dovreste pagare anche
voi, insieme ai maghi della finanza-ombra che avete troppo a lungo ignorato o
incoraggiato, nella bolla dell'euforia che - ha detto
Roubini - funziona così: «When we are in the bubble, everyone benefits».
Appunto. In galera i profittatori non pentiti. 31/05/2009
( da "Adige, L'" del
31-05-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Date un mutuo per
l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore dell'immobile, anche a
chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e nessun patrimonio Date un
mutuo per l'acquisto di una casa da sogno, pari al 100% del valore
dell'immobile, anche a chi ha bassi redditi, un posto di lavoro instabile e
nessun patrimonio. Garantitegli tassi di interesse minimi per i primi due anni
e, dopo averli alzati, date la possibilità di rinegoziare il mutuo offrendo
nuovi finanziamenti. Estendente questi mutui in tutte le città d'America per un
giro d'affari di 2.500 miliardi di dollari negli ultimi otto anni, tanto da far
schizzare i costi delle abitazioni del 50% in due anni. Impacchettate i mutui
in azioni e riempite i caveau della banche di titoli a rischio. Fate tutto
questo e vi ritroverete nella più grande bufera finanziaria dal secondo
dopoguerra. È l'effetto dei mutui subprime, dove sub sta per «sotto» e prime
per «mutuatari di prima scelta», quelli capaci di onorare i debiti. Lo ha
analizzato ieri fin nei minimi dettagli Annamaria Lusardi, bocconiana ma oggi
docente di finanza al Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire, davanti
ad un pubblico al solito attento e competente. Ma allora di chi è la colpa del
crollo della finanza? Non sarà mica solo di chi aspirava a vivere come ad O.C.
o Beverly Hills? No, certo. «Sono i broker - ha spiegato Lusardi - ad aver
offerto denaro facile a condizioni di altissimo rischio. Poi ci si è messa la
cartolarizzazione. Infine qualche responsabilità è della politica americana
che, dal
( da "Repubblica, La"
del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 20 - Commenti
IL FEDERALISMO ALL´ITALIANA (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Investimenti, primi
spiragli di luce GIOVANNI MARABELLI Per gran parte del 2008 gli economisti
hanno attribuito tutte le colpe dellattuale crisi allo
scoppio della bolla immobiliare Usa e solo in un secondo momento si sono resi
conto di essere di fronte a una crisi globale del credito e del settore
finanziario delle economie più sviluppate. Ciò non toglie che il crollo dei prezzi delle case negli Stati Uniti sia stato il primo grave
sintomo della malattia delleconomia e anche uno dei più gravi. Come spesso
accade, però, i settori a entrare per primi in crisi sono poi anche i primi a
uscirne. In questo contesto più di un investitore sta oggi monitorando con
grande attenzione i contrastanti segnali che arrivano dal real estate per poter
prendere posizione prima che i prezzi tornino a salire
con decisione. I dati macro rilasciati dal governo di Washington dipingono un
quadro con ancora molte ombre ma anche qualche spiraglio di luce. Quel che è
certo è che la discesa dei prezzi è rallentata e il
numero degli immobili venduti è in leggera ripresa. Gli investitori che hanno
messo nel proprio mirino il settore immobiliare non
hanno che limbarazzo della scelta quando viene il momento di decidere quale
sia lo strumento finanziario più adatto. Esistono società quotate specializzate nello
sviluppo di aree edificabili e ce ne sono altre che limitano la loro attività
alla gestione di immobili esistenti. Esistono poi Etf dedicati e fondi aperti e
chiusi con declinazioni diverse a seconda del Paese in cui hanno sede. Lo
strumento più tradizionale e anche di maggior successo risponde però al nome di
Reits, i Real Estate Investment Trust. Si tratta di strumenti con oltre un
secolo di storia (i primi furono lanciati alla fine dell800),
nati proprio per
diminuire i rischi connessi allinvestimento immobiliare
ma che si sono sviluppati, anche a seguito di una consistente revisione
normativa, soprattutto dalla fine degli anni Settanta con linvestimento
massiccio da parte dei fondi pensioni e di altri investitori istituzionali. I Reits riscuotono
comunque un fortissimo interesse anche presso i piccoli investitori,
soprattutto quelli seguiti da un private banker. Essi sono nati negli Stati
Uniti e oggi vantano una forte presenza anche in Gran Bretagna, Australia,
Giappone, Germania, Olanda e Francia, solo per citare i mercati più importanti.
In Italia esiste la variante delle Siiq. Nella grande famiglia dei Reits
esistono tre grandi categorie: equity fund (gestiscono immobili acquistati o
costruiti); mortgage fund (rilevano e gestiscono crediti ipotecari); hybrid
fund (sommano le caratteristiche del primo e secondo tipo). Ma é soprattutto il
campo di azione che li caratterizza sia a livello geografico (alcuni investono
solo in certe aree/Stati) che per tipologia di immobile (dai centri commerciali
alle case di cura, dagli uffici ai capannoni
industriali, etc). Negli ultimi 2 anni i Reits europei hanno subito perdite
decisamente più contenute rispetto a quelli americani e ciò non deve stupire
tenuto conto del fatto che il crollo dei prezzi degli
immobili oltreoceano è stato molto più marcato. Secondo alcune banche daffari,
fra cui Nomura, nel Vecchio Continente è già arrivato il momento di rompere gli
indugi e posizionarsi al rialzo. Prendendo questa decisione non bisogna comunque
dimenticare che si tratta di strumenti quotati, il cui andamento viene
fortemente influenzato da quello più generale dei listini. Questo significa che
se Wall Street riprenderà la via del ribasso anche i Reits torneranno a soffrire.
Lindice globale dei Reits americani ha perso il 18% nel 2007, il
37% nel 2008 e il 14% questanno. Va però notato che le perdite sono state
accumulate tutte nei primi due mesi dellanno, mentre ad aprile cè
stato un rimbalzo del 27%. Per quel che riguarda invece lEuropa i numeri dicono
che nel 2008 il valore del patrimonio dei fondi immobiliari italiani è rimasto
pressoché invariato rispetto allanno precedente ma i rendimenti sono
scesi sotto il 6%. Anche i fondi tedeschi sono riusciti a preservare il proprio valore, mentre diverso è
stato landamento dei fondi inglesi e francesi. A Londra gli strumenti
focalizzati sul mercato degli uffici hanno perso il 15%, mentre a Parigi il
10%. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 01-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Operazione
trasparenza, svolta per il mercato Operazione trasparenza. Le difficoltà del
mercato immobiliare stanno spingendo gli operatori
verso la comunicazione al mercato. In questo scenario si muove lultima
iniziativa di Rics (Royal Institution of Chartered Surveyors), la più importante associazione
internazionale di professionisti dellimmobiliare, che sta lavorando a una serie di
regole per la misurazione dei costi di realizzazione dei fabbricati. Un
vademecum atteso per i prossimi mesi che dovrebbe permettere ai clienti di
poter contare su un maggior controllo e su una maggiore informativa sulle
spese, in modo di scongiurare speculazioni e di evitare costi sproporzionati
rispetto alle previsioni. La maggior parte dei costruttori, infatti, si trova a
fare i conti con una situazione debitoria a rischio, con finanziamenti
accumulati negli anni della bolla immobiliare e
diventati insostenibili nellattuale fase di frenata,
contrassegnata da un calo delle quotazioni, ma soprattutto da un allungamento
dei tempi di
compravendita. «La pubblicazione sarà una raccolta di best practice e conterrà
informazioni relative ai costi di materiali, alla disponibilità di fornitori e
ai prezzi medi applicati in ciascuna area, oltre a
stime di voci secondarie come i fee di consulenza, i costi di acquisizione di
terreni e delle proprietà e le tasse commenta Steven
Scamihorn, membro di Rics e ad di Bear project management
Lobiettivo è di garantire ai clienti la miglior consulenza possibile in
un mercato competitivo come quello attuale». Lo stesso Rics nelle scorse settimane aveva lanciato un
gruppo di lavoro per monitorare e supervisionare la trasparenza in tutte le
aree professionali del settore del real estate. Tra i temi oggetto di
approfondimento, ci sono la dichiarazione delle commissioni e le spese di
assicurazione, le spese di affitto e la valutazione dei fee. Questi interventi
di autodisciplina piacciono agli operatori di mercato, che restano tuttavia
prudenti sullimpatto di queste misure sulle quotazioni e
le compravendite: «In
Italia cè un deficit informativo rispetto agli altri paesi occidentali,
per cui ogni misura che va nella direzione di ridurre il gap è benvenuta
commenta Guido Lodigiani, responsabile ufficio studi di Gabetti Le nuove
regole potranno aiutare
gli operatori del mercato a redigere business plan più attendibili». Dello
stesso avviso è Fabio Sagnelli, ad di Continental Re. «In passato abbiamo
assistito a casi di operatori che si sono fatti finanziare, con dei trucchi,
somme superiori alle proprie possibilità. Con il risultato di portare
discredito a tutto il mercato». Per Sagnelli, «è fondamentale fissare regole e
binari più stringenti, anche se questo non basterà a rianimare un mercato che
paga soprattutto la debolezza della domanda». Una riflessione che trova
concorde Leo Civelli, chief executive officer di Real Europe: «La maggiore
trasparenza, da sola, non è sufficiente a rilanciare il real estate». Civelli
sottolinea, comunque, limpatto positivo per evitare rischi, come
«le valutazioni immobiliari
che in passato venivano fatte ricorrendo a stime approssimative, piuttosto che
allintervento di professionisti del settore». La crisi in atto,
secondo il ceo di Reag, «sta contribuendo a eliminare gli eccessi per ripartire
su basi più solide». (l.
d. o.) Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
( da "Finanza e Mercati"
del 02-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Case
ancor più in saldo se comprate in oro da Finanza&Mercati del 02-06-2009 Il
mercato immobiliare non è certo
nel suo momento più brillante. E se il confronto avviene in rapporto all'oro,
il momento brilla ancor meno. I prezzi delle
case, dopo la bufera subprime e la corsa a vendere appartamenti rimasti
senza inquilini solventi, hanno subito un duro colpo nei mesi scorsi. E non solo negli Stati
Uniti. Ebbene, secondo un'analisi di Chart of the Day, il duro colpo si è
addirittura tramutato in un crollo che ha portato i valori ai livelli degli
anni Ottanta. L'analisi considera il prezzo medio di una casa single-family, in
rapporto al prezzo di un'oncia di oro. In sostanza, si misura il costo di
un'abitazione media in termini di quantità di metallo giallo. Il risultato è
che, attualmente, occorrono circa
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
LA P
( da "Tempo, Il" del
03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
stampa
Bassi livelli dei prezzi degli immobili
e tassi ai minimi hanno ridato fiducia a operatori e consumatori Riparte il
mattone americano Acquisti Ad aprile i compromessi per le case sono cresciuti
del 6,7%. Molto più delle stime Il mattone Usa riprende fiato. Dopo mesi di
calo del mercato immobiliare e lo scoppio
della bolla dei subprime (mutui concessi a
clienti poco svolvibili) del 2007, che ha preparato il terreno alla crisi finanziaria esplosa
alla fine del 2008, sono arrivati, ieri, i primi segnali dell'inizio
dell'inversione del ciclo. Gli atti di compromesso per l'acquisto di abitazioni
negli Usa ad aprile hanno registrato un balzo mensile del 6,7% dopo il +3,2% di
marzo. Un dato che è nettamente migliore rispetto alla stima di un rialzo dello
0,5% avanzata dagli analisti. I cittadini americani, in altre parole, sono
tornati ad acquistare e a investire nel mercato degli immobili, con una
rilevante determinazione. L'aumento segnato ad aprile è, infatti, il maggiore
registrata da sette anni ed è stato trainato dal bassissimo livello dei prezzi delle case. Oltre che da una politica monetaria
espansiva che ha portato i tassi dei mutui a livelli molto bassi. Nell'ultima
sforbiciata al costo del denaro, decisa dalla Federal Reserve guidata da Ben
Bernanke, i tassi ufficiali sono arrivati a un livello compreso tra lo 0% e lo
0,25%. Un calo che, superata la fase critica della sfiducia da parte dei
consumatori americani nella fase più acuta della recessione, ha ridato smalto
al comparto. Il valore evidenziato ieri ha spinto al rialzo anche il dato
raffrontato su base annua. Rispetto all'aprile dello scorso anno si è avuto un
incremento dei compromessi del 3,2%. Gli economisti americani hanno per questo
cominciato a vedere un futuro più roseo. Il calo dei prezzi
di mercato e gli incentivi fiscali potranno infatti aiutare la stabilizzazione
del settore immobiliare. E di conseguenza creare le
premesse per una veloce ripartenza dell'economia Usa. Da segnalare infine che
per l'economia americana un altro segnale positivo è giunto ieri dalle vendite
del colosso dell'automobile Ford che a maggio, hanno registrato negli Stati
Uniti un calo del 24,2%. Per la casa automobilistica - l'unica che non ha
avviata la procedura di bancarotta - il risultato benché negativo è migliore
delle previsioni. Comprendendo tutti i suoi marchi, Ford ha cos' venduto
161.531 vetture, dalle 213.328 di maggio 2008. Si tratta del risultato migliore
da luglio 2008.
( da "Secolo XIX, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Via Acerbi, la
vendita degli appartamenti finisce in tribunale il braccio di ferro L'istituto
di previdenza sociale ha ritoccato al rialzo il prezzo degli immobili. Gli
inquilini vanno per vie legali 03/06/2009 QUELLA CHE stanno vivendo 28 famiglie
residenti in via Acerbi è una storia che precede e fa il paio con il caso,
divenuto pubblico lo scorso anno ma avvenuto tra il 2006 e il 2007, delle
vendite da parte dell'Inps degli appartamenti di via Traverso ad Albaro. Con
diversi abitanti già pronti a comprare, a un prezzo stabilito in precedenza per
lettera, l'Inps ritoccò le cifre a pochi giorni dagli atti di vendita come
disposto da un decreto ministeriale che classificava di pregio gli alloggi di
Albaro. Ne nacque una controversia legale ancora aperta (vedi box a lato),
proprio come in via Acerbi 2. Per metà dei residenti della palazzina di Quarto,
che hanno vissuto una trafila simile a quella patita dagli abitanti di Albaro,
nei giorni scorsi, il giudice civile Rossella Silvestri si è pronunciata per la
prima volta. Sostanzialmente negando le ragioni degli inquilini e respingendo
tutte le loro richieste. Ma andiamo con ordine. È il 1999
quando 32 famiglie inquiline dell'Inpdai in via Acerbi, ricevono una proposta
di vendita dall'allora Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di
aziende industriali, con l'indicazione del prezzo dell'immobile e la
possibilità di esercitare il diritto di prelazione. Aderiscono 28
famiglie. Dopo lo scioglimento dell'Inpdai, nel 2002, è l'Inps a comunicare
agli aspiranti acquirenti che gli immobili sono stati ceduti alla Scip e a
fornire ulteriori dettagli, fra cui il prezzo di vendita e le modalità previste
per i rogiti. Poi, nel
( da "Affari Italiani (Online)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia
Immobiliare/ La casa al mare non conosce crisi: boom di vendite. Puglia e
Sicilia le più richieste Mercoledí 03.06.2009 10:35 Si avvicina l'estate e gli
italiani cominciano a pensare a dove trascorrere i tanto sognati giorni di
relax. Secondo i dati diffusi oggi da Immobiliare.it, sito leader degli annunci
di settore, l'acquisto delle case al mare sembra non
passare mai di moda. Ma in quali aree si concentrano le maggiori richieste? Le
mete più gettonate sono la Puglia (soprattutto la zona del Gargano e del
Salento che hanno fatto registrare rispettivamente un incremento del +17% e
+13% nelle richieste di acquisto di seconde case) e la
Sicilia, con Messina, Catania e Siracusa e tutta la costa Orientale (con
aumenti che variano dal +9% al +11%). La richiesta (e di conseguenza anche i prezzi di vendita), calano invece in Liguria (-5% nella zona
delle Cinque terre) e in Sardegna (-4% in Costa Smeralda). Secondo Carlo
Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it: "L'andamento dei prezzi e delle richieste riflette un nuovo interesse per
aree del nostro Paese che fino ad oggi erano meno conosciute, mentre il calo in
Liguria o in Sardegna è da imputare al normalizzarsi di un incremento che,
negli scorsi anni, aveva raggiunto livelli troppo alti". Ma chi cerca questi immobili e quali sono i prezzi? Alle seconde case sono interessate principalmente
le famiglie residenti in aree metropolitane con figli. E' infatti una soluzione
ideale per chi in vacanza trascorre più delle due settimane tipiche dei viaggi,
magari alternandosi. Basti pensare ai bambini che passano l'estate in
villeggiatura prima con i nonni e poi con i genitori. I costi al metro quadro
variano dai 1.410¬ della Basilicata (Metaponto) ai 5.170¬ della Liguria (Cinque
terre). Ci vogliono 3.850¬ per acquistare un metro quadrato in Versilia e
2.970¬ per diventarne proprietari sulla Riviera Romagnola. Più economica la
costa marchigiana (2.710¬/mq nella Riviera del Conero) e quella calabrese
(1.450¬ in Costa degli Dei e
( da "Borsa(La Repubblica.it)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
GB:
PREZZI CASE IN AUMENTO 2,6% A MAGGIO (
( da "Wall Street Italia"
del 04-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
IMMOBILIARE: SEGNALI
DI SPERANZA DAL REGNO UNITO di WSI I prezzi tornano a
salire in maggio, evidenziando una netta inversione di tendenza. Nell'ultimo
periodo avvertiti segnali che indicano che il mercato delle proprieta'
residenziali potrebbe essere in fase di stabilizzazione. -->Inversione di rotta nel mercato immobiliare britannico.
Nel mese di maggio i prezzi
delle case hanno infatti registrato un rialzo
sorprendente, il maggiore su base mensile da sei anni e mezzo a questa parte.
Stando a quanto riferito dal principale erogatore di mutui del Paese, Halifax,
nell'ultimo periodo si sono avvertiti segnali che indicano che l'attivita'
nel mercato delle proprieta' residenziali potrebbero essere in fase di
stabilizzazione. I prezzi delle unita' immobiliari
sono cresciuti del 2.6% rispetto ad aprile, la variazione positiva piu' marcata
dall'ottobre del 2002. Tuttavia va segnalato che le cifre rimangono ancora il
16.3% sotto i livelli di un anno prima. Ma l'inversione di tendenza e' netta.
In aprile, infatti, i prezzi avevano subito una
contrazione dell'1.7% rispetto a marzo, e del 17.7% rispetto all'analogo
periodo del 2008. Gli economisti prevedevano in media una flessione mensile
dello 0.6% e un calo del 17.2% su base tendenziale. (Fonte: Wall Street
Journal)
( da "Repubblica, La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina XI - Roma
"Fai la spesa? Vinci una casa" Acchiappaclienti in tempo di crisi Dal
bilocale al viaggio: maxi-premi alle lotterie dei supermarket La capitale e la
crisi L´obiettivo è quello di far tornare la gente a comprare ma anche
rilanciare i centri commerciali e le catene in difficoltà ALESSANDRA PAOLINI
Altro che padelle. Vuoi mettere un bell´appartamento a Fiumicino al posto di un
tostapane? O un viaggio sul Mar Rosso rispetto al calcio ballilla? Che piacerà
pure ai bambini, ma è ingombrante e dove si mette. Per i
cultori della raccolta punti al supermercato è cominciata una nuova era: quella
delle lotterie, dei premi, del gratta e vinci. E stravinci. Colpa della crisi,
sicuramente. E del calo dei consumi. Ma anche della bolla immobiliare,
mettiamola così, se da qualche settimana gli ambitissimi trofei messi in palio
al centro commerciale Parco Leonardo, a Fiumicino - di proprietà della
famiglia dei costruttori Caltagirone - sono due appartamenti di
( da "Milano Finanza (MF)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF sezione: Primo
Piano data: 05/06/2009 - pag: 5 autore: Rimbalzo a maggio dei prezzi delle case Uk I prezzi delle case
nel Regno Unito sono rimbalzati inaspettatamente a maggio, mostrando un
incremento del 2,6% sul mese precedente. Si tratta del maggior progresso
dall'ottobre 2002, anche se rispetto allo scorso anno si registra un calo del
16,3%. I dati sono stati resi noti dall'osservatorio
mensile della banca Halifax. Le attese degli analisti indicavano una flessione
dello 0,6% su base mensile e del 17,2% sull'anno. La variazione positiva dei prezzi delle case suggerisce che il mercato immobiliare si sta
stabilizzando anche se, con l'incremento del tasso di disoccupazione, la
domanda mostra ancora parecchie incertezze. Anche se il trend dei prezzi delle case nel breve periodo è migliorato rispetto
all'inizio dell'anno, infatti, è ancora presto per affermare che sia in atto
un'inversione di tendenza. Si tratta comunque di un importante segnale positivo
per l'economia britannica. A maggio la fiducia dei consumatori ha toccato il
livello più alto degli ultimi 11 mesi. Bernardo Soave