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TARTICOLI DEL 25 agosto – 7 settembre 2008 #TOP
IN EVIDENZA
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Mutui: nazionalizzate
Fannie Mae e Freddie Mac dal nostro inviato Luca
Veronese |
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7 Settembre 2008 |
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NEW YORK. Il Governo americano ha deciso di
intervenire in modo diretto per salvare Fannie Mae e Freddie Mac, i due giganti
dei mutui travolti dalla crisi finanziaria. Il segretario del Tesoro
americano, Henry Paulson, ha annunciato - come previsto, prima della
riapertura delle Borse asiatiche - il via libera definitivo al piano che
porta le due agenzie sotto il controllo pubblico.
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Articoli
Mercato immobiliare (35)
La casa? Comprare senza fretta
( da "Sole
24 Ore, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: attrezzarsi con strategie anticrisi ricominciando proprio dalla casa. L'investimento immobiliare diretto - acquistare o costruire immobili- rappresenta da sempre l'alternativa più comune nelle situazioni di instabilità. I prezzi delle case, infatti, scendono di rado. L'ultima volta è stato nel periodo 1992-98 quando in sei anni i valori registrarono un tonfo del 35% in termini reali,
Costruzioni,
gli investimenti tengono ( da "Trentino"
del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: è stato negli ultimi anni un aumento spropositato dei prezzi delle case, in particolare nelle zone turistiche; Gilmozzi sottolinea il fatto che il costo del terreno incide del 60% sul prezzo della casa: "Le bolle speculative devono saltare, solo così possiamo riportare queste aree abitative sul mercato dei residenti e rispondere concretamente al fabbisogno di casa".
Ora
l'Fbi indaga a tutto campo ( da "Finanza e Mercati"
del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
717
dell'intero 2007. Mentre il numero dei casi aperti dall'Fbi in seguito a
segnalazioni per reati di frode ipotecaria è cresciuto a quota 1.416. Nel
Bce
verso la stretta sui collaterali ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: in difficoltà per lo sgonfiamento della bolla immobiliare – che hanno preso a prestito un record di 49,4 miliardi di euro. La Bce ha finora accettato come collaterali anche titoli esterni all'area euro: in giugno, per esempio, aveva detto che avrebbe accettato titoli del gruppo australiano Macquarie garantiti da prestiti al consumo sul mercato australiano.
CASA:
CALANO SCAMBI; PER MATTONE SCONTI ANCHE DEL 15% /ANSA
( da "Wall
Street Italia" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: livelli dei prezzi negli ultimi anni hanno raggiunto quelli della città. Con l'ulteriore aggravio della corsa del prezzo della benzina e del carburante, diventa meno conveniente l'acquisto nell' hinterland". "Nessuna bolla immobiliare" anche per il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti. Alla indubbia fase di stasi l'Ance risponde puntando sul 'piano casa' annunciato dal governo,
Alè
Magno ( da "Giornale.it, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E che ha alimentato
per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come
è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti,
un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in
pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading .
Subprime,
l'Fbi aveva previsto tuttoRivelazione
( da "Sicilia,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: quello che è successo negli Stati Uniti prima dello scoppio della bolla" finanziaria. Ma la crisi de mutui continua a mietere vittime e questa volta tocca alla Scandinavia. Dopo vari istituti statunitensi e inglesi, a fare le spese del mercato immobiliare in caduta libera è questa volta una banca danese, Roskilde, caduta vittima della propria eccessiva esposizione ai mutui ipotecari.
La
Germania in crisi schiaccia l'euro
( da "Milano
Finanza (MF)" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: euro Primo Piano Di Marcello Bussi Ma negli stati uniti è ancora gelo sull'immobiliare: prezzi delle case in flessione del 15,9% Il forte calo dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese rafforza i timori di una recessione tedesca. E la moneta unica scende fino a 1,457 $, ai minimi da sei mesi. Prezzi del petrolio in altalena Germania sempre più vicina alla recessione.
Casa,
è il momento degli affari ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: dell'ultimo ciclo immobiliare (erano al 7% all'inizio del 2000). "Nessuna bolla immobiliare" anche per il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti. Alla indubbia fase di stasi l'Ance risponde puntando sul piano casa annunciato dal governo, "uno strumento importante per rispondere alla fase di crisi spingendo economia ed occupazione e per favorire le famiglie più deboli nella domanda
Casa,
scambi in calo. Comincia l'era "discount"
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: dove i prezzi negli ultimi anni hanno raggiunto quelli della città. Con l'ulteriore aggravio del carburante, è meno conveniente l'acquisto nell'hinterland". "Nessuna bolla immobiliare" anche per il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti. All'indubbia fase di stasi, l'Ance risponde puntando sul Piano casa annunciato dal governo,
CAPITALE
NEWS ( da "Manifesto, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: A cura della redaz. economia Case, lo "sboom" arriva in Francia Il settore immobiliare continua a crollare in tutti i paesi occidentali, e adesso lo "sboom" dell'odiosa bolla è arrivato anche in Francia. Nel paese d'oltralpe le compravendite di case in alcune regioni sono diminuite anche più del 50%.
Per
il mattone è arrivata l'ora degli sconti
( da "Libertà"
del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: è nessuna bolla immobiliare - dice Croce - in Italia non ci sono avvisaglie della crisi Usa dei subprime". Diversamente da altri Paesi, in Italia resta a livelli fisiologici la percentuale di famiglie in difficoltà con il mutuo e quindi costrette e vendere l'immobile, ma la propensione all'acquisto di un'abitazione nei prossimi dodici mesi è al minimo:
Chioggia
sempre più in mano ai foresti ( da "Nuova Venezia, La"
del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La stasi accusata negli ultimi anni dal settore immobiliare è dovuta al caro-mattone e alla crisi economica. Chioggia non è diversa dal resto del mondo. I prezzi delle case sono proibitivi per i giovani (3.500-4.000 euro al metro quadro per il nuovo in zona centrale, 2.500 per il ristrutturato in zone meno richieste, 2.
Casa:
calano le compravendite e arrivano sconti fino al 15\%
( da "Gazzettino,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: e anche l'immobile come bene-rifugio ha perso parecchio di appeal", dice Filippo Crocé, esperto di Tecnoborsa e già presidente del Comitato di vigilanza delle Borse immobiliari. Tuttavia, "non c'è nessuna bolla immobiliare - dice Crocé - in Italia non ci sono avvisaglie della crisi Usa dei subprime".
Roma
batte Milano con 4.353 euro al metro quadro
( da "Sole
24 Ore, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: hanno elaborato un nuovo indice dei prezzi delle abitazioni. L'andamento del mercato degli immobili sta diventando sempre più importanti per la politica economica e, dopo le recenti innovazioni nel settore dei mutui e delle cartolarizzazioni, anche per la politica monetaria. I proprietari di case sono infatti sempre più numerosi (in Italia,
La
crescita del 2008 si ferma allo 0,1%
( da "Opinione,
L'" del 28-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
dell'Irlanda
stimata a crescita zero quest'anno dopo il +5,3% del 2007, e all'1% nel
Mazara,
una nuova medina in vetrina alla biennale - paola nicita
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: tema dell'abitare in Italia: motivi guida dell'indagine architettonica sono la crisi abitativa in relazione alla recente bolla immobiliare, le ripercussioni della crisi americana dei mutui subprime, le molte situazioni di disagio urbano derivate dalla rapida trasformazione socio culturale che ci coglie impreparati per velocità e per certa inadeguatezza politica più propensa all'
Prezzi
case scendono: mai così bassi dal 1991
( da "Denaro,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Mercati gran bretagna Prezzi case scendono: mai così bassi dal 1991 I prezzi delle case in Gran Bretagna scendono del 2 per cento ad agosto. Si tratta del flop piu' grosso dall'inizio del 1991. "Se i prezzi delle case continueranno a calare a questi ritmi - dice George Buckley, capo economista per la Gb di Deutsche Bank - alla fine dell'anno registreremo un tonfo del 15 per cento.
La
crisi frena anche il mattone europeo - ferdinando giugliano
( da "Repubblica,
La" del 01-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: le compravendite di immobili sono calate del 30% nei primi sei mesi del 2008, con un -34% registrato nel secondo trimestre dell'anno. Un dato che si associa ad un calo dei prezzi, pari al 3% nel caso delle vecchie abitazioni e del 4,5% per quelle nuove. Passando i Pirenei, le compravendite sono, invece, diminuite del 34% a maggio,
Per
la Spagna una frenata soft ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 01-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: sia andata lievitando nella penisola iberica una bolla immobiliare fra le più pronunciate del mondo, ed è lo sgretolamento di questa bolla (stanno calando i prezzi reali degli immobili, anche se non ancora quelli nominali) che sta portando oggi la Spagna verso la stagnazione. Le previsioni degli organismi internazionali danno una frenata di almeno tre punti nella crescita spagnola,
Finanza
a rischio per tutti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: una delle maggiori società di investimento del mondo; il secondo è di Robert J. Schiller, professore di economia e finanza a Yale, che con il suo Irrational Exuberance, aveva già spiegato in modo divulgativo come le bolle finanziarie del passato fossero appunto il risultato di comportamenti irrazionali, spesso trascurati dagli analisti.
Perché
alla fine resta solo il mattone ( da "Milano Finanza (MF)"
del 03-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: uso improprio dello strumento, spesso impiegato dagli stessi proprietari immobiliari per monetizzare immobili propri senza perderne sostanzialmente il controllo. Motivo per cui, fra l'altro, l'ultima manovra finanziaria ha inasprito la tassazione dei proventi e dei guadagni di capitale, elevandola dal 12,5 al 20% e introducendo una patrimoniale dell'
Campiglio:
ora basta con gli aumenti Così si crea povertà
( da "Corriere
della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: "Secondo l'ultima indagine della Banca d'Italia servono dodici anni per comprare un immobile di cento metri quadrati. Nel 1995 ne bastavano otto". Quindi l'indice è negativo, giusto? "Purtroppo sì. Si registra un forte e serio squilibrio fra i prezzi dei beni immobili e i redditi da lavoro dipendente, che ristagnano.
La
prima ricchezza della famiglia è possedere un alloggio
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: prezzi delle case coinvolge non solo importanti equilibri sociali ma anche una rilevante parte dell'economia del paese. In merito, mentre appaiono legittime le preoccupazioni da parte di Gran Bretagna e Germania ove la crisi immobiliare sta dando qualche fastidio all'economia, l'allarme per l'Italia è improprio perché nel nostro paese la proprietà immobiliare è molto frazionata (
Brown
e la recessione affondano londra - enrico franceschini
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: livello nazionale i prezzi delle case sono scesi di oltre il 10 per cento, dopo un boom immobiliare andato avanti per quindici anni, nella capitale la flessione è stata più lieve o non si è addirittura sentita nei quartieri più chic. E in ogni caso, a eccezione di qualche monolocale all'estrema periferia, a Londra non ci sono molti appartamenti che costano meno di 175 mila sterline:
Feldstein
attacca Greenspan: sbagliò sulla bolla
( da "Sole
24 Ore, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: PAUL Feldstein attacca Greenspan: sbagliò sulla bolla L'influente economista Martin Feldstein, consigliere fidato del candidato John McCain, ha attaccato con durezza Alan Greenspan, ex capo della Fed di simpatie repubblicane, colpevole - ha detto - di aver gettato i semi dell'attuale grave crisi del credito.
Brown
nella palude della crisi ( da "Brescia Oggi"
del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: per cento sul valore dell'immobile e nei progetti del governo potrebbe fare risparmiare fino a 1.750 sterline. Se non fosse che il prezzo medio delle case a Londra ha raggiunto una media di 350mila sterline negli ultimi anni. Quindi sembra che la manovra alla fine sarà inifluente nella capitale e gioverà solo nel Nord dell'Inghilterra dove i prezzi delle case sono molto inferiori.
Obbligazioni
rifugio contro le Borse nervose ( da "Gazzettino, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Né accennano a diminuire le ripercussioni dalla crisi americana originata dallo scoppio, un anno fa, della bolla immobiliare gonfiata dalla politica del denaro concesso fin troppo facilmente e dai blandi standard creditizi, col conseguente crollo dei prezzi degli immobili e l'impennata dei sequestri perché i proprietari non riescono a pagare le rate dei mutui.
I
conti su Alitalia ( da "Giornale.it, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E che ha
alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole,
così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei
contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto
in pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading
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Iraq:
Pentagono, 2008 verso record suicidi in esercito usa
( da "KataWeb
News" del 05-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: le tensioni matrimoniali una volta tornati a casa cosi come i problemi economici innescata dallo scoppio della bolla immobiliare. Molto, riconoscono al Pentagono, è anche dovuto alla pressione eccessiva cui dall'11 settembre 2001 sono state sottoposte le forze armate impegnati contemporaneamente in Iraq e Afghanistan.
Crescita,
gli Usa sorpassano l'Europa ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: rallentamento della domanda interna dei Paesi industriali e di minor vivacità della domanda estera si faranno sentire in modo più acuto in autunno e nell'inverno prossimi. Lo sgonfiamento della bolla immobiliare americana volge al termine, con prezzi che scendono meno velocemente e vendite che si stabilizzano: negli Usa si chiude così il buco nero che toglieva un punto al tasso di crescita.
MUTUI:
USA, PIGNORAMENTI SECONDO TRIMESTRE A LIVELLI-RECORD
( da "Wall
Street Italia" del 05-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La quota di prestiti ipotecari in ritardo con il pagamento delle rate è arrivata inoltre al 6,41%, record assoluto, contro 6,35% precedente. Il forte rialzo dei pignoramenti è l' effetto del rincaro dei tassi d' interesse sui mutui variabili, in contemporanea con la perdita di valore delle case, per via dello scoppio della bolla immobiliare. (ANSA).
La
mossa di Francoforte non è sufficiente
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la generosità del sistema di rifinanziamento della Bce ha indotto molti istituti - soprattutto quelli alle prese con lo scoppio di una bolla immobiliare - a prendere denaro in prestito, offrendo in cambio titoli senza mercato. Secondo Buiter, vi sono indicazioni per cui banche non europee hanno rafforzato le loro sedi nella zona euro pur di cogliere questi benefici.
La
crisi del mattone ferma le fornaci più di 400 operai in cassa a rotazione
ordinativi crollati fino al 40 per cento - di stefano romano
( da "Provincia
Pavese, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: provincia di Pavia tra quelle in cui i mutui per la casa sono cresciuti maggiormente: più 11. 44 per cento in un anno. E in tre anni il fatturato del comparto laterizi in Oltrepo è cresciuto tra i 7 e gli 8 punti. Poi è scoppiata la bolla immobiliare. Il risultato è che in estate gli ordinativi alle fornaci d'Oltrepo sono crollati (in Unione industriali si parla del 40 per cento,
Liberismo
in soffitta a causa dei venti di crisi
( da "Denaro,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Nel mare della finanza ai tanti naufraghi della nave "Bolla Immobiliare" vengono in soccorso le scialuppe di salvataggio "Sussidi" al comando della mano pubblica. Le imposte dei contribuenti vanno a riparare i guasti provocati da speculatori immobiliari e finanziari, prenditori di mutui oggi sotto scatto ed ieri ingenui e poco oculati e,
( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: RISPARMIO E FAMIGLIA data: 2008-08-24 - pag: 25 autore: Real estate.
Per gli operatori i prezzi degli immobili caleranno
moderatamente e si aprono occasioni, ma attenzione alla scelta La casa?
Comprare senza fretta L'investimento nelle società quotate resta invece una
scommessa rischiosa PAGINA A CURA DI Guido Maurino I prezzi
delle case non tengono il passo dell'inflazione, le società immobiliari
hanno perso fino all'80% del loro valore in Borsa e i fondi quotati non sono
mai decollati. In Italia la situazione non potrebbe essere peggiore per chi
vuole investire nel mattone e all'estero, se possibile, le cose vanno anche
peggio come dimostrano le crisi di Spagna, Stati Uniti e Gran Bretagna. Eppure
proprio in una situazione di difficoltà come questa si profilano opportunità
interessanti per chi ha profili di rischio alti o può permettersi di guardare all'investimento
in un'ottica di mediolungo periodo. Non bisogna illudersi: gli esperti dicono
che l'incertezza continuerà almeno fino al 2010 se non al 2011. Intanto però i
risparmiatori possono attrezzarsi con strategie anticrisi
ricominciando proprio dalla casa. L'investimento immobiliare
diretto - acquistare o costruire immobili- rappresenta da sempre l'alternativa
più comune nelle situazioni di instabilità. I prezzi delle case,
infatti, scendono di rado. L'ultima volta è stato nel periodo 1992-98 quando in
sei anni i valori registrarono un tonfo del 35% in termini reali, cioè
depurando l'effetto dell'inflazione, e del 10% in termini nominali. Poi per i
successivi dieci anni c'è stata una costante crescita e i prezzi
sono quasi raddoppiati. Nel primo semestre del 2008,secondo l'ultimo rapporto
della società di consulenza Nomisma, i valori sono ancora saliti su base annua
del 4,1%, ma soltanto dell'1,1% in termini reali e in alcune città come Milano
e Venezia la variazione è stata negativa. Le attese per la fine dell'anno
confermano la tendenza con quotazioni stabili o in leggero calo, mentre le
transazioni dovrebbero scendere di circa il 10% sull'intero 2008. Nessun
tracollo, insomma, ma una correzione prolungata. Il nuovo mantra si chiama
"soft landing, l'atterraggio morbido, un calo moderato dei prezzi e delle compravendite che non rivoluzionerà il
mercato, ma che apre possibilità interessanti: "Bisogna guardarsi intorno
spiega il responsabile dell'ufficio studi di Gabetti, Guido Lodigiani - perché
ci sono immobili che sono sul mercato da molto tempo e i prezzi
inizieranno a scendere". Un consiglio? "Meglio comprare un'abitazione
già occupata che costa meno e si può rivalutare nel momento in cui torna
libera. Bene anche gli alloggi da ristrutturare nelle zone centrali o
universitarie". Capacità di scelta e poca fretta sono oggi le
caratteristiche di chi investe nell'acquisto di una casa. Discorso diverso per
chi guarda alle società immobiliari quotate dove il rischio si alza e
l'investimento diventa scommessa. In Borsa ci sono gruppi che hanno perso fino
all'80% del loro valore nell'ultimo anno: -78% Aedes, -76% Risanamento, -65%
Pirelli Re. Nessuno sa oggi se risaliranno. Alcune società, soffocate dai
debiti, stanno attraversando una profonda fase di ristrutturazione, cercando
nuovi soci o rivedendo le proprie strategie. La capitalizzazione complessiva di
tutte le società immobiliari è scesa da 11 miliardi nel marzo
( da "Trentino" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
EDILIZIA E OPERE
PUBBLICHE Costruzioni, gli investimenti tengono Gilmozzi: "Prezzi ancora
troppo alti, blocchiamo le speculazioni" TRENTO. Il settore delle
costruzioni pubbliche funziona: costante la tendenza dell'ultimo triennio degli
investimenti nell'ambito dei lavori pubblici, sia della Provincia che dei
Comuni. E' quanto risulta dai dati presentati dall'assessore Mauro Gilmozzi:
"Il trend degli investimenti è sempre stato positivo, ci sono state
variazioni all'interno dei singoli settori, ma rimane costante la tenuta degli
investimenti". E questo di fronte ad una situazione economica non proprio
brillante. Il 2008 è stato un anno di stallo, con una crescita del Pil stimata
attorno allo 0,5%: questo significa rallentamento degli investimenti e pertanto
anche crisi del settore costruzioni: in questo campo si è passati da una
crescita del 2,2% nel 2007 ad una crescita dello 0,8% nel 2008. Per quanto
riguarda le opere pubbliche, la ricaduta sul sistema locale degli investimenti
pubblici è garantita dalla nuova legge, che favorisce la qualità attraverso
l'offerta economicamente più vantaggiosa, anche con il meccanismo della
"filiera corta", che ha ricadute positive sotto il profilo della
riduzione dei trasporti e dell'impatto ambientale. A questo si aggiunge il
fatto che l'80% degli appalti va ad imprese trentine. Nel settore edilizio
residenziale c'è stato negli ultimi anni un aumento
spropositato dei prezzi
delle case, in particolare nelle zone
turistiche; Gilmozzi sottolinea il fatto che il costo del terreno incide del
60% sul prezzo della casa: "Le bolle speculative devono saltare, solo così
possiamo riportare queste aree abitative sul mercato dei residenti e rispondere
concretamente al fabbisogno di casa". Con la legge 16 del 2005 i
comuni devono ripianificare il territorio, destinando la maggior parte delle
aree disponbili alla costruzione di case per la
residenza ordinaria. "Ci stiamo avvicinando ai livelli dell'Austria: oltre
il 90% delle volumetrie disponibili nei comuni interessati è destinato a
residenze per gli abitanti, solo il 9% per case
vacanza e tempo libero". Un dato importante è che l'incidenza delle
seconde case sul valore aggiunto totale in Trentino è
pari allo 0,1%. Questo in un contesto in cui le costruzioni rappresentano il 7%
del valore aggiunto totale, di cui il 65% per opere pubbliche e il restante 35%
per edilizia. Non mancano le novità, con l'introduzione dei nuovi strumenti del
Sistema informativo ambiente e territorio: una legenda standard e un avanzato
sistema cartografico di base con rilievo laser scanning, oltre all carta
tecnica provinciale e all'Ortofoto digitale, sistemi che uniscono
semplificazione e precisione. (s.mar.).
( da "Finanza e Mercati" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Da
Finanza&Mercati del 26-08-2008 Negli Stati Uniti è boom di frodi
ipotecarie, che solo nei primi sei mesi del 2008 hanno raggiunto quota 43.497,
contro le 46.717 dell'intero 2007. Mentre il numero dei
casi aperti dall'Fbi in seguito a segnalazioni per reati di frode ipotecaria è
cresciuto a quota 1.416. Nel
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore sezione:
FINANZA E MERCATI data: 2008-08-26 - pag: 43 autore: Mersch: necessario
aggiustare il sistema Bce verso la stretta sui "collaterali" La Bce
dovrebbe varare a breve una serie di modifiche alleregole sui tipi di titoli
accettati come garanzie collaterali a fronte della concessione di liquidità, in
modo da ridurre il rischio di abusi da parte degli istituti di credito. Lo ha
detto Yves Mersch, governatore della Banca del Lussemburgo e consigliere della
Bce, in un'intervista all'agenzia di stampa Bloomberg ai margini delle riunioni
di Jackson Hole (Usa) nel fine settimana. Mersch si era già espresso in termini
preoccupati sulla qualità dei titoli ammessi come collaterali dalla Bce (si
veda il Sole 24 Ore dello scorso 16 maggio); e ora la Bce sembra pronta a
passare all'azione: il Consiglio direttivo, ha detto Mersch, "ha esaminato
l'intera questione " e ha deciso "un certo livello " di
adeguamento delle norme esistenti. "Non si tratterà di una rivoluzione, il
quadro complessivo delle regole funziona bene", ha aggiunto, ma "ai
margini ci sono sempre casi di " scommesse sul sistema"" ed
"è necessario aggiustare regolarmente il sistema alla prassi di
mercato". Le norme sui collaterali accettati in garanzia dalla Bce sono meno
restrittive di quelle della Fed o della Banca d'Inghilterra; queste ultime le
avevano dovute allargare, l'anno scorso, in occasione della crisi dei mercati,
mentre quelle della Bce erano già adeguate. Il pericolo è che qualche istituto
che non riesce a vendere titoli danneggiati dalla crisi dei mercati li
"scarichi", per così dire, sulla Bce e diventi così troppo dipendente
dai fondi di quest'ultima.In testa alla classifica dei prenditori di fondi
dalla Bce, a luglio, si sono piazzate le banche spagnole –in
difficoltà per lo sgonfiamento della bolla immobiliare
– che hanno preso a prestito un record di 49,4 miliardi di euro. La Bce ha
finora accettato come collaterali anche titoli esterni all'area euro: in
giugno, per esempio, aveva detto che avrebbe accettato titoli del gruppo
australiano Macquarie garantiti da prestiti al consumo sul mercato australiano.
Una nota di Michael Schubert, analista della Commerzbank, ammoniva ieri che
"si sospetta da un po' di tempo che qualcuno approfitti del sistema di
garanzie collaterali, dato che è impossibile collocare titoli asset- backed e
che questi possono essere utilizzati solo come garanzie per il rifinanziamento
della Bce. Ma questo vuol dire che la necessaria correzione nel mercato degli
Abs è stata solo rinviata". Difficile, peraltro, che la Bce si sbilanci
nell'indicare in quali e quanti casi qualcuno ha approfittato del sistema:
"Preferiamo usare la moral suasion – ha detto Mersch – e avvertire in
anticipo gli operatori che certi comportamenti non sono accettabili".
A.Mal. AUTHORITY IN MANOVRA Al momento le regole sui titoli accettati come
garanzia da Francoforte sono meno stringenti di quelle della Fed e della BoE.
( da "Wall Street Italia" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA SCENARI,
DISCOUNT SU NUOVO; NOMISMA, TRANSAZIONI IN CALO DEL 20% -->(di Paola
Barbetti) (ANSA) - ROMA, 26 AGO - Per il mattone è tempo di discount: complice
un mercato immobiliare in decisa stagnazione, chi ha
in programma l'acquisto di una casa nei prossimi mesi potrà contare su un
elemento nuovo, lo sconto. Ma non si assisterà a un crollo dei prezzi: seppure le transazioni potranno calare anche del
20%, a quota 650.000, i prezzi - secondo Nomisma - non
scenderanno se non a livello inflazione, del 5%. "Un mercato rallentato ma
non crollato", anche secondo il presidente di Scenari Immobiliari, Mario
Breglia, per il quale però, i ribassi sono maggiori: "Dopo che un
appartamento è rimasto sul mercato per mesi, chi vuol vendere deve
ridimensionare la propria richiesta, anche del 10-15%". La domanda è
indebolita - aggiunge Breglia - e per le nuove costruzioni si assiste a un
fenomeno nuovo, lo sconto per invogliare l'acquisto: si offre il box auto ad
esempio o il secondo bagno a prezzo stracciato. Più limitato il margine
indicato dal presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi rigidi per l'usato. "Ci potrà essere una
crescita nominale zero, una limatura all' ingiù a livello d'inflazione, del 5%
- dice Tamburini - a soffrire di più saranno le prime e le seconde fasce delle
grandi città: qui i costruttori, che si sono indebitati con le banche, pur di
vendere concedono sconti. Il mercato dell'usato é invece in mano alle famiglie
che non sono disposte a vendere perdendoci, quindi restano in attesa di tempi
migliori". Dopo i primi segnali di rallentamento apparsi già lo scorso
anno, il 2008 conferma quindi la frenata del mattone, al termine di un trend al
rialzo durato oltre sette anni. Stesso scenario "di trincea per il mercato
anche nel 2009", secondo Nomisma. Chi invece non può attendere, a fronte
di compravendite che si allungano fino a 7-8 mesi nelle grandi città,
soprattutto se è proprietario di un immobile di fascia media, è costretto a
tagliare il prezzo di circa il 10%. La domanda reale è scesa del 20% rispetto
al quarto trimestre del 2007, analizza ancora Scenari, e gli sconti servono a intercettare
meglio la domanda. A soffrire di più sul prezzo sono gli immobili della fascia
media, il discount invece non dovrebbe riguardare la fascia alta e medio-alta,
i cui prezzi sono fermi da oltre un anno. Stagnazione
economica, tassi in rialzo: di fatto non vi sono ragioni perché la domanda immobiliare cresca, anche perché le famiglie devono fare i
conti con bilanci sempre più in sofferenza. Tuttavia gli esperti concordano sul
fatto che non siamo di fronte a una crisi come quella del '93-'94, quando il
crollo delle compravendite superò il 60%, o a segnali evidenti di crisi come in
Spagna, dove i costruttori si sono molto indebitato con le banche, o in
Francia. Sulla debolezza della domanda "pesa il maggiore costo del denaro,
acquista solo chi è costretto, e anche l'immobile come bene-rifugio ha perso
parecchio di appeal", dice Filippo Crocé, esperto di Tecnoborsa e già
presidente del Comitato di vigilanza delle Borse immobiliari. Tuttavia,
"non c'é nessuna bolla immobiliare - dice Crocé -
in Italia non ci sono avvisaglie della crisi Usa dei subprime"
Diversamente da altri Paesi, in Italia resta a livelli fisiologici la
percentuale di famiglie in difficoltà con il mutuo e quindi costrette e vendere
l'immobile, ma la propensione all'acquisto di un'abitazione nei prossimi dodici
mesi è al minimo: 1,8%, i livelli più bassi dell'ultimo ciclo immobiliare (erano al 7% all'inizio del 2000). Il 'discount'
inoltre sembra avvantaggiare soprattutto il mercato delle grandi città, con
un'inversione di tendenza. "La concorrenza fa sì che sul mercato
metropolitano - osserva Breglia - la flessibilità del venditore sia maggiore
rispetto ai piccoli centri, dove i livelli dei prezzi negli ultimi anni hanno raggiunto quelli della città. Con
l'ulteriore aggravio della corsa del prezzo della benzina e del carburante,
diventa meno conveniente l'acquisto nell' hinterland". "Nessuna bolla immobiliare" anche per il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti.
Alla indubbia fase di stasi l'Ance risponde puntando sul 'piano casa' annunciato
dal governo, "uno strumento importante per rispondere alla fase di
crisi spingendo economia ed occupazione e per favorire le famiglie più deboli
nella domanda di casa". (ANSA).
( da "Giornale.it, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'idea di Alè Magno
di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che
rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei
problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le
commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque
dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio
dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di
discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea
debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole
venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed
eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E
di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di
una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi
vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del
fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome
di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings
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Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il
nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si
capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del
convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un
liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo
alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio
Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole
24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano
sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del
protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono
poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul
Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A
luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima:
"Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è
fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della
parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la
speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la
Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi,
incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per
fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti (
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25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra.
Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non
contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a
Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi
in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i
baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici
nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono
neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il
mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i
soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In
questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare
il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta
comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che
cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la
proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur
quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come
d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a
qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il
mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è
esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i
tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di
andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma
non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione
roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70
un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le
perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite
4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in
un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del
mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato.
E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole,
secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai
motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08
Cosa ne pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte
"sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa
Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei
quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card
per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che
ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza
considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione
delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il
Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri
commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche
se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini,
intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi
inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide
del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che
affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment
filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante
davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse
tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si
riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto,
a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia
della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in
conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un
certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a
sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di
riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non
disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere
in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti
governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con
l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un
governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 53 ) " (3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop
La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa,
con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa
(Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde
l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni)
è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di
consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece,
ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità
(accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al
breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei
mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card
sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le
imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani
si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta,
nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo
tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione
si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare
aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i
primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata
fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del
lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici
dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali
saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo
oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova
ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti ( 17 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08
Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto. Sì
qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si tratta
del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa passione
per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani tariffari che
Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito: troppo cari.
Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in remoto, su
internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno finta di
nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino a 1gb
(Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i mela
maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un
biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i
due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (1 votes,
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in manovra La
manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo
triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno
sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2
per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2
miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno
100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del
triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana).
Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil
inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla
riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica
dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753
miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per
cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno
quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha
indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri,
manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa
pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha
scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle
maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca
selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo,
gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione
dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori,
semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora
divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni
ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag
e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male.
Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5)
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Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre
ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su
alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della
Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho
parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari
e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che
fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di
legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta
per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una
partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche
sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop.
Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e
univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra
non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che
potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco
di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop
L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e
come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra
saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni.
1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti
extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500
milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva
applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei
è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla
petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di
100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi
rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama
l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con
utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo
petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i
petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di
giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul
consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del
costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500
milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora
non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la
raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop
che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in
Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (4 votes, average: 2.5 out of 5) Loading
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Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli
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burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (35) Ultime
discussioni alex: Cito alcuni tratti di Roberto Marraccini da Padaniaoffice Via
Bellerio 41 Milano. 9 Giugno 2008 Da quando è... antonio: LACRIME E SANGUE.con
queste due semplici parole ma altrettanto truculente i vari governi che si
sono... Giulio di Siena: Prendo spunto da quanto ha scritto David Baccini per
ritornare al tema. Le ultime mosse di Julius... Nicola Porro: Prendo spunto dal
post di Massimo. Da queste parti c'è ovviamente massima libertà sui... alex:
"I privati che partecipano all'operazione ci sono, le banche anche,
dobbiamo trovare una compagnia... I più inviati I "cagasotto" - 4
Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di
ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog
amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei
liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario August
( da "Sicilia, La" del 26-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'agenzia federale
aveva messo in guardia il governo americano. Intanto "cade" anche la
Roskilde New York. L'Fbi aveva messo in guardia sulle possibili frodi sui mutui
già nel 2004, ma aveva altre priorità. Lo rivela il Los Angeles Times, secondo il
quale l'agenzia federale aveva avvertito che il boom delle attività legate ai
mutui, spinto da tassi di interesse bassi e prezzi delle case
in volata, aveva già iniziato allora ad attrarre operatori disonesti e miliardi
di dollari di perdite erano attese. "Potrebbe essere un'epidemia"
aveva dichiarato nel settembre 2004 Chris Swecker, l'agente dell'Fbi che aveva
in carico le indagini, sottolineando comunque che il problema poteva essere
prevenuto. Ora, a quattro anni di distanza, appare chiaro - prosegue il quotidiano
- che L'Fbi aveva previsto tutto esattamente ma non è stata in grado di
affrontare e prevenire la crisi che, finora, è costata circa 300 miliardi di
dollari di svalutazioni. Solo in California sono state pignorate, negli ultimi
anni, case per un valore di circa 100 miliardi di
dollari e i pignoramenti continuano a volare: il ritmo è di 1.300 case ogni giorno lavorativo. L'Fbi e il Dipartimento di
giustizia dovrebbero agire contro le attività illegali di banchieri e altri: ma
nel 2004 la priorità era il terrorismo e la sicurezza nazionale, e così
l'attenzione concentrata sui crimini dei colletti bianca era scarsa. A questo
si aggiunge - prosegue il quotidiano - che probabilmente le risorse a
disposizione dell'agenzia per affrontare e prevenire quella che poi si è
rivelata una debacle erano scarse, circa 100 agenti per lo svolgimento delle
indagini. Nella precedente crisi degli anni 1980-1990 per indagare su possibili
frodi in atto a disposizione c'erano 1.000 agenti. Diversamente dagli Stati
Uniti, "qui non c'è nessuna bolla" e le
famiglie italiane "possono stare tranquille". A sostenerlo, prima di
intervenire ad un incontro al Meeting di Comunione e Liberazione, è il
direttore generale di Intesa SanPaolo, Pietro Modiano, che non rilascia alcun
commento sulla situazione di Alitalia. "Qui - ha osservato riferendosi
alla vicenda dei mutui statunitensi - non c'è nessuna bolla
perché la società italiana ha manifestato una sua propria saggezza nella modernizzazione
dei comportamenti finanziari. Le famiglie possono stare tranquille". A
giudizio di Modiano, "il fenomeno di aumento dell'indebitamento delle
famiglie è avvenuto in modo molto sano. Le famiglie che hanno accumulato il
loro debito, se guardiamo le statistiche, sono famiglie in cui i capi-famiglia
sono dotati, più della media, di attività finanziarie e, più della media, anche
di titolo di studio. La crisi del risparmio delle famiglie - ha aggiunto - è
stata del tutto fisiologica, nulla a che fare con quello
che è successo negli Stati Uniti prima dello scoppio della bolla" finanziaria. Ma la crisi de mutui continua a mietere
vittime e questa volta tocca alla Scandinavia. Dopo vari istituti statunitensi
e inglesi, a fare le spese del mercato immobiliare in
caduta libera è questa volta una banca danese, Roskilde, caduta vittima della
propria eccessiva esposizione ai mutui ipotecari. L'insolvenza da parte
dell'istituto, e l'assenza di investitori privati - riporta la Bloomberg -
hanno costretto la Banca centrale danese a fare da capofila in un'operazione di
salvataggio a cui parteciperanno oltre 100 istituti di credito locali. Per
Roskilde - che a causa di svalutazioni immobiliari ha registrato una perdita di
oltre un miliardo di corone danesi nel primo semestre (il doppio delle stime
fatte dalla stessa banca il 14 luglio scorso) - si profila dunque un'iniezione
di capitali da 4,5 miliardi di corone (circa 890 milioni di dollari), oltre
all'assunzione di 37,3 miliardi di debito da parte del pool di banche. Le
azioni di Roskilde sono state sospese in borsa dopo un crollo del 75%
quest'anno. Era da una quindicina d'anni, dalla crisi immobiliare
dei primi anni novanta dopo il boom del decennio precedente, che la Banca
centrale danese non interveniva in soccorso di un istituto privato.
"Abbiamo voluto assicurare la stabilità finanziaria in Danimarca", ha
spiegato il governatore della banca centrale, Nils Bernstein.
"L'alternativa - ha detto in conferenza stampa - sarebbe stata la
bancarotta di Roskilde, con un considerevole contagio nell'intero sistema
finanziario". Il banchiere centrale ha poi voluto precisare che il crac di
Roschilde, che prende il nome da una cittadina danese, è un "caso
unico", dovuto "alla forte esposizione al mercato immobiliare",
mentre al contrario "in generale le banche danesi sono ben preparate"
ad affrontare crisi del mercato immobiliare e periodi
di contrazione economica.
( da "Milano Finanza (MF)" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Numero 170
pag. 2 del 27/8/2008 | Indietro La Germania in crisi
schiaccia l'euro Primo Piano Di Marcello Bussi Ma negli stati
uniti è ancora gelo sull'immobiliare: prezzi
delle case in flessione del 15,9% Il forte
calo dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese rafforza i timori di una
recessione tedesca. E la moneta unica scende fino a 1,457 $, ai minimi da sei
mesi. Prezzi del petrolio in altalena Germania sempre più vicina alla
recessione. Così, ieri l'euro è sceso fino a 1,4570 dollari, ai minimi
dallo scorso 14 febbraio. La moneta unica ha poi recuperato parzialmente
terreno, assestandosi intorno a 1,4630, comunque in calo rispetto alla chiusura
della vigilia, a 1,4754. Secondo Stephen Jen, capo economista di Morgan Stanley
per il settore valutario, se la moneta unica scenderà sotto quota 1,46
"probabilmente molti investitori cambieranno le loro strategie e si convinceranno
che la storia del dollaro è cambiata". Warren Buffett ne è già convinto,
visto che in un'intervista a Cnbc, riportata ieri su MF-MilanoFinanza, il guru
di Omaha ha dichiarato che la caduta della valuta statunitense è finita.
D'altronde, l'illusione di un decoupling dell'economia europea rispetto a
quella americana è ormai svanita. E ieri lo ha dimostrato il calo dell'indice
Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, sceso ad agosto ai minimi da
tre anni, 94,8, dal 97,5 di luglio. Mentre l'indice di fiducia dei consumatori,
elaborato da Gfk, a settembre è scivolato a livelli che non toccava da cinque
anni. I due dati, uniti alla conferma che nel secondo trimestre il pil tedesco
è diminuito dello 0,5% rispetto al primo (+1,7% su base annua), hanno spinto
Andrea Rees, economista di Unicredit Mib, a dire che ormai le probabilità di
recessione in Germania sono al 70%. Una prospettiva che rafforza le attese di
un taglio dei tassi da parte della Bce, che comunque, visti i persistenti
timori di inflazione da parte dell'istituto di Francoforte, non ci sarà prima
dell'inizio del 2009. Mentre, al contrario, la Fed dovrebbe mantenerli a lungo
invariati, viste le preoccupazioni per un ulteriore indebolimento dell'economia
Usa segnalate dai verbali del Fo
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Nomisma: possibile
calo del 20% nelle transazioni ROMA. Per il mattone è tempo di discount:
complice un mercato immobiliare in decisa stagnazione,
chi ha in programma l'acquisto di una casa nei prossimi mesi potrà contare su
un elemento nuovo, lo sconto. Ma non si assisterà a un crollo dei prezzi: seppure le transazioni potranno calare anche del
20%, a quota 650.000, i prezzi - secondo Nomisma - non
scenderanno se non a livello dell'inflazione, del 5%. "Un mercato
rallentato ma non crollato", anche secondo il presidente di Scenari
Immobiliari, Mario Breglia, per il quale però, i ribassi sono maggiori:
"Dopo che un appartamento è rimasto sul mercato per mesi, chi vuol vendere
deve ridimensionare la propria richiesta, anche del 10-15%". La domanda è
indebolita - aggiunge Breglia - e per le nuove costruzioni si assiste a un
fenomeno nuovo, lo sconto per invogliare l'acquisto: si offre il box auto a
esempio o il secondo bagno a prezzo stracciato. Più limitato il margine
indicato dal presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi rigidi per l'usato. "Ci potrà essere una
crescita nominale zero, una limatura all'ingiù a livello d'inflazione, del 5% -
dice Tamburini - e a soffrire di più saranno le prime e le seconde fasce delle
grandi città: qui i costruttori, che si sono indebitati con le banche, pur di
vendere concedono sconti. Il mercato dell'usato è invece in mano alle famiglie
che non sono disposte a vendere perdendoci, quindi restano in attesa di tempi
migliori". Il 2008 conferma quindi la frenata del mattone, al termine di
un trend al rialzo durato oltre sette anni. Stesso scenario "di trincea
per il mercato anche nel 2009", secondo Nomisma. Chi invece non può
attendere, a fronte di compravendite che si allungano fino a 7-8 mesi nelle
grandi città, soprattutto se è proprietario di un immobile di fascia media, è
costretto a tagliare il prezzo di circa il 10%. La domanda reale è scesa del
20% rispetto al quarto trimestre del 2007, analizza ancora Scenari, e gli
sconti servono a intercettare meglio la domanda. A soffrire di più sul prezzo
sono gli immobili della fascia media, il discount invece non dovrebbe
riguardare la fascia alta e medio-alta, i cui prezzi
sono fermi da oltre un anno. Stagnazione economica, tassi in rialzo: di fatto
non vi sono ragioni perchè la domanda immobiliare
cresca, anche perchè le famiglie devono fare i conti con bilanci sempre più in
sofferenza. Tuttavia gli esperti concordano sul fatto che non siamo di fronte a
una crisi come quella del '93-'94, quando il crollo delle compravendite superò
il 60%, o a segnali evidenti di crisi come in Spagna o in Francia. Sulla
debolezza della domanda "pesa il maggiore costo del denaro, acquista solo
chi è costretto, e anche l'immobile come bene-rifugio ha perso parecchio di
appeal", dice Filippo Crocè, esperto di Tecnoborsa e già presidente del
Comitato di vigilanza delle Borse immobiliari. Tuttavia, "non c'è nessuna bolla immobiliare". Diversamente da altri Paesi, in Italia
resta a livelli fisiologici la percentuale di famiglie in difficoltà con il
mutuo e quindi costrette e vendere l'immobile, ma la propensione all'acquisto
di un'abitazione nei prossimi dodici mesi è al minimo: 1,8%, i livelli più
bassi dell'ultimo ciclo immobiliare (erano
al 7% all'inizio del 2000). "Nessuna bolla immobiliare"
anche per il presidente dei costruttori Paolo Buzzetti. Alla indubbia fase di
stasi l'Ance risponde puntando sul piano casa annunciato dal governo, "uno
strumento importante per rispondere alla fase di crisi spingendo economia ed
occupazione e per favorire le famiglie più deboli nella domanda di
casa".
( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercato in affanno
Gli sconti possono arrivare sino al 15%. Soffrono prime e seconde fasce nelle
città grandi, e le periferie. Prezzi in calo anche per il 2009 27/08/2008 ROMA.
Per il mattone è tempo di discount: complice un mercato immobiliare
in decisa stagnazione, chi ha in programma l'acquisto di una casa nei prossimi
mesi potrà contare su un elemento nuovo, lo sconto. Ma non si assisterà a un
crollo dei prezzi: seppure le transazioni potranno
calare anche del 20%, a quota 650mila, secondo Nomisma i prezzi
non scenderanno se non a livello inflazione, del 5%. "Un mercato
rallentato ma non crollato", secondo il presidente di Scenari Immobiliari,
Mario Breglia, per il quale però, i ribassi sono maggiori: "Dopo che un
appartamento è rimasto sul mercato per mesi, chi vuol vendere deve
ridimensionare la richiesta anche del 10-15%". La domanda è indebolita,
aggiunge Breglia, e per le nuove costruzioni si assiste a un fenomeno nuovo, lo
sconto per invogliare l'acquisto: si offre il box auto, ad esempio, o il
secondo bagno, a prezzo stracciato. Più limitato il margine indicato dal
presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi
rigidi per l'usato. "Ci potrà essere una crescita nominale zero, una
limatura all' ingiù a livello d'inflazione, del 5% - dice - A soffrire di più
saranno le prime e le seconde fasce delle grandi città: qui i costruttori,
indebitati con le banche, pur di vendere concedono sconti. Il mercato
dell'usato è invece in mano alle famiglie che non sono disposte a vendere
perdendoci, quindi restano in attesa di tempi migliori". Dopo i primi
segnali di rallentamento apparsi già nel 2007, quest'anno conferma la frenata, al
termine di un trend al rialzo durato oltre 7 anni. Stesso scenario "di
trincea anche nel 2009", secondo Nomisma. Chi non può attendere, a fronte
di compravendite che si allungano fino a 7-8 mesi nelle grandi città,
soprattutto se è proprietario di un immobile di fascia media, è costretto a
tagliare il prezzo di circa il 10%. La domanda reale è scesa del 20% rispetto
al quarto trimestre 2007, analizza Scenari, e gli sconti servono a intercettare
meglio la domanda. Soffrono gli immobili di fascia media, ma il discount non
dovrebbe riguardare la fascia alta e medio-alta, i cui prezzi
sono fermi da oltre un anno. Stagnazione economica, tassi in rialzo: di fatto
non vi sono ragioni perché la domanda immobiliare
cresca, anche perché le famiglie devono fare i conti con bilanci sempre più in
sofferenza. Tuttavia gli esperti concordano sul fatto che non siamo di fronte a
una crisi come quella del '93, quando il crollo delle compravendite superò il
60%, o a segnali evidenti di crisi come in Spagna, dove i costruttori si sono
molto indebitati con le banche. Sulla debolezza della domanda "pesa il
maggiore costo del denaro, acquista solo chi è costretto, e anche l'immobile
come bene-rifugio ha perso appeal", dice Filippo Croce, esperto di
Tecnoborsa e già presidente del Comitato di vigilanza delle Borse immobiliari.
Ma "non c'è nessuna bolla immobiliare, in Italia
non ci sono avvisaglie della crisi Usa dei subprime", chiude Croce.
Diversamente da altri Paesi, in Italia resta a livelli fisiologici la
percentuale di famiglie in difficoltà con il mutuo costrette a vendere
l'immobile. La propensione all'acquisto di un'abitazione nei prossimi 12 mesi è
al minimo: 1,8%, i livelli più bassi dell'ultimo ciclo immobiliare
(era al 7% a inizio 2000). "La concorrenza fa sì che sul mercato
metropolitano - osserva Breglia - la flessibilità del venditore sia maggiore
rispetto ai piccoli centri, dove i prezzi negli ultimi anni hanno raggiunto quelli della città. Con
l'ulteriore aggravio del carburante, è meno conveniente l'acquisto nell'hinterland".
"Nessuna bolla
immobiliare" anche per il presidente dei
costruttori Paolo Buzzetti. All'indubbia fase di stasi, l'Ance risponde
puntando sul Piano casa annunciato dal governo, "uno strumento
importante per rispondere alla fase di crisi, spingendo economia e occupazione
e per favorire le famiglie più deboli nella domanda di casa". Paola
Barbetti (Ansa) 27/08/2008.
( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
A
cura della redaz. economia Case, lo "sboom" arriva in Francia Il
settore immobiliare continua a
crollare in tutti i paesi occidentali, e adesso lo "sboom"
dell'odiosa bolla è arrivato anche in Francia. Nel
paese d'oltralpe le compravendite di case in alcune
regioni sono diminuite anche più del 50%. Tengono gli Usa, dove il mercato continua a
crescere, anche se a ritmi blandi, ma deve fare i conti con una drastica
flessione dei prezzi: a luglio -15,9% rispetto a un
anno fa. Secondo Standard & Poor's, sono le prime avvisaglie di una crisi
molto più estesa, che finirebbe per coinvolgere tutti i paesi industrializzati
e potrebbe vedere la fine solo nella tarda primavera del prossimo anno. Qui e
nella notizia successiva, una breve disamina dei diversi paesi. Francia: le
compravendite sono diminuite del 34% nel secondo trimestre (-30% nei primi sei
mesi dell'anno). Il numero delle case sul mercato è
sceso a 110.500 unità, valore mai così basso dal 1982. Sul fronte prezzi si sono persi circa il 3% per le vecchie abitazioni e
il 4-5% nelle nuove. Secondo un'indagine dell'Institut Xerfi di Parigi, il
mercato immobiliare potrebbe perdere circa il 14,5%
del proprio valore fino al 2011. CRISI IMMOBILIARE /2 E IL CROLLO SI SPOSTA
FINO IN GIAPPONE In SPAGNA: compravendite scese di oltre il 34% a maggio e
crollo del 43,6% per le case esistenti, del 39% per
l'edilizia popolare. Gli 1,5 milioni di nuove case
invendute fanno prevedere possibili ribassi dei prezzi.
REGNO UNITO: Si sta vivendo il momento peggiore degli ultimi 30 anni. Nel primo
trimestre il numero delle compravendite è stato il più basso dal 1978, meno di
venti per ogni agenzia. E i prezzi continuano a
scendere. In luglio, secondo la società di ricerca Hometrack, il valore delle case è calato del 4,4% su base annua, con un prezzo medio di
168.500 sterline. STATI UNITI: il mercato qui sembra tenere, anche se non
mancano i segnali di sofferenza. Le compravendite di case
esistenti sono aumentate a luglio del 3,1%, molto sopra le attese; meglio delle
stime anche gli acquisti di case nuove (+2,4%). In
giugno l'indice Case-Shiller, che stima il prezzo delle case
nelle prime 20 città, è sceso del 15,9%, il diciottesimo calo consecutivo e il
più pesante nella storia. GIAPPONE: è una serie infinita di fallimenti di
società immobiliari, saliti dell'80% rispetto allo scorso anno. Il mercato
degli immobili messi in vendita è sceso del 44,5% in dodici mesi, e di questi
solo la metà sono stati venduti. USA La Fed verso il rialzo dei tassi Durante
la riunione dello scorso 5 agosto, i membri del Fo
( da "Libertà" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Case: transazioni
previste in discesa, prezzi in calo intorno al 5% ROMA
- Per il mattone è tempo di discount: complice un mercato immobiliare
in decisa stagnazione, chi ha in programma l'acquisto di una casa nei prossimi
mesi potrà contare su un elemento nuovo, lo sconto. Ma non si assisterà a un
crollo dei prezzi: seppure le transazioni potranno
calare anche del 20%, a quota 650.000, i prezzi -
secondo Nomisma - non scenderanno se non a livello inflazione, del 5%. "Un
mercato rallentato ma non crollato", anche secondo il presidente di
Scenari Immobiliari, Mario Breglia, per il quale però, i ribassi sono maggiori:
"Dopo che un appartamento è rimasto sul mercato per mesi, chi vuol vendere
deve ridimensionare la propria richiesta, anche del 10-15%". La domanda è
indebolita - aggiunge Breglia - e per le nuove costruzioni si assiste a un
fenomeno nuovo, lo sconto per invogliare l'acquisto: si offre il box auto ad
esempio o il secondo bagno a prezzo stracciato. Più limitato il margine
indicato dal presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi rigidi per l'usato. "Ci potrà essere una
crescita nominale zero, una limatura all' ingiù a livello d'inflazione, del 5%
- dice Tamburini - a soffrire di più saranno le prime e le seconde fasce delle
grandi città: qui i costruttori, che si sono indebitati con le banche, pur di vendere
concedono sconti. Il mercato dell'usato è invece in mano alle famiglie che non
sono disposte a vendere perdendoci, quindi restano in attesa di tempi
migliori". Dopo i primi segnali di rallentamento apparsi già lo scorso
anno, il 2008 conferma quindi la frenata del mattone, al termine di un trend al
rialzo durato oltre sette anni. Stesso scenario "di trincea per il mercato
anche nel 2009", secondo Nomisma. Chi invece non può attendere, a fronte
di compravendite che si allungano fino a 7-8 mesi nelle grandi città,
soprattutto se è proprietario di un immobile di fascia media, è costretto a
tagliare il prezzo di circa il 10%. La domanda reale è scesa del 20% rispetto
al quarto trimestre del 2007, analizza ancora Scenari, e gli sconti servono a
intercettare meglio la domanda. A soffrire di più sul prezzo sono gli immobili
della fascia media, il discount invece non dovrebbe riguardare la fascia alta e
medio-alta, i cui prezzi sono fermi da oltre un anno.
Stagnazione economica, tassi in rialzo: di fatto non vi sono ragioni perchè la
domanda immobiliare cresca, anche perchè le famiglie
devono fare i conti con bilanci sempre più in sofferenza. Tuttavia gli esperti
concordano sul fatto che non siamo di fronte a una crisi come quella del
'93-'94, quando il crollo delle compravendite superò il 60%, o a segnali
evidenti di crisi come in Spagna, dove i costruttori si sono molto indebitato
con le banche, o in Francia. Sulla debolezza della domanda "pesa il
maggiore costo del denaro, acquista solo chi è costretto, e anche l'immobile
come bene-rifugio ha perso parecchio di appeal", dice Filippo Crocè,
esperto di Tecnoborsa e già presidente del Comitato di vigilanza delle Borse
immobiliari. Tuttavia, "non c'è nessuna bolla immobiliare - dice Croce - in Italia non ci sono avvisaglie della crisi Usa
dei subprime". Diversamente da altri Paesi, in Italia resta a livelli
fisiologici la percentuale di famiglie in difficoltà con il mutuo e quindi
costrette e vendere l'immobile, ma la propensione all'acquisto di un'abitazione
nei prossimi dodici mesi è al minimo: 1,8%, i livelli più bassi
dell'ultimo ciclo immobiliare (erano al 7% all'inizio
del 2000). Il 'discount' inoltre sembra avvantaggiare soprattutto il mercato
delle grandi città. "La concorrenza fa sì che sul mercato metropolitano -
osserva Breglia - la flessibilità del venditore sia maggiore rispetto ai
piccoli centri, dove i livelli dei prezzi negli ultimi
anni hanno raggiunto quelli della città". 27/08/2008.
( da "Nuova Venezia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Le agenzie:
"Poche spazi da affittare, ormai tutti vendono a loro" Chioggia
sempre più in mano ai "foresti" Mercato immobiliare
trascinato dagli acquisti di case dei non residenti di
Elisabetta Boscolo Anzoletti CHIOGGIA. Padovani, vicentini e veronesi investono
sul mattone chioggiotto. L'unica nuova dinamica in un mercato immobiliare sostanzialmente fermo è la domanda crescente di
appartamenti medi del centro da parte di forestieri come seconda casa o a scopo
speculativo. Sul fronte locale continua invece l'emorragia di abitanti dovuta
allo spostamento delle giovani coppie nelle frazioni, dove i prezzi
hanno però quasi raggiunto quelli dei centri di Chioggia e Sottomarina, o nei
comuni limitrofi. La stasi accusata negli ultimi anni dal
settore immobiliare è dovuta al caro-mattone e alla crisi economica. Chioggia non è
diversa dal resto del mondo. I prezzi delle case sono proibitivi
per i giovani (3.500-4.000 euro al metro quadro per il nuovo in zona centrale,
2.500 per il ristrutturato in zone meno richieste, 2.000 per il vecchio)
e i tassi dei mutui sono inavvicinabili. A scuotere la stasi che il settore sta
attraversando da un paio di anni è comparso però nell'ultimo periodo un
fenomeno nuovo: la richiesta di acquisto di appartamenti medi del centro (150 -
200 mila euro) da parte di non residenti. "Stiamo lavorando bene con i
forestieri - spiega Mariangela Boscolo, titolare dell'agenzia "L'immobiliare" e delegata Fiaip per Chioggia - padovani,
vicentini e veronesi comprano appartamenti di medie dimensioni per rivenderli, affittarli
o come seconda casa. In questa fase di precarietà il mattone è ritornato
l'unico bene rifugio. La crisi dei mutui è arrivata anche da noi, gli stessi
direttori di banca mi confermano che da gennaio a luglio si possono contare
sulla dita di una mano i mutui accesi, molto più numerose le
rinegoziazioni". Chioggia comincia a far gola all'esterno, ma sul fronte
interno la stasi non accenna a risolversi. Per capirne le ragioni basta dare
un'occhiata ai prezzi di mercato. Un appartamento
medio di
( da "Gazzettino, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Si confermano i
segnali di crisi del mercato immobiliare ma gli
operatori escludono rischi di crisi modello Usa. Per Nomisma transazioni in
calo del 20 per cento Casa: calano le compravendite e arrivano sconti fino al
15\% RomaPer il mattone è tempo di discount: complice un mercato immobiliare in decisa stagnazione, chi ha in programma
l'acquisto di una casa nei prossimi mesi potrà contare su un elemento nuovo, lo
sconto. Ma non si assisterà a un crollo dei prezzi:
seppure le transazioni potranno calare anche del 20\%, a quota 650.000, i prezzi - secondo Nomisma - non scenderanno se non a livello
inflazione, del 5\%."Un mercato rallentato ma non crollato", anche
secondo il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, per il quale però,
i ribassi sono maggiori: "Dopo che un appartamento è rimasto sul mercato
per mesi, chi vuol vendere deve ridimensionare la propria richiesta, anche del
10-15\%". La domanda è indebolita - aggiunge Breglia - e per le nuove
costruzioni si assiste a un fenomeno nuovo, lo sconto per invogliare
l'acquisto: si offre il box auto ad esempio o il secondo bagno a prezzo
stracciato.Più limitato il margine indicato dal presidente di Nomisma,
Gualtiero Tamburini, che parla di prezzi rigidi per
l'usato. "Ci potrà essere una crescita nominale zero, una limatura
all'ingiù a livello d'inflazione, del 5\% - dice Tamburini - a soffrire di più
saranno le prime e le seconde fasce delle grandi città: qui i costruttori, che
si sono indebitati con le banche, pur di vendere concedono sconti. Il mercato
dell'usato è invece in mano alle famiglie che non sono disposte a vendere
perdendoci, quindi restano in attesa di tempi migliori".Dopo i primi
segnali di rallentamento apparsi già lo scorso anno, il 2008 conferma quindi la
frenata del mattone, al termine di un trend al rialzo durato oltre sette anni.
Stesso scenario "di trincea per il mercato anche nel 2009", secondo
Nomisma. Chi invece non può attendere, a fronte di compravendite che si
allungano fino a 7-8 mesi nelle grandi città, soprattutto se è proprietario di
un immobile di fascia media, è costretto a tagliare il prezzo di circa il 10\%.
La domanda reale è scesa del 20\% rispetto al quarto trimestre del 2007,
analizza ancora Scenari, e gli sconti servono a intercettare meglio la domanda.
A soffrire di più sul prezzo sono gli immobili della fascia media, il discount
invece non dovrebbe riguardare la fascia alta e medio-alta, i cui prezzi sono fermi da oltre un anno.Sulla debolezza della
domanda "pesa il maggiore costo del denaro, acquista solo chi è costretto,
e anche l'immobile come bene-rifugio ha perso parecchio di
appeal", dice Filippo Crocé, esperto di Tecnoborsa e già presidente del
Comitato di vigilanza delle Borse immobiliari. Tuttavia, "non c'è nessuna bolla immobiliare - dice Crocé - in Italia non ci sono avvisaglie della crisi Usa
dei subprime". Il tutto mentre in Francia le vendite di abitazioni nel
secondo semestre sono crollate del 34\%.Diversamente da altri Paesi, in Italia
resta a livelli fisiologici la percentuale di famiglie in difficoltà con il
mutuo e quindi costrette e vendere l'immobile, ma la propensione all'acquisto
di un'abitazione nei prossimi 12 mesi è al minimo: 1,8\%, i livelli più bassi
dell'ultimo ciclo immobiliare (erano al 7\% all'inizio
del 2000).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-08-28 - pag: 4 autore: Studio Bankitalia sui
prezzi delle case: in 7 anni crescita del 65% -
Aumenti più forti nelle grandi città Roma batte Milano con 4.353 euro al metro
quadro ROMA L'indice dei prezzi delle case in Italia è
aumentato del 65,3% tra il 2000 e il 2007. Se le transazioni immobiliari
fossero state incluse nel paniere dei prezzi al
consumo, avrebbero "contribuito" con uno 0,3% annuo aggiuntivo al
tasso d'inflazione nello stesso periodo. Sono queste le principali conclusioni
di un lavoro pubblicato nella collana Studi e Ricerche della Banca d'Italia in
cui tre economisti del Servizio studi di via Nazionale (Salvatore Muzzicato,
Roberto Sabbatini e Francesco Zollino) hanno elaborato un
nuovo indice dei prezzi delle abitazioni. L'andamento del mercato degli immobili sta
diventando sempre più importanti per la politica economica e, dopo le recenti
innovazioni nel settore dei mutui e delle cartolarizzazioni, anche per la
politica monetaria. I proprietari di case sono infatti
sempre più numerosi (in Italia, in particolare, il 72%). La spesa per
far fronte ai mutui incide in misura crescente sul reddito disponibile delle
famiglia. Infine il ciclo immobiliare è caratterizzato
da prolungate fasi di forte crescita dei prezzi
seguite da brusche cadute. In molti Paesi mancano indicatori ufficiali e i dati
raccolti da centri di ricerca pubblici e privati sono basati su metodologie
diverse. Le banche centrali dell'Euroarea collaborano dal 2000 per la
definizione di un indice medio che viene regolarmente diffuso. Ora la Banca
d'Italia ne ha messo a punto uno nuovo fondato sui dati pubblicati dalla
rivista Il consulente immobiliare, che permette di
risalire a metà degli anni 60 con la serie storica e offre un'ampia
disaggregazione geografica. Il ciclo attuale, secondo gli autori, è cominciato
alla fine del 1992, con una fase di calo dei prezzi che
è andata avanti fino alla metà del 1999. Poi l'Unione monetaria, la diminuzione
del costo del denaro e il recupero di potere d'acquisto delle famiglie hanno
innescato un'ondata di rialzi che ha cominciato ad attenuarsi solo alla fine
del 2006. Dal "minimo" del 1999, i prezzi
delle abitazioni sono aumentati del 7% l'anno in termini reali nei capoluoghi
di provincia, la metà negli altri Comuni. Per l'Italia nel complesso
l'incremento è stato del 5% annuo. Dai dati emerge che gli aumenti sono stati
maggiori nelle cinque città principali e, considerando le macroregioni, nel Sud
e nelle Isole. Roma (4,353) e Milano (3,470) sono in testa alla classifica dei prezzi attuali per metro quadrato. Che cosa succederebbe
all'inflazione se i prezzi delle transazioni immobiliari
fossero inclusi nell'indice complessivo dei prezzi al
consumo? Stimando che il peso delle compravendite di case
sia compreso tra il 4 e il 5,5% del paniere dei consumi delle famiglie e
applicando il nuovo indicatore dei prezzi, gli esperti
della Banca d'Italia sono arrivati alla conclusione che l'impatto sarebbe stato
pari a uno 0,3% annuo. Un risultato in linea con quelli già ottenuti in altri
Paesi dell'Euroarea. O.C.
( da "Opinione, L'" del 28-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Oggi è Gio, 28 Ago
2008 Edizione 178 del 28-08-2008 STANDARD AND POOR'S ABBASSA LE PREVISIONI PER L'ITALIA
E L'EUROPA La crescita del 2008 si ferma allo 0,1% di Maria Laura Zuccheri Per
l'agenzia di valutazione del debito Standard and Poor's (che è la società che
realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni, fra
le prime tre al mondo insieme a Moody's e Fitch Ratings) l'economia italiana
terminerà l'anno con una crescita dello 0,1% contro l'1,5% dell'intera
Eurozona, l'1,7% della Germania e l'1,5% della Francia. Per il 2009 la stima
per l'Italia è di un +0,6%. Le previsioni sono contenute in un rapporto
sull'economia europea, nel quale S&P afferma che il Vecchio Continente sarà
investito da "un imponente rallentamento economico nel secondo semestre di
quest'anno" che potrebbe sfociare in una fase di stagflazione. Le stime di
S&P per la crescita italiana sono molto più modeste di quelle del Governo
che puntano su un +0,5% quest'anno e un +0,9% nel 2009. Sempre per l'anno
prossimo le previsioni di S&P sono di una crescita dell'1,2% per l'intera
Eurozona con un +1,3 % in Francia, +1,2% in Germania e la Spagna fanalino di
coda con +0,5% contro il +0,6% dell'Italia. Per la Gran Bretagna la stima è di
una crescita dell'1,5% quest'anno e dello 0,8% nel 2009, ma ancora più
impressionante è la frenata dell'Irlanda stimata a crescita
zero quest'anno dopo il +5,3% del 2007, e all'1% nel
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina XVIII -
Palermo Il progetto dell'architetto Navarra sul recupero delle case degli immigrati MAZARA, UNA NUOVA MEDINA IN VETRINA
ALLA BIENNALE Una scelta mirata su un luogo di confine con una forte presenza
extracomunitaria I crediti da 50 mila euro PAOLA NICITA La rivoluzione entra
sempre dalla porta principale, anzi spesso sceglie di invadere e ricostruire
proprio le mura domestiche per annunciare e dar forma al proprio arrivo.
L'abitazione è dunque la reggia inarrivabile e abbagliante di lusso
dell'imperatore, è l'edificio contemporaneo delle archistar costruito per
materializzare la posizione sociale dei nuovi ricchi, è il trionfo di plastica,
plexiglass e linee smussate prodotte dall'economia felice del boom anni
Settanta, oppure la tranquilla casetta a schiera della
famiglia modello. La casa, dunque, intesa come estroflessione cementificata del
periodo storico, come materializzazione delle imminenze sociali, che fa i conti
con le pagine della cronaca piuttosto che con quelle della teoria codificata.
Ed è proprio in questo segno che prende forma il progetto dell'architetto Marco
Navarra e dello studio Nowa, chiamato a rappresentare il Padiglione italiano
della prossima edizione della Biennale di Architettura di Venezia che apre i
battenti il 14 settembre. Il tema è quanto mai attuale e concreto: "L'Italia
cerca casa. Progetti per abitare e riabitare la città": il passaggio che
si vuole segnare è quello da "una casa per tutti" ad "una casa
per ciascuno". Il padiglione italiano è curato da Francesco Garofalo, che
ha selezionato dodici progetti destinati a rappresentare le innovazioni più
interessanti sul tema dell'abitare in Italia: motivi guida
dell'indagine architettonica sono la crisi abitativa in relazione alla recente bolla immobiliare, le ripercussioni della crisi americana dei mutui subprime, le
molte situazioni di disagio urbano derivate dalla rapida trasformazione socio
culturale che ci coglie impreparati per velocità e per certa inadeguatezza
politica più propensa all'edificazione di barriere piuttosto che allo
sviluppo dei punti di contatto. Marco Navarra, che è di Caltagirone, ha scelto
Mazara del Vallo per il proprio progetto: un luogo di confine, caratterizzato
da una forte presenza di immigrati, e dunque bisognoso di ridisegnare certi
spazi che si muovono in direzione dell'accoglienza. L'accento, in particolare,
è posto sull'invito del "riabitare" la città, come spiega
l'architetto: "Presenteremo un progetto di recupero dell'antica medina di
Mazara, per riconfigurarla in relazione alle nuove esigenze di questi anni: le
comunità di migranti vivono spesso le parti più antiche delle nostre città, e
attraverso il loro intenso quotidiano abitare, trasformano dall'interno le
strutture. Sul filo dell'ossimoro, il suono familiare de "L'abitare
straniero" è quello che abbiamo scelto, perché ci ricorda la leggerezza
del trovarsi altrove, rimanendo dentro la casa degli affetti". E così il
progetto di Marco Navarra-Nowa pone come pilastri la concreta fattibilità, come
spiega l'architetto siciliano: "Abbiamo lavorato ipotizzando la
realizzazione di queste abitazioni recuperate nel centro storico; una fattiva
collaborazione è in corso con la Caritas, perché la Banca di credito
cooperativo Toniolo di San Cataldo ha stipulato con quest'ultima una
convenzione per concedere prestiti a famiglie tunisine. L'importo massimo previsto,
per acquisto del rudere e realizzazione dell'abitazione, è di 50 mila euro:
questa è anche la nostra cifra di riferimento". Ma come saranno le case delle medina recuperata? Due ruderi contrapposti
vengono trasformati in due case, incastrate l'una nell'altra,
e un giardino murato sarà destinato ad uso comune delle famiglie che abiteranno
la corte. Le scale di legno, recuperate da navi dismesse, vengono adoperate per
arrivare sui tetti delle abitazioni. La costruzione utilizza una
prefabbricazione elementare e flessibile per accelerare i tempi e aprirsi ad
una possibile autocostruzione; senza per questo motivo trascurare gradevolezza
estetica e comfort abitativo. Una collaborazione importante al progetto arriva
dalle suore francescane, che da alcuni anni stanno lavorando con un professore
tunisino per poter realizzare una biblioteca multietnica. Così una chiesa
sconsacrata, ormai ridotta ad un rudere al centro della medina, offrirà i suoi
spazi per ospitare un luogo di incontro tra culture diverse; insieme alla
biblioteca si realizzeranno piccoli laboratori didattici, aule informatiche e
spazi comuni per giochi e feste. "è un progetto che vogliamo realizzare
davvero - dicono gli architetti - che nel frattempo stanno già pensando ad un
libro e un video legati a questa esperienza. E che alla Biennale porteranno
anche due oggetti da installare nel Padiglione Italia: il primo è un grande
tappeto realizzato a Kairuan da donne tunisine in collaborazione con la
cooperativa "Amal" di Mazara del Vallo: è il prototipo numero uno, ma
ne sono stati realizzati cento, che saranno messi in vendita per sostenere il
progetto "Abitare Straniero", che sarà visibile all'indirizzo www.
abitarestraniero. it. Il secondo oggetto è molto più inquietante: sono le gabbie
per l'allevamento dei tonni, che si trovano al centro del Mediterraneo e, molte
volte, simili ad isole artificiali, offrono un precario appiglio ai tanti
naufraghi che spinti dalla disperazione attraversano il Canale di Sicilia.
Anche qui basta lo slittamento di un segno, e dunque del senso, per cambiare
una gabbia in un annuncio di altre vite possibili.
( da "Denaro, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Borsa & Mercati gran bretagna Prezzi case scendono: mai
così bassi dal 1991 I prezzi
delle case in Gran Bretagna scendono del 2
per cento ad agosto. Si tratta del flop piu' grosso dall'inizio del 1991.
"Se i prezzi
delle case continueranno a calare a questi
ritmi - dice George Buckley, capo economista per la Gb di Deutsche Bank - alla
fine dell'anno registreremo un tonfo del 15 per cento. Questo significa
che che i proprietari di immobili perderanno circa un quinto dei loro
investimenti nel 2008". del 29-08-2008 num.
( da "Repubblica, La" del 01-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia La crisi
frena anche il mattone europeo I venti di recessione fanno crollare le vendite,
con i primi impatti sui prezzi Business in picchiata,
cali fino al 43% nel Vecchio Continente. Usa in ripresa FERDINANDO GIUGLIANO
ROMA - La crisi affonda anche il mattone. Le difficoltà economiche
dell'economia globale hanno, infatti, pesato sul mercato immobiliare
di diversi paesi, soprattutto per quanto riguarda l'Europa occidentale. I casi di
Francia, Regno Unito e Spagna sono stati sicuramente i più eclatanti, ma anche
per Giappone e Italia la crisi è molto dolorosa, mentre sembrano in flebile
ripresa gli Stati Uniti. E se Standard & Poor's in un suo recente rapporto
sostiene che la crisi degli immobili durerà fino alla tarda primavera del
prossimo anno, sembra chiaro che le conseguenze per crescita, consumi e
occupazioni saranno non poco deleterie. I dati più preoccupanti sono stati
quelli registrati in Francia, Spagna e Regno Unito. Per la Francia, le compravendite di immobili sono calate del 30% nei primi sei
mesi del 2008, con un -34% registrato nel secondo trimestre dell'anno. Un dato
che si associa ad un calo dei prezzi, pari al 3% nel caso delle
vecchie abitazioni e del 4,5% per quelle nuove. Passando i Pirenei, le
compravendite sono, invece, diminuite del 34% a maggio, con un crollo
del 43,6% per le case esistenti. I prezzi,
anche se non ancora in diminuzione, sono saliti solo del 2%, il dato più basso
degli ultimi dieci anni. Male anche il mercato nel Regno Unito, dove i prezzi delle case sono scesi del 2% ad agosto, la discesa
maggiore da oltre 17 anni. Un dato che ha fatto diminuire ulteriormente il
valore delle case, ormai calato di circa il 10%
dall'agosto dello scorso anno. Una situazione molto negativa è anche quella in
cui versa il mercato immobiliare in Giappone. Nel
paese del Sol Levante, l'offerta di case è calata del
44,5% in un anno, di cui soltanto la metà sono state effettivamente vendute.
Male anche il mercato italiano: secondo i dati Nomisma, le compravendite di
abitazioni dovrebbero calare di quasi il 10% nel 2008, mentre rallenterà anche
la corsa dei prezzi delle case, cresciuti di appena
l'1,1% nel primo semestre di quest'anno. Timidi segnali di ripresa sono
registrati, invece, negli Stati Uniti. Sebbene le vendite siano calate di quasi
il 60% dal livello registrato nel 2005, le compravendite di case
esistenti sono cresciute, a luglio, del 3,1%. L'aumento della domanda non è
però sufficiente a far aumentare i prezzi, in calo
ormai del 18% dal picco registrato a metà 2006. Secondo un rapporto di Standard
& Poor's, la crisi del mercato potrebbe durare fino alla primavera del
2009. Se così fosse, le conseguenze sull'occupazione e sui consumi potrebbero
essere molto dure. Il calo delle vendite di case
produrrà infatti un ulteriore effetto a catena sul mercato delle costruzioni,
con importanti effetti negativi sull'occupazione. La caduta dei prezzi e del valore delle case
rafforzerà il calo dei consumi poiché, diminuendo il valore delle case, i consumatori si sentiranno più poveri o,
semplicemente, potranno prendere meno soldi in prestito dalle banche per
finanziare le proprie spese. Il risultato di questi meccanismi potrebbe essere
un ulteriore rallentamento per la crescita mondiale. Questo soprattutto per le
economie europee, dove la crisi sarà, purtroppo, sempre più "di
casa".
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
01-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: MONDO data: 2008-09-01 - pag: 14 autore: Congiuntura. Madrid
affronta la crisi Per la Spagna una frenata soft di Fabrizio Galimberti C' era una
volta... la Spagna "cugina povera", rispetto alla quale gli italiani
si potevano consolare col fatto che, nell'Europa del Sud, erano ancora in testa
alla classifica dei muscoli economici. E certo lo sono ancora, se si guarda
alla stazza complessiva dell'economia. Ma quel che più conta nel comune sentire
della ricchezza è il reddito pro-capite, e qui la Spagna ci ha superato, solo
che si guardi ai beni e servizi che si possono comperare con quel reddito. E ci
ha superato anche rispetto ad altre intangibili ma importanti asticelle in quel
"salto in alto" che è la gara tra nazioni. Nella crescita ma non
solo: nell'intraprendenza imprenditoriale, nel dinamismo del tessuto sociale,
nella "fiducia delle nazioni", che è tanto importante quanto la
smithiana "ricchezza delle nazioni". Non si parla di declinismo in
Spagna, e l'immigrazione-torrenziale quanto e più di quella italiana è divenuta
un fattore di ricchezza più che di tensioni. Non che le tensioni siano assenti.
Un recente sondaggio rivela che oltre due terzi degli spagnoli ritiene che ci
siano troppi immigrati in Spagna. Ma si possono consolare con il contributo
spettacolare alla crescita fornito dagli immigrati. Come dimostra l'ultimo
rapporto dell'Ocse sulla Spagna, nella seconda metà dello scorso decennio
l'immigrazione ha contribuito per mezzo punto all'anno alla crescita spagnola.
Ma in questo decennio il contributo è stato di ben 1,6 punti all'anno: più
della metà della crescita del Pil spagnolo nel periodo è merito
dell'immigrazione (senza contare gli effetti indiretti). La domanda interna è
cresciuta ancora di più del Pil, e qui cominciano a manifestarsi le ombre che
accompagnano le molte luci dell'espansione iberica. Se la domanda cresce più
della produzione, se un Paese spende più di quel che guadagna, la conseguenza
inevitabile è un deficit con l'estero. E il disavanzo corrente spagnolo ha
raggiunto livelli intorno al 10% del Pil, che in passato avrebbero causato
crisi valutarie e crolli della peseta. Ma la peseta non c'è più, c'è l'euro, e
quel che conta per la salute della moneta unica è il saldo corrente dell'intera
area euro e non quello di un singolo Paese. L'euro, insomma, è stato sia la
causa che la cura dell'eccesso di crescita spagnolo. Ne è stato la causa
perché, con l'ingresso nell'euro la Spagna ha beneficiato di tassi d'interesse
molto più bassi di prima, e questa riduzione del costo del danaro ha dato la
stura a uno spettacolare boom delle costruzioni, specialmente residenziali ma
non solo. E ne è stata la cura, o per meglio dire il balsamo, perché con la
corazza dell'euro la Spagna ha evitato la punizione che i mercati riserbano a
quei Paesi che rivelano alti deficit e crescenti indebitamenti con l'estero. Ma
il sostegno al Pil dato dai bassi tassi ha fatto sì che sia
andata lievitando nella penisola iberica una bolla immobiliare
fra le più pronunciate del mondo, ed è lo sgretolamento di questa bolla (stanno calando i prezzi reali degli
immobili, anche se non ancora quelli nominali) che sta portando oggi la Spagna
verso la stagnazione. Le previsioni degli organismi internazionali danno una
frenata di almeno tre punti nella crescita spagnola, e per il 2009 ci si
attende solo poco più di un punto di espansione del Pil. Il gettito fiscale
dipende dalla domanda più che dalla produzione, e l'eccesso di domanda spagnola
ha fatto gonfiare molti "tesoretti" in termini di entrate di
bilancio. La Spagna ha saputo mantenere ferma la quota di spesa pubblica nel
Pil (a differenza di quel che successe in Italia nel quinquennio 2001-2005) e il
Paese si è così posto come modello di virtù di bilancio. Ma la virtù non è fine
a se stessa, i surplus servono a essere spesi quando il tempo volge al brutto,
e fra quest'anno e il prossimo l'avanzo di bilancio ( due punti di Pil) sarà
azzerato, attutendo così quella frenata dell'economia che sarebbe stata
altrimenti molto più brusca. L'altra ombra del quadro spagnolo è l'inflazione,
che ha superato il 5% (a livello dei prezzi al consumo
e il 10% a livello dei prezzi alla produzione) e ha
portato i tassi a breve reali in territorio negativo. La politica economica
spagnola è complicata, dato che la Spagna avrebbe bisogno di un rallentamento
ancora più forte di quello in prospettiva: va bene attenuare la frenata ma
bisogna anche attenuare gli squilibri (deficit estero e inflazione). Ma la
politica di bilancio è espansiva e anche la politica monetaria, con tassi reali
negativi, soffia ancora sul fuoco della domanda. I problemi insomma ci sono.
Tuttavia, è equo dire, sono problemi che altri Paesi vorrebbero avere& fabrizio@bigpond.net.au.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E SOCIETA data: 2008-08-31 - pag: 38 autore: Cambiamenti epocali
Finanza a rischio per tutti Paesi emergenti e famiglie con redditi medio bassi,
da poco sui mercati, hanno falsato gli equilibri tradizionali. Per Schiller e
El-Erian la crisi deriva dal processo mondiale di democratizzazione di Giorgio
Barba Navaretti O sservando l'altalena dei mercati finanziari nell'ultimo anno
molti si chiedono se stiano vivendo una tempesta passeggera, oppure una
modifica strutturale nel funzionamento dell'economia. Analisi sempre più
approfondite, tendono oramai a propendere per la seconda ipotesi. E anche se le
interpretazioni divergono in parte, c'è un filo comune che le lega tutte:la
crescente "democratizzazione" dei mercati finanziari. Ossia l'accesso
alle piazze internazionali e il ruolo crescente di soggetti che fino alla fine
dello scorso millennio erano marginali o addirittura inesistenti sulle
principali piazze internazionali. I nuovi soggetti sono di due tipi: i Paesi
emergenti, che grazie ai poderosi surplus accumulati attraverso la vendita di
materie prime ( Russia, Paesi arabi) o manufatti (Cina, India) sono diventati
creditori netti delle vecchie economie industrializzate e muovono masse di
denaro che influenzano in modo significativo l'andamento dei titoli; le
famiglie, con un reddito medio basso, soprattutto nei Paesi industrializzati,
che hanno potuto accedere a strumenti finanziari sia di debito (mutui, crediti
al consumo) che di credito (fondi, prodotti derivati) che hanno modificato le loro
opportunità di consumo e di risparmio. Questo processo di democratizzazione dei
mercati è però allo stesso tempo la radice della crisi che stiamo vivendo.
Perché? Perché i meccanismi che permettono ai mercati di funzionare, dalla
governance delle banche, ai prodotti offerti, alla politica monetaria, fino
alle istituzioni che regolano i mercati, non sono adeguati a gestire la
partecipazione almercato di questi nuovi soggetti e il modo in cui si
comportano. In sostanza la democratizzazione modifica in modo piuttosto
radicale la natura dei rischi finanziari e i modi in cui vanno gestiti. I
mercati valutano il grado di rischiosità di ogni investimento e definiscono un
prezzo che deve essere in grado di compensare l'investitore dalla possibile
volatilità dei ritorni attesi. Per questa ragione i titoli del tesoro americano
pagano un interesse più basso di quelli del tesoro Sudafricano. E per questo
che chi investe in "venture capital", ossia finanzia nuove imprese
innovative, vuole ritorni più elevati di chi mette i soldi in banca. Se i
mercati non riescono più a prezzare il rischio in modo adeguato, la probabilità
che prima o poi implodano è elevata. E questo è esattamente quanto è successo
nell'ultimo anno. Due libri appena usciti negli Stati Uniti ci permettono di
capire, sulla base di questa falsariga, la natura del legame tra democrazia e
rischio. Il primo è scritto da Mohamed El- Erian, capo di Pi
( da "Milano Finanza (MF)" del 03-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Numero 175
pag. 5 del 3/9/2008 | Indietro Perché alla fine resta solo
il mattone Commenti & Analisi Di Gustavo Ghidini* ed Emilio Girino** Che la
singola iniziativa avventuriera e disonesta possa tradursi in un bagno per
alcuni, anche molti, risparmiatori è un accadimento che, volente o nolente, chi
investe deve mettere in conto. Quel che invece il risparmio (così come chi lo
controlla o dovrebbe controllarlo) non ha mai messo in preventivo era ed è una
crisi generalizzata del sistema: banche storiche che si decompongono nel
volgere di un mese, enti apparentemente granitici soggetti a incessanti
emorragie di fondi, strutture finanziarie che garantivano interi paesi i cui
patrimoni si liquefanno in un'estate, un'invocazione di soccorso della mano
pubblica in aperta contraddizione con i dichiarati autosufficienti modelli di
mercato, che tutto stanno rivelando tranne che la capacità di farcela da soli.
In un tale scenario, il disorientamento del risparmiatore è inevitabile e
comprensibile. La domanda è: di chi ci si può fidare, visto che anche il grande
marchio e la passata reputazione non sembrano più costituire di per sé una
garanzia? Ma, soprattutto, in che cosa investire? Tradizionalmente, le crisi
borsistiche registrano una costante fuga di capitali verso altri lidi. E,
tipicamente, l'immobile ha sin qui costituito il bene rifugio per eccellenza.
Sennonché, l'attuale crisi finanziaria nasce proprio dallo scoppio di una bolla immobiliare, per cui, nell'immaginario collettivo,
anche il mattone perde il suo fascino protettivo. Senza contare che un
investimento immobiliare diretto non è alla portata di
tutti e comunque implica costi (anche di mantenimento) non di poco momento.
L'immobile resta, per forza statistica, un bene a rendimento costante e sicuro.
La bolla speculativa americana è stata dovuta a
un'ottimistica esagerazione dei valori in sede di erogazione dei prestiti,
all'abnorme dilatazione di questi ultimi e all'ancor più abnorme lievitazione
del volume di indebitamento: crollato il mercato dei mutuatari, sovresposti
oltre i limiti di una ragionevole capacità finanziaria, anche il mercato immobiliare ha registrato uno sgonfiamento di valore. In sé,
tuttavia, l'immobile rimane un bene sicuro: tanto sicuro che le disposizioni
che regolano le nuove obbligazioni bancarie garantite (covered bond) ammettono
espressamente che la speciale garanzia che deve assistere questi titoli
praticamente privi di rischio deve fondarsi su "attivi di qualità" e
tali vengono considerati i crediti ipotecari su immobili residenziali e
commerciali, purché il credito che vi insista non ecceda rispettivamente l'80%
e il 60% del loro valore corrente. Esiste poi uno strumento che consente un
investimento frazionato in immobili e che sin qui ha registrato una fortuna
piuttosto modesta ancorché crescente. Alludiamo ai fondi immobiliari. L'uso sin
qui è stato abbastanza contenuto, ma dal 2001 al 2007 il loro numero è
cresciuto da
( da "Corriere della Sera" del 03-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-03 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE L'economista Campiglio: ora basta con gli aumenti Così si crea
povertà "Nuovi aumenti sui prezzi delle case
sarebbero un problema. Negli altri Paesi sono stati introdotti meccanismi di
correzione al ribasso mentre noi, al più, ci stiamo fermando ". Luigi
Campiglio, ordinario di Politica economica e prorettore della Cattolica, vede
un "brutto segnale" nell'analisi delle quotazioni immobiliari. Rischio
povertà? "Già le famiglie sono indebitate, soffrono i rincari dei beni di
prima necessità. Ecco, finiranno per comprimere le altre spese". In
compenso i valori medi delle abitazioni si sono fermati o sono in calo.
"Senta: il dato su cui bisogna riflettere è quello che gli americani
chiamano affordability index: la misura di quanto un lavoratore medio possa
permettersi l'acquisto di una casa". Ragioniamoci. "Secondo
l'ultima indagine della Banca d'Italia servono dodici anni per comprare un
immobile di cento metri quadrati. Nel 1995 ne bastavano otto". Quindi
l'indice è negativo, giusto? "Purtroppo sì. Si registra un forte e serio
squilibrio fra i prezzi dei beni immobili e i redditi da lavoro dipendente, che
ristagnano. Se il mattone può ancora crescere, mentre crolla dagli Stati
Uniti alla Gran Bretagna, ecco, non è una buona notizia". Ci siamo già
passati, però: un ciclo analogo si verificò nella prima metà degli anni
Novanta. "Era una situazione molto diversa. Allora l'impennata fu
bilanciata e corretta dall'aumento dell'inflazione. Al netto, e a poco a poco,
i prezzi delle case tornarono su valori ragionevoli. è
a partire dal 2001-2002 che il mercato ha iniziato a galoppare". Il
risultato? "Lo ripeto. I redditi sono ormai sproporzionati rispetto ai
costi di mercato e i margini di "aggiustamento" sono esigui. Le dico
un'altra cosa, però...". Prego. "Se solo il 10 per cento dei
proprietari volesse vendere le abitazioni per avere liquidità, allora i prezzi crollerebbero davvero". Perché non ci sono
acquirenti? "Esatto. Quella ricchezza immobiliare,
in realtà, non è più liquida. Il mercato verrebbe completamente
destabilizzato". Luigi Campiglio A. St.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ECONOMIA &
FINANZA pag. 27 La prima ricchezza della famiglia è possedere un alloggio CERCO
CASA IL PREZZO DELLE CASE è l'argomento all'ordine del giorno dell'economia
mondiale. Non potrebbe essere altrimenti in quanto la casa costituisce la prima
e fondamentale ricchezza di ogni famiglia. In tutti i paesi del mondo, il primo
pensiero economico di una persona è il possesso della propria casa, sia essa
una capanna nella foresta che un lussuoso appartamento in un prestigioso
grattacielo di New York. La casa rappresenta la prima sicurezza dell'uomo,
dall'epoca delle caverne ai giorni nostri e, a livello collettivo, ha assunto
anche un peso fondamentale nell'economia dei paesi più avanzati, come
dimostrano le preoccupazioni quotidiane del governo americano ove la discesa
dei prezzi delle case coinvolge non solo importanti equilibri sociali ma anche una
rilevante parte dell'economia del paese. In merito, mentre appaiono legittime
le preoccupazioni da parte di Gran Bretagna e Germania ove la crisi immobiliare sta dando qualche fastidio all'economia, l'allarme per l'Italia
è improprio perché nel nostro paese la proprietà immobiliare è
molto frazionata (direi polverizzata) con milioni di piccoli proprietari
(oltre il 70% degli italiani ne possiede una). In Italia non si è mai assistito
a un vero e proprio crollo dei prezzi. Perché ciò
possa avvenire sarebbe necessario che almeno un milione di famiglie si mettessero
d'accordo di vendere simultaneamente la casa dove abitano e decidessero anche
contemporaneamente di non comprarne un'altra in sostituzione. Un'assurdità
impensabile. Al contrario, negli ultimi decenni abbiamo assistito a ben tre
cicli di aumento dei prezzi in termini reali (al netto
della svalutazione monetaria): il primo nel periodo '65-'81, il secondo
'89-'92, il terzo tuttora in essere (ma che sta scemando) dalla data di
introduzione dell'euro a oggi. Dall'ultima analisi effettuata da Bankitalia sul
prezzo delle case in Italia, si può rilevare che per
acquistare una casa di 80 mq. a Roma (la città più cara) si deve spendere
(prezzo medio) 350 mila euro, a Milano 280 mila, mentre a Catanzaro, Potenza,
Campobasso, L'Aquila e altre città minori del Sud sono sufficienti meno di 100
mila euro. Con il ricordo dei molti zeri della lira sembrano cifre accessibili
ma, se confrontate con gli stipendi correnti, rappresentano anni di lavoro.
*V.President Fimaa Milano.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia Brown e la recessione
affondano Londra L'economia inglese maglia nera del G7, non convincono le
misure anti-crisi Varati gli aiuti al settore immobi-liare. Gli esperti:
"Troppo poco e troppo tardi" Il premier laburista si avvia alla
scadenza elettorale sempre più indebolito ENRICO FRANCESCHINI dal nostro
corrispondente LONDRA - Tra l'allarme per la recessione e il suo personale
declino nei sondaggi, Gordon Brown sapeva di dover fare qualcosa alla ripresa
della stagione politica dopo la pausa estiva nel tentativo, disperato secondo i
suoi sempre più numerosi critici, di salvare la Gran Bretagna, il governo
laburista e se stesso, non necessariamente in quest'ordine. Così questa
settimana il primo ministro ha annunciato un ampio piano di intervento a favore
del mercato immobiliare, il settore che ha messo in
moto la crisi economica e politica, qui nel Regno Unito come negli Stati Uniti
e in altri paesi europei. Le misure introdotte permetteranno ai piccoli
proprietari di tirare un po' il fiato nel pagamento dei muti e, si auspica,
rilanceranno gli acquisti di immobili, facendo di nuovo salire il prezzo delle case e innestando una spirale positiva. Ma il primo responso
di esperti e media è che il pacchetto di iniziative varate da Brown equivale a
"troppo poco, troppo tardi", e che non servirà ad allontanare lo
spettro di una recessione che quasi tutti peraltro danno per già cominciata.
Tantomeno servirà a salvare il posto a Brown, tra un anno e mezzo, quando sono
previste le prossime elezioni legislative; o prima ancora, se il Labour,
ritenendolo definitivamente spacciato, si decidesse a imporgli le dimissioni
per arrivare al voto con un altro leader e un altro premier. Il primo ministro
ha sospeso per un anno la "stamp duty", come si chiama la tassa
pagata da chi acquista un'abitazione per tutte le transazioni immobiliari sotto
le 175 mila sterline, pari a circa 220 mila euro. Il provvedimento permetterà
un risparmio fino a 1750 sterline a famiglia, riducendo di 600 milioni di
sterline le entrate per le casse dello stato. Fino ad ora venivamo esentate
dalla "stamp duty" soltanto le case che
costano meno di 125 mila sterline. Più o meno metà di tutte le transazioni
immobiliari saranno interessate dalla nuova legislazione fiscale, che tuttavia
non avrà alcun impatto a Londra: se a livello nazionale i prezzi delle case sono scesi di oltre il 10 per cento, dopo un boom immobiliare andato avanti per quindici anni, nella capitale la flessione è
stata più lieve o non si è addirittura sentita nei quartieri più chic. E in ogni
caso, a eccezione di qualche monolocale all'estrema periferia, a Londra non ci
sono molti appartamenti che costano meno di 175 mila sterline: il prezzo
medio è infatti quasi il doppio, 330 mila sterline. Brown ha inoltre stanziato
un miliardo di sterline (pari a un miliardo e 200 mila euro) per aiutare con
sgravi fiscali e con sussidi i cittadini a basso reddito che acquistano la loro
prima casa e tutti coloro che si trovano in difficoltà con il pagamento del
mutuo a causa della stretta creditizia dell'ultimo anno. Il piano di rilancio
del mercato immobiliare avrà un impatto piuttosto
marginale, commentano gli addetti ai lavori, e non ne fermerà la caduta. Per di
più, il piano è stato annunciato mentre a Parigi l'Ocse indicava che la Gran
Bretagna appare condannata alla recessione per tutto il secondo semestre del
2008, assegnandole il fanalino di coda nella graduatoria dell'andamento delle
economie dei paesi del G7, dunque perfino peggio dell'Italia: come sembrano già
lontani gli anni dell'era Blair, quando il Regno Unito aveva l'economia leader
in tutta Europa. Le cifre, del resto, parlano di una disoccupazione salita al
livello massimo degli ultimi sedici anni, di un'inflazione che ha mandato alle
stelle i prezzi dei prodotti alimentari e di una
sterlina in continuo declino. Secondo altre previsioni, la crescita negativa
dell'economia durerà almeno diciotto mesi, ovvero quasi fino alle elezioni
previste, al più tardi, per la primavera del 2010. Per di più le polemiche
suscitate dalle affermazioni del cancelliere dello Scacchiere Alistar Darling,
secondo cui il paese sta attraversando le peggiore crisi economica "degli
ultimi sessant'anni", non sembrano affatto superate, nonostante una
parziale ritrattazione del responsabile delle Finanze. Darling ha parlato con
durezza e sincerità, dicono i suoi collaboratori, perché non vuole fare il
capro espiatorio della situazione: sa che Brown ha in mente un rimpasto di
governo, e che presto sulla sua poltrona potrebbe sedere qualcun altro. Per
questo ha voluto sottolineare che la crisi è una conseguenza della recessione
globale, e non di suoi errori personali. Ma disegnando un quadro così cupo per
il futuro il Cancelliere complica i piani di riabilitazione politica del primo
ministro. E Gordon Brown rischia perciò di arrivare all'imminente congresso
annuale laburista, in programma a Manchester dal 20 al 24 settembre, in preda
al dilemma che lo accompagna da mesi: si dimetterà o vorrà restare
ostinatamente al suo posto per portare il partito a una sicura sconfitta alle
urne?.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-09-04 - pag: 7 autore: DIARIO mmmmm DA ST. PAUL Feldstein attacca Greenspan: sbagliò sulla bolla L'influente economista Martin Feldstein, consigliere fidato del
candidato John McCain, ha attaccato con durezza Alan Greenspan, ex capo della Fed
di simpatie repubblicane, colpevole - ha detto - di aver gettato i semi
dell'attuale grave crisi del credito. "Un professionista come
Greenspan avrebbe dovuto stare molto attento alla formazione di una bolla immobiliare". Invece, abbassando i tassi e promettendo
di tenerli bassi a lungo, ha favorito la bolla che,
esplodendo, ha trascinato l'economia nella crisi dei subprime. Sarah incontra
la comunità ebraica Ennesimo infortunio: Sarah Palin è o è stata di simpatie
naziste. Lo sostiene il Consiglio nazionale ebraico del Partito democratico. La
Coalizione ebraica del Partito repubblicano smentisce: "Da governatore ha
sempre avuto relazioni eccellenti con la comunità ebraica dell'Alaska". Il
fatto è che alle primarie repubblicane nel 2000 Palin sosteneva Pat Buchanan
secondo il quale la collina del Campidoglio era "un territorio occupato da
Israele". Una volta Buchanan elogiò anche il "grande coraggio"
di Hitler. L'elettorato ebraico Usaè piccolo ma concentrato in Stati incerti.
Preoccupata dalle accuse, dice il giornale israeliano Ha'aretz, l'altro ieri
Palin ha incontrato l'Aipac, il vertice della lobby ebraica, promettendo che
con lei l'alleanza fra America e Israele sarà senza condizioni.
( da "Brescia Oggi" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
GRAN BRETAGNA. Il
"Times": "Troppo poco e troppo tardi". Economia britannica verso
la recessione. Il Partito laburista mai così in basso nei consensi
dell'elettorato Brown nella palude della crisi Il premier criticato per il
pacchetto di misure destinate a sostenere il mercato immobiliare
Berlusconi onora Santa Rosa Marco Colombo LONDRA Il primo ministro
Gordon Brown sembra aver perso il tocco magico che ha regalato alla Gran
Bretagna 16 anni di crescita economica ininterrotta, 12 dei quali sotto un
governo guidato dal Labour. All'annuncio, martedì, del pacchetto di salvataggio
dello stagnante mercato immobiliare britannico gli
analisti della City hanno risposto con poco entusiasmo e un mare di critiche.
Sono 1,6 nel complesso i miliardi di sterline (circa due miliardi di euro)
stanziati dal ministro dell'economica, il Cancelliere Alistar Darling, in una
manovra annunciata da mesi e solo ora resa pubblica. In parte saranno mancati
introiti per l'erario con l'aumento della fascia di non tassazione (da 125mila
sterline a 175) sul valore delle proprietà, e in parte in sostegni a chi s'appresta
a comprar casa per la prima volta. La tassa d'acquisto, stamp duty, in Gran
Bretagna è in misura dell'1 per cento sul valore
dell'immobile e nei progetti del governo potrebbe fare risparmiare fino a 1.750
sterline. Se non fosse che il prezzo medio delle case a Londra ha
raggiunto una media di 350mila sterline negli ultimi anni. Quindi sembra che la
manovra alla fine sarà inifluente nella capitale e gioverà solo nel Nord
dell'Inghilterra dove i prezzi
delle case sono molto inferiori. Per
quanto riguarda le case di nuova costruzione sembra
che tutto sia ancora da decidere ma tendenzialmente il governo, in
collaborazione con gli impresari edili, incentiverebbe i giovani con prestiti a
fondo perso fino a un valore massimo del 30 per cento dell'immobile. Si spera
così di dare impulso al settore delle costruzione che è in pratica bloccato dal
giugno 2007, determinando una pesante crisi nell'occupazione del settore edile.
Ultima, ma non meno importante manovra, sarà quella volta a sostenere le
famiglie in difficoltà nel pagare i mutui per l'impennata dei tassi di
interesse. I 200 milioni di sterline stanziati dovrebbero aiutare fino a un
massimo di seimila nuclei familiari a fronte dei 45mila in situazione di
difficoltà. Una goccia nell'oceano. Sembra proprio che il governo di mister
Brown inaugurato sotto i migliori auspici, solo un anno dopo il passaggio di
consegne da Tony Blair non riesca a uscire dalla palude della crisi politica e
finanziaria. Oltretutto è colpito da una feroce critica della stampa per l'incapacita
di comunicare in modo efficace, politiche economiche che spesso appaiono
farraginose per una crisi che spingerà la Gran Bretagna verso una fase di
recessione nel terzo trimestre 2008. Il Times, quotidiano dell'establishment, è
severissimo. "Troppo poco e troppo tardi": questo il giudizio sulla
manovra, supportato dagli addetti ai lavori per i quali sarebbe più auspicabile
un naturale sgonfiamento della bolla speculativa immobiliare per riportare i prezzi
ai valori di mercato, e un diverso modo di spendere i soldi dei contribuenti.
Dopo aver perso varie elezioni locali il Labour si appresta ad affrontare le
prossime politiche con una crisi di leadership e un consenso nell'elettorato ai
minimi storici.
( da "Gazzettino, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Ancora una volta agosto
è stato un mese difficile per le piazze finanziarie che scontano la crisi dei
mutui e le paure della stagnazione Obbligazioni rifugio contro le Borse nervose
I titoli a tasso fisso, con scadenza breve, sono una buona alternativa perché
offrono rendimenti tra il 5\% e il 6\% Ancora una volta agosto sarà ricordato
dagli investitori internazionali per l'andamento fortemente ondivago delle
maggiori piazze finanziarie. Con le prime ottave in cui gli indici sono ovunque
scesi verticalmente e la parte finale del mese all'insegna del recupero. In
particolare i mercati asiatici hanno toccato i minimi degli ultimi due anni:
l'indice Msci Asia Pacifico (Giappone escluso) ha perso pesantemente (-26\%
dall'inizio dell'anno). Tra le più colpite la Borsa cinese, con l'indice di
Shanghai sceso intorno ai 2.300 punti, dopo aver superato i
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Fate voi la somma.
+Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo)
-Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance
chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto
dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione
dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al
muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per
concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una
società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea
e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono
un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di
linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i
nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi
ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre
condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non
c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare
indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in
mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono
essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non
è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine,
all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno.
cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Non commentato " (No
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè
Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che
rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei
problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le
commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque
dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio
dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di
discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea
debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole
venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed
eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E
di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di
una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi
vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del
fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome
di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha
visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la
luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo
del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa.
Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo
alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio
Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole
24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano
sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del
protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono
poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul
Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A
luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima:
"Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è
fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della
parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la
speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la
Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi,
incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per
fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti (
45 ) " (3 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola
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25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra.
Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non
contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a
Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi
in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i
baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici
nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono
neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il
mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i
soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In
questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare
il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta
comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che
cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la
proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur
quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come
d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a
qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il
mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è
esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i
tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di
andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma
non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione
roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70
un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le
perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite
4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in
un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del
mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato.
E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole,
secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai
motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08
Cosa ne pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte
"sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa
Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei
quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card
per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che
ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza
considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione
delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il
Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri
commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche
se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini,
intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi
inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide
del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che
affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment
filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante
davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse
tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si
riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto,
a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia
della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in
conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un
certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a
sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di
riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non
disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere
in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti
governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con
l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un
governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 54 ) " (3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop
La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa,
con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa
(Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde
l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni)
è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo.
Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri
elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità
(accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al
breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei
mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card
sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le
imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani
si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta,
nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo
tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione
si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare
aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i
primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata
fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del
lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici
dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali
saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo
oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova
ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti ( 17 )
" (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08
Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto. Sì
qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si tratta
del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa passione
per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani tariffari che
Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito: troppo cari.
Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in remoto, su
internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno finta di
nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino a 1gb
(Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i mela
maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un
biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i
due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (1 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in
manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per
il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si
faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente
del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2
miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno
100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del
triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana).
Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil
inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla
riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica
dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753
miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per
cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno
quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha
indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri,
manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa
pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha
scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle
maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca
selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo,
gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione
dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori,
semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora
divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni
ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag
e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male.
Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5)
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Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre
ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su
alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della
Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho
parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e
straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso,
più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque
anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande
carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato
una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli,
anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop.
Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e
univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra
non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che
potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco
di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi
sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di
economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it
contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10)
pol economica (21) Varie (36) Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo
pienamente con David Baccini. Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori
ministri... david baccini: ma perche' d'estate dovrebbe mai calare? chiunque lo
dica. e comunque sia, questo... paolo2: Caso David, veramente Mauro ti ha già
lasciato un commento sul prezzo del petrolio affermando che in estate... mauro:
Ora che siamo in una sorta di velata recessone, chi ha fatto debiti si sta
mangiando le mani perchè non... david baccini: ah dimenticavo.. qui in USA e'
vero che il Governo vuole nazionalizzare FreddieMac &... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
- 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara
- 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La
città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario September
( da "KataWeb News" del 05-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Alle 23:26 - Fonte:
repubblica.it - 0 commenti Il 2008 si appresta a ritoccare il record di
suicidi, 115, registrati lo scorso anno nell'esercito statunitense. Secondo il
colonnello Eddie Stephens, vicedirettore delle risorse umane dell'esercito, nei
primi 8 mesi 93 soldati si sono tolti la vita e se la tendenza resterà tale nei
prossimi alla fine dell'anno si potrà tornare ai livelli della Guerra in
Vietnam A spingere i militari al suicidio, le tensioni
matrimoniali una volta tornati a casa cosi come i problemi economici innescata
dallo scoppio della bolla
immobiliare. Molto, riconoscono al Pentagono,
è anche dovuto alla pressione eccessiva cui dall'11 settembre 2001 sono state
sottoposte le forze armate impegnati contemporaneamente in Iraq e Afghanistan.
AGI.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore sezione:
LANCETTE DELLECONOMIA data: 2008-09-05 - pag: 5 autore: Oltre la crisi. Con
grande flessibilità e politiche espansive l'America si aggrappa all'export e
agli investimenti per rilanciarsi Crescita, gli Usa sorpassano l'Europa In
Eurolandia frena la domanda estera e i consumi sono penalizzati dal
caro-greggio di Fabrizio Galimberti e Luca Paolazzi Indicatori reali Come
accade anche ai più violenti uragani tropicali, la tempesta perfetta che ha
frenato l'economia mondiale sta perdendo forza. Ma le sue conseguenze negative,
in termini di marcato rallentamento della domanda interna
dei Paesi industriali e di minor vivacità della domanda estera si faranno
sentire in modo più acuto in autunno e nell'inverno prossimi. Lo sgonfiamento
della bolla
immobiliare americana volge al termine, con prezzi che scendono meno velocemente e vendite che si stabilizzano:
negli Usa si chiude così il buco nero che toglieva un punto al tasso di
crescita. E si allontana il rischio di avvitamento tra finanza ed
economia reale. In alcuni Paesi europei ( Spagna, Irlanda, Regno Unito e Olanda
in testa,un po' anche in Italia), invece, ci vorrà ancora tempo prima che i prezzi delle case tornino a valori di trend: anche perciò
l'Europa è destinata a crescere meno degli Usa. L'altra bolla,
quella delle materie prime, si è ridimensionata più rapidamente: così come
erano saliti insieme, i corsi di petrolio e beni alimentari utilizzabili per
l'energia cadono assieme. E la speculazione gioca in direzione opposta. I loro
livelli attuali restano però molto alti e ci vorrà qualche trimestre perché
siano metabolizzati dall'economia. Solo una discesa di un altro 20-30% delle
commodity darebbe una spinta rapida e decisa alla crescita. La crisi
finanziaria non è passata ancora. Ma fa meno paura nel-le conseguenze reali.
L'erogazione di credito non è più parca per minor voglia di erogare fondi da
parte delle banche ma per il minor desiderio di famiglie e imprese di
domandarne. La risposta delle diverse economie alla tempesta perfetta è stata
diversa dall'atteso. Il suo epicentro, cioè gli Stati Uniti, sta dimostrando di
avere più capacità di reagire e superare la triplice crisi (ma servirà un altro
anno per rivedere tassi alti di crescita ed è probabile una caduta del Pil nel
trimestre in corso). Grazie alla flessibilità del sistema, che ha subito
rilanciato la produttività (+4,3% annualizzato nel secondo trimestre) e a una
politica economica altrettanto duttile. Eurolandia che doveva celebrare i
vantaggi della sua stabilità con il sorpasso degli Usa, si ritrova sorpassata a
causa di mercati e policymaker ingessati. Inflazione I prezzi
al consumo iniziano a ripiegare la testa. Con le quotazioni del petrolio e
delle materie prime alimentari in ritirata rapida dai livelli da bolla di inizio estate, la temperatura del costo della vita
tende a tornare ai valori determinati dai fattori interni di clup e margini.
Questi valori sono ancora bassi, sotto al 2% in Eurolandia e Italia e al 2,5%
in Usa, e non si sono mossi significativamente nell'ultimo anno, da quando cioè
è partita l'accelerazione dei listini al dettaglio. La frenata dell'economia
contribuirà a rendere più rapido il rientro e impedirà anche in Eurolandia,
come già avviene in Usa e Regno Unito, ogni tentativo di rincorsa salari- prezzi. Il calo del greggio, più del rialzo dei tassi Bce,
ha nettamente ridimensionato in agosto le aspettative di inflazione e ciò
rassicura sulle politiche dei prezzi seguite dalle
imprese. Tassi d'interesse, valute, moneta I tassi a lunga stanno beneficiando
della caduta dei prezzi del petrolio e di altre
materie prime. I primi a beneficiare sono stati i tassi sui titoli pubblici,
che già avevano raccolto i vantaggi del flight to quality, ma anche i tassi per
famiglie e imprese dovrebbero aver passato il punto di massimo. Agli antipodi,
Australia e Nuova Zelanda hanno invertito la direzione della politica
monetaria. In quanto produttori di materie prime, i due Paesi sono in presa
diretta con la disinflazione. Non vi è dubbio, tuttavia, che questi segni
premonitori implicano un cambiamento di politica monetaria anche nei Paesi
consumatori. Le preoccupazioni espresse sui pericoli di inflazione dalla Fed
erano più fondate di quelle espresse dalla Bce: negli Usa i prezzi
dell'import viaggiano a ritmi del 20% e il dollaro si era andato deprezzando
velocemente. Ma nell'uno e nell'altro caso mancava (come ha osservato di
recente anche il nuovo Chief Economist del Fondo, Olivier Blanchard), la
materia prima della risposta salariale, data la strutturale debolezza
sindacale: il nuovo contesto dell'economia della conoscenza (che moltiplica le
figure professionali e abbassa i punti di pareggio delle imprese) e della
pressione competitiva dei Paesi emergenti rende molto più difficile la
trasmissione inflazionistica quando il primum movens sono i costi delle materie
prime. L'improvvido aumento al 4,25% dei tassi a breve sull'euro non sarà
rimangiato presto, se non altro perché la Bce non vorrà ammettere l'errore
tanto più che continua a "fare la faccia feroce". Guidati dalle dichiarazioni
di Trichet, i tassi di mercato erano andati salendo leggermente nell'Eurozona
ben prima dell'aumento del tasso-guida della Bce, e famiglie e imprese hanno
dovuto far fronte a circa mezzo punto in più di costo del danaro. Gli effetti
sull'economia dipendono dal tasso reale di interesse, ma oggi c'è una grossa
differenza fra tasso di inflazione totale e tasso di base (al netto di energia
e alimenti): sia nell'Eurozona che in Italiail tasso headline è più che doppio
del tasso di base. In giro per il mondo i tassi reali a breve sono in genere
negativi se misurati sulla dinamica complessiva dei prezzi
al consumo, e positivi se misurati sull'inflazione core (eccetto negli Usa,
dove sono circa zero), che è quella che conta per la capacità del sistema di
servire il debito. In ogni caso, la prossima mossa (non certo imminente) della
politica monetaria sarà verso il basso in Europa e verso l'alto negli Stati
Uniti. Nell'Eurozona il cambiamento di direzione è da porsi in relazione a due
raffreddamenti, dell'inflazione e dell'attività economica. In America l'opposto
cambiamento di direzione si riferisce piuttosto a una
"normalizzazione" di un tasso sui Federal Funds che era stato
abbassato al 2% più che altro come "polizza di assicurazione" nei
confronti dei pericoli di tracollo del sistema finanziario. Pericoli che, se
mai vi sono stati, oggi sono attenuati dalla tenuta dell'economia reale, da una
faticosa ma perdurante ricapitalizzazione del sistema bancario e dai primi
incerti segni di una crisi immobiliare che ha toccato
il fondo, anche se i tempi di risalita saranno lunghi e sofferti. Sul fronte
valutario, il dollaro conferma una fase positiva che non è casuale. Il trend
discendente è stato spezzato, e sul biglietto verde non pesano più i
differenziali avversi di crescita. Lo yuan ha cambiato marcia anch'esso: si è
mantenuto fermo sul dollaro già da un paio di mesi, si sta chiudendo la forbice
sulla quotazione a 12 mesi (non deliverable forward) e rispetto all'eurola
moneta cinese ha finalmente cominciato ad apprezzarsi. fabrizio@bigpond.net.au
l.paolazzi@confindustria.it FED E BCE MOSSE OPPOSTE La congiuntura detterà le
scelte per i tassi: su di là e giù di qua dell'Atlantico.
( da "Wall Street Italia" del 05-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 5 SET - I pignoramenti immobiliari negli Stati Uniti nel
secondo trimestre sono saliti a livelli record da 30 anni a questa parte, pari
a 1,19%. E' quanto reso noto oggi dalla Mortgage Bankers Association, secondo
cui il totale delle case pignorate è inoltre salito al
2,75%, quasi il triplo rispetto ai tempi del 'boom' immobiliare,
finito nel 2005. La quota di prestiti ipotecari in ritardo
con il pagamento delle rate è arrivata inoltre al 6,41%, record assoluto,
contro 6,35% precedente. Il forte rialzo dei pignoramenti è l' effetto del
rincaro dei tassi d' interesse sui mutui variabili, in contemporanea con la
perdita di valore delle case, per via dello scoppio della bolla immobiliare.
(ANSA).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-06 - pag: 2 autore: INTERVISTA Willem
Buiter London School of Economics "La mossa di Francoforte non è
sufficiente" Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La
decisione annunciata due giorni fa dalla Banca centrale europea di introdurre
nuovi paletti nelle operazioni di liquidità della zona euro ha provocato non
poche reazioni nel mondo finanziario: molte banche si sono dette preoccupate
per l'impatto che le nuove misure avranno sul loro bilancio. La Bce ha deciso
di introdurre limiti più restrittivi alle obbligazioni cartolarizzate che
accetterà da febbraio in occasione delle consuete operazioni di
rifinanziamento. Mentre le banche temono che rifinanziarsi diventerà più
difficile, le autorità monetarie gettano acqua sul fuoco e parlano di reazione
eccessiva. "La decisione della Bce commenta Willem Buiter, professore alla
London School of Economics e tra i maggiori commentatori di affari monetari- è
un passo necessario. Per certi versi è troppo poco, troppo tardi. La gamma di
obbligazioni accettate dalle autorità monetarie europee resta ampia. Saranno
necessari ulteriori paletti". A margine di un convegno a Francoforte,
Buiter, 58 anni, definisce la scelta della Bce "una piccola stretta
monetaria ", che non potrà non avere un impatto finanziario ed economico,
tra le altre cose attraverso un peggioramento dei bilanci bancari. Ciò detto,
il provvedimento deciso dalle autorità europee era diventato indispensabile.
Negli ultimi tempi, la generosità del sistema di
rifinanziamento della Bce ha indotto molti istituti - soprattutto quelli alle
prese con lo scoppio di una bolla immobiliare - a prendere
denaro in prestito, offrendo in cambio titoli senza mercato. Secondo Buiter, vi
sono indicazioni per cui banche non europee hanno rafforzato le loro sedi nella
zona euro pur di cogliere questi benefici. Non è un caso- nota il
professore inglese - se tra l'agosto 2007 e il luglio 2008, la quota delle
banche spagnole nell'allocazione di capitale in occasione dei pronti contro
termine della Bce è passata dal 4 al 10,5 per cento. Il valore dei prestiti
messi a disposizione dalla Banca di Spagna agli istituti spagnoli è salito da
23 miliardi nell'agosto
( da "Provincia Pavese, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
I piazzali degli
stabilimenti pieni di mattoni invenduti e i timori per la mancata ripresa
d'autunno La crisi del mattone ferma le fornaci Più di 400 operai in
"cassa" a rotazione Ordinativi crollati fino al 40 per cento A
RISCHIO IL LAVORO DI STEFANO ROMANO VOGHERA. Rallenta perfino la
"locomotiva" delle fornaci: il comparto dei laterizi, fino a poco più
di un anno fa settore trainante per l'Oltrepo sull'onda del boom del mattone,
dà preoccupanti segnali di rallentamento. Su un totale di sette fornaci attive
in Oltrepo, sei hanno chiesto almeno tre settimane di cassa integrazione
estiva: e per i 400 addetti (mille persone se si considera l'indotto) si
prepara un autunno nero visto che il mercato edilizio continua a non dare
segnali di ripresa. Il dato relativo agli ordinativi è fosre l'indicatore più
grave: il calo è del 40 per cento. Fino ad uno anno fa era il comparto
trainante di tutto l'Oltrepo: sette grandi fornaci (la Ilv, la Cecosa e la
Danesi a Casei, la Valdata a Silvano, la Sant'Antonio a Cervesina e la Cotto
Coperture e la fornace di Branduzzo a Castelletto), 400 addetti e mille
lavoratori considerando anche l'indotto. Un fatturato annuo che solo nel
settore laterizi toccava, appena un anno fa, i 75 milioni di euro. Un anno fa:
poi è arrivata la crisi del mattone, è scoppiata la bolla
edilizia e i cantieri edili si sono fermati. Il risultato è una contrazione
degli ordinativi alle fornaci che tocca punte fino al 40 per cento. Uno shock:
"Non si vedeva qualcosa di simile da 50 anni", tagliano corto
all'Unione industriali. Per mesi, comunque mesi difficili di crisi, l'industria
dei laterizi ha sofferto meno degli altri comparti economici. Ma perchè?
Paradossalmente proprio grazie agli effetti della crisi: i risparmiatori,
delusi dalla borsa e dai titoli di Stato, erano tornati ad investire sul
mattone. E il ritorno al mattone, confermato da uno studio di "Banca per
la casa" del gruppo Unicredit in collaborazione con la Bocconi, metteva la
provincia di Pavia tra quelle in cui i mutui per la casa
sono cresciuti maggiormente: più 11. 44 per cento in un anno. E in tre anni il
fatturato del comparto laterizi in Oltrepo è cresciuto tra i 7 e gli 8 punti.
Poi è scoppiata la bolla
immobiliare. Il risultato è che in estate gli
ordinativi alle fornaci d'Oltrepo sono crollati (in Unione industriali si parla
del 40 per cento, percentuale mai vista negli ultimi 50 anni), e che di
conseguenza i piazzali sono rimasti pieni di laterizi invenduti. E' partita
così la roulette della cassa integrazione che ha coinvolto 6 dei sette siti
industriali attivi sul territorio e, a rotazione, ha coinvolto circa 400
dipendenti. E per l'autunno le previsioni non sono rosee: "La crisi del
mercato immobiliare è strutturale ? spiegano gli
industriali ? E questo significa che la crisi delle fornaci d'Oltrepo non si
risolverà nel giro di poche settimane". Non si risolverà, in altre parole,
fino a quando non riprenderà a tirare il mercato del mattone visto che il
lavoro delle fornaci è strettamente legato al lavoro delle gradi imprese
edilizie. I timori, naturalmente, riguardano anche i sindacati: "Stiamo
monitorando la situazione con la massima attenzione ? conferma Marco Boveri
della Cisl ? Preoccupa il fatto che soltanto una delle sette grandi fornaci
d'Oltrepo non abbia chiesto la cassa integrazione estiva, e preoccupa la
congiuntura economica. verificheremo la situazione alla ripresa dell'attività
dopo la pausa estiva, ma è un dato preoccupante anche il fatto che, nel 2008
per la prima volta dopo decenni, la ripresa produttiva non sia arrivata con
l'inizio di settembre, ma sia stata rimandata di qualche settimana".
( da "Denaro, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Commenti economia
internazionale Liberismo in soffitta a causa dei venti di crisi Piero Formica
In Occidente torniamo a guardarci l'ombelico. Tramonta il sole delle
opportunità offerte dalle interdipendenze delle economie nazionali. Sorge
l'alba di una nuova stagione all'insegna del protezionismo. " storia
arcinota: con l'economia in forte frenata e l'inflazione in ripida ascesa, i
protezionisti prendono fiato e, con loro a braccetto, burocrati e consulenti
che prosperano all'ombra degli alberi in fiore della protezione economica. I
mercati, si sa, sono vulnerabili in tempi di stagnazione e recessione. E lo
sono tanto più quanto meno forte è l'impegno dei politici a favore della
libertà economica. Oggi, attraversiamo proprio questa brutta stagione. Nel mare della finanza ai tanti naufraghi della nave "Bolla
Immobiliare" vengono in soccorso le scialuppe di salvataggio
"Sussidi" al comando della mano pubblica. Le imposte dei contribuenti
vanno a riparare i guasti provocati da speculatori immobiliari e finanziari,
prenditori di mutui oggi sotto scatto ed ieri ingenui e poco oculati e,
in casa nostra, dalle allegre comari del management pubblico e dei sindacati
come, per ultimo, quelle che hanno buttato nel pozzo l'Alitalia. Vengono così
meno gli investimenti per lubrificare la macchina dell'economia liberale. Ci
perdono i consumatori avveduti, i risparmiatori con intenti precauzionali, i
nuovi imprenditori, le imprese ed i lavoratori che contano su mercati aperti
per produrre reddito, profitto, salari migliori e più occupazione. Ci
guadagnano, con i naufraghi salvati, ufficiali e membri delle scialuppe di
salvataggio: insomma, politici, burocrati e consulenti degli aiuti di stato. La
crescita economica in soffitta e l'inflazione sul tetto che scotta hanno posto
fine anche a quella che è stata la grande moderazione liberale negli anni di
crescita alta ed inflazione bassa. Gli anni in cui l'ininterrotta apertura dei
mercati ha dischiuso la porta alla globalizzazione. La quale, lo dicono le
vicende storiche, è stata e resta fortemente esposta agli arretramenti
dell'economia. Negli anni tra le due guerre mondiali, del mercato aperto si
fece terra bruciata. S'infransero i sogni della Grande Illusione, il libro che
nel 1909 aveva dato alle stampe Norman Angell, premio Nobel per la pace nel