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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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TARTICOLI DEL  24-30 aprile 2008      #TOP



Report "Mercato immobiliare"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Mercato immobiliare (15)


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Mattone, frena la domanda ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: acquirenti hanno più difficoltà a comprare di quanto non avvenisse in passato e i venditori non riescono a piazzare gli immobili al prezzo di partenza". Ma la crisi pesa prima di tutto sulle spalle delle famiglie monoreddito, sui single, le giovani coppie e gli extracomunitari, la nuova fascia di compratori: insomma, su chi ha meno potere di acquisto e maggiore necessità di comprare.

Carlo Leone Del Bello La crisi immobiliare, causa di tutti gli squilibri finanziari che affliggono g... ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il dato destagionalizzato delle compravendite immobiliari è stato di 526 mila a marzo, l'8,5% in meno rispetto al mese precedente e il 36,6% in meno rispetto a marzo 2007. Addirittura la metà in meno rispetto al momento di massima espansione della bolla immobiliare, all'inizio del 2006.

Le case in America non si vendono più ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: non accenna a risolversi: è brusco il calo a marzo delle vendite di nuove case, mentre gli immobili rimangono invenduti sempre più a lungo per poi essere ceduti a prezzi sempre più bassi. Occhi puntati intanto sulla Federal Reserve, che la settimana prossima dovrebbe decidere un nuovo taglio dei tassi, forse l'ultimo di una lunga serie.

Prezzi delle case, Pinzolo nella top-ten ( da "Trentino" del 26-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: resta nella top ten delle località turistiche per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni al metro quadro. Le case più care d'Italia? Si trovano a Portofino, che negli ultimi anni contende ai comuni di Capri e Cortina il primato nei prezzi degli immobili residenziali. Per un appartamento nel celebre centro turistico ligure si spendono in media oltre 12.

PER I PREZZI DELLE CASE PREVISTA UNA FRENATA ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 59 PER I PREZZI DELLE CASE PREVISTA UNA FRENATA Dal primo semestre del 2008 "probabilmente" i prezzi degli immobili si fermeranno. A sostenerlo il direttore dell'Osservatorio sul mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio, Gianni Guerrieri, il quale precisa tuttavia che non si tratta di una previsione ma di una "deduzione" che deriva dall'

Previsioni conversazione con luigi guiso ( da "Riformista, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: A gravare sulle prospettive di crescita dell'Italia nei prossimi mesi si aggiunge oltretutto un'altra grave crisi esogena, oltre a quella scatenata dallo scoppio della bolla immobiliare americana dell'estate del 2007: l'apprezzamento delle materie prime, soprattutto del petrolio. E dunque, l'inflazione in crescita in tutto il Vecchio continente.

MUTUI: USA; PREZZI CASE, A FEBBRAIO -12,7%, PEGGIO DI STIME (2) ( da "Wall Street Italia" del 29-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Allo stesso tempo gli standard più rigidi per la concessione di nuovi mutui continuano a indebolire la domanda di abitazioni. Su base mensile, i prezzi delle case hanno segnato un calo medio del 2,6% a febbraio dopo il -2,4% di gennaio. (ANSA).

MUTUI: USA, PREZZI CASE A FEBBRAIO -12,7% ( da "Wall Street Italia" del 29-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: prezzi case a febbraio -12,7% di ANSA Peggio di attese, stime indicavano contrazione del 12% -->(ANSA) - ROMA, 29 APR - I prezzi delle abitazioni negli Usa a febbraio hanno segnato un calo del 12,7% in base all'indice S&P/Case Shiller. Il dato e' peggiore delle attese, che indicavano una contrazione del 12%,

USA: PREZZI CASE -12.7% A FEBBRAIO, NIENTE BOTTOM ( da "Wall Street Italia" del 29-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dimostra che il crollo dei prezzi delle case in America non ha ancora trovato il punto di bottom. Le attese degli analisti erano per una contrazione del 12%. Nel mese precedente l'indicatore aveva segnato una contrazione del 10.7%. Si tratta del maggiore calo degli ultimi 20 anni, da quando l'indice ha iniziato ad essere calcolato,

USA: S&P, A FEBBRAIO PREZZI CASE -2,6%, SU ANNO -12,7% ( da "Asca" del 29-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: (ASCA) - Roma, 29 apr - Prosegue la flessione del mercato immobiliare Usa. Nel mese di febbraio, l'indice S&P Case-Shiller ha registrato una flesssione dei prezzi del 2,6%. Su base annuale, la contrazione e' del 12,7%. Lo comunica S&P. com-men/sam/rob.

Usa, prezzi delle case in picchiata sono calati del 13% in un anno ( da "Corriere.it" del 30-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Diminuzione superiore alle attese Usa, prezzi delle case in picchiata sono calati del 13% in un anno In generale la contrazione è stata del 12,7%. Nelle 10 città più importanti del 13,6% WASHINGTON - I prezzi delle abitazioni negli Stati Uniti a febbraio hanno segnato un calo del 12,7% in base all'indice S&P/Case Shiller.

Usa, aumentano gli sfrattati Bush incolpa il Congresso ( da "Manifesto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: cioè da quando l'economia Usa si stava riprendendo dallo scoppio dell'altra bolla, quella della new economy. A provocare la continua caduta dell'indice, anche le crescenti preoccupazioni circa il mercato immobiliare. Il futuro è infatti nero per chi ha comprato casa, indebitandosi, nel corso degli ultimi anni.

Gb, prezzi case aprile -1,0% su anno, prima volta da 12 anni ( da "Websim" del 30-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: che nel mese in corso i prezzi sono diminuiti dell'1,1% a 178.555 sterline, oltre il doppio del tasso previsto dagli economisti. Il dato tendenziale risulta in calo dell'1,0% contro il +1,1% registrato a marzo. Dopo che negli ultimi dieci anni gli immobili hanno quasi triplicato il proprio valore, il dato di oggi conferma il rapido peggioramento del clima sul mercato immobiliare,

SINDACO LONDRA/ MA LA STAMPA GB APRE SUI PREZZI DELLE CASE ( da "Virgilio Notizie" del 30-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Independent apre sulla lotta di potere per i prezzi dell'energia; il secondo titolo è ugualmente sulla famiglia Fritzl. Nelle pagine di politica nazionale, un articolo sui guai di Gordon Brown. Anche per il Guardian i prezzi del mercato immobiliare sono la prima notizia, seguita dai nuovi criteri di valutazione per le scuole, dal trionfo del Manchester nella semifinale di Champions (

FRANCESCO VASTARELLA FRENANO I PREZZI DELLE CASE A NAPOLI, MA SEMBRA NON BASTARE PER RIDARE FIATO ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 30-04-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: delegato di UniCredit Banca per la casa - i primi effetti del rallentamento della domanda a causa di un mercato immobiliare in flessione, della crescita dei tassi di interesse e della mutata situazione socio economica delle famiglie italiane a medio basso reddito. La forte concorrenza tra banche e l'atteggiamento più selettivo sulla valutazione della capacità di rimborso dei clienti -


Articoli

Mattone, frena la domanda (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 24-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

ECONOMIA 24-04-2008 MERCATO IMMOBILIARE IN REGIONE SI COMPRA MENO. MA PARMA CONTINUA A TRAINARE Mattone, frena la domanda BOLOGNA In Emilia Romagna è in calo anche la percentuale di mutui erogata (-12%) Giorgia Chicarella II Frena la domanda e cresce l'offerta perché investire sul mattone oggi rende di meno. O almeno non tanto come prima. Non fa eccezione l'Emilia-Romagna, dove il numero di acquisizioni scende del 12,6% malgrado la diminuzione dei prezzi delle abitazioni(-3%). Va da sé che a contrarsi è anche la percentuale di mutui erogata, meno 12%, in netta controtendenza rispetto alla crescita dei primi tre mesi del 2006 (+23%). L'importo medio per casa è infatti passato dai 133.773 euro del 2006 a 131.906 euro. Numeri alla mano "il mercato immobiliare sta soffrendo, si allungano i tempi di acquisto e prende piede la tendenza a fuggire dal centro storico verso la periferia - ammette Giorgio Germano, consulente d'area per Bologna e provincia di Tecnocasa, l'osservatorio immobiliare che ha fotografato la situazione regionale relativa al secondo trimestre 2007. "Per la prima volta dal 1998 - prosegue assistiamo a una marcata inversione del trend di crescita. Gli acquirenti hanno più difficoltà a comprare di quanto non avvenisse in passato e i venditori non riescono a piazzare gli immobili al prezzo di partenza". Ma la crisi pesa prima di tutto sulle spalle delle famiglie monoreddito, sui single, le giovani coppie e gli extracomunitari, la nuova fascia di compratori: insomma, su chi ha meno potere di acquisto e maggiore necessità di comprare. E' così anche nella nostra regione dove le quotazioni degli immobili non hanno fatto che scendere: a Modena del 5,2%, a Bologna del 3,4% e a Ferrara dell'1,2%. Seguono Reggio Emilia (meno 3,8%) e Rimini (meno 2,5%). Restano stabili Forlì (-0,3%) e Piacenza. Mentre Parma corre da sola, mantenendo i prezzi in crescita dello 0,6 per cento. A trainare il mercato - secondo il rapporto - sono i lavori per il recupero della stazione ferroviaria e delle zone circostanti, la creazione della nuova sede dell'Efsa e l'ampliamen - to dell'area adiacente al Campus universitario. "Non dobbiamo dimenticare che sul settore gioca a sfavore anche l'effetto psicologico innescato dalla crisi americana dei mutui sub-prime - rileva Alfonso Paura, consulente finanziario Tecnocasa per l'Emilia-Romagna scorrendo i dati sul credito elaborati dalla Banca d'Italia". Nel 2007 più del 52% delle famiglie ha optato per il tasso fisso, contro l'8% del 2004. Una scelta che non è casuale. Scendendo nel dettaglio, fatta eccezione per Forlì (22%), Ravenna (9%) e Modena (0%), tra le province con segno meno, Parma ha perso solo il 4% contro Bologna( -33%) Ferrara (-10%), Piacenza e Reggio Emilia (-8%) e Rimini (-6%).

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Carlo Leone Del Bello La crisi immobiliare, causa di tutti gli squilibri finanziari che affliggono g... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Carlo Leone Del Bello La crisi immobiliare, causa di tutti gli squilibri finanziari che affliggono gli Usa e il mondo, non accenna a risolversi: è brusco il calo a marzo delle vendite di nuove case, mentre gli immobili rimangono invenduti sempre più a lungo per poi essere ceduti a prezzi sempre più bassi. Occhi puntati intanto sulla Federal Reserve, che la settimana prossima dovrebbe decidere un nuovo taglio dei tassi, forse l'ultimo di una lunga serie. La vendita di nuove abitazioni in America non è mai stata così bassa dall'ottobre 1991, ben diciassette anni fa. Il dato destagionalizzato delle compravendite immobiliari è stato di 526 mila a marzo, l'8,5% in meno rispetto al mese precedente e il 36,6% in meno rispetto a marzo 2007. Addirittura la metà in meno rispetto al momento di massima espansione della bolla immobiliare, all'inizio del 2006. Cala anche il prezzo medio di vendita: 227 mila dollari contro i 262 mila di un anno fa - oltre il 13% in meno, il calo più consistente dal luglio 1970 - mentre le case rimangono ora invendute per 11 mesi in media. Per un analista della banca Jp Morgan Chase, questi sono dati che cancellano la speranza di una stabilizzazione del mercato immobiliare. La fine del tunnel sembra infatti essere ben lontana: anche tra i costruttori di case si vede il cielo plumbeo, almeno fino al 2009. Per gli economisti interpellati dall'associazione nazionale dei costruttori, non c'è dubbio: i prezzi crescenti continueranno a danneggiare la spesa per consumi, mentre la crisi del credito rende sempre più difficile la concessione di mutui. Tale mix rende impossibile una ripresa del mercato immobiliare. Altri dati negativi provengono intanto dall'economia reale. Gli ordinativi di beni durevoli fatti dal settore manifatturiero sono diminuiti - per il terzo mese consecutivo - dello 0,3% in marzo. Fortissima la flessione del settore dei trasporti, nel quale gli ordini sono calati del 4,6%. Sembra quindi che proprio non siano finiti i compiti delle autorità di politica monetaria americane, chiamate a risolvere sia la crisi del credito che a impedire all'economia di entrare in recessione. Tra martedì e mercoledì prossimo si riunirà il Fomc, ovvero l'organo della Federal Reserve (la banca centrale americana) che ha il potere di prendere decisione sui tassi di interesse. I mercati si attendono certamente un taglio, anche se si moltiplicano le opinioni contrarie a una politica monetaria così aggressiva. Se infatti da una parte i tassi di interesse di mercato (il Libor su tutti) si dimostrano sempre più insensibili alle misure della Fed, fluttuando per conto proprio a causa delle difficoltà bancarie, dall'altra i bassi tassi di interesse stanno spingendo la speculazione sulle materie prime e sui beni alimentari a livelli impensabili. Il presidente Ben Bernanke si trova quindi a un bivio, con la sola certezza che entrambe le strade portano a un terreno impervio. Continuare a ridurre i tassi di interesse al di sotto del 2%, tentando di scongiurare la dolorosa recessione, costringendo l'America e il mondo all'inflazione, oppure rassegnarsi alla recessione e raffreddare così la corsa dei prezzi mondiali?.

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Le case in America non si vendono più (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa, crollano le vendite di nuove abitazioni: -8,5% in un solo mese. I prezzi continuano a diminuire, mentre non si riesce a vedere il fondo della crisi. E le armi della politica monetaria sembrano essere spuntate Carlo Leone Del Bello La crisi immobiliare, causa di tutti gli squilibri finanziari che affliggono gli Usa e il mondo, non accenna a risolversi: è brusco il calo a marzo delle vendite di nuove case, mentre gli immobili rimangono invenduti sempre più a lungo per poi essere ceduti a prezzi sempre più bassi. Occhi puntati intanto sulla Federal Reserve, che la settimana prossima dovrebbe decidere un nuovo taglio dei tassi, forse l'ultimo di una lunga serie. La vendita di nuove abitazioni in America non è mai stata così bassa dall'ottobre 1991, ben diciassette anni fa. Il dato destagionalizzato delle compravendite immobiliari è stato di 526 mila a marzo, l'8,5% in meno rispetto al mese precedente e il 36,6% in meno rispetto a marzo 2007. Addirittura la metà in meno rispetto al momento di massima espansione della bolla immobiliare, all'inizio del 2006. Cala anche il prezzo medio di vendita: 227 mila dollari contro i 262 mila di un anno fa ? oltre il 13% in meno, il calo più consistente dal luglio 1970 ? mentre le case rimangono ora invendute per 11 mesi in media. Per un analista della banca Jp Morgan Chase, questi sono dati che cancellano la speranza di una stabilizzazione del mercato immobiliare. La fine del tunnel sembra infatti essere ben lontana: anche tra i costruttori di case si vede il cielo plumbeo, almeno fino al 2009. Per gli economisti interpellati dall'associazione nazionale dei costruttori, non c'è dubbio: i prezzi crescenti continueranno a danneggiare la spesa per consumi, mentre la crisi del credito rende sempre più difficile la concessione di mutui. Tale mix rende impossibile una ripresa del mercato immobiliare. Altri dati negativi provengono intanto dall'economia reale. Gli ordinativi di beni durevoli fatti dal settore manifatturiero sono diminuiti ? per il terzo mese consecutivo ? dello 0,3% in marzo. Fortissima la flessione del settore dei trasporti, nel quale gli ordini sono calati del 4,6%. Sembra quindi che proprio non siano finiti i compiti delle autorità di politica monetaria americane, chiamate a risolvere sia la crisi del credito che a impedire all'economia di entrare in recessione. Tra martedì e mercoledì prossimo si riunirà il Fomc, ovvero l'organo della Federal Reserve (la banca centrale americana) che ha il potere di prendere decisione sui tassi di interesse. I mercati si attendono certamente un taglio, anche se si moltiplicano le opinioni contrarie a una politica monetaria così aggressiva. Se infatti da una parte i tassi di interesse di mercato (il Libor su tutti) si dimostrano sempre più insensibili alle misure della Fed, fluttuando per conto proprio a causa delle difficoltà bancarie, dall'altra i bassi tassi di interesse stanno spingendo la speculazione sulle materie prime e sui beni alimentari a livelli impensabili. Il presidente Ben Bernanke si trova quindi a un bivio, con la sola certezza che entrambe le strade portano a un terreno impervio. Continuare a ridurre i tassi di interesse al di sotto del 2%, tentando di scongiurare la dolorosa recessione, costringendo l'America e il mondo all'inflazione, oppure rassegnarsi alla recessione e raffreddare così la corsa dei prezzi mondiali?.

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Prezzi delle case, Pinzolo nella top-ten (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trentino" del 26-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

LO STUDIO Prezzi delle case, Pinzolo nella top-ten Settima in Italia con oltre 7 mila euro al metro: tutta "colpa" di Campiglio TRENTO. Pinzolo (e dunque Madonna di Campiglio) resta nella top ten delle località turistiche per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni al metro quadro. Le case più care d'Italia? Si trovano a Portofino, che negli ultimi anni contende ai comuni di Capri e Cortina il primato nei prezzi degli immobili residenziali. Per un appartamento nel celebre centro turistico ligure si spendono in media oltre 12.168 euro al metro quadro, vale a dire 9,47 volte il prezzo medio nazionale (1.285 euro) e ben 45 volte quello registrato nella provincia meno cara d'Italia, cioè la provincia di Trapani. Il dato è contenuto in un rapporto dell'Agenzia del Territorio, da cui emerge come, a spartirsi la classifica delle case di lusso, relativa al 2007, siano la Liguria e le Dolomiti, con quattro comuni ciascuno nelle prime dieci posizioni. Al secondo posto nella top ten si trova Cortina D'Ampezzo (Bl): per un appartameno vicino alle piste da sci più famose d'Italia il prezzo medio è di 11.397 a metro quadro, cioè quasi 9 volte quello medio nazionale. Off limits anche il comune di Capri (Na), che, con 10.441 euro al metro quadro, si piazza al terzo posto. Basta spostarsi però dall'altra parte dell'isola, ad Anacapri, per trovare appartamenti "più economici": il prezzo medio scende infatti a 8.635 euro. Seguono poi Selva di Val Gardena (Bz), Alassio (Sv), Pinzolo, Santa Margherita Ligure (Ge), Camogli (Ge), Ortisei (Bz), con prezzi medi che vanno dai 9.000 ai 7.900 euro.(AGI) Sas 251432 APR 08.

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PER I PREZZI DELLE CASE PREVISTA UNA FRENATA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 29-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Altro pag. 59 PER I PREZZI DELLE CASE PREVISTA UNA FRENATA Dal primo semestre del 2008 "probabilmente" i prezzi degli immobili si fermeranno. A sostenerlo il direttore dell'Osservatorio sul mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio, Gianni Guerrieri, il quale precisa tuttavia che non si tratta di una previsione ma di una "deduzione" che deriva dall'osservazione del consueto andamento del mercato immobiliare. "Negli ultimi tre semestri (il secondo del 2006 e il primo e il secondo del 2007) le compravendite di immobili - spiega Guerrieri - hanno registrato un calo; mentre i prezzi sono ancora in salita seppur sempre più contenuta. Probabilmente dal primo semestre 2008 i prezzi degli immobili si fermeranno". Al momento: "i prezzi non si sono fermati - ha aggiunto Caterina Andreussi, responsabile della Nota semestrale sul volume delle compravendite e sulle qutazione del secondo semestre del 2007 presentata nei giorni scorsi - ma la frenata dei prezzi segue la frenata delle compravendite". Intanto, è in calo il numero degli appuntamenti nelle agenzie immobiliari, un segno inequivocabile del rallenamento della richiesta che avrà ricadute nei prossimi mesi. La seconda parte dell'anno dovrebbe dunque proporre novità in un settore nel quale i prezzi sono saliti vertiginosamente con l'avvento dell'euro.

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Previsioni conversazione con luigi guiso (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Riformista, Il" del 29-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Previsioni conversazione con luigi guiso Toh, Bruxelles la pensa come l'Fmi Strana polemica quella scatenata qualche settimana fa da alcuni esponenti di spicco della Commissione europea contro le stime formulate dal Fondo monetario internazionale sulla crescita economica in Europa e in Italia. Perché nelle consuete previsioni di primavera rese note ieri, Bruxelles ha più o meno confermato quelle cifre, ritenute allora troppo pessimistiche. Se per gli economisti di Washington il Pil italiano si fermerà nel 2008 allo 0,3%, per la Commissione Ue raggiungerà appena lo 0,5%. Più marcata la differenza tra le stime del Fmi sulla crescita europea, prevista all'1,3% contro l'1,7% pronosticato dagli uffici di Joaquin Almunia. Ma complessivamente si tratta di una discussione che l'economista Luigi Guiso non fatica a definire tout court "sterile", per due motivi. Primo, perché "il problema non è la differenza tra lo 0,3% e lo 0,5%, ma la crescita potenziale, la crescita di medio-lungo periodo, bloccata ormai da tempo attorno all'1%. È evidente che l'urgenza è quella di riportarla al 2%, avvicinarla cioè alla media degli altri partner europei". In secondo luogo, spiega il professore di Economia dell'European University Institute di Firenze, a colloquio con il Riformista , perché la differenza tra uno 0,3 e uno 0,5%, rientra nei possibili margini di errore. Ozioso costruirci sopra una polemica: è un dato di per sé "assurdamente basso". Ieri la Commissione ha fotografato anche nelle cifre sui conti pubblici - il deficit crescerà al 2,4% - un netto peggioramento della situazione economica italiana, ma anche "un divario in continuo aumento con gli altri paesi europei", commenta Guiso. Del resto, anche nell'ultimo Bollettino della Banca d'Italia o nelle stime più recenti di Confindustria, emerge un differenziale con l'Europa che continua a crescere a causa della perdurante debolezza della produttività italiana. Ma alla produttività prossima allo zero, secondo l'economista de LaVoce.Info vanno aggiunti altri elementi ormai strutturali che "tratteggiano, al netto dell'eccezione di una parte dell'industria che è riuscita a ristrutturarsi negli ultimi anni e a vincere la sfida dell'internazionalizzazione, un quadro complessivo di declino economico del paese". L'elenco è lungo: "è sufficiente pensare ai tempi eccessivamente lunghi della giustizia civile, al quadro desolante delle infrastrutture, alla scarsa qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione e al degrado dell'istruzione, sia universitaria che scolastica, infine all'eccesso di regolamentazione" per capire quali sono le zavorre che bloccano l'economia italiana. Zavorre divenute ormai talmente pesanti, sottolinea Guiso, che "non ci deve meravigliare il fatto che riusciamo a beneficiare sempre meno del tradizionale effetto traino di paesi come la Germania". Una riflessione che non può non includere i recenti sviluppi politici: "c'è una maggioranza che ha vinto le elezioni politiche con un margine talmente ampio che non ha scuse. Negli ultimi quindici anni questo paese non è stato governato: questa lunga stasi rende le riforme per sbloccare il paese ancora più urgenti, per il nuovo esecutivo". A gravare sulle prospettive di crescita dell'Italia nei prossimi mesi si aggiunge oltretutto un'altra grave crisi esogena, oltre a quella scatenata dallo scoppio della bolla immobiliare americana dell'estate del 2007: l'apprezzamento delle materie prime, soprattutto del petrolio. E dunque, l'inflazione in crescita in tutto il Vecchio continente. "Fortunatamente l'Italia mostra ancora un andamento dell'inflazione sotto la media europea", commenta l'economista: secondo Bruxelles si attesterà infatti nella media dell'anno al 3%, contro il 3,2% dei paesi della zona euro. Ma l'allarme sull'andamento dei prezzi al consumo dovrebbe anche indurre ad una riflessione più equilibrata sulla Banca centrale europea, secondo il coordinatore scientifico dell'istituto Luigi Einaudi. Il governatore della Bce, Jean-Claude Trichet è stato di nuovo oggetto di critiche durissime, nelle settimane scorse, da parte dei governi - venerdì scorso è un giunto un monito addirittura dal ministro dell'Economia tedesco, Michael Glos, preoccupato dell'andamento dell'euro, che ha superato quota 1,60 contro il dollaro. È arrivato cioè un invito a politiche più accomodanti da un paese tradizionalmente schierato a fianco della Bce. Guiso non ha dubbi: "È evidente che la scelta di lasciare i tassi invariati al 4 per cento da luglio ad oggi è stata invece una scelta contenuta e misurata, soprattutto se confrontato con le scelte della Federal Reserve statunitense. Nello stesso periodo la Fed ha deciso un taglio forzoso e vistoso del costo del denaro: un comportamento che rischia di gettare concretamente le basi per la prossima crisi finanziaria". 29/04/2008.

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MUTUI: USA; PREZZI CASE, A FEBBRAIO -12,7%, PEGGIO DI STIME (2) (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 29-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 29 APR - Il dato segna un ennesimo record negativo, dato che il calo è di un'entità mai raggiunta prima dall'indice, e segnala che lo squilibrio fra l'offerta di case e la domanda, fiaccata dalla crisi immobiliare, non accenna a rientrare. Fra l'altro - segnala la Bloomberg - i prezzi probabilmente continueranno a scendere, perché i pignoramenti edilizi stanno spingendo un numero crescente di proprietà immobiliari sul mercato. Allo stesso tempo gli standard più rigidi per la concessione di nuovi mutui continuano a indebolire la domanda di abitazioni. Su base mensile, i prezzi delle case hanno segnato un calo medio del 2,6% a febbraio dopo il -2,4% di gennaio. (ANSA).

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MUTUI: USA, PREZZI CASE A FEBBRAIO -12,7% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 29-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mutui: Usa, prezzi case a febbraio -12,7% di ANSA Peggio di attese, stime indicavano contrazione del 12% -->(ANSA) - ROMA, 29 APR - I prezzi delle abitazioni negli Usa a febbraio hanno segnato un calo del 12,7% in base all'indice S&P/Case Shiller. Il dato e' peggiore delle attese, che indicavano una contrazione del 12%, e segna un ennesimo record negativo dato che il calo e' di un'entita' mai raggiunta prima dall'indice. Segnala inoltre che lo squilibrio fra l'offerta di case e la domanda, fiaccata dalla crisi immobiliare, non accenna a rientrare.

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USA: PREZZI CASE -12.7% A FEBBRAIO, NIENTE BOTTOM (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 29-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di WSI Il rapporto S&P/Case Shiller, l'indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta', e' al minimo degli ultimi 20 anni. -->Il rapporto S&P/Case Shiller, l'indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta' statunitensi, e' risultato in calo (su base annuale) del 12.7% nel mese di febbraio. Cio' dimostra che il crollo dei prezzi delle case in America non ha ancora trovato il punto di bottom. Le attese degli analisti erano per una contrazione del 12%. Nel mese precedente l'indicatore aveva segnato una contrazione del 10.7%. Si tratta del maggiore calo degli ultimi 20 anni, da quando l'indice ha iniziato ad essere calcolato, stavolta sono stati segnati cali annuali record in 17 delle 20 aree metropolitane monitorate. L'indice mensile e' sceso del 2.6% a 175.94 a febbraio rispetto al gennaio scorso. parla di questo articolo nel Forum di WSI.

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USA: S&P, A FEBBRAIO PREZZI CASE -2,6%, SU ANNO -12,7% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Asca" del 29-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

(ASCA) - Roma, 29 apr - Prosegue la flessione del mercato immobiliare Usa. Nel mese di febbraio, l'indice S&P Case-Shiller ha registrato una flesssione dei prezzi del 2,6%. Su base annuale, la contrazione e' del 12,7%. Lo comunica S&P. com-men/sam/rob.

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Usa, prezzi delle case in picchiata sono calati del 13% in un anno (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere.it" del 30-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Diminuzione superiore alle attese Usa, prezzi delle case in picchiata sono calati del 13% in un anno In generale la contrazione è stata del 12,7%. Nelle 10 città più importanti del 13,6% WASHINGTON - I prezzi delle abitazioni negli Stati Uniti a febbraio hanno segnato un calo del 12,7% in base all'indice S&P/Case Shiller. La diminuzione è superiore alle attese: ci si attendeva infatti una contrazione del 12%. Non solo. Nelle 10 città più importanti il calo è stato ancora più marcato: -13,6%. RECORD - Il dato segna un ennesimo record negativo, dato che il calo è di un'entità mai raggiunta prima dall'indice, e segnala che lo squilibrio fra l'offerta di case e la domanda, fiaccata dalla crisi immobiliare, non accenna a rientrare. Fra l'altro - segnala la Bloomberg - i prezzi probabilmente continueranno a scendere, perché i pignoramenti edilizi stanno spingendo un numero crescente di proprietà immobiliari sul mercato. Allo stesso tempo gli standard più rigidi per la concessione di nuovi mutui continuano a indebolire la domanda di abitazioni. Su base mensile, i prezzi delle case hanno segnato un calo medio del 2,6% a febbraio dopo il -2,4% di gennaio. stampa |.

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Usa, aumentano gli sfrattati Bush incolpa il Congresso (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Crolla la fiducia dei consumatori al minimo da 5 anni, insieme al prezzo delle case. L'unica cosa che sale, sono i pignoramenti Carlo Leone Del Bello Gli americani la vedono nera, su questo non c'è alcun dubbio. Nuovo peggioramento della fiducia dei consumatori, in un paese dove ormai una casa su duecento è sotto sequestro, la benzina costa sempre di più, e il posto di lavoro sembra ancor di più un'incognita. Continua intanto a diminuire il valore degli immobili, innaturalmente gonfiato dalla bolla speculativa degli anni passati, mentre il numero di americani che sta perdendo la casa raggiunge un nuovo record. E se le cose vanno male, per Bush è colpa del Congresso, che non ha approvato tutte le sue proposte. Forse non ha sorpreso nessuno il nuovo tonfo dell' indice che misura la fiducia dei consumatori, passato dai 65,9 punti di marzo ai 62,3 di aprile. Fatto sta che l'indice, calcolato dal Conference Board, continua a cadere dallo scoppio della crisi dei mutui di agosto scorso. A peggiorare notevolmente è stata la percezione della situazione presente, mentre le aspettative per il futuro rimangono contrastanti, anche per le preoccupazioni circa l'aumento generale dei prezzi e la prospettiva di un peggioramento del mercato del lavoro. L'indice, costruito su base 1985=100, è a un nuovo minimo dal marzo 2003, cioè da quando l'economia Usa si stava riprendendo dallo scoppio dell'altra bolla, quella della new economy. A provocare la continua caduta dell'indice, anche le crescenti preoccupazioni circa il mercato immobiliare. Il futuro è infatti nero per chi ha comprato casa, indebitandosi, nel corso degli ultimi anni. Il prezzo medio delle abitazioni americane infatti, misurato dall'indice Case/Shiller, è crollato del 12,7% rispetto al febbraio di un anno fa. Nelle zone più colpite dalla passata speculazione al rialzo sul prezzo degli immobili, la diminuzione è ancora più marcata: meno 20% a Las Vegas, Miami e Phoenix, tradizionali mete di ritiro dei pensionati. Intanto continua l'ondata di pignoramenti e sequestri, tra le prime cause del crollo dei prezzi immobiliari. Durante il primo trimestre del 2008, sono aumentate del 112% le case in vendita forzata rispetto a un anno fa, mentre rispetto all'ultimo trimestre del 2007 l'aumento è stato del 23%. In pratica 650 mila famiglie americane hanno sospeso i pagamenti del mutuo e stanno per essere sfrattate. A livello nazionale, questo significa uno sfratto ogni 194 case, mentre nelle zone più colpite dalla crisi, si arriva anche a uno sfratto ogni 40 case. Quel che emerge dal mercato del credito americano, è che i pignoramenti tenderanno ad aumentare ancora nel corso del 2008. Infatti, verso la fine dell'anno scatteranno gli aumenti per i mutui a tasso variabile "aggiustabili", cioè quei mutui "trappola" che prima invogliano a indebitarsi, per poi dare la "stangata". Il presidente degli Stati uniti George W. Bush ha nel frattempo bacchettato il Congresso che, a suo avviso ha fatto poco e nulla per migliorare la situazione economica degli americani. A suo avviso, il parlamento - a maggioranza democratica - avrebbe dovuto passare immediatamente le proposte dell'amministrazione su caro-benzina, aiuti ai mutuatari in difficoltà e prezzi agricoli. In particolare, il Congresso avrebbe affossato la costruzione di nuovi pozzi di esplorazione in Alaska e la realizzazione di nuove raffinerie, mentre sul fronte mutui, forti sono le resistenze alla legislazione che permetterebbe alle agenzie semi governative Freddie Mac e Fannie Mae di indebitarsi ulteriormente per acquistare pacchetti di mutui in sofferenza. Sull'economia in generale, Bush non si è sbilanciato nel chiamare la recessione, ma ha parlato di "rallentamento". I dati preliminari ufficiali del Pil americano usciranno oggi e, a meno che il presidente non abbia rischiato una figuraccia clamorosa, non dovrebbe esserci il segno negativo. Il Board dei governatori della Fed (Fomc) è intanto riunito da ieri per decidere le strategie di politica monetaria da prendere nell'immediato. Secondo la quasi totalità degli analisti economici, la banca centrale Usa presieduta da Ben Bernanke dovrebbe tagliare i tassi di interesse solo dello 0,25%. L'inflazione, la caduta del dollaro e l'aumento dei prezzi delle materie prime, sembrano infatti essere più preoccupanti della crisi del credito e della minaccia di recessione.

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Gb, prezzi case aprile -1,0% su anno, prima volta da 12 anni (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Websim" del 30-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

NOTIZIE FLASH 30 Aprile 08 ora 09:41 Gb, prezzi case aprile -1,0% su anno, prima volta da 12 anni LONDRA, 30 aprile (Reuters) - I prezzi delle case in Gran Bretagna sono scesi per il sesto mese consecutivo in aprile segnando un calo su anno per la prima volta da oltre 12 anni. I dati diffusi dal costruttore Nationwide mostrano che nel mese in corso i prezzi sono diminuiti dell'1,1% a 178.555 sterline, oltre il doppio del tasso previsto dagli economisti. Il dato tendenziale risulta in calo dell'1,0% contro il +1,1% registrato a marzo. Dopo che negli ultimi dieci anni gli immobili hanno quasi triplicato il proprio valore, il dato di oggi conferma il rapido peggioramento del clima sul mercato immobiliare, aumentando la pressione per un nuovo taglio dei tassi in modo da ridare fiato all'economia. Secondo Nationwide il piano di swap sui mutui da 50 miliardi di sterline approntato dalla Bank of England per gli istituti finanziari dovrebbe aiutare a stabilizzare i mercati finanziari all'ingrosso. "Tuttavia, è improbabile che i prezzi delle case e il volume di mutui tornerà ai livelli visti in questo periodo dello scorso anno" ha detto Fionnuala Earley, capo economista di Nationwide. "L'indebolimento della fiducia sul mercato residenziale e la domanda, non collegata alle turbolenze sul mercato finanziario, significano che dovremo aspettarci un ulteriore rallentamento delle condizioni di mercato". ((Redazione Milano, +39 02 6612 9695, RM: andrea.lepera.reuters.com@reuters.net, email: andrea.lepera@reuters.com)).

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SINDACO LONDRA/ MA LA STAMPA GB APRE SUI PREZZI DELLE CASE (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Virgilio Notizie" del 30-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Poco spazio alle amministrative nella sobria tradizione inglese postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 30 apr. (Apcom) - Siamo alla vigilia del voto amministrativo in Inghilterra e Galles, un'elezione che decide non solo il futuro di Londra ma di numerosi altri comuni e che avrà un impatto politico considerevole in caso di (probabile) vittoria dei conservatori. E la stampa inglese non le ignora... Ma quasi. Scrive editoriali nelle pagine dei commenti, pubblica alcuni reportage che seguono i candidati. Concede, cioè, alla politica il posto - sobrio - che le dedica di solito: pochi pezzi per gli appassionati, un po' di informazione solida. Per concentrarsi invece sulle cose che pensa interessino più direttamente alla gente. A titolo d'esempio, una panoramica sui titoli d'apertura della stampa inglese oggi. Per l'autorevole Times il titolo principale è sui prezzi del mercato immobiliare in aumento; il secondo riguarda la storia austriaca di Elisabeth Fritzl, segregata dal padre per 24 anni. L'Independent apre sulla lotta di potere per i prezzi dell'energia; il secondo titolo è ugualmente sulla famiglia Fritzl. Nelle pagine di politica nazionale, un articolo sui guai di Gordon Brown. Anche per il Guardian i prezzi del mercato immobiliare sono la prima notizia, seguita dai nuovi criteri di valutazione per le scuole, dal trionfo del Manchester nella semifinale di Champions (il Guardian era in origine quotidiano della città); un articolo di spalla riporta che Brown ha ammesso degli errori nella sua lotta per abolire l'aliquota fiscale al 10%. Anche il Telegraph apre sui prezzi delle case. Nella pagina dei commenti, nulla sulle elezioni (si parla dei padri severi che tornano di moda; dei costi in aumento delle Olimpiadi 2012; della responsabilità dei banchieri). L'edizione online dedica uno spazio alle riflessioni degli utenti: "Cosa cambierebbe la vittoria di Boris?" ovvero Boris Johnson, il candidato Tory alla poltrona di sindaco di Londra in vantaggio nei sondaggi. Per non parlare della stampa popolare: il Daily Mirror si concentra sulla horror story della famiglia Fritzl e sulla vicenda della piccola Madeleine McCann (scomparsa quasi un anno fa).

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FRANCESCO VASTARELLA FRENANO I PREZZI DELLE CASE A NAPOLI, MA SEMBRA NON BASTARE PER RIDARE FIATO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 30-04-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

FRANCESCO VASTARELLA Frenano i prezzi delle case a Napoli, ma sembra non bastare per ridare fiato a un mercato che negli ultimi anni ha fatto registrare quotazioni alle stelle, spesso sproporzionate in singole aree. Calano infatti anche le erogazioni dei mutui e dei prestiti per gli acquisti in quasi tutto il territorio regionale. Nel 2007 in Campania, con 3.229 milioni erogati, la flessione è stata dell'8,47 per cento, a Napoli, la fetta più consistente, del 10,7%, ad Avellino del 31.3%, ma in questo caso si tratta di quantità comunque ridotte. Sono le percentuali più basse del Sud, in una media che secondo l'Osservatorio mutui casa alle famiglie di UniCredit Banca per la Casa su dati Bankitalia, si è attestata su meno 2.33 per cento nel 2007 rispetto all'anno precedente. Una batosta per immobiliaristi, costruttori e banche che sui prestiti hanno una buona fonte di business. Il mercato mutui in Italia nel 2007 ha interrotto un ciclo di crescita a due cifre che durava dal 2002, con una media annua arrivata al 16%. Nel 2007 invece si è passati in territorio negativo, -0,23%, con forti accentuazioni al Sud. Nel 2007 segno negativo in Basilicata (-3,16%) e in Abruzzo (-2,69%). Crescono invece il Molise (+9,39%), la Puglia (+4,22%) e la Calabria (+3,55%). Al centro e al nord fanno peggio Friuli (-6,09%), Veneto (-4,29%) e Lazio (-3,37%). In controtendenza la Lombardia che rappresenta da sola il 25% del mercato nazionale (+5,18%), Puglia (+4,22%) e Sardegna (+7,35%). "Ci aspettavamo - dichiara Pasquale Giamboi, amministratore delegato di UniCredit Banca per la casa - i primi effetti del rallentamento della domanda a causa di un mercato immobiliare in flessione, della crescita dei tassi di interesse e della mutata situazione socio economica delle famiglie italiane a medio basso reddito. La forte concorrenza tra banche e l'atteggiamento più selettivo sulla valutazione della capacità di rimborso dei clienti - continua Giamboi - richiede agli operatori di fissare spread e costo del mutuo per il cliente in misura sempre più correlata al rischio e al maggior costo del denaro interbancario". Non a caso nella classifica stilata a novembre 2007 dall'ufficio studi sintesi per il Sole 24 Ore, a Napoli è più alto ed esteso che altrove il rischio di trovarsi in difficoltà per pagare le rate dei mutui. Nel capoluogo campano il mutuo incide per il 42,64% sul reddito di una famiglia. Nell'elenco Napoli è al terzo posto su 103 province, al primo e secondo posto figurano Ragusa e Catania, alle spalle del capoluogo campano Bari, Sassari, Pescara, Siracusa, Cagliari. Ma a Napoli preoccupa la quantità e l'estensione del fenomeno: secondo le associazioni dei consumatori a Napoli nel 2007 sono aumentati del 29%, record in Italia, i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari. E per il futuro quali scenari si profilano? "Ritengo che - chiude Giamboi - gli effetti della crisi di liquidità sui mercati, condizionerà il mercato dei mutui in Italia per buona parte del 2008, a meno di interventi di riduzione dei tassi di interesse da parte della Bce".

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