HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


 

Report "Mercato immobiliare"  dal 22 giugno al 18 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Eventi economici e finanziari del 23 giugno ( da "Miaeconomia" del 23-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Esperto mutui casa Detrazione mutuo per nuda proprieta?Separazione coniugi e mutuo cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi del cointestatario del mutuoCointestazione immobile BORSA E MERCATI » AGENDA Eventi economici e finanziari del 23 giugno (

USA: AD APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA. ( da "Asca" del 23-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: USA: AD APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA (ASCA) - Roma, 23 giu - Negli Usa non si ferma la caduta dei prezzi degli immobili. Ad aprile, i prezzi di vendita delle abitazioni hanno registrato una flessione dell'1,1% rispetto al mese di marzo.

KRUGMAN: ( da "Wall Street Italia" del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il benessere della Germania, nei primi sette anni del secolo, è stato legata solo a un gigantesco surplus della bilancia commerciale. Com?è possibile che la Germania, che non ha subito la bolla immobiliare, abbia patito la peggior discesa del pil tra le grandi economie?

Erbacce tra i germogli della ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: altra pericolosa bolla del credito e dei prezzi delle attività (oppure l'una e l'altra). I recenti aumenti dei prezzi dei titoli, delle merci e di altre attività rischiose sono chiaramente indotti dalla liquidità. Ottavo: le economie di certi paesi emergenti, con fondamentali economici più deboli, potrebbero non riuscire a evitare una grave crisi finanziaria,

Il dollaro resisterà al debito pubblico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: sgonfiamento della bolla immobiliare (concluso in Usa, ma non in Europa), difficoltà finanziarie dei Paesi emergenti, in particolare nell'Est Europa, ritorno al risparmio delle famiglie americane. Inflazione Il crollo della produttività (non in Usa, con i tagli occupazionali scattati subito) ha impennato i clup e compresso i margini delle imprese.

Non è colpa dei proprietari se oggi il mercato vuole il negozio di maschere al posto del ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nessuna «bolla immobiliare» che si sgonfia, però, continua Segalin che vuole smontare la tesi della speculazione dietro al mattone: la realtà, secondo il presidente dei proprietari, è piuttosto che gli italiani continuano a investire in case, mentre è una normativa sempre più complicata a far lievitare i costi.

CRESCENTE BISOGNO DI COESIONE SOCIALE, UN'EMERGENTE RICHIESTA DI MIGLIORE DISTRIBUZIONE DELLA ... ( da "Trentino" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il secondo elemento è il permanere di una bolla politica che né scoppia né prende una forma solida e convincente. Negli ultimi anni, una ad una sono scoppiate molte bolle, e non solo quella finanziaria. C'è stata la bolla immobiliare, la bolla del petrolio, la bolla delle materie prime, la bolla dei prodotti alimentari e prima ancora la bolla della net-economy.

I prezzi delle case sempre in discesa nel nostro Paese ( da "Cittadino, Il" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I prezzi delle case sempre in discesa nel nostro Paese n I prezzi delle case in Italia «continueranno probabilmente a scendere nel corso del 2009» lo prevede l'Ocse che registra un calo dell'1,1% nel 2008, aggravato nell'ultimo trimestre che segna un -2,9%.

I prezzi delle case scenderanno ancora ( da "Libertà" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Irlanda e Spagna», i Paesi dove il calo di valore degli immobili si aggira intorno ai dieci punti percentuali. L'Italia quindi non è uno dei paesi più colpiti ma, anzi, ha registrato uno dei passivi minori tra i paesi Ocse, con l'unica eccezione della Svizzera dove i prezzi continuano a crescere, seppur di poco.

Anche i ricchi piangono In Italia il fenomeno c'è, ma meno del previsto ( da "Riformista, Il" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: caso di Ubs, hanno dovuto ricapitalizzarsi plurime volte nell'arco dell'anno passato. Sul versante immobiliare, la discesa dei prezzi nel 2008 (-7,5 per cento sul 2007) non ha coinciso con un consolidamento al rialzo della domanda. Lo dimostra anche l'ultima analisi Tecnoborsa, secondo cui la domanda di abitazioni con un valore superiore a 700 mila euro ha perso oltre 23 punti percentuali

Toccato il fondo, aria di ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Italia non possa avviare la ripresa come il resto della zona euro», conclude l'economista. Nell'area euro «ogni Paese ha le sue debolezze», come lo scoppio della bolla immobiliare, il calo dell'export (Germania e Italia in testa) e i danni al settore finanziario (Gran Breatgna, Irlanda, Lussemburgo, Austria e Svizzera).

Casa, un mercato in calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve ( da "Corriere della Sera" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: mercato in calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve Indagine sulle scelte di 800 famiglie Acquistare casa, a Roma, è un affare per pochi. Colpa dei prezzi troppo alti, delle ristrettezze economiche, della scarsità dell'offerta nelle zone scelte. È un mercato in calo, quello immobiliare, a leggere il rapporto di Tecnoborsa per conto della Borsa Immobiliare della capitale.

Non mi pento, non ho peccato ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: l'aumento dei prezzi delle case, che ha portato alla bolla immobiliare; l'aumento dell'efficienza di allocazione dei mutui, che ha portato il costo di queste operazioni vicine allo zero. Prese a sé le tre cause non avrebbero provocato alcuna conseguenza, messe insieme hanno messo in moto la valanga.

L'incubo di Bernanke ( da "Milano Finanza" del 27-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dalla contrazione del mercato immobiliare e dalla riduzione del credito. Dalle imprese i segnali di avvio del processo di ricostituzione delle scorte sono ancora deboli e sovrastati comunque dai tagli nell'occupazione e negli investimenti fissi. I prezzi delle materie prime sono in genere aumentati, ma l'abbondanza di capacità inutilizzata convince la Fed che l'

MERCATO IMMOBILIARE LAGHI ITALIANI NELLA SECONDA PARTE DEL 2008 LE QUOTAZIONI IMMOBILIARI DELLE PRINCIPALI LOCALITÀ SUL LAGO SONO DIMINUITE DEL 4,2%. ( da "marketpress.info" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In calo i prezzi delle case a Baveno (-8,9%). I ribassi sono determinati da un rallentamento delle richieste di seconda casa e da un?offerta immobiliare superiore alla domanda. I turisti si dividono equamente tra italiani e stranieri. Nel secondo semestre del 2008 si è registrata una crescita delle richieste da parte di turisti russi per immobili di alto livello,

Immobiliare al lago Garda giù del 3,9% ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Martedì 30 Giugno 2009 ECONOMIA Pagina 33 CASE E CONGIUNTURA. Secondo i dati dell'Ufficio studi Tecnocasa Immobiliare al lago Garda giù del 3,9% Dato in linea con il trend registrato a livello nazionale Padenghe spicca al rialzo Giù Desenzano e Sirmione I valori immobiliari scendono anche nelle zone più prestigiose.

USA: INDICE PREZZI CASE IN DISCESA, AD APRILE -18,1% ( da "Wall Street Italia" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Usa: indice prezzi case in discesa, ad aprile -18,1% di ANSA I dati sembrano indicare che il mercato ha toccato il fondo -->(ANSA)- ROMA, 30 GIU - I prezzi delle case scendono negli Usa: l'indice S&P/Case-Shiller ad aprile e' diminuito del 18,1% sull'anno contro previsioni per un -18,63%.

IMMOBILIARE USA: PREZZI CASE IN CALO, -18.12% ( da "Wall Street Italia" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: IMMOBILIARE USA: PREZZI CASE IN CALO, -18.12% di WSI Nel mese di aprile il rapporto S&P/Case Shiller, l?indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta? Usa, scende in misura inferiore alle attese (-18.63%). -->Il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, l?

Usa: calano meno del previsto i prezzi degli immobili ad aprile ( da "BlueTG online" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: calano meno del previsto i prezzi degli immobili ad aprile 30-06-2009 15:24 - L'indice Case-Schiller dei prezzi delle case nelle principali 20 città Usa è calato ad aprile scorso dello 0,6% rispetto a marzo; su base annua il calo è pari al 18,1%, meglio delle attese che indicavano un calo del 18,6% dopo il -18,7% di marzo.

Usa: prezzi delle case in caduta libera, a Las Vegas -32% ( da "Velino.it, Il" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ECO - Usa: prezzi delle case in caduta libera, a Las Vegas -32% Segno meno a giugno per la fiducia dei consumatori Usa Roma, 30 giu (Velino) - In calo, ma meno delle stime degli analisti, i prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane. Il rapporto Standard & Poor?

E questi vogliono far fuori il Cav? ( da "Italia Oggi" del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: fondamentali dell'economia europea sostanzialmente solidi e la bolla immobiliare americana, un evento sotto controllo. Tutto ciò che sono riusciti a fare durante la crisi, è cambiar nome da Financial Stability Forum a Financial Stability Board appunto, sciorinare previsioni con l'accuratezza di una cartomante da tv locale e proporre la solita omelia sulla necessità di regole globali.

Agli stranieri piace comprare casa all'ombra del Duomo Un investimento che premia più che a Zurigo e Vienna ( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: estero come a casa. Lo sviluppo del business immobiliare nella macro regione alpina", in occasione della fiera Eire (Expo Italia Real Estate). E nell'attuale periodo di crisi, mentre scendono i prezzi delle case in Europa, tengono l'Italia e la Svizzera. Attesa la ripresa, proprio per la convenienza dei prezzi inferiori rispetto al passato.

Greenspan non ha sbagliato tutto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: della piena occupazione, se così facendo si rischia di creare una bolla dei prezzi degli asset. In altri giorni, tuttavia, penso che pur con le informazioni supplementari di cui disponiamo col senno di poi in relazione alla struttura dell'economia,le decisioni prese da Greenspan nel periodo 2001-2004 sono state prudenti e ci hanno vincolati a una scommessa favorevole e accettabile.

Vendite in calo, scendono i prezzi delle case ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: prezzi delle case Meno dieci per cento per il costo degli immobili. La Fiaip: «Valutazioni più realistiche» Giovedì 2 Luglio 2009, Con un andamento del mercato immobiliare cittadino che vede nel 2009 una riduzione dei prezzi rispetto al passato mediamente di almeno il 10 per cento, e una situazione di rallentamento delle transazioni a fronte di una abbondante disponibilità di immobili

Chi ha fatto scoppiare la bolla? ( da "Foglio, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 3 luglio 2009 Chi ha fatto scoppiare la bolla? Matt Taibbi, che già ci aveva strabiliato con un articolo supercomplottista ma anche superinformato su come la bolla immobiliare sia stata creata ad arte dei banchieri, ora torna sul luogo del delitto. E con chi se la prende? Goldman Sachs, naturalmente, "la più grande macchina crea bolle d'America" © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

Ancorati al mattone ( da "Milano Finanza" del 04-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: prodotto che permette di speculare sulla performance dei prezzi delle case. In un periodo di tempo fissato a priori L'immobiliare è il settore più caldo anche in questi mesi, tra crolli e nuovi tentativi di rilancio. Ecco due novità riguardanti i mercati americano e italiano. MacroMarkets ha ricevuto l'approvazione per il lancio di uno dei suoi prodotti più attesi e anche più rinviati.

Garanzia di Stato per le banche E gli Emirati tornano a correre ( da "Borsa e Finanza" del 04-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: di mitigare gli effetti della crisi globale, e soprattutto dell'impatto dello sboom della bolla immobiliare, così violento da azzerare la crescita economica per il 2009. Uno shock che si spiega come reazione all'euforia del 2008, quando il pil aveva fatto segnare uno straordinario +7,7% al traino della corsa delle nuove costruzioni,

Borse in altalena nel primo semestre Londra la più debole ( da "Libertà" del 06-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Della metà è stato l'aumento di Tokyo, ma anche Madrid, che ha passato un 2008 durissimo a causa dell'esplosione della bolla immobiliare spagnola, è riuscita a portare a casa un segno positivo: +1,4% dal 7 gennaio - in Borsa l'anno inizia abitualmente dopo il giorno dell'Epifania - fino all'ultima seduta.

Affitti, l'allarme dei proprietari ( da "Alto Adige" del 07-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: stiamo assistendo però al crollo del mercato immobiliare, né all'esplosione della bolla immobiliare vaticinata ed auspicata da troppe Cassandre». E poi un altro punto importante, sul quale riflettere. «Continua il calo delle case in affitto e l'edilizia privata si è ridotta ad un ruolo assolutamente marginale mentre continua ad aumentare la platea di persone che si rivolgono all'

Prezzi delle case ancora giù nel secondo trimestre dell'anno ( da "Giorno, Il (Milano)" del 07-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il cui divario nei confronti della periferia cresce. Si presenta così secondo i dati di Idealista.it il mercato immobiliare della nostra città dove il prezzo delle case è fermo dopo un primo trimestre promettente (coi prezzi in salita del 2%) seguito invece dalle quotazioni bloccate fra aprile e giugno con una crescita lieve del 0,

Immobiliare, i laghi piangono ( da "Giornale di Brescia" del 08-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: per cento BRESCIAIl mercato immobiliare della seconda casa è in difficoltà. E la domanda di acquisto di immobili in prossimità dei principali laghi italiani ha subìto una contrazione del 4,2% nella seconda parte del 2008. Lo dice una ricerca realizzata da Tecnocasa. Solo in alcune zone, come quella di Sirmione, nei primi mesi del 2009 si registrano lievi segnali di miglioramento.

Nonostante la crisi prezzi casa proibitivi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: immobili fatica a carburare... «A dispetto della crisi immobiliare, che avrebbe dovuto ridurre i valori degli immobili, i prezzi si mantengono proibitivi. Basta girare la città per farsi un'idea delle cifre esposte». E nel mercato immobiliare sembra che non tutte le agenzie eccellano quanto ad affidabilità e professionalità.

immobiliare, spiragli di luce in fondo al tunnel ( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Sostanziale tenuta dei prezzi di Francesco Furlan JESOLO. Le compravendite sono in caduta libera ma i prezzi delle case resistono: il mercato immobiliare è fermo, anche se i più ottimisti vedono un flebile luce alla fine del tunnel. E' questa la fotografia del mercato immobiliare nella provincia di Venezia, scattata ieri mattina a Jesolo nel convegno organizzato da Fiaip (

Correzione estiva in Borsa dopo il rally di primavera ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Anche la possibilità di un avvitamento della crisi sembra scongiurata. Però è anche vero che – dopo lo scoppio delle bolle degli immobili e delle cartolarizzazioni – il ristabilimento di uno status quo è ancora lontano. Il denaro facile, erogato dai governi attraverso i piani di salvataggio, ha accresciuto la propensione al rischio che –

Capire la crisi? Cammina per Santiago ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: simbolo di una bolla immobiliare senza pari in Europa. E al tempo stesso trovi i grandi mulini a vento delle pale eoliche che ti accompagnano sull'Alto del Perdon, emblema della nuova green economy rilanciata da Obama. Il Cammino di Santiago ha in sé,da anni,le nuove parole d'ordine che arrivano dall'Oltreoceano: sobrietà e frugalità,

Sui laghi si raffreddano i prezzi delle case ( da "Miaeconomia" del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Esperto mutui casa Documenti mutuoDetrazione mutuo per nuda proprieta?Separazione coniugi e mutuo cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi del cointestatario del mutuo CASA » Casa news Sui laghi si raffreddano i prezzi delle case (

Centocinquantaseimila euro di utile, e altri 64 mila per la società controllata, non sono propr... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: non sono proprio da buttare, specie se parliamo di una società immobiliare e se parliamo del bilancio 2008, alle porte dell'anno nero per l'edilizia, uno dei primi settori colpiti dalla crisi globale scatenatasi negli Stati Uniti proprio in seguito all'esplosione della bolla immobiliare determinata dai mutui facili.

Prezzi delle case ancora fermi a Milano, ma calano le compravendite: c'è crisi ( da "Sestopotere.com" del 15-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prezzi delle case ancora fermi a Milano, ma calano le compravendite: c'è crisi (15/7/2009 09:40) | (Sesto Potere) - Milano - 15 luglio 2009 -Cauto il mercato immobiliare milanese nei primi sei mesi del 2009. Nonostante la crisi internazionale i prezzi diminuiscono in provincia (-0,9%) ma il mercato resta complessivamente stabile in città dove rallenta appena dello 0,

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: è bolla immobiliare E presto i motori si accenderanno» «NELLA ZONA di Mordano non c'è stata quella bolla immobiliare che è scoppiata nei mesi passati in altre zone della provincia o d'Italia», afferma Gian Marco Di Zuffa. «Sul nostro territorio prosegue le imprese edili lavorano con un margine del 10 per cento e costruiscono bene e con tutti i criteri.

Casa, Nomisma: le famiglie tornano a investire ( da "Affari Italiani (Online)" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i prezzi degli immobili nelle 13 principali aree urbane prese in esame dall'indagine, si registra un calo generalizzato: - 3,7% le abitazioni nuove, - 3,4% le abitazioni usate, -2,1 gli uffici, -1,4% i negozi; in piccola crescita (+1%) box e garages. Crescono anche i tempi di vendita (6,1 mesi per le abitazioni sia nuove che usate). tags: nomisma casa immobiliare prezzi immobili>

PREZZI. Nomisma: prosegue calo del mercato immobiliare ( da "HelpConsumatori" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: basso del mercato abitativo quanto a numero di compravendite di abitazioni sia stato ormai quasi raggiunto: nel 2009 dovrebbero attestarsi a circa 600.000, con un calo del 12,5% rispetto al 2009. Per il 2010 i prezzi delle case potrebbero subire un'ulteriore flessione del 2-3%, mentre dal 2011 il mercato immobiliare dovrebbe tornare a crescere. 2009 - redattore: VC

IMMOBILI: NOMISMA, PREZZI ANCORA IN CALO, TIENE ROMA E MILANO -6%. ( da "Asca" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: e' stata una vera e propria bolla immobiliare. Per il 2009 la flessione dei prezzi sara' dell'ordine del 6-8% e una flessione del 2-3% l'anno prossimo. le indicazioni arrivano dal rapporto di Nomisma sul mercato immobiliare italiano che mostra un andamento molto differenziato per aree geografiche e tipologie di immobili.

Casa: Confindustria, prezzi -9% ( da "Trend-online" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine negli Stati Uniti,

Casa: Confindustria, prezzi -9% ( da "Varesenews" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine negli Stati Uniti,

CASA: CONFINDUSTRIA, PREZZI -9% ( da "Wall Street Italia" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine negli Stati Uniti,

I prezzi delle case continuano a calare ( da "Giornale di Brescia" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%.

Il Rapporto Nomisma fotografa un mercato immobiliare in seria difficoltà ( da "Cittadino, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: A dirlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%.

I prezzi delle case continuano a calare ( da "Arena, L'" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nomisma: -2,5% nel semestre I prezzi delle case continuano a calare BOLOGNA Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.

I prezzi delle case continuano a calare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nomisma: -2,5% nel semestre I prezzi delle case continuano a calare BOLOGNA Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.

case, prezzi giù del 6-8% bene i box, crollano gli uffici - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: nel suo rapporto sul mercato immobiliare, ha messo i numeri nero su bianco: nel primo semestre del 2009 i prezzi delle case sono diminuiti del 2,5 per cento, destinato a diventare 3,5 su base annua. Ma, sommati ai precedenti ribassi i listini, rispetto allo scorso anno, potrebbero risultare in discesa del 6-8 per cento.

Case, nel primo semestre prezzi in continua discesa ( da "Libertà" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%.

Giù il valore delle case Meno 10% in due anni ( da "Riformista, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: esagerato livello dei prezzi delle case negli ultimi anni, che non corrispondeva più a una realistica valutazione delle cose. Anche da noi c'è stata una bolla dei valori, e solo a crisi finita capiremo di che entità. Per il momento sappiamo che la contrazione delle compravendite (del 15 per cento l'anno scorso e di quasi il 19 nel primo trimestre di quest'

Scende ancora il prezzo delle case Tengono i box ( da "Unita, L'" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Scende ancora il prezzo delle case Tengono i box Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2/o Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.

Scendono un po' i prezzi delle case ( da "Manifesto, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: MERCATO IMMOBILIARE/RAPPORTO NOMISMA Scendono un po' i prezzi delle case I prezzi sul mercato immobiliare italiano seguitano a scendere, ma con percentuali nettamente inferiori a quelle degli altri paesi. Secondo l'ultimo rapporto Nomisma presentato ieri, nel primo semestre è proseguita la fase calante con riduzioni dei prezzi,

Continua il calo dei prezzi delle case ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ECONOMIA 18-07-2009 NOMISMA Continua il calo dei prezzi delle case BOLOGNA II Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2° Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.

Prezzi delle case giù del 2,5% nel primo semestre 2009 (-3,5% su base annua). Indenni i box aut... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prezzi delle case giù del 2,5% nel primo semestre 2009 (-3,5% su base annua). Indenni i box auto (nessuna variazione nel semestre, +1% nell'anno). A rivelarlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. Alla fine del 2009, i prezzi delle abitazioni potrebbero risultare più bassi del 6-8% rispetto all'

Bologna Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segna... ( da "Gazzettino, Il" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Bologna Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2/o Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%.

Prezzi delle case in discesa nel 2009 ( da "Sicilia, La" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: A dirlo è il secondo rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case alla fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%.


Articoli

Eventi economici e finanziari del 23 giugno (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Miaeconomia" del 23-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gli ultimi articoli da: Esperto conti correnti Apertura c/c a protestatoProtesto e c/cC/c cointestato e de cuiusAssegno bancario pretestatoProtesto assegnoRichiesta c/c baseC/c per soggetti protestatiApertura c/cAssegno richiamatoRiscossione assegni per protestato Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Detrazione mutuo per nuda proprieta’Separazione coniugi e mutuo cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi del cointestatario del mutuoCointestazione immobile BORSA E MERCATI » AGENDA Eventi economici e finanziari del 23 giugno (23/06/2009) L’indice Pmi nell’Unione Europea, unitario e dei singoli stati, sarà il dato più importante della mattinata. Ma gli occhi degli operatori saranno puntati verso gli Stati Uniti per cogliere almeno un segnale positivo dagli unici due dati americani della giornata, l’indice dei prezzi delle case ad aprile e il dato delle vendite di case esistenti a maggio. Sul fronte finanziario Oracle diffonde i dati del 4° trimestre 2008/2009, dopo la chiusura di Wall Street. Di seguito gli eventi economici di oggi Italia Intervento di Bini Smaghi (rappresentante italiano nella BCE) al Convegno Aspen Europa Indice PMI manifatturiero (stima flash) a giugno. Indice PMI dei servizi (stima flash) a giugno. Indice PMI composito (stima flash) a giugno. Germania Indice PMI manifatturiero (stima flash) a giugno. Indice PMI dei servizi (stima flash) a giugno. Francia Spese per consumi a maggio. Indice di fiducia delle imprese a giugno. Indice PMI manifatturiero (preliminare) a giugno. Indice PMI dei servizi (preliminare) a giugno. Giappone Indicatore anticipatore (finale) ad aprile. Stati Uniti Indice dei prezzi delle case ad aprile. Vendite di case esistenti a maggio. 4 voti - » Vota questa notizia »

Torna all'inizio


USA: AD APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA. (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Asca" del 23-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

USA: AD APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA (ASCA) - Roma, 23 giu - Negli Usa non si ferma la caduta dei prezzi degli immobili. Ad aprile, i prezzi di vendita delle abitazioni hanno registrato una flessione dell'1,1% rispetto al mese di marzo. Su base annuale, la contrazione e' pari a -6,8%, si tratta della diciannovesima flessione consecutiva. I dati sono stati diffusi dall'Agenzia finanziaria federale per la casa. com-men/sam/rob

Torna all'inizio


KRUGMAN: (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 24-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

KRUGMAN: «TEMO LA SINDROME GIAPPONESE» di WSI La crisi sta per finire? Non la vede così il premio Nobel Paul Krugman, convinto che il mondo sia ormai avvviato a una lunga stagnazione, stile Giappone anni Novanta. --> Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI) – La crisi sta per finire? Non la vede così il premio Nobel Paul Krugman, convinto che il mondo sia ormai avvviato a una lunga stagnazione, stile Giappone anni Novanta. È questo, in sintesi, il risultato di una lunga conversazione con l’economista Will Hutton apparsa su The Guardian, di cui riportiamo un ampio stralcio. Vuoi sapere cosa comprano e vendono gli Insider di Wall Street? Prova ad abbonarti a INSIDER: costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER Will Hutton. Lei sostiene che quel che è accaduto in Giappone potrebbe ripetersi in Usa e Regno Unito o, forse, per l’intera economia mondiale. Ricordiamo che il pil giapponese, quest’anno, sarà pari a quello del 1992: 17 anni perduti, insomma. Paul Krugman. Sì, non credo che il pericolo si sia allontanato troppo. Certo si è ridotto il pericolo di una Grande depressione. Ma nel primo anno la crisi è stata assai peggiore che negli anni Novanta in Giappone. W.H. Ma qual è la ragione di tanto pessimismo? Uno potrebbe risponderle: caro Krugman, il Giappone è un caso a parte. È un’economia votata all’export con una moneta molto sopravvalutata. Soprattutto, la risposta dei politici è sempre stata in ritardo, cosa che non è avvenuta a Londra o negli Usa. P.K. La realtà è che in Giappone si è fatto quel che si è soliti fare di fronte a una recessione: tagliare i tassi fino a quota zero, ma non è stato sufficiente a far ripartire l’economia. E da noi, anche se siamo stati più tempestivi nel taglio, non è stato comunque sufficiente. Questa è l’essenza del problema. Tutto il resto è secondario. Ci sono situazioni in cui la politica monetaria tradizionale perde efficacia. E noi sappiamo che ne stiamo attraversando una. W.H. Ma un ottimista potrebbe obiettare che ci sono quei segnali di ripresa che lei si rifiuta di vedere. Le Borse hanno recuperato un buon 25%. Il mercato immobiliare sembra aver toccato i fondo, la fiducia delle imprese è in risalita. P.K. Ci sono segnali di assestamento, piuttosto che di ripresa. Le Borse, pochi mesi fa, ipotizzavano l’Apocalisse. Ora il rischio sembra superato, e i mercati azionari ne hanno preso atto. Ma non ci stanno segnalando che l’economia viaggia verso la ripresa. Non vanno confrontati i prezzi attuali con tre mesi fa. Se li paragoniamo a quelli di due anni fa, abbiamo la misura dello stato attuale di depressione. W.H. Ci sono i problemi dell’indebitamento degli Stati, ma anche quelli connessi alle disponibilità economiche dei consumatori. P.K. La crisi immobiliare e la caduta delle azioni hanno senz’altro impoverito le famiglie. Ed è probabile che i consumatori, carichi di debiti, incontrino difficoltà a spendere. La realtà è che la teoria economica ha studiato gli effetti del deficit nei Paesi del Terzo Mondo. Ma non abbiamo mai preso in considerazione l’ipotesi che questo si potesse verificare nei Paesi forti. W.H. C’è un rischio Argentina o Malaysia fine anni Novanta... P.K. Nel momento peggiore abbiamo attraversato una fase di «giapponesizzazione» con un un pizzico di «argentinizzazione». Ora abbiamo superato quel rischio. Ma la «giapponesizzazione» rimane. W.H. Qual è il cuore del problema Giappone, 17 anni dopo lo scoppio della crisi? P.K. È molto difficile creare abbastanza domanda interna, e così riequilibrare i flussi della bilancia commerciale, in un Paese con una realtà demografica negativa. W.H. Dunque, il problema della «giapponesizzazione» è un mix di squilibri commerciali uniti all’invecchiamento. P.K. Sì, ma non vale per gli Stati Uniti. Semmai è il caso di Germania e Italia. W.H. Confesso che la tesi della «giapponesizzazione» a livello globale non mi convince granché. Ma credo che la tesi valga per la Germania e, per questa via, cominci a contagiare l’intera economia mondiale. P.K. Il mercato interno tedesco è del tutto inadeguato. Il benessere della Germania, nei primi sette anni del secolo, è stato legata solo a un gigantesco surplus della bilancia commerciale. Com’è possibile che la Germania, che non ha subito la bolla immobiliare, abbia patito la peggior discesa del pil tra le grandi economie? La risposta è che loro esportavano in Paesi dove maturava la Bolla. Scoppiata questa, la Germania ha perso i clienti. È Berlino il problema vero su scala globale. W.H. In cima al dossier c’è poi una possibile, devastante, crisi bancaria. Il Fondo Monetario teme che la Germania abbia almeno 500 miliardi di sofferenze non emerse. Le banche tedesche hanno mille miliardi di dollari, se non di più, investiti in cdo che possono essere assorbiti solo congelando le perdite. Noi inglesi abbiamo avuto Rbs, voi Americani Citigroup. La Germania ha perduto sei punti di pil senza che la crisi bancaria abbia toccato il fondo. P.K. Questo è il versante finanziario della crisi. Certo, noi partiamo dall’ipotesi che la crisi sia essenzialmente finanziaria. Ma non è detto che sia vero. È vero che Lehman è stato il campanello d’allarme. Ma il crollo dell’immobiliare era precedente. La caduta del business è in buona parte dovuta all’eccesso di capacità produttiva, a sua volta provocato dal calo dei consumi e del crollo dell’immobiliare. Ristabilire la fiducia nella finanza è una condizione necessaria. Ma non sufficiente. W.H. È un quadro desolante... P.K. Sì, ed è anche per questo che sono così depresso. W.H. Lei sostiene che siamo al 12esimo mese di una depressione destinata a durare 36 mesi, sebbene in forma meno grave. È una prospettiva scioccante. P.K. Nella recessione del 2001 ci sono voluti 30 mesi prima che ripartisse il mercato del lavoro. W.H. È ancora convinto che la strategia migliore passi dagli stimoli della politica fiscale? P.K. Sì, è lo strumento migliore per frenare la recessione. È opinione comune che gli investimenti giapponesi in infrastrutture siano stati inefficaci. Io penso, al contrario, che hanno evitato il collasso. Obama ha messo in cantiere uno stimolo di poco inferiore al 5% del pil ma, in realtà, si tratta di un 4% spalmato in due anni e mezzo. Basta? Sono convinto che presto arriverà una seconda manovra di stimolo. W.H. E poi? P.K. Sotto con le regole della finanza. Bisogna imbrigliare il mostro. L’eccessiva crescita della leva nel settore privato è quel che ci ha resi così vulnerabili. W.H. Più fisco, meno finanza. Così cambia la via americana al capitalismo. P.K. Non sono così cosmico. Ma è vero che Gordon Gekko è arrivato tra noi grazie alla finanziarizzazione. Io penso che abbiamo bisogno di un po’ di welfare in più e anche di un po’ di socialdemocrazia. E di sindacato. W.H. Chiudiamo con Obama. Lei lo ha molto criticato in passato. P.K. Sono sempre più soddisfatto. Chiedevo uno stimolo fiscale più forte, penso che lo farà. Chiedevo più aggressività verso le banche: vedremo se si dovrà riprender la battaglia. Ma la riforma della sanità è buona, come la battaglia sul clima. Io, che ero scettico, comincio a sperare nel New Deal. Obama ha una grande personalità. Ed è un tale sollievo avere finalmente alla Casa Bianca uno che merita il tuo rispetto. Copyright © Borsa&Finanza. All rights reserved

Torna all'inizio


Erbacce tra i germogli della ripresa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-24 - pag: 15 autore: Erbacce tra i germogli della ripresa Ci sono debolezze strutturali che se non trovano soluzione rallenteranno la crescita globale di Nouriel Roubini D ati recenti segnalano che forse il ritmo di contrazione dell'economia mondiale sta rallentando. Ma le speranze di veder spuntare i "germogli verdi" della ripresa sono state spazzate via dal proliferare di erbacce. I dati recenti sull'occupazione, le vendite al dettaglio, la produzione industriale e l'immobiliare negli Stati Uniti rimangono molto deboli. Il dato sulla crescita del Pil in Europa nel primo trimestre è da brividi; l'economia giapponese è ancora in stato comatoso; e perfino la Cina - che si sta riprendendo - ha un export molto fiacco. Ecco perché la convinzione generale che la caduta dell'economia globale si avvicini a toccare il fondo si è dimostrata - una volta di più - eccessivamente ottimistica. Dopo il crollo della Lehman Brothers nel settembre del 2008, il sistema finanziario globale si è quasi disintegrato e l'economia mondiale è precipitata in caduta libera. Il ritmo di contrazione dell'economia nell'ultimo trimestre del 2008 e nel primo trimestre del 2009 ha raggiunto livelli quasi da depressione. A questo punto, i leader globali hanno visto la luce e hanno cominciato a usare quasi tutte le armi a loro disposizione: vaste politiche di rilancio dell'economia attraverso la spesa pubblica, espansione monetaria convenzionale e anticonvenzionale, migliaia di miliardi di dollari per sostenere la liquidità, ricapitalizzazione, garanzie e assicurazioni per contrastare la crisi del credito e della liquidità e infine massiccio supporto alle economie dei mercati emergenti. Solo negli ultimi due mesi si sono contate più di 150 misure d'intervento diverse in tutto il mondo. Questo corrispettivo economico della dottrina dell'ex segretario di stato Colin Powell della "forza soverchiante", unito alla brusca contrazione della produzione sotto la domanda finale di beni e servizi (che ha trascinato al ribasso le scorte di merci invendute), prepara la scena per un proseguimento della crisi nella maggior parte delle economie fino ai primi mesi del prossimo anno. Gli ottimisti che lo scorso anno parlavano di un atterraggio morbido o di una blanda recessione a V di otto mesi si sbagliavano, ormai è provato, mentre aveva ragione chi sosteneva che sarebbe stata una recessione a U di 24 mesi, più lunga e pesante (negli Stati Uniti siamo già al diciottesimo mese di vacche magre). E il recente ottimismo di chi diceva che il fondo sarebbe stato toccato a metà anno è stato spazzato via dai più recenti dati economici. Il punto fondamentale, tuttavia, non è quando l'economia globale toccherà il fondo, ma se la ripresa globale - non importa quando arriverà - sarà robusta o debole sul medio termine. Non si possono escludere un paio di trimestri di forte crescita del Pil, una fiammata di breve durata dovuta all'avvicendamento delle scorte e alle forti misure di stimolo messe in campo. Ma questi titubanti germogli di cui tanto sentiamo parlare di questi tempi rischiano di venire soffocati a medio termine dalle erbacce, dando il via a due anni di ripresa debole a livello globale. Primo: l'occupazione continua a calare bruscamente negli Stati Uniti e in altre economie. Di qui al 2010 la disoccupazione salirà ben oltre il 10% nelle economie avanzate e questa è una brutta notizia per i consumi e per le perdite delle banche. Secondo: questa non è solo una crisi di liquidità, è anche una crisi di solvibilità, ma non si è ancora cominciato davvero a ridurre la leva creditizia, perché le perdite private e i debiti delle famiglie, degli istituti di credito e delle grandi aziende non sono stati ridotti, bensì socializzati e messi in carico allo stato. Senza un deleveraging sarà più difficile per le banche prestare, per le famiglie spendere e per le società investire. Terzo: nei paesi con un deficit negli scambi con l'estero, è necessario che i consumatori taglino le spese e risparmino molto più di prima per parecchi anni. Prosciugati dallo shopping, senza risparmi e oberati dai debiti, i consumatori sono stati investiti da uno shock patrimoniale (crollo dei prezzi delle case e delle azioni), dalla crescita del servizio del debito e dal calo dei redditi e dell'occupazione. Quarto: il sistema finanziario - nonostante il puntello pubblico - è gravemente danneggiato. Il sistema bancario ombra è in gran parte scomparso e le banche commerciali tradizionali sono oberate dal fardello di migliaia di miliardi di dollari di perdite previste su prestiti e titoli, DISEGNO DI DOMENICO ROSA a fronte di una persistente, grave situazione di sottocapitalizzazione. Non sarà facile allentare la stretta creditizia. Quinto: la scarsa redditività, causata dal debito elevato e dal rischio d'insolvenza, penalizza la crescita economica (e pertanto i ricavi) e il persistere d'una pressione deflattiva sui margini delle aziende continuerà a renderle meno disponibili a produrre, assumere e investire. Sesto: il crescente indebitamento dello stato porterà alla fine a un incremento dei tassi d'interesse che potrebbe bloccare la spesa privata e perfino determinare un rischio di rifinanziamento del debito. Settimo: la monetizzazione dei deficit di bilancio non produce inflazione sul breve periodo, mentre un mercato del lavoro e dei prodotti fiacco implica imponenti forze deflazionistiche. Ma se le banche centrali non troveranno una chiara strategia d'uscita da politiche che raddoppiano o triplicano la base monetaria, alla fine la conseguenza sarà l'inflazione o un'altra pericolosa bolla del credito e dei prezzi delle attività (oppure l'una e l'altra). I recenti aumenti dei prezzi dei titoli, delle merci e di altre attività rischiose sono chiaramente indotti dalla liquidità. Ottavo: le economie di certi paesi emergenti, con fondamentali economici più deboli, potrebbero non riuscire a evitare una grave crisi finanziaria, nonostante il consistente supporto del Fmi. Per concludere, ridurre gli squilibri globali implicherà che nella bilancia dei pagamenti i deficit delle economie spendaccione (gli Stati Uniti e gli altri paesi anglosassoni) restringeranno i surplus dei paesi super risparmiatori (la Cina e gli altri mercati emergenti, la Germania e il Giappone). Ma se la domanda interna non crescerà abbastanza in fretta nei paesi in surplus, la conseguente carenza di domanda globale rispetto all'offerta (o, che è lo stesso, l'eccesso di risparmi globali rispetto alla spesa per investimenti) porterà a una ripresa più debole della crescita globale, con quasi tutte le economie che cresceranno molto più lentamente delle loro potenzialità. I germogli verdi della stabilizzazione rischiano dunque di cedere il passo alla gramigna della stagnazione se vari fattori di medio termine impediranno all'economia di tornare a crescere in modo sostenuto. Se queste debolezze strutturali non troveranno soluzione, nel 2010-2011 l'economia globale forse tornerà a crescere, ma a ritmi da anemia. (Traduzione di Fabio Galimberti) LAVORO E CREDITO Da qui al 2010 la disoccupazione sarà ben oltre il 10% con ricadute sui consumi. Il peso di migliaia di miliardi di dollari di perdite frena le banche commerciali IMPRESE IN STAND BY Il persistere di una pressione deflattiva sui margini delle aziende continuerà a renderle meno disponibili a investimenti e assunzioni

Torna all'inizio


Il dollaro resisterà al debito pubblico (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-24 - pag: 6 autore: Equilibrismi valutari. La moneta Usa beneficia di conti con l'estero migliori e divario di crescita, anche se il suo ruolo internazionale sembra appannato Il dollaro resisterà al debito pubblico Le forze della ripresa lentamente prevalgono, ma credito stretto e immobiliare la freneranno di Fabrizio Galimberti e Luca Paolazzi Tassi d'interesse, valute, moneta Gli scenari pessimistici sul dollaro guardano a un debito pubblico che si gonfia come uno Zeppelin e che, dicono i pessimisti, renderà inevitabile prima o poi la monetizzazione assortita di crisi valutaria. Gli andamenti degli ultimi mesi della moneta americana suggeriscono altre cause e altri effetti. Quando le cose vanno male – cioè quando i dati suggeriscono che la crisi non migliora – il dollaro si rafforza; quando i dati invece fanno intravvedere barlumi di speranza, il dollaro si indebolisce. Il perché di questi andamenti non è difficile da decifrare. Le crisi spingono a cercare un rifugio e il dollaro, malgrado tutto, è ancora la valuta rifugio. E c'è del metodo in questa pazzia. Le munizioni messe in campo in America sono più abbondanti ed efficaci di quelle di qualsiasi altro Paese e, pur nel disastro della Grande recessione, la caduta del Pil negli Stati Uniti sarà meno forte che altrove: il che vuol dire che il differenziale di (de) crescita gioca a favore del biglietto verde. La recessione americana si appresta anche a ridurre gli squilibri macroeconomici che sono all'origine della crisi: sta aumentando il risparmio delle famiglie e si sta riducendo il deficit corrente. Il saldo esterno tiene conto dei saldi finanziari di tutti gli operatori interni – famiglie, imprese e Stato – e il fatto che questo saldo esterno migliori vuol dire che complessivamente l'economia americana sta attenuando le sue zoppìe. Il grafico mostra che i due cambi più importanti del mondo, quello del dollaro e quello dell'euro, sono abbastanza in equilibrio (nella definizione più comprensiva di cambio effettivo reale): non sono discosti più di tanto dalla loro media degli ultimi 15 anni. Questa crisi ha ancora molta lana da filare, ma non è probabile che grossi sommovimenti valutari vengano a complicare ulteriormente le cose. La Cina e altri paesi auspicano (giustamente) che il dollaro perda l'egemonia di moneta di riserva e che vi si affianchi un'altra unità monetaria: si parla della possibilità per il Fmi di emettere obbligazioni in Dsp e di creare quindi un mercato per questi titoli, così da trasformare un'unità di conto in un mezzo di pagamento e in una riserva di valore. Ma questo auspicabile processo sarà molto graduale e il dollaro potrà contare per molto tempo ancora sui vantaggi e sulla capacità di attrazione di una moneta di riserva. Il suo mercato finanziario, pur con tutti gli scossoni, gli urti e la (meritata) cattiva stampa, continua a essere il più spesso e il più liquido del mondo: la reattività delle sue banche, come si è visto dalla raccolta di capitale di rischio che hanno saputo fare (e che ha portato alla restituzione degli aiuti ricevuti), è testimone di questa tenuta di fondo. In campo monetario, la novità di questo periodo sta nel rialzo dei tassi a lunga. Un rialzo che ha dietro almeno quattro motivi: un rimbalzo dagli eccessi di ribasso legati alla "fuga verso la qualità" che si era dispiegata con forza in questa crisi (i tassi sui titoli a 3 mesi americani erano giunti allo 0,02%!), un po' più di ottimismo sulla svolta della congiuntura (che in prospettiva fa ripartire la domanda di fondi a lungo termine), una buona dose di pessimismo sulle devastazioni dei conti pubblici (che costringerebbero in futuro i Governi a chiedere fondi a caro prezzo per tappare i persistenti buchi di bilancio) e infine la temuta inflazione prossima ventura legata all'immane creazione di moneta messa in opera per esortare "il cavallo a bere". Di queste ragioni, le prime due sono più convincenti delle ultime due. I tassi a lunga sui titoli pubblici sono oggi più bassi di quelli di prima della crisi (quando le finanze pubbliche apparivano molto meno compromesse) e le attese di inflazione, quali si ricavano dai titoli a lunga indicizzati, sono addirittura scese di recente. Non vi sono ragioni per cui al quantitative easing non possa seguire domani un " prosciugamento quantitativo" delle pozze di liquidità create. Non manca né la volontà politica né la possibilità tecnica. Indicatori reali Le tesserine nel puzzle della ripresa continuano ad andare al loro posto. Dal leading index dell'Ocse, che addirittura mette l'Italia in testa al plotone della svolta assieme alla Francia, alle vendite al dettaglio Usa, dalla fiducia degli imprenditori tedeschi al PMI nell'eurozona, dalla produzione industriale cinese (che ha già superato i livelli precedenti la crisi) ai sussidi di disoccupazione e alle vendite di case esistenti sempre negli Stati Uniti. Si delinea però un recupero molto faticoso e graduale, una ripida salita per tornare ai livelli di attività lasciati all'inizio della recessione più profonda e intensa del dopoguerra. Non si intravede quel rimbalzo netto e forte che avrebbe rimesso a posto domanda e attività produttive «come se» nulla fosse accaduto. Le politiche economiche straordinariamente espansive e il miglioramento del potere d'acquisto legato al minor costo di energia e altre materie prime (nonostante i rincari degli ultimi tre mesi) sono contrastate da ostacoli alti: razionamento del credito a famiglie e imprese, sgonfiamento della bolla immobiliare (concluso in Usa, ma non in Europa), difficoltà finanziarie dei Paesi emergenti, in particolare nell'Est Europa, ritorno al risparmio delle famiglie americane. Inflazione Il crollo della produttività (non in Usa, con i tagli occupazionali scattati subito) ha impennato i clup e compresso i margini delle imprese. Molla pronta a scaricarsi sui prezzi? Domanda finale fiacca e capacità inutilizzata lo impediranno. fabrizio@bigpond.net.au l.paolazzi@confindustria.it PRODUTTIVITÁ A PICCO La caduta della produzione ha eroso efficienza e margini delle imprese. Non negli Stati Uniti, dove le ristrutturazioni sono scattate subito

Torna all'inizio


Non è colpa dei proprietari se oggi il mercato vuole il negozio di maschere al posto del ... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercoledì 24 Giugno 2009, «Non è colpa dei proprietari se oggi il mercato vuole il negozio di maschere al posto del fornaio». Luca Segalin, il presidente di Confedilizia Venezia, sceglie la 64. assemblea dei soci per difendere la categoria dall'accusa di scacciare, con affitti sempre più alti, i vecchi negozi del centro storico. «Non si può pretendere che il proprietario dell'immobile finanzi una gestione commerciale che si svolge sulla sua proprietà mediante la rinuncia a parte del canone di locazione» insiste Segalin, in un nuovo affondo nella polemica sul "caro botteghe". Stavolta, a ribattere, è direttamente il sindaco Massimo Cacciari. «Sulla questione dei negozi bisognerà lavorare insieme - premette -. Le vostre argomentazioni sono realistiche, ma l'amministrazione deve garantire che alcune specialità restino nei centri storici. E per questo serve una certa programmazione». Botta e risposta, su questo e su altri temi, al tradizionale appuntamento annuale dell'associazione della proprietà edilizia, ieri, a Ca' Annelise. Ospiti, oltre al sindaco, il presidente del Consiglio comunale, Renato Boraso, e l'assessore alle politiche abitative, Mara Rumiz. Per Segalin è l'occasione per fare il punto su una crisi che sta colpendo anche il mercato immobiliare veneziano. Una «stagnazione» che sta portando a una calo delle compravendite «con tempi di vendita che, per la città, non erano mai stati così elevati». E se a Venezia, sono in ripresa almeno gli affitti, a Mestre pure questo settore è in flessione. Nessuna «bolla immobiliare» che si sgonfia, però, continua Segalin che vuole smontare la tesi della speculazione dietro al mattone: la realtà, secondo il presidente dei proprietari, è piuttosto che gli italiani continuano a investire in case, mentre è una normativa sempre più complicata a far lievitare i costi. Argomentazioni condivise da Cacciari, che anche in questo caso, però, fa alcune precisazioni. «Serve un piano di rilancio dell'edilizia pubblica. É questo il settore in cui siamo carenti. Con la vostra associazione avevamo fatto un patto, che però è rimasto inattuato. Questo perché i nostri mezzi sono inferiori a quelli del mercato. E senza risorse per realizzare nuova edilizia popolare, noi siamo nei pasticci. É un problema di cui dobbiamo farci carico insieme». Cacciari insiste molto anche sulla necessità di mantenere un'imposizione fiscale legata agli immobili. «Noi vi appoggiamo nelle vostre battaglie sulla fiscalità, ma non possiamo rinunciare all'Ici, tanto vale dirci di chiudere bottega». Quasi un appello, in un momento di crisi nera per il Comune. «I soldi stanziati l'anno scorso dal Comitatone non sono ancora stati erogati da Cipe - ricorda il sindaco -. Se non ci arrivano per fine mese, non facciamo in tempo ad accendere i mutui, con conseguenze gravissime. Non abbiamo più un euro di Legge speciale, tutto è stato speso, non solo impegnato. E da luglio non avremo i soldi per pagare gli operai nei cantieri aperti». R. Br.

Torna all'inizio


CRESCENTE BISOGNO DI COESIONE SOCIALE, UN'EMERGENTE RICHIESTA DI MIGLIORE DISTRIBUZIONE DELLA ... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trentino" del 25-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

CRESCENTE BISOGNO DI COESIONE SOCIALE, UN'EMERGENTE RICHIESTA DI MIGLIORE DISTRIBUZIONE DELLA ... crescente bisogno di coesione sociale, un'emergente richiesta di migliore distribuzione della ricchezza, una persistente capacità di indignarsi di fronte agli sprechi della politica e dell'apparato pubblico, una voglia di etica che riequilibri la grande ondata individualistica oggi dominante. Ma tutto questo non significa che sia imminente un uragano estivo capace di sradicare o almeno di "slavare" il poderoso contingente di simboli, di mezzi e di culture aziendali che sostengono l'attuale leadership. Quello che è certo è che il ciclo politico del berlusconismo, dopo 15 anni, non è più in una fase di stato nascente. Il secondo elemento è il permanere di una bolla politica che né scoppia né prende una forma solida e convincente. Negli ultimi anni, una ad una sono scoppiate molte bolle, e non solo quella finanziaria. C'è stata la bolla immobiliare, la bolla del petrolio, la bolla delle materie prime, la bolla dei prodotti alimentari e prima ancora la bolla della net-economy. Si potrebbe dire che ormai non è più tempo di bolle, nel senso che il ciclo della realtà e del pensiero collettivo deve rassegnarsi a tornare coi piedi per terra. Eppure, siamo in presenza di una bolla politica non da poco: sembra infatti che il Palazzo e i suoi dintorni siano tutti presi da logiche di schieramento interno che fa perdere di vista l'attenzione al risultato. Non si capisce più quale sia il nesso, sempre che esista, tra virtuale e reale, tra dichiarazione di intenti e scelte concrete. Da qualunque parte vengano, non si capisce quale sia il motivo ispiratore delle tante proposte a sorpresa, con relativi effetti speciali. Non si sa se le iniziative della maggioranza rispondano agli scopi dichiarati o se nascondano interessi altri, legati a questa o a quella lobby. Come non è chiaro se le reazioni, spesso rabbiose, dell'opposizione siano dovute a reali valutazioni di merito o al semplice principio che un'opposizione, per essere tale, deve opporsi. Davanti a tutto questo, il Paese e le relative esigenze sembrano viaggiare su un altro pianeta. E questo accredita l'idea che anche le bolle politiche siano prossime allo sgonfiamento per tornare alla realtà. Basti pensare alla rivalutazione dello Stato, del nostro tessuto economico, dell'equità sociale, alla domanda crescente di concretezza che trovano eco in singoli personaggi di entrambi gli schieramenti Infine il territorio. Colpisce il fatto che Bossi non solo abbia guadagnato in maniera esplicita rispetto al Pdl, ma che sia a tutti gli effetti l'azionista di maggioranza relativa nel Governo. E questo è proprio legato al fatto che la Lega sta molto più all'interno della "pancia" del Paese, o almeno di una sua parte, di quanto lo sia il Pdl. Come colpisce, se ci spostiamo sul livello locale, il successo dell'alleanza Patt-Upt-Pd, che alle ultime provinciali si è affermata con forza, nonostante il clima di destra che pervade l'Italia e l'Europa. Un'affermazione che senza l'apporto del territorio, quello tradizionalmente interpretato dal Patt e quello intercettato in modo forse un po' approssimativo dall'Upt, non avrebbe avuto alcuna chance di successo. Ancora di più il ragionamento vale se ci spostiamo in Alto Adige. La Svp ha indubbiamente perso appeal, ma resta comunque il grande interprete del suo contesto socio-territoriale. E ciò non solo per ragioni etnico linguistiche. Non si spiegherebbe altrimenti la sua penetrazione nell'elettorato di lingua italiana. Cogliendoli insieme, sembrerebbe che tutti e tre questi livelli mostrino in qualche modo segni di sofferenza. Quello berlusconiano, perché l'idea di fine di un ciclo si fa strada e si annida nelle crepe di una corte ancora potente, ma debole nell'immagine estera e nella capacità di riempire la distanza di culture intermedie, di soggetti di rappresentanza, di articolazioni istituzional-territoriali che si apre tra il leader massimo e il suo popolo. Quello delle bolle, perché Pdl e Pd avvertono l'urgenza di ritornare ad essere interpreti autorevoli della realtà nazionale sia nei confronti dell'Europa che del Paese. Quello del territorio, perché non si può costruire un progetto credibile e aperto al futuro rimanendo prigionieri delle nicchie, degli egoismi territoriali, dei messaggi ad effetto che catturano le emotività, ma non affrontano i problemi. Mauro Marcantoni

Torna all'inizio


I prezzi delle case sempre in discesa nel nostro Paese (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Cittadino, Il" del 25-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

I prezzi delle case sempre in discesa nel nostro Paese n I prezzi delle case in Italia «continueranno probabilmente a scendere nel corso del 2009» lo prevede l'Ocse che registra un calo dell'1,1% nel 2008, aggravato nell'ultimo trimestre che segna un -2,9%. Inoltre gli investimenti immobiliari nei paesi dell'organizzazione, sottolineano da Parigi, «probabilmente scenderanno a un tasso annuo di oltre il 10%, con cali consistenti negli Usa, in Giappone, Nuova Zelanda, Islanda, Irlanda e Spagna», i paesi dove il calo di valore degli immobili si aggira intorno ai dieci punti. L'Italia quindi non è uno dei paesi più colpiti ma, anzi, ha registrato uno dei passivi minori tra i paesi Ocse, con l'unica eccezione della Svizzera dove i prezzi continuano a crescere, seppur di poco. La conferma di una relativa tenuta, questa volta sul numero delle transazioni immobiliari, arriva anche da Tecnoborsa: «Il mercato si è contratto ma non si è avuto il crollo degli altri Paesi perché in Italia il mattone è il bene rifugio per eccellenza, l'ultima cosa che si vende. La crescita tornerà: l'indicatore da seguire è l'occupazione».

Torna all'inizio


I prezzi delle case scenderanno ancora (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Libertà" del 25-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

I prezzi delle case scenderanno ancora Tecnoborsa: rispetto a 4 anni fa calo dell'8,5%. E per il 2009 previsto un altro -3,5% ROMA - I prezzi delle case in Italia «continueranno probabilmente a scendere nel corso del 2009» lo prevede l'Ocse, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che registra un calo dell'1,1% nel 2008, aggravato nell'ultimo trimestre che segna un -2,9%. Inoltre gli investimenti immobiliari nei paesi dell'organizzazione, sottolineano da Parigi, «probabilmente scenderanno ad un tasso annuo di oltre il 10%, con cali particolarmente consistenti negli Usa, in Giappone, Nuova Zelanda, Islanda, Irlanda e Spagna», i Paesi dove il calo di valore degli immobili si aggira intorno ai dieci punti percentuali. L'Italia quindi non è uno dei paesi più colpiti ma, anzi, ha registrato uno dei passivi minori tra i paesi Ocse, con l'unica eccezione della Svizzera dove i prezzi continuano a crescere, seppur di poco. La conferma di una relativa tenuta, questa volta sul numero delle transazioni immobiliari, arriva anche dall'italiana Tecnoborsa: «Il mercato si è contratto - conferma il presidente dell'associazione Valter Giammaria - ma non si è avuto il crollo degli altri Paesi perchè in Italia il mattone è il bene rifugio per eccellenza, l'ultima cosa che si vende. La crescita tornerà con quella del Paese: l'indicatore da seguire è l'occupazione». Per il momento però l'indagine Tecnoborsa sulle transazioni immobiliari nelle sei maggiori città italiane è piena di segni meno: -2,4% rispetto a due anni fa e, ancora più pesante, -8,5% rispetto a quattro. E neanche per il 2009 si prevede un miglioramento con un calo previsto del -3,5% rispetto a quest'anno. L'indagine considera ogni tipo di transazione, acquistare, vendere, dare o prendere in locazione ma a influenzare il dato generale in modo marcato sono le intenzioni di acquisto futuro che, emerge dalle previsioni, sono scese del 2,2 rispetto al 2007 ma addirittura del 7,8% rispetto al 2005. Chi invece prova a dare una data per i segnali di ottimismo è il Censis che, attraverso le risposte di esperti del settore, fa partire il cronometro della risalita del mercato nel 2010. Anche dal rapporto Censis - Scenari immobiliari emerge che in Italia il mattone regge anche quando è al centro del tifone ci sono le case e i mutui: un operatore su due, infatti, dichiara che la sua attività ha sostanzialmente tenuto, mentre il 14% dice che il peggio è già passato e "solo" il 36% si dice pessimista su possibili miglioramenti a breve. 25/06/2009

Torna all'inizio


Anche i ricchi piangono In Italia il fenomeno c'è, ma meno del previsto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Riformista, Il" del 25-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

crisi Merrill Lynch e Capgemini hanno fatto uno studio sui patrimoni superiori al milione di dollari Anche i ricchi piangono In Italia il fenomeno c'è, ma meno del previsto Stime. Stando ai dati del 2008, nel mondo ci sono 8,6 milioni di persone con un patrimonio superiore a $1.000.000: il numero totale è diminuito del 14,9 per cento rispetto al 2007. Da noi la flessione è stata del 20,8 per cento, significa che ci sono 43 mila paperoni in meno. di Fabrizio Goria Calano i ricchi d'Italia nel 2008. Lo dice la tredicesima edizione del World Wealth Report di Merrill Lynch e Capgemini, presentato ieri a Milano. Nel mondo il numero di individui con un patrimonio superiore a un milione di dollari (High net worth individuals, acronimo Hnwi), è pari 8,6 milioni: diminuisce del 14,9 per cento rispetto al 2007. In Italia, c'è stata una flessione del 20,8 per cento e 43 mila ricchi in meno. Nel complesso, a seguito della crisi, cala la ricchezza e mutano gli investimenti, che lasciano da parte il comparto azionario a favore della liquidità pura. Dallo scoppio della bolla immobiliare statunitense, nella primavera del 2007, è venuta prima una crisi finanziaria, su cui si è sovrapposta la recessione globale. Il deterioramento delle attività finanziarie dei grandi investitori è stato notevole, come dimostrano i dati 2008 dell'indagine di Merrill Lynch Global Wealth Management. Il patrimonio complessivo dei Hnwi, è calato a 32.800 miliardi di dollari, meno 19,5 per cento sul 2007, ma a sorprendere sono i dati degli ultra-Hnwi, soggetti con capitali oltre i 30 milioni di dollari: meno 24,6 per cento quantitativamente e meno 23,9 per cento patrimonialmente. La tendenza è dovuta all'utilizzo di strumenti finanziari avanzati, quali hedge fund e derivati strutturati, che hanno subito le maggiori svalutazioni nel 2008. Non da meno, il crack della banca d'affari Lehman Brothers nello scorso settembre, a cui ha fatto seguito la settimana peggiore di Wall Street degli ultimi 25 anni. Per quanto riguarda la dislocazione delle risorse economiche, i soggetti Hnwi risiedono al 54 per cento in Stati Uniti, Giappone e Germania. L'Italia, in questa classifica, si attesta al nono posto, perdendo un posto a favore della Svizzera. Le contrazioni territoriali più marcate si sono verificate a Hong Kong (-61,3 per cento) e Stati Uniti (-18,5 per cento), mentre la Germania sostanzialmente resta tenace (-2,7 per cento). L'Italia, invece, ha visto una flessione prossima al 21 per cento, che ha riportato i valori al livello del 2005. Ciò significa 43 mila ricchi in meno, dai 206.700 del 2007 ai 163.700 del 2008, dopo due anni di crescita costante e solida, (+3,8 per cento nel 2006, +1,1 per cento nel 2007). Fra gli elementi inibitori della ricchezza, Merril Lynch e Capgemini ne hanno individuati tre: la diminuzione del Pil reale, il crollo dei mercati e la recessione del settore immobiliare. Il Pil reale, al netto dell'inflazione, è calato del'1 per cento nel 2008 a causa della frenata del 4,4 per cento della produzione industriale su base annua, ma non solo. Infatti, in concomitanza con l'entrata in recessione tecnica dell'Italia, nel terzo trimestre 2008, è giunta la caduta dei settori import-export, elemento di blocco per i capitali d'investimento. Più onerosa e tangibile è la svalutazione della capitalizzazione di Borsa Italiana, il cui indice SP/Mib è passato dai 38.554 punti del 2007 ai 19.460 del 2008, perdendo il 51,3 per cento del proprio valore. Osservando il panel dei titoli più colpiti, emerge che il settore finanziario avanzato ha inciso per il 65 per cento del crollo. Non sono state esenti da perdite nemmeno le società di wealth management che, come nel caso di Ubs, hanno dovuto ricapitalizzarsi plurime volte nell'arco dell'anno passato. Sul versante immobiliare, la discesa dei prezzi nel 2008 (-7,5 per cento sul 2007) non ha coinciso con un consolidamento al rialzo della domanda. Lo dimostra anche l'ultima analisi Tecnoborsa, secondo cui la domanda di abitazioni con un valore superiore a 700 mila euro ha perso oltre 23 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Sono due invece le note positive per il futuro incremento della ricchezza in Italia. Da un lato il pacchetto di stimolo fiscale varato dal governo che, in valori netti, può contare su poco meno di un miliardo di euro. Dall'altro il sistema di politiche monetarie decretate dalla Banca centrale europea che, con il taglio sistematico del tasso di rifinanziamento (2,50 per cento alla fine del 2008), ha indotto i tassi di mercato a seguire il trend ribassista, riducendo il differenziale e ampliando l'offerta di capitali. In ambito italiano ha anche contribuito la garanzia governativa sui depositi fino a 100.000 euro, veicolo di fiducia per gli investitori, ricorda Merrill Lynch. Analogo parere per i Tremonti bond, che hanno permesso agli istituti di credito di sospendere per 12 mensilità il pagamento delle rate dei mutui dei soggetti in cassa integrazione o per coloro che hanno perso il lavoro e usufruiscono dei sussidi disoccupazionali. Il rapporto ha anche preso in esame la differenziazione degli investimenti, che ha denotato una tendenza tipica delle fasi di recessione economica. Nonostante in Italia sia calato l'interesse nei confronti dell'immobile, nel resto del mondo questo settore ha visto una crescita del 18 per cento nel portafoglio degli Hnwi, in aumento del 4 per cento dal 2007. A contrastare la caduta degli investimenti azionari, meno per cento, ci hanno pensato quelli basati sulla liquidità, che si attestano al 21 per cento dei portafogli complessivi, con un incremento del 7 per cento rispetto l'anno prima. Ma la flessione più pesante si è verificata nel settore dei passion investments, ovvero gli svaghi e le attività filantropiche, che hanno perso capitali per il 24 per cento rispetto al 2007. Negli Stati Uniti, dove le svalutazioni finanziarie sono state più corpose, il 60 per cento dei soggetti Hnwi ha dichiarato che le donazioni filantropiche nel corso del 2009, mentre in Giappone si verificherà una tendenza opposta, dato che il 54 per cento degli individui aumenterà la parte del proprio capitale da devolvere in beneficenza. Sebbene la flessione del 2008 sia stata forte, il 2009 vedrà una ripresa quantitativa dei grandi patrimoni, con un tasso di crescita dell'8,1 per cento fino al 2013, data in cui gli individui Hnwi deterranno circa 48.500 miliardi di dollari. Questa ripresa sarà riconducibile alla scelta dei grandi investitori di avere liquidità. Infatti, spiega Isabella Fugazza, sales manager di Merrill Lynch Global Wealth Management Italia, «non appena i mercati si riprenderanno, gli Hnwi disporranno della flessibilità necessaria a reimpostare le proprie strategie e a reinvestire gradualmente in opportunità nuove». 25/06/2009

Torna all'inizio


Toccato il fondo, aria di ripresa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 25-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-25 - pag: 5 autore: Toccato il fondo, aria di ripresa Pil italiano a -5,5%, «ma il governo agisce bene» - Usa meglio della Ue Vittorio Da Rold La recessione figlia della "tempesta perfetta" toccherà il fondo nella seconda metà del 2009 e poi inizierà una debole e fragile ripresa l'anno prossimo. L'Ocse,in versione cautamente ottimistica, rivede al rialzo le stime di crescita (negativa purtroppo) dei paesi che ne fanno parte, «per la prima volta dal giugno 2007»: un cambio di rotta dovuto alla rapida ripresa degli Stati Uniti (sotto la regìa e il maxipiano di stimoli di Barack Obama) che passano dal -2,8% di quest'anno al più 0,9% nel 2010 (contro la precedente stima molto peggiore di -4% e zero). La locomotiva americana è tornata, annuncia l'Organizzazione internazionale nell'Outlook di primavera, anche se ancora ansimante e con la pressione della caldaia insufficiente. L'importante, raccomandano gli "gnomi" dell'Ocse, è che le banche centrali mantengano i tassi vicini allo zero per un periodo consistente (negli Usa fino al 2011) e che la Bce proceda a un nuovo taglio. «I dati dicono che la velocità della crisi si sta riducendo», chiosa a Parigi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a margine della cena di lavoro dei ministri Ocse tenutasi all'Hotel Intercontinental di fronte all'Opera.Quanto all'Outlook che prevede per l'Italia un calo del Pil del 5,5% nel 2009, il ministro afferma che «sono tutte indicazioni utili ma siamo in terra incognita. Non si possono fare previsioni». Avanti dunque con jucio anche se l'area euro sarà meno brillante degli Stati Uniti segnalando un -4,8% nel 2009 e zero nel 2010. Quanto all'Italia il Belpaese attraversa un periodo di recessione «molto forte» che continuerà «fino alla fine del 2009». Nell'anno in corso il Pil scenderà del 5,5% (una settimana fa nel rapporto Paese era -5,3%) per poi tornare a salire dello 0,4% nel 2010. In Italia «una qualche stretta dei conti pubblici è necessaria a medio termine, ma finché la ripresa non sarà chiaramente avviata gli stabilizzatori automatici vanno lasciati funzionare in pieno », suggerisce l'Ocse. «I dati economici italiani sono negativi, ma il Governo ha agito saggiamente nella sua politica anticrisi », dice il capo-economista dell'Ocse,il danese Jorgen Elmsekov. «Nelle nostre proiezioni i dati italiani sono brutti, perché l'Italia ha un punto di partenza più basso», osserva, ricordando come da anni la crescita potenziale dell'economia italiana è molto bassa, inferiore a quella degli altri Grandi Ue. Comunque, «non c'è ragione per cui l'Italia non possa avviare la ripresa come il resto della zona euro», conclude l'economista. Nell'area euro «ogni Paese ha le sue debolezze», come lo scoppio della bolla immobiliare, il calo dell'export (Germania e Italia in testa) e i danni al settore finanziario (Gran Breatgna, Irlanda, Lussemburgo, Austria e Svizzera). L'attività continuerà a contrarsi nel 2009, mentre continueranno a diminuire investimenti e consumi a fronte dell'aumento della disoccupazione (10% nel 2009 e 12% nel 2010). Tuttavia il ritmo del declino rallenterà grazie alle misure di sostegno. Nel 2010 però la ripresa del commercio mondiale aiuterà l'export e il miglioramento delle condizioni finanziarie rilancerà gli investimenti. Nel corso dell'anno prossimo dovrebbe anche fermarsi la flessione degli investimenti residenziali e cesserà anche il calo dei prezzi delle case. Tuttavia la ripresa sarà lenta, a causa degli effetti negativi sui patrimoni causati dalla crisi e per l'aumento della disoccupazione, che probabilmente comporterà anche un aumento della disoccupazione strutturale e dei consumi in frenata. Se Eurolandia piange Tokio non ride. L'Ocse prevede una prognosi peggiore anche per il Giappone quest'anno: -6,8% (da-6,6%) ma con successivi segnali di miglioramento. Il segretario generale dell'Ocse, il messicano Angel Gurrìa, a fine giornata della "ministeriale" tenta una sintesi nel suo linguaggio immaginifico esprimendo un «prudente» ottimismo sull'evoluzione dell'economia dei paesi industrializzati ». Insomma il peggio è passato. «Sono parole – commenta ilministro dell'Economia Giulio Tremonti – che fa piacere sentire». © RIPRODUZIONE RISERVATA TREMONTI «Siamo in terra incognita: non si possono fare previsioni, ma i dati dicono che la velocità della crisi sta rallentando»

Torna all'inizio


Casa, un mercato in calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 25-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 25/06/2009 - pag: 7 Borsa immobiliare Prezzi alti e difficoltà economiche Casa, un mercato in calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve Indagine sulle scelte di 800 famiglie Acquistare casa, a Roma, è un affare per pochi. Colpa dei prezzi troppo alti, delle ristrettezze economiche, della scarsità dell'offerta nelle zone scelte. È un mercato in calo, quello immobiliare, a leggere il rapporto di Tecnoborsa per conto della Borsa Immobiliare della capitale. Un'indagine svolta intervistando 800 famiglie romane, che prende in esame le transazioni effettuate nel biennio 2007-2008 e le previsioni sull'andamento del 2009-2010. Dentro, c'è di tutto: chi compra e chi vende casa, chi affitta e chi dà in locazione. Il risultato complessivo è che l'11% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato una transazione immboliare nei due anni precedenti: è l'1% in più di quello che accade in tutta Italia, e soprattutto in sei grandi città (Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova sono le altre). Non è molto per stare allegri, comunque. Anche perchè, le previsioni sull'anno che stiamo vivendo e su quello che verrà non sono certo rosee. Sempre secondo Tecnoborsa, istituto presieduto da Valter Giammaria, andiamo incontro ad un calo ancora più netto. Sul totale degli intervistati, infatti, appena il 6,3% afferma di voler effettuare una transazione immobiliare nell'immediato futuro: si tratta, in pratica, del 4,7% in meno. E se nella compravendita Roma è in controtendenza rispetto agli altri grandi centri, con un rapporto positivo dell' 1,9%, è sugli affitti che nella capitale si fa più fatica. Quelli che pensano di prendere in locazione un appartamento, infatti, sono l'1,7% in meno rispetto alle altre città. Frutto, probabilmente, di canoni troppo alti, che spesso portano a sfratti per morosità. Il dato è di questi giorni: tra il 2007 e il 2008 la gente mandata fuori da casa perché non pagava l'affitto è cresciuta del 170%, con 53 mila sentenze emesse. Ma nel rapporto di Tecnoborsa, ci sono anche altri aspetti interessanti. Intanto si conferma una tendenza, che è sotto gli occhi di tutti: le famiglie, progressivamente, si spostano in periferia. Casa in centro, e a volte dentro il Raccordo Anulare, sta diventando un lusso. Di quelli che hanno acquistato un appartamento, nell'ultimo biennio, la stragrande maggioranza (il 75%) lo ha fatto in zone periferiche o semiperiferiche. E il 78% ha comprato al massimo un trilocale oppure un bilocale, per una superficie media di 87 mq. Chi cerca casa, in genere, lo fa per andarci a vivere. Non per speculazione, quindi. O per avere una seconda abitazione oppure regalarla ai figli. E quelli che vendono, spesso, sono coppie mature con i figli che sono usciti dal nucleo familiare: si cede la propria prima casa e se ne acquista un'altra. Le scelte, quasi sempre, sono determinate dai prezzi (nel 68,4% dei casi). In seconda battuta, occorre che le dimensioni dell'appartamento soddisfino le esigenze di chi ci andrà ad abitare. Quasi tre romani su quattro (73,2%) deve ricorrere ad un mutuo, che copra almeno il 60% del prezzo d'acquisto. E, di questi, l'82,9% ha scelto il tasso fisso. Quello variabile, negli ultimi anni, ha creato quasi sempre brutte sorprese. Ernesto Menicucci Tendenza Il rapporto di Tecnoborsa conferma il progressivo spostamento delle famiglie romane verso zone meno centrali e meno dispendiose della città Periferie Di quelli che hanno acquistato un appartamento il 75% lo ha fatto scegliendo zone periferiche. Il 78% ha optato al massimo per un trilocale

Torna all'inizio


Non mi pento, non ho peccato (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-26 - pag: 15 autore: «Non mi pento, non ho peccato» Robert Merton, Nobel per i derivati: modello valido, la crisi causata da chi ne ha abusato di Vittorio Da Rold «N o, non sono affatto pentito dei miei modelli matematici per stabilire il valore dei prodotti derivati e nella gestione dei rischi », dice sorridendo Robert C. Merton, seduto nella sua poltrona della camera d'albergo del Four Seasons a Milano mentre arrivano a getto continuo, annunciati da un bip, messaggi sul suo blackberry. «No, non abbiamo bisogno di un nuovo paradigma economico, ma al contrario dobbiamo usare la crisi come un'opportunità per migliorare il sistema finanziario globale, dove non ci sono porti sicuri e soprattutto senza guardare nel retrovisore della storia, ai modelli degli anni 30». Merton, premio Nobel per l'economia nel '97,è l'ideatore della superformula,il modello di Black-Scholes-Merton sull'andamento nel tempo del prezzo dei derivati, che elaborata negli anni 70, partendo dagli studi di Robert E. Lucas, uno dei padri della scuola delle "aspettative razionali", diventò dominante negli anni 90, pretendendo di annullare il rischio dagli investimenti. Le cose sono andate diversamente, con la peggior crisi dagli anni della Grande depressione, con la scomparsa di un big come Lehman Brothers, e il salvataggio del più grande gruppo assicurativo del mondo, l'Aig,per 85 miliardi di dollari. Tutto questo parziale elenco d'errori non sconvolge Merton,che ripete«come ogni virtù possa diventare un vizio se portato all'estremo, come nell'applicazione dei modelli matematici nella pratica finanziaria ».«La matematica dei modelli era precisa, ma non i modelli, essendo solo approssimazione alla complessità del mondo reale ». Chiaro? Il problema è «l'uso o l'abuso dei modelli» che ha portato ad assumere rischi sproporzionati da persone incompetenti, spesso sedute nel board di aziende. Un mix d'avidità di banchieri,d'inesperienza, d'incapacità di usare correttamente letecnologie. Eppure già a marzo 2008,Alan Greenspan, che per 18 anni è stato il primo banchiere centrale del mondo, aveva accennato a «modelli troppo semplici per catturare la realtà». Un'accusa velenosa, ripresa il 23 ottobre davanti alla Commissione Controllo della Camera, a Washington, quando aveva affermato che tutta l'impianto intellettuale sorretto dalla matematica finanziaria e premiato con un Nobel a Stoccolma era crollata come un castello di carte. «La realtà è che nessuna banca centrale può funzionare senza l'uso di modelli matematici », ribatte piccato Merton che ricorda come non sia un problema di nuove regole o nuovi poteri di controllo, magari sognando il ripristino della Glass-Steagall Act, la legge che aveva separato le banche commerciali da quelle d'investimento. Il mondo della politica, invece, la pensa diversamente e sia negli Stati Uniti, con la concessione di nuovi poteri di controllo alla Fed sulla stabilità dei mercati, sia in Europa, con il recente via libera anche della City all'adozione a Bruxelles di un European Systemic Risk Board sotto la regìa della Bce, si va verso più poteri e regolamenti. «No, non è la strada giusta quella della super- regolamentazione. La finanza non è l'ancella dell'economia reale: tra economia reale e finanza c'èlo stesso rapporto che passa tra hardware e software, senza l'uno non c'è l'altro».Per questa è importante capire che non è il «modello sbagliato, ma il modo come è stato usato». Merton, 65 anni, che lavora da un ventennio alla Harvard Business School, dove si era trasferito dopo 20 anni dal vicino Mit, e dove insegna tuttora, pensa che «la finanza resti un sistema distributivo per trasferire il rischio» in modo ottimale. Ecco perché «la cartolarizzazione è stata un buon lavoro », perché ha distribuito il rischio tra vari soggetti e permesso a molti di accedere al credito. Il problema è che a un certo punto si è rotto il nesso tra chi aveva costruito il contratto e chi lo aveva spacchettato e venduto acquistando rischi di cui non era a conoscenza. «Un problema vero ammette il Nobel-di mancanza d'accesso alla documentazione». Merton, amico di Franco Modigliani e che oggi parlerà alla Bocconi di Milano per il congresso 2009 della European Financial Management Association (Efma), durante le tre giornate del congresso, sotto il coordinamento scientifico di Stefano Gatti e Stefano Caselli, si è fatto un'idea precisa del perché sia scoppiata la crisi. La "tempesta perfetta" è arrivata dalla somma di tre fattori: il taglio dei tassi operati da Greenspan; l'aumento dei prezzi delle case, che ha portato alla bolla immobiliare; l'aumento dell'efficienza di allocazione dei mutui, che ha portato il costo di queste operazioni vicine allo zero. Prese a sé le tre cause non avrebbero provocato alcuna conseguenza, messe insieme hanno messo in moto la valanga. I critici, però, non demordono e affermano che dopo la crisi neppure la matematica finanziaria sia affidabile. Anzi, è erronea nei suoi fondamenti,anche se raffinata metodologicamente. Senza contare che, se usata con disinvoltura, come con le cartolarizzazioni e i collaterali, porta ad affetti leva (negativi) spaventosi. Fermare i derivati e i modelli collegati è come «fermare l'uso d'internet in Iran:è semplicemente impossibile », ribatte Merton. Invece di sognare l'impossibile ritorno a regole antiche che controllino tutto nel mondo finanzario, Merton propone d'istituire un'agenzia per i mercati finanzaria come quella che esiste in America per i disastri aerei: la National Transportation Safety Board (Ntsb). La nuova Agenzia, che si potrebbe chiamare National Capital Market Safety Board, dovrebbe andare a controllare con poteri assoluti ma limitati al caso specifico quando ci sia una bancarotta di una banca, assicurazione o hedge fund. Al termine dell'inchiesta, l'Agenzia dovrebbe stilare un rapporto senza avere nessun potere di fare raccomandazioni. Tutto ciò per evitare che «l'errore si ripeta» in futuro. Come, spetterà al Congresso decidere. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'AGENZIA DEI DISASTRI «Per bancarotte e fallimenti servirebbe un ente come quello americano che indaga sugli incidenti aerei: potere assoluto d'ispezione, ma solo sul caso» Robert C. Merton, 64 anni, Nobel nel 1997 con Myron Scholes, per la teoria della valutazione dei derivati BLOOMBERG

Torna all'inizio


L'incubo di Bernanke (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 27-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza sezione: I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi data: 27/06/2009 - pag: 39 autore: di Franco Paternollo L'incubo di Bernanke Il quadro economico è tale da garantire che i Fed Funds si manterranno su livelli molto bassi per un esteso periodo di tempo. Invece i tassi a lungo termine... Gli esegeti della Federal Reserve non hanno avuto gran lavoro in occasione dell'ultima riunione del Federal Open Market Committee. La banca centrale Usa non ha cambiato la sua visione della situazione dell'economia: la spesa privata sta dando segni di graduale stabilizzazione, anche se resta condizionata dalla perdita di posti di lavoro, dalla contrazione del mercato immobiliare e dalla riduzione del credito. Dalle imprese i segnali di avvio del processo di ricostituzione delle scorte sono ancora deboli e sovrastati comunque dai tagli nell'occupazione e negli investimenti fissi. I prezzi delle materie prime sono in genere aumentati, ma l'abbondanza di capacità inutilizzata convince la Fed che l'inflazione non sarà un problema di cui preoccuparsi per un po'. Per questo motivo le condizioni economiche sono tali da garantire che i Fed Funds si manterranno su livelli eccezionalmente bassi per un esteso periodo di tempo. Fin qui le notizie per la parte più breve della curva sono certamente confortanti. Più complicata la posizione della parte più lunga della curva.Negli ultimi giorni si era fatta strada l'ipotesi di un possibile incremento del programma di acquisti di titoli a lungo termine da parte della Fed. Un'ipotesi comprensibile, alla luce del recente comportamento dei tassi a lungo termine. Nel corso dell'ultimo trimestre del 2008 hanno infatti sostanzialmente seguito la strada segnata dai Fed Funds, sotto la guida della aggressiva virata espansiva di Bernanke. Così i rendimenti dei Treasuries decennali si sono ridotti di poco meno di 2 punti da fine settembre a fine dicembre. Purtroppo il 2009 ha visto una drastica inversione di marcia: mentre la Fed confermava via via tassi sui Fed Funds prossimi a zero, i rendimenti a lungo termine sono risaliti sui livelli pre-allentamento, vanificando quindi l'azione della banca centrale. Cinque anni fa, nel giugno del 2004, Greenspan avviò una politica restrittiva che portò i Fed Funds in diciotto mesi dal 1% al 4,25%: nello stesso periodo però i tassi a dieci anni rimasero di fatto invariati, ignorando le decisioni e i messaggi del Fomc e continuando quindi ad alimentare la bolla immobiliare. Oggi Bernanke sta sperimentando un analogo, anche se opposto, senso di impotenza.

Torna all'inizio


MERCATO IMMOBILIARE LAGHI ITALIANI NELLA SECONDA PARTE DEL 2008 LE QUOTAZIONI IMMOBILIARI DELLE PRINCIPALI LOCALITÀ SUL LAGO SONO DIMINUITE DEL 4,2%. (sezione: Mercato immobiliare)

( da "marketpress.info" del 30-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Martedì 30 Giugno 2009 MERCATO IMMOBILIARE LAGHI ITALIANI NELLA SECONDA PARTE DEL 2008 LE QUOTAZIONI IMMOBILIARI DELLE PRINCIPALI LOCALITÀ SUL LAGO SONO DIMINUITE DEL 4,2%. Milano, 30 giugno 2009 - Sul Lago di Garda si registra una contrazione del 3,9%; in particolare le località della sponda bresciana hanno segnalato una decrescita del 4,7%, con ribassi a Desenzano, Moniga del Garda e Sirmione. Sulla sponda veronese la diminuzione dei prezzi è stata del 2,9% con contrazioni più accentuate a Bardolino. Sul Lago Maggiore il mercato della seconda casa ha registrato una diminuzione del 4,7%, con ribassi a Baveno, Pallanza e Suna. Invariate le quotazioni immobiliari di Intra. Variazioni negative anche per le località sui laghi del centro Italia. Sul Lago di Bracciano si registra un calo del 5,7% mentre sul Lago di Trasimeno c’è stato un calo del 3,9%. Lago Di Garda – Sponda bresciana - Sulla sponda bresciana del Lago di Garda si registra stabilità a Manerba del Garda e una lieve diminuzione a Moniga del Garda (-4,8%). Un leggero rialzo delle quotazioni c’è stata a Padenghe sul Garda (+2,7%) che offre più tipologie di prestigio sempre molto richieste. In generale, le abitazioni maggiormente in difficoltà sono quelle con un prezzo compreso tra 250 e 400 mila €, mentre si vendono sempre bene soluzioni più costose o più economiche. In questa area del Lago di Garda la richiesta di seconda casa proviene soprattutto da turisti delle province lombarde e della provincia parmense. E’ invece meno sensibile la domanda da parte di turisti tedeschi, olandesi ed inglesi. La tipologia più ricercata è il bilocale da 50 mq circa, possibilmente con terrazzo o spazio esterno ed inserito in un contesto verde e tranquillo. Sono particolarmente apprezzate tutte le soluzioni con vista sul lago. Tra le aree più richieste di Manerba sono da segnalare le località fronte lago di Porto Dusano, Romantica e Gardoncino dove si trovano residence con piscina e villette costruite negli anni ’70. La zona di Gardoncino è apprezzata per la vista sul lago e per le aree verdi. Qui si possono acquistare ville singole costruite negli anni ’60 e ’70 ed appartamenti con vista lago che, in buone condizioni, hanno un prezzo compreso tra 2500 e 2600 € al mq. A Moniga il completamento del nuovo porto turistico ha determinato un aumento della richiesta da parte di diportisti. Le quotazioni dell’usato vanno da 1800 a 2150 € al mq mentre per le soluzioni nuove o ristrutturate si spendono tra 2000 e 2400 € al mq. Padenghe, ben collegata con l’autostrada ed apprezzata per la sua tranquillità, si caratterizza per la presenza di soluzioni di prestigio valutate anche 3000 € al mq. Da segnalare la realizzazione di un nuovo porto turistico. In calo (-4,6%) i prezzi delle case a Sirmione nel secondo semestre del 2008. Gli acquirenti infatti si sono dimostrati più prudenti nell’acquisto ed hanno comprato solo dopo lunghe trattative al ribasso. Nei primi mesi del 2009 comunque si registra una maggior fiducia da parte degli acquirenti. Circa l’80% delle compravendite a Sirmione riguarda il mercato delle seconde case e ad acquistarle sono prevalentemente famiglie provenienti dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna e dal Trentino Alto Adige. La scelta ricade in genere su bilocali in residence con piscina. Più rari gli acquisti da parte di turisti inglesi e russi mentre sono in diminuzione quelli da parte di turisti tedeschi. Gli stranieri investono capitali più importanti rispetto agli italiani ed acquistano generalmente ville oppure attici. Una villa nei pressi del lago può partire da un milione di €. Un appartamento ristrutturato in residence a ridosso del lago costa da 4000 a 4500 € al mq, mentre in zona Terme Nuove, nei pressi delle Terme di Virgilio ad un chilometro dal lago, il prezzo scende a 3000 € al mq. In fase di sviluppo l’area di Lugana, dove sono in costruzione appartamenti in residence e palazzine. Il nuovo si può acquistare spendendo 2600-2700 € al mq. Da segnalare poi il completamento di un nuovo porto turistico ed il rinnovo dell’arredamento urbano. Inoltre, entro il 2010, sul lungolago della penisola di Sirmione è prevista la realizzazione di una passeggiata. Scendono i prezzi delle case anche a Desenzano (-13%), per effetto del calo delle richieste e della disponibilità di spesa degli acquirenti. Segnali di ripresa invece si registrano sul fronte degli acquisti per investimento. Aumenta infatti il numero di piccoli risparmiatori che decide di acquistare appartamenti da mettere a reddito, per un capitale medio investito compreso tra 90 e 120 mila €. A comprare seconde case in questa zona del lago di Garda sono prevalentemente famiglie lombarde. Sono rari gli acquisti da parte di turisti inglesi, tedeschi e russi. La scelta ricade prevalentemente su ampi bilocali o piccoli trilocali in residence con piscina, per una spesa complessiva compresa tra 200 e 300 mila €. Le zone di Piscine e Villaggio Garda, sorte negli anni ’90, sono tra le aree maggiormente richieste da turisti e residenti, perché ben servite. Un appartamento in buono stato costa tra 3000 e 4000 € al mq. In zona Desenzanino si possono acquistare appartamenti in palazzine costruite negli anni ’60 e negli anni ’80 apprezzate per la vicinanza al lago. Il prezzo di un appartamento in buono stato oscilla tra 3000 e 4000 € al mq. Il Centro storico di Desenzano è caratterizzato da abitazioni risalenti al Xix secolo, i prezzi di queste tipologie variano tra 4000 e 6000 € al mq in base allo stato di conservazione, alla posizione ed alla presenza di terrazzi o balconi. Dovrebbe essere approvato entro la fine del 2009 il nuovo Piano di Governo del territorio che prevede la trasformazione di alcuni terreni agricoli in terreni edificabili. Lago Di Garda – Sponda veronese - Nel secondo semestre del 2008 si registra un calo delle quotazioni immobiliari nei comuni di Bardolino (-10,8%) e Garda (-4,9%) e Torri del Benaco (-1,6%). La diminuzione dei prezzi non coinvolge comunque le tipologie più signorili e di prestigio. A Torri del Benaco, caratterizzato da soluzioni di prestigio e da una bassa offerta, cercano la seconda casa soprattutto turisti provenienti dal Veneto, dal Trentino e dalle province di Modena e Mantova. La tipologia maggiormente ricercata è il trilocale, possibilmente posizionato nei pressi dei centri abitati e del lago. I turisti stranieri al contrario preferiscono le zone collinari e tranquille e cercano soluzioni indipendenti prevalentemente a Bardolino e a Torri del Benaco. Si tratta generalmente di turisti tedeschi ed austriaci ma si registrano anche sporadici acquisti da parte di turisti inglesi. Tra le aree più apprezzate di Bardolino da segnalare quella collinare di Montefelice perché panoramica e vicina al lago. In questa zona le villette costano tra 400 e 500 mila €. Sempre numerose le richieste di acquisto per la zona del Cornicello dove si trovano appartamenti in condomini costruiti tra gli anni 70 e gli anni ’80 e dove il prezzo di un appartamento in buono stato è di 4000 € al mq. Proseguono i lavori di riqualificazione del lungolago di Bardolino con la ripavimentazione ed il rinnovo dell’arredamento urbano. La domanda di seconde case a Torri del Benaco proviene prevalentemente da famiglie veronesi. Sempre molto richieste le soluzioni situate lungo la via per Albisano dove si possono acquistare ville prestigiose costruite tra gli anni ’50 e ’60 ad un prezzo non inferiore a 900 mila € ed appartamenti signorili a 4500 € al mq. Da segnalare nell’area centrale del paese alcuni interventi di riqualificazione sugli immobili. Il valore di una tipologia ristrutturata è di 4000 € al mq. Attualmente sono in corso alcuni studi sulla fattibilità per un nuovo porto turistico che garantirebbe un maggior numero di posti barca. A sud di Torri del Benaco è in corso la realizzazione di una pista ciclabile che costeggerà il lago e che permetterà di raggiungere il centro senza l’utilizzo delle auto. A Garda la richiesta dei turisti si concentra su residence con piscina, molto presenti in questa zona e costruiti negli anni ’80. Si continua ad edificare nelle zone meno centrali del paese, si tratta in prevalenza di bilocali e trilocali in residence con piscina venduti ad un prezzo di 3500 € al mq. A Garda è stato inaugurato un complesso sportivo-natatorio e anche in questo comune si sono realizzate opere di riqualificazione del Centro storico. Sono stabili le quotazioni immobiliari di Peschiera del Garda nel secondo semestre del 2008 anche se si allungano i tempi medi di vendita. Le difficoltà maggiori si registrano sulle vendite di immobili con un prezzo inferiore a 230-240 mila € mentre tiene bene il mercato delle tipologie più signorili. A Peschiera del Garda i turisti provengono dall’Emilia Romagna, dalla Lombardia, dal Veneto e dal Trentino. Non mancano comunque le richieste da parte di turisti irlandesi, anche se negli ultimi mesi sono diminuite. Al contrario, si registra un aumento di richieste da parte di turisti russi. Chi acquista la seconda casa si orienta sui trilocali o addirittura sui quattro locali mentre i bilocali risultano meno apprezzati rispetto al passato. Attualmente l’acquirente è molto attento alla qualità dell’immobile ed alla presenza della piscina e di ampi spazi verdi. Naturalmente sono sempre molto gradite le soluzioni con la vista sul lago. Peschiera del Garda si è sviluppata a cavallo tra gli anni ’60 e gli anni ’70 con la costruzione di numerosi residence. Tra questi uno dei più richiesti è il residence “Cappuccini”, costruito nei primi anni ’70, che si caratterizza per la sua vicinanza al lago, per gli spazi verdi e le piscine. Il prezzo di un appartamento in buono stato è di 2700-2800 € al mq. Sempre molto richiesti anche i quartieri a ridosso del lungolago Mazzini, dove però l’offerta immobiliare è molto bassa e la zona del lungolago Garibaldi caratterizzata dalla presenza di alberghi e ristoranti. I prezzi variano da 2300 € al mq per le soluzioni usate a 2500 € al mq per appartamenti nuovi o ben ristrutturati. Per quanto riguarda la zona collinare, nel quartiere Boschetti e nel quartiere Due Laghi si possono acquistare soluzioni in residence oppure ville vista lago ad un prezzo di 430-450 mila € se da ristrutturare e di 600-650 mila € per soluzioni nuove di livello qualitativamente superiore. In zona San Benedetto sono in costruzione ville singole e bifamiliari ed il prezzo di vendita è compreso tra 600 e 650 mila €. Lago Maggiore - Nel secondo semestre del 2008 ad Intra non si registrano variazioni dei prezzi immobiliari. La domanda si concentra prevalentemente sull’acquisto di prime case ma non mancano richieste da parte di turisti provenienti dalla Lombardia. Acquistano soprattutto bilocali e trilocali con terrazzo o spazi esterni. L’area maggiormente apprezzata, sia in acquisto che in locazione, è quella del lungolago. Sono sempre molto ricercate le soluzioni di nuova costruzione con vista lago e box auto ma queste tipologie sono poco presenti sul mercato. Da segnalare in Corso Cobianchi la costruzione di una palazzina signorile con 35 appartamenti acquistabili a 3200 € al mq. In zona San Giuseppe è in corso la ristrutturazione di una villa in stile liberty dalla quale si ricaveranno appartamenti con finiture di pregio a 3200 € al mq. Inoltre in via Annibale Rosa sono stati completati altri appartamenti signorili il cui prezzo è compreso tra 2600 e 2800 € al mq. Scendono i prezzi a Pallanza e a Suna (-6,2%) nel secondo semestre del 2008. E’ diminuito infatti il numero di richieste di seconde case e si è abbassata la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti. Nei primi mesi del 2009 si registrano comunque timidi segnali di ripresa. La richiesta di casa vacanza proviene prevalentemente da famiglie di Milano e dell’hinterland. Da segnalare anche qualche acquisto da parte di stranieri, in particolare, Tedeschi e Svizzeri. Una delle caratteristiche più apprezzate è la vista lago e la presenza di spazi esterni come giardini e terrazzi. L’area di via Tonolli si trova a ridosso del lago ed è tra le zone più richieste di Pallanza. Si possono acquistare appartamenti in palazzine risalenti al Xix secolo ad un prezzo che va da 2000 a 3500 € al mq per le soluzioni fronte lago. Nell’area di via Guglielmazzi, nel Centro storico di Pallanza, si possono comprare appartamenti con prezzi a partire da 800 € al mq per soluzioni da ristrutturare, a 2200 € al mq per soluzioni ristrutturate. Le quotazioni salgono nella zona di via Ruga dove i prezzi variano tra 1100 e 2300 € al mq in base al grado di ristrutturazione dell’immobile. L’offerta comprende anche appartamenti in condomini costruiti tra gli anni ’60 e gli anni ’70 ed i prezzi oscillano tra 1200 e 2200 € al mq. Elitario e signorile il mercato immobiliare di Castagnola che si trova nell’area collinare di Pallanza ed è caratterizzata da ville singole ed appartamenti. Suna è un borgo antico posizionato a ridosso del lago ed è molto apprezzato dai turisti. I prezzi sono leggermente superiori di 100-200 € al mq a quelli del lungolago di Pallanza. In via Balilla ed in via Fiume sono in costruzione alcune palazzine con prezzi compresi tra 3000 e 3700 € al mq. Nel 2008 sono stati eseguiti alcuni lavori di ristrutturazione sul lungolago di Suna come la ripavimentazione, la sostituzione dell’arredamento urbano e la riqualificazione della spiaggetta. In calo i prezzi delle case a Baveno (-8,9%). I ribassi sono determinati da un rallentamento delle richieste di seconda casa e da un’offerta immobiliare superiore alla domanda. I turisti si dividono equamente tra italiani e stranieri. Nel secondo semestre del 2008 si è registrata una crescita delle richieste da parte di turisti russi per immobili di alto livello, ed è sempre buona la presenza di turisti tedeschi e svizzeri. Gli italiani provengono dalle province di Milano e Varese. I turisti stranieri acquistano in prevalenza soluzioni indipendenti con vista sul lago mentre gli italiani acquistano anche trilocali preferibilmente con spazi esterni. Feriolo è una frazione di Baveno molto apprezzata perché a ridosso del lago. In questa zona si possono acquistare appartamenti in residence, anche con piscina, costruiti tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Il prezzo di soluzioni in buone condizioni va da 2000 a 2500 € al mq. Nella parte più interna di Feriolo, oltre la statale, si possono trovare case indipendenti e villette ad un prezzo medio di 500-550 mila €. Soluzioni indipendenti vista lago si possono acquistare anche nell’area di Oltrefiume, in zona Tranquilla, ad un prezzo compreso tra 300 e 550 mila €, mentre per le soluzioni indipendenti signorili che si trovano in direzione Stresa i prezzi partono da 800 mila €. In zona Oltrefiume è stato da poco completato il residence Villa Mussi composto da numerosi appartamenti costruiti sia in edilizia privata (2200 € al mq) che in edilizia convenzionata (1500-1800 € al mq). Un nuovo residence è in costruzione anche nei pressi dello svincolo autostradale ed i prezzi sono compresi tra 2200 e 2300 € al mq. In zona Loita, nella parte alta di Baveno, sono terminati i lavori per la realizzazione di un nuovo residence da 26 appartamenti già venduti a 2500-3000 € al mq. In via due Riviere, a 500 metri dal centro di Baveno, è previsto l’abbattimento di vecchie abitazioni e la costruzione di un nuovo residence. Il prezzo di vendita è di 1900-1950 € al mq. Lago Di Como - In calo i prezzi immobiliari a Mandello del Lario (-15%) nel secondo semestre del 2008, anche se nei primi mesi del 2009 la discesa sembra essersi fermata. I ribassi sono la conseguenza di un generale rallentamento del mercato immobiliare e di una maggiore prudenza da parte degli acquirenti. Il mercato immobiliare è equamente diviso tra le compravendite di prime e quelle di seconde case. I turisti provengono prevalentemente da Milano e dall’hinterland e ricercano in genere bilocali e trilocali con giardino o sfogo esterno, preferibilmente con vista sul lago. Nell’area collinare di Mandello del Lario si registrano anche rari acquisti da parte di turisti inglesi che spesso cercano rustici da ristrutturare che si acquistano ad un prezzo compreso tra 600 e 700 € al mq. Sempre in questa zona un appartamento ristrutturato costa 2000 € al mq. A ridosso del lago si possono comprare appartamenti in residence o in palazzine costruiti dagli anni ’60 in poi. Una soluzione ristrutturata fronte lago costa 2700-2800 € al mq mentre le soluzioni non a ridosso del lago costano 2200-2300 € al mq. Sia a Mandello del Lario che ad Abbadia Lariana sono in costruzione nuove villette a schiera ed appartamenti il cui prezzo di vendita è di 2800 € al mq. Anche a Lierna sono in fase di realizzazione alcune villette. Lago Di Iseo - In lieve calo (-2,7%) le quotazioni immobiliari ad Iseo. I ribassi, seppur contenuti, si evidenziano in particolare per le soluzioni usate e periferiche, mentre le tipologie di pregio conservano il loro valore. Buona parte delle compravendite riguarda il mercato delle seconde case, richieste prevalentemente da turisti bresciani, bergamaschi e milanesi. Si tratta di famiglie che cercano prevalentemente trilocali con spazi esterni e vista sul lago. Si registrano sporadiche richieste anche da parte di turisti olandesi ed inglesi che, di solito, però preferiscono soggiornare nei numerosi campeggi della zona. La frazione di Clusane è tra le aree più richieste grazie alla sua vista sul lago. Sorta circa 30 anni fa’, presenta un’edilizia eterogenea che spazia dalle soluzioni indipendenti agli appartamenti in residence. Per l’acquisto di una tipologia in buono stato si spendono circa 2000 € al mq. In località Dossello sono in corso d’opera i lavori per la costruzione di nuovi residence, ville ed appartamenti il cui prezzo di vendita è di 3000 € al mq. Numerose le richieste nell’area di via Bonardi, nella parte alta di Iseo, dove si possono acquistare ville ed appartamenti con vista sul lago ad un prezzo compreso tra 3000 e 4000 € al mq. Per soluzioni a ridosso del lago le valutazioni arrivano anche a 5000-6000 € al mq. E’ in fase di ultimazione la riqualificazione del lungolago sul quale è in corso la ripavimentazione ed il rinnovo dell’arredo urbano. Lago Di Bracciano - Nel secondo semestre del 2008 a Trevignano Romano si registra un calo delle quotazioni pari al 7,2%. Il ribasso è determinato da una diminuzione delle richieste e da una minor disponibilità economica da parte degli acquirenti. Le preferenze dei turisti ricadono su bilocali, trilocali e quattro locali in zone ben servite e nei pressi del lago. Si tratta prevalentemente di famiglie romane anche se si registrano sporadici acquisti da parte di turisti olandesi, tedeschi ed inglesi che ricercano soluzioni più esclusive e con vista sul lago. Il lungolago è una delle aree maggiormente richieste. In questa zona si possono acquistare appartamenti in palazzine costruite tra gli anni ’60 e ’70 ad un prezzo di 3000 € al mq se dotati di vista lago. Il Centro storico del paese è caratterizzato da immobili d’epoca che, ristrutturati e con vista sul lago, costano anche 3000 € al mq. Per immobili senza vista lago i prezzi scendono del 15% circa. In via di Mezzo Inferiore, a 150 metri dal lago, si possono acquistare villette bifamiliari ad un prezzo compreso tra 350 e 380 mila €. Anche nelle zone collinari e panoramiche di Poggio della Ginestra e di Possesso si possono acquistare ville singole, bifamiliari e a schiera ad un prezzo compreso tra 350 e 400 mila €. Alla periferia di Trevignano, in direzione Roma, sono in costruzione nuove ville il cui valore parte da un minimo di 350 mila €. Nel secondo semestre del 2008 i prezzi delle case a Bracciano sono scesi del 4,3%. Le quotazioni immobiliari negli scorsi anni erano salite in maniera eccessiva e, attualmente, si assiste ad un riassestamento dei prezzi. I turisti arrivano dalla Germania, dalla Francia, dall’Inghilterra e dall’Olanda, con questi ultimi in costante aumento. Il centro storico di Bracciano è tra le aree maggiormente apprezzate dai turisti, caratterizzato da casette indipendenti costruite dal 1500 in poi ed attualmente vendute ad un prezzo compreso tra 3000 e 4000 € al mq se ristrutturate. Sono molto apprezzate dai turisti anche l’antica frazione di Pisciarelli, che si trova a tre chilometri da Bracciano, e la zona collinare di Santo Celso da cui si gode della vista lago e del Castello. Nell’ultimo anno sia la zona del centro storico che quella del lungolago sono state interessate da lavori di riqualificazione come la ripavimentazione ed il rinnovo dell’arredo urbano. Lago Trasimeno - In lieve diminuzione le quotazioni di Passignano (-2,3%) e Tuoro sul Trasimeno (-7,4%) nella seconda parte del 2008. Il ribasso dei prezzi è determinato da una minore richiesta e da un’offerta immobiliare che supera la domanda. Ad acquistare sono prevalentemente persone alla ricerca della casa vacanza e della casa da mettere a reddito dal momento che entrambe le località sorgono in una posizione comoda per raggiungere sia la Toscana che il Lazio. A cercare la casa vacanza sono prevalentemente persone residenti a Roma, Perugia, Firenze non molto distanti da queste località; gradiscono bilocali possibilmente con vista lago e con un ingresso condominiale indipendente. Il budget medio di spesa è intorno a 130-140 mila €. Non mancano le richieste da parte di turisti provenienti dal Nord Europa (Belgio, Olanda, Inghilterra e Scandinavia) e dalla Svizzera che apprezzano sia il Centro storico di Passignano che le aree collinari. Passignano è la località che raccoglie il maggior numero di richieste. Il paese si sviluppa tra il lago e la collina ed offre numerosi servizi per il turista (numerose le attività commerciali e di ristorazione) concentrate prevalentemente sul lungolago. Negli ultimi tempi sono stati fatti degli interventi di nuova costruzione su tutto il territorio della cittadina. Nel Centro storico ci sono soluzioni cielo terra oppure appartamenti in contesti d’epoca. Per una soluzione in ottimo stato si registrano quotazioni di 1600 € al mq con punte di 1800 € al mq per le tipologie signorili che godono della vista lago. La maggioranza degli immobili sul territorio sono sorti negli anni ‘90. Chi desidera delle soluzioni indipendenti si orienta verso la zona collinare dove ci sono ville singole con 3000-4000 mq di giardino ed almeno 200 mq di abitazione. In questo caso occorre mettere in conto una spesa di almeno 400 mila €. Nelle periferie di Passignano e di Tuoro sono in costruzione palazzine e soluzioni con entrata indipendente. Il prezzo del nuovo a Passignano è di 1500 € al mq mentre a Tuoro è di 1300 € al mq. Più raccolto il paese di Tuoro, arroccato su una collina sul lago Trasimeno, il cui Centro storico è apprezzato anche da tanti turisti stranieri, del Nord Europa in particolare. L’offerta immobiliare è simile a quella di Passignano anche se i prezzi sono leggermente inferiori. Nel Centro Storico ad esempio si registrano quotazioni medie di 1300-1400 € al mq. Lo sviluppo edilizio ha riguardato soprattutto la parte bassa del paese. Nella seconda parte del 2008 le quotazioni delle abitazioni a Magione sono diminuite del 2,2%. Da gennaio si registra una ripresa della domanda sia per uso diretto che per uso investimento, anche se la maggioranza delle compravendite si realizzano sulla prima casa. Il nuovo costa mediamente intorno a 1450 € al mq. Per una soluzione singola o una bifamiliare si deve preventivare una spesa di 250-300 mila €. Negli ultimi cinque o sei anni a Magione e nelle colline circostanti si è registrato un notevole sviluppo edilizio. Mercato completamente diverso quello di S. Feliciano cittadina non distante da Magione e situata su una collina che domina il Lago Trasimeno. In questa località si trovano prevalentemente ville singole importanti con parchi e talvolta anche piscina. Interessano un target di acquirenti con disponibilità di spesa elevata, quasi sempre professionisti di Perugia e Roma e, tra gli acquirenti stranieri, i russi. La disponibilità di spesa da mettere in conto è almeno di 600 mila €. Un’altra località apprezzata per l’acquisto della seconda casa è Monte del Lago un borgo antico dove si acquistano abitazioni tipiche in pietra, con ingresso indipendente. L’offerta è molto bassa e i prezzi sono mediamente di 2000 € al mq. Sempre in queste zone si registra una buona richiesta di rustici di campagna ricercati nelle campagne intorno a Magione. Si cercano soluzioni da ristrutturare con almeno 1-2 ettari di terreno circostante. Si trovano tagli a partire da 400 mq e le quotazioni partono da almeno 200 mila €. Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa . <<BACK

Torna all'inizio


Immobiliare al lago Garda giù del 3,9% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Martedì 30 Giugno 2009 ECONOMIA Pagina 33 CASE E CONGIUNTURA. Secondo i dati dell'Ufficio studi Tecnocasa Immobiliare al lago Garda giù del 3,9% Dato in linea con il trend registrato a livello nazionale Padenghe spicca al rialzo Giù Desenzano e Sirmione I valori immobiliari scendono anche nelle zone più prestigiose. Sul Lago di Garda - secondo quanto registrato dall'Ufficio studi di Tecnocasa in base agli affari conclusi effettivamente - nel secondo semestre 2008 si è registrata una contrazione del 3,9%. Un dato in linea con quello nazionale: nella seconda parte dell'anno scorso le quotazioni immobiliari delle principali località lacustri sono diminuite del 4,2%. In particolare i Comuni della sponda bresciana hanno segnalato una decrescita del 4,7%, con ribassi più marcati a Desenzano, Moniga del Garda e Sirmione. Sulla sponda veronese la diminuzione dei prezzi è stata del 2,9% con contrazioni più accentuate a Bardolino. Un leggero rialzo delle quotazioni c'è stata a Padenghe sul Garda (+2,7%) che offre più tipologie di prestigio sempre molto richieste. Le abitazioni più difficili da vendere risultano essere quelle con un prezzo compreso tra 250 e 400 mila. Fra le tendenze evidenziate in generale da Tecnocasa si nota una diminuzione della domanda da parte di turisti tedeschi, olandesi ed inglesi. La tipologia più ricercata è il bilocale da 50 mq circa (fra gli optional più apprezzati terrazzo o spazio esterno in un contesto verde e tranquillo). A Moniga il completamento del nuovo porto turistico ha determinato un aumento della richiesta da parte di diportisti. Le quotazioni dell'usato vanno da 1.800 euro a 2.150 euro al mq mentre per le soluzioni nuove o ristrutturate si spendono tra 2.000 e 2.400 euro al mq. A Padenghe le soluzioni di prestigio sono state valutate anche 3.000 euro al mq. In calo (-4,6%) i prezzi delle case a Sirmione nel secondo semestre del 2008. Gli acquirenti hanno comprato solo dopo lunghe trattative al ribasso. Nei primi mesi 2009 si registra una maggior fiducia da parte degli acquirenti. Circa l'80% delle compravendite a Sirmione riguarda il mercato delle seconde case: la scelta ricade su bilocali in residence con piscina. Un appartamento ristrutturato in residence a ridosso del lago costa da 4.000 euro a 4.500 euro al mq, si scende a 3.000 euro in zona Terme nuove, nei pressi delle Terme di Virgilio ad un chilometro dal lago. Scendono i prezzi delle case anche a Desenzano (-13%), per effetto del calo delle richieste e della disponibilità di spesa degli acquirenti. Segnali di ripresa invece si registrano sul fronte degli acquisti per investimento. Aumenta infatti il numero di piccoli risparmiatori che decide di acquistare appartamenti da mettere a reddito, per un capitale medio investito compreso tra 90 mila euro 120 mila euro.  

Torna all'inizio


USA: INDICE PREZZI CASE IN DISCESA, AD APRILE -18,1% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 30-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa: indice prezzi case in discesa, ad aprile -18,1% di ANSA I dati sembrano indicare che il mercato ha toccato il fondo -->(ANSA)- ROMA, 30 GIU - I prezzi delle case scendono negli Usa: l'indice S&P/Case-Shiller ad aprile e' diminuito del 18,1% sull'anno contro previsioni per un -18,63%. Lo scrive la Bloomberg, ricordando che a marzo i prezzi avevano segnato un calo del 18,70%. I dati sembrano tuttavia segnalare che il mercato immobiliare statunitense potrebbe aver toccato il fondo, dopo aver segnato a gennaio un crollo del 19%, il piu' forte registrato dalle serie storiche disponibili.

Torna all'inizio


IMMOBILIARE USA: PREZZI CASE IN CALO, -18.12% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 30-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

IMMOBILIARE USA: PREZZI CASE IN CALO, -18.12% di WSI Nel mese di aprile il rapporto S&P/Case Shiller, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta’ Usa, scende in misura inferiore alle attese (-18.63%). -->Il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta’ statunitensi, e’ risultato in calo (su base annuale) del 18.12% nel mese di aprile. Le attese degli analisti erano per una contrazione del 18.63%. Nel mese precedente l'indicatore aveva segnato una contrazione del 18.70%, poi rivista al ribasso a -18.72%. Vuoi sapere cosa comprano e vendono gli Insider di Wall Street? Prova ad abbonarti a INSIDER: costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER Si tratta del sedicesimo calo consecutivo a due cifre e del ventottesimo consecutivo su base mensile (da gennaio 2007).

Torna all'inizio


Usa: calano meno del previsto i prezzi degli immobili ad aprile (sezione: Mercato immobiliare)

( da "BlueTG online" del 30-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Usa: calano meno del previsto i prezzi degli immobili ad aprile 30-06-2009 15:24 - L'indice Case-Schiller dei prezzi delle case nelle principali 20 città Usa è calato ad aprile scorso dello 0,6% rispetto a marzo; su base annua il calo è pari al 18,1%, meglio delle attese che indicavano un calo del 18,6% dopo il -18,7% di marzo. In 11 delle 20 aree urbane i prezzi scendono ancora, ma pressochè ovunque si notano alcuni segnali di ripresa rispetto al mese precedente. (l.s.)

Torna all'inizio


Usa: prezzi delle case in caduta libera, a Las Vegas -32% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 30-06-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Usa: prezzi delle case in caduta libera, a Las Vegas -32% Segno meno a giugno per la fiducia dei consumatori Usa Roma, 30 giu (Velino) - In calo, ma meno delle stime degli analisti, i prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane. Il rapporto Standard & Poor’s/Case Shiller, l’indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili, è risultato in calo ad aprile, rispetto a dodici mesi prima, del 18,12 per cento. Le attese degli analisti erano per una contrazione leggermente superiore (-18,63 per cento). Sui base mensile la flessione è stata dello 0,6 per cento. Nel mese di marzo la contrazione era stata del 18,70 per cento, poi rivista al ribasso a -18,72 per cento. Si tratta del sedicesimo calo consecutivo a due cifre e del ventottesimo consecutivo su base mensile (da gennaio 2007). I cali maggiori, su base annua, si sono registrati a Phoenix (-35,3 per cento), Las Vegas (-32,2) e San Francisco (-28 per cento). I minori sono stati invece quelli di Denver (-4,9 per cento), Dallas (-5) e Boston (-7,7 per cento). Su base mensile i prezzi sono aumentati dell’1,7 per cento a Dallas e sono scesi del 3,5 per cento a Las Vegas. Un altro report diffuso dal Conference Board, un centro di ricerca privato di New York, ha evidenziato come nel mese di giugno la fiducia dei consumatori americani è scesa a quota 49,3 punti dai 54,8 di maggio. Gli economisti si aspettavano in media un valore di 55,3 punti. In linea con le attese degli analisti, al contrario, l’indice Pmi di Chicago, l’indicatore che misura le aspettative economiche dei manager aziendali addetti agli acquisti. Nel mese di giugno il dato è salito a 39,9 punti da 34,9 del mese di maggio, in linea con il consensus degli economisti, posto a 40 punti. (red/cos) 30 giu 2009 18:40

Torna all'inizio


E questi vogliono far fuori il Cav? (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Italia Oggi" del 01-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 01/07/2009 - pag: 5 autore: di Milton* * Articolo tratto dal sito de l'Occidentale Il mondo della finanza non ama il governo. Ma sono gli stessi che non hanno visto la crisi E questi vogliono far fuori il Cav? A chiedere un governo tecnico sono i supporter del cieco Draghi Lo statuto del Financial Stability Board recita: «Il FSB è stato istituito (nel 1999, ndr) per monitorare la vulnerabilità dei mercati, sviluppare ed implementare politiche regolamentari nell'interesse della stabilità dei mercati». Il FSB è presieduto dal 2006 da Mario Draghi, il Governatore della Banca d'Italia. Chi, quindi, se non questo santuario dell'establishment finanziario globale avrebbe dovuto non dico prevenire, ma almeno preventivare la crisi finanziaria scoppiata nell'autunno scorso? Ebbene, non si conosce alcun paper o report o semplice monito (tipico rigurgito politically correct con venature moraliste lanciato normalmente da cariche istituzionali) uscito dalle sacre sale del FSB nel biennio precedente la crisi. Assieme a quel museo di mummie in grisaglia che è la BCE, fino al luglio 2008, definivano infatti i fondamentali dell'economia europea sostanzialmente solidi e la bolla immobiliare americana, un evento sotto controllo. Tutto ciò che sono riusciti a fare durante la crisi, è cambiar nome da Financial Stability Forum a Financial Stability Board appunto, sciorinare previsioni con l'accuratezza di una cartomante da tv locale e proporre la solita omelia sulla necessità di regole globali.Questi sono i cosidetti organismi economici nazionali e internazionali che Silvio Berlusconi, in uno dei suoi quotidiani sussulti antidemocratici, avrebbe arrogantemente apostrofato e ai quali vorrebbe mettere il silenziatore. A tale proposito Repubblica, direttamente dalla penna del suo direttore, ci dice che appunto l'establishment finanziario e politico internazionale, ne avrebbe abbastanza di Berlusconi e tiferebbe per un governo tecnico, magari guidato dal Governatore Draghi.Non vorrei usare, però, la facile e giusta argomentazione già sostenuta dal ministro Giulio Tremonti un paio di giorni fa, per la quale anche i governi tecnici hanno bisogno dei voti in Parlamento, anche se ieri alcuni giornali parlavano di almeno 100 parlamentari del PdL “finiani” pronti a dare l'ultimatum al governo in carica. Vediamo invece cosa questo famoso establishment finanziario nazionale ed internazionale ha combinato per il nostro Paese negli ultimi quindici anni.Era il 1992, mentre la magistratura partiva all'attacco della Prima Repubblica, il capitalista che piace tanto alla sinistra, George Soros, indusse una svalutazione della lira del 30%, che l'esperto di finanza Carlo A.Ciampi non solo non riuscì ad arginare, ma, nel tentativo di farlo, prosciugò le riserve in valuta estera della Banca d'Italia: ben 48 milirdi di dollari. Erano i tempi del Governo Amato, colui che nottetempo rapinò i conti correnti di tutti gli italiani con l'ormai famigerato 6 per mille.Stranamente pochi mesi prima di questa speculazione criminale, per l'esattezza il 2 giugno 1992, avvenne un incontro segreto a bordo del panfilo reale della regina Elisabetta II, il Britannia, al largo di Civitavecchia. A bordo vi erano esponenti del mondo bancario e finanziario e lo scopo era quello di complottare la completa privatizzazione delle partecipazioni statali e dell'industria di Stato a prezzi stracciati a seguito proprio della svalutazione della lira provocata da Soros & Co. Nel mega yacht vi salirono i rappresentanti delle banche Barings, Warburg, Barclays, ecc.; personaggi come Mario Draghi, il direttore generale del ministero del Tesoro dell'epoca, Beniamino Andreatta, George Soros e la stessa regina Elisabetta che si occupò dei saluti ufficiali (a tal proposito, preferisco di gran lunga villa Certosa al Britannia e le veline alla Regina)Fu così che partirono le privatizzazioni in Italia (con Draghi presidente del Comitato per le Privatizzazioni dal 1993 al 2001). Una vera e propria svendita dell'industria pubblica italiana in mani straniere (Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle), condita con i soliti favori ai capitalisti italiani senza capitali (sempre il nostro Draghi, con la sua legge omonima, introdusse nel 1998 la normativa sull'OPA che consentì, guarda un po', a Colaninno di acquisire, senza soldi, Telecom). Queste furono le privatizzazioni, regali all'establishment di monopoli di fatto, privatizzazioni, mai precedute da liberalizzazioni, gestite quasi in esclusivamente da Goldman Sachs, della quale Draghi fu vice-presidente nei primi anni del nuovo secolo.Nel frattempo, sempre il duo Ciampi-Draghi (Ministro e Direttore Generale del Tesoro) portarono l'Italia nell'euro grazie all'eurotassa (mai completamente restituita) e a un accordo di comcambio lira/euro, per il quale, noi e le nostre aziende, stiamo ancor pagando le conseguenze.Questo è l'establishment che vorrebbe rovesciare il governo Berlusconi, con la grancassa del Times e dei cloni esteri di Repubblica, l'establishment abituato a salire al Quirinale senza aver mai preso un voto, ora vuole, nello stesso modo, anche Palazzo Chigi.C'è un sola cosa da fare per impedirlo, fare esattemente quello che chi brama il governo tecnico non vuole: le riforme.Riforme, riforme, riforme, non c'è più tempo per aspettare, a partire dal Dpef.

Torna all'inizio


Agli stranieri piace comprare casa all'ombra del Duomo Un investimento che premia più che a Zurigo e Vienna (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

DOSSIER pag. 22 Agli stranieri piace comprare casa all'ombra del Duomo Un investimento che premia più che a Zurigo e Vienna MERCATO IMMOBILIARE IL BILANCIO A CONCLUSIONE DELL'EDIZIONE 2009 DELLA FIERA «EIRE» MILANO COMPRAR CASA a Milano, agli stranieri piace. In un confronto internazionale si posiziona dopo Monaco ma prima di Vienna e Zurigo. E Milano rappresenta il 70% degli investimenti immobiliari di stranieri in Italia, soprattutto tedeschi. Emerge dal convegno sugli investimenti immobiliari internazionali nella macro regione alpina, da Milano a Monaco, da Vienna a Zurigo, "All'estero come a casa. Lo sviluppo del business immobiliare nella macro regione alpina", in occasione della fiera Eire (Expo Italia Real Estate). E nell'attuale periodo di crisi, mentre scendono i prezzi delle case in Europa, tengono l'Italia e la Svizzera. Attesa la ripresa, proprio per la convenienza dei prezzi inferiori rispetto al passato. Con opportunità proprio nella regione alpina, spinata da indicatori come la qualità della vita: Zurigo e Vienna si posizionano tra le prime nel mondo. Milano scende in classifica al quarantanovesimo posto. Emerge dai dati della Borsa Immobiliare della Camera di Commercio di Milano al 2008 e 2009. «Un contesto sempre più globale e una velocità crescente dei collegamenti - dichiara Antonio Pastore, presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio - sono alla base di una nuova concezione del mercato immobiliare che assume una dimensione sempre più "regionale". Ecco perché nuovo riferimento per Milano e i milanesi sono le aree vicine e alpine».

Torna all'inizio


Greenspan non ha sbagliato tutto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-01 - pag: 14 autore: Greenspan non ha sbagliato tutto di Bradford DeLong N egli ambienti che frequento, predomina un consenso pressoché unanime sul fatto che le autorità monetarie americane abbiano commesso tre gravi errori che hanno concorso alla crisi finanziaria e l'hanno acuita. Tale consenso è quasi sempre avvalorato dalle dichiarazioni secondo cui la Federal Reserve ha servito egregiamente gli Stati Uniti, quanto meno dal mandato di Paul Volcker in poi, e dalla certezza che quanti di noi non hanno occupato quella poltrona sanno che avrebbero commesso errori peggiori. Nondimeno, si concorda ormai apertamente sul fatto che i politici americani nello specifico hanno commesso errori quando: e Hanno preso la decisione di girare le spalle ai regolamenti aventi i loro presupposti in solidi principi, permettendo che il settore bancario sommerso prosperasse in virtù del suo potere di leva e dei suoi schemi risarcitori, nella convinzione che la garanzia governativa sul sistema bancario commerciale fosse sufficiente a tenerci fuori dai guai. r La Fed e il Tesoro hanno deciso, una volta trovatisi nei guai, di nazionalizzare Aig e di saldarne le passività per intero, invece di aiutare le sue controparti. Di fatto ciò ha autorizzato gli uomini d'affari a sostenere pretestuosamente che le loro strategie in sostanza erano valide. t La Fed e il Tesoro hanno deciso di lasciare che Lehman Brothers andasse in fallimento senza controllo con l'obiettivo di cercare di insegnare agli uomini d'affari che avere una controparte con capitali insufficienti non era esente da rischi, e che la gente non doveva aspettarsi che il governo andasse in loro soccorso automaticamente. Si dibatte, nondimeno, sull'eventualità che sia stato commesso un quarto errore, nella fattispecie la decisione da parte di Alan Greenspan nel periodo 2001-2004 di spingere e tenere molto bassi i tassi nominali di interesse sui titoli del Tesoro degli Stati Uniti, con l'obiettivo di mantenere l'economia vicino alla piena occupazione. In altre parole, ci si chiede se, al fine di scongiurare che la bolla immobiliare si gonfiasse, non sarebbe stato più opportuno da parte di Greenspan mantenere più alti i tassi di interesse e innescare di conseguenza una recessione. Se alziamo i tassi - pensò Greenspan milioni di americani si ritroveranno disoccupati, e ciò non costituirà un vantaggio per nessuno. Se lasciamo scendere i tassi di interesse, invece, i lavoratori in eccesso verranno impiegati per costruire edifici e produrre articoli di vario genere da vendere a tutti gli individui i cui guadagni sono direttamente collegati al settore delle costruzioni. La piena occupazione è meglio di un'alta disoccupazione, se può essere perseguita senza l'inflazione - deve aver pensato Greenspan. Se poi si presentasse una bolla e questa non si sgonfiasse ma esplodesse, minacciando di innescare una depressione, la Fed avrebbe in ogni caso gli strumenti e le politiche adeguate a mandare in cortocircuito questa catena di eventi. Con il senno di poi, Greenspan ha avuto torto. Resta tuttavia da chiedersi: la sua scommessa è stata di qualche utilità? E di conseguenza: se in futuro gli Stati Uniti si ritrovassero in una situazione come quella del 2003, dovrebbero cercare di mantenere l'economia vicina alla piena occupazione anche correndo il rischio di far nascere una bolla? Sono sinceramente in dubbio su dove schierarmi nel dibattito che ne è nato. Le banche centrali hanno da tempo riconosciuto che è imprudente abbassare i tassi di interesse nel tentativo di inseguire la piena occupazione se così facendo ne deriva una spirale inflazionistica. Ci sono giorni in cui personalmente ritengo che in futuro le banche centrali dovranno altresì ammettere che è imprudente abbassare i tassi di interesse alla ricerca della piena occupazione, se così facendo si rischia di creare una bolla dei prezzi degli asset. In altri giorni, tuttavia, penso che pur con le informazioni supplementari di cui disponiamo col senno di poi in relazione alla struttura dell'economia,le decisioni prese da Greenspan nel periodo 2001-2004 sono state prudenti e ci hanno vincolati a una scommessa favorevole e accettabile. Ciò che so per certo è che la questione di norma è posta in modo errato. La gente sostiene che la Fed sotto Greenspan abbia «spinto aggressivamente i tassi di interesse sotto il livello naturale ». Ma qual è il livello naturale?Negli anni Venti,l'economista svedese Knut Wicksell lo individuò nel tasso di interesse al quale - a livello di economia nel suo complesso- l'investimento desiderato corrisponde ai guadagni desiderati, il che presuppone senza pressioni verso l'alto dei prezzi al consumo, dei prezzi delle risorse, o degli stipendi nel momento in cui la domanda complessiva eccede l'offerta, e senza pressioni verso il basso su questi prezzi allorché l'offerta eccede la domanda. In base alla definizione di Wicksell la migliore, anzi l'unica, per quanto ne so - il tasso di interesse di mercato è stato, nello specifico, superiore al tasso di interesse naturale all'inizio degli anni Duemila: il rischio concreto allora era la deflazione, non accelerare l'inflazione. Il tasso di interesse naturale era basso perché - come l'attuale presidente della Fed Ben Bernanke spiegò all'epoca - nel mondo c'era un eccesso globale di risparmi (o, per meglio dire, una carenza globale di investimenti). Si può sostenere che le politiche di Greenspan all'inizio degli anni Duemila siano state errate, ma non si può certo affermare che egli abbia spinto aggressivamente il tasso di interesse sotto al suo livello naturale. Piuttosto, l'errore di Greenspan- se di errore si tratta - è consistito nell'omettere di esercitare la propria autorità di controllo sui mercati e di spingere aggressivamente il tasso di interesse ben al di sopra del suo tasso naturale, il che avrebbe acuito e protratto nel tempo la recessione iniziata nel 2001. Oggi però è uno di quei giorni in cui non penso che Greenspan abbia commesso un errore non alzando i tassi di interesse al di sopra del tasso naturale per generare un'alta disoccupazione ed evitare che la bolla ipotecaria finanziaria si gonfiasse. Ci sono stati molti altri errori all'origine del disastro al quale oggi siamo chiamati a fare fronte. L'autore, ex assistente del Segretario del Tesoro degli Stati Uniti sotto l'Amministrazione Clinton, è docente di Economia all'Università di Berkeley Copyright: Project Syndicate, 2009 (Traduzione di Anna Bissanti) MERITI E DEMERITI La sua strategia ha frenato la disoccupazione. Ha fatto male a salvare Aig (invece di aiutare i creditori) e a far fallire Lehman

Torna all'inizio


Vendite in calo, scendono i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Vendite in calo, scendono i prezzi delle case Meno dieci per cento per il costo degli immobili. La Fiaip: «Valutazioni più realistiche» Giovedì 2 Luglio 2009, Con un andamento del mercato immobiliare cittadino che vede nel 2009 una riduzione dei prezzi rispetto al passato mediamente di almeno il 10 per cento, e una situazione di rallentamento delle transazioni a fronte di una abbondante disponibilità di immobili in vendita, questo può essere il momento buono per chi vuole acquistare casa, perchè un'offerta possa diventare un'occasione. Parola di Gianni Bacco, presidente regionale della Fiaip (federazione italiana agenti immobiliari professionali), e agente immobiliare in Padova. «Mentre in passato, fino al 2007, che ha segnato il culmine di un momento di floridezza del mercato, la tendenza favoriva la richiesta economica del venditore, oggi per stabilire il prezzo di un immobile occorre effettuare una valutazione reale e più scrupolosa, che consideri le problematiche che incidono sul mercato delle compravendite, adeguata e ben calibrata con i rapporti di calcolo della superficie commerciale, della qualità del bene, della sua collocazione rispetto alle zone cittadine, e che consideri la grossa quantità di offerta», osserva Bacco. «Per i proprietari venditori - continua - è importante non partire da valutazioni esagerate per poi doversi convincere con il tempo di ridurre il prezzo richiesto. Spesso questo meccanismo comporta infatti che quell'offerta che originariamente era una primizia, a forza di permanere sul mercato diventa sempre meno interessante, per cui si rischia alla fine di doverla vendere a cifre ancora più ridotte». Il professionista spiega che l'immobile di tipologia media che in passato andava generalmente venduto in tre-quattro mesi, oggi può impiegare da sei a dieci mesi a trovare un acquirente, ma se questo periodo si prolunga può significare che ci sono dei limiti nell'edificio, e che il bene non è correttamente posizionato sul mercato. Fra i motivi della crisi odierna delle compravendite, il presidente regionale Fiaip indica da un lato una saturazione fisiologica del mercato susseguente al periodo di boom, fino al 2007, dall'altro la costruzione indiscriminata negli ultimi anni di un numero di alloggi in tutta la periferia e nella prima cintura padovana superiore rispetto alla richiesta. «Chi compra oggi predilige sempre di più alloggi che rispondano alle normative sulla sicurezza degli impianti e sul risparmio energetico - riferisce Bacco - quindi la selezione è rivolta prevalentemente a case nuove o ristrutturate, o, se più datate, che presentino adeguamenti alle normative suddette». «Oggi si punta a una nuova partenza del mercato che non comporti necessariamente un aumento dei prezzi, ma che miri ad un incremento del numero di compravendite, quindi a creare movimento e giro economico - conclude il professionista - Per favorire questa ripresa occorrerà anche l'intervento delle banche, che attualmente stanno mirando esclusivamente alla loro tutela, e non vogliono capire che per stare sul mercato non è possibile tendere solamente al proprio interesse». Isabella Scalabrin

Torna all'inizio


Chi ha fatto scoppiare la bolla? (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Foglio, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

3 luglio 2009 Chi ha fatto scoppiare la bolla? Matt Taibbi, che già ci aveva strabiliato con un articolo supercomplottista ma anche superinformato su come la bolla immobiliare sia stata creata ad arte dei banchieri, ora torna sul luogo del delitto. E con chi se la prende? Goldman Sachs, naturalmente, "la più grande macchina crea bolle d'America" © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

Torna all'inizio


Ancorati al mattone (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 04-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza sezione: I vostri soldi il Trader ETF data: 04/07/2009 - pag: 40 autore: di Salvatore Licciardello Ancorati al mattone Negli Usa è stato lanciato il primo prodotto che permette di speculare sulla performance dei prezzi delle case. In un periodo di tempo fissato a priori L'immobiliare è il settore più caldo anche in questi mesi, tra crolli e nuovi tentativi di rilancio. Ecco due novità riguardanti i mercati americano e italiano. MacroMarkets ha ricevuto l'approvazione per il lancio di uno dei suoi prodotti più attesi e anche più rinviati. Dal 30 giugno sono quotati i fondi indicizzati MacroShares Major Metro Up (UMM) e MacroShares Major Metro Down (DMM) sul New York Stock Exchange.I fondi sono molto vicini alla natura degli Etf, perché sono stati concepiti per dare un rendimento pari al 300% o a -300% del rendimento dell'indice S&P/Case-Shiller Home Price 10. Si tratta del principale benchmark per i prezzi delle case residenziali negli Stati Uniti. Sarà in pratica il primo prodotto che permette di speculare sulla direzione dei prezzi delle case in un senso o nell'altro.«È un evento eclatante», dice Sam Masucci, ceo di MacroMarkets. «Questi fondi sono aperti al più grande mercato senza titoli quotati del mondo».Finalmente si è arrivati al dunque dopo che una serie di rinvii avevano fatto abortire perfino una ipo durante il mese di maggio.I nuovi MacroShares sono singolari e unici. Si tratta di fondi che non possiedono case o altre azioni legate all'immobiliare. Piuttosto guadagnano dall'esposizione verso il reale andamento del mercato immobiliare nel suo farsi quotidianamente. Il merito è della particolare struttura dei prodotti. L'Up and Down Macros detiene titoli di Stato del Tesoro americano come unico asset. Non appena l'indice che fa da benchmark si muove verso l'alto o verso il basso questi titoli vengono trasferiti da un fondo all'altro. La struttura permette a MacroShares di lanciare così prodotti concatenati a un prezzo di riferimento esterno purché sia trasparente, compreso quello che misura in modo universalmente riconosciuto sui prezzi delle case. È ancora più importante sottolineare che i prodotti sono stati disegnati per coprire uno specifico periodo di tempo. UMM e DMM avranno ognuno un valore di 25 dollari ad azione facendo base il valore dell'indice S&P/Case Shiller 10 ad inizio anno. A fine novembre 2014, tutti e due i fondi saranno estinti e gli investitori riceveranno una quota che sarà pari alla rivalutazione del 300% in relazione a quella dell'S&P Case-Shiller fino al 31 agosto 2014.Secondo Masucci, MacroShares lancerà una nuova versione di Etf sui prezzi delle case ogni anno. In questo modo gli investitori potranno scegliere il loro quinquennio favorito in cui scommettere. Infine la società vorrebbe lanciare degli Etf collegati a singole aree metropolitane.

Torna all'inizio


Garanzia di Stato per le banche E gli Emirati tornano a correre (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 04-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ATTUALITÀ Garanzia di Stato per le banche E gli Emirati tornano a correre Tamponata la crisi di Dubai, l'obiettivo è ora di ridurre lo «spread» sui Cds e rilanciare i corporate islamici. Abu Dhabi segna un maxi deal con Parigi di Redazione - 04-07-2009 Il recente rally del petrolio ha permesso agli Emirati Arabi Uniti (Uae) di mitigare gli effetti della crisi globale, e soprattutto dell'impatto dello sboom della bolla immobiliare, così violento da azzerare la crescita economica per il 2009. Uno shock che si spiega come reazione all'euforia del 2008, quando il pil aveva fatto segnare uno straordinario +7,7% al traino della corsa delle nuove costruzioni, con un picco del 42% a Dubai, dove l'orizzonte è spezzato dai grattacieli in costruzione, cantieri spesso sospesi per mancanza di fondi. Ma nonostante l'onda della crisi immobiliare, gli Emirati, al quarto posto per riserve di gas (quinti nel petrolio), guidano ancora la classifica mondiale del reddito pro capite; poco meno di 60mila dollari Usa, distribuiti tra una popolazione composta per oltre due terzi da emigrati di lusso, mediamente facoltosi. E, dopo l'Arabia Saudita, gi Emirati restano comunque il punto di riferimento per importanza economica dell'intera area mediorientale che si affaccia sul Golfo. Abu Dhabi e Dubai rappresentano l'86% del pil totale dei sette Emirati. La regìa politica resta saldamente in mano al primo dei due emirati, forziere di materie prime e di industrie petrolchimiche, costretto a intervenire con un finanziamento eccezionale di 10 miliardi di dollari a sostegno della «cicala» Dubai, hub commerciale, finanziario e turistico investito in pieno ciclone subprime nel bel mezzo dei suoi investimenti estremi: non ultimo, una seconda pista di sci (sotto un cupolone di vetro, nel bel mezzo del deserto. Ora, a rilanciare l'economia, contribuisce il dirham, la divisa locale che, resistendo alle pressioni delle banche centrali dei Paesi Bric, gli Emirati tengono ancorata al dollaro (la divisa unica per i Paesi del Golfo è stata rinviata al 2010), cosa che ha consentito di approfittare della debolezza della valuta statunitense. La Banca centrale intanto, ha annunciato agli inizi di luglio un piano di supporto per le emissioni obbligazionarie delle banche domestiche del tutto simile a quello lanciato dai Paesi G7 con una garanzia estendibile anche ai covered bond, prestiti sindacati e carte commerciali. Per la prima volta nella storia degli Emirati le autorità monetarie intervengono per permettere il rifinanziamento sino a tutto il 2010, delle banche, peraltro emanazione dello Stato sovrano, con l'evidente obiettivo di dissipare i dubbi degli operatori sulla tenuta dell'area. Gli Emirati, hub strategico anche per lo sviluppo della finanza islamica, hanno già lanciato del resto forti segnali in quella direzione con l'approvazione di una nuova legge di bilancio e regole più severe sull'indebitamento locale, dopo le tensioni si inziio anno. Nel pieno della tempesta Lehman, infatti, nel comparto dei Cds è maturato un ampio differenziale, solo parzialmente rientrato, tra le quotazioni del merito di credito sovrano, schizzato a prezzi più che doppi per Dubai rispetto ad Abu Dhabi, a dimostrazione che i robusti supporti di quest'ultimo a sostegno dell'emirato fratello non sono stati sufficienti ad abbassare la percezione del rischio. Molto attivo resta intanto il comparto corporate con oltre 10 miliardi di dollari di emissioni dall'aprile scorso e una pipeline di nuove offerte molto fitta. A fine anno scadrà il primo sukuk bond per 3,5 mld emesso dalla Nakheel, colosso del comparto real estate, e il suo rimborso potrebbe rappresentare un catalizzatore per rilanciare quel segmento di mercato investito dal collasso dei volumi e permettere così un recupero degli spread, verso i livelli precedenti al default Lehman. Abu Dhabi non punta solo a recuperare credibilità sui mercati finanziari internazionali, ma anche a recitare un ruolo sullo scacchiere geopolitico più attivo, rafforzando la sua alleanza strategica con la Francia in chiave anti-iraniana. La visita di Nicolas Sarkozy di fine maggio ad Abu Dhabi per inaugurare la nuova base militare francese, la prima aperta da Parigi da più di mezzo secolo, ha rappresentato anche l'occasione per ratificare il nuovo accordo sulla Difesa, che offre in esclusiva agli Emirati l'ombrello nucleare francese. Un patto più forte e stringente perfino dell'articolo 5 del Trattato Nato, sull'aiuto tra Paesi membri in caso di attacco, che segna un salto di qualità nelle alleanze degli Emirati, più vicine all'Europa, meno dipendenti dagli Usa. La risposta di Teheran è stata l'interruzione del contratto con Total per lo sviluppo dei giacimenti di gas di Par's, assegnati ai cinesi.

Torna all'inizio


Borse in altalena nel primo semestre Londra la più debole (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Libertà" del 06-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Borse in altalena nel primo semestre Londra la più debole MILANO - Nelle ultime tre settimane le Borse europee hanno chiuso mediamente in perdita, una striscia negativa che non si vedeva da marzo, il momento più nero del crollo causato dalla crisi "subprime". Il clima non è pesante come qualche mese fa, assicurano nel week-end di pausa gli operatori di Piazza Affari, ma la settimana appena conclusa ha anche chiuso formalmente il primo semestre 2009 delle Borse ed è il momento per fare i conti. Che regalano qualche sorpresa. La prima: qualche listino in questi sei mesi è cresciuto. In prima fila il Nasdaq negli Stati Uniti e Stoccolma in Europa, che hanno messo a segno entrambi un rialzo del 12%. Della metà è stato l'aumento di Tokyo, ma anche Madrid, che ha passato un 2008 durissimo a causa dell'esplosione della bolla immobiliare spagnola, è riuscita a portare a casa un segno positivo: +1,4% dal 7 gennaio - in Borsa l'anno inizia abitualmente dopo il giorno dell'Epifania - fino all'ultima seduta. Tutti gli altri principali listini mondiali hanno ceduto qualche punto nell'arco dei primi sei mesi, con un segnale inatteso: la Borsa più debole appare il gigante europeo di Londra, che ha perso più di tutti nel semestre appena concluso (-8,6%) e che da marzo è quella che ha recuperato di meno. 06/07/2009

Torna all'inizio


Affitti, l'allarme dei proprietari (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Alto Adige" del 07-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Proprietà edilizia. Ieri l'assemblea annuale che conta 2.400 soci in tutto l'Alto Adige (1.700 a Bolzano) Affitti, l'allarme dei proprietari Il presidente Boscarolli: «Sono in forte aumento gli sfratti per morosità» In città in netto calo i prezzi per l'acquisto e l'affitto ma non c'è stato il crollo Troppe tasse incentivano il "nero" Il sussidio casa aiuta gli inquilini ma non ingrassa i proprietari BOLZANO. «Preoccupante aumento degli sfratti per morosità». «Prezzi per l'acquisto e l'affitto della casa in netto calo». «Troppe tasse che rischiano di incentivare il "nero"». «Importanza del sussidio che aiuta gli inquilini e non ingrassa i proprietari». «Continuo calo delle case in affitto». «Edilizia privata ridotta ad un ruolo marginale e Puc in grave ritardo». Questi i punti caldi della relazione presentata dal presidente Alberto Boscarolli, all'assemblea annuale dell'Associazione proprietà edilizia, che conta in tutto l'Alto Adige circa 2.400 soci (1.700 solo a Bolzano, 400 a Merano e 300 tra Bressanone e Brunico). Assemblea alla quale ha partecipato anche l'assessore all'urbanistica Chiara Pasquali che ha presentato ai soci il masterplan del Puc. Molto pesante il dato sugli sfratti per morosità che va di pari passo con la crisi. «La situazione non è quantificabile ma è preoccupante - riprende Boscarolli». Ma che succede? «Succede che l'inquilino paga la caparra, ottiene dal proprietario le chiavi, entra in casa e non paga più l'affitto. Di solito i problemi si evidenziavano in un secondo momento, non da subito, almeno non nei primi tre mesi. Emergevano per colpa di una malattia, per l'arrivo di un figlio, per problemi sul lavoro che mettevano l'inquilino in difficoltà. E questo dato, unito ad una tassazione che va dal 40 al 60%, finisce col mettere in difficoltà i proprietari che così rischiano di buttarsi sul "nero"». Boscarolli parla poi dell'assoluta importanza del sussidio casa, versato dalla Provincia, che aiuta l'inquilino a pagare. «Si tratta di uno strumento oneroso ma socialmente prezioso». E adesso attenzione ai dati. «La Provincia sborsa complessivamente per il sussidio casa 32 milioni di euro. Di questi solo 8 milioni (un quarto del totale) pesano su Bolzano. Guarda caso però ogni volta che si parla di caro-affitti si parla sempre e solo del capoluogo. Sarebbe ora di smetterla di dire che il sussidio casa fa lievitare gli affitti in maniera perversa ed ingrassa i proprietari perché non è vero». Altro dato - interessante - che emerge dalla relazione è quello che vede in netto calo i prezzi sia per quanto riguarda l'acquisto che per l'affitto. «Il dato è innegabile. Diciamo che l'affitto di un alloggio medio-alto è sceso, rispetto a certe quotazioni, anche del 20% ed anche i prezzi dell'acquisto si sono assestati o ridimensionati di parecchio. Non stiamo assistendo però al crollo del mercato immobiliare, né all'esplosione della bolla immobiliare vaticinata ed auspicata da troppe Cassandre». E poi un altro punto importante, sul quale riflettere. «Continua il calo delle case in affitto e l'edilizia privata si è ridotta ad un ruolo assolutamente marginale mentre continua ad aumentare la platea di persone che si rivolgono all'ente pubblico (Ipes) che non può avere risorse illimitate o al sistema mutualistico (Cooperative) che non può costituire l'unico sbocco di tutte le esigenze abitative. Ma se quasi tutte le aree sono riservate all'edilizia agevolata è chiaro che il privato costruisce poco ed a prezzi che restano elevati». E poi la stoccata sul Puc. «Bolzano ha superato l'emergenza ma deve saper programmare il suo futuro anche perché la domanda di alloggi, da parte degli immigrati, è in costante aumento. Il grave ritardo del Piano sta creando una situazione generale di incertezza e stallo perché non si capisce ancora quale sarà lo sviluppo urbanistico della città nei prossimi anni. E questo non va bene. Capisco che l'operazione sia delicata ma, rispolverando il Manzoni, non mi resta che dire ai nostri politici Adelante Pedro, con juicio». Boscarolli ribadisce quanto ha sempre sostenuto: «La città deve potersi espandere, nell'immediato, verso sud-ovest. Parlo della zona di Ponte Adige e dell'area che guarda verso Settequerce e Terlano. In un secondo tempo verranno anche - conclude - l'Areale ferroviario e le ex zone militari».

Torna all'inizio


Prezzi delle case ancora giù nel secondo trimestre dell'anno (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 07-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

24 ORE MILANO pag. 17 Prezzi delle case ancora giù nel secondo trimestre dell'anno Crescono solo in centro e nelle zone servite. Baggio in controtendenza MILANO UN MERCATO stagnante negli ultimi mesi trainato oramai solo da alcune zone residenziali del centro e del semicentro, il cui divario nei confronti della periferia cresce. Si presenta così secondo i dati di Idealista.it il mercato immobiliare della nostra città dove il prezzo delle case è fermo dopo un primo trimestre promettente (coi prezzi in salita del 2%) seguito invece dalle quotazioni bloccate fra aprile e giugno con una crescita lieve del 0,3%. A MILANO acquistare casa costa in media 3.613 euro a metro quadro ma il prezzo varia in maniera consistente a seconda del quartiere in cui è situato l'immobile. Sono tre le zone che fanno registrare cali sopra il 2% : il quartiere Forlanini (-2,9 %) Certosa (- 2,2%) e Chiesa Rossa Gratosoglio (-2%) . Le altre zone come Lorenteggio e Barona subiscono invece dei ribassi più contenuti ma sono in caduta dall'inizio dell'anno. Scendono anche la Comasina e quartiere Vialba Gallaratese che si conferma la zona meno cara della città, dove una casa costa ancora come tre mesi fa. In rialzo invece la zona Navigli-Bocconi (che sale del 4%), il centro storico, la zona Garibaldi-Venezia, Cittàstudi - Lambrate assieme a Porta Vittoria e a Greco -Turro. In periferia cresce solo Baggio. «DOPO UNA FASE di incertezze è come se il mercato avesse trovato un nuovo assetto - spiega Paolo Zanetti, amministratore delegato di Idealista.it - un effetto della crisi è che la gente pondera di più l'acquisto. Si compra con maggiore attenzione alla qualità dell'immobile, la zona in cui è situato, la presenza o meno di servizi. Questo ha risvegliato l'interesse per determinati quartieri mentre ne ha penalizzato altri. Per questi è auspicabile una decisa correzione al ribasso delle quotazioni, altrimenti infatti difficilmente l'offerta incontrerà la domanda». DALLA RICERCA si capisce che la gente prima di comprare valuta una serie di elementi che vanno oltre l'immobile. Guarda lo stato dei servizi della zona (metropolitana, autobus, tram, scuole e asili, ospedali) e non è disposta a rinunziare a nessuno dei fattori che rendono più comoda la casa. Data l'offerta molto ampia, l'acquirente, prima di decidere, pondera bene, visita molte altre case e infine sceglie tenendo conto di tutto di tutte le strutture parallele che la casa offre. Si tratta di acquisti non più di impeto o guidati dal semplice gusto per un appartamento piuttosto che per un altro. Oggi si tende a ragionare di più e a rimandare l'acquisto se la proposta non soddisfa

Torna all'inizio


Immobiliare, i laghi piangono (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Brescia" del 08-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Edizione: 08/07/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:Brescia che produce Immobiliare, i laghi piangono Sul Garda Padenghe ha prezzi in controtendenza. Stabile il mercato a Manerba lieve diminuzione a Moniga (-4,8%). Ma nel 2009 i listini tornano ad avere segno più è sceso di quasi il 13 per cento" title="Una panoramica di Desenzano. Qui il prezzo delle case nel 2008 è sceso di quasi il 13 per cento" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090708/foto/full_brescia_645.jpg',600,317)"> Una panoramica di Desenzano. Qui il prezzo delle case nel 2008 è sceso di quasi il 13 per cento BRESCIAIl mercato immobiliare della seconda casa è in difficoltà. E la domanda di acquisto di immobili in prossimità dei principali laghi italiani ha subìto una contrazione del 4,2% nella seconda parte del 2008. Lo dice una ricerca realizzata da Tecnocasa. Solo in alcune zone, come quella di Sirmione, nei primi mesi del 2009 si registrano lievi segnali di miglioramento. In generale le abitazioni maggiormente in difficoltà sono quelle con un prezzo compreso tra 250 e 400mila euro, mentre si vendono sempre bene soluzioni più costose o più economiche. Di solito i turisti italiani preferiscono acquistare un bilocale da 50 mq circa, con terrazzo o spazio esterno, in un posto tranquillo circondato dal verde e con vista sul lago. Mentre i turisti stranieri investono capitali più importanti rispetto agli italiani e acquistano generalmente ville oppure attici, spendendo anche più di un milione di euro. Sulla sponda bresciana del Lago di Garda si registra stabilità a Manerba del Garda e una lieve diminuzione a Moniga (-4,8%). Un leggero rialzo delle quotazioni c'è stato a Padenghe (+2,7%) che offre più tipologie di prestigio sempre molto richieste. In generale, le abitazioni maggiormente in difficoltà sono quelle con un prezzo compreso tra 250 e 400mila euro, mentre si vendono sempre bene soluzioni più costose o più economiche. In questa area del Lago di Garda la richiesta di seconda casa proviene soprattutto da turisti delle province lombarde e della provincia parmense. È invece meno sensibile la domanda da parte di turisti tedeschi, olandesi ed inglesi. La tipologia più ricercata è il bilocale da 50 mq circa, possibilmente con terrazzo o spazio esterno ed inserito in un contesto verde e tranquillo. Sono particolarmente apprezzate tutte le soluzioni con vista sul lago. Tra le aree più richieste di Manerba sono da segnalare le località fronte lago di Porto Dusano, Romantica e Gardoncino dove si trovano residence con piscina e villette costruite negli anni '70. La zona di Gardoncino è apprezzata per la vista sul lago e per le aree verdi. Qui si possono acquistare ville singole costruite negli anni '60 e '70 ed appartamenti con vista lago che, in buone condizioni, hanno un prezzo compreso tra 2.500 e 2.600 euro al mq. A Moniga il completamento del nuovo porto turistico ha determinato un aumento della richiesta da parte di diportisti. Le quotazioni dell'usato vanno da 1.800 a 2.150 euro al mq mentre per le soluzioni nuove o ristrutturate si spendono tra 2.000 e 2.400 euro al mq. Padenghe, ben collegata con l'autostrada ed apprezzata per la sua tranquillità, si caratterizza per la presenza di soluzioni di prestigio valutate anche 3.000 euro al mq. Da segnalare la realizzazione di un nuovo porto turistico. Nel secondo semestre del 2008 si mostrano in calo (-4,6%) i prezzi delle case a Sirmione. Gli acquirenti infatti si sono dimostrati più prudenti nell'acquisto ed hanno comprato solo dopo lunghe trattative al ribasso. Nei primi mesi del 2009 comunque si registra una maggior fiducia da parte degli acquirenti. Circa l'80% delle compravendite a Sirmione riguarda il mercato delle seconde case e ad acquistarle sono prevalentemente famiglie provenienti dalla Lombardia, dall'Emilia Romagna e dal Trentino Alto Adige. La scelta ricade in genere su bilocali in residence con piscina. Più rari gli acquisti da parte di turisti inglesi e russi mentre sono in diminuzione quelli da parte di turisti tedeschi. Gli stranieri investono capitali più importanti rispetto agli italiani ed acquistano generalmente ville oppure attici. Una villa nei pressi del lago può partire da un milione di euro. Un appartamento ristrutturato in residence a ridosso del lago costa da 4.000 a 4.500 euro al mq, mentre in zona Terme Nuove, nei pressi delle Terme di Virgilio ad un chilometro dal lago, il prezzo scende a 3.000 euro al mq. In fase di sviluppo l'area di Lugana, dove sono in costruzione appartamenti in residence e palazzine. Il nuovo si può acquistare a 2.600-2.700 euro al mq. Scendono i prezzi delle case anche a Desenzano (-13%), per effetto del calo delle richieste e della disponibilità di spesa degli acquirenti. Segnali di ripresa invece si registrano sul fronte degli acquisti per investimento. Aumenta il numero di piccoli risparmiatori che decide di acquistare appartamenti da mettere a reddito, per un capitale medio investito tra 90 e 120mila euro. A comprare sono prevalentemente famiglie lombarde. In zona Desenzanino il prezzo di un appartamento in buono stato oscilla tra 3-4.000 euro al mq. Nel centro storico di Desenzano tra 4.000 e 6.000 euro.

Torna all'inizio


Nonostante la crisi prezzi casa proibitivi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Giovedì 09 Luglio 2009 CRONACA Pagina 10 «Nonostante la crisi prezzi casa proibitivi» Giovanni Galuppi, 62 anni, panettiere, legge Bresciaoggi all'osteria «Al Ponticello» di via San Faustino 9/d e commenta del notizie del giorno. Le giovani coppie bresciane preferiscono l'affitto in città. Nonostante i costi proibitivi, fino a 820 euro al mese, nel cuore del centro storico, proprio queste abitazioni sono le più ambite dalle giovani coppie. Come se lo spiega? «La moda del centro non tramonta mai. Il prestigio di vivere nel cuore della città, la possibilità di usufruire di comodità, attrattive e servizi praticamente sotto casa, sono aspetti non indifferenti che giustificano sacrifici economici. Senza dimenticare del vantaggio di poter ridurre l'uso dell'auto». Ma a fronte di tante richieste d'affitto, la vendita d'immobili fatica a carburare... «A dispetto della crisi immobiliare, che avrebbe dovuto ridurre i valori degli immobili, i prezzi si mantengono proibitivi. Basta girare la città per farsi un'idea delle cifre esposte». E nel mercato immobiliare sembra che non tutte le agenzie eccellano quanto ad affidabilità e professionalità. Che ne pensa? «Il settore è, sotto questo punto di vista, una giungla. È ovvio che ogni agenzia immobiliare mira al profitto. Ma così facendo finisce spesso per non soddisfare le reali esigenze delle persone. Chi cerca casa si ritrova poi con problemi e costi imprevisti». Cresce l'emergenza sovraffollamento al Canton Mombello. Il carcere bresciano, che contiene fino a 420 detenuti, a fronte di una capienza massima consentita di 298, risulta essere uno dei peggiori penitenziari italiani. Che ne pensa? «Il sovraffollamento e la carenza di agenti sono seri problemi. Molti detenuti sono in attesa di giudizio, e questo denota la lentezza della giustizia. E poi scopriamo che in diverse parti d'Italia vi sono strutture penitenziarie costate fior di soldi che, tuttavia, non sono mai entrate in funzione. Questo, francamente, è inaccettabile».TH.OR.  

Torna all'inizio


immobiliare, spiragli di luce in fondo al tunnel (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

I dati dell'Agenzia del territorio su 2008 e primo semestre del 2009: «L'emorragia rallenta, a fine maggio flessione solo del 3,8 per cento» Immobiliare, spiragli di luce in fondo al tunnel Compravendite di alloggi in picchiata: calo del 21 per cento. Sostanziale tenuta dei prezzi di Francesco Furlan JESOLO. Le compravendite sono in caduta libera ma i prezzi delle case resistono: il mercato immobiliare è fermo, anche se i più ottimisti vedono un flebile luce alla fine del tunnel. E' questa la fotografia del mercato immobiliare nella provincia di Venezia, scattata ieri mattina a Jesolo nel convegno organizzato da Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) con la collaborazione dell'agenzia del territorio che, tramite il suo direttore provinciale, Aldo De Nard, ha diffuso i dati relativi al 2008 sull'andamento del mercato. L'anno terribile. A fronte di un dato che a livello nazionale ha registrato un meno 15% rispetto al 2007, nel Veneziano il calo delle compravendite (quelle che i tecnici chiamano Numero di transazioni normalizzate, Ntn, indicando anche le frazioni di proprietà) è stato del 21% (in valore assoluto sono stati scambiati 11.871 alloggi). Analizzando i dati medi delle cinque macro-aree individuate dallo studio dell'agenzia del territorio emerge che tutte le aree sono in calo, ma lo è di meno la zona balneare dove soffre, ma in misura minore, il mercato delle seconda case. I valori più negativi si registrano invece nella cintura di Venezia (comprende con Venezia e Mestre i comuni della Riviera del Brenta, del Miranese, di Marcon e Quarto) dove si stima ci siano almeno 6 mila alloggi già costruiti ma ancora invenduti e dove il calo delle compravendite è stato del 27,4%. A livello assoluto i comuni dove nel 2008 è stato registrato il maggior numero di transazioni sono Venezia (pesa la dimensione della città) e Jesolo. Su scala comunali le prestazioni peggiori si registrano in comuni come Mira (-39,5%), Pianiga (-41,8%), Stra (-52,6%) a Fossalta di Piave (-62,7%). A Venezia capoluogo le compravendite sono state 3.092, pari al 17,7% rispetto al 2007. I prezzi tengono. Scende il numero delle compravendite ma i prezzi delle case tengono. Il perché lo spiega Pietro Draghi, docente di Economia monetaria a Ca' Foscari. «Da un lato ci sono gli immobiliaristi e i costruttori che piuttosto di abbassare il prezzo delle case preferiscono attendere e possono farlo perché hanno mutui ipotecari a lunga scadenza con gli istituti di credito veneziani, che d'altro campo non vogliono mettere perdite a bilancio e quindi non sono ancora entrate in pressing - spiega Draghi -, mentre dall'altro lato c'è chi deve comprar casa che preferisce aspettare convinto che prima o poi i prezzi scenderanno». Un equilibrio molto delicato e che prima o poi si dovrà rompere. Si tratta solo di capire quando. Per Carletto Facco e Stefano Priani - responsabili della Federazione degli agenti immobiliari - il primo semestre del 2009 ha già segnato un calo dei prezzi, che secondo alcune stime è valutato intorno al 6%. «Molto dipende dalle zone - spiega ad esempio Facco - perché è chiaro che per le case fronte mare il prezzo non è calato, ma nelle zone interne è diminuito». Spulciando i dati dell'Agenzia del territorio si scopre ad esempio che in alcuni comuni come Spinea, Scorzè e Salzano comprar casa oggi costa meno rispetto al primo semestre del 2005. «Il periodo più difficile - spiegano gli immobiliaristi - sarà tra ottobre e gennaio. E' probabile che in quei mesi i prezzi scenderanno». Chi deve comprar casa è avvisato. Una flebile luce. L'immagine della luce in fondo al tunnel viene suggerita da Augusto Pellegrini, direttore regionale dell'agenzia del territorio: «Stando ai dati che abbiamo sui primi cinque mesi del 2009 il calo c'è, ma si sta assottigliano. Il dato era del -5% a gennaio, si è ridotto a -3,8% a fine maggio». Il suo ottimismo non è però condiviso dagli operatori di settore perché - spiegano - in molti nei primi sei mesi del 2009 hanno accelerato le procedure di compravendita per evitare - il provvedimento è scattato il primo luglio - di pagare anche per la certificazione energetica, come previsto dalla nuova normativa.

Torna all'inizio


Correzione estiva in Borsa dopo il rally di primavera (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 13-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: FINANZA data: 2009-07-13 - pag: 17 autore: Mercati. La rapida crescita dell'indice Msci Asia fa suonare il campanello d'allarme Correzione estiva in Borsa dopo il rally di primavera Il ritracciamento potrebbe ridimensionare gli eccessi PAGINA A CURA DI Alberto Ronchetti La pausa che le Borse si stanno prendendo, dopo la galoppata che fra marzo e maggio le aveva spinte a un rialzo medio del 40%, è benvenuta. Anche perchè, ridimensionando gli eccessi, si sgonfia in modo ordinato il rischio bolla. Il ritracciamento, almeno fino a ora, si è mantenuto nei livelli attesi (le due aree di supporto importanti si pongono a 880-850 e a 800 punti dell'S&P 500). A questo punto gli indici, se riconosceranno i livelli di supporto, potranno continuare laterali ricaricandosi prima dei nuovi stimoli rialzisti attesi nelle prossime settimane e –dopo una correzione prevista fra settembre e ottobre – negli ultimi mesi dell'anno. La corsa degli indici è stata fermata dagli ultimi dati macro inferiori alle attese, dalla fiducia dei consumatori a giugno sotto le aspettative fino alla delusioni arrivate dall'occupazione. Questioni non da poco considerando che, come scrive l'ultima " Weekly Strategy" della Bsi, «hanno messo in dubbio la capacità della congiuntura a stelle e strisce di abbandonare il terreno recessivo e di tornare a crescere in tempi relativamente brevi. Comunque crediamo che il mercato azionario sia maturo per una presa di beneficio, dopo la forte avanzata registrata dai minimi di marzo (terzo miglior rally degli ultimi 100 anni), che ha trascinato la Borsa al di là dei miglioramenti dei fondamentali osservati finora e previsti nei prossimi mesi». In effetti, nonostante il bicchiere sia tornato a essere visto come mezzo vuoto, dopo la pubblicazione della fiducia dei consumatori a giugno sotto le attese e i dati del mercato del lavoro inferiori al consenso, «a giugno un indicatore precursore d'eccellenza, come l'indice di diffusione Ism del comparto manifatturiero, ha continuato a migliorare per il sesto mese consecutivo, ricalcando il tipico modello osservato durante i punti di svolta della congiuntura e posizionandosi su livelli tipicamente associati alla prospettive di tassi di crescita positivi del Pil reale». A questo proposito, «l'attività manifatturiera – pensano gli analisti della Bsi – dovrebbe ricevere un ulteriore stimolo significativo nei prossimi mesi, con la ripresa della produzione auto, dopo il quasi congelamento del secondo trimestre». L'ipotesi dell'ufficio studi della Bsi è per uno storno di mercato un po' più ampio delle aspettative – fino al 10-15%, cioè con la possibilità di scendere fin verso quota 800 dell'S& P 500 –nelle prossime settimane, con la prospettiva di un vuoto d'aria congiunturale estivo, che si sta manifestando soprattutto nella propensione ai consumi». A tutto questo, sempre secondo gli analisti della Bsi, è doveroso aggiungere una grande cautela sulle generose aspettative di utili e sui margini da parte degli analisti per la seconda metà del 2009, che «potrebbero rappresentare un altro elemento di disturbo per la Borse». Tuttavia, dopo queste attenzioni, è anche il caso di guardare le prospettive macro di Wall Street con un certo ottimismo. Così, sottolineano a Bsi, «la riapertura di alcuni impianti produttivi automobilistici a partire da luglio, la recente discesa osservata nei tassi risk-free a lungo, che potrebbe ridare fiato al settore dei crediti ipotecari, e gli storni recenti sul prezzo del greggio, dovrebbero rimettere in carreggiata la congiuntura nel terzo trimestre, riaprendo così il filone dei cosiddetti green shoots (i germogli della ripresa, ndr), ridando fiato agli indici americani che potrebbero perlomeno tornare verso i massimi osservati a metà giugno». Gli investitori più ottimisti hanno sempre in mente i 1.250 punti dell'S&P 500 –cioè il livello raggiunto a metà settembre, quando fu proclamato il fallimento di Lehman Brothers – con l'ideache, dopo che altri asset guida hanno sostanzialmente raggiunto o superato le quotazioni di dieci mesi fa, prima o poi anche il benchmark tornerà verso questo obiettivo. «In realtàsi tratta di un ragionamento illusorio – scrive l'ultima " Cio Letter" di Julius Baer – e, come tutte le illusioni, è sbagliato ». Infatti, si chiedono gli analisti di Julius Baer, quali sono le conseguenze principali del fallimento di Lehman? «Primo, la paralisi dei prestiti interbancari negli Usa e nel mondo. Secondo, il crollo del finanziamento del commercio internazionale. Terzo, il timore di altri fallimenti». Negli ultimi 6-9 mesi la creazione di denaro, l'espansione dei deficit di bilancio e i prestiti bancari garantiti dai Governi hanno fatto diminuire in modo sensibile i rischi. Anche la possibilità di un avvitamento della crisi sembra scongiurata. Però è anche vero che – dopo lo scoppio delle bolle degli immobili e delle cartolarizzazioni – il ristabilimento di uno status quo è ancora lontano. Il denaro facile, erogato dai governi attraverso i piani di salvataggio, ha accresciuto la propensione al rischio che – a questo punto – potrebbe facilmente scivolare verso la formazione di bolle speculative. Le quali, vale sempre la pena ricordarlo, non fanno male in sè. Ma bisogna saperle riconoscere per uscirne senza danni – anzi, guadagnando – al momento opportuno. «La sovrabbondanza di denaro facile – avvertono a Julius Baer – potrebbe avere temporaneamente evitato le conseguenze deflattive del crollo dell'attività economica mondiale fra il 2008 e il 2009, ma siamo comunque in presenza di capitali alla ricerca di una bolla ». Quando e dove potrà scoppiare? «Con i loro bilanci intatti – osservano a Julius Baer –,un tasso di risparmio elevato epolitiche monetarie mercantilistiche, i candidati più ovvi sono le Borse emergenti». è la ragione per cui, nelle quattordici settimane da inizio marzo, più della metà dei capitali che avevano abbandonato l'Asia emerging nel 2008 sono rientrati.«In meno di dieci settimane – sottolineano a Julius Baer – il rapporto fra prezzo e valore contabile delle azioni asiatiche ( Giappone escluso) è passato da 1,1 a 1,7. Un salto del genere richiede solitamente almeno due anni, ma l'impennata di oltre il 60% dell'indice Msci Asia (ex-Japan) indica che le cose sono andate troppo velocemente ». Julius Baer raccomanda quindi una grande cautela sugli emergenti,con l'idea –per il momento – di prendere beneficioe investire il capital gain in liquidità, prima di avviare nuove iniziative strategiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Capire la crisi? Cammina per Santiago (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 13-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-13 - pag: 10 autore: DALLA PRIMA Capire la crisi? Cammina per Santiago Dalla Navarra alla Galizia, quattro regioni (o Stati) attraversate dai peregrinos con il grande filo conduttore dei cartelli " Se vende" (ma sarebbe più giusto: se svende) appesi su condomini non finiti o villette anonimamente pretenziose, simbolo di una bolla immobiliare senza pari in Europa. E al tempo stesso trovi i grandi mulini a vento delle pale eoliche che ti accompagnano sull'Alto del Perdon, emblema della nuova green economy rilanciata da Obama. Il Cammino di Santiago ha in sé,da anni,le nuove parole d'ordine che arrivano dall'Oltreoceano: sobrietà e frugalità, in antitesi alla corsa al consumismo esasperato che la Grande Crisi ha cancellato. La prima lezione del Cammino è proprio questa: togliere, togliere e togliere. Togliere dallo zaino, perché si cammina meglio, quando si è leggeri. Togliere tutte quelle cose che a casa ti sembrano essenziali e che invece nelle sperdute campagne della Rioja o della Castilla impari a considerare inutili: ogni giorno abbandoni qualcosa negli albergue , mettendolo a disposizione di altri peregrinos . Togliere dalla testa tutti quei pensieri, quelle manie e quelle ossessioni che ti accompagnano ( e asfissiano) nella vita di tutti i giorni. Più ti immergi nel Cammino, più dai valore alle cose vere che ti fanno crescere. Come nel post-Grande Crisi, dove ci sarà meno spazio per crescite basate su valori e fondamentali effimeri. Il Cammino di Santiago come innovazione di prodotto:all'Albergue de Peregrinos di Cizur Menor, appena fuori Pamplona, ti spalmano il Vicks VapoRube ( usato da generazioni di mamme come espet-torante per tossi e raffreddori) sui piedi: vedrai - dicono – camminerai più fresco. E negli scarponi ti mettono assorbenti femminili per evitare gli sfregamenti che portano le ampollas (le vesciche). Ce n'è per tutte le esigenze,a seconda della misura del piede (per la cronaca: il mio 44 richiede un assorbente per noche , 4 gocce su cinque – per il 38 di una ragazza francese invece era perfetto un assorbente infrasettimanale salvagoccia senza alette). Idee che hanno funzionato alla grande, in perfetto stile post-Grande Crisi:l'uso di prodotti di settori maturi per nuove esigenze, una ricerca che ha caratterizzato intere aree del Nord-Est e che diventerà sempre più importante nella nuova economia. Il Cammino di Santiago come ennesima opportunità persa dall'Italia: secondo un'analisi dell'Università galiziana i peregrinos portano un giro d'affari di 25 milioni di euro (stime prudenziali) lungo tutto il percorso, cui vanno aggiunti altri 5 milioni per viaggi, pre e post-turismo. E l'Italia, che pure vantava nel Medio Evo un movimento analogo di pellegrini, detti Romei perché andavanoa Roma, non è riuscita ad attrezzare niente. Niente alberghi a basso prezzo (letto a castello, docce e servizi per 5-6 euro o un donativo libero), niente stradine curate, niente indicazioni stradali, come la mitica freccia gialla che ti accompagna ovunque negli oltre 800 chilometri del Cammino di Santiago. Eppure sarebbe fantastico poter scendere dalle Alpi, attraversare la Lombardia, gli Appennini, la Toscana e l'Alto Lazio, territori ricchissimi di natura incontaminata, straordinarie testimonianze storiche e, particolare non trascurabile, prodotti enogastronomici di altissimo livello. Spesso ogni borgo cura il suo particolare, ma manca qualcuno che leghi una pieve con un'altra vallata e poi che ti porti più in là,sempre un po' più in avanti. Un vero turismo glocal, che potrebbe diventare il simbolo del post-Grande Crisi, dopo le ubriacature delle località lussuose ad alto tasso di esibizionismo. Il Cammino di Santiago come atteggiamento di fronte alla Grande Crisi: è il caso di un export manager di una grande maison di moda che ha cominciato il Cammino sentendosi in dovere di spiegare a tutti – primadonna poliglotta – che, intendiamoci, lui era con noi solo per fare un po' di trekking senza implicazioni spirituali o religiose. Ma dopo alcuni giorni si è messo ad ascoltare gli altri, alla quinta tappa ha fatto quel gesto un po' antico di entrare in uno sperduto ufficio postale per spedire a casa tutti quegli aggeggi elettronici ultrasofisticati di cui sembrava non poter fare a meno, e al settimo giorno lo abbiamo visto lavare, con grande imperizia, la sua biancheria. Proprio come gli altri peregrinos . Un manager che si lava le mutande, emblematico perché: 1) vuol dire che, nolente, è stato contagiato dal vero spirito del Cammino; 2) sintetizza l'immagine di chi si prepara ad affrontare e gestire con spirito innovativo il post Grande Crisi. Il Cammino come atteggiamento vecchio, da ante-Grande Crisi. Come i peregrinos che danno sempre colpa agli altri: le indicazioni stradali erano insufficienti, il personale dei ristoranti era maleducato, gli scarponi non sono adeguati. Camminano incattiviti, prima o poi si arrenderanno e comunque non avranno il tempo di immergersi veramente nel camino. Travolti dalle difficoltà quotidiane, come saranno travolti quelli che dicono che la Grande Crisi non è affar mio, altri l'hanno causata, altri devono risolverla. Trovi di tutto, al Cammino. Anche i fanatici che cronometrano le loro performance podistiche per vantarsi di un qualche minuto guadagnato in una tappa. Limitano il Cammino a corse, massaggi, materiale iper- tecnico e alimentazione programmata al millimetro. Ridicolo, come chi basava le sue performance ante- Grande Crisi sugli ordini in Borsa fatti sul filo dei secondi senza una minima analisi dei fondamentali di bilancio. O come gli amministratori delegati ossessionati dai risultati trimestrali, senza avere il tempo, o la capacità, di pensare a strategie di mediolungo periodo. Trovi di tutto, al Cammino. Una fiumana di gente che scarpina da sola o in compagnia, nel silenzio più profondo o tra chiacchiere spensierate. Una globalizzazione positiva, che non annulla le differenze ma le esalta, così come dovrebbe essere il post-Grande Crisi: obiettivi comuni, approcci diversi. Lo vedi ogni giorno, quando si parte. E noti subito le differenze. Anche nel modo di affrontare le tappe. Gli spagnoli partono a razzo, rumorosamente (come le "furie rosse" della loro nazionale di calcio), salvo poi accasciarsi alla prima ombra o stravaccarsi all'ultimo bar prima di affrontare un colle. I tedeschi camminano con metodo, attrezzati in modo molto razionale, e poi li vedi tracannare pinte di birra a stomaco vuoto con 40 gradi all'ombra.I francesi sono veloci e gagliardi, ma trasformano semplici ampollas o tendiniti in dramma nazionale. Per gli italiani, invece, funziona il federalismo pedonale: ognuno cammina come crede, con passo da montagna, passeggiata da città o marcia semicompetitiva. Per dirla alla Togliatti: uniti nella diversità. Ma non importa come cammini, al Cammino. E non è neanche importante arrivare. Quello che conta veramente è partire ogni giorno, quando i bar sono ancora chiusi, e hai la speranza, la certezza, di immergerti in una straordinaria storia che ti accompagna in una nuova dimensione. Come potrebbe essere il mondo che verrà. Buen Camino, Grande Crisi. Nino Ciravegna © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Sui laghi si raffreddano i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Miaeconomia" del 13-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gli ultimi articoli da: Esperto conti correnti Cambiali scadute 15 anni faTrasferimento assegno pensioneC/c per protestatiApertura c/c a protestatoProtesto e c/cC/c cointestato e de cuiusAssegno bancario pretestatoProtesto assegnoRichiesta c/c baseC/c per soggetti protestati Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Documenti mutuoDetrazione mutuo per nuda proprieta’Separazione coniugi e mutuo cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi del cointestatario del mutuo CASA » Casa news Sui laghi si raffreddano i prezzi delle case (13/07/2009) Il lago di Como e’ sempre piu’ protagonista della vita dello star system mondiale. George Clooney, Michael Schumacher, Brad Pitt, Kevin Costner e Bruce Springsteen. Sono solo alcuni nomi dei vip che sono rimasti ammaliati da questo paesaggio lacunare non raggiungibile in auto, lontano da sguardi indiscreti e con tanto di piazzola per l’atterraggio degli elicotteri. E chi decide di non comprare casa, ripiega sull’affitto. Ad aprire la strada e’ stata Madonna. La popstar ha infatti preteso che nel contratto firmato con i Versace, oltre ai quindici milioni di euro e a due anni di abiti griffati, ci fosse il permesso di usare la Villa Fontanelle tutte le volte che vorra’. La vista sul lago, insomma, continua ad affascinare nomi noti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. Tutta invidia? Tuttavia, prima di lasciarsi travolgere da questo astio, conviene riflettere bene sul ruolo che sta avendo la crisi economica sul settore immobiliare. Come ben si sa, infatti, da oltre 6 mesi si sono registrati notevoli ribassi nelle compravendite, come conseguenza di un generale rallentamento del mercato e di una minor disponibilita’ economica di chi compra. Trend negativo che ha colpito anche i laghi, come dimostra l’analisi condotta dall’Ufficio Studi Tecnocasa nella seconda parte del 2008. Nel dettaglio, le quotazioni immobiliari delle principali localita’ lacunari sono infatti diminuite del 4,2%. In soldoni, equivale a dire che comprare casa con affaccio sul lago costa di meno e diventa accessibile un po’ a tutti. Sul Lago di Garda si registra una contrazione del 3,9%, le localita’ della sponda bresciana hanno segnalato invece una decrescita del 4,7%, con ribassi a Desenzano, Moniga del Garda e Sirmione. Sulla sponda veronese la diminuzione dei prezzi e’ stata del 2,9% con contrazioni piu’ accentuate a Bardolino. In calo i prezzi immobiliari anche Mandello del Lario (-15%). In questa zona un appartamento ristrutturato costa 2.000 euro al mq. A ridosso del lago si possono comprare appartamenti in residence o in palazzine costruiti dagli anni ‘60 in poi. Una soluzione ristrutturata fronte lago costa invece 2.700/2.800 euro al mq. Sia a Mandello del Lario che ad Abbadia Lariana sono in costruzione nuove villette a schiera ed appartamenti il cui prezzo di vendita e’ di 2.800 euro al mq. In lieve calo (-2,7%) anche le quotazioni immobiliari ad Iseo. La frazione di Clusane e’ tra le aree piu’ richieste grazie alla sua vista sul lago. Per l’acquisto di una tipologia in buono stato si spendono circa 2.000 euro al mq. In localita’ Dossello sono in corso d’ opera i lavori per la costruzione di nuovi residence, ville ed appartamenti il cui prezzo di vendita e’ di 3.000 euro al mq. Per soluzioni a ridosso del lago le valutazioni arrivano anche a 5000 - 6000 euro al mq. La flessione del mercato immobiliare tocca anche altre Regioni. Nel Lazio, Bracciano e Trevignano hanno registrato un calo pari al 7,2%. Gli appartamenti sul lungolago si vendono infatti sui 3.000 euro a metro quadrato. E la stessa quotazione hanno le case del centro storico, se ristrutturate e naturalmente con affaccio sullo specchio d’acqua. E se non c’e’ la vista, si puo’ anche spuntare un prezzo migliore, secondo Tecnocasa, “almeno del 15%”. E per chi vuole una villa, la spesa si aggira tra i 350mila e i 400mila euro, a seconda di tipologia e zona. 5 voti - » Vota questa notizia »

Torna all'inizio


Centocinquantaseimila euro di utile, e altri 64 mila per la società controllata, non sono propr... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 14-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Martedì 14 Luglio 2009, Centocinquantaseimila euro di utile, e altri 64 mila per la società controllata, non sono proprio da buttare, specie se parliamo di una società immobiliare e se parliamo del bilancio 2008, alle porte dell'anno nero per l'edilizia, uno dei primi settori colpiti dalla crisi globale scatenatasi negli Stati Uniti proprio in seguito all'esplosione della bolla immobiliare determinata dai mutui facili. Parliamo di Ive, l'Immobiliare veneziana, braccio operativo del Comune di Venezia (che ne possiede il 97% delle azioni, il restante 3% è di Asm, quindi sempre in "casa"), e della controllata "Immobiliare Patrimonio", creata nel 2006 per gestire il patrimonio immobiliare residuo dell'ex San Paolo Imi: «Un impegno da 23 milioni di euro che ha risolto un caso di emergenza abitativa senza pesare sulle casse pubbliche e mantenendo un equilibrio finanziario» dicono all'Ive. Proprio questa controllata sarà la "cassaforte" dell'operazione di social housing di via Pertini: «Stiamo attendendo il via libero definitivo del Comune, poi potranno cominciare i lavori» ha detto ieri Ezio Micelli, presidente di Ive. Intanto giusto ieri il Comune ha approvato il secondo piano di lottizzazione, dopo via Pertini: si tratta di Asseggiano, un'altra operazione di social housing da 220 alloggi su un'area di quasi 18 mila metri quadrati, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro. Ive a giorni partirà con la pubblicazione del bando per arrivare al progetto vero e proprio, dopo quello già realizzato per via Pertini che lo scorso mese è stato insignito del "Mattone d'oro" all'Eire, la fiera nazionale dell'immobiliare. «Bilancio e progetti sono il frutto di un lavoro oculato che ci ha permesso di resistere agli effetti della crisi globale. Un risultato per noi ancora più importante, visto che abbiamo la responsabilità di amministrare risorse pubbliche e visto che stiamo realizzando abitazioni per quella fascia di popolazione, sempre più ampia, che guadagna abbastanza per non poter accedere al mercato dell'edilizia economico-popolare, ma che ha sempre più difficoltà a confrontarsi con i prezzi del libero mercato».

Torna all'inizio


Prezzi delle case ancora fermi a Milano, ma calano le compravendite: c'è crisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sestopotere.com" del 15-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Prezzi delle case ancora fermi a Milano, ma calano le compravendite: c'è crisi (15/7/2009 09:40) | (Sesto Potere) - Milano - 15 luglio 2009 -Cauto il mercato immobiliare milanese nei primi sei mesi del 2009. Nonostante la crisi internazionale i prezzi diminuiscono in provincia (-0,9%) ma il mercato resta complessivamente stabile in città dove rallenta appena dello 0,2% in sei mesi. Tra le ragioni i grandi progetti di trasformazione urbana e gli investimenti immobiliari in fase di realizzazione in vista di Expo 2015. Comprare casa a Milano costa in media, considerando tutte le tipologie di immobili residenziali in vendita, 3.637 euro al metro quadro, affittarla 176 euro al metro quadro all’anno. Mentre i consumatori aspettano prima di acquistare e si allungano i tempi di vendita: in un anno scende il numero delle compravendite in città di circa il 20%, quasi 1.000 transazioni in meno nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008. Se resistono la cerchia dei Bastioni con +0,5% in sei mesi, 5.046 euro al mq, e la circonvallazione con +0,1%, 3.476 euro al mq, rallentano il Centro (-0,3%, 7.043 euro al mq) e soprattutto il decentramento (-0,5%, 2.532 euro al mq). Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla 35° edizione della “Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano” sul primo semestre 2009 realizzata dalla Camera di commercio di Milano attraverso l’azienda speciale Borsa Immobiliare, in collaborazione con FIMAA Milano. “Pur se in rallentamento, il mercato immobiliare milanese nella prima metà di quest’anno registra una complessiva tenuta - ha dichiarato Antonio Pastore, presidente di OSMI Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano –Soprattutto in città i prezzi si mantengono stabili, in particolare nelle zone interessate dai nuovi progetti di sviluppo e trasformazione urbana e dagli investimenti immobiliari in vista di Expo 2015, mentre diminuiscono decentramento e provincia. Contemporaneamente però si vendono meno case, in circa un anno si è registrato il 20% in meno di transazioni. Stiamo dunque sperimentando un’inerzia del sistema, dove il proprietario vende casa solo se trova risposta alle proprie aspettative di vendita. D’altro canto, in una situazione di offerta che aumenta e soprattutto di difficoltà nell’accesso al finanziamento per i mutui, chi compra casa lo fa senza fretta, attendendo l’occasione giusta, cercando magari soluzioni che offrano risparmi energetici, l’uso di materiali innovativi o ecologici, o la presenza di elementi che arricchiscono il valore dell’immobile. E nell’attesa, si ricorre spesso all’affitto, il cui mercato in questi mesi conosce una buona ripresa”. Nel prossimo futuro ci si attende una importante contrazione del livello di scambi degli appartamenti (in città – 40% e in provincia – 25% rispetto al 2004). Tale calo sembra essere generato dalla crisi della fascia bassa del mercato. Infatti le transazioni di immobili di piccola e media dimensione garantiti da ipoteca hanno sperimentato un forte calo. “Se la fascia più povera non riesce o riesce con maggiore difficoltà a finanziare l’acquisto – afferma Lionella Maggi, presidente di FIMAA Milano, il Collegio degli agenti d’affari e d’intermediazione aderente all’Unione del Commercio – è evidente che tutto il mercato rallenti per le difficoltà nelle permute. La domanda immobiliare è ancora presente, ma sono le condizioni economiche avverse che non consentono di soddisfarla”.

Torna all'inizio


(sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MORDANO pag. 7 «Qui non c'>è bolla immobiliare E presto i motori si accenderanno» «NELLA ZONA di Mordano non c'è stata quella bolla immobiliare che è scoppiata nei mesi passati in altre zone della provincia o d'Italia», afferma Gian Marco Di Zuffa. «Sul nostro territorio prosegue le imprese edili lavorano con un margine del 10 per cento e costruiscono bene e con tutti i criteri. Per questo non propongono prezzi gonfiati o artefatti, ma chiedono cifre in linea con il mercato. In pratica, si lavora alla luce del sole, con capitolati chiari. E in questa direzione hanno fatto notevoli investimenti. Questo rallentamento del mercato non può durare a lungo». Però i mordanesi vanno a comprare casa a Bagnara. «Lì, in quella cittadina rivela ancora negli ultimi 4-5 anni c'è stato un notevole sviluppo dell'edilizia. Dai cantieri si sfornavano 70-80 pezzi al colpo. Sì, è vero, a Bagnara si vendono le case a prezzi molto più bassi di quelli praticati a Mordano, ma la qualità del prodotto è più scarsa». n. m.

Torna all'inizio


Casa, Nomisma: le famiglie tornano a investire (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari Italiani (Online)" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Economia Immobiliare/ Nomisma: le famiglie investono nella casa Venerdí 17.07.2009 15:42 Anche nel mercato immobiliare italiano, la crisi colpisce prevalentemente gli investitori istituzionali: tra le le motivazioni per l'acquisto di un'abitazione che spinge i singoli fa invece un balzo in avanti la spinta all'investimento. In Italia - rileva l'osservatorio immobiliare di Nomisma, nel II rapporto 2009- il volume complessivo di investimenti non residenziali da parte degli investitori istituzionali, nel primo trimestre dell'anno, e' caduto del 68% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il segmento degli uffici raccoglie il 53% del monte investimenti seguito da un 32% del retail; gli investitori locali rappresentano il 63% del totale; Milano concentra il 55% degli investimenti mentre Roma appena il 4%. A causa della crisi, le famiglie, nel corso dell'ultimo anno, hanno invece risparmiato piu che in passato, sia in Italia che all'estero (la quota che e' riuscita a risparmiare, dal 34,2% nell'anno passato, e'passata al al 37,7% attuale, una cifra corrispondente a circa 9 milioni). La motivazione per l' acquisto dell'abitazione e' prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), seconda casa (8,6%), mentre e' in forte - spiega Nomisma - la spinta all'investimento: le compravendite effettuate per investimento, erano infatti poco meno del 12% l'anno passato e quello prima, mentre oggi si registra circa il 17%, un balzo in avanti, dunque, di circa il 40%. Per quanto riguarda i prezzi degli immobili nelle 13 principali aree urbane prese in esame dall'indagine, si registra un calo generalizzato: - 3,7% le abitazioni nuove, - 3,4% le abitazioni usate, -2,1 gli uffici, -1,4% i negozi; in piccola crescita (+1%) box e garages. Crescono anche i tempi di vendita (6,1 mesi per le abitazioni sia nuove che usate). tags: nomisma casa immobiliare prezzi immobili

Torna all'inizio


PREZZI. Nomisma: prosegue calo del mercato immobiliare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "HelpConsumatori" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

News PREZZI. Nomisma: prosegue calo del mercato immobiliare 17/07/2009 - 15:16 E' proseguita, nel primo semestre 2009, la fase negativa del settore immobiliare: e' quanto emerge dal rapporto sulla congiuntura immobiliare italiana relativo al primo semestre 2009 realizzato dall'Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma. I tempi migliori sono attesi per il 2010 quando si dovrebbe registrare un miglioramento, anche se con valori e contratti ancora in tendenziale flessione. Alla base della fase negativa del mercato immobiliare, il rapporto segnala la stretta del credito, che colpisce le imprese piu' che le famiglie. La crisi economica e finanziaria ha pero' riacceso l'interesse nei confronti dell'investimento nel mattone: il 14,6% di famiglie si dice interessata ad acquistare un'abitazione nel prossimo biennio. Per quanto riguarda i prezzi, Nomisma segnala che si tratta del secondo semestre consecutivo in cui i valori stanno volgendo verso in basso, mentre i prezzi di uffici e negozi sono in piena flessione. Per la abitazioni, nel primo semestre 2009 si registra un -2,5% (e' il calo piu' forte dal 1997): gli attuali prezzi si riportano quindi ai livelli del mercato del 2007, con cali che toccano tutte le zone e citta' considerate, e sono piu' evidenti nelle citta' settentrionali. Gli operatori immobiliari stimano che il punto piu' basso del mercato abitativo quanto a numero di compravendite di abitazioni sia stato ormai quasi raggiunto: nel 2009 dovrebbero attestarsi a circa 600.000, con un calo del 12,5% rispetto al 2009. Per il 2010 i prezzi delle case potrebbero subire un'ulteriore flessione del 2-3%, mentre dal 2011 il mercato immobiliare dovrebbe tornare a crescere. 2009 - redattore: VC

Torna all'inizio


IMMOBILI: NOMISMA, PREZZI ANCORA IN CALO, TIENE ROMA E MILANO -6%. (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Asca" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

IMMOBILI: NOMISMA, PREZZI ANCORA IN CALO, TIENE ROMA E MILANO -6% (ASCA) - Roma, 17 lug - Continuano a scendere i prezzi delle case in Italia anche se la dinamica non e' accentuata come in altri paesi tipo Spagna e Gran Bretagna dove c'e' stata una vera e propria bolla immobiliare. Per il 2009 la flessione dei prezzi sara' dell'ordine del 6-8% e una flessione del 2-3% l'anno prossimo. le indicazioni arrivano dal rapporto di Nomisma sul mercato immobiliare italiano che mostra un andamento molto differenziato per aree geografiche e tipologie di immobili. L'analisi dei principali capoluoghi mostra ad esempio che a Roma la flessione media dei prezzi nel 2009 e' molto limitata, appena lo 0,6% su base annua mentre a Milano i prezzi accusano una contrazione del 6,1% e a Bologna arrivano a un -7,3%. Bari e Cagliari invece evidenziano addirittura prezzi in crescita rispettivamente +1,1% e +2,8%. ''Nel primo semestre del 2009 e' proseguita la fase negativa del settore immobiliare - si legge nel rapporto - amplificando i toni rispetto agli ultimi mesi dell'anno precedente''. Nel 2010 ''si dovrebbe registrare un certio miglioramento rispetto alla situazione annuale ma con valori e contratti ancora in tendenziale flessione''. Per una ripresa del settore occorrera' attendere dunque il 2011. did/mcc/ss (Asca)

Torna all'inizio


Casa: Confindustria, prezzi -9% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa: Confindustria, prezzi -9% ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 17.07.2009 18:30 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 17 LUG - In Italia nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9%. La stima e' del Centro studi di Confindustria. Si prevede un calo delle transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%, ''che riporta i livelli ai valori di inizio anni 2000''. La diminuzione dei prezzi continua a ''ritmi sostenuti'' ed e' accelerata nel primo trimestre 2009 nei paesi dove piu' estesa e' stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine negli Stati Uniti, ma proseguira' in Europa. L'aggiustamento, avverte il Csc, ''frenera' la ripresa: deprime il settore edilizio, riduce la ricchezza, accresce la prudenza delle banche nel concedere prestiti ipotecari''. (ANSA).

Torna all'inizio


Casa: Confindustria, prezzi -9% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Varesenews" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ROMA Casa: Confindustria, prezzi -9% Centro studi prevede un calo delle transazioni del 20% Zoom Testo Stampa articolo | Invia | Scrivi (ANSA) - ROMA, 17 LUG - In Italia nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9%. La stima e' del Centro studi di Confindustria. Si prevede un calo delle transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%, ''che riporta i livelli ai valori di inizio anni 2000''. La diminuzione dei prezzi continua a ''ritmi sostenuti'' ed e' accelerata nel primo trimestre 2009 nei paesi dove piu' estesa e' stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine negli Stati Uniti, ma proseguira' in Europa. L'aggiustamento, avverte il Csc, ''frenera' la ripresa: deprime il settore edilizio, riduce la ricchezza, accresce la prudenza delle banche nel concedere prestiti ipotecari''. (ANSA).

Torna all'inizio


CASA: CONFINDUSTRIA, PREZZI -9% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 17-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa: Confindustria, prezzi -9% di ANSA Centro studi prevede un calo delle transazioni del 20% -->(ANSA) - ROMA, 17 LUG - In Italia nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9%. La stima e' del Centro studi di Confindustria. Si prevede un calo delle transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%, ''che riporta i livelli ai valori di inizio anni 2000''. La diminuzione dei prezzi continua a ''ritmi sostenuti'' ed e' accelerata nel primo trimestre 2009 nei paesi dove piu' estesa e' stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine negli Stati Uniti, ma proseguira' in Europa. L'aggiustamento, avverte il Csc, ''frenera' la ripresa: deprime il settore edilizio, riduce la ricchezza, accresce la prudenza delle banche nel concedere prestiti ipotecari''. (ANSA).

Torna all'inizio


I prezzi delle case continuano a calare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Brescia" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Edizione: 18/07/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia I prezzi delle case continuano a calare Per Nomisma flessione del 2,5% da inizio anno Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2° Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto (complici i prezzi più bassi). Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi attorno alle 600.000 compravendite, quasi 250.000 in meno rispetto al «pre-crisi» del 2007 (con un calo del 12,5% sul 2008). Confindustria più pessimista Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, secondo cui nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9% e le transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%. Il settore, spiega il rapporto di Nomisma, è in sofferenza, complici stretta del credito e la minore fiducia delle famiglie: calano anche prezzi di affitti e uffici, i tempi di vendita e locazione si dilatano e gli sconti aumentano. C'è però qualche settore che riprende a «tirare», come il turistico di lusso, o dove la domanda non manca, come l'immobiliare di qualità. Per un'indagine «motivazionale» di Nomisma, per una casa a risparmio energetico o in bioedilizia infatti un acquirente è disposto a spendere fino al 15% in più. E non sembra risentire della crisi il mercato di box auto e garage, che «porta a casa» addirittura un timido +1% su base annua. Tornando ai prezzi, restano in piena flessione anche quelli di uffici (-2,3% nel semestre, -2,1% su base annua) e negozi (-1,7% e -1,4%). Con gli attuali prezzi il mercato è tornato a livelli 2007. Quelli delle case registrano cali ovunque, più intensi al Nord. A scendere di più sono stati quelli delle case a Bologna (-7,3% annuale, -3% semestrale), Milano (-6,1% e -3,7%), Venezia (Mestre -5,6% e -3,7% e città -5,5% e -4,19%), Firenze (-5,3% e 3,6%) e Napoli (-5% e -3,3%). Spulciando tra le pagine del rapporto, che ha analizzato come di consueto 13 grandi aree urbane, quella dove si paga il prezzo medio più alto a metro quadro è Venezia città (3.837 euro), seguita da Roma (3.635) e Milano (3.551). Ma alla capitale spetta il primato del prezzo medio più alto per immobile di pregio (7.075), seguita dal capoluogo lombardo (6.977) e da Venezia città (5.865). Si vende in sei mesi Per vendere una casa (nuova o usata) si aspettano in genere 6,1 mesi, 7,6 per un ufficio, e 6,8 per un negozio. Per affittare una casa passano 3 mesi se è nuova, 3,2 se usata; 5,2 mesi per un ufficio, 4,8 per un negozio. Lo sconto è in media del 7,3% per un casa nuova, del 13% per una usata, del 12,5% per un negozio e del 13,4% per un ufficio. Come detto, Confindustria è più pessimista e stima per il 2009 un calo dei prezzi del 9%. La diminuzione dei prezzi continua a «ritmi sostenuti» ed è accelerata nel primo trimestre 2009 nei Paesi dove più estesa è stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92% (contro il -6,62% del trimestre precedente), Irlanda -2,96% (-2,47%) e Spagna -3,02% (-2,42%). In Italia nel primo trimestre la contrazione è stata del 4,5%, dopo il -2,4% della media del 2008: nel secondo trimestre si è invece registrata una flessione del 3,9%. A fine anno - questa la stima - il calo complessivo sarà del 9%.

Torna all'inizio


Il Rapporto Nomisma fotografa un mercato immobiliare in seria difficoltà (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Cittadino, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Case, prezzi in discesa nel 2009 Mattone giù del 3,5% in un anno BOLOGNA Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto (complici i prezzi più bassi). Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi attorno alle 600.000 compravendite, quasi 250.000 in meno rispetto al "pre-crisi" del 2007 (con un calo del 12,5% sul 2008).Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, secondo cui nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9% e le transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%. Il settore, spiega il rapporto di Nomisma, è in sofferenza, complici stretta del credito e la minore fiducia delle famiglie: calano anche prezzi di affitti e uffici, i tempi di vendita e locazione si dilatano e gli sconti aumentano. C'é però qualche settore che riprende a 'tiraré, come il turistico di lusso, o dove la domanda non manca, come l'immobiliare di qualità. Per un'indagine 'motivazionalé di Nomisma, per una casa a risparmio energetico o in bioedilizia infatti un acquirente è disposto a spendere fino al 15% in più. E non sembra risentire della crisi il mercato di box auto e garage, che 'porta a casà addirittura un timido +1% su base annua.Tornando ai prezzi, restano in piena flessione anche quelli di uffici (-2,3% nel semestre, -2,1% su base annua) e negozi (-1,7% e -1,4%). Con gli attuali prezzi il mercato è tornato a livelli 2007. Quelli delle case registrano cali ovunque, più intensi al nord. A scendere di più sono stati quelli delle case a Bologna (-7,3% annuale, -3% semestrale), Milano (-6,1% e -3,7%), Venezia (Mestre -5,6% e -3,7% e città -5,5% e -4,19%), Firenze (-5,3% e 3,6%) e Napoli (-5% e -3,3%). Spulciando tra le pagine del rapporto, che ha analizzato come di consueto 13 grandi aree urbane, quella dove si paga il prezzo medio più alto a metro quadro è Venezia città (3.837 euro), seguita da Roma (3.635) e Milano (3.551). Ma alla capitale spetta il primato del prezzo medio più alto per immobile di pregio (7.075), seguita dal capoluogo lombardo (6.977) e da Venezia città (5.865).

Torna all'inizio


I prezzi delle case continuano a calare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Sabato 18 Luglio 2009 ECONOMIA Pagina 38 MERCATO. Nomisma: -2,5% nel semestre I prezzi delle case continuano a calare BOLOGNA Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi a fine anno potrebbero risultare più bassi, rispetto al 2008, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma stima il rapporto, potrebbe esserci un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un ritorno di interesse all'acquisto. Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi a circa 600mila compravendite, quasi 250mila in meno rispetto al 2007; -12,5% sul 2008. Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, per il quale nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9% e le transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%.  

Torna all'inizio


I prezzi delle case continuano a calare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Sabato 18 Luglio 2009 ECONOMIA Pagina 29 MERCATO. Nomisma: -2,5% nel semestre I prezzi delle case continuano a calare BOLOGNA Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi a fine anno potrebbero risultare più bassi, rispetto al 2008, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma stima il rapporto, potrebbe esserci un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un ritorno di interesse all'acquisto. Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi a circa 600mila compravendite, quasi 250mila in meno rispetto al 2007; -12,5% sul 2008. Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, per il quale nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9% e le transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%.  

Torna all'inizio


case, prezzi giù del 6-8% bene i box, crollano gli uffici - luisa grion (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 26 - Economia Le stime di Nomisma per il 2009. I ribassi maggiori a Bologna e Milano. Rialzo solo nel 2011 Case, prezzi giù del 6-8% bene i box, crollano gli uffici LUISA GRION ROMA - La crisi e la stretta sul credito hanno abbattuto i prezzi delle case e fatto scivolare quello degli affitti. Comprare un appartamento o un ufficio quest´anno costerà di meno, ma ciò non basterà a convincere gli incerti a lanciarsi nell´avventura: la compravendita è destinata a crollare del 12,5 per cento rispetto al 2008 (si prevedono 250.000 transazioni in meno). Nomisma, nel suo rapporto sul mercato immobiliare, ha messo i numeri nero su bianco: nel primo semestre del 2009 i prezzi delle case sono diminuiti del 2,5 per cento, destinato a diventare 3,5 su base annua. Ma, sommati ai precedenti ribassi i listini, rispetto allo scorso anno, potrebbero risultare in discesa del 6-8 per cento. Il 2010 sarà un anno di stasi e solo nel 2011 il mercato darà segnali di ripresa: il settore quindi dà evidenti segnali di sofferenza anche se - avverte Nomisma - manca ormai pochissimo per raggiungere il punto più basso. La caduta va dai massimi di Bologna, dove i prezzi delle case scenderanno del 7,3 per cento, al meno 6,1 di Milano. Dal 3,3 per cento di Napoli alla sostanziale tenuta di Roma dove - crisi o meno - i prezzi delle case scenderanno solo dello 0,6 per cento e continueranno a viaggiare sui 3.635 euro al metro quadro. Ciò detto per vendere una casa, nuova o usata, si aspettano in genere oltre 6 mesi. Peggio va per gli uffici (i mesi salgono a 7,6 anche se il crollo dei listini, su base annua sarà del 2,1 per cento) e per i negozi (quasi sette mesi di attesa nonostante una limatura dei listini dell´1,4 per cento). Quanto ai tempi degli affitti bisognerà mettere in conto circa tre mesi di attesa per «piazzare» un appartamento, contro i 7,6 di un ufficio e i 6,9 di un negozio: lo sconto concesso all´inquilino rispetto al primo prezzo richiesto va dal 7,3 per cento della casa nuova, al 12,5 per il negozio, al 13,4 dell´ufficio. Insomma, spiega il rapporto, i prezzi sono scesi al livello del 2007 e la crisi è generalizzata: famiglie e imprese ci pensano due volte prima di decidere di allargarsi o di comperare un nuovo ufficio. Confindustria è addirittura più pessimista di Nomisma: secondo la stima del centro studi dell´associazione i prezzi delle abitazioni, nel 2009, scenderanno in media del 9 per cento e il numero delle transazioni del 20. Ciò detto, nella difficoltà generale, alcuni segmenti del mercato continuano a tirare. La caduta dei prezzi, ad esempio, sembra non toccare gli immobili di prestigio o le belle case nelle zone turistiche di lusso. Per un´abitazione realizzata rispettando tutti i canoni della bioedilizia e del risparmio energetico l´acquirente è disposto a spendere fino al 15 per cento in più. Nemmeno il mercato dei box auto e dei garage sembra risentire della congiuntura negativa: nelle grandi città la mancanza di parcheggi resta un incubo e i loro prezzi subiranno un ulteriore rialzo dell´1 per cento.

Torna all'inizio


Case, nel primo semestre prezzi in continua discesa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Libertà" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Case, nel primo semestre prezzi in continua discesa BOLOGNA - Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2° Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto. Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi attorno alle 600.000 compravendite, quasi 250.000 in meno rispetto al pre-crisi del 2007 (con un calo del 12,5% sul 2008). 18/07/2009

Torna all'inizio


Giù il valore delle case Meno 10% in due anni (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Riformista, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Giù il valore delle case Meno 10% in due anni Il mercato immobiliare italiano tornerà a crescere non prima del 2011. È quello che afferma il rapporto Nomisma sul settore per il 2009. Nei primi sei mesi di quest'anno i valori sono scesi del 2,5 per cento, e nei sei mesi precedenti dell'un per cento. Gli analisti di Nomisma ritengono probabile che i corsi immobiliari perdano alla fine dell'anno tra il sei e l'otto per cento rispetto allo scorso anno. E qualche altra cosa perderanno il prossimo anno. Questo è il prezzo che il mercato paga alla crisi finanziaria innescata dai prodotti derivati che era partita proprio dal settore immobiliare americano. Il prezzo è una discesa dei valori in due anni di circa il 10 per cento. Ancorché forse sin troppo limitata - e comunque quasi impercettibile rispetto ai crolli dei mercati negli Stati Uniti o in Spagna - è una correzione decisamente salutare, se pensiamo all'esagerato livello dei prezzi delle case negli ultimi anni, che non corrispondeva più a una realistica valutazione delle cose. Anche da noi c'è stata una bolla dei valori, e solo a crisi finita capiremo di che entità. Per il momento sappiamo che la contrazione delle compravendite (del 15 per cento l'anno scorso e di quasi il 19 nel primo trimestre di quest'anno) porterà a una contrazione del fatturato di settore: quest'anno l'immobiliare potrebbe chiudere con un fatturato di 110 miliardi, il 30 per cento in meno rispetto al 2007, anno boom. La conferma della correzione in atto arriva anche da Eurostat, che ha diffuso ieri i dati di maggio sull'edilizia nell'Unione europea. Per l'Italia sono disponibili solo i dati relativi al primo trimestre del 2009, con un calo dell'attività edilizia del 12,3 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2008. 18/07/2009

Torna all'inizio


Scende ancora il prezzo delle case Tengono i box (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unita, L'" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Scende ancora il prezzo delle case Tengono i box Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2/o Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto (complici i prezzi più bassi). NOMISMA

Torna all'inizio


Scendono un po' i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MERCATO IMMOBILIARE/RAPPORTO NOMISMA Scendono un po' i prezzi delle case I prezzi sul mercato immobiliare italiano seguitano a scendere, ma con percentuali nettamente inferiori a quelle degli altri paesi. Secondo l'ultimo rapporto Nomisma presentato ieri, nel primo semestre è proseguita la fase calante con riduzioni dei prezzi, del numero delle compravendite in presenza di un allungamento dei tempi di vendita medi. Al 30% giugno le abitazioni costano il 2,5% in meno e il dato che su base annua diventa un -3,5%, il peggiore dal 1997. Il giro di affari dovrebbe attestarsi a fine anno attorno ai 110 miliardi (-16,9%): il fatturato segue l'andamento del numero di compravendite, previsto in calo del 12,5% a 600 mila. Nelle previsioni del centro studi bolognese, a fine anno i prezzi potrebbero risultare in flessione dell'8% sul 2008 per subire poi un ulteriore flessione del 2-3% nel 2010. La vendita di un immobile residenziale, sia esso nuovo o usato, raggiunge sconti del 7,3% e richiede oggi 6,1 mesi, periodo che si allunga per gli uffici fino a 7,6 mesi, con sconti fino al 13%. Le uniche a non conoscere crisi sono le nicchie immobiliari del lusso: «Nelle ultime settimane - ha spiegato Gualtiero Tamburini, presidente di Nomisma - nelle località turistiche più esclusive, c'è stato un consistente ritorno della domanda». E in generale, tra chi può permetterselo, torna a riaccendersi l'interesse nei confronti dell'investimento del mattone: il 14,6% delle famiglie si è dichiarata interessata a comprare casa nel prossimo biennio: «si tratta di 3,5 milioni di famiglie - calcola Tamburini - cifra consistente se si pensa che nell'ultimo anno sono state stipulate poco più di 700 mila compravendite». Secondo Nomisma - notizia positiva se confermata - si sarebbe anche una tendenza al ribasso dell'importo dei nuovi affitti, ma - come avverte il presidente di Nomisma: «Questo significa unicamente che i rendimenti degli immobili restano stabili» rispetto ai prezzi più bassi delle abitazioni.

Torna all'inizio


Continua il calo dei prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ECONOMIA 18-07-2009 NOMISMA Continua il calo dei prezzi delle case BOLOGNA II Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2° Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. A scendere di più sono stati i prezzi delle case a Bologna (-7,3% annuale, -3% semestrale), Milano (-6,1% e -3,7%), Venezia (Mestre -5,6% e -3,7% e città -5,5% e -4,19%), Firenze (-5,3% e 3,6%) e Napoli (-5% e -3,3%). L'area urbana dove si paga il prezzo medio più alto a metro quadro è Venezia città (3.837 euro), seguita da Roma (3.635) e Milano (3.551). Ma alla capitale spetta il primato del prezzo medio più alto per immobile di pregio (7.075).

Torna all'inizio


Prezzi delle case giù del 2,5% nel primo semestre 2009 (-3,5% su base annua). Indenni i box aut... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Prezzi delle case giù del 2,5% nel primo semestre 2009 (-3,5% su base annua). Indenni i box auto (nessuna variazione nel semestre, +1% nell'anno). A rivelarlo è il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. Alla fine del 2009, i prezzi delle abitazioni potrebbero risultare più bassi del 6-8% rispetto all'anno scorso. Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, secondo cui nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, prevede nuovamente Nomisma, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 il mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto.

Torna all'inizio


Bologna Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segna... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Sabato 18 Luglio 2009, Bologna Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2/o Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto (complici i prezzi più bassi). Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi attorno alle 600.000 compravendite, quasi 250.000 in meno rispetto al 'pre-crisi' del 2007 (con un calo del 12,5% sul 2008). Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, secondo cui nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9% e le transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%. Il settore, spiega il rapporto di Nomisma, è in sofferenza, complici stretta del credito e la minore fiducia delle famiglie: calano anche prezzi di affitti e uffici, i tempi di vendita e locazione si dilatano e gli sconti aumentano. C'è però qualche settore che riprende a 'tirare', come il turistico di lusso, o dove la domanda non manca, come l'immobiliare di qualità. Per una casa a risparmio energetico un acquirente è disposto a spendere fino al 15% in più. E non sembra risentire della crisi il mercato di box auto e garage, che 'porta a casa' addirittura un timido +1% annuo. Tornando ai prezzi, restano in piena flessione anche quelli di uffici (-2,3% nel semestre, -2,1% su base annua) e negozi (-1,7% e -1,4%). Con gli attuali prezzi il mercato è tornato a livelli 2007. Quelli delle case registrano cali ovunque, più intensi al nord. A scendere di più sono stati quelli delle case a Bologna (-7,3% annuale, -3% semestrale), Milano (-6,1% e -3,7%), Venezia (Mestre -5,6% e -3,7% e città -5,5% e -4,19%), Firenze (-5,3% e 3,6%), Padova (- 2,5%, - 2,2% a livello annuale). L'area urbana dove si paga il prezzo medio più alto a metro quadro è Venezia città (3.837 euro), seguita da Roma (3.635) e Milano (3.551). Ma alla capitale spetta il primato del prezzo medio più alto per immobile di pregio (7.075), seguita dal capoluogo lombardo (6.977) e da Venezia città (5.865). Per vendere una casa (nuova o usata) si aspettano in genere 6,1 mesi, 7,6 per un ufficio, e 6,8 per un negozio. Per affittare una casa passano 3 mesi se è nuova, 3,2 se usata; 5,2 mesi per un ufficio, 4,8 per un negozio. Lo sconto è in media del 7,3% per un casa nuova, del 13% per una usata, del 12,5% per un negozio e del 13,4% per un ufficio.

Torna all'inizio


Prezzi delle case in discesa nel 2009 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sicilia, La" del 18-07-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Nomisma: -3,5% su base annua, -2,5% sul trimestre Prezzi delle case in discesa nel 2009 Bologna. Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case alla fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere. Secondo il rapporto, per gli operatori immobiliari il punto più basso nel mercato delle compravendite abitative sarebbe quasi raggiunto. Viene anzi segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto (complici i prezzi più bassi). Nomisma stima che nel 2009 i volumi potrebbero attestarsi attorno alle 600.000 compravendite, quasi 250.000 in meno rispetto al "pre-crisi" del 2007 (con un calo del 12,5% sul 2008). Leggermente diversa la stima del Centro studi di Confindustria, secondo cui nel 2009 i prezzi delle abitazioni scenderanno del 9% e le transazioni immobiliari nel segmento residenziale del 20%. Il settore, spiega il rapporto di Nomisma, è in sofferenza, complici stretta del credito e la minore fiducia delle famiglie: calano anche prezzi di affitti e uffici, i tempi di vendita e locazione si dilatano e gli sconti aumentano. C'è però qualche settore che riprende a "tirare", come il turistico di lusso, o dove la domanda non manca, come l'immobiliare di qualità. Secondo Nomisma, per una casa a risparmio energetico o in bioedilizia infatti un acquirente è disposto a spendere fino al 15% in più. E non sembra risentire della crisi il mercato di box auto e garage, che raccoglie addirittura un timido +1% su base annua. I cali più intensi sono al nord: soprattutto a Bologna (-7,3% annuale, -3% semestrale), Milano (-6,1% e -3,7%), Venezia (Mestre -5,6% e -3,7% e città -5,5% e -4,19%), Firenze (-5,3% e 3,6%) e Napoli (-5% e -3,3%). Prezzi in piena flessione anche per uffici (-2,3% nel semestre, -2,1% su base annua) e negozi (-1,7% e -1,4%).

Torna all'inizio