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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
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Eventi
economici e finanziari del 23 giugno
( da "
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Esperto mutui
casa Detrazione mutuo per nuda proprieta?Separazione coniugi e mutuo
cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a
minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di
mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi del cointestatario del
mutuoCointestazione immobile BORSA E MERCATI » AGENDA Eventi economici e
finanziari del 23 giugno (
USA:
AD APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA.
( da "Asca"
del 23-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
USA: AD
APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA (ASCA) - Roma, 23
giu - Negli Usa non si ferma la caduta dei prezzi degli immobili. Ad aprile, i
prezzi di vendita delle abitazioni hanno registrato una flessione dell'1,1%
rispetto al mese di marzo.
KRUGMAN:
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il benessere
della Germania, nei primi sette anni del secolo, è stato legata solo a un
gigantesco surplus della bilancia commerciale. Com?è possibile che la Germania,
che non ha subito la bolla immobiliare, abbia patito la peggior discesa del pil
tra le grandi economie?
Erbacce
tra i germogli della ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
altra
pericolosa bolla del credito e dei prezzi delle attività (oppure l'una e
l'altra). I recenti aumenti dei prezzi dei titoli, delle merci e di altre
attività rischiose sono chiaramente indotti dalla liquidità. Ottavo: le
economie di certi paesi emergenti, con fondamentali economici più deboli,
potrebbero non riuscire a evitare una grave crisi finanziaria,
Il
dollaro resisterà al debito pubblico
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
sgonfiamento
della bolla immobiliare (concluso in Usa, ma non in Europa), difficoltà
finanziarie dei Paesi emergenti, in particolare nell'Est Europa, ritorno al
risparmio delle famiglie americane. Inflazione Il crollo della produttività
(non in Usa, con i tagli occupazionali scattati subito) ha impennato i clup e
compresso i margini delle imprese.
Non
è colpa dei proprietari se oggi il mercato vuole il negozio di maschere al
posto del ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Nessuna
«bolla immobiliare» che si sgonfia, però, continua Segalin che vuole smontare
la tesi della speculazione dietro al mattone: la realtà, secondo il presidente
dei proprietari, è piuttosto che gli italiani continuano a investire in case,
mentre è una normativa sempre più complicata a far lievitare i costi.
CRESCENTE
BISOGNO DI COESIONE SOCIALE, UN'EMERGENTE RICHIESTA DI MIGLIORE DISTRIBUZIONE
DELLA ... ( da "Trentino"
del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il secondo
elemento è il permanere di una bolla politica che né scoppia né prende una
forma solida e convincente. Negli ultimi anni, una ad una sono scoppiate molte
bolle, e non solo quella finanziaria. C'è stata la bolla immobiliare, la bolla
del petrolio, la bolla delle materie prime, la bolla dei prodotti alimentari e
prima ancora la bolla della net-economy.
I
prezzi delle case sempre in discesa nel nostro Paese
( da "Cittadino,
Il" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
I prezzi
delle case sempre in discesa nel nostro Paese n I prezzi delle case in Italia
«continueranno probabilmente a scendere nel corso del 2009» lo prevede l'Ocse
che registra un calo dell'1,1% nel 2008, aggravato nell'ultimo trimestre che
segna un -2,9%.
I
prezzi delle case scenderanno ancora
( da "Libertà"
del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Irlanda e
Spagna», i Paesi dove il calo di valore degli immobili si aggira intorno ai
dieci punti percentuali. L'Italia quindi non è uno dei paesi più colpiti ma,
anzi, ha registrato uno dei passivi minori tra i paesi Ocse, con l'unica
eccezione della Svizzera dove i prezzi continuano a crescere, seppur di poco.
Anche
i ricchi piangono In Italia il fenomeno c'è, ma meno del previsto
( da "Riformista,
Il" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
caso di Ubs,
hanno dovuto ricapitalizzarsi plurime volte nell'arco dell'anno passato. Sul
versante immobiliare, la discesa dei prezzi nel 2008 (-7,5 per cento sul 2007)
non ha coinciso con un consolidamento al rialzo della domanda. Lo dimostra
anche l'ultima analisi Tecnoborsa, secondo cui la domanda di abitazioni con un
valore superiore a 700 mila euro ha perso oltre 23 punti percentuali
Toccato
il fondo, aria di ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Italia non
possa avviare la ripresa come il resto della zona euro», conclude l'economista.
Nell'area euro «ogni Paese ha le sue debolezze», come lo scoppio della bolla
immobiliare, il calo dell'export (Germania e Italia in testa) e i danni al
settore finanziario (Gran Breatgna, Irlanda, Lussemburgo, Austria e Svizzera).
Casa,
un mercato in calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve
( da "Corriere
della Sera" del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
mercato in
calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve Indagine sulle scelte di
800 famiglie Acquistare casa, a Roma, è un affare per pochi. Colpa dei prezzi
troppo alti, delle ristrettezze economiche, della scarsità dell'offerta nelle
zone scelte. È un mercato in calo, quello immobiliare, a leggere il rapporto di
Tecnoborsa per conto della Borsa Immobiliare della capitale.
Non
mi pento, non ho peccato ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
l'aumento dei
prezzi delle case, che ha portato alla bolla immobiliare; l'aumento
dell'efficienza di allocazione dei mutui, che ha portato il costo di queste
operazioni vicine allo zero. Prese a sé le tre cause non avrebbero provocato
alcuna conseguenza, messe insieme hanno messo in moto la valanga.
L'incubo
di Bernanke ( da "Milano Finanza"
del 27-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
dalla
contrazione del mercato immobiliare e dalla riduzione del credito. Dalle
imprese i segnali di avvio del processo di ricostituzione delle scorte sono
ancora deboli e sovrastati comunque dai tagli nell'occupazione e negli
investimenti fissi. I prezzi delle materie prime sono in genere aumentati, ma
l'abbondanza di capacità inutilizzata convince la Fed che l'
MERCATO
IMMOBILIARE LAGHI ITALIANI NELLA SECONDA PARTE DEL 2008 LE QUOTAZIONI
IMMOBILIARI DELLE PRINCIPALI LOCALITÀ SUL LAGO SONO DIMINUITE DEL 4,2%.
( da "marketpress.info"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
In calo i
prezzi delle case a Baveno (-8,9%). I ribassi sono determinati da un
rallentamento delle richieste di seconda casa e da un?offerta immobiliare
superiore alla domanda. I turisti si dividono equamente tra italiani e
stranieri. Nel secondo semestre del 2008 si è registrata una crescita delle
richieste da parte di turisti russi per immobili di alto livello,
Immobiliare
al lago Garda giù del 3,9% ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Martedì 30
Giugno 2009 ECONOMIA Pagina 33 CASE E CONGIUNTURA. Secondo i dati dell'Ufficio
studi Tecnocasa Immobiliare al lago Garda giù del 3,9% Dato in linea con il
trend registrato a livello nazionale Padenghe spicca al rialzo Giù Desenzano e
Sirmione I valori immobiliari scendono anche nelle zone più prestigiose.
USA:
INDICE PREZZI CASE IN DISCESA, AD APRILE -18,1%
( da "Wall
Street Italia" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Usa: indice
prezzi case in discesa, ad aprile -18,1% di
IMMOBILIARE
USA: PREZZI CASE IN CALO, -18.12%
( da "Wall
Street Italia" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
IMMOBILIARE
USA: PREZZI CASE IN CALO, -18.12% di WSI Nel mese di aprile il rapporto
S&P/Case Shiller, l?indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili
nelle 20 maggiori citta? Usa, scende in misura inferiore alle attese (-18.63%).
-->Il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, l?
Usa:
calano meno del previsto i prezzi degli immobili ad aprile
( da "BlueTG
online" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
calano meno
del previsto i prezzi degli immobili ad aprile 30-06-2009 15:24 - L'indice
Case-Schiller dei prezzi delle case nelle principali 20 città Usa è calato ad
aprile scorso dello 0,6% rispetto a marzo; su base annua il calo è pari al
18,1%, meglio delle attese che indicavano un calo del 18,6% dopo il -18,7% di
marzo.
Usa:
prezzi delle case in caduta libera, a Las Vegas -32%
( da "Velino.it,
Il" del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ECO - Usa:
prezzi delle case in caduta libera, a Las Vegas -32% Segno meno a giugno per la
fiducia dei consumatori Usa Roma, 30 giu (Velino) - In calo, ma meno delle
stime degli analisti, i prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane. Il
rapporto Standard & Poor?
E
questi vogliono far fuori il Cav?
( da "Italia
Oggi" del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
fondamentali
dell'economia europea sostanzialmente solidi e la bolla immobiliare americana,
un evento sotto controllo. Tutto ciò che sono riusciti a fare durante la crisi,
è cambiar nome da Financial Stability Forum a Financial Stability Board
appunto, sciorinare previsioni con l'accuratezza di una cartomante da tv locale
e proporre la solita omelia sulla necessità di regole globali.
Agli
stranieri piace comprare casa all'ombra del Duomo Un investimento che premia
più che a Zurigo e Vienna ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
estero come a
casa. Lo sviluppo del business immobiliare nella macro regione alpina", in
occasione della fiera Eire (Expo Italia Real Estate). E nell'attuale periodo di
crisi, mentre scendono i prezzi delle case in Europa, tengono l'Italia e la
Svizzera. Attesa la ripresa, proprio per la convenienza dei prezzi inferiori
rispetto al passato.
Greenspan
non ha sbagliato tutto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
della piena
occupazione, se così facendo si rischia di creare una bolla dei prezzi degli
asset. In altri giorni, tuttavia, penso che pur con le informazioni
supplementari di cui disponiamo col senno di poi in relazione alla struttura
dell'economia,le decisioni prese da Greenspan nel periodo 2001-2004 sono state
prudenti e ci hanno vincolati a una scommessa favorevole e accettabile.
Vendite
in calo, scendono i prezzi delle case
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 02-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
prezzi delle
case Meno dieci per cento per il costo degli immobili. La Fiaip: «Valutazioni
più realistiche» Giovedì 2 Luglio 2009, Con un andamento del mercato
immobiliare cittadino che vede nel 2009 una riduzione dei prezzi rispetto al
passato mediamente di almeno il 10 per cento, e una situazione di rallentamento
delle transazioni a fronte di una abbondante disponibilità di immobili
Chi
ha fatto scoppiare la bolla? ( da "Foglio, Il"
del 03-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
3 luglio 2009
Chi ha fatto scoppiare la bolla? Matt Taibbi, che già ci aveva strabiliato con
un articolo supercomplottista ma anche superinformato su come la bolla
immobiliare sia stata creata ad arte dei banchieri, ora torna sul luogo del
delitto. E con chi se la prende? Goldman Sachs, naturalmente, "la più
grande macchina crea bolle d'America" © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO
Ancorati
al mattone ( da "Milano Finanza"
del 04-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
prodotto che
permette di speculare sulla performance dei prezzi delle case. In un periodo di
tempo fissato a priori L'immobiliare è il settore più caldo anche in questi
mesi, tra crolli e nuovi tentativi di rilancio. Ecco due novità riguardanti i
mercati americano e italiano. MacroMarkets ha ricevuto l'approvazione per il
lancio di uno dei suoi prodotti più attesi e anche più rinviati.
Garanzia
di Stato per le banche E gli Emirati tornano a correre
( da "Borsa
e Finanza" del 04-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
di mitigare
gli effetti della crisi globale, e soprattutto dell'impatto dello sboom della
bolla immobiliare, così violento da azzerare la crescita economica per il 2009.
Uno shock che si spiega come reazione all'euforia del 2008, quando il pil aveva
fatto segnare uno straordinario +7,7% al traino della corsa delle nuove
costruzioni,
Borse
in altalena nel primo semestre Londra la più debole
( da "Libertà"
del 06-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Della metà è
stato l'aumento di Tokyo, ma anche Madrid, che ha passato un 2008 durissimo a
causa dell'esplosione della bolla immobiliare spagnola, è riuscita a portare a
casa un segno positivo: +1,4% dal 7 gennaio - in Borsa l'anno inizia
abitualmente dopo il giorno dell'Epifania - fino all'ultima seduta.
Affitti,
l'allarme dei proprietari ( da "Alto Adige"
del 07-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
stiamo
assistendo però al crollo del mercato immobiliare, né all'esplosione della
bolla immobiliare vaticinata ed auspicata da troppe Cassandre». E poi un altro
punto importante, sul quale riflettere. «Continua il calo delle case in affitto
e l'edilizia privata si è ridotta ad un ruolo assolutamente marginale mentre
continua ad aumentare la platea di persone che si rivolgono all'
Prezzi
delle case ancora giù nel secondo trimestre dell'anno
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 07-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
il cui
divario nei confronti della periferia cresce. Si presenta così secondo i dati
di Idealista.it il mercato immobiliare della nostra città dove il prezzo delle
case è fermo dopo un primo trimestre promettente (coi prezzi in salita del 2%)
seguito invece dalle quotazioni bloccate fra aprile e giugno con una crescita
lieve del 0,
Immobiliare,
i laghi piangono ( da "Giornale di Brescia"
del 08-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
per cento
BRESCIAIl mercato immobiliare della seconda casa è in difficoltà. E la domanda
di acquisto di immobili in prossimità dei principali laghi italiani ha subìto
una contrazione del 4,2% nella seconda parte del 2008. Lo dice una ricerca
realizzata da Tecnocasa. Solo in alcune zone, come quella di Sirmione, nei
primi mesi del 2009 si registrano lievi segnali di miglioramento.
Nonostante
la crisi prezzi casa proibitivi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
immobili
fatica a carburare... «A dispetto della crisi immobiliare, che avrebbe dovuto
ridurre i valori degli immobili, i prezzi si mantengono proibitivi. Basta
girare la città per farsi un'idea delle cifre esposte». E nel mercato
immobiliare sembra che non tutte le agenzie eccellano quanto ad affidabilità e
professionalità.
immobiliare,
spiragli di luce in fondo al tunnel
( da "Nuova
Venezia, La" del 11-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Sostanziale
tenuta dei prezzi di Francesco Furlan JESOLO. Le compravendite sono in caduta
libera ma i prezzi delle case resistono: il mercato immobiliare è fermo, anche
se i più ottimisti vedono un flebile luce alla fine del tunnel. E' questa la
fotografia del mercato immobiliare nella provincia di Venezia, scattata ieri
mattina a Jesolo nel convegno organizzato da Fiaip (
Correzione
estiva in Borsa dopo il rally di primavera
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Anche la
possibilità di un avvitamento della crisi sembra scongiurata. Però è anche vero
che – dopo lo scoppio delle bolle degli immobili e delle cartolarizzazioni – il
ristabilimento di uno status quo è ancora lontano. Il denaro facile, erogato
dai governi attraverso i piani di salvataggio, ha accresciuto la propensione al
rischio che –
Capire
la crisi? Cammina per Santiago ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
simbolo di
una bolla immobiliare senza pari in Europa. E al tempo stesso trovi i grandi
mulini a vento delle pale eoliche che ti accompagnano sull'Alto del Perdon,
emblema della nuova green economy rilanciata da Obama. Il Cammino di Santiago
ha in sé,da anni,le nuove parole d'ordine che arrivano dall'Oltreoceano:
sobrietà e frugalità,
Sui
laghi si raffreddano i prezzi delle case
( da "
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Esperto mutui
casa Documenti mutuoDetrazione mutuo per nuda proprieta?Separazione coniugi e
mutuo cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a
minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di
mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi del cointestatario del mutuo CASA » Casa
news Sui laghi si raffreddano i prezzi delle case (
Centocinquantaseimila
euro di utile, e altri 64 mila per la società controllata, non sono propr...
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 14-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
non sono
proprio da buttare, specie se parliamo di una società immobiliare e se parliamo
del bilancio 2008, alle porte dell'anno nero per l'edilizia, uno dei primi
settori colpiti dalla crisi globale scatenatasi negli Stati Uniti proprio in
seguito all'esplosione della bolla immobiliare determinata dai mutui facili.
Prezzi
delle case ancora fermi a Milano, ma calano le compravendite: c'è crisi
( da "Sestopotere.com"
del 15-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Prezzi delle
case ancora fermi a Milano, ma calano le compravendite: c'è crisi (15/7/2009
09:40) | (Sesto Potere) - Milano - 15 luglio 2009 -Cauto il mercato immobiliare
milanese nei primi sei mesi del 2009. Nonostante la crisi internazionale i
prezzi diminuiscono in provincia (-0,9%) ma il mercato resta complessivamente
stabile in città dove rallenta appena dello 0,
Abstract: è bolla immobiliare E presto i motori si accenderanno» «NELLA ZONA di Mordano non c'è stata quella bolla immobiliare che è scoppiata nei mesi passati in altre zone della provincia o d'Italia», afferma Gian Marco Di Zuffa. «Sul nostro territorio prosegue le imprese edili lavorano con un margine del 10 per cento e costruiscono bene e con tutti i criteri.
Abstract: i prezzi degli immobili nelle 13 principali aree urbane prese in esame dall'indagine, si registra un calo generalizzato: - 3,7% le abitazioni nuove, - 3,4% le abitazioni usate, -2,1 gli uffici, -1,4% i negozi; in piccola crescita (+1%) box e garages. Crescono anche i tempi di vendita (6,1 mesi per le abitazioni sia nuove che usate). tags: nomisma casa immobiliare prezzi immobili>
PREZZI.
Nomisma: prosegue calo del mercato immobiliare
( da "HelpConsumatori" del
17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
basso del
mercato abitativo quanto a numero di compravendite di abitazioni sia stato
ormai quasi raggiunto: nel 2009 dovrebbero attestarsi a circa 600.000, con un
calo del 12,5% rispetto al 2009. Per il 2010 i prezzi delle case potrebbero
subire un'ulteriore flessione del 2-3%, mentre dal 2011 il mercato immobiliare
dovrebbe tornare a crescere. 2009 - redattore: VC
IMMOBILI:
NOMISMA, PREZZI ANCORA IN CALO, TIENE ROMA E MILANO -6%.
( da "Asca" del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
e' stata
una vera e propria bolla immobiliare. Per il 2009 la flessione dei prezzi sara'
dell'ordine del 6-8% e una flessione del 2-3% l'anno prossimo. le indicazioni
arrivano dal rapporto di Nomisma sul mercato immobiliare italiano che mostra un
andamento molto differenziato per aree geografiche e tipologie di immobili.
Casa:
Confindustria, prezzi -9% ( da "Trend-online"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
stata la
bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In
Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4%
della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una
flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine
negli Stati Uniti,
Casa:
Confindustria, prezzi -9% ( da "Varesenews"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
stata la
bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In
Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4%
della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una
flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine
negli Stati Uniti,
CASA:
CONFINDUSTRIA, PREZZI -9% ( da "Wall Street Italia"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
stata la
bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92%, Irlanda -2,96% e Spagna -3,02%. In
Italia nel primo trimestre la contrazione e' stata del 4,5%, dopo il -2,4%
della media del 2008: nel secondo trimestre si e' invece registrata una
flessione del 3,9%. Secondo Confindustria la diminuzione e' giunta al termine
negli Stati Uniti,
I
prezzi delle case continuano a calare (
da "Giornale di Brescia" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Rapporto
dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a
fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno
precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento,
ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta
flessione del 2-3%.
Il
Rapporto Nomisma fotografa un mercato immobiliare in seria difficoltà
( da "Cittadino, Il" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
A dirlo è
il secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I
prezzi delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto
all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve
miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore,
contenuta flessione del 2-3%.
I
prezzi delle case continuano a calare
( da "Arena, L'" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Nomisma:
-2,5% nel semestre I prezzi delle case continuano a calare BOLOGNA Nel primo
semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere,
segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo
Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.
I
prezzi delle case continuano a calare
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Nomisma:
-2,5% nel semestre I prezzi delle case continuano a calare BOLOGNA Nel primo
semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere,
segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il secondo
Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.
case,
prezzi giù del 6-8% bene i box, crollano gli uffici - luisa grion
( da "Repubblica, La" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nel suo
rapporto sul mercato immobiliare, ha messo i numeri nero su bianco: nel primo
semestre del 2009 i prezzi delle case sono diminuiti del 2,5 per cento,
destinato a diventare 3,5 su base annua. Ma, sommati ai precedenti ribassi i
listini, rispetto allo scorso anno, potrebbero risultare in discesa del 6-8 per
cento.
Case,
nel primo semestre prezzi in continua discesa
( da "Libertà" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Rapporto
dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi delle case a
fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto all'anno
precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un lieve miglioramento,
ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire un'ulteriore, contenuta
flessione del 2-3%.
Giù
il valore delle case Meno 10% in due anni
( da "Riformista, Il" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
esagerato
livello dei prezzi delle case negli ultimi anni, che non corrispondeva più a
una realistica valutazione delle cose. Anche da noi c'è stata una bolla dei
valori, e solo a crisi finita capiremo di che entità. Per il momento sappiamo
che la contrazione delle compravendite (del 15 per cento l'anno scorso e di
quasi il 19 nel primo trimestre di quest'
Scende
ancora il prezzo delle case Tengono i box
( da "Unita, L'" del
18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Scende
ancora il prezzo delle case Tengono i box Nel primo semestre 2009 i prezzi
delle case in Italia hanno continuato a scendere, segnando un -2,5%, che
diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2/o Rapporto dell'osservatorio di
Nomisma sul mercato immobiliare.
Scendono
un po' i prezzi delle case ( da "Manifesto, Il"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
MERCATO
IMMOBILIARE/RAPPORTO NOMISMA Scendono un po' i prezzi delle case I prezzi sul mercato
immobiliare italiano seguitano a scendere, ma con percentuali nettamente
inferiori a quelle degli altri paesi. Secondo l'ultimo rapporto Nomisma
presentato ieri, nel primo semestre è proseguita la fase calante con riduzioni
dei prezzi,
Continua
il calo dei prezzi delle case ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ECONOMIA
18-07-2009 NOMISMA Continua il calo dei prezzi delle case BOLOGNA II Nel primo
semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a scendere,
segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il 2° Rapporto
dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare.
Prezzi
delle case giù del 2,5% nel primo semestre 2009 (-3,5% su base annua). Indenni
i box aut... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Prezzi
delle case giù del 2,5% nel primo semestre 2009 (-3,5% su base annua). Indenni
i box auto (nessuna variazione nel semestre, +1% nell'anno). A rivelarlo è il
secondo Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. Alla
fine del 2009, i prezzi delle abitazioni potrebbero risultare più bassi del
6-8% rispetto all'
Bologna
Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a
scendere, segna... ( da "Gazzettino, Il"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Bologna
Nel primo semestre 2009 i prezzi delle case in Italia hanno continuato a
scendere, segnando un -2,5%, che diventa un -3,5% su base annua. A dirlo è il
2/o Rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I prezzi
delle case a fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi, rispetto
all'anno precedente, del 6-8%.
Prezzi
delle case in discesa nel 2009 ( da "Sicilia, La"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
A dirlo è
il secondo rapporto dell'osservatorio di Nomisma sul mercato immobiliare. I
prezzi delle case alla fine di quest'anno potrebbero risultare più bassi,
rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, si dovrebbe registrare un
lieve miglioramento, ma i prezzi, stima il rapporto, potrebbero subire
un'ulteriore, contenuta flessione del 2-3%.
( da "
Argomenti: Mercato immobiliare
Gli ultimi
articoli da: Esperto conti correnti Apertura c/c a protestatoProtesto e c/cC/c
cointestato e de cuiusAssegno bancario pretestatoProtesto assegnoRichiesta c/c
baseC/c per soggetti protestatiApertura c/cAssegno richiamatoRiscossione
assegni per protestato Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Detrazione
mutuo per nuda proprietaSeparazione coniugi e mutuo
cointestatoMutuo per immobile donatoVendita immobile intestato a
minoreCancellazione ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di mutuoMorosita' dell'inquilinoObblighi
del cointestatario del mutuoCointestazione immobile BORSA E MERCATI » AGENDA
Eventi economici e finanziari del 23 giugno (23/06/2009) Lindice
Pmi nellUnione Europea, unitario e dei singoli stati, sarà il dato più
importante
della mattinata. Ma gli occhi degli operatori saranno puntati verso gli Stati
Uniti per cogliere almeno un segnale positivo dagli unici due dati americani
della giornata, lindice dei prezzi delle
case ad aprile e il dato delle vendite di case
esistenti a maggio. Sul fronte finanziario Oracle diffonde i dati del 4°
trimestre 2008/2009, dopo la chiusura di Wall Street. Di seguito gli eventi
economici di oggi Italia Intervento di Bini Smaghi (rappresentante italiano
nella BCE) al Convegno Aspen Europa Indice PMI manifatturiero (stima flash) a
giugno. Indice PMI dei servizi (stima flash) a giugno. Indice PMI composito
(stima flash) a giugno. Germania Indice PMI manifatturiero (stima flash) a
giugno. Indice PMI dei servizi (stima flash) a giugno. Francia Spese per
consumi a maggio. Indice di fiducia delle imprese a giugno. Indice PMI
manifatturiero (preliminare) a giugno. Indice PMI dei servizi (preliminare) a
giugno. Giappone Indicatore anticipatore (finale) ad aprile. Stati Uniti Indice
dei prezzi delle case ad aprile. Vendite di case esistenti a maggio. 4 voti - » Vota questa notizia »
( da "Asca" del
23-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
USA:
AD APRILE PREZZI CASE -6,8% SU ANNO, 19* FLESSIONE CONSECUTIVA (ASCA) - Roma,
23 giu - Negli Usa non si ferma la caduta dei prezzi degli
immobili. Ad aprile, i prezzi di vendita
delle abitazioni hanno registrato una flessione dell'1,1% rispetto al mese di
marzo.
Su base annuale, la contrazione e' pari a -6,8%, si tratta della diciannovesima
flessione consecutiva. I dati sono stati diffusi dall'Agenzia finanziaria
federale per la casa. com-men/sam/rob
( da "Wall Street Italia"
del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
KRUGMAN: «TEMO LA
SINDROME GIAPPONESE» di WSI La crisi sta per finire? Non la vede così il premio
Nobel Paul Krugman, convinto che il mondo sia ormai avvviato a una lunga
stagnazione, stile Giappone anni Novanta. --> Il contenuto di questo scritto
esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea
editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI)
La crisi sta per finire? Non la vede così il premio Nobel Paul Krugman,
convinto che il mondo sia ormai avvviato a una lunga stagnazione, stile Giappone anni
Novanta. È questo, in sintesi, il risultato di una lunga conversazione con leconomista
Will Hutton apparsa su The Guardian, di cui riportiamo un ampio stralcio. Vuoi
sapere cosa comprano e vendono gli Insider di Wall Street? Prova ad abbonarti a INSIDER:
costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER Will Hutton. Lei
sostiene che quel che è accaduto in Giappone potrebbe ripetersi in Usa e Regno
Unito o, forse, per lintera economia mondiale. Ricordiamo che il pil giapponese, questanno,
sarà pari a quello del 1992: 17 anni perduti, insomma. Paul Krugman. Sì, non
credo che il pericolo si sia allontanato troppo. Certo si è ridotto il pericolo
di una Grande depressione. Ma nel primo anno la crisi è stata assai peggiore che negli anni
Novanta in Giappone. W.H. Ma qual è la ragione di tanto pessimismo? Uno
potrebbe risponderle: caro Krugman, il Giappone è un caso a parte. È uneconomia
votata allexport con una moneta molto sopravvalutata. Soprattutto, la risposta dei politici è sempre stata
in ritardo, cosa che non è avvenuta a Londra o negli Usa. P.K. La realtà è che
in Giappone si è fatto quel che si è soliti fare di fronte a una recessione:
tagliare i tassi fino a quota zero, ma non è stato sufficiente a far ripartire
leconomia. E da noi, anche se siamo stati più tempestivi nel
taglio, non è stato comunque sufficiente. Questa è lessenza del problema.
Tutto il resto è secondario. Ci sono situazioni in cui la politica monetaria
tradizionale perde efficacia. E noi sappiamo che ne stiamo attraversando una. W.H. Ma
un ottimista potrebbe obiettare che ci sono quei segnali di ripresa che lei si
rifiuta di vedere. Le Borse hanno recuperato un buon 25%. Il mercato immobiliare sembra aver toccato i fondo, la fiducia delle
imprese è in risalita. P.K. Ci sono segnali di assestamento, piuttosto che di
ripresa. Le Borse, pochi mesi fa, ipotizzavano lApocalisse.
Ora il rischio sembra superato, e i mercati azionari ne hanno preso atto. Ma
non ci stanno segnalando che leconomia viaggia verso la ripresa. Non vanno confrontati i
prezzi attuali con tre mesi fa. Se li paragoniamo a
quelli di due anni fa, abbiamo la misura dello stato attuale di depressione.
W.H. Ci sono i problemi dellindebitamento degli
Stati, ma anche quelli
connessi alle disponibilità economiche dei consumatori. P.K. La crisi immobiliare e la caduta delle azioni hanno senzaltro
impoverito le famiglie. Ed è probabile che i consumatori, carichi di debiti,
incontrino difficoltà a spendere. La realtà è che la teoria economica ha studiato gli
effetti del deficit nei Paesi del Terzo Mondo. Ma non abbiamo mai preso in
considerazione lipotesi che questo si potesse verificare
nei Paesi forti. W.H. Cè un rischio Argentina o Malaysia fine anni
Novanta... P.K. Nel momento peggiore abbiamo attraversato una fase di «giapponesizzazione»
con un un pizzico di «argentinizzazione». Ora abbiamo superato quel rischio. Ma
la «giapponesizzazione» rimane. W.H. Qual è il cuore del problema Giappone, 17
anni dopo lo scoppio della crisi? P.K. È molto difficile creare abbastanza
domanda interna, e così riequilibrare i flussi della bilancia commerciale, in
un Paese con una realtà demografica negativa. W.H. Dunque, il problema della
«giapponesizzazione» è un mix di squilibri commerciali uniti allinvecchiamento.
P.K. Sì, ma non vale per gli Stati Uniti. Semmai è il caso di Germania e
Italia. W.H. Confesso che la tesi della «giapponesizzazione» a livello globale
non mi convince granché. Ma credo che la tesi valga per la Germania e, per questa via, cominci a contagiare lintera
economia mondiale. P.K. Il mercato interno tedesco è del tutto inadeguato. Il
benessere della Germania, nei primi sette anni del secolo, è stato legata solo
a un gigantesco surplus della bilancia commerciale. Comè possibile che la Germania, che non
ha subito la bolla immobiliare, abbia patito la
peggior discesa del pil tra le grandi economie? La risposta è che loro
esportavano in Paesi dove maturava la Bolla. Scoppiata questa, la Germania ha
perso i clienti. È Berlino il problema vero su scala globale. W.H. In cima al
dossier cè poi una possibile, devastante, crisi
bancaria. Il Fondo Monetario teme che la Germania abbia almeno 500 miliardi di
sofferenze non emerse. Le banche tedesche hanno mille miliardi di dollari, se non di più, investiti in cdo
che possono essere assorbiti solo congelando le perdite. Noi inglesi abbiamo
avuto Rbs, voi Americani Citigroup. La Germania ha perduto sei punti di pil
senza che la crisi bancaria abbia toccato il fondo. P.K. Questo è il versante
finanziario della crisi. Certo, noi partiamo dallipotesi
che la crisi sia essenzialmente finanziaria. Ma non è detto che sia vero. È
vero che Lehman è stato il campanello dallarme. Ma il crollo dellimmobiliare era precedente. La caduta del business
è in buona parte dovuta alleccesso di capacità
produttiva, a sua volta provocato dal calo dei consumi e del crollo dellimmobiliare. Ristabilire la fiducia nella
finanza è una condizione necessaria. Ma non sufficiente. W.H. È un quadro
desolante... P.K. Sì, ed è anche per questo che sono così depresso. W.H. Lei
sostiene che siamo al 12esimo mese di una depressione destinata a durare 36
mesi, sebbene in forma meno grave. È una prospettiva scioccante. P.K. Nella
recessione del 2001 ci sono voluti 30 mesi prima che ripartisse il mercato del
lavoro. W.H. È ancora convinto che la strategia migliore passi dagli stimoli
della politica fiscale? P.K. Sì, è lo strumento migliore per frenare la
recessione. È opinione comune che gli investimenti giapponesi in infrastrutture
siano stati inefficaci. Io penso, al contrario, che hanno evitato il collasso.
Obama ha messo in cantiere uno stimolo di poco inferiore al 5% del pil ma, in
realtà, si tratta di un 4% spalmato in due anni e mezzo. Basta? Sono convinto
che presto arriverà una seconda manovra di stimolo. W.H. E poi? P.K. Sotto con
le regole della finanza. Bisogna imbrigliare il mostro. Leccessiva
crescita della leva nel settore privato è quel che ci ha resi così vulnerabili.
W.H. Più fisco, meno finanza. Così cambia la via americana al capitalismo. P.K. Non sono
così cosmico. Ma è vero che Gordon Gekko è arrivato tra noi grazie alla
finanziarizzazione. Io penso che abbiamo bisogno di un po
di welfare in più e anche di un po di socialdemocrazia. E di sindacato.
W.H. Chiudiamo
con Obama. Lei lo ha molto criticato in passato. P.K. Sono sempre più
soddisfatto. Chiedevo uno stimolo fiscale più forte, penso che lo farà.
Chiedevo più aggressività verso le banche: vedremo se si dovrà riprender la
battaglia. Ma la riforma della sanità è buona, come la battaglia sul clima. Io,
che ero scettico, comincio a sperare nel New Deal. Obama ha una grande
personalità. Ed è un tale sollievo avere finalmente alla Casa Bianca uno che
merita il tuo rispetto. Copyright © Borsa&Finanza. All rights reserved
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-24 - pag: 15 autore: Erbacce tra i
germogli della ripresa Ci sono debolezze strutturali che se non trovano
soluzione rallenteranno la crescita globale di Nouriel Roubini D ati recenti
segnalano che forse il ritmo di contrazione dell'economia mondiale sta
rallentando. Ma le speranze di veder spuntare i "germogli verdi"
della ripresa sono state spazzate via dal proliferare di erbacce. I dati
recenti sull'occupazione, le vendite al dettaglio, la produzione industriale e
l'immobiliare negli Stati Uniti rimangono molto
deboli. Il dato sulla crescita del Pil in Europa nel primo trimestre è da
brividi; l'economia giapponese è ancora in stato comatoso; e perfino la Cina -
che si sta riprendendo - ha un export molto fiacco. Ecco perché la convinzione
generale che la caduta dell'economia globale si avvicini a toccare il fondo si
è dimostrata - una volta di più - eccessivamente ottimistica. Dopo il crollo
della Lehman Brothers nel settembre del 2008, il sistema finanziario globale si
è quasi disintegrato e l'economia mondiale è precipitata in caduta libera. Il
ritmo di contrazione dell'economia nell'ultimo trimestre del 2008 e nel primo
trimestre del
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-24 - pag: 6 autore: Equilibrismi valutari.
La moneta Usa beneficia di conti con l'estero migliori e divario di crescita,
anche se il suo ruolo internazionale sembra appannato Il dollaro resisterà al
debito pubblico Le forze della ripresa lentamente prevalgono, ma credito
stretto e immobiliare la freneranno di Fabrizio
Galimberti e Luca Paolazzi Tassi d'interesse, valute, moneta Gli scenari
pessimistici sul dollaro guardano a un debito pubblico che si gonfia come uno
Zeppelin e che, dicono i pessimisti, renderà inevitabile prima o poi la
monetizzazione assortita di crisi valutaria. Gli andamenti degli ultimi mesi
della moneta americana suggeriscono altre cause e altri effetti. Quando le cose
vanno male – cioè quando i dati suggeriscono che la crisi non migliora – il
dollaro si rafforza; quando i dati invece fanno intravvedere barlumi di
speranza, il dollaro si indebolisce. Il perché di questi andamenti non è
difficile da decifrare. Le crisi spingono a cercare un rifugio e il dollaro,
malgrado tutto, è ancora la valuta rifugio. E c'è del metodo in questa pazzia.
Le munizioni messe in campo in America sono più abbondanti ed efficaci di
quelle di qualsiasi altro Paese e, pur nel disastro della Grande recessione, la
caduta del Pil negli Stati Uniti sarà meno forte che altrove: il che vuol dire
che il differenziale di (de) crescita gioca a favore del biglietto verde. La
recessione americana si appresta anche a ridurre gli squilibri macroeconomici
che sono all'origine della crisi: sta aumentando il risparmio delle famiglie e
si sta riducendo il deficit corrente. Il saldo esterno tiene conto dei saldi
finanziari di tutti gli operatori interni – famiglie, imprese e Stato – e il
fatto che questo saldo esterno migliori vuol dire che complessivamente
l'economia americana sta attenuando le sue zoppìe. Il grafico mostra che i due
cambi più importanti del mondo, quello del dollaro e quello dell'euro, sono
abbastanza in equilibrio (nella definizione più comprensiva di cambio effettivo
reale): non sono discosti più di tanto dalla loro media degli ultimi 15 anni.
Questa crisi ha ancora molta lana da filare, ma non è probabile che grossi
sommovimenti valutari vengano a complicare ulteriormente le cose. La Cina e
altri paesi auspicano (giustamente) che il dollaro perda l'egemonia di moneta
di riserva e che vi si affianchi un'altra unità monetaria: si parla della
possibilità per il Fmi di emettere obbligazioni in Dsp e di creare quindi un
mercato per questi titoli, così da trasformare un'unità di conto in un mezzo di
pagamento e in una riserva di valore. Ma questo auspicabile processo sarà molto
graduale e il dollaro potrà contare per molto tempo ancora sui vantaggi e sulla
capacità di attrazione di una moneta di riserva. Il suo mercato finanziario,
pur con tutti gli scossoni, gli urti e la (meritata) cattiva stampa, continua a
essere il più spesso e il più liquido del mondo: la reattività delle sue
banche, come si è visto dalla raccolta di capitale di rischio che hanno saputo
fare (e che ha portato alla restituzione degli aiuti ricevuti), è testimone di
questa tenuta di fondo. In campo monetario, la novità di questo periodo sta nel
rialzo dei tassi a lunga. Un rialzo che ha dietro almeno quattro motivi: un
rimbalzo dagli eccessi di ribasso legati alla "fuga verso la qualità"
che si era dispiegata con forza in questa crisi (i tassi sui titoli a 3 mesi
americani erano giunti allo 0,02%!), un po' più di ottimismo sulla svolta della
congiuntura (che in prospettiva fa ripartire la domanda di fondi a lungo
termine), una buona dose di pessimismo sulle devastazioni dei conti pubblici
(che costringerebbero in futuro i Governi a chiedere fondi a caro prezzo per
tappare i persistenti buchi di bilancio) e infine la temuta inflazione prossima
ventura legata all'immane creazione di moneta messa in opera per esortare
"il cavallo a bere". Di queste ragioni, le prime due sono più
convincenti delle ultime due. I tassi a lunga sui titoli pubblici sono oggi più
bassi di quelli di prima della crisi (quando le finanze pubbliche apparivano
molto meno compromesse) e le attese di inflazione, quali si ricavano dai titoli
a lunga indicizzati, sono addirittura scese di recente. Non vi sono ragioni per
cui al quantitative easing non possa seguire domani un " prosciugamento
quantitativo" delle pozze di liquidità create. Non manca né la volontà
politica né la possibilità tecnica. Indicatori reali Le tesserine nel puzzle
della ripresa continuano ad andare al loro posto. Dal leading index dell'Ocse,
che addirittura mette l'Italia in testa al plotone della svolta assieme alla
Francia, alle vendite al dettaglio Usa, dalla fiducia degli imprenditori
tedeschi al PMI nell'eurozona, dalla produzione industriale cinese (che ha già
superato i livelli precedenti la crisi) ai sussidi di disoccupazione e alle
vendite di case esistenti sempre negli Stati Uniti. Si
delinea però un recupero molto faticoso e graduale, una ripida salita per
tornare ai livelli di attività lasciati all'inizio della recessione più
profonda e intensa del dopoguerra. Non si intravede quel rimbalzo netto e forte
che avrebbe rimesso a posto domanda e attività produttive «come se» nulla fosse
accaduto. Le politiche economiche straordinariamente espansive e il
miglioramento del potere d'acquisto legato al minor costo di energia e altre
materie prime (nonostante i rincari degli ultimi tre mesi) sono contrastate da
ostacoli alti: razionamento del credito a famiglie e imprese, sgonfiamento della bolla immobiliare
(concluso in Usa, ma non in Europa), difficoltà finanziarie dei Paesi
emergenti, in particolare nell'Est Europa, ritorno al risparmio delle famiglie
americane. Inflazione Il crollo della produttività (non in Usa, con i tagli
occupazionali scattati subito) ha impennato i clup e compresso i margini delle
imprese. Molla pronta a scaricarsi sui prezzi?
Domanda finale fiacca e capacità inutilizzata lo impediranno.
fabrizio@bigpond.net.au l.paolazzi@confindustria.it PRODUTTIVITÁ A PICCO La
caduta della produzione ha eroso efficienza e margini delle imprese. Non negli
Stati Uniti, dove le ristrutturazioni sono scattate subito
( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 24-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercoledì 24
Giugno 2009, «Non è colpa dei proprietari se oggi il mercato vuole il negozio
di maschere al posto del fornaio». Luca Segalin, il presidente di Confedilizia
Venezia, sceglie la 64. assemblea dei soci per difendere la categoria
dall'accusa di scacciare, con affitti sempre più alti, i vecchi negozi del
centro storico. «Non si può pretendere che il proprietario dell'immobile
finanzi una gestione commerciale che si svolge sulla sua proprietà mediante la
rinuncia a parte del canone di locazione» insiste Segalin, in un nuovo affondo
nella polemica sul "caro botteghe". Stavolta, a ribattere, è
direttamente il sindaco Massimo Cacciari. «Sulla questione dei negozi bisognerà
lavorare insieme - premette -. Le vostre argomentazioni sono realistiche, ma
l'amministrazione deve garantire che alcune specialità restino nei centri
storici. E per questo serve una certa programmazione». Botta e risposta, su
questo e su altri temi, al tradizionale appuntamento annuale dell'associazione
della proprietà edilizia, ieri, a Ca' Annelise. Ospiti, oltre al sindaco, il
presidente del Consiglio comunale, Renato Boraso, e l'assessore alle politiche
abitative, Mara Rumiz. Per Segalin è l'occasione per fare il punto su una crisi
che sta colpendo anche il mercato immobiliare veneziano.
Una «stagnazione» che sta portando a una calo delle compravendite «con tempi di
vendita che, per la città, non erano mai stati così elevati». E se a Venezia,
sono in ripresa almeno gli affitti, a Mestre pure questo settore è in
flessione. Nessuna «bolla immobiliare»
che si sgonfia, però, continua Segalin che vuole smontare la tesi della
speculazione dietro al mattone: la realtà, secondo il presidente dei
proprietari, è piuttosto che gli italiani continuano a investire in case, mentre è una normativa sempre più complicata a far lievitare i
costi. Argomentazioni condivise da Cacciari, che anche in questo caso,
però, fa alcune precisazioni. «Serve un piano di rilancio dell'edilizia
pubblica. É questo il settore in cui siamo carenti. Con la vostra associazione
avevamo fatto un patto, che però è rimasto inattuato. Questo perché i nostri
mezzi sono inferiori a quelli del mercato. E senza risorse per realizzare nuova
edilizia popolare, noi siamo nei pasticci. É un problema di cui dobbiamo farci
carico insieme». Cacciari insiste molto anche sulla necessità di mantenere
un'imposizione fiscale legata agli immobili. «Noi vi appoggiamo nelle vostre
battaglie sulla fiscalità, ma non possiamo rinunciare all'Ici, tanto vale dirci
di chiudere bottega». Quasi un appello, in un momento di crisi nera per il
Comune. «I soldi stanziati l'anno scorso dal Comitatone non sono ancora stati
erogati da Cipe - ricorda il sindaco -. Se non ci arrivano per fine mese, non
facciamo in tempo ad accendere i mutui, con conseguenze gravissime. Non abbiamo
più un euro di Legge speciale, tutto è stato speso, non solo impegnato. E da
luglio non avremo i soldi per pagare gli operai nei cantieri aperti». R. Br.
( da "Trentino" del
25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
CRESCENTE BISOGNO
DI COESIONE SOCIALE, UN'EMERGENTE RICHIESTA DI MIGLIORE DISTRIBUZIONE DELLA ...
crescente bisogno di coesione sociale, un'emergente richiesta di migliore
distribuzione della ricchezza, una persistente capacità di indignarsi di fronte
agli sprechi della politica e dell'apparato pubblico, una voglia di etica che
riequilibri la grande ondata individualistica oggi dominante. Ma tutto questo
non significa che sia imminente un uragano estivo capace di sradicare o almeno
di "slavare" il poderoso contingente di simboli, di mezzi e di
culture aziendali che sostengono l'attuale leadership. Quello che è certo è che
il ciclo politico del berlusconismo, dopo 15 anni, non è più in una fase di
stato nascente. Il secondo elemento è il permanere di una bolla politica che né scoppia né prende una forma solida e
convincente. Negli ultimi anni, una ad una sono scoppiate molte bolle, e non
solo quella finanziaria. C'è stata la bolla immobiliare,
la bolla del petrolio, la bolla delle
materie prime, la bolla dei prodotti alimentari e prima ancora la bolla della net-economy. Si potrebbe dire che ormai non è più
tempo di bolle, nel senso che il ciclo della realtà e del pensiero collettivo
deve rassegnarsi a tornare coi piedi per terra. Eppure, siamo in presenza di una
bolla politica non da poco: sembra infatti che il
Palazzo e i suoi dintorni siano tutti presi da logiche di schieramento interno
che fa perdere di vista l'attenzione al risultato. Non si capisce più quale sia
il nesso, sempre che esista, tra virtuale e reale, tra dichiarazione di intenti
e scelte concrete. Da qualunque parte vengano, non si capisce quale sia il
motivo ispiratore delle tante proposte a sorpresa, con relativi effetti
speciali. Non si sa se le iniziative della maggioranza rispondano agli scopi
dichiarati o se nascondano interessi altri, legati a questa o a quella lobby.
Come non è chiaro se le reazioni, spesso rabbiose, dell'opposizione siano
dovute a reali valutazioni di merito o al semplice principio che
un'opposizione, per essere tale, deve opporsi. Davanti a tutto questo, il Paese
e le relative esigenze sembrano viaggiare su un altro pianeta. E questo
accredita l'idea che anche le bolle politiche siano prossime allo sgonfiamento
per tornare alla realtà. Basti pensare alla rivalutazione dello Stato, del
nostro tessuto economico, dell'equità sociale, alla domanda crescente di
concretezza che trovano eco in singoli personaggi di entrambi gli schieramenti
Infine il territorio. Colpisce il fatto che Bossi non solo abbia guadagnato in
maniera esplicita rispetto al Pdl, ma che sia a tutti gli effetti l'azionista
di maggioranza relativa nel Governo. E questo è proprio legato al fatto che la
Lega sta molto più all'interno della "pancia" del Paese, o almeno di
una sua parte, di quanto lo sia il Pdl. Come colpisce, se ci spostiamo sul
livello locale, il successo dell'alleanza Patt-Upt-Pd, che alle ultime
provinciali si è affermata con forza, nonostante il clima di destra che pervade
l'Italia e l'Europa. Un'affermazione che senza l'apporto del territorio, quello
tradizionalmente interpretato dal Patt e quello intercettato in modo forse un
po' approssimativo dall'Upt, non avrebbe avuto alcuna chance di successo.
Ancora di più il ragionamento vale se ci spostiamo in Alto Adige. La Svp ha
indubbiamente perso appeal, ma resta comunque il grande interprete del suo
contesto socio-territoriale. E ciò non solo per ragioni etnico linguistiche.
Non si spiegherebbe altrimenti la sua penetrazione nell'elettorato di lingua
italiana. Cogliendoli insieme, sembrerebbe che tutti e tre questi livelli
mostrino in qualche modo segni di sofferenza. Quello berlusconiano, perché
l'idea di fine di un ciclo si fa strada e si annida nelle crepe di una corte
ancora potente, ma debole nell'immagine estera e nella capacità di riempire la
distanza di culture intermedie, di soggetti di rappresentanza, di articolazioni
istituzional-territoriali che si apre tra il leader massimo e il suo popolo.
Quello delle bolle, perché Pdl e Pd avvertono l'urgenza di ritornare ad essere
interpreti autorevoli della realtà nazionale sia nei confronti dell'Europa che
del Paese. Quello del territorio, perché non si può costruire un progetto
credibile e aperto al futuro rimanendo prigionieri delle nicchie, degli egoismi
territoriali, dei messaggi ad effetto che catturano le emotività, ma non
affrontano i problemi. Mauro Marcantoni
( da "Cittadino, Il" del
25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
I
prezzi delle case sempre in discesa nel nostro Paese
n I prezzi delle case in Italia
«continueranno probabilmente a scendere nel corso del 2009» lo prevede l'Ocse
che registra un calo dell'1,1% nel 2008, aggravato nell'ultimo trimestre che
segna un -2,9%. Inoltre gli investimenti immobiliari nei paesi dell'organizzazione,
sottolineano da Parigi, «probabilmente scenderanno a un tasso annuo di oltre il
10%, con cali consistenti negli Usa, in Giappone, Nuova Zelanda, Islanda,
Irlanda e Spagna», i paesi dove il calo di valore degli immobili si aggira
intorno ai dieci punti. L'Italia quindi non è uno dei paesi più colpiti ma,
anzi, ha registrato uno dei passivi minori tra i paesi Ocse, con l'unica
eccezione della Svizzera dove i prezzi continuano a
crescere, seppur di poco. La conferma di una relativa tenuta, questa volta sul
numero delle transazioni immobiliari, arriva anche da Tecnoborsa: «Il mercato
si è contratto ma non si è avuto il crollo degli altri Paesi perché in Italia
il mattone è il bene rifugio per eccellenza, l'ultima cosa che si vende. La
crescita tornerà: l'indicatore da seguire è l'occupazione».
( da "Libertà" del
25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
I prezzi delle case scenderanno ancora Tecnoborsa: rispetto a
4 anni fa calo dell'8,5%. E per il 2009 previsto un altro -3,5% ROMA - I prezzi delle case in Italia «continueranno probabilmente a
scendere nel corso del 2009» lo prevede l'Ocse, l'organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico, che registra un calo dell'1,1% nel 2008,
aggravato nell'ultimo trimestre che segna un -2,9%. Inoltre gli investimenti
immobiliari nei paesi dell'organizzazione, sottolineano da Parigi,
«probabilmente scenderanno ad un tasso annuo di oltre il 10%, con cali
particolarmente consistenti negli Usa, in Giappone, Nuova Zelanda, Islanda, Irlanda e Spagna», i Paesi dove il calo di valore degli immobili
si aggira intorno ai dieci punti percentuali. L'Italia quindi non è uno dei
paesi più colpiti ma, anzi, ha registrato uno dei passivi minori tra i paesi
Ocse, con l'unica eccezione della Svizzera dove i prezzi continuano
a crescere, seppur di poco. La conferma di una relativa tenuta, questa
volta sul numero delle transazioni immobiliari, arriva anche dall'italiana
Tecnoborsa: «Il mercato si è contratto - conferma il presidente
dell'associazione Valter Giammaria - ma non si è avuto il crollo degli altri
Paesi perchè in Italia il mattone è il bene rifugio per eccellenza, l'ultima
cosa che si vende. La crescita tornerà con quella del Paese: l'indicatore da
seguire è l'occupazione». Per il momento però l'indagine Tecnoborsa sulle
transazioni immobiliari nelle sei maggiori città italiane è piena di segni
meno: -2,4% rispetto a due anni fa e, ancora più pesante, -8,5% rispetto a
quattro. E neanche per il 2009 si prevede un miglioramento con un calo previsto
del -3,5% rispetto a quest'anno. L'indagine considera ogni tipo di transazione,
acquistare, vendere, dare o prendere in locazione ma a influenzare il dato
generale in modo marcato sono le intenzioni di acquisto futuro che, emerge
dalle previsioni, sono scese del 2,2 rispetto al 2007 ma addirittura del 7,8%
rispetto al 2005. Chi invece prova a dare una data per i segnali di ottimismo è
il Censis che, attraverso le risposte di esperti del settore, fa partire il
cronometro della risalita del mercato nel 2010. Anche dal rapporto Censis -
Scenari immobiliari emerge che in Italia il mattone regge anche quando è al
centro del tifone ci sono le case e i mutui: un
operatore su due, infatti, dichiara che la sua attività ha sostanzialmente
tenuto, mentre il 14% dice che il peggio è già passato e "solo" il
36% si dice pessimista su possibili miglioramenti a breve. 25/06/2009
( da "Riformista, Il"
del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
crisi Merrill
Lynch e Capgemini hanno fatto uno studio sui patrimoni superiori al milione di
dollari Anche i ricchi piangono In Italia il fenomeno c'è, ma meno del previsto
Stime. Stando ai dati del 2008, nel mondo ci sono 8,6 milioni di persone con un
patrimonio superiore a $1.000.000: il numero totale è diminuito del 14,9 per
cento rispetto al 2007. Da noi la flessione è stata del 20,8 per cento,
significa che ci sono 43 mila paperoni in meno. di Fabrizio Goria Calano i
ricchi d'Italia nel 2008. Lo dice la tredicesima edizione del World Wealth
Report di Merrill Lynch e Capgemini, presentato ieri a Milano. Nel mondo il
numero di individui con un patrimonio superiore a un milione di dollari (High
net worth individuals, acronimo Hnwi), è pari 8,6 milioni: diminuisce del 14,9
per cento rispetto al
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-25 - pag: 5 autore: Toccato il fondo, aria
di ripresa Pil italiano a -5,5%, «ma il governo agisce bene» - Usa meglio della
Ue Vittorio Da Rold La recessione figlia della "tempesta perfetta"
toccherà il fondo nella seconda metà del 2009 e poi inizierà una debole e
fragile ripresa l'anno prossimo. L'Ocse,in versione cautamente ottimistica,
rivede al rialzo le stime di crescita (negativa purtroppo) dei paesi che ne
fanno parte, «per la prima volta dal giugno 2007»: un cambio di rotta dovuto
alla rapida ripresa degli Stati Uniti (sotto la regìa e il maxipiano di stimoli
di Barack Obama) che passano dal -2,8% di quest'anno al più 0,9% nel 2010
(contro la precedente stima molto peggiore di -4% e zero). La locomotiva
americana è tornata, annuncia l'Organizzazione internazionale nell'Outlook di
primavera, anche se ancora ansimante e con la pressione della caldaia
insufficiente. L'importante, raccomandano gli "gnomi" dell'Ocse, è
che le banche centrali mantengano i tassi vicini allo zero per un periodo
consistente (negli Usa fino al 2011) e che la Bce proceda a un nuovo taglio. «I
dati dicono che la velocità della crisi si sta riducendo», chiosa a Parigi il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a margine della cena di lavoro dei
ministri Ocse tenutasi all'Hotel Intercontinental di fronte all'Opera.Quanto
all'Outlook che prevede per l'Italia un calo del Pil del 5,5% nel 2009, il
ministro afferma che «sono tutte indicazioni utili ma siamo in terra incognita.
Non si possono fare previsioni». Avanti dunque con jucio anche se l'area euro
sarà meno brillante degli Stati Uniti segnalando un -4,8% nel 2009 e zero nel
2010. Quanto all'Italia il Belpaese attraversa un periodo di recessione «molto
forte» che continuerà «fino alla fine del 2009». Nell'anno in corso il Pil
scenderà del 5,5% (una settimana fa nel rapporto Paese era -5,3%) per poi
tornare a salire dello 0,4% nel
( da "Corriere della Sera"
del 25-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della
Sera sezione: Cronaca di Roma data: 25/06/2009 - pag: 7 Borsa immobiliare Prezzi alti e difficoltà economiche Casa, un mercato in calo Solo sei romani su 100 pronti a investire a breve
Indagine sulle scelte di 800 famiglie Acquistare casa, a Roma, è un affare per
pochi. Colpa dei prezzi troppo alti, delle ristrettezze economiche, della scarsità
dell'offerta nelle zone scelte. È un mercato in calo, quello immobiliare, a leggere il rapporto di Tecnoborsa per conto della Borsa
Immobiliare della capitale. Un'indagine svolta intervistando 800 famiglie
romane, che prende in esame le transazioni effettuate nel biennio 2007-2008 e
le previsioni sull'andamento del 2009-2010. Dentro, c'è di tutto: chi compra e
chi vende casa, chi affitta e chi dà in locazione. Il risultato complessivo è
che l'11% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato una transazione
immboliare nei due anni precedenti: è l'1% in più di quello che accade in tutta
Italia, e soprattutto in sei grandi città (Milano, Napoli, Torino, Palermo e
Genova sono le altre). Non è molto per stare allegri, comunque. Anche perchè,
le previsioni sull'anno che stiamo vivendo e su quello che verrà non sono certo
rosee. Sempre secondo Tecnoborsa, istituto presieduto da Valter Giammaria,
andiamo incontro ad un calo ancora più netto. Sul totale degli intervistati,
infatti, appena il 6,3% afferma di voler effettuare una transazione immobiliare nell'immediato futuro: si tratta, in pratica,
del 4,7% in meno. E se nella compravendita Roma è in controtendenza rispetto
agli altri grandi centri, con un rapporto positivo dell' 1,9%, è sugli affitti
che nella capitale si fa più fatica. Quelli che pensano di prendere in
locazione un appartamento, infatti, sono l'1,7% in meno rispetto alle altre
città. Frutto, probabilmente, di canoni troppo alti, che spesso portano a
sfratti per morosità. Il dato è di questi giorni: tra il 2007 e il 2008 la
gente mandata fuori da casa perché non pagava l'affitto è cresciuta del 170%,
con 53 mila sentenze emesse. Ma nel rapporto di Tecnoborsa, ci sono anche altri
aspetti interessanti. Intanto si conferma una tendenza, che è sotto gli occhi
di tutti: le famiglie, progressivamente, si spostano in periferia. Casa in
centro, e a volte dentro il Raccordo Anulare, sta diventando un lusso. Di
quelli che hanno acquistato un appartamento, nell'ultimo biennio, la stragrande
maggioranza (il 75%) lo ha fatto in zone periferiche o semiperiferiche. E il
78% ha comprato al massimo un trilocale oppure un bilocale, per una superficie
media di 87 mq. Chi cerca casa, in genere, lo fa per andarci a vivere. Non per
speculazione, quindi. O per avere una seconda abitazione oppure regalarla ai
figli. E quelli che vendono, spesso, sono coppie mature con i figli che sono
usciti dal nucleo familiare: si cede la propria prima casa e se ne acquista
un'altra. Le scelte, quasi sempre, sono determinate dai prezzi
(nel 68,4% dei casi). In seconda battuta, occorre che le dimensioni
dell'appartamento soddisfino le esigenze di chi ci andrà ad abitare. Quasi tre
romani su quattro (73,2%) deve ricorrere ad un mutuo, che copra almeno il 60%
del prezzo d'acquisto. E, di questi, l'82,9% ha scelto il tasso fisso. Quello
variabile, negli ultimi anni, ha creato quasi sempre brutte sorprese. Ernesto
Menicucci Tendenza Il rapporto di Tecnoborsa conferma il progressivo spostamento
delle famiglie romane verso zone meno centrali e meno dispendiose della città
Periferie Di quelli che hanno acquistato un appartamento il 75% lo ha fatto
scegliendo zone periferiche. Il 78% ha optato al massimo per un trilocale
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-26 - pag: 15 autore: «Non mi pento,
non ho peccato» Robert Merton, Nobel per i derivati: modello valido, la crisi
causata da chi ne ha abusato di Vittorio Da Rold «N o, non sono affatto pentito
dei miei modelli matematici per stabilire il valore dei prodotti derivati e
nella gestione dei rischi », dice sorridendo Robert C. Merton, seduto nella sua
poltrona della camera d'albergo del Four Seasons a Milano mentre arrivano a
getto continuo, annunciati da un bip, messaggi sul suo blackberry. «No, non
abbiamo bisogno di un nuovo paradigma economico, ma al contrario dobbiamo usare
la crisi come un'opportunità per migliorare il sistema finanziario globale,
dove non ci sono porti sicuri e soprattutto senza guardare nel retrovisore
della storia, ai modelli degli anni 30». Merton, premio Nobel per l'economia
nel '97,è l'ideatore della superformula,il modello di Black-Scholes-Merton
sull'andamento nel tempo del prezzo dei derivati, che elaborata negli anni 70,
partendo dagli studi di Robert E. Lucas, uno dei padri della scuola delle
"aspettative razionali", diventò dominante negli anni 90, pretendendo
di annullare il rischio dagli investimenti. Le cose sono andate diversamente,
con la peggior crisi dagli anni della Grande depressione, con la scomparsa di
un big come Lehman Brothers, e il salvataggio del più grande gruppo
assicurativo del mondo, l'Aig,per 85 miliardi di dollari. Tutto questo parziale
elenco d'errori non sconvolge Merton,che ripete«come ogni virtù possa diventare
un vizio se portato all'estremo, come nell'applicazione dei modelli matematici
nella pratica finanziaria ».«La matematica dei modelli era precisa, ma non i
modelli, essendo solo approssimazione alla complessità del mondo reale ».
Chiaro? Il problema è «l'uso o l'abuso dei modelli» che ha portato ad assumere
rischi sproporzionati da persone incompetenti, spesso sedute nel board di
aziende. Un mix d'avidità di banchieri,d'inesperienza, d'incapacità di usare
correttamente letecnologie. Eppure già a marzo 2008,Alan Greenspan, che per 18
anni è stato il primo banchiere centrale del mondo, aveva accennato a «modelli
troppo semplici per catturare la realtà». Un'accusa velenosa, ripresa il 23
ottobre davanti alla Commissione Controllo della Camera, a Washington, quando
aveva affermato che tutta l'impianto intellettuale sorretto dalla matematica
finanziaria e premiato con un Nobel a Stoccolma era crollata come un castello
di carte. «La realtà è che nessuna banca centrale può funzionare senza l'uso di
modelli matematici », ribatte piccato Merton che ricorda come non sia un
problema di nuove regole o nuovi poteri di controllo, magari sognando il
ripristino della Glass-Steagall Act, la legge che aveva separato le banche
commerciali da quelle d'investimento. Il mondo della politica, invece, la pensa
diversamente e sia negli Stati Uniti, con la concessione di nuovi poteri di
controllo alla Fed sulla stabilità dei mercati, sia in Europa, con il recente
via libera anche della City all'adozione a Bruxelles di un European Systemic
Risk Board sotto la regìa della Bce, si va verso più poteri e regolamenti. «No,
non è la strada giusta quella della super- regolamentazione. La finanza non è
l'ancella dell'economia reale: tra economia reale e finanza c'èlo stesso rapporto
che passa tra hardware e software, senza l'uno non c'è l'altro».Per questa è
importante capire che non è il «modello sbagliato, ma il modo come è stato
usato». Merton, 65 anni, che lavora da un ventennio alla Harvard Business
School, dove si era trasferito dopo 20 anni dal vicino Mit, e dove insegna
tuttora, pensa che «la finanza resti un sistema distributivo per trasferire il
rischio» in modo ottimale. Ecco perché «la cartolarizzazione è stata un buon
lavoro », perché ha distribuito il rischio tra vari soggetti e permesso a molti
di accedere al credito. Il problema è che a un certo punto si è rotto il nesso
tra chi aveva costruito il contratto e chi lo aveva spacchettato e venduto
acquistando rischi di cui non era a conoscenza. «Un problema vero ammette il
Nobel-di mancanza d'accesso alla documentazione». Merton, amico di Franco
Modigliani e che oggi parlerà alla Bocconi di Milano per il congresso 2009
della European Financial Management Association (Efma), durante le tre giornate
del congresso, sotto il coordinamento scientifico di Stefano Gatti e Stefano
Caselli, si è fatto un'idea precisa del perché sia scoppiata la crisi. La
"tempesta perfetta" è arrivata dalla somma di tre fattori: il taglio
dei tassi operati da Greenspan; l'aumento dei prezzi delle case, che ha portato alla bolla immobiliare;
l'aumento dell'efficienza di allocazione dei mutui, che ha portato il costo di
queste operazioni vicine allo zero. Prese a sé le tre cause non avrebbero
provocato alcuna conseguenza, messe insieme hanno messo in moto la valanga.
I critici, però, non demordono e affermano che dopo la crisi neppure la
matematica finanziaria sia affidabile. Anzi, è erronea nei suoi
fondamenti,anche se raffinata metodologicamente. Senza contare che, se usata
con disinvoltura, come con le cartolarizzazioni e i collaterali, porta ad
affetti leva (negativi) spaventosi. Fermare i derivati e i modelli collegati è
come «fermare l'uso d'internet in Iran:è semplicemente impossibile », ribatte
Merton. Invece di sognare l'impossibile ritorno a regole antiche che
controllino tutto nel mondo finanzario, Merton propone d'istituire un'agenzia
per i mercati finanzaria come quella che esiste in America per i disastri
aerei: la National Transportation Safety Board (Ntsb). La nuova Agenzia, che si
potrebbe chiamare National Capital Market Safety Board, dovrebbe andare a
controllare con poteri assoluti ma limitati al caso specifico quando ci sia una
bancarotta di una banca, assicurazione o hedge fund. Al termine dell'inchiesta,
l'Agenzia dovrebbe stilare un rapporto senza avere nessun potere di fare
raccomandazioni. Tutto ciò per evitare che «l'errore si ripeta» in futuro.
Come, spetterà al Congresso decidere. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'AGENZIA DEI
DISASTRI «Per bancarotte e fallimenti servirebbe un ente come quello americano
che indaga sugli incidenti aerei: potere assoluto d'ispezione, ma solo sul
caso» Robert C. Merton, 64 anni, Nobel nel 1997 con Myron Scholes, per la
teoria della valutazione dei derivati BLOOMBERG
( da "Milano Finanza"
del 27-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
sezione: I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi data: 27/06/2009 -
pag: 39 autore: di Franco Paternollo L'incubo di Bernanke Il quadro economico è
tale da garantire che i Fed Funds si manterranno su livelli molto bassi per un
esteso periodo di tempo. Invece i tassi a lungo termine... Gli esegeti della
Federal Reserve non hanno avuto gran lavoro in occasione dell'ultima riunione
del Federal Open Market Committee. La banca centrale Usa non ha cambiato la sua
visione della situazione dell'economia: la spesa privata sta dando segni di
graduale stabilizzazione, anche se resta condizionata dalla perdita di posti di
lavoro, dalla contrazione del mercato immobiliare e dalla riduzione del credito. Dalle imprese i segnali di avvio
del processo di ricostituzione delle scorte sono ancora deboli e sovrastati
comunque dai tagli nell'occupazione e negli investimenti fissi. I prezzi delle materie prime sono in genere aumentati, ma l'abbondanza di
capacità inutilizzata convince la Fed che l'inflazione non sarà un
problema di cui preoccuparsi per un po'. Per questo motivo le condizioni
economiche sono tali da garantire che i Fed Funds si manterranno su livelli
eccezionalmente bassi per un esteso periodo di tempo. Fin qui le notizie per la
parte più breve della curva sono certamente confortanti. Più complicata la
posizione della parte più lunga della curva.Negli ultimi giorni si era fatta
strada l'ipotesi di un possibile incremento del programma di acquisti di titoli
a lungo termine da parte della Fed. Un'ipotesi comprensibile, alla luce del
recente comportamento dei tassi a lungo termine. Nel corso dell'ultimo
trimestre del 2008 hanno infatti sostanzialmente seguito la strada segnata dai
Fed Funds, sotto la guida della aggressiva virata espansiva di Bernanke. Così i
rendimenti dei Treasuries decennali si sono ridotti di poco meno di 2 punti da
fine settembre a fine dicembre. Purtroppo il
( da "marketpress.info"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Martedì 30 Giugno
2009 MERCATO IMMOBILIARE LAGHI ITALIANI NELLA SECONDA PARTE DEL 2008 LE
QUOTAZIONI IMMOBILIARI DELLE PRINCIPALI LOCALITÀ SUL LAGO SONO DIMINUITE DEL
4,2%. Milano, 30 giugno 2009 - Sul Lago di Garda si registra una contrazione
del 3,9%; in particolare le località della sponda bresciana hanno segnalato una
decrescita del 4,7%, con ribassi a Desenzano, Moniga del Garda e Sirmione.
Sulla sponda veronese la diminuzione dei prezzi è
stata del 2,9% con contrazioni più accentuate a Bardolino. Sul Lago Maggiore il
mercato della seconda casa ha registrato una diminuzione del 4,7%, con ribassi
a Baveno, Pallanza e Suna. Invariate le quotazioni immobiliari di Intra.
Variazioni negative anche per le località sui laghi del centro Italia. Sul Lago
di Bracciano si registra un calo del 5,7% mentre sul Lago di Trasimeno cè
stato un calo del 3,9%. Lago Di Garda Sponda bresciana - Sulla sponda
bresciana del Lago di Garda si registra stabilità a Manerba del Garda e una
lieve diminuzione a Moniga del Garda (-4,8%). Un leggero rialzo delle quotazioni cè
stata a Padenghe sul Garda (+2,7%) che offre più tipologie di prestigio sempre
molto richieste. In generale, le abitazioni maggiormente in difficoltà sono
quelle con un prezzo compreso tra 250 e 400 mila , mentre si vendono sempre bene soluzioni
più costose o più economiche. In questa area del Lago di Garda la richiesta di
seconda casa proviene soprattutto da turisti delle province lombarde e della
provincia parmense. E invece meno sensibile la domanda
da parte di
turisti tedeschi, olandesi ed inglesi. La tipologia più ricercata è il bilocale
da 50 mq circa, possibilmente con terrazzo o spazio esterno ed inserito in un
contesto verde e tranquillo. Sono particolarmente apprezzate tutte le soluzioni
con vista sul lago. Tra le aree più richieste di Manerba sono da segnalare le
località fronte lago di Porto Dusano, Romantica e Gardoncino dove si trovano
residence con piscina e villette costruite negli anni 70.
La zona di Gardoncino è apprezzata per la vista sul lago e per le aree verdi. Qui si
possono acquistare ville singole costruite negli anni 60
e 70 ed appartamenti con vista lago che, in buone condizioni, hanno un
prezzo compreso tra 2500 e 2600 al mq. A Moniga il completamento del
nuovo porto turistico ha determinato un aumento della richiesta da parte di
diportisti. Le quotazioni dellusato vanno da
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Martedì
30 Giugno 2009 ECONOMIA Pagina 33 CASE E CONGIUNTURA. Secondo i dati
dell'Ufficio studi Tecnocasa Immobiliare al lago Garda giù del 3,9% Dato in
linea con il trend registrato a livello nazionale Padenghe spicca al rialzo Giù
Desenzano e Sirmione I valori immobiliari scendono anche nelle zone più
prestigiose.
Sul Lago di Garda - secondo quanto registrato dall'Ufficio studi di Tecnocasa
in base agli affari conclusi effettivamente - nel secondo semestre 2008 si è
registrata una contrazione del 3,9%. Un dato in linea con quello nazionale:
nella seconda parte dell'anno scorso le quotazioni immobiliari delle principali
località lacustri sono diminuite del 4,2%. In particolare i Comuni della sponda
bresciana hanno segnalato una decrescita del 4,7%, con ribassi più marcati a
Desenzano, Moniga del Garda e Sirmione. Sulla sponda veronese la diminuzione
dei prezzi è stata del 2,9% con contrazioni più
accentuate a Bardolino. Un leggero rialzo delle quotazioni c'è stata a Padenghe
sul Garda (+2,7%) che offre più tipologie di prestigio sempre molto richieste.
Le abitazioni più difficili da vendere risultano essere quelle con un prezzo
compreso tra 250 e 400 mila. Fra le tendenze evidenziate in generale da
Tecnocasa si nota una diminuzione della domanda da parte di turisti tedeschi,
olandesi ed inglesi. La tipologia più ricercata è il bilocale da 50 mq circa
(fra gli optional più apprezzati terrazzo o spazio esterno in un contesto verde
e tranquillo). A Moniga il completamento del nuovo porto turistico ha
determinato un aumento della richiesta da parte di diportisti. Le quotazioni
dell'usato vanno da 1.800 euro a 2.150 euro al mq mentre per le soluzioni nuove
o ristrutturate si spendono tra 2.000 e 2.400 euro al mq. A Padenghe le
soluzioni di prestigio sono state valutate anche 3.000 euro al mq. In calo
(-4,6%) i prezzi delle case a Sirmione nel secondo
semestre del 2008. Gli acquirenti hanno comprato solo dopo lunghe trattative al
ribasso. Nei primi mesi 2009 si registra una maggior fiducia da parte degli
acquirenti. Circa l'80% delle compravendite a Sirmione riguarda il mercato
delle seconde case: la scelta ricade su bilocali in
residence con piscina. Un appartamento ristrutturato in residence a ridosso del
lago costa da 4.000 euro a 4.500 euro al mq, si scende a 3.000 euro in zona
Terme nuove, nei pressi delle Terme di Virgilio ad un chilometro dal lago.
Scendono i prezzi delle case anche a Desenzano (-13%),
per effetto del calo delle richieste e della disponibilità di spesa degli
acquirenti. Segnali di ripresa invece si registrano sul fronte degli acquisti
per investimento. Aumenta infatti il numero di piccoli risparmiatori che decide
di acquistare appartamenti da mettere a reddito, per un capitale medio
investito compreso tra 90 mila euro 120 mila euro.
( da "Wall Street Italia"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa: indice prezzi case in discesa, ad aprile
-18,1% di
( da "Wall Street Italia"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
IMMOBILIARE USA:
PREZZI CASE IN CALO, -18.12% di WSI Nel mese di aprile il rapporto S&P/Case
Shiller, lindicatore che monitora il prezzo medio
degli immobili nelle 20 maggiori citta Usa, scende in misura inferiore
alle attese (-18.63%). -->Il rapporto Standard & Poor's/Case Shiller, lindicatore
che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta
statunitensi, e risultato in calo (su base annuale) del 18.12% nel mese
di aprile. Le attese degli analisti erano per una contrazione del 18.63%. Nel
mese precedente l'indicatore aveva segnato una contrazione del 18.70%, poi
rivista al
ribasso a -18.72%. Vuoi sapere cosa comprano e vendono gli Insider di Wall
Street? Prova ad abbonarti a INSIDER: costa meno di 1 euro al giorno. Clicca
sul link INSIDER Si tratta del sedicesimo calo consecutivo a due cifre e del
ventottesimo consecutivo su base mensile (da gennaio 2007).
( da "BlueTG online"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Usa: calano meno del previsto i prezzi degli
immobili ad aprile 30-06-2009 15:24 - L'indice Case-Schiller dei prezzi delle case nelle principali 20 città Usa è calato ad aprile scorso dello
0,6% rispetto a marzo; su base annua il calo è pari al 18,1%, meglio delle
attese che indicavano un calo del 18,6% dopo il -18,7% di marzo. In 11
delle 20 aree urbane i prezzi scendono ancora, ma
pressochè ovunque si notano alcuni segnali di ripresa rispetto al mese
precedente. (l.s.)
( da "Velino.it, Il"
del 30-06-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino
presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono
inserite. ECO - Usa: prezzi delle case in caduta
libera, a Las Vegas -32% Segno meno a giugno per la fiducia dei consumatori Usa
Roma, 30 giu (Velino) - In calo, ma meno delle stime degli analisti, i prezzi delle case nelle 20 maggiori città americane. Il
rapporto Standard & Poors/Case Shiller,
lindicatore che monitora il prezzo medio degli immobili, è risultato in
calo ad aprile, rispetto a dodici mesi prima, del 18,12 per cento. Le attese
degli analisti
erano per una contrazione leggermente superiore (-18,63 per cento). Sui base
mensile la flessione è stata dello 0,6 per cento. Nel mese di marzo la
contrazione era stata del 18,70 per cento, poi rivista al ribasso a -18,72 per
cento. Si tratta del sedicesimo calo consecutivo a due cifre e del ventottesimo
consecutivo su base mensile (da gennaio 2007). I cali maggiori, su base annua,
si sono registrati a Phoenix (-35,3 per cento), Las Vegas (-32,2) e San
Francisco (-28 per cento). I minori sono stati invece quelli di Denver (-4,9
per cento), Dallas (-5) e Boston (-7,7 per cento). Su base mensile i prezzi sono aumentati dell1,7
per cento a Dallas e sono scesi del 3,5 per cento a Las Vegas. Un altro report
diffuso dal Conference Board, un centro di ricerca privato di New York, ha
evidenziato come nel mese di giugno la fiducia dei consumatori americani è
scesa a quota 49,3 punti dai 54,8 di maggio. Gli economisti si aspettavano in
media un valore di 55,3 punti. In linea con le attese degli analisti, al contrario,
lindice Pmi di Chicago, lindicatore che misura le
aspettative economiche dei manager aziendali addetti agli acquisti. Nel mese di
giugno il dato è salito a 39,9 punti da 34,9 del mese di maggio, in linea con
il consensus degli economisti, posto a 40 punti. (red/cos) 30 giu 2009 18:40
( da "Italia Oggi"
del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ItaliaOggi
sezione: Primo Piano data: 01/07/2009 - pag: 5 autore: di Milton* * Articolo
tratto dal sito de l'Occidentale Il mondo della finanza non ama il governo. Ma
sono gli stessi che non hanno visto la crisi E questi vogliono far fuori il
Cav? A chiedere un governo tecnico sono i supporter del cieco Draghi Lo statuto
del Financial Stability Board recita: «Il FSB è stato istituito (nel 1999, ndr)
per monitorare la vulnerabilità dei mercati, sviluppare ed implementare
politiche regolamentari nell'interesse della stabilità dei mercati». Il FSB è
presieduto dal 2006 da Mario Draghi, il Governatore della Banca d'Italia. Chi,
quindi, se non questo santuario dell'establishment finanziario globale avrebbe
dovuto non dico prevenire, ma almeno preventivare la crisi finanziaria
scoppiata nell'autunno scorso? Ebbene, non si conosce alcun paper o report o
semplice monito (tipico rigurgito politically correct con venature moraliste
lanciato normalmente da cariche istituzionali) uscito dalle sacre sale del FSB
nel biennio precedente la crisi. Assieme a quel museo di mummie in grisaglia
che è la BCE, fino al luglio 2008, definivano infatti i fondamentali
dell'economia europea sostanzialmente solidi e la bolla immobiliare
americana, un evento sotto controllo. Tutto ciò che sono riusciti a fare
durante la crisi, è cambiar nome da Financial Stability Forum a Financial
Stability Board appunto, sciorinare previsioni con l'accuratezza di una
cartomante da tv locale e proporre la solita omelia sulla necessità di regole
globali.Questi sono i cosidetti organismi economici nazionali e
internazionali che Silvio Berlusconi, in uno dei suoi quotidiani sussulti
antidemocratici, avrebbe arrogantemente apostrofato e ai quali vorrebbe mettere
il silenziatore. A tale proposito Repubblica, direttamente dalla penna del suo
direttore, ci dice che appunto l'establishment finanziario e politico
internazionale, ne avrebbe abbastanza di Berlusconi e tiferebbe per un governo
tecnico, magari guidato dal Governatore Draghi.Non vorrei usare, però, la facile
e giusta argomentazione già sostenuta dal ministro Giulio Tremonti un paio di
giorni fa, per la quale anche i governi tecnici hanno bisogno dei voti in
Parlamento, anche se ieri alcuni giornali parlavano di almeno 100 parlamentari
del PdL finiani pronti a dare l'ultimatum al governo
in carica. Vediamo invece cosa questo famoso establishment finanziario
nazionale ed internazionale ha combinato per il nostro Paese negli ultimi
quindici anni.Era il 1992, mentre la magistratura partiva all'attacco della Prima
Repubblica, il capitalista che piace tanto alla sinistra, George Soros, indusse
una svalutazione della lira del 30%, che l'esperto di finanza Carlo A.Ciampi
non solo non riuscì ad arginare, ma, nel tentativo di farlo, prosciugò le
riserve in valuta estera della Banca d'Italia: ben 48 milirdi di dollari. Erano
i tempi del Governo Amato, colui che nottetempo rapinò i conti correnti di
tutti gli italiani con l'ormai famigerato 6 per mille.Stranamente pochi mesi
prima di questa speculazione criminale, per l'esattezza il 2 giugno 1992,
avvenne un incontro segreto a bordo del panfilo reale della regina Elisabetta
II, il Britannia, al largo di Civitavecchia. A bordo vi erano esponenti del
mondo bancario e finanziario e lo scopo era quello di complottare la completa
privatizzazione delle partecipazioni statali e dell'industria di Stato a prezzi stracciati a seguito proprio della svalutazione della
lira provocata da Soros & Co. Nel mega yacht vi salirono i rappresentanti
delle banche Barings, Warburg, Barclays, ecc.; personaggi come Mario Draghi, il
direttore generale del ministero del Tesoro dell'epoca, Beniamino Andreatta,
George Soros e la stessa regina Elisabetta che si occupò dei saluti ufficiali
(a tal proposito, preferisco di gran lunga villa Certosa al Britannia e le
veline alla Regina)Fu così che partirono le privatizzazioni in Italia (con
Draghi presidente del Comitato per le Privatizzazioni dal 1993 al 2001). Una
vera e propria svendita dell'industria pubblica italiana in mani straniere
(Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle), condita con i soliti favori ai
capitalisti italiani senza capitali (sempre il nostro Draghi, con la sua legge
omonima, introdusse nel 1998 la normativa sull'OPA che consentì, guarda un po',
a Colaninno di acquisire, senza soldi, Telecom). Queste furono le
privatizzazioni, regali all'establishment di monopoli di fatto,
privatizzazioni, mai precedute da liberalizzazioni, gestite quasi in
esclusivamente da Goldman Sachs, della quale Draghi fu vice-presidente nei
primi anni del nuovo secolo.Nel frattempo, sempre il duo Ciampi-Draghi
(Ministro e Direttore Generale del Tesoro) portarono l'Italia nell'euro grazie
all'eurotassa (mai completamente restituita) e a un accordo di co
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
DOSSIER pag. 22
Agli stranieri piace comprare casa all'ombra del Duomo Un investimento che
premia più che a Zurigo e Vienna MERCATO IMMOBILIARE IL BILANCIO A CONCLUSIONE
DELL'EDIZIONE 2009 DELLA FIERA «EIRE» MILANO COMPRAR CASA a Milano, agli
stranieri piace. In un confronto internazionale si posiziona dopo Monaco ma
prima di Vienna e Zurigo. E Milano rappresenta il 70% degli investimenti
immobiliari di stranieri in Italia, soprattutto tedeschi. Emerge dal convegno
sugli investimenti immobiliari internazionali nella macro regione alpina, da
Milano a Monaco, da Vienna a Zurigo, "All'estero come
a casa. Lo sviluppo del business immobiliare nella
macro regione alpina", in occasione della fiera Eire (Expo Italia Real
Estate). E nell'attuale periodo di crisi, mentre scendono i prezzi delle case in Europa, tengono l'Italia e la Svizzera. Attesa la ripresa,
proprio per la convenienza dei prezzi inferiori rispetto al
passato. Con opportunità proprio nella regione alpina, spinata da indicatori
come la qualità della vita: Zurigo e Vienna si posizionano tra le prime nel
mondo. Milano scende in classifica al quarantanovesimo posto. Emerge dai dati
della Borsa Immobiliare della Camera di Commercio di Milano al 2008 e 2009. «Un
contesto sempre più globale e una velocità crescente dei collegamenti -
dichiara Antonio Pastore, presidente di Borsa Immobiliare, azienda speciale
della Camera di Commercio - sono alla base di una nuova concezione del mercato immobiliare che assume una dimensione sempre più
"regionale". Ecco perché nuovo riferimento per Milano e i milanesi
sono le aree vicine e alpine».
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-01 - pag: 14 autore: Greenspan non
ha sbagliato tutto di Bradford DeLong N egli ambienti che frequento, predomina
un consenso pressoché unanime sul fatto che le autorità monetarie americane
abbiano commesso tre gravi errori che hanno concorso alla crisi finanziaria e
l'hanno acuita. Tale consenso è quasi sempre avvalorato dalle dichiarazioni
secondo cui la Federal Reserve ha servito egregiamente gli Stati Uniti, quanto
meno dal mandato di Paul Volcker in poi, e dalla certezza che quanti di noi non
hanno occupato quella poltrona sanno che avrebbero commesso errori peggiori.
Nondimeno, si concorda ormai apertamente sul fatto che i politici americani
nello specifico hanno commesso errori quando: e Hanno preso la decisione di
girare le spalle ai regolamenti aventi i loro presupposti in solidi principi,
permettendo che il settore bancario sommerso prosperasse in virtù del suo
potere di leva e dei suoi schemi risarcitori, nella convinzione che la garanzia
governativa sul sistema bancario commerciale fosse sufficiente a tenerci fuori
dai guai. r La Fed e il Tesoro hanno deciso, una volta trovatisi nei guai, di
nazionalizzare Aig e di saldarne le passività per intero, invece di aiutare le
sue controparti. Di fatto ciò ha autorizzato gli uomini d'affari a sostenere
pretestuosamente che le loro strategie in sostanza erano valide. t La Fed e il
Tesoro hanno deciso di lasciare che Lehman Brothers andasse in fallimento senza
controllo con l'obiettivo di cercare di insegnare agli uomini d'affari che
avere una controparte con capitali insufficienti non era esente da rischi, e
che la gente non doveva aspettarsi che il governo andasse in loro soccorso automaticamente.
Si dibatte, nondimeno, sull'eventualità che sia stato commesso un quarto
errore, nella fattispecie la decisione da parte di Alan Greenspan nel periodo
2001-2004 di spingere e tenere molto bassi i tassi nominali di interesse sui
titoli del Tesoro degli Stati Uniti, con l'obiettivo di mantenere l'economia
vicino alla piena occupazione. In altre parole, ci si chiede se, al fine di
scongiurare che la bolla immobiliare si gonfiasse, non
sarebbe stato più opportuno da parte di Greenspan mantenere più alti i tassi di
interesse e innescare di conseguenza una recessione. Se alziamo i tassi - pensò
Greenspan milioni di americani si ritroveranno disoccupati, e ciò non
costituirà un vantaggio per nessuno. Se lasciamo scendere i tassi di interesse,
invece, i lavoratori in eccesso verranno impiegati per costruire edifici e
produrre articoli di vario genere da vendere a tutti gli individui i cui
guadagni sono direttamente collegati al settore delle costruzioni. La piena
occupazione è meglio di un'alta disoccupazione, se può essere perseguita senza
l'inflazione - deve aver pensato Greenspan. Se poi si presentasse una bolla e questa non si sgonfiasse ma esplodesse, minacciando
di innescare una depressione, la Fed avrebbe in ogni caso gli strumenti e le
politiche adeguate a mandare in cortocircuito questa catena di eventi. Con il
senno di poi, Greenspan ha avuto torto. Resta tuttavia da chiedersi: la sua
scommessa è stata di qualche utilità? E di conseguenza: se in futuro gli Stati
Uniti si ritrovassero in una situazione come quella del 2003, dovrebbero
cercare di mantenere l'economia vicina alla piena occupazione anche correndo il
rischio di far nascere una bolla? Sono sinceramente in
dubbio su dove schierarmi nel dibattito che ne è nato. Le banche centrali hanno
da tempo riconosciuto che è imprudente abbassare i tassi di interesse nel
tentativo di inseguire la piena occupazione se così facendo ne deriva una
spirale inflazionistica. Ci sono giorni in cui personalmente ritengo che in
futuro le banche centrali dovranno altresì ammettere che è imprudente abbassare
i tassi di interesse alla ricerca della piena occupazione,
se così facendo si rischia di creare una bolla dei prezzi degli asset. In altri giorni, tuttavia, penso che pur con le
informazioni supplementari di cui disponiamo col senno di poi in relazione alla
struttura dell'economia,le decisioni prese da Greenspan nel periodo 2001-2004
sono state prudenti e ci hanno vincolati a una scommessa favorevole e
accettabile. Ciò che so per certo è che la questione di norma è posta in
modo errato. La gente sostiene che la Fed sotto Greenspan abbia «spinto
aggressivamente i tassi di interesse sotto il livello naturale ». Ma qual è il
livello naturale?Negli anni Venti,l'economista svedese Knut Wicksell lo
individuò nel tasso di interesse al quale - a livello di economia nel suo
complesso- l'investimento desiderato corrisponde ai guadagni desiderati, il che
presuppone senza pressioni verso l'alto dei prezzi al
consumo, dei prezzi delle risorse, o degli stipendi
nel momento in cui la domanda complessiva eccede l'offerta, e senza pressioni
verso il basso su questi prezzi allorché l'offerta
eccede la domanda. In base alla definizione di Wicksell la migliore, anzi
l'unica, per quanto ne so - il tasso di interesse di mercato è stato, nello
specifico, superiore al tasso di interesse naturale all'inizio degli anni
Duemila: il rischio concreto allora era la deflazione, non accelerare
l'inflazione. Il tasso di interesse naturale era basso perché - come l'attuale
presidente della Fed Ben Bernanke spiegò all'epoca - nel mondo c'era un eccesso
globale di risparmi (o, per meglio dire, una carenza globale di investimenti).
Si può sostenere che le politiche di Greenspan all'inizio degli anni Duemila
siano state errate, ma non si può certo affermare che egli abbia spinto
aggressivamente il tasso di interesse sotto al suo livello naturale. Piuttosto,
l'errore di Greenspan- se di errore si tratta - è consistito nell'omettere di
esercitare la propria autorità di controllo sui mercati e di spingere aggressivamente
il tasso di interesse ben al di sopra del suo tasso naturale, il che avrebbe
acuito e protratto nel tempo la recessione iniziata nel 2001. Oggi però è uno
di quei giorni in cui non penso che Greenspan abbia commesso un errore non
alzando i tassi di interesse al di sopra del tasso naturale per generare
un'alta disoccupazione ed evitare che la bolla
ipotecaria finanziaria si gonfiasse. Ci sono stati molti altri errori
all'origine del disastro al quale oggi siamo chiamati a fare fronte. L'autore,
ex assistente del Segretario del Tesoro degli Stati Uniti sotto
l'Amministrazione Clinton, è docente di Economia all'Università di Berkeley
Copyright: Project Syndicate, 2009 (Traduzione di Anna Bissanti) MERITI E
DEMERITI La sua strategia ha frenato la disoccupazione. Ha fatto male a salvare
Aig (invece di aiutare i creditori) e a far fallire Lehman
( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 02-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Vendite in calo,
scendono i prezzi delle case Meno dieci per cento per il costo degli immobili. La Fiaip:
«Valutazioni più realistiche» Giovedì 2 Luglio 2009, Con un andamento del mercato
immobiliare cittadino che vede nel 2009 una riduzione dei prezzi rispetto al passato mediamente di almeno il 10 per cento, e una
situazione di rallentamento delle transazioni a fronte di una abbondante
disponibilità di immobili in vendita, questo può essere il momento buono
per chi vuole acquistare casa, perchè un'offerta possa diventare un'occasione.
Parola di Gianni Bacco, presidente regionale della Fiaip (federazione italiana
agenti immobiliari professionali), e agente immobiliare
in Padova. «Mentre in passato, fino al 2007, che ha segnato il culmine di un
momento di floridezza del mercato, la tendenza favoriva la richiesta economica
del venditore, oggi per stabilire il prezzo di un immobile occorre effettuare
una valutazione reale e più scrupolosa, che consideri le problematiche che
incidono sul mercato delle compravendite, adeguata e ben calibrata con i
rapporti di calcolo della superficie commerciale, della qualità del bene, della
sua collocazione rispetto alle zone cittadine, e che consideri la grossa
quantità di offerta», osserva Bacco. «Per i proprietari venditori - continua -
è importante non partire da valutazioni esagerate per poi doversi convincere
con il tempo di ridurre il prezzo richiesto. Spesso questo meccanismo comporta
infatti che quell'offerta che originariamente era una primizia, a forza di
permanere sul mercato diventa sempre meno interessante, per cui si rischia alla
fine di doverla vendere a cifre ancora più ridotte». Il professionista spiega
che l'immobile di tipologia media che in passato andava generalmente venduto in
tre-quattro mesi, oggi può impiegare da sei a dieci mesi a trovare un
acquirente, ma se questo periodo si prolunga può significare che ci sono dei
limiti nell'edificio, e che il bene non è correttamente posizionato sul
mercato. Fra i motivi della crisi odierna delle compravendite, il presidente
regionale Fiaip indica da un lato una saturazione fisiologica del mercato
susseguente al periodo di boom, fino al 2007, dall'altro la costruzione
indiscriminata negli ultimi anni di un numero di alloggi in tutta la periferia
e nella prima cintura padovana superiore rispetto alla richiesta. «Chi compra
oggi predilige sempre di più alloggi che rispondano alle normative sulla
sicurezza degli impianti e sul risparmio energetico - riferisce Bacco - quindi
la selezione è rivolta prevalentemente a case nuove o
ristrutturate, o, se più datate, che presentino adeguamenti alle normative
suddette». «Oggi si punta a una nuova partenza del mercato che non comporti
necessariamente un aumento dei prezzi, ma che miri ad
un incremento del numero di compravendite, quindi a creare movimento e giro
economico - conclude il professionista - Per favorire questa ripresa occorrerà
anche l'intervento delle banche, che attualmente stanno mirando esclusivamente
alla loro tutela, e non vogliono capire che per stare sul mercato non è
possibile tendere solamente al proprio interesse». Isabella Scalabrin
( da "Foglio, Il" del
03-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
3
luglio 2009 Chi ha fatto scoppiare la bolla? Matt
Taibbi, che già ci aveva strabiliato con un articolo supercomplottista ma anche
superinformato su come la bolla
immobiliare sia stata creata ad arte dei banchieri, ora torna sul
luogo del delitto. E con chi se la prende? Goldman Sachs, naturalmente,
"la più grande macchina crea bolle d'America" © 2009 - FOGLIO
QUOTIDIANO
( da "Milano Finanza"
del 04-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
sezione: I vostri soldi il Trader ETF data: 04/07/2009 - pag: 40 autore: di
Salvatore Licciardello Ancorati al mattone Negli Usa è stato lanciato il primo prodotto che permette di speculare sulla performance dei prezzi delle case. In un periodo di tempo fissato a priori L'immobiliare è il settore più caldo anche in questi mesi, tra crolli e nuovi
tentativi di rilancio. Ecco due novità riguardanti i mercati americano e
italiano. MacroMarkets ha ricevuto l'approvazione per il lancio di uno dei suoi
prodotti più attesi e anche più rinviati. Dal 30 giugno sono quotati i
fondi indicizzati MacroShares Major Metro Up (UMM) e MacroShares Major Metro
Down (DMM) sul New York Stock Exchange.I fondi sono molto vicini alla natura
degli Etf, perché sono stati concepiti per dare un rendimento pari al 300% o a
-300% del rendimento dell'indice S&P/Case-Shiller Home Price 10. Si tratta
del principale benchmark per i prezzi delle case residenziali
negli Stati Uniti. Sarà in pratica il primo prodotto che permette di speculare
sulla direzione dei prezzi delle case in un senso o
nell'altro.«È un evento eclatante», dice Sam Masucci, ceo di MacroMarkets.
«Questi fondi sono aperti al più grande mercato senza titoli quotati del
mondo».Finalmente si è arrivati al dunque dopo che una serie di rinvii avevano
fatto abortire perfino una ipo durante il mese di maggio.I nuovi MacroShares
sono singolari e unici. Si tratta di fondi che non possiedono case o altre azioni legate all'immobiliare.
Piuttosto guadagnano dall'esposizione verso il reale andamento del mercato immobiliare nel suo farsi quotidianamente. Il merito è della
particolare struttura dei prodotti. L'Up and Down Macros detiene titoli di Stato
del Tesoro americano come unico asset. Non appena l'indice che fa da benchmark
si muove verso l'alto o verso il basso questi titoli vengono trasferiti da un
fondo all'altro. La struttura permette a MacroShares di lanciare così prodotti
concatenati a un prezzo di riferimento esterno purché sia trasparente, compreso
quello che misura in modo universalmente riconosciuto sui prezzi
delle case. È ancora più importante sottolineare che i prodotti sono
stati disegnati per coprire uno specifico periodo di tempo. UMM e DMM avranno
ognuno un valore di 25 dollari ad azione facendo base il valore dell'indice
S&P/Case Shiller 10 ad inizio anno. A fine novembre 2014, tutti e due i
fondi saranno estinti e gli investitori riceveranno una quota che sarà pari
alla rivalutazione del 300% in relazione a quella dell'S&P Case-Shiller
fino al 31 agosto 2014.Secondo Masucci, MacroShares lancerà una nuova versione
di Etf sui prezzi delle case ogni anno. In questo modo
gli investitori potranno scegliere il loro quinquennio favorito in cui
scommettere. Infine la società vorrebbe lanciare degli Etf collegati a singole
aree metropolitane.
( da "Borsa e Finanza"
del 04-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ATTUALITÀ
Garanzia di Stato per le banche E gli Emirati tornano a correre Tamponata la
crisi di Dubai, l'obiettivo è ora di ridurre lo «spread» sui Cds e rilanciare i
corporate islamici. Abu Dhabi segna un maxi deal con Parigi di Redazione -
04-07-2009 Il recente rally del petrolio ha permesso agli Emirati Arabi Uniti
(Uae) di mitigare gli effetti della crisi globale, e
soprattutto dell'impatto dello sboom della bolla immobiliare,
così violento da azzerare la crescita economica per il 2009. Uno shock che si
spiega come reazione all'euforia del 2008, quando il pil aveva fatto segnare
uno straordinario +7,7% al traino della corsa delle nuove costruzioni,
con un picco del 42% a Dubai, dove l'orizzonte è spezzato dai grattacieli in
costruzione, cantieri spesso sospesi per mancanza di fondi. Ma nonostante
l'onda della crisi immobiliare, gli Emirati, al quarto
posto per riserve di gas (quinti nel petrolio), guidano ancora la classifica
mondiale del reddito pro capite; poco meno di 60mila dollari Usa, distribuiti
tra una popolazione composta per oltre due terzi da emigrati di lusso,
mediamente facoltosi. E, dopo l'Arabia Saudita, gi Emirati restano comunque il
punto di riferimento per importanza economica dell'intera area mediorientale
che si affaccia sul Golfo. Abu Dhabi e Dubai rappresentano l'86% del pil totale
dei sette Emirati. La regìa politica resta saldamente in mano al primo dei due
emirati, forziere di materie prime e di industrie petrolchimiche, costretto a
intervenire con un finanziamento eccezionale di 10 miliardi di dollari a
sostegno della «cicala» Dubai, hub commerciale, finanziario e turistico
investito in pieno ciclone subprime nel bel mezzo dei suoi investimenti
estremi: non ultimo, una seconda pista di sci (sotto un cupolone di vetro, nel
bel mezzo del deserto. Ora, a rilanciare l'economia, contribuisce il dirham, la
divisa locale che, resistendo alle pressioni delle banche centrali dei Paesi
Bric, gli Emirati tengono ancorata al dollaro (la divisa unica per i Paesi del
Golfo è stata rinviata al 2010), cosa che ha consentito di approfittare della
debolezza della valuta statunitense. La Banca centrale intanto, ha annunciato
agli inizi di luglio un piano di supporto per le emissioni obbligazionarie
delle banche domestiche del tutto simile a quello lanciato dai Paesi G7 con una
garanzia estendibile anche ai covered bond, prestiti sindacati e carte
commerciali. Per la prima volta nella storia degli Emirati le autorità
monetarie intervengono per permettere il rifinanziamento sino a tutto il 2010,
delle banche, peraltro emanazione dello Stato sovrano, con l'evidente obiettivo
di dissipare i dubbi degli operatori sulla tenuta dell'area. Gli Emirati, hub
strategico anche per lo sviluppo della finanza islamica, hanno già lanciato del
resto forti segnali in quella direzione con l'approvazione di una nuova legge
di bilancio e regole più severe sull'indebitamento locale, dopo le tensioni si
inziio anno. Nel pieno della tempesta Lehman, infatti, nel comparto dei Cds è
maturato un ampio differenziale, solo parzialmente rientrato, tra le quotazioni
del merito di credito sovrano, schizzato a prezzi più
che doppi per Dubai rispetto ad Abu Dhabi, a dimostrazione che i robusti
supporti di quest'ultimo a sostegno dell'emirato fratello non sono stati
sufficienti ad abbassare la percezione del rischio. Molto attivo resta intanto
il comparto corporate con oltre 10 miliardi di dollari di emissioni dall'aprile
scorso e una pipeline di nuove offerte molto fitta. A fine anno scadrà il primo
sukuk bond per 3,5 mld emesso dalla Nakheel, colosso del comparto real estate,
e il suo rimborso potrebbe rappresentare un catalizzatore per rilanciare quel
segmento di mercato investito dal collasso dei volumi e permettere così un
recupero degli spread, verso i livelli precedenti al default Lehman. Abu Dhabi
non punta solo a recuperare credibilità sui mercati finanziari internazionali,
ma anche a recitare un ruolo sullo scacchiere geopolitico più attivo, rafforzando
la sua alleanza strategica con la Francia in chiave anti-iraniana. La visita di
Nicolas Sarkozy di fine maggio ad Abu Dhabi per inaugurare la nuova base
militare francese, la prima aperta da Parigi da più di mezzo secolo, ha
rappresentato anche l'occasione per ratificare il nuovo accordo sulla Difesa,
che offre in esclusiva agli Emirati l'ombrello nucleare francese. Un patto più
forte e stringente perfino dell'articolo 5 del Trattato Nato, sull'aiuto tra
Paesi membri in caso di attacco, che segna un salto di qualità nelle alleanze
degli Emirati, più vicine all'Europa, meno dipendenti dagli Usa. La risposta di
Teheran è stata l'interruzione del contratto con Total per lo sviluppo dei
giacimenti di gas di Par's, assegnati ai cinesi.
( da "Libertà" del
06-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Borse in altalena
nel primo semestre Londra la più debole MILANO - Nelle ultime tre settimane le
Borse europee hanno chiuso mediamente in perdita, una striscia negativa che non
si vedeva da marzo, il momento più nero del crollo causato dalla crisi "subprime".
Il clima non è pesante come qualche mese fa, assicurano nel week-end di pausa
gli operatori di Piazza Affari, ma la settimana appena conclusa ha anche chiuso
formalmente il primo semestre 2009 delle Borse ed è il momento per fare i
conti. Che regalano qualche sorpresa. La prima: qualche listino in questi sei
mesi è cresciuto. In prima fila il Nasdaq negli Stati Uniti e Stoccolma in
Europa, che hanno messo a segno entrambi un rialzo del 12%. Della metà è stato l'aumento di Tokyo, ma anche Madrid, che ha passato
un 2008 durissimo a causa dell'esplosione della bolla immobiliare
spagnola, è riuscita a portare a casa un segno positivo: +1,4% dal 7 gennaio -
in Borsa l'anno inizia abitualmente dopo il giorno dell'Epifania - fino
all'ultima seduta. Tutti gli altri principali listini mondiali hanno
ceduto qualche punto nell'arco dei primi sei mesi, con un segnale inatteso: la
Borsa più debole appare il gigante europeo di Londra, che ha perso più di tutti
nel semestre appena concluso (-8,6%) e che da marzo è quella che ha recuperato
di meno. 06/07/2009
( da "Alto Adige" del
07-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Proprietà edilizia.
Ieri l'assemblea annuale che conta 2.400 soci in tutto l'Alto Adige (
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 07-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
24 ORE MILANO
pag. 17 Prezzi delle case ancora giù nel secondo
trimestre dell'anno Crescono solo in centro e nelle zone servite. Baggio in
controtendenza MILANO UN MERCATO stagnante negli ultimi mesi trainato oramai
solo da alcune zone residenziali del centro e del semicentro, il cui divario nei confronti della periferia cresce. Si presenta
così secondo i dati di Idealista.it il mercato immobiliare della
nostra città dove il prezzo delle case è fermo dopo
un primo trimestre promettente (coi prezzi in salita
del 2%) seguito invece dalle quotazioni bloccate fra aprile e giugno con una
crescita lieve del 0,3%. A MILANO acquistare casa costa in media 3.613
euro a metro quadro ma il prezzo varia in maniera consistente a seconda del
quartiere in cui è situato l'immobile. Sono tre le zone che fanno registrare
cali sopra il 2% : il quartiere Forlanini (-2,9 %) Certosa (- 2,2%) e Chiesa
Rossa Gratosoglio (-2%) . Le altre zone come Lorenteggio e Barona subiscono
invece dei ribassi più contenuti ma sono in caduta dall'inizio dell'anno.
Scendono anche la Comasina e quartiere Vialba Gallaratese che si conferma la
zona meno cara della città, dove una casa costa ancora come tre mesi fa. In
rialzo invece la zona Navigli-Bocconi (che sale del 4%), il centro storico, la
zona Garibaldi-Venezia, Cittàstudi - Lambrate assieme a Porta Vittoria e a
Greco -Turro. In periferia cresce solo Baggio. «DOPO UNA FASE di incertezze è
come se il mercato avesse trovato un nuovo assetto - spiega Paolo Zanetti,
amministratore delegato di Idealista.it - un effetto della crisi è che la gente
pondera di più l'acquisto. Si compra con maggiore attenzione alla qualità
dell'immobile, la zona in cui è situato, la presenza o meno di servizi. Questo
ha risvegliato l'interesse per determinati quartieri mentre ne ha penalizzato
altri. Per questi è auspicabile una decisa correzione al ribasso delle
quotazioni, altrimenti infatti difficilmente l'offerta incontrerà la domanda».
DALLA RICERCA si capisce che la gente prima di comprare valuta una serie di
elementi che vanno oltre l'immobile. Guarda lo stato dei servizi della zona
(metropolitana, autobus, tram, scuole e asili, ospedali) e non è disposta a
rinunziare a nessuno dei fattori che rendono più comoda la casa. Data l'offerta
molto ampia, l'acquirente, prima di decidere, pondera bene, visita molte altre case e infine sceglie tenendo conto di tutto di tutte le
strutture parallele che la casa offre. Si tratta di acquisti non più di impeto
o guidati dal semplice gusto per un appartamento piuttosto che per un altro.
Oggi si tende a ragionare di più e a rimandare l'acquisto se la proposta non
soddisfa
( da "Giornale di Brescia"
del 08-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Edizione:
08/07/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:Brescia che produce
Immobiliare, i laghi piangono Sul Garda Padenghe ha prezzi
in controtendenza. Stabile il mercato a Manerba lieve diminuzione a Moniga
(-4,8%). Ma nel 2009 i listini tornano ad avere segno più è sceso di quasi il
13 per cento" title="Una panoramica di Desenzano. Qui il prezzo delle
case nel 2008 è sceso di quasi il 13 per cento"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090708/foto/full_brescia_645.jpg',600,317)">
Una panoramica di Desenzano. Qui il prezzo delle case
nel 2008 è sceso di quasi il 13 per cento BRESCIAIl mercato
immobiliare della seconda casa è in difficoltà. E la domanda di acquisto di
immobili in prossimità dei principali laghi italiani ha subìto una contrazione
del 4,2% nella seconda parte del 2008. Lo dice una ricerca realizzata da
Tecnocasa. Solo in alcune zone, come quella di Sirmione, nei primi mesi del
2009 si registrano lievi segnali di miglioramento. In generale le
abitazioni maggiormente in difficoltà sono quelle con un prezzo compreso tra
250 e 400mila euro, mentre si vendono sempre bene soluzioni più costose o più
economiche. Di solito i turisti italiani preferiscono acquistare un bilocale da
50 mq circa, con terrazzo o spazio esterno, in un posto tranquillo circondato
dal verde e con vista sul lago. Mentre i turisti stranieri investono capitali
più importanti rispetto agli italiani e acquistano generalmente ville oppure
attici, spendendo anche più di un milione di euro. Sulla sponda bresciana del
Lago di Garda si registra stabilità a Manerba del Garda e una lieve diminuzione
a Moniga (-4,8%). Un leggero rialzo delle quotazioni c'è stato a Padenghe
(+2,7%) che offre più tipologie di prestigio sempre molto richieste. In generale,
le abitazioni maggiormente in difficoltà sono quelle con un prezzo compreso tra
250 e 400mila euro, mentre si vendono sempre bene soluzioni più costose o più
economiche. In questa area del Lago di Garda la richiesta di seconda casa
proviene soprattutto da turisti delle province lombarde e della provincia
parmense. È invece meno sensibile la domanda da parte di turisti tedeschi,
olandesi ed inglesi. La tipologia più ricercata è il bilocale da 50 mq circa,
possibilmente con terrazzo o spazio esterno ed inserito in un contesto verde e
tranquillo. Sono particolarmente apprezzate tutte le soluzioni con vista sul
lago. Tra le aree più richieste di Manerba sono da segnalare le località fronte
lago di Porto Dusano, Romantica e Gardoncino dove si trovano residence con
piscina e villette costruite negli anni '70. La zona di Gardoncino è apprezzata
per la vista sul lago e per le aree verdi. Qui si possono acquistare ville
singole costruite negli anni '60 e '70 ed appartamenti con vista lago che, in
buone condizioni, hanno un prezzo compreso tra 2.500 e 2.600 euro al mq. A
Moniga il completamento del nuovo porto turistico ha determinato un aumento
della richiesta da parte di diportisti. Le quotazioni dell'usato vanno da
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Giovedì 09 Luglio
2009 CRONACA Pagina 10 «Nonostante la crisi prezzi
casa proibitivi» Giovanni Galuppi, 62 anni, panettiere, legge Bresciaoggi
all'osteria «Al Ponticello» di via San Faustino 9/d e commenta del notizie del
giorno. Le giovani coppie bresciane preferiscono l'affitto in città. Nonostante
i costi proibitivi, fino a 820 euro al mese, nel cuore del centro storico,
proprio queste abitazioni sono le più ambite dalle giovani coppie. Come se lo
spiega? «La moda del centro non tramonta mai. Il prestigio di vivere nel cuore
della città, la possibilità di usufruire di comodità, attrattive e servizi
praticamente sotto casa, sono aspetti non indifferenti che giustificano
sacrifici economici. Senza dimenticare del vantaggio di poter ridurre l'uso
dell'auto». Ma a fronte di tante richieste d'affitto, la vendita d'immobili fatica a carburare... «A dispetto della crisi immobiliare, che avrebbe dovuto ridurre i valori degli immobili, i prezzi si mantengono proibitivi. Basta girare la città per farsi
un'idea delle cifre esposte». E nel mercato immobiliare sembra
che non tutte le agenzie eccellano quanto ad affidabilità e professionalità.
Che ne pensa? «Il settore è, sotto questo punto di vista, una giungla. È ovvio
che ogni agenzia immobiliare mira al profitto. Ma così
facendo finisce spesso per non soddisfare le reali esigenze delle persone. Chi
cerca casa si ritrova poi con problemi e costi imprevisti». Cresce l'emergenza
sovraffollamento al Canton Mombello. Il carcere bresciano, che contiene fino a
420 detenuti, a fronte di una capienza massima consentita di 298, risulta
essere uno dei peggiori penitenziari italiani. Che ne pensa? «Il
sovraffollamento e la carenza di agenti sono seri problemi. Molti detenuti sono
in attesa di giudizio, e questo denota la lentezza della giustizia. E poi
scopriamo che in diverse parti d'Italia vi sono strutture penitenziarie costate
fior di soldi che, tuttavia, non sono mai entrate in funzione. Questo, francamente,
è inaccettabile».TH.OR.
( da "Nuova Venezia, La"
del 11-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
I dati
dell'Agenzia del territorio su 2008 e primo semestre del 2009: «L'emorragia
rallenta, a fine maggio flessione solo del 3,8 per cento» Immobiliare, spiragli
di luce in fondo al tunnel Compravendite di alloggi in picchiata: calo del 21
per cento. Sostanziale tenuta dei prezzi di
Francesco Furlan JESOLO. Le compravendite sono in caduta libera ma i prezzi delle case resistono: il mercato immobiliare è
fermo, anche se i più ottimisti vedono un flebile luce alla fine del tunnel. E'
questa la fotografia del mercato immobiliare nella
provincia di Venezia, scattata ieri mattina a Jesolo nel convegno organizzato
da Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) con la
collaborazione dell'agenzia del territorio che, tramite il suo direttore provinciale,
Aldo De Nard, ha diffuso i dati relativi al 2008 sull'andamento del mercato.
L'anno terribile. A fronte di un dato che a livello nazionale ha registrato un
meno 15% rispetto al 2007, nel Veneziano il calo delle compravendite (quelle
che i tecnici chiamano Numero di transazioni normalizzate, Ntn, indicando anche
le frazioni di proprietà) è stato del 21% (in valore assoluto sono stati
scambiati 11.871 alloggi). Analizzando i dati medi delle cinque macro-aree
individuate dallo studio dell'agenzia del territorio emerge che tutte le aree
sono in calo, ma lo è di meno la zona balneare dove soffre, ma in misura
minore, il mercato delle seconda case. I valori più
negativi si registrano invece nella cintura di Venezia (comprende con Venezia e
Mestre i comuni della Riviera del Brenta, del Miranese, di Marcon e Quarto)
dove si stima ci siano almeno 6 mila alloggi già costruiti ma ancora invenduti
e dove il calo delle compravendite è stato del 27,4%. A livello assoluto i
comuni dove nel 2008 è stato registrato il maggior numero di transazioni sono
Venezia (pesa la dimensione della città) e Jesolo. Su scala comunali le
prestazioni peggiori si registrano in comuni come Mira (-39,5%), Pianiga
(-41,8%), Stra (-52,6%) a Fossalta di Piave (-62,7%). A Venezia capoluogo le
compravendite sono state 3.092, pari al 17,7% rispetto al 2007. I prezzi tengono. Scende il numero delle compravendite ma i prezzi delle case tengono. Il perché lo spiega Pietro
Draghi, docente di Economia monetaria a Ca' Foscari. «Da un lato ci sono gli immobiliaristi
e i costruttori che piuttosto di abbassare il prezzo delle case
preferiscono attendere e possono farlo perché hanno mutui ipotecari a lunga
scadenza con gli istituti di credito veneziani, che d'altro campo non vogliono
mettere perdite a bilancio e quindi non sono ancora entrate in pressing -
spiega Draghi -, mentre dall'altro lato c'è chi deve comprar casa che
preferisce aspettare convinto che prima o poi i prezzi
scenderanno». Un equilibrio molto delicato e che prima o poi si dovrà rompere.
Si tratta solo di capire quando. Per Carletto Facco e Stefano Priani -
responsabili della Federazione degli agenti immobiliari - il primo semestre del
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: FINANZA data: 2009-07-13 - pag: 17 autore: Mercati. La
rapida crescita dell'indice Msci Asia fa suonare il campanello d'allarme
Correzione estiva in Borsa dopo il rally di primavera Il ritracciamento
potrebbe ridimensionare gli eccessi P
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 13-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-13 - pag: 10 autore: DALLA
PRIMA Capire la crisi? Cammina per Santiago Dalla Navarra alla Galizia, quattro
regioni (o Stati) attraversate dai peregrinos con il grande filo conduttore dei
cartelli " Se vende" (ma sarebbe più giusto: se svende) appesi su
condomini non finiti o villette anonimamente pretenziose, simbolo
di una bolla
immobiliare senza pari in Europa. E al tempo
stesso trovi i grandi mulini a vento delle pale eoliche che ti accompagnano
sull'Alto del Perdon, emblema della nuova green economy rilanciata da Obama. Il
Cammino di Santiago ha in sé,da anni,le nuove parole d'ordine che arrivano
dall'Oltreoceano: sobrietà e frugalità, in antitesi alla corsa al
consumismo esasperato che la Grande Crisi ha cancellato. La prima lezione del
Cammino è proprio questa: togliere, togliere e togliere. Togliere dallo zaino,
perché si cammina meglio, quando si è leggeri. Togliere tutte quelle cose che a
casa ti sembrano essenziali e che invece nelle sperdute campagne della Rioja o
della Castilla impari a considerare inutili: ogni giorno abbandoni qualcosa
negli albergue , mettendolo a disposizione di altri peregrinos . Togliere dalla
testa tutti quei pensieri, quelle manie e quelle ossessioni che ti accompagnano
( e asfissiano) nella vita di tutti i giorni. Più ti immergi nel Cammino, più
dai valore alle cose vere che ti fanno crescere. Come nel post-Grande Crisi,
dove ci sarà meno spazio per crescite basate su valori e fondamentali effimeri.
Il Cammino di Santiago come innovazione di prodotto:all'Albergue de Peregrinos
di Cizur Menor, appena fuori Pamplona, ti spalmano il Vicks VapoRube ( usato da
generazioni di mamme come espet-torante per tossi e raffreddori) sui piedi:
vedrai - dicono – camminerai più fresco. E negli scarponi ti mettono assorbenti
femminili per evitare gli sfregamenti che portano le ampollas (le vesciche). Ce
n'è per tutte le esigenze,a seconda della misura del piede (per la cronaca: il
mio 44 richiede un assorbente per noche , 4 gocce su cinque – per il 38 di una
ragazza francese invece era perfetto un assorbente infrasettimanale salvagoccia
senza alette). Idee che hanno funzionato alla grande, in perfetto stile
post-Grande Crisi:l'uso di prodotti di settori maturi per nuove esigenze, una
ricerca che ha caratterizzato intere aree del Nord-Est e che diventerà sempre
più importante nella nuova economia. Il Cammino di Santiago come ennesima
opportunità persa dall'Italia: secondo un'analisi dell'Università galiziana i
peregrinos portano un giro d'affari di 25 milioni di euro (stime prudenziali)
lungo tutto il percorso, cui vanno aggiunti altri 5 milioni per viaggi, pre e
post-turismo. E l'Italia, che pure vantava nel Medio Evo un movimento analogo
di pellegrini, detti Romei perché andavanoa Roma, non è riuscita ad attrezzare
niente. Niente alberghi a basso prezzo (letto a castello, docce e servizi per
5-6 euro o un donativo libero), niente stradine curate, niente indicazioni
stradali, come la mitica freccia gialla che ti accompagna ovunque negli oltre
( da "
Argomenti: Mercato immobiliare
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ipotecaRifinanziamento del mutuoObblighi garante di mutuoMorosita'
dell'inquilinoObblighi del cointestatario del mutuo CASA » Casa news Sui laghi
si raffreddano i prezzi delle case (13/07/2009) Il
lago di Como e sempre piu protagonista della vita
dello star
system mondiale. George Clooney, Michael Schumacher, Brad Pitt, Kevin Costner e
Bruce Springsteen. Sono solo alcuni nomi dei vip che sono rimasti ammaliati da
questo paesaggio lacunare non raggiungibile in auto, lontano da sguardi
indiscreti e con tanto di piazzola per latterraggio degli
elicotteri. E chi decide di non comprare casa, ripiega sullaffitto. Ad
aprire la strada e stata Madonna. La popstar ha infatti preteso che nel
contratto firmato con i Versace, oltre ai quindici milioni di euro e a due anni di abiti griffati, ci
fosse il permesso di usare la Villa Fontanelle tutte le volte che vorra.
La vista sul lago, insomma, continua ad affascinare nomi noti del mondo della
musica, dello spettacolo e dello sport. Tutta invidia? Tuttavia, prima di lasciarsi travolgere da questo
astio, conviene riflettere bene sul ruolo che sta avendo la crisi economica sul
settore immobiliare. Come ben si sa, infatti, da oltre
6 mesi si sono registrati notevoli ribassi nelle compravendite, come
conseguenza di un generale rallentamento del mercato e di una minor
disponibilita economica di chi compra. Trend negativo
che ha colpito anche i laghi, come dimostra lanalisi condotta
dallUfficio Studi Tecnocasa nella seconda parte del 2008. Nel dettaglio,
le quotazioni immobiliari
delle principali localita lacunari sono infatti diminuite
del 4,2%. In soldoni, equivale a dire che comprare casa con affaccio sul lago
costa di meno e diventa accessibile un po a tutti. Sul Lago di Garda si
registra una contrazione del 3,9%, le localita della sponda bresciana
hanno segnalato invece una decrescita del 4,7%, con ribassi a Desenzano, Moniga
del Garda e Sirmione. Sulla sponda veronese la diminuzione dei prezzi e
stata del 2,9% con contrazioni piu accentuate a Bardolino. In calo i prezzi
immobiliari anche Mandello del Lario (-15%). In questa zona un appartamento
ristrutturato costa 2.000 euro al mq. A ridosso del lago si possono comprare
appartamenti in residence o in palazzine costruiti dagli anni 60
in poi. Una soluzione ristrutturata fronte lago costa invece 2.700/2.800 euro al mq.
Sia a Mandello del Lario che ad Abbadia Lariana sono in costruzione nuove
villette a schiera ed appartamenti il cui prezzo di vendita e
di 2.800 euro al mq. In lieve calo (-2,7%) anche le quotazioni immobiliari ad Iseo. La frazione
di Clusane e tra le aree piu richieste grazie
alla sua vista sul lago. Per lacquisto di una tipologia in buono stato si
spendono circa 2.000 euro al mq. In localita Dossello sono in corso
d opera i lavori per la costruzione di nuovi residence, ville ed appartamenti il cui
prezzo di vendita e di 3.000 euro al mq. Per soluzioni a
ridosso del lago le valutazioni arrivano anche a 5000 - 6000 euro al mq. La
flessione del mercato immobiliare tocca anche altre Regioni. Nel
Lazio, Bracciano e Trevignano hanno registrato un calo pari al 7,2%. Gli
appartamenti sul lungolago si vendono infatti sui 3.000 euro a metro quadrato.
E la stessa quotazione hanno le case del centro
storico, se ristrutturate e naturalmente con affaccio sullo specchio dacqua.
E se non ce la vista, si puo anche spuntare un prezzo
migliore, secondo Tecnocasa, almeno del 15%. E per chi vuole una
villa, la spesa si aggira tra i 350mila e i 400mila euro, a seconda di
tipologia e zona. 5 voti - » Vota questa notizia »
( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 14-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Martedì 14 Luglio
2009, Centocinquantaseimila euro di utile, e altri 64 mila per la società
controllata, non sono proprio da buttare, specie se
parliamo di una società immobiliare e se parliamo del bilancio 2008, alle porte dell'anno nero per
l'edilizia, uno dei primi settori colpiti dalla crisi globale scatenatasi negli
Stati Uniti proprio in seguito all'esplosione della bolla immobiliare
determinata dai mutui facili. Parliamo di Ive, l'Immobiliare veneziana,
braccio operativo del Comune di Venezia (che ne possiede il 97% delle azioni,
il restante 3% è di Asm, quindi sempre in "casa"), e della
controllata "Immobiliare Patrimonio", creata nel 2006 per gestire il
patrimonio immobiliare residuo dell'ex San Paolo Imi:
«Un impegno da 23 milioni di euro che ha risolto un caso di emergenza abitativa
senza pesare sulle casse pubbliche e mantenendo un equilibrio finanziario»
dicono all'Ive. Proprio questa controllata sarà la "cassaforte" dell'operazione
di social housing di via Pertini: «Stiamo attendendo il via libero definitivo
del Comune, poi potranno cominciare i lavori» ha detto ieri Ezio Micelli,
presidente di Ive. Intanto giusto ieri il Comune ha approvato il secondo piano
di lottizzazione, dopo via Pertini: si tratta di Asseggiano, un'altra
operazione di social housing da 220 alloggi su un'area di quasi 18 mila metri
quadrati, per un investimento complessivo di 25 milioni di euro. Ive a giorni
partirà con la pubblicazione del bando per arrivare al progetto vero e proprio,
dopo quello già realizzato per via Pertini che lo scorso mese è stato insignito
del "Mattone d'oro" all'Eire, la fiera nazionale dell'immobiliare. «Bilancio e progetti sono il frutto di un
lavoro oculato che ci ha permesso di resistere agli effetti della crisi
globale. Un risultato per noi ancora più importante, visto che abbiamo la
responsabilità di amministrare risorse pubbliche e visto che stiamo realizzando
abitazioni per quella fascia di popolazione, sempre più ampia, che guadagna
abbastanza per non poter accedere al mercato dell'edilizia economico-popolare,
ma che ha sempre più difficoltà a confrontarsi con i prezzi
del libero mercato».
( da "Sestopotere.com"
del 15-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prezzi
delle case ancora fermi a Milano, ma calano
le compravendite: c'è crisi (15/7/2009 09:40) | (Sesto Potere) - Milano - 15
luglio 2009 -Cauto il mercato immobiliare milanese
nei primi sei mesi del 2009. Nonostante la crisi internazionale i prezzi
diminuiscono in provincia (-0,9%) ma il mercato resta complessivamente stabile
in città dove rallenta appena dello 0,2% in sei mesi. Tra le ragioni i
grandi progetti di trasformazione urbana e gli investimenti immobiliari in fase
di realizzazione in vista di Expo 2015. Comprare casa a Milano costa in media,
considerando tutte le tipologie di immobili residenziali in vendita, 3.637 euro
al metro quadro, affittarla 176 euro al metro quadro allanno.
Mentre i consumatori aspettano prima di acquistare e si allungano i tempi di
vendita: in un
anno scende il numero delle compravendite in città di circa il 20%, quasi 1.000
transazioni in meno nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del
2008. Se resistono la cerchia dei Bastioni con +0,5% in sei mesi, 5.046 euro al
mq, e la circonvallazione con +0,1%, 3.476 euro al mq, rallentano il Centro
(-0,3%, 7.043 euro al mq) e soprattutto il decentramento (-0,5%, 2.532 euro al
mq). Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla 35° edizione della
“Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di
Milano” sul primo semestre 2009 realizzata dalla Camera di commercio di Milano
attraverso lazienda speciale Borsa Immobiliare, in
collaborazione con FIMAA Milano. “Pur se in rallentamento, il mercato immobiliare
milanese nella prima metà di questanno registra una
complessiva tenuta - ha dichiarato Antonio Pastore, presidente di OSMI Borsa
Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano –Soprattutto
in città i prezzi si mantengono stabili, in particolare nelle zone
interessate dai nuovi progetti di sviluppo e trasformazione urbana e dagli
investimenti immobiliari in vista di Expo 2015, mentre diminuiscono
decentramento e provincia. Contemporaneamente però si vendono meno case, in circa un anno si è registrato il 20% in meno di
transazioni. Stiamo dunque sperimentando uninerzia
del sistema, dove il proprietario vende casa solo se trova risposta alle
proprie aspettative di vendita. Daltro canto, in una situazione di
offerta che aumenta e soprattutto di difficoltà nellaccesso al finanziamento per i mutui,
chi compra casa lo fa senza fretta, attendendo loccasione
giusta, cercando magari soluzioni che offrano risparmi energetici, luso
di materiali innovativi o ecologici, o la presenza di elementi che
arricchiscono il valore dellimmobile. E nellattesa, si ricorre
spesso allaffitto, il cui mercato in questi mesi conosce una buona
ripresa”. Nel prossimo futuro ci si attende una importante contrazione del
livello di scambi degli appartamenti (in città – 40% e in provincia – 25% rispetto al 2004). Tale calo
sembra essere generato dalla crisi della fascia bassa del mercato. Infatti le
transazioni di immobili di piccola e media dimensione garantiti da ipoteca
hanno sperimentato un forte calo. “Se la fascia più povera non riesce o riesce
con maggiore difficoltà a finanziare lacquisto –
afferma Lionella Maggi, presidente di FIMAA Milano, il Collegio degli agenti
daffari e dintermediazione aderente allUnione del Commercio –
è evidente che tutto il mercato rallenti per le difficoltà nelle permute. La domanda immobiliare è ancora presente, ma sono le condizioni
economiche avverse che non consentono di soddisfarla”.
(
da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MORDANO pag. 7 «Qui non c'>è
bolla
immobiliare
E presto i motori si accenderanno» «NELLA ZONA di Mordano non c'è stata quella bolla
immobiliare
che è scoppiata nei mesi passati in altre zone della provincia o d'Italia»,
afferma Gian Marco Di Zuffa. «Sul nostro territorio prosegue le imprese edili
lavorano con un margine del 10 per cento e costruiscono bene e con tutti i
criteri. Per questo non
propongono prezzi gonfiati o artefatti, ma chiedono
cifre in linea con il mercato. In pratica, si lavora alla luce del sole, con
capitolati chiari. E in questa direzione hanno fatto notevoli investimenti.
Questo rallentamento del mercato non può durare a lungo». Però i mordanesi
vanno a comprare casa a Bagnara. «Lì, in quella cittadina rivela ancora negli
ultimi 4-5 anni c'è stato un notevole sviluppo dell'edilizia. Dai cantieri si
sfornavano 70-80 pezzi al colpo. Sì, è vero, a Bagnara si vendono le case a prezzi molto più bassi di
quelli praticati a Mordano, ma la qualità del prodotto è più scarsa». n. m.
(
da "Affari Italiani (Online)"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "HelpConsumatori"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Asca"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Trend-online"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Varesenews"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Wall Street Italia"
del 17-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Giornale di Brescia"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Cittadino, Il"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Arena, L'"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Repubblica, La"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Libertà"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Riformista, Il"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Unita, L'"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Manifesto, Il"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Gazzettino, Il"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
(
da "Sicilia, La"
del 18-07-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare