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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

 

 

 

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Report "Mercato immobiliare"   21-24 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

il piano- casa e i rischi per gli edifici storici - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: bolla immobiliare" nostrana, se gli investimenti non vengono dirottati altrove, sia destinata a esplodere con ben maggior violenza. La bozza ora emanata da Palazzo Chigi parte al contrario dall´ipotesi, quando meno azzardata, che per rilanciare l´economia nulla di meglio vi sia che scatenare la cementificazione del Paese.

prezzi in ribasso, ora si può comprare - gabriele baldanzi ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ma soprattutto a Grosseto, dove la bolla speculativa (i prezzi gonfiati delle case) aveva raggiunto negli ultimi anni livelli elevati. Il quadro attuale è chiaro: c'è una notevole offerta di immobili sul mercato, una domanda prudente e riflessiva e un conseguente aumento delle tempistiche di vendita.

Prevista per il 2009 flessione record dei prezzi delle case ( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prevista per il 2009 flessione record dei prezzi delle case IN CALOIn un anno, da febbraio 2008 a febbraio 2009, i prezzi correnti delle abitazioni nuove sono scesi del 2,2%; quelli delle abitazioni usate del 2,4%; quelli degli uffici dell'1,5%; quelli di negozi e capannoni del 2 e dell'1,9%.

La Fed all'attaco finale ( da "Milano Finanza" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dopo essere stato ormai identificato da molti come responsabile dell'attuale disastro, a causa dell'eccessivo allentamento monetario del 2001-2003. Greenspan riconosce che il problema della bolla immobiliare iniziò a crearsi allora, ma sostiene che, proprio per arginare la bolla crescente, la Fed innescò la rapida stretta del 2004-2005, con i Fed funds in aumento dall'1% al 5%.

in picchiata il prezzo delle case ( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Diverso è invece lo scenario degli immobili commerciali dove il blocco dei prezzi determinato dalla presenza di maggiori investitori meno propensi ad abbassare i prezzi, ha fatto registrare nei primi mesi del 2009 una diminuzione del 60% della domanda rispetto allo scorso anno.

Deflazione inevitabile E non durerà poco ( da "Borsa e Finanza" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: allarme sui subprime e a prevedere lo scoppio della bolla immobiliare con le sue ricadute sulla finanza globale Dal 1982 al 2000 l'economia americana ha vissuto 18 anni di crescita rapida, a un tasso annuo medio del 3,6 per cento. In tutta la fase di espansione, che si è concretizzata in un incremento complessivo del Pil dell'89% al netto dell'inflazione,

Soros: Nulla come prima, finisce un'era ( da "Borsa e Finanza" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: lungo reportage svelò i retroscena della febbre aviaria, nel 2008 l'editor Hu Shuli ha sfidato la censura (e la galera) per una lunga inchiesta sugli insider e le truffe alla Borsa di Shangai. In che cosa si differenza questa crisi dalle precedenti? Ho una mia teoria: la bolla immobiliare in sé non era altro che una piccola bolla ma ha provocato le conseguenze di una bomba atomica.

primo tonfo per i prezzi delle abitazioni - rosa serrano ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La stretta creditizia gioca un ruolo fondamentale nel trend negativo del mercato immobiliare residenziale. Basti pensare che secondo dati dell´Agenzia del Territorio, lo scorso anno la flessione delle compravendite di case acquistate con l´ausilio di un mutuo ipotecario è risulta del 26,8% passando dalle 371.311 del 2007 alle 271.

ottimismo prematuro sul futuro delle borse - alessandro penati ( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: c´è una bolla immobiliare che, quasi ovunque, ha raddoppiato i prezzi degli immobili in termini reali: ma ci vorranno anni per sgonfiare la bolla. Pro. La Borsa è a buon mercato. Contro. Spesso gli utili sono crollati più rapidamente dei prezzi: per esempio, l´indice S&P 500 è giù del 50% dai massimi di ottobre 2007,

Indagine su Northern Rock mette Brown sotto accusa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del valore dell'immobile. Come dire: all'apice bolla immobiliare dava anche i soldi per la ristrutturazione nonostante stesse per portare i libri in tribunale. E lo ha fatto fino alla nazionalizzazione. Brown è stato seppellito di accuse. La strategia di gestione e uscita dalla crisi è essenziale per valutare la salute politica del leader del Paese più colpito,

A Zurigo case in cassaforte ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: prezzi di Zurigo. Secondo il report 2009 curato dal Credit Suisse, il comparto residenziale è ancora lontano dal rischio di una bolla immobiliare. La ragione sta nel trend di crescita del reddito medio delle famiglie svizzere, rispetto a quello dei prezzi delle abitazioni: «Dall'inizio degli anni Novanta in tutto il Paese il reddito medio delle economie domestiche è cresciuto del

Piano casa, ecco il decreto del... ( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal 1998 in poi». è da oltre un decennio, cioè dal ?97, che non si vede in Italia una discesa dei prezzi degli immobili.

Piano casa, Berlusconi: l'Europa... ( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal 1998 in poi». è da oltre un decennio, cioè dal ?97, che non si vede in Italia una discesa dei prezzi degli immobili.

"Piano casa": ecco il decreto ( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal 1998 in poi». è da oltre un decennio, cioè dal ?97, che non si vede in Italia una discesa dei prezzi degli immobili.

I prezzi delle case calati del 4% "Colpa dei mutui difficili e costosi" ( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I prezzi delle case calati del 4% "Colpa dei mutui difficili e costosi" Mercato immobiliare l'analisi di Nomisma Per flessione siamo secondi in Italia Per la prima volta da dieci anni a questa parte i prezzi delle case scendono. Almeno nelle 13 città di media dimensione sulle quali si è concentrata l'analisi di Nomisma,

in calo i prezzi delle case sulla costa ( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: in alcuni casi, addirittura diminuiti. Il mercato immobiliare risente della crisi e dall'Agenzia delle Territorio arriva una conferma concreta: nell'ultimo anno gli immobili si sono svalutati. La percentuale cambia a seconda della zona e delle caratteristiche dell'edificio, ma secondo le valutazioni relative al secondo semestre del 2008,

nemmeno la crisi fa calare i prezzi ( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: come Ponsacco o Santa Maria a Monte possiamo trovare degli invenduti con un prezzo ribassato del 10, 15 e a volte 20%. Comunque, conviene ancora investire negli immobili perchè, male che vada, continueranno a mantenere sempre il loro valore". Il costo delle case poi si differenzia, in primo luogo, in base alla zona dove si trovano.

SALVATORE DE NAPOLI NOCERA INFERIORE. DIMINUISCONO ANCHE DEL 20% I PREZZI DELLE CASE IN CITTà... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: vendite causato dalla crisi economica e dalle difficoltà di ricevere un mutuo dalle banche, ma frutto anche della bolla speculativa che tra la fine degli anni novanta e i primi di quelli del duemila ha fatto lievitare alle stelle il costo degli immobili. E così, oggi, il prezzo degli appartamenti sta scendendo velocemente, e scenderà ancora, verso una soglia più il linea con la realtà.

prezzi delle case in calo in centro e a nord ( da "Tirreno, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i valori immobiliari dell'Omi - l'osservatorio del mercato immobiliare costituito presso l'agenzia del territorio - relativi al secondo semestre del 2008, che fotografano i prezzi a cui si sono conclusi gli affari immobiliari. Ebbene, per quanto riguarda le abitazioni a Livorno si è comprato a prezzi inferiori fino al 20% rispetto allo stesso periodo dell'

Bankitalia: mercato case in crisi, giù prezzi e compravendite ( da "Velino.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (ottobre-dicembre 2008), nonché sulle prospettive del settore per il futuro. Ecco i principali risultati. PREZZI DELLE ABITAZIONI: Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,

Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4° trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie;

Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre ( da "KataWebFinanza" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie;

CASA/ BANKITALIA: MERCATO IN CRISI, GIÙ PREZZI E COMPRAVENDITE ( da "Wall Street Italia" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Casa/ Bankitalia: Mercato in crisi, giù prezzi e compravendite di Apcom Il 69% acquirenti accendono un mutuo ipotecario -->Roma, 23 mar. (Apcom) - Mercato immobiliare in crisi: nel quarto trimestre 2008 i prezzi di vendita delle case sono risultati in calo, così come le compravendite.

CASA. Peggiora il mercato immobiliare in Italia. Sondaggio Tecnoborsa per l'ultimo trimestre 2008 ( da "HelpConsumatori" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Dunque tra ottobre e dicembre 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie; solo il 2,8% degli operatori ha dichiarato un aumento. La tendenza al ribasso è stata più diffusa nelle regioni del Nord Est.

Mercato immobiliare in crisi Giù prezzi e compravendite ( da "Corriere.it" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: attenuazione della tendenza flettente dei prezzi». PREZZI IN CALO - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie, con una più diffusa tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche,

il mercato immobiliare ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Pagina 1 - Cecina IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi stabili su Marina, in aumento per gli appartamenti di via Ginori (500 euro) e quelli di via Napoli e via Fucini (300) Le zone meno care: Cedrino, Masano, San Giuseppe e Le Mandrie

GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: AFGHANISTAN CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure per l'annata più prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che si vendeva a più di 1.

prezzi delle case giù del 10% ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Empoli Prezzi delle case giù del 10% Rispetto all'anno scorso restano invariati solo quelli delle ville FUCECCHIO. Comprare casa oggi conviene. Perché le quotazioni del mercato immobiliare hanno subito una leggera flessione. In tutte le zone del territorio comunale, sia che si voglia comprare un appartamentino nel centro storico,

GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO ( da "Arena, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: FRANCIA CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure per l'annata più prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che si vendeva a più di 1.

una scommessa impossibile - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: loro banche scommettendo che non ci fosse alcuna bolla immobiliare e ciò che ne conseguiva, ovvero che i livelli senza precedenti di indebitamento delle famiglie non fossero un problema. Ebbene, hanno perso la loro scommessa, e nessun importo del giochetto di prestigio finanziario che si ripropongono di fare adesso (perché, in definitiva, il piano Geithner non è altro che questo)

i prezzi delle case non scendono ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Lucca I prezzi delle case non scendono Solo qualche aggiustamento. E in centro ancora rincari VIAREGGIO. La crisi? Sembra non esistere. O, al massimo, essere un venticello che non scuote più di tanto il mercato immobiliare cittadino, che continua nel suo momento di stagnazione su livelli di prezzo comunque assai elevati.

in calo i prezzi delle case ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Boom di richieste di villette In calo i prezzi delle case Montecatini, quotazioni simili al resto della Valdinievole MONTECATINI. Prezzi sempre più bassi (ma per il 2009 è prevista una stabilizzazione), rivalutazione dell'area tra Cintolese e Larciano (in corrispondenza della nuova variante del Fossetto), sostanziale uniformità delle quotazioni in Valdinievole (

a picco la compravendita di immobili mondello e via libertà, prezzi dimezzati - isabella napoli ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: picco la compravendita di immobili Mondello e via Libertà, prezzi dimezzati I dati degli operatori: da gennaio affari calati del 20 per cento ISABELLA NAPOLI ANCHE a Palermo come nel resto d´Italia i prezzi delle case sono in discesa. Si vendono e si comprano sempre meno case e secondo gli operatori palermitani le compravendite sono calate nei primi mesi del 2009 del 20 per cento.

Mattone in panne anche nel 2009 ( da "Milano Finanza (MF)" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Male le aspettative dell'anno per l'andamento del mercato nazionale Crollano i prezzi delle case e il mercato immobiliare resta fermo al palo. Colpa della crisi e del quadro congiunturale. Lo scenario è stato tracciato dalla Banca d'Italia, che, insieme a Tecnoborsa, ha realizzato un'indagine coinvolgendo circa 1.000 agenti immobiliari.

Non siamo un Paese di serie B ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: che ha riassunto alla platea le tappe dell'ondata di crisi partita dagli Usa: l'overdose di denaro a buon mercato sostenuto dalla Cina, che ha finanziato la bolla immobiliare e dei consumi americani; la conseguente infezione finanziaria; la sfiducia reciproca tra le banche; la caduta dei prezzi degli immobili che creano perdite sui prestiti con garanzia immobiliare,

Immobili, in calo prezzi e vendite ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento. Per lo stesso periodo il 65% degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34% che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese di prezzi in aumento e quelle di prezzi in diminuzione (-31 punti) è inferiore a quello corrispondente ai giudizi forniti nel quarto trimestre del 2008 (

Stupidi. ( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.

Market mover: indice prezzi case Us atteso in calo a gennaio ( da "Finanza.com" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Market mover: indice prezzi case Us atteso in calo a gennaio (24 Marzo 2009 - 14:14) MILANO (Finanza.com) - Appuntamento oggi (ore 15.00) con l'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi delle case al mese di gennaio per testare lo stato di salute del mercato immobiliare Usa.


Articoli

il piano- casa e i rischi per gli edifici storici - (segue dalla prima pagina) (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 35 - Commenti IL PIANO- CASA E I RISCHI PER GLI EDIFICI STORICI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Nulla ha dunque insegnato al nostro governo la "bolla edilizia" (housing bubble) che ha duramente colpito l´economia americana l´anno scorso. Secondo l´analisi di George Soros nel suo ultimo libro (The New Paradigm for Financial Markets: The Credit Crisis of 2008 and What It Means), le aspettative artificialmente create da un mercato immobiliare gonfiato ad arte hanno prodotto, fra 2001 e 2005, una crescita incontrollata degli investimenti immobiliari, e dunque dei relativi meccanismi di finanziamento (a cominciare dai mutui), sul presupposto che il valore degli immobili possa crescere indefinitamente, appoggiandosi a finanziamenti e prestiti sempre più alti, per immobili sempre più cari. Il solo fatto di concedere sempre più mutui, a condizioni facilitate, fece crescere la domanda immobiliare, anzi per alcuni anni parve convalidare le previsioni più ottimistiche, innescando un perverso inseguimento fra eccesso di domanda (e di debito) ed eccesso di offerta. Bastarono pochi anni, e l´eccesso degli investimenti immobiliari e del relativo indebitamento, oltre che distrarre il risparmio da investimenti più produttivi, finì con l´esser tanto alto da trascinare l´intero sistema nella rovina: la terribile housing bubble con conseguente bancarotta, appunto, di cui abbiamo letto su ogni giornale, evidentemente invano. L´Italia, si sa, è il Paese europeo col più basso tasso di natalità. Ma è al tempo stesso il Paese col più alto consumo di territorio: per dare solo un esempio particolarmente raccapricciante, la Liguria ha consumato negli ultimi vent´anni il 45% della propria superficie libera da costruzioni, inondando il paesaggio di cemento (la media italiana è un già pessimo 17%). Basta mettere insieme questi due dati (bassa natalità, altissimo consumo del suolo), che contrastano drasticamente con l´esperienza Usa (un Paese in continua espansione demografica e con ampie aree a bassa densità abitativa), per comprendere come la "bolla immobiliare" nostrana, se gli investimenti non vengono dirottati altrove, sia destinata a esplodere con ben maggior violenza. La bozza ora emanata da Palazzo Chigi parte al contrario dall´ipotesi, quando meno azzardata, che per rilanciare l´economia nulla di meglio vi sia che scatenare la cementificazione del Paese. Allo scopo, s´intende, «di sostenere la domanda generale interna di beni e servizi, nell´attuale fase di congiuntura globale» (art. 1 della bozza). L´arcaica superstizione secondo cui l´unico investimento sicuro è quello del "mattone", comprensibile come retaggio di una società preindustriale, viene dunque adottata dal governo come linea vincente per salvare l´economia del Paese. L´intento di fornire al "partito del cemento" una piena licenza di uccidere non potrebbe esser più chiaro. Si possono ampliare del 20% tutti gli edifici ultimati entro il 2008: la percentuale si calcola sul volume per le unità residenziali, sulla superficie coperta per ogni altra (art. 2, c. 2). Se poi il 20% non basta, niente paura: si può arrivare comodamente al 35% (del volume o della superficie), purché si abbatta integralmente un edificio, ricostruendolo più in grande. Queste ed altre espansioni edilizie saranno fatte, assicura la bozza, «in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi» (art. 2 c. 1); persino l´altezza della nuova fabbrica può essere modificata, portandola fino a «quattro metri oltre l´altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici vigenti». Per tutti questi interventi basta una d.i.a. (dichiarazione inizio attività), senza tanti permessi: il risanamento dell´economia non può aspettare. E se per caso si trattasse di edifici storici? Facile: basta far domanda alla competente Soprintendenza, e se per caso non risponde entro 30 giorni vale il principio del silenzio-assenso (art. 5, c. 3 e 5). Il Codice dei Beni Culturali viene in tal modo non ignorato, ma consapevolmente calpestato. La certezza del diritto cede il passo a una feroce delegificazione. Impallidiscono, al confronto, i condoni edilizi ex post, piombati a proteggere e incoraggiare la cementificazione dell´Italia coi governi Craxi (1985) e Berlusconi (1994, 2003, 2004). La foglia di fico della crisi economica non nasconde l´essenziale: questa bozza di legge è un condono ex ante, anzi non solo legittima e depenalizza, ma incoraggia ciò che fino ad oggi è reato, consegnando città e paesaggio dell´intero Paese al partito del cemento, al saccheggio di speculatori senza scrupoli, devastando senza rimedio borghi e campagne, persino lo skyline delle nostre città. Se, come è da sperare, questa bozza null´altro è che un ballon d´essai, sarà molto interessante vedere quali saranno le reazioni delle istituzioni. Che cosa farà il Ministero dei Beni Culturali, che in passato seppe far cadere le proposte di silenzio-assenso presentate dai ministri Baccini (2005) e Nicolais (2006), di fronte a questa norma assai più distruttiva? Che cosa diranno Regioni ed enti locali di fronte a tanta selvaggia deregulation? Qualcuno si ricorderà dell´art. 9 della Costituzione, che impone alla Repubblica, in via prioritaria rispetto ad ogni altro interesse anche economico, «la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione»?

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prezzi in ribasso, ora si può comprare - gabriele baldanzi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 1 - Grosseto Prezzi in ribasso, ora si può comprare La bolla speculativa è finita e ci sono meno soldi: si vende a prezzi ragionevoli Dopo la crisi, mercato in lenta ripresa. Ma su cifre calate del 12% rispetto a fine 2007 GABRIELE BALDANZI GROSSETO. Ottimismo, nonostante tutto. Il mercato immobiliare grossetano, anche nel secondo semestre del 2008, ha subito una contrazione considerevole. I prezzi delle abitazioni, in città, sono calati del 4,8% negli ultimi 6 mesi, del 9,3% rispetto a un anno fa, dell'11,9 nel confronto con il dicembre 2007. Diminuzioni estese un po' a tutte le realtà territoriali, ma soprattutto a Grosseto, dove la bolla speculativa (i prezzi gonfiati delle case) aveva raggiunto negli ultimi anni livelli elevati. Il quadro attuale è chiaro: c'è una notevole offerta di immobili sul mercato, una domanda prudente e riflessiva e un conseguente aumento delle tempistiche di vendita. «Insomma è il momento migliore per impostare un investimento, per tornare a scommettere sul mattone». Parola di Simone Ferretti, consulente di rete di Tecnocasa, che ieri mattina, col responsabile area manager della Toscana Maurizio Palazzo, ha presentato gli ultimi report sull'evoluzione del mercato immobiliare e creditizio in Maremma. «Il mercato immobiliare - spiegano i consulenti Tecnocasa di Grosseto - si muove con più lentezza perché i potenziali acquirenti hanno allungato i loro tempi decisionali, incitati in questa direzione anche dalle notizie che riguardano in generale la nostra economia e da una maggiore incertezza sulla propria disponibilità di spesa». E ad aver contribuito in maniera determinante a definire l'attuale situazione è stata, anche in Maremma, la situazione creatasi sul mercato creditizio, l'atteggiamento prudenziale e selettivo messo in atto dalle banche nella concessione dei mutui. «Così facendo - sono parole di Riccardo Giachi, consulente di mediazione creditizia del gruppo Tecnocasa - sono aumentate le difficoltà per quella fascia di clientela che, non avendo un capitale iniziale a disposizione, deve ricorrere a un finanziamento importante». La mancanza di liquidità, la prudenza delle banche nell'erogare mutui, la minore disponibilità di spesa da parte dei potenziali acquirenti, hanno alimentato serrate trattative sui prezzi richiesti dai venditori e la conclusione della compravendita a prezzi più bassi rispetto al semestre precedente. A trovarsi in maggiore difficoltà, anche a Grosseto, sono stati i giovani, gli stranieri, le famiglie monoreddito, i lavoratori con contratto a tempo determinato. A fine 2008, però, c'è stata un'inversione del trend. Si è assistito, infatti, a una piccola ripartenza dell'investimento sul mattone, determinato dalla fuga dai mercati finanziari sempre più incerti. E nei primi mesi del 2009 la sensazione degli operatori è che ci sia una ripresa della domanda abitativa, stimolata dal ribasso dei tassi ma anche dalla consapevolezza che il mercato immobiliare abbia ormai intrapreso una nuova direzione e che la diminuzione dei prezzi offra eccellenti opportunità di acquisto. L'analisi di Tecnocasa in base al profilo dimensionale delle varie realtà evidenzia un calo dei prezzi delle case più sensibile nei capoluoghi di provincia come Grosseto rispetto alle grandi città. Interessante anche l'evoluzione di domanda e offerta sulle varie tipologie. A Grosseto, nel 2008, la richiesta di monolocali è stata bassissima (4,2%), bilocali (28,7%) e trilocali (36,8%) i più gettonati. L'offerta complessiva, invece, è stata così strutturata: monolocali (4,5%), bilocali (20,5%), trilocali (31,8%). Movimenti minori sui grandi tagli. Nel capoluogo maremmano, infine, la variazione percentuale dei prezzi per zona non ha evidenziato forbice tra centro e hinterland. Per quanto concerne le locazioni Tecnocasa sottolinea un aumento delle richieste di immobili in affitto da parte delle giovani coppie e di coloro che vendono per ricomprare e scelgono di andare in affitto nel periodo di transizione.

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Prevista per il 2009 flessione record dei prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unita, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Prevista per il 2009 flessione record dei prezzi delle case IN CALOIn un anno, da febbraio 2008 a febbraio 2009, i prezzi correnti delle abitazioni nuove sono scesi del 2,2%; quelli delle abitazioni usate del 2,4%; quelli degli uffici dell'1,5%; quelli di negozi e capannoni del 2 e dell'1,9%. Solo box e garage 'tengonò, con un aumento dello 0,9%. È quanto risulta dal primo Rapporto 2009 sul mercato immobiliare predisposto da Nomisma e presentato ieri a Bologna, dal quale emerge un calo annuo del 15,1% delle compravendite nel del 2008. Per il 2009 si ipotizza una riduzione dei prezzi nell'ordine del 7-8% per le abitazioni e gli uffici, mentre per i negozi il calo dovrebbe essere entro il 5%. Se il dato fosse confermato «si assisterebbe al calo più rimarchevole registratosi nel corso di tutto il periodo di osservazione dell'indagine nomisma dal 1998 in poi». L'italia non registra un calo dei prezzi dal 1997. IL CASO

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La Fed all'attaco finale (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza sezione: I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi data: 21/03/2009 - pag: 58 autore: di Franco Paternollo La Fed all'attaco finale Intervenire lungo la curva dei tassi è un primo passo, ma la questione cruciale è la riduzione del premio al rischio tra debito corporate e debito governativo La decisione della Fed di interve nire direttamente in acquisto sul mercato dei Treasuries ha colto tutti in contropiede. Qualcosa era nell'aria, dopo che il «quantitative easing» era stato già avviato da Bank of England e Bank of Japan. Ma il mercato non si attendeva così tanto e così presto. Ufficialmente la scelta della Fed non è diretta ad agevolare il finanziamento del colossale e crescente deficit di bilancio, ma è stata mossa dal desiderio di trasmettere gli impulsi monetari dalla parte più breve alla parte più lunga della curva. Finché gli effetti delle riduzioni dei tassi si fermano al segmento brevissimo, il beneficio in termini di riduzione del costo del debito per i prenditori finali è solo parziale. In realtà la scelta della Fed indica una volta di più come per le banche centrali sia diventato sempre più difficile governare il meccanismo di trasmissione degli effetti della politica monetaria all'economia. Pochi giorni fa. in un intervento sul Wall Street Journal, Greenspan ha deciso di prendere le difese di sè stesso, dopo essere stato ormai identificato da molti come responsabile dell'attuale disastro, a causa dell'eccessivo allentamento monetario del 2001-2003. Greenspan riconosce che il problema della bolla immobiliare iniziò a crearsi allora, ma sostiene che, proprio per arginare la bolla crescente, la Fed innescò la rapida stretta del 2004-2005, con i Fed funds in aumento dall'1% al 5%. Il problema fu che i tassi sui mutui, che fino ad allora avevano seguito abbastanza da vicino le vicende dei tassi sui Fed funds, si dimostrarono del tutto indipendenti e rimasero a livelli esageratamente bassi, vanificando l'effetto della stretta. Oggi Bernanke deve gestire il problema opposto: come ridurre il costo finale del denaro se la sola riduzione dei Fed funds non basta? Intervenire lungo la curva è un primo passo, ma lo snodo cruciale sta nella riduzione del premio al rischio tra debito corporate e debito governativo, proprio il differenziale che il credit crunch ha fatto esplodere. Questo è lo spread da monitorare per capire se la manovra della Fed avrà successo o rischierà di rivelarsi inutile, limitandosi a alimentare i flussi di caccia ai safe heaven che già stanno gonfiando i prezzi dei titoli governativi in giro per il mondo.

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in picchiata il prezzo delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 3 - Prato In picchiata il prezzo delle case Le occasioni più convenienti a Paperino, San Giorgio e Fontanelle E' calato del 6,6% tre punti in più del dato nazionale Fermi i capannoni e i fondi commerciali L'analisi di Tecnocasa PRATO. Sotto il cielo di Prato calano i prezzi dei tetti. è questo il momento giusto per comprare casa soprattutto nelle zone di Paperino, Fontanelle e San Giorgio, interessate negli ultimi anni da un'esplosione edilizia tale da determinare un surplus di offerta che oggi è traducibile in un maggior numero di alloggi da acquistare a costi più vantaggiosi. Diverso è invece lo scenario degli immobili commerciali dove il blocco dei prezzi determinato dalla presenza di maggiori investitori meno propensi ad abbassare i prezzi, ha fatto registrare nei primi mesi del 2009 una diminuzione del 60% della domanda rispetto allo scorso anno. Sono questi i risultati evidenziati da Tecnocasa che ha fatto il punto sull'andamento del mercato immobiliare nella provincia. Dall'analisi degli operatori emerge che la diminuzione dei prezzi è una tendenza legata soprattutto alla stretta creditizia seguita alla crisi economica. Sul territorio pratese la variazione nella seconda metà del 2008 è stata addirittura del -6,6%, tre punti percentuali in più rispetto al dato nazionale che si attesta al -3,6%. Infatti, l'atteggiamento selettivo messo in piedi negli ultimi tempi dagli istituti di credito verso quei soggetti considerati meno solvibili come gli stranieri, i precari, i giovani o i lavoratori con contratto a termine, ha messo in difficoltà proprio quella fascia di clientela che non avendo a disposizione soldi liquidi, deve obbligatoriamente ricorrere a un finanziamento. Ciò ha ridotto la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti inducendo così i venditori ad abbassare i prezzi nella trattativa di compravendita: d'altra parte, la crisi finanziaria ha innescato anche la ripresa della domanda a conferma di quanto gli italiani vedano ancora nel "mattone" l'investimento più sicuro. Prezzi e affitti. «Il prezzo - ha dichiarato Claudio Branchetti consulente Tecnocasa per la rete immobiliare residenziale in Toscana - è in assoluto la variabile determinante nella trattativa di compravendita e in particolare, il decremento dei prezzi si fa più accentuato per i vecchi immobili da ristrutturare rispetto alle nuove costruzioni». Analizzando Prato zona per zona ci si accorge che nel semicentro (Paperino, Fontanelle e San Giorgio a Colonica) si registra la più alta decrescita dei prezzi (-8,2%) seguita a ruota dalle zone di periferia (-5,1%) e dal centro storico (-4,1%): un dato da tener di conto se si considera che la disponibilità di spesa del cittadino pratese - secondo l'analisi - si concentra per il 30,4% dei casi nella fascia compresa tra 170 mila ai 250 mila euro con i quali si riesce a comprare un trilocale di quattro vani. Questo vale solo per chi possiede un capitale o per chi può chiedere un mutuo, a tutti gli altri non resta che l'affitto. «I canoni di locazione a Prato sono interessanti - aggiunge Branchetti - non essendoci zone di particolare interesse per turisti o studenti, i prezzi vanno dalle 500 alle 550 euro per i mono e i bilocali, arrivando fino a 650 per un trilocale». Capannoni e commercio. Cambia completamente il panorama se si analizzano le compravendite degli edifici commerciali. «Sul mercato dei capannoni si registra una certa stabilità dei prezzi e dei canoni di locazione nonostante l'offerta superi la domanda - ha spiegato Alessandro Ricci consulente del settore -. Spesso infatti, la proprietà di questi immobili è di società immobiliari o di investitori che preferiscono lasciare i locali sfitti o invenduti piuttosto che abbassare i prezzi». Anche in questo settore la stretta creditizia ha ridimensionato l'accesso al credito per le aziende che fanno fatica a ottenere un leasing preferendo così prendere un locale in locazione (800 euro al mq un capannone in zone periferiche) piuttosto che acquistarlo. Centro storico e Chinatown. «In particolare - aggiunge Ricci - le zone che hanno subito la contrazione maggiore di domanda sono state il centro storico e la zona di Chinatown. La presenza di negozi sfitti nelle vie principali della città - spiega Ricci - denota la mancanza di sicurezza». Non è un caso che le vie più richieste da chi cerca una location per attività commerciali sono via Bologna, via Ferrucci, via della Repubblica,via Roma, via Arcangeli, Via Marx, Via Zarini: tutte vie di passaggio, ma fuori dal centro. Barbara Burzi

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Deflazione inevitabile E non durerà poco (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ATTUALITÀ «Deflazione inevitabile E non durerà poco» Parla Shilling, il «saggio» che ha profetizzato la bomba subprime: «Per il 2009 la previsione è facile: si accentuerà la caduta dei prezzi». E la «ripresa debole sarà viziata dal protezionismo» di Redazione - 21-03-2009 I CONTI DELLA CRISI Gary Shilling, probabilmente il più pessimista tra gli osservatori della finanza Usa, è stato il primo in assoluto a lanciare l'allarme sui subprime e a prevedere lo scoppio della bolla immobiliare con le sue ricadute sulla finanza globale Dal 1982 al 2000 l'economia americana ha vissuto 18 anni di crescita rapida, a un tasso annuo medio del 3,6 per cento. In tutta la fase di espansione, che si è concretizzata in un incremento complessivo del Pil dell'89% al netto dell'inflazione, c'è stata una sola parentesi recessiva relativamente «dolce» nel 1990-91, con una contrazione del Pil dell'1,3 per cento. Da un punto di vista fondamentale, il massimo della crescita, certificata dagli indici di Borsa, si è toccato nel 2000, prima dello «sboom» delle dot.com. Da allora gli indicatori volgono al basso, come conferma l'andamento dell'occupazione, della produzione e del reddito delle famiglie. Ciononostante, la politica monetaria accomodante di Washington ha dato l'illusione che tutto stesse andando per il meglio e che il trend di crescita fosse ripreso grazie al taglio dei tassi e agli stimoli fiscali. Il risultato? Il vizio speculativo della bolla dot.com non è stato debellato ma si è semplicemente spostato nell'immobiliare, nelle materie prime, nei mercati emergenti e negli hedge fund: si è perpetuata la «Grande Disconnessione» tra mondo reale ed economia finanziaria. Ancor prima della crisi attuale era evidente, come abbiamo segnalato da anni, che questa situazione era insostenibile. LA GRANDE ILLUSIONE. Negli anni Ottanta-Novanta, il tasso di risparmio degli americani è scivolato dal 12% a zero. In parallelo è cresciuta la propensione all'indebitamento, sempre nella presunzione che la crescita degli asset finanziari potesse sostenere l'eccesso di spesa. E così la fetta di Pil destinata ai consumi è salita dal 62% del 1980 al 71 per cento. Ora, però, il potere di indebitarsi è svanito. Nel settembre 2008 il valore delle case ipotecate superava solo del 25% l'importo dei mutui. È facile prevedere che si scenderà al 10-15 per cento. Prima che termini la discesa dei prezzi, almeno 25 milioni di proprietari, la metà dei 51 milioni che hanno acceso un mutuo, avranno una casa che vale meno del debito: mille miliardi di dollari in fumo. L'effetto domino ha ormai colpito altri settori dell'economia, a partire dalla carte di credito. PENSIONE ADDIO. Il risultato più grave di questa miscela (poco risparmio, Borsa in calo) sta nel fatto che pochi americani, a questo punto, sono preparati ad andare in pensione con un reddito decente. Circa il 54% dei piani pensionistici «401 (K)» sono investiti in azioni (2.500 miliardi in tutto). Dall'inizio del 2008, perciò, circa 50 milioni di americani hanno visto andare in fumo altri mille miliardi di dollari. Il 50% della popolazione di età compresa tra i 55 e i 64 anni, inoltre, ha forti difficoltà a rimpolpare il proprio fondo previdenziale: solo il 10% dei clienti dei fondi Vanguard lo sta facendo. Ne deriva una contrazione dei consumi che non può che avere un grosso impatto a livello globale: nel 2007 i consumatori americani assorbivano il 18,2% del Pil mondiale (contro il 14,9% del 1980). STRESS TEST E BONUS. Fannie e Freddie sono controllate dal governo. Le banche di investimento superstiti, Goldman Sachs e Morgan Stanley, sono holding bancarie sotto il controllo della Federal Reserve. Non stupisce perciò che Litton Loan Servicing, una controllata di Goldman Sachs, abbia ridotto dal 38% al 31% del reddito annuo il tetto delle rate mensili per i mutuatari. Anche Citigroup e BofA, mentre si discute se formalmente siano o meno banche pubbliche, hanno sospeso su invito del Tesoro i pignoramenti. Aig è un pozzo senza fondo che ha già assorbito 150 miliardi di aiuti pubblici, a cui vanno aggiunti 62 miliardi di perdite nell'ultimo trimestre. I simboli della stagione dell'abbondanza, intanto, dai bonus ai voli privati, stanno facendo infuriare Washington. BofA sta vendendo tre dei suoi sette jet, più un elicottero di Merrill Lynch e uno degli appartamenti aziendali a New York. Obama esige che le banche che hanno richiesto l'aiuto straordinario dello Stato non offrano paghe superiori a 850mila dollari. È una reazione prevedibile a una stagione sciagurata: dal 2002 al 2008 le cinque principali banche d'affari americane hanno distribuito 190 miliardi in bonus contro 76 miliardi di profitti. L'anno scorso, a fronte di 25 miliardi di perdite, ci furono bonus per 26 miliardi. Non stupisce, inoltre, che si invochino regole più severe per prevenire nuove frodi o abusi. Anche se spesso si tratta di armi buone per combattere la guerra passata, più che per affrontare i problemi che verranno: mai, a memoria, provvedimenti di un governo hanno evitato lo scoppio di una bolla o una grande frode finanziaria. DEFLAZIONE BUONA E CATTIVA. È da molto tempo che prevedo l'avvento della deflazione in coincidenza con una prossima, grande recessione globale. Ebbene, la recessione è arrivata. La deflazione, come già ho scritto in Insight di novembre, si materializza quando l'offerta di beni e servizi supera la domanda. Il che può avvenire nel caso di un balzo dell'offerta o di un calo della domanda. In passato, abbiamo previsto una stabile deflazione «buona» per la convergenza di rilevanti miglioramenti tecnologici e produttivi (chip, computer, Internet, biotech, ecc.). Tra 2000 e 2006 i due terzi dei posti di lavoro cancellati nell'industria manifatturiera sono dipesi dalla tecnologia, solo un terzo dalla delocalizzazione in Asia. Ma negli anni Trenta, quando la Great Depression fece crollare la domanda, si manifestò la deflazione «cattiva». Ora la combinazione di più fattori (congiuntura in frenata, consumi pure, eccesso di capacità produttiva, più controlli pubblici e protezionismo, ecc.) rende probabile una combinazione di deflazione buona, stimolata dalle nuove tecnologie e (mi auguro) dall'assenza di guerre su larga scala, e cattiva: alla deflazione da eccesso dell'offerta (1-2%) va aggiunto un altro punto, con il risultato di un taglio dei prezzi del due-tre per cento. PREZZI GIÙ. Ci sono quattro motivi per prevedere che la deflazione duri almeno fino ai primi mesi del 2010, insieme alla recessione. 1) Continuerà il calo delle materie prime, dal petrolio al ferro. Ci vorrà tempo perché questo fenomeno si trasmetta all'acciaio di una lavatrice. 2) Produttori, importatori, grossisti, dettaglianti, tutti quanti hanno i magazzini pieni. Le merci per la primavera, spesso ordinate prima della gelata dei consumi, sono già in eccesso. E si moltiplicano le offerte dei private label nei supermercati. 3) Per la prima volta dagli anni Trenta si riparla di un calo dei salari. Finora le fasi recessive sono state governate da tagli dell'occupazione. Ma oggi, accanto a un 13% di imprenditori che pensa a possibili tagli, c'è un 4% che pensa a ridurre i salari (l'8% pensa all'orario ridotto). 4) Infine, a confermare la deflazione, c'è il netto surplus dell'offerta sulla domanda a livello globale. La deflazione si è riaffacciata in Giappone e nell'Asia Orientale, l'Europa si avvicina all'inflazione zero. CRUCIALE IL 2010. Il vero test sulla deflazione ci sarà nel 2010, quando si affaccerà la ripresa. In genere, i prezzi si rianimano quando riparte l'attività produttiva. Stavolta, però, l'inflazione parte da livelli molto bassi così come la congiuntura, perciò non escludo che i prezzi, causa il tono depresso delle commodity, restino in zona negativa. Lo so, non sono in molti a pensarla come me. I più considerano l'inflazione lo stato naturale delle cose, quasi nessuno ha un ricordo diretto degli anni Trenta. La principale ragione per prevedere l'inflazione, però, nasce dalla pioggia di denaro che la Fed e le altre banche centrali stanno pompando nel sistema. Quando l'economia ripartirà, è il ragionamento, la domanda ritrovata scatenerà i listini dei prezzi. Per ora, però, la generosità della Fed non sta producendo effetti al di fuori delle banche, trasformandosi così in prestiti che creano moneta. E quando la ripresa arriverà, nel 2010 o dopo, sarà fragile tanto quanto saranno cauti gli erogatori di prestiti. Inoltre, a ogni credito in più corrisponderà per lungo tempo la distruzione di liquidità causata dalla pulizia di bilanci e di partite in sofferenza che dreneranno liquidità. I derivati rappresentano una forma di liquidità. Certo, non li usate dal droghiere per pagare il conto ma, almeno fino a tempi recenti, sono stati usati come denaro corrente in più di un'occasione. LA SINTESI. L'aggravarsi della recessione odierna e l'espansione della crisi rappresentano l'inizio della reazione logica a tre decenni abbondanti di eccessi di spesa e di leva finanziaria. Ci vorranno non pochi anni per completare il processo di riequilibrio. Intanto i consumatori americani dovranno riaversi dal decennio dell'ubriacatura di spesa, i prezzi delle materie prime si manterranno bassi, il controllo dei governi sarà più rigido e la minaccia protezionistica aumenterà fino a diventare la nota dominante del decennio. Il risultato più probabile, a questo punto, sarà la deflazione, accompagnata da una crescita economica debole, anzi stagnante.

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Soros: Nulla come prima, finisce un'era (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

ATTUALITÀ Soros: «Nulla come prima, finisce un'era» Botta e risposta tra l'editor del Caijin di Pechino e il re della finanza. «La Cina sarà decisiva per la ripresa L'Ovest sta peggio» di Redazione - 21-03-2009 VISTO DA ORIENTE «Non torneremo al passato. È la fine di un'era per gli Stati Uniti, perché la loro prosperità era basata su premesse finanziarie fasulle. Ora tutto questo è crollato, né si può ricostruire. Mi auguro si possa ripartire da un sistema migliore». Così risponde George Soros, uno dei miti della finanza mondiale, alle domande di Ye Weichiang, giornalista del Caijing. Ed è questa una delle ragioni dell'importanza di questa intervista, da B&F riprodotta in sintesi per l'Italia, apparsa su una delle voci più libere ed autorevoli della Cina. Il Caijing (letteralmente «Rivista economica e finanziaria», quindicinale, 220 mila copie di vendita) è nato nel 1998 con l'obiettivo di fornire al mercato finanziario cinese un'informazione degna di una stampa indipendente. Nel 2003, un lungo reportage svelò i retroscena della febbre aviaria, nel 2008 l'editor Hu Shuli ha sfidato la censura (e la galera) per una lunga inchiesta sugli insider e le truffe alla Borsa di Shangai. In che cosa si differenza questa crisi dalle precedenti? Ho una mia teoria: la bolla immobiliare in sé non era altro che una piccola bolla ma ha provocato le conseguenze di una bomba atomica. Questo perché non è altro che l'ultima manifestazione di una bolla gigantesca, una superbomba che si è andata formando dagli anni Ottanta. Ecco perché questa non è una crisi come le altre. Si può cambiare il corso degli eventi? Ora sono fuori controllo. È esplosa l'intera struttura della finanza, l'intero sistema oggi sopravvive col sostegno pubblico. È necessario nazionalizzare? È un falso problema: le banche hanno perso il capitale, i privati non hanno i mezzi per sostituirlo. Deve farlo lo Stato, altrimenti, come con Lehman Brothers, le conseguenze sono incalcolabili. Così il governo ha deciso di muoversi per mantenerle artificialmente in vita. Ma non è abbastanza per farle rivivere sul serio. Bisogna ricapitalizzare sul serio, cosa che negli Stati Uniti si può fare. Altrove no, per cui la crisi sarà peggiore in periferia. A che punto è il dibattito? È evidente che il governo non intende ricapitalizzare le banche al punto di dar loro mezzi sufficienti per riattivare l'attività di credito. Quello che si sta facendo serve solo ad evitare il collasso. Ci sono ostacoli politici? Purtroppo l'amministrazione Bush ha speso 700 miliardi in interventi inutili. Ora è politicamente difficile trovare altri fondi. Quale sarebbe la terapia migliore? Io suggerisco di separare gli asset delle banche e lasciare che sia il loro capitale a far fronte, per primo, alle perdite. Poi si potranno investire fondi nei nuovi business della banca. Una volta separati i vecchi business da quelli nuovi, si creerà una banca nuova nella banca vecchia, non gravata dal peso di assets tossici. A quel punto si potranno attrarre nuovi capitali sia dal settore privato che da quello pubblico. E la nuova banca potrà riavviare un ciclo di attività creditizia normale. Ma qual è l'approccio di Washington? Il governo, fino alla fine di aprile, studierà i bilanci delle banche. Poi interverrà caso per caso. Viviamo una fase d'attesa. E dopo? Non sarà facile far ripartire la macchina: prima si dovrà riavviare il credito con fondi pubblici, ovvero creare moneta. Ma, fatto questo, il pericolo deflazione sarà sostituito da quello dell'inflazione. E allora si dovrà ridurre l'offerta di moneta a mano a mano che crescerà la domanda di credito. Insomma, ci saranno due fasi: prima, aumentare l'offerta di moneta per fronteggiare la caduta del credito disponibile; poi, in una seconda fase, ridurre l'offerta per padroneggiare l'aumento della domanda. Come valutare gli asset tossici? Non si devono valutare. Se li si divide e li si mette all'asta, allora si fa una valutazione. Ma se restano all'interno della banca, opportunamente capitalizzata, allora si può aspettare e permettere la graduale liquidazione degli asset. Allora si vedrà quale valore sarà rimasto ai vecchi azionisti. Probabilmente, un discreto valore nel lungo termine. Che pensa del piano Obama? Aiuterà a contrastare il declino. Bisogna ricapitalizzare le banche, aiutare l'immobiliare e, più importante ancora, fare qualcosa per il resto del mondo. Negli Usa il governo ha un certo credito e una certa forza. Altrove no. Molte banche dei Paesi emergenti sono controllate da istituti Usa o europei che stanno ritirando capitali. Cresce il rischio di insolvenze e di contagio a livello globale: Usa e Cina, i due Paesi più importanti, devono cooperare. Come vede la situazione cinese? Molto meglio di quella americana. Mi aspetto la ripresa in Cina entro la fine dell'anno. C'è voluto tempo per avere una risposta governativa forte, ma alla fine è arrivata. E se, come credo, non basterà, si faranno altri sforzi. Certo, non potete puntare ancora sull'export, ma sul rilancio della domanda interna, sia nelle infrastrutture che nei consumi. Spero che la Cina possa fornire abbastanza credito per far ripartire il resto dell'economia. Sicuramente a fine anno l'export soffrirà ancora, ma comincerà a dar segni di miglioramento. Sì, la Cina è in una situazione migliore: Usa ed Europa usciranno dalla crisi dopo. Quanto dopo? Il vecchio sistema è collassato. Si tratta di costruire qualcosa di nuovo. Anzi, un cambiamento radicale. Cosa pensa del piano cinese? Ripeto, probabilmente dovrete fare qualcosa di più. E investire nelle infrastrutture che, come l'attività manifatturiera rivolta all'export, sono ad alta intensità occupazionale. Il vostro vero problema è trovare un lavoro per la massa della popolazione. Ma potete avere anche un altro compito: risanare il sistema e collaborare a una nuova finanza. Né la Cina né l'America possono più far da sole. C'è un problema di regole? Se si vuole un sistema globale, occorrono regole globali. E dar vita ad autorità internazionali, al posto di quelle dei vari Paesi. Questa è un'altra grande sfida.

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primo tonfo per i prezzi delle abitazioni - rosa serrano (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 11 - Economia Stima di Nomisma per l´anno in corso: meno 8,5 per cento. Anche gli affitti in calo: meno 5% Primo tonfo per i prezzi delle abitazioni Confermata la caduta del numero di compravendite: meno 15,1 per cento già nel 2008, e il fenomeno prosegue ROSA SERRANO I prezzi delle case in Italia potrebbero scendere dell´8,5% nel 2009. Lo sottolinea Nomisma nel suo primo rapporto 2009. Una stima da shock se si pensa che L´Italia non registra un calo dei prezzi dal 1997. Giù del 5 per cento anche gli affitti. La crisi economica e la difficoltà di accedere al mercato del credito ha portato Nomisma a rivedere le sue attese sul 2009. Ancora quattro mesi fa il centro studi bolognese si attendeva un calo dei prezzi dell´1,5 per cento per l´anno in corso mentre oggi indica un -8,5 per cento con una stabilizzazione del mercato solo a partire dal 2010 quando comunque si registrerà un nuovo calo dello 0,3 per cento. Il piano casa che sta per essere varato dal governo, «avrà degli effetti, ma non a brevissimo termine». Confermata anche la frenata delle compravendite: un calo del 15,1 per cento già lo scorso anno. Alle prese con la difficoltà di trovare casa, una fetta di mercato si sta spostando verso l´affitto. Questo tuttavia non comporterà un aumento dei canoni che anzi scenderanno del 5 per cento, a fronte di contratti stipulati in calo del 2%. La stretta creditizia gioca un ruolo fondamentale nel trend negativo del mercato immobiliare residenziale. Basti pensare che secondo dati dell´Agenzia del Territorio, lo scorso anno la flessione delle compravendite di case acquistate con l´ausilio di un mutuo ipotecario è risulta del 26,8% passando dalle 371.311 del 2007 alle 271.775 del 2008. Il calo delle compravendite è, quindi, prevalentemente riconducibile a quello della componente con mutuo. «Nonostante l´arretramento dei prezzi delle case � spiega Luca Dondi, analista di Nomisma � l´accesso al mercato risulta in questa fase precluso ad una larga lascia di potenziali acquirenti, per i quali l´inacessibilità al credito costituisce di fatto una barriera insormontabile all´entrata nel settore. Il paradosso della crisi � continua Dondi � è proprio questo: le famiglie che hanno aspettato il calo di prezzi delle case per poter finalmente acquistare, si trovano ora in una situazione di precarietà finanziaria che li costringe ancora una volta su posizioni di attesa».

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ottimismo prematuro sul futuro delle borse - alessandro penati (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 22 - Economia IL MERCATO OTTIMISMO PREMATURO SUL FUTURO DELLE BORSE ALESSANDRO PENATI Il 9 marzo gli indici di Borsa hanno toccato il minimo dal dicembre 1996. Da allora sono rimbalzate. Qualcuno sostiene che abbiamo toccato il fondo, ma con argomentazioni poco convincenti. Pro. Il panico che ha dominato i primi mesi dell´anno ha depresso i prezzi di borsa al punto da scontare già lo scenario peggiore: più in basso di così, non si va. Contro. Le aspettative degli investitori dipendono prevalentemente dall´ultima esperienza: tre settimane di rialzi fanno di un pessimista un ottimista; ma ne bastano tre di ribassi perché tutti prevedano l´apocalisse. Pro. Le prospettive rimangono pessime, ma la contrazione dell´attività economica dovrebbe cessare nei prossimi mesi. Lo dimostrerebbe la stabilità, da gennaio, dei prezzi delle materie prime. Le massicce dosi di espansione monetaria e fiscale non potranno non avere un effetto nel corso dell´anno. Anche la statistica è favorevole: dal 1854, la durata media di una contrazione americana (dal picco al minimo) è stata di 18 mesi; e ne sono passati 15 dalla data ufficiale dell´ultimo picco. Contro. Ogni ciclo è diverso. E la contrazione attuale è già adesso la peggiore del dopoguerra. Nessuno può dire di conoscere l´effetto delle politiche monetarie e fiscali in atto: le stime si basano su dati storici, ma quello che stiamo vivendo è un evento senza precedenti. A monte di tutto poi, c´è una bolla immobiliare che, quasi ovunque, ha raddoppiato i prezzi degli immobili in termini reali: ma ci vorranno anni per sgonfiare la bolla. Pro. La Borsa è a buon mercato. Contro. Spesso gli utili sono crollati più rapidamente dei prezzi: per esempio, l´indice S&P 500 è giù del 50% dai massimi di ottobre 2007, ma gli utili delle società sono scesi del 67%. Dai massimi, dunque, il p/u è aumentato. Il vero test, però, arriverà solo a tarda estate, quando si potrà valutare pienamente l´impatto della recessione sui conti aziendali nella prima parte del 2009. E non farei affidamento sulle previsioni degli analisti che notoriamente peccano per ottimismo. Pro. Se si guarda al p/u di lungo periodo (prezzi attuali divisi per la media degli utili negli ultimi 7 anni) siamo tornati ai livelli di metà anni �80. Contro. Dalla metà degli anni �80 al 2007, i prezzi sono cresciuti in media molto più rapidamente degli utili grazie a una riduzione del premio per il rischio richiesto dagli investitori per detenere azioni: da circa l´8% del precedente ventennio, al 3-4%. Se la crisi odierna rappresentasse un ritorno ai premi per il rischio del passato, dovremmo abituarci ai p/u del passato: più bassi di quelli che abbiamo visto negli ultimi anni. Pro. Non è possibile che la stessa azienda sana che l´anno scorso valeva 100, oggi valga 50. è un eccesso di pessimismo. Contro. Nessuno si stupiva quando il valore raddoppiava senza che fosse successo nulla. Comunque, a parità di utili, prospettive e struttura finanziaria, il valore di un´azienda può dimezzarsi se il premio per rischio azionario sale dal 4% all´8%, come indicato prima. Se in aggiunta si riduce la crescita attesa, per esempio di 2 punti percentuali, la perdita può arrivare al 75%, sempre a parità di utili. Pro. L´intervento pubblico nel capitale delle banche ha garantito la solvibilità, ristabilito la fiducia e fornito le risorse per espandere il credito. Contro. è come usare lo specchietto retrovisore per guardare avanti: i bilanci attuali delle banche sono storia e nulla dicono della loro capacità di affrontare il vero problema che è l´aumento delle sofferenze in arrivo nei prossimi anni. I tassi interbancari sono diminuiti, ma il mercato del credito rimane bloccato, anche per le grandi imprese più solide. Oggi, le obbligazioni di società con rating elevato (singola A) pagano mediamente 5-6 punti percentuali più dei titoli di stato: uno spread superiore di 3 punti a quello delle recessioni del 1981 e 1991. E nell´ultimo mese lo spread si è allargato, segno che il mercato teme qualche grosso dissesto in arrivo. Ma se anche avessimo toccato il fondo, il vero problema è la traiettoria che prenderà la Borsa. Non credo che, per ancora molti mesi, ci siano le condizioni per una stabile ripresa dei corsi azionari. Il meglio che ci possiamo aspettare è un su è giù. Come accade in Giappone da 20 anni. Spero solo non duri così tanto.

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Indagine su Northern Rock mette Brown sotto accusa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2009-03-21 - pag: 9 autore: Regno Unito. La «Corte dei conti»: sapeva e non intervenne Indagine su Northern Rock mette Brown sotto accusa Leonardo Maisano LONDRA. Dal nostro corrispondente L'accusa, di fatto, è di incompetenza. Da Cancelliere dello scacchiere prima ancora che da primo ministro. A firmarla e a inviarla a Downing street è stato il National audit office, organismo indipendente che controlla i conti dell'amministrazione centrale. Gordon Brown, salutato in ottobre come il salvatore del sistema finanziario e ispiratore della più efficace cura per traghettare il pianeta oltre il credit crunch, sta vivendo giorni di passione. Ha cominciato Lord Turner, presidente della Financial service authority, liquidando il light touch alla regolamentazione dei mercati finanziari, fortissimamente voluto da Brown nelle vesti di Cancelliere dei Governi Blair, come un reliquia. Ha continuato ieri il National audit office con il rapporto sulla nazionalizzazione di Northern Rock, la prima pietra dello smottamento finanziario britannico. Nessuna contestazione all'acquisto della banca, molte, invece, a quanto ha fatto da corollario a un esito scontato. Già nel 2004, sostiene l'inchiesta, la struttura tripartita - Banca d'Inghilterra, Financial service authority, Tesoro - che l'allora Cancelliere aveva creato per agire sul sistema bancario in caso di crisi, mostrava d'essere inadeguata. Le segnalazioni a Brown erano rimaste inascoltate. Per questo la risposta delle autorità alla crisi di Northern Rock è stata impacciata. «Il Tesoro non aveva personale adeguato sufficiente - si legge nell'indaginee si è affidato a consulenti esterni». Fra cui Goldman Sachs che aveva diritto a una remunerazione correlata al successo dell'operazione. «Il problema è - scrivono i revisori che nel contratto non era nemmeno definito quale sarebbe stato un esito di successo». Dopo la nazionalizzazione, Goldman ha evitato di riscuotere. Le accuse più gravi sono però al Brown premier e al suo successore al Tesoro, Alistair Darling. I revisori hanno infatti svelato che Northern Rock quando era già tenuta in vita dalla Banca d'Inghilterra continuava a erogare mutui del 125% del valore dell'immobile. Come dire: all'apice bolla immobiliare dava anche i soldi per la ristrutturazione nonostante stesse per portare i libri in tribunale. E lo ha fatto fino alla nazionalizzazione. Brown è stato seppellito di accuse. La strategia di gestione e uscita dalla crisi è essenziale per valutare la salute politica del leader del Paese più colpito, in Europa, dal credit crunch. Il G-20 sarà un test importante, ma il rinculare sul tema dello stimolo fiscale dalle posizioni più filoamericane a quelle europee, non è stata una scelta di Brown, ma un ripiego, dinanzi al ridimensionarsi della linea anglosassone. Anche Darling pare scostarsi dal premier distanziandosi da ogni difesa delle " regole morbide" per i mercati, peraltro ormai archiviate. Sarà proprio sulle regole che il premier si giocherà un altro pezzo della sua scarsissima popolarità. Nella Ue si afferma la volontà di creare un'istituzione capace di dare linee guida comuni per i mercati europei. Ma il modello proposto da Jacques de Larosiere e sostenuto da Francia e Germania, va molto oltre le ambizioni inglesi. Il rapporto Turner, infatti, ha punti in comune con quello di Larosiere, ma si ferma assai prima. Per Brown questa partita è essenziale. Sul piatto con le regole future dei mercati finanziari c'è anche il destino della City di Londra. E Downing street sa bene che nessun premier può permettersi di compromettere la pietra angolare del sistema economico nazionale. MANCATO CONTROLLO L'istituto ha continuato a concedere mutui per il 125% del valore delle case quando già era sostenuto dalla Banca d'Inghilterra

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A Zurigo case in cassaforte (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2009-03-21 - pag: 18 autore: Svizzera. La capitale delle banche si è aggiudicata il titolo di città mondiale con la miglior qualità della vita A Zurigo case in cassaforte La contrazione del mercato non coinvolge il centro finanziario Antonio Schembri Con le sue banche e la sua Borsa valori, la quarta più importante a livello mondiale, Zurigoè il principale motore finanziario della Svizzera. Ma sarebbe un errore inquadrare il più popoloso centro elvetico (circa 380mila abitanti) nel tradizionale cliché di perbenismo, convenzionalità e riservatezza che qualifica le città dei Cantoni. La ragione non sta soltanto nell'impressione di grande agiatezza economica che potrebbero per esempio suscitare gli edifici signorili e i tanti negozi lussuosi disseminati nell'area urbana, in particolare lungo la Banhofstrasse, la strada che dalla stazione segue il percorso delle antiche mura cittadine e il cui sottosuolo è attraversato dai caveau di molti istituti bancari. Zurigo riveste infatti anche un ruolo di capitale culturale innovativa e modaiola, capace di sorprendere con il suo mix di dinamismo ed elevata vivibilità. Ad affermarlo non sono soltanto gli svizzeri che ci abitano, ma anche i molti stranieri che, come rileva anche una ricerca di Scenari Immobiliari sulle principali 20 città europee, ormai costituiscono il 30% dei residenti. Un'ulteriore conferma è inoltre arrivata nel 2008 con il riconoscimento di Zurigo come città con la migliore qualità della vita del mondo, assegnato per il settimo anno consecutivo dalla società americana Mercer, specializzata in ricerche demografiche. Zurigo è prevalsa su 215 grandi città del mondo valutate in base a 39 parametri. Tra quelli in cui Zurigo è prevalsa con ampio margine, il sistema dei trasporti urbani e la gestione della raccolta dei rifiuti. Un quadro che alimenta anche l'interesse degli investitori stranieri ad acquistarvi un immobi-le, sebbene si tratti di un'operazione di non così facile attuabilità. La legislazione svizzera vieta infatti l'acquisto di proprietà immobiliari ai non residenti nella Confederazione elvetica. Secondo gli analisti del settore real estate, l'arrivo anche nel Paese degli orologi di un raffreddamento del mercato a causa dall'attuale crisi economica internazionale, non dovrebbe incidere in maniera sensibile sulla domanda e i prezzi di Zurigo. Secondo il report 2009 curato dal Credit Suisse, il comparto residenziale è ancora lontano dal rischio di una bolla immobiliare. La ragione sta nel trend di crescita del reddito medio delle famiglie svizzere, rispetto a quello dei prezzi delle abitazioni: «Dall'inizio degli anni Novanta in tutto il Paese il reddito medio delle economie domestiche è cresciuto del 30%, mentre il costo degli appartamenti e delle case unifamiliari è aumentato in termini reali rispettivamente del 25% e del 17%», specifica Thomas Rieder, tra i responsabili dell'ufficio ricerche economiche della banca zurighese. Anche e soprattutto a Zurigo, quindi, la domanda si manterrà alta. «A causa della scarsa offerta i prezzi rimangono in tensione e,come da tradizione,molto salati – afferma Urs MÜller, responsabile d'area del network immobiliare Engel&VÖlkers –. Nel 2008 le quotazioni al metro quadro sono aumentate fra il 3 e il 7% rispetto all'anno precedente». Sempre a detta dei professionisti locali del mattone la domanda immobiliare di Zurigo è molto variegata. «Sono ricercati gli appartamenti con almeno 4 stanze, anche se la maggioranza degli scambi adesso si basa su appartamenti bi o trivani» dice Patric KÜhn, tra i responsabili locali del gruppo Vivaldo Properties. Ma sono molto richieste anche le ville di lusso e di dimensioni ampie, il cui prezzo di partenza non è mai inferiore ai 15 milioni di franchi (oltre 10milioni di euro) e talvolta supera anche i 40 milioni di franchi (circa 26 milioni di euro)». Il divario fra domanda e offerta si allarga se la ricerca di una casa si concentra nelle zone più amene e appetite della città: dal quadrante collinare di ZÜrichberg (il più panoramico e caro), al sottostante centro città, o nelle zone di Seefeld e Enge, a poca distanza dal Lago. Banche e tram. L'efficiente sistema dei trasporti pubblici (nella foto, una fermata in Banhofstrasse) contribuisce a rendere Zurigo la città con la miglior qualità della vita GETTYIMAGES

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Piano casa, ecco il decreto del... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 69 del 2009-03-21 pagina 6 Piano casa, ecco il decreto del governo Berlusconi: "L'Europa vuole copiarci" di Gian Battista Bozzo Parola per parola vi presentiamo il testo che sarà portato al Consiglio dei ministri. Il premier: "Tutta l'Europa vuole copiarci il piano casa". I Comuni hanno solo 30 giorni per imporre "ulteriori modalità" sul piano tecnico. Privilegiata la bioedilizia. Prima abitazione, sconto del 50% sulle imposte locali. Tutto su: ampliamenti, vantaggi, procedure, divieti. Regioni rosse: governatori sulle barricate Roma - «Quando l?edilizia va, tutto va». La ricetta del governo - un piano casa per rilanciare l?economia - non dispiace persino a Nomisma, il centro studi e ricerche fondato da Romano Prodi. è una ricetta che presenta «indubbi vantaggi», si legge nel rapporto sul mercato immobiliare reso noto ieri. Si tratta, spiega Nomisma, di innescare «in modo diffuso e compatibile le attività della filiera costruzioni-immobiliare», che in Italia occupa direttamente 2 milioni e 40mila unità (quasi 4 milioni con l?indotto) e che contribuisce alla formazione del Pil in musura superiore al 12%. «Il piano bisogna conoscerlo meglio - spiega il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini - ma l?idea che si rimetta in moto un circolo virtuoso è positiva e condivisibile». Del resto, la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal 1998 in poi». è da oltre un decennio, cioè dal ?97, che non si vede in Italia una discesa dei prezzi degli immobili. E quest?anno dovrebbe andar male anche il mercato degli affitti, con un calo del 5% dei nuovi canoni. Soltanto quattro mesi fa, il centro di analisi bolognese stimava un calo assai più limitato dei prezzi delle compravendite (-1,5%), mentre adesso parla dell?8,5% quest?anno e di un altro calo, anche se molto limitato (-0,3%) nel 2010. Le compravendite sono in forte diminuzione: il 2008 si è chiuso con un -15,1% per quanto riguarda le abitazioni, con un -15,5% per quanto riguarda gli uffici. La riduzione più marcata delle transazioni è giunta da ottobre in poi, subito dopo il fallimento della banca Usa Lehman Brothers. A fine anno il ritmo delle compravendite è sceso del 20%. Il fatturato del mercato immobiliare potrebbe così scendere dai 138 miliardi di euro del 2007 ai 104 miliardi di quest?anno. Quanto potrebbe arrivare se non una ripresa, almeno una stabilizzazione del mercato? Secondo Nomisma, non prima del 2010. Del resto, lo scorso anno i prezzi delle case in Italia hanno registrato cali contenuti, laddove si registravano forti cali, se non addirittura crolli, in altri Paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda e Spagna. Da notare infine che gli acquirenti ricorrono meno ai prestiti delle banche, ma attingono per il 57,5% del totale alla propria liquidità (probabilmente ritirata dalla Borsa e in genere dagli investimenti mobiliari). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Piano casa, Berlusconi: l'Europa... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 69 del 2009-03-21 pagina 6 Piano casa, Berlusconi: l'Europa vuole copiarci di Gian Battista Bozzo Vi presentiamo il testo che sarà portato al Consiglio dei ministri. Il premier: "Tutta l'Europa vuole copiarci il piano casa". I Comuni hanno solo 30 giorni per imporre cambiamenti. Privilegiata la bioedilizia. Prima abitazione, sconto del 50% sulle imposte locali. Tutto su: ampliamenti, vantaggi, procedure, divieti. Regioni rosse: governatori sulle barricate Roma - «Quando l?edilizia va, tutto va». La ricetta del governo - un piano casa per rilanciare l?economia - non dispiace persino a Nomisma, il centro studi e ricerche fondato da Romano Prodi. è una ricetta che presenta «indubbi vantaggi», si legge nel rapporto sul mercato immobiliare reso noto ieri. Si tratta, spiega Nomisma, di innescare «in modo diffuso e compatibile le attività della filiera costruzioni-immobiliare», che in Italia occupa direttamente 2 milioni e 40mila unità (quasi 4 milioni con l?indotto) e che contribuisce alla formazione del Pil in musura superiore al 12%. «Il piano bisogna conoscerlo meglio - spiega il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini - ma l?idea che si rimetta in moto un circolo virtuoso è positiva e condivisibile». Del resto, la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal 1998 in poi». è da oltre un decennio, cioè dal ?97, che non si vede in Italia una discesa dei prezzi degli immobili. E quest?anno dovrebbe andar male anche il mercato degli affitti, con un calo del 5% dei nuovi canoni. Soltanto quattro mesi fa, il centro di analisi bolognese stimava un calo assai più limitato dei prezzi delle compravendite (-1,5%), mentre adesso parla dell?8,5% quest?anno e di un altro calo, anche se molto limitato (-0,3%) nel 2010. Le compravendite sono in forte diminuzione: il 2008 si è chiuso con un -15,1% per quanto riguarda le abitazioni, con un -15,5% per quanto riguarda gli uffici. La riduzione più marcata delle transazioni è giunta da ottobre in poi, subito dopo il fallimento della banca Usa Lehman Brothers. A fine anno il ritmo delle compravendite è sceso del 20%. Il fatturato del mercato immobiliare potrebbe così scendere dai 138 miliardi di euro del 2007 ai 104 miliardi di quest?anno. Quanto potrebbe arrivare se non una ripresa, almeno una stabilizzazione del mercato? Secondo Nomisma, non prima del 2010. Del resto, lo scorso anno i prezzi delle case in Italia hanno registrato cali contenuti, laddove si registravano forti cali, se non addirittura crolli, in altri Paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda e Spagna. Da notare infine che gli acquirenti ricorrono meno ai prestiti delle banche, ma attingono per il 57,5% del totale alla propria liquidità (probabilmente ritirata dalla Borsa e in genere dagli investimenti mobiliari). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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"Piano casa": ecco il decreto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 69 del 2009-03-21 pagina 6 "Piano casa": ecco il decreto di Gian Battista Bozzo Vi presentiamo il testo che sarà portato al Consiglio dei ministri. Berlusconi: "Tutta l'Europa vuole copiarci". Privilegiata la bioedilizia. Prima abitazione, sconto del 50% sulle imposte locali. Leggi il testo del decreto. Regioni rosse: governatori sulle barricate Roma - «Quando l?edilizia va, tutto va». La ricetta del governo - un piano casa per rilanciare l?economia - non dispiace persino a Nomisma, il centro studi e ricerche fondato da Romano Prodi. è una ricetta che presenta «indubbi vantaggi», si legge nel rapporto sul mercato immobiliare reso noto ieri. Si tratta, spiega Nomisma, di innescare «in modo diffuso e compatibile le attività della filiera costruzioni-immobiliare», che in Italia occupa direttamente 2 milioni e 40mila unità (quasi 4 milioni con l?indotto) e che contribuisce alla formazione del Pil in musura superiore al 12%. «Il piano bisogna conoscerlo meglio - spiega il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini - ma l?idea che si rimetta in moto un circolo virtuoso è positiva e condivisibile». Del resto, la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal 1998 in poi». è da oltre un decennio, cioè dal ?97, che non si vede in Italia una discesa dei prezzi degli immobili. E quest?anno dovrebbe andar male anche il mercato degli affitti, con un calo del 5% dei nuovi canoni. Soltanto quattro mesi fa, il centro di analisi bolognese stimava un calo assai più limitato dei prezzi delle compravendite (-1,5%), mentre adesso parla dell?8,5% quest?anno e di un altro calo, anche se molto limitato (-0,3%) nel 2010. Le compravendite sono in forte diminuzione: il 2008 si è chiuso con un -15,1% per quanto riguarda le abitazioni, con un -15,5% per quanto riguarda gli uffici. La riduzione più marcata delle transazioni è giunta da ottobre in poi, subito dopo il fallimento della banca Usa Lehman Brothers. A fine anno il ritmo delle compravendite è sceso del 20%. Il fatturato del mercato immobiliare potrebbe così scendere dai 138 miliardi di euro del 2007 ai 104 miliardi di quest?anno. Quanto potrebbe arrivare se non una ripresa, almeno una stabilizzazione del mercato? Secondo Nomisma, non prima del 2010. Del resto, lo scorso anno i prezzi delle case in Italia hanno registrato cali contenuti, laddove si registravano forti cali, se non addirittura crolli, in altri Paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda e Spagna. Da notare infine che gli acquirenti ricorrono meno ai prestiti delle banche, ma attingono per il 57,5% del totale alla propria liquidità (probabilmente ritirata dalla Borsa e in genere dagli investimenti mobiliari). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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I prezzi delle case calati del 4% "Colpa dei mutui difficili e costosi" (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

I prezzi delle case calati del 4% "Colpa dei mutui difficili e costosi" Mercato immobiliare l'analisi di Nomisma Per flessione siamo secondi in Italia Per la prima volta da dieci anni a questa parte i prezzi delle case scendono. Almeno nelle 13 città di media dimensione sulle quali si è concentrata l'analisi di Nomisma, che, nell'ultimo anno, ha rilevato una flessione di circa il 2% (da febbraio 2008 a febbraio 2009). A Modena il calo è notevole, pari al 4 per cento per le abitazioni "usate" e nella classifica della svalutazione del mattone la nostra città è al secondo posto dietro Brescia, dove la flessione è stata del 4,1 per cento (al terzo posto Messina con un -3,6%). Secondo gli analisti di Nomisma, alla case della flessione dei prezzi ci sarebbe la difficoltà ad accedere ai mutui bancari e gli interessi alti, oltre a una sostenuta offerta di abitazioni nuove. Considerazioni in parte condivise dagli operatori immobiliari: "Per Modena - ha spiegato Raffaele Cavani, titolare dell'agenzia Studio Gramsci legata a Tecnocasa - le motivazioni sono quelle generali: dopo anni di domanda sostenuta, che aveva fatto salire velocemente i prezzi, l'attuale stretta del credito hanno raffreddato la domanda". Anche per il mercato immobiliare, il fallimento del colosso americano Lehman Brothers ha costituito uno spartiacque, dopo il quale il peggioramento si è accentuato. Del resto, a fine 2008, nelle famiglie italiane si è rafforzata la percezione di essere sempre più povere, tanto che un terzo reputa insufficiente il proprio credito, quando solo l'anno scorso da quota degli insoddisfatti era ferma al 10%. "Tutto ciò - tira le somme il presidente dell'istituto di ricerca bolognese, Gualtiero Tamburini - non può che determinare una riduzione dei consumi e degli investimenti". Basta analizzare i numeri generali delle compravendite per capire quello che sta accadendo nel mercato immobiliare. Dopo il picco del 2006, con 845 mila case vendute e acquistate, nel 2008 le compravendite sono state 686 mila, il 15-16% in meno (nell'ultimo trimestre dell'anno si è sfiorato il -20%). Non va meglio per uffici (-15,5%) e negozi (-11,7%), mentre tengono meglio gli immobili produttivi (-8,7%). A caduta, il fattore di settore si assottiglia. "Dai 138 miliardi di euro del 2007 - spiega Tamburini - se continuano le condizioni attuali, potrebbe ridursi a 104 miliardi nel 2009, con una variazione negativa del 14,2%". Di qui le previsioni fosche di Ance, che ha messo in guardia dal rischio di perdere 250 mila posti di lavoro nell'edilizia. Volendo sintetizzare: cresce l'offerta di immobili, mentre si contrae la domanda, pur senza gli eccessi che stanno mettendo in crisi il mercato in altri Paesi europei, come la Spagna. Le famiglie italiane, del resto, continuano ad essere meno indebitate rispetto alla media e anche il tasso d'insolvenza sui prestiti, nonostante la crescita (2%), non si discosta troppo dal basso valore storico (1,3%). Quanto al 2009, Nomisma prevede un'ulteriore riduzione dei prezzi delle case, nell'ordine del 7-8%. Per il 2010, quando il quadro economico italiano dovrebbe tornare a stabilizzarsi, il valore di abitazioni e uffici dovrebbe rimanere invariato. Per quanto riguarda la classifica dei centri maggiori, la maglia nera" dei prezzi immbiliari spetta a Bologna con -4,5 per cento.

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in calo i prezzi delle case sulla costa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 5 - Cecina In calo i prezzi delle case sulla costa A Solvay si passa da 2900 a 2600 euro al mq. Inalterate le ville I dati dell'Agenzia del Territorio Prezzi stabili per Castiglioncello e Caletta: alla Mazzanta minimi più alti ROSIGNANO. Prezzi congelati in un anno e, in alcuni casi, addirittura diminuiti. Il mercato immobiliare risente della crisi e dall'Agenzia delle Territorio arriva una conferma concreta: nell'ultimo anno gli immobili si sono svalutati. La percentuale cambia a seconda della zona e delle caratteristiche dell'edificio, ma secondo le valutazioni relative al secondo semestre del 2008, il valore di case, ville e villini, così come quello dei posti auto, che si trovino sul mare o nella zona collinare, è calato vistosamente. A cominciare da quelli situati nel cuore di Rosignano Solvay. Prendiamo i valori massimi per un appartamento a Solvay, frazione più popolosa del Comune di Rosignano Marittimo. Qui, nel secondo semestre 2007 il valore di un appartamento (civile abitazione) era calcolato in un massimo di 2900 euro al metro quadro. Nel secondo semestre dello scorso anno il valore è sceso di ben 300 euro, a 2600. Un calo che si è registrato pure nel capoluogo, a Marittimo, dove il valore massimo di un appartamento è sceso da 2800 a 2600. Così come nelle frazioni collinari (Gabbro, Nibbiaia, Castelnuovo): qui, stando alle stime dell'Agenzia del Territorio, il valore massimo di compravendita di un alloggio è calato ma un po' meno, di 100 euro: da 2600 euro al metro quadrato a 2500. Se c'è una frazione, invece, dove il costo delle case è rimasto invariato questa è Castiglioncello. Tradizionalmente frazione di pregio, richiamo turistico una volta d'elite, oggi un po' meno, a Castiglioncello il valore delle quotazioni immobiliari è praticamente lo stesso: sulla fascia costiera un appartamento oscilla da 2700 a 3500 al metro quadrato, poca differenza invece nella fascia sopra l'Aurelia si va da 2700 a 4mila euro (qui il minimo è calato di 100 euro). Anche a Caletta la situazione non cambia di molto anche se qui va fatta la differenza tra abitazioni lungo la fascia costiera e quelle sopra. Le prime hanno registrato sostanziale stabilità nei pressi (da 2700 euro al metro quadrato a 4mila). Le seconde, invece, sono calate del massimo (anche in questo caso di 300 euro): da 3300 del 2007 a 3000 del 2008. Singolare la situazione di Vada-Mazzanta, dove esiste (soprattuto a sud) un esercito di seconde case: qui si registra l'unico aumento, di 100 euro, per le abitazioni civili passate da un massimo di 3200 a 3300 del secondo semestro dell'anno scorso. Diverso il discorso per quanto riguarda ville e villini: qui non si assiste ad alcuna svalutazione. Se si eccettua la fascia costiera da Castiglioncello a Chioma (dove i massimi diminuiscono passando da 4600 a 4500 al metro quadrato), per la fascia sopra l'Aurelia - il cosiddetto promontorio di Castiglioncello - non c'è alcun cambiamento. I valori si attestano da un minimo di 3200 euro al metro quadrato a 4500. Addirittura aumento il valore immobiliare del villino sulla fascia costiera a Caletta. Qui si arriva ad un massimo di 4600 euro al metro quadrato mentre nel 2007 era di 4300. Immutata la situazione a Caletta (sopra l'Aurelia) e analoga situazione anche in collina dove si può comprare una villa (stime dell'Agenzia del Territorio) anche con un minimo di 2200 euro al mq e un massimo di 3mila. (a.r.)

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nemmeno la crisi fa calare i prezzi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 3 - Pontedera Nemmeno la crisi fa calare i prezzi Quotazioni stazionarie, il mercato vive un momento di stasi PONTEDERA. Il mercato immobiliare risente della crisi e vive, secondo gli addetti ai lavori un momento di stasi. Traballa la compravendita, ristagna la richiesta ma i prezzi delle case, senza distinzione fra nuovo ed usato, rimangono fermi, non crollano. E se a volte subiscono una flessione, questa è nella maggior parte dei casi il risultato di una situazione d'emergenza. «Ci sono due tipologie di venditori - spiega Antonio Spina, titolare dell'agenzia immobiliare Aia - le imprese di costruzione e i privati. Le prime, se sono ditte stabili, con alle spalle anni di esperienza, mantengono inalterate le cifre delle proprie costruzioni. Possono diminuire i prezzi invece quelle aziende nate da poco, sulla scia del boom edilizio dell'ultimo periodo, che sono le prime a soffrire la difficoltà del settore. Per quanto riguarda poi i privati, può succedere che si trovino costretti a vendere il loro usato, perchè magari si sono già impegnati in un altro acquisto. Nel caso specifico, dovendo far fronte urgentemente ad un bisogno, possono decidere di abbassare il prezzo della loro prima proprietà». Dello stesso parere anche Paolo Calloni, proprietario de Il Corso, che aggiunge, analizzando il periodo non proprio felice del mattone: «gli atti di compravendita fotografano un mercato del passato» spiega Calloni. «In agenzia oggi stiamo perfezionando atti di acquisti su compromesso avvenuti anche due anni fa. Nell'ultimo periodo il dato è progressivamente peggiorato e in zone periferiche, come Ponsacco o Santa Maria a Monte possiamo trovare degli invenduti con un prezzo ribassato del 10, 15 e a volte 20%. Comunque, conviene ancora investire negli immobili perchè, male che vada, continueranno a mantenere sempre il loro valore". Il costo delle case poi si differenzia, in primo luogo, in base alla zona dove si trovano. E i luoghi più ambiti, che rimangono quelli della Bellaria, delle villette vicino allo Stadio e il centro storico, «essendo i più richiesti, risentono della crisi in maniera minore. Altre zone invece, come La Borra e Il Romito, iniziano a soffrire la diminuzione di prezzo», dice ancora Spina. Per vendere l'immobile allora la variabile chiave è la qualità. «A reggere meglio la situazione difficile - conferma Calloni - è la fascia del mercato di prestigio, quella delle ville e delle costruzioni grandi, curate e ricercate». Le richieste maggiori arrivano come sempre dalle coppie in cerca della prima casa e «soprattutto loro vengono colpite da edifici nuovi, appetibili, che non necessita di ristrutturazione», ribadisce Luca Boddi, dell'agenzia Il Ponte. «In realtà, questo - continua Boddi - sarebbe un momento propizio per comprare. I mutui bassi e un margine di trattativa un po' più ampio del solito permetterebbero dei buoni affari. Invece, la tendenza attuale è quella di aspettare». «La diminuzione della domanda porta con sé - conclude Spina - maggiori opportunità di scelta. Fino a giugno 2008 erano poche le offerte immobiliari, oggi si sono moltiplicate». Paola Silvi

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SALVATORE DE NAPOLI NOCERA INFERIORE. DIMINUISCONO ANCHE DEL 20% I PREZZI DELLE CASE IN CITTà... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

SALVATORE DE NAPOLI Nocera Inferiore. Diminuiscono anche del 20% i prezzi delle case in città. In calo pure il numero di quelle vendute, soprattutto se sono all'interno di fabbricati con più di 20-30 anni di vita. Sostanzialmente tiene il mercato del «lusso», dei fitti e quello commerciale. Questa la fotografia del mondo immobiliare nocerino, dopo il secondo semestre 2008, tra i peggiori degli ultimi anni, e dei primi due mesi del 2009. Una diminuzione di prezzi e vendite causato dalla crisi economica e dalle difficoltà di ricevere un mutuo dalle banche, ma frutto anche della bolla speculativa che tra la fine degli anni novanta e i primi di quelli del duemila ha fatto lievitare alle stelle il costo degli immobili. E così, oggi, il prezzo degli appartamenti sta scendendo velocemente, e scenderà ancora, verso una soglia più il linea con la realtà. In verità, già nel 2005, dalle colonne de Il Mattino, alcuni agenti immobiliari della città avevano sottolineato come il mercato stesse fermandosi e contraendosi a causa proprio del costo delle case troppo alto. In questi ultimi sette-otto mesi si è registrato un calo dei prezzi degli appartamenti del 15-20%. Se la tipologia «tre stanze» degli appartamenti rimane ancora ambito e quindi c'è un discreto mercato che ha subito solo una lieve flessione, la vendita di case da quattro o cinque stanze è crollata anche del 25%. Gli acquirenti, giustamente, prediligono inoltre abitazioni all'interno di stabili costruiti dopo il terremoto del 1980, non solo per la loro maggiore sicurezza, ma spesso anche per una più gradevole estetica dei fabbricati e perché non è necessario dover affrontare ulteriori e notevoli spese per una ristrutturazione. In lievissimo calo il mercato del lusso, ville, attici o appartamenti nuovissimi in bei palazzi del centro, questi ultimi valutati anche attorno ai 5-6.000 euro al metro quadrato. Al centro, i prezzi degli appartamenti vanno dai 1.700 ai 2.100 euro al metro quadrato (nel 2005 era in media 2.500 euro), nelle zone semicentrali si scende anche attorno ai 1.400 euro. Le case nei palazzi con meno di 30 anni di vita e dotati di garage e altri servizi costano sui 2.100-2.300 euro al metro quadrato contro anche i 3.000 euro che raggiungevano nel 2005. Tutto sommato tiene il mercato dell'immobile destinato ad uso commerciale e anche quello dei fitti (sempre che i prezzi siano ragionevoli): 500 euro al mese costa affittare tre camere al centro, 400-450 euro in periferia (per ogni stanza in più si potranno aggiungere massimo 100 euro).

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prezzi delle case in calo in centro e a nord (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 11 - Livorno Prezzi delle case in calo in centro e a nord Ecco i valori aggiornati ufficiali forniti dal Catasto, regge solo la zona sud LIVORNO. Si era intuito che i prezzi delle compravendita erano in calo. Ma ora arriva la conferma ufficiale dello "sboom" del mattone. Sono stati resi noti, la scorsa settimana, i valori immobiliari dell'Omi - l'osservatorio del mercato immobiliare costituito presso l'agenzia del territorio - relativi al secondo semestre del 2008, che fotografano i prezzi a cui si sono conclusi gli affari immobiliari. Ebbene, per quanto riguarda le abitazioni a Livorno si è comprato a prezzi inferiori fino al 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (il 2007). Non mancano, però, zone dove i valori hanno retto (quelle più pregiate e quelle di espansione, come la Scopaia e la Leccia). I valori immobiliari aggiornati sono riportati zona per zona nelle tabelle che pubblichiamo nella pagina. Segnaliamo il calo dei prezzi in centro, dove - per abitazioni civili in condizioni standard - si è passati da 2300-2900 euro al mq a 2000-2800 euro al mq. Prezzi in picchiata anhe nei quartieri Garibaldi, Pontino e San Marco: da 2200-2800 euro al metro quadrato a 2000-2600 euro, e nella zona che va da piazza Roma a Corso Mazzini passando per via Roma e via Marradi (da 2500-3000 euro a 2300-2800 euro al mq). In generale, è tutta la zona centrale e nord ad aver accusato il calo dei prezzi: a Sorgenti, Corea e Shangai si è passato da 1900-2600 euro a 1700-2500 euro. I valori immobiliari sono rimasti invariati solo a Leccia-Scopaia-Salviano, ad Ardenza-Antignano e a Montenero.

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Bankitalia: mercato case in crisi, giù prezzi e compravendite (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Velino.it, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Bankitalia: mercato case in crisi, giù prezzi e compravendite Roma, 23 mar (Velino) - Nel quarto trimestre 2008 il mercato immobiliare ha mostrato un peggioramento congiunturale. Prevalgono nettamente le indicazioni di riduzione dei prezzi e di aumento del numero degli incarichi a vendere ancora da evadere. Anche per il trimestre in corso il quadro rimane sfavorevole, nonostante un?attenuazione della tendenza flettente dei prezzi. è quanto emerge dal 'Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia', condotto congiuntamente dalla Banca d?Italia e da Tecnoborsa. Al rapporto hanno partecipato 1.009 agenti che hanno fornito informazioni sull?attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (ottobre-dicembre 2008), nonché sulle prospettive del settore per il futuro. Ecco i principali risultati. PREZZI DELLE ABITAZIONI: Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie; un?esigua minoranza degli operatori (2,8 per cento) ha dichiarato un aumento. Le valutazioni degli agenti segnalano una più diffusa tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane (il cui capoluogo ha più di 250 mila abitanti). NUMERO DI COMPRAVENDITE: Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7 per cento), inferiore in quelle del Centro (59,9 per cento). Nel complesso il numero delle compravendite tramite l?intermediazione degli agenti è nell?ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell?Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq); in tutte le città si riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e relativamente ad alloggi liberi, non di lusso e già abitabili. (segue) INCARICHI A VENDERE: Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima (contro una quota del 15 per cento che dichiara una riduzione); la percentuale risulta inferiore nelle regioni del Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est. Nel complesso del paese, tale rialzo riflette, da un lato, l?aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5 per cento degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall?altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l?assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7 per cento delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3 per cento). Secondo una quota rilevante degli agenti (47 per cento) vi contribuirebbero anche difficoltà dell?acquirente a reperire fonti di finanziamento. TRATTATIVE E TEMPI DI VENDITA: Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5 per cento alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Per gli immobili venduti, tra il momento dell?affidamento dell?incarico e quello della vendita effettiva sono intercorsi in media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. MODALITA' DI FINANZIAMENTO DEGLI ACQUISTI: L?acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69 per cento delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il 72 per cento nelle aree urbane e il 66 in quelle non urbane, che si manifesta assai più accentuato nelle regioni del Nord Est. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell?immobile è in media pari al 69 per cento (63 nelle regioni del Centro). (segue) LE PROSPETTIVE DEL MERCATO IN CUI OPERANO LE AGENZIE: Per il primo trimestre del 2009 una larga maggioranza degli agenti (77 per cento) ha giudicato “sfavorevoli” le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento; tale indicazione è omogenea a livello geografico. Per il 45 per cento delle agenzie, all?inizio di quest?anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35 per cento si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65 per cento degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese “in aumento” e “in diminuzione” (–31 punti percentuali) è di entità inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del 2008 (–51 punti), segnalando un?attenuazione dell?orientamento al ribasso dei prezzi. LE PROSPETTIVE DEL MERCATO NAZIONALE: La situazione generale del mercato nazionale all?inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61 per cento degli agenti; sugli orizzonti più distanti (due anni) prevalgono invece attese di miglioramento (45 per cento). (red/sis) 23 mar 2009 15:07

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Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 23-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4° trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie; un'esigua minoranza degli operatori (2,8 per cento) ha dichiarato un aumento. E' quanto si apprende da un sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d'Italia e Tecnoborsa. Le valutazioni degli agenti segnalano una più diffusa tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane (il cui capoluogo ha più di 250.000 abitanti). Quanto alle compravendite, circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7 per cento), inferiore in quelle del Centro (59,9 per cento; Tavola 3). Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli agenti è nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq); in tutte le città si riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e relativamente ad alloggi liberi, non di lusso e già abitabili. Relativamente agli incarichi a vendere, per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno, il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima (contro una quota del 15 per cento che dichiara una riduzione); la percentuale risulta inferiore nelle regioni del Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est. Nel complesso del paese, tale rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5 per cento degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7 per cento delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3 per cento). Secondo una quota rilevante degli agenti (47 per cento) vi contribuirebbero anche difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. Per la tempistica,si rileva che tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva dell'immobile sono intercorsi in media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5 per cento alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie indicano, per il primo trimestre del 2009, una maggioranza di pessimisti. Una larga maggioranza degli agenti (77 per cento) ha giudicato "sfavorevoli" le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento; tale indicazione è omogenea a livello geografico. Per il 45 per cento delle agenzie, all'inizio di quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35 per cento si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65 per cento degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese "in aumento" e "in diminuzione" (-31 punti percentuali) è di entità inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del 2008 (-51 punti; Figura 1), segnalando un'attenuazione dell'orientamento al ribasso dei prezzi. La situazione generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61 per cento degli agenti; sugli orizzonti più distanti (due anni) prevalgono invece attese di miglioramento (45 per cento). 23/03/2009 - 15:45

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Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre (sezione: Mercato immobiliare)

( da "KataWebFinanza" del 23-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Case, in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie; un'esigua minoranza degli operatori (2,8 per cento) ha dichiarato un aumento. E' quanto si apprende da un sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d'Italia e Tecnoborsa. Le valutazioni degli agenti segnalano una pi diffusa tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane (il cui capoluogo ha pi di 250.000 abitanti). Quanto alle compravendite, circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7 per cento), inferiore in quelle del Centro (59,9 per cento; Tavola 3). Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli agenti nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI). Le abitazioni pi vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi pi piccoli (fino a 70 mq); in tutte le citt si riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e relativamente ad alloggi liberi, non di lusso e gi abitabili. Relativamente agli incarichi a vendere, per quasi met degli agenti, alla fine dello scorso anno, il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima (contro una quota del 15 per cento che dichiara una riduzione); la percentuale risulta inferiore nelle regioni del Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est. Nel complesso del paese, tale rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5 per cento degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7 per cento delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3 per cento). Secondo una quota rilevante degli agenti (47 per cento) vi contribuirebbero anche difficolt dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. Per la tempistica,si rileva che tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva dell'immobile sono intercorsi in media quasi 7 mesi; per oltre la met degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita risultato inferiore del 9,5 per cento alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie indicano, per il primo trimestre del 2009, una maggioranza di pessimisti. Una larga maggioranza degli agenti (77 per cento) ha giudicato "sfavorevoli" le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento; tale indicazione omogenea a livello geografico. Per il 45 per cento delle agenzie, all'inizio di quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35 per cento si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65 per cento degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese "in aumento" e "in diminuzione" (-31 punti percentuali) di entit inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del 2008 (-51 punti; Figura 1), segnalando un'attenuazione dell'orientamento al ribasso dei prezzi. La situazione generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61 per cento degli agenti; sugli orizzonti pi distanti (due anni) prevalgono invece attese di miglioramento (45 per cento). 23/03/2009 - 15:45

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CASA/ BANKITALIA: MERCATO IN CRISI, GIÙ PREZZI E COMPRAVENDITE (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 23-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa/ Bankitalia: Mercato in crisi, giù prezzi e compravendite di Apcom Il 69% acquirenti accendono un mutuo ipotecario -->Roma, 23 mar. (Apcom) - Mercato immobiliare in crisi: nel quarto trimestre 2008 i prezzi di vendita delle case sono risultati in calo, così come le compravendite. Si allungano i tempi di vendita e le prospettive per il primo trimestre 2009 rimangono "sfavorevoli". E' quanto emerge dai risultati del sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d'Italia e Tecnoborsa. Nel quarto trimestre del 2008, si legge sul nuovo supplemento al bollettino statistico di Bankitalia, il mercato immobiliare "ha mostrato un peggioramento congiunturale": prevalgono nettamente le indicazioni di riduzione dei prezzi e di aumento del numero degli incarichi a vendere ancora da evadere. Anche per il trimestre in corso il quadro rimane sfavorevole, nonostante un'attenuazione della tendenza flettente dei prezzi". Per il prossimo biennio le attese degli operatori "segnalano un miglioramento". PREZZI DELLE ABITAZIONI - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie, con una più diffusa tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane. NUMERO DI COMPRAVENDITE - Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7%), inferiore in quelle del Centro (59,9%). Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli agenti è nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare (Omi). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq). INCARICHI A VENDERE - Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima. Questo rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5% degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7% delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3%). Secondo una quota rilevante degli agenti (47%) vi contribuirebbero anche difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. TRATTATIVE E TEMPI DI VENDITA - Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5% alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Per gli immobili venduti, tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva sono intercorsi in media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. MODALITÀ DI FINANZIAMENTO - L'acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69% delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il 72% nelle aree urbane e il 66 in quelle non urbane, che si manifesta assai più accentuato nelle regioni del Nord Est. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile è in media pari al 69% (63 nelle regioni del Centro). LE PROSPETTIVE DEL MERCATO - Per il primo trimestre del 2009 una larga maggioranza degli agenti (77%) ha giudicato "sfavorevoli" le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento. Per il 45% delle agenzie, all'inizio di quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35% si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65% degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese "in aumento" e "in diminuzione" (-31 punti percentuali) è di entità inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del 2008 (-51 punti), segnalando un'attenuazione dell'orientamento al ribasso dei prezzi. La situazione generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61% degli agenti; sugli orizzonti più distanti (due anni) prevalgono invece attese di miglioramento (45%).

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CASA. Peggiora il mercato immobiliare in Italia. Sondaggio Tecnoborsa per l'ultimo trimestre 2008 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "HelpConsumatori" del 23-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

News CASA. Peggiora il mercato immobiliare in Italia. Sondaggio Tecnoborsa per l'ultimo trimestre 2008 23/03/2009 - 16:52 Negli ultimi 3 mesi del 2008 il mercato immobiliare italiano ha mostrato un peggioramento congiunturale; i prezzi si sono ridotti ed è aumentato il numero degli incarichi a vendere ancora da evadere. Anche per i primi 3 mesi del 2009 il quadro rimane sfavorevole, nonostante la caduta dei prezzi si sia attenuata. Per il prossimo biennio le attese degli operatori segnalano un miglioramento. E' quanto emerge, in generale, dal sondaggio condotto da Banca d'Italia e Tecnoborsa, tra metà gennaio e metà febbraio 2009, presso gli agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia. Al sondaggio hanno partecipato oltre mille agenti che hanno fornito informazioni sull'attività di compravendita e sui prezzi nel quarto trimestre 2008 e sulle prospettive del settore. Dunque tra ottobre e dicembre 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie; solo il 2,8% degli operatori ha dichiarato un aumento. La tendenza al ribasso è stata più diffusa nelle regioni del Nord Est. Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7 %), inferiore in quelle del Centro (59,9%). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq); in tutte le città si riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e relativamente ad alloggi liberi, non di lusso e già abitabili . Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima. Nel complesso del paese, tale rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5% degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7% delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3%). Quasi la metà degli agenti crede che vi contribuiscano anche le difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5% alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. L'acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69% delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il 72% nelle aree urbane e il 66 in quelle non urbane, che si manifesta assai più accentuato nelle regioni del Nord Est. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile è in media pari al 69% (63 nelle regioni del Centro). Le prospettive? Per il primo trimestre del 2009 il 77% degli agenti ha giudicato "sfavorevoli" le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento; tale indicazione è omogenea a livello geografico. Per il 45% delle agenzie, all'inizio di quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre il 35% si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65% degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro un 34% che ne prevedeva un aumento. La situazione generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61% degli agenti; sugli orizzonti più distanti (due anni) prevalgono invece attese di miglioramento, per il 45% degli agenti. 2009 - redattore: GA

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Mercato immobiliare in crisi Giù prezzi e compravendite (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere.it" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

L'analisi di Bankitalia Mercato immobiliare in crisi Giù prezzi e compravendite Negativa al chiusura del 2008. E per la ripresa bisognerà attendere il prossimo biennio ROMA - Calano i prezzi, ma il mercato immobiliare stenta a ripartire. Nel quarto trimestre 2008, secondo il sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari condotto congiuntamente dalla Banca d'Italia e Tecnoborsa, i prezzi delle case in vendita sono risultati in calo, così come le compravendite. Inoltre, si allungano i tempi necessario a trovare un acquirente per la propria abitazione e le prospettive per il primo trimestre 2009 rimangono «sfavorevoli». Tanto che bisognerà aspettare il prossimo biennio per vedere una ripresa del mercato del mattone. FINE 2008 IN FRENATA - Nel quarto trimestre del 2008, si legge sul nuovo supplemento al bollettino statistico di Bankitalia, il mercato immobiliare «ha mostrato un peggioramento congiunturale»: prevalgono nettamente le indicazioni di riduzione dei prezzi e di aumento del numero degli incarichi a vendere ancora da evadere. Anche per il trimestre in corso il quadro rimane sfavorevole, «nonostante un'attenuazione della tendenza flettente dei prezzi». PREZZI IN CALO - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie, con una più diffusa tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane. COMPRAVENDITE - Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7%), inferiore in quelle del Centro (59,9%). Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli agenti è nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare (Omi). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq). INCARICHI A VENDERE - Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima. Questo rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5% degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l`assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7% delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3%). Secondo una quota rilevante degli agenti (47%) vi contribuirebbero anche difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. TEMPI DI VENDITA - Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5% alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Per gli immobili venduti, tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva sono intercorsi in media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. MODALITÀ DI FINANZIAMENTO - L'acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69% delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il 72% nelle aree urbane e il 66 in quelle non urbane, che si manifesta assai più accentuato nelle regioni del Nord Est. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile è in media pari al 69% (63 nelle regioni del Centro). PROSPETTIVE - Per il primo trimestre del 2009 una larga maggioranza degli agenti (77%) ha giudicato «sfavorevoli» le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento. Per il 45% delle agenzie, all'inizio di quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35% si attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65% degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese «in aumento» e «in diminuzione» (-31 punti percentuali) è di entità inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del 2008 (-51 punti), segnalando un'attenuazione dell'orientamento al ribasso dei prezzi. La situazione generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61% degli agenti; sugli orizzonti più distanti (due anni) prevalgono invece attese di miglioramento (45%). stampa |

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il mercato immobiliare (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 1 - Cecina IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi stabili su Marina, in aumento per gli appartamenti di via Ginori (500 euro) e quelli di via Napoli e via Fucini (300) Le zone meno care: Cedrino, Masano, San Giuseppe e Le Mandrie

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GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

nazionale pag. 5 GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO L'ultimo presidente dell'Urss, Mikhail Gorbaciov, è il primo leader politico russo ad aver varcato le porte della Casa Bianca per incontrare il nuovo presidente Usa Barack Obama e il suo vice Joe Biden, rilanciando il disgelo tra i due Paesi. In contemporanea nello scorso weekend una delegazione Usa è stata a Mosca, sotto la guida dall'ex segretario di Stato Henry Kissinger. RUSSIA-USA GLI USA PREPARANO LA STRATEGIA D'USCITA DALL'AFGHANISTAN Il presidente Usa Obama è pronto ad annunciare una nuova strategia per l'Afghanistan: aumento temporaneo delle truppe, più impegno sullo sviluppo economico del paese e una strategia di uscita dal conflitto. Il tutto è stato anticipato agli alleati Nato nella visita a Bruxelles dell'inviato speciale Usa per l'Afghanistan ed il Pakistan, Richard Holbrooke. AFGHANISTAN CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure per l'annata più prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che si vendeva a più di 1.000 euro la bottiglia fino allo scorso luglio, oggi non costa più di 500 euro. Dopo la bolla immobiliare esplode in Francia anche quella del vino. FRANCIA GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO

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prezzi delle case giù del 10% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 3 - Empoli Prezzi delle case giù del 10% Rispetto all'anno scorso restano invariati solo quelli delle ville FUCECCHIO. Comprare casa oggi conviene. Perché le quotazioni del mercato immobiliare hanno subito una leggera flessione. In tutte le zone del territorio comunale, sia che si voglia comprare un appartamentino nel centro storico, nella parte alta della città, sia che si opti per una villa in campagna, al metro quadrato si possono risparmiare diverse centinaia di euro. Colpa della crisi economica, ma anche di un mercato che aveva raggiunto un po' ovunque, quotazioni eccezionali. Un appartamento nel cuore di Fucecchio, oggi costa in media 200 euro al metro quadrato in meno rispetto a sei mesi fa. E se anche le quotazioni immobiliari fornite dall'Osservatorio dell'Agenzia del territorio sono leggermente più basse rispetto ai reali prezzi di mercato, la sostanza non cambia. Chi ha disponibilità economica oggi, può fare buoni affari. E anche per gli affitti, le quotazioni scendono. Centro storico. Nella parte alta della città, le quotazioni immobiliari sono sempre state, rispetto ad altre zone di Fucecchio, più basse. Perché è nei vecchi appartamenti che si aprono sulle strette vie della città che la comunità di migranti ha preso casa. E quindi, i prezzi, che sono dettati dal mercato, sono leggermente più bassi che altrove. Una casa in centro infatti, costa al metro quadrato, nella sua quotazione massima, almeno cento euro in meno rispetto alla stessa tipologia di abitazione che si può trovare nella parte bassa della città. E anche gli affitti, a conti fatti, convengono di più. Perché nella parte bassa della città, per un appartamento di cento metri quadrati si possono spendere 750 euro al mese, mentre lo stesso appartamento nella parte bassa di Fucecchio può costare al mese 790 euro. Voglia di villa. Chi, nonostante la crisi economica, ha da parte un buon gruzzoletto da investire in una villa, non ha che l'imbarazzo della scelta. Perché sia nella zona centrale della città, che in periferia o in aperta campagna, di soluzioni ce ne sono tantissime. In questo caso, rispetto allo stesso periodo del 2007 però, il prezzo non è sceso. Per una villa nella zona centrale di Fucecchio, bisogna essere disposti a spendere dai 1.900 ai 2.500 euro al metro quadrato. valore che scende se la casa dei nostri sogni si trova alla periferia della città del palio (da 1.630 a 2.400) o ancora in aperta campagna, dove le quotazioni vanno da 1.370 a 2.100 euro al metro quadrato. Gli affitti. Più convenienti dell'anno scorso anche i prezzi degli affitti. In centro, una casa in affitto, sempre di cento metri quadrati, poteva sfiorare gli 880 euro al mese. Oggi invece, al mese se ne possono spendere 790. Francesca Gori

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GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Martedì 24 Marzo 2009 NAZIONALE Pagina 6 Brevi RUSSIA-USA GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO L'ultimo presidente dell'Urss, Mikhail Gorbaciov, è il primo leader politico russo ad aver varcato le porte della Casa Bianca per incontrare il nuovo presidente Usa Barack Obama e il suo vice Joe Biden, rilanciando il disgelo tra i due Paesi. In contemporanea nello scorso weekend una delegazione Usa è stata a Mosca, sotto la guida dall'ex segretario di Stato Henry Kissinger. AFGHANISTAN GLI USA PREPARANO LA STRATEGIA D'USCITA DALL'AFGHANISTAN Il presidente Usa Obama è pronto ad annunciare una nuova strategia per l'Afghanistan: aumento temporaneo delle truppe, più impegno sullo sviluppo economico del paese e una strategia di uscita dal conflitto. Il tutto è stato anticipato agli alleati Nato nella visita a Bruxelles dell'inviato speciale Usa per l'Afghanistan ed il Pakistan, Richard Holbrooke. FRANCIA CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure per l'annata più prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che si vendeva a più di 1.000 euro la bottiglia fino allo scorso luglio, oggi non costa più di 500 euro. Dopo la bolla immobiliare esplode in Francia anche quella del vino.  

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una scommessa impossibile - (segue dalla prima pagina) (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 30 - Commenti Una scommessa impossibile (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se le notizie che circolano sono giuste, Tim Geithner, segretario del Tesoro, avrebbe convinto il presidente Obama a "riciclare" le scelte in merito dell´Amministrazione Bush ? e specificatamente il piano ribattezzato "cash for trash" ("contanti in cambio di spazzatura"), proposto e poi abbandonato sei mesi fa dall´allora segretario del Tesoro Henry Paulson. Tutto ciò è ben più che deprimente. Diciamo pure che mi infonde una sensazione di autentica costernazione. Dopo tutto, abbiamo appena assistito alla tempesta di fuoco scatenatasi per i bonus Aig, durante la quale fonti dell´Amministrazione hanno dichiarato di non saperne nulla, di non poterci fare nulla, e che in ogni caso la colpa era di qualcun altro. Nel frattempo, l´Amministrazione non è riuscita a placare i dubbi che l´opinione pubblica nutre su ciò che le banche stanno effettivamente facendo con i soldi dei contribuenti. Adesso, dunque, Obama a quanto pare si sarebbe deciso a varare un piano finanziario che, in sostanza, dà per certo che le banche siano stabili e che i banchieri sappiano quello che stanno facendo. è come se il presidente si fosse deciso ad avallare la dilagante percezione di non essere propriamente in sintonia con il suo team di esperti economici, e che l´ottica di questi ultimi sia, per così dire, offuscata dai loro rapporti fin troppo stretti con Wall Street. Quando Obama si renderà conto di dover necessariamente cambiare rotta, il suo capitale politico potrebbe essere ormai dilapidato. Cerchiamo di far luce sullo stato contingente dell´economia. In questo momento è frenata dal nostro sistema finanziario disfunzionale, che è stato paralizzato da ingenti perdite sui titoli garantiti dai prestiti ipotecari e altri asset. Come gli storici dell´economia vi potranno sicuramente confermare, non si tratta di una novità, questa non è diversa da decine e decine di crisi analoghe. Esiste di conseguenza anche una procedura precisa rispettata nel tempo per affrontare le conseguenze di un fallimento finanziario di così vasta portata. Le cose funzionano così: il governo ripristina la fiducia nel sistema facendosi garante di molti (non necessariamente tutti) i debiti delle banche. Al contempo, assume un controllo temporaneo delle banche effettivamente insolventi, allo scopo di metterne a posto i registri contabili. Ciò è quanto la Svezia fece all´inizio degli anni Novanta, e ciò che noi stessi facemmo dopo la débacle dei risparmi e dei prestiti in epoca reaganiana. Non c´è niente che ci impedisca di ripetere la stessa cosa anche adesso. L´Amministrazione Obama, però, come del resto l´Amministrazione Bush, a quanto pare cerca una via di uscita più facile. L´elemento che i piani di Paulson e di Geithner hanno in comune è il modo che hanno di insistere che gli asset negativi sui libri contabili delle banche valgono molto, molto più di quanto chiunque sia attualmente disposto a pagare per essi. Di fatto, il loro valore effettivo è talmente alto che se fossero prezzati come si deve, le banche non sarebbero nei guai. Pertanto, il piano prevede di utilizzare i capitali dei contribuenti per riportare a livelli "giusti" i prezzi degli asset negativi. Paulson aveva proposto che il governo comperasse direttamente tali asset, mentre Geithner ha presentato uno schema complicato, in base al quale il governo presta soldi agli investitori privati che poi li usano per rilevare ciò che devono. L´idea ? dice il consigliere capo per l´economia di Obama ? è di usare "il know-how del mercato" per individuare il valore degli asset tossici. Lo schema di Geithner in ogni caso offrirebbe una soluzione a senso unico: se il valore degli asset sale, gli investitori ne traggono profitto, mentre se il valore scende, gli investitori possono sentirsi esonerati dai loro debiti. Insomma, non mi pare che questo significhi davvero lasciar lavorare i mercati: si tratta soltanto di un modo indiretto e ben camuffato per finanziare l´acquisto di asset negativi. Lasciando da parte ciò che verrà a costare ai contribuenti, credo che stia accadendo qualcosa di molto strano. Secondo i miei calcoli, questa è la terza volta che funzionari dell´Amministrazione Obama hanno proposto uno schema che in sostanza è una riedizione del piano Paulson, aggiungendo ogni volta una serie in più di specchietti per le allodole per poter affermare che stanno di fatto proponendo qualcosa di completamente diverso. Tutto ciò mi sembra sempre più una vera ossessione. Il problema reale di questo piano è che non funzionerà. Sì, gli asset problematici potranno essere in una certa qual misura sottovalutati, ma il fatto è che i dirigenti del mondo finanziario si sono letteralmente giocati le loro banche scommettendo che non ci fosse alcuna bolla immobiliare e ciò che ne conseguiva, ovvero che i livelli senza precedenti di indebitamento delle famiglie non fossero un problema. Ebbene, hanno perso la loro scommessa, e nessun importo del giochetto di prestigio finanziario che si ripropongono di fare adesso (perché, in definitiva, il piano Geithner non è altro che questo) potrà cambiare questo dato di fatto. A chi sta pensando "perché non provare e vedere poi che cosa accade?", rispondo che si sta sprecando tempo: ogni mese che passa e che non riusciamo a risolvere la crisi economica, si perdono altri 600.000 posti di lavoro. Molto più importante, tuttavia, è il modo col quale Obama sta dilapidando la sua credibilità. Se questo piano dovesse fallire ? come quasi sicuramente fallirà ? è improbabile che il presidente sarà in grado di convincere il Congresso ad approvare un ulteriore stanziamento di fondi per fare ciò che avrebbe dovuto fare sin dall´inizio. Non tutto è ancora perduto: l´opinione pubblica vuole che Obama abbia successo, il che implica che egli può ancora salvare in extremis il suo piano di salvataggio in extremis delle banche. Peccato che il tempo a disposizione continui a ridursi? c.2009, The New York Times Traduzione di Anna Bissanti

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i prezzi delle case non scendono (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 8 - Lucca I prezzi delle case non scendono Solo qualche aggiustamento. E in centro ancora rincari VIAREGGIO. La crisi? Sembra non esistere. O, al massimo, essere un venticello che non scuote più di tanto il mercato immobiliare cittadino, che continua nel suo momento di stagnazione su livelli di prezzo comunque assai elevati. La consueta rilevazione dell'Osservatorio mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate (riferita al secondo semestre dello scorso anno), racconta di quotazioni che non accennano ad imboccare quella discesa che - con la crisi finanziaria ormai ampiamente scoppiata - si poteva prevedere. Insomma: girare per agenzie o spulciare gli annunci sui giornalini non è diventato più facile. Come dimostra la tabella che pubblichiamo in questa pagina, sono tante le zone nelle quali le quotazioni sono rimaste invariate. Osservazione tanto più vera quanto ci si allontana dal centro cittadino: da Migliarina a Varignano fino a Bicchio e Torre del Lago. Tutti quartieri in cui, nelle ultime rilevazioni, si era però assistito a un calo assai marcato. E, in casi come Torre del Lago, è anche necessario ricordare che, negli ultimi anni, i prezzi avevano raggiunto livelli altissimi, a causa del "boom" immobiliare. Avvicinandoci al centro di Viareggio, ci fermiamo per un attimo al campo d'Aviazione. Dove, se vale il discorso fatto per Torre del Lago sui prezzi-monstre raggiunti negli ultimi anni, va però rilevata una diminuzione delle quotazioni che prosegue sulla falsariga del primo semestre 2008. Panorama completamente ribaltato, invece, nella zona più esterna del centro (quella più vicina alla ferrovia) che marca una controtendenza, soprattutto per quello che riguarda i prezzi degli appartamenti. Da rimarcare che anche nella rilevazione che riguardava il primo semestre del 2008 questa zona era quella che faceva segnare gli aumenti più marcati: segno che, per questo tipo di immobili, c'è ancora disponibile uno spazio di compravendita. Questi rincari hanno fatto sì, fra l'altro, che si sia ridotta la forbice con le case della zona più a ridosso della Passeggiata. Anche perché, in questa zona, i prezzi degli appartamenti si sono ridotti dopo anni di continui rincari. Notazioni a margine. Anche nei casi di prezzi in calo, è bene notare che si parla di qualche centinaia di euro al metro quadro: non la classica goccia nel mare, ma poco ci manca. Anche perché quando le quotazioni facevano segnare un record dopo l'altro, gli aumenti erano ben più significativi. In secondo luogo, c'è la questione delle ville. Che, in ben tre zone (compresa quella della Passeggiata) continuano a far segnare rincari, incuranti della crisi. Segno che anche per questa nicchia (sicuramente destinata a pochi fortunati, soprattutto in frangenti come quello attuale) il mercato non si è completamente fermato. Luca Cinotti

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in calo i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Con la nuova via del Fossetto rivalutata l'area tra Cintolese e Larciano. Boom di richieste di villette In calo i prezzi delle case Montecatini, quotazioni simili al resto della Valdinievole MONTECATINI. Prezzi sempre più bassi (ma per il 2009 è prevista una stabilizzazione), rivalutazione dell'area tra Cintolese e Larciano (in corrispondenza della nuova variante del Fossetto), sostanziale uniformità delle quotazioni in Valdinievole (Montecatini, se si eccettua qualche "resistenza" nella zona nord, non rappresenta più la punta di diamante del territorio), boom di richieste per unità unifamiliari (meglio se con giardino). Sono le tendenze del mercato immobiliare analizzate dal Gruppo Tecnocasa che mostrano il nuovo quadro della Valdinievole. MECCOLI in Montecatini I SEGUE A PAGINA 1

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a picco la compravendita di immobili mondello e via libertà, prezzi dimezzati - isabella napoli (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina III - Palermo A picco la compravendita di immobili Mondello e via Libertà, prezzi dimezzati I dati degli operatori: da gennaio affari calati del 20 per cento ISABELLA NAPOLI ANCHE a Palermo come nel resto d´Italia i prezzi delle case sono in discesa. Si vendono e si comprano sempre meno case e secondo gli operatori palermitani le compravendite sono calate nei primi mesi del 2009 del 20 per cento. Dopo 10 anni di bolla immobiliare, la crisi e la stretta creditizia hanno contribuito all´inversione di rotta. Il calo dei prezzi tra il 2008 e il 2009 varia a seconda delle zone e in alcuni casi come a Mondello, ci sono flessioni di oltre la metà del valore iniziale. «Nonostante questa sensibile contrazione dei prezzi molte case rimangono invendute - spiega Angelo Virga, amministratore unico di due agenzie Punto Casa, presidente provinciale della Fimaa Federazione Italiana Mediatori AgentiImmobiliari e amministratore nazionale della stessa federazione - perché le banche non concedono più mutui. Le istruttorie sono sempre più lunghe, gli istituti di credito chiedono molte garanzie e anche chi lavora e ha uno stipendio regolare, non sempre viene considerato affidabile. Basta che abbia acceso qualche prestito e non ha possibilità di avere un mutuo». Non solo tempi e procedure si sono allungati, ma è diminuita anche la quota mutuabile, che difficilmente supera il 60-70 per cento della casa da comprare. Ecco perché le vendite sono al palo. «Non riusciamo a vendere un 5 vani nuovo con posto auto a 215 mila euro in corso dei Mille - racconta Virga - ma anche in zone come Mondello dove fino all´anno scorso, una villa liberty è andata all´asta a 2 milioni e 600 mila euro, il mercato è fermo». A Palermo, il numero di compravendite secondo i dati dell´Agenzia del Territorio elaborati dall´ufficio studi Ubh è diminuito da 6.447 nel 2007 a 5.700 nel 2008. «Le previsioni per tutto il 2009 non sono rosee - dice Alessandro Ghisolfi, direttore dell´ufficio studi Ubh - continuerà il calo di affari e reggeranno il colpo solo gli immobili di pregio». Ma ci sono operatori più ottimisti. «I prezzi sono calati perché è diminuita la domanda - commenta Nicola Violano, team manager di Tecnocasa - ma la sensazione è che ci sarà presto una ripresa stimolata dal ribasso dei tassi d´interesse». Secondo l´ufficio studi di Tecnocasa il calo più sensibile è stato in periferia, zona Uditore, dove un immobile signorile usato che costava 1.700 euro al metro quadro nel 2008 ora è sceso del 7 per cento. In centro, secondo l´osservatorio Fimaa, nella zona tra corso Vittorio e piazza Marina, pur di vendere, alcune agenzie mettono sul mercato degli immobili in condizioni precarie, a 700 euro a metro quadro, da ristrutturare completamente. Ma fortunatamente, ci sono anche abitazioni in buone condizioni che si possono acquistare a 2.000 euro al metro quadro mentre fino all´anno scorso costavano 2.800 euro. Ad esempio, in corso Vittorio Emanuele, un primo piano di 110 metri quadri, tre camere, ristrutturato costa 210 mila euro. Ci sono poi zone dove i prezzi sono rimasti più o meno stabili come il porto, dove secondo l´agenzia del territorio, la quotazione massima di un´abitazione non è calata tra il 2007 e il 2008 e rimane stabile a 2100 euro al metro quadro. «Un fenomeno - interviene Virga - che probabilmente si spiega con i maggiori investimenti del Comune sul waterfront». In via Libertà, dove fino all´anno scorso un´abitazione di tipo signorile in un edificio di pregio e con finiture interne accurate, poteva costare anche 5.000 euro al metro quadro, ora se usata costa 2.800 euro e non supera i 3.500 euro se ristrutturata e in buone condizioni. Anche in zone residenziali come viale Strasburgo un´abitazione nuova che fino all´anno scorso costava 3.000 euro al metro quadro, ora costa 200 euro in meno. Se usata il prezzo cala a 2.200 euro. I prezzi più bassi nella periferia Est, la zona di corso dei Mille, dove un usato in buone condizioni costa anche 1.300 al metro quadro. Ma anche Cardillo si deprezza. Un immobile nuovo costa 2.300 euro contro i 3.000 al metro quadro. L´usato scende a 1.500 euro.

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Mattone in panne anche nel 2009 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza (MF)" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

MF sezione: Denaro & Politica data: 24/03/2009 - pag: 7 autore: di Carmine Sarno secondo un'indagine di bankitalia e tecnoborsa crollano i prezzi e le compravendite Mattone in panne anche nel 2009 Nel quarto trimestre del 2008 il 57% degli agenti immobiliari ha denunciato una riduzione del valore delle operazioni. Male le aspettative dell'anno per l'andamento del mercato nazionale Crollano i prezzi delle case e il mercato immobiliare resta fermo al palo. Colpa della crisi e del quadro congiunturale. Lo scenario è stato tracciato dalla Banca d'Italia, che, insieme a Tecnoborsa, ha realizzato un'indagine coinvolgendo circa 1.000 agenti immobiliari. Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili hanno registrato una riduzione per oltre il 57% del campione intervistato, mentre solo «un'esigua minoranza» (2,8% degli operatori) ha segnalato un incremento dei valori delle compravendite. Un trend al ribasso che ha interessato soprattutto le regioni del Nord-est dell'Italia e i grandi centri abitati (più di 250 mila persone). Segna un forte incremento l'andamento degli incarichi a vendere ancora da evadere. Per quasi la metà degli agenti il numero dei mandati era aumentato negli ultimi tre mesi del 2008 rispetto al trimestre precedente. Solo il 15% degli intervistati, invece, ha segnalato una riduzione delle operazioni da evadere. Anche in questo caso la maglia nera spetta al Nord-est (45,9%) seguito dalle aree non urbane del Mezzogiorno. Secondo Bankitalia-Tecnoborsa, il dato paga sia l'incremento dei nuovi incarichi acquisiti nel quarto trimestre rispetto al terzo, che la debole dinamica delle vendite pregresse. Insomma, l'offerta di case aumenta a fronte di una domanda pressoché assente. A confermare questa tendenza anche le cause che hanno spinto alla cessazione degli incarichi a vendere. Nel 64,7% dei casi il motivo è stata l'assenza di proposte di acquisto a causa dei prezzi richiesti troppo elevati. Per il 52,3% degli agenti, invece, il venditore ha rinunciato a cedere l'immobile perché la posta sul piatto era troppo bassa. A pesare, secondo il 47% degli operatori, anche la difficoltà da parte dell'acquirente a reperire i fondi necessari per chiudere l'operazione. Chi compra, lo fa soprattutto ricorrendo all'accensione di un mutuo ipotecario (69%) e il rapporto tra prestito erogato e valore dell'immobile è in media pari al 69%. Il tutto contribuisce a dilatare tempistiche e dinamiche delle trattative: oltre la metà degli intervistati, infatti, spiega che i tempi di vendita si sono allungati rispetto al terzo trimestre 2008 e dal momento dell'affidamento dell'incarico a quello della vendita effettiva in media trascorrono sette mesi. Le prospettive per il futuro? Secondo gli agenti immobiliari sono nere. Oltre il 77% del campione ha giudicato «sfavorevoli» le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare per i primi tre mesi del 2009, un dato omogeneo su tutto il territorio nazionale. I due terzi degli operatori prevedono un'ulteriore riduzione dei prezzi degli immobili. La ripresa del mercato nazionale, conclude l'indagine, si realizzerà solo nel medio-lungo termine per il 45% degli operatori.

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Non siamo un Paese di serie B (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-24 - pag: 6 autore: «Non siamo un Paese di serie B» Marcegaglia dopo i rilievi Ue- Ora agire subito sul credito, aspettiamo soldi veri Marco Alfieri MILANO «Non mi pare si possa essere paragonati a Grecia, Lettonia o Ungheria, non siamo un Paese di serie B». Cortese ma netta, da Carate Brianza, agli Stati Generali di Confindustria Lombardia, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, respinge non senza un certo italico orgoglio l'allarme debito pubblico lanciato dal commissario Ue, Joaquin Almunia. «è vero che l'Italia ha un debito pubblico elevato, però dall'altra parte – spiega Marcegaglia – ha un tasso di risparmio delle famiglie che non ha eguali in Europa. è poi un sistema industriale che, nonostante la crisi, per il momento sta tenendo». Proprio così. Sopravvivere nella tempesta finanziaria globale di questi mesi anticipando la ripresa. Una dicotomia non certo semplice da affrontare, per il sistema delle imprese. Ma si può fare, rivendica Viale dell'Astronomia, a patto di accelerare, «perché non è più il tempo delle promesse ma dei soldi veri», mixando ricette virtuose sia globali che europee che italiane. «All'incontro preparatorio del G20 di Londra con le altre confindustrie europee –ha spiegato quindi Marcegaglia parlando ai colleghi lombardi – si è stilata una serie di proposte che sottoporremo ai governi: nuova regolamentazione dei mercati finanziari che non passi però per una restrizione dei requisiti sul credito alle imprese; ripristino della liquidità oggi bloccata; e rifiuto del protezionismo, che per un paese a tutto export come l'Italia sarebbe un grosso danno». La crisi ovviamente è globale, come ripete Marcegaglia, riprendendo il filo della bella analisi del professor Mario Deaglio, che ha riassunto alla platea le tappe dell'ondata di crisi partita dagli Usa: l'overdose di denaro a buon mercato sostenuto dalla Cina, che ha finanziato la bolla immobiliare e dei consumi americani; la conseguente infezione finanziaria; la sfiducia reciproca tra le banche; la caduta dei prezzi degli immobili che creano perdite sui prestiti con garanzia immobiliare, e quindi buchi nei bilanci delle banche, fino all'effetto domino che esonda e colpisce l'economia reale. «Per ora siamo arrivati qui», nota Deaglio. «Ma dobbiamo evitare che la prossima ondata sia di crisi sociale», completa Marcegaglia. Sarebbe un disastro. «Proprio per questo ci vuole anche un impegno europeo molto forte. Mentre oggi ogni paese va per conto suo, ad esempio la Francia». Di più. «Occorre mantenere le regole del mercato interno e sugli aiuti di stato. L'interesse italiano è che ci sia più Europa economica non meno, altrimenti vince il nazionalismo di chi ha più soldi pubblici da mettere nell'economia», ragiona il presidente degli industriali. Ma per Marcegaglia servono anche misure italiane, nazionali, «perché la crisi sta colpendo paradossalmente la parte migliore della nostra manifattura, che si è indebitata per investire, mentre chi vive di monopolio, di sussidi e di spesa pubblica improdutttiva soffre molto meno, e questo non è accettabile». Di qui poche cose ma urgenti, da fare subito. «Garantire liquidità al sistema», precisa Marcegaglia. «Bene in questo senso i Tremonti Bond, ma vigileremo perché i 10 miliardi (120 con la leva) non vengano tesaurizzati negli istituti ma vengano effettivamente erogati». «Stiamo lavorando per migliorare il rapporto tra banche e imprese», dirà qualche ora dopo uscendo dal pranzo al Pirellone con il gotha dell'imprenditoria lombarda e il ministro Tremonti. Poi «varare al più presto il Fondo di garanzia statale da 1,5 miliardi per le imprese, spendibili tutti entro il 2009». La detrazione sugli utili reinvestiti per patrimonializzare le imprese. «Accelerare i pagamenti della Pa sulle future operazioni e recuperare lo stock pregresso, perché è sempre inaccettabile che lo Stato non paghi, ma in un momento come questo è odioso». Richiamando anche le grandi imprese «a non imitare la Pubblica amministrazione, strozzando i piccoli ». E ancora. «Alzare a un milione il tetto alla compensazione tra crediti e debiti d'imposta che era fissato a 516 mila euro. E cantierare le infrastrutture, grandi e piccole, derogando al patto di stabilità interno per quei comuni virtuosi che hanno soldi da spendere ma non possono». Senza dimenticarsi delle riforme strutturali, per mettere fieno in cascina e ripartire più forti dopo la crisi, conclude Marcegaglia. «Dai nuovi assetti contrattuali alla sburocratizzazione, dalla riduzione della spesa pubblica improduttiva al federalismo, a patto che non voglia dire più più spesa pubblica e burocrazia». I PAGAMENTI DELLE PA «è sempre inaccettabile che lo Stato non paghi, ma in questo momento è odioso: accelerare e recuperare lo stock pregresso»

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Immobili, in calo prezzi e vendite (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-24 - pag: 14 autore: Indagine Bankitalia. La ripresa solo nel prossimo biennio Immobili, in calo prezzi e vendite Rossella Bocciarelli ROMA Non ha la dinamica "severa" che ha assunto in altri Paesi, però anche in Italia il rallentamento del mercato delle case si è accentuato nell'ultimo scorcio del 2008. E la discesa dei prezzi del mattone sembra destinata a proseguire nei prossimi mesi, anche se a una velocità inferiore rispetto all'ultimo trimestre dell'anno scorso,mentre la ripresa dell'immobiliare arriverà nel biennio, cioè entro la fine del 2010. A certificare questa tendenza è la Banca d'Italia in una nuova indagine a periodicità trimestrale (Bollettino statistico sul mercato immobiliare) realizzata in collaborazione con Tecnoborsa attraverso interviste a 1.009 agenti immobiliari, che hanno fornito informazioni sull'attività di compravendita nel periodo ottobre- dicembre 2008 nonché sulle prospettive del settore. In base ai dati raccolti i prezzi degli immobili residenziali nell'ultimo trimestre del 2008 sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie, mentre solo un'esigua minoranza degli operatori (2,8%) ha dichiarato un aumento. Una più diffusa tendenza al ribasso è stata segnalata nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane il cui capoluogo ha più di 250mila abitanti. Nel complesso, il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli agenti è sceso a 143mila, «segnalando una prosecuzione della tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul mercato immobiliare». Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto trimestre, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est (74,7%) e inferiore in quelle del Centro(59,9). Per quasi la metà degli agenti, alla fine dello scorso anno, il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi prima (contro una quota del 15% che dichiara una riduzione). La percentuale di pratiche inevase, segnala Bankitalia, risulta inferiore nelle regioni del Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est. Nel complesso questo aumento rispecchia da un lato l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5% degli operatori (contro il 24,4% che li vede in diminuzione); dall'altro, però, mette in risalto la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di stop del mandato a vendere gli operatori segnalano sia l'assenza di proposte di acquisto, a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati ( 64,7% delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3%). Insomma, domanda e offerta non s'incontrano sul prezzo. Ma non basta: secondo il 47% degli agenti vi contribuirebbero anche difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento. Secondo i calcoli di Bankitalia, nell'ultimo periodo del 2008 il prezzo effettivo di vendita è risultato mediamente inferiore del 9,5% in rapporto alla richiesta iniziale del venditore. Per gli immobili venduti, tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva sono intercorsi in media ben 7 mesi e per oltre la metà degli operatori i tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. L'acquisto della casa è avvenuto con accensione di un mutuo ipotecario nel 69% dei casi. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell'immobile è in media pari al 69%, ma scende al 63% nelle regioni del Centro. Per il primo trimestre del 2009 una larga maggioranza degli agenti (77%) ha giudicato «sfavorevoli » le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento. Per lo stesso periodo il 65% degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del 34% che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese di prezzi in aumento e quelle di prezzi in diminuzione (-31 punti) è inferiore a quello corrispondente ai giudizi forniti nel quarto trimestre del 2008 (-51 punti) e segnala un'attenuazione dell'orientamento al ribasso dei prezzi. La situazione generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata «in peggioramento» dal 61% degli agenti. Però in un arco temprale di medio termine (due anni) prevalgono invece le attese di miglioramento (45%). MERCATO FIACCO Discesa più accentuata nei grandi centri. Per il 47% degli agenti difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento

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Stupidi. (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

"Il successo economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 23 ) » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria, che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana. L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti ( 94 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb 09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da 1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza. Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un incentivo alle case automobilistiche. Con la rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 58 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 L'auto di Stato Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 54 ) » (11 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 72 ) » (17 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (13 votes, average: 3.69 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste, affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 51 ) » (18 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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Market mover: indice prezzi case Us atteso in calo a gennaio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza.com" del 24-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Market mover: indice prezzi case Us atteso in calo a gennaio (24 Marzo 2009 - 14:14) MILANO (Finanza.com) - Appuntamento oggi (ore 15.00) con l'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi delle case al mese di gennaio per testare lo stato di salute del mercato immobiliare Usa. Il consensus punta su una contrazione dello 0,9% m/m dal +0,1% fatto registrare a dicembre. Il dato evidenzia la variazione dei prezzi immobiliari nelle principali 20 città degli Stati Uniti. A dicembre il calo era stato del 18,55% a/a. Alla stessa ora è in uscita il Richmond Fed Manifacture Index relativo al mese di marzo, atteso a quota -51 punti, invariato rispetto al mese precedente. (Riproduzione riservata)

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