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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
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il
piano- casa e i rischi per gli edifici storici - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
bolla
immobiliare" nostrana, se gli investimenti non vengono dirottati altrove,
sia destinata a esplodere con ben maggior violenza. La bozza ora emanata da
Palazzo Chigi parte al contrario dall´ipotesi, quando meno azzardata, che per
rilanciare l´economia nulla di meglio vi sia che scatenare la cementificazione
del Paese.
prezzi
in ribasso, ora si può comprare - gabriele baldanzi
( da "Tirreno,
Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ma
soprattutto a Grosseto, dove la bolla speculativa (i prezzi gonfiati delle
case) aveva raggiunto negli ultimi anni livelli elevati. Il quadro attuale è
chiaro: c'è una notevole offerta di immobili sul mercato, una domanda prudente
e riflessiva e un conseguente aumento delle tempistiche di vendita.
Prevista
per il 2009 flessione record dei prezzi delle case
( da "Unita,
L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Prevista per
il 2009 flessione record dei prezzi delle case IN CALOIn un anno, da febbraio
La
Fed all'attaco finale ( da "Milano Finanza"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
dopo essere
stato ormai identificato da molti come responsabile dell'attuale disastro, a
causa dell'eccessivo allentamento monetario del 2001-2003. Greenspan riconosce
che il problema della bolla immobiliare iniziò a crearsi allora, ma sostiene
che, proprio per arginare la bolla crescente, la Fed innescò la rapida stretta
del 2004-2005, con i Fed funds in aumento dall'1% al 5%.
in
picchiata il prezzo delle case ( da "Tirreno, Il"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Diverso è
invece lo scenario degli immobili commerciali dove il blocco dei prezzi
determinato dalla presenza di maggiori investitori meno propensi ad abbassare i
prezzi, ha fatto registrare nei primi mesi del 2009 una diminuzione del 60%
della domanda rispetto allo scorso anno.
Deflazione
inevitabile E non durerà poco ( da "Borsa e Finanza"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
allarme sui
subprime e a prevedere lo scoppio della bolla immobiliare con le sue ricadute
sulla finanza globale Dal 1982 al
Soros:
Nulla come prima, finisce un'era ( da "Borsa e Finanza"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
lungo
reportage svelò i retroscena della febbre aviaria, nel
primo
tonfo per i prezzi delle abitazioni - rosa serrano
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
La stretta
creditizia gioca un ruolo fondamentale nel trend negativo del mercato
immobiliare residenziale. Basti pensare che secondo dati dell´Agenzia del
Territorio, lo scorso anno la flessione delle compravendite di case acquistate
con l´ausilio di un mutuo ipotecario è risulta del 26,8% passando dalle 371.311
del 2007 alle 271.
ottimismo
prematuro sul futuro delle borse - alessandro penati
( da "Repubblica,
La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
c´è una bolla
immobiliare che, quasi ovunque, ha raddoppiato i prezzi degli immobili in
termini reali: ma ci vorranno anni per sgonfiare la bolla. Pro. La Borsa è a
buon mercato. Contro. Spesso gli utili sono crollati più rapidamente dei
prezzi: per esempio, l´indice S&P 500 è giù del 50% dai massimi di ottobre
2007,
Indagine
su Northern Rock mette Brown sotto accusa
( da "Sole
24 Ore, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
del valore
dell'immobile. Come dire: all'apice bolla immobiliare dava anche i soldi per la
ristrutturazione nonostante stesse per portare i libri in tribunale. E lo ha
fatto fino alla nazionalizzazione. Brown è stato seppellito di accuse. La
strategia di gestione e uscita dalla crisi è essenziale per valutare la salute
politica del leader del Paese più colpito,
A
Zurigo case in cassaforte ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
prezzi di
Zurigo. Secondo il report 2009 curato dal Credit Suisse, il comparto
residenziale è ancora lontano dal rischio di una bolla immobiliare. La ragione
sta nel trend di crescita del reddito medio delle famiglie svizzere, rispetto a
quello dei prezzi delle abitazioni: «Dall'inizio degli anni Novanta in tutto il
Paese il reddito medio delle economie domestiche è cresciuto del
Piano
casa, ecco il decreto del... ( da "Giornale.it, Il"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la fotografia
del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i
prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più
rimarchevole registrato dal
Piano
casa, Berlusconi: l'Europa... ( da "Giornale.it, Il"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la fotografia
del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i
prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più
rimarchevole registrato dal
"Piano
casa": ecco il decreto ( da "Giornale.it, Il"
del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la fotografia
del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i
prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più
rimarchevole registrato dal
I
prezzi delle case calati del 4% "Colpa dei mutui difficili e costosi"
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
I prezzi
delle case calati del 4% "Colpa dei mutui difficili e costosi"
Mercato immobiliare l'analisi di Nomisma Per flessione siamo secondi in Italia
Per la prima volta da dieci anni a questa parte i prezzi delle case scendono.
Almeno nelle 13 città di media dimensione sulle quali si è concentrata
l'analisi di Nomisma,
in
calo i prezzi delle case sulla costa
( da "Tirreno,
Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
in alcuni
casi, addirittura diminuiti. Il mercato immobiliare risente della crisi e
dall'Agenzia delle Territorio arriva una conferma concreta: nell'ultimo anno
gli immobili si sono svalutati. La percentuale cambia a seconda della zona e
delle caratteristiche dell'edificio, ma secondo le valutazioni relative al
secondo semestre del 2008,
nemmeno
la crisi fa calare i prezzi ( da "Tirreno, Il"
del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
come Ponsacco
o Santa Maria a Monte possiamo trovare degli invenduti con un prezzo ribassato
del 10, 15 e a volte 20%. Comunque, conviene ancora investire negli immobili
perchè, male che vada, continueranno a mantenere sempre il loro valore".
Il costo delle case poi si differenzia, in primo luogo, in base alla zona dove
si trovano.
SALVATORE
DE NAPOLI NOCERA INFERIORE. DIMINUISCONO ANCHE DEL 20% I PREZZI DELLE CASE IN
CITTà... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
vendite
causato dalla crisi economica e dalle difficoltà di ricevere un mutuo dalle
banche, ma frutto anche della bolla speculativa che tra la fine degli anni
novanta e i primi di quelli del duemila ha fatto lievitare alle stelle il costo
degli immobili. E così, oggi, il prezzo degli appartamenti sta scendendo
velocemente, e scenderà ancora, verso una soglia più il linea con la realtà.
prezzi
delle case in calo in centro e a nord
( da "Tirreno,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
i valori
immobiliari dell'Omi - l'osservatorio del mercato immobiliare costituito presso
l'agenzia del territorio - relativi al secondo semestre del 2008, che
fotografano i prezzi a cui si sono conclusi gli affari immobiliari. Ebbene, per
quanto riguarda le abitazioni a Livorno si è comprato a prezzi inferiori fino
al 20% rispetto allo stesso periodo dell'
Bankitalia:
mercato case in crisi, giù prezzi e compravendite
( da "Velino.it,
Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
attività di
compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (ottobre-dicembre
2008), nonché sulle prospettive del settore per il futuro. Ecco i principali
risultati. PREZZI DELLE ABITAZIONI: Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di
vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi
precedenti per il 57,
Case,
in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Case, in
Italia prezzi ancora in calo nel 4° trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel
quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono
risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle
agenzie;
Case,
in Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre
( da "KataWebFinanza"
del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Case, in
Italia prezzi ancora in calo nel 4 trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel
quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono
risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle
agenzie;
CASA/
BANKITALIA: MERCATO IN CRISI, GIÙ PREZZI E COMPRAVENDITE
( da "Wall
Street Italia" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Casa/
Bankitalia: Mercato in crisi, giù prezzi e compravendite di Apcom Il 69%
acquirenti accendono un mutuo ipotecario -->Roma, 23 mar. (Apcom) - Mercato
immobiliare in crisi: nel quarto trimestre 2008 i prezzi di vendita delle case
sono risultati in calo, così come le compravendite.
CASA.
Peggiora il mercato immobiliare in Italia. Sondaggio Tecnoborsa per l'ultimo
trimestre 2008 ( da "HelpConsumatori"
del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Dunque tra
ottobre e dicembre 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono
risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie;
solo il 2,8% degli operatori ha dichiarato un aumento. La tendenza al ribasso è
stata più diffusa nelle regioni del Nord Est.
Mercato
immobiliare in crisi Giù prezzi e compravendite
( da "Corriere.it"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
attenuazione
della tendenza flettente dei prezzi». PREZZI IN CALO - Nel quarto trimestre del
2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo
rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6% delle agenzie, con una più diffusa
tendenza al ribasso nelle regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni
geografiche,
il
mercato immobiliare ( da "Tirreno, Il"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Pagina 1 -
Cecina IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi stabili su Marina, in aumento per gli appartamenti
di via Ginori (500 euro) e quelli di via Napoli e via Fucini (300) Le zone meno
care: Cedrino, Masano, San Giuseppe e Le Mandrie
GORBACIOV
DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
AFGHANISTAN
CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono
vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure per l'annata più prestigiosa
degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che si vendeva
a più di 1.
prezzi
delle case giù del 10% ( da "Tirreno, Il"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Empoli Prezzi
delle case giù del 10% Rispetto all'anno scorso restano invariati solo quelli
delle ville FUCECCHIO. Comprare casa oggi conviene. Perché le quotazioni del
mercato immobiliare hanno subito una leggera flessione. In tutte le zone del
territorio comunale, sia che si voglia comprare un appartamentino nel centro
storico,
GORBACIOV
DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO
( da "Arena,
L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
FRANCIA
CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono
vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure per l'annata più
prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che
si vendeva a più di 1.
una
scommessa impossibile - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
loro banche
scommettendo che non ci fosse alcuna bolla immobiliare e ciò che ne conseguiva,
ovvero che i livelli senza precedenti di indebitamento delle famiglie non
fossero un problema. Ebbene, hanno perso la loro scommessa, e nessun importo
del giochetto di prestigio finanziario che si ripropongono di fare adesso
(perché, in definitiva, il piano Geithner non è altro che questo)
i
prezzi delle case non scendono ( da "Tirreno, Il"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Lucca I
prezzi delle case non scendono Solo qualche aggiustamento. E in centro ancora
rincari VIAREGGIO. La crisi? Sembra non esistere. O, al massimo, essere un
venticello che non scuote più di tanto il mercato immobiliare cittadino, che
continua nel suo momento di stagnazione su livelli di prezzo comunque assai
elevati.
in
calo i prezzi delle case ( da "Tirreno, Il"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Boom di
richieste di villette In calo i prezzi delle case Montecatini, quotazioni
simili al resto della Valdinievole MONTECATINI. Prezzi sempre più bassi (ma per
il 2009 è prevista una stabilizzazione), rivalutazione dell'area tra Cintolese
e Larciano (in corrispondenza della nuova variante del Fossetto), sostanziale
uniformità delle quotazioni in Valdinievole (
a
picco la compravendita di immobili mondello e via libertà, prezzi dimezzati -
isabella napoli ( da "Repubblica, La"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
picco la
compravendita di immobili Mondello e via Libertà, prezzi dimezzati I dati degli
operatori: da gennaio affari calati del 20 per cento ISABELLA NAPOLI ANCHE a
Palermo come nel resto d´Italia i prezzi delle case sono in discesa. Si vendono
e si comprano sempre meno case e secondo gli operatori palermitani le
compravendite sono calate nei primi mesi del 2009 del 20 per cento.
Mattone
in panne anche nel 2009 ( da "Milano Finanza (MF)"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Male le
aspettative dell'anno per l'andamento del mercato nazionale Crollano i prezzi
delle case e il mercato immobiliare resta fermo al palo. Colpa della crisi e
del quadro congiunturale. Lo scenario è stato tracciato dalla Banca d'Italia,
che, insieme a Tecnoborsa, ha realizzato un'indagine coinvolgendo circa 1.000
agenti immobiliari.
Non
siamo un Paese di serie B ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
che ha
riassunto alla platea le tappe dell'ondata di crisi partita dagli Usa:
l'overdose di denaro a buon mercato sostenuto dalla Cina, che ha finanziato la
bolla immobiliare e dei consumi americani; la conseguente infezione
finanziaria; la sfiducia reciproca tra le banche; la caduta dei prezzi degli
immobili che creano perdite sui prestiti con garanzia immobiliare,
Immobili,
in calo prezzi e vendite ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
condizioni
prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento. Per lo stesso periodo il 65%
degli operatori prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro una quota
del 34% che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese di prezzi in aumento e
quelle di prezzi in diminuzione (-31 punti) è inferiore a quello corrispondente
ai giudizi forniti nel quarto trimestre del 2008 (
Stupidi.
( da "Giornale.it,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
11 si disse
che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E
la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il
danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di
poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan.
Market
mover: indice prezzi case Us atteso in calo a gennaio
( da "Finanza.com"
del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Market mover:
indice prezzi case Us atteso in calo a gennaio (24 Marzo 2009 - 14:14) MILANO
(Finanza.com) - Appuntamento oggi (ore 15.00) con l'indice S&P/Case-Shiller
sui prezzi delle case al mese di gennaio per testare lo stato di salute del
mercato immobiliare Usa.
( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 35 - Commenti
IL PIANO- CASA E I RISCHI PER GLI EDIFICI STORICI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
Nulla ha dunque insegnato al nostro governo la "bolla
edilizia" (housing bubble) che ha duramente colpito l´economia americana
l´anno scorso. Secondo l´analisi di George Soros nel suo ultimo libro (The New
Paradigm for Financial Markets: The Credit Crisis of 2008 and What It Means),
le aspettative artificialmente create da un mercato immobiliare
gonfiato ad arte hanno prodotto, fra 2001 e 2005, una crescita incontrollata
degli investimenti immobiliari, e dunque dei relativi meccanismi di
finanziamento (a cominciare dai mutui), sul presupposto che il valore degli
immobili possa crescere indefinitamente, appoggiandosi a finanziamenti e
prestiti sempre più alti, per immobili sempre più cari. Il solo fatto di
concedere sempre più mutui, a condizioni facilitate, fece crescere la domanda immobiliare, anzi per alcuni anni parve convalidare le
previsioni più ottimistiche, innescando un perverso inseguimento fra eccesso di
domanda (e di debito) ed eccesso di offerta. Bastarono pochi anni, e l´eccesso
degli investimenti immobiliari e del relativo indebitamento, oltre che
distrarre il risparmio da investimenti più produttivi, finì con l´esser tanto
alto da trascinare l´intero sistema nella rovina: la terribile housing bubble
con conseguente bancarotta, appunto, di cui abbiamo letto su ogni giornale,
evidentemente invano. L´Italia, si sa, è il Paese europeo col più basso tasso
di natalità. Ma è al tempo stesso il Paese col più alto consumo di territorio:
per dare solo un esempio particolarmente raccapricciante, la Liguria ha
consumato negli ultimi vent´anni il 45% della propria superficie libera da
costruzioni, inondando il paesaggio di cemento (la media italiana è un già pessimo
17%). Basta mettere insieme questi due dati (bassa natalità, altissimo consumo
del suolo), che contrastano drasticamente con l´esperienza Usa (un Paese in
continua espansione demografica e con ampie aree a bassa densità abitativa),
per comprendere come la "bolla
immobiliare" nostrana, se gli
investimenti non vengono dirottati altrove, sia destinata a esplodere con ben
maggior violenza. La bozza ora emanata da Palazzo Chigi parte al contrario
dall´ipotesi, quando meno azzardata, che per rilanciare l´economia nulla di
meglio vi sia che scatenare la cementificazione del Paese. Allo scopo,
s´intende, «di sostenere la domanda generale interna di beni e servizi,
nell´attuale fase di congiuntura globale» (art. 1 della bozza). L´arcaica
superstizione secondo cui l´unico investimento sicuro è quello del
"mattone", comprensibile come retaggio di una società preindustriale,
viene dunque adottata dal governo come linea vincente per salvare l´economia
del Paese. L´intento di fornire al "partito del cemento" una piena licenza
di uccidere non potrebbe esser più chiaro. Si possono ampliare del 20% tutti
gli edifici ultimati entro il 2008: la percentuale si calcola sul volume per le
unità residenziali, sulla superficie coperta per ogni altra (art. 2, c. 2). Se
poi il 20% non basta, niente paura: si può arrivare comodamente al 35% (del
volume o della superficie), purché si abbatta integralmente un edificio,
ricostruendolo più in grande. Queste ed altre espansioni edilizie saranno
fatte, assicura la bozza, «in deroga alle disposizioni legislative, agli
strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi» (art. 2 c.
1); persino l´altezza della nuova fabbrica può essere modificata, portandola
fino a «quattro metri oltre l´altezza massima prevista dagli strumenti urbanistici
vigenti». Per tutti questi interventi basta una d.i.a. (dichiarazione inizio
attività), senza tanti permessi: il risanamento dell´economia non può
aspettare. E se per caso si trattasse di edifici storici? Facile: basta far
domanda alla competente Soprintendenza, e se per caso non risponde entro 30
giorni vale il principio del silenzio-assenso (art. 5, c. 3 e 5). Il Codice dei
Beni Culturali viene in tal modo non ignorato, ma consapevolmente calpestato.
La certezza del diritto cede il passo a una feroce delegificazione.
Impallidiscono, al confronto, i condoni edilizi ex post, piombati a proteggere
e incoraggiare la cementificazione dell´Italia coi governi Craxi (1985) e
Berlusconi (1994, 2003, 2004). La foglia di fico della crisi economica non nasconde
l´essenziale: questa bozza di legge è un condono ex ante, anzi non solo
legittima e depenalizza, ma incoraggia ciò che fino ad oggi è reato,
consegnando città e paesaggio dell´intero Paese al partito del cemento, al
saccheggio di speculatori senza scrupoli, devastando senza rimedio borghi e
campagne, persino lo skyline delle nostre città. Se, come è da sperare, questa
bozza null´altro è che un ballon d´essai, sarà molto interessante vedere quali
saranno le reazioni delle istituzioni. Che cosa farà il Ministero dei Beni
Culturali, che in passato seppe far cadere le proposte di silenzio-assenso
presentate dai ministri Baccini (2005) e Nicolais (2006), di fronte a questa
norma assai più distruttiva? Che cosa diranno Regioni ed enti locali di fronte
a tanta selvaggia deregulation? Qualcuno si ricorderà dell´art. 9 della
Costituzione, che impone alla Repubblica, in via prioritaria rispetto ad ogni
altro interesse anche economico, «la tutela del paesaggio e del patrimonio
storico e artistico della Nazione»?
( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 1 - Grosseto
Prezzi in ribasso, ora si può comprare La bolla
speculativa è finita e ci sono meno soldi: si vende a prezzi
ragionevoli Dopo la crisi, mercato in lenta ripresa. Ma su cifre calate del 12%
rispetto a fine 2007 GABRIELE BALDANZI GROSSETO. Ottimismo, nonostante tutto.
Il mercato immobiliare grossetano, anche nel secondo
semestre del
( da "Unita, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prevista
per il 2009 flessione record dei prezzi delle
case IN CALOIn un anno, da febbraio
( da "Milano Finanza" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
sezione: I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi data: 21/03/2009 -
pag: 58 autore: di Franco Paternollo La Fed all'attaco finale Intervenire lungo
la curva dei tassi è un primo passo, ma la questione cruciale è la riduzione
del premio al rischio tra debito corporate e debito governativo La decisione
della Fed di interve nire direttamente in acquisto sul mercato dei Treasuries
ha colto tutti in contropiede. Qualcosa era nell'aria, dopo che il
«quantitative easing» era stato già avviato da Bank of England e Bank of Japan.
Ma il mercato non si attendeva così tanto e così presto. Ufficialmente la
scelta della Fed non è diretta ad agevolare il finanziamento del colossale e crescente
deficit di bilancio, ma è stata mossa dal desiderio di trasmettere gli impulsi
monetari dalla parte più breve alla parte più lunga della curva. Finché gli
effetti delle riduzioni dei tassi si fermano al segmento brevissimo, il
beneficio in termini di riduzione del costo del debito per i prenditori finali
è solo parziale. In realtà la scelta della Fed indica una volta di più come per
le banche centrali sia diventato sempre più difficile governare il meccanismo
di trasmissione degli effetti della politica monetaria all'economia. Pochi
giorni fa. in un intervento sul Wall Street Journal, Greenspan ha deciso di
prendere le difese di sè stesso, dopo essere stato ormai
identificato da molti come responsabile dell'attuale disastro, a causa
dell'eccessivo allentamento monetario del 2001-2003. Greenspan riconosce che il
problema della bolla
immobiliare iniziò a crearsi allora, ma
sostiene che, proprio per arginare la bolla crescente,
la Fed innescò la rapida stretta del 2004-2005, con i Fed funds in aumento dall'1%
al 5%. Il problema fu che i tassi sui mutui, che fino ad allora avevano
seguito abbastanza da vicino le vicende dei tassi sui Fed funds, si
dimostrarono del tutto indipendenti e rimasero a livelli esageratamente bassi,
vanificando l'effetto della stretta. Oggi Bernanke deve gestire il problema
opposto: come ridurre il costo finale del denaro se la sola riduzione dei Fed
funds non basta? Intervenire lungo la curva è un primo passo, ma lo snodo
cruciale sta nella riduzione del premio al rischio tra debito corporate e
debito governativo, proprio il differenziale che il credit crunch ha fatto
esplodere. Questo è lo spread da monitorare per capire se la manovra della Fed
avrà successo o rischierà di rivelarsi inutile, limitandosi a alimentare i
flussi di caccia ai safe heaven che già stanno gonfiando i prezzi
dei titoli governativi in giro per il mondo.
( da "Tirreno, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 3 - Prato In
picchiata il prezzo delle case Le occasioni più
convenienti a Paperino, San Giorgio e Fontanelle E' calato del 6,6% tre punti
in più del dato nazionale Fermi i capannoni e i fondi commerciali L'analisi di
Tecnocasa PRATO. Sotto il cielo di Prato calano i prezzi
dei tetti. è questo il momento giusto per comprare casa soprattutto nelle zone
di Paperino, Fontanelle e San Giorgio, interessate negli ultimi anni da
un'esplosione edilizia tale da determinare un surplus di offerta che oggi è
traducibile in un maggior numero di alloggi da acquistare a costi più
vantaggiosi. Diverso è invece lo scenario degli immobili
commerciali dove il blocco dei prezzi determinato dalla presenza di
maggiori investitori meno propensi ad abbassare i prezzi, ha fatto
registrare nei primi mesi del 2009 una diminuzione del 60% della domanda
rispetto allo scorso anno. Sono questi i risultati evidenziati da
Tecnocasa che ha fatto il punto sull'andamento del mercato immobiliare
nella provincia. Dall'analisi degli operatori emerge che la diminuzione dei prezzi è una tendenza legata soprattutto alla stretta
creditizia seguita alla crisi economica. Sul territorio pratese la variazione
nella seconda metà del 2008 è stata addirittura del -6,6%, tre punti
percentuali in più rispetto al dato nazionale che si attesta al -3,6%. Infatti,
l'atteggiamento selettivo messo in piedi negli ultimi tempi dagli istituti di
credito verso quei soggetti considerati meno solvibili come gli stranieri, i
precari, i giovani o i lavoratori con contratto a termine, ha messo in
difficoltà proprio quella fascia di clientela che non avendo a disposizione
soldi liquidi, deve obbligatoriamente ricorrere a un finanziamento. Ciò ha
ridotto la disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti inducendo così i
venditori ad abbassare i prezzi nella trattativa di
compravendita: d'altra parte, la crisi finanziaria ha innescato anche la
ripresa della domanda a conferma di quanto gli italiani vedano ancora nel
"mattone" l'investimento più sicuro. Prezzi e affitti. «Il prezzo -
ha dichiarato Claudio Branchetti consulente Tecnocasa per la rete immobiliare residenziale in Toscana - è in assoluto la
variabile determinante nella trattativa di compravendita e in particolare, il
decremento dei prezzi si fa più accentuato per i
vecchi immobili da ristrutturare rispetto alle nuove costruzioni». Analizzando
Prato zona per zona ci si accorge che nel semicentro (Paperino, Fontanelle e
San Giorgio a Colonica) si registra la più alta decrescita dei prezzi (-8,2%) seguita a ruota dalle zone di periferia
(-5,1%) e dal centro storico (-4,1%): un dato da tener di conto se si considera
che la disponibilità di spesa del cittadino pratese - secondo l'analisi - si
concentra per il 30,4% dei casi nella fascia compresa tra 170 mila ai 250 mila
euro con i quali si riesce a comprare un trilocale di quattro vani. Questo vale
solo per chi possiede un capitale o per chi può chiedere un mutuo, a tutti gli
altri non resta che l'affitto. «I canoni di locazione a Prato sono interessanti
- aggiunge Branchetti - non essendoci zone di particolare interesse per turisti
o studenti, i prezzi vanno dalle 500 alle 550 euro per
i mono e i bilocali, arrivando fino a 650 per un trilocale». Capannoni e
commercio. Cambia completamente il panorama se si analizzano le compravendite
degli edifici commerciali. «Sul mercato dei capannoni si registra una certa
stabilità dei prezzi e dei canoni di locazione
nonostante l'offerta superi la domanda - ha spiegato Alessandro Ricci consulente
del settore -. Spesso infatti, la proprietà di questi immobili è di società
immobiliari o di investitori che preferiscono lasciare i locali sfitti o
invenduti piuttosto che abbassare i prezzi». Anche in
questo settore la stretta creditizia ha ridimensionato l'accesso al credito per
le aziende che fanno fatica a ottenere un leasing preferendo così prendere un
locale in locazione (800 euro al mq un capannone in zone periferiche) piuttosto
che acquistarlo. Centro storico e Chinatown. «In particolare - aggiunge Ricci -
le zone che hanno subito la contrazione maggiore di domanda sono state il
centro storico e la zona di Chinatown. La presenza di negozi sfitti nelle vie
principali della città - spiega Ricci - denota la mancanza di sicurezza». Non è
un caso che le vie più richieste da chi cerca una location per attività
commerciali sono via Bologna, via Ferrucci, via della Repubblica,via Roma, via
Arcangeli, Via Marx, Via Zarini: tutte vie di passaggio, ma fuori dal centro.
Barbara Burzi
( da "Borsa e Finanza" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ATTUALITÀ
«Deflazione inevitabile E non durerà poco» Parla Shilling, il «saggio» che ha
profetizzato la bomba subprime: «Per il 2009 la previsione è facile: si
accentuerà la caduta dei prezzi». E la «ripresa debole
sarà viziata dal protezionismo» di Redazione - 21-03-2009 I CONTI DELLA CRISI
Gary Shilling, probabilmente il più pessimista tra gli osservatori della
finanza Usa, è stato il primo in assoluto a lanciare l'allarme
sui subprime e a prevedere lo scoppio della bolla immobiliare
con le sue ricadute sulla finanza globale Dal 1982 al
( da "Borsa e Finanza" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ATTUALITÀ Soros:
«Nulla come prima, finisce un'era» Botta e risposta tra l'editor del Caijin di
Pechino e il re della finanza. «La Cina sarà decisiva per la ripresa L'Ovest
sta peggio» di Redazione - 21-03-2009 VISTO DA ORIENTE «Non torneremo al
passato. È la fine di un'era per gli Stati Uniti, perché la loro prosperità era
basata su premesse finanziarie fasulle. Ora tutto questo è crollato, né si può
ricostruire. Mi auguro si possa ripartire da un sistema migliore». Così
risponde George Soros, uno dei miti della finanza mondiale, alle domande di Ye
Weichiang, giornalista del Caijing. Ed è questa una delle ragioni
dell'importanza di questa intervista, da B&F riprodotta in sintesi per
l'Italia, apparsa su una delle voci più libere ed autorevoli della Cina. Il
Caijing (letteralmente «Rivista economica e finanziaria», quindicinale, 220
mila copie di vendita) è nato nel 1998 con l'obiettivo di fornire al mercato
finanziario cinese un'informazione degna di una stampa indipendente. Nel 2003,
un lungo reportage svelò i retroscena della febbre aviaria,
nel
( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 11 - Economia
Stima di Nomisma per l´anno in corso: meno 8,5 per cento. Anche gli affitti in
calo: meno 5% Primo tonfo per i prezzi delle
abitazioni Confermata la caduta del numero di compravendite: meno 15,1 per
cento già nel 2008, e il fenomeno prosegue ROSA SERRANO I prezzi
delle case in Italia potrebbero scendere dell´8,5% nel 2009. Lo
sottolinea Nomisma nel suo primo rapporto 2009. Una stima da shock se si pensa
che L´Italia non registra un calo dei prezzi dal 1997.
Giù del 5 per cento anche gli affitti. La crisi economica e la difficoltà di
accedere al mercato del credito ha portato Nomisma a rivedere le sue attese sul
2009. Ancora quattro mesi fa il centro studi bolognese si attendeva un calo dei
prezzi dell´1,5 per cento per l´anno in corso mentre
oggi indica un -8,5 per cento con una stabilizzazione del mercato solo a
partire dal 2010 quando comunque si registrerà un nuovo calo dello 0,3 per
cento. Il piano casa che sta per essere varato dal governo, «avrà degli effetti,
ma non a brevissimo termine». Confermata anche la frenata delle compravendite:
un calo del 15,1 per cento già lo scorso anno. Alle prese con la difficoltà di
trovare casa, una fetta di mercato si sta spostando verso l´affitto. Questo
tuttavia non comporterà un aumento dei canoni che anzi scenderanno del 5 per
cento, a fronte di contratti stipulati in calo del 2%. La
stretta creditizia gioca un ruolo fondamentale nel trend negativo del mercato immobiliare residenziale. Basti pensare che secondo dati dell´Agenzia del
Territorio, lo scorso anno la flessione delle compravendite di case acquistate con l´ausilio di un mutuo ipotecario è risulta del
26,8% passando dalle 371.311 del 2007 alle 271.775 del 2008. Il calo
delle compravendite è, quindi, prevalentemente riconducibile a quello della
componente con mutuo. «Nonostante l´arretramento dei prezzi
delle case � spiega Luca Dondi, analista di Nomisma � l´accesso al
mercato risulta in questa fase precluso ad una larga lascia di potenziali
acquirenti, per i quali l´inacessibilità al credito costituisce di fatto una
barriera insormontabile all´entrata nel settore. Il paradosso della crisi �
continua Dondi � è proprio questo: le famiglie che hanno aspettato il calo di
prezzi delle case per poter finalmente acquistare, si
trovano ora in una situazione di precarietà finanziaria che li costringe ancora
una volta su posizioni di attesa».
( da "Repubblica, La" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 22 - Economia
IL MERCATO OTTIMISMO PREMATURO SUL FUTURO DELLE BORSE ALESSANDRO PENATI Il 9
marzo gli indici di Borsa hanno toccato il minimo dal dicembre 1996. Da allora
sono rimbalzate. Qualcuno sostiene che abbiamo toccato il fondo, ma con argomentazioni
poco convincenti. Pro. Il panico che ha dominato i primi mesi dell´anno ha
depresso i prezzi di borsa al punto da scontare già lo
scenario peggiore: più in basso di così, non si va. Contro. Le aspettative
degli investitori dipendono prevalentemente dall´ultima esperienza: tre
settimane di rialzi fanno di un pessimista un ottimista; ma ne bastano tre di
ribassi perché tutti prevedano l´apocalisse. Pro. Le prospettive rimangono
pessime, ma la contrazione dell´attività economica dovrebbe cessare nei prossimi
mesi. Lo dimostrerebbe la stabilità, da gennaio, dei prezzi
delle materie prime. Le massicce dosi di espansione monetaria e fiscale non
potranno non avere un effetto nel corso dell´anno. Anche la statistica è
favorevole: dal 1854, la durata media di una contrazione americana (dal picco
al minimo) è stata di 18 mesi; e ne sono passati 15 dalla data ufficiale
dell´ultimo picco. Contro. Ogni ciclo è diverso. E la contrazione attuale è già
adesso la peggiore del dopoguerra. Nessuno può dire di conoscere l´effetto
delle politiche monetarie e fiscali in atto: le stime si basano su dati
storici, ma quello che stiamo vivendo è un evento senza precedenti. A monte di
tutto poi, c´è una bolla immobiliare
che, quasi ovunque, ha raddoppiato i prezzi degli
immobili in termini reali: ma ci vorranno anni per sgonfiare la bolla. Pro. La Borsa è a buon mercato. Contro. Spesso gli utili sono
crollati più rapidamente dei prezzi: per esempio, l´indice
S&P 500 è giù del 50% dai massimi di ottobre 2007, ma gli utili
delle società sono scesi del 67%. Dai massimi, dunque, il p/u è aumentato. Il
vero test, però, arriverà solo a tarda estate, quando si potrà valutare
pienamente l´impatto della recessione sui conti aziendali nella prima parte del
2009. E non farei affidamento sulle previsioni degli analisti che notoriamente
peccano per ottimismo. Pro. Se si guarda al p/u di lungo periodo (prezzi attuali divisi per la media degli utili negli ultimi
7 anni) siamo tornati ai livelli di metà anni �80. Contro. Dalla metà degli
anni �80 al 2007, i prezzi sono cresciuti in media
molto più rapidamente degli utili grazie a una riduzione del premio per il
rischio richiesto dagli investitori per detenere azioni: da circa l´8% del
precedente ventennio, al 3-4%. Se la crisi odierna rappresentasse un ritorno ai
premi per il rischio del passato, dovremmo abituarci ai p/u del passato: più
bassi di quelli che abbiamo visto negli ultimi anni. Pro. Non è possibile che
la stessa azienda sana che l´anno scorso valeva 100, oggi valga 50. è un eccesso
di pessimismo. Contro. Nessuno si stupiva quando il valore raddoppiava senza
che fosse successo nulla. Comunque, a parità di utili, prospettive e struttura
finanziaria, il valore di un´azienda può dimezzarsi se il premio per rischio
azionario sale dal 4% all´8%, come indicato prima. Se in aggiunta si riduce la
crescita attesa, per esempio di 2 punti percentuali, la perdita può arrivare al
75%, sempre a parità di utili. Pro. L´intervento pubblico nel capitale delle
banche ha garantito la solvibilità, ristabilito la fiducia e fornito le risorse
per espandere il credito. Contro. è come usare lo specchietto retrovisore per
guardare avanti: i bilanci attuali delle banche sono storia e nulla dicono
della loro capacità di affrontare il vero problema che è l´aumento delle
sofferenze in arrivo nei prossimi anni. I tassi interbancari sono diminuiti, ma
il mercato del credito rimane bloccato, anche per le grandi imprese più solide.
Oggi, le obbligazioni di società con rating elevato (singola A) pagano
mediamente 5-6 punti percentuali più dei titoli di stato: uno spread superiore
di 3 punti a quello delle recessioni del 1981 e 1991. E nell´ultimo mese lo
spread si è allargato, segno che il mercato teme qualche grosso dissesto in
arrivo. Ma se anche avessimo toccato il fondo, il vero problema è la
traiettoria che prenderà la Borsa. Non credo che, per ancora molti mesi, ci
siano le condizioni per una stabile ripresa dei corsi azionari. Il meglio che
ci possiamo aspettare è un su è giù. Come accade in Giappone da 20 anni. Spero
solo non duri così tanto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2009-03-21 - pag: 9 autore: Regno Unito. La «Corte dei
conti»: sapeva e non intervenne Indagine su Northern Rock mette Brown sotto
accusa Leonardo Maisano LONDRA. Dal nostro corrispondente L'accusa, di fatto, è
di incompetenza. Da Cancelliere dello scacchiere prima ancora che da primo
ministro. A firmarla e a inviarla a Downing street è stato il National audit
office, organismo indipendente che controlla i conti dell'amministrazione
centrale. Gordon Brown, salutato in ottobre come il salvatore del sistema
finanziario e ispiratore della più efficace cura per traghettare il pianeta
oltre il credit crunch, sta vivendo giorni di passione. Ha cominciato Lord
Turner, presidente della Financial service authority, liquidando il light touch
alla regolamentazione dei mercati finanziari, fortissimamente voluto da Brown
nelle vesti di Cancelliere dei Governi Blair, come un reliquia. Ha continuato
ieri il National audit office con il rapporto sulla nazionalizzazione di
Northern Rock, la prima pietra dello smottamento finanziario britannico.
Nessuna contestazione all'acquisto della banca, molte, invece, a quanto ha
fatto da corollario a un esito scontato. Già nel 2004, sostiene l'inchiesta, la
struttura tripartita - Banca d'Inghilterra, Financial service authority, Tesoro
- che l'allora Cancelliere aveva creato per agire sul sistema bancario in caso
di crisi, mostrava d'essere inadeguata. Le segnalazioni a Brown erano rimaste
inascoltate. Per questo la risposta delle autorità alla crisi di Northern Rock
è stata impacciata. «Il Tesoro non aveva personale adeguato sufficiente - si
legge nell'indaginee si è affidato a consulenti esterni». Fra cui Goldman Sachs
che aveva diritto a una remunerazione correlata al successo dell'operazione.
«Il problema è - scrivono i revisori che nel contratto non era nemmeno definito
quale sarebbe stato un esito di successo». Dopo la nazionalizzazione, Goldman
ha evitato di riscuotere. Le accuse più gravi sono però al Brown premier e al
suo successore al Tesoro, Alistair Darling. I revisori hanno infatti svelato
che Northern Rock quando era già tenuta in vita dalla Banca d'Inghilterra
continuava a erogare mutui del 125% del valore
dell'immobile. Come dire: all'apice bolla immobiliare
dava anche i soldi per la ristrutturazione nonostante stesse per portare i
libri in tribunale. E lo ha fatto fino alla nazionalizzazione. Brown è stato
seppellito di accuse. La strategia di gestione e uscita dalla crisi è
essenziale per valutare la salute politica del leader del Paese più colpito,
in Europa, dal credit crunch. Il G-20 sarà un test importante, ma il rinculare
sul tema dello stimolo fiscale dalle posizioni più filoamericane a quelle
europee, non è stata una scelta di Brown, ma un ripiego, dinanzi al
ridimensionarsi della linea anglosassone. Anche Darling pare scostarsi dal
premier distanziandosi da ogni difesa delle " regole morbide" per i
mercati, peraltro ormai archiviate. Sarà proprio sulle regole che il premier si
giocherà un altro pezzo della sua scarsissima popolarità. Nella Ue si afferma
la volontà di creare un'istituzione capace di dare linee guida comuni per i
mercati europei. Ma il modello proposto da Jacques de Larosiere e sostenuto da
Francia e Germania, va molto oltre le ambizioni inglesi. Il rapporto Turner, infatti,
ha punti in comune con quello di Larosiere, ma si ferma assai prima. Per Brown
questa partita è essenziale. Sul piatto con le regole future dei mercati
finanziari c'è anche il destino della City di Londra. E Downing street sa bene
che nessun premier può permettersi di compromettere la pietra angolare del
sistema economico nazionale. MANCATO CONTROLLO L'istituto ha continuato a
concedere mutui per il 125% del valore delle case
quando già era sostenuto dalla Banca d'Inghilterra
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: CASA E CASE data: 2009-03-21 - pag: 18 autore: Svizzera. La capitale
delle banche si è aggiudicata il titolo di città mondiale con la miglior
qualità della vita A Zurigo case in cassaforte La
contrazione del mercato non coinvolge il centro finanziario Antonio Schembri
Con le sue banche e la sua Borsa valori, la quarta più importante a livello
mondiale, Zurigoè il principale motore finanziario della Svizzera. Ma sarebbe
un errore inquadrare il più popoloso centro elvetico (circa 380mila abitanti)
nel tradizionale cliché di perbenismo, convenzionalità e riservatezza che
qualifica le città dei Cantoni. La ragione non sta soltanto nell'impressione di
grande agiatezza economica che potrebbero per esempio suscitare gli edifici
signorili e i tanti negozi lussuosi disseminati nell'area urbana, in
particolare lungo la Banhofstrasse, la strada che dalla stazione segue il
percorso delle antiche mura cittadine e il cui sottosuolo è attraversato dai
caveau di molti istituti bancari. Zurigo riveste infatti anche un ruolo di
capitale culturale innovativa e modaiola, capace di sorprendere con il suo mix
di dinamismo ed elevata vivibilità. Ad affermarlo non sono soltanto gli
svizzeri che ci abitano, ma anche i molti stranieri che, come rileva anche una
ricerca di Scenari Immobiliari sulle principali 20 città europee, ormai costituiscono
il 30% dei residenti. Un'ulteriore conferma è inoltre arrivata nel 2008 con il
riconoscimento di Zurigo come città con la migliore qualità della vita del
mondo, assegnato per il settimo anno consecutivo dalla società americana
Mercer, specializzata in ricerche demografiche. Zurigo è prevalsa su 215 grandi
città del mondo valutate in base a 39 parametri. Tra quelli in cui Zurigo è
prevalsa con ampio margine, il sistema dei trasporti urbani e la gestione della
raccolta dei rifiuti. Un quadro che alimenta anche l'interesse degli
investitori stranieri ad acquistarvi un immobi-le, sebbene si tratti di
un'operazione di non così facile attuabilità. La legislazione svizzera vieta
infatti l'acquisto di proprietà immobiliari ai non residenti nella Confederazione
elvetica. Secondo gli analisti del settore real estate, l'arrivo anche nel
Paese degli orologi di un raffreddamento del mercato a causa dall'attuale crisi
economica internazionale, non dovrebbe incidere in maniera sensibile sulla
domanda e i prezzi di Zurigo. Secondo il report 2009 curato dal Credit Suisse, il
comparto residenziale è ancora lontano dal rischio di una bolla immobiliare. La ragione sta nel trend di crescita del reddito medio delle
famiglie svizzere, rispetto a quello dei prezzi delle
abitazioni: «Dall'inizio degli anni Novanta in tutto il Paese il reddito medio
delle economie domestiche è cresciuto del 30%, mentre il costo degli
appartamenti e delle case unifamiliari è aumentato in
termini reali rispettivamente del 25% e del 17%», specifica Thomas Rieder, tra
i responsabili dell'ufficio ricerche economiche della banca zurighese. Anche e
soprattutto a Zurigo, quindi, la domanda si manterrà alta. «A causa della
scarsa offerta i prezzi rimangono in tensione e,come
da tradizione,molto salati – afferma Urs MÜller, responsabile d'area del
network immobiliare Engel&VÖlkers –. Nel 2008 le
quotazioni al metro quadro sono aumentate fra il 3 e il 7% rispetto all'anno
precedente». Sempre a detta dei professionisti locali del mattone la domanda immobiliare di Zurigo è molto variegata. «Sono ricercati gli
appartamenti con almeno 4 stanze, anche se la maggioranza degli scambi adesso
si basa su appartamenti bi o trivani» dice Patric KÜhn, tra i responsabili
locali del gruppo Vivaldo Properties. Ma sono molto richieste anche le ville di
lusso e di dimensioni ampie, il cui prezzo di partenza non è mai inferiore ai
15 milioni di franchi (oltre 10milioni di euro) e talvolta supera anche i 40
milioni di franchi (circa 26 milioni di euro)». Il divario fra domanda e
offerta si allarga se la ricerca di una casa si concentra nelle zone più amene
e appetite della città: dal quadrante collinare di ZÜrichberg (il più
panoramico e caro), al sottostante centro città, o nelle zone di Seefeld e
Enge, a poca distanza dal Lago. Banche e tram. L'efficiente sistema dei
trasporti pubblici (nella foto, una fermata in Banhofstrasse) contribuisce a
rendere Zurigo la città con la miglior qualità della vita GETTYIMAGES
( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 69 del 2009-03-21
pagina 6 Piano casa, ecco il decreto del governo Berlusconi: "L'Europa
vuole copiarci" di Gian Battista Bozzo Parola per parola vi presentiamo il
testo che sarà portato al Consiglio dei ministri. Il premier: "Tutta
l'Europa vuole copiarci il piano casa". I Comuni hanno solo 30 giorni per
imporre "ulteriori modalità" sul piano tecnico. Privilegiata la
bioedilizia. Prima abitazione, sconto del 50% sulle imposte locali. Tutto su:
ampliamenti, vantaggi, procedure, divieti. Regioni rosse: governatori sulle
barricate Roma - «Quando l?edilizia va, tutto va». La ricetta del governo - un
piano casa per rilanciare l?economia - non dispiace persino a Nomisma, il
centro studi e ricerche fondato da Romano Prodi. è una ricetta che presenta
«indubbi vantaggi», si legge nel rapporto sul mercato immobiliare
reso noto ieri. Si tratta, spiega Nomisma, di innescare «in modo diffuso e
compatibile le attività della filiera costruzioni-immobiliare»,
che in Italia occupa direttamente 2 milioni e 40mila unità (quasi 4 milioni con
l?indotto) e che contribuisce alla formazione del Pil in musura superiore al
12%. «Il piano bisogna conoscerlo meglio - spiega il presidente di Nomisma,
Gualtiero Tamburini - ma l?idea che si rimetta in moto un circolo virtuoso è
positiva e condivisibile». Del resto, la fotografia del mercato immobiliare scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel
2009 i prezzi delle case nel nostro Paese potrebbero
scendere dell?8,5%, «il calo più rimarchevole registrato dal
( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 69 del 2009-03-21
pagina 6 Piano casa, Berlusconi: l'Europa vuole copiarci di Gian Battista Bozzo
Vi presentiamo il testo che sarà portato al Consiglio dei ministri. Il premier:
"Tutta l'Europa vuole copiarci il piano casa". I Comuni hanno solo 30
giorni per imporre cambiamenti. Privilegiata la bioedilizia. Prima abitazione,
sconto del 50% sulle imposte locali. Tutto su: ampliamenti, vantaggi,
procedure, divieti. Regioni rosse: governatori sulle barricate Roma - «Quando
l?edilizia va, tutto va». La ricetta del governo - un piano casa per rilanciare
l?economia - non dispiace persino a Nomisma, il centro studi e ricerche fondato
da Romano Prodi. è una ricetta che presenta «indubbi vantaggi», si legge nel
rapporto sul mercato immobiliare reso noto ieri. Si
tratta, spiega Nomisma, di innescare «in modo diffuso e compatibile le attività
della filiera costruzioni-immobiliare», che in Italia
occupa direttamente 2 milioni e 40mila unità (quasi 4 milioni con l?indotto) e
che contribuisce alla formazione del Pil in musura superiore al 12%. «Il piano
bisogna conoscerlo meglio - spiega il presidente di Nomisma, Gualtiero
Tamburini - ma l?idea che si rimetta in moto un circolo virtuoso è positiva e
condivisibile». Del resto, la fotografia del mercato immobiliare
scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi
delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più
rimarchevole registrato dal
( da "Giornale.it, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 69 del 2009-03-21
pagina 6 "Piano casa": ecco il decreto di Gian Battista Bozzo Vi
presentiamo il testo che sarà portato al Consiglio dei ministri. Berlusconi:
"Tutta l'Europa vuole copiarci". Privilegiata la bioedilizia. Prima
abitazione, sconto del 50% sulle imposte locali. Leggi il testo del decreto.
Regioni rosse: governatori sulle barricate Roma - «Quando l?edilizia va, tutto
va». La ricetta del governo - un piano casa per rilanciare l?economia - non
dispiace persino a Nomisma, il centro studi e ricerche fondato da Romano Prodi.
è una ricetta che presenta «indubbi vantaggi», si legge nel rapporto sul
mercato immobiliare reso noto ieri. Si tratta, spiega
Nomisma, di innescare «in modo diffuso e compatibile le attività della filiera
costruzioni-immobiliare», che in Italia occupa
direttamente 2 milioni e 40mila unità (quasi 4 milioni con l?indotto) e che
contribuisce alla formazione del Pil in musura superiore al 12%. «Il piano
bisogna conoscerlo meglio - spiega il presidente di Nomisma, Gualtiero
Tamburini - ma l?idea che si rimetta in moto un circolo virtuoso è positiva e
condivisibile». Del resto, la fotografia del mercato immobiliare
scattata da Nomisma è indubbiamente buia. Nel 2009 i prezzi
delle case nel nostro Paese potrebbero scendere dell?8,5%, «il calo più
rimarchevole registrato dal
( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
I
prezzi delle case calati del 4% "Colpa dei
mutui difficili e costosi" Mercato immobiliare l'analisi di
Nomisma Per flessione siamo secondi in Italia Per la prima volta da dieci anni
a questa parte i prezzi delle case scendono.
Almeno nelle 13 città di media dimensione sulle quali si è concentrata
l'analisi di Nomisma, che, nell'ultimo anno, ha rilevato una flessione di circa il 2% (da
febbraio
( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 5 - Cecina In
calo i prezzi delle case sulla costa A Solvay si passa
da
( da "Tirreno, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 3 - Pontedera
Nemmeno la crisi fa calare i prezzi Quotazioni
stazionarie, il mercato vive un momento di stasi PONTEDERA. Il mercato immobiliare risente della crisi e vive, secondo gli addetti
ai lavori un momento di stasi. Traballa la compravendita, ristagna la richiesta
ma i prezzi delle case, senza distinzione fra nuovo ed
usato, rimangono fermi, non crollano. E se a volte subiscono una flessione,
questa è nella maggior parte dei casi il risultato di una situazione
d'emergenza. «Ci sono due tipologie di venditori - spiega Antonio Spina,
titolare dell'agenzia immobiliare Aia - le imprese di
costruzione e i privati. Le prime, se sono ditte stabili, con alle spalle anni
di esperienza, mantengono inalterate le cifre delle proprie costruzioni.
Possono diminuire i prezzi invece quelle aziende nate
da poco, sulla scia del boom edilizio dell'ultimo periodo, che sono le prime a
soffrire la difficoltà del settore. Per quanto riguarda poi i privati, può
succedere che si trovino costretti a vendere il loro usato, perchè magari si
sono già impegnati in un altro acquisto. Nel caso specifico, dovendo far fronte
urgentemente ad un bisogno, possono decidere di abbassare il prezzo della loro
prima proprietà». Dello stesso parere anche Paolo Calloni, proprietario de Il Corso,
che aggiunge, analizzando il periodo non proprio felice del mattone: «gli atti
di compravendita fotografano un mercato del passato» spiega Calloni. «In
agenzia oggi stiamo perfezionando atti di acquisti su compromesso avvenuti
anche due anni fa. Nell'ultimo periodo il dato è progressivamente peggiorato e
in zone periferiche, come Ponsacco o Santa Maria a Monte
possiamo trovare degli invenduti con un prezzo ribassato del 10, 15 e a volte
20%. Comunque, conviene ancora investire negli immobili perchè, male che vada,
continueranno a mantenere sempre il loro valore". Il costo delle case poi si differenzia, in primo luogo, in base alla zona dove si
trovano. E i luoghi più ambiti, che rimangono quelli della Bellaria,
delle villette vicino allo Stadio e il centro storico, «essendo i più
richiesti, risentono della crisi in maniera minore. Altre zone invece, come La
Borra e Il Romito, iniziano a soffrire la diminuzione di prezzo», dice ancora
Spina. Per vendere l'immobile allora la variabile chiave è la qualità. «A
reggere meglio la situazione difficile - conferma Calloni - è la fascia del
mercato di prestigio, quella delle ville e delle costruzioni grandi, curate e
ricercate». Le richieste maggiori arrivano come sempre dalle coppie in cerca
della prima casa e «soprattutto loro vengono colpite da edifici nuovi,
appetibili, che non necessita di ristrutturazione», ribadisce Luca Boddi,
dell'agenzia Il Ponte. «In realtà, questo - continua Boddi - sarebbe un momento
propizio per comprare. I mutui bassi e un margine di trattativa un po' più
ampio del solito permetterebbero dei buoni affari. Invece, la tendenza attuale
è quella di aspettare». «La diminuzione della domanda porta con sé - conclude
Spina - maggiori opportunità di scelta. Fino a giugno 2008 erano poche le offerte
immobiliari, oggi si sono moltiplicate». Paola Silvi
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
SALVATORE DE NAPOLI
Nocera Inferiore. Diminuiscono anche del 20% i prezzi delle
case in città. In calo pure il numero di quelle vendute, soprattutto se
sono all'interno di fabbricati con più di 20-30 anni di vita. Sostanzialmente
tiene il mercato del «lusso», dei fitti e quello commerciale. Questa la
fotografia del mondo immobiliare nocerino, dopo il
secondo semestre 2008, tra i peggiori degli ultimi anni, e dei primi due mesi
del 2009. Una diminuzione di prezzi e vendite causato dalla crisi economica e dalle difficoltà di
ricevere un mutuo dalle banche, ma frutto anche della bolla speculativa
che tra la fine degli anni novanta e i primi di quelli del duemila ha fatto
lievitare alle stelle il costo degli immobili. E così, oggi, il prezzo degli
appartamenti sta scendendo velocemente, e scenderà ancora, verso una soglia più
il linea con la realtà. In verità, già nel 2005, dalle colonne de Il
Mattino, alcuni agenti immobiliari della città avevano sottolineato come il
mercato stesse fermandosi e contraendosi a causa proprio del costo delle case troppo alto. In questi ultimi sette-otto mesi si è
registrato un calo dei prezzi degli appartamenti del
15-20%. Se la tipologia «tre stanze» degli appartamenti rimane ancora ambito e
quindi c'è un discreto mercato che ha subito solo una lieve flessione, la
vendita di case da quattro o cinque stanze è crollata
anche del 25%. Gli acquirenti, giustamente, prediligono inoltre abitazioni
all'interno di stabili costruiti dopo il terremoto del 1980, non solo per la
loro maggiore sicurezza, ma spesso anche per una più gradevole estetica dei
fabbricati e perché non è necessario dover affrontare ulteriori e notevoli
spese per una ristrutturazione. In lievissimo calo il mercato del lusso, ville,
attici o appartamenti nuovissimi in bei palazzi del centro, questi ultimi
valutati anche attorno ai 5-6.000 euro al metro quadrato. Al centro, i prezzi degli appartamenti vanno dai 1.700 ai 2.100 euro al
metro quadrato (nel 2005 era in media 2.500 euro), nelle zone semicentrali si
scende anche attorno ai 1.400 euro. Le case nei
palazzi con meno di 30 anni di vita e dotati di garage e altri servizi costano
sui 2.100-2.300 euro al metro quadrato contro anche i 3.000 euro che
raggiungevano nel 2005. Tutto sommato tiene il mercato dell'immobile destinato
ad uso commerciale e anche quello dei fitti (sempre che i prezzi
siano ragionevoli): 500 euro al mese costa affittare tre camere al centro,
400-450 euro in periferia (per ogni stanza in più si potranno aggiungere
massimo 100 euro).
( da "Tirreno, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 11 - Livorno
Prezzi delle case in calo in centro e a nord Ecco i
valori aggiornati ufficiali forniti dal Catasto, regge solo la zona sud
LIVORNO. Si era intuito che i prezzi delle
compravendita erano in calo. Ma ora arriva la conferma ufficiale dello
"sboom" del mattone. Sono stati resi noti, la scorsa settimana, i valori immobiliari dell'Omi - l'osservatorio del mercato immobiliare costituito presso l'agenzia del territorio - relativi al secondo
semestre del 2008, che fotografano i prezzi a cui si
sono conclusi gli affari immobiliari. Ebbene, per quanto riguarda le abitazioni
a Livorno si è comprato a prezzi inferiori fino al 20% rispetto
allo stesso periodo dell'anno precedente (il 2007). Non mancano, però,
zone dove i valori hanno retto (quelle più pregiate e quelle di espansione,
come la Scopaia e la Leccia). I valori immobiliari aggiornati sono riportati
zona per zona nelle tabelle che pubblichiamo nella pagina. Segnaliamo il calo
dei prezzi in centro, dove - per abitazioni civili in
condizioni standard - si è passati da 2300-2900 euro al mq a 2000-2800 euro al
mq. Prezzi in picchiata anhe nei quartieri Garibaldi, Pontino e San Marco: da
2200-2800 euro al metro quadrato a 2000-2600 euro, e nella zona che va da
piazza Roma a Corso Mazzini passando per via Roma e via Marradi (da 2500-3000
euro a 2300-2800 euro al mq). In generale, è tutta la zona centrale e nord ad
aver accusato il calo dei prezzi: a Sorgenti, Corea e
Shangai si è passato da 1900-2600 euro a 1700-2500 euro. I valori immobiliari
sono rimasti invariati solo a Leccia-Scopaia-Salviano, ad Ardenza-Antignano e a
Montenero.
( da "Velino.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Bankitalia: mercato case in crisi, giù prezzi e compravendite Roma, 23 mar (Velino) - Nel quarto
trimestre 2008 il mercato immobiliare ha mostrato un
peggioramento congiunturale. Prevalgono nettamente le indicazioni di riduzione
dei prezzi e di aumento del numero degli incarichi a
vendere ancora da evadere. Anche per il trimestre in corso il quadro rimane
sfavorevole, nonostante un?attenuazione della tendenza flettente dei prezzi. è quanto emerge dal 'Sondaggio congiunturale sul
mercato delle abitazioni in Italia', condotto congiuntamente dalla Banca
d?Italia e da Tecnoborsa. Al rapporto hanno partecipato 1.009 agenti che hanno
fornito informazioni sull?attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (ottobre-dicembre 2008), nonché
sulle prospettive del settore per il futuro. Ecco i principali risultati.
PREZZI DELLE ABITAZIONI: Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli immobili residenziali sono risultati in calo
rispetto ai tre mesi precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie;
un?esigua minoranza degli operatori (2,8 per cento) ha dichiarato un aumento.
Le valutazioni degli agenti segnalano una più diffusa tendenza al ribasso nelle
regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane
(il cui capoluogo ha più di 250 mila abitanti). NUMERO DI COMPRAVENDITE: Circa
due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto
trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est
(74,7 per cento), inferiore in quelle del Centro (59,9 per cento). Nel
complesso il numero delle compravendite tramite l?intermediazione degli agenti
è nell?ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza negativa
in linea con le rilevazioni dell?Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI). Le
abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in
tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono
le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq); in tutte le città si
riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e relativamente
ad alloggi liberi, non di lusso e già abitabili. (segue) INCARICHI A VENDERE:
Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno il numero complessivo
di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato rispetto a tre mesi
prima (contro una quota del 15 per cento che dichiara una riduzione); la
percentuale risulta inferiore nelle regioni del Nord Ovest e superiore in
quelle del Nord Est. Nel complesso del paese, tale rialzo riflette, da un lato,
l?aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente,
per il 38,5 per cento degli operatori (contro il 24,4 che li vede in
diminuzione); dall?altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su
incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel
corso del periodo di riferimento spiccano sia l?assenza di proposte di acquisto
a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati
(64,7 per cento delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi
ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3 per cento). Secondo una quota
rilevante degli agenti (47 per cento) vi contribuirebbero anche difficoltà
dell?acquirente a reperire fonti di finanziamento. TRATTATIVE E TEMPI DI
VENDITA: Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato
inferiore del 9,5 per cento alla richiesta iniziale del venditore, senza
rilevanti differenze territoriali. Per gli immobili venduti, tra il momento
dell?affidamento dell?incarico e quello della vendita effettiva sono intercorsi
in media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si
sono allungati rispetto al trimestre precedente. MODALITA' DI FINANZIAMENTO
DEGLI ACQUISTI: L?acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69 per cento
delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il
72 per cento nelle aree urbane e il
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Case,
in Italia prezzi ancora in calo
nel 4° trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita
degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi
precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie; un'esigua minoranza degli
operatori (2,8 per cento) ha dichiarato un aumento. E' quanto si apprende da un
sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle
abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d'Italia e Tecnoborsa.
Le valutazioni degli agenti segnalano una più diffusa tendenza al ribasso nelle
regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane
(il cui capoluogo ha più di 250.000 abitanti). Quanto alle compravendite, circa
due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto
trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est
(74,7 per cento), inferiore in quelle del Centro (59,9 per cento; Tavola 3).
Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli
agenti è nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza
negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare
(OMI). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120
mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove
prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq); in tutte le
città si riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e
relativamente ad alloggi liberi, non di lusso e già abitabili. Relativamente
agli incarichi a vendere, per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso
anno, il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era
aumentato rispetto a tre mesi prima (contro una quota del 15 per cento che
dichiara una riduzione); la percentuale risulta inferiore nelle regioni del
Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est. Nel complesso del paese, tale
rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel
trimestre rispetto al precedente, per il 38,5 per cento degli operatori (contro
il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica
delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli
incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza
di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta
ritenuti troppo elevati (64,7 per cento delle agenzie), sia proposte di
acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore
(52,3 per cento). Secondo una quota rilevante degli agenti (47 per cento) vi
contribuirebbero anche difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di
finanziamento. Per la tempistica,si rileva che tra il momento dell'affidamento
dell'incarico e quello della vendita effettiva dell'immobile sono intercorsi in
media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i tempi di vendita si
sono allungati rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre il prezzo
effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5 per cento alla richiesta
iniziale del venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Le prospettive
del mercato in cui operano le agenzie indicano, per il primo trimestre del
2009, una maggioranza di pessimisti. Una larga maggioranza degli agenti (77 per
cento) ha giudicato "sfavorevoli" le condizioni prevalenti sul
mercato immobiliare di riferimento; tale indicazione è
omogenea a livello geografico. Per il 45 per cento delle agenzie, all'inizio di
quest'anno il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato
rispetto al trimestre precedente, mentre una quota del 35 per cento si
attendeva un aumento. Per lo stesso periodo il 65 per cento degli operatori
prevedeva una riduzione dei prezzi delle case, contro
una quota del 34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese "in
aumento" e "in diminuzione" (-31 punti percentuali) è di entità
inferiore a quello corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel
quarto trimestre del 2008 (-51 punti; Figura 1), segnalando un'attenuazione
dell'orientamento al ribasso dei prezzi. La situazione
generale del mercato nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in
peggioramento per il 61 per cento degli agenti; sugli orizzonti più distanti
(due anni) prevalgono invece attese di miglioramento (45 per cento). 23/03/2009
- 15:45
( da "KataWebFinanza" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Case,
in Italia prezzi ancora in calo
nel 4 trimestre (Teleborsa) - Roma, 23 mar - Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita
degli immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi
precedenti per il 57,6 per cento delle agenzie; un'esigua minoranza degli
operatori (2,8 per cento) ha dichiarato un aumento. E' quanto si apprende da un
sondaggio congiunturale presso gli agenti immobiliari sul mercato delle
abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d'Italia e Tecnoborsa.
Le valutazioni degli agenti segnalano una pi diffusa tendenza al ribasso nelle
regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree urbane
(il cui capoluogo ha pi di 250.000 abitanti). Quanto alle compravendite, circa
due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del quarto
trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord Est
(74,7 per cento), inferiore in quelle del Centro (59,9 per cento; Tavola 3).
Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione degli
agenti nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della tendenza
negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare
(OMI). Le abitazioni pi vendute sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120
mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del Centro, dove
prevalgono le transazioni di alloggi pi piccoli (fino a 70 mq); in tutte le
citt si riscontra un maggior numero di scambi nelle zone semi-centrali e
relativamente ad alloggi liberi, non di lusso e gi abitabili. Relativamente
agli incarichi a vendere, per quasi met degli agenti, alla fine dello scorso
anno, il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era
aumentato rispetto a tre mesi prima (contro una quota del 15 per cento che
dichiara una riduzione); la percentuale risulta inferiore nelle regioni del
Nord Ovest e superiore in quelle del Nord Est. Nel complesso del paese, tale
rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel
trimestre rispetto al precedente, per il 38,5 per cento degli operatori (contro
il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica
delle vendite su incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli
incarichi a vendere nel corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza
di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta
ritenuti troppo elevati (64,7 per cento delle agenzie), sia proposte di
acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore
(52,3 per cento). Secondo una quota rilevante degli agenti (47 per cento) vi
contribuirebbero anche difficolt dell'acquirente a reperire fonti di finanziamento.
Per la tempistica,si rileva che tra il momento dell'affidamento dell'incarico e
quello della vendita effettiva dell'immobile sono intercorsi in media quasi 7
mesi; per oltre la met degli operatori, i tempi di vendita si sono allungati
rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di
vendita risultato inferiore del 9,5 per cento alla richiesta iniziale del
venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Le prospettive del mercato
in cui operano le agenzie indicano, per il primo trimestre del 2009, una
maggioranza di pessimisti. Una larga maggioranza degli agenti (77 per cento) ha
giudicato "sfavorevoli" le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare di riferimento; tale indicazione omogenea a
livello geografico. Per il 45 per cento delle agenzie, all'inizio di quest'anno
il numero di nuovi incarichi a vendere sarebbe rimasto invariato rispetto al
trimestre precedente, mentre una quota del 35 per cento si attendeva un
aumento. Per lo stesso periodo il 65 per cento degli operatori prevedeva una
riduzione dei prezzi delle case, contro una quota del
34 che ne prevedeva un aumento; il saldo tra attese "in aumento" e
"in diminuzione" (-31 punti percentuali) di entit inferiore a quello
corrispondente ai giudizi sulle variazioni registrate nel quarto trimestre del
2008 (-51 punti; Figura 1), segnalando un'attenuazione dell'orientamento al
ribasso dei prezzi. La situazione generale del mercato
nazionale all'inizio del 2009 viene giudicata in peggioramento per il 61 per
cento degli agenti; sugli orizzonti pi distanti (due anni) prevalgono invece
attese di miglioramento (45 per cento). 23/03/2009 - 15:45
( da "Wall Street Italia" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Casa/ Bankitalia:
Mercato in crisi, giù prezzi e compravendite di Apcom
Il 69% acquirenti accendono un mutuo ipotecario -->Roma, 23 mar. (Apcom) -
Mercato immobiliare in crisi: nel quarto trimestre
2008 i prezzi di vendita delle case
sono risultati in calo, così come le compravendite. Si allungano i tempi di
vendita e le prospettive per il primo trimestre 2009 rimangono "sfavorevoli".
E' quanto emerge dai risultati del sondaggio congiunturale presso gli agenti
immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da
Banca d'Italia e Tecnoborsa. Nel quarto trimestre del 2008, si legge sul nuovo
supplemento al bollettino statistico di Bankitalia, il mercato immobiliare "ha mostrato un peggioramento
congiunturale": prevalgono nettamente le indicazioni di riduzione dei prezzi e di aumento del numero degli incarichi a vendere
ancora da evadere. Anche per il trimestre in corso il quadro rimane
sfavorevole, nonostante un'attenuazione della tendenza flettente dei prezzi". Per il prossimo biennio le attese degli
operatori "segnalano un miglioramento". PREZZI DELLE ABITAZIONI - Nel
quarto trimestre del 2008 i prezzi di vendita degli
immobili residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti
per il 57,6% delle agenzie, con una più diffusa tendenza al ribasso nelle
regioni del Nord Est e, in tutte le ripartizioni geografiche, nelle aree
urbane. NUMERO DI COMPRAVENDITE - Circa due terzi degli operatori hanno venduto
almeno un immobile nel corso del quarto trimestre del 2008, con una incidenza
superiore nelle regioni del Nord Est (74,7%), inferiore in quelle del Centro
(59,9%). Nel complesso il numero delle compravendite tramite l'intermediazione
degli agenti è nell'ordine di 143 mila, segnalando una prosecuzione della
tendenza negativa in linea con le rilevazioni dell'Osservatorio sul Mercato
Immobiliare (Omi). Le abitazioni più vendute sono quelle di media dimensione
(tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad eccezione delle regioni del
Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi più piccoli (fino a 70 mq).
INCARICHI A VENDERE - Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno
il numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato
rispetto a tre mesi prima. Questo rialzo riflette, da un lato, l'aumento dei
nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al precedente, per il 38,5%
degli operatori (contro il 24,4 che li vede in diminuzione); dall'altro,
rispecchia la debole dinamica delle vendite su incarichi pregressi. Tra le
cause di cessazione degli incarichi a vendere nel corso del periodo di
riferimento spiccano sia l'assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati (64,7% delle
agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi ritenuti
troppo bassi dal venditore (52,3%). Secondo una quota rilevante degli agenti
(47%) vi contribuirebbero anche difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di
finanziamento. TRATTATIVE E TEMPI DI VENDITA - Nel quarto trimestre il prezzo
effettivo di vendita è risultato inferiore del 9,5% alla richiesta iniziale del
venditore, senza rilevanti differenze territoriali. Per gli immobili venduti,
tra il momento dell'affidamento dell'incarico e quello della vendita effettiva
sono intercorsi in media quasi 7 mesi; per oltre la metà degli operatori, i
tempi di vendita si sono allungati rispetto al trimestre precedente. MODALITÀ
DI FINANZIAMENTO - L'acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69% delle
transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il 72%
nelle aree urbane e il
( da "HelpConsumatori" del 23-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
News CASA. Peggiora
il mercato immobiliare in Italia. Sondaggio Tecnoborsa
per l'ultimo trimestre 2008 23/03/2009 - 16:52 Negli ultimi 3 mesi del 2008 il
mercato immobiliare italiano ha mostrato un
peggioramento congiunturale; i prezzi si sono ridotti
ed è aumentato il numero degli incarichi a vendere ancora da evadere. Anche per
i primi 3 mesi del 2009 il quadro rimane sfavorevole, nonostante la caduta dei prezzi si sia attenuata. Per il prossimo biennio le attese
degli operatori segnalano un miglioramento. E' quanto emerge, in generale, dal
sondaggio condotto da Banca d'Italia e Tecnoborsa, tra metà gennaio e metà
febbraio 2009, presso gli agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in
Italia. Al sondaggio hanno partecipato oltre mille agenti che hanno fornito
informazioni sull'attività di compravendita e sui prezzi
nel quarto trimestre 2008 e sulle prospettive del settore. Dunque
tra ottobre e dicembre 2008 i prezzi di vendita degli immobili
residenziali sono risultati in calo rispetto ai tre mesi precedenti per il
57,6% delle agenzie; solo il 2,8% degli operatori ha dichiarato un aumento. La
tendenza al ribasso è stata più diffusa nelle regioni del Nord Est.
Circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile nel corso del
quarto trimestre del 2008, con una incidenza superiore nelle regioni del Nord
Est (74,7 %), inferiore in quelle del Centro (59,9%). Le abitazioni più vendute
sono quelle di media dimensione (tra 71 e 120 mq) in tutte le aree del Paese ad
eccezione delle regioni del Centro, dove prevalgono le transazioni di alloggi
più piccoli (fino a 70 mq); in tutte le città si riscontra un maggior numero di
scambi nelle zone semi-centrali e relativamente ad alloggi liberi, non di lusso
e già abitabili . Per quasi metà degli agenti, alla fine dello scorso anno il
numero complessivo di incarichi a vendere ancora da evadere era aumentato
rispetto a tre mesi prima. Nel complesso del paese, tale rialzo riflette, da un
lato, l'aumento dei nuovi incarichi acquisiti nel trimestre rispetto al
precedente, per il 38,5% degli operatori (contro il 24,4 che li vede in
diminuzione); dall'altro, rispecchia la debole dinamica delle vendite su
incarichi pregressi. Tra le cause di cessazione degli incarichi a vendere nel
corso del periodo di riferimento spiccano sia l'assenza di proposte di acquisto
a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati
(64,7% delle agenzie), sia proposte di acquisto a prezzi
ritenuti troppo bassi dal venditore (52,3%). Quasi la metà degli agenti crede
che vi contribuiscano anche le difficoltà dell'acquirente a reperire fonti di
finanziamento. Nel quarto trimestre il prezzo effettivo di vendita è risultato
inferiore del 9,5% alla richiesta iniziale del venditore, senza rilevanti
differenze territoriali. L'acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 69%
delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, con un divario tra il
72% nelle aree urbane e il
( da "Corriere.it" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'analisi di
Bankitalia Mercato immobiliare in crisi Giù prezzi e compravendite Negativa al chiusura del 2008. E per
la ripresa bisognerà attendere il prossimo biennio ROMA - Calano i prezzi, ma il mercato immobiliare
stenta a ripartire. Nel quarto trimestre 2008, secondo il sondaggio
congiunturale presso gli agenti immobiliari condotto congiuntamente dalla Banca
d'Italia e Tecnoborsa, i prezzi delle case in vendita
sono risultati in calo, così come le compravendite. Inoltre, si allungano i
tempi necessario a trovare un acquirente per la propria abitazione e le
prospettive per il primo trimestre 2009 rimangono «sfavorevoli». Tanto che
bisognerà aspettare il prossimo biennio per vedere una ripresa del mercato del
mattone. FINE
( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina
1 - Cecina IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi stabili su Marina, in aumento per gli
appartamenti di via Ginori (500 euro) e quelli di via Napoli e via Fucini (300)
Le zone meno care: Cedrino, Masano, San Giuseppe e Le Mandrie
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
nazionale pag. 5
GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO L'ultimo presidente
dell'Urss, Mikhail Gorbaciov, è il primo leader politico russo ad aver varcato
le porte della Casa Bianca per incontrare il nuovo presidente Usa Barack Obama
e il suo vice Joe Biden, rilanciando il disgelo tra i due Paesi. In
contemporanea nello scorso weekend una delegazione Usa è stata a Mosca, sotto
la guida dall'ex segretario di Stato Henry Kissinger. RUSSIA-USA GLI USA
PREPARANO LA STRATEGIA D'USCITA DALL'AFGHANISTAN Il presidente Usa Obama è
pronto ad annunciare una nuova strategia per l'Afghanistan: aumento temporaneo
delle truppe, più impegno sullo sviluppo economico del paese e una strategia di
uscita dal conflitto. Il tutto è stato anticipato agli alleati Nato nella
visita a Bruxelles dell'inviato speciale Usa per l'Afghanistan ed il Pakistan,
Richard Holbrooke. AFGHANISTAN CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI
VINI: CALO FINO AL 50% Anche i vini francesi sono vittime della crisi
economica. E il mercato crolla pure per l'annata più prestigiosa degli ultimi tempi,
quella del 2005. Un premier cru di Bordeaux che si vendeva a più di 1.000
euro la bottiglia fino allo scorso luglio, oggi non costa più di 500 euro. Dopo
la bolla immobiliare esplode in Francia anche quella
del vino. FRANCIA GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER IN VISITA AL CREMLINO
( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 3 - Empoli Prezzi delle case giù del 10%
Rispetto all'anno scorso restano invariati solo quelli delle ville FUCECCHIO.
Comprare casa oggi conviene. Perché le quotazioni del mercato immobiliare hanno subito una leggera flessione. In tutte le zone del
territorio comunale, sia che si voglia comprare un appartamentino nel centro
storico, nella parte alta della città, sia che si opti per una villa in
campagna, al metro quadrato si possono risparmiare diverse centinaia di euro.
Colpa della crisi economica, ma anche di un mercato che aveva raggiunto un po'
ovunque, quotazioni eccezionali. Un appartamento nel cuore di Fucecchio, oggi
costa in media 200 euro al metro quadrato in meno rispetto a sei mesi fa. E se
anche le quotazioni immobiliari fornite dall'Osservatorio dell'Agenzia del
territorio sono leggermente più basse rispetto ai reali prezzi
di mercato, la sostanza non cambia. Chi ha disponibilità economica oggi, può
fare buoni affari. E anche per gli affitti, le quotazioni scendono. Centro
storico. Nella parte alta della città, le quotazioni immobiliari sono sempre
state, rispetto ad altre zone di Fucecchio, più basse. Perché è nei vecchi
appartamenti che si aprono sulle strette vie della città che la comunità di
migranti ha preso casa. E quindi, i prezzi, che sono
dettati dal mercato, sono leggermente più bassi che altrove. Una casa in centro
infatti, costa al metro quadrato, nella sua quotazione massima, almeno cento
euro in meno rispetto alla stessa tipologia di abitazione che si può trovare
nella parte bassa della città. E anche gli affitti, a conti fatti, convengono
di più. Perché nella parte bassa della città, per un appartamento di cento
metri quadrati si possono spendere 750 euro al mese, mentre lo stesso
appartamento nella parte bassa di Fucecchio può costare al mese 790 euro.
Voglia di villa. Chi, nonostante la crisi economica, ha da parte un buon
gruzzoletto da investire in una villa, non ha che l'imbarazzo della scelta.
Perché sia nella zona centrale della città, che in periferia o in aperta
campagna, di soluzioni ce ne sono tantissime. In questo caso, rispetto allo
stesso periodo del 2007 però, il prezzo non è sceso. Per una villa nella zona
centrale di Fucecchio, bisogna essere disposti a spendere dai 1.900 ai 2.500
euro al metro quadrato. valore che scende se la casa dei nostri sogni si trova
alla periferia della città del palio (da
( da "Arena, L'" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Martedì 24 Marzo
2009 NAZIONALE Pagina 6 Brevi RUSSIA-USA GORBACIOV DA OBAMA E HENRY KISSINGER
IN VISITA AL CREMLINO L'ultimo presidente dell'Urss, Mikhail Gorbaciov, è il
primo leader politico russo ad aver varcato le porte della Casa Bianca per
incontrare il nuovo presidente Usa Barack Obama e il suo vice Joe Biden,
rilanciando il disgelo tra i due Paesi. In contemporanea nello scorso weekend
una delegazione Usa è stata a Mosca, sotto la guida dall'ex segretario di Stato
Henry Kissinger. AFGHANISTAN GLI USA PREPARANO LA STRATEGIA D'USCITA
DALL'AFGHANISTAN Il presidente Usa Obama è pronto ad annunciare una nuova
strategia per l'Afghanistan: aumento temporaneo delle truppe, più impegno sullo
sviluppo economico del paese e una strategia di uscita dal conflitto. Il tutto
è stato anticipato agli alleati Nato nella visita a Bruxelles dell'inviato
speciale Usa per l'Afghanistan ed il Pakistan, Richard Holbrooke. FRANCIA CROLLANO I PREZZI DEI GRANDI VINI: CALO FINO AL 50% Anche
i vini francesi sono vittime della crisi economica. E il mercato crolla pure
per l'annata più prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un premier
cru di Bordeaux che si vendeva a più di 1.000 euro la bottiglia fino
allo scorso luglio, oggi non costa più di 500 euro. Dopo la bolla
immobiliare esplode in Francia anche quella del vino.
( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 30 - Commenti
Una scommessa impossibile (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se le notizie che
circolano sono giuste, Tim Geithner, segretario del Tesoro, avrebbe convinto il
presidente Obama a "riciclare" le scelte in merito dell´Amministrazione
Bush ? e specificatamente il piano ribattezzato "cash for trash"
("contanti in cambio di spazzatura"), proposto e poi abbandonato sei
mesi fa dall´allora segretario del Tesoro Henry Paulson. Tutto ciò è ben più
che deprimente. Diciamo pure che mi infonde una sensazione di autentica
costernazione. Dopo tutto, abbiamo appena assistito alla tempesta di fuoco
scatenatasi per i bonus Aig, durante la quale fonti dell´Amministrazione hanno
dichiarato di non saperne nulla, di non poterci fare nulla, e che in ogni caso
la colpa era di qualcun altro. Nel frattempo, l´Amministrazione non è riuscita
a placare i dubbi che l´opinione pubblica nutre su ciò che le banche stanno
effettivamente facendo con i soldi dei contribuenti. Adesso, dunque, Obama a
quanto pare si sarebbe deciso a varare un piano finanziario che, in sostanza,
dà per certo che le banche siano stabili e che i banchieri sappiano quello che
stanno facendo. è come se il presidente si fosse deciso ad avallare la
dilagante percezione di non essere propriamente in sintonia con il suo team di
esperti economici, e che l´ottica di questi ultimi sia, per così dire,
offuscata dai loro rapporti fin troppo stretti con Wall Street. Quando Obama si
renderà conto di dover necessariamente cambiare rotta, il suo capitale politico
potrebbe essere ormai dilapidato. Cerchiamo di far luce sullo stato contingente
dell´economia. In questo momento è frenata dal nostro sistema finanziario
disfunzionale, che è stato paralizzato da ingenti perdite sui titoli garantiti
dai prestiti ipotecari e altri asset. Come gli storici dell´economia vi
potranno sicuramente confermare, non si tratta di una novità, questa non è
diversa da decine e decine di crisi analoghe. Esiste di conseguenza anche una
procedura precisa rispettata nel tempo per affrontare le conseguenze di un
fallimento finanziario di così vasta portata. Le cose funzionano così: il
governo ripristina la fiducia nel sistema facendosi garante di molti (non
necessariamente tutti) i debiti delle banche. Al contempo, assume un controllo
temporaneo delle banche effettivamente insolventi, allo scopo di metterne a
posto i registri contabili. Ciò è quanto la Svezia fece all´inizio degli anni
Novanta, e ciò che noi stessi facemmo dopo la débacle dei risparmi e dei
prestiti in epoca reaganiana. Non c´è niente che ci impedisca di ripetere la
stessa cosa anche adesso. L´Amministrazione Obama, però, come del resto
l´Amministrazione Bush, a quanto pare cerca una via di uscita più facile.
L´elemento che i piani di Paulson e di Geithner hanno in comune è il modo che
hanno di insistere che gli asset negativi sui libri contabili delle banche
valgono molto, molto più di quanto chiunque sia attualmente disposto a pagare
per essi. Di fatto, il loro valore effettivo è talmente alto che se fossero prezzati
come si deve, le banche non sarebbero nei guai. Pertanto, il piano prevede di
utilizzare i capitali dei contribuenti per riportare a livelli
"giusti" i prezzi degli asset negativi.
Paulson aveva proposto che il governo comperasse direttamente tali asset,
mentre Geithner ha presentato uno schema complicato, in base al quale il
governo presta soldi agli investitori privati che poi li usano per rilevare ciò
che devono. L´idea ? dice il consigliere capo per l´economia di Obama ? è di
usare "il know-how del mercato" per individuare il valore degli asset
tossici. Lo schema di Geithner in ogni caso offrirebbe una soluzione a senso
unico: se il valore degli asset sale, gli investitori ne traggono profitto,
mentre se il valore scende, gli investitori possono sentirsi esonerati dai loro
debiti. Insomma, non mi pare che questo significhi davvero lasciar lavorare i
mercati: si tratta soltanto di un modo indiretto e ben camuffato per finanziare
l´acquisto di asset negativi. Lasciando da parte ciò che verrà a costare ai
contribuenti, credo che stia accadendo qualcosa di molto strano. Secondo i miei
calcoli, questa è la terza volta che funzionari dell´Amministrazione Obama
hanno proposto uno schema che in sostanza è una riedizione del piano Paulson,
aggiungendo ogni volta una serie in più di specchietti per le allodole per
poter affermare che stanno di fatto proponendo qualcosa di completamente
diverso. Tutto ciò mi sembra sempre più una vera ossessione. Il problema reale
di questo piano è che non funzionerà. Sì, gli asset problematici potranno
essere in una certa qual misura sottovalutati, ma il fatto è che i dirigenti
del mondo finanziario si sono letteralmente giocati le loro
banche scommettendo che non ci fosse alcuna bolla immobiliare
e ciò che ne conseguiva, ovvero che i livelli senza precedenti di indebitamento
delle famiglie non fossero un problema. Ebbene, hanno perso la loro scommessa,
e nessun importo del giochetto di prestigio finanziario che si ripropongono di
fare adesso (perché, in definitiva, il piano Geithner non è altro che questo)
potrà cambiare questo dato di fatto. A chi sta pensando "perché non
provare e vedere poi che cosa accade?", rispondo che si sta sprecando
tempo: ogni mese che passa e che non riusciamo a risolvere la crisi economica,
si perdono altri 600.000 posti di lavoro. Molto più importante, tuttavia, è il
modo col quale Obama sta dilapidando la sua credibilità. Se questo piano
dovesse fallire ? come quasi sicuramente fallirà ? è improbabile che il
presidente sarà in grado di convincere il Congresso ad approvare un ulteriore
stanziamento di fondi per fare ciò che avrebbe dovuto fare sin dall´inizio. Non
tutto è ancora perduto: l´opinione pubblica vuole che Obama abbia successo, il
che implica che egli può ancora salvare in extremis il suo piano di salvataggio
in extremis delle banche. Peccato che il tempo a disposizione continui a
ridursi? c.2009, The New York Times Traduzione di Anna Bissanti
( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 8 - Lucca I prezzi
delle case non scendono Solo qualche
aggiustamento. E in centro ancora rincari VIAREGGIO. La crisi? Sembra non
esistere. O, al massimo, essere un venticello che non scuote più di tanto il
mercato immobiliare cittadino, che continua nel suo momento di stagnazione su
livelli di prezzo comunque assai elevati. La consueta rilevazione
dell'Osservatorio mercato immobiliare dell'Agenzia
delle Entrate (riferita al secondo semestre dello scorso anno), racconta di
quotazioni che non accennano ad imboccare quella discesa che - con la crisi
finanziaria ormai ampiamente scoppiata - si poteva prevedere. Insomma: girare
per agenzie o spulciare gli annunci sui giornalini non è diventato più facile.
Come dimostra la tabella che pubblichiamo in questa pagina, sono tante le zone
nelle quali le quotazioni sono rimaste invariate. Osservazione tanto più vera
quanto ci si allontana dal centro cittadino: da Migliarina a Varignano fino a
Bicchio e Torre del Lago. Tutti quartieri in cui, nelle ultime rilevazioni, si
era però assistito a un calo assai marcato. E, in casi come Torre del Lago, è
anche necessario ricordare che, negli ultimi anni, i prezzi
avevano raggiunto livelli altissimi, a causa del "boom" immobiliare. Avvicinandoci al centro di Viareggio, ci
fermiamo per un attimo al campo d'Aviazione. Dove, se vale il discorso fatto
per Torre del Lago sui prezzi-monstre raggiunti negli
ultimi anni, va però rilevata una diminuzione delle quotazioni che prosegue
sulla falsariga del primo semestre 2008. Panorama completamente ribaltato,
invece, nella zona più esterna del centro (quella più vicina alla ferrovia) che
marca una controtendenza, soprattutto per quello che riguarda i prezzi degli appartamenti. Da rimarcare che anche nella
rilevazione che riguardava il primo semestre del 2008 questa zona era quella
che faceva segnare gli aumenti più marcati: segno che, per questo tipo di
immobili, c'è ancora disponibile uno spazio di compravendita. Questi rincari
hanno fatto sì, fra l'altro, che si sia ridotta la forbice con le case della zona più a ridosso della Passeggiata. Anche
perché, in questa zona, i prezzi degli appartamenti si
sono ridotti dopo anni di continui rincari. Notazioni a margine. Anche nei casi
di prezzi in calo, è bene notare che si parla di
qualche centinaia di euro al metro quadro: non la classica goccia nel mare, ma
poco ci manca. Anche perché quando le quotazioni facevano segnare un record
dopo l'altro, gli aumenti erano ben più significativi. In secondo luogo, c'è la
questione delle ville. Che, in ben tre zone (compresa quella della Passeggiata)
continuano a far segnare rincari, incuranti della crisi. Segno che anche per
questa nicchia (sicuramente destinata a pochi fortunati, soprattutto in
frangenti come quello attuale) il mercato non si è completamente fermato. Luca
Cinotti
( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Con la nuova via del
Fossetto rivalutata l'area tra Cintolese e Larciano. Boom
di richieste di villette In calo i prezzi delle case Montecatini,
quotazioni simili al resto della Valdinievole MONTECATINI. Prezzi sempre più
bassi (ma per il 2009 è prevista una stabilizzazione), rivalutazione dell'area
tra Cintolese e Larciano (in corrispondenza della nuova variante del Fossetto),
sostanziale uniformità delle quotazioni in Valdinievole (Montecatini, se
si eccettua qualche "resistenza" nella zona nord, non rappresenta più
la punta di diamante del territorio), boom di richieste per unità unifamiliari
(meglio se con giardino). Sono le tendenze del mercato immobiliare
analizzate dal Gruppo Tecnocasa che mostrano il nuovo quadro della
Valdinievole. MECCOLI in Montecatini I SEGUE A PAGINA 1
( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina III - Palermo
A picco la compravendita di immobili Mondello e via
Libertà, prezzi dimezzati I dati degli operatori: da gennaio affari calati del
20 per cento ISABELLA NAPOLI ANCHE a Palermo come nel resto d´Italia i prezzi delle case sono in discesa. Si vendono e si comprano sempre meno case e secondo gli operatori palermitani le compravendite sono calate
nei primi mesi del 2009 del 20 per cento. Dopo 10 anni di bolla immobiliare, la crisi e la stretta creditizia hanno
contribuito all´inversione di rotta. Il calo dei prezzi
tra il 2008 e il 2009 varia a seconda delle zone e in alcuni casi come a
Mondello, ci sono flessioni di oltre la metà del valore iniziale. «Nonostante
questa sensibile contrazione dei prezzi molte case rimangono invendute - spiega Angelo Virga,
amministratore unico di due agenzie Punto Casa, presidente provinciale della
Fimaa Federazione Italiana Mediatori AgentiImmobiliari e amministratore
nazionale della stessa federazione - perché le banche non concedono più mutui.
Le istruttorie sono sempre più lunghe, gli istituti di credito chiedono molte
garanzie e anche chi lavora e ha uno stipendio regolare, non sempre viene
considerato affidabile. Basta che abbia acceso qualche prestito e non ha
possibilità di avere un mutuo». Non solo tempi e procedure si sono allungati,
ma è diminuita anche la quota mutuabile, che difficilmente supera il 60-70 per
cento della casa da comprare. Ecco perché le vendite sono al palo. «Non
riusciamo a vendere un 5 vani nuovo con posto auto a 215 mila euro in corso dei
Mille - racconta Virga - ma anche in zone come Mondello dove fino all´anno
scorso, una villa liberty è andata all´asta a 2 milioni e 600 mila euro, il
mercato è fermo». A Palermo, il numero di compravendite secondo i dati
dell´Agenzia del Territorio elaborati dall´ufficio studi Ubh è diminuito da
6.447 nel
( da "Milano Finanza (MF)" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF sezione: Denaro
& Politica data: 24/03/2009 - pag: 7 autore: di Carmine Sarno secondo
un'indagine di bankitalia e tecnoborsa crollano i prezzi
e le compravendite Mattone in panne anche nel 2009 Nel quarto trimestre del
2008 il 57% degli agenti immobiliari ha denunciato una riduzione del valore
delle operazioni. Male le aspettative dell'anno per
l'andamento del mercato nazionale Crollano i prezzi delle case
e il mercato immobiliare resta fermo al palo. Colpa della crisi e del quadro
congiunturale. Lo scenario è stato tracciato dalla Banca d'Italia, che, insieme
a Tecnoborsa, ha realizzato un'indagine coinvolgendo circa 1.000 agenti
immobiliari. Nel quarto trimestre del 2008 i prezzi
di vendita degli immobili hanno registrato una riduzione per oltre il 57% del
campione intervistato, mentre solo «un'esigua minoranza» (2,8% degli operatori)
ha segnalato un incremento dei valori delle compravendite. Un trend al ribasso
che ha interessato soprattutto le regioni del Nord-est dell'Italia e i grandi
centri abitati (più di 250 mila persone). Segna un forte incremento l'andamento
degli incarichi a vendere ancora da evadere. Per quasi la metà degli agenti il
numero dei mandati era aumentato negli ultimi tre mesi del 2008 rispetto al
trimestre precedente. Solo il 15% degli intervistati, invece, ha segnalato una
riduzione delle operazioni da evadere. Anche in questo caso la maglia nera
spetta al Nord-est (45,9%) seguito dalle aree non urbane del Mezzogiorno.
Secondo Bankitalia-Tecnoborsa, il dato paga sia l'incremento dei nuovi
incarichi acquisiti nel quarto trimestre rispetto al terzo, che la debole
dinamica delle vendite pregresse. Insomma, l'offerta di case
aumenta a fronte di una domanda pressoché assente. A confermare questa tendenza
anche le cause che hanno spinto alla cessazione degli incarichi a vendere. Nel
64,7% dei casi il motivo è stata l'assenza di proposte di acquisto a causa dei prezzi richiesti troppo elevati. Per il 52,3% degli agenti,
invece, il venditore ha rinunciato a cedere l'immobile perché la posta sul
piatto era troppo bassa. A pesare, secondo il 47% degli operatori, anche la
difficoltà da parte dell'acquirente a reperire i fondi necessari per chiudere
l'operazione. Chi compra, lo fa soprattutto ricorrendo all'accensione di un
mutuo ipotecario (69%) e il rapporto tra prestito erogato e valore
dell'immobile è in media pari al 69%. Il tutto contribuisce a dilatare
tempistiche e dinamiche delle trattative: oltre la metà degli intervistati,
infatti, spiega che i tempi di vendita si sono allungati rispetto al terzo
trimestre 2008 e dal momento dell'affidamento dell'incarico a quello della
vendita effettiva in media trascorrono sette mesi. Le prospettive per il
futuro? Secondo gli agenti immobiliari sono nere. Oltre il 77% del campione ha
giudicato «sfavorevoli» le condizioni prevalenti sul mercato immobiliare
per i primi tre mesi del 2009, un dato omogeneo su tutto il territorio
nazionale. I due terzi degli operatori prevedono un'ulteriore riduzione dei prezzi degli immobili. La ripresa del mercato nazionale,
conclude l'indagine, si realizzerà solo nel medio-lungo termine per il 45%
degli operatori.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-24 - pag: 6 autore: «Non siamo un Paese
di serie B» Marcegaglia dopo i rilievi Ue- Ora agire subito sul credito,
aspettiamo soldi veri Marco Alfieri MILANO «Non mi pare si possa essere
paragonati a Grecia, Lettonia o Ungheria, non siamo un Paese di serie B».
Cortese ma netta, da Carate Brianza, agli Stati Generali di Confindustria
Lombardia, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, respinge non senza
un certo italico orgoglio l'allarme debito pubblico lanciato dal commissario
Ue, Joaquin Almunia. «è vero che l'Italia ha un debito pubblico elevato, però
dall'altra parte – spiega Marcegaglia – ha un tasso di risparmio delle famiglie
che non ha eguali in Europa. è poi un sistema industriale che, nonostante la
crisi, per il momento sta tenendo». Proprio così. Sopravvivere nella tempesta
finanziaria globale di questi mesi anticipando la ripresa. Una dicotomia non
certo semplice da affrontare, per il sistema delle imprese. Ma si può fare,
rivendica Viale dell'Astronomia, a patto di accelerare, «perché non è più il
tempo delle promesse ma dei soldi veri», mixando ricette virtuose sia globali
che europee che italiane. «All'incontro preparatorio del G20 di Londra con le
altre confindustrie europee –ha spiegato quindi Marcegaglia parlando ai
colleghi lombardi – si è stilata una serie di proposte che sottoporremo ai
governi: nuova regolamentazione dei mercati finanziari che non passi però per
una restrizione dei requisiti sul credito alle imprese; ripristino della
liquidità oggi bloccata; e rifiuto del protezionismo, che per un paese a tutto
export come l'Italia sarebbe un grosso danno». La crisi ovviamente è globale,
come ripete Marcegaglia, riprendendo il filo della bella analisi del professor
Mario Deaglio, che ha riassunto alla platea le tappe
dell'ondata di crisi partita dagli Usa: l'overdose di denaro a buon mercato
sostenuto dalla Cina, che ha finanziato la bolla immobiliare
e dei consumi americani; la conseguente infezione finanziaria; la sfiducia
reciproca tra le banche; la caduta dei prezzi degli
immobili che creano perdite sui prestiti con garanzia immobiliare,
e quindi buchi nei bilanci delle banche, fino all'effetto domino che esonda e
colpisce l'economia reale. «Per ora siamo arrivati qui», nota Deaglio. «Ma
dobbiamo evitare che la prossima ondata sia di crisi sociale», completa
Marcegaglia. Sarebbe un disastro. «Proprio per questo ci vuole anche un impegno
europeo molto forte. Mentre oggi ogni paese va per conto suo, ad esempio la
Francia». Di più. «Occorre mantenere le regole del mercato interno e sugli
aiuti di stato. L'interesse italiano è che ci sia più Europa economica non
meno, altrimenti vince il nazionalismo di chi ha più soldi pubblici da mettere
nell'economia», ragiona il presidente degli industriali. Ma per Marcegaglia
servono anche misure italiane, nazionali, «perché la crisi sta colpendo
paradossalmente la parte migliore della nostra manifattura, che si è indebitata
per investire, mentre chi vive di monopolio, di sussidi e di spesa pubblica
improdutttiva soffre molto meno, e questo non è accettabile». Di qui poche cose
ma urgenti, da fare subito. «Garantire liquidità al sistema», precisa
Marcegaglia. «Bene in questo senso i Tremonti Bond, ma vigileremo perché i 10
miliardi (120 con la leva) non vengano tesaurizzati negli istituti ma vengano
effettivamente erogati». «Stiamo lavorando per migliorare il rapporto tra
banche e imprese», dirà qualche ora dopo uscendo dal pranzo al Pirellone con il
gotha dell'imprenditoria lombarda e il ministro Tremonti. Poi «varare al più
presto il Fondo di garanzia statale da 1,5 miliardi per le imprese, spendibili
tutti entro il 2009». La detrazione sugli utili reinvestiti per
patrimonializzare le imprese. «Accelerare i pagamenti della Pa sulle future
operazioni e recuperare lo stock pregresso, perché è sempre inaccettabile che
lo Stato non paghi, ma in un momento come questo è odioso». Richiamando anche
le grandi imprese «a non imitare la Pubblica amministrazione, strozzando i piccoli
». E ancora. «Alzare a un milione il tetto alla compensazione tra crediti e
debiti d'imposta che era fissato a 516 mila euro. E cantierare le
infrastrutture, grandi e piccole, derogando al patto di stabilità interno per
quei comuni virtuosi che hanno soldi da spendere ma non possono». Senza
dimenticarsi delle riforme strutturali, per mettere fieno in cascina e
ripartire più forti dopo la crisi, conclude Marcegaglia. «Dai nuovi assetti
contrattuali alla sburocratizzazione, dalla riduzione della spesa pubblica
improduttiva al federalismo, a patto che non voglia dire più più spesa pubblica
e burocrazia». I PAGAMENTI DELLE PA «è sempre inaccettabile che lo Stato non
paghi, ma in questo momento è odioso: accelerare e recuperare lo stock
pregresso»
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-24 - pag: 14 autore: Indagine
Bankitalia. La ripresa solo nel prossimo biennio Immobili, in calo prezzi e vendite Rossella Bocciarelli ROMA Non ha la
dinamica "severa" che ha assunto in altri Paesi, però anche in Italia
il rallentamento del mercato delle case si è
accentuato nell'ultimo scorcio del 2008. E la discesa dei prezzi
del mattone sembra destinata a proseguire nei prossimi mesi, anche se a una
velocità inferiore rispetto all'ultimo trimestre dell'anno scorso,mentre la
ripresa dell'immobiliare arriverà nel biennio, cioè
entro la fine del
( da "Giornale.it, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Il successo
economico non dipende tanto dalle risorse naturali quanto dal grado di
stupidità delle politiche e delle istituzioni di un paese" The logic of
collective action, Mancur Olson (1965) Sembra banale, ma non lo è, soprattutto
in temnpi di crisi. Scritto in citazioni Commenti ( 23 ) » (1 votes, average: 5
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Commenti Invia questo post a un amico 27Feb 09 Obama Il presidente americano ha
capito come mai siamo arrivati a questo punto: è colpa dei ricchi, dei tagli
fiscali e delle multinazionali che inquinano. Ecco perchè la sua finanziaria,
che vale il Pil prodotto in Italia in un anno, prevede aumenti delle imposte
per ricchi e inquinatori. Una ricetta che non mi convince, posto che non mi
sembra convincente gettare al mare trent'anni di politica economica americana.
L'ho scritto in due pezzi sul Giornale a cui rimando. Scritto in Varie Commenti
( 94 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro
© 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Feb
09 Un auto che Bolle L'ipotesi di concedere un aiuto per la rottamazione da
1000 euro e tre anni di bollo gratis è stata bocciata. Si è preferito una
rottamazione da 1500 euro e niente bollo gratis. Sapete qual è la differenza.
Con il bollo gratis si toglieva una tassina ai contribuenti e si dava un
incentivo alle case automobilistiche. Con la
rottamazione più sostanziosa si dà un aiuto maggiore alla fabbrica. Il toro
della crisi si può prendere per le corna keynesiane: lavori pubblici (dunque
soldi che spende lo Stato) e aiuti alle imprese (quattrini che smista lo
Stato). Oppure per le corna liberali: meno tasse per i contribuenti. Purtroppo
la seconda strada non è stata presa da questo governo. Come, per la verità, dai
governi dell'intero pianeta. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 58 ) » (3
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS
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( da "Finanza.com" del 24-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Market
mover: indice prezzi case Us atteso in
calo a gennaio (24 Marzo 2009 - 14:14) MILANO (Finanza.com) - Appuntamento oggi
(ore 15.00) con l'indice S&P/Case-Shiller sui prezzi
delle case al mese di gennaio per testare lo stato di salute del
mercato immobiliare Usa. Il consensus punta su una
contrazione dello 0,9% m/m dal +0,1% fatto registrare a dicembre. Il dato
evidenzia la variazione dei prezzi immobiliari nelle
principali 20 città degli Stati Uniti. A dicembre il calo era stato del 18,55%
a/a. Alla stessa ora è in uscita il Richmond Fed Manifacture Index relativo al
mese di marzo, atteso a quota -51 punti, invariato rispetto al mese precedente.
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