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top ARTICOLI DAL 18 al 23 marzo 2008 #TOP
Samuelson:
Rischiamo un'ondata di fallimenti come quella del 1929 Crisi fino alla ripresa
dei prezzi delle case ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
andrà a segno
finché non ci sarà una stabilizzazione del mercato immobiliare, che sta
all'origine della crisi e resta il principale fattore di contagio. Quando i
prezzi delle case smetteranno di scendere si ristabilirà una certa chiarezza,
perché le perdite saranno realizzate e non più in prospettiva. Allora le
istituzioni finanziare potranno ricapitalizzare o uscire dal mercato.
"la
fed ha seminato il panico la recessione durerà almeno un anno" - eugenio
occorsio ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
"Molto
di più delle due precedenti, del 1992 e del 2001, almeno dodici mesi se non di
più. E alto il rischio che si espanda in Europa: in Spagna e Gran Bretagna
perché hanno anche loro la bolla immobiliare, in Italia per la forza dell'euro
e la debolezza della domanda interna.
<La
crisi americana arriverà in Italia solo di rimbalzo>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
anche se
qualche Paese dovrà inevitabilmente fare i conti con la bolla immobiliare. È il
caso, spiega l'economista, della Gran Bretagna e della Spagna, dove sarà più
difficile "digerire l'enorme quantità di debito di cui sono state
ingozzate le famiglie". Anche in Italia "non saranno rose e fiori, ma
gli effetti saranno di rimbalzo.
Nella
trappola della bolla immobiliare ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Trieste Nella
trappola della bolla immobiliare di Piero Spirito UN LIBRO, UNA CITTA A
Trieste, come in altre città, acquistare una casa, accendere un mutuo, trovare
un appartamento in affitto, è questione che spesso toglie il sonno. Negli
ultimi anni le agenzie immobiliari sono spuntate come funghi, il mercato
sloveno comincia a fare concorrenza,
Per
le banche italiane effetti solo di rimbalzo
( da "Nuova
Ferrara, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
l'impatto
della crisi sarà dunque inferiore, anche se qualche paese dovrà inevitabilmente
fare i conti con la bolla immobiliare. E il caso, spiega l'economista, della
Gran Bretagna e della Spagna, dove sarà più difficile "digerire l'enorme
quantità di debito di cui sono state ingozzate le famiglie".
Nessun
collasso ( da "Tempo, Il"
del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Ammettiamo
pure che la bolla immobiliare si sia sgonfiata. Non esiste nessun istituto al
mondo che impiega la totalità delle sue risorse sui mutui subprime. Alcuni
studi indicano una quota del 15-20 per cento. In sostanza, è una crisi gonfiata
ad arte? C'è sotto qualcosa.
Secondo
Onado per l'Italia in pericolo soltanto la crescita
( da "Corriere
Adriatico" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Complessivamente
però - precisa Onado - l'Europa sta incomparabilmente meglio degli Stati
Uniti". Al di qua dell'Atlantico, dove è meno disinvolto il ricorso a
strumenti finanziari più sofisticati, l'impatto della crisi sarà dunque
inferiore, anche se qualche paese dovrà inevitabilmente fare i conti con la
bolla immobiliare.
OCCORRE
UN PATTO TRA LE GRANDI BANCHE CENTRALI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Lei si
riferisce alla bolla immobiliare? "Non solo. Ai mutui immobiliari, ma
anche a quelli concessi con le carte di credito. Sono rimasto sorpreso che un
Paese sempre consideratosi ai vertici del mondo economico quanto a capacità di
vigilare sui mercati e dove operano le prime società di rating del mondo sia
finito nel vicolo cieco".
La
Fed soccorre Bear Stearns solo per evitare l'effetto domino
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
della bolla
immobiliare statunitense ha fatto un'altra vittima eccellente: due giorni fa,
infatti, la Federal Reserve ha dovuto concedere un consistente finanziamento a
fondo perduto alla banca d'investimento Bear Stearns, che nell'ultimo periodo aveva
perso oltre la metà del suo valore azionario e si trovava quindi in serio
rischio di insolvibilità nei confronti dei suoi clienti.
Brunetta:
Nessun collasso ( da "Tempo, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Ammettiamo
pure che la bolla immobiliare si sia sgonfiata. Non esiste nessun istituto al
mondo che impiega la totalità delle sue risorse sui mutui subprime. Alcuni
studi indicano una quota del 15-20 per cento. In sostanza, è una crisi gonfiata
ad arte? C'è sotto qualcosa.
Prezzi
delle case in frenata ( da "Miaeconomia"
del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
CASA "
Casa news Prezzi delle case in frenata (19/03/2008) Il mercato immobiliare è in
frenata. Secondo quanto emerge dagli ultimi dati dell'Osservatorio immobiliare
dell'Agenzia del Territorio, il secondo semestre del 2007 si è infatti chiuso
con l'arresto della crescita delle quotazioni delle case in quasi tutte le
grandi città italiane.
Crisi
subprime parla giacomo vaciago ( da "Riformista, Il"
del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
governatore
della Fed Greenspan ha tenuto i tassi troppo bassi e ha creato un'enorme bolla
immobiliare. "E adesso va in giro a fare conferenze e a dire che la Fed ha
sbagliato. Forse soffre di amnesia". Il problema, ora, è un altro,
tuttavia rischia di diventare altrettanto grave. Per tamponare gli effetti
dello scoppio della bolla sugli immobili dell'agosto scorso, ragiona
l'economista,
Bernanke?
È sotto shock E non sa se il cavallo berrà
( da "Borsa
e Finanza" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E non è
infatti un caso che gli analisti di Natixis abbiano commentato il giudizio
sulle svalutazioni fatto da S&P's come insufficiente per abbassare la
guardia sul settore finanziario. "Il problema - fa eco l'economista Ed Yardeni
- è che l'epicentro della crisi ruota intorno ai prezzi delle case, le quali
sfortunatamente non smettono di calare".
Vivere
pericolosamente nella crisi cercando una difficile via d'uscita
( da "Opinione,
L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il
ragionamento mostra come vanno le cose con il prezzo delle case che sale: man
mano che il prezzo delle case sale, il debito delle famiglie aumenta, perché il
maggior prezzo degli immobili crea una garanzia che consente l'accensione del
debito stesso. Ora immaginiamo il prezzo della casa scenda.
Dieci
anni boom per il prezzo delle case - fabio calamati
( da "Tirreno,
Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Montecatini
Dieci anni boom per il prezzo delle case Nel 2007 quotazione media a 2.160 euro
al mq. Dal 1998 +63% Le quotazioni sono state spinte in su anche da chi
comprava case per fare un investimento FABIO CALAMATI PISTOIA. Il prezzo medio
delle case in provincia di Pistoia lo scorso anno è stato di 1.
Questo
Bernanke governa il credito o scommette?
( da "Milano
Finanza (MF)" del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
la Fed
introdusse il sostegno finanziario al credito che produsse la bolla
immobiliare. Oggi nessuno è preoccupato per una deflazione, ma la Fed sta
scommettendo pesantemente sul fatto che i prezzi dei beni di consumo e degli
altri principali indicatori dell'inflazione caleranno spontaneamente, favoriti
da un rallentamento dell'economia.
IL
CAPITALISMO RESPONSABILE ( da "Corriere della Sera"
del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il secondo
squilibrio è il prezzo delle case che dal
GLI
STATES ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ecco le
origini delle strabilianti fortune - speculazioni, sì, ma di gran fiuto. La
bolla immobiliare di questi giorni toccherà drammaticamente i piccoli
investitori, ma non, credo, questi grandi valori. Quanto agli acquirenti, sono
quelli cui si accennava sopra: investitori e magnati immobiliari, sceicchi,
membri della famiglia reale saudita,
Profitti
a rischio per le banche italiane nella sforbiciata di Morgan Stanley
( da "Milano
Finanza (MF)" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Il limitato
impatto della crisi di liquidità e della bolla immobiliare ha ulteriormente
accreditato quest'immagine presso la comunità finanziaria internazionale.
"Oggi tuttavia", continua il report, "i profitti risultano
particolarmente vulnerabili a causa delle trasformazioni industriali in atto e
della decelerazione dell'economia nazionale"
Mattone
non fa rima con recessione ( da "Italia Oggi"
del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
accaduto
quindi che per effetto della crisi economica molti investitori siano stati
costretti a rientrare in liquidità svendendo gli appartamenti a prezzi più
bassi di quelli di acquisto", ha spiegato ieri il responsabile
dell'Osservatorio immobiliare di Nomisma, Gualtiero Tamburini, presentando il
rapporto sul mercato del 2007 e le previsioni sul 2008.
I
prezzi delle case li decide il mercato
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
UNA SINGOLARE
VERTENZA I prezzi delle case li decide il mercato RECENTEMENTE gli agenti
immobiliare associati alla FIAIP stanno ricevendo numerose lamentele da parte
dei clienti per quanto concerne l'osservatorio Omi applicato dall'agenzia delle
entrate per accertare i valori degli appartamenti compravenduti.
Prezzi
delle case: Inversione del trend immobiliare in molte zone
( da "Nazione,
La (Prato)" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
BOLLA"
speculativa è finita? Il trend che ha innalzato i prezzi delle abitazioni nei
primi anni del 2000 è al capolinea? Pare proprio di sì. C'è fame di case (come
ha evidenziato il convegno organizzato dal Consorzio pratese cooperative
abitazione e dal corsozio Edilcoop), ma minore disponibilità economica
specialmente per le giovani coppie.
Tecnocasa,
più affitti meno mutui ( da "Tirreno, Il"
del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Una
flessione, quella dei prezzi delle case, che è stata registrata quest'anno dopo
dieci anni di crescita costante. A Prato, il valore al metro quadrato di un
immobile economico usato va dai 1.700 euro del Soccorso ai 2.400 euro che si
deve essere disposti a spendere se si vuol andare ad abitare a Mezzana.
I
prezzi delle case scendono ma non in tutte le città - carlo bartoli
( da "Tirreno,
Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
La tendenza
ribassista si sta comunque allargando I prezzi delle case scendono ma non in
tutte le città CARLO BARTOLI FIRENZE. Dopo anni di boom, il mercato immobiliare
rallenta. La tendenza, da noi già segnalata, della prima parte del 2007, si è
accentuata e dall'inizio di quest'anno le quotazioni sono generalmente in
diminuzione.
Case,
in 7 anni il prezzo è raddoppiato
( da "Tirreno,
Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
andamento dei
prezzi delle case ha seguito la dinamicità del mercato. Ma vive anche di
fenomeni propri della città, che dopo un periodo in cui, fino al 2004-inizi
2005, non aveva di fatto più niente da offrire per quanto riguarda le nuove
costruzioni, con il varo del nuovo piano strutturale e del regolamento
urbanistico ha registrato una ripresa e una corsa all'
Dopo
le banche salvate le famiglie ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 23-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
della Federal
Reserve di correre in aiuto della Bear Stearns, la banca d'investimento
sull'orlo della bancarotta per lo scoppio della bolla immobiliare, sui
principali quotidiani statunitensi si è aperto un dibattito sulla possibilità
che il governo scenda a sua volta direttamente in campo per salvare dal
fallimento le numerose famiglie americane che non riescono più a pagare le
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Samuelson:
"Rischiamo un'ondata di fallimenti come quella del 1929" "Crisi
fino alla ripresa dei prezzi delle case" di ELENA
COMELLI ? MILANO ? "RISCHIAMO un'ondata di fallimenti degna della Grande
Depressione: è una crisi di dimensioni mai viste dopo la Seconda Guerra
mondiale". Il Nobel Paul Samuelson, decano degli economisti americani, è
nato nel 1915 e quindi sa di che cosa parla: ha vissuto sulla sua pelle sia la
Grande Depressione che la Seconda Guerra mondiale. E aveva già previsto diverse
volte su queste pagine i danni derivanti dallo scoppio della bolla
immobiliare che oggi abbiamo sotto gli occhi. Dopo questi ultimi
interventi della Fed, Wall Street sta tentando una stabilizzazione. Ce la farà?
"La stabilizzazione dei mercati finanziari non andrà a
segno finché non ci sarà una stabilizzazione del mercato immobiliare, che sta all'origine della crisi e resta il principale fattore
di contagio. Quando i prezzi
delle case smetteranno di scendere si
ristabilirà una certa chiarezza, perché le perdite saranno realizzate e non più
in prospettiva. Allora le istituzioni finanziare potranno ricapitalizzare o
uscire dal mercato. La fiducia nella solvibilità dei player che
rimarranno in piedi sarà gradualmente ripristinata e la concessione di mutui
ritornerà lentamente alla normalità". Quanto ci metterà il mercato immobiliare a stabilizzarsi? "Potrebbero volerci anche
molti mesi. La bolla immobiliare americana ha raggiunto
il suo picco nella primavera del 2006. Poi i prezzi
hanno cominciato a precipitare rapidamente e da quell'estate centinaia di
migliaia di famiglie hanno dovuto uscire di casa perché non reggevano più il
peso del mutuo. Questo ha creato un eccesso di circa 600mila case
vacanti. I costruttori colti di sorpresa dalla crisi ne hanno aggiunte altre
200mila prima di riuscire a fermarsi. Il numero di case
vacanti rimaste in mano ai costruttori o alle istituzioni finanziarie ha
raggiunto recentemente il suo picco e ora sta declinando. Ma finché non si
procederà a metterle tutte sul mercato, non si potrà sapere a che livello si
fermeranno i prezzi". Ma si riesce a venderle?
"In questi due anni i prezzi sono calati circa
del 60 per cento, ma solo recentemente sono arrivati al punto in cui cominciano
a trovare degli acquirenti. La crescita naturale dei nuclei familiari, insieme
alla richiesta di chi cerca una casa più grande o una seconda casa dovrebbe riuscire
ad assorbirne circa 400mila nel corso del 2008. Il livello dei prezzi probabilmente si stabilizzerà quando il ritmo di
vendita di queste case raggiungerà il massimo, cioè
ben prima dell'esaurimento dell'inventario. Ma quel punto si colloca di qui a un
numero indeterminato di mesi". Nel frattempo ci saranno molti morti e
feriti? "Non c'è dubbio che sarà un bagno di sangue. Il più colpito sarà
l'attuale sistema di valutazione del rischio, che ha fallito nel momento del
bisogno. I mercati finanziari si fondano sulla fiducia nella solvibilità della
controparte. Questa fiducia è stata profondamente scossa". Cos'è andato
storto? "Non sto dicendo che i sistemi correnti di gestione del rischio e
di previsione econometrica non siano ancorati alla realtà effettiva delle cose.
Ma questi modelli non riescono a cogliere completamente il fattore umano, con
le sue risposte istintive che oscillano dall'euforia al panico e si ripetono
generazione dopo generazione senza imparare nulla di nuovo. Le bolle si formano
e scoppiano oggi come nel 18° secolo, quando si sono poste le basi dei moderni
mercati finanziari. Le risposte istintive tendono a essere irrazionali e non
riescono a essere inserite nei modelli degli economisti". - -->.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia La grande
crisi Europa contagiata L'economista Nouriel Roubini: il soccorso di Bernanke
ha salvato i banchieri irresponsabili "La Fed ha seminato il panico la
recessione durerà almeno un anno" Gli Stati Uniti stanno vivendo la
peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione Sarà contagiata
anche l'Europa dove si salveranno solo Germania e Francia che hanno sviluppato
la domanda interna EUGENIO OCCORSIO ROMA - "L'America sta vivendo la
peggior crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione, e quel che è
peggio è che si sta intervenendo con strumenti insufficienti e
inadeguati". Nouriel Roubini, 50 anni, docente di economia internazionale
alla New York University, è uno dei pochissimi economisti chiamato qualche
giorno fa a dare la sua diagnosi e le sue ricette dal Congresso Usa. In
quell'occasione ha espresso il suo pessimismo, e una profezia: almeno due
grosse istituzioni finanziarie finiranno a gambe all'aria. La Bear Stearns è la
prima? "Sì. Vuol sapere quale sarà la seconda? Non c'è che l'imbarazzo
della scelta. Intanto io ho predetto che falliranno due maggiori istituzioni
mentre molte minori già stanno conoscendo lo stesso destino. Ma la cura è
spesso peggiore del male. Pochi giorni fa è uscita la stima che se la Bears
Stearns aveva toxic waste (Roubini chiama così i titoli dall'incerta
composizione e dal più alto rischio, ndr) per il 54,4% del suo capitale, la
Lehman ne aveva per il 53,3. E indovinate cos'è successo subito dopo? La Lehman
ha ricevuto una nuova linea di credito per 2 miliardi di dollari da parte di 40
banche". Sembra una reazione logica. Non doveva essere salvata? "Gli
interventi di soccorso finanziario non risolvono il problema. Diffondono un
panico generalizzato dando nel contempo la garanzia a chiunque che c'è qualcuno
pronto a firmare un assegno in bianco per salvarti. Così vengono avallati i più
incoscienti comportamenti". La Fed però ha a cuore la stabilità del
sistema... "Intendiamoci, al punto in cui siamo è anche logico che si
cerchi di tamponare una situazione che apre il rischio di un meltdown, di un
disastro insomma. Ripeto, la crisi che si sta vivendo è di una gravità
inaudita. Ma non bastano più gli interventi della Fed, i quali ormai si
estendono a qualsiasi istituzione finanziaria e non più solo alle banche
commerciali che sarebbero le uniche sulle quali ha la vigilanza e quindi
un'esatta consapevolezza. Ha visto che la JP Morgan ha pagato 200 milioni per
la Bear Stearns ma ha ricevuto 30 miliardi come fondo di dotazione per
l'emergenza? Significa che la Fed non ha idea di che razza di voragine troverà.
E questo caso rischia di ripetersi ancora e ancora. E' successo qualcosa di
sbagliato: la Fed, per la prima volta dagli anni '30, si sta prendendo cura di
tutto un sistema finanziario ombra che va dalle banche d'investimento agli
hedge-fund, dalle società di gestione agli assicuratori, quando doveva vigilare
solo sulle banche commerciali vere e proprie". Sarà forse per l'emergenza?
"Certo, ma per gestire l'emergenza servono misure coordinate che
coinvolgano il governo nella sua totalità. Le istituzioni ridotte come la Bear
Stearns vanno nazionalizzate, rivendute le attività una ad una, e soprattutto
licenziati i manager che invece così facendo non perdono nulla e continuano a
giocare a golf e a bridge mentre dovrebbero essere trattati come dei
malfattori". Non le sembra un po' pesante? "E quello che hanno fatto
loro? Hanno devastato il sistema finanziario americano, hanno preso rischi
incredibili con una facilità sconcertante, hanno avallato le cartolarizzazioni
più azzardate, e alla fine hanno distrutto un'enorme ricchezza". Tutto
questo si tradurrà in una recessione? "E' già cominciata, sotto la spinta
di tre fattori: la crisi immobiliare, appunto la crisi
sistemica del sistema finanziario strettamente correlata, e il blocco dei
consumi che sono stati a lungo incoraggiati con il risultato che il risparmio
si è azzerato e i soldi si sono bruciati". E quanto durerà? "Molto di
più delle due precedenti, del 1992 e del 2001, almeno dodici mesi se non di
più. E' alto il rischio che si espanda in Europa: in Spagna e Gran Bretagna
perché hanno anche loro la bolla immobiliare, in
Italia per la forza dell'euro e la debolezza della domanda interna.
Quest'ultima sono riusciti a svilupparla Francia e Germania, e per questo forse
si salveranno". La Bce però non tocca i tassi perché sostiene che l'unica
cosa che deve tutelare, a differenza della Fed, è la stabilità monetaria. Regge
ancora quest'assunto? "Potrebbe rivelarsi insufficiente se la situazione
continuerà a degenerare e l'euro sfonderà gli 1,60. Credo che verso l'estate
anche la Bce comincerà ad abbassare i tassi".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"La crisi
americana arriverà in Italia solo di rimbalzo" L'Italia è al riparo dalla
crisi che sta scuotendo il sistema finanziario americano, ma le conseguenze
dello scossone si faranno comunque sentire sul nostro Paese a livello
macroeconomico, causando una inesorabile contrazione della crescita. È
l'analisi di Marco Onado, professore di Economia dei mercati e degli
intermediari finanziari all'Università Bocconi di Milano, secondo il quale i
veri effetti della crisi dei subprime a livello internazionale non sono ancora
del tutto chiari e i prossimi mesi saranno con ogni probabilità ancora
difficili per le economie mondiali. "Nessuno sa esattamente quale sia la
gravità dei problemi delle banche, ma è difficile che casi come quelli di Bear
Stearns siano isolati ? sottolinea Onado ?. Il governatore Draghi aveva
previsto che con la pubblicazione dei dati di bilancio 2007 sarebbe arrivato il
momento della verità, ma la chiusura dei bilanci non è stata invece sufficiente
a fare chiarezza". Le ripercussioni di tale incertezza sono "il
sospetto reciproco" che regna tra le banche, sempre più diffidenti l'una
nei confronti dell'altra, "il blocco dei mercati" e "l'aumento
delle perdite" degli istituti. In America i prossimi potrebbero quindi
essere mesi ancora sofferti, mentre in Europa lo scenario potrebbe essere meno
grave: "Ubs, in Svizzera, è tra le banche che hanno registrato maggiori
perdite ed anche qualche banca tedesca ha registrato delle minusvalenze fin da
quest'estate. Complessivamente però l'Europa sta incomparabilmente meglio degli
Stati Uniti". Al di qua dell'Atlantico, dove è meno disinvolto il ricorso
a strumenti finanziari più sofisticati, l'impatto della crisi sarà dunque
inferiore, anche se qualche Paese dovrà inevitabilmente
fare i conti con la bolla
immobiliare. È il caso, spiega l'economista,
della Gran Bretagna e della Spagna, dove sarà più difficile "digerire
l'enorme quantità di debito di cui sono state ingozzate le famiglie".
Anche in Italia "non saranno rose e fiori, ma gli effetti saranno di
rimbalzo. Il nostro sistema finanziario ? sottolinea Onado ? non ha infatti
spinto in modo forsennato il modello di distribuzione del rischio che ha
deresponsabilizzato le banche. Tuttavia in un mondo globalizzato non ci può
essere un Paese esente dagli effetti della crisi internazionale". Secondo
Onado è peraltro inverosimile che la Banca centrale europea possa intervenire
sui tassi per stimolare la crescita europea: "Anche se potrebbe essere
opportuno un intervento, con l'attuale scenario di inflazione, credo che il
comportamento sarà diverso".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Trieste Nella
trappola della bolla immobiliare di Piero Spirito UN
LIBRO, UNA CITTA' A Trieste, come in altre città, acquistare una casa,
accendere un mutuo, trovare un appartamento in affitto, è questione che spesso
toglie il sonno. Negli ultimi anni le agenzie immobiliari sono spuntate come
funghi, il mercato sloveno comincia a fare concorrenza, si continuano a
costruire nuove case dove forse non ce ne sarebbe
bisogno. Il business legato alla casa è ampio, complesso, a volte enigmatico. A
Trieste come altrove, anche se ogni città ha le sue caratteristiche, le sue
specificità. Per capire meglio cosa è succeso e cosa forse succederà nei
labirinti dell'economia immobiliare, è uscito un
libro-inchiesta che affronta l'argomento in maniera approfondita e con un tocco
d'ironia, dando la parola soprattutto a chi il mercato immobiliare
lo soffre: gli inquilini. Il lubro si intitola "Le mani sulla casa - fatti
e fumetti sulla bolla immobiliare" (Ediesse,
pagg. 142, 10,00 euro, informazioni allo 0644970286), ed è firmato da Roberta
Carlini e Pat Carra, la prima giornalista per "il manifesto" e
"L'Espresso", autrice di varie inchieste sulla casa, la seconda
autrice di fumetti, Premio satira politica nel 2006 con la mostra
"Politica di pianerottolo", e lei stessa vittima della "bolla" (quando le hanno impiantato in casa un cantiere
come se lei non abitasse lì). "Abbiamo vissuto dieci anni con la febbre -
scrive Roberta Carlini nell'introduzione -: una febbre immobiliare
estesa a tutti i livelli, che ha travolto i bilanci delle famiglie e quello
dello Stato, che ha cambiato anche i piani di investimento delle imprese e gli
equilibri del potere finanziario ed economico in Italia". Che cosa è
successo lo raccontano in nove storie altrettanti personaggi che a vario titolo
si sono trovati impantanati nel problema-casa: da chi paga l'affitto a chi va
in cerca del mutuo o, peggio, lo vuole cambiare, dall'agente immobiliare
all'inquilino degli enti pubblici, dallo straniero al precario. Il tutto
illustrato dalle vignette di Pat Carra, una satira graffiante e mai volgare,
che interpreta al meglio quell'atteggiamento di rabbiosa sorpresa che coglie
chi finisce nel groviglio delle speculazioni, degli imbrogli, delle banche.
Perché il punto nodale di tutta la questione, come osserva Roberta Carlini, è
che di fronte alla giungla immobiliare la politica
italiana "risponde continuando a coccolare i proprietari (l'80 per cento
delle famiglie, ndr) e a ignorare tutti gli altri". Con il risultato che
la spesa sociale per la casa in Italia è di 5,8 euro all'anno per ciascun
abitante. In Germania, spiega Carlini, la spesa sociale per le abitazioni è
invece di 58,4 euro, in Francia
( da "Nuova Ferrara, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il professore Onado:
"Ma non saranno rose e fiori" Per le banche italiane effetti solo di
rimbalzo ROMA. L'Italia è al riparo dalla crisi che sta scuotendo il sistema
finanziario americano, ma le conseguenze dello scossone si faranno comunque sentire
sul nostro Paese a livello macroeconomico, causando una inesorabile contrazione
della crescita. E' l'analisi di Marco Onado, professore di Economia dei mercati
e degli intermediari finanziari all'Università Bocconi di Milano, secondo il
quale i veri effetti della crisi dei subprime a livello internazionale non sono
ancora del tutto chiari e i prossimi mesi saranno con ogni probabilità ancora
difficili per le economie mondiali. "Nessuno sa esattamente quale sia la
gravità dei problemi delle banche ma è difficile che casi come quelli di Bear
Stearns siano isolati" sottolinea Onado. "Complessivamente però -
precisa Onado - l'Europa sta incomparabilmente meglio degli Stati Uniti".
Al di qua dell'Atlantico, dove è meno disinvolto il ricorso a strumenti
finanziari più sofisticati, l'impatto della crisi sarà dunque inferiore, anche
se qualche paese dovrà inevitabilmente fare i conti con la bolla
immobiliare. E' il caso, spiega l'economista, della Gran Bretagna e
della Spagna, dove sarà più difficile "digerire l'enorme quantità di
debito di cui sono state ingozzate le famiglie". Anche in Italia "non
saranno rose e fiori, ma gli effetti saranno di rimbalzo. Il nostro sistema
finanziario - sottolinea - non ha infatti spinto in modo forsennato il modello
di distribuzione del rischio che ha deresponsabilizzato le banche. Tuttavia in
un mondo globalizzato non ci può essere un paese esente dagli effetti della
crisi internazionale".
( da "Tempo, Il" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Stampa "Nessun
collasso Qualcuno mente" Alessandro Usai a.usai@iltempo.it "La crisi
dei mutui subprime americani è un falso storico. L'Europa non sarà investita. E
sarà l'oro a garantire lo sviluppo dell'economia". Renato Brunetta,
economista e parlamentare di Forza Italia, analizza la drammatica situazione
che sta attraversando il mercato finanziario mondiale e sottolinea alcune
illogicità. Come giudica la crisi delle Borse e l'inarrestabile corsa del
petrolio? Sa una cosa? Cosa. Faccio l'economista e non ho capito cosa stia
accadendo. In che senso? Questa crisi sui mercati non ha logica. Facciamo un
semplice ragionamento. Prego. I mutui subprime ovvero quelli con scarse garanzie
hanno di base un'ipoteca sull'immobile che preserva il valore al 100 per cento.
Se un cliente è insolvente, scatta l'esecuzione e in 5 mesi la casa va all'asta
e la banca rientra dell'investimento. Sì ma in America la situazione è
complessa e molti istituti finanziari accusano perdite colossali. E non capisco
perchè. Ammettiamo pure che la bolla immobiliare
si sia sgonfiata. Non esiste nessun istituto al mondo che impiega la totalità
delle sue risorse sui mutui subprime. Alcuni studi indicano una quota del 15-20
per cento. In sostanza, è una crisi gonfiata ad arte? C'è sotto qualcosa.
Indubbiamente. Una banca non può fallire per i mutui subprime. Ammettiamo pure
che il tasso d'insolvenza sia raddoppiato. Era il 4-5% ora diciamo che è al
10%. Bene. Siamo al 10% di quel 20% di perdite quindi a conti fatti un 2%. Ma
c'è di più. Si riferisce ai derivati? Esattamente. I derivati sono strumenti
legittimi per investire sul mercato. E diluiscono la percentuale di rischio.
Ecco perchè l'economia mondiale non può rischiare il collasso per perdite,
suppur ingenti, che però riguardano la percentuale, di una percentuale di una
percentuale. D'accordo, ma le Borse sprofondano e i risparmiatori restano
spiazzati. La colpa è di un sistema troppo fragile. Basta uno starnuto dei
subprime per affossare i mercati. La finanza è opaca, emotiva e poco
trasparente. Servono regole ed è indispensabile agire sulla governance. Le
stesse che mancavano nella crisi del 1929? Esempio calzante. Serve controllo e
meno nervosismo. Come valuta le azioni delle banche centrali? La Fed sta
abbassando i tassi per far fronte a questa che resta comunque un'emergenza. Il
taglio dei tassi funziona quando anticipa le aspettative. La Fed ha fatto bene
all'inizio, poi sta perseguendo una politica che non condivido. L'antibiotico
del deprezzamento del dollaro non sta avendo gli effetti sperati. La Bce sta
operando bene. Quali pericoli corrono le banche italiane? Nessuno. Certo, la
congiuntura internazionale le danneggia, ma hanno solidi fondamentali. Quale il
rimedio? Tremonti propone di curare la globalizzazione con un accordo stile
Bretton Woods. Tremonti filosofeggia. La realtà è che occorre tornare alla
Politica, con la p maiuscola. Quella che volevano Merkel, Sarkozy e Brown. Più
trasperenza, più governance e una politica energetica che rompa la rigidità
dell'offerta e faccia abbassare i prezzi. A quale
ricetta si riferisce? Semplice. La domanda crescente di petrolio, soprattutto
di Cina e India, sta facendo lievitare il prezzo in quanto mancano investimenti
e tecnologie capaci di aumentare il tasso di estrazione del greggio. Basterebbe
un annuncio: l'Europa nei prossimi 10 anni aprirà 30 centrali nucleari di nuova
generazione. E poi? Il petrolio sarebbe superato. Una centrale costa 4 miliardi
e per farne 30 servirebbero 120 miliardi. Propongo l'utilizzo del surplus di
oro come garanzia. Quello dormiente che giace nelle banche centrali e che servì
a garantire la nascita dell'euro.
( da "Corriere Adriatico" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'economista della
Bocconi smorza gli allarmi Secondo Onado per l'Italia in pericolo soltanto la
crescita ROMA - L'Italia è al riparo dalla crisi che sta scuotendo il sistema
finanziario americano, ma le conseguenze dello scossone si faranno comunque
sentire sul nostro Paese a livello macroeconomico, causando una inesorabile
contrazione della crescita. E' l'analisi di Marco Onado, professore di Economia
dei mercati e degli intermediari finanziari all'Università Bocconi di Milano,
secondo il quale i veri effetti della crisi dei subprime a livello
internazionale non sono ancora del tutto chiari e i prossimi mesi saranno con
ogni probabilità ancora difficili per le economie mondiali. "Nessuno sa
esattamente quale sia la gravità dei problemi delle banche ma è difficile che
casi come quelli di Bear Stearns siano isolati. - sottolinea Onado - Il governatore
Draghi aveva previsto che con la pubblicazione dei dati di bilancio 2007
sarebbe arrivato il momento della verità, ma la chiusura dei bilanci non è
stata invece sufficiente a fare chiarezza". Le ripercussioni di tale
incertezza sono "il sospetto reciproco" che regna tra le banche,
sempre più diffidenti l'una nei confronti dell'altra, "il blocco dei
mercati" e "l'aumento delle perdite" degli istituti. In America
i prossimi potrebbero quindi essere mesi ancora sofferti, mentre in Europa lo
scenario potrebbe essere meno grave. "Ubs, in Svizzera, è tra le banche
che hanno registrato maggiori perdite ed anche qualche banca tedesca ha
registrato delle minusvalenze fin da quest'estate. Complessivamente
però - precisa Onado - l'Europa sta incomparabilmente meglio degli Stati
Uniti". Al di qua dell'Atlantico, dove è meno disinvolto il ricorso a
strumenti finanziari più sofisticati, l'impatto della crisi sarà dunque
inferiore, anche se qualche paese dovrà inevitabilmente fare i conti con la bolla immobiliare.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Occorre un
patto tra le grandi banche centrali" EMANUELE IMPERIALI "Un Fondo
sovrano creato dall'Unione europea con il conferimento dell'oro delle banche
centrali nazionali, ulteriormente rivalutatosi in queste settimane, per
comprare azioni e obbligazioni al fine di evitare momenti di panico e veri e
propri tracolli". Alberto Quadrio Curzio insegna alla Cattolica ed è uno
dei più noti economisti italiani, spiega come si può uscire dall'attuale crisi
finanziaria internazionale. Professore, si tratta di ripercorrere, pur se in
forme diverse, l'esperienza della Bei e della Bers? "Il nodo centrale sta
nel fatto che il mercato corregge le dinamiche di natura ciclica, ma non quelle
sistematiche, come l'attuale, per le quali serve l'intervento delle
istituzioni". Lei suggerisce, quindi, un intervento coordinato delle
banche centrali? "Io penso che un accordo di ferro tra soggetti
istituzionali, in particolare Usa, Ue e Giappone, che da soli fanno il 50% del
Pil mondiale, insieme, però, alla Cina, possa essere la strada giusta, per tamponare
una situazione che è giunta al limite del default". Una specie di Banca
mondiale di ultima istanza. "Sì. Un soggetto che possa agire quando si
crea una situazione come l'attuale, immettendo, se necessario, liquidità nel
sistema, anche se ciò creerebbe un'inflazione gigantesca, o, meglio, titoli
garantiti dall'emittente". Bce e Fed, però, hanno già agito in modo
coordinato. "Sì, ma non basta. È indispensabile che la Cina rivaluti la
sua moneta, se l'avesse fatto il dollaro non sarebbe crollato agli attuali
livelli. Lo squilibrio commerciale americano, un Paese che da troppo tempo
consuma più di quanto produce, è verso l'Asia e non verso l'Europa". Come
si è giunti a questo punto, che sembra di non ritorno? "In Usa la gestione
del credito è stata a dir poco sconsiderata. È avvenuta attraverso congegni
finanziari sempre più complicati e meno trasparenti". Lei
si riferisce alla bolla
immobiliare? "Non solo. Ai mutui
immobiliari, ma anche a quelli concessi con le carte di credito. Sono rimasto
sorpreso che un Paese sempre consideratosi ai vertici del mondo economico
quanto a capacità di vigilare sui mercati e dove operano le prime società di
rating del mondo sia finito nel vicolo cieco". Forse si è
sopravvalutata la capacità del mercato di individuare una via d'uscita
spontanea dai rischi? "I soggetti che avrebbero dovuto vigilare si sono
fidati troppo della capacità di analisi degli operatori del mercato. È stato un
grave errore commesso dalle Istituzioni. In Europa, la Bce ha dimostrato nervi
saldi e ha tenuto i tassi al 4%. C'è stato qualche caso sporadico di crisi,
come quello della Société Générale, ma la banca centrale non ha trasmesso
messaggi di panico al mercato". E l'Italia? "L'antiquato sistema
bancario ha dimostrato che si possono erogare mutui anche in modo saggio".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Lo scoppio della bolla
immobiliare statunitense ha fatto un'altra
vittima eccellente: due giorni fa, infatti, la Federal Reserve ha dovuto
concedere un consistente finanziamento a fondo perduto alla banca
d'investimento Bear Stearns, che nell'ultimo periodo aveva perso oltre la metà
del suo valore azionario e si trovava quindi in serio rischio di insolvibilità
nei confronti dei suoi clienti. Per Usa Today "il pensiero che la
Fed corra in aiuto di una banca come la Bear Stearns, uno degli istituti
finanziari che ha guadagnato di più dalla concessione dei famigerati mutui
subprime, lascia di sicuro l'amaro in bocca. Eppure, se la Fed ha deciso una
mossa così azzardata, è perché sa che questa è una delle ultime occasioni per
salvare il mercato dall'ondata di sfiducia che si è creata negli ultimi mesi.
Nelle prossime settimane vedremo se la scommessa della Fed avrà dato i suoi
frutti oppure no". "La Bear Stearns", scrive il New York Times,
"si era guadagnata una cattiva reputazione a Wall Street a causa di speculazioni
azzardate e vendite di mutui ad alto rischio. In circostanze normali la Bear
avrebbe meritato di fallire, anche solo per dare l'esempio ad altri istituti
bancari che hanno tenuto in passato comportamenti del genere, ma la Fed
giustamente ha tenuto conto che l'effetto domino di un'eventuale bancarotta di
questa portata avrebbe avuto conseguenze catastrofiche per tutto il mercato
azionario". Secondo il Washington Post "la situazione è resa ancora
più grave dal fatto che il dollaro statunitense è la valuta mondiale di
riferimento per le riserve bancarie. La crisi del credito e il recente scoppio
della bolla immobiliare rischiano di provocare una
svalutazione del biglietto verde dalle conseguenze imprevedibili ". Anche
per il Wall Street Journal "tra gli investitori mondiali è in atto una
vera e propria fuga dal dollaro verso beni rifugio più sicuri come l'oro. Se la
Fed non saprà reagire, il panico di oggi rischia di trasformarsi nel crollo
finanziario di domani".
( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Stampa L'intervista
Brunetta: "Nessun collasso Qualcuno mente" "La crisi dei mutui
subprime americani è un falso storico. L'Europa non sarà investita. E sarà
l'oro a garantire lo sviluppo dell'economia". Renato Brunetta, economista
e parlamentare di Forza Italia, analizza la drammatica situazione che sta
attraversando il mercato finanziario mondiale e sottolinea alcune illogicità.
Come giudica la crisi delle Borse e l'inarrestabile corsa del petrolio? Sa una
cosa? Cosa. Faccio l'economista e non ho capito cosa stia accadendo. In che
senso? Questa crisi sui mercati non ha logica. Facciamo un semplice ragionamento.
Prego. I mutui subprime ovvero quelli con scarse garanzie hanno di base
un'ipoteca sull'immobile che preserva il valore al 100 per cento. Se un cliente
è insolvente, scatta l'esecuzione e in 5 mesi la casa va all'asta e la banca
rientra dell'investimento. Sì ma in America la situazione è complessa e molti
istituti finanziari accusano perdite colossali. E non capisco perchè. Ammettiamo pure che la bolla immobiliare
si sia sgonfiata. Non esiste nessun istituto al mondo che impiega la totalità delle
sue risorse sui mutui subprime. Alcuni studi indicano una quota del 15-20 per
cento. In sostanza, è una crisi gonfiata ad arte? C'è sotto qualcosa.
Indubbiamente. Una banca non può fallire per i mutui subprime. Ammettiamo pure
che il tasso d'insolvenza sia raddoppiato. Era il 4-5% ora diciamo che è al
10%. Bene. Siamo al 10% di quel 20% di perdite quindi a conti fatti un 2%. Ma
c'è di più. Si riferisce ai derivati? Esattamente. I derivati sono strumenti
legittimi per investire sul mercato. E diluiscono la percentuale di rischio.
Ecco perchè l'economia mondiale non può rischiare il collasso per perdite,
suppur ingenti, che però riguardano la percentuale, di una percentuale di una
percentuale. D'accordo, ma le Borse sprofondano e i risparmiatori restano spiazzati.
La colpa è di un sistema troppo fragile. Basta uno starnuto dei subprime per
affossare i mercati. La finanza è opaca, emotiva e poco trasparente. Servono
regole ed è indispensabile agire sulla governance. Le stesse che mancavano
nella crisi del 1929? Esempio calzante. Serve controllo e meno nervosismo. Come
valuta le azioni delle banche centrali? La Fed sta abbassando i tassi per far
fronte a questa che resta comunque un'emergenza. Il taglio dei tassi funziona
quando anticipa le aspettative. La Fed ha fatto bene all'inizio, poi sta
perseguendo una politica che non condivido. L'antibiotico del deprezzamento del
dollaro non sta avendo gli effetti sperati. La Bce sta operando bene. Quali
pericoli corrono le banche italiane? Nessuno. Certo, la congiuntura
internazionale le danneggia, ma hanno solidi fondamentali. Quale il rimedio?
Tremonti propone di curare la globalizzazione con un accordo stile Bretton
Woods. Tremonti filosofeggia. La realtà è che occorre tornare alla Politica,
con la p maiuscola. Quella che volevano Merkel, Sarkozy e Brown. Più
trasperenza, più governance e una politica energetica che rompa la rigidità
dell'offerta e faccia abbassare i prezzi. A quale
ricetta si riferisce? Semplice. La domanda crescente di petrolio, soprattutto
di Cina e India, sta facendo lievitare il prezzo in quanto mancano investimenti
e tecnologie capaci di aumentare il tasso di estrazione del greggio. Basterebbe
un annuncio: l'Europa nei prossimi 10 anni aprirà 30 centrali nucleari di nuova
generazione. E poi? Il petrolio sarebbe superato. Una centrale costa 4 miliardi
e per farne 30 servirebbero 120 miliardi. Propongo l'utilizzo del surplus di
oro come garanzia. Quello dormiente che giace nelle banche centrali e che servì
a garantire la nascita dell'euro.
( da "Miaeconomia" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
CASA
" Casa news Prezzi delle case in frenata
(19/03/2008) Il mercato immobiliare è in frenata.
Secondo quanto emerge dagli ultimi dati dell'Osservatorio immobiliare dell'Agenzia
del Territorio, il secondo semestre del 2007 si è infatti chiuso con l'arresto
della crescita delle quotazioni delle case in quasi tutte
le grandi città italiane. Milano e Roma rappresentano invece le eccezioni più rilevanti. Nella
capitale la crescita arriva, in alcuni casi, fino al 10%. Per comprare un
appartamento di
( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Crisi subprime parla
giacomo vaciago È tramontata l'era delle cartolarizzazioni Caro Tremonti, non
ti piacevano tanto? Ma quale novità: per Giacomo Vaciago le clamorose azioni di
salvataggio intraprese da alcuni Stati come la Svezia e la Gran Bretagna o
dalle banche centrali come la Fed per scongiurare il fallimento di giganti del
credito sono fenomeni ricorrenti. Nel caso più recente e forse più clamoroso
della ciambella di salvataggio lanciata dalla Fed al colosso americano Bear
Sterns, la mossa è il frutto di "un'interpretazione un po' estensiva della
legislazione, è la riesumazione di leggi antichissime, ma è un fenomeno vecchio,
sempre avvenuto". Non significa la fine del mercatismo - "ma
cos'è?" - è invece una misura drastica per evitare la sindrome giapponese.
Piuttosto, la crisi finanziaria - "crisi, crisi, scriva crisi, che c'è
ancora chi parla di "turbolenze"" - significa, per l'economista,
"la fine delle politiche monetarie troppo espansive e il tramonto dell'era
delle cartolarizzazioni". In un'intervista al Riformista il professore di
Politica economica della Cattolica, si dice dunque "molto
meravigliato", che a schierarsi contro un certo modello economico al
tramonto sia proprio Giulio Tremonti. "Questa crisi segna la fine di
un'epoca in cui ci si illudeva che stampando moneta, dandola in giro e
cartolarizzando qualsiasi cosa, si potesse produrre benessere. Mi sorprende, allora,
che sia proprio l'ex ministro dell'Economia Tremonti a condannare quell'epoca,
visto che si è ispirato moltissimo a quei modelli". E già che c'è,
l'editorialista del Sole24Ore si toglie un sassolino dalla scarpa: "Fa
parte di quella cultura anche la cartolarizzazione o altre trovate finanziarie
sugli immobili. Ma insomma, ci sarà un motivo se si chiamano
"immobili"". Per Vaciago la riflessione che va fatta ora è sulla
possibile evoluzione dello tsunami finanziario. "Anzitutto, bisogna dire
che quando un errore è così diffuso, quando è così sistemico, come nel caso dei
subprime, la colpa è del banchiere centrale. È stato quindi un problema
macroeconomico, di governo". Negli anni scorsi, il verdetto è ormai
unanime, l'ex governatore della Fed Greenspan ha tenuto i
tassi troppo bassi e ha creato un'enorme bolla immobiliare.
"E adesso va in giro a fare conferenze e a dire che la Fed ha sbagliato.
Forse soffre di amnesia". Il problema, ora, è un altro, tuttavia rischia
di diventare altrettanto grave. Per tamponare gli effetti dello scoppio della bolla sugli immobili dell'agosto scorso, ragiona l'economista,
"se ne stanno alimentando altre due". I governatori delle banche
centrali, incalza, "non si rendono conto che in queste settimane c'è chi
fa una marea di soldi indebitandosi in dollari e comprando oro e petrolio. E
gli effetti sono sotto gli occhi di tutti". E i riflessi sull'economia
reale? Arriveranno, ma non nell'immediato: a partire dall'anno prossimo, dal
2009. "Quando si sgonfiano delle grosse bolle finanziarie, gli effetti
sull'economia reale non sono immediati. Per fare un esempio: se il titolo Fiat
crolla in borsa, Marchionne prima rivedrà i suoi programmi al ribasso, poi
comincerà a licenziare. Ma passerà del tempo tra la crisi finanziaria in senso
stretto e le ondate di disoccupazione". In questo momento l'economia reale
regge "perché è robusta, ma prevedo che andrà male dal 2009".
Intanto, la Fed dovrà tagliare i tassi fino all'1 per cento "per
recuperare un po' di stabilità, almeno sui mercati". Quello che sta
succedendo in queste settimane è che "il crollo in borsa sta impoverendo i
ricchi. A parte quella frangia facoltosa ma marginale di "furbi" che
sta montando le prossime bolle finanziarie, è proprio il caso di dire che in
questo momento sono i ricchi a piangere. Dall'anno prossimo invece saranno i
poveri, soprattutto il popolo dei mille euro, il popolo dei precari". Ma
nel frattempo, confida, altri nodi verranno al pettine. Molti commentatori si
sono chiesti se sia stato giusto salvare Bear Sterns o Northern Rock attraverso
interventi di Stato o delle banche centrali, salvare insomma grandi istituti di
credito che hanno fatto spericolati affari con i mutui spazzatura sino a
mettere a repentaglio la propria solidità finanziaria e quella di centinaia di
migliaia di clienti. "Certo", ragiona Vaciago, "questo è un
problema. Arriverà però anche quel momento, arriverà anche il momento della
verità per i colpevoli di questa crisi. Ma non mentre imperversa lo tsunami
finanziario. Sono tre, gli stadi di intervento. Nel primo, intervengono le
banche centrali, nel secondo il governo - negli Stati Uniti i primi e i secondi
si stanno coordinando dall'inizio della crisi - nel terzo i magistrati.
Arriverà il momento delle cause, dei tribunali, delle class action. E prevedo
che il 2009 sarà un anno molto, molto redditizio per gli avvocati
statunitensi". 19/03/2008.
( da "Borsa e Finanza" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ATTUALITÀ Bernanke?
"È sotto shock" E non sa se il cavallo berrà La liquidità è inutile
se non si ferma il crollo dell'immobiliare. S&P:
"vicina la fine del tunnel". Ma Natixis non ci crede. E Bear Stearns
fa tremare il mondo di Vincenzo Sciarretta - 15-03-2008 LA FRANA DEL CREDITO
Quando il prossimo 18 marzo si riunirà a Washington il direttorio della Federal
Reserve, Ben Bernanke dovrà aggiornare sia diagnosi che prognosi della più
grande bolla creditizia dei tempi moderni. Sebbene
abbia passato la maggior parte della sua vita da accademico a studiare la
Depressione del 1929 e la lunga crisi giapponese esplosa nel 1990, negli
ambienti della capitale americana si dice che il capo della Fed sia parecchio
sotto shock - proprio così - dalla portata del disastro che ha di fronte. E per
fronteggiarlo abbia approntato il più grande salvataggio possibile mai
concepito, a cui tra l'altro, martedì 18, dovrebbe aggiungere il tassello di
una nuova sforbiciata ai tassi d'interesse Probabilmente dello 0,50%, anche se
il mercato, soprattutto i gestori di Wall Street, sperano ancora in un
ripensamento che faccia lievitare il taglio a 75 punti base. Uno scenario
ancora più probabile dopo che Bear Stearns venerdì 14 marzo ha gelato il mondo
finanziario annunciando di essere in una crisi di liquidità che ha richiesto un
finanziamento d'emergenza operato da JpMorgan e Fed di New York. CORSA CONTRO
IL TEMPO. Nel tentativo di dissetare le istituzioni a corto di liquidità,
Bernanke ha sinora creato due strumenti inediti. Il primo, risalente al 12
dicembre scorso, va sotto il nome di Taf (Term Auction Facility), che consente
alle banche in difficoltà di attingere direttamente dalla Fed, ottenendo denaro
a prestito. Il vantaggio del Taf è che le banche non devono rendere pubblica la
propria richiesta e non vanno perciò incontro alle stimmate del mercato. Stando
al sito della Fed, tutte le istituzioni depositarie (cioè le banche) che sono
giudicate in "condizioni finanziarie solide" (ma vai a saperlo
davvero, di questi tempi) possono partecipare alle aste tenute sotto lo scudo
del Taf e fornire adeguate garanzie collaterali. Attraverso questo strumento la
banca centrale americana sta immettendo nel sistema circa 100 miliardi di
dollari la settimana. Bernanke aveva riposto ampia fiducia nell'efficacia del
Taf, ma si è dovuto ricredere perché gli emboli che impediscono alla liquidità
di circolare allignano spesso negli operatori finanziari che non sono
esattamente banche tradizionali. Sicché, con una mossa spregiudicata, e senza
precedenti, martedì 11 marzo, la Federal Reserve ha annunciato l'introduzione
di un secondo strumento straordinario chiamato Tslf (Term Securities Lending
Facility). Questo estende il concetto di Taf alle istituzioni non depositarie,
alle banche d'investimento e agli operatori in titoli, che sono con l'acqua
alla gola a causa dei titoli spazzatura che li zavorrano. Finora questi
soggetti dovevano bussare alla porta delle banche per trovare una ciambella di
salvataggio, ma gli istituti di credito hanno finito per chiudere i rubinetti,
oberate dai propri problemi contingenti. Ecco allora l'idea di Bernanke: sotto
lo schema del Tslf, la Federal Reserve è disponibile a prestare fino a 200
miliardi di dollari in titoli governativi per un termine di 28 giorni. In
cambio accetterà anche i famigerati residential-mortgage-backed securities,
cioè i titoli spiccati da agenzie federali oppure non da agenzie federali, ma
con un rating AAA/Aaa. Insomma la Fed scambierà della carta finanziaria di
primissima qualità (obbligazioni governative) con carta finanziaria di non
primissima qualità - compresi i certificati legati ai mutui ipotecari - in un
tentativo estremo di fluidificare il sistema. CINTURA DI PROTEZIONE. Tony
Crescenzi di Miller Tabak ha giustamente notato che al 27 febbraio i principali
intermediari portavano in pancia 140 miliardi di titoli emessi da agenzie e 60
miliardi di mortgage-backed-securities. E siccome la Fed ha messo sul piatto
una linea di credito da 200 miliardi, vuol dire che è pronta ad assorbire tutti
i titoli nelle mani degli intermediari (almeno di questo tipo). Dunque il
cavallo verrà portato all'acqua, ma berrà? Secondo la Standard & Poor's, le
svalutazioni legate ai subprime sarebbero agli sgoccioli, e società nell'occhio
del ciclone come Citigroup e Merrill Lynch avrebbero "rigorosamente e
conservativamente prezzato la loro esposizione". Eppure, altre forme di
debito rischiano di mostrare una falla, ammonisce la stessa Standard &
Poor's. E non è infatti un caso che gli analisti di Natixis
abbiano commentato il giudizio sulle svalutazioni fatto da S&P's come
insufficiente per abbassare la guardia sul settore finanziario. "Il
problema - fa eco l'economista Ed Yardeni - è che l'epicentro della crisi ruota
intorno ai prezzi
delle case, le quali sfortunatamente non
smettono di calare".
( da "Opinione, L'" del 19-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Oggi è Mer, 19 Mar
2008 Edizione 55 del 19-03-2008 IL RASOIO DI OCCAM Vivere pericolosamente nella
crisi cercando una difficile via d'uscita di Giorgio Arfaras Chi lo ha detto
che gli amanti del brivido dovrebbero "vivere come Steve Mc Queen",
essi potrebbero ben vivere sotto choc continui anche seguendo le vicende
finanziarie. La settimana comincia fra lunedì sera e martedì mattina con la
banca centrale statunitense che dichiara di accettare come titoli dati in
garanzia anche quelli non emessi dal Tesoro. Prosegue con uno sbandierato
studio della Standard & Poor's, una casa che giudica con alterno successo
la qualità dei crediti, il quale sostiene che le perdite del sistema
finanziario, legate alle vicende dei mutui ipotecari, dovrebbero ammontare a
circa 300 miliardi di dollari, di cui 150 già emersi. I rimanenti 150 non
dovrebbero ormai riguardare le banche, ma le assicurazioni e gli hedge funds.
Intanto che si digerivano, fra sali e scendi dei corsi di Borsa, queste due
nuove cose, correva voce che la Bear Stearns, una casa di intermediazione,
avesse dei problemi nel far fronte ai propri impegni. Problemi negati
ufficialmente fino a venerdì, quando è stato dichiarato che, attraverso la JP
Morgan, la Federal Reserve di New York sarebbe intervenuta per aiutarla. Il
titolo della Bear Stearns, che fino a lunedì 11 marzo valeva 70 dollari, giunto
a venerdì 14 marzo, ne valeva solo 30. Da notare che all'inizio del 2007 ne
valeva
( da "Tirreno, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Montecatini
Dieci anni boom per il prezzo delle case Nel 2007
quotazione media a 2.160 euro al mq. Dal 1998 +63% Le quotazioni sono state
spinte in su anche da chi comprava case per fare un
investimento FABIO CALAMATI PISTOIA. Il prezzo medio delle case in provincia
di Pistoia lo scorso anno è stato di 1.840 euro al metro quadro, che salgono a 2.160 euro
nel comune capoluogo. Il dato arriva da un rapporto del Cresme, un istituto
specializzato che ha scandagliato gli ultimi dieci anni di quotazioni
immobiliari in Toscana. Nel 1998 quegli stessi valori erano rispettivamente di
980 e 1.080 euro al metro quadro. Il che significa una crescita del valore del
mattone del 63,2% a Pistoia e del 54% nel resto della provincia (vedi tabella),
calcolando le variazioni a prezzi costanti, cioè senza
tener conto dell'inflazione. Una crescita notevole, soprattutto per quanto
riguarda le abitazioni in provincia. All'inizio del decennio le quotazioni
pistoiesi erano infatti le penultime (dietro solo a Massa Carrara) della
regione, dieci anni dopo sono risalite di due posizioni: un fenomeno simile è
successo solo a Grosseto e Prato, mentre altre province (Livorno, Pisa, Arezzo,
Siena) hanno visto le loro quotazioni calare, dal punto di vista relativo.
Insomma, chi ha investito in beni immobili non solo si è salvato
dall'inflazione e dall'effetto euro, ma ci ha guadagnato bene. Perché questa
crescita relativa dei prezzi? Eppure l'impressione è
che l'attività edilizia negli ultimi anni sia stata molto intensa e tanta
offerta avrebbe dovuto tener basse le quotazioni... "Questo è vero -
risponde Adriano Benedettini, presidente del sindacato immobiliaristi aderente
a Confcommercio - ma bisogna tener conto dei bassi tassi di interesse che
vigevano fino a pochi anni fa. C'era a Pistoia una domanda latente di beni di
investimento che i tassi a buon mercato ha risvegliato". In precedenza
Pistoia era il regno delle basse quotazioni immobiliari: bene per chi comprava,
ma non per chi vendeva. Poi le cose sono cambiate e con il mercato in crescita
investire sul mattone è diventato un buon affare anche qui. "E questa
domanda - conclude il presidente - si è assommata a quella fisiologica per la
residenza, producendo una grande pressione sul lato della domanda". Non è
un caso che - come conferma Benedettini - fino a poco tempo fa gli imprenditori
del settore acquistassero terreni senza troppo badare al costo al metro quadro,
sicuri di poter rientrare delle spese sostenute. Ma adesso non è più così.
"La sensazione - continua Benedettini - è che effettivamente il mercato si
sia saturato. Il rallentamento delle quotazioni nel 2007 rispetto agli anni
precedenti lo conferma. Non credo che nei prossimi mesi assisteremo ad un calo
dei prezzi, ma di certo a un periodo di calma piatta
sì".
( da "Milano Finanza (MF)" del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Questo Bernanke
governa il credito o scommette? Il taglio dei tassi di interesse di tre quarti
di punto deciso martedì dalla Federal Reserve è stato inferiore alle attese di
molti analisti, ma superiore a quanto ritenuto adeguato da alcuni esponenti
della stessa banca centrale. Secondo quanto dichiarato dalla Fed, infatti, due
dei dieci membri votanti del Federal Open Market Committee erano contrari al
taglio, preferendo "azioni meno aggressive". I due membri in
questione, Richard Fisher della Fed di Dallas e Charles Plosser di
Philadelphia, da tempo mettono in guardia dai pericoli dell'inflazione. E ieri
la Fed perlomeno ha ammesso che "l'inflazione è elevata". Il che non
sorprende. Il rendimento delle obbligazioni a dieci anni attualmente è
inferiore al tasso di aumento dei prezzi. L'ultima
volta che la Fed ha tagliato i tassi di interesse sotto il 3% era l'ottobre
2001, il petrolio costava 19 dollari il barile ma il prezzo era in continuo
calo, e il vice di Alan Greespan, l'attuale presidente Ben Bernanke, avrebbe
presto tenuto discorsi su come evitare una deflazione. Quando i tassi
raggiunsero l'1%, nel giugno 2003, la Fed introdusse il
sostegno finanziario al credito che produsse la bolla immobiliare.
Oggi nessuno è preoccupato per una deflazione, ma la Fed sta scommettendo
pesantemente sul fatto che i prezzi dei beni di consumo e degli
altri principali indicatori dell'inflazione caleranno spontaneamente, favoriti
da un rallentamento dell'economia. La dichiarazione di ieri, pur
ammettendo "un aumento dell'incertezza riguardo alle previsioni di
inflazione", ribadisce il punto di vista del presidente Bernanke, secondo
il quale una crescita più lenta e un minore utilizzo delle risorse riporterà
l'inflazione nella cosiddetta "comfort zone" della Fed.Buona fortuna.
La Fed recentemente ha adottato azioni straordinarie, come aprire la "discount
window", per immettere liquidità nei mercati finanziari in crisi, e sta
facendo tutto il necessario per evitare un tracollo finanziario. Ma il primo
dovere della Fed è tenere d'occhio la stabilità dei prezzi.
Il motivo di speranza nella decisione della Fed di continuare a ridurre il
costo del denaro è che almeno due governatori della Fed si sono comportati come
se ci credessero ancora. MF - Commenti & Analisi Numero 057,
pag. 7 del 20/3/2008 Autore:.
( da "Corriere della Sera" del 20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-20 num: - pag: 1 autore: di
FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE LA FED E LA CRISI IL CAPITALISMO
RESPONSABILE P er quindici anni, dal 1992 al
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
20-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
DIARIO AMERICANO. IN
MOLTI AMBITI DELLA VITA QUOTIDIANA DISTINGUONO LA NATURA, L'ESPERIENZA E LA
CONSAPEVOLEZZA DI QUESTO GRANDE PAESE GLI STATES E I NUMERI IMPAZZITI Cifre
iperboliche in tanti campi, dal costo delle case agli
stipendi dei manager. Il caso doloroso ed emblematico delle soldatesse
Sergio Perosa Il mondo d'oggi ci abitua ai "grandi numeri":
valori alla 1032, una cifra che occuperebbe un paio di volumi a scriverla; le
distanze siderali, gli anni luce per raggiungere i lontani pianeti o le altre
galassie; oppure l'infinitamente piccolo, la quantità dei batteri o delle
particelle subatomiche. Un tempo riguardavano le distanze sul nostro pianeta:
otto mesi e mezzo impiegò la prima nave a portare i forzati in Australia (tanto
che si coniò la frase 'tirannia della distanza' per caratterizzarne
l'esperienza). Lo stesso al tempo dei pionieri e per due secoli in America,
un'esperienza che si definì in termini di estese distanze e smisurate
proporzioni. I grandi numeri in molti ambiti dell'esperienza quotidiana e della
vita d'ogni giorno distinguono la natura, l'esperienza e la consapevolezza
americane. Qualche esempio. COMPENSI E GUADAGNI. Sono cifre da capogiro. Per
intenderci, ricco è in America chi guadagna oltre 20 milioni di dollari l'anno:
e sono tanti. I record di Bill Gates e degli altri ai primi posti della
classifica Forbes sono fuori testo. Fanno testo invece il guadagno annuale di
Mario J. Gabelli, presidente della Gamco Investors: 58.2 milioni di dollari nel
2006 (dal
( da "Milano Finanza (MF)" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Profitti a
rischio per le banche italiane nella sforbiciata di Morgan Stanley Gli analisti
prevedono un rallentamento degli attivi nel medio termine. Nonostante siano
passate indenni attraverso la bufera subprime, le banche italiane non sono più
un investimento sicuro. Sul medio termine il rallentamento del settore retail,
con mutui e credito al consumo in prima fila, inciderà sulla marginalità, che
tenderà quindi a diventare più ciclica e a uniformarsi al modello di sviluppo
europeo. è quanto emerge da un report dedicato al settore bancario italiano
diffuso ieri da Morgan Stanley. Il titolo dello studio dice tutto: The wrong
place to hide (Il posto sbagliato per ripararsi). "Il valore difensivo
degli istituti italiani", spiegano gli analisti di Morgan Stanley,
"sta diminuendo, e così il loro appeal". Le banche italiane hanno
rappresentato a lungo un rifugio sicuro rispetto a quelle di altri paesi. Il limitato impatto della crisi di liquidità e della bolla immobiliare ha ulteriormente accreditato quest'immagine presso la comunità
finanziaria internazionale. "Oggi tuttavia", continua il report,
"i profitti risultano particolarmente vulnerabili a causa delle
trasformazioni industriali in atto e della decelerazione dell'economia
nazionale". Nel quarto trimestre del 2007 la crescita del pil
italiano si è azzerata, mentre per il 2008 la stima è di un +0,6% a fronte di
una media europea attestata all'1,6%. "La possibilità che l'Italia entri
in recessione nella prima metà dell'anno", conclude il broker, "non
può quindi essere esclusa". Tornando alle banche, i solidi risultati
riportati nel quarto trimestre 2007 e nel primo trimestre 2008 e la prospettiva
di buoni dividendi "potrebbero sostenere i prezzi
nel breve termine, ma i titoli saranno messi sotto pressione quando il focus
del mercato si sposterà gradualmente dalla liquidità alla crescita".
Secondo gli analisti, il trend dei prestiti frenerà, passando dal 9,9% del 2007
al 6,8% stimato per il 2008 fino al 7,1% in vista per il 2009. Viceversa il
default rate potrebbe incrementarsi del 10-15%. Oltre a tracciare un quadro del
sistema creditizio nazionale, Morgan Stanley si è focalizzata su quattro casi
specifici. La banca d'affari ha rivisto al ribasso il prezzo obiettivo di
Intesa Sanpaolo scendendo da
( da "Italia Oggi" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Edilizia e Territorio Numero 069, pag. 13 del
21/3/2008 Autore: di Antonella Cardone Visualizza la pagina in PDF
Il responsabile dell'Osservatorio di Nomisma ha presentato il
rapporto 2007 e previsioni 2008 Mattone non fa rima con recessione Tamburini:
meno compravendite e prezzi fermi, ma risaliranno
Nomisma nega l'allarme recessione per il mercato immobiliare
residenziale italiano. Se è vero che i prezzi delle case,
dopo che in dieci anni sono letteralmente raddoppiati, a fine 2007 hanno smesso
di crescere, non si prevede, secondo Nomisma, un calo nell'anno in corso. Per
tutto il 2008 rimarranno stabili, e una lieve ripresa ci sarà a inizio 2009,
anno nel quale, comunque, i prezzi non cresceranno più
del livello dell'inflazione, quindi non oltre il 2,5-3%. In quantità, si
prevedono cali del numero di compravendite nell'ordine del 5%, attestandosi
comunque su 750 mila nuove operazioni (erano 500 mila a inizio 2000).
L'istituto di ricerca bolognese ridimensiona anche le valutazioni di alcune
delle maggiori agenzie di intermediazione immobiliari, le quali hanno registrato
nel corso dell'anno appena concluso pesanti cali di quotazioni soprattutto
nelle grandi città: "Se i valori nominali non sono mai scesi,
effettivamente in termini reali abbiamo registrato anche noi diminuzione di prezzi fino al 20% nei grandi centri urbani. Ma sono casi
isolati, che non coinvolgono le medie e piccole realtà cittadine perché è solo
nei grandi centri che esiste una domanda di acquisto di tipo speculativo. E' accaduto quindi che per effetto della crisi economica molti
investitori siano stati costretti a rientrare in liquidità svendendo gli
appartamenti a prezzi più bassi di quelli di acquisto", ha spiegato ieri il
responsabile dell'Osservatorio immobiliare di Nomisma, Gualtiero
Tamburini, presentando il rapporto sul mercato del 2007 e le previsioni sul
2008. Insomma, i prezzi hanno raggiunto un
livello oltre il quale i potenziali acquirenti non sono disposti a comprare ma
questo non vuol dire che il mercato immobiliare sia a
rischio recessione. Anche perché, ha osservato ancora Tamburini, "il basso
livello di indebitamento delle famiglie e il bassissimo tasso di insolvenza nel
pagamento dei mutui ci danno la certezza di una sostanziale stabilità".
Dunque, seppure con un lieve calo, in Italia si continuerà a vendere e
comprare: locomotiva della domanda sarà quella larga fascia di immigrati che ha
raggiunto un potere d'acquisto tale da potersi permettere una abitazione di
proprietà. Già lo scorso anno delle 800 mila compravendite il 10% ha riguardato
i nuovi italiani e, ha sottolineato il dirigente Nomisma, "come accade per
il lavoro, gli immigrati acquistano ciò che agli italiani non va più bene, per
cui occuperanno la fascia qualitativamente bassa del mercato immobiliare
spingendo in alto le famiglie di italiani che vogliono in sostituzione della
propria un casa migliore". Dunque, il pessimismo diffuso non ha ragione
d'essere. Anche se i tempi di compravendita si allungano (almeno 5 mesi), lo
sconto sul prezzo finale cresce (fino al 9-10%), e i rendimenti calano (in un
anno di mezzo punto, arriveranno nel 2008 al 4,9%), tutto questo non
giustifica, insistono da Nomisma, l'uso della parola recessione. La situazione
è la seguente: "lo scorso anno nella media i prezzi
delle case hanno continuato a crescere, nelle grandi città del 5,1%,
nelle altre del 5,9%", si legge nel rapporto di Nomisma, "è stato
l'ultimo anno di aumenti, influenzato da un lato dall'ondata emotiva scatenata
dalla crisi dei mutui subprime statunitensi, dall'altro perché si era già
raggiunto un altissimo livello di prezzi. Ora, nei
primi mesi del
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
UNA
SINGOLARE VERTENZA I prezzi delle case li decide il
mercato RECENTEMENTE gli agenti immobiliare associati alla
FIAIP stanno ricevendo numerose lamentele da parte dei clienti per quanto
concerne l'osservatorio Omi applicato dall'agenzia delle entrate per accertare
i valori degli appartamenti compravenduti. La Fiaip chiede quali siano i criteri che hanno
determinato i valori del suddetto osservatorio immobiliare
in quanto spesso sono del tutto inesatti e soprattutto non tengono conto delle
peculiarità di ogni singolo immobile. Le zone di riferimento sono troppo estese
e vaste ed al loro interno vi sono spesso delle differenziazioni di prezzi molto maggiori a quelli riportati dall'OMI. GLI
APPARTAMENTI non vengono costruiti 'con lo stampo': ognuno ha pregi e difetti
come esposizione, vicinanza a strade rumorose, alla ferrovia oppure vista mare
oppure vista non decorosa. Pertanto è molto difficile attribuire dei valori
sommari e soprattutto uguali per ogni piano e zona. I nostri clienti lamentano
accertamenti da parte dell'Agenzia delle entrate superiori al reale prezzo
veramente pagato, con perdite di tempo e di denaro in documentazioni da
inoltrare per giustificare che quanto dichiarato in atto notarile corrisponde
al vero. In condizioni di mercato normali l'Osservatorio dovrebbe essere fatto
sulla base delle vendite effettuate negli ultimi sei mesi e non sui prezzi di richiesti. LE NOSTRE associazioni di categoria
alcuni anni or sono diedero il loro contributo agli uffici preposti formulando
un osservatorio per tutte le zone omogenee della nostra provincia, ma non ne fu
mai tenuto conto, in quanto gli stessi uffici preferirono mandare i propri
dipendenti nelle agenzie immobiliari, che si finsero acquirenti e prendendo per
buono i prezzi richiesti. Questo procedimento non può essere
idoneo ad avere una visione reale del mercato, in quanto il mercato cambia
soprattutto in questo periodo, e la differenza tra quanto richiesto e quanto
effettivamente realizzato, può essere spesso considerevole. Nella provincia di
Rimini le agenzie immobiliari associate alla Fiaip sono oltre 110 diffuse in
tutto il territorio. La Fiaip è pertanto in grado di fornire un osservatorio immobiliare reale e credibile fatto sulla propria esperienza
quotidiana, per aggiornarlo tempestivamente al variare del mercato. Un
osservatorio, per essere credibile, deve tener conto delle zone omogenee cosa
che l'Omi non ci pare abbia fatto sulla nostra provincia. Le stesse lamentele
ci giungono anche dai nostri clienti costruttori che non sanno più come
comportarsi: infatti, oltre al rischio d'impresa oggi molto forte, si aggiunge
l'incertezza di ricevere un accertamento da parte dell'ufficio, in quanto i prezzi applicati spesso sono non in linea con
l'osservatorio. Proprio pochi giorni fa abbiamo assistito ad una verifica dove
gli appartamenti secondo l'Omi dovevano essere venduti ad un prezzo maggiore di
circa 500 euro a mq., cosa che nella realtà non è assolutamente possibile in
quanto ai quei prezzi non comprerebbe nessuno. La
conferma è che a 500 euro in meno a mq. non si è venduto neanche il 50% a
cantiere finito: immaginiamo a prezzi più alti cosa
sarebbe successo. Pertanto nasce l'idea da parte degli agenti immobiliari Fiaip
e dell'Ance di Rimini (associazione nazionale costruttori) di promuovere un
convegno per chiarire con gli uffici preposti queste incongruenze e proporre di
fare insieme un osservatorio immobiliare reale per
modificarlo secondo il mercato di quel momento . LE REGOLE che determinano il
mercato immobiliare non sono in grado di cambiarle ne'
gli agenti immobiliari ne' i costruttori ne' l'agenzia del territorio ne'
l'agenzia delle entrate e, oseremo dire, per fortuna che è così . In quanto il
mercato deve regolarizzarsi secondo la domanda e l'offerta di quel momento, e
non altri parametri del tutto insignificanti. Consiglio Provinciale Fiaip
Rimini - -->.
( da "Nazione, La (Prato)" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
LA "BOLLA" speculativa è finita? Il trend che ha innalzato i prezzi delle abitazioni nei primi anni del 2000 è al capolinea? Pare
proprio di sì. C'è fame di case (come ha evidenziato il
convegno organizzato dal Consorzio pratese cooperative abitazione e dal
corsozio Edilcoop), ma minore disponibilità economica specialmente per le
giovani coppie. Adesso arrivano anche le conferme di una trasformazione
del mercato dai dati elaborati da Tecnocasa (che non prende, però, in
considerazione le zone più residenziali come La Pietà e La Castellina). Nel
secondo semestre del
( da "Tirreno, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prato Tecnocasa, più
affitti meno mutui Scendono del 2% i prezzi delle case,
i più richiesti i trilocali PRATO. Cresce la domanda e l'offerta di case in affitto e diminuisce invece la richiesta di mutui
per l'acquisto della casa. Lo dice Tecnocasa, che ieri ha presentato i dati
relativi al secondo semestre del 2007. I prezzi degli
immobili, secondo Tecnocasa, sono scesi a Prato del 2,1% rispetto ai primi sei
mesi dello scorso anno. In città, la tipologia di immobile più richiesta sono i
trilocali, in linea con l'andamento nazionale. Diminuisce la domanda immobiliare a fronte di un'aumento dell'offerta, e di
conseguenza si allungano i tempi per la compravendita degli immobili. A questo
si lega una crescita della richiesta di locazione e la scelta dei proprietari
di mettere in affitto un casa anziché venderla. Una
flessione, quella dei prezzi
delle case, che è stata registrata quest'anno
dopo dieci anni di crescita costante. A Prato, il valore al metro quadrato di
un immobile economico usato va dai 1.700 euro del Soccorso ai 2.400 euro che si
deve essere disposti a spendere se si vuol andare ad abitare a Mezzana.
Sempre per un appartamento usato, ma questa volta di livello medio, i prezzi a Prato vanno da 2.000 euro al metro quadrato del
viale Montegrappa, Pino, Iolo e Tavola, zona Ospedale e Soccorso, San Giusto e
San Paolo. Chi è invece a caccia di un 'abitazione un po' più lussuosa, deve
essere disponibile a spendere in media 2.500 euro al metro quadrato. Tra le
zone più care dove acquistare una casa signorile nuova ci sono La Macine e
viale Montegrappa, oltre a Montemurlo dove i prezzi si
attestano intorno ai 3.000 euro al metro quadrato. Chi invece non è disponibile
a spendere cifre da capogiro e preferisce vivere fuori città, può scegliere di
comprare casa negli altri comuni della Provincia. A Mercatale di Vernio i prezzi vanno da 1.500 euro al metro quadrato per una casa
economica usata a 2.400 euro per un signorile nuovo. Fra.Go.
( da "Tirreno, Il" del 21-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
La
tendenza ribassista si sta comunque allargando I prezzi
delle case scendono ma non in tutte le città CARLO BARTOLI FIRENZE.
Dopo anni di boom, il mercato immobiliare rallenta. La
tendenza, da noi già segnalata, della prima parte del 2007, si è accentuata e
dall'inizio di quest'anno le quotazioni sono generalmente in diminuzione. L'inversione del trend dei prezzi immobiliari che dal 1998 non avevano mai smesso di
crescere è dunque realtà anche in Toscana stando alle rilevazioni effettuate da
Tecnocasa. A Firenze, ad esempio, siamo su un meno 1,4% e la tendenza secondo i
dati forniti dagli analisti di Tecnocasa, ha trovato conferma anche a Grosseto
Pistoia, Prato e anche a Livorno, dove peraltro altre statistiche non
confermano il calo. Nel capoluogo maremmano, ad esempio, il 2007 è iniziato con
un timido progresso (più 0,5%), spazzato via dal pessimo andamento del secondo
semestre (meno 3,1%). A Pistoia si è cominciato con un più 1,4% per terminare
con un meno 1,1. Prato è piombata da un più
( da "Tirreno, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Lucca Case, in 7
anni il prezzo è raddoppiato La rivalutazione ha interessato soprattutto gli
appartamenti in centro Ad acquistare sono in particolare imprenditori mentre
cresce la percentuale di stranieri proprietari LUCCA. Chi compra una casa trova
un tesoro. Più o meno grande. Il mattone resta sempre un investimento sicuro,
che rende molto di più di qualsiasi altra operazione in Borsa, nel mercato
azionario o in quello obbligazionario. Lo conferma la tabella che pubblichiamo
in questa stessa pagina, ricavata dalle valutazioni delle case
semestralmente fatta della Fiaip, la federazione agenti immobiliari, relativa
agli anni che vanno dal 2001 (l'ultimo della lira, prima dell'avvento
dell'euro) al 2008. Da cui si evidenzia che, al di là della stagnazione
dell'anno in corso, dovuta a vari fattori, il prezzo delle abitazioni è
cresciuto di non meno del 10% ogni anno. Una rivalutazione che ovviamente
investe non solo il nuovo, ma anche il patrimonio edilizio già esistente e che
è sta più forte soprattutto nel centro storico, per case
di prestigio. L'andamento dei prezzi delle case
ha seguito la dinamicità del mercato. Ma vive anche di fenomeni propri della
città, che dopo un periodo in cui, fino al 2004-inizi 2005, non aveva di fatto
più niente da offrire per quanto riguarda le nuove costruzioni, con il varo del
nuovo piano strutturale e del regolamento urbanistico ha registrato una ripresa
e una corsa all'apertura dei cantieri che non sembra conoscere sosta. Ci
sono interi quartieri, soprattutto quelli più vicini al centro, che stanno
subendo una trasformazione che solleva più di una perplessità. Ci sono strade
che nel breve volgere di 1-2 anni hanno visto una corsa forsennata a costruire.
Come è il caso di via di San Filippo: in poche centinaia di metri sono stati
avviati e in qualche caso già conclusi almeno 5 cantieri, con appartamenti e
villette a schiera che hanno di gran lunga ridotto gli spazi verdi nel
quartiere. E' un esempio emblematico di quello che si verifica in molte altre
parti della città. Nella tabella le cifre relative al 2001, per comodità di
comparazione con gli anni successivi, sono state trasformate dalle lire in
euro. Leggendole si può notare che nel volgere di 7 anni il prezzo delle case ristrutturate nel centro storico è di fatto
raddoppiato: da una forbice di 2000-2300 euro al metro quadro del
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 23-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
STATI UNITI Dopo le
banche salvate le famiglie Il governo medita l'intervento per aiutare le
famiglie in dif coltà con le rate del mutuo. "Lo stato non si intrometta
nell'economia", ribatte il Wall Street Journal. Dopo la decisione della Federal Reserve di correre in aiuto della Bear Stearns, la
banca d'investimento sull'orlo della bancarotta per lo scoppio della bolla immobiliare, sui principali quotidiani statunitensi si è aperto un dibattito
sulla possibilità che il governo scenda a sua volta direttamente in campo per
salvare dal fallimento le numerose famiglie americane che non riescono più a
pagare le rate del mutuo. Secondo il Los Angeles Times "una
soluzione potrebbe venire dalla creazione di cooperative di famiglie
danneggiate dalla crisi dei mutui, che potrebbero così mettere insieme i loro
soldi in un'unica offerta d'acquisto per recuperare i mutui caduti in default e
rientrare quindi in possesso delle loro abitazioni. Il governo dovrebbe
finanziare questo tipo di progetti ". Per il Washington Post invece
"l'amministrazione dovrebbe potenziare Fannie Mae e Freddie Mac, le due
società federali incaricate di massimizzare i profitti della gestione del
debito immobiliare sotto forma di emissione di
obbligazioni: l'intervento governativo è la soluzione più efficace per uscire
dalla crisi". "Se il governo", scrive il Baltimore Sun ,
"vuole aiutare le famiglie in difficoltà con il mutuo ? 1,4 milioni solo
nel 2007 ? deve creare al più presto un programma di prestiti a tasso zero
gestito dai singoli stati per le vittime della crisi dei mutui". Opposto
invece il giudizio del Wall Street Journal, secondo il quale "il governo
deve resistere alle sirene democratiche che chiedono a gran voce l'intervento
di Washington nelle faccende economiche".