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TARTICOLI DEL 17-30 maggio
2008 #TOP
·
Articoli
Mercato immobiliare (38)
Quell'irresistibile voglia di bolle
( da "Milano
Finanza" del 17-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: acquistando i titoli garantiti da ipoteche, hanno fornito ingenti capitali agli acquirenti di immobili; grazie a questo e alla riduzione dei tassi di interesse, i prezzi delle case sono aumentati. Scommettere contro i prezzi degli immobili è complicato; solo pochi investitori esperti hanno trovato il modo di farlo, nei mercati dei derivati.
Frenano
i prezzi delle case ( da "Miaeconomia"
del 18-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Agenzia del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio della bolla immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
A
sorpresa si allontanano le ombre della recessione
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Di questa crisi restano tre strascichi con tempi di soluzione tra i due/tre anni: (a) in America, oltre alle perdite delle banche, lo sgonfiamento della bolla immobiliare (meno 30 per cento) con un certo impatto nel settore; (b) in Europa lo stesso, ma confinato a Regno Unito, Spagna ed Irlanda, con un residuo maggiore di perdite bancarie ancora da svelare nei bilanci;
A
sorpresa si allontanano le ombre della recessione
( da "Arena,
L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Di questa crisi restano tre strascichi con tempi di soluzione tra i due/tre anni: (a) in America, oltre alle perdite delle banche, lo sgonfiamento della bolla immobiliare (meno 30 per cento) con un certo impatto nel settore; (b) in Europa lo stesso, ma confinato a Regno Unito, Spagna ed Irlanda, con un residuo maggiore di perdite bancarie ancora da svelare nei bilanci;
Economia:
La Nuova inflazione - articolo di Michele Spallino pag.4
( da "Trend-online"
del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: immobiliare, produce la bolla delle commodities che a differenza dei tecno e delle case, non si possono produrre a piacimento. Vi sono vincoli naturali, ineludibili. E la tragedia che ne seguirà, appena agli albori, stavolta non colpirà solo un po' di azionisti occidentali, o un po' di proprietari di case americani : è la gran maggioranza della popolazione mondiale che ne verrà duramente
L'economia
fondata sul mattone ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Queste differenze sono importanti perché i cambiamenti nei prezzi delle case influenzano i programmi di spesa attraverso il ruolo di garanzia svolto dall'immobile. Sia la correlazione tra consumi e prezzo delle case alle frequenze del ciclo economico sia la propensione marginale al consumo al di fuori della ricchezza immobiliare sono più forti nelle economie con valori più alti dell'
Una
casa per la politica monetaria ( da "Trend-online"
del 20-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: necessaria una risposta più aggressiva della politica monetaria agli andamenti del mercato immobiliare. Soprattutto nei paesi con un mercato dei mutui più sviluppato. Dopo diversi anni di ripetuti aumenti, la crescita dei prezzi delle case rallenta in molte economie avanzate, anzi in alcune ? Stati Uniti e Irlanda ? i prezzi degli immobili sono caduti nell'ultimo anno (vedi grafico 1).
Una
casa per la politica monetaria pag.2
( da "Trend-online"
del 20-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: si stima che i contagi dal settore immobiliare al resto dell'economia siano maggiori nelle economie dove è più facile l'accesso ai mutui e l'utilizzo delle case come garanzia. Questo accade perché movimenti nel prezzo degli immobili influenzano i piani di spesa delle famiglie attraverso il ruolo di garanzia svolto dalle case: per esempio,
Il
mattone tira, altri 4 progetti ( da "Provincia Pavese, La"
del 21-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: bolla del mattone" sta facendo impazzire gli analisti finanziari di tutta Europa: che fanno i prezzi delle case? continuano a salire anche dopo gli anni del boom, o iniziano a rallentare? A Voghera la questione non sembra fermare il mercato. Merito, spiegano gli addetti ai lavori, dello sblocco dell'urbanistica: dopo più di due anni di inchiesta (
I
prezzi delle case verso una frenata
( da "Trentino"
del 22-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Agenzia del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio della bolla immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
USA:
CALO RECORD (-3,1% ANNUO) PREZZI CASE IN PRIMO TRIM
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 22-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: - Calo record dei prezzi delle case negli Stati Uniti nel primo trimestre: l'indice elaborato dall'Ofheo (Office of Federal Housing Enterprise Oversight), agenzia interna del Dipartimento dello sviluppo immobiliare e urbano, ha registrato una flessione del 3,1% su base annua.
USA:
PER PREZZI CASE MAGGIORE CALO DA 2001 CON PIGNORAMENTI
( da "Wall
Street Italia" del 22-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La flessione dei prezzi delle case negli Usa accelera nei primi tre mesi dell'anno, complice l'aumento dei pignoramenti che mette sotto ulteriore pressione il mercato immobiliare. In base ai dati diffusi Office of Federal Housing Enterprise Oversight (Ofheo), nel primo trimestre la flessione è stata su base annua del 3,
La
"bolla" dei prezzi petroliferi e gli effetti sulla borsa americana
( da "Opinione,
L'" del 23-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La crescita del fatturato delle imprese tecnologiche sarebbe quindi stata tale da produrre dei dividendi molto alti, che avrebbero remunerato anche gli azionisti che avessero comprato a dei prezzi esorbitanti. Nel caso degli immobili, la penultima bolla, perché i finanziamenti a costi contenuti alimentavano senza pause la domanda di case che spingeva i prezzi delle stesse in alto.
Tutti
ai lavori forzati ( da "Milano Finanza"
del 24-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: causa crisi e scoppio della bolla immobiliare, viaggiano intorno al 3-4%. Se a questo si aggiunge che oltre 9 milioni di americani sono alle strette per l'aumento della rata del mutuo a fronte di un valore decrescente della propria casa, il quadro è completo. Lavorare, lavorare e ancora lavorare, altro che pensione.
L'argento
nel mirino degli investitori ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Si va infatti diffondendo il tentativo di limitare i danni della perdita di potere d'acquisto dei percettori di reddito fisso, specie i pensionati. E l'argento offre anche una buona alternativa agli effetti dell'esplosione della bolla immobiliare, sommati all'incerto andamento della Borsa. L'operazione è naturalmente assai più facile da condurre con l'argento che con l'oro,
Frenano
i prezzi delle case ( da "Miaeconomia"
del 25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Agenzia del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio della bolla immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
Gli
alloggi costano troppo e i giovani scelgono l'affitto
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 2 Gli alloggi costano troppo e i giovani scelgono l'affitto OSSERVATORIO, PARLA L'ESPERTO COMPRARE casa costa troppo, i giovani preferiscono l'affitto e le compravendite di immobili in Emilia-Romagna segnano nel periodo novembre 2007-marzo 2008 un meno 12% rispetto alle rilevazioni dei cinque mesi precedenti. Eppure i prezzi delle case calano appena del 2-3%.
Il
ritorno dell'inflazione minaccia la crescita Giacomo Vaciago: Siamo in un'altra
bolla, ma stavolta nel Sud del mondo si morirà di fame
( da "Unita,
L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: È scoppiata la bolla immobiliare, con la crisi dei mutui subprime: ebbene, la Fed ha deciso di tenere bassi i tassi per ridurre i guai, soprattutto quelli delle banche. Dollaro debole, tassi assurdamente bassi. Il rischio è che per aiutare le banche si affamino migliaia di persone.
Roiano
e piscianzi: abbondano servizi e negozi, ma i parcheggi sono l'ossessione
quotidiana ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: "I prezzi delle case a Roiano sono medio-bassi, perché in zona non esistono immobili di pregio - spiega Antonio De Paolo, presidente provinciale della Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali -. Ci sono edifici che risalgono a inizio Novecento, altri palazzi degli anni Trenta e Quaranta,
È
tornata la locomotiva tedesca ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: non deve fare i conti con lo scoppio di una bolla immobiliare; la crisi finanziaria poi non ha (almeno per ora) provocato particolari strette al credito bancario. Rimane però il problema dei consumi, sempre drammaticamente deboli e tali da mettere un'ipoteca sul futuro dell'economia (si veda l'intervista pubblicata a fianco).
TIMES
SQUARE ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 26-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: IMMOBILI E MUTUI Affari & Finanza > RAPPORTO/ENERGIA E AMBIENTE --> PRIMO PIANO pag. 10 TIMES SQUARE Bolle finanziarie la ricetta dei Princeton Boys DI ARTURO ZAMPAGLIONE Era inevitabile che lo scoppio della bolla immobiliare, con le sue violente e perduranti ripercussioni nella finanza globale, aprisse un nuovo filone di ricerca nelle università americane.
SASSUOLO
<NEL 2007 i metri quadri venduti sono diminuiti co
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Siamo molto preoccupati della bolla immobiliare che è scoppiata in Spagna che porterà maggiori quantitativi del prodotto di quel Paese sui mercati europei, un disturbo in più, visto i loro prezzi, per quelle italiane". Non vuol parlare di recessione del settore il Direttore Generale di Confindustria Ceramica, ma di "una riduzione della produzione e delle vendite.
Realismo
immobiliare: dove stà la luce in fondo al tunnel? pag.6
( da "Trend-online"
del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: conosciamo pubblicò in passato questo grafico che Voi avete già avuto occasione di vedere, un grafico che dimostra come la bolla immobiliare era facilmente prevedibile, grafico rapportato all'inflazione che ci offre una panoramica dal 1890 delle case esistenti e non di nuova costruzione, bolla che potrebbe vedere un rintracciamento del 40 % dal suo picco nel valore delle abitazioni.
USA:
ALTRO COLPO, PREZZI CASE -14.4% A MARZO
( da "Wall
Street Italia" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Di WSI Il rapporto S&P/Case Shiller, l'indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta', scende piu' delle attese. -->Il rapporto S&P/Case Shiller, l'indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili nelle 20 maggiori citta' statunitensi, e' risultato in calo (su base annuale) del 14.
MUTUI:
INDICE PREZZI CASE -14,4% A MARZO,PEGGIO DEL PREVISTO(2)
( da "Wall
Street Italia" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: essendo il più forte dall'inizio delle serie storiche disponibili, e indica che la crisi del comparto immobiliare non è finita. Una cattiva notizia per l'economia e per il settore finanziario: perché questo possa uscire dalla crisi dei mutui è infatti necessaria una certa stabilizzazione dei valori immobiliari.
MUTUI:USA;FIDUCIA
CROLLA MINIMI 1992,PREZZI CASE ANCORA GIU'
( da "Wall
Street Italia" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: quotazioni del greggio avarà effetti più probabilmente più pensati di quanto si prevedeva all'inizio dell'anno. L'indice S&P/Case-Shiller, che monitora l'andamento dei prezzi delle case, ha registrato nel primo trimestre un ulteriore calo dei prezzi, a dimostrazione del fatto che - spiegano gli analisti - le difficoltà sul mercato immobiliare sono ancora lungi dall'essere risolte.
Negli
Stati Uniti crollano fiducia e prezzi delle case
( da "Sole
24 Ore, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Per l'immobiliare è il calo maggiore da 20 anni Negli Stati Uniti crollano fiducia e prezzi delle case Marco Valsania NEW YORK La fiducia dei consumatori e i prezzi delle case danno nuovi verdetti preoccupanti sull'economia americana: l'indice S& P/Case-Shiller dei valori delle abitazioni è crollato del 14,
I
tre anni di errori della Fed ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: della bolla immobiliare nel 2006. Certo, questa politica di "leaning against the wind" non è facile da condurre, poiché richiede che la Banca centrale identifichi le bolle speculative in tempo utile. In secondo luogo, l'ampiezza della crisi è stata accentuata dalla regolamentazione bancaria, e soprattutto dalla regola secondo cui i coefficienti di capitalizzazione delle banche vanno
Finanza
globale con regole comuni ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: della crisi finanziaria del 2007-2008 che, è lo stesso ex ottimista ed ex presidente della Federal reserve americana Alan Greenspan a ricordarlo, non consente ancora di dichiarare lo scampato pericolo. La crisi immobiliare americana, fattore principale, è in pieno svolgimento e solo fra sei mesi sarà possibile fare un bilancio più attendibile.
Sabbie
mobili immobiliari! pag.3 ( da "Trend-online"
del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Vendite in aumento sopratutto nelle zone più colpite dalla bolla immobiliare, Las Vegas, Sacramento, Fort Myers e Detroit City, valori che ritornano alla realtà, una buona notizia per coloro che non si sono fatti attrarre in questi anni dalle sirene subprime, dalle sirene dell'illusione immobiliare. In conclusione, nessuna luce in fondo al tunnel, nessuna svolta all'orizzonte,
Sabbie
mobili immobiliari! ( da "Trend-online"
del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: ecco dove stanno le fondamenta di questa grande bolla immobiliare, ogni dato in uscita dal mercato immobiliare è la testimonianza di una dinamica in continua contrazione, le vendite di case esistenti non sono salite del 3,3 % come recitano i bollettini mediatici, sono semplicemente rimaste ferme a 526,000 unità come lo erano nella precedente comunicazione,
GRAN
BRETAGNA: A MAGGIO CALO RECORD PREZZO CASE, -2,5% MENSILE
( da "Asca"
del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: (ASCA) - Roma, 29 mag - Accelera la flessione dei prezzi delle case in Gran Bretagna. La rilevazione mensile di Nationwide mostra che a maggio il prezzo delle case accusa una flessione del 2,5% sul mese scorso e si tratta della maggiore contrazione dal 1991, oltre ad essere ben superiore al -0,5% di aprile.
MUTUI:
EPIFANI, SIAMO SEDUTI SU UNA POLVERIERA
( da "Wall
Street Italia" del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: si concentra sulle materie prime e i cambi delle monete. Basta che un'agenzia, una di quelle coinvolte nella vicenda dei derivati sulla bolla immobiliare dei mutui facili, dichiari che il petrolio arriverà a 200 dollari al barile, perché la profezia possa autoavverarsi. Siamo seduti su una polveriera".
La
ricetta di Epifani contro la povertà: "Redistribuire almeno 5 miliardi di
euro" ( da "TgFin.it"
del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: si concentra sulle materie prime e i cambi delle monete. Basta che un'agenzia, una di quelle coinvolte nella vicenda dei derivati sulla bolla immobiliare dei mutui facili, dichiari che il petrolio arriverà a 200 dollari al barile, perchè la profezia possa autoavverarsi. Siamo seduti su una polveriera", ha detto ancora Epifani.
Epifani:"
Redistribuire almeno 5 mld" ( da "TgFin.it"
del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: si concentra sulle materie prime e i cambi delle monete. Basta che un'agenzia, una di quelle coinvolte nella vicenda dei derivati sulla bolla immobiliare dei mutui facili, dichiari che il petrolio arriverà a 200 dollari al barile, perchè la profezia possa autoavverarsi. Siamo seduti su una polveriera", ha detto ancora Epifani.
Mattone
italiano a basso rischio ( da "MF Immobiliare"
del 30-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: In base ai calcoli di Goldman Sachs il mercato immobiliare della penisola si è mantenuto più freddo rispetto alle altri grandi economie registrando una performance di crescita del 53% tra il 1999 e il 2008. Più contenuto rispetto all'Italia, soltanto l'andamento dei prezzi negli Stati Uniti (+39%), in Olanda (+37%) e in Svizzera (+11%).
Doppio
volto di Palermo ( da "MF Sicilia"
del 30-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Indietro Doppio volto di Palermo Di Emanuela Rotondo Si allarga la forbice dei prezzi delle case dei quartieri della città. Interventi a singhiozzo. Privilegiate le zone più "in". E aumenta così il divario con le aree più povere. Il mercato del mattone ai raggi X nel focus di Scenari immobiliari A Palermo il mattone corre a due velocità.
I
nodi da sciogliere dell'azienda Italia nella diagnosi di Draghi di Michele De
Gaspari commenti - |... ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 30-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: pieno dal ciclone della crisi, innescata dalla bolla immobiliare negli Stati Uniti, a causa delle diffuse insolvenze sui mutui subprime. La Banca d'Italia si preoccupa, innanzitutto, della stabilità del sistema creditizio - materia in cui l'autorevolezza e la competenza di Draghi sono fuori discussione, com'è dimostrato dal suo ruolo di presidente del Financial Stability Forum -
( da "Milano Finanza" del 17-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
Numero 098 pag. 37 del 17/5/2008 | Indietro
Quell'irresistibile voglia di bolle Mercato Globale Di Justin Lahart Un gruppo
di allievi del presidente della Fed, Ben Bernanke, studia a Princeton perché si
creano le bolle speculative. Scoprendo che non se ne può fare a meno Prima c'è
stata la bolla tecnologica, poi quelle immobiliari e
del credito. Ma come e perché si creano le bolle? La risposta arriva da
Princeton,
( da "Miaeconomia" del 18-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
CASA " Casa
news Frenano i prezzi delle case (23/04/2008) Nel
primo semestre del 2008 si arresterà la corsa dei prezzi
delle case. Parola dell'Agenzia del Territorio che, nell'Osservatorio 2007,
registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e
l'aumento del 5,4% registrato nel 2005). Mentre sui prezzi
si evidenzia che le quotazioni sono salite solo del 2,6% nel secondo semestre
del 2007 (in frenata rispetto al +3,7% del secondo semestre 2006) e su base
tendenziale annua del 5,5% (mentre nel secondo semestre del 2006 la crescita
era stata del +8,8%). La fotografia scattata dall'Agenzia
del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il
caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case
sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura
prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio
della bolla
immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano "fattori strutturali
legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente
arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui,
passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto
dal prezzo degli immobili". Su quest'ultimo punto dall'Agenzia
sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti
nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni. In particolare, i
cali più consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli
(-16,2%), Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata
rispetto al -13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). Per quanto
riguarda i prezzi, secondo l'Agenzia del Territorio il
prezzo medio al mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e
+5,5% su base annua), con una crescita però dei prezzi
rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente. "Se il
mercato immobiliare seguirà il classico andamento
ciclico il tasso di crescita delle quotazioni medie si attesterà sui livelli
del tasso d'inflazione". Lo sostiene il direttore dell'Osservatorio del
mercato immobiliare dell'Agenzia del territorio,
Gianni Guerrieri, precisando che non si tratta di una "previsione",
ma di una "deduzione" ottenuta dall'osservazione del mercato.
"Negli ultimi tre semestri - spiega Guerrieri - abbiamo registrato un calo
nelle compravendite e prezzi ancora in salita. Nel
prossimo semestre ci aspettiamo che le quotazioni non crescano in termini
reali". Quanto alla diminuzione delle transazioni relative agli immobili
residenziali registrata nell'ultimo anno e mezzo, proseguirà anche nei primi
sei mesi del 2008, portando il volume totale delle compravendite a 700.000 circa.
90 voti - " Vota questa notizia ".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
IL COMMENTO A
sorpresa si allontanano le ombre della recessione Carlo Pelanda Forse la
tendenza recessiva globale, ed il suo impatto sull'eurozona e sull'Italia, sarà
meno grave di quanto gli analisti prevedevano fino a poche settimane fa. Lo
scenario, tuttavia resta ancora incerto, denso di squilibri. Ciò consiglia al
ricercatore l'adozione delle massima prudenza. Ma le linee di probabilità hanno
preso una direzione rialzista ed è giusto, pur senza poter escludere una loro
inversione, aggiornare lo scenario. La crisi finanziaria non si è mai
trasformata in vera crisi bancaria globale grazie al pronto intervento delle
autorità monetarie ed al fatto che la sua entità assoluta non ha mai superato
la capacità contenimento del sistema complessivo. Di questa
crisi restano tre strascichi con tempi di soluzione tra i due/tre anni: (a) in
America, oltre alle perdite delle banche, lo sgonfiamento della bolla immobiliare (meno 30 per cento) con un certo impatto nel settore; (b) in
Europa lo stesso, ma confinato a Regno Unito, Spagna ed Irlanda, con un residuo
maggiore di perdite bancarie ancora da svelare nei bilanci; (c) su
ambedue le sponde dell'Atlantico un'ancora forte sfiducia residuale nelle
relazioni interbancarie che è il motivo principale, per esempio, per cui
l'indice Euribor rimane elevato, alzando oltre modo i costi dei mutui a tasso a
variabile. In ambedue i continenti, tuttavia, non si sta verificando il
fenomeno più temuto e capace di scatenare una recessione, cioè una forte
restrizione del credito. Si nota una riduzione delle erogazioni, ma in sostanza
il volume di prestiti ad imprese e famiglie resta adeguato a sostenere
investimenti e consumi. Difficile che da questo lato vengano tendenze recessive
veramente gravi. 2.
( da "Arena, L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'EDITORIALE A
sorpresa si allontanano le ombre della recessione Carlo Pelanda Forse la
tendenza recessiva globale, ed il suo impatto sull'eurozona e sull'Italia, sarà
meno grave di quanto gli analisti prevedevano fino a poche settimane fa. Lo
scenario, tuttavia resta ancora incerto, denso di squilibri. Ciò consiglia al
ricercatore l'adozione delle massima prudenza. Ma le linee di probabilità hanno
preso una direzione rialzista ed è giusto, pur senza poter escludere una loro
inversione, aggiornare lo scenario. La crisi finanziaria non si è mai
trasformata in vera crisi bancaria globale grazie al pronto intervento delle
autorità monetarie ed al fatto che la sua entità assoluta non ha mai superato
la capacità contenimento del sistema complessivo. Di questa
crisi restano tre strascichi con tempi di soluzione tra i due/tre anni: (a) in
America, oltre alle perdite delle banche, lo sgonfiamento della bolla immobiliare (meno 30 per cento) con un certo impatto nel settore; (b) in
Europa lo stesso, ma confinato a Regno Unito, Spagna ed Irlanda, con un residuo
maggiore di perdite bancarie ancora da svelare nei bilanci; (c) su
ambedue le sponde dell'Atlantico un'ancora forte sfiducia residuale nelle
relazioni interbancarie che è il motivo principale, per esempio, per cui
l'indice Euribor rimane elevato, alzando oltre modo i costi dei mutui a tasso a
variabile. In ambedue i continenti, tuttavia, non si sta verificando il
fenomeno più temuto e capace di scatenare una recessione, cioè una forte
restrizione del credito. Si nota una riduzione delle erogazioni, ma in sostanza
il volume di prestiti ad imprese e famiglie resta adeguato a sostenere
investimenti e consumi. Difficile che da questo lato vengano tendenze recessive
veramente gravi. 2.
( da "Trend-online" del 19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia: La Nuova
inflazione - articolo di Michele Spallino BLOG, clicca qui per leggere la rassegna
di Il punto-borsainvestimenti , 19.05.2008 08:18 Scopri le migliori azioni per
fare trading questa settimana!! creditizia, rinforzata all'estremo proprio per
contrastare lo scoppio dei tecno, produsse la bolla
immobiliar ipotecaria, anche lì Wally poteva comunque creare trilioni di nuovi
titoli, e i costruttori milioni di nuove case, anche
se inutili e sovrabbondanti. MA adesso la nuova inflazione è un'altra cosa,
perché questa volta la superbolla creditizia, appena
rinforzata per contrastare lo scoppio di quella immobiliare,
produce la bolla delle commodities che a differenza dei tecno e delle case, non si possono produrre a piacimento. Vi sono vincoli naturali,
ineludibili. E la tragedia che ne seguirà, appena agli albori, stavolta non
colpirà solo un po' di azionisti occidentali, o un po' di proprietari di case americani : è la gran maggioranza della popolazione mondiale che
ne verrà duramente colpita. Stavolta non è solo la finanza di wally ad
essere in ballo, e siamo ben al di fuori del controllo delle banche centrali,
che oltretutto stanno facendo esattamente l'opposto di quello che asset, come
in passato. Piuttosto ci sono e ci saranno effetti povertà a cascata derivanti
dall'impennata degli alimenti e dell'energia, oldovrebbero fare, pur di salvare
i loro amici bancari. E stavolta non ci sarà nessun effetto ricchezza derivante
dall'artificiale pompaggio dei prezzi delle azioni e
degli asset, come in passato. Piuttosto ci sono e ci saranno effetti povertà a
cascata derivanti dall'impennata degli alimenti e dell'energia, oltre che delle
altre materie prime. Negli USA questo avviene mentre ancora è in pieno corso il
crollo dei prezzi immobiliari, ed il tutto non può non
deprimere la fiducia dei consumatori a differenza delle bolle del passato che la
galvanizzavano. Inoltre la nuova inflazione destabilizza e mette in crisi anche
molte imprese, oltre a mettere in ginocchio tante municipalità e governi locali
e segue pagina >>.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
19-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 19 Maggio 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO/MERCATO
E DEMOCRAZIA Affari & Finanza > RAPPORTO/MOBILI E ARREDAMENTO Affari
& Finanza > RAPPORTO/CARTE DI CREDITO --> COPERTINA pag.
( da "Trend-online" del 20-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
PRIMO PIANO, clicca qui
per leggere la rassegna di La Voce , 20.05.2008 17:03 Scopri le migliori azioni
per fare trading questa settimana!! Le innovazioni nei sistemi di finanziamento
legati all'edilizia, registrati da molte economie avanzate negli ultimi
vent'anni, hanno modificato il ruolo del settore immobiliare
nel ciclo economico e nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria.
Sono oggi più accentuati i rischi di contagio delle crisi al resto
dell'economia. E può dunque essere necessaria una risposta
più aggressiva della politica monetaria agli andamenti del mercato immobiliare. Soprattutto nei paesi con un mercato dei mutui più sviluppato.
Dopo diversi anni di ripetuti aumenti, la crescita dei prezzi delle case rallenta in molte economie avanzate, anzi in alcune ? Stati
Uniti e Irlanda ? i prezzi degli immobili sono caduti nell'ultimo anno (vedi grafico 1).
In molti paesi rallentano anche gli investimenti in edilizia residenziale, in
particolare negli Stati Uniti, in Australia e, ancor di più, in Irlanda dove sono
scesi di 3 punti percentuali di Pil dal loro massimo di quattro anni fa. C'è un
accordo pressoché unanime sul fatto che andamenti di questo tipo possano avere
importanti implicazioni per il livello di attività economica, resta però una
notevole incertezza sul legame tra il settore immobiliare
e il ciclo economico. In particolare, stime e analisi differiscono sulla misura
in cui le fluttuazioni del prezzo delle case
influiscono sulla spesa al consumo e sulle dinamiche di investimento
residenziale. Inoltre, la prospettiva in molte economie avanzate di un brusco
ciclo espansione-stasi nel settore immobiliare ha
riacceso il dibattito sulle risposte che la politica monetaria dovrebbe dare.
L'incertezza sul ruolo dell'immobiliare nel ciclo
economico e nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria è stata
accentuata dai radicali cambiamenti che in molte segue pagina >>.
( da "Trend-online" del 20-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Una casa per la
politica monetaria PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di La Voce ,
20.05.2008 17:03 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
sono importanti perché i cambiamenti nei prezzi delle case
influenzano i programmi di spesa delle famiglie essenzialmente attraverso il
ruolo di garanzia svolto dall'immobile. Il nostro lavoro mostra infatti che sia
la correlazione tra consumi e prezzo delle case alle
frequenze del ciclo economico sia la propensione marginale al consumo al di
fuori della ricchezza immobiliare sono più forti nelle
economie con valori più alti dell'indice dei mutui. I cambiamenti nel sistema
di finanziamento immobiliare negli ultimi venti anni
possono certamente aver aumentato il ruolo potenziale degli effetti di garanzia
del prezzo delle case, ma il loro effetto sulla
volatilità del consumo e del prodotto è ambiguo, perché possono agire due
effetti che si controbilanciano. Primo, la capacità delle famiglie di mantenere
inalterati i livelli di consumo di fronte a shock avversi che colpiscono il
reddito può essere migliorata attraverso un più facile accesso al finanziamento
garantito dalla ricchezza immobiliare. (3) Secondo, le
fluttuazioni macroeconomiche possono essere accentuate da variazioni endogene
nei vincoli di garanzia legati ai valori della ricchezza immobiliare,
"l'acceleratore finanziario" di Kiyotaki e Moore. (4) Il nostro
lavoro mostra che il secondo effetto può essere prevalente: si stima che i contagi dal settore immobiliare al
resto dell'economia siano maggiori nelle economie dove è più facile l'accesso
ai mutui e l'utilizzo delle case come garanzia. Questo accade
perché movimenti nel prezzo degli immobili influenzano i piani di spesa delle
famiglie attraverso il ruolo di garanzia svolto dalle case: per esempio,
incrementi di prezzo degli immobili fanno salire il valore delle garanzie che
le famiglie possono dare, allentando i vincoli al prestito e sostenendo la spesa.
MECCANISMI DI TRASMISSIONE segue pagina >>.
( da "Provincia Pavese, La" del 21-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di Stefano Romano Il
mattone tira, altri 4 progetti L'urbanistica riprende fiato dopo i giorni bui
delle inchieste La giunta dà l'ok alle lottizzazioni, sono previsti più di
mille vani VOGHERA. Poco importa che sia in centro o in periferia: l'importante
è costruire. Ieri mattina sono stati approvati in giunta quattro piani di
lottizzazione per le zone di strada Santa Maria Bianca, via Lampedusa, strada
Palazzina e via Barbieri. Lungo la circonvallazione interna sono già iniziati i
lavori nelle aree dell'ex Ariston e dell'ex Filvem per la costruzione di nuove
palazzine. In piazza Castello il business edilizio è in fermento in vista della
riqualificazione della piazza. E lungo via Piacenza è già passato un progetto
da 10mila metri quadrati per strutture di media distribuzione. La "bolla del mattone" sta facendo impazzire gli analisti finanziari
di tutta Europa: che fanno i prezzi delle case? continuano a
salire anche dopo gli anni del boom, o iniziano a rallentare? A Voghera la
questione non sembra fermare il mercato. Merito, spiegano gli addetti ai
lavori, dello sblocco dell'urbanistica: dopo più di due anni di inchiesta (non
ancora conclusa) sull'attività degli uffici comunali, ripartono le grandi
lottizzazioni. Il vero business, però, è ancora dietro l'angolo: con i grandi
progetti attorno al centro storico pronti a partire dall'estate. Dopo due anni
di sostanziale congelamento, negli ultimi mesi sono passati in giunta una
decina di piani di lottizzazione. Gli ultimi quattro, approvati ieri mattina,
riguardano la costruzione di villette a schiera e palazzine nelle zone di via
Barbieri, strada Santa Maria Bianca e lungo la direttrice verso Torrazza Coste.
Cosa sta succedendo? "Succede - risponde l'assessore al'urbanistica
Massimo Maiola - che dopo i giorni più difficili dell'inchiesta e l'immobilismo
che è seguito ai primi dissequestri, l'attività degli uffici è ripresa a pieno
regime. I tecnici hanno valutato una serie di progetti che ora passano in
giunta. Il consiglio comunale, dal canto suo, ha assunto una serie di decisioni
che riguardano l'edilizia che pongono le basi per un'accelerazione
dell'attività i tutta la città". Via libera, quindi, all'espansione di
Voghera nelle fasce periferiche indicate dal nuovo piano regolatore. E via
libera anche alle nuove costruzioni in centro storico: lungo via Papa Giovanni
sono iniziati i lavori sulle aree ex Filvem ed ex Ariston, mentre il vero
business si sviluppa attorno a piazza Castello. Per il momento i cantieri sono
ancora pochi, ma quella che si apre è una stagione di grandi cambiamenti nel
tessuto urbano. Le maggiori agenzie già opzionano appartamenti nell'area di
piazza Castello a più di 2.500 euro al metro quadrato: trameno di un mese
partiranno i lavori di riqualificazione dell'area e l'anno prossimo i prezzo
saliranno ancora. Cantieri alla porta anche in due dei poli delle
privatizzaioni: all'ex hotel Giardino di fronte alla stazione, e all'ex mercato
ortofrutticolo tra via Don Minzoni e via Papa Giovanni. Resta un dubbio: tante case sul mercato in tempi tutto sommato ristretti non
finiranno per abbattere i prezzi? La fuga da Milano
verso centri come Voghera, giurano immobiliaristi e costruttori, sono una
garanzia sufficiente ancora per molti anni. Il business commerciale, invece, si
sviluppa lungo l'asse verso Montebello. In questo caso si è dovuto esprimere il
consiglio comunale visto che è stato necessario variare il piano regolatore: il
via libera a costruire riguarda circa 10mila metri quadrati destinati alla
media distribuzione. Capannoni, in altre parole, che faranno crescere l'area
commerciale attorno alla rotatoria Colussi e si aggiungeranno alle strutture
(anche queste già approvate) a margine della rotatoria di Campoferro che
immette sulla tangenziale. Il business cresce in attesa che decolli in vero
grande affare: l'avvio dei lavori nel cosiddetto "parco del Baratta"
per un intero nuovo quartiere.
( da "Trentino" del 22-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Compravendite in
calo, quotazioni che rallentano la loro scalata i segnali I prezzi
delle case verso una frenata Nel primo semestre del 2008 è probabile un
arresto nella corsa dei prezzi delle case. Parola
dell'Agenzia del Territorio che, nell'Osservatorio 2007, registra compravendite
totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006 e l'aumento del 5,4%
registrato nel 2005). Mentre sui prezzi si evidenzia
che le quotazioni sono salite solo del 2,6% nel secondo semestre del 2007 (in
frenata rispetto al +3,7% del secondo semestre 2006) e su base tendenziale
annua del 5,5% (mentre nel secondo semestre del 2006 la crescita era stata del
+8,8%). La fotografia scattata dall'Agenzia del Territorio
delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il caro-mutui registrato
negli ultimi mesi e i prezzi
delle case sempre alle stelle - anche se in
lieve contrazione - stanno mettendo a dura prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio
della bolla
immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano "fattori strutturali
legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente
arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui,
passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto
dal prezzo degli immobili". Su quest'ultimo punto dall'Agenzia
sottolineano che i prezzi del residenziale sono saliti
nei grandi Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni. In particolare, i
cali più consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli
(-16,2%), Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata
rispetto al -13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). Per quanto
riguarda i prezzi, secondo l'Agenzia del Territorio il
prezzo medio al mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e
+5,5% su base annua), con una crescita però dei prezzi
rallentata rispetto a quella registrata nel semestre precedente. Quanto alla
diminuzione delle transazioni relative agli immobili residenziali registrata
nell'ultimo anno e mezzo, proseguirà anche nei primi sei mesi del 2008,
portando il volume totale delle compravendite a 700.000 circa. Fonte
www.miaeconomia.it.
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 22-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
(AGI) - New York, 22
mag. - Calo record dei prezzi delle case
negli Stati Uniti nel primo trimestre: l'indice elaborato dall'Ofheo (Office of
Federal Housing Enterprise Oversight), agenzia interna del Dipartimento dello
sviluppo immobiliare e urbano, ha registrato una flessione del 3,1% su base annua.
Rispetto all'ultimo trimestre del 2007 i prezzi hanno
segnato un calo dell'1,7%. 22/05/2008 - 16:54.
( da "Wall Street Italia" del 22-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA -
-->(ANSA) - NEW YORK, 22 MAG - La flessione dei prezzi delle case negli Usa accelera nei primi tre mesi dell'anno, complice
l'aumento dei pignoramenti che mette sotto ulteriore pressione il mercato immobiliare. In base ai dati diffusi Office of Federal Housing Enterprise
Oversight (Ofheo), nel primo trimestre la flessione è stata su base annua del
3,1%, la maggiore dal 1991, cioé da quando l'Ofheo ha iniziato a
raccogliere dati. Nel quarto trimestre del 2007, i prezzi
erano scesi dell'1,4%. "Per gli osservatori questi cali potrebbero
significare ulteriori problemi per il mercato ipotecario", sottolinea
James Lockhart, direttore dell'Ofheo. Il calo dei prezzi
conferma il prolungarsi il rallentamento economico statunitense, in quanto
evidenzia come i consumatori siano restii a spendere e ad acquistare casa. Nel tentativo
di rallentare i pignoramenti, la commissione bancaria del Senato ha approvato
nei giorni scorsi un piano da 300 miliardi di dollari di garanzie federali per
il rifinanziamento dei prestiti. La prossima settimana sarà l'indice
Case-Shiller a rendere noti i propri dati sull'andamento dei prezzi
immobiliari: l'indice è sceso dell'8,9% nel quarto trimestre 2007 e - secondo
le previsioni - il dato relativo al primo trimestre evidenzierà una flessione
anche maggiore. Un deterioramento del mercato ipotecario è stato constato anche
dalla Fed, che in un report diffuso ieri ha osservato un peggioramento della
performance sui prestiti delle banche commerciali. "Sospettiamo che i
mercati finanziari non siano completamente preparati a un sostanziale deterioramento
della qualità del credito dei mutui di più alta qualita", spiega Jan
Hatzius, capo economista per gli Usa di Goldman Sachs. (ANSA).
( da "Opinione, L'" del 23-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Mercato immobiliare
Oggi è Ven, 23 Mag
2008 Edizione 102 del 23-05-2008 IL RASOIO DI OCCAM La "bolla"
dei prezzi petroliferi e gli effetti sulla borsa
americana di Giorgio Arfaras Le bolle si assomigliano. Tipicamente, i prezzi (dei beni o delle azioni) salgono vertiginosamente
per cinque anni ed alla fine cadono come dei sassi. L'argomento è molto
complesso. Intanto, perché i prezzi salgono? Nel caso
della tecnologia, la terz'ultima bolla, perché il
settore aveva dei tassi di crescita vertiginosi, mai sperimentati. In pochi
anni tutti avrebbero avuto il telefonino, mentre la diffusione del frigorifero
aveva richiesto decenni. La crescita del fatturato delle
imprese tecnologiche sarebbe quindi stata tale da produrre dei dividendi molto
alti, che avrebbero remunerato anche gli azionisti che avessero comprato a dei prezzi esorbitanti. Nel caso degli immobili, la penultima bolla, perché i finanziamenti a costi contenuti alimentavano senza
pause la domanda di case che spingeva i prezzi delle stesse in alto.
Nel caso del petrolio, l'ultima bolla, la maggior domanda
dei paesi di nuova industrializzazione che è superiore alla crescita della
produzione. Sembra una spiegazione della bolla, ma, a
ben guardare, non lo è. In tutti e tre i casi dovrebbe, infatti, scattare il
meccanismo che incentiva nei mercati "reali" la crescita dei beni
offerti che sgonfiano la bolla. Nel caso della
tecnologia, le nuove imprese che, entrando, riducono i profitti anormali delle
vecchie imprese. Nel caso degli immobili, un ciclo di costruzione di case, messo in moto dai prezzi
alti, effervescente in rapporto alla domanda, capace di far cadere il prezzo
degli immobili. Nel caso del petrolio, la messa in opera di nuovi pozzi che
accrescono la produzione. Evidentemente i mercati reali reagiscono con
lentezza. Nonostante sia chiaro come va a finire, le bolle si producono, si
gonfiano ed implodono. "Quelli che hanno capito tutto" possono però
vendere "allo scoperto" (farsi prestare i titoli da vendere,
venderli, per poi ricomprarli a dei prezzi minori),
quindi possono tenere fermi e prezzi ed impedire il
formarsi della bolla, oppure, in alternativa, possono
vendere i future che rappresentano gli indici. La vendita di future crea una
pressione di offerta sui prezzi ed impedisce lo
sviluppo della bolla. Come i mercati
"reali", anche quelli "finanziari" dispongono degli
"antidoti" per fermare le bolle. Abbiano visto che i primi reagiscono
lentamente. Ma che cosa accade nei secondi? Nel caso della tecnologia, dove
esistevano i future, la bolla non si era sgonfiata
lungo il percorso, perché era molto difficile procurarsi i titoli delle singole
imprese minori da vendere allo scoperto. Nel caso delle case,
la bolla non poteva sgonfiarsi per l'agire dei
meccanismo finanziari, perché non esistono ancora i future che rappresentino il
settore, e, per quel che riguarda le case singole,
perché non è possibile farsi prestare delle case,
venderle e ricomprarle a dei prezzi inferiori. Nel
caso del petrolio, invece, dove esistono i future, è possibile vendere ad una
data futura i barili, se si pensa che i prezzi di oggi
siano troppo alti. Così come, sempre nel caso del petrolio, uno può vendere
allo scoperto le azioni. In conclusione, i mercati reali correggono le bolle ma
dopo molto tempo, mentre quelli finanziari potrebbero sgonfiarle durante il
percorso, alla presenza di vendite allo scoperto e di future. Delle tre bolle,
quella petrolifera è l'unica che dispone degli antidoti finanziari per non
crescere. Eppure ? Come sempre è accaduto quando si sono avute le bolle, tutti
pensano che quella in corso non sia una bolla, ma un
qualcosa di vero. Nella fattispecie del petrolio la registrazione di una
carenza di offerta. Mentre uno può produrre tutti i semiconduttori che vuole,
oppure costruire tutte le case che vuole, uno non può
estrarre tutto il petrolio che vuole, il petrolio essendo una materia prima non
rinnovabile. Le bolle ad oggi sperimentate erano tutte legate a dei prodotti
"tecnicamente riproducibili". Ultima nota, il petrolio altera i
rapporti di forza, alimentando la potenza finanziaria di alcuni Paesi, quasi
tutti non democratici. Il petrolio non è solo un bene che sale di prezzo, esso
non è una "bolla qualunque", o, se si
preferisce, una bolla "politicamente
neutra". Si discute degli effetti del prezzo del petrolio sull'economia.
Minor domanda, maggior inflazione, e così via. Meno degli effetti del prezzo
del petrolio sulle borse. Prendiamo quella statunitense. Nel primo trimestre di
quest'anno gli utili sono flessi del 20% circa rispetto al primo trimestre
dello scorso anno. Uno potrebbe sostenere che l'andamento negativo degli utili
dipende dal settore finanziario, che è andato malissimo e da quello dei
consumi, che è andato male. Anche escludendo questi due settori, e quindi
prendendo solo quelli che sono andati bene, gli utili petroliferi da soli sono
la metà della crescita degli utili dei settori che vanno bene. Insomma la
crescita degli utili petroliferi sta dietro la tenuta della borsa. Infine, fra
le dieci maggiori società al mondo per valore di borsa, cinque sono
petrolifere, e, fra queste, due sono dei paesi emersi, Exxon e Shell, e tre dei
paesi emergenti, PetroChina, Gazprom, Petroleo Brasileiro. Infine, le prime due
sono private, le ultime tre statali. www.occamrazor.eu[/].
( da "Milano Finanza" del 24-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano Finanza
Numero 103 pag. 14 del 24/5/2008 | Indietro Tutti ai lavori
forzati Di Roberto Sommella Nel 2008 saranno quasi 150 mila gli italiani che
rinunceranno ad andare in pensione di vecchiaia. Un record che fa respirare il
governo, ma nasconde la paura per il futuro La stessa che provano 9 milioni di
americani. E intanto la spesa aumenta lo stesso Roma, Wisconsin. Dick
Alexander, 60enne capo settore in una fabbrica manifatturiera, aveva stabilito
di lasciare il lavoro e di andare in pensione, utilizzando il suo fondo, il 401
(k), nel 2008. Aveva, perché ha appena deciso di rimanere al suo posto, troppe
le incertezze economiche e troppo alto il rischio di trovarsi con una rendita
inadeguata a fronteggiare costo della vita e crollo del mercato immobiliare con conseguenti effetti sul valore della sua
abitazione. Come Dick ce n'è qualche milione, sparso negli States, di cittadini
in difficoltà, tanto che i quotidiani più diffusi d'America già parlano della
sindrome da mancato ritiro, di "riduzione delle uova d'oro
previdenziali". L'Istituto per la ricerca sulle indennità dei lavoratori
dipendenti (Ebri) ha tracciato recentemente un quadro inquietante: inflazione
al 3%, quasi il doppio per i beni di più largo consumo, prevedibile aumento
delle tasse e stasi economica con riduzione dei rendimenti hanno creato una
situazione simile a quella dei bui, bearish, anni Settanta. Risultato, quasi la
metà degli americani che hanno messo da parte per i loro investimenti
pensionistici meno di 25 mila dollari, giusto il 36% dei 55enni, ha spostato
più in là i piani di ritiro dal lavoro. L'equazione dell'Ebri è semplice:
considerando un lavoratore di 45 anni con un salario di 50 mila dollari annui e
un investimento previdenziale di 100 mila, questi riceverà dopo un ventennio un
assegno dal fondo pensionistico che va da 878 mila dollari a 486 mila a seconda
che il rendimento annuale del 401 (k) sia del 10 o del 6%. Il problema è che a
oggi questi tassi di rendimento negli States, causa crisi e
scoppio della bolla
immobiliare, viaggiano intorno al 3-4%. Se a
questo si aggiunge che oltre 9 milioni di americani sono alle strette per
l'aumento della rata del mutuo a fronte di un valore decrescente della propria
casa, il quadro è completo. Lavorare, lavorare e ancora lavorare, altro che
pensione. Roma, Italia. Strana la vita. Due mondi così lontani eppure
così vicini. Nella nostra patria, retta dal mitico sistema occidentale di
Welfare, aleggiano gli stessi incubi che tormentano i sogni di Dick Alexander.
Stasi economica, inflazione al 3% ma al 5% per i beni che ci accompagnano
giorno per giorno, dal pane alla benzina, salari greci, costi tedeschi. Si
scopre, e i numeri che in queste pagine Milano Finanza anticipa in esclusiva lo
dimostrano, che anche al di qua dell'oceano Atlantico la pensione non è più un
miraggio ma uno spauracchio e, attenzione, non quella d'anzianità, bensì la
vecchiaia, quella di diritto e che nessun governante mai avrebbe voglia di
mettere in discussione. I numeri, come sempre, parlano da soli anche se
stavolta vanno interpretati. Quest'anno, anno di grazia, si fa per dire, 2008,
le pensioni di vecchiaia che l'Inps si appresta a liquidare saranno ben 143
mila in meno rispetto al 2007, contro un consistente aumento di quelle di
anzianità (+14.026 unità), soprattutto a causa della rimozione dello scalone
previdenziale, che fissava l'accoppiata 60 anni e 35 anni di contributi a
partire da quest'anno sulla base della fu legge Maroni. In tutto, il plotone è
di 621.388 assegni da staccare contro i 750.403 di un anno fa. Apparentemente
la frenata della corsa alla pensione può essere attribuita al fatto che da
quest'anno sono state inserite delle finestre, diaboliche, anche per uscite dal
lavoro con l'assegno di vecchiaia, ma non è così. Una conoscitrice attenta di
queste dinamiche afferma che c'è di più, molto di più. Morena Piccinini, segretaria
confederale con delega al Welfare e alle pensioni della Cgil, traccia
un'analisi che assomiglia molto all'istituto americano Ebri, paradosso di
questi tempi capovolti. "Sicuramente quest'anno l'impatto frenante delle
finestre sulle pensioni di vecchiaia è notevole ma il problema è diverso, la
gente teme per il suo futuro", afferma. Il ragionamento è semplice: se nel
2008 le pensioni erogate si sono rivalutate solo dell'1,6% e l'inflazione è al
3%, con le note punte del 5% per i generi di prima necessità, chi può andare in
pensione sceglie di rivalutare ancora il proprio salario e rinvia l'abbandono
del posto di lavoro. E questo non è l'esatto ragionamento di Dick di Roma,
Wisconsin? Sentite ancora Piccinini. "La crisi economica si fa sentire",
riflette, "e fin quando non verranno rivalutati i coefficienti di
trasformazione che permettono di prendere poi una pensione decorosa sopra il
60% dell'ultimo stipendio, i lavoratori si troveranno nella condizione di dover
scegliere e opteranno per un rinvio dell'uscita (come i 55enni americani!,
ndr). La pensione non è più una libera scelta, più che le finestre può lo
scarso reddito futuro". Ecco perché sulle pensioni c'è una strana quiete,
una tregua tra le opposte fazioni; non sono più un problema perché il nodo è un
altro, l'epidemica riduzione del potere d'acquisto di milioni di famiglie.
Chiodo schiaccia chiodo, la paura del domani smonta la voglia di pensione. Ma
l'impoverimento è anche delle casse pubbliche. La coperta è corta e basta dare
un'occhiata ai conti delle spese previdenziali del prossimo futuro per capire
che il governo dovrà agire su due fronti: allungamento dell'età pensionabile e
nuovo sprint ai fondi pensione, i nostri mutual fund 401 (k), che ancora
stentano a decollare. Altrimenti serviranno a poco i tantissimi 165 miliardi di
euro necessari a coprire quest'anno le spese previdenziali e gli altrettanti
169 e 174 per il 2009 e 2010. Qualcuno obietta, ma l'incidenza sul pil scende,
dal 10.49 al 10,15%. Giusto, ma scende anche il pil, ammoniscono tutti gli
istituti di ricerca, Fmi e Ue compresi, e dunque tutti si sentono più poveri.
Tanto che la vera nuova riforma delle pensioni, dopo quelle di Amato, Dini,
Maroni e Damiano, rischia di farla un ministro ombra, la signora Congiuntura.
In Italia, come negli Stati Uniti. (riproduzione riservata) .
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MATERIE PRIME data: 2008-05-24 - pag: 44 autore: Metalli preziosi.
Negli Stati Uniti è in atto una vera corsa al "Silver Eagle"
L'argento nel mirino degli investitori Paolo Migliavacca Tempi duri per i
collezionisti americani di monete d'argento. La zecca Usa ha infatti deciso di
limitare la vendita del pezzo da un dollaro – chiamato "Silver Eagle"
per la celebre aquila, simbolo dello Stato, che vi compare su un verso –
decidendo le quantità da coniare su base settimanale "finchè non si potrà
far fronte alla domanda". La ragione va cercata nell'esplosione delle
richieste: in marzo le vendite sono balzate a 1,85 milioni di pezzi, il doppio
rispetto al mese precedente, mentre dall'inizio del
( da "Miaeconomia" del 25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
CASA " Casa
news Frenano i prezzi delle case (23/04/2008) Nel
primo semestre del 2008 si arresterà la corsa dei prezzi
delle case. Parola dell'Agenzia del Territorio che, nell'Osservatorio
2007, registra compravendite totali in calo del 7,1% (contro il +1,3% del 2006
e l'aumento del 5,4% registrato nel 2005). Mentre sui prezzi
si evidenzia che le quotazioni sono salite solo del 2,6% nel secondo semestre
del 2007 (in frenata rispetto al +3,7% del secondo semestre 2006) e su base
tendenziale annua del 5,5% (mentre nel secondo semestre del 2006 la crescita
era stata del +8,8%). La fotografia scattata dall'Agenzia
del Territorio delinea un quadro chiaro: la crisi dei mutui subprime, il
caro-mutui registrato negli ultimi mesi e i prezzi delle case
sempre alle stelle - anche se in lieve contrazione - stanno mettendo a dura
prova il mercato immobiliare. Anche se nel caso italiano non si può parlare di uno scoppio
della bolla
immobiliare, ma solo di un ridimensionamento.
Dall'Agenzia fanno notare che sul comparto pesano "fattori strutturali
legati al ciclo immobiliare, che è evidentemente
arrivato alla sua fase conclusiva. Tra questi i tassi di interesse per i mutui,
passati mediamente dal 3,5% del 2003 al 5,3% del 2007, e il livello raggiunto
dal prezzo degli immobili". Su quest'ultimo punto dall'Agenzia sottolineano
che i prezzi del residenziale sono saliti nei grandi
Comuni in media del 35% negli ultimi tre anni. In particolare, i cali più
consistenti nel numero di compravendite si sono registrati a Napoli (-16,2%),
Milano (-11,8% a livello annuale, con una discesa ridimensionata rispetto al
-13,5% del primo semestre dell'anno) e Palermo (-12,4%). Per quanto riguarda i prezzi, secondo l'Agenzia del Territorio il prezzo medio al
mq è pari a 1.557 euro (+2,6% rispetto al semestre precedente e +5,5% su base
annua), con una crescita però dei prezzi rallentata
rispetto a quella registrata nel semestre precedente. "Se il mercato immobiliare seguirà il classico andamento ciclico il tasso
di crescita delle quotazioni medie si attesterà sui livelli del tasso
d'inflazione". Lo sostiene il direttore dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del territorio, Gianni Guerrieri,
precisando che non si tratta di una "previsione", ma di una
"deduzione" ottenuta dall'osservazione del mercato. "Negli
ultimi tre semestri - spiega Guerrieri - abbiamo registrato un calo nelle
compravendite e prezzi ancora in salita. Nel prossimo
semestre ci aspettiamo che le quotazioni non crescano in termini reali".
Quanto alla diminuzione delle transazioni relative agli immobili residenziali
registrata nell'ultimo anno e mezzo, proseguirà anche nei primi sei mesi del
2008, portando il volume totale delle compravendite a 700.000 circa. 106 voti -
" Vota questa notizia ".
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
IMOLA pag. 2 Gli alloggi costano troppo e i giovani scelgono l'affitto
OSSERVATORIO, PARLA L'ESPERTO COMPRARE casa costa troppo, i giovani
preferiscono l'affitto e le compravendite di immobili in Emilia-Romagna segnano
nel periodo novembre 2007-marzo 2008 un meno 12% rispetto alle rilevazioni dei
cinque mesi precedenti. Eppure i prezzi delle case
calano appena del 2-3%. Ecco la situazione del mercato immobiliare secondo l'Osservatorio Fiaip. E' Simone
Guglielmini (foto), responsabile dell'Osservatorio e titolare dell'agenzia immobiliare Il mattone d'oro, a spiegare i motivi. I dati
regionali rispecchiano la situazione di Imola? "Solo in parte perché qui
il mercato regge meglio. Anche se i giovani preferiscono optare per
l'affitto". Se calano le compravendite, allora perché non calano i prezzi delle case nuove? "Bisogna considerare i costi
che le ditte sostengono per rispettare le nuove normative soprattutto sul
contenimento energetico. Anche il costo del terreno ha una notevole incidenza,
anche se è destinato a calare". Si prospetta un crollo del mercato immobiliare? "Non credo proprio. Certamente questo è un
periodo di riflessione, ma la situazione non mi sembra così preoccupante come a
volte si sente dire". Le case più care sono in
centro e ai Cappuccini: i nuovi acquirenti fuggono da queste zone?
"Assolutamente no. Certo, chi punta solo al risparmio si guarda intorno,
ma nella scelta della casa sono tante le valutazioni da fare. Chi ama una certa
zona è disposto anche a spendere un po' di più, pur di andare ad abitare lì.
Poi bisogna fare i conti con la disponibilità degli immobili".
( da "Unita, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Stai consultando
l'edizione del Il ritorno dell'inflazione minaccia la crescita Giacomo Vaciago:
"Siamo in un'altra bolla, ma stavolta nel Sud del
mondo si morirà di fame" di Laura Matteucci/ Milano L'ALLARMEIl mondo
intero è alle prese con un nuovo, vecchio problema: l'inflazione che rialza la
testa. Il dato italiano (3,3%), che tanto ci allarma, se visto in un contesto
mondiale risulta addirittura contenuto. In Italia come in tutta la zona euro
l'inflazione po- trebbe rimanere oltre il 3%, arrivando anche al 4%, per gran
parte dell'anno. Un problema serio per la crescita, una stangata per i
consumatori. Ma i dati peggiori si trovano oltreoceano. In Cina, l'inflazione
ufficiale è all'8,5%, dal 3% di un anno fa. L'India è al 7,8%, con la
percentuale massima nel mondo del peso della spesa per alimentari da parte
delle famiglie. Poi, c'è la Russia, volata al 14% dall'8% del 2007. Molto fanno
gli alimentari, e il resto i carburanti. Giusto ieri, gli automobilisti russi
hanno organizzato proteste in una cinquantina di città contro l'aumento dei prezzi della benzina, di circa il 12% da inizio anno. Negli
Usa, in almeno 300mila (dato significativo) hanno rinunciato a partire per il
"Memorial day", festa che di solito li spinge in autostrada: qui la
benzina è salita di oltre il 20% in un anno. Ma, del resto, anche in Italia non
si scherza sull'argomento: se a gennaio per un'auto di media cilindrata a
gasolio si spendevano 60 euro, adesso ne servono quasi 76 (+27%). Meno oneroso
il conto per l'auto a benzina: l'aumento è limitato a poco più di 7 euro.
"L'Economist" all'inflazione ha dedicato l'ultima copertina per
analizzarne motivi e conseguenze. Per noi lo fa Giacomo Vaciago, direttore
dell'Istituto di economia e finanza della Cattolica, editorialista de "Il
sole-24 ore", che già ne ha parlato proprio sul Sole qualche settimana fa.
Professore, i prezzi di petrolio e alimentari sono
alle stelle: che succede? "Siamo in un'altra bolla,
da almeno un anno, e ci rimarremo secondo me per un altro anno ancora. Il
problema è che da un decennio le banche centrali causano bolle, a cui poi
cercano di rimediare. Come diceva Churchill: "I trattati di pace servono a
risolvere i guai di una guerra". È scoppiata la bolla immobiliare, con la crisi dei mutui subprime: ebbene, la Fed ha deciso di
tenere bassi i tassi per ridurre i guai, soprattutto quelli delle banche.
Dollaro debole, tassi assurdamente bassi. Il rischio è che per aiutare le
banche si affamino migliaia di persone. Stavolta la bolla
fa male soprattutto ai poveri del mondo". Non è che i subprime
riguardassero proprio i ricchi. "Quello è il problema di chi ha creduto
nello slogan di Bush "Case per tutti". Qui è diverso, è peggio.
Questa bolla, "food and energy", che scoppia
mentre ci stavamo ancora leccando le ferite di quella precedente, fa
letteralmente morire di fame". In Europa, invece, i tassi sono fermi da
tempo. "Trichet non si è fidato, e li ha mantenuti invariati. Non ha
aggiunto benzina sul fuoco. Gli anni scorsi abbiamo beneficiato del fatto che
importavamo deflazione dai paesi emergenti, ma ormai anche l'inflazione cinese
- per dirne una - si sta impennando. Per avere un effetto calmiere, la Cina
dovrebbe lasciare apprezzare il suo cambio, ma in questo momento non credo farà
nulla: è paralizzata dalle Olimpiadi, è assolutamente intenzionata a farne un
grande successo". Diceva che ci vorrà un altro anno per uscirne.
"L'offerta di petrolio e alimentari, almeno nel breve periodo, non può
crescere, la quantità a disposizione resta costante: il grano viene raccolto
una volta l'anno, l'aumento delle trivellazioni non ha effetti immediati. In
questo tempo, gli agricoltori stanno facendo affari d'oro, molto più degli
industriali: costi uguali, ricavi in crescita esponenziale. Sono i consumatori,
considerando che in Europa mediamente è il 25% del reddito ad andarsene in food
and energy, che soffrono".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
I PROBLEMI DEL POPOLOSO
RIONE Roiano e Piscianzi: abbondano servizi e negozi, ma i parcheggi sono
l'ossessione quotidiana La carenza di posti auto incide sul valore degli
immobili anche se la zona rimane molto richiesta dal mercato NOSTRA INCHIESTA
TRIESTE CHE CAMBIA Una zona dalle due anime: a valle il caos da centro città, a
monte verde e quiete Nessun immobile di pregio, ma tanti edifici che risalgono
anche al primo Novecento De Paolo (Fiaip): espansione edilizia inesistente, è
attesa la riconversione della caserma della Polstrada
A Piscianzi si respira ancora l'aria del paese, ma il problema qui diventa
quello dei sottoservizi " " " " n PREZZI MEDIO-BASSI A
Roiano non esistono immobili di pregio. Per un appartamento ristrutturato si
oscilla tra i 1600 e i 2000 euro al metro quadrato n TANTI ANZIANI E STUDENTI A
causa della mancanza di posteggio e grazie ai numerosi negozi presenti, nel
rione vivono molti anziani e giovani. Tanti anche gli stranieri. n STOCKTOWN La
riconversione dell'ex fabbrica della Stock è stato l'ultimo intervento di
riqualificazione eseguito nella zona. Oggi ospita negozi, uffici, appartamenti
e la sede della Genertel di ELISA COLONI È un rione che "scoppia". Di
tutto: di auto in strada, di negozi ai lati, di cemento, di gente dalla faccia
diversa, di rumore. Un quartiere stretto tra il mare e il suo
"serbatoio" vitivinicolo sparso in collina. Roiano e Piscianzi,
centro e periferia in uno. "Catino" di case
e persone il primo; "schiena" verde e silenziosa il secondo. Entrambi
"ossessionati" dalla croce che si portano sulle spalle da sempre: la
viabilità. Il rapporto che gli abitanti e i commercianti di quest'area
"satellite" del centro hanno con le quattro ruote permea la
quotidianità come da nessun'altra parte a Trieste. Nella valle roianese la fame
di posteggio raggiunge oramai livelli insopportabili. Comprarci casa con due
auto in famiglia e senza garage? Pura follia. I pertugi disponibili tra piazza
Tra i Rivi e Largo Roiano, via Stock e viale Miramare sono meraviglie
fiabesche. Anzi, le doppie file fioccano a qualsiasi ora del giorno, le fermate
dei bus e le strisce pedonali sono valvole di sfogo per gli automobilisti alla
ricerca di una sosta "fortunata", lontana dagli occhi e dai
blocchetti dei vigili urbani in missione. Chi ci vive e ci lavora lo sa bene.
Chi pensa di andarci a vivere o a lavorare lo sa altrettanto bene, e più di
qualcuno, proprio a causa di questo problema, se ne tiene alla larga. Roiano,
pur essendo ancora oggi una zona richiesta dal mercato immobiliare,
perché zeppa di negozi e ai primissimi posti in città per qualità dei servizi,
perde punti a causa del suo storico tallone d'Achille: il valore degli
immobili, a detta degli agenti immobiliari, scende proprio per penuria di posti
auto. Se gli spazi ci fossero - sostengono gli esperti del mattone - i prezzi delle case salirebbero anche del 20 per cento. Poi si
lascia il "bacino" popolare roianese e si sale per via dei Moreri,
vicolo delle Rose, via degli Olmi, via Sottomonte o dei Molini, per raggiungere
l'altra "dimensione", quella incredibilmente lontana dal traffico
denso e caotico di Roiano. Ci si inerpica lungo queste direttrici che in una
decina di minuti portano sull'Altipiano, attraverso i vigneti e le pochissime case di Piscianzi e Lajnarji. E il nodo viabilità fa di
nuovo capolino, ma sotto forme totalmente diverse. Qui il problema dei
parcheggi quasi non esiste: praticamente non ci sono auto. Ci sono però le
strade, quelle che ci si può trovare a percorrere con lo stupore di chi non si
aspetta tornanti da montagna con vista mare e città alle spalle. Qui i nervi
della "schiena" verde di Roiano si accavallano bruscamente. Il vero
problema diventa quello dei sottoservizi, delle strade con i dossi, delle
buche, dei cedimenti laterali, degli spandimenti d'acqua. Magagne cui negli
ultimi anni si è tentato di porre rimedio con intense opere di manutenzione
che, in particolare in via dei Moreri (che deve il suo nome agli omonimi alberi
che una volta crescevano ai lati della strada) hanno portato una boccata
d'ossigeno a chi sta al volante. Roiano e Piscianzi: una fetta
"anomala" di città, con la doppia anima di centro caotico e
attrezzatissimo in basso; fascia "borderline" tra città e Carso,
saliscendi di pastini sovrastati da un pugno di case
in cui la lingua "ufficiale" è quasi sempre ancora lo sloveno,
invece, in alto. Un colpo ai sensi passare, nell'arco di pochi minuti, dall'uno
all'altro. In collina: case in pietra con steccati in
legno, "osmize", odore di verde, silenzio assoluto. A valle: clacson,
vociare costante, la vita che brulica a mille. Roiano, infatti, pur non
rientrando nel perimetro del salotto buono di Trieste, è forse la zona in cui
si respira più intensamente l'"effetto città". Qui non manca proprio
niente, i negozi non si contano. Supermercati, banche, bar, botteghe
specializzate sono prese d'assalto anche dai vicini di Barcola e Gretta, molto
più "avare" di saracinesche. E il binomio "pochi parcheggi -
tanti servizi" delinea il ritratto demografico di questa zona, con prezzi delle case ancora accessibili a un ampio range di
tasche: a preferirla sono soprattutto anziani, giovani (molti studenti) e
stranieri, cioè coloro che hanno necessità di negozi e servizi a portata di
mano, e meno bisogno di garage; che non hanno stipendi da nababbi e a volte non
sono neppure automuniti. "I prezzi delle case
a Roiano sono medio-bassi, perché in zona non esistono immobili di pregio -
spiega Antonio De Paolo, presidente provinciale della Fiaip, la Federazione
italiana agenti immobiliari professionali -. Ci sono edifici che risalgono a
inizio Novecento, altri palazzi degli anni Trenta e Quaranta, e
Sessanta, spesso senza box. Gli appartamenti sono generalmente piccoli, di
cento metri quadri al massimo, con prezzi che
oscillano tra i 2.500 e i 2.800 euro al metro per le nuove costruzioni, tra i
1.600 e i 2.000 per l'usato e tra gli 800 e i 1.000 per gli alloggi da
ristrutturare. Solo i palazzi costruiti in quelle strade che, come vicolo delle
Rose, salgono lungo la collina, costano di più e sono richiesti da una fascia
di acquirenti più alta. Hanno spesso terrazzoni con vista mare o giardino, e
garage. Per quanto riguarda Piscianzi - continua De Paolo - non esistono
interventi di alcun tipo: in molte zone non è possibile edificare; altre sono
occupate da terreni sui quali costruire sarebbe così costoso, considerate le
pendenze, da diventare sconveniente". "Roiano - aggiunge De Paolo -
rimane comunque una zona molto richiesta, in particolare da anziani, giovani e
famiglie con possibilità economiche medie o medio-basse, perchè è ben servita e
piena di attività commerciali di qualsiasi tipo. In questo rione, però,
l'espansione edilizia è praticamente inesistente: l'ultimo importante
intervento è stato quello che ha dato vita a "Stocktown"". I
mattoncini rossi del comprensorio dell'ex Stock oggi fanno da sede a Genertel,
cui si aggiungono supermercati, negozi, uffici e qualche appartamento. L'unico
intervento edilizio in programma, su cui sono puntati gli occhi ansiosi di
tutti i residenti, è la riconversione della caserma
della Polstrada, che verrà trasferita a San Sabba nel 2010. Tra le strutture
che dovrebbero sorgere nello spazio lasciato vuoto dalla caserma
c'è anche un parking interrato. "È su quest'opera che si gioca la partita
- afferma ancora De Paolo -. La carenza di posti auto incide anche sul valore
degli immobili: se ci fosse più spazio i prezzi
salirebbero anche del 20 per cento". Che la mancanza di posteggio sia la
principale fonte di stress per i roianesi lo si nota parlando con chiunque
nella zona. Per i commercianti è anche considerata causa di crisi economica.
"Piazza Tra i Rivi era meglio prima, quando le auto potevano posteggiare.
L'hanno fatta troppo grande e hanno rubato parcheggi - sostiene la titolare di
una gelateria -. Una volta c'era un sacco di gente che veniva a Roiano per fare
qualsiasi tipo di acquisto, mentre oggi il rione scoppia e in tanti
preferiscono recarsi altrove, dove c'è parcheggio". Anche secondo Stefano
Coretta, del negozio di foto, e Maurizio Digaeta, della vicina edicola,
"gli affari "negli ultimi anni sono calati. Soprattutto a causa della
crisi economica globale - spiegano - ma anche perchè la penuria di posteggio
spinge la gente ad andare da altre parti". "Io sono contento che
abbiano ristrutturato piazza Tra i Rivi - ma effettivamente il problema parcheggi
si sente sempre di più - commenta Sergio Ferluga, da trent'anni titolare di un
negozio di animali in via di Roiano -. Ricordo che quando ho avviato l'attività
il rione era così richiesto dai dettaglianti da non riuscire a trovarci un buco
libero. Roiano equivaleva alla certezza di un buon business. Oggi anche qui ci
sono saracinesche abbassate, ad esempio in via Barbariga". "Il futuro
di questa parte di Trieste dipende dalla riconversione della caserma
della Polstrada", spiega un residente, Dario Zappalà. Il problema, a
Roiano, è "monotematico". E così distante da quelli dei vicini di
casa di Piscianzi (che significa "polli" in sloveno), dove si respira
ancora l'aria del paese. "Quando ero più giovane, negli anni Sessanta e Settanta,
si saliva e scendeva verso valle a piedi, perchè le strade non erano asfaltate.
I pochissimi che avevano l'automobile, come il meccanico, si fermavano sempre a
raccogliere la gente a piedi quando ci si incrociava. Era normale, e io ho
mantenuto questa abitudine, anche se oggi qui vivono anche persone venute dalla
città negli ultimi dieci anni", racconta Neva Ferluga, sorella di Silvano,
che gestisce l'azienda vinicola di famiglia, che per un periodo dell'anno
diventa una frequentatissima "osmiza". In questo caso siamo in via
dei Molini, a Lajnarji, "frazione" di Piscianzi, vicino alla
"piazzetta" che si forma all'incrocio con via dei Moreri (dove
campeggia la statua di "Zdrava Marija", a dimostrazione del fatto
che, come confermato da Neva Ferluga, "qui si è sempre parlato in
sloveno"). "Quando ero bambina tutti raccoglievano i fiori di
finocchio selvatico, da cui si ricava una polvere gialla ottima con le
frittate. Io, un'estate, ne ho tirato su un chilo, sono andata a venderlo ai
negozianti di Roiano e ho guadagnato 8mila lire. Oggi qui lo fa solo una mia
zia di 95 anni e a Trieste ci sono solo un paio di vecchie drogherie che
vendono questo prodotto. A circa 500 euro al chilo...".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-05-25 - pag: 8 autore: è tornata la locomotiva
tedesca Export, basso costo del lavoro, conti virtuosi: così l'economia ha
ripreso slancio Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente Per molti
commentatori tedeschi la conferma più convincente sulla ripresa economica nel
loro Paese non sonoi dati congiunturali positivi o gli indici di fiducia in
rialzo. Piuttosto è stata la decisione di Warren Buffett, l'uomo più ricco del
mondo, di fare shopping tra le piccole e medie imprese in Germania. Poco
importa se l'Oracolo di Omaha sia passato anche da Losanna, Madrid e Milano:
l'importante, agli occhi degli analisti tedeschi, è che Buffett abbia iniziato
il suo tour lunedì scorso da Francoforte. Qualche giorno prima del resto
l'Ufficio federale di statistica annunciava gli ultimi lusinghieri dati
economici nel più popoloso Paese d'Europa. Nel primo trimestre l'economia è
cresciuta dell'1,5% trimestrale, il miglior risultato dal 1996. Il dato è stato
"drogato" da alcuni fattori, in particolare un settore edile che
grazie a un inverno mite ha contribuito per metà alla crescita del Pil. Resta
il fatto che l'economia è sorprendentemente dinamica, a dispetto di una serie
di ostacoli: il prezzo elevato del petrolio, la crisi finanziaria, l'euro
forte, il forte rallentamento del Pil americano. Qualche giorno fa da Berlino
il ministero delle Finanze ha spiegato che il dinamismo dell'economia tedesca
rischia di frenare nei prossimi mesi dopo che tra il 2006 e 2007 la crescita è
stata in media del 2,6% annuo. Per ora, tuttavia, la congiuntura in Germania
resiste meglio che altrove. La Spagna rallenta, l'Italia è in stagnazione, la
Francia si barcamena, il Regno Unito frena. Secondo molti economisti i motivi
sono almeno due. Prima di tutto il Paese ha riorientato le proprie esportazioni
in modo tale da rispondere alla domanda dei Paesi emergenti in macchine
utensili, stabilimenti chiavi in mano, macchinari complessi. Ormai l'export ha
un valore pari al 50% del Pil, quando il rapporto era del 30% nel 1998 e del
40% nel 2005. "La quota tedesca dell'export mondiale- spiegano gli
economisti dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
(Ocse) - è salita dall'8% nel 1995 al 9% nel 2005, quella cinese dal 3 al 10
per cento. Nello stesso periodo gli altri Paesi industrializzati hanno visto il
loro peso nelle esportazioni globali scendere in media di un quinto". A
differenza di altri Paesi, l'export tedesco è di qualità, poco sensibile alle
variazioni di prezzo. In secondo luogo, la Germania ha effettuato negli ultimi
anni una drastica cura dimagrante. Per rimanere competitiva nella zona euro,
dove vende circa il 40% delle proprie esportazioni, ha ridotto il costo del
lavoro, aumentato la settimana lavorativa, ristrutturato le proprie imprese.
Nel contempo, come spiegava di recente la Bundesbank, il Paese non ha le stesse
difficoltà di altri Stati membri: ha ridotto il deficit di bilancio e tenuto
sotto controllo il debito pubblico; a differenza di Spagna e Regno Unito, non deve fare i conti con lo scoppio di una bolla immobiliare; la crisi finanziaria poi non ha (almeno per ora) provocato
particolari strette al credito bancario. Rimane però il problema dei consumi,
sempre drammaticamente deboli e tali da mettere un'ipoteca sul futuro
dell'economia (si veda l'intervista pubblicata a fianco). Il Governo di
grande coalizione sta dibattendo la possibilità di ridurre le imposte dopo che
negli ultimi anni, grazie anche a una stretta fiscale, l'Esecutivo è riuscito a
riportare il bilancio pressoché in pareggio. A poco più di un anno dalle
elezioni nazionali del 2009 e mentre aumentano i segnali di un crescente
disagio sociale così come di un assottigliamento della classe media, alcuni
partiti politici - i cristiano- sociali bavaresi e i socialdemocratici- sono
tentati dalla strada dell'alleggerimento fiscale. Molti democristiani, tra cui
il cancelliere Angela Merkel, frenano. Il tema sarà al centro del dibattito nei
prossimi mesi, soprattutto se l'economia dovesse rallentare tra la fine del
2008 e l'inizio del 2009, come prevedono non solo molti economisti di mercato,
ma anche numerosi enti pubblici. Allo stesso tempo, l'impressione di molti è
che di nuove riforme economiche si tornerà a parlare solo dopo le elezioni.
beda.romano@ilsole24ore.com LA DEBOLEZZA La transizione è destinata a restare
incompiuta fino a quando non verrà risolto il problema dei consumi.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
26-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 26 Maggio 2008 Affari & Finanza >
RAPPORTO/IMMOBILI E MUTUI Affari & Finanza > RAPPORTO/ENERGIA E AMBIENTE
--> PRIMO PIANO pag. 10 TIMES SQUARE Bolle finanziarie la ricetta dei
Princeton Boys DI ARTURO ZAMPAGLIONE Era inevitabile che lo scoppio della bolla immobiliare, con le sue violente e perduranti
ripercussioni nella finanza globale, aprisse un nuovo filone di ricerca nelle
università americane. Gli è stato subito dato un soprannome spiritoso ?
"bollologia" ? e si propone non solo di spiegare le ragioni per cui a
un certo punto i mercati agiscono in modo maniacale, ma soprattutto di
delineare alcune strategie preventive. La tesi che si fa strada, infatti, è che
non bisogna più accontentarsi dell'approccio passivo di Alan Greenspan, che si
limitava a generici avvertimenti sulla "esuberanza irrazionale" dei
mercati (e ad aggiustare i cocci dopo l'esplosione), ma occorre un
atteggiamento più interventista da parte della Federal Reserve. "Il
governo deve contenere le bolle e quindi limitare l'abbondanza di credito che
le alimenta", sostiene Harrison Hong, un economista nato in Vietnam 37
anni fa e che, dopo aver studiato e insegnato negli istituti più prestigiosi
(Berkeley, Mit, Stanford), è ora uno dei nuovi guru della
"bollologia" assieme al cinese Wei Xiong e al tedesco Markus
Brunnermeier. Li chiamano "Princeton Boys" e hanno tre cose in
comune: sono trentenni, lavorano a Princeton e sono stati tutti reclutati da
Ben Bernanke per occuparsi delle speculazioni irrazionali. Prima di assumere la
guida della Fed, Bernanke era preside della facoltà di economia dell'università
a
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ECONOMIA ZONA
CERAMICHE pag. 17 ? SASSUOLO ? "NEL 2007 i metri quadri venduti sono
diminuiti co... ? SASSUOLO ? "NEL 2007 i metri quadri venduti sono
diminuiti complessivamente, tra Italia ed Estero, del 38%". Alfonso
Panzani, Presidente di Confindustria Ceramica, snocciola il dato che per molti
potrebbe significare recessione del settore. "Il fatturato ? spiega - è
stato appena superore a quello dell'anno precedente determinato dall'aumento
(media del 3,38%) dei listini, non sufficiente però a coprire i costi
industriali. In un settore in grande difficoltà per le bolle immobiliari, in
modo particolare negli Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda e Spagna, possiamo
parlare di una tenuta, visto il mercato in una così grossa flessione".
Guardando al 2008, Panzani parla di una "fotocopia del 2007, con delle
tensioni maggiori per quanto riguarda le vendite determinate dal fatto che
negli Stati Uniti andrà ancora peggio, così come la Spagna in grosse difficoltà
sul mercato interno e quindi con la necessità di piazzare all'estero quello che
prima riusciva a vendere nella penisola iberica". Nel suo commento,
Panzani parla di "positività" nelle vendite dell'Est Europeo, ma
questa crescita "non sarà mai sufficiente a coprire le perdite degli altri
mercati". Di rilievo, nella fotografia globale del settore, anche i 246
milioni di metri quadrati di materiale nei magazzini che rappresentano un
pesante drenaggio di liquidità per le imprese. "LE PREVISIONI ? afferma
Franco Vantaggi, Direttore Generale di Confindustria Ceramica ? non sono
positive. Speriamo nel 2009 e nel 2010 un recupero su alcuni mercati come gli
Stati Uniti e il Germania che potrebbero far registrare una ripresa
significativa. Siamo molto preoccupati della bolla immobiliare che è scoppiata in Spagna che porterà maggiori quantitativi del
prodotto di quel Paese sui mercati europei, un disturbo in più, visto i loro prezzi, per quelle italiane". Non vuol parlare di recessione del
settore il Direttore Generale di Confindustria Ceramica, ma di "una
riduzione della produzione e delle vendite. Nonostante tutto rimango
fiducioso e questo perché le piastrelle italiane sono le migliori del mondo,
apprezzate su tutti i mercati con differenze, rispetto agli altri produttori,
davvero rilevanti. Noi occuperemo ? conclude Vantaggi ? sempre più la fascia
alta del mercato e ci auguriamo che aumentino, nel mondo, quelli che potranno
acquistare le nostre piastrelle". Luigi Giuliani.
( da "Trend-online" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Realismo immobiliare: dove stà la luce in fondo al tunnel? BLOG,
clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 27.05.2008 07:50 Scopri
le migliori azioni per fare trading questa settimana!! una riduzione del 27 %
dal suo picco nel quarto trimestre del 2008, se consideriamo che in prima
lettura l'ultimo dato disponibile che sarà soggetto ad altre due letture era di
circa il 26 % di contrazione, credo che la strada sia ancora lunga e la caduta
andrà ben oltre la media storica. Robert Shiller che noi tutti conosciamo pubblicò in passato questo grafico che Voi avete già
avuto occasione di vedere, un grafico che dimostra come la bolla immobiliare era facilmente prevedibile, grafico rapportato all'inflazione
che ci offre una panoramica dal 1890 delle case esistenti e
non di nuova costruzione, bolla che potrebbe vedere un
rintracciamento del 40 % dal suo picco nel valore delle abitazioni. In
questo grafico di Paul Kasriel altro grande economista ed analista che seguo da
molto tempo, abbiamo una panoramica della situazione in riferimento all'indice
Pending Home Sales Index. Paul sostiene che le vendite di abitazioni tendono ad
essere in ritardo di circa due mesi rispetto al Pending Home, questo è un
grafico che risale all'ottobre 2006 quando ancora in Italia nessuno conosceva
il fenomeno " subprime " Questa è la situazione attuale del Pending
Home Sales Index: Pending Home Sales Year United States Northeast Midwest South
West United States Northeast Midwest South West 2005 124,4 108,6 116,6 134,9
128,8 * * * * * 2006 111,9 98,6 101,5 127,0 109,6 * * * * * 2007 96,3 86,8 89,9
107,9 92,4 * * * * * Seasonally Adjusted Annual Rate Not Seasonally Adjusted 2007
Mar 103,9 95,5 95,4 115,8 100,7 119,4 118,9 110,6 131,1 110,8 2007 Apr 101,5
segue pagina >>.
( da "Wall Street Italia" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di WSI Il rapporto
S&P/Case Shiller, l'indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili
nelle 20 maggiori citta', scende piu' delle attese. -->Il rapporto
S&P/Case Shiller, l'indicatore che monitora il prezzo medio degli immobili
nelle 20 maggiori citta' statunitensi, e' risultato in calo (su base annuale)
del 14.4% nel mese di marzo. Continua dunque il crollo dei prezzi
delle case in America. Le attese degli analisti erano per una contrazione
del 12%. Nel mese precedente l'indicatore aveva segnato una contrazione del
14.2%. Si tratta del maggiore calo degli ultimi 20 anni, da quando l'indice ha
iniziato ad essere calcolato. Nel mese precedente il calo era stato pari a
-12.7% parla di questo articolo nel Forum di WSI.
( da "Wall Street Italia" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Il calo di marzo - secondo la Bloomberg -
rappresenta un record, essendo il più forte dall'inizio
delle serie storiche disponibili, e indica che la crisi del comparto immobiliare non è finita. Una cattiva notizia per l'economia e per il
settore finanziario: perché questo possa uscire dalla crisi dei mutui è infatti
necessaria una certa stabilizzazione dei valori immobiliari. L'indice
S&P/Case-Shiller è risultato in calo ciascun mese a partire da gennaio, dal
momento che il livello record di pignoramenti edilizi sta facendo affluire sul
mercato molte abitazioni in offerta, mentre i requisiti più stringenti per
ottenere credito ipotecario stanno frenando la domanda. (ANSA).
( da "Wall Street Italia" del 27-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA - -->(ANSA)
- NEW YORK, 27 mag - La flessione dei prezzi delle case
non si arresta e la fiducia dei consumatori americani precipita, complice
l'impennata delle quotazioni petrolifere e dei carburanti e il debole mercato
del lavoro. In marzo i prezzi delle case sono calati
del 14,4%, registrando la flessione maggiore dal 2001. Il mercato immobiliare sembra quindi non trovare pace, come dimostra
anche l'andamento delle case nuove salito del 3,3% in
aprile: un dato positivo che non deve - spiegano gli analisti - trarre in
inganno visto che nonostante l'inaspettato aumento le vendite rimangono però
sui livelli minimi da 17 anni, cioé dall'ottobre 1991. Sul fronte della
fiducia, il quadro è ancora più preoccupante: l'indice a maggio è sceso a 57,2
da 62,8 di aprile, lasciando intravedere una battuta d'arresto nei consumi,
motore dell'economia americana. "Quando la fiducia è così bassa, è
difficile immaginare che i consumatori acquisteranno casa nel breve
termine", osserva Scott Anderson, analista di Wells Fargo, secondo il
quale "il mix calo dei prezzi degli immobili,
credit crunch e quotazioni del greggio avarà effetti più
probabilmente più pensati di quanto si prevedeva all'inizio dell'anno. L'indice
S&P/Case-Shiller, che monitora l'andamento dei prezzi delle case,
ha registrato nel primo trimestre un ulteriore calo dei prezzi, a dimostrazione del fatto che - spiegano gli analisti - le
difficoltà sul mercato immobiliare sono ancora lungi dall'essere risolte. "Il profondo
rallentamento del real estate residenziale prosegue" spiega David M.
Blitzer, presidente dello S&P index committee. I dati hanno evidenziato
contrazioni del 15% dei prezzi in tutte e 10 le
maggiori aree metropolitane. Las Vegas è la città che ha subito il calo
maggiore, -26%, seguita da Miami e Phoenix, rispettivamente del 255 e del 23%.
(ANSA).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-05-28 - pag: 8 autore: Usa. Per
l'immobiliare è il calo maggiore da 20 anni Negli Stati Uniti crollano fiducia
e prezzi delle case Marco Valsania NEW YORK La fiducia dei consumatori e i prezzi delle case danno nuovi verdetti preoccupanti sull'economia americana:
l'indice S& P/Case-Shiller dei valori delle abitazioni è crollato del 14,1%
nel primo trimestre dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2007, uno
scivolone record nei vent'anni di esistenza del dato. E la fiducia delle
famiglie misurata dal Conference Board è caduta in maggio di oltre cinque
punti, a 57,2 da 62,8, subendo il quinto declino mensile consecutivo e toccando
il minimo dall'ottobre del 1992. Nel corso degli ultimi dodici mesi questo
indicatore si è ormai quasi dimezzato. Il settore immobiliare
ha cercato conforto in un imprevisto aumento delle vendite di nuove case in aprile, pari al 3,3% al livello annuale di 526mila,
con prezzi in media in rialzo dell'1,5% a 246mila
dollari. Ma neppure questo dato ha potuto scacciare le ombre di una crisi che
appare lontana dalla conclusione: le vendite restano in calo del 42% rispetto
all'anno scorso e sono reduci da un calo in marzo superiore a quanto
inizialmente stimato, dell'11% invece che dell'8,5 per cento. "Gran parte
del Paese rimane in preda a una spirale negativa ", ha detto David
Blitzer, il reponsabile del comitato che elabora l'indice S&P/CaseShiller.
L'indice trimestrale dei prezzi è risultato in brusco
calo - del 6,7% - anche quando confrontato con i tre mesi immediatamente
precedenti. I mercati al centro nella bufera sono stati anzitutto quello di Las
Vegas in Nevada, con una flessione nei prezzi del 26%,
di Miami in Florida con il 25% e di Phoenix in Arizona con il 23 per cento. Sei
aree metropolitane sulle venti esaminate hanno subito declini superiori al 20
per cento. Accanto alla crisi immobiliare, sugli
americani pesa la paura per il peggioramento del quadro occupazionale e i
rincari dell'energia e in particolare della benzina. "L'indebolimento
delle condizioni di business e del lavoro, il pessimismo sul futuro immediato,
hanno inciso sulla fiducia dei consumatori", ha spiegato Lynn Franco,
responsabile del dato per il Conference Board. Il pessimismo è stato aggravato,
ha aggiunto, dallo spettro dell'inflazione, con i "costi record della
benzina " che non accennano a frenare. Nel lungo fine settimana del
Memorial Day, appena concluso, molti americani hanno cancellato o
ridimensionato piani di viaggio. In maggio, entrambe le componenti dell'indice
della fiducia sono scivolate: quella che misura le condizioni attuali è passata
a 74,4 da 81,9 punti, quella delle aspettativeè scesa a 45,7 da 50 punti. La
Federal Reserve, tuttavia, ha nuovamente indicato di non essere propensa a ulteriori
interventi di politica monetaria per stimolare l'economia."Credo che
l'attuale livello dei tassi di interesse sia adeguato" ha detto la
responsabile della sede Fed di San Francisco Janet Yellen. E ha aggiunto di
ritenere che i tagli già effettuati nel costo del denaro e gli incentivi
fiscali del Governo "siano sufficienti a promuovere una crescita moderata
". mvalsania@ilsole24ore.us LA BANCA CENTRALE La Federal Reserve ha fatto
capire anche ieri che l'attuale livello dei tassi è appropriato: esclusi per
ora altri tagli.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-05-28 - pag: 6 autore: DALLA PRIMA I tre anni di
errori della Fed Ma la frase di KÖhler sembra ignorare che molte di queste
carenze derivano o sono state aggravate proprio dalle politiche pubbliche. Se
non si capisce questo, ci troveremo presto a fare i conti con crisi altrettanto
drammatiche. In primo luogo, una parte notevole della responsabilità della
crisi spetta alla politica monetaria di bassi tassi di interesse e di
abbondante liquidità perseguita dalla Federal Reserve dal 2002 al 2005. Essa ha
generato un'espansione eccessiva del credito, che si è riflessa sul prezzo
delle abitazioni e al tempo stesso se ne è alimentata, in un circolo perverso.
Quel che è peggio è che la politica monetaria sembra intrappolata in un circolo
vizioso, in cui ogni crisi sembra determinare un'eccessiva espansione
monetaria, che va ad alimentare la bolla speculativa
successiva. Ciò è accaduto dopo le crisi del 1998 e del 2001, e non è escluso
che ora stia accadendo di nuovo. In questo circolo vizioso, le istituzioni
finanziarie si sentono incentivate ad assumere rischi sempre maggiori,
prevedendo di essere comunque salvate dalla politica monetaria, che così
riproduce a livello macroeconomico gli effetti perversi che i salvataggi delle
singole banche hanno a livello microeconomico. Per venir fuori da questa
trappola, la politica monetaria dovrebbe cercare di giocare d'anticipo,
diventando più restrittiva già nella fase di sviluppo delle bolle speculative e
non solo quando queste ormai hanno raggiunto le dimensioni terrificanti della bolla
immobiliare nel 2006. Certo, questa politica
di "leaning against the wind" non è facile da condurre, poiché
richiede che la Banca centrale identifichi le bolle speculative in tempo utile.
In secondo luogo, l'ampiezza della crisi è stata accentuata dalla
regolamentazione bancaria, e soprattutto dalla regola secondo cui i
coefficienti di capitalizzazione delle banche vanno calcolati valutando
il loro capitale ai prezzi di mercato. Ciò fa sì che
quando i prezzi dei titoli aumentano, le banche
possano espandere il credito, così facendo lievitare ulteriormente i prezzi dei titoli. Questa spirale, che prima della crisi ha
accelerato l'espansione del credito, ora ne sta accentuando la contrazione. Va
però dato atto al presidente tedesco che esistono anche aree in cui la crisi è
stata aggravata dalle lacune della regolamentazione piuttosto che dai suoi
effetti perversi. Ciò è vero per quanto riguarda la cartolarizzazione dei
crediti ("securitization"), che le banche hanno usato massicciamente
per ottenere nuova liquidità e generare altri crediti. Qui la lacuna consiste
nel non aver richiesto un'adeguata trasparenza nel processo con cui le banche
"impacchettavano" i crediti bancari nei titoli che vendevano: al
mercato sono state trasmessse solo le informazioni riassunte nel rating
dell'intero pacchetto di crediti venduto. Questa semplificazione delle
informazioni trasmesse ha consentito alle banche di ampliare la platea dei
compratori dei propri titoli, ma ha ridotto la possibilità di valutarne
accuratamente la rischiosità nella situazione attuale, in cui il rischio di
insolvenza dei crediti sottostanti è molto elevato. Un'altra lacuna della
regolamentazione ha riguardato il trasferimento di crediti fuori bilancio
attraverso "special investment vehicles", con cui le banche hanno
potuto eludere la regolamentazione prudenziale sui coefficienti di
capitalizzazione. In realtà, all'origine di tutte queste carenze della politica
monetaria e della regolamentazione c'è un unico problema: la mancata
comprensione della portata dell'innovazione finanziaria, e in particolare del
fatto che essa consente alle istituzioni finanziarie di generare credito in
misura autonoma dalla politica monetaria, talora con effetti destabilizzanti.
Ciò spiega sia gli errori della politica monetaria sia i difetti e le lacune
della regolamentazione. La politica monetaria non è riuscitaa incidere
sull'aggregato rilevante, che non è la crescita della massa monetaria, ma
quella dell'attivo delle banche, e la regolamentazione non è riuscita a
intervenire sui meccanismi che le banche hanno escogitato proprio per
affrancarsi dai vincoli imposti dalla regolamentazione prudenziale. Le Banche
centrali e le autorità di vigilanza bancaria non potranno riguadagnare il terreno
perduto, né fronteggiare le forme future di innovazione finanziaria se non
uniranno le proprie forze. Le variazioni dei tassi di interesse sono uno
strumento troppo rozzo se usato da solo per contrastare gli effetti
destabilizzanti dell'innovazione finanziaria: a questo scopo, è necessario
invece poter modulare anche la regolamentazione e la vigilanza sulle
istituzioni finanziarie, specie quando il loro attivo si espande troppo
rapidamente. è facile capire che tutto ciò rappresenta una sfida molto seria
per l'Europa, dove la Bce non ha alcun potere sulle banche, e la vigilanza su
di esse è ancora affidata alle autorità nazionali. Marco Pagano Il testo è la
sintesi della relazione che il professor Marco Pagano (docente di Politica
economica all'Università Federico II di Napoli e presidente dell'Einaudi
Institute for Economics and Finance) terrà oggi a Milano alla terza
"Telecom Italia Lecture" (Sala napoleonica di Palazzo Grepi, via S.
Antonio 10, ore 17) sul tema "Subprime lending crisis: lessons for financial
regulation".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: FESTIVAL DELLECONOMIA data: 2008-05-28 - pag: 19 autore: L'America al
bivio dopo i subprime. L'ex presidente della Fed Paul Volcker suggerisce agli
Usa più cooperazione con Ue e Giappone Finanza globale con regole comuni
Morris: "Il ciclo liberista di Reagan è finito" - Soros: "Norme
più stringenti sul credito" di Mario Margiocco T recentottanta miliardi di
perdite già subite e calcolate da Bloomberg, più circa 170 previste a carico di
banche e finanziarie, entro il 2009 secondo la stima di Meredith Whitney di Oppenheimer
& Co, l'analista che per prima ha dato l'annuncio in autunno dei guai di
Citicorp. Questo finora il costo globale, tra contabilizzato e previsto, della crisi finanziaria del 2007-2008 che, è lo stesso ex
ottimista ed ex presidente della Federal reserve americana Alan Greenspan a
ricordarlo, non consente ancora di dichiarare lo scampato pericolo. La crisi immobiliare americana, fattore principale, è in pieno svolgimento e solo fra
sei mesi sarà possibile fare un bilancio più attendibile. Sulla base di
quanti mutui a quel punto saranno inesigibili e quanti invece, con l'aiuto
anche di forti incentivi in parte già decisi e in parte ancora in discussione a
Washington, saranno si spera onorati. Comunque sia, l'enormità delle cifre, la
salvezza dovuta alla decisa azione delle Banche centrali che hanno fornito
liquidità in misura eccezionale, la paura vissuta, e l'ammissione di clamorosi
errori di informazione hanno fatto del 2007-2008 una data spartiacque. Questa
crisi ha già cambiato profondamente i mercati, voltato pagina, chiuso 30 anni
di finanza e aperto una nuova era, ancora incerta e tutta da definire. è la
tesi espressa con forza da due saggi da poco usciti negli Stati Uniti, e
adombrata in due recenti interventi: tenuto il primo a New York l'8 aprile e il
secondo al Congresso di Washington dall'ex presidente della Federal reserve,
Paul Volcker. Secondo Charles R. Morris, un veterano della finanza che ha
scritto (era al lavoro da un paio d'anni, avendo previsto l'esito) la prima
storia di quanto accaduto sui mercati nel 2007-2008 ( The trillion dollar
meltdown. Easy money, high rollers, and the great credit crash, Public Affairs,
New York, 2008), siamo a una rivoluzione storica. La grande inflazione degli
anni 70 segnò lafine del liberalism americano, cioè della concezione di Governo
e Stato come uno dei pilastri dell'economia. "L'elezione di Ronald Reagan
nel 1980 indicava che l'epoca keynesiana era finita- scrive Morris- . In modo
vago, confuso, ma determinato, gli elettori avevano segnalato di essere pronti
a cambiare cavallo ideologico. I teorici del libero mercato avrebbero avuto
modo di correre la loro corsa". Ma ora la corsa è finita. "L'attuale
ciclo conservatore, liberista, avviato dalla presidenza Reagan, nonostante
tutti i suoi risultati, sembra essersi da tempo impantanato nei propri eccessi.
Come minimo, un ritorno a una ragionevole regolamentazione finanziaria si
impone". L'ampiezza dell'attuale crisi finanziaria sostiene Morris
rovesciando la formula reaganiana - suggerisce che abbiamo raggiunto il punto
in cui è il dogmatismo del mercato ad essere diventato, piuttosto che la
soluzione, il problema. E, dopo un quarto di secolo, è questo il momento in cui
il pendolo si sposta dall'altra parte". Sarà un mercato più democratico?
Certamente dovrà essere più informato. Morris racconta con chiarezza nel suo
libro come alla fine le crescenti complessità dei prodotti finanziari, e lo
scarso controllo delle istituzioni che si sono limitate a controllare il
circuito delle banche commerciali, cioè metà del mercato negli Stati Uniti e
pressoché ignorando l'altra metà, abbiano portato la situazione al punto di
rottura. George Soros, finanziere di successo, filantropo, attivista politico,
sostenitore della candidatura di Barack Obama, autore recentemente di The new
paradigm for financial markets. The credit crisis of 2008 and what it means
(Public Affairs, New York, 2008), va oltre. Il ciclo di Morris, generazionale,
diventa di due generazioni e oltre. Sono 60 anni, dice il finanziere di origine
ungherese, che il mondo vive un super boom arrivato a una svolta. Questa
coincide con un ridimensionamento del potere americano. Non tutti e non sempre
sono d'accordo con Soros, che ama visioni epocali, e giudizi secchi. Le sue
ricette sono chiare. "La creazione di credito è un settore che deve essere
regolato. All'industria finanziaria è stato permesso troppo a lungo di
realizzare profitti troppo alti e di crescere a dimensioni troppo grandi".
Cosa che ha consentito a molte imprese di crescere ugualmente, si potrebbe
aggiungere, e a molti di lavorare e risparmiare; ma è chiaro che vi sono stati
eccessi. Soros è convinto che l'indebitamento è stato esagerato, che questo ha
indebolito varie monete, il dollaro in particolare, e che una recessione negli
Stati Uniti è inevitabile. Guardando oltre, Volcker ha consegnato ai suoi due
interventi un giudizio storico autorevole su quanto è successo e quanto occorre
fare perché non si ripeta più. La nuova ingegneria finanziaria ha fallito la
prova del mercato, era il perno del discorso tenuto l' 8 aprile all'Economic
Club di New York, e da allora citatissimo. Meno gettonata finora la più breve
testimonianza data il 14 maggio al Joint economic committee del Congresso
americano. Ugualmente importante e più propositiva. Volcker calca molto sulla
necessità di un approccio internazionale. "Devo insistere sul fatto - ha
detto a deputati e senatori - che ben pochi dei cambiamenti e delle riforme
necessari possono essere fatti su base nazionale senza un alto livello di
cooperazione con gli altri importanti protagonisti della finanza mondiale,
specialmente l'Unione Europea e il Giappone. In un mondo di finanza globale -
diceva Volcker due settimane fa- le recenti esperienze dimostrano che siamo
tutti sulla stessa barca". mario.margiocco@ilsole24ore.com UN CLIMA SI è
ROTTO Fra sei mesi si potrà fare un bilancio realistico sulla bolla immobiliare è iniziata un'era incerta e tutta da
definire Mercati in tensione continua. Secondo le ultime stime la bolla dei subprime del 2007-
( da "Trend-online" del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Sabbie mobili
immobiliari! BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai ,
28.05.2008 07:59 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
passaggi di proprietà dai mutuatari alle banche le quali provvedono ad
aumentare ulteriormente gli inventari. WSJonline. Home sales are rising in some
U.S. metropolitan areas where lenders have slashed prices on foreclosed
properties. Generally, home sales remain weak. The National Association of
Realtors reported last week that sales of previously occupied homes in April
were down about 18% from the already depressed year-earlier level. Vendite in aumento sopratutto nelle zone più colpite dalla bolla immobiliare, Las Vegas, Sacramento, Fort Myers e Detroit City, valori che
ritornano alla realtà, una buona notizia per coloro che non si sono fatti
attrarre in questi anni dalle sirene subprime, dalle sirene dell'illusione immobiliare. In conclusione, nessuna luce in fondo al tunnel, nessuna svolta
all'orizzonte, una dinamica che ci accompagnerà ancora per alcuni anni,
forse verso la fine dell'anno raggiungeremo il punto più basso, il leggendario
bottom, forse nei primi mesi del prossimo anno, ma dopo bisognerà risalire e
nel frattempo la recessione economica farà il suo inevitabile corso e in un
sistema correlato dove la Federal Reserve non aveva previsto nessun contagio,
il fenomeno subprime e il mercato immobiliare hanno
dimostrato che non importa la percentuale di contributo che un settore apporta
al PIL ma quanto questa percentuale ha sostenuto la precedente illusione!
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vele del Marinaio che non sa dove andare!.
( da "Trend-online" del 28-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
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azioni per fare trading questa settimana!! Come altro definire il fenomeno
subprime, se non sabbie mobili immobiliari, come dice Wikipedia per sabbie
mobili si intende una massa di sabbia fine, come la stragrande maggioranza di
coloro che hanno contratto mutui senza alcuna garanzia reddituale o
patrimoniale, sabbia fine, più o meno satura di acqua, satura di indebitamento
cronico, caratterizzata da una debole capacità di sostenere pesi, la "
home equity " quell'illusione infinita che i valori immobiliari non
possono che tendere al cielo, possono solo salire. A causa della presenza di
acqua, l'oceano di liquidità ad opera di una politica monetaria espansiva
spesso irresponsabile, essa può reagire vistosamente alle tensioni interne e
comportarsi come un liquido, se meccanicamente sollecitata da un progressione
al rialzo nel livello dei tassi, fed funds che passano da
( da "Asca" del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
(ASCA)
- Roma, 29 mag - Accelera la flessione dei prezzi delle
case in Gran Bretagna. La rilevazione mensile di Nationwide mostra che a
maggio il prezzo delle case accusa una
flessione del 2,5% sul mese scorso e si tratta della maggiore contrazione dal
1991, oltre ad essere ben superiore al -0,5% di aprile. Con il dato di maggio sono sette
mesi consucutivi che le quotazioni degli immobili registrano un calo. Su base
annuale la flessione e' del 4,4% con un prezzo medio a 173.583 sterline.
did/cam/alf.
( da "Wall Street Italia" del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA -
-->(ANSA) - ROMA, 29 MAG - "La speculazione finanziaria abbandona la
partita dei beni immobiliari, si concentra sulle materie
prime e i cambi delle monete. Basta che un'agenzia, una di quelle coinvolte
nella vicenda dei derivati sulla bolla immobiliare
dei mutui facili, dichiari che il petrolio arriverà a 200 dollari al barile,
perché la profezia possa autoavverarsi. Siamo seduti su una polveriera".
Lo ha affermato, intervenendo alla conferenza di organizzazione, il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani. (ANSA).
( da "TgFin.it" del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Allarme prezzi,governo intervenga" Epifani:redistribuire almeno
5 miliardi La Cgil torna a lanciare l'allarme redditi e chiede al governo un
intervento urgente: la proposta lanciata dal leader Guglielmo Epifani è di
ridurre il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni per
contrastare l'aumento dei prezzi e arricchire così le
buste-paga. Il numero uno della Cgil spiega che la perdita del potere
d'acquisto impone la redistribuzione di 5-6 miliardi di euro. La Cgil torna
dunque a rilanciare la piattaforma unitaria su fisco e redditi chiedendo al
governo "di ridurre il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e sulle
pensioni e riprendere la lotta contro l'aumento dei prezzi".
La richiesta arriva in apertura di lavori della Conferenza di organizzazione. Epifani
sottolinea che la situazione dei redditi e della perdita del potere d'acquisto
"impone interventi fiscali marcatamente redistributivi dell'ordine di 5-6
miliardi, attraverso il fisco, con un rafforzamento e una rimodulazione delle
detrazioni a favore del lavoro dipendente e delle pensioni". Tale misura,
ha aggiunto il numero uno della Cgil, "può consentire un rafforzamento
delle retribuzioni dell'ordine di 400 euro". CGIL: IL GOVERNO ASCOLTI O
SALTA IL DIALOGO La Cgil chiede al governo di tornare a dialogare con il
sindacato ed Epifani dice: "Si abbia la volontà e capacità di ascolto,
perchè in caso contrario il dialogo non può funzionare, e prima o poi finirà.
Vale ciò che ho detto al primo incontro a Palazzo Chigi, patti chiari, amicizia
lunga". Le elezioni politiche, ha detto ancora Epifani, "sono state
un vero e proprio terremoto, della cui profondità e intensità saranno i
prossimi anni a indicarci la consistenza" e i primi provvedimenti presi
dal governo delineano "un quadro che non ci rassicura". Epifani ha
però invitato il governo a puntare su obiettivi "possibili" per fare
"uscire il Paese dai suoi problemi e recuperare il terreno perso in questi
anni". EPIFANI: LA POLVERIERA-MUTUI "La speculazione finanziaria
abbandona la partita dei beni immobiliari, si concentra
sulle materie prime e i cambi delle monete. Basta che un'agenzia, una di quelle
coinvolte nella vicenda dei derivati sulla bolla immobiliare
dei mutui facili, dichiari che il petrolio arriverà a 200 dollari al barile,
perchè la profezia possa autoavverarsi. Siamo seduti su una polveriera",
ha detto ancora Epifani. IL NODO STRAORDINARI La detassazione degli
straordinari "sarà di difficilissima gestione", mentre l'abolizione
dell'Ici sulla prima casa apre un problema con i Comuni e non affronta il tema
dell'affitto. Epifani dunque boccia le due misure varate nei giorni scorsi dal
governo. In particolare, ha spiegato il leader sindacale, la detassazione di
premi variabili e straordinari "sostiene da un lato il valore netto dei
premi variabili e dall'altro favorisce fiscalmente chi fa gli straordinari e
quindi una parte dei lavoratori. Le nostre critiche su questo punto, nè
ideologiche nè prevenute, sono fondate: è una scelta che divide i lavoratori,
le donne dagli uomini, il Nord dal Sud, il lavoro pubblico, in una evidente e
voluta condizione di minorità, da quello privato". E non solo:
"Rischia di far saltare gli accordi di flessibilità, penalizza quelle
lavoratrici e lavoratori che lavorano a turni, che fanno le notti, il sabato,
la domenica, quegli accordi in cui si è scelto di avere più occupazione".
Per ciò che riguarda invece l'abolizione dell'Ici, secondo Epifani "sgrava
di più le famiglie al crescere di valore della casa di proprietà; non affronta
la condizione di chi vive in affitto, apre un problema, non risolto in modo
chiaro, con le entrate dei Comuni, contraddice il programma del federalismo
fiscale: però, come sappiamo, è molto popolare tra le persone". La
detassazione degli straordinari inoltre, aggiunge ancora Epifani, "contrariamente
a quello che Confindustria dice, non aumenta neanche la produttività oraria,
forse la scoraggia e non si muove nel senso di dare forza alla
contrattazione". Anche dal punto di vista fiscale, ha aggiunto, "le
cose non stanno come si dicono. Per molti lavoratori parrebbero più convenienti
le detrazioni di oggi all'aliquota ridotta". GLI ALTRI ARTICOLI Antitrust:
mutui, le banche offrano di più Pubblico impiego,Cgil lascia tavolo VAI A:
Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Lotta all'evasione, incassi da record Nelle casse
del Fisco oltre 6 miliardi Pay-tv Mediaset, cresce il business Nel 2008
raddoppieranno i ricavi As Roma, ennesima smentita Non se ne può più dei
rumors! Viene dal Giappone un'idea "stellare" di marketing La Sapporo
utililzzerà l'orzo coltivato in orbita GRAFICHE.
( da "TgFin.it" del 29-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Allarme prezzi,governo intervenga" Epifani:redistribuire almeno
5 miliardi La Cgil torna a lanciare l'allarme redditi e chiede al governo un
intervento urgente: la proposta lanciata dal leader Guglielmo Epifani è di
ridurre il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni per
contrastare l'aumento dei prezzi e arricchire così le
buste-paga. Il numero uno della Cgil spiega che la perdita del potere
d'acquisto impone la redistribuzione di 5-6 miliardi di euro. La Cgil torna
dunque a rilanciare la piattaforma unitaria su fisco e redditi chiedendo al
governo "di ridurre il prelievo fiscale sul lavoro dipendente e sulle
pensioni e riprendere la lotta contro l'aumento dei prezzi".
La richiesta arriva in apertura di lavori della Conferenza di organizzazione.
Epifani sottolinea che la situazione dei redditi e della perdita del potere
d'acquisto "impone interventi fiscali marcatamente redistributivi
dell'ordine di 5-6 miliardi, attraverso il fisco, con un rafforzamento e una
rimodulazione delle detrazioni a favore del lavoro dipendente e delle
pensioni". Tale misura, ha aggiunto il numero uno della Cgil, "può
consentire un rafforzamento delle retribuzioni dell'ordine di 400 euro".
CGIL: IL GOVERNO ASCOLTI O SALTA IL DIALOGO La Cgil chiede al governo di
tornare a dialogare con il sindacato ed Epifani dice: "Si abbia la volontà
e capacità di ascolto, perchè in caso contrario il dialogo non può funzionare,
e prima o poi finirà. Vale ciò che ho detto al primo incontro a Palazzo Chigi,
patti chiari, amicizia lunga". Le elezioni politiche, ha detto ancora
Epifani, "sono state un vero e proprio terremoto, della cui profondità e
intensità saranno i prossimi anni a indicarci la consistenza" e i primi
provvedimenti presi dal governo delineano "un quadro che non ci
rassicura". Epifani ha però invitato il governo a puntare su obiettivi
"possibili" per fare "uscire il Paese dai suoi problemi e
recuperare il terreno perso in questi anni". EPIFANI: LA POLVERIERA-MUTUI
"La speculazione finanziaria abbandona la partita dei beni immobiliari, si concentra sulle materie prime e i cambi delle monete. Basta
che un'agenzia, una di quelle coinvolte nella vicenda dei derivati sulla bolla immobiliare dei mutui facili, dichiari che il petrolio arriverà a 200
dollari al barile, perchè la profezia possa autoavverarsi. Siamo seduti su una
polveriera", ha detto ancora Epifani. IL NODO STRAORDINARI La
detassazione degli straordinari "sarà di difficilissima gestione",
mentre l'abolizione dell'Ici sulla prima casa apre un problema con i Comuni e
non affronta il tema dell'affitto. Epifani dunque boccia le due misure varate
nei giorni scorsi dal governo. In particolare, ha spiegato il leader sindacale,
la detassazione di premi variabili e straordinari "sostiene da un lato il
valore netto dei premi variabili e dall'altro favorisce fiscalmente chi fa gli
straordinari e quindi una parte dei lavoratori. Le nostre critiche su questo
punto, nè ideologiche nè prevenute, sono fondate: è una scelta che divide i
lavoratori, le donne dagli uomini, il Nord dal Sud, il lavoro pubblico, in una
evidente e voluta condizione di minorità, da quello privato". E non solo:
"Rischia di far saltare gli accordi di flessibilità, penalizza quelle
lavoratrici e lavoratori che lavorano a turni, che fanno le notti, il sabato,
la domenica, quegli accordi in cui si è scelto di avere più occupazione".
Per ciò che riguarda invece l'abolizione dell'Ici, secondo Epifani "sgrava
di più le famiglie al crescere di valore della casa di proprietà; non affronta
la condizione di chi vive in affitto, apre un problema, non risolto in modo
chiaro, con le entrate dei Comuni, contraddice il programma del federalismo
fiscale: però, come sappiamo, è molto popolare tra le persone". La
detassazione degli straordinari inoltre, aggiunge ancora Epifani,
"contrariamente a quello che Confindustria dice, non aumenta neanche la
produttività oraria, forse la scoraggia e non si muove nel senso di dare forza
alla contrattazione". Anche dal punto di vista fiscale, ha aggiunto,
"le cose non stanno come si dicono. Per molti lavoratori parrebbero più
convenienti le detrazioni di oggi all'aliquota ridotta". GLI ALTRI
ARTICOLI Antitrust: mutui, le banche offrano di più Pubblico impiego,Cgil
lascia tavolo VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Il governo sul prestito
Alitalia: "Assicurati dodici mesi di vita" Mediaset Premium, cresce
il business Nel 2008 raddoppieranno i ricavi As Roma, ennesima smentita Non se
ne può più dei rumors! Viene dal Giappone un'idea "stellare" di
marketing La Sapporo utililzzerà l'orzo coltivato in orbita GRAFICHE.
( da "MF Immobiliare" del 30-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
IeO Numero 107
pag. 25 del 30/5/2008 | Indietro Mattone italiano a basso
rischio Immobiliare Di Gabriele Frontoni per goldman sachs molto più pericolose
sono nuova zelanda, spagna, irlanda, francia Merito della persistente
propensione al risparmio delle famiglie, calata solo del 2% contro il 10-12% di
altri paesi, e di un incremento delle quotazioni delle case
più basso se paragonato a quello dei redditi Nuova Zelanda, Spagna, Irlanda,
Australia, Gran Bretagna e Francia. Sono questi i sei mercati immobiliari più
rischiosi al mondo per chi volesse continuare a investire nel mattone
nonostante i venti di crisi che spirano sul settore. Parola di Goldman Sachs
che ha messo sotto osservazione le 17 economie più industrializzate del pianeta
per cercare di valutare i rischi del real estate. "Le indagini dimostrano
che i danni economici più gravi legati alle crisi del real estate non dipendono
da squilibri presenti nello specifico mercato immobiliare,
ma al contrario affondano le radici nel rialzo dei prezzi,
causa prima degli squilibri finanziari del paese in cui le crisi si
verificavano", è la tesi di Goldman Sachs. è per questa ragione che gli
esperti hanno messo in guardia gli investitori dai forti rischi legati
soprattutto al mattone della Nuova Zelanda dove il tasso di risparmio delle famiglie
ha registrato una contrazione del 12% dal
( da "MF Sicilia" del 30-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Sicilia Numero
107 pag. 2 del 30/5/2008 | Indietro
Doppio volto di Palermo Di Emanuela Rotondo Si allarga la forbice dei prezzi delle case dei quartieri della città. Interventi a singhiozzo. Privilegiate
le zone più "in". E aumenta così il divario con le aree più povere.
Il mercato del mattone ai raggi X nel focus di Scenari immobiliari A Palermo il
mattone corre a due velocità. La città è divisa in zone dove il business
immobiliare si è trasformato in oro e in altre dove le
quotazioni sono cresciute con la velocità di una lumaca. è sempre stato così ed
è una regola valida un po' ovunque. E di certo il capoluogo siciliano non ha fatto
eccezione al trend generale di aumenti spropositati dei prezzi.
I rialzi ci sono stati, eccome. Nel 2005 si sono sfiorati incrementi del 17%
(complice anche la corsa pazza del supereuro). Tutto questo, però, con i dovuti
distinguo. Morale? "La forbice dei prezzi tra la
“Palermo bene” e i quartieri più malconci si è allargata". La pensano così
gli analisti di Scenari immobiliari (Indipendent institute for analysis and
research) che nel focus di maggio hanno passato ai raggi X l'andamento del
mercato del mattone a Palermo dal 2000 al 2007, riscontrando così il suo doppio
volto. Per capirlo basta dare un'occhiata agli aumenti dei prezzi
delle case nelle diverse zone della città. Il responso non lascia molti
dubbi: chi, a inizio millennio, ha comprato nella zona "cool" di
Palermo (come direbbe il sindaco Diego Cammarata) ha fatto il colpaccio.
Andando al sodo, se nel 2000 un immobile di via Dante o di via Nortarbartolo
costava 1.800 euro a metro quadrato, oggi il valore arriva a tre mila euro. Questo
vuol dire che nel giro di sette anni la rivalutazione è stata di 2.200 euro.
Gongola anche chi ha investito nei pressi del Politeama. Prezzi? Da 2.250 euro
a metro quadro agli attuali 3.700. Sempre alte le quotazioni della zona Libertà
e piazza Unità d'Italia, che vanno da 1.950 euro a 3.200 euro a metro quadrato,
con un scarto di 1.200 euro. Tutte zone "in" alle quali si è aggiunta
anche qualche new entry riscoperta dagli amanti della Palermo antica. Come il
centro storico, le stradine che attraversano via Maqueda, Piazza Marina e
dintorni, dove le quotazioni sono passate da circa due mila euro a metro quadro
a 3.400 euro."Nella fase attuale", scrivono gli analisti nel focus,
"il centro storico di Palermo, che è uno dei più grandi d'Europa (
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
I nodi da sciogliere
dell'azienda Italia nella diagnosi di Draghi di Michele De Gaspari commenti - |
| 30 maggio 2008 La Relazione annuale e le Considerazioni finali del
Governatore. Gli scenari, i temi e una guida al documento L'assemblea generale
della Banca d'Italia del 31 maggio 2008, con la lettura delle Considerazioni
finali e la presentazione della Relazione annuale, è il terzo appuntamento
istituzionale (dalla nomina a fine 2005) del governatore Mario Draghi, che come
quello del 2006 coincide con l'inizio di una nuova legislatura (la XVI) e
l'insediamento del nuovo governo, presieduto da Silvio Berlusconi e con Giulio
Tremonti alla guida della politica economica. L'agenda governativa è
necessariamente centrata sull'esigenza di conciliare il recupero di un ritmo di
crescita dell'economia un po' consistente con la prosecuzione della fase di
risanamento della finanza pubblica, già avviata nel 2006 dopo il periodo di
sofferenza della prima metà del decennio, che aveva portato alla procedura di
deficit eccessivo da parte della Commissione europea, rientrata proprio nelle
ultime settimane. Il quadro dei conti pubblici rimane, tuttavia, delicato: la
crescita del Pil prevista per il 2008 è molto bassa, se non pressoché nulla; e
ciò inevitabilmente influenzerà la dinamica delle entrate tributarie, che è
risultata ancora buona nei primi tre mesi di quest'anno, ma ha incominciato a
mostrare segni di cedimento. Le possibili risorse aggiuntive dovranno, poi,
tenere conto della priorità di risanamento del bilancio, come richiesto dalle
autorità di Bruxelles, per avvicinare il pareggio dei conti entro il 2011. Si
tratta, infatti, di un percorso difficile e complesso per i prossimi tre anni,
senza margini di manovra sul fronte della leva fiscale, che potrà realizzarsi
solo attraverso il contenimento della spesa pubblica. "Eventuali misure di
sgravio fiscale - osserva Draghi - esplicano appieno il loro potenziale
sull'economia solo se non portano a un aumento del debito pubblico: nel nostro
caso, se sono compensate da diminuzioni della spesa corrente, che resta molto
elevata". L'altro fondamentale tema su cui si confronta il governatore
Draghi riguarda il sistema bancario e finanziario, interno e internazionale,
che nell'ultimo anno è stato investito in pieno dal ciclone
della crisi, innescata dalla bolla immobiliare negli Stati Uniti,
a causa delle diffuse insolvenze sui mutui subprime. La Banca d'Italia si
preoccupa, innanzitutto, della stabilità del sistema creditizio - materia in
cui l'autorevolezza e la competenza di Draghi sono fuori discussione, com'è
dimostrato dal suo ruolo di presidente del Financial Stability Forum -
in un mercato sempre più sofisticato, messo a dura prova dalle turbolenze
esplose nell'estate del 2007. Questo comporta una profonda modernizzazione
dell'istituto di via Nazionale, in linea con i cambiamenti della finanza e le
ristrutturazioni delle altre banche centrali in Europa, a partire dalla riforma
organizzativa dell'area di vigilanza per renderla più efficiente. Di qui le
nuove disposizioni in materia di organizzazione e guida societaria (governance)
delle banche, con la netta separazione tra attività di sorveglianza e gestione.
Le maggiori novità interessano i meccanismi del governo societario cosiddetto
duale, che per le banche italiane si è affermato in seguito ai processi di
concentrazione tra i principali istituti - è il caso di Intesa Sanpaolo, Ubi
Banca, Banco Popolare, a cui si è aggiunta Mediobanca, ma con la rilevante
eccezione di Unicredit - fortemente accelerati da quando Draghi è arrivato al
vertice di Bankitalia (inizio 2006). Conclusa oggi la fase del consolidamento,
gli interventi sulla governance devono garantire, da un lato, la trasparenza
del nuovo modello organizzativo e, nello stesso tempo, l'adeguamento alle
autorità di vigilanza degli altri grandi paesi europei. Congiuntura, conti
pubblici e risanamento La prima parte del