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TARTICOLI DEL 17-23 giugno
2008 #TOP
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Articoli
Mercato immobiliare (13)
JESI TROPPO alti i prezzi delle case in città
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Per il primo cittadino anche la costituzione della Società Progetto Jesi, è capace di svolgere un ruolo attivo nel mercato immobiliare cittadino, alienando immobili del patrimonio comunale a prezzi senz'altro competitivi e, al tempo stesso, realizzando operazioni urbanistiche, come quella di via Appennini Alti, il cui prezzo di vendita dei singoli lotti sarà compreso tra i 1.
Rispuntano
le liberalizzazioni e il fronte degli speculatori
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: quella che negli ultimi anni aveva speculato all'ombra di subprime e bolla immobiliare, si è ora riversata verso i future (cioè le scommesse sui prezzi futuri) delle materie prime, speculando cioè sulla fame ed i consumi di tutto il mondo. Il ministro Tremonti ha fatto ad Osaka, nel weekend scorso, un intervento geniale, come spesso gli accade.
Ma
la stagflazione è lontana ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la politica monetaria permissiva negli Usa e in tutte le economie legate al dollaro, che ha accentuato la bolla delle materie prime e il surriscaldamento dei mercati emergenti. Questi fattori in parte si accompagnano a shock positivi nella domanda aggregata, che a loro volta possono portare a surriscaldamenti dell'economia e dell'inflazione globali.
"Quelle
villette costeranno 3500 euro al metro quadro"
( da "Corriere
Adriatico" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: amministrazione comunale per dichiarare guerra al caro-casa. Provvedimenti bollati dal movimento Jesini per Jesi come fumo negli occhi e difesi invece dal sindaco con determinazione. "Concordo con il movimento Jesini per Jesi sul fatto che i prezzi delle case nella nostra città siano molto, troppo alti osserva Belcecchi ma dissento profondamente dalle altre considerazioni.
<Qui
la casa conta più che nel resto del Paese>
( da "Gazzettino,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la nostra bolla immobiliare, in ogni caso, è la conseguenza di un timore di fare investimenti diversi dal mattone. I risparmiatori, per esempio, difficilmente pensano o hanno pensato alla Borsa. Troppo rischioso. Meglio una casa. Anche questa è una delle cause di tanto pessimismo e di una crisi effettiva nel settore immobiliare.
Prezzi
delle case goriziane diffusi anche a nova gorica
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: SI ALLARGA IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi delle case goriziane diffusi anche a Nova Gorica Dal prossimo anno a Nova Gorica, e lungo tutta la fascia frontaliera, verranno distribuiti dei borsini con le quotazioni dei prezzi delle case di Gorizia e delle altre località dell'Isontino.
Si
sbriciola il mattone quotato: Risanamento -12%, Aedes -9,5%
( da "Finanza
e Mercati" del 19-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 2008 La bolla immobiliare non fa prigionieri. Nemmeno in Italia, appena lambita dall'onda Usa della crisi subprime, ma travolta in pieno dal credit crunch che ne è derivato. L'ennesima riprova è venuta dalla seduta borsistica di ieri. Non tanto dalle performance della Risanamento di Luigi Zunino (-12,48%) o della Aedes di Luca Castelli (
Subprime,
rischiare con i soldi altrui pag.3
( da "Trend-online"
del 19-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: proprio nel momento in cui questo si riduce a causa delle perdite. Diventa perciò inevitabile una contrazione del credito, che generalmente porta alla recessione. LA FASE TRE E siamo così al terzo piano del castello di carte: la bolla immobiliare. Il denaro facile degli anni Duemila ha provocato un'esplosione dei prezzi delle attività, e in particolare di quelli immobiliari,
Lo
scandalo subprime adesso è in manette: 2 ex manager in manette e 406
incriminati ( da "SpyStocks"
del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: del disastro economico che ha fatto seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati. (Riproduzione riservata).
NEW
YORK - Un anno dopo l'inizio della crisi del credito subprime, e dopo che 300
milia ( da "Messaggero, Il"
del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: del disastro economico che ha fatto seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati in un'aula di tribunale nel distretto finanziario di Manhattan.
La
livella del tempo: tutti gli asset ruotano intorno al Pil nominale pag.1
( da "Trend-online"
del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: le case di Berlino costano poco più della metà di quelle di Milano). Ebbene, in Italia il valore delle case è salito dal 1998 solo del 73 per cento. Ora, da un punto di vista macro, il prezzo degli immobili sul lungo periodo è funzione del Pil nominale (lo sarebbe anche quello dell'equity, ma qui entra in gioco anche quanto viene quotato e quanto viene delistato e per l'
Quei
mutui<maledetti> ( da "Sicilia, La"
del 21-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Poi arrivò la bolla immobiliare. E, nonostante la Federal Reserve abbia tagliato i tassi, nonostante le continue immissioni di liquidità, non c'è stato nulla da fare. E allora s'è scoperto che i mutui "subprime" altro non erano che porcherie. Anzi, "mutui maligni", come li ha definiti il vicesegretario alla giustizia Mark Filip.
I
METALLI ( da "Giornale di Brescia"
del 22-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: alcuni protagonisti della bolla immobiliare, un segno della volontà di fare i conti con la crisi e di superarla. Per ora, però, le commodity non sembrano essersi accorte di alcun cambiamento: l'indice CRB ha fatto segnare un nuovo massimo storico, trascinato dal petrolio, arrivato a toccare i 140 dollari al barile, e anche i non ferrosi hanno inanellato una serie di sedute positive.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
JESI pag. 12 ? JESI
? TROPPO alti i prezzi delle case in città... ? JESI ?
TROPPO alti i prezzi delle case in città. E così
l'Amministrazione comunale ha affrontato il problema con alcuni interventi
concreti: "Intanto un nuovo Prg che mette in gioco circa 250 abitazioni
destinate ad edilizia sociale - dice il sindaco Fabiano Belcecchi -, quindi il
mantenimento degli incentivi e degli aiuti, economici e fiscali, per chi
acquista abitazioni nel centro storico, dove pure - grazie al Contratto di
Quartiere - verranno realizzati 38 appartamenti anch'essi di edilizia
sociale". Per il primo cittadino anche la costituzione
della Società Progetto Jesi, è capace di svolgere un ruolo attivo nel mercato immobiliare cittadino, alienando immobili del patrimonio comunale a prezzi senz'altro competitivi e, al tempo stesso, realizzando
operazioni urbanistiche, come quella di via Appennini Alti, il cui prezzo di
vendita dei singoli lotti sarà compreso tra i 1.200 e i 1.500 euro al mq.,
consentendo così a singoli cittadini (per la prima volta dopo decenni) di
potersi costruire la propria abitazione ad un prezzo che si attesteranno tra i
3.200 e i 3.500 euro al mq. Nella parte meridionale la costituzione della
Società di trasformazione urbana "Campo Boario", nell'ambito di un
vasto programma di riqualificazione della zona compresa tra San Giuseppe e
Prato, realizzerà circa 400 nuovi appartamenti che saranno posti sul mercato ad
un prezzo inferiore a 2.000 euro al mq.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Lorenzo Pironi Domani
al Consiglio dei ministri sono attesi nel decreto sulla manovra anche
provvedimenti sulla benzina. Lo ha promesso il ministro Scajola. È probabile
che gli interventi forniscano sconti sul gasolio ad autotrasportatori e
pescatori, le due categorie che stanno protestando in modo veemente in tutta
Europa, e un po' anche da noi. Sempre niente se rapportato a quanto combinarono
gli autotrasportatori in Italia prima di Natale per molto meno. Scajola ha
anche promesso di inserire nel disegno di legge che dovrebbe essere esaminato,
sempre domani, anche le norme sulla liberalizzazione dei benzinai che furono
inserite già da Bersani nelle sue lenzuolate (con l'accusa, allora, di essere
un "regalo" fatto alle Coop). Scajola, il giorno del giuramento al
Quirinale, annunciò invece solennemente che non avrebbe mai rinnovato lo sconto
fatto da Bersani sulle benzine e infatti il pieno è riaumentato per tutti da
quel giorno di 2 centesimi al litro (fatevi i conti, in base al serbatoio della
macchina ed al numero di pieni che mediamente fate in un mese, moltiplicate per
12: scoprirete così quanto la battuta di Scajola vi costa per quest'anno). La
benzina è un problema planetario, di geopolitica e geoeconomia; non può quindi
essere ridotto a polemicucce di casa. Ma va analizzato sia sul piano locale sia
su quello globale. Alcune cose di casa nostra le abbiamo già dette. C'è ancora
da aggiungere che il governo Berlusconi appena insediato ha tuonato contro
banchieri e petrolieri. Aspettiamo di vedere domani le misure sui petrolieri,
annotando che fior di economisti hanno detto che sono ininfluenti, quando non
peggiorative, se valutate dall'osservatorio del mercato della benzina e proprio
dal punto di vista dei consumatori. C'è da annotare infine che, dopo quasi due
anni di interventi di Bersani, il cosiddetto "stacco Italia", cioè il
differenziale dei nostri prezzi industriali al litro
delle benzine rispetto alla media europea era sceso sotto i 2 centesimi; appena
insediato il nuovo governo è balzato fino ad un massimo di 4,6 centesimi per
attestarsi poi su valori intorno a 3,6 centesimi in più. Qualcuno dovrebbe
spiegarci perché. La situazione internazionale è disastrosa. Ieri il petrolio
ha sfiorato nuovamente i 140 dollari al barile e, se dobbiamo dare ascolto al
presidente della potentissima russa Gazprom, potrebbe raggiungere anche i 250
dollari. Solo tre anni fa, 30 dollari al barile ci sembravano una cifra
mostruosa. Cosa è successo? È successo che la crisi nelle aeree di produzione è
sempre più preoccupante malgrado il massiccio intervento internazionale in Iraq
nel 2003. È successo che l'Occidente sarà pure economicamente in crisi, ma
l'economia mondiale continua a galoppare trascinata da India e Cina, mantenendo
alti i livelli di domanda. È successo che la speculazione finanziaria, quella che negli ultimi anni aveva speculato all'ombra di
subprime e bolla
immobiliare, si è ora riversata verso i
future (cioè le scommesse sui prezzi futuri) delle materie prime,
speculando cioè sulla fame ed i consumi di tutto il mondo. Il ministro Tremonti
ha fatto ad Osaka, nel weekend scorso, un intervento geniale, come spesso gli
accade. Ha puntato il dito contro questi speculatori chiedendo che il G8
chiedesse loro che tali scommesse venissero adeguatamente coperte da garanzie.
Un po' quello che il tanto (da lui) vituperato Draghi ha fatto con successo con
le banche. Non si sa se per spavalderia o ingenuità, Tremonti non ha calcolato
che i mercati del petrolio stanno uno a Londra e l'altro a New York. Usa e Gran
Bretagna sono dunque le patrie degli speculatori. Il G8 gli si è rivoltato
contro. Per una così buona iniziativa, la prossima volta sarà meglio
preoccuparsi anche della sua preparazione, e del consenso necessario.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-06-17 - pag: 28 autore: DALLA PRIMA Ma la
stagflazione è lontana Nei mercati emergenti, l'inflazione è stata finora
associata all'espansione economica, fino al surriscaldamento. Ma una
contrazione negli Usa può portare a un "recoupling" anziché un
"decoupling" (un riaccoppiamento invece che un disaccoppiamento)
nella crescita mondiale, dato che una recessione Usa frena tutta la crescita e
il ritorno dell'inflazione spinge le autorità monetarie a stringere le redini
del credito. Ecco una vera e propria stagflazione. Shock stagflazionistici
globali si sono verificati tre volte negli ultimi 35 anni: nel 1973-75, con il
primo boom petrolifero seguito alla guerra del Kippure all'embargo Opec; nel
1979-80, dopo la rivoluzione iraniana; nel 1990-91, dopo l'invasione irachena
del Kuwait. Oggi, uno shock da stagflazione potrebbe derivare da un attacco
israeliano agli impianti nucleari iraniani. Un rischio geopolitico che è
aumentato nelle ultime settimane e che potrebbe spingere i prezzi
del petrolio ben oltre i 200 dollari al barile e innescare una recessione globale.
In effetti, l'ultima impennata del greggio tiene già conto di questo possibile
scenario. Ma a parte questo possibile shock da offerta, una stagflazione
globale è effettivamente possibile? Tra il 2004 e il 2006 la crescita globale è
stata robusta, insieme a una bassa inflazione, con uno shock di offerta
positivo: l'aumento di produttività e capacità produttiva in Cina, India e
altri big emergenti. Ne è seguito, a partire dal 2006, uno shock positivo anche
dal lato della domanda: lo sviluppo accelerato in "Cindia" e altri
Paesi in via di sviluppo ha messo sotto pressione i prezzi
di molte materie prime. Quindi la maggior crescita nel
( da "Corriere Adriatico" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Caro abitazioni, intervento
di Fabiano Belcecchi in risposta alle critiche del movimento Jesini per Jesi
"Quelle villette costeranno 3500 euro al metro quadro" JESI Le 250
abitazioni destinate ad edilizia sociale, gli incentivi per chi acquista nel
centro storico, il ruolo attivo nel mercato immobiliare
della società Progetto Jesi, ma anche le operazioni urbanistiche come quella di
via Appennini Alti. Eccole, snocciolate dal sindaco Belcecchi, le misure messe
in campo dall'amministrazione comunale per dichiarare
guerra al caro-casa. Provvedimenti bollati dal
movimento Jesini per Jesi come fumo negli occhi e difesi invece dal sindaco con
determinazione. "Concordo con il movimento Jesini per Jesi sul fatto che i
prezzi delle case nella nostra città siano molto, troppo alti osserva Belcecchi ma
dissento profondamente dalle altre considerazioni. Primo: non credo che
sia conseguenza dell'alto costo delle abitazioni l'aumento della presenza di
immigrati nella nostra città. Non mi risultano, infatti, file di
extracomunitari in coda per acquistare abitazioni a 4.500 o 5.000 euro al metro
quadrato. Secondo: il fenomeno dell'emigrazione di jesini verso i Comuni
limitrofi è reale da almeno 15-20 anni, ma in costante regressione". Il
sindaco parla di interventi concreti per contrastare comunque l'esodo:
dall'edilizia convenzionata agli incentivi, fino alla nascita di Progetto Jesi
"capace di svolgere un ruolo attivo nel mercato immobiliare
cittadino, alienando immobili del patrimonio comunale a prezzi
senz'altro competitivi e, al tempo stesso, realizzando operazioni urbanistiche,
come quella di via Appennini Alta, per la quale se Confartigianato e il
movimento Jesini per Jesi avessero cercato le informazioni direttamente dalla
Società, avrebbero scoperto che il prezzo di vendita dei singoli lotti sarà
compreso tra i 1.200 e i 1.500 euro al metro, consentendo così a singoli
cittadini (per la prima volta dopo decenni) di potersi costruire la propria
abitazione a un prezzo che, salvo scelte particolari dei singoli, si
attesteranno tra i 3.200 e i 3.500 euro al metro quadrato". Il sindaco
parla anche della società di trasformazione urbana "Campo Boario" che
realizzerà circa 400 nuovi appartamenti "a un prezzo inferiore a 2.000
euro al metro". Il sindaco nega poi che l'assenza del Comune al Premio
Vallesina comporti un depauperamento culturale. C.A.,.
( da "Gazzettino, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Parla Giorgio
Brunetti, economista e docente alla Bocconi di Milano. "Il vero problema è
l'incidenza delle rate sul reddito, salita dal 12 al 17 per cento"
"Qui la casa conta più che nel resto del Paese" "Nella nostra
area il desiderio di acquistare un alloggio è molto più di un semplice
investimento immobiliare" "Una cosa è certa:
la situazione abitativa corrisponde perfettamente alla realtà. Il mattone per
veneti e friulani conta molto di più che nel resto del Paese. Ciò che, invece, mi
sembra sovrastimato è la preoccupazione per la crisi Usa. Non c'é sufficiente
conoscenza di quanto è accaduto e accade oltreoceano, né l'interesse per
capire. Comunque sia la proiezione prende contorni e contenuti interessanti per
raccontare un territorio, al di là del suo rapporto col mercato immobiliare. Oltre alla crisi, in effetti, si legge
nitidamente un forte legame con la propria terra".Esperto economista e
profondo conoscitore del Nordest, Giorgio Brunetti(foto) docente alla Bocconi di
Milano, esordisce così nell'esplorazione del sondaggio Demos di questa
settimana. Un incipit che insieme alla rilevazione di un diffuso pessimismo
quando si parla di case di proprietà, allude ad un
aspetto molto più sociologico che economico.Professore, il dato relativo ai
beni immobiliari in Veneto e Friuli possa essere interpretato come un tratto
distintivo di questo territorio?"Sicuramente. La media nazionale dei
proprietari di casi arriva al 72\%; mentre qui la media è del 90. Non è una
differenza tanto irrilevante. Ed è proprio in questa distanza con le altre
regioni italiane che è possibile cogliere anche la storia e le passioni del
Nordest. Il desiderio di acquistare una casa è molto più che un mero
investimento. Si tratta della chiara espressione di un popolo che vuole
rimanere ancorato alla propria terra e che in virtù della proprietà definisce
concretamente i confini di un proprio spazio, di un punto di riferimento
stabile. Qualcuno potrà forse sostenere che veneti e friulani in passato non
abbiano avuto troppe esitazioni nel partire per andare a cercare fortuna
altrove, dalla Germania all'America, all'Australia. Vero. Ma spesso queste
famiglie sono ritornate in patria, hanno costruito o acquistato le loro case e si sono reinsediate".Così il benessere è
diventato il 'mattone'."Direi che i risultati del sondaggio possano anche
essere letti in questo senso. Il Nordest continua ad essere una delle aree
economicamente più forti del Paese e l'indagine sul mercato immobiliare
lo conferma. Ma non possiamo trascurare il fatto che la casa e il mattone siano
elementi allusivi a solidità e a stabilità. Proprio come l'indole veneta e
friulana che, seppure vigorosamente dinamica, è contemporaneamente molto
stanziale".All'estero, invece, cosa accade?"La politica abitativa
diversa. I proprietari di case sono meno numerosi,
mentre il mercato degli affitti è più forte che nel nostro Paese".Intanto
la preoccupazione a Nordest per i tassi d'interesse dei mutui aumenta. Si
perderà lo 'spirito di appartenenza' alla loro terra?"Non credo. Il fatto
è che fino a qualche tempo fa era piuttosto conveniente il mutuo rispetto
all'affitto, considerando che le mensilità da coprire si equivalevano. Ora,
invece, l'aumento dei prezzi e la stabilità di salari
e stipendi hanno reso tutto più difficile. L'incidenza del mutuo sul reddito è
pari al 17\%, mentre precedentemente si arrivava al 12. E' questo che
preoccupa. Non la crisi statunitense. Il nostro problema, la
nostra bolla
immobiliare, in ogni caso, è la conseguenza
di un timore di fare investimenti diversi dal mattone. I risparmiatori, per
esempio, difficilmente pensano o hanno pensato alla Borsa. Troppo rischioso.
Meglio una casa. Anche questa è una delle cause di tanto pessimismo e di una
crisi effettiva nel settore immobiliare. Non abbiamo
saputo diversificare gli investimenti".A soccorrere chi è in difficoltà
c'è la rinegoziazione dei contratti"Utile rinegoziare. Ma non si pensi che
le banche facciano beneficienza nel prolungare il finanziamento. Perché non è
davvero la loro missione. Sicuramente l'impressione è che si stiano muovendo
più verso il cliente, e che forse lo faranno ancor più dopo l'invito del
governatore di Bankitalia Mario Draghi. Pare, anzi, che ultimamente un istituto
abbia proposto una riduzione del tasso sul finanziamento accessorio
(rappresentato dalla differenza tra il piano d'ammortamento e la
rinegoziazione); ci auguriamo che la competitività tra le banche possa spingere
a stipulare contratti sempre più vantaggiosi per i clienti. Ma, almeno per ora,
è solo una speranza".Annamaria Bacchin.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
SI
ALLARGA IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi delle case goriziane
diffusi anche a Nova Gorica Dal prossimo anno a Nova Gorica, e lungo tutta la
fascia frontaliera, verranno distribuiti dei borsini con le quotazioni dei prezzi
delle case di Gorizia e delle altre località dell'Isontino. L'iniziativa parte dalla sezione
locale della Federazione mediatori (Fimaa) e fa parte di una più ampia
strategia per stimolare gli acquirenti sloveni ad investire da questa parte del
confine. "Dobbiamo migliorare la nostra capacità di essere propositivi nei
confronti di quella clientela, senza più aspettarla passivamente nei nostri
uffici - osserva Flavio Polidori, coordinatore della Fimaa provinciale -.
Proprio per questo realizzeremo i borsini in lingua slovena che speriamo
possano diventare un solido strumento di contatto fra le due realtà che si
affacciano su questo confine". I borsini non conterranno solo le
tradizionali quotazioni del valore del metro quadrato o l'indicazione del costo
dei canoni d'affitto. Verranno elencate anche tutte le informazioni di
carattere tecnico - giuridico che riguardano la compravendita di immobili sul
territorio italiano e i diritti e doveri degli affittuari. "Vogliamo
mettere il cliente nelle condizioni di poter rendersi conto perfettamente di
cosa significa acquistare un immobile da noi, spiegandogli con precisione cosa
prevede la nostra normativa - aggiunge Polidori, illustrando quale sarà il
valore aggiunto delle pubblicazioni -. Sarà un vero e proprio biglietto da visita
del mercato isontino, con contenuti caratterizzati dalla trasparenza e dalla
semplicità". I borsini non verranno distribuiti sono nella zona di Nova
Gorica. Arriveranno anche sul litorale istriano e nelle maggiori città slovene,
Lubiana compresa. Nei giorni scorsi, nel frattempo, si è svolto un primo
incontro fra lo stesso Polidori e i dirigenti della Camera dell'economia del
capoluogo sloveno. Nel corso del faccia a faccia, oltre a fare il punto sulla
situazione attuale, è stato deciso di promuovere un convegno a settembre, a
Gorizia, specificamente destinato a fare il punto sui due mercati immobiliare, sloveno ed italiano, e sulle rispettive
prospettive future.(n.c.).
( da "Finanza e Mercati" del 19-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Da
Finanza&Mercati del 19-06-2008 La bolla immobiliare non fa prigionieri. Nemmeno in Italia, appena lambita dall'onda
Usa della crisi subprime, ma travolta in pieno dal credit crunch che ne è
derivato. L'ennesima riprova è venuta dalla seduta borsistica di ieri. Non
tanto dalle performance della Risanamento di Luigi Zunino (-12,48%) o della
Aedes di Luca Castelli (-9,58%), entrambe caricate da un debito divenuto
difficilmente sostenibile. Il primo, per un prestito ponte da 150 milioni, ha
dovuto offrire in pegno a Intesa Sanpaolo le quote detenute nell'area Falck e
nella Ipi (10%) di Danilo Coppola, oltre che in altre società veicolo, e
costituire una "promessa di ipoteca" sulla stessa area Falck e
sull'area di Santa Giulia, oltre che su alcuni immobili sparsi tra Italia e
Francia. Mentre Aedes, venerdì scorso, ha ammesso la necessità di un'iniezione
di capitali da 150-200 milioni di euro per garantire la continuità aziendale.
La cartina di tornasole arriva però da Beni Stabili, la quotata, provoca l'ad
Aldo Mazzocco, "più noiosa, conservativa e prudente del mercato", e
meno indebitata, che ieri ha lasciato sul terreno il 2,2%. E dalla rinuncia
alla quotazione di Immit, la Siiq di Intesa Sanpalo, forse per coraggio, come
dicono dalla banca, ma sicuramente per opportunità. Sull'ennesima debacle di
ieri - Bastogi -6%, Igd -4%, Brioschi -1,5% e così via - fanno notare alcuni
analisti, potrebbero avere giocato le ipotesi di manovra finanziaria sul limite
alla deducibilità delle svalutazioni di crediti. Altri, però, sostengono che la
punizione riservata al mercato alle società immobiliari è stata in Italia
troppo severa, e alcuni titoli, proprio la Risanamento, per esempio, quotano
ormai con uno sconto da capogiro sul Nav.
( da "Trend-online" del 19-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Subprime, rischiare
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macchina delle scommesse con il denaro altrui si è così messa in moto. La crisi
iniziata nell'estate
( da "SpyStocks" del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
(20 Giugno 2008 -
07:29) MILANO (Finanza.com) - Un anno dopo la crisi del credito subprime, e
dopo che 300 miliardi di dollari sono stati bruciati dalle società finanziarie
coinvolte, l'Fbi americana ha messo ieri di fronte alle telecamere per la prima
volta due persone ammanettate, che sono indicate come responsabili, sia pure
per una piccola parte, del disastro economico che ha fatto
seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew
Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale
ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton
Campbell che li ha incriminati. (Riproduzione riservata).
( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di FLAVIO POMPETTI NEW
YORK - Un anno dopo l'inizio della crisi del credito subprime, e dopo che 300
miliardi di dollari sono stati bruciati dalle società finanziarie coinvolte,
l'FBI americana ha messo ieri di fronte alle telecamere per la prima volta due
persone ammanettate, che sono indicate come responsabili, sia pure per una
piccola parte, del disastro economico che ha fatto seguito
allo scoppio della bolla
immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney
sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha
arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton
Campbell che li ha incriminati in un'aula di tribunale nel distretto
finanziario di Manhattan. L'accusa è di aver frodato i risparmiatori che
avevano affidato loro i propri soldi. Dietro di loro c'è un'operazione più
complessa dal nome di codice "malicious mortgages" (mutui
fraudolenti) che ha già prodotto 406 incriminazioni e 60 arresti negli ambienti
finanziari. Nei loro confronti sono stati levati i capi di imputazione di frodo,
complotto contro i risparmiatori, e di insider trading. Non sarà facile
sostenere le imputazioni, che a quanto si è potuto vedere ieri si basano
soprattutto su testi di messaggi di posta elettronica scambiati dai due lo
scorso marzo, al momento in cui la crisi non era ancora di dominio pubblico.
L'accusa dovrà dimostrare il dolo nel loro operato, ma mancano parametri di
giudizio precisi perché l'intero settore dei derivati in cui i due manager si
muovevano non ha un vero regime di regole cui fare riferimento. "La vedo
proprio brutta" scriveva Tannin a Cioffi nell'aprile dell'anno scorso
"Se i nostri modelli di analisi sono appena accurati, penso che dovremmo
chiudere i fondi subito! L'intero mercato del subprime è bruciato, non c'è più
alcun modo di far soldi". I due non chiusero, anzi continuarono a
raccogliere investimenti nella speranza di riprendersi da una crisi passeggera,
che si è poi risolta tre mesi fa con il collasso dell'intera banca, e la
vendita della Bear Stearns alla J.P.Morgan. Entrambi i fondi investivano su
collaterali legati alla emissione di prestiti immobiliari "subprime",
concessi cioè a soggetti finanziari di scarsa affidabilità debitoria. Tannin
che aveva aperto il suo fondo al picco della popolarità del mercato immobiliare, puntava sul ribasso del rendimento dei
derivati, ma le sue previsioni sono state ugualmente travolte da una valanga
che non era riuscito ad anticipare Cioffi rassicurava gli investitori nel corso
di conferenze sulla stabilità del fondo, ma allo stesso tempo trasferiva due
milioni di dollari dei suoi risparmi fuori dal fondo che gestiva, e in aree più
sicure. Tutti vedevano la crisi arrivare, ma tutti ne hanno occultato le tracce
nella speranza di sopravvivere, dentro e fuori la Stearns, e fino alle porte di
Wall Street. Quanto è lunga la lista reale dei responsabili, e quanti saranno
davvero chiamati a pagare il conto? La crisi dei mutui subprime, come si
ricorderà, ha messo in ginocchio non solo le principali banche mondiali,
americane in particolare, ma mezza finanza mondiale. Ripercussioni pesantissime
su centinania di migliaia di risparmiatori e sull'economia reale, che risente
ancora della turbolenza dei mercati finanziari.
( da "Trend-online" del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
La livella del
tempo: tutti gli asset ruotano intorno al Pil nominale PRIMO PIANO, clicca qui per
leggere la rassegna di Alessandro Fugnoli , 20.06.2008 11:55 Scopri le migliori
azioni per fare trading questa settimana!! performa dunque come la borsa
italiana, ma attenzione. Il capitale investito nel
( da "Sicilia, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Quei mutui
"maledetti" Una retata nel tempio del capitalismo. Americanate, suol,
dirsi. Ma questa volta non in senso dispregiativo, bensì di vero e proprio
complimento. Infatti, soltanto negli Stati Uniti d'America è possibile (ed è
stato possibile anche in altre occasioni) che l'Fbi, cioè la polizia di tutti
gli States, procedesse ad arresti eccellenti (in questo caso oltre trecento).
Arresti di manager, tra i quali due top-manager di Bear Sterns che hanno chiuso
i loro hedge fund facendo rimettere agli investitori 1,6 miliardi di dollari.
Fondi chiusi a causa delle ingenti perdite realizzate con investimenti
effettuati sul mercato dei titoli garantiti (si fa per dire, ndr) da mutui del
segmento subprime. Ecco la parola "magica" appena pronunciata.
"subprime": letteralmente "appena sotto il meglio". Così
negli ultimi anni sono stati chiamati i mutui che non rispondono ai criteri
minimi seguiti dalle agenzie semi-pubbliche Fannie Mae e Freddie Mac. Quei mutui,
infatti, erano concessi a famiglie senza garanzie, salario o storia creditizia.
Ma l'intermediario non se ne preoccupava: cedeva subito il suo credito sul
mercato, sotto forma di titolo ad alto rendimento. Ma, com'è nella logica della
finanza e, direi delle cose, la maggior parte dei titoli ha una scadenza. E se
fu non troppo difficile pagare le cedole, cioè gli interessi sulle
obbligazioni, i nodi al pettine arrivarono alla scadenza dei titoli. I
prenditori dei mutui cominciarono a non poter pagare le rate e il resto fu il
disastro che tutti ormai conosciamo. All'inizio, dunque, le cose andarono bene.
Poi arrivò la bolla immobiliare.
E, nonostante la Federal Reserve abbia tagliato i tassi, nonostante le continue
immissioni di liquidità, non c'è stato nulla da fare. E allora s'è scoperto che
i mutui "subprime" altro non erano che porcherie. Anzi, "mutui
maligni", come li ha definiti il vicesegretario alla giustizia Mark Filip.
Mutui maligni che, colpendo uno dei settori vitali dell'economia, cioè quello delle
finanziarie, ha finito con il creare grossi problemi all'economia statunitense
che, grazie (si fa per dire) alla globalizzazione ha esportato la crisi nel
resto del mondo. Ogni medaglia, comunque, ha il suo rovescio. Quindi c'è chi ha
speculato sulla pelle dei risparmiatori. Ma c'è chi, fra i banchieri, ci ha
rimesso le penne. Le perdite globali dei mutui sono state stimati in 1.300
miliardi di dollari da John Paulson, fondatore dell'hedge Fund Paulson &
Co. Fino a questo momento le banche hanno provveduto ad effettuare svalutazioni
e/o perdite da trading per 334,53 miliardi di dollari per effetto della crisi
dei subprime. E in mezzo ci sono tutti, o quasi, gli Istituti di credito da
Citigroup (che guida la classifica con 46,4 miliardi) alla giapponese Sumitomo
(1,2 mld), passando per UniCredit (2,7 mld). I manager statunitensi finiti in
galera rischiano fino a 40 anni di galera. E c'è da credere che molti saranno
condannati (se riconosciuti colpevoli). Anche in questo campo gli Stati Uniti
fanno sul serio. Le condanne dopo lo scandalo Enron lo testimoniano. Ma intanto
le economia mondiali soffrono e vedono sempre più chiara la recessione e
economica.
( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Edizione: 22/06/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA I METALLI /Sale il rame La
settimana finanziaria è stata segnata dagli oltre 400 arresti negli USA nei
confronti di alcuni protagonisti della bolla immobiliare, un segno della volontà di fare i conti con la crisi e di
superarla. Per ora, però, le commodity non sembrano essersi accorte di alcun
cambiamento: l'indice CRB ha fatto segnare un nuovo massimo storico, trascinato
dal petrolio, arrivato a toccare i 140 dollari al barile, e anche i non ferrosi
hanno inanellato una serie di sedute positive. I protagonisti al London
Metal Exchange sono stati rame e alluminio: il primo ha raggiunto quota 8450,
ritracciando il classico 61,8% di Fibonacci della discesa dai massimi di
aprile, il secondo, dopo un'importante rotture tecnica rialzista, ha visto le
quotazioni salire fino a 3150. Anche lo zinco ha recuperato qualche posizione
tornando sulla resistenza a 1970, mentre il nickel ha difeso a fatica i minimi
recenti. Il quadro di fondo sta manifestando qualche segnale di trasformazione
e la tendenza, per ora timida ma non trascurabile, al rafforzamento del dollar
index e dei tassi d'interesse di lungo termine potrebbe essere l'anticipo di
novità maggiori. A cura di Paolo Kauffmann.