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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL   17-23 giugno 2008     #TOP



Report "Mercato immobiliare"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Mercato immobiliare (13)


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

JESI TROPPO alti i prezzi delle case in città ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Per il primo cittadino anche la costituzione della Società Progetto Jesi, è capace di svolgere un ruolo attivo nel mercato immobiliare cittadino, alienando immobili del patrimonio comunale a prezzi senz'altro competitivi e, al tempo stesso, realizzando operazioni urbanistiche, come quella di via Appennini Alti, il cui prezzo di vendita dei singoli lotti sarà compreso tra i 1.

Rispuntano le liberalizzazioni e il fronte degli speculatori ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: quella che negli ultimi anni aveva speculato all'ombra di subprime e bolla immobiliare, si è ora riversata verso i future (cioè le scommesse sui prezzi futuri) delle materie prime, speculando cioè sulla fame ed i consumi di tutto il mondo. Il ministro Tremonti ha fatto ad Osaka, nel weekend scorso, un intervento geniale, come spesso gli accade.

Ma la stagflazione è lontana ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la politica monetaria permissiva negli Usa e in tutte le economie legate al dollaro, che ha accentuato la bolla delle materie prime e il surriscaldamento dei mercati emergenti. Questi fattori in parte si accompagnano a shock positivi nella domanda aggregata, che a loro volta possono portare a surriscaldamenti dell'economia e dell'inflazione globali.

"Quelle villette costeranno 3500 euro al metro quadro" ( da "Corriere Adriatico" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: amministrazione comunale per dichiarare guerra al caro-casa. Provvedimenti bollati dal movimento Jesini per Jesi come fumo negli occhi e difesi invece dal sindaco con determinazione. "Concordo con il movimento Jesini per Jesi sul fatto che i prezzi delle case nella nostra città siano molto, troppo alti osserva Belcecchi ma dissento profondamente dalle altre considerazioni.

<Qui la casa conta più che nel resto del Paese> ( da "Gazzettino, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la nostra bolla immobiliare, in ogni caso, è la conseguenza di un timore di fare investimenti diversi dal mattone. I risparmiatori, per esempio, difficilmente pensano o hanno pensato alla Borsa. Troppo rischioso. Meglio una casa. Anche questa è una delle cause di tanto pessimismo e di una crisi effettiva nel settore immobiliare.

Prezzi delle case goriziane diffusi anche a nova gorica ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: SI ALLARGA IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi delle case goriziane diffusi anche a Nova Gorica Dal prossimo anno a Nova Gorica, e lungo tutta la fascia frontaliera, verranno distribuiti dei borsini con le quotazioni dei prezzi delle case di Gorizia e delle altre località dell'Isontino.

Si sbriciola il mattone quotato: Risanamento -12%, Aedes -9,5% ( da "Finanza e Mercati" del 19-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 2008 La bolla immobiliare non fa prigionieri. Nemmeno in Italia, appena lambita dall'onda Usa della crisi subprime, ma travolta in pieno dal credit crunch che ne è derivato. L'ennesima riprova è venuta dalla seduta borsistica di ieri. Non tanto dalle performance della Risanamento di Luigi Zunino (-12,48%) o della Aedes di Luca Castelli (

Subprime, rischiare con i soldi altrui pag.3 ( da "Trend-online" del 19-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: proprio nel momento in cui questo si riduce a causa delle perdite. Diventa perciò inevitabile una contrazione del credito, che generalmente porta alla recessione. LA FASE TRE E siamo così al terzo piano del castello di carte: la bolla immobiliare. Il denaro facile degli anni Duemila ha provocato un'esplosione dei prezzi delle attività, e in particolare di quelli immobiliari,

Lo scandalo subprime adesso è in manette: 2 ex manager in manette e 406 incriminati ( da "SpyStocks" del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del disastro economico che ha fatto seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati. (Riproduzione riservata).

NEW YORK - Un anno dopo l'inizio della crisi del credito subprime, e dopo che 300 milia ( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del disastro economico che ha fatto seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati in un'aula di tribunale nel distretto finanziario di Manhattan.

La livella del tempo: tutti gli asset ruotano intorno al Pil nominale pag.1 ( da "Trend-online" del 20-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: le case di Berlino costano poco più della metà di quelle di Milano). Ebbene, in Italia il valore delle case è salito dal 1998 solo del 73 per cento. Ora, da un punto di vista macro, il prezzo degli immobili sul lungo periodo è funzione del Pil nominale (lo sarebbe anche quello dell'equity, ma qui entra in gioco anche quanto viene quotato e quanto viene delistato e per l'

Quei mutui<maledetti> ( da "Sicilia, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Poi arrivò la bolla immobiliare. E, nonostante la Federal Reserve abbia tagliato i tassi, nonostante le continue immissioni di liquidità, non c'è stato nulla da fare. E allora s'è scoperto che i mutui "subprime" altro non erano che porcherie. Anzi, "mutui maligni", come li ha definiti il vicesegretario alla giustizia Mark Filip.

I METALLI ( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: alcuni protagonisti della bolla immobiliare, un segno della volontà di fare i conti con la crisi e di superarla. Per ora, però, le commodity non sembrano essersi accorte di alcun cambiamento: l'indice CRB ha fatto segnare un nuovo massimo storico, trascinato dal petrolio, arrivato a toccare i 140 dollari al barile, e anche i non ferrosi hanno inanellato una serie di sedute positive.


Articoli

JESI TROPPO alti i prezzi delle case in città (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

JESI pag. 12 ? JESI ? TROPPO alti i prezzi delle case in città... ? JESI ? TROPPO alti i prezzi delle case in città. E così l'Amministrazione comunale ha affrontato il problema con alcuni interventi concreti: "Intanto un nuovo Prg che mette in gioco circa 250 abitazioni destinate ad edilizia sociale - dice il sindaco Fabiano Belcecchi -, quindi il mantenimento degli incentivi e degli aiuti, economici e fiscali, per chi acquista abitazioni nel centro storico, dove pure - grazie al Contratto di Quartiere - verranno realizzati 38 appartamenti anch'essi di edilizia sociale". Per il primo cittadino anche la costituzione della Società Progetto Jesi, è capace di svolgere un ruolo attivo nel mercato immobiliare cittadino, alienando immobili del patrimonio comunale a prezzi senz'altro competitivi e, al tempo stesso, realizzando operazioni urbanistiche, come quella di via Appennini Alti, il cui prezzo di vendita dei singoli lotti sarà compreso tra i 1.200 e i 1.500 euro al mq., consentendo così a singoli cittadini (per la prima volta dopo decenni) di potersi costruire la propria abitazione ad un prezzo che si attesteranno tra i 3.200 e i 3.500 euro al mq. Nella parte meridionale la costituzione della Società di trasformazione urbana "Campo Boario", nell'ambito di un vasto programma di riqualificazione della zona compresa tra San Giuseppe e Prato, realizzerà circa 400 nuovi appartamenti che saranno posti sul mercato ad un prezzo inferiore a 2.000 euro al mq.

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Rispuntano le liberalizzazioni e il fronte degli speculatori (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Lorenzo Pironi Domani al Consiglio dei ministri sono attesi nel decreto sulla manovra anche provvedimenti sulla benzina. Lo ha promesso il ministro Scajola. È probabile che gli interventi forniscano sconti sul gasolio ad autotrasportatori e pescatori, le due categorie che stanno protestando in modo veemente in tutta Europa, e un po' anche da noi. Sempre niente se rapportato a quanto combinarono gli autotrasportatori in Italia prima di Natale per molto meno. Scajola ha anche promesso di inserire nel disegno di legge che dovrebbe essere esaminato, sempre domani, anche le norme sulla liberalizzazione dei benzinai che furono inserite già da Bersani nelle sue lenzuolate (con l'accusa, allora, di essere un "regalo" fatto alle Coop). Scajola, il giorno del giuramento al Quirinale, annunciò invece solennemente che non avrebbe mai rinnovato lo sconto fatto da Bersani sulle benzine e infatti il pieno è riaumentato per tutti da quel giorno di 2 centesimi al litro (fatevi i conti, in base al serbatoio della macchina ed al numero di pieni che mediamente fate in un mese, moltiplicate per 12: scoprirete così quanto la battuta di Scajola vi costa per quest'anno). La benzina è un problema planetario, di geopolitica e geoeconomia; non può quindi essere ridotto a polemicucce di casa. Ma va analizzato sia sul piano locale sia su quello globale. Alcune cose di casa nostra le abbiamo già dette. C'è ancora da aggiungere che il governo Berlusconi appena insediato ha tuonato contro banchieri e petrolieri. Aspettiamo di vedere domani le misure sui petrolieri, annotando che fior di economisti hanno detto che sono ininfluenti, quando non peggiorative, se valutate dall'osservatorio del mercato della benzina e proprio dal punto di vista dei consumatori. C'è da annotare infine che, dopo quasi due anni di interventi di Bersani, il cosiddetto "stacco Italia", cioè il differenziale dei nostri prezzi industriali al litro delle benzine rispetto alla media europea era sceso sotto i 2 centesimi; appena insediato il nuovo governo è balzato fino ad un massimo di 4,6 centesimi per attestarsi poi su valori intorno a 3,6 centesimi in più. Qualcuno dovrebbe spiegarci perché. La situazione internazionale è disastrosa. Ieri il petrolio ha sfiorato nuovamente i 140 dollari al barile e, se dobbiamo dare ascolto al presidente della potentissima russa Gazprom, potrebbe raggiungere anche i 250 dollari. Solo tre anni fa, 30 dollari al barile ci sembravano una cifra mostruosa. Cosa è successo? È successo che la crisi nelle aeree di produzione è sempre più preoccupante malgrado il massiccio intervento internazionale in Iraq nel 2003. È successo che l'Occidente sarà pure economicamente in crisi, ma l'economia mondiale continua a galoppare trascinata da India e Cina, mantenendo alti i livelli di domanda. È successo che la speculazione finanziaria, quella che negli ultimi anni aveva speculato all'ombra di subprime e bolla immobiliare, si è ora riversata verso i future (cioè le scommesse sui prezzi futuri) delle materie prime, speculando cioè sulla fame ed i consumi di tutto il mondo. Il ministro Tremonti ha fatto ad Osaka, nel weekend scorso, un intervento geniale, come spesso gli accade. Ha puntato il dito contro questi speculatori chiedendo che il G8 chiedesse loro che tali scommesse venissero adeguatamente coperte da garanzie. Un po' quello che il tanto (da lui) vituperato Draghi ha fatto con successo con le banche. Non si sa se per spavalderia o ingenuità, Tremonti non ha calcolato che i mercati del petrolio stanno uno a Londra e l'altro a New York. Usa e Gran Bretagna sono dunque le patrie degli speculatori. Il G8 gli si è rivoltato contro. Per una così buona iniziativa, la prossima volta sarà meglio preoccuparsi anche della sua preparazione, e del consenso necessario.

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Ma la stagflazione è lontana (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-06-17 - pag: 28 autore: DALLA PRIMA Ma la stagflazione è lontana Nei mercati emergenti, l'inflazione è stata finora associata all'espansione economica, fino al surriscaldamento. Ma una contrazione negli Usa può portare a un "recoupling" anziché un "decoupling" (un riaccoppiamento invece che un disaccoppiamento) nella crescita mondiale, dato che una recessione Usa frena tutta la crescita e il ritorno dell'inflazione spinge le autorità monetarie a stringere le redini del credito. Ecco una vera e propria stagflazione. Shock stagflazionistici globali si sono verificati tre volte negli ultimi 35 anni: nel 1973-75, con il primo boom petrolifero seguito alla guerra del Kippure all'embargo Opec; nel 1979-80, dopo la rivoluzione iraniana; nel 1990-91, dopo l'invasione irachena del Kuwait. Oggi, uno shock da stagflazione potrebbe derivare da un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani. Un rischio geopolitico che è aumentato nelle ultime settimane e che potrebbe spingere i prezzi del petrolio ben oltre i 200 dollari al barile e innescare una recessione globale. In effetti, l'ultima impennata del greggio tiene già conto di questo possibile scenario. Ma a parte questo possibile shock da offerta, una stagflazione globale è effettivamente possibile? Tra il 2004 e il 2006 la crescita globale è stata robusta, insieme a una bassa inflazione, con uno shock di offerta positivo: l'aumento di produttività e capacità produttiva in Cina, India e altri big emergenti. Ne è seguito, a partire dal 2006, uno shock positivo anche dal lato della domanda: lo sviluppo accelerato in "Cindia" e altri Paesi in via di sviluppo ha messo sotto pressione i prezzi di molte materie prime. Quindi la maggior crescita nel 2007 ha portato a una maggiore inflazione, che si sta accentuando nel 2008 proprio quando rallenta l'economia in alcuni grandi Paesi industrializzati. Ma una stagflazione globale, in questa situazione, resta improbabile. I rincari di petrolioe altre materie prime riflettono vari fattori: l'aumento della domanda nelle economie emergenti a rapido sviluppo: la debolezza del dollaro che fa salire i prezzi delle commodities, denominati in dollari; il boom della domanda speculativa e a lungo termine da parte degli investitori; la riduzione dei terreni coltivati a prodotti alimentaria vantaggio dei biocarburanti; la politica monetaria permissiva negli Usa e in tutte le economie legate al dollaro, che ha accentuato la bolla delle materie prime e il surriscaldamento dei mercati emergenti. Questi fattori in parte si accompagnano a shock positivi nella domanda aggregata, che a loro volta possono portare a surriscaldamenti dell'economia e dell'inflazione globali. La chiave di volta sta nelle politiche valutarie. Crescenti surplus con l'estero implicano che il tasso di cambio reale di equilibrio (il prezzo dei prodotti stranieri in rapporto a quelli nazionali) si è apprezzato in Paesi come Cina e Russia. Col tempo, il tasso di cambio effettivo dovrà convergere verso quello di equilibrio: se non succederà, l'unica via sarà quella di un aumento dell'inflazione. Così, il modo migliore per tenere sotto controllo l'inflazione è far sì che le valute delle maggiori economie emergenti si apprezzino in modo significativo. Purtroppo, la necessità di una stretta valutaria e del credito nei mercati emergenti si verifica proprio quando la bolla immobiliare, creditizia e petrolifera provoca un forte rallentamento economico nelle economie più sviluppate. La strada è stretta per le autorità monetarie, sia nei grandi Paesi (in cui va evitata la recessione) sia in quelli in via di sviluppo (in cui va evitato il surriscaldamento) ma solo una guerra con l'Iran, in questo momento, potrebbe provocare quello shock nell'offerta che porterebbe a una stagflazione globale. Nouriel Roubini Copyright: Project Syndicate, 2008.

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"Quelle villette costeranno 3500 euro al metro quadro" (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere Adriatico" del 17-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Caro abitazioni, intervento di Fabiano Belcecchi in risposta alle critiche del movimento Jesini per Jesi "Quelle villette costeranno 3500 euro al metro quadro" JESI Le 250 abitazioni destinate ad edilizia sociale, gli incentivi per chi acquista nel centro storico, il ruolo attivo nel mercato immobiliare della società Progetto Jesi, ma anche le operazioni urbanistiche come quella di via Appennini Alti. Eccole, snocciolate dal sindaco Belcecchi, le misure messe in campo dall'amministrazione comunale per dichiarare guerra al caro-casa. Provvedimenti bollati dal movimento Jesini per Jesi come fumo negli occhi e difesi invece dal sindaco con determinazione. "Concordo con il movimento Jesini per Jesi sul fatto che i prezzi delle case nella nostra città siano molto, troppo alti osserva Belcecchi ma dissento profondamente dalle altre considerazioni. Primo: non credo che sia conseguenza dell'alto costo delle abitazioni l'aumento della presenza di immigrati nella nostra città. Non mi risultano, infatti, file di extracomunitari in coda per acquistare abitazioni a 4.500 o 5.000 euro al metro quadrato. Secondo: il fenomeno dell'emigrazione di jesini verso i Comuni limitrofi è reale da almeno 15-20 anni, ma in costante regressione". Il sindaco parla di interventi concreti per contrastare comunque l'esodo: dall'edilizia convenzionata agli incentivi, fino alla nascita di Progetto Jesi "capace di svolgere un ruolo attivo nel mercato immobiliare cittadino, alienando immobili del patrimonio comunale a prezzi senz'altro competitivi e, al tempo stesso, realizzando operazioni urbanistiche, come quella di via Appennini Alta, per la quale se Confartigianato e il movimento Jesini per Jesi avessero cercato le informazioni direttamente dalla Società, avrebbero scoperto che il prezzo di vendita dei singoli lotti sarà compreso tra i 1.200 e i 1.500 euro al metro, consentendo così a singoli cittadini (per la prima volta dopo decenni) di potersi costruire la propria abitazione a un prezzo che, salvo scelte particolari dei singoli, si attesteranno tra i 3.200 e i 3.500 euro al metro quadrato". Il sindaco parla anche della società di trasformazione urbana "Campo Boario" che realizzerà circa 400 nuovi appartamenti "a un prezzo inferiore a 2.000 euro al metro". Il sindaco nega poi che l'assenza del Comune al Premio Vallesina comporti un depauperamento culturale. C.A.,.

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<Qui la casa conta più che nel resto del Paese> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Parla Giorgio Brunetti, economista e docente alla Bocconi di Milano. "Il vero problema è l'incidenza delle rate sul reddito, salita dal 12 al 17 per cento" "Qui la casa conta più che nel resto del Paese" "Nella nostra area il desiderio di acquistare un alloggio è molto più di un semplice investimento immobiliare" "Una cosa è certa: la situazione abitativa corrisponde perfettamente alla realtà. Il mattone per veneti e friulani conta molto di più che nel resto del Paese. Ciò che, invece, mi sembra sovrastimato è la preoccupazione per la crisi Usa. Non c'é sufficiente conoscenza di quanto è accaduto e accade oltreoceano, né l'interesse per capire. Comunque sia la proiezione prende contorni e contenuti interessanti per raccontare un territorio, al di là del suo rapporto col mercato immobiliare. Oltre alla crisi, in effetti, si legge nitidamente un forte legame con la propria terra".Esperto economista e profondo conoscitore del Nordest, Giorgio Brunetti(foto) docente alla Bocconi di Milano, esordisce così nell'esplorazione del sondaggio Demos di questa settimana. Un incipit che insieme alla rilevazione di un diffuso pessimismo quando si parla di case di proprietà, allude ad un aspetto molto più sociologico che economico.Professore, il dato relativo ai beni immobiliari in Veneto e Friuli possa essere interpretato come un tratto distintivo di questo territorio?"Sicuramente. La media nazionale dei proprietari di casi arriva al 72\%; mentre qui la media è del 90. Non è una differenza tanto irrilevante. Ed è proprio in questa distanza con le altre regioni italiane che è possibile cogliere anche la storia e le passioni del Nordest. Il desiderio di acquistare una casa è molto più che un mero investimento. Si tratta della chiara espressione di un popolo che vuole rimanere ancorato alla propria terra e che in virtù della proprietà definisce concretamente i confini di un proprio spazio, di un punto di riferimento stabile. Qualcuno potrà forse sostenere che veneti e friulani in passato non abbiano avuto troppe esitazioni nel partire per andare a cercare fortuna altrove, dalla Germania all'America, all'Australia. Vero. Ma spesso queste famiglie sono ritornate in patria, hanno costruito o acquistato le loro case e si sono reinsediate".Così il benessere è diventato il 'mattone'."Direi che i risultati del sondaggio possano anche essere letti in questo senso. Il Nordest continua ad essere una delle aree economicamente più forti del Paese e l'indagine sul mercato immobiliare lo conferma. Ma non possiamo trascurare il fatto che la casa e il mattone siano elementi allusivi a solidità e a stabilità. Proprio come l'indole veneta e friulana che, seppure vigorosamente dinamica, è contemporaneamente molto stanziale".All'estero, invece, cosa accade?"La politica abitativa diversa. I proprietari di case sono meno numerosi, mentre il mercato degli affitti è più forte che nel nostro Paese".Intanto la preoccupazione a Nordest per i tassi d'interesse dei mutui aumenta. Si perderà lo 'spirito di appartenenza' alla loro terra?"Non credo. Il fatto è che fino a qualche tempo fa era piuttosto conveniente il mutuo rispetto all'affitto, considerando che le mensilità da coprire si equivalevano. Ora, invece, l'aumento dei prezzi e la stabilità di salari e stipendi hanno reso tutto più difficile. L'incidenza del mutuo sul reddito è pari al 17\%, mentre precedentemente si arrivava al 12. E' questo che preoccupa. Non la crisi statunitense. Il nostro problema, la nostra bolla immobiliare, in ogni caso, è la conseguenza di un timore di fare investimenti diversi dal mattone. I risparmiatori, per esempio, difficilmente pensano o hanno pensato alla Borsa. Troppo rischioso. Meglio una casa. Anche questa è una delle cause di tanto pessimismo e di una crisi effettiva nel settore immobiliare. Non abbiamo saputo diversificare gli investimenti".A soccorrere chi è in difficoltà c'è la rinegoziazione dei contratti"Utile rinegoziare. Ma non si pensi che le banche facciano beneficienza nel prolungare il finanziamento. Perché non è davvero la loro missione. Sicuramente l'impressione è che si stiano muovendo più verso il cliente, e che forse lo faranno ancor più dopo l'invito del governatore di Bankitalia Mario Draghi. Pare, anzi, che ultimamente un istituto abbia proposto una riduzione del tasso sul finanziamento accessorio (rappresentato dalla differenza tra il piano d'ammortamento e la rinegoziazione); ci auguriamo che la competitività tra le banche possa spingere a stipulare contratti sempre più vantaggiosi per i clienti. Ma, almeno per ora, è solo una speranza".Annamaria Bacchin.

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Prezzi delle case goriziane diffusi anche a nova gorica (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

SI ALLARGA IL MERCATO IMMOBILIARE Prezzi delle case goriziane diffusi anche a Nova Gorica Dal prossimo anno a Nova Gorica, e lungo tutta la fascia frontaliera, verranno distribuiti dei borsini con le quotazioni dei prezzi delle case di Gorizia e delle altre località dell'Isontino. L'iniziativa parte dalla sezione locale della Federazione mediatori (Fimaa) e fa parte di una più ampia strategia per stimolare gli acquirenti sloveni ad investire da questa parte del confine. "Dobbiamo migliorare la nostra capacità di essere propositivi nei confronti di quella clientela, senza più aspettarla passivamente nei nostri uffici - osserva Flavio Polidori, coordinatore della Fimaa provinciale -. Proprio per questo realizzeremo i borsini in lingua slovena che speriamo possano diventare un solido strumento di contatto fra le due realtà che si affacciano su questo confine". I borsini non conterranno solo le tradizionali quotazioni del valore del metro quadrato o l'indicazione del costo dei canoni d'affitto. Verranno elencate anche tutte le informazioni di carattere tecnico - giuridico che riguardano la compravendita di immobili sul territorio italiano e i diritti e doveri degli affittuari. "Vogliamo mettere il cliente nelle condizioni di poter rendersi conto perfettamente di cosa significa acquistare un immobile da noi, spiegandogli con precisione cosa prevede la nostra normativa - aggiunge Polidori, illustrando quale sarà il valore aggiunto delle pubblicazioni -. Sarà un vero e proprio biglietto da visita del mercato isontino, con contenuti caratterizzati dalla trasparenza e dalla semplicità". I borsini non verranno distribuiti sono nella zona di Nova Gorica. Arriveranno anche sul litorale istriano e nelle maggiori città slovene, Lubiana compresa. Nei giorni scorsi, nel frattempo, si è svolto un primo incontro fra lo stesso Polidori e i dirigenti della Camera dell'economia del capoluogo sloveno. Nel corso del faccia a faccia, oltre a fare il punto sulla situazione attuale, è stato deciso di promuovere un convegno a settembre, a Gorizia, specificamente destinato a fare il punto sui due mercati immobiliare, sloveno ed italiano, e sulle rispettive prospettive future.(n.c.).

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Si sbriciola il mattone quotato: Risanamento -12%, Aedes -9,5% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza e Mercati" del 19-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Da Finanza&Mercati del 19-06-2008 La bolla immobiliare non fa prigionieri. Nemmeno in Italia, appena lambita dall'onda Usa della crisi subprime, ma travolta in pieno dal credit crunch che ne è derivato. L'ennesima riprova è venuta dalla seduta borsistica di ieri. Non tanto dalle performance della Risanamento di Luigi Zunino (-12,48%) o della Aedes di Luca Castelli (-9,58%), entrambe caricate da un debito divenuto difficilmente sostenibile. Il primo, per un prestito ponte da 150 milioni, ha dovuto offrire in pegno a Intesa Sanpaolo le quote detenute nell'area Falck e nella Ipi (10%) di Danilo Coppola, oltre che in altre società veicolo, e costituire una "promessa di ipoteca" sulla stessa area Falck e sull'area di Santa Giulia, oltre che su alcuni immobili sparsi tra Italia e Francia. Mentre Aedes, venerdì scorso, ha ammesso la necessità di un'iniezione di capitali da 150-200 milioni di euro per garantire la continuità aziendale. La cartina di tornasole arriva però da Beni Stabili, la quotata, provoca l'ad Aldo Mazzocco, "più noiosa, conservativa e prudente del mercato", e meno indebitata, che ieri ha lasciato sul terreno il 2,2%. E dalla rinuncia alla quotazione di Immit, la Siiq di Intesa Sanpalo, forse per coraggio, come dicono dalla banca, ma sicuramente per opportunità. Sull'ennesima debacle di ieri - Bastogi -6%, Igd -4%, Brioschi -1,5% e così via - fanno notare alcuni analisti, potrebbero avere giocato le ipotesi di manovra finanziaria sul limite alla deducibilità delle svalutazioni di crediti. Altri, però, sostengono che la punizione riservata al mercato alle società immobiliari è stata in Italia troppo severa, e alcuni titoli, proprio la Risanamento, per esempio, quotano ormai con uno sconto da capogiro sul Nav.

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Subprime, rischiare con i soldi altrui pag.3 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 19-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Subprime, rischiare con i soldi altrui PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di La Voce , 19.06.2008 17:40 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! a credito assai redditizie, senza dover ricorrere al proprio capitale. La macchina delle scommesse con il denaro altrui si è così messa in moto. La crisi iniziata nell'estate 2007 ha rivelato l'ampiezza del fenomeno: le perdite vanno dai 422 miliardi di dollari indicati dall'Oecd ai 945 miliardi dell'Fmi. Qualunque sia la cifra finale, che dipende dell'evoluzione della crisi, siamo in presenza di un effetto di "leverage" al contrario, quello che a Wall Stret chiamano appunto "deleveraging". Le banche sono costrette a ridurre il volume dei prestiti, (ri)proporzionandolo al capitale, proprio nel momento in cui questo si riduce a causa delle perdite. Diventa perciò inevitabile una contrazione del credito, che generalmente porta alla recessione. LA FASE TRE E siamo così al terzo piano del castello di carte: la bolla immobiliare. Il denaro facile degli anni Duemila ha provocato un'esplosione dei prezzi delle attività, e in particolare di quelli immobiliari, che ha permesso alle famiglie americane di vivere acredito. Un sistema estremamente lassista ha fatto sì che il loro debito aumentasse progressivamente via via che cresceva il valore delle proprietà immobiliari. Tutto va bene finché i prezzi salgono, quando invece i prezzi cadono, le famiglie il cui mutuo eccede il valore della casa possono chiedere o essere costrette al fallimento. LA FASE QUATTRO Entra di nuovo in scena il ragionamento panglossiano, ma questa volta a farlo è chi chiede il prestito. Le famiglie più fortemente indebitate hanno un incentivo a scommettere sul protrarsi della crescita, ignorando il rischio di un rovesciamento del mercato. E il rischio maggiore è nell'andare avanti a farlo. Negli Stati Uniti, la caduta nel prezzo delle case ora ha raggiunto un tasso annuale medio del 10 per cento. Si è avviato un segue pagina >>.

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Lo scandalo subprime adesso è in manette: 2 ex manager in manette e 406 incriminati (sezione: Mercato immobiliare)

( da "SpyStocks" del 20-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

(20 Giugno 2008 - 07:29) MILANO (Finanza.com) - Un anno dopo la crisi del credito subprime, e dopo che 300 miliardi di dollari sono stati bruciati dalle società finanziarie coinvolte, l'Fbi americana ha messo ieri di fronte alle telecamere per la prima volta due persone ammanettate, che sono indicate come responsabili, sia pure per una piccola parte, del disastro economico che ha fatto seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati. (Riproduzione riservata).

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NEW YORK - Un anno dopo l'inizio della crisi del credito subprime, e dopo che 300 milia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di FLAVIO POMPETTI NEW YORK - Un anno dopo l'inizio della crisi del credito subprime, e dopo che 300 miliardi di dollari sono stati bruciati dalle società finanziarie coinvolte, l'FBI americana ha messo ieri di fronte alle telecamere per la prima volta due persone ammanettate, che sono indicate come responsabili, sia pure per una piccola parte, del disastro economico che ha fatto seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi della Bear Stearns che la polizia federale ha arrestato ieri mattina e trascinato di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati in un'aula di tribunale nel distretto finanziario di Manhattan. L'accusa è di aver frodato i risparmiatori che avevano affidato loro i propri soldi. Dietro di loro c'è un'operazione più complessa dal nome di codice "malicious mortgages" (mutui fraudolenti) che ha già prodotto 406 incriminazioni e 60 arresti negli ambienti finanziari. Nei loro confronti sono stati levati i capi di imputazione di frodo, complotto contro i risparmiatori, e di insider trading. Non sarà facile sostenere le imputazioni, che a quanto si è potuto vedere ieri si basano soprattutto su testi di messaggi di posta elettronica scambiati dai due lo scorso marzo, al momento in cui la crisi non era ancora di dominio pubblico. L'accusa dovrà dimostrare il dolo nel loro operato, ma mancano parametri di giudizio precisi perché l'intero settore dei derivati in cui i due manager si muovevano non ha un vero regime di regole cui fare riferimento. "La vedo proprio brutta" scriveva Tannin a Cioffi nell'aprile dell'anno scorso "Se i nostri modelli di analisi sono appena accurati, penso che dovremmo chiudere i fondi subito! L'intero mercato del subprime è bruciato, non c'è più alcun modo di far soldi". I due non chiusero, anzi continuarono a raccogliere investimenti nella speranza di riprendersi da una crisi passeggera, che si è poi risolta tre mesi fa con il collasso dell'intera banca, e la vendita della Bear Stearns alla J.P.Morgan. Entrambi i fondi investivano su collaterali legati alla emissione di prestiti immobiliari "subprime", concessi cioè a soggetti finanziari di scarsa affidabilità debitoria. Tannin che aveva aperto il suo fondo al picco della popolarità del mercato immobiliare, puntava sul ribasso del rendimento dei derivati, ma le sue previsioni sono state ugualmente travolte da una valanga che non era riuscito ad anticipare Cioffi rassicurava gli investitori nel corso di conferenze sulla stabilità del fondo, ma allo stesso tempo trasferiva due milioni di dollari dei suoi risparmi fuori dal fondo che gestiva, e in aree più sicure. Tutti vedevano la crisi arrivare, ma tutti ne hanno occultato le tracce nella speranza di sopravvivere, dentro e fuori la Stearns, e fino alle porte di Wall Street. Quanto è lunga la lista reale dei responsabili, e quanti saranno davvero chiamati a pagare il conto? La crisi dei mutui subprime, come si ricorderà, ha messo in ginocchio non solo le principali banche mondiali, americane in particolare, ma mezza finanza mondiale. Ripercussioni pesantissime su centinania di migliaia di risparmiatori e sull'economia reale, che risente ancora della turbolenza dei mercati finanziari.

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La livella del tempo: tutti gli asset ruotano intorno al Pil nominale pag.1 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 20-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

La livella del tempo: tutti gli asset ruotano intorno al Pil nominale PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Alessandro Fugnoli , 20.06.2008 11:55 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! performa dunque come la borsa italiana, ma attenzione. Il capitale investito nel 1998 ha reso il 59 per cento di dividendi e il 58 di capital gain (con un risultato totale del 117 per cento). Una borsa ricca di utilities e di banche è, in tempi normali, una borsa ad alto rendimento. Chi in questi anni si è limitato a incassare i dividendi senza reinvestirli si è perso una parte del meglio. La seconda sorpresa, dopo i dividendi, è venuta per noi dalle case. Avevamo in testa che il valore degli immmobili in tutto il mondo è praticamente raddoppiato negli anni 2000-2007. L'unica grande eccezione in Occidente è la Germania, che ha avuto un boom solitario negli anni Novanta dopo la riunificazione ed è poi rimasta a lungo ferma in questo decennio (le case di Berlino costano poco più della metà di quelle di Milano). Ebbene, in Italia il valore delle case è salito dal 1998 solo del 73 per cento. Ora, da un punto di vista macro, il prezzo degli immobili sul lungo periodo è funzione del Pil nominale (lo sarebbe anche quello dell'equity, ma qui entra in gioco anche quanto viene quotato e quanto viene delistato e per l'Italia, storicamente, queste sono state variazioni molto significative). Il Pil nominale italiano dal 1998 a oggi è cresciuto del 56 per cento. Togliamo 56 da 73 e vediamo che la bolla immobiliare italiana si riduce, in questa ipotesi, al 17 per cento. Venendo al monetario-obbligazionario, mentre chi ha investito in Btp ha battuto ampiamente l'inflazione (che è stata del 24 per cento secondo i dati ufficiali) chi è restato sul monetario ha avuto un apprezzamento reale limitato al 20 per cento. A questo punto ci siamo riproposti la domanda di due settimane fa per gli Stati Uniti. Se siamo davvero entrati in un quadro di stagflazione segue pagina >>.

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Quei mutui<maledetti> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sicilia, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Quei mutui "maledetti" Una retata nel tempio del capitalismo. Americanate, suol, dirsi. Ma questa volta non in senso dispregiativo, bensì di vero e proprio complimento. Infatti, soltanto negli Stati Uniti d'America è possibile (ed è stato possibile anche in altre occasioni) che l'Fbi, cioè la polizia di tutti gli States, procedesse ad arresti eccellenti (in questo caso oltre trecento). Arresti di manager, tra i quali due top-manager di Bear Sterns che hanno chiuso i loro hedge fund facendo rimettere agli investitori 1,6 miliardi di dollari. Fondi chiusi a causa delle ingenti perdite realizzate con investimenti effettuati sul mercato dei titoli garantiti (si fa per dire, ndr) da mutui del segmento subprime. Ecco la parola "magica" appena pronunciata. "subprime": letteralmente "appena sotto il meglio". Così negli ultimi anni sono stati chiamati i mutui che non rispondono ai criteri minimi seguiti dalle agenzie semi-pubbliche Fannie Mae e Freddie Mac. Quei mutui, infatti, erano concessi a famiglie senza garanzie, salario o storia creditizia. Ma l'intermediario non se ne preoccupava: cedeva subito il suo credito sul mercato, sotto forma di titolo ad alto rendimento. Ma, com'è nella logica della finanza e, direi delle cose, la maggior parte dei titoli ha una scadenza. E se fu non troppo difficile pagare le cedole, cioè gli interessi sulle obbligazioni, i nodi al pettine arrivarono alla scadenza dei titoli. I prenditori dei mutui cominciarono a non poter pagare le rate e il resto fu il disastro che tutti ormai conosciamo. All'inizio, dunque, le cose andarono bene. Poi arrivò la bolla immobiliare. E, nonostante la Federal Reserve abbia tagliato i tassi, nonostante le continue immissioni di liquidità, non c'è stato nulla da fare. E allora s'è scoperto che i mutui "subprime" altro non erano che porcherie. Anzi, "mutui maligni", come li ha definiti il vicesegretario alla giustizia Mark Filip. Mutui maligni che, colpendo uno dei settori vitali dell'economia, cioè quello delle finanziarie, ha finito con il creare grossi problemi all'economia statunitense che, grazie (si fa per dire) alla globalizzazione ha esportato la crisi nel resto del mondo. Ogni medaglia, comunque, ha il suo rovescio. Quindi c'è chi ha speculato sulla pelle dei risparmiatori. Ma c'è chi, fra i banchieri, ci ha rimesso le penne. Le perdite globali dei mutui sono state stimati in 1.300 miliardi di dollari da John Paulson, fondatore dell'hedge Fund Paulson & Co. Fino a questo momento le banche hanno provveduto ad effettuare svalutazioni e/o perdite da trading per 334,53 miliardi di dollari per effetto della crisi dei subprime. E in mezzo ci sono tutti, o quasi, gli Istituti di credito da Citigroup (che guida la classifica con 46,4 miliardi) alla giapponese Sumitomo (1,2 mld), passando per UniCredit (2,7 mld). I manager statunitensi finiti in galera rischiano fino a 40 anni di galera. E c'è da credere che molti saranno condannati (se riconosciuti colpevoli). Anche in questo campo gli Stati Uniti fanno sul serio. Le condanne dopo lo scandalo Enron lo testimoniano. Ma intanto le economia mondiali soffrono e vedono sempre più chiara la recessione e economica.

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I METALLI (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Edizione: 22/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA I METALLI /Sale il rame La settimana finanziaria è stata segnata dagli oltre 400 arresti negli USA nei confronti di alcuni protagonisti della bolla immobiliare, un segno della volontà di fare i conti con la crisi e di superarla. Per ora, però, le commodity non sembrano essersi accorte di alcun cambiamento: l'indice CRB ha fatto segnare un nuovo massimo storico, trascinato dal petrolio, arrivato a toccare i 140 dollari al barile, e anche i non ferrosi hanno inanellato una serie di sedute positive. I protagonisti al London Metal Exchange sono stati rame e alluminio: il primo ha raggiunto quota 8450, ritracciando il classico 61,8% di Fibonacci della discesa dai massimi di aprile, il secondo, dopo un'importante rotture tecnica rialzista, ha visto le quotazioni salire fino a 3150. Anche lo zinco ha recuperato qualche posizione tornando sulla resistenza a 1970, mentre il nickel ha difeso a fatica i minimi recenti. Il quadro di fondo sta manifestando qualche segnale di trasformazione e la tendenza, per ora timida ma non trascurabile, al rafforzamento del dollar index e dei tassi d'interesse di lungo termine potrebbe essere l'anticipo di novità maggiori. A cura di Paolo Kauffmann.

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