HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
|
top ARTICOLI DAL 15 AL 17 MARZO 2008 #TOP
Aiuti
ai negozi di vicinato il comune frena gli affitti
( da "Nuova
Venezia, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
vicinato il
Comune frena gli affitti IL BANDO Immobili pubblici a prezzi agevolati Affitti
più bassi per i negozi dei residenti. Non c'è soltanto l'esodo degli abitanti,
ma anche quello delle attività economiche "non turistiche". E spesso
i negozi cosiddetti di vicinato, le rivendite di alimentari, ferramente e
casalinghi, vengono sfrattati in favore di rendite più remunerative.
Bernanke?
È sotto shock E non sa se il cavallo berrà
( da "Borsa
e Finanza" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E non è infatti un caso che gli analisti di Natixis abbiano
commentato il giudizio sulle svalutazioni fatto da S&P's come insufficiente
per abbassare la guardia sul settore finanziario. "Il problema - fa eco
l'economista Ed Yardeni - è che l'epicentro della crisi ruota intorno ai prezzi
delle case, le quali sfortunatamente non smettono di calare".
CRISI
MUTUI: GROS, SUBPRIME PUNTA DELL'ICEBERG, BANCHE USA A RISCHIO
( da "Asca"
del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Italia non
registra un eccesso di attivita delle costruzioni e non c'e una bolla
immobiliare. La discesa dei prezzi delle case dunque presto iniziera a farsi
sentire anche in Europa dopo gli Stati Uniti. ''La grande differenza e che in
America un calo dei prezzi delle case e un problema delle banche - spiega Gros
- in Europa invece e dei consumatori.
CRISI
MUTUI: GROS, SUBPRIME PUNTA DELL'ICEBERG, BANCHE USA A RISCHIO
( da "Virgilio
Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Italia non
registra un eccesso di attivita delle costruzioni e non c'e una bolla
immobiliare. La discesa dei prezzi delle case dunque presto iniziera a farsi
sentire anche in Europa dopo gli Stati Uniti. ''La grande differenza e che in
America un calo dei prezzi delle case e un problema delle banche - spiega Gros
- in Europa invece e dei consumatori.
Edilizia,
in discesa i prezzi e le vendite ( da "Centro, Il"
del 16-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Chieti
Edilizia, in discesa i prezzi e le vendite Cali fino al 20 per cento sul colle
Nella vallata va un po meglio CHIETI. I prezzi delle case diminuiscono di pari
passo con le vendite, in calo vertiginoso dal secondo semestre
Chieti,
in picchiata il prezzo delle case
( da "Centro,
Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Chieti Chieti, in picchiata il prezzo delle case In alcune zone il calo è del 20
per cento. Tiene il mercato allo Scalo CHIETI. Il mercato
immobiliare cittadino e provinciale manifesta forti segnali di crisi.
Finiti i bei tempi dei primi anni dell'euro, oggi fare affare è difficile.
Dopo
dieci anni i prezzi delle case frenano la corsa
( da "Stampa,
La" del 16-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: MERCATO IMMOBILIARE.GLI AFFITTI RESTANO INVARIATI Dopo
dieci anni i prezzi delle case frenano la corsa Gli esperti: si va verso una
regressione per la crisi generale e il calo di domanda [FIRMA]GIANPAOLO
CHARRÈRE AOSTA Il
A
Dubai non fa nessuna paura Le superville di The Beach vendute tutte nel giro di
72 ore ( da "Stampa, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
LA BOLLA
IMMOBILIARE "A Dubai non fa nessuna paura Le superville di The Beach
vendute tutte nel giro di 72 ore".
Gli
emiri fanno shopping tra i saldi finanziari
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
E la bolla
immobiliare che negli Stati Uniti è partita dai mutui e adesso falcidia i
grandi nomi della finanza? "Qui non fa paura", spiega Maria
Abdelrahman, manager della Nakheed - la più grossa società di sviluppo
immobiliare di Dubai che ha costruito gli arcipelaghi artificiali di The Palm e
The World, quest'ultimo composto da 300 isole per replicare l'
Usa:
Greenspan, la crisi finanziaria peggiore dal dopoguerra ('Ft')
( da "TgFin.it"
del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
presidente
della Fed, indicato come uno dei responsabili dell'esplosione dell'attuale
bolla immobiliare a causa della politica creditizia che ha portato avanti tra
il 2001 e il 2004 (quando i tassi hanno raggiunto un minimo dell'1%), stima che
non si "raggiungera mai la perfezione nella gestione del rischio" in
quanto "arrivera sempre il momento in cui fallira'
Gli
Usa tagliano il costo del denaro e i mercati crollano. È la recessione-sprint
( da "Panorama.it"
del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Greespan a
sua volta è ormai additato come uno dei responsabili dell'esplosione della
bolla immobiliare americana a causa della politica di credito facile che ha
portato avanti tra il 2001 e il 2004, quando i tassi hanno raggiunto un minimo
dell'1%. Così come la Casa Bianca è accusata per aver trasformato l'avanzo di
bilancio in deficit destinato a finanziare le spese militari.
MUTUI:ONADO,ITALIA A RIPARO DA CRISI,MA RISCHI CRESCITA/ANSA
( da "Wall
Street Italia" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
l'impatto
della crisi sarà dunque inferiore, anche se qualche paese dovrà inevitabilmente
fare i conti con la bolla immobiliare. E il caso, spiega l'economista,
della Gran Bretagna e della Spagna, dove sarà più difficile "digerire
l'enorme quantità di debito di cui sono state ingozzate le famiglie".
( da "Nuova Venezia, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Cronaca Aiuti ai
negozi di vicinato il Comune frena gli affitti IL BANDO
Immobili pubblici a prezzi agevolati Affitti più bassi per i negozi dei residenti. Non c'è
soltanto l'esodo degli abitanti, ma anche quello delle attività economiche
"non turistiche". E spesso i negozi cosiddetti di vicinato, le
rivendite di alimentari, ferramente e casalinghi, vengono sfrattati in favore
di rendite più remunerative. Del resto, chi si può permettere di pagare
un affitto mensile di migliaia di euro per un negozietto in centro? Risultato,
la trasformazione selvaggia delle attività. Maschere e griffe al posto delle
mercerie, bar e fast food invece degli alimentari tradizionali. Così il Comune
prova a mettere un freno. Ieri in giunta l'assessore al Patrimonio Mara Rumiz
ha proposto una modifica al regolamento interno per la gestione dei Beni
immobili del Comune. "Il bando", recita il nuovo testo, "potrà
includere prestazioni necessarie a rendere compatibili le attività commerciali
che si andranno a svolgere con le esigenze più prossime alla popolazione
residente". Significa che nell'affittare i suoi beni immobili il Comune
potrà operare con logiche diverse da quelle del massimo profitto. Agevolando
coloro che venderanno beni e servizi per la popolazione residente. E vincolando
gli affittuari a questo in cambio di un affitto più basso. Nelle categorie che
danno diritto allo sconto ci sono le rivendite alimentari, gli ambulatori
medici, gli sportelli per la fornitura di servizi, i negozi di casalinghi, le mercerie,
la ferramenta. "E' una delibera di indirizzo che riteniamo molto
importante dal punto di vista del principio", dice l'assessore al
Patrimonio Mara Rumiz, che ha presentato il provvedimento insieme al collega
Giuseppe Bortolussi delle Attività produttive, "in questo modo intendiamo
rafforzare l'offerta di beni primari ai residenti nel centro storico e nelle
isole, contribuendo così ad agire per fermare l'esodo verso aree maggiormente
servite per le esigenze della vita quotidinana". Un'emergenza provocata
dall'invasione dei turisti (sono stati 20 milioni nel 2007) e dal mercato dei prezzi delle case "drogato" dal turismo. Oggi i prezzi delle case sono proibitivi per una famiglia normale.
Spesso gli appartamenti vengono trasformati in bed and breakfast o
affittacamere. I negozi chiudono e gli abitanti se ne vanno in terraferma.
Adesso arriva il calmiere per i negozi. (a.v.).
( da "Borsa e Finanza" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ATTUALITÀ Bernanke?
"È sotto shock" E non sa se il cavallo berrà La liquidità è inutile
se non si ferma il crollo dell'immobiliare. S&P:
"vicina la fine del tunnel". Ma Natixis non
ci crede. E Bear Stearns fa tremare il mondo di Vincenzo Sciarretta -
15-03-2008 LA FRANA DEL CREDITO Quando il prossimo 18 marzo si riunirà a
Washington il direttorio della Federal Reserve, Ben Bernanke dovrà aggiornare
sia diagnosi che prognosi della più grande bolla
creditizia dei tempi moderni. Sebbene abbia passato la maggior parte della sua
vita da accademico a studiare la Depressione del 1929 e la lunga crisi
giapponese esplosa nel 1990, negli ambienti della capitale americana si dice
che il capo della Fed sia parecchio sotto shock - proprio così - dalla portata
del disastro che ha di fronte. E per fronteggiarlo abbia approntato il più
grande salvataggio possibile mai concepito, a cui tra l'altro, martedì 18,
dovrebbe aggiungere il tassello di una nuova sforbiciata ai tassi d'interesse
Probabilmente dello 0,50%, anche se il mercato, soprattutto i gestori di Wall
Street, sperano ancora in un ripensamento che faccia lievitare il taglio a 75
punti base. Uno scenario ancora più probabile dopo che Bear Stearns venerdì 14
marzo ha gelato il mondo finanziario annunciando di essere in una crisi di
liquidità che ha richiesto un finanziamento d'emergenza operato da JpMorgan e
Fed di New York. CORSA CONTRO IL TEMPO. Nel tentativo di dissetare le
istituzioni a corto di liquidità, Bernanke ha sinora creato due strumenti
inediti. Il primo, risalente al 12 dicembre scorso, va sotto il nome di Taf
(Term Auction Facility), che consente alle banche in difficoltà di attingere direttamente
dalla Fed, ottenendo denaro a prestito. Il vantaggio del Taf è che le banche
non devono rendere pubblica la propria richiesta e non vanno perciò incontro
alle stimmate del mercato. Stando al sito della Fed, tutte le istituzioni
depositarie (cioè le banche) che sono giudicate in "condizioni finanziarie
solide" (ma vai a saperlo davvero, di questi tempi) possono partecipare
alle aste tenute sotto lo scudo del Taf e fornire adeguate garanzie
collaterali. Attraverso questo strumento la banca centrale americana sta
immettendo nel sistema circa 100 miliardi di dollari la settimana. Bernanke
aveva riposto ampia fiducia nell'efficacia del Taf, ma si è dovuto ricredere
perché gli emboli che impediscono alla liquidità di circolare allignano spesso
negli operatori finanziari che non sono esattamente banche tradizionali.
Sicché, con una mossa spregiudicata, e senza precedenti, martedì 11 marzo, la
Federal Reserve ha annunciato l'introduzione di un secondo strumento
straordinario chiamato Tslf (Term Securities Lending Facility). Questo estende
il concetto di Taf alle istituzioni non depositarie, alle banche d'investimento
e agli operatori in titoli, che sono con l'acqua alla gola a causa dei titoli
spazzatura che li zavorrano. Finora questi soggetti dovevano bussare alla porta
delle banche per trovare una ciambella di salvataggio, ma gli istituti di
credito hanno finito per chiudere i rubinetti, oberate dai propri problemi
contingenti. Ecco allora l'idea di Bernanke: sotto lo schema del
Tslf, la Federal Reserve è disponibile a prestare fino a 200 miliardi di
dollari in titoli governativi per un termine di 28 giorni. In cambio accetterà
anche i famigerati residential-mortgage-backed
securities, cioè i titoli spiccati da agenzie federali oppure non da agenzie
federali, ma con un rating AAA/Aaa. Insomma la Fed scambierà della carta
finanziaria di primissima qualità (obbligazioni governative) con carta
finanziaria di non primissima qualità - compresi i certificati legati ai mutui
ipotecari - in un tentativo estremo di fluidificare il sistema. CINTURA DI
PROTEZIONE. Tony Crescenzi di Miller Tabak ha giustamente notato che al 27
febbraio i principali intermediari portavano in pancia 140
miliardi di titoli emessi da agenzie e 60 miliardi di
mortgage-backed-securities. E siccome la Fed ha messo sul piatto una linea di
credito da 200 miliardi, vuol dire che è pronta ad assorbire tutti i titoli
nelle mani degli intermediari (almeno di questo tipo). Dunque il cavallo verrà
portato all'acqua, ma berrà? Secondo la Standard & Poor's, le svalutazioni
legate ai subprime sarebbero agli sgoccioli, e società nell'occhio del ciclone
come Citigroup e Merrill Lynch avrebbero "rigorosamente e
conservativamente prezzato la loro esposizione". Eppure, altre forme di
debito rischiano di mostrare una falla, ammonisce la stessa Standard &
Poor's. E non è infatti un caso
che gli analisti di Natixis abbiano commentato il giudizio sulle svalutazioni
fatto da S&P's come insufficiente per abbassare la guardia sul settore
finanziario. "Il problema - fa eco l'economista Ed Yardeni - è che
l'epicentro della crisi ruota intorno ai prezzi delle case,
le quali sfortunatamente non smettono di calare".
( da "Asca" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
(ASCA) - Cernobbio, 15 mar - La crisi
dei mutui subprime e' ''soltanto la punta dell'iceberg, il problema reale e' la
bolla immobiliare e l'esplosione dell'attivita'
finanziaria collegata''. Parola dell'economista Daniel Gros, direttore del
centro europeo di studi economici che intervenendo al convegno Confcommercio di
Cernobbio sottolineando che ''ci stiamo avvicinando a uno stato d'animo di
panico. La situazione e' certamente seria pero' ci sono soluzioni''. Gros punta
l'indice sulla bolla immobiliare che ha fatto
lievitare i prezzi delle case negli Stati Uniti e in
Europa anche se nel Vecchio continente l'andamento presenta profonde
divergenze. ''La Spagna presenta un trend simile a quello degli Stati Uniti con
valori immobiliari superiori del 20-25% in termini reali rispetto al trend di
lungo termine''. Soprattutto pero' la Spagna presenta un ''eccesso
di costruzioni. L'attivita' immobiliare nel paese
rappresenta il 18% del pil''. Per altri paesi come l'Italia invece non ci sono
pericoli di ricadute pesanti dal settore immobiliare.
Anzi ''l'Italia non registra un eccesso di attivita' delle costruzioni e non
c'e' una bolla immobiliare''. La discesa dei prezzi delle case dunque presto iniziera' a farsi sentire
anche in Europa dopo gli Stati Uniti. ''La grande differenza e' che in America
un calo dei prezzi delle case e' un problema delle
banche - spiega Gros - in Europa invece e' dei consumatori''. did/sen/alf.
( da "Virgilio Notizie" del 15-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
15-03-2008 13:51
(ASCA) - Cernobbio, 15 mar - La crisi dei mutui subprime e'
''soltanto la punta dell'iceberg, il problema reale e' la bolla immobiliare e l'esplosione dell'attivita' finanziaria
collegata''. Parola dell'economista Daniel Gros, direttore del centro europeo
di studi economici che intervenendo al convegno Confcommercio di Cernobbio
sottolineando che ''ci stiamo avvicinando a uno stato d'animo di panico. La
situazione e' certamente seria pero' ci sono soluzioni''. Gros punta l'indice
sulla bolla immobiliare che ha fatto lievitare i prezzi delle case negli Stati Uniti e in Europa anche se nel
Vecchio continente l'andamento presenta profonde divergenze. ''La Spagna
presenta un trend simile a quello degli Stati Uniti con valori immobiliari
superiori del 20-25% in termini reali rispetto al trend di lungo termine''.
Soprattutto pero' la Spagna presenta un ''eccesso di
costruzioni. L'attivita' immobiliare nel paese
rappresenta il 18% del pil''. Per altri paesi come l'Italia invece non ci sono
pericoli di ricadute pesanti dal settore immobiliare.
Anzi ''l'Italia non registra un eccesso di attivita' delle costruzioni e non
c'e' una bolla immobiliare''. La discesa dei prezzi delle case dunque presto iniziera' a farsi sentire
anche in Europa dopo gli Stati Uniti. ''La grande differenza e' che in America
un calo dei prezzi delle case e' un problema delle
banche - spiega Gros - in Europa invece e' dei consumatori''.
( da "Centro, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Chieti Edilizia, in
discesa i prezzi e le vendite Cali fino al 20 per
cento sul colle Nella vallata va un po' meglio CHIETI. I prezzi
delle case diminuiscono di pari passo con le vendite, in calo
vertiginoso dal secondo semestre
( da "Centro, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Chieti Chieti, in picchiata il prezzo delle case In alcune zone
il calo è del 20 per cento. Tiene il mercato allo Scalo CHIETI. Il mercato immobiliare cittadino e
provinciale manifesta forti segnali di crisi. Finiti i bei tempi dei
primi anni dell'euro, oggi fare affare è difficile. I dati diffusi dall'ufficio studi
Tecnocasa parlano di un decremento del 9 per cento sulle vendite degli
appartamenti a Chieti nel
( da "Stampa, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MERCATO
IMMOBILIARE.GLI AFFITTI RESTANO INVARIATI Dopo dieci anni i prezzi
delle case frenano la corsa Gli esperti: si
va verso una regressione per la crisi generale e il calo di domanda
[FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE AOSTA Il
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
LA
BOLLA IMMOBILIARE "A Dubai non fa nessuna paura Le superville di The Beach
vendute tutte nel giro di 72 ore".
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
La storia I fondi
sovrani cavalcano l'onda dei listini deboli Gli emiri fanno shopping tra i
saldi finanziari FRANCESCO MANACORDA INVIATO A DUBAI Maledite il prezzo del
greggio ogni volta che andate a fare il pieno? Qui la super va giù come acqua
minerale, anzi più liscia: meno di un euro per quattro litri. Vi confortate
pensando che con il dollaro debole finalmente vedrete New York? Qui invece ci
soffrono parecchio e pensano anzi a come sganciare senza traumi il loro dirham
dal biglietto verde ormai così bistrattato: con un'economia che cresce
dell'8,5% e la valuta debole, l'inflazione quest'anno rischia di toccare il
12%. C'è la crisi americana, c'è lo stallo europeo, e qui - tra Abu Dhabi e
Dubai, cuore degli Emirati Arabi - luccica in tutto il suo splendore l'altra
faccia della medaglia. Un boom che va avanti senza freni, spinto proprio dalla
corsa del greggio, dai prezzi degli immobili - che a
queste latitudini continuano a cavalcare l'onda - dalle ottime occasioni che i
fondi sovrani possono trovare in un mondo finanziario oggi in saldo. E allora
affari d'oro, naturalmente nero, per Adia, l'Abu Dhabi
Investment Authority. Il fondo sovrano che fa capo allo sceicco Khalifa Bin
Zayed Al Nahyan, l'uomo che guida il suo emirato e l'intera federazione che
costituisce gli Emirati arabi uniti, è il più ricco del mondo, con proprietà valutate 900 miliardi di dollari. I cugini-rivali
di Dubai - con i loro Mumbadala e Dubai Holding restano ricchissimi ma
staccati. Alle porte degli Emirati c'è così una duplice fila: chi spinge per
vendere i suoi prodotti e investire in un'economia di 5 milioni di persone, ma
con Pil da capogiro, e chi offre invece agli sceicchi opportunità di
investimento. Bruno Ermolli, tra i più ascoltati consiglieri di Silvio
Berlusconi e consulente di grandi aziende italiane, che è qui in questi giorni
a capo di una delegazione congiunta della Promos-Camera di Commercio di Milano
e Fiera Milano e che ad Abu Dhabi ha appena inaugurato un ufficio commerciale,
vorrebbe percorrere entrambe le strade: "C'è un mercato per le nostre
piccole e medie imprese, ma c'è anche la possibilità di portare capitali del
Golfo a fare investimenti in infrastrutture nell'area del Mediterraneo".
Loro, i grandi mercanti e finanziatori di questa epoca, sono ben consci del
nuovo ruolo che hanno assunto. "Le distinzioni tra paesi ricchi e paesi in
via di sviluppo non hanno più senso - dice Homar Hijazi - un passato nella Silicon
Valley, un presente da manager nel composito mondo di società che fanno
riferimento allo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, primo ministro di
Dubai - adesso la distinzione è tra chi ha e chi non ha accesso
all'informazione e ai mercati". E anche a una ricchezza che appare senza
fine. A produrla ci pensano i pozzi di petrolio ad Abu Dhabi, i pozzi dell'immobiliare, che sembrano anch'essi senza fondo, a Dubai. La
capitale degli Emirati dorme sonni beati proprio
perché è seduta sui nove decimi delle riserve petrolifere dell'intera
federazione: due milioni e settecentomila barili estratti ogni giorno, i cui
profitti si riversano in buona parte proprio nei forzieri dei fondi sovrani;
facile capire che la manna continuerà ancora per parecchio. Dubai, invece, sulla
spinta del petrolio potrà contare ancora poco: si parla - anche se nessuna lo
conferma ufficialmente - di vent'anni. Così i nuovi pozzi di Dubai hanno le
sembianze dei grattacieli: milioni di metri cubi in costruzione, 218 torri che
sorgono solo nella zona chic di Marina, sui quotidiani locali
pubblicità delle residenze Boris Becker e Michael Shumacher. I divi ci
mettono la faccia, gli investitori di tutto il mondo i soldi, con la
prospettiva di venire a svernare nella nuova capitale dello shopping o di mettere
a reddito il loro appartamento. E la bolla immobiliare che negli Stati Uniti è partita dai mutui e adesso falcidia i
grandi nomi della finanza? "Qui non fa paura", spiega Maria
Abdelrahman, manager della Nakheed - la più grossa società di sviluppo immobiliare di Dubai che ha costruito gli arcipelaghi artificiali di The
Palm e The World, quest'ultimo composto da 300 isole per replicare l'intero
planisfero - "a The Palm abbiamo venduto tutto in 72 ore e chi ha comprato
una villa da 1,4 milioni la rivende oggi a 5". Anche il mattone degli
Emirati, oggi, sale come il greggio.
( da "TgFin.it" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Questa crisi
fara' molte vittime" (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 man -
L'attuale crisi finanziaria potrebbe essere la piu' grave dalla Seconda guerra
mondiale. Lo ha affermato l'ex-presidente della Fed, Alan Greenspan in un
editoriale pubblicato oggi dal 'Financial Times', dove
precisa che "l'attuale crisi finanziaria negli Stati Uniti sara'
probabilmente giudicata come la piu' grave dalla fine della Seconda guerra
mondiale". Secondo il banchiere che ha guidato l'Istituto federale Usa dal
1987 al 2006, la crisi "avra' fine quando il prezzo degli immobili si
stabilizzera' e con esso il prezzo dei prodotti finanziari basati sui mutui
ipotecari". E comunque, aggiunge, "questa crisi lascera' numerose
vittime" sul terreno e "il sistema di valutazione dei rischi corrente
sara' toccato radicalmente". Greenspan, nel suo articolo, auspica che
"una delle vittime non sia pero' il sistema di sorveglianza reciproca (tra
gli attori finanziari) e piu' in generale l'autoregolamentazione finanziaria
come meccanismo fondamentale dell'equilibrio del settore finanziario
mondiale". L'ex-presidente della Fed, indicato
come uno dei responsabili dell'esplosione dell'attuale bolla
immobiliare a causa della politica creditizia che ha portato avanti tra
il 2001 e il 2004 (quando i tassi hanno raggiunto un minimo dell'1%), stima che
non si "raggiungera' mai la perfezione nella gestione del rischio" in
quanto "arrivera' sempre il momento in cui fallira' e una verita' no
gradita sara' messa a nudo". Man- (RADIOCOR) 17-03-08 10:13:52 (0068) 5
NNNN.
( da "Panorama.it" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Gli Usa tagliano il costo del denaro e i
mercati crollano. È la recessione-sprint Posted By Renzo Rosati On 17/3/2008 @
18:41 In Apertura#1 | No Comments Se una banca centrale (in questo caso la
Federal Reserve americana) taglia il costo del denaro, triplica i termini dei
crediti e come risposta le borse sprofondano, i consumi scendono ed il Pil cala
in picchiata sulle due sponde dell'Atlantico, c'è qualcosa nell'economia
mondiale o di veramente irrazionale o di veramente grave. Normalmente infatti avviene il contrario: il taglio dei tassi fa volare
le borse, dà fiato ai consumi, alimenta il Pil. Ma la decisione di Ben
Bernanke, il presidente della Fed, di tagliare di un quarto di punto il tasso
di sconto, concedere 30 miliardi di dollari di finanziamento alla Bear Stearns
- l'ultima banca Usa ad essere entrata nel vortice della crisi - e di allungare
da
( da "Wall Street Italia" del 17-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA PER
ECONOMISTA IN EUROPA PIU' COLPITE GRAN BRETAGNA E SPAGNA -->(ANSA) - ROMA, 17 MAR - L'Italia è al riparo dalla crisi che
sta scuotendo il sistema finanziario americano, ma le conseguenze dello scossone
si faranno comunque sentire sul nostro Paese a livello macroeconomico, causando
una inesorabile contrazione della crescita. E' l'analisi di Marco Onado,
professore di Economia dei mercati e degli intermediari finanziari
all'Università Bocconi di Milano, secondo il quale i veri effetti della crisi
dei subprime a livello internazionale non sono ancora del tutto chiari e i
prossimi mesi saranno con ogni probabilità ancora difficili per le economie
mondiali. "Nessuno sa esattamente quale sia la gravità dei
problemi delle banche ma è difficile che casi come quelli di Bear Stearns siano
isolati. - sottolinea Onado - Il governatore Draghi
aveva previsto che con la pubblicazione dei dati di bilancio 2007 sarebbe
arrivato il momento della verità, ma la chiusura dei bilanci non è stata invece
sufficiente a fare chiarezza". Le ripercussioni di tale incertezza
sono "il sospetto reciproco" che regna tra le banche, sempre più
diffidenti l'una nei confronti dell'altra, "il blocco dei mercati" e
"l'aumento delle perdite" degli istituti. In America i prossimi
potrebbero quindi essere mesi ancora sofferti, mentre in Europa lo scenario
potrebbe essere meno grave. "Ubs, in Svizzera, è tra le
banche che hanno registrato maggiori perdite ed anche qualche banca tedesca ha
registrato delle minusvalenze fin da quest'estate. Complessivamente
però - precisa Onado - l'Europa sta incomparabilmente meglio degli Stati
Uniti". Al di qua dell'Atlantico, dove è meno disinvolto il ricorso
a strumenti finanziari più sofisticati, l'impatto della crisi sarà dunque
inferiore, anche se qualche paese dovrà inevitabilmente fare i conti con la bolla immobiliare. E' il caso, spiega l'economista,
della Gran Bretagna e della Spagna, dove sarà più difficile "digerire
l'enorme quantità di debito di cui sono state ingozzate le famiglie". Anche in Italia "non saranno rose e fiori, ma gli effetti
saranno di rimbalzo. Il nostro sistema finanziario - sottolinea - non ha infatti spinto in modo forsennato il modello di
distribuzione del rischio che ha deresponsabilizzato le banche, pronte a
disfarsi dei rischi non appena possibile e quindi poco incentivate a valutarli
concretamente. Tuttavia in un mondo globalizzato non ci può
essere un paese esente dagli effetti della crisi internazionale".
L'Italia "non ha la bolla immobiliare di altri
paesi, - ribadisce - ma gli effetti si faranno sentire sulla crescita, il cui
andamento sarà stitico". Secondo Onado è peraltro inverosimile che la Bce
possa intervenire sui tassi per stimolare la crescita europea. "La Banca centrale - sottolinea - è vincolata ad occuparsi di
inflazione e questo può rappresentare una limitazione dei suoi margini di
manovra. Anche se potrebbe essere opportuno un
intervento, con l'attuale scenario di inflazione, credo che il comportamento
sarà diverso". (ANSA).