HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL 15 e 16 febbraio 2008        #TOP


Report "Mercato immobiliare"

Bce: elevata incertezza, rischi sulla crescita Calano i prezzi delle case, ma non in Italia ( da "Corriere.it" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Ma la grande bolla immobiliare sembra sul punto di finire: in Eurolandia la Banca centrale riscontra "un rientro delle tensioni sui mercati degli immobili residenziali dopo la lunga fase di cospicui aumenti dei prezzi osservata tra la metà degli anni novanta e il 2005".

I prezzi del mattone corrono solo in Italia ( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: è basata sui prezzi medi. Calcolandoli, però, i tecnici hanno individuato una tendenza al livellamento dei prezzi tra centro e periferia. L'onda della bolla immobiliare, insomma, si fa sentire anche nella cintura delle grandi città. Amche qui, non si prevede nessuna esplosione della bolla: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o,

Case, Bologna al top A Ferrara costano meno I valori medi dell'Agenzia del territorio ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: arrivo anche nelle periferie della 'bolla' immobiliare. Bolla che, a differenza di altri paesi europei, qui in Italia non esploderà. In altre parole i prezzi sono destinati a fermarsi o al massimo a scendere di poco. Non è solo Bologna cara (si arriva anche a 4.800 euro al metro quadro), ma l'intera Emilia-Romagna, dove anche in città piccole come Parma,

La mappatura catastale rivela una crescita costante, ma restano comunque grandi differenze tra Nord e Sud del paese ( da "Cittadino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: arrivo anche in periferia dell'onda della bolla immobiliare. Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad arrestarsi ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. L'Agenzia del Territorio continua intanto la sua mappatura del patrimonio immobiliare presente nel Belpaese che,

La Bce blocca i contratti: No ad aumenti dei salari I sindacati: in Europa rischio di deriva tecnocratica. Per Francoforte prezzi delle case in calo ma non in Italia ( da "Unita, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: un rischio concreto di deriva tecnocratica nelle indicazioni della Banca Centrale Europea". Nel bollettino, la Bce dedica attenzione infine anche al mercato immobiliare. Nel 2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia hanno mostrato "una moderazione". Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni è invece rimasto "in linea con quello registrato nel 2006".

Case, si fermal'impennataal rialzo ( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dell'onda della "bolla immobiliare". Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad arrestarsi ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. È stato inoltre calcolato il Vip: il valore immobiliare catastale a fini Ici che si basa sui criteri normativi che stabiliscono le modalità di determinazione della base

Miami, attici in saldo per crac ( da "Stampaweb, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: bolla" (i giornali la chiamavano così), la gigantesca speculazione immobiliare che aveva portato in cielo il prezzo delle case, sembrava una favola come tante, da leggerla senza crederci molto. In banca non avevano fatto granché di storie, lui aveva un buon credito, un buon lavoro, il finanziamento era stato poco più d'una semplice formalità.

I prezzi del mattone continuano a correre, ma solo in Italia ( da "SpyStocks" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In Italia la bolla immobiliare non vuole saperne di sgonfiarsi: il mutuo a rischio non è genere molto diffuso, il mercato del mattone viaggia stabile, la corsa dei prezzi continua. Il bollettino della Banca centra europea pubblicato ieri sottolinea "aumenti significativi dei prezzi" nel Belpaese, in controtendenza con il resto d'Europa.

Per la Bce c'è un rischio salari ( da "Manifesto, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la grande bolla immobiliare sembra sul punto di finire, anche per la caduta della domanda di abitazioni. La caduta della domanda è correlata con la diminuzione delle domande di mutui da parte della famiglie. La Bce fa riferimento per questi dati a una indagine sul credito bancario nell'area dell'euro condotta da Eurositema.

Per Francoforte crollano i prezzi delle case, ma non in Italia ( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Si tratta comunque di prezzi medi, il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che nella stessa città variano molto tra i centri storici e le periferie anche se negli ultimi anni si nota un certo "livellamento" dovuto all'arrivo anche in periferia dell'onda della 'bolla immobiliare'.

Mrs. Kamanu non sa più che fare La sua casa vale meno del mutuo ( da "Borsa e Finanza" del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Mi affido alla fortuna, sperando che qualcuno veda la casa e se ne innamori". Quanto la casa sia un asset importante nella ricchezza della nazione lo dimostrano i numeri: nel 2006 i cittadini statunitensi possedevano immobili per 20.500 miliardi di dollari, contro i 6.300 miliardi posseduti in titoli azionari.

CASA dolce casa..? Beh, se non proprio zuccherina, sicuramente quest'anno la ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Associazione nazionale agenti e mediatori d'affari (Anama) della Confesercenti che, per il quinto anno consecutivo, fa il punto sul mercato delle case a Rovigo e in provincia. Con la premessa che i dati si riferiscono ai "prezzi medi" delle case, visto che ogni immobile ha sue caratteristiche specifiche che possono farne salire o scendere il costo.

Con i bond fino all'estate ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i bond non sono ancora al capolinea: "Il contagio della bolla immobiliare e della crisi del credito sui consumi americani – sostiene – spaventa gli investitori e in mancanza di risposte definitive sull'entità della recessione è inevitabile che l'equity soffrirà e le obbligazioni saranno sovrapesate".

Dublino in retromarcia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: delle case nuove. La stretta creditizia da parte delle banche (da sempre in grado di finanziare il 100% del prezzo dell'immobile) colpisce tutto il mercato: chi deve acquistare i terreni edificabili è costretto a versare un contributo maggiore per finanziare i progetti, chi deve acquistare casa ha più difficoltà ad accedere ai mutui e i tempi di acquisto si allungano e il mercato

Ora costa meno comprare la casa ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: I risultati dell'indagine Anama ha evidenziato un decremento dei prezzi sia per il nuovo che per l'usato RovigoLa bolla immobiliare si è sgonfiata. Dopo il boom di costo al metro quadro registrata fino al 2006, nel secondo semestre del 2007, il mercato del mattone ha subìto un sensibile ridimensionamento.


Articoli

Bce: elevata incertezza, rischi sulla crescita Calano i prezzi delle case, ma non in Italia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere.it" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Nel bollettino di febbraio rinnovate le preoccupazioni della banca centrale Bce: elevata incertezza, rischi sulla crescita Calano i prezzi delle case, ma non in Italia Timori anche sui "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine" Jean-Claude Trichet (Reuters) ROMA - L'incertezza riguardo alle prospettive di crescita di Eurolandia "è insolitamente elevata" e i rischi per l'attività economica "sono stati confermati al ribasso". Lo afferma la Bce nel Bollettino mensile di febbraio, rinnovando le preoccupazioni espresse dal presidente, Jean-Claude Trichet, la scorsa settimana. Anche se i fondamentali, ricorda l'istituto di Francoforte, sono tuttora "solidi". INFLAZIONE - Ma oltre alla crescita, i timori della banca centrale si concentrano anche sui "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine". Come già ricordato una settimana fa, la Bce nel Bollettino mensile ribadisce il suo impegno "a prevenire effetti di secondo impatto", tali da rendere permanenti le aspettative inflazionistiche. I rischi, precisa la Banca centrale, "sono connessi alla possibilità di una crescita salariale più vigorosa del previsto". Allo stato attuale "è dunque indispensabile che tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità e che siano evitati effetti di secondo impatto sul processo di formazione dei salari e dei prezzi connessi agli attuali tassi di inflazione". INFLAZIONE Non a caso, secondo le previsioni della Bce, nel 2008 è atteso un rialzo di 0,5 punti per l'inflazione dell'Eurozona, ora stimata al 2,5%. La revisione, risulta dal bollettino Bce, riflette "i timori di maggiori pressioni sui prezzi derivanti dal lato dei costi e dei salari nel 2008". Per il 2009 il tasso di inflazione atteso è stabile al 2%. Permangono rischi al rialzo legati a possibili ulteriori rincari del petrolio e da una accelerazione dei salari nominali. GIU' LE STIME SUL PIL - L'economia di Eurolandia crescerà quest'anno dell'1,8% e nel 2009 del 2%, secondo la previsione della Survey of Professional Forecasters condotta dalla Bce raccogliendo le aspettative di esperti di istituzioni finanziarie europee. Le stime di crescita sono state riviste al ribasso sia per il 2008 (-0,3%) che per il 2009 (-0,2%). Infine, le aspettative sul tasso di disoccupazione per il 2008 e il 2009, si legge nel Bollettino della Bce, si collocano rispettivamente al 7,1% e al 7%, in rialzo di 0,4 punti percentuali. CASE, CALANO I PREZZI MA NON IN ITALIA - Nel 2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia hanno mostrato "una moderazione della dinamica dei prezzi". Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni è rimasto "in linea con quello registrato nel 2006". È la fotografia scattata nel Bollettino mensile della Bce, almeno nel riferimento al primo semestre del 2007. Secondo l'analisi i prezzi delle case nel nostro paese sono cresciuti nella prima metà dello scorso anno del 6,6%, dal 6,7% del 2006. Complessivamente, dice Francoforte, nel primo semestre 2007 i prezzi degli immobili residenziali nell'intera area euro sono saliti del 5% a fronte di un incremento del 6,1% nel secondo semestre 2006. Ma la grande bolla immobiliare sembra sul punto di finire: in Eurolandia la Banca centrale riscontra "un rientro delle tensioni sui mercati degli immobili residenziali dopo la lunga fase di cospicui aumenti dei prezzi osservata tra la metà degli anni novanta e il 2005". In generale, prosegue la Bce, gli andamenti recenti dei prezzi degli immobili residenziali nell'area "hanno rispecchiato principalmente un calo della domanda di abitazioni". E la moderazione della dinamica dei prezzi delle abitazioni è stata "più accentuata" in Paesi come Belgio, Irlanda Spagna,Francia e Malta ma non in Italia, Paesi Bassi e Austria. MUTUI - La Bce segnala, inoltre, una "marcata diminuzione" della domanda di mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni nel quarto trimestre 2007 (-36% dal -15% dell'indagine precedente). Lo rileva la Bce nel suo bollettino mensile facendo riferimento a un'indagine sul credito bancario nell'area dell'euro condotta dall'Eurosistema in cui si evidenzia un irrigidimento dei criteri di concessione dei prestiti alle famiglie. "Negli ultimi tre mesi - si legge - le banche hanno segnalato che i criteri per la concessione di mutui alle famiglie si sono ulteriormente irrigiditi". Un irrigidimento che riflette il "deterioramento delle condizioni sui mercati finanziari e il "peggioramento, rispetto al trimestre precedente, sia delle attese relative all'attività economica generale, sia delle prospettive del mercato degli immobili residenziali". stampa |.

Torna all'inizio


I prezzi del mattone corrono solo in Italia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

CASA I prezzi del mattone corrono solo in Italia LA FUGA DOPO I SUBPRIME Classifica Bologna e Firenze sono più care di Roma e Milano Rincari nelle zone di periferia L'Agenzia del territorio: nel Paese 30 milioni di appartamenti Quasi metà al Nord Su Eurolandia pesa la stretta dei tassi La domanda scende in Francia e Spagna [FIRMA]MARCO SODANO È l'effetto subprime al contrario. In Italia la bolla immobiliare non vuol saperne di sgonfiarsi: il mutuo a rischio non è genere molto diffuso, il mercato del mattone viaggia stabile, la corsa dei prezzi continua. Il bollettino della Banca centrale europea pubblicato ieri sottolinea "aumenti significativi dei prezzi" nel Belpease, in controtendenza col resto d'Europa. Dove, viceversa, prosegue il "graduale rallentamento dei prezzi degli immobili in corso dalla metà del 2005". La frenata è più evidente dove ci sono stati i rincari maggiori: Francia, Belgio, Irlanda, Spagna e Malta. In Italia, spiegano i tecnici di Francoforte, nel 2007 i prezzi delle case sono cresciuti del 6,6%, come nel 2006. In Europa i rincari si sono fermati al 5%, rispetto al 6% dell'anno precedente. In Francia, dove i prezzi salgono più veloci, (7,5% nella prima parte del 2007). Ma è altrettanto vero che nel 2006 l'impennata aveva sfiorato il 14%. La flessione si deve "ai marcati rincari delle abitazioni osservati negli ultimi anni" e a un calo della domanda che, secondo la Bce, rispecchia "gli aumenti dei tassi nominali e reali sui prestiti bancari per l'acquisto delle abitazioni registrati nel 2007". Viceversa, l'amore italiano per il mattone non conosce incrinature. La riprova, nel rapporto dell'Agenzia del Territorio sul suo censimento catastale: in Italia ci sono più case che italiani. Il rapporto preciso è 1,08 a persona neonati compresi. Metà delle costruzioni censite - in tutto sono sessanta milioni - è usata come abitazione: per il resto si tratta di box auto, negozi, capannoni in dustriali. Si legge nel rapporto che Bologna e Firenze sono le città più care, mentre Roma deve accontentarsi del terzo posto. Milano costa meno di Venezia. Nelle prime 13 città italiane (per dimensione) il costo medio di una casa è 276mila euro. A Firenze si arriva a 384 mila, Bologna è poco sotto i 380 mila. Roma si ferma a quota 333 mila euro, Venezia (327 mila, Milano 285 mila. Chi cerca un'occasione dovrebbe puntare su Messina, dove 105 mila euro posson bastare. La classifica si capovolge guardando al numero assoluto di abitazioni: in questo caso è prima Roma, con 1,323 milioni di case, seguita da Milano (766.514) e Torino (495.014). L'Agenzia ha anche fissato il Vip, il valore catastale ai fini del pagamento Ici. Il valore resta molto distante da quello di mercato: in media è 3,38 volte più alto. Se per il catasto il valore medio Ici è di 81 mila euro, quello di mercato è più del triplo (276 mila). Dal punto di vista dell'Ici, però, si può valutare il patrimonio fiscale contenuto nelle case città per città: Roma riposa su 142,9 miliardi di euro di imponibile Ici, Milano è molto indietro con 56,9 miliardi. Torino si accontenta di 39,6 miliardi. L'indagine, spiegano all'Agenzia, è basata sui prezzi medi. Calcolandoli, però, i tecnici hanno individuato una tendenza al livellamento dei prezzi tra centro e periferia. L'onda della bolla immobiliare, insomma, si fa sentire anche nella cintura delle grandi città. Amche qui, non si prevede nessuna esplosione della bolla: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. La distribuzione delle case sul territorio non è omogenea: dei 30.834.464 appartamenti poco meno della metà (circa 14 milioni) sono concentrati nel Nord. L'80% si concentra nelle classi A2, A3 e A4: abitazioni civili, economiche e popolari. Ogni famiglia ha a disposizione cinque stanze su una superfice di 106 metri quadrati.

Torna all'inizio


Case, Bologna al top A Ferrara costano meno I valori medi dell'Agenzia del territorio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

? BOLOGNA ? UN DERBY sul filo del rasoio. Che alla fine vede Firenze spuntarla su Bologna per 384 a 380. Tra tutte le dispute, sportive od economiche nelle quali potrebbero confrontarsi la città delle Due Torri con quella degli Uffizi, ce ne è una che i bolognesi sono lieti di perdere: quella del caro case. Ebbene: a Firenze, il prezzo medio di una casa di circa 100 metri quadri, si aggira sui 384 (migliaia) di euro. A Bologna ci si ferma a 380 mila. Magra consolazione, perchè Firenze è in testa alla graduatoria nazionale e Bologna la tallona in seconda posizione. Per comprare la stessa tipologia a Roma ci si ferma a 333mila euro a Venezia ne bastano 327mila, a Milano 285mila. LA CITTÀ più conveniente in assoluto, è Catania con 159 mila euro. I dati, che indicano una fortissima disparità di valori immobiliari tra nord e sud del paese, provengono dall'ultimo censimento dell'Agenzia del territorio che riguarda circa 30 milioni di abitazioni. Il prezzo medio è stato determinato mettendo a confronto i valori delle abitazioni nei centri storici e di quelle in periferia, situazioni che in alcune, città vedono divari giganteschi sebbene negli ultimi anni si assista a un certo livellamento dovuto all'arrivo anche nelle periferie della 'bolla' immobiliare. Bolla che, a differenza di altri paesi europei, qui in Italia non esploderà. In altre parole i prezzi sono destinati a fermarsi o al massimo a scendere di poco. Non è solo Bologna cara (si arriva anche a 4.800 euro al metro quadro), ma l'intera Emilia-Romagna, dove anche in città piccole come Parma, Modena, Rimini, i prezzi oscillano tra i 2300 e i 3700 euro. Gli affitti seguono di conseguenza: a Bologna non si scende in media sotto i mille euro, a Modena sotto gli 870. Ferrara e Ravenna sono le città dove abitare costa meno. a. gold. - -->.

Torna all'inizio


La mappatura catastale rivela una crescita costante, ma restano comunque grandi differenze tra Nord e Sud del paese (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Cittadino, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Boom di immobili: uno per ogni italiano Sono 60 milioni le abitazioni censite, le case più care a Firenze Roma Italia paese di "santi, poeti, navigatori..." e case. Sono infatti circa 30 milioni le abitazioni censite dall'Agenzia del Territorio più altrettante costruzioni che vanno dal box auto ai capannoni industriali per un totale esatto di 60.840.205 di unità immobiliari. Insomma è come se ogni italiano (56 milioni e rotti, secondo l'ultimo censimento Istat), neonati inclusi, possedesse 1,08 unità immobiliari a testa. In realtà, come noto, al di là delle divagazioni statistiche il paese presenta condizioni estremamente diverse da regione a regione e, ad esempio tra le città, si scopre che nella classifica per valore medio di mercato delle unità immobiliari residenziali Firenze è al top con 384.000 euro mentre ultima in classifica è Catania dove una "casa media" ha un valore di 159.000 euro. Si tratta comunque di prezzi medi, il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che nella stessa città variano molto tra i centri storici e le periferie anche se negli ultimi anni si nota un certo livellamento dovuto all'arrivo anche in periferia dell'onda della bolla immobiliare. Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad arrestarsi ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. L'Agenzia del Territorio continua intanto la sua mappatura del patrimonio immobiliare presente nel Belpaese che, entro l'anno in corso, dovrebbe portare ad avere un quadro completo del patrimonio complessivo. Il Territorio mette a disposizione di operatori e cittadinanza la sua prima pubblicazione delle "Statistiche catastali" "per fornire annualmente i principali dati contenuti negli archivi catastali". È stato inoltre calcolato il Vip: il valore immobiliare catastale a fini Ici che si basa sui criteri normativi che stabiliscono le modalità di determinazione della base imponibile del'Ici tenendo conto della rivalutazione del 5% da applicare alla rendita catastale moltiplicata per i coefficienti dell'imposta. Un valore però, quello indicato dal Vip, ancora estremamente distante da quello di mercato: in media 3,38 volte più alto. Insomma: se per il catasto il valore medio a fini Ici è di 81.000 euro circa, quello di mercato è più del triplo (276.000 euro con un Vip complessivo di 2.462 miliardi di euro).Passando ai dati sul "residenziale" (il gruppo A per il catasto) si scopre che in Italia ci sono in tutto 30.834.464 unità concentrate per poco meno della metà (14 milioni) al nord. L'80% di queste sono concentrate nei sottogruppi A2, A3 e A4 rispettivamente abitazioni civili, economiche e popolari. Mediamente i vani a disposizione per le tre categorie sono circa 5 per una superficie media stimata (nei capoluoghi) di 106 metri quadri.

Torna all'inizio


La Bce blocca i contratti: No ad aumenti dei salari I sindacati: in Europa rischio di deriva tecnocratica. Per Francoforte prezzi delle case in calo ma non in Italia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Unita, L'" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Stai consultando l'edizione del La Bce blocca i contratti: "No ad aumenti dei salari" I sindacati: in Europa rischio di deriva tecnocratica. Per Francoforte prezzi delle case in calo ma non in Italia di Marco Ventimiglia/ Milano ALLARME PREZZI Che la Banca centrale europea non rappresenti un grande volano di ottimismo in questi momenti difficili dell'economia e della finanza è fatto ormai appurato. Ieri se n'è avuta comunque l'ennesima riprova con la diffusione di dati, già di per sé poco incoraggianti, accompagnati da previsioni ancor più fosche. Il concetto principale espresso dalla Bce è che l'economia europea sta rallentando. In particolare, nell'ultimo trimestre dello scorso anno, secondo le prime stime di Eurostat, il ritmo di crescita è stato dello 0,4%, la metà del trimestre precedente. Da qui un forte segnale d'allarme: sulla crescita, sottolinea Francoforte nel Bollettino di febbraio, regna un'incertezza che i banchieri centrali definiscono "insolitamente elevata" e che non può che confermare al ribasso i rischi per l'attività economica. La situazione attuale, continua la Banca centrale europea, è però caratterizzata anche dal rialzo dei prezzi, che, dopo l'impennata dell'inflazione al 3,2% a gennaio, potrebbero aumentare ancora nel breve periodo. L'analisi del difficile momento continua rilevando che sull'economia di Eurolandia potrebbero pesare "ricadute più estese del previsto" della crisi finanziaria internazionale, oltre che un ulteriore rincaro del prezzo del petrolio e delle materie prime alimentari. Ed è "probabile", peraltro, che sull'economia si ripercuotano anche gli effetti del rallentamento degli Stati Uniti. Quello dell'effetto domino provocato dalla recessione americana è un timore condiviso anche dagli esperti interpellati dalla Bce che nelle loro previsioni, indicando per il 2008 una crescita all'1,8% e per il 2009 al 2%. I segni della decelerazione si vedono del resto anche nei primi dati sul quarto trimestre resi noti da Eurostat. Tra ottobre e dicembre, Eurolandia è cresciuta dello 0,4% contro il +0,8% del terzo trimestre. La frenata è netta in Francia dove si è passati dal +0,8% al +0,3% e in Germania (da +0,7% a +0,3%). Dunque, fedele al suo mandato, la Bce evidenzia i "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine". I rischi sono in gran parte "connessi alla possibilità di una crescita salariale più vigorosa del previsto", che va evitata. Quest'ultimo è ovviamente un tema molto delicato. Per la Bce è "indispensabile che tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità e che siano evitati effetti di secondo impatto sul processo di formazione dei salari". Affermazioni che logicamente piacciono poco al mondo sindacale, in particolare alla Uil che vede "un rischio concreto di deriva tecnocratica nelle indicazioni della Banca Centrale Europea". Nel bollettino, la Bce dedica attenzione infine anche al mercato immobiliare. Nel 2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia hanno mostrato "una moderazione". Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni è invece rimasto "in linea con quello registrato nel 2006".

Torna all'inizio


Case, si fermal'impennataal rialzo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il trend Ma il costo degli alloggi non scenderà. L'Agenzia del Territorio ha censito 30 milioni abitazioni: le più care a Firenze 15/02/2008 ROMA. Sono circa 30 milioni le abitazioni censite dall'Agenzia del Territorio in Italia, più altrettante costruzioni che vanno dal box auto ai capannoni industriali per un totale esatto di 60.840.205 unità immobiliari. Insomma è come se ogni italiano (56 milioni abitanti e rotti, secondo l'ultimo censimento Istat), neonati inclusi, possedesse 1,08 unità immobiliari. In realtà il paese presenta condizioni estremamente diverse da regione a regione e, tra le città, si scopre che nella classifica per valore medio di mercato delle unità immobiliari residenziali Firenze è al top con 384.000 euro mentre ultima in classifica è Catania dove una "casa media" ha un valore di 159.000 euro. Si tratta comunque di prezzi medi, il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che nella stessa città variano molto tra i centri storici e le periferie anche se negli ultimi anni si nota un certo "livellamento" dovuto all'arrivo anche in periferia dell'onda della "bolla immobiliare". Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad arrestarsi ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. È stato inoltre calcolato il Vip: il valore immobiliare catastale a fini Ici che si basa sui criteri normativi che stabiliscono le modalità di determinazione della base imponibile dell'Ici tenendo conto della rivalutazione del 5% da applicare alla rendita catastale moltiplicata per i coefficienti dell'imposta. Ecco una classifica delle maggiori città con il valore di mercato per unità media e con il valore immobile potenziale (la differenza media tra i due valori è del 3,38, cioè mediamente il valore di mercato è il triplo di quello a fini Ici. In migliaia di euro): 1) Firenze 2) Bologna 3) Roma 4) Venezia 5) Milano 6) Napoli 7) Messina 254 28 Genova 15/02/2008.

Torna all'inizio


Miami, attici in saldo per crac (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampaweb, La" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

(7:54) - REPORTAGE Miami, attici in saldo per crac Il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke + I fondi a caccia del boom turco + Zetsche: senza Chrysler riporto in corsa Daimler Con il crollo dei mutui arrivano gli speculatori sui fallimenti e l'euro forte aiuta MIMMO CÁNDITO MIAMI John Sommerville non lo sa, ma l'Economic and Demographic Research della Florida dice che questa "è la più drammatica crisi immobiliare dai tempi della Great Depression, nel '29 del secolo scorso". John, che non lo sa, ci aveva puntato molto, sulla sua nuova casa. Due camere da letto, il salone ampio e tutto luce, e poi la splendida vista sulla baia, con laggiù, nell'orizzonte, la striscia di sabbia bianca di Miami Beach. Davvero un bell'investimento, 860.000 dollari avuti in mutuo dalla sua banca al 90% del capitale. Lui era arrivato a Miami quattro anni fa, il mercato tirava da matti, i grattacieli venivano su come a Manhattan, e la "bolla" (i giornali la chiamavano così), la gigantesca speculazione immobiliare che aveva portato in cielo il prezzo delle case, sembrava una favola come tante, da leggerla senza crederci molto. In banca non avevano fatto granché di storie, lui aveva un buon credito, un buon lavoro, il finanziamento era stato poco più d'una semplice formalità. Al mattino, prima di andare in ufficio, John faceva una rapida nuotata nella piscina del decimo piano, e al pomeriggio, dopo il lavoro, chiudeva con una sgroppata di un'ora nella palestra del quarto piano; poi la sauna, la doccia, e via a fare un giro nei bar di Ocean Drive. Lavorava come manager delle vendite d'una catena di supermercati di New York, il denaro andava facile, e da ogni parte d'America pareva che tutti volessero comprare un appartamento nei nuovi condomini di Miami Beach, che venivano su in sei mesi, un grattacielo dopo l'altro. La sua girlfriend, Laura, arrivata da un paesino italiano, una excameriera di bar che s'era trasformata in agente immobiliare, con i contratti che aveva chiuso in quattro anni s'era potuta comprare una townhouse da 800.000 dollari. Oggi Laura, ch'è stata più furba, si tiene ancora stretta la propria villa, ma John ha dovuto lasciare il suo "condo " tutto luce e vista sulla baia. La sua società ha chiuso la filiale in Florida e lui aveva scialato troppo negli anni facili; ora non aveva più i soldi per pagare la rata del mutuo, che intanto era cresciuta fino quasi a triplicare, da 335 dollari mensili a 1.450 dollari. L'altra mattina lo sceriffo (anzi la sceriffa, era una donna) ha suonato alla porta: lui non c'era, se n'era tornato a New York, e la sceriffa ha fatto mettere i mobili per strada. E' un fallimento, qui si chiama "foreclosure ", ed è diventata la parola che sta angosciando mezz'America. Con il foreclosure la banca si riprende l'appartamento e lo mette in vendita, tentando di recuperare una parte del credito concesso con il mutuo. E tu, t'arrangi. A Miami, in questo momento ci sono 20.000 appartamenti vuoti, condo appena costruiti che non trovano più acquirenti o condo che sono in "foreclosure". Con l'esplosione dei mutui facili (i sub-prime) che da alcuni mesi va scuotendo i mercati finanziari di tutto il mondo e apre la strada a una recessione che pare inarrestabile, la "bolla" dei prezzi gonfiati e dei condo comprati sulla carta per farci una ricca speculazione è scoppiata in ogni angolo d'America, a New York, in California, nel Maine, a Chicago. Non è solo la Florida, nel disastro generale John è appena un numero. Dice Mark Zandi, economista capo di Moody's Economy.com: "E' la più grave recessione dal tempo della Seconda guerra mondiale". In America, in questo momento ci sono più di 4 milioni di case in vendita, ma ben 2,6 milioni di queste sono vuote; le hanno costruite al tempo della "bolla", ora aspettano un compratore. Dicono a International Realtors: "La media di tempo che passa tra offerta e vendita era di un paio di mesi al massimo; adesso ce ne vogliono almeno 10, di mesi, e in Florida si arriva fino a 20 mesi ". Il mercato fatica, è stanco per la corsa troppo rapida; deve tirare il fiato. E le occasioni per i compratori che hanno un capitale da investire si vanno facendo più allettanti. La caduta media dei prezzi gira attorno al 10%, ma s'arriva anche al 20 e ci sono occasionissime che cominciano ad allettare gli investitori europei, i tedeschi, i francesi, gli italiani (soprattutto in Florida e a New York). In queste settimane un investitore comasco ha acquistato 11 appartamenti a Miami Beach. I voli per Miami, in questo periodo sono sempre completi. Viaggiano molte valigette di dollari, con quel favoloso cambio dell'euro che gira sull'1,50. Le occasionissime vengono, naturalmente, dal mercato del foreclosure. S&P/Case-Shiller calcola che più d'un milione di proprietari in questi mesi stanno perdendo la loro casa, finiscono con i mobili sul lastrico, proprio come John Sommerville. Un'alternativa è lo "short sale": il proprietario che non riesce più a pagare un mutuo concorda con la banca di vendere l'appartamento a un prezzo inferiore alla somma presa in prestito; la banca si prende i soldi, quanti che siano, cancella il resto del debito, e (l'ex) proprietario si trasforma in inquilino, se il nuovo padrone lo vuol tenere. Il ministro del Tesoro, Henry Paulson, ha varato un piano di aiuti, per sostenere il rifinanziamento del mutuo o agevolare lo "short sale", ma intanto i foreclosure si fanno inarrestabili. I mutui facili erano arrivati fino al 60% del totale: ti facevano comprare la casa senza nemmeno un dollaro di garanzia. Ma ora è finita. Brickell Street, un viale di grandi alberi e di grattacieli che neanche a Manhattan, l'autentico "financial district " di Miami, è lo specchio amaro di questo crollo. Peter Zalewski, boss della società Condo Vultures, ora lo chiama il "foreclosure district". Il grattacielo "Club at Brickell Bay", quello dove John aveva il suo splendido appartamento oggi è l'edificio con il più alto numero di condo in foreclsoure, per un debito complessivo impagato di 42 milioni di dollari. Il "Vue at Brickell", che gli sta a lato, ha 65 appartamenti in foreclosure, più del 20% nei suoi 36 piani, per un valore del debito che è il più alto di tutta Miami: 60,7 milioni di dollari. Dice Zalewski: "Si tratta, per la maggior parte, di gente che sta perdendo davvero la casa, piuttosto che di speculatori che hanno sbagliato la scommessa". In tutta l'area, i mutui non pagati superano i 271 milioni di dollari. "Questa è davvero una bella fiaba per i compratori ". Un condo che a giugno del 2006 era stato acquistato per 430.000 dollari, ora era in offerta per un "short sale" ad appena 220.000 dollari, la metà, una pacchia per chi i soldi li ha.

Torna all'inizio


I prezzi del mattone continuano a correre, ma solo in Italia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "SpyStocks" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

(15 Febbraio 2008 - 08:10) MILANO (Finanza.com) - E' l'effetto subprime al contrario. In Italia la bolla immobiliare non vuole saperne di sgonfiarsi: il mutuo a rischio non è genere molto diffuso, il mercato del mattone viaggia stabile, la corsa dei prezzi continua. Il bollettino della Banca centra europea pubblicato ieri sottolinea "aumenti significativi dei prezzi" nel Belpaese, in controtendenza con il resto d'Europa. Dove, viceversa, prosegue il graduale rallentamento dei prezzi degli immobili in corso dalla seconda metà del 2005. La frenata è più evidente dove ci sono stati rincari maggiori: Francia, Belgio, Irlanda, Spagna e Malta. (Riproduzione riservata).

Torna all'inizio


Per la Bce c'è un rischio salari (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Secondo la banca di Francoforte la crescita sta rallentando mentre l'infazione va di corsa Per la Bce c'è un rischio salari Galapagos La migliore replica all'ennesima esortazione della Bce alla moderazione salariale l'ha data Berthold Huber, presidente della Ig Metall, il potente sindacato tedesco dei metallurgici e metalmeccanici: la Banca centrale europea sta proprio "diventando noiosa". Anche nel Bollettino mensile diffuso ieri l'ossessione dei banchieri di Francoforte è quella di sempre: impedire la rincorsa dei salari ai prezzi. E questo perché i prezzi stanno aumentando, mentre la crescita rallenta, anche se è ancora sostenuta. Nella zona euro nel 2008 i prezzi al consumo sulla media d'anno dovrebbero aumentare del 2,5% (a gennaio siamo al 3,2%), mezzo punto in più rispetto alla precedente previsione, mentre nel 2009 il tasso di inflazione atteso è stabile al 2%. Ma, afferma la Bce, permangono rischi al rialzo legati a possibili ulteriori rincari del petrolio e da una accelerazione dei salari nominali. Sui quali, però, la banca garantisce di vigilare con attenzione. Per quanto riguarda il Pil, invece, è stata rivista al ribasso la previsione di crescita: quest'anno il prodotto lordo dovrebbe saliredell'1,8%. La riduzione rispecchia "i timori di rallentamento economico negli Usa, che potrebbe avere ripercussioni a livello mondiale". Vista la decelerazione della crescita, le aspettative sul tasso di disoccupazione - per il 2008 e il 2009 - sono state riviste al 7,1 e al 7% rispettivamente, in rialzo di 0,4 punti. Tuttavia, secondo la Bce le variabili fondamentali "restano solide" e l'area dell'euro "non presenta squilibri di rilievo". Anche se negli ultimi mesi risultano in calo gli indicatori del clima di fiducia delle imprese e dei consumatori, "restano nel complesso a livelli coerenti con il perdurare della crescita". Ma "l'incertezza riguardo alle prospettive di crescita è insolitamente elevata e i rischi per l'attività economica sono stati confermati al ribasso" e sono connessi, principalmente, alla possibilità che gli andamenti dei mercati finanziari abbiano ricadute più estese del previsto sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia, esercitando effetti negativi sulla crescita mondiale e nell'Eurozona. Ma in questa situazione di rallentamento dell'economia, non sarebbe il caso di aprire un po' i cordoni della spesa pubblica per rilanciare la domanda? Per carità: la chiusura della Bce è netta. Anzi "occorre evitare un allentamento discrezionale della politica di bilancio". Di più: "I paesi che presentano squilibri di bilancio sono sollecitati a compiere ulteriori progressi sulla via del risanamento" anche perché "si profila chiaramente il rischio che alcuni paesi non riescano a soddisfare le disposizioni del meccanismo prevenivo del Patto" di stabilità. Il Bollettino si occupa anche di prezzi delle case che in Europa nel 2007 hanno mostrato "una moderazione della dinamica dei prezzi", ma non in Italia dove il costo delle abitazioni è rimasto in linea con quello registrato nel 2006, crescendo nella prima metà dello scorso anno del 6,6%. Per la Bce, la grande bolla immobiliare sembra sul punto di finire, anche per la caduta della domanda di abitazioni. La caduta della domanda è correlata con la diminuzione delle domande di mutui da parte della famiglie. La Bce fa riferimento per questi dati a una indagine sul credito bancario nell'area dell'euro condotta da Eurositema. La riduzione nella concessione di mutui è riconducibile sia ai tassi più elevati, ma anche "ai criteri più rigidi adottati dalle banche per la concessione dei mutui".

Torna all'inizio


Per Francoforte crollano i prezzi delle case, ma non in Italia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

UFFICI, MILANO ESCE DALLA TOP TEN MONDIALE Per Francoforte crollano i prezzi delle case, ma non in Italia I prezzi delle case non accennano a diminuire in Italia. Lo segnala la Bce nel bollettino mensile secondo cui, nel primo semestre 2007, si sono registrati aumenti dei prezzi del 6,6\% a fronte di un incremento del 6,7\% registrato nel 2006 (+9,7\% nel 2005). Complessivamente, dice Francoforte, nel primo semestre 2007 i prezzi degli immobili residenziali nell'intera area euro sono saliti del 5\% a fronte di un incremento del 6,1\% nel secondo semestre 2006."Non c'è nessun crollo dei prezzi immobiliari, c'è una normalissima decelerazione dovuta anche alla precedente crescita enorme delle quotazioni; vuol dire che non ci sarà più inflazione immobiliare". È la valutazione del direttore centrale dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio, Gianni Guerrieri. Caterina Andreussi, responsabile dell'Ufficio studi, ha aggiunto che "in Italia la bolla immobiliare è stata sempre relativamente contenuta rispetto ad altri paesi".Però Milano esce dalla top ten delle città più care al mondo come location per uffici sopravanzata da Dubai e Singapore. Nel capoluogo lombardo il canone di locazione per gli immobili di qualità è di 530 euro al mq l'anno (+1\% rispetto al 2006); una cifra che sale a 703 euro con gli oneri accessori. Più dinamico il mercato della capitale che mostra un incremento dell'11\% a 500 euro al mq. In vetta alla classifica, però, rimane Londra dove fra affitto e altre spese si arriva a 2.277 euro.In totale sono infatti circa 30 milioni le abitazioni censite dall'Agenzia del Territorio più altrettante costruzioni che vanno dal box auto ai capannoni industriali per un totale esatto di 60.840.205 di unità immobiliari. Per valore medio di mercato delle unità immobiliari residenziali Firenze è al top con 384.000 euro mentre ultima in classifica è Catania dove una 'casa media' ha un valore di 159.000 euro. Si tratta comunque di prezzi medi, il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che nella stessa città variano molto tra i centri storici e le periferie anche se negli ultimi anni si nota un certo "livellamento" dovuto all'arrivo anche in periferia dell'onda della 'bolla immobiliare'.

Torna all'inizio


Mrs. Kamanu non sa più che fare La sua casa vale meno del mutuo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 16-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

ATTUALITÀ Mrs. Kamanu non sa più che fare La sua casa vale meno del mutuo È una situazione che entro il 2008 potrà riguardare 15 milioni di americani Ai quali si presenta una rischiosa alternativa: "Resistere o vendere subito" di Redazione - 16-02-2008 Tre anni fa Mary Kamanu ha pagato 409mila dollari per la sua casa a Folsom, in California. Oggi, se decidesse di venderla, le toccherebbe rimborsare 80mila dollari alla banca: il necessario, cioè, per allineare il valore del mutuo a quello dell'immobile, calato nel frattempo del 20 per cento. "Non riesco a stare dietro al mutuo. E come me ce ne sono molti", confessa la stessa Mary, che ha deciso di trasferirsi a 12 miglia di distanza dalla sua attuale abitazione per vivere con il suo fidanzato: "Per andarmene dovrò pagare un lauto conguaglio". Che la situazione di Mary sia comune a molti altri statunitensi lo crede anche Jan Hatzius, economista di Goldman Sachs. Secondo Hatzius, entro la fine del 2008, saranno almeno 15 milioni gli statunitensi che si troveranno con un mutuo dal valore superiore a quello della casa. Il che potrebbe alimentare un aumento dei pignoramenti, il prosieguo del deprezzamento degli immobili e ulteriori svalutazioni dei titoli derivati costruiti su contratti di mutuo. Peraltro, secondo Zillow.com, un data service di settore, tra quelli che hanno comprato casa negli ultimi due anni, il 39% ha già visto il valore del proprio immobile scendere al di sotto del debito acceso per comprarlo. "Se i debitori in difficoltà smettono di pagare le rate del mutuo - spiega il premio Nobel Robert Engle - le case vengono prima pignorate e successivamente vendute a un prezzo, presumibilmente inferiore a quello di mercato. Si innesta così una spirale ribassista dei prezzi". Per ora, le attese parlano di un calo dei prezzi delle case pari al 4,5% nel 2008 e del 2,6% nel 2009. Ma già l'anno scorso i prezzi erano diminuiti del 2,2 per cento. Il problema, viste le abitudini degli statunitensi, non è circoscrivibile al comparto immobiliare, ma interessa l'intera economia. Il punto è che spesso il valore del proprio immobile è stato utilizzato per finanziare acquisti di beni di consumo come automobili o computer. Torniamo a Mary. Nel maggio del 2007 ha rifinanziato il suo mutuo e ora deve alla banca 415mila dollari, mentre i prezzi degli immobili nella sua zona si aggirano, in media, intorno ai 330mila dollari. "Non voglio lasciare la mia vita in stand-by in attesa di una ripresa del mercato immobiliare", ribatte Mary, che già programma di sposarsi a fine anno sulla spiaggia di Folsom Lake, a prescindere se avrà trovato o meno un acquirente per la suia abitazione: "Ho sentito - aggiunge - che ci vorranno in paio d'anni prima che il mercato si riprenda. Ma io non posso aspettare così a lungo. Mi affido alla fortuna, sperando che qualcuno veda la casa e se ne innamori". Quanto la casa sia un asset importante nella ricchezza della nazione lo dimostrano i numeri: nel 2006 i cittadini statunitensi possedevano immobili per 20.500 miliardi di dollari, contro i 6.300 miliardi posseduti in titoli azionari. "La caduta dei prezzi delle casa creerà un forte squilibrio nei bilanci delle famiglie", commenta Michael Darda, capo economista di Mkm Partners. Il buon senso suggerisce che, nelle attuali condizioni, molta gente metterà da parte le proprie ambizioni di spesa. Ad esempio, quelli con un mutuo a tasso fisso cercheranno di evitare il declino dei prezzi senza trasferirsi, anche nel caso la famiglia cresca e con essa le esigenze di spazio. "Gli economisti lo ritengono un effetto negativo", commenta David Berson, economista del Pmi Group: "Quando i valori delle case vanno giù, si tende a stare cauti, spendere di meno e risparmiare di più". Abbastanza per determinare una crescita negativa del Pil nel primo trimestre (-0,5%) e anche nel secondo (-1%), stando alle stime di Hatzius, che aggiunge: "Tutto l'immobiliare continua a crollare e per ora non si itravede nessun segno di ripresa". Ne prendono atto persone come Ricardo Fornos. Il valore della sua casa a Miami è ora di 165mila dollari, contro un mutuo complessivo acceso di 171mila dollari. Anche lui si ritroverà costretto a pagare quasi 20mila dollari tra rimborso del capitale e pagamento degli interessi, se deciderà di vendere la casa. Ma proprio per questo, vuole farlo il prima possibile. "È arrivato il momento di fare una scelta: vuoi avere una grande perdita oggi o preferisce sopportarne una ancora maggiore domani?". Riproduzione riservata Bloomberg.

Torna all'inizio


CASA dolce casa..? Beh, se non proprio zuccherina, sicuramente quest'anno la (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa è meno 'salata' rispetto allo scorso anno. Se negli ultimi tempi, infatti, i prezzi del mattone hanno registrato, nella nostra provincia come in Veneto, un'impennata continua, i dati più recenti confermano un'inversione di tendenza. A RIVELARLO è l'Associazione nazionale agenti e mediatori d'affari (Anama) della Confesercenti che, per il quinto anno consecutivo, fa il punto sul mercato delle case a Rovigo e in provincia. Con la premessa che i dati si riferiscono ai "prezzi medi" delle case, visto che ogni immobile ha sue caratteristiche specifiche che possono farne salire o scendere il costo. Come spiega Vittorio Ceccato, presidente di Anama, "siamo di fronte a una lieve flessione dei prezzi delle case". Soprattutto a Rovigo, dove, oggi, un bell'appartamento in centro costa 'solo' 1.850 euro al metro quadrato, quando poco più di un anno fa (dati dicembre 2006) costava 2.100 euro. MA A METTERE il freno non sono stati solo i prezzi. Anche la corsa alla casa si è un po' arrestata, ma questo vale soltanto per la città capoluogo, "dove si registra una flessione sul numero di compravedite pari al 7%". "Un andamento ? aggiunge Ceccato ? assolutamente in linea con quello regionale: un discorso diverso, invece, va fatto per la provincia di Rovigo, dove troviamo un più 2% sul numero di compravendite e questo è l'unico segno più su tutto il territorio regionale", chiude Ceccato. INSOMMA, il mercato immobiliare è molto più frizzante nella provincia polesana: soprattutto in quelle aree 'di confine' con il ferrarese e il padovano, molto allettanti per i prezzi più contenuti che in città. "In sostanza ? è l'analisi di Ceccato ? sembra che il mercato immobiliare, che ha avuto una forte crescita dal 2002 al 2007, dalla fine dello scorso anno stia subendo una fase di assestamento, dovuta probabilmente anche a un panorama di incertezza generale sia sul piano economico che politico". Che su quello del conto in banca: insomma, stipendi misurati e un lavoro spesso troppo... flessibile di certo non incentivano una giovane coppia nell'acquisto del 'nido d'amore'. LA PAROLA d'ordine, insomma, pare essere prudenza: "Nelle nostre agenzie ? dice Renzo Basaglia (Confesercenti Rovigo) c'è un buon numero di persone che viene per comprare o affittare immobili: ma se fino a qualche tempo fa agli interessati bastava vedere tre o quattro case, adesso vogliono vederne una decina". E se questo fenomeno da una parte è il risultato di anni di grandi interventi dal punto di vista edilizio , e perciò di una grande disponibilità di immobili, dall'altra rivela più accortezza nella spesa dei soldi. "Anche i mutui ? spiega Gianfranco Spada (Anama) ? sono andati incontro a una flessione: le rate si sono alzate e sono diventate meno competitive". Così se prima una giovane coppia tra affitto e mutuo sceglieva senza pensarci troppo il secondo, ora "in tanti preferiscono l'affitto per qualche anno e poi magari pensano a un mutuo". Che assomiglia sempre di più a un'ipoteca sulla vita: i mutui ventennali, ormai, sono infatti un bel ricordo; "adesso ? continua Spada ? vanno soprattutto quelli trentennali o quarantennali". Tornando infine ai prezzi delle case, dai dati di Anama riferiti al dicembre 2007 spicca in tutta la provincia, da Rovigo ad Adria a Badia, un leggero calo delle quotazioni (intorno, appunto, al 4-5%). A Rovigo centro, ad esempio, un appartamento medio nuovo ora costa 1.625 euro (dicembre 2007) al metro quadrato, quando un anno fa la stessa tipologia costava 1.650. Prezzi un po' più bassi, in generale, anche in provincia, dove però la corsa al mattone rimane più alta: per un appartamento economico nuovo in centro a Porto Viro, ad esempio, nel dicembre 2006 si spendevano 1.350 euro al metro quadrato; oggi invece costa 'solo' 1.200 euro. Stessa tendenza anche a Occhiobello, dove, ad esempio, la quotazione per un immobile economico nuovo in centro è di 950 euro al metro quadrato, quando nel 2006 era di 1.070 euro. Maristella Carbonin - -->.

Torna all'inizio


Con i bond fino all'estate (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 16-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Plus sezione: ATTUALITA data: 2008-02-16 - pag: 10 autore: Reddito fisso. Il rally degli ultimi mesi non è ancora giunto al capolinea Con i bond fino all'estate Interessanti i governativi euro e gli emergenti Rischi eccessivi sugli high yield N on c'è dubbio, un balzo di oltre il 13% in soli 6 mesi sul titolo di Stato decennale Usa non si vedeva da tempo, e neppure un recupero del 6% per il Bund tedesco. E allora è del tutto naturale chiedersi se il rally visto sui mercati obbligazionari – clamoroso anche perché inatteso e giunto dopo anni di magra per il reddito fisso – sia ormai prossimo al capolinea. Il dubbio, fra gli operatori, è che il mercato abbia in qualche modo esagerato nel valutare la situazione economica e che i prezzi dei bond stiano in questo momento scontando ipotesi eccessivamente aggressive sui tagli futuri delle banche centrali, in particolare di quella Bce che ancora non appare del tutto convinta della necessità di allentare la politica monetaria. Un campanello d'allarme, sotto questo aspetto, è risuonato proprio negli ultimi giorni: è stata sufficiente l'offerta di aiuto lanciata da Warren Buffett alle società di riassicurazione in crisi e qualche dato macroeconomico meno brutto delle attese (le vendite al dettaglio Usa) per allontanare un po' di nubi dalla Borsa e provocare prese di beneficio sulle obbligazioni. Che sia la fine di un ciclo? Luigi Romano, responsabile dell'obbligazionario di Mps Am, non ne è poi così convinto: "Come minimo – spiega – abbiamo di fronte a noi almeno due trimestri di crescita economica prossima allo zero, se poi aggiungiamo la situazione ancora critica nel settore finanziario abbiamo sufficienti motivi per ritenere che i mercati obbligazionari possano salire almeno per altri sei mesi". Anche per Claudia Segre, responsabile fixed income di Abaxbank, i bond non sono ancora al capolinea: "Il contagio della bolla immobiliare e della crisi del credito sui consumi americani – sostiene – spaventa gli investitori e in mancanza di risposte definitive sull'entità della recessione è inevitabile che l'equity soffrirà e le obbligazioni saranno sovrapesate". Più articolata è invece la posizione di Giovanni Leonardo, responsabile portafogli bilanciati internazionali di Julius Baer, secondo il quale "occorre considerare l'arco temporale di investimento: se nei prossimi tre mesi ci sarà da mettere in conto una certa volatilità e incertezza in Borsa, chi ragiona con un orizzonte di almeno 12 mesi deve prendere seriamente in considerazione l'idea di prendere profitto sulle obbligazioni e spostarsi di nuovo sull'azionario, che per noi è più attraente". Per tutti, comunque, la parola d'ordine sembra essere "selezione " fra le diverse categorie di bond. Come già accaduto negli ultimi mesi, ci saranno infatti alcuni segmenti in grado di sovraperformare e altri che andranno invece incontro a seri rischi. "Vedo significativi spazi di apprezzamento per i governativi area euro con scadenza attorno ai 5 anni, in particolare per il BTp italiano che offre un rendimento di circa 30 centesimi in più rispetto al bund", suggerisce Romano, che sconsiglia invece di puntare sugli high yield perché "gli spread medi possono ancora salire dagli attuali 500-600 fino a 800 punti". Qualche possibilità in più sembrano poi averla, secondo Leonardo, i titoli dei Paesi emergenti, "grazie al potenziale di crescita economica ancora enorme, nonostante la probabile recessione Usa, e alle prospettive positive per le valute locali di quelle aree". Sui corporate, infine, la selezione deve essere ancora più accurata. "Vista la fase di rallentamento sconsiglierei le società più legate al ciclo economico – sostiene Segre – mentre non escluderei il settore finanziario, che è stato pesantemente penalizzato e che proprio per questo offre rendimenti decisamente interessanti ". Già, proprio quelle banche epicentro del ciclone degli ultimi mesi: paradossi dei mercati finanziari. pagina a cura di Maximilian Cellino m.cellino@ilsole24ore.com.

Torna all'inizio


Dublino in retromarcia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2008-02-16 - pag: 44 autore: Irlanda. Per il 2008 resta un cauto ottimismo per le compravendite di immobili usati Dublino in retromarcia In calo le vendite del nuovo e il costo dei terreni Graziano Capponago Del Monte Da zona depressa a locomotiva d'Europa. L'Irlanda sta vivendo un boom economico che ormai dura da diversi anni, favorita dalla tassazione agevolata per le imprese che, fino al 1999 era del 10% e ora del 12,5%. Nonostante un rallentamento nel 2007, il prodotto interno lordo è cresciuto del 5,9%. Una delle conseguenze è che Dublino è diventata una città cosmopolita che attira gente grazie alla facilità di trovare lavoro e a una buona disponibilità di alloggi. Il 2007 è stato un altro anno generalmente positivo per il mercato immobiliare anche se con qualche importante distinguo. La pesante crisi dei mutui americani si è fatta sentire anche da questa parte dell'Oceano, come spiega Peter M. Stapleton, managing director di Lisney, importante agenzia di intermediazione immobiliare di Dublino: "In seguito a diversi mesi piuttosto turbolenti sui mercati globali e a un rallentamento dell'economia mondiale. Il mercato immobiliare irlandese ha risposto di conseguenza, specialmente nel settore residenziale, terriero e degli investimenti". La difficile situazione dei mutui ha colpito maggiormente il settore residenziale perché gli sviluppatori sono abbastanza restii a comprare siti per costruire abitazioni. Questo sia per la mancanza di fiducia nel mercato residenziale, sia per le vendite deludenti delle case nuove. La stretta creditizia da parte delle banche (da sempre in grado di finanziare il 100% del prezzo dell'immobile) colpisce tutto il mercato: chi deve acquistare i terreni edificabili è costretto a versare un contributo maggiore per finanziare i progetti, chi deve acquistare casa ha più difficoltà ad accedere ai mutui e i tempi di acquisto si allungano e il mercato ristagna. Di conseguenza, i valori dei terreni sono scesi nel 2007 tra il 10 e il 20%. Questo fatto, tuttavia è generalmente accettato, visto il lungo periodo di espansione senza precedenti dell'ultimo decennio. La tendenza alla diminuzione delle costruzioni già osservata nel 2007 si manterrà, probabilmente anche quest'anno e servirà a stabilizzare il mercato nel medio termine. Nell'ultimo anno c'è stato un cambio significativo nel mercato immobiliare a Dublino. Si è passati da una domanda superiore all'offerta, che portava a un'asta degli immobili con prezzi finali superiori al valore reale di mercato, a un mercato dei compratori, dove il venditore è stato costretto ad abbassare il prezzo per potere concludere l'affare. D'altra parte, le previsioni per il 2008 nel settore immobiliare inducono a un cauto ottimismo, visto la sostanziale forza dell'economia e i possibili ribassi dei tassi di interesse per il 2008. Anzi, secondo alcuni analisti, ci saranno dei ribassi dei tassi a medio termine che contribuiranno a supportare il settore. Un altro aiuto al mercato dovrebbe venire dall'attesa riforma della tassa sul bollo annunciata recentemente dal Ministro delle finanze irlandese Brian Cowen. Dopo aver eliminato completamente la tassa sull'acquisto della prima casa alcuni mesi fa, anche la "stamp duty" applicata negli altri casi verrà ridotta. Non verrà applicata sui primi 125mila euro, sarà del 7% fino al milione di euro e del 9% oltre. Per comprendere meglio il mercato a Dublino bisogna considerarne la struttura. La città sorge sulle rive del fiume Liffey, quasi sul mare. Il nucleo più antico (la città è di origine vichinga)si è sviluppato un po' a valle della sua foce. Man mano che il fiume si insabbiava e la città ingrandiva ci si spostava sempre più verso ovest. Ogni epoca ha lasciato così i suoi quartieri. Le case medioevali di legno sono man mano scomparse, ma le belle abitazioni in muratura settecentesche e ottocentesche in stile Georgiano e Vittoriano sono rimaste e ora, vicino al porto sorgono edifici moderni. Sono queste, e non il "centro storico", le zone di pregio che vanno maggiormente. Anche perché le classiche costruzioni di epoca, georgiana e vittoriana sono molto rare da trovare in vendita. Oltre a questi immobili non alla portata di tutti, sono ricercati le nuove costruzioni e gli appartamenti e le case nella zona suburbana. www.lisney.com www.propertypartners.ie www.oconnorshannon.ie CORBIS LO STATO DELL'ARTE La notevole crescita dei prezzi nell'ultimo decennio deve fare i conti con la stretta creditizia, anche se l'economia va ancora forte La tipica casa dublinese. Molte di queste saranno meno competitive come investimento rispetto alle nuove costruzioni che a partire dal prossimo luglio dovranno sottostare a linee guida molto severe per il risparmio energetico emanate dal Dublin City Council CAPPONAGO DEL MONTE.

Torna all'inizio


Ora costa meno comprare la casa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 16-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

I risultati dell'indagine Anama ha evidenziato un decremento dei prezzi sia per il nuovo che per l'usato RovigoLa bolla immobiliare si è sgonfiata. Dopo il boom di costo al metro quadro registrata fino al 2006, nel secondo semestre del 2007, il mercato del mattone ha subìto un sensibile ridimensionamento. Comprare casa costa in generale meno rispetto a un anno fa, in qualche caso, con riduzioni di prezzo oltremodo sensibili. Una conseguenza diretta della contrazione della richiesta di case. E se a livello veneto si parla già di un calo di compravendite che raggiunge l'11 per cento, va appena un po' meglio nel capoluogo dove la diminuzione si attesta sul 7 per cento, secondo i dati forniti dall'Agenzia delle entrate."Solo in provincia il mercato mantiene le posizioni - ha spiegato ieri Vittorio Ceccato, presidente provinciale di Anama, il sindacati di categoria degli agenti immobiliari aderente a Confesercenti che ieri ha presentato i dati sull'andamento del 2007 - In Polesine si registra anche un leggero incremento del 2 per cento, segnale che la scelta di una residenzialità di periferia in molti casi è ancora prevalente". Ceccato tuttavia non fa mistero che la conformazione della provincia polesana fa sì che dalla città di Ferrara a dai centri padovani come Este, sia in atto un movimento di residenti che scelgono zone come l'occhiobellese o il lendinarese per i propri investimenti edilizi. Quanto ai prezzi si assiste a un decremento sia in città, interland compreso, che nei maggiori centri provinciali. Un appartamento signorile nuovo in centro è passato da 2.100 euro nel 2006 a 1.850 euro a fine 2007. Per uno economico usato, da 1.200 euro si è precipitati a 900 euro. In centro ad Adria solo il nuovo, dal signorile all'economico, si mantiene in prezzo con un piccolo incremento, ma basta spostarsi a Porto Viro, dove l'anno scorso i prezzi erano alle stelle, per registrare anche due o trecento euro di calo sia in centro che in periferia: da 1.700 per un signorile nuovo si passa a 1.400 euro."Dopo i rialzi dal 2002 al 2007, il mercato si sta assestando - ha aggiunto Ceccato - L'incertezza economica e ora anche politica infonde indecisione nell'investitore. Le nostre agenzie sono ancora molto visitate ma mentre prima dopo tre o quattro visite a diversi immobili, si stipulava, oggi si arriva anche a una decina di sopralluoghi prima di decidere. Oltretutto vi è anche una grande disponibilità di immobili per tutte le tasche frutto del forte impulso all'edificazione degli anni scorsi". Ne sta guadagnando soprattutto la qualità dell'acquisto, come spiega Gianfranco Spada: "Chi ha costruito con finiture non ottimali è penalizzato. Con l'ampio ventaglio di scelta, gli acquirenti si rivolgono a fabbricati di più alta qualità edilizia".Franco Pavan.

Torna all'inizio