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top ARTICOLI DEL 15 e 16
febbraio 2008 #TOP
Bce:
elevata incertezza, rischi sulla crescita Calano i prezzi delle case, ma non in
Italia ( da "Corriere.it"
del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Ma la grande bolla immobiliare
sembra sul punto di finire: in Eurolandia la Banca
centrale riscontra "un rientro delle tensioni sui mercati degli immobili
residenziali dopo la lunga fase di cospicui aumenti dei prezzi osservata tra la
metà degli anni novanta e il 2005".
I
prezzi del mattone corrono solo in Italia
( da "Stampa,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: è basata sui prezzi medi.
Calcolandoli, però, i tecnici hanno individuato una tendenza al livellamento
dei prezzi tra centro e periferia. L'onda della bolla immobiliare, insomma, si
fa sentire anche nella cintura delle grandi città. Amche
qui, non si prevede nessuna esplosione della bolla: i prezzi delle case
dovrebbero rimanere fermi o,
Case,
Bologna al top A Ferrara costano meno I valori medi dell'Agenzia del territorio
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: arrivo anche nelle periferie della
'bolla' immobiliare. Bolla che, a differenza di altri paesi europei, qui in
Italia non esploderà. In altre parole i prezzi sono destinati a fermarsi o al
massimo a scendere di poco. Non è solo Bologna cara (si arriva anche a 4.800
euro al metro quadro), ma l'intera Emilia-Romagna, dove anche in città piccole
come Parma,
La
mappatura catastale rivela una crescita costante, ma restano comunque grandi
differenze tra Nord e Sud del paese
( da "Cittadino,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: arrivo anche in periferia dell'onda
della bolla immobiliare. Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad
arrestarsi ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle
case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. L'Agenzia del
Territorio continua intanto la sua mappatura del patrimonio immobiliare
presente nel Belpaese che,
La Bce blocca i contratti: No ad aumenti dei salari I
sindacati: in Europa rischio di deriva tecnocratica. Per Francoforte prezzi delle case in calo ma non in
Italia ( da "Unita, L'"
del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: un rischio concreto di deriva
tecnocratica nelle indicazioni della Banca Centrale Europea". Nel bollettino, la Bce dedica
attenzione infine anche al mercato immobiliare. Nel 2007 i prezzi degli
immobili in Eurolandia hanno mostrato "una
moderazione". Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni è invece
rimasto "in linea con quello registrato nel 2006".
Case,
si fermal'impennataal
rialzo ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: dell'onda della "bolla
immobiliare". Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad arrestarsi ma
non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle case dovrebbero
rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. È stato inoltre calcolato il
Vip: il valore immobiliare catastale a fini Ici che si basa sui criteri
normativi che stabiliscono le modalità di determinazione della base
Miami,
attici in saldo per crac ( da "Stampaweb, La"
del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: bolla" (i giornali la
chiamavano così), la gigantesca speculazione immobiliare che aveva portato in
cielo il prezzo delle case, sembrava una favola come tante, da leggerla senza
crederci molto.
In banca non avevano fatto granché di storie, lui aveva un buon credito, un
buon lavoro, il finanziamento era stato poco più d'una
semplice formalità.
I
prezzi del mattone continuano a correre, ma solo in Italia
( da "SpyStocks" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: In Italia la bolla immobiliare non
vuole saperne di sgonfiarsi: il mutuo a rischio non è genere molto diffuso, il
mercato del mattone viaggia stabile, la corsa dei prezzi continua. Il bollettino della Banca centra
europea pubblicato ieri sottolinea "aumenti significativi dei prezzi"
nel Belpaese, in controtendenza con il resto d'Europa.
Per
la Bce c'è un rischio salari ( da "Manifesto, Il"
del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la grande bolla immobiliare sembra
sul punto di finire, anche per la caduta della domanda di abitazioni. La caduta
della domanda è correlata con la diminuzione delle domande di mutui da parte della famiglie. La Bce fa riferimento per questi
dati a una indagine sul credito bancario nell'area
dell'euro condotta da Eurositema.
Per
Francoforte crollano i prezzi delle case, ma non in Italia
( da "Gazzettino,
Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Si tratta comunque di prezzi medi,
il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che nella stessa città variano molto
tra i centri storici e le periferie anche se negli ultimi anni si nota un certo
"livellamento" dovuto all'arrivo anche in periferia dell'onda della
'bolla immobiliare'.
Mrs.
Kamanu non sa più che fare La sua casa vale meno del
mutuo ( da "Borsa e Finanza"
del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Mi affido alla fortuna, sperando
che qualcuno veda la casa e se ne innamori". Quanto la casa sia un asset importante nella ricchezza della nazione lo
dimostrano i numeri: nel 2006 i cittadini statunitensi possedevano immobili per
20.500 miliardi di dollari, contro i 6.300 miliardi posseduti in titoli azionari.
CASA
dolce casa..? Beh, se non proprio zuccherina,
sicuramente quest'anno la ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Associazione nazionale agenti e mediatori d'affari (Anama)
della Confesercenti che, per il quinto anno
consecutivo, fa il punto sul mercato delle case a Rovigo e in provincia. Con la
premessa che i dati si riferiscono ai "prezzi medi" delle case, visto
che ogni immobile ha sue caratteristiche specifiche che possono farne salire o
scendere il costo.
Con
i bond fino all'estate ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: i bond non sono ancora al
capolinea: "Il contagio della bolla immobiliare e della crisi del credito
sui consumi americani – sostiene – spaventa gli investitori e in mancanza di
risposte definitive sull'entità della recessione è inevitabile che l'equity soffrirà e le obbligazioni saranno sovrapesate".
Dublino
in retromarcia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: delle case nuove. La stretta
creditizia da parte delle banche (da sempre in grado di finanziare il 100% del
prezzo dell'immobile) colpisce tutto il mercato: chi deve acquistare i terreni
edificabili è costretto a versare un contributo maggiore per finanziare i
progetti, chi deve acquistare casa ha più difficoltà ad accedere ai mutui e i
tempi di acquisto si allungano e il mercato
Ora
costa meno comprare la casa ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: I risultati dell'indagine Anama ha evidenziato un decremento dei prezzi sia per il
nuovo che per l'usato RovigoLa bolla immobiliare si è
sgonfiata. Dopo il boom di costo al metro quadro registrata fino al 2006, nel
secondo semestre del 2007, il mercato del mattone ha subìto un sensibile
ridimensionamento.
( da "Corriere.it"
del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Nel bollettino di
febbraio rinnovate le preoccupazioni della banca centrale Bce: elevata
incertezza, rischi sulla crescita Calano i prezzi delle case,
ma non in Italia Timori anche sui "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine" Jean-Claude
Trichet (Reuters) ROMA -
L'incertezza riguardo alle prospettive di crescita di Eurolandia
"è insolitamente elevata" e i rischi per l'attività economica
"sono stati confermati al ribasso". Lo afferma la Bce nel Bollettino
mensile di febbraio, rinnovando le preoccupazioni espresse dal presidente, Jean-Claude Trichet, la scorsa
settimana. Anche se i fondamentali, ricorda l'istituto di Francoforte, sono
tuttora "solidi". INFLAZIONE - Ma oltre alla crescita, i timori della
banca centrale si concentrano anche sui "rischi al rialzo per la stabilità
dei prezzi nel medio termine". Come già ricordato
una settimana fa, la Bce nel Bollettino mensile ribadisce il suo impegno
"a prevenire effetti di secondo impatto", tali da rendere permanenti
le aspettative inflazionistiche. I rischi, precisa la Banca centrale,
"sono connessi alla possibilità di una crescita salariale più vigorosa del
previsto". Allo stato attuale "è dunque indispensabile che tutte le
parti coinvolte mostrino senso di responsabilità e che siano evitati effetti di
secondo impatto sul processo di formazione dei salari e dei prezzi
connessi agli attuali tassi di inflazione". INFLAZIONE Non a caso, secondo
le previsioni della Bce, nel 2008 è atteso un rialzo di 0,5 punti per
l'inflazione dell'Eurozona, ora stimata al 2,5%. La revisione,
risulta dal bollettino Bce, riflette "i timori di maggiori pressioni sui prezzi derivanti dal lato dei costi e dei salari nel
2008". Per il 2009 il tasso di inflazione atteso è stabile al 2%.
Permangono rischi al rialzo legati a possibili ulteriori rincari del petrolio e
da una accelerazione dei salari nominali. GIU' LE
STIME SUL PIL - L'economia di Eurolandia crescerà
quest'anno dell'1,8% e nel 2009 del 2%, secondo la previsione della Survey of Professional Forecasters condotta dalla Bce raccogliendo le aspettative
di esperti di istituzioni finanziarie europee. Le stime di crescita sono state
riviste al ribasso sia per il 2008 (-0,3%) che per il 2009 (-0,2%). Infine, le
aspettative sul tasso di disoccupazione per il 2008 e il 2009, si legge nel
Bollettino della Bce, si collocano rispettivamente al 7,1% e al 7%, in rialzo
di 0,4 punti percentuali. CASE, CALANO I PREZZI MA NON IN ITALIA - Nel 2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia
hanno mostrato "una moderazione della dinamica dei prezzi".
Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni è rimasto "in linea con
quello registrato nel 2006". È la fotografia scattata nel Bollettino
mensile della Bce, almeno nel riferimento al primo semestre del 2007. Secondo
l'analisi i prezzi delle case nel nostro paese sono
cresciuti nella prima metà dello scorso anno del 6,6%, dal 6,7% del 2006.
Complessivamente, dice Francoforte, nel primo semestre 2007 i prezzi degli immobili residenziali nell'intera area euro
sono saliti del 5% a fronte di un incremento del 6,1% nel secondo semestre
2006. Ma la grande bolla immobiliare
sembra sul punto di finire: in Eurolandia la Banca
centrale riscontra "un rientro delle tensioni sui mercati degli immobili
residenziali dopo la lunga fase di cospicui aumenti dei prezzi osservata tra la metà degli anni novanta e il 2005".
In generale, prosegue la Bce, gli andamenti recenti dei prezzi
degli immobili residenziali nell'area "hanno rispecchiato principalmente
un calo della domanda di abitazioni". E la moderazione della dinamica dei prezzi delle abitazioni è stata "più accentuata"
in Paesi come Belgio, Irlanda Spagna,Francia e Malta
ma non in Italia, Paesi Bassi e Austria. MUTUI - La Bce segnala, inoltre, una
"marcata diminuzione" della domanda di mutui alle famiglie per
l'acquisto di abitazioni nel quarto trimestre 2007 (-36% dal -15% dell'indagine
precedente). Lo rileva la Bce nel suo bollettino mensile facendo riferimento a
un'indagine sul credito bancario nell'area dell'euro condotta dall'Eurosistema in cui si evidenzia un irrigidimento dei
criteri di concessione dei prestiti alle famiglie. "Negli ultimi tre mesi
- si legge - le banche hanno segnalato che i criteri per la concessione di
mutui alle famiglie si sono ulteriormente irrigiditi". Un
irrigidimento che riflette il "deterioramento delle condizioni sui mercati
finanziari e il "peggioramento, rispetto al trimestre precedente, sia delle
attese relative all'attività economica generale, sia delle prospettive del
mercato degli immobili residenziali". stampa
|.
( da "Stampa, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
CASA I prezzi del mattone corrono solo in Italia LA FUGA DOPO I
SUBPRIME Classifica Bologna e Firenze sono più care di Roma e Milano Rincari
nelle zone di periferia L'Agenzia del territorio: nel Paese
30 milioni di appartamenti Quasi metà al Nord Su Eurolandia
pesa la stretta dei tassi La domanda scende in Francia e Spagna [FIRMA]MARCO
SODANO È l'effetto subprime al contrario. In Italia la bolla
immobiliare non vuol saperne di sgonfiarsi: il mutuo a rischio non è
genere molto diffuso, il mercato del mattone viaggia stabile, la corsa dei prezzi continua. Il bollettino della Banca centrale europea
pubblicato ieri sottolinea "aumenti significativi dei prezzi"
nel Belpease, in controtendenza col resto d'Europa.
Dove, viceversa, prosegue il "graduale rallentamento dei prezzi degli immobili in corso dalla metà del 2005". La
frenata è più evidente dove ci sono stati i rincari maggiori: Francia, Belgio,
Irlanda, Spagna e Malta. In Italia, spiegano i tecnici di Francoforte, nel 2007
i prezzi delle case sono cresciuti del 6,6%, come nel
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
? BOLOGNA ? UN DERBY sul filo del rasoio. Che alla fine vede Firenze
spuntarla su Bologna per
( da "Cittadino, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Boom di immobili:
uno per ogni italiano Sono 60 milioni le abitazioni censite, le case più care a Firenze Roma Italia paese di "santi,
poeti, navigatori..." e case.
Sono infatti circa 30 milioni le abitazioni censite
dall'Agenzia del Territorio più altrettante costruzioni che vanno dal box auto
ai capannoni industriali per un totale esatto di 60.840.205 di unità
immobiliari. Insomma è come se ogni italiano (56 milioni e rotti, secondo
l'ultimo censimento Istat), neonati inclusi, possedesse 1,08 unità immobiliari
a testa. In realtà, come noto, al di là delle divagazioni statistiche il paese
presenta condizioni estremamente diverse da regione a regione e, ad esempio tra
le città, si scopre che nella classifica per valore medio di mercato delle
unità immobiliari residenziali Firenze è al top con 384.000 euro mentre ultima
in classifica è Catania dove una "casa media" ha un valore di 159.000
euro. Si tratta comunque di prezzi medi, il che vuol
dire, spiegano dal Territorio, che nella stessa città variano molto tra i
centri storici e le periferie anche se negli ultimi anni si nota un certo
livellamento dovuto all'arrivo anche in periferia dell'onda
della bolla
immobiliare. Bolla che, secondo i tecnici, è
destinata ad arrestarsi ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i
prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco.
L'Agenzia del Territorio continua intanto la sua mappatura del patrimonio immobiliare presente nel Belpaese che, entro l'anno in corso,
dovrebbe portare ad avere un quadro completo del patrimonio complessivo. Il
Territorio mette a disposizione di operatori e cittadinanza la sua prima
pubblicazione delle "Statistiche catastali" "per fornire
annualmente i principali dati contenuti negli archivi catastali". È stato
inoltre calcolato il Vip: il valore immobiliare
catastale a fini Ici che si basa sui criteri normativi che stabiliscono le
modalità di determinazione della base imponibile del'Ici tenendo conto della
rivalutazione del 5% da applicare alla rendita catastale moltiplicata per i
coefficienti dell'imposta. Un valore però, quello indicato dal Vip, ancora
estremamente distante da quello di mercato: in media 3,38 volte più alto. Insomma: se per il catasto il valore medio a fini Ici
è di 81.000 euro circa, quello di mercato è più del triplo (276.000 euro con un
Vip complessivo di 2.462 miliardi di euro).Passando ai
dati sul "residenziale" (il gruppo A per il catasto) si scopre che in
Italia ci sono in tutto 30.834.464 unità concentrate per poco meno della metà
(14 milioni) al nord. L'80% di queste sono concentrate nei sottogruppi A2, A3 e
A4 rispettivamente abitazioni civili, economiche e popolari. Mediamente i vani
a disposizione per le tre categorie sono circa 5 per una superficie media
stimata (nei capoluoghi) di
( da "Unita, L'" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Stai
consultando l'edizione del La Bce blocca i contratti: "No ad aumenti dei
salari" I sindacati: in Europa rischio di deriva tecnocratica. Per Francoforte prezzi
delle case in calo ma non in Italia di Marco Ventimiglia/ Milano ALLARME
PREZZI Che la Banca centrale europea non rappresenti un grande volano di
ottimismo in questi momenti difficili dell'economia e della finanza è fatto
ormai appurato. Ieri se n'è avuta comunque l'ennesima riprova con la diffusione
di dati, già di per sé poco incoraggianti, accompagnati da previsioni ancor più
fosche. Il concetto principale espresso dalla Bce è che l'economia europea sta
rallentando. In particolare, nell'ultimo trimestre dello scorso anno, secondo
le prime stime di Eurostat, il ritmo di crescita è stato dello 0,4%, la metà
del trimestre precedente. Da qui un forte segnale d'allarme: sulla crescita,
sottolinea Francoforte nel Bollettino di febbraio, regna un'incertezza che i
banchieri centrali definiscono "insolitamente elevata" e che non può
che confermare al ribasso i rischi per l'attività economica. La situazione
attuale, continua la Banca centrale europea, è però caratterizzata anche dal
rialzo dei prezzi, che, dopo l'impennata
dell'inflazione al 3,2% a gennaio, potrebbero aumentare ancora nel breve
periodo. L'analisi del difficile momento continua rilevando che sull'economia
di Eurolandia potrebbero pesare "ricadute più
estese del previsto" della crisi finanziaria internazionale, oltre che un
ulteriore rincaro del prezzo del petrolio e delle materie prime alimentari. Ed
è "probabile", peraltro, che sull'economia si ripercuotano anche gli
effetti del rallentamento degli Stati Uniti. Quello dell'effetto domino
provocato dalla recessione americana è un timore condiviso anche dagli esperti
interpellati dalla Bce che nelle loro previsioni, indicando per il 2008 una
crescita all'1,8% e per il 2009 al 2%. I segni della decelerazione si vedono
del resto anche nei primi dati sul quarto trimestre resi noti da Eurostat. Tra
ottobre e dicembre, Eurolandia è cresciuta dello 0,4%
contro il +0,8% del terzo trimestre. La frenata è netta in Francia dove si è
passati dal +0,8% al +0,3% e in Germania (da +0,7% a +0,3%). Dunque, fedele al
suo mandato, la Bce evidenzia i "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine". I rischi sono in gran parte
"connessi alla possibilità di una crescita salariale più vigorosa del
previsto", che va evitata. Quest'ultimo è ovviamente un tema molto
delicato. Per la Bce è "indispensabile che tutte le parti coinvolte mostrino
senso di responsabilità e che siano evitati effetti di secondo impatto sul
processo di formazione dei salari". Affermazioni che logicamente piacciono
poco al mondo sindacale, in particolare alla Uil che
vede "un rischio concreto di deriva tecnocratica nelle
indicazioni della Banca Centrale Europea". Nel bollettino, la Bce dedica
attenzione infine anche al mercato immobiliare. Nel
2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia hanno
mostrato "una moderazione". Ma non in Italia, dove il costo delle
abitazioni è invece rimasto "in linea con quello registrato nel
2006".
( da "Secolo XIX, Il" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Il trend Ma il costo
degli alloggi non scenderà. L'Agenzia del Territorio ha censito 30 milioni
abitazioni: le più care a Firenze 15/02/2008 ROMA. Sono circa 30 milioni le
abitazioni censite dall'Agenzia del Territorio in Italia, più altrettante
costruzioni che vanno dal box auto ai capannoni industriali per un totale
esatto di 60.840.205 unità immobiliari. Insomma è come se ogni italiano (56
milioni abitanti e rotti, secondo l'ultimo censimento Istat), neonati inclusi,
possedesse 1,08 unità immobiliari. In realtà il paese presenta condizioni
estremamente diverse da regione a regione e, tra le città, si scopre che nella
classifica per valore medio di mercato delle unità immobiliari residenziali
Firenze è al top con 384.000 euro mentre ultima in classifica è Catania dove
una "casa media" ha un valore di 159.000 euro. Si tratta comunque di prezzi medi, il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che
nella stessa città variano molto tra i centri storici e le periferie anche se
negli ultimi anni si nota un certo "livellamento" dovuto all'arrivo
anche in periferia dell'onda della "bolla immobiliare". Bolla che, secondo i tecnici, è destinata ad arrestarsi
ma non a "implodere" o retrocedere. Ovvero: i prezzi delle case dovrebbero rimanere fermi o, al massimo, scendere di poco. È
stato inoltre calcolato il Vip: il valore immobiliare
catastale a fini Ici che si basa sui criteri normativi che stabiliscono le
modalità di determinazione della base imponibile dell'Ici tenendo conto
della rivalutazione del 5% da applicare alla rendita catastale moltiplicata per
i coefficienti dell'imposta. Ecco una classifica delle maggiori città con il
valore di mercato per unità media e con il valore immobile potenziale (la
differenza media tra i due valori è del 3,38, cioè mediamente il valore di
mercato è il triplo di quello a fini Ici. In migliaia di euro): 1) Firenze 2)
Bologna 3) Roma 4) Venezia 5) Milano 6) Napoli 7) Messina 254 28 Genova
15/02/2008.
( da "Stampaweb, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
(7:54) - REPORTAGE Miami, attici in
saldo per crac Il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke + I fondi a
caccia del boom turco + Zetsche: senza Chrysler
riporto in corsa Daimler Con il crollo dei mutui arrivano gli speculatori sui
fallimenti e l'euro forte aiuta MIMMO CÁNDITO MIAMI John Sommerville
non lo sa, ma l'Economic and Demographic
Research della Florida dice che questa "è la più
drammatica crisi immobiliare dai tempi della Great Depression, nel '29 del secolo scorso". John, che non
lo sa, ci aveva puntato molto, sulla sua nuova casa. Due
camere da letto, il salone ampio e tutto luce, e poi la splendida vista
sulla baia, con laggiù, nell'orizzonte, la striscia di sabbia bianca di Miami
Beach. Davvero un bell'investimento, 860.000 dollari avuti in mutuo dalla sua
banca al 90% del capitale. Lui era arrivato a Miami quattro anni fa, il mercato
tirava da matti, i grattacieli venivano su come a Manhattan, e la "bolla" (i giornali la chiamavano così), la gigantesca
speculazione immobiliare che aveva portato in cielo il prezzo delle case, sembrava una favola come tante, da leggerla senza crederci
molto. In banca non avevano fatto granché di storie, lui aveva un buon credito,
un buon lavoro, il finanziamento era stato poco più d'una
semplice formalità. Al mattino, prima di andare in ufficio, John faceva
una rapida nuotata nella piscina del decimo piano, e al pomeriggio, dopo il
lavoro, chiudeva con una sgroppata di un'ora nella palestra del quarto piano;
poi la sauna, la doccia, e via a fare un giro nei bar di Ocean
Drive. Lavorava come manager delle vendite d'una catena di supermercati di New
York, il denaro andava facile, e da ogni parte d'America pareva che tutti
volessero comprare un appartamento nei nuovi condomini di Miami Beach, che
venivano su in sei mesi, un grattacielo dopo l'altro. La sua girlfriend, Laura,
arrivata da un paesino italiano, una excameriera di bar che s'era trasformata in agente immobiliare, con i contratti che aveva chiuso in quattro
anni s'era potuta comprare una townhouse da 800.000
dollari. Oggi Laura, ch'è stata più furba, si tiene ancora stretta la propria villa, ma John ha dovuto lasciare il suo "condo " tutto luce e vista sulla baia. La sua società
ha chiuso la filiale in Florida e lui aveva scialato troppo negli anni facili;
ora non aveva più i soldi per pagare la rata del mutuo, che intanto era
cresciuta fino quasi a triplicare, da 335 dollari mensili a 1.450 dollari.
L'altra mattina lo sceriffo (anzi la sceriffa, era
una donna) ha suonato alla porta: lui non c'era, se n'era tornato a New York, e
la sceriffa ha fatto mettere i mobili per strada. E'
un fallimento, qui si chiama "foreclosure
", ed è diventata la parola che sta angosciando mezz'America. Con il foreclosure la banca si riprende l'appartamento e lo mette
in vendita, tentando di recuperare una parte del credito concesso con il mutuo.
E tu, t'arrangi. A Miami, in questo momento ci sono 20.000 appartamenti vuoti, condo appena costruiti che non trovano più acquirenti o condo che sono in "foreclosure".
Con l'esplosione dei mutui facili (i sub-prime) che da alcuni mesi va scuotendo
i mercati finanziari di tutto il mondo e apre la strada a una recessione che
pare inarrestabile, la "bolla" dei prezzi gonfiati e dei condo
comprati sulla carta per farci una ricca speculazione è scoppiata in ogni
angolo d'America, a New York, in California, nel Maine, a Chicago. Non è solo
la Florida, nel disastro generale John è appena un numero. Dice Mark Zandi, economista capo di Moody's
Economy.com: "E' la più grave recessione dal tempo della Seconda guerra
mondiale". In America, in questo momento ci sono più di 4 milioni di case in vendita, ma ben 2,6 milioni di queste sono vuote; le
hanno costruite al tempo della "bolla", ora
aspettano un compratore. Dicono a International Realtors:
"La media di tempo che passa tra offerta e vendita era di un paio di mesi
al massimo; adesso ce ne vogliono almeno 10, di mesi, e in Florida si arriva
fino a 20 mesi ". Il mercato fatica, è stanco per
la corsa troppo rapida; deve tirare il fiato. E le occasioni per i compratori
che hanno un capitale da investire si vanno facendo più allettanti. La caduta
media dei prezzi gira attorno al 10%, ma s'arriva
anche al 20 e ci sono occasionissime che cominciano
ad allettare gli investitori europei, i tedeschi, i francesi, gli italiani
(soprattutto in Florida e a New York). In queste settimane un investitore
comasco ha acquistato 11 appartamenti a Miami Beach. I voli per Miami, in
questo periodo sono sempre completi. Viaggiano molte valigette di dollari, con
quel favoloso cambio dell'euro che gira sull'1,50. Le occasionissime
vengono, naturalmente, dal mercato del foreclosure. S&P/Case-Shiller calcola che
più d'un milione di proprietari in questi mesi stanno perdendo la loro casa,
finiscono con i mobili sul lastrico, proprio come John Sommerville.
Un'alternativa è lo "short sale": il proprietario che non riesce più
a pagare un mutuo concorda con la banca di vendere l'appartamento a un prezzo
inferiore alla somma presa in prestito; la banca si prende i soldi, quanti che
siano, cancella il resto del debito, e (l'ex) proprietario si trasforma in
inquilino, se il nuovo padrone lo vuol tenere. Il ministro del Tesoro, Henry Paulson, ha varato un piano di aiuti, per sostenere il
rifinanziamento del mutuo o agevolare lo "short sale", ma intanto i foreclosure si fanno inarrestabili. I mutui facili erano
arrivati fino al 60% del totale: ti facevano comprare la casa senza nemmeno un
dollaro di garanzia. Ma ora è finita. Brickell
Street, un viale di grandi alberi e di grattacieli che neanche a Manhattan,
l'autentico "financial district
" di Miami, è lo specchio amaro di questo crollo. Peter Zalewski, boss della società Condo
Vultures, ora lo chiama il "foreclosure
district". Il grattacielo "Club at Brickell Bay", quello dove John aveva il suo splendido
appartamento oggi è l'edificio con il più alto numero di condo
in foreclsoure, per un debito complessivo impagato di 42 milioni di dollari. Il "Vue at Brickell", che gli
sta a lato, ha 65 appartamenti in foreclosure,
più del 20% nei suoi 36 piani, per un valore del debito che è il più alto di
tutta Miami: 60,7 milioni di dollari. Dice Zalewski:
"Si tratta, per la maggior parte, di gente che sta perdendo davvero la
casa, piuttosto che di speculatori che hanno sbagliato la scommessa". In
tutta l'area, i mutui non pagati superano i 271 milioni di dollari.
"Questa è davvero una bella fiaba per i compratori ". Un condo che a giugno del 2006 era stato acquistato per
430.000 dollari, ora era in offerta per un "short sale" ad appena
220.000 dollari, la metà, una pacchia per chi i soldi li ha.
( da "SpyStocks"
del 15-02-2008)
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immobiliare
(15 Febbraio 2008 -
08:10) MILANO (Finanza.com) - E' l'effetto subprime al contrario. In Italia la bolla immobiliare non vuole saperne
di sgonfiarsi: il mutuo a rischio non è genere molto diffuso, il mercato del
mattone viaggia stabile, la corsa dei prezzi continua.
Il bollettino della Banca centra europea pubblicato ieri sottolinea
"aumenti significativi dei prezzi" nel
Belpaese, in controtendenza con il resto d'Europa. Dove, viceversa,
prosegue il graduale rallentamento dei prezzi degli
immobili in corso dalla seconda metà del 2005. La frenata è più evidente dove
ci sono stati rincari maggiori: Francia, Belgio, Irlanda, Spagna e Malta. (Riproduzione riservata).
( da "Manifesto, Il" del 15-02-2008)
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immobiliare
Secondo la banca di
Francoforte la crescita sta rallentando mentre l'infazione
va di corsa Per la Bce c'è un rischio salari Galapagos La migliore replica
all'ennesima esortazione della Bce alla moderazione salariale l'ha data Berthold Huber, presidente della Ig Metall, il potente
sindacato tedesco dei metallurgici e metalmeccanici: la Banca centrale europea
sta proprio "diventando noiosa". Anche nel Bollettino mensile diffuso
ieri l'ossessione dei banchieri di Francoforte è quella di sempre: impedire la
rincorsa dei salari ai prezzi. E questo perché i prezzi stanno aumentando, mentre la crescita rallenta, anche
se è ancora sostenuta. Nella zona euro nel 2008 i prezzi
al consumo sulla media d'anno dovrebbero aumentare del 2,5% (a gennaio siamo al
3,2%), mezzo punto in più rispetto alla precedente previsione, mentre nel 2009
il tasso di inflazione atteso è stabile al 2%. Ma, afferma la Bce, permangono
rischi al rialzo legati a possibili ulteriori rincari del petrolio e da una accelerazione dei salari nominali. Sui quali, però, la
banca garantisce di vigilare con attenzione. Per quanto riguarda il Pil,
invece, è stata rivista al ribasso la previsione di crescita: quest'anno il
prodotto lordo dovrebbe saliredell'1,8%. La riduzione
rispecchia "i timori di rallentamento economico negli Usa, che potrebbe
avere ripercussioni a livello mondiale". Vista la decelerazione della
crescita, le aspettative sul tasso di disoccupazione - per il 2008 e il 2009 -
sono state riviste al 7,1 e al 7% rispettivamente, in rialzo di 0,4 punti.
Tuttavia, secondo la Bce le variabili fondamentali "restano solide" e
l'area dell'euro "non presenta squilibri di rilievo". Anche se negli
ultimi mesi risultano in calo gli indicatori del clima di fiducia delle imprese
e dei consumatori, "restano nel complesso a livelli coerenti con il
perdurare della crescita". Ma "l'incertezza riguardo alle prospettive
di crescita è insolitamente elevata e i rischi per l'attività economica sono
stati confermati al ribasso" e sono connessi, principalmente, alla
possibilità che gli andamenti dei mercati finanziari abbiano ricadute più
estese del previsto sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia,
esercitando effetti negativi sulla crescita mondiale e nell'Eurozona. Ma in
questa situazione di rallentamento dell'economia, non sarebbe il caso di aprire
un po' i cordoni della spesa pubblica per rilanciare la domanda? Per carità: la
chiusura della Bce è netta. Anzi "occorre evitare un allentamento discrezionale
della politica di bilancio". Di più: "I paesi che presentano
squilibri di bilancio sono sollecitati a compiere ulteriori progressi sulla via
del risanamento" anche perché "si profila chiaramente il rischio che
alcuni paesi non riescano a soddisfare le disposizioni del meccanismo prevenivo
del Patto" di stabilità. Il Bollettino si occupa anche di prezzi delle case che in Europa nel 2007 hanno mostrato
"una moderazione della dinamica dei prezzi",
ma non in Italia dove il costo delle abitazioni è rimasto in linea con quello
registrato nel 2006, crescendo nella prima metà dello scorso anno del 6,6%. Per
la Bce, la grande bolla immobiliare
sembra sul punto di finire, anche per la caduta della domanda di abitazioni. La
caduta della domanda è correlata con la diminuzione delle domande di mutui da parte della famiglie. La Bce fa riferimento per questi
dati a una indagine sul credito bancario nell'area
dell'euro condotta da Eurositema. La riduzione
nella concessione di mutui è riconducibile sia ai tassi più elevati, ma anche
"ai criteri più rigidi adottati dalle banche per la concessione dei
mutui".
( da "Gazzettino, Il" del 15-02-2008)
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UFFICI, MILANO ESCE
DALLA TOP TEN MONDIALE Per Francoforte crollano i prezzi
delle case, ma non in Italia I prezzi delle case
non accennano a diminuire in Italia. Lo segnala la Bce nel bollettino mensile
secondo cui, nel primo semestre 2007, si sono registrati aumenti dei prezzi del 6,6\% a fronte di un incremento del 6,7\%
registrato nel 2006 (+9,7\% nel 2005). Complessivamente, dice Francoforte, nel
primo semestre 2007 i prezzi degli immobili
residenziali nell'intera area euro sono saliti del 5\% a fronte di un
incremento del 6,1\% nel secondo semestre 2006."Non c'è nessun crollo dei prezzi immobiliari, c'è una normalissima decelerazione
dovuta anche alla precedente crescita enorme delle quotazioni; vuol dire che
non ci sarà più inflazione immobiliare". È la
valutazione del direttore centrale dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio, Gianni Guerrieri.
Caterina Andreussi, responsabile dell'Ufficio studi,
ha aggiunto che "in Italia la bolla immobiliare è
stata sempre relativamente contenuta rispetto ad altri paesi".Però Milano esce dalla top ten delle città più care al mondo
come location per uffici sopravanzata da Dubai e Singapore. Nel capoluogo
lombardo il canone di locazione per gli immobili di qualità è di 530 euro al mq
l'anno (+1\% rispetto al 2006); una cifra che sale a 703 euro con gli oneri
accessori. Più dinamico il mercato della capitale che mostra un incremento
dell'11\% a 500 euro al mq. In vetta alla classifica, però, rimane Londra dove
fra affitto e altre spese si arriva a 2.277 euro.In totale sono infatti circa 30 milioni le abitazioni
censite dall'Agenzia del Territorio più altrettante costruzioni che vanno dal
box auto ai capannoni industriali per un totale esatto di 60.840.205 di unità
immobiliari. Per valore medio di mercato delle unità immobiliari residenziali
Firenze è al top con 384.000 euro mentre ultima in classifica è Catania dove
una 'casa media' ha un valore di 159.000 euro. Si tratta
comunque di prezzi medi, il che vuol dire, spiegano dal Territorio, che nella
stessa città variano molto tra i centri storici e le periferie anche se negli
ultimi anni si nota un certo "livellamento" dovuto all'arrivo anche
in periferia dell'onda della 'bolla immobiliare'.
( da "Borsa e Finanza" del 16-02-2008)
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ATTUALITÀ Mrs. Kamanu non sa più che fare La sua casa vale meno del mutuo
È una situazione che entro il 2008 potrà riguardare 15 milioni di americani Ai
quali si presenta una rischiosa alternativa: "Resistere o vendere
subito" di Redazione - 16-02-2008 Tre anni fa Mary Kamanu
ha pagato 409mila dollari per la sua casa a Folsom,
in California. Oggi, se decidesse di venderla, le toccherebbe rimborsare 80mila
dollari alla banca: il necessario, cioè, per allineare il valore del mutuo a
quello dell'immobile, calato nel frattempo del 20 per cento. "Non
riesco a stare dietro al mutuo. E come me ce ne sono
molti", confessa la stessa Mary, che ha deciso di trasferirsi a
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-02-2008)
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Casa è meno 'salata'
rispetto allo scorso anno. Se negli ultimi tempi, infatti, i prezzi
del mattone hanno registrato, nella nostra provincia come in Veneto,
un'impennata continua, i dati più recenti confermano un'inversione di tendenza.
A RIVELARLO è l'Associazione nazionale
agenti e mediatori d'affari (Anama) della Confesercenti che,
per il quinto anno consecutivo, fa il punto sul mercato delle case a Rovigo e in provincia. Con la premessa che i dati si
riferiscono ai "prezzi medi" delle case, visto che
ogni immobile ha sue caratteristiche specifiche che possono farne salire o
scendere il costo. Come spiega Vittorio Ceccato,
presidente di Anama, "siamo di fronte a una
lieve flessione dei prezzi delle case".
Soprattutto a Rovigo, dove, oggi, un bell'appartamento in centro costa 'solo'
1.850 euro al metro quadrato, quando poco più di un anno fa (dati dicembre
2006) costava 2.100 euro. MA A METTERE il freno non sono stati solo i prezzi. Anche la corsa alla casa si è un po' arrestata, ma
questo vale soltanto per la città capoluogo, "dove si registra una
flessione sul numero di compravedite pari al
7%". "Un andamento ? aggiunge Ceccato ?
assolutamente in linea con quello regionale: un discorso diverso, invece, va
fatto per la provincia di Rovigo, dove troviamo un più 2% sul numero di
compravendite e questo è l'unico segno più su tutto il territorio
regionale", chiude Ceccato. INSOMMA, il mercato immobiliare è molto più frizzante nella provincia polesana: soprattutto in quelle aree 'di confine' con il
ferrarese e il padovano, molto allettanti per i prezzi
più contenuti che in città. "In sostanza ? è l'analisi di Ceccato ? sembra che il mercato immobiliare,
che ha avuto una forte crescita dal 2002 al 2007, dalla fine dello scorso anno
stia subendo una fase di assestamento, dovuta probabilmente anche a un panorama
di incertezza generale sia sul piano economico che politico". Che su
quello del conto in banca: insomma, stipendi misurati e un lavoro spesso
troppo... flessibile di certo non incentivano una giovane coppia nell'acquisto
del 'nido d'amore'. LA PAROLA
d'ordine, insomma, pare essere prudenza: "Nelle nostre agenzie ? dice
Renzo Basaglia (Confesercenti
Rovigo) c'è un buon numero di persone che viene per comprare o affittare
immobili: ma se fino a qualche tempo fa agli interessati bastava vedere tre o
quattro case, adesso vogliono vederne una
decina". E se questo fenomeno da una parte è il risultato di anni
di grandi interventi dal punto di vista edilizio , e
perciò di una grande disponibilità di immobili, dall'altra rivela più
accortezza nella spesa dei soldi. "Anche i mutui ? spiega Gianfranco Spada
(Anama) ? sono andati incontro a una flessione: le
rate si sono alzate e sono diventate meno competitive". Così se prima una
giovane coppia tra affitto e mutuo sceglieva senza pensarci troppo il secondo,
ora "in tanti preferiscono l'affitto per qualche anno e poi magari pensano
a un mutuo". Che assomiglia sempre di più a un'ipoteca sulla vita: i mutui
ventennali, ormai, sono infatti un bel ricordo;
"adesso ? continua Spada ? vanno soprattutto quelli trentennali o
quarantennali". Tornando infine ai prezzi delle case,
dai dati di Anama riferiti al dicembre 2007 spicca in
tutta la provincia, da Rovigo ad Adria a Badia, un leggero calo delle
quotazioni (intorno, appunto, al 4-5%). A Rovigo centro, ad esempio, un
appartamento medio nuovo ora costa 1.625 euro (dicembre 2007) al metro
quadrato, quando un anno fa la stessa tipologia costava 1.650. Prezzi un po'
più bassi, in generale, anche in provincia, dove però la corsa al mattone
rimane più alta: per un appartamento economico nuovo in centro a Porto Viro, ad
esempio, nel dicembre 2006 si spendevano 1.350 euro al metro quadrato; oggi
invece costa 'solo' 1.200 euro. Stessa tendenza anche a Occhiobello,
dove, ad esempio, la quotazione per un immobile economico nuovo in centro è di
950 euro al metro quadrato, quando nel 2006 era di 1.070 euro. Maristella Carbonin - -->.
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del
16-02-2008)
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ATTUALITA data: 2008-02-16 - pag: 10 autore: Reddito
fisso. Il rally degli ultimi mesi non è ancora giunto al capolinea Con i bond
fino all'estate Interessanti i governativi euro e gli emergenti Rischi
eccessivi sugli high yield N on
c'è dubbio, un balzo di oltre il 13% in soli 6 mesi sul titolo di Stato
decennale Usa non si vedeva da tempo, e neppure un recupero del 6% per il Bund tedesco. E allora è del tutto naturale chiedersi se il
rally visto sui mercati obbligazionari – clamoroso anche perché inatteso e
giunto dopo anni di magra per il reddito fisso – sia ormai prossimo al
capolinea. Il dubbio, fra gli operatori, è che il mercato abbia in qualche modo
esagerato nel valutare la situazione economica e che i prezzi
dei bond stiano in questo momento scontando ipotesi eccessivamente aggressive
sui tagli futuri delle banche centrali, in particolare di quella Bce che ancora
non appare del tutto convinta della necessità di allentare la politica
monetaria. Un campanello d'allarme, sotto questo aspetto, è risuonato proprio
negli ultimi giorni: è stata sufficiente l'offerta di aiuto lanciata da Warren
Buffett alle società di riassicurazione in crisi e qualche dato macroeconomico
meno brutto delle attese (le vendite al dettaglio Usa) per allontanare un po'
di nubi dalla Borsa e provocare prese di beneficio sulle obbligazioni. Che sia
la fine di un ciclo? Luigi Romano, responsabile dell'obbligazionario di Mps Am, non ne è poi così convinto: "Come minimo –
spiega – abbiamo di fronte a noi almeno due trimestri di crescita economica
prossima allo zero, se poi aggiungiamo la situazione ancora critica nel settore
finanziario abbiamo sufficienti motivi per ritenere che i mercati
obbligazionari possano salire almeno per altri sei mesi". Anche per
Claudia Segre, responsabile fixed
income di Abaxbank, i bond non sono ancora al capolinea: "Il contagio della bolla immobiliare e della crisi del credito sui consumi americani – sostiene –
spaventa gli investitori e in mancanza di risposte definitive sull'entità della
recessione è inevitabile che l'equity soffrirà e le
obbligazioni saranno sovrapesate". Più
articolata è invece la posizione di Giovanni Leonardo, responsabile portafogli bilanciati internazionali di Julius Baer,
secondo il quale "occorre considerare l'arco temporale di investimento: se
nei prossimi tre mesi ci sarà da mettere in conto una certa volatilità e
incertezza in Borsa, chi ragiona con un orizzonte di almeno 12 mesi deve
prendere seriamente in considerazione l'idea di prendere profitto sulle obbligazioni
e spostarsi di nuovo sull'azionario, che per noi è più attraente". Per
tutti, comunque, la parola d'ordine sembra essere "selezione " fra le
diverse categorie di bond. Come già accaduto negli ultimi mesi, ci saranno infatti alcuni segmenti in grado di sovraperformare
e altri che andranno invece incontro a seri rischi. "Vedo significativi
spazi di apprezzamento per i governativi area euro con
scadenza attorno ai 5 anni, in particolare per il BTp
italiano che offre un rendimento di circa 30 centesimi in più rispetto al bund", suggerisce Romano, che sconsiglia invece di
puntare sugli high yield perché "gli spread medi
possono ancora salire dagli attuali 500-600 fino a 800 punti". Qualche
possibilità in più sembrano poi averla, secondo Leonardo, i titoli dei Paesi
emergenti, "grazie al potenziale di crescita economica ancora enorme,
nonostante la probabile recessione Usa, e alle prospettive positive per le
valute locali di quelle aree". Sui corporate,
infine, la selezione deve essere ancora più accurata. "Vista la fase di
rallentamento sconsiglierei le società più legate al ciclo economico – sostiene
Segre – mentre non escluderei il settore finanziario,
che è stato pesantemente penalizzato e che proprio per questo offre rendimenti
decisamente interessanti ". Già, proprio quelle banche epicentro del
ciclone degli ultimi mesi: paradossi dei mercati finanziari. pagina
a cura di Maximilian Cellino
m.cellino@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-02-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: CASA E CASE data: 2008-02-16 - pag: 44 autore:
Irlanda. Per il 2008 resta un cauto ottimismo per le compravendite di immobili
usati Dublino in retromarcia In calo le vendite del nuovo e il costo dei terreni Graziano Capponago Del
Monte Da zona depressa a locomotiva d'Europa. L'Irlanda sta vivendo un boom
economico che ormai dura da diversi anni, favorita dalla tassazione agevolata
per le imprese che, fino al 1999 era del 10% e ora del 12,5%. Nonostante un
rallentamento nel 2007, il prodotto interno lordo è cresciuto del 5,9%. Una
delle conseguenze è che Dublino è diventata una città cosmopolita che attira
gente grazie alla facilità di trovare lavoro e a una buona disponibilità di
alloggi. Il 2007 è stato un altro anno generalmente positivo per il mercato immobiliare anche se con qualche importante distinguo. La
pesante crisi dei mutui americani si è fatta sentire anche da questa parte
dell'Oceano, come spiega Peter M. Stapleton,
managing director di Lisney, importante agenzia di intermediazione immobiliare di Dublino: "In seguito a diversi mesi
piuttosto turbolenti sui mercati globali e a un rallentamento dell'economia
mondiale. Il mercato immobiliare
irlandese ha risposto di conseguenza, specialmente nel settore residenziale,
terriero e degli investimenti". La difficile situazione dei mutui
ha colpito maggiormente il settore residenziale perché gli sviluppatori sono
abbastanza restii a comprare siti per costruire abitazioni. Questo sia per la
mancanza di fiducia nel mercato residenziale, sia per le vendite deludenti delle case nuove. La stretta creditizia da parte delle banche (da sempre in
grado di finanziare il 100% del prezzo dell'immobile) colpisce tutto il
mercato: chi deve acquistare i terreni edificabili è costretto a versare un contributo
maggiore per finanziare i progetti, chi deve acquistare casa ha più difficoltà
ad accedere ai mutui e i tempi di acquisto si allungano e il mercato
ristagna. Di conseguenza, i valori dei terreni sono scesi nel 2007 tra il 10 e
il 20%. Questo fatto, tuttavia è generalmente accettato, visto il lungo periodo
di espansione senza precedenti dell'ultimo decennio. La tendenza alla
diminuzione delle costruzioni già osservata nel 2007 si manterrà, probabilmente
anche quest'anno e servirà a stabilizzare il mercato nel medio termine.
Nell'ultimo anno c'è stato un cambio significativo nel mercato immobiliare a Dublino. Si è passati da una domanda superiore
all'offerta, che portava a un'asta degli immobili con prezzi
finali superiori al valore reale di mercato, a un mercato dei compratori, dove
il venditore è stato costretto ad abbassare il prezzo per potere concludere
l'affare. D'altra parte, le previsioni per il 2008 nel settore immobiliare inducono a un cauto ottimismo, visto la
sostanziale forza dell'economia e i possibili ribassi dei tassi di interesse
per il 2008. Anzi, secondo alcuni analisti, ci saranno dei ribassi dei tassi a
medio termine che contribuiranno a supportare il settore. Un altro aiuto al
mercato dovrebbe venire dall'attesa riforma della tassa sul bollo annunciata
recentemente dal Ministro delle finanze irlandese Brian Cowen.
Dopo aver eliminato completamente la tassa sull'acquisto della
prima casa alcuni mesi fa, anche la "stamp
duty" applicata negli altri casi verrà ridotta. Non verrà applicata sui
primi 125mila euro, sarà del 7% fino al milione di euro e del 9% oltre. Per
comprendere meglio il mercato a Dublino bisogna considerarne la struttura. La
città sorge sulle rive del fiume Liffey, quasi sul
mare. Il nucleo più antico (la città è di origine vichinga)si è sviluppato un
po' a valle della sua foce. Man mano che il fiume si insabbiava e la città
ingrandiva ci si spostava sempre più verso ovest. Ogni epoca ha lasciato così i
suoi quartieri. Le case medioevali di legno sono man
mano scomparse, ma le belle abitazioni in muratura settecentesche e
ottocentesche in stile Georgiano e Vittoriano sono rimaste e ora, vicino al
porto sorgono edifici moderni. Sono queste, e non il "centro
storico", le zone di pregio che vanno maggiormente. Anche perché le
classiche costruzioni di epoca, georgiana e vittoriana sono molto rare da
trovare in vendita. Oltre a questi immobili non alla portata di tutti, sono
ricercati le nuove costruzioni e gli appartamenti e le case
nella zona suburbana. www.lisney.com www.propertypartners.ie
www.oconnorshannon.ie CORBIS LO STATO DELL'ARTE La notevole crescita dei prezzi nell'ultimo decennio deve fare i conti con la stretta
creditizia, anche se l'economia va ancora forte La tipica casa dublinese. Molte
di queste saranno meno competitive come investimento rispetto alle nuove
costruzioni che a partire dal prossimo luglio dovranno sottostare a linee guida
molto severe per il risparmio energetico emanate dal Dublin City Council CAPPONAGO DEL
MONTE.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 16-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
I
risultati dell'indagine Anama ha evidenziato un
decremento dei prezzi sia per il
nuovo che per l'usato RovigoLa bolla
immobiliare si è sgonfiata. Dopo il boom di costo al metro quadro
registrata fino al 2006, nel secondo semestre del 2007, il mercato del mattone
ha subìto un sensibile ridimensionamento. Comprare casa costa in generale meno rispetto a un
anno fa, in qualche caso, con riduzioni di prezzo oltremodo sensibili. Una
conseguenza diretta della contrazione della richiesta di case.
E se a livello veneto si parla già di un calo di compravendite che raggiunge
l'11 per cento, va appena un po' meglio nel capoluogo dove la diminuzione si
attesta sul 7 per cento, secondo i dati forniti dall'Agenzia delle entrate."Solo in provincia il mercato mantiene le posizioni -
ha spiegato ieri Vittorio Ceccato, presidente
provinciale di Anama, il sindacati di categoria degli
agenti immobiliari aderente a Confesercenti che ieri
ha presentato i dati sull'andamento del 2007 - In Polesine si registra anche un
leggero incremento del 2 per cento, segnale che la scelta di una residenzialità
di periferia in molti casi è ancora prevalente". Ceccato
tuttavia non fa mistero che la conformazione della provincia polesana fa sì che dalla città di Ferrara a dai centri padovani come Este, sia in atto un movimento di
residenti che scelgono zone come l'occhiobellese o il
lendinarese per i propri investimenti edilizi. Quanto
ai prezzi si assiste a un decremento sia in città, interland compreso, che nei maggiori centri provinciali. Un
appartamento signorile nuovo in centro è passato da 2.100 euro nel