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Mondo
Immobiliare: Tecnocasa, nel secondo semestre 2007 calo dei prezzi delle case
( da "SpyStocks" del 11-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: dei prezzi degli immobili
generalizzata a tutte le realtà urbane, con poche eccezioni sul territorio. E
questo il risultato a cui è arrivato l'Ufficio Studi Tecnocasa che ha terminato
in questi giorni la raccolta e l'analisi dei dati sul mercato immobiliare
provenienti dalle agenzie Tecnocasa e Tecnorete
diffuse su tutto il territorio nazionale.
Londra,
in calo i prezzi delle case ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 11-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 11 marzo 2008 Accelera la crisi del
mercato immobiliare in Gran Bretagna: il calo dei prezzi delle case è il più
rapido dal giugno 1990, che aveva segnato l'inizio del lungo declino del
settore.
L'autorevole Royal Institute
of Chartered Surveyors ha dichiarato oggi, martedi
11 marzo, che in febbraio il 64,1% dei geometri edili ha registrato un calo dei
prezzi.
TECNOCASA,
FRENANO I PREZZI DEGLI IMMOBILI: -1,55% NEL SECONDO SEMESTRE 2007
( da "Wall Street Italia"
del 11-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Tecnocasa, frenano i prezzi degli
immobili: -1,55% nel secondo semestre 2007 -->Il mercato immobiliare si
ferma: nel secondo semestre 2007 i prezzi delle case sono scesi dell'1,55%,
mentre sono diminuite dell'1,54% le erogazioni dei mutui, secondo i dati di.
Di
Irene Soave Il prezzo della casa a Torino è aumentato
( da "Leggo"
del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Di Irene Soave Il prezzo della casa
a Torino è aumentato nel solo 2007 del 5%, e ben dell'8% in provincia:
schizzano verso l'alto soprattutto il centro e la pre-collina,
zone storicamente "bene" della città, dove un appartamento signorile
può costare fino a 5000 euro al metro quadro, e fra i Comuni della cintura
Venaria,
Prezzi
delle case in calo del 10% - francesca gori ( da "Tirreno, Il"
del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: In tutta Italia i dati dicono che
ci sono meno compravendite di beni immobili, i tempi per le trattative si
dilatano e gli acquirenti sono più esigenti. "Si guarda
sì alla qualità e allo stato dell'immobile che si cerca di acquistare - dice
Villani - anche se la casa dei sogni ormai è relegata in un angolo del cuore.
Gli
esperti non vedono nè crollo né ripresa nell'immediato
futuro degli immobili residenziali
( da "Milano
Finanza (MF)" del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Royal institution
of chartered surveyors), organizzazione di professionisti del settore
immobiliare e patrimoniale con 140 mila membri. "L'aumento
dei prezzi degli immobili è molto rallentato nel 2007, con crolli in alcuni
paesi come Germania e Irlanda. Colpa dell'aumento dei tassi, che ha reso
meno allettante accendere un mutuo.
Case,
prezzi in calo: colpa del caro mutui
( da "Denaro,
Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Napoli Mercato immobiliare Case,
prezzi in calo: colpa del caro mutui I prezzi delle case cominciano a
diminuire. A
rilevarlo è Tecnocasa che, nel secondo semestre del 2007, registra a Napoli un
ribasso dello 0,7 per cento: ciò vuol dire (se si considera la diminuzione
dello 0,9 registrata nei sei mesi precedenti) che nel 2007 il mercato
immobiliare si chiude,
L'INTERVISTA
PARLA IL PROFESSOR PAOLO MOTTURA (BOCCONI) 0 La crisi dei mutui non è finita
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 13-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Le banche Usa erogavano prestiti
pari all'intero costo della casa. Chi sottoscriveva il mutuo non ci metteva
neanche un dollaro, non rischiava niente. E speculava sulla rivalutazione del
prezzo dell'immobile. Insomma, ci guadagnavano tutti,
naturalmente finchè non è scoppiata la bolla
immobiliare".
La
dottrina Tremonti ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 13-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: i metri di giudizio e le
prospettive dell'economia mondiale. Per fare due esempi, la crisi che stiamo
vivendo dovuta allo scoppio della bolla immobiliare a livello mondiale a
partire dagli Usa e insieme la crisi finanziaria innescata dai mutui subprime e
dalla fragilità dei derivati avrebbero dovuto causare, per virulenza e
dimensioni, una situazione peggiore di quella del 1929,
<Per
il consumatore Usa il peggio deve ancora venire>
( da "Manifesto,
Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: In sostanza abbiamo visto una
massiccia redistribuzione della ricchezza dalla classe media ai molto ricchi.
Veniamo alla crisi dei mutui subprime e alla fine della bolla immobiliare... E
interessante guardare alla fine della bolla dell'hi-tech degli anni '90 e a
quella immobiliare che la sostituiva negli anni Duemila.
( da "SpyStocks"
del 11-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
(11 Marzo 2008 -
10:05) MILANO (Finanza.com) - Nel secondo semestre del 2007 è avvenuta una
diminuzione, seppur contenuta, dei prezzi degli
immobili generalizzata a tutte le realtà urbane, con poche eccezioni sul
territorio. E' questo il risultato a cui è arrivato l'Ufficio Studi Tecnocasa
che ha terminato in questi giorni la raccolta e l'analisi dei dati sul mercato immobiliare provenienti dalle agenzie Tecnocasa e Tecnorete diffuse su tutto il territorio nazionale. Si è
verificato quindi, quello che ormai da tempo ci si attendeva: un'inversione del
trend dei prezzi immobiliari che dal 1998 non avevano
mai smesso di crescere. La stretta creditizia in atto sul mercato ha
decisamente contribuito al verificarsi di questo scenario. A conferma di ciò
gli ultimi dati della Banca d'Italia segnalano, nei primi nove mesi dell'anno,
una diminuzione delle erogazioni dell'1,54% rispetto allo stesso periodo del
2006. (Micaela Osella -
Riproduzione riservata).
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del
11-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Di Nicol Degli
Innocenti commenti - | | 11 marzo 2008 Accelera la crisi
del mercato immobiliare in Gran Bretagna: il calo dei prezzi delle case
è il più rapido dal giugno 1990, che aveva segnato l'inizio del lungo declino
del settore. L'autorevole Royal Institute
of Chartered Surveyors ha dichiarato oggi, martedi
11 marzo, che in febbraio il 64,1% dei geometri edili ha registrato un calo dei
prezzi. Negli ultimi tre mesi, il 57% ha registrato un calo,
mentre un incremento dei prezzi è stato notato solo
nel 4% dei casi. Il dato più preoccupante però è il livello di saturazione del
mercato, che lascia prevedere un ulteriore calo dei prezzi.
Il numero di case sul mercato rimaste invendute è
aumentato del 49% negli ultimi dodici mesi ed è ora ai massimi da quasi
vent'anni. Secondo il Royal Institute
of Chartered Surveyors (Rics) ogni membro
dell'Istituto ha venduto una media di 24,4 case negli
ultimi tre mesi mentre 92 sono rimaste invendute. La crisi è dovuta a diversi
fattori, dalle valutazioni eccessive dovute al mercato boom degli ultimi anni
al credit crunch sui
mercati finanziari che sta rendendo più difficile ottenere mutui. L'aumento dei
prezzi delle case, che negli ultimi dieci anni sono
triplicati, impedisce l'accesso al mercato ai giovani e ai meno abbienti,
mentre le banche e gli istituti di credito ipotecario chiedono depositi più
elevati e maggiori garanzie e concedono mutui a tassi di rimborso più alti. I
tassi di interesse sui mutui non sono scesi nonostante il taglio di mezzo punto
dei tassi deciso dalla Banca d'Inghilterra da ottobre a ora. Aumenta il numero
di case espropriate per mancato pagamento delle rate
del mutuo, cresce l'aspettativa di un rallentamento dell'economia e di un
aumento della disoccupazione mentre cala la fiducia dei consumatori. Tutti gli
istituti di ricerca concordano nel registrare un calo dei prezzi
e nel prevedere una fase di stasi del mercato. In generale però gli esperti
prevedono un rallentamento graduale del mercato immobiliare
e non un calo improvviso e marcato come quello che si è verificato negli Stati
Uniti. "E' improbabile che ci sia un crollo a breve
termine, - ha dichiarato martedì Ian Perry, portavoce
di Rics. Però la fiducia nel
mercato sta avendo un effetto sui prezzi e l'aumento
nel numero di case invendute porterà gli acquirenti a
negoziare prezzi più bassi".
( da "Wall Street Italia" del 11-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Tecnocasa,
frenano i prezzi degli immobili: -1,55% nel secondo
semestre 2007 -->Il mercato immobiliare si ferma:
nel secondo semestre 2007 i prezzi delle case sono
scesi dell'1,55%, mentre sono diminuite dell'1,54% le erogazioni dei mutui,
secondo i dati di.
( da "Leggo" del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Di
Irene Soave Il prezzo della casa a Torino è aumentato nel solo 2007 del 5%, e
ben dell'8% in provincia: schizzano verso l'alto soprattutto il centro e la pre-collina, zone storicamente "bene" della
città, dove un appartamento signorile può costare fino a 5000 euro al metro
quadro, e fra i Comuni della cintura Venaria, trainata dall'effetto-Reggia, dove
si arriva anche a 2400 euro. Eppure comprare casa a Torino conviene ancora,
rispetto alle altre grandi città d'Italia, come Milano o Roma, molto più care:
per questo l'andamento del mercato immobiliare del
capoluogo piemontese, che nel
( da "Tirreno, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Prato Prezzi delle case in calo del 10% E' la prima volta da dieci anni. Come
cambiano i valori zona per zona Ma il mercato langue Villani: "Sarebbe il
momento per investire ma l'incertezza generale e la crisi economica non
incoraggiano" FRANCESCA GORI PRATO. Era dal 1998 che non succedeva: i prezzi delle case hanno iniziato il loro lento declino. E
secondo gli addetti ai lavori non si arresterà. "Colpa dell'incertezza -
dice Pietro Villani, presidente della Federazione degli agenti immobiliari
professionali - se i prezzi delle case sono scesi in
media del 10%". Portandosi dietro però non un aumento, ma una contrazione
delle compravendite. Investire nel mattone. Eppure, ora che i prezzi hanno cominciato la loro discesa, sarebbe proprio
questo il momento buono per acquistare casa. "In linea
di massima acquistare e fare quindi un investimento immobiliare
oggi avrebbe una sua logica - dice Villani - ma il problema è che una
situazione di incertezza come stiamo vivendo in Italia, non incoraggia certo le
persone ad investire nell'acquisto di una casa. Anche
se sarebbe più conveniente rispetto all'investimento dei propri risparmi nelle
azioni". La casa dei sogni: un miraggio. Il trend negativo del
mercato immobiliare non riguarda ovviamente soltanto
Prato. In tutta Italia i dati dicono che ci sono meno
compravendite di beni immobili, i tempi per le trattative si dilatano e gli
acquirenti sono più esigenti. "Si guarda sì alla qualità
e allo stato dell'immobile che si cerca di acquistare - dice Villani - anche se
la casa dei sogni ormai è relegata in un angolo del cuore. Si acquista non quello che piace, ma quello che è nelle proprie
disponibilità". Disponibilità che spesso cozzano quindi con i
desideri. Soprattutto a Prato, dove i proprietari degli immobili sono circa
l'80% dei cittadini. E quando devono mettere mano al portafogli, lo fanno di
solito per cambiare casa. Non per fare un investimento. "Chi vende oggi sa
bene che non può chiedere cifre esose - spiega il presidente della Fiaip - e, in sede di trattativa, se chi vende ha bisogno
di farlo a tutti i costi, si può arrivare anche a dei ribassi consistenti
rispetto alla richiesta iniziale. Ma questi sono casi particolari. Di solito infatti, chi vende la propria abitazione lo fa per
acquistarne un'altra, per cambiare casa soprattutto se sono cambiate le proprie
esigenze". E il consiglio che gli addetti ai lavori danno, comunque, è
sempre quello di trovare un acquirente per la propria casa prima di acquistarne
una nuova. Cara la mia Castellina. Eppure, sebbene in
diminuzione, acquistare una casa costa ancora tanto. Soprattutto se si sceglie
di vivere alla Pietà e alla Castellina, dove per una
casa nuova o ristrutturata, bisogna essere disposti a spendere anche 3.300 euro
al metro quadrato. Va leggermente meglio in centro o a Santa Lucia, dove le
abitazioni nuove possono costare al massimo 2.750 euro al metro quadrato. Chinatown e San Paolo. Per spendere qualcosa meno,
soprattutto quando si tratta di abitazioni nuove o ristrutturate, bisogna
cercare nella zona di San Paolo, Chiesanuova, Ciliani e via Pistoiese. Dove il prezzo massimo al metro
quadrato non supera i 1.900 euro. Perché anche in
periferia, in paesi come Iolo, Tobbiana,
o Paperino, le quotazioni dell'ultimo semestre dello scorso anno sfiorano quota
2.100 euro al metro quadrato. Canoni di affitto scontati. Se acquistare casa,
soprattutto per famiglie monoreddito, single o giovani coppie è diventato un
miraggio, un po' meno lo è ora prendere una casa in affitto. Anche in questo
caso il canone medio annuo è diminuito del 10-12%. Ed è possibile ora strappare
contratti di locazione per monolocali a meno di 500 euro al mese. "I
canoni di affitto stanno diminuendo - spiega Villani - ma ci sono famiglie che
hanno lo stesso difficoltà a far fronte a queste
spese. Nella nostra agenzia gestiamo anche appartamenti in
affitto, e sono in aumento le persone che richiedono e ricevono contributi per
pagare il canone da parte di associazioni o dello stesso Comune".
Più stabilità politica. Pietro Villani non dice se, alle prossime elezioni,
voterà Pd o Pdl. Ma attribuisce alla politica la
responsabilità della diminuzione dei prezzi e
soprattutto dei contratti di compravendita. "Confidiamo
nelle prossime elezioni - dice Villani - soprattutto perché l'Italia e di
conseguenza la nostra città, hanno bisogno di un periodo di stabilità.
E' difficile oggi scegliere di acquistare una casa, soprattutto se non c'è una
necessità impellente. E sono sicuro che il trend negativo sui prezzi e anche sul numero dei contratti è
destinato a rimanere tale almeno per tutto l'anno".
( da "Milano Finanza (MF)" del
12-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
MF Gli esperti non
vedono nè crollo né ripresa nell'immediato futuro
degli immobili residenziali Che cosa aspettarsi per i mercati immobiliari
europei nel 2008? "Tutto dipenderà dai tassi di interesse", è la
risposta dell'ultimo rapporto sul residenziale di Rics
(Royal
institution of chartered surveyors),
organizzazione di professionisti del settore immobiliare e
patrimoniale con 140 mila membri. "L'aumento dei prezzi degli immobili è molto rallentato nel 2007, con
crolli in alcuni paesi come Germania e Irlanda. Colpa dell'aumento dei
tassi, che ha reso meno allettante accendere un mutuo. La persistente crescita dei prezzi annui
in paesi come la Polonia è solo il riflesso degli utili conseguiti nella prima
metà del 2007, poi ridimensionati". Per il 2008 le prospettive
indicano una possibile diminuzione dei prezzi delle case,
ma di portata molto inferiore rispetto al calo degli anni 90.Certo,
la crisi dei mutui subprime si è fatta sentire, più in alcuni mercati
immobiliari come gli Usa e solo in parte in altri come l'Europa e l'Italia.
Semmai il problema è la diffidenza dei mercati, che potrebbero aver bisogno di
tempo per convincersi che non vi sono scheletri nell'armadio delle banche con
stock di mutui non rimborsabili. Una nota di ottimismo proviene dalla Bce, che
a dicembre non aveva rilevato irrigidimenti negli standard di credito per i mutui
residenziali.Anche il
rischio di una forte flessione economica, sebbene sempre presente, è ridotto.
Il problema è che mentre il rallentamento dell'economia e dei mercati
immobiliari richiede tassi inferiori, l'inflazione in salita deve aumentarli.
L'andamento del mattone europeo nel 2008 dipenderà dagli sviluppi di questo
tiro alla fune. Il risultato per ora sta nel blocco delle compravendite più che
nel calo dei prezzi. Quando la domanda smette di
aumentare, può verificarsi un lungo periodo di stasi nel momento in cui i
venditori non accettano che le condizioni di mercato siano cambiate e i
compratori sperano che siano molto cambiate. I beni immobili rimangono sul
mercato o sono ritirati e le vendite calano, peggiorando il problema con
l'interruzione delle catene della domanda e dell'offerta. I compratori possono
addirittura decidere di attendere per valutare l'evoluzione del mercato.
Inoltre, le case effettivamente vendute possono dare
un'immagine del mercato più favorevole del reale, in quanto si vendono solo le case migliori. Perciò i prezzi
registrati non riflettono lo stato reale del mercato.Quanto
all'Italia, per ora il mercato immobiliare continua a
zoppicare: nel 2007 i prezzi sono saliti di circa il
4% in termini nominali, in linea con il 2006, e il numero delle vendite è
diminuito del 4%, ma del 16% rispetto al picco del 2004. Nelle grandi città,
dove i prezzi sono cresciuti di più negli ultimi anni,
si stima che nel 2007 siano aumentati meno del 5%. Nell'ultimo decennio il
prezzo delle case in Italia non è aumentato più che
negli altri paesi europei, con un incremento di circa il 30-40% in termini
reali tra il 1996 e il 2006. Gli impeti economici sono smorzati dai tassi di
interesse in aumento e dal declino generale della fiducia dei consumatori. Si
prevede un ulteriore rallentamento del mercato nel 2008, con una pressione
continua dovuta ai tassi di interesse, sebbene una caduta dei prezzi non sembra sia
all'orizzonte. (riproduzione riservata)Maria Grazia
Mori MF - Rapporto Mipim Numero 051, pag.
25 del 12/3/2008 Autore: Maria Grazia Mori.
( da "Denaro, Il" del 12-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Napoli
Mercato immobiliare Case, prezzi in calo: colpa
del caro mutui I prezzi delle case cominciano a
diminuire. A rilevarlo è Tecnocasa che, nel secondo semestre del 2007, registra
a Napoli un ribasso dello 0,7 per cento: ciò vuol dire (se si considera la
diminuzione dello 0,9 registrata nei sei mesi precedenti) che nel 2007 il
mercato immobiliare si chiude, per la prima volta dal 1998, con un segno negativo: meno
0,8 per cento. Una diminuzione lieve che riguarda, in misura minore, le case del centro ma che è indice di una tendenza
irresistibile determinarla sono vari fattori. In primo luogo dalla stretta
creditizia e dalla crisi dei mutui. Barbara Money --> I dati diffusi da
Tecnocasa sulla compravendita di case a Napoli nel
secondo semestre del 2007 confermano la tendenza manifestatasi già nella prima
parte dell'ano scorso: un'inversione del trend dei prezzi
che dal 1998 non avevano mai smesso di crescere. Il calo medio nel corso del
2007 è dello 0,8 per cento. Una diminuzione lieve che riguarda, in misura
ancora minore, le case del centro ma che è indice di
una tendenza irresistibile determinarla sono vari fattori. In primo luogo dalla
stretta creditizia. Come dimostrano gli ultimi dati della Banca d'Italia i
quali segnalano, nei primi nove mesi del 2007, una diminuzione delle erogazioni
dell'1,54 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006. Quindi la
diminuzione della domanda di immobili, la maggiore offerta di abitazioni sul
mercato, l'ampliamento della forbice tra prezzo richiesto e prezzo a cui si
realizza la compravendita e l'allungamento dei tempi medi di vendita. La
cessione di un appartamento, rileva Tecnocasa, richiede oggi
, in media, circa 135 giorni,contro i 118 giorni registrati nel primo
semestre dell'anno scorso. Quest'ultimo dato in particolare mette in luce un
aspetto importante che ha caratterizzato il mercato immobiliare
nel secondo semestre del 2007 e che lo sta caratterizzando anche nei primi mesi
del 2008: la difficoltà, sempre più forte, di incontro tra domanda e offerta
che vede contrapposti acquirenti con una minore disponibilità di spesa e
venditori che pensano di poter realizzare gli stessi valori del passato. I
venditori in questa fase di mercato si dividono in due categorie: coloro che
non hanno necessità di vendere gli immobili a breve termine e quindi restano
fermi nella loro posizione con la conseguenza che l'abitazione resta invenduta
sul mercato per lungo tempo (soprattutto se il rapporto prezzo/qualità non è
congruo) e coloro che invece, avendo necessità di realizzare la compravendita,
dopo lunghe trattative decidono di rivedere le loro richieste iniziali. Gli
acquirenti dimostrano molta più difficoltà ad acquistare di quanto non
avvenisse in passato. A soffrire in particolare sono coloro che si trovano
nella necessità di accendere un mutuo a quasi totale copertura dell'acquisto:
le famiglie monoreddito, i single, le giovani coppie (che mai come adesso
devono avere una famiglia che possa aiutarli) e gli extracomunitari. La
richiesta abitativa oggi è alimentata prevalentemente da chi ha necessità di
acquistare l'immobile, come prima casa o come casa di sostituzione ovvero
"migliorativa", essendo diminuita la domanda per investimento e
quella da parte degli extracomunitari, meno "attenta" alla qualità
dell'immobile. Otto anni di ascesa I semestre 1998 8,84 II semestre 1998 8,9 I
semestre 1999 7,1 II semestre 1999 5,3 I semestre 2000 8,4 II semestre 2000 8,4
I semestre 2001 4,1 II semestre 2001 5,4 I semestre 2002 9,5 II semestre 2002
6,3 I semestre 2003 7,2 II semestre 2003 5,9 I semestre 2004 7,6 II semestre
2004 6,3 I semestre 2005 4,9 II semestre 2005 7,5 I semestre 2006 6,2 II
semestre 2006 1,2 I semestre 2007 - 0,9 II semestre 2007 -
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del
13-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
L'INTERVISTA PARLA
IL PROFESSOR PAOLO MOTTURA (BOCCONI) "La crisi dei mutui non è finita" ? MILANO ? "PER
ORA le perdite contabilizzate sono arrivate a 180 miliardi di dollari. Ma non siamo ancora in fondo, ci vorrà altro tempo". Il professor Paolo Mottura (nella foto),
docente alla Bocconi (il suo ultimo volume è dedicato a " Banche - Strategie,
organizzazione e concentrazioni - Egea Editrice) ha indagato la crisi dei mutui
subprime. E non nasconde l'allarme rosso per il sistema bancario. Ma
come è potuto accadere? E come mai ancora non riusciamo a conoscere il conto
esatto di questo disastro? Girano cifre stratosferiche...
"I colossi americani specializzati in mutui a rischio li hanno cartolarizzati e poi li hanno infilati e distribuiti in
prodotti e società-veicolo lungo una filiera che si è propagata ovunque.
Le agenzie di rating ci hanno messo il timbro, le società di assicurazione e di
revisione li hanno garantiti, i grandi marchi bancari li hanno comprati. Alla
fine è scattato un meccanismo tipo Aids : il contagio
è entrato in circolo ma non si può sapere chi ce l'ha" Risultato: una
profonda crisi di sfiducia nelle banche. Ovvero, anche le banche sbagliano i
conti.. "Credevamo di vivere in un sistema
finanziario moderno, con regole efficienti e rischi calcolati. Ora invece il crac intacca la fiducia interpersonale fra cliente e
banca ma soprattutto incrina la fiducia nel sistema e nelle autorità di
controllo". Si poteva evitare il collasso dei mutui americani? "Era scritto nel meccanismo di questi mutui senza garanzie.
Le banche Usa erogavano prestiti pari all'intero costo
della casa. Chi sottoscriveva il mutuo non ci metteva neanche un dollaro, non
rischiava niente. E speculava sulla rivalutazione del prezzo dell'immobile. Insomma, ci guadagnavano tutti, naturalmente finchè
non è scoppiata la bolla immobiliare".
Le banche italiane giurano di non essere coinvolte. Lei ci crede? "Sì, ci credo. Si sono salvate per il semplice fatto
che non hanno business sul mercato americano. E poi sui bilanci del 2007 sono
accesi tutti i riflettori, compresi quelli della Banca d'Italia. In genere le
banche europee mi sembrano fuori dalla bufera diretta che tocca soprattutto i
gruppi americani e anche inglesi" Cosa si sta facendo per uscire da questo
cortocircuito che rende più difficile e costoso l'accesso al credito ? "Le banche centrali stanno
contrastando la crisi con immense iniezioni di liquidità, per scongiurare una
brusca recessione. Di fatto accettano di pagare il conto con un aumento
dell'inflazione. Ma questa liquidità non circola, non arriva al cliente finale.
Il problema fiduciario è a monte. Negli Stati Uniti il
Congresso discute misure per sostenere i debitori che non riescono a pagare le
rate del mutuo, le banche sono invitate a svalutare del 20-30% il valore dei
mutui e si pensa anche a strumenti per collettivizzare il rischio raccogliendo i
mutui incagliati in società pubbliche" Quando ne usciremo? "E' imprudente fare previsioni. Funziona
come per uno tsunami: sappiamo che deve arrivare l'onda, ma non sappiamo dove e
quando colpirà" Vittorio Dallaglio - -->.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Lorenzo Pironi Ha
avuto il merito di imporre alla campagna elettorale uno dei pochi (se non
l'unico) tema vero e di spessore. Ci riferiamo al candidato ministro
dell'Economia Giulio Tremonti ed alla sua ultima fatica editoriale. Già il
titolo graffia e parla di "paura e speranza". Il dibattito che ha
scatenato ha fatto la fortuna del primo giornale nazionale, il Corriere della
Sera, che ha schierato la potenza di fuoco dei suoi editorialisti per smontare
le tesi del libro. L'ex ministro del Tesoro del governo Berlusconi sostiene che
il suo non è un libro su dazi e protezionismo, ma su valori e grandi principi.
Bisogna subito notare che se la seconda parte di questa affermazione è vera, lo
è un po' meno la prima. Tremonti sostiene che non è tutto oro quel che brilla
sotto il mito della globalizzazione e che l'aggressività con la quale i
cosiddetti mercati emergenti, dove è possibile produrre sfruttando
l'oppressione di regimi illiberali sui lavoratori e fare dumping commerciale,
attaccano i nostri mercati è un male da sconfiggere e dal quale proteggerci. Le
tesi di Tremonti non sono isolate e sono così poco
controcorrente da essere le stesse che hanno determinato la politica
commerciale della Ue negli ultimi anni (che ha cercato di difendersi imponendo
veri e propri dazi) così come è stata la politica recente delle grandi
organizzazioni internazionali ? compreso il Wto ? ed è la politica che mette
d'accordo i candidati presidenti di entrambi gli schieramenti negli Stati
Uniti. Fin qui Tremonti dice verità sacrosante. Quello che i critici gli
rimproverano è però altro. Innanzi tutto la globalizzazione è un fatto che si
può criticare, che si può cercare di condizionare e controllare, ma che non si
può ignorare. La seconda critica è che i nuovi mercati dell'Est asiatico sono
sicuramente criticabili e condizionabili, ma sono un fatto altrettanto
ineludibile. Anzi sono il fatto che condiziona e chiede a tutti, studiosi
compresi, di cambiare le loro categorie, i metri di
giudizio e le prospettive dell'economia mondiale. Per fare due esempi, la crisi
che stiamo vivendo dovuta allo scoppio della bolla immobiliare
a livello mondiale a partire dagli Usa e insieme la crisi finanziaria innescata
dai mutui subprime e dalla fragilità dei derivati avrebbero dovuto causare, per
virulenza e dimensioni, una situazione peggiore di quella del 1929, se
non fosse che oggi l'economia mondiale è sostenuta in gran parte dalla crescita
di quelle asiatiche. Il secondo esempio è che questo mercato globale crea
effetti altrimenti inspiegabili; a fronte di una crisi economica evidente, il
prezzo del petrolio continua a crescere, trainato dalla contemporaneità di due
fatti diversissimi fra loro: la crescita dell'economia mondiale e della
domanda, trainate dai Paesi asiatici, e la contemporanea debolezza del dollaro.
Quello che i critici rimproverano a Tremonti è soprattutto la prima parola del
titolo del suo libro: la Cina non deve fare paura, ma con essa bisogna fare i
conti. A Tremonti si rinfaccia poi una battuta ad effetto fatta in una trasmissione
tivù, secondo la quale per noi è più efficace guardare e dialogare con la
Svizzera piuttosto che con la Cina. E qui si svela il paradosso tremontiano. La sua tesi è sacrosanta in un'ottica di mera
difesa del nostro mercato interno; è assurda se diventa politica della settima
potenza mondiale che con la Cina deve essere in grado di dialogare alla pari,
guardandosi negli occhi. Senza dimenticare poi che noi la nostra Cina ce
l'abbiamo anche in casa e si chiama Prato o via Sarpi
a Milano. E al ministro del Tesoro di domani si chiede
di saper guardare questi problemi, internazionali o casalinghi che siano, senza
pensare solo alla Svizzera.
( da "Manifesto, Il" del 14-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
"Per il
consumatore Usa il peggio deve ancora venire" Intervista a Robert Manning, docente e ospite fisso di molte trasmissioni tv
che analizzano la crisi immobiliare e creditizia negli
Stati uniti Andrea Rocco Robert Manning è forse il
massimo esperto di debito dei consumatori e di carte di credito negli Stati
Uniti. Professore e direttore del Center for Consumer
Financial al Rochester Institute
of Technology (nello Stato
di New York), ha scritto, ormai 8 anni fa, un libro di grande successo, Credit Card Nation, e più
recentemente Living with Debt
(2005, disponibile dal sito www.LendingTree.com/livingwithdebt/).
Sui suoi lavori è basato un ottimo documentario uscito nella scorsa primavera,
In Debt We Trust,
sottotitolo, "l'America prima dello scoppio della bolla".
Ospite frequente dei maggiori talk-show nazionali e testimone in numerose
audizioni del Congresso sullo stato del settore del credito statunitense, Bob Manning già nell'ottobre del 2005 aveva previsto il momento
del collasso della bolla immobiliare e di una
susseguente recessione che collocava nell'estate del 2008. Abbiamo inseguito il
prof. Manning tra varie camere di albergo della East Coast per intervistarlo
telefonicamente la settimana scorsa. Come può descrivere in termini generali la
situazione del debito dei consumatori americani, alla luce della crisi dei
mutui immobiliari e delle restrizioni creditizie? La cosa più interessante di quest'ultimo decennio è che nel passaggio pieno ad una
economia post-industriale globalizzata e ad egemonia americana si è creata una
forte pressione sul consumatore americano e sulla sua capacità di assorbire
quote del commercio internazionale. Nel corso dell'ultima recessione, nel 2001,
il consumo privato statunitense rappresentava un quinto del consumo mondiale.
Il consumatore Usa era di fatto il principale motore
dell'economia mondiale. Ma allo stesso tempo il modello dominante adottato
negli Usa prevedeva una spinta crescente allo smantellamento del welfare per
compensare i minori introiti dovuti all'alleggerimento della pressione fiscale
sulle corporations. Ciò riduceva le risorse del
consumatore e lo spingeva ad indebitarsi. Questo doveva servire da modello per
gli altri paesi, ed è successo anche in Italia e in altri Paesi riluttanti ad
adottare il sistema basato sulla diffusione delle carte di credito. Il
problema-chiave sembra quindi essere la ridefinizione di che cosa è il debito
"buono" e quello "cattivo" in un quadro dove la
globalizzazione, sia direttamente, attraverso la riduzione dei redditi reali,
sia indirettamente, attraverso la demolizione dello stato sociale, ha aumentato
a dismisura la tendenza all'indebitamento degli americani. Come si arriva alla
situazione attuale? Si è verificata quella che definisco "una sospensione
della legge di gravità economica". Verso la fine degli anni '90 i salari
reali in America erano in crescita, ma l'aumento dei valori immobiliari non si
discostava dalla media storica, intorno al 2-3 %
annuo. Con la recessione del 2001 redditi e salari declinano, ma nel
quinquennio 2001-2005 il valore medio degli immobili nelle aree metropolitane
raddoppia. C'è stata un'enorme rottura del ruolo del reddito come motore della
crescita economica, le cui conseguenze sono gravi e per ora ancora
incalcolabili, così come non è prevedibile il modo di riparare tutto questo. In
sostanza abbiamo visto una massiccia redistribuzione della ricchezza dalla
classe media ai molto ricchi. Veniamo alla crisi dei mutui subprime e alla fine
della bolla immobiliare... E' interessante guardare
alla fine della bolla dell'hi-tech degli anni '90 e a
quella immobiliare che la sostituiva negli anni
Duemila. Ci si domanda sempre se gli americani diventano comunque più ricchi o
se hanno livelli più elevati di indebitamento. Il debito, soprattutto
l'indebitamento immobiliare attraverso i mutui, negli
ultimi dieci anni è in praticamente triplicato, e oggi arriva all'incredibile
valore di 12 mila miliardi di dollari. Il motivo di questa enorme crescita è
che nel mercato immobiliare è stata attirata gente che
non aveva le risorse per starci. E poi c'è stata questa operazione concertata
per spingere il consumatore indebitato a rifinanziare il debito al consumo
accumulato sulle carte attraverso prestiti sul valore della casa che stava
crescendo rapidamente. Tutto questo è durato fino alla fine del 2005. Il