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IN EVIDENZA
La grande bolla del mattone fa tremare le
banche spagnole Alessandro
Oppes (La Repubblica 10-3-2008)
È vera crisi? È dovuto intervenire il Banco de Espana per smentire le voci insistenti secondo cui
l'esplosione della bolla immobiliare starebbe mettendo in una situazione di
grave difficoltà il settore finanziario. Ma i dubbi restano, e le prospettive
per i prossimi mesi sono tutt'altro che certe. A lanciare per prima l'allarme è
stata, a metà dello scorso mese di febbraio, la stampa britannica, Financial Times in testa.
L'accusa principale? Quella di chiedere troppo denaro alla Bce per far fronte
alla mancanza di liquidità. E poi, a complicare ulteriormente le cose, ci sono
state, in piena campagna elettorale, alcune dichiarazioni di dirigenti del Partito
Popolare che hanno messo in dubbio la solvibilità di diversi istituti di
credito. Rapporti allarmistici redatti da entità del calibro di Citigroup e Deutsche Bank hanno fatto il
resto.
Ma qual è la verità? L'intervento della Banca Centrale Europea è una realtà che
nessuno nega. Nel dicembre scorso, la Bce finanziò le banche spagnole
attraverso aste settimanali di credito con 44 miliardi di euro, raddoppiando la
cifra media registrata nei quindici mesi precedenti, per far fronte a un
possibile inasprimento della crisi finanziaria.
Ma, secondo il ministro dell'Economia Pedro Solbes,
questo non è un dato che debba suscitare particolare preoccupazione. "Tutte
le banche europee ricorrono in momenti come questo alle aste della Bce per
ottenere liquidità. Aste che si realizzano in termini competitivi. Vi
partecipano tutti, gli istituti spagnoli e quelli non spagnoli".
Secondo il vicepremier economico del governo Zapatero, la quantità di 44
miliardi ottenuta (che rappresenta il 9,5 per cento rispetto ai 467 miliardi
messi a disposizione delle banche dell'Eurosistema),
corrisponde al totale degli attivi dei depositi spagnoli misurati secondo la
media europea, con la percentuale dei depositi che le banche spagnole
mantengono rispetto all'Unione Monetaria, o con il Pil della Spagna rispetto
alla stessa Unione Monetaria. Un rapporto percentuale, insomma, che secondo Solbes non permette di giustificare alcun tipo di
allarmismo.
Anche perché, a leggere il bilancio complessivo del 2007, la banca spagnola
sembra tutt'altro che sull'orlo del precipizio. Secondo i dati diffusi una
settimana fa, banche, casse di risparmio, cooperative e entità finanziarie
hanno guadagnato nel corso dell'ultimo anno 25 miliardi e 707 milioni di euro,
il 30,5 per cento in più rispetto al 2006. Il settore finanziario spagnolo
ammette di essersi sbagliato sulla durata e gli effetti della crisi finanziaria
internazionale. Ma la sensazione è che quando si conosceranno i risultati
dell'ultimo esercizio per l'insieme delle banche di tutto il mondo, il
confronto permetterà di verificare che il settore finanziario spagnolo non è
tra i più colpiti dalla crisi. Solo le banche, che hanno registrato un utile
netto di 13 miliardi e 345 milioni, possono contare su provvigioni di 14
miliardi e mezzo per coprire eventuali buchi.
La durezza delle critiche piovute sugli istituti iberici ha indotto il Banco de
Espana a scendere in campo per una difesa decisa del
settore. "Le banche spagnole si trovano in una posizione solida per
superare l'attuale congiuntura", sostiene il direttore generale Javier Ariztegui, "e non c'è nessun elemento che permetta di
diffondere un'inquietudine ingiustificata rispetto alla salute del
settore". La banca centrale ritiene che sia stato "scarso"
l'impatto della crisi subprime. Le banche spagnole "hanno avuto
un'esposizione praticamente nulla ai mutui ad alto rischio".
Uno dei motivi dell'allarmismo diffusosi nelle ultime settimane è una
dichiarazione rilasciata dal capogruppo parlamentare del Partito Popolare
Eduardo Zaplana, secondo il quale alcune banche
spagnole "hanno difficoltà, senza dubbio". Parole che si inseriscono
nella supposta strategia preelettorale dell'opposizione, improntata al
catastrofismo economico, e che hanno immediatamente provocato un polverone
politico a Madrid. Ma, a parte la reazione del Partito socialista e delle
organizzazioni sindacali, la replica più dura è arrivata direttamente da
Bruxelles: il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquín Almunia, ha definito "irresponsabili" le
allusioni di "presunti responsabili politici" ai problemi di
liquidità di alcune banche spagnole. E a raffreddare il clima interviene anche
il presidente delle casse di risparmio spagnole, più volte chiamate in causa
come un possibile ‘anello debole’ del settore finanziario in questa fase
delicata. "Non c'è nessuna cassa in situazione critica", dice Juan Ramón Quintás. "Bisogna
tranquillizzare i clienti. È vero che il futuro può
essere incerto e non scarto qualche contrattempo, ma sono un'assurdità tutte le
notizie intossicate che si stanno diffondendo sul problema delle casse".
Però, a finire nel mirino sono state, nelle ultime settimane, alcune tra le
maggiori banche spagnole. Compreso il Santander. Il
numero uno degli istituti di credito iberici ha obbligato nei giorni scorsi la
statunitense Citigroup a rettificare un rapporto nel quale si sosteneva che il Santander era, insieme con Fortis,
la banca europea che stava ricorrendo più intensamente al sostegno della Bce
per ottenere liquidità. Parole in contrasto con quelle pronunciate dal
presidente dell'istituto, Emilio Botín, che di
recente ha assicurato di avere a disposizione 30 miliardi di euro presso
l'istituzione monetaria, ai quali però non ha ancora
fatto ricorso. Ancor più dura la reazione del Banco Sabadell
a un rapporto pubblicato lunedì scorso dalla Deutsche
Bank. Sotto il curioso titolo "La fuga degli
orsi: corri, Yoghi, corri", il documento raccomandava agli investitori la
vendita di azioni del banco catalano. Il Sabadell
replica sostenendo che il rapporto si basa su dati sbagliati riguardo al
rapporto utile per azione. Se fossero state utilizzate le cifre corrette,
"la raccomandazione avrebbe dovuto essere di acquisto, e non di
vendita". È incredibile, secondo i responsabili dell'istituto, "che
un istituto come la Deutsche Bank
pubblichi rapporti con errori così grossolani, che poi possono avere un impatto
negativo sulle quotazioni di una banca".
<Donne
ricche e felici? Ecco la mia ricetta>
( da "Corriere
Economia" del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Avevo previsto la bolla high-tech
di allora e da tre anni ho messo in guardia anche sui rischi della bolla
immobiliare. La grande maggioranza dei miei investimenti
attualmente è in obbligazioni municipali, esentasse e con interessi del 5,5%,
perché non voglio correre rischi".
Passerà
per le assicurazioni la ripresa delle Borse
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: della banca d'affari americana
hanno condotto uno studio sui principali player di mercato in relazione ai loro
investimenti in azioni e in immobili. Hanno cioè simulato l'impatto su
ulteriori crolli delle Borse e su una eventuale bolla
del mercato immobiliare, visto che i gruppi assicurativi europei sono estranei
ai pericoli di una forte esposizione alle obbligazioni più a rischio.
Wall
Street, JP Morgan abbassa target, utili 2008 S&P
500 ( da "Websim"
del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: JP Morgan sostiene che il debole
dato sugli occupati statunitensi di venerdì mostra che l'economia sta
probabilmente risentendo in maniera significativa del credit
crunch, di più elevati costi energetici e dell'esplosione
della bolla immobiliare. ((Redazione Milano, Reuters Messaging:
mariapia.quaglia.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129638,
milan.newsroom@news.reuters.com)).
Sondrio,
il prezzo delle case si impenna Nel capoluogo crescita del 6% e giro d'affari a
+8%, mentre nel resto della Valle quotazioni in calo Fanno eccezione le
località turistiche ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: in particolare per gli immobili
nuovi e di pregio, con un +2-4%. A Sondrio i prezzi si aggirano sui 3mila euro
al mq, così la famiglia in cerca di prima casa tende a spostarsi nelle zone
periferiche della città o nei comuni limitrofi come Tresivio
e Ponte in Valtellina, dove il nuovo si aggira sui 2mila euro al mq.
(
da
"Corriere Economia" del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Sommario
Personaggi Suze Orman, con
"Women & Money" ha venduto 1 milione di copie "Donne ricche
e felici? Ecco la mia ricetta" I cinque consigli della scrittrice
finanziaria per conquistare l'indipendenza economica. "In Borsa
serve molta prudenza" P rimo, una donna deve pensare a se stessa: solo se
è finanziariamente sicura e indipendente può poi occuparsi degli altri. La
generosità tipica femminile temperata con un sano egoismo, altrimenti una donna
rischia non solo di finire in bancarotta, ma anche di danneggiare i suoi più
cari affetti come i figli. Lo raccomanda Suze Orman, esperta di finanza personale. Il suo ultimo libro
"Donne & Soldi ? Avere il
potere di controllare il tuo destino" è alla diciassettesima edizione con
un milione di copie vendute e due settimane fa è diventato un caso su Internet:
la rivista "O" di Oprah Winfrey,
conduttrice televisiva, ha permesso per 33 ore di scaricarlo gratis online e
oltre un milione di lettrici ne hanno approfittato. In occasione della
"Festa della donna" CorrierEconomia ha
chiesto a Suze di spiegare la sua ricetta per essere
ricche e felici. Sta cambiando l'atteggiamento delle donne verso i soldi? "Da una parte le donne capiscono sempre di più di essere
responsabili della loro felicità, sia interiore, sia finanziaria. Sono
consapevoli di essere capaci di fare tutto bene, come gli uomini, di non dover
essere più dipendenti dagli altri. Dall'altra parte molte
donne guadagnano più degli uomini, la metà di quelle sposate finisce con il
divorziare e, vivendo più a lungo degli uomini, a un certo punto si ritrovano
sole per molti anni: così hanno deciso di interessarsi direttamente ai loro
problemi economici". In che cosa le donne sono diverse dagli uomini
a proposito di soldi? "Gli uomini pensano innanzitutto a
se stessi, mentre noi pensiamo prima a tutti gli altri: ai figli, ai genitori,
ai fratelli e alle sorelle, agli amici. È fisiologico: le donne donano
la vita, allattano e allevano i figli, hanno una generosità innata. Sono capaci di lavorare tutto il giorno e poi fare le volontarie
per cause benefiche". È una forza o una debolezza? "È sbagliato non preoccuparsi dei propri soldi. Se ti
succede qualcosa, che cosa fai? Molte storie tragiche dimostrano come
disinteressarsi della propria condizione economica sia un male. Le donne lo
capiscono quando è troppo tardi. Quindi devono imparare ad essere più egoiste. Sono giuste le istruzioni per le emergenze in aereo: prima sei tu
che devi indossare la maschera d'ossigeno e poi la puoi mettere a tuo figlio,
perché se tu non sei sicura, non lo è neppure chi dipende da te".
Cosa deve fare una donna? "Nel libro spiego i cinque
passi fondamentali del mio "Piano per salvare te stessa".
Primo, bisogna sempre avere risparmi disponibili per gli imprevisti, ovvero
tenere in banca abbastanza soldi liquidi per pagare
tutte le spese, dall'affitto al cibo alle bollette, per otto mesi, qualsiasi
cosa succeda. In secondo luogo bisogna imparare tutto sulle carte di credito,
sui tassi di interesse applicati sui debiti, su che cosa si rischia accumulando
prestiti. La terza raccomandazione è cominciare il più presto possibile a
risparmiare per la pensione: se il tuo datore di lavoro ti offre un fondo
previdenziale, devi aderire e versare tutti i contributi possibili. A questo
punto devi mettere in ordine tutte le tue carte e stendere un testamento.
Infine devi sottoscrivere la giusta assicurazione per ognuno dei tuoi beni:
auto, casa, vita. Con queste cinque mosse una donna assume il
potere di controllare il proprio destino e può conquistare la sicurezza".
A proposito di risparmi, è saggio impiegarli in Borsa? "Si
può investire direttamente in Borsa solo se si hanno abbastanza soldi da
acquistare almeno 100 azioni di sei diverse società. Altrimenti è meglio
comprare un fondo comune o un Etf che garantisce la
diversificazione e riduce i rischi. Inoltre è bene investire
in Borsa solo se si hanno davanti a sé almeno dieci anni durante cui non si
avrà bisogno di quei capitali; ma se si hanno 55 anni e si pensa di andare in
pensione a 65, meglio avere tutte obbligazioni". Per chi può
comprare azioni, quali titoli consiglia? "Con l'attuale
situazione dell'economia globale, raccomando di avere almeno il 20% del
portafoglio azionario investito fuori da Wall Street,
sui mercati internazionali e in particolare quelli emergenti. Fra le
società Usa bisogna preferire le multinazionali che producono la maggioranza
del fatturato all'estero. Poi credo sia giusto avere un po'
d'oro". Lei ha raccontato che da giovane ha perso tutti i suoi
risparmi in Borsa a causa di un broker disonesto. Che cosa ha imparato da
quell'esperienza? "Che non devi fare una cosa se non la
non capisci, meglio non fare alcunché. Io non capivo che cosa stavo
facendo e così ho perso tutto. Era il 1980, i fondi monetari garantivano il 18%
di rendimento e non aveva senso investire in Borsa, ma io non lo sapevo. Il mio broker di allora è diventato ricchissimo e io ho imparato
che non sempre un consulente finanziario ha a cuore il tuo interesse".
Oggi fa tutto da sola? "Ho un broker a cui impartiscono
ordini di investimento. Ma dal 2000 sono uscita quasi del tutto dalla
Borsa, ho 3,5 milioni di dollari in azioni, una piccola quota del mio
patrimonio, e sono quasi tutte non a Wall Street ma
nei mercati emergenti, dall'Egitto all'India, dal Brasile alla Cina, dove c'è
la crescita. Avevo previsto la bolla high-tech di
allora e da tre anni ho messo in guardia anche sui rischi della bolla immobiliare. La grande maggioranza dei miei investimenti
attualmente è in obbligazioni municipali, esentasse e con interessi del 5,5%,
perché non voglio correre rischi". M.T.C.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Affari
& Finanza
> RAPPORTO/ASSICURAZIONI Affari & Finanza >
RAPPORTO/TELECOMUNICAZIONI SATELLITARI Passerà per le assicurazioni la ripresa
delle Borse LUCA PAGNI Il calo dei prezzi di Borsa?
Un'occasione di acquisto in quei settori dove i fondamentali delle società sono
buoni e i dividendi si mantengono sopra la media. Nonostante la bufera che si è
abbattuta sulle Borse di tutto il mondo non accenni a placarsi e abbia fatto
precipitare le quotazioni al livelli di due anni fa,
c'è chi si ostina a non essere pessimista. E scruta il mercato in cerca di
società che prima delle altre possono anticipare il rimbalzo. Per la
maggioranza degli analisti finanziari non ci sono dubbi: il settore assicurativo
è il più interessante da questo punto di vista. La difficoltà, avvertono gli
analisti più attenti, semmai è quella di individuare le società di
assicurazioni che sono in grado di sopravvivere a due anni di tempesta. Tenendo
presente, innanzi tutto, che le aziende europee stanno sicuramente meglio di
quelle americane e asiatiche. Ma quali sono i motivi che portano gli operatori
delle grandi istituzioni finanziarie ad avere questo parere pressoché unanime?
In primis, l'andamento dei titoli in Borsa. L'indice Stoxx
di settore dall'inizio della crisi ha perso fino al 20%, contro il 26%
dell'indice generale. Una differenza che solo a prima vista gioca a sfavore
delle società di assicurazione quotate: proprio perché hanno perso più
dell'indice generale sono migliori occasioni di acquisto, in quanto i gestori
sono convinti che i fondamentali e l'assetto patrimoniale li
mette al sicuro da brutte sorprese. In altre parole, le assicurazioni
sono state coinvolte nel crollo dei bancari, ma in buona parte per una
questione psicologica. Questo, però vale soprattutto per le assicurazioni
europee di primo piano. È il caso dell'italiana Generali, ad esempio: dai
massimi a 35 euro del maggio scorso è ora sotto quota 28 euro. Un calo del 20%
che è meno di quanto hanno perso i bancari ? mediamente intorno al 30% ? ma che
non è poco se si considera che il Leone triestino non ha
esposizioni sui prodotti strutturati legati in maniera più o meno diretta ai
mutui subprime. Ancora peggio hanno fatto i suoi competitor principali in
Europa. Axa e Allianz sono crollate molto di più:
entrambe stanno oltre il 35% sotto le quotazioni dei massimi dello scorso anno.
E qui si torna alla questione fondamentale: l'investitore ? e non solo quello
istituzionale ? li deve considerare come titoli sottovalutati? E come si
comporteranno nei prossimi mesi in Borsa? Una risposta ha cercato di darla un
recente report di Citigroup. Gli esperti della banca
d'affari americana hanno condotto uno studio sui principali player di mercato
in relazione ai loro investimenti in azioni e in immobili. Hanno cioè simulato
l'impatto su ulteriori crolli delle Borse e su una eventuale
bolla del mercato immobiliare, visto che i gruppi
assicurativi europei sono estranei ai pericoli di una forte esposizione alle
obbligazioni più a rischio. Ebbene, Generali è quella che meglio ha
superato l'esame di Citigroup, con una performance sopra la media, assieme a Munich Re, Swiss re, Aegon e Zurich (solo in caso di una bolla
immobiliare molto forte il gruppo guidato da Giovanni Perissinotto sarebbe il più colpito subito dopo Aviva). Prestazioni sotto la media, invece, per Axa e Alliance (più esposte sui mercati azionari), mentre il
punto dolente di Prudential sono i corporate bond. A
livello internazionale, invece, si teme che il futuro più prossimo del mercato
assicurativo mondiale dovrà ancora fare i conti con la crisi statunitense dei
mutui. Ma il settore dovrebbe essersi già lasciato il peggio alle spalle. Tra
le valutazioni di segno positivo ci sono alcuni grandi gruppi europei i cui
titoli sono in fase di ipervenduto. Per questo motivo
Goldman Sachs ha migliorato a neutral da underweight il proprio giudizio dell'intero comparto. E,
pur riconoscendo che ci siano ancora rischi (c'è sempre incombente la minaccia
del credit crunch), gli
esperti della banca d'affari sostengono che le attraenti valutazioni
limiteranno con tutta probabilità la portata delle eventuali nuove correzioni.
La banca d'affari si aspetta quindi un alto rendimento dei dividendi e,
comunque, ritiene che il settore assicurativo da questo punto di vista offra
già un premio rispetto al resto del mercato. Anche perché, spiega, le
quotazioni attuali non rispecchiano i fondamentali, soprattutto se si considera
che da un anno a questa parte il trend del settore è stato in
ritardo rispetto a quanto fatto dal mercato. Per gli esperti di Goldman
Sachs, inoltre, è molto improbabile che i gruppi assicurativi taglino le
cedole. Tutto questo, vale in particolare per
l'Europa, mentre negli Stati Uniti il peso degli investimenti sbagliati degli
ultimi anni dovrebbe farsi sentire. Come rivela quel che è accaduto ad Aig: il colosso delle assicurazioni ha ammesso ? in un
aggiornamento alla Sec ? che un audit ha trovato seri
problemi nei controlli interni sulle informazioni relative a
vari prodotti derivati della divisione financial
products. Risultato: la società ha chiuso il quarto
trimestre con perdite per 5,29 miliardi di dollari contro un utile per 3,44
miliardi di un anno prima a causa di svalutazioni per 11,12 miliardi sul portafoglio
in derivati e ulteriori perdite di investimento per oltre 3 miliardi. Anche i
gestori italiani pensano tutto sommato positivo sul settore. Come
conferma Nicolò Pini di Banca Ifigest: "Anche in
questa occasione le società del settore assicurativo hanno dimostrato di
gestire meglio di altre i momenti di crisi. Inoltre, penso anch'io che
le società europee siano meno esposte con prodotti a rischio e abbiano basi
patrimoniali più solide. Invece, credo che la bolla
immobiliare non sia un problema di conto economico perché una società
come Generali non ha mai rivalutato il suo patrimonio. Piuttosto
potrebbe essere un problema psicologico: il mercato non reagirebbe bene in caso
di una bolla immobiliare".
( da "Websim" del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
NOTIZIE FLASH 10 Marzo 08 ora 13:16 Wall Street, JP
Morgan abbassa target, utili 2008 S&P 500 MILANO,
10 marzo (Reuters) - JP Morgan Securities ha rivisto
al ribasso l'obiettivo di fine anno dell'indice Standard & Poor's
( da "Provincia di Sondrio, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Con Madesimo che sfiora gli 8mila euro al metro quadrato sondrioIn media una casa a Sondrio
costa 230mila euro, nel resto della provincia 150. Sono i risultati
dell'analisi dell'Associazione nazionale costruttori edili.
L'anno scorso, rispetto al 2005, c'è stata una crescita dei prezzi
di 6 punti percentuali. Una tendenza al rialzo particolarmente evidente nel
capoluogo. Nel resto della provincia invece la spesa media per l'acquisto di un
alloggio è scesa fino a 150mila euro. Il giro d'affari che il mercato immobiliare ha prodotto in Valle è stato di 370 milioni di
euro. Di questi, circa 100 milioni si possono attribuire al mercato di Sondrio
che, dopo il calo rilevato lo scorso anno, registra un incremento di circa l'8
per cento. Le quotazioni appaiono stabili o in leggero aumento, in particolare per gli immobili nuovi e di pregio, con un +2-4%.
A Sondrio i prezzi si aggirano sui 3mila euro al mq, così la famiglia in cerca di
prima casa tende a spostarsi nelle zone periferiche della città o nei comuni
limitrofi come Tresivio e Ponte in Valtellina, dove
il nuovo si aggira sui 2mila euro al mq. Barbusca
a pagina 9.