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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

 

 

 

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TUTTI I DOSSIER



Report "Mercato immobiliare"   1-5 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Dopo la bolla immobiliare entra in crisi l'auto iberica ( da "Giornale di Brescia" del 01-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Dopo la bolla immobiliare entra in crisi l'auto iberica Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero MADRIDDopo lo scoppio della bolla immobiliare, che nell'ultimo anno ha trascinato la Spagna più in fretta verso la recessione, è ora crisi forte anche nel settore dell'auto iberica.

Casa: a Milano prezzi ancora su (+2%), Londra a saldo ( da "Trend-online" del 01-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ma la bolla immobiliare scatenatesi dopo il 2001 non e' ancora scoppiata, nonostante la crisi. Secondo il Centro Studi di Confindustria, al centro di Milano a dicembre 2008 si e' registrato un incremento dei prezzi del 2% al mq. Le compravendite sembrano diminuire, segno di un mercato congelato, ma le quotazioni,

CASA: A MILANO PREZZI ANCORA SU (+2%), LONDRA A SALDO ( da "Wall Street Italia" del 01-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Casa: a Milano prezzi ancora su (+2%), Londra a saldo di ANSA Confindustria, in Italia mercato langue ma bolla non si sgonfia -->(ANSA) - ROMA, 1 MAR - Il mercato immobiliare langue in Italia, ma la bolla immobiliare scatenatesi dopo il 2001 non e' ancora scoppiata, nonostante la crisi.

Il <fattore psycho> della crisi ( da "Corriere.it" del 02-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: indice dei prezzi delle case negli Stati Uniti è anche quello che nel 2000 spiegò in dettaglio il rischio dell'«euforia irrazionale» che aveva preso i mercati nel corso della penultima bolla finanziaria, quella di Internet. E proprio Euforia irrazionale si intitola, tra l'altro, il suo libro del 2000 tradotto e appena arrivato in libreria in Italia per i tipi del Mulino (

L'anno più nero di Buffett ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: questioni di vita o morte per molte delle grandi istituzioni finanziarie mondiali» e mercati del credito che «non funzionano».Ha detto che le conseguenze della bolla immobiliare si sentono ormai «in ogni angolo dell'economia». In questo clima, l'esposizione del gruppo a oltre 250 derivati, legati a indici azionari e obbligazioni ad alto rischio,

La crisi economica tocca anche gli immobili. Ma non in modo uniforme. In un anno i prezzi delle case... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 8 La crisi economica tocca anche gli immobili. Ma non in modo uniforme. In un anno i prezzi delle case... La crisi economica tocca anche gli immobili. Ma non in modo uniforme. In un anno i prezzi delle case in Europa hanno subito cali in città come Londra e Barcellona (-5%), Praga (-3,5%) o Francoforte (-2,7%).

Frena la moda del "mattone" straniero adesso l'italiano vuole andare sul sicuro LO SCENARIO / NEL 2009 L'ACQUISTO DI CASE OLTRE CONFINE CALATO DEL 20% MA I CLIENTI ADESSO SCELGONO ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 02-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del mercato immobiliare irlandese dove gli investimenti italiani dovrebbero alla fine passare dall?1% del 2008 al 5% di quest?anno. A Dublino i prezzi delle case sono calati del 2530% e per quest?anno è prevista un?ulteriore diminuzione di circa il 10%: per gli immobili di buon livello nel centro i prezzi variano da 2.

Neanche i prezzi in discesa bloccano il calo delle compravendite immobiliari ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 02-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: offerta di ricondurre i prezzi delle case all?effettivo valore dell?immobile. Mediamente nel 2008 le quotazioni degli immobili nelle grandi città hanno registrato un calo del 35% e le previsioni per quest?anno andrebbero nella direzione del ? 45%. La domanda riesce, però, a spuntare sconti sempre più consistenti sull?

Calo di utili e di liquidità per Caravaggio di Sorgente Sgr ( da "Finanza e Mercati" del 03-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 2009 Lo scoppio della bolla immobiliare ha travolto anche il fondo Caravaggio di Sorgente Sgr, che chiude l'esercizio 2008 con utili in flessione dell'80% e una posizione di cassa dimezzata rispetto all'anno precedente. In particolare, gli immobili hanno fatto registrare plusvalenze per 4,58 milioni di euro, in calo rispetto ai 10,

Febbraio ancora nero Ora si spera in marzo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La Spagna già messa a dura prova dallo scoppio della bolla immobiliare vede ora in crisi forte anche il settore auto. Secondo i dati diffusi dall'associazione dei costruttori auto (Anfac) a febbraio il numero vendute di auto ha segnato un tonfo del 48,8 per cento (immatricolate 62.107 auto rispetto alle 121.

<Case, prezzi in calo> Alla fiera il primo salone scacciacrisi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: i prezzi delle case Rilanciare il mercato immobiliare residenziale e affermare l'investimento in quello turistico. È questo l'obiettivo dichiarato dagli organizzatori di «Expo Real Estate & Tourism», il primo salone degli immobili residenziali e turistici che si terrà alla Fiera di via Lunga dal 13 al 15 marzo (orari: venerdì dalle 14 alle 19;

Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti ( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 2 Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti Viaggio in un mondo di 11mila appartamenti, con un canone di affitto medio di 120 euro al mese per 69 metri quadrati SARÀ una delle emergenze di questa crisi pesantissima. Lo scoppio della bolla immobiliare, il crollo del mattone e il balzo in alto degli affitti,

Il mattone potrebbe fare da traino per la ripresa ( da "Arena, L'" del 04-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: alcuna bolla immobiliare». I dati sul fabbisogno abitativo in Italia ,del resto, parlano chiaro. In Spagna, ad esempio, il numero delle abitazioni messe in cantiere nel quadriennio 2004-2007 è risultato di gran lunga superiore alla domanda potenziale espressa dalle nuove famiglie (2,8milioni gli interventi avviati a fronte di un fabbisogno teorico di 1,

Oltre otto milioni di proprietari di case "sott'acqua" negli States ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 04-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: underwater" vengono solitamente definiti quei proprietari di immobili, il cui valore della proprietà è ormai caduto al di sotto del mutuo contratto. Altri 2,2 milioni di proprietari di case rischiano di finire nella stessa situazione nei prossimi mesi, se il prezzo delle case dovesse registrare un altro decremento del 5%.

"Offerta Casa del Comune favorirà gli immobiliaristi" ( da "Stampa, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: alloggi vuoti rischiano di restare invenduti e esclusi dal mercato delle locazioni: la famosa "bolla immobiliare" rischia di scoppiare». E così, a detta del Coordinamento «la presenza del presidente degli Agenti immobiliari Enrico Fenoglio, nelle riunioni di lancio di Casa non era dunque casuale: perché il Comune non ha co-finanziato, con la Regione (che lo ha finanziato finora),


Articoli

Dopo la bolla immobiliare entra in crisi l'auto iberica (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Brescia" del 01-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Edizione: 01/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Dopo la bolla immobiliare entra in crisi l'auto iberica Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero MADRIDDopo lo scoppio della bolla immobiliare, che nell'ultimo anno ha trascinato la Spagna più in fretta verso la recessione, è ora crisi forte anche nel settore dell'auto iberica. In un Paese che si è consolidato come il terzo esportatore e l'ottavo produttore mondiale di auto, il problema sta dimostrandosi «peggiore che in altri Paesi», ha confermato oggi all'Ansa da David Barrientos, portavoce della Associazione spagnola dei Fabbricanti di automobili e camion (Anfac). Produzione ferma Sospensione della produzione, prepensionamenti, minacce di delocalizzazione sono all'ordine del giorno nell'industria delle quattro ruote spagnola, completamente nelle mani dei gruppi stranieri dal 1986, quando Seat (fondata sotto l'ala della Fiat) fu venduta a Volkswagen. Oggi le 18 fabbriche sparse per il Paese, che danno lavoro a 70mila persone, si sono viste obbligate a ridurre o addirittura sospendere per lunghi periodi la produzione. Dalla metà del 2008 fino ad oggi questo dato si è tradotto in cassa integrazione o riduzione di ore di lavoro e salario per ben 43mila lavoratori del settore, più della metà del totale, secondo i dati forniti da Barrientos. Diecimila posti persi Gli stock di macchine rimaste invendute - proprio come le case, che sfiorerebbero il milione - sono saliti vertiginosamente, fino a 450mila unità, facendo schizzare il debito dei concessionari a 2,8 miliardi. Per colpa del blocco del settore 10mila persone hanno perso il posto di lavoro nelle concessionarie negli ultimi mesi, secondo dati dell'associazione di categoria Faconauto. La cifra potrebbe arrivare a 20mila entro l'anno. Nell'insieme i posti di lavoro a rischio, comprendendo il settore dell'indotto, potrebbero essere 100mila secondo i produttori, che chiedono aiuti diretti alla vendita simili a quelli concessi in Italia, Francia o Germania. Il piano Vives messo in atto dal governo socialista del premier Josè Luis Zapatero - che pure ha dichiarato «strategico» per la Spagna il settore dell'auto - non sembra infatti funzionare. Gli incentivi vanno a chi consegna un'auto con più di 10 anni di vita (in un Paese con un parco macchine giovane) e servono per ottenere solo un finanziamento agevolato. Il crollo delle vendite del 60% in due anni ha portato molte aziende a pensare alla delocalizzazione, soprattutto verso Est. La Spagna infatti non è più il Paese Ue con la mano d'opera meno cara, come negli anni 1980.

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Casa: a Milano prezzi ancora su (+2%), Londra a saldo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 01-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa: a Milano prezzi ancora su (+2%), Londra a saldo ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 01.03.2009 21:59 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 1 MAR - Il mercato immobiliare langue in Italia, ma la bolla immobiliare scatenatesi dopo il 2001 non e' ancora scoppiata, nonostante la crisi. Secondo il Centro Studi di Confindustria, al centro di Milano a dicembre 2008 si e' registrato un incremento dei prezzi del 2% al mq. Le compravendite sembrano diminuire, segno di un mercato congelato, ma le quotazioni, nel loro andamento al rialzo, non sembrano esserne troppo infastidite. Il caso di Milano appare quasi anomalo se si confronta con Londra. Nella capitale britannica, i prezzi delle case sono diminuiti a dicembre del 5%. Il mercato non e' andato meglio a fine anno neanche a Barcellona (-5% a dicembre 2008) e a Praga (-3,5%). Ma anche a Francoforte il calo si e' fatto sentire con un -2,7%, cosi' come a Lisbona (-0,8%). Restano invece immutate le quotazioni di Bruxelles. La crisi sembra aver risparmiato anche i mercati immobiliari di Atene, dove e' si registra un +1,8%, di Parigi, con un +3,1%, e di Amsterdam (+3,6%). (ANSA)

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CASA: A MILANO PREZZI ANCORA SU (+2%), LONDRA A SALDO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 01-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Casa: a Milano prezzi ancora su (+2%), Londra a saldo di ANSA Confindustria, in Italia mercato langue ma bolla non si sgonfia -->(ANSA) - ROMA, 1 MAR - Il mercato immobiliare langue in Italia, ma la bolla immobiliare scatenatesi dopo il 2001 non e' ancora scoppiata, nonostante la crisi. Secondo il Centro Studi di Confindustria, al centro di Milano a dicembre 2008 si e' registrato un incremento dei prezzi del 2% al mq. Le compravendite sembrano diminuire, segno di un mercato congelato, ma le quotazioni, nel loro andamento al rialzo, non sembrano esserne troppo infastidite. Il caso di Milano appare quasi anomalo se si confronta con Londra. Nella capitale britannica, i prezzi delle case sono diminuiti a dicembre del 5%. Il mercato non e' andato meglio a fine anno neanche a Barcellona (-5% a dicembre 2008) e a Praga (-3,5%). Ma anche a Francoforte il calo si e' fatto sentire con un -2,7%, cosi' come a Lisbona (-0,8%). Restano invece immutate le quotazioni di Bruxelles. La crisi sembra aver risparmiato anche i mercati immobiliari di Atene, dove e' si registra un +1,8%, di Parigi, con un +3,1%, e di Amsterdam (+3,6%). (ANSA)

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Il <fattore psycho> della crisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere.it" del 02-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Economia & Finanza Il «fattore psycho» della crisi T ra i banchieri d'affari era stata sempre molto popolare una barzelletta. Raccontava di una merchant bank che dovendo fare un'assunzione aveva incaricato il suo più anziano banchiere di una serie di colloqui. Colloqui che si dimostravano sempre molto brevi e basati su una sola domanda: quanto fa due più due? I candidati si succedevano uno dopo l'altro. Nessuna sembrava soddisfare l'anziano banker. Finché una mattina alla solita domanda un ragazzo ebbe l'ardire invece di rispondere con un immediato: quattro, con un «dipende». Sorridendo il banchiere chiese come dipende? Due più due fa sempre quattro. No rispose il giovane uomo dipende se sono venditore o compratore, nel caso può fare cinque o tre. Eppure una verità così semplice è sembrata svanire in questi lunghi anni prima di euforia irrazionale e oggi di crisi la cui fine non si intravede: persino un'operazione semplice, numeri così rotondi e pieni possono avere significati diversi secondo il contesto. E solo oggi dopo l'abbuffata di modelli matematici che sembravano includere ogni rischio, di mercati efficienti e razionali in grado di misurare con i loro prezzi qualsiasi merce anche la più incomprensibile, fosse essa un barile di petrolio come un mutuo subprime, ebbene solo oggi improvvisamente ci s'inizia a chiedere se aver sottovalutato gli aspetti psicologi dell'economia non ci abbia condotti qui dove siamo. A dire il vero una corrente di pensiero dell'economia, quella comportamentale, aveva continuato a studiare e a indicare l'importanza di tutto ciò che non è razionale anche nei comportamenti economici. Ma sembrava predicare in un campo ben poco fertile. Erano gli anni del boom; dove chiedersi come poteva accadere che di fronte a una casa del valore di 100 alcune banche dessero il 120% di prestito, era considerato eccentrico. La storia nella quale si era immersi, la fiducia della quale si era dotati, sembrava potere tutto. Da qualche mese, improvvisamente, con una crisi che incombe senza sosta sul mondo occidentale e non solo, ecco che quegli studi sono sembrati prendersi una sorta di rivincita sul comportamento razionale dell'agente economico. Una riprova è l'attesa che ha circondato l'uscita del libro di George A. Akerlof e Robert J. Shiller, Animal Spirits. Il sottotitolo è ancora più esplicativo della citazione da John Maynard Keynes che ha dato il titolo al volume: How Human Psychology Drives The Economy, and Why It Matters for Global Capitalism, come la psicologia umana guida l'economia e perché conta nel capitalismo globale. Si tratta di due tra i più noti studiosi del settore, Akerlof, docente a Berkeley in California nel 2001 ha vinto il Nobel per l'Economia, mentre Shiller oltre ad aver dato il nome all'indice dei prezzi delle case negli Stati Uniti è anche quello che nel 2000 spiegò in dettaglio il rischio dell'«euforia irrazionale» che aveva preso i mercati nel corso della penultima bolla finanziaria, quella di Internet. E proprio Euforia irrazionale si intitola, tra l'altro, il suo libro del 2000 tradotto e appena arrivato in libreria in Italia per i tipi del Mulino (pagine 344, 12). «Certo, nel passaggio da Adam Smith a John Stuart Mills ci siamo persi tutta la parte irrazionale dell'uomo a favore dell'agente economico, l'homo economicus che ha occupato la teoria neoclassica», spiega Riccardo Viale, visiting fellow alla Columbia University di New York e direttore della rivista Mind & Society. Mentre spiega ancora , sono proprio gli Animal Spirits di Keynes a illustrare e a rendere più evidenti le instabilità del capitalismo. Così come alla stessa maniera l'invisibile mano del mercato era il punto centrale della teoria classica economica. Con un problema, che negli anni Settanta nella teoria di Keynes, o meglio nella sua rilettura e applicazione, gli Animal Spirits hanno pian piano iniziato a perdere di importanza fino ad avere rilevanza quasi nulla in economia. E così i pensieri, le idee, i sentimenti delle persone hanno perso peso. Aspetti degli Animal Spirits (così viene sottolineato nel libro di Akerlof e Shiller) come la fiducia, la correttezza, l'illusione del guadagno, la corruzione e la malafede e soprattutto le storie che rendono gli uomini tali, hanno finito per essere sovrastati da comportamenti totalmente razionali o presunti tali. Tanto che la crescita abnorme di oltre il 60% dei prezzi delle case tra il 2000 e il 2006 in America è arrivata a essere completamente ignorata. Come pure il fatto che le banche avessero potuto non inserire nei loro bilanci i mutui super sofisticati, i subprime, sembrava anch'essa questione non importante. Il mantra era che il mercato dovesse essere lasciato libero di agire. Un mantra che aveva iniziato a esplicarsi potentemente dagli anni Settanta, dall'elezione di Margareth Thatcher fino a quella di Ronald Reagan per poi diffondersi in tutto il mondo. Con il risultato che oggi, di fronte alla pesantissima crisi, si assiste a un ingresso potente dei governi in territori dai quali erano stati emarginati. Correndo per questo il rischio opposto: che la creatività insita nei comportamenti irrazionali venga soffocata e il mercato ripudiato a favore dell'onnipotenza dei governi. Daniele Manca stampa |

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L'anno più nero di Buffett (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-03-01 - pag: 19 autore: Holding. L'Oracolo di Omaha nella comunicazione ai soci illustra gli effetti della crisi nel 2008 L'anno più nero di Buffett Utili di Berkshire Hathaway crollati del 96% nel quarto trimestre Marco Valsania NEW YORK Parole e cifre sono pesanti come macigni. L'economia «sarà un disastro nel 2009 e probabilmente ben oltre». Il bilancio della sua Berkshire Hathaway non ha mai sofferto tanto. E, rara ammissione, ha anche compiuto errori, anzi «sciocchezze». Ma Warren Buffett,nell'annuale lettera agli investitori, non si arrende e sfodera il piglio del grande combattente, incitando, ancora una volta, gli americani a seguire il suo esempio e avere fiducia nel futuro: «Non dobbiamo mai dimenticare che il nostro Paese ha affrontato peggiori crisi in passato - ha scritto il finanziere, da anni celebrato per i suoi pronostici come l'"Oracolo di Omaha"- .Sempre,infallibilmente, le abbiamo superate». Il 2008 è stato un anno davvero difficile per Buffett. Anzi il più difficile: il suo impero, nell'ultimo trimestre,ha riportato il quinto calo consecutivo degli utili, un crollo del 96% a 117 milioni di dollari, accompagnato da una flessione del giro d'affari del 12% a 24,59 miliardi. E per l'intero 2008 i profitti sono scesi del 62% a 4,99 miliardi, il peggior risultato dal 2002, e il fatturato del 9% a 107,8 miliardi. Né questi numeri sono stati i più preoccupanti. Il record negativo che più brucia spetta a un'altra misura della performance, preferita da Buffett: il book value per azione, che dà conto del valore netto delle attività, è precipitato del 9,6% in dodici mesi, la flessione più drastica in 44 anni. Da quando, cioè, Buffett rilevò la piccola azienda tessile in crisi che avrebbe trasformato in una corazzata finanziaria con un ventaglio di interessi che va dalle assicurazioni al petrolio. Buffett, a 78 anni veterano di mille crisi, gode di autorevolezza indiscussa, tra i potenti come nel grande pubblico. Hanno fattostoria le sue strategie d'investimento, con la caccia ad aziende sottovalutate e gli avvertimenti sulle bolle speculative dell'hightech. Nella Corporate America hanno trovato eco le sue crociate per la corporate governance e contro gli eccessi nei compensi e nella finanza. In politica si sono fatti ascoltare gli appelli contro l'irresponsabilità fiscale dei tagli alle tasse per tutti, compresi i ceti più abbienti. Omaha, dove vive, è diventata da anni meta di pellegrinaggio di top executive e, per l'assemblea annuale della Berkshire, di migliaia di investitori che danno vita ad una Woodtstock del capitalismo. I suoi consigli sono stati cercati anche da governatori, quali Arnold Schwarzenegger, e da presidenti, quali Barack Obama. Ma la sua Berkshire Hathaway si è dovuta piegare alla recessione: le preziose azioni del colosso, già alla vigilia dell'ultimo bilancio, sono state quotate 78.600 dollari in calo del 44% in un anno, una ritirata simile al 45% bruciato dall'indice Standard & Poor's 500.Riflettendo sugli ultimi mesi Buffett ha descritto l'emergere di «questioni di vita o morte per molte delle grandi istituzioni finanziarie mondiali» e mercati del credito che «non funzionano».Ha detto che le conseguenze della bolla immobiliare si sentono ormai «in ogni angolo dell'economia». In questo clima, l'esposizione del gruppo a oltre 250 derivati, legati a indici azionari e obbligazioni ad alto rischio, è costata perdite per 5,1 miliardi. «I derivati sono pericolosi »,ha sentenziato Buffett,pur aggiungendo che si aspetta di fare meglio.Ben 19 delle sue 20 principali partezipazioni in portafoglio, inoltre, sono scivolate in va-lore: da Coca-Cola (5 miliardi) ad American Express (3 miliardi). Shock ai quali vanno sommate le «sciocchezze»: anzitutto l'aumento della sua quota nella petrolifera ConocoPhillips quando i prezzi del greggio erano ormai vicini ai massimi.Sono costati cari anche investimenti in due banche irlandesi: hanno perso l'89%, scivolando da 244 a 27 milioni. Buffett, però, può consolarsi con alcuni assi nella manica, che potrebbero rivelarsi scommesse vincenti: grazie a risorse in contanti per 30 miliardi ha comprato titoli privilegiati, con rendimenti sicuri, in grandi aziende in oggi difficoltà quali Goldman Sachs e General Electric. E per il lungo periodo ha un pronostico rassicurante: è convinto che l'S&P's 500 guadagnerà durante i tre quarti dei prossimi 44 anni di storia. IL MEA CULPA Il guru dei mercati ammette di aver sbagliato alcuni investimenti tra i quali quello nel colosso petrolifero ConocoPhillips

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La crisi economica tocca anche gli immobili. Ma non in modo uniforme. In un anno i prezzi delle case... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

PRIMO PIANO pag. 8 La crisi economica tocca anche gli immobili. Ma non in modo uniforme. In un anno i prezzi delle case... La crisi economica tocca anche gli immobili. Ma non in modo uniforme. In un anno i prezzi delle case in Europa hanno subito cali in città come Londra e Barcellona (-5%), Praga (-3,5%) o Francoforte (-2,7%). Ma si registrano anche aumenti: a Milano (+2%), Parigi (+3,1%), Amsterdam (+3,6%). Con picchi a Copenaghen (+5,7%) e della Svezia (+8%). La fonte è il Centro studi di Confindustria.

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Frena la moda del "mattone" straniero adesso l'italiano vuole andare sul sicuro LO SCENARIO / NEL 2009 L'ACQUISTO DI CASE OLTRE CONFINE CALATO DEL 20% MA I CLIENTI ADESSO SCELGONO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 02-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Frena la moda del "mattone" straniero adesso l?italiano vuole andare sul sicuro LO SCENARIO / NEL 2009 L?ACQUISTO DI CASE OLTRE CONFINE è CALATO DEL 20% MA I CLIENTI ADESSO SCELGONO SOLO IMMOBILI CHE GARANTISCANO L?AFFARE E IL RITORNO DELL?INVESTIMENTO ROSA SERRANO Da compratori globali a investitori oculati. Questo, in estrema sintesi l?attuale comportamento delle famiglie italiane che acquistano immobili residenziali oltrefrontiera. Dopo anni di continua crescita che hanno visto il volume delle compravendite estere passare dalle 15.100 case del 2003 alle 29.300 unità immobiliari del 2008, secondo "Scenari Immobiliari" nel primo scorcio di quest?anno l?acquisto del mattone residenziale fuori confine ha fatto registrare una riduzione del 20 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. Nei prossimi quattro mesi si dovrebbe verificare una lieve ripresa e il primo semestre del 2009 dovrebbe fissare il calo nell?ordine del 13%. Se gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un atteggiamento audace dei connazionali che acquistavano case non solo nei paesi tradizionali, ma anche nelle nuove località europee ed extraeuropee, la crisi finanziaria globale ha spinto le famiglie italiane ad un atteggiamento di estrema prudenza. «Gli italiani ? spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari ? continuano a comprare immobili residenziali all?estero, ma rivolgono l?attenzione verso investimenti sicuri e in località che permettono la conclusione di ottimi affari». Nei primi due mesi di quest?anno si sono avvertite diverse novità nella destinazione degli investimenti. In prima battuta, però, va fatto cenno alla conferma del costante e crescente interesse verso gli Stati Uniti. Si è passati, infatti, dal 7% sul totale degli investimenti immobiliari esteri del 2004 al 28% di quest?anno, anche per l?effetto combinato della riduzione dei prezzi e di un importante differenziale nel rapporto tra dollaro ed euro. A fianco delle tradizionali New York e Miami, gli italiani puntano su altre zone: dal Maine dove le case ora si vendono alla metà delle quotazioni di un anno fa, a città come San Francisco e Los Angeles. Intanto, in Europa, bisogna segnalare la "sorpresa" del mercato immobiliare irlandese dove gli investimenti italiani dovrebbero alla fine passare dall?1% del 2008 al 5% di quest?anno. A Dublino i prezzi delle case sono calati del 2530% e per quest?anno è prevista un?ulteriore diminuzione di circa il 10%: per gli immobili di buon livello nel centro i prezzi variano da 2.800 a 4.100 euro al mq., ma è possibile spuntare quotazioni più convenienti se ci si orienta su immobili di livello medio o situati in zone semicentrali. Il crollo della sterlina sta riposizionando anche gli acquisti in Gran Bretagna; si passerebbe, infatti, dal 2% degli acquisti italiani oltrefrontiera del 2008 al 10% di quest?anno. «La discesa della sterlina ? spiega Alessandro Ghisolfi, direttore dell?ufficio studi di Ubh ? e la contemporanea flessione dei prezzi di vendita delle case, significa in sostanza un mercato che vale circa il 40% in meno in termini di valore e dunque un potere di acquisto in euro che un anno fa non era immaginabile». Le aree urbane della capitale inglese in cui la domanda è più vivace sono tutte zone in cui i valori si collocano in un range compreso fra i 7.500 e i 13.000 euro al metro quadrato e precisamente: Mayfar, Knightsbridge, Belgravia e Chelsea, quartieri tutti appartenenti alla macroarea denominata "Central London". Per Ghisolfi, nella crisi globale del mercato di oggi nascono molte opportunità, soprattutto per coloro che non hanno grossi budget a disposizione. Si tratta di una fascia di investimento immobiliare che, nella maggioranza dei casi, non supera i 150.000 euro e che punta molto su aree con destinazione turistica di grande sviluppo più che sulle aree urbane di città straniere già sviluppate. Si può anche approfittare dei "saldi" disponibili in Spagna. La costa sud in particolare, sino al confine con il Portogallo offre oggi molte occasioni interessanti. Può risultare interessante investire anche in Egitto, nella zona di Hurghada, dove è possibile acquistare con circa 55.000 euro un appartamento di 100 metri localizzato vicino ad una delle marine nella zona di El Gouana. Data la relativa vicinanza con il nostro Paese (3 ore di aereo), le compravendite immobiliari concluse in questa zona sono più per uso diretto che per puro investimento. Non va poi sottovalutata la possibilità di acquistare una casa in montagna. In Slovenia, in Croazia e in Austria nella vicina Carinzia si possono effettuare investimenti che difficilmente superano i 3.000 euro al metro quadrato. Dall?analisi dell?ufficio studi di Ubh emerge che le regioni italiane da dove provengono gli acquirenti oltrefrontiera sono nell?ordine: Lombardia con il 22% del totale, il Veneto con il 15%, il Lazio con il 13% e la Toscana con l?11%. Seguono il Piemonte con il 9%, l?Emilia Romagna con l?8%, la Campania con il 6%, la Liguria e la Puglia con il 4%. Passiamo allo status professionale degli investitori. Il 38% di essi sono imprenditori, seguono i professionisti con il 25%, i dirigenti con il 18% e i commerciati con il 13%. Prima di acquistare una casa all?estero da utilizzare per le vacanze o per investimento è opportuno valutare con attenzione i vantaggi e gli svantaggi dell?operazione nei vari momenti (acquisto, detenzione, rivendita finale) soprattutto sotto il profilo fiscale e conoscere i trend e le prospettive dei mercati locali. In prima battuta, è possibile rivolgersi a grandi marchi come Professionecasa e Tecnocasa presenti in diversi paesi esteri. Ad esempio, Tecnocasa è presente in Spagna con 313 agenzie del settore immobiliare e 61 agenzie appartenenti alla rete creditizia KironEpicas; con 10 agenzie del settore immobiliare sia in Ungheria che in Messico, 9 in Polonia, 4 nella Repubblica Ceca, 3 in Francia, 1 il Belgio e in Romania. Gli interessati potranno ottenere così un valido supporto per la conclusione della compravendita che presenta non poche difficoltà di carattere fiscale e legale. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Neanche i prezzi in discesa bloccano il calo delle compravendite immobiliari (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 02-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Neanche i prezzi in discesa bloccano il calo delle compravendite immobiliari Continua la fase di ridimensionamento del mercato immobiliare residenziale italiano. Dopo anni di continua ascesa che ha visto il numero delle compravendite di case salire dalle 576.340 del 1998 alle 845.051 del 2006, nel 2007 è iniziata la fase discendente con un calo degli affari conclusi del 4,6%, che si è andato rafforzando lo scorso anno con una flessione che dovrebbe risultare di circa il 15%: le previsioni per il 2009 non sono certamente all?insegna dell?ottimismo. Gli operatori del settore ipotizzano, infatti, un?ulteriore riduzione. I bassi tassi di interesse che avevano caratterizzato l?arrivo dell?euro avevano spinto il mercato. «La politica monetaria espansiva ? spiega Luca Dondi, analista di Nomisma ? associata ad un?attenuazione della rigidità del sistema creditizio italiano aveva, infatti, consentito l?accesso al credito ad un numero progressivamente più elevato di famiglie intenzionate a cambiare casa». Se negli scorsi anni il basso costo del denaro aveva rappresentato un formidabile propellente per il mercato, i robusti interventi varati recentemente dalla Bce che hanno portato in pochi mesi il tasso ufficiale dal 4,25% all?attuale 2% (con la prospettiva di un?ulteriore limatura di 50 b. p. nelle prossime settimane) avevano alimentato aspettative di un timido rilancio del settore. Purtroppo, queste aspettative sinora sono andate deluse. L?attesa riduzione dei valori immobiliari residenziali si è verificata in forma piuttosto limitata soprattutto per la resistenza frapposta dall?offerta di ricondurre i prezzi delle case all?effettivo valore dell?immobile. Mediamente nel 2008 le quotazioni degli immobili nelle grandi città hanno registrato un calo del 35% e le previsioni per quest?anno andrebbero nella direzione del ? 45%. La domanda riesce, però, a spuntare sconti sempre più consistenti sull?iniziale richiesta. «I tempi necessari per concludere l?affare ? spiega Alessandro Ghisolfi, direttore dell?ufficio studi di Ubh ? si sono ancora allungati passando dai 56 mesi di inizio 2008 ai 67 mesi di gennaio di quest?anno. Alla fine di estenuanti trattative l?offerta è stata costretta a concedere forti sconti compresi in un range fra il 12 e il 17%, per raggiungere in diversi casi anche quota 20%». L?effetto "stretta creditizia" viene confermato da Mario Breglia, presidente di "Scenari Immobiliari". A suo avviso, il motore che negli ultimi anni ha permesso a molte famiglie di comprare casa si è fermato: le garanzie richieste aumentano e, soprattutto, l?importo mutuato difficilmente supera il 6070% del valore della casa da comprare. Il calo delle compravendite in molti casi è collegabile alla fascia medio bassa (famiglie monoreddito, giovani e immigrati) che ha la necessità di un mutuo per acquistare una casa. In linea generale, il mercato penalizzato dal razionamento del credito è quello degli immobili sotto i 250 mila euro di valore. E? sufficiente un semplice dato per confermare la minore propensione del sistema credito ad erogare finanziamenti per supportare l?acquisto di una casa. Nel gennaio 2008, sul sito di MutuiOnline ben 15 banche offrivano mutui che coprivano il 100% del valore della compravendita. Ora le banche che propongono questi prodotti si sono ridotte a 5. Non manca, però, l?eccezione alla regola. Ad esempio, il Gruppo Veneto Banca (Veneto Banca, Banca Popolare di Intra e Banca Meridiana) propone un "mutuo trasgressivo" che finanzia fino al 120% del valore dell?immobile sia a tasso fisso che variabile per una durata massima di 30 anni. In pratica, i mutuatari oltre al costo della casa, potranno far fronte a oneri come il notaio e l?arredamento. "Il prezzo che è stata la variabile chiave del mercato immobiliare nel 2008 ? afferma Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi Tecnocasa ? lo sarà anche quest?anno. E il rapporto prezzo/qualità sarà fondamentale per vendere l?immobile». (r. s.) Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Calo di utili e di liquidità per Caravaggio di Sorgente Sgr (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza e Mercati" del 03-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Calo di utili e di liquidità per Caravaggio di Sorgente Sgr da Finanza&Mercati del 03-03-2009 Lo scoppio della bolla immobiliare ha travolto anche il fondo Caravaggio di Sorgente Sgr, che chiude l'esercizio 2008 con utili in flessione dell'80% e una posizione di cassa dimezzata rispetto all'anno precedente. In particolare, gli immobili hanno fatto registrare plusvalenze per 4,58 milioni di euro, in calo rispetto ai 10,8 milioni al 31 dicembre 2007 (-57,57%), mentre i canoni di locazione ammontano a 10,83 milioni di euro (+1,39%). L'utile di periodo è pari a 1,39 milioni di euro (in flessione rispetto ai 6,89 milioni al 31 dicembre 2008) e non è soggetto a distribuzione perché, secondo il regolamento del fondo, sottraendo le plusvalenze non realizzate, non si ottiene un provento distribuibile. In calo la liquidità, pari a 4,4 milioni di euro, rispetto agli 8,9 milioni di euro dell'anno precedente. Quanto al valore complessivo del fondo, è pari a 159,7 milioni (3.311 euro per quota), in crescita dello 0,88% rispetto al 2007.

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Febbraio ancora nero Ora si spera in marzo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

nazionale pag. 2 Febbraio ancora nero Ora si spera in marzo Ancora un mese pesante per il mercato dell'auto in Italia, che in febbraio ha registrato un calo di immatricolazioni del 24,45 per cento rispetto allo stesso mese del 2008. La flessione, però, è inferiore di 8 punti percentuali rispetto al -32,64 di gennaio. «Gli ecoincentivi hanno subito cominciato ad avere effetto», commenta Gianni Filipponi, segretario generale Unrae, l'associazione delle case estere in Italia, che prevede per marzo «immatricolazioni non inferiori alle 215.000 del marzo 2008». Sarebbe il primo mese positivo dopo 14 contrassegnati dal segno meno. Ma non è solo l'industria automobilistica italiana a soffrire. A febbraio, rispetto allo stesso mese del 2008, le vendite di nuovi veicoli in Giappone hanno subito il crollo peggiore dal maggio 1974 (-32,4 per cento), in Spagna si sono persino dimezzate e in Francia hanno fatto segnare un calo del 13,1 per cento. I colossi nipponici dell'auto continuano a risentire dell'indebolimento della domanda mondiale e dell'apprezzamento dello yen sulle principali valute. Le prime tre case nipponiche hanno avuto a febbraio un ribasso delle vendite a doppia cifra: Toyota, il leader mondiale, ha perso (escludendo Lexus) il 32 per cento; Honda il 21,1; Nissan, infine, il 35,2. La Spagna già messa a dura prova dallo scoppio della bolla immobiliare vede ora in crisi forte anche il settore auto. Secondo i dati diffusi dall'associazione dei costruttori auto (Anfac) a febbraio il numero vendute di auto ha segnato un tonfo del 48,8 per cento (immatricolate 62.107 auto rispetto alle 121.415 dello stesso mese del 2008). Il piano Vives messo in atto dal governo socialista di Josè Luis Zapatero, 800 milioni di euro, non sembra funzionare. Gli stimoli vanno a chi consegna un'auto con oltre 10 anni di vita e servono solo per un finanziamento agevolato

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<Case, prezzi in calo> Alla fiera il primo salone scacciacrisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

«Case, prezzi in calo» Alla fiera il primo salone scacciacrisi --> Dal 13 marzo esposizione per rilanciare il mercato Nei padiglioni spazio anche agli immobili turistici Mercoledì 04 Marzo 2009 CRONACA, pagina 14 e-mail print In calo del 7% i prezzi delle case Rilanciare il mercato immobiliare residenziale e affermare l'investimento in quello turistico. È questo l'obiettivo dichiarato dagli organizzatori di «Expo Real Estate & Tourism», il primo salone degli immobili residenziali e turistici che si terrà alla Fiera di via Lunga dal 13 al 15 marzo (orari: venerdì dalle 14 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 19). Promotori dell'iniziativa sono l'Ente Fiera Promoberg, gli agenti e operatori immobiliari di Ascom Fimaa (Federazione italiana mediatori agenti d'affari) di Bergamo e Appe Confedilizia Bergamo, supportati da diversi sponsor e con l'adesione di altre associazioni del sistema immobiliare nazionale, tutti decisi a dare un segnale di vitalità del comparto contro la grave crisi in atto, che non ha risparmiato nessuno. Ieri, alla presentazione della manifestazione, erano presenti tutti i maggiori esponenti del settore delle costruzioni e intermediazioni immobiliari orobici. Tra gli intervenuti anche l'assessore di Palafrizzoni Valter Grossi e il collega della Provincia Felice Sonzogni. «Vogliamo dare il nostro contributo al rilancio dell'economia bergamasca - rileva Luigi Trigona, direttore dell'Ascom e segretario generale di Promoberg - partendo dalle sue componenti più importanti: l'edilizia e tutti gli operatori che interagiscono con essa. Dal salone quindi un segnale forte per aiutare il mercato a riacquistare fiducia, mettendo in sinergia le risorse di ognuno. Possiamo contare sul supporto anche delle istituzioni, quali il Comune e la Provincia di Bergamo, che metteranno in mostra i vari piani di riqualificazione del territorio». Dare slancio alla nostra provincia, quindi, ma guardando anche oltre. «Passeremo infatti - conclude Trigona - dai progetti e dalle realtà imprenditoriali locali ai bergamaschi che costruiscono, vendono e producono per i mercati esteri». Luciano Patelli, presidente di Fimaa Bergamo, rimarca che «l'iniziativa riunirà imprese e agenti immobiliari d'eccellenza, per far conoscere il nostro patrimonio, che riguarda anche il paesaggio, la storia, l'enogastronomia: un'occasione per fare rete esaltando l'identità della terra bergamasca, in vista anche dell'Expo 2015». Patelli osserva: «Sino a che i prezzi della case non si riavvicineranno alle reali possibilità degli acquirenti, la ripartenza del mercato sarà molto difficile». Lo segue a ruota Antonello Pagani, direttore di Appe Confedilizia Bergamo. «In questo momento - dichiara Pagani - è in corso un braccio di ferro tra venditori e acquirenti. Per questo è necessario dare massima trasparenza e sicurezza». Pagani conferma che «i volumi delle contrattazioni si sono ridotti vistosamente e i prezzi delle case cominciano a flettere, vista anche la scure della stretta creditizia». Una crisi tuttavia non uniforme. «Mediamente in provincia - spiega Pagani - vi è stato un calo del valore degli immobili del 5-7%, mentre nel capoluogo siamo attorno al 4-5%. La valle Brembana è più in difficoltà della valle Seriana, la bassa si mantiene nella media. Unica isola felice la zona del lago d'Iseo». Entrando nel dettaglio del capoluogo, Pagani osserva che «la crisi ha toccato maggiormente l'immobile usato, mentre quelli di qualità e situati in zone più ambite ne hanno risentito poco o nulla: molta sofferenza invece per quelli più datati e periferici». Tra gli imputati, Patelli e Pagani individuano «la stretta creditizia che ha quasi espulso dal mercato la fascia degli acquirenti mutuo-dipendenti. Per questo ci auguriamo una normalizzazione dell'erogazione dei mutui, unitamente a una ridefinizione dei valori immobiliari e un utilizzo oculato della leva fiscale». Da Grossi e Sonzogni il plauso a una iniziativa capace di andare in controtendenza rispetto ai tanti gufi in circolazione. «Le crisi - dice Grossi - sono anche una grande opportunità, per esempio per rafforzare il grado di attrattività del nostro territorio che merita lo status di eccellenza. Il confronto e l'integrazione tra il passato e il nuovo è delicato (vedasi il Piano di governo del territorio) ma si può fare. Fondamentale però lavorare con la massima qualità e pensando al risparmio energetico: più del 30% delle nuove edilizie a Bergamo sono orientate in tal senso». Sonzogni annuisce. «Una volta Bergamo era la terra dei costruttori: oggi deve essere quella di chi innova le tipologie costruttive. Ma si deve fare un'attenta programmazione con progetti che siano pragmatici, selettivi e ambiziosi. E queste cose se non le facciamo a Bergamo dove altro si possono fare?». A margine dell'incontro arrivano i commenti di Paolo Malvestiti, presidente provinciale Ascom, e di Roberto Margiotta, presidente Appe Confedilizia Bergamo. «Questo primo salone dell'immobile residenziale e turistico - dice Malvestiti - è la migliore dimostrazione che dalle parole siamo passati ai fatti. Il Salone vuole essere uno spirito innovatore caratterizzato da idee nuove». «Rappresentiamo un buon numero di associazioni - commenta Margiotta - ma soprattutto rappresentiamo i consumatori finali del prodotto "casa". E loro hanno bisogno di capire, di essere sicuri che l'investimento immobiliare è solido: e l'unico modo per arrivare a ciò è conoscere la validità dei costruttori e di chi funge da tramite con l'acquirente». Parallelamente al salone si terranno due convegni. Venerdì, dalle 16,30, «Bergamo e la sua provincia: verso una nuova idea dell'abitare e una rinnovata vocazione turistica», mentre sabato, dalle 15,30, «Prospettive per il mercato immobiliare: il rilancio è vicino?». Marco Conti 04/03/2009 nascosto-->

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Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Nelle case popolari vive una città di 30mila abitanti Viaggio in un mondo di 11mila appartamenti, con un canone di affitto medio di 120 euro al mese per 69 metri quadrati SARÀ una delle emergenze di questa crisi pesantissima. Lo scoppio della bolla immobiliare, il crollo del mattone e il balzo in alto degli affitti, ha spinto anche fondazioni bancarie e istituzioni a investire sul «social housing». Ovvero, su progetti innovativi di case popolari, costruite e finanziate da enti privati o misti pubblico-privati. E' uno dei temi caldi, quello dell'edilizia residenziale. Frantumato tra società diverse, lacerato da conflitti istituzionali, composto da migliaia di storie difficili, da burocrazie farraginose e da appartamenti anche fatiscenti. Il viaggio tra le case popolari comincia con l'analisi sui numeri fiorentini e dell'hinterland, dalla radiografia delle famiglie che vivono in «60 metri quadri di Firenze», per parafrasare un film famoso. Continuerà con la guerra sulle manutenzioni degli alloggi, sui conflitti tra amministrazioni e sui progetti destinati a cambiare il volto della città. Almeno sulla carta. 1 - continua

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Il mattone potrebbe fare da traino per la ripresa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 04-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercoledì 04 Marzo 2009 SPECIALI Pagina 21 DOPO NOVE ANNI DI CRESCITA, PER LA PRIMA VOLTA SI È REGISTRATO UN CALO DELLA PRODUZIONE Il mattone potrebbe fare da traino per la ripresa SECONDO I VERTICI DELL'ANCE È POSSIBILE RILANCIARE IL COMPARTO EDILE E, QUINDI, L'ECONOMIA Per la prima volta, dopo nove anni consecutivi di crescita, il settore delle costruzioni vive una fase difficile, iniziata nel secondo semestre del 2008. L'analisi elaborata dall'Anche rileva, dopo lungo ciclo positivo, la riduzione dei livelli produttivi (-1,1% nel 2008 ed un previsto - 1,5%nel 2009), dovuta all'andamento negativo delle opere pubbliche ed alla forte frenata della nuova edilizia abitativa. «La gravità della crisi può essere controllata e ridotta con una serie di misure - ha dichiarato Buzzetti, presidente Ance - tese a mantenere acceso il motore dell'edilizia, che spesso ha dimostrato di trainare crescita e occupazione anche in periodi critici». Ridare slancio al settore edile potrebbe essere un'ottima medicina anti recessiva e rappresenterebbe anche una risposta ai fabbisogni delle famiglie e dell'economia italiana che rimangon, in primo luogo, la casa e le infrastrutture. «Il calo della produzione di nuove case non è la conseguenza di una sovrapproduzione degli ultimi anni - evidenziano i vertici dell'Ance. Nel nostro Paese, a differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti o in alcune nazioni europee come la Spagna e l'Irlanda, gli investimenti in abitazioni non hanno superato la domanda reale di alloggi. Questo vuol dire che in Italia non c'è, nè ci sarà, alcuna bolla immobiliare». I dati sul fabbisogno abitativo in Italia ,del resto, parlano chiaro. In Spagna, ad esempio, il numero delle abitazioni messe in cantiere nel quadriennio 2004-2007 è risultato di gran lunga superiore alla domanda potenziale espressa dalle nuove famiglie (2,8milioni gli interventi avviati a fronte di un fabbisogno teorico di 1,7 milioni dicase). In Italia il numero di alloggi che sono stati cantierati nello stesso periodo è risultato decisamente più contenuto, rispetto alla domanda potenziale delle nuove famiglie (sono stati rilasciati permessi per costruire per circa 1,2 milioni di nuovi alloggi, a fronte di un fabbisogno teorico di 1,5 milioni di nuove case).  

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Oltre otto milioni di proprietari di case "sott'acqua" negli States (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 04-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

Oltre otto milioni di proprietari di case "sott'acqua" negli States (Teleborsa) - Roma, 4 mar - Oltre otto milioni di famiglie sott'acqua negli States. La cifra per la precisione è pari a 8,3 milioni e non fa riferimento ad un alluvione. Lo si apprende da uno studio della First American CoreLogic. Con questo termine "underwater" vengono solitamente definiti quei proprietari di immobili, il cui valore della proprietà è ormai caduto al di sotto del mutuo contratto. Altri 2,2 milioni di proprietari di case rischiano di finire nella stessa situazione nei prossimi mesi, se il prezzo delle case dovesse registrare un altro decremento del 5%. La causa di questa situazione risiede nella pesante svalutazione subita dai prezzi delle case a partire dallo scorso anno. Il 2008, infatti, ha visto una contrazione del valore degli immobili che si aggira su un record di 2,4 trilioni di dollari. 04/03/2009 - 14:41

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"Offerta Casa del Comune favorirà gli immobiliaristi" (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Stampa, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Mercato immobiliare

POLEMICA.IL COODINAMENTO ASTI EST CONTRO L'AGENZIA "Offerta Casa del Comune favorirà gli immobiliaristi" [FIRMA]ROBERTO GONELLA ASTI L'agenzia «Casa» voluta dal Comune? «Ricetta mercantili per affrontare problemi sociali». Carlo Sottile, a nome del Coordinamento Asti Est, boccia l'iniziativa dell'amministrazione Galvagno. Acronimo di «Comune di Asti Servizi per l'abitazione» dovrebbe offrire contributi a chi ha redditi bassi ma è escluso dall'edilizia popolare. Oltre a funzionare come intermediario, Casa prevede contributi di sostegno ai mutui per prima casa e aiuti una tantum per la locazione. «Nella guida - sostiene Sottile - si avverte che l'Agenzia è rivolta a "nuclei familiari solvibili che non abbiano mai ricevuto uno sfratto esecutivo per morosità". Dunque, i cittadini che possono ancora pagare il canone concordato. Ma favorirà soprattutto gli immobiliaristi, la cui ingordigia di rendita sarà ancora soddisfatta, questa volta con denaro pubblico». Sottile spiega perché: «Gli sfratti per morosità sono l'86% del totale e nel prossimo bando Atc si stimano 800 aspiranti assegnatari». Il Coordinamento punta l'attenzione sulle tutele di legge per gli inquilini, dal contributo di sostegno alle locazioni a Fondo sociale: «Poco finanziate e affogate in migliaia di richieste d'accesso, sono ridotte al lumicino e la disponibilità di nuovi alloggi popolari è pari a zero». Insomma, secondo l'associazione non sarà l'Agenzia a ridurre il fabbisogno abitativo insoddisfatto. Tra i programmi che si potranno sottoscrivere quelli a «canone calmierato, con abbattimenti di imposta a favore di inquilini e proprietari. «Contratto concesso col contagocce dai proprietari che, a danno dell'inquilino, preferiscono il "libero"» sostengono. «Con "Casa"- aggiungono - gli inquilini, oltre all'abbattimento di imposta, gli inquilini avranno un modesto contributo mentre i proprietari potranno selezionarsi gli inquilini saranno risarciti per danni all'immobile ed eventuali morosità». Poi l'affondo: «Dopo anni di cementificazione al servizio della speculazione finanziaria la crisi ha mutato radicalmente gli scenari del mercato immobiliare. Adesso migliaia di alloggi vuoti rischiano di restare invenduti e esclusi dal mercato delle locazioni: la famosa "bolla immobiliare" rischia di scoppiare». E così, a detta del Coordinamento «la presenza del presidente degli Agenti immobiliari Enrico Fenoglio, nelle riunioni di lancio di Casa non era dunque casuale: perché il Comune non ha co-finanziato, con la Regione (che lo ha finanziato finora), il "contributo di sostegno alle locazioni", invece di finanziare l'Agenzia ?»

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