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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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Report "Mercato immobiliare"

Fed, l'ultima vera cartuccia ( da "Milano Finanza" del 01-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il margine efficace di manovra da parte della politica monetaria si dovrebbe ritenere esaurito e quindi la crisi sarebbe destinata ad aggravarsi con effetti al momento imprevedibili: ad oggi si può solo citare il caso classico del Giappone, dove lo scoppio della bolla immobiliare avvenuta all'inizio del 1990 ha condotto l'indice di borsa da un massimo a 38.

<I prezzi delle case scendono in periferia> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: "I prezzi delle case scendono in periferia" Arriva anche dalla Fiaip, la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionisti, la conferma del 2007 come un anno di crisi del settore immobiliare. "Un anno caratterizzato dalla crisi dei mutui americani ?

Credito, utilities e tlc Consigli da specialisti ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 01-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: delle singole aziende anche a causa della stretta creditizia messa in atto dalle banche dopo lo sboom della bolla sui mutui". Diversificazione ma, allo stesso tempo, difficoltà di trovare obbligazioni con un taglio minimo inferiore ai 50mila euro: dopo i crack Cirio e Parmalat, la nuova normativa ha previsto prospetti e documenti informativi molto stringenti in caso di collocamento

Ipsa si compra Palazzo San Pietro ( da "Adige, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: In tutti e tre i casi, la banca mantiene la proprietà dei locali a piano terra che ospitano le agenzie. La gara telematica vede la vittoria della Babcock & Brown di Milano, la controllata italiana del fondo immobiliare australiano guidata dall'altoatesino Karl Oberrauch, che acquista gli immobili al prezzo complessivo di 10 milioni e mezzo di euro.

Crisi, il 2008 non promette bene ( da "Brescia Oggi" del 02-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: altra parte dell'oceano si sono moltiplicati i segnali di rallentamento: l'ultima stagione natalizia per il commercio americano è stata la più fiacca dal 2002, colpa della sfiducia generata dal caso "subprime". E la bolla immobiliare sta mettendo a dura prova i templi della finanza, da Merrill Lynch a Citigroup, che hanno annunciato maxi-


Articoli

Fed, l'ultima vera cartuccia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 01-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza Fed, l'ultima vera cartuccia Wall Street vacilla e il dollaro sprofonda in vista dell'ultima chance di marzo della Federal reserve. La crisi si complicherebbe se il costo del denaro al 2,5% non sortisse effetti Nella girandola di notizie e accadimenti economico-finanziari una sola cosa appare certa: che la Federal Reserve, la banca centrale americana, taglierà ancora di 50 centesimi il costo del denaro in occasione del meeting del 18 marzo. Lo ha lasciato intendere chiaramente Ben Bernanke mercoledì 27 di fronte dal Congresso, mettendo in primo piano il sostenimento della crescita economica rispetto alle spinte dell'inflazione, mentre sottolineava che l'attuale crisi è di gran lunga più seria rispetto allo scoppio della bolla internet del 2000. La nuova sforbiciata ai tassi porterà quindi i Fed Funds al 2,5% rispetto all'attuale 3%, un livello sensibilmente inferiore all'inflazione che negli States viaggia tra il 3,1% e il 4,3%, conducendo quindi i tassi reali in campo negativo. Questa totale apertura dei rubinetti della liquidità indica che la Banca centrale americana giocherà il tutto per tutto non tanto a sostegno dell'economia, ma piuttosto a sostegno del mercato immobiliare e del sistema finanziario che, paralizzato dalle ingenti perdite procurate dalle cartolarizzazioni di mutui subprime, non riesce a tornare alla normalità: le banche sono infatti restie a prestare denaro sia agli altri istituti e sia alle imprese, così come gli investitori sono restii a prestare i soldi sul mercato tramite nuove sottoscrizioni obbligazionarie (il caso eclatante è il recente flop dei titoli governativi ellenici), nonostante gli spread (ovvero i premi) offerti sui rendimenti dei titoli di stato si mantengano nella fascia alta.Il nodo dei tassi. Attualmente sono i ritorni offerti dai titoli di stato a risultare troppo bassi (si pensi che il biennale e il decennale statunitensi rendono rispettivamente l'1,70% e il 3,60%), non riuscendo quindi a garantire rendimenti attraenti sui mercati obbligazionari, soprattutto nel breve-medio termine, nonostante il livello degli spread possa essere storicamente attraente. La battaglia della Federal Reserve viene quindi giocata in questo senso: da un lato c'è la mossa (anche psicologica) di offrire liquidità a basso prezzo tramite i tagli al costo del denaro, in modo da facilitare al massimo l'approvvigionamento del sistema finanziario, mentre dall'altro è proprio una simile facilitazione a frenarne l'impiego da parte delle banche (prestandolo a loro volta alle altre banche e alle imprese) a causa del basso rendimento offerto dal mercato nel breve e medio periodo, poiché i ritorni offerte dalle scadenze entro i tre anni seguono da vicino l'evolversi del costo del denaro fissato dalla Banca centrale. Solo allungando progressivamente la durata dell'impiego prendono il sopravvento le aspettative sull'inflazione nella formazione del rendimento. Su questo sta probabilmente puntando la Fed, trascurando volutamente e momentaneamente l'inflazione nel tentativo che sia proprio questa a risollevare i rendimenti di mercato a breve e a lunga scadenza, rendendo più evidente l'inopportunità di acquistare titoli di stato quando rendono la meta rispetto al carovita. Prima di vendere titoli di stato, che come auspicato ne risolleverebbe i rendimenti, si dovrebbe comunque individuare una buona alternativa di investimento, visto che al momento è proprio la scarsità di alternative che ne ha determinato la corsa agli acquisti. L'unica metà di impiego diversa dai titoli di stato che finora è stata battuta è sotto gli occhi di tutti: si tratta del mercato delle materie prime in genere, che ha spinto l'oro, il platino, il palladio, il petrolio, il grano e parecchie altre commodity a inaugurare anche in questa settimana nuovi record. La speranza della Federal Reserve è che, anche solo a livello psicologico, la sensibile riduzione del costo denaro possa stimolare le vendite di titoli di stato e commodity a favore di Wall Street e degli immobili, i cui prezzi sono scesi mediamente dell'8,9% nel corso del 2007.Scenari di borsa. Se la strategia fatta di rapide e incisive azioni sui tassi operata da Bernanke sortirà gli effetti sommariamente descritti, allora già dalla fine del 2008 si dovrebbe assistere a un graduale miglioramento del clima economico-finanziario che porrebbe le basi per un ritorno nel 2009 dei capitali verso Wall Street; dopodiché, una volta ripartito anche il mercato immobiliare, l'attenzione si sposterebbe verso la lotta contro l'inflazione con un progressivo rialzo del costo del denaro. Se invece anche la cartuccia di marzo della Fed andasse a vuoto, cosa che si potrà sapere solo verso maggio-giugno, il margine efficace di manovra da parte della politica monetaria si dovrebbe ritenere esaurito e quindi la crisi sarebbe destinata ad aggravarsi con effetti al momento imprevedibili: ad oggi si può solo citare il caso classico del Giappone, dove lo scoppio della bolla immobiliare avvenuta all'inizio del 1990 ha condotto l'indice di borsa da un massimo a 38.915 punti al livello di 15.000 punti raggiunto a inizio '92, mentre l'inflazione è crollata parallelamente dal 4% all'1% giungendo a zero dal '94 a oggi. Allora risultò nullo l'effetto sortito dal bassissimo costo del denaro, ridotto dall'oltre 8% del 1990 al 2% di fine '92 per atterrare poi allo 0,15% del biennio 2002-2004. (riproduzione riservata) Milano Finanza  - i vostri soldi IL TRADER analisi tecnica Numero 044, pag. 47 del 1/3/2008 Autore: Massimo Brambilla.

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<I prezzi delle case scendono in periferia> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

"I prezzi delle case scendono in periferia" Arriva anche dalla Fiaip, la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionisti, la conferma del 2007 come un anno di crisi del settore immobiliare. "Un anno caratterizzato dalla crisi dei mutui americani ? ha sottolineato Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip e direttore responsabile dell'Osservatorio dei prezzi ? che come una sorta di onda lunga ha influito anche sul nostro mercato". Calo di compravendite Un anno, dunque, caratterizzato dal calo del numero delle compravendite e dall'assestamento dei prezzi. Il tutto anche influenzato dall'aumentata selettività delle banche nell'erogazione dei mutui che, se fino a qualche tempo fa arrivavano a coprire anche il 100% della somma richiesta adesso arrivano all'80% circa. "La situazione nella nostra provincia ? hanno sottolineato Olivati e Roberto Tassetti, coordinatore della sezione statistica del borsino ? è comunque a macchia di leopardo, nel senso che le zone più prestigiose della città come quella della Conca d'Oro-Piscine o Città Alta hanno sicuramente tenuto, mettendo a segno anche delle performance superiori al tasso di inflazione. In queste zone si va dai 4.000 euro al metro quadro circa per un'abitazione, in zona Ospedale, ristrutturata, ai 5.500-7.500 per una equivalente in Città Alta". "La stessa cosa invece ? aggiungono ? non si può dire per le abitazioni collocate nella fascia semiperiferica della città come Colognola, Malpensata, Grumellina e Campagnola, che hanno registrato un calo intorno al 2% per l'usato. In queste zone i prezzi vanno indicativamente dai 1.400 ai 1.700 euro per l'usato mentre si va dai 1.900 ai 2.300 euro per il nuovo. Le nuove edificazioni infatti registrano valutazioni stazionarie rispetto allo scorso anno. Questo perché comunque i costi di costruzione sono in aumento sia a causa degli oneri comunali sia per il costo sostenuto dai costruttori al momento dell'acquisto del terreno fatto in tempi in cui i valori degli immobili erano più alti. Da non dimenticare poi i costi derivati dalla certificazione energetica". Anche per quanto riguarda gli immobili in città destinati alle attività produttive le quotazioni sono in calo, così come quelle del settore commerciale e terziario. Tipologie queste che risentono della più generale crisi dell'economia. Giù anche gli affitti In calo anche gli affitti perché risentono della forte disponibilità sul mercato di immobili acquistati per investimento. "Qui le cifre vanno dai 400 ai 500 euro per un bilocale arredato e dai 500 ai 600 per un trilocale vuoto ? ha commentato Roberto Boffelli, direttore organizzativo dell'Osservatorio Fiaip ?. Una differenza di 100 euro circa rispetto alle quotazioni di un paio d'anni fa. Esattamente i soldi che le famiglie, a causa del costo reale della vita, si ritrovano in meno in tasca ogni mese". Tiziana Sallese.

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Credito, utilities e tlc Consigli da specialisti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 01-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Plus sezione: STORIA COP data: 2008-03-01 - pag: 5 autore: Shopping. Difficile scovare tagli minimi da mille euro Credito, utilities e tlc Consigli da specialisti F inanziari, industriali non ciclici e anche un po' di tlc. Ecco i settori individuati dai gestori per scovare opportunità di investimento nel segmento delle obbligazioni societarie. Ad attirare l'attenzione sono soprattutto i bond emessi dalle banche: gli spread (differenziali), rispetto ai titoli di Stato, si sono allargati di molto. Fenomeno meno accentuato tra le obbligazioni delle società industriali. Però vi sono due ordini di problemi da affrontare per chi vuol fare shopping tra i corporate bond. Il primo riguarda la diversificazione. Se ne parla sempre ed è un principio fondamentale per chi si accinge ad investire: "Ma in questo momento la diversificazione è ancora più importante – afferma Rocco Bove, gestore di obbligazioni high yield di Mps asset management Sgr – perché è aumentato il rischio di fallimento delle singole aziende anche a causa della stretta creditizia messa in atto dalle banche dopo lo sboom della bolla sui mutui". Diversificazione ma, allo stesso tempo, difficoltà di trovare obbligazioni con un taglio minimo inferiore ai 50mila euro: dopo i crack Cirio e Parmalat, la nuova normativa ha previsto prospetti e documenti informativi molto stringenti in caso di collocamento tra i piccoli risparmiatori. Allo sportello arrivano soprattutto le più costose e meno convenienti obbligazioni strutturate. Mentre i bond più interessanti finiscono nei portafogli degli investitori istituzionali. Non tutto è perduto però: sul mercato ci sono ancora obbligazioni, con tagli minimi da mille euro, acquistabili anche da chi facoltoso non è. Niente Spagna e Uk Ma facciamo un passo indietro. E diamo un'occhiata ai settori che potrebbero essere appetibili per un investitore con un profilo di rischio prudente. "C'è stato un forte allargamento degli spread sui titoli finanziari e in particolare sulle banche – ribadisce Raffaele Bertoni, responsabile obbligazionario di Pioneer Investments. Restando nell'Ue, si è passati da 30 punti base a 100 nel caso di debito senior (privilegiato, che ha la priorità in caso di insolvenza della società emittente, ndr). In caso di debito subordinato lo spread è arrivato a 300 dagli iniziali 75". Bertoni suggerisce di stare lontani dalle emissioni di banche spagnole, irlandesi e inglesi "perché più esposte alla bolla immobiliare. In quei Paesi la speculazione sul mattone ha raggiunto picchi più elevati rispetto, ad esempio, all'Italia". Le opportunità di acquisto indicate dal gestore Pioneer sono IntesaSanPaolo, BnpParibas e Svenska bank. Tutte con rating investment grade. Christof Stegmann, gestore di Julius Baer segnala, per investitori con un profilo sempre "conservativo", bond di Unicredit, Rabobank e Rbs. Utility e tlc Occasioni sono anche individuabili nel segmento industriale non ciclico. Bertoni indica le utility "perché hanno una buona generazione di flussi di cassa, e alcune telecom ". Nelle utility però bisogna puntare su aziende che non siano in fase di acquisizione (o che le abbiano già realizzate): è il caso di Enel o delle tedesche E.On e Rwe. "Interessanti pure i bond tlc sempre per questioni di cash flow – aggiunge Bertoni – come Telefonica, France Telecom e Telecom Italia. Niente Deutsche Telekom troppo esposta sugli Usa. Stesso discorso per Vodafone, sopravvalutata". Piccolo taglio C'è infine la questione shopping. Difficile trovare in banca, come si è detto, obbligazioni interessanti e di piccolo taglio. Ma ci sono. E Gianluca Ferretti, responsabile obbligazionario Bpm gestioni, neindica qualcuna: "Sul versante finanziario, segnalo due bond, con un taglio minimo da mille euro, entrambi a tasso variabili. C'è un'Intesa SanPaolo, scadenza 2016 ma con la possibilità di essere richiamata nel 2011 (rimborso anticipato, ndr), codice Isin XS0194783352. L'altra è una obbligazione Unicredit, con scadenza 2016 e possibilità di richiamo nel 2011. Il codice Isin è XS0249857094". Vitaliano D'Angerio v.dangerio@ilsole24ore.com Tra i finanziari Unicredit e Intesa Poi Enel ed E.On Alla larga invece da Spagna e Uk.

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Ipsa si compra Palazzo San Pietro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Adige, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Centro storico Alla società di Mezzolombardo quattro piani dell'immobile Unicredit per oltre 7 milioni di euro. Partita la ristrutturazione Ipsa si compra Palazzo San Pietro Francesco Terreri f.terreri@ladige.it Il complesso immobiliare all'angolo tra via San Pietro e via degli Orbi, dove ha sede la filiale del gruppo bancario Unicredit, è stato venduto ad una società di Mezzolombardo, la Ipsa Aggregati Srl che fa capo alle famiglie Bert e Malacarne. Il rogito è stato firmato a settembre presso il notaio Patrizia Pagano di Lavis. A Ipsa vanno quattro dei cinque piani di Palazzo San Pietro - così ormai è definito il complesso - che in realtà è formato da due blocchi immobiliari diversi, per un totale di 1.700 metri quadri. Il prezzo è di 6 milioni 300 mila euro più Iva, cioè 7,5 milioni in tutto. Da novembre è partita la ristrutturazione, che dovrebbe concludersi entro l'anno o, al più tardi, nella primavera 2009. Con l'investimento di altri 4 milioni circa, per un totale fra 10 e 11 milioni, Ipsa conta di realizzare nove appartamenti di pregio, tra cui attici con terrazza, e quattro spazi per uffici, tutti da mettere sul mercato. L'ASTA. Il gruppo Unicredit sta vendendo in tutta Italia gli immobili non più necessari all'attività bancaria. Il 22 settembre del 2006 il consiglio di amministrazione di Unicredit Real Estate, la società che gestisce il patrimonio immobiliare del gruppo, decide di mettere all'asta due immobili a Trieste e il complesso di via San Pietro a Trento. In tutti e tre i casi, la banca mantiene la proprietà dei locali a piano terra che ospitano le agenzie. La gara telematica vede la vittoria della Babcock & Brown di Milano, la controllata italiana del fondo immobiliare australiano guidata dall'altoatesino Karl Oberrauch, che acquista gli immobili al prezzo complessivo di 10 milioni e mezzo di euro. L'ACQUISIZIONE. Nel dicembre 2006 la Babcock & Brown Property Srl firma con Unicredit Real Estate il preliminare per Palazzo San Pietro "per sé o persona da nominare" e versa una caparra di 630 mila euro. L'11 aprile del 2007 B&B nomina Ipsa Aggregati come acquirente, intascando come corrispettivo della mediazione 280 mila euro più Iva. Il 27 settembre si procede con la compravendita. Ipsa Aggregati acquista il complesso grazie anche ad un finanziamento ipotecario della stessa Unicredit per 6,8 milioni di euro. Il venditore mette il vincolo di non destinare gli spazi ceduti ad attività bancaria, assicurativa, postale o di vendita di prodotti finanziari per dieci anni. I COMPRATORI. Ipsa Aggregati è la società immobiliare che si affianca a Ipsa Costruzioni, impresa di lavori civili, industriali e stradali guidata da Alberto Malacarne. "Siamo nati nel 1963 - precisa l'amministratore unico Mauro Bert, che è anche presidente della Ipsa Tamburello, unica formazione trentina militante in serie A - Siamo un'azienda storica della piana rotaliana". Il volume d'affari complessivo si attesta intorno ai 9 milioni di euro, i dipendenti sono 50. "Operazioni consistenti ne abbiamo già fatte, ma questo è il primo lavoro importante a Trento". LA RISTRUTTURAZIONE. Palazzo San Pietro comprende un blocco su via San Pietro, più di pregio, e la parte su via degli Orbi, che risale agli anni '30. Finora era occupato da società del gruppo Unicredit e, a metà degli anni '90, è stato completamente risanato. Ma Ipsa ha altre intenzioni. "Su via San Pietro - spiega Bert - pensiamo a nove appartamenti di pregio, tra cui attici con terrazza". Sull'altro versante, invece, troveranno posto quattro uffici. "Abbiamo già un accordo con commercialisti. Sono spazi adatti a studi professionali". L'idea è di vendere, non di affittare. Ai prezzi correnti in centro, che arrivano a 7 mila euro al metro quadro, un attico potrebbe costare anche 1 milione. I lavori di ristrutturazione, condotti da Ipsa Costruzioni, sono in pieno svolgimento. 02/03/2008.

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Crisi, il 2008 non promette bene (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Brescia Oggi" del 02-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

LE PREVISIONI DEGLI STRATEGIST. Segnali negativi sin dal 21 gennaio quando si sono bruciati oltre 400 miliardi di euro nelle Borse mondiali Crisi, il 2008 non promette bene Vento di recessione sugli Usa, mentre per l'Europa il problema maggiore sarà l'inflazione   Un 2008 iniziato con pessimi auspici. Lo conferma la Banca Mondiale, che ha già tagliato le stime di crescita dell'economia globale dal 3,6 al 3,3%, con consumi in calo per colpa dei rincari delle materie prime. LE OPINIONI. La maggior parte degli strategist è convinta che i prossimi mesi saranno un test importante per i Paesi occidentali, chiamati ad affrontare la sfida tra un modo occidentale che tirera il freno e i Paesi asiatici che invece continuano a correre. Recessione o rallentamento? Il 2008 è iniziato con ondate di vendite. Solo il 21 gennaio le Borse europee hanno bruciato oltre 400 mld di euro. Dall'altra parte dell'oceano si sono moltiplicati i segnali di rallentamento: l'ultima stagione natalizia per il commercio americano è stata la più fiacca dal 2002, colpa della sfiducia generata dal caso "subprime". E la bolla immobiliare sta mettendo a dura prova i templi della finanza, da Merrill Lynch a Citigroup, che hanno annunciato maxi-svalutazioni. Una situazione che ha spinto gli esperti della Banca Mondiale a stimare una crescita dell'1,9% per gli Stati Uniti, senza escludere rallentamenti. I dati del mercato del lavoro, la produzione industriale, il calo dei consumi sono eloquenti. Ma guardando ai dati storici sembra più probabile la strada del rallentamento, ripercorrendo le ultime crisi Usa dal 1949 fino al 2001 i danni sui profitti riportati dalle aziende americane sono diventati sempre più pesanti di recessione in recessione. L'EUROPA. Se l'America rallenterà il passo, dovrebbe passare il testimone all'Europa, dove serpeggia però lo spettro dell'inflazione. A Francoforte il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nutre infatti seri timori per una ripresa del caroprezzi. Ciononostante le preoccupazioni di un rallentamento economico sarebbero tali che, a detta degli strategist di Bnp Paribas, spingeranno Trichet entro la fine dell'anno a ridurre il costo del denaro in Eurolandia al 3,50% dall'attuale 4%. Se poi anche l'Europa dovesse battere la fiacca, potrebbero essere ancora una volta i tycoon arabi, i fondi sovrani e i paesi emergenti le nuove economie sviluppate a salvarla. L'ITALIA. Anche le previsioni sull'Italia sono tutt'altro che positive. Colpa del peggioramento del quadro esterno che ha iniziato a produrre effetti fin dal quarto trimestre del 2007, in cui la produzione industriale ha avuto un saldo negativo. Il bollettino di Bankitalia parla chiaro: la crescita dei consumi si fermerà attorno al punto percentuale sia nel 2008 sia nel 2009. L'immobiliare sarà osservato speciale.

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