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TARTICOLI DEL 1-12 novembre
2008 #TOP
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Articoli
Mercato immobiliare
(37)
Ma sulle banche spagnole pende la spada di Damocle del
Sudamerica ( da "Milano Finanza"
del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Eppure proprio negli ultimi mesi la Spagna è stata travolta dallo scoppio della bolla immobiliare. Secondo le previsioni di Standard & Poor's, nel 2009 Madrid sarà il fanalino di coda del Vecchio Continente assieme a Londra e Dublino: la crescita del pil passerà infatti dall'attuale +1,3% al -0,2% (contro la crescita zero prevista per l'Italia).
Casa dolce casa (
da "Milano Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: come testimoniano le società di intermediazione che trattano immobili di pregio. «Un fenomeno nuovo, non di larga scala, iniziato già nel mese di gennaio per consolidarsi via via», spiega Alessandro Ghisolfi dell'ufficio studi Ubh. Eppure ormai da anni si preannuncia il famoso scoppio della bolla immobiliare, peraltro già verificatosi in altri paesi, leggi Spagna,
Salvare l'American dream dall'incubo dei pignoramenti (
da "Borsa e Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: il prezzo delle case tornerà a crescere e così via fino allo scoppio della nuova bolla». DIVERSE SOLUZIONI. La ricetta proposta da Caplin prevede l'introduzione dei cosiddetti Shared Appreciation Mortage (Sam), mutui che mettono in comune tra debitore e creditore il rischio di una fluttuazione del valore dell'immobile.
Diminuiscono le compravendite immobiliari in provincia di
Perugia ma i prezzi delle case res... (
da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Diminuiscono le compravendite immobiliari in provincia di Perugia ma i prezzi delle case restano sostanzialmente stabili. «Segno-spiegano in Confcommercio- che il mattone continua ad essere un «solido investimento». È quanto emerso ieri nell' annuale convegno organizzato dal Fimaa, il sindacato provinciale agenti immobiliari aderente alla Confcommercio.
aumenti del 15% in un anno per acquistare un alloggio (
da "Tirreno, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: a Piombino le quotazioni al metro quadrato per un appartamento di circa 100 mq sono cresciute in media del 14,7% per un immobile in zona centrale e del 9,6% nelle altre aree della città. Anche San Vincenzo, che si conferma la piazza più cara, sostenuta dal mercato delle seconde case, i prezzi continuano a salire: +6,6% in zona centrale e +3,8% nelle altre zone.
Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi delle case (
da "Eco di Bergamo, L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi delle case Al Villaggio degli Sposi quotazioni a +20% rispetto a 2 anni fa E l'università ai Riuniti rivaluta l'area intorno a largo Barozzi Ospedali scacciacrisi. Almeno nel settore immobiliare la definizione calza a pennello. Tutto ciò che si trova attorno vale oro, o comunque, non sembra risentire del periodaccio.
Le case popolari vanno sul mercato: un affare che coinvolge
600 proprietari ( da "Giorno, Il (Legnano)"
del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: immobile ai prezzi di mercato e soprattutto prima della scadenza dei termini fissati dal Comune all?atto dell?acquisto. Alla base della nuova regola vi è uno specifico obiettivo. L?AMMINISTRAZIONE intende, prima di tutto, venire incontro ai bisogni manifestati con sempre più insistenza da molte famiglie: vi sono infatti nuclei familiari che si sono ingranditi e si trovano nella necessità
Mercato in flessione, ma non i prezzi (
da "Nuova Ferrara, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: anche il mercato dell'immobile a Cento, in linea con l'andamento nazionale, è entrato in una fase negativa, ma i prezzi tengono». Marco Amelio, agente e titolare dell'agenzia AM Immobiliare traccia così il quadro del mercato centese, facendo riferimento all'andamento del mattone in città e alle tendenze che caratterizzeranno il futuro del settore.
dagli usa scatta l'allarme deflazione - andrea greco (
da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: scendono i prezzi delle case in tutto il mondo. E i consumi di beni e servizi più voluttuari (tipo auto, abbigliamento, turismo e tempo libero) sono in frenata. Il vicino Natale confermerà il trend di consumismo triste. Scenari drammatici, che rievocano la Grande Depressione negli States, o il "decennio perduto" �90 in Giappone,
Le occasioni nascoste (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: lo sgonfiamento della bolla immobiliare è positiva per quelle famiglie che vogliono acquistare casa. Il prezzo del petrolio è meno della metà rispetto ai massimi dell'estate e questo alleggerisce la bolletta delle famiglie e delle imprese. I corsi in picchiata delle materie prime fanno scendere anche il tasso di inflazione,
Gli spiragli della fiducia (
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: lo sgonfiamento della bolla immobiliare ha portato devastazioni nei Paesi dal credito (troppo) facile, ma almeno la notizia è positiva per chi entra per la prima volta nel mercato delle abitazioni. Tanti giovani che erano stati tagliati fuori dal mercato potranno beneficiare di una riduzione dei prezzi delle case.
Per la ripresa ancora due anni (
da "Sole 24 Ore, Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Nel 2005 aveva anticipato lo scoppio della bolla immobiliare. La stessa Bridwell, a inizio maggio 2007, disse al Sole- 24 Ore:«Con i mutui Usa si rischia l'effetto domino». E oggi afferma:per la ripresa del mercato immobiliare americano bisogna aspettare ancora due anni. Il ragionamento parte da dati concreti.
Un ruolo d'emergenza temporaneamente quasi permanente (
da "Opinione, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: fatto per il quale è stato individuato come capro espiatorio onorario per aver scatenato la bolla immobiliare, i mutui sub-prime, la finanza creativa nel riconfezionamento di quei mutui, insomma dell?intero concatenarsi di eventi che ha portato alla crisi economica globale attuale. Solo la settimana scorsa l?ex presidente della Fed è andato a pronunciare una specie di ?
ci sono 400 richieste ferme nei tavoli dell'amministrazione (
da "Nuova Sardegna, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La bolla immobiliare ha già colpito il mercato in città. Le famiglie che rischiano di restare senza casa sono tantissime. Il gruppo del Pd presenterà un'interrogazione in consiglio per capire quali sono le intenzioni della maggioranza per ciò che riguarda la politica della casa.
la crisi si abbatte anche sulle case - francesco albonetti (
da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: si tende a ribassare i prezzi in corso d'opera: meglio vendere a meno che non vendere affatto». Classe media in crisi. Sia l'Ance che il titolare dell'agenzia immobiliare, segnalano come fatto nuovo la minore disponibilità ad acquistare da parte dei redditi medi. «Rispetto agli anni scorsi in cui c'era tanta domanda e poca offerta,
Diminuiscono ancora i prezzi delle case in periferia Ma gli
affitti non scendono ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: nel primo semestre del 2008 le quotazioni delle case, complessivamente, sono scese del 2,1%. Non sono, però, gli immobili di pregio a calare di prezzo. E? il «medio usato» che scende, in particolare nelle zone più popolari. Arriva, infatti, fino al 5% il ribasso in periferia, come ad esempio in piazza Tanucci, dove, con l?
Pagheranno solo i poveri (
da "Famiglia Cristiana" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La crisi del petrolio con i prezzi alle stelle ha prodotto prima dell?estate 100 milioni di poveri in più. Per sfamare un miliardo di persone denutrite nel mondo bastano 30 miliardi di dollari all?anno, cioè meno del 5 per cento del piano della Casa Bianca a favore delle banche.
La crisi dei mutui (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: la cosiddetta bolla immobiliare, si manifesta nei diversi paesi con un'intensità differente e con problematiche differenti. Negli USA i prezzi delle case scendono del 10% all'anno. In Spagna le compravendite crollano di circa il 30%. In Italia i listini segnalano un contenuto rallentamento della crescita delle quotazioni immobiliari -
Bce verso il taglio di mezzo punto (
da "Sole 24 Ore, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La spiegazione probabilmente sta proprio nella specializzazione dell'economia tedesca.Il Paese non deve fare i conti con una bolla immobiliare o con particolari squilibri finanziari, ma è tutto concentrato sull'export e sta soffrendo inevitabilmente del rallentamento mondiale. La Commissione si aspetta una crescita piatta nel 2009.
<L'Italia si salva perché le banche sono
tradizionali> ( da "Giornale di Vicenza.it,
Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Il deterioramento della capacità di rimborso del debito di chi aveva contratto un mutuo ha portato al collasso della bolla speculativa. E qui avviene il contagio: «Il crollo dei prezzi delle case - spiega Trevisan - ha lasciato scoperte le banche». Per coprirsi, hanno spezzettato i propri portafogli clienti e li hanno ceduti a finanziarie indipendenti con la vendita di derivati.
Bassano (L.F.) Quali strategie per il risparmio futuro? ... (
da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: ha anticipato con largo anticipo lo scenario dell'attuale crisi economica. Proprio in questi giorni il commissario europeo ha dichiarato la crescita zero in Eurolandia, ciò che l'autore aveva già previsto nelle sue apprezzate opere, come ancora lo spropositato aumento del prezzo del petrolio, la bolla immobiliare, quella finanziaria e borsistica.
La crisi economica travolge anche il mattone (
da "Nuova Ferrara, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: quindi incide su qualsiasi mercato specie quello immobiliare. Venire incontro ai clienti offrendo sconti o riduzione di prezzo nelle case? Personalmente sconsiglio la gente a comprare case a prezzo scontato perché possono nascondere rischi di fallimento delle imprese che li propongono, proprio in un periodo in cui invece è la qualità e le strutture ben fatte che alla fine pagano»
Latina e la sua provincia cominciano a risentire gli
effetti della bolla immobiliare americana e del... (
da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Latina e la sua provincia cominciano a risentire gli effetti della bolla immobiliare americana e della crisi del credito. Di fronte all'impennata del costo della vita, per tante famiglie, diventa ogni mese sempre più difficile riuscire ad accantonare la somma necessaria per pagare la rata del mutuo. Di conseguenza, aumentano le esecuzioni immobiliari e le ordinanze di vendita all'
Ance: il 2009 ci preoccupa (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Fabbisogno abitativoCala la produzione di nuove case, ma questo fenomeno «non è la conseguenza di una sovrapproduzione - precisa Buia - ma delle difficoltà dovute alla crisi finanziaria. Va detto che in Italia non c'è e non ci sarà alcuna bolla immobiliare, a differenza di quanto è accaduto negli Usa e in altri Paesi europei come Spagna e Irlanda dove hanno superato la domanda reale.
Taglio shock a Londra: un punto e mezzo (
da "Sole 24 Ore, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: con una contrazione dell'1,3% rispetto allo 0,8% della Germania e allo 0,7% di Usa e Spagna. La Gran Bretagna rischia più di ogni altro Paese a causa della forte esposizione di un enorme settore finanziario con 1,5 milioni di addetti e di una bolla immobiliare che sta iniziando a gonfiarsi da alcuni mesi e potrebbe portare a una fragorosa caduta dei valori delle case.
I repubblicani fanno le valigie e per la crisi svenderanno
le case ( da "Gazzettino, Il"
del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: E si svuoteranno anche le case che i funzionari di nomina politica hanno comprato arrivando nella capitale, nel mezzo della bolla immobiliare che aveva portato alle stelle i prezzi nei sobborghi-bene vicino a Washington, in Nord Virginia. La crisi finanziaria ha ridotto anche il 30\% del loro valore.
MERCATI: ROSSI (BANKITALIA), IN USA DISASTRO REGOLATORIO. (
da "Asca" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Da qui le ''bolle'', come la recente bolla immobiliare, che hanno abituato i cittadini statunitensi a vivere al di sopra dei propri mezzi. ''Nell'economia Usa c'e' uno squilibrio di risparmio - ha detto Rossi - che sara' difficile correggere''. La recessione quindi sara' pesante e lunga.
Case, il centro tira . Ma è rischio bolla (
da "Tribuna di Treviso, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: è dietrop l'angolo il rischio della bolla. Lo ribadisce l'ultima fotografia del mercato immobiliare trevigiano, scattata dell'Agenzia del territorio nel primo semestre. A dispetto della frenata già annunciata a inizio anni, infatti, i valori degli immobili più pregiati sono saliti iancora di prezzo, con percentuali vicine al 5%.
dalla fed alla bce va' dove ti porta la borsa - (segue
dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 08-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Si gonfia anche la bolla immobiliare, con la benedizione dei governi che ovunque vedono con favore la diffusione della proprietà. Negli Stati Uniti i nefasti mutui subprime si diffondono proprio per iniziativa di società para-pubbliche sotto la spinta del Congresso.
Mercato immobiliare: il trend delle locazioni nel primo
semestre 2008 pag.1 ( da "Trend-online"
del 10-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: dell?immobile che, in questo caso è legata non solo allo stato dell?appartamento ma anche ad altre variabili tra cui la qualità dell?arredamento (se già arredato), la luminosità, la tranquillità e la presenza di servizi in zona. Sono sempre più richiesti gli immobili con riscaldamento autonomo, quelli che abbiano almeno la cucina arredata e la presenza di collegamenti internet ad
IL MERCATO DELLE LOCAZIONI SEMESTRE DEL 2008 (
da "marketpress.info" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: immobile al prezzo desiderato decidono di affittarlo aumentando così l?offerta di abitazioni sul mercato. A Roma i canoni di locazione dei bilocali sono diminuiti dello 0. 6% e quelli dei trilocali dello 0. 8%. In centro si registra una contrazione dei valori nella zona di Piramide e dell?
La bolla immobiliare? Colpa di Rubin e Summers (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: della Fondazione Bruno Leoni, dove ieri ha tenuto una conferenza a Palazzo Clerici dal titolo polemico: «Crisi finanziaria: il nemico siamo noi». Nel senso che «ognuno di noi ha contribuito alla bolla, (anche mia figlia ha comprato casa in California), acquistando immobili prima che avessero inizio i lavori per la costruzione e vendendoli poi a qualcun altro che a sua volta sperava
Perché è sbagliato tornare all'interventismo di Keynes (
da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: della speculazione sugli immobili è però un fenomeno non monetario: deve esserci un calo dei prezzi delle case, in termini monetari, rispetto a quelli dei beni di consumo. Keynes sosteneva che l'aumento dell'offerta di denaro potrebbe funzionare anche in questo caso: i lavoratori non sono consapevoli che altrove i salari per lavori analoghi sono saliti come i loro e si astengono
Il casco per i baresi e i mutui per gli americani (
da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare.
6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari,
regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (4 votes, average: 4 out of
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Case, le Valli difendono i valori (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: del mercato riguarda soltanto il numero di compravendite effettuate nell'ultimo anno, ma ancora non ci sono riflessi evidenti sul prezzo delle case. Lo dice l'analisi approfondita dei dati campione forniti dall'Ufficio studi di Tecnocasa relativo al primo semestre del 2008 quando il valore degli immobili in Valcamonica, Valtrompia e Valsabbia è rimasto sostanzialmente invariato.
Il supertuscany? Vale oro (
da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: vittima della bolla immobiliare. Secondo l'indagine di Mediobanca mentre i vini di qualità inferiore perdono terreno, i vini di fascia alta si fanno strada specialmente nei Paesi emergenti. Il Masseto della Tenuta Ornellaia ( nella foto l'amministratore delegato Giovanni Geddes) sarà il primo vino italiano a sbarcare alla Place de Bordeaux,
Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale
e Baggio ( da "Giornale.it, Il"
del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: 271 del 2008-11-12 pagina 3 Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio di Barbara Benini (...) La maggiore difficoltà di accesso al credito per l'acquisto di case ha determinato nei primi 6 mesi dell'anno un aumento della domanda di abitazioni in affitto, senza il rialzo dei canoni di locazione.
( da "Milano Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano
Finanza Numero 218 pag. 11 del 1/11/2008 | Indietro Ma
sulle banche spagnole pende la spada di Damocle del Sudamerica congiuntura
Nonostante lo sboom, finora tutto è andato bene per le banche spagnole. A
differenza dei gruppi americani e delle altre banche europee, i maggiori
istituti di credito iberici non hanno avuto problemi di liquidità o di
patrimonializzazione, vantano profitti in continua crescita e non si lasciano
sfuggire acquisizioni a prezzi convenienti. Eppure proprio negli ultimi mesi la Spagna è stata travolta dallo
scoppio della bolla
immobiliare. Secondo le previsioni di Standard
& Poor's, nel 2009 Madrid sarà il fanalino di coda del Vecchio Continente
assieme a Londra e Dublino: la crescita del pil passerà infatti dall'attuale
+1,3% al -0,2% (contro la crescita zero prevista per l'Italia). Insomma,
la recessione è alle porte. Eppure i colossi bancari spagnoli non sembrano
risentire di questo contesto, almeno per ora. Il Santander ha chiuso i primi
nove mesi dell'anno con un utile di 6,93 miliardi (+6%), un Tier I al 7,89% e
un Core Capital al 6,31%. E mentre le banche italiane si interrogano se
tagliare o meno le cedole, il gruppo di Emilio Botin ha annunciato un secondo
dividendo di 0,13 euro per azione (+10%) sul 2008. Numeri positivi anche per il
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (Bbva) che ha chiuso il terzo trimestre con un
utile netto in crescita a 1,39 miliardi (+0,7%) battendo le attese del mercato.
Il roe si mantiene al 24,8%, mentre il Tier 1 è salito di 10 punti base
rispetto al settembre 2007, raggiungendo quota 7,8%. Qual è il segreto di
questo successo? «Questi istituti sono stati gestiti con grande prudenza grazie
anche al ruolo delle autorità di vigilanza», spiega a Milano Finanza Mario
Spreafico, direttore investimenti di Citigroup Italia. Insomma i controlli
hanno funzionato e le banche sono state costrette a ricapitalizzarsi nei
momenti di vacche grasse. Una prudenza che ha garantito a Santander e Bilbao un
funding molto più solido rispetto agli altri competitor europei e una migliore
qualità dell'attivo. Il ruolo di primo piano è stato giocato dalla banca centrale
che dal 2000 impone accantonamenti obbligatori direttamente proporzionali ai
crediti. Inoltre sul mercato spagnolo non sono ammessi i veicoli off balance
sheet dei quali altrove si è fatto un uso molto disinvolto. Ma la situazione è
davvero così rosea? «In realtà ci sono alcune mine che potrebbero deflagrare
nei prossimi mesi», spiega l'analista di una sim milanese. «Il crollo del
mercato immobiliare spagnolo impatterà presto sui
conti economici, come si nota dal progressivo aumento dei non-performing loans.
In secondo luogo c'è l'incognita dei mercati sudamericani». L'America Latina
rappresenta il secondo mercato per le grandi banche spagnole: basti pensare che
nei primi nove mesi dell'anno il Santander ha ottenuto da questa area
geografica un utile di 3,29 miliardi di dollari con una crescita del 20%. Ma il
progressivo rallentamento di queste economie e le nubi che si stanno addensando
sull'Argentina non promettono niente di buono. Il rischio principale è
rappresentato dalla volatilità valutaria attesa per i prossimi mesi e da una
progressiva crescita delle sofferenze. La diversificazione geografica,
tuttavia, è anche un'opportunità perché consente ai grandi gruppi di compensare
le difficoltà del mercato domestico. «Gli istituti che oggi stanno soffrendo di
più sono infatti le casse di risparmio», spiega Tullia Bucco, economista di
Unicredit. «Le famiglie spagnole sono tra le più indebitate d'Europa e la crisi
del mattone le ha travolte. Il peso di tutto ciò grava soprattutto sulle banche
medio-piccole che ormai hanno il fiato corto. Non mi stupirei se, a breve,
qualcuna fallisse» (riproduzione riservata) Luca Gualtieri
( da "Milano Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Milano
Finanza Numero 218 pag. 53 del 1/11/2008 | Indietro Casa
dolce casa I Vostri Soldi nel Mattone Di Teresa Campo Trend A dispetto del calo
dei prezzi e delle tranzazioni aumentano gli acquisti
nella fascia alta del mercato. A scopo difensivo e non solo Italiani fedeli al
mattone nella buona, ma anche nella cattiva sorte. Lo testimoniano banche e
agenzie immobiliari che nell'ultimo periodo, a dispetto della bufera che si è
abbattuta in particolare sul mercato immobiliare e su
quello dei mutui, hanno cominciato a registrare un insospettabile ritorno
d'interesse per l'investimento in abitazioni. Certo si tratta di una nicchia
molto circoscritta: grandi clienti bancari che smobilizzano corposi investimenti
finanziari (fondi, azioni...) per dirottarli sul mattone, preferibilmente di
fascia alta, come testimoniano le società di
intermediazione che trattano immobili di pregio. «Un fenomeno nuovo, non di
larga scala, iniziato già nel mese di gennaio per consolidarsi via via», spiega
Alessandro Ghisolfi dell'ufficio studi Ubh. Eppure ormai da anni si preannuncia
il famoso scoppio della bolla
immobiliare, peraltro già verificatosi in
altri paesi, leggi Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia. E
anche per quanto riguarda l'Italia le previsioni non sono delle migliori: lo
stesso Fondo monetario internazionale ha preannunciato per il mattone tricolore
un calo dell'ordine del 10-20% nell'arco di 2-4 anni. Un'aspettativa non
sconfessata dalla realtà che, nonostante i prezzi
finora non abbiano subito finora vistose correzioni, ha visto comunque un
drastico calo delle compravendite, fenomeno che in genere prelude a un ritocco
più severo delle quotazioni. E allora perché comparano? Le ragioni sono presto
dette: la paura fa spavento, e quindi, piuttosto che vedere i propri soldi via
via rosicchiati dal costante stillicidio delle borse, sfociato poi nel crollo
estivo, molti hanno preferito rifugiarsi nel vecchio mattone. Forti di un
ragionamento: meglio perdere poco, il 10-20% appunto, che perdere molto, tipo
l'80% bruciato da alcuni titoli in borsa. «Del resto in Italia», spiega Mario
Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, «fatta eccezione per il periodo
1992-1995, finora i prezzi non sono mai scesi. E anche
in quest'ultima crisi, nonostante se ne parli già dal 2002, finora le
quotazioni non hanno ceduto più del 10%». Oltre alla paura, evidenziata anche
dal boom degli investimenti in altri classici beni rifugio, oro, gioielli,
opere d'arte, a guidare all'acquisto, ma in misura molto minore, è anche l'idea
di approfittare della situazione e cominciare a compricchiare qualcosa. «Non a
caso oltre ad appartamenti da almeno 100-
( da "Borsa e Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ATTUALITÀ
Salvare l'American dream dall'incubo dei pignoramenti di Redazione - 01-11-2008
IL PESO DEL MATTONE Salvare l'American Dream. Una missione (forse) impossibile
che segnerà le sorti del prossimo inquilino della Casa Bianca. Che sia John
McCain o Barack Obama poco importa. In ballo c'è la continuità di un modello
culturale che il concetto di subprime ha prima elevato al massimo splendore,
per poi ridurlo a farsa: in pochi anni si è passati dall'euforia di una casa
per tutti a 8.500 pignoramenti al giorno. Un tracollo che ha trasformato il
sogno americano in incubo. L'economia è in recessione - l'ultima lettura del
Pil parla di una contrazione dello 0,3% nel trimestre conclusosi il 30
settembre - e nei dintorni delle città più colpite dalla peste immobiliare spuntano le prime tendopoli. DEBITI DA RIVEDERE.
Sarà compito del nuovo presidente arginare il contagio. McCain ha proposto un
rifinanziamento di Stato a tutti i debitori a rischio default: la Federal
Housing Administraton si farebbe carico del contratto originario nei confronti
della banca, per poi emettere un nuovo mutuo agevolato e garantito. Gli uomini
del candidato repubblicano credono che, così facendo, eviteranno che da
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Diminuiscono le compravendite
immobiliari in provincia di Perugia ma i prezzi
delle case restano sostanzialmente stabili.
«Segno-spiegano in Confcommercio- che il mattone continua ad essere un «solido
investimento». È quanto emerso ieri nell' annuale convegno organizzato dal
Fimaa, il sindacato provinciale agenti immobiliari aderente alla Confcommercio. Al centro del
dibattito, uno studio presentato da Chiara Paoletti - in rappresentanza
dell'Osservatorio Mercato Immobiliare dell'Agenzia del Territorio - commentato
dal presidente Fimaa-Caip, Bruno Biagiotti. Nei primi sei mesi del 2008 la
contrazione delle compravendite in provincia di Perugia è stata del 19,91 per
cento, dopo che nello stesso periodo del 2006 e del 2007 la crescita aveva
invece sfiorato il nove per cento, in controtendenza con il resto del paese
dove già il mercato era in flessione. Il mercato immobiliare
a livello provinciale si è pertanto riposizionato sui livelli del primo
semestre del 2004, quando si realizzarono 3.725 compravendite. «Il mercato immobiliare oggi è più riflessivo e più selettivo» ha detto
Biagiotti.
( da "Tirreno, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 12
- Grosseto Aumenti del 15% in un anno per acquistare un alloggio Il bilancio
del settore chiude in negativo sia per m³ scambiati che per fatturato prodotto
PIOMBINO. Crisi e prezzi in rialzo. Nei primi dieci
mesi del 2008 trovano conferma i segnali di rallentamento avvertiti nel 2007
nel mercato immobiliare locale. E l'anno si prepara a
chiudere con un bilancio in negativo, sia per metri quadrati scambiati che per
fatturato prodotto. è quanto emerge dalla fotografia scattata dall'istituto
indipendente di ricerca Scenari Immobiliari nell'ambito del settimo rapporto
sul mercato immobiliare della Toscana, realizzato in
collaborazione con l'associazione dei costruttori edili Ance Toscana. La
dinamica delle quotazioni. Negli ultimi dodici mesi i valori al metro quadrato
delle case non ristrutturate hanno subito un calo
mediamente superiore dell'8 per cento. Si tratta della maggiore riduzione nel
panorama regionale, dietro solo a Livorno città (10%). Una flessione che segue
a un periodo di crescita non commisurata alle potenzialità del mercato locale,
così le quotazioni tendono a riassestarsi su livelli più conformi alla qualità
dei beni e del territorio. Il prodotto nuovo, invece, mantiene prezzi pressoché costanti, ma non influisce in modo
significativo nel calcolo del fatturato complessivo del settore. Nel 2008,
infatti, se le previsioni di Scenari Immobiliari saranno confermate, le
superfici compravendute subiranno una contrazione media del 5,4% a fronte di
una riduzione del fatturato di oltre 4,5 punti percentuali. Tuttavia, a Piombino le quotazioni al metro quadrato per un appartamento di
circa 100 mq sono cresciute in media del 14,7% per un immobile in zona centrale
e del 9,6% nelle altre aree della città. Anche San Vincenzo, che si conferma la
piazza più cara, sostenuta dal mercato delle seconde case, i prezzi continuano a salire: +6,6% in zona centrale e +3,8% nelle altre
zone. Scenario stagnante invece a Campiglia Marittima, pressoché ferme
le rilevazioni al 2007 se non per un'oscillazione al rialzo del prezzo minimo
nelle zone periferiche (+3,2%). Domanda e offerta. Si guarda sempre meno ai
requisiti tipici nel determinare la preferenza per un immobile, come la
tipologia edilizia, la metratura o la zona in cui è ubicato, per concentrarsi
invece sulla sfera squisitamente economica. La percentuale maggiore delle
transazioni ha infatti interessato due fasce di mercato: quella relativa agli
immobili con prezzi inferiori ai 200-230mila euro e
l'altra legata alle abitazioni con quotazioni superiori ai 500mila euro. In
forte diminuzione sono invece gli scambi che riguardano la fascia intermedia
del mercato. In contrazione anche il comparto terziario e commerciale. La
domanda di spazi commerciali, in particolare, è limitata alle aree centrali e
gli scambi di immobili per uso ufficio conferma la flessione registrata già da
alcuni anni. Chi e quando. Rispetto agli anni precedenti nei primi dieci mesi
del 2008 diminuiscono sensibilmente nel novero dei compratori le giovani coppie
e i single, meno capaci di affrontare un investimento economico rilevante come
l'acquisto di una casa. Aumentano in proporzione, invece, le famiglie già
consolidate che vogliono migliorare la propria condizione abitativa, in termini
di spazi o di localizzazione. Il 2008 segna anche un sostanziale allungamento
dei tempi medi di vendita, che sono compresi tra i cinque e i sette mesi,
mentre rimangono pressoché costanti i margini di trattativa, già influenzati
dall'abbassamento dei prezzi. Le cause della frenata.
Il rallentamento sembra interessare il comprensorio della Val di Cornia come la
provincia di Livorno con un peso maggiore rispetto a quanto rilevato nelle
altre realtà toscane. Tra le motivazioni indicate da Scenari Immobiliari la
sensibile diminuzione dei prezzi dell'usato e la crisi
del sistema economico-finanziario, che ha tra le sue conseguenze quella di una
minore propensione delle famiglie all'indebitamento. Eppure, per il presidente
di Scenari immobiliari Mario Breglia: «L'immobiliare
si conferma comunque un investimento anticiclico: in un anno le quotazioni
delle case sono scese meno di quanto abbiano fatto le
azioni in un solo giorno». Manolo Morandini
( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi
delle case Al Villaggio degli Sposi quotazioni a +20%
rispetto a 2 anni fa E l'università ai Riuniti rivaluta l'area intorno a largo
Barozzi Ospedali scacciacrisi. Almeno nel settore immobiliare la definizione calza a
pennello. Tutto ciò che si trova attorno vale oro, o comunque, non sembra
risentire del periodaccio. Vecchio o nuovo non importa, vanno bene
entrambi: da largo Barozzi alla Trucca. E se potendo scegliere (e potendoselo
permettere) è ovviamente meglio stare dalle parti delle piscine Italcementi, in
quella esclusivissima zona dove i prezzi, oltre a non
risentire della flessione generalizzata, sono da sempre alle stelle, la vera
sorpresa arriva dalle parti del Villaggio degli Sposi dove grazie alla nuova
struttura sanitaria, le quotazioni immobiliari, in barba alla recessione,
stanno offrendo una performance a dir poco buona: 20, ma anche 30 per cento in
più rispetto a quelle di un paio d'anno fa. Qualche esempio? Statistiche
dell'Appe (l'Associazione provinciale della proprietà edilizia) e della
Confedilizia alla mano, basta dare un occhio alle vie più vicine alla struttura
sanitaria tuttora in costruzione. La stessa via Trucca, per esempio: se nel
2007 le quotazioni di un nuovo appartamento qui si aggiravano sui 2.000 euro al
metro quadro (da
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ABBIATEGRASSO
pag. 10 Le case popolari vanno sul mercato: un affare
che coinvolge 600 proprietari Passa la delibera con una tassa comunale dai 12 ai
17 mila euro di MICHELE AZZIMONTI I PROPRIETARI delle case
acquistate in regime di edilizia economica e popolare potranno rivendere le
loro abitazioni diversi anni prima del termine fissato dalla convenzione col
Comune. Ma per ottenere l?autorizzazione alla vendita dovranno versare un obolo
alle casse comunali: dai 12mila ai 17mila euro, a seconda degli anni che
mancano alla scadenza. Ma non è tutto. Infatti le abitazioni potranno essere
messe in vendita solo se sarà trascorsa almeno la metà degli anni fissati dalla
convenzione. Non prima. E? questo, in linea di massima, il contenuto
dell?intesa raggiunta dai partiti di maggioranza sulla questione della vendita
anticipata delle case popolari. Si tratta di una
manovra rilevante. Secondo i dati in possesso del Comune, l?operazione potrebbe
interessare circa 600 piccoli proprietari. Prima di divenire a tutti effetti
operativa, la deroga dovrà essere presentata in Consiglio comunale e ricevere
il voto della maggioranza dell?assemblea. MA ANCHE su questo punto non
dovrebbero esservi difficoltà: gli stessi gruppi d?opposizione hanno
caldeggiato la stesura di una deroga che conceda ai proprietari di
un?abitazione popolare la possibilità di mettere in vendita l?immobile ai prezzi di mercato e soprattutto prima della scadenza dei
termini fissati dal Comune all?atto dell?acquisto. Alla base della nuova regola
vi è uno specifico obiettivo. L?AMMINISTRAZIONE intende, prima di tutto, venire
incontro ai bisogni manifestati con sempre più insistenza da molte famiglie: vi
sono infatti nuclei familiari che si sono ingranditi e si trovano nella
necessità di vendere il proprio appartamento per acquistarne uno più grande, ma
devono fare i conti con i prezzi del mercato immobiliare. Che sono molto più alti rispetto a quelli dell?edilizia
popolare. Vi sono poi altre famiglie che per ragioni di lavoro devono sportarsi
in altre città e vendere la propria abitazione. A tutte queste famiglie verrà
così offerta la possibilità di vendere a prezzo di mercato un?abitazione
ottenuta a suo tempo con le agevolazioni comunali. La Lega Nord ha ottenuto che
gli introiti di questa nuova operazione vengano versati in un apposito fondo
destinato agli aiuti sociali. INOLTRE è prevista un?agevolazione per quelle
famiglie che non sono in grado di pagare subito la transazione destinata al
Comune: la somma potrà essere versata all?atto del compromesso.
( da "Nuova Ferrara, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
La crisi
si fa sentire nel settore immobiliare, l'analisi e il
futuro visto da un agente che opera nel territorio Mercato in flessione, ma non
i prezzi Case, quotazioni invariate e le compravendite
calano del 14% L'investimento nel mattone frena a causa dei mutui «Serve
sinergia tra Comune e imprese» CENTO. «Dal secondo semestre del 2007, anche il mercato dell'immobile a Cento, in linea con l'andamento
nazionale, è entrato in una fase negativa, ma i prezzi tengono».
Marco Amelio, agente e titolare dell'agenzia AM Immobiliare traccia così il
quadro del mercato centese, facendo riferimento all'andamento del mattone in
città e alle tendenze che caratterizzeranno il futuro del settore. «In flessione
infatti - spiega Amelio - non sono tanto le quotazioni degli immobili, che in
sostanza sono rimasti invariati, contraddicendo la legge della domanda e
offerta, piuttosto le compravendite che, nel residenziale e a fronte di
un'offerta che è rimasta invariata, hanno subito un calo del 14%». Anche nella
città del Guercino, come rilevato dall'immobiliarista, la pesante crisi
finanziaria in atto non ha tuttavia ancora dato segni di condizionare le scelte
dei risparmiatori centesi che potrebbero travasare le risorse dal settore
mobiliare a quello immobiliare. «Si tratta - precisa
Amelio - di un passaggio, quello dalle azioni alla casa, che si attende, nel
centese come a livello nazionale, in un immediato futuro. Da un lato, i
risparmiatori sono oggi in attesa delle evoluzioni del sistema finanziario
globale, dall'altro a penalizzare tale travaso sono i rialzi record registrati
dai tassi d'interesse: quello ufficiale fissato dalla Bce è al 4,25%,
l'Euribor, ossia il tasso a cui fanno riferimento i prestiti, ha toccato il
settimo massimo storico, superando il 5,5% e, se si aggiunge lo spread delle
banche, si supera il 6%». E' possibile ipotizzare, per l'agente immobiliare, che anche a Cento, se non nell'immediato, torni
a crescere nel 2009 il settore degli affitti. «Del resto, anche nelle
amministrazioni comunali, si parla sempre più di emergenza abitativa, del
problema delle case in affitto e dell'esigenza di una
vera e propria riforma che consenta di mettere a disposizione abitazioni ad un
canone calmierato per tutte quelle categorie sociali appartenenti alla
cosiddetta "fascia debole"». Elemento questo che, come sostiene in
chiusura Amelio, potrebbe rimettere in moto il settore immobiliare
centese, attraverso una stretta sinergia che preveda una collaborazione a tal
fine di amministrazione comunale e imprese locali. Beatrice Barberini
( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina
11 - Economia Dagli Usa scatta l´allarme deflazione I prezzi
frenano per il crollo dei consumi. Flessione anche in Italia. Attesa per la Bce
ANDREA GRECO MILANO - Ironie della storia economica. Dopo che a oltre un
decennio di tassi bassi, prezzi bassi e crescita
globale era seguito qualche mese di inflazione e materie prime alle stelle, la
crisi finanziaria trascina il mondo in una deriva diversa � e peggiore �
caratterizzata da tassi tendenti allo zero, prezzi in
caduta e crescita negativa del Pil. La parola-spauracchio è deflazione, un
crollo dei prezzi che fa rinviare i consumi e manda in
tilt le aziende, con tutte le possibili negative ricadute. Gli Stati Uniti sono
immersi nella grande paura. Ieri il New York Times vi ha dato risalto: «Un
nuovo spettro sta prendendo corpo nell´economia, la prospettiva che le merci si
impilino in attesa dei compratori e i prezzi
precipitino, soffocando gli investimenti e peggiorando la disoccupazione per mesi,
o anni». Il prezzo del petrolio s´è più che dimezzato dopo il record a 147
dollari al barile a luglio, beni come rame e cereali sono tracollati, scendono i prezzi
delle case in tutto il mondo. E i consumi di
beni e servizi più voluttuari (tipo auto, abbigliamento, turismo e tempo
libero) sono in frenata. Il vicino Natale confermerà il trend di consumismo
triste. Scenari drammatici, che rievocano la Grande Depressione negli States, o
il "decennio perduto" �90 in Giappone, quando scoppiò la bolla immobiliare e neanche i tassi reali sotto zero seppero
rianimare l´economia. Sì perché con la deflazione agli operatori non interessa
il costo dei prestiti: si limitano a non investire affatto, neanche gratis.
Aspettano nel bunker esattamente come i consumatori, tutti nella spirale
viziosa. Le banche centrali sono ormai al corrente, e stanno usando al massimo
la leva monetaria per favorire l´attività economica. Ha di nuovo tagliato i
tassi la Fed, lo farà giovedì � di 50 punti base � la Bce, portando i tassi
euro al 3,25%. Sempre che, come detto, siano misure efficaci. Il presidente
della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, ha dato a Sky Tg 24 il senso di
ciò che va curato ora: «Non dobbiamo guardare solo gli effetti finanziari della
crisi. Li abbiamo già affrontati e credo che l´Europa abbia agito bene. Ora
dobbiamo pensare alle conseguenze sull´economia reale, sulla vita quotidiana di
chi possiede una casa, di chi lavora». Anche l´Italia è immersa nel nuovo
difficile contesto. La gestione delle banche è in affanno, e il governo teme un
raffreddamento dei finanziamenti a imprese e famiglie. Le aziende parano il
colpo, e secondo l´Inps a settembre hanno aumentato del 70% la cassa
integrazione ordinaria. Il caro vita tanto temuto dagli italiani, tema forte
dei programmi elettorali di aprile, è svanito. L´inflazione Istat, che in
agosto saliva del 4,1% annuo, a settembre scendeva al 3,8%, a ottobre al 3,5%.
Il prezzo dei carburanti, un pilastro recente di "inflazione
importata", a ottobre è sceso del 4,6% per la benzina, del 5,1% per il
gasolio. Ancora crescenti, invece, le tariffe energetiche, che seguono un´onda
più lunga. Palazzo Chigi sa di dover faticare, nell´attrezzarsi ai difficili
tempi nuovi. E il ministro dell´Economia ombra del Pd, Pier Luigi Bersani,
detta le priorità dell´opposizione: «Destinare lo 0,5% del Pil alle tredicesime
e abbassare le rate sui mutui, e tenere alti gli ammortizzatori sociali».
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-11-03 - pag: 1 autore: NON
SOLO PESSIMISMO Le «occasioni» nascoste di Fabrizio Galimberti L a crisi di
questi giorni prima o poi finirà, come tutte le crisi. è possibile intravedere
qualche segno di ottimismo. Di certo, lo sgonfiamento della
bolla immobiliare è positiva per quelle famiglie che vogliono acquistare casa. Il
prezzo del petrolio è meno della metà rispetto ai massimi dell'estate e questo
alleggerisce la bolletta delle famiglie e delle imprese. I corsi in picchiata
delle materie prime fanno scendere anche il tasso di inflazione,
rafforzando il potere d'acquisto dei consumatori. Inoltre l'indebolimento
dell'euro riduce le difficoltà dell'export verso l'area del dollaro. Da ultimo,
il sistema produttivo non può che ricevere una spinta dalle difficoltà di oggi:
non c'è niente che concentri volontà e inventiva come l'istinto di sopravvivenza.
Articolo u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-03 - pag: 10
autore: Gli spiragli della fiducia Dalle materie prime alla casa il calo dei prezzi può aiutare le famiglie di Fabrizio Galimberti N on è
facile trovare consolazioni nel turbine di cattive notizie che avviluppa
l'economia mondiale. Non è facile, ma non è neanche impossibile. E, dato che
lacrisi un giorno o l'altro finirà - come son finite tutte le crisi - cerchiamo
di intravvedere nella caligine qualche bagliore di buon auspicio. Un recente
articolo di Nicholas Kristof ("New York Times" del 18 ottobre)
riporta il risultato di una ricerca dell'economista Christopher Ruhm
dell'Università della North Carolina: la recessione vi può salvare la vita. I
tassi di mortalità diminuiscono nelle recessioni: aumentano le morti per
suicidio, ma si riducono i passaggi a miglior vita dovuti ad attacchi di cuore,
incidenti d'auto, polmonite e la maggior parte delle altre cause. Insomma, si
va meno in giro in macchina, ci sono meno incidenti sul lavoro e meno
inquinamento. Anche la qualità della vita migliora: si è meno nervosi e si fuma
di meno, c'è più tempo libero, si fa più esercizio e si mangia meno in fretta.E
poi c'è da considerare la pensione: chi ha un fondo pensione in fase di
accumulazione (è normale in America, ma con la pensione integrativa si comincia
anche in Italia), in questa fase di prezzi di Borsa
bassi si accumula di più. Ci sono due opinioni al riguardo: la prima è la
"reversione verso la media": cioè a dire, i prezzi
di Borsa, dopo il duro colpo, tendonoa tornare alle tendenze di lungo periodo.
La seconda è chiamata random walk, percorso casuale: in questo caso non è detto
che i prezzi tornino sulla retta via. Ma chi si voglia
consolare dello sgretolamento dei risparmi può scegliere di iscriversi alla
scuola di pensiero che sostiene la " reversione verso la media". Se
questi argomenti non sono abbastanza convincenti per chi soffre delle
sofferenze dei mercati, proviamo a elencare alcuni aspetti positivi di questo ciclo
desolante. I prezzi delle case Sono scesi di molto in
Americae stanno scendendo - o almeno si sono stabilizzati - in molti altri
Paesi. Come sappiamo, lo sgonfiamento della bolla immobiliare ha portato devastazioni nei Paesi dal credito (troppo) facile,
ma almeno la notizia è positiva per chi entra per la prima volta nel mercato
delle abitazioni. Tanti giovani che erano stati tagliati fuori dal mercato
potranno beneficiare di una riduzione dei prezzi delle case.
Il prezzo del petrolio è meno della metà rispetto ai massimi che aveva
raggiunto non molto tempo fa. Questo aiuta le famiglie, che spenderanno di meno
alla pompa e per il gasolio da riscaldamento; e aiuta le imprese, che vedono
ridursi i costi energetici. I prezzi delle materie
prime Sono anch'essi in forte discesa. Il che aiuta non solo le imprese a
ridurre i costi, ma anche le famiglie, dato che la bolla
aveva colpito, oltre a metalli e altri materiali di base, anche importanti
derrate alimentari, dalla farina al latte, e di qui al burro e alla pasta. Il
tasso d'inflazione Questi corsi delle materie prime in discesa faranno scendere
anche il tasso di inflazione, confortando il potere d'acquisto delle famiglie.
Allo stesso tempo, un'economia debole spinge le imprese ad abbassare i prezzi e crea, solo che i consumatori siano attenti alle
opportunità di acquisto, occasioni di "fare affari" sia per i beni
durevoli, dalle auto agli elettrodomestici, sia per i servizi come i viaggi e
gli alberghi. L'export verso l'area dollaro Queste opportunità per i
consumatori sono una sofferenza per i produttori, che vedono assottigliarsi i
margini di profitto. Ma almeno gli esportatori verso l'area del dollaro possono
consolarsi: la scomoda forza dell'euro ha ceduto il campo a quotazioni più
competitive. Il cambio del dollaro contro euro aveva raggiunto 1,60, ma ora
l'euro è sceso a 1,30 e ciò dà più respiro ai produttori europei. Il sistema
produttivo Da ultimo, il sistema produttivo italiano già da qualche anno aveva
cominciato a cambiar pelle, ristrutturandosi e risalendo la scala del valore
aggiunto. Questo processo non può che ricevere una spinta dalle difficoltà di
oggi. Non c'è niente che concentri volontà e inventiva come l'istinto di
sopravvivenza. Senza scordare che gli sbocchi di mercato ci sono ancora: se i
Paesi "emersi" nell'anno a venire non cresceranno e faticheranno a
evitare il segno "meno", i Paesi emergenti vengono ancora visti in
crescita di circa il 6 per cento. fabrizio@bigpond.net.au Barile basso. La
quotazione del greggio oggi è meno della metà rispetto ai massimi raggiunti
pochi mesi fa AP/LAPRESSE
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-11-02 - pag: 26 autore:
Mercati. Jennifer Bridwell (Pi
( da "Opinione, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Oggi è
Lun, 03 Nov 2008 Edizione 234 del 01-11-2008 I POTERI DELLA FED Un ruolo
d?emergenza temporaneamente quasi permanente di Sandra Giovanna Giacomazzi
Questa settimana il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha
abbassato il tasso d?interesse a 1%. Sono in molti a pensare che lo abbia
abbassato solo di un mezzo punto per tenersi di riserva la possibilità di
abbassarlo ulteriormente ancora due volte, arrivando a tasso 0%. L?1%. E?
esattamente la percentuale alla quale Alan Greenspan aveva abbassato il tasso
nel 2003, mantenendolo lì per più di un anno, fatto per il quale è stato individuato
come capro espiatorio onorario per aver scatenato la bolla
immobiliare, i mutui sub-prime, la finanza creativa nel
riconfezionamento di quei mutui, insomma dell?intero concatenarsi di eventi che
ha portato alla crisi economica globale attuale. Solo la settimana scorsa l?ex
presidente della Fed è andato a pronunciare una specie di ?mea culpa? davanti
ad una commissione su Capitol Hill. Quindi perché l?attuale presidente Bernanke
sta offrendo una cura che pare tale quale a ciò che ha causato la malattia?
Alzare e abbassare i tassi d?interesse fa parte del curriculum della politica
monetaria di qualunque banca centrale. Si alzano quando l?economia va troppo a
galoppo e c?è pericolo d?inflazione. Si abbassano quando c?è bisogno di dare
uno stimolo all?economia. Ma questa volta funzionerà? E, appunto, il problema
dell?inflazione che sembrava in ascesa libera solo fino ad un mese fa? Per
quanto riguarda l?inflazione, effettivamente il calo del prezzo del petrolio e
di quasi tutte le altre commodities, hanno dato lo spazio alla Fed per ridurre
i tassi a breve termine. Lo scopo sarebbe di abbassare il costo del denaro e
facilitare i prestiti per le imprese e per i consumatori. Ma fino ad adesso,
non ha funzionato. Sembra incredibile ricordare che solo poco più di un anno
fa, e ben nove tagli dei tassi fa, il tasso della Fed era al 5,25%. Oggi, salvo
abbassarlo sul serio a 0%, il costo del denaro non potrebbe essere più basso.
Eppure è tutto fermo. Anche perché il problema attuale non è tanto il costo del
denaro, quanto la disponibilità di liquidità delle banche e quindi della loro
disponibilità di fare credito anche ai clienti più solidi. Abbassare i tassi
quando alle banche mancano liquidità e fiducia è come dare più rubli ai russi
durante il periodo del comunismo per comprare il pane quandogli scaffali erano
tutti vuoti. E? questo il motivo per il tanto odiato quanto necessario
?bailout?, il salvataggio di 700 miliardi di dollari da parte dello Stato
americano, deciso con sangue, sudore e lacrime alcune settimane fa. Per motivi
tecnici quei liquidi cominceranno solo ora ad infiltrarsi nel sistema. Ma se le
banche non si sbrigano a mettere quel denaro a disposizione dei loro clienti,
lo Stato potrebbe sentirsi obbligato ad ordinare loro di farlo. Che, in prima istanza,
potrebbe persino essere utile e necessario. Ma c?è chi comincia già a
preoccuparsi che lo Stato possa abituarsi troppo ai suoi nuovi poteri e al suo
ruolo d?emergenza nelle banche, nelle assicurazioni e forse anche nel settore
automobilistico e dei fondi di pensione. Misure prese per spegnere l?incendio
della crisi potrebbero creare istituzioni che nessuno avrebbe voluto e che
potrebbero durare molto più a lungo di quanto si intenda. Si dice che non c?è
niente di più permanente di un programma temporaneo. Quando gli Stati Uniti
entrarono nella prima guerra mondiale nel 1917, il Congresso conferì al
presidente poteri sugli scambi internazionali. Quei poteri furono revocati solo
nel 1975.
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
LA FAME
DI ALLOGGI «Ci sono 400 richieste ferme nei tavoli dell'amministrazione» OLBIA.
Sembra di sfogliare l'album dei sogni infranti, il catalogo di quelli che non
ce la hanno fatta. Vittime della bolla immobiliare,
dello tsunami mattonifero che non ha abbattuto solo villette negli Stati Uniti,
ma ha cancellato anche tanti proprietari di case in
città. Persone sconfitte da un mutuo col tasso mannaro. Variabile impazzita che
ha reso la rata più pesante dello stipendio. L'elenco delle case
pignorate e messe all'asta dal tribunale di Tempio è sconfortante. Un rosario
interminabile. Basta un viaggio virtuale nel sito internet del tribunale in cui
c'è un elenco lunghissimo di case messe all'asta per
rendersi conto delle dimensioni dell'emergenza casa. La data della gara è già
fissata per ognuna di loro. Una specie di patibolo dei sogni di mattone. «è
solo uno dei tanti aspetti drammatici della fame di case
e del costo folle che le quotazioni hanno raggiunto in città. Per una giovane
coppia è impossibile comprare casa a Olbia - spiega il consigliere Carlo
Careddu, Pd -. Credo sia indispensabile che l'amministrazione prenda in
maggiore considerazione l'emergenza. In Comune le domande per avere una casa
popolare sono arrivate a 400. Serve una risposta politica forte. In modo
particolare ora che la situazione economica è molto pesante. La bolla
immobiliare ha già colpito il mercato in
città. Le famiglie che rischiano di restare senza casa sono tantissime. Il
gruppo del Pd presenterà un'interrogazione in consiglio per capire quali sono le
intenzioni della maggioranza per ciò che riguarda la politica della casa.
Già in campagna elettorale avevamo posto come priorità la necessità di una
risposta forte da parte del Comune a questa emergenza. La maggioranza non ha
soluzioni. Ha trovato un'eredità fatta di domande per avere un tetto e di
pochissime iniziative per realizzare abitazioni. Bisogna cambiare rotta. Il
progetto della Regione per ristrutturare le case
abbandonate al centro è stato un flop in città. è necessario battere altre
strade come l'edilizia convenzionata in cui il Comune dà l'area e il privato
costruisce, ma può vendere solo a prezzi calmierati.
Un modo per dare a tutti la possibilità di avere un'abitazione. Non capisco
perché mentre si continuano ad autorizzare lottizzazioni grandi come paesi, non
si pensi alla necessità di una enorme fascia di cittadini che ha diritto a una
casa». (l.roj.)
( da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina 8
- Montecatini La crisi si abbatte anche sulle case In
città compravendite in calo del 5,5%, ma i prezzi
crescono del 3,5 Sale l'offerta, precipita la domanda. L'agenzia: «Al di là
delle quotazioni in questo periodo si tende ad abbassare i prezzi»
FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Nel 2008 il mercato della casa segna una
contrazione del 5,5% a Pistoia e dell'1,5% in provincia rispetto al 2007. Non
così i prezzi, aumentati del 3,5% nel centro città e
del 2% circa nelle zone periferiche. In controtendenza, invece, i prezzi dei comuni minori della provincia, con una riduzione
superiore all'1%. Il quadro è fornito dall'ultimo rapporto di "Scenari
immobiliari", agenzia dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori. Si
tratta di stime di fine anno sul trend verificato nel corso dell'anno. La
contrazione delle compravendite immobiliari non è un dato solo pistoiese ed è
legato, in generale, alla crisi economica a cui si è aggiunta negli ultimi
tempi l'aggravante della crisi finanziaria, con l'impennata dei tassi sui mutui
crisi finanziaria. Ecco come si presenta la situazione. I prezzi
delle case. Singolare il quadro fornito dall'Ance sui prezzi
delle case per metro quadro nelle varie zone della città e nei comuni,
che mostra valori più alti in tutte le tipologie abitative e di zona rispetto a
quelli indicati dall'Agenzia del territorio, fonte uffuciale per le quotazioni immobiliari.
Come si evince dalle tabelle che pubblichiamo in questa pagina, i prezzi di vendita a Pistoia per l'Ance oscillano in una
forchetta compresa tra i 1.500 euro al metro quadro dell'estrema periferia ai
3.900 del centro storico. Per l'Agenzia del territorio, si va dai 1.400 euro al
metro quadro delle abitazioni economiche in frazioni di pianura o
pedecollinari, fino ai 2.800 per un'abitazione civile in area Sala, via Buozzi,
via Cino, via Cavour. Prezzi nettamente più bassi rispetto a quelli segnalati
dall'Ance. Come si spiega? «Quelli reali si posizionano a metà strada - spiega
Gabriele Gasparri, immobiliarista e rappresentante della Fiap - Chiaramente i
costruttori hanno un interesse commerciale che l'Agenzia del territorio, per la
quale i valori hanno un utilità di riferimento catastale, non ha. Quei prezzi indicati dall'Ance si riferiscono sicuramente ai
valori di base per immobili rifiniti e di pregio, ma non è detto che poi sia il
prezzo che alla fine viene effettivamente pagato dal compratore. Soprattutto di
questi tempi con la crisi che c'è, si tende a ribassare i prezzi in corso d'opera: meglio vendere a meno che non vendere
affatto». Classe media in crisi. Sia l'Ance che il titolare dell'agenzia immobiliare, segnalano come fatto nuovo la minore disponibilità ad
acquistare da parte dei redditi medi. «Rispetto agli anni scorsi in cui c'era
tanta domanda e poca offerta, ora di offerta ce n'è anche troppa, ma è
venuta meno la domanda. Non c'è liquidità, con le banche lavoriamo poco per la
questione dei mutui. E c'è chi sta peggio, come Prato o Firenze. Si vende il
piccolo appartamento oppure la villa di pregio, ma anche a Pistoia abbiamo
tante offerte, anche di case nuove come nella zona di
viale Adua». "Scenari immobiliari" rafforza questi concetti in
numeri: il fatturato è diminuito di quasi tre punti percentuali rispetto al
( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
PRIMO
PIANO FIRENZE pag. 2 Diminuiscono ancora i prezzi delle case
in periferia Ma gli affitti non scendono L?IND
( da "Famiglia Cristiana" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
di
Alberto Bobbio ECONOMIA IL CARDINALE MARADIAGA: IL CAPITALISMO È FALLITO
PAGHERANNO SOLO I POVERI Il prelato honduregno è osservatore del Vaticano alla
Banca mondiale e al Fmi: «Serve un Tribunale internazionale contro i crimini
finanziari, come per quelli di guerra». «La crisi non è finita. Anzi, siamo
solo all?inizio. Ma io una domanda la voglio fare: dove sono finiti i soldi che
le Borse hanno bruciato in queste settimane? Perché i soldi nessuno li brucia,
né si volatilizzano. Più semplicemente, spariscono nelle tasche di quelli che
sono già ricchi, a tutto danno dei poveri». Il cardinale Oscar Rodriguez
Maradiaga, presidente della Caritas internazionale e osservatore della Santa
Sede alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale (Fmi), parla con
la solita schiettezza, e aggiunge: «Chiedo che la comunità internazionale, come
ha fatto per i crimini di guerra, costituisca un Tribunale internazionale per i
crimini finanziari che, sicuramente, producono molti più morti delle guerre,
per fame, sete e malattie». Il cardinale Maradiaga, che è anche presidente
della Caritas internazionale, con Benedetto XVI (foto AP/La Presse). Eminenza,
di chi è la colpa? «Degli uomini che hanno fatto del mercato un dio. Bush e
l?intero sistema finanziario americano non possono assolversi dicendo che il
capitalismo si è comportato male. Significa non riconoscere i propri errori.
Tutto ha un limite, anche il consumo, anche il guadagno. Chi ha portato alla
crisi deve fare un passo indietro, altrimenti provocherà altri danni in
futuro». Qualcuno dice che bisogna rifondare il capitalismo... «Non basta.
Bisogna inventare qualcosa di nuovo. È ora di finirla di procedere attraverso
aggiustamenti strutturali dell?economia, che premiano soltanto i ricchi e
allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo
finanziario, dominatore dell?economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va
rifondato, va cambiato». Quanto pagano sulla loro pelle i poveri questa crisi?
«Ancora non lo sappiamo, ma il costo sarà altissimo. La crisi del petrolio con
i prezzi alle stelle ha prodotto prima dell?estate 100
milioni di poveri in più. Per sfamare un miliardo di persone denutrite nel
mondo bastano 30 miliardi di dollari all?anno, cioè meno del 5 per cento del
piano della Casa Bianca a favore delle banche. In primavera i leader riuniti a
Roma hanno detto che per gli Obiettivi del millennio non c?erano soldi, ma
nessuno ha avuto difficoltà a trovare miliardi di dollari per le banche».
Perché lei dice che siamo soltanto all?inizio degli effetti della crisi? «La
recessione porterà a un aumento della disoccupazione quasi ovunque. In America
centrale e latina le rimesse di chi è emigrato negli Usa stanno già diminuendo.
Vi sarà una contrazione delle importazioni americane e anche delle produzioni
destinate al mercato estero. Così i prezzi
aumenteranno e i ricchi faranno pagare la crisi ai poveri». Chi non ha
vigilato? «Il Fondo monetario internazionale. Si è occupato solo del Terzo
mondo, imponendo misure durissime ai Paesi poveri, e non ha sorvegliato le
nazioni ricche. Non è vero che le regole non sono state rispettate. Le regole
non c?erano per precisa volontà dei legislatori e della Casa Bianca. Ma il Fmi
non ha mai avuto nulla da obiettare». Cosa hanno fatto gli Usa? «Hanno
continuato a contrarre prestiti colossali per sostenere i tagli alle tasse e
finanziare gli impegni militari. I soldi per le armi si trovano sempre,
soprattutto se le guerre sono inutili. Tuttavia, il rapporto tra guerra e
indebitamento può essere fatale agli americani. Se la Cina, che ha enormi
investimenti nel sistema finanziario statunitense, decidesse di non comperare
più buoni del Tesoro americano, gli Stati Uniti crollerebbero e gli impegni
militari americani sarebbero completamente travolti». È per scongiurare questa
prospettiva che si sono avviate frenetiche manovre di salvataggio? «Certo. Non
si vuole scardinare il capitalismo finanziario e si giustifica perfino
l?intervento massiccio dello Stato a favore delle banche, chiedendo più denaro
in prestito». Invece lo Stato cosa deve fare? «Secondo la dottrina sociale
della Chiesa, ha un ruolo chiave: stabilire regole, sorvegliare e garantire il
bene di tutti. Esattamente ciò che oggi manca. Quella di oggi è anzitutto una
crisi etica, dove non c?è limite al desiderio. Vale per gli impegni militari e
vale per la bolla immobiliare. Il mondo non gira solo
attorno ai soldi. Ci sono altri valori». Perché siamo a questo punto? «Nessuno
si fida più degli altri. La paura ci domina: paura di perdere denaro, paura
degli altri popoli, paura di non poter più consumare. Il terrorismo, dopo l?11
settembre, ha raggiunto il suo scopo: ha spalmato il mondo di paura e ha
favorito lo sviluppo del razzismo, che produce più poveri e chiude le società.
Le violente politiche anti-immigrazione di molti Governi, compreso il vostro,
lo dimostrano con chiarezza. E la recessione peggiorerà le cose».
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Nord-Ovest
sezione: SYSTEM (SPECIALE) data: 2008-11-05 - pag: 21 autore: La crisi dei
mutui L a crisi dei Mutui Subprime, la cosiddetta bolla immobiliare, si manifesta nei diversi paesi con un'intensità differente e
con problematiche differenti. Negli USA i prezzi delle case
scendono del 10% all'anno. In Spagna le compravendite crollano di circa il 30%.
In Italia i listini segnalano un contenuto rallentamento della crescita delle
quotazioni immobiliari - dal +6% del 2006 al +5% del 2007 - ma le
compravendite scendono del 10% e i tempi medi di vendita di un immobile salgono
intorno ai 5 mesi. Il mercato immobi-liare, quindi, dopo anni di continua
crescita tende a decrescere, anche lentamente, l'Italia rimane uno dei pochi
casi di crescita (ma in calo). I dati odierni confermano la tendenza del 2007,
Roma e Milano trainano il mercato immobiliare
italiano, ma si prevede, a breve, una brusca frenata anche in queste due città.
Per chi ha investito sulle case non dovrebbero esserci
grosse problematiche, anche perchè era prevedibile che la crescita non sarebbe
potuta essere continua e in*nita, il mercato attuale in stallo comporterà una
*essione nel breve medio termine dei ricavi, ma è prevedibile una ripartenza
del mercato nel lungo periodo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-05 - pag: 8 autore: Bce verso
il taglio di mezzo punto Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La
Banca centrale europea taglierà con ogni probabilità il costo del denaro
domani, confermando l'indicazione giunta la settimana scorsa dal presidente
della Bce JeanClaude Trichet. L'allentamento monetario dovrebbe essere di mezzo
punto percentuale, al 3,25%, anche se sul mercato c'è chi non esclude una
riduzione dei tassi d'interesse più aggressiva. La situazione economica è
andata rapidamente degradandosi nelle ultime settimane. Molti indici di fiducia
sono ai minimi dai primi anni 90; l'inflazione è calata in ottobre al 3,2%
annuo; i prezzi alla produzione in settembre sono
scesi dello 0,2% mensile; ed ormai è molto probabile una fine d'anno negativa
nella zona euro. In alcuni Paesi è addirittura possibile una recessione. La
Germania appare soffrire in modo particolare. La
spiegazione probabilmente sta proprio nella specializzazione dell'economia
tedesca.Il Paese non deve fare i conti con una bolla immobiliare
o con particolari squilibri finanziari, ma è tutto concentrato sull'export e
sta soffrendo inevitabilmente del rallentamento mondiale. La Commissione si
aspetta una crescita piatta nel 2009. I tedeschi devono prepararsi a
«un'ondata di sovraindebitamento » a causa della crisi finanziaria, spiegava
ieri la società di recupero crediti Creditreform. I consumi sono in calo (le
vendite di auto sono scese dell'8% in ottobre) e il tasso di risparmio in
rapporto al reddito è cresciuto ai massimi da 14 anni: dal 9,2% nel 2000
all'11,3% nella prima metà di quest'anno. Parlando dell'economia tedesca, il
presidente della Bundesbank Axel Weber ha detto che questa subirà «una netta
frenata». Sul futuro di quella europea, il governatore maltese Michael Bonello
prevede «gravi ripercussioni» a causa della crisifinanziaria. C'è quindi grande
attesa per un nuovo allentamento monetario domani, dopo quello fuori programma
dell' 8 ottobre. Ieri la Riserva federale australiana ha ridotto il costo del
denaro di 75 punti base al 5,25 per cento. è pronta la Bce a un taglio
altrettanto aggressivo, pur in presenza di difficile trattative salariali nel
settore metalmeccanico tedesco? Dei 15 economisti riuniti dal quotidiano
Handelsblatt in un consiglio direttivo ombra, otto sostengono che l'istituto
monetario europeo dovrebbe ridurre il tasso di riferimento di un punto
percentuale, al 2,75 per cento. In queste settimane i banchieri centrali non
hanno dato indicazioni su questo fronte. Il mercato sconta un taglio di 50
punti base,ma c'è chi non esclude un allentamento di 75 punti base, tenuto
conto della difficile situazione di molti Paesi della zona euro. «è una
possibilità – spiega Laurent Fransolet, economista di Barclays Capital – a cui
però noi attribuiamo solo il 30% di probabilità». LA FORBICE DEI TASSI Anche i
mercati scontano una riduzione dello 0,50% ma c'è chi non esclude che Francoforte
arrivi allo 0,75 per cento IL CASO GERMANIA Anche per la Bundesbank il quadro è
in forte frenata Un panel di economisti tedeschi auspica un intero punto di
sconto
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercoledì
5 Novembre 2008 LA CRISI FINANZIARIA/2. Convegno alla Cna «L?Italia si salva
perché le banche sono tradizionali» Trevisan: «Negli Stati Uniti la Sec doveva
vigilare di più» Gian Maria Maselli VICENZA Genesi e diffusione della
crisi finanziaria internazionale spiegate agli imprenditori di Cna Vicenza
nell'ambito del ciclo "Un'impresa giovane", grazie all'esposizione di
Lucia Trevisan, docente di economia dei mercati valutari. Com'è avvenuto che il
contagio dal mercato immobiliare Usa al settore
bancario internazionale? E quanto devono preoccuparsi i nostri imprenditori?
Trevisan spiega: «In Italia c'è un mercato bancario tradizionale, di raccolta,
e quindi c'è meno esposizione. Ma in chiave europea, le cose vanno meno bene».
Una crisi che si rifletterà sull'economia reale. Come è accaduto? Dopo gli anni
'90, la Federal Reserve, per stimolare l'economia, ridusse i tassi di
interesse. Ciò rese conveniente l'acquisto di case. La
forte domanda di case ne aveva aumentato il prezzo. Ma
verso la fine del 2004 inizia un periodo di rialzo dei tassi, rendendo più
difficile il pagamento delle rate dei mutui a tasso variabile. Il deterioramento della capacità di rimborso del debito di chi
aveva contratto un mutuo ha portato al collasso della bolla speculativa.
E qui avviene il contagio: «Il crollo dei prezzi delle case
- spiega Trevisan - ha lasciato scoperte le banche». Per coprirsi, hanno
spezzettato i propri portafogli clienti e li hanno ceduti a finanziarie
indipendenti con la vendita di derivati. Ma se i derivati in questione
sono Cdo (collateralized debt obligation), la finanziaria non conquista solo il
diritto di riscuotere gli interessi, ma si accolla anche una percentuale del
rischio di insolvenza. Inoltre, a differenza delle obbligazioni tradizionali,
l'acquirente del titolo non può valutarne direttamente la rischiosità
analizzando il bilancio della società che ha emesso l'obbligazione, ma deve
invece fidarsi delle agenzie di rating. «Con l?esplosione della bolla speculativa nel settore edilizio - prosegue Trevisan -
i Cdo avevano perso gran parte del loro valore. I maggiori acquirenti di Cdo
sono stati i fondi speculativi (hedge funds), società finanziarie e banche. In
prossimità della chiusura di bilancio a fine 2007 sono state costrette a
svalutazioni in bilancio che hanno intaccato il sistema finanziario nel suo
complesso». Chi è il colpevole ? Più che la banca centrale Usa, secondo
Trevisan, «trattandosi di liquidità generata da una spa, l'organo di controllo
negli Usa è la Sec (Security and exchange commission, equivalente della
Consob). Dal ?75 la Sec impone limiti patrimoniali: per le grandi banche
d'investimento, il rapporto medio tra debiti e capitale netto deve essere di 5-
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Bassano
(L.F.) Quali strategie per il risparmio futuro? ... Bassano(L.F.) Quali
strategie per il risparmio futuro? L'economia allo sbando. Domani alle 20,45
nella sala cinema Da Ponte, sarà l'economista Eugenio Benetazzo a fare
un'analisi critica dell'attuale scenario italiano e mondiale. Già esauriti i
600 posti per questo singolare "spettacolo finanziario" organizzato
dalla libreria La Bassanese per il ciclo dei 31 Incontri senza censura.
Benetazzo è noto dalla critica mediatica come il Beppe Grillo dell'economia,
conosciuto negli ambienti finanziari per essere un brillante operatore di borsa
indipendente, i suoi interventi e le interviste in argomentazioni nel settore
della finanza sono tra i più apprezzati per la lucidità delle argomentazioni.
Lo stile espositivo nelle conferenze è incalzante e audace, con momenti di
comicità esilerante non risparmia le elite dei gruppi bancari e le critiche ai
colossi multinazionali, ispirandosi agli stessi temi sviluppati nei suoi libri.
Benetazzo nei due bestseller "Duri e puri" e "Best before",
ha anticipato con largo anticipo lo scenario dell'attuale
crisi economica. Proprio in questi giorni il commissario europeo ha dichiarato
la crescita zero in Eurolandia, ciò che l'autore aveva già previsto nelle sue
apprezzate opere, come ancora lo spropositato aumento del prezzo del petrolio,
la bolla immobiliare, quella finanziaria e borsistica. In particolare in Duri
e puri analizza i conflitti di interesse, prodotti e forme di investimento
classiche, presenti sul panorama italiano e che potrebbero portare nei prossimi
anni ad altri crash finanziari. Ma cosa ci dobbiamo ancora aspettare?
L'economista nella seconda parte del suo intevento toccherà altre due
emergenze: quella energetica e quella alimentare. Benetazzo è fondatore,
azionista e presidente del consiglio di amministrazione della Deltoro Holding,
la prima società per azioni italiana nata da una ristretta compagine di
investitori per gestire i propri capitali con una gestione collettiva di
condivisione delle strategie da parte degli stessi azionisti; è vicepresidente
nazionale di Assoconsulenza, l'associazine di consulenti di investimento, per
la ricerca, formazione nell'ambito professionale.
( da "Nuova Ferrara, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Preoccupa
la situazione ferrarese mentre i prezzi continuano a
rimanere ancora alti La crisi economica travolge anche il mattone Il mercato immobiliare è bloccato: crollano le compravendite e le
richieste di mutui Si dice duro come la pietra. Ma questa volta il mattone
rischia di essere scalfito dalla grave crisi economica che sta mettendo in
forte difficoltà i vari settori produttivi con un pericoloso effetto domino. Il
mercato immobiliare ferrarese ha risentito in pieno di
questa situazione di incertezza e instabilità finanziaria. Abbiamo analizzato
la delicata situazione da quattro punti di vista diversi. «Il mercato immobiliare a Ferrara - dichiara Roberto Mascellani,
presidente provinciale dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili -
è sostanzialmente fermo, tenuto conto che il credito non esiste più e che la
maggioranza delle famiglie hanno preso una pausa riflessiva sul piano degli
investimenti. Oltre a questi fattori bisogna rilevare che a Ferrara si sta
scontando un po' di sovrapproduzione negli anni scorsi anche se al momento non
ho l'impressione di cedimenti importanti e le imprese che hanno un po' i
fondamentali patrimoniali riescono a tenere». «Comunque - continua nell'analisi
il presidente della Sinteco - un grosso problema qui a Ferrara è la crisi
dell'industria, il dato della cassa integrazione è drammaticamente clamoroso e
le prospettive per il 2009 sono ampiamente negative, con probabili
licenziamenti a breve e altri cassaintegrati. Di questo passo si perde nelle
famiglie sempre più il potere d'acquisto e quindi incide su
qualsiasi mercato specie quello immobiliare.
Venire incontro ai clienti offrendo sconti o riduzione di prezzo nelle case? Personalmente sconsiglio la gente a comprare case a prezzo scontato perché possono nascondere rischi di fallimento
delle imprese che li propongono, proprio in un periodo in cui invece è la
qualità e le strutture ben fatte che alla fine pagano». Alberto Fava
direttore della filiale di Ferrara della Banca Popolare dell'Emilia Romagna
analizza il rpoblema dal punto di vista bancario. «La domanda di mutui è
decisamente calata anche perché il mercato si è notevolmente raffreddato. Il
netto calo della compravendite immobiliari è comunque compensato dalla risorsa
degli extracomunitari che hanno avviato un mercato parallelo di richiesta di case. I prezzi comunque, a
differenza di altre parti, sono rimasti generalmente stabili. La cosa ha anche
creato una specie di selezione importante tra i costruttori. Quelli solidi
continuano a vendere, mentre gli imprenditori meno professionali risentono di
più di questa crisi del settore. La gente sta molto attenta alla qualità ed è
molto più scrupolosa rispetto al passato nel cogliere le migliori opportunità.
Anche chi viene in banca per accendere un mutuo, generalmente è ben preparato e
c'è una continua richiesta per il tasso fisso». «Il mercato - sostiente Mario
Seravalli, dell'agenzia Immobilare Diamante - ha subito una brusca frenata in
questi mesi, solo ottobre ha fatto registrare qualche segnale di movimento. Il
problema più grosso è che le banche faticano a concedere i mutui e c'è anche
una grossa differenza tra la domanda e l'offerta. C'è chi ha la disponibilità
di acquistare e punta a ribassare il prezzo e per contro chi vuole vendere ha
difficoltà a farlo proprio per questo motivo e c'è molta distanza tra la
domanda e l'offerta creando non pochi problemi di mediazioni. Questo si
riflette in un calo delle compravendite che ha anche superato mediamente a
Ferrara il 30%. Anche chi ha del denaro da investire in questo periodo pieno di
incertezza non sa cosa fare, a dei timori per cui questo si riflette sul
mercato.La gente chiede soprattutto appartamenti con due camere da letto o
delle villette indipendenti. Prevale la richiesta del fabbricato nuovo». «Il
mercato è in flessione - conferma Poalo Picci, referente dell'Adiconsum - ed
anche la ricerca di casa si è un po' bloccata avendo la gente sempre più
difficoltà di accesso al credito. Il prezzo degli immobili non scende e gli
edifici sono sopravvalutati rispetto all'effettiva domanda. Vista anche la
difficoltà delle banche nel concedere dei mutui, è prevedibile che tra poco si
assisterà ad un effetto di deflazione, abbassamento dei prezzi.
La gente infatti in questo momento per colpa delle banche è disincentivata. In
realtà il prezzo delle case era aumentato tantissimo
negli ultimi anni e se dovesse abbassarsi, tornerebbe ai valori reali di
mercato».
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Giovedì
06 Novembre 2008 Chiudi Latina e la sua provincia
cominciano a risentire gli effetti della bolla immobiliare
americana e della crisi del credito. Di fronte all'impennata del costo della
vita, per tante famiglie, diventa ogni mese sempre più difficile riuscire ad
accantonare la somma necessaria per pagare la rata del mutuo. Di conseguenza,
aumentano le esecuzioni immobiliari e le ordinanze di vendita all'asta
giudiziaria. Secondo le elaborazioni del quotidiano economico "Il Sole
24Ore", al 20 ottobre 2008 solamente nel capoluogo ben 345 sono state le
procedure di pignoramento avviate in tribunale. Una lenta, costante ascesa, se
si considera che la variazione, rispetto al 2007, è stata del 18% in più. In
realtà, però, il trend della provincia si fa decisamente più negativo, sommando
ai casi di Latina, anche quelli di pertinenza delle due sezioni distaccate del
Tribunale di Gaeta e Terracina. Rispettivamente, i procedimenti immobiliari
sono cresciuti del 18% (
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
ECONOMIA
06-11-2008 EDILIZIA OSSERVATORIO: PRIMI SEGNALI NEGATIVI, MA RESTA FORTE IL
FABBISOGNO DI CASE E INFRASTRUTTURE Ance: il 2009 ci preoccupa La produzione
scenderà dell'1,5%. Ancora in calo gli investimenti pubblici Buia: «Siamo un
settore solido e portante, la crisi non deve danneggiarci» Patrizia Ginepri II
L'Ance non ci sta. La crisi dei mercati finanziari che minaccia l'economia
reale, non deve giocare colpi bassi a un settore, quello delle costruzioni che
è fondamentale per il «benessere » del paese. Il quadro che si va prospettando
è preoccupante e bisogna agire in fretta, se non si vogliono avere pesanti
conseguenze. E' un allarme accorato quello che lancia il presidente dell'Ance
Emilia Romagna, il costruttore parmigiano Gabriele Buia. «La situazione attuale
ci preoccupa - premette - la crisi dei mutui subprime sta danneggiando il
settore edile che non ha alcuna colpa di quanto è successo. Il nostro sistema è
solido, rappresenta l'11% del Pil italiano, il 19% se si considerano i
produttori dei materiali per il settore. Non solo. Occupa il 28% dei lavoratori
ed ha un indotto enorme, ma in questo momento è inerme, non può difendersi se
non viene sostenuto». I dati dell'Ance Secondo l'osservatorio dei costruttori
edili lo scenario è fortemente preoccupante. «Anche per il nostro settore -
spiega Buia - si sta aprendo, dopo 9 anni consecutivi di crescita, un periodo
di difficoltà. Per la prima volta, infatti prevediamo una riduzione dei livelli
produttivi: -1,1% nel 2008 e -1,5% nel 2009». I comparti più in difficoltà sono
la nuova edilizia abi- tativa (-2,8% nel 2008 e -3% nel 2009 e le opere
pubbliche (-3,7% nel 2008 e -4,7% nel 2009). Una nota positiva giunge dalle
agevolazioni fiscali: a trainare sono gli investimenti nel recupero abitativo
grazie alla detrazione del 36% per il quale è prevista una proroga fino al 31
dicembre 2011 e a quella del 55% sul risparmio energetico degli edifici, in
vigore per tutto il 2010. Opere pubbliche Dal 2003 al
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-07 - pag: 3 autore: Bank of
England riconosce la gravità della recessione con una mossa aggressiva Taglio
shock a Londra: un punto e mezzo Marco Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente
Messa alle strette da un'economia in fortepeggioramento, la Banca d'Inghilterra
ha preso ieri la sorprendente decisione di tagliare i tassi di riferimento
dell'1,5% al 3%, il livello più basso dal 1954. Erano peraltro 24 anni che la
banca centrale non riduceva il costo del denaro di così tanto in una sola
manovra. I mercati si attendevano un taglio di mezzo punto, in linea con la Bce
e della stessa portata dello scorso mese, o al massimo di un punto, sulla
scorta delle pressioni delle imprese, che chiedevano un'energica mossa per far
fronte alla stretta del credito bancario e al rallentamento dei consumi. Il
Governatore Mervyn King e gli altri otto membri del Comitato monetario, che la
prima settimana di ogni mese si riuniscono per decidere dei tassi, sono andati
al di là delle aspettative più estreme. Nel comunicato che ha accompagnato la
decisione, la Bank of England ha detto che «il sistema bancario globale si
trova di fronte alla peggiore crisi da quasi un secolo», i cui effetti si sono
sentiti sulle condizioni del credito e i mercati azionari di numerosi Paesi.
Per quanto in Gran Bretagna l'inflazione fosse ancora al 5,2% in settembre, ben
al di sopra del tetto programmato dal Governo del 2%, la Banca ha preso atto
del netto deterioramento dell'economia, che si è contratta dello 0,5% nel terzo
trimestre, delle indicazioni da parte delle imprese «di una severa contrazione
nel breve termine», del peggioramento delle esportazioni e del forte calo dei prezzi delle materie prime che eserciterà un effetto calmiere.
Ieri, peraltro, il Fondo monetario internazionale, nelle proprie previsioni sul
( da "Gazzettino, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
SPOILS
SYSTEM I repubblicani fanno le valigie e per la crisi svenderanno le case Washington «So che molti di voi ora hanno la
preoccupazione di trovare un nuovo lavoro ed un nuovo posto dove vivere: so
cosa significa». Così George Bush ha detto ai collaboratori che tra 10
settimane secondo le regole ferre dello «spoil sistem» svuoteranno gli uffici
di Washington dove dopo otto anni ritorneranno i democratici. E si svuoteranno anche le case che i
funzionari di nomina politica hanno comprato arrivando nella capitale, nel
mezzo della bolla
immobiliare che aveva portato alle stelle i prezzi nei sobborghi-bene vicino a Washington, in Nord Virginia. La crisi
finanziaria ha ridotto anche il 30\% del loro valore. Molti potrebbero
essere costretti a svendere le case proprio ai nuovi
funzionari, in arrivo nella capitale, scelti da Obama.MCCAIN STANCO E
AMAREGGIATO.Dopo mesi di stress elettorale e con la delusione della sconfitta
che ancora brucia, John McCain si è ritirato a riposare in Arizona con la
moglie Cindy. Accantonate, per ora, le recriminazioni nel partito repubblicano
sulla scelta della candidata vice, Sarah Palin, di cui il 73enne ex candidato repubblicano
si è poi pentito, per le gaffes e le polemiche sul suo guardaroba da 150 mila
dollari pagato dal partito. Dallo staff di McCain trapela che la Palin avrebbe
snobbato le "lezioni politiche" destinate a prepararla prima delle
interviste che poi l'hanno esposta a forti critiche: non capiva che l'Africa è
un continente e non una nazione e non è stata in grado di citare i tre Paesi
del Nafta, l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico.SARAH PENSA AL
2012. Al suo ritorno in Alaska Sarah Palin è stata accolta l'altra notte
all'aeroporto di Anchorage da una piccola folla che, nonostante il freddo
polare, l'ha attesa per gridarle in coro «Two thousand twelwe» - 2012 - la data
delle prossime elezioni presidenziali. Sull'eventuale ricandidatura la ex
aspirante vicepresidente repubblicana - proiettata per nove settimane
dall'oscurità mediatica del suo piccolo Stato artico alla ribalta mondiale - ha
risposto: «Vedremo cosa succederà». Ha poi promesso che lavorerà per espandere
lo sviluppo delle risorse petrolifere e gasiere in Alaska, in contrasto con i
piani ambientalisti della Casa Bianca di Obama.
( da "Asca" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
MERCATI:
ROSSI (BANKITALIA), IN USA DISASTRO REGOLATORIO (ASCA) - Milano, 7 nov - In
Italia gli operatori finanziari ed in particolare le banche sono soggetti ad un
sistema di regole piu' severo di quello statunitense, dove ci si e' trovati
alle prese con un vero ''disastro regolatorio'' che lasciava privi di
disciplina interi settori del mercato finanziario. E la mancanza di regole
negli Usa e' una delle principali cause della crisi finanziaria attuale: lo ha
detto Salvatore Rossi, direttore Area ricerca economica di Bankitalia, nel suo
intervento al convegno su ''Banche e crisi dei mercati'' promosso dalla
Popolare di Milano. Secondo Rossi, grazie ad una vigilanza piu' severa le
nostre banche hanno bilanci equilibrati e capitalizzazioni adeguate, e sono
meno esposte ai titoli tossici che stanno minacciando la finanza mondiale.
Inoltre in Italia la raccolta e' ancora basata per gran parte sul retail,
mentre la leva finanziaria e' piu' bassa che nel resto d'Europa, arrivando al
30 contro il 40 dei principali istituti europei. Ma oltre alla mancanza di
regole adeguate, vi sono cause piu' remote per la crisi dei mercati finanziari
di Oltreoceano: la politica monetaria espansiva - dice Rossi - giustificata nei
primi anni '90, e' durata troppo a lungo ed ha creato una massa di denaro che
''ha cominciato a girare cercando impieghi''. Da qui le
''bolle'', come la recente bolla immobiliare, che hanno
abituato i cittadini statunitensi a vivere al di sopra dei propri mezzi.
''Nell'economia Usa c'e' uno squilibrio di risparmio - ha detto Rossi - che
sara' difficile correggere''. La recessione quindi sara' pesante e lunga.
som/sam/ss
( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'agenzia
del Territorio: impennata del 5% prima dello stop del mercato. Cara la zona a
Sud della stazione, solo ai confini nord quotazioni più alla portata Case, il
centro «tira». Ma è rischio bolla I dati del Catasto:
non meno di 4 mila euro al metro quadro. Affitti, il box è d'oro Il centro
storico tira ancora, altro che calo. Almeno fino all'estate scorsa. Ma finita
la cuccagna, è dietrop l'angolo il rischio della bolla. Lo ribadisce l'ultima fotografia del mercato immobiliare trevigiano, scattata dell'Agenzia del territorio nel primo
semestre. A dispetto della frenata già annunciata a inizio anni, infatti, i
valori degli immobili più pregiati sono saliti iancora di prezzo, con
percentuali vicine al 5%. Secondo i dati dell'ex Catasto, per sistemarsi
in un appartamento del centro servivano almeno 3.700 euro al metro quadro, per
una casa signorile potevano non meno di 4mila euro. Spostandosi dal centro i
listini scendono. Una casa arriva a costare anche 1.800 al metro quadro. Dati
suddivisi per area e tipologia catastale che, rivisti alla luce della recente
recessione, danno forza all'allarme prezzi che da qui
a breve investirà diversi settori, edilizia compresa. La frenata dei listini
innescata dopo l'estate dal calo delle compravendite, oltre a raffreddare il
comparto, rischia di far saltare il banco. Sul piatto migliaia di alloggi in
cerca di acquirenti. Ma fino a giugno la città di Treviso ha tenuto comunque
alla grande. Partendo dal centro i prezzi sono sempre
alti: in media servono 3.500 euro per un villino e 2.800 per un garage.
Analoghi i livelli per gli affitti: da 15 euro al metro quadro per le case, fino a sfiorare quota 20 per prenotare un metro quadro
in autorimessa, che si confermano vere e proprie «riserve aurifere» per i loro
fortunati proprietari. Appena fuori dal circolo delle mura i prezzi
cominciano a calare sensibilmente. I villini scendono di quasi 1000 euro/ metro
quadro per la compravendita, mentre per affittare
( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
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33 - Commenti DALLA FED ALLA BCE VA´ DOVE TI PORTA LA BORSA Si dovrebbe
chiarire la relazione tra strategia monetaria e andamento dei mercati (SEGUE
DALLA PRIMA P
( da "Trend-online" del 10-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercato immobiliare: il trend delle locazioni nel primo semestre
2008 NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo ,
10.11.2008 10:54 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
da parte dei potenziali locatari, alla qualità dell?immobile che, in questo
caso è legata non solo allo stato dell?appartamento ma anche ad altre variabili
tra cui la qualità dell?arredamento (se già arredato), la luminosità, la
tranquillità e la presenza di servizi in zona. Sono sempre più richiesti gli
immobili con riscaldamento autonomo, quelli che abbiano almeno la cucina arredata
e la presenza di collegamenti internet ad alta velocità (soprattutto per gli
studenti). A Milano si registra un calo dei valori delle locazioni sui bilocali
e sui trilocali (-0.5% e -0.3%). Tra le zone che hanno segnalato un lieve
rialzo c?è Brera dove si è registrata una buona domanda di appartamenti in
affitto soprattutto da parte di studenti universitari (con una prevalenza di
donne, provenienti anche dall?estero), professionisti e società che affittano
l?appartamento per i propri dirigenti. In crescita i canoni anche nella zona di
Amoretti-Vialba dove le difficoltà di acquisto hanno dirottato molte richieste
verso il mercato delle locazioni soprattutto da parte di coppie, spesso
straniere e di single. Lieve aumento dei canoni anche nella zona Lorenteggio-San
Gimignano dove la presenza di alcune importanti aziende crea una richiesta
dinamica. In salita anche i canoni di locazione nei quartieri di Città Studi,
Porpora, Ripa di Porta Ticinese e Porta Romana, grazie alla domanda proveniente
da studenti universitari (Politecnico, Bocconi e IULM). Tra i quartieri che
hanno segnalato la diminuzione dei valori più sensibile segnaliamo Baggio-
Quinto Romano, Certosa-Gallarate e Stazione Centrale. La motivazione prevalente
è la minore disponibilità economica da parte dei potenziali inquilini ma anche
il fatto che, alcuni proprietari, non riuscendo a vendere l?immobile al prezzo
desiderato decidono di affittarlo aumentando segue pagina >>
( da "marketpress.info" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Martedì
11 Novembre 2008 IL MERCATO DELLE LOCAZIONI SEMESTRE DEL 2008 Milano, 11
novembre 2008 - Nel primo semestre del 2008 il mercato delle locazioni segnala,
a livello nazionale, una diminuzione dei canoni di locazione dello 0. 1% per i
bilocali e dello 0. 4% per i trilocali. Analizzando l?andamento dei canoni
nelle grandi città rileviamo una diminuzione complessiva dei valori dello 0. 8%
per i bilocali e dell?1. 0% per i trilocali. Tutte le realtà metropolitane
hanno segnalato una contrazione dei valori, ad eccezione di Bari dove c?è stato
un incremento dei canoni dei bilocali dell?1. 5% e dei trilocali dello 0. 5%.
Il ribasso più sensibile si è registrato a Firenze, dove la variazione dei
canoni per i bilocali è stata -3. 1% e quella dei trilocali -2. 3%. A Milano la
diminuzione è stata rispettivamente dello 0. 5% e dello 0. 3%. In questi primi
sei mesi dell?anno si è riscontrato un aumento della domanda di appartamenti in
affitto determinato dalla maggiore difficoltà di accesso al mercato del credito
e di conseguenza al mercato dell?acquisto della casa. Infatti si è registrato
un aumento della domanda da parte di single, giovani coppie e stranieri. A
questi si devono aggiungere gli studenti universitari, componente importante
del mercato delle locazioni. Tuttavia non si è avuto un rialzo dei canoni di
locazione in quanto l?offerta presente sul mercato, aumentata negli ultimi anni
a seguito della corsa al mattone per investimento, ha assorbito la maggiore
domanda senza creare tensione sui valori. L?interesse dei proprietari degli
immobili a garantirsi una certa continuità nel rapporto di locazione ha
comportato una revisione verso il basso dei canoni praticati agli inquilini.
Questo per non essere costretti a riaffittare l?abitazione con conseguenti
oneri gestionali e per non incorrere nel rischio di avere un immobile sfitto
con inevitabili costi di mantenimento. Continua a registrarsi una maggiore
attenzione, da parte dei potenziali locatari, alla qualità dell?immobile che,
in questo caso è legata non solo allo stato dell?appartamento ma anche ad altre
variabili tra cui la qualità dell?arredamento (se già arredato), la luminosità,
la tranquillità e la presenza di servizi in zona. Sono sempre più richiesti gli
immobili con riscaldamento autonomo, quelli che abbiano almeno la cucina
arredata e la presenza di collegamenti internet ad alta velocità (soprattutto
per gli studenti). Variazione percentuale dei canoni di locazione ? I semestre
2008 ? Grandi città Città Bilocale Trilocale Bari 1,5 0,5 Bologna -0,6 -1,2
Firenze -3,1 -2,3 Genova -1,1 -1,9 Milano -0,5 -0,3 Napoli -1,7 -2,3 Palermo 0
-0,3 Roma -0,6 -0,9 Torino -0,5 -1,0 Verona -1,8
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24
Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 11 autore: INTERVISTA
Vernon Smith Nobel per l'Economia «La bolla immobiliare?
Colpa di Rubin e Summers» Vittorio Da Rold MILANO «La madre di tutte le bolle
speculative sugli immobili americani è stato il varo del "Tax Relief
Act" del 1997, una normachiave firmata dal presidente Bill Clinton, voluta
da Robert Rubin, segretario al Tesoro e da Lawrence Summers, allora
sottosegretario e oggi in lizza per la poltrona dell'Economia con il presidente
eletto Barack Obama»: a puntare il dito sul team democratico è Vernon Smith,
premio Nobel per l'economia nel 2002. «Il provvedimento, salutato da una
standing ovation da parte delle banche e degli agenti immobiliari, permetteva
di rivendere dopo solo due anni di possesso a un altro aspirante proprietario
la vostra casa senza pagare la plusvalenza fino a 500mila dollari». Smith, 82
anni portati con baldanza, nato a Wichita, Kansas (dove suo padre, nella Grande
depressione, guadagnava un dollaro al giorno) tra i grandi del pensiero
economico, preferisce la scuola austriaca di Schumpeter e Hayek. E non ha perso
la fiducia nel mercato («che lavora bene ogni giorno, spinto dalla scelte dei
consumatori »); per questo chiede meno tasse sugli investimenti per aumentare
la competitività e permettere alle persone di cogliere le opportunità. Smith è
a Milano, ospite della Fondazione Bruno Leoni, dove ieri ha
tenuto una conferenza a Palazzo Clerici dal titolo polemico: «Crisi
finanziaria: il nemico siamo noi». Nel senso che «ognuno di noi ha contribuito
alla bolla, (anche mia figlia ha comprato casa in California), acquistando
immobili prima che avessero inizio i lavori per la costruzione e vendendoli poi
a qualcun altro che a sua volta sperava di rivenderli a un altro sciocco».
«Senza contare Fannie Mae e Freddie Mac, diventati finanziatori immobiliari
d'ultima istanza. Così abbiamo aiutato noi stessi, non i poveri ». Ma ciò che
Smith non accetta è che questa esenzione da plusvalenze da mezzo milione di
dollari siano andate a gonfiare i 20mila miliardi di dollari della ricchezza immobiliare americana (oggi a 18mila) mentre nessun altro
asset di Main Street - fabbriche, brevetti o azioni - hanno potuto godere delle
stesse facilitazioni. «Eppure questi sono gli investimenti che creano ricchezza
sia per i ricchi che per i poveri come diceva Adam Smith, non le case che sono consumo». «Questa bolla
– a differenza di quella degli anni 90 che creò nuove tecnologie dot.com – è
solo frenesia di consumi di case basata su un capitale
insufficiente, leva finanziaria e cartolarizzazione di mutui». Come uscirne?
Dopo aver bacchettato bonariamente Alan Greenspan («probabilmente ha abbassato
i tassi troppo e troppo a lungo») e Warren Buffett («forse ha comprato troppo
presto ») passa al presidente eletto. «Obama, che è carismatico e gode di un
mandato popolare enorme, dovrà ricapitalizzare le banche per ristabilire la
fiducia ». Ma per far questo «dovrà cedere a sindacati e protezionisti salvando
il settore dell'auto a Detroit». Così farà gli stessi errori di Jimmy Carter e
Ronald Reagan che impose "quote di import" dal Giappone. «Anche
l'ipotetica fusione tra Gm e Chrysler è come se un cieco aiutasse un altro
cieco, perché la gente comprerà solo auto migliori a basso prezzo». «La ricchezza
americana - conclude - è cogliere opportunità: quando Boston perse le industrie
tessili si riconvertì alle biotecnologie. Guardare al futuro, così deve fare
oggi l'America». vittorio.darold@ilsole24ore.com IL PREZZO DA PAGARE «Per
ricapitalizzare le banche Obama dovrà cedere ai sindacati e salvare l'auto»
( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-11 num: - pag: 44
autore: di EDMUND PHELPS categoria: REDAZIONALE CRISI FINANZIARIA Perché è
sbagliato tornare all'interventismo di Keynes D i quale teoria possiamo
avvalerci per uscire dall'imminente recessione in modo rapido ed efficace?
Usare la «nuova teoria classica» delle fluttuazioni nata a Chicago negli anni
Settanta — che incorpora i modelli di «gestione del rischio» — è inimmaginabile,
dato che con il crollo dei prezzi degli asset è
proprio questa teoria a essersi dimostrata errata. Alcuni hanno pensato di
rivolgersi a John Maynard Keynes. Le sue riflessioni sui rischi e sulle
speculazioni sono acute, ma la sua teoria sull'occupazione è problematica e le
soluzioni politiche «keynesiane» sono, nel migliore dei casi, discutibili. Le
banche hanno parlato della discesa dei prezzi delle case
come se fosse la conseguenza di un qualche shock. Secondo i loro modelli, sono shock
casuali a far deviare il prezzo degli asset dai valori previsti. In realtà non
sono stati terremoti, periodi di siccità o altri fattori esterni a provocare la
caduta dei prezzi. La causa principale è stata una
previsione basata su modelli del tutto erronei. Gli speculatori e gli
acquirenti di case, pensando che gli affitti o i costi
di costruzione sarebbero saliti, contavano sul fatto che nel futuro il prezzo
delle case sarebbe aumentato e questo provocava anche
un aumento di prezzo delle case esistenti. Ma nel
corso degli anni né gli affitti né i costi (in termini reali) sono cambiati. In
una situazione del genere, i prezzi (reali) prima o
poi devono tornare a scendere. Questo era il mondo di Keynes. A Cambridge, nel
suo Treatise on Probability, Keynes mostrò come un investitore debba tenere
conto di circostanze non note. A Londra gestì un fondo con O. T. «Foxy» Falk e
si arricchì, ma fu poi colto di sorpresa dal crollo dei prezzi
delle materie prime all'inizio del 1929. Si rese conto così della fragilità
delle certezze degli investitori. Quando gli investitori cominciano a
ritirarsi, il prezzo dei beni, che in precedenza aumentava, dapprima fluttua, e
alla fine precipita insieme alle convinzioni su cui si basava. Nella Teoria
generale del 1936 Keynes affermò che il prezzo degli asset era determinante per
l'occupazione. Se un cambiamento nel modo di sentire della gente provoca il
crollo dei prezzi degli asset (insieme a quello delle
azioni e delle case), gli investimenti si riducono e
l'occupazione si contrae (aumenta la disoccupazione), soprattutto nelle
industrie di beni capitali (capital goods). Sfortunatamente, da allora nulla
andò più bene. Keynes fece un grave errore, non distinguendo tra una caduta dei
prezzi degli asset dovuta a cause monetarie — un
aumento esogeno, o autonomo, della domanda di denaro — e una caduta dovuta a
cause che non hanno nulla a che fare con l'offerta e la domanda di denaro — ma
dipendono, per esempio, da una minore fiducia negli investimenti azionari o nel
settore immobiliare. Il primo fenomeno potrebbe essere
risolto con mezzi monetari: la banca centrale potrebbe accrescere l'offerta di
denaro, risollevando così il prezzo degli asset senza trascinare gli altri prezzi e i salari in un'inutile spirale di aumenti. La
recente crisi della speculazione sugli immobili è però un
fenomeno non monetario: deve esserci un calo dei prezzi delle case,
in termini monetari, rispetto a quelli dei beni di consumo. Keynes sosteneva
che l'aumento dell'offerta di denaro potrebbe funzionare anche in questo caso:
i lavoratori non sono consapevoli che altrove i salari per lavori analoghi sono
saliti come i loro e si astengono quindi dal richiedere salari alti
quanto prima, in termini reali; in questo modo le assunzioni sono incentivate e
l'occupazione torna a crescere. Ma continuare a sostenere una ripresa di questo
tipo richiederebbe di sicuro un aumento senza fine dei salari, che continui a
precedere le aspettative una prospettiva poco attraente. Keynes pensava sempre
di più a misure non monetarie per cambiare il nuovo equilibrio non monetario
derivante da una perdita di fiducia degli investitori. Riteneva che anche la
domanda dei consumatori incentivasse l'occupazione. Un aumento della domanda
incoraggia, in un primo tempo, le aziende ad aumentare la produzione e ad
assumere un maggior numero di lavoratori. Ma in un'economia aperta
quest'incentivo sarebbe di stimolo soprattutto per i paesi esteri.
Nell'economia globale, l'aumento della domanda dei consumatori farebbe solo
aumentare i tassi d'interesse, spianando la strada al calo dei prezzi reali degli asset, degli investimenti e dei salari.
Keynes poneva l'accento sull'investimento come leva per aumentare
l'occupazione. Secondo questa teoria, si potevano stimolare gli investimenti
privati attraverso sgravi fiscali, o aiuti alle nuove aziende o a chi assume.
Keynes vedeva con favore gli investimenti da parte dello Stato o di imprese
statali. Gli americani, con i loro aeroporti da incubo e i ponti che crollano,
accoglierebbero volentieri la realizzazione di nuove «infrastrutture». Ci si
deve chiedere, però, se un massiccio spostamento di investimenti dai privati
allo Stato non soffochi la creazione, lo sviluppo e l'adozione di idee
innovative da immettere sul mercato. La teoria del capitalismo si basa sulla
diversità delle fonti da cui possono scaturire nuove idee commerciali, sulla
varietà dei gruppi di imprenditori disposti a investire, delle risorse
finanziarie — angel investors, venture capitalists e altri — e degli utenti. E
si basa anche sull'importante presupposto che i proprietari di imprese
finanziarie e commerciali non debbano render conto a nessuno (se non alla
propria coscienza) — e siano quindi liberi di usare il loro intuito, una
condizione molto diversa da quella di rigido controllo a cui devono giustamente
sottostare i funzionari dello Stato. Un considerevole aumento della presenza
del governo nel settore degli investimenti potrebbe quindi limitare
l'innovazione e abbassarne la qualità. Continueremmo a essere in crisi. Alla
fine della vita Keynes disse all'amico Friedrich Hayek che intendeva
riesaminare la sua teoria in un libro successivo. Sarebbe andato oltre.
L'ammirazione che noi tutti nutriamo per l'enorme contributo di Keynes non
dovrebbe trattenerci dall'andare oltre. Premio Nobel per l'Economia 2006
Traduzione di Maria Sepa
( da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Ma che
palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato
democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma
impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più
impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori,
cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre
cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il
popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il
meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di
segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic
sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno
contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti
(andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush
sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire
la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i
giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul
giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in
Varie Commenti ( 59 ) » (7 votes, average: 4.29 out of 5) Loading ... Il Blog
di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i
fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i
più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per
le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per
ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non
vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo
stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime,
anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da
matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo
chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso
comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il
nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato
Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio
Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo),
Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial
ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori
oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche,
visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani
democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (5 votes, average: 4.8 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul
"mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele
Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un
amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro
costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato
(da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si
intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a
ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse
ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono
demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate
tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di
fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non
capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate
di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha
parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma
per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il
contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla
"mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio
di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara
e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che
studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) » (8 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della
Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di
Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea geniale
era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri (con
appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie elettriche).
Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale gli stati
nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli interessi che
riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con l'altra
restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel frattempo il
petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione socialista)
evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto, non poteva
prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi IV Commenti
( 47 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Oct 08
Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per contrastare la
crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro e ha detto che
nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso, hanno
sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono adottare
provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle
tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato debba
fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla
"deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che
più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo
attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è
sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non
si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse
provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non
stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di
operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci
troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di
non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato
in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci
restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 57 ) » (9 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su
Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo
(Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i
contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo
suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air)
amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I
sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo
(passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma
mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare
una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il
grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto
quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze
e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le
trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano
di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna
elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la
compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le
compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui
rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità
corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La
somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie
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amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione,
darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo
scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una
scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la
moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che
comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore
cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione
per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no.
e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per
decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti
romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione
dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se
due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il
caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla
per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie
Commenti ( 40 ) » (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non
lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione
un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di
un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato
di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su
questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul
Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i
derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di
vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i
giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi
oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì
per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius,
poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione
della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta
novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la
speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la
Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi,
incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per
fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti (
84 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro ©
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Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente
visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non
contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a
Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi
in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) » (4 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i
baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici
nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono
neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il
mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i
soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In
questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare
il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta
comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che
cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la
proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur
quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come
d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a
qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il
mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è
esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i
tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di
andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma
non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione
roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70
un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le
perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite
4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in
un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del
mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato.
E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole,
secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai
motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (4
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importante cosa intenda io per classe media, perché mi sono... Nicola: Mha, le
dirò. Il mio punto di vista è diverso. Se i giornalisti, vedendosi esautorati
delle proprie... Corrado Buccieri: Ma che palle Veltroni che a tutti i
costi,dice di aver vinto lui. Davide: Per Fabrizio. Hai semplicemente reso più
dettagliatamente ciò che non ho scritto. Ciò non toglie che non... I più
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Ecodiario November
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
LA
PROVINCIA E IL MATTONE/4. I dati dell'Ufficio studi Tecnocasa confermano
l'andamento del resto del territorio: mercato rigido, ma senza svalutazioni
pesanti Case, le Valli «difendono» i valori di Giovanni Armanini Anche le Valli
confermano l'andamento del resto della provincia. L'irrigidimento del mercato riguarda soltanto il numero di compravendite
effettuate nell'ultimo anno, ma ancora non ci sono riflessi evidenti sul prezzo
delle case. Lo dice l'analisi approfondita dei dati campione forniti
dall'Ufficio studi di Tecnocasa relativo al primo semestre del 2008 quando il
valore degli immobili in Valcamonica, Valtrompia e Valsabbia è rimasto
sostanzialmente invariato. Ciò che è evidente, piuttosto, dall'analisi
dell'agenzia è proprio il rallentamento che ha portato in molte zone (come si
vede dagli «Nd» in tabella) a non permettere di avere dati aggregabili
sufficientemente attendibili. [\FIRMA]IN SOSTANZA laddove il mercato non si è
totalmente bloccato le compravendite hanno continuato a soddisfare l'offerta,
che non ha visto svalutare il proprio immobile. Rimane il «caso» Ponte di
Legno, dove gli immobili hanno avuto una rivalutazione del loro valore
importante, superiore ai 1.200 euro al metro quadrato nella zona del centro
storico. Il dato eccezionale del Comune, a forte vocazione turistica, è stato
scorporato nel calcolo della media generale proprio per non «disturbare» il
valore medio che è stato di -3,93 euro al metro quadro. Sostanzialmente una
tenuta rispetto al passato che conferma un'analisi che può essere applicata al
mercato immobiliare in generale: i prezzi
delle case presentano una elevata rigidità verso il basso. SE POI si
osservano i dati per classi di abitazioni si nota invece come in media soffrono
soprattutto gli appartamenti nuovi. Un dato non secondario da cui si può
ipotizzare per le nuove costruzioni una necessità di vendita superiore rispetto
alle usate e quindi una tendenza ad accordare prezzi
più favorevoli maggiore e quindi determinante nella discesa dei prezziL'area considerata nel campione, effettivamente, è
molto variegata. Ma in generale si nota un andamento molto simile a quello del
resto della provincia. Nessuna variazione ad esempio nelle zone più vicine alla
città (vedi Concesio), dove i prezzi si sono
confermati rispetto al 2008, mentre alcune realtà come Piancamuno e Artogne
subiscono dei decrementi al metro quadrato che vanno da 150 euro a 280 euro.
Forte invece la rivalutazione di zone a maggiore vocazione turistica. detto del
«caso» Ponte di Legno, è corretto evidenziare come anche Vezza d'Oglio ha
registrato nel centro del paese incrementi medi dei valori attorno ai 300 euro
(si scende a 90 euro per zone più periferiche). (La prima, seconda e terza
parte sono state pubblicate l'8 e 28 ottobre e il 5 novembre).
( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-12 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Mediobanca e l'Ornellaia Il supertuscany? Vale oro MILANO — Il vino
di lusso? Un bene rifugio che in caso di crisi dei mercati finanziari è in
grado di assicurare risultati superiori anche al mattone, vittima
della bolla
immobiliare. Secondo l'indagine di Mediobanca
mentre i vini di qualità inferiore perdono terreno, i vini di fascia alta si
fanno strada specialmente nei Paesi emergenti. Il Masseto della Tenuta
Ornellaia ( nella foto l'amministratore delegato Giovanni Geddes) sarà il primo
vino italiano a sbarcare alla Place de Bordeaux, il mercato dei vini
della città francese.
( da "Giornale.it, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 271 del 2008-11-12 pagina 3 Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio di Barbara Benini (...) La
maggiore difficoltà di accesso al credito per l'acquisto di case ha determinato nei primi 6 mesi dell'anno un aumento della
domanda di abitazioni in affitto, senza il rialzo dei canoni di locazione.
Questo, per gli esperti di Tecnocasa, perché l'offerta presente sul mercato,
aumentata negli ultimi anni a seguito della corsa al mattone, ha assorbito la
maggiore domanda senza creare tensione sui valori. Nessuna operazione
speculativa, almeno per ora. I proprietari di immobili, anziché approfittare
dell'aumento della domanda di locazione per aumentare i canoni d'affitto, hanno
scelto di rivederli al ribasso. Una strategia che permette di garantirsi
continuità nel rapporto di locazione, così da non essere costretti a
riaffittare la casa con conseguenti oneri gestionali e non correre il rischio di
avere un immobile sfitto con gli inevitabili costi di mantenimento. Tra i
quartieri che hanno segnalato la diminuzione dei valori più sensibile ci sono
Baggio-Quinto Romano, Certosa-Gallarate e Stazione Centrale. In queste zone per
un bilocale si spendono circa 650 euro, mentre per un trilocale la cifra sale a
850 euro. La ragione principale del calo in queste aree è, oltre che la minore
disponibilità economica da parte dei potenziali inquilini, il fatto che alcuni
proprietari, non riuscendo a vendere l'immobile al prezzo desiderato, decidono
di affittarlo aumentando così l'offerta di abitazioni sul mercato. Viceversa,
segno positivo si è registrato a Brera, grazie alla buona domanda di case in affitto soprattutto da parte di studenti,
professionisti e società che affittano la casa per i dirigenti. I canoni
restano abbastanza alti: 1.200 euro per un bilocale e 1.800 per un trilocale.
In crescita i canoni nei quartieri di Città Studi-Porpora (750-1.000), Ripa di
Porta Ticinese (900-1.200) e Porta Romana (1.000-1.400), grazie alla domanda
proveniente dagli studenti di politecnico, Iulm e Bocconi. In queste zone per
un bilocale si può spendere dai 750 ai 1.000 euro, mentre un trilocale costa
dai 1.000 ai 1.400 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano