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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL  1-12 novembre 2008       #TOP



Report "Mercato immobiliare"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Mercato immobiliare (37)


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Ma sulle banche spagnole pende la spada di Damocle del Sudamerica ( da "Milano Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Eppure proprio negli ultimi mesi la Spagna è stata travolta dallo scoppio della bolla immobiliare. Secondo le previsioni di Standard & Poor's, nel 2009 Madrid sarà il fanalino di coda del Vecchio Continente assieme a Londra e Dublino: la crescita del pil passerà infatti dall'attuale +1,3% al -0,2% (contro la crescita zero prevista per l'Italia).

Casa dolce casa ( da "Milano Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: come testimoniano le società di intermediazione che trattano immobili di pregio. «Un fenomeno nuovo, non di larga scala, iniziato già nel mese di gennaio per consolidarsi via via», spiega Alessandro Ghisolfi dell'ufficio studi Ubh. Eppure ormai da anni si preannuncia il famoso scoppio della bolla immobiliare, peraltro già verificatosi in altri paesi, leggi Spagna,

Salvare l'American dream dall'incubo dei pignoramenti ( da "Borsa e Finanza" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: il prezzo delle case tornerà a crescere e così via fino allo scoppio della nuova bolla». DIVERSE SOLUZIONI. La ricetta proposta da Caplin prevede l'introduzione dei cosiddetti Shared Appreciation Mortage (Sam), mutui che mettono in comune tra debitore e creditore il rischio di una fluttuazione del valore dell'immobile.

Diminuiscono le compravendite immobiliari in provincia di Perugia ma i prezzi delle case res... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Diminuiscono le compravendite immobiliari in provincia di Perugia ma i prezzi delle case restano sostanzialmente stabili. «Segno-spiegano in Confcommercio- che il mattone continua ad essere un «solido investimento». È quanto emerso ieri nell' annuale convegno organizzato dal Fimaa, il sindacato provinciale agenti immobiliari aderente alla Confcommercio.

aumenti del 15% in un anno per acquistare un alloggio ( da "Tirreno, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: a Piombino le quotazioni al metro quadrato per un appartamento di circa 100 mq sono cresciute in media del 14,7% per un immobile in zona centrale e del 9,6% nelle altre aree della città. Anche San Vincenzo, che si conferma la piazza più cara, sostenuta dal mercato delle seconde case, i prezzi continuano a salire: +6,6% in zona centrale e +3,8% nelle altre zone.

Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi delle case ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi delle case Al Villaggio degli Sposi quotazioni a +20% rispetto a 2 anni fa E l'università ai Riuniti rivaluta l'area intorno a largo Barozzi Ospedali scacciacrisi. Almeno nel settore immobiliare la definizione calza a pennello. Tutto ciò che si trova attorno vale oro, o comunque, non sembra risentire del periodaccio.

Le case popolari vanno sul mercato: un affare che coinvolge 600 proprietari ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: immobile ai prezzi di mercato e soprattutto prima della scadenza dei termini fissati dal Comune all?atto dell?acquisto. Alla base della nuova regola vi è uno specifico obiettivo. L?AMMINISTRAZIONE intende, prima di tutto, venire incontro ai bisogni manifestati con sempre più insistenza da molte famiglie: vi sono infatti nuclei familiari che si sono ingranditi e si trovano nella necessità

Mercato in flessione, ma non i prezzi ( da "Nuova Ferrara, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: anche il mercato dell'immobile a Cento, in linea con l'andamento nazionale, è entrato in una fase negativa, ma i prezzi tengono». Marco Amelio, agente e titolare dell'agenzia AM Immobiliare traccia così il quadro del mercato centese, facendo riferimento all'andamento del mattone in città e alle tendenze che caratterizzeranno il futuro del settore.

dagli usa scatta l'allarme deflazione - andrea greco ( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: scendono i prezzi delle case in tutto il mondo. E i consumi di beni e servizi più voluttuari (tipo auto, abbigliamento, turismo e tempo libero) sono in frenata. Il vicino Natale confermerà il trend di consumismo triste. Scenari drammatici, che rievocano la Grande Depressione negli States, o il "decennio perduto" �90 in Giappone,

Le occasioni nascoste ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: lo sgonfiamento della bolla immobiliare è positiva per quelle famiglie che vogliono acquistare casa. Il prezzo del petrolio è meno della metà rispetto ai massimi dell'estate e questo alleggerisce la bolletta delle famiglie e delle imprese. I corsi in picchiata delle materie prime fanno scendere anche il tasso di inflazione,

Gli spiragli della fiducia ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: lo sgonfiamento della bolla immobiliare ha portato devastazioni nei Paesi dal credito (troppo) facile, ma almeno la notizia è positiva per chi entra per la prima volta nel mercato delle abitazioni. Tanti giovani che erano stati tagliati fuori dal mercato potranno beneficiare di una riduzione dei prezzi delle case.

Per la ripresa ancora due anni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Nel 2005 aveva anticipato lo scoppio della bolla immobiliare. La stessa Bridwell, a inizio maggio 2007, disse al Sole- 24 Ore:«Con i mutui Usa si rischia l'effetto domino». E oggi afferma:per la ripresa del mercato immobiliare americano bisogna aspettare ancora due anni. Il ragionamento parte da dati concreti.

Un ruolo d'emergenza temporaneamente quasi permanente ( da "Opinione, L'" del 03-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: fatto per il quale è stato individuato come capro espiatorio onorario per aver scatenato la bolla immobiliare, i mutui sub-prime, la finanza creativa nel riconfezionamento di quei mutui, insomma dell?intero concatenarsi di eventi che ha portato alla crisi economica globale attuale. Solo la settimana scorsa l?ex presidente della Fed è andato a pronunciare una specie di ?

ci sono 400 richieste ferme nei tavoli dell'amministrazione ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La bolla immobiliare ha già colpito il mercato in città. Le famiglie che rischiano di restare senza casa sono tantissime. Il gruppo del Pd presenterà un'interrogazione in consiglio per capire quali sono le intenzioni della maggioranza per ciò che riguarda la politica della casa.

la crisi si abbatte anche sulle case - francesco albonetti ( da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: si tende a ribassare i prezzi in corso d'opera: meglio vendere a meno che non vendere affatto». Classe media in crisi. Sia l'Ance che il titolare dell'agenzia immobiliare, segnalano come fatto nuovo la minore disponibilità ad acquistare da parte dei redditi medi. «Rispetto agli anni scorsi in cui c'era tanta domanda e poca offerta,

Diminuiscono ancora i prezzi delle case in periferia Ma gli affitti non scendono ( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: nel primo semestre del 2008 le quotazioni delle case, complessivamente, sono scese del 2,1%. Non sono, però, gli immobili di pregio a calare di prezzo. E? il «medio usato» che scende, in particolare nelle zone più popolari. Arriva, infatti, fino al 5% il ribasso in periferia, come ad esempio in piazza Tanucci, dove, con l?

Pagheranno solo i poveri ( da "Famiglia Cristiana" del 04-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La crisi del petrolio con i prezzi alle stelle ha prodotto prima dell?estate 100 milioni di poveri in più. Per sfamare un miliardo di persone denutrite nel mondo bastano 30 miliardi di dollari all?anno, cioè meno del 5 per cento del piano della Casa Bianca a favore delle banche.

La crisi dei mutui ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: la cosiddetta bolla immobiliare, si manifesta nei diversi paesi con un'intensità differente e con problematiche differenti. Negli USA i prezzi delle case scendono del 10% all'anno. In Spagna le compravendite crollano di circa il 30%. In Italia i listini segnalano un contenuto rallentamento della crescita delle quotazioni immobiliari -

Bce verso il taglio di mezzo punto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La spiegazione probabilmente sta proprio nella specializzazione dell'economia tedesca.Il Paese non deve fare i conti con una bolla immobiliare o con particolari squilibri finanziari, ma è tutto concentrato sull'export e sta soffrendo inevitabilmente del rallentamento mondiale. La Commissione si aspetta una crescita piatta nel 2009.

<L'Italia si salva perché le banche sono tradizionali> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il deterioramento della capacità di rimborso del debito di chi aveva contratto un mutuo ha portato al collasso della bolla speculativa. E qui avviene il contagio: «Il crollo dei prezzi delle case - spiega Trevisan - ha lasciato scoperte le banche». Per coprirsi, hanno spezzettato i propri portafogli clienti e li hanno ceduti a finanziarie indipendenti con la vendita di derivati.

Bassano (L.F.) Quali strategie per il risparmio futuro? ... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: ha anticipato con largo anticipo lo scenario dell'attuale crisi economica. Proprio in questi giorni il commissario europeo ha dichiarato la crescita zero in Eurolandia, ciò che l'autore aveva già previsto nelle sue apprezzate opere, come ancora lo spropositato aumento del prezzo del petrolio, la bolla immobiliare, quella finanziaria e borsistica.

La crisi economica travolge anche il mattone ( da "Nuova Ferrara, La" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: quindi incide su qualsiasi mercato specie quello immobiliare. Venire incontro ai clienti offrendo sconti o riduzione di prezzo nelle case? Personalmente sconsiglio la gente a comprare case a prezzo scontato perché possono nascondere rischi di fallimento delle imprese che li propongono, proprio in un periodo in cui invece è la qualità e le strutture ben fatte che alla fine pagano»

Latina e la sua provincia cominciano a risentire gli effetti della bolla immobiliare americana e del... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Latina e la sua provincia cominciano a risentire gli effetti della bolla immobiliare americana e della crisi del credito. Di fronte all'impennata del costo della vita, per tante famiglie, diventa ogni mese sempre più difficile riuscire ad accantonare la somma necessaria per pagare la rata del mutuo. Di conseguenza, aumentano le esecuzioni immobiliari e le ordinanze di vendita all'

Ance: il 2009 ci preoccupa ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Fabbisogno abitativoCala la produzione di nuove case, ma questo fenomeno «non è la conseguenza di una sovrapproduzione - precisa Buia - ma delle difficoltà dovute alla crisi finanziaria. Va detto che in Italia non c'è e non ci sarà alcuna bolla immobiliare, a differenza di quanto è accaduto negli Usa e in altri Paesi europei come Spagna e Irlanda dove hanno superato la domanda reale.

Taglio shock a Londra: un punto e mezzo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: con una contrazione dell'1,3% rispetto allo 0,8% della Germania e allo 0,7% di Usa e Spagna. La Gran Bretagna rischia più di ogni altro Paese a causa della forte esposizione di un enorme settore finanziario con 1,5 milioni di addetti e di una bolla immobiliare che sta iniziando a gonfiarsi da alcuni mesi e potrebbe portare a una fragorosa caduta dei valori delle case.

I repubblicani fanno le valigie e per la crisi svenderanno le case ( da "Gazzettino, Il" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: E si svuoteranno anche le case che i funzionari di nomina politica hanno comprato arrivando nella capitale, nel mezzo della bolla immobiliare che aveva portato alle stelle i prezzi nei sobborghi-bene vicino a Washington, in Nord Virginia. La crisi finanziaria ha ridotto anche il 30\% del loro valore.

MERCATI: ROSSI (BANKITALIA), IN USA DISASTRO REGOLATORIO. ( da "Asca" del 07-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Da qui le ''bolle'', come la recente bolla immobiliare, che hanno abituato i cittadini statunitensi a vivere al di sopra dei propri mezzi. ''Nell'economia Usa c'e' uno squilibrio di risparmio - ha detto Rossi - che sara' difficile correggere''. La recessione quindi sara' pesante e lunga.

Case, il centro tira . Ma è rischio bolla ( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: è dietrop l'angolo il rischio della bolla. Lo ribadisce l'ultima fotografia del mercato immobiliare trevigiano, scattata dell'Agenzia del territorio nel primo semestre. A dispetto della frenata già annunciata a inizio anni, infatti, i valori degli immobili più pregiati sono saliti iancora di prezzo, con percentuali vicine al 5%.

dalla fed alla bce va' dove ti porta la borsa - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Si gonfia anche la bolla immobiliare, con la benedizione dei governi che ovunque vedono con favore la diffusione della proprietà. Negli Stati Uniti i nefasti mutui subprime si diffondono proprio per iniziativa di società para-pubbliche sotto la spinta del Congresso.

Mercato immobiliare: il trend delle locazioni nel primo semestre 2008 pag.1 ( da "Trend-online" del 10-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dell?immobile che, in questo caso è legata non solo allo stato dell?appartamento ma anche ad altre variabili tra cui la qualità dell?arredamento (se già arredato), la luminosità, la tranquillità e la presenza di servizi in zona. Sono sempre più richiesti gli immobili con riscaldamento autonomo, quelli che abbiano almeno la cucina arredata e la presenza di collegamenti internet ad

IL MERCATO DELLE LOCAZIONI SEMESTRE DEL 2008 ( da "marketpress.info" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: immobile al prezzo desiderato decidono di affittarlo aumentando così l?offerta di abitazioni sul mercato. A Roma i canoni di locazione dei bilocali sono diminuiti dello 0. 6% e quelli dei trilocali dello 0. 8%. In centro si registra una contrazione dei valori nella zona di Piramide e dell?

La bolla immobiliare? Colpa di Rubin e Summers ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: della Fondazione Bruno Leoni, dove ieri ha tenuto una conferenza a Palazzo Clerici dal titolo polemico: «Crisi finanziaria: il nemico siamo noi». Nel senso che «ognuno di noi ha contribuito alla bolla, (anche mia figlia ha comprato casa in California), acquistando immobili prima che avessero inizio i lavori per la costruzione e vendendoli poi a qualcun altro che a sua volta sperava

Perché è sbagliato tornare all'interventismo di Keynes ( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: della speculazione sugli immobili è però un fenomeno non monetario: deve esserci un calo dei prezzi delle case, in termini monetari, rispetto a quelli dei beni di consumo. Keynes sosteneva che l'aumento dell'offerta di denaro potrebbe funzionare anche in questo caso: i lavoratori non sono consapevoli che altrove i salari per lavori analoghi sono saliti come i loro e si astengono

Il casco per i baresi e i mutui per gli americani ( da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading .

Case, le Valli difendono i valori ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del mercato riguarda soltanto il numero di compravendite effettuate nell'ultimo anno, ma ancora non ci sono riflessi evidenti sul prezzo delle case. Lo dice l'analisi approfondita dei dati campione forniti dall'Ufficio studi di Tecnocasa relativo al primo semestre del 2008 quando il valore degli immobili in Valcamonica, Valtrompia e Valsabbia è rimasto sostanzialmente invariato.

Il supertuscany? Vale oro ( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: vittima della bolla immobiliare. Secondo l'indagine di Mediobanca mentre i vini di qualità inferiore perdono terreno, i vini di fascia alta si fanno strada specialmente nei Paesi emergenti. Il Masseto della Tenuta Ornellaia ( nella foto l'amministratore delegato Giovanni Geddes) sarà il primo vino italiano a sbarcare alla Place de Bordeaux,

Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio ( da "Giornale.it, Il" del 12-11-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 271 del 2008-11-12 pagina 3 Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio di Barbara Benini (...) La maggiore difficoltà di accesso al credito per l'acquisto di case ha determinato nei primi 6 mesi dell'anno un aumento della domanda di abitazioni in affitto, senza il rialzo dei canoni di locazione.


Articoli

Ma sulle banche spagnole pende la spada di Damocle del Sudamerica (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 01-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza Numero 218  pag. 11 del 1/11/2008 | Indietro Ma sulle banche spagnole pende la spada di Damocle del Sudamerica congiuntura Nonostante lo sboom, finora tutto è andato bene per le banche spagnole. A differenza dei gruppi americani e delle altre banche europee, i maggiori istituti di credito iberici non hanno avuto problemi di liquidità o di patrimonializzazione, vantano profitti in continua crescita e non si lasciano sfuggire acquisizioni a prezzi convenienti. Eppure proprio negli ultimi mesi la Spagna è stata travolta dallo scoppio della bolla immobiliare. Secondo le previsioni di Standard & Poor's, nel 2009 Madrid sarà il fanalino di coda del Vecchio Continente assieme a Londra e Dublino: la crescita del pil passerà infatti dall'attuale +1,3% al -0,2% (contro la crescita zero prevista per l'Italia). Insomma, la recessione è alle porte. Eppure i colossi bancari spagnoli non sembrano risentire di questo contesto, almeno per ora. Il Santander ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con un utile di 6,93 miliardi (+6%), un Tier I al 7,89% e un Core Capital al 6,31%. E mentre le banche italiane si interrogano se tagliare o meno le cedole, il gruppo di Emilio Botin ha annunciato un secondo dividendo di 0,13 euro per azione (+10%) sul 2008. Numeri positivi anche per il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (Bbva) che ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto in crescita a 1,39 miliardi (+0,7%) battendo le attese del mercato. Il roe si mantiene al 24,8%, mentre il Tier 1 è salito di 10 punti base rispetto al settembre 2007, raggiungendo quota 7,8%. Qual è il segreto di questo successo? «Questi istituti sono stati gestiti con grande prudenza grazie anche al ruolo delle autorità di vigilanza», spiega a Milano Finanza Mario Spreafico, direttore investimenti di Citigroup Italia. Insomma i controlli hanno funzionato e le banche sono state costrette a ricapitalizzarsi nei momenti di vacche grasse. Una prudenza che ha garantito a Santander e Bilbao un funding molto più solido rispetto agli altri competitor europei e una migliore qualità dell'attivo. Il ruolo di primo piano è stato giocato dalla banca centrale che dal 2000 impone accantonamenti obbligatori direttamente proporzionali ai crediti. Inoltre sul mercato spagnolo non sono ammessi i veicoli off balance sheet dei quali altrove si è fatto un uso molto disinvolto. Ma la situazione è davvero così rosea? «In realtà ci sono alcune mine che potrebbero deflagrare nei prossimi mesi», spiega l'analista di una sim milanese. «Il crollo del mercato immobiliare spagnolo impatterà presto sui conti economici, come si nota dal progressivo aumento dei non-performing loans. In secondo luogo c'è l'incognita dei mercati sudamericani». L'America Latina rappresenta il secondo mercato per le grandi banche spagnole: basti pensare che nei primi nove mesi dell'anno il Santander ha ottenuto da questa area geografica un utile di 3,29 miliardi di dollari con una crescita del 20%. Ma il progressivo rallentamento di queste economie e le nubi che si stanno addensando sull'Argentina non promettono niente di buono. Il rischio principale è rappresentato dalla volatilità valutaria attesa per i prossimi mesi e da una progressiva crescita delle sofferenze. La diversificazione geografica, tuttavia, è anche un'opportunità perché consente ai grandi gruppi di compensare le difficoltà del mercato domestico. «Gli istituti che oggi stanno soffrendo di più sono infatti le casse di risparmio», spiega Tullia Bucco, economista di Unicredit. «Le famiglie spagnole sono tra le più indebitate d'Europa e la crisi del mattone le ha travolte. Il peso di tutto ciò grava soprattutto sulle banche medio-piccole che ormai hanno il fiato corto. Non mi stupirei se, a breve, qualcuna fallisse» (riproduzione riservata) Luca Gualtieri  

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Casa dolce casa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Milano Finanza" del 01-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Milano Finanza Numero 218  pag. 53 del 1/11/2008 | Indietro Casa dolce casa I Vostri Soldi nel Mattone Di Teresa Campo Trend A dispetto del calo dei prezzi e delle tranzazioni aumentano gli acquisti nella fascia alta del mercato. A scopo difensivo e non solo Italiani fedeli al mattone nella buona, ma anche nella cattiva sorte. Lo testimoniano banche e agenzie immobiliari che nell'ultimo periodo, a dispetto della bufera che si è abbattuta in particolare sul mercato immobiliare e su quello dei mutui, hanno cominciato a registrare un insospettabile ritorno d'interesse per l'investimento in abitazioni. Certo si tratta di una nicchia molto circoscritta: grandi clienti bancari che smobilizzano corposi investimenti finanziari (fondi, azioni...) per dirottarli sul mattone, preferibilmente di fascia alta, come testimoniano le società di intermediazione che trattano immobili di pregio. «Un fenomeno nuovo, non di larga scala, iniziato già nel mese di gennaio per consolidarsi via via», spiega Alessandro Ghisolfi dell'ufficio studi Ubh. Eppure ormai da anni si preannuncia il famoso scoppio della bolla immobiliare, peraltro già verificatosi in altri paesi, leggi Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia. E anche per quanto riguarda l'Italia le previsioni non sono delle migliori: lo stesso Fondo monetario internazionale ha preannunciato per il mattone tricolore un calo dell'ordine del 10-20% nell'arco di 2-4 anni. Un'aspettativa non sconfessata dalla realtà che, nonostante i prezzi finora non abbiano subito finora vistose correzioni, ha visto comunque un drastico calo delle compravendite, fenomeno che in genere prelude a un ritocco più severo delle quotazioni. E allora perché comparano? Le ragioni sono presto dette: la paura fa spavento, e quindi, piuttosto che vedere i propri soldi via via rosicchiati dal costante stillicidio delle borse, sfociato poi nel crollo estivo, molti hanno preferito rifugiarsi nel vecchio mattone. Forti di un ragionamento: meglio perdere poco, il 10-20% appunto, che perdere molto, tipo l'80% bruciato da alcuni titoli in borsa. «Del resto in Italia», spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, «fatta eccezione per il periodo 1992-1995, finora i prezzi non sono mai scesi. E anche in quest'ultima crisi, nonostante se ne parli già dal 2002, finora le quotazioni non hanno ceduto più del 10%». Oltre alla paura, evidenziata anche dal boom degli investimenti in altri classici beni rifugio, oro, gioielli, opere d'arte, a guidare all'acquisto, ma in misura molto minore, è anche l'idea di approfittare della situazione e cominciare a compricchiare qualcosa. «Non a caso oltre ad appartamenti da almeno 100-120 metri quadrati nel centro e semicentro delle grandi città con prezzi intorno ai 6-8 mila euro al metro quadro», continua Breglia, «molti si sono indirizzati verso piccole palazzine da ristrutturare e frazionare, oppure anche affittate. La spesa media per un appartamento è intorno a 1-1,2 milioni di euro». Il trend comunque non interessa solo i ricchi. Come rivelato proprio nei giorni scorsi dalla consueta indagine condotta da Ipsos per l'Acri in occasione della Giornata mondiale del risparmio, anche all'italiano medio il mattone continua a piacere, e parecchio. Fermo restando che oggi il 60% degli italiani preferisce tenere i soldi in tasca piuttosto che investirli, dovendo proprio scegliere l'investimento ideale resta il vecchio e sicuro mattone, preferito dal 56% del campione. Nel 2007 a manifestare una preferenza per la liquidità era il 64%, ma oggi le maggiori incertezze causate dalla crisi internazionale hanno ridotto la voglia di rimanere liquidi, a patto naturalmente che si tratti di investimenti sicuri, anche se non particolarmente redditizi. Ciò vuol dire che anche a livelli intermedi sta tornando la voglia di puntare sul mattone? O addirittura che potrebbe perfino essere conveniente? Non proprio.La situazione resta molto rischiosa, soprattutto per chi non ha risparmi davvero cospicui. Perché come sempre i rendimenti lordi restano bassi, ma senza poter contare su qul guadagno in termini di rivalutazione dell'asset che in genere accompagna l'investimento immobiliare. Anzi, c'è appunto il rischio che i prezzi nel breve-medio periodo correggano, portando a una perdita netta se per esempio, per locale, sono necessarie anche spese di ristrutturazione. Per contro però, a dispetto della crisi, si riscontra un interesse crescente delle famiglie per il mercato locativo. «Visto che i canoni hanno fatto registrare delle diminuzioni frazionali e i rendimenti sono segnalati in leggero aumento per tutte le tipologie abitative», spiegano dall'ufficio studi Gabetti, «un crescente numero di famiglie preferisce valutare questa soluzione, anche in considerazione delle difficoltà incontrate nell'ottenimento di un finanziamento». Risultato: i canoni medi, nel primo semestre dell'anno, nelle grandi città sono scesi solo dello 0,8% contro il -2,7% dei prezzi. E lo stesso vale per bilocali e trilocali. Più in dettaglio canoni stabili a Bologna e Firenze, in lieve flessione nelle altre grandi città. La città più cara, in termini di canoni, è Roma, specie rispetto a Milano e quando si parla di piccoli tagli, mentre i valori si riallineano nelle grandi tipologie. Il calo dei prezzi superiore a quello dei canoni ha portato a un leggero aumento dei rendimenti da locazione: per un monolocale si parla del 4,8% (dal 4,6% del semestre precedente), che scende al 3,8% per il bilocale (dal 3,7%), al 3,4% per le tre camere (dal 3,3%). «Attenzione preò», avverte Ghisolfi, «è verò che sulla carta i monolocali sono i più redditizi, ma è vero solo in teoria. Nella realtà infatti la domanda di bilocali è molto più consistente, e quindi si corre meno rischio di sfitto, e inoltre il rendimento indicato è al metro quadro non a blocco. In genere quindi per investimento risultano più convenienti i bilocali». Fra le metropoli, la città in cui si registrano i rendimenti medi più elevati è Napoli, seguita da Firenze. La più bassa è Torino. (riproduzione riservata)  

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Salvare l'American dream dall'incubo dei pignoramenti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa e Finanza" del 01-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

ATTUALITÀ Salvare l'American dream dall'incubo dei pignoramenti di Redazione - 01-11-2008 IL PESO DEL MATTONE Salvare l'American Dream. Una missione (forse) impossibile che segnerà le sorti del prossimo inquilino della Casa Bianca. Che sia John McCain o Barack Obama poco importa. In ballo c'è la continuità di un modello culturale che il concetto di subprime ha prima elevato al massimo splendore, per poi ridurlo a farsa: in pochi anni si è passati dall'euforia di una casa per tutti a 8.500 pignoramenti al giorno. Un tracollo che ha trasformato il sogno americano in incubo. L'economia è in recessione - l'ultima lettura del Pil parla di una contrazione dello 0,3% nel trimestre conclusosi il 30 settembre - e nei dintorni delle città più colpite dalla peste immobiliare spuntano le prime tendopoli. DEBITI DA RIVEDERE. Sarà compito del nuovo presidente arginare il contagio. McCain ha proposto un rifinanziamento di Stato a tutti i debitori a rischio default: la Federal Housing Administraton si farebbe carico del contratto originario nei confronti della banca, per poi emettere un nuovo mutuo agevolato e garantito. Gli uomini del candidato repubblicano credono che, così facendo, eviteranno che da 200 a 400 mila famiglie perdano la casa. Dal canto suo, Obama ha scelto la strada dell'Universal Mortgage Credit: semplificando, un credito fiscale sul 10% della rata mensile del mutuo, tale da garantire in media 500 dollari a «10 milioni di mutuatari, la maggior parte dei quali guadagna meno di 50mila dollari all'anno», come si legge nel programma democratico. Nel frattempo nei corridoi di Washington si rincorre la voce di un imminente piano statale per garantire mutui per 600 miliardi di dollari. «Finora - spiega Sandro Brusco, professore alla Stony Brook University e redattore del blog noisefromamerika.com - i due candidati si sono sfidati a colpi di retorica. Per sapere qualcosa di più concreto circa le loro intenzioni non rimane che attendere il verdetto di martedì». In tutti i casi, le risorse verranno attinte dai 700 miliardi di dollari messi a disposizione dal piano Paulson. Uno stanziamento al quale, fatta eccezione per la liquidità immesse nel sistema finanziario, non è ancora corrisposto un concreto piano di utilizzo. É chiaro che la sua stesura sarà la prima responsabilità del nuovo governo. Chissà che da qui al suo insediamento - gennaio 2009 - il comparto immobiliare non lanci qualche segno di vita. A questo proposito, i dati di settembre sulle vendite di immobili residenziali hanno riacceso le speranze. «Ritengo che siamo di fronte a un punto di svolta», spiega a Bloomberg Luigi Zingales, professore presso l'Università di Chicago: «I dati sulle compravendite sono stati accolti con relativo ottimismo». È pur vero però che i prezzi degli immobili continuano a crollare, come segnalato dalla più recente lettura del Case/Shiller index (-16,6% ad agosto). «Se l'intera economia e il mercato del credito vanno stabilizzandosi, - ribatte comunque Zingales - il mercato immobiliare potrebbe non essere così lontano dal toccare il fondo». La ripresa mercato del credito dopo il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac è comunque ancora tutta da dimostrare. Le prime evidenze suggeriscono che il costo dei mutui continua a crescere. Secondo l'Hsh, un istituto di ricerca specializzato nel credito immobiliare, la rata media di un mutuo trentennale è oggi pari al 6,56%, contro il 6,34% del 5 settembre scorso, cioè poco prima che la Casa Bianca riscattasse le due società parastatali. Nemmeno il crollo dei tassi interbancari delle ultime settimane è dunque riuscito ad alleviare le pressione sui mutuatari. Insomma, a parte alcuni segnali di ripresa, i fattori di scetticismo rimangono preponderanti. Qualcuno pensa che siano addirittura endemici al mercato immobiliare stesso. Come Andrew Caplin, professore alla New York University. «I default di oggi - spiega Caplin - saranno presto seguiti da una crisi di fiducia, tale da sbarrare l'accesso al credito a un sempre maggior numero di persone. Questo aumenterà le pressione per ri-estendere il prestito ai debitori meno affidabili, il prezzo delle case tornerà a crescere e così via fino allo scoppio della nuova bolla». DIVERSE SOLUZIONI. La ricetta proposta da Caplin prevede l'introduzione dei cosiddetti Shared Appreciation Mortage (Sam), mutui che mettono in comune tra debitore e creditore il rischio di una fluttuazione del valore dell'immobile. Una ipotesi al centro anche della riflessione di Zingales, secondo il quale, bisognerebbe rifinanziare tutti i mutui nelle aree metropolitane che hanno subito un calo dei prezzi superiore al 20 per cento. Martin Feldstein, uno dei più rinomati economisti del Paese, ha invece proposto di rimpiazzare il 20% del mutuo esistente con un prestito a tasso agevolato. Il mondo accademico si sta quindi prodigando per dotare la politica degli strumenti più efficaci per ristabilire l'interrotto sogno americano. È l'estremo tentativo di avere finalmente voce in capitolo, di convincere la nuova amministrazione a snobbare, per la prima volta in otto anni, i superconsulenti di Wall Street.

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Diminuiscono le compravendite immobiliari in provincia di Perugia ma i prezzi delle case res... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Sabato 01 Novembre 2008 Chiudi Diminuiscono le compravendite immobiliari in provincia di Perugia ma i prezzi delle case restano sostanzialmente stabili. «Segno-spiegano in Confcommercio- che il mattone continua ad essere un «solido investimento». È quanto emerso ieri nell' annuale convegno organizzato dal Fimaa, il sindacato provinciale agenti immobiliari aderente alla Confcommercio. Al centro del dibattito, uno studio presentato da Chiara Paoletti - in rappresentanza dell'Osservatorio Mercato Immobiliare dell'Agenzia del Territorio - commentato dal presidente Fimaa-Caip, Bruno Biagiotti. Nei primi sei mesi del 2008 la contrazione delle compravendite in provincia di Perugia è stata del 19,91 per cento, dopo che nello stesso periodo del 2006 e del 2007 la crescita aveva invece sfiorato il nove per cento, in controtendenza con il resto del paese dove già il mercato era in flessione. Il mercato immobiliare a livello provinciale si è pertanto riposizionato sui livelli del primo semestre del 2004, quando si realizzarono 3.725 compravendite. «Il mercato immobiliare oggi è più riflessivo e più selettivo» ha detto Biagiotti.

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aumenti del 15% in un anno per acquistare un alloggio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 12 - Grosseto Aumenti del 15% in un anno per acquistare un alloggio Il bilancio del settore chiude in negativo sia per m³ scambiati che per fatturato prodotto PIOMBINO. Crisi e prezzi in rialzo. Nei primi dieci mesi del 2008 trovano conferma i segnali di rallentamento avvertiti nel 2007 nel mercato immobiliare locale. E l'anno si prepara a chiudere con un bilancio in negativo, sia per metri quadrati scambiati che per fatturato prodotto. è quanto emerge dalla fotografia scattata dall'istituto indipendente di ricerca Scenari Immobiliari nell'ambito del settimo rapporto sul mercato immobiliare della Toscana, realizzato in collaborazione con l'associazione dei costruttori edili Ance Toscana. La dinamica delle quotazioni. Negli ultimi dodici mesi i valori al metro quadrato delle case non ristrutturate hanno subito un calo mediamente superiore dell'8 per cento. Si tratta della maggiore riduzione nel panorama regionale, dietro solo a Livorno città (10%). Una flessione che segue a un periodo di crescita non commisurata alle potenzialità del mercato locale, così le quotazioni tendono a riassestarsi su livelli più conformi alla qualità dei beni e del territorio. Il prodotto nuovo, invece, mantiene prezzi pressoché costanti, ma non influisce in modo significativo nel calcolo del fatturato complessivo del settore. Nel 2008, infatti, se le previsioni di Scenari Immobiliari saranno confermate, le superfici compravendute subiranno una contrazione media del 5,4% a fronte di una riduzione del fatturato di oltre 4,5 punti percentuali. Tuttavia, a Piombino le quotazioni al metro quadrato per un appartamento di circa 100 mq sono cresciute in media del 14,7% per un immobile in zona centrale e del 9,6% nelle altre aree della città. Anche San Vincenzo, che si conferma la piazza più cara, sostenuta dal mercato delle seconde case, i prezzi continuano a salire: +6,6% in zona centrale e +3,8% nelle altre zone. Scenario stagnante invece a Campiglia Marittima, pressoché ferme le rilevazioni al 2007 se non per un'oscillazione al rialzo del prezzo minimo nelle zone periferiche (+3,2%). Domanda e offerta. Si guarda sempre meno ai requisiti tipici nel determinare la preferenza per un immobile, come la tipologia edilizia, la metratura o la zona in cui è ubicato, per concentrarsi invece sulla sfera squisitamente economica. La percentuale maggiore delle transazioni ha infatti interessato due fasce di mercato: quella relativa agli immobili con prezzi inferiori ai 200-230mila euro e l'altra legata alle abitazioni con quotazioni superiori ai 500mila euro. In forte diminuzione sono invece gli scambi che riguardano la fascia intermedia del mercato. In contrazione anche il comparto terziario e commerciale. La domanda di spazi commerciali, in particolare, è limitata alle aree centrali e gli scambi di immobili per uso ufficio conferma la flessione registrata già da alcuni anni. Chi e quando. Rispetto agli anni precedenti nei primi dieci mesi del 2008 diminuiscono sensibilmente nel novero dei compratori le giovani coppie e i single, meno capaci di affrontare un investimento economico rilevante come l'acquisto di una casa. Aumentano in proporzione, invece, le famiglie già consolidate che vogliono migliorare la propria condizione abitativa, in termini di spazi o di localizzazione. Il 2008 segna anche un sostanziale allungamento dei tempi medi di vendita, che sono compresi tra i cinque e i sette mesi, mentre rimangono pressoché costanti i margini di trattativa, già influenzati dall'abbassamento dei prezzi. Le cause della frenata. Il rallentamento sembra interessare il comprensorio della Val di Cornia come la provincia di Livorno con un peso maggiore rispetto a quanto rilevato nelle altre realtà toscane. Tra le motivazioni indicate da Scenari Immobiliari la sensibile diminuzione dei prezzi dell'usato e la crisi del sistema economico-finanziario, che ha tra le sue conseguenze quella di una minore propensione delle famiglie all'indebitamento. Eppure, per il presidente di Scenari immobiliari Mario Breglia: «L'immobiliare si conferma comunque un investimento anticiclico: in un anno le quotazioni delle case sono scese meno di quanto abbiano fatto le azioni in un solo giorno». Manolo Morandini

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Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi delle case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il nuovo ospedale fa lievitare i prezzi delle case Al Villaggio degli Sposi quotazioni a +20% rispetto a 2 anni fa E l'università ai Riuniti rivaluta l'area intorno a largo Barozzi Ospedali scacciacrisi. Almeno nel settore immobiliare la definizione calza a pennello. Tutto ciò che si trova attorno vale oro, o comunque, non sembra risentire del periodaccio. Vecchio o nuovo non importa, vanno bene entrambi: da largo Barozzi alla Trucca. E se potendo scegliere (e potendoselo permettere) è ovviamente meglio stare dalle parti delle piscine Italcementi, in quella esclusivissima zona dove i prezzi, oltre a non risentire della flessione generalizzata, sono da sempre alle stelle, la vera sorpresa arriva dalle parti del Villaggio degli Sposi dove grazie alla nuova struttura sanitaria, le quotazioni immobiliari, in barba alla recessione, stanno offrendo una performance a dir poco buona: 20, ma anche 30 per cento in più rispetto a quelle di un paio d'anno fa. Qualche esempio? Statistiche dell'Appe (l'Associazione provinciale della proprietà edilizia) e della Confedilizia alla mano, basta dare un occhio alle vie più vicine alla struttura sanitaria tuttora in costruzione. La stessa via Trucca, per esempio: se nel 2007 le quotazioni di un nuovo appartamento qui si aggiravano sui 2.000 euro al metro quadro (da 1.800 a 2.100), quest'anno si parla di un prezzo che si attesta tra i 2.300 e i 2.500 euro al metro quadro. Stesso discorso per via Martin Luther King, dove nel giro di dodici mesi la quotazione minima si è alzata di 200 euro ? da 2.000 a 2.200 euro al metro quadro ?, mentre Treviolo è passato dai 1.550-1.800 euro al metro quadro del 2006 agli attuali 1.900-2.200 euro. «Proprio queste zone ? conferma Gianfederico Belotti, presidente del Centro studi immobiliari europeo ? fino a qualche tempo fa non erano particolarmente ambite e soffrivano la vicinanza dell'inceneritore, ora si trovano invece in controtendenza: sappiamo che qualcuno sta cercando anche di aprire dei bed and breakfast o comunque delle residenze temporanee proprio in previsione dell'indotto che proverrà dall'ospedale nuovo. Del resto quella che stiamo vivendo è una recessione a macchia di leopardo che assiste a un forte ridimensionamento delle compravendite nella fascia media, quella per gli immobili di un valore compreso tra i 150-200 mila euro e che penalizza soprattutto i cittadini extracomunitari per i quali diventa sempre più difficile accedere al credito. I prezzi, invece, sono abbastanza stabili o in leggera flessione, si parla di circa il 5 per cento in meno, rispetto alle previsioni del Fondo monetario decisamente più pesanti». Proprio per questo anche il vecchio ospedale ? come del resto Città Alta ? resiste: qui è l'offerta a fare, come dicono gli addetti ai lavori, il mercato e non viceversa. Risultato: in un quartiere residenziale come quello di Santa Lucia, una viuzza qualsiasi, via Damiano Chiesa per esempio, da una quotazione massima di 3.950 euro al metro quadro nel 2006 è passata ai 5 mila euro degli ultimi mesi, mentre via XXIV maggio, pur partendo da un prezzo più basso (3 mila euro), ha confermato il trend di crescita toccando gli attuali 3.500 euro. «Diciamo ? ribadisce Antonello Pagani, direttore dell'Appe Confedilizia di Bergamo ? che la zona attorno a largo Barozzi tiene bene, anzi cresce, così come in espansione è la Trucca, ovvero tutto il bacino che gravita attorno al futuro ospedale Giovanni XXIII. A influire sono ovviamente i nuovi insediamenti e le buone prospettive di riqualificazione». Non ultima, proprio sull'area del vecchio ospedale, la freschissima notizia che, assieme alla sede dell'università, verrà realizzata anche una palestra accessibile ai cittadini. Il quartiere, insomma è destinato a diventare ancora più appetibile e, nella riconversione, tra le strutture a servizio degli studenti e un terziario destinato inevitabilmente a rinnovarsi, non mancheranno le nuove residenze. Case di lusso, naturalmente. Che, c'è da scommetterci, anche in questo caso, difficilmente sentiranno gli effetti della crisi. Emanuele Falchetti

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Le case popolari vanno sul mercato: un affare che coinvolge 600 proprietari (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 02-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

ABBIATEGRASSO pag. 10 Le case popolari vanno sul mercato: un affare che coinvolge 600 proprietari Passa la delibera con una tassa comunale dai 12 ai 17 mila euro di MICHELE AZZIMONTI I PROPRIETARI delle case acquistate in regime di edilizia economica e popolare potranno rivendere le loro abitazioni diversi anni prima del termine fissato dalla convenzione col Comune. Ma per ottenere l?autorizzazione alla vendita dovranno versare un obolo alle casse comunali: dai 12mila ai 17mila euro, a seconda degli anni che mancano alla scadenza. Ma non è tutto. Infatti le abitazioni potranno essere messe in vendita solo se sarà trascorsa almeno la metà degli anni fissati dalla convenzione. Non prima. E? questo, in linea di massima, il contenuto dell?intesa raggiunta dai partiti di maggioranza sulla questione della vendita anticipata delle case popolari. Si tratta di una manovra rilevante. Secondo i dati in possesso del Comune, l?operazione potrebbe interessare circa 600 piccoli proprietari. Prima di divenire a tutti effetti operativa, la deroga dovrà essere presentata in Consiglio comunale e ricevere il voto della maggioranza dell?assemblea. MA ANCHE su questo punto non dovrebbero esservi difficoltà: gli stessi gruppi d?opposizione hanno caldeggiato la stesura di una deroga che conceda ai proprietari di un?abitazione popolare la possibilità di mettere in vendita l?immobile ai prezzi di mercato e soprattutto prima della scadenza dei termini fissati dal Comune all?atto dell?acquisto. Alla base della nuova regola vi è uno specifico obiettivo. L?AMMINISTRAZIONE intende, prima di tutto, venire incontro ai bisogni manifestati con sempre più insistenza da molte famiglie: vi sono infatti nuclei familiari che si sono ingranditi e si trovano nella necessità di vendere il proprio appartamento per acquistarne uno più grande, ma devono fare i conti con i prezzi del mercato immobiliare. Che sono molto più alti rispetto a quelli dell?edilizia popolare. Vi sono poi altre famiglie che per ragioni di lavoro devono sportarsi in altre città e vendere la propria abitazione. A tutte queste famiglie verrà così offerta la possibilità di vendere a prezzo di mercato un?abitazione ottenuta a suo tempo con le agevolazioni comunali. La Lega Nord ha ottenuto che gli introiti di questa nuova operazione vengano versati in un apposito fondo destinato agli aiuti sociali. INOLTRE è prevista un?agevolazione per quelle famiglie che non sono in grado di pagare subito la transazione destinata al Comune: la somma potrà essere versata all?atto del compromesso.

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Mercato in flessione, ma non i prezzi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nuova Ferrara, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

La crisi si fa sentire nel settore immobiliare, l'analisi e il futuro visto da un agente che opera nel territorio Mercato in flessione, ma non i prezzi Case, quotazioni invariate e le compravendite calano del 14% L'investimento nel mattone frena a causa dei mutui «Serve sinergia tra Comune e imprese» CENTO. «Dal secondo semestre del 2007, anche il mercato dell'immobile a Cento, in linea con l'andamento nazionale, è entrato in una fase negativa, ma i prezzi tengono». Marco Amelio, agente e titolare dell'agenzia AM Immobiliare traccia così il quadro del mercato centese, facendo riferimento all'andamento del mattone in città e alle tendenze che caratterizzeranno il futuro del settore. «In flessione infatti - spiega Amelio - non sono tanto le quotazioni degli immobili, che in sostanza sono rimasti invariati, contraddicendo la legge della domanda e offerta, piuttosto le compravendite che, nel residenziale e a fronte di un'offerta che è rimasta invariata, hanno subito un calo del 14%». Anche nella città del Guercino, come rilevato dall'immobiliarista, la pesante crisi finanziaria in atto non ha tuttavia ancora dato segni di condizionare le scelte dei risparmiatori centesi che potrebbero travasare le risorse dal settore mobiliare a quello immobiliare. «Si tratta - precisa Amelio - di un passaggio, quello dalle azioni alla casa, che si attende, nel centese come a livello nazionale, in un immediato futuro. Da un lato, i risparmiatori sono oggi in attesa delle evoluzioni del sistema finanziario globale, dall'altro a penalizzare tale travaso sono i rialzi record registrati dai tassi d'interesse: quello ufficiale fissato dalla Bce è al 4,25%, l'Euribor, ossia il tasso a cui fanno riferimento i prestiti, ha toccato il settimo massimo storico, superando il 5,5% e, se si aggiunge lo spread delle banche, si supera il 6%». E' possibile ipotizzare, per l'agente immobiliare, che anche a Cento, se non nell'immediato, torni a crescere nel 2009 il settore degli affitti. «Del resto, anche nelle amministrazioni comunali, si parla sempre più di emergenza abitativa, del problema delle case in affitto e dell'esigenza di una vera e propria riforma che consenta di mettere a disposizione abitazioni ad un canone calmierato per tutte quelle categorie sociali appartenenti alla cosiddetta "fascia debole"». Elemento questo che, come sostiene in chiusura Amelio, potrebbe rimettere in moto il settore immobiliare centese, attraverso una stretta sinergia che preveda una collaborazione a tal fine di amministrazione comunale e imprese locali. Beatrice Barberini

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dagli usa scatta l'allarme deflazione - andrea greco (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 11 - Economia Dagli Usa scatta l´allarme deflazione I prezzi frenano per il crollo dei consumi. Flessione anche in Italia. Attesa per la Bce ANDREA GRECO MILANO - Ironie della storia economica. Dopo che a oltre un decennio di tassi bassi, prezzi bassi e crescita globale era seguito qualche mese di inflazione e materie prime alle stelle, la crisi finanziaria trascina il mondo in una deriva diversa � e peggiore � caratterizzata da tassi tendenti allo zero, prezzi in caduta e crescita negativa del Pil. La parola-spauracchio è deflazione, un crollo dei prezzi che fa rinviare i consumi e manda in tilt le aziende, con tutte le possibili negative ricadute. Gli Stati Uniti sono immersi nella grande paura. Ieri il New York Times vi ha dato risalto: «Un nuovo spettro sta prendendo corpo nell´economia, la prospettiva che le merci si impilino in attesa dei compratori e i prezzi precipitino, soffocando gli investimenti e peggiorando la disoccupazione per mesi, o anni». Il prezzo del petrolio s´è più che dimezzato dopo il record a 147 dollari al barile a luglio, beni come rame e cereali sono tracollati, scendono i prezzi delle case in tutto il mondo. E i consumi di beni e servizi più voluttuari (tipo auto, abbigliamento, turismo e tempo libero) sono in frenata. Il vicino Natale confermerà il trend di consumismo triste. Scenari drammatici, che rievocano la Grande Depressione negli States, o il "decennio perduto" �90 in Giappone, quando scoppiò la bolla immobiliare e neanche i tassi reali sotto zero seppero rianimare l´economia. Sì perché con la deflazione agli operatori non interessa il costo dei prestiti: si limitano a non investire affatto, neanche gratis. Aspettano nel bunker esattamente come i consumatori, tutti nella spirale viziosa. Le banche centrali sono ormai al corrente, e stanno usando al massimo la leva monetaria per favorire l´attività economica. Ha di nuovo tagliato i tassi la Fed, lo farà giovedì � di 50 punti base � la Bce, portando i tassi euro al 3,25%. Sempre che, come detto, siano misure efficaci. Il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, ha dato a Sky Tg 24 il senso di ciò che va curato ora: «Non dobbiamo guardare solo gli effetti finanziari della crisi. Li abbiamo già affrontati e credo che l´Europa abbia agito bene. Ora dobbiamo pensare alle conseguenze sull´economia reale, sulla vita quotidiana di chi possiede una casa, di chi lavora». Anche l´Italia è immersa nel nuovo difficile contesto. La gestione delle banche è in affanno, e il governo teme un raffreddamento dei finanziamenti a imprese e famiglie. Le aziende parano il colpo, e secondo l´Inps a settembre hanno aumentato del 70% la cassa integrazione ordinaria. Il caro vita tanto temuto dagli italiani, tema forte dei programmi elettorali di aprile, è svanito. L´inflazione Istat, che in agosto saliva del 4,1% annuo, a settembre scendeva al 3,8%, a ottobre al 3,5%. Il prezzo dei carburanti, un pilastro recente di "inflazione importata", a ottobre è sceso del 4,6% per la benzina, del 5,1% per il gasolio. Ancora crescenti, invece, le tariffe energetiche, che seguono un´onda più lunga. Palazzo Chigi sa di dover faticare, nell´attrezzarsi ai difficili tempi nuovi. E il ministro dell´Economia ombra del Pd, Pier Luigi Bersani, detta le priorità dell´opposizione: «Destinare lo 0,5% del Pil alle tredicesime e abbassare le rate sui mutui, e tenere alti gli ammortizzatori sociali».

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Le occasioni nascoste (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-11-03 - pag: 1 autore: NON SOLO PESSIMISMO Le «occasioni» nascoste di Fabrizio Galimberti L a crisi di questi giorni prima o poi finirà, come tutte le crisi. è possibile intravedere qualche segno di ottimismo. Di certo, lo sgonfiamento della bolla immobiliare è positiva per quelle famiglie che vogliono acquistare casa. Il prezzo del petrolio è meno della metà rispetto ai massimi dell'estate e questo alleggerisce la bolletta delle famiglie e delle imprese. I corsi in picchiata delle materie prime fanno scendere anche il tasso di inflazione, rafforzando il potere d'acquisto dei consumatori. Inoltre l'indebolimento dell'euro riduce le difficoltà dell'export verso l'area del dollaro. Da ultimo, il sistema produttivo non può che ricevere una spinta dalle difficoltà di oggi: non c'è niente che concentri volontà e inventiva come l'istinto di sopravvivenza. Articolo u pagina 10 l'articolo prosegue in altra pagina

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Gli spiragli della fiducia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 03-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-03 - pag: 10 autore: Gli spiragli della fiducia Dalle materie prime alla casa il calo dei prezzi può aiutare le famiglie di Fabrizio Galimberti N on è facile trovare consolazioni nel turbine di cattive notizie che avviluppa l'economia mondiale. Non è facile, ma non è neanche impossibile. E, dato che lacrisi un giorno o l'altro finirà - come son finite tutte le crisi - cerchiamo di intravvedere nella caligine qualche bagliore di buon auspicio. Un recente articolo di Nicholas Kristof ("New York Times" del 18 ottobre) riporta il risultato di una ricerca dell'economista Christopher Ruhm dell'Università della North Carolina: la recessione vi può salvare la vita. I tassi di mortalità diminuiscono nelle recessioni: aumentano le morti per suicidio, ma si riducono i passaggi a miglior vita dovuti ad attacchi di cuore, incidenti d'auto, polmonite e la maggior parte delle altre cause. Insomma, si va meno in giro in macchina, ci sono meno incidenti sul lavoro e meno inquinamento. Anche la qualità della vita migliora: si è meno nervosi e si fuma di meno, c'è più tempo libero, si fa più esercizio e si mangia meno in fretta.E poi c'è da considerare la pensione: chi ha un fondo pensione in fase di accumulazione (è normale in America, ma con la pensione integrativa si comincia anche in Italia), in questa fase di prezzi di Borsa bassi si accumula di più. Ci sono due opinioni al riguardo: la prima è la "reversione verso la media": cioè a dire, i prezzi di Borsa, dopo il duro colpo, tendonoa tornare alle tendenze di lungo periodo. La seconda è chiamata random walk, percorso casuale: in questo caso non è detto che i prezzi tornino sulla retta via. Ma chi si voglia consolare dello sgretolamento dei risparmi può scegliere di iscriversi alla scuola di pensiero che sostiene la " reversione verso la media". Se questi argomenti non sono abbastanza convincenti per chi soffre delle sofferenze dei mercati, proviamo a elencare alcuni aspetti positivi di questo ciclo desolante. I prezzi delle case Sono scesi di molto in Americae stanno scendendo - o almeno si sono stabilizzati - in molti altri Paesi. Come sappiamo, lo sgonfiamento della bolla immobiliare ha portato devastazioni nei Paesi dal credito (troppo) facile, ma almeno la notizia è positiva per chi entra per la prima volta nel mercato delle abitazioni. Tanti giovani che erano stati tagliati fuori dal mercato potranno beneficiare di una riduzione dei prezzi delle case. Il prezzo del petrolio è meno della metà rispetto ai massimi che aveva raggiunto non molto tempo fa. Questo aiuta le famiglie, che spenderanno di meno alla pompa e per il gasolio da riscaldamento; e aiuta le imprese, che vedono ridursi i costi energetici. I prezzi delle materie prime Sono anch'essi in forte discesa. Il che aiuta non solo le imprese a ridurre i costi, ma anche le famiglie, dato che la bolla aveva colpito, oltre a metalli e altri materiali di base, anche importanti derrate alimentari, dalla farina al latte, e di qui al burro e alla pasta. Il tasso d'inflazione Questi corsi delle materie prime in discesa faranno scendere anche il tasso di inflazione, confortando il potere d'acquisto delle famiglie. Allo stesso tempo, un'economia debole spinge le imprese ad abbassare i prezzi e crea, solo che i consumatori siano attenti alle opportunità di acquisto, occasioni di "fare affari" sia per i beni durevoli, dalle auto agli elettrodomestici, sia per i servizi come i viaggi e gli alberghi. L'export verso l'area dollaro Queste opportunità per i consumatori sono una sofferenza per i produttori, che vedono assottigliarsi i margini di profitto. Ma almeno gli esportatori verso l'area del dollaro possono consolarsi: la scomoda forza dell'euro ha ceduto il campo a quotazioni più competitive. Il cambio del dollaro contro euro aveva raggiunto 1,60, ma ora l'euro è sceso a 1,30 e ciò dà più respiro ai produttori europei. Il sistema produttivo Da ultimo, il sistema produttivo italiano già da qualche anno aveva cominciato a cambiar pelle, ristrutturandosi e risalendo la scala del valore aggiunto. Questo processo non può che ricevere una spinta dalle difficoltà di oggi. Non c'è niente che concentri volontà e inventiva come l'istinto di sopravvivenza. Senza scordare che gli sbocchi di mercato ci sono ancora: se i Paesi "emersi" nell'anno a venire non cresceranno e faticheranno a evitare il segno "meno", i Paesi emergenti vengono ancora visti in crescita di circa il 6 per cento. fabrizio@bigpond.net.au Barile basso. La quotazione del greggio oggi è meno della metà rispetto ai massimi raggiunti pochi mesi fa AP/LAPRESSE

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Per la ripresa ancora due anni (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-11-02 - pag: 26 autore: Mercati. Jennifer Bridwell (Pimco) «Per la ripresa ancora due anni» Morya Longo «Le misure adottate dal Governo americano stanno iniziando a sostenere il mercato dei mutui. Già ora i finanziamenti di migliore qualità, acquistabili dalle agenzie Fannie Mae e Freddie Mac,hanno ridotto i tassi d'interesse fino al 6%. Purtroppo, però, questo non è ancora sufficiente per far riprendere il mercato immobiliare e dunque l'intero settore dei mutui Usa. Credo che il fondo lo toccheremo non prima del 2010». Jennifer Bridwell - executive vice president del fondo Usa Pimco - non lascia scampo: il tunnel della crisi è ancora lungo. E il fondo obbligazionario più grande del mondo (Pimco, appunto) è famoso perché raramente sbaglia previsioni. Nel 2005 aveva anticipato lo scoppio della bolla immobiliare. La stessa Bridwell, a inizio maggio 2007, disse al Sole- 24 Ore:«Con i mutui Usa si rischia l'effetto domino». E oggi afferma:per la ripresa del mercato immobiliare americano bisogna aspettare ancora due anni. Il ragionamento parte da dati concreti. Il mercato in America è per il 70% formato da mutui di basso ammontare cosiddetti "prime" (di buona qualità): si tratta di finanziamenti che le agenzie Fannie Mae e Freddie Mac acquistano dalle banche e poi trasformano in obbligazioni. «Questa fetta del mercato siè ripresa dopo il salvataggio pubblico delle due agenzie governative - osserva Bridwell - . I bond garantiti dai mutui emessi da Fannie Mae e Freddie Mac il giorno dopo il salvataggio hanno infatti realizzato il rialzo dei prezzi più forte della storia.Questo si è tradotto automaticamente in una riduzione dei tassi sui mutui». Eppure questo, a suo avviso, non basta a far ripartire l'intero mercato. La restante fetta, composta in parte da mutui "prime" di elevato ammontare e in parte da finanziamenti di scadente qualità come i famigerati "subprime", zavorra infatti l'intero settore. E il motivo è semplice: «Immagini di avere stipulato un mutuo "prime" e di avere acquistato una casa. Per lei non ci sarebbero problemi. Sarebbe però sufficiente che uno dei suoi vicini, magari con un mutuo subprime, abbia subìto il pignoramento della casa che anche il suo immobile subirebbe un pesante deprezzamento. E questo impedisce la ripresa». Tanti sono convinti, proprio per questo motivo, che gli aiuti pubblici dovevano andare verso chi ha stipulato mutui subprime, piuttosto che alle banche. Ma Jennifer Bridwell non è d'accordo. «Era giusto aiutare le banche, perché sono loro a prestare i soldi. Chi vuole approfittare dei prezzi bassi per comprare casa non può farlo finché le banche non gli concedono un mutuo, e gli istituti non riprendono le erogazioni finché non risolvono i problemi di bilancio». Insomma: secondo Bridwell e il fondo Pimco, gli interventi americani, ma anche quelli europei, sono sulla strada giusta. Ma prima di vedere ripartire il mercato immobiliare, volàno della crescita per anni, bisognerà aspettare. Per ora- suggerisce Bridwell - ci si può consolare con i bond legati ai mutui: «Chi è capace di selezionarli, su questi bond c'è grande valore- osserva - . Credo che anche il Tesoro americano, quando inizierà ad acquistare questi titoli dalle banche,nell'arco di qualche anno registrerà una plusvalenza». LE PROSPETTIVE Il fondo obbligazionario più grande del mondo: le misure governative Usa cominciano a sostenere il settore dei mutui

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Un ruolo d'emergenza temporaneamente quasi permanente (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Opinione, L'" del 03-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Oggi è Lun, 03 Nov 2008 Edizione 234 del 01-11-2008 I POTERI DELLA FED Un ruolo d?emergenza temporaneamente quasi permanente di Sandra Giovanna Giacomazzi Questa settimana il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha abbassato il tasso d?interesse a 1%. Sono in molti a pensare che lo abbia abbassato solo di un mezzo punto per tenersi di riserva la possibilità di abbassarlo ulteriormente ancora due volte, arrivando a tasso 0%. L?1%. E? esattamente la percentuale alla quale Alan Greenspan aveva abbassato il tasso nel 2003, mantenendolo lì per più di un anno, fatto per il quale è stato individuato come capro espiatorio onorario per aver scatenato la bolla immobiliare, i mutui sub-prime, la finanza creativa nel riconfezionamento di quei mutui, insomma dell?intero concatenarsi di eventi che ha portato alla crisi economica globale attuale. Solo la settimana scorsa l?ex presidente della Fed è andato a pronunciare una specie di ?mea culpa? davanti ad una commissione su Capitol Hill. Quindi perché l?attuale presidente Bernanke sta offrendo una cura che pare tale quale a ciò che ha causato la malattia? Alzare e abbassare i tassi d?interesse fa parte del curriculum della politica monetaria di qualunque banca centrale. Si alzano quando l?economia va troppo a galoppo e c?è pericolo d?inflazione. Si abbassano quando c?è bisogno di dare uno stimolo all?economia. Ma questa volta funzionerà? E, appunto, il problema dell?inflazione che sembrava in ascesa libera solo fino ad un mese fa? Per quanto riguarda l?inflazione, effettivamente il calo del prezzo del petrolio e di quasi tutte le altre commodities, hanno dato lo spazio alla Fed per ridurre i tassi a breve termine. Lo scopo sarebbe di abbassare il costo del denaro e facilitare i prestiti per le imprese e per i consumatori. Ma fino ad adesso, non ha funzionato. Sembra incredibile ricordare che solo poco più di un anno fa, e ben nove tagli dei tassi fa, il tasso della Fed era al 5,25%. Oggi, salvo abbassarlo sul serio a 0%, il costo del denaro non potrebbe essere più basso. Eppure è tutto fermo. Anche perché il problema attuale non è tanto il costo del denaro, quanto la disponibilità di liquidità delle banche e quindi della loro disponibilità di fare credito anche ai clienti più solidi. Abbassare i tassi quando alle banche mancano liquidità e fiducia è come dare più rubli ai russi durante il periodo del comunismo per comprare il pane quandogli scaffali erano tutti vuoti. E? questo il motivo per il tanto odiato quanto necessario ?bailout?, il salvataggio di 700 miliardi di dollari da parte dello Stato americano, deciso con sangue, sudore e lacrime alcune settimane fa. Per motivi tecnici quei liquidi cominceranno solo ora ad infiltrarsi nel sistema. Ma se le banche non si sbrigano a mettere quel denaro a disposizione dei loro clienti, lo Stato potrebbe sentirsi obbligato ad ordinare loro di farlo. Che, in prima istanza, potrebbe persino essere utile e necessario. Ma c?è chi comincia già a preoccuparsi che lo Stato possa abituarsi troppo ai suoi nuovi poteri e al suo ruolo d?emergenza nelle banche, nelle assicurazioni e forse anche nel settore automobilistico e dei fondi di pensione. Misure prese per spegnere l?incendio della crisi potrebbero creare istituzioni che nessuno avrebbe voluto e che potrebbero durare molto più a lungo di quanto si intenda. Si dice che non c?è niente di più permanente di un programma temporaneo. Quando gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale nel 1917, il Congresso conferì al presidente poteri sugli scambi internazionali. Quei poteri furono revocati solo nel 1975.

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ci sono 400 richieste ferme nei tavoli dell'amministrazione (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

LA FAME DI ALLOGGI «Ci sono 400 richieste ferme nei tavoli dell'amministrazione» OLBIA. Sembra di sfogliare l'album dei sogni infranti, il catalogo di quelli che non ce la hanno fatta. Vittime della bolla immobiliare, dello tsunami mattonifero che non ha abbattuto solo villette negli Stati Uniti, ma ha cancellato anche tanti proprietari di case in città. Persone sconfitte da un mutuo col tasso mannaro. Variabile impazzita che ha reso la rata più pesante dello stipendio. L'elenco delle case pignorate e messe all'asta dal tribunale di Tempio è sconfortante. Un rosario interminabile. Basta un viaggio virtuale nel sito internet del tribunale in cui c'è un elenco lunghissimo di case messe all'asta per rendersi conto delle dimensioni dell'emergenza casa. La data della gara è già fissata per ognuna di loro. Una specie di patibolo dei sogni di mattone. «è solo uno dei tanti aspetti drammatici della fame di case e del costo folle che le quotazioni hanno raggiunto in città. Per una giovane coppia è impossibile comprare casa a Olbia - spiega il consigliere Carlo Careddu, Pd -. Credo sia indispensabile che l'amministrazione prenda in maggiore considerazione l'emergenza. In Comune le domande per avere una casa popolare sono arrivate a 400. Serve una risposta politica forte. In modo particolare ora che la situazione economica è molto pesante. La bolla immobiliare ha già colpito il mercato in città. Le famiglie che rischiano di restare senza casa sono tantissime. Il gruppo del Pd presenterà un'interrogazione in consiglio per capire quali sono le intenzioni della maggioranza per ciò che riguarda la politica della casa. Già in campagna elettorale avevamo posto come priorità la necessità di una risposta forte da parte del Comune a questa emergenza. La maggioranza non ha soluzioni. Ha trovato un'eredità fatta di domande per avere un tetto e di pochissime iniziative per realizzare abitazioni. Bisogna cambiare rotta. Il progetto della Regione per ristrutturare le case abbandonate al centro è stato un flop in città. è necessario battere altre strade come l'edilizia convenzionata in cui il Comune dà l'area e il privato costruisce, ma può vendere solo a prezzi calmierati. Un modo per dare a tutti la possibilità di avere un'abitazione. Non capisco perché mentre si continuano ad autorizzare lottizzazioni grandi come paesi, non si pensi alla necessità di una enorme fascia di cittadini che ha diritto a una casa». (l.roj.)

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la crisi si abbatte anche sulle case - francesco albonetti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 8 - Montecatini La crisi si abbatte anche sulle case In città compravendite in calo del 5,5%, ma i prezzi crescono del 3,5 Sale l'offerta, precipita la domanda. L'agenzia: «Al di là delle quotazioni in questo periodo si tende ad abbassare i prezzi» FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Nel 2008 il mercato della casa segna una contrazione del 5,5% a Pistoia e dell'1,5% in provincia rispetto al 2007. Non così i prezzi, aumentati del 3,5% nel centro città e del 2% circa nelle zone periferiche. In controtendenza, invece, i prezzi dei comuni minori della provincia, con una riduzione superiore all'1%. Il quadro è fornito dall'ultimo rapporto di "Scenari immobiliari", agenzia dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori. Si tratta di stime di fine anno sul trend verificato nel corso dell'anno. La contrazione delle compravendite immobiliari non è un dato solo pistoiese ed è legato, in generale, alla crisi economica a cui si è aggiunta negli ultimi tempi l'aggravante della crisi finanziaria, con l'impennata dei tassi sui mutui crisi finanziaria. Ecco come si presenta la situazione. I prezzi delle case. Singolare il quadro fornito dall'Ance sui prezzi delle case per metro quadro nelle varie zone della città e nei comuni, che mostra valori più alti in tutte le tipologie abitative e di zona rispetto a quelli indicati dall'Agenzia del territorio, fonte uffuciale per le quotazioni immobiliari. Come si evince dalle tabelle che pubblichiamo in questa pagina, i prezzi di vendita a Pistoia per l'Ance oscillano in una forchetta compresa tra i 1.500 euro al metro quadro dell'estrema periferia ai 3.900 del centro storico. Per l'Agenzia del territorio, si va dai 1.400 euro al metro quadro delle abitazioni economiche in frazioni di pianura o pedecollinari, fino ai 2.800 per un'abitazione civile in area Sala, via Buozzi, via Cino, via Cavour. Prezzi nettamente più bassi rispetto a quelli segnalati dall'Ance. Come si spiega? «Quelli reali si posizionano a metà strada - spiega Gabriele Gasparri, immobiliarista e rappresentante della Fiap - Chiaramente i costruttori hanno un interesse commerciale che l'Agenzia del territorio, per la quale i valori hanno un utilità di riferimento catastale, non ha. Quei prezzi indicati dall'Ance si riferiscono sicuramente ai valori di base per immobili rifiniti e di pregio, ma non è detto che poi sia il prezzo che alla fine viene effettivamente pagato dal compratore. Soprattutto di questi tempi con la crisi che c'è, si tende a ribassare i prezzi in corso d'opera: meglio vendere a meno che non vendere affatto». Classe media in crisi. Sia l'Ance che il titolare dell'agenzia immobiliare, segnalano come fatto nuovo la minore disponibilità ad acquistare da parte dei redditi medi. «Rispetto agli anni scorsi in cui c'era tanta domanda e poca offerta, ora di offerta ce n'è anche troppa, ma è venuta meno la domanda. Non c'è liquidità, con le banche lavoriamo poco per la questione dei mutui. E c'è chi sta peggio, come Prato o Firenze. Si vende il piccolo appartamento oppure la villa di pregio, ma anche a Pistoia abbiamo tante offerte, anche di case nuove come nella zona di viale Adua». "Scenari immobiliari" rafforza questi concetti in numeri: il fatturato è diminuito di quasi tre punti percentuali rispetto al 2007 a livello provinciale, poco sopra i due punti a Pistoia. Nel 2008 il mercato è stato trainato dalle compravendite di immobili di fascia bassa, con un prezzo non superiore ai 200mila euro, oppure di immobili di pregio, appetiti non solo da pistoiesi più abbiente, ma anche da compratori che vengono dalle vicine province. Le abitazioni di fascia media - dai 90 al 130 metri quadrati - hanno subito un netto calo di interesse. Case e zone più richieste. La tipologia abitativa più richiesta a Pistoia è quella del bi-trilocale di 50-80 metri quadrati. Preferite le zone collinari, Pistoia Ovest e le aree in prossimità dello stadio e del centro. Crescono le richieste di famiglia, diminuiscono quelle delle giovani coppie che incontrano maggiori difficoltà ad accendere mutui bancari. Come dicevamo, non è affatto in crisi il mercato delle abitazioni di pregio e ville signorili. Il rallentamento del mercato residenziale ha coinvolto anche gli altri comuni della provincia. Affitti in aumento. Cresce la domanda di locazione dopo un periodo di stasi. E la richiesta di case in affitto, nel 2008 non è stata solo per usi transitori, come avveniva prima, ma proprio per la prima casa: la percentuale di questa richiesta sul totale del mercato degli affitti, è diventata del 30%.

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Diminuiscono ancora i prezzi delle case in periferia Ma gli affitti non scendono (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 04-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Diminuiscono ancora i prezzi delle case in periferia Ma gli affitti non scendono L?INDAGINE IL CALO dei prezzi parte dalle periferie e dalle zone degradate della città. A Firenze, secondo un?elaborazione del Sole 24 Ore su dati Gabetti, Tecnocasa e Ubh, nel primo semestre del 2008 le quotazioni delle case, complessivamente, sono scese del 2,1%. Non sono, però, gli immobili di pregio a calare di prezzo. E? il «medio usato» che scende, in particolare nelle zone più popolari. Arriva, infatti, fino al 5% il ribasso in periferia, come ad esempio in piazza Tanucci, dove, con l?occupazione della vicina scuola media ex Ottone Rosai, in via Circondaria, è aumentata la presenza di zingari e immigrati nella zona. Anche in alcune vie del centro, afflitte da degrado e microcriminalità, i prezzi scendono. In via Palazzuolo, ad esempio, un appartamento costa oggi sui 3.000 euro al metro quadrato (flessione del 5% nei primi sei mesi del 2008). I prezzi, insomma, calano dove la domanda diminuisce e i tempi di vendita si allungano. La crisi, infatti, non ha colpito tanto le classi più agiate, piuttosto le fasce medio-basse. Le famiglie più deboli economicamente non risparmiano più e, con la stretta creditizia, non riescono neppure a ottenere il mutuo per immobili di mediocre qualità o in zone poco appetibili, che intendono pagare al massimo sui 200mila euro. E, almeno per il momento, l?alternativa alla casa di proprietà non è l?affitto. Come rileva, infatti, l?Ufficio Studio Gabetti, a Firenze i prezzi medi di locazione sono pressoché stabili, come a Bologna, e diversamente dal resto del Paese. A Milano, Napoli e Roma gli affitti per bi e trilocali sono, infatti, calati di media tra l?1,1 e l?1,5%. Oggi a Firenze per un monolocale si spendono attorno ai 620 euro al mese, 754 euro per un bilocale e 868 per un trilocale. Oltre 1.000 euro ci vogliono per un 4 vani e oltre 1.200 per 5 stanze. Per non parlare delle locazioni nelle zone più quotate della città. In pieno centro, tra piazza Signoria, Repubblica e Ponte Vecchio, si parte da un minimo di 800 euro mensili per un monolocale, fino a punte di 1600 euro per un 5 vani. Affitti cari anche a Bellosguardo e Marignolle, dai 950 euro per un bilocale a 1800 per un 5 vani. Di conseguenza, a Firenze i rendimenti medi lordi da locazione sono risultati in leggero aumento nei primi sei mesi del 2008: si va dal 5,1% per un monolocale, al 4,0% per un bilocale, dal 3,4% per un trilocale, fino a scendere al 3,0% per un 4 vani e a 2,8% per un 5 vani. Monica Pieraccini

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Pagheranno solo i poveri (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Famiglia Cristiana" del 04-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

di Alberto Bobbio ECONOMIA IL CARDINALE MARADIAGA: IL CAPITALISMO È FALLITO PAGHERANNO SOLO I POVERI Il prelato honduregno è osservatore del Vaticano alla Banca mondiale e al Fmi: «Serve un Tribunale internazionale contro i crimini finanziari, come per quelli di guerra». «La crisi non è finita. Anzi, siamo solo all?inizio. Ma io una domanda la voglio fare: dove sono finiti i soldi che le Borse hanno bruciato in queste settimane? Perché i soldi nessuno li brucia, né si volatilizzano. Più semplicemente, spariscono nelle tasche di quelli che sono già ricchi, a tutto danno dei poveri». Il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, presidente della Caritas internazionale e osservatore della Santa Sede alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale (Fmi), parla con la solita schiettezza, e aggiunge: «Chiedo che la comunità internazionale, come ha fatto per i crimini di guerra, costituisca un Tribunale internazionale per i crimini finanziari che, sicuramente, producono molti più morti delle guerre, per fame, sete e malattie». Il cardinale Maradiaga, che è anche presidente della Caritas internazionale, con Benedetto XVI (foto AP/La Presse). Eminenza, di chi è la colpa? «Degli uomini che hanno fatto del mercato un dio. Bush e l?intero sistema finanziario americano non possono assolversi dicendo che il capitalismo si è comportato male. Significa non riconoscere i propri errori. Tutto ha un limite, anche il consumo, anche il guadagno. Chi ha portato alla crisi deve fare un passo indietro, altrimenti provocherà altri danni in futuro». Qualcuno dice che bisogna rifondare il capitalismo... «Non basta. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. È ora di finirla di procedere attraverso aggiustamenti strutturali dell?economia, che premiano soltanto i ricchi e allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo finanziario, dominatore dell?economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va rifondato, va cambiato». Quanto pagano sulla loro pelle i poveri questa crisi? «Ancora non lo sappiamo, ma il costo sarà altissimo. La crisi del petrolio con i prezzi alle stelle ha prodotto prima dell?estate 100 milioni di poveri in più. Per sfamare un miliardo di persone denutrite nel mondo bastano 30 miliardi di dollari all?anno, cioè meno del 5 per cento del piano della Casa Bianca a favore delle banche. In primavera i leader riuniti a Roma hanno detto che per gli Obiettivi del millennio non c?erano soldi, ma nessuno ha avuto difficoltà a trovare miliardi di dollari per le banche». Perché lei dice che siamo soltanto all?inizio degli effetti della crisi? «La recessione porterà a un aumento della disoccupazione quasi ovunque. In America centrale e latina le rimesse di chi è emigrato negli Usa stanno già diminuendo. Vi sarà una contrazione delle importazioni americane e anche delle produzioni destinate al mercato estero. Così i prezzi aumenteranno e i ricchi faranno pagare la crisi ai poveri». Chi non ha vigilato? «Il Fondo monetario internazionale. Si è occupato solo del Terzo mondo, imponendo misure durissime ai Paesi poveri, e non ha sorvegliato le nazioni ricche. Non è vero che le regole non sono state rispettate. Le regole non c?erano per precisa volontà dei legislatori e della Casa Bianca. Ma il Fmi non ha mai avuto nulla da obiettare». Cosa hanno fatto gli Usa? «Hanno continuato a contrarre prestiti colossali per sostenere i tagli alle tasse e finanziare gli impegni militari. I soldi per le armi si trovano sempre, soprattutto se le guerre sono inutili. Tuttavia, il rapporto tra guerra e indebitamento può essere fatale agli americani. Se la Cina, che ha enormi investimenti nel sistema finanziario statunitense, decidesse di non comperare più buoni del Tesoro americano, gli Stati Uniti crollerebbero e gli impegni militari americani sarebbero completamente travolti». È per scongiurare questa prospettiva che si sono avviate frenetiche manovre di salvataggio? «Certo. Non si vuole scardinare il capitalismo finanziario e si giustifica perfino l?intervento massiccio dello Stato a favore delle banche, chiedendo più denaro in prestito». Invece lo Stato cosa deve fare? «Secondo la dottrina sociale della Chiesa, ha un ruolo chiave: stabilire regole, sorvegliare e garantire il bene di tutti. Esattamente ciò che oggi manca. Quella di oggi è anzitutto una crisi etica, dove non c?è limite al desiderio. Vale per gli impegni militari e vale per la bolla immobiliare. Il mondo non gira solo attorno ai soldi. Ci sono altri valori». Perché siamo a questo punto? «Nessuno si fida più degli altri. La paura ci domina: paura di perdere denaro, paura degli altri popoli, paura di non poter più consumare. Il terrorismo, dopo l?11 settembre, ha raggiunto il suo scopo: ha spalmato il mondo di paura e ha favorito lo sviluppo del razzismo, che produce più poveri e chiude le società. Le violente politiche anti-immigrazione di molti Governi, compreso il vostro, lo dimostrano con chiarezza. E la recessione peggiorerà le cose».

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La crisi dei mutui (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 05-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Nord-Ovest sezione: SYSTEM (SPECIALE) data: 2008-11-05 - pag: 21 autore: La crisi dei mutui L a crisi dei Mutui Subprime, la cosiddetta bolla immobiliare, si manifesta nei diversi paesi con un'intensità differente e con problematiche differenti. Negli USA i prezzi delle case scendono del 10% all'anno. In Spagna le compravendite crollano di circa il 30%. In Italia i listini segnalano un contenuto rallentamento della crescita delle quotazioni immobiliari - dal +6% del 2006 al +5% del 2007 - ma le compravendite scendono del 10% e i tempi medi di vendita di un immobile salgono intorno ai 5 mesi. Il mercato immobi-liare, quindi, dopo anni di continua crescita tende a decrescere, anche lentamente, l'Italia rimane uno dei pochi casi di crescita (ma in calo). I dati odierni confermano la tendenza del 2007, Roma e Milano trainano il mercato immobiliare italiano, ma si prevede, a breve, una brusca frenata anche in queste due città. Per chi ha investito sulle case non dovrebbero esserci grosse problematiche, anche perchè era prevedibile che la crescita non sarebbe potuta essere continua e in*nita, il mercato attuale in stallo comporterà una *essione nel breve medio termine dei ricavi, ma è prevedibile una ripartenza del mercato nel lungo periodo.

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Bce verso il taglio di mezzo punto (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-05 - pag: 8 autore: Bce verso il taglio di mezzo punto Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente La Banca centrale europea taglierà con ogni probabilità il costo del denaro domani, confermando l'indicazione giunta la settimana scorsa dal presidente della Bce JeanClaude Trichet. L'allentamento monetario dovrebbe essere di mezzo punto percentuale, al 3,25%, anche se sul mercato c'è chi non esclude una riduzione dei tassi d'interesse più aggressiva. La situazione economica è andata rapidamente degradandosi nelle ultime settimane. Molti indici di fiducia sono ai minimi dai primi anni 90; l'inflazione è calata in ottobre al 3,2% annuo; i prezzi alla produzione in settembre sono scesi dello 0,2% mensile; ed ormai è molto probabile una fine d'anno negativa nella zona euro. In alcuni Paesi è addirittura possibile una recessione. La Germania appare soffrire in modo particolare. La spiegazione probabilmente sta proprio nella specializzazione dell'economia tedesca.Il Paese non deve fare i conti con una bolla immobiliare o con particolari squilibri finanziari, ma è tutto concentrato sull'export e sta soffrendo inevitabilmente del rallentamento mondiale. La Commissione si aspetta una crescita piatta nel 2009. I tedeschi devono prepararsi a «un'ondata di sovraindebitamento » a causa della crisi finanziaria, spiegava ieri la società di recupero crediti Creditreform. I consumi sono in calo (le vendite di auto sono scese dell'8% in ottobre) e il tasso di risparmio in rapporto al reddito è cresciuto ai massimi da 14 anni: dal 9,2% nel 2000 all'11,3% nella prima metà di quest'anno. Parlando dell'economia tedesca, il presidente della Bundesbank Axel Weber ha detto che questa subirà «una netta frenata». Sul futuro di quella europea, il governatore maltese Michael Bonello prevede «gravi ripercussioni» a causa della crisifinanziaria. C'è quindi grande attesa per un nuovo allentamento monetario domani, dopo quello fuori programma dell' 8 ottobre. Ieri la Riserva federale australiana ha ridotto il costo del denaro di 75 punti base al 5,25 per cento. è pronta la Bce a un taglio altrettanto aggressivo, pur in presenza di difficile trattative salariali nel settore metalmeccanico tedesco? Dei 15 economisti riuniti dal quotidiano Handelsblatt in un consiglio direttivo ombra, otto sostengono che l'istituto monetario europeo dovrebbe ridurre il tasso di riferimento di un punto percentuale, al 2,75 per cento. In queste settimane i banchieri centrali non hanno dato indicazioni su questo fronte. Il mercato sconta un taglio di 50 punti base,ma c'è chi non esclude un allentamento di 75 punti base, tenuto conto della difficile situazione di molti Paesi della zona euro. «è una possibilità – spiega Laurent Fransolet, economista di Barclays Capital – a cui però noi attribuiamo solo il 30% di probabilità». LA FORBICE DEI TASSI Anche i mercati scontano una riduzione dello 0,50% ma c'è chi non esclude che Francoforte arrivi allo 0,75 per cento IL CASO GERMANIA Anche per la Bundesbank il quadro è in forte frenata Un panel di economisti tedeschi auspica un intero punto di sconto

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<L'Italia si salva perché le banche sono tradizionali> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercoledì 5 Novembre 2008 LA CRISI FINANZIARIA/2. Convegno alla Cna «L?Italia si salva perché le banche sono tradizionali» Trevisan: «Negli Stati Uniti la Sec doveva vigilare di più»   Gian Maria Maselli VICENZA Genesi e diffusione della crisi finanziaria internazionale spiegate agli imprenditori di Cna Vicenza nell'ambito del ciclo "Un'impresa giovane", grazie all'esposizione di Lucia Trevisan, docente di economia dei mercati valutari. Com'è avvenuto che il contagio dal mercato immobiliare Usa al settore bancario internazionale? E quanto devono preoccuparsi i nostri imprenditori? Trevisan spiega: «In Italia c'è un mercato bancario tradizionale, di raccolta, e quindi c'è meno esposizione. Ma in chiave europea, le cose vanno meno bene». Una crisi che si rifletterà sull'economia reale. Come è accaduto? Dopo gli anni '90, la Federal Reserve, per stimolare l'economia, ridusse i tassi di interesse. Ciò rese conveniente l'acquisto di case. La forte domanda di case ne aveva aumentato il prezzo. Ma verso la fine del 2004 inizia un periodo di rialzo dei tassi, rendendo più difficile il pagamento delle rate dei mutui a tasso variabile. Il deterioramento della capacità di rimborso del debito di chi aveva contratto un mutuo ha portato al collasso della bolla speculativa. E qui avviene il contagio: «Il crollo dei prezzi delle case - spiega Trevisan - ha lasciato scoperte le banche». Per coprirsi, hanno spezzettato i propri portafogli clienti e li hanno ceduti a finanziarie indipendenti con la vendita di derivati. Ma se i derivati in questione sono Cdo (collateralized debt obligation), la finanziaria non conquista solo il diritto di riscuotere gli interessi, ma si accolla anche una percentuale del rischio di insolvenza. Inoltre, a differenza delle obbligazioni tradizionali, l'acquirente del titolo non può valutarne direttamente la rischiosità analizzando il bilancio della società che ha emesso l'obbligazione, ma deve invece fidarsi delle agenzie di rating. «Con l?esplosione della bolla speculativa nel settore edilizio - prosegue Trevisan - i Cdo avevano perso gran parte del loro valore. I maggiori acquirenti di Cdo sono stati i fondi speculativi (hedge funds), società finanziarie e banche. In prossimità della chiusura di bilancio a fine 2007 sono state costrette a svalutazioni in bilancio che hanno intaccato il sistema finanziario nel suo complesso». Chi è il colpevole ? Più che la banca centrale Usa, secondo Trevisan, «trattandosi di liquidità generata da una spa, l'organo di controllo negli Usa è la Sec (Security and exchange commission, equivalente della Consob). Dal ?75 la Sec impone limiti patrimoniali: per le grandi banche d'investimento, il rapporto medio tra debiti e capitale netto deve essere di 5-6 a 1, se arriva a 15 a 1 può chiederne la chiusura. Ma nel 2004, su pressione dei politici, la Sec ha eliminato i tetti di espansione, lasciandole libere di fissare la misura delle riserve di capitali necessarie a garantire i loro debiti».  

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Bassano (L.F.) Quali strategie per il risparmio futuro? ... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Bassano (L.F.) Quali strategie per il risparmio futuro? ... Bassano(L.F.) Quali strategie per il risparmio futuro? L'economia allo sbando. Domani alle 20,45 nella sala cinema Da Ponte, sarà l'economista Eugenio Benetazzo a fare un'analisi critica dell'attuale scenario italiano e mondiale. Già esauriti i 600 posti per questo singolare "spettacolo finanziario" organizzato dalla libreria La Bassanese per il ciclo dei 31 Incontri senza censura. Benetazzo è noto dalla critica mediatica come il Beppe Grillo dell'economia, conosciuto negli ambienti finanziari per essere un brillante operatore di borsa indipendente, i suoi interventi e le interviste in argomentazioni nel settore della finanza sono tra i più apprezzati per la lucidità delle argomentazioni. Lo stile espositivo nelle conferenze è incalzante e audace, con momenti di comicità esilerante non risparmia le elite dei gruppi bancari e le critiche ai colossi multinazionali, ispirandosi agli stessi temi sviluppati nei suoi libri. Benetazzo nei due bestseller "Duri e puri" e "Best before", ha anticipato con largo anticipo lo scenario dell'attuale crisi economica. Proprio in questi giorni il commissario europeo ha dichiarato la crescita zero in Eurolandia, ciò che l'autore aveva già previsto nelle sue apprezzate opere, come ancora lo spropositato aumento del prezzo del petrolio, la bolla immobiliare, quella finanziaria e borsistica. In particolare in Duri e puri analizza i conflitti di interesse, prodotti e forme di investimento classiche, presenti sul panorama italiano e che potrebbero portare nei prossimi anni ad altri crash finanziari. Ma cosa ci dobbiamo ancora aspettare? L'economista nella seconda parte del suo intevento toccherà altre due emergenze: quella energetica e quella alimentare. Benetazzo è fondatore, azionista e presidente del consiglio di amministrazione della Deltoro Holding, la prima società per azioni italiana nata da una ristretta compagine di investitori per gestire i propri capitali con una gestione collettiva di condivisione delle strategie da parte degli stessi azionisti; è vicepresidente nazionale di Assoconsulenza, l'associazine di consulenti di investimento, per la ricerca, formazione nell'ambito professionale.

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La crisi economica travolge anche il mattone (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Nuova Ferrara, La" del 06-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Preoccupa la situazione ferrarese mentre i prezzi continuano a rimanere ancora alti La crisi economica travolge anche il mattone Il mercato immobiliare è bloccato: crollano le compravendite e le richieste di mutui Si dice duro come la pietra. Ma questa volta il mattone rischia di essere scalfito dalla grave crisi economica che sta mettendo in forte difficoltà i vari settori produttivi con un pericoloso effetto domino. Il mercato immobiliare ferrarese ha risentito in pieno di questa situazione di incertezza e instabilità finanziaria. Abbiamo analizzato la delicata situazione da quattro punti di vista diversi. «Il mercato immobiliare a Ferrara - dichiara Roberto Mascellani, presidente provinciale dell'Ance, l'associazione nazionale costruttori edili - è sostanzialmente fermo, tenuto conto che il credito non esiste più e che la maggioranza delle famiglie hanno preso una pausa riflessiva sul piano degli investimenti. Oltre a questi fattori bisogna rilevare che a Ferrara si sta scontando un po' di sovrapproduzione negli anni scorsi anche se al momento non ho l'impressione di cedimenti importanti e le imprese che hanno un po' i fondamentali patrimoniali riescono a tenere». «Comunque - continua nell'analisi il presidente della Sinteco - un grosso problema qui a Ferrara è la crisi dell'industria, il dato della cassa integrazione è drammaticamente clamoroso e le prospettive per il 2009 sono ampiamente negative, con probabili licenziamenti a breve e altri cassaintegrati. Di questo passo si perde nelle famiglie sempre più il potere d'acquisto e quindi incide su qualsiasi mercato specie quello immobiliare. Venire incontro ai clienti offrendo sconti o riduzione di prezzo nelle case? Personalmente sconsiglio la gente a comprare case a prezzo scontato perché possono nascondere rischi di fallimento delle imprese che li propongono, proprio in un periodo in cui invece è la qualità e le strutture ben fatte che alla fine pagano». Alberto Fava direttore della filiale di Ferrara della Banca Popolare dell'Emilia Romagna analizza il rpoblema dal punto di vista bancario. «La domanda di mutui è decisamente calata anche perché il mercato si è notevolmente raffreddato. Il netto calo della compravendite immobiliari è comunque compensato dalla risorsa degli extracomunitari che hanno avviato un mercato parallelo di richiesta di case. I prezzi comunque, a differenza di altre parti, sono rimasti generalmente stabili. La cosa ha anche creato una specie di selezione importante tra i costruttori. Quelli solidi continuano a vendere, mentre gli imprenditori meno professionali risentono di più di questa crisi del settore. La gente sta molto attenta alla qualità ed è molto più scrupolosa rispetto al passato nel cogliere le migliori opportunità. Anche chi viene in banca per accendere un mutuo, generalmente è ben preparato e c'è una continua richiesta per il tasso fisso». «Il mercato - sostiente Mario Seravalli, dell'agenzia Immobilare Diamante - ha subito una brusca frenata in questi mesi, solo ottobre ha fatto registrare qualche segnale di movimento. Il problema più grosso è che le banche faticano a concedere i mutui e c'è anche una grossa differenza tra la domanda e l'offerta. C'è chi ha la disponibilità di acquistare e punta a ribassare il prezzo e per contro chi vuole vendere ha difficoltà a farlo proprio per questo motivo e c'è molta distanza tra la domanda e l'offerta creando non pochi problemi di mediazioni. Questo si riflette in un calo delle compravendite che ha anche superato mediamente a Ferrara il 30%. Anche chi ha del denaro da investire in questo periodo pieno di incertezza non sa cosa fare, a dei timori per cui questo si riflette sul mercato.La gente chiede soprattutto appartamenti con due camere da letto o delle villette indipendenti. Prevale la richiesta del fabbricato nuovo». «Il mercato è in flessione - conferma Poalo Picci, referente dell'Adiconsum - ed anche la ricerca di casa si è un po' bloccata avendo la gente sempre più difficoltà di accesso al credito. Il prezzo degli immobili non scende e gli edifici sono sopravvalutati rispetto all'effettiva domanda. Vista anche la difficoltà delle banche nel concedere dei mutui, è prevedibile che tra poco si assisterà ad un effetto di deflazione, abbassamento dei prezzi. La gente infatti in questo momento per colpa delle banche è disincentivata. In realtà il prezzo delle case era aumentato tantissimo negli ultimi anni e se dovesse abbassarsi, tornerebbe ai valori reali di mercato».

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Latina e la sua provincia cominciano a risentire gli effetti della bolla immobiliare americana e del... (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 06-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Giovedì 06 Novembre 2008 Chiudi Latina e la sua provincia cominciano a risentire gli effetti della bolla immobiliare americana e della crisi del credito. Di fronte all'impennata del costo della vita, per tante famiglie, diventa ogni mese sempre più difficile riuscire ad accantonare la somma necessaria per pagare la rata del mutuo. Di conseguenza, aumentano le esecuzioni immobiliari e le ordinanze di vendita all'asta giudiziaria. Secondo le elaborazioni del quotidiano economico "Il Sole 24Ore", al 20 ottobre 2008 solamente nel capoluogo ben 345 sono state le procedure di pignoramento avviate in tribunale. Una lenta, costante ascesa, se si considera che la variazione, rispetto al 2007, è stata del 18% in più. In realtà, però, il trend della provincia si fa decisamente più negativo, sommando ai casi di Latina, anche quelli di pertinenza delle due sezioni distaccate del Tribunale di Gaeta e Terracina. Rispettivamente, i procedimenti immobiliari sono cresciuti del 18% (74 in più) e del 32% (129 in più). Un "picco", per quanto riguarda Gaeta, avvenuto soprattutto nel giugno scorso, dovuto all'improvviso aumento dei tassi di interesse. Di fatto, nel Lazio, la nostra provincia si colloca al terzo posto, dopo Rieti (61% in più) e Civitavecchia (35%) nell'infelice graduatoria dei processi esecutivi e degli avvisi successivi di vendita all'asta. E' l'ultima, ennesima conferma, semmai ce ne fosse bisogno, di com'è cambiata in peggio la nostra qualità di vita, cui non sfuggono neanche le imprese che, secondo i dati di "Osserfare" della Camera di Commercio di Latina, appaiono in difficoltà. Secondo Roberto Anedda, direttore di "Mutui on line", bisognerebbe capire quanti sono «i pignorati tra gli imprenditori, che di fronte all'eventuale fallimento della loro azienda, preferiscono invece cedere l'immobile». E' indubbio, comunque, che negli ultimi mesi sono cresciute le richieste di aiuto e assistenza economica ai Comuni, ai Centri di ascolto diocesani, alle associazioni di volontariato. Un dato per tutti: tra gennaio e luglio di quest'anno, 248 sono state le persone che si sono rivolte alla Caritas di Latina per ottenere piccoli contributi. Fra.Ma.

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Ance: il 2009 ci preoccupa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

ECONOMIA 06-11-2008 EDILIZIA OSSERVATORIO: PRIMI SEGNALI NEGATIVI, MA RESTA FORTE IL FABBISOGNO DI CASE E INFRASTRUTTURE Ance: il 2009 ci preoccupa La produzione scenderà dell'1,5%. Ancora in calo gli investimenti pubblici Buia: «Siamo un settore solido e portante, la crisi non deve danneggiarci» Patrizia Ginepri II L'Ance non ci sta. La crisi dei mercati finanziari che minaccia l'economia reale, non deve giocare colpi bassi a un settore, quello delle costruzioni che è fondamentale per il «benessere » del paese. Il quadro che si va prospettando è preoccupante e bisogna agire in fretta, se non si vogliono avere pesanti conseguenze. E' un allarme accorato quello che lancia il presidente dell'Ance Emilia Romagna, il costruttore parmigiano Gabriele Buia. «La situazione attuale ci preoccupa - premette - la crisi dei mutui subprime sta danneggiando il settore edile che non ha alcuna colpa di quanto è successo. Il nostro sistema è solido, rappresenta l'11% del Pil italiano, il 19% se si considerano i produttori dei materiali per il settore. Non solo. Occupa il 28% dei lavoratori ed ha un indotto enorme, ma in questo momento è inerme, non può difendersi se non viene sostenuto». I dati dell'Ance Secondo l'osservatorio dei costruttori edili lo scenario è fortemente preoccupante. «Anche per il nostro settore - spiega Buia - si sta aprendo, dopo 9 anni consecutivi di crescita, un periodo di difficoltà. Per la prima volta, infatti prevediamo una riduzione dei livelli produttivi: -1,1% nel 2008 e -1,5% nel 2009». I comparti più in difficoltà sono la nuova edilizia abi- tativa (-2,8% nel 2008 e -3% nel 2009 e le opere pubbliche (-3,7% nel 2008 e -4,7% nel 2009). Una nota positiva giunge dalle agevolazioni fiscali: a trainare sono gli investimenti nel recupero abitativo grazie alla detrazione del 36% per il quale è prevista una proroga fino al 31 dicembre 2011 e a quella del 55% sul risparmio energetico degli edifici, in vigore per tutto il 2010. Opere pubbliche Dal 2003 al 2007 l'importo dei lavori messi in gara è diminuito del 26,4%. Una contrazione che si conferma nei primi 7 mesi del 2008, in cui si registra, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, una diminuzione del 9,7% del numero dei bandi e un calo del 2% del loro importo. «Per il 2009 - avverte Buia - prevediamo una ulteriore e pesante riduzione degli investimenti nelle opere pubbliche, che caleranno del 4,7% rispetto al 2008. Le aspettative di miglioramento sono di fatto annullate dalla riduzione delle risorse per le infrastrutture prevista dalla manovra di finanza pubblica per il 2009: -14,2%. Cito solo un paio di esempi: pe l'Anas la riduzione è del 23%, per le Ferrovie dello Stato del 33%». Fabbisogno abitativoCala la produzione di nuove case, ma questo fenomeno «non è la conseguenza di una sovrapproduzione - precisa Buia - ma delle difficoltà dovute alla crisi finanziaria. Va detto che in Italia non c'è e non ci sarà alcuna bolla immobiliare, a differenza di quanto è accaduto negli Usa e in altri Paesi europei come Spagna e Irlanda dove hanno superato la domanda reale. In Italia gli investimenti in abitazioni sono cresciuti in modo contenuto: del 34% dal 1998 al 2007. E a proposito di prezzi aggiunge: «Non scenderanno, perchè aumentano le materie prime e le aree vengono pagate care». Per superare la crisi In questo momento difficile le pmi del settore devono essere sostenute. «A cominciare dal versante del credito - sottolinea Buia - servono azioni per garantire i crediti nei confronti del sistema bancario. A questo proposito stiamo lavorando con la Regione per aprire un fondo. Servono poi forme di pianificazione che rendano equo il costo dei terreni. E ancora, chiediamo misure fiscali: dagli incentivi per gli immobili destinati all'affitto al ripristino dell'Iva sull'invenduto oltre i 4 anni previsti». Infine l'auspicio del presidente regionale dell'Ance è che a proposito di infrastrutture «sia incentivato il project financing così come il lavoro delle imprese serie che costruiscono garantendo qualità e risparmio energetico». Appello Gabriele Buia, presidente dell'Ance Emilia Romagna.

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Taglio shock a Londra: un punto e mezzo (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-07 - pag: 3 autore: Bank of England riconosce la gravità della recessione con una mossa aggressiva Taglio shock a Londra: un punto e mezzo Marco Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente Messa alle strette da un'economia in fortepeggioramento, la Banca d'Inghilterra ha preso ieri la sorprendente decisione di tagliare i tassi di riferimento dell'1,5% al 3%, il livello più basso dal 1954. Erano peraltro 24 anni che la banca centrale non riduceva il costo del denaro di così tanto in una sola manovra. I mercati si attendevano un taglio di mezzo punto, in linea con la Bce e della stessa portata dello scorso mese, o al massimo di un punto, sulla scorta delle pressioni delle imprese, che chiedevano un'energica mossa per far fronte alla stretta del credito bancario e al rallentamento dei consumi. Il Governatore Mervyn King e gli altri otto membri del Comitato monetario, che la prima settimana di ogni mese si riuniscono per decidere dei tassi, sono andati al di là delle aspettative più estreme. Nel comunicato che ha accompagnato la decisione, la Bank of England ha detto che «il sistema bancario globale si trova di fronte alla peggiore crisi da quasi un secolo», i cui effetti si sono sentiti sulle condizioni del credito e i mercati azionari di numerosi Paesi. Per quanto in Gran Bretagna l'inflazione fosse ancora al 5,2% in settembre, ben al di sopra del tetto programmato dal Governo del 2%, la Banca ha preso atto del netto deterioramento dell'economia, che si è contratta dello 0,5% nel terzo trimestre, delle indicazioni da parte delle imprese «di una severa contrazione nel breve termine», del peggioramento delle esportazioni e del forte calo dei prezzi delle materie prime che eserciterà un effetto calmiere. Ieri, peraltro, il Fondo monetario internazionale, nelle proprie previsioni sul 2009, ha detto che l'economia britannica sarà una di quelle che faranno peggio in Occidente, con una contrazione dell'1,3% rispetto allo 0,8% della Germania e allo 0,7% di Usa e Spagna. La Gran Bretagna rischia più di ogni altro Paese a causa della forte esposizione di un enorme settore finanziario con 1,5 milioni di addetti e di una bolla immobiliare che sta iniziando a gonfiarsi da alcuni mesi e potrebbe portare a una fragorosa caduta dei valori delle case. Proprio ieri, peraltro, la Halifax, il massimo erogatore di mutui immobiliari del Paese, ha dichiarato che negli ultimi 12 mesi i prezzi sono scesi del 14 per cento. Alcuni osservatori hanno notato ieri che il potente taglio dei tassi ieri può avere dato l'impressione di una reazione dettata dal panico, una sorta di brusco risveglio dopo un lungo sogno sugli allori. Costoro da tempo accusano il Governatore Mervyn King di essere in ritardo sugli eventi dallo scorso anno, da quando è saltata la banca Northern Rock con scene di corsa ai depositi per le strade inglesi. Al di là della bontà delle decisioni a breve termine è comunque un fatto che ormai la maggioranza degli economisti non esclude più la possibilità che già verso metà del prossimo anno i tassi possano scendere all'1 per cento, il minimo livello della storia della Banca dalla sua fondazione nel lontano 1694. Scorrendo le statistiche ufficiali i tassi, da allora, non sono mai scesi al di sotto del 2 per cento. L'altro aspetto curioso è che per la prima volta da quando la Bce opera i tassi dell'Eurozona sono più elevati di quelli inglesi. marco.niada@ilsole24ore.com RECORD DA 54 ANNI Il tasso di rifinanziamento cala così al 3%, il livello minimo dal 1954 Per il mercato il ciclo ribassista non si è chiuso REUTERS Quadro economico nerissimo. Mervyn King, governatore della BoE

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I repubblicani fanno le valigie e per la crisi svenderanno le case (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Gazzettino, Il" del 07-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

SPOILS SYSTEM I repubblicani fanno le valigie e per la crisi svenderanno le case Washington «So che molti di voi ora hanno la preoccupazione di trovare un nuovo lavoro ed un nuovo posto dove vivere: so cosa significa». Così George Bush ha detto ai collaboratori che tra 10 settimane secondo le regole ferre dello «spoil sistem» svuoteranno gli uffici di Washington dove dopo otto anni ritorneranno i democratici. E si svuoteranno anche le case che i funzionari di nomina politica hanno comprato arrivando nella capitale, nel mezzo della bolla immobiliare che aveva portato alle stelle i prezzi nei sobborghi-bene vicino a Washington, in Nord Virginia. La crisi finanziaria ha ridotto anche il 30\% del loro valore. Molti potrebbero essere costretti a svendere le case proprio ai nuovi funzionari, in arrivo nella capitale, scelti da Obama.MCCAIN STANCO E AMAREGGIATO.Dopo mesi di stress elettorale e con la delusione della sconfitta che ancora brucia, John McCain si è ritirato a riposare in Arizona con la moglie Cindy. Accantonate, per ora, le recriminazioni nel partito repubblicano sulla scelta della candidata vice, Sarah Palin, di cui il 73enne ex candidato repubblicano si è poi pentito, per le gaffes e le polemiche sul suo guardaroba da 150 mila dollari pagato dal partito. Dallo staff di McCain trapela che la Palin avrebbe snobbato le "lezioni politiche" destinate a prepararla prima delle interviste che poi l'hanno esposta a forti critiche: non capiva che l'Africa è un continente e non una nazione e non è stata in grado di citare i tre Paesi del Nafta, l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico.SARAH PENSA AL 2012. Al suo ritorno in Alaska Sarah Palin è stata accolta l'altra notte all'aeroporto di Anchorage da una piccola folla che, nonostante il freddo polare, l'ha attesa per gridarle in coro «Two thousand twelwe» - 2012 - la data delle prossime elezioni presidenziali. Sull'eventuale ricandidatura la ex aspirante vicepresidente repubblicana - proiettata per nove settimane dall'oscurità mediatica del suo piccolo Stato artico alla ribalta mondiale - ha risposto: «Vedremo cosa succederà». Ha poi promesso che lavorerà per espandere lo sviluppo delle risorse petrolifere e gasiere in Alaska, in contrasto con i piani ambientalisti della Casa Bianca di Obama.

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MERCATI: ROSSI (BANKITALIA), IN USA DISASTRO REGOLATORIO. (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Asca" del 07-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

MERCATI: ROSSI (BANKITALIA), IN USA DISASTRO REGOLATORIO (ASCA) - Milano, 7 nov - In Italia gli operatori finanziari ed in particolare le banche sono soggetti ad un sistema di regole piu' severo di quello statunitense, dove ci si e' trovati alle prese con un vero ''disastro regolatorio'' che lasciava privi di disciplina interi settori del mercato finanziario. E la mancanza di regole negli Usa e' una delle principali cause della crisi finanziaria attuale: lo ha detto Salvatore Rossi, direttore Area ricerca economica di Bankitalia, nel suo intervento al convegno su ''Banche e crisi dei mercati'' promosso dalla Popolare di Milano. Secondo Rossi, grazie ad una vigilanza piu' severa le nostre banche hanno bilanci equilibrati e capitalizzazioni adeguate, e sono meno esposte ai titoli tossici che stanno minacciando la finanza mondiale. Inoltre in Italia la raccolta e' ancora basata per gran parte sul retail, mentre la leva finanziaria e' piu' bassa che nel resto d'Europa, arrivando al 30 contro il 40 dei principali istituti europei. Ma oltre alla mancanza di regole adeguate, vi sono cause piu' remote per la crisi dei mercati finanziari di Oltreoceano: la politica monetaria espansiva - dice Rossi - giustificata nei primi anni '90, e' durata troppo a lungo ed ha creato una massa di denaro che ''ha cominciato a girare cercando impieghi''. Da qui le ''bolle'', come la recente bolla immobiliare, che hanno abituato i cittadini statunitensi a vivere al di sopra dei propri mezzi. ''Nell'economia Usa c'e' uno squilibrio di risparmio - ha detto Rossi - che sara' difficile correggere''. La recessione quindi sara' pesante e lunga. som/sam/ss

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Case, il centro tira . Ma è rischio bolla (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

L'agenzia del Territorio: impennata del 5% prima dello stop del mercato. Cara la zona a Sud della stazione, solo ai confini nord quotazioni più alla portata Case, il centro «tira». Ma è rischio bolla I dati del Catasto: non meno di 4 mila euro al metro quadro. Affitti, il box è d'oro Il centro storico tira ancora, altro che calo. Almeno fino all'estate scorsa. Ma finita la cuccagna, è dietrop l'angolo il rischio della bolla. Lo ribadisce l'ultima fotografia del mercato immobiliare trevigiano, scattata dell'Agenzia del territorio nel primo semestre. A dispetto della frenata già annunciata a inizio anni, infatti, i valori degli immobili più pregiati sono saliti iancora di prezzo, con percentuali vicine al 5%. Secondo i dati dell'ex Catasto, per sistemarsi in un appartamento del centro servivano almeno 3.700 euro al metro quadro, per una casa signorile potevano non meno di 4mila euro. Spostandosi dal centro i listini scendono. Una casa arriva a costare anche 1.800 al metro quadro. Dati suddivisi per area e tipologia catastale che, rivisti alla luce della recente recessione, danno forza all'allarme prezzi che da qui a breve investirà diversi settori, edilizia compresa. La frenata dei listini innescata dopo l'estate dal calo delle compravendite, oltre a raffreddare il comparto, rischia di far saltare il banco. Sul piatto migliaia di alloggi in cerca di acquirenti. Ma fino a giugno la città di Treviso ha tenuto comunque alla grande. Partendo dal centro i prezzi sono sempre alti: in media servono 3.500 euro per un villino e 2.800 per un garage. Analoghi i livelli per gli affitti: da 15 euro al metro quadro per le case, fino a sfiorare quota 20 per prenotare un metro quadro in autorimessa, che si confermano vere e proprie «riserve aurifere» per i loro fortunati proprietari. Appena fuori dal circolo delle mura i prezzi cominciano a calare sensibilmente. I villini scendono di quasi 1000 euro/ metro quadro per la compravendita, mentre per affittare 100 metri quadrati in uno stabile di media categoria bisogna sborsare da un minimo di 740 a un massimo di 1.100 euro/mese. Non certo bruscolini tenendo, per zone periferiche fino agli estremi di viale della Repubblica o viale Brigata Marche. Allontanandosi dal centro per arrivare alle zone intermedie a Sud, tra la stazione e la tangenziale, spiccano i prezzi degli immobili: evdientemente l'area è strategica. Sino a 2mila euro al metro quadro per il passaggio di mano di un immobile (da 1.500 a 1.800 per la bassa categoria). Anche gli affitti si fanno più bassi, passando da un minimo di 5.3 €/mq fino agli 8,6 per una singola. I prezzi più bassi ai confini del territorio comunale. Le case di tipo economico hanno quotazioni medie di 1.500 €/metro, e affitti tra i 460 e i 670 €/mese. Ma immobili di fascia lata alta come ville e villini perdono oltre un terzo del valore rispetto rispetto al fuori mura. Quattro passi in più valgono un risparmio di 1000 €/metro quadro. (Enrico Lorenzo Tidona)

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dalla fed alla bce va' dove ti porta la borsa - (segue dalla prima pagina) (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 08-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina 33 - Commenti DALLA FED ALLA BCE VA´ DOVE TI PORTA LA BORSA Si dovrebbe chiarire la relazione tra strategia monetaria e andamento dei mercati (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) A partire dagli anni ´90, la politica monetaria ha privilegiato ovunque l´obiettivo della stabilità dei prezzi, come condizione per una crescita duratura. Così è stato: nel decennio 1998-2007 l´inflazione mondiale è rimasta sempre intorno al 4% (14% nei precedenti 30 anni), mentre la crescita mondiale toccava livelli record. Si è pagato però un costo elevato in termini di instabilità finanziaria. Oggi, le borse sono ai livelli di 11 anni fa: nel frattempo, sono quasi raddoppiate, dimezzate, raddoppiate di nuovo e ancora dimezzate. Neppure nel periodo nero del mercato azionario, dal 1969 al 1980, la volatilità è stata altrettanto elevata. Il prezzo medio delle materie prime è più che raddoppiato a partire dal 2002, per poi perdere il 40%; quello del petrolio è quintuplicato, e poi giù del 60%. Il valore delle case è mediamente raddoppiato, ma in molti paesi è già in picchiata. Il primo errore dei banchieri centrali, Federal Reserve in testa, è stato di ignorare il prezzo delle attività finanziarie, lasciando gonfiare la bolla delle dot-com, ma annunciando la disponibilità a intervenire qualora fosse scoppiata, per limitare i danni. La promessa implicita di sostenere col credito facile i prezzi delle attività in caso di crolli ha alimentato la propensione degli investitori a sostenere rischi irragionevoli. Dopo lo scoppio della bolla Internet, la prolungata espansione del credito a tassi inferiori all´inflazione è stato il secondo, più grave errore. Perché i mercati hanno verificato che potevano fare affidamento sulla protezione delle banche centrali. E perché il sussidio al credito ha indirizzato i capitali verso le attività che possono più facilmente costituire garanzia (immobili, infrastrutture e servizi di pubblica utilità), invece che verso investimenti maggiormente produttivi. Investire in società con regimi tariffari o concessioni, finanziandosi con il debito e con il sussidio fiscale implicito negli interessi passivi, diventa la parola d´ordine, anche tra gli imprenditori italiani. Così, dal 2004 la Borsa ricomincia a correre trainata dai leverage buyout che banchieri e investitori istituzionali, affamati di rendimenti, fanno a gara a finanziare. Si gonfia anche la bolla immobiliare, con la benedizione dei governi che ovunque vedono con favore la diffusione della proprietà. Negli Stati Uniti i nefasti mutui subprime si diffondono proprio per iniziativa di società para-pubbliche sotto la spinta del Congresso. Da noi, tutti si scoprono immobiliaristi, grazie al debito bancario. E con i mutui al 2%, anche tra le famiglie è corsa al mattone: molti si illudono che, affittando la casa acquistata, l´investimento si possa autofinanziare. Dalle banche centrali, neanche un monito. Il terzo errore delle banche centrali è aver operato senza coordinamento, come se ognuna agisse ancora in un´area economica chiusa ai movimenti di capitale. Ma i capitali circolano liberamente: le ingenti risorse liquide accumulate dall´Asia e dai paesi esportatori di energia hanno inondato il mondo e, sommandosi all´espansione monetaria di Europa e Stati Uniti, hanno fatto crescere la domanda mondiale a tassi insostenibili, fino a far esplodere i prezzi di energia e materie prime. Altra bolla. Le ultime tre bolle sono scoppiate simultaneamente, con la conseguenza che il valore degli attivi dei debitori (banche per prime) si è drasticamente ridotto. La fiducia dei creditori si è incrinata. In queste condizioni i debitori sono costretti a vendere attività, a sostituirle con altre meno rischiose, e ad aumentare il proprio capitale per ripristinare la fiducia nel debito emesso. Si chiama delevering ed è quello che sta succedendo. Per incoraggiare le banche a non vendere e non contrarre i prestiti, le banche centrali le stanno finanziando copiosamente, a costi che in Giappone e Usa sono praticamente nulli. Oppure si accollano attività rischiose in cambio di titoli liquidi. Ma la politica monetaria può solo attenuare l´impatto del delevering sull´economia, non eliminarlo. Negli USA, in pochi mesi la crescita dei prestiti bancari si è dimezzata. Nell´area euro, l´espansione dei crediti ai residenti si mantiene su tassi elevati, ma dubito possa durare. Il delevering sarà completo solo quando le banche torneranno ad erogare credito spontaneamente, a tassi che remunerano il capitale (oggi, molte si finanziano sul mercato a tassi superiori a quelli dei loro prestiti). Poiché una parte preponderante degli attivi bancari e del debito emesso è a fronte di finanziamenti garantiti da immobili, la crisi finanziaria finirà solo quando il prezzo degli immobili avrà toccato il fondo. Purtroppo il mercato immobiliare è poco liquido, e i tempi richiesti per l´aggiustamento dei prezzi sono molto lunghi. Inoltre, quello che conta non è tanto il valore di bilancio odierno dei prestiti, ma l´aspettativa di quanto varranno dopo che la recessione appena cominciata avrà avuto il suo impatto. I rendimenti delle obbligazioni corporate, a livelli record in Europa e Usa, scontano un forte aumento dei tassi di insolvenza, che per ora non si è materializzato. Il Financial Stability Report della Banca d´Inghilterra stima in quasi 800 miliardi le perdite latenti nell´area Euro solo sui titoli corporate e garantiti da mutui. Il rischio di credito, dunque, rimarrà elevato e la propensione a erogare bassa, fino a quando non sarà chiaro il costo finanziario della prossima recessione. Di fronte al rischio di una recessione globale non ci sono molte alternative agli interventi indiscriminati di finanziamento da parte delle banche centrali. Ma arrivano ancora una volta dopo che i mercati sono crollati: di fatto, le banche centrali, volenti o nolenti, agiscono a sostegno dei prezzi delle attività finanziarie, limitando così i costi di errate decisioni di investimento del passato. Tutti i tagli della Fed sono stati scanditi da Wall Street. La BCE ha addirittura alzato i tassi il 3 luglio, quando forse la portata della crisi avrebbe dovuto già essere evidente, adducendo il rischio di inflazione, per poi ridurli precipitosamente il 15 ottobre dopo il peggior crollo della borsa in 20 anni (e poi di nuovo ieri l´altro). La Banca d´Inghilterra, nonostante una banca (Northern Rock) debba essere nazionalizzata già a febbraio, chiaro segno della crisi, mantiene ostinatamente i tassi al 5% fino all´8 ottobre, per poi quasi dimezzarli sotto la pressione della Borsa. Sarebbe auspicabile che si chiarisse la relazione tra politica monetaria e andamento dei mercati. Perché sembra che siano le Borse a dettare i tempi degli interventi sui tassi. Ma è un meccanismo perverso che negli ultimi 15 anni ha funzionato da incentivo al rischio: va neutralizzato.

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Mercato immobiliare: il trend delle locazioni nel primo semestre 2008 pag.1 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 10-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Mercato immobiliare: il trend delle locazioni nel primo semestre 2008 NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo , 10.11.2008 10:54 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! da parte dei potenziali locatari, alla qualità dell?immobile che, in questo caso è legata non solo allo stato dell?appartamento ma anche ad altre variabili tra cui la qualità dell?arredamento (se già arredato), la luminosità, la tranquillità e la presenza di servizi in zona. Sono sempre più richiesti gli immobili con riscaldamento autonomo, quelli che abbiano almeno la cucina arredata e la presenza di collegamenti internet ad alta velocità (soprattutto per gli studenti). A Milano si registra un calo dei valori delle locazioni sui bilocali e sui trilocali (-0.5% e -0.3%). Tra le zone che hanno segnalato un lieve rialzo c?è Brera dove si è registrata una buona domanda di appartamenti in affitto soprattutto da parte di studenti universitari (con una prevalenza di donne, provenienti anche dall?estero), professionisti e società che affittano l?appartamento per i propri dirigenti. In crescita i canoni anche nella zona di Amoretti-Vialba dove le difficoltà di acquisto hanno dirottato molte richieste verso il mercato delle locazioni soprattutto da parte di coppie, spesso straniere e di single. Lieve aumento dei canoni anche nella zona Lorenteggio-San Gimignano dove la presenza di alcune importanti aziende crea una richiesta dinamica. In salita anche i canoni di locazione nei quartieri di Città Studi, Porpora, Ripa di Porta Ticinese e Porta Romana, grazie alla domanda proveniente da studenti universitari (Politecnico, Bocconi e IULM). Tra i quartieri che hanno segnalato la diminuzione dei valori più sensibile segnaliamo Baggio- Quinto Romano, Certosa-Gallarate e Stazione Centrale. La motivazione prevalente è la minore disponibilità economica da parte dei potenziali inquilini ma anche il fatto che, alcuni proprietari, non riuscendo a vendere l?immobile al prezzo desiderato decidono di affittarlo aumentando segue pagina >>

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IL MERCATO DELLE LOCAZIONI SEMESTRE DEL 2008 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "marketpress.info" del 11-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Martedì 11 Novembre 2008 IL MERCATO DELLE LOCAZIONI SEMESTRE DEL 2008 Milano, 11 novembre 2008 - Nel primo semestre del 2008 il mercato delle locazioni segnala, a livello nazionale, una diminuzione dei canoni di locazione dello 0. 1% per i bilocali e dello 0. 4% per i trilocali. Analizzando l?andamento dei canoni nelle grandi città rileviamo una diminuzione complessiva dei valori dello 0. 8% per i bilocali e dell?1. 0% per i trilocali. Tutte le realtà metropolitane hanno segnalato una contrazione dei valori, ad eccezione di Bari dove c?è stato un incremento dei canoni dei bilocali dell?1. 5% e dei trilocali dello 0. 5%. Il ribasso più sensibile si è registrato a Firenze, dove la variazione dei canoni per i bilocali è stata -3. 1% e quella dei trilocali -2. 3%. A Milano la diminuzione è stata rispettivamente dello 0. 5% e dello 0. 3%. In questi primi sei mesi dell?anno si è riscontrato un aumento della domanda di appartamenti in affitto determinato dalla maggiore difficoltà di accesso al mercato del credito e di conseguenza al mercato dell?acquisto della casa. Infatti si è registrato un aumento della domanda da parte di single, giovani coppie e stranieri. A questi si devono aggiungere gli studenti universitari, componente importante del mercato delle locazioni. Tuttavia non si è avuto un rialzo dei canoni di locazione in quanto l?offerta presente sul mercato, aumentata negli ultimi anni a seguito della corsa al mattone per investimento, ha assorbito la maggiore domanda senza creare tensione sui valori. L?interesse dei proprietari degli immobili a garantirsi una certa continuità nel rapporto di locazione ha comportato una revisione verso il basso dei canoni praticati agli inquilini. Questo per non essere costretti a riaffittare l?abitazione con conseguenti oneri gestionali e per non incorrere nel rischio di avere un immobile sfitto con inevitabili costi di mantenimento. Continua a registrarsi una maggiore attenzione, da parte dei potenziali locatari, alla qualità dell?immobile che, in questo caso è legata non solo allo stato dell?appartamento ma anche ad altre variabili tra cui la qualità dell?arredamento (se già arredato), la luminosità, la tranquillità e la presenza di servizi in zona. Sono sempre più richiesti gli immobili con riscaldamento autonomo, quelli che abbiano almeno la cucina arredata e la presenza di collegamenti internet ad alta velocità (soprattutto per gli studenti). Variazione percentuale dei canoni di locazione ? I semestre 2008 ? Grandi città Città Bilocale Trilocale Bari 1,5 0,5 Bologna -0,6 -1,2 Firenze -3,1 -2,3 Genova -1,1 -1,9 Milano -0,5 -0,3 Napoli -1,7 -2,3 Palermo 0 -0,3 Roma -0,6 -0,9 Torino -0,5 -1,0 Verona -1,8 -0,7 A Milano si registra un calo dei valori delle locazioni sui bilocali e sui trilocali (-0. 5% e -0. 3%). Tra le zone che hanno segnalato un lieve rialzo c?è Brera dove si è registrata una buona domanda di appartamenti in affitto soprattutto da parte di studenti universitari (con una prevalenza di donne, provenienti anche dall?estero), professionisti e società che affittano l?appartamento per i propri dirigenti. In crescita i canoni anche nella zona di Amoretti-vialba dove le difficoltà di acquisto hanno dirottato molte richieste verso il mercato delle locazioni soprattutto da parte di coppie, spesso straniere e di single. Lieve aumento dei canoni anche nella zona Lorenteggio-san Gimignano dove la presenza di alcune importanti aziende crea una richiesta dinamica. In salita anche i canoni di locazione nei quartieri di Città Studi, Porpora, Ripa di Porta Ticinese e Porta Romana, grazie alla domanda proveniente da studenti universitari (Politecnico, Bocconi e Iulm). Tra i quartieri che hanno segnalato la diminuzione dei valori più sensibile segnaliamo Baggio- Quinto Romano, Certosa-gallarate e Stazione Centrale. La motivazione prevalente è la minore disponibilità economica da parte dei potenziali inquilini ma anche il fatto che, alcuni proprietari, non riuscendo a vendere l?immobile al prezzo desiderato decidono di affittarlo aumentando così l?offerta di abitazioni sul mercato. A Roma i canoni di locazione dei bilocali sono diminuiti dello 0. 6% e quelli dei trilocali dello 0. 8%. In centro si registra una contrazione dei valori nella zona di Piramide e dell?Esquilino. Nella prima il calo dei canoni è dovuto al fatto che a cercare casa sono soprattutto stranieri che non hanno una capacità di spesa elevata, mentre nel quartiere Esquilino non si registra un?elevata domanda di immobili in affitto, soprattutto sui tagli medi. Tra i quartieri con segnali di diminuzione ci sono Monteverde Nuovo-villa Pamphili in seguito alla minore disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti, spesso famiglie che non riescono ad acquistare casa, Trigoria-castel di Leva- Laurentino dove comunque la richiesta è sempre dinamica grazie anche alla presenza del Campus Biomedico di Trigoria e Aurelia i cui canoni avevano ormai raggiunto livelli elevati. In rialzo i canoni di locazione a Bufalotta dove, in seguito all?apertura di un centro commerciale, sono aumentate le ricerche di immobili in affitto da parte dei lavoratori fuori sede che lavorano presso la struttura commerciale. Canoni in crescita anche a Boccea-montespaccato per le richieste di studenti e di lavoratori presso il Policlinico ?Gemelli? e altre aziende della zona, a Colli Aniene- Verderocca dove si è registrata una maggiore domanda da parte di famiglie e studenti universitari, e a Torre Maura dove sono aumentate le richieste per le maggiori difficoltà nell?acquisto aggiungendosi a quelle provenienti dagli studenti e dai trasfertisti. A Napoli si registra un calo dei canoni di locazione dell?1. 7% e del 2. 3% rispettivamente sui bilocali e sui trilocali. Tra i quartieri che hanno registrato i ribassi più sensibili segnaliamo Poggioreale, dove i locatari hanno mostrato una maggiore prudenza nel prendere in affitto l?immobile e i tempi per la conclusione delle trattative si sono allungate con la conseguenza che i canoni si sono ribassati. Dinamiche simili hanno interessato anche il quartiere di Medaglie d?Oro. Anche da Chaiano arrivano segnali di ribasso in seguito alla decisione dell?apertura della discarica che ha creato meno interesse per la zona, soprattutto da parte delle persone non residenti. Infatti sono numerosi gli immobili sfitti sul mercato. Anche nel prestigioso quartiere di Manzoni- Caravaggio si è registrata una diminuzione dei canoni che ormai a livelli elevati spingono i potenziali locatari ad acquistare in zone limitrofe. C?è comunque una buona richiesta da parte di famiglie e lavoratori fuori sede. In ribasso i canoni anche a Fuorigrotta per la ridotta disponibilità di spesa, soprattutto tra coloro che cercano immobili nelle zone più popolari. Una dinamica positiva invece interessa i quartieri di Pianura-campanile-san Donato e Monteoliveto dove si registra un aumento della domanda di appartamenti in locazione: nel primo caso c?è stato un aumento del numero delle richieste, in particolare da parte di giovani coppie impossibilitate a comprare e, nel secondo caso invece c?è una domanda sostenuta da parte di studenti universitari numerosi per la presenza delle facoltà di giurisprudenza ed architettura. Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa . <<BACK

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La bolla immobiliare? Colpa di Rubin e Summers (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-11-11 - pag: 11 autore: INTERVISTA Vernon Smith Nobel per l'Economia «La bolla immobiliare? Colpa di Rubin e Summers» Vittorio Da Rold MILANO «La madre di tutte le bolle speculative sugli immobili americani è stato il varo del "Tax Relief Act" del 1997, una normachiave firmata dal presidente Bill Clinton, voluta da Robert Rubin, segretario al Tesoro e da Lawrence Summers, allora sottosegretario e oggi in lizza per la poltrona dell'Economia con il presidente eletto Barack Obama»: a puntare il dito sul team democratico è Vernon Smith, premio Nobel per l'economia nel 2002. «Il provvedimento, salutato da una standing ovation da parte delle banche e degli agenti immobiliari, permetteva di rivendere dopo solo due anni di possesso a un altro aspirante proprietario la vostra casa senza pagare la plusvalenza fino a 500mila dollari». Smith, 82 anni portati con baldanza, nato a Wichita, Kansas (dove suo padre, nella Grande depressione, guadagnava un dollaro al giorno) tra i grandi del pensiero economico, preferisce la scuola austriaca di Schumpeter e Hayek. E non ha perso la fiducia nel mercato («che lavora bene ogni giorno, spinto dalla scelte dei consumatori »); per questo chiede meno tasse sugli investimenti per aumentare la competitività e permettere alle persone di cogliere le opportunità. Smith è a Milano, ospite della Fondazione Bruno Leoni, dove ieri ha tenuto una conferenza a Palazzo Clerici dal titolo polemico: «Crisi finanziaria: il nemico siamo noi». Nel senso che «ognuno di noi ha contribuito alla bolla, (anche mia figlia ha comprato casa in California), acquistando immobili prima che avessero inizio i lavori per la costruzione e vendendoli poi a qualcun altro che a sua volta sperava di rivenderli a un altro sciocco». «Senza contare Fannie Mae e Freddie Mac, diventati finanziatori immobiliari d'ultima istanza. Così abbiamo aiutato noi stessi, non i poveri ». Ma ciò che Smith non accetta è che questa esenzione da plusvalenze da mezzo milione di dollari siano andate a gonfiare i 20mila miliardi di dollari della ricchezza immobiliare americana (oggi a 18mila) mentre nessun altro asset di Main Street - fabbriche, brevetti o azioni - hanno potuto godere delle stesse facilitazioni. «Eppure questi sono gli investimenti che creano ricchezza sia per i ricchi che per i poveri come diceva Adam Smith, non le case che sono consumo». «Questa bolla – a differenza di quella degli anni 90 che creò nuove tecnologie dot.com – è solo frenesia di consumi di case basata su un capitale insufficiente, leva finanziaria e cartolarizzazione di mutui». Come uscirne? Dopo aver bacchettato bonariamente Alan Greenspan («probabilmente ha abbassato i tassi troppo e troppo a lungo») e Warren Buffett («forse ha comprato troppo presto ») passa al presidente eletto. «Obama, che è carismatico e gode di un mandato popolare enorme, dovrà ricapitalizzare le banche per ristabilire la fiducia ». Ma per far questo «dovrà cedere a sindacati e protezionisti salvando il settore dell'auto a Detroit». Così farà gli stessi errori di Jimmy Carter e Ronald Reagan che impose "quote di import" dal Giappone. «Anche l'ipotetica fusione tra Gm e Chrysler è come se un cieco aiutasse un altro cieco, perché la gente comprerà solo auto migliori a basso prezzo». «La ricchezza americana - conclude - è cogliere opportunità: quando Boston perse le industrie tessili si riconvertì alle biotecnologie. Guardare al futuro, così deve fare oggi l'America». vittorio.darold@ilsole24ore.com IL PREZZO DA PAGARE «Per ricapitalizzare le banche Obama dovrà cedere ai sindacati e salvare l'auto» REUTERS Vernon Smith ha 82 anni

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Perché è sbagliato tornare all'interventismo di Keynes (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 11-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-11-11 num: - pag: 44 autore: di EDMUND PHELPS categoria: REDAZIONALE CRISI FINANZIARIA Perché è sbagliato tornare all'interventismo di Keynes D i quale teoria possiamo avvalerci per uscire dall'imminente recessione in modo rapido ed efficace? Usare la «nuova teoria classica» delle fluttuazioni nata a Chicago negli anni Settanta — che incorpora i modelli di «gestione del rischio» — è inimmaginabile, dato che con il crollo dei prezzi degli asset è proprio questa teoria a essersi dimostrata errata. Alcuni hanno pensato di rivolgersi a John Maynard Keynes. Le sue riflessioni sui rischi e sulle speculazioni sono acute, ma la sua teoria sull'occupazione è problematica e le soluzioni politiche «keynesiane» sono, nel migliore dei casi, discutibili. Le banche hanno parlato della discesa dei prezzi delle case come se fosse la conseguenza di un qualche shock. Secondo i loro modelli, sono shock casuali a far deviare il prezzo degli asset dai valori previsti. In realtà non sono stati terremoti, periodi di siccità o altri fattori esterni a provocare la caduta dei prezzi. La causa principale è stata una previsione basata su modelli del tutto erronei. Gli speculatori e gli acquirenti di case, pensando che gli affitti o i costi di costruzione sarebbero saliti, contavano sul fatto che nel futuro il prezzo delle case sarebbe aumentato e questo provocava anche un aumento di prezzo delle case esistenti. Ma nel corso degli anni né gli affitti né i costi (in termini reali) sono cambiati. In una situazione del genere, i prezzi (reali) prima o poi devono tornare a scendere. Questo era il mondo di Keynes. A Cambridge, nel suo Treatise on Probability, Keynes mostrò come un investitore debba tenere conto di circostanze non note. A Londra gestì un fondo con O. T. «Foxy» Falk e si arricchì, ma fu poi colto di sorpresa dal crollo dei prezzi delle materie prime all'inizio del 1929. Si rese conto così della fragilità delle certezze degli investitori. Quando gli investitori cominciano a ritirarsi, il prezzo dei beni, che in precedenza aumentava, dapprima fluttua, e alla fine precipita insieme alle convinzioni su cui si basava. Nella Teoria generale del 1936 Keynes affermò che il prezzo degli asset era determinante per l'occupazione. Se un cambiamento nel modo di sentire della gente provoca il crollo dei prezzi degli asset (insieme a quello delle azioni e delle case), gli investimenti si riducono e l'occupazione si contrae (aumenta la disoccupazione), soprattutto nelle industrie di beni capitali (capital goods). Sfortunatamente, da allora nulla andò più bene. Keynes fece un grave errore, non distinguendo tra una caduta dei prezzi degli asset dovuta a cause monetarie — un aumento esogeno, o autonomo, della domanda di denaro — e una caduta dovuta a cause che non hanno nulla a che fare con l'offerta e la domanda di denaro — ma dipendono, per esempio, da una minore fiducia negli investimenti azionari o nel settore immobiliare. Il primo fenomeno potrebbe essere risolto con mezzi monetari: la banca centrale potrebbe accrescere l'offerta di denaro, risollevando così il prezzo degli asset senza trascinare gli altri prezzi e i salari in un'inutile spirale di aumenti. La recente crisi della speculazione sugli immobili è però un fenomeno non monetario: deve esserci un calo dei prezzi delle case, in termini monetari, rispetto a quelli dei beni di consumo. Keynes sosteneva che l'aumento dell'offerta di denaro potrebbe funzionare anche in questo caso: i lavoratori non sono consapevoli che altrove i salari per lavori analoghi sono saliti come i loro e si astengono quindi dal richiedere salari alti quanto prima, in termini reali; in questo modo le assunzioni sono incentivate e l'occupazione torna a crescere. Ma continuare a sostenere una ripresa di questo tipo richiederebbe di sicuro un aumento senza fine dei salari, che continui a precedere le aspettative una prospettiva poco attraente. Keynes pensava sempre di più a misure non monetarie per cambiare il nuovo equilibrio non monetario derivante da una perdita di fiducia degli investitori. Riteneva che anche la domanda dei consumatori incentivasse l'occupazione. Un aumento della domanda incoraggia, in un primo tempo, le aziende ad aumentare la produzione e ad assumere un maggior numero di lavoratori. Ma in un'economia aperta quest'incentivo sarebbe di stimolo soprattutto per i paesi esteri. Nell'economia globale, l'aumento della domanda dei consumatori farebbe solo aumentare i tassi d'interesse, spianando la strada al calo dei prezzi reali degli asset, degli investimenti e dei salari. Keynes poneva l'accento sull'investimento come leva per aumentare l'occupazione. Secondo questa teoria, si potevano stimolare gli investimenti privati attraverso sgravi fiscali, o aiuti alle nuove aziende o a chi assume. Keynes vedeva con favore gli investimenti da parte dello Stato o di imprese statali. Gli americani, con i loro aeroporti da incubo e i ponti che crollano, accoglierebbero volentieri la realizzazione di nuove «infrastrutture». Ci si deve chiedere, però, se un massiccio spostamento di investimenti dai privati allo Stato non soffochi la creazione, lo sviluppo e l'adozione di idee innovative da immettere sul mercato. La teoria del capitalismo si basa sulla diversità delle fonti da cui possono scaturire nuove idee commerciali, sulla varietà dei gruppi di imprenditori disposti a investire, delle risorse finanziarie — angel investors, venture capitalists e altri — e degli utenti. E si basa anche sull'importante presupposto che i proprietari di imprese finanziarie e commerciali non debbano render conto a nessuno (se non alla propria coscienza) — e siano quindi liberi di usare il loro intuito, una condizione molto diversa da quella di rigido controllo a cui devono giustamente sottostare i funzionari dello Stato. Un considerevole aumento della presenza del governo nel settore degli investimenti potrebbe quindi limitare l'innovazione e abbassarne la qualità. Continueremmo a essere in crisi. Alla fine della vita Keynes disse all'amico Friedrich Hayek che intendeva riesaminare la sua teoria in un libro successivo. Sarebbe andato oltre. L'ammirazione che noi tutti nutriamo per l'enorme contributo di Keynes non dovrebbe trattenerci dall'andare oltre. Premio Nobel per l'Economia 2006 Traduzione di Maria Sepa

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Il casco per i baresi e i mutui per gli americani (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 11-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 59 ) » (7 votes, average: 4.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (5 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste, affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) » (8 votes, average: 4.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri (con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto, non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 47 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla "deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 57 ) » (9 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 141 ) » (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 84 ) » (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 62 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 25 ) » (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (21) Varie (39) Ultime discussioni Umberto: No cara Sabrina,Michele non è stato morso dalla tarantola,soltanto è una delle tante pentole a pressione... Giulio di Siena: Federico Fanucchi. Forse non è importante cosa intenda io per classe media, perché mi sono... Nicola: Mha, le dirò. Il mio punto di vista è diverso. Se i giornalisti, vedendosi esautorati delle proprie... Corrado Buccieri: Ma che palle Veltroni che a tutti i costi,dice di aver vinto lui. Davide: Per Fabrizio. Hai semplicemente reso più dettagliatamente ciò che non ho scritto. Ciò non toglie che non... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Il casco per i baresi e i mutui per gli americani - 1 Emails I conti su Alitalia - 1 Emails Quando la stampa è democratica - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi Libertysoldier rass.stamp 11min In prova Ecodiario November 2008 M T W T F S S « Oct 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post November 2008 (1) October 2008 (4) September 2008 (1) August 2008 (2) July 2008 (5) June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Phastidio.net: Tre stelle della Guida Michelin... 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Case, le Valli difendono i valori (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

LA PROVINCIA E IL MATTONE/4. I dati dell'Ufficio studi Tecnocasa confermano l'andamento del resto del territorio: mercato rigido, ma senza svalutazioni pesanti Case, le Valli «difendono» i valori di Giovanni Armanini Anche le Valli confermano l'andamento del resto della provincia. L'irrigidimento del mercato riguarda soltanto il numero di compravendite effettuate nell'ultimo anno, ma ancora non ci sono riflessi evidenti sul prezzo delle case. Lo dice l'analisi approfondita dei dati campione forniti dall'Ufficio studi di Tecnocasa relativo al primo semestre del 2008 quando il valore degli immobili in Valcamonica, Valtrompia e Valsabbia è rimasto sostanzialmente invariato. Ciò che è evidente, piuttosto, dall'analisi dell'agenzia è proprio il rallentamento che ha portato in molte zone (come si vede dagli «Nd» in tabella) a non permettere di avere dati aggregabili sufficientemente attendibili. [\FIRMA]IN SOSTANZA laddove il mercato non si è totalmente bloccato le compravendite hanno continuato a soddisfare l'offerta, che non ha visto svalutare il proprio immobile. Rimane il «caso» Ponte di Legno, dove gli immobili hanno avuto una rivalutazione del loro valore importante, superiore ai 1.200 euro al metro quadrato nella zona del centro storico. Il dato eccezionale del Comune, a forte vocazione turistica, è stato scorporato nel calcolo della media generale proprio per non «disturbare» il valore medio che è stato di -3,93 euro al metro quadro. Sostanzialmente una tenuta rispetto al passato che conferma un'analisi che può essere applicata al mercato immobiliare in generale: i prezzi delle case presentano una elevata rigidità verso il basso. SE POI si osservano i dati per classi di abitazioni si nota invece come in media soffrono soprattutto gli appartamenti nuovi. Un dato non secondario da cui si può ipotizzare per le nuove costruzioni una necessità di vendita superiore rispetto alle usate e quindi una tendenza ad accordare prezzi più favorevoli maggiore e quindi determinante nella discesa dei prezziL'area considerata nel campione, effettivamente, è molto variegata. Ma in generale si nota un andamento molto simile a quello del resto della provincia. Nessuna variazione ad esempio nelle zone più vicine alla città (vedi Concesio), dove i prezzi si sono confermati rispetto al 2008, mentre alcune realtà come Piancamuno e Artogne subiscono dei decrementi al metro quadrato che vanno da 150 euro a 280 euro. Forte invece la rivalutazione di zone a maggiore vocazione turistica. detto del «caso» Ponte di Legno, è corretto evidenziare come anche Vezza d'Oglio ha registrato nel centro del paese incrementi medi dei valori attorno ai 300 euro (si scende a 90 euro per zone più periferiche). (La prima, seconda e terza parte sono state pubblicate l'8 e 28 ottobre e il 5 novembre).

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Il supertuscany? Vale oro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 12-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-12 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Mediobanca e l'Ornellaia Il supertuscany? Vale oro MILANO — Il vino di lusso? Un bene rifugio che in caso di crisi dei mercati finanziari è in grado di assicurare risultati superiori anche al mattone, vittima della bolla immobiliare. Secondo l'indagine di Mediobanca mentre i vini di qualità inferiore perdono terreno, i vini di fascia alta si fanno strada specialmente nei Paesi emergenti. Il Masseto della Tenuta Ornellaia ( nella foto l'amministratore delegato Giovanni Geddes) sarà il primo vino italiano a sbarcare alla Place de Bordeaux, il mercato dei vini della città francese.

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Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Giornale.it, Il" del 12-11-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

n. 271 del 2008-11-12 pagina 3 Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio di Barbara Benini (...) La maggiore difficoltà di accesso al credito per l'acquisto di case ha determinato nei primi 6 mesi dell'anno un aumento della domanda di abitazioni in affitto, senza il rialzo dei canoni di locazione. Questo, per gli esperti di Tecnocasa, perché l'offerta presente sul mercato, aumentata negli ultimi anni a seguito della corsa al mattone, ha assorbito la maggiore domanda senza creare tensione sui valori. Nessuna operazione speculativa, almeno per ora. I proprietari di immobili, anziché approfittare dell'aumento della domanda di locazione per aumentare i canoni d'affitto, hanno scelto di rivederli al ribasso. Una strategia che permette di garantirsi continuità nel rapporto di locazione, così da non essere costretti a riaffittare la casa con conseguenti oneri gestionali e non correre il rischio di avere un immobile sfitto con gli inevitabili costi di mantenimento. Tra i quartieri che hanno segnalato la diminuzione dei valori più sensibile ci sono Baggio-Quinto Romano, Certosa-Gallarate e Stazione Centrale. In queste zone per un bilocale si spendono circa 650 euro, mentre per un trilocale la cifra sale a 850 euro. La ragione principale del calo in queste aree è, oltre che la minore disponibilità economica da parte dei potenziali inquilini, il fatto che alcuni proprietari, non riuscendo a vendere l'immobile al prezzo desiderato, decidono di affittarlo aumentando così l'offerta di abitazioni sul mercato. Viceversa, segno positivo si è registrato a Brera, grazie alla buona domanda di case in affitto soprattutto da parte di studenti, professionisti e società che affittano la casa per i dirigenti. I canoni restano abbastanza alti: 1.200 euro per un bilocale e 1.800 per un trilocale. In crescita i canoni nei quartieri di Città Studi-Porpora (750-1.000), Ripa di Porta Ticinese (900-1.200) e Porta Romana (1.000-1.400), grazie alla domanda proveniente dagli studenti di politecnico, Iulm e Bocconi. In queste zone per un bilocale si può spendere dai 750 ai 1.000 euro, mentre un trilocale costa dai 1.000 ai 1.400 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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