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FEBBRAIO 2008 #TOP
Profumo di class action E Unicredit indossa l'elmetto Due
imprenditori rovinati dai derivati danno battaglia all'ad (
da "Nazione, La (Nazionale)" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: di
organizzare una class action contro l'Alitalia per i danni causati ai tassisti
e agli albergatori dalla diminuzione di traffico su Malpensa. Ma anche questa è
un'iniziativa tutta da valutare. Perché di questo passo, si potrebbero allora
promuovere class action contro l'Enel nell'eventualità di un black-out o contro
le Fs per i ritardi più o meno pesanti dei treni.
Matelica, un passo avanti Pareggio con poche emozioni nel
derby contro il Montefano ( da "Resto del Carlino, Il
(Macerata)" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: area
ospite dopo 5': corner di Michettoni e Colletti al volo sfiora la traversa. I
padroni di casa riprendono il camando delle operazioni senza comunque
impensierire più di tanto Zallocco. Al 16' bella azione
Serangeli-Prato-Dell'Aquila con il tiro di quest'ultimo che termina tra le
braccia dell'estremo difensore ospite.
Squassabia, partenza super poi la resa a Ferrara (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ferrara
accresce il rendimento azione su azione e in un buon collettivo brillano
elementi di spicco: non si è primi per caso. Jespersen e Porini fanno la
differenza. La rientrante Bobo Demeny gioca quasi tutto il match. Ori miglior
marcatrice, ma è una magra consolazione. Le ospiti hanno rincorso dal 45' alla
sirena.
<Risaneremo Actssenza tagli e sacrificiper i
dipendenti> ( da "Secolo XIX, Il"
del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Trasporto
Pubblico Locale è oggi cresciuta nella coscienza collettiva". Come ha
potuto Acts sopravvivere alle difficoltà? "Soprattutto per l'impegno dei
suoi addetti: l'azienda aveva perduto la sua "anima", non aveva più
chiarezza della propria missione, non era in grado di effettuare il minimo
controllo dell'efficacia delle sue azioni e sulla misurazione economica dei
propri risultati.
Vte, paralisi senza fine "danni per milioni di
euro" - costantino malatto ( da "Repubblica, La"
del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
class action"
contro il Vte. Grazie alla legge recentemente approvata dal Parlamento,
infatti, oggi l'Associazione può intraprendere - a nome dei suoi soci -
un'azione di richiesta danni nei confronti del terminal di Voltri. Danni che,
se il blocco dell'export dal Vte si protrarrà molto a lungo, potrebbero diventare
davvero ingenti.
<L'assestamento dei mercati sarà prolungato e
difficile> ( da "Corriere della Sera"
del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: visti
i potenziali problemi nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le
autorità non devono prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore
privato, ma devono monitorare e devono aggiungere della disciplina quando
serve. Le autorità devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare
i problemi che stanno emergendo,
E la miccia dei subprime mette nei guai l'ambasciatore (
da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Sulla
società gravano già class action milionarie avviate da gruppi di acquirenti,
dipendenti e collaboratori in 49 stati americani. E ora anche l'Fbi ha aperto
un'inchiesta formale, estesa a 14 società specializzate in mutui. Solo che le
accuse di frode, falso e un'altra galassia di reati non colpiranno più
Ameriquest, che dopo essere stata "svuotata"
"La guerra ai decibel? Giusta, non lavora solo chi ha
gli chalet" ( da "Corriere Adriatico"
del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: possibilità
di accedere alle azioni collettive, cosiddette Class Action, in modo da rendere
meno costoso e più incisivo il ricorso all'autorità giudiziaria per la
richiesta di danni causati dall'inquinamento acustico nei confronti di chi ne è
causa diretta, o indiretta, con atteggiamenti omissivi di controllo e
sanzionatori, nonostante sia il responsabile della salute di cittadini.
Sfida in sei mosse (
da "Corriere.it" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: visti i
potenziali problemi nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le
autorità non devono prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore
privato, ma devono monitorare e devono aggiungere della disciplina quando
serve. Le autorità devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare
i problemi che stanno emergendo,
Le partite di ieri (
da "Sicilia, La" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Chiara,
Ciulla, Indelicato, Vermi (46' Carlino), Colletti (30' Termini, 46' Vassallo).
All: Colletti. Arbitro: Cassarà di Trapani Reti: 5' Falcetta I. (M), 17'
Cusimano (M), 45' Bonanno (M), 64' e 79' Chinnici (M), 81' Indelicato (S) su
rigore, 83' Picone (M), 87' Cucina (M). Note: ammonito Cusimano.
RIMINI - Possibile maxi-causa collettiva contro il vigile
elettronico ( da "RomagnaOggi.it"
del 11-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione
legale collettiva (in gergo giuridico chiamata 'class action') contro le multe
del vigile elettronico, il nuovo sistema di videosorveglianza installato nel
comune di Rimini. L'alternativa è quella di avviare cause legali per ogni
singolo cittadino, anche perché per attuare una class action occorrerebbe
attendere fino a giugno-luglio.
DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL
DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA ( da "Sestopotere.com"
del 11-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: STA
VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia
dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i
suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei
contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale
l'Espresso,
Consapevolezza, comunità, reputazione. Parole chiave per
gli innovatori da State of the net (
da "Blogosfere" del 11-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: innovazione
individuale diventa collettiva, perché la rete crea valore. Che i consumatori
non sono più terminali passivi, anzi che i consumatori non sono più
consumatori, ma i veri produttori. L'innovazione che diventa collettiva
richiede il loro contributo. E quello dei fornitori e di tutti gli attori
potenzialmente rilevanti.
Porto, Merlo prende il timone e chiede i danni al
<Vte> ( da "Giornale.it, Il"
del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Tanto più
che gli altri terminal genovesi funzionano regolarmente. Intanto gli stessi
operatori marittimi, l'associazione degli spedizionieri, i terminalisti hanno a
loro volta annunciato la richiesta danni: una valanga di azioni legali
(Confartigianato Trasporti annuncia la class action.
Cittadini bambini - michele rossena (
da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: che
diventa individualmente e collettivamente mentale attraverso un contributo operativo
che sancisce la sua esistenza, il suo mantenimento. Confermandone o
modificandone i contenuti queste azioni mentalizzate conferiscono al luogo
un'anima vera condivisa. Una definizione dello spazio psicologico e sociale che
contiene in sé la motivazione collettiva della sicurezza di appartenere.
Vte, Merlo chiede i danni<Concessione da verificare> (
da "Secolo XIX, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: ipotesi
di una class action comincia a piacere anche agli spedizionieri doganali, come
conferma Davide Cabiati, presidente di Agespedo: "Da molti nostri
associati sono arrivate richieste in questo senso. Tra l'altro a questo punto
si può valutare l'ipotesi di fare fronte comune tra tutti quelli che hanno
chiesto risarcimenti al Vte".
Genova, indagato il "console" batini - massimo
calandri marco preve ( da "Repubblica, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: autorità
portuale sono intenzionati a intraprendere una class action per il relativo
risarcimento. In ballo non c'è solo il temporaneo stop ma le sue conseguenze
nel futuro prossimo, a partire dagli inevitabili trasferimenti di molte navi in
altri approdi. Il nuovo presidente dell'Authority, Luigi Merlo, ha scritto
all'amministratore delegato del Vte, Van Mossevelde: e sta valutando "
Anziani e disabili Le critiche di An <Rette ingiuste> (
da "Corriere Alto Adige" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: a non
pagare la loro parte della retta: "Gli enti - dice- non possono richiedere
alcunchè ai familiari degli assistiti, è illegale". An sta preparando una
azione collettiva dei parenti per chiedere la restituzione degli importi finora
versati: "Per 100 posti disponibili, oltre 50 anziani sono in lista
d'attesa". Thomas Laconi.
ECONOMIA - Torna il premio ''Consumo sostenibile'' della
Fondazione Icu per le tesi di laurea (
da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Presto
si aggiungerà "La class action", di Pietro Pistone, vincitore del
primo premio nell'edizione 2007. Al Premio consumo sostenibile sono ammesse
tesi discusse nelle Università italiane, negli anni accademici dal 2000-
Menapace: ''Ora class action o un patronato di militari'' (
da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ora
class action o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con
il passato e a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano
prese le precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente
della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla
cosi' del documento finale approvato dalla commissione.
Tassi, allo studio class action (
da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Le
associazioni dei consumatori sono pronte a lanciare una una class action contro
le banche per il mancato rispetto del decreto Bersani.L'articolo 10 impone la
simmetria dei tassi di interesse sui prestiti e sui depositi. Secondo Adusbef e
Federconsumatori, gli istituti bancari non hanno rispettato le norme contenute
nel primo decreto, aumentando, di pari passo con la Bce,
Uranio. Menapace: ''Ora class action o un patronato di
militari'' ( da "Redattore sociale"
del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ora
class action o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con
il passato e a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano
prese le precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente
della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla
cosi' del documento finale approvato dalla commissione.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 10-02-2008)
Argomenti: Class
Action
ALESSANDRO Profumo di nuovo nell'occhio del
ciclone. Anche se in realtà l'amministratore delegato di Unicredit, e cioè
della terza banca europea e della nona al mondo, ha ormai fatto il callo ad una
posizione che può essere a volte anche scomoda. Tanto che non ci fa quasi più
caso e non ha perso la capacità di fare di tanto in tanto battute divertenti.
Come questa, pronunciata a proposito del suo megastipendio che supera gli otto
milioni di euro tra bonus e altri incentivi. Ebbene, Profumo ha detto
rispondendo sugli alti stipendi dei manager italiani: "Il mio stipendio è
pubblico, scritto in bilancio ed è di svariati milioni l'anno. Anche mia madre,
quando legge le cifre del mio stipendio, mi chiama per lamentarsi che guadagno
troppo.". Unicredit, e quindi Profumo, sono stati denunciati davanti ad un
tribunale civile con la richiesta di un risarcimento di 276 milioni di euro da
un imprenditore di Bari, Francesco Saverio Parisi, titolare di un'azienda di
nome Divania che nel 2003 aveva 430 operai con un fatturato di 65 milioni di
euro e che è ora fallita. Motivi? Oltre che per la concorrenza asiatica e per
una partita difettosa di pelli, anche per il peso creato dal buco dei derivati
che le sono stati venduti da Unicredit. Almeno questo è quanto sostiene il
signor Parisi nella storia che è pubblicata da L'Espresso ed è arricchita anche
da un videotape in quanto l'imprenditore ha registrato con le telecamere gli incontri
con i funzionari della banca. Unicredit sostiene, dal canto suo, che le notizie
sono "per larga parte inesatte e infondate", che la crisi
dell'azienda "ha natura industriale e va ricondotta all'andamento del
settore e al brusco peggioramento delle ragioni di scambio derivanti
dall'apprezzamento dell'euro sul dollaro a partire dal 2001". Secondo
Profumo, insomma, la richiesta di risarcimento "non è sostenibile".
LA VICENDA dell'azienda pugliese fa il paio con l'offensiva che partirà dal
Piemonte ed è annunciata da LiberoMercato: circa novecento piccole e medie
imprese vittime dei derivati si stanno organizzando per lanciare una class="term">class class="term">action contro Unicredit. A capo di
questo piccolo esercito c'è un piccolo imprenditore piemontese, Andrea Consoli,
finito anche lui a gambe all'aria ma con ancora tanta voglia di combattere al
punto da essere andato in onda dalla Gabanelli su Report e avere attivato un
blog dedicato alle vittime degli swap. Ma cos'è la class="term">class class="term">action?
Negli Stati Uniti è presente da oltre mezzo secolo: rappresenta l'incubo delle
multinazionali ma non ha mandato in rovina il capitalismo; in Italia è invece
arrivata solo adesso, e quindi siamo buoni ultimi, in attuazione di direttive europee.
Tanto è vero che la legge entrerà in vigore tra sei mesi. Una legge che la
Confindustria bolla come "atto ostile e rozzo", che molti avvocati
definiscono come "un mostro giuridico", che è certamente stata
scritta male e che va migliorata dal prossimo governo. La class="term">class class="term">action
permette un'azione legale collettiva che può essere
estesa anche ad altri (cioè a coloro che, pur restando passivi, si trovano in
quella stessa condizione) e che di fatto è retroattiva per quanto la questione
non sia stata ancora risolta dal legislatore. Potrebbe quindi provocare seri
danni a banche e grandi aziende, come la raffica di azioni collettive (per ora
solo annunciate) sulla Cirio e sulla Parmalat. IL PRIMO CASO di class="term">class class="term">action annunciato in Italia è
stato di tutt'altro tipo e si è registrato ad Ascoli Piceno: senza acqua da
giorni a causa di un guasto in una conduttura, alcuni abitanti della cittadina
marchigiana hanno pensato di fare causa sollevando ad ogni modo qualche
perplessità sulla validità dell'iniziativa. Un altro caso, anche questo per ora
solo annunciato, risale a pochi giorni fa: Roberto Maroni, ex ministro
leghista, ha proposto al presidente della provincia di Varese, Marco Reguzzoni,
class="hilite">di organizzare una class="term">class class="term">action contro l'Alitalia per i
danni causati ai tassisti e agli albergatori dalla diminuzione di traffico su
Malpensa. Ma anche questa è un'iniziativa tutta da valutare. Perché di questo
passo, si potrebbero allora promuovere class="term">class class="term">action
contro l'Enel nell'eventualità di un black-out o contro le Fs per i ritardi più
o meno pesanti dei treni. Insomma, anche qui ci vuole un po' di buon senso. NEL
RISIKO BANCARIO prodotto dallo scandalo SocGen che ha riportato sulla terra
Sarkozy dopo la parentesi fiabesca con la Bruni, ci sarà anche Intesa Sanpaolo
di Corrado Passera. In seguito alla clamorosa frode di quasi 5 miliardi
annunciata il 24 gennaio e alla perdita di oltre due miliardi legata al tornado
dei mutui subprime, la banca francese ha deciso un aumento di capitale di 5,5
miliardi. Insomma, ha bisogno di quattrini freschi dopo avere chiuso il
bilancio sempre in utile (più o meno attorno ai 600 milioni) ma drasticamente
ridotto rispetto all'anno precedente (oltre 5 miliardi): davvero un tonfo.
Ebbene, Gaetano Micciché, responsabile corporate di Intesa, esclude
"totalmente un investimento azionario o la partecipazione a cordate"
per la SocGen mentre è invece disponibile a valutare la partecipazione al
consorzio di banche per la riuscita dell'aumento di capitale. Insomma, una mano
la dà ma non più di tanto in quanto Passera ha compiuto proprio in questi
giorni un blitz nell'Europa dell'Est comprando in Ucraina la Pravex Bank. Un
colpo da 504 milioni per un istituto che ha una rete di 560 filiali, un attivo
di circa 900 milioni e duemila punti vendita di credito al consumo. "Un
prezzo che consideriamo vantaggioso", dice Passera. Una frase molto
significativa dal momento che nel 2006 Passera aveva avuto nel mirino un'altra
banca della zona, la Ukrsotsbank di Kiev, poi lasciata perdere perché "si
era rivelata troppo cara". Ebbene, la Ukrsotsbank è stata in seguito
comprata proprio da Unicredit. Ed il prezzo pagato? Quello ritenuto
"troppo caro" da Passera e considerato invece "giusto" da
Profumo. Insomma, anche tra i banchieri esiste la figura del 'furbillo', di chi
vuol essere più furbo dei furbi. TRA I 'FURBILLI' annoveriamo anche quei fondi
d'investimento internazionali che capiscono fischi per fiaschi. Nella vicenda
delle Generali c'è da registrare, dopo quelle di Algebris e Davide Serra, le
critiche dei fondi americani Franklin Mutual del gruppo Templeton, azionista
con lo 0,03% del Leone triestino. Critiche ad opera di Mark Mobius sulla
governance, sugli assetti e sulle possibili acquisizioni negli Stati Uniti.
Accuse respinte al mittente da Giovanni Perissinotto, il numero uno della
compagnia assicurativa: "Trieste deve esplorare tutte le opportunità, sia
nei mercati maturi sia in quelli meno sviluppati". Ma al botta e risposta
si aggiunge ora anche la presa di posizione del Financial Times, il giornale
inglese che in passato non ha risparmiato critiche alle Generali. Ebbene,
questa volta il quotidiano economico dà ragione ad Antoine Bernheim e amici,
criticando a sua volta i fondi. Scrive: "Il mercato sembra smentire le
critiche. Generali è l'unica grande assicurazione europea a mantenere il suo
valore di mercato negli ultimi mesi e nonostante le recenti turbolenze finanziarie
guadagna lo 0,84%". Questo mentre i suoi principali rivali, tra cui Axa e
Allianz, hanno visto il loro valore "precipitare nello stesso periodo del
20%". Sulla base di questi risultati il FT definisce
"sorprendente" la critica alla governance, se l'unico modo per
valutarla sono proprio i risultati. E conclude: "La forza dei fondi di
investimento si basa sulla credibilità. Se sbagliano, il mercato smetterà di
ascoltarli". Insomma, a Trieste il clima si sta rasserenando, grazie anche
alla linea di difesa elaborata da Richard Halloway, il comunicatore a cui
Bernheim ha affidato la controffensiva del Leone. CLIMA MENO SERENO invece a
Bergamo e dintorni dove il Gruppo Pesenti ha dovuto subire un paio di colpi
negativi dopo un lungo, lunghissimo periodo di tranquillità all'ombra di
Mediobanca. Il primo colpo riguarda la Calcestruzzi, ex azienda nell'orbita dei
Ferruzzi prima di finire sotto il controllo dei Pesenti: la Procura di
Caltanissetta ha messo sotto sequestro l'azienda e arrestato l'amministratore
delegato della società, Mario Colombini, con l'accusa di truffa e di una serie
di inadempienze ma con in più l'aggravante di avere agevolato l'attività di
Cosa Nostra. Risposta di Giampiero e Carlo Pesenti: nessuna contiguità con la
mafia. Il secondo colpo arriva da parte di un altro fondo inglese, l'Hermes,
che tra i suoi strumenti annovera Hfame, una ventina di clienti tra i fondi
pensione con 2,2 miliardi di euro in gestione. Ebbene, in una lettera di
diciannove pagine l'Hermes contesta ai vertici di Italcementi e Italmobiliare
una ridotta performance dei titoli targati Pesenti a causa di una serie di
motivi, dalla scarsa trasparenza nella gestione della holding che controlla il
60% di Italcementi e non comunica neppure il valore del patrimonio aggiornato
alla lunghezza della catena societaria dispersa tra società quotate e azioni di
risparmio sino alla eccessiva diversificazione: il gruppo Pesenti possiede
infatti quote di Unicredit, Mediobanca, Ubi, Rcs MediaGroup (e quindi il
Corriere della Sera). Italmobiliare prepara ora la replica ai rilievi,
sottolineando come negli ultimi diciotto mesi i vertici del gruppo abbiano
incontrato undici volte i rappresentanti del fondo e che la diversificazione è
avvenuta privilegiando due soli settori: le banche e l'editoria. Come dire:
siamo là dove c'è il potere. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del
10-02-2008)
Argomenti: Class
Action
SCONTRO SALVEZZA Matelica, un passo avanti
Pareggio con poche emozioni nel derby contro il Montefano 0-0 MATELICA: Moroni,
Erasti, Ulissi, Rossi, Giraldi, Onesini, Dolce (46' st Resuli), Serangeli,
Dell'Aquila, Ferranti, Prato. All. Moriconi. MONTEFANO: Zallocco, Gentiletti,
Tarsetti, Di Nicola, Bisonni, Paoletti, Cotichelli, Michettoni, Marra (30' st
Menghi), Testa (35' st Acciaresi), Faderin (16' st Bottegoni). All.
Appignanesi. Arbitro: Fattori di Jesi. Note: spettatori 100. Ammonizioni:
Dell'Aquila, Paoletti, Cotichelli, Michettoni, Menghi, Acciaresi. Angoli
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-02-2008)
Argomenti: Class
Action
La squadra ospite avanti per tutto il primo
tempo, nella ripresa il calo fatale Squassabia, partenza super poi la resa a
Ferrara Fallisce l'assalto alla capolista: il Bancole dice addio al sogno dello
scudetto FERRARA. Lo Squassabia Arredamenti non ce la fa e dice addio ai sogni
scudetto. La capolista mantiene l'imbattibilità nell'A1 femminile di pallamano.
Le virgiliane, in vantaggio nel primo tempo, recriminano sui troppi palloni
sprecati nella ripresa. Ferrara accresce il rendimento
azione su azione e in un buon collettivo brillano elementi di spicco: non si è
primi per caso. Jespersen e Porini fanno la differenza. La rientrante Bobo
Demeny gioca quasi tutto il match. Ori miglior marcatrice, ma è una magra
consolazione. Le ospiti hanno rincorso dal 45' alla sirena. Bancole
schiera Bassi in porta, Pistelli centrale, Barani pivot, Popescu e Ori terzini,
Bailoni e Galli ali. Ci sono due Ori in campo: la nostra Adrienn e la ferrarese
Cecilia, entrambe ungheresi, ma non parenti. Si segna poco nelle prime azioni,
poi Ori sblocca la situazione e sempre lei su rigore sigla l'1-4 all'8'. Si
tira anche dall'ala e Galli infila il 2-5. Il primo gol dell'ex è di Jespersen
(3-5), che di nuovo da fuori si ripete: 4-6. Ferrara aumenta il ritmo, ma Bassi
si oppone e Popescu porta a 3 le reti di vantaggio (5-8). L'Ariosto accorcia e
sfiora l'aggancio, ma l'italorumena tiene avanti di 1. Manzoli rileva Bailoni
all'ala sinistra e poco dopo Podelean fa il suo ingresso per Galli e Barani si
sposta a destra. Il contropiede di Pistelli dopo la parata di Bassi da il via
al massimo scarto sancito da Barani (9-13). Quasi allo scadere l'Ori estense
firma il 10-13. Nel secondo tempo cambiano spesso le posizioni: Popescu avanza
all'ala, Barani ruota sui nove metri e Podelean fa il pivot fisso. Le
biancorosse subiscono la rimonta emiliana: da 11-15 è 15-15 con Porini e
Jespersen sugli scudi. Si lotta azione su azione. Il team mantovano balza di
nuovo in testa 16-18 con Ori e Galli, però poi abbassa la percentuale al tiro e
in difesa si lascia sfuggire qualcosa. Ferrara prende in mano le redini e
sorpassa 19-18 con Porini. Il successivo sorpasso targato Jespersen sarà
definitivo. Fra passi, sfodamenti, tiri fuori, stoppati o parati, lo Squassabia
è sotto 27-22. Barani sigla il 28-25, ma Soglietti risponde. La palla persa sul
29-26 decreta la fine e quando risegna Adrienn è tardi. Benedetta Montagnoli.
( da "Secolo XIX, Il" del 10-02-2008)
Argomenti: Class
Action
"Risaneremo Actssenza tagli e
sacrificiper i dipendenti" parla il vicepresidente becce Al via la
trattativa per il rinnovo del contratto: serve uno sforzo congiunto per
cambiare l'azienda L'ACTS sta attraversando una complessa opera di riorganizzazione
e rilancio dopo la crisi che l'aveva condotta ad un passo dal crac . Il piano
industriale presentato lo scorso dicembre dai nuovi vertici guidati da Paolo
Marson ha badato soprattuto a ridare obiettivi chiari all'azienda: una
"mission" basata sulla centralità del trasporto pubblico da un lato e
sul mantenimento della sua gestione in mani pubbliche dall'altro.
Un'operazionegiocata sul filo di un'attenta opera di razionalizzazione, non
solo sotto l'aspetto finanziario, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle
strategie di trasporto. Venerdì, l'Acts ha iniziato con i sindacati la
trattativa sul nuovo contratto aziendale: in un certo senso, l'ultimo atto
della prima fase di riorganizzazione, che ha visto tra il resto il taglio di
quattro posizioni di vertice all'interno dell'azienda. La trattativa è affidata
al vicepresidente della holding Luca Becce: "C'è preoccupazione tra gli
addetti su questa nuova stagione di confronto - è il messaggio che lancia - ma
in ballo non ci sono nè tagli dell'organico, nè riduzioni retributive. È
necessario invece uno sforzo congiunto". Come siete arrivati a questo
appuntamento? "Ci arriviamo dopo l'approvazione del piano industriale
2007/2010 e dopo aver condiviso con i sindacati tre accordi fondamentali per
porre le premesse dell'azione di risanamento e rilancio: l'accordo del 21
maggio 2007, nel quale si è ridefinita la missione di Acts holding e Acts
Linea, sancendo il passaggio di tutte le attività gestionali da Acts spa a Acts
Linea; l'accordo del 6 agosto 2007 nel quale si è dato inizio all'opera di
riorganizzazione sia della Spa che di Linea; l'accordo del 24 gennaio 2008,
definito "patto per il lavoro" nel quale sono stati ribaditi gli
obiettivi generali dell'azione di risanamento e rilancio, si è definita la modalità
di confronto tra azienda e sindacati per la realizzazione degli obiettivi
immediati e di quelli strategici, si è posta la "cornice tematica"
dentro la quale l'azione di contrattazione dovrà muoversi". Avete detto,
d'accordo con gli azionisti: occorre mantenere il controllo pubblico
dell'azienda. Missione possibile? "Sì. Ma per mantenere il controllo
pubblico su Acts, è necessario riorganizzare l'azienda con criteri manageriali
e di efficienza. Se si vuole usare un paradosso solo apparente si potrebbe dire
che la proprietà pubblica di Acts è subordinata ad una riorganizzazione
dell'azienda effettuata con criteri classici dell'impresa privata: efficienza
gestionale, centralità della missione e del cliente, rigore e responsabilità
individuale ai diversi livelli dell'azienda". Dopo le tante perdite del
passato, come possono, ora, i savanesi sentirsi tranquilli? "I cittadini
devono sapere e vedere che i loro soldi sono utilizzati per servizi efficienti.
La visibilità e la percezione dell'importanza del servizio Trasporto
Pubblico Locale è oggi cresciuta nella coscienza collettiva".
Come ha potuto Acts sopravvivere alle difficoltà? "Soprattutto per
l'impegno dei suoi addetti: l'azienda aveva perduto la sua "anima",
non aveva più chiarezza della propria missione, non era in grado di effettuare
il minimo controllo dell'efficacia delle sue azioni e sulla misurazione
economica dei propri risultati. Tocca alla nuova contrattazione
aziendale. "I sindacati confederali hanno sino a qui con grande senso di
responsabilità condiviso le premesse di un percorso che è un investimento sul
futuro dell'azienda, chiedendo contropartite che sono state riconosciute sui
costi sociali e sulla condivisione del percorso di risanamento". E ora?
"Adesso è necessario uno sforzo congiunto nel quale si resista alla
tentazione di cambiare il meno possibile, in una logica solo difensiva. In
ballo non ci sono né tagli dell'organico, né riduzioni retributive. Dobbiamo
invece insieme rivedere tutti quegli aspetti dell'organizzazione interna,
dall'articolazione degli orari di lavoro alla effettiva necessità di copertura
dei servizi, che sono essenziali per perseguire l'obiettivo fondamentale di
Acts: dare un servizio di trasporto pubblico efficace, rispondere alle nuove e
crescenti esigenze di mobilità alternative al traffico privato che ci pongono
le istituzioni e che provengono dai cittadini". Ha detto: niente sacrifici
o tagli. "Non si tratta qui di smantellare diritti o di imporre sacrifici
ai lavoratori che, lo sappiamo bene, non hanno la responsabilità del dissesto
cui Acts era giunta. Ogni lavoratore dell'Acts è anche un cittadino, che paga
le tasse, che usa i servizi. Ecco, lo sforzo che dobbiamo compiere insieme in
questo confronto, azienda e sindacati, è quello, nel momento che definiamo
nuovi accordi, di non dimenticare questa nostra doppia natura, di dipendente e
di cittadino che usa i prodotti del suo stesso lavoro". È un richiamo
all'orgoglio aziendale: basterà? "Tra i dipendenti di Acts ha serpeggiato
negli ultimi anni lo sconforto di chi non si riconosceva più nella
"sua" azienda, di chi, a volte, se ne è vergognato per la campagna
negativa di cui Acts è stata oggetto, di chi pensava che il proprio lavoro,
trasportare le persone, non fosse più centrale nell'azienda. Dobbiamo saper recuperare
sino in fondo l'orgoglio di essere dipendente di Acts". Antonella Granero
10/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 10-02-2008)
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Pagina VII - Genova IL CASO Disastro
informatico, un'altra settimana di stop. In un mese persi quarantamila
container Vte, paralisi senza fine "Danni per milioni di euro"
COSTANTINO MALATTO Il 30 gennaio. No, il 2 febbraio. Scusate, il 4 o forse il
5. Macché, facciamo l'11. Contrordine: ora la riapertura delle operazioni di
carico al Vte di Voltri è stata rimandata di un'altra settimana. Non se ne
riparla fino al 18. "Sempre che sia così - mormora rassegnato Piero
Lazzeri, presidente degli Spedizionieri genovesi - perché io ho una brutta
sensazione... " Altri sette giorni di passione: operatività dimezzata,
armatori che urlano nei telefoni degli spedizionieri e degli agenti marittimi,
fax e mail di fuoco che attraversano gli oceani. Il buco nero informatico del
Vte assume dimensioni impressionanti. "In tanti anni che lavoro nel
settore - afferma Lazzeri - non ho mai visto niente del genere". Ormai la
vicenda provoca ripercussioni economiche fortissime: "In un mese abbiamo
perso da 30.000 ai 40.000 container - assicura Lazzeri - ma il danno è molto
più grave. Già così parliamo di diversi milioni di euro di perdite. Ma questi
sono solo danni diretti e immediati: contenitori bloccati, doppie operazioni doganali,
spostamento della merce in altro porto, ritardi. Poi ci sono i danni indiretti:
per esempio le operazioni contestate o annullate a causa dei ritardi, i
rapporti difficili con i clienti". Magari anche la perdita di credibilità
del porto di Genova? "No, su quello credo di poter dire - risponde Lazzeri
- che ci siamo conquistati una tale credibilità da annullare in breve tempo
ogni rischio di questo genere. Ma certo la situazione è incredibile,
imbarazzante". Domani i vertici del Vte organizzeranno una serie di
riunioni operative con le singole categorie di clienti. Nell'occasione
confermeranno anche la data del 18 come termine per la ripresa dell'attività in
export. Una data legata ancora a troppe incognite per essere definita certa.
"Francamente non sono tranquillo" ripete il leader degli
spedizionieri. Il Vte assicura che ha provveduto a informare l'Autorità
Portuale "sulla propria condizione operativa con indicazione delle cause e
dei rimedi in atto". Ma questo non tranquillizza più di tanto gli operatori.
Visto che ancora nei giorni scorsi le spiegazioni tecniche fornite dal Vte non
sono sembrate così limpide e incoraggianti. Ad aumentare la confusione nel
terminal di Voltri c'è anche la drammatica situazione che si vive all'interno
dell'Autorità Portuale. Alla vigilia dell'intervento della magistratura l'ex
presidente dell'Autorità Portuale, Giovanni Novi, aveva minacciato il Vte:
"Se non si arriverà presto a ripristinare le condizioni operative normali
- aveva tuonato - si potrebbe arrivare a revocare al Vte la gestione del
terminal". Il giorno dopo Novi ha avuto problemi ben più gravi di cui
doversi occupare. Ora si attende che su questo argomento si faccia sentire la
voce del nuovo presidente dell'Autorità Portuale, Luigi Merlo. Per fortuna
finora il blocco del sistema informatico del Vte non ha avuto ripercussioni
pesanti sul traffico. L'operazione di informazione e di dissuasione che ha
avuto come regista la Prefettura ha funzionato. Anche le Autostrade hanno
provveduto a segnalare prontamente la situazione ai camionisti. Ma se il blocco
dei computer proseguisse a lungo anche i rischi per il traffico potrebbero
aumentare. Intanto l'Associazione Spedizionieri continua a raccogliere i dati
presso gli associati per quantificare i danni e avviare la "class="hilite">class="term">class class="term">action"
contro il Vte. Grazie alla legge recentemente approvata dal Parlamento,
infatti, oggi l'Associazione può intraprendere - a nome dei suoi soci -
un'azione di richiesta danni nei confronti del terminal di Voltri. Danni che,
se il blocco dell'export dal Vte si protrarrà molto a lungo, potrebbero
diventare davvero ingenti.
( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 3 autore: di MARIO DRAGHI categoria:
REDAZIONALE Il documento "L'assestamento dei mercati sarà prolungato e
difficile" SEGUE DALLA PRIMA Preoccupazioni per l'impatto del declino dei
prezzi degli attivi e l'attesa di un indebolimento nel capitale degli istituti
finanziari e nella loro capacità di credito. Mentre gli istituti si adattano a
queste condizioni, potenzialmente la loro uscita dalle posizioni di rischio può
rafforzare i vincoli sui prestiti a un ventaglio più ampio di creditori e può quindi
rallentare la crescita economica, che può a sua volta indebolire ulteriormente
l'attività di credito. L'incertezza su quanto queste forze colpiranno la
crescita influenza poi anche la valutazione degli attivi e le prospettive di
profitto degli istituti. Resta il rischio che ulteriori choc facciano
riemergere le tensioni acute sulla liquidità già vissute l'anno scorso. è
probabile che siamo di fronte a un assestamento prolungato, che potrebbe essere
difficile. Benché le condizioni dell'economia si siano indebolite da ottobre a
oggi, vi è stato un certo numero di correzioni che dovrebbero aiutare a
mitigare l'impatto attuale dell'agitazione nei mercati finanziari. Rispetto
all'inizio di questa fase, vi è stata una notevole riduzione dell'esposizione
debitoria, anche nelle componenti più vulnerabili come i "conduit" o
i veicoli d'investimento fuori bilancio (SIV). Ciò fino ad ora ha contribuito
alle tensioni sui mercati e a difficili condizioni di liquidità, però ha
ridotto un potenziale fattore di amplificazione dei ribassi. Le iniezioni
coordinate di liquidità delle banche centrali da dicembre hanno allentato in
modo sostanziale le tensioni nei mercati monetari e interbancari. (...) Vista
la continua incertezza sulla portata e la distribuzione di ulteriori perdite e
sulle prospettive macroeconomiche, l'avversione al rischio si è diffusa su una
gamma più ampia di mercati e di prodotti. Le ramificazioni sui mercati del
credito e sulle controparti delle difficoltà del settore dei
"monoline" (che assicurano gli emittenti di debito dall'insolvenza,
ndr) mostrano la complessa rete di interdipendenze nel sistema finanziario e
l'esigenza di cooperazione fra autorità e attori di mercato per rispondere alle
sfide di oggi. (...) Gli istituti finanziari, gli investitori e le agenzie di
rating hanno forti motivi per concentrarsi su molte delle vulnerabilità che
sono venute alla luce. Tuttavia, le autorità devono garantire che vi sia una
struttura appropriata di incentivi (...). Esse devono prescrivere la
trasparenza ove necessario, visti i potenziali problemi
nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le autorità non devono
prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore privato, ma devono
monitorare e devono aggiungere della disciplina quando serve. Le autorità
devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare i problemi che
stanno emergendo, in modo da essere in condizione di agire per mitigarli
se necessario. Ma dobbiamo anche riconoscere la difficoltà di prevedere e
prevenire le crisi finanziarie. Gli sforzi devono quindi concentrarsi nel
provare a garantire che il nucleo centrale del sistema sia resistente, quando i
mercati finiscono sotto tensione. Le autorità devono seguire da vicino gli
sviluppi che toccano la tenuta di base delle imprese finanziarie e si devono
concentrare sugli incentivi che promuovono la disciplina istituzionale e di
mercato, usando le leve che sono a loro disposizione. (...) Rapporto
preliminare del Financial Stability Forum di Basilea presentato dal governatore
della Banca d'Italia al G7 in qualità di presidente (Il documento integrale è
su: www.fsforum.org) \\ Le ramificazioni sui mercati del credito mostrano la
complessa rete di interdipendenze nel sistema finanziario e l'esigenza di
cooperazione fra autorità e attori di mercato per rispondere alle sfide di oggi
\\ Le autorità devono seguire da vicino gli sviluppi che toccano la tenuta di
base delle imprese finanziarie e si devono concentrare sugli incentivi che
promuovono la disciplina istituzionale e di mercato, usando le leve che sono a
loro disposizione Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ieri
ha tenuto al G7 la relazione sul rapporto preliminare del Financial Stability
Forum.
( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Economia - data: 2008-02-10 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE La storia Il
fondatore di Ameriquest, diplomatico all'Aia E la miccia dei subprime mette nei
guai l'ambasciatore MILANO - Case vendute con mutui a tasso fisso che, grazie a
documenti contraffatti, diventavano a tasso variabile. Informazioni fasulle
sulle modalità di pagamento. E migliaia di persone costrette a dichiarare il
default, buttate letteralmente fuori dalla propria abitazione. Quella di Ameriquest
è una delle storie d'ordinaria follia che scandiscono il disastro finanziario
Usa dei mutui subprime. class="hilite">Sulla
società gravano già class="term">class class="term">action
milionarie avviate da gruppi di acquirenti, dipendenti e collaboratori in 49
stati americani. E ora anche l'Fbi ha aperto un'inchiesta formale, estesa a 14
società specializzate in mutui. Solo che le accuse di frode, falso e un'altra
galassia di reati non colpiranno più Ameriquest, che dopo essere stata
"svuotata" delle attività è stata ceduta a Citigroup. A ritrovarsele
addosso, rischia semmai di essere il suo fondatore e presidente (ormai ex):
quel Roland Arnall, uomo d'affari di Los Angeles (ma nato a Parigi) che nel
2004 è stato il maggiore finanziatore privato della campagna per la rielezione
di George W. Bush e che proprio per questo è ora ambasciatore degli Stati Uniti
in Olanda. Fondata negli anni '80 per erogare mutui "non prime",
Ameriquest è finita molto presto nelle aule giudiziarie. Già nel '96 aveva
pagato 4 milioni di dollari per patteggiare un'accusa di "predatory
lending", la concessione di prestiti "predatori ". Dieci anni
più tardi, nel 2006, mentre il boom dei subprime cominciava mostrare segni di
cedimento, gli stessi reati le sono costati un patteggiamento (con 49 Stati
Usa) di 325 milioni di dollari (il secondo per dimensioni della storia
finanziaria americana) e 295 milioni di rimborsi ai clienti danneggiati. Quello
di Patti Thompson, una segretaria di Minneapolis, è un caso esemplare: lei ha
compilato i moduli di Ameriquest per ottenere un mutuo casa a tassi inferiori
rispetto a quello che aveva acceso con un'altra società e, una settimana dopo,
si è accorta che il suo contratto non diceva proprio le stesse cose che aveva
sottoscritto. Risultato: alla signora Thompson sono stati chiesti 17 mila
dollari per il passaggio dal vecchio al nuovo mutuo, e la rata mensile, anziché
scendere, è passata da
( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)
Argomenti: Class
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PORTO SANT'ELPIDIO - "Non possiamo che
concordare con l' appello 'fateci lavorare' lanciato dai commercianti. A Porto
Sant' Elpidio come in tutte le altre città rivierasche l'unica attività
economica non è l'intrattenimento (bar, chalet, ecc.)... I cittadini coinvolti
in tutte le altre attività, lavoratori dipendenti, artigiani, professionisti,
imprenditori, insegnanti, ecc., vogliono poter lavorare anche loro, e
condizione necessaria per svolgere bene la propria funzione è il riposo, troppo
spesso negato da esercizi commerciali, le cui emissioni sonore sono al di fuori
della legalità. E non dimentichiamo che hanno diritto al sonno anche gli
anziani ed i bambini". E' la risposta del comitato cittadino
"Abbassiamo il Volume" che arriva puntuale dopo l'appello lanciato da
alcuni operatori dell'intrattenimento. Insomma una risposta "per le
rime" che fa poco presagire l'inizio di un periodo di pace. "Il
Comitato 'Abbassiamo il volume' - è scritto nel comunicato di risposta - si è
costituito per creare uno spirito di solidarietà tra i cittadini vittime spesso
impotenti dell'inquinamento acustico. L'inazione pubblica, purtroppo, ha
provocato e provocherà sempre di più il ricorso da parte dei singoli cittadini
all'autorità giudiziaria nei confronti degli esercenti tanto in sede tanto
penale quanto civile per il risarcimento economico dei danni biologici".
"Il Comitato - e questa è la novità - sta valutando la possibilità di accedere alle azioni collettive, cosiddette Class
Action, in modo da rendere meno costoso e più incisivo il ricorso all'autorità
giudiziaria per la richiesta di danni causati dall'inquinamento acustico nei
confronti di chi ne è causa diretta, o indiretta, con atteggiamenti omissivi di
controllo e sanzionatori, nonostante sia il responsabile della salute di
cittadini. Invitiamo i concittadini che vogliono difendersi dal rumore -
conclude il comitato elpidiense - a contattare il Comitato tel. 3319921149
@mail abbassiamo_ilvolume@alice.it, e anticipiamo che che il 7 marzo presso la
Croce Verde si terrà un incontro sui danni provocati dal rumore con esperti del
diritto e della salute.
( da "Corriere.it" del 10-02-2008)
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Il documento Sfida in sei mosse
"L'assestamento dei mercati sarà prolungato e difficile" Dall'autunno
abbiamo notato un certo allentamento delle condizioni nei mercati monetari, ma
anche crescenti preoccupazioni. Preoccupazioni per l'impatto del declino dei
prezzi degli attivi e l'attesa di un indebolimento nel capitale degli istituti
finanziari e nella loro capacità di credito. Mentre gli istituti si adattano a
queste condizioni, potenzialmente la loro uscita dalle posizioni di rischio può
rafforzare i vincoli sui prestiti a un ventaglio più ampio di creditori e può
quindi rallentare la crescita economica, che può a sua volta indebolire
ulteriormente l'attività di credito. L'incertezza su quanto queste forze
colpiranno la crescita influenza poi anche la valutazione degli attivi e le
prospettive di profitto degli istituti. Resta il rischio che ulteriori choc
facciano riemergere le tensioni acute sulla liquidità già vissute l'anno
scorso. È probabile che siamo di fronte a un assestamento prolungato, che potrebbe
essere difficile. Benché le condizioni dell'economia si siano indebolite da
ottobre a oggi, vi è stato un certo numero di correzioni che dovrebbero aiutare
a mitigare l'impatto attuale dell'agitazione nei mercati finanziari. Rispetto
all'inizio di questa fase, vi è stata una notevole riduzione dell'esposizione
debitoria, anche nelle componenti più vulnerabili come i "conduit" o
i veicoli d'investimento fuori bilancio (SIV). Ciò fino ad ora ha contribuito
alle tensioni sui mercati e a difficili condizioni di liquidità, però ha
ridotto un potenziale fattore di amplificazione dei ribassi. Le iniezioni
coordinate di liquidità delle banche centrali da dicembre hanno allentato in
modo sostanziale le tensioni nei mercati monetari e interbancari. (...) Vista la
continua incertezza sulla portata e la distribuzione di ulteriori perdite e
sulle prospettive macroeconomiche, l'avversione al rischio si è diffusa su una
gamma più ampia di mercati e di prodotti. Le ramificazioni sui mercati del
credito e sulle controparti delle difficoltà del settore dei
"monoline" (che assicurano gli emittenti di debito dall'insolvenza,
ndr) mostrano la complessa rete di interdipendenze nel sistema finanziario e
l'esigenza di cooperazione fra autorità e attori di mercato per rispondere alle
sfide di oggi. (...) Gli istituti finanziari, gli investitori e le agenzie di
rating hanno forti motivi per concentrarsi su molte delle vulnerabilità che
sono venute alla luce. Tuttavia, le autorità devono garantire che vi sia una
struttura appropriata di incentivi (...). Esse devono prescrivere la
trasparenza ove necessario, visti i potenziali problemi
nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le autorità non devono
prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore privato, ma devono
monitorare e devono aggiungere della disciplina quando serve. Le autorità
devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare i problemi che
stanno emergendo, in modo da essere in condizione di agire per mitigarli
se necessario. Ma dobbiamo anche riconoscere la difficoltà di prevedere e
prevenire le crisi finanziarie. Gli sforzi devono quindi concentrarsi nel
provare a garantire che il nucleo centrale del sistema sia resistente, quando i
mercati finiscono sotto tensione. Le autorità devono seguire da vicino gli
sviluppi che toccano la tenuta di base delle imprese finanziarie e si devono
concentrare sugli incentivi che promuovono la disciplina istituzionale e di
mercato, usando le leve che sono a loro disposizione. (...) Rapporto
preliminare del Financial Stability Forum di Basilea presentato dal governatore
della Banca d'Italia al G7 in qualità di presidente (Il documento integrale è
su: www.fsforum.org) Mario Draghi stampa |.
( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)
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CAMPOBELLO1 BUSETO1 Campobello di Licata:
Riccobene, Lo Coco, Spina (84' Peritore), Cavaleri (68' Milioto), Ballacchino,
Mancuso, Ruvio, Lo Giudice, Iannello, Fortino, Caizza (68' Asaro). All.:
Alberto Licata. Buseto: Messina G., Barraco, Fazio, Biondo, Savona, Spanò,
Peccarisi (80 Marceca), Messina G., Mistretta (69' Fascella), Mione G. (64'
Spadaro), Todaro. All.: Giuseppe Culcasi. Arbitro: Alessio Brandi di Palermo
(ass.: Luca Agnello e Angelo Nigito di Ragusa.). Reti: 8' g. Mione G. (B), 46.
p.t. Cavaleri (C). Campobello di Licata . g.bl) Il Campobello calcio domina, ma
pareggia con un roccioso Buseto. All'8' Mistretta mette in mezzo, piatto
vellutato di Mione che insacca. Al 26' Iannello tira a colpo sicuro, la difesa
biancoverde si salva sulla linea di porta. "Incredibile al Cibali" al
30': macroscopico errore dell'assistente che segnala un fuorigioco su corner.
L'arbitro gli dà ragione. Così sfuma l'azione-gol del team campobellese. Al 38'
l'arbitro nega il penalty ai biancocelesti. Il Campobello calcio pareggia al
46': corner di Spina, testa di Mancuso, veronica di Cavaleri. Tutto bello.
Nella ripresa il Campobello calcio spinge, ma non finalizza. In luce il
portiere Messina. Le reazioni. Il mister Alberto Licata: "La mia squadra
meritava la vittoria, loro hanno solo subito". Il trainer ospite, Giuseppe
Culcasi: "Abbiamo sofferto, ma il pari è meritato". Giovanni Blanda
MARSALA 1912 1 RIBERA0 Marsala 1912: Cortesiano, Saladino, De Vita, Asaro,
Perdichizzi, Crimi, Melillo (93' Alberti), Amato, Gennaro (89 Altamura),
Barraco, Dulcetta. All. Sciacca Ribera: Tallito, Battaglia, Rallo (88'
Bitetto), Minio, Cannata, Piro, Ruvio, Ciancimino, Marino, Stagno, Martorano.
All. Brucculeri. Arbitro: Fortunato di Palermo. Rete: 64' (rig.) Melillo Note.
Espulso all'85' Crimi. Marsala. Non ha offerto lo spettacolo sperato questa
partita che si è conclusa con la sconfitta della capolista Ribera apparsa un
po' rinunciataria contro un Marsala non eccezionale ma comunque meritatamente
vincitore. Nel primo tempo, equilibrato e dal gioco spezzettato e stagnante
spesso a centrocampo, l'unica vera occasione da rete si avuta allo scadere con
la base del palo colpito da Barraco su passaggio di Melillo. Al 64' Melillo ha
realizzato con un angolato rasoterra il rigore concesso dall'arbitro per un
fallo di mano di Cannata su cross di Dulcetta. Il Ribera ha accusato
decisamente il colpo e non ha avuto una reazione concreta. Anzi ha rischiato in
un paio di occasioni di subire il secondo gol, al 68' su diagonale di Dulcetta
e al 79' su incursione di Gennaro, che Tallito è riuscito a neutralizzare.
Michele Pizzo AGRIGENTINA 0 ALTOFONTE 0 Agrigentina: Sodano, Montana
(61'Farruggia), Ciulla, Cumbo, Stagnitto, Pedalino, Sacco (78'Segretario),
Rizzuto (53'Agrò), Battaglia, Gallo, Carbone. All. Nobile. Altofonte: Lo Rello,
Bongiorno, reina, Gaglio, Di Quarto, Pagliardo, Lombardo, Rausa, Sanfilippo
(71'Lo Saldo), La Barbera, Campanella. All. Azzinati. Arbitro: Sucameli di
Marsala. Note: Espulso Gaglio dell'Altofonte al 68'. Agrigento. Sarà stata la
distrazione per la Sagra del Mandorlo in Fiore che si svolge in città, ma
un'Agrigentina così svogliata in stagione si è vista pochissime volte. E poco
ci è voluto che ci scappasse anche la sconfitta. Idee appannate a centrocampo,
scarsi rifornimenti alle punte, tutto a vantaggio di un Altofonte che ha
risposto con ordine e non si è disunito nel momento in cui ha dovuto giocare in
10 uomini gli ultimi venti minuti. I brividi non sono mancati ed un traversone
dal fondo, dell'agrigentino Ciulla al 72', ha colpito la parte superiore della
traversa. Bisogna comunque evidenziare anche i meriti della squadra ospite che
ha tamponato i disordinati attacchi dell'Agrigentina, ed ha tenuto
costantemente in apprensione la retroguardia di casa. Su tutti hanno spiccato per
tecnica individuale ed stile di gioco il giovane La Barbera, un 88 locale che
proviene in prestito dalla Spal di C2, e con un trascorso nel Rovigo, il
centravanti Sanfilippo, ed il centrale Pagliardo. Tornando alla gara va
evidenziato che la compagine di Francesco Nobile deve acquisire la mentalità
giusta per mantenere la rotta stabilita. La classifica, adesso, si è
notevolmente accorciata. C. L. SCIACCA5 STELLA D'ORIENTE1 Sciacca: Calamusa,
Maniscalco, Soldano (46' Napoli), Gallo, Errante, Li Bassi, Barna, Galluzzo
(73' Di Giovanna), Venezia, Fornò (85' Dimino), Marino. Allenatore:Galenci.
Stella d'Oriente: Camastra, Gargano, Porzio (62' Palazzolo), Quaranta, Cimino,
Tagliareni, Giurintano, Farina (73' Ganci), Fiore (59' Giambarveri), Catalano,
Musso. Arbitro: Calamia di Trapani. Reti: 2' Barna (Sc), 8' Fornò (Sc), 21'
Porzio (St), 43' Marino (Sc), 53' e 80' Venezia (Sc). Sciacca. I neroverdi
liquidano con un secco
( da "RomagnaOggi.it" del 11-02-2008)
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Action
Sei in news/Rimini, data 11.02.2008, orario
09:26. RIMINI - Possibile maxi-causa collettiva contro
il vigile elettronico RIMINI – Federconsumatori sta valutando sempre più
seriamente l'ipotesi di avviare un'class="hilite">azione
legale collettiva (in gergo giuridico chiamata 'class="term">class class="term">action') contro le multe del
vigile elettronico, il nuovo sistema di videosorveglianza installato nel comune
di Rimini. L'alternativa è quella di avviare cause legali per ogni singolo
cittadino, anche perché per attuare una class="term">class class="term">action
occorrerebbe attendere fino a giugno-luglio. Nel frattempo le multe vanno
comunque pagate.
( da "Sestopotere.com" del 11-02-2008)
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Action
(13:53) (9/2/2008 17:25) | DERIVATI TRUFFA
UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA (Sesto
Potere) - Roma - 9 febbraio 2008 - DERIVATI: GRAVISSIMI I COMPORTAMENTI DI
UNICREDIT PER FRODARE GLI UTENTI E FAR FALLIRE FIOR DI IMPRESE. LA STORIA
RACCONTATA DALL'ESPRESSO, CHE VEDRA' ADUSBEF COSTITUITA PARTE CIVILE, E' COMUNE
AD ALTRE STORIE DI "DANNATI",CON BANCHE CHE CONTINUANO ANCORA OGGI A
TRUFFARE I CONSUMATORI, CON LA COMPLICITA' DI BANKITALIA. ADUSBEF,CHE HA MESSO
SUL SITO IL VIDEO DELL'ESPRESSO, INVITA TUTTI I CLIENTI INTERESSATI,A
DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA, class="hilite">STA
VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia
dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i
suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei
contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale
l'Espresso, è la storia di decine di migliaia di imprese,alle quali le banche
hanno appioppato prodotti ad altissimo rischio,per guadagnare miliardi di euro
sulla loro pelle e farla franca con la diretta complicità della Banca d'Italia.
"Mi hanno rovinato. Ho dovuto chiudere l'azienda e licenziare tutti i miei
430 operai", denuncia Francesco Saverio Parisi, titolare di Divania, una
fabbrica di divani che prima del 2003 era una delle prime industrie
esportatrici della Puglia, con 65 milioni di euro di fatturato. "Ci ho
messo un anno a capire come i banchieri hanno distrutto la mia impresa. Ora li
ho denunciati, per truffa e usura, e li ho citati a giudizio davanti al
tribunale civile. Come tutte le vittime dei derivati, posso sembrare Davide che
sfida Golia. Ma invece della fionda ho la telecamera". La causa civile è
tanto pesante che il colosso del credito ha dovuto avvisare tutti i
risparmiatori: "Divania ha chiesto la condanna di Unicredit al pagamento
di 276 milioni di euro più gli interessi", spiega la banca nel prospetto
informativo della fusione con Capitalia. Adusbef,che aveva denunciato a dieci
procure della Repubblica i derivati truffa piazzati da Unicredit a decine di
migliaia di imprese, oltre ad aver inserito sul suo sito il video relativo
all'articolo pubblicato oggi da L'espresso intitolato: "Derivati bugie e
videotape", chiederà la costituzione di parte civile al processo di Bari,
per sostenere l'imprenditore raggirato, invita tutti i cittadini frodati,a
denunciare il dr. Alessandro Profumo, alle competenti Procure. Non è più
possibile subire in silenzio le angherie ed i quotidiani soprusi di un sistema
bancario che consegue utili sulla pelle dei cittadini,senza neppure rispettare
le leggi dello Stato,come l'art.10 del decreto Bersani sulla simmetria dei
tassi. Adusbef, che ha raccolto migliaia di testimonianze di imprese
strangolate sul forum del proprio sito, invita quindi a ribellarsi ad istituti
di credito, contigui con il potere politico e con le conniventi autorità
vigilanti,che stringono un cappio al collo a consumatori ed imprese
sane,spolpate,raggirate e spogliate. Adusbef infine con l'ausilio di primari
giuristi indipendenti, sta valutando la fondatezza giuridica di una class="term">class class="term">action,contro Unicredit ed altre
banche,che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di miglia di
consumatori ed imprese.
( da "Blogosfere" del 11-02-2008)
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Feb 0811 Consapevolezza, comunità,
reputazione. Parole chiave per gli innovatori da State of the net Pubblicato da
Emil Abirascid alle 14:49 in Documenti di Luca Comello* Emil mi ha chiesto un
post su State of the net (che Innov'azione ha anticipato qui). Ho accettato.
Perché sono di Udine e quindi con orgoglio racconto quanto successo nella mia
città, dove lo scorso weekend si sono radunati blogger, giornalisti,
professori, imprenditori di fama nazionale ed internazionale. E perché
approfitto per scrivere il mio primo post. Entro a far parte anch'io della
comunità dei milioni che, in ogni angolo del mondo, contribuiscono a creare
attivamente la realtà. Per iniziare, qualche cifra. Technorati, rappresentata
al convegno dal suo CEO David Sifry, ha censito 126 milioni di blog. La cifra
cresce ogni giorno. Più di 3 milioni di persone nel mondo hanno autorità,
ovvero sono linkate da almeno altre 10 persone. Entro il 2010 il 70% del
contenuto on line sarà creato dai singoli. E, sembra, siamo solo all'inizio.
Ecco la rete, a detta del prof. Rullani un'ecologia complessa, in cui convivono
predatori, prede, parassiti. Questa rete, questo germoglio di rete, sta dando
voce a milioni di intelligenze, creatività, vissuti individuali che divengono
collettivi. Sta integrando verità imposte dall'alto con altre emergenti dal
basso, auto-organizzate. Complessità allo stato puro, dove gli opposti
convivono, coesistono, generano valore. è necessario cercare di dare un senso a
quello che sta avvenendo. Prima ancora di agire, secondo il responsabile di
Nòva24 Luca De Biase, è necessario assumere consapevolezza della complessità.
Consapevolezza è la prima parola chiave. Consapevolezza che il racconto del
momento che stiamo vivendo non è ancora stato scritto, il racconto lo scriviamo
e lo scriveremo ogni giorno, ciascuno di noi, creatore attivo della realtà.
Consapevolezza che in Italia vi è una notevole quantità di innovatori, che
siamo in tanti, che non siamo soli. E questo momento e questa rete, questo
germoglio di rete, ci dicono che l'innovatore non è individuo, è comunità.
Comunità è la seconda parola chiave. Ci dicono che l'innovazione
individuale diventa collettiva, perché la rete crea valore. Che i consumatori non sono più
terminali passivi, anzi che i consumatori non sono più consumatori, ma i veri
produttori. L'innovazione che diventa collettiva
richiede il loro contributo. E quello dei fornitori e di tutti gli attori
potenzialmente rilevanti. Ci dicono apertura. Addirittura fino
all'estremo: condividere il prezzo, come nel caso dell'ultimo album dei
Radiohead, in cui il consumatore decide il prezzo, senza limitazioni. Ci dicono
anche che non tutto si può comperare. L'attenzione dei consumatori-produttori
non si compra, si conquista. Quindi sempre più importante è la reputazione, che
si costruisce con i comportamenti giorno dopo giorno. Reputazione è la terza
parola chiave. I blogger più influenti se la sono costruita. I migliori
venditori su e-bay se la sono costruita. E le altre persone lo testimoniano,
votandoli, linkandoli, dando loro autorità. C'è davvero spazio per innovare.
Stiamo vivendo un momento di cambiamento probabilmente senza precedenti. Stiamo
vivendo, per dirla con Taylor, il momento della complessità. Ancora non
sappiamo dove ci porterà. Il racconto non è ancora stato scritto, lo scriviamo
ogni giorno. Il cammino non ha ancora una meta, il cammino si fa andando.
Questa prospettiva può creare disagio, ma è proprio da qui che gli innovatori
inizieranno a scrivere la loro pagina e a fare il loro cammino. * autore di
Viaggio nella complessità (Marsilio, 2007) - (vedi il post)
luca.comello@gmail.com.
( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)
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Porto, Merlo prende il timone e chiede i danni
al "Vte" di Redazione - martedì 12 febbraio 2008, 07:00 Il porto di
Genova chiede i danni al Vte. E lo fa in forma ufficiale, con una lettera del
presidente dell'Authority, Luigi Merlo, appena entrato in carica ma
perfettamente in linea con quanto "minacciato" dal predecessore
Giovanni Novi e dal comitato portuale appena si sono misurate le conseguenze
disastrose del blocco del terminal di Prà-Voltri per l'"impazzimento"
di Cosmos, il sistema di smistamento e controllo dei contenitori. La procedura
innovativa, introdotta a inizio d'anno, nelle intenzioni dei top manager di
Psa, la società concessionaria delle banchine, avrebbe dovuto risolvere i
problemi di movimentazione dei carichi, compresa la disciplina dell'afflusso
dei mezzi pesanti. Le conseguenze: code chilometriche ai varchi doganali e
ripercussioni sulla circolazione nell'intero nodo di Genova, mentre i
contenitori restavano fermi in banchina e i trasportatori venivano invitati a
scegliere altre destinazioni. Con danni gravissimi all'economia: in
prospettiva, 70 milioni di euro a carico del settore di spedizionieri,
autotrasportatori e aziende di import-export, considerando anche le
dichiarazioni del Vte che parlano di serie difficoltà fino al 18 febbraio, ma
senza escludere ulteriori ritardi. È in questo quadro che Merlo ha rotto gli
indugi, inviando una lettera ai vertici del Voltri Terminal Europa che dà il
via a una procedura di risarcimento prevista negli accordi tra Autorità
portuale e Psa. L'entità dei danni non è ancora specificata dato che Palazzo
San Giorgio, "darà corso a un accertamento sulla regolarità, l'efficienza
e la sicurezza del servizio e a una puntuale verifica del rispetto delle
clausole contenute nell'atto di concessione. Le risultanze della verifica
saranno sottoposte all'esame della prossima riunione del Comitato portuale per
il pronunciamento di merito". Il presidente dell'Authority (che intanto ha
costituito una "squadra operativa di garanzia e supporto tecnico"
chiamandone a far parte il giudice costituzionale Fernanda Contri, il
presidente aggiunto della corte di Cassazione Michele Marchesiello e il
dirigente del ministero delle Infrastrutture Tullio Russo) fa pesare anche il
fatto che la situazione ha provocato e provoca conseguenze pessime per
l'immagine del porto di Genova, oltre ai danni economici diretti derivanti
dalla diminuzione del gettito fiscale per il calo dei traffici. class="hilite">Tanto più che gli altri terminal
genovesi funzionano regolarmente. Intanto gli stessi operatori marittimi,
l'associazione degli spedizionieri, i terminalisti hanno a loro volta
annunciato la richiesta danni: una valanga di azioni legali (Confartigianato
Trasporti annuncia la class="term">class class="term">action.
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
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Pagina XII - Napoli Cittadini bambini MICHELE
ROSSENA I frequentissimi, accorati appelli del commissario De Gennaro alla
responsabilità trovano tuttora scarsa risposta nella popolazione. La resistenza
psicologica del cittadino medio napoletano a modificare abitudini malsane
radicatissime sembra per il momento prendere la meglio su di una nuova
mentalità. Ci si nasconde principalmente dietro i guai e i vuoti dei malgoverni
locali e nazionali, letti in maniera collettivamente
distruttiva, per rimuovere il proprio personale senso di responsabilità: se gli
errori e i ritardi istituzionali hanno portato al collasso, che colpa posso
avere io, il mio quartiere, la mia città, gli abitanti dell'hinterland? Ed
ecco, come se ciò non bastasse, prendere corpo un atteggiamento iperdistruttivo
che tende ad aggravare quel che già è difficilissimo da vivere. Proprio come fa
il bambino non riconosciuto nei suoi bisogni dai genitori: finisce di
autolesionare una situazione per lui già fortemente carente. Questo
atteggiamento di omologazione a distruggere, così diffuso a Napoli e dintorni,
è difficile da sradicare. Come la psicoterapia individuale ci insegna, è solo
eliminando il problema alla fonte che il sintomo regredisce fino alla sua
scomparsa. Non è con interventi tampone, che altro non hanno sortito che
nascondere con un'azione superficialmente risanatrice situazioni marce nel
profondo, che si può risolvere definitivamente una questione strutturalmente
malata. Tempi lunghi dunque per un reale risanamento dell'annosa questione
immondizia. Al di là dei mali cronici insiti nella napoletanità di sempre è
certo che una consistente fetta di cittadini abbia perso il senso profondo
dell'appartenenza. Che, termine tradotto dall'inglese belonging, si può
interpretare in entrambi i sensi, dei luoghi e delle persone. Il possesso della
città è sentito da ognuno nella sola condivisione di una mappa virtuale del
luogo, che diventa individualmente e collettivamente mentale attraverso un contributo operativo che sancisce la
sua esistenza, il suo mantenimento. Confermandone o modificandone i contenuti
queste azioni mentalizzate conferiscono al luogo un'anima vera condivisa. Una
definizione dello spazio psicologico e sociale che contiene in sé la
motivazione collettiva della sicurezza di appartenere. Se quest'ultima viene
spazzata via, come è accaduto per tanti motivi nel passato prossimo, una sana
cultura del gruppo come collettività viene negata. Così una città può perdersi.
( da "Secolo XIX, Il" del 12-02-2008)
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Vte, Merlo chiede i danni"Concessione da
verificare" blocco di voltri, interviene l'autorità portuale Possibile la
revoca: "Controlleremo tutte le clausole del contratto" Genova. Anche
l'Autorità portuale si prepara a chiedere i danni al Vte per il blocco del
porto di Voltri che si protrarrà, se tutto va bene, sino al 18 febbraio. Ma,
soprattutto, a Palazzo San Giorgio iniziano a prendere seriamente in
discussione l'ipotesi di revoca della concessione. Quanto meno, per stare alle
dichiarazioni ufficiali di ieri, "l'Autorità Portuale darà corso ad un
accertamento sulla regolarità, l'efficienza e la sicurezza del servizio ed ad
una puntuale verifica del rispetto delle clausole contenute nell'atto di
concessione". Jan Van Mossevelde, amministratore delegato del terminal
gestito da Psa di Singapore, ha ricevuto comunicazione degli intenti
dell'Authorità portuale da una lettera di venerdì del presidente Luigi Merlo.
"L'iniziativa dell'Autorità Portuale è un atto dovuto - ha detto Merlo -
di fronte a una situazione che non trova analogie in nessun altro porto".
Circa l'eventuale ritiro della concessione, l'Autorità ha deciso di verificare
se il Vte abbia rispettato "le clausole contenute nell'atto" che
permette alla società di svolgere la sua attività sulle banchine di Voltri. Sul
servizio svolto, verrà inoltre effettuato un accertamento sulla sua
"regolarità, efficienza e sicurezza". La questione del Vte verrà poi
trattata direttamente in Comitato portuale, il parlamentino di Palazzo San
Giorgio, dove siedono anche i rappresentanti degli operatori. Quando?
"Penso tra quindici o venti giorni, quindi con ancora presente il vecchio
Comitato - risponde Merlo - quello nuovo arriverà nel mese di marzo".
"La richiesta di danni economici invece - continua l'ex assessore alle
Infrastrutture - serve per tutelare l'immagine del porto e le entrate
dell'ente" Meno traffici, significano infatti anche meno soldi incassati
dalle dogane. E, per la Regione, meno fondi per le infrastrutture nel caso
dovesse decollare la norma in Finanziaria sull'extragettito. "Se il buon
giorno si vede dal mattino, questa sarà una buona giornata". Lo dice
Filippo Gallo, presidente di Assagenti, che saluta così l'azione "netta,
che non lascia spazio ad interpretazioni" messa in atto dal nuovo
presidente dell'Authority. Continua Gallo: "Nei prossimi giorni noi agenti
marittimi presenteremo un documento di messa in mora del terminal, una
dettagliata relazione sulla situazione di Voltri dall'inizio della crisi, e una
lettera a Eddie Teh" che è il presidente di Psa, la multinazionale di
Singapore che controlla il Vte. "Finché sono le associazioni degli
operatori a fare rumore e strepitare è un conto - commenta Piero Lazzeri,
presidente degli spedizionieri - quando comincia a farsi sentire il
proprietario delle aree, diciamo il padrone di casa, è un altro". Con
l'Autorità Portuale, si allunga a dismisura l'elenco dei soggetti che si
preparano a fare causa al terminal di Voltri: la settimana scorsa, ad
annunciare azioni legali erano stati spedizionieri, autotrasportatori e agenti
marittimi. Ma non finisce qui, perché l'class="hilite">ipotesi
di una class="term">class
class="term">action comincia a piacere
anche agli spedizionieri doganali, come conferma Davide Cabiati, presidente di
Agespedo: "Da molti nostri associati sono arrivate richieste in questo
senso. Tra l'altro a questo punto si può valutare l'ipotesi di fare fronte
comune tra tutti quelli che hanno chiesto risarcimenti al Vte". Intanto, i
vertici del più grande terminal italiano scelgono ancora la tattica del
silenzio, in attesa che la situazione maturi. Se tutto va secondo i piani, il
18 febbraio riaprirà il traffico in export, e le navi potranno nuovamente
essere caricate. Alberto Quarati 12/02/2008 ' 12/02/2008 intervento
eccezionaleQuesta è una situazione che non trova analogie in nessun altro porto
luigi merloPresidente Autorità portuale 12/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
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Economia Genova, indagato il
"console" Batini Abusi demaniali per il capo dei camalli. E intanto
il porto va in tilt I magistrati già indagano su un milione e 700mila euro
finiti nelle casse dei portuali MASSIMO CALANDRI MARCO PREVE GENOVA - Nel
registro degli indagati della procura, che vuole far chiarezza su raggiri e
concussioni lungo i moli genovesi, è finito anche lo storico console dei
"camalli". Paride Batini, rappresentante della Compagnia Unica, la
società degli scaricatori del porto, deve rispondere di "occupazione
abusiva di suolo demaniale". Un reato minore del codice della navigazione,
punito anche con la reclusione fino a sei mesi ma in genere regolato con una
multa da poche centinaia di euro. L'iscrizione di Batini è in qualche modo
legata all'inchiesta che la settimana scorsa ha portato all'arresto di Giovanni
Novi, presidente uscente dell'Authority, quella sull'illecita spartizione del
Multipurpose. Ma non è direttamente in relazione ad una clamorosa ipotesi
formulata dai magistrati: truffa aggravata, per via di 1.728.000 euro finiti
indebitamente dalle casse dell'autorità portuale a quelle della Compagnia
Unica. Vale la pena anche di ricordare che nella contestata riassegnazione del
terminal, Novi aveva inserito a sorpresa (e favorito) la Tirrenia: priva di
personale specializzato, la compagnia di navigazione per le operazioni di
carico e scarico avrebbe utilizzato proprio i "camalli" di Batini.
Settant'anni, già leader della rivolta antifascista genovese nel giugno del '60
e simbolo della cosiddetta aristocrazia operaia dell'angiporto, un mito della
sinistra, il console nei giorni scorsi aveva espresso parole di solidarietà nei
confronti di Giovanni Novi. Al vaglio dei magistrati ci sarebbero numerose
telefonate intercettate tra i due. Oggi pomeriggio in procura sarà interrogato
Claudio Burlando, ex ministro dei trasporti e sindaco di Genova, ora
Governatore ligure: il pm Walter Cotugno lo sentirà in qualità di "persona
informata sui fatti". Domani toccherà all'imprenditore Aldo Spinelli, che
è invece indagato in concorso con Novi per aver truccato la seconda gara
d'appalto del Multipurpose. Ieri è stato ascoltato Ignazio Messina,
terminalista tra le presunte vittime del raggiro: è intenzionato a chiedere 16
milioni di euro di risarcimento. Stamani il gip Franca Borzone deciderà sulla
richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Giovanni Novi, che è agli
arresti domiciliari da otto giorni. I pubblici ministeri hanno però espresso
parere sfavorevole: il presidente uscente dell'Authority potrebbe ancora
inquinare le prove, meglio mantenere la misura cautelare ancora per un mese. Il
momento-no del porto di Genova sembra non finire mai. Il blocco al sistema
informatico che da oltre due settimane ha paralizzato l'attività di
esportazione del Vte, il terminal di Voltri, sta causando decine di milioni di
euro di danni. Autotrasportatori, spedizionieri e la stessa class="hilite">autorità
portuale sono intenzionati a intraprendere una class="term">class class="term">action
per il relativo risarcimento. In ballo non c'è solo il temporaneo stop ma le
sue conseguenze nel futuro prossimo, a partire dagli inevitabili trasferimenti
di molte navi in altri approdi. Il nuovo presidente dell'Authority, Luigi
Merlo, ha scritto all'amministratore delegato del Vte, Van Mossevelde: e sta
valutando "seriamente" la revoca della concessione.
( da "Corriere Alto Adige" del 12-02-2008)
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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione:
LETTERE - data: 2008-02-12 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Welfare Anziani
e disabili Le critiche di An "Rette ingiuste" BOLZANO - An attacca la
politica sociale della Provincia. La denuncia arriva dai consiglieri
provinciali Mauro Minniti e Alberto Sigismondi, che puntano il dito contro la
scarsa efficacia in materia di cura degli anziani e disabili, definita
"fallimentare e senza un'impronta sociale forte, nonostante la giunta
attuale sia di centrosinistra". Nel mirino c'è il decreto legislativo
130/2000 del presidente del Consiglio, che stabilisce "che Comuni e
Province debbano considerare la situazione economica del solo assistito, per
prestazioni erogate a domicilio o in ambiente residenziale, rivolte a persone
con handicap grave, nonché a soggetti con più di 65 anni di età. Lo stesso
decreto impone che gli enti non abbiano la facoltà di richiedere alcunché ai
familiari degli assistiti". I buoni propositi del decreto però, a sentire
An, non troverebbe riscontri in ambito provinciale. "Durnwalder e la
giunta - dice Minniti - hanno disposto a suo tempo, e illecitamente, che il
pagamento delle prestazioni possa essere richiesto anche d'ufficio, impegnando
le famiglie a concorrere al pagamento della tariffa non coperta dall'utente.
Tutto ciò non è legale". La consigliera comunale bolzanina, Maria Teresa
Tomada, ha invitato i parenti che hanno anziani ricoverati in case di cura, a non pagare la loro parte della retta: "Gli enti - dice-
non possono richiedere alcunchè ai familiari degli assistiti, è illegale".
An sta preparando una azione collettiva dei parenti per chiedere
la restituzione degli importi finora versati: "Per 100 posti disponibili,
oltre 50 anziani sono in lista d'attesa". Thomas Laconi.
( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
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10.5712/02/2008 ECONOMIA - Torna il premio
''Consumo sostenibile'' della Fondazione Icu per le tesi di laurea Venezia -
Torna per il quinto anno consecutivo il premio per tesi di laurea indetto dalla
Fondazione Icu ? Istituto consumatori utenti. Il concorso ha avuto negli anni
un successo crescente anche grazie alla pubblicazione di tutte le tesi
vincitrici delle passate edizioni. "La trasparenza bancaria",
"Biologico sicuro", "Acquisti verdi" e "Il cibo
solidale" sono i titoli pubblicati nella collana "Libri dei consumatori".
class="hilite">Presto si aggiungerà
"La class="term">class
class="term">action", di Pietro
Pistone, vincitore del primo premio nell'edizione 2007. Al Premio consumo
sostenibile sono ammesse tesi discusse nelle Università italiane, negli anni
accademici dal 2000-
( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
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URANIO 17.3612/02/2008 Menapace: ''class="hilite">Ora class="term">class class="term">action
o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con il passato e
a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano prese le
precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente della
commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla cosi' del
documento finale approvato dalla commissione. "Sono contenta - aggiunge -
della relazione conclusiva, la considero di grande significato" anche se
"mi e' sembrato non il trionfo della razionalita'" ma qualcosa del genere.
Il presidente della commissione e' soddisfatta e osserva che esistono delle
modalita' da mettere in pratica: "Sono contenta della class="term">class class="term">action
perche' potrebbe servire per difendere i diritti dei militari o un patronato
formato dagli stessi militari". Sull'astensione al voto finale di tre
membri (uno di Alleanza nazionale e due di Forza Italia), Menapace rileva che
questa e' "una commissione di inchiesta che e' come un tribunale, non ho
neanche contato chi ha votato a favore e chi contro". (DIRE).
( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
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12-02-2008 17:20 Associazioni dei consumatori
denunciano mancata simmetria (ANSA) - ROMA, 12 FEB - class="hilite">Le
associazioni dei consumatori sono pronte a lanciare una una class="term">class class="term">action
contro le banche per il mancato rispetto del decreto Bersani.L'articolo 10
impone la simmetria dei tassi di interesse sui prestiti e sui depositi. Secondo
Adusbef e Federconsumatori, gli istituti bancari non hanno rispettato le norme
contenute nel primo decreto, aumentando, di pari passo con la Bce, solo i tassi
su mutui, prestiti e fidi e lasciando invece invariati gli interessi sui conti
correnti.
( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
Argomenti: Class
Action
SALUTE 17.3612/02/2008 Uranio. Menapace: ''class="hilite">Ora class="term">class class="term">action
o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con il passato e
a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano prese le
precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente della
commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla cosi' del
documento finale approvato dalla commissione. "Sono contenta - aggiunge -
della relazione conclusiva, la considero di grande significato" anche se
"mi e' sembrato non il trionfo della razionalita'" ma qualcosa del genere.
Il presidente della commissione e' soddisfatta e osserva che esistono delle
modalita' da mettere in pratica: "Sono contenta della class="term">class class="term">action
perche' potrebbe servire per difendere i diritti dei militari o un patronato
formato dagli stessi militari". Sull'astensione al voto finale di tre
membri (uno di Alleanza nazionale e due di Forza Italia), Menapace rileva che
questa e' "una commissione di inchiesta che e' come un tribunale, non ho
neanche contato chi ha votato a favore e chi contro". (DIRE).