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DOSSIER “CLASS ACTION”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Class action"

Profumo di class action E Unicredit indossa l'elmetto Due imprenditori rovinati dai derivati danno battaglia all'ad ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di organizzare una class action contro l'Alitalia per i danni causati ai tassisti e agli albergatori dalla diminuzione di traffico su Malpensa. Ma anche questa è un'iniziativa tutta da valutare. Perché di questo passo, si potrebbero allora promuovere class action contro l'Enel nell'eventualità di un black-out o contro le Fs per i ritardi più o meno pesanti dei treni.

Matelica, un passo avanti Pareggio con poche emozioni nel derby contro il Montefano ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: area ospite dopo 5': corner di Michettoni e Colletti al volo sfiora la traversa. I padroni di casa riprendono il camando delle operazioni senza comunque impensierire più di tanto Zallocco. Al 16' bella azione Serangeli-Prato-Dell'Aquila con il tiro di quest'ultimo che termina tra le braccia dell'estremo difensore ospite.

Squassabia, partenza super poi la resa a Ferrara ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ferrara accresce il rendimento azione su azione e in un buon collettivo brillano elementi di spicco: non si è primi per caso. Jespersen e Porini fanno la differenza. La rientrante Bobo Demeny gioca quasi tutto il match. Ori miglior marcatrice, ma è una magra consolazione. Le ospiti hanno rincorso dal 45' alla sirena.

<Risaneremo Actssenza tagli e sacrificiper i dipendenti> ( da "Secolo XIX, Il" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Trasporto Pubblico Locale è oggi cresciuta nella coscienza collettiva". Come ha potuto Acts sopravvivere alle difficoltà? "Soprattutto per l'impegno dei suoi addetti: l'azienda aveva perduto la sua "anima", non aveva più chiarezza della propria missione, non era in grado di effettuare il minimo controllo dell'efficacia delle sue azioni e sulla misurazione economica dei propri risultati.

Vte, paralisi senza fine "danni per milioni di euro" - costantino malatto ( da "Repubblica, La" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action" contro il Vte. Grazie alla legge recentemente approvata dal Parlamento, infatti, oggi l'Associazione può intraprendere - a nome dei suoi soci - un'azione di richiesta danni nei confronti del terminal di Voltri. Danni che, se il blocco dell'export dal Vte si protrarrà molto a lungo, potrebbero diventare davvero ingenti.

<L'assestamento dei mercati sarà prolungato e difficile> ( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: visti i potenziali problemi nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le autorità non devono prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore privato, ma devono monitorare e devono aggiungere della disciplina quando serve. Le autorità devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare i problemi che stanno emergendo,

E la miccia dei subprime mette nei guai l'ambasciatore ( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Sulla società gravano già class action milionarie avviate da gruppi di acquirenti, dipendenti e collaboratori in 49 stati americani. E ora anche l'Fbi ha aperto un'inchiesta formale, estesa a 14 società specializzate in mutui. Solo che le accuse di frode, falso e un'altra galassia di reati non colpiranno più Ameriquest, che dopo essere stata "svuotata"

"La guerra ai decibel? Giusta, non lavora solo chi ha gli chalet" ( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: possibilità di accedere alle azioni collettive, cosiddette Class Action, in modo da rendere meno costoso e più incisivo il ricorso all'autorità giudiziaria per la richiesta di danni causati dall'inquinamento acustico nei confronti di chi ne è causa diretta, o indiretta, con atteggiamenti omissivi di controllo e sanzionatori, nonostante sia il responsabile della salute di cittadini.

Sfida in sei mosse ( da "Corriere.it" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: visti i potenziali problemi nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le autorità non devono prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore privato, ma devono monitorare e devono aggiungere della disciplina quando serve. Le autorità devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare i problemi che stanno emergendo,

Le partite di ieri ( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Chiara, Ciulla, Indelicato, Vermi (46' Carlino), Colletti (30' Termini, 46' Vassallo). All: Colletti. Arbitro: Cassarà di Trapani Reti: 5' Falcetta I. (M), 17' Cusimano (M), 45' Bonanno (M), 64' e 79' Chinnici (M), 81' Indelicato (S) su rigore, 83' Picone (M), 87' Cucina (M). Note: ammonito Cusimano.

RIMINI - Possibile maxi-causa collettiva contro il vigile elettronico ( da "RomagnaOggi.it" del 11-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione legale collettiva (in gergo giuridico chiamata 'class action') contro le multe del vigile elettronico, il nuovo sistema di videosorveglianza installato nel comune di Rimini. L'alternativa è quella di avviare cause legali per ogni singolo cittadino, anche perché per attuare una class action occorrerebbe attendere fino a giugno-luglio.

DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA ( da "Sestopotere.com" del 11-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: STA VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale l'Espresso,

Consapevolezza, comunità, reputazione. Parole chiave per gli innovatori da State of the net ( da "Blogosfere" del 11-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: innovazione individuale diventa collettiva, perché la rete crea valore. Che i consumatori non sono più terminali passivi, anzi che i consumatori non sono più consumatori, ma i veri produttori. L'innovazione che diventa collettiva richiede il loro contributo. E quello dei fornitori e di tutti gli attori potenzialmente rilevanti.

Porto, Merlo prende il timone e chiede i danni al <Vte> ( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Tanto più che gli altri terminal genovesi funzionano regolarmente. Intanto gli stessi operatori marittimi, l'associazione degli spedizionieri, i terminalisti hanno a loro volta annunciato la richiesta danni: una valanga di azioni legali (Confartigianato Trasporti annuncia la class action.

Cittadini bambini - michele rossena ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: che diventa individualmente e collettivamente mentale attraverso un contributo operativo che sancisce la sua esistenza, il suo mantenimento. Confermandone o modificandone i contenuti queste azioni mentalizzate conferiscono al luogo un'anima vera condivisa. Una definizione dello spazio psicologico e sociale che contiene in sé la motivazione collettiva della sicurezza di appartenere.

Vte, Merlo chiede i danni<Concessione da verificare> ( da "Secolo XIX, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ipotesi di una class action comincia a piacere anche agli spedizionieri doganali, come conferma Davide Cabiati, presidente di Agespedo: "Da molti nostri associati sono arrivate richieste in questo senso. Tra l'altro a questo punto si può valutare l'ipotesi di fare fronte comune tra tutti quelli che hanno chiesto risarcimenti al Vte".

Genova, indagato il "console" batini - massimo calandri marco preve ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: autorità portuale sono intenzionati a intraprendere una class action per il relativo risarcimento. In ballo non c'è solo il temporaneo stop ma le sue conseguenze nel futuro prossimo, a partire dagli inevitabili trasferimenti di molte navi in altri approdi. Il nuovo presidente dell'Authority, Luigi Merlo, ha scritto all'amministratore delegato del Vte, Van Mossevelde: e sta valutando "

Anziani e disabili Le critiche di An <Rette ingiuste> ( da "Corriere Alto Adige" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: a non pagare la loro parte della retta: "Gli enti - dice- non possono richiedere alcunchè ai familiari degli assistiti, è illegale". An sta preparando una azione collettiva dei parenti per chiedere la restituzione degli importi finora versati: "Per 100 posti disponibili, oltre 50 anziani sono in lista d'attesa". Thomas Laconi.

ECONOMIA - Torna il premio ''Consumo sostenibile'' della Fondazione Icu per le tesi di laurea ( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Presto si aggiungerà "La class action", di Pietro Pistone, vincitore del primo premio nell'edizione 2007. Al Premio consumo sostenibile sono ammesse tesi discusse nelle Università italiane, negli anni accademici dal 2000-2001 in poi, inviate entro il 30 settembre 2008 alla Fondazione Icu, in viale Venezia, 7 - 30171 Venezia Mestre.

Menapace: ''Ora class action o un patronato di militari'' ( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ora class action o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con il passato e a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano prese le precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla cosi' del documento finale approvato dalla commissione.

Tassi, allo studio class action ( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Le associazioni dei consumatori sono pronte a lanciare una una class action contro le banche per il mancato rispetto del decreto Bersani.L'articolo 10 impone la simmetria dei tassi di interesse sui prestiti e sui depositi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, gli istituti bancari non hanno rispettato le norme contenute nel primo decreto, aumentando, di pari passo con la Bce,

Uranio. Menapace: ''Ora class action o un patronato di militari'' ( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ora class action o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con il passato e a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano prese le precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla cosi' del documento finale approvato dalla commissione.


Articoli

Profumo di class action E Unicredit indossa l'elmetto Due imprenditori rovinati dai derivati danno battaglia all'ad (sezione: Class action)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

ALESSANDRO Profumo di nuovo nell'occhio del ciclone. Anche se in realtà l'amministratore delegato di Unicredit, e cioè della terza banca europea e della nona al mondo, ha ormai fatto il callo ad una posizione che può essere a volte anche scomoda. Tanto che non ci fa quasi più caso e non ha perso la capacità di fare di tanto in tanto battute divertenti. Come questa, pronunciata a proposito del suo megastipendio che supera gli otto milioni di euro tra bonus e altri incentivi. Ebbene, Profumo ha detto rispondendo sugli alti stipendi dei manager italiani: "Il mio stipendio è pubblico, scritto in bilancio ed è di svariati milioni l'anno. Anche mia madre, quando legge le cifre del mio stipendio, mi chiama per lamentarsi che guadagno troppo.". Unicredit, e quindi Profumo, sono stati denunciati davanti ad un tribunale civile con la richiesta di un risarcimento di 276 milioni di euro da un imprenditore di Bari, Francesco Saverio Parisi, titolare di un'azienda di nome Divania che nel 2003 aveva 430 operai con un fatturato di 65 milioni di euro e che è ora fallita. Motivi? Oltre che per la concorrenza asiatica e per una partita difettosa di pelli, anche per il peso creato dal buco dei derivati che le sono stati venduti da Unicredit. Almeno questo è quanto sostiene il signor Parisi nella storia che è pubblicata da L'Espresso ed è arricchita anche da un videotape in quanto l'imprenditore ha registrato con le telecamere gli incontri con i funzionari della banca. Unicredit sostiene, dal canto suo, che le notizie sono "per larga parte inesatte e infondate", che la crisi dell'azienda "ha natura industriale e va ricondotta all'andamento del settore e al brusco peggioramento delle ragioni di scambio derivanti dall'apprezzamento dell'euro sul dollaro a partire dal 2001". Secondo Profumo, insomma, la richiesta di risarcimento "non è sostenibile". LA VICENDA dell'azienda pugliese fa il paio con l'offensiva che partirà dal Piemonte ed è annunciata da LiberoMercato: circa novecento piccole e medie imprese vittime dei derivati si stanno organizzando per lanciare una class="term">class class="term">action contro Unicredit. A capo di questo piccolo esercito c'è un piccolo imprenditore piemontese, Andrea Consoli, finito anche lui a gambe all'aria ma con ancora tanta voglia di combattere al punto da essere andato in onda dalla Gabanelli su Report e avere attivato un blog dedicato alle vittime degli swap. Ma cos'è la class="term">class class="term">action? Negli Stati Uniti è presente da oltre mezzo secolo: rappresenta l'incubo delle multinazionali ma non ha mandato in rovina il capitalismo; in Italia è invece arrivata solo adesso, e quindi siamo buoni ultimi, in attuazione di direttive europee. Tanto è vero che la legge entrerà in vigore tra sei mesi. Una legge che la Confindustria bolla come "atto ostile e rozzo", che molti avvocati definiscono come "un mostro giuridico", che è certamente stata scritta male e che va migliorata dal prossimo governo. La class="term">class class="term">action permette un'azione legale collettiva che può essere estesa anche ad altri (cioè a coloro che, pur restando passivi, si trovano in quella stessa condizione) e che di fatto è retroattiva per quanto la questione non sia stata ancora risolta dal legislatore. Potrebbe quindi provocare seri danni a banche e grandi aziende, come la raffica di azioni collettive (per ora solo annunciate) sulla Cirio e sulla Parmalat. IL PRIMO CASO di class="term">class class="term">action annunciato in Italia è stato di tutt'altro tipo e si è registrato ad Ascoli Piceno: senza acqua da giorni a causa di un guasto in una conduttura, alcuni abitanti della cittadina marchigiana hanno pensato di fare causa sollevando ad ogni modo qualche perplessità sulla validità dell'iniziativa. Un altro caso, anche questo per ora solo annunciato, risale a pochi giorni fa: Roberto Maroni, ex ministro leghista, ha proposto al presidente della provincia di Varese, Marco Reguzzoni, class="hilite">di organizzare una class="term">class class="term">action contro l'Alitalia per i danni causati ai tassisti e agli albergatori dalla diminuzione di traffico su Malpensa. Ma anche questa è un'iniziativa tutta da valutare. Perché di questo passo, si potrebbero allora promuovere class="term">class class="term">action contro l'Enel nell'eventualità di un black-out o contro le Fs per i ritardi più o meno pesanti dei treni. Insomma, anche qui ci vuole un po' di buon senso. NEL RISIKO BANCARIO prodotto dallo scandalo SocGen che ha riportato sulla terra Sarkozy dopo la parentesi fiabesca con la Bruni, ci sarà anche Intesa Sanpaolo di Corrado Passera. In seguito alla clamorosa frode di quasi 5 miliardi annunciata il 24 gennaio e alla perdita di oltre due miliardi legata al tornado dei mutui subprime, la banca francese ha deciso un aumento di capitale di 5,5 miliardi. Insomma, ha bisogno di quattrini freschi dopo avere chiuso il bilancio sempre in utile (più o meno attorno ai 600 milioni) ma drasticamente ridotto rispetto all'anno precedente (oltre 5 miliardi): davvero un tonfo. Ebbene, Gaetano Micciché, responsabile corporate di Intesa, esclude "totalmente un investimento azionario o la partecipazione a cordate" per la SocGen mentre è invece disponibile a valutare la partecipazione al consorzio di banche per la riuscita dell'aumento di capitale. Insomma, una mano la dà ma non più di tanto in quanto Passera ha compiuto proprio in questi giorni un blitz nell'Europa dell'Est comprando in Ucraina la Pravex Bank. Un colpo da 504 milioni per un istituto che ha una rete di 560 filiali, un attivo di circa 900 milioni e duemila punti vendita di credito al consumo. "Un prezzo che consideriamo vantaggioso", dice Passera. Una frase molto significativa dal momento che nel 2006 Passera aveva avuto nel mirino un'altra banca della zona, la Ukrsotsbank di Kiev, poi lasciata perdere perché "si era rivelata troppo cara". Ebbene, la Ukrsotsbank è stata in seguito comprata proprio da Unicredit. Ed il prezzo pagato? Quello ritenuto "troppo caro" da Passera e considerato invece "giusto" da Profumo. Insomma, anche tra i banchieri esiste la figura del 'furbillo', di chi vuol essere più furbo dei furbi. TRA I 'FURBILLI' annoveriamo anche quei fondi d'investimento internazionali che capiscono fischi per fiaschi. Nella vicenda delle Generali c'è da registrare, dopo quelle di Algebris e Davide Serra, le critiche dei fondi americani Franklin Mutual del gruppo Templeton, azionista con lo 0,03% del Leone triestino. Critiche ad opera di Mark Mobius sulla governance, sugli assetti e sulle possibili acquisizioni negli Stati Uniti. Accuse respinte al mittente da Giovanni Perissinotto, il numero uno della compagnia assicurativa: "Trieste deve esplorare tutte le opportunità, sia nei mercati maturi sia in quelli meno sviluppati". Ma al botta e risposta si aggiunge ora anche la presa di posizione del Financial Times, il giornale inglese che in passato non ha risparmiato critiche alle Generali. Ebbene, questa volta il quotidiano economico dà ragione ad Antoine Bernheim e amici, criticando a sua volta i fondi. Scrive: "Il mercato sembra smentire le critiche. Generali è l'unica grande assicurazione europea a mantenere il suo valore di mercato negli ultimi mesi e nonostante le recenti turbolenze finanziarie guadagna lo 0,84%". Questo mentre i suoi principali rivali, tra cui Axa e Allianz, hanno visto il loro valore "precipitare nello stesso periodo del 20%". Sulla base di questi risultati il FT definisce "sorprendente" la critica alla governance, se l'unico modo per valutarla sono proprio i risultati. E conclude: "La forza dei fondi di investimento si basa sulla credibilità. Se sbagliano, il mercato smetterà di ascoltarli". Insomma, a Trieste il clima si sta rasserenando, grazie anche alla linea di difesa elaborata da Richard Halloway, il comunicatore a cui Bernheim ha affidato la controffensiva del Leone. CLIMA MENO SERENO invece a Bergamo e dintorni dove il Gruppo Pesenti ha dovuto subire un paio di colpi negativi dopo un lungo, lunghissimo periodo di tranquillità all'ombra di Mediobanca. Il primo colpo riguarda la Calcestruzzi, ex azienda nell'orbita dei Ferruzzi prima di finire sotto il controllo dei Pesenti: la Procura di Caltanissetta ha messo sotto sequestro l'azienda e arrestato l'amministratore delegato della società, Mario Colombini, con l'accusa di truffa e di una serie di inadempienze ma con in più l'aggravante di avere agevolato l'attività di Cosa Nostra. Risposta di Giampiero e Carlo Pesenti: nessuna contiguità con la mafia. Il secondo colpo arriva da parte di un altro fondo inglese, l'Hermes, che tra i suoi strumenti annovera Hfame, una ventina di clienti tra i fondi pensione con 2,2 miliardi di euro in gestione. Ebbene, in una lettera di diciannove pagine l'Hermes contesta ai vertici di Italcementi e Italmobiliare una ridotta performance dei titoli targati Pesenti a causa di una serie di motivi, dalla scarsa trasparenza nella gestione della holding che controlla il 60% di Italcementi e non comunica neppure il valore del patrimonio aggiornato alla lunghezza della catena societaria dispersa tra società quotate e azioni di risparmio sino alla eccessiva diversificazione: il gruppo Pesenti possiede infatti quote di Unicredit, Mediobanca, Ubi, Rcs MediaGroup (e quindi il Corriere della Sera). Italmobiliare prepara ora la replica ai rilievi, sottolineando come negli ultimi diciotto mesi i vertici del gruppo abbiano incontrato undici volte i rappresentanti del fondo e che la diversificazione è avvenuta privilegiando due soli settori: le banche e l'editoria. Come dire: siamo là dove c'è il potere. - -->.

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Matelica, un passo avanti Pareggio con poche emozioni nel derby contro il Montefano (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

SCONTRO SALVEZZA Matelica, un passo avanti Pareggio con poche emozioni nel derby contro il Montefano 0-0 MATELICA: Moroni, Erasti, Ulissi, Rossi, Giraldi, Onesini, Dolce (46' st Resuli), Serangeli, Dell'Aquila, Ferranti, Prato. All. Moriconi. MONTEFANO: Zallocco, Gentiletti, Tarsetti, Di Nicola, Bisonni, Paoletti, Cotichelli, Michettoni, Marra (30' st Menghi), Testa (35' st Acciaresi), Faderin (16' st Bottegoni). All. Appignanesi. Arbitro: Fattori di Jesi. Note: spettatori 100. Ammonizioni: Dell'Aquila, Paoletti, Cotichelli, Michettoni, Menghi, Acciaresi. Angoli 5 a 2 per il Matelica. Recupero: 1' e 4'. di LUCA PIETRELLA ? MATELICA ? NEL DERBY SALVEZZA vince la paura di perdere, così Matelica e Montefano non si fanno male in una partita povera di emozioni e si accontentano di un punto che muove, sì, la classifica, ma non di molto. Il Matelica si presentava di fronte al prioprio pubblico orfano di ben quattro titolari tra squalifiche ed infortuni: Saraceni, Marziali, Panichelli e Rasicci. La compagine ospite non poteva invece contare su Astolfi, squalificato. Pronti via, e subito al Matelica capita l'occasione buona per sbloccare la gara: al 1', angolo di Serranti e Dell'Aquila da pochi metri manda fuori. Predominio dei padroni di casa ma di occasioni se ne vedono veramente poche. Al 23' Prato ha a disposizione una buona palla, ma il suo tiro finisce fuori. Al 38' azione personale di Ulissi per Prato, velo di Dell'Aquila e al volo Dolce fa la barba al palo con l'estremo difensore ospite battuto. IL PRIMO TEMPO si chiude qui, e, chi si aspetta una ripresa più viva, rimarrà deluso. Il Montefano si affaccia nell'area ospite dopo 5': corner di Michettoni e Colletti al volo sfiora la traversa. I padroni di casa riprendono il camando delle operazioni senza comunque impensierire più di tanto Zallocco. Al 16' bella azione Serangeli-Prato-Dell'Aquila con il tiro di quest'ultimo che termina tra le braccia dell'estremo difensore ospite. Ci riprova Prato (28') ma ancora volta è facile la parata di Zallocco. L'ultimo occasione per il Matelica arriva a 5' dal termine dell'incontro, ma Dell'Aquila spreca, calciando fuori da buona posizione, un assist di Serangeli. Matelica e Montefano si dividono la posta in palio, ma per la salvezza la strada è ancora lunga. - -->.

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Squassabia, partenza super poi la resa a Ferrara (sezione: Class action)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

La squadra ospite avanti per tutto il primo tempo, nella ripresa il calo fatale Squassabia, partenza super poi la resa a Ferrara Fallisce l'assalto alla capolista: il Bancole dice addio al sogno dello scudetto FERRARA. Lo Squassabia Arredamenti non ce la fa e dice addio ai sogni scudetto. La capolista mantiene l'imbattibilità nell'A1 femminile di pallamano. Le virgiliane, in vantaggio nel primo tempo, recriminano sui troppi palloni sprecati nella ripresa. Ferrara accresce il rendimento azione su azione e in un buon collettivo brillano elementi di spicco: non si è primi per caso. Jespersen e Porini fanno la differenza. La rientrante Bobo Demeny gioca quasi tutto il match. Ori miglior marcatrice, ma è una magra consolazione. Le ospiti hanno rincorso dal 45' alla sirena. Bancole schiera Bassi in porta, Pistelli centrale, Barani pivot, Popescu e Ori terzini, Bailoni e Galli ali. Ci sono due Ori in campo: la nostra Adrienn e la ferrarese Cecilia, entrambe ungheresi, ma non parenti. Si segna poco nelle prime azioni, poi Ori sblocca la situazione e sempre lei su rigore sigla l'1-4 all'8'. Si tira anche dall'ala e Galli infila il 2-5. Il primo gol dell'ex è di Jespersen (3-5), che di nuovo da fuori si ripete: 4-6. Ferrara aumenta il ritmo, ma Bassi si oppone e Popescu porta a 3 le reti di vantaggio (5-8). L'Ariosto accorcia e sfiora l'aggancio, ma l'italorumena tiene avanti di 1. Manzoli rileva Bailoni all'ala sinistra e poco dopo Podelean fa il suo ingresso per Galli e Barani si sposta a destra. Il contropiede di Pistelli dopo la parata di Bassi da il via al massimo scarto sancito da Barani (9-13). Quasi allo scadere l'Ori estense firma il 10-13. Nel secondo tempo cambiano spesso le posizioni: Popescu avanza all'ala, Barani ruota sui nove metri e Podelean fa il pivot fisso. Le biancorosse subiscono la rimonta emiliana: da 11-15 è 15-15 con Porini e Jespersen sugli scudi. Si lotta azione su azione. Il team mantovano balza di nuovo in testa 16-18 con Ori e Galli, però poi abbassa la percentuale al tiro e in difesa si lascia sfuggire qualcosa. Ferrara prende in mano le redini e sorpassa 19-18 con Porini. Il successivo sorpasso targato Jespersen sarà definitivo. Fra passi, sfodamenti, tiri fuori, stoppati o parati, lo Squassabia è sotto 27-22. Barani sigla il 28-25, ma Soglietti risponde. La palla persa sul 29-26 decreta la fine e quando risegna Adrienn è tardi. Benedetta Montagnoli.

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<Risaneremo Actssenza tagli e sacrificiper i dipendenti> (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

"Risaneremo Actssenza tagli e sacrificiper i dipendenti" parla il vicepresidente becce Al via la trattativa per il rinnovo del contratto: serve uno sforzo congiunto per cambiare l'azienda L'ACTS sta attraversando una complessa opera di riorganizzazione e rilancio dopo la crisi che l'aveva condotta ad un passo dal crac . Il piano industriale presentato lo scorso dicembre dai nuovi vertici guidati da Paolo Marson ha badato soprattuto a ridare obiettivi chiari all'azienda: una "mission" basata sulla centralità del trasporto pubblico da un lato e sul mantenimento della sua gestione in mani pubbliche dall'altro. Un'operazionegiocata sul filo di un'attenta opera di razionalizzazione, non solo sotto l'aspetto finanziario, ma anche e soprattutto dal punto di vista delle strategie di trasporto. Venerdì, l'Acts ha iniziato con i sindacati la trattativa sul nuovo contratto aziendale: in un certo senso, l'ultimo atto della prima fase di riorganizzazione, che ha visto tra il resto il taglio di quattro posizioni di vertice all'interno dell'azienda. La trattativa è affidata al vicepresidente della holding Luca Becce: "C'è preoccupazione tra gli addetti su questa nuova stagione di confronto - è il messaggio che lancia - ma in ballo non ci sono nè tagli dell'organico, nè riduzioni retributive. È necessario invece uno sforzo congiunto". Come siete arrivati a questo appuntamento? "Ci arriviamo dopo l'approvazione del piano industriale 2007/2010 e dopo aver condiviso con i sindacati tre accordi fondamentali per porre le premesse dell'azione di risanamento e rilancio: l'accordo del 21 maggio 2007, nel quale si è ridefinita la missione di Acts holding e Acts Linea, sancendo il passaggio di tutte le attività gestionali da Acts spa a Acts Linea; l'accordo del 6 agosto 2007 nel quale si è dato inizio all'opera di riorganizzazione sia della Spa che di Linea; l'accordo del 24 gennaio 2008, definito "patto per il lavoro" nel quale sono stati ribaditi gli obiettivi generali dell'azione di risanamento e rilancio, si è definita la modalità di confronto tra azienda e sindacati per la realizzazione degli obiettivi immediati e di quelli strategici, si è posta la "cornice tematica" dentro la quale l'azione di contrattazione dovrà muoversi". Avete detto, d'accordo con gli azionisti: occorre mantenere il controllo pubblico dell'azienda. Missione possibile? "Sì. Ma per mantenere il controllo pubblico su Acts, è necessario riorganizzare l'azienda con criteri manageriali e di efficienza. Se si vuole usare un paradosso solo apparente si potrebbe dire che la proprietà pubblica di Acts è subordinata ad una riorganizzazione dell'azienda effettuata con criteri classici dell'impresa privata: efficienza gestionale, centralità della missione e del cliente, rigore e responsabilità individuale ai diversi livelli dell'azienda". Dopo le tante perdite del passato, come possono, ora, i savanesi sentirsi tranquilli? "I cittadini devono sapere e vedere che i loro soldi sono utilizzati per servizi efficienti. La visibilità e la percezione dell'importanza del servizio Trasporto Pubblico Locale è oggi cresciuta nella coscienza collettiva". Come ha potuto Acts sopravvivere alle difficoltà? "Soprattutto per l'impegno dei suoi addetti: l'azienda aveva perduto la sua "anima", non aveva più chiarezza della propria missione, non era in grado di effettuare il minimo controllo dell'efficacia delle sue azioni e sulla misurazione economica dei propri risultati. Tocca alla nuova contrattazione aziendale. "I sindacati confederali hanno sino a qui con grande senso di responsabilità condiviso le premesse di un percorso che è un investimento sul futuro dell'azienda, chiedendo contropartite che sono state riconosciute sui costi sociali e sulla condivisione del percorso di risanamento". E ora? "Adesso è necessario uno sforzo congiunto nel quale si resista alla tentazione di cambiare il meno possibile, in una logica solo difensiva. In ballo non ci sono né tagli dell'organico, né riduzioni retributive. Dobbiamo invece insieme rivedere tutti quegli aspetti dell'organizzazione interna, dall'articolazione degli orari di lavoro alla effettiva necessità di copertura dei servizi, che sono essenziali per perseguire l'obiettivo fondamentale di Acts: dare un servizio di trasporto pubblico efficace, rispondere alle nuove e crescenti esigenze di mobilità alternative al traffico privato che ci pongono le istituzioni e che provengono dai cittadini". Ha detto: niente sacrifici o tagli. "Non si tratta qui di smantellare diritti o di imporre sacrifici ai lavoratori che, lo sappiamo bene, non hanno la responsabilità del dissesto cui Acts era giunta. Ogni lavoratore dell'Acts è anche un cittadino, che paga le tasse, che usa i servizi. Ecco, lo sforzo che dobbiamo compiere insieme in questo confronto, azienda e sindacati, è quello, nel momento che definiamo nuovi accordi, di non dimenticare questa nostra doppia natura, di dipendente e di cittadino che usa i prodotti del suo stesso lavoro". È un richiamo all'orgoglio aziendale: basterà? "Tra i dipendenti di Acts ha serpeggiato negli ultimi anni lo sconforto di chi non si riconosceva più nella "sua" azienda, di chi, a volte, se ne è vergognato per la campagna negativa di cui Acts è stata oggetto, di chi pensava che il proprio lavoro, trasportare le persone, non fosse più centrale nell'azienda. Dobbiamo saper recuperare sino in fondo l'orgoglio di essere dipendente di Acts". Antonella Granero 10/02/2008.

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Vte, paralisi senza fine "danni per milioni di euro" - costantino malatto (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina VII - Genova IL CASO Disastro informatico, un'altra settimana di stop. In un mese persi quarantamila container Vte, paralisi senza fine "Danni per milioni di euro" COSTANTINO MALATTO Il 30 gennaio. No, il 2 febbraio. Scusate, il 4 o forse il 5. Macché, facciamo l'11. Contrordine: ora la riapertura delle operazioni di carico al Vte di Voltri è stata rimandata di un'altra settimana. Non se ne riparla fino al 18. "Sempre che sia così - mormora rassegnato Piero Lazzeri, presidente degli Spedizionieri genovesi - perché io ho una brutta sensazione... " Altri sette giorni di passione: operatività dimezzata, armatori che urlano nei telefoni degli spedizionieri e degli agenti marittimi, fax e mail di fuoco che attraversano gli oceani. Il buco nero informatico del Vte assume dimensioni impressionanti. "In tanti anni che lavoro nel settore - afferma Lazzeri - non ho mai visto niente del genere". Ormai la vicenda provoca ripercussioni economiche fortissime: "In un mese abbiamo perso da 30.000 ai 40.000 container - assicura Lazzeri - ma il danno è molto più grave. Già così parliamo di diversi milioni di euro di perdite. Ma questi sono solo danni diretti e immediati: contenitori bloccati, doppie operazioni doganali, spostamento della merce in altro porto, ritardi. Poi ci sono i danni indiretti: per esempio le operazioni contestate o annullate a causa dei ritardi, i rapporti difficili con i clienti". Magari anche la perdita di credibilità del porto di Genova? "No, su quello credo di poter dire - risponde Lazzeri - che ci siamo conquistati una tale credibilità da annullare in breve tempo ogni rischio di questo genere. Ma certo la situazione è incredibile, imbarazzante". Domani i vertici del Vte organizzeranno una serie di riunioni operative con le singole categorie di clienti. Nell'occasione confermeranno anche la data del 18 come termine per la ripresa dell'attività in export. Una data legata ancora a troppe incognite per essere definita certa. "Francamente non sono tranquillo" ripete il leader degli spedizionieri. Il Vte assicura che ha provveduto a informare l'Autorità Portuale "sulla propria condizione operativa con indicazione delle cause e dei rimedi in atto". Ma questo non tranquillizza più di tanto gli operatori. Visto che ancora nei giorni scorsi le spiegazioni tecniche fornite dal Vte non sono sembrate così limpide e incoraggianti. Ad aumentare la confusione nel terminal di Voltri c'è anche la drammatica situazione che si vive all'interno dell'Autorità Portuale. Alla vigilia dell'intervento della magistratura l'ex presidente dell'Autorità Portuale, Giovanni Novi, aveva minacciato il Vte: "Se non si arriverà presto a ripristinare le condizioni operative normali - aveva tuonato - si potrebbe arrivare a revocare al Vte la gestione del terminal". Il giorno dopo Novi ha avuto problemi ben più gravi di cui doversi occupare. Ora si attende che su questo argomento si faccia sentire la voce del nuovo presidente dell'Autorità Portuale, Luigi Merlo. Per fortuna finora il blocco del sistema informatico del Vte non ha avuto ripercussioni pesanti sul traffico. L'operazione di informazione e di dissuasione che ha avuto come regista la Prefettura ha funzionato. Anche le Autostrade hanno provveduto a segnalare prontamente la situazione ai camionisti. Ma se il blocco dei computer proseguisse a lungo anche i rischi per il traffico potrebbero aumentare. Intanto l'Associazione Spedizionieri continua a raccogliere i dati presso gli associati per quantificare i danni e avviare la "class="hilite">class="term">class class="term">action" contro il Vte. Grazie alla legge recentemente approvata dal Parlamento, infatti, oggi l'Associazione può intraprendere - a nome dei suoi soci - un'azione di richiesta danni nei confronti del terminal di Voltri. Danni che, se il blocco dell'export dal Vte si protrarrà molto a lungo, potrebbero diventare davvero ingenti.

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<L'assestamento dei mercati sarà prolungato e difficile> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-10 num: - pag: 3 autore: di MARIO DRAGHI categoria: REDAZIONALE Il documento "L'assestamento dei mercati sarà prolungato e difficile" SEGUE DALLA PRIMA Preoccupazioni per l'impatto del declino dei prezzi degli attivi e l'attesa di un indebolimento nel capitale degli istituti finanziari e nella loro capacità di credito. Mentre gli istituti si adattano a queste condizioni, potenzialmente la loro uscita dalle posizioni di rischio può rafforzare i vincoli sui prestiti a un ventaglio più ampio di creditori e può quindi rallentare la crescita economica, che può a sua volta indebolire ulteriormente l'attività di credito. L'incertezza su quanto queste forze colpiranno la crescita influenza poi anche la valutazione degli attivi e le prospettive di profitto degli istituti. Resta il rischio che ulteriori choc facciano riemergere le tensioni acute sulla liquidità già vissute l'anno scorso. è probabile che siamo di fronte a un assestamento prolungato, che potrebbe essere difficile. Benché le condizioni dell'economia si siano indebolite da ottobre a oggi, vi è stato un certo numero di correzioni che dovrebbero aiutare a mitigare l'impatto attuale dell'agitazione nei mercati finanziari. Rispetto all'inizio di questa fase, vi è stata una notevole riduzione dell'esposizione debitoria, anche nelle componenti più vulnerabili come i "conduit" o i veicoli d'investimento fuori bilancio (SIV). Ciò fino ad ora ha contribuito alle tensioni sui mercati e a difficili condizioni di liquidità, però ha ridotto un potenziale fattore di amplificazione dei ribassi. Le iniezioni coordinate di liquidità delle banche centrali da dicembre hanno allentato in modo sostanziale le tensioni nei mercati monetari e interbancari. (...) Vista la continua incertezza sulla portata e la distribuzione di ulteriori perdite e sulle prospettive macroeconomiche, l'avversione al rischio si è diffusa su una gamma più ampia di mercati e di prodotti. Le ramificazioni sui mercati del credito e sulle controparti delle difficoltà del settore dei "monoline" (che assicurano gli emittenti di debito dall'insolvenza, ndr) mostrano la complessa rete di interdipendenze nel sistema finanziario e l'esigenza di cooperazione fra autorità e attori di mercato per rispondere alle sfide di oggi. (...) Gli istituti finanziari, gli investitori e le agenzie di rating hanno forti motivi per concentrarsi su molte delle vulnerabilità che sono venute alla luce. Tuttavia, le autorità devono garantire che vi sia una struttura appropriata di incentivi (...). Esse devono prescrivere la trasparenza ove necessario, visti i potenziali problemi nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le autorità non devono prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore privato, ma devono monitorare e devono aggiungere della disciplina quando serve. Le autorità devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare i problemi che stanno emergendo, in modo da essere in condizione di agire per mitigarli se necessario. Ma dobbiamo anche riconoscere la difficoltà di prevedere e prevenire le crisi finanziarie. Gli sforzi devono quindi concentrarsi nel provare a garantire che il nucleo centrale del sistema sia resistente, quando i mercati finiscono sotto tensione. Le autorità devono seguire da vicino gli sviluppi che toccano la tenuta di base delle imprese finanziarie e si devono concentrare sugli incentivi che promuovono la disciplina istituzionale e di mercato, usando le leve che sono a loro disposizione. (...) Rapporto preliminare del Financial Stability Forum di Basilea presentato dal governatore della Banca d'Italia al G7 in qualità di presidente (Il documento integrale è su: www.fsforum.org) \\ Le ramificazioni sui mercati del credito mostrano la complessa rete di interdipendenze nel sistema finanziario e l'esigenza di cooperazione fra autorità e attori di mercato per rispondere alle sfide di oggi \\ Le autorità devono seguire da vicino gli sviluppi che toccano la tenuta di base delle imprese finanziarie e si devono concentrare sugli incentivi che promuovono la disciplina istituzionale e di mercato, usando le leve che sono a loro disposizione Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ieri ha tenuto al G7 la relazione sul rapporto preliminare del Financial Stability Forum.

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E la miccia dei subprime mette nei guai l'ambasciatore (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-02-10 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE La storia Il fondatore di Ameriquest, diplomatico all'Aia E la miccia dei subprime mette nei guai l'ambasciatore MILANO - Case vendute con mutui a tasso fisso che, grazie a documenti contraffatti, diventavano a tasso variabile. Informazioni fasulle sulle modalità di pagamento. E migliaia di persone costrette a dichiarare il default, buttate letteralmente fuori dalla propria abitazione. Quella di Ameriquest è una delle storie d'ordinaria follia che scandiscono il disastro finanziario Usa dei mutui subprime. class="hilite">Sulla società gravano già class="term">class class="term">action milionarie avviate da gruppi di acquirenti, dipendenti e collaboratori in 49 stati americani. E ora anche l'Fbi ha aperto un'inchiesta formale, estesa a 14 società specializzate in mutui. Solo che le accuse di frode, falso e un'altra galassia di reati non colpiranno più Ameriquest, che dopo essere stata "svuotata" delle attività è stata ceduta a Citigroup. A ritrovarsele addosso, rischia semmai di essere il suo fondatore e presidente (ormai ex): quel Roland Arnall, uomo d'affari di Los Angeles (ma nato a Parigi) che nel 2004 è stato il maggiore finanziatore privato della campagna per la rielezione di George W. Bush e che proprio per questo è ora ambasciatore degli Stati Uniti in Olanda. Fondata negli anni '80 per erogare mutui "non prime", Ameriquest è finita molto presto nelle aule giudiziarie. Già nel '96 aveva pagato 4 milioni di dollari per patteggiare un'accusa di "predatory lending", la concessione di prestiti "predatori ". Dieci anni più tardi, nel 2006, mentre il boom dei subprime cominciava mostrare segni di cedimento, gli stessi reati le sono costati un patteggiamento (con 49 Stati Usa) di 325 milioni di dollari (il secondo per dimensioni della storia finanziaria americana) e 295 milioni di rimborsi ai clienti danneggiati. Quello di Patti Thompson, una segretaria di Minneapolis, è un caso esemplare: lei ha compilato i moduli di Ameriquest per ottenere un mutuo casa a tassi inferiori rispetto a quello che aveva acceso con un'altra società e, una settimana dopo, si è accorta che il suo contratto non diceva proprio le stesse cose che aveva sottoscritto. Risultato: alla signora Thompson sono stati chiesti 17 mila dollari per il passaggio dal vecchio al nuovo mutuo, e la rata mensile, anziché scendere, è passata da 1.300 a 1.700 dollari. "Io non venivo informato sulle attività quotidiane della società - si era difeso Arnall di fronte alla commissione che doveva decidere la sua nomina ad ambasciatore - . La colpa è tutta di qualche dipendente scorretto". Lui, forse, si limitava a incassare i profitti: non a caso Forbes lo indica come titolare di un patrimonio di 1,5 miliardi di dollari e definisce le sue due ville di Aspen, Colorado, fra le "più dispensione case d'America", valutate 46 milioni di dollari. Ma era impegnato anche altrove: da un lato l'attività di lobbying a Washington per far passare il Responsabile Lending Act, che attenua le tutele per i consumatori che sottoscrivono mutui, dall'altro le campagne elettorali, quella di Arnold Schwarzenegger a governatore della California e quella, appunto, di Bush alla Casa Bianca. Con il premio della nomina ad ambasciatore all'Aia. Ma adesso che su Arnall stanno per essere ri-orientate molte class="term">class class="term">action avviate contro Ameriquest, anche per le autorità olandesi la sua presenza diventa sempre più imbarazzante. Giancarlo Radice Con Bush è stato tra i principali finanziatori della campagna elettorale di Bush nel 2004 Mutui Roland Arnall, fondatore di Ameriquest e ora ambasciatore Usa in Olanda. Arnall è il maggiore finanziatore privato della campagna 2004 di Bush.

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"La guerra ai decibel? Giusta, non lavora solo chi ha gli chalet" (sezione: Class action)

( da "Corriere Adriatico" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

PORTO SANT'ELPIDIO - "Non possiamo che concordare con l' appello 'fateci lavorare' lanciato dai commercianti. A Porto Sant' Elpidio come in tutte le altre città rivierasche l'unica attività economica non è l'intrattenimento (bar, chalet, ecc.)... I cittadini coinvolti in tutte le altre attività, lavoratori dipendenti, artigiani, professionisti, imprenditori, insegnanti, ecc., vogliono poter lavorare anche loro, e condizione necessaria per svolgere bene la propria funzione è il riposo, troppo spesso negato da esercizi commerciali, le cui emissioni sonore sono al di fuori della legalità. E non dimentichiamo che hanno diritto al sonno anche gli anziani ed i bambini". E' la risposta del comitato cittadino "Abbassiamo il Volume" che arriva puntuale dopo l'appello lanciato da alcuni operatori dell'intrattenimento. Insomma una risposta "per le rime" che fa poco presagire l'inizio di un periodo di pace. "Il Comitato 'Abbassiamo il volume' - è scritto nel comunicato di risposta - si è costituito per creare uno spirito di solidarietà tra i cittadini vittime spesso impotenti dell'inquinamento acustico. L'inazione pubblica, purtroppo, ha provocato e provocherà sempre di più il ricorso da parte dei singoli cittadini all'autorità giudiziaria nei confronti degli esercenti tanto in sede tanto penale quanto civile per il risarcimento economico dei danni biologici". "Il Comitato - e questa è la novità - sta valutando la possibilità di accedere alle azioni collettive, cosiddette Class Action, in modo da rendere meno costoso e più incisivo il ricorso all'autorità giudiziaria per la richiesta di danni causati dall'inquinamento acustico nei confronti di chi ne è causa diretta, o indiretta, con atteggiamenti omissivi di controllo e sanzionatori, nonostante sia il responsabile della salute di cittadini. Invitiamo i concittadini che vogliono difendersi dal rumore - conclude il comitato elpidiense - a contattare il Comitato tel. 3319921149 @mail abbassiamo_ilvolume@alice.it, e anticipiamo che che il 7 marzo presso la Croce Verde si terrà un incontro sui danni provocati dal rumore con esperti del diritto e della salute.

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Sfida in sei mosse (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

Il documento Sfida in sei mosse "L'assestamento dei mercati sarà prolungato e difficile" Dall'autunno abbiamo notato un certo allentamento delle condizioni nei mercati monetari, ma anche crescenti preoccupazioni. Preoccupazioni per l'impatto del declino dei prezzi degli attivi e l'attesa di un indebolimento nel capitale degli istituti finanziari e nella loro capacità di credito. Mentre gli istituti si adattano a queste condizioni, potenzialmente la loro uscita dalle posizioni di rischio può rafforzare i vincoli sui prestiti a un ventaglio più ampio di creditori e può quindi rallentare la crescita economica, che può a sua volta indebolire ulteriormente l'attività di credito. L'incertezza su quanto queste forze colpiranno la crescita influenza poi anche la valutazione degli attivi e le prospettive di profitto degli istituti. Resta il rischio che ulteriori choc facciano riemergere le tensioni acute sulla liquidità già vissute l'anno scorso. È probabile che siamo di fronte a un assestamento prolungato, che potrebbe essere difficile. Benché le condizioni dell'economia si siano indebolite da ottobre a oggi, vi è stato un certo numero di correzioni che dovrebbero aiutare a mitigare l'impatto attuale dell'agitazione nei mercati finanziari. Rispetto all'inizio di questa fase, vi è stata una notevole riduzione dell'esposizione debitoria, anche nelle componenti più vulnerabili come i "conduit" o i veicoli d'investimento fuori bilancio (SIV). Ciò fino ad ora ha contribuito alle tensioni sui mercati e a difficili condizioni di liquidità, però ha ridotto un potenziale fattore di amplificazione dei ribassi. Le iniezioni coordinate di liquidità delle banche centrali da dicembre hanno allentato in modo sostanziale le tensioni nei mercati monetari e interbancari. (...) Vista la continua incertezza sulla portata e la distribuzione di ulteriori perdite e sulle prospettive macroeconomiche, l'avversione al rischio si è diffusa su una gamma più ampia di mercati e di prodotti. Le ramificazioni sui mercati del credito e sulle controparti delle difficoltà del settore dei "monoline" (che assicurano gli emittenti di debito dall'insolvenza, ndr) mostrano la complessa rete di interdipendenze nel sistema finanziario e l'esigenza di cooperazione fra autorità e attori di mercato per rispondere alle sfide di oggi. (...) Gli istituti finanziari, gli investitori e le agenzie di rating hanno forti motivi per concentrarsi su molte delle vulnerabilità che sono venute alla luce. Tuttavia, le autorità devono garantire che vi sia una struttura appropriata di incentivi (...). Esse devono prescrivere la trasparenza ove necessario, visti i potenziali problemi nelle azioni collettive e i fallimenti del mercato. Le autorità non devono prevenire o ostacolare l'adattamento seguito dal settore privato, ma devono monitorare e devono aggiungere della disciplina quando serve. Le autorità devono fare tutto ciò che è in loro potere per identificare i problemi che stanno emergendo, in modo da essere in condizione di agire per mitigarli se necessario. Ma dobbiamo anche riconoscere la difficoltà di prevedere e prevenire le crisi finanziarie. Gli sforzi devono quindi concentrarsi nel provare a garantire che il nucleo centrale del sistema sia resistente, quando i mercati finiscono sotto tensione. Le autorità devono seguire da vicino gli sviluppi che toccano la tenuta di base delle imprese finanziarie e si devono concentrare sugli incentivi che promuovono la disciplina istituzionale e di mercato, usando le leve che sono a loro disposizione. (...) Rapporto preliminare del Financial Stability Forum di Basilea presentato dal governatore della Banca d'Italia al G7 in qualità di presidente (Il documento integrale è su: www.fsforum.org) Mario Draghi stampa |.

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Le partite di ieri (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 10-02-2008)

Argomenti: Class Action

CAMPOBELLO1 BUSETO1 Campobello di Licata: Riccobene, Lo Coco, Spina (84' Peritore), Cavaleri (68' Milioto), Ballacchino, Mancuso, Ruvio, Lo Giudice, Iannello, Fortino, Caizza (68' Asaro). All.: Alberto Licata. Buseto: Messina G., Barraco, Fazio, Biondo, Savona, Spanò, Peccarisi (80 Marceca), Messina G., Mistretta (69' Fascella), Mione G. (64' Spadaro), Todaro. All.: Giuseppe Culcasi. Arbitro: Alessio Brandi di Palermo (ass.: Luca Agnello e Angelo Nigito di Ragusa.). Reti: 8' g. Mione G. (B), 46. p.t. Cavaleri (C). Campobello di Licata . g.bl) Il Campobello calcio domina, ma pareggia con un roccioso Buseto. All'8' Mistretta mette in mezzo, piatto vellutato di Mione che insacca. Al 26' Iannello tira a colpo sicuro, la difesa biancoverde si salva sulla linea di porta. "Incredibile al Cibali" al 30': macroscopico errore dell'assistente che segnala un fuorigioco su corner. L'arbitro gli dà ragione. Così sfuma l'azione-gol del team campobellese. Al 38' l'arbitro nega il penalty ai biancocelesti. Il Campobello calcio pareggia al 46': corner di Spina, testa di Mancuso, veronica di Cavaleri. Tutto bello. Nella ripresa il Campobello calcio spinge, ma non finalizza. In luce il portiere Messina. Le reazioni. Il mister Alberto Licata: "La mia squadra meritava la vittoria, loro hanno solo subito". Il trainer ospite, Giuseppe Culcasi: "Abbiamo sofferto, ma il pari è meritato". Giovanni Blanda MARSALA 1912 1 RIBERA0 Marsala 1912: Cortesiano, Saladino, De Vita, Asaro, Perdichizzi, Crimi, Melillo (93' Alberti), Amato, Gennaro (89 Altamura), Barraco, Dulcetta. All. Sciacca Ribera: Tallito, Battaglia, Rallo (88' Bitetto), Minio, Cannata, Piro, Ruvio, Ciancimino, Marino, Stagno, Martorano. All. Brucculeri. Arbitro: Fortunato di Palermo. Rete: 64' (rig.) Melillo Note. Espulso all'85' Crimi. Marsala. Non ha offerto lo spettacolo sperato questa partita che si è conclusa con la sconfitta della capolista Ribera apparsa un po' rinunciataria contro un Marsala non eccezionale ma comunque meritatamente vincitore. Nel primo tempo, equilibrato e dal gioco spezzettato e stagnante spesso a centrocampo, l'unica vera occasione da rete si avuta allo scadere con la base del palo colpito da Barraco su passaggio di Melillo. Al 64' Melillo ha realizzato con un angolato rasoterra il rigore concesso dall'arbitro per un fallo di mano di Cannata su cross di Dulcetta. Il Ribera ha accusato decisamente il colpo e non ha avuto una reazione concreta. Anzi ha rischiato in un paio di occasioni di subire il secondo gol, al 68' su diagonale di Dulcetta e al 79' su incursione di Gennaro, che Tallito è riuscito a neutralizzare. Michele Pizzo AGRIGENTINA 0 ALTOFONTE 0 Agrigentina: Sodano, Montana (61'Farruggia), Ciulla, Cumbo, Stagnitto, Pedalino, Sacco (78'Segretario), Rizzuto (53'Agrò), Battaglia, Gallo, Carbone. All. Nobile. Altofonte: Lo Rello, Bongiorno, reina, Gaglio, Di Quarto, Pagliardo, Lombardo, Rausa, Sanfilippo (71'Lo Saldo), La Barbera, Campanella. All. Azzinati. Arbitro: Sucameli di Marsala. Note: Espulso Gaglio dell'Altofonte al 68'. Agrigento. Sarà stata la distrazione per la Sagra del Mandorlo in Fiore che si svolge in città, ma un'Agrigentina così svogliata in stagione si è vista pochissime volte. E poco ci è voluto che ci scappasse anche la sconfitta. Idee appannate a centrocampo, scarsi rifornimenti alle punte, tutto a vantaggio di un Altofonte che ha risposto con ordine e non si è disunito nel momento in cui ha dovuto giocare in 10 uomini gli ultimi venti minuti. I brividi non sono mancati ed un traversone dal fondo, dell'agrigentino Ciulla al 72', ha colpito la parte superiore della traversa. Bisogna comunque evidenziare anche i meriti della squadra ospite che ha tamponato i disordinati attacchi dell'Agrigentina, ed ha tenuto costantemente in apprensione la retroguardia di casa. Su tutti hanno spiccato per tecnica individuale ed stile di gioco il giovane La Barbera, un 88 locale che proviene in prestito dalla Spal di C2, e con un trascorso nel Rovigo, il centravanti Sanfilippo, ed il centrale Pagliardo. Tornando alla gara va evidenziato che la compagine di Francesco Nobile deve acquisire la mentalità giusta per mantenere la rotta stabilita. La classifica, adesso, si è notevolmente accorciata. C. L. SCIACCA5 STELLA D'ORIENTE1 Sciacca: Calamusa, Maniscalco, Soldano (46' Napoli), Gallo, Errante, Li Bassi, Barna, Galluzzo (73' Di Giovanna), Venezia, Fornò (85' Dimino), Marino. Allenatore:Galenci. Stella d'Oriente: Camastra, Gargano, Porzio (62' Palazzolo), Quaranta, Cimino, Tagliareni, Giurintano, Farina (73' Ganci), Fiore (59' Giambarveri), Catalano, Musso. Arbitro: Calamia di Trapani. Reti: 2' Barna (Sc), 8' Fornò (Sc), 21' Porzio (St), 43' Marino (Sc), 53' e 80' Venezia (Sc). Sciacca. I neroverdi liquidano con un secco 5 a 1 la "pratica" Stella d'Oriente e riducono di una le giornate che li separano alla vittoria del torneo di Prima categoria. Nessuna distrazione per Fornò e soci: anche contro la penultima della classe il match è stato affrontato con concentrazione e rispetto per l'avversario. Il doppio vantaggio al 2' ed all'8' con Barna e Fornò, poi un calo che permetteva a Porzio di ridurre le distanze e di riaprire in parte il match. Ma lo Sciacca ha di nuovo pigiato sull'acceleratore e con Marino alla fine del tempo e Venezia al 53', ha definitivamente precluso ogni chance agli ospiti. In classifica lo Sciacca aumenta il vantaggio sull'Agrigentina, che non è andata al di là del pari nell'altro anticipo, ed attende il match di oggi del Caccamo. Giuseppe Recca Misilmeri7 Siculiana1 Misilmeri: Baretta, Falcetta I., Orlando, Falcetta D. (46' Chinnici), Cerniglia, Bonanno, Costanza (63' Cucina), Pellingra, Pace (46' Picone), Burgio, Cusimano. A disposizione: Iuculano, Di Quarto, Rizzo e Raineri. All: Rizzolo. Siculiana: Di Giorgio, Sammartino, Principato, Lionti, Palafiore, Roberto, Chiara, Ciulla, Indelicato, Vermi (46' Carlino), Colletti (30' Termini, 46' Vassallo). All: Colletti. Arbitro: Cassarà di Trapani Reti: 5' Falcetta I. (M), 17' Cusimano (M), 45' Bonanno (M), 64' e 79' Chinnici (M), 81' Indelicato (S) su rigore, 83' Picone (M), 87' Cucina (M). Note: ammonito Cusimano. Misilmeri. D'accordo, lo scontro col Siculiana non era tra quelli più difficili, ma i sei gol di differenza sono comunque indicativi: il Misilmeri è in gran forma e ha le carte in regola per puntare al vertice della classifica. Gli uomini di mister Rizzolo hanno giocato un match impeccabile, con verticalizzazioni letali e rapide manovre sulle fasce. Bravissimi gli attaccanti e bravo anche il reparto difensivo. L'attore misilmerese Valentino Picone, al suo esordio calcistico, non delude le aspettative: corre a perdifiato, sfiora il gol al 50' e va in rete all'83'. Complessivamente i misilmeresi hanno mostrato grande affiatamento e capacità d'improvvisazione. Gli ultimi minuti di gioco sono letteralmente segnati dallo strapotere dei locali. Per il Siculiana, fiaccato da infortuni e squalifiche, è stata invece una prestazione da dimenticare. Gli ospiti non sono mai entrati in partita e hanno subìto le offensive misilmeresi senza mai impensierire seriamente il portiere Baretta. Giuseppe Lipari.

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RIMINI - Possibile maxi-causa collettiva contro il vigile elettronico (sezione: Class action)

( da "RomagnaOggi.it" del 11-02-2008)

Argomenti: Class Action

Sei in news/Rimini, data 11.02.2008, orario 09:26. RIMINI - Possibile maxi-causa collettiva contro il vigile elettronico RIMINI – Federconsumatori sta valutando sempre più seriamente l'ipotesi di avviare un'class="hilite">azione legale collettiva (in gergo giuridico chiamata 'class="term">class class="term">action') contro le multe del vigile elettronico, il nuovo sistema di videosorveglianza installato nel comune di Rimini. L'alternativa è quella di avviare cause legali per ogni singolo cittadino, anche perché per attuare una class="term">class class="term">action occorrerebbe attendere fino a giugno-luglio. Nel frattempo le multe vanno comunque pagate.

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DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 11-02-2008)

Argomenti: Class Action

(13:53) (9/2/2008 17:25) | DERIVATI TRUFFA UNICREDIT: ADUSBEF INVITA A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA (Sesto Potere) - Roma - 9 febbraio 2008 - DERIVATI: GRAVISSIMI I COMPORTAMENTI DI UNICREDIT PER FRODARE GLI UTENTI E FAR FALLIRE FIOR DI IMPRESE. LA STORIA RACCONTATA DALL'ESPRESSO, CHE VEDRA' ADUSBEF COSTITUITA PARTE CIVILE, E' COMUNE AD ALTRE STORIE DI "DANNATI",CON BANCHE CHE CONTINUANO ANCORA OGGI A TRUFFARE I CONSUMATORI, CON LA COMPLICITA' DI BANKITALIA. ADUSBEF,CHE HA MESSO SUL SITO IL VIDEO DELL'ESPRESSO, INVITA TUTTI I CLIENTI INTERESSATI,A DENUNCIARE IL DR. PROFUMO ALLA MAGISTRATURA, class="hilite">STA VALUTANDO UNA CLASS ACTION CONTRO UNICREDIT ED ALTRE BANCHE. La storia dell'industriale strangolato dai derivati che ha video-registrato di nascosto i suoi incontri con i funzionari di Unicredit che gli hanno fatto firmare quei contratti finanziari capestro ad altissimo rischio, raccontata dal settimanale l'Espresso, è la storia di decine di migliaia di imprese,alle quali le banche hanno appioppato prodotti ad altissimo rischio,per guadagnare miliardi di euro sulla loro pelle e farla franca con la diretta complicità della Banca d'Italia. "Mi hanno rovinato. Ho dovuto chiudere l'azienda e licenziare tutti i miei 430 operai", denuncia Francesco Saverio Parisi, titolare di Divania, una fabbrica di divani che prima del 2003 era una delle prime industrie esportatrici della Puglia, con 65 milioni di euro di fatturato. "Ci ho messo un anno a capire come i banchieri hanno distrutto la mia impresa. Ora li ho denunciati, per truffa e usura, e li ho citati a giudizio davanti al tribunale civile. Come tutte le vittime dei derivati, posso sembrare Davide che sfida Golia. Ma invece della fionda ho la telecamera". La causa civile è tanto pesante che il colosso del credito ha dovuto avvisare tutti i risparmiatori: "Divania ha chiesto la condanna di Unicredit al pagamento di 276 milioni di euro più gli interessi", spiega la banca nel prospetto informativo della fusione con Capitalia. Adusbef,che aveva denunciato a dieci procure della Repubblica i derivati truffa piazzati da Unicredit a decine di migliaia di imprese, oltre ad aver inserito sul suo sito il video relativo all'articolo pubblicato oggi da L'espresso intitolato: "Derivati bugie e videotape", chiederà la costituzione di parte civile al processo di Bari, per sostenere l'imprenditore raggirato, invita tutti i cittadini frodati,a denunciare il dr. Alessandro Profumo, alle competenti Procure. Non è più possibile subire in silenzio le angherie ed i quotidiani soprusi di un sistema bancario che consegue utili sulla pelle dei cittadini,senza neppure rispettare le leggi dello Stato,come l'art.10 del decreto Bersani sulla simmetria dei tassi. Adusbef, che ha raccolto migliaia di testimonianze di imprese strangolate sul forum del proprio sito, invita quindi a ribellarsi ad istituti di credito, contigui con il potere politico e con le conniventi autorità vigilanti,che stringono un cappio al collo a consumatori ed imprese sane,spolpate,raggirate e spogliate. Adusbef infine con l'ausilio di primari giuristi indipendenti, sta valutando la fondatezza giuridica di una class="term">class class="term">action,contro Unicredit ed altre banche,che hanno piazzato allegri prodotti derivati a decine di miglia di consumatori ed imprese.

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Consapevolezza, comunità, reputazione. Parole chiave per gli innovatori da State of the net (sezione: Class action)

( da "Blogosfere" del 11-02-2008)

Argomenti: Class Action

Feb 0811 Consapevolezza, comunità, reputazione. Parole chiave per gli innovatori da State of the net Pubblicato da Emil Abirascid alle 14:49 in Documenti di Luca Comello* Emil mi ha chiesto un post su State of the net (che Innov'azione ha anticipato qui). Ho accettato. Perché sono di Udine e quindi con orgoglio racconto quanto successo nella mia città, dove lo scorso weekend si sono radunati blogger, giornalisti, professori, imprenditori di fama nazionale ed internazionale. E perché approfitto per scrivere il mio primo post. Entro a far parte anch'io della comunità dei milioni che, in ogni angolo del mondo, contribuiscono a creare attivamente la realtà. Per iniziare, qualche cifra. Technorati, rappresentata al convegno dal suo CEO David Sifry, ha censito 126 milioni di blog. La cifra cresce ogni giorno. Più di 3 milioni di persone nel mondo hanno autorità, ovvero sono linkate da almeno altre 10 persone. Entro il 2010 il 70% del contenuto on line sarà creato dai singoli. E, sembra, siamo solo all'inizio. Ecco la rete, a detta del prof. Rullani un'ecologia complessa, in cui convivono predatori, prede, parassiti. Questa rete, questo germoglio di rete, sta dando voce a milioni di intelligenze, creatività, vissuti individuali che divengono collettivi. Sta integrando verità imposte dall'alto con altre emergenti dal basso, auto-organizzate. Complessità allo stato puro, dove gli opposti convivono, coesistono, generano valore. è necessario cercare di dare un senso a quello che sta avvenendo. Prima ancora di agire, secondo il responsabile di Nòva24 Luca De Biase, è necessario assumere consapevolezza della complessità. Consapevolezza è la prima parola chiave. Consapevolezza che il racconto del momento che stiamo vivendo non è ancora stato scritto, il racconto lo scriviamo e lo scriveremo ogni giorno, ciascuno di noi, creatore attivo della realtà. Consapevolezza che in Italia vi è una notevole quantità di innovatori, che siamo in tanti, che non siamo soli. E questo momento e questa rete, questo germoglio di rete, ci dicono che l'innovatore non è individuo, è comunità. Comunità è la seconda parola chiave. Ci dicono che l'innovazione individuale diventa collettiva, perché la rete crea valore. Che i consumatori non sono più terminali passivi, anzi che i consumatori non sono più consumatori, ma i veri produttori. L'innovazione che diventa collettiva richiede il loro contributo. E quello dei fornitori e di tutti gli attori potenzialmente rilevanti. Ci dicono apertura. Addirittura fino all'estremo: condividere il prezzo, come nel caso dell'ultimo album dei Radiohead, in cui il consumatore decide il prezzo, senza limitazioni. Ci dicono anche che non tutto si può comperare. L'attenzione dei consumatori-produttori non si compra, si conquista. Quindi sempre più importante è la reputazione, che si costruisce con i comportamenti giorno dopo giorno. Reputazione è la terza parola chiave. I blogger più influenti se la sono costruita. I migliori venditori su e-bay se la sono costruita. E le altre persone lo testimoniano, votandoli, linkandoli, dando loro autorità. C'è davvero spazio per innovare. Stiamo vivendo un momento di cambiamento probabilmente senza precedenti. Stiamo vivendo, per dirla con Taylor, il momento della complessità. Ancora non sappiamo dove ci porterà. Il racconto non è ancora stato scritto, lo scriviamo ogni giorno. Il cammino non ha ancora una meta, il cammino si fa andando. Questa prospettiva può creare disagio, ma è proprio da qui che gli innovatori inizieranno a scrivere la loro pagina e a fare il loro cammino. * autore di Viaggio nella complessità (Marsilio, 2007) - (vedi il post) luca.comello@gmail.com.

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Porto, Merlo prende il timone e chiede i danni al <Vte> (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

Porto, Merlo prende il timone e chiede i danni al "Vte" di Redazione - martedì 12 febbraio 2008, 07:00 Il porto di Genova chiede i danni al Vte. E lo fa in forma ufficiale, con una lettera del presidente dell'Authority, Luigi Merlo, appena entrato in carica ma perfettamente in linea con quanto "minacciato" dal predecessore Giovanni Novi e dal comitato portuale appena si sono misurate le conseguenze disastrose del blocco del terminal di Prà-Voltri per l'"impazzimento" di Cosmos, il sistema di smistamento e controllo dei contenitori. La procedura innovativa, introdotta a inizio d'anno, nelle intenzioni dei top manager di Psa, la società concessionaria delle banchine, avrebbe dovuto risolvere i problemi di movimentazione dei carichi, compresa la disciplina dell'afflusso dei mezzi pesanti. Le conseguenze: code chilometriche ai varchi doganali e ripercussioni sulla circolazione nell'intero nodo di Genova, mentre i contenitori restavano fermi in banchina e i trasportatori venivano invitati a scegliere altre destinazioni. Con danni gravissimi all'economia: in prospettiva, 70 milioni di euro a carico del settore di spedizionieri, autotrasportatori e aziende di import-export, considerando anche le dichiarazioni del Vte che parlano di serie difficoltà fino al 18 febbraio, ma senza escludere ulteriori ritardi. È in questo quadro che Merlo ha rotto gli indugi, inviando una lettera ai vertici del Voltri Terminal Europa che dà il via a una procedura di risarcimento prevista negli accordi tra Autorità portuale e Psa. L'entità dei danni non è ancora specificata dato che Palazzo San Giorgio, "darà corso a un accertamento sulla regolarità, l'efficienza e la sicurezza del servizio e a una puntuale verifica del rispetto delle clausole contenute nell'atto di concessione. Le risultanze della verifica saranno sottoposte all'esame della prossima riunione del Comitato portuale per il pronunciamento di merito". Il presidente dell'Authority (che intanto ha costituito una "squadra operativa di garanzia e supporto tecnico" chiamandone a far parte il giudice costituzionale Fernanda Contri, il presidente aggiunto della corte di Cassazione Michele Marchesiello e il dirigente del ministero delle Infrastrutture Tullio Russo) fa pesare anche il fatto che la situazione ha provocato e provoca conseguenze pessime per l'immagine del porto di Genova, oltre ai danni economici diretti derivanti dalla diminuzione del gettito fiscale per il calo dei traffici. class="hilite">Tanto più che gli altri terminal genovesi funzionano regolarmente. Intanto gli stessi operatori marittimi, l'associazione degli spedizionieri, i terminalisti hanno a loro volta annunciato la richiesta danni: una valanga di azioni legali (Confartigianato Trasporti annuncia la class="term">class class="term">action.

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Cittadini bambini - michele rossena (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XII - Napoli Cittadini bambini MICHELE ROSSENA I frequentissimi, accorati appelli del commissario De Gennaro alla responsabilità trovano tuttora scarsa risposta nella popolazione. La resistenza psicologica del cittadino medio napoletano a modificare abitudini malsane radicatissime sembra per il momento prendere la meglio su di una nuova mentalità. Ci si nasconde principalmente dietro i guai e i vuoti dei malgoverni locali e nazionali, letti in maniera collettivamente distruttiva, per rimuovere il proprio personale senso di responsabilità: se gli errori e i ritardi istituzionali hanno portato al collasso, che colpa posso avere io, il mio quartiere, la mia città, gli abitanti dell'hinterland? Ed ecco, come se ciò non bastasse, prendere corpo un atteggiamento iperdistruttivo che tende ad aggravare quel che già è difficilissimo da vivere. Proprio come fa il bambino non riconosciuto nei suoi bisogni dai genitori: finisce di autolesionare una situazione per lui già fortemente carente. Questo atteggiamento di omologazione a distruggere, così diffuso a Napoli e dintorni, è difficile da sradicare. Come la psicoterapia individuale ci insegna, è solo eliminando il problema alla fonte che il sintomo regredisce fino alla sua scomparsa. Non è con interventi tampone, che altro non hanno sortito che nascondere con un'azione superficialmente risanatrice situazioni marce nel profondo, che si può risolvere definitivamente una questione strutturalmente malata. Tempi lunghi dunque per un reale risanamento dell'annosa questione immondizia. Al di là dei mali cronici insiti nella napoletanità di sempre è certo che una consistente fetta di cittadini abbia perso il senso profondo dell'appartenenza. Che, termine tradotto dall'inglese belonging, si può interpretare in entrambi i sensi, dei luoghi e delle persone. Il possesso della città è sentito da ognuno nella sola condivisione di una mappa virtuale del luogo, che diventa individualmente e collettivamente mentale attraverso un contributo operativo che sancisce la sua esistenza, il suo mantenimento. Confermandone o modificandone i contenuti queste azioni mentalizzate conferiscono al luogo un'anima vera condivisa. Una definizione dello spazio psicologico e sociale che contiene in sé la motivazione collettiva della sicurezza di appartenere. Se quest'ultima viene spazzata via, come è accaduto per tanti motivi nel passato prossimo, una sana cultura del gruppo come collettività viene negata. Così una città può perdersi.

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Vte, Merlo chiede i danni<Concessione da verificare> (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

Vte, Merlo chiede i danni"Concessione da verificare" blocco di voltri, interviene l'autorità portuale Possibile la revoca: "Controlleremo tutte le clausole del contratto" Genova. Anche l'Autorità portuale si prepara a chiedere i danni al Vte per il blocco del porto di Voltri che si protrarrà, se tutto va bene, sino al 18 febbraio. Ma, soprattutto, a Palazzo San Giorgio iniziano a prendere seriamente in discussione l'ipotesi di revoca della concessione. Quanto meno, per stare alle dichiarazioni ufficiali di ieri, "l'Autorità Portuale darà corso ad un accertamento sulla regolarità, l'efficienza e la sicurezza del servizio ed ad una puntuale verifica del rispetto delle clausole contenute nell'atto di concessione". Jan Van Mossevelde, amministratore delegato del terminal gestito da Psa di Singapore, ha ricevuto comunicazione degli intenti dell'Authorità portuale da una lettera di venerdì del presidente Luigi Merlo. "L'iniziativa dell'Autorità Portuale è un atto dovuto - ha detto Merlo - di fronte a una situazione che non trova analogie in nessun altro porto". Circa l'eventuale ritiro della concessione, l'Autorità ha deciso di verificare se il Vte abbia rispettato "le clausole contenute nell'atto" che permette alla società di svolgere la sua attività sulle banchine di Voltri. Sul servizio svolto, verrà inoltre effettuato un accertamento sulla sua "regolarità, efficienza e sicurezza". La questione del Vte verrà poi trattata direttamente in Comitato portuale, il parlamentino di Palazzo San Giorgio, dove siedono anche i rappresentanti degli operatori. Quando? "Penso tra quindici o venti giorni, quindi con ancora presente il vecchio Comitato - risponde Merlo - quello nuovo arriverà nel mese di marzo". "La richiesta di danni economici invece - continua l'ex assessore alle Infrastrutture - serve per tutelare l'immagine del porto e le entrate dell'ente" Meno traffici, significano infatti anche meno soldi incassati dalle dogane. E, per la Regione, meno fondi per le infrastrutture nel caso dovesse decollare la norma in Finanziaria sull'extragettito. "Se il buon giorno si vede dal mattino, questa sarà una buona giornata". Lo dice Filippo Gallo, presidente di Assagenti, che saluta così l'azione "netta, che non lascia spazio ad interpretazioni" messa in atto dal nuovo presidente dell'Authority. Continua Gallo: "Nei prossimi giorni noi agenti marittimi presenteremo un documento di messa in mora del terminal, una dettagliata relazione sulla situazione di Voltri dall'inizio della crisi, e una lettera a Eddie Teh" che è il presidente di Psa, la multinazionale di Singapore che controlla il Vte. "Finché sono le associazioni degli operatori a fare rumore e strepitare è un conto - commenta Piero Lazzeri, presidente degli spedizionieri - quando comincia a farsi sentire il proprietario delle aree, diciamo il padrone di casa, è un altro". Con l'Autorità Portuale, si allunga a dismisura l'elenco dei soggetti che si preparano a fare causa al terminal di Voltri: la settimana scorsa, ad annunciare azioni legali erano stati spedizionieri, autotrasportatori e agenti marittimi. Ma non finisce qui, perché l'class="hilite">ipotesi di una class="term">class class="term">action comincia a piacere anche agli spedizionieri doganali, come conferma Davide Cabiati, presidente di Agespedo: "Da molti nostri associati sono arrivate richieste in questo senso. Tra l'altro a questo punto si può valutare l'ipotesi di fare fronte comune tra tutti quelli che hanno chiesto risarcimenti al Vte". Intanto, i vertici del più grande terminal italiano scelgono ancora la tattica del silenzio, in attesa che la situazione maturi. Se tutto va secondo i piani, il 18 febbraio riaprirà il traffico in export, e le navi potranno nuovamente essere caricate. Alberto Quarati 12/02/2008 ' 12/02/2008 intervento eccezionaleQuesta è una situazione che non trova analogie in nessun altro porto luigi merloPresidente Autorità portuale 12/02/2008.

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Genova, indagato il "console" batini - massimo calandri marco preve (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Genova, indagato il "console" Batini Abusi demaniali per il capo dei camalli. E intanto il porto va in tilt I magistrati già indagano su un milione e 700mila euro finiti nelle casse dei portuali MASSIMO CALANDRI MARCO PREVE GENOVA - Nel registro degli indagati della procura, che vuole far chiarezza su raggiri e concussioni lungo i moli genovesi, è finito anche lo storico console dei "camalli". Paride Batini, rappresentante della Compagnia Unica, la società degli scaricatori del porto, deve rispondere di "occupazione abusiva di suolo demaniale". Un reato minore del codice della navigazione, punito anche con la reclusione fino a sei mesi ma in genere regolato con una multa da poche centinaia di euro. L'iscrizione di Batini è in qualche modo legata all'inchiesta che la settimana scorsa ha portato all'arresto di Giovanni Novi, presidente uscente dell'Authority, quella sull'illecita spartizione del Multipurpose. Ma non è direttamente in relazione ad una clamorosa ipotesi formulata dai magistrati: truffa aggravata, per via di 1.728.000 euro finiti indebitamente dalle casse dell'autorità portuale a quelle della Compagnia Unica. Vale la pena anche di ricordare che nella contestata riassegnazione del terminal, Novi aveva inserito a sorpresa (e favorito) la Tirrenia: priva di personale specializzato, la compagnia di navigazione per le operazioni di carico e scarico avrebbe utilizzato proprio i "camalli" di Batini. Settant'anni, già leader della rivolta antifascista genovese nel giugno del '60 e simbolo della cosiddetta aristocrazia operaia dell'angiporto, un mito della sinistra, il console nei giorni scorsi aveva espresso parole di solidarietà nei confronti di Giovanni Novi. Al vaglio dei magistrati ci sarebbero numerose telefonate intercettate tra i due. Oggi pomeriggio in procura sarà interrogato Claudio Burlando, ex ministro dei trasporti e sindaco di Genova, ora Governatore ligure: il pm Walter Cotugno lo sentirà in qualità di "persona informata sui fatti". Domani toccherà all'imprenditore Aldo Spinelli, che è invece indagato in concorso con Novi per aver truccato la seconda gara d'appalto del Multipurpose. Ieri è stato ascoltato Ignazio Messina, terminalista tra le presunte vittime del raggiro: è intenzionato a chiedere 16 milioni di euro di risarcimento. Stamani il gip Franca Borzone deciderà sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Giovanni Novi, che è agli arresti domiciliari da otto giorni. I pubblici ministeri hanno però espresso parere sfavorevole: il presidente uscente dell'Authority potrebbe ancora inquinare le prove, meglio mantenere la misura cautelare ancora per un mese. Il momento-no del porto di Genova sembra non finire mai. Il blocco al sistema informatico che da oltre due settimane ha paralizzato l'attività di esportazione del Vte, il terminal di Voltri, sta causando decine di milioni di euro di danni. Autotrasportatori, spedizionieri e la stessa class="hilite">autorità portuale sono intenzionati a intraprendere una class="term">class class="term">action per il relativo risarcimento. In ballo non c'è solo il temporaneo stop ma le sue conseguenze nel futuro prossimo, a partire dagli inevitabili trasferimenti di molte navi in altri approdi. Il nuovo presidente dell'Authority, Luigi Merlo, ha scritto all'amministratore delegato del Vte, Van Mossevelde: e sta valutando "seriamente" la revoca della concessione.

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Anziani e disabili Le critiche di An <Rette ingiuste> (sezione: Class action)

( da "Corriere Alto Adige" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: LETTERE - data: 2008-02-12 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Welfare Anziani e disabili Le critiche di An "Rette ingiuste" BOLZANO - An attacca la politica sociale della Provincia. La denuncia arriva dai consiglieri provinciali Mauro Minniti e Alberto Sigismondi, che puntano il dito contro la scarsa efficacia in materia di cura degli anziani e disabili, definita "fallimentare e senza un'impronta sociale forte, nonostante la giunta attuale sia di centrosinistra". Nel mirino c'è il decreto legislativo 130/2000 del presidente del Consiglio, che stabilisce "che Comuni e Province debbano considerare la situazione economica del solo assistito, per prestazioni erogate a domicilio o in ambiente residenziale, rivolte a persone con handicap grave, nonché a soggetti con più di 65 anni di età. Lo stesso decreto impone che gli enti non abbiano la facoltà di richiedere alcunché ai familiari degli assistiti". I buoni propositi del decreto però, a sentire An, non troverebbe riscontri in ambito provinciale. "Durnwalder e la giunta - dice Minniti - hanno disposto a suo tempo, e illecitamente, che il pagamento delle prestazioni possa essere richiesto anche d'ufficio, impegnando le famiglie a concorrere al pagamento della tariffa non coperta dall'utente. Tutto ciò non è legale". La consigliera comunale bolzanina, Maria Teresa Tomada, ha invitato i parenti che hanno anziani ricoverati in case di cura, a non pagare la loro parte della retta: "Gli enti - dice- non possono richiedere alcunchè ai familiari degli assistiti, è illegale". An sta preparando una azione collettiva dei parenti per chiedere la restituzione degli importi finora versati: "Per 100 posti disponibili, oltre 50 anziani sono in lista d'attesa". Thomas Laconi.

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ECONOMIA - Torna il premio ''Consumo sostenibile'' della Fondazione Icu per le tesi di laurea (sezione: Class action)

( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

10.5712/02/2008 ECONOMIA - Torna il premio ''Consumo sostenibile'' della Fondazione Icu per le tesi di laurea Venezia - Torna per il quinto anno consecutivo il premio per tesi di laurea indetto dalla Fondazione Icu ? Istituto consumatori utenti. Il concorso ha avuto negli anni un successo crescente anche grazie alla pubblicazione di tutte le tesi vincitrici delle passate edizioni. "La trasparenza bancaria", "Biologico sicuro", "Acquisti verdi" e "Il cibo solidale" sono i titoli pubblicati nella collana "Libri dei consumatori". class="hilite">Presto si aggiungerà "La class="term">class class="term">action", di Pietro Pistone, vincitore del primo premio nell'edizione 2007. Al Premio consumo sostenibile sono ammesse tesi discusse nelle Università italiane, negli anni accademici dal 2000-2001 in poi, inviate entro il 30 settembre 2008 alla Fondazione Icu, in viale Venezia, 7 - 30171 Venezia Mestre. Le tesi devono trattare argomenti che riguardino in particolare l'economia solidale, il commercio equo e solidale, il risparmio e la lotta agli sprechi, la qualità e i costi dei consumi alimentari, la sicurezza degli utenti e dei consumatori, i vantaggi delle energie rinnovabili, l'informazione e la "trasparenza" nel mercato, strumenti economici per un consumo più sostenibile, legislazione e giurisprudenza a favore dei consumatori, diritti dei consumatori e degli utenti dei Movimenti consumeristi, Unione Europea e politiche per i consumatori, pregi e difetti della concorrenza nei mercati interni e internazionali. Il primo premio ammonta a 750 euro, il secondo 250 euro, il terzo consiste nella segnalazione sui Libri dei consumatori. Per informazioni: www.fondazioneicu.org " Leggi tutte le notizie.

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Menapace: ''Ora class action o un patronato di militari'' (sezione: Class action)

( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

URANIO 17.3612/02/2008 Menapace: ''class="hilite">Ora class="term">class class="term">action o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con il passato e a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano prese le precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla cosi' del documento finale approvato dalla commissione. "Sono contenta - aggiunge - della relazione conclusiva, la considero di grande significato" anche se "mi e' sembrato non il trionfo della razionalita'" ma qualcosa del genere. Il presidente della commissione e' soddisfatta e osserva che esistono delle modalita' da mettere in pratica: "Sono contenta della class="term">class class="term">action perche' potrebbe servire per difendere i diritti dei militari o un patronato formato dagli stessi militari". Sull'astensione al voto finale di tre membri (uno di Alleanza nazionale e due di Forza Italia), Menapace rileva che questa e' "una commissione di inchiesta che e' come un tribunale, non ho neanche contato chi ha votato a favore e chi contro". (DIRE).

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Tassi, allo studio class action (sezione: Class action)

( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

12-02-2008 17:20 Associazioni dei consumatori denunciano mancata simmetria (ANSA) - ROMA, 12 FEB - class="hilite">Le associazioni dei consumatori sono pronte a lanciare una una class="term">class class="term">action contro le banche per il mancato rispetto del decreto Bersani.L'articolo 10 impone la simmetria dei tassi di interesse sui prestiti e sui depositi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, gli istituti bancari non hanno rispettato le norme contenute nel primo decreto, aumentando, di pari passo con la Bce, solo i tassi su mutui, prestiti e fidi e lasciando invece invariati gli interessi sui conti correnti.

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Uranio. Menapace: ''Ora class action o un patronato di militari'' (sezione: Class action)

( da "Redattore sociale" del 12-02-2008)

Argomenti: Class Action

SALUTE 17.3612/02/2008 Uranio. Menapace: ''class="hilite">Ora class="term">class class="term">action o un patronato di militari'' Roma - "Oggi abbiamo chiuso con il passato e a chi deve partire possiamo dire che insistiamo affinche' siano prese le precauzioni e adeguati protocolli per il futuro". Il presidente della commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito, Lidia Menapace, parla cosi' del documento finale approvato dalla commissione. "Sono contenta - aggiunge - della relazione conclusiva, la considero di grande significato" anche se "mi e' sembrato non il trionfo della razionalita'" ma qualcosa del genere. Il presidente della commissione e' soddisfatta e osserva che esistono delle modalita' da mettere in pratica: "Sono contenta della class="term">class class="term">action perche' potrebbe servire per difendere i diritti dei militari o un patronato formato dagli stessi militari". Sull'astensione al voto finale di tre membri (uno di Alleanza nazionale e due di Forza Italia), Menapace rileva che questa e' "una commissione di inchiesta che e' come un tribunale, non ho neanche contato chi ha votato a favore e chi contro". (DIRE).

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