HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 9-5-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (68)
IL TICKET PER LA VENDEMMIA
( da "Azione,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
Su
rotaia fino a Rovereto: conferma da Trento
( da "Trentino"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia gelosa dei suoi ritmi, la notizia che la provincia ha imboccato l'idea d'un doppio sistema di collegamento, su gomma e su rotaia, fra il Basso Sarca e l'asta dell'Adige in maniera tanto decisa da prevedere che entro la fine dell'anno corrente verrà avviato il procedimento di valutazione di impatto ambientale sul progetto di massima dei due sistemi di trasporto,
Vademecum
per le pratiche edilizie ( da "Corriere delle Alpi"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: punta a evitare gli errori più frequenti e le principali cause di intoppi che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica dalla carenza di personale. "Il vademecum non è ancora operativo", dice Franco Frison presidente dell'ordine degli architetti, "dobbiamo fare le nostre valutazioni.
Grigliata
liberain spiaggia a Loano:<Basta segnalarlo>
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificare al massimo la burocrazia che, finora, ha complicato l'attività dei Bagni Marini - ha sottolineato il presidente Tassara -. L'aver previsto che le grigliate si possano fare senza dover richiedere l'autorizzazione dalla Guardia costiera, come era avvenuto fino ad oggi, renderà tutto più semplice e permetterà agli operatori di lavorare in maniera più rapida ed efficiente"
<Italia-Giappone,tre
anni per ripartire> ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assieme all'eccessiva burocrazia e alla difficoltà di ottenere e far ottenere visti d'ingresso, è difficile portare idee e capitali in Italia. "Entrano da ogni parte in questo Paese - denuncia Montezemolo - e poi quando proviamo a far arrivare un manager piuttosto che un cliente, questo resta a lungo in attesa".
Non
apritequella portanel palazzodi Medicina
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quello che per la burocrazia e l'ufficio tecnico dell'Ateneo è assolutamente insuperabile. Che fare? Entrare, ovviamente. All'inizio viene da strofinarsi gli occhi, per essere sicuri di vederci bene. Èâ??bastato voltare l'angolo per finire in un altro mondo: sembra di essere in un palazzo appena bombardato.
Macché
modulo: recidivo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia" dell'amministrazione della giustizia. L'avv. Canzona - salito alla ribalta della cronaca nel 2000 quando il Consiglio di Stato riconobbe la validità della sua laurea in giurisprudenza annullata in precedenza dal Tar perchè conseguita in tre anni quando il corso era di quattro - aveva sostenuto che il giovane era finito in carcere per un errore nella compilazione di un
Il
comune aiuti l'imprenditoria ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa la burocrazia, i lacci e lacciuoli a cui gli imprenditori, nuovi e non, devono fare fronte. Per non parlare del rapporto, ostico da sempre in verità, con gli istituti di credito". Un rapporto che spesso scoraggia anzichè incentivare: "Per ottenere un finanziamento - spiega Carlo Loni - bisogna fronteggiare tanti impegni,
Niente
Giochi per colpa della burocrazia
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Niente Giochi per colpa della burocrazia" "La legge italiana è ingiusta, va cambiata". L'attaccante dell'Inter Mario Balotelli, 17 anni, torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età: nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "
Ma
la burocrazia provoca ritardi ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia provoca ritardi" Il coordinatore Fele segnala le difficoltà operative ORGOSOLO. Ecco l'elenco delle ditte individuali o società ammesse al finanziamento. A Oliena: Franco Corrias, Loredana Foddai, Gi.Cu snc di Cuccureddu & Serra, Antonello Mereu, Lucia Moro, Panificio Il Forno, Francesco Puligheddu e Antonella Porcu.
In
spiaggia col cane: ecco dove si potrà se sarà firmata l'ordinanza comunale
( da "Tirreno,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sembra semplice, ma alla burocrazia - si sa - non si sfugge neppure se si tratta di un tuffo con scodinzolio. Sulle spiagge cittadine, per specifica ordinanza comunale (la materia è di competenza dell'ufficio della dottoressa Maria Lida Iascone) è vietato portare animali.
Abile
lavoro di tessitura per centrare il bersaglio
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, le macerie, le negligenze dell'uomo. Una guerra condotta a colpi di piccone e di badile, una guerra che non fa vittime ma aiuta la gente a ritrovare speranza e fiducia nella vita. Per l'adunata ai piedi del Grappa ha speso energie, tempo, amicizie, dedicandosi totalmente al progetto che due anni fa è riuscito a far approvare dall'
FACCIO
parte di un gruppo emergente di danza mediorientale di nome ReBelly, è da 3
anni che pra ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che sembra un tipico caso di burocrazia italiana, faccio presente il fatto che non solo abbiamo già partecipato a questo evento, ma il tema di quest'anno sarà "Il Corpo e la Danza", quale migliore tema per un gruppo di danza del ventre? Senza considerare poi che possiamo rappresentare anche quella multiculturalità che ormai caratterizza la nostra città.
Caro
Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non è tanto una forma d'
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché la battaglia contro la burocrazia, è persa in partenza. Dunque riuscirà forse la musica a sopravvivere nelle spire mortali della piovra burocratica? Riusciranno i gruppi a suonare (chiaramente gratis!) in qualche posto di questa città? Potremmo continuare ad avere fiducia in tali manifestazioni ed in chi o nelle modalità in cui sono svolte?
<Un
palasport ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: seguendo così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila,
Di
MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notori
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: seguendo così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila,
Ballaman:
più sicurezza con la lega, ma senza chiudere i nostri confini
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il consiglio deve impegnarsi a combattere i costi della burocrazia che sono molto più elevati e pericolosi. I costi fissi rischiano di uccidere le piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto economico della nostra regione. In questo senso dobbiamo lavorare". Lei è di Pordenone dove la Lega ha ottenuto risultati molto simili a quelli del Veneto.
Più
investimenti: aziende a caccia di fondi e risorse
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia e dei servizi e la difficoltà legate a reperire, sul mercato del lavoro, le risorse umane e finanziarie necessarie alla crescita dell'azienda. PROBLEMI ORMAI cronici, ricordati con forza dal presidente uscente degli industriali italiani, Luca di Montezemolo, nel corso della sua visita a Ferrara.
Valorizzerò
la mia terra ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare con attenzione.
Brunetta:
Meno burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Al macero scartoffie e burocrazia cartacea e sostituzione con rapporti amichevoli di tipo informatico", ribadisce sicuro di sè. Ovvero, meno burocrazia e meno cartacce in giro a favore di una tecnologia facilmente accessibile e rapida. Intanto ieri il neo ministro Renato Brunetta ha ricevuto il suo primo "incarico" da parte del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
Zaia:
valorizzeremo veneto e agricoltura
( da "Mattino
di Padova, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare con attenzione.
Finalmente
il veneto conta qualcosa ( da "Nuova Venezia, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, oltre che una decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, inviamo le più vive congratulazioni per la sua nomina e fin ribadiamo la nostra più convinta collaborazione per uno sviluppo equilibrato e duraturo dell'agricoltura italiana che oggi vive una fase di grande difficoltà e con i redditi dei produttori
Industriali
sorpassati, ma non è crisi ( da "Provincia Pavese, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: azienda I notai ricchi specchio della burocrazia" VIGEVANO. I notai che scalzano gli imprenditori dai primi posti della classifica dei redditi è un segno dei tempi. "Ma non necessariamente il segno di un'industria ormai avviata al declino e senza più slanci di vitalità", dicono gli imprenditori difendendo il ruolo di fattore dinamico della fabbrica nell'economia cittadina.
Inter,
nervosismo da battere ( da "Provincia Pavese, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: obiettivo di battere il Siena e conquistare lo scudetto numero sedici della storia nerazzurra, solo così la tensione lascerà spazio alla gioia e resterà solo un brutto ricordo. Balotelli, intanto torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età e di partecipare quindi alle Olimpiadi con la maglia azzurra.
Balotelli:
legge ingiusta, niente Olimpiadi ( da "Giornale di Brescia"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età. Parlando con il quotidiano di Toronto "Il Corriere Canadese", in un'intervista ripresa dall'Ansa, l'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B"
La
burocrazia da Weber a Wittgenstein
( da "AltaLex"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 2008 Stampa La burocrazia da Weber a Wittgenstain di Sergio Sabetta Le nuove aperture mentali permettono di lasciare emergere ciò che da sempre esiste ma non si poteva vedere. Per Weber la "legittimità" è alla base dei sistemi di autorità ed è connessa a cinque tipi di credenze legate tra loro: che vi sia un codice legale determinato e a cui tutti i membri dell'
Le
imprese: giudicheremo dai singoli fatti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: problematica del trattamento fiscale delle imprese alla burocrazia, dalle infrastrutture ai costi strutturali "non è facile fare l'imprenditore in Italia": il governo è atteso alla prova dei fatti. Sul tema della contrattazione, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei si è riservato di esprimere un giudizio sulla raggiunta unità sindacale dopo un esame più approfondito:
La
fase due ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre tasse e burocrazia, rafforzare le infrastrutture materiali ma soprattuttoimmateriali e iniettare un po' di concorrenza in più può sembrare fin troppo facile, ma non è certamente demodé. Dopo aver animato la campagna elettorale, la Bibbia di Tremonti è chiamata alla più ardua delle prove: orientare l'azione di governo verso obiettivi di successo non per una parte sola ma per l'
In
Giappone spazi di crescita ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA ITALIANA Dal 19 maggio le procedure di nulla-osta per lavoro saranno informatizzate per le figure professionali di alto profilo AUTOMOBILI E LUSSO Ferrari apre una rete commerciale e conta di vendere 500 auto nel 2009 nonostante il carico fiscale elevato.
Le
spese sociali resistono ai risparmi dei Comuni
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove la spesa del personale cresce più rapidamente (+3,7%) e aumentano il loro peso le uscite per lo sviluppo economico, l'ambiente e il trasporto. Nella "burocrazia" se ne va il 27,3% delle uscite, mentre alla gestione del territorio è dedicato il 21,6% (contro il 23,4% del 2005). gianni.trovati@ilsole24ore.com.
Il
pm contabile: <Consulenti superpagati Il sindaco risarcisca 7 milioni di
euro> ( da "Corriere della Sera"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Sindaco e giunta si sono difesi presentando delle memorie nelle quali hanno sostenuto che il ricorso agli esterni era dovuto alla mancanza di professionalità interne, alla necessità di un "rapporto fiduciario " tra dirigenti e politica e che comunque tutto "ricade nella sfera delle scelte discrezionali dell'
Un'alleanza
per la sicurezza ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componentidel mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro.
Circo
( da "Corriere
della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché la trafila per richiederli deve passare attraverso gli uffici della Provincia e si perde inesorabilmente nelle lentezze della burocrazia. (Info:www.scuolaromanadicirco. net). Lauretta Colonnelli Volando sul trapezio Oltre 200 gli iscritti, tra professionisti e amatori, imparano a giocolare o a volare sul trapezio con insegnanti arrivati da tutta Europa.
Un
triangolo oggi per non pochi versi vizioso, che spetta non solo e non tanto al
legislator ( da "Messaggero, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella "
Legge
ingiusta per me niente Olimpiadi ( da "Tempo, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il 17enne attaccante dell'Inter Mario Balotelli torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età. L'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B".
Giustizia
il professore ammette gli sms erotici con la tredicenne
( da "Riformista,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di fronte a un personaggio che sfugge burocrazia e regole, ma una cosa è certa: è amato dai familiari dei suoi piccoli pazienti che già ieri lo hanno accolto a casa, al ritorno dal lungo interrogatorio durato quattro ore, con una fiaccolata di solidarietà e che da tutta Italia hanno telefonato ai legali dichiarandosi pronti a venire a Palermo per testimoniare a favore del medico.
OVVIAMENTE,
come ad ogni cambio di Governo, specie alla luce dello spoils system all'italia
( da "Messaggero,
Il (Ostia)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella "
Meno
burocrazia nelle dogane ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Meno burocrazia nelle dogane" R.d.F. dagli agenti. è importante che venga creato un ufficio unico per consentire alle dogane di lavorare insieme a presidi quali quello della sanità marittima. In questo modo si eviterebbero molte lungaggini burocratiche.
Fabbriche
udinesi a rischio stop ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ambientale comporta anche dei costi, relativi a tasse, consulenze, certificazioni, perizie, monitoraggi, sanzioni, spese legali e personale dedicato. Un'analisi per definire l'inquinamento o meno di un terreno può andare dai 200 ai 1000 euro;
La
burocrazia in azienda è il nemico dell'enologo
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si è chiuso a Venezia il congresso nazionale di categoria La burocrazia in azienda è il nemico dell'enologo è in aumento il numero di donne nella professione A CURA DI Valeria Zanetti Meno burocrazia in azienda e più concertazione nelle iniziative finalizzate alla promozione e commercializzazione dei vini a Nord-Est.
Comuni
insieme per un unico grande parco produttivo
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una burocrazia snella ed efficiente sarà a vantaggio dei comuni interessati a far parte della società, nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti. Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana, lo ha definito un progetto ad ampio respiro, capace di incrementare notevolmente l'economia di tutta la Bassa Padovana e di migliorare la viabilità,
Musile
Tanzi: Salso deve aderire alla <Carta di Parma>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia per i controlli sulla residenza e la regolamentazione dei flussi immigratori sul reale fabbisogno locale ". Musile Tanzi fa notare poi come l'iniziativa "risulti priva di ogni strumentalizzazione ideologica, essendo i sindaci firmatari appartenenti a schieramenti che trasversalmente coprono tutto l'arco costituzionale.
Ora
aspettiamo i miracoli ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia più snella e veloce, vendita di tutte le attività pubbliche passive, tagli notevoli al settore pubblico, delinquenza zero, disoccupazione zero, clandestini zero, non più indulti, nuove carceri, numero dei politici dimezzato, gli stipendi dei politici dimezzati, non più finanziamenti ai giornali di partito e altri giornali,
Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Portogruaro
in c1? lignano candida lo stadio ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma siccome lo stadio è gestito dal comune stesso i propositi per realizzare una tribuna più ampia si scontrerebbero con la burocrazia. Tra l'assegnazione di un bando e la realizzazione di una nuova tribuna ospiti più ampia (da oltre 2500 posti che si sommerebbero ai 2000 della tribuna centrale del Mecchia di Porrtogruaro) passerebbero almeno due mesi, per essere ottimisti.
Stampa
estera: Governo Berlusconi nato con "velocità accecante"
( da "Velino.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di snellire le leggi e la burocrazia”) ricorda che la scorsa settimana Saif El Islam, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, aveva messo in guardia sul rischio di “catastrofiche ripercussioni” nelle relazioni bilaterali tra Italia e Libia se a Calderoli fosse stato conferito un incarico nel nuovo governo.
Protagonisti:
Janna Bullock ( da "Stile.it"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aspra lotta con la burocrazia locale, vinta a suon di milioni, rende pubblico il suo desiderio di contribuire all'economia di sviluppo dell'ex-Unione Sovietica. Intanto, nella patria adottiva, è riconosciuta mecenate d'artisti da ogni dove e si conquista la nomina di membro del comitato direttivo del Museo Guggenheim, entrando così nell'elite culturale newyorkese.
La
falsa ereditiera condannata per truffa
( da "Corriere
Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ostacoli della burocrazia, sempre pronta a provocare ritardi, lungaggini, errori. Vicenda che risale al 2006 e a far scattare le manette la Guardia di Finanza che aveva scoperto una truffa immobiliare tra Senigallia, Fano e Pesaro. Ben 12 i capi di imputazione per altrettante vittime cadute nella rete di colei che nelle aule di giustizia viene identificata come falsa ereditiera.
La
Ue dichiara guerra alla burocrazia
( da "Corriere
Economia Online" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L 'Ue contro la burocrazia. Entro il 2012 si ridurranno del 25% gli oneri amministrativi, non saranno più richieste traduzioni ufficiali per l'apertura di filiali all'estero e si potrà optare per dichiarazioni sul fatturato semplificate.
Stazione
marittima, sparisce l'incompiuta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: diventato col tempo un vero e proprio simbolo dell'incuria e delle lungaggini della burocrazia, in una struttura moderna e confortevole. L'avvio dell'intervento di sistemazione della storica incompiuta tortoliese segna lo spartiacque tra un recente passato, fatto di degrado delle banchine, ed un futuro che appare decisamente più roseo.
Intervista
a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici
sul porto ( da "Opinione, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gli altri deviano i fiumi per ampliare i porti e noi affoghiamo nella burocrazia. Ci si è gongolati troppo nell'idea di Genova primo porto del Mediterraneo. Ma il vero problema sono i tempi che occorrono nel reagire alla globalizzazione. Si parla troppo e si fa poco, troppo poco e spesso male. Qual è oggi la formula per governare un sistema complesso come un porto?
NUCLEARE:
GATTA, SCELTA DI BUON SENSO SU CUI PESANO FALSI PROBLEMI
( da "Asca"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sta nel rapporto con la burocrazia e con il territorio. ''Anche se riuscissimo un domani ad adottare una scelta bipartisan in materia di politica energetica e quindi di ritorno al nucleare - dice - resterebbe il problema di accettazione a livello locale di questa decisione: in altre parole l'effetto nimby (not in my backyard,
AMEDEO
PICARIELLO SANITà VICINA AL COLLASSO: IL RISCHIO è CHE LE LISTE D'ATTESA - GI
( da "Mattino,
Il (Avellino)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: paradossi della burocrazia e della politica - più un'azienda sanitaria è virtuosa, più finisce nella maglie dei vincoli di spesa. Ed è il caso del nosocomio cittadino. "La sanità non si può fare - dice sempre il primario di Urologia del Moscati - con i bilanci alla mano, utilizzando esclusivamente la cieca logica dei numeri".
BRUNETTA:
MENO BUROCRAZIA A CASA GLI STATALI FANNULLONI
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non bisognerà anche fare qualcosa per ridurre la montagna di carta e documenti "Si, manderemo al macero le scartoffie e tutta la burocrazia cartacea. Introducendo non una nuova burocrazia ma rapporti amichevole fra lo stato e i suoi cittadini. Utilizzando gli strumenti dell'elettronica e dell'informatica". Premierete i dipendenti pubblici che lavorano? "Assolutamente sì.
IL
RISO AMARO NELLA VALIGIA DI TARTAGLIA
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i due non sono sposati e come coppia di fatto incappano nelle difficoltà della burocrazia; sono anche una coppia in crisi, lui un acquiescente bonaccione, lei presa dalle lusinghe del consumismo, con il miraggio dei centri commerciali. La pièce, naturalmente, ha una sua tenuta comica, con una esilarante sorella vedova e bizzoca (Schiano), un camorrista dai modi spicci (Procopio),
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: McCarthy: "L'unica cosa che ci salva dalla burocrazia è l'inefficienza. Una burocrazia efficiente è la minaccia più grave alla libertà". Quell'impiegata è stata efficiente e ha applicato il regolamento. Che importa se data di nascita, residenza, foto sono le stesse e quindi è esclusa la possibilità di errore?
Tre
chilometri di coda per visitare il nuovo outlet
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia tentacolare tanto che l'insediamento è stato completato in tempi da record: 18 mesi appena.Lo stesso sindaco di Aiello, Renato Nuovo, ha sottolineato come l'impresa si chiuda con reciproca soddisfazione delle parti chiamate in causa e ha evidenziato come si garantiscano alti livelli occupazionali nel momento in cui si vanno registrando preoccupanti segnali critici.
Dal
giorno di Piazza Fontana, 12 ( da "Gazzettino, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spesso maltrattati dalla burocrazia, talvolta nemmeno protetti da morti come non lo erano stati da vivi. Per qualcuno di loro la pensione è una miseria, lo Stato si è messo a discutere se erano caduti sul lavoro o per il lavoro. Distinzione sottilissima attraverso la quale passa una pensione dignitosa o una da fame per vedove e orfani.
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: arrugginiti delle nostre burocrazie.Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera casa di vetro. In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella casa.
Edilizia,
un Vademecum renderà più snelle le pratiche per costruire
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica carenza di personale. Una carenza che non può essere lenita per i noti limiti di legge. Amministrazione ed ordini professionali hanno quindi deciso di collaborare per giungere a una semplificazione delle procedure che agevolerà uffici,
Un
telefono svela la polverosa burocrazia
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 09-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con una commedia di Andrea Camilleri Un telefono svela la polverosa burocrazia Eccellenti protagonisti Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina LA CONCESSIONE DEL TELEFONO di Andrea Camilleri, con Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci, Pippo Patavina, Marcello Perracchio e con Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angelo Tosto, Franz Cantalupo,
Oltre
l'Expo 2015: il dibattito architettonico di Milano
( da "Il
Giornale dell'arte.com" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia è inefficiente; i committenti sono provinciali; l'opinione pubblica è disinformata. Come sorprendersi se ciascuno si sente autorizzato a parlare in nome della propria ignoranza e forte della propria impotenza? Da questa riduzione non deriva neppure un dibattito, ma semplici estemporanee fabulazioni.
[FIRMA]LUCIANO
BORGHESAN I pazienti diventano attori, anche gli operatori socio-sanitari
recitano ( da "Stampa, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "ruoli" di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi tra la burocrazia e le banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità. Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure via email a teatro@teatromonterosa.it.
La
(mala)sanità a teatro Il paziente diventa attore
( da "Stampa,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "ruoli" di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi tra la burocrazia e le banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità. Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure via email a teatro@teatromonterosa.it.
Giovani
imprenditori Coldiretti, appello alla Regione
( da "Quotidiano.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di semplificazione e di sburocratizzazione, tarpando le ali alle reali esigenze delle aziende giovani". In questo modo non si farà selezione ma si finirà per distribuire i finanziamenti secondo logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole e,
CONCORRENZA
E... VELENI ( da "Azione, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.
<Patente
a punti per le imprese> ( da "Provincia di Lecco, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se passa il messaggio che la burocrazia per le imprese è eccessiva e per aprire un'azienda basta un giorno allora poi non possiamo aspettarci attenzione sulla sicurezza. E anche il mercato del precariato peggiora la situazione, in quanto se un ragazzo diplomato pensa che anziché andare incontro a una vita incerta apre una partita Iva e fa partire un'
REGGIO
EMILIA - Ue e nuove sfide nelle parole dei consiglieri provinciali
( da "RomagnaOggi.it"
del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Europa della burocrazia non ha saputo fare". Inoltre "il futuro non pone problemi giuridici da risolvere moltiplicando le regole - ha sottolineato Barbieri Manodori, ma problemi politici". Secondo Barbieri Manodori poi "l'Europa rischia di non sopravvivere se si ferma all'economia, ha bisogno non solo integrazione orizzontale,
( da "Azione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli -
Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti,
entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare
tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia,
vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano
compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la
propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo
in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione
telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice
fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova
modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà
attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il
datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di
valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in
possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un
libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il
buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato
se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo
un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non
inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato
in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale
(10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati
come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento
a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli
addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria
corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli
extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di
sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel
( da "Trentino" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Cesare Guardini
Su rotaia fino a Rovereto: conferma da Trento Entro dicembre 2008 alla Via il
doppio progetto, tunnel lunghissimo e treno L'assessore Gilmozzi ed il
dirigente ingegner De Col hanno ribadito al consigliere Parolari la volontà
politica di ripristinare in tempi e modi ancor tutti da precisare una
metropolitana di superficie RIVA. A sorpresa, ma non troppo, sguscia dalle
nebbie d'una burocrazia gelosa dei suoi ritmi, la notizia che la provincia ha imboccato
l'idea d'un doppio sistema di collegamento, su gomma e su rotaia, fra il Basso
Sarca e l'asta dell'Adige in maniera tanto decisa da prevedere che entro la
fine dell'anno corrente verrà avviato il procedimento di valutazione di impatto
ambientale sul progetto di massima dei due sistemi di trasporto,
ritenuti sinergici uno all'altro. La notizia segue due interventi
-un'interpellanza al sindaco Molinari di Carlo Modena, consigliere comunale a
Riva, ed una richiesta di Claudio Nodari, presidente del comitato torbolano a
Giuseppe Parolari, consigliere provinciale- che cercavano di scuotere il
silenzio tombale seguito all'incontro pubblico del novembre
( da "Corriere delle Alpi" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ORDINI PROFESSIONALI
Vademecum per le pratiche edilizie Presentato dall'assessore Gamba ai
professionisti per la valutazione BELLUNO. Incontro ieri a palazzo Rosso tra
l'amministrazione comunale e i rappresentanti degli ordini e dei collegi
professionali sul tema delle pratiche urbanistiche ed edilizie. Al tavolo
l'assessore Paolo Gamba con i tecnici comunali, e i rappresentanti di
architetti, geometri, periti industriali e costruttori. Dall'incontro è emersa
in particolare la volontà di tutti i partecipanti di collaborare alla ricerca
di una soluzione concreta alle difficoltà in cui incappano i cittadini,
garantendo loro risposte efficaci e, soprattutto, veloci. Ed è con questo
obiettivo di miglioramento del servizio che i tecnici comunali hanno approntato
un "Vademecum per la redazione delle pratiche di istanza di rilascio di
permesso di costruire e delle denuncie di inizio attività e relative varianti
rivolto ai professionisti". Uno strumento che punta a
evitare gli errori più frequenti e le principali cause di intoppi che porterebbero
a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e
aggravata dalla cronica dalla carenza di personale. "Il vademecum non è
ancora operativo", dice Franco Frison presidente dell'ordine degli architetti,
"dobbiamo fare le nostre valutazioni. Resta però uno scoglio da
superare quello delle tariffe della Dia aumentate da palazzo Rosso".
Amministrazione ed ordini professionali hanno quindi deciso di collaborare per
giungere a una semplificazione delle procedure. Con queste premesse i
partecipanti all'incontro hanno già concordato di ritrovarsi il mese prossimo.
"Sono convinto della necessità di giungere alla sburocratizzazione delle
procedure", ha detto Gamba, "dando così la possibilità agli uffici comunali
di ritrovare il ruolo che è loro proprio: quello di controllori preposti a
vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori. Verrebbe così meno la richiesta
ai tecnici comunali di fornire continua assistenza su aspetti di competenza dei
professionisti che saranno comunque agevolati dagli strumenti che il Comune ha
messo on-line sul suo sito Internet. In questa direzione va anche la decisione
di aumentare le tariffe delle Dia deliberata dal Consiglio Comunale, per
evitare un uso indiscriminato di uno strumento che intasa gli uffici occupando
buona parte del tempo dei tecnici comunali.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grigliata liberain
spiaggia a Loano:"Basta segnalarlo" ordinanza del comune Introdotto
un tetto massimo: solo cinque al mese"Bisogna evitare di danneggiare altre
categorie" DA QUEST'ANNO, basterà una semplice comunicazione alla Guardia
costiera per organizzare le grigliate in spiaggia, per cui è stato stabilito il
tetto massimo di cinque al mese, ma anche per iniziative d'intrattenimento
sportive e d'animazione. Mentre per chi vorrà tenere aperto tutto l'anno
proponendo l'attività elioterapica, anche nei mesi invernali, sarà sufficiente
affiggere un cartello all'ingresso dello stabilimento. Sono queste le
principali novità, contenute nell'ordinanza comunale delle spiagge, messa a
punto dall'assessore al demanio Luigi Pignocca, dal presidente
dell'associazione Bagni Marini Ino Tassara e dal comandante della Guardia
costiera di Loano, Antonio Raffone. "L'obiettivo della nuova ordinanza è semplificare al massimo la burocrazia che, finora, ha complicato l'attività dei Bagni Marini - ha
sottolineato il presidente Tassara -. L'aver previsto che le grigliate si
possano fare senza dover richiedere l'autorizzazione dalla Guardia costiera,
come era avvenuto fino ad oggi, renderà tutto più semplice e permetterà agli
operatori di lavorare in maniera più rapida ed efficiente". È'
stato però necessario fissare un tetto massimo per evitare di far diventare gli
stabilimenti balneari, veri e propri ristoranti. "Credo infatti che sia
giusto facilitare gli operatori nel poter offrire più servizi possibili alla
propria clientela - ha sottolineato Tassara -. Ma è altrettanto giusto evitare
che si vadano ad interessare settori che appartengono ad altre attività.
Pertanto abbiamo ritenuto di dover regolamentare il numero delle grigliate. E
cinque al mese, essendo iniziative limitate alla clientela dello stabilimento,
sono più che sufficienti". Ma l'ordinanza va anche a regolamentare
l'attività invernale di elioterapia, per cui non sarà più necessaria né
l'autorizzazione né la comunicazione, ma la semplice esposizione del cartello
di attività elioterapica all'ingresso dello stabilimento balneare. "In
questo modo, si è voluto incentivare questo tipo di attività che già parecchi
stabilimenti loanesi praticano mirata alla destagionalizzazione - ha sottolineato
Tassara -. Un servizio in più che permette di godersi il mare ed il sole anche
nelle altre stagioni". Ma il nuovo testo dell'ordinanza va oltre e prevede
che anche gli stabilimenti balneari chiusi nella stagione invernale, possano
lasciare qualche sdraio sulla spiaggia, gratuitamente, a disposizione di chi
vuole prendere il sole. "E nella prossima settimana, inizieremo a lavorare
con il comandante Raffone - ha aggiunto Tassara - per creare un piano per gli
accessi invernali alle spiagge". "E nel nuovo piano - ha sottolineato
Raffone - sarà anche previsto che si usino un certo tipo di recinzioni per
separare uno stabilimento da un altro ma anche per recintare piante e
attrezzature rimaste sulla spiaggia nella stagione invernale. In pratica,
dovranno sparire reti e recinti che facevano sembrare alcune zone del litorale
simili a gallinai". Silvia Andreetto 09/05/2008 ' 09/05/2008
facilitazioniper elioterapiaPer effettuare il servizio sarà sufficiente esporre
un cartello all'ingresso Ino Tassarapresidente bagni marini Loano 09/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Italia-Giappone,tre
anni per ripartire" montezemolo al meeting di venezia Il presidente
uscente di Confindustria: "Scambi in calo, ora puntiamo su università e
sosteniamo le joint tra pmi" 09/05/2008 dal nostro inviato lorenzo cresci
Venezia. Tre anni per dare la scossa decisiva. Perché"ho visto i dati
sugli interscambi con il Giappone e così non va: l'Italia ha perso il 3%
dall'export e l'un per cento di import". Il presidente uscente di
Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo arriva all'isola di San Servolo, a
Venezia, al secondo giorno di lavori dell'Italy-Japan business group e cerca di
tracciare la strada per le strategie future e le partnership tra i due Stati.
La ricetta: "Tre anni per crescere, in altrettante direzioni: non solo
nelle tre "effe" che caratterizzano il Made in Italy, food, fashion e
forniture, ma anche in altri settori in cui il Paese è forte, a partire
dall'elettronica. Quindi, capire perché ci sono pochi investimenti giapponesi
nel nostro Paese e poi insistere sulla qualità delle università". Uno sforzo
mirato verso la capacità di attrarre investitori è il punti nodale secondo il
presidente di Fiat. Che invita il direttore generale di Finmeccanica, Giorgio
Zappa ("persona pragmatica e capace, alla guida di un grande polo di
qualità della tecnologia italiana che è un orgoglio nazionale"), nella
veste di presidente dell'Italy-Japan, a far diventare quella dell'attrazione di
investitori "l'attività fondamentale del gruppo fondato vent'anni fa da
Umberto Agnelli" e favorire le "joint venture per le piccole medie
imprese italiane con quelle nipponiche". Perché le pmi, fondamentali
protagoniste del tessuto economico italiano così come di quello giapponese,
hanno tre grandi asset, "il marchio, il know-how e il dinamismo
imprenditoriale", ma hanno il problema di essere "troppo piccole per
affrontare, da sole, l'avventura all'estero" e per questo hanno bisogno di
essere accompagnate in questo percorso. C'è poi il tema dell'università, sempre
analizzato dal presidente di Confindustria che, il 21, lascerà ufficialmente
l'incarico a Emma Marcegaglia. L'obiettivo, allora, dev'essere quello di
"mettere in cantiere forti collaborazioni, ma soprattutto mandare i nostri
studenti in Giappone e portare qui i giapponesi, per un arricchimento delle
reciproche conoscenze". Intanto che cosa può portare l'Italia in Oriente?
I propri brand famosi in tutto il mondo. "Annunciamo oggi il varo di una
rete di vendita diretta, in Giappone, della Ferrari, dopo trent'anni di
esclusiva rappresentanza". Una mossa strategica per un obiettivo ambizioso:
"Arrivare a vendere 500 Ferrari nel 2009, malgrado l'alto peso fiscale in
entrata". Quelle tasse, insomma, che rappresentano in fondo uno dei primi
motivi per cui, assieme all'eccessiva burocrazia e alla difficoltà di ottenere
e far ottenere visti d'ingresso, è difficile portare idee e capitali in Italia.
"Entrano da ogni parte in questo Paese - denuncia Montezemolo - e poi
quando proviamo a far arrivare un manager piuttosto che un cliente, questo
resta a lungo in attesa". Ostacoli burocratici denunciati anche da
Yoshiharu Fukuhara, co-presidente giapponese dell'Italy-Japan, che sottolinea
però gli sforzi "dei rispettivi governi per superarli". La presenza a
Venezia del giovane viceministro dell'Economia giapponese Kenji Ogiwara, ex campione
di sci, in questo senso è vissuta proprio come la testimonianza diretta del
coinvolgimento non solo imprenditoriale, ma anche istituzionale. Che potrebbe
non bastare. La volontà comune del gruppo di business è di istituzionalizzare
questa joint venture, in fondo nata per impulso dei rispettivi ministeri, e far
pressione sui governi per superare ogni barriera e ostacolo, come quelli che
hanno fatto sì che servissero "dieci anni prima di poter esportare le
arance rosse di Sicilia in Giappone", come osserva Umberto Vattani,
presidente dell'Istituto per il commercio estero. E sarà proprio la struttura
pubblica, unitamente all'omologo giapponese, il Jetro, a lanciare un'operazione
che possa funzionare da stimolo: la creazione di un fondo misto di venture
capital per sostenere le iniziative di collaborazione industriale e
tecnologiche e alleanze strategiche fra imprese nei settori di punta: bio e
nano tecnologie, Ict e meccanica avanzata. cresci@ilsecoloxix.it 09/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ATENEO DI GENOVA
Nell'ex sede della Saiwa è stato ristrutturato solo il primo piano, poi sono
finiti i soldi. Sopra è il regno di clochard e tossici Marco menduni e
ferruccio sansa Genova. All'Università piovono gatti. Nel bel mezzo di una
lezione capita che da un buco che si è aperto nel soffitto precipiti un felino.
Non è una leggenda da Ateneo, di quelle che si tramandano di corso in corso e
che ogni volta si ingigantiscono. No, è una storia vera. Verissima. E a lieto
fine, perché il micio volante non ha ferito studenti e professori ed è poi
stato adottato da una ragazza. Il teatro del "fattaccio"è l'ex Saiwa,
in corso Gastaldi. Ma la fabbrica, oggi università di Medicina, nasconde un
segreto molto più sorprendente. Nessuno, guardandola da fuori, potrebbe
immaginare che cosa si cela all'interno del palazzo. Un mistero. Entriamo,
quindi. E scopriamolo. Affacciandosi al cancello, l'ex Saiwa sembra il modello
di un recupero riuscito. Molti si ricorderanno ancora l'odore dolce, tiepido di
biscotto che aleggiava nell'aria passando qui davanti fino a vent'anni fa. Poi
il vecchio palazzo color ocra fu abbandonato, fino, appunto, all'arrivo
dell'Università. Furono aperti i cantieri, cominciarono i lavori (e le spese,
ovviamente). Quindi ci fu l'inaugurazione. Il risultato è sotto gli occhi di
tutti quelli che passano in auto davanti alla nuova facoltà: un prato piuttosto
spelacchiato, non esattamente come quelli di Cambridge e Oxford, poi l'edificio
perfettamente ristrutturato. O almeno così sembra, a giudicare dalla facciata
ancora integra. Bello, rinfranca l'anima. Non è vero che in Italia i soldi
pubblici vengono sempre spesi male, viene da dire. Poi entrando ecco che
l'entusiasmo un pochino si affievolisce. L'ingresso è ampio, bianco e ancora
abbastanza lindo. Ma i guai arrivano camminando per i corridoi, visitando le
aule. E qui bisognerebbe dare un consiglio: prima di entrare indossate un
casco, di quelli da cantiere. Gli studenti di Medicina ormai sono abituati. Con
un occhio seguono la lezione, con l'altro tengono sotto controllo il soffitto:
"Una volta è piombato giù un gatto. Ma non solo: il mese scorso è caduto
un pannello del soffitto e mi ha mancato per un pelo", racconta Antonio,
che spera di arrivare vivo alla fine del corso di laurea. I problemi vengono
dal tetto, da quei pannelli che, pochi anni dopo la fine dei lavori, cadono a
pezzi. Ma com'è possibile? Il palazzo è in perfetto stato... o almeno così
sembra. Già, sembra. Il mistero, però, si nasconde sopra le nostre teste. Oltre
i pannelli malfermi del soffitto. Oltre i buchi da cui filtra il buio. Che cosa
si nasconde al secondo e al terzo piano del palazzo dell'ex Saiwa? "Non lo
so. Non ci entra più nessuno. Èâ??roba da avere paura", sussurra qualcuno.
E il cronista viene preso da un brivido, sembra di essere finiti in un film di
Dario Argento. Nei corridoi dell'Ateneo circolano voci incontrollabili, si
parla di presenze inquietanti al piano superiore. Ma come si fa per raggiungere
l'antro inaccessibile? Il preside di Medicina uscente, Giacomo Deferrari
(candidato alla poltrona di rettore), si mostra disponibile. Cerca di aiutare
il cronista e il fotografo. Ma niente da fare: l'ufficio tecnico dell'Ateneo
risponde che non è possibile. Troppo pericoloso. Servirebbero attrezzatura da
cantiere e autorizzazioni di ogni genere. Poco manca che si richieda anche una
bolla papale. Insomma, il senso è chiaro: meglio che rinunciate. E invece no,
ormai è una sfida. Allora proviamo ad aggirare l'ostacolo passando dalla Coop
che confina con l'università. Niente da fare. Riproviamo dall'ingresso
principale, passiamo sotto il pergolato dove gli studenti ripetono le lezioni e
si godono i primi spicchi di primavera e arriviamo fino al portone
"ufficiale" dell'edificio. Una soffiata indica la direzione giusta:
"Fate il giro dell'edificio, verso destra". Eseguiamo e ci troviamo
davanti a un cancello cadente, quello che per la burocrazia e l'ufficio tecnico
dell'Ateneo è assolutamente insuperabile. Che fare? Entrare, ovviamente.
All'inizio viene da strofinarsi gli occhi, per essere sicuri di vederci bene.
Èâ??bastato voltare l'angolo per finire in un altro mondo: sembra di essere in
un palazzo appena bombardato. Intorno si vedono impalcature coperte di
ruggine, mucchi di sporcizia, piccioni morti. Ma è soltanto l'inizio. Il peggio
deve ancora arrivare, perché questo palazzo sembra il simbolo di certe vicende
italiane: la facciata esposta al pubblico appare presentabile, ma appena
voltato l'angolo è il degrado più totale. Èâ??il "lato B"
dell'edificio dell'Università, dove il rumore dei passi rimbomba nel grande
spazio deserto e la luce arriva soltanto vicino alle finestre, altrimenti è il
buio totale, anche a mezzogiorno. Ecco le scale che portano ai piani superiori.
Cadono a pezzi. Bastano due occhiate per accorgersi che questo è un luogo
abitato, che qualcuno è appena passato. Gente che qui si è rifugiata perché non
aveva altro posto dove andare. Oppure che non voleva farsi trovare, che
desiderava sparire dal mondo. Persone che cercano di confondersi nell'ombra che
riempie i corridoi abbandonati. Non riesci a vederle, trovi soltanto le loro
tracce: vestiti, scarpe, materassi di barboni che sono venuti a dormire nei
grandi spazi dove avrebbero dovuto esserci le aule. Ma almeno a qualcuno, viene
da dire, queste stanze sono servite. Certo bisogna essere proprio disperati per
entrare qui dentro di notte. Non arriva un filo di luce, cammini cercando di
afferrare ogni minimo rumore, sapendo che da un momento all'altro potresti
sbattere contro un altro uomo... che forse cerca rifugio come te o chissà che
cosa. Eh sì, perché nell'ex Saiwa si viene anche per altre ragioni, magari
quelle che riempivano le siringhe abbandonate su uno scaffale. Qualcuno ha
portato quassù degli armadi e li ha abbandonati in mezzo alle stanze. Il
contenuto, migliaia di fogli, è sparso sui pavimenti delle aule. Camminando
nelle sale sembra di perlustrare il relitto di una nave: i vetri rotti, gli
animali che si stanno impossessando dei luoghi, che entrano negli ascensori con
le porte semiaperte e fanno il nido nei lucernai. Intanto il palazzo perde
pezzi ad ogni pioggia, il tetto si squarcia. Di qui entra l'acqua che poi fa
crollare il tetto in testa ai poveri studenti. Le gocce cadono da una fessura,
una dopo l'altra, e sembra di vedere anche lo stillicidio del denaro cacciato
al vento per mettere a posto la vecchia fabbrica: tra dieci anni sarà tutto da
rifare. Quando si esce dall'ex Saiwa gli occhi per un attimo stentano ad
abituarsi alla luce. Ma dopo pochi metri si ritorna nel mondo delle persone
normali, nel "lato A", quello pulito. Ufficiale. Ma com'è possibile
che quasi nessuno sappia (a parte gli studenti che da tempo si lamentano) e che
nessuno faccia qualcosa? È possibile. E non è l'unico caso. Come risulta dagli
atti ufficiali dell'Ateneo, nei palazzi dell'università di Genova ci sono spazi
coperti non utilizzati per sei ettari (
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari, il
procuratore Mura e il giovane finito in cella "Macché modulo:
recidivo" CAGLIARI. Non vi è stato alcun errore da parte dell'Ufficio
esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Cagliari nel mandare in
carcere un giovane di 19 anni, Maurizio Cogoni, condannato col rito per
direttissima a 4 mesi di reclusione e 120 euro di multa per un furto in un
supermercato. L'ha spiegato il Procuratore della Repubblica, Mauro Mura, dopo
la diffusione mercoledì sera della notizia-denuncia da parte dell' avv.
Giacinto Canzona che l'aveva descritta come caso di "mala burocrazia" dell'amministrazione
della giustizia. L'avv. Canzona - salito alla ribalta della cronaca nel 2000
quando il Consiglio di Stato riconobbe la validità della sua laurea in giurisprudenza
annullata in precedenza dal Tar perchè conseguita in tre anni quando il corso
era di quattro - aveva sostenuto che il giovane era finito in carcere per un
errore nella compilazione di un modulo al posto di un altro. Aveva, in
sostanza, spiegato che anzichè il modello standard per i piccoli reati, che
contiene unitamente all'ordine di carcerazione anche il provvedimento di
sospensione, era stato utilizzato il modello per le pene superiori a tre anni.
Una ricostruzione che l'Ufficio esecuzioni respinge completamente: il giovane è
finito in carcere non per errori nell'uso o compilazioni di moduli, ma in
quanto recidivo (art. 99 del Codice di Procedura penale). "Altro che
errore burocratico - ha sottolineato una funzionaria dell'ufficio esecuzioni
penali -. E' veramente sconcertante costruire una notizia completamente falsa
nei suoi presupposti fattuali. Desta poi meraviglia sentir eccepire che si
sarebbe dimenticato di presentare appello quando si tratta di un processo per
direttissima".
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia in affanno:
la proposta di Cna e Finsardegna "Il Comune aiuti l'imprenditoria" Un
Fondo di garanzia nel bilancio per rendere agevole l'accesso al credito
IGLESIAS. Perchè anche il Comune non deve svolgere un ruolo da protagonista sul
fronte finanziario nell'agevolazione delle imprese che opernao nel rpoprio territorio?
O meglio, adoperarsi per facilitare l'accesso al credito degli operatori
attraverso uno strumento che permetta alle banche di dare fiducia a chi vuole
intraprendere la via della piccola e media azienda o migliorare l'attività
esistente. Con questo obiettivo, la Cna, Finsardegna e imprenditori propongono
al Comune il Progetto "Fondo di Garanzia Comunale". Basterebbe un
impegno di spesa in bilancio di cento milioni per consentire investimenti fino
a tre milioni. Per il Comune è una strada percorribile? I rappresentanti degli
imprenditori sperano ovviamente di sì. La proposta nasce da una radiografia
della situazione territoriale, che Carlo Loni, il segretario provinciale della
Cna, sintetizza così: "L'economia langue, il lavoro diminuisce, le tasse
no. E fare investimenti al giorno d'oggi per avviare o potenziare e rinnovare
un'attività è sempre più difficile. Troppa la burocrazia, i lacci e lacciuoli a cui
gli imprenditori, nuovi e non, devono fare fronte. Per non parlare del
rapporto, ostico da sempre in verità, con gli istituti di credito". Un
rapporto che spesso scoraggia anzichè incentivare: "Per ottenere un
finanziamento - spiega Carlo Loni - bisogna fronteggiare tanti impegni,
spesso e volentieri personali. Sono le cosidette "garanzie" che le
banche chiedono agli imprenditori che si rivolgono loro per effettuare
l'investimento". Il problema diventa drammatico quando l'imprenditore non
ha le garanzie. "Molto spesso un buon progetto, caratterizzato da
realistiche previsioni di fattibilità, supportato da entusiasmo ma anche dal
sacrificio personale dell'imprenditore non va in porto se l'impresa non offre
sufficienti garanzie "reali" - analizza Loni -. In aiuto degli
imprenditori intervengono i consorzi fidi, che garantiscono una parte dell'investimento
nei confronti degli Istituti di credito, arrivando spesso a garantire fino al
60 % dell'importo richiesto. Ma se anche con questo ulteriore appoggio le
garanzie non fossero sufficienti, allora si ferma tutto". Da qui la
proposta di chiamare in campo l'amministrazione comunale, chiedendo di formare
all'interno del proprio bilancio il cosidetto "fondo di garanzia Comunale
a sostegno dello sviluppo locale". "Questo fondo - spiega il
segretario della Cna - servirà per offrire alle Banche la restante parte delle
garanzie richieste che non possono essere offerte dai consorzi fidi. Non sono
quindi cifre che l'Amministrazione deve materialmente spendere, ma solo
impegnare". Il meccanismo sarebbe questo: se il Comune garantisce
l'investimento per il 50% e il Consorzio fidi per il restante 50% il progetto
può andare avanti tranquillamente senza che l'imprenditore debba ipotecare i
beni di famiglia o chiedere costosissime fideiussioni a destra e a manca.
"Si parla naturalmente di progetti seri - puntualizza Carlo Loni -,
supportati da altrettanto serie analisi di mercato e di fattibilità, affiancate
dalla consulenza che associazioni di categoria, Consorzi fidi e consulenti
potranno offrire agli imprenditori che intendano realizzarli". A
beneficiare dell'intervento potranno essere tutte le attività imprenditoriali,
artigianali o commerciali, "con un occhio di riguardo rivolto ovviamente
ai giovani imprenditori". L'auspicio? "Ci auguriamo che
l'amministrazione comunale sia sensibile - dice Carlo Loni -. Ciò costituirebbe
una nuova spinta per l'imprenditoria locale, un volano a cui appoggiarsi per
risollevare le sorti dell'economia locale".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CASO. L'ACCUSA DI
MARIO BALOTELLI "Niente Giochi per colpa della burocrazia" "La legge italiana
è ingiusta, va cambiata". L'attaccante dell'Inter Mario Balotelli, 17 anni,
torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla
maggiore età: nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una
famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un
cittadino di serie B". Diciotto anni ad agosto, Balotelli non potrà
partecipare alle Olimpiadi di Pechino perchè per la legge non è ancora
cittadino italiano: "Pur essendo nato qui, la legge non mi riconosce
ancora la cittadinanza: un'ingiustizia, la legge andrebbe cambiata".
Balotelli infatti è nato a Palermo il 12 agosto 1990 da genitori ghanesi, ma
per l'ordinamento italiano, legato allo ius sanguinis, il ragazzo non ha potuto
in questi anni diventare automaticamente cittadino italiano: "Mario si è
sentito discriminato per il fatto di non essere riconosciuto cittadino italiano
e di non poter avere nemmeno i documenti - afferma la mamma Silvia, che vive a
Concesio -. Non poteva fare un viaggio fuori dall'Italia sia per motivi
familiari (i fratelli Corrado e Giovanni e la sorella Cristina, giornalista di
Radio 24, si trovano spesso all'estero), sia per impegni sportivi perchè non ha
potuto partecipare ai tornei di calcio all'estero come i suoi compagni e ha
dovuto rinunciare alla nazionale Under 15". Ora Balotelli non potrà partecipare
alle Olimpiadi: Casiraghi non potrà convocarlo perchè ad agosto sarà ancora
minorenne. "Anche in questo caso - continua la mamma - l'unico ostacolo è
la cittadinanza che arriverà troppo tardi". Mario Balotelli però si
considera italiano al 100 per cento, i suoi amici sono bresciani e ascoltandolo
si riconosce perfino l'accento della nostra provincia. Il suo sogno, infatti, è
quello di vincere il Mondiale in maglia azzurra.
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nuoro "Ma la burocrazia provoca ritardi" Il coordinatore Fele segnala le difficoltà
operative ORGOSOLO. Ecco l'elenco delle ditte individuali o società ammesse al
finanziamento. A Oliena: Franco Corrias, Loredana Foddai, Gi.Cu snc di
Cuccureddu & Serra, Antonello Mereu, Lucia Moro, Panificio Il Forno,
Francesco Puligheddu e Antonella Porcu. A Dorgali: Elia Sanna, Il
Cormorano di Fancello, Consorzio Atlantikà, Consorzio cala e Luna Bookings ed
Enza Loi. A Orgosolo: Autonoleggio Gian. E Assu. & C. e Sandalion Servizi
turistici. Le iniziative vanno realizzate nei comuni della istituenda rete
Natura 2000, meglio all'esterno dei confini di Sic e Zps. Vengono valorizzate
le attività artigianali che rischiavano di scomparire e di non trovare ricambio
generazionale, come la lavorazione artigianale del pane e delle pelli. Per
ciascun progetto il massimale di spesa è di 250 mila euro. I punti di criticità
li sottolinea il coordinatore del progetto Fele: "Alla Regione c'è un
apparato burocratico lento. Ci dovrebbe essere un solo assessorato deputato
all'espletamento delle pratiche. Invece la Programmazione mette a disposizione
le risorse che sposta poi ai diversi assessorati. Nel nostro territorio avremmo
voluto più cultura imprenditoriale e imprese sane e competitive così come
chiede la Ue".(m.g.f.).
( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio In
spiaggia col cane: ecco dove si potrà se sarà firmata l'ordinanza comunale Il pezzo
di arenile da riservare è sulla Marina di Torre del Lago, all'altezza della
sbarra. E c'è anche il regolamento VIAREGGIO. Quattrozampe e padroni della
Perla della Versilia sembrano non trovare pace. Gli sgambatoi, sorti negli
ultimi anni, hanno creato più polemiche che "fan", mentre il canile
intercomunale è ancora solo un progetto sulla carta dopo i fasti annunciati del
"Centro benessere uomo-animale". E ora tocca alla spiaggia sognata da
chi ha per migliore amico un cane: una porzione di mare dove prendere il sole
senza dover lasciare Fido a casa. Sembra semplice, ma alla burocrazia - si sa - non si sfugge
neppure se si tratta di un tuffo con scodinzolio. Sulle spiagge cittadine, per
specifica ordinanza comunale (la materia è di competenza dell'ufficio della
dottoressa Maria Lida Iascone) è vietato portare animali. A meno che non
si tratti di cani guida per non vedenti (previa specifica richiesta) e di
quattrozampe con brevetto di addetti al salvamento. L'amministrazione comunale
che ha lasciato il posto a Luca Lunardini e alla squadra che verrà, è arrivata
a definire la porzione di spiaggia più adatta per viareggini e turisti (ci sono
tantissimi richieste in questo senso) in compagnia di Fido. Si tratta di un
pezzo di arenile all'altezza della sbarra sulla Marina di Torre del Lago.
Nell'apposita conferenza dei servizi, intorno al tavolo con tutti gli enti
coinvolti nella decisione, solo la Capitaneria di porto - spiegano in Comune -
aveva dato parere contrario. Tutti gli altri si erano riservati di esprimersi
al momento in cui il Comune avesse approntato un regolamento con le norme di
comportamento e i criteri per l'utilizzo della spiaggia. Il regolamento è stato
messo a punto, sul finire del mandato dell'assessore all'ambiente Anna Poletti,
e gli enti interessati hanno dato - ricordano gli uffici comunali - il parere
favorevole. Oggi, con la stagione estiva alle porte, per un tuffo nel blu in
compagnia del migliore amico dell'uomo mancherebbe solo l'ordinanza comunale,
in deroga - per l'area individuata - a quanto stabilito per il resto
dell'arenile. Ordinanza la cui firma spetterebbe alla dottoressa Iascone. Al
sindaco Lunardini gli amanti degli animali chiedono di sollecitare il
provvedimento, che metterebbe la nostra città al passo con le migliori località
turistiche d'Italia e non solo. Donatella Francesconi.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
BORTOLO BUSNARDO
Abile lavoro di tessitura per centrare il bersaglio Un gentiluomo d'antico
stampo, uomo vero. Di poche ma solide parole. Bortolo Busnardo è il
"padre" dell'adunata bassanese. L'ha inseguita, corteggiata a lungo,
lusingata e conquistata. Un lavoro enorme, fatto di pubbliche relazioni,
incontri, programmi, durato anni. Intelligenza e tenacia gli hanno permesso di
raggiungere l'obiettivo dopo che la candidatura aveva superato il difficile e
severo esame dei vertici Ana. Quando, nel settembre di due anni fa, la
Montegrappa ha avuto la conferma ufficiale, ricevendo l'investitura per
l'organizzazione dell'81° raduno, gli alpini gli si sono stretti attorno in un
ideale abbraccio. Se a Bassano le penne nere di tutto il mondo ritorneranno per
sfilare lungo i viali più belli della città, lo si deve solo ed esclusivamente
a lui. L'adunata non ha altri padri. Bortolo Busnardo è l'unico. Il vecchio
alpino guarda avanti con occhio fiero. Passa sopra le meritate lodi. Bassano ce
l'ha fatta, soprattutto grazie a lei... "Ci ritroveremo sul nostro amato
Ponte, a sessant'anni dalla prima adunata bassanese coincisa con la
ricostruzione dello storico manufatto dopo la distruzione causata dalla guerra,
- sostiene Busnardo nell'estendere l'invito a tutti gli alpini - per rinnovare,
con una stretta di mano, un patto generazionale per il consolidamento e la
costruzione di ponti ideali di amicizia e solidarietà, capaci di resistere alle
torbide brentane dell'egoismo e della malpolitica, e al progressivo degrado di
quei comportamenti, principi e valori che hanno marcato il passo dei nostri
padri". Su questi valori Bortolo Busnardo ha fondato tutta la vita, senza
venir mai meno ai suoi principi ispiratori. Nato a Possgano, a due passi dalla
casa di Antonio Canova, il 16 marzo di 75 anni fa e rimasto ben presto orfano
di entrambi i genitori, s'applicò con tenacia negli studi conseguendo il
diploma di geometra e iniziando la libera professione. Nel 1953 la chiamata
alle armi. Frequentò la scuola Auc, dalla quali uscì con grado di sottotenente
degli alpini. Prese servizio nel sesto reggimento a Brunico, compagnia mortai
reggimentale. Due i richiami: nel 1961, nella compagnia mortai dell'ottavo
reggimento alpino a Moggio Udinese; e nel 1966 ad Aosta dove maturò la
promozione a capitano. Fresco di naja, nel 1955 si è iscritto al gruppo Ana di
Casoni con funzioni prima di segretario e poi di capogruppo. Nel 1958 è entrato
nel consiglio direttivo della sezione Monte Grappa. Con il collega Palaro, per
anni responsabile dell'ufficio tecnico comunale di Bassano, ha progettato e
diretto le prime opere per la realizzazione della sede. Ha progettato e diretto
i lavori di sistemazione della sede dopo l'alluvione del '
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO LETTERE pag.
13 FACCIO parte di un gruppo emergente di danza mediorientale di nome ReBelly,
è da 3 anni che pra... FACCIO parte di un gruppo emergente di danza
mediorientale di nome ReBelly, è da 3 anni che pratico questa meravigliosa
danza e oltre me il gruppo comprende altre 5 ballerine fisse e numerose altre
meno esperte che hanno però voglia di praticarla insieme a noi. L'anno scorso
abbiamo partecipato come artiste accreditate alla Notte Bianca di Reggio, in
Piazza S. Domenico, all'interno del Circo del Fuoco. E' stata per noi
un'esperienza molto bella e di altissimo valore formativo, che ci ha messo alla
prova sia dal punto di vista artistico che organizzativo. Proprio per la
soddisfazione che ci ha dato partecipare, rinforzata anche dai ringraziamenti
personali del maestro Abbado, abbiamo ripresentato domanda quest'anno, con
largo anticipo sulla data prevista (sto parlando di febbraio). A distanza di
tre settimane dall'evento, non solo non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta
sulla nostra eventuale partecipazione, ma siamo state rimandate di ufficio in
ufficio, di nome in nome, senza mai avere risposte o notizie certe. (...) Oltre
a questo, che sembra un tipico caso di burocrazia italiana, faccio presente il fatto
che non solo abbiamo già partecipato a questo evento, ma il tema di quest'anno
sarà "Il Corpo e la Danza", quale migliore tema per un gruppo di
danza del ventre? Senza considerare poi che possiamo rappresentare anche quella
multiculturalità che ormai caratterizza la nostra città. Non abbiamo
inoltre chiesto alcun compenso, a noi basterebbe poterci esibire per la
popolazione di Reggio, di cui facciamo parte e di cui vogliamo essere parte
attiva. Speriamo che il punto stia nel fatto che ancora non è stato organizzato
nulla, cosa che d'altronde sarebbe comunque negativa, per un Comune come Reggio
e per un evento come la Notte Bianca. Giulia Manzini *** OSPITIAMO la sua
lettera, augurandoci che serva affinché anche quest'anno siate coinvolti nella
"Notte bianca". Credo sia importante che le iniziative cittadine
riuscite, quelle che animano davvero la città ? purtroppo solo per alcune sere,
ma è la natura di certe manifestazioni che non sono sicuramente risolutive ?
siano vissute come patrimonio di tutti i reggiani, come occasione di
partecipazione non solo passiva. Credo sia un bel messaggio per gli
amministratori: i reggiani chiedono di essere protagonisti, non solo
spettatori. Nella "Settimana europea della fotografia" abbiamo visto
molte mostre realizzate da reggiani: segno che l'iniziativa comincia ad essere
giudicata un patrimonio della comunità. La "Notte bianca", a maggior
ragione, è una festa: dove le partecipazioni vanno sicuramente promosse e
premiate.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E OPINIONI
pag. 13 Caro Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non è tanto
una forma d'... Caro Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non
è tanto una forma d'indignazione, quanto un senso di stordimento che mi lascia
assolutamente sbigottito di fronte all'incredibile sequenza di avvenimenti che
hanno caratterizzato l'annullamento di un concerto di mercoledì 7 maggio
(ancora da svolgersi al momento della scrittura di questa lettera) data nella
quale si sarebbe dovuta tenere una doppia performance live presso la sala
estense, nell'ambito della rassegna musicale "Onstage" organizzata
dall'assessorato alla cultura di Ferrara. L'annullamento di tale data ha avuto
come motivazione (spero che la motivazione sia esatta giacché riportatami da
altri che dovevano suonare quella sera) l'impossibilità di accedere alla sala
poiché, gli unici due dipendenti comunali responsabili di tale posto, e, come
tali, unici possessori delle chiavi della sala estense, erano in malattia e, di
conseguenza, essendo gli unici possessori delle chiavi, il posto è rimasto
chiuso. Il sottoscritto non può fare a meno di domandarsi perché l'assessorato
alla cultura di Ferrara (e i responsabili di tali eventi) non abbia pensato a
una delle tremila possibili soluzioni al fine di aggirare tale incredibile ostacolo,
permettendomi di elencarne alcune: A)"potremmo mandare qualche altro
dipendente ad aprire la Sala B)"potremmo mandarli a casa dei dipendenti
malati a prendere le chiavi! C) "chissà se esistono due paia di chiavi
della sala Estense?" Proponendomi, inoltre all'assessorato alla cultura,
come consulente (essendo il sottoscritto dotato di una particolare mente
raffinata), in grado di fornire consigli e soluzioni in materie e casi
particolarmente problematici come questo, offrendomi, in maniera completamente
gratuita e disinteressata, spero che l'assessorato alla cultura ne dovesse
tener conto (magari per una mia assunzione a tempo indeterminato presso tale
istituzione). Ciò che mi lascia più perplesso, addirittura esterrefatto, è come
un cavillo burocratico possa distruggere in modo così violento l'iniziativa di
tanti giovani che, con tanti sacrifici (poiché la musica ne richiede tanti), si
danno da fare per proporre qualcosa; Maria Teresa di Calcutta diceva: "Ciò
che può richiedere anni per essere costruito, può essere demolito in una notte?
tu costruisci lo stesso!", ma qui, a forza di ricostruire, uno le forze le
annulla definitivamente, perché la battaglia contro la burocrazia, è persa in partenza. Dunque
riuscirà forse la musica a sopravvivere nelle spire mortali della piovra
burocratica? Riusciranno i gruppi a suonare (chiaramente gratis!) in qualche
posto di questa città? Potremmo continuare ad avere fiducia in tali
manifestazioni ed in chi o nelle modalità in cui sono svolte? Potrò
fidarmi di uno che mi dice che quel giorno lì suonerò in posto e che magari
potrò far venire gente da fuori senza incappare in figuracce atroci per colpa
di problemi di natura logistica? E soprattutto: Perché si continua ad
organizzare eventi dei quali non si ha un minimo di certezza sia del livello
qualitativo che del semplice funzionamento delle logistiche con i quali vengono
organizzati? Interrogandoci sulle grandi utopie della cultura Ferrarese,
marchiamo a fuoco l'atroce verità: La Musica non si farà perchè il comune non
ha potuto aprire una porta. Io con il mio gruppo ci ho provato . Lettera
firmata.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 6
"Un palasport Struttura da 1.500 spettatori di MASSIMO SELLERI LA FAME
CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notoriamente soffre, potrebbe nel
futuro immediato attenuarsi. E' intenzione dell'amministrazione comunale e in
particolare dall'assessore allo sport e all'ambiente Anna Patullo ,che tra
l'altro ha anche le deleghe sulle politiche giovanili, di costruire un nuovo
piccolo palazzetto dello sport da 1.500 spettatori nel quartiere Savena.
"Oltre al PalaDozza ? spiega la stessa Patullo ? che rimane il nostro
impianto di riferimento sia per la sua storia sia per la sua centralità,
Bologna non ha praticamente strutture con solo due impianti alla Barca e a San
Donato che però non arrivano a contenere più di trecento spettatori. Per questo
abbiamo bisogno anche di opere intermedie per consentire allo sport cosiddetto
minore, ma in forte sviluppo di avere un suo spazio indipendente". Sebbene
non ci sia ancora nulla di scritto, l'amministrazione fa davvero sul serio
avendo già trovato il modo con cui reperire i fondi necessari alla costruzione
del nuovo impianto. "Ho strappato la promessa all'assessore
all'urbanistica Virginio Merola di destinare tutti i proventi derivati dagli
oneri urbanistici del quartiere Savena per la costruzione di questa struttura
che dovrebbe essere portata a termine entro il 2011". Anno in cui anche il
Parco delle Stelle, il megaprogetto presentato dal proprietario della Fortitudo
Gilberto Sacrati e via di approvazione, dovrebbe essere quasi terminato. Al
quel punto tra impianti pubblici e impianti privati Bologna potrà trovare la
dimensione più consona a tutto il mondo dello sport, dai grandi eventi
internazionali con il nuovo palazzo delle Stelle da circa 13.000 posti, a
strutture più piccole che possono ospitare la normale quotidianità di una
società sportiva piccola o grande che sia. L'unica nota che potrebbe sembrare
stonata riguarda i confini, dato che proprio nelle vicinanze del quartiere
Savena vi sono già impianti medio piccoli come ad esempio il PalaSavena di San
Lazzaro di Savena. "La città metropolitana è un modo per organizzare al
meglio tutte le strutture di interesse pubblico presenti in un territorio che
va oltre i normali confini amministrativi ? prosegue l'assessore Patullo ? qui
però ci troviamo di fronte ad una situazione diversa. Tutti gli impianti sia di
Bologna che delle zone limitrofe sono sfruttati oltre le loro possibilità ed è
per questo che dobbiamo costruirne di nuovi perché al momento anche chiuderne
uno solo per ristrutturarlo è un problema che si riversa su tutta la
città". ANCHE il PalaDozza si rifarà il trucco. Dopo l'approvazione
definitiva del Parco delle Stelle, il via libera dovrebbe arrivare la settimana
prossima per poi essere ratificato a settembre, seguendo
così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto
per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione.
Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le
altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila, in
quanto l'amministrazione comunale non ha più voce in capitolo su questo
argomento, l'idea è quella di utilizzare gli spazi già esistenti valutando
anche la costruzione di una piscina a scopo esclusivamente riabilitativo da
affiancare al grande centro di medicina sportiva che il patron fortitudino ha
in mente di allestire. Su questo punto non vi dovrebbero essere particolari
vincoli artistici in quanto tra le destinazioni iniziali del PalaDozza vi era
anche quella della riabilitazione sportiva come dimostra la presenta
dell'Istituto di Medicina Sportiva sul lato di via Calori dello storico
edificio.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7
di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna
notori... di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui
Bologna notoriamente soffre, potrebbe nel futuro immediato attenuarsi. E'
intenzione dell'amministrazione comunale e in particolare dall'assessore allo
sport e all'ambiente Anna Patullo ,che tra l'altro ha anche le deleghe sulle
politiche giovanili, di costruire un nuovo piccolo palazzetto dello sport da
1.500 spettatori nel quartiere Savena. "Oltre al PalaDozza ? spiega la
stessa Patullo ? che rimane il nostro impianto di riferimento sia per la sua
storia sia per la sua centralità, Bologna non ha praticamente strutture con
solo due impianti alla Barca e a San Donato che però non arrivano a contenere
più di trecento spettatori. Per questo abbiamo bisogno anche di opere
intermedie per consentire allo sport cosiddetto minore, ma in forte sviluppo di
avere un suo spazio indipendente". Sebbene non ci sia ancora nulla di
scritto, l'amministrazione fa davvero sul serio avendo già trovato il modo con
cui reperire i fondi necessari alla costruzione del nuovo impianto. "Ho
strappato la promessa all'assessore all'urbanistica Virginio Merola di
destinare tutti i proventi derivati dagli oneri urbanistici del quartiere
Savena per la costruzione di questa struttura che dovrebbe essere portata a
termine entro il 2011". Anno in cui anche il Parco delle Stelle, il
megaprogetto presentato dal proprietario della Fortitudo Gilberto Sacrati e via
di approvazione, dovrebbe essere quasi terminato. Al quel punto tra impianti
pubblici e impianti privati Bologna potrà trovare la dimensione più consona a
tutto il mondo dello sport, dai grandi eventi internazionali con il nuovo
palazzo delle Stelle da circa 13.000 posti, a strutture più piccole che possono
ospitare la normale quotidianità di una società sportiva piccola o grande che
sia. L'unica nota che potrebbe sembrare stonata riguarda i confini, dato che
proprio nelle vicinanze del quartiere Savena vi sono già impianti medio piccoli
come ad esempio il PalaSavena di San Lazzaro di Savena. "La città
metropolitana è un modo per organizzare al meglio tutte le strutture di
interesse pubblico presenti in un territorio che va oltre i normali confini
amministrativi ? prosegue l'assessore Patullo ? qui però ci troviamo di fronte
ad una situazione diversa. Tutti gli impianti sia di Bologna che delle zone
limitrofe sono sfruttati oltre le loro possibilità ed è per questo che dobbiamo
costruirne di nuovi perché al momento anche chiuderne uno solo per
ristrutturarlo è un problema che si riversa su tutta la città". ANCHE il
PalaDozza si rifarà il trucco. Dopo l'approvazione definitiva del Parco delle
Stelle, il via libera dovrebbe arrivare la settimana prossima per poi essere
ratificato a settembre, seguendo così tutti i sacri crismi
della burocrazia, il
presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la
ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la
gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così
come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila,
in quanto l'amministrazione comunale non ha più voce in capitolo su questo
argomento, l'idea è quella di utilizzare gli spazi già esistenti valutando anche
la costruzione di una piscina a scopo esclusivamente riabilitativo da
affiancare al grande centro di medicina sportiva che il patron fortitudino ha
in mente di allestire. Su questo punto non vi dovrebbero essere particolari
vincoli artistici in quanto tra le destinazioni iniziali del PalaDozza vi era
anche quella della riabilitazione sportiva come dimostra la presenta
dell'Istituto di Medicina Sportiva sul lato di via Calori dello storico
edificio.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Impegno sulla
riforma dello Statuto: "Entro il 2013 avremo la nuova Carta, il Fvg sarà
più autonomo e flessibile" La stilettata sull'addio dell'ex governatore:
"Come commento? Con le stesse parole che ha usato lui con gli
elettori" "Sulla giunta Tondo aspetto i fatti per dare un giudizio,
anche se il presidente è un uomo con la cultura del fare" "La mia
storia politica va da Pym Fortuin a Theo Van Gogh, ecco perché ho invocato
l'aiuto di Marco d'Aviano" "La Guerra ha gettato alle ortiche anni di
lavoro Invece io prometto che abbatteremo i costi della politica"
Ballaman: più sicurezza con la Lega, ma senza chiudere i nostri confini di
PAOLO MOSANGHINI Dall'ex presidente eletto negli ex Ds Alessandro Tesini al
presidente del consiglio regionale leghista Edouard Ballaman. Come cambierà la
"gestione" del consiglio regionale? "Il cambiamento credo sia
nella natura. Cambiano i tempi e le esigenze, c'è un'altra maggioranza... I
cittadini con il loro voto hanno detto quali sono le esigenze. Certo modifiche
ci saranno, non necessariamente con la cancellazione di quanto fatto in
passato. Ma sicuramente ci dovranno essere una nuova direzione e una nuova
impronta. Non significa necessariamente un cambio di uomini, ma una politica
nuova in relazione alle esigenze dei cittadini". Nella scorsa legislatura
il consiglio regionale ha lavorato per la revisione dello statuto. Ora si
ricomincia tutto daccapo. Da dove? "Per il 2013, quando si chiuderà questa
legislatura, voglio regalare a questa Regione per i suoi cinquant'anni un nuovo
statuto perchè è giusto che la vecchia "Carta" vada in pensione.
Partiremo subito e abbiamo la fortuna di avere a Roma una legislatura di
Centrodestra che inizia con noi. Ci saranno cinque anni pieni per lavorare. La
revisione dello statuto è forse l'idea più affascinante, è l'obiettivo su cui
puntare in questa decima legislatura. Ci sono sicuramente altre leggi
importanti per i cittadini, ma lo statuto è il punto più elevato". Come
immagina la nuova "Carta" regionale? "Easy, soft, nella quale
siano previste le attribuzioni minime per regioni come la nostra, attribuzioni
che non vengano toccate, lasciando poi a leggi statutarie e ordinarie
l'assegnazione di nuove competenze. Per esempio, già oggi per la modifica delle
aliquote serve una legge ordinaria. La storia del nostro Paese sta sempre più
parlando di devoluzione delle competenze dallo Stato alle Regioni, per
recepirle e usarle bene non possiamo disgiungere le competenze dalle risorse.
La mia preoccupazione è di garantire una modalità semplice. Punteremo a uno
strumento flessibile e veloce per ampliare le competenze minime". La
specialità non si tocca. "La specialità è garantire uno status minimo
intangibile per poi recepire ed essere pronti facilmente a ricevere nuove
competenze". Il Governo Prodi ha fatto ricorso contro lo statuto. Secondo
lei, dove ha sbagliato la precedente maggioranza regionale? "Forse è
mancato proprio lo strumento flessibile. Vogliamo fare tesoro degli errori
precedenti, dobbiamo prendere alcuni elementi per evitarli. Non credo si possa
pensare a uno statuto troppo rigido, quello che adesso è chiedere troppo tra
qualche anno sarà già ottenuto dalle regioni ordinarie". Il Centrodestra
era diviso sulla legge di tutela del friulano. Sarà rivista? "Deve essere
uno strumento più che un fine. La legge deve mirare a conservare la propria
identità e la propria cultura. Penso non si possa imporre il friulano ma lo si
debba tutelare tenendo presente che la nostra regione oggi deve stare attenta a
lingue altrettanto importanti, come quelle straniere. Va bene l'investimento
culturale, ma non mi piace l'imposizione". Correzioni o no? "Una
legge sul friulano c'è già, vediamo come funziona e dove invece è necessario
migliorarla. Non tutto quello che è stato fatto nella passata legislazione va
buttato a mare, ma vanno corrette le storture, o meglio le impostazioni ideologiche
che gli elettori hanno dimostrato di non gradire". In generale, faccia un
esempio di "impostazione ideologica" poco gradita? "Il reddito
di cittadinanza. Diamolo prima ai nostri cittadini poi eventualmente anche agli
altri". Nel suo breve discorso dopo l'elezione lei ha fatto riferimento al
tema della sicurezza. È una priorità? "Devo ringraziare il presidente
della giunta Renzo Tondo che ha capito questo problema e con un atto formale ha
istituito l'assessorato regionale alla sicurezza. Per il resto non voglio
togliere lavoro ai colleghi del consiglio, ma ci sarà attenzione verso i
provvedimenti che vanno nella direzione di un miglioramento della situazione e
della sensazione che i cittadini hanno. Questi temi vanno portati avanti. Il
problema potrà e troverà soluzione ma stiamo andando verso questa direzione e
saremo molto attenti alle proposte dei consiglieri, della giunta e anche di
quelle d'iniziativa popolare. Non credo la soluzione sia immediata o dietro
l'angolo, ma questo è uno dei "must", uno dei cardini. A maggior
ragione in un territorio di confine". Anche lei come il senatore Calderoli
vuole chiudere i confini? "Non dico questo, ma invito a collaborare con la
Slovenia perchè se loro controllano bene i loro confini anche noi stiamo
meglio. Purtroppo in passato qualche Stato dell'Unione Europea non ha ragionato
in termini corretti. Si diceva: gli extracomunitari passano e vanno oltre.
Questa è una mentalità superata; anche Paesi di sinistra, come la Spagna, hanno
fatto marcia indietro". Lei ha anche fatto appello a "un rapporto
costruttivo tra maggioranza e minoranza". "Questo Centrosinistra ha
imparato la lezione. Non può pensare di avere sempre le risposte giuste o
perfette, altrimenti non si spiega l'evidente risultato elettorale. Se insieme siamo
d'accordo sul fatto che bisogna recuperare tempo, allora grande apertura verso
temi come per esempio quello dello statuto, delle politiche sociali, della
sicurezza; anche dal Centrosinistra possono venire buone idee e validi
contributi. Se constato invece un arroccamento sul fatto che da loro vengono
soltanto proposte giuste e più difficile fare un ragionamento. Credo sia
necessario andare avanti nell'interesse dei cittadini e su alcune tematiche
rilevanti mantenere atteggiamenti costruttivi". Presidente, in Aula
martedì ha citato la famiglia. E anche su questo tema c'è una nuova delega.
"Abbiamo una società in via di cambiamento e in evoluzione. La famiglia a
livello regionale e nazionale non è stata aiutata, anzi tante volte sono state
adottate soluzioni di fuga dalla famiglia. Invece ritengo che chi ha atti di
responsabilità in famiglia debba essere aiutato, dobbiamo agire in questo
senso, coordinandoci con il livello nazionale. E spero che il mio passato in
Parlamento, conosco molti ministri del governo appena varato, ci possa
agevolare. Sicuramente l'assessore alla famiglia Roberto Molinaro saprà darci
validi input che vogliamo assecondare". Roberto Asquini martedì si è
astenuto e non l'ha votata in polemica con il Centrodestra per la scelta sulle
cariche e la penalizzazione di Udine nella formazione della Giunta. Le è
dispiaciuto? "La sua astensione mi ha dato un po' di dispiacere perchè
Asquini è stata la prima persona che ho trovato a Roma nel '94 e mi ha fatto da
cicerone nella mia prima esperienza parlamentare. A livello umano mi è
dispiaciuto. Ma se perdo un voto di maggioranza e ne guadagno due della
minoranza... Comunque spero che Asquini rientri. Lo conosco, è valido,
intelligente, una risorsa per il Pdl". Saranno cinque anni durante i quali
la dialettica politica sarà più "calda" del passato? "Non lo so.
Vedremo. Comunque emerge una frammentazione anche dentro il Centrosinistra. Mi
piacerebbe che di fronte a un confronto si avesse la capacità di uscire con le
soluzioni più condivise possibile. E questa non è utopia se si pensa che tutti
siamo mandati dai cittadini". Cosa pensa del presidente Tondo e della sua
giunta? "È presto per dare giudizi, li attendiamo sui fatti. Per quello
che conosco Tondo è un uomo della cultura del fare". E del caso Alessandra
Guerra? "Sembra ormai una cosa antica. Comunque sono ancora colpito da
come si possa bruciare in poche settimane un buon lavoro costruito con anni di
impegno. La Lega ha saputo fare a meno di presidenti della Camera, ministri e
altre stelle sapendo proporre soggetti nuovi e ottenendo risultati
brillanti". Riccardo Illy ha scelto di non rimanere in consiglio.
Commenti? "Faccio lo stesso commento che ha fatto lui dopo che ha perso le
elezioni...". Da quasi un mese siamo in attesa... Costi della politica:
rivedrà gli stipendi dei consiglieri regionali? "Ho sul tavolo la
relazione comparata su costi, emolumenti, vitalizi. Ho interesse a studiare
questo argomento, che è un'importante cartina tornasole, ma non è il succo
della questione. Il consiglio deve impegnarsi a combattere
i costi della burocrazia
che sono molto più elevati e pericolosi. I costi fissi rischiano di uccidere le
piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto economico della nostra
regione. In questo senso dobbiamo lavorare". Lei è di Pordenone dove la
Lega ha ottenuto risultati molto simili a quelli del Veneto. Il prossimo
segretario del Carroccio sarà probabilmente un friulano. Preferirebbe il
senatore Mario Pittoni o il presidente della Provincia di Udine Pietro
Fontanini? "Io voglio un segretario bravo che si impegni e che voglia
lavorare molto. E anche se viene da Pantelleria va bene lo stesso". Ha
incuriosito il suo riferimento a padre Marco d'Aviano. Lei ha invocato sul
lavoro del consiglio regionale lo sguardo del beato che guidò moralmente le
cattoliche armate austroungariche contro i turchi nel XVII secolo. Perchè?
"Sono più componenti. La vicinanza territoriale, poi sono insegnante in
aspettativa dell'istituto salesiano don Bosco di Pordenone, e ho avuto per
amico Pin Fortuyn, che sul tema dell'Islam aveva scritto un libro, è stato
ucciso e seppellito in Friuli. Sul suo lavoro hanno collaborato due gruppi:
l'associazione culturale Cattaneo e un gruppo di studiosi olandesi che ha
realizzato un film, tra questi Teo van Gogh e Ayaan Hirsi Ali. Teo è stato
assassinato e io ho preso il suo lavoro e ho cercato di farlo conoscere. E poi
ogni mattina siamo debitori a Marco d'Aviano...". Cioè? "Quando i
viennesi si riversarono contro i musulmani, subito arraffarono le granaglie e scoprirono
anche il caffè, che però era amaro. Allora lo ingentilirono con il latte e lo
chiamarono cappuccino. Successivamente fu abbinato un pasticcino dalla forma
della mezzaluna, che fu chiamato brioche...".
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PRIMO PIANO
pag. 2 Più investimenti: aziende a caccia di fondi e risorse L'ANALISI di
ANDREA GHISELLINI LA CRISI C'È, e si sente. Ma nonostante le difficoltà legate
alla agguerrita concorrenza dei mercati internazionali e al consistente gap
nelle infrastrutture e nei servizi, le imprese ferraresi continuano ad investire.
Dimostrando di credere nel proprio futuro e in quello del Sistema Paese. Lo
dicono i dati dell'analisi messa a punto da Confindustria Ferrara che, in
un'indagine condotta su un campione rappresentativo di imprese associate,
registra un sostanziale incremento della spesa destinata a questo settore
strategico: +5.3% nel 2007 rispetto all'anno precedente, con una percentuale
sul fatturato pari al 3%. Uno sforzo considerevole, soprattutto se si pensa che
la percentuale riservata ai mercati esteri è stata del 4% e che, per il 2008,
questa quota è destinata addirittura a raddoppiare. PER QUANTO riguarda la
dimensione d'impresa, le piccole hanno privilegiato investimenti in linee di
produzione, in ricerca e sviluppo e in formazione, mentre le medie - oltre a
questi ambiti- hanno investito anche in mezzi di trasporto. Distribuita
equamente la percentuale per le grandi imprese, che hanno puntato in molteplici
aree. Tutte le imprese intervistate hanno comunque dichiarato di aver investito
in tutela ambientale, segno di un'attenzione ormai consolidata ai temi della
sostenibilità. A FRENARE un trend che potrebbe avere performance maggiori, sono
tuttavia alcuni fattori sui quali ormai da tempo tutti gli imprenditori
italiani puntano il dito, vale a dire le gravi carenze infrastrutturali del
Paese, l'inadeguatezza dell'apparato pubblico, della burocrazia e dei servizi e la difficoltà
legate a reperire, sul mercato del lavoro, le risorse umane e finanziarie
necessarie alla crescita dell'azienda. PROBLEMI ORMAI cronici, ricordati con
forza dal presidente uscente degli industriali italiani, Luca di Montezemolo,
nel corso della sua visita a Ferrara. E sottolineati anche nell'indagine
portata a termine da Confindustria. "Dal nostro sondaggio emerge una
diffusa difficoltà delle imprese, all'incirca per il 46% degli intervisttai,
nel reperire personale da inserire nel comparto produttivo ? spiegano in via
Montebello ? Difficoltà evidenti riguardano anche il reperimento di figure
professionali da dedicare al marketing e al settore commerciale, per quasi
tutti i settori. E lo stesso problema riguarda la ricerca di operai
specializzati (nel 47.4% delle imprese intervistate), degli impiegati tecnici e
dei quadri". NON MENO insoddisfacenti del rapporto con il mercato del
lavoro sono i problemi legati alla burocrazia e al
reperimento dei fondi e delle risorse finanziarie necessarie a sostenere gli
investimenti. Tutti elementi critici che, nel 2007, hanno rallentato se non
addirittura ostacolato, l'avvio di progetti messi in cantiere per far crescere
l'impresa. LE PERCENTUALI sono preoccupanti e invitano sicuramente a
riflettere: il 25% delle imprese ha infatti dichiarato di avere difficoltà nel
reperire questo tipo di risorse, il 20.5% si lamenta per le eccessiva
complessità delle pratiche burocratiche e amministrative, mentre il 7.7% si
dichiara insoddisfatto dallo stato delle infrastrutture (reti stradali in
testa) e l'11.5% per quello dei servizi.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri il giuramento
al Colle, martedì il passaggio di consegne alle Politiche Agricole e Forestali
"Valorizzerò la mia terra" Zaia riparte: "Continuerò a sporcarmi
le scarpe" ROMA. "Ora c'è solo un'alternativa: rimboccarsi le
maniche". Luca Zaia è diventato ministro delle Politiche Agricole e
Forestali ieri alle 17.30, con un piccolo lapsus durante il giuramento al Colle
e due "grazie" a Berlusconi, mostrando fiero la pochette verde.
Martedì il passaggio di consegne con l'ex titolare del dicastero, Paolo De
Castro, oggi a mezzogiorno una bicchierata al Cerletti con i fedelissimi.
Ministro Zaia, quali sono le prerogative dopo il dopo il giuramento al
Quirinale? "Le riunioni sono già cominciate. Il primo obiettivo da
ministro è difendere il prodotto italiano nel mondo agricolo europeo, un
impegno che va al di là di ogni connotazione politica. Ma mi impegnerò
soprattutto per il Veneto e per la Marca, che riesce a produrre delle
eccellenze che rappresentano una parte fondamentale della categoria produttiva
italiana. Sono molte le partite aperte, sia a livello comunitario che a livello
nazionale, come quelle del vino e del latte". Ci sarà un occhio di
riguardo per il suo territorio natale? "Nel Trevigiano le risorse non
mancano, ora punteremo a valorizzarle". Si parte in difesa per poi passare
all'attacco? "Il comparto agricolo nazionale è punto di riferimento di
tutto il sistema, ma occorre difenderlo per poi rilanciare. Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha
ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute
pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va
protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare
con attenzione. Tra le priorità strategiche del governo ci sarà
naturalmente l'agricoltura". Un ministero che riveste particolare
importanza. Ma l'attenzione della Lega rimane spostata al federalismo.
"Innanzitutto sono molto emozionato e soprattutto orgoglioso di far parte
di questa squadra di governo, è un lavoro che è cominciato tanti anni fa e che
oggi continua con questo incarico. E' poi indubbio che questo esecutivo abbia
come obiettivo strategico quello del federalismo, cioè il fondamento della
proposta leghista. Che si rivelerà straordinaria sia per il Mezzogiorno che per
il Veneto". Un governo che, oltre a lei, annovera altri tre rappresentanti
del Carroccio. "L'esecutivo riesce a rappresentare il Nord con grande
efficacia, anche con i componenti del Pdl. Il dato non può che confermare un
cambiamento radicale di linguaggi, stili e obiettivi. Bossi, comunque, rimane
il capo, colui che ha avuto la magnifica idea di avere la rappresentanza al Nord".
La Cia attende fatti concreti per lo sviluppo, l'Agci Agtital chiede già che
risolva i problemi strutturali che bloccano le imprese, Coldiretti chiede il
rilancio della qualità. Le chiederanno presto il conto? "Ci sarà tempo e
modo per lavorare di comune accordo. Voglio che gli agricoltori, le aziende, le
associazioni e l'opinione pubblica sappiano che cammineremo insieme, ci
sporcheremo le scarpe per terra per rivoltare e cambiare le politiche su questo
patrimonio. Io continuerò a stare in mezzo alla gente".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
TERZO MINISTRO
VENETO Brunetta: "Meno burocrazia" L'emozione
del veneziano alla Funzione Pubblica ROMA. "Non ora, devo prima capire
cosa sta succedendo". Esordisce così nel suo primo giorno da quasi
ministro - il giuramento è fissato solo nel pomeriggio - Renato Brunetta. Al
cinquantasettenne veneziano, non è bastato essere ordinario di Economia del
lavoro, consigliere economico di Berlusconi fino al 2006 e vice coordinatore di
Fi per gestire l'emozione nel giorno più importante. Sarà che mercoledì, a
pochi minui dalla divulgazione della lista dei ministri, lui ancora non
compariva, scalzato nel computo dei dicasteri dall'accoppiata Sacconi-Zaia.
Poi, improvvisamente, il "miracolo" politico e il ritorno in corsa di
Brunetta, pur senza portafoglio. Alle 17.07 di ieri pomeriggio tocca a lui,
accettare l'incarico e giurare, incastrato tra Ronchi e Rotondi, presentandosi
con un sorriso evidente a leggere il rituale del giuramento davanti alla più
alta carica dello stato. Il ruolo gli restituisce la spavalderia. Così, dopo
aver recitato la formula e aver apposto la sua firma, Brunetta, neo ministro di
Funzione pubblica e Innovazione tecnologica, stringe la mano a Giorgio
Napolitano se ne esce con un "Complimenti, ha proprio un bravo figlio, suo
figlio è proprio bravo" evidentemente riferendosi al 47enne figlio economista
del presidente. Segue sorriso maxi a Berlusconi e una stretta di mano che
sembra più lo scambio di "un cinque". Ma la conclusione delle
formalità di rito, compreso il primo Consiglio dei Ministri non bastano a
sciogliergli definitivamente la lingua sul futuro del suo dicastero: "La
mia ricetta è che i buoni andranno premiati mentre i fannulloni saranno
bocciati" si limita a dire il neo ministro della Funzione Pubblica, Renato
Brunetta, rispondendo alle domande rivoltegli sul futuro dei pubblici dipendenti.
Già oggi dovrebbe esserci il passaggio di consegne con Luigi Nicolais, ma
Brunetta non si sbilancia e non concede alcuna anticipazione sulle priorità da
affrontare. "Prima studio e poi parlo" la sua prima battuta
striminzita, "Rivedremo il ruolo dei dipendenti pubblici nel rapporto con
le famiglie e le imprese", continua stringato. Appena più loquace
nell'esposizione dei suoi programmi per quanto riguarda l'aspetto
dell'Innovazione tecnologica: "Useremo in modo amichevole le nuove tecnologie
per migliorare la vita degli italiani" sostiene. Allorché, interrogato sul
significato criptico delle sue esternazioni, spiega: "Al
macero scartoffie e burocrazia cartacea e sostituzione con rapporti amichevoli di tipo
informatico", ribadisce sicuro di sè. Ovvero, meno burocrazia e meno cartacce in giro a
favore di una tecnologia facilmente accessibile e rapida. Intanto ieri il neo
ministro Renato Brunetta ha ricevuto il suo primo "incarico" da parte
del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Al neoministro della
Funzione pubblica il sindacato ha chiesto di porre tra le priorità di
intervento quelle del comparto sicurezza e del corpo di polizia penitenziaria
in particolare. (s.zan.).
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Zaia:
"Valorizzeremo Veneto e agricoltura" Continuerò a sporcarmi di terra
scarpe e mani TREVISO. "Ora c'è solo un'alternativa: rimboccarsi le
maniche". Luca Zaia è diventato ministro delle Politiche Agricole e
Forestali ieri alle 17.30, con un piccolo lapsus durante il giuramento al Colle
e due "grazie" a Berlusconi, mostrando fiero la pochette verde. Martedì
il passaggio di consegne con l'ex titolare del dicastero, Paolo De Castro, oggi
una bicchierata al Cerletti con i fedelissimi. Ministro Zaia, quali sono le
prerogative dopo il dopo il giuramento al Quirinale? "Le riunioni sono già
cominciate. Il primo obiettivo da ministro è difendere il prodotto italiano nel
mondo agricolo europeo, un impegno che va al di là di ogni connotazione
politica. Ma mi impegnerò soprattutto per il Veneto e per la Marca, che riesce
a produrre delle eccellenze che rappresentano una parte fondamentale della
categoria produttiva italiana. Sono molte le partite aperte, sia a livello
comunitario che a livello nazionale, come quelle del vino e del latte". Ci
sarà un occhio di riguardo per il suo territorio natale? "Nel Trevigiano
le risorse non mancano, ora punteremo a valorizzarle". Si parte in difesa
per poi passare all'attacco? "Il comparto agricolo nazionale è punto di
riferimento di tutto il sistema, ma occorre difenderlo per poi rilanciare. Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha
ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute
pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va
protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare
con attenzione. Tra le priorità strategiche del governo ci sarà
naturalmente l'agricoltura". Un ministero che riveste particolare
importanza. Ma l'attenzione della Lega rimane spostata al federalismo.
"Innanzitutto sono molto emozionato e soprattutto orgoglioso di far parte
di questa squadra di governo, è un lavoro che è cominciato tanti anni fa e che
oggi continua con questo incarico. E' poi indubbio che questo esecutivo abbia
come obiettivo strategico quello del federalismo, cioè il fondamento della proposta
leghista. Che si rivelerà straordinaria sia per il Mezzogiorno che per il
Veneto". Un governo che, oltre a lei, annovera altri tre rappresentanti
del Carroccio. "L'esecutivo riesce a rappresentare il Nord con grande
efficacia, anche con i componenti del Pdl. Il dato non può che confermare un
cambiamento radicale di linguaggi, stili e obiettivi. Bossi, comunque, rimane
il capo, colui che ha avuto la magnifica idea di avere la rappresentanza al
Nord". La Cia attende fatti concreti per lo sviluppo, l'Agci Agtital
chiede già che risolva i problemi strutturali che bloccano le imprese,
Coldiretti chiede il rilancio della qualità. Le chiederanno presto il conto?
"Ci sarà tempo e modo per lavorare di comune accordo. Voglio che gli
agricoltori, le aziende, le associazioni e l'opinione pubblica sappiano che
cammineremo insieme, ci sporcheremo le scarpe per terra per rivoltare e
cambiare le politiche su questo patrimonio. Io continuerò a stare in mezzo alla
gente". Massimo Guerretta.
( da "Nuova Venezia, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL VOTO POSITIVO
DELLE CATEGORIE ECONOMICHE "Finalmente il Veneto conta qualcosa"
Morando: "Personale qualificato". Porto: "Cisl disponibile al
confronto" VENEZIA. "Finalmente un'adeguata rappresentanza della
nostra regione, da troppo tempo, e incomprensibilmente, trascurata". Il
presidente della Confcommercio del Veneto, assieme a tutte le Ascom
territoriali e alle categorie rappresentate, esprime grande soddisfazione per
la nomina di tre ministri veneti. "Si tratta, in tutti e tre i casi di
uomini molto qualificati e con una preparazione adeguata al ruolo"
sostiene il presidente Fernando Morando (foto a sinistra). "E' importante
che il Veneto sia presente con professionisti della politica, da sempre
riconosciuti tali dal mondo associativo che fa capo al sistema Confcommercio -
prosegue - del resto era dal 1974 che non si vedevano 3 ministri veneti tutti
assieme a Roma. E' un risultato di tutto rispetto, specie se si considera il
fatto che ben 13 regioni non sono presenti in questa legislatura con
rappresentanze ministeriali". Sostegno a scatola chiusa anche dalla
Confederazione italiana dell'agricoltura che assicura collaborazione ma chiede
in cambio il recupero della concertazione. Il presidente della Cia Giuseppe
Politi chiede quindi un impegno forte per ridare slancio e vigore al sistema
imprenditoriale, riforme istituzionali e sociali, maggiore attenzione al
settore agricolo e un taglio netto alla burocrazia, oltre che una decisa azione a livello europeo. "Al
neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia,
inviamo le più vive congratulazioni per la sua nomina e fin ribadiamo la nostra
più convinta collaborazione per uno sviluppo equilibrato e duraturo
dell'agricoltura italiana che oggi vive una fase di grande difficoltà e con i
redditi dei produttori in preoccupante calo". Politi ricorda il
documento predisposto dalla Cia per la nuova legislatura nel quale viene
delineato "un nuovo progetto per lo sviluppo dell'agricoltura, per
accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e
difendere il "made in Italy" alimentare. "E' bene dare risposte
qualificate e veloci alle istanze poste dalla nostra gente - sostiene la
segretaria regionale della Cisl Franca Porto (foto a destra) - questo si può
fare meglio intrecciando una forte azione di radicamento e rappresentanza
locale con un'azione altrettanto forte di protagonismo attivo nazionale ed
europeo. Per questo ci pare importante che nel nuovo governo siano presenti tre
ministri veneti e ancora di più ciò è sottolineato dalla strategicità dei
ministeri a loro assegnati. Nell'augurare buon lavoro a Renato Brunetta,
Maurizio Sacconi e Luca Zaia, diciamo da subito che troveranno nella nostra
Cisl veneta un interlocutore disponibile al confronto, al dialogo, alla
costruzione di percorsi condivisi; ma anche un soggetto rigorosamente attento e
puntuale nel chiedere conto di atti che vadano nella direzione di migliorare e
qualificare le condizioni di vita nella nostra terra e per la nostra
regione".
( da "Provincia Pavese, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Lorella Gualco
Industriali sorpassati, ma non è crisi "Il patrimonio personale non è l'azienda I notai ricchi specchio della burocrazia" VIGEVANO. I notai che scalzano gli imprenditori dai primi
posti della classifica dei redditi è un segno dei tempi. "Ma non
necessariamente il segno di un'industria ormai avviata al declino e senza più
slanci di vitalità", dicono gli imprenditori difendendo il ruolo di fattore
dinamico della fabbrica nell'economia cittadina. "L'elenco delle
dichiarazioni riguarda i redditi personali - afferma Alberto Cazzani,
vice-presidente dell'Unione industriali della provincia di Pavia - e quindi non
può essere lo specchio dell'andamento delle imprese, che è legato ad altri
fattori". Nel 2005 ai primi tre posti fra i vigevanesi più ricchi
figuravano tre notai e altri due colleghi erano compresi nella graduatoria dei
primi dieci contibuenti. La giungla legislativa e fiscale cresciuta negli ultimi
decenni ha reso indispensabile il ricorso a certe categorie professionali per
compiere atti e presentare certificazioni. Una mole di lavoro che si è
riversata anche negli studi notarili, tanto che ieri non è stato possibile
ottenere un commento da nessuno dei notai interpellati, tutti impegnati in
appuntamenti di lavoro e adempimenti che hanno assorbito l'intera giornata. Ad
offrire una chiave di lettura della situazione emersa dalle dichiarazioni dei
redditi sono quindi gli imprenditori o altri professionisti. "Gli elenchi
dicono molto, ma non possono essere interpretati come una fotografia esauriente
della realtà - sostiene l'imprenditore calzaturiero Massimo Martinoli -. Certo,
se si pensa a cosa fosse l'industria della scarpa anche solo vent'anni fa e a
che cosa sia adesso, è chiaro che tante cose sono cambiate. Non c'è da stupirsi
se ora ai primi posti negli elenchi dei redditi non figurino più soltanto
imprenditori. Ma attenzione a pensare che l'industria sia ormai un settore di
retroguardia. I redditi personali degli imprenditori, infatti, non sono il
fatturato dell'azienda. Gli utili dell'impresa vengono anche reinvestiti
nell'attività e può passare del tempo prima che tutto ciò si traduca,
eventualmente, anche in un aumento del reddito personale dell'imprenditore".
Valutazioni condivise da Cazzani. "Attenersi all'elenco dei redditi per
interpretare l'andamento dell'economia locale è semplicistico - afferma
l'imprenditore vigevanese -. Sono altri i termometri dello stato di salute
dell'impresa e non il reddito dei singoli imprenditori. E' normale, invece, che
l'enorme complicazione burocratica fa in modo che non si possa prescindere
dall'intervento di commercialisti, notai e avvocati e questo può spiegare la
ragione della presenza di tanti professionisti ai primi posti nella graduatoria
dei redditi". Nella classifica dei più ricchi i notai battono nettamente
anche i medici. "La prevalenza di certe figure professionali - è
l'interpretazione di Emiangelo Vercesi, medico ed ex-assessore - è legata a strutture
economiche che definirei arcaiche. Ho un grande rispetto dei notai dal punto di
vista umano e professionale. Non posso però fare a meno di osservare che in
altre nazioni, dove la burocrazia è più semplice,
basta andare in municipio per compilare certi atti. Tutto questo per colpa di
un sistema economico rimasto alle corporazioni medievali, e non mi riferisco
solo ai notai".
( da "Provincia Pavese, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sempre troppa
tensione fra i nerazzurri, il Siena potrebbe approfittarne Inter, nervosismo da
battere Burdisso e Chivu in forse. Balotelli italiano a 18 anni, niente
Olimpiadi MILANO. Dopo la finale di Coppa Italia conquistata mercoledì sera
contro la Lazio, l'Inter è tornata ad allenarsi in vista del match di domenica
con il Siena, che potrebbe assegnare lo scudetto ai nerazzurri. Ieri mattina
sedute specifiche per Cordoba, Ibrahimovic, Figo, Orlandoni e Samuel.
Allenamento defaticante svolto tra piscina e palestra nel pomeriggio per i
giocatori scesi in campo a Roma; insieme a questo gruppo si è allenato anche
Burdisso uscito anzitempo per un problema alla schiena, fastidio che non sembra
però aver compromesso la sua presenza in campo contro il Siena. Il secondo
gruppo, composto dai giocatori poco impiegati in Coppa Italia, ha iniziato
l'allenamento con il riscaldamento per poi proseguire la giornata con gli
esercizi sulla resistenza, sulla rapidità e con il potenziamento in palestra.
La seduta si è conclusa con la partitella finale con alcuni ragazzi della
Primavera di mister Esposito. Chivu, sostituito a Roma per il dolore alla
spalla sinistra, ha svolto le terapie del caso. La partita contro la Lazio ha
fatto trapelare quel nervosismo che in casa Inter non hanno nessuna intenzione
di confermare, tensione comprensibile dato che fra due giorni la squadra di
Mancini dovrà giocarsi in novanta minuti il destino di una stagione. Cruz,
Materazzi e Mancini: sono stati proprio gli uomini chiave dell'annata
nerazzurra a tradire un sentore di ansia per un traguardo ormai vicino ma da
sudarsi fino alla fine. La stagione interista è stata sicuramente faticosa. Il
campionato, infatti, a dicembre sembrava già chiuso salvo poi riaprirsi
complici i molteplici infortuni subiti nell'arco di questi lunghi nove mesi. A
complicare le cose si è aggiunta l'eliminazione agli ottavi di Champions League
contro il Liverpool e le susseguenti, poi subito ritrattate, dimissioni del
tecnico jesino. Da quel momento in poi le polemiche in casa Inter non sono più
mancate e a farne le spese è stato lo stesso ambiente interista più volte preso
di mira da tifosi e critici di ogni tipo. E allora pare comprensibile, anche se
non giustificabile, lo "sfogo" di Mancini contro Saccani. Meno tenue
il giudizio sull'intervento di Materazzi ai danni di Pandev che è costato al
centrale campione del mondo l'espulsione dal match. L'Inter, in quel punto di
partita, stava conducendo per 1-0 e rimanere, per l'ennesima volta, in dieci
uomini avrebbe potuto compromettere la qualificazione alla finale di Coppa. Nei
momenti critici la tensione sale ma in casa nerazzurra c'è l'obiettivo di battere il Siena e conquistare lo scudetto numero
sedici della storia nerazzurra, solo così la tensione lascerà spazio alla gioia
e resterà solo un brutto ricordo. Balotelli, intanto torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere
cittadino italiano fino alla maggiore età e di partecipare quindi alle
Olimpiadi con la maglia azzurra.
( da "Giornale di Brescia" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 09/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT L'INTERISTA NON PUO' ESSERE AZZURRO
FINO AI 18 ANNI Balotelli: legge ingiusta, niente Olimpiadi MILANO - "La
legge italiana è ingiusta, va cambiata". Il 17enne attaccante dell'Inter,
Mario Balotelli, torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere
cittadino italiano fino alla maggiore età. Parlando con il quotidiano di
Toronto "Il Corriere Canadese", in un'intervista ripresa dall'Ansa,
l'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia
bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di
serie B". Diciotto anni ad agosto, Balotelli non potrà partecipare
alle prossime Olimpiadi di Pechino perché per la legge non è ancora cittadino
italiano, e la cosa gli dispiace. "Pur essendo nato qui, la legge non mi
riconosce ancora la cittadinanza: lo trovo un'enorme ingiustizia, la legge
andrebbe cambiata". Balotelli infatti è nato a Palermo il 12 agosto di 17
anni fa da genitori ghanesi, ma per l'ordinamento italiano, legato allo ius
sanguinis, il diritto di sangue, il ragazzo non ha potuto in questi anni
diventare automaticamente cittadino del nostro Paese. "Mario si è sentito
discriminato per il fatto di non essere riconosciuto cittadino italiano e di
non poter avere nemmeno i documenti - afferma sempre al giornale canadese la
mamma Silvia -. Non poteva fare un viaggio fuori dall'Italia sia per motivi
familiari (i fratelli Corrado e Giovanni e la sorella Cristina, giornalista, si
trovano spesso all'estero) sia per impegni sportivi: non ha potuto partecipare
ai tornei di calcio all'estero come i suoi compagni e ha dovuto rinunciare alla
Nazionale Under 15". Ora Balotelli non potrà partecipare alle Olimpiadi:
Casiraghi non potrà convocarlo perché ad agosto sarà ancora minorenne.
"Anche in questo caso - continua la mamma adottiva - l'unico ostacolo è la
cittadinanza, che arriverà troppo tardi". Mario Balotelli però si considera
italiano al 100%, i suoi amici sono bresciani e il suo accento pure. Il suo
sogno è di giocare con la maglia azzurra e vincere il Mondiale. "Ho
rinunciato all'invito della Nazionale ghanese - rivela - perché vorrei vestire
la maglia azzurra: sono nato e ho sempre vissuto in Italia, perciò mi sento
cittadino italiano". Nell'intervista al Corriere Canadese, Balotelli parla
dei suoi idoli: "Ai Mondiali mi aveva colpito Materazzi con i suoi gol.
Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei trovato a giocare proprio con
un campione come lui". Ma il suo idolo, prosegue, è Ronaldo.
( da "AltaLex" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Articolo di Sergio
Sabetta 09.05.2008 Stampa La burocrazia da Weber a Wittgenstain di Sergio Sabetta Le nuove aperture
mentali permettono di lasciare emergere ciò che da sempre esiste ma non si
poteva vedere. Per Weber la "legittimità" è alla base dei sistemi di
autorità ed è connessa a cinque tipi di credenze legate tra loro: che vi sia un
codice legale determinato e a cui tutti i membri dell'organizzazione
debbano obbedienza; che l'amministrazione agisca nell'interesse
dell'organizzazione entro i limiti posti da un sistema di norme astratte; che
le persone che esercitano autorità agiscano anch'esse entro e secondo i limiti
normativi; che colui che è parte dell'organizzazione obbedisca alla legge solo
perché membro dell'organizzazione; che l'obbedienza sia dovuta non tanto alla
persona che detiene l'autorità, quanto alla norma che lo ha posto in tale
posizione. Ne deriva che per la strutturazione dei sistemi di autorità legale
necessita che: i compiti siano organizzati sulla base di una regolazione
continuativa; ciascun compito sua funzionalmente distinto per autorità e
sanzioni; gli uffici siano suddivisi in ordine gerarchico; il personale sia
preparato in termini tecnici e legali sulle regole del lavoro; le risorse
dell'organizzazione siano distinte da quelle private dei membri; vi sia
distinzione fra detenzione dell'ufficio e proprietà; l'attività sia basata su
atti scritti; il sistema di autorità legale assuma la forma più pura nel
personale amministrativo burocratico. Tuttavia i principi di legittimità e di
autorità non sono di per se stessi sufficienti a definire una burocrazia professionale e non anche onoraria o collegiale,
vi devono pertanto essere le ulteriori seguenti caratteristiche: i suoi membri
sono liberi e devono rispettare solo i doveri impersonali dell'ufficio; vi è
una netta gerarchia di uffici; le funzioni degli uffici sono chiaramente
specificate; i funzionari sono nominati per contratto, sulla base di una
qualificazione professionale attestata; vi è un salario monetario e il diritto
alla pensione; la sua funzione costituisce la sola o comunque prevalente
occupazione; vi è una carriera con avanzamenti per anzianità o merito su
giudizio dei superiori; il funzionario non può appropriarsi della carica né
delle relative risorse ed è inoltre soggetto ad un controllo. A fronte di
questa definizione ideale o pura di burocrazia vi è
una definizione "adhocratica", flessibile, con comportamenti
adattabili all'ambiente esterno basata su regole contingenti proprie di un
ambiente instabile. Da struttura prettamente gerarchica si è sviluppata grazie
anche ad internet, una struttura a rete in cui si hanno degli hub o nodi
principali, legati a moltissimi altri. A questa nuova tipologia
"formale" di rete burocratica regolare, si sovrappone una rete
"informale" privata di funzionari, con propri hub, una rete che può
fungere da supporto all'attività formale amministrativa o al contrario
soffocarla e deviarla dietro interessi del tutto privati di parte. Più vi è
flessibilità, mancanza di regola certe, e più cresce una rete
"informale" che attraverso alleanze sostituisce le regole mancanti.
La burocrazia può essere vista come un frattale, in
cui la stessa figura si replica in scale maggiori o minori, con informazioni
strutturali semplificate anche se appesantite da aspetti particolaristici, essa
infatti favorisce la ripetitività e la conservazione sia della memoria che
della struttura organizzativa sociale. Possiamo definire quindi la burocrazia come una ricorsiva applicazione di formule
organizzative semplici che creano la complessità, si passa dalla linearità alla
circolarità ripetitiva, vi è in altre parole una profonda unità strutturale per
una molteplicità percepita. Nel linearizzare la complessità si procede alla
frantumazione della realtà, essa costituisce degli attrattori caotici, dei
"bacini di attrazione", di una dinamicità sociale in atto. La burocrazia stabilizza e crea al contempo complessità nel
proprio irrefrenabile espandersi, ma superato un determinato limite essa
congela e sostituisce se al dinamismo del sistema sociale stesso, vi è comunque
sempre un passaggio dalla complessità alla caoticità nel proprio ciclo di
feedback se il sistema non viene stabilizzato con feedback negativi. Se un
sistema meccanico predefinito nelle sue interazioni ambientali, presenta
relazioni rigide tra le parti del sistema si da avere una dinamica
deterministica, non altrettanto avviene per un sistema dinamico in ambiente
dinamico per il quale vi è una combinazione irripetibile di varie tipologie di
legami tra le parti a seguito di una necessaria parziale e spontanea
auto-organizzazione. La forte dissipazione di energie e informazioni che queste
strutture burocratiche comportano è in parte compensata dal concetto di
intelligenza distribuita quale mezzo atto all'auto-organizzazione e alle
mancanze dei leader e del governo. La crescente complessità ambientale riduce i
tempi di scelta, aumentando le difficoltà là dove tale necessità non viene
colta, con conseguente aumento della tensione sociale. Nella riduzione delle
biforcazioni di scelta vengono a ridursi gli intervalli di prevedibilità, fino
a giungere alla zona del caos in cui vi è una totale ingestibilità delle
biforcazioni, secondo la Mappa di Feigenbaum , senza l'ausilio
dell'intelligenza artificiale. Al confine tra ordine e caos sorgono regolarità
inattese, come l'auto-organizzazione, prive di linearità ma dotate di
invarianza di scala. Nella burocrazia, come in
qualsiasi organizzazione, l'esperienza viene rivissuta nel doppio fine di
ricordare e al contempo semplificare il sociale in alternativa al disordine,
questo nel tentativo di risolvere qualsiasi situazione di conflitto al proprio
interno. L'informazione è diffusa e memorizzata all'interno della struttura per
uffici, secondo un principio gerarchico, con la possibilità di estrarre aspetti
diversi dallo stesso evento si da aversi una notevole flessibilità
"sostanziale", secondo precisi interessi, in contrasto con la
rigidità "apparente", la memoria organizzativa è perciò un'azione
collettiva. Vi è un continuo rapporto tra il livello della "soggettività
generica" e quindi della regolamentazione quale controllo e il livello
della "intersoggettività", quale luogo di scambio premessa per
l'innovazione. Al crescere delle rigidità interpretative, delle regole imposte
all'organizzazione, diminuiscono i significati autonomi che l'organizzazione e
i suoi membri elaborano per sé e l'ambiente in cui agiscono. Fino a giungere
alla Scuola di Francoforte in cui si pone l'accento sulla funzione di controllo
sociale e di gabbia interpretativa delle narrazioni organizzative. Nel rapporto
che si instaura fra amministratori e politici le capacità tecniche dei primi,
se da una parte possono costituire orgoglio di classe e potere di
contrattazione per l'utilità della conoscenza dei meccanismi amministrativi,
dall'altra possono costituire elemento di disturbo per i politici, per i quali
è preferibile in determinate aree la manovrabilità alla conoscenza, la quale è
fornita nell'essenziale dai funzionari minori. ___________________ Bibliografia
G.E.Alberti e altri, La pratica del problem solving, Angeli ed. 2004; N.
Antonucci, Perché solo Wittgenstein era a proprio agio nel caos?, in
ComplexLab.com; Campanile, Il mondo in Wittgenstein, in Rassegna delle Scienze
Filosofiche, IX, 38-76, 1956; M. Albrow, La burocrazia,
Il Mulino, 1973; C. G. Cortese, L'organizzazione si racconta, Guerini e
Associati, 1999; B. Mandelbrot, Gli oggetti frattali: forma, caso e dimensione,
Einaudi, 1987; S. Contini, La produzione del senso nelle organizzazioni, In
ComplexLab.com; C. Mazzucchelli, Organizzazione e complessità, in
ComplexLab.com; M. Weber, Economia e società, Comunità ed. 1968; J. Tsien, Il
codice della memoria, in "Le Scienze", 56-65, 469, settembre 2007; R.
M. L. Varvelli, Dilemmi manageriali: burocrazia, adhocrazia
e democrazia, L'Impresa, 2/05.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-05-09 - pag: 2 autore: Montezemolo: nella squadra mix
di esperienza e novità, bene il clima di dialogo Le imprese: giudicheremo dai
singoli fatti Stefano Carrer VENEZIA. Dal nostro inviato Il giudizio sul
governo "dipenderà, come sempre, dai singoli provvedimenti ", ma le
premesse sembrano favorevoli, anche in relazione a un clima generale di dialogo
e distensione che pone le basi per le grandi riforme di cui il Paese ha
bisogno: Luca Cordero di Montezemolo ha augurato ieri "buon lavoro"
al nuovo esecutivo diretto da Silvio Berlusconi "perché il Paese ha
bisogno di decisioni, importanti e urgenti". Un augurio espresso a nome
dell'associazione di cui sta lasciando la guida "prima come cittadini e poi
come imprenditori", senza mancare di rilevare come faccia piacere
verificare un atteggiamento di "disponibilità espresso dal leader
dell'opposizione sul grande tema delle riforme istituzionali, che non si
possono fare a colpi di maggioranza". Il governo, ha aggiunto, presenta un
mix di esperienza e novità, è stato costituito in tempi brevi e ha in programma
due misure importanti e positive come la detassazione degli straordinari e
quella dei premi di rendimento. A margine del suo intervento a Venezia
all'assemblea dell'Italy-Japan Business Group – dove veniva lamentata la
carenza di investimenti diretti giapponesi – Montezemolo ha detto che
"questo Paese si trova al limite più basso della capacità di attrazione di
investimenti stranieri, non solo giapponesi ". Dalla problematica
del trattamento fiscale delle imprese alla burocrazia, dalle infrastrutture ai costi strutturali "non è facile
fare l'imprenditore in Italia": il governo è atteso alla prova dei fatti.
Sul tema della contrattazione, il vicepresidente di Confindustria Alberto
Bombassei si è riservato di esprimere un giudizio sulla raggiunta unità
sindacale dopo un esame più approfondito: se pure a prima vista la
posizione dei sindacati "appare una riedizione un po' più blanda del
documento a suo tempo respinto dalla Cgil", va apprezzato che
"culturalmente sia una svolta, visto che da anni non trovavano una intesa
comune ". Bombassei rileva che il problema salariale è stato posto per
tempo dalla stessa Confindustria, e che l'esigenza di salvaguardare il potere
di acquisto "non deve andare a scapito della produttività e della
competitività ".In questo senso,l'introduzione di un parametro come
l'inflazione reale sarebbe un errore in quanto "rischia di incentivare
l'inflazione":l'obiettivo può essere raggiunto meglio con meccanismi "più
flessibili e anche più chiari". Bombassei ha anche salutato con favore il
fatto che l'interlocutore delle parti sociali nel governo sarà Maurizio
Sacconi: "Conosce bene la materia, il che ci consente di lavorare insieme
da subito, senza ritardi". Sulla stessa linea il presidente di Unindustria
Venezia, Antonio Favrin, che esprime una "attesa fiduciosa" nei
confronti del governo: "Sacconi è l'uomo giusto al momento giusto",
mentre il Veneto "è ben rappresentato nell'esecutivo, in qualità
intendo" e sta emergendo con più chiarezza la necessità di "mitigare
la conflittualità e dialogare sulle riforme". BOMBASSEI "L'accordo
sindacale sulla contrattazione è una svolta culturale. Salvare il potere
d'acquisto ma non a scapito della forza competitiva".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-09 - pag: 15 autore: La fase due.
Tra "mercatismo" e ricerca di nuove soluzioni ai cambiamenti
economici mondiali Paradigma Tremonti e fortezza Europa di Franco Locatelli P
er vincere le elezioni un libro non basta ma può servire. Ora bisogna vedere se
può anche aiutare a governare. Forse La paura e la speranza, il best-seller con
cui Giulio Tremonti, che torna in questi giorni alla testa del ministero
dell'Economia, si è presentato alle elezioni di metà aprile non avrà portato
un'ondata di voti al Pdl ma ha avuto il suo peso. Perché ha saputo fotografare,
intercettare e coltivare i sentimenti, i timori e le attese di quella parte
d'Italia che ha restituito al centrodestra la guida del Paese. Tremonti ha
maneggiato senza remore le speranze e soprattutto le paure degli italiani ma
dire che la sua è stata solo un'azzeccata operazione di marketing elettorale
significherebbe rinunciare a fare i conti con il modo di pensare e di sentire
della maggior parte degli italiani. Se ne possono condividere o meno le analisi
e le proposte, ma bisogna riconoscere che la sua è l'espressione teorica più
alta del pensiero del Popolo della Libertà. Ha perfettamente ragione un
intellettuale progressista come Michele Salvati quando, pur criticandolo
severamente, definisce il libro di Tremonti come il nuovo manifesto del
centro-destra. Un manifesto su cui anche il Pd avrà buone ragioni per
riflettere in quanto le idee di Tremonti diventeranno, almeno in parte, un
punto di riferimento dell'azione politica del nuovo Governo e, inoltre, perché
l'inesistenza di un pensiero alternativo a quello del nuovo ministro
dell'Economia è una riprova non piccola della debolezza concettuale
dell'offerta politica dell'attuale centrosinistra. La paura, dunque, assai più
della speranza. Paura della globalizzazione e paura del mercatismo, come
Tremonti chiama gli eccessi del mercato.Il maÎtre à-penser del Pdl ne fa il
cuore e la base dei suoi ragionamenti contro "l'idea fiabesca che il
progresso economico possa essere continuo e gratuito". Ma paura di che
cosa? Non solo delle aggressioni fisiche che, nelle più desolate periferie come
nel centro delle città più vivaci, possono mettere a rischio la vita di tutti
noi e soprattutto dei più deboli, ma paura della povertà, paura di perdere il
lavoro, paura di un costo della vita insostenibile, paura di perdere la propria
identità. "La globalizzazione - scrive Tremonti - ci ha già presentato il
suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita, ma sta cominciando a
presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro
ambientale; il conto delle tensioni geopo-litiche che, pronte a scatenarsi, si
stanno accumulando nel mondo ". Nella sua prima intervista televisiva dopo
il voto, Romano Prodi ha amaramente obiettato che molte delle paure su cui il
centro-destra ha fatto leva per raccogliere consensi sono esagerate, non hanno
un fondamento reale e sono state costruite ad arte. Può anche darsi che sia
così, ma la paura è un po' come l'inflazione: quella percepita conta spesso di
più di quella reale. E del resto la paura, che reclama misure di sicurezza sul
piano della vita civilee che alimenta suggestioni neo-protezionistiche sul
piano economico, attraversa non solo la società italiana ma l'intero Occidente
ed è ben presente anche nella campagna presidenziale americana, dove Hillary
Clinton e Barack Obama sono arrivati addirittura a sconfessare gli accordi di
libero scambio tra gli Usa, il Canada e il Messico sottoscritti dal presidente
democratico Bill Clinton. Il doppio intervento sul Financial Times dei giorni
scorsi dell'ex segretario clintoniano al Tesoro, Lawrence Summers, in nome di
una "sana globalizzazione" va dritto al cuore dei problemi e mostra
che il dibattito a cui sta con ritardo arrivando l'Italia non è poi così
provinciale. Ma il problema sono le vie di uscita. Summers raccomanda di
affrontare la fase due della globalizzazione - cioè quella della caccia alle
materie prime e del lavoro a basso costo anche per beni e servizi ad alto
valore aggiunto - facendosi carico delle ansie delle classi lavoratrici e dei
ceti medi che spesso non hanno percepito i benefici che la globalizzazione ha
invece arrecato ai Paesi emergenti e al business dei Paesi più
industrializzati. Come? Riducendo le insicurezze e le diseguaglianze e frenando
la concorrenza tra sistemi fiscali e sistemi regolatori. Il proposito di tante
multinazionali di lasciare Londra per emigrare o tornare negli Usa, da cui la
legge Sarbanes- Oxley aveva allontanato molte società quotate a Wall Street, la
dice lunga. In che direzione andrà, dunque, la ricetta Tremonti? L'orizzonte in
cui collocare le aspettative italiane è quello europeo, ma di un'Europa che il
nuovo ministro dell'Economia immagina molto diversa dall'attuale, non solo per
l'intento di attribuire maggiori poteri al Parlamento europeo, ma soprattutto
per il profilo che dovrà assumere la politica economica europea e la politica
tout court. Una sorta di Fortezza Europa all'interno di un "grande spazio
atlantico" e di una nuova Bretton Woods in cui, anche con dazi e barriere
continentali nei confronti dei Paesi extraeuropei e soprattutto
del"colonialismo asiatico","l'Europa deve guadagnare tempo, per
ristrutturarsi, comportandosi, come minimo, come gli Usa, che anche in pieno
mercatismo si sono adoperati per tutelare i loro interessi". Per questa
Europa le linee direttive che Tremonti ha in mente sono chiare: nuova politica
fiscale (spostando l'asse del prelievo dalle persone alle cose), moratoria
legislativa, modello irlandese per attrarre gli investimenti esteri ma pollice
verso ai fondi sovrani dei Paesi emergenti, emissione di Eurobond per
finanziare grandi progetti infrastrutturali e progetti in settori strategici,
nuova politica industriale con un uso molto contenuto degli strumenti antitrust
e anti-aiuti di Stato ("Il mercato se possibile,il pubblico se
necessario"),una politica europea per la famiglia, un piano per il
nucleare e la detax per l'Africa. Considerando che l'Italia è quasi sempre
stata un peso piuma in Europa, il tempo dirà quante di queste idee diventeranno
o no realmente praticabili. Quel che per ora si intuisce è che in economia
anche l'Italia si appresta a vivere la nuova stagione della globalizzazione
camminando su un sentiero sottile che avanza tra le tentazioni del
neo-protezionismo e l'orgoglio del patriottismo. Dire come andrà a finire
richiederebbe la sfera di cristallo. Ricordare però che il più alto debito
pubblico d'Europa non ce lo toglierà nessuno e che la crescita non sarà solo
nelle mani del Governo ma che il nuovo paradigma tremontiano dovrà dimostrare
di saper ridurre tasse e burocrazia, rafforzare le infrastrutture materiali ma
soprattuttoimmateriali e iniettare un po' di concorrenza in più può sembrare
fin troppo facile, ma non è certamente demodé. Dopo aver animato la campagna
elettorale, la Bibbia di Tremonti è chiamata alla più ardua delle prove:
orientare l'azione di governo verso obiettivi di successo non per una parte
sola ma per l'intero Paese. STRATEGIE CONTINENTALI L'Unione pensata dal
ministro è molto diversa da quella attuale: una potenza in grado di opporsi,
anche con dazi e barriere, al nuovo colonialismo asiatico.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-09 - pag: 23 autore: Mercati globali.
Il presidente di Confindustria propone un programma triennale per favorire
joint venture e le Pmi "In Giappone spazi di crescita" Montezemolo:
Fiat ha grandi potenzialità - Brembo investe in un impianto Stefano Carrer
VENEZIA. Dal nostro inviato Il Giappone rappresenta un'opportunità da
valorizzare per le imprese italiane e offre "grandi potenzialità" per
il gruppo Fiat: il numero uno uscente di Confindustria e presidente del gruppo
torinese, Luca Cordero di Montezemolo, ha indicato ieri a Venezia – a chiusura
della XXa assemblea annuale dell'Italy-Japan Business Group – che il rilancio a
più livelli dei rapporti bilaterali è una delle priorità di sistema per il nostro
Paese e ha proposto un "piano triennale" di iniziative coordinate per
favorire lo sviluppo di joint venture e una maggiore collaborazione nei settori
avanzati dell'industria. Proprio ieri, Montezemolo ha varato la costituzione di
una rete commerciale autonoma della Ferrari in Giappone "dove contiamo di
vendere 500 vetture nel 2009, nonostante l'alto carico fiscale ". Ma non
si tratta solo di Maranello: per Montezemolo il gruppo Fiat può crescere in più
direzioni, dal settore dei macchinari all'impiego dell'elevata immagine
dell'Alfa Romeo, fino all'ingresso nelle minicar con la nuova 500 (da poco
lanciata nel Sol levante, dove tra l'altro esiste un museo del modello
tradizionale). Del resto, non è solo la Fiat che si sta muovendo. Alberto
Bombassei ha annunciato ieri a Venezia che la Brembo, dopo 25 anni di intense
collaborazioni con l'industria motoristica nipponica, sta preparando un
investimento con il suo socio storico in uno stabilimento produttivo di dischi
frenanti a Hamamatsu. Lo stesso direttore della Jetro, Tadashi Izawa, ha citato
i casi della Manuli (che ha attivato l'anno scorso la filiale di Osaka e aprirà
tra poco un impianto di assemblaggio) e della Danieli Engineering Japan KK,
appena aperta nella prefettura di Kanagawa. Montezemolo ha evidenziato i tre
grandi asset delle piccole imprese italiane (marchio, knowhow, dinamismo
imprenditoriale) e il loro limite strutturale (le dimensioni troppo piccole):
"Non si può pensare che da sole decidano investimenti in Giappone: occorre
favorire joint venture con soggetti giapponesi". A questo proposito,ha
anche sottolineato come l'Italia sia riuscitaa passare i pochi anni dal quarto
al secondo posto come maggiore esportatore Ue, crescendo più della media
europea proprio nei confronti dei Paesi verso i quali sono state indirizzate
iniziative di sistema. Mosse che verso il Sol Levante dovranno ormai orientarsi
in settori diversi dalle tradizionali tre "F" (food, fashion,
furniture). Sul versante opposto, Montezemolo ha sottolineato l'inaccettabilità
del paradosso per cui "i nostri confini sono permeabili da chiunque, ma
abbiamo difficoltà a far entrare personale qualificato ". In risposta alle
persistenti lamentele giapponesi in tema di visti, è arrivata una buona notizia
portata personalmente all'assemblea dal Prefetto Mario Morcone, capo
dipartimento immigrazione: dal 19 maggio le procedure del nulla-osta per motivi
di lavoro saranno rese completamente informatiche per le alte professionalità,
tramite l'accesso al sito del ministero dell'Interno: niente più carta o attese
agli sportelli. Per quanto riguarda il permesso di soggiorno, Morcone ha detto
che, avendo anticipato l'attuazione di direttive Ue in direzione del permesso
elettronico con dati biometrici, in effetti possono verificarsi ritardi: "Ma
ho parlato con il capo della Polizia: in attesa del permesso elettronico, potrà
essere rilasciato un permesso cartaceo ". Infine, Morcone ha attivato una
cabina di regìa con la quale monitorare le richie-ste giapponesi sul
territorio, e annunciato che un funzionario dedicato sarà in filo diretto con
l'ambasciata nipponica di Roma. A Venezia è arrivato anche il direttore
generale Asia della Farnesina, Massimo Iannucci: "Ci auguriamo che il
nostro nuovo governo confermi l'attenzione prioritaria che è stata destinata al
Giappone negli ultimi anni – ha detto – sarà comunque molto utile che anche
dagli operatori economici pervenga un segnale al Governo di proseguire sulla
strada intrapresa". Iannucci ha detto che si sta lavorando da mesi a una
intesa bilaterale sulla sicurezza sociale (chiesta dai giapponesi per evitare
doppi oneri e ostacolata dal fatto che rappresenterebbe un sacrificio per
l'erario) e che nelle prossime settimane sarà finalizzato un accordo sulle
vacanze- lavoro per studenti (qui la difficoltà è la rigida normativa italiana
sull'impiego). Da più parti è poi stato chiesto a Tokyo di eliminarealcune
barriere tariffarie o normative: dai dazi sulle calzature in pelle alle forti
restrizioni nell'agroalimentare. BUROCRAZIA ITALIANA Dal 19
maggio le procedure di nulla-osta per lavoro saranno informatizzate per le
figure professionali di alto profilo AUTOMOBILI E LUSSO Ferrari apre una rete
commerciale e conta di vendere 500 auto nel 2009 nonostante il carico fiscale
elevato.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-09 - pag: 33 autore: Enti locali.
L'analisi dell'Istat sui consuntivi 2006 delle amministrazioni Le spese sociali
resistono ai risparmi dei Comuni Nelle Province aumentano le uscite per il
personale (+3,7%) Gianni Trovati MILANO I capitoli dell'accensione di prestiti
e dei trasferimenti in conto capitale assottigliano la colonna delle entrate
dei Comuni, che nel 2006 accertano 82,3 miliardi contro i 90,6 del 2005
(-9,2%); e fra le voci di uscita la frenata è generalizzata, escludendo solo le
spese per il personale (+1,2% rispetto al 2005) e quelle per il settore sociale
(+4,5%). Pagano pegno soprattutto gli sforzi dei municipi nei settori sportivi
e ricreativi, che vedono crollare le uscite del 13,9%, la gestione del
territorio (-11,5%) e le azioni nel campo dello sviluppo economico (-11%) e dei
servizi produttivi (-8,5%). Solo la Polizia municipale esce indenne dalla
frenata generalizzata, e mantiene inalterate le proprie spese. I dati emergono
dalla fotografia dei bilanci consuntivi 2006 dei Comuni italiani diffusa ieri
dall'Istat, dove lo scostamento più importante rispetto al 2005 si incontra
alla voce "accensioni di prestiti", dove il crollo in 12 mesi è del
35,3% (con un corrispettivo, ovviamente, nel rimborso dei prestiti alla tabella
delle uscite). Questo movimento, in realtà, riporta la voce ai livelli del 2004
e isola il picco di nuovi mutui accesi nel 2005 per sfruttare la possibilità
offerta dalla Finanziaria 2002 (articolo 41, comma 2 della legge 448/2001), che
consentiva agli enti di accendere nuovi prestiti in sostituzione di quelli in
essere a patto che l'operazione fosse conveniente dal punto di vista
finanziario. Un quadro, peraltro, in cui si colloca anche la mega emissione del
Comune di Milano (il Boc da 1,6 miliardi di euro) su cui poggia la struttura di
derivati che oggi angoscia Palazzo Marino (si veda "Il Sole 24 Ore"
del 18 aprile). La corsa ai nuovi prestiti è durata però lo spazio di un
mattino, perché nel 2006 la ripresa dell'Euribor ha allontanato la convenienza
delle operazioni. Come dimostra il fatto che, nonostante questa dinamica delle
operazioni bancarie, nel 2006 il peso degli interessi passivi nel complesso è
cresciuto. A frenare con decisione sono anche le partecipazioni, che nel 2005
erano invece esplose anche per aggirare i vincoli imposti dalla Finanziaria.
Sul fronte delle entrate tributarie, invece, l'Istat fotografa ancora una
situazione congelata dal blocco delle addizionali, alla vigilia del via libera
stabilito invece dalla Finanziaria per il 2007. Dinamiche analoghe si
incontrano nei conti delle Province, dove la spesa del
personale cresce più rapidamente (+3,7%) e aumentano il loro peso le uscite per
lo sviluppo economico, l'ambiente e il trasporto. Nella "burocrazia" se ne va il 27,3% delle
uscite, mentre alla gestione del territorio è dedicato il 21,6% (contro il
23,4% del 2005). gianni.trovati@ilsole24ore.com.
( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-09 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Processo in autunno L'atto di citazione davanti alla Corte dei
conti Il pm contabile: "Consulenti superpagati Il sindaco risarcisca 7
milioni di euro" MILANO - La procura della Corte dei conti della Lombardia
cita in giudizio la giunta di Milano, con in testa il sindaco Letizia Moratti,
chiedendo più di sette milioni di euro per i danni subiti dall'erario dopo aver
chiuso l'inchiesta sull'assunzione di 91 dirigenti esterni a tempo determinato
in Comune. Quasi la metà dei danni chiesti riguarda le ripercussioni negative
provocate all'immagine del comune dal clamore della vicenda e dalla "diffusa
dubbiosità, tra i cittadini di Milano, e non solo, sulla correttezza dei
comportamenti tenuti dagli amministratori". In autunno il processo. Le 67
pagine della citazione, firmata dal procuratore Domenico Spadaro, tracciano un
quadro impietoso del sistema di reclutamento dei dirigenti, pagati con stipendi
tra 61 a 203 mila euro l'anno. Nonostante "tutti gli incarichi siano stati
conferiti in violazione di un'esplicita e chiara disposizione statutaria",
dopo aver vivisezionato una per una le 91 nomine, le accuse della procura si
concentrano solo su 23 di esse. Oltre a due casi di ipotizzata incompatibilità,
che riguardano il capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti Baroggi e il
direttore generale, Giampiero Borghini (entrambi autosospesi dall'incarico comunale)
i quali, essendo anche consiglieri regionali formigoniani, avrebbero dovuto
scegliere uno dei due stipendi, per gli altri vengono contestate la
"assoluta " mancanza dei requisiti di "professionalità" e,
come per le assunzioni all'ufficio stampa, anche della laurea e/o
dell'iscrizione all'albo dei giornalisti professionisti. La legge consente ai
comuni di assumere a tempo determinato un numero di dirigenti esterni non
superiore al 5% dei parigrado previsti nella pianta organica, che a Milano, secondo
la giunta, sono quasi 4.000. Un'interpretazione sbagliata per la Procura che,
pur fissando la base di calcolo in 185 unità, ammette che la norma non è chiara
e "assolve" nella maggior parte dei casi la "distratta"
giunta Moratti dalla "colpa grave", la sola che consente il rinvio a
giudizio contabile. Spadaro non lesina critiche e sottolinea che Milano abbia
il numero più alto di dirigenti esterni in Italia, per i quali fino a ora ha
speso più di 17 milioni, raddoppiando le direzioni centrali, da 13 a 23,
"con conseguente raddoppio dei direttori e, a cascata, dei direttori di
settore, dei servizi e così via, in spregio alle direttive del
governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Sindaco e giunta si
sono difesi presentando delle memorie nelle quali hanno sostenuto che il
ricorso agli esterni era dovuto alla mancanza di professionalità interne, alla
necessità di un "rapporto fiduciario " tra dirigenti e politica e che
comunque tutto "ricade nella sfera delle scelte discrezionali dell'amministrazione
". La replica della procura è che se solo fosse stata fatta un'indagine,
forse sarebbero state scovate tutte le professionalità tra i funzionari
comunali. Per quanto riguarda il concetto di fiducia, poi, ad esso non deve
essere dato il "distorto significato" di "fiducia
politica", o "peggio ancora, di fedeltà politica", contrari alla
Costituzione: "I pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della
nazione e non dell'ente di appartenenza e, tanto meno, di sindaci o presidenti
di provincia". In relazione alla laurea, con una modifica del regolamento
comunale (tre giorni prima delle nomine) è stato previsto che gli
"incarichi dirigenziali e di alta specializzazione" possono andare a
esterni non laureati se in possesso di "concrete e qualificate esperienze
di lavoro". Per la procura è un modifica illegittima e, quindi, lo sono
anche le relative assunzioni. Giuseppe Guastella Spese ingiustificate Il Comune
ha il numero più alto di dirigenti esterni in Italia, per i quali finora ha speso
più di 17 milioni 7 milioni di euro è il risarcimento chiesto dalla Corte dei
conti lombarda alla giunta del sindaco Letizia Moratti. Il Comune di Milano è
citato in giudizio per i danni all'erario provocati dalle assunzioni a tempo
determinato - spesso discutibili - di 91 dirigenti esterni pagati tra i 61 e i
203 mila euro.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-09 - pag: 34 autore: Un'alleanza per la
sicurezza Il Governo punta alla concertazione - Molti quesiti via web Marco
Bellinazzo Maria Carla De Cesari MILANO Un nuovo patto per la sicurezza nei
luoghi di lavoro, per fermare la tragedia quotidiana delle morti bianche e
degli infortuni. è quello che proporrà il Governo Berlusconi IV – insediatosi
ieri – a imprese e sindacati già nelle prossime settimane. Tra le priorità
dell'agenda del neo-ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, c'è sicuramente
quella di modificare il Testo unico emanato dal Governo Prodi lo scorso aprile
(a Camere sciolte) e in procinto di entrare in vigore il 15 maggio, al quale Il
Sole 24 Ore ha dedicato ieri un forum online che ne ha messo in risalto tutti i
problemi applicativi. Sacconi ha manifestato in più occasioni le sue
perplessità – e quelle del centrodestra – per le scelte della ex-maggioranza
circa le modalità di attuazione delle legge delega 123/07. Secondo lui i
contenuti del decreto legislativo 81/08 (pubblicato sulla "Gazzetta
Ufficiale" 101 del 30 aprile, supplemento ordinario 108/L) devono essere
ricalibrati per limitare l'impatto dell'apparato sanzionatorio – troppo
repressivo – e privilegiare, viceversa, le disposizioni relative alla
prevenzione, alla formazione dei dipendenti e alla
semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo
di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto
per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componentidel mondo economico e
produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro.
Liberando risorse per finanziare gli investimenti in sicurezza da parte delle
aziende e incentivare la formazione continua dei lavoratori. Il cosiddetto
"tesoretto" dell'Inail, 12 miliardi di euro di avanzo di gestione
(1,2 miliardi all'anno), vano oggetto del desiderio di tutti gli ultimi
titolari del dicastero del Lavoro, potrebbe essere finalmente sbloccato e
indirizzato a tale scopo. Il testo unico sulla sicurezza, intanto, la prossima
settimana – il 15 maggio – entrerà in vigore, salvo il rinvio di 90 giorni (al
29 luglio) per la parte relativa alla valutazione dei rischi aziendali. Ieri
delle novità legislative rispetto alla vecchia "626" in via di
abrogazione e dei primi dubbi applicativi hanno discusso in un forum online
organizzato dal Sole 24 Ore Luigi Caiazza, Elio Cherubini e Laura Mancini
(entrambi dello studio legale Toffoletto) e Marina Della Foglia, dirigente
della Asl Milano 1. La discussione degli esperti, sollecitata dalle numerose
e-mail dei lettori, ha offerto molti spunti (si vedano le domande e le risposte
pubblicate in questa pagina e in pagina 35), a partire dal nodo della
valutazione dei rischi. In materia di responsabilità amministrativa delle
imprese (decreto legislativo 231/01), per esempio, è stata condivisa l'opinione
che anche per le Pmi sarà di fatto obbligatoria l'adozione dei modelli
organizzativi con efficacia esimente, per evitare le pesanti sanzioni alle società
previste dall'articolo 300 del decreto legislativo 81/08. Al forum è
intervenuto anche Isidoro Marino, direttore Nucleo affari sociali di
Confindustria, il quale ha ribadito i dubbi delle imprese (oltre a
Confindustria, altre 14 sigle hanno firmato un documento molto criticosulla
nuova disciplina all'indomani della sua approvazione). Pur apprezzando lo
sforzo compiuto dal Governo Prodi di razionalizzare e dare un corpus unitario a
una normativa come quella in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, quanto
mai complessa e ormai più che trentennale, Marino ha posto l'accento
sull'eccessivo peso delle sanzioni all'interno del provvedimento. Mentre
andrebbero migliorate le misure dirette a prevenire gli infortuni.
"Confindustria non vuole ovviamente che le sanzioni siano abolite – ha
precisato il direttore del Nucleo affari sociali –. è chiaro però che va
ripristinata una proporzione più adeguata tra le violazioni contestate e le
conseguenze, soprattutto quando si tratta di irregolarità meramente formali".
LE PROSPETTIVE Nei piani dell'Esecutivo una nuova fase di elaborazione
Possibile lo sblocco delle risorse Inail La risposta in Rete. Gli esperti che
hanno partecipato al videoforum.
( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-09 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE
Circo Alla Scuola Romana il primo corso della "nuova arte" Catia
Fusciardi studiava ingegneria elettronica all'università La Sapienza quando
incontrò al Circo Massimo quattro giocolieri che si esercitavano lanciando in
aria clave e palline. "Rimasi folgorata", ricorda con la voce che
ancora si emoziona. Questo accadeva nel Duemila. Oggi Catia è il fulcro, oltre
che la direttrice, della Scuola romana di nuovo circo, che in questi giorni sta
portando a termine il suo primo anno del corso di formazione per giocolieri
professionisti. Ma non solo giocolieri. Le materie, che vengono insegnate da
artisti provenienti dalle migliori scuole circensi d'Europa, comprendono
capoeira, danza, discipline aeree, preparazione fisica e posturale, clown e
creazione, equilibrio, acrobatica, teatro fisico, storia del circo. E oltre ai
corsi per professionisti ci sono quelli serali per amatori, che hanno già
richiamato 150 iscritti: impiegati e commessi, liberi professionisti come
veterinari e psicologi, ma anche ballerini e attori che usano le lezioni come
corsi di perfezionamento. Si riuniscono in palestra dalle 21 alle 23 per volare
sul trapezio o giocolare con cerchi, clave e palline. Il pomeriggio inoltre è
riservato ai bambini. "Ma le discipline del nuovo circo spiega Catia- sono
adatte a tutte le età. Anche a settant'anni si può provare a camminare sul filo
o a giocolare. Ai benefici delle attività sportive tradizionali, queste
discipline aggiungono una sensazione di grande allegria". Anche Catia ha
provato a giocolare, ma poi non ha proseguito. "Ho scoperto che mi piaceva
di più osservare ", spiega. E ha riflettuto anche sulla strana
"folgorazione" avuta al Circo Massimo. "Sono sempre stata
affascinata dalla fisica e dalla matematica. La giocoleria segue le leggi della
fisica, la gestualità è fatta di movimenti esatti e lo strumento del giocolare
diventa quasi un prolungamento del corpo, portandoti fuori e al tempo stesso
facendoti entrare in relazione più profonda con te stesso". Lei ha scelto
di organizzare questi artisti, di aiutarli a sfruttare le loro capacità anche
come lavoro e ha fondato l'associazione Jokers insieme agli artisti di strada
che giravano per Roma ma andavano a formarsi all'estero. Perché in Italia il
"nuovo circo", definito come "un armonioso insieme di circo,
teatro e danza" è ancora una realtà pressoché sconosciuta. Nonostante il
successo che riscuotono ogni volta compagnie come i celeberrimi Cirque du
Soleil, il Cirque Eloize, il Cirque Plume e altri che ogni tanto vengono a
esibirsi qui, o il festival "Metamorfosi" diretto da Giorgio Barberio
Corsetti. Le scuole di "nouveau cirque", che sostengono la rinascita
del circo come forma d'arte legata alla musica, alla danza e al teatro, hanno
cominciato a diffondersi una trentina di anni fa in Francia e in Canada, e poi
anche negli altri paesi europei, soprattutto Belgio e Inghilterra. Ovunque sono
riconosciute dalle istituzioni e hanno finanziamenti statali e riconoscimenti
legislativi (in Inghilterra il titolo di studio conseguito dopo tre anni ha
addirittura lo stesso valore di una laurea). Oggi ce ne sono centinaia. In
Italia l'unica scuola è nata a Torino nel 2001 e ha a disposizione le dieci
palestre della Reale società di ginnastica. La Scuola romana, nata nel 2006 per
inizativa di Catia e della sua associazione, invece non riesce ancora ad avere
una sede stabile. Si arrangia affittando spazi in vari punti della città. E
riesce ad andare avanti con le proprie forze, senza finanziamenti pubblici.
Anche se potrebbe avere quelli del Fondo sociale europeo per la formazione, al
quale accedono tutte le scuole di "nouveau cirque ". I fondi
destinati all'Italia restano inutilizzati, perché la
trafila per richiederli deve passare attraverso gli uffici della Provincia e si
perde inesorabilmente nelle lentezze della burocrazia. (Info:www.scuolaromanadicirco. net). Lauretta Colonnelli
Volando sul trapezio Oltre 200 gli iscritti, tra professionisti e amatori,
imparano a giocolare o a volare sul trapezio con insegnanti arrivati da tutta
Europa.
( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ANDREA MONORCHIO
E LUIGI TIVELLI Un triangolo oggi per non pochi versi vizioso, che spetta non
solo e non tanto al legislatore, ma ai Ministri e agli stessi dirigenti
trasformare in triangolo virtuoso. Al vertice del triangolo sta la
responsabilizzazione, come si è venuta a determinare nel quindicennio
riformatore sia ad opera delle nuove normative che hanno riguardato
direttamente la figura del dirigente, sia ad opera della più recente riforma
del bilancio e della contabilità dello Stato, che attribuisce ai dirigenti
nuove forme di responsabilità anche in materia contabile e di bilancio. E qui
scatta il cane che si morde la coda, dove non è facile sapere chi sia la coda e
chi sia il cane. Spesso i dirigenti lamentano il fatto che i Ministri tendono a
non attenersi alla regola della responsabilizzazione, ma spesso avviene anche
che i dirigenti non amino molto e a volte temano il carico della
responsabilità. Per dirla in breve più di qualcuno preferisce avere la
copertura di una "leggina", che assumere in proprio decisioni amministrative.
L'altra faccia della responsabilizzazione, e il secondo angolo, prende il nome
di controllo. L'esperienza dei servizi di controllo interno non ci fa certo
sognare. Nè basta il controllo di legittimità della Corte dei Conti.
Occorrerebbe al più presto definire forme di controllo reale di efficacia e di
efficienza indispensabili per garantire un modello di gestione per obiettivi e
per superare l'istituto di fatto dei "controlli colabrodo". L'angolo
che chiude il triangolo assume il nome di comunicazione, intesa sia come
comunicazione verso l'interno che come comunicazione verso l'esterno. Già le
varie Amministrazioni sanno comunicare poco tra loro, e il fatto che la
comunicazione interna tra i dirigenti non sia certo delle migliori peggiora il
quadro. Ancora più importante è la comunicazione verso l'esterno, elemento
essenziale per illegittimare le Amministrazioni rispetto ai cittadini.
Comunicazione significa anche e soprattutto trasparenza: quella trasparenza su
cui già puntava la legge n. 241 del '90, non a caso definita comunemente
"legge sulla trasparenza amministrativa", che sconta ancora gravi
ritardi e che può essere ora favorita dalle nuove procedure del Governo
elettronico, che avevano fatto un passo avanti con il "codice digitale"
varato dal precedente governo Berlusconi e qualche altro passo avanti col
governo successivo. L'e-government e la digitalizzazione sono gli strumenti
fondamentali di supporto per l'attività dei dirigenti e di tutti gli addetti ai
servizi pubblici, in quanto idonei a favorire un vero dialogo tra cittadini e
Amministrazioni, contribuendo così a radicare anche un nuovo senso civico fra
la stessa cittadinanza. Un compito e una sfida fondamentali per la dirigenza
pubblica capaci di immettere nuovo lubrificante nella macchina dello Stato,
riavviando gli ingranaggi arrugginiti delle nostre
burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare
progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di
vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a
guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e
i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella
"casa". Nel nostro Stato, specie ma non solo a livello
centrale, ci sono ben più energie potenzialmente innovative rispetto a quanto
recita certa facile pubblicistica. Trasformare il triangolo da vizioso a
virtuoso consentirebbe una efficace ed efficiente liberazione di tali energie.
Potremmo così avere finalmente, come recita un progetto condotto da Bill
Clinton e Al Gore negli Usa, con successo: "un'amministrazione che costi
meno e lavori meglio".
( da "Tempo, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Balotelli
"Legge ingiusta per me niente Olimpiadi" "La legge italiana è
ingiusta, va cambiata". Il 17enne attaccante
dell'Inter Mario Balotelli torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla
maggiore età. L'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato
da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi
"un cittadino di serie B". Diciotto anni ad agosto, Balotelli non
potrà partecipare alle Olimpiadi perchè per la legge non è ancora italiano. M.
Bai.
( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giustizia il
professore ammette gli sms erotici con la tredicenne Interessa ancora
l'inchiesta amministrativa su Marcelletti? Torino. "Se dobbiamo parlare di
violenza sessuale allora va detto che si tratta di un reato virtuale, direi
cibernetico". La frase di uno dei legali della difesa di Carlo Marcelletti
il noto cardiochirurgo agli arresti domiciliari nella sua casa di Palermo da
tre giorni, mette in evidenza come il processo ormai ruoti tutto su sms ed mms,
su foto e messaggini a sfondo erotico inviati dal telefono di una signora a
quello di Marcelletti, e di colloqui telefonici, intercettati, tra il medico e
una ragazzina di 13 anni, convinta inizialmente di tessere una strana liaison
con un ragazzo per poi scoprire invece che si tratta del noto professionista.
Ed è questo ormai il filone dell'indagine di cui parlano i media. L'altro
filone dell' inchiesta - inizialmente quello principale - che ruota attorno a
presunti appalti, concussioni, visite in ospedale non pagate per vie ordinarie,
ma attraverso una onlus intestata al primario, sembra ormai ordinaria
giustizia, di cui nessuno parla. I riflettori sono puntati soprattutto su
quella storia che sta a metà tra la fiction dal sapore lolitiano con la ragazzina
tredicenne che si diverte a fare vedere se stessa e i suoi atteggiamenti hard
al professionista noto ma ormai di età, e la pochade che coinvolge anche una
signora della Palermo bene che pur di tenere legato a sé l'illustre e simpatico
professionista è disposta a concedergli immagini della sua bella figliola.
Tutto attraverso il cellulare. Da cui le immagini sono scomparse, ma rimangono
le intercettazioni che proverebbero come la madre sapesse e come Marcelletti
non disdegnasse questi passatempi. Ieri, davanti al gip di Palermo, che l'ha
interrogato per oltre tre ore, Marcelletti si è detto pentito, affermando di
aver fatto "una grossa cavolata". Così hanno detto i legali del
cardiochirurgo pediatrico, da tre giorni agli arresti domiciliari. "Il
professore - ha spiegato l'avvocato Roberto Tricoli - ha confermato davanti al
gip di aver ricevuto sms ed mms dalla ragazzina. Ma è bene precisare che si
trattava solo di messaggi, e alcune foto di contenuto erotico ma subito
cancellate. Non ci sono storie di violenza sessuale o di altro tipo perché i
due non si sono mai incontrati. Il professor Marcelletti - ha proseguito
l'avvocato Tricoli - con molta lealtà ha ammesso di avere intrattenuto una
relazione sentimentale con la madre della bambina e poi ha anche ammesso che,
per qualche giorno, è stata coinvolta anche una minore. Si tratta, è bene
ribadirlo, di un atto erotico virtuale e cibernetico, perché si tratta solo di
alcune foto cancellate immediatamente dallo stesso Marcelletti pochi giorni
dopo". La bambina e il cardiochirurgo, secondo quanto detto dal
professionista al gip, "non si sono mai toccati". Per ora la stessa
gip, Pasqua Seminara, che per il professionista ha chiesto gli arresti
domiciliari e non il carcere, dopo l'interrogatorio con la ragazzina ha chiesto
al Tribunale dei minorenni che venga sottratta al controllo della famiglia. Una
richiesta cui non ha fatto seguito - almeno per ora - nessuna accusa di reato
nei confronti alla madre, che appare sino ad oggi la mediatrice consapevole di
quelle foto. Resta da chiedersi come mai un'inchiesta di malasanità si sia
subito trasformata in un'inchiesta che svela vizi e perversioni. Marcelletti è
certamente un professionista che crea attorno a sé grandi contraddizioni:
odiato da molti suoi colleghi, mal tollerato da amministratori che si trovano di fronte a un personaggio che sfugge burocrazia e regole, ma una cosa è certa: è amato dai familiari dei suoi
piccoli pazienti che già ieri lo hanno accolto a casa, al ritorno dal lungo
interrogatorio durato quattro ore, con una fiaccolata di solidarietà e che da
tutta Italia hanno telefonato ai legali dichiarandosi pronti a venire a Palermo
per testimoniare a favore del medico. Ma, come abbiamo visto, a
suscitare indignazione non sono le accuse legate al filone principale
dell'inchiesta, i reati finanziari o addirittura i ricatti di far slittare le
visite se non fossero stati versati soldi fuori busta. La malasanità appare ai
più quasi normale routine. Quel che più meraviglia è l'inchiesta "dal buco
della serratura", che evidenzia vizietti privati dal sapore non più
letterario ma, dice il legale, "cibernetico" e pone un problema ormai
vecchio: dal vizio al reato quanto è lunga la strada? 09/05/2008.
( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di ANDREA
MONORCHIO E LUIGI TIVELLI OVVIAMENTE, come ad ogni cambio di Governo, specie
alla luce dello spoils system all'italiana, c'è grande effervescenza e fermento
tra i dirigenti pubblici. Molti tra loro, sia fra quelle che sono "persone
giuste" al "posto giusto", che tra quelli che sono dirigenti
sbagliati al posto giusto, sia ancora tra quelli che sono dirigenti giusti al
posto sbagliato, possono rischiare di entrare in quella specie di shaker che
rischia di essere messo in funzione ad ogni cambio di Ministri. E qui vale la
pena ricordare il monito di Francesco Bacone: "Nulla provoca più danno in
uno Stato del fatto che gli scaltri passino per saggi". Vale quindi la
pena fare il punto su alcuni tratti salienti dello stato attuale della
dirigenza pubblica. In un precedente articolo avevamo disegnato un
"quadrilatero riformatore" per l'Amministrazione pubblica:
deregolamentazione, semplificazione burocratica, sussidiarietà, trasparenza. In
questo quadrilatero si inserisce quello che dovrebbe essere il "triangolo
risanatore" per il dirigente pubblico, tutto sommato scritto nella carta
della legge ma poco attuato nei fatti concreti. Il ciclo riformatore avviato
con il decreto legislativo n. 29 del 1993 (purtroppo rimasto in non poca parte
sulla carta) è giunto nell'arco di un quindicennio ad un'importante verifica e
punto di svolta. In questo quadro la figura del dirigente pubblico dovrebbe
aver subito una vera e propria mutazione genetica, tale da chiamarlo a svolgere
oggi funzioni di tipo manageriale per certi versi analoghe a quelle che svolgono
i manager privati. E qui viene la figura del triangolo. Un triangolo oggi per
non pochi versi vizioso, che spetta non solo e non tanto al legislatore, ma ai
Ministri e agli stessi dirigenti trasformare in triangolo virtuoso. Al vertice
del triangolo sta la responsabilizzazione, come si è venuta a determinare nel
quindicennio riformatore sia ad opera delle nuove normative che hanno
riguardato direttamente la figura del dirigente, sia ad opera della più recente
riforma del bilancio e della contabilità dello Stato, che attribuisce ai
dirigenti nuove forme di responsabilità anche in materia contabile e di
bilancio. E qui scatta il cane che si morde la coda, dove non è facile sapere
chi sia la coda e chi sia il cane. Spesso i dirigenti lamentano il fatto che i
Ministri tendono a non attenersi alla regola della responsabilizzazione, ma
spesso avviene anche che i dirigenti non amino molto e a volte temano il carico
della responsabilità. Per dirla in breve più di qualcuno preferisce avere la
copertura di una "leggina", che assumere in proprio decisioni
amministrative. L'altra faccia della responsabilizzazione, e il secondo angolo,
prende il nome di controllo. L'esperienza dei servizi di controllo interno non
ci fa certo sognare. Nè basta il controllo di legittimità della Corte dei
Conti. Occorrerebbe al più presto definire forme di controllo reale di
efficacia e di efficienza indispensabili per garantire un modello di gestione
per obiettivi e per superare l'istituto di fatto dei "controlli
colabrodo". L'angolo che chiude il triangolo assume il nome di
comunicazione, intesa sia come comunicazione verso l'interno che come
comunicazione verso l'esterno. Già le varie Amministrazioni sanno comunicare
poco tra loro, e il fatto che la comunicazione interna tra i dirigenti non sia
certo delle migliori peggiora il quadro. Ancora più importante è la
comunicazione verso l'esterno, elemento essenziale per illegittimare le
Amministrazioni rispetto ai cittadini. Comunicazione significa anche e
soprattutto trasparenza: quella trasparenza su cui già puntava la legge n. 241
del '90, non a caso definita comunemente "legge sulla trasparenza
amministrativa", che sconta ancora gravi ritardi e che può essere ora
favorita dalle nuove procedure del Governo elettronico, che avevano fatto un passo
avanti con il "codice digitale" varato dal precedente governo
Berlusconi e qualche altro passo avanti col governo successivo. L'e-government
e la digitalizzazione sono gli strumenti fondamentali di supporto per
l'attività dei dirigenti e di tutti gli addetti ai servizi pubblici, in quanto
idonei a favorire un vero dialogo tra cittadini e Amministrazioni, contribuendo
così a radicare anche un nuovo senso civico fra la stessa cittadinanza. Un
compito e una sfida fondamentali per la dirigenza pubblica capaci di immettere
nuovo lubrificante nella macchina dello Stato, riavviando gli ingranaggi arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza
significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in
una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro
sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e
civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere
cosa avviene nella "casa". Nel nostro Stato, specie ma non
solo a livello centrale, ci sono ben più energie potenzialmente innovative
rispetto a quanto recita certa facile pubblicistica. Trasformare il triangolo
da vizioso a virtuoso consentirebbe una efficace ed efficiente liberazione di
tali energie. Potremmo così avere finalmente, come recita un progetto condotto
da Bill Clinton e Al Gore negli Usa, con successo: "un'amministrazione che
costi meno e lavori meglio".
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMA data: 2008-05-07 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / ROBERTA OLIARO ... "Meno burocrazia nelle dogane" R.d.F. dagli agenti. è importante che venga
creato un ufficio unico per consentire alle dogane di lavorare insieme a
presidi quali quello della sanità marittima. In questo modo si eviterebbero
molte lungaggini burocratiche. Inoltre speriamo decolli il progetto
pilota di sdoganamento anticipato delle merci, con la dichiarazione doganale
presentata prima dello sbarco, che sta per partire a Genova. E deve migliorare
il sistema informatico: i documenti cartacei vanno ridotti. E con gli agenti
marittimi? Apriremo tavoli di confronto con loro, per risolvere i problemi che
abbiamo nell'acquisire servizi dogane? Luigi Merlo è motivato a operare bene.
Ha cominciato ad affrontare i problemi del sistema portuale, secondo uno schema
che è inlinea con quanto progetta Spediporto. Sono d'accordo, per esempio, con
l'idea dell'Authority di procedere alla stesura di una carta dei servizi, che
detti procedure uguali per tutti gli operatori. Come pensa che si evolverà il
rapporto con le Il nuovo presidente dell'Autorità portualeè l'uomo giusto per
farlo? dogane, puntando sullo sdoganamento anticipato delle merci, migliorare
il sistema informatico portuale e aprire un tavolo di confronto con gli agenti
marittimi. Sono alcuni degli obiettivi che Roberta Oliaro, dal 31 marzo alla
guida di Spediporto, l'associazione degli spedizionieri di Genova, ritiene
fondamentali e urgenti. La Oliaro, 43 anni, alla guida, insieme al fratello
Luca, dell'azienda di famiglia, è diventata presidente al suo esordio nel
consiglio direttivo dell'associazione. è la prima donna eletta al vertice di
Spediporto. Che giudizio dà sul sistema portuale genovese? Deve essere
riorganizzato completamente, per arrivare a rendere lo scalo ligure più
produttivo, come chiedono i mercati e impone la globalizzazione. arare la carta
dei servizi del porto, creare un nuovo rapporto con le V Leader. Roberta
Oliaro, 43 anni, neopresidente di Spediporto.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-05-07 - pag: 9 autore: Regole. Denuncia dell'Assindustria
friulana: migliaia di imprese in attesa delle autorizzazioni ambientali
Fabbriche udinesi a rischio stop Si scontano i ritardi della Provincia sulle
pratiche di sua competenza Alessandra Salvatori UDINE Sono un migliaio le
aziende operative nella provincia di Udine in attesa di autorizzazioni
ambientali. A porre in rilievo la questione è l'Assindustria friulana, la quale
denuncia ritardi che si traducono in danni economici o addirittura nel rischio
di blocco dell'attività. L'Associazione degli industriali di Udine precisa che
è duplice la fonte dei problemi. Da un lato ci sono le lunghe attese inerenti le
istruttorie regionali per l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), che
interessano tutte le imprese del Friuli-Venezia Giulia soggette a tale
procedura, alle quali si sovrappongono altre norme settoriali e quelle di
Valutazione di impatto ambientale (Via). Dall'altro, sulle aziende provinciali
gravano anche i tempi dilatati con i quali l'ente intermedio smaltisce le
pratiche di propria competenza, soprattutto per le emissioni in atmosfera. Su
quest'ultimo fronte, Palazzo Belgrado ammette qualche ritardo. Gli uffici
interessati spiegano che è un effetto della legge regionale 24/ 06, la quale ha
trasferito alcune competenze dalla Regione alla Provincia. Ciò ha comportato un
carico di lavoro ed una conseguente ristrutturazione degli uffici provinciali,
che ora stanno valutando le istanze per procedere alle autorizzazioni. Diverso
il discorso relativo alle discariche, settore in cui si sono sommati i problemi
e moltiplicati i ritardi, soprattutto dopo la crisi politica dell'ente, la
quale ha arrestato la macchina ammini-strativa, sbloccatasi poi con l'arrivo
del commissario. Con la prossima nomina del nuovo assessore dovrebbero essere
convocate le conferenze tecniche per la chiusura delle istruttorie per
l'adeguamento delle sette discariche di prima categoria del territorio ai
dettami del D.Lgs. 36/2003. Tale situazione, ad ogni modo, finisce con il
rendere gravosi gli adempimenti ambientali a carico delle imprese. Si va dalle
autorizzazioni al trattamento e smaltimento rifiuti a quelle per lo scarico e
la gestione delle acque, dalle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera
alle indagini fonometriche, dalle bonifiche dei terreni inquinati alle
osservanze per la realizzazione o l'adeguamento di impianti. La burocrazia
ambientale comporta anche dei costi, relativi a tasse, consulenze,
certificazioni, perizie, monitoraggi, sanzioni, spese legali e personale
dedicato. Un'analisi per definire l'inquinamento o meno di un terreno può
andare dai 200 ai 1000 euro; le analisi delle acque costano mediamente
60 euro a parametro, ovvero 500-600 euro a campagna di monitoraggio, con
frequenze anche settimanali; una certificazione ambientale può arrivare
facilmente a 50mila euro. A ciò, spiegano da Palazzo Torriani, si aggiungono i
cosiddetti "costi del non fare", relativi ai mancati investimenti.
Dall'Assindustria fanno sapere che settori particolarmente appesantiti dalla burocrazia ambientale sono quelli che utilizzano come input
di produzione materiali che possono essere considerati rifiuti, quali carta,
legno, metalli, ma anche terra e materiali inerti da costruzione. A causa della
mancanza di una rete di impianti di recupero e smaltimento efficace sul
territorio, inoltre, tutte le aziende che producono rifiuti pericolosi,
specialmente liquidi, sono in difficoltà, così come quelle che smaltiscono
amianto in matrice cementizia. Un comparto in particolare crisi, infine, è
quello della verniciatura del legno, per le norme stringenti sulle emissioni di
solventi in atmosfera e le difficoltà tecnico- impiantistiche da affrontare per
l'adeguamento alle norme. La realizzazione di un termocombustore può richiedere
250-300mila euro.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-05-07 - pag: 13 autore: I mestieri del vino. Si è chiuso a Venezia il congresso nazionale di categoria La burocrazia in azienda è il nemico
dell'enologo è in aumento il numero di donne nella professione A CURA DI
Valeria Zanetti Meno burocrazia in azienda e più concertazione nelle iniziative finalizzate alla
promozione e commercializzazione dei vini a Nord-Est. Sono le richieste
di Assoenologi, che ha appena chiuso il 63Úcongresso nazionale, a Venezia. I
professionisti del settore vitivinicolo in Italia sono circa 4.200; il 95% è
iscritto all'organizzazione di categoria. Nel solo Nord-Est i soci sono 1.290,
più o meno un terzo del totale nazionale suddivisi nelle cinque sezioni locali
di Veneto occidentale e Orientale (850), Friuli-Venezia Giulia (240), Trentino
e Alto Adige (200). "L'interesse per la nostra professione è in
progressiva crescita e i centri di formazione sono frequentati da molti studenti
che però cominciano a faticare per entrare sul mercato del lavoro. Rispetto a
qualche decennio fa anche le donne si avvicinano sempre più al lavoro di
enologo, comedel resto sono sempre più numerose le imprenditrici del settore e
le addette al marketing e alla comunicazione dei nostri vini", illustra
Giancarlo Prevarin, presidente nazionale di Assoenologi e direttore delle
"Cantine Colli Berici". Il comparto vitivinicolo richiede infatti
l'impiego di figure sempre più specialistiche. "Non tutte le aziende possono
però dotarsi di addetti al commerciale, al marketing o alla comunicazione.
Spesso quindi l'enologo o enotecnico è oberato di compiti non del tutto
riconducibili alla sua professionalità, oltre che da una burocrazia
pesantissima", prosegue. Infatti ogni cantina o azienda può essere oggetto
di 21 tipologie diverse di controlli da parte di Nas, Ulss, amministrazioni
comunali, Guardia di finanza, ecc. "Poiché manca il coordinamento tra
istituzioni, abbiamo calcolato che ogni anno siamo costretti a perdere circa
100 giorni di lavoro per soddisfare le richieste di chi esegue le verifiche: il
tempo riservato alla burocrazia viene sottratto alla
vigna o alla cantina ", sottolinea. Un prodotto che comunque si fa
apprezzare sul mercato interno ed estero. Il solo Veneto, su una produzione
annua di 7 milioni e mezzo di ettolitri, si colloca al primo posto in Italia
per export, con 4,5 milioni, pari al 28,5% di tutti i vini nazionali venduti
oltreconfine, per un giro d'affari di 815 milioni (27,6% del totale nazionale).
"La sfida per mantenere e conquistare nuove quote di mercato è legata alla
capacità di fare sistema da parte delle numerose Pmi: occorre un progetto
preciso, una strategia comune di comunicazione e promozione, oltre a una
partecipazione massiccia a mostre, fiere e convegni internazionali",
aggiunge il presidente di Assoenologi. Una strategia adottata da tempo da
Vinitaly World Tour, che promuove una ricerca costante sui gusti dei
consumatori stranieri, indagati per contesto nazionale. Se il principale mercato
straniero è rappresentato dagli Usa ( Vinitaly World Tour sarà a Chicago, New
York e Washington tra il 27 e il 30 ottobre, ma la tappa più imminente è in
Russia tra il 9 e l'11 giugno) è ai mercati dell'Est che si guarda con
crescente interesse: India e Cina in testa, quest'ultima che si sta proponendo
anche come produttore ( negli ultimi 10 anni la superficie cinese a vigneto è
cresciuta del 200%). Mentre serve una più puntuale strategia di penetrazione
per il Giappone, dove si beve poco, ma bene. E dove per vendere di più occorre
rispondere alle esigenze dei potenziali clienti in difficoltà a stappare il
tappo in sughero e finire la bottiglia. I produttori francesi hanno già
proposto tappi screw cap e bottiglie più piccole.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione: SYSTEM
(C.N.A.) data: 2008-05-07 - pag: 11 autore: Logistica, commerciale e produttiva
le tre macro aree previste Comuni insieme per un unico grande parco produttivo
è interregionale l'interesse nei confronti del parco produttivo del Fiumicello
che sorgerà entro il 2011 in prossimità del nuovo casello autostradale di Santa
Margherita d'Adige in provincia di Padova, con la realizzazione dell'autostrada
Valdastico Sud A31. I primi contatti di aziende lombarde ed emiliane attratte
dalla possibilità di acquistare terreni di grande metratura a prezzi
concorrenziali - in un polo industriale di nuova concezione - non hanno tardato
a farsi avanti. I firmatari della Stu, Società di Trasfor-mazione Urbanistica,
al momento sono Giuliano Nicoletti, vice sindaco del comune di Santa Margherita
d'Adige, Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana e presidente della società,
Fidenzio Bellini, primo cittadino di Medaglino San Fidenzio. Le aspettative sul
ruolo della nuova società nello sviluppo non solo di quest'area ma in generale
di tutta la Bassa Padovana sono molte, indirizzate soprattutto alla nascita di
una moderna ed attrezzata zona industriale, che tenga conto di aspetti
imprescindibili: risparmio energetico, utilizzo di nuove e moderne tecnologie,
rispetto dell'ambiente e di un'appropriata divisione del territorio in base
alle esigenze imprenditoriali. Secondo lo Studio di Fattibilità redatto il 12
giugno 2007 la nuova Stu è in sintonia con la Legge regionale 11/2004 che
disciplina la materia urbanistica, e introducendo regole per ottimizzare la
pianificazione e limitare le cosiddette zone 'a macchia di leopardo', con
piccole aree produttive sparse in quasi tutti i comuni. La nascita della
società ha visto la luce dopo svariati dibattiti e confronti all'interno delle
sedi comunali - dichiara Giuliano Nicoletti, attuale vice sindaco di Santa
Margherita d'Adige dopo due mandati da sindaco - e il ruolo giocato dalla
Valdastico Sud nella decisione finale è stato fondamentale. Fino ad oggi la
viabilità è stata garantita solo in senso estovest dalla vecchia S.R.10, da
domani il dialogo culturale ed economico si giocherà anche lungo la nuova
autostrada in senso nord-sud, assicura il vice sindaco. Il sindaco di
Montagnana Giuseppe Mossa sottolinea la grande novità di questa nuova zona produttiva,
ossia il fatto che i comuni si sono organizzati in una logica di squadra e
hanno programmato in un'unica macro zona le rispettive aree di espansione
produttiva. I tre risultati principali sono: la costituzione di una massa
critica per l'espansione produttiva, tale da permettere la nascita di servizi
di primaria importanza a supporto delle imprese (vigilanza, ristorazione,
asili, sportelli bancari, logistica...); il connubio fra sviluppo produttivo e
salvaguardia del patrimonio paesaggistico capace di costituire il motore di
importanti settori economici come il turismo e le produzioni agricole di
qualità (si pensi alla città di Montagnana con le sue splendide mura, alle
produzioni di qualità come la mela dop di Castelbaldo o la cantina di Merlara);
la nascita delle condizioni per rendere quest'area un vero punto strategico di
incontro ferro/ gomma nella rete dei corridoi europei, intercettando le
direttrici del corridoio 1 (Berlino-Palermo) e 5 (Lisbona- Kiev). Secondo il
sindaco Fidenzio Bellini sono tre le macro aree individuabili all'interno
dell'area battezzata parco produttivo del Fiumicello: logistica, commerciale e
produttiva. Anche all'interno del Parco sarà messa in campo una pianificazione
attenta ad evitare la commistione di insediamenti tra loro incompatibili per
esigenze e problematiche.Una burocrazia snella ed efficiente sarà a vantaggio dei comuni interessati a
far parte della società, nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti.
Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana, lo ha definito un progetto ad ampio
respiro, capace di incrementare notevolmente l'economia di tutta la Bassa
Padovana e di migliorare la viabilità, a condizione di una gestione che
ne rispetti il carattere di vivibilità richiesto. In questo contesto, Eddi Gennaro
- presidente della Cna di Este – esprimendo la propria valutazione positiva
sull'iniziativa, conclude sottolineando il ruolo che la Cna di Padova, con la
sua presenza capillare sul territorio della Bassa Padovana, può ed intende
svolgere come soggetto di riferimento per coordinare l'insediamento delle
imprese, in particolare di quelle di minori dimensioni, nella nuova area
produttiva, facilitando e razionalizzando l'incontro tra domanda ed offerta di
nuovi spazi insediativi. 29-04-2008 15:52:15 Da sinistra: Daniela Costantin,
Giuseppe Mossa, Giuliano Nicoletti, Fidenzio Bellini, Eddy Gennaro.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALSOMAGGIORE
09-05-2008 SICUREZZA UN ORDINE DEL GIORNO Musile Tanzi: Salso deve aderire alla
"Carta di Parma" II Sicurezza urbana: il consigliere comunale di
Forza Italia Luca Musile Tanzi ha predisposto un ordine del giorno con cui il
Consiglio comunale si impegna ad aderire alla cosiddetta "Carta di
Parma" sulla sicurezza e il sindaco a sottoscrivere il documento. Come
rileva Musile Tanzi, "il 18 aprile scorso a Parma il sindaco Vignali ed altri
15 sindaci di città capoluogo hanno sottoscritto un documento in cui si chiede
al governo nazionale maggiori azioni concrete per garantire la sicurezza
urbana. Le richieste prevedono in sintesi più poteri amministrativi ai sindaci
contro la microcriminalità, più finanziamenti ai Comuni per progetti di
sicurezza urbana, più personale e mezzi alle forze dell'ordine a livello
locale. Come pure più funzioni di sicurezza urbana alla polizia municipale,
meno clandestinità che ostacola l'immigrazione regolare, meno tolleranza e
sconti di pena, meno burocrazia per i controlli sulla residenza e la regolamentazione dei flussi
immigratori sul reale fabbisogno locale ". Musile Tanzi fa notare poi come
l'iniziativa "risulti priva di ogni strumentalizzazione ideologica,
essendo i sindaci firmatari appartenenti a schieramenti che trasversalmente
coprono tutto l'arco costituzionale. La percezione di una reale
riduzione della sicurezza urbana nonché la reale situazione della stessa anche
nel nostro comune avrebbe un forte miglioramento se tali richieste venissero
soddisfatte dal nuovo governo". Sicurezza I primi volontari in servizio a
Parma.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ora aspettiamo i
miracoli di Berlusconi e di Bossi Il 60% degli italiani è felice: ha vinto le
elezioni e adesso entro due anni (il tempo lasciato a Prodi) aspetta i miracoli
di Berlusconi-Bossi: diminuzione del debito pubblico, migliori finanziamenti
alla ricerca scientifica, taglio delle tasse di almeno 10 punti, federalismo
fiscale senza contraccolpi, burocrazia più snella e veloce, vendita di tutte le attività pubbliche
passive, tagli notevoli al settore pubblico, delinquenza zero, disoccupazione
zero, clandestini zero, non più indulti, nuove carceri, numero dei politici
dimezzato, gli stipendi dei politici dimezzati, non più finanziamenti ai
giornali di partito e altri giornali, taglio consistente al contributo
alle spese elettorali e così via. Questo governo può fare tutto questo in breve
tempo perché ha una maggioranza notevole nelle due Camere. Insomma può
permettersi di ignorare tutte le opposizioni in Parlamento. Temo però che il
terzo governo Berlusconi finirà come gli altri: tante promesse pochi fatti.
Franco Vicentini Treviso Portate gli autobus agli anziani di S. Bona Con questa
mia cerco di dare voce a chi voce ne ha sempre meno. Di recente sono andata a
far visita ad una persona ricoverata presso la nuova struttura per anziani che
si trova in località S. Bona e mi sono accorta che vi è un grande piazzale per
il parcheggio auto ma nessun mezzo pubblico che arrivi all'interno di questo
piazzale e che la fermata più vicina dell'autobus si trova circa a 800-900
metri. All'interno di questa struttura si trovano ricoverate delle persone
quasi sempre anziane che hanno delle malattie molto invalidanti. Guardandole mi
è venuto in mente che queste persone prima di ammalarsi avranno avuto quasi certamente
delle amicizie della loro età.Amicizie che ora, visto la mancanza di mezzi
pubblici,non possono andarle a trovare rendendo così la loro vita ancora più
triste. Forse una soluzione potrebbe essere: far entrare nel piazzale un
autobus di linea. Mi auguro che l'Autorità competente voglia prendere atto di
questa richiesta. Bertilla Brazzalotto Treviso Il buonismo di Veltroni e i
consigli di Cacciari Il sindaco veneziano Massimo Cacciari ha rilasciato una
intervista a nella quale ha fornito molti consigli al segretario del PD Walter
Veltroni. Tra i quali quello di affrontare di petto la questione immigrazione
superando il buonismo di maniera. Però, alla fine, anch'egli dichiara che gli
immigrati sono assolutamente necessari. Una affermazione tanto perentoria e
indiscutibile sulla necessità dell'immigrazione si trova solo in Italia. E
perché mai non si può dire invece che nel nostro paese, per la pressione
soprattutto dei vescovi italiani e della sinistra terzomondista, si è voluto
accogliere più immigrati degli altri? Negli ultimi anni l'Italia è stata
seconda solo agli Stati Uniti, cioè più che una necessità una grande opera di
carità. Non è ora che si faccia un bilancio dell'utilità dell'immigrazione
anche se la Chiesa non gradisce una analisi di tal genere? L'altro giorno su un
quotidiano locale è uscita la notizia che nell'apparentemente sviluppatissimo
Veneto, la quota di occupazione femminile è ancora bassa e pari al 53%. La
maggior parte degli operai ultracinquantenni sono inattivi, pochi in pensione anticipata,
tanti invece senza lavoro o sottoccupati poiché le industrie preferiscono
naturalmente gli immigrati. Da una parte si dice che per uscire dalla crisi
economica si deve aumentare la produttività, dall'altra si sta andando verso un
"modello di sviluppo", come piace dire ai sindacalisti, proprio del
Terzo Mondo e delle prime fasi della industrializzazione. Non stiamo tornando
indietro per far piacere alla Chiesa e ai terzomondisti? Paolo Samogin
Conegliano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il governo
Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere
sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già,
perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza
portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e
perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new
entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il
premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due
anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier,
innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota
attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a
Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai
tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha
riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini?
Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di
Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica
degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e
opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una
nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o
alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non
da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica
e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli
italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra"
voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i
suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989
dalla sinistra all'opposizione. Allora non funzionò. Oggi Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (3 votes, average: 3.33
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni?
Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano
incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza,
Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva
agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi -
nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera.
Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza
il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il
crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti,
Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così.
Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo
neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro
elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e
tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al
Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che
giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di
protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche
da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che
appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul
web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
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Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non
sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi
ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più
accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende
collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli
(Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) :
niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto
della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il
dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al
verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle
periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si
allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind,
proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città
vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 )
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01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come
vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a
conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura,
durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni.
Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi
investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua
vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un
leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro
che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo
instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede
in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è
sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le
"bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una
bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto:
"Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di
Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può
farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di
ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista.
Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile.
Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture
decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito
sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio
Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto
con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto
Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central
Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice:
"No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti
che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il
simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà
dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo
nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che
va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare"
i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è
sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in
positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro.
Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini"
nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale,
innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice
Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa
come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità
è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo
2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per
voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il
dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti.
Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale
cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni
all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà
partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto
Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile
agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari.
E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei
contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui
il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del
40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Jack, va bene tutto ma dire che Padoa
Schioppa e Visco non hanno messo le mani in tasca degli... Miro: ahahaha il
governo OMBRA ,simpatica questa.Perchè invece Vletroni e la sua band,non fanno
le persone serie,e... JackTheLeopard: Grandi promesse, grandi aspettative.
Riusciranno a risolvere l'emergenza rifiuti di Napoli?... giordano: i falliti
non possono che fare chiacchiere inutili, perchè non sanno fare altro che millantare
supponenze... Rino Gioffrè: In campagna elettorale ne ho sentite di
sciocchezze, ma questa del governo ombra è la prova provata... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably
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(7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita
della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la
tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i
grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum:
dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come
vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti.
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( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Portogruaro in
C1? Lignano candida lo stadio LA PROPOSTA LIGNANO. Serve uno stadio al Portogruaro
per ospitare gare del campionato di calcio di serie C1? A Lignano sono pronti.
E potrebbero accogliere i nuovi ospiti a braccia aperte. Il problema di uno
stadio adatto alla categoria, almeno per ospitare le prime gare interne del
nuovo torneo, se lo stanno ponendo in questi giorni i tifosi e i dirigenti del
Portogruaro calcio, ambiziosa società di calcio, che ha concluso al terzo
posto, risultato mai raggiunto prima, la stagione regolare nel girone B del
campionato di serie C2. Grazie a questo piazzamento il Portogruaro, per la
prima volta nella sua storia, affronterà i play-off, cioè una specie di
tabellone tennistico composto in questo caso da semifinali e finali per la
promozione nella categoria superiore. Secondo i parametri vigenti lo stadio
Mecchia di Portogruaro è adatto alla categoria serie C2, con i suoi 2500 posti
a sedere. Non per la C1. Per la serie C1, ed è per questo che il vicesindaco di
Portogruaro e assessore ai lavori pubblici Luigi Villotta è molto preoccupato
per un'eventuale promozione della squadra veneziana, la Lega calcio di serie C
è categorica: le gare interne vanno ospitate in strutture con una capienza di
4.500 posti a sedere. Lo stadio Teghil di Lignano risponderebbe ai parametri
richiesti. La provincia di Udine potrebbe dunque ospitare alcune gare
professionistiche in un secondo stadio: il Teghil di Lignano dopo il Friuli di
Udine. La soluzione Lignano tuttavia sarebbe provvisoria. Il comune di
Portogruaro sta pensando di "correre ai ripari" nel caso nel mese di
giugno arrivasse la sospirata promozione in serie C1. Ma
siccome lo stadio è gestito dal comune stesso i propositi per realizzare una
tribuna più ampia si scontrerebbero con la burocrazia. Tra l'assegnazione di un bando e la realizzazione di una nuova
tribuna ospiti più ampia (da oltre 2500 posti che si sommerebbero ai 2000 della
tribuna centrale del Mecchia di Porrtogruaro) passerebbero almeno due mesi, per
essere ottimisti. I fatti di Catania del febbraio 2007 hanno poi
costretto gli organi sportivi competenti a non concedere più deroghe per motivi
di sicurezza e ordine pubblico. "Non stiamo pensando ad alcuna soluzione,
prima vogliamo vedere sul campo cosa fa la nostra squadra - assicura il
vicepresidente del Portogruaro Francesco Mio - occorrerà aspettare". Più
volte in amichevole il Portogruaro ha giocato a Lignano. L'ipotesi di una C1,
per almeno due gare interne del Porto, affascina la dirigenza lignanese.
"Ammiriamo il Portogruaro e speriamo tutti sia promosso - sostiene il
dirigente Renato Filippi - qui per loro ci sarà sempre posto". Anche il
comune di Lignano fa il tifo. Infatti ci sarebbe un "locatario" in
più cui affidare il campo. Lo stadio Teghil, ristrutturato per i giochi della
Gioventù europea, ha tutte le caratteristiche per ospitare gare di C1 con 4
tribune: una centrale, una opposta con ai lati due tribunette più piccole. Ieri
sera intanto grande accoglienza per la squadra del Lignano juniores che ha
vinto il titolo regionale di calcio, pareggiando l'ultimo incontro del
triangolare tra le vincitrici del girone per 1-1 col San Luigi. Caroselli e
festeggiamenti fino a notte fonda sulle strade della località. Rosario
Padovano.
( da "Velino.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. EST -
Stampa estera: Governo Berlusconi nato con "velocità accecante" Roma,
9 mag (Velino) - Silvio Berlusconi “impone la propria autorità con un governo
di amici e belle donne”. Con questo titolo l'Independent commenta oggi la
nascita ufficiale del nuovo governo del Cavaliere. Il quotidiano britannico
definisce il “cambiamento della guardia” con il governo Prodi di una “velocità
accecante per gli standard italiani”. Una cosa del genere – nota l'Independent
– “non era mai accaduta prima” in questa Italia “disordinata” e “dal passo di
lumaca”, dove la distribuzione dei ministeri tra una “sconcertante varietà di
partiti” di solito “occupava settimane”. Inoltre, l'età media (50 anni) dei
ministri scelti da Berlusconi è, secondo il quotidiano del Regno Unito,
“sorprendentemente bassa per l'Italia”. Per l'Independent il Cavaliere ha
ricevuto un aiuto nel velocizzare le cose dal fatto che l'ultima tornata
elettorale ha visto il numero dei partiti rappresentati in Parlamento “ridursi
drammaticamente da 26 a sei”. Ma anche la “disperata situazione finanziaria”
del nostro paese ha contribuito a ridurre i tempi grazie anche – scrive il
quotidiano britannico – alla diffusa “consapevolezza che, con una crescita
vicina allo zero, vanno prese decisioni difficili”. “Ho cinque anni per
cambiare il paese”: riferendo l'affermazione del Cavaliere l'Independent
commenta che “il mondo esterno potrà doversi adeguare alla novità di un
Berlusconi senza le sue battute”. Il Guardian rileva – “a dispetto delle
promesse della campagna elettorale per un ruolo più ampio delle donne in
Parlamento” - il numero non esorbitante della componente femminile nel nuovo
esecutivo. Anche se – aggiunge il quotidiano britannico – “Berlusconi ha dato
due degli incarichi più importanti a delle donne”, con Mariastella Gelmini
all'Istruzione e Stefania Prestigiacomo all'Ambiente. Per il Guardian
l'assegnazione più “controversa” è stata quella del dicastero per le Pari
opportunità alla trentaduenne Mara Carfagna, definita “ex-beauty-queen che nel
1998 si piazzò terza a Miss Italia e che ha posato senza veli per delle riviste
mentre si faceva strada nel mondo dello spettacolo”. Il quotidiano britannico
ricorda inoltre come lo scorso anno la Carfagna sia stata al centro di una
“furiosa discussione pubblica” tra Berlusconi e sua moglie, con “l'allora
leader dell'opposizione costretto a scusarsi per aver detto alla Carfagna che
l'avrebbe sposata se non fosse stato già impegnato”. Silvio Berlusconi “ha
preso in mano le redini dell'Italia”. Così titola il Times commentando la
nascita del nuovo esecutivo italiano. E riferisce le parole del Cavaliere:
“Stavolta non ci sono scuse. Le condizioni per rimettere in piedi l'Italia ci
sono tutte, se falliremo la colpa sarà soltanto nostra”. Per il quotidiano
britannico il notevole risultato elettorale ottenuto dal centrodestra “è dovuto
– come sostengono molti analisti – all'inquietudine sull'immigrazione e sul
declino economico”. (segue) A proposito dell'incarico di ministro per la
Semplificazione legislativa affidato al leghista Roberto Calderoli il Financial
Times (“con il mandato - spiega il quotidiano economico britannico - di snellire le leggi e la burocrazia”) ricorda che la scorsa settimana Saif El Islam, figlio del
leader libico Muammar Gheddafi, aveva messo in guardia sul rischio di
“catastrofiche ripercussioni” nelle relazioni bilaterali tra Italia e Libia se
a Calderoli fosse stato conferito un incarico nel nuovo governo. Il
riferimento è alla manifestazione di protesta scoppiata a Bengasi il 17
febbraio 2006 contro il Consolato italiano nella città libica dopo che
Calderoli, allora ministro delle Riforme, aveva mostrato durante un'intervista
televisiva una maglietta con una vignetta anti-islamica. è inoltre estremamente
probabile che – nota ancora il Financial Times – la questione del federalismo
fiscale (“come suddividere – spiega il quotidiano finanziario – le imposte sul
reddito tra il più ricco nord e il più povero sud”) sarà “una delle questioni
più controverse all'interno della coalizione”. Una coalizione di “alleati di
lungo corso e qualche faccia nuova” che – nota il FT – appare “con la dipartita
dei centristi cattolici dell'Udc decisamente più compatta di quella della
precedente amministrazione”. Inoltre - sottolinea il Financial Times – l'ultimo
governo Berlusconi è stato “il primo dal secondo conflitto mondiale che è riuscito
a sopravvivere per tutti i cinque anni di mandato”. Il Washington Post ironizza
sull'“immagine da playboy” coltivata dal Cavaliere, il quale – scrive il
quotidiano statunitense – “scherza apertamente sul suo profondo amore per le
belle donne”. Un amore che gli ha procurato anche “pubbliche reprimende da
parte della moglie”. Il Washington Post cita a questo proposito il “modesto
incidente diplomatico” causato da Berlusconi quando “una volta raccontò
scherzando di aver usato le proprie capacità di seduzione sulla presidente
finlandese” Tarja Halonen. E forse – commenta il quotidiano Usa – è proprio
“rispecchiando le attitudini del presidente” che i media italiani si sono molto
“concentrati sul bell'aspetto e la relativa gioventù dei ministri donna”. Un dato
che risulta ancora più evidente in una classe politica come quella italiana che
il Washington Post (ma in passato lo ha fatto gran parte della stampa estera)
definisce “geriatrica”. (dna) 9 mag 2008 09:46.
( da "Stile.it" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un aspetto che non
mente, quello di Janna Bullok, eroina moderna, self-made woman per antonomasia
che, dalla povertà più nera, scala le vette dell'impero immobiliare newyorkese.
Sorriso posato, capelli biondi, pelle di pesca, tailleur firmato
"Prada" ed un passato tolstojano. Dai mattoni delle facciate di
un'antichissima San Pietroburgo, ai piloni ultramoderni dell'upper east side di
Manhattan. È qui che vive l'elite dell'alta finanza, della politica e dello
spettacolo, personaggi come Michale Bloomberg e Woody Allen. Una classe che non
rischia di vedersi pignorare l'abitazione, per via della recessione che ha
colpito l'America dall'agosto 2007. Ed è qui che, nel breve arco di un
ventennio, "Lady townhouse" ha fondato il suo olimpo manageriale. La
sua favola inizia 40 anni fa, nella Russia del post-realismo socialista, dove
con sua madre, vive di buoni d'acquisto ed assiste entusiasta al risveglio di
una cultura che rinasce sotto i colpi del pennello surrealista. In questo
scenario, la futura regina si appassiona all'arte e, dopo una laurea conseguita
con una tesi su Dostoevskij, va ad insegnare in una scuola superiore di San
Pietroburgo. A 20 anni, già madre di una bambina, si allontana col suo sogno
nel cassetto per raggiungere un luogo distante anni luce, non tanto per
chilometri, quanto per sistema, politica e mentalità. Una scelta sofferta,
affrontata con tenacia da leonessa. Nella Grande Mela, trova mille lavori: da
baby-sitter in una famiglia ebreo-ortodossa, ad impiegata in uno studio legale,
da consulente d'arredamento, al master in economia alla Duke University. Fino
al giorno in cui, grazie a un prestito bancario, esordisce nel mercato delle
town-house, dimostrando da subito notevole talento negli affari. Da questo
momento la vita di Janna procede a colpi d'acquisti, ristrutturazioni e vendite
a prezzo moltiplicato. Come il palazzo sulla 64esima, una volta sede dell'New
York Observer, che compra a 10 milioni e rivende a 19. Diventa uno squalo in
tacchi a spillo e la sua fama fa il giro del mondo. Ma, nonostante i guadagni
stellari, la lussuosa penthouse, la coppia di chihuahua, i 400 pezzi d'arte, ed
una società milionaria battezzata "RIGroup", non dimentica se stessa
e la terra d'origine. Alla sua Russia, infatti, dedica un progetto volto a
resuscitare la splendida e depressa zona di Sergei Posad, alle porte di Mosca,
dove gli antichi monasteri attirano milioni di pellegrini che non sanno trovare
rifugio. Qui, dopo un'aspra lotta con la burocrazia locale, vinta a suon di
milioni, rende pubblico il suo desiderio di contribuire all'economia di
sviluppo dell'ex-Unione Sovietica. Intanto, nella patria adottiva, è
riconosciuta mecenate d'artisti da ogni dove e si conquista la nomina di membro
del comitato direttivo del Museo Guggenheim, entrando così nell'elite culturale
newyorkese. Sul fronte degli affari, dichiara intenti eco-solidali,
inaugurati con l'acquisto delle rovine di un palazzo incendiato sulla 62esima
strada. Ristrutturato con i criteri dell'architettura sostenibile (eliminazione
di materiali tossici e risparmio energetico) è il primogenito della nuova era
Bullock, su cui Janna vuol porre l'illustre suggello della Leadership of Energy
and Enviromental Design.
( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un anno e tre mesi
con la condizionale per un raggiro immobiliare da 800 mila euro La falsa
ereditiera condannata per truffa SENIGALLIA Contestate truffe per 800 mila
euro: condannata ad un anno 3 tre mesi con la condizionale. Si è concluso dopo
quasi due anni di dibattimento il processo ad Anna Figliolia accusata di aver
perpetrato truffe immobiliari per 800 mila euro. La donna, poco più che
cinquantenne e originaria del sud, si faceva credere una ricca ereditiera che
per mantenere alto il proprio livello di vita aveva necessità di vendere parte
del suo patrimonio immobiliare. Alle vittime raccontava che doveva fare i conti
con gli ostacoli della burocrazia, sempre pronta a provocare ritardi, lungaggini, errori. Vicenda
che risale al 2006 e a far scattare le manette la Guardia di Finanza che aveva
scoperto una truffa immobiliare tra Senigallia, Fano e Pesaro. Ben 12 i capi di
imputazione per altrettante vittime cadute nella rete di colei che nelle aule
di giustizia viene identificata come falsa ereditiera. Dodici capi di
imputazione che nel corso dello svolgimento del processo sono scesi a 5. Ieri
la sentenza nel tribunale di Senigallia che ha registrato la condanna ad un
anno e tre mesi con la condizionale per due truffe mentre per le restanti tre
la donna è stata assolta "per non aver commesso il fatto". Giudizio
accolto naturalmente con favore dall'avvocato Francesco Nucera che nel corso di
questi mesi ha cercato di smontare il castello accusatorio della Procura di
Ancona. L'attività di indagine delle forze dell'ordine ha aveva emergere che
per almeno cinque anni, dal 2000 al 2005, Anna Figliolia, nata a Maschito in
provincia di Potenza ma da tempo residente a Senigallia, sarebbe riuscita a
mettere a segno truffe per almeno 800 mila euro, raggirando commercianti, un
direttore di banca, pensionati e perfino un'agenzia immobiliare. Tutto questo
fino a quando non è stata scoperta dalla Guardia di Finanza, che grazie a
pazienti indagini è riuscita a ricostruire una vicenda di fantomatiche
compravendite di immobili. Case e appartamenti, spesso di pregio, che Anna
Figliolia ha "venduto" a decine di clienti tra Senigallia, Fano e
Pesaro. Per i malcapitati finiti nella rete della finta ereditiera si trattava
del classico "affare", convinti in questo anche dai modi usati dalla
donna per mettere a segno le truffe. La donna stipulava contratti di affitto
brevi per gli immobili che voleva "vendere" e poi invitava i
potenziali acquirenti a visitarli, comportandosi in tutto e per tutto come la
legittima proprietaria. A chi si meravigliava per una scelta del genere, Anna
Figliolia faceva credere di essere costretta a vendere, a causa del crescente
costo della vita che doveva sostenere, visto che soggiornava spesso in alberghi
di gran lusso, sia in Italia che all'estero. Anna Figliolia è nota anche per
una condanna (in primo grado e per la quale l'avvocato Nucera ha annunciato il
ricorso in appello) a 2 anni e 8 mesi con 500 euro di multa nonché 65 mila euro
di risarcimento danni per circonvenzione di incapace nei confronti di J.S., una
anziana ottantacinquenne senigalliese. Condanna inflitta nell'aprile del 2007
sempre dal tribunale di Senigallia. In questo caso la donna, tra il 1996 ed il
2002, ha chiesto soldi per tirare avanti per "problemi familiari"
sino all'incasso di una ingente eredità. Vicenda venuta allo scoperto nel
settembre del 2002 perché un volontario del Centro di Aiuto per la Vita
(sodalizio frequentato dalla vittima della truffa) informato da un altro
volontario impiegato di banca dell'insolito comportamento dell'anziana amica,
ha avverto il figlio di J.S. dei debiti contratti dalla madre. MARCELLO
PAGLIARI,.
( da "Corriere Economia Online" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L
'Ue contro la burocrazia. Entro il 2012 si ridurranno del
25% gli oneri amministrativi, non saranno più richieste traduzioni ufficiali per
l'apertura di filiali all'estero e si potrà optare per dichiarazioni sul
fatturato semplificate.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6025 Arbatax Stazione marittima, sparisce l'incompiuta Arbatax --> Da
qualche giorno gli operai della Cema, ditta d'appalto di Catania, lavorano
alacremente alla ristrutturazione della stazione marittima del porto di
Arbatax. Un drastico restyling voluto dal Comune di Tortolì per trasformare
quello scheletro di ferro e cemento, diventato col tempo un
vero e proprio simbolo dell'incuria e delle lungaggini della burocrazia, in una struttura moderna e
confortevole. L'avvio dell'intervento di sistemazione della storica incompiuta
tortoliese segna lo spartiacque tra un recente passato, fatto di degrado delle
banchine, ed un futuro che appare decisamente più roseo. La realizzazione
della stazione marittima, infatti, è un intervento che va inquadrato in un
ambizioso programma complessivo destinato a dare nuovo ossigeno allo scalo
portuale ogliastrino. Dalla realizzazione di un nuovo dente d'attracco
nell'avamporto ,struttura che servirà all'ormeggio di navi di grandi
dimensioni, all'adesione dello scalo tortoliese all'Autorità portuale di
Cagliari, provvedimento caldeggiato dall'assessore regionale ai Trasporti
Sandro Broccia e subito fatto proprio dal Comune. "Si tratta di un intervento
importante - sottolinea a questo riguardo l'assessore comunale ai Lavori
pubblici Marco Deiana - che renderà il nostro porto decisamente più
accogliente". Deiana elenca gli altri interventi che dovrebbero cambiare
il volto ad Arbatax . "Finalmente - sottolinea - nell'ambito portuale si
concretizzano le attese degli anni precedenti. Contestualmente a quanto sta
attuando il Comune - ricorda l'amministratore - anche il consorzio industriale
di Tortolì ha definito tutte le procedure per la costruzione del dente
l'attracco necessario alle navi di tipo Bithia". Una volta terminati i
lavori, il porto di Arbatax, sempre secondo l'assessore, potrà avere una
dimensione produttiva adeguata ai tempi funzionale al progetto di riconversione
delle aree dell'ex Cartiera. Anche le aree portuali, sino a ora sacrificate,
saranno decisamente più accoglienti. In ultimo, ma non certo per ordine di
importanza ci saranno tutti i servizi a disposizione dei viaggiatori che a
tutt'oggi quando mettono piede nel porto di Arbatax si trovano davanti il
deserto. Nella stazione marittima, che verrà realizzata su tre livelli
troveranno spazio, attività commerciali, bar e ristorante con terrazza
panoramica una confortevole sala d'attesa, gli uffici del Circomare e quelli
delle imprese portuali. I lavori per il completamento della stazione marittima
dovrebbero durare un anno e mezzo e sono stati finanziati con oltre un milione
e mezzo di euro. GIUSY FERRELI.
( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Ven, 09 Mag
2008 Edizione 90 del 09-05-2008 Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla
deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto di Gabriele Cazzulini
"La deriva", il nuovo libro della premiata coppia Stella e Rizzo, è
un'impietosa denuncia sulla decadenza della potenza marittima italiana. La
grandezza del passato fa scintille quando stride con la decadenza del presente.
Rannicchiati a contemplare gli anni ruggenti della nautica, della logistica e
della portualità italiana, i nostri scali galleggiano alla deriva. Un lungo
passato all'insegna del predominio marittimo. Poi la fulminante crisi con la
morsa della competizione globale. Infine oggi: l'emarginazione di fronte
all'Asia coi suoi nuovi signori dei mari. Questa realtà incrostata dalla
salsedine del fallimento ha molti padri, ma il risultato è unico: container in
passaggio su altre banchine, navi che solcano altre rotte, cantieri navali che
ormai non varano più regine del mare. Ecco la diagnosi di un esperto del
settore, Stefano Gianazzi, consulente indipendente in porti, trasporti e
territorio. Come si può riassumere la posizione della classe politica italiana
degli ultimi vent'anni nei riguardi della portualità di Genova? C'è stato un
affossamento sistematico di ogni grande o piccolo disegno strategico di
sviluppo, prestigio e autonomia del Porto. Allo stesso tempo il porto è stato
regionalizzato meglio di un grande porto internazionale in grado di
confrontarsi su un piano di pari dignità, anche se con ruoli diversi, con le
istituzioni. Quali sono i costi più salati per l'Italia alla deriva?
(competitività, ricchezza, innovazione, prestigio?) Chi rimane indietro è
perduto. Gli altri deviano i fiumi per ampliare i porti e
noi affoghiamo nella burocrazia. Ci si è gongolati troppo nell'idea di Genova primo porto del
Mediterraneo. Ma il vero problema sono i tempi che occorrono nel reagire alla
globalizzazione. Si parla troppo e si fa poco, troppo poco e spesso male. Qual
è oggi la formula per governare un sistema complesso come un porto?
Occorre equilibrare fattori ambientali, politici, culturali, economici, che
variano non solo da stato a stato, ma, come nel caso della Liguria, addirittura
da città a città. E da persona a persona. I porti oggi sono entità fortemente
result-oriented. E per ottenere questi risultati serve un'attenta governance
delle attività che fanno funzionare il porto stesso, di quelle che si insediano
nei pressi dei porti per minimizzare i costi di trasporto (industrie
soprattutto), e delle attività direzionali (brokers, agenzie marittime,
spedizionieri, etc.). Un mix di cervelli e muscoli. Qual è il modello virtuoso
di sviluppo per far uscire il porto di Genova dalla sua deriva? A mio avviso
serve un protocollo condiviso da tutti gli attori (istituzioni, operatori,
stakeholders e cittadini). Non si attraggono le nuove leve dirigenziali, come
quelle cinesi, organizzando viaggi in Cina per promuovere il pesto, ma, ad
esempio, organizzando un sistema di istruzione adeguato per i figli dei
dirigenti delle compagnie. Per evitare situazioni come il licenziamento di 300
dipendenti a Genova da parte di Maersk o la smobilitazione del terminal di
Cagliari in seguito alla variazione nei servizi della stessa compagnia, serve
una vera concorrenza globale.
( da "Asca" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 9 mag
- Il ritorno dell'Italia al nucleare sarebbe una scelta di buon senso legata ai
problema dei cambiamento climatico e al nodo della sicurezza degli
approvvigionamenti energetici. E' quanto sottolinea il presidente di
Assoelettrica, Enzo Gatta, in un'intervista al settimanale Il Mondo. Anche
perche', spiega, quelli dei costi e degli stoccaggi delle scorie sono ''falsi
problemi''. Il nodo vero, secondo Gatta, sta nel rapporto
con la burocrazia e con il
territorio. ''Anche se riuscissimo un domani ad adottare una scelta bipartisan
in materia di politica energetica e quindi di ritorno al nucleare - dice -
resterebbe il problema di accettazione a livello locale di questa decisione: in
altre parole l'effetto nimby (not in my backyard, non nel mio giardino
ndr.) e' destinato a continuare a pesare moltissimo condizionando le scelte
strategiche di questo Paese''. Piu' in generale, ricorda Gatta, esiste anche un
problema burocratico per la realizzazione di infrastrutture energetiche:
''Abbiamo scontato costi inaccettabili per decine di progetti rimasti arenati
nelle secche della burocrazia e dei conflitti tra
amministrazioni locali e centrali''. Per questo ''bisogna fare tesoro di questi
errori cercando di creare consenso e cultura intorno alle politiche
energetiche''. fgl/cam/alf.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
AMEDEO PICARIELLO Sanità
vicina al collasso: il rischio è che le liste d'attesa - già interminabili -
possano ulteriormente allungarsi con penalizzazioni anche sul fronte delle
prestazioni diagnostiche e mediche. Tutta colpa del piano di rientro siglato
con il Governo e che punta a colmare lo spaventoso buco nel bilancio campano.
La denuncia stavolta arriva dal mondo degli operatori e di "emergenza
sanità" ha parlato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa
Viriglio Cicalese, primario all'ospedale Moscati di Avellino e presidente
regionale dell'associazione degli urologi. A fronte di dieci unità che si
perdono per trasferimenti, mobilità o pensionamenti, non si può assumere più di
un medico. Stesso discorso per gli infermieri: se ne escono quattro, ne prendi
al massimo uno. Numeri troppo risicati a cui si aggiungono i tagli sul fronte
delle spese relative a strumentazioni, materiale e farmaci. "Un disastro
che tra non molto coinvolgerà anche Avellino e l'Irpinia", tuona Cicalese
perché - paradossi della burocrazia e della politica - più un'azienda sanitaria è virtuosa, più
finisce nella maglie dei vincoli di spesa. Ed è il caso del nosocomio
cittadino. "La sanità non si può fare - dice sempre il primario di
Urologia del Moscati - con i bilanci alla mano, utilizzando esclusivamente la
cieca logica dei numeri". Ecco allora l'appello al nuovo governo,
ma soprattutto alla regione: dal governatore Bassolino all'assessore
Montemarato al consigliere Giusto, presidente della Commissione Sanità.
"Creiamo centri di eccellenza - dice Cicalese - e puntiamo su quelli per
fermare sia l'emorragia di cervelli con giovani e valenti medici costretti ad
emigrare sia i viaggi della speranza dei pazienti". E nel corso
dell'incontro di ieri sono venuti fuori dati sconcertanti: il reparto di Urologia
viaggia con una media di 300 interventi all'anno tra tumori alla vescica e alla
prostata. Un'incidenza sul territorio mai vista e che cresce al ritmo di un 20%
ogni anno. "Queste patologia - conclude il primario - sono da addebitare
anche all'aumento dell'utilizzo di pesticidi e anticrittogamici sui prodotti
ortofrutticoli. É l'unica spiegazione verso un incremento che si registra in
special modo in zone dell'entroterra".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervista ANTONIO
TROISE Roma. Renato Brunetta, economista, ex consigliere di Berlusconi a Palazzo
Chigi, tradisce ancora una certa emozione anche ora che ha scandito la formula
di rito al presidente della Repubblica e parla nella sua nuova veste di
ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione. Una nomina a sorpresa
nella squadra del Cavaliere. Da dove partirà il nuovo esecutivo? "Vogliamo
governare bene, subito, nell'interesse degli italiani, in maniera visibile,
concreta, senza fare promesse ma realizzando le cose che abbiamo annunciato in
campagna elettorale, giorno dopo giorno". Un giudizio sulla squadra del
Berlusconi 4? "Ottima e abbondante" Il suo dicastero avrà anche una
responsabilità importante, gestire l'innovazione della macchina burocratica.
Quali saranno le priorità? "Vogliamo usare in maniera amichevole le nuove
tecnologie per migliorare la vita degli italiani. Il punto centrale sarà il
settore pubblico, i dipendenti statali e il loro ruolo nei confronti delle
famiglie e delle imprese". Non bisognerà anche fare
qualcosa per ridurre la montagna di carta e documenti "Si, manderemo al
macero le scartoffie e tutta la burocrazia cartacea. Introducendo non una nuova burocrazia ma rapporti amichevole fra lo stato e i suoi cittadini.
Utilizzando gli strumenti dell'elettronica e dell'informatica". Premierete
i dipendenti pubblici che lavorano? "Assolutamente sì. Ma questa è
una regola del mercato. I bravi vanno premiati e i fannulloni cacciati".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA NUOVA COMMEDIA AL
DIANA Il riso amaro nella valigia di Tartaglia Franco de Ciuceis Eduardo
Tartaglia da tempo ha connotato la sua scrittura comica con temi che attengono
alle insicurezze dei nostri giorni, intrecciando strane storie solo
apparentemente paradossali, ma rispondenti a quel pizzico di follia e di verità
che sempre si mescolano nella realtà. Così, già in alcuni suoi primi atti
unici, toccava nervi scoperti: il senso della catastrofe che incombe sul nostro
quotidiano ("La paura che ti fai") o il cinismo della società
spettacolo e della tv del dolore ("Sveglia&Vinci"). Oppure il
business delle ecomafie ("I fiori del latte"), bufale e mozzarelle
tra rifiuti tossici e campi inquinati. E, ancora, lo scenario internazionale di
"Ci sta un francese, un inglese e un napoletano" sull'attualità di
guerre lontane che ci accostano a realtà e culture diverse, commedia trasferita
in tv su "Palcoscenico" di Raidue e nel film appena distribuito nelle
sale. In effetti, pur nella loro semplicità, questi testi vanno oltre il
contesto di cui li riveste la matrice napoletana e il gioco comico si vena di
più acri umori. Come nella nuova commedia che ha debuttato al Diana, "La
valigia sul letto", che vede Tartaglia autore, regista e protagonista con
gli attori della sua compagnia, Veronica Mazza, Nunzia Schiano, Francesco
Procopio, Peppe Miale, Peppe Cantore e Stefano Sarcinelli. La storia che si
racconta la potremmo ritrovare su una qualsiasi pagina di giornale. Un
poveraccio, guardiano notturno in uno dei tanti cantieri che tormentano la
città, precario pagato in nero, si ritrova parente di un camorrista pentito e
come tale deve essere sottoposto al regime di protezione per non incorrere in
vendette trasversali. E nella baracca ricavata sotto i ponteggi, è pronta sul
letto la valigia per la fuga, assieme alla donna con cui convive. Lo spunto
offre subito alcuni temi: i due non sono sposati e come
coppia di fatto incappano nelle difficoltà della burocrazia; sono anche una coppia in crisi, lui un acquiescente bonaccione,
lei presa dalle lusinghe del consumismo, con il miraggio dei centri
commerciali. La pièce, naturalmente, ha una sua tenuta comica, con una
esilarante sorella vedova e bizzoca (Schiano), un camorrista dai modi spicci
(Procopio), un nevrastenico ispettore di polizia (Sarcinelli), un
ambiguo mestatore (Miale), un parroco di campagna (Cantore). Tartaglia e la
Mazza conducono il gioco, con le sorprese di un (poco) tranquillo soggiorno tra
le lapidi di un cimitero dove la brigata trova rifugio, e forse anche l'inizio
di una nuova vita. Eduardo Tartaglia.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere Agevolazioni
sui bus bilancio permettendo Ennio Cascetta - NAPOLI Rispondo con piacere alla
lettera del signor Salvatore Nastro e alle altre su argomenti simili. Le
agevolazioni per l'utilizzo dei mezzi pubblici a particolari categorie di
cittadini a livello regionale subiscono due vincoli imprescindibili: devono
rispettare la normativa in vigore - che può essere modificata solo dal
Consiglio - e fare i conti con la limitata disponibilità dei fondi del
bilancio. Ciò nonostante, siamo riusciti a realizzare, negli ultimi anni, una
rilevante politica di sostegno alle fasce deboli, prevedendo una serie di
agevolazioni tariffarie e la libera circolazione sui mezzi di trasporto
pubblico locale per le categorie protette espressamente individuate dalle leggi
regionali, per non parlare di quelle per gli studenti. Certo, vorremmo fare di
più e meglio, ma la copertura finanziaria è un limite invalicabile per un ente
pubblico, così come il rispetto della legge. Per quanto riguarda gli ultra 75enni,
oggi - purtroppo - la normativa regionale non prevede agevolazioni tariffarie
per l'utilizzo del trasporto pubblico locale. Vorrei infine rassicurare il
signor Nastro e tutti coloro che versano nella medesima condizione che
l'assessorato ai Trasporti - come ha già fatto in passato - continuerà a farsi
promotore di ogni possibile iniziativa a favore delle fasce deboli, in
particolare gli ultranziani, sempre compatibilmente con i fondi a disposizione
e con le norme in vigore. Con l'assessore ai Trasporti della Regione si è
aperto un filo diretto, e gliene siamo grati. Speriamo che possa presto
battersi all'interno della sua stessa maggioranza perché nuove norme vengano
incontro alle esigenze degli anziani: la spesa non è certo eccessiva e la
priorità sociale è alta. Arrivano i turisti? chiudiamo l'ufficio P.D.E. -
NAPOLI Sono uno di quelli che vi ostinate a chiamare vigili urbani; per carità
non è un'offesa, ma giuridicamente la figura del vigile urbano non esiste più.
Ciò detto, sono stato di servizio in piazza del Gesù, orario 13/19: inutile
raccontarvi il contorno di disagi, inconcruenze e assurdità del mio lavoro
tanto non lo prendereste mai in considerazione e questo forse anche perchè
nessuno vi ha fatto mai mettere il naso, e vi ha raccontato o fatto vedere solo
ciò che più gli interessava. Ma tornando alla mia giornata di lavoro c'è da
dire che il primo maggio, giornata inaugurale del tanto sbandierato Maggio dei
Monumenti, in piazza del Gesù l'ufficio d'informazioni turistico era chiuso. Ma
questo non importa a nessuno o semmai rientra in una normale casistica e
comunque nessuno ne parlerà; ma se io e il mio collega, come i tanti altri in
servizio, per un motivo o un altro non ci fossimo stati, stai pur certo che
l'indomani ci sarebbero stati titoloni sui quotidiani. A noi del Mattino
interessa, al punto che pubblichiamo la sua segnalazione anche se il primo
maggio è passato da un pezzo. Quanto al vigile urbano - e urbano è un magnifico
aggettivo - si continua a usarlo solo perché esponente della Polizia
metropolitana nei titoli non c'entra. L'inflessibilità della burocrazia
T.D.S. - NAPOLI Il 5 maggiomi reco all'ufficio delle Poste di piazza degli
Artisti al Vomero e dopo un paio di ore di attesa finalmente arrivo allo
sportello e chiedo di prelevare 300 euro dal libretto per pagare due bollette
in scadenza. L'impiegata, però, mi raggela: "Non le posso dare nulla, in
quanto lei mi ha dato la carta d'identità come documento di riconoscimento
invece della patente d'auto che ha presentato quando ha concluso la pratica di
apertura del libretto alla sede di via Domenico Fontana. Quindi, non posso
identificarla, mi spiace ma niente soldi". Ho perso due ore del mio tempo
e mi sono scadute le bollette per le quali ora dovrò pagare la mora. Tutto
questo perchè per le Poste di piazza degli Artisti la carta d'identità (o il
passaporto se l'avessi avuto al momento) non ha la stessa valenza della patente
d'auto. Ma in che razza di Paese viviamo? Vorrà il direttore dell'Ufficio o chi
per esso giustificare questo assurdo episodio? Un pensiero di Joseph R. McCarthy: "L'unica cosa che ci salva dalla burocrazia è l'inefficienza. Una burocrazia efficiente è la minaccia più
grave alla libertà". Quell'impiegata è stata efficiente e ha applicato il
regolamento. Che importa se data di nascita, residenza, foto sono le stesse e
quindi è esclusa la possibilità di errore? In Italia è oramai tutto
flessibile, tranne la burocrazia. Straniero in patria
e pure senza lavoro Sergio Luvino - NAPOLI Sono americano per nascita, nato da
genitori italiani. Nel 1997 avevo la doppia cittadinanza. Lo status di civile
Nato esclude la possibilità di assumere la residenza abituale nello Stato sul
cui territorio si è in servizio. Quindi avrei dovuto rinunciare alla
cittadinanza e alla residenza italiane. Tutto ciò è avvenuto nel rispetto delle
norme (Convenzione di Londra) e così, il 30 ottobre 1998, trovandomi in
possesso della doppia cittadinanza, mi sono visto notificare un avviso di
licenziamento. Avevo trenta giorni per regolarizzare la mia posizione,
rinunciando alla cittadinanza e residenza italiane. Situazione regolarizzata,
ma il licenziamento è rimasto. Conclusione: a 41 anni, con 23 di servizio, mi
ritrovo senza lavoro. Ho famiglia, è sopraggiunta una grave cardiopatia, ma in
questa condizione non ho più nemmeno l'assistenza medica. Sono uno straniero
nella mia nazione, senza lavoro. Trovare un accordo almeno sulla sicurezza
Stefania C. - NAPOLI Rassicurare, minimizzare, esordire dalle colonne di un
quotidiano sottolineando che "il pronto intervento delle forze
dell'ordine, ha assicurato i colpevoli alla giustizia, e probabilmente salvato
una vita". È gravissimo che si sottolinei il lodevole intervento delle
forze di polizia, pensando a una vita salvata ma tralasciando la vita perduta,
in questa quotidianità che è sempre più guerra; e pure le parole che leggiamo
dopo i fatti sembrano bollettini in cui si inneggia al valore e la quantità di
nemici abbattuti senza curarsi delle perdite. La sottile differenza tra chi
governa e chi è governato lascia vedere la realtà. Forse dipende dal fatto di
vivere quotidianità diverse, la gente comune si muove senza scorta, senza
autista, quando torna a casa dal lavoro è costretta ad attraversare corridoi di
metropolitane che sembrano labirinti infiniti di quelli che ti sogni di notte
in sogni che ti tolgono aria, e corri nella realtà che assomiglia al tuo incubo
sperando di trovare più in fretta un'uscita. È vergognoso che in un paese
civile la notizia reale debba essere paragonata al puro allarmismo, lasciando
il lettore incredulo, come avesse vaneggiato. La gente ha paura a camminare da
sola la sera, a spostarsi con i mezzi pubblici, a rientrare dopo una certa ora,
come se vivesse un'estenuante lotta alla sopravvivenza e chiunque - di destra o
di sinistra - non sappia fare altro che litigare, fare da scaricabarile, senza
pensare che una strategia comune sarebbe segno di forza, quella forza che noi,
il "popolo", non sentiamo da parte dello Stato. Collaborino
soprattutto per non rendere vano il lavoro di tante divise che rischiano la
vita ogni giorno per noi, per poi rendersi conto che il tipo appena preso sarà
fuori da qui a poco, togliendo fiducia speranza, a chiunque di noi. La paura
della gente è un fatto e non basta contestarlo con le statistiche, sostenenendo
che i reati sono diminuiti. La sicurezza è uno dei temi su cui maggioranza e
opposizione dovrebbero cercare un accordo. Invece è un altro tema di battaglia,
in una rissa politica senza fine. "Tante grazie, Lucia e perdonami gli
scatti" Mario Gallo - MARANO (NA) Gentile dottore Gargano, sono un
pensionato di 78 anni che dopo cinque mesi passati in vari ospedali campani è
sopravvisuto a tre infarti. Le scrivo perchè vorrei ringraziare mia moglie
Luisa, sposata da 41 anni dopo 9 di fidanzamento, per la pazienza con la quale
sopporta i miei scatti d'ira ed è sempre pronta a soccorrermi quando ho
bisogno. La notte sorveglia il mio respiro (porto una mascherina che mi inala
ossigeno per non farmi andare in apnea) e io le cerco la mano addormentandomi
sicuro che lei è pronta ad aiutarmi. Grazie Luisa, ti amo: perdona i miei
scatti d'ira. Lettera magnifica, di quelle che sollevano il morale: la prova
che il cuore del signor Mario è ben saldo. Tanti auguri per la salute e un
bacio alla signora Luisa. Sono troppi i pericoli davanti al parco giochi Amedeo
Delle Donne - MARANO (NA) Gentile dottor Gargano, segnalo al sindaco di Marano
e all'ufficio tecnico la disastrosa condizione di via Umberto Terracini,
ridotta a un percorso di guerra, piena di fossi, dislivelli, e buche pericolose
per pedoni e automobilisti. Spero che questa mia segnalazione possa accelerare
il ripristino del normale manto stradale e della normale viabilità in questa
strada molto trafficata, in cui c'è un supermercato. A soli 20 metri è stato
inaugurato un parco giochi pubblico molto frequentato da genitori e bambini.
Fitto più alto della pensione Rosa Pirozzi - NAPOLI Ho 68 anni, sono vedova da
25. Ho cresciuto e sposato i miei tre figli da sola. Da 38 anni, senza mai
avere il contratto di affitto, ho pagato 300 euro al mese. Ora che mi potevo
godere la vecchiaia, anche se percepisco 650 euro di pensione al mese, il
proprietario mi ha mandato a dire tramite avvocato che devo pagare 800 euro al
mese. Mi devo buttare giù dal terzo piano? Come faccio a pagare? Non ce la
faccio più, sono malata, ho il diabete, la pressione alta e un principio di
Parkinson. Devo solo morire. È una delle tante ingiustizie, alla lunga si
capisce che abrogare l'equo canone non è stata poi una grande idea. Ma tenga
duro, cara signora.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ieri sera la fastosa
inaugurazione della struttura commerciale che può già contare su 62 negozi
attivi. Alle 20 è cominciato l'assalto dei clienti Tre chilometri di coda per
visitare il nuovo outlet AielloAlle 19.10 col taglio del nastro, dopo i
discorsi ufficiali e la benedizione impartita da don Mario parroco di Joannis,
è partita l'avventura del "Palmanova outlet village".Un'avventura che
stando alle fasi iniziali potrà offrire molte soddisfazioni agli investitori,
agli operatori, ai commercianti e a tutti coloro che lavorano nel nuovo centro.
Infatti già nella parte riservata alle autorità, cioè dalle 18 in avanti, una
nutritissima schiera di persone si è riversata per le vie del complesso
commerciale ed è iniziato uno shopping che si è poi trasformato in un vero
assalto ai negozi nelle ore serali, quando, dalle 20, l'accesso è stato
consentito a tutti.Basti pensare che sulla strada che conduce al casello
autostradale di Palmanova a quell'ora la fila di automobili era ininterrotta ed
è stata valutata in tre chilometri. Un eccellente inizio dunque per questa
impresa che riafferma i valori dell'imprenditoria e del lavoro italiano, pur
essendo stata finanziata in larga misura dalla Volsbank Real Estate la cui
rappresentante, Isabella Lell, ha più volte rimarcato il suo amore per il Friuli
e la sua gente che ha una forte professionalità nel lavoro. E proprio questa
terra ha dato una dimostrazione di grande efficienza riuscendo a superare con
la sua parte politica regionale, provinciale e comunale gli ostacoli di una burocrazia tentacolare tanto che l'insediamento è stato completato in tempi
da record: 18 mesi appena.Lo stesso sindaco di Aiello, Renato Nuovo, ha
sottolineato come l'impresa si chiuda con reciproca soddisfazione delle parti
chiamate in causa e ha evidenziato come si garantiscano alti livelli
occupazionali nel momento in cui si vanno registrando preoccupanti segnali
critici. La speranza del primo cittadino poi è quella che il neonato
nucleo, con una capacità attrattiva di 200 chilometri, sia in grado di portare
turismo anche nei borghi che abbelliscono il territorio. Il presidente di
Promos, la società bresciana che ha portato a termine l'impresa, Carlo Maffioli
(accompagnato dal figlio Filippo), prima di ringraziare un po' commosso tutti
coloro che si sono prodigati per raggiungere questo traguardo, ha parlato di
"scommessa imprenditoriale" e di "prestazioni lavorative portate
avanti con alto livello qualitativo". Dal canto suo il direttore del
complesso, Maurizio Villa, si è detto fiducioso che la nuova opera avrà un
futuro di sviluppo anche perchè la partenza registra 62 negozi già attivi sui
92 previsti e questa è una percentuale mai registrata in precedenza per simili
realtà.Un'altra nota positiva viene dai contratti lavorativi per i dipendenti,
i quali sono in grandissima parte a tempo indeterminato, tali cioè da non
riservare cattive sorprese per gli addetti.Impeccabile e graziosa nella sua
veste di madrina Elisabetta Canalis: un tocco di bellezza nel mondo degli
affari. Una nota di merito va anche al palmarino Gianni Caverzan il quale con
ostinata determinazione ha portato avanti i contatti e limato gli inevitabili
contrasti fra i diversi attori di questo enorme businnes. Il village raccoglie
contrade, calli tipiche e imprese artigiane, tanto da riproporre l'atmosfera
intima delle contrade medioevali della zona. I riferimenti al territorio sono
presenti persino nelle alberature e negli spazi pedonali confortevoli ed
avvolgenti affinchè il visitatore possa "sentirsi a casa". La
struttura si articola lungo un'unica via principale e prevede un numero
limitato di entrate per consentire una buona visibilità a tutti i punti
vendita, facilitare il percorso di visita e l'orientamento del cliente. A
chiusura della festa la notte è stata rischiarata dai fuochi d'artificio: un
auspicio per i negozianti affinchè anche i loro affari diventino scoppiettanti
come lo spettacolo pirotecnico.Mauro Mazzilli.
( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dal giorno di Piazza
Fontana, 12 dicembre 1969, è incominciata la stagioni delle stragi e del
terrorismo. Qualcuno scrisse che quel giorno l'Italia perse l'innocenza e
davvero da allora siamo diventati un Paese nel quale la preoccupazione maggiore
non è stata cercare la verità, ma insabbiare, depistare, addomesticare. A quasi
quarant'anni di distanza sulla prima strage della nostra democrazia non si è
mai saputo la verità, nonostante decine di processi. Forse adesso che certi
segreti di Stato sono stati dichiarati decaduti si potranno conoscere verità
occultate con cura dal potere e dai servizi segreti. Il numero delle vittime di
terrorismo e di stragi di mafia in questi anni è cresciuto enormemente, non
sbaglio se parlo di almeno cinquecento morti ammazzati. E tanti erano servitori
dello Stato, spesso umilissimi, spesso maltrattati dalla burocrazia, talvolta nemmeno protetti da
morti come non lo erano stati da vivi. Per qualcuno di loro la pensione è una
miseria, lo Stato si è messo a discutere se erano caduti sul lavoro o per il
lavoro. Distinzione sottilissima attraverso la quale passa una pensione
dignitosa o una da fame per vedove e orfani.Trent'anni fa, il 9 maggio,
fu trovato il corpo di Aldo Moro nel cofano di una Renault 4 colore amaranto,
abbandonata nel centro di Roma, in una via che era a metà tra la sede del Pci e
quella della Dc. Oggi quei partiti, allora i maggiori e uniti in quei giorni in
un governo di solidarietà nazionale, sono spariti e quelle sedi, che avevano a
modo loro fatto la storia, vendute. Quasi che si volessero cancellare le tracce
di un passato scomodo e difficile. Anche la fatica con quale l'Italia guarda a
quel passato è un segnale che si vuole dimenticare senza tenere conto della
storia. Persino l'insofferenza con la quale si rinviano in tv le puntate del
film su Moro vogliono far capire che molti non intendono più confrontarsi col
passato. È sbagliato, noi siamo quello che siamo stati e quei giorni di Moro
sono stati tragici, terribili, ma anche fondamentali per sconfiggere il mostro
e la paura. Ha fatto bene lo Stato a fissare una data come "Giorno della
memoria" dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di terrorismo
e di mafia. Anche per fare in modo che si ricordi che accanto alle vittime
illustri spesso c'erano servitori dello Stato sui quali è calato il silenzio.
Il giorno del rapimento Moro, i brigatisti sterminarono la scorta del
presidente della Dc: la guardia di Ps Raffaele Iozzsino, il maresciallo de carabinieri
Oreste Leonardi, l'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, la guardia di Ps
Giulio Riveral, il vicebrigadiere Francesco Zizzi. C'era in quelle auto uno
spaccato dell'Italia povera che vestiva la divisa perché aveva bisogno di un
lavoro, perché usciva dalla miseria e perché in quel mestiere ci credeva. Gente
che moriva per poche lire, ma che col suo sacrificio ha aiutato a costruire un
Paese libero e senza paure. Trent'anni sembrano tanti, quasi lontanissimi nel
tempo, ma sono soltanto il nostro ieri.
( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Qualche ideaAl
vertice del triangolo sta la responsabilizzazione, come si è venuta a
determinare nel quindicennio riformatore sia ad opera delle nuove normative che
hanno riguardato direttamente la figura del dirigente, sia ad opera della più
recente riforma del bilancio e della contabilità dello Stato, che attribuisce
ai dirigenti nuove forme di responsabilità anche in materia contabile e di
bilancio. E qui scatta il cane che si morde la coda, dove non è facile sapere
chi sia la coda e chi sia il cane. Spesso i dirigenti lamentano il fatto che i
Ministri tendono a non attenersi alla regola della responsabilizzazione, ma
spesso avviene anche che i dirigenti non amino molto e a volte temano il carico
della responsabilità.Per dirla in breve più di qualcuno preferisce avere la
copertura di una leggina, che assumere in proprio decisioni
amministrative.L'altra faccia della responsabilizzazione, e il secondo angolo,
prende il nome di controllo. L'esperienza dei servizi di controllo interno non
ci fa certo sognare. Nè basta il controllo di legittimità della Corte dei
Conti. Occorrerebbe al più presto definire forme di controllo di reale di
efficacia e di efficienza indispensabili per garantire un modello di gestione
per obiettivi e per superare l'istituto di fatto dei controlli
colabrodo.L'angolo che chiude il triangolo assume il nome di comunicazione,
intesa sia come comunicazione verso l'interno che come comunicazione verso
l'esterno.Già le varie Amministrazioni sanno comunicare poco tra loro, e il
fatto che la comunicazione interna tra i dirigenti non sia certo delle migliori
peggiora il quadro.Ancora più importante è la comunicazione verso l'esterno,
elemento essenziale per illegittimare le Amministrazioni rispetto ai cittadini.
Comunicazione significa anche e soprattutto trasparenza: quella trasparenza su
cui già puntava la legge n. 241 del '90, non a caso definita comunemente legge
sulla trasparenza amministrativa, che sconta ancora gravi ritardi e che può
essere ora favorita dalle nuove procedure del Governo elettronico, che avevano
fatto un passo avanti con il codice digitale varato dal precedente governo
Berlusconi e qualche altro passo avanti col governo successivo. L'e-government
e la digitalizzazione sono gli strumenti fondamentali di supporto per
l'attività dei dirigenti e di tutti gli addetti ai servizi pubblici, in quanto
idonei a favorire un vero dialogo tra cittadini e Amministrazioni, contribuendo
così a radicare anche un nuovo senso civico fra la stessa cittadinanza.Un
compito e una sfida fondamentali per la dirigenza pubblica capaci di immettere
nuovo lubrificante nella macchina dello Stato, riavviando gli ingranaggi arrugginiti delle nostre burocrazie.Comunicazione e trasparenza
significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in
una vera casa di vetro. In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero
sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che
sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa
avviene nella casa.Nel nostro Stato, specie ma non solo a livello
centrale, ci sono ben più energie potenzialmente innovative rispetto a quanto
recita certa facile pubblicistica.Trasformare il triangolo da vizioso a
virtuoso consentirebbe una efficace ed efficiente liberazione di tali energie.
Potremmo così avere finalmente, come recita un progetto condotto da Bill
Clinton e Al Gore negli Usa, con successo: "un'amministrazione che costi
meno e lavori meglio".Andrea MonorchioLuigi TivelliDue StatiDa allora i
profughi furono tenuti ai confini del neonato Israele e usati come massa di
manovra in quel complicato scacchiere che fu la guerra fredda tra Stati Uniti e
Unione Sovietica.Cinque-seicentomila furono i rifugiati palestinesi esuli,
mentre altrettanti furono gli ebrei cacciati da molti paesi arabi tra cui
Yemen, Siria, Iraq, Egitto per citarne solo alcuni. E questi profughi
arrivarono in Israele con il soli vestiti addosso. Accadde che questi ultimi
furono ben presto integrati pur con qualche fatica nella nuova realtà, mentre i
paesi arabi, ricchi di petrolio, lasciarono marcire nei campi profughi per decenni
quelli che avevano creduto nella sconfitta degli ebrei e che dopo essere stati
chiamati confratelli venivano abbandonati. A Gaza, in particolare, in
sessant'anni la popolazione che gli stessi egiziani non hanno mai voluto
integrare nel loro paese si è moltiplicata a dismisura suscitanto una
situazione che oggi appare terribile.Da allora Israele ha vinto molte battaglie
per poter sopravvivere ma non è ancora riuscito oggi ad ottenere la pace. Il
nichilismo arabo che ha applaudito al lancio dei missili di Saddam oggi
continua a sperare nelle temerarie imprese del capo iraniano come se, una volta
gettate, le bombe atomiche fossero in grado di individuare e distinguere chi
colpire in luoghi dove israeliani e palestinesi vivono a ben poca distanza gli
uni dagli altri.Oggi chi veramente vuole la pace deve essere a favore di
entrambi i popoli e sperare che si realizzi l'antica spartizione di quelle
terre con due stati contigui: Israele e la Palestina. Chi contesta il diritto
di Israele ad esistere e brucia bandiere israeliane sta da una parte sola e non
solo confonde la critica a un governo con l'esistenza di uno stato o di un
popolo ma non vuole che si arrivi a un compromesso che è l'unica soluzione
possibile se pur lontana e l'unica soluzione ragionevole.Sperare che prevalgano
gli uni sugli altri è più il frutto di una logica di guerra che di un autentico
desiderio di pace.Si pensi al tentato boicottaggio del Salone di Torino messo
in atto in questi giorni. Quale migliore modo di rompere le barriere e favorire
la comprensione tra due popoli se non un incontro sui libri? È evidente che si
tratta non solo di un'occasione perduta ma ancora una volta coloro che si
fingono a favore dei popoli spingono in realtà alla contrapposizione e solo in
modo ipocrita sostengono la necessità del trionfo della giustizia in quella
terra. Ancora una volta il mondo della cultura non è riuscito a far sentire la
propria voce con quella forza che sarebbe stata necessaria: è incredibile come
venga messa in discussione la vita di un paese democratico e coraggioso come
Israele e non si capisca che una rivoluzione democratica in Medio Oriente è
possibile solo grazie alla presenza di Israele.Occorre smentire una volta per
tutte le parole di Mashaal, leader di Hamas in Libano: gli israeliani amano la
vita, noi siamo disposti alla morte e per questo vinceremo.Occorre che si
sconfigga ancora una volta e per sempre qualsiasi logica di guerra e di morte e
che finalmente prevalga la vita.Riccardo Calimani.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ACCORDO FRA COMUNE, ORDINI
E COLLEGI PROFESSIONALI Edilizia, un Vademecum renderà più snelle le pratiche
per costruire Il Comune stila un Vademecum per la redazione delle pratiche di
istanza di rilascio di permesso di costruire e delle denunce di inizio attività
e relative varianti rivolto ai professionisti. Proficuo l'incontro tra
Amministrazione e rappresentanti di ordini e collegi professionali. Al tavolo
l'assessore all'Urbanistica ed Edilizia Paolo Gamba, con i tecnici comunali, e
i rappresentanti di architetti, geometri, periti industriali e costruttori.
Dall'incontro è emersa la volontà di collaborare alla ricerca di una soluzione
concreta alle difficoltà in cui incappano i cittadini, garantendo loro risposte
efficaci e, soprattutto, veloci. Ed è con questo obiettivo di miglioramento del
servizio che i tecnici comunali hanno approntato il Vademecum, uno strumento
che punta a evitare gli errori più frequenti e le principali cause di intoppi che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione
eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica carenza di personale. Una
carenza che non può essere lenita per i noti limiti di legge. Amministrazione
ed ordini professionali hanno quindi deciso di collaborare per giungere a una
semplificazione delle procedure che agevolerà uffici, professionisti e
cittadini. Con queste premesse i partecipanti all'incontro hanno già concordato
di ritrovarsi il mese prossimo. "Sono fortemente convinto della necessità
di giungere alla sburocratizzazione delle procedure - ha affermato l'assessore
Gamba - dando così la possibilità agli uffici comunali di ritrovare il ruolo
che è loro proprio: quello di controllori preposti a vigilare sulla corretta
esecuzione dei lavori. Verrebbe così meno la richiesta ai tecnici comunali di
fornire continua assistenza su aspetti di competenza dei professionisti che
saranno comunque agevolati dagli strumenti che il Comune ha messo on-line sul
suo sito Internet. In questa direzione va anche la decisione di aumentare le
tariffe delle Dia deliberata dal Consiglio Comunale".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))
Argomenti: Burocrazia
TEATRO Lo Stabile di
Catania chiude la Stagione di prosa del Rossetti di Trieste con una commedia di Andrea Camilleri Un telefono svela la
polverosa burocrazia
Eccellenti protagonisti Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina
LA CONCESSIONE DEL TELEFONO di Andrea Camilleri, con Francesco Paolantoni,
Tuccio Musumeci, Pippo Patavina, Marcello Perracchio e con Gian Paolo Poddighe,
Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angelo Tosto, Franz Cantalupo,
Valeria Contadino, Franco Mirabella, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania,
Sergio Seminara. Regia di Giuseppe Dipasquale. Teatro Stabile di Catania. Al
Politeama Rossetti di Trieste fino a domenica 11 maggio.* * *Trieste Siamo
nella Sicilia post unitaria di fine Ottocento, a Vigàta, luogo ideale e
letterario dove sono ambientati tutti i romanzi di Camilleri. Con "La
concessione del telefono", adattato per il teatro dallo stesso autore con
il regista Giuseppe Dipasquale, si chiude la stagione di prosa del Teatro Rossetti,
aprendo il sipario su quella che, con tocco tragicomico, potrebbe essere una
metafora odierna: la rete di connivenze che affliggono l'isola, oppressa da
Stato, Chiesta e mafia. Ma anche il socialismo che non ha abbastanza coraggio
contro i benpensanti da strapaese. E insomma siamo a Vagàta, si diceva, dove un
siciliano qualsiasi, Filippo Genuardi (Francesco Paolantoni) fa regolare
richiesta per installare una linea telefonica privata. Formula però la domanda
all'indirizzo sbagliato, al prefetto Marascianno anziché alle Poste. Da qui una
girandola di grotteschi equivoci che giungeranno a coinvolgere tutto il paese,
finanche a scomodare Chiesa, apparati statali e non ultimo don Calogero (Tuccio
Musumeci), mafioso del luogo. A poco a poco emerge che Filippo è solo
innamorato della giovane moglie del suocero e il telefono serviva a contattarla
con più agio. L'affresco invece, eccezionalmente dipinto dallo Stabile di
Catania, ci fa precipitare nella maestosa scenografia di Antonio Fiorentino,
tra chili di libri ispessiti dalla burocrazia,
cartacce e polvere dove, tra i tanti passaparola, il povero Pippo finirà per
risvegliare il fantasma del socialismo. L'istrionismo, il geniale talento di
Pattavina sfoggia l'interpretazione di ben sette personaggi. Non da meno
l'umorismo del don Lollò di Tuccio Musumeci e il medley siciliano, italiano
demodè e linguaggio onomatopeico di Paolantoni. Ma tante le scene degne di
nota, dal sesso pruriginoso della coppia protagonista, lei (Alessandra
Costanzo), emula della Laurito nella descrizione delle "pervertite unioni
alla socialista", per non dire sodomia. O ancora i dialoghi tra Filippo e
Gegè, il mastino professionista di Franz Cantalupo. Applausi a tutta la
compagnia.Mary Barbara Tolusso.
( da "Il Giornale dell'arte.com" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Gordi Cramer Si è
acceso, e infuoca ogni giorno i quotidiani milanesi, un intenso dibattito sulle
future sembianze della città. L'arrivo dell'Expo nel 2015 non ha fatto che
gettare ulteriore legna nel fuoco. Ha cominciato Adriano Celentano, dicendo
senza tanti giri di parole che la città verrà sommersa da "colate di
cemento". Gli ha risposto Silvio Berlusconi, che in piena campagna
elettorale ha affermato che le torri del progetto Citylife sono brutte. Si è
difeso Libeskind, facendo notare che argomentando in questo modo si compie un
salto indietro dritti dritti al ventennio fascista. Dibattito giusto e in
qualche modo inevitabile, se si pensa alla quantità dei progetti in corso di
realizzazione: Citylife, Sesto San Giovanni, S. Giulia, Varesine-Garibaldi,
Bovisa, Nuova Fiera-Rho... Di fatto si accavallano in modo un po' caotico e
sconclusionato voci favorevoli e sfavorevoli ai grattacieli, con altre che
invece preferiscono più parchi e verde pubblico, altre ancora che parlano del
sistema dei canali navigabili, in aggiunta a quelle che lamentano gli irrisolti
problemi di traffico e posteggi come prioritari. Abbiamo parlato con lo storico
dell'architettura Francesco Dal Co: allievo di Manfredo Tafuri, insegna allo
Iuav di Venezia, editor di "Casabella" e direttore editoriale di Electa
Architettura. Professor Dal Co, come si viene a capo di un dibattito che pare
essere del tutto appiattito sul "mi piace non mi piace"? Poiché in
Italia non si è fatto quasi nulla per 30 anni, siamo ora molto in ritardo
rispetto agli altri Paesi europei. I "Poteri Pubblici" non hanno
poteri; la burocrazia è inefficiente; i committenti sono provinciali; l'opinione
pubblica è disinformata. Come sorprendersi se ciascuno si sente autorizzato a
parlare in nome della propria ignoranza e forte della propria impotenza? Da
questa riduzione non deriva neppure un dibattito, ma semplici estemporanee
fabulazioni. Come estemporanee sono le decisioni delle Amministrazioni
pubbliche e dei committenti privati, entrambe governate dall'estemporaneità.
Per questa ragione l'Italia è un Paese sospeso; nel "Paese della
Politica", come lo definiva Parise, l'unico motore è la contingenza,
evidentemente l'opposto di qualsiasi idea di governo e di oculata
amministrazione del bene pubblico e, probabilmente, anche dei beni privati. Se
si parla poi di opere pubbliche e no o di intraprese urbanistiche, vi è poi un
fatto curioso tipicamente italiano oltre che sintomatologicamente milanese:
mentre ognuno dice la sua su progetti di là da venire nessuno si scandalizza
del fatto che le città (e Milano è un ottimo esempio) continuano a crescere nel
più perfetto disordine e nella più radicale mancanza di qualità. Per esempio,
come mai nessuno, mentre si perde molto tempo a disquisire di uno sciocco e
molto futuribile "grattacielo storto", spende una parola a proposito
di interi brani di città già costruiti nelle maniere più distorte? Forse perché
più degli attori in scena l'opinione pubblica soffre di una forma accentuata di
strabismo? Molti si angustiano per una torre da costruirsi in periferia, ma
nessuno si preoccupa per le distese di villette che hanno trasformato interi
territori in periferie prive di confini, distese di giardinetti presidiati da
pupazzi, nanetti e Biancanevi e occhiute telecamere... L'articolo integrale è
disponibile nell'edizione stampata de Il Giornale dell'Arte.
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Se stessi: stasera,
ore 21, s'alza il sipario sulla sanità piemontese. Aziendasinscena lo farà con
humour, ironia, ma partendo da storie vere. Tra il pubblico del teatro
Monterosa, in via Brandizzo 65, ci saranno dirigenti, primari, personale degli
ospedali e delle Asl. Il titolo dello spettacolo è "Ascoltatemi ... per
favore", in sei scenette si descrivono il crescendo del male e dei timori
di chi è alla ricerca di una cura. Tra gli esempi, il caso di una madre che ha rischiato
di perdere il bimbo, e la mamma si autointerpreterà. "Che dolore!":
nel primo quadretto le difficoltà che si incontrano nei meandri di centralini,
di comunicazioni telefoniche che si interrompono, che rimandano a una voce
registrata "si prega di "attendere in linea". "Che barba
questo telefono" tiene il palco per due sketch. La rappresentazione si
conclude con una parodia sulla riunione (o dis-unione) organizzativa: "Il
teatro d'impresa offre l'opportunità ai protagonisti delle attività di riflettere
sui propri comportamenti per migliorare se stessi e la struttura in cui
lavorano", spiega Patrizia Belluzzo, responsabile di Aziendainscena
(www.aziendainscena.it). Belluzzo, docente universitaria esperta in processi
formativi sui temi psico-sociali e manageriali, nel 2004, ha costituito questa
compagnia teatrale con attori, musicisti, cantanti, ma anche con psicologi e
consulenti del lavoro: "L'esperienza del teatro d'impresa è nata a
Montreal nel 1984, ad opera di Christian Poissonneau. Perchè è utile? Per la
maggior parte degli individui inseriti nelle organizzazioni può essere
difficile accettare osservazioni dirette sui propri comportamenti lavorativi,
per molti è un ostacolo comprendere l'impatto sui colleghi e collaboratori.
Portando l'azienda in scena gli interessati riescono a rivedere loro stessi e
le loro azioni da un nuovo punto di vista, quello degli altri, superando le
resistenze legate ai rapporti personali. Così si possono rielaborare, con
maggior distacco, atteggiamenti e comportamenti". Con battute e caricature
dei personaggi, si sdrammatizza il contesto, ma chi deve capire capisce.
Nell'autunno scorso, al Lingotto, in occasione della Fiera della Pari
Opportunità, Aziendainscena - per conto dell'Api - ha raccontato le difficoltà
di 12 donne manager: impegni domestici, "ruoli"
di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi
tra la burocrazia e le
banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità.
Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure
via email a teatro@teatromonterosa.it.
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
AL MONTEROSA SEI
SKETCH DI AZIENDAINSCENA Gli autori: "Utile al personale di Asl e ospedali
rivedere i comportamenti" La (mala)sanità a teatro Il paziente diventa
attore [FIRMA]LUCIANO BORGHESAN I pazienti diventano attori, anche gli
operatori socio-sanitari recitano se stessi: stasera, ore 21, s'alza il sipario
sulla sanità piemontese. Aziendasinscena lo farà con humour, ironia, ma
partendo da storie vere. Tra il pubblico del teatro Monterosa, in via Brandizzo
65, ci saranno dirigenti, primari, personale degli ospedali e delle Asl. Il
titolo dello spettacolo è "Ascoltatemi ... per favore", in sei
scenette si descrivono il crescendo del male e dei timori di chi è alla ricerca
di una cura. Tra gli esempi, il caso di una madre che ha rischiato di perdere
il bimbo, e la mamma si autointerpreterà. "Che dolore!": nel primo
quadretto le difficoltà che si incontrano nei meandri di centralini, di
comunicazioni telefoniche che si interrompono, che rimandano a una voce
registrata "si prega di "attendere in linea". "Che barba
questo telefono" tiene il palco per due sketch. La rappresentazione si
conclude con una parodia sulla riunione (o dis-unione) organizzativa: "Il
teatro d'impresa offre l'opportunità ai protagonisti delle attività di
riflettere sui propri comportamenti per migliorare se stessi e la struttura in
cui lavorano", spiega Patrizia Belluzzo, responsabile di Aziendainscena
(www.aziendainscena.it). Belluzzo, docente universitaria esperta in processi
formativi sui temi psico-sociali e manageriali, nel 2004, ha costituito questa
compagnia teatrale con attori, musicisti, cantanti, ma anche con psicologi e
consulenti del lavoro: "L'esperienza del teatro d'impresa è nata a
Montreal nel 1984, ad opera di Christian Poissonneau. Perchè è utile? Per la
maggior parte degli individui inseriti nelle organizzazioni può essere
difficile accettare osservazioni dirette sui propri comportamenti lavorativi,
per molti è un ostacolo comprendere l'impatto sui colleghi e collaboratori.
Portando l'azienda in scena gli interessati riescono a rivedere loro stessi e
le loro azioni da un nuovo punto di vista, quello degli altri, superando le
resistenze legate ai rapporti personali. Così si possono rielaborare, con
maggior distacco, atteggiamenti e comportamenti". Con battute e caricature
dei personaggi, si sdrammatizza il contesto, ma chi deve capire capisce.
Nell'autunno scorso, al Lingotto, in occasione della Fiera della Pari
Opportunità, Aziendainscena - per conto dell'Api - ha raccontato le difficoltà
di 12 donne manager: impegni domestici, "ruoli"
di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi
tra la burocrazia e le
banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità.
Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure
via email a teatro@teatromonterosa.it.
( da "Quotidiano.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ancona | "Sullo
sviluppo rischia di buttare a mare milioni di euro, occorre valutare meglio la
qualità dei progetti" (Foto d'archivio) "La Regione Marche butterà a
mare milioni di euro se non farà un'adeguata selezione dei progetti per
aumentare la competitività delle imprese giovani, le chiediamo di fare una
scelta di coraggio verso la discontinuità". L'appello viene dal Consiglio
regionale dei giovani imprenditori di Coldiretti Marche, dinanzi al rischio che
gli investimenti previsti dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale si indirizzino
verso vecchie logiche. "Il Piano prevede che tutte le imprese che vogliono
accedere agli investimenti elaborino un progetto, denominato 'business plan'
(piano aziendale), dove, in pratica, viene descritto il "sogno"
imprenditoriale - spiega il delegato di Coldiretti Giovani, Stefano Galli -.
Un'idea innovativa, prevista dalla normativa europea, grazie alla quale sarebbe
possibile selezionare gli investimenti davvero validi da quelli che non creano
ricchezza sul territorio, premiando la capacità di essere imprenditore. Al
contrario, se le scelte della Regione rimarranno quelle attuali, c'è il rischio
che le imprese debbano redigere documenti sostanzialmente inutili, con aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di semplificazione e
di sburocratizzazione, tarpando le ali alle reali esigenze delle aziende
giovani". In questo modo non si farà selezione ma si finirà per
distribuire i finanziamenti secondo logiche che rischiano di risultare
scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole e,
di conseguenza, per il territorio marchigiano. I giovani imprenditori di
Coldiretti Marche chiedono dunque di rivedere la valutazione del business plan,
mettendo in risalto l'importanza del valore aggiunto generato dal piano.
09/05/2008.
( da "Azione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del miele
venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi, Anacleto
De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure lui con
il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche dalla
concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché
scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi
dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg -
aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al
pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il
miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso.
Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende
direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si
produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema
serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno
vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto
che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre
invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o
radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una
spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini...
sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno".
AT.
( da "Provincia di Lecco, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'intervista / 1
massimo cannella fillea-cgil "Patente a punti per le imprese" lecco
"Il problema fondamentale per la sicurezza nei cantieri sta nel grande
numero di microimprese, quelle che nascono solo con una partita Iva e non fanno
il minimo investimento sulla sicurezza dei lavoratori". Massimo Cannella,
segretario provinciale della Fillea-Cgil, è certo che il primo fattore di
garanzia di sicurezza, unito a una consapevolezza culturale sull'argomento, è
la struttura aziendale: quanto più un'impresa è organizzata e articolata in
modo serio, tanto più ha interesse a investire sugli standard di sicurezza. Le
sanzioni servono? Non bastano, alle aziende dovremmo dare una patente a punti
che viene penalizzata dagli infortuni. E dovremmo anche sospendere gli effetti
della legge sull'indulto, che non fa entrare in carcere per pene inferiori a 3
anni. Per gravi e gravissimi infortuni la norma non dovrebbe valere. Il dato
nazionale dà un indice di insicurezza delle imprese edili italiane pari al 58%.
È un dato troppo alto per Lecco? No, secondo i dati del nostro ispettorato provinciale
del lavoro, il dato lecchese supera questo dato nazionale in quanto nei
cantieri visionati si è riscontrato circa l'80% di irregolarità di vario
genere. E alcune sono gravissime, come il ricorso molto frequente al lavoro
nero. Si sa che dove c'è lavoro nero non ci sono investimenti né formazione del
personale sulle norme che consentono di salvaguardare la propria sicurezza. Di
cosa si muore di più oggi sui cantieri? Il dato sconcertante che si continua a
morire, come cinquant'anni fa, soprattutto per cadute dall'alto. A Lecco sono
in aumento gli infortuni gravi e invalidanti Serve un grosso lavoro culturale
di base, con noi sindacati il sistema delle imprese lecchesi di settore (e ce
ne sono molte) sta facendo da tempo un importante lavoro per la sicurezza dei
lavoratori. Non è diventato comunque troppo facile dare il via a un'impresa
edile? Si, e rischiamo un passo indietro: se passa il
messaggio che la burocrazia
per le imprese è eccessiva e per aprire un'azienda basta un giorno allora poi
non possiamo aspettarci attenzione sulla sicurezza. E anche il mercato del
precariato peggiora la situazione, in quanto se un ragazzo diplomato pensa che
anziché andare incontro a una vita incerta apre una partita Iva e fa partire
un'attività edile, il suo primo pensiero non sarà per gli investimenti
utili a garantire sicurezza ai lavoratori. 09/05/2008.
( da "RomagnaOggi.it" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sei in
news/Emilia-Romagna, data 09.05.2008, orario 21:01. REGGIO EMILIA - Ue e nuove
sfide nelle parole dei consiglieri provinciali REGGIO EMILIA - Nell'ambito delle
celebrazioni per la Festa dell'Europa, fra i vari interventi delle autorità che
si sono susseguiti nella mattinata, anche quello della consigliera del Pd
Gloria Panizzi, a nome dei gruppi di maggioranza della Provincia, e del
capogruppo di An-Pdl Leopoldo Barbieri Manodori, a nome dei gruppi di
opposizione. La consigliera Gloria Panizzi: "Nell'ambito di processi
economici e sociali di grande portata, sarà sempre più importante lo sviluppo
di nuove relazioni fra Paesi e la creazione di nuovi rapporti". Infatti
"partecipare ai programmi europei significherà lavorare con qualità,
accettando di concorrere insieme ai partener, nel rispetto degli orientamenti
dell'Unione Europea". A questo proposito la consigliera Panizzi ha voluto
ricordare "l'importante ruolo da protagonista che la Provincia di Reggio
sta svolgendo in Europa. Attraverso il riconoscimento ufficiale di ruoli e
compiti l'ente, quindi Reggio nel suo insieme, si trova a svolgere un ruolo di
importante dimensione internazionale". "La nostra idea di Europa
passa anche attraverso la mediazione politico-culturale-nazionale - ha
affermato Leopoldo Barbieri Manodori - e credo che, in relazione al risultato
delle ultime elezioni politiche e della composizione del governo, ci sarà da
attendersi un nuovo protagonismo dell'Italia in Europa, proprio nella direzione
della costruzione di quell'Europa politica che sola può appassionare i popoli,
ciò che l'Europa della burocrazia non ha saputo fare". Inoltre "il futuro non pone
problemi giuridici da risolvere moltiplicando le regole - ha sottolineato
Barbieri Manodori, ma problemi politici". Secondo Barbieri Manodori poi
"l'Europa rischia di non sopravvivere se si ferma all'economia, ha bisogno
non solo integrazione orizzontale, quale quella perseguita finora, ma
anche di integrazione verticale, elevando a principio comune interessi e
valori".