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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (68)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

IL TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.

Su rotaia fino a Rovereto: conferma da Trento ( da "Trentino" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia gelosa dei suoi ritmi, la notizia che la provincia ha imboccato l'idea d'un doppio sistema di collegamento, su gomma e su rotaia, fra il Basso Sarca e l'asta dell'Adige in maniera tanto decisa da prevedere che entro la fine dell'anno corrente verrà avviato il procedimento di valutazione di impatto ambientale sul progetto di massima dei due sistemi di trasporto,

Vademecum per le pratiche edilizie ( da "Corriere delle Alpi" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: punta a evitare gli errori più frequenti e le principali cause di intoppi che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica dalla carenza di personale. "Il vademecum non è ancora operativo", dice Franco Frison presidente dell'ordine degli architetti, "dobbiamo fare le nostre valutazioni.

Grigliata liberain spiaggia a Loano:<Basta segnalarlo> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificare al massimo la burocrazia che, finora, ha complicato l'attività dei Bagni Marini - ha sottolineato il presidente Tassara -. L'aver previsto che le grigliate si possano fare senza dover richiedere l'autorizzazione dalla Guardia costiera, come era avvenuto fino ad oggi, renderà tutto più semplice e permetterà agli operatori di lavorare in maniera più rapida ed efficiente"

<Italia-Giappone,tre anni per ripartire> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assieme all'eccessiva burocrazia e alla difficoltà di ottenere e far ottenere visti d'ingresso, è difficile portare idee e capitali in Italia. "Entrano da ogni parte in questo Paese - denuncia Montezemolo - e poi quando proviamo a far arrivare un manager piuttosto che un cliente, questo resta a lungo in attesa".

Non apritequella portanel palazzodi Medicina ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quello che per la burocrazia e l'ufficio tecnico dell'Ateneo è assolutamente insuperabile. Che fare? Entrare, ovviamente. All'inizio viene da strofinarsi gli occhi, per essere sicuri di vederci bene. Èâ??bastato voltare l'angolo per finire in un altro mondo: sembra di essere in un palazzo appena bombardato.

Macché modulo: recidivo ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" dell'amministrazione della giustizia. L'avv. Canzona - salito alla ribalta della cronaca nel 2000 quando il Consiglio di Stato riconobbe la validità della sua laurea in giurisprudenza annullata in precedenza dal Tar perchè conseguita in tre anni quando il corso era di quattro - aveva sostenuto che il giovane era finito in carcere per un errore nella compilazione di un

Il comune aiuti l'imprenditoria ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa la burocrazia, i lacci e lacciuoli a cui gli imprenditori, nuovi e non, devono fare fronte. Per non parlare del rapporto, ostico da sempre in verità, con gli istituti di credito". Un rapporto che spesso scoraggia anzichè incentivare: "Per ottenere un finanziamento - spiega Carlo Loni - bisogna fronteggiare tanti impegni,

Niente Giochi per colpa della burocrazia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Niente Giochi per colpa della burocrazia" "La legge italiana è ingiusta, va cambiata". L'attaccante dell'Inter Mario Balotelli, 17 anni, torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età: nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "

Ma la burocrazia provoca ritardi ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia provoca ritardi" Il coordinatore Fele segnala le difficoltà operative ORGOSOLO. Ecco l'elenco delle ditte individuali o società ammesse al finanziamento. A Oliena: Franco Corrias, Loredana Foddai, Gi.Cu snc di Cuccureddu & Serra, Antonello Mereu, Lucia Moro, Panificio Il Forno, Francesco Puligheddu e Antonella Porcu.

In spiaggia col cane: ecco dove si potrà se sarà firmata l'ordinanza comunale ( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sembra semplice, ma alla burocrazia - si sa - non si sfugge neppure se si tratta di un tuffo con scodinzolio. Sulle spiagge cittadine, per specifica ordinanza comunale (la materia è di competenza dell'ufficio della dottoressa Maria Lida Iascone) è vietato portare animali.

Abile lavoro di tessitura per centrare il bersaglio ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, le macerie, le negligenze dell'uomo. Una guerra condotta a colpi di piccone e di badile, una guerra che non fa vittime ma aiuta la gente a ritrovare speranza e fiducia nella vita. Per l'adunata ai piedi del Grappa ha speso energie, tempo, amicizie, dedicandosi totalmente al progetto che due anni fa è riuscito a far approvare dall'

FACCIO parte di un gruppo emergente di danza mediorientale di nome ReBelly, è da 3 anni che pra ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sembra un tipico caso di burocrazia italiana, faccio presente il fatto che non solo abbiamo già partecipato a questo evento, ma il tema di quest'anno sarà "Il Corpo e la Danza", quale migliore tema per un gruppo di danza del ventre? Senza considerare poi che possiamo rappresentare anche quella multiculturalità che ormai caratterizza la nostra città.

Caro Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non è tanto una forma d' ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché la battaglia contro la burocrazia, è persa in partenza. Dunque riuscirà forse la musica a sopravvivere nelle spire mortali della piovra burocratica? Riusciranno i gruppi a suonare (chiaramente gratis!) in qualche posto di questa città? Potremmo continuare ad avere fiducia in tali manifestazioni ed in chi o nelle modalità in cui sono svolte?

<Un palasport ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: seguendo così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila,

Di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notori ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: seguendo così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila,

Ballaman: più sicurezza con la lega, ma senza chiudere i nostri confini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il consiglio deve impegnarsi a combattere i costi della burocrazia che sono molto più elevati e pericolosi. I costi fissi rischiano di uccidere le piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto economico della nostra regione. In questo senso dobbiamo lavorare". Lei è di Pordenone dove la Lega ha ottenuto risultati molto simili a quelli del Veneto.

Più investimenti: aziende a caccia di fondi e risorse ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia e dei servizi e la difficoltà legate a reperire, sul mercato del lavoro, le risorse umane e finanziarie necessarie alla crescita dell'azienda. PROBLEMI ORMAI cronici, ricordati con forza dal presidente uscente degli industriali italiani, Luca di Montezemolo, nel corso della sua visita a Ferrara.

Valorizzerò la mia terra ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare con attenzione.

Brunetta: Meno burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al macero scartoffie e burocrazia cartacea e sostituzione con rapporti amichevoli di tipo informatico", ribadisce sicuro di sè. Ovvero, meno burocrazia e meno cartacce in giro a favore di una tecnologia facilmente accessibile e rapida. Intanto ieri il neo ministro Renato Brunetta ha ricevuto il suo primo "incarico" da parte del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

Zaia: valorizzeremo veneto e agricoltura ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare con attenzione.

Finalmente il veneto conta qualcosa ( da "Nuova Venezia, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, oltre che una decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, inviamo le più vive congratulazioni per la sua nomina e fin ribadiamo la nostra più convinta collaborazione per uno sviluppo equilibrato e duraturo dell'agricoltura italiana che oggi vive una fase di grande difficoltà e con i redditi dei produttori

Industriali sorpassati, ma non è crisi ( da "Provincia Pavese, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: azienda I notai ricchi specchio della burocrazia" VIGEVANO. I notai che scalzano gli imprenditori dai primi posti della classifica dei redditi è un segno dei tempi. "Ma non necessariamente il segno di un'industria ormai avviata al declino e senza più slanci di vitalità", dicono gli imprenditori difendendo il ruolo di fattore dinamico della fabbrica nell'economia cittadina.

Inter, nervosismo da battere ( da "Provincia Pavese, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo di battere il Siena e conquistare lo scudetto numero sedici della storia nerazzurra, solo così la tensione lascerà spazio alla gioia e resterà solo un brutto ricordo. Balotelli, intanto torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età e di partecipare quindi alle Olimpiadi con la maglia azzurra.

Balotelli: legge ingiusta, niente Olimpiadi ( da "Giornale di Brescia" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età. Parlando con il quotidiano di Toronto "Il Corriere Canadese", in un'intervista ripresa dall'Ansa, l'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B"

La burocrazia da Weber a Wittgenstein ( da "AltaLex" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 2008 Stampa La burocrazia da Weber a Wittgenstain di Sergio Sabetta Le nuove aperture mentali permettono di lasciare emergere ciò che da sempre esiste ma non si poteva vedere. Per Weber la "legittimità" è alla base dei sistemi di autorità ed è connessa a cinque tipi di credenze legate tra loro: che vi sia un codice legale determinato e a cui tutti i membri dell'

Le imprese: giudicheremo dai singoli fatti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problematica del trattamento fiscale delle imprese alla burocrazia, dalle infrastrutture ai costi strutturali "non è facile fare l'imprenditore in Italia": il governo è atteso alla prova dei fatti. Sul tema della contrattazione, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei si è riservato di esprimere un giudizio sulla raggiunta unità sindacale dopo un esame più approfondito:

La fase due ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre tasse e burocrazia, rafforzare le infrastrutture materiali ma soprattuttoimmateriali e iniettare un po' di concorrenza in più può sembrare fin troppo facile, ma non è certamente demodé. Dopo aver animato la campagna elettorale, la Bibbia di Tremonti è chiamata alla più ardua delle prove: orientare l'azione di governo verso obiettivi di successo non per una parte sola ma per l'

In Giappone spazi di crescita ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA ITALIANA Dal 19 maggio le procedure di nulla-osta per lavoro saranno informatizzate per le figure professionali di alto profilo AUTOMOBILI E LUSSO Ferrari apre una rete commerciale e conta di vendere 500 auto nel 2009 nonostante il carico fiscale elevato.

Le spese sociali resistono ai risparmi dei Comuni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove la spesa del personale cresce più rapidamente (+3,7%) e aumentano il loro peso le uscite per lo sviluppo economico, l'ambiente e il trasporto. Nella "burocrazia" se ne va il 27,3% delle uscite, mentre alla gestione del territorio è dedicato il 21,6% (contro il 23,4% del 2005). gianni.trovati@ilsole24ore.com.

Il pm contabile: <Consulenti superpagati Il sindaco risarcisca 7 milioni di euro> ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Sindaco e giunta si sono difesi presentando delle memorie nelle quali hanno sostenuto che il ricorso agli esterni era dovuto alla mancanza di professionalità interne, alla necessità di un "rapporto fiduciario " tra dirigenti e politica e che comunque tutto "ricade nella sfera delle scelte discrezionali dell'

Un'alleanza per la sicurezza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componentidel mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro.

Circo ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché la trafila per richiederli deve passare attraverso gli uffici della Provincia e si perde inesorabilmente nelle lentezze della burocrazia. (Info:www.scuolaromanadicirco. net). Lauretta Colonnelli Volando sul trapezio Oltre 200 gli iscritti, tra professionisti e amatori, imparano a giocolare o a volare sul trapezio con insegnanti arrivati da tutta Europa.

Un triangolo oggi per non pochi versi vizioso, che spetta non solo e non tanto al legislator ( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella "

Legge ingiusta per me niente Olimpiadi ( da "Tempo, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il 17enne attaccante dell'Inter Mario Balotelli torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età. L'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B".

Giustizia il professore ammette gli sms erotici con la tredicenne ( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di fronte a un personaggio che sfugge burocrazia e regole, ma una cosa è certa: è amato dai familiari dei suoi piccoli pazienti che già ieri lo hanno accolto a casa, al ritorno dal lungo interrogatorio durato quattro ore, con una fiaccolata di solidarietà e che da tutta Italia hanno telefonato ai legali dichiarandosi pronti a venire a Palermo per testimoniare a favore del medico.

OVVIAMENTE, come ad ogni cambio di Governo, specie alla luce dello spoils system all'italia ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella "

Meno burocrazia nelle dogane ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Meno burocrazia nelle dogane" R.d.F. dagli agenti. è importante che venga creato un ufficio unico per consentire alle dogane di lavorare insieme a presidi quali quello della sanità marittima. In questo modo si eviterebbero molte lungaggini burocratiche.

Fabbriche udinesi a rischio stop ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ambientale comporta anche dei costi, relativi a tasse, consulenze, certificazioni, perizie, monitoraggi, sanzioni, spese legali e personale dedicato. Un'analisi per definire l'inquinamento o meno di un terreno può andare dai 200 ai 1000 euro;

La burocrazia in azienda è il nemico dell'enologo ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si è chiuso a Venezia il congresso nazionale di categoria La burocrazia in azienda è il nemico dell'enologo è in aumento il numero di donne nella professione A CURA DI Valeria Zanetti Meno burocrazia in azienda e più concertazione nelle iniziative finalizzate alla promozione e commercializzazione dei vini a Nord-Est.

Comuni insieme per un unico grande parco produttivo ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia snella ed efficiente sarà a vantaggio dei comuni interessati a far parte della società, nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti. Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana, lo ha definito un progetto ad ampio respiro, capace di incrementare notevolmente l'economia di tutta la Bassa Padovana e di migliorare la viabilità,

Musile Tanzi: Salso deve aderire alla <Carta di Parma> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per i controlli sulla residenza e la regolamentazione dei flussi immigratori sul reale fabbisogno locale ". Musile Tanzi fa notare poi come l'iniziativa "risulti priva di ogni strumentalizzazione ideologica, essendo i sindaci firmatari appartenenti a schieramenti che trasversalmente coprono tutto l'arco costituzionale.

Ora aspettiamo i miracoli ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più snella e veloce, vendita di tutte le attività pubbliche passive, tagli notevoli al settore pubblico, delinquenza zero, disoccupazione zero, clandestini zero, non più indulti, nuove carceri, numero dei politici dimezzato, gli stipendi dei politici dimezzati, non più finanziamenti ai giornali di partito e altri giornali,

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Portogruaro in c1? lignano candida lo stadio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma siccome lo stadio è gestito dal comune stesso i propositi per realizzare una tribuna più ampia si scontrerebbero con la burocrazia. Tra l'assegnazione di un bando e la realizzazione di una nuova tribuna ospiti più ampia (da oltre 2500 posti che si sommerebbero ai 2000 della tribuna centrale del Mecchia di Porrtogruaro) passerebbero almeno due mesi, per essere ottimisti.

Stampa estera: Governo Berlusconi nato con "velocità accecante" ( da "Velino.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di snellire le leggi e la burocrazia”) ricorda che la scorsa settimana Saif El Islam, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, aveva messo in guardia sul rischio di “catastrofiche ripercussioni” nelle relazioni bilaterali tra Italia e Libia se a Calderoli fosse stato conferito un incarico nel nuovo governo.

Protagonisti: Janna Bullock ( da "Stile.it" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aspra lotta con la burocrazia locale, vinta a suon di milioni, rende pubblico il suo desiderio di contribuire all'economia di sviluppo dell'ex-Unione Sovietica. Intanto, nella patria adottiva, è riconosciuta mecenate d'artisti da ogni dove e si conquista la nomina di membro del comitato direttivo del Museo Guggenheim, entrando così nell'elite culturale newyorkese.

La falsa ereditiera condannata per truffa ( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostacoli della burocrazia, sempre pronta a provocare ritardi, lungaggini, errori. Vicenda che risale al 2006 e a far scattare le manette la Guardia di Finanza che aveva scoperto una truffa immobiliare tra Senigallia, Fano e Pesaro. Ben 12 i capi di imputazione per altrettante vittime cadute nella rete di colei che nelle aule di giustizia viene identificata come falsa ereditiera.

La Ue dichiara guerra alla burocrazia ( da "Corriere Economia Online" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L 'Ue contro la burocrazia. Entro il 2012 si ridurranno del 25% gli oneri amministrativi, non saranno più richieste traduzioni ufficiali per l'apertura di filiali all'estero e si potrà optare per dichiarazioni sul fatturato semplificate.

Stazione marittima, sparisce l'incompiuta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diventato col tempo un vero e proprio simbolo dell'incuria e delle lungaggini della burocrazia, in una struttura moderna e confortevole. L'avvio dell'intervento di sistemazione della storica incompiuta tortoliese segna lo spartiacque tra un recente passato, fatto di degrado delle banchine, ed un futuro che appare decisamente più roseo.

Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto ( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli altri deviano i fiumi per ampliare i porti e noi affoghiamo nella burocrazia. Ci si è gongolati troppo nell'idea di Genova primo porto del Mediterraneo. Ma il vero problema sono i tempi che occorrono nel reagire alla globalizzazione. Si parla troppo e si fa poco, troppo poco e spesso male. Qual è oggi la formula per governare un sistema complesso come un porto?

NUCLEARE: GATTA, SCELTA DI BUON SENSO SU CUI PESANO FALSI PROBLEMI ( da "Asca" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sta nel rapporto con la burocrazia e con il territorio. ''Anche se riuscissimo un domani ad adottare una scelta bipartisan in materia di politica energetica e quindi di ritorno al nucleare - dice - resterebbe il problema di accettazione a livello locale di questa decisione: in altre parole l'effetto nimby (not in my backyard,

AMEDEO PICARIELLO SANITà VICINA AL COLLASSO: IL RISCHIO è CHE LE LISTE D'ATTESA - GI ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: paradossi della burocrazia e della politica - più un'azienda sanitaria è virtuosa, più finisce nella maglie dei vincoli di spesa. Ed è il caso del nosocomio cittadino. "La sanità non si può fare - dice sempre il primario di Urologia del Moscati - con i bilanci alla mano, utilizzando esclusivamente la cieca logica dei numeri".

BRUNETTA: MENO BUROCRAZIA A CASA GLI STATALI FANNULLONI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non bisognerà anche fare qualcosa per ridurre la montagna di carta e documenti "Si, manderemo al macero le scartoffie e tutta la burocrazia cartacea. Introducendo non una nuova burocrazia ma rapporti amichevole fra lo stato e i suoi cittadini. Utilizzando gli strumenti dell'elettronica e dell'informatica". Premierete i dipendenti pubblici che lavorano? "Assolutamente sì.

IL RISO AMARO NELLA VALIGIA DI TARTAGLIA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i due non sono sposati e come coppia di fatto incappano nelle difficoltà della burocrazia; sono anche una coppia in crisi, lui un acquiescente bonaccione, lei presa dalle lusinghe del consumismo, con il miraggio dei centri commerciali. La pièce, naturalmente, ha una sua tenuta comica, con una esilarante sorella vedova e bizzoca (Schiano), un camorrista dai modi spicci (Procopio),

LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: McCarthy: "L'unica cosa che ci salva dalla burocrazia è l'inefficienza. Una burocrazia efficiente è la minaccia più grave alla libertà". Quell'impiegata è stata efficiente e ha applicato il regolamento. Che importa se data di nascita, residenza, foto sono le stesse e quindi è esclusa la possibilità di errore?

Tre chilometri di coda per visitare il nuovo outlet ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia tentacolare tanto che l'insediamento è stato completato in tempi da record: 18 mesi appena.Lo stesso sindaco di Aiello, Renato Nuovo, ha sottolineato come l'impresa si chiuda con reciproca soddisfazione delle parti chiamate in causa e ha evidenziato come si garantiscano alti livelli occupazionali nel momento in cui si vanno registrando preoccupanti segnali critici.

Dal giorno di Piazza Fontana, 12 ( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spesso maltrattati dalla burocrazia, talvolta nemmeno protetti da morti come non lo erano stati da vivi. Per qualcuno di loro la pensione è una miseria, lo Stato si è messo a discutere se erano caduti sul lavoro o per il lavoro. Distinzione sottilissima attraverso la quale passa una pensione dignitosa o una da fame per vedove e orfani.

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: arrugginiti delle nostre burocrazie.Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera casa di vetro. In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella casa.

Edilizia, un Vademecum renderà più snelle le pratiche per costruire ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica carenza di personale. Una carenza che non può essere lenita per i noti limiti di legge. Amministrazione ed ordini professionali hanno quindi deciso di collaborare per giungere a una semplificazione delle procedure che agevolerà uffici,

Un telefono svela la polverosa burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una commedia di Andrea Camilleri Un telefono svela la polverosa burocrazia Eccellenti protagonisti Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina LA CONCESSIONE DEL TELEFONO di Andrea Camilleri, con Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci, Pippo Patavina, Marcello Perracchio e con Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angelo Tosto, Franz Cantalupo,

Oltre l'Expo 2015: il dibattito architettonico di Milano ( da "Il Giornale dell'arte.com" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia è inefficiente; i committenti sono provinciali; l'opinione pubblica è disinformata. Come sorprendersi se ciascuno si sente autorizzato a parlare in nome della propria ignoranza e forte della propria impotenza? Da questa riduzione non deriva neppure un dibattito, ma semplici estemporanee fabulazioni.

[FIRMA]LUCIANO BORGHESAN I pazienti diventano attori, anche gli operatori socio-sanitari recitano ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "ruoli" di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi tra la burocrazia e le banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità. Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure via email a teatro@teatromonterosa.it.

La (mala)sanità a teatro Il paziente diventa attore ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "ruoli" di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi tra la burocrazia e le banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità. Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure via email a teatro@teatromonterosa.it.

Giovani imprenditori Coldiretti, appello alla Regione ( da "Quotidiano.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di semplificazione e di sburocratizzazione, tarpando le ali alle reali esigenze delle aziende giovani". In questo modo non si farà selezione ma si finirà per distribuire i finanziamenti secondo logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole e,

CONCORRENZA E... VELENI ( da "Azione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api.

<Patente a punti per le imprese> ( da "Provincia di Lecco, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se passa il messaggio che la burocrazia per le imprese è eccessiva e per aprire un'azienda basta un giorno allora poi non possiamo aspettarci attenzione sulla sicurezza. E anche il mercato del precariato peggiora la situazione, in quanto se un ragazzo diplomato pensa che anziché andare incontro a una vita incerta apre una partita Iva e fa partire un'

REGGIO EMILIA - Ue e nuove sfide nelle parole dei consiglieri provinciali ( da "RomagnaOggi.it" del 09-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa della burocrazia non ha saputo fare". Inoltre "il futuro non pone problemi giuridici da risolvere moltiplicando le regole - ha sottolineato Barbieri Manodori, ma problemi politici". Secondo Barbieri Manodori poi "l'Europa rischia di non sopravvivere se si ferma all'economia, ha bisogno non solo integrazione orizzontale,


Articoli

IL TICKET PER LA VENDEMMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel 2008, in quanto esclusi dalla normativa sui ticket vendemmia 2008. Consulente Coldiretti Treviso.

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Su rotaia fino a Rovereto: conferma da Trento (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Cesare Guardini Su rotaia fino a Rovereto: conferma da Trento Entro dicembre 2008 alla Via il doppio progetto, tunnel lunghissimo e treno L'assessore Gilmozzi ed il dirigente ingegner De Col hanno ribadito al consigliere Parolari la volontà politica di ripristinare in tempi e modi ancor tutti da precisare una metropolitana di superficie RIVA. A sorpresa, ma non troppo, sguscia dalle nebbie d'una burocrazia gelosa dei suoi ritmi, la notizia che la provincia ha imboccato l'idea d'un doppio sistema di collegamento, su gomma e su rotaia, fra il Basso Sarca e l'asta dell'Adige in maniera tanto decisa da prevedere che entro la fine dell'anno corrente verrà avviato il procedimento di valutazione di impatto ambientale sul progetto di massima dei due sistemi di trasporto, ritenuti sinergici uno all'altro. La notizia segue due interventi -un'interpellanza al sindaco Molinari di Carlo Modena, consigliere comunale a Riva, ed una richiesta di Claudio Nodari, presidente del comitato torbolano a Giuseppe Parolari, consigliere provinciale- che cercavano di scuotere il silenzio tombale seguito all'incontro pubblico del novembre 2007 in cui il presidente Dellai aveva assunto l'impegno di arrivare ad un preliminare da sottoporre alla valutazione d'impatto ambientale entro quest'anno. Parolari, rispondendo a Nodari, conferma a seguito di un incontro con l'ingegner De Col e con l'assessore Gilmozzi (che ha ereditato da Grisenti la competenza sui lavori pubblici) che i tecnici sono all'opera "per arrivare entro fine anno, come promesso, a presentare il progetto per la VIA, con l'analisi congiunta sia della soluzione stradale che di quella su rotaia. Le due soluzioni non saranno poste in laternativa, ma saranno complementari, nel senso che verranno sottoposte congiuntamento all'approvazione della valutazuione di impatto ambientale: la valutazione non sarà quindi se fare l'una o l'altra, semmai come farle meglio entrambe, in modo sinergico; quale fare prima e quale dopo, che priorità assegnare a seconda anche dei costi. La volontà politica quindi è di realizzarle entrambe, nei tempi compatibili con i finanziamenti". A parte la conclamata "volontà politica" l'unica altra cosa certa è che si farà il tunnel lunghissimo: dalla curva in fondo alla retta di Loppio alla piana del Linfano. Tutto il resto dipende dalle scelte progettuali in itinere: a cominciare dal tracciato che non viene nemmeno riportato nella cartografia del Pup attualmente in approvazione in consiglio provinciale; se la ferrovia avrà una sede propria o condividerà, come un tram cittadino, quella stradale; se l'uscita è prevista subito a nord della Madonna delle Vittorie come nella prima proposta trasmessa dalla provincia o alla fine della zona industriale come richiesto dai residenti; quale sia, in questa seconda eventualità, la sorte della circonvallazione di Torbole che fallirebbe la sua funzione di drenare traffico dal centro se costringesse chi la imbocca a salire fino al Cretaccio per tornare poi indietro. Metroland -il sistema di metropolitane di superficie che dovrebbero arrivare fino a Tione- procede.

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Vademecum per le pratiche edilizie (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ORDINI PROFESSIONALI Vademecum per le pratiche edilizie Presentato dall'assessore Gamba ai professionisti per la valutazione BELLUNO. Incontro ieri a palazzo Rosso tra l'amministrazione comunale e i rappresentanti degli ordini e dei collegi professionali sul tema delle pratiche urbanistiche ed edilizie. Al tavolo l'assessore Paolo Gamba con i tecnici comunali, e i rappresentanti di architetti, geometri, periti industriali e costruttori. Dall'incontro è emersa in particolare la volontà di tutti i partecipanti di collaborare alla ricerca di una soluzione concreta alle difficoltà in cui incappano i cittadini, garantendo loro risposte efficaci e, soprattutto, veloci. Ed è con questo obiettivo di miglioramento del servizio che i tecnici comunali hanno approntato un "Vademecum per la redazione delle pratiche di istanza di rilascio di permesso di costruire e delle denuncie di inizio attività e relative varianti rivolto ai professionisti". Uno strumento che punta a evitare gli errori più frequenti e le principali cause di intoppi che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica dalla carenza di personale. "Il vademecum non è ancora operativo", dice Franco Frison presidente dell'ordine degli architetti, "dobbiamo fare le nostre valutazioni. Resta però uno scoglio da superare quello delle tariffe della Dia aumentate da palazzo Rosso". Amministrazione ed ordini professionali hanno quindi deciso di collaborare per giungere a una semplificazione delle procedure. Con queste premesse i partecipanti all'incontro hanno già concordato di ritrovarsi il mese prossimo. "Sono convinto della necessità di giungere alla sburocratizzazione delle procedure", ha detto Gamba, "dando così la possibilità agli uffici comunali di ritrovare il ruolo che è loro proprio: quello di controllori preposti a vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori. Verrebbe così meno la richiesta ai tecnici comunali di fornire continua assistenza su aspetti di competenza dei professionisti che saranno comunque agevolati dagli strumenti che il Comune ha messo on-line sul suo sito Internet. In questa direzione va anche la decisione di aumentare le tariffe delle Dia deliberata dal Consiglio Comunale, per evitare un uso indiscriminato di uno strumento che intasa gli uffici occupando buona parte del tempo dei tecnici comunali.

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Grigliata liberain spiaggia a Loano:<Basta segnalarlo> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grigliata liberain spiaggia a Loano:"Basta segnalarlo" ordinanza del comune Introdotto un tetto massimo: solo cinque al mese"Bisogna evitare di danneggiare altre categorie" DA QUEST'ANNO, basterà una semplice comunicazione alla Guardia costiera per organizzare le grigliate in spiaggia, per cui è stato stabilito il tetto massimo di cinque al mese, ma anche per iniziative d'intrattenimento sportive e d'animazione. Mentre per chi vorrà tenere aperto tutto l'anno proponendo l'attività elioterapica, anche nei mesi invernali, sarà sufficiente affiggere un cartello all'ingresso dello stabilimento. Sono queste le principali novità, contenute nell'ordinanza comunale delle spiagge, messa a punto dall'assessore al demanio Luigi Pignocca, dal presidente dell'associazione Bagni Marini Ino Tassara e dal comandante della Guardia costiera di Loano, Antonio Raffone. "L'obiettivo della nuova ordinanza è semplificare al massimo la burocrazia che, finora, ha complicato l'attività dei Bagni Marini - ha sottolineato il presidente Tassara -. L'aver previsto che le grigliate si possano fare senza dover richiedere l'autorizzazione dalla Guardia costiera, come era avvenuto fino ad oggi, renderà tutto più semplice e permetterà agli operatori di lavorare in maniera più rapida ed efficiente". È' stato però necessario fissare un tetto massimo per evitare di far diventare gli stabilimenti balneari, veri e propri ristoranti. "Credo infatti che sia giusto facilitare gli operatori nel poter offrire più servizi possibili alla propria clientela - ha sottolineato Tassara -. Ma è altrettanto giusto evitare che si vadano ad interessare settori che appartengono ad altre attività. Pertanto abbiamo ritenuto di dover regolamentare il numero delle grigliate. E cinque al mese, essendo iniziative limitate alla clientela dello stabilimento, sono più che sufficienti". Ma l'ordinanza va anche a regolamentare l'attività invernale di elioterapia, per cui non sarà più necessaria né l'autorizzazione né la comunicazione, ma la semplice esposizione del cartello di attività elioterapica all'ingresso dello stabilimento balneare. "In questo modo, si è voluto incentivare questo tipo di attività che già parecchi stabilimenti loanesi praticano mirata alla destagionalizzazione - ha sottolineato Tassara -. Un servizio in più che permette di godersi il mare ed il sole anche nelle altre stagioni". Ma il nuovo testo dell'ordinanza va oltre e prevede che anche gli stabilimenti balneari chiusi nella stagione invernale, possano lasciare qualche sdraio sulla spiaggia, gratuitamente, a disposizione di chi vuole prendere il sole. "E nella prossima settimana, inizieremo a lavorare con il comandante Raffone - ha aggiunto Tassara - per creare un piano per gli accessi invernali alle spiagge". "E nel nuovo piano - ha sottolineato Raffone - sarà anche previsto che si usino un certo tipo di recinzioni per separare uno stabilimento da un altro ma anche per recintare piante e attrezzature rimaste sulla spiaggia nella stagione invernale. In pratica, dovranno sparire reti e recinti che facevano sembrare alcune zone del litorale simili a gallinai". Silvia Andreetto 09/05/2008 ' 09/05/2008 facilitazioniper elioterapiaPer effettuare il servizio sarà sufficiente esporre un cartello all'ingresso Ino Tassarapresidente bagni marini Loano 09/05/2008.

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<Italia-Giappone,tre anni per ripartire> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Italia-Giappone,tre anni per ripartire" montezemolo al meeting di venezia Il presidente uscente di Confindustria: "Scambi in calo, ora puntiamo su università e sosteniamo le joint tra pmi" 09/05/2008 dal nostro inviato lorenzo cresci Venezia. Tre anni per dare la scossa decisiva. Perché"ho visto i dati sugli interscambi con il Giappone e così non va: l'Italia ha perso il 3% dall'export e l'un per cento di import". Il presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo arriva all'isola di San Servolo, a Venezia, al secondo giorno di lavori dell'Italy-Japan business group e cerca di tracciare la strada per le strategie future e le partnership tra i due Stati. La ricetta: "Tre anni per crescere, in altrettante direzioni: non solo nelle tre "effe" che caratterizzano il Made in Italy, food, fashion e forniture, ma anche in altri settori in cui il Paese è forte, a partire dall'elettronica. Quindi, capire perché ci sono pochi investimenti giapponesi nel nostro Paese e poi insistere sulla qualità delle università". Uno sforzo mirato verso la capacità di attrarre investitori è il punti nodale secondo il presidente di Fiat. Che invita il direttore generale di Finmeccanica, Giorgio Zappa ("persona pragmatica e capace, alla guida di un grande polo di qualità della tecnologia italiana che è un orgoglio nazionale"), nella veste di presidente dell'Italy-Japan, a far diventare quella dell'attrazione di investitori "l'attività fondamentale del gruppo fondato vent'anni fa da Umberto Agnelli" e favorire le "joint venture per le piccole medie imprese italiane con quelle nipponiche". Perché le pmi, fondamentali protagoniste del tessuto economico italiano così come di quello giapponese, hanno tre grandi asset, "il marchio, il know-how e il dinamismo imprenditoriale", ma hanno il problema di essere "troppo piccole per affrontare, da sole, l'avventura all'estero" e per questo hanno bisogno di essere accompagnate in questo percorso. C'è poi il tema dell'università, sempre analizzato dal presidente di Confindustria che, il 21, lascerà ufficialmente l'incarico a Emma Marcegaglia. L'obiettivo, allora, dev'essere quello di "mettere in cantiere forti collaborazioni, ma soprattutto mandare i nostri studenti in Giappone e portare qui i giapponesi, per un arricchimento delle reciproche conoscenze". Intanto che cosa può portare l'Italia in Oriente? I propri brand famosi in tutto il mondo. "Annunciamo oggi il varo di una rete di vendita diretta, in Giappone, della Ferrari, dopo trent'anni di esclusiva rappresentanza". Una mossa strategica per un obiettivo ambizioso: "Arrivare a vendere 500 Ferrari nel 2009, malgrado l'alto peso fiscale in entrata". Quelle tasse, insomma, che rappresentano in fondo uno dei primi motivi per cui, assieme all'eccessiva burocrazia e alla difficoltà di ottenere e far ottenere visti d'ingresso, è difficile portare idee e capitali in Italia. "Entrano da ogni parte in questo Paese - denuncia Montezemolo - e poi quando proviamo a far arrivare un manager piuttosto che un cliente, questo resta a lungo in attesa". Ostacoli burocratici denunciati anche da Yoshiharu Fukuhara, co-presidente giapponese dell'Italy-Japan, che sottolinea però gli sforzi "dei rispettivi governi per superarli". La presenza a Venezia del giovane viceministro dell'Economia giapponese Kenji Ogiwara, ex campione di sci, in questo senso è vissuta proprio come la testimonianza diretta del coinvolgimento non solo imprenditoriale, ma anche istituzionale. Che potrebbe non bastare. La volontà comune del gruppo di business è di istituzionalizzare questa joint venture, in fondo nata per impulso dei rispettivi ministeri, e far pressione sui governi per superare ogni barriera e ostacolo, come quelli che hanno fatto sì che servissero "dieci anni prima di poter esportare le arance rosse di Sicilia in Giappone", come osserva Umberto Vattani, presidente dell'Istituto per il commercio estero. E sarà proprio la struttura pubblica, unitamente all'omologo giapponese, il Jetro, a lanciare un'operazione che possa funzionare da stimolo: la creazione di un fondo misto di venture capital per sostenere le iniziative di collaborazione industriale e tecnologiche e alleanze strategiche fra imprese nei settori di punta: bio e nano tecnologie, Ict e meccanica avanzata. cresci@ilsecoloxix.it 09/05/2008.

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Non apritequella portanel palazzodi Medicina (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ATENEO DI GENOVA Nell'ex sede della Saiwa è stato ristrutturato solo il primo piano, poi sono finiti i soldi. Sopra è il regno di clochard e tossici Marco menduni e ferruccio sansa Genova. All'Università piovono gatti. Nel bel mezzo di una lezione capita che da un buco che si è aperto nel soffitto precipiti un felino. Non è una leggenda da Ateneo, di quelle che si tramandano di corso in corso e che ogni volta si ingigantiscono. No, è una storia vera. Verissima. E a lieto fine, perché il micio volante non ha ferito studenti e professori ed è poi stato adottato da una ragazza. Il teatro del "fattaccio"è l'ex Saiwa, in corso Gastaldi. Ma la fabbrica, oggi università di Medicina, nasconde un segreto molto più sorprendente. Nessuno, guardandola da fuori, potrebbe immaginare che cosa si cela all'interno del palazzo. Un mistero. Entriamo, quindi. E scopriamolo. Affacciandosi al cancello, l'ex Saiwa sembra il modello di un recupero riuscito. Molti si ricorderanno ancora l'odore dolce, tiepido di biscotto che aleggiava nell'aria passando qui davanti fino a vent'anni fa. Poi il vecchio palazzo color ocra fu abbandonato, fino, appunto, all'arrivo dell'Università. Furono aperti i cantieri, cominciarono i lavori (e le spese, ovviamente). Quindi ci fu l'inaugurazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti quelli che passano in auto davanti alla nuova facoltà: un prato piuttosto spelacchiato, non esattamente come quelli di Cambridge e Oxford, poi l'edificio perfettamente ristrutturato. O almeno così sembra, a giudicare dalla facciata ancora integra. Bello, rinfranca l'anima. Non è vero che in Italia i soldi pubblici vengono sempre spesi male, viene da dire. Poi entrando ecco che l'entusiasmo un pochino si affievolisce. L'ingresso è ampio, bianco e ancora abbastanza lindo. Ma i guai arrivano camminando per i corridoi, visitando le aule. E qui bisognerebbe dare un consiglio: prima di entrare indossate un casco, di quelli da cantiere. Gli studenti di Medicina ormai sono abituati. Con un occhio seguono la lezione, con l'altro tengono sotto controllo il soffitto: "Una volta è piombato giù un gatto. Ma non solo: il mese scorso è caduto un pannello del soffitto e mi ha mancato per un pelo", racconta Antonio, che spera di arrivare vivo alla fine del corso di laurea. I problemi vengono dal tetto, da quei pannelli che, pochi anni dopo la fine dei lavori, cadono a pezzi. Ma com'è possibile? Il palazzo è in perfetto stato... o almeno così sembra. Già, sembra. Il mistero, però, si nasconde sopra le nostre teste. Oltre i pannelli malfermi del soffitto. Oltre i buchi da cui filtra il buio. Che cosa si nasconde al secondo e al terzo piano del palazzo dell'ex Saiwa? "Non lo so. Non ci entra più nessuno. Èâ??roba da avere paura", sussurra qualcuno. E il cronista viene preso da un brivido, sembra di essere finiti in un film di Dario Argento. Nei corridoi dell'Ateneo circolano voci incontrollabili, si parla di presenze inquietanti al piano superiore. Ma come si fa per raggiungere l'antro inaccessibile? Il preside di Medicina uscente, Giacomo Deferrari (candidato alla poltrona di rettore), si mostra disponibile. Cerca di aiutare il cronista e il fotografo. Ma niente da fare: l'ufficio tecnico dell'Ateneo risponde che non è possibile. Troppo pericoloso. Servirebbero attrezzatura da cantiere e autorizzazioni di ogni genere. Poco manca che si richieda anche una bolla papale. Insomma, il senso è chiaro: meglio che rinunciate. E invece no, ormai è una sfida. Allora proviamo ad aggirare l'ostacolo passando dalla Coop che confina con l'università. Niente da fare. Riproviamo dall'ingresso principale, passiamo sotto il pergolato dove gli studenti ripetono le lezioni e si godono i primi spicchi di primavera e arriviamo fino al portone "ufficiale" dell'edificio. Una soffiata indica la direzione giusta: "Fate il giro dell'edificio, verso destra". Eseguiamo e ci troviamo davanti a un cancello cadente, quello che per la burocrazia e l'ufficio tecnico dell'Ateneo è assolutamente insuperabile. Che fare? Entrare, ovviamente. All'inizio viene da strofinarsi gli occhi, per essere sicuri di vederci bene. Èâ??bastato voltare l'angolo per finire in un altro mondo: sembra di essere in un palazzo appena bombardato. Intorno si vedono impalcature coperte di ruggine, mucchi di sporcizia, piccioni morti. Ma è soltanto l'inizio. Il peggio deve ancora arrivare, perché questo palazzo sembra il simbolo di certe vicende italiane: la facciata esposta al pubblico appare presentabile, ma appena voltato l'angolo è il degrado più totale. Èâ??il "lato B" dell'edificio dell'Università, dove il rumore dei passi rimbomba nel grande spazio deserto e la luce arriva soltanto vicino alle finestre, altrimenti è il buio totale, anche a mezzogiorno. Ecco le scale che portano ai piani superiori. Cadono a pezzi. Bastano due occhiate per accorgersi che questo è un luogo abitato, che qualcuno è appena passato. Gente che qui si è rifugiata perché non aveva altro posto dove andare. Oppure che non voleva farsi trovare, che desiderava sparire dal mondo. Persone che cercano di confondersi nell'ombra che riempie i corridoi abbandonati. Non riesci a vederle, trovi soltanto le loro tracce: vestiti, scarpe, materassi di barboni che sono venuti a dormire nei grandi spazi dove avrebbero dovuto esserci le aule. Ma almeno a qualcuno, viene da dire, queste stanze sono servite. Certo bisogna essere proprio disperati per entrare qui dentro di notte. Non arriva un filo di luce, cammini cercando di afferrare ogni minimo rumore, sapendo che da un momento all'altro potresti sbattere contro un altro uomo... che forse cerca rifugio come te o chissà che cosa. Eh sì, perché nell'ex Saiwa si viene anche per altre ragioni, magari quelle che riempivano le siringhe abbandonate su uno scaffale. Qualcuno ha portato quassù degli armadi e li ha abbandonati in mezzo alle stanze. Il contenuto, migliaia di fogli, è sparso sui pavimenti delle aule. Camminando nelle sale sembra di perlustrare il relitto di una nave: i vetri rotti, gli animali che si stanno impossessando dei luoghi, che entrano negli ascensori con le porte semiaperte e fanno il nido nei lucernai. Intanto il palazzo perde pezzi ad ogni pioggia, il tetto si squarcia. Di qui entra l'acqua che poi fa crollare il tetto in testa ai poveri studenti. Le gocce cadono da una fessura, una dopo l'altra, e sembra di vedere anche lo stillicidio del denaro cacciato al vento per mettere a posto la vecchia fabbrica: tra dieci anni sarà tutto da rifare. Quando si esce dall'ex Saiwa gli occhi per un attimo stentano ad abituarsi alla luce. Ma dopo pochi metri si ritorna nel mondo delle persone normali, nel "lato A", quello pulito. Ufficiale. Ma com'è possibile che quasi nessuno sappia (a parte gli studenti che da tempo si lamentano) e che nessuno faccia qualcosa? È possibile. E non è l'unico caso. Come risulta dagli atti ufficiali dell'Ateneo, nei palazzi dell'università di Genova ci sono spazi coperti non utilizzati per sei ettari (66.341 metri quadrati, per essere esatti), l'equivalente di sei campi di calcio. Ci sono i 9.000 metri quadrati dell'Hennebique, i 34.627 dell'Albergo dei Poveri, i 2.654 di palazzo Belimbau, i 2.293 dell'ex Magistero di corso Montegrappa (di cui il Secolo XIX ha già parlato). E c'è, appunto, lo sconcio dell'ex Saiwa: su 8.274 metri quadrati disponibili, ben 5.843 sono inutilizzati. Di più: c'è anche il vicinissimo palazzo dell'ex Saiwetta completamente abbandonato (e sono altri 3.166 metri quadrati). Leggendo la relazione del professor Andrea Buti, delegato all'edilizia per 11 anni, scopriamo che i due piani superiori dell'ex Saiwa poi comprata dall'Università potrebbero essere utilizzati per "il ben noto progetto redatto dagli uffici"e che consiste "nel trasferimento dei laboratori e la realizzazione dello stabulario (laboratorio con animali per la ricerca, ndr) del Dimes, dipartimento di medicina sperimentale. Il che consentirebbe all'Università di guadagnarci qualcosa, vendendo "la sede di via Benedetto XV 2 che "se posta sul mercato può valutarsi intorno al 1.500, 2.000 euro/mq". Il Dimes è ancora nella sua vecchia sede, i due piani superiori dell'ex Saiwa sono rimasti vuoti e l'Università non ci ha guadagnato niente. Il preside di Architettura (e uno dei delegati all'edilizia) Maria Benedetta Spadolini spiega: "Il patrimonio edilizio non è così facilmente vendibile e sulla Saiwa sono al vaglio altre ipotesi". E pensare che a poche centinaia di metri, c'è l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria della stessa Università. Laggiù per anni il professor Angelo Salami non ha avuto nemmeno un metro quadrato per sistemare la sedia rotatoria per l'esame del nistagmo. Un macchinario indispensabile per diagnosticare il tumore al cervello. La poltrona da centomila euro è ancora chiusa in una stanza, coperta di polvere. menduni@ilsecoloxix.it sansa@ilsecoloxix.it (ha collaborato Francesco Margiocco) 09/05/2008 piovono gattiNel bel mezzo di una lezione un felino è precipitato tra gli studenti 09/05/2008 come in un horrorGli studenti: "Ai livelli superiori non ci entra più nessuno. Èâ??roba da avere paura" 09/05/2008.

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Macché modulo: recidivo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari, il procuratore Mura e il giovane finito in cella "Macché modulo: recidivo" CAGLIARI. Non vi è stato alcun errore da parte dell'Ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Cagliari nel mandare in carcere un giovane di 19 anni, Maurizio Cogoni, condannato col rito per direttissima a 4 mesi di reclusione e 120 euro di multa per un furto in un supermercato. L'ha spiegato il Procuratore della Repubblica, Mauro Mura, dopo la diffusione mercoledì sera della notizia-denuncia da parte dell' avv. Giacinto Canzona che l'aveva descritta come caso di "mala burocrazia" dell'amministrazione della giustizia. L'avv. Canzona - salito alla ribalta della cronaca nel 2000 quando il Consiglio di Stato riconobbe la validità della sua laurea in giurisprudenza annullata in precedenza dal Tar perchè conseguita in tre anni quando il corso era di quattro - aveva sostenuto che il giovane era finito in carcere per un errore nella compilazione di un modulo al posto di un altro. Aveva, in sostanza, spiegato che anzichè il modello standard per i piccoli reati, che contiene unitamente all'ordine di carcerazione anche il provvedimento di sospensione, era stato utilizzato il modello per le pene superiori a tre anni. Una ricostruzione che l'Ufficio esecuzioni respinge completamente: il giovane è finito in carcere non per errori nell'uso o compilazioni di moduli, ma in quanto recidivo (art. 99 del Codice di Procedura penale). "Altro che errore burocratico - ha sottolineato una funzionaria dell'ufficio esecuzioni penali -. E' veramente sconcertante costruire una notizia completamente falsa nei suoi presupposti fattuali. Desta poi meraviglia sentir eccepire che si sarebbe dimenticato di presentare appello quando si tratta di un processo per direttissima".

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Il comune aiuti l'imprenditoria (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia in affanno: la proposta di Cna e Finsardegna "Il Comune aiuti l'imprenditoria" Un Fondo di garanzia nel bilancio per rendere agevole l'accesso al credito IGLESIAS. Perchè anche il Comune non deve svolgere un ruolo da protagonista sul fronte finanziario nell'agevolazione delle imprese che opernao nel rpoprio territorio? O meglio, adoperarsi per facilitare l'accesso al credito degli operatori attraverso uno strumento che permetta alle banche di dare fiducia a chi vuole intraprendere la via della piccola e media azienda o migliorare l'attività esistente. Con questo obiettivo, la Cna, Finsardegna e imprenditori propongono al Comune il Progetto "Fondo di Garanzia Comunale". Basterebbe un impegno di spesa in bilancio di cento milioni per consentire investimenti fino a tre milioni. Per il Comune è una strada percorribile? I rappresentanti degli imprenditori sperano ovviamente di sì. La proposta nasce da una radiografia della situazione territoriale, che Carlo Loni, il segretario provinciale della Cna, sintetizza così: "L'economia langue, il lavoro diminuisce, le tasse no. E fare investimenti al giorno d'oggi per avviare o potenziare e rinnovare un'attività è sempre più difficile. Troppa la burocrazia, i lacci e lacciuoli a cui gli imprenditori, nuovi e non, devono fare fronte. Per non parlare del rapporto, ostico da sempre in verità, con gli istituti di credito". Un rapporto che spesso scoraggia anzichè incentivare: "Per ottenere un finanziamento - spiega Carlo Loni - bisogna fronteggiare tanti impegni, spesso e volentieri personali. Sono le cosidette "garanzie" che le banche chiedono agli imprenditori che si rivolgono loro per effettuare l'investimento". Il problema diventa drammatico quando l'imprenditore non ha le garanzie. "Molto spesso un buon progetto, caratterizzato da realistiche previsioni di fattibilità, supportato da entusiasmo ma anche dal sacrificio personale dell'imprenditore non va in porto se l'impresa non offre sufficienti garanzie "reali" - analizza Loni -. In aiuto degli imprenditori intervengono i consorzi fidi, che garantiscono una parte dell'investimento nei confronti degli Istituti di credito, arrivando spesso a garantire fino al 60 % dell'importo richiesto. Ma se anche con questo ulteriore appoggio le garanzie non fossero sufficienti, allora si ferma tutto". Da qui la proposta di chiamare in campo l'amministrazione comunale, chiedendo di formare all'interno del proprio bilancio il cosidetto "fondo di garanzia Comunale a sostegno dello sviluppo locale". "Questo fondo - spiega il segretario della Cna - servirà per offrire alle Banche la restante parte delle garanzie richieste che non possono essere offerte dai consorzi fidi. Non sono quindi cifre che l'Amministrazione deve materialmente spendere, ma solo impegnare". Il meccanismo sarebbe questo: se il Comune garantisce l'investimento per il 50% e il Consorzio fidi per il restante 50% il progetto può andare avanti tranquillamente senza che l'imprenditore debba ipotecare i beni di famiglia o chiedere costosissime fideiussioni a destra e a manca. "Si parla naturalmente di progetti seri - puntualizza Carlo Loni -, supportati da altrettanto serie analisi di mercato e di fattibilità, affiancate dalla consulenza che associazioni di categoria, Consorzi fidi e consulenti potranno offrire agli imprenditori che intendano realizzarli". A beneficiare dell'intervento potranno essere tutte le attività imprenditoriali, artigianali o commerciali, "con un occhio di riguardo rivolto ovviamente ai giovani imprenditori". L'auspicio? "Ci auguriamo che l'amministrazione comunale sia sensibile - dice Carlo Loni -. Ciò costituirebbe una nuova spinta per l'imprenditoria locale, un volano a cui appoggiarsi per risollevare le sorti dell'economia locale".

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Niente Giochi per colpa della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO. L'ACCUSA DI MARIO BALOTELLI "Niente Giochi per colpa della burocrazia" "La legge italiana è ingiusta, va cambiata". L'attaccante dell'Inter Mario Balotelli, 17 anni, torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età: nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B". Diciotto anni ad agosto, Balotelli non potrà partecipare alle Olimpiadi di Pechino perchè per la legge non è ancora cittadino italiano: "Pur essendo nato qui, la legge non mi riconosce ancora la cittadinanza: un'ingiustizia, la legge andrebbe cambiata". Balotelli infatti è nato a Palermo il 12 agosto 1990 da genitori ghanesi, ma per l'ordinamento italiano, legato allo ius sanguinis, il ragazzo non ha potuto in questi anni diventare automaticamente cittadino italiano: "Mario si è sentito discriminato per il fatto di non essere riconosciuto cittadino italiano e di non poter avere nemmeno i documenti - afferma la mamma Silvia, che vive a Concesio -. Non poteva fare un viaggio fuori dall'Italia sia per motivi familiari (i fratelli Corrado e Giovanni e la sorella Cristina, giornalista di Radio 24, si trovano spesso all'estero), sia per impegni sportivi perchè non ha potuto partecipare ai tornei di calcio all'estero come i suoi compagni e ha dovuto rinunciare alla nazionale Under 15". Ora Balotelli non potrà partecipare alle Olimpiadi: Casiraghi non potrà convocarlo perchè ad agosto sarà ancora minorenne. "Anche in questo caso - continua la mamma - l'unico ostacolo è la cittadinanza che arriverà troppo tardi". Mario Balotelli però si considera italiano al 100 per cento, i suoi amici sono bresciani e ascoltandolo si riconosce perfino l'accento della nostra provincia. Il suo sogno, infatti, è quello di vincere il Mondiale in maglia azzurra.

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Ma la burocrazia provoca ritardi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro "Ma la burocrazia provoca ritardi" Il coordinatore Fele segnala le difficoltà operative ORGOSOLO. Ecco l'elenco delle ditte individuali o società ammesse al finanziamento. A Oliena: Franco Corrias, Loredana Foddai, Gi.Cu snc di Cuccureddu & Serra, Antonello Mereu, Lucia Moro, Panificio Il Forno, Francesco Puligheddu e Antonella Porcu. A Dorgali: Elia Sanna, Il Cormorano di Fancello, Consorzio Atlantikà, Consorzio cala e Luna Bookings ed Enza Loi. A Orgosolo: Autonoleggio Gian. E Assu. & C. e Sandalion Servizi turistici. Le iniziative vanno realizzate nei comuni della istituenda rete Natura 2000, meglio all'esterno dei confini di Sic e Zps. Vengono valorizzate le attività artigianali che rischiavano di scomparire e di non trovare ricambio generazionale, come la lavorazione artigianale del pane e delle pelli. Per ciascun progetto il massimale di spesa è di 250 mila euro. I punti di criticità li sottolinea il coordinatore del progetto Fele: "Alla Regione c'è un apparato burocratico lento. Ci dovrebbe essere un solo assessorato deputato all'espletamento delle pratiche. Invece la Programmazione mette a disposizione le risorse che sposta poi ai diversi assessorati. Nel nostro territorio avremmo voluto più cultura imprenditoriale e imprese sane e competitive così come chiede la Ue".(m.g.f.).

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In spiaggia col cane: ecco dove si potrà se sarà firmata l'ordinanza comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio In spiaggia col cane: ecco dove si potrà se sarà firmata l'ordinanza comunale Il pezzo di arenile da riservare è sulla Marina di Torre del Lago, all'altezza della sbarra. E c'è anche il regolamento VIAREGGIO. Quattrozampe e padroni della Perla della Versilia sembrano non trovare pace. Gli sgambatoi, sorti negli ultimi anni, hanno creato più polemiche che "fan", mentre il canile intercomunale è ancora solo un progetto sulla carta dopo i fasti annunciati del "Centro benessere uomo-animale". E ora tocca alla spiaggia sognata da chi ha per migliore amico un cane: una porzione di mare dove prendere il sole senza dover lasciare Fido a casa. Sembra semplice, ma alla burocrazia - si sa - non si sfugge neppure se si tratta di un tuffo con scodinzolio. Sulle spiagge cittadine, per specifica ordinanza comunale (la materia è di competenza dell'ufficio della dottoressa Maria Lida Iascone) è vietato portare animali. A meno che non si tratti di cani guida per non vedenti (previa specifica richiesta) e di quattrozampe con brevetto di addetti al salvamento. L'amministrazione comunale che ha lasciato il posto a Luca Lunardini e alla squadra che verrà, è arrivata a definire la porzione di spiaggia più adatta per viareggini e turisti (ci sono tantissimi richieste in questo senso) in compagnia di Fido. Si tratta di un pezzo di arenile all'altezza della sbarra sulla Marina di Torre del Lago. Nell'apposita conferenza dei servizi, intorno al tavolo con tutti gli enti coinvolti nella decisione, solo la Capitaneria di porto - spiegano in Comune - aveva dato parere contrario. Tutti gli altri si erano riservati di esprimersi al momento in cui il Comune avesse approntato un regolamento con le norme di comportamento e i criteri per l'utilizzo della spiaggia. Il regolamento è stato messo a punto, sul finire del mandato dell'assessore all'ambiente Anna Poletti, e gli enti interessati hanno dato - ricordano gli uffici comunali - il parere favorevole. Oggi, con la stagione estiva alle porte, per un tuffo nel blu in compagnia del migliore amico dell'uomo mancherebbe solo l'ordinanza comunale, in deroga - per l'area individuata - a quanto stabilito per il resto dell'arenile. Ordinanza la cui firma spetterebbe alla dottoressa Iascone. Al sindaco Lunardini gli amanti degli animali chiedono di sollecitare il provvedimento, che metterebbe la nostra città al passo con le migliori località turistiche d'Italia e non solo. Donatella Francesconi.

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Abile lavoro di tessitura per centrare il bersaglio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

BORTOLO BUSNARDO Abile lavoro di tessitura per centrare il bersaglio Un gentiluomo d'antico stampo, uomo vero. Di poche ma solide parole. Bortolo Busnardo è il "padre" dell'adunata bassanese. L'ha inseguita, corteggiata a lungo, lusingata e conquistata. Un lavoro enorme, fatto di pubbliche relazioni, incontri, programmi, durato anni. Intelligenza e tenacia gli hanno permesso di raggiungere l'obiettivo dopo che la candidatura aveva superato il difficile e severo esame dei vertici Ana. Quando, nel settembre di due anni fa, la Montegrappa ha avuto la conferma ufficiale, ricevendo l'investitura per l'organizzazione dell'81° raduno, gli alpini gli si sono stretti attorno in un ideale abbraccio. Se a Bassano le penne nere di tutto il mondo ritorneranno per sfilare lungo i viali più belli della città, lo si deve solo ed esclusivamente a lui. L'adunata non ha altri padri. Bortolo Busnardo è l'unico. Il vecchio alpino guarda avanti con occhio fiero. Passa sopra le meritate lodi. Bassano ce l'ha fatta, soprattutto grazie a lei... "Ci ritroveremo sul nostro amato Ponte, a sessant'anni dalla prima adunata bassanese coincisa con la ricostruzione dello storico manufatto dopo la distruzione causata dalla guerra, - sostiene Busnardo nell'estendere l'invito a tutti gli alpini - per rinnovare, con una stretta di mano, un patto generazionale per il consolidamento e la costruzione di ponti ideali di amicizia e solidarietà, capaci di resistere alle torbide brentane dell'egoismo e della malpolitica, e al progressivo degrado di quei comportamenti, principi e valori che hanno marcato il passo dei nostri padri". Su questi valori Bortolo Busnardo ha fondato tutta la vita, senza venir mai meno ai suoi principi ispiratori. Nato a Possgano, a due passi dalla casa di Antonio Canova, il 16 marzo di 75 anni fa e rimasto ben presto orfano di entrambi i genitori, s'applicò con tenacia negli studi conseguendo il diploma di geometra e iniziando la libera professione. Nel 1953 la chiamata alle armi. Frequentò la scuola Auc, dalla quali uscì con grado di sottotenente degli alpini. Prese servizio nel sesto reggimento a Brunico, compagnia mortai reggimentale. Due i richiami: nel 1961, nella compagnia mortai dell'ottavo reggimento alpino a Moggio Udinese; e nel 1966 ad Aosta dove maturò la promozione a capitano. Fresco di naja, nel 1955 si è iscritto al gruppo Ana di Casoni con funzioni prima di segretario e poi di capogruppo. Nel 1958 è entrato nel consiglio direttivo della sezione Monte Grappa. Con il collega Palaro, per anni responsabile dell'ufficio tecnico comunale di Bassano, ha progettato e diretto le prime opere per la realizzazione della sede. Ha progettato e diretto i lavori di sistemazione della sede dopo l'alluvione del '66. Ha organizzato e guidato, a livello sezionale, le operazioni a Magnano in Riviera nel 1976, subito dopo il tragico terremoto che sconvolse il Friuli. L'anno successivo ha guidato gli alpini a Venzone, sempre nel Friuli martoriato dal sisma. Ancora in prima linea a Muro Lucano nell'81, a Pescopagano nell'82, a Enego nell'83 in Valtellina nell'87. Con il vicepresidente Toni Marin ha guidato l'intervento in Albania e la campagna antidroga e l'intervento in Sicilia. Nel 1988 è stato eletto consigliere nazionale. Ha partecipato all'intervento in ARmenia con l'ospedale da campo dell'Ana. Ha progettato e coordinato assieme a due nipoti, i lavor di costruzione dell'asilo di Rossoch. Dal 1992 al 1994 è stato vicepresidente nazionale vicario. Ha costituito il gruppo sezionale di protezione civile. Dal 1957 è donatore di sangue; ha fondato il gruppo Aido di casoni. E stato vicepresidente della sezione Monte Grappa dal 1977 al 1984, anno in cui ha assunto la carica di presidente e che ha mantenuto sino a due anni fa quando ha passato il testimone a Carlo Bordignon. È comunque stato nominato presidente onorario. È sempre in prima linea per combattere, da vero alpino, la burocrazia, le macerie, le negligenze dell'uomo. Una guerra condotta a colpi di piccone e di badile, una guerra che non fa vittime ma aiuta la gente a ritrovare speranza e fiducia nella vita. Per l'adunata ai piedi del Grappa ha speso energie, tempo, amicizie, dedicandosi totalmente al progetto che due anni fa è riuscito a far approvare dall'Ana, centrando così uno storico obiettivo.

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FACCIO parte di un gruppo emergente di danza mediorientale di nome ReBelly, è da 3 anni che pra (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO LETTERE pag. 13 FACCIO parte di un gruppo emergente di danza mediorientale di nome ReBelly, è da 3 anni che pra... FACCIO parte di un gruppo emergente di danza mediorientale di nome ReBelly, è da 3 anni che pratico questa meravigliosa danza e oltre me il gruppo comprende altre 5 ballerine fisse e numerose altre meno esperte che hanno però voglia di praticarla insieme a noi. L'anno scorso abbiamo partecipato come artiste accreditate alla Notte Bianca di Reggio, in Piazza S. Domenico, all'interno del Circo del Fuoco. E' stata per noi un'esperienza molto bella e di altissimo valore formativo, che ci ha messo alla prova sia dal punto di vista artistico che organizzativo. Proprio per la soddisfazione che ci ha dato partecipare, rinforzata anche dai ringraziamenti personali del maestro Abbado, abbiamo ripresentato domanda quest'anno, con largo anticipo sulla data prevista (sto parlando di febbraio). A distanza di tre settimane dall'evento, non solo non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta sulla nostra eventuale partecipazione, ma siamo state rimandate di ufficio in ufficio, di nome in nome, senza mai avere risposte o notizie certe. (...) Oltre a questo, che sembra un tipico caso di burocrazia italiana, faccio presente il fatto che non solo abbiamo già partecipato a questo evento, ma il tema di quest'anno sarà "Il Corpo e la Danza", quale migliore tema per un gruppo di danza del ventre? Senza considerare poi che possiamo rappresentare anche quella multiculturalità che ormai caratterizza la nostra città. Non abbiamo inoltre chiesto alcun compenso, a noi basterebbe poterci esibire per la popolazione di Reggio, di cui facciamo parte e di cui vogliamo essere parte attiva. Speriamo che il punto stia nel fatto che ancora non è stato organizzato nulla, cosa che d'altronde sarebbe comunque negativa, per un Comune come Reggio e per un evento come la Notte Bianca. Giulia Manzini *** OSPITIAMO la sua lettera, augurandoci che serva affinché anche quest'anno siate coinvolti nella "Notte bianca". Credo sia importante che le iniziative cittadine riuscite, quelle che animano davvero la città ? purtroppo solo per alcune sere, ma è la natura di certe manifestazioni che non sono sicuramente risolutive ? siano vissute come patrimonio di tutti i reggiani, come occasione di partecipazione non solo passiva. Credo sia un bel messaggio per gli amministratori: i reggiani chiedono di essere protagonisti, non solo spettatori. Nella "Settimana europea della fotografia" abbiamo visto molte mostre realizzate da reggiani: segno che l'iniziativa comincia ad essere giudicata un patrimonio della comunità. La "Notte bianca", a maggior ragione, è una festa: dove le partecipazioni vanno sicuramente promosse e premiate.

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Caro Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non è tanto una forma d' (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 13 Caro Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non è tanto una forma d'... Caro Carlino, Ciò che mi spinge a scrivere questa lettera, non è tanto una forma d'indignazione, quanto un senso di stordimento che mi lascia assolutamente sbigottito di fronte all'incredibile sequenza di avvenimenti che hanno caratterizzato l'annullamento di un concerto di mercoledì 7 maggio (ancora da svolgersi al momento della scrittura di questa lettera) data nella quale si sarebbe dovuta tenere una doppia performance live presso la sala estense, nell'ambito della rassegna musicale "Onstage" organizzata dall'assessorato alla cultura di Ferrara. L'annullamento di tale data ha avuto come motivazione (spero che la motivazione sia esatta giacché riportatami da altri che dovevano suonare quella sera) l'impossibilità di accedere alla sala poiché, gli unici due dipendenti comunali responsabili di tale posto, e, come tali, unici possessori delle chiavi della sala estense, erano in malattia e, di conseguenza, essendo gli unici possessori delle chiavi, il posto è rimasto chiuso. Il sottoscritto non può fare a meno di domandarsi perché l'assessorato alla cultura di Ferrara (e i responsabili di tali eventi) non abbia pensato a una delle tremila possibili soluzioni al fine di aggirare tale incredibile ostacolo, permettendomi di elencarne alcune: A)"potremmo mandare qualche altro dipendente ad aprire la Sala B)"potremmo mandarli a casa dei dipendenti malati a prendere le chiavi! C) "chissà se esistono due paia di chiavi della sala Estense?" Proponendomi, inoltre all'assessorato alla cultura, come consulente (essendo il sottoscritto dotato di una particolare mente raffinata), in grado di fornire consigli e soluzioni in materie e casi particolarmente problematici come questo, offrendomi, in maniera completamente gratuita e disinteressata, spero che l'assessorato alla cultura ne dovesse tener conto (magari per una mia assunzione a tempo indeterminato presso tale istituzione). Ciò che mi lascia più perplesso, addirittura esterrefatto, è come un cavillo burocratico possa distruggere in modo così violento l'iniziativa di tanti giovani che, con tanti sacrifici (poiché la musica ne richiede tanti), si danno da fare per proporre qualcosa; Maria Teresa di Calcutta diceva: "Ciò che può richiedere anni per essere costruito, può essere demolito in una notte? tu costruisci lo stesso!", ma qui, a forza di ricostruire, uno le forze le annulla definitivamente, perché la battaglia contro la burocrazia, è persa in partenza. Dunque riuscirà forse la musica a sopravvivere nelle spire mortali della piovra burocratica? Riusciranno i gruppi a suonare (chiaramente gratis!) in qualche posto di questa città? Potremmo continuare ad avere fiducia in tali manifestazioni ed in chi o nelle modalità in cui sono svolte? Potrò fidarmi di uno che mi dice che quel giorno lì suonerò in posto e che magari potrò far venire gente da fuori senza incappare in figuracce atroci per colpa di problemi di natura logistica? E soprattutto: Perché si continua ad organizzare eventi dei quali non si ha un minimo di certezza sia del livello qualitativo che del semplice funzionamento delle logistiche con i quali vengono organizzati? Interrogandoci sulle grandi utopie della cultura Ferrarese, marchiamo a fuoco l'atroce verità: La Musica non si farà perchè il comune non ha potuto aprire una porta. Io con il mio gruppo ci ho provato . Lettera firmata.

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<Un palasport (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 "Un palasport Struttura da 1.500 spettatori di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notoriamente soffre, potrebbe nel futuro immediato attenuarsi. E' intenzione dell'amministrazione comunale e in particolare dall'assessore allo sport e all'ambiente Anna Patullo ,che tra l'altro ha anche le deleghe sulle politiche giovanili, di costruire un nuovo piccolo palazzetto dello sport da 1.500 spettatori nel quartiere Savena. "Oltre al PalaDozza ? spiega la stessa Patullo ? che rimane il nostro impianto di riferimento sia per la sua storia sia per la sua centralità, Bologna non ha praticamente strutture con solo due impianti alla Barca e a San Donato che però non arrivano a contenere più di trecento spettatori. Per questo abbiamo bisogno anche di opere intermedie per consentire allo sport cosiddetto minore, ma in forte sviluppo di avere un suo spazio indipendente". Sebbene non ci sia ancora nulla di scritto, l'amministrazione fa davvero sul serio avendo già trovato il modo con cui reperire i fondi necessari alla costruzione del nuovo impianto. "Ho strappato la promessa all'assessore all'urbanistica Virginio Merola di destinare tutti i proventi derivati dagli oneri urbanistici del quartiere Savena per la costruzione di questa struttura che dovrebbe essere portata a termine entro il 2011". Anno in cui anche il Parco delle Stelle, il megaprogetto presentato dal proprietario della Fortitudo Gilberto Sacrati e via di approvazione, dovrebbe essere quasi terminato. Al quel punto tra impianti pubblici e impianti privati Bologna potrà trovare la dimensione più consona a tutto il mondo dello sport, dai grandi eventi internazionali con il nuovo palazzo delle Stelle da circa 13.000 posti, a strutture più piccole che possono ospitare la normale quotidianità di una società sportiva piccola o grande che sia. L'unica nota che potrebbe sembrare stonata riguarda i confini, dato che proprio nelle vicinanze del quartiere Savena vi sono già impianti medio piccoli come ad esempio il PalaSavena di San Lazzaro di Savena. "La città metropolitana è un modo per organizzare al meglio tutte le strutture di interesse pubblico presenti in un territorio che va oltre i normali confini amministrativi ? prosegue l'assessore Patullo ? qui però ci troviamo di fronte ad una situazione diversa. Tutti gli impianti sia di Bologna che delle zone limitrofe sono sfruttati oltre le loro possibilità ed è per questo che dobbiamo costruirne di nuovi perché al momento anche chiuderne uno solo per ristrutturarlo è un problema che si riversa su tutta la città". ANCHE il PalaDozza si rifarà il trucco. Dopo l'approvazione definitiva del Parco delle Stelle, il via libera dovrebbe arrivare la settimana prossima per poi essere ratificato a settembre, seguendo così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila, in quanto l'amministrazione comunale non ha più voce in capitolo su questo argomento, l'idea è quella di utilizzare gli spazi già esistenti valutando anche la costruzione di una piscina a scopo esclusivamente riabilitativo da affiancare al grande centro di medicina sportiva che il patron fortitudino ha in mente di allestire. Su questo punto non vi dovrebbero essere particolari vincoli artistici in quanto tra le destinazioni iniziali del PalaDozza vi era anche quella della riabilitazione sportiva come dimostra la presenta dell'Istituto di Medicina Sportiva sul lato di via Calori dello storico edificio.

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Di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notori (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 7 di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notori... di MASSIMO SELLERI LA FAME CRONICA di impianti sportivi, di cui Bologna notoriamente soffre, potrebbe nel futuro immediato attenuarsi. E' intenzione dell'amministrazione comunale e in particolare dall'assessore allo sport e all'ambiente Anna Patullo ,che tra l'altro ha anche le deleghe sulle politiche giovanili, di costruire un nuovo piccolo palazzetto dello sport da 1.500 spettatori nel quartiere Savena. "Oltre al PalaDozza ? spiega la stessa Patullo ? che rimane il nostro impianto di riferimento sia per la sua storia sia per la sua centralità, Bologna non ha praticamente strutture con solo due impianti alla Barca e a San Donato che però non arrivano a contenere più di trecento spettatori. Per questo abbiamo bisogno anche di opere intermedie per consentire allo sport cosiddetto minore, ma in forte sviluppo di avere un suo spazio indipendente". Sebbene non ci sia ancora nulla di scritto, l'amministrazione fa davvero sul serio avendo già trovato il modo con cui reperire i fondi necessari alla costruzione del nuovo impianto. "Ho strappato la promessa all'assessore all'urbanistica Virginio Merola di destinare tutti i proventi derivati dagli oneri urbanistici del quartiere Savena per la costruzione di questa struttura che dovrebbe essere portata a termine entro il 2011". Anno in cui anche il Parco delle Stelle, il megaprogetto presentato dal proprietario della Fortitudo Gilberto Sacrati e via di approvazione, dovrebbe essere quasi terminato. Al quel punto tra impianti pubblici e impianti privati Bologna potrà trovare la dimensione più consona a tutto il mondo dello sport, dai grandi eventi internazionali con il nuovo palazzo delle Stelle da circa 13.000 posti, a strutture più piccole che possono ospitare la normale quotidianità di una società sportiva piccola o grande che sia. L'unica nota che potrebbe sembrare stonata riguarda i confini, dato che proprio nelle vicinanze del quartiere Savena vi sono già impianti medio piccoli come ad esempio il PalaSavena di San Lazzaro di Savena. "La città metropolitana è un modo per organizzare al meglio tutte le strutture di interesse pubblico presenti in un territorio che va oltre i normali confini amministrativi ? prosegue l'assessore Patullo ? qui però ci troviamo di fronte ad una situazione diversa. Tutti gli impianti sia di Bologna che delle zone limitrofe sono sfruttati oltre le loro possibilità ed è per questo che dobbiamo costruirne di nuovi perché al momento anche chiuderne uno solo per ristrutturarlo è un problema che si riversa su tutta la città". ANCHE il PalaDozza si rifarà il trucco. Dopo l'approvazione definitiva del Parco delle Stelle, il via libera dovrebbe arrivare la settimana prossima per poi essere ratificato a settembre, seguendo così tutti i sacri crismi della burocrazia, il presidente biancoblù Sacrati dovrebbe presentare un progetto per la ristrutturazione del vecchio Madison di Piazza Azzarita di cui ne ha la gestione. Fatto salvo che sul parquet continuerà a giocarci la Fortitudo, così come le altre società sportive che si accorderanno direttamente con l'Aquila, in quanto l'amministrazione comunale non ha più voce in capitolo su questo argomento, l'idea è quella di utilizzare gli spazi già esistenti valutando anche la costruzione di una piscina a scopo esclusivamente riabilitativo da affiancare al grande centro di medicina sportiva che il patron fortitudino ha in mente di allestire. Su questo punto non vi dovrebbero essere particolari vincoli artistici in quanto tra le destinazioni iniziali del PalaDozza vi era anche quella della riabilitazione sportiva come dimostra la presenta dell'Istituto di Medicina Sportiva sul lato di via Calori dello storico edificio.

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Ballaman: più sicurezza con la lega, ma senza chiudere i nostri confini (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impegno sulla riforma dello Statuto: "Entro il 2013 avremo la nuova Carta, il Fvg sarà più autonomo e flessibile" La stilettata sull'addio dell'ex governatore: "Come commento? Con le stesse parole che ha usato lui con gli elettori" "Sulla giunta Tondo aspetto i fatti per dare un giudizio, anche se il presidente è un uomo con la cultura del fare" "La mia storia politica va da Pym Fortuin a Theo Van Gogh, ecco perché ho invocato l'aiuto di Marco d'Aviano" "La Guerra ha gettato alle ortiche anni di lavoro Invece io prometto che abbatteremo i costi della politica" Ballaman: più sicurezza con la Lega, ma senza chiudere i nostri confini di PAOLO MOSANGHINI Dall'ex presidente eletto negli ex Ds Alessandro Tesini al presidente del consiglio regionale leghista Edouard Ballaman. Come cambierà la "gestione" del consiglio regionale? "Il cambiamento credo sia nella natura. Cambiano i tempi e le esigenze, c'è un'altra maggioranza... I cittadini con il loro voto hanno detto quali sono le esigenze. Certo modifiche ci saranno, non necessariamente con la cancellazione di quanto fatto in passato. Ma sicuramente ci dovranno essere una nuova direzione e una nuova impronta. Non significa necessariamente un cambio di uomini, ma una politica nuova in relazione alle esigenze dei cittadini". Nella scorsa legislatura il consiglio regionale ha lavorato per la revisione dello statuto. Ora si ricomincia tutto daccapo. Da dove? "Per il 2013, quando si chiuderà questa legislatura, voglio regalare a questa Regione per i suoi cinquant'anni un nuovo statuto perchè è giusto che la vecchia "Carta" vada in pensione. Partiremo subito e abbiamo la fortuna di avere a Roma una legislatura di Centrodestra che inizia con noi. Ci saranno cinque anni pieni per lavorare. La revisione dello statuto è forse l'idea più affascinante, è l'obiettivo su cui puntare in questa decima legislatura. Ci sono sicuramente altre leggi importanti per i cittadini, ma lo statuto è il punto più elevato". Come immagina la nuova "Carta" regionale? "Easy, soft, nella quale siano previste le attribuzioni minime per regioni come la nostra, attribuzioni che non vengano toccate, lasciando poi a leggi statutarie e ordinarie l'assegnazione di nuove competenze. Per esempio, già oggi per la modifica delle aliquote serve una legge ordinaria. La storia del nostro Paese sta sempre più parlando di devoluzione delle competenze dallo Stato alle Regioni, per recepirle e usarle bene non possiamo disgiungere le competenze dalle risorse. La mia preoccupazione è di garantire una modalità semplice. Punteremo a uno strumento flessibile e veloce per ampliare le competenze minime". La specialità non si tocca. "La specialità è garantire uno status minimo intangibile per poi recepire ed essere pronti facilmente a ricevere nuove competenze". Il Governo Prodi ha fatto ricorso contro lo statuto. Secondo lei, dove ha sbagliato la precedente maggioranza regionale? "Forse è mancato proprio lo strumento flessibile. Vogliamo fare tesoro degli errori precedenti, dobbiamo prendere alcuni elementi per evitarli. Non credo si possa pensare a uno statuto troppo rigido, quello che adesso è chiedere troppo tra qualche anno sarà già ottenuto dalle regioni ordinarie". Il Centrodestra era diviso sulla legge di tutela del friulano. Sarà rivista? "Deve essere uno strumento più che un fine. La legge deve mirare a conservare la propria identità e la propria cultura. Penso non si possa imporre il friulano ma lo si debba tutelare tenendo presente che la nostra regione oggi deve stare attenta a lingue altrettanto importanti, come quelle straniere. Va bene l'investimento culturale, ma non mi piace l'imposizione". Correzioni o no? "Una legge sul friulano c'è già, vediamo come funziona e dove invece è necessario migliorarla. Non tutto quello che è stato fatto nella passata legislazione va buttato a mare, ma vanno corrette le storture, o meglio le impostazioni ideologiche che gli elettori hanno dimostrato di non gradire". In generale, faccia un esempio di "impostazione ideologica" poco gradita? "Il reddito di cittadinanza. Diamolo prima ai nostri cittadini poi eventualmente anche agli altri". Nel suo breve discorso dopo l'elezione lei ha fatto riferimento al tema della sicurezza. È una priorità? "Devo ringraziare il presidente della giunta Renzo Tondo che ha capito questo problema e con un atto formale ha istituito l'assessorato regionale alla sicurezza. Per il resto non voglio togliere lavoro ai colleghi del consiglio, ma ci sarà attenzione verso i provvedimenti che vanno nella direzione di un miglioramento della situazione e della sensazione che i cittadini hanno. Questi temi vanno portati avanti. Il problema potrà e troverà soluzione ma stiamo andando verso questa direzione e saremo molto attenti alle proposte dei consiglieri, della giunta e anche di quelle d'iniziativa popolare. Non credo la soluzione sia immediata o dietro l'angolo, ma questo è uno dei "must", uno dei cardini. A maggior ragione in un territorio di confine". Anche lei come il senatore Calderoli vuole chiudere i confini? "Non dico questo, ma invito a collaborare con la Slovenia perchè se loro controllano bene i loro confini anche noi stiamo meglio. Purtroppo in passato qualche Stato dell'Unione Europea non ha ragionato in termini corretti. Si diceva: gli extracomunitari passano e vanno oltre. Questa è una mentalità superata; anche Paesi di sinistra, come la Spagna, hanno fatto marcia indietro". Lei ha anche fatto appello a "un rapporto costruttivo tra maggioranza e minoranza". "Questo Centrosinistra ha imparato la lezione. Non può pensare di avere sempre le risposte giuste o perfette, altrimenti non si spiega l'evidente risultato elettorale. Se insieme siamo d'accordo sul fatto che bisogna recuperare tempo, allora grande apertura verso temi come per esempio quello dello statuto, delle politiche sociali, della sicurezza; anche dal Centrosinistra possono venire buone idee e validi contributi. Se constato invece un arroccamento sul fatto che da loro vengono soltanto proposte giuste e più difficile fare un ragionamento. Credo sia necessario andare avanti nell'interesse dei cittadini e su alcune tematiche rilevanti mantenere atteggiamenti costruttivi". Presidente, in Aula martedì ha citato la famiglia. E anche su questo tema c'è una nuova delega. "Abbiamo una società in via di cambiamento e in evoluzione. La famiglia a livello regionale e nazionale non è stata aiutata, anzi tante volte sono state adottate soluzioni di fuga dalla famiglia. Invece ritengo che chi ha atti di responsabilità in famiglia debba essere aiutato, dobbiamo agire in questo senso, coordinandoci con il livello nazionale. E spero che il mio passato in Parlamento, conosco molti ministri del governo appena varato, ci possa agevolare. Sicuramente l'assessore alla famiglia Roberto Molinaro saprà darci validi input che vogliamo assecondare". Roberto Asquini martedì si è astenuto e non l'ha votata in polemica con il Centrodestra per la scelta sulle cariche e la penalizzazione di Udine nella formazione della Giunta. Le è dispiaciuto? "La sua astensione mi ha dato un po' di dispiacere perchè Asquini è stata la prima persona che ho trovato a Roma nel '94 e mi ha fatto da cicerone nella mia prima esperienza parlamentare. A livello umano mi è dispiaciuto. Ma se perdo un voto di maggioranza e ne guadagno due della minoranza... Comunque spero che Asquini rientri. Lo conosco, è valido, intelligente, una risorsa per il Pdl". Saranno cinque anni durante i quali la dialettica politica sarà più "calda" del passato? "Non lo so. Vedremo. Comunque emerge una frammentazione anche dentro il Centrosinistra. Mi piacerebbe che di fronte a un confronto si avesse la capacità di uscire con le soluzioni più condivise possibile. E questa non è utopia se si pensa che tutti siamo mandati dai cittadini". Cosa pensa del presidente Tondo e della sua giunta? "È presto per dare giudizi, li attendiamo sui fatti. Per quello che conosco Tondo è un uomo della cultura del fare". E del caso Alessandra Guerra? "Sembra ormai una cosa antica. Comunque sono ancora colpito da come si possa bruciare in poche settimane un buon lavoro costruito con anni di impegno. La Lega ha saputo fare a meno di presidenti della Camera, ministri e altre stelle sapendo proporre soggetti nuovi e ottenendo risultati brillanti". Riccardo Illy ha scelto di non rimanere in consiglio. Commenti? "Faccio lo stesso commento che ha fatto lui dopo che ha perso le elezioni...". Da quasi un mese siamo in attesa... Costi della politica: rivedrà gli stipendi dei consiglieri regionali? "Ho sul tavolo la relazione comparata su costi, emolumenti, vitalizi. Ho interesse a studiare questo argomento, che è un'importante cartina tornasole, ma non è il succo della questione. Il consiglio deve impegnarsi a combattere i costi della burocrazia che sono molto più elevati e pericolosi. I costi fissi rischiano di uccidere le piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto economico della nostra regione. In questo senso dobbiamo lavorare". Lei è di Pordenone dove la Lega ha ottenuto risultati molto simili a quelli del Veneto. Il prossimo segretario del Carroccio sarà probabilmente un friulano. Preferirebbe il senatore Mario Pittoni o il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini? "Io voglio un segretario bravo che si impegni e che voglia lavorare molto. E anche se viene da Pantelleria va bene lo stesso". Ha incuriosito il suo riferimento a padre Marco d'Aviano. Lei ha invocato sul lavoro del consiglio regionale lo sguardo del beato che guidò moralmente le cattoliche armate austroungariche contro i turchi nel XVII secolo. Perchè? "Sono più componenti. La vicinanza territoriale, poi sono insegnante in aspettativa dell'istituto salesiano don Bosco di Pordenone, e ho avuto per amico Pin Fortuyn, che sul tema dell'Islam aveva scritto un libro, è stato ucciso e seppellito in Friuli. Sul suo lavoro hanno collaborato due gruppi: l'associazione culturale Cattaneo e un gruppo di studiosi olandesi che ha realizzato un film, tra questi Teo van Gogh e Ayaan Hirsi Ali. Teo è stato assassinato e io ho preso il suo lavoro e ho cercato di farlo conoscere. E poi ogni mattina siamo debitori a Marco d'Aviano...". Cioè? "Quando i viennesi si riversarono contro i musulmani, subito arraffarono le granaglie e scoprirono anche il caffè, che però era amaro. Allora lo ingentilirono con il latte e lo chiamarono cappuccino. Successivamente fu abbinato un pasticcino dalla forma della mezzaluna, che fu chiamato brioche...".

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Più investimenti: aziende a caccia di fondi e risorse (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PRIMO PIANO pag. 2 Più investimenti: aziende a caccia di fondi e risorse L'ANALISI di ANDREA GHISELLINI LA CRISI C'È, e si sente. Ma nonostante le difficoltà legate alla agguerrita concorrenza dei mercati internazionali e al consistente gap nelle infrastrutture e nei servizi, le imprese ferraresi continuano ad investire. Dimostrando di credere nel proprio futuro e in quello del Sistema Paese. Lo dicono i dati dell'analisi messa a punto da Confindustria Ferrara che, in un'indagine condotta su un campione rappresentativo di imprese associate, registra un sostanziale incremento della spesa destinata a questo settore strategico: +5.3% nel 2007 rispetto all'anno precedente, con una percentuale sul fatturato pari al 3%. Uno sforzo considerevole, soprattutto se si pensa che la percentuale riservata ai mercati esteri è stata del 4% e che, per il 2008, questa quota è destinata addirittura a raddoppiare. PER QUANTO riguarda la dimensione d'impresa, le piccole hanno privilegiato investimenti in linee di produzione, in ricerca e sviluppo e in formazione, mentre le medie - oltre a questi ambiti- hanno investito anche in mezzi di trasporto. Distribuita equamente la percentuale per le grandi imprese, che hanno puntato in molteplici aree. Tutte le imprese intervistate hanno comunque dichiarato di aver investito in tutela ambientale, segno di un'attenzione ormai consolidata ai temi della sostenibilità. A FRENARE un trend che potrebbe avere performance maggiori, sono tuttavia alcuni fattori sui quali ormai da tempo tutti gli imprenditori italiani puntano il dito, vale a dire le gravi carenze infrastrutturali del Paese, l'inadeguatezza dell'apparato pubblico, della burocrazia e dei servizi e la difficoltà legate a reperire, sul mercato del lavoro, le risorse umane e finanziarie necessarie alla crescita dell'azienda. PROBLEMI ORMAI cronici, ricordati con forza dal presidente uscente degli industriali italiani, Luca di Montezemolo, nel corso della sua visita a Ferrara. E sottolineati anche nell'indagine portata a termine da Confindustria. "Dal nostro sondaggio emerge una diffusa difficoltà delle imprese, all'incirca per il 46% degli intervisttai, nel reperire personale da inserire nel comparto produttivo ? spiegano in via Montebello ? Difficoltà evidenti riguardano anche il reperimento di figure professionali da dedicare al marketing e al settore commerciale, per quasi tutti i settori. E lo stesso problema riguarda la ricerca di operai specializzati (nel 47.4% delle imprese intervistate), degli impiegati tecnici e dei quadri". NON MENO insoddisfacenti del rapporto con il mercato del lavoro sono i problemi legati alla burocrazia e al reperimento dei fondi e delle risorse finanziarie necessarie a sostenere gli investimenti. Tutti elementi critici che, nel 2007, hanno rallentato se non addirittura ostacolato, l'avvio di progetti messi in cantiere per far crescere l'impresa. LE PERCENTUALI sono preoccupanti e invitano sicuramente a riflettere: il 25% delle imprese ha infatti dichiarato di avere difficoltà nel reperire questo tipo di risorse, il 20.5% si lamenta per le eccessiva complessità delle pratiche burocratiche e amministrative, mentre il 7.7% si dichiara insoddisfatto dallo stato delle infrastrutture (reti stradali in testa) e l'11.5% per quello dei servizi.

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Valorizzerò la mia terra (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri il giuramento al Colle, martedì il passaggio di consegne alle Politiche Agricole e Forestali "Valorizzerò la mia terra" Zaia riparte: "Continuerò a sporcarmi le scarpe" ROMA. "Ora c'è solo un'alternativa: rimboccarsi le maniche". Luca Zaia è diventato ministro delle Politiche Agricole e Forestali ieri alle 17.30, con un piccolo lapsus durante il giuramento al Colle e due "grazie" a Berlusconi, mostrando fiero la pochette verde. Martedì il passaggio di consegne con l'ex titolare del dicastero, Paolo De Castro, oggi a mezzogiorno una bicchierata al Cerletti con i fedelissimi. Ministro Zaia, quali sono le prerogative dopo il dopo il giuramento al Quirinale? "Le riunioni sono già cominciate. Il primo obiettivo da ministro è difendere il prodotto italiano nel mondo agricolo europeo, un impegno che va al di là di ogni connotazione politica. Ma mi impegnerò soprattutto per il Veneto e per la Marca, che riesce a produrre delle eccellenze che rappresentano una parte fondamentale della categoria produttiva italiana. Sono molte le partite aperte, sia a livello comunitario che a livello nazionale, come quelle del vino e del latte". Ci sarà un occhio di riguardo per il suo territorio natale? "Nel Trevigiano le risorse non mancano, ora punteremo a valorizzarle". Si parte in difesa per poi passare all'attacco? "Il comparto agricolo nazionale è punto di riferimento di tutto il sistema, ma occorre difenderlo per poi rilanciare. Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare con attenzione. Tra le priorità strategiche del governo ci sarà naturalmente l'agricoltura". Un ministero che riveste particolare importanza. Ma l'attenzione della Lega rimane spostata al federalismo. "Innanzitutto sono molto emozionato e soprattutto orgoglioso di far parte di questa squadra di governo, è un lavoro che è cominciato tanti anni fa e che oggi continua con questo incarico. E' poi indubbio che questo esecutivo abbia come obiettivo strategico quello del federalismo, cioè il fondamento della proposta leghista. Che si rivelerà straordinaria sia per il Mezzogiorno che per il Veneto". Un governo che, oltre a lei, annovera altri tre rappresentanti del Carroccio. "L'esecutivo riesce a rappresentare il Nord con grande efficacia, anche con i componenti del Pdl. Il dato non può che confermare un cambiamento radicale di linguaggi, stili e obiettivi. Bossi, comunque, rimane il capo, colui che ha avuto la magnifica idea di avere la rappresentanza al Nord". La Cia attende fatti concreti per lo sviluppo, l'Agci Agtital chiede già che risolva i problemi strutturali che bloccano le imprese, Coldiretti chiede il rilancio della qualità. Le chiederanno presto il conto? "Ci sarà tempo e modo per lavorare di comune accordo. Voglio che gli agricoltori, le aziende, le associazioni e l'opinione pubblica sappiano che cammineremo insieme, ci sporcheremo le scarpe per terra per rivoltare e cambiare le politiche su questo patrimonio. Io continuerò a stare in mezzo alla gente".

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Brunetta: Meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TERZO MINISTRO VENETO Brunetta: "Meno burocrazia" L'emozione del veneziano alla Funzione Pubblica ROMA. "Non ora, devo prima capire cosa sta succedendo". Esordisce così nel suo primo giorno da quasi ministro - il giuramento è fissato solo nel pomeriggio - Renato Brunetta. Al cinquantasettenne veneziano, non è bastato essere ordinario di Economia del lavoro, consigliere economico di Berlusconi fino al 2006 e vice coordinatore di Fi per gestire l'emozione nel giorno più importante. Sarà che mercoledì, a pochi minui dalla divulgazione della lista dei ministri, lui ancora non compariva, scalzato nel computo dei dicasteri dall'accoppiata Sacconi-Zaia. Poi, improvvisamente, il "miracolo" politico e il ritorno in corsa di Brunetta, pur senza portafoglio. Alle 17.07 di ieri pomeriggio tocca a lui, accettare l'incarico e giurare, incastrato tra Ronchi e Rotondi, presentandosi con un sorriso evidente a leggere il rituale del giuramento davanti alla più alta carica dello stato. Il ruolo gli restituisce la spavalderia. Così, dopo aver recitato la formula e aver apposto la sua firma, Brunetta, neo ministro di Funzione pubblica e Innovazione tecnologica, stringe la mano a Giorgio Napolitano se ne esce con un "Complimenti, ha proprio un bravo figlio, suo figlio è proprio bravo" evidentemente riferendosi al 47enne figlio economista del presidente. Segue sorriso maxi a Berlusconi e una stretta di mano che sembra più lo scambio di "un cinque". Ma la conclusione delle formalità di rito, compreso il primo Consiglio dei Ministri non bastano a sciogliergli definitivamente la lingua sul futuro del suo dicastero: "La mia ricetta è che i buoni andranno premiati mentre i fannulloni saranno bocciati" si limita a dire il neo ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, rispondendo alle domande rivoltegli sul futuro dei pubblici dipendenti. Già oggi dovrebbe esserci il passaggio di consegne con Luigi Nicolais, ma Brunetta non si sbilancia e non concede alcuna anticipazione sulle priorità da affrontare. "Prima studio e poi parlo" la sua prima battuta striminzita, "Rivedremo il ruolo dei dipendenti pubblici nel rapporto con le famiglie e le imprese", continua stringato. Appena più loquace nell'esposizione dei suoi programmi per quanto riguarda l'aspetto dell'Innovazione tecnologica: "Useremo in modo amichevole le nuove tecnologie per migliorare la vita degli italiani" sostiene. Allorché, interrogato sul significato criptico delle sue esternazioni, spiega: "Al macero scartoffie e burocrazia cartacea e sostituzione con rapporti amichevoli di tipo informatico", ribadisce sicuro di sè. Ovvero, meno burocrazia e meno cartacce in giro a favore di una tecnologia facilmente accessibile e rapida. Intanto ieri il neo ministro Renato Brunetta ha ricevuto il suo primo "incarico" da parte del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Al neoministro della Funzione pubblica il sindacato ha chiesto di porre tra le priorità di intervento quelle del comparto sicurezza e del corpo di polizia penitenziaria in particolare. (s.zan.).

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Zaia: valorizzeremo veneto e agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Zaia: "Valorizzeremo Veneto e agricoltura" Continuerò a sporcarmi di terra scarpe e mani TREVISO. "Ora c'è solo un'alternativa: rimboccarsi le maniche". Luca Zaia è diventato ministro delle Politiche Agricole e Forestali ieri alle 17.30, con un piccolo lapsus durante il giuramento al Colle e due "grazie" a Berlusconi, mostrando fiero la pochette verde. Martedì il passaggio di consegne con l'ex titolare del dicastero, Paolo De Castro, oggi una bicchierata al Cerletti con i fedelissimi. Ministro Zaia, quali sono le prerogative dopo il dopo il giuramento al Quirinale? "Le riunioni sono già cominciate. Il primo obiettivo da ministro è difendere il prodotto italiano nel mondo agricolo europeo, un impegno che va al di là di ogni connotazione politica. Ma mi impegnerò soprattutto per il Veneto e per la Marca, che riesce a produrre delle eccellenze che rappresentano una parte fondamentale della categoria produttiva italiana. Sono molte le partite aperte, sia a livello comunitario che a livello nazionale, come quelle del vino e del latte". Ci sarà un occhio di riguardo per il suo territorio natale? "Nel Trevigiano le risorse non mancano, ora punteremo a valorizzarle". Si parte in difesa per poi passare all'attacco? "Il comparto agricolo nazionale è punto di riferimento di tutto il sistema, ma occorre difenderlo per poi rilanciare. Il sistema va preservato dagli eccessi della burocrazia continentale, da chi non ha ancora compreso che la parola qualità va tradotta in garanzia della salute pubblica e del made in Italy, allo stesso tempo il mondo agroalimentare va protetto dall'aggressività e dalla concorrenza del mercato globale, da valutare con attenzione. Tra le priorità strategiche del governo ci sarà naturalmente l'agricoltura". Un ministero che riveste particolare importanza. Ma l'attenzione della Lega rimane spostata al federalismo. "Innanzitutto sono molto emozionato e soprattutto orgoglioso di far parte di questa squadra di governo, è un lavoro che è cominciato tanti anni fa e che oggi continua con questo incarico. E' poi indubbio che questo esecutivo abbia come obiettivo strategico quello del federalismo, cioè il fondamento della proposta leghista. Che si rivelerà straordinaria sia per il Mezzogiorno che per il Veneto". Un governo che, oltre a lei, annovera altri tre rappresentanti del Carroccio. "L'esecutivo riesce a rappresentare il Nord con grande efficacia, anche con i componenti del Pdl. Il dato non può che confermare un cambiamento radicale di linguaggi, stili e obiettivi. Bossi, comunque, rimane il capo, colui che ha avuto la magnifica idea di avere la rappresentanza al Nord". La Cia attende fatti concreti per lo sviluppo, l'Agci Agtital chiede già che risolva i problemi strutturali che bloccano le imprese, Coldiretti chiede il rilancio della qualità. Le chiederanno presto il conto? "Ci sarà tempo e modo per lavorare di comune accordo. Voglio che gli agricoltori, le aziende, le associazioni e l'opinione pubblica sappiano che cammineremo insieme, ci sporcheremo le scarpe per terra per rivoltare e cambiare le politiche su questo patrimonio. Io continuerò a stare in mezzo alla gente". Massimo Guerretta.

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Finalmente il veneto conta qualcosa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL VOTO POSITIVO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE "Finalmente il Veneto conta qualcosa" Morando: "Personale qualificato". Porto: "Cisl disponibile al confronto" VENEZIA. "Finalmente un'adeguata rappresentanza della nostra regione, da troppo tempo, e incomprensibilmente, trascurata". Il presidente della Confcommercio del Veneto, assieme a tutte le Ascom territoriali e alle categorie rappresentate, esprime grande soddisfazione per la nomina di tre ministri veneti. "Si tratta, in tutti e tre i casi di uomini molto qualificati e con una preparazione adeguata al ruolo" sostiene il presidente Fernando Morando (foto a sinistra). "E' importante che il Veneto sia presente con professionisti della politica, da sempre riconosciuti tali dal mondo associativo che fa capo al sistema Confcommercio - prosegue - del resto era dal 1974 che non si vedevano 3 ministri veneti tutti assieme a Roma. E' un risultato di tutto rispetto, specie se si considera il fatto che ben 13 regioni non sono presenti in questa legislatura con rappresentanze ministeriali". Sostegno a scatola chiusa anche dalla Confederazione italiana dell'agricoltura che assicura collaborazione ma chiede in cambio il recupero della concertazione. Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede quindi un impegno forte per ridare slancio e vigore al sistema imprenditoriale, riforme istituzionali e sociali, maggiore attenzione al settore agricolo e un taglio netto alla burocrazia, oltre che una decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, inviamo le più vive congratulazioni per la sua nomina e fin ribadiamo la nostra più convinta collaborazione per uno sviluppo equilibrato e duraturo dell'agricoltura italiana che oggi vive una fase di grande difficoltà e con i redditi dei produttori in preoccupante calo". Politi ricorda il documento predisposto dalla Cia per la nuova legislatura nel quale viene delineato "un nuovo progetto per lo sviluppo dell'agricoltura, per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il "made in Italy" alimentare. "E' bene dare risposte qualificate e veloci alle istanze poste dalla nostra gente - sostiene la segretaria regionale della Cisl Franca Porto (foto a destra) - questo si può fare meglio intrecciando una forte azione di radicamento e rappresentanza locale con un'azione altrettanto forte di protagonismo attivo nazionale ed europeo. Per questo ci pare importante che nel nuovo governo siano presenti tre ministri veneti e ancora di più ciò è sottolineato dalla strategicità dei ministeri a loro assegnati. Nell'augurare buon lavoro a Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e Luca Zaia, diciamo da subito che troveranno nella nostra Cisl veneta un interlocutore disponibile al confronto, al dialogo, alla costruzione di percorsi condivisi; ma anche un soggetto rigorosamente attento e puntuale nel chiedere conto di atti che vadano nella direzione di migliorare e qualificare le condizioni di vita nella nostra terra e per la nostra regione".

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Industriali sorpassati, ma non è crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Lorella Gualco Industriali sorpassati, ma non è crisi "Il patrimonio personale non è l'azienda I notai ricchi specchio della burocrazia" VIGEVANO. I notai che scalzano gli imprenditori dai primi posti della classifica dei redditi è un segno dei tempi. "Ma non necessariamente il segno di un'industria ormai avviata al declino e senza più slanci di vitalità", dicono gli imprenditori difendendo il ruolo di fattore dinamico della fabbrica nell'economia cittadina. "L'elenco delle dichiarazioni riguarda i redditi personali - afferma Alberto Cazzani, vice-presidente dell'Unione industriali della provincia di Pavia - e quindi non può essere lo specchio dell'andamento delle imprese, che è legato ad altri fattori". Nel 2005 ai primi tre posti fra i vigevanesi più ricchi figuravano tre notai e altri due colleghi erano compresi nella graduatoria dei primi dieci contibuenti. La giungla legislativa e fiscale cresciuta negli ultimi decenni ha reso indispensabile il ricorso a certe categorie professionali per compiere atti e presentare certificazioni. Una mole di lavoro che si è riversata anche negli studi notarili, tanto che ieri non è stato possibile ottenere un commento da nessuno dei notai interpellati, tutti impegnati in appuntamenti di lavoro e adempimenti che hanno assorbito l'intera giornata. Ad offrire una chiave di lettura della situazione emersa dalle dichiarazioni dei redditi sono quindi gli imprenditori o altri professionisti. "Gli elenchi dicono molto, ma non possono essere interpretati come una fotografia esauriente della realtà - sostiene l'imprenditore calzaturiero Massimo Martinoli -. Certo, se si pensa a cosa fosse l'industria della scarpa anche solo vent'anni fa e a che cosa sia adesso, è chiaro che tante cose sono cambiate. Non c'è da stupirsi se ora ai primi posti negli elenchi dei redditi non figurino più soltanto imprenditori. Ma attenzione a pensare che l'industria sia ormai un settore di retroguardia. I redditi personali degli imprenditori, infatti, non sono il fatturato dell'azienda. Gli utili dell'impresa vengono anche reinvestiti nell'attività e può passare del tempo prima che tutto ciò si traduca, eventualmente, anche in un aumento del reddito personale dell'imprenditore". Valutazioni condivise da Cazzani. "Attenersi all'elenco dei redditi per interpretare l'andamento dell'economia locale è semplicistico - afferma l'imprenditore vigevanese -. Sono altri i termometri dello stato di salute dell'impresa e non il reddito dei singoli imprenditori. E' normale, invece, che l'enorme complicazione burocratica fa in modo che non si possa prescindere dall'intervento di commercialisti, notai e avvocati e questo può spiegare la ragione della presenza di tanti professionisti ai primi posti nella graduatoria dei redditi". Nella classifica dei più ricchi i notai battono nettamente anche i medici. "La prevalenza di certe figure professionali - è l'interpretazione di Emiangelo Vercesi, medico ed ex-assessore - è legata a strutture economiche che definirei arcaiche. Ho un grande rispetto dei notai dal punto di vista umano e professionale. Non posso però fare a meno di osservare che in altre nazioni, dove la burocrazia è più semplice, basta andare in municipio per compilare certi atti. Tutto questo per colpa di un sistema economico rimasto alle corporazioni medievali, e non mi riferisco solo ai notai".

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Inter, nervosismo da battere (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sempre troppa tensione fra i nerazzurri, il Siena potrebbe approfittarne Inter, nervosismo da battere Burdisso e Chivu in forse. Balotelli italiano a 18 anni, niente Olimpiadi MILANO. Dopo la finale di Coppa Italia conquistata mercoledì sera contro la Lazio, l'Inter è tornata ad allenarsi in vista del match di domenica con il Siena, che potrebbe assegnare lo scudetto ai nerazzurri. Ieri mattina sedute specifiche per Cordoba, Ibrahimovic, Figo, Orlandoni e Samuel. Allenamento defaticante svolto tra piscina e palestra nel pomeriggio per i giocatori scesi in campo a Roma; insieme a questo gruppo si è allenato anche Burdisso uscito anzitempo per un problema alla schiena, fastidio che non sembra però aver compromesso la sua presenza in campo contro il Siena. Il secondo gruppo, composto dai giocatori poco impiegati in Coppa Italia, ha iniziato l'allenamento con il riscaldamento per poi proseguire la giornata con gli esercizi sulla resistenza, sulla rapidità e con il potenziamento in palestra. La seduta si è conclusa con la partitella finale con alcuni ragazzi della Primavera di mister Esposito. Chivu, sostituito a Roma per il dolore alla spalla sinistra, ha svolto le terapie del caso. La partita contro la Lazio ha fatto trapelare quel nervosismo che in casa Inter non hanno nessuna intenzione di confermare, tensione comprensibile dato che fra due giorni la squadra di Mancini dovrà giocarsi in novanta minuti il destino di una stagione. Cruz, Materazzi e Mancini: sono stati proprio gli uomini chiave dell'annata nerazzurra a tradire un sentore di ansia per un traguardo ormai vicino ma da sudarsi fino alla fine. La stagione interista è stata sicuramente faticosa. Il campionato, infatti, a dicembre sembrava già chiuso salvo poi riaprirsi complici i molteplici infortuni subiti nell'arco di questi lunghi nove mesi. A complicare le cose si è aggiunta l'eliminazione agli ottavi di Champions League contro il Liverpool e le susseguenti, poi subito ritrattate, dimissioni del tecnico jesino. Da quel momento in poi le polemiche in casa Inter non sono più mancate e a farne le spese è stato lo stesso ambiente interista più volte preso di mira da tifosi e critici di ogni tipo. E allora pare comprensibile, anche se non giustificabile, lo "sfogo" di Mancini contro Saccani. Meno tenue il giudizio sull'intervento di Materazzi ai danni di Pandev che è costato al centrale campione del mondo l'espulsione dal match. L'Inter, in quel punto di partita, stava conducendo per 1-0 e rimanere, per l'ennesima volta, in dieci uomini avrebbe potuto compromettere la qualificazione alla finale di Coppa. Nei momenti critici la tensione sale ma in casa nerazzurra c'è l'obiettivo di battere il Siena e conquistare lo scudetto numero sedici della storia nerazzurra, solo così la tensione lascerà spazio alla gioia e resterà solo un brutto ricordo. Balotelli, intanto torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età e di partecipare quindi alle Olimpiadi con la maglia azzurra.

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Balotelli: legge ingiusta, niente Olimpiadi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 09/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPORT L'INTERISTA NON PUO' ESSERE AZZURRO FINO AI 18 ANNI Balotelli: legge ingiusta, niente Olimpiadi MILANO - "La legge italiana è ingiusta, va cambiata". Il 17enne attaccante dell'Inter, Mario Balotelli, torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età. Parlando con il quotidiano di Toronto "Il Corriere Canadese", in un'intervista ripresa dall'Ansa, l'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B". Diciotto anni ad agosto, Balotelli non potrà partecipare alle prossime Olimpiadi di Pechino perché per la legge non è ancora cittadino italiano, e la cosa gli dispiace. "Pur essendo nato qui, la legge non mi riconosce ancora la cittadinanza: lo trovo un'enorme ingiustizia, la legge andrebbe cambiata". Balotelli infatti è nato a Palermo il 12 agosto di 17 anni fa da genitori ghanesi, ma per l'ordinamento italiano, legato allo ius sanguinis, il diritto di sangue, il ragazzo non ha potuto in questi anni diventare automaticamente cittadino del nostro Paese. "Mario si è sentito discriminato per il fatto di non essere riconosciuto cittadino italiano e di non poter avere nemmeno i documenti - afferma sempre al giornale canadese la mamma Silvia -. Non poteva fare un viaggio fuori dall'Italia sia per motivi familiari (i fratelli Corrado e Giovanni e la sorella Cristina, giornalista, si trovano spesso all'estero) sia per impegni sportivi: non ha potuto partecipare ai tornei di calcio all'estero come i suoi compagni e ha dovuto rinunciare alla Nazionale Under 15". Ora Balotelli non potrà partecipare alle Olimpiadi: Casiraghi non potrà convocarlo perché ad agosto sarà ancora minorenne. "Anche in questo caso - continua la mamma adottiva - l'unico ostacolo è la cittadinanza, che arriverà troppo tardi". Mario Balotelli però si considera italiano al 100%, i suoi amici sono bresciani e il suo accento pure. Il suo sogno è di giocare con la maglia azzurra e vincere il Mondiale. "Ho rinunciato all'invito della Nazionale ghanese - rivela - perché vorrei vestire la maglia azzurra: sono nato e ho sempre vissuto in Italia, perciò mi sento cittadino italiano". Nell'intervista al Corriere Canadese, Balotelli parla dei suoi idoli: "Ai Mondiali mi aveva colpito Materazzi con i suoi gol. Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei trovato a giocare proprio con un campione come lui". Ma il suo idolo, prosegue, è Ronaldo.

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La burocrazia da Weber a Wittgenstein (sezione: Burocrazia)

( da "AltaLex" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Articolo di Sergio Sabetta 09.05.2008 Stampa La burocrazia da Weber a Wittgenstain di Sergio Sabetta Le nuove aperture mentali permettono di lasciare emergere ciò che da sempre esiste ma non si poteva vedere. Per Weber la "legittimità" è alla base dei sistemi di autorità ed è connessa a cinque tipi di credenze legate tra loro: che vi sia un codice legale determinato e a cui tutti i membri dell'organizzazione debbano obbedienza; che l'amministrazione agisca nell'interesse dell'organizzazione entro i limiti posti da un sistema di norme astratte; che le persone che esercitano autorità agiscano anch'esse entro e secondo i limiti normativi; che colui che è parte dell'organizzazione obbedisca alla legge solo perché membro dell'organizzazione; che l'obbedienza sia dovuta non tanto alla persona che detiene l'autorità, quanto alla norma che lo ha posto in tale posizione. Ne deriva che per la strutturazione dei sistemi di autorità legale necessita che: i compiti siano organizzati sulla base di una regolazione continuativa; ciascun compito sua funzionalmente distinto per autorità e sanzioni; gli uffici siano suddivisi in ordine gerarchico; il personale sia preparato in termini tecnici e legali sulle regole del lavoro; le risorse dell'organizzazione siano distinte da quelle private dei membri; vi sia distinzione fra detenzione dell'ufficio e proprietà; l'attività sia basata su atti scritti; il sistema di autorità legale assuma la forma più pura nel personale amministrativo burocratico. Tuttavia i principi di legittimità e di autorità non sono di per se stessi sufficienti a definire una burocrazia professionale e non anche onoraria o collegiale, vi devono pertanto essere le ulteriori seguenti caratteristiche: i suoi membri sono liberi e devono rispettare solo i doveri impersonali dell'ufficio; vi è una netta gerarchia di uffici; le funzioni degli uffici sono chiaramente specificate; i funzionari sono nominati per contratto, sulla base di una qualificazione professionale attestata; vi è un salario monetario e il diritto alla pensione; la sua funzione costituisce la sola o comunque prevalente occupazione; vi è una carriera con avanzamenti per anzianità o merito su giudizio dei superiori; il funzionario non può appropriarsi della carica né delle relative risorse ed è inoltre soggetto ad un controllo. A fronte di questa definizione ideale o pura di burocrazia vi è una definizione "adhocratica", flessibile, con comportamenti adattabili all'ambiente esterno basata su regole contingenti proprie di un ambiente instabile. Da struttura prettamente gerarchica si è sviluppata grazie anche ad internet, una struttura a rete in cui si hanno degli hub o nodi principali, legati a moltissimi altri. A questa nuova tipologia "formale" di rete burocratica regolare, si sovrappone una rete "informale" privata di funzionari, con propri hub, una rete che può fungere da supporto all'attività formale amministrativa o al contrario soffocarla e deviarla dietro interessi del tutto privati di parte. Più vi è flessibilità, mancanza di regola certe, e più cresce una rete "informale" che attraverso alleanze sostituisce le regole mancanti. La burocrazia può essere vista come un frattale, in cui la stessa figura si replica in scale maggiori o minori, con informazioni strutturali semplificate anche se appesantite da aspetti particolaristici, essa infatti favorisce la ripetitività e la conservazione sia della memoria che della struttura organizzativa sociale. Possiamo definire quindi la burocrazia come una ricorsiva applicazione di formule organizzative semplici che creano la complessità, si passa dalla linearità alla circolarità ripetitiva, vi è in altre parole una profonda unità strutturale per una molteplicità percepita. Nel linearizzare la complessità si procede alla frantumazione della realtà, essa costituisce degli attrattori caotici, dei "bacini di attrazione", di una dinamicità sociale in atto. La burocrazia stabilizza e crea al contempo complessità nel proprio irrefrenabile espandersi, ma superato un determinato limite essa congela e sostituisce se al dinamismo del sistema sociale stesso, vi è comunque sempre un passaggio dalla complessità alla caoticità nel proprio ciclo di feedback se il sistema non viene stabilizzato con feedback negativi. Se un sistema meccanico predefinito nelle sue interazioni ambientali, presenta relazioni rigide tra le parti del sistema si da avere una dinamica deterministica, non altrettanto avviene per un sistema dinamico in ambiente dinamico per il quale vi è una combinazione irripetibile di varie tipologie di legami tra le parti a seguito di una necessaria parziale e spontanea auto-organizzazione. La forte dissipazione di energie e informazioni che queste strutture burocratiche comportano è in parte compensata dal concetto di intelligenza distribuita quale mezzo atto all'auto-organizzazione e alle mancanze dei leader e del governo. La crescente complessità ambientale riduce i tempi di scelta, aumentando le difficoltà là dove tale necessità non viene colta, con conseguente aumento della tensione sociale. Nella riduzione delle biforcazioni di scelta vengono a ridursi gli intervalli di prevedibilità, fino a giungere alla zona del caos in cui vi è una totale ingestibilità delle biforcazioni, secondo la Mappa di Feigenbaum , senza l'ausilio dell'intelligenza artificiale. Al confine tra ordine e caos sorgono regolarità inattese, come l'auto-organizzazione, prive di linearità ma dotate di invarianza di scala. Nella burocrazia, come in qualsiasi organizzazione, l'esperienza viene rivissuta nel doppio fine di ricordare e al contempo semplificare il sociale in alternativa al disordine, questo nel tentativo di risolvere qualsiasi situazione di conflitto al proprio interno. L'informazione è diffusa e memorizzata all'interno della struttura per uffici, secondo un principio gerarchico, con la possibilità di estrarre aspetti diversi dallo stesso evento si da aversi una notevole flessibilità "sostanziale", secondo precisi interessi, in contrasto con la rigidità "apparente", la memoria organizzativa è perciò un'azione collettiva. Vi è un continuo rapporto tra il livello della "soggettività generica" e quindi della regolamentazione quale controllo e il livello della "intersoggettività", quale luogo di scambio premessa per l'innovazione. Al crescere delle rigidità interpretative, delle regole imposte all'organizzazione, diminuiscono i significati autonomi che l'organizzazione e i suoi membri elaborano per sé e l'ambiente in cui agiscono. Fino a giungere alla Scuola di Francoforte in cui si pone l'accento sulla funzione di controllo sociale e di gabbia interpretativa delle narrazioni organizzative. Nel rapporto che si instaura fra amministratori e politici le capacità tecniche dei primi, se da una parte possono costituire orgoglio di classe e potere di contrattazione per l'utilità della conoscenza dei meccanismi amministrativi, dall'altra possono costituire elemento di disturbo per i politici, per i quali è preferibile in determinate aree la manovrabilità alla conoscenza, la quale è fornita nell'essenziale dai funzionari minori. ___________________ Bibliografia G.E.Alberti e altri, La pratica del problem solving, Angeli ed. 2004; N. Antonucci, Perché solo Wittgenstein era a proprio agio nel caos?, in ComplexLab.com; Campanile, Il mondo in Wittgenstein, in Rassegna delle Scienze Filosofiche, IX, 38-76, 1956; M. Albrow, La burocrazia, Il Mulino, 1973; C. G. Cortese, L'organizzazione si racconta, Guerini e Associati, 1999; B. Mandelbrot, Gli oggetti frattali: forma, caso e dimensione, Einaudi, 1987; S. Contini, La produzione del senso nelle organizzazioni, In ComplexLab.com; C. Mazzucchelli, Organizzazione e complessità, in ComplexLab.com; M. Weber, Economia e società, Comunità ed. 1968; J. Tsien, Il codice della memoria, in "Le Scienze", 56-65, 469, settembre 2007; R. M. L. Varvelli, Dilemmi manageriali: burocrazia, adhocrazia e democrazia, L'Impresa, 2/05.

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Le imprese: giudicheremo dai singoli fatti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-09 - pag: 2 autore: Montezemolo: nella squadra mix di esperienza e novità, bene il clima di dialogo Le imprese: giudicheremo dai singoli fatti Stefano Carrer VENEZIA. Dal nostro inviato Il giudizio sul governo "dipenderà, come sempre, dai singoli provvedimenti ", ma le premesse sembrano favorevoli, anche in relazione a un clima generale di dialogo e distensione che pone le basi per le grandi riforme di cui il Paese ha bisogno: Luca Cordero di Montezemolo ha augurato ieri "buon lavoro" al nuovo esecutivo diretto da Silvio Berlusconi "perché il Paese ha bisogno di decisioni, importanti e urgenti". Un augurio espresso a nome dell'associazione di cui sta lasciando la guida "prima come cittadini e poi come imprenditori", senza mancare di rilevare come faccia piacere verificare un atteggiamento di "disponibilità espresso dal leader dell'opposizione sul grande tema delle riforme istituzionali, che non si possono fare a colpi di maggioranza". Il governo, ha aggiunto, presenta un mix di esperienza e novità, è stato costituito in tempi brevi e ha in programma due misure importanti e positive come la detassazione degli straordinari e quella dei premi di rendimento. A margine del suo intervento a Venezia all'assemblea dell'Italy-Japan Business Group – dove veniva lamentata la carenza di investimenti diretti giapponesi – Montezemolo ha detto che "questo Paese si trova al limite più basso della capacità di attrazione di investimenti stranieri, non solo giapponesi ". Dalla problematica del trattamento fiscale delle imprese alla burocrazia, dalle infrastrutture ai costi strutturali "non è facile fare l'imprenditore in Italia": il governo è atteso alla prova dei fatti. Sul tema della contrattazione, il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei si è riservato di esprimere un giudizio sulla raggiunta unità sindacale dopo un esame più approfondito: se pure a prima vista la posizione dei sindacati "appare una riedizione un po' più blanda del documento a suo tempo respinto dalla Cgil", va apprezzato che "culturalmente sia una svolta, visto che da anni non trovavano una intesa comune ". Bombassei rileva che il problema salariale è stato posto per tempo dalla stessa Confindustria, e che l'esigenza di salvaguardare il potere di acquisto "non deve andare a scapito della produttività e della competitività ".In questo senso,l'introduzione di un parametro come l'inflazione reale sarebbe un errore in quanto "rischia di incentivare l'inflazione":l'obiettivo può essere raggiunto meglio con meccanismi "più flessibili e anche più chiari". Bombassei ha anche salutato con favore il fatto che l'interlocutore delle parti sociali nel governo sarà Maurizio Sacconi: "Conosce bene la materia, il che ci consente di lavorare insieme da subito, senza ritardi". Sulla stessa linea il presidente di Unindustria Venezia, Antonio Favrin, che esprime una "attesa fiduciosa" nei confronti del governo: "Sacconi è l'uomo giusto al momento giusto", mentre il Veneto "è ben rappresentato nell'esecutivo, in qualità intendo" e sta emergendo con più chiarezza la necessità di "mitigare la conflittualità e dialogare sulle riforme". BOMBASSEI "L'accordo sindacale sulla contrattazione è una svolta culturale. Salvare il potere d'acquisto ma non a scapito della forza competitiva".

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La fase due (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-09 - pag: 15 autore: La fase due. Tra "mercatismo" e ricerca di nuove soluzioni ai cambiamenti economici mondiali Paradigma Tremonti e fortezza Europa di Franco Locatelli P er vincere le elezioni un libro non basta ma può servire. Ora bisogna vedere se può anche aiutare a governare. Forse La paura e la speranza, il best-seller con cui Giulio Tremonti, che torna in questi giorni alla testa del ministero dell'Economia, si è presentato alle elezioni di metà aprile non avrà portato un'ondata di voti al Pdl ma ha avuto il suo peso. Perché ha saputo fotografare, intercettare e coltivare i sentimenti, i timori e le attese di quella parte d'Italia che ha restituito al centrodestra la guida del Paese. Tremonti ha maneggiato senza remore le speranze e soprattutto le paure degli italiani ma dire che la sua è stata solo un'azzeccata operazione di marketing elettorale significherebbe rinunciare a fare i conti con il modo di pensare e di sentire della maggior parte degli italiani. Se ne possono condividere o meno le analisi e le proposte, ma bisogna riconoscere che la sua è l'espressione teorica più alta del pensiero del Popolo della Libertà. Ha perfettamente ragione un intellettuale progressista come Michele Salvati quando, pur criticandolo severamente, definisce il libro di Tremonti come il nuovo manifesto del centro-destra. Un manifesto su cui anche il Pd avrà buone ragioni per riflettere in quanto le idee di Tremonti diventeranno, almeno in parte, un punto di riferimento dell'azione politica del nuovo Governo e, inoltre, perché l'inesistenza di un pensiero alternativo a quello del nuovo ministro dell'Economia è una riprova non piccola della debolezza concettuale dell'offerta politica dell'attuale centrosinistra. La paura, dunque, assai più della speranza. Paura della globalizzazione e paura del mercatismo, come Tremonti chiama gli eccessi del mercato.Il maÎtre à-penser del Pdl ne fa il cuore e la base dei suoi ragionamenti contro "l'idea fiabesca che il progresso economico possa essere continuo e gratuito". Ma paura di che cosa? Non solo delle aggressioni fisiche che, nelle più desolate periferie come nel centro delle città più vivaci, possono mettere a rischio la vita di tutti noi e soprattutto dei più deboli, ma paura della povertà, paura di perdere il lavoro, paura di un costo della vita insostenibile, paura di perdere la propria identità. "La globalizzazione - scrive Tremonti - ci ha già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita, ma sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopo-litiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo ". Nella sua prima intervista televisiva dopo il voto, Romano Prodi ha amaramente obiettato che molte delle paure su cui il centro-destra ha fatto leva per raccogliere consensi sono esagerate, non hanno un fondamento reale e sono state costruite ad arte. Può anche darsi che sia così, ma la paura è un po' come l'inflazione: quella percepita conta spesso di più di quella reale. E del resto la paura, che reclama misure di sicurezza sul piano della vita civilee che alimenta suggestioni neo-protezionistiche sul piano economico, attraversa non solo la società italiana ma l'intero Occidente ed è ben presente anche nella campagna presidenziale americana, dove Hillary Clinton e Barack Obama sono arrivati addirittura a sconfessare gli accordi di libero scambio tra gli Usa, il Canada e il Messico sottoscritti dal presidente democratico Bill Clinton. Il doppio intervento sul Financial Times dei giorni scorsi dell'ex segretario clintoniano al Tesoro, Lawrence Summers, in nome di una "sana globalizzazione" va dritto al cuore dei problemi e mostra che il dibattito a cui sta con ritardo arrivando l'Italia non è poi così provinciale. Ma il problema sono le vie di uscita. Summers raccomanda di affrontare la fase due della globalizzazione - cioè quella della caccia alle materie prime e del lavoro a basso costo anche per beni e servizi ad alto valore aggiunto - facendosi carico delle ansie delle classi lavoratrici e dei ceti medi che spesso non hanno percepito i benefici che la globalizzazione ha invece arrecato ai Paesi emergenti e al business dei Paesi più industrializzati. Come? Riducendo le insicurezze e le diseguaglianze e frenando la concorrenza tra sistemi fiscali e sistemi regolatori. Il proposito di tante multinazionali di lasciare Londra per emigrare o tornare negli Usa, da cui la legge Sarbanes- Oxley aveva allontanato molte società quotate a Wall Street, la dice lunga. In che direzione andrà, dunque, la ricetta Tremonti? L'orizzonte in cui collocare le aspettative italiane è quello europeo, ma di un'Europa che il nuovo ministro dell'Economia immagina molto diversa dall'attuale, non solo per l'intento di attribuire maggiori poteri al Parlamento europeo, ma soprattutto per il profilo che dovrà assumere la politica economica europea e la politica tout court. Una sorta di Fortezza Europa all'interno di un "grande spazio atlantico" e di una nuova Bretton Woods in cui, anche con dazi e barriere continentali nei confronti dei Paesi extraeuropei e soprattutto del"colonialismo asiatico","l'Europa deve guadagnare tempo, per ristrutturarsi, comportandosi, come minimo, come gli Usa, che anche in pieno mercatismo si sono adoperati per tutelare i loro interessi". Per questa Europa le linee direttive che Tremonti ha in mente sono chiare: nuova politica fiscale (spostando l'asse del prelievo dalle persone alle cose), moratoria legislativa, modello irlandese per attrarre gli investimenti esteri ma pollice verso ai fondi sovrani dei Paesi emergenti, emissione di Eurobond per finanziare grandi progetti infrastrutturali e progetti in settori strategici, nuova politica industriale con un uso molto contenuto degli strumenti antitrust e anti-aiuti di Stato ("Il mercato se possibile,il pubblico se necessario"),una politica europea per la famiglia, un piano per il nucleare e la detax per l'Africa. Considerando che l'Italia è quasi sempre stata un peso piuma in Europa, il tempo dirà quante di queste idee diventeranno o no realmente praticabili. Quel che per ora si intuisce è che in economia anche l'Italia si appresta a vivere la nuova stagione della globalizzazione camminando su un sentiero sottile che avanza tra le tentazioni del neo-protezionismo e l'orgoglio del patriottismo. Dire come andrà a finire richiederebbe la sfera di cristallo. Ricordare però che il più alto debito pubblico d'Europa non ce lo toglierà nessuno e che la crescita non sarà solo nelle mani del Governo ma che il nuovo paradigma tremontiano dovrà dimostrare di saper ridurre tasse e burocrazia, rafforzare le infrastrutture materiali ma soprattuttoimmateriali e iniettare un po' di concorrenza in più può sembrare fin troppo facile, ma non è certamente demodé. Dopo aver animato la campagna elettorale, la Bibbia di Tremonti è chiamata alla più ardua delle prove: orientare l'azione di governo verso obiettivi di successo non per una parte sola ma per l'intero Paese. STRATEGIE CONTINENTALI L'Unione pensata dal ministro è molto diversa da quella attuale: una potenza in grado di opporsi, anche con dazi e barriere, al nuovo colonialismo asiatico.

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In Giappone spazi di crescita (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-09 - pag: 23 autore: Mercati globali. Il presidente di Confindustria propone un programma triennale per favorire joint venture e le Pmi "In Giappone spazi di crescita" Montezemolo: Fiat ha grandi potenzialità - Brembo investe in un impianto Stefano Carrer VENEZIA. Dal nostro inviato Il Giappone rappresenta un'opportunità da valorizzare per le imprese italiane e offre "grandi potenzialità" per il gruppo Fiat: il numero uno uscente di Confindustria e presidente del gruppo torinese, Luca Cordero di Montezemolo, ha indicato ieri a Venezia – a chiusura della XXa assemblea annuale dell'Italy-Japan Business Group – che il rilancio a più livelli dei rapporti bilaterali è una delle priorità di sistema per il nostro Paese e ha proposto un "piano triennale" di iniziative coordinate per favorire lo sviluppo di joint venture e una maggiore collaborazione nei settori avanzati dell'industria. Proprio ieri, Montezemolo ha varato la costituzione di una rete commerciale autonoma della Ferrari in Giappone "dove contiamo di vendere 500 vetture nel 2009, nonostante l'alto carico fiscale ". Ma non si tratta solo di Maranello: per Montezemolo il gruppo Fiat può crescere in più direzioni, dal settore dei macchinari all'impiego dell'elevata immagine dell'Alfa Romeo, fino all'ingresso nelle minicar con la nuova 500 (da poco lanciata nel Sol levante, dove tra l'altro esiste un museo del modello tradizionale). Del resto, non è solo la Fiat che si sta muovendo. Alberto Bombassei ha annunciato ieri a Venezia che la Brembo, dopo 25 anni di intense collaborazioni con l'industria motoristica nipponica, sta preparando un investimento con il suo socio storico in uno stabilimento produttivo di dischi frenanti a Hamamatsu. Lo stesso direttore della Jetro, Tadashi Izawa, ha citato i casi della Manuli (che ha attivato l'anno scorso la filiale di Osaka e aprirà tra poco un impianto di assemblaggio) e della Danieli Engineering Japan KK, appena aperta nella prefettura di Kanagawa. Montezemolo ha evidenziato i tre grandi asset delle piccole imprese italiane (marchio, knowhow, dinamismo imprenditoriale) e il loro limite strutturale (le dimensioni troppo piccole): "Non si può pensare che da sole decidano investimenti in Giappone: occorre favorire joint venture con soggetti giapponesi". A questo proposito,ha anche sottolineato come l'Italia sia riuscitaa passare i pochi anni dal quarto al secondo posto come maggiore esportatore Ue, crescendo più della media europea proprio nei confronti dei Paesi verso i quali sono state indirizzate iniziative di sistema. Mosse che verso il Sol Levante dovranno ormai orientarsi in settori diversi dalle tradizionali tre "F" (food, fashion, furniture). Sul versante opposto, Montezemolo ha sottolineato l'inaccettabilità del paradosso per cui "i nostri confini sono permeabili da chiunque, ma abbiamo difficoltà a far entrare personale qualificato ". In risposta alle persistenti lamentele giapponesi in tema di visti, è arrivata una buona notizia portata personalmente all'assemblea dal Prefetto Mario Morcone, capo dipartimento immigrazione: dal 19 maggio le procedure del nulla-osta per motivi di lavoro saranno rese completamente informatiche per le alte professionalità, tramite l'accesso al sito del ministero dell'Interno: niente più carta o attese agli sportelli. Per quanto riguarda il permesso di soggiorno, Morcone ha detto che, avendo anticipato l'attuazione di direttive Ue in direzione del permesso elettronico con dati biometrici, in effetti possono verificarsi ritardi: "Ma ho parlato con il capo della Polizia: in attesa del permesso elettronico, potrà essere rilasciato un permesso cartaceo ". Infine, Morcone ha attivato una cabina di regìa con la quale monitorare le richie-ste giapponesi sul territorio, e annunciato che un funzionario dedicato sarà in filo diretto con l'ambasciata nipponica di Roma. A Venezia è arrivato anche il direttore generale Asia della Farnesina, Massimo Iannucci: "Ci auguriamo che il nostro nuovo governo confermi l'attenzione prioritaria che è stata destinata al Giappone negli ultimi anni – ha detto – sarà comunque molto utile che anche dagli operatori economici pervenga un segnale al Governo di proseguire sulla strada intrapresa". Iannucci ha detto che si sta lavorando da mesi a una intesa bilaterale sulla sicurezza sociale (chiesta dai giapponesi per evitare doppi oneri e ostacolata dal fatto che rappresenterebbe un sacrificio per l'erario) e che nelle prossime settimane sarà finalizzato un accordo sulle vacanze- lavoro per studenti (qui la difficoltà è la rigida normativa italiana sull'impiego). Da più parti è poi stato chiesto a Tokyo di eliminarealcune barriere tariffarie o normative: dai dazi sulle calzature in pelle alle forti restrizioni nell'agroalimentare. BUROCRAZIA ITALIANA Dal 19 maggio le procedure di nulla-osta per lavoro saranno informatizzate per le figure professionali di alto profilo AUTOMOBILI E LUSSO Ferrari apre una rete commerciale e conta di vendere 500 auto nel 2009 nonostante il carico fiscale elevato.

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Le spese sociali resistono ai risparmi dei Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-09 - pag: 33 autore: Enti locali. L'analisi dell'Istat sui consuntivi 2006 delle amministrazioni Le spese sociali resistono ai risparmi dei Comuni Nelle Province aumentano le uscite per il personale (+3,7%) Gianni Trovati MILANO I capitoli dell'accensione di prestiti e dei trasferimenti in conto capitale assottigliano la colonna delle entrate dei Comuni, che nel 2006 accertano 82,3 miliardi contro i 90,6 del 2005 (-9,2%); e fra le voci di uscita la frenata è generalizzata, escludendo solo le spese per il personale (+1,2% rispetto al 2005) e quelle per il settore sociale (+4,5%). Pagano pegno soprattutto gli sforzi dei municipi nei settori sportivi e ricreativi, che vedono crollare le uscite del 13,9%, la gestione del territorio (-11,5%) e le azioni nel campo dello sviluppo economico (-11%) e dei servizi produttivi (-8,5%). Solo la Polizia municipale esce indenne dalla frenata generalizzata, e mantiene inalterate le proprie spese. I dati emergono dalla fotografia dei bilanci consuntivi 2006 dei Comuni italiani diffusa ieri dall'Istat, dove lo scostamento più importante rispetto al 2005 si incontra alla voce "accensioni di prestiti", dove il crollo in 12 mesi è del 35,3% (con un corrispettivo, ovviamente, nel rimborso dei prestiti alla tabella delle uscite). Questo movimento, in realtà, riporta la voce ai livelli del 2004 e isola il picco di nuovi mutui accesi nel 2005 per sfruttare la possibilità offerta dalla Finanziaria 2002 (articolo 41, comma 2 della legge 448/2001), che consentiva agli enti di accendere nuovi prestiti in sostituzione di quelli in essere a patto che l'operazione fosse conveniente dal punto di vista finanziario. Un quadro, peraltro, in cui si colloca anche la mega emissione del Comune di Milano (il Boc da 1,6 miliardi di euro) su cui poggia la struttura di derivati che oggi angoscia Palazzo Marino (si veda "Il Sole 24 Ore" del 18 aprile). La corsa ai nuovi prestiti è durata però lo spazio di un mattino, perché nel 2006 la ripresa dell'Euribor ha allontanato la convenienza delle operazioni. Come dimostra il fatto che, nonostante questa dinamica delle operazioni bancarie, nel 2006 il peso degli interessi passivi nel complesso è cresciuto. A frenare con decisione sono anche le partecipazioni, che nel 2005 erano invece esplose anche per aggirare i vincoli imposti dalla Finanziaria. Sul fronte delle entrate tributarie, invece, l'Istat fotografa ancora una situazione congelata dal blocco delle addizionali, alla vigilia del via libera stabilito invece dalla Finanziaria per il 2007. Dinamiche analoghe si incontrano nei conti delle Province, dove la spesa del personale cresce più rapidamente (+3,7%) e aumentano il loro peso le uscite per lo sviluppo economico, l'ambiente e il trasporto. Nella "burocrazia" se ne va il 27,3% delle uscite, mentre alla gestione del territorio è dedicato il 21,6% (contro il 23,4% del 2005). gianni.trovati@ilsole24ore.com.

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Il pm contabile: <Consulenti superpagati Il sindaco risarcisca 7 milioni di euro> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-09 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Processo in autunno L'atto di citazione davanti alla Corte dei conti Il pm contabile: "Consulenti superpagati Il sindaco risarcisca 7 milioni di euro" MILANO - La procura della Corte dei conti della Lombardia cita in giudizio la giunta di Milano, con in testa il sindaco Letizia Moratti, chiedendo più di sette milioni di euro per i danni subiti dall'erario dopo aver chiuso l'inchiesta sull'assunzione di 91 dirigenti esterni a tempo determinato in Comune. Quasi la metà dei danni chiesti riguarda le ripercussioni negative provocate all'immagine del comune dal clamore della vicenda e dalla "diffusa dubbiosità, tra i cittadini di Milano, e non solo, sulla correttezza dei comportamenti tenuti dagli amministratori". In autunno il processo. Le 67 pagine della citazione, firmata dal procuratore Domenico Spadaro, tracciano un quadro impietoso del sistema di reclutamento dei dirigenti, pagati con stipendi tra 61 a 203 mila euro l'anno. Nonostante "tutti gli incarichi siano stati conferiti in violazione di un'esplicita e chiara disposizione statutaria", dopo aver vivisezionato una per una le 91 nomine, le accuse della procura si concentrano solo su 23 di esse. Oltre a due casi di ipotizzata incompatibilità, che riguardano il capo di gabinetto del sindaco Alberto Bonetti Baroggi e il direttore generale, Giampiero Borghini (entrambi autosospesi dall'incarico comunale) i quali, essendo anche consiglieri regionali formigoniani, avrebbero dovuto scegliere uno dei due stipendi, per gli altri vengono contestate la "assoluta " mancanza dei requisiti di "professionalità" e, come per le assunzioni all'ufficio stampa, anche della laurea e/o dell'iscrizione all'albo dei giornalisti professionisti. La legge consente ai comuni di assumere a tempo determinato un numero di dirigenti esterni non superiore al 5% dei parigrado previsti nella pianta organica, che a Milano, secondo la giunta, sono quasi 4.000. Un'interpretazione sbagliata per la Procura che, pur fissando la base di calcolo in 185 unità, ammette che la norma non è chiara e "assolve" nella maggior parte dei casi la "distratta" giunta Moratti dalla "colpa grave", la sola che consente il rinvio a giudizio contabile. Spadaro non lesina critiche e sottolinea che Milano abbia il numero più alto di dirigenti esterni in Italia, per i quali fino a ora ha speso più di 17 milioni, raddoppiando le direzioni centrali, da 13 a 23, "con conseguente raddoppio dei direttori e, a cascata, dei direttori di settore, dei servizi e così via, in spregio alle direttive del governo sul contenimento della spesa e dei costi della burocrazia". Sindaco e giunta si sono difesi presentando delle memorie nelle quali hanno sostenuto che il ricorso agli esterni era dovuto alla mancanza di professionalità interne, alla necessità di un "rapporto fiduciario " tra dirigenti e politica e che comunque tutto "ricade nella sfera delle scelte discrezionali dell'amministrazione ". La replica della procura è che se solo fosse stata fatta un'indagine, forse sarebbero state scovate tutte le professionalità tra i funzionari comunali. Per quanto riguarda il concetto di fiducia, poi, ad esso non deve essere dato il "distorto significato" di "fiducia politica", o "peggio ancora, di fedeltà politica", contrari alla Costituzione: "I pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della nazione e non dell'ente di appartenenza e, tanto meno, di sindaci o presidenti di provincia". In relazione alla laurea, con una modifica del regolamento comunale (tre giorni prima delle nomine) è stato previsto che gli "incarichi dirigenziali e di alta specializzazione" possono andare a esterni non laureati se in possesso di "concrete e qualificate esperienze di lavoro". Per la procura è un modifica illegittima e, quindi, lo sono anche le relative assunzioni. Giuseppe Guastella Spese ingiustificate Il Comune ha il numero più alto di dirigenti esterni in Italia, per i quali finora ha speso più di 17 milioni 7 milioni di euro è il risarcimento chiesto dalla Corte dei conti lombarda alla giunta del sindaco Letizia Moratti. Il Comune di Milano è citato in giudizio per i danni all'erario provocati dalle assunzioni a tempo determinato - spesso discutibili - di 91 dirigenti esterni pagati tra i 61 e i 203 mila euro.

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Un'alleanza per la sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-05-09 - pag: 34 autore: Un'alleanza per la sicurezza Il Governo punta alla concertazione - Molti quesiti via web Marco Bellinazzo Maria Carla De Cesari MILANO Un nuovo patto per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per fermare la tragedia quotidiana delle morti bianche e degli infortuni. è quello che proporrà il Governo Berlusconi IV – insediatosi ieri – a imprese e sindacati già nelle prossime settimane. Tra le priorità dell'agenda del neo-ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, c'è sicuramente quella di modificare il Testo unico emanato dal Governo Prodi lo scorso aprile (a Camere sciolte) e in procinto di entrare in vigore il 15 maggio, al quale Il Sole 24 Ore ha dedicato ieri un forum online che ne ha messo in risalto tutti i problemi applicativi. Sacconi ha manifestato in più occasioni le sue perplessità – e quelle del centrodestra – per le scelte della ex-maggioranza circa le modalità di attuazione delle legge delega 123/07. Secondo lui i contenuti del decreto legislativo 81/08 (pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" 101 del 30 aprile, supplemento ordinario 108/L) devono essere ricalibrati per limitare l'impatto dell'apparato sanzionatorio – troppo repressivo – e privilegiare, viceversa, le disposizioni relative alla prevenzione, alla formazione dei dipendenti e alla semplificazione della burocrazia aziendale. Ora prende corpo, però, l'idea di riavviare il tavolo di confronto con le imprese e i sindacati per lanciare un più ampio "patto per la sicurezza". Un accordo fra tutte le componentidel mondo economico e produttivo per combattere l'emergenza degli incidenti sul lavoro. Liberando risorse per finanziare gli investimenti in sicurezza da parte delle aziende e incentivare la formazione continua dei lavoratori. Il cosiddetto "tesoretto" dell'Inail, 12 miliardi di euro di avanzo di gestione (1,2 miliardi all'anno), vano oggetto del desiderio di tutti gli ultimi titolari del dicastero del Lavoro, potrebbe essere finalmente sbloccato e indirizzato a tale scopo. Il testo unico sulla sicurezza, intanto, la prossima settimana – il 15 maggio – entrerà in vigore, salvo il rinvio di 90 giorni (al 29 luglio) per la parte relativa alla valutazione dei rischi aziendali. Ieri delle novità legislative rispetto alla vecchia "626" in via di abrogazione e dei primi dubbi applicativi hanno discusso in un forum online organizzato dal Sole 24 Ore Luigi Caiazza, Elio Cherubini e Laura Mancini (entrambi dello studio legale Toffoletto) e Marina Della Foglia, dirigente della Asl Milano 1. La discussione degli esperti, sollecitata dalle numerose e-mail dei lettori, ha offerto molti spunti (si vedano le domande e le risposte pubblicate in questa pagina e in pagina 35), a partire dal nodo della valutazione dei rischi. In materia di responsabilità amministrativa delle imprese (decreto legislativo 231/01), per esempio, è stata condivisa l'opinione che anche per le Pmi sarà di fatto obbligatoria l'adozione dei modelli organizzativi con efficacia esimente, per evitare le pesanti sanzioni alle società previste dall'articolo 300 del decreto legislativo 81/08. Al forum è intervenuto anche Isidoro Marino, direttore Nucleo affari sociali di Confindustria, il quale ha ribadito i dubbi delle imprese (oltre a Confindustria, altre 14 sigle hanno firmato un documento molto criticosulla nuova disciplina all'indomani della sua approvazione). Pur apprezzando lo sforzo compiuto dal Governo Prodi di razionalizzare e dare un corpus unitario a una normativa come quella in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, quanto mai complessa e ormai più che trentennale, Marino ha posto l'accento sull'eccessivo peso delle sanzioni all'interno del provvedimento. Mentre andrebbero migliorate le misure dirette a prevenire gli infortuni. "Confindustria non vuole ovviamente che le sanzioni siano abolite – ha precisato il direttore del Nucleo affari sociali –. è chiaro però che va ripristinata una proporzione più adeguata tra le violazioni contestate e le conseguenze, soprattutto quando si tratta di irregolarità meramente formali". LE PROSPETTIVE Nei piani dell'Esecutivo una nuova fase di elaborazione Possibile lo sblocco delle risorse Inail La risposta in Rete. Gli esperti che hanno partecipato al videoforum.

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Circo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-09 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Circo Alla Scuola Romana il primo corso della "nuova arte" Catia Fusciardi studiava ingegneria elettronica all'università La Sapienza quando incontrò al Circo Massimo quattro giocolieri che si esercitavano lanciando in aria clave e palline. "Rimasi folgorata", ricorda con la voce che ancora si emoziona. Questo accadeva nel Duemila. Oggi Catia è il fulcro, oltre che la direttrice, della Scuola romana di nuovo circo, che in questi giorni sta portando a termine il suo primo anno del corso di formazione per giocolieri professionisti. Ma non solo giocolieri. Le materie, che vengono insegnate da artisti provenienti dalle migliori scuole circensi d'Europa, comprendono capoeira, danza, discipline aeree, preparazione fisica e posturale, clown e creazione, equilibrio, acrobatica, teatro fisico, storia del circo. E oltre ai corsi per professionisti ci sono quelli serali per amatori, che hanno già richiamato 150 iscritti: impiegati e commessi, liberi professionisti come veterinari e psicologi, ma anche ballerini e attori che usano le lezioni come corsi di perfezionamento. Si riuniscono in palestra dalle 21 alle 23 per volare sul trapezio o giocolare con cerchi, clave e palline. Il pomeriggio inoltre è riservato ai bambini. "Ma le discipline del nuovo circo spiega Catia- sono adatte a tutte le età. Anche a settant'anni si può provare a camminare sul filo o a giocolare. Ai benefici delle attività sportive tradizionali, queste discipline aggiungono una sensazione di grande allegria". Anche Catia ha provato a giocolare, ma poi non ha proseguito. "Ho scoperto che mi piaceva di più osservare ", spiega. E ha riflettuto anche sulla strana "folgorazione" avuta al Circo Massimo. "Sono sempre stata affascinata dalla fisica e dalla matematica. La giocoleria segue le leggi della fisica, la gestualità è fatta di movimenti esatti e lo strumento del giocolare diventa quasi un prolungamento del corpo, portandoti fuori e al tempo stesso facendoti entrare in relazione più profonda con te stesso". Lei ha scelto di organizzare questi artisti, di aiutarli a sfruttare le loro capacità anche come lavoro e ha fondato l'associazione Jokers insieme agli artisti di strada che giravano per Roma ma andavano a formarsi all'estero. Perché in Italia il "nuovo circo", definito come "un armonioso insieme di circo, teatro e danza" è ancora una realtà pressoché sconosciuta. Nonostante il successo che riscuotono ogni volta compagnie come i celeberrimi Cirque du Soleil, il Cirque Eloize, il Cirque Plume e altri che ogni tanto vengono a esibirsi qui, o il festival "Metamorfosi" diretto da Giorgio Barberio Corsetti. Le scuole di "nouveau cirque", che sostengono la rinascita del circo come forma d'arte legata alla musica, alla danza e al teatro, hanno cominciato a diffondersi una trentina di anni fa in Francia e in Canada, e poi anche negli altri paesi europei, soprattutto Belgio e Inghilterra. Ovunque sono riconosciute dalle istituzioni e hanno finanziamenti statali e riconoscimenti legislativi (in Inghilterra il titolo di studio conseguito dopo tre anni ha addirittura lo stesso valore di una laurea). Oggi ce ne sono centinaia. In Italia l'unica scuola è nata a Torino nel 2001 e ha a disposizione le dieci palestre della Reale società di ginnastica. La Scuola romana, nata nel 2006 per inizativa di Catia e della sua associazione, invece non riesce ancora ad avere una sede stabile. Si arrangia affittando spazi in vari punti della città. E riesce ad andare avanti con le proprie forze, senza finanziamenti pubblici. Anche se potrebbe avere quelli del Fondo sociale europeo per la formazione, al quale accedono tutte le scuole di "nouveau cirque ". I fondi destinati all'Italia restano inutilizzati, perché la trafila per richiederli deve passare attraverso gli uffici della Provincia e si perde inesorabilmente nelle lentezze della burocrazia. (Info:www.scuolaromanadicirco. net). Lauretta Colonnelli Volando sul trapezio Oltre 200 gli iscritti, tra professionisti e amatori, imparano a giocolare o a volare sul trapezio con insegnanti arrivati da tutta Europa.

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Un triangolo oggi per non pochi versi vizioso, che spetta non solo e non tanto al legislator (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ANDREA MONORCHIO E LUIGI TIVELLI Un triangolo oggi per non pochi versi vizioso, che spetta non solo e non tanto al legislatore, ma ai Ministri e agli stessi dirigenti trasformare in triangolo virtuoso. Al vertice del triangolo sta la responsabilizzazione, come si è venuta a determinare nel quindicennio riformatore sia ad opera delle nuove normative che hanno riguardato direttamente la figura del dirigente, sia ad opera della più recente riforma del bilancio e della contabilità dello Stato, che attribuisce ai dirigenti nuove forme di responsabilità anche in materia contabile e di bilancio. E qui scatta il cane che si morde la coda, dove non è facile sapere chi sia la coda e chi sia il cane. Spesso i dirigenti lamentano il fatto che i Ministri tendono a non attenersi alla regola della responsabilizzazione, ma spesso avviene anche che i dirigenti non amino molto e a volte temano il carico della responsabilità. Per dirla in breve più di qualcuno preferisce avere la copertura di una "leggina", che assumere in proprio decisioni amministrative. L'altra faccia della responsabilizzazione, e il secondo angolo, prende il nome di controllo. L'esperienza dei servizi di controllo interno non ci fa certo sognare. Nè basta il controllo di legittimità della Corte dei Conti. Occorrerebbe al più presto definire forme di controllo reale di efficacia e di efficienza indispensabili per garantire un modello di gestione per obiettivi e per superare l'istituto di fatto dei "controlli colabrodo". L'angolo che chiude il triangolo assume il nome di comunicazione, intesa sia come comunicazione verso l'interno che come comunicazione verso l'esterno. Già le varie Amministrazioni sanno comunicare poco tra loro, e il fatto che la comunicazione interna tra i dirigenti non sia certo delle migliori peggiora il quadro. Ancora più importante è la comunicazione verso l'esterno, elemento essenziale per illegittimare le Amministrazioni rispetto ai cittadini. Comunicazione significa anche e soprattutto trasparenza: quella trasparenza su cui già puntava la legge n. 241 del '90, non a caso definita comunemente "legge sulla trasparenza amministrativa", che sconta ancora gravi ritardi e che può essere ora favorita dalle nuove procedure del Governo elettronico, che avevano fatto un passo avanti con il "codice digitale" varato dal precedente governo Berlusconi e qualche altro passo avanti col governo successivo. L'e-government e la digitalizzazione sono gli strumenti fondamentali di supporto per l'attività dei dirigenti e di tutti gli addetti ai servizi pubblici, in quanto idonei a favorire un vero dialogo tra cittadini e Amministrazioni, contribuendo così a radicare anche un nuovo senso civico fra la stessa cittadinanza. Un compito e una sfida fondamentali per la dirigenza pubblica capaci di immettere nuovo lubrificante nella macchina dello Stato, riavviando gli ingranaggi arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella "casa". Nel nostro Stato, specie ma non solo a livello centrale, ci sono ben più energie potenzialmente innovative rispetto a quanto recita certa facile pubblicistica. Trasformare il triangolo da vizioso a virtuoso consentirebbe una efficace ed efficiente liberazione di tali energie. Potremmo così avere finalmente, come recita un progetto condotto da Bill Clinton e Al Gore negli Usa, con successo: "un'amministrazione che costi meno e lavori meglio".

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Legge ingiusta per me niente Olimpiadi (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Balotelli "Legge ingiusta per me niente Olimpiadi" "La legge italiana è ingiusta, va cambiata". Il 17enne attaccante dell'Inter Mario Balotelli torna ad attaccare la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore età. L'interista, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, dice che la legge l'ha portato a considerarsi "un cittadino di serie B". Diciotto anni ad agosto, Balotelli non potrà partecipare alle Olimpiadi perchè per la legge non è ancora italiano. M. Bai.

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Giustizia il professore ammette gli sms erotici con la tredicenne (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giustizia il professore ammette gli sms erotici con la tredicenne Interessa ancora l'inchiesta amministrativa su Marcelletti? Torino. "Se dobbiamo parlare di violenza sessuale allora va detto che si tratta di un reato virtuale, direi cibernetico". La frase di uno dei legali della difesa di Carlo Marcelletti il noto cardiochirurgo agli arresti domiciliari nella sua casa di Palermo da tre giorni, mette in evidenza come il processo ormai ruoti tutto su sms ed mms, su foto e messaggini a sfondo erotico inviati dal telefono di una signora a quello di Marcelletti, e di colloqui telefonici, intercettati, tra il medico e una ragazzina di 13 anni, convinta inizialmente di tessere una strana liaison con un ragazzo per poi scoprire invece che si tratta del noto professionista. Ed è questo ormai il filone dell'indagine di cui parlano i media. L'altro filone dell' inchiesta - inizialmente quello principale - che ruota attorno a presunti appalti, concussioni, visite in ospedale non pagate per vie ordinarie, ma attraverso una onlus intestata al primario, sembra ormai ordinaria giustizia, di cui nessuno parla. I riflettori sono puntati soprattutto su quella storia che sta a metà tra la fiction dal sapore lolitiano con la ragazzina tredicenne che si diverte a fare vedere se stessa e i suoi atteggiamenti hard al professionista noto ma ormai di età, e la pochade che coinvolge anche una signora della Palermo bene che pur di tenere legato a sé l'illustre e simpatico professionista è disposta a concedergli immagini della sua bella figliola. Tutto attraverso il cellulare. Da cui le immagini sono scomparse, ma rimangono le intercettazioni che proverebbero come la madre sapesse e come Marcelletti non disdegnasse questi passatempi. Ieri, davanti al gip di Palermo, che l'ha interrogato per oltre tre ore, Marcelletti si è detto pentito, affermando di aver fatto "una grossa cavolata". Così hanno detto i legali del cardiochirurgo pediatrico, da tre giorni agli arresti domiciliari. "Il professore - ha spiegato l'avvocato Roberto Tricoli - ha confermato davanti al gip di aver ricevuto sms ed mms dalla ragazzina. Ma è bene precisare che si trattava solo di messaggi, e alcune foto di contenuto erotico ma subito cancellate. Non ci sono storie di violenza sessuale o di altro tipo perché i due non si sono mai incontrati. Il professor Marcelletti - ha proseguito l'avvocato Tricoli - con molta lealtà ha ammesso di avere intrattenuto una relazione sentimentale con la madre della bambina e poi ha anche ammesso che, per qualche giorno, è stata coinvolta anche una minore. Si tratta, è bene ribadirlo, di un atto erotico virtuale e cibernetico, perché si tratta solo di alcune foto cancellate immediatamente dallo stesso Marcelletti pochi giorni dopo". La bambina e il cardiochirurgo, secondo quanto detto dal professionista al gip, "non si sono mai toccati". Per ora la stessa gip, Pasqua Seminara, che per il professionista ha chiesto gli arresti domiciliari e non il carcere, dopo l'interrogatorio con la ragazzina ha chiesto al Tribunale dei minorenni che venga sottratta al controllo della famiglia. Una richiesta cui non ha fatto seguito - almeno per ora - nessuna accusa di reato nei confronti alla madre, che appare sino ad oggi la mediatrice consapevole di quelle foto. Resta da chiedersi come mai un'inchiesta di malasanità si sia subito trasformata in un'inchiesta che svela vizi e perversioni. Marcelletti è certamente un professionista che crea attorno a sé grandi contraddizioni: odiato da molti suoi colleghi, mal tollerato da amministratori che si trovano di fronte a un personaggio che sfugge burocrazia e regole, ma una cosa è certa: è amato dai familiari dei suoi piccoli pazienti che già ieri lo hanno accolto a casa, al ritorno dal lungo interrogatorio durato quattro ore, con una fiaccolata di solidarietà e che da tutta Italia hanno telefonato ai legali dichiarandosi pronti a venire a Palermo per testimoniare a favore del medico. Ma, come abbiamo visto, a suscitare indignazione non sono le accuse legate al filone principale dell'inchiesta, i reati finanziari o addirittura i ricatti di far slittare le visite se non fossero stati versati soldi fuori busta. La malasanità appare ai più quasi normale routine. Quel che più meraviglia è l'inchiesta "dal buco della serratura", che evidenzia vizietti privati dal sapore non più letterario ma, dice il legale, "cibernetico" e pone un problema ormai vecchio: dal vizio al reato quanto è lunga la strada? 09/05/2008.

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OVVIAMENTE, come ad ogni cambio di Governo, specie alla luce dello spoils system all'italia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di ANDREA MONORCHIO E LUIGI TIVELLI OVVIAMENTE, come ad ogni cambio di Governo, specie alla luce dello spoils system all'italiana, c'è grande effervescenza e fermento tra i dirigenti pubblici. Molti tra loro, sia fra quelle che sono "persone giuste" al "posto giusto", che tra quelli che sono dirigenti sbagliati al posto giusto, sia ancora tra quelli che sono dirigenti giusti al posto sbagliato, possono rischiare di entrare in quella specie di shaker che rischia di essere messo in funzione ad ogni cambio di Ministri. E qui vale la pena ricordare il monito di Francesco Bacone: "Nulla provoca più danno in uno Stato del fatto che gli scaltri passino per saggi". Vale quindi la pena fare il punto su alcuni tratti salienti dello stato attuale della dirigenza pubblica. In un precedente articolo avevamo disegnato un "quadrilatero riformatore" per l'Amministrazione pubblica: deregolamentazione, semplificazione burocratica, sussidiarietà, trasparenza. In questo quadrilatero si inserisce quello che dovrebbe essere il "triangolo risanatore" per il dirigente pubblico, tutto sommato scritto nella carta della legge ma poco attuato nei fatti concreti. Il ciclo riformatore avviato con il decreto legislativo n. 29 del 1993 (purtroppo rimasto in non poca parte sulla carta) è giunto nell'arco di un quindicennio ad un'importante verifica e punto di svolta. In questo quadro la figura del dirigente pubblico dovrebbe aver subito una vera e propria mutazione genetica, tale da chiamarlo a svolgere oggi funzioni di tipo manageriale per certi versi analoghe a quelle che svolgono i manager privati. E qui viene la figura del triangolo. Un triangolo oggi per non pochi versi vizioso, che spetta non solo e non tanto al legislatore, ma ai Ministri e agli stessi dirigenti trasformare in triangolo virtuoso. Al vertice del triangolo sta la responsabilizzazione, come si è venuta a determinare nel quindicennio riformatore sia ad opera delle nuove normative che hanno riguardato direttamente la figura del dirigente, sia ad opera della più recente riforma del bilancio e della contabilità dello Stato, che attribuisce ai dirigenti nuove forme di responsabilità anche in materia contabile e di bilancio. E qui scatta il cane che si morde la coda, dove non è facile sapere chi sia la coda e chi sia il cane. Spesso i dirigenti lamentano il fatto che i Ministri tendono a non attenersi alla regola della responsabilizzazione, ma spesso avviene anche che i dirigenti non amino molto e a volte temano il carico della responsabilità. Per dirla in breve più di qualcuno preferisce avere la copertura di una "leggina", che assumere in proprio decisioni amministrative. L'altra faccia della responsabilizzazione, e il secondo angolo, prende il nome di controllo. L'esperienza dei servizi di controllo interno non ci fa certo sognare. Nè basta il controllo di legittimità della Corte dei Conti. Occorrerebbe al più presto definire forme di controllo reale di efficacia e di efficienza indispensabili per garantire un modello di gestione per obiettivi e per superare l'istituto di fatto dei "controlli colabrodo". L'angolo che chiude il triangolo assume il nome di comunicazione, intesa sia come comunicazione verso l'interno che come comunicazione verso l'esterno. Già le varie Amministrazioni sanno comunicare poco tra loro, e il fatto che la comunicazione interna tra i dirigenti non sia certo delle migliori peggiora il quadro. Ancora più importante è la comunicazione verso l'esterno, elemento essenziale per illegittimare le Amministrazioni rispetto ai cittadini. Comunicazione significa anche e soprattutto trasparenza: quella trasparenza su cui già puntava la legge n. 241 del '90, non a caso definita comunemente "legge sulla trasparenza amministrativa", che sconta ancora gravi ritardi e che può essere ora favorita dalle nuove procedure del Governo elettronico, che avevano fatto un passo avanti con il "codice digitale" varato dal precedente governo Berlusconi e qualche altro passo avanti col governo successivo. L'e-government e la digitalizzazione sono gli strumenti fondamentali di supporto per l'attività dei dirigenti e di tutti gli addetti ai servizi pubblici, in quanto idonei a favorire un vero dialogo tra cittadini e Amministrazioni, contribuendo così a radicare anche un nuovo senso civico fra la stessa cittadinanza. Un compito e una sfida fondamentali per la dirigenza pubblica capaci di immettere nuovo lubrificante nella macchina dello Stato, riavviando gli ingranaggi arrugginiti delle nostre burocrazie. Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera "casa di vetro". In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella "casa". Nel nostro Stato, specie ma non solo a livello centrale, ci sono ben più energie potenzialmente innovative rispetto a quanto recita certa facile pubblicistica. Trasformare il triangolo da vizioso a virtuoso consentirebbe una efficace ed efficiente liberazione di tali energie. Potremmo così avere finalmente, come recita un progetto condotto da Bill Clinton e Al Gore negli Usa, con successo: "un'amministrazione che costi meno e lavori meglio".

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Meno burocrazia nelle dogane (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMA data: 2008-05-07 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / ROBERTA OLIARO ... "Meno burocrazia nelle dogane" R.d.F. dagli agenti. è importante che venga creato un ufficio unico per consentire alle dogane di lavorare insieme a presidi quali quello della sanità marittima. In questo modo si eviterebbero molte lungaggini burocratiche. Inoltre speriamo decolli il progetto pilota di sdoganamento anticipato delle merci, con la dichiarazione doganale presentata prima dello sbarco, che sta per partire a Genova. E deve migliorare il sistema informatico: i documenti cartacei vanno ridotti. E con gli agenti marittimi? Apriremo tavoli di confronto con loro, per risolvere i problemi che abbiamo nell'acquisire servizi dogane? Luigi Merlo è motivato a operare bene. Ha cominciato ad affrontare i problemi del sistema portuale, secondo uno schema che è inlinea con quanto progetta Spediporto. Sono d'accordo, per esempio, con l'idea dell'Authority di procedere alla stesura di una carta dei servizi, che detti procedure uguali per tutti gli operatori. Come pensa che si evolverà il rapporto con le Il nuovo presidente dell'Autorità portualeè l'uomo giusto per farlo? dogane, puntando sullo sdoganamento anticipato delle merci, migliorare il sistema informatico portuale e aprire un tavolo di confronto con gli agenti marittimi. Sono alcuni degli obiettivi che Roberta Oliaro, dal 31 marzo alla guida di Spediporto, l'associazione degli spedizionieri di Genova, ritiene fondamentali e urgenti. La Oliaro, 43 anni, alla guida, insieme al fratello Luca, dell'azienda di famiglia, è diventata presidente al suo esordio nel consiglio direttivo dell'associazione. è la prima donna eletta al vertice di Spediporto. Che giudizio dà sul sistema portuale genovese? Deve essere riorganizzato completamente, per arrivare a rendere lo scalo ligure più produttivo, come chiedono i mercati e impone la globalizzazione. arare la carta dei servizi del porto, creare un nuovo rapporto con le V Leader. Roberta Oliaro, 43 anni, neopresidente di Spediporto.

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Fabbriche udinesi a rischio stop (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-05-07 - pag: 9 autore: Regole. Denuncia dell'Assindustria friulana: migliaia di imprese in attesa delle autorizzazioni ambientali Fabbriche udinesi a rischio stop Si scontano i ritardi della Provincia sulle pratiche di sua competenza Alessandra Salvatori UDINE Sono un migliaio le aziende operative nella provincia di Udine in attesa di autorizzazioni ambientali. A porre in rilievo la questione è l'Assindustria friulana, la quale denuncia ritardi che si traducono in danni economici o addirittura nel rischio di blocco dell'attività. L'Associazione degli industriali di Udine precisa che è duplice la fonte dei problemi. Da un lato ci sono le lunghe attese inerenti le istruttorie regionali per l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), che interessano tutte le imprese del Friuli-Venezia Giulia soggette a tale procedura, alle quali si sovrappongono altre norme settoriali e quelle di Valutazione di impatto ambientale (Via). Dall'altro, sulle aziende provinciali gravano anche i tempi dilatati con i quali l'ente intermedio smaltisce le pratiche di propria competenza, soprattutto per le emissioni in atmosfera. Su quest'ultimo fronte, Palazzo Belgrado ammette qualche ritardo. Gli uffici interessati spiegano che è un effetto della legge regionale 24/ 06, la quale ha trasferito alcune competenze dalla Regione alla Provincia. Ciò ha comportato un carico di lavoro ed una conseguente ristrutturazione degli uffici provinciali, che ora stanno valutando le istanze per procedere alle autorizzazioni. Diverso il discorso relativo alle discariche, settore in cui si sono sommati i problemi e moltiplicati i ritardi, soprattutto dopo la crisi politica dell'ente, la quale ha arrestato la macchina ammini-strativa, sbloccatasi poi con l'arrivo del commissario. Con la prossima nomina del nuovo assessore dovrebbero essere convocate le conferenze tecniche per la chiusura delle istruttorie per l'adeguamento delle sette discariche di prima categoria del territorio ai dettami del D.Lgs. 36/2003. Tale situazione, ad ogni modo, finisce con il rendere gravosi gli adempimenti ambientali a carico delle imprese. Si va dalle autorizzazioni al trattamento e smaltimento rifiuti a quelle per lo scarico e la gestione delle acque, dalle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera alle indagini fonometriche, dalle bonifiche dei terreni inquinati alle osservanze per la realizzazione o l'adeguamento di impianti. La burocrazia ambientale comporta anche dei costi, relativi a tasse, consulenze, certificazioni, perizie, monitoraggi, sanzioni, spese legali e personale dedicato. Un'analisi per definire l'inquinamento o meno di un terreno può andare dai 200 ai 1000 euro; le analisi delle acque costano mediamente 60 euro a parametro, ovvero 500-600 euro a campagna di monitoraggio, con frequenze anche settimanali; una certificazione ambientale può arrivare facilmente a 50mila euro. A ciò, spiegano da Palazzo Torriani, si aggiungono i cosiddetti "costi del non fare", relativi ai mancati investimenti. Dall'Assindustria fanno sapere che settori particolarmente appesantiti dalla burocrazia ambientale sono quelli che utilizzano come input di produzione materiali che possono essere considerati rifiuti, quali carta, legno, metalli, ma anche terra e materiali inerti da costruzione. A causa della mancanza di una rete di impianti di recupero e smaltimento efficace sul territorio, inoltre, tutte le aziende che producono rifiuti pericolosi, specialmente liquidi, sono in difficoltà, così come quelle che smaltiscono amianto in matrice cementizia. Un comparto in particolare crisi, infine, è quello della verniciatura del legno, per le norme stringenti sulle emissioni di solventi in atmosfera e le difficoltà tecnico- impiantistiche da affrontare per l'adeguamento alle norme. La realizzazione di un termocombustore può richiedere 250-300mila euro.

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La burocrazia in azienda è il nemico dell'enologo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-05-07 - pag: 13 autore: I mestieri del vino. Si è chiuso a Venezia il congresso nazionale di categoria La burocrazia in azienda è il nemico dell'enologo è in aumento il numero di donne nella professione A CURA DI Valeria Zanetti Meno burocrazia in azienda e più concertazione nelle iniziative finalizzate alla promozione e commercializzazione dei vini a Nord-Est. Sono le richieste di Assoenologi, che ha appena chiuso il 63Úcongresso nazionale, a Venezia. I professionisti del settore vitivinicolo in Italia sono circa 4.200; il 95% è iscritto all'organizzazione di categoria. Nel solo Nord-Est i soci sono 1.290, più o meno un terzo del totale nazionale suddivisi nelle cinque sezioni locali di Veneto occidentale e Orientale (850), Friuli-Venezia Giulia (240), Trentino e Alto Adige (200). "L'interesse per la nostra professione è in progressiva crescita e i centri di formazione sono frequentati da molti studenti che però cominciano a faticare per entrare sul mercato del lavoro. Rispetto a qualche decennio fa anche le donne si avvicinano sempre più al lavoro di enologo, comedel resto sono sempre più numerose le imprenditrici del settore e le addette al marketing e alla comunicazione dei nostri vini", illustra Giancarlo Prevarin, presidente nazionale di Assoenologi e direttore delle "Cantine Colli Berici". Il comparto vitivinicolo richiede infatti l'impiego di figure sempre più specialistiche. "Non tutte le aziende possono però dotarsi di addetti al commerciale, al marketing o alla comunicazione. Spesso quindi l'enologo o enotecnico è oberato di compiti non del tutto riconducibili alla sua professionalità, oltre che da una burocrazia pesantissima", prosegue. Infatti ogni cantina o azienda può essere oggetto di 21 tipologie diverse di controlli da parte di Nas, Ulss, amministrazioni comunali, Guardia di finanza, ecc. "Poiché manca il coordinamento tra istituzioni, abbiamo calcolato che ogni anno siamo costretti a perdere circa 100 giorni di lavoro per soddisfare le richieste di chi esegue le verifiche: il tempo riservato alla burocrazia viene sottratto alla vigna o alla cantina ", sottolinea. Un prodotto che comunque si fa apprezzare sul mercato interno ed estero. Il solo Veneto, su una produzione annua di 7 milioni e mezzo di ettolitri, si colloca al primo posto in Italia per export, con 4,5 milioni, pari al 28,5% di tutti i vini nazionali venduti oltreconfine, per un giro d'affari di 815 milioni (27,6% del totale nazionale). "La sfida per mantenere e conquistare nuove quote di mercato è legata alla capacità di fare sistema da parte delle numerose Pmi: occorre un progetto preciso, una strategia comune di comunicazione e promozione, oltre a una partecipazione massiccia a mostre, fiere e convegni internazionali", aggiunge il presidente di Assoenologi. Una strategia adottata da tempo da Vinitaly World Tour, che promuove una ricerca costante sui gusti dei consumatori stranieri, indagati per contesto nazionale. Se il principale mercato straniero è rappresentato dagli Usa ( Vinitaly World Tour sarà a Chicago, New York e Washington tra il 27 e il 30 ottobre, ma la tappa più imminente è in Russia tra il 9 e l'11 giugno) è ai mercati dell'Est che si guarda con crescente interesse: India e Cina in testa, quest'ultima che si sta proponendo anche come produttore ( negli ultimi 10 anni la superficie cinese a vigneto è cresciuta del 200%). Mentre serve una più puntuale strategia di penetrazione per il Giappone, dove si beve poco, ma bene. E dove per vendere di più occorre rispondere alle esigenze dei potenziali clienti in difficoltà a stappare il tappo in sughero e finire la bottiglia. I produttori francesi hanno già proposto tappi screw cap e bottiglie più piccole.

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Comuni insieme per un unico grande parco produttivo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: SYSTEM (C.N.A.) data: 2008-05-07 - pag: 11 autore: Logistica, commerciale e produttiva le tre macro aree previste Comuni insieme per un unico grande parco produttivo è interregionale l'interesse nei confronti del parco produttivo del Fiumicello che sorgerà entro il 2011 in prossimità del nuovo casello autostradale di Santa Margherita d'Adige in provincia di Padova, con la realizzazione dell'autostrada Valdastico Sud A31. I primi contatti di aziende lombarde ed emiliane attratte dalla possibilità di acquistare terreni di grande metratura a prezzi concorrenziali - in un polo industriale di nuova concezione - non hanno tardato a farsi avanti. I firmatari della Stu, Società di Trasfor-mazione Urbanistica, al momento sono Giuliano Nicoletti, vice sindaco del comune di Santa Margherita d'Adige, Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana e presidente della società, Fidenzio Bellini, primo cittadino di Medaglino San Fidenzio. Le aspettative sul ruolo della nuova società nello sviluppo non solo di quest'area ma in generale di tutta la Bassa Padovana sono molte, indirizzate soprattutto alla nascita di una moderna ed attrezzata zona industriale, che tenga conto di aspetti imprescindibili: risparmio energetico, utilizzo di nuove e moderne tecnologie, rispetto dell'ambiente e di un'appropriata divisione del territorio in base alle esigenze imprenditoriali. Secondo lo Studio di Fattibilità redatto il 12 giugno 2007 la nuova Stu è in sintonia con la Legge regionale 11/2004 che disciplina la materia urbanistica, e introducendo regole per ottimizzare la pianificazione e limitare le cosiddette zone 'a macchia di leopardo', con piccole aree produttive sparse in quasi tutti i comuni. La nascita della società ha visto la luce dopo svariati dibattiti e confronti all'interno delle sedi comunali - dichiara Giuliano Nicoletti, attuale vice sindaco di Santa Margherita d'Adige dopo due mandati da sindaco - e il ruolo giocato dalla Valdastico Sud nella decisione finale è stato fondamentale. Fino ad oggi la viabilità è stata garantita solo in senso estovest dalla vecchia S.R.10, da domani il dialogo culturale ed economico si giocherà anche lungo la nuova autostrada in senso nord-sud, assicura il vice sindaco. Il sindaco di Montagnana Giuseppe Mossa sottolinea la grande novità di questa nuova zona produttiva, ossia il fatto che i comuni si sono organizzati in una logica di squadra e hanno programmato in un'unica macro zona le rispettive aree di espansione produttiva. I tre risultati principali sono: la costituzione di una massa critica per l'espansione produttiva, tale da permettere la nascita di servizi di primaria importanza a supporto delle imprese (vigilanza, ristorazione, asili, sportelli bancari, logistica...); il connubio fra sviluppo produttivo e salvaguardia del patrimonio paesaggistico capace di costituire il motore di importanti settori economici come il turismo e le produzioni agricole di qualità (si pensi alla città di Montagnana con le sue splendide mura, alle produzioni di qualità come la mela dop di Castelbaldo o la cantina di Merlara); la nascita delle condizioni per rendere quest'area un vero punto strategico di incontro ferro/ gomma nella rete dei corridoi europei, intercettando le direttrici del corridoio 1 (Berlino-Palermo) e 5 (Lisbona- Kiev). Secondo il sindaco Fidenzio Bellini sono tre le macro aree individuabili all'interno dell'area battezzata parco produttivo del Fiumicello: logistica, commerciale e produttiva. Anche all'interno del Parco sarà messa in campo una pianificazione attenta ad evitare la commistione di insediamenti tra loro incompatibili per esigenze e problematiche.Una burocrazia snella ed efficiente sarà a vantaggio dei comuni interessati a far parte della società, nel rispetto delle norme urbanistiche vigenti. Giuseppe Mossa, sindaco di Montagnana, lo ha definito un progetto ad ampio respiro, capace di incrementare notevolmente l'economia di tutta la Bassa Padovana e di migliorare la viabilità, a condizione di una gestione che ne rispetti il carattere di vivibilità richiesto. In questo contesto, Eddi Gennaro - presidente della Cna di Este – esprimendo la propria valutazione positiva sull'iniziativa, conclude sottolineando il ruolo che la Cna di Padova, con la sua presenza capillare sul territorio della Bassa Padovana, può ed intende svolgere come soggetto di riferimento per coordinare l'insediamento delle imprese, in particolare di quelle di minori dimensioni, nella nuova area produttiva, facilitando e razionalizzando l'incontro tra domanda ed offerta di nuovi spazi insediativi. 29-04-2008 15:52:15 Da sinistra: Daniela Costantin, Giuseppe Mossa, Giuliano Nicoletti, Fidenzio Bellini, Eddy Gennaro.

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Musile Tanzi: Salso deve aderire alla <Carta di Parma> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALSOMAGGIORE 09-05-2008 SICUREZZA UN ORDINE DEL GIORNO Musile Tanzi: Salso deve aderire alla "Carta di Parma" II Sicurezza urbana: il consigliere comunale di Forza Italia Luca Musile Tanzi ha predisposto un ordine del giorno con cui il Consiglio comunale si impegna ad aderire alla cosiddetta "Carta di Parma" sulla sicurezza e il sindaco a sottoscrivere il documento. Come rileva Musile Tanzi, "il 18 aprile scorso a Parma il sindaco Vignali ed altri 15 sindaci di città capoluogo hanno sottoscritto un documento in cui si chiede al governo nazionale maggiori azioni concrete per garantire la sicurezza urbana. Le richieste prevedono in sintesi più poteri amministrativi ai sindaci contro la microcriminalità, più finanziamenti ai Comuni per progetti di sicurezza urbana, più personale e mezzi alle forze dell'ordine a livello locale. Come pure più funzioni di sicurezza urbana alla polizia municipale, meno clandestinità che ostacola l'immigrazione regolare, meno tolleranza e sconti di pena, meno burocrazia per i controlli sulla residenza e la regolamentazione dei flussi immigratori sul reale fabbisogno locale ". Musile Tanzi fa notare poi come l'iniziativa "risulti priva di ogni strumentalizzazione ideologica, essendo i sindaci firmatari appartenenti a schieramenti che trasversalmente coprono tutto l'arco costituzionale. La percezione di una reale riduzione della sicurezza urbana nonché la reale situazione della stessa anche nel nostro comune avrebbe un forte miglioramento se tali richieste venissero soddisfatte dal nuovo governo". Sicurezza I primi volontari in servizio a Parma.

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Ora aspettiamo i miracoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ora aspettiamo i miracoli di Berlusconi e di Bossi Il 60% degli italiani è felice: ha vinto le elezioni e adesso entro due anni (il tempo lasciato a Prodi) aspetta i miracoli di Berlusconi-Bossi: diminuzione del debito pubblico, migliori finanziamenti alla ricerca scientifica, taglio delle tasse di almeno 10 punti, federalismo fiscale senza contraccolpi, burocrazia più snella e veloce, vendita di tutte le attività pubbliche passive, tagli notevoli al settore pubblico, delinquenza zero, disoccupazione zero, clandestini zero, non più indulti, nuove carceri, numero dei politici dimezzato, gli stipendi dei politici dimezzati, non più finanziamenti ai giornali di partito e altri giornali, taglio consistente al contributo alle spese elettorali e così via. Questo governo può fare tutto questo in breve tempo perché ha una maggioranza notevole nelle due Camere. Insomma può permettersi di ignorare tutte le opposizioni in Parlamento. Temo però che il terzo governo Berlusconi finirà come gli altri: tante promesse pochi fatti. Franco Vicentini Treviso Portate gli autobus agli anziani di S. Bona Con questa mia cerco di dare voce a chi voce ne ha sempre meno. Di recente sono andata a far visita ad una persona ricoverata presso la nuova struttura per anziani che si trova in località S. Bona e mi sono accorta che vi è un grande piazzale per il parcheggio auto ma nessun mezzo pubblico che arrivi all'interno di questo piazzale e che la fermata più vicina dell'autobus si trova circa a 800-900 metri. All'interno di questa struttura si trovano ricoverate delle persone quasi sempre anziane che hanno delle malattie molto invalidanti. Guardandole mi è venuto in mente che queste persone prima di ammalarsi avranno avuto quasi certamente delle amicizie della loro età.Amicizie che ora, visto la mancanza di mezzi pubblici,non possono andarle a trovare rendendo così la loro vita ancora più triste. Forse una soluzione potrebbe essere: far entrare nel piazzale un autobus di linea. Mi auguro che l'Autorità competente voglia prendere atto di questa richiesta. Bertilla Brazzalotto Treviso Il buonismo di Veltroni e i consigli di Cacciari Il sindaco veneziano Massimo Cacciari ha rilasciato una intervista a nella quale ha fornito molti consigli al segretario del PD Walter Veltroni. Tra i quali quello di affrontare di petto la questione immigrazione superando il buonismo di maniera. Però, alla fine, anch'egli dichiara che gli immigrati sono assolutamente necessari. Una affermazione tanto perentoria e indiscutibile sulla necessità dell'immigrazione si trova solo in Italia. E perché mai non si può dire invece che nel nostro paese, per la pressione soprattutto dei vescovi italiani e della sinistra terzomondista, si è voluto accogliere più immigrati degli altri? Negli ultimi anni l'Italia è stata seconda solo agli Stati Uniti, cioè più che una necessità una grande opera di carità. Non è ora che si faccia un bilancio dell'utilità dell'immigrazione anche se la Chiesa non gradisce una analisi di tal genere? L'altro giorno su un quotidiano locale è uscita la notizia che nell'apparentemente sviluppatissimo Veneto, la quota di occupazione femminile è ancora bassa e pari al 53%. La maggior parte degli operai ultracinquantenni sono inattivi, pochi in pensione anticipata, tanti invece senza lavoro o sottoccupati poiché le industrie preferiscono naturalmente gli immigrati. Da una parte si dice che per uscire dalla crisi economica si deve aumentare la produttività, dall'altra si sta andando verso un "modello di sviluppo", come piace dire ai sindacalisti, proprio del Terzo Mondo e delle prime fasi della industrializzazione. Non stiamo tornando indietro per far piacere alla Chiesa e ai terzomondisti? Paolo Samogin Conegliano.

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dalla sinistra all'opposizione. Allora non funzionò. Oggi Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (3 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 ) " (102 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (54 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (58 votes, average: 1.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (33) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Jack, va bene tutto ma dire che Padoa Schioppa e Visco non hanno messo le mani in tasca degli... Miro: ahahaha il governo OMBRA ,simpatica questa.Perchè invece Vletroni e la sua band,non fanno le persone serie,e... JackTheLeopard: Grandi promesse, grandi aspettative. Riusciranno a risolvere l'emergenza rifiuti di Napoli?... giordano: i falliti non possono che fare chiacchiere inutili, perchè non sanno fare altro che millantare supponenze... Rino Gioffrè: In campagna elettorale ne ho sentite di sciocchezze, ma questa del governo ombra è la prova provata... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Portogruaro in c1? lignano candida lo stadio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Portogruaro in C1? Lignano candida lo stadio LA PROPOSTA LIGNANO. Serve uno stadio al Portogruaro per ospitare gare del campionato di calcio di serie C1? A Lignano sono pronti. E potrebbero accogliere i nuovi ospiti a braccia aperte. Il problema di uno stadio adatto alla categoria, almeno per ospitare le prime gare interne del nuovo torneo, se lo stanno ponendo in questi giorni i tifosi e i dirigenti del Portogruaro calcio, ambiziosa società di calcio, che ha concluso al terzo posto, risultato mai raggiunto prima, la stagione regolare nel girone B del campionato di serie C2. Grazie a questo piazzamento il Portogruaro, per la prima volta nella sua storia, affronterà i play-off, cioè una specie di tabellone tennistico composto in questo caso da semifinali e finali per la promozione nella categoria superiore. Secondo i parametri vigenti lo stadio Mecchia di Portogruaro è adatto alla categoria serie C2, con i suoi 2500 posti a sedere. Non per la C1. Per la serie C1, ed è per questo che il vicesindaco di Portogruaro e assessore ai lavori pubblici Luigi Villotta è molto preoccupato per un'eventuale promozione della squadra veneziana, la Lega calcio di serie C è categorica: le gare interne vanno ospitate in strutture con una capienza di 4.500 posti a sedere. Lo stadio Teghil di Lignano risponderebbe ai parametri richiesti. La provincia di Udine potrebbe dunque ospitare alcune gare professionistiche in un secondo stadio: il Teghil di Lignano dopo il Friuli di Udine. La soluzione Lignano tuttavia sarebbe provvisoria. Il comune di Portogruaro sta pensando di "correre ai ripari" nel caso nel mese di giugno arrivasse la sospirata promozione in serie C1. Ma siccome lo stadio è gestito dal comune stesso i propositi per realizzare una tribuna più ampia si scontrerebbero con la burocrazia. Tra l'assegnazione di un bando e la realizzazione di una nuova tribuna ospiti più ampia (da oltre 2500 posti che si sommerebbero ai 2000 della tribuna centrale del Mecchia di Porrtogruaro) passerebbero almeno due mesi, per essere ottimisti. I fatti di Catania del febbraio 2007 hanno poi costretto gli organi sportivi competenti a non concedere più deroghe per motivi di sicurezza e ordine pubblico. "Non stiamo pensando ad alcuna soluzione, prima vogliamo vedere sul campo cosa fa la nostra squadra - assicura il vicepresidente del Portogruaro Francesco Mio - occorrerà aspettare". Più volte in amichevole il Portogruaro ha giocato a Lignano. L'ipotesi di una C1, per almeno due gare interne del Porto, affascina la dirigenza lignanese. "Ammiriamo il Portogruaro e speriamo tutti sia promosso - sostiene il dirigente Renato Filippi - qui per loro ci sarà sempre posto". Anche il comune di Lignano fa il tifo. Infatti ci sarebbe un "locatario" in più cui affidare il campo. Lo stadio Teghil, ristrutturato per i giochi della Gioventù europea, ha tutte le caratteristiche per ospitare gare di C1 con 4 tribune: una centrale, una opposta con ai lati due tribunette più piccole. Ieri sera intanto grande accoglienza per la squadra del Lignano juniores che ha vinto il titolo regionale di calcio, pareggiando l'ultimo incontro del triangolare tra le vincitrici del girone per 1-1 col San Luigi. Caroselli e festeggiamenti fino a notte fonda sulle strade della località. Rosario Padovano.

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Stampa estera: Governo Berlusconi nato con "velocità accecante" (sezione: Burocrazia)

( da "Velino.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. EST - Stampa estera: Governo Berlusconi nato con "velocità accecante" Roma, 9 mag (Velino) - Silvio Berlusconi “impone la propria autorità con un governo di amici e belle donne”. Con questo titolo l'Independent commenta oggi la nascita ufficiale del nuovo governo del Cavaliere. Il quotidiano britannico definisce il “cambiamento della guardia” con il governo Prodi di una “velocità accecante per gli standard italiani”. Una cosa del genere – nota l'Independent – “non era mai accaduta prima” in questa Italia “disordinata” e “dal passo di lumaca”, dove la distribuzione dei ministeri tra una “sconcertante varietà di partiti” di solito “occupava settimane”. Inoltre, l'età media (50 anni) dei ministri scelti da Berlusconi è, secondo il quotidiano del Regno Unito, “sorprendentemente bassa per l'Italia”. Per l'Independent il Cavaliere ha ricevuto un aiuto nel velocizzare le cose dal fatto che l'ultima tornata elettorale ha visto il numero dei partiti rappresentati in Parlamento “ridursi drammaticamente da 26 a sei”. Ma anche la “disperata situazione finanziaria” del nostro paese ha contribuito a ridurre i tempi grazie anche – scrive il quotidiano britannico – alla diffusa “consapevolezza che, con una crescita vicina allo zero, vanno prese decisioni difficili”. “Ho cinque anni per cambiare il paese”: riferendo l'affermazione del Cavaliere l'Independent commenta che “il mondo esterno potrà doversi adeguare alla novità di un Berlusconi senza le sue battute”. Il Guardian rileva – “a dispetto delle promesse della campagna elettorale per un ruolo più ampio delle donne in Parlamento” - il numero non esorbitante della componente femminile nel nuovo esecutivo. Anche se – aggiunge il quotidiano britannico – “Berlusconi ha dato due degli incarichi più importanti a delle donne”, con Mariastella Gelmini all'Istruzione e Stefania Prestigiacomo all'Ambiente. Per il Guardian l'assegnazione più “controversa” è stata quella del dicastero per le Pari opportunità alla trentaduenne Mara Carfagna, definita “ex-beauty-queen che nel 1998 si piazzò terza a Miss Italia e che ha posato senza veli per delle riviste mentre si faceva strada nel mondo dello spettacolo”. Il quotidiano britannico ricorda inoltre come lo scorso anno la Carfagna sia stata al centro di una “furiosa discussione pubblica” tra Berlusconi e sua moglie, con “l'allora leader dell'opposizione costretto a scusarsi per aver detto alla Carfagna che l'avrebbe sposata se non fosse stato già impegnato”. Silvio Berlusconi “ha preso in mano le redini dell'Italia”. Così titola il Times commentando la nascita del nuovo esecutivo italiano. E riferisce le parole del Cavaliere: “Stavolta non ci sono scuse. Le condizioni per rimettere in piedi l'Italia ci sono tutte, se falliremo la colpa sarà soltanto nostra”. Per il quotidiano britannico il notevole risultato elettorale ottenuto dal centrodestra “è dovuto – come sostengono molti analisti – all'inquietudine sull'immigrazione e sul declino economico”. (segue) A proposito dell'incarico di ministro per la Semplificazione legislativa affidato al leghista Roberto Calderoli il Financial Times (“con il mandato - spiega il quotidiano economico britannico - di snellire le leggi e la burocrazia”) ricorda che la scorsa settimana Saif El Islam, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, aveva messo in guardia sul rischio di “catastrofiche ripercussioni” nelle relazioni bilaterali tra Italia e Libia se a Calderoli fosse stato conferito un incarico nel nuovo governo. Il riferimento è alla manifestazione di protesta scoppiata a Bengasi il 17 febbraio 2006 contro il Consolato italiano nella città libica dopo che Calderoli, allora ministro delle Riforme, aveva mostrato durante un'intervista televisiva una maglietta con una vignetta anti-islamica. è inoltre estremamente probabile che – nota ancora il Financial Times – la questione del federalismo fiscale (“come suddividere – spiega il quotidiano finanziario – le imposte sul reddito tra il più ricco nord e il più povero sud”) sarà “una delle questioni più controverse all'interno della coalizione”. Una coalizione di “alleati di lungo corso e qualche faccia nuova” che – nota il FT – appare “con la dipartita dei centristi cattolici dell'Udc decisamente più compatta di quella della precedente amministrazione”. Inoltre - sottolinea il Financial Times – l'ultimo governo Berlusconi è stato “il primo dal secondo conflitto mondiale che è riuscito a sopravvivere per tutti i cinque anni di mandato”. Il Washington Post ironizza sull'“immagine da playboy” coltivata dal Cavaliere, il quale – scrive il quotidiano statunitense – “scherza apertamente sul suo profondo amore per le belle donne”. Un amore che gli ha procurato anche “pubbliche reprimende da parte della moglie”. Il Washington Post cita a questo proposito il “modesto incidente diplomatico” causato da Berlusconi quando “una volta raccontò scherzando di aver usato le proprie capacità di seduzione sulla presidente finlandese” Tarja Halonen. E forse – commenta il quotidiano Usa – è proprio “rispecchiando le attitudini del presidente” che i media italiani si sono molto “concentrati sul bell'aspetto e la relativa gioventù dei ministri donna”. Un dato che risulta ancora più evidente in una classe politica come quella italiana che il Washington Post (ma in passato lo ha fatto gran parte della stampa estera) definisce “geriatrica”. (dna) 9 mag 2008 09:46.

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Protagonisti: Janna Bullock (sezione: Burocrazia)

( da "Stile.it" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un aspetto che non mente, quello di Janna Bullok, eroina moderna, self-made woman per antonomasia che, dalla povertà più nera, scala le vette dell'impero immobiliare newyorkese. Sorriso posato, capelli biondi, pelle di pesca, tailleur firmato "Prada" ed un passato tolstojano. Dai mattoni delle facciate di un'antichissima San Pietroburgo, ai piloni ultramoderni dell'upper east side di Manhattan. È qui che vive l'elite dell'alta finanza, della politica e dello spettacolo, personaggi come Michale Bloomberg e Woody Allen. Una classe che non rischia di vedersi pignorare l'abitazione, per via della recessione che ha colpito l'America dall'agosto 2007. Ed è qui che, nel breve arco di un ventennio, "Lady townhouse" ha fondato il suo olimpo manageriale. La sua favola inizia 40 anni fa, nella Russia del post-realismo socialista, dove con sua madre, vive di buoni d'acquisto ed assiste entusiasta al risveglio di una cultura che rinasce sotto i colpi del pennello surrealista. In questo scenario, la futura regina si appassiona all'arte e, dopo una laurea conseguita con una tesi su Dostoevskij, va ad insegnare in una scuola superiore di San Pietroburgo. A 20 anni, già madre di una bambina, si allontana col suo sogno nel cassetto per raggiungere un luogo distante anni luce, non tanto per chilometri, quanto per sistema, politica e mentalità. Una scelta sofferta, affrontata con tenacia da leonessa. Nella Grande Mela, trova mille lavori: da baby-sitter in una famiglia ebreo-ortodossa, ad impiegata in uno studio legale, da consulente d'arredamento, al master in economia alla Duke University. Fino al giorno in cui, grazie a un prestito bancario, esordisce nel mercato delle town-house, dimostrando da subito notevole talento negli affari. Da questo momento la vita di Janna procede a colpi d'acquisti, ristrutturazioni e vendite a prezzo moltiplicato. Come il palazzo sulla 64esima, una volta sede dell'New York Observer, che compra a 10 milioni e rivende a 19. Diventa uno squalo in tacchi a spillo e la sua fama fa il giro del mondo. Ma, nonostante i guadagni stellari, la lussuosa penthouse, la coppia di chihuahua, i 400 pezzi d'arte, ed una società milionaria battezzata "RIGroup", non dimentica se stessa e la terra d'origine. Alla sua Russia, infatti, dedica un progetto volto a resuscitare la splendida e depressa zona di Sergei Posad, alle porte di Mosca, dove gli antichi monasteri attirano milioni di pellegrini che non sanno trovare rifugio. Qui, dopo un'aspra lotta con la burocrazia locale, vinta a suon di milioni, rende pubblico il suo desiderio di contribuire all'economia di sviluppo dell'ex-Unione Sovietica. Intanto, nella patria adottiva, è riconosciuta mecenate d'artisti da ogni dove e si conquista la nomina di membro del comitato direttivo del Museo Guggenheim, entrando così nell'elite culturale newyorkese. Sul fronte degli affari, dichiara intenti eco-solidali, inaugurati con l'acquisto delle rovine di un palazzo incendiato sulla 62esima strada. Ristrutturato con i criteri dell'architettura sostenibile (eliminazione di materiali tossici e risparmio energetico) è il primogenito della nuova era Bullock, su cui Janna vuol porre l'illustre suggello della Leadership of Energy and Enviromental Design.

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La falsa ereditiera condannata per truffa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un anno e tre mesi con la condizionale per un raggiro immobiliare da 800 mila euro La falsa ereditiera condannata per truffa SENIGALLIA Contestate truffe per 800 mila euro: condannata ad un anno 3 tre mesi con la condizionale. Si è concluso dopo quasi due anni di dibattimento il processo ad Anna Figliolia accusata di aver perpetrato truffe immobiliari per 800 mila euro. La donna, poco più che cinquantenne e originaria del sud, si faceva credere una ricca ereditiera che per mantenere alto il proprio livello di vita aveva necessità di vendere parte del suo patrimonio immobiliare. Alle vittime raccontava che doveva fare i conti con gli ostacoli della burocrazia, sempre pronta a provocare ritardi, lungaggini, errori. Vicenda che risale al 2006 e a far scattare le manette la Guardia di Finanza che aveva scoperto una truffa immobiliare tra Senigallia, Fano e Pesaro. Ben 12 i capi di imputazione per altrettante vittime cadute nella rete di colei che nelle aule di giustizia viene identificata come falsa ereditiera. Dodici capi di imputazione che nel corso dello svolgimento del processo sono scesi a 5. Ieri la sentenza nel tribunale di Senigallia che ha registrato la condanna ad un anno e tre mesi con la condizionale per due truffe mentre per le restanti tre la donna è stata assolta "per non aver commesso il fatto". Giudizio accolto naturalmente con favore dall'avvocato Francesco Nucera che nel corso di questi mesi ha cercato di smontare il castello accusatorio della Procura di Ancona. L'attività di indagine delle forze dell'ordine ha aveva emergere che per almeno cinque anni, dal 2000 al 2005, Anna Figliolia, nata a Maschito in provincia di Potenza ma da tempo residente a Senigallia, sarebbe riuscita a mettere a segno truffe per almeno 800 mila euro, raggirando commercianti, un direttore di banca, pensionati e perfino un'agenzia immobiliare. Tutto questo fino a quando non è stata scoperta dalla Guardia di Finanza, che grazie a pazienti indagini è riuscita a ricostruire una vicenda di fantomatiche compravendite di immobili. Case e appartamenti, spesso di pregio, che Anna Figliolia ha "venduto" a decine di clienti tra Senigallia, Fano e Pesaro. Per i malcapitati finiti nella rete della finta ereditiera si trattava del classico "affare", convinti in questo anche dai modi usati dalla donna per mettere a segno le truffe. La donna stipulava contratti di affitto brevi per gli immobili che voleva "vendere" e poi invitava i potenziali acquirenti a visitarli, comportandosi in tutto e per tutto come la legittima proprietaria. A chi si meravigliava per una scelta del genere, Anna Figliolia faceva credere di essere costretta a vendere, a causa del crescente costo della vita che doveva sostenere, visto che soggiornava spesso in alberghi di gran lusso, sia in Italia che all'estero. Anna Figliolia è nota anche per una condanna (in primo grado e per la quale l'avvocato Nucera ha annunciato il ricorso in appello) a 2 anni e 8 mesi con 500 euro di multa nonché 65 mila euro di risarcimento danni per circonvenzione di incapace nei confronti di J.S., una anziana ottantacinquenne senigalliese. Condanna inflitta nell'aprile del 2007 sempre dal tribunale di Senigallia. In questo caso la donna, tra il 1996 ed il 2002, ha chiesto soldi per tirare avanti per "problemi familiari" sino all'incasso di una ingente eredità. Vicenda venuta allo scoperto nel settembre del 2002 perché un volontario del Centro di Aiuto per la Vita (sodalizio frequentato dalla vittima della truffa) informato da un altro volontario impiegato di banca dell'insolito comportamento dell'anziana amica, ha avverto il figlio di J.S. dei debiti contratti dalla madre. MARCELLO PAGLIARI,.

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La Ue dichiara guerra alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia Online" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L 'Ue contro la burocrazia. Entro il 2012 si ridurranno del 25% gli oneri amministrativi, non saranno più richieste traduzioni ufficiali per l'apertura di filiali all'estero e si potrà optare per dichiarazioni sul fatturato semplificate.

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Stazione marittima, sparisce l'incompiuta (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6025 Arbatax Stazione marittima, sparisce l'incompiuta Arbatax --> Da qualche giorno gli operai della Cema, ditta d'appalto di Catania, lavorano alacremente alla ristrutturazione della stazione marittima del porto di Arbatax. Un drastico restyling voluto dal Comune di Tortolì per trasformare quello scheletro di ferro e cemento, diventato col tempo un vero e proprio simbolo dell'incuria e delle lungaggini della burocrazia, in una struttura moderna e confortevole. L'avvio dell'intervento di sistemazione della storica incompiuta tortoliese segna lo spartiacque tra un recente passato, fatto di degrado delle banchine, ed un futuro che appare decisamente più roseo. La realizzazione della stazione marittima, infatti, è un intervento che va inquadrato in un ambizioso programma complessivo destinato a dare nuovo ossigeno allo scalo portuale ogliastrino. Dalla realizzazione di un nuovo dente d'attracco nell'avamporto ,struttura che servirà all'ormeggio di navi di grandi dimensioni, all'adesione dello scalo tortoliese all'Autorità portuale di Cagliari, provvedimento caldeggiato dall'assessore regionale ai Trasporti Sandro Broccia e subito fatto proprio dal Comune. "Si tratta di un intervento importante - sottolinea a questo riguardo l'assessore comunale ai Lavori pubblici Marco Deiana - che renderà il nostro porto decisamente più accogliente". Deiana elenca gli altri interventi che dovrebbero cambiare il volto ad Arbatax . "Finalmente - sottolinea - nell'ambito portuale si concretizzano le attese degli anni precedenti. Contestualmente a quanto sta attuando il Comune - ricorda l'amministratore - anche il consorzio industriale di Tortolì ha definito tutte le procedure per la costruzione del dente l'attracco necessario alle navi di tipo Bithia". Una volta terminati i lavori, il porto di Arbatax, sempre secondo l'assessore, potrà avere una dimensione produttiva adeguata ai tempi funzionale al progetto di riconversione delle aree dell'ex Cartiera. Anche le aree portuali, sino a ora sacrificate, saranno decisamente più accoglienti. In ultimo, ma non certo per ordine di importanza ci saranno tutti i servizi a disposizione dei viaggiatori che a tutt'oggi quando mettono piede nel porto di Arbatax si trovano davanti il deserto. Nella stazione marittima, che verrà realizzata su tre livelli troveranno spazio, attività commerciali, bar e ristorante con terrazza panoramica una confortevole sala d'attesa, gli uffici del Circomare e quelli delle imprese portuali. I lavori per il completamento della stazione marittima dovrebbero durare un anno e mezzo e sono stati finanziati con oltre un milione e mezzo di euro. GIUSY FERRELI.

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Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 09 Mag 2008 Edizione 90 del 09-05-2008 Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto di Gabriele Cazzulini "La deriva", il nuovo libro della premiata coppia Stella e Rizzo, è un'impietosa denuncia sulla decadenza della potenza marittima italiana. La grandezza del passato fa scintille quando stride con la decadenza del presente. Rannicchiati a contemplare gli anni ruggenti della nautica, della logistica e della portualità italiana, i nostri scali galleggiano alla deriva. Un lungo passato all'insegna del predominio marittimo. Poi la fulminante crisi con la morsa della competizione globale. Infine oggi: l'emarginazione di fronte all'Asia coi suoi nuovi signori dei mari. Questa realtà incrostata dalla salsedine del fallimento ha molti padri, ma il risultato è unico: container in passaggio su altre banchine, navi che solcano altre rotte, cantieri navali che ormai non varano più regine del mare. Ecco la diagnosi di un esperto del settore, Stefano Gianazzi, consulente indipendente in porti, trasporti e territorio. Come si può riassumere la posizione della classe politica italiana degli ultimi vent'anni nei riguardi della portualità di Genova? C'è stato un affossamento sistematico di ogni grande o piccolo disegno strategico di sviluppo, prestigio e autonomia del Porto. Allo stesso tempo il porto è stato regionalizzato meglio di un grande porto internazionale in grado di confrontarsi su un piano di pari dignità, anche se con ruoli diversi, con le istituzioni. Quali sono i costi più salati per l'Italia alla deriva? (competitività, ricchezza, innovazione, prestigio?) Chi rimane indietro è perduto. Gli altri deviano i fiumi per ampliare i porti e noi affoghiamo nella burocrazia. Ci si è gongolati troppo nell'idea di Genova primo porto del Mediterraneo. Ma il vero problema sono i tempi che occorrono nel reagire alla globalizzazione. Si parla troppo e si fa poco, troppo poco e spesso male. Qual è oggi la formula per governare un sistema complesso come un porto? Occorre equilibrare fattori ambientali, politici, culturali, economici, che variano non solo da stato a stato, ma, come nel caso della Liguria, addirittura da città a città. E da persona a persona. I porti oggi sono entità fortemente result-oriented. E per ottenere questi risultati serve un'attenta governance delle attività che fanno funzionare il porto stesso, di quelle che si insediano nei pressi dei porti per minimizzare i costi di trasporto (industrie soprattutto), e delle attività direzionali (brokers, agenzie marittime, spedizionieri, etc.). Un mix di cervelli e muscoli. Qual è il modello virtuoso di sviluppo per far uscire il porto di Genova dalla sua deriva? A mio avviso serve un protocollo condiviso da tutti gli attori (istituzioni, operatori, stakeholders e cittadini). Non si attraggono le nuove leve dirigenziali, come quelle cinesi, organizzando viaggi in Cina per promuovere il pesto, ma, ad esempio, organizzando un sistema di istruzione adeguato per i figli dei dirigenti delle compagnie. Per evitare situazioni come il licenziamento di 300 dipendenti a Genova da parte di Maersk o la smobilitazione del terminal di Cagliari in seguito alla variazione nei servizi della stessa compagnia, serve una vera concorrenza globale.

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NUCLEARE: GATTA, SCELTA DI BUON SENSO SU CUI PESANO FALSI PROBLEMI (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 9 mag - Il ritorno dell'Italia al nucleare sarebbe una scelta di buon senso legata ai problema dei cambiamento climatico e al nodo della sicurezza degli approvvigionamenti energetici. E' quanto sottolinea il presidente di Assoelettrica, Enzo Gatta, in un'intervista al settimanale Il Mondo. Anche perche', spiega, quelli dei costi e degli stoccaggi delle scorie sono ''falsi problemi''. Il nodo vero, secondo Gatta, sta nel rapporto con la burocrazia e con il territorio. ''Anche se riuscissimo un domani ad adottare una scelta bipartisan in materia di politica energetica e quindi di ritorno al nucleare - dice - resterebbe il problema di accettazione a livello locale di questa decisione: in altre parole l'effetto nimby (not in my backyard, non nel mio giardino ndr.) e' destinato a continuare a pesare moltissimo condizionando le scelte strategiche di questo Paese''. Piu' in generale, ricorda Gatta, esiste anche un problema burocratico per la realizzazione di infrastrutture energetiche: ''Abbiamo scontato costi inaccettabili per decine di progetti rimasti arenati nelle secche della burocrazia e dei conflitti tra amministrazioni locali e centrali''. Per questo ''bisogna fare tesoro di questi errori cercando di creare consenso e cultura intorno alle politiche energetiche''. fgl/cam/alf.

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AMEDEO PICARIELLO SANITà VICINA AL COLLASSO: IL RISCHIO è CHE LE LISTE D'ATTESA - GI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

AMEDEO PICARIELLO Sanità vicina al collasso: il rischio è che le liste d'attesa - già interminabili - possano ulteriormente allungarsi con penalizzazioni anche sul fronte delle prestazioni diagnostiche e mediche. Tutta colpa del piano di rientro siglato con il Governo e che punta a colmare lo spaventoso buco nel bilancio campano. La denuncia stavolta arriva dal mondo degli operatori e di "emergenza sanità" ha parlato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa Viriglio Cicalese, primario all'ospedale Moscati di Avellino e presidente regionale dell'associazione degli urologi. A fronte di dieci unità che si perdono per trasferimenti, mobilità o pensionamenti, non si può assumere più di un medico. Stesso discorso per gli infermieri: se ne escono quattro, ne prendi al massimo uno. Numeri troppo risicati a cui si aggiungono i tagli sul fronte delle spese relative a strumentazioni, materiale e farmaci. "Un disastro che tra non molto coinvolgerà anche Avellino e l'Irpinia", tuona Cicalese perché - paradossi della burocrazia e della politica - più un'azienda sanitaria è virtuosa, più finisce nella maglie dei vincoli di spesa. Ed è il caso del nosocomio cittadino. "La sanità non si può fare - dice sempre il primario di Urologia del Moscati - con i bilanci alla mano, utilizzando esclusivamente la cieca logica dei numeri". Ecco allora l'appello al nuovo governo, ma soprattutto alla regione: dal governatore Bassolino all'assessore Montemarato al consigliere Giusto, presidente della Commissione Sanità. "Creiamo centri di eccellenza - dice Cicalese - e puntiamo su quelli per fermare sia l'emorragia di cervelli con giovani e valenti medici costretti ad emigrare sia i viaggi della speranza dei pazienti". E nel corso dell'incontro di ieri sono venuti fuori dati sconcertanti: il reparto di Urologia viaggia con una media di 300 interventi all'anno tra tumori alla vescica e alla prostata. Un'incidenza sul territorio mai vista e che cresce al ritmo di un 20% ogni anno. "Queste patologia - conclude il primario - sono da addebitare anche all'aumento dell'utilizzo di pesticidi e anticrittogamici sui prodotti ortofrutticoli. É l'unica spiegazione verso un incremento che si registra in special modo in zone dell'entroterra".

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BRUNETTA: MENO BUROCRAZIA A CASA GLI STATALI FANNULLONI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista ANTONIO TROISE Roma. Renato Brunetta, economista, ex consigliere di Berlusconi a Palazzo Chigi, tradisce ancora una certa emozione anche ora che ha scandito la formula di rito al presidente della Repubblica e parla nella sua nuova veste di ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione. Una nomina a sorpresa nella squadra del Cavaliere. Da dove partirà il nuovo esecutivo? "Vogliamo governare bene, subito, nell'interesse degli italiani, in maniera visibile, concreta, senza fare promesse ma realizzando le cose che abbiamo annunciato in campagna elettorale, giorno dopo giorno". Un giudizio sulla squadra del Berlusconi 4? "Ottima e abbondante" Il suo dicastero avrà anche una responsabilità importante, gestire l'innovazione della macchina burocratica. Quali saranno le priorità? "Vogliamo usare in maniera amichevole le nuove tecnologie per migliorare la vita degli italiani. Il punto centrale sarà il settore pubblico, i dipendenti statali e il loro ruolo nei confronti delle famiglie e delle imprese". Non bisognerà anche fare qualcosa per ridurre la montagna di carta e documenti "Si, manderemo al macero le scartoffie e tutta la burocrazia cartacea. Introducendo non una nuova burocrazia ma rapporti amichevole fra lo stato e i suoi cittadini. Utilizzando gli strumenti dell'elettronica e dell'informatica". Premierete i dipendenti pubblici che lavorano? "Assolutamente sì. Ma questa è una regola del mercato. I bravi vanno premiati e i fannulloni cacciati".

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IL RISO AMARO NELLA VALIGIA DI TARTAGLIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA NUOVA COMMEDIA AL DIANA Il riso amaro nella valigia di Tartaglia Franco de Ciuceis Eduardo Tartaglia da tempo ha connotato la sua scrittura comica con temi che attengono alle insicurezze dei nostri giorni, intrecciando strane storie solo apparentemente paradossali, ma rispondenti a quel pizzico di follia e di verità che sempre si mescolano nella realtà. Così, già in alcuni suoi primi atti unici, toccava nervi scoperti: il senso della catastrofe che incombe sul nostro quotidiano ("La paura che ti fai") o il cinismo della società spettacolo e della tv del dolore ("Sveglia&Vinci"). Oppure il business delle ecomafie ("I fiori del latte"), bufale e mozzarelle tra rifiuti tossici e campi inquinati. E, ancora, lo scenario internazionale di "Ci sta un francese, un inglese e un napoletano" sull'attualità di guerre lontane che ci accostano a realtà e culture diverse, commedia trasferita in tv su "Palcoscenico" di Raidue e nel film appena distribuito nelle sale. In effetti, pur nella loro semplicità, questi testi vanno oltre il contesto di cui li riveste la matrice napoletana e il gioco comico si vena di più acri umori. Come nella nuova commedia che ha debuttato al Diana, "La valigia sul letto", che vede Tartaglia autore, regista e protagonista con gli attori della sua compagnia, Veronica Mazza, Nunzia Schiano, Francesco Procopio, Peppe Miale, Peppe Cantore e Stefano Sarcinelli. La storia che si racconta la potremmo ritrovare su una qualsiasi pagina di giornale. Un poveraccio, guardiano notturno in uno dei tanti cantieri che tormentano la città, precario pagato in nero, si ritrova parente di un camorrista pentito e come tale deve essere sottoposto al regime di protezione per non incorrere in vendette trasversali. E nella baracca ricavata sotto i ponteggi, è pronta sul letto la valigia per la fuga, assieme alla donna con cui convive. Lo spunto offre subito alcuni temi: i due non sono sposati e come coppia di fatto incappano nelle difficoltà della burocrazia; sono anche una coppia in crisi, lui un acquiescente bonaccione, lei presa dalle lusinghe del consumismo, con il miraggio dei centri commerciali. La pièce, naturalmente, ha una sua tenuta comica, con una esilarante sorella vedova e bizzoca (Schiano), un camorrista dai modi spicci (Procopio), un nevrastenico ispettore di polizia (Sarcinelli), un ambiguo mestatore (Miale), un parroco di campagna (Cantore). Tartaglia e la Mazza conducono il gioco, con le sorprese di un (poco) tranquillo soggiorno tra le lapidi di un cimitero dove la brigata trova rifugio, e forse anche l'inizio di una nuova vita. Eduardo Tartaglia.

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LETTERE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere Agevolazioni sui bus bilancio permettendo Ennio Cascetta - NAPOLI Rispondo con piacere alla lettera del signor Salvatore Nastro e alle altre su argomenti simili. Le agevolazioni per l'utilizzo dei mezzi pubblici a particolari categorie di cittadini a livello regionale subiscono due vincoli imprescindibili: devono rispettare la normativa in vigore - che può essere modificata solo dal Consiglio - e fare i conti con la limitata disponibilità dei fondi del bilancio. Ciò nonostante, siamo riusciti a realizzare, negli ultimi anni, una rilevante politica di sostegno alle fasce deboli, prevedendo una serie di agevolazioni tariffarie e la libera circolazione sui mezzi di trasporto pubblico locale per le categorie protette espressamente individuate dalle leggi regionali, per non parlare di quelle per gli studenti. Certo, vorremmo fare di più e meglio, ma la copertura finanziaria è un limite invalicabile per un ente pubblico, così come il rispetto della legge. Per quanto riguarda gli ultra 75enni, oggi - purtroppo - la normativa regionale non prevede agevolazioni tariffarie per l'utilizzo del trasporto pubblico locale. Vorrei infine rassicurare il signor Nastro e tutti coloro che versano nella medesima condizione che l'assessorato ai Trasporti - come ha già fatto in passato - continuerà a farsi promotore di ogni possibile iniziativa a favore delle fasce deboli, in particolare gli ultranziani, sempre compatibilmente con i fondi a disposizione e con le norme in vigore. Con l'assessore ai Trasporti della Regione si è aperto un filo diretto, e gliene siamo grati. Speriamo che possa presto battersi all'interno della sua stessa maggioranza perché nuove norme vengano incontro alle esigenze degli anziani: la spesa non è certo eccessiva e la priorità sociale è alta. Arrivano i turisti? chiudiamo l'ufficio P.D.E. - NAPOLI Sono uno di quelli che vi ostinate a chiamare vigili urbani; per carità non è un'offesa, ma giuridicamente la figura del vigile urbano non esiste più. Ciò detto, sono stato di servizio in piazza del Gesù, orario 13/19: inutile raccontarvi il contorno di disagi, inconcruenze e assurdità del mio lavoro tanto non lo prendereste mai in considerazione e questo forse anche perchè nessuno vi ha fatto mai mettere il naso, e vi ha raccontato o fatto vedere solo ciò che più gli interessava. Ma tornando alla mia giornata di lavoro c'è da dire che il primo maggio, giornata inaugurale del tanto sbandierato Maggio dei Monumenti, in piazza del Gesù l'ufficio d'informazioni turistico era chiuso. Ma questo non importa a nessuno o semmai rientra in una normale casistica e comunque nessuno ne parlerà; ma se io e il mio collega, come i tanti altri in servizio, per un motivo o un altro non ci fossimo stati, stai pur certo che l'indomani ci sarebbero stati titoloni sui quotidiani. A noi del Mattino interessa, al punto che pubblichiamo la sua segnalazione anche se il primo maggio è passato da un pezzo. Quanto al vigile urbano - e urbano è un magnifico aggettivo - si continua a usarlo solo perché esponente della Polizia metropolitana nei titoli non c'entra. L'inflessibilità della burocrazia T.D.S. - NAPOLI Il 5 maggiomi reco all'ufficio delle Poste di piazza degli Artisti al Vomero e dopo un paio di ore di attesa finalmente arrivo allo sportello e chiedo di prelevare 300 euro dal libretto per pagare due bollette in scadenza. L'impiegata, però, mi raggela: "Non le posso dare nulla, in quanto lei mi ha dato la carta d'identità come documento di riconoscimento invece della patente d'auto che ha presentato quando ha concluso la pratica di apertura del libretto alla sede di via Domenico Fontana. Quindi, non posso identificarla, mi spiace ma niente soldi". Ho perso due ore del mio tempo e mi sono scadute le bollette per le quali ora dovrò pagare la mora. Tutto questo perchè per le Poste di piazza degli Artisti la carta d'identità (o il passaporto se l'avessi avuto al momento) non ha la stessa valenza della patente d'auto. Ma in che razza di Paese viviamo? Vorrà il direttore dell'Ufficio o chi per esso giustificare questo assurdo episodio? Un pensiero di Joseph R. McCarthy: "L'unica cosa che ci salva dalla burocrazia è l'inefficienza. Una burocrazia efficiente è la minaccia più grave alla libertà". Quell'impiegata è stata efficiente e ha applicato il regolamento. Che importa se data di nascita, residenza, foto sono le stesse e quindi è esclusa la possibilità di errore? In Italia è oramai tutto flessibile, tranne la burocrazia. Straniero in patria e pure senza lavoro Sergio Luvino - NAPOLI Sono americano per nascita, nato da genitori italiani. Nel 1997 avevo la doppia cittadinanza. Lo status di civile Nato esclude la possibilità di assumere la residenza abituale nello Stato sul cui territorio si è in servizio. Quindi avrei dovuto rinunciare alla cittadinanza e alla residenza italiane. Tutto ciò è avvenuto nel rispetto delle norme (Convenzione di Londra) e così, il 30 ottobre 1998, trovandomi in possesso della doppia cittadinanza, mi sono visto notificare un avviso di licenziamento. Avevo trenta giorni per regolarizzare la mia posizione, rinunciando alla cittadinanza e residenza italiane. Situazione regolarizzata, ma il licenziamento è rimasto. Conclusione: a 41 anni, con 23 di servizio, mi ritrovo senza lavoro. Ho famiglia, è sopraggiunta una grave cardiopatia, ma in questa condizione non ho più nemmeno l'assistenza medica. Sono uno straniero nella mia nazione, senza lavoro. Trovare un accordo almeno sulla sicurezza Stefania C. - NAPOLI Rassicurare, minimizzare, esordire dalle colonne di un quotidiano sottolineando che "il pronto intervento delle forze dell'ordine, ha assicurato i colpevoli alla giustizia, e probabilmente salvato una vita". È gravissimo che si sottolinei il lodevole intervento delle forze di polizia, pensando a una vita salvata ma tralasciando la vita perduta, in questa quotidianità che è sempre più guerra; e pure le parole che leggiamo dopo i fatti sembrano bollettini in cui si inneggia al valore e la quantità di nemici abbattuti senza curarsi delle perdite. La sottile differenza tra chi governa e chi è governato lascia vedere la realtà. Forse dipende dal fatto di vivere quotidianità diverse, la gente comune si muove senza scorta, senza autista, quando torna a casa dal lavoro è costretta ad attraversare corridoi di metropolitane che sembrano labirinti infiniti di quelli che ti sogni di notte in sogni che ti tolgono aria, e corri nella realtà che assomiglia al tuo incubo sperando di trovare più in fretta un'uscita. È vergognoso che in un paese civile la notizia reale debba essere paragonata al puro allarmismo, lasciando il lettore incredulo, come avesse vaneggiato. La gente ha paura a camminare da sola la sera, a spostarsi con i mezzi pubblici, a rientrare dopo una certa ora, come se vivesse un'estenuante lotta alla sopravvivenza e chiunque - di destra o di sinistra - non sappia fare altro che litigare, fare da scaricabarile, senza pensare che una strategia comune sarebbe segno di forza, quella forza che noi, il "popolo", non sentiamo da parte dello Stato. Collaborino soprattutto per non rendere vano il lavoro di tante divise che rischiano la vita ogni giorno per noi, per poi rendersi conto che il tipo appena preso sarà fuori da qui a poco, togliendo fiducia speranza, a chiunque di noi. La paura della gente è un fatto e non basta contestarlo con le statistiche, sostenenendo che i reati sono diminuiti. La sicurezza è uno dei temi su cui maggioranza e opposizione dovrebbero cercare un accordo. Invece è un altro tema di battaglia, in una rissa politica senza fine. "Tante grazie, Lucia e perdonami gli scatti" Mario Gallo - MARANO (NA) Gentile dottore Gargano, sono un pensionato di 78 anni che dopo cinque mesi passati in vari ospedali campani è sopravvisuto a tre infarti. Le scrivo perchè vorrei ringraziare mia moglie Luisa, sposata da 41 anni dopo 9 di fidanzamento, per la pazienza con la quale sopporta i miei scatti d'ira ed è sempre pronta a soccorrermi quando ho bisogno. La notte sorveglia il mio respiro (porto una mascherina che mi inala ossigeno per non farmi andare in apnea) e io le cerco la mano addormentandomi sicuro che lei è pronta ad aiutarmi. Grazie Luisa, ti amo: perdona i miei scatti d'ira. Lettera magnifica, di quelle che sollevano il morale: la prova che il cuore del signor Mario è ben saldo. Tanti auguri per la salute e un bacio alla signora Luisa. Sono troppi i pericoli davanti al parco giochi Amedeo Delle Donne - MARANO (NA) Gentile dottor Gargano, segnalo al sindaco di Marano e all'ufficio tecnico la disastrosa condizione di via Umberto Terracini, ridotta a un percorso di guerra, piena di fossi, dislivelli, e buche pericolose per pedoni e automobilisti. Spero che questa mia segnalazione possa accelerare il ripristino del normale manto stradale e della normale viabilità in questa strada molto trafficata, in cui c'è un supermercato. A soli 20 metri è stato inaugurato un parco giochi pubblico molto frequentato da genitori e bambini. Fitto più alto della pensione Rosa Pirozzi - NAPOLI Ho 68 anni, sono vedova da 25. Ho cresciuto e sposato i miei tre figli da sola. Da 38 anni, senza mai avere il contratto di affitto, ho pagato 300 euro al mese. Ora che mi potevo godere la vecchiaia, anche se percepisco 650 euro di pensione al mese, il proprietario mi ha mandato a dire tramite avvocato che devo pagare 800 euro al mese. Mi devo buttare giù dal terzo piano? Come faccio a pagare? Non ce la faccio più, sono malata, ho il diabete, la pressione alta e un principio di Parkinson. Devo solo morire. È una delle tante ingiustizie, alla lunga si capisce che abrogare l'equo canone non è stata poi una grande idea. Ma tenga duro, cara signora.

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Tre chilometri di coda per visitare il nuovo outlet (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ieri sera la fastosa inaugurazione della struttura commerciale che può già contare su 62 negozi attivi. Alle 20 è cominciato l'assalto dei clienti Tre chilometri di coda per visitare il nuovo outlet AielloAlle 19.10 col taglio del nastro, dopo i discorsi ufficiali e la benedizione impartita da don Mario parroco di Joannis, è partita l'avventura del "Palmanova outlet village".Un'avventura che stando alle fasi iniziali potrà offrire molte soddisfazioni agli investitori, agli operatori, ai commercianti e a tutti coloro che lavorano nel nuovo centro. Infatti già nella parte riservata alle autorità, cioè dalle 18 in avanti, una nutritissima schiera di persone si è riversata per le vie del complesso commerciale ed è iniziato uno shopping che si è poi trasformato in un vero assalto ai negozi nelle ore serali, quando, dalle 20, l'accesso è stato consentito a tutti.Basti pensare che sulla strada che conduce al casello autostradale di Palmanova a quell'ora la fila di automobili era ininterrotta ed è stata valutata in tre chilometri. Un eccellente inizio dunque per questa impresa che riafferma i valori dell'imprenditoria e del lavoro italiano, pur essendo stata finanziata in larga misura dalla Volsbank Real Estate la cui rappresentante, Isabella Lell, ha più volte rimarcato il suo amore per il Friuli e la sua gente che ha una forte professionalità nel lavoro. E proprio questa terra ha dato una dimostrazione di grande efficienza riuscendo a superare con la sua parte politica regionale, provinciale e comunale gli ostacoli di una burocrazia tentacolare tanto che l'insediamento è stato completato in tempi da record: 18 mesi appena.Lo stesso sindaco di Aiello, Renato Nuovo, ha sottolineato come l'impresa si chiuda con reciproca soddisfazione delle parti chiamate in causa e ha evidenziato come si garantiscano alti livelli occupazionali nel momento in cui si vanno registrando preoccupanti segnali critici. La speranza del primo cittadino poi è quella che il neonato nucleo, con una capacità attrattiva di 200 chilometri, sia in grado di portare turismo anche nei borghi che abbelliscono il territorio. Il presidente di Promos, la società bresciana che ha portato a termine l'impresa, Carlo Maffioli (accompagnato dal figlio Filippo), prima di ringraziare un po' commosso tutti coloro che si sono prodigati per raggiungere questo traguardo, ha parlato di "scommessa imprenditoriale" e di "prestazioni lavorative portate avanti con alto livello qualitativo". Dal canto suo il direttore del complesso, Maurizio Villa, si è detto fiducioso che la nuova opera avrà un futuro di sviluppo anche perchè la partenza registra 62 negozi già attivi sui 92 previsti e questa è una percentuale mai registrata in precedenza per simili realtà.Un'altra nota positiva viene dai contratti lavorativi per i dipendenti, i quali sono in grandissima parte a tempo indeterminato, tali cioè da non riservare cattive sorprese per gli addetti.Impeccabile e graziosa nella sua veste di madrina Elisabetta Canalis: un tocco di bellezza nel mondo degli affari. Una nota di merito va anche al palmarino Gianni Caverzan il quale con ostinata determinazione ha portato avanti i contatti e limato gli inevitabili contrasti fra i diversi attori di questo enorme businnes. Il village raccoglie contrade, calli tipiche e imprese artigiane, tanto da riproporre l'atmosfera intima delle contrade medioevali della zona. I riferimenti al territorio sono presenti persino nelle alberature e negli spazi pedonali confortevoli ed avvolgenti affinchè il visitatore possa "sentirsi a casa". La struttura si articola lungo un'unica via principale e prevede un numero limitato di entrate per consentire una buona visibilità a tutti i punti vendita, facilitare il percorso di visita e l'orientamento del cliente. A chiusura della festa la notte è stata rischiarata dai fuochi d'artificio: un auspicio per i negozianti affinchè anche i loro affari diventino scoppiettanti come lo spettacolo pirotecnico.Mauro Mazzilli.

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Dal giorno di Piazza Fontana, 12 (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dal giorno di Piazza Fontana, 12 dicembre 1969, è incominciata la stagioni delle stragi e del terrorismo. Qualcuno scrisse che quel giorno l'Italia perse l'innocenza e davvero da allora siamo diventati un Paese nel quale la preoccupazione maggiore non è stata cercare la verità, ma insabbiare, depistare, addomesticare. A quasi quarant'anni di distanza sulla prima strage della nostra democrazia non si è mai saputo la verità, nonostante decine di processi. Forse adesso che certi segreti di Stato sono stati dichiarati decaduti si potranno conoscere verità occultate con cura dal potere e dai servizi segreti. Il numero delle vittime di terrorismo e di stragi di mafia in questi anni è cresciuto enormemente, non sbaglio se parlo di almeno cinquecento morti ammazzati. E tanti erano servitori dello Stato, spesso umilissimi, spesso maltrattati dalla burocrazia, talvolta nemmeno protetti da morti come non lo erano stati da vivi. Per qualcuno di loro la pensione è una miseria, lo Stato si è messo a discutere se erano caduti sul lavoro o per il lavoro. Distinzione sottilissima attraverso la quale passa una pensione dignitosa o una da fame per vedove e orfani.Trent'anni fa, il 9 maggio, fu trovato il corpo di Aldo Moro nel cofano di una Renault 4 colore amaranto, abbandonata nel centro di Roma, in una via che era a metà tra la sede del Pci e quella della Dc. Oggi quei partiti, allora i maggiori e uniti in quei giorni in un governo di solidarietà nazionale, sono spariti e quelle sedi, che avevano a modo loro fatto la storia, vendute. Quasi che si volessero cancellare le tracce di un passato scomodo e difficile. Anche la fatica con quale l'Italia guarda a quel passato è un segnale che si vuole dimenticare senza tenere conto della storia. Persino l'insofferenza con la quale si rinviano in tv le puntate del film su Moro vogliono far capire che molti non intendono più confrontarsi col passato. È sbagliato, noi siamo quello che siamo stati e quei giorni di Moro sono stati tragici, terribili, ma anche fondamentali per sconfiggere il mostro e la paura. Ha fatto bene lo Stato a fissare una data come "Giorno della memoria" dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di terrorismo e di mafia. Anche per fare in modo che si ricordi che accanto alle vittime illustri spesso c'erano servitori dello Stato sui quali è calato il silenzio. Il giorno del rapimento Moro, i brigatisti sterminarono la scorta del presidente della Dc: la guardia di Ps Raffaele Iozzsino, il maresciallo de carabinieri Oreste Leonardi, l'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, la guardia di Ps Giulio Riveral, il vicebrigadiere Francesco Zizzi. C'era in quelle auto uno spaccato dell'Italia povera che vestiva la divisa perché aveva bisogno di un lavoro, perché usciva dalla miseria e perché in quel mestiere ci credeva. Gente che moriva per poche lire, ma che col suo sacrificio ha aiutato a costruire un Paese libero e senza paure. Trent'anni sembrano tanti, quasi lontanissimi nel tempo, ma sono soltanto il nostro ieri.

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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Qualche ideaAl vertice del triangolo sta la responsabilizzazione, come si è venuta a determinare nel quindicennio riformatore sia ad opera delle nuove normative che hanno riguardato direttamente la figura del dirigente, sia ad opera della più recente riforma del bilancio e della contabilità dello Stato, che attribuisce ai dirigenti nuove forme di responsabilità anche in materia contabile e di bilancio. E qui scatta il cane che si morde la coda, dove non è facile sapere chi sia la coda e chi sia il cane. Spesso i dirigenti lamentano il fatto che i Ministri tendono a non attenersi alla regola della responsabilizzazione, ma spesso avviene anche che i dirigenti non amino molto e a volte temano il carico della responsabilità.Per dirla in breve più di qualcuno preferisce avere la copertura di una leggina, che assumere in proprio decisioni amministrative.L'altra faccia della responsabilizzazione, e il secondo angolo, prende il nome di controllo. L'esperienza dei servizi di controllo interno non ci fa certo sognare. Nè basta il controllo di legittimità della Corte dei Conti. Occorrerebbe al più presto definire forme di controllo di reale di efficacia e di efficienza indispensabili per garantire un modello di gestione per obiettivi e per superare l'istituto di fatto dei controlli colabrodo.L'angolo che chiude il triangolo assume il nome di comunicazione, intesa sia come comunicazione verso l'interno che come comunicazione verso l'esterno.Già le varie Amministrazioni sanno comunicare poco tra loro, e il fatto che la comunicazione interna tra i dirigenti non sia certo delle migliori peggiora il quadro.Ancora più importante è la comunicazione verso l'esterno, elemento essenziale per illegittimare le Amministrazioni rispetto ai cittadini. Comunicazione significa anche e soprattutto trasparenza: quella trasparenza su cui già puntava la legge n. 241 del '90, non a caso definita comunemente legge sulla trasparenza amministrativa, che sconta ancora gravi ritardi e che può essere ora favorita dalle nuove procedure del Governo elettronico, che avevano fatto un passo avanti con il codice digitale varato dal precedente governo Berlusconi e qualche altro passo avanti col governo successivo. L'e-government e la digitalizzazione sono gli strumenti fondamentali di supporto per l'attività dei dirigenti e di tutti gli addetti ai servizi pubblici, in quanto idonei a favorire un vero dialogo tra cittadini e Amministrazioni, contribuendo così a radicare anche un nuovo senso civico fra la stessa cittadinanza.Un compito e una sfida fondamentali per la dirigenza pubblica capaci di immettere nuovo lubrificante nella macchina dello Stato, riavviando gli ingranaggi arrugginiti delle nostre burocrazie.Comunicazione e trasparenza significano poi trasformare progressivamente lo Stato e le Amministrazioni in una vera casa di vetro. In tal modo i dirigenti che stanno dentro sarebbero sfidati a guardare attentamente il paesaggio economico, sociale e civile che sta fuori e i cittadini e gli operatori potrebbero finalmente vedere cosa avviene nella casa.Nel nostro Stato, specie ma non solo a livello centrale, ci sono ben più energie potenzialmente innovative rispetto a quanto recita certa facile pubblicistica.Trasformare il triangolo da vizioso a virtuoso consentirebbe una efficace ed efficiente liberazione di tali energie. Potremmo così avere finalmente, come recita un progetto condotto da Bill Clinton e Al Gore negli Usa, con successo: "un'amministrazione che costi meno e lavori meglio".Andrea MonorchioLuigi TivelliDue StatiDa allora i profughi furono tenuti ai confini del neonato Israele e usati come massa di manovra in quel complicato scacchiere che fu la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica.Cinque-seicentomila furono i rifugiati palestinesi esuli, mentre altrettanti furono gli ebrei cacciati da molti paesi arabi tra cui Yemen, Siria, Iraq, Egitto per citarne solo alcuni. E questi profughi arrivarono in Israele con il soli vestiti addosso. Accadde che questi ultimi furono ben presto integrati pur con qualche fatica nella nuova realtà, mentre i paesi arabi, ricchi di petrolio, lasciarono marcire nei campi profughi per decenni quelli che avevano creduto nella sconfitta degli ebrei e che dopo essere stati chiamati confratelli venivano abbandonati. A Gaza, in particolare, in sessant'anni la popolazione che gli stessi egiziani non hanno mai voluto integrare nel loro paese si è moltiplicata a dismisura suscitanto una situazione che oggi appare terribile.Da allora Israele ha vinto molte battaglie per poter sopravvivere ma non è ancora riuscito oggi ad ottenere la pace. Il nichilismo arabo che ha applaudito al lancio dei missili di Saddam oggi continua a sperare nelle temerarie imprese del capo iraniano come se, una volta gettate, le bombe atomiche fossero in grado di individuare e distinguere chi colpire in luoghi dove israeliani e palestinesi vivono a ben poca distanza gli uni dagli altri.Oggi chi veramente vuole la pace deve essere a favore di entrambi i popoli e sperare che si realizzi l'antica spartizione di quelle terre con due stati contigui: Israele e la Palestina. Chi contesta il diritto di Israele ad esistere e brucia bandiere israeliane sta da una parte sola e non solo confonde la critica a un governo con l'esistenza di uno stato o di un popolo ma non vuole che si arrivi a un compromesso che è l'unica soluzione possibile se pur lontana e l'unica soluzione ragionevole.Sperare che prevalgano gli uni sugli altri è più il frutto di una logica di guerra che di un autentico desiderio di pace.Si pensi al tentato boicottaggio del Salone di Torino messo in atto in questi giorni. Quale migliore modo di rompere le barriere e favorire la comprensione tra due popoli se non un incontro sui libri? È evidente che si tratta non solo di un'occasione perduta ma ancora una volta coloro che si fingono a favore dei popoli spingono in realtà alla contrapposizione e solo in modo ipocrita sostengono la necessità del trionfo della giustizia in quella terra. Ancora una volta il mondo della cultura non è riuscito a far sentire la propria voce con quella forza che sarebbe stata necessaria: è incredibile come venga messa in discussione la vita di un paese democratico e coraggioso come Israele e non si capisca che una rivoluzione democratica in Medio Oriente è possibile solo grazie alla presenza di Israele.Occorre smentire una volta per tutte le parole di Mashaal, leader di Hamas in Libano: gli israeliani amano la vita, noi siamo disposti alla morte e per questo vinceremo.Occorre che si sconfigga ancora una volta e per sempre qualsiasi logica di guerra e di morte e che finalmente prevalga la vita.Riccardo Calimani.

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Edilizia, un Vademecum renderà più snelle le pratiche per costruire (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ACCORDO FRA COMUNE, ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI Edilizia, un Vademecum renderà più snelle le pratiche per costruire Il Comune stila un Vademecum per la redazione delle pratiche di istanza di rilascio di permesso di costruire e delle denunce di inizio attività e relative varianti rivolto ai professionisti. Proficuo l'incontro tra Amministrazione e rappresentanti di ordini e collegi professionali. Al tavolo l'assessore all'Urbanistica ed Edilizia Paolo Gamba, con i tecnici comunali, e i rappresentanti di architetti, geometri, periti industriali e costruttori. Dall'incontro è emersa la volontà di collaborare alla ricerca di una soluzione concreta alle difficoltà in cui incappano i cittadini, garantendo loro risposte efficaci e, soprattutto, veloci. Ed è con questo obiettivo di miglioramento del servizio che i tecnici comunali hanno approntato il Vademecum, uno strumento che punta a evitare gli errori più frequenti e le principali cause di intoppi che porterebbero a perdersi nelle farragini di una burocrazia determinata che una legislazione eccessivamente prolifica e aggravata dalla cronica carenza di personale. Una carenza che non può essere lenita per i noti limiti di legge. Amministrazione ed ordini professionali hanno quindi deciso di collaborare per giungere a una semplificazione delle procedure che agevolerà uffici, professionisti e cittadini. Con queste premesse i partecipanti all'incontro hanno già concordato di ritrovarsi il mese prossimo. "Sono fortemente convinto della necessità di giungere alla sburocratizzazione delle procedure - ha affermato l'assessore Gamba - dando così la possibilità agli uffici comunali di ritrovare il ruolo che è loro proprio: quello di controllori preposti a vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori. Verrebbe così meno la richiesta ai tecnici comunali di fornire continua assistenza su aspetti di competenza dei professionisti che saranno comunque agevolati dagli strumenti che il Comune ha messo on-line sul suo sito Internet. In questa direzione va anche la decisione di aumentare le tariffe delle Dia deliberata dal Consiglio Comunale".

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Un telefono svela la polverosa burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 09-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

Argomenti: Burocrazia

TEATRO Lo Stabile di Catania chiude la Stagione di prosa del Rossetti di Trieste con una commedia di Andrea Camilleri Un telefono svela la polverosa burocrazia Eccellenti protagonisti Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina LA CONCESSIONE DEL TELEFONO di Andrea Camilleri, con Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci, Pippo Patavina, Marcello Perracchio e con Gian Paolo Poddighe, Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angelo Tosto, Franz Cantalupo, Valeria Contadino, Franco Mirabella, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania, Sergio Seminara. Regia di Giuseppe Dipasquale. Teatro Stabile di Catania. Al Politeama Rossetti di Trieste fino a domenica 11 maggio.* * *Trieste Siamo nella Sicilia post unitaria di fine Ottocento, a Vigàta, luogo ideale e letterario dove sono ambientati tutti i romanzi di Camilleri. Con "La concessione del telefono", adattato per il teatro dallo stesso autore con il regista Giuseppe Dipasquale, si chiude la stagione di prosa del Teatro Rossetti, aprendo il sipario su quella che, con tocco tragicomico, potrebbe essere una metafora odierna: la rete di connivenze che affliggono l'isola, oppressa da Stato, Chiesta e mafia. Ma anche il socialismo che non ha abbastanza coraggio contro i benpensanti da strapaese. E insomma siamo a Vagàta, si diceva, dove un siciliano qualsiasi, Filippo Genuardi (Francesco Paolantoni) fa regolare richiesta per installare una linea telefonica privata. Formula però la domanda all'indirizzo sbagliato, al prefetto Marascianno anziché alle Poste. Da qui una girandola di grotteschi equivoci che giungeranno a coinvolgere tutto il paese, finanche a scomodare Chiesa, apparati statali e non ultimo don Calogero (Tuccio Musumeci), mafioso del luogo. A poco a poco emerge che Filippo è solo innamorato della giovane moglie del suocero e il telefono serviva a contattarla con più agio. L'affresco invece, eccezionalmente dipinto dallo Stabile di Catania, ci fa precipitare nella maestosa scenografia di Antonio Fiorentino, tra chili di libri ispessiti dalla burocrazia, cartacce e polvere dove, tra i tanti passaparola, il povero Pippo finirà per risvegliare il fantasma del socialismo. L'istrionismo, il geniale talento di Pattavina sfoggia l'interpretazione di ben sette personaggi. Non da meno l'umorismo del don Lollò di Tuccio Musumeci e il medley siciliano, italiano demodè e linguaggio onomatopeico di Paolantoni. Ma tante le scene degne di nota, dal sesso pruriginoso della coppia protagonista, lei (Alessandra Costanzo), emula della Laurito nella descrizione delle "pervertite unioni alla socialista", per non dire sodomia. O ancora i dialoghi tra Filippo e Gegè, il mastino professionista di Franz Cantalupo. Applausi a tutta la compagnia.Mary Barbara Tolusso.

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Oltre l'Expo 2015: il dibattito architettonico di Milano (sezione: Burocrazia)

( da "Il Giornale dell'arte.com" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Gordi Cramer Si è acceso, e infuoca ogni giorno i quotidiani milanesi, un intenso dibattito sulle future sembianze della città. L'arrivo dell'Expo nel 2015 non ha fatto che gettare ulteriore legna nel fuoco. Ha cominciato Adriano Celentano, dicendo senza tanti giri di parole che la città verrà sommersa da "colate di cemento". Gli ha risposto Silvio Berlusconi, che in piena campagna elettorale ha affermato che le torri del progetto Citylife sono brutte. Si è difeso Libeskind, facendo notare che argomentando in questo modo si compie un salto indietro dritti dritti al ventennio fascista. Dibattito giusto e in qualche modo inevitabile, se si pensa alla quantità dei progetti in corso di realizzazione: Citylife, Sesto San Giovanni, S. Giulia, Varesine-Garibaldi, Bovisa, Nuova Fiera-Rho... Di fatto si accavallano in modo un po' caotico e sconclusionato voci favorevoli e sfavorevoli ai grattacieli, con altre che invece preferiscono più parchi e verde pubblico, altre ancora che parlano del sistema dei canali navigabili, in aggiunta a quelle che lamentano gli irrisolti problemi di traffico e posteggi come prioritari. Abbiamo parlato con lo storico dell'architettura Francesco Dal Co: allievo di Manfredo Tafuri, insegna allo Iuav di Venezia, editor di "Casabella" e direttore editoriale di Electa Architettura. Professor Dal Co, come si viene a capo di un dibattito che pare essere del tutto appiattito sul "mi piace non mi piace"? Poiché in Italia non si è fatto quasi nulla per 30 anni, siamo ora molto in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. I "Poteri Pubblici" non hanno poteri; la burocrazia è inefficiente; i committenti sono provinciali; l'opinione pubblica è disinformata. Come sorprendersi se ciascuno si sente autorizzato a parlare in nome della propria ignoranza e forte della propria impotenza? Da questa riduzione non deriva neppure un dibattito, ma semplici estemporanee fabulazioni. Come estemporanee sono le decisioni delle Amministrazioni pubbliche e dei committenti privati, entrambe governate dall'estemporaneità. Per questa ragione l'Italia è un Paese sospeso; nel "Paese della Politica", come lo definiva Parise, l'unico motore è la contingenza, evidentemente l'opposto di qualsiasi idea di governo e di oculata amministrazione del bene pubblico e, probabilmente, anche dei beni privati. Se si parla poi di opere pubbliche e no o di intraprese urbanistiche, vi è poi un fatto curioso tipicamente italiano oltre che sintomatologicamente milanese: mentre ognuno dice la sua su progetti di là da venire nessuno si scandalizza del fatto che le città (e Milano è un ottimo esempio) continuano a crescere nel più perfetto disordine e nella più radicale mancanza di qualità. Per esempio, come mai nessuno, mentre si perde molto tempo a disquisire di uno sciocco e molto futuribile "grattacielo storto", spende una parola a proposito di interi brani di città già costruiti nelle maniere più distorte? Forse perché più degli attori in scena l'opinione pubblica soffre di una forma accentuata di strabismo? Molti si angustiano per una torre da costruirsi in periferia, ma nessuno si preoccupa per le distese di villette che hanno trasformato interi territori in periferie prive di confini, distese di giardinetti presidiati da pupazzi, nanetti e Biancanevi e occhiute telecamere... L'articolo integrale è disponibile nell'edizione stampata de Il Giornale dell'Arte.

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[FIRMA]LUCIANO BORGHESAN I pazienti diventano attori, anche gli operatori socio-sanitari recitano (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Se stessi: stasera, ore 21, s'alza il sipario sulla sanità piemontese. Aziendasinscena lo farà con humour, ironia, ma partendo da storie vere. Tra il pubblico del teatro Monterosa, in via Brandizzo 65, ci saranno dirigenti, primari, personale degli ospedali e delle Asl. Il titolo dello spettacolo è "Ascoltatemi ... per favore", in sei scenette si descrivono il crescendo del male e dei timori di chi è alla ricerca di una cura. Tra gli esempi, il caso di una madre che ha rischiato di perdere il bimbo, e la mamma si autointerpreterà. "Che dolore!": nel primo quadretto le difficoltà che si incontrano nei meandri di centralini, di comunicazioni telefoniche che si interrompono, che rimandano a una voce registrata "si prega di "attendere in linea". "Che barba questo telefono" tiene il palco per due sketch. La rappresentazione si conclude con una parodia sulla riunione (o dis-unione) organizzativa: "Il teatro d'impresa offre l'opportunità ai protagonisti delle attività di riflettere sui propri comportamenti per migliorare se stessi e la struttura in cui lavorano", spiega Patrizia Belluzzo, responsabile di Aziendainscena (www.aziendainscena.it). Belluzzo, docente universitaria esperta in processi formativi sui temi psico-sociali e manageriali, nel 2004, ha costituito questa compagnia teatrale con attori, musicisti, cantanti, ma anche con psicologi e consulenti del lavoro: "L'esperienza del teatro d'impresa è nata a Montreal nel 1984, ad opera di Christian Poissonneau. Perchè è utile? Per la maggior parte degli individui inseriti nelle organizzazioni può essere difficile accettare osservazioni dirette sui propri comportamenti lavorativi, per molti è un ostacolo comprendere l'impatto sui colleghi e collaboratori. Portando l'azienda in scena gli interessati riescono a rivedere loro stessi e le loro azioni da un nuovo punto di vista, quello degli altri, superando le resistenze legate ai rapporti personali. Così si possono rielaborare, con maggior distacco, atteggiamenti e comportamenti". Con battute e caricature dei personaggi, si sdrammatizza il contesto, ma chi deve capire capisce. Nell'autunno scorso, al Lingotto, in occasione della Fiera della Pari Opportunità, Aziendainscena - per conto dell'Api - ha raccontato le difficoltà di 12 donne manager: impegni domestici, "ruoli" di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi tra la burocrazia e le banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità. Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure via email a teatro@teatromonterosa.it.

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La (mala)sanità a teatro Il paziente diventa attore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

AL MONTEROSA SEI SKETCH DI AZIENDAINSCENA Gli autori: "Utile al personale di Asl e ospedali rivedere i comportamenti" La (mala)sanità a teatro Il paziente diventa attore [FIRMA]LUCIANO BORGHESAN I pazienti diventano attori, anche gli operatori socio-sanitari recitano se stessi: stasera, ore 21, s'alza il sipario sulla sanità piemontese. Aziendasinscena lo farà con humour, ironia, ma partendo da storie vere. Tra il pubblico del teatro Monterosa, in via Brandizzo 65, ci saranno dirigenti, primari, personale degli ospedali e delle Asl. Il titolo dello spettacolo è "Ascoltatemi ... per favore", in sei scenette si descrivono il crescendo del male e dei timori di chi è alla ricerca di una cura. Tra gli esempi, il caso di una madre che ha rischiato di perdere il bimbo, e la mamma si autointerpreterà. "Che dolore!": nel primo quadretto le difficoltà che si incontrano nei meandri di centralini, di comunicazioni telefoniche che si interrompono, che rimandano a una voce registrata "si prega di "attendere in linea". "Che barba questo telefono" tiene il palco per due sketch. La rappresentazione si conclude con una parodia sulla riunione (o dis-unione) organizzativa: "Il teatro d'impresa offre l'opportunità ai protagonisti delle attività di riflettere sui propri comportamenti per migliorare se stessi e la struttura in cui lavorano", spiega Patrizia Belluzzo, responsabile di Aziendainscena (www.aziendainscena.it). Belluzzo, docente universitaria esperta in processi formativi sui temi psico-sociali e manageriali, nel 2004, ha costituito questa compagnia teatrale con attori, musicisti, cantanti, ma anche con psicologi e consulenti del lavoro: "L'esperienza del teatro d'impresa è nata a Montreal nel 1984, ad opera di Christian Poissonneau. Perchè è utile? Per la maggior parte degli individui inseriti nelle organizzazioni può essere difficile accettare osservazioni dirette sui propri comportamenti lavorativi, per molti è un ostacolo comprendere l'impatto sui colleghi e collaboratori. Portando l'azienda in scena gli interessati riescono a rivedere loro stessi e le loro azioni da un nuovo punto di vista, quello degli altri, superando le resistenze legate ai rapporti personali. Così si possono rielaborare, con maggior distacco, atteggiamenti e comportamenti". Con battute e caricature dei personaggi, si sdrammatizza il contesto, ma chi deve capire capisce. Nell'autunno scorso, al Lingotto, in occasione della Fiera della Pari Opportunità, Aziendainscena - per conto dell'Api - ha raccontato le difficoltà di 12 donne manager: impegni domestici, "ruoli" di mamma, moglie, e poi di corsa al lavoro a sbrigare pratiche, a destreggiarsi tra la burocrazia e le banche, un po' corteggiate e un po' molestate... Stasera tocca alla sanità. Biglietto a 10 euro, prenotazioni al tel. 011.2304153 dalle 17 alle 19 oppure via email a teatro@teatromonterosa.it.

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Giovani imprenditori Coldiretti, appello alla Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ancona | "Sullo sviluppo rischia di buttare a mare milioni di euro, occorre valutare meglio la qualità dei progetti" (Foto d'archivio) "La Regione Marche butterà a mare milioni di euro se non farà un'adeguata selezione dei progetti per aumentare la competitività delle imprese giovani, le chiediamo di fare una scelta di coraggio verso la discontinuità". L'appello viene dal Consiglio regionale dei giovani imprenditori di Coldiretti Marche, dinanzi al rischio che gli investimenti previsti dal nuovo Piano di Sviluppo Rurale si indirizzino verso vecchie logiche. "Il Piano prevede che tutte le imprese che vogliono accedere agli investimenti elaborino un progetto, denominato 'business plan' (piano aziendale), dove, in pratica, viene descritto il "sogno" imprenditoriale - spiega il delegato di Coldiretti Giovani, Stefano Galli -. Un'idea innovativa, prevista dalla normativa europea, grazie alla quale sarebbe possibile selezionare gli investimenti davvero validi da quelli che non creano ricchezza sul territorio, premiando la capacità di essere imprenditore. Al contrario, se le scelte della Regione rimarranno quelle attuali, c'è il rischio che le imprese debbano redigere documenti sostanzialmente inutili, con aggravio di costi e di burocrazia. L'esatto contrario dell'auspicato processo di semplificazione e di sburocratizzazione, tarpando le ali alle reali esigenze delle aziende giovani". In questo modo non si farà selezione ma si finirà per distribuire i finanziamenti secondo logiche che rischiano di risultare scarsamente efficaci per lo sviluppo competitivo delle imprese agricole e, di conseguenza, per il territorio marchigiano. I giovani imprenditori di Coldiretti Marche chiedono dunque di rivedere la valutazione del business plan, mettendo in risalto l'importanza del valore aggiunto generato dal piano. 09/05/2008.

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CONCORRENZA E... VELENI (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Concorrenza e... veleni CONCORRENZA E... VELENI "Il 40% del miele venduto nella nostra regione viene dall'estero!". Non ha dubbi, Anacleto De Luca, storico e pluripremiato apicoltore di Cison, alle prese pure lui con il difficile momento delle api, complicato, da qualche tempo, anche dalla concorrenza estera. Molti apicoltori sono tentati di smettere perché scoraggiati dalla concorrenza del prodotto che arriva da Cina, Brasile e paesi dell'est. "Il miele viene comprato dall'estero a 1,8/2 euro al kg - aggiunge De Luca - quando il nostrano è comprato all'ingrosso a 3 euro. Poi al pubblico si arriva a 7 euro al kg. Pochi sono gli apicoltori che vendono il miele direttamente, perché servono un laboratorio, una burocrazia. Meglio cederlo all'ingrosso. Anche se mi piacerebbe vedere dei controlli più severi su chi vende direttamente, per evitare il caso che si venda più di quanto si produce...". Oltre alla concorrenza, anche la moria... "è un problema serio, che va al di là delle api. Se le api muoiono, non è come qualcuno vorrebbe far credere solo un problema delle api. è giusto riflettere sul fatto che in certe zone (come ad esempio la Vallata) la mortalità è bassa, mentre invece dove ci sono coltivazioni intensive di altro tipo, per esempio vigneti o radicchio, è molto più alta. Forse bisognerebbe chiedersi se c'è una spiegazione. E se magari, oltre alle api, stessero male anche gli uomini... sarebbe interessante che qualcuno studiasse seriamente questo fenomeno". AT.

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<Patente a punti per le imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista / 1 massimo cannella fillea-cgil "Patente a punti per le imprese" lecco "Il problema fondamentale per la sicurezza nei cantieri sta nel grande numero di microimprese, quelle che nascono solo con una partita Iva e non fanno il minimo investimento sulla sicurezza dei lavoratori". Massimo Cannella, segretario provinciale della Fillea-Cgil, è certo che il primo fattore di garanzia di sicurezza, unito a una consapevolezza culturale sull'argomento, è la struttura aziendale: quanto più un'impresa è organizzata e articolata in modo serio, tanto più ha interesse a investire sugli standard di sicurezza. Le sanzioni servono? Non bastano, alle aziende dovremmo dare una patente a punti che viene penalizzata dagli infortuni. E dovremmo anche sospendere gli effetti della legge sull'indulto, che non fa entrare in carcere per pene inferiori a 3 anni. Per gravi e gravissimi infortuni la norma non dovrebbe valere. Il dato nazionale dà un indice di insicurezza delle imprese edili italiane pari al 58%. È un dato troppo alto per Lecco? No, secondo i dati del nostro ispettorato provinciale del lavoro, il dato lecchese supera questo dato nazionale in quanto nei cantieri visionati si è riscontrato circa l'80% di irregolarità di vario genere. E alcune sono gravissime, come il ricorso molto frequente al lavoro nero. Si sa che dove c'è lavoro nero non ci sono investimenti né formazione del personale sulle norme che consentono di salvaguardare la propria sicurezza. Di cosa si muore di più oggi sui cantieri? Il dato sconcertante che si continua a morire, come cinquant'anni fa, soprattutto per cadute dall'alto. A Lecco sono in aumento gli infortuni gravi e invalidanti Serve un grosso lavoro culturale di base, con noi sindacati il sistema delle imprese lecchesi di settore (e ce ne sono molte) sta facendo da tempo un importante lavoro per la sicurezza dei lavoratori. Non è diventato comunque troppo facile dare il via a un'impresa edile? Si, e rischiamo un passo indietro: se passa il messaggio che la burocrazia per le imprese è eccessiva e per aprire un'azienda basta un giorno allora poi non possiamo aspettarci attenzione sulla sicurezza. E anche il mercato del precariato peggiora la situazione, in quanto se un ragazzo diplomato pensa che anziché andare incontro a una vita incerta apre una partita Iva e fa partire un'attività edile, il suo primo pensiero non sarà per gli investimenti utili a garantire sicurezza ai lavoratori. 09/05/2008.

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REGGIO EMILIA - Ue e nuove sfide nelle parole dei consiglieri provinciali (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 09-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sei in news/Emilia-Romagna, data 09.05.2008, orario 21:01. REGGIO EMILIA - Ue e nuove sfide nelle parole dei consiglieri provinciali REGGIO EMILIA - Nell'ambito delle celebrazioni per la Festa dell'Europa, fra i vari interventi delle autorità che si sono susseguiti nella mattinata, anche quello della consigliera del Pd Gloria Panizzi, a nome dei gruppi di maggioranza della Provincia, e del capogruppo di An-Pdl Leopoldo Barbieri Manodori, a nome dei gruppi di opposizione. La consigliera Gloria Panizzi: "Nell'ambito di processi economici e sociali di grande portata, sarà sempre più importante lo sviluppo di nuove relazioni fra Paesi e la creazione di nuovi rapporti". Infatti "partecipare ai programmi europei significherà lavorare con qualità, accettando di concorrere insieme ai partener, nel rispetto degli orientamenti dell'Unione Europea". A questo proposito la consigliera Panizzi ha voluto ricordare "l'importante ruolo da protagonista che la Provincia di Reggio sta svolgendo in Europa. Attraverso il riconoscimento ufficiale di ruoli e compiti l'ente, quindi Reggio nel suo insieme, si trova a svolgere un ruolo di importante dimensione internazionale". "La nostra idea di Europa passa anche attraverso la mediazione politico-culturale-nazionale - ha affermato Leopoldo Barbieri Manodori - e credo che, in relazione al risultato delle ultime elezioni politiche e della composizione del governo, ci sarà da attendersi un nuovo protagonismo dell'Italia in Europa, proprio nella direzione della costruzione di quell'Europa politica che sola può appassionare i popoli, ciò che l'Europa della burocrazia non ha saputo fare". Inoltre "il futuro non pone problemi giuridici da risolvere moltiplicando le regole - ha sottolineato Barbieri Manodori, ma problemi politici". Secondo Barbieri Manodori poi "l'Europa rischia di non sopravvivere se si ferma all'economia, ha bisogno non solo integrazione orizzontale, quale quella perseguita finora, ma anche di integrazione verticale, elevando a principio comune interessi e valori".

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