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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  9-4-2008      #TOP


Report "Burocrazia"

"Il Paese ha bisogno di risposte, solo il centrodestra può darle" ( da "Corriere Adriatico" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ne è scaturito un panorama solido ma fortemente penalizzato dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture. Da tutti la richiesta ferma di una stabilità per la guida del Paese. "Sarò franco - ha esordito Bondi - dicendovi che la nostra economia cresce ogni anno meno di quanto non accada negli altri paesi europei.

Dal sindaco di Porte sfida a Enel e Telecom ( da "Eco del Chisone" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stremata dall'aver a che fare con una burocrazia difficile da comprendere (e discretamente incavolata) il sindaco di Porte, Laura Zoggia, ha preso carta e penna (avvelenata): "Vogliamo dei referenti precisi all'interno degli enti". Ed è solo l'inizio. Pag. ... di M. Bonati.

La sicurezza è il primo obiettivo: <Più risorse alle forze dell'ordine, impronte digitali e test del dna per gli immigrati> ( da "Cittadino, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questione importantissima è la burocrazia, dobbiamo snellire i tempi".Cosa si sente di portare in Parlamento come istanza del Lodigiano?"Per tre legislature c'è stato un deputato lodigiano con un ruolo visibile che non ha fatto niente (Andrea Gibelli, Lega nord, ndr). Come prima cosa mi occuperei della centrale di Bertonico, poi del potenziamento delle strutture di pubblica sicurezza,

Titti Monteleone, una vita dedicata alla Destra ( da "Corriere delle Alpi" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Bisogna intervenire sulla burocrazia. L'inefficacia degli uffici pubblici viene da quello, non dai dipendenti. Bisogna far capire che non è l'impiegato che non vuole dare le risposte, è che non ha gli strumenti per farlo. Riguardo alla scuola penso che serva un minimo di buona educazione.

Albergatori, critiche a Prodi ( da "Alto Adige" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: critiche a Prodi Meister: "La politica fiscale ha portato più burocrazia" BOLZANO. Critiche al Governo Prodi da parte dell'Unione albergatori, riunitasi ieri in assemblea a Merano. "La politica fiscale centro-sinistra - ha commentato il presidente Walter Meister - ha incrementato sensibilmente la burocrazia".

Gli africani senza visto non giocano a Villanova ( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nonostante i tanti documenti spediti, anche via fax, il parere è stato negativo. A volte la burocrazia è davvero assurda". La squadra del Gabon è stata sostituita dalla Pedona, "che ringraziamo". Confermata la presenza dell'altra squadra africana dalla Costa d'Avorio: tutto ok per i visti.\.

Cna Sicilia: va aperta una nuova fase politica ( da "Italia Oggi" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è bisogno di una burocrazia efficiente e trasparente, nella quale la variabile del tempo diventi un discrimine fondamentale: troppo spesso le imprese non sanno in quanto tempo le loro pratiche saranno evase, e questo non è più accettabile". La semplificazione delle procedure amministrative e autorizzative della regione sarà al centro anche dell'

Chiusura di Fs cargo, Orlando chiama l'ad di Trenitalia Moretti ( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia esasperata, ai soprusi e alle prepotenze". Chi vota Lega Nord alla Spezia? "Persone di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Ma noto con piacere i tanti i giovani che si avvicinano alle nostre idee. Nell'ultima settimana di campagna elettorale ventidue ragazzi hanno chiesto di iscriversi".

Unioncamere, Finocchiaro sigla il patto sullo sviluppo ( da "MF Sicilia" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pagamento delle pensioni e spesso ostacolati dalla burocrazia". Per Unioncamere i diktat sono chiari: lotta al racket, potenziamento del sistema infrastrutturale, burocrazia più snella e formazione di qualità.Il confronto fra la candidata del centro-sinistra e gli operatori economici siciliani è stato incentrato sui temi delicati che coinvolgono tutto il settore delle imprese siciliane,

Il federalismo fiscale vero è quello del Pd ( da "Arena, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lotta alla burocrazia, un fisco più equo sono alcuni aspetti importanti di questo programma. Siamo convinti che non serva gridare solo basta tasse, c'è necessità di una proposta nuova e moderna come è nella filosofia di una forza politica che non ha ancora compiuto sei mesi di vita".

Il Veneto avrà un ministro ( da "Arena, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la produzione di energia, anche nucleare, abbattere il debito pubblico a colpi di 15 miliardi l'anno, tagliare le spese per la burocrazia e la lotta all'evasione fiscale, anche collaborando con i Comuni. "E i primi tre giorni di Governo starò tre giorni alla settimana a Napoli per risolvere il problema dei rifiuti".

<Prodi ha fermato l'Italia> ( da "Provincia di Cremona, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia è ai primi posti per la lentezza della burocrazia (un'impresa spende 360 ore lavorative all'anno solo per adempimenti fiscali) ed agli ultimi per la competitività della imprese. Per non parlare della infrastrutture che mancano quasi del tutto e per il fabbisogno dello Stato che è invece un'animale che 'consuma' cifre spaventose.

Prefettura, rinnovati i sistemi informatici ( da "Provincia Pavese, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: probabilmente per i problemi di budget e di burocrazia che riguardano moltissime pubbliche amministrazioni. Nel frattempo ha continuato a funzionare una rete intranet, ossia una serie di collegamenti che consente ai Pc di palazzo Malaspina di conversare tra di loro. E, naturalmente, non è mai venuto meno il collegamento tra la prefettura e le varie amministrazioni locali.

<L'Italia? Ora è un disastro> ( da "Provincia di Cremona, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è tra i primi posti per la lentezza e macchinosità della burocrazia (un'impresa spende 360 ore lavorative l'anno per i soli adempimenti fiscali), tra gli ultimi per le infrastrutture, tra gli ultimi per debito pubblico, tra i primi per fabbisogno dello Stato. Al riguardo Crosetto ha snocciolato una cifra impressionante: "Ogni secondo allo Stato italiano servono 25.

<Museo per i reperti archeologici> ( da "Provincia di Cremona, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Operazione complessa per la rigidità della burocrazia. "Già quando ero consigliere ? ha detto Toscani ? ci sono stati confiscati i reperti perché non c'era un ambiente adatto. Il progetto di recupero del vecchio torrione prevedeva appunto la creazione di un museo. Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di creare una collezione che si appoggi ad un museo già esistente"

Le trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Gorizia Votare è un atto di coscienza lNoi, gruppo di amici tra i 18 e i 57 anni riuniti a Malborghe... ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La domanda è quando verranno rimosse anche le attrezzature confinarie "italiane" che nel bel mezzo della carreggiata interferiscono e non solo alla circolazione stradale dei valici (ex minori). Quello di Merna ne è un esempio. Possibile che anche qua la burocrazia e i soliti ritardi all'italiana continuino a farla da padroni? Gianfranco Ciuffarin Gorizia.

Vivere la campagna , modello europeo ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: era stato visto con sospetto dai tecnici e dalla burocrazia agricola della Sardegna, mentre l'Unione europea lo ha preso ad esempio in occasione della conclusione dei lavori del "Projet ABCDèveloppemen-Interreg", a cui hanno aderito le Regioni Sardegna e Liguria, la Genralitat Valenciana, la Thessaly e le Isole Baleari.

Il ritorno di Berlusconi? Veramente deprimente... Durissimi articoli di Financial Times e Wall Street Journal Un populista vanaglorioso che scantona le sfide del Paese ( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per esempio riducendo il dedalo di leggi e burocrazia che impastoiano le imprese...", così come si riconoscono alcuni "modesti progressi", soprattutto nel campo della finanza pubblica, al governo Prodi. Tuttavia, mentre "le promesse venute da entrambi gli schieramenti di aumentare le spese ignorano la realtà dell'Italia, la cui crescita è bassa e in ulteriore caduta"

Niente indennizzo per lo stress dell'artificiere ( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ritrovato nel tunnel misterioso della burocrazia ministeriale dove a nulla gli è servito l'addestramento ricevuto negli anni. E' di certo più facile capire qual è il filo collegato all'innesco (blu o rosso?) che comprendere le motivazioni che spingono una commissione militare ad accettare la sua richiesta a Torino e quelle che anni dopo invece sono alla base del rifiuto opposto da un'

Matrimoni a muggia vecchia solo per residenti ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e molte volte è stato lo stesso don Serafin a doversi occupare della relativa burocrazia. Nel 2006, ad esempio, sono stati celebrati 42 matrimoni, di cui solo la metà erano di muggesani. Quasi altrettanti anche nel 2007. Sono quasi il doppio di quelli celebrati, ad esempio, nel Duomo di Muggia. Un impegno non indifferente.

Appelli e schede restituite le due facce della società civile - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: piuttosto che lo snellimento della burocrazia regionale: "è importante che le organizzazioni sociali diventino propositive su questioni di merito - dice Ivan Lo Bello, il leader degli industriali dell'Isola - Vedo una grande voglia di partecipazione da parte della società civile, finalmente ci rendiamo conto che non dobbiamo stare a guardare in maniera passiva cosa fa la politica"

Fare l'olio? costa e non si guadagna - tiziana gori ( da "Tirreno, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il costo della manodopera, i concimi, gli antiparassitari, il trasporto e la burocrazia stanno erodendo i margini di guadagno degli olivicoltori", afferma il tecnico agronomo Roberto Mastrodicasa. "Pensiamo - aggiunge - che è andato alle stelle anche il rame, e il furto delle traversine ferroviarie ne è una dimostrazione".

Lo strano mistero del Palladio privato ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia o qualcos'altro? Insomma, siamo di fronte ad una stranezza: di un uomo che ha realizzato edifici importanti già all'epoca, che ha avuto costantemente contatti con le fasce alte della società, che ha frequentato letterati, artisti e uomini di potere e di mondo, non si sa granchè.

"il meccanismo è troppo farraginoso" ( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La solita demenzialità della burocrazia italiana". Non piace granché a Betty di Sexy Shock la trovata del Comune di concedere lo sconto di 3 euro sul taxi notturno solo alle donne che si procureranno un coupon ad hoc. Eppure il Taxi Rosa è un servizio chiesto da tanto tempo.

Gli albergatori attaccano Roma <Troppe tasse> ( da "Corriere Alto Adige" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente Walter Meister, nella sua relazione, ha avuto parole molto critiche nei confronti del governo: "La politica fiscale di Roma e l'eccessiva burocrazia mettono in crisi le nostre aziende familiari". Presente anche l'ex ministro austriaco Grasser. A PAGINA 11.

Verso le elezioni ( da "Corriere di Bologna" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Verso le elezioni L'appello Il mondo economico Itemi Le questioni citate nella lettera sono quelle care agli industriali: internazionalizzazione, burocrazia da snellire e riforme istituzionali Le risposte Sangalli (Pd): "Condivido le preoccupazioni, mi impegnerò a costruire in Parlamento una coalizione per l'Emilia-Romagna".

Confindustria: questa regione merita di più ( da "Corriere di Bologna" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia da snellire, la semplificazione degli organi istituzionali (Province da "ripensare") le infrastrutture che non arrivano mai (il Passante Nord, la E55, la bretella Campogalliano-Sassuolo). Il tono è quello di chi chiede "uno scatto d'orgoglio ", perché "nei programmi elettorali si parla della grande Milano,

Costruzioni ancora troppo lente ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Per accedere alle agevolazioni c'è lo slalom interpretativo. E il nostro Paese,che potrebbe essere in prima fila dell'attrattività degli investimenti sulle energie verdi, finisce ancora un volta per battere la fiacca,proprio mentre"l'Europa sta guadagnando terreno nei confronti degli Stati Uniti come destinazione favorita a livello mondiale per gli investimenti in energia

Contropiede prussiano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giuseppe Diotto Torino Burocrazia scolastica è certamente apprezzabile il recente sito internet "Pronto soccorso insegnanti per sopravvivere a scuola", nato da un'idea di alcuni professori, che intende offrire un aiuto concreto per poter affrontare più facilmente il lavoro scolastico.

Il treno si è fermato a Sciacca ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: com BUROCRAZIA E RITARDI Sviluppo Italia non ha ancora erogato i finanziamenti per il resort - Il conflitto tra ambientalisti e imprenditori e lo stop alla legge regionale Mediterraneo antico. Una veduta di Sciacca, in provincia di Agrigento, a metà strada tra la Valle dei Templi e Selinunte.

Gli albergatori: <Roma, troppi ostacoli> ( da "Corriere Alto Adige" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ha incrementato sensibilmente la burocrazia". Frecciate anche verso Alto Adige Marketing "non hanno in mano il prodotto e manca la comunicazione soprattutto interna con conseguente spreco di risorse; sono inoltre troppe le strutture che non collaborano ". Non è infine mancato il riferimento alla necessità di un aeroporto degno di tale nome per poter internazionalizzare l'

La produttività è (quasi) tutto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: formazione e lotta alla burocrazia, la questione necessita di uno sforzo collettivo più vigoroso e consapevole. La produttivitàè un rapporto sempre variabile tra numero di occupati (denominatore) e produzione di valore aggiunto (numeratore). In Italia qualcosa si è fatto, ma negli altri Stati i processi di adeguamento sono più veloci,

La ritirata delle multinazionali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche la burocrazia asfissiante, le infrastrutture deficitarie, la formazione scadente. L'Italia, pur rimanendo la sesta economia dell'Ocse, è scivolata al 20Úposto(dietroallaSpagna) sesi considera il Pil pro capite. Senza dimenticare che ha il secondo peggiore debito pubblico del mondo ed è ultima per crescita del Pil negli anni più recenti tra i 30 Paesi più industrializzati.

<Primo consiglio a Bagnoli Un campano nel mio staff> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Criminalità, burocrazia, infrastrutture. Il suo personale ordine di priorità? "La criminalità al primo posto, è il cappello che sta su tutto; poi burocrazia e infrastrutture ". Siamo a un passo dalle urne. Gli schieramenti sul tema Mezzogiorno hanno detto qualcosa di incisivo a suo parere?

Più facili nei Comuni le isole ecologiche ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia si alleggerisce: per realizzare i centri di raccolta non ci sarà più bisogno della valutazione d'impatto ambientale, procedura lenta e complessa per antonomasia. è la novità più importante del decreto firmato ieri dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

SAN SALVO - E' il salto di qualità del turismo sansalvese il vero obiettivo dell'Amministrazion ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è stata sconfitta la burocrazia con risultati che città più grandi e con premesse più favorevoli non sono riuscite a raggiungere". Per San Salvo si spera sia l'inizio di una nuova stagione turistica all'insegna della qualità, una stagione che coinvolgerà tutta la Marina in una globale riqualificazione.

Berlusconi gela la Lega <A voi la Regione? Mai detto> ( da "Corriere del Veneto" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: exploit: lì si è vista benissimo l'enorme differenza tra gli industriali e la burocrazia confindustriale ". E ancora, più avanti: "Tra le tante promesse di Veltroni c'è stata anche quella a Calearo di farlo ministro, e lui c'è cascato. Promessa facile, Veltroni sa benissimo di non poterla mantenere perché non vincerà ".

ROMA - Ci voleva proprio la vittoria dell'Italia per l'Expo 2015. Ha riattivato l& ( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia in panne per una burocrazia farraginosa, costosissima e iperinvadente non può essere competitiva. Nè appetibile per gli investitori stranieri. L'Italia in cui si arriva a parlare addirittura di rinvio delle elezioni politiche per una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa, che peraltro non ha alcuna competenza in materia (come ha ribadito forte e chiaro la Cassazione)

LE TARGHE SULLE ABITAZIONI UN PROGETTO DIMENTICATO ( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Guido non c'era più nel gennaio 2006, quando finalmente il Comune, con l'aiuto del Rotary riuscì a far installare nove delle tredici targhe previste. I tempi della burocrazia comunale sono devastanti. Sarebbe utile per i turisti, per noi e per i nostri figli un circuito della conoscenza in vista dell'Expo. gschiavi@rcs.it.

LAVORO ( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-09 num: - pag: 9 categoria: BREVI LAVORO Dimissioni a ostacoli La nuova legge che regolamenta l'istituto delle dimissioni del lavoratore è demenziale. Anziché semplificare, è il trionfo della burocrazia: si spara una cannonata per colpire una mosca. Giorgio Piccardo.

Negli ultimi 5 anni il numero delle imprese attive nel Senigalliese è cresciuto dell'1,7%, ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa. Alla politica, chiediamo di ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione: la loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica.

In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Analisi Formez In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti ammi-nistrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive è ancora poco operativo nel Centro-Nord.

Limitati da viabilità e scuole ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è invece la burocrazia, anche nelle comunità montane il vero "limite alle possibilità di espansione e investimento", il tasto su cui bisogna intervenire, sostiene Laurenzo Zanetti, titolare di un'azienda agricola di Predappio, nel Forlivese. Na. R. L'ESPANSIONE A VALLE L'azienda ha chiuso il 2007 con 3 milioni di fatturato e per crescere ha studiato l'

Rimini e Viareggio puntano sul web ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sui servizi online per avvicinare gli imprenditori alla burocrazia. A Rimini, nei giorni scorsi è stato siglato un nuovo Protocollo d'intesa tra il Comune e la Consulta delle professioni tecniche della Provincia di Rimini, che impegna entrambi a sviluppare i propri strumenti informatici, istituendo un canale telematico esclusivo per lo Sportello per l'edilizia del Comune di Rimini.

Flop degli sportelli unici, ne funziona uno su due ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo sportello unico per le attività produttive – concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per lo smistamento di tutte le pratiche relative ai procedimenti per l'

<Sostegno alle imprese> Appello ai candidati ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sostegno alle imprese" Appello ai candidati BOLOGNA Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" Giorgia Chicarella II "Non dimenticatevi di noi" è il messaggio lanciato da Confindustria Emilia Romagna nella "lettera aperta" destinata a tutti i candidati regionali scesi in campo per la nuova tornata elettorale.

Ubaldi: <Difendere le nostre produzioni dalle contraffazioni> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e snellimento della burocrazia. Per questo, ha detto Ubaldi, "è necessario un candidato radicato nel territorio, in grado di capire le esigenze di queste zone". Il candidato Udc ha ricordato i punti fermi del suo programma: la sburocratizzazione, la tutela sociale in particolare per i ceti medi, e i la difesa dei prodotti tipici dalle contraffazioni.

Lo strano mistero del palladio privato - paolo coltro ( da "Nuova Venezia, La" del 09-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia o qualcos'altro? Insomma, siamo di fronte ad una stranezza: di un uomo che ha realizzato edifici importanti già all'epoca, che ha avuto costantemente contatti con le fasce alte della società, che ha frequentato letterati, artisti e uomini di potere e di mondo, non si sa granchè.

Ora tondo ci ripensa: farò il faccia a faccia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Regione ridotta a un soviet tra eccessi di spesa e burocrazia" di TOMMASO CERNO UDINE. Tondo fa dietrofront. Dopo l'abbandono del faccia a faccia con Illy su Telefriuli, il forfait all'Assindustria friulana e la rinuncia ad altri confronti, il deputato carnico cambia strategia e fa sapere che oggi si presenterà invece alla Rai di Trieste per sfidare in video il governatore.

Sul sagrato della chiesa raccolta di fondi pro uildm ( da "Nuova Venezia, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: devono districarsi nei meandri della burocrazia. In cambio di una offerta libera, si avranno in omaggio le farfalle delle solidarietà oppure dei vasetti di miele. "Sarà un modo da parte della popolazione vicina ai problemi dei disabili - spiega il presidente Gianfranco Bastianello -, per ringraziare la Uildm del costante impegno sul territorio nella difesa dei più deboli"

Cantieristica: si balla sul Titanic ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: purtroppo, come dicevo prima, la burocrazia è un ostacolo in più da superare". Restando in tema di burocrazia cattive notizie arrivano anche dalla strada delle barche visto che solo nel 2009 il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) erogherà i contributi per la sua realizzazione.

<QUI NON si arriva mai> pare abbia detto Sandro Bondi del Pdl agli industriali ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In pratica, come in un duetto, ha messo il presidente Ugolini in grado di porgere una specie di elenco di cose da fare: si è partiti con la Fano-Grosseto per poi proseguire con l'integrazione Pesaro-Fano; quindi liberalizzazione delle municipalizzate, burocrazia, federalismo e opere pubbliche.

I tempi di realizzazione del centro commerciale ? <Almeno due anni e mezzo. Ma bisogna consider ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intoppi che dipendono dalla politica e dalla burocrazia" avvisa il patron della Mercatone Uno Luigi Valentini, nella conferenza stampa convocata dal sindaco Lucio Barani. All'incontro hanno partecipato Luigi Frati, vecchio proprietario delle aree industriali, l'ingegner Pesi, amministratore delegato della Mercatone Uno, gli assessori Fabio Locciola e Roberto Luciani e i progettisti.

Lobby e tasse: incontro con Confartigianato ( da "Giorno, Il (Como)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il fisco e la burocrazia lo permettono. Contare di più per pagare il giusto non vuole essere uno slogan generico e populista, ma rappresentare la necessità di far valere la forza dei nostri numeri e di ciò che siamo e vogliamo essere come imprenditori. Ma per fare tutto ciò è necessario conoscere le regole del gioco,

UN regolamento comunale dispone la sepoltura di una salma in un det ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono costretti ad affrontare pure le questioni a volte incomprensibili della burocrazia. L'ex dipendente Api è deceduto sabato, il funerale è stato celebrato, ma adesso la salma riposa nella camera mortuaria in attesa delle tumulazione. A bloccare l'iter i familiari stretti, tra cui il figlio che vive altrove, giunto ieri in città.

La Lega Nord incontra i cittadini Convention della Sinistra Arcobaleno ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna stringere i tempi della burocrazia e velocizzare le opere". Il sindaco Massimo Federici ha aperto la riunione: mettendo in luce il lavoro di squadra della città, ringraziando ministro e Regione per le risorse stanziate e sottolineando il ruolo di Spezia nel panorama nazionale delle infrastrutture.

PRATO IN UN MESE otto imprese pratesi hanno iniziato la loro att ( da "Nazione, La (Empoli)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia, ecco che questo strumento può davvero rappresentare una svolta tanto importante quanto attesa. In sostanza, la "Comunicazione unica" riunisce tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al Registro delle imprese e ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e anche per il rilascio del codice fiscale e della partita Iva.

Di BRUNO BERTI L'APERTURA domenicale dei negozi (un'opportunità ( da "Nazione, La (Empoli)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dose di burocrazia e di involuzioni legali. In Toscana la legge regionale non contempla più la divisione tra comuni turistici e non, ma la normativa è ancora in vigore. E allora gli operatori di Vinci capoluogo, di Certaldo Alto e del centro storico, di Montespertoli capoluogo, di Montaione e di Gambassi Terme possono tenere le saracinesche aperte la domenica e per le festività,

'A casa chi non sa governare' ( da "Nazione, La (Firenze)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lontana dalla burocrazia politica e propone un'alternativa al lungo dominio autoreferenziale della sinistra campigiana. Chini è visto dalla popolazione come il monarca-padre al quale chiede ossequio, pur se privo di autorevoli proposte. E questo, quando accade, è la morte della politica e della città.

<Candidati, ricordatevi delle nostre imprese> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un atteggiamento purtroppo confermato dal peso ancora crescente della burocrazia. Poi c'è la costante sottovalutazione della posizione strategica dell'Emilia-Romagna, vera 'terra di mezzo' strategica per il futuro dell'intera Italia: Sottovalutazione che dimentica infrastrutture fondamentali come il Passate nord, la E55, la bretella Campogalliano Sassuolo.

GIANCARLO Mazzuca, candidato alla Camera dei deputati in Emilia Romagna per il Po ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che secondo Mazzuca occorre rilanciare riducendo la pressione fiscale e eliminando l'eccessiva burocrazia che troppo spesso le attanaglia impedendone la crescita. "Vorrei essere il vostro amico in Parlamento ? ha sempre detto Mazzuca ai suoi elettori ? se sarò eletto porterò le esigenze e le istanze di questa Regione in Parlamento, e farò di tutto per dare il mio contributo.

I MEDICI ravennati non vivono l'Ausl 'bene': ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esagerata burocrazia, che continua a rallentare il lavoro e a limitare la flessibilità. Ma è uscito un altro dato: i professionisti sono ancora fortemente motivati. E la sanità funziona bene non soltanto in misura di tecnologie e apparecchiature sempre più raffinate, quanto piuttosto grazie alla qualità dei propri operatori".

FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura ( da "Websim" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: - snellire e velocizzare la burocrazia che rallenta l'azione delle imprese culturali, mettendo in atto una politica di defiscalizzazione ed elaborando leggi non conflittuali; - stabilire i profili professionali di chi lavora nelle industrie culturali, affrancandoli dalla condizione di precariato;

Nova di Briano, la Regione: Via libera alla cassa integrazione ( da "Denaro, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: noi faremo di tutto per accelerare i tempi della burocrazia - afferma il sindacalista - anche perchè il trattamento integrativo ha bisogno solo di una presa d'atto formale da parte del ministero". Non si può parlare, però, di rapidità di tempi per l'esito conclusivo della procedura fallimentare della Nova visto che non sembra sia pervenuta ancora alcuna manifestazione d'

Riello: <Valorizzare le imprese>. Meocci: <Qui i principi della Dc> ( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E il programma del Pdl, che punta fra l'altro a ridurre la burocrazia, va in questa direzione". È un Pdl però ancora nell'incubatrice e che dal Veneto, come ha ricordato il governatore Giancarlo Galan, chiede di giocare un ruolo di primo piano per avviare il federalismo, non lasciandolo appannaggio della Lega.

CANDIDATI. Massimo Calearo ieri in città ( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lotta alla burocrazia, un fisco più equo sono alcuni aspetti importanti di questo programma. Siamo convinti che non serva gridare solo basta tasse, c'è necessità di una proposta nuova e moderna come è nella filosofia di una forza politica che non ha ancora compiuto sei mesi di vita".

L'imprenditore vicentino: <Vogliamo il fisco più equo> ( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lotta alla burocrazia, un fisco più equo sono alcuni aspetti importanti di questo programma. Siamo convinti che non serva gridare solo basta tasse, c'è necessità di una proposta nuova e moderna come è nella filosofia di una forza politica che non ha ancora compiuto sei mesi di vita".

<Il Veneto avrà un ministro> ( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la produzione di energia, anche nucleare, abbattere il debito pubblico a colpi di 15 miliardi l'anno, tagliare le spese per la burocrazia e la lotta all'evasione fiscale, anche collaborando con i Comuni. "E i primi tre giorni di Governo starò tre giorni alla settimana a Napoli per risolvere il problema dei rifiuti".  .

EFFETTO BOSSI CONTRO GLI ERRORI DI VOTO ( da "Padania, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il nemico da abbattere è la burocrazia di Palazzo, con le sue trappole nascoste. "Vogliono farci votare con delle schede confuse - attacca il Segretario -. I voti annullati potrebbero essere migliaia: è una cosa sleale. Noi chiediamo che le schede dovrebbero essere ristampate, rinforzando i margini dei simboli.

<I veri fucili sono cinesi e nessuno si fa sentire> ( da "Padania, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Inoltre, per il senatore piemontese, "Bossi è stato chiaro: per Roma lui indica i palazzi romani, non certo i suoi cittadini che, come ha spiegato, sono anche loro vittime di una odiosa burocrazia e di un insopportabile centralismo che penalizza anche la città di Roma". [Data pubblicazione: 09/04/2008].

Il castello di manovra è ancora inagibile Ci si addestrerà fuori ( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che non si spaventano davanti alle fiamme né tantomeno davanti alla burocrazia, sono pronti ad andare avanti promuovendo una nuova iniziativa: "Nell'area tra la circonvallazione dell'ex statale 30 e la nostra sede, siamo intenzionati a realizzare un percorso verde che utilizzeremo per svolgere attività fisica".

Malgrado tutto sarà un anno interessante ( da "Corriere Adriatico" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e non portate a termine nel 2007 per via della complessa burocrazia dei bandi di gara. Come il progetto di valorizzazione del centro storico, con interventi di recupero e di consolidamento della cinta muraria e la realizzazione di una piccola piazza e di un nuovo accesso al borgo per un importo di 145.

Baldassarri si confronta con gli artigiani ( da "Corriere Adriatico" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riduzione della burocrazia, fisco più equo; riduzione dei costi della politica; banche e costi del denaro. Baldassarri ha presentato relativamente al problema delle infrastrutture la proposta della Fano-Grosseto SpA sulla falsa riga della Quadrilatero SpA, senza prevedere pedaggio come invece vorrebbe il centrosinistra.

L'EGOISMO DELLE LEGHE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incrociati e per una burocrazia che soffoca piccole e medie imprese. Manca insomma una politica degna di questo nome. che declini gli interessi sul territorio, senza esasperare i conflitti geografici, e li renda compatibili nel segno di un interesse nazionale. Senza l'ancoraggio della politica, senza l'energia di partiti che abbiano chiara la rotta per governare un Paese complesso,

I MALATI DI BEHçET DIVENTANO CIECHI PER LA BUROCRAZIA. L'INFLIXIMAB è L'UNICO FA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Behçet diventano ciechi per la burocrazia. L'infliximab è l'unico farmaco che può contrastare la malattia in stadio avanzato ma è indicato per l'artrite reumatoide e pertanto non è di facile accesso per gli altri. "Per la Behçet non c'è alcun piano del servizio sanitario nazionale, di conseguenza - afferma Gennaro Iaccarino, responsabile del centro di terapia delle uveiti della Sun -

<Il Dal Molin sarà una ricchezza>. Parola del Cavaliere ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia alla crisi dell'Alitalia, passando per i rifiuti a Napoli ed il federalismo fiscale. Poi è stato il turno di Vicenza e alla vigilia del voto amministrativo di domenica e lunedì prossimi, Berlusconi, si è detto convinto di una vittoria al primo turno della Sartori: "Vincerà e vincerà al primo turno: ho ritenuto di dover raggiungere Lia per manifestarle il mio deciso apprezzamento

Bacchettate/ La burocrazia italiana frena lo sviluppo di tecnologie legate alle energie alternative pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia italiana frena lo sviluppo di tecnologie legate alle energie alternative Mercoledí 09.04.2008 16:36 --> Il traguardo fissato dall'Ue di utilizzare entro il 2020 il 20% energia da fonte rinnovabile, per quanto lasci aperti interrogativi circa il futuro del restante 80% di fabbisogno ha quanto meno avuto l'effetto di attrarre nuovi capitali nel continente europeo,

A Porta a Porta va in scena l'altra faccia di Walter, l'ex buono ( da "Panorama.it" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il Pd darà semplicità e meno burocrazia". Quanto al Sud, dove ritiene che "[8] Lombardo conterà molto meno della Lega", il segretario del Pd lancia l'allarme criminalità: "la mafia può condizionare il voto. Io ho detto che i voti dei mafiosi non li vogliono. Altri no". Quindi, parlando di giustizia promette che non abolirà l'ergastolo e che servono pene più dure per chi sbaglia.

Elezioni e facce come il c... pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e l'ammodernamento del paese, anche su questo punto abbiamo accumulato ritardi imperdonabili. Ecco, se proprio volessimo trovare un difetto allo slogan della D'Abbraccio, non è tanto il suo essere demagogico e un tantino qualunquista, ma il fatto che si tratta di una promessa che nessuno potrebbe mantenere: programma troppo ambizioso.

Il restyling al Blue Beach con la nuova passeggiata ( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha proseguito Levratto - ma a noi la Regione impone di costruire cabine e strutture rigorosamente in legno, nei nostri bagni. Perché non ci è possibile costruirle in muratura? Mi pare una contraddizione in termini davvero sorprendente. Per portare avanti le nostre attività, spesso già assai difficili, avremmo bisogno di meno burocrazia". \.

Banche: Padoa-Schioppa, necessarie regole comuni per supervisione -2- ( da "Radiocor" del 09-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una funzione esecutiva che deve essere condotta costantemente da grandi burocrazie, che operano sul terreno vicino alle autorita' di regolazione, dotate di ampi poteri discrezionali legate a strutture di governo, che hanno la parola finale quando il denaro dei contribuenti puo' essere necessario a sostenere il costo di una crisi".

"Una politica che crei sviluppo" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di una burocrazia farraginosa e di una tassazione eccessivamente aggressiva, sono sicuro che in Calabria ci sono tante energie fresche e di qualità pronte a mettersi in gioco per creare sviluppo, ricchezza e posti di lavoro". Fin troppo chiaro il fatto che per Vincenzo Speziali l'idea del cosiddetto posto fisso,


Articoli

"Il Paese ha bisogno di risposte, solo il centrodestra può darle" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Crescita, fisco e lavoro. Bondi a Pesaro incontra gli imprenditori e i rappresentanti delle associazioni professionali e di categoria "Il Paese ha bisogno di risposte, solo il centrodestra può darle" silvia sinibaldi pesaro - L'onorevole Sandro Bondi ha raggiunto a piedi il palazzo storico sede di Confindustria pesarese: nella piazzetta antistante lo attendeva il gotha del centrodestra provinciale capitanato dal coordinatore di Forza Italia Roberto Giannotti, ma anche i candidati marchigiani alla Camera Remigio Ceroni, Giacomo Bugaro, Elisabetta Foschi e Fabrizio Dini, e i candidati al Senato Francesco Casoli, Giancarlo D'Anna e Alessandro Bettini. Onorevole incontrerà gli imprenditori locali, che messaggio porterà loro? "Con loro discuterò della necessità di far ripartire la crescita del nostro Paese". Rigorosamente in blu anche se alla giacca ha preferito un pullover aggiunge: "In questo le Marche possono dare un contributo fondamentale. Oggi le previsioni di crescita dell'Italia si assestano sullo zero per cento e solo la ripartenza economica potrà garantire al Paese la soluzioni dei problemi sociali. La Sinistra ha aggravato tutto appesantendo la pressione fiscale che è diventata il freno principale dell'economia". E i salari, il potere d'acquisto dei cittadini? "Problemi risolvibili solo con la crescita della produttività e con la possibilità di destinare risorse aggiuntive detassando gli straordinari e impedendo che il reddito del lavoro straordinario possa fare alzare le aliquote". Ormai non c'è più tempo per ristampare le schede elettorali. "Il tempo ci sarebbe ma non c'è la volontà politica del governo che ancora una volta manca di buon senso". Poi l'incontro con gli imprenditori pesaresi, con i rappresentanti delle associazioni professionali e di categoria. Il presidente di Confindustria Andrea Ugolini ha introdotto il breve incontro invitando i rappresentanti delle imprese e dell'artigianato a illustrare le condizioni dei propri settori. Ne è scaturito un panorama solido ma fortemente penalizzato dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture. Da tutti la richiesta ferma di una stabilità per la guida del Paese. "Sarò franco - ha esordito Bondi - dicendovi che la nostra economia cresce ogni anno meno di quanto non accada negli altri paesi europei. Anno dopo anno questo porterà al declino dell'Italia. Perchè accade? La diagnosi è semplice: c'è una pressione fiscale insopportabile, una endemica mancanza di infrastrutture, un costo esorbitante dell'energia, una burocrazia soffocante e uno stato di arretratezza fortissima dell'Università, della scuola e della ricerca scientifica. Chiunque vincerà le elezioni dovrà risolvere questi problemi e non sarà facile. Chiunque vincerà deve augurarsi di avere un successo capace di dare stabilità alla propria azione di governo. Ecco credo che le risposte di cui ha bisogno il nostro Paese il centrodestra sia in grado di fornirle meglio della sinistra e del Pd".

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Dal sindaco di Porte sfida a Enel e Telecom (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Senza luce, senza telefono Dal sindaco di Porte sfida a Enel e Telecom PORTE - Arriva un fulmine e salta la luce. Il peggio però è il ripristino della linea: un'impresa contattare i responsabili di Telecom. Pochi giorni dopo la storia si ripete, con Enel, questa volta. L'illuminazione pubblica si spegne di colpo. Dopo call center e segreterie, rimpalli da una voce all'altra, e discrete arrabbiature, gli amministratori scoprono che il motivo è l'età dell'impianto: troppo vecchio per reggere i moderni limitatori di energia. Stremata dall'aver a che fare con una burocrazia difficile da comprendere (e discretamente incavolata) il sindaco di Porte, Laura Zoggia, ha preso carta e penna (avvelenata): "Vogliamo dei referenti precisi all'interno degli enti". Ed è solo l'inizio. Pag. ... di M. Bonati.

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La sicurezza è il primo obiettivo: <Più risorse alle forze dell'ordine, impronte digitali e test del dna per gli immigrati> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Siamo noi la vera Destra del futuro" Angelo Bertoglio scommette tutto su Daniela Santanchè n Ha deciso di scommettere tutto su Daniela Santanchè, una donna che stima e che ritiene una grande leader. Angelo Bertoglio, 33 anni, è diventato il punto di riferimento a livello provinciale de La Destra, ed è anche candidato al nono posto per la Camera. A soli 13 anni si è iscritto al Fronte della gioventù, il gruppo giovanile che faceva capo al Movimento sociale italiano di cui poi diventò anche segretario. Nel corso del tempo è stato "traghettato" in Alleanza nazionale, un partito da cui è uscito nel 2001 per iniziare una nuova avventura. Nessun pentimento a riguardo, anzi, per lui questo è il vero progetto "di destra".Siete stati obbligati a correre da soli perché nel Popolo della Libertà non vi hanno voluti?"Fino a due mesi fa avevamo sempre dichiarato che avremmo dato il nostro sostegno a Berlusconi e al centrodestra, tanto più che Berlusconi era venuto alla nostra Costituente dicendo che si sentiva a casa, mentre l'imperatore di via della Scrofa (Fini, ndr) gli dava del clown. Il governo Prodi è caduto, Fini è tornato in ginocchio perché ha sentito aria di voto e ha iniziato a mettere mille veti nei nostri confronti. Fino all'ultimo abbiamo cercato di tenere un ponte aperto, l'offerta era quella di un pugno di deputati e un ministero, non abbiamo voluto distruggere la nostra storia".Che differenza c'è fra voi e il Pdl?"Non siamo nati in una sede, ma in piazza fra la gente. Siamo una Destra che guarda al futuro senza rinnegare la sua storia come Fini ha fatto, una destra "con la bava alla bocca e arrabbiata", proprio come tanti italiani e come dice la Santanchè. Nessuno mette in discussione l'unità nazionale, ma in questa Italia mal gestita c'è la necessità di riforme costituzionali e di un decentramento regionale".Per voi cosa viene prima di tutto il resto?"La sicurezza viene prima di tutto, bisogna ridare l'Italia agli italiani, a partire dalla certezza della pena. Mi viene in mente il caso Mansour (Ahmed El Mitwalli Mansour, l'egiziano accusato dell'omicidio del banchiere Giuseppe Dedè), non si capisce come una persona da anni sul territorio, riconosciuta come pericolosa e con decine di denunce alle spalle oltre a due decreti di espulsione, fosse libera di girare indisturbata. L'omicidio si poteva evitare? A nostro avviso sì, facendo rispettare i decreti di espulsione. Per avere la certezza di chi ci sta davanti servono impronte digitali e test del dna. Un'altra questione importantissima è la burocrazia, dobbiamo snellire i tempi".Cosa si sente di portare in Parlamento come istanza del Lodigiano?"Per tre legislature c'è stato un deputato lodigiano con un ruolo visibile che non ha fatto niente (Andrea Gibelli, Lega nord, ndr). Come prima cosa mi occuperei della centrale di Bertonico, poi del potenziamento delle strutture di pubblica sicurezza, con maggiori risorse per le forze dell'ordine che rischiano per poche euro al mese. Infine, un'ipotesi da me sempre sostenuta, aprirei un commissariato nella Bassa".Crede che l'Italia sia pronta per un premier donna?"L'Italia ha bisogno di rinnovamento, penso che Daniela Santanchè stia dimostrando di rappresentare in modo dignitoso le donne".Greta Boni.

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Titti Monteleone, una vita dedicata alla Destra (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La scelta di campo è stata netta fin dai 14 anni quando entrò nella Giovane Italia BELLUNO. Una vita a destra. Titti Monteleone, 56enne con origini tra Bari e Belluno, è candidata per La Destra al Senato. Inutile guardare la posizione in lista (8º posto), perché "l'obiettivo non è che entri io, ma che il partito abbia almeno un senatore". La scelta di campo è netta. A 14 anni era nella Giovane Italia, poi i 20 anni nel comitato centrale del Msi, dopo la svolta di Fiuggi ha optato per il Fronte Nazionale "poi Storace è riuscito nel miracolo e ho aderito al suo partito, si sta concretizzando il sogno di un unico partito della destra radicale". Cosa propone per Belluno? "Ho vissuto e amo l'Alto Agordino. Prendo ad esempio un posto come Laste, non posso concepire che venga lasciato morire. Per i paesi di alta montagna bisogna valorizzare le bellezze naturali, le malghe, incentivare le famiglie che ancora vi abitano tutto l'anno e le piccole attività". Crede che questi temi così locali possano entrare nell'agenda nazionale? "Certo potrei dire che mi piace la battaglia per una repubblica presidenziale di tipo federale. Ma partiamo, invece, dalle piccole cose. Ricordo via Mezzaterra viva e oggi non è rimasto niente. Forse lo noto di più perché sono mezza barese, ma sono questioni da affrontare". Parlando di temi di livello nazionale cosa mette in risalto? "Famiglia istituzionale e Italia agli italiani. Prima bisogna pensare al lavoro e alla casa per gli italiani, poi all'ospitalità per chi rispetta le regole e la religione. E' inconcepibile che un manipolo di folli non permetta di far parlare il papa alla Sapienza di Roma. Inoltre abbiamo un occhio di riguardo per le adozioni: l'iter è troppo lungo". Guardando alla sfera pubblica il vostro programma contiene altre azioni? "Bisogna intervenire sulla burocrazia. L'inefficacia degli uffici pubblici viene da quello, non dai dipendenti. Bisogna far capire che non è l'impiegato che non vuole dare le risposte, è che non ha gli strumenti per farlo. Riguardo alla scuola penso che serva un minimo di buona educazione. Quando entra l'insegnante bisogna alzarsi in piedi. E' necessario un po' di rigore. Poi c'è il tema della certezza della pena. Proponiamo la patente a punti per i magistrati, come per i medici. Chi sbaglia deve pagare. E per i parlamentari pretendiamo una riduzione dello stipendio. Penso che 5000 euro potrebbero bastare". Enrico Costa.

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Albergatori, critiche a Prodi (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

All'assemblea annuale ancora polemiche sui divieti in materia di alcol e fumo Albergatori, critiche a Prodi Meister: "La politica fiscale ha portato più burocrazia" BOLZANO. Critiche al Governo Prodi da parte dell'Unione albergatori, riunitasi ieri in assemblea a Merano. "La politica fiscale centro-sinistra - ha commentato il presidente Walter Meister - ha incrementato sensibilmente la burocrazia". In merito alle incentivazioni, invece, Meister ha chiesto "il coraggio di rivedere completamente il sistema". Come noto, infatti, i tempi di attesa per ottenere i contributi sono troppo lunghi e non consentono agli esercenti di programmare in modo adeguato gli investimenti per il medio-lungo periodo. Il presidente dell'Hgv ha ribadito come la posta in gioco per l'economia, alle prossime elezioni provinciali, sia alta. "Si tratta di consolidare, ovvero rafforzare le forze politiche vincine al mondo economico. Lo stesso vale per le elezioni politiche". Meister ha salutato con favore anche la candidatura alle elezioni provinciali del direttore dell'Unione commercio, Dieter Steger, che "merita il sostegno" degli albergatori. Si profila, dunque, l'unione delle forze da parte di due lobby importanti, che già oggi hanno un peso rilevante nelle decisioni assunte dalla giunta provinciale. Secondo Meister, sono state "numerose le sorprese" di quest'anno per albergatori e pubblici esercenti. Il presidente dell'Hgv ha citato in particolare il divieto di somministrazione di alcolici dopo le 2 di notte e il divieto di fumo all'aperto a Bolzano. Meister ha criticato senza mezzi termini "la cultura dei divieti" mentre si è detto "felice e orgoglioso" per l'iniziativa del governatore altoatesino Luis Durnwalder "di ribaltare il divieto di somministrazione di alcolici dopo le 2". Il tema sarà discusso a maggio nell'ambito della legge omnibus, già contestata da numerose forze politiche, ma anche da diversi rappresentanti delle forze dell'ordine, anche alla luce dell'elevato numero di morti sulle strade proprio a causa dell'abuso di alcol. Tra i relatori il più atteso era il ministro austriaco delle finanze Karl-Heinz Grasser, che ha riscosso applausi a scena aperta. Ha sostenuto, in particolare, che le decisioni politiche hanno riflessi importanti sull'economia. Ma anche che l'economia necessita della minore influenza possibile da parte della politica.

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Gli africani senza visto non giocano a Villanova (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CALCIO. GIOVANILE Per i ragazzi del Gabon inviata documentazione "ma dall'Ambasciata niente permesso" Gli africani senza visto non giocano a Villanova Il Gabon è una Repubblica indipendente, ha la Costituzione dai primi Anni '90, è una delle nazioni più prospere dell'Africa centrale. Ma la sua squadra di calcio non potrà partecipare al torneo internazionale giovanile "Piccole Grandi Squadre" dal 24 aprile a Villanova Mondovì. Malgrado il Comitato organizzatore, con gli uffici centrali di Federazione e Coni a Roma, abbia prodotto una voluminosa documentazione, l'Ambasciata italiana a Libreville, la capitale, come informano gli stessi organizzatori, non ha concesso i visti per l'espatrio aigiovani calciatori. "E' da gennaio che siamo in contatto con l'Ambasciata - dice Michele Pianetta, vice presidente del Tre Valli che segue i rapporti istituzionali del Torneo -. L'ufficio consolare di Libreville si è rivelato molto fiscale. Nonostante i tanti documenti spediti, anche via fax, il parere è stato negativo. A volte la burocrazia è davvero assurda". La squadra del Gabon è stata sostituita dalla Pedona, "che ringraziamo". Confermata la presenza dell'altra squadra africana dalla Costa d'Avorio: tutto ok per i visti.\.

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Cna Sicilia: va aperta una nuova fase politica (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 085, pag. 13 del 9/4/2008 Autore: di Sabina Monaci Visualizza la pagina in PDF     Cna Sicilia: va aperta una nuova fase politica Contrasto della criminalità e del fenomeno mafioso; riforma della regione, con riduzione degli assessorati e semplificazione delle procedure amministrative e autorizzative per il cittadino e le imprese. E ancora: riduzione della pressione fiscale sulle imprese; sostegno per l'accesso al credito anche attraverso i Confidi, strumenti indispensabili di modernizzazione del mercato del credito siciliano. Sono alcune delle principali richieste che i rappresentanti del mondo dell'artigianato e della piccola e media impresa siciliana hanno rivolto ai candidati alla presidenza della regione, Anna Finocchiaro e Raffaele Lombardo, che hanno partecipato all'assemblea regionale della Cna svoltasi a Catania. "Va aperta una nuova fase politica", ha chiarito Cna Sicilia, "a prescindere dagli schieramenti, con assunzioni di forti responsabilità. Il mondo della piccola e media impresa siciliana è consapevole di poter assolvere a un importante ruolo per lo sviluppo e la crescita di questa nostra regione, ma chiede attenzione particolare su alcuni temi importanti a tutte le forze politiche che saranno chiamate a governare la Sicilia". Fra le richieste del settore: la promozione delle attività imprenditoriali; il sostegno alla formazione e all'occupazione dentro le imprese; il drastico ridimensionamento della presenza della regione in economia con la soppressione e/o riduzione di enti, società e strutture non necessari, a partire dagli Ato. All'ordine del giorno per le pmi anche la riqualificazione del bilancio della regione aumentando i capitoli per gli investimenti, le infrastrutture e il sostegno alle imprese e la rinegoziazione con l'Unione europea e lo stato dei Por 2007/2013 per ampliare l'ambito di intervento delle misure a sostegno e a modernizzazione dell'economia e delle imprese. "Condivido le proposte avanzate dalla Cna, a partire dalla priorità assoluta per le imprese siciliane, che è il contrasto all'illegalità", ha detto Anna Finocchiaro. "Oggi, purtroppo, le imprese sane troppe volte sono marginalizzate. Noi dobbiamo rovesciare questa logica e rendere competitiva e conveniente la legalità. In Sicilia", ha aggiunto, "c'è bisogno di una burocrazia efficiente e trasparente, nella quale la variabile del tempo diventi un discrimine fondamentale: troppo spesso le imprese non sanno in quanto tempo le loro pratiche saranno evase, e questo non è più accettabile". La semplificazione delle procedure amministrative e autorizzative della regione sarà al centro anche dell'agenda di Raffaele Lombardo, che ha ricordato come, in qualità di presidente della provincia di Catania, sia stato vicino al mondo artigiano. "In quella veste ho erogato contributi a 20 mila imprese etnee", ha concluso.

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Chiusura di Fs cargo, Orlando chiama l'ad di Trenitalia Moretti (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impianto di Migliarina IL METAFORICO fucile invocato da Umberto Bossi non lo imbraccerà perché si ritiene un pacifista ma riguardo agli obiettivi perseguiti dalla Lega Nord su sicurezza, criminalità, immigrazione, famiglia, federalismo fiscale non transige. Giancarlo Di Vizia, poco più che sessantenne, spezzino verace di piazza Cavour, ex quadro dell'esattoria della Carispe, quindi direttore di filiale bancaria oggi in pensione, padre di due figlie, di passate simpatie per il Pri di Ugo La Malfa, consigliere comunale e candidato alla Camera, è convinto che le elezioni di domenica e lunedì saranno un successo per il Pdl ma, soprattutto, per il Carroccio. Le ragioni di tanto ottimismo? "Lo percepisco nei giri elettorali che faccio sul territorio e dagli incontri con la gente. C'è esigenza di legalità e di sicurezza e voglia di dire basta alle troppe tasse, alla burocrazia esasperata, ai soprusi e alle prepotenze". Chi vota Lega Nord alla Spezia? "Persone di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Ma noto con piacere i tanti i giovani che si avvicinano alle nostre idee. Nell'ultima settimana di campagna elettorale ventidue ragazzi hanno chiesto di iscriversi". Perché siete considerati intolleranti? "Si tratta di una distorta immagine messa in giro ad arte dagli avversari politici. Noi leghisti non siamo razzisti, vogliamo soltanto che gli immigrati lavorino, siano regolari, non delinquano e si adattino alle leggi del Paese che li ospita. Siamo contro chi commette reati e vive di espedienti o, peggio, spaccia droga. Il 90% dei cittadini la pensa come noi, questa è la verità". Il vostro cavallo di battaglia? "Il federalismo fiscale, non c'è dubbio e in questo discorso entra anche l'extragettito della portualità. I tre porti liguri producono da soli 4 mila milioni di euro all'anno. Se questi soldi fossero gesti dal territorio di appartenenza senza andare a Roma per perdersi in mille rivoli si farebbero le grandi opere come il terzo valico e il raddoppio dell Pontremolese senza pesare sullo Stato. E ci sarebbero i fondi per costruire gli ospedali, primo tra tutti quello del Felettino". Quali sono gli impegni della Lega per La Spezia e gli spezzini? "Crediamo che si debba puntare a un adeguato potenziamento delle infrastrutture per consentire un decollo dell'economia. Strade e ferrovie efficienti sono essenziali per il comprensorio cosiccome un'adeguata politica di sviluppo del porto e delle risorse legate al mare. Ma non c'è soltanto l'economia". Sarebbe a dire? "C'è bisogno di particolare attenzione al sociale. Per questo, nel nostro programma politico proponiamo sovvenzioni alle famiglie con bambini da zero a tre anni di età, agevolazioni alle giovani coppie che vogliano mettere su famiglia e acquistare casa, libri di testo gratuiti per quanto riguarda la scuola dell'obbligo. La tutela della famiglia, sia dal punto di vista etico che economico è una nostra priorità". Amerigo Lualdi .x/09/0804 Il candidato spezzino della Lega Nord rilancia il federalismo fiscale e la gestione dell'extragettito portuale .x/09/0804 LE FS intendono chiudere gli impianti della Spezia come l'officina manutenzione rotabili e la sala operativa e l'onorevole del Pd, Andrea Orlando, ha scritto all'amministratore di Trenitalia, Mauro Moretti chiededogli di rivedere il piano di riorganizzazione. I lavoratori in tali strutture sono 30 dipendenti Fs e 15 dell'indotto per l'officina e 8 dipendenti FS per la sala operativa e nulla si sa circa la loro futura collocazione. "Ma questa decisione non è assurda soltanto per le sue conseguenze occupazionali - scrive Orlando - Tale realtàè la più efficiente in Italia: negli scali spezzini vengono allestiti circa 10 mila treni all'anno, in arrivo e in partenza. Inoltre, viene trasportato su rotaia circa il 32% delle merci movimentate in porto. E' necessaria una forte presenza di Trenitalia Cargo alla Spezia perché, se il settore ferroviario non assicurasse più i servizi odierni, la città sarebbe invasa da camion. Ciò metterebbe in ginocchio il nostro scalo, causerebbe gravi problemi di viabilità e avrebbe serie conseguenze sulla sicurezza dell'ambiente e sulla salute dei cittadini". .x/09/0804.

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Unioncamere, Finocchiaro sigla il patto sullo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "MF Sicilia" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Sicilia Unioncamere, Finocchiaro sigla il patto sullo sviluppo Proseguendo nel suo dialogo con i candidati alla presidenza della Regione, Unioncamere Sicilia ha incontrato ieri, alla Camera di commercio di Catania, Anna Finocchiaro, in corsa per il centrosinistra. Come già la settimana precedente aveva fatto Raffaele Lombardo, candidato per il centro-destra, anche la senatrice democratica ha sottoscritto il programma di impegni elaborato da Unioncamere, dicendosi profondamente d'accordo con i punti critici individuati dall'associazione.A fare gli onori di casa c'era il presidente della Camera di commercio di Catania, Piero Agen, affiancato dal segretario generale regionale di Unioncamere Sicilia, Alessandro Alfano. Per Agen, "in Sicilia, e Catania non fa eccezione, è necessario che gli enti locali marcino insieme per lo sviluppo. Chiediamo quindi al prossimo governo regionale un'attenzione speciale per gli enti camerali, dissanguati dal pagamento delle pensioni e spesso ostacolati dalla burocrazia". Per Unioncamere i diktat sono chiari: lotta al racket, potenziamento del sistema infrastrutturale, burocrazia più snella e formazione di qualità.Il confronto fra la candidata del centro-sinistra e gli operatori economici siciliani è stato incentrato sui temi delicati che coinvolgono tutto il settore delle imprese siciliane, specie quelle pmi che rappresentano la reale forza produttiva dell'Isola. "La macchina burocratica spesso non ha assecondato la crescita delle nostre imprese", ha sottolineato Anna Finocchiaro. Che ha aggiunto: "Ma anziché impegnare energie a polemizzare contro chi ha gestito il passato, conviene pensare a una soluzione immediata. Credo che in un semestre si possa iniziare a tracciare una linea programmatica per l'ammodernamento delle pubbliche amministrazioni, sapendo però che ci vorrà tempo e buona volontà. E in questo senso la Camera di commercio potrebbero darci una mano".La candidata democratica ha concluso il meeting catanese dicendosi pienamente d'accordo con Agen nella richiesta di una più razionale gestione dei fondi europei e rispondendo alle domande su altri temi di grande rilevanza, dall'etica alla necessità di una formazione continua, dal problema della gdo al pessimo momento del settore agricolo e di quello della pesca. (riproduzione riservata)Carlo Lo Re MF Sicilia  - Sicilia Palazzi & Denaro Numero 071, pag. 2 del 9/4/2008 Autore:.

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Il federalismo fiscale vero è quello del Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CANDIDATI. Massimo Calearo ieri in città "Il federalismo fiscale vero è quello del Pd" Pomeriggio veronese per l'imprenditore vicentino Massimo Calearo, capolista alla Camera nella nostra circoscrizione elettorale per il Partito democratico. Logico, a meno di una settimana dal voto, tirare le somme di una campagna elettorale che Calearo ha vissuto per la prima volta da protagonista. "Emozionante", dice, "e anche entusiasmante. Certo ricca di impegni, ma tutti molto proficui". Calearo guarda con attenzione a quella imprenditoria che fino a pochi mesi fa lo vedeva alla guida di Federmeccanica. "Per le imprese venete, ma non solo, abbiamo preparato un programma perchè davvero inizi una nuova stagione. La lotta alla burocrazia, un fisco più equo sono alcuni aspetti importanti di questo programma. Siamo convinti che non serva gridare solo basta tasse, c'è necessità di una proposta nuova e moderna come è nella filosofia di una forza politica che non ha ancora compiuto sei mesi di vita". Calearo insiste "sulla novità straordinaria rappresentata dal Partito democratico" e rivela che "molti veneti saranno presto con noi perchè il vero federalismo fiscale è quello che attuerà il Pd". Una stoccata poi alla Lega, accreditata alla viglia delle elezioni di un forte consenso in Veneto. "Sono sondaggi, vedremo le elezioni. Ma è un voto cui guardo con interesse, perchè è un voto di protesta, di chi è stanco di certa politica e dei suoi assurdi meccanismi. È un voto che vuole novità e modernità e queste le assicura solo il nostro programma. Io credo che vinceremo già il prossimo 13 e 14 aprile, ma se non sarà così poco importa, perchè il futuro anche in Veneto sarà nostro e premierà il Partito democratico". L'ultimo pensiero di Calearo va ancora agli imprenditori. "Il Veneto, Verona, ma anche la mia provincia, Vicenza, sono realtà particolari, il tasso di export è il più elevato del Paese, la piccola-media impresa è la spina dorsale dell'economia. Ci sono tante questioni che meritano risposte immediate e concrete. Vanno snellite le procedure decisionali e i tempi per la realizzazione di nuove infrastrutture. Il Veneto deve crescere, lo può fare ancora, il programma del Pd va in questa direzione".S.B.

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Il Veneto avrà un ministro (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

POPOLO DELLA LIBERTÀ. Il candidato alla presidenza del Consiglio ieri sera a Vicenza. Contestazione dei comitati anti-base americana "Il Veneto avrà un ministro" Enrico Giardini VICENZA "Ci sarà un ministro veneto nel prossimo Governo di centrodestra". Potrebbe essere il presidente della Regione, Giancarlo Galan? "Lascio al senso di responsabilità di Galan di chiedere di farlo". Così Silvio Berlusconi, candidato del Popolo della libertà alla presidenza del Consiglio, ha risposto alla domanda sul futuro assetto dell'esecutivo che si candida a guidare. Il Cavaliere ha così confermato quanto dichiarato da Umberto Bossi a Verona, che poi aveva fatto esplicitamente il nome, come ministro, della leghista Francesca Martini, assessore regionale alla sanità e candidata alla Camera. Berlusconi ha peraltro precisato di non aver "ancora deciso chi saranno i ministri, tranne quello dell'economia, Giulio Tremonti". Il leader della Pdl è stato ieri a Vicenza per lanciare la candidatura a sindaco della città berica di Lia Sartori e incontrare il popolo veneto del centrodestra che lo ha accolto numeroso all'esterno dell'hotel Campo Marzio, insieme peraltro a una centinaio di manifestanti dei comitati "No Dal Molin" contro la base Usa. Il Cavaliere è giunto con tre ore di ritardo dopo la tappa a Savona. Ad accoglierlo c'erano la stessa Sartori, Galan, il coordinatore regionale di Forza Italia Niccolò Ghedini e quello di An, Alberto Giorgetti, oltre al vicesindaco di Verona Alfredo Meocci, all'assessore comunale Vito Giacino, alla senatrice di Fi Cinzia Bonfrisco, al consigliere regionale di Fi Tiziano Zigiotto e al candidato Pdl al Senato Massimo Venturato. Presenti fra gli altri l'attore veronese Fabio Testi e monsignor Bruno Fasani, capo ufficio stampa della diocesi scaligera e opinionista. L'obiettivo invocato da Galan per la prossima legislatura è il federalismo, a cominciare da quello fiscale. Su questo punto Berlusconi è stato chiaro: "Al Governo lavoreremo per introdurre il federalismo solidale, ma a patto che le Regioni che pagano più tasse, come il Veneto, abbiano vantaggi dal punto di vista fiscale. Perciò faremo in modo che l'Iva della tassazione torni alle rispettive Regioni". Tra le priorità programmatiche del Pdl Berlusconi ha indicato le infrastrutture, la produzione di energia, anche nucleare, abbattere il debito pubblico a colpi di 15 miliardi l'anno, tagliare le spese per la burocrazia e la lotta all'evasione fiscale, anche collaborando con i Comuni. "E i primi tre giorni di Governo starò tre giorni alla settimana a Napoli per risolvere il problema dei rifiuti".

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<Prodi ha fermato l'Italia> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 9 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Pdl. I deputati Crosetto e Verro ieri sera in sala Mercanti su lavoro, sviluppo, economia "Prodi ha fermato l'Italia" di Giuseppe Bruschi "Un'ora e mezza per arrivare da Milano a Crema, e poi Di Pietro dice che ha fatto le strade ed i ponti soprattutto al nord. Forse si riferisce ad un altro Paese, perchè con il governo Prodi l'Italia si è fermata. Meglio l'hanno messa in ginocchio, ed il resto del mondo cammina a velocità sorprendente". Con questo affondo ha iniziato il suo discorso l'onorevole Guido Crosetto, coordinatore di Forza Italia in Piemonte ed imprenditore. Che subito ha aggiunto:"Per capire lo stato dell'Italia bisogna andare all'estero e fare i confronti. La fotografia che esce del 'Bel Paese' è desolante". Insiste, Crosetto, nella sua impietosa analisi ricordando che l'Italia è ai primi posti per la lentezza della burocrazia (un'impresa spende 360 ore lavorative all'anno solo per adempimenti fiscali) ed agli ultimi per la competitività della imprese. Per non parlare della infrastrutture che mancano quasi del tutto e per il fabbisogno dello Stato che è invece un'animale che 'consuma' cifre spaventose. Crosetto ha fatto un esempio che ha lasciato allibiti i presenti, numerosi, in sala Mercanti. Ha infatti sostenuto, dati alla mano, che 'ogni secondo allo Stato Italiano servono 25 mila euro'. Che fare allora per rialzare l'Italia? Crosetto ha indicato la sua originale ed imprenditoriale ricetta, e cioè 'affamare lo Stato'. Ha chiarito:"Prima tagliamo le aliquote e poi rivediamo la spesa pubblica. Lo Stato a quel punto deve fare con quello che ha, deve arrangiarsi come fa una famiglia, altrimenti va a rotoli". Per Crosetto, quindi, è necessario che le imprese possano svilupparsi, collegarsi con altri paesi, non essere soffocate dal fisco e da inutili e costosi adempimenti. Sulla stessa linea Antonio Verro, candidato in Lombardia 2, che ha voluto salutare gli amici cremonesi con una iniezione di ottimismo. Ha detto: "Berlusconi è nettamente in testa, Veltroni arranca ed ormai fa promesse, soprattutto in campo sociale ed economico, alle quali forse neppure lui crede". Per Mino Jotta e Gianni Rossoni la campagna elettorale ha dimostrato che il collegamento con la gente e con il territorio sono la carta vincente del Popolo della Libertà.

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Prefettura, rinnovati i sistemi informatici (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Prefettura, rinnovati i sistemi informatici Ma il sito internet resta "off line" a due anni dall'incendio PAVIA. La Prefettura di Pavia affronta l'appuntamento elettorale del 13 e 14 aprile con un nuovo sistema informatico. E, quindi, con quella piccola dose di suspense che è inevitabilmente legata a ogni novità. "Prima lavoravamo su un software che era nostro - spiega il capo di gabinetto del prefetto, Valentina D'Urso - mentre adesso ci serviremo di un programma che ci è stato fornito dal Ministero dell'Interno. La differenza è che prima si lavorava su un doppio sistema: un canale era collegato con il Ministero, un altro con il nostro sistema. Adesso c'è una "corsia" unica, per cui il dato centrale coinciderà in tutto e per tutto con quelli periferici. Per le sale stampa dovrebbe cambiare poco o nulla". Insomma, il Viminale ha voluto rendere omogenei i programmi per l'elaborazione dei dati elettorali, eliminando quelli "autoctoni". Il risultato dovrebbe essere migliore, considerato che tutta Italia utilizzerà un solo strumento. Ma il software, a Pavia, è stato installato solo in queste ore, per cui le imminenti elezioni politiche serviranno anche da test. Con tutte le incognite che ciò comporta. Tra l'altro, il sito internet della prefettura di Pavia non è più raggiungibile. Circa due anni fa, un incendio ha provocato la distruzione del server, cioè del luogo fisico al quale faceva capo lo spazio virtuale. Da allora, il sito non è stato più riattivato, probabilmente per i problemi di budget e di burocrazia che riguardano moltissime pubbliche amministrazioni. Nel frattempo ha continuato a funzionare una rete intranet, ossia una serie di collegamenti che consente ai Pc di palazzo Malaspina di conversare tra di loro. E, naturalmente, non è mai venuto meno il collegamento tra la prefettura e le varie amministrazioni locali.

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<L'Italia? Ora è un disastro> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 9 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl An e Forza Italia. Incontro con il parlamentare-imprenditore Guido Crosetto "L'Italia? Ora è un disastro" 'Dopo la cura Prodi rilancio e sviluppo possibili'. Era il tema affrontato ieri nel palazzo della Provincia nell'ambito dell'incontro promosso da An e Forza Italia. E secondo Guido Crosetto, parlamentare, coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte e imprenditore, è possibile. "Certo è che ? ha sottolineato ? bisogna prendere delle decisioni. E per farlo torna utile vedere cos'è ora il nostro Paese. Torna utile una fotografia". E quella scattata da Crosetto non è per nulla positiva. Anzi, fa intravedere il disastro: siamo costantemente tra gli ultimi, in Europa come nel mondo. Crosetto, bravo a calamitare l'attenzione, ha chiesto: "Se voi voste imprenditori stranieri dove investireste i vostri soldi?". L'Italia, ha elencato: è tra i primi posti per la lentezza e macchinosità della burocrazia (un'impresa spende 360 ore lavorative l'anno per i soli adempimenti fiscali), tra gli ultimi per le infrastrutture, tra gli ultimi per debito pubblico, tra i primi per fabbisogno dello Stato. Al riguardo Crosetto ha snocciolato una cifra impressionante: "Ogni secondo allo Stato italiano servono 25.000 euro". La ricetta o meglio una delle ricette è il contrario di quanto si va dicendo da più parti: "Prima tagliamo le aliquote e poi rivediamo la spesa pubblica: lo Stato, a quel punto, deve arrangiarsi con quanto ha. Se lo deve far bastare". E ancora l'accenno a 5 milioni di persone che, in questi ultimi due anni, per vivere hanno dovuto indebitarsi o dar fondo ai risparmi. Dibattito che ha visto protagonisti anche Gianni Rossoni, Antonio Verro, Mino Jotta ed Enzo Bettinelli.

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<Museo per i reperti archeologici> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Mercoledì 9 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Fossacaprara. Sindaco e giunta lunedì sera con i cittadini per discutere i problemi della frazione "Museo per i reperti archeologici" di Pierluigi Cremona FOSSACAPRARA ? Chiusura 'soft' per gli incontri di 'Casalmaggiore e le sue ville', tra la giunta ed i cittadini. Lunedì sera all'oratorio erano presenti: il sindaco Luciano Toscani, il vice Claudio Silla, diversi assessori e consiglieri. Per Casalasca, il presidente Gianpiero Todeschini. E' emerso che il deposito di eternit scoperto in zona argine, dopo oltre un anno, non è stato ancora rimosso. I cittadini si sono poi lamentati dell'eccessiva velocità delle auto sull'argine e del pericolo, parzialmente ridotto, per i ciclisti. Chiarimenti anche sul progetto del bacino. "E' stata approvata ? spiega Toscani ? a livello tecnico la nuova direttiva Pai (Piano Assetto Idrogeologico, nda) sulle golene, per renderla esecutiva manca solo la firma del ministro che arriverà però col nuovo governo. Tra 6 anni, finiti i finanziamenti, per poter mantenere la zona si insedierà un impianto produttivo per la vendita della legna". Infine, è stato comunicato al sindaco che uscirà una pubblicazione sui ritrovamenti archeologici nella frazione. Altro obiettivo è far tornare i reperti che si trovano in altri musei per allestire in loco una collezione permanente. Operazione complessa per la rigidità della burocrazia. "Già quando ero consigliere ? ha detto Toscani ? ci sono stati confiscati i reperti perché non c'era un ambiente adatto. Il progetto di recupero del vecchio torrione prevedeva appunto la creazione di un museo. Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di creare una collezione che si appoggi ad un museo già esistente".

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Le trame dei film di prima visione (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LE TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE AMORE, BUGIE & CALCETTO (Italia 2007) durata: 115', genere: commedia, di Luca Lucini con Claudio Bisio, Chiara Mastalli, Max Mazzotta, Claudia Pandolfi, Andrea De Rosa, Giuseppe Battiston, Filippo Nigro, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro. Le vicende sentimentali di un gruppo di amici che per nulla al mondo rinuncerebbe alla partita del giovedì. In campo come nella vita: "dimmi come giochi e ti dirò chi sei". JUNO (Usa 2007) durata: 92,' commedia, di Jason Reitman con Jennifer Garner, Michael Cera, Jason Bateman, J.K. Simmons, Ellen Page. Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. Dopo qualche ricerca, si imbatte in Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Ma quando sta per arrivare la data del parto, la vita di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa. NEXT (Usa 2007) durata: 96', genere: thriller, di Lee Tamahori con Thomas Kretschmann, Jessica Biel, Nicolas Cage, Julianne Moore Cris Johnson, un mago di Las Vegas che ha un dono segreto che è al tempo stesso una benedizione ma anche una maledizione: Cris è dotato della straordinaria capacità di vedere ciò che accadrà nell'immediato futuro. Johnson riesce a prevedere solo ciò che accadrà nei prossimi minuti in virtù di un talento extrasensoriale che si rivela molto utile per il suo lavoro di mago e medium in uno scalcinato e squallido locale di Las Vegas dove si esibisce ogni sera. NON PENSARCI (Italia 2008) durata: 105', genere: commedia, di Gianni Zanasi con Paolo Briguglia, Valerio Mastandrea, Caterina Murino, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston Stefano Nardini suona da quando aveva cinque anni e passo dopo passo ecco che dal conservatorio è finito col diventare una piccola star del punk rock indipendente. Ma i tempi delle sue foto in copertina sono passati e adesso a trentasei anni si guarda intorno: suona con dei ventenni invasati, a casa non ha più né fidanzata né letto dove dormire, gli è rimasta giusto una chitarra e un'auto con le portiere che non si aprono. Insomma è venuto il momento anche per lui di cercare un riparo, tornare dalla famiglia che non vede da tempo. THE EYE (Usa 2008) durata: 97', genere: horror, di David Moreau Xavier Palud con Jessica Alba, Rade Serbedzija, Alessandro Nivola. Sydney Wells è una violinista famosa a Los Angeles. Intelligente, molto dotata, e fortemente indipendente; è cieca. Sydney si sta per sottoporre ad un doppio trapianto di cornea che le ridarà la vista dopo più di due decenni di cecità. Ma la felicità di Sydney ha vita breve. Inspiegabili, strane e spaventose immagini iniziano a perseguitarla. IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007) durata: 131', drammatico, di Marc Forster con Atossa Leoni Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Il viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende del suo paese in guerra. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola "amore". Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla sua strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che lo ha lasciato, una giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. LA ZONA (Spagna e Messico, 2007), drammatico di Rodrigo Plà con Daniel Giménez Cacho, Daniel Tovar. Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella "Zona", quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini e il filo spinato c'è la miseria più nera. Il giorno del suo compleanno, tre ragazzi delle favelas riescono a penetrare nella Zona e a introdursi in una delle case. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007) durata: 91', genere: avventura, di Luc Jacquet con Bertille NoËl-Bruneau In una mattina d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto da dimenticare la paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che dividono la bambina e l'animale svaniscono. Comincia la più sbalorditiva delle amicizie.

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Gorizia Votare è un atto di coscienza lNoi, gruppo di amici tra i 18 e i 57 anni riuniti a Malborghe... (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Votare è un atto di coscienza lNoi, gruppo di amici tra i 18 e i 57 anni riuniti a Malborghetto per riflettere sul rapporto tra fede e politica, abbiamo elaborato ed approvato il seguente documento. La situazione politica contingente, caratterizzata dalla campagna elettorale in corso per il rinnovo delle rappresentanze politiche ed amministrative viene vissuta da tante persone come una sorta di sciagura: un evento subìto ormai sfuggito ad ogni possibilità di intervento da parte nostra. Noi riteniamo invece che questa sia una grande opportunità per riscoprire in termini significativi il nostro essere cittadini, responsabili e desiderosi di partecipazione democratica. È vero che il voto non esaurisce l'impegno, ma è evidentemente uno dei momenti maggiormente caratterizzanti l'esperienza di una democrazia. Ci siamo anche interrogati sul modo in cui la fede incide sulle nostre scelte e sulle scelte che competono al mondo della politica rappresentativa. Poiché ogni individuo ed ogni comunità sono sempre - anche se a volte inconsapevolmente - soggetti politici, si ritiene che sia ancora indispensabile che esistano soggetti e gruppi organizzati disponibili a servire il bene comune anche negli spazi di gestione del potere. Più che sottolineare il rapporto tra fede e politica crediamo importante determinare quello fra persona e politica: non "si fa" politica perché si è credenti, ma perché si è persone in relazione con altre persone e quindi, come diceva don Milani, "si esce insieme dai problemi". Per questo tutti i programmi politici dovrebbero essere valutati alla luce della centralità della persona, contrastando in questo modo qualsiasi tentazione di ridurre la nobile vocazione al servizio in promozione di interessi soltanto individuali o di parte. In questo contesto la fede vissuta come il filo conduttore di un'esistenza improntata ad una lettura critica e costruttiva delle esigenze sociali e culturali delle persone non può essere imbrigliata nella difesa di privilegi di casta (non soltanto politica, ma anche religiosa) bensì dovrebbe sostenere un impegno convinto e coerente al servizio di ciò che rende possibile il realizzarsi di una vita autenticamente degna della persona: la giustizia, la pace raggiunta attraverso la non violenza, la libertà, la tutela del diritto alla vita. In conclusione, è per noi fondamentale che la coscienza di ogni persona debba arricchirsi con tutte le informazioni possibili per esercitare in modo autonomo e pienamente responsabile il proprio diritto alla partecipazione ed al voto; esercizio da svolgere non attraverso l'obbedienza acritica ad imposizioni di presunte autorità bensì attraverso un dialogo ed un confronto franco e solidale. Seguono 25 firme di goriziani Non sono "un prete rifondarolo" lSe anche spesso non mi trovo in accordo con ciò che sostiene il dott. Livio Tunini ho sempre riconosciuto la determinazione, la passione civile e la convinzione con le quali da sempre porta avanti le idee. Le sue argomentazioni generali, sia pur non inedite, meriterebbero di essere dibattute ed approfondite con maggior spazio e tempo di quanto consentito dall'esigua colonna delle "lettere al giornale". Probabilmente la necessità di essere sintetico lo ha costretto nel suo ultimo intervento sul Piccolo ad essere un po' riduttivo nei confronti di un progetto che evidentemente conosce poco. Il riferimento è al "patto per Gorizia" proposto dalla rivista Isonzo Soca: esso consiste in un grande progetto che senza dimenticare le radici vuole guardare con costruttiva speranza al futuro. I primi passi consistono nell'invito rivolto a tutte le forze vive - culturali, sociali, imprenditoriali, religiose, politiche, sportive e quant'altro - a realizzare dei tavoli di confronto dove cercare insieme, unendo gli sforzi di tutti ciascuno secondo la propria specifica responsabilità, soluzioni alle grandi sfide che l'attuale momento pone alla città. Qualsiasi lettore, aprendo l'ultimo numero di Isonzo Soca, può essere ampiamente informato su questo esperimento di autentica democrazia partecipata a tutto campo, molto più che un accordo strategico da siglare soltanto fra gruppi politici di centro sinistra come darebbe ad intendere l'interpretazione restrittiva del dott. Tunini. Mi è sembrato invece poco elegante il disinformato e nel contesto sprezzante epiteto di "rifondarolo", ritornello ripetuto per ragioni tattiche lo scorso anno dagli esponenti di una certa parte a corto di serie argomentazioni politiche: credo che queste etichette siano ormai "fuori tempo massimo". Andrea Bellavite Forum Gorizia Confini burocratici lOrmai sono passati mesi da quando sono caduti i confini fisici. La domanda è quando verranno rimosse anche le attrezzature confinarie "italiane" che nel bel mezzo della carreggiata interferiscono e non solo alla circolazione stradale dei valici (ex minori). Quello di Merna ne è un esempio. Possibile che anche qua la burocrazia e i soliti ritardi all'italiana continuino a farla da padroni? Gianfranco Ciuffarin Gorizia.

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Vivere la campagna , modello europeo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari "Vivere la campagna", modello europeo Il progetto della provincia del Medio Campidano contro la desertificazione Bocciato dai tecnici degli enti regionali, promosso a Bruxelles VILLACIDRO. Bocciato nell'isola dai tecnici degli enti regionali, promosso a Bruxelles. "Vivere la Campagna", il progetto che la Provincia del Medio Campidano ha predisposto per la valorizzazione e contro la desertificazione delle aree rurali dei comuni del Medio Campidano ha superato l'esame europeo. Inizialmente "Vivere la Campagna" era stato visto con sospetto dai tecnici e dalla burocrazia agricola della Sardegna, mentre l'Unione europea lo ha preso ad esempio in occasione della conclusione dei lavori del "Projet ABCDèveloppemen-Interreg", a cui hanno aderito le Regioni Sardegna e Liguria, la Genralitat Valenciana, la Thessaly e le Isole Baleari. ONNIS a pagina 25.

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Il ritorno di Berlusconi? Veramente deprimente... Durissimi articoli di Financial Times e Wall Street Journal Un populista vanaglorioso che scantona le sfide del Paese (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del "Il ritorno di Berlusconi? Veramente deprimente..." Durissimi articoli di Financial Times e Wall Street Journal "Un populista vanaglorioso che scantona le sfide del Paese" di Roberto Brunelli / Roma "PROFOUNDLY DEPRESSING...". Chissà come l'ha presa, il Berlusconi Silvio, qui definito anche "il populista vanaglioroso". Altro che "unfit to lead Italy", inadatto a guidare l'Italia, come scrisse oramai secoli fa l'Economist, attirandosi l'accusa di essere un giornale in mano ai comunisti. Questa volta la prospettiva del ritorno di Berlusconi Silvio al governo del Paese è "profondamente deprimente". Lo scrive il Financial Times, considerato il quotidiano economico più autorevole d'Europa, e giudizi ancor più duri li riserva al Cavaliere di Arcore il Wall Street Journal, che nella sua edizione europea dedica l'intera pagina tre all'Italia. Titolo: "Nelle prigioni italiane vige la regole delle porte aperte". Esempio più eclatante della malagiustizia italiana? L'ex premier, ovviamente: "Egli è stato al centro di più di una dozzina di inchieste giudiziarie e ha subito almeno sei processi per reati che vanno dall'evasione fiscale alla corruzione di giudici. Altrove vicende giudiziarie di questo genere avrebbero messo fine ad una carriera politica. Berlusconi invece ha una forte possibilità di essere eletto ancora". Giudizi pesanti. Scrive il Financial Times che "i cinque anni sprecati dell'ultimo governo Berlusconi, un populista vanaglorioso ("vainglorious populist") sceso in campo apparentemente per scansare i giudici e perseguire i propri interessi personali, sono particolarmente significativi, specialmente adesso che potrebbero ripetersi". Il candidato del centrosinistra, Walter Veltroni - sostiene il quotidiano nella pagina degli editoriali - ha espresso una certa determinazione nel voler continuare le riforme, per esempio riducendo il dedalo di leggi e burocrazia che impastoiano le imprese...", così come si riconoscono alcuni "modesti progressi", soprattutto nel campo della finanza pubblica, al governo Prodi. Tuttavia, mentre "le promesse venute da entrambi gli schieramenti di aumentare le spese ignorano la realtà dell'Italia, la cui crescita è bassa e in ulteriore caduta", le promesse di Berlusconi "per spese pubbliche senza copertura sono particolarmente demagogiche, superando di tre volte quelle di Veltroni". No, non è un bel quadro. E colpiscono i toni duri, implacabili, dei due grandi giornali. Niente sconti all'Italia. Il Financial Times usa, a proposito del nostro paese, il termine "declino", e chiede "riforme strutturali" per l'economia nonché "un forte rinnovamento della classe politica", ma aggiunge anche "non sembra che l'Italia le avrà, queste riforme". Tragico anche il quadro offerto dal Wall Street Journal: un quadro nel quale trova posto anche Salvatore Cuffaro, che probabilmente sarà eletto al Senato nonostante sia stato "recentemente condannato in primo grado e in attesa dell'appello per aver favorito un mafioso". Ma è sempre il capo del Pdl il cuore del ragionamento: "Berlusconi, che è anche uno degli uomini più ricchi d'Italia, è stato condannato in due processi, ma alla fine le sentenze sono state respinte in appello o sono decadute perché prescritte". Sembra quasi una continuazione quel passaggio dell'articolo del Financial Times che definisce "profondamente deprimente" l'ipotesi "che ritorni un governo privo di efficacia guidato da Berlusconi e composto dalla stessa irrecuperabile casta di politici che regolarmente scantona le sfide che il paese non può più permettersi di eludere". Dal Pdl non si registrano, a questo momento, reazioni di rilievo.

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Niente indennizzo per lo stress dell'artificiere (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Torino La storia del maresciallo Longato, una vita sempre in bilico poi l'amarezza di un rifiuto del ministero Niente indennizzo per lo stress dell'artificiere Ha disinnescato bombe per 30 anni, il cuore ne ha risentito. Negati 150 euro in più Per più trent'anni la vita di Bomber è stata davvero appesa ad un filo. Quasi sempre ha dovuto scegliere quale filo tagliare (blu o rosso?) per evitare di (come dice lui) "evaporare", in parole povere di finire in mille pezzi dilaniato da un'esplosione. Che lo stress sia compagno fedele del lavoro dell'artificiere è quindi scontato. E a lungo i cuori per quanto forti cedono. Quello di Bomber, nome in codice del maresciallo capo Carlo Fortunato Longato, classe '57, arruolato nel '77 (corso esplosivi nel '78 e '79 e poi sino all'88 unico artificiere dell'Arma a Torino) lo ha fatto alla fine di marzo del '99. E per un finto ordigno dopo tante bombe vere. "Un pacco lasciato davanti alle Gru con dentro candelotti e fili ma senza innesco", ricorda. Messo in aspettativa è stato congedato nel 2001. Lui che riscuote ogni mese 1500 euro di pensione ha chiesto allo Stato che ha servito per anni l'indennizzo previsto per le malattie dovute a cause di servizio. Un "patrimonio" di 150 euro lordi al mese. Si è ritrovato nel tunnel misterioso della burocrazia ministeriale dove a nulla gli è servito l'addestramento ricevuto negli anni. E' di certo più facile capire qual è il filo collegato all'innesco (blu o rosso?) che comprendere le motivazioni che spingono una commissione militare ad accettare la sua richiesta a Torino e quelle che anni dopo invece sono alla base del rifiuto opposto da un'analoga commissione però romana. Nel 2001 infatti la commissione medico-ospedaliera del centro militare di medicina legale "A. Riberi" di Torino non ha avuto dubbi a certificare testualmente: "l'infermità a diagnosi è stata accertata dopo circa 22 anni di servizio prestato nell'Arma dei carabinieri durante i quali il richiedente è stato sottoposto a particolari disagi e gravoso impegno psicofisico che assurgono a ruolo di concausa efficiente e preponderante nell'insorgenza dell'infermità a diagnosi". D'altronde nell'81 Bomber davanti ad un bar di Torino disinnescò un ordigno 17 secondi prima che esplodesse e più tardi a Valenza fu salvo ancora per un soffio. Poche settimane fa però il comitato di verifica per le cause di servizio del ministero dell'Economia e delle Finanze ha sentenziato: "Le infermità riscontrate non possono riconoscersi dipendenti da cause di servizio...". (m.p.).

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Matrimoni a muggia vecchia solo per residenti (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Recepita una norma del diritto canonico che "dissuade" dalle cerimonie fuori zona. L'anno scorso ne sono stati celebrati una quarantina Matrimoni a Muggia Vecchia solo per residenti Don Serafin: "Qui possono sposarsi solo i miei parrocchiani, non posso gestire tutti quei riti" MUGGIA Nella basilica di Muggia Vecchia niente più matrimoni per chi non fa parte della relativa Parrocchia, quella di Santa Maria Assunta, salvo rare e ben giustificate eccezioni. Il parroco, don Lodovico Serafin, assicura infatti che d'ora in poi saranno meglio rispettate le regole pastorali. Intanto in questi giorni ha rimesso il suo mandato nelle mani del vescovo, per raggiunti limiti di età. La pittoresca chiesetta medievale che sovrasta il golfo è scelta da moltissime coppie per suggellare il loro legame. Molte vengono anche da fuori città, e persino dall'estero. Tuttavia, sul luogo dove celebrare i matrimoni, e sulla possibilità di scegliere una chiesa di una parrocchia che non sia legata ad almeno uno dei fidanzati, il diritto canonico è chiaro. La stessa diocesi triestina raccomanda di "dissuadere i fidanzati a preferire alla propria chiesa parrocchiale, un'altra, per ragioni estetiche, intimistiche, di moda o altre. Il parroco che riceve la richiesta - si legge ancora - non deve prendere alcuna decisione, ma con cordialità e cortesia deve invitare i nubendi a rivolgersi al loro parroco, che poi valuta se dare la concessione". Il Direttorio pastorale, già dal 1993 invita ad "affrontare con coraggio, saggezza e determinazione il problema (lo definisce proprio così ndr) della proliferazione di matrimoni in santuari e chiese con particolari richiami storici e artistici". Ma allo "storico ed artistico" santuario di Santa Maria Assunta, don Serafin confessa che spesso si è chiuso un occhio. Si sono celebrati matrimoni di non parrocchiani (e anche di non muggesani), e molte volte è stato lo stesso don Serafin a doversi occupare della relativa burocrazia. Nel 2006, ad esempio, sono stati celebrati 42 matrimoni, di cui solo la metà erano di muggesani. Quasi altrettanti anche nel 2007. Sono quasi il doppio di quelli celebrati, ad esempio, nel Duomo di Muggia. Un impegno non indifferente. Ora le cose cambiano. Don Serafin non ce la fa più e, per il futuro, intende osservare alla lettera le disposizioni ecclesiastiche. "Non posso più gestire tutti quei matrimoni spiega -. Ogni volta, ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a mettere a posto, e non sempre si trovano volontari che vengono gratuitamente. Chi me lo fa fare. Alla fine, erano solo spese. Mi sentivo quasi sfruttato". L'offerta economica alla Parrocchia da parte degli sposi è volontaria ma, per così dire, è sempre gradita, soprattutto se l'impegno è notevole da parte del parroco, che magari oltre alla cerimonia in chiesa, ospita (come è capitato sovente) anche il rinfresco. Le richieste da fuori Muggia fioccano ancora. "C'è chi addirittura mi ha offerto soldi - così don Serafin -. Non li posso accettare. Qui si possono sposare solo i membri della mia Parrocchia (in pratica, i residenti di Chiampore e zone limitrofe, per un totale di un migliaio di anime ndr). Gli altri devono avere valide motivazioni per venire qui, in accordo fra i parroci. Ho già rifiutato tante richieste per i prossimi mesi. Non farò nessuna eccezione". Don Serafin, oltretutto, è già in età pensionabile. Il 20 marzo ha compiuto 75 anni, età in cui un parroco può "rassegnare le dimissioni" al vescovo. Il parroco ha inviato la lettera lunedì. Non è previsto però un suo abbandono immediato dell'incarico. Sergio Rebelli.

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Appelli e schede restituite le due facce della società civile - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo I pescatori La fondazione Bds Appelli e schede restituite le due facce della società civile Boom di proposte. E di annunci di astensione Le marinerie di Sciacca e Lampedusa non andranno alle urne perché il costo del gasolio è raddoppiato C'è un proliferare di richieste programmatiche e questo è un fatto nuovo e positivo ANTONIO FRASCHILLA (segue dalla prima di cronaca) Se le scrivanie dei candidati alla presidenza della Regione, in primis Anna Finocchiaro e Raffaele Lombardo, sono piene di proposte di programma scritte da industriali, commercianti, artigiani, agricoltori, fondazioni bancarie o associazioni di cittadini, in tutta la Sicilia fioriscono le lettere di protesta scritte da comitati civici, marinerie, associazioni di disabili e dei consumatori: delusi dalla malapolitica, promettono in coro che non andranno alle urne. Di certo c'è che, mai come in questa campagna elettorale, i candidati hanno ricevuto richieste d'impegni concreti. Ad aprire le danze è stato il decalogo presentato da Confindustria, che chiede al futuro governatore dell'Isola l'avvio dei termovalorizzatori piuttosto che lo snellimento della burocrazia regionale: "è importante che le organizzazioni sociali diventino propositive su questioni di merito - dice Ivan Lo Bello, il leader degli industriali dell'Isola - Vedo una grande voglia di partecipazione da parte della società civile, finalmente ci rendiamo conto che non dobbiamo stare a guardare in maniera passiva cosa fa la politica". Per Carmelo Gurrieri, che da presidente della Cia agricoltori ha presentato un programma ai candidati, "è importante che le associazioni facciano delle proposte autonome e chiedano impegni concreti per risolvere i problemi di intere categorie". Tra le tante proposte di programma ci sono state quelle dell'Aiop (che raggruppa le cliniche private), dell'associazione degli industriali Secolo Ventuno o, ancora, della Cna, delle famiglie cattoliche e di Antudo, che chiede la "smilitarizzazione della Sicilia". Un programma in sette punti è stato presentato anche dalla Fondazione Banco di Sicilia, per proporre "una maggiore attenzione alla formazione e agli investimenti nella ricerca universitaria": "C'è un proliferare di appelli e questo è un fatto positivo, ma non so quanti poi saranno realmente presi in considerazione dalla politica", dice il presidente della Fondazione, Giovanni Puglisi. Anche la Chiesa siciliana è scesa in campo. L'ultimo appello è arrivato proprio ieri dall'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo: "Sentiamo in questo momento tante promesse elettorali, ma nessuno dice da dove si prenderanno i fondi per onorarle - ha detto l'alto prelato - Serve invece una politica capace di affrontare e risolvere le emergenze sociali senza illudere i cittadini". Da un lato le proposte, dall'altro il rifiuto della politica. Il comitato civico di Gioiosa Marea, che da sei anni attende che venga riparata la statale 113 distrutta da una frana, ha consegnato al Prefetto di Messina oltre 600 schede elettorali: "Io non andrò a votare perché ormai ho perso completamente la fiducia in chi rappresenta le istituzioni nazionali, regionali e locali", dice la signora Angela Scaffidi. Come lei non voteranno i consumatori del Codacons, che protestano contro il mancato inserimento nei programmi di "iniziative contro il caro prezzi", e anche i disabili dell'Ausl 5 di Messina, che non si recheranno alle urne perché è stato sospeso il servizio per la loro assistenza. E se il centro studi Anghelos "invita al voto consapevole e apartitico", difficilmente andranno alle urne i pescatori delle marinerie di Sciacca e Lampedusa: "Il costo del gasolio è raddoppiato nel giro di un anno e ogni battuta ci costa oltre 600 euro solo per il carburante - dice Antonio Randazzo, presidente della coop "Tra i pescatori a Sciacca" - Il tutto nel disinteresse dei politici".

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Fare l'olio? costa e non si guadagna - tiziana gori (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia Fare l'olio? Costa e non si guadagna Carburanti e concimi rincarano, la crisi affonda i consumi E la fattoria Spalletti dimezza la produzione TIZIANA GORI QUARRATA. Il lavoro di olivicoltore sta diventando un lusso che in pochi si possono permettere. Non c'è solo il caro-petrolio ad incidere sui costi di produzione. Nel giro di un anno concimi e antiparassitari sono aumentati del 30% a causa della forte richiesta da parte dei paesi asiatici, Cina in testa. Il guadagno assume i contorni di un miraggio, l'obiettivo è diventato fare pari con i costi. Con i suoi 14.000 olivi sulle colline di Lucciano, la fattoria Spalletti è il maggior produttore del Montalbano quarratino. "Nel 2007 abbiamo potato solo metà oliveto - spiega Donatella, una delle segretarie - Si è trattato di una scelta obbligata". Perché la vendita è diventata un problema. "La crisi si riversa sui consumi. Le vendite sono calate. Con meno soldi a disposizione, ci si accontenta dell'olio da supermercato". Quella del 2007 è stata un'annata pessima per l'olio. Tutti i produttori lo confermano. Poca raccolta e un forte attacco di mosca. Sotto un certo punto di vista però la scarsa raccolta si è rivelata un vantaggio. "Nel 2006 - dice Donatella - la produzione si è aggirata sui 200 quintali, quest'anno sui 70. Così abbiamo potuto smaltire un po' di olio dell'anno precedente". Meno potatura e meno trattamenti, conferma Alberto Banci, proprietario di un oliveto da 2.200 piante. "L'ho ereditato da mio padre e lo curo con passione, ma non è remunerativo". "Un Igp toscano come il nostro è venduto dalla Pam, di cui siamo soci, 9 euro al chilo. Sugli scaffali di un qualsiasi supermercato trovi bottiglie di olio da un chilo a 3 - 4 euro. La dicitura di "extravergine" non basta a garantirne la qualità, perché tanti di questi oli non sono obbligati ai controlli a cui sottostiamo noi". "Il costo della manodopera, i concimi, gli antiparassitari, il trasporto e la burocrazia stanno erodendo i margini di guadagno degli olivicoltori", afferma il tecnico agronomo Roberto Mastrodicasa. "Pensiamo - aggiunge - che è andato alle stelle anche il rame, e il furto delle traversine ferroviarie ne è una dimostrazione". Con l'agronomo facciamo un rapido calcolo sui costi che deve sostenere un olivicoltore per una pianta di olio. "Una pianta produce in media 15 chili di olive, da cui si ricavano tra i 2 e i 3 chili di olio. La potatura costa tra i 6 e gli 8 euro ad olivo, due trattamenti a stagione e l'uso del concime altri 2 euro, circa 2,5 euro la fase della frangitura. Metà produzione spetta al raccoglitore, quindi rimane 1 chilo e mezzo di olio, per cui il nostro olivicoltore ha speso circa 13 euro". Lo stato è venuto parzialmente in aiuto elargendo contributi sulla media produttiva degli ultimi anni. "Sì. Fino a due anni fa il produttore riceveva un sostegno in base alla quantità di olio prodotto, adesso sulla media prodotta negli ultimi anni. Questo dà un po' di respiro agli olivicoltori, li convince a rinunciare, ad esempio, a parte della potatura. Ma gli olivi vengono così pian piano abbandonati".

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Lo strano mistero del Palladio privato (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

UNA BIOGRAFIA "UMANA" Lo strano mistero del Palladio privato Una ricerca dietro il lavoro di architetto per cogliere Andrea nella vita quotidiana E' in uscita un libro di Guido Beltramini direttore del Cisa PAOLO COLTRO Aben guardare, non si sa mica tanto di Palladio. Di lui Andrea della Gondola bambino ragazzo uomo marito padre. Perfino non si sa con esattezza cos'abbia fatto prima di diventare "maistro" e di cominciar le fabbriche delle Logge che trasformano il Palazzo della Ragione a Vicenza, e quelle delle ville e delle grandi realizzazioni veneziane. Il Palladio della vita normale non c'è, o quasi. Fonti dirette, inesistenti; lacerti di notizie qua e là, da cercare con il lanternino. Figurarsi: se ne sapeva così poco che per quattro secoli e mezzo Padova e Vicenza hanno battagliato per arrogarsi il privilegio di avergli dato i natali. Per cui fece scalpore, nel 1948, il ritrovamento di un documento all'Archivio di Stato di Padova, che tagliava netta la questione e illuminava come una fotoelettrica i primi anni di vita di Andrea. Il documento, del 24 maggio 1563, contiene le testimonianze di tre vecchi padovani, che riferiscono fatti e notizie di cinquant'anni prima. E tutto per dimostrare che messer Andrea è padovano e può quindi inoltrare la domanda per far accettare suo figlio Silla al Collegio Pratense, un convitto per studenti. Nel 1563 Palladio ha cinquantacinque anni, è conosciuto se non famoso, eppure ha bisogno del verbale di un giudice, quello dell'Ufficio del Porco al Salone a Padova, per dimostrare che è padovano. Burocrazia o qualcos'altro? Insomma, siamo di fronte ad una stranezza: di un uomo che ha realizzato edifici importanti già all'epoca, che ha avuto costantemente contatti con le fasce alte della società, che ha frequentato letterati, artisti e uomini di potere e di mondo, non si sa granchè. Parlano di lui solo gli scarni scritti notarili legati alle tappe della vita: le registrazioni del matrimonio e della dote, la nascita e i battesimi dei figli, i rendiconti degli stipendi pubblici. Numeri e qualche nome, fine. E il Palladio privato? Se l'è chiesto Guido Beltramini, che è il direttore del Cisa, cioè il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, con una passione che supera di molto i doveri e le competenze dell'officium. Il suo "Palladio privato" sta per essere dato alle stampe da Marsilio, andrà in libreria il 30 aprile prossimo a 9 euro, ed è una minuziosa ricerca storica travestita da conversazione. Perché, chissà come, forse per un refolo arrivato fin qui dai giorni di Giangiorgio Trissino, vi pare una chiacchierata attorno ad Andrea, lontana dalle frigide ed impersonali ricostruzioni d'archivio. La pazienza di Giobbe ci è voluta, per mettere in fila tutte quelle bricioline raccattate tra le fonti più diverse: ma quel che è riuscito a Beltramini è di averle rivitalizzate. Ci ha messo dentro la linfa, l'acqua fresca, di un umanesimo mai perduto, e le briciole sono diventate impasto, e con loro lievita la figura di Andrea. Succede così un piccolo rinascimento, altrettanto importante di quello visto, vissuto, interpretato e superato da Palladio. E' un salto all'indietro prezioso e suggestivo: riusciamo a intravvedere la quotidianità di fatti, edifici e persone ormai consegnati alla storia. Noi abbiamo conosciuto Palladio solo attraverso la celebrazione: le sue ville sono diventate modelli, corrente culturale, storia del pensiero e dell'architettura nel mondo. Beltramini ci fa respirare, come succedeva al maistro Andrea, la polvere di quei cantieri, le difficoltà con i committenti, le beghe vicentine, gli scogli veneziani. Tanto per dirne due: per due volte cercarono di togliere a Palladio l'incarico delle Logge a Vicenza, ed è storia di sgambetti e rivalità tra professionisti e relativi protettori, con tanto di votazioni, diremmo oggi, in Consiglio comunale. La seconda: Palladio non riuscirà mai ad avere un "ufficio" statale dalla Repubblica di Venezia. Concorre nel 1554 per l'incarico di proto all'Ufficio del Sale, magistratura che finanziava i lavori pubblici, tra l'altro quelli di Palazzo Ducale: gli preferiscono Pietro Guberni, già Proto alle Acque. Ci riprova Palladio sedici anni più tardi, quand'era ben più importante, e si candida nel 1570 alla carica di proto alla Procuratia de Supra, vacante dopo la morte di Sansovino. Niente, nemmeno stavolta. Eppure le committenze pubbliche veneziane continueranno per tutti gli anni Settanta. Palladio è un uomo di successo: soprattutto postumo. Un selfmade man che in vita non conobbe i fasti e i compensi di un Giulio Romano, che frequentò magari la corte pontificia, il desco dei nobili e i grandi artisti senza togliersi la polvere dei cantieri dalle scarpe, diventando un solido borghese e rimanendolo. Viene in mente che ha lavorato, oltre che per i privati, splendidi e taccagni, per le amministrazioni pubbliche di Vicenza e Venezia. Oculate, occhiute e sparagnine: altro che la grandeur di una corte principesca. La magnificenza doveva essere nel risultato, non nella strada per arrivarci. L'architetto non va celebrato, ma tenuto a libro paga. Ed eccolo Palladio, intento a combattere sullo stipendio, costretto a chiedere anticipi, ad opporsi ai tagli. Le pagine di Beltramini sono mosse da folate di vicentinità già allora intuibile; e quaranta chilometri più in là, e dieci pagine più avanti, da altrettante folate di venezianità, che è cosa diversa e si capisce. Andrea fa fatica ad emergere. Beltramini scova tutto, collega moltissimo, ce lo racconta nei minimi particolari disponibili, gli svuota le tasche, si infila persino nel suo letto: ma la privacy di Palladio vuole resistere. Ed è un mistero affascinante perché paradossale. Palladio non si è nascosto, era uomo pubblico, ha fatto l'editore, ha dato al mondo quei "Quattro libri dell'Architettura" dove dice tutto quel che sapeva e poteva dire. Ma dell'architettura. Giorgio Vasari ne fa il primo profilo biografico, ed è una consacrazione: ma parla solo degli edifici. Nel 1617 il canonico Paolo Gualdo scrive una "biografia non autorizzata": ma evidentemente non scrive nemmeno dove è nato, se Vicenza e Padova litigano nei secoli. Eppure Andrea della Gondola era uno simpatico: rari flash scovati da Beltramini fissano i fotogrammi di un uomo dalla conversazione piacevole, di buon umore, probabilmente pronto alla battuta. E' anche la sua capacità di relazione a farlo entrare nel mondo che conta della committenza. Ha imparato da Trissino, ma di suo era una persona gradevole. Nessuno l'ha ritratto, mentre Giulio Romano ci arriva dipinto da Tiziano. A Vicenza la sua statua è di fantasia, come quell'espressione severa rivolta alle sue colonne (capirete: doveva combattere per lo stipendio...). Insomma, Andrea si è inesorabilmente trasformato in Palladio. E allora si insinua una suggestione: che veramente quell'uomo siano le sue case, i suoi palazzi. Quella "naturale inclinazione" diventata intuizione e bravura architettonica. Da subito: i suoi contemporanei l'hanno colto immediatamente, Andrea era i disegni, il cantiere, il palazzo. Un uomo nato e cresciuto con le sue pietre, diventato le sue pietre. Proprio perché c'è lui dentro, sono vive ancora oggi.

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"il meccanismo è troppo farraginoso" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Bologna L'opinione critica di Betty, rappresentante di Sexy Shock "Il meccanismo è troppo farraginoso" "Il buono rosa? La solita demenzialità della burocrazia italiana". Non piace granché a Betty di Sexy Shock la trovata del Comune di concedere lo sconto di 3 euro sul taxi notturno solo alle donne che si procureranno un coupon ad hoc. Eppure il Taxi Rosa è un servizio chiesto da tanto tempo. Non siete contente? "E' un semplice segno di civiltà. E' apprezzabile, ma il Comune non può spacciarlo per una rivoluzione. C'è in tutte le città europee. Dove forse è pure migliore". Per esempio? "Beh, a Berlino c'è un servizio taxi che accompagna le donne alla metropolitana e le passa a riprendere all'uscita della stazione di destinazione, per scortarle fino a casa" Insomma il taxi rosa comunale non basta. "E' un minimo segnale, ma il meccanismo resta molto farraginoso". (s. b.).

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Gli albergatori attaccano Roma <Troppe tasse> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-04-09 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Economia ASSEMBLEA A MERANO Gli albergatori attaccano Roma "Troppe tasse" di ENZO COCO BOLZANO - Assemblea generale, ieri al Kursaal di Merano, dell'Hgv, l'Unione degli albergatori altoatesini. Il presidente Walter Meister, nella sua relazione, ha avuto parole molto critiche nei confronti del governo: "La politica fiscale di Roma e l'eccessiva burocrazia mettono in crisi le nostre aziende familiari". Presente anche l'ex ministro austriaco Grasser. A PAGINA 11.

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Verso le elezioni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni L'appello Il mondo economico Itemi Le questioni citate nella lettera sono quelle care agli industriali: internazionalizzazione, burocrazia da snellire e riforme istituzionali Le risposte Sangalli (Pd): "Condivido le preoccupazioni, mi impegnerò a costruire in Parlamento una coalizione per l'Emilia-Romagna".

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Confindustria: questa regione merita di più (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Confindustria: questa regione merita di più Gli imprenditori scrivono ai candidati per il Parlamento: "Mancano le infrastrutture" Una lettera ai candidati in Parlamento per far contare di più l'Emilia-Romagna, che "a dispetto dei record, viene trattata come l'ultima ruota del carro". A cinque giorni dalle elezioni Confindustria fa squillare le trombe del territorio e lancia un'allarme chiaro a futuri deputati e senatori. "Siamo un traino per l'economia nazionale, ma di noi nessuno parla" hanno detto la numero uno dell'associazione regionale Anna Maria Artoni e il presidente di Unindustria Bologna Gaetano Maccaferri. Gli industriali snocciolano numeri: 60 mila imprese manifatturiere, Pil pro capite con un valore di 128 contro una media europea di 100, export in crescita dell'11 per cento sul 2008 (contro l'8 per cento della penisola) e primato in tutti gli indici di occupazione. Eppure. "Eppure - ha spiegato ieri Artoni, insieme a Maccaferri e allo stato maggiore delle due associazioni - veniamo considerati una "terra di mezzo" e non un gateway per lo sviluppo del paese verso il resto del mondo". I temi citati nella missiva sono quelli cari al mondo industriale: l'internazionalizzazione, la burocrazia da snellire, la semplificazione degli organi istituzionali (Province da "ripensare") le infrastrutture che non arrivano mai (il Passante Nord, la E55, la bretella Campogalliano-Sassuolo). Il tono è quello di chi chiede "uno scatto d'orgoglio ", perché "nei programmi elettorali si parla della grande Milano, del Nord Est, ma la nostra regione sembra sparita anche dalla carta geografica ". Dunque, ai candidati di tutti gli schieramenti si chiede di "assumersi la responsabilità di portare a livello nazionale" la visione di una regione che reclama a gran voce un ruolo da protagonista e di "non cedere alla tentazione di considerare l'impresa un nemico della qualità della vita". "Anche perché mentre noi stiamo a discutere e a dividerci tra campanili - ragiona Artoni - a Milano c'è l'Expo e noi dovremo pensare a dove atterreranno le persone". è qui che il leit motiv industriale del "puntare sulle eccellenze " trova un senso concreto. "Non ci sono risorse da distribuire a pioggia per tutti, serve il coraggio di scegliere ", osserva la presidente. Il tema, uno dei tanti, riguarda l'aeroporto. Che da un lato ancora sotto il fuoco dell'inchiesta sui servizi a terra, dall'altro è impegnato a lanciare un piano da 200 milioni di investimenti per il prossimo lustro. "Sono numeri importanti - ha aggiunto Maccaferri - per questo credo che il ricorso al mercato sia una strada obbligata e penso che ci sia una previsione in questo senso da parte dei vertici dell'aeroporto ". Ma in generale resta il tema delle scelte e delle infrastrutture, da fare nel momento giusto, pena il rischio di perdere i "treni" che passano. "Pagheremo il prezzo delle scelte non fatte, punto - taglia corto Maccaferri - Quelle scelte oggi ci darebbero una città competitiva e diversa. Invece ora, semmai verranno realizzate, rischieranno di essere superate, perché nel frattempo il paradigma competitivo si è spostato più in alto". Segnali positivi alle richieste degli industriali sono arrivati da candidati di entrambe le maggiori coalizioni. "Condivido le loro preoccupazioni - ha detto Gian Carlo Sangalli, ex segretario nazionale della Cna, ora in lista con il Pd di Veltroni - Cercherò di costruire in Parlamento una coalizione per l'Emilia-Romagna ". Intanto, dal senatore di Forza Italia Giampaolo Bettamio arriva l'invito al presidente della Regione Vasco Errani per una giunta straordinaria affinché si coordini un piano in vista dell'Expo milanese del 2015: "Dobbiamo organizzare risposte a una domanda di strutture", ha detto. Simone Sabattini Vertici Da sinistra, Gaetano Maccaferri, Anna Maria Artoni, il dg di Confindustria Mario Agnoli e l'industriale Massimo Hilbe.

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Costruzioni ancora troppo lente (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-09 - pag: 5 autore: Ernst&Young: l'Italia perde il confronto internazionale sulla messa in opera Costruzioni ancora troppo lente Federico Rendina ROMA Una corsa decisa verso le fonti rinnovabili. A colpi di incentivi, campagne ministeriali e convegni informativi. Ad un primo colpo d'occhio sembrerebbe davvero interessante, per gli investitori esteri, guardare al business italiano dell'energia verde. Peccato che ad una verifica più attenta, quando si tiene conto non dei programmi e delle promesse ma della loro effettiva traduzione sul campo, l'attenzione diventa rinuncia. Tardano i decreti attuativi dei provvedimenti "involucro" varati dal Governo: sei mesi, un anno e anche di più. Frena la burocrazia. Per accedere alle agevolazioni c'è lo slalom interpretativo. E il nostro Paese,che potrebbe essere in prima fila dell'attrattività degli investimenti sulle energie verdi, finisce ancora un volta per battere la fiacca,proprio mentre"l'Europa sta guadagnando terreno nei confronti degli Stati Uniti come destinazione favorita a livello mondiale per gli investimenti in energia rinnovabile". Diagnosi piuttosto impietosa quella che emerge dall'ultimo "Renewable Energy Country Attractiveness Index" elaborato dagli analisti di Ernst&Young, che stila appunto la classifica degli investimenti globali in energia rinnovabile confrontando i 25 principali mercati del mondo. Preoccupante non tanto la posizione che ci viene assegnata da rapporto, la settima, esattamente quella dell'anno precedente, quanto l'osservazione che il posto è stato mantenuto con gran fatica e con un "gap" sempre più evidente tra programmi e risultati. Insomma,l'ennesima occasione persa. Perché "il nuovo indice – si legge nella ricerca –ha evidenziato come l'obiettivo di accrescere l'utilizzo di energia rinnovabile entro il 2020 posto dall'Unione Europea abbia contribuito a incrementare significativamente l'interesse del nostro continente per gli investitori". Tant'è che nei primi dieci posti compaiono ben sei Paesi dell'Unione Europea. Arretrano, nel quarto trimestre 2007, gli Stati Uniti. Che mantengono il primato mondiale. Insidiato però dalla Germania, che avanza anche grazie "all'emanazione della normativa che impone l'utilizzo di strumenti di riscaldamento a energia rinnovabile per tutte le nuove costruzioni realizzate dopo il 1 gennaio 2009". Mentre "in un contesto altamente dinamico l'Italia faticosamente mantiene stabile il proprio settimo posto, classificandosi davanti a paesi come Francia e Portogallo, ma posizionandosi alle spalle del gruppo di testa europeo formato da Germania, Regno Unito e Spagna con una gap di più di quattro punti". "Continuiamo ad essere penalizzati – insiste Daniele Agostini, senior manager di Ernst& Young in Italia – dalla lentezza con cui alcune delle nostre norme diventano operative. Un esempio per tutti: il decreto sui biocarburanti chiamato a definire gli obblighi per il 2007 è stato varato solo all'inizio di quest'anno ". Storia vecchia, che mortifica tanti ottimi impegni. Candidandoci ad un vero e proprio arretramento. Che a ben guardare, ranking a parte, c'è. "Nella filiera tecnologica e commerciale delle rinnovabili abbiamo perso dal 10 al 15% rispetto alla fine degli anni '90, quando potevamo contare su ottime capacità. Ad esempio sul solare".

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Contropiede prussiano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-09 - pag: 12 autore: Contropiede prussiano Come tutti mi sono fatto due risate a vedere quel dirigente Telecom motivare i suoi uomini citando Waterloo. Al di là dello svarione storico, penso non abbia impressionato proprio nessuno dei suoi ascoltatori, e da un manager che prende compensi a sei cifre ci si potrebbe aspettare qualcosa di più. Pur guadagnando molto meno era ben più convincente il mio allenatore, quando ero un giovane allievo del Calcio Rovigo, che, riferendosi agli avversari, con sguardo truce ruggiva: "A gavì da magnarghe e caucee !!!" (dovete azzannargli le caviglie). Se questi sono i giovani manager italiani c'è ben poco da ridere: questa è la nostra Waterloo. Fabrizio Tagliabracci Mestre (VE) C on rispetto per il Rovigo Cal-cio, come allenatore Napoleone era di un'altra categoria. Giocava all'attacco, tipo un Arrigo Sacchi, ma al cubo. "Partita finisce quando arbitro fischia" diceva Boskov, un vecchio saggio sulla panchina della Sampdoria. è un peccato che il giovane manager di Telecom sia uscito dallo stadio di Waterloo pochi minuti prima della fine. L'imperatore era in vantaggio, il catenaccio di Wellington alle corde, la vittoria pareva sicura. Non ci fosse stato il contropiede micidiale dei prussiani, proprio in zona Cesarini: una roba che neanche Rocco buonanima o il mago Herrera sarebbero stati capaci di congegnare. Il risultato si è capovolto. Come tanti, Luciani è un uomo che va di fretta, immagino che abbia sempre un sacco di cose da fare e da dire. Gli è mancato il tempo di aggiornarsi. Non è grave, impiccarlo a questa dimenticanza mi pare eccessivo. Conta di più che si rifaccia alle vicende del passato; e che cerchi nella storia insegnamenti per la vita, come suggerivano i grandi del mondo classico: consiglio ormai, e purtroppo, desueto. Una battaglia va e viene. La storia resta, grande maestra. A saperla. - Pil e stipendi L'Italia crescerà pochissimo, anzi, forse nulla. Il Pil ipotizzato dal Fondo monetario dello 0,3% non lascia ben sperare, anche se in più occasioni le previsioni dell'Fmi non sono state un granché attendibili, anzi, si sono rivelate completamente sballate. E allora che fare per tornare a far girare l'economia? Aumentare gli stipendi? Sbagliatissimo! Secondo il presidente della Bce Trichet aumentare gli stipendi scatenerebbe l'innalzamento dell'inflazione, eppure in questi ultimi mesi è aumentata lo stesso senza che gli stipendi subissero di fatto degli incrementi degni di nota. Per contro i prezzi dei generi di prima necessità sono andati alle stelle. Continuando di questo passo milioni d'italiani non avranno di che mangiare dalla terza settimana del mese. Giuseppe Diotto Torino Burocrazia scolastica è certamente apprezzabile il recente sito internet "Pronto soccorso insegnanti per sopravvivere a scuola", nato da un'idea di alcuni professori, che intende offrire un aiuto concreto per poter affrontare più facilmente il lavoro scolastico. E dal quale si possono scaricare gratuitamente utili materiali e strumenti didattici. E tuttavia qualche perplessità sorge spontanea. Ho la sensazione che ormai a scuola gli adempimenti formali abbiano preso il sopravvento sull'insegnamento, sempre più privo di spessore culturale ma ingolfato da prescrizioni e ricette didattiche che piovono da ogni parte. Mentre i docenti, incapaci di dare voce concreta al loro disagio, accettano passivamente che la scuola si burocratizzi, diventando così complici di una deculturizzazione di massa che pare inarrestabile. Lorenzo Catania e-mail.

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Il treno si è fermato a Sciacca (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-09 - pag: 12 autore: Il treno si è fermato a Sciacca di Mariano Maugeri S ciacca è l'attitudine dei siciliani a sprecarsi, buttarsi via, macerarsi nell'autolesionismo, autoritratto del nichilismo sicano infiorettato da pensieri e parole nobilissime. Sciacca è natura maldestramente domata, Mediterraneo metallico, un pennacchio di vapore sulfureo che si leva dalla acque termali del monte Kronio. Sciacca era un trenino che marciava a singhiozzi verso Selinunte e i templi di Agrigento, sfiorando il mare greco di Eraclea Minoa e Torre Salsa; Sciacca è, insieme con Mazara, la piccola Marsiglia siciliana, un porto ai piedi di tante casette inerpicate su una rupe. La notte i pescherecci con i motori diesel mitragliano alle stelle seminando una scia di luce rossastra prima di essere inghiottiti dal canale di Sicilia; Sciacca è piazza bianchissima a precipizio sull'Africa.Federico Fellini la amò d'istinto e consigliò a Pietro Germi di girarci In nome della legge, il primo film sulla mafia; Sciacca è la città di Lillo Mannino, testa fine, democristiano peripatetico che filosofeggiava a braccetto del comunista Emanuele Macaluso. Pluriministro della spesa pubblica, lungimirante nelle idee, un po' meno nelle pratiche. Ora che vive il suo dignitosissimo tramonto, spreme dalle uve infuocate di Pantelleria un passito che ha voluto chiamare col nome del diodiavolo di Jung: Abraxas. Ironia tutta sicula, perché i demoni, a Sciacca, li incroci passo dopo passo, tallonati da sciacalletti e iene rintanati nelle auto blu in nome e per conto della Repubblica italiana. Il più famoso è Nuccio Cusumano, detto Pasticciotto. Eletto nelle liste dell'Udeur in Campania, dopo la pantomima in Senato della fiducia a Romano Prodi è passato armi e bagagli al Pd. Da Sciacca hanno spremuto tutto quel che c'era da spremere.E violando le leggi della fisica, hanno munto dalle acque sulfuree decantate da Goethe l'ennesimo fallimento, una bancarotta dell'acqua calda, tranne che per gli stipendi e le auto blu dei consiglieri di amministrazione, lottizzati e lautamente retribuiti per amministrare il nulla. Lo stabilimento termale, un gioiello liberty inaugurato dal Duce, è al verde: non si scovavano neppure 8mila euro per la manutenzione della piscina coperta, riaperta il 3 aprile. Fondamentale a Sciacca. Perché un tratto di costa è vietata alla balneazione. Il paese del turismo i miliardi li immolava al dio-diavolo della Regione, non ai depuratori. Il palazzetto liberty delle terme, circondato da un parco di pini marittimi, è rimasto inaccessibile per mesi. Chiusura invernale, la chiamano. Sarà per via del carnevale, la festa infinita che tiene banco tutto il mese di febbraio. Maschere sopra altre maschere. L'inverno, nella Sicilia che guarda l'Africa, è un concetto relativo. Non per i cento dipendenti che al mattino entrano in un luogo privo di acque, di fanghi e di pazienti che si sfalda al ritmo dell'implosione isolana. Carmelo Cantone, l'informatore farmaceutico che per la lotteria delle nomine siede sulla poltrona più prestigiosa di quella che inutilmente è stata ribattezzata Società per azioni, dice a destra e manca che se il nuovo governatore non affronterà la questione terme il Cda rimetterà il mandato. A Sciacca non ci crede nessuno. Le idee, i progetti, le imprese andate in malora sono la regola. L'hotel San Calogero, incastonato sulla roccia più alta dei monti Sicani, costruito dalla Regione siciliana negli anni 50, inaugurato tre volte, non è mai stato aperto. Sulla sommità ci sono le antiche stufe di San Calogero: calidarium perpetui con nuvole di vapore caldo che avvolgono lo sperone roccioso come un controcanto sulla pianura fertile, il mare e l'ansa morbida che racchiude la Sciacca marinara. Serrate pure le stufe, da anni e anni. Planando a valle, accanto alla terme, c'èil teatro voluto quasi 40 anni fa da Calogero Mannino. L'ex ministro lo affidò alla matita immaginifica del maestro Giuseppe Samonà: una piramide di cemento con il vertice mozzato. Gli ingressi sono murati e circondati da un parcheggio. Il teatro di Mannino e Samonà non è stato neppure inaugurato. In compenso, i saccensi hanno raso al suolo il teatro Politeama, un ricamo ligneo intitolato al pittore Mariano Rossi. Al suo posto prima una stazione di pullman, poi un parcheggio. Sulla dittatura delle automobili in Sicilia si potrebbe scrivere un saggio. 'A machina è il principio e la fine di una modernità deforme, teologia del consumismo e apologia dell'accidia isolana, schermi di lamiera tra sè e gli insulti alla madre terra. Nell'85 hanno diveltoibinari di quella littorina che accompagnava lo sguardo a penetrare la Sicilia ellenica. "Ramo secco", decretarono nell'85 con l'assenso del pluriministro. Una profezia, a suo modo. Per decenni sono stati rami secchi anche i tre albergoni della Sitas, costruiti sempre dalla Regione in joint venture con la società Abano-Sciacca. I veneti dovevano metterci le conoscenze, la Regione il cemento. Finì che i padovani ripararono al Nord in cambio di una lauta liquidazione. Degli undici alberghi previsti se ne costruirono tre, comprati ormai ammuffiti dopo quindici anni di chiusura forzata. Gli altri dovrebbe costruirli Sviluppo Italia, alias Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti, che ha fiutato l'affare di terreni comunali praticamente in svendita. Adesso tutti gli occhi sono puntati su Rocco Forte, figlio di sir Charles. In contrada Verdura, poco prima di Ribera, ha comprato da 70 proprietari terrieri una di quelle oasi scampate alle offese con tanto di stazione ferroviaria del trenino che correva verso Selinunte, un'antica torre di avvistamento e un mare pieno di promesse. Duecento camere di tufo color del sole e soprattutto due campi da golf da 36 buche più un campetto da nove in un'area da 250 ettari. L'area è catalogata Sic, sito d'interesse comunitario, ma Forte e i suoi consiglieri hanno preteso due buche praticamente sulla spiaggia: di qui un conflitto con gli ambientalisti finito all'assemblea regionale siciliana che ha cercato di sanare la violazione dell'area demaniale con una legge ad hoc. Un'inedita alleanza tra maggioranza e opposizione ha cassato la normativa poco prima dello scioglimento del parlamento isolano. Forte ha minacciato più volte di vendere tutto, ma il conflitto tra ambientalisti e imprenditori - per una di quelle misteriose combinazioni siciliane - ha generato un luogo di fascino incontenibile. Per mesi i ricercatori dell'ateneo di Palermo hanno censito centinaia di specie di erbetta isolana. Le varietà più resistenti saranno trapiantate nel green-aranceto più ecologico dell'Europa meridionale. Le furbate sui terreni dei latifondisti ei ritardi dei contributi a Forte di Sviluppo Italia (mai arrivati)appartengono all'iconografia sicula. Come, per motivi opposti, vi appartiene un giornalista quarantaduenne che di nome fa Alberto Montalbano, editore, direttore e giornalista di un foglio dal nome felliniano:l'8 e 1/2,il settimanale di Sciacca. Solo contro tutti, senza quattrini e stipendio, ha illuminato le vicende più torbide e gli intrallazzi inconfessabili di un notabilato che si sente al di sopra della legge degli uomini e di Dio. In uno degli ultimi numeri del settimanale, ha chiesto a venti lettori un finanziamento di dieci euro a testa per pagarsi le visure della Camera di commercio. Scriveva: "Chiamatelo, se volete, un contributo per un'operazione verità. Visto che nessuno ci dice niente, scopriamo da soli quello che sta succedendo: questo giornale sopravvive così ".L'8 e 1/2 non è sopravvissuto. E anche Sciacca,come diceva l'altro Marx, non si sente tanto bene. mariano.maugeri@ilsole24ore.com BUROCRAZIA E RITARDI Sviluppo Italia non ha ancora erogato i finanziamenti per il resort - Il conflitto tra ambientalisti e imprenditori e lo stop alla legge regionale Mediterraneo antico. Una veduta di Sciacca, in provincia di Agrigento, a metà strada tra la Valle dei Templi e Selinunte.

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Gli albergatori: <Roma, troppi ostacoli> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-04-09 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Assemblea Hgv Attacchi anche a Spagnolli per il divieto di fumo. Per le elezioni provinciali "sponsorizzato" Steger Gli albergatori: "Roma, troppi ostacoli" Il presidente Meister critica la pressione fiscale. "Durnwalder ci difende" BOLZANO - "La posta in gioco per l'economia alle elezioni provinciali è alta. Si tratta di consolidare, ovvero rafforzare le forze politiche vincine al mondo economico. Lo stesso vale per le elezioni politiche": lo ha detto ieri il presidente dell'Hgv, l'Unione degli albergatori altoatesini, Walter Meister, nella sua relazione alla 45esima assemblea generale svoltasi ieri a Merano. Meister ha salutato con favore la candidatura alle elezioni provinciali del direttore dell'Unione commercio, Dieter Steger, che "merita il sostegno" degli albergatori. Oltre a questa esplicita sponsorizzazione, Meister ha citato anche Durnwalder, Widmann, Berger, Laimer, Frick e Mussner: "Bisogna consolidare e rafforzare il loro schieramento" ha detto il presidente degli albergatori. Nella sua lunga relazione (dodici cartelle), Meister ha evidenziato molti problemi. Se si esclude l'incipit in cui Meister ha lodato la nuova normativa urbanistica che "consente di adattare l'offerta ricettiva alle esigenze del mercato e del proprio segmento di clientela" ed ha parlato della necessità di rivedere l'ordinamento dei pubblici esercizi e la classificazione delle strutture alberghiere, il resto della relazione, il presidente lo ha dedicato quasi totalmente ad attaccare le "sorprese che l'anno scorso ci sono arrivate da Roma" a partire dal divieto degli alcolici dopo le 2 di notte. "Un provvedimento che Luis Durnwalder ha ribaltato con una decisione coraggiosa, ma soprattutto onesta dal punto di vista politico e che non recepisce tutte le stupidaggini decise a Roma". Meister ha affermato al riguardo che "non abbiamo nulla contro i controlli ma siamo contrari al proibizionismo che parte dall'insinuazione che i cittadini siano immaturi. La gente non ne può più di questi provvedimenti di facciata". Forte accusa anche verso le forze dell'ordine responsabili di aver fatto controlli ad alcuni ospiti mentre stavano cenando in albergo: "Sì ai controlli - ha detto Meister- ma vanno fatti con la dovuta discrezione, con stile ed educazione ". Attacco anche al sindaco Spagnolli e alla sua ordinanza di divieto del fumo: "Se c'è una donna in stato interessante o un bambino, è buon senso non fumare, non occorrono leggi e regolamenti" ha detto. Dopo aver sparato a zero sul contributo ai costi di costruzione "che certi sindaci sono stati obbligati ad introdurre non volendolo ", Meister ha poi affrontato il tema della politica fiscale e della eccessiva burocratizzazione rivolgendosi ancora una volta ai politici presenti perché sollevino nuovamente questo tema a Roma. Secondo Meister questi temi sono un capestro per oltre il 50% dei soci Hgv che sono aziende familiari sull'orlo della crisi ed ha cercato di dimostrarlo cifre alla mano. Pesanti quindi le critiche alla "politica fiscale del governo Prodi, che ha incrementato sensibilmente la burocrazia". Frecciate anche verso Alto Adige Marketing "non hanno in mano il prodotto e manca la comunicazione soprattutto interna con conseguente spreco di risorse; sono inoltre troppe le strutture che non collaborano ". Non è infine mancato il riferimento alla necessità di un aeroporto degno di tale nome per poter internazionalizzare l'offerta rivolgendosi a nuovi segmenti di clientela. Due temi a margine dell'assemblea: l'esposto dei cortinesi alla Commissione Europea e la scadenza del suo mandato nel 2009: "I cortinesi hanno ragione a protestare ma si stanno rivolgendo all'indirizzo sbagliato. Che facciano altre scelte politiche così avranno chi li sa tutelare meglio. Per quanto riguarda me resto a disposizione dell'associazione: se vorranno rinnovarmi l'incarico, sono qui". Enzo Coco Controlli Il leader: "Le forze dell'ordine non dovrebbero chiedere i documenti ai turisti che pranzano" Polemico Sopra, Walter Meister durante la sua relazione di ieri all'assemblea dell'Hgv L'affollata riunione degli albergatori altoatesini si è svolta al Kursaal di Merano.

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La produttività è (quasi) tutto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-09 - pag: 12 autore: ... ITALIA MAGLIA NERA La produttività è (quasi) tutto "L a p roduttività non è tutto, ma a lungo andare è quasi tutto. La capacità di un Paese di migliorare il suo standard di vita nel tempo dipendequasi interamente dalla sua capacità di aumentare la produzione per lavoratore". La frase dell'economista americano Paul Krugmanè posta all'inizio del capitolo relativo alla produttività nel Factbook 2008 dell'Ocse, che pone l'Italia in fondo alla classifica per crescita del Pil per ora lavorata nel periodo 2001-2006. Sebbene molto si sia fatto a livello micro (in azienda) per migliorare i processi produttivi e l'uso dell'informatica e poco a livello macro nel miglioramento delle infrastrutture, formazione e lotta alla burocrazia, la questione necessita di uno sforzo collettivo più vigoroso e consapevole. La produttivitàè un rapporto sempre variabile tra numero di occupati (denominatore) e produzione di valore aggiunto (numeratore). In Italia qualcosa si è fatto, ma negli altri Stati i processi di adeguamento sono più veloci, per cui perdiamo posizioni e diventiamo tutti più poveri. Che abbia ragione Krugman per cui la produttività è quasi tutto? (v.d.r.).

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La ritirata delle multinazionali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-09 - pag: 17 autore: Le grandi aziende e gli investitori stranieri scelgono altre mete La ritirata delle multinazionali MILANO Le multinazionali non amano più l'Italia. Se la produttività langue e il Pil pro capite decresce ( con il mercato domestico al traino), gli investitori internazionali dimenticano i pregi del Belpaese e preferiscono altre mete più attraenti. I dati del "Factbook 2008" dell'Ocse,resi noti ieri, sono impietosi: l'Italia è terzultima nella speciale classifica complessiva nel numero di dipendenti appartenenti ad aziende multinazionali. Non solo. Se in Italia ci sono solo 12 occupati su cento che sono alle dirette dipendenze di aziende straniere in Francia (uno dei nostri maggiori partner commerciali) la percentuale cresce al 15,7% e in Germania raggiunge il 26,2% per non contare il Belgio che svetta con il 32% e l'Irlanda che tocca addirittura il 48%, cioè un abitante su due della Tigre celtica lavora in una multinazionale americana o europea. Un problema del sistema indu-striale italiano? No, anche il settore dei servizi non attrae il capitale straniero: in Italia si contano solo 6 dipendenti su 100 alle dipendenze delle " multinational" mentre in Germania i dipendenti di questo genere toccano quota 6,5%, in Francia il 10,5, in Polonia il 17, in Svezia il 22 per cento. "Ma ciò che preoccupa di più - dice Enrico Giovannini,capo del Dipartimento Statistiche dell'Ocse ed estensore del Factbook – sono i dati relativi ai flussi di investimenti stranieri ( Fdi) diretti in Italia". Un termometro sicuro per calcolare il grado di appetibilità di un Paese. In effetti un rapido sguardo alla tabella Ocse relativa ai cosiddetti "Inward direct investment", ai capitali stranieri diretti nel nostro Paese, fa capire che nel 2005 sono arrivati in Italia "solo" 224 miliardi di dollari contro i 660 della Germania e i 627 miliardi della Francia, Paesi a noi comparabili. La Spagna ha fatto un raccolto migliore con 371 miliardi di dollari mentre l'Olanda si colloca a quota 209, appena sotto l'Italia, e la Repubblica Ceca può vantare addirittura un bottino migliore con 350 miliardi di dollari. La Gran Bretagna del periodo di Tony Blair è fuori classifica in quanto fa incetta di 831 miliardi nel 2005 dopo averne incassati 700 l'anno precedente e ben 606 nel 2003. L'Italia, invece, arriva da un periodo dove nel 2004 sono giunti solo 220 miliardi di dollari, 180 miliardi nel 2003, 130 miliardi nel 2002. Insomma un trend poco dinamico in pieno boom della globalizzazione che dimostra come il Paese abbia sostanzialmente perso l'occasione di attrarre una quota di capitali delle multinazionali che cercavano nuovi mercati. Perché è avvenuto tutto ciò? Naturalmente non c'è solo il fattore produttività al palo (si veda l'articolo sopra) che scoraggia l'investitore straniero, ma anche la burocrazia asfissiante, le infrastrutture deficitarie, la formazione scadente. L'Italia, pur rimanendo la sesta economia dell'Ocse, è scivolata al 20Úposto(dietroallaSpagna) sesi considera il Pil pro capite. Senza dimenticare che ha il secondo peggiore debito pubblico del mondo ed è ultima per crescita del Pil negli anni più recenti tra i 30 Paesi più industrializzati. E senza trascurare le disparità di reddito, la bassa crescita demografica (+0,08% nel 2006), la bassa fertilità ( 1,34) e i dipendenti che devono fare i conti con un compenso medio (35.833 dollari l'anno nel 2006 per occupato nell'intera economia) tra i livelli più bassi tra i big industrializzati. V.D.R.

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<Primo consiglio a Bagnoli Un campano nel mio staff> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-04-09 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE A colloquio con l'imprenditrice emiliana "Primo consiglio a Bagnoli Un campano nel mio staff" NAPOLI - "Le posso anticipare due cose: la prima, il Consiglio centrale dei Giovani di Confindustria si terrà in Campania e precisamente a Bagnoli, perché noi abbiamo l'obbligo di stare sul ''pezzo''. La seconda, nel mio staff ci sarà posto per un campano". E sarebbe? "Per rigore istituzionale non glielo rivelo". Uomo o donna, almeno. "Un uomo. Ma non le dico di più". Dottoressa Guidi, lei ha evocato Bagnoli. Qui a Napoli è un tasto dolente, che rischia di diventare un fantasma più volte evocato. Ma fatti pochi. "Bagnoli è l'esempio di quel che nel Mezzogiorno non si ha la capacità di fare. Ma il discorso lo si potrebbe allargare". Alla Campania, ad esempio. Rifiuti, mozzarelle alla diossina e chi più ne ha più ne metta. Crede che oggi sia la Campania l'"emergenza" del Mezzogiorno? "La vostra regione sta attraversando un periodo per nulla facile. Ma ripeto, anche qui siamo all'esempio di cosa non si riesce a fare, pur avendo tutte le carte in regola per farlo. Penso alle infrastrutture, penso ad un tessuto imprenditoriale che non si ha avuto la capacità di far crescere". Insistendo sullo scandalo rifiuti e sul caso mozzarella, secondo lei di chi sono le responsabilità? "Di un un ambientalismo che spesse volte ha detto troppi no e di una certa politica che non è stata in grado di operare scelte". Mi sembra che questo territorio avrà un posto privilegiato nella sua agenda politica, se sarà eletta. "Il mio road show per la corsa alla presidenza degli ''under 40'' è cominciato proprio a Napoli. Poi la vostra regione è una di quelle che ha espresso ufficialmente sostegno alla mia candidatura ". Oltre alla Campania, al momento, su quali regioni può contare? "Sardegna, Sicilia, Molise, Calabria e Basilicata ". Allarghiamo un po' l'orizzonte. Parliamo di Mezzogiorno. Come vede questa metà del Paese? "Io credo che bisogna uscire dall'idea di trattare il Sud con i crismi dell'emergenza. E' vero, ci sono problemi, magari più gravi che in altre parti d'Italia, ma sarebbe tempo di restituire a questo territorio una sua ''normalità''. Liberandolo da quelle diseconomie che oggi rendono faticoso fare impresa nel Meridione, rendono prudenti gli investitori dall'investire". Lei investirebbe al Sud oggi? "Ci abbiamo pensato, ma abbiamo desistito non per questioni ambientali ma per un certa carenza infrastrutturale". Criminalità, burocrazia, infrastrutture. Il suo personale ordine di priorità? "La criminalità al primo posto, è il cappello che sta su tutto; poi burocrazia e infrastrutture ". Siamo a un passo dalle urne. Gli schieramenti sul tema Mezzogiorno hanno detto qualcosa di incisivo a suo parere? "Hanno detto cose condivisibili. Ma non ancora ho sentito il provvedimento che permetterà di cambiare le cose". Patrizio Mannu La lady Federica Guidi, emiliana di 39 anni, direttore generale della Ducati Energia \\ Elezioni politiche Dagli schieramenti non ancora ho sentito il provvedimento che cambierà le cose al Sud.

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Più facili nei Comuni le isole ecologiche (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-09 - pag: 21 autore: Rifiuti Più facili nei Comuni le isole ecologiche ROMA I Comuni potranno avere con più facilità nuove isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti. La burocrazia si alleggerisce: per realizzare i centri di raccolta non ci sarà più bisogno della valutazione d'impatto ambientale, procedura lenta e complessa per antonomasia. è la novità più importante del decreto firmato ieri dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Il provvedimento, previsto dal correttivo al Codice ambientale (il decreto legislativo 4/2008 in vigore dal 13 febbraio scorso), ha anche il merito di uniformare le regole a livello nazionale. "è una piccola rivoluzione perché si passa da un regime di autorizzazione complesso alla semplice iscrizione all'Albo nazionale dei gestori ambientali. Dall'iscrizione discendono gli obblighi da rispettare, come le caratteristiche che l'isola deve avere", spiega Valerio Angelelli, della segreteria tecnica del ministero dell'Ambiente.Il decreto stabilisce dove vanno costruite le piazzole, i requisiti (anche pavimentazione, cartelloni, illuminazione), la struttura (due distinte zone dove portare rifiuti pericolosi e non). Per Pecoraro Scanio il decreto "è uno strumento importante per comuni e enti locali", quindi "si aspetta un maggior impegno nella diffusione delle isole ecologiche, soprattutto al Sud dove esistono gravi carenze". L'associazione dei comuni italiani esulta. "è un provvedimento – spiega Filippo Bernocchi, responsabile per le politiche ambientali – sollecitato da tempo dall'Anci,che consentirà ai comuni di implementare le azioni volte alla diffusione della raccolta differenziata". An. Man.

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SAN SALVO - E' il salto di qualità del turismo sansalvese il vero obiettivo dell'Amministrazion (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

E comunale che, il 26 aprile, inaugurerà il porto turistico. Un grande successo per la Giunta guidata da Gabriele Marchese. Centosettantacinque i posti barca realizzati e tutti venduti ancora prima del collaudo dell'opera mentre per diportisti e amanti del mare è stata realizzata un'accogliente Club House, dalle finiture di pregio, che assicurerà i necessari servizi. Un risultato fortemente perseguito dalla società costruttrice, "Le Marinelle", capeggiata da Mimmo Sideri, costretta, dinanzi alle crescenti richieste di posti barca, a progettare l'ampliamento ancora prima dell'ultimazione del porticciolo. "È già in atto l'iter procedurale per l'ampliamento che porterà il porto a 250 posti barca alcuni dei quali della lunghezza di 20 metri - spiega con soddisfazione l'assessore ai Lavori Pubblici Luciano Cilli - I tempi di realizzazione dell'opera, appena un anno e mezzo, sono da record se si considera che il team di lavoro ha dovuto anche gestire l'imprevisto ritrovamento di un ordigno bellico che ha determinato una sospensione dei lavori per la bonifica dell'area - evidenzia Cilli - Mettendo in campo le giuste professionalità, è stata sconfitta la burocrazia con risultati che città più grandi e con premesse più favorevoli non sono riuscite a raggiungere". Per San Salvo si spera sia l'inizio di una nuova stagione turistica all'insegna della qualità, una stagione che coinvolgerà tutta la Marina in una globale riqualificazione.

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Berlusconi gela la Lega <A voi la Regione? Mai detto> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Berlusconi gela la Lega "A voi la Regione? Mai detto" Il Cavaliere a Vicenza: tre no base fermati, due agenti feriti "Un ministro al Veneto. Galan? Sta alla sua responsabilità" VICENZA - Si è fatto attendere dai vicentini per quasi tre ore, mandando a monte la passeggiata in centro all'ora dell'aperitivo perché, nel frattempo, si era fatta l'ora di cena. Il suo pubblico l'ha atteso paziente fino all'imbrunire in Campo Marzio e Silvio Berlusconi, nonostante la voce arrochita da due ore di arrembante comizio a Savona - "Sapete, ero davanti alla sede del vecchio Pci e non mi sono risparmiato", ha spiegato poi - l'ha ripagato con uno dei suoi celebri discorsi del predellino: dieci minuti con il megafono in mano, l'ultimo colpo alla faringe strapazzata. Il che non gli ha impedito di dire, durante la conferenza stampa successiva, alcune cose molto precise a proposito del Veneto. Punto primo: "Di affidare alla Lega la presidenza della Regione Veneto non si è mai lontanamente parlato. Se i colonnelli del Carroccio affermano questo, lo fanno per loro logiche elettorali". Punto secondo: "Sì, non c'è dubbio che il Veneto dovrà essere rappresentato da un autorevole ministro nel prossimo governo, che naturalmente sarà un governo di centrodestra". Punto terzo: "Mi chiedete se questo ministro potrebbe essere Giancarlo Galan (seduto al tavolo con lui, insieme con Niccolò Ghedini, Lia Sartori e uno stoico Alberto Giorgetti in piedi, ndr)? Io rispondo che Galan è una persona con un grande senso di responsabilità e perciò lascio a lui la decisione". Come dire: lasciare una Regione a metà del guado è una grande, grandissima responsabilità, forse non è il caso. Che poi è esattamente ciò che pensa Galan medesimo. Su una cosa, Berlusconi ha dato una piccola delusione al governatore del Veneto. Una cosa cui Galan tiene moltissimo: il federalismo fiscale, inserito dal presidente della Regione nel decalogo di richieste urgenti al governo con cui ha motivato la sua candidatura al Senato. Sì, naturalmente il federalismo fiscale è uno dei punti cardine del futuro esecutivo Berlusconi ma, ha avvertito il candidato premier, "non credo sarà possibile inserirlo tra le azioni dei primi cento giorni, perché è una materia che richiede il giusto approfondimento e conti specifici fatti per bene. Comunque sarà una riforma certa. Per esempio, credo sia giusto che l'Iva pagata nel Veneto rimanga da subito nelle casse della Regione". Galan annuisce vigorosamente, questa è andata. Berlusconi parla soprattutto di temi generali ma non dimentica di essere a Vicenza. Quella Vicenza dove, nel 2006, scatenò la sua controffensiva elettorale con uno show rimasto memorabile dal palco del convegno di Confindustria alla Fiera. Ci sta, quindi, la stoccata a Massimo Calearo, oggi capolista per il Pd e allora nei pieni poteri di presidente provinciale dell'Associazione industriali: "Di lui ricordo benissimo quel-l'exploit: lì si è vista benissimo l'enorme differenza tra gli industriali e la burocrazia confindustriale ". E ancora, più avanti: "Tra le tante promesse di Veltroni c'è stata anche quella a Calearo di farlo ministro, e lui c'è cascato. Promessa facile, Veltroni sa benissimo di non poterla mantenere perché non vincerà ". E Lia Sartori - gli chiedono - potrà vincere la sua corsa a sindaco di Vicenza anche senza l'aiuto dell'Udc nell'eventuale ballottaggio? Berlusconi va liscio: "Gli elettori vicentini dell'Udc capiranno da soli che non bisogna consegnare la città alla sinistra. Comunque Lia Sartori vincerà già al primo turno, meglio non sprecare energie". Inevitabile, si apre la questione Dal Molin. In Campo Marzio, durante le tre ore di attesa, è successo un po' di tutto. Una settantina di militanti no-base, armati di cartelli ironici (Italia rialzati: con il Viagra) e di fischietti, ha preso di mira il folto parterre di esponenti del centrodestra - c'erano praticamente tutti i candidati veneti al Parlamento - arrivando molto vicino al contatto fisico con le truppe del centrodestra, in trepidante aspettativa del leader. Troppo vicini, a parere delle forze dell'ordine, che hanno usato le maniere spicce per allontanarli: il corpo a corpo è finito con un paio di contusi tra i poliziotti e tre manifestanti fermati e portati in questura, tra gli applausi dei berlusconiani assiepati dall'altra parte della strada e arringati dall'onorevole Ascierto, che intonava il coro "A lavorare, andate a lavorare ". E Silvio Berlusconi, che ne pensa della vicenda Dal Molin? "Quando siamo stati noi al governo, la cosa era chiarissima: ci sembrava giusto, e ci sembra ancora oggi, consentire a un alleato come gli Stati Uniti di realizzare una nuova base a Vicenza. Oltretutto, ci sembrava un'opporunità e una ricchezza in più anche per la provincia di Vicenza". Una ricchezza? Eppure la candidata sindaco Lia Sartori ha dichiarato pubblicamente che chiederà al futuro governo una sorta di indennizzo per i disagi sopportati da Vicenza a causa della nuova base. Berlusconi abbozza: "Lo Stato deve riconoscere una fiscalità compensativa (leggi: sconti sull'Irpef, ndr) per certe comunità che si accollano dei disagi nell'interesse generale. Se si verificheranno dei danni, dimostrati, affronteremo il problema anche a Vicenza ". Siamo pur sempre in campagna elettorale. Alessandro Zuin Gli scontri Un momento degli scontri tra No base e polizia prima dell'arrivo di Berlusconi.

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ROMA - Ci voleva proprio la vittoria dell'Italia per l'Expo 2015. Ha riattivato l& (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCIA POZZI ROMA - Ci voleva proprio la vittoria dell'Italia per l'Expo 2015. Ha riattivato l'adrenalina e l'entusiasmo di molti, con i suoi 20 miliardi di investimenti e la promessa di 70 mila nuovi posti di lavoro. Ci voleva perchè era da troppo tempo, ormai, che non c'era un vero colpo d'acceleratore per lo sviluppo infrastrutturale (e non solo) del Paese. Ci voleva perchè, nonostante le immancabili polemiche del giorno dopo, l'Italia ha bisogno di ripartire, questa Italia ostaggio dei signori del "no" a tutti i costi e di un ambientalismo miope, questa Italia bloccata dai localismi esasperati e condannata a pagare salato il conto dei continui rinvii e della mancanza di programmazione, questa nostra Italia chiamata a giorni alle urne e troppo spesso passiva, a cominciare dalla politica, quando si tratta di decidere quale futuro vogliamo per noi e i nostri figli. E' un tema cruciale, questo, sul quale si dovrebbero concentrare le energie migliori del Paese. Infrastrutture e trasporti, smaltimento dei rifiuti, sviluppo energetico, snellimento burocratico: sono solo alcuni dei temi che dovrebbero dominare non soltanto le campagne elettorali (peraltro distratte), ma anche l'azione di governo e del Parlamento, in uno sforzo condiviso di informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica che ci faccia uscire dalle solite schermaglie polemiche che insabbiano tutto e dalla logica sterile del "Not in my back yard", "non nel mio giardino". E' da tempo che Il Messaggero denuncia, con le sue inchieste, la paralisi che, a tutti i livelli, ci sta soffocando. Un vizio antico, ma che non ci possiamo più permettere se non vogliamo restare troppo indietro rispetto ai livelli e alla velocità di sviluppo dei nostri partner europei. Eppure i presidi e le proteste contro le discariche in Campania continuano, mentre i tre termovalorizzatori promessi da Prodi sono caduti nel dimenticatoio e nemmeno degli sforzi necessari a dare impulso alla raccolta differenziata si parla più. De Gennaro sta facendo il possibile, e forse anche l'impossibile, per chiudere i suoi 120 giorni da Commissario straordinario con risultati concreti e duraturi per la Regione. E se Veltroni arriverà oggi stesso a Napoli, Berlusconi ha affrontato l'altro giorno il problema, in collegamento telefonico con alcuni fedelissimi radunati nel capoluogo partenopeo, per invocare "una soluzione all'emergenza in due-tre mesi". Ma una via d'uscita definitiva, capace cioè di garantire che la Campania non si ritrovi più a vivere un incubo come quello di qualche mese fa, è ben lungi dal venire alla luce. Niente di peggio per il Paese. Niente di peggio dopo il duro colpo all'immagine già subito, con le ricadute che sappiamo sul turismo e il nostro export (mozzarella docet). Senza contare che la stessa spada di Damocle pende su altre Regioni italiane. A cominciare dal Lazio, che ha appena visto finire in fumo i 200 milioni di euro destinati al termovalorizzatore di Albano, mentre la discarica di Malagrotta è già oltre i limiti della tollerabilità e la raccolta differenziata resta a livelli imbarazzanti. Dai rifiuti allo sviluppo energetico: stesso scenario, con il Paese bloccato tra la fame crescente di energia (magari pulita, nel rispetto dei vincoli ambientali), l'inerzia decisionale e l'incapacità progettuale e operativa, mentre il dibattito politico ha appena cominciato a rilanciare l'idea del nucleare. Ma c'è un problema di tempi da tenere presente, perchè le emergenze non aspettano mentre, in Italia, anche un rigassificatore può attendere anni e anni di proteste, ricorsi, indecisioni politiche (e controdecisioni) prima di vedere la luce. La corsa frenetica alle alleanze strategiche e ai piani di sviluppo che si è messa in moto nei Paesi industrializzati, europei e non, dovrebbe farci riflettere. O meglio, decidere. Per uscire definitivamente dall'equivoco suicida che "a non fare non si sbaglia". Si vede nell'amministrazione della giustizia: a non fare si sbaglia, eccome. Tanto è vero che l'annosa crisi dei "processi lumaca" ci ha garantiro la palma di Paese con il maggior numero di condanne da parte della Corte di Strasburgo (1.012, contro le 255 della Francia, le 185 della Gracia o le sole 65 del Portogallo). Ma come stupirsi se per un licenziamento, tra primo e secondo grado di giudizio, occorrono oltre 5 anni (come denuncia Confartigianato)? L'Italia in panne per una burocrazia farraginosa, costosissima e iperinvadente non può essere competitiva. Nè appetibile per gli investitori stranieri. L'Italia in cui si arriva a parlare addirittura di rinvio delle elezioni politiche per una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa, che peraltro non ha alcuna competenza in materia (come ha ribadito forte e chiaro la Cassazione). L'Italia che non riesce a razionalizzare le sue strutture sul territorio, e quindi a contenere la spesa pubblica, per quanto tempo può pensare di cavarsela senza adeguarsi ai parametri dell'efficacia dell'azione e dell'efficienza organizzativa e gestionale? Dagli ospedali alle università, il discorso non cambia. E' un quadro desolante quello che ci si presenta con questa Italia bloccata. Dove qualunque progetto, qualunque struttura, qualunque impianto e qualunque cantiere rischia di avere vita difficile, a volte impossibile (basti pensare alla Tav). Il tutto condito con il solito scarico di responsabilità che caratterizza la nostra politica, tra sprechi straordinari di risorse pubbliche e problemi insoluti che degenerano inevitabilmente in emergenze gravissime e onerose. Invece c'è bisogno di leadership, di fiducia. E di un ambientalismo del fare, concreto e costruttivo. Perchè, altrimenti, non si va da nessuna parte.

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LE TARGHE SULLE ABITAZIONI UN PROGETTO DIMENTICATO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-09 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi LE TARGHE SULLE ABITAZIONI UN PROGETTO DIMENTICATO Caro Schiavi, passeggiando in centro mi sono reso conto di vivere in mezzo a un museo dell'architettura, ma di aver difficoltà a risalire a chi l'ha "allestito". Perché non collocare all'ingresso dei palazzi più importanti delle targhe di colore diverso (giallo per il Novecento, cenere per il Liberty, bianca per il Littorio, azzurro per il dopoguerra e verde per le costruzioni post anni '80) con indicazione dell'anno di costruzione e del nome degli architetti? Così, per corso Matteotti, chi scende verso piazza della Scala vi troverà i nomi di Rimini, Lancia, Portaluppi, Magistretti, Greppi, Beltrame, Belgioioso. Guido Roveda Caro Roveda, condivido la proposta che riprende un progetto purtroppo interrotto dell'ex presidente dell'Apt, Guido Aghina: le aveva volute lui le prime targhe gialle davanti ad alcuni storici palazzi del centro con il nome del progettista. Era l'inizio di un percorso della memoria sostenuto a spada tratta dal più milanese di tutti noi, Guido Vergani, che una decina d'anni fa aveva rilanciato la proposta con l'aggiunta di mettere anche lapidi commemorative sugli edifici dove vissero scrittori e artisti famosi. Il Comune si impegnò con una mozione trasversale (oggi si dice bipartisan): le 13 targhe dovevano essere collocate in via Bigli per Eugenio Montale, in via Domenichino per Mario Sironi, in via Farini per Arturo Martini, in corso Monforte per Lucio Fontana, in via San Marco (dove scrisse "Il mulino del Po") per Riccardo Bacchelli, in via Dezza per Gio Ponti, in via Rugabella per Filippo De Pisis, in via Scarlatti per Vittorio Sereni, in via San Primo per Valentino Bompiani, in via Vittorio Veneto per Dino Buzzati, in via Cavalieri per Giovanni Muzio, in via Mercalli per Leo Longanesi, in via Bagutta per Orio Vergani. "La battaglia pare vinta", scriveva Vergani nel 2004; ma la navicella del ricordo è rimasta insabbiata. Guido non c'era più nel gennaio 2006, quando finalmente il Comune, con l'aiuto del Rotary riuscì a far installare nove delle tredici targhe previste. I tempi della burocrazia comunale sono devastanti. Sarebbe utile per i turisti, per noi e per i nostri figli un circuito della conoscenza in vista dell'Expo. gschiavi@rcs.it.

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LAVORO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-09 num: - pag: 9 categoria: BREVI LAVORO Dimissioni a ostacoli La nuova legge che regolamenta l'istituto delle dimissioni del lavoratore è demenziale. Anziché semplificare, è il trionfo della burocrazia: si spara una cannonata per colpire una mosca. Giorgio Piccardo.

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Negli ultimi 5 anni il numero delle imprese attive nel Senigalliese è cresciuto dell'1,7%, (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Passando dalle 7.107 unità del 2003 alle 7.228 del 2007. Il Comune di Senigallia si è caratterizzato per un incremento del 3,7%. E' quanto emerge da una analisi del centro studi della Confartigianato. "Il peso delle imprese attive nell'area sul totale delle imprese con sede nella provincia nel 2007 è del 17,1% - continua l'associazione - Il 30,4% delle imprese attive con sede nel Senigalliese è un'impresa artigiana. In alcuni comuni tale percentuale risulta maggiore; nel caso di Ripe è del 45,8%. Analizzando i dati relativi al numero di imprese per classi di addetti, si osserva che oltre la metà di esse è di tipo individuale (55.6%). Nel comune di Castel Colonna la percentuale delle imprese individuali sul numero totale di imprese è pari al 73,8%". Nel periodo dal 2003 al 2007 tra i settori in cui si sono verificati aumenti più significativi del numero di imprese attive nell'area, si rilevano quelli delle costruzioni (+14,2%), degli alberghi e ristoranti (+8,1%). Il peso delle imprese di questa area nel settore "alberghi e ristoranti" a livello provinciale è pari al 23,6%. "Confartigianato - sottolinea il segretario zonale Giacomo Cicconi Massi - ha indicato le priorità della Confederazione: ridurre la spesa pubblica, eliminare gli sprechi, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa. Alla politica, chiediamo di ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l'occupazione: la loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica. Ma proprio su queste imprese oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese".

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In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 1 autore: Semplificazione. Analisi Formez In un Comune su due lo sportello unico resta solo sulla carta Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti ammi-nistrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo Sportello unico per le attività produttive è ancora poco operativo nel Centro-Nord. Tanto che, complessivamente, nei circa mille Comuni dell'area, il servizio alle imprese risulta funzionante praticamente in un ente su due. E anche quando funziona, lo Sportello risulta poco utilizzato: sia dalle imprese appartenenti ai settori strategici, come industria e ricerca e sviluppo che rappresentano appena il 15% dell'utenza degli sportelli, sia relativamente alle procedure amministrative più complesse, come la valutazione di impatto ambientale o le varianti urbanistiche. Montemurro u pagina 18 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Limitati da viabilità e scuole (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 6 autore: Le Pmi. La "lotta" di Silmac per restare a Gaggio Montano Limitati da viabilità e scuole BOLOGNA Una rete viaria inadeguata alle necessità delle aziende e un rapporto debole tra sistema produttivo e scuola per la formazione di personale. Sono queste secondo Orlando Masini, ad e presidente della Silmac di Gaggio Montano, piccola azienda dell'Appennino bolognese che produce pezzi meccanici per l'industria delle macchine automatiche, le principali criticità che deve affrontare un'impresa di una zona di montagna. L'azienda, nata nel 1971, ha chiuso il 2007 con un bilancio di 3 milioni di euro e prevede quest'anno di raggiungere 5 milioni di fatturato grazie a un piano di sviluppo che ha in programma l'ingresso di nuovi soci, come il gruppo Ima,e l'apertura di una nuova unità produttiva a San Pietro in Casale. "A San Pietro – dice Masini – ci sono meno problemi a reperire personale da formare rispetto a Gaggio Montano, dove negli ultimi cinque anni abbiamo incontrato molte difficoltà a trovare manodopera. Il polo scolastico della zona è stato in grado di preparare e mettere sul mercato ottimi tecnici per lungo tempo. Ma è un compito a cui ora non assolve più: è venuta a mancare la cultura tecnica. Operare in montagna significa anche affrontare costi di produzione più alti, in un contesto di globalizzazione che penalizza le marginalità". Obiettivo di Silmac, 35 dipendenti, è però mantenere il cuore produttivo nello stabilimento di Gaggio Montano. "Ma abbiamo sempre dovuto lottare per conservare la produzione in questa zona – prosegue Masini –. Paghiamo il prezzo di una rete di infrastrutture viarie carenti che si riflette sulla logistica e sui costi di trasporto e di magazzino, che sono molto alti". è perciò necessario, rimarca, intervenire sulla viabilità e migliorare il rapporto tra aziende e scuole per favorire la formazione di tecnici qualificati. è invece la burocrazia, anche nelle comunità montane il vero "limite alle possibilità di espansione e investimento", il tasto su cui bisogna intervenire, sostiene Laurenzo Zanetti, titolare di un'azienda agricola di Predappio, nel Forlivese. Na. R. L'ESPANSIONE A VALLE L'azienda ha chiuso il 2007 con 3 milioni di fatturato e per crescere ha studiato l'apertura di un'unità a nord a San Pietro in Casale.

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Rimini e Viareggio puntano sul web (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 18 autore: In Romagna aggregate le pratiche edilizie e in Toscana gli iter per la nautica da diporto Rimini e Viareggio puntano sul web Lo sportello unico per le attività produttive ha puntato sui servizi online per avvicinare gli imprenditori alla burocrazia. A Rimini, nei giorni scorsi è stato siglato un nuovo Protocollo d'intesa tra il Comune e la Consulta delle professioni tecniche della Provincia di Rimini, che impegna entrambi a sviluppare i propri strumenti informatici, istituendo un canale telematico esclusivo per lo Sportello per l'edilizia del Comune di Rimini. Obiettivo prioritario è consentire via web all'utenza la gestione delle agende, la consultazione delle pratiche edilizie, il calcolo degli oneri, compilazione della modulistica, al fine di un miglioramento del servizio, della sua efficienza e di una riduzione dei tempi d'attesa. In sostanza entra pochi mesi sarà operativo un vero e proprio ufficio virtuale, dedicato alla comunicazione e all'interazione con l'utente, per semplificare e velocizzare il lavoro e l'attività amministrativa . Il progetto prevede comunque la frequentazione dei cittadini presso la sede del servizio e l'ampliamento dell'orario di ricevimento. In Toscana è entrato a regime lo "Sportello unico per la nautica da diporto", un luogo fisico e virtuale promosso dalla Cna Nautica e dal Comune di Viareggio. Obiettivo prioritario del progetto è contribuire allo snellimento delle pratiche burocratiche e favorire l'accesso ai servizi online offerti dalla Pa, nello sviluppo e nella gestione operativa delle imprese del settore della nautica da diporto (6 province, 10 comuni principali e circa 700 imprese coinvolti). Oltre che rivolgersi direttamente agli uffici dello Sportello unico del Comune di Viareggio, le imprese della nautica hanno la possibilità di essere supportate attraverso il portale www.sund.it. Questo sportello telematico è rivolto a tutta la filiera della nautica da diporto e fornisce servizi e informazioni alle imprese, sia provenienti dall'interno dell'associazione di categoria, sia da altri servizi pubblici locali. Collegandosi al sito le imprese hanno accesso a tutte le informazioni e alla documentazione contenuta nelle pagine telematiche dello sportello del Comune di Viareggio. Le imprese della nautica possono ricevere ulteriore assistenza diretta online anche richiedendo password o smartcard, allo scopo di attivare funzioni di firma elettronica, autocertificazioni e concessione di atti. Fr. Mo.

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Flop degli sportelli unici, ne funziona uno su due (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-09 - pag: 18 autore: Semplificazione. Indagine Formez sui servizi comunali accentrati alle imprese Flop degli sportelli unici, ne funziona uno su due La palma d'oro va a Ravenna: ufficio operativo nel 94% dei casi Francesco Montemurro Doveva ridurre il peso della burocrazia comunale e consentire alle imprese di assolvere velocemente ai loro adempimenti amministrativi. Ma a circa nove anni dalla sua introduzione obbligatoria, lo sportello unico per le attività produttive – concepito come unico ufficio comunale interlocutore delle imprese per lo smistamento di tutte le pratiche relative ai procedimenti per l'apertura e l'ampliamento degli impianti – è ancora poco operativo nel Centro- Nord. Tanto che, complessivamente, nei circa mille Comuni dell'area, il servizio alle imprese risulta funzionante praticamente in un ente su due. E anche quando funziona, lo sportello risulta poco utilizzato: sia dalle imprese appartenenti ai settori strategici, come industria e ricerca e sviluppo che rappresentano appena il 15% dell'utenza degli sportelli,sia relativamente alle procedure amministrative più complesse, come la valutazione di impatto ambientale o le varianti urbanistiche. A dirlo sono i dati e le stime provenienti dal Formez, l'ente nazionale che fornisce assistenza tecnica agli enti locali per la realizzazione e il funzionamento dello Suap, curando il monitoraggio sull'attuazione della riforma varata con il Dpr 447/ 98, poi modificato. Alla fine di marzo, nei 966 Comuni del Centro- Nord lo sportello unico risulta istituito in 799 enti, pari all'82,7% del totale. Tuttavia le strutture davvero operative (cioè con almeno un procedimento amministrativo di impresa effettivamente attivato) si riducono a 524. Il che significa che appena il 54% dei Comuni è dotato di un servizio alle imprese funzionante. Una percentuale che però si alza in Emilia-Romagna, fino al 65,1% (record del 94,4% a Ravenna); mentre si abbassa notevolmente tra Marche e Umbria, dove solo il 44-45% dei Comuni risulta adempiente. Lo sportello è funzionante nel 51% dei Comuni toscani, ma a Livorno spetta la maglia nera, con appena il 10% di comuni in regola. In base alle rilevazioni effettuate dal Formez, tra i Comuni più grandi per dimensioni demografiche, in Umbria, Gubbio e Amelia non hanno ancora reso operativo il servizio; in Toscana mancano all'appello, tra gli altri, Sinalunga, Cecina e Sansepolcro, nelle Marche Tolentino e San Benedetto del Tronto guidano il gruppo dei Comuni inadempienti. I dati sullo stato dell'arte dello sportello unico per le attività produttive sono di enorme importanza, tenuto conto che è uno degli obiettivi prioritari della strategia comunitaria, recepito dalla direttiva cosiddetta "Servizi" per la semplificazione normativa e amministrativa del mercato (ma ancora non recepita dalla normativa italiana), al fine di eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizi e alla libera circolazione dei servizi tra gli Stati membri. La semplificazione amministrativa, peraltro, costituisce una delle priorità dell'Ue che ha stabilito il taglio degli oneri amministrativi del 25% quale obiettivo entro il 2012. I ritardi accumulati anche nel Centro-Nord derivano sia dalla complessità delle procedure sia dalla scarsa propensione alla collaborazione istituzionale messa in mostra dagli uffici tecnici dei Comuni e dai diversi partner pubblici, sia, infine, dalla scarsa incisività delle politiche pubbliche di assistenza tecnica nei confronti Comuni, in particolare i più piccoli. A questo proposito, proprio in Regione Emilia-Romagna è cresciuto soprattutto negli ultimi anni il numero dei Comuni dotati di sportelli funzionanti, grazie alla formula della gestione associata del servizio, caldeggiata dall'intervento regionale.

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<Sostegno alle imprese> Appello ai candidati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA 09-04-2008 CONFINDUSTRIA E.R. ARTONI: "SIAMO UNA REGIONE STRATEGICA" "Sostegno alle imprese" Appello ai candidati BOLOGNA Buia: "C'è ancora troppa burocrazia" Lunardini: "Non penalizzate le pmi" Giorgia Chicarella II "Non dimenticatevi di noi" è il messaggio lanciato da Confindustria Emilia Romagna nella "lettera aperta" destinata a tutti i candidati regionali scesi in campo per la nuova tornata elettorale. Il monito, sottoscritto da tutti gli imprenditori emiliano-romagnoli, fa appello al buon senso di chi andrà a governare per ricordare, "che siamo tra i principali motori della crescita economica italiana ed europea" sottolinea il presidente Anna Maria Artoni. "Eppure - recrimina - troppo spesso le nostre imprese sono messe all'angolo, trattate come l'ultima ruota del carro o peggio, come nemici da combattere". Ma i numeri raccolti in queste poche pagine non lasciano dubbi. "Siamo una terra di mezzo, una zona strategica per il paese e abbiamo tutti i requisiti per crescere ancora" prosegue la Artoni snocciolando i record ottenuti dall'Emilia Romagna. "Insomma, tutti i parametri di Lisbona sono stati raggiunti" dichiara la presidente. E qui non si parla di fortuna ma, come testimonia quel 30% delle imprese regionali che opera all'interno di un gruppo, "si tratta della capacità delle pmi di agire come sistema". Un sistema, lo si è detto, che continua a scommettere su territorio e capitale umano anche in momenti difficili come questi e che per andare avanti ha bisogno di meno burocrazia. "Siamo diventati esattori, controllori e sostituti d'imposta" lamenta il presidente Ance, Gabriele Buia. "Per aprire un'impresa - annota - ci vogliono 50 autorizzazioni: un fatto che non è più sostenibile e che rischia di deprime le eccellenze". Un esempio per tutti, Buia da parmigiano lo ricorda: "L'agroalimentare insieme a edilizia e meccanica traina l'economia di Parma, il suo pil e di pari passo l'export regionale e nazionale". Ma un'impresa non si fa da sola. Serve l'appoggio della politica, "a cui spetta - precisa la Artoni - rappresentare la regione a livello internazionale esponendo i sui primati". Primati che, però, "vanno salvaguardati ". E' un altro parmigiano a dirlo: Alberto Lunardini, presidente dei giovani industriali che ammette: "Le nostre pmi non chiedono favori o favoritismi ma solo di non essere penalizzate. Ci vogliono poche regole e chiare perché abbiamo bisogno di risposte concrete e di infrastrutture". In conclusione, dobbiamo essere pronti, soprattutto in vista dell'Expo 2015, come regione e come paese.

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Ubaldi: <Difendere le nostre produzioni dalle contraffazioni> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 09-04-2008 GATTATICO LA RICETTA PER L'AGRICOLTURA Ubaldi: "Difendere le nostre produzioni dalle contraffazioni" GATTATICO II Sostenere l'agricoltura e le eccellenze del territorio emiliano. Per quest'ultime, inoltre, sono necessarie azioni di marketing e di difesa dalle contraffazioni. Questo il messaggio lanciato da Elvio Ubaldi, candidato come capolista al Senato per l'Udc, a Taneto di Gattatico durante l'incontro all'agriturismo San Giuseppe. Ecco la ricetta di Ubaldi: difesa della qualità dei marchi attraverso il raggiungimento di un equilibrio produttivo in tutta la filiera, dalla ricerca alla logistica; sostegno a chi consegue un obiettivo di qualità, e snellimento della burocrazia. Per questo, ha detto Ubaldi, "è necessario un candidato radicato nel territorio, in grado di capire le esigenze di queste zone". Il candidato Udc ha ricordato i punti fermi del suo programma: la sburocratizzazione, la tutela sociale in particolare per i ceti medi, e i la difesa dei prodotti tipici dalle contraffazioni. Ma ha anche rilanciato la proposta di politiche energetiche, per la manodopera e di nuovi servizi che puntino al contenimento dei costi, oggi sempre meno competitivi rispetto ad altri Paesi. Ubaldi ha infine parlato delle quote sui prodotti agricoli: "Rispetto a quando sono state istituite, sono cambiati i tempi e sono mutati gli usi dei consumatori. Sono stati aperti nuovi mercati, e l'Italia, invece che cercare nuovi spazi, accetta supinamente di ridurre le proprie quote. E' ora di ridiscuterle e cercare maggiore dignità a livello europeo". Val d'Enza A Taneto Ubaldi ha parlato anche di quote agricole.

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Lo strano mistero del palladio privato - paolo coltro (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-04-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Burocrazia

UNA BIOGRAFIA "UMANA" Lo strano mistero del Palladio privato Una ricerca dietro il lavoro di architetto per cogliere Andrea nella vita quotidiana E' in uscita un libro di Guido Beltramini direttore del Cisa PAOLO COLTRO Aben guardare, non si sa mica tanto di Palladio. Di lui Andrea della Gondola bambino ragazzo uomo marito padre. Perfino non si sa con esattezza cos'abbia fatto prima di diventare "maistro" e di cominciar le fabbriche delle Logge che trasformano il Palazzo della Ragione a Vicenza, e quelle delle ville e delle grandi realizzazioni veneziane. Il Palladio della vita normale non c'è, o quasi. Fonti dirette, inesistenti; lacerti di notizie qua e là, da cercare con il lanternino. Figurarsi: se ne sapeva così poco che per quattro secoli e mezzo Padova e Vicenza hanno battagliato per arrogarsi il privilegio di avergli dato i natali. Per cui fece scalpore, nel 1948, il ritrovamento di un documento all'Archivio di Stato di Padova, che tagliava netta la questione e illuminava come una fotoelettrica i primi anni di vita di Andrea. Il documento, del 24 maggio 1563, contiene le testimonianze di tre vecchi padovani, che riferiscono fatti e notizie di cinquant'anni prima. E tutto per dimostrare che messer Andrea è padovano e può quindi inoltrare la domanda per far accettare suo figlio Silla al Collegio Pratense, un convitto per studenti. Nel 1563 Palladio ha cinquantacinque anni, è conosciuto se non famoso, eppure ha bisogno del verbale di un giudice, quello dell'Ufficio del Porco al Salone a Padova, per dimostrare che è padovano. Burocrazia o qualcos'altro? Insomma, siamo di fronte ad una stranezza: di un uomo che ha realizzato edifici importanti già all'epoca, che ha avuto costantemente contatti con le fasce alte della società, che ha frequentato letterati, artisti e uomini di potere e di mondo, non si sa granchè. Parlano di lui solo gli scarni scritti notarili legati alle tappe della vita: le registrazioni del matrimonio e della dote, la nascita e i battesimi dei figli, i rendiconti degli stipendi pubblici. Numeri e qualche nome, fine. E il Palladio privato? Se l'è chiesto Guido Beltramini, che è il direttore del Cisa, cioè il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, con una passione che supera di molto i doveri e le competenze dell'officium. Il suo "Palladio privato" sta per essere dato alle stampe da Marsilio, andrà in libreria il 30 aprile prossimo a 9 euro, ed è una minuziosa ricerca storica travestita da conversazione. Perché, chissà come, forse per un refolo arrivato fin qui dai giorni di Giangiorgio Trissino, vi pare una chiacchierata attorno ad Andrea, lontana dalle frigide ed impersonali ricostruzioni d'archivio. La pazienza di Giobbe ci è voluta, per mettere in fila tutte quelle bricioline raccattate tra le fonti più diverse: ma quel che è riuscito a Beltramini è di averle rivitalizzate. Ci ha messo dentro la linfa, l'acqua fresca, di un umanesimo mai perduto, e le briciole sono diventate impasto, e con loro lievita la figura di Andrea. Succede così un piccolo rinascimento, altrettanto importante di quello visto, vissuto, interpretato e superato da Palladio. E' un salto all'indietro prezioso e suggestivo: riusciamo a intravvedere la quotidianità di fatti, edifici e persone ormai consegnati alla storia. Noi abbiamo conosciuto Palladio solo attraverso la celebrazione: le sue ville sono diventate modelli, corrente culturale, storia del pensiero e dell'architettura nel mondo. Beltramini ci fa respirare, come succedeva al maistro Andrea, la polvere di quei cantieri, le difficoltà con i committenti, le beghe vicentine, gli scogli veneziani. Tanto per dirne due: per due volte cercarono di togliere a Palladio l'incarico delle Logge a Vicenza, ed è storia di sgambetti e rivalità tra professionisti e relativi protettori, con tanto di votazioni, diremmo oggi, in Consiglio comunale. La seconda: Palladio non riuscirà mai ad avere un "ufficio" statale dalla Repubblica di Venezia. Concorre nel 1554 per l'incarico di proto all'Ufficio del Sale, magistratura che finanziava i lavori pubblici, tra l'altro quelli di Palazzo Ducale: gli preferiscono Pietro Guberni, già Proto alle Acque. Ci riprova Palladio sedici anni più tardi, quand'era ben più importante, e si candida nel 1570 alla carica di proto alla Procuratia de Supra, vacante dopo la morte di Sansovino. Niente, nemmeno stavolta. Eppure le committenze pubbliche veneziane continueranno per tutti gli anni Settanta. Palladio è un uomo di successo: soprattutto postumo. Un selfmade man che in vita non conobbe i fasti e i compensi di un Giulio Romano, che frequentò magari la corte pontificia, il desco dei nobili e i grandi artisti senza togliersi la polvere dei cantieri dalle scarpe, diventando un solido borghese e rimanendolo. Viene in mente che ha lavorato, oltre che per i privati, splendidi e taccagni, per le amministrazioni pubbliche di Vicenza e Venezia. Oculate, occhiute e sparagnine: altro che la grandeur di una corte principesca. La magnificenza doveva essere nel risultato, non nella strada per arrivarci. L'architetto non va celebrato, ma tenuto a libro paga. Ed eccolo Palladio, intento a combattere sullo stipendio, costretto a chiedere anticipi, ad opporsi ai tagli. Le pagine di Beltramini sono mosse da folate di vicentinità già allora intuibile; e quaranta chilometri più in là, e dieci pagine più avanti, da altrettante folate di venezianità, che è cosa diversa e si capisce. Andrea fa fatica ad emergere. Beltramini scova tutto, collega moltissimo, ce lo racconta nei minimi particolari disponibili, gli svuota le tasche, si infila persino nel suo letto: ma la privacy di Palladio vuole resistere. Ed è un mistero affascinante perché paradossale. Palladio non si è nascosto, era uomo pubblico, ha fatto l'editore, ha dato al mondo quei "Quattro libri dell'Architettura" dove dice tutto quel che sapeva e poteva dire. Ma dell'architettura. Giorgio Vasari ne fa il primo profilo biografico, ed è una consacrazione: ma parla solo degli edifici. Nel 1617 il canonico Paolo Gualdo scrive una "biografia non autorizzata": ma evidentemente non scrive nemmeno dove è nato, se Vicenza e Padova litigano nei secoli. Eppure Andrea della Gondola era uno simpatico: rari flash scovati da Beltramini fissano i fotogrammi di un uomo dalla conversazione piacevole, di buon umore, probabilmente pronto alla battuta. E' anche la sua capacità di relazione a farlo entrare nel mondo che conta della committenza. Ha imparato da Trissino, ma di suo era una persona gradevole. Nessuno l'ha ritratto, mentre Giulio Romano ci arriva dipinto da Tiziano. A Vicenza la sua statua è di fantasia, come quell'espressione severa rivolta alle sue colonne (capirete: doveva combattere per lo stipendio...). Insomma, Andrea si è inesorabilmente trasformato in Palladio. E allora si insinua una suggestione: che veramente quell'uomo siano le sue case, i suoi palazzi. Quella "naturale inclinazione" diventata intuizione e bravura architettonica. Da subito: i suoi contemporanei l'hanno colto immediatamente, Andrea era i disegni, il cantiere, il palazzo. Un uomo nato e cresciuto con le sue pietre, diventato le sue pietre. Proprio perché c'è lui dentro, sono vive ancora oggi.

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Ora tondo ci ripensa: farò il faccia a faccia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-04-2008)

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Il deputato: il primo abbandono era voluto Malattia: è un insicuro Ora Tondo ci ripensa: farò il faccia a faccia "C'è l'attenzione sul debito che volevo, Illy spieghi". La replica: "Ha già cambiato idea" LA CAMPAGNA ELETTORALE IN FRIULI VG VERSO LE ELEZIONI A quattro giorni dal voto il candidato Pdl muta strategia "Regione ridotta a un soviet tra eccessi di spesa e burocrazia" di TOMMASO CERNO UDINE. Tondo fa dietrofront. Dopo l'abbandono del faccia a faccia con Illy su Telefriuli, il forfait all'Assindustria friulana e la rinuncia ad altri confronti, il deputato carnico cambia strategia e fa sapere che oggi si presenterà invece alla Rai di Trieste per sfidare in video il governatore. "La forzatura è stata necessaria perchè altrimenti la vicenda del debito pubblico non sarebbe assurta agli onori della cronaca e sarebbe stata ovattata da Illy". La notizia è rimbalzata nel pomeriggio, quando Illy stava parlando alla platea degli artigiani - che avevano invitato anche Tondo - nel corso di un incontro organizzato a Palmanova. "Per la vostra completa informazione - ha detto Illy - devo dirvi che il candidato della destra ha già cambiato idea, e domani andremo a registrare una trasmissione alla Rai". Il dibattito condotto da Giovanni Marzini sarà registrato oggi e andrà in onda domani alle 13.10. Venerdì sera Tondo, dopo aver risposto alla prima domanda del direttore di Telefriuli, Alberto Terasso, aveva abbandonato il faccia a faccia con Illy, che l'emittente friulana stava trasmettendo in diretta, prima ancora che lo stesso Illy cominciasse a parlare. Tondo aveva poi non soltanto annunciato che non avrebbe più partecipato a confronti diretti con Illy, ma aveva dato forfait a quelli già in agenda, compresa la colazione organizzata a palazzo Torriani dalla Confidustria del Friuli Venezia Giulia sui temi dell'economia. Eppure il carnico, a quattro giorni da voto regionale, cambia di nuovo strategia. E decide di tornare in tv con Illy. "Venga a giustificare il debito", spiega ai giornalisti che, nella sede elettorale di viale Duodo a Udine gli chiedono conto del cambio di rotta sulla sua decisione di partecipare al faccia a faccia con Illy. "Adesso che finalmente il debito pubblico è diventato centrale in questa campagna elettorale - afferma Tondo - Illy venga a giustificarlo". Una strategia elettorale o un errore, cui Tondo cerca di mettere una pezza? E' la domanda che da giorni anima la campagna elettorale, dove il confronto mancato Illy-Tondo è diventato tema centrale di dibattito. Secondo il deputato carnico, candidato del centro-destra, "non ho fatto un errore - dice -. È stata una scelta voluta per portare al centro del dibattito il tema del debito che altrimenti sarebbe rimasto lì. Adesso che questo obiettivo è raggiunto lo si può affrontare ponendolo al centro del mio dibattito". Per Bruno Malattia capogruppo dei Cittadini, invece, "il dietrofront di Tondo sui confronti televisivi con Illy è la riprova, davvero non necessaria, dell'insicurezza e dell'improvvisazione del candidato del Centrodestra. Sarà interessante vedere come Tondo dimostrerà che la nostra Regione, alla quale è stato assegnato da agenzie internazionali un rating migliore della Lombardia costituisca, solo per lui, un incubo come l'Argentina". Ma Tondo ieri è tornato anche sulla richiesta di ristampare le schede per le elezioni regionali. Il deputato le giudica "un imbroglio, ma gli elettori capiranno. Anche sulle schede elettorali hanno ragione Roberto Menia e i partiti, è stata fatta una mistificazione, un imbroglio, perchè mettere due volte lo stesso simbolo è una cosa che non sta nè in cielo, nè in terra - aggiunge -. Secondo Tondo "i simboli della coalizione andavano messi all'interno di una casella che contenesse anche il mio nome. Si è volutamente cercare di sviare - ha aggiunto - ma gli elettori capiranno, mettendo una croce su un simbolo solo e sul mio nome". Il candidato del centro-destra ha parlato di Friuli Venezia Giulia come di un "soviet". "Un sistema in cui si gonfiano la burocrazia, la spesa pubblica, l'intervento della politica nell'economia,.

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Sul sagrato della chiesa raccolta di fondi pro uildm (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-04-2008)

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DOMENICA A QUARTO Sul sagrato della chiesa raccolta di fondi pro Uildm QUARTO D'ALTINO. Una raccolta fondi per l'Unione Italiana Lotta alla distrofia Muscolare. Domenica sul sagrato della chiesa di Quarto d'Altino, la Uildm raccoglierà fondi per sostenere le proprie attività. E' un modo voluto e pensato dal parroco don Gianni e dalla famiglia di Andrea Zambon, affetto da Sla che sta per Sindrome Laterale Amiotrofica, per ringraziare l'associazione per la tenacia dimostrata nel sostenere la battaglia e ottenere così un aiuto per il giovane di Quarto gravemente malato. Ma si tratterà anche di un momento di incontro con il rappresentante regionale della Uildm, durante il quale si potranno chiedere informazioni sui diritti per i disabili e gli anziani e le loro famiglie e sulle attività portate avanti dalla stessa associazione nel territorio provinciale. Ma anche un aiuto rivolto a quanti, come Andrea e molti altri, devono districarsi nei meandri della burocrazia. In cambio di una offerta libera, si avranno in omaggio le farfalle delle solidarietà oppure dei vasetti di miele. "Sarà un modo da parte della popolazione vicina ai problemi dei disabili - spiega il presidente Gianfranco Bastianello -, per ringraziare la Uildm del costante impegno sul territorio nella difesa dei più deboli". Qualche mese fa grazie all'interessamento del presidente della Uldm, l'Azienda Sanitaria Locale ha stanziato una somma consistente per l'assistenza di Andrea, un aiuto importante per la famiglia e per la moglie oltre che per lui, che ha garantito un'implementazione delle ore di assistenza, nello specifico diverse notti intere la settimana. Aiuto che non sarebbe mai arrivato se l'associazione non avesse sollecitato gli enti a vari livelli senza perdersi d'animo e minacciando proteste. (m. a.).

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Cantieristica: si balla sul Titanic (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-04-2008)

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FANO pag. 10 Cantieristica: si balla sul Titanic I problemi stanno emergendo in tutta la loro gravità: la Wally vuole andarsene LA WALLY Europe potrebbe non essere il solo cantiere navale ad emigrare da Fano a causa della mancanza di infrastrutture. Se infatti dall'azienda hanno annunciato che probabilmente entro l'anno sposteranno parte della produzione su Ancona perché non possono più attendere la realizzazione della strada delle barche, il direttore dei Cantieri Navali Marchigiani Bruno Pirozzi teme che altre realtà locali possano seguire la Wally. "Il rischio c'è ? dice Pirozzi ? perché nel corso degli anni le esigenze di mercato sono cambiate e se fino a tre o quattro anni fa venivano commissionate barche da 20-30 metri oggi i clienti vogliono quelle da 50. Il fatto è che fino a 40 metri è ancora possibile trasferirle da Bellocchi al porto, ma per scafi come quello della Wally dell'altro giorno, circa 45 metri, diventa estremamente complicato. Se poi vogliamo dirla tutta la strada delle barche non è l'unico problema. Da tempo infatti si parla del dragaggio del porto, che dovrebbe essere fatto, almeno per un primo step, dopo il Fano Yacht Festival. Bisogna tra l'altro sottolineare che oggi anche la burocrazia è un ostacolo visto che per fare una gara occorrono mesi e mesi. Per concludere posso dire che Fano ha bisogno di un ampliamento del porto e ne ha bisogno in tempi brevi". E a proposito di ampliamento venerdì scorso è scaduto il bando della Capitaneria di Porto per presentare nuovi progetti in questa direzione. Oltre a quello della Marina dei Cesari ne è stato presentato uno da Marina Group ed uno dalla Metauro Investimenti (ditta che fa sempre capo a Alberto Cazziol come Marina dei Cesari). PER L'ASSESSORE all'Urbanistica Mauro Falcioni però l'ampliamento del porto difficilmente potrà dare risposte in tempi brevi. "Quei progetti dovranno essere valutati ? spiega Falcioni ? e bisognerà farlo attentamente. Credo che le risposte più veloci possano arrivare dal Prg del porto dove se gli addetti ai lavori consegneranno il loro screening a stretto giro di posta, parlo di Marina dei Cesari, Marina Group, Dominator e Benetti, già dal mese di maggio si potrebbe partire". "Credo che Falcioni sia stato onesto ? commenta Pirozzi ? purtroppo, come dicevo prima, la burocrazia è un ostacolo in più da superare". Restando in tema di burocrazia cattive notizie arrivano anche dalla strada delle barche visto che solo nel 2009 il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) erogherà i contributi per la sua realizzazione. "I TEMPI sono questi ? dice l'assessore ai Lavori Pubblici Marco Paolini ? e poi non bisogna dimenticare che la strada delle barche sarà un intervento non certo semplice da realizzare perché parliamo di un'opera da oltre 10 milioni di euro (dal Fas ne dovrebbero arrivare un 30%, ndr) per la quale sarà necessario fare anche degli espropri. Comunque a giorni ci incontreremo con i tecnici cella Provincia per fare le prime verifiche". Visto le premesse si capisce perché la Wally Europe ha deciso di "migrare" in altri lidi. "Il problema è conosciuto da tempo ? dice il consigliere comunale Antonio Napoletano che lavora per Nautica System, azienda di arredamenti per yacht di lusso ? e doveva essere previsto. L'attuale amministrazione ha fatto e sta facendo il possibile per andare incontro alle esigenze della cantieristica ma chi li ha preceduti è stato immobile per anni. Ora azienda come la Wally Europe saranno costrette a trasferire altrove la propria produzione". Intanto per quello che riguarda l'ampliamento del porto sono state depositate anche due osservazioni: una da parte del Comune di Pesaro affinchè la Regione valuti gli effetti che l'ampliamento dell'approdo fanese produrrebbe a carico dei litorali sabbiosi di Pesaro, e la seconda dell'associazione vongolari di Fano, affinche' le competenti amministrazioni riequilibrino a favore del settore produttivo della pesca gli spazi destinati nella nuova progettazione del porto fanese.

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<QUI NON si arriva mai> pare abbia detto Sandro Bondi del Pdl agli industriali (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 "QUI NON si arriva mai" pare abbia detto Sandro Bondi del Pdl agli industriali ... "QUI NON si arriva mai" pare abbia detto Sandro Bondi del Pdl agli industriali entrando a Palazzo Ciacchi. In pratica, come in un duetto, ha messo il presidente Ugolini in grado di porgere una specie di elenco di cose da fare: si è partiti con la Fano-Grosseto per poi proseguire con l'integrazione Pesaro-Fano; quindi liberalizzazione delle municipalizzate, burocrazia, federalismo e opere pubbliche.

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I tempi di realizzazione del centro commerciale ? <Almeno due anni e mezzo. Ma bisogna consider (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUNIGIANA pag. 14 I tempi di realizzazione del centro commerciale ? "Almeno due anni e mezzo. Ma bisogna consider... I tempi di realizzazione del centro commerciale ? "Almeno due anni e mezzo. Ma bisogna considerare gli eventuali intoppi che dipendono dalla politica e dalla burocrazia" avvisa il patron della Mercatone Uno Luigi Valentini, nella conferenza stampa convocata dal sindaco Lucio Barani. All'incontro hanno partecipato Luigi Frati, vecchio proprietario delle aree industriali, l'ingegner Pesi, amministratore delegato della Mercatone Uno, gli assessori Fabio Locciola e Roberto Luciani e i progettisti. L'imprenditore romagnolo rassicura i piccoli commercianti: "Non è vero che le grandi strutture incidono negativamente sulle piccole. Ne traggono invece un beneficio. In questo progetto ci sono porte aperte per coloro che vorranno trasferirsi". E il Comune ha già pronta una convenzione curata dall'assessore Luciani che prevede costi zero per i negozianti che vorranno trasferirsi. Ma come cambia la vecchia area industriale? Ecco i numeri. Il progetto interessa una superficie di 16 ettari: 40mila metri quadri saranno destinati al centro commerciale, 5mila all'artigianato, 7mila alla residenze (è prevista la costruzione di 80 alloggi, alcuni di edilizia convenzionata). L'albergo da 120 posti letto occuperà 7mila metri quadrati. Un punto di forza sono i parcheggi: potranno accogliere 3.300 automobili. Il progetto è già costato 500mila euro. Senza contare i costi della bonifica che Valentini si è assunto al momento dell'acquisto dei terreni. "Ma è importante mettere la prima pietra ? ha ribadito Valentini ? e il casello autostradale è una condizione indispensabile". E i tecnici hanno già approntato tutte le carte individuando un sito adatto che consente il collegamento diretto sulla sponda sinistra del Magra evitando la costruzione di un ponte. N.B.

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Lobby e tasse: incontro con Confartigianato (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMO CITTA' pag. 2 Lobby e tasse: incontro con Confartigianato I GIOVANI IMPRENDITORI VOGLIONO CONTARE DI PIÙ PER PAGARE IL GIUSTO ? COMO ? "LOBBY E TASSE: contare di più per pagare il giusto. Conoscere le regole del gioco per non subirle". E' il titolo dell'incontro organizzato dai Giovani imprenditori di Confartigianato che si svolgerà domani sera alle 19.45 al Grand Hotel Como di Tavernola. Fra i relatori invitati dall'associazione di categoria anche Pierlcarlo Valtorta, presidente del Centro europeo Adic di Bruxelles. I "Giovani imprenditori di Confartigianto - spiega il presidente Federico Costa - hanno voluto aprire un dibattito sul concetto di lobby che esula dalla partecipazione diretta alla vita politica "ideologica" e assume un ruolo di difesa degli interessi della propria categoria e del proprio essere impresa, capace di competere nella misura in cui la legge, il fisco e la burocrazia lo permettono. Contare di più per pagare il giusto non vuole essere uno slogan generico e populista, ma rappresentare la necessità di far valere la forza dei nostri numeri e di ciò che siamo e vogliamo essere come imprenditori. Ma per fare tutto ciò è necessario conoscere le regole del gioco, i benefici e i rischi".

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UN regolamento comunale dispone la sepoltura di una salma in un det (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANCONA pag. 6 UN regolamento comunale dispone la sepoltura di una salma in un det... UN regolamento comunale dispone la sepoltura di una salma in un determinato cimitero, non in quello desiderato dai familiari che così bloccano la tumulazione. Tutto per una questione di residenza e di zone di competenza cimiteriali. Da sabato pomeriggio la salma del defunto in questione è nella camera mortuaria del cimitero di Tavernelle in attesa che la vicenda si risolva. Un cavillo del regolamento funerario anconetano ha provocato un fastidioso equivoco con conseguente ritardo nello svolgimento della cerimonia funebre e della sepoltura. Protagonista della storia un ex dipendente Api di 64 anni deceduto l'altro giorno per cause naturali, originario di Gorizia, ma anconetano d'adozione. Tanti anni fa l'uomo aveva sposato, infatti, una donna originaria di Gallignano (la famiglia da qualche anno risiedeva a Collemarino). Era normale che la moglie del defunto richiedesse che la salma dell'amato marito riposasse nel cimitero frazionale dove riposano gli altri suoi familiari. Purtroppo al momento di fissare la tumulazione sono sopraggiunti i problemi legati al ferreo regolamento comunale. Sembra, ma i particolari precisi dei dettami regolamentari vanno approfonditi, che a bloccare l'iter altrimenti normale sia il fatto che il defunto in questione non possa essere tumulato in quel cimitero a causa della sua residenza in vita. L'uomo viveva con la sua famiglia a Collemarino che dunque non rientrerebbe nella divisione zonale di cui fa parte Gallignano. Insomma lui potrebbe essere tumulato nel cimitero rionale di Posatora o in quello principale di Tavernelle, ma non in quello di Gallignano. Pensandoci bene si tratta di un regolamento assurdo che, nonostante il dolore di una perdita di una persona cara, ricade sulle spalle dei familiari che in questi giorni volevano soltanto piangere sulla tomba del defunto. Invece no, sono costretti ad affrontare pure le questioni a volte incomprensibili della burocrazia. L'ex dipendente Api è deceduto sabato, il funerale è stato celebrato, ma adesso la salma riposa nella camera mortuaria in attesa delle tumulazione. A bloccare l'iter i familiari stretti, tra cui il figlio che vive altrove, giunto ieri in città.

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La Lega Nord incontra i cittadini Convention della Sinistra Arcobaleno (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LA SPEZIA pag. 4 La Lega Nord incontra i cittadini Convention della Sinistra Arcobaleno TACCUINO SOCIALISTI: INCONTRI AL CIRCOLO AICS E A LEVANTO "NON stiamo parlando di scelte elettorali e dell'ultimo momento, ma di decisioni ragionate e prese due anni fa con la Regione". Con queste parole il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha voluto sgombrare subito il campo da equivoci presentando ieri mattina in Comune le opere finanziate in Liguria negli ultimi due anni e mezzo. Fra queste, passato al Cipe in zona Cesarini, il terzo lotto della Variante Aurelia, dal Felettino agli Stagnoni (un tratto di 4,3 chilometri, 3,5 dei quali sotterranei) per completare grazie a oltre 250milioni di euro la circonvallazione spezzina. Il ministro ha voluto aggiungere che l'anomalia della situazione non sono le opere ma l'imprevisto delle elezioni. "Bisogna guardare ? ha detto ? alle cose da fare per il Paese, senza preconcetti. Le infrastrutture non hanno colore. Spero in una vittoria elettorale per continuare il lavoro. Ma se non dovesse essere così, spero che chi verrà continui l'opera interrotta dal punto in cui siamo, perchè l'Italia ha bisogno di sviluppo". Di Pietro ha citato la sua ricetta: "Una politica del fare con mani pulite. Bisogna stringere i tempi della burocrazia e velocizzare le opere". Il sindaco Massimo Federici ha aperto la riunione: mettendo in luce il lavoro di squadra della città, ringraziando ministro e Regione per le risorse stanziate e sottolineando il ruolo di Spezia nel panorama nazionale delle infrastrutture. Carla Roncallo, architetto dell'Anas e Emilio Erario del Comune hanno illustrato sotto il profilo tecnico il tracciato della nuova Aurelia. Il presidente della Regione Claudio Burlando ha poi ricordato la pioggia di euro giunta in Liguria grazie a Di Pietro: un miliardo e mezzo di opere finanziate in due anni. Continuano intanto le prese di posizione sul terzo lotto della Variante Aurelia. Luigi Grillo (Pdl) gioisce per "questa decisione che fa bene alla città e all'intera provincia e alla quale abbiamo contribuito tutti, maggioranza e minoranza". Al tempo stesso afferma che "Di Pietro è lo stesso ministro che si è reso protagonista di tante decisioni negative riguardanti la nostra regione come il terzo valico e la gronda di levante per il nodo autostradale". Alessandro Pollio, capogruppo comunale del Pd, rileva "lo sblocco delle opere della Pontremolese e della Variante Aurelia, testimonianze di quanto sia forte il Pd spezzino a livello nazione grazie anche alla presenza di Andrea Orlando". Manrico Parma.

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PRATO IN UN MESE otto imprese pratesi hanno iniziato la loro att (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 16 ? PRATO ? IN UN MESE otto imprese pratesi hanno iniziato la loro att... SCARTOFFIE Il nuovo sistema diventerà obbligatorio dal prossimo agosto e ridurrà decisamente i tempi e i costi che attualmente pesano su chi vuole fare impresa ? PRATO ? IN UN MESE otto imprese pratesi hanno iniziato la loro attività utilizzando la "Comunicazione unica", ovvero la nuova procedura telematica che consente di avviare un'impresa in un solo giorno. Otto aziende in un mese, apparentemente, non rappresentano un risultato strabiliante, ma tenendo conto che la procedura è ancora in una fase sperimentale che riguarda solo dieci province (oltre a Prato, Torino, Venezia, Padova, Milano, Ravenna, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto) e che in tutto le ziende coinvolte sono state 107, ecco che il dato pratese è tutt'altro che disprezzabile. Sempre in via sperimentale sono venti gli operatori pratesi autorizzati a utilizzare la nuova procedura: tra questi sono comprese le associazioni di categoria e alcuni studi professionali. IN UN MOMENTO nel quale le aziende sono alle prese con i tempi biblici (e i costi) della burocrazia, ecco che questo strumento può davvero rappresentare una svolta tanto importante quanto attesa. In sostanza, la "Comunicazione unica" riunisce tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al Registro delle imprese e ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e anche per il rilascio del codice fiscale e della partita Iva. La regìa è affidata all'ufficio del Registro delle imprese (all'interno di ogni Camera di commercio) al quale va presentata un'unica pratica e che provvederà a smistare le singole istanze a Inps, Inail e Agenzia delle entrate. La novità più rilevante è rappresentata dal fatto che la ricevuta rilasciata dal Registro imprese costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività imprenditoriale, rovesciando l'impostazione del Codice civile che stabilisce che l'obbligo di iscrizione scatta entro 30 giorni dall'avvio dell'attività. Il documento può essere così utilizzato per l'accensione di contratti telefonici, bancari, per gli allacciamenti idrici, energetici e tutto quanto necessario per rendere operativa l'impresa. UTILIZZARE la "Comunicazione unica" richiede anche una formazione specifica su questo nuovo adempimento: per questo la Camera di commercio di Prato ha organizzato momenti formativi specifici per gli operatori autorizzati. Il prossimo è previsto per il 16 aprile. "Credo che l'utilizzo delle procedure telematiche rappresenti una grande opportunità per snellire la burocrazia a carico delle imprese ? commenta Catia Baroncelli, segretario generale della Camera di commercio di Prato ? per questo siamo stati molto soddisfatti della scelta di Unioncamere di decidere di inserirci nella sperimentazione. Negli ultimi anni le Camere hanno fatto grandi sforzi in questa direzione e l'innovazione è passata proprio attraverso l'uso sempre maggiore degli strumenti telematici. Fortunatamente gli operatori che ogni giorno dialogano con il Registro imprese sono riusciti a seguirci in questo percorso e la dimostrazione è proprio il numero di pratiche che abbiamo ricevuto fino ad oggi". Sulla base dell'esperienza di Prato e delle altre nove Camere coinvolte, la procedura per la "Comunicazione unica" verrà a messa a punto per diventare obbligatoria a partire dal prossimo 20 agosto. Roberto Davide Papini Image: 20080409/foto/731.jpg.

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Di BRUNO BERTI L'APERTURA domenicale dei negozi (un'opportunità (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA EMPOLI pag. 4 di BRUNO BERTI L'APERTURA domenicale dei negozi (un'opportunità... di BRUNO BERTI L'APERTURA domenicale dei negozi (un'opportunità, non un obbligo) non è sempre la benvenuta per gli operatori delle città turistiche della zona, mentre a Roma i negozianti, multati per aver aperto a Pasquetta, si rivolgono addirittura all'Antitrust per veder garantito quanto prevede la legge. E da noi, intanto, i turisti praticamente non possono fare acquisti, per un motivo o per un altro. Come in ogni questione del nostro Paese, la vicenda presenta una certa dose di burocrazia e di involuzioni legali. In Toscana la legge regionale non contempla più la divisione tra comuni turistici e non, ma la normativa è ancora in vigore. E allora gli operatori di Vinci capoluogo, di Certaldo Alto e del centro storico, di Montespertoli capoluogo, di Montaione e di Gambassi Terme possono tenere le saracinesche aperte la domenica e per le festività, ad eccezione di Natale, Primo dell'anno, Primo Maggio e poco più. Per gli altri comuni ci sono le 8 aperture domenicali stabilite in base a un calendario locale e quelle di dicembre. L'obiettivo chiaramente è quello di fornire un servizio migliore in quelle località meta di flussi turistici, con i visitatori che hanno bisogno di fare acquisti o possono essere invogliati a mettere mano al portafogli. E' evidente che le aperture nei giorni festivi possono essere un aiuto anche per i residenti. Queste opportunità si traducono in benefici per i registratori di cassa, ma da noi, come dicono a Confesercenti, sono proprio i commercianti dei 'territori' turistici a essere molto freddi quando si tratta di aprire bottega nei giorni delle feste comandate. GLI OPERATORI commerciali, specialmente se titolari di piccoli negozi, non sono entusiasti della possibilità di aprire perché il proverbiale gioco può non valere la candela: sobbarcarsi la fatica di una settimana intera di lavoro senza soddisfazioni dal punto di vista degli incassi non è infatti una prospettiva affascinante. Però quando si parla di investire sul turismo ci si deve far carico anche dei servizi connessi, a partire appunto dal commercio. Un piccolo negoziante farà più fatica, ma in un'attività economica è normale investire per poi avere risultati. E il cliente, anche quello straniero, deve essere motivato a scucire i suoi euro. SE NEI COMUNI turistici si snobbano le aperture domenicali, altrove, a partire da Empoli, c'è chi morde il freno, chiedendo qualche cambiamento nelle norme. L'intonazione al settore, come spesso accade, la danno gli operatori più grandi, quelli che hanno bisogno di elevati volumi di vendite. Quindi non è un mistero che al Centro*Empoli molte aziende (ma non tutte) gradirebbero molto poter tenere le vetrine e i registratori di cassa accesi, volontà che si scontra con norme che legano le mani. D'altra parte un centro commerciale conta sugli afflussi del fine settimana, quando i consumatori hanno più tempo libero e magari anche più voglia di spendere. E la domenica, di questi tempi, tende a far parte del fine settimana anche dal punto di vista commerciale. Tra l'altro una piccola rivoluzione nelle aperture all'insegna di un servizio migliore potrebbe portare i molti visitatori che affollano i comuni turistici a prendere in considerazione anche mete diverse, che magari hanno qualcosa da dire pure in tema di arte: basti pensare alla Pinacoteca di Empoli e agli altri tesori d'arte del capoluogo del Circondario oppure alla realtà di Montelupo Fiorentino, la capitale della ceramica.

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'A casa chi non sa governare' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMPI BISENZIO pag. 15 'A casa chi non sa governare' "Qui la sinistra ha fatto un macello e allora deve pagare" CAMPI IL CANDIDATO DEL POPOLO DELLA LIBERTA' LENSI SI PRESENTA di M. SERENA QUERCIOLI DA "MODELLO CAMPI" noto per lo sviluppo ad esempio di "cattiva amministrazione": Massimo Lensi è il principale sfidante di Adriano Chini. Perché ha accettato la candidatura a sindaco? Ho seguito da vicino, in Provincia, i tanti problemi che affliggono Campi. Tanto da chiedere un referendum sul piano rifiuti e la ridiscussione in aula di tutto il piano. Campi era per me un esempio della cattiva amministrazione su scala regionale. Siamo tutti campigiani vuol dire che ciò che accade a Campi interessa Firenze e la Toscana e viceversa. La politica del territorio si costruisce sul principio dei vasi comunicanti. Ora che la vivo da vicino però Campi per me è qualcosa di più di una metafora, mi sento parte di una realtà, sofferta ma piena di passione che mi ha accolto. Il PdL e l'urbanistica: quale è il suo disegno della città? Intanto il Comune deve assumersi la responsabilità degli errori fatti e far ripartire lo sviluppo edilizio collegato all'esigenza abitativa. In secondo luogo tutto deve rientrare all'interno della legalità, andando ad armonizzare Piano strutturale e Ruc. Per far questo occorre guardare al modello della città diffusa, che sin qui nessuno ha voluto vedere. Un modello che voglio sottoporre alla riflessione del Consiglio. La città diffusa è eco-compatibile, in dialogo continuo tra capoluogo, frazioni, centro e periferie, e aiuta a superare senza traumi le differenze e gli anacronismi. Tre motivi per votare Massimo Lensi? E' una lista giovane, ricca di professioni, di buon senso, lontana dalla burocrazia politica e propone un'alternativa al lungo dominio autoreferenziale della sinistra campigiana. Chini è visto dalla popolazione come il monarca-padre al quale chiede ossequio, pur se privo di autorevoli proposte. E questo, quando accade, è la morte della politica e della città. Lensi oltre che dal Pdl è anche appoggiato dalla lista Toscana Granducale con la quale è apparentato.

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<Candidati, ricordatevi delle nostre imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 15 "Candidati, ricordatevi delle nostre imprese" Una lettera aperta di Confindustria regionale di MARCO MONTAGUTI ? BOLOGNA ? "CARI CANDIDATI, se arriverete in Parlamento ricordate di essere stati eletti in Emilia-Romagna, una regione locomotiva dell'economia, che inanella record su record, ma che non sembra avere alcuna consistenza nella classe politica e nei media nazionali". Anna Maria Artoni, numero uno di Confindustria Emilia-Romagna spiega le ragioni della lettera ai candidati diffusa ieri. "Nei programmi elettorali ? afferma ? si parla della grande Milano e dei problemi del Nord Est, ma la nostra regione sembra sparita dalla carta geografica. Allora non possiamo essere un traino per l'economia nazionale ed essere considerati l'ultima ruota del carro". Siamo grandi lavoratori e otteniamo risultati eccezionali, ma l'Emilia-Romagna è ricordata solo per le 'rosse', ovvero Ducati e Ferrari, come se queste due eccellenze galleggiassero nel vuoto e non fossero invece "il prodotto di una rete, di un territorio che ha tante altre eccellenze e che ha trasformato i distretti in filiere complesse ? aggiunge Artoni e snocciola i dati?: siamo una delle principali regioni manifatturiere europee, con oltre 60mila imprese che contribuiscono al Pil regionale con il 34 per cento; una regione con un pil pro capite di 128,1 euro (media europea 100), un export cresciuto nel 2007 dell'11 per cento e il rapporto brevetti per abitante più alto d'Italia. Questi risultati sono il frutto di una scelta precisa e dell'impegno degli imprenditori". Poche ma precise le richieste ai politici e che integrano il 'decalogo' pubblicato da Confindustria nazionale all'avvio della campagna elettorale. Prima di tutto, secondo Artoni "bisogna cambiare l'atteggiamento culturale negativo verso l'impresa. L'impresa non è un nemico cattivo da colpire comunque. Un atteggiamento purtroppo confermato dal peso ancora crescente della burocrazia. Poi c'è la costante sottovalutazione della posizione strategica dell'Emilia-Romagna, vera 'terra di mezzo' strategica per il futuro dell'intera Italia: Sottovalutazione che dimentica infrastrutture fondamentali come il Passate nord, la E55, la bretella Campogalliano Sassuolo. NELL'APPELLO degli imprenditori non poteva mancare il richiamo all'Expo di Milano nel 2015. E' Gaetano Maccaferri, presidente di Unindustria Bologna a ricordare che l'Expo sarà un'opportunità positiva "a patto di essere pronti con certe infrastrutture, perché si aprirà una competizione tra le regioni tale che cambierà il futuro del nostro territorio". Per questo Maccaferri mette l'accento sul fattore tempo "perché rimandare non è più possibile. Viene la malinconia ? aggiunge il presidente degli industriali bolognesi? a chiedere sempre le stesse cose senza aver mai segnato un punto".

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GIANCARLO Mazzuca, candidato alla Camera dei deputati in Emilia Romagna per il Po (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA PRIMO PIANO pag. 6 GIANCARLO Mazzuca, candidato alla Camera dei deputati in Emilia Romagna per il Po... GIANCARLO Mazzuca, candidato alla Camera dei deputati in Emilia Romagna per il Popolo della Libertà, sarà a Modena questa mattina alle 11 all'Hotel Raffaello (Strada per Cognento 5) dove incontrerà elettori e giornalisti. Giancarlo Mazzuca, che ha lasciato recentemente la direzione dei quotidiani Qn, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno per candidarsi nel Pdl come esponente della società civile, indicato direttamente da Silvio Berlusconi, illustrerà agli elettori le ragioni del suo impegno in politica. Mazzuca parlerà soprattutto della situazione dell'economia in Emilia Romagna, e proporrà il rilancio del turismo nelle province di Modena, Bologna e Ferrara, che sono dotate di grandi patrimoni da valorizzare. L'argomento toccherà anche le piccole e medie imprese, strutture caratteristiche del nostro territorio, che secondo Mazzuca occorre rilanciare riducendo la pressione fiscale e eliminando l'eccessiva burocrazia che troppo spesso le attanaglia impedendone la crescita. "Vorrei essere il vostro amico in Parlamento ? ha sempre detto Mazzuca ai suoi elettori ? se sarò eletto porterò le esigenze e le istanze di questa Regione in Parlamento, e farò di tutto per dare il mio contributo. Ho lasciato la direzione di tre giornali per mettermi a lservizio del cittadino, per usare la mia esperienza a vantaggio della politica. Questa è la mia sfida". Sempre nella mattinata di domani, il candidati modenesi del Popolo della Libertà illustreranno la serata finale della loro campagna elettorale: venerdì sera infatti, alle 18 è previsto un comizio in piazza Grande dell'onorevole Carlo Giovanardi. Un paio d'ore prima, i candidati modenesi del Pdl si ritroveranno in piazzale Sant'Agostino (intorno alle 16,15) per poi organizzare un piccolo corteo di simpatizzanti che si snoderà lungo le vie del centro, fino ad arrivare in piazza Grande.

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I MEDICI ravennati non vivono l'Ausl 'bene': (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

RAVENNA CRONACA pag. 7 I MEDICI ravennati non vivono l'Ausl 'bene':... I MEDICI ravennati non vivono l'Ausl 'bene': l'azienda 'cala dall'alto' le proprie disposizioni, senza discuterle preventivamente. Non basta: non è neppure un aiuto per chi esercita la professione. Ma anche l'Ordine dei medici, che pure è garante affidabile dell'etica professionale, dovrebbe essere più incisivo proprio nei rapporti con l'Ausl e si dovrebbe inoltre impegnare di più per facilitare il confronto fra gli iscritti. Risulta anche questo dall'analisi delle risposte al questionario 'La misura dei rapporti interni al Sistema sanitario della provincia di Ravenna', realizzato appunto per l'Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri, che il presidente Stefano Falcinelli invierà a tutti gli iscritti fra oggi e domani. Hanno risposto al questionario in 516 rispetto ai 2.050 iscritti, con una netta predominanza dei medici del territorio (ha aderito la metà degli iscritti; a seguire il 42 % dei medici degli ospedali pubblici; solo l'8 di quelli 'privati'; quasi l'11 % dei liberi professionisti e dei pensionati; quasi il 17 degli odontoiatri). In sostanza tutti hanno indicato analoghi punti critici e identici punti di forza. "Alcune risposte erano attese ? spiega il presidente Falcinelli ? come la critica all'esagerata burocrazia, che continua a rallentare il lavoro e a limitare la flessibilità. Ma è uscito un altro dato: i professionisti sono ancora fortemente motivati. E la sanità funziona bene non soltanto in misura di tecnologie e apparecchiature sempre più raffinate, quanto piuttosto grazie alla qualità dei propri operatori". I medici si 'auto assolvono'? Sono immuni da difetti? "Il questionario non dice questo. Le risposte ? risponde il presidente dell'Ordine ? ci dicono come tutti sentano la necessità di migliorare la capacità di dialogare fra professionisti e soprattutto con i pazienti. Insomma il medico capisce di doversi occupare di più del paziente. Dobbiamo impegnarci perché questo avvenga". I risultati del questionario saranno consegnati agli amministratori pubblici del Ravennate, ai vertici dell'Ausl e ai presidenti degli Ordini dei medici di tutt'Italia. "Abbiamo inteso proporre uno strumento positivo di collaborazione, con l'obiettivo ? conclude Stefano Falcinelli ? di migliorare la qualità dei nostri servizi ai cittadini".

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FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura (sezione: Burocrazia)

( da "Websim" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOTIZIE FLASH 09 Aprile 08 ora 11:16 FACTBOX - Voto, programmi: idee in ordine sparso per la cultura 9 aprile (Reuters) - Gli italiani andranno alle urne il 13 e 14 aprile prossimi per le elezioni politiche. Ecco di seguito i punti programmatici sulla cultura delle principali formazioni politiche che parteciperanno alle elezioni. LA DESTRA Le proposte de La Destra, che candida premier Daniela Santanchè, vanno tutte nella direzione della valorizzazione dell'identità italiana del patrimonio artistico e culturale. Il partito propone: - capitalizzazione turistica del patrimonio culturale italiano, non sufficientemente valorizzato; - incremento della produzione cinematografica italiana per tornare ad avere film di serie A; - valorizzazione delle nuove professioni creative attraverso l'istruzione; - promozione della sinergia pubblico/privato sul finanziamento alle opere artistiche. PARTITO DEMOCRATICO Nel suo programma il Pd - che candida premier Walter Veltroni ed è coalizzato con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro - promette di riformare l'intero sistema culturale. Tra le proposte: - realizzazione di concorsi di idee e di commissioni pubbliche di nuove opere artistiche, architettoniche e urbanistiche in tutto il territorio nazionale; - accrescere l'autonomia e premiare l'imprenditorialità delle organizzazioni culturali e introdurre sistemi di valutazione, per massimizzare gli effetti dei finanziamenti pubblici nel settore; - istituire il Centro nazionale per il cinema e l'audiovisivo, per razionalizzare e semplificare il sistema pubblico di sostegno e promozione dell'intero settore, passando dall'attuale frammentazione delle competenze amministrative ad una gestione unitaria; - destinare una quota del 2% dell'intero fatturato pubblicitario delle reti televisive al finanziamento di produzioni audiovisive, cinematografiche, teatrali e musicali di qualità attraverso l'istituzione di un Fondo di finanziamento pari a circa 100 milioni di euro; - snellire e velocizzare la burocrazia che rallenta l'azione delle imprese culturali, mettendo in atto una politica di defiscalizzazione ed elaborando leggi non conflittuali; - stabilire i profili professionali di chi lavora nelle industrie culturali, affrancandoli dalla condizione di precariato; - affrontare la materia dei diritti d'autore considerando l'artista e il creativo lavoratori a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti; POPOLO DELLA LIBERTA' Le proposte della formazione che candida premier Silvio Berlusconi - coalizzata nelle regioni settentrionali con la Lega Nord e nelle regioni meridionali con il Movimento per l'Autonomia - sono: - legge quadro sullo spettacolo dal vivo; - linee-guida per la riforma delle fondazioni lirico sinfoniche; - pacchetto welfare per i lavoratori dello spettacolo per una tutela delle autorialità e delle professionalità di chi lavora nel settore (indennità di disoccupazione mediante assicurazione, infortuni sul lavoro, maternità, deducibilità integrale dal reddito imponibile degli operatori dello spettacolo di tutte le spese sostenute per la realizzazione degli spettacoli, versamenti volontari per il raggiungimento delle 120 giornate di lavoro prestato quale minimo annuo di prestazione ai fini previdenziali); - interventi per lo sviluppo del cinema italiano; - fiscalità e mecenatismo per la cultura, lo spettacolo, le arti. - estensione dello spettro dell'offerta culturale e stimolo della creatività giovanile; - massima libertà alle imprese, con particolare sostegno all'innovazione e all'internazionalizzazione: l'intervento del "privato" deve integrare il sostegno "pubblico", e le progettualità artistiche devono essere collegate alle dinamiche del mercato garantendo competitività e libera concorrenza (quindi: sgravi fiscali, incentivi economici, tax shelter, crediti di imposta, detassazione di entrate e proventi finalizzati alla gestione/svolgimento di attività di spettacolo, sia per gli operatori che per gli esterni al settore); - analisi dell'efficienza ed efficacia dell'intervento della mano pubblica, ex-ante ed ex-post; - eliminazione delle pratiche assistenziali e razionalizzazioni degli enti pubblici culturali; - centralità della funzione di formazione, ricerca e sperimentazione dei finanziamenti pubblici: alto livello di qualificazione professionale e di specializzazione con il coinvolgimento di poli formativi, università, enti di alta formazione, istituti di specializzazione; - promozione delle "cittadelle della cultura e della ricerca", con il concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze italiane e lo sviluppo di piani e strategie per la valorizzazione delle produzioni tradizionali. SINISTRA ARCOBALENO La principale proposta della formazione in cui sono confluiti Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani che candida premier Fausto Bertinotti è di portare l'insieme degli investimenti nella cultura dall'attuale 0,26% circa, almeno all'1% del Pil e di attuare politiche pubbliche che garantiscano a tutti, soprattutto ai giovani, il diritto di accesso alla produzione della cultura e il diritto di accesso alla sua fruizione. In particolare nel suo programma la Sinistra l'Arcobaleno propone di: - favorire e sostenere economicamente la produzione indipendente e quindi la pluralità dell'espressione e dell'offerta culturale; - creare spazi pubblici di produzione, sperimentazione, riflessione, ricerca, incontro, utilizzando strutture pubbliche, a partire dalle scuole, garantendone l'apertura e l'utilizzo a tempo pieno; - incentivare programmi di promozione del libro e della lettura; - contrastare con normative antitrust i monopoli nei settori della musica, del cinema, dell'audiovisivo, dell'editoria e rivedere le norme sul diritto d'autore; - ridurre l'Iva al 4% per tutti i prodotti e le attività culturali; - prevedere interventi economici e prezzi ridotti per i giovani e le classi più disagiate per concerti, teatri, cinema, mostre, biblioteche, musei, archivi; - riconoscere il lavoro creativo e artistico in tutte le sue fasi: ammortizzatori sociali, malattie del lavoro, gravidanza, pensioni; - riconoscimento del periodo di non lavoro come periodo di lavoro e quindi come tale retribuito; - garantire che il rispetto del contratto nazionale di lavoro è requisito per accedere a qualsiasi forma di finanziamento pubblico; - affermare il valore pubblico del bene culturale in tutte le sue espressioni, finalizzato alla crescita politica, sociale, culturale e democratica dei cittadini attraverso una conferenza nazionale con il coinvolgimento di tutti i soggetti portatori di interessi: Stato, Regioni, enti locali, associazionismo; - ridare un ruolo centrale alle Soprintendenze, sempre più emarginate nell'esercizio della tutela. UDC Nel programma dell'Unione di Centro - che candida premier Pierferdinando Casini - non vi sono proposte in tema di cultura. Non è stato possibile, dopo diversi contatti, ottenere i punti programmatici da parte del partito. ((Silvia Molteni, in redazione a Milano Emilio Parodi, Reuters Messaging: silvia.molteni.reuters.com@reuters.net +3902 66129 720, italy.online@news.reuters.com)).

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Nova di Briano, la Regione: Via libera alla cassa integrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caserta industria tessile Nova di Briano, la Regione: Via libera alla cassa integrazione Maria Beatrice Crisci Gli ex dipendenti della storica azienda serica Nova di Briano possono finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo tanta attesa. Per lo stabilimento chiuso dallo scorso anno e sottoposto a procedura fallimentare, la Regione Campania, infatti, ha dato il via libera alla delibera di cassa integrazione straordinaria a favore dei 92 lavoratori. Il provvedimento è arrivato dopo il parere favorevole dell'Ufficio del lavoro. Il segretario della Filtea Cgil, Raffaele Maietta sottolinea che "la delibera avrà la durata di dodici mesi, a meno che non si renderà indispensabile un'ulteriore proroga di sei mesi in presenza di concrete prospettive di ripresa della ex fabbrica della seta". Ad avviare l'iter l'ufficio della curatela fallimentare dietro autorizzazione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e su richiesta dei sindacati. "L'integrazione salariale non dovrebbe superare mediamente il tetto di 800 euro mensili - aggiunge il segretario - per Nova, sembra riproporsi lo stesso percorso che ha riguardato la Ixfin di Marcianise con la possibilità di ottenere anche da parte del ministero del Lavoro la conferma della delibera regionale attraverso un apposito decreto". "Ci auguriamo che nell'arco di due mesi la pratica possa essere risolta, noi faremo di tutto per accelerare i tempi della burocrazia - afferma il sindacalista - anche perchè il trattamento integrativo ha bisogno solo di una presa d'atto formale da parte del ministero". Non si può parlare, però, di rapidità di tempi per l'esito conclusivo della procedura fallimentare della Nova visto che non sembra sia pervenuta ancora alcuna manifestazione d'interesse per rilevare l'azienda. La crisi che incombe sul settore serico, nonostante la secolare tradizione dell'arte della seta, ha frenato gli imprenditori che avevano dato la loro disponibilità a una cessione di ramo d'azienda. "Quello di Briano - continua Maietta - è un sito che ha una sua importanza strategica oltre a un valore economico che supera i 4 milioni di euro. Continueremo a batterci per la difesa di un'attività che potrebbe tornare agli antichi albori, utilizzando le tante risorse professionali che il territorio ha saputo esprimere per decenni". "La speranza - conclude - è quella che qualche imprenditore si faccia avanti per riavviare questa attività che per anni ha avuto una rilevanza mondiale e che ora rischia di essere messa nell'ombra". del 09-04-2008 num.

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Riello: <Valorizzare le imprese>. Meocci: <Qui i principi della Dc> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Riello: "Valorizzare le imprese". Meocci: "Qui i principi della Dc"   "La politica non può fare a meno dell'impresa e l'impresa non può prescindere dalla politica". È una nuova capacità d'interpretare i problemi del Veneto e del Nordest quella auspicata dall'imprenditore veronese Ettore Riello, candidato del Pdl alla Camera nel collegio Veneto 2, ieri a Vicenza ad accogliere Silvio Berlusconi. "L'impresa non va più intesa solo come generatore di ricchezza per l'imprenditore, ma anche come fonte di reddito per l'intero sistema Paese. E il programma del Pdl, che punta fra l'altro a ridurre la burocrazia, va in questa direzione". È un Pdl però ancora nell'incubatrice e che dal Veneto, come ha ricordato il governatore Giancarlo Galan, chiede di giocare un ruolo di primo piano per avviare il federalismo, non lasciandolo appannaggio della Lega. "Il Pdl dovrà essere un partito federale", spiega il coordinatore regionale di Forza Italia Niccolò Ghedini, "ed è ovvio, come dice Galan, che il Governo di centrodestra dovrà rispettare questo programma federalista". Alfredo Meocci, vicesindaco di Verona, anche lui ieri a Vicenza, spiegava che "il Pdl è una grande aggregazione che comprende anche i moderati ex democristiani e non può non tornare ai valori della Dc, secondo i principi di Gonella e Sturzo che dovevano portare a un assetto federale dello Stato. Ricordo che a fare le Regioni fu Mariano Rumor". Cinzia Bonfrisco, senatrice uscente di Forza Italia e ricandidata per il Pdl, sottolinea che "il Pdl dovrà avere un'identità moderna, post ideologica e ancorata al territorio". Alberto Giorgetti, coordinatore regionale di Alleanza nazionale, sostiene che il "decalogo del presidente Galan va bene, il Pdl dovreà avere una forte caratterizzazione venete e venetista, andrà costruito con regole chiare di convivenza fra An e Forza Italia. Dipenderà molto però dal risultato elettorale della Lega Nord, è presumibile che dopo il voto ci sarà un rimpasto nella giunta regionale".E.G.  .

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CANDIDATI. Massimo Calearo ieri in città (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il federalismo fiscale vero è quello del Pd" L'imprenditore vicentino: "Vogliamo il fisco più equo"   Pomeriggio veronese per l'imprenditore vicentino Massimo Calearo, capolista alla Camera nella nostra circoscrizione elettorale per il Partito democratico. Logico, a meno di una settimana dal voto, tirare le somme di una campagna elettorale che Calearo ha vissuto per la prima volta da protagonista. "Emozionante", dice, "e anche entusiasmante. Certo ricca di impegni, ma tutti molto proficui". Calearo guarda con attenzione a quella imprenditoria che fino a pochi mesi fa lo vedeva alla guida di Federmeccanica. "Per le imprese venete, ma non solo, abbiamo preparato un programma perchè davvero inizi una nuova stagione. La lotta alla burocrazia, un fisco più equo sono alcuni aspetti importanti di questo programma. Siamo convinti che non serva gridare solo basta tasse, c'è necessità di una proposta nuova e moderna come è nella filosofia di una forza politica che non ha ancora compiuto sei mesi di vita". Calearo insiste "sulla novità straordinaria rappresentata dal Partito democratico" e rivela che "molti veneti saranno presto con noi perchè il vero federalismo fiscale è quello che attuerà il Pd". Una stoccata poi alla Lega, accreditata alla viglia delle elezioni di un forte consenso in Veneto. "Sono sondaggi, vedremo le elezioni. Ma è un voto cui guardo con interesse, perchè è un voto di protesta, di chi è stanco di certa politica e dei suoi assurdi meccanismi. È un voto che vuole novità e modernità e queste le assicura solo il nostro programma. Io credo che vinceremo già il prossimo 13 e 14 aprile, ma se non sarà così poco importa, perchè il futuro anche in Veneto sarà nostro e premierà il Partito democratico". L'ultimo pensiero di Calearo va ancora agli imprenditori. "Il Veneto, Verona, ma anche la mia provincia, Vicenza, sono realtà particolari, il tasso di export è il più elevato del Paese, la piccola-media impresa è la spina dorsale dell'economia. Ci sono tante questioni che meritano risposte immediate e concrete. Vanno snellite le procedure decisionali e i tempi per la realizzazione di nuove infrastrutture. Il Veneto deve crescere, lo può fare ancora, il programma del Pd va in questa direzione".S.B.  .

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L'imprenditore vicentino: <Vogliamo il fisco più equo> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CANDIDATI. Massimo Calearo ieri in città "Il federalismo fiscale vero è quello del Pd" L'imprenditore vicentino: "Vogliamo il fisco più equo"   Pomeriggio veronese per l'imprenditore vicentino Massimo Calearo, capolista alla Camera nella nostra circoscrizione elettorale per il Partito democratico. Logico, a meno di una settimana dal voto, tirare le somme di una campagna elettorale che Calearo ha vissuto per la prima volta da protagonista. "Emozionante", dice, "e anche entusiasmante. Certo ricca di impegni, ma tutti molto proficui". Calearo guarda con attenzione a quella imprenditoria che fino a pochi mesi fa lo vedeva alla guida di Federmeccanica. "Per le imprese venete, ma non solo, abbiamo preparato un programma perchè davvero inizi una nuova stagione. La lotta alla burocrazia, un fisco più equo sono alcuni aspetti importanti di questo programma. Siamo convinti che non serva gridare solo basta tasse, c'è necessità di una proposta nuova e moderna come è nella filosofia di una forza politica che non ha ancora compiuto sei mesi di vita". Calearo insiste "sulla novità straordinaria rappresentata dal Partito democratico" e rivela che "molti veneti saranno presto con noi perchè il vero federalismo fiscale è quello che attuerà il Pd". Una stoccata poi alla Lega, accreditata alla viglia delle elezioni di un forte consenso in Veneto. "Sono sondaggi, vedremo le elezioni. Ma è un voto cui guardo con interesse, perchè è un voto di protesta, di chi è stanco di certa politica e dei suoi assurdi meccanismi. È un voto che vuole novità e modernità e queste le assicura solo il nostro programma. Io credo che vinceremo già il prossimo 13 e 14 aprile, ma se non sarà così poco importa, perchè il futuro anche in Veneto sarà nostro e premierà il Partito democratico". L'ultimo pensiero di Calearo va ancora agli imprenditori. "Il Veneto, Verona, ma anche la mia provincia, Vicenza, sono realtà particolari, il tasso di export è il più elevato del Paese, la piccola-media impresa è la spina dorsale dell'economia. Ci sono tante questioni che meritano risposte immediate e concrete. Vanno snellite le procedure decisionali e i tempi per la realizzazione di nuove infrastrutture. Il Veneto deve crescere, lo può fare ancora, il programma del Pd va in questa direzione".S.B.  .

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<Il Veneto avrà un ministro> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

POPOLO DELLA LIBERTÀ. Il candidato alla presidenza del Consiglio ieri sera a Vicenza. Contestazione dei comitati anti-base americana "Il Veneto avrà un ministro" Berlusconi: "Potrebbe essere il presidente Galan? Se vorrà sarà lui a chiederlo"   Enrico Giardini VICENZA "Ci sarà un ministro veneto nel prossimo Governo di centrodestra". Potrebbe essere il presidente della Regione, Giancarlo Galan? "Lascio al senso di responsabilità di Galan di chiedere di farlo". Così Silvio Berlusconi, candidato del Popolo della libertà alla presidenza del Consiglio, ha risposto alla domanda sul futuro assetto dell'esecutivo che si candida a guidare. Il Cavaliere ha così confermato quanto dichiarato da Umberto Bossi a Verona, che poi aveva fatto esplicitamente il nome, come ministro, della leghista Francesca Martini, assessore regionale alla sanità e candidata alla Camera. Berlusconi ha peraltro precisato di non aver "ancora deciso chi saranno i ministri, tranne quello dell'economia, Giulio Tremonti". Il leader della Pdl è stato ieri a Vicenza per lanciare la candidatura a sindaco della città berica di Lia Sartori e incontrare il popolo veneto del centrodestra che lo ha accolto numeroso all'esterno dell'hotel Campo Marzio, insieme peraltro a una centinaio di manifestanti dei comitati "No Dal Molin" contro la base Usa. Il Cavaliere è giunto con tre ore di ritardo dopo la tappa a Savona. Ad accoglierlo c'erano la stessa Sartori, Galan, il coordinatore regionale di Forza Italia Niccolò Ghedini e quello di An, Alberto Giorgetti, oltre al vicesindaco di Verona Alfredo Meocci, all'assessore comunale Vito Giacino, alla senatrice di Fi Cinzia Bonfrisco, al consigliere regionale di Fi Tiziano Zigiotto e al candidato Pdl al Senato Massimo Venturato. Presenti fra gli altri l'attore veronese Fabio Testi e monsignor Bruno Fasani, capo ufficio stampa della diocesi scaligera e opinionista. L'obiettivo invocato da Galan per la prossima legislatura è il federalismo, a cominciare da quello fiscale. Su questo punto Berlusconi è stato chiaro: "Al Governo lavoreremo per introdurre il federalismo solidale, ma a patto che le Regioni che pagano più tasse, come il Veneto, abbiano vantaggi dal punto di vista fiscale. Perciò faremo in modo che l'Iva della tassazione torni alle rispettive Regioni". Tra le priorità programmatiche del Pdl Berlusconi ha indicato le infrastrutture, la produzione di energia, anche nucleare, abbattere il debito pubblico a colpi di 15 miliardi l'anno, tagliare le spese per la burocrazia e la lotta all'evasione fiscale, anche collaborando con i Comuni. "E i primi tre giorni di Governo starò tre giorni alla settimana a Napoli per risolvere il problema dei rifiuti".  .

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EFFETTO BOSSI CONTRO GLI ERRORI DI VOTO (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Viminale finalmente si muove e diffonde i manifesti che spiegano come non sbagliare in cabina Il leader della Lega: "Il nostro fucile è la penna". E annuncia una battaglia di piazza contro i brogli EFFETTO BOSSI CONTRO GLI ERRORI DI VOTO ALESSANDRO MONTANARI "Quando la sinistra urla, Berlusconi si intimorisce. Ma Silvio stia pure tranquillo: io sono guarito!". In effetti la sola, vera, divorante, malattia di Umberto Bossi è la politica e c è da scommettere che tanti pagherebbero per farsi inoculare lo stesso virus. Guardate la baraonda sui fucili e le schede. È finita che il Viminale si è messo a stampare manifestini per spiegare come votare. Dunque, obiettivo centrato. Il tiro al Carroccio, comunque, non finirà. Se tutti oggi sparano a pallettoni su Bossi per ogni quisquilia, infatti, è solo perché la Lega rischia di fare un botto elettorale che, come spiegano diversi sondaggi, sottrarrà a diversi concorrenti preziosa linfa vitale: alla sinistra il voto degli operai, al Pd quello dei giovani, al Pdl quello delle classi medie padane e ai partiti centristi quello dei cattolici praticanti. L aria varesina, come sempre, fa la sua parte. Dietro il palco di Piazza Podestà una gigantografia del Segretario da giovane si srotola dal terrazzino della prima storica sede del Carroccio fino a terra. Davanti, una folla poderosa e colorata di verde che ridimensiona alquanto quella, a suo modo sorprendente, radunata qualche settimana fa da Walter Veltroni. "I libri di storia un giorno diranno che da qui partì il gruppo di uomini che sfidò il sistema e qui - promette Bossi - torneremo a festeggiare dopo le elezioni. Ma questa volta niente comizi, solo una grande festa come dopo le nostre prime vittorie". Quando parla nella sua Varese, l eloquio di Bossi è così, colorato di venature nostalgiche e toni epici, quasi drammatico: si respira, insomma, l entusiasmo un po folle di quella strada intrapresa tanti anni fa e ora da completare. Ma oggi, che il federalismo è entrato a pieno titolo nel patrimonio culturale della gente del Nord, il nemico da abbattere è la burocrazia di Palazzo, con le sue trappole nascoste. "Vogliono farci votare con delle schede confuse - attacca il Segretario -. I voti annullati potrebbero essere migliaia: è una cosa sleale. Noi chiediamo che le schede dovrebbero essere ristampate, rinforzando i margini dei simboli. Io l ho detto al presidente della Repubblica ma lui mi ha risposto che gli italiani all estero hanno già votato. Evidentemente c è qualcuno che ha interesse che questo Governo resti in carica, Vi lascio immaginare chi...". Bossi non lo dice, ma si intuisce che il suo pensiero è rivolto a Giuliano Amato. Lo si capisce quando, rivolto a Roberto Maroni, gli dice davanti ai giornalisti: "Dopo di te non abbiamo più avuto un ministro dell Interno decente". Ora, ad ogni buon conto, la Lega porterà in tutte le piazze la manifestazione "schede pulite" per spiegare agli elettori come si deve votare. Il Segretario è sornione. Si vede che le schermaglie di giornata, gli attacchi, le prese di distanza, non lo impensieriscono affatto. Sa di avere il pallino in mano: la sinistra lo usa per spaventare il Sud dicendo che la Lega sarà padrona del Governo Berlusconi e il Pdl teme di cedere al Carroccio molti consensi del Nord. Così non se la prende troppo per l infelice battuta del Cavaliere, con il quale, peraltro, è bastata una telefonata chiarificatrice. Bossi dice che l uscita di Berlusconi è dovuta alla pressione della sinistra. "Ma io sto benissimo - ripete sventolando a bella posta un paio di corna - e non faccio politica per fare il ministro. Nella Lega ci sono tanti uomini capaci che possono occupare quel posto e io posso anche fare lo scrivano. Comunque - aggiunge enigmatico il Segretario - vedrete che vi divertirete". Se fosse per la folla di Piazza del Podestà, tra cui compare anche la moglie Manuela, Bossi non sarebbe il ministro delle Riforme ma il Capo del Governo, anzi della Repubblica Padana. I più giovani, infatti, ogni volta che si nominano Veltroni, Prodi o i sindacati rispondono acclamando a gran voce "Se-ces-sio-ne! Se-ces-sio-ne!". Segno che la battaglia di Bossi non è destinata ad esaurirsi con Bossi. Quanto alle polemiche sui fucili, il Segretario spiega che per sollevare l attenzione sul problema delle schede ha dovuto "inventarsi qualcosa" e che i comizi "non vanno interpretati parola per parola". "I comizi - dice - sono fatti per uomini a sangue caldo, non come i salotti televisivi dove invece ci vogliono uomini a sangue freddo. Il nostro vero fucile, comunque, è la penna". Polemiche strumentali, per il Senatur, sono anche tutti quei panegirici sulla "canaglia romana". "La sinistra - afferma il leader del Carroccio - pensa che parlare di Roma ladrona sia un delitto di lesa maestà. Bé, sui muri di Roma in questi giorni ci sono manifesti con la scritta ecco i nemici di Roma e la faccia mia e di Tremonti. Noi non abbiamo nemmeno battuto ciglio perché in politica la lesa maestà non esiste". Già, in politica contano solo le idee e da vent anni a questa parte la Lega è stata il solo partito a dettare l agenda politica. È stato così per il federalismo, per il problema dell immigrazione, per la sicurezza e per l introduzione dei dazi contro la concorrenza sleale cinese. E pazienza se qualche dottorino della mutua col titolo di onorevole scambia idee lungimiranti per i deliri di un pazzo. Il tempo, i voti e i libri di storia, prima o poi, sapranno riconoscere la sola, vera, inguaribile, malattia del Capo. [Data pubblicazione: 09/04/2008].

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<I veri fucili sono cinesi e nessuno si fa sentire> (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il senatore davico "I veri fucili sono cinesi e nessuno si fa sentire" "In Tibet stiamo assistendo a un vero e proprio inizio di genocidio come negli Anni 30. Qui in Italia attaccano la metafora di Bossi sui fucili e contro i palazzi romani e non una parola contro chi invece i fucili li usa davvero come stanno facendo i cinesi contro il pacifico popolo tibetano". Il senatore della Lega Michelino Davico esprime così la sua solidarietà al popolo tibetano e rileva anche come l unico politico italiano che abbia espresso in modo evidente la sua vicinanza al Tibet è stato Calderoli che sta rinunciando alla cravatta verde per quella arancione in segno di solidarietà". Inoltre, per il senatore piemontese, "Bossi è stato chiaro: per Roma lui indica i palazzi romani, non certo i suoi cittadini che, come ha spiegato, sono anche loro vittime di una odiosa burocrazia e di un insopportabile centralismo che penalizza anche la città di Roma". [Data pubblicazione: 09/04/2008].

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Il castello di manovra è ancora inagibile Ci si addestrerà fuori (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VIGILI DEL FUOCO. NELLA NUOVA CASERMA Il castello di manovra è ancora inagibile Ci si addestrerà fuori La nuova caserma è ormai affidata ai vigili del fuoco da alcuni anni, ma il "castello di manovra" non può ancora essere utilizzato per lo svolgimento dell'attività addestrativa. E' inagibile. "E' vero, le cose stanno così", taglia corto il capo reparto Tiziano Meroni, che ha all'attivo ben 32 anni di servizio. Meroni da qualche giorno si occupa anche del distaccamento di Ovada e di castelli di manovra ne ha visto proprio tanti. Da quello del comando provinciale di Milano, dal quale effettuava il "volo d'angelo" all'inizio della sua carriera, a quello sicuramente più grande del centro di addestramento delle Capannelle di Roma, dove ha svolto attività di istruttore per i nuovi entrati nel Corpo. Nel castello di manovra che si trova nella parte posteriore della nuova sede di regione Sott'Argine mancano ancora le ringhiere delle scale interne, inoltre pare vi siano problemi per quanto riguarda la distanza delle cosiddette luci, ovvero delle finte finestre che vengono utilizzate per attaccarvi le scale a ganci. "Avevamo avuto una serie di rassicurazioni da parte del Provveditorato alle opere pubbliche del Piemonte per l'adeguamento della struttura, così da renderla agibile, ma poi nulla è più accaduto" commenta amareggiato Meroni. Infatti, l'ente preposto alla realizzazione della nuove sedi dei vigili del fuoco è il Provveditorato alle opere pubbliche, che è la struttura a livello periferico del ministero dei Lavori pubblici. Ma i vigili del fuoco, che non si spaventano davanti alle fiamme né tantomeno davanti alla burocrazia, sono pronti ad andare avanti promuovendo una nuova iniziativa: "Nell'area tra la circonvallazione dell'ex statale 30 e la nostra sede, siamo intenzionati a realizzare un percorso verde che utilizzeremo per svolgere attività fisica". Il castello di manovra non è però l'unica lacuna della nuova caserma. Infatti, non è stata completata la vasca per le prove delle pompe. "Quando dobbiamo provare le pompe, andiamo lungo il Bormida in prossimità del centro abitato di Strevi" sottolinea Meroni.

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Malgrado tutto sarà un anno interessante (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apprezzato l'intervento di recuperoe consolidamento della cinta murariae la realizzazione di una piazzettacon cui si valorizzerà il centro storico Serra Sant'Abbondio, approvato un bilancio ridotto all'osso ma senza aggravi Ici e Irpef Malgrado tutto sarà un anno interessante Buone aspettative per il completamento di alcune opere pubbliche SERRA SANT'ABBONDIO - Come l'anno scorso non ci saranno aumenti delle aliquote Ici ed Irpef per i serrani nel 2008. Il bilancio che sfiora il milione e mezzo di euro è ridotto all'osso, tiene sotto ferreo controllo spese e contributi ed è assolutamente privo di fantasia, salvo se si vede nel contributo statale di ben 38.000 euro elargito a Serra per la sua alta percentuale (30%) di residenti ultra 65enni la compensazione del probabile mancato introito degli oneri legati alla cava Ca' Paradisi ! Nonostante tutto il 2008 si rivela un'anno interessante per le opere pubbliche. Quelle previste, finanziate, e non portate a termine nel 2007 per via della complessa burocrazia dei bandi di gara. Come il progetto di valorizzazione del centro storico, con interventi di recupero e di consolidamento della cinta muraria e la realizzazione di una piccola piazza e di un nuovo accesso al borgo per un importo di 145.000 euro; quello di 254.000 euro riservati al consolidamento dei terreni interessati dal grave dissesto idrogeologico a Montevecchio; i 60.000 alla messa a norma dell'impianto d'illuminazione di Poggetto; i 40.000 per il recupero e il restauro della chiesetta del Canale che ospita affreschi del XIV; ed infine oltre ai 200.000 euro per i lavori di manutenzione straordinaria stanziati 80.000 euro per l'ampliamento del cimitero. Comunque rimane un dato di fatto che nel Consiglio di Serra le cose risapute appaiono come se non fossero mai state finora dette. Come il voto dei costi della chiusura della discarica di Ca' Guglielmo. Una sovratassa per i prossimi 30 anni di 10,57 euro annui a tonnellata. Con la richiesta di non avere un altro costo di chiusura e di post gestione legato alla nuova discarica nella quale Serra conferirà alla fine dell'anno i propri rifiuti. L'occasione per un micro e molto civile dibattito nel quale si è discusso sulla necessità di attivare la raccolta differenziata dei rifiuti di prossimità - quella dei bidoni sotto casa - , ribadito che è un costo per il cittadino ma un bene per l'ambiente, e che, a breve, dovrebbe nascere un'isola per gli ingombranti vicino al campo sportivo in un'area da studiare affinché sia controllabile e non abbia un impatto negativo sul paesaggio ! Poi, come al solito, si è parlato del sequestro dei laghi di liquami dell'allevamento della Cavallara svuotati in parte con un costo di 130.000 euro ma che il recente diluvio di piogge ha di nuovo riempito. Il che costringe il Sindaco Vecchione ad emanare un'ulteriore ordinanza di sgombro pur sapendo che la ditta, attualmente in liquidazione, potrà difficilmente pagare i trasportatori di liquami. Trasportatori che non hanno potuto fare a meno di seguire la nuova segnaletica stradale ideata da ignoti che, copiando abilmente il modello e i colori delle frecce tipiche delle zone industriale, indicano Serra e Bellisio come l'area cavopoli con tanto di ruspa in loco. V.AN. ,.

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Baldassarri si confronta con gli artigiani (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FANO - Due ore circa di conversazione sui problemi degli artigiani , sul lavoro svolto dal passato governo Berlusconi, su obiettivi del prossimo governo di centrodestra, nel caso in cui il Pdl vincesse le elezioni. Di questo si è discusso all'Artigianato Metaurense nell'incontro voluto ed organizzato dal consigliere regionale Giancarlo D'Anna tra il professor Mario Baldassarri e una folta rappresentanza della Casartigiani Metaurense (nella foto), ad iniziare dal Presidente Sorcinelli. Sorcinelli ha presentato all'ex vice ministro un documento che raccoglie in 5 punti le istanze della categoria: viabilità e infrastrutture; riduzione della burocrazia, fisco più equo; riduzione dei costi della politica; banche e costi del denaro. Baldassarri ha presentato relativamente al problema delle infrastrutture la proposta della Fano-Grosseto SpA sulla falsa riga della Quadrilatero SpA, senza prevedere pedaggio come invece vorrebbe il centrosinistra. Il senatore ha poi prospettato la riapertura della linea ferroviaria Fano-Urbino da collegare oltre che con la linea Adriatica alla Pergola - Fabriano.

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L'EGOISMO DELLE LEGHE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'egoismo delle Leghe E il localismo parolaio è la negazione, quasi il suo contrario, di qualsiasi forma di concreta attenzione ai problemi specifici delle diverse comunità di una nazione. Non a caso, con il precedente governo Berlusconi, rispetto agli interessi del Nord, Bossi ha portato a casa due cose, entrambe, per motivi diversi, evaporate: l'aeroporto di Malpensa, cioè una cattedrale nel deserto, i cui guai sono appena iniziati e probabilmente non finiranno mai, e un federalismo approvato a colpi di maggioranza e cancellato da un referendum. Quanto al Mezzogiorno, come questo giornale ha più volte sottolineato, è scomparso dall'agenda della campagna elettorale, anche in quel centrodestra dove milita e vuole pesare Raffaele Lombardo. L'Italia si ritrova con un Sud nel quale tuonano i fucili, quelli veri, dei clan della malavita che tengono sotto schiaffo Stato e cittadini, e con un Nord dove si paga il prezzo più alto, in termini di competitività, per una rete di infrastrutture puntualmente bloccate dai veti incrociati e per una burocrazia che soffoca piccole e medie imprese. Manca insomma una politica degna di questo nome. che declini gli interessi sul territorio, senza esasperare i conflitti geografici, e li renda compatibili nel segno di un interesse nazionale. Senza l'ancoraggio della politica, senza l'energia di partiti che abbiano chiara la rotta per governare un Paese complesso, vincono le clientele (al Sud) e gli egoismi (al Nord). E sul campo restano, come carta straccia, le parole pronunciate a ruota libera. Antonio Galdo.

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I MALATI DI BEHçET DIVENTANO CIECHI PER LA BUROCRAZIA. L'INFLIXIMAB è L'UNICO FA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I malati di Behçet diventano ciechi per la burocrazia. L'infliximab è l'unico farmaco che può contrastare la malattia in stadio avanzato ma è indicato per l'artrite reumatoide e pertanto non è di facile accesso per gli altri. "Per la Behçet non c'è alcun piano del servizio sanitario nazionale, di conseguenza - afferma Gennaro Iaccarino, responsabile del centro di terapia delle uveiti della Sun - il problema è che mentre i pazienti che soffrono di artrite hanno facile accesso a questi farmaci costosi, si parla di migliaia di euro, lo stesso non avviene per la Behçet". Alla SUN sono 70 i pazienti affetti da questa malattia e la difficoltà è reperire l'infliximab: "Solo poche volte si riesce ad ottenerlo - conclude Iaccarino - producendo la bibliografia completa e certificando il rischio di cecità e della non rispondenza alle terapie tradizionali".

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<Il Dal Molin sarà una ricchezza>. Parola del Cavaliere (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La visita di Berlusconi a Lia Sartori, candidata sindaco per il Partito della libertà: "Vincerà al primo turno, è la migliore scelta che potessimo fare" "Il Dal Molin sarà una ricchezza". Parola del Cavaliere Sulla base militare Usa: "Una volta al governo ci impegneremo a trovare una forma di indennizzo per la città" "Lia Sartori vincerà al primo turno". Parola di Silvio Berlusconi che, nella serata di ieri, ha fatto tappa in città e ha lanciato la volata al candidato sindaco del centrodestra. Entrambi vestiti di nero, lui in elegante completo scuro e senza cravatta, si sono accomodati con il governatore del Veneto Giancarlo Galan e il coordinatore regionale forzista Niccolò Ghedini in una saletta dell'hotel Campo Marzio per una conferenza stampa.Tanti i temi toccati dal candidato premier di Pdl e Lega Nord: dall'energia al deficit infrastrutturale, dalla burocrazia alla crisi dell'Alitalia, passando per i rifiuti a Napoli ed il federalismo fiscale. Poi è stato il turno di Vicenza e alla vigilia del voto amministrativo di domenica e lunedì prossimi, Berlusconi, si è detto convinto di una vittoria al primo turno della Sartori: "Vincerà e vincerà al primo turno: ho ritenuto di dover raggiungere Lia per manifestarle il mio deciso apprezzamento e sono convinto che lei sia il miglior candidato sindaco che potessimo mettere in campo per questa città, nel confronto con il suo sfidante Lia è vincente". E rispetto a un possibile apparentamento con l'Udc in caso di eventuale ballottaggio, il leader forzista parte da lontano e lo fa spiegando che dopo lo strappo con Pier Ferdinando Casini "gran parte della dirigenza dell'Udc è passata con noi. Insomma, loro sono rimasti nella Cdl mentre Casini ha deciso di andarsene. Da parte nostra abbiamo tirato un sospiro di sollievo e ci è venuto in mente tutto quello che nei cinque anni di governo non siamo riusciti a fare per colpa di Buttiglione e di Follini. Qualche esempio? Non ci hanno lasciato privatizzare gli enti pubblici, né toccare la legge sulla par condicio, non ci hanno lasciato ridurre le aliquote al 33\% , né attuare la divisione delle carriere in magistratura".Venendo alle alleanze locali, il Cavaliere ha chiarito che "gli elettori dell'Udc non avranno bisogno di essere rincorsi, perché capiranno che Vicenza non può essere consegnata in mano al centrosinistra". Immancabile, infine, una domanda sul Dal Molin. Con Berlusconi che ribadisce di aver dato "il nostro benestare, anche il sindaco Hullweck era d'accordo con noi, perché convinti che questo ampliamento rappresenti per Vicenza una ricchezza in più". Berlusconi apre la porte anche alla richiesta di indennizzo avanzata, appena pochi giorni fa dalla Sartori, e promette che "se si manifesterà che il Dal Molin agli americani potrebbe provocare dei danni alla città, il nostro governo valuterà seriamente l'opportunità di attuare per Vicenza uan fiscalità compensativa".Roberta Labruna.

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Bacchettate/ La burocrazia italiana frena lo sviluppo di tecnologie legate alle energie alternative pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bacchettate/ La burocrazia italiana frena lo sviluppo di tecnologie legate alle energie alternative Mercoledí 09.04.2008 16:36 --> Il traguardo fissato dall'Ue di utilizzare entro il 2020 il 20% energia da fonte rinnovabile, per quanto lasci aperti interrogativi circa il futuro del restante 80% di fabbisogno ha quanto meno avuto l'effetto di attrarre nuovi capitali nel continente europeo, spiegano nel loro studio gli esperti di Ernest & Young. Ma a beneficiare di questo interesse sono stati altri paesi, in primis la Germania (forte in particolare nell'eolico), che ha ridotto il proprio gap nei confronto degli Usa, ma anche la Spagna e la Gran Bretagna. Al di là dei singoli programmi, il quadro che emerge dallo studio della società di consulenze è che in Italia ci permangono forti ritardi nell'adeguamento della normativa e rallentamenti dovuti alla burocrazia. Insomma, se non recupererà efficienza la macchina statale oltre ad essere una tra le più costose in Europa rischia di far perdere l'ennesima occasione alla nostra industria e di minare lo sviluppo di un settore strategico come quello energetico.

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A Porta a Porta va in scena l'altra faccia di Walter, l'ex buono (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - A Porta a Porta va in scena l'altra faccia di Walter, l'ex buono Posted By vasco_pirri_ardizzone On 9/4/2008 @ 17:01 In Headlines | 2 Comments "Basta parlare di brogli: uno che dal '94 ad oggi parla di brogli, che ci sono solo quando perde le elezioni non può governare questo Paese. Finiamola con questa storia e iniziamo a parlare della vita delle persone". Così sbotta [1] Walter Veltroni: a [2] Porta a Porta reagisce all'ennesima provocazione di [3] Silvio Berlusconi, che gli chiede di promettere di non fare brogli. Poi il candidato premier del Pd riprende la sua linea, come direbbe Crozza, "serenamente e pacatamente": "Mentre lui parlava di test mentali per i magistrati, di brogli e di armature, io parlavo di riduzione delle tasse, di studi di settore, di occupazione femminile e di cure odontoiatriche per gli italiani, che hanno diritto al sorriso". E per marcare la differenza con quello che chiama "il mio principale avversario", Veltroni porta a Bruno Vespa, non il famigerato contratto con gli italiani, ma il suo [4] pacchetto di 12 disegnidi legge che presenterà al Consiglio dei ministri appena eletto a palazzo Chigi, "a cominciare da quello del primo Consiglio, sulla precarietà". Poi Veltroni, rispondendo al nome di [5] Stefania Prestigiacomo fatto ieri da Berlusconi che lui considera un remake', raddoppia annunciando: "Vorrei che [6] Anna Maria Artoni e [7] Ileana Argentin facessero parte della squadra di governo del Pd". La prima è l'ex presidente dei giovani industriali e la seconda, disabile in carrozzella, è stata delegata all'handicap proprio con Veltroni al comune di Roma: "Per lei penserei ad sottosegretariato ad hoc presso la presidenza del Consiglio". Per attaccare Berlusconi, Veltroni se la prende con la Lega: "Berlusconi dovrebbe fare gli esami di democrazia alla Lega Nord che rappresenta un gigantesco problema per il centrodestra visto che avrà la golden share del futuro governo, ma lui non risponde nel merito alla mia lettera perché non può garantire all'Italia che il suo schieramento sarà contro la secessione, fa fatica a dire che la sua coalizione può rispettare l'unità nazionale". Il Veltroni che siede sui divanetti bianchi di Porta a Porta si sente sicuro del consenso del Nord e spiega: "È caduto un muro eretto in parte anche dal centrosinistra. Non avevamo capito l'importanza delle piccole e medie imprese per la ricchezza del paese. Per questo il Pd darà semplicità e meno burocrazia". Quanto al Sud, dove ritiene che "[8] Lombardo conterà molto meno della Lega", il segretario del Pd lancia l'allarme criminalità: "la mafia può condizionare il voto. Io ho detto che i voti dei mafiosi non li vogliono. Altri no". Quindi, parlando di giustizia promette che non abolirà l'ergastolo e che servono pene più dure per chi sbaglia. Poi due citazioni in inglese una per ribadire l'importanza delle decisioni bipartisan quando è in gioco il bene del Paese, "right or wrong is my country" e per spiegare che lui conosce bene Berlusconi: "I know my chicken ". Verso la fine della trasmissione, Veltroni si scioglie e dopo aver lisciato il pelo alla sinistra chiedendo ai manager di "essere più sobri", attacca anche il [9] Grande Fratello : "Una volta per stare in tv bisognava saper recitare o ballare, oggi basta trovarsi sotto i riflettori di una certa casa e non solo diventi famoso ma puoi anche vincere mezzo milione di euro mentre chi ha studiato e ha un master prende duemila euro al mese". Infine, l'attacco a quelli che il candidato del Pd chiama gli ultimi giapponesi: "Quelli vestiti con l'armatura, gli altri vogliono scomunicare il presidente della Repubblica, quest'altro che parla di stalinismo e di brogli. Ma di che stiamo parlando? Siamo nel 2008. Dite ai giapponesi sull'isola che la guerra è finita".

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Elezioni e facce come il c... pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elezioni e facce come il c... Mercoledí 09.04.2008 17:12 --> Quanto all'aspetto naticoso delle facce dei politici, l'idea era stata mirabilmente espressa già nel '91 da un indimenticato titolo di Cuore ("Hanno la faccia come il culo"), ma è evidente che da allora il problema è rimasto insoluto: come per le infrastrutture, la burocrazia e l'ammodernamento del paese, anche su questo punto abbiamo accumulato ritardi imperdonabili. Ecco, se proprio volessimo trovare un difetto allo slogan della D'Abbraccio, non è tanto il suo essere demagogico e un tantino qualunquista, ma il fatto che si tratta di una promessa che nessuno potrebbe mantenere: programma troppo ambizioso. Accontentiamoci del taglio delle tasse. giuseppe.morello@affaritaliani.it.

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Il restyling al Blue Beach con la nuova passeggiata (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VADOIL PROGETTO IN COMUNE Il restyling al Blue Beach con la nuova passeggiata Approderà dopo domani in consiglio comunale il progetto presentato dai bagni Blue Beach per la realizzazione di un nuovo edificio da adibire a stabilimento balneare. Un progetto che avrà come finalità quella di permettere in seguito, con un arretramento di volumi verso il mare, di dare più spazio alla nuova passeggiata. "Siamo ormai prossimi, dopo qualche intoppo burocratico - ha spiegato Sergio Levratto, referente dei Bagni Marini vadesi - all'approvazione di questo restyling. Ma non credo che i lavori potranno essere avviati prima del prossimo anno. Inoltre molti aspetti del rinnovamento dei bagni sono legati anche alle dinamiche dei progetti connessi con la futura piattaforma. Comunque sarà un altro passaggio importante e innovativo per la categoria". E in coda a questo progetto non mancano neppure le polemiche sull'esistente e sulle norme particolarmente restrittive sui materiali da impiegare nelle strutture balneari imposte dalla Regione Liguria: "Presto realizzeranno un'enorme isola di cemento a pochi passi dai nostri stabilimenti balneari - ha proseguito Levratto - ma a noi la Regione impone di costruire cabine e strutture rigorosamente in legno, nei nostri bagni. Perché non ci è possibile costruirle in muratura? Mi pare una contraddizione in termini davvero sorprendente. Per portare avanti le nostre attività, spesso già assai difficili, avremmo bisogno di meno burocrazia". \.

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Banche: Padoa-Schioppa, necessarie regole comuni per supervisione -2- (sezione: Burocrazia)

( da "Radiocor" del 09-04-2008)
Pubblicato anche in: (Radiocor)

Argomenti: Burocrazia

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles, 09 apr - Secondo Padoa-Schioppa e' molto piu' difficile esercitare la supervisione che la regolazione nella quale sono stati compiuti molti progressi relativamente alle disposizioni per il patrimonio delle banche, la supervisione su base consolidata, i criteri per le licenze, l'assicurazione dei depositi. "Progressi equivalenti non sono stati compiuti nel campo della supervisione". Cio' e' comprensibile poiche' "l'attuazione delle regole e' una funzione esecutiva che deve essere condotta costantemente da grandi burocrazie, che operano sul terreno vicino alle autorita' di regolazione, dotate di ampi poteri discrezionali legate a strutture di governo, che hanno la parola finale quando il denaro dei contribuenti puo' essere necessario a sostenere il costo di una crisi". Ma non si puo' stare fermi. "La recente turbolenza dei mercati e' stata un test rivelatore: mentre in campo monetario la Bce ha agito rapidamente e in modo decisivo, la funzione di supervisione e' stati quasi assente". Nessun incontro speciale per giungere a una valutazione comune tra autorita' nazionali sia sugli eventi in corso sia sui rischi, niente scambi di informazioni tra Bce e supervisori dell'eurozona. "La banca non aveva informazioni chiave sulla affidabilita' della controparte che e' normalmente disponibile per le banche centrali nazionali". Aps (RADIOCOR) 09-04-08 16:44:47 (0290) 5 NNNN.

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"Una politica che crei sviluppo" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vincenzo Speziali, candidato al Senato per il PdL, punta su giovani ed imprese per cambiare la Calabria CATANZARO. Per Vincenzo Speziali è un'esperienza del tutto nuova quella che sta vivendo da alcune settimane. Lui, imprenditore a tutto tondo, "uomo del fare" a trecentosessanta gradi, si ritrova proiettato in un mondo che finora non è mai stato suo, quello della politica. E' infatti candidato per il Popolo della Libertà, al Senato, ed è tra i pochi che, a prescindere da quello che sarà il risultato finale delle elezioni, è già sicuro che andrà ad occupare uno degli scranni di Palazzo Madama. E' infatti il quarto in lista ed il Pdl, vincente o perdente che dovesse risultare, quattro senatori calabresi nella cosiddetta Camera Alta li porterà comunque. Ma è proprio questo dato oggettivo che fa capire la filosofia di vita di Vincenzo Speziali. Pur sicuro di diventare senatore, si è tuffato nella nuova esperienza con passione e determinazione. "Non c'è dubbio ?dice Speziali- che a convincere la gran parte degli elettori del PdL a votare per noi sarà il messaggio politico del presidente Berlusconi, la sua carica e la sua voglia di fare dell'Italia un Paese finalmente moderno ed al passo coi tempi, ma ho considerato che fosse doveroso, da parte mia, avere un contatto diretto con la gente e col territorio". Non lo dice, ma il senso della sua frase sta nella voglia di spiegare alla gente non solo quanto sia opportuno votare per il PdL ma anche quel che lui intende fare per la città di Catanzaro, per la sua provincia e per la Calabria. "Essere stati inseriti nella lista del PdL ?dice- è stato per tutti i candidati un grande onore, ma ognuno di noi ha il dovere di corrispondere a questo privilegio impegnandosi senza riserve. D'altro canto ?aggiunge- nella mia vita non sono mai stato con le mani in mano, mi sono sempre impegnato per fare delle cose, per creare sviluppo, per costruire qualcosa di positivo. Non riuscirei a vivere questo nuovo impegno con una filosofia diversa, magari con quella di chi si accontenta di andare a Roma a scaldare la sedia senza fare nulla di concreto per il territorio che lo ha espresso". Vincenzo Speziali invece vuole andare a Roma per portare in Senato le istanze della Calabria e dei calabresi, con il pragmatismo e la determinazione di cui ha dato prova sia come imprenditore privato sia come imprenditore pubblico allorché è stato chiamato a guidare la Sacal, la società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme. Ed eccoci allora ai problemi concreti, quelli da risolvere per far rialzare la Calabria e per dare alla nostra regione una prospettiva diversa. Il primo, annoso, problema è quello del lavoro, dei tanti calabresi disoccupati, sottoccupati o precari. "Nel programma del PdL ?dice Vincenzo Speziali- c'è un capitolo importante dedicato ai temi del lavoro, con azioni che possono incidere positivamente sul problema stesso. Si va dalla fiscalità di vantaggio, che agevolerà l'avvio di nuove iniziative nella nostra regione, all'idea di prevedere garanzie pubbliche per il prestito d'onore ai giovani e per il finanziamento delle loro imprese, alla sperimentazione di un periodo di "no tax" per le imprese avviate dai giovani. E' in un certo senso l'uovo di Colombo ?sostiene Speziali- perché se si mettono i giovani nella condizione di avviare imprese senza dover passare attraverso le forche caudine di un sistema creditizio quasi sempre diffidente, di una burocrazia farraginosa e di una tassazione eccessivamente aggressiva, sono sicuro che in Calabria ci sono tante energie fresche e di qualità pronte a mettersi in gioco per creare sviluppo, ricchezza e posti di lavoro". Fin troppo chiaro il fatto che per Vincenzo Speziali l'idea del cosiddetto posto fisso, magari mediato dalla politica, sia un fardello psicologico di cui la Calabria ed i giovani calabresi devono definitivamente liberarsi e che debba invece essere l'impresa privata a fungere da volàno dell'economia regionale. "I giovani calabresi ?afferma Speziali- hanno idee e capacità tali che basterà creare le condizioni ideali di start up per avviare un circuito virtuoso fatto di tante nuove ed innovative imprese". Di cos'altro c'è bisogno per puntare al riscatto della Calabria? La ricetta di Speziali è semplice ma immediata: "Intanto deve cambiare il modo di fare e di essere di chi fa politica. Chi fa politica deve essere al servizio del territorio e non asservire il territorio ai propri interessi di partito o di bottega; deve saper ascoltare di più la gente, il mondo delle imprese, delle professioni, del lavoro. Una politica che non ascolta finisce con l'essere assimilata, come ultimamente è accaduto ed accade, ad una casta che tende ad autoconservarsi senza produrre nulla di utile. E' contro la logica della casta, d'altronde, che si batte il Popolo della Libertà. In Calabria c'è poi da risolvere il problema nodale della sicurezza e della legalità. Senza sicurezza il sistema produttivo calabrese non può crescere e non può attrarre investimenti da fuori regione. Senza legalità si rischia che le infiltrazioni della ndrangheta nell'economia diventino sempre più forti condizionando l'economia sana e magari mettendo in ginocchio tanti imprenditori onesti. La battaglia per la legalità, quindi, come frontiera fondamentale, ma lavorando contemporaneamente per rendere più snella la burocrazia e per debellare anche quella che io definisco la mafia dei colletti bianchi che frena lo sviluppo della nostra regione almeno quanto la mafia vera e propria". Ingegnere Speziali, Lei è tra le venti persone che Silvio Berlusconi, in prima persona, ha voluto in Italia nelle liste del PdL. Se lo aspettava? "Guardi, questo fatto rappresenta per me un grande onore. Il presidente Berlusconi mi conosce da tempo e so che ha sempre apprezzato la mia voglia di fare, la mia concretezza. Il fatto che mi abbia voluto inserire nella lista di venti persone scelte direttamente da lui per essere candidate al Parlamento, mi inorgoglisce. Debbo dire, però, che avverto questo fatto come una ulteriore responsabilità che grava sulle mie spalle. Andando a Palazzo Madama, infatti, avrò il compito non solo di non deludere le aspettative di quanti, in Calabria, votando per il PdL, contribuiranno alla mia elezione, ma anche di non deludere il presidente Berlusconi che evidentemente ha riposto in me grande fiducia. Spero, con l'umiltà, con l'impegno e con la concretezza che ha sempre guidato la mia azione, di ripagare Berlusconi della sua fiducia e di ripagare i calabresi che voteranno per le liste del PdL". Ha un sogno nel cassetto da senatore in pectore? "Sarei felice se la Calabria riuscisse ad imprimere una forte accelerazione alla sua crescita civile, sociale ed economica. Sogno una Calabria sempre più vicina all'Europa, sempre meno vittima di mali antichi, sempre più capace di delineare, di scegliere e di determinare il proprio destino. In Calabria ci sono le intelligenze, le competenze e le qualità perché ciò possa avvenire. Basta che la politica e lo Stato riescano a mettere a disposizione dei calabresi le condizioni ed il fertilizzante giusti".

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