HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
tARTICOLI DEL 8-6-2008 #TOP
·
Articoli
Burocrazia (61)
Il centro commerciale costruisce la rotonda
( da "Stampa,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: epoca rispose che era possibile a patto di costruire una rotatoria per regolare il traffico. A complicare le cose è intervenuta la burocrazia e le richieste di modifiche al progetto sono state tante e tali da fare trascorrere gli anni e indurre alla fine la società a ritirare il progetto di ampliamento del centro commerciale.
L'artigianato
di 1200 imprese ( da "Trentino"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia pubblica, le tasse e la rivendicazione del ruolo che le piccole aziende radicate sul territorio hanno nella valle e nel Trentino per reggere la sfida della globalizzazione. "La delocalizazzione per noi non esiste ma quando succede alla grande industria la salvezza è l'artigianato" - ha concluso ricordando la chiusura della Lange di Mollaro e la crisi occupazionale parzialmente
AGRICOLTURA
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: padroni della nostra politica agraria e detteremo noi il prezzo dei nostri prodotti,non saremo più schiavi del bastone della burocrazia e la carotina dei contributi comunitari gestiti dai poteri forti. Edi Scaini Responsabile provinciale all'agricoltura Lega Nord NOI E LO STATO Sotto la legge la libertà Sub lege libertas: è questo il motto (in latino) della nostra Polizia di Stato.
Intercettazioni,
stretta di Berlusconi ( da "Trentino"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?
Lazzati:
nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da
semplificare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare La delusione del vicepresidente della Provincia, Peli, per lo stop all'autostrada della Valtrompia Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare.
Così
Brescia può competere ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Infrastrutture da migliorare ma anche burocrazia da semplificare, per Bettoni, "visto che l'eccesso di leggi, 220 mila in Italia, ha portato a complicare ogni procedimento burocratico", riflettendosi anche sulla "qualità di vita" delle imprese bresciane, "la cui crescita nel primo semestre del 2008 - per Bettoni - è apparsa in calo rispetto allo stesso periodo del 2007,
Latte
e suinicoltura: le emergenze ( da "Provincia di Cremona, La"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ulteriore trasferimento di risorse allo sviluppo rurale con un aumento della condizionalità e della burocrazia. Non mancherà un'analisi del rapporto tra agricoltura ed energie rinnovabili, che dopo una forte spinta iniziale, anche a causa dei prezzi agricoli, manifesta qualche problema. Altri temi trattati riguarderanno i problemi legati al territorio.
Sono
nati a dualchi ma lo stato civile li ha registrati nell'anagrafe di borore -
tito giuseppe tola ( da "Nuova Sardegna, La"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è un muro di gomma che assorbe ma non risolve i problemi. In questo caso lo farà il tempo. La vicenda burocratica sta creando difficoltà di ogni tipo. L'identità di un cittadino, oltre che da nome, cognome e luogo di residenza, e costituita anche da data e luogo di nascita.
Fannulloni
in provincia, i sindacati insorgono
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per garantire il miglior funzionamento della Provincia e di tutti gli enti pubblici - concludono - è necessario capire dove sono stati riscontrati i problemi e le difficoltà e quando sono provocati da eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dal comportamento dei lavoratori".
La
burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'abs
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: iter è ancora fermo La burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'Abs Il nuovo progetto anti-fumi da 17 milioni di euro è fermo da mesi in attesa dell'autorizzazione L'investimento deciso per ridurre l'inquinamento POZZUOLO. Un nuovo impianto fumi da 17 milioni di euro fermo da mesi in magazzino in attesa di autorizzazione: è l'ennesimo ostacolo burocratico che Abs,
<Una
vicenda assurda, occorre buonsenso>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Purtroppo capisco che la burocrazia a volte va contro la logica delle cose ma, se si riuscisse a superare questi limiti normativi, sarebbe un bene per tutti. Ho dato mandato al nostro ufficio legale ? aggiunge il sindaco ?, affinché trovi un sistema per risolvere la questione, che a mio avviso sfiora l'assurdità.
INDAGINI
in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E quando si parla di denaro, la carta non è solo burocrazia inutile, ma anche un sistema anti-riciclaggio, basato su comunicazioni agli enti di controllo, che impedisce sostanzialmente che ingenti somme di denaro 'emigrino' nel mondo senza alcuna traccia, come appunto sarebbe avvenuto verso San Marino.
Non
c'è solo il caro gasolio ( da "Nuova Sardegna, La"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assenza di contributi per cambiare le reti e alla troppa burocrazia che ci costringe a bussare troppe volte per il rilascio dei documenti delle dotazioni di bordo". Continua la protesta quindi, nessuna delle oltre trenta imbarcazioni dello strascico e della piccola pesca ha preso il largo, in quest'ultima settimana mentre nelle pescherie, si danno fondo alle ultime scorte dei frigo.
Un
potere enorme sulle famiglie, con pochi controlli
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e che deve andare oltre la mera burocrazia". Quel che l'avvocato Roveda non racconta è la lunga battaglia che ha condotto per permettere ai genitori di Carlo Raimondi Cominesi - che due anni fa uccise la moglie - di vedere la nipotina. Battaglia vinta a colpi di ricorsi e carte bollate, contro la fredda burocrazia di chi voleva scaricare sui genitori le colpe dei figli.
I
sindaci disertano l'assemblea sui problemi del sistema sanitario
( da "Tirreno,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che andavano infrangendosi nel guazzabuglio della burocrazia e della generalizzata indisponibilità di posti letto per terapia intensiva. Avrebbero appreso dai diretti interessati della totale assenza di chiarimenti in cui viene mantenuto il personale di ostetricia, che a quasi un anno e mezzo di distanza dalla decisione di riorganizzare il punto nascita,
Berlusconi:
meno tasse se pagano tutti ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". E sulle tasse dice: "Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione fiscale". Il presidente del Consiglio cita alcuni dati: "Dobbiamo continuare la lotta all'evasione se è vero che ci sono 100 miliardi di euro in meno nelle casse dello
Sorpresa:
il comune riapre in anticipo il tunnel
( da "Nuova
Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: messa di mezzo la burocrazia e un inutile ricorso che ci ha fatto perdere tempo prezioso. Ma credo sia già molto evidente che la Provincia abbia superato la sua prima fase di assetto. Ora è passata a una politica del fare. Questo nostro intervento su strade vitali per la città è un primo segnale di rottura con una politica viaria poco attenta che per anni si è trascinata avanti"
Spiritu
santu, la strada fantasma i lavori inizieranno entro l'estate
( da "Nuova
Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i lavori per creare la viabilità alternativa inciampano tra i lacci della burocrazia. L'estate carica di turisti si affaccia. Ma i tempi per completare la via che sembra smarrita si dilatano all'infinito tra contestazioni, procedure discutibili e sgambetti istituzionali tra Comune e Provincia. Una lotta con poco fair play che sembra essere arrivata a un punto di svolta.
La
caritas fa spazio ai nuovi poveri
( da "Tirreno,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutto è fermo riguardo al vecchio progetto di una casa per senza fissa dimora, che vescovo e sindaco di Grosseto cullano da tempo "senza essere riusciti a sbloccare le pastoie della burocrazia, la quale impedisce di acquisire terreni dietro villa Pizzetti. Siamo allo stallo - dice Agostinelli - e non per mancanza di volontà, ma perché siamo legati". Elisabetta Giorgi.
L'eredità
dei Rosselli: libertà e democrazia
( da "Unita,
L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: statalismo fascista e alla creazione in Italia di una forte burocrazia statale e parastatale ed è invece favorevole a un'economia a due settori che favorisca l'iniziativa privata ma riservi allo Stato quelle industrie che abbiano una forte attinenza ai settori cruciali e pubblici dell'economia. Fondamentale nella sua ispirazione è il tema delle autonomie locali e del federalismo all'
La
burocrazia blocca i lavoriQuinto "assedia" Tursi
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Donate
le carrozzine snobbate dall'ass ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pubblico non è in grado di attuare a causa della burocrazia. Nel frattempo le famiglie attendono, patendo per delle situazioni che necessitano di una risposta celere. Rimuovere le barriere non è fare la carità ma promuovere un diritto". Concetto sottolineato anche dal neopresidente della consulta regionale disabili Mario Brancati: "Una città accessibile non serve solo ai disabili,
"distruggiamo
la camorra" ma il paese sta a guardare - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E questo significa che la nostra agricoltura ha costi maggiori che nel resto d'Italia. Noi collaboriamo, ma non ci lasciate soli". Veltroni annuisce. "Ci vogliono interventi incisivi e veloci da parte dello Stato - avverte il leader del Pd - le pallottole vanno più veloci della burocrazia".
Santini
(fi) bartelloni, non ti capisco ( da "Tirreno, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dico tutta, la storia di FI gronda di libertà, di difesa dei diritti collettivi e dei singoli, e ha come valore principale la gestione della cosa pubblica in senso aperto e più vicino ai cittadini, cercando di abolire tutti i lacci della burocrazia. Caro Giuseppe, questa volta mi resta difficile comprenderti".
Veltroni
a casal di principe sfida la camorra "è una guerra che non ammette
armistizi" - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le pallottole corrono più della burocrazia" DARIO DEL PORTO dal nostro inviato Casal di principe -"Qui c'è una guerra che non ammette armistizi e deve essere vinta dallo Stato": nella Casal di Principe ferita dall'offensiva scatenata dalla camorra, Walter Veltroni chiama alla ribellione contro le cosche e mette in campo un pacchetto di misure straordinarie che,
Domani
si insedia Innerbichler ( da "Corriere Alto Adige"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da due anni è anche sindaco di Campo Tures: "Ho cercato di gestire l'ente come se fosse un'azienda, risparmiano nelle tasse e nelle imposte a favore della popolazione. Mi batterò con il Wirtschaftsring per ridurre la burocrazia e ridurre le tasse, a patto che il mondo economico rimanga unito". Artigiano Helmuth Innerbichler è anche sindaco di Campo Tures.
Berlusconi:
meno tasse se pagano tutti ( da "Libertà"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?
PERUGIA
- Per la scienza medica sarebbe un caso da studiare; per la burocrazia un
errore o, ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la burocrazia un errore o, peggio, un tentativo di truffa ai danni dello Stato; per la giustizia invece è l'assurdo in aula. Intanto per la realtà è la triste storia di Romolo Marini, un anziano invalido settantenne, cui l'Inail intende abbassare la percentuale d'inabilità permanente, con conseguente riduzione dell'ammontare dell'
Malati
di burocrazia ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un
mese dopo nuova chiamata; questa volta per una valutazione di tutti gli
infortuni. E la s ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per sostenere due cause di lavoro ho speso 5 mila euro (il costo della burocrazia, ndr), cioè quasi cinque mesi di stipendio. Ho dovuto fare tutto da sola perché il sindacato a cui sono iscritta, la Cisl, mi ha detto che il patrocinio non me lo davano perchè la causa era difficile. Cioè che avrei perso. E' successo, ma chi deve tutelare i lavoratori?
PERUGIA
- A volte, per battere la burocrazia basta poco. E quel poco promette di averlo
scovato la P ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Polo
tecnologico: <Non aspettiamo più>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia sta mettendo a repentaglio un'iniziativa importantissima, vanificando l'impegno profuso dai parlamentari e delle istituzioni locali: non credo ci siano molti altri esempi di progetti rimodulati per ben due volte dal Cipe, per non lasciarli fallire".
GUBBIO
Tutto sospeso, slitta ancora l'avvio dei lavori per la nuova strada stata
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attenzione difronte alle pastoie infinite della burocrazia e all'impietoso dilagare dei tempi. La gara d'appalto per complessivi 15.775.701 euro, espletata il 13 maggio scorso, adesso fa i conti con le anomalie dovute all'eccesso di ribasso riscontrate dalla commissione nelle offerte presentate dalle imprese Castaldo Srl, Brunelli Costruzioni Sas-Gmg Costruzioni Srl,
Curto:
<Resto in An e faccio il sindaco>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sia sui rapporti con la burocrazia, sia sulle varie emergenze. Un decisionista ". Senatore Curto, una domanda un più personale, sui retroscena della sua vicenda recente. Non tutti, nel suo partito e nel centrodestra, sono stati davvero solidali con lei. Anzi. "Non c'è dubbio che quando accadono cose come quella che mi ha colpito,
LE
SOLUZIONI PER LA CITTÀ ( da "Corriere della Sera"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ausilio della burocrazia e degli esperti di statistica di quel che va, di cosa manca, di come dovrebbe essere una metropoli che si è ormai lasciata alle spalle la sua antica identità e sta interrogandosi su quanto l'attende nel terzo millennio. Non spetta a noi far notare il successo dell'iniziativa: diremo soltanto che venerdì a Bruzzano c'
<Misure
straordinarie anti clan> ( da "Corriere della Sera"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sollecitata anche la creazione una agenzia che si occupi rapidamente della confisca e del riutilizzo dei beni sequestrati ai clan. "In queste cose - ha detto il leader del Pd- bisogna oltrepassare la burocrazia e giungere velocemente a risultati decisivi". F. B.
Mancato
invito, è polemica fra Medici e Alemanno
( da "Corriere
della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un ritardo che Alemanno ha così commentato: "Quest'opera era ferma da 7 mesi per una questione burocrazia: queste cose non devono più succedere. Oggi, però, sono orgoglioso di consegnare questo sottopasso alla città". Ma ad accendere la polemica è stata una questione di inviti tra il presidente del X Municipio Sandro Medici e il Campidoglio.
Berlusconi:
meno tasse se pagano tutti ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". E grazie anche ai tagli della spesa e alla lotta all'evasione si potranno ridurre le tasse. E lo slogan del premier è "pagare tutti, pagare di meno". Per l'Alitalia, lui pensa a un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'
Siamo
all'avanguardia grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: vero freno alla nostra crescita dimensionale e di fatturato viene dalle infrastrutture e la burocrazia ci opprime frustrando la voglia di osare Tra i dipendenti ci sono senso di appartenenza e sana competizione: siamo un team coeso "Siamo all'avanguardia grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra" Parla il presidente della Metalinox azienda di Fiumicello nata nel 1981 " " UDINE.
Servizio
di vigilanza: convenzione a rischio
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inoltre il peso della burocrazia fa rimpiangere la situazione precedente alla stipula del documento. La convenzione, d'altra parte, prevede alcune clausole piuttosto pesanti per chi decide di recedere dall'accordo. "Abbiamo già dato mandato al gruppo dei segretari comunali - informa il primo cittadino di Bicinicco - di studiare adeguate modifiche alla convenzione,
L'economia
ha smesso di crescere ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pascolo: burocrazia inefficiente L'ASSEMBLEA DEGLI ARTIGIANI di STEFANO POLZOT Fuori il cielo è plumbeo, ma anche dentro la sala congressi della Fiera il sole non splende. A gelare l'assemblea dei delegati della Confartigianato, ieri pomeriggio, il presidente della Camera di commercio, Giovanni Pavan.
Slitta
l'installazione delle telecamere ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma evidentemente la burocrazia in Italia non accenna a diminuire. L'iter prevede diversi permessi, un mucchio di richieste e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente l'allarme sicurezza è rientrato, ma noi intendiamo procedere comunque in tal senso, per evitare che quanto avvenuto nei mesi scorsi in paese si possa ripetere".
Sul
grattacielo degli abusivi pioggia di sequestri in arrivo
( da "Giornale.it,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il sospetto è che molti di loro subaffittino l'appartamento a connazionali clandestini: in questo suk di burocrazia, tra disperazione e illegalità, nei prossimi giorni potrebbe calare la mannaia della nuova legge, con sequestri a pioggia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Un'agenzia
regionale per aiutare le adozioni
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in cerca di una guida che li orienti nel dedalo della burocrazia internazionale. Argomenti su cui, nei giorni scorsi, il vice presidente della Regione Liguria Massimiliano Costa, con delega ai servizi sociali, aveva favorito l'incontro tra il presidente del Tribunale dei minori di Genova, Adriano Sansa e le Consulte regionali per la famiglia e per il Terzo Settore.
Beffato
e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in Inghilterra
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Opinioni Pagina 317 Come la cattiva burocrazia vanifica Master and Back Beffato e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in Inghilterra Come la cattiva burocrazia vanifica Master and Back --> Dopo essermi laureato in Chimica a Cagliari nel 2003, ho studiato per un dottorato di ricerca all'Università di Nottingham.
Ecofridge
e Legler, l'ora delle decisioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA FATALE Anche se i vertici aziendali non si vogliono arrendere e se la prendono con la burocrazia, che gli ha impedito di fatto di dare speranze ad una quarantina di giovani. Il Ministero per lo Sviluppo ha infatti voluto revocare i finanziamenti concessi nell'ambito del Contratto d'Area a causa dei ritardi nella realizzazione dello stabilimento.
Una
valanga di operazioni illecite con la mediazione della camorra
( da "Gazzettino,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.
Benedetti
tra convivenza e immigrazione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia correlata, intesa come pretesto per impedire la libertà di movimento. Un'insieme di situazioni da cui traspariva un unanime messaggio: "anche se non ci è dato il potere di disarmare gli eserciti, abbiamo la possibilità di disarmare la cultura ed il mondo, a partire proprio da noi stessi, dalle nostre menti,
Fontanini,
replica di un film già ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dai comportamenti dei lavoratori.E allora, il Presidente Fontanini faccia una cosa un po' più semplice e dimostri di voler fare veramente sul serio: apra un tavolo di discussione con tutte le Parti sociali (comprese quelle datoriali) della provincia di Udine interessate al buon funzionamento della Amministrazione,
La
"battaglia" della profuga fiumana che la burocrazia vuole
extracomunitaria ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'INCHIESTA
SI ALLARGA: DOPO PIANURA RIFLETTORI PUNTATI SU VILLARICCA. DISPOSTA UNA
MAXIPERIZIA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.
LEANDRO
DEL GAUDIO C'è LA MEDIAZIONE DELLA CAMORRA NEGLI ANNI DEGLI SVERSAMENTI TOSSICI
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.
MADDALONI,
TORNA ANTENNA SELVAGGIA ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le ragioni della burocrazia e dell'indolenza politica sono più forti della argomentazioni della scienza applicata. Molto lavoro per nulla. Sul contenimento, il controllo e la regolamentazione dell'inquinamento elettromagnetico, Maddaloni ha voluto una campagna scientifica d'avanguardia: alla fine, rivelatasi costosa e pure inutile.
NORME
ANTICAMORRA NEL DECRETO SICUREZZA
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia", spiega Veltroni che porterà al ministro degli Interni Roberto Maroni le proposte emerse dalla giornata casertana. Il leader del Pd, che trascorrerà il pomeriggio a Casal di Principe, arriva in provincia di Caserta per testimoniare la solidarietà del partito a una terra al centro di un'offensiva della camorra che sta insanguinando il territorio con vendette trasversali
RIFIUTI
TOSSICI, COSì I CLAN GESTIVANO IL BUSINESS
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.
CASALNUOVO,
CHIUSI ANCHE QUATTRO CHIOSCHI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in tempi da record per la nostra macchinosa burocrazia, di una cancellata con cui gli abusivi avevano chiuso uno dei rioni della grande speculazione edilizia, scoperta l'anno scorso dai carabinieri. Nel frattempo l'ufficio urbanistico, retto da un nuovo dirigente esterno nominato dai prefetti, tiene pronto un piano per sveltire le demolizioni di tutti gli edifici sequestrati nell'
Ditta
ferma da mesi per una spina ( da "Provincia di Como, La"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mariano: burocrazia enel Ditta ferma da mesi per una spina marianoC'è già l'insegna, ma la serranda resta abbassata. La nuova carrozzeria di Stefano Manenti, otto dipendenti, da due mesi è ferma: aspetta inutilmente un intervento di Enel Energia per l'adeguamento dell'impianto elettrico.
La
scheda ( da "Provincia di Como, La"
del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tra burocrazia, tempi di attesa infiniti, iter complessi e farraginosi è iniziato con il caso clamoroso del rinnovo della patente di guida. L'inchiesta pubblicata ieri ha infatti rivelato come spesso siano necessari tre, quattro mesi per ottenere da Roma il tagliando adesivo da applicare sul documento.
L'
orologio senza lancette del burocrate
( da "Provincia
di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: protestare o rassegnarsi, ma alla fine, nel rapporto fra cittadino e burocrazia finisce sempre per porsi la questione fondamentale: quella del tempo. Il problema vero, quello che rende questo rapporto così insoddisfacente, tormentato, talvolta allucinante, è che il tempo della burocrazia non è quello del cittadino comune.
L'allacciamento
Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta chiusa
( da "Provincia
di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Paradossi della Burocrazia L'allacciamento Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta chiusa Esasperato il titolare che, con otto dipendenti, aspetta inutilmente da due mesi C'è già perfino l'insegna. Ma la serranda resta tristemente abbassata. Stefano Manenti non vedeva l'ora di mettersi al lavoro nella sua nuovissima carrozzeria,
Regole
nautiche per l'immigrazione clandestina (m.schiani@laprovincia.it)
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 08-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: volontà e la forza delle braccia vengono spesso considerati prevalenti sulla burocrazia. Chi si attiene con rigore all'una o all'altra delle due visioni difficilmente metterà in discussione il proprio atteggiamento nei confronti dei clandestini. L'ironia del tutto sta nel fatto che, ovviamente, i concetti stessi di "nave" e "porto" sono indissolubilmente necessari l'uno all'altro.
( da "Stampa, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUNO. DAVANTI AL
RISPARMIONE Il centro commerciale costruisce la rotonda Cambia la viabilità
sulla strada regionale 229, tra Suno e Cressa, con la costruzione di una grande
rotatoria davanti al centro commerciale Risparmione. L'intervento è iniziato
nei giorni scorsi e finora è proceduto a rilento perchè ostacolato dalla
pioggia. A fare realizzare l'opera è la società proprietaria del centro
commerciale, la "Corolla spa". Da anni tra il Comune di Suno e la
società erano state avviate delle trattative per trovare una soluzione ad uno
degli snodi più importanti della strada regionale del lago d'Orta, dato
l'intenso afflusso di veicoli che ogni giorno va al Risparmione. L'accordo
definitivo è stato siglato nel 2007 ed è stato approvato nel novembre scorso:
la società si faceva carico della costruzione della infrastruttura stradale. In
questi giorni l'impresa, la De Giuliani di Cressa, ha iniziato i lavori, che
non prevedono solamente la costruzione della grande rotonda, che renderà più
sicuro il tratto di strada, ma anche modifiche all'acquedotto, il potenziamento
dell'illuminazione e alcune variazioni nell'area ora adibita a parcheggio. La
storia della rotonda risale a circa quindici anni fa, quando la Corolla chiese
l'autorizzazione per un ampliamento del centro commerciale. In cambio
l'amministrazione comunale di Suno dell'epoca rispose che
era possibile a patto di costruire una rotatoria per regolare il traffico. A
complicare le cose è intervenuta la burocrazia e le
richieste di modifiche al progetto sono state tante e tali da fare trascorrere
gli anni e indurre alla fine la società a ritirare il progetto di ampliamento
del centro commerciale.
( da "Trentino" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
In mostra c'è la
realtà di un settore sempre più vitale CLES. Tanti banchieri e molti politici
l'altra sera all'apertura della mostra dell'Artigianato in valle di Non al
Centro Sportivo di Cles. A tagliare il nastro tricolore, con lo sfondo delle
note dell'Inno di Mameli suonato dalla banda della Terza Sponda Anaune, è stata
la presidente FranÇoise Chini. "L'ultima mostra della mia gestione, per
questo mi commuovo" - ha esordito la Chini che dopo otto anni al vertice
degli artigiani nonesi ad inizio 2009 passerà la mano. Poi ha snocciolato le
cifre dell'artigianato valligiano con 1200 imprese (cresciute di cento unità in
questi ultimi anni) e oltre 3000 addetti. Un intervento orgoglioso e d'attacco
con nel mirino la burocrazia pubblica, le tasse e la rivendicazione del ruolo che le piccole
aziende radicate sul territorio hanno nella valle e nel Trentino per reggere la
sfida della globalizzazione. "La delocalizazzione per noi non esiste ma
quando succede alla grande industria la salvezza è l'artigianato" - ha concluso
ricordando la chiusura della Lange di Mollaro e la crisi occupazionale
parzialmente salvata dall'impresa artigiana"Ghezzi Chiodi" di
Tuenno. Elogio della micro impresa anche da Denicolò che ha parlato di
"giardinaggio economico": far crescere tante piccole imprese che
insieme formano una rete ed una realtà che s'integra e che si sostiene
reciprocamente. "E' l'unica via praticabile per la stabilizzazione
economica del territorio: la politica ci deve capire ed aiutare" - ha
concluso. Concetti ripresi da Ghirardini e dall'assessore provinciale Panizza.
Ospite privilegiato della mostra è la scuola professionale Enaip di Cles,
rappresentata dal direttore Luca Branz, che ha lodato il clima di
collaborazione tra artigianato e scuola di formazione professionale, ma ha
chiesto un passo in avanti per rafforzare le qualifiche dei ragazzi che dalla
scuola entrano nel mondo del lavoro. Oggi la mostra rimarrà aperta fino alle 22
con in vetrina 57 artigiani e una serie di stand gastronomici. (g.e.).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGRICOLTURA
Finalmente un ministro padano Da agricoltore e responsabile provinciale
all'agricoltura della Lega Nord la soddisfazione è grande ad avere un ministro
Padano all'agricoltura. Ed è un grande segnale per l'agricoltura, visto che in
questo ultimo periodo il settore agricolo è tornato al centro dell'economia.
Nel giro di due anni si è passati da un mercato mondiale dominato dalle
eccedenze a una situazione di penuria con l'aggravante che la situazione non è
di carattere congiunturale ma strutturale. Avere un ministro all'agricoltura
Padano significa difendere la propria identità, recuperare il rapporto con la
storia e la propria terra contro una globalizzazione alimentare senza regole,
favorendo prodotti locali. Non bisogna dimenticare la crisi a livello mondiale
che non vuol dire solo l'aumento dei prezzi del pane o del risotto, ma che per migliaia
di uomini donne e bambini che vivono con a disposizione meno di un dollaro al
giorno la conseguenza è morire di fame o ingrossare il fiume di persone che
emigrano verso gli stati più ricchi. Nella campagna elettorale da poco conclusa
ho avuto il piacere di conoscere molti agricoltori mantovani e oltre ad un voto
operaio sono convinto anche di un grande consenso da parte degli agricoltori al
quale va il mio personale ringraziamento, ringrazio il presidente della
Confagricoltura e gli associati per averci dato la opportunità di spiegare il
nostro programma e di èssere stati giudicati in merito alle nostre proposte e
non al colore della camicia. Durante i numerosi incontri oltre alle
problematiche dei vari settori due frasi mi sentivo ripetere, una era che
"voi della Lega ascoltate solo i cobas". La Lega Nord ascolta tutti
quelli che vogliono parlare seriamente. Sicuramente cercheremo di lavorare
nell'interesse di tutti anche di quelle persone che giudicano i leghisti dei
volgari barbari razzisti vestiti di verde. Altra frase "i politici non
parlano di agricoltura". Su questa frase dovremmo tutti farci un esame
personale, partendo da una semplice domanda, perché a capo della Confindustria
unica associazione imprenditoriale industriale il loro presidente è la signora
Emma Mercegalia industriale. Mentre in agricoltura ugualmente una realtà
imprenditoriale non abbiamo una unica associazione ma siamo divisi da ideologia
politica e al vertice abbiamo dei presidenti che non sono agricoltori? Altra
situazione da esaminare che alcuni mesi fa in occasione della visita in Italia
della commissaria europea, la sig. Fischer Boel, le organizzazioni di categoria
non sono riuscite a presentare un documento unico sulle quote latte ma ogni
sindacato aveva un proprio documento. Al contrario poche settimane fa ad un
convegno a Firenze alla sig. Fischer è stato consegnato un testo comune sulla
verifica della PAC firmato da ben 11 sigle sindacali: Cia, Confagricoltura e
Copagri, Federalimentari, Confindustria le 4 organizzazioni della cooperazione
Fedagri - Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital, Ascat Unci,
nonchè le 3 federazioni dei sindacati dei lavoratori agricoli e agroalimentare
Fai- Cisl, Flai Cgil e Uila-Uil. La domanda è perché sulle nostre quote latte dopo
25 anni non si riesce a scrivere un documento comune mentre sul fiume di euro
della PAC questi signori trovano un punto di accordo? Vorrei ricordare che il
peso di questo documento non è dato dal numero dei presidenti firmatari ma dal
peso economico che rappresentano un peso realizzato dal lavoro di agricoltori e
operai. Se gli agricoltori Padani iniziassero a valorizzare il peso della
nostra agricoltura, non solo basandosi sulle dimensioni della propria azienda
agricola, ma facendo gioco di squadra di tutta la Padania con una sola voce che
rappresenti i sei miliardi di euro di fatturato della agricoltura Padana. Così
facendo faremo impallidire tutte quelle persone dai grossisti a dirigenti delle
grosse catene di distribuzione. Diventeremo padroni della
nostra politica agraria e detteremo noi il prezzo dei nostri prodotti,non
saremo più schiavi del bastone della burocrazia e la
carotina dei contributi comunitari gestiti dai poteri forti. Edi Scaini
Responsabile provinciale all'agricoltura Lega Nord NOI E LO STATO Sotto la
legge la libertà Sub lege libertas: è questo il motto (in latino) della nostra
Polizia di Stato. Tranquillizzato, oltre che dagli agenti che vigilano
sulla nostra sicurezza, lo sono anche per il significato del motto stesso che,
tradotto in italiano, suona: sotto la legge la libertà. All'art. 3 della
Costituzione Italiana, leggo però che tutti i cittadini...sono eguali davanti
alla legge.... Di certo il legislatore ha sviscerato da ogni punto di vista,
quello linguistico compreso, il rapporto del cittadino con la legge, ma, visto
che alla legge dobbiamo obbedire, e che si obbedisce a qualcosa o a qualcuno
che ci è superiore, penso che tale rapporto risulterebbe più chiaro se, al
sopra-citato art. 3, trovassimo scritto: Tutti i cittadini...sono uguali sotto
la legge.... Gianfranco Mortoni SOLIDARIETA' Grazie all'UNCI per il contributo
L'Associazione "...con vista sul mondo onlus" desidera ringraziare
pubblicamente l'U.N.C.I. sezione provinciale di Mantova nella persona del suo
presidente e tutti gli associati per aver voluto esprimere la propria
solidarietà e vicinanza concreta nei confronti del Progetto Kobe a Bukavu in
Congo. Questa associazione, insieme alla OnGlocale SUD - KIVU MSAADA, si
propone: di sostenere l'acquisto di un centro medico per evitare che l'area
sulla quale sorge l'ospedale venga venduta e consentire quindi di ampliare le
possibilità di intervento in questa zona colpita da gravi malattie endemiche
infettive (malaria, colera, tbc, poliomelite,...); di formare il personale locale;
di inviare medicinali e strumenti medicali; di costituire un centro
nutrizionale supplementare per bambini denutriti; di prevenire le patologie
materne infantili. Crediamo doveroso esprimere la nostra riconoscenza
pubblicamente, sicuri che si tratta di un gesto che esprime quei sentimenti di
carità di cui il Vangelo ci fa portatori. Renato Bottura Daniele Benedini
Associazione "... con vista sul mondo onlus" IMPRESE Tutti i meriti
del governo Prodi Le politiche a favore delle Piccole e medie imprese sono
strategiche per lo sviluppo dell'economia nazionale. Sono anche un tratto della
questione politica del Nord. Rileviamo che l'ex Governo Prodi aveva stanziato
nel suo secondo e ultimo anno di vita un fondo per le PIM di circa 300 milioni
di euro; oltre all'organico e sistematico programma Industria 2015.
Finanziamenti e non parole. Considerazioni sul ruolo di queste imprese e non
promesse. Ma leggo che alla Camera dei deputati il primo atto del Governo
Berlusconi è stato quello di dirottare questo fondo a ricapitalizzare
l'Alitalia. Non voglio parlare dell'Alitalia ma solo sottolineare e ricordare
ai nostri imprenditori, anche mantovani che questa è la considerazione e la
politica d'investimento sulle Pim di Berlusconi. Vedremo più avanti e staremo
attenti e favorevoli a ripensamenti. Speriamo che questo governo rispetti
almeno le rettifiche agli studi di settore sulle Pim, che Prodi aveva
concordato con le associazioni di categoria, per agevolare fiscalmente
artigiani e piccole imprese. Intanto i carburanti salgono di prezzo e così
aumentano i costi di produzione e le entrate fiscali per Berlusconi. Ruggero
Ruggeri.
( da "Trentino" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il premier ai
giovani industriali: per pagare meno tasse bisogna che le paghino tutti. E sul
nucleare conferma: è una necessità Intercettazioni, stretta di Berlusconi
Autorizzate solo per mafia e terrorismo, 5 anni di carcere per chi sgarra Lieve
indisposizione del Cavaliere, ma si è subito ripreso DALL'INVIATA ANTONELLA
FANTò SANTA MARGHERITA. Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani
imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono
con una ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante,
brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene
molto a marcare di essere il loro presidente del consiglio, il premier degli
imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro
organizzazione e Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che
l'esecutivo possa tramutarli in legge". Un clima da "luna di
miele" che il Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un
sondaggio che gli dà il 65% dei consensi. Anche lui, come quasi tutti gli
industriali prima, non pronuncia mai la parola "lavoratori",
sostituendola con il sostantivo "sindacati", colpevoli di quasi tutte
le macerie che si trovano nel paese. Berlusconi annuncia di aver messo a punto
una norma che sarà varata dal consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la
quale si commina una condanna a 5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica
intercettazioni telefoniche. Sarà un "divieto assoluto", ha spiegato
Berlusconi: le intercettazioni potranno essere eseguite e utilizzate solo nelle
indagini sul terrorismo e sulla criminalità organizzata, cioè mafia. Solo
sanzioni pecuniarie per gli editori. In altre parole, chi ha il capitale paga
una multa, gli altri finiscono in galera. Berlusconi vuole continuare ad avere
vicino gente che ha grandi aspettative dal suo governo e già si preoccupa:
"Se vi deludo, che cosa succederà?", chiede retoricamente agli
industriali, ma poi ostenta sicurezza nel futuro e nel successo. Il Cavaliere
snocciola tutti gli argomenti cari agli imprenditori accarezzando la platea.
Fare le centrali nucleari è "una necessità" e bisogna farle di corsa
perchè trenta anni fa (subito prima di Chernobyl, n.d.r.) si è persa l'occasione
per colpa della sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il premier
aveva confessato ad un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del
petrolio. Entro luglio sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade
di Napoli, perchè il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro
che protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda che
nelle discariche, attraverso la camorra, il nord ha mandato i rifiuti nocivi
delle industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia
il 50% di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è semplice:
"Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate,
eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di
casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi
di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di
bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?".
Quanto alle tasse per ridurre "bisogna che le paghino tutti". Dunque:
avanti con la lotta all'evasione fiscale. Il governo ha un buon rapporto con
l'opposizione "perchè il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i
verdi" rende molto più ragionevole il Pd. In fin dei conti si è realizzato
il suo sogno e quello di Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il
nostro paese abbia un rigurgito di razzismo, nessun problema.
"Martedì" annuncia Berlusconi "il Parlamento europeo prenderà
nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre,
consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare fino a 18 mesi
nei centri di accoglienza". Alla fine, ancora una complicità: "Tanti
auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che cosa è il rischio.
Vedete, io sono uno di voi". Applausi. Per fare una battuta aveva
esordito: "Quando incontrate uno della mia età, non gli dite: "ti
trovo bene" perchè non gli farà piacere". Non è stata una battuta
felice. Subito dopo il discorso, Berlusconi si accascia, accusando un lieve
malore.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia pag. 29
Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni:
ma anche burocrazia da semplificare La delusione del vicepresidente della Provincia,
Peli, per lo stop all'autostrada della Valtrompia Lazzati: nucleare e
infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da
semplificare.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE ASSISE DEI DIRIGENTI.
Agli Artigianelli l'annuale appuntamento con dirigenti nazionali e locali.
Ospiti Bettoni (Cdc) e Peli (Provincia) "Così Brescia può competere"
di Andrea Podestani Vincere la battaglia dell'internazionalizzazione "a
tutti i costi", per uscire dalla crisi del mercato interno e rilanciare
sempre più l'impresa bresciana oltre confine. Una strategia vincente,
prospettata ieri mattina dal presidente della Camera di commercio di Brescia,
Francesco Bettoni, durante l'assemblea annuale di Federmanager Brescia,
all'istituto Artigianelli: un incontro che ha radunato più di 50 professionisti
e al quale hanno partecipato anche il vicepresidente della Provincia, Aristide
Peli, il presidente nazionale di Federmanager Edoardo Lazzati e quello
bresciano, Elsa Giuni. Autorità amministrative ed economiche concordi con i
vertici dell'associazione su un punto sostanziale: "Il rilancio
dell'economia locale deve seguire la strada dell'internazionalizzazione delle
imprese - come sintetizzato da Bettoni - senza trascurare l'attenzione verso il
rinnovamento infrastrutturale in Provincia". Un tema particolarmente caro
ad Aristide Peli, che da vicepresidente con delega ai Lavori pubblici non ha
potuto che constatare con amarezza la recente decisione del Tar di bloccare i
lavori per il raccordo autostradale di collegamento tra la A4, Ospitaletto,
Sarezzo e Lumezzane, ossia l'autostrada della Valtrompia: "Un progetto che
ha più o meno la mia età - ha commentato ironicamente Peli - e che è ancora
fermo". Una decisione discutibile, visto che "per rilanciare
l'economia e il mercato del lavoro - secondo Peli - è fondamentale puntare
sulla qualità, sulle competenze dei professionsiti senza tralasciare lo
sviluppo della provincia e del suo territorio". Uno sviluppo da attuare
anche a livello nazionale, per Edoardo Lazzati: "Nucleare e infrastrutture
sono le le linee guida da seguire per il rilancio del Paese - ha sottolineato
-, da avviare puntando su una collaborazione più stretta tra dirigenti e
politica, evitando le generalizzazioni che vedrebbero nei manager un'ulteriore
casta privilegiata". Infrastrutture da migliorare ma
anche burocrazia da semplificare, per Bettoni, "visto che l'eccesso di
leggi, 220 mila in Italia, ha portato a complicare ogni procedimento
burocratico", riflettendosi anche sulla "qualità di vita" delle
imprese bresciane, "la cui crescita nel primo semestre del 2008 - per
Bettoni - è apparsa in calo rispetto allo stesso periodo del 2007, ferma
allo 0,4% contro il +2,7% dell'anno precedente". L'assemblea dell'associazione
- nella quale è stato approvato il bilancio annuale, chiuso in positivo per 170
euro - ha visto anche la premiazione di 4 soci iscritti da 40 anni: i premiati
sono Carlo Fantoni, Alessandro Miscia, Angelo Valcamonico e Antonio Zanella.
( da "Provincia di Cremona, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
8 giugno 2008 Benvenuto P.Review srl Al centro dell'appuntamento ci saranno
anche i timori legati alla riforma Ue Latte e suinicoltura: le emergenze di
Ildebrando Bonacini CREMONA ? L'argomento del momento alla prossima assemblea
della Libera di sabato prossimo sarà certamente la crisi dei prezzi delle principali
produzioni della zootecnia cremonese: latte e suini. Per il latte in settimana
è previsto un incontro con Assolatte e ad oggi non sappiamo come potrà
svilupparsi, per i suini la crisi dura ormai da più di un anno ed i produttori
sono esasperati. La cerealicoltura sta vivendo un momento di serenità dopo anni
e anni di crisi dei prezzi e di ribasso dei mercati. Tuttavia è minata da un
esagerato incremento dei costi di produzione, dovuti al balzo del petrolio e
del costo della mano d'opera. La cosa che più colpisce è che la crisi della
zootecnia avviene in un momento in cui vi è una forte richiesta di prodotti
alimentari, e più in generale di tutte le materie prime. E' evidente allora che
sono in atto speculazioni sulla pelle dei produttori. In ogni caso la Libera
non intende subire passivamente questa situazione e, con i suoi dirigenti, sta
cercando di studiare soluzioni in grado di poter sollevare le sorti dei
produttori. Si va da manifestazioni di protesta e azioni di forza, come nel
caso del latte, a proposte di intervento sui mercati, come si sta cercando di
fare nel settore dei suini. Certamente sono strade accidentate e di non facile
percorrenza. Ma provarci è d'obbligo. Sabato una parte importante verrà
riservata alla riforma della Pac, anche con l'intervento del presidente
confederale Vecchioni. Le proposte circolate fanno paura, sia nel settore del
latte, con la fine ormai decretata del regime delle quote latte nel 2015, con
un incremento di quota del 2% l'anno prossimo e poi del'1% l'anno, ma anche per
i seminativi. Si prospettano tagli draconiani alle integrazioni dei produttori
professionali. Si vuole passare gradualmente da una modulazione del 5% ad un
livello del 13%; attuando anche l'introduzione di tetti massimi alle
integrazioni superiori a centomila euro, e l'ulteriore
trasferimento di risorse allo sviluppo rurale con un aumento della
condizionalità e della burocrazia. Non mancherà un'analisi del rapporto tra agricoltura ed energie
rinnovabili, che dopo una forte spinta iniziale, anche a causa dei prezzi
agricoli, manifesta qualche problema. Altri temi trattati riguarderanno i
problemi legati al territorio. Con particolare riferimento alle
infrastrutture, in genere connesse con la viabilità. Numerosi sono i progetti in
cantiere: dalla Paullese all'autostrada Cremona-Mantova, alle circonvallazioni
di diversi comuni, come Casalmaggiore, Robecco e Casalmorano; e ancora, la
ferrovia Viadana ? Casalmaggiore, il raddoppio del gasdotto che attraverserà
tutta la provincia, ed inoltre i piani di governo del territorio previsti dalla
nuova normativa, secondo la quale tutti i Comuni devono adeguarsi alle nuove
norme dettate dal Piano territoriale regionale. Certamente non verranno
trascurati i problemi legati alla direttiva nitrati, e quelli connessi al
finanziamento delle attività agricole con il Psr.
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sardegna Sono nati a
Dualchi ma lo stato civile li ha registrati nell'anagrafe di Borore TITO
GIUSEPPE TOLA DUALCHI. Sono nati a Dualchi, ma allo stato civile risultano nati
a Borore. Il più giovane ha 70 anni, il più anziano
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Fannulloni in
Provincia, i sindacati insorgono Dopo il giro di vite annunciato da Fontanini.
"Invece dei proclami, convochi un tavolo" Quanto influiscono sul
computo complessivo dei giorni di assenteismo dei suoi colleghi insegnanti i
giorni di distacco concessi a Pietro Fontanini per svolgere il suo mandato di
presidente della Provincia? É quello che si chiede Rino Feleppa, della Cgil-Fp,
all'indomani del "giro di vite" contro i "fannulloni"
annunciato dallo stesso Fontanini nell'ente che presiede. Un'affermazione,
quella del presidente leghista, che non ha tardato a scatenare la secca
reazione dei sindacati. "Il professor Fontanini - ha osservato Feleppa - è
insegnante di ruolo. Ebbene, ora che beneficia del suo legittimo diritto al
distacco per impegni politici, anche i suoi giorni di assenza andranno ad
aumentare la media di assenteismo calcolata per dipendente. Stando così le cose
- ha aggiunto -, direi che la demagogia dovrebbe restare confinata ai periodi
di campagna elettorale e non essere usata anche nella gestione del potere. E se
il presidente ritiene che in Provincia ci sia qualcosa che non va, invece dei
proclami farebbe bene ad avanzare proposte e a portarle al tavolo di confronto
con i sindacati". Dello stesso avviso Guarino Napolitano, segretario
generale Cisl-Fp Udinese e Bassa friulana, e Claudio Palmisciano, segretario
territoriale Ust-Cisl Udinese e Bassa friulana, che hanno suggerito a Fontanini
di "aprire un tavolo di discussione con tutte le parti sociali interessate
al buon funzionamento dell'amministrazione, verificare i punti di caduta
dell'attività e le loro cause e infine presentare e discutere con i sindacati
del personale un progetto di riorganizzazione capace di portare concretamente
al miglioramento della funzione dell'ente". E che l'uscita di Fontanini
non sia affatto piaciuta si capisce dal tono della loro replica. "Senza
alcuna analisi della situazione in atto - hanno commentato Napolitano e
Palmisciano - e con idee particolarmente stravaganti come l'aumento a 40 ore
settimanali dell'orario di lavoro o con la grande trovata della riduzione della
spesa e dell'aumento di produttività, il presidente dimostra di voler partire
dalla fine. Non c'è un accenno al grado di funzionamento dell'azienda
"Provincia" o alla qualità del servizio reso. Per
garantire il miglior funzionamento della Provincia e di tutti gli enti pubblici
- concludono - è necessario capire dove sono stati riscontrati i problemi e le
difficoltà e quando sono provocati da eccesso di burocrazia o da
normative inadeguate, prima ancora che dal comportamento dei lavoratori".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pozzuolo. L'azienda
ha chiesto il via libera alla Regione nel mese di marzo del 2006, ma a causa di
un palleggio di responsabilità con la Provincia l'iter è
ancora fermo La burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'Abs Il nuovo progetto
anti-fumi da 17 milioni di euro è fermo da mesi in attesa dell'autorizzazione
L'investimento deciso per ridurre l'inquinamento POZZUOLO. Un nuovo impianto
fumi da 17 milioni di euro fermo da mesi in magazzino in attesa di
autorizzazione: è l'ennesimo ostacolo burocratico che Abs, acciaieria di
Cargnacco, incontra lungo la strada imboccata per diventare, oltre che azienda
leader nella produzione dell'acciaio, stabilimento modello per sostenibilità
ambientale.La realizzazione del nuovo impianto fumi, che si aggiunge agli altri
3 già attivi nella fabbrica, è incappato in un palleggio di responsabilità fra
Regione e Provincia. Un mix di competenze non chiarite che al momento bloccano
la realizzazione del nuovo progetto. Sulle caratteristiche del nuovo impianto
riferisce Massimiliano Burelli, direttore dello stabilimento: "Fumi
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERMO PRIMO PIANO
pag. 15 "Una vicenda assurda, occorre buonsenso" IL SINDACO SULLA VICENDA
è intervenuto personalmente il sindaco Saturnino Di Ruscio, che ha fatto di
tutto per impedire lo sfratto della giovane donna e di suo figlio. "Se
l'Erap fosse disponibile a trovare un accordo con la ragazza ? spiega Di Ruscio
?, il Comune è pronto a intervenire in ogni modo, pur di impedire che questa
giovane e suo figlio finiscano in mezzo alla strada. Purtroppo
capisco che la burocrazia a volte va contro la logica delle cose ma, se si riuscisse a
superare questi limiti normativi, sarebbe un bene per tutti. Ho dato mandato al
nostro ufficio legale ? aggiunge il sindaco ?, affinché trovi un sistema per
risolvere la questione, che a mio avviso sfiora l'assurdità. Questa
ragazza, per la sua condizione, ha diritto a un alloggio popolare. Vorrei
quindi sapere a cosa serve eseguire lo sfratto, visto che in seguito dovrà
esserle assegnata nuovamente una casa. Il buonsenso imporrebbe uno stop
all'esecuzione e il recupero dei soldi, che la persona in questione è disposta
a versare. In caso contrario significherebbe accanirsi contro una giovane madre
e suo figlio solo per puntiglio".
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN MARINO pag. 15
INDAGINI in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti... INDAGINI
in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti preannuncia altri sviluppi
di un'indagine, quella aperta dalla Procura di Forlì, sui presunti fondi neri
che viaggiano su e giù per la Romagna in direzione San Marino. Perchè, a quanto
pare, il problema non è solo quella somma di 2,6 milioni di euro finita
sequestrata, ma una vera e propria 'prassi' che ora le forze dell'ordine
forlivesi coordinate dal pm Fabio Di Vizio stanno cercando di quantificare, in
termini di traffico di valuta, e soprattutto di bloccare. Il problema è nelle
carte, fanno capire gli investigatori. E quando si parla di
denaro, la carta non è solo burocrazia inutile, ma anche un
sistema anti-riciclaggio, basato su comunicazioni agli enti di controllo, che
impedisce sostanzialmente che ingenti somme di denaro 'emigrino' nel mondo
senza alcuna traccia, come appunto sarebbe avvenuto verso San Marino.
Insomma, del denaro senza traccia è denaro sospetto ed è potenziale denaro
provento di attività illecita, come appunto l'evasione fiscale. Tanto è bastato
per far scattare il sequestro dei 2,6 milioni di euro a bordo di un portavalori
uscito dalla filiale di Forlì della Banca d'Italia e destinato ad un istituto
di credito privato del Titano. Ad insospettire gli inquirenti è anche il taglio
grosso del contante, tutte banconote da 500 euro. Secondo polizia e Guardia di
finanza, poi, non può esistere alcun tipo di 'rapporto interbancario' tra
banche private italiane e sammarinesi, per il semplice fatto che San Marino è
extra-comunitaria per quanto concerne il sistema bancario. Non esistendo cioè
quella rete di collaborazione anti-riciclaggio che è invece patrimonio di gran
parte dell'Europa, gli scambi di denaro possono, sempre secondo le accuse,
muoversi solo lungo il canale ufficiale delle banche centrali. Da qui le accuse
di riciclaggio pendenti sui quattro indagati di questa vicenda.
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Accuse agli abusivi:
portano a terra più pesce di noi "Non c'è solo il caro gasolio" I
pescatori chiedono un vero mercato ittico per La Caletta LA CALETTA. La notizia
che la Regione si attiverà per la creazione di depositi costieri che consentano
ai pescatori sardi di acquistare carburante direttamente dal produttore,
abbattendo così di parecchi centesimi al litro il costo del gasolio, ha
alimentato le speranze, ma non ha certamente mitigato il clima di tensione e di
paura per il futuro della categoria. Quello del caro-gasolio è infatti solo
l'ultima delle problematiche delle marinerie sarde. Oltre al problema
carburante i pescatori baroniesi hanno da tempo posto all'attenzione della
classe politica la mancanza di un mercato ittico locale che avrebbe la funzione
di calmierare i prezzi per l'utenza e consentirebbe ai ristoratori di
utilizzare il prodotto locale visto che il pescato del mare della Caletta,
viene inviato ai mercati generali di Milano e Cagliari e solo successivamente,
ma a prezzo ampiamente maggiorato finisce sulle tavole dei ristoranti locali.
Altra questione, quella dell'abusivismo, "Sono troppi i pescatori
diportisti che portano a terra più pesce di noi" si lamenta un socio della
cooperativa Santa Lucia. "Come cooperativa abbiamo proposto al comune la
realizzazione di un mercato ittico per contenere i costi di gestione"
spiega Francesco Loi. "Ma ci sono anche i problemi dei danni provocati dai
delfini, dell'assenza di contributi per cambiare le reti e
alla troppa burocrazia che ci costringe a bussare troppe volte per il rilascio dei
documenti delle dotazioni di bordo". Continua la protesta quindi, nessuna
delle oltre trenta imbarcazioni dello strascico e della piccola pesca ha preso
il largo, in quest'ultima settimana mentre nelle pescherie, si danno fondo alle
ultime scorte dei frigo. Secondo l'assessore provinciale Rocco
Celentano, "Desta infatti molta preoccupazione che alla tradizionale
sofferenza del settore si è aggiunta l'incredibile escalation del prezzo del
gasolio che non consente di far partire i pescherecci, non essendoci la
possibilità di rientrare delle spese correnti. La proposta avanzata dalla
Regione di realizzare i depositi costieri è una buona soluzione per ridare
ossigeno immediato al settore, servono però ulteriori misure urgenti che
l'Unione Europea deve autorizzare per far fronte alla crisi che attraversa la
pesca".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 14 Un
potere enorme sulle famiglie, con pochi controlli L'AVVOCATO SOTTO ACCUSA LA
DISCREZIONALITA'DELLE STRUTTURE ASSISTENZIALI ? LODI ? "SE LA SITUAZIONE
di Juliet e Chelsea è in questi termini, le assistenti sociali sono
responsabili di un pesante abuso d'ufficio". L'avvocato Gabriele Roveda ha
seguito decine di casi che vedono minori coinvolti, fra Lodi e Milano.
L'ipotesi che le assistenti sociali abbiano punito mamma Juliet perché si è
rivolta ai giornali, non gli sembra inverosimile. Anzi. "La soluzione
migliore, a questo punto, è che la giovane mamma si rivolga al Tribunale dei
minori di Brescia, per denunciare l'accaduto", consiglia. Avvocato, come
può succedere una cosa del genere? "Non entro nel merito della questione,
perché non la conosco a fondo. Però resta un problema: spesso nelle vicende che
riguardano i minorenni, ci si dimentica che tutti devono spogliarsi della
propria veste privata e "vestirsi dell'abito del minore", avendo in
mente un unico obiettivo: la tutela dei bambini". Le assistenti della
piccola Chelsea, in quest'ottica, come si sarebbero comportate? "Se
davvero hanno detto alla mamma che - solo perché ha parlato con i giornali - da
oggi in poi potrà vedere la bimba solo un paio di ore alla settimana, hanno
commesso una prevaricazione, oltre che un illecito molto grave. Non deve
esserci alcuno spazio per ripicche, men che meno per rivincite personali.
Bisogna guardare all'interesse del bimbo, che non cambia di certo a seconda
degli interessi personali dei soggetti coinvolti. Stare con la madre è
nell'interesse di Chelsea. Dirò di più: anche l'azione maldestra dei genitori,
se diretta a migliorare la relazione con i figli, è comprensibile e deve essere
giustificata e perdonata". Ma quali poteri hanno, di fatto, gli assistenti
sociali? "Ampi poteri, perché hanno solo il dovere di presentare una
relazione periodica al Tribunale dei minori". Quindi, non c'è nessuno che
vigila sul loro operato? "Non in modo costante, quindi hanno un ampio
margine di discrezionalità. Quando il tribunale affida un bambino al servizio
sociale e lo nomina come tutore del minore, a tutti gli effetti gli assistenti
diventano responsabili unici della tutela del minore". Le è mai capitato
di sbattere contro il "muro" alzato dalle assistenti sociali?
"Io dico sempre che la rovina dell'Italia sono i geometri e le assistenti
sociali - sorride Roveda -. Naturalmente scherzo. Ma posso ricordare la storia
di un pover'uomo che andava spesso a chiedere soldi ai servizi sociali. Di
solito, il denaro gli veniva concesso senza tante formalità. Poi, un giorno,
una assistente sociale più formale degli altri ha chiesto all'uomo vari
documenti per poter avere i soldi. Il mio assistito si è innervosito, è
scattato un litigio con l'assistente sociale che l'ha addirittura
denunciato.Ecco, faccio questo esempio per dire che l'assistente sociale deve
essere conscio che non lavora al Catasto, che si trova di fronte persone con
problemi concreti, spesso gravi, e che deve andare oltre la
mera burocrazia". Quel che l'avvocato Roveda non racconta è la lunga
battaglia che ha condotto per permettere ai genitori di Carlo Raimondi Cominesi
- che due anni fa uccise la moglie - di vedere la nipotina. Battaglia vinta a
colpi di ricorsi e carte bollate, contro la fredda burocrazia di chi
voleva scaricare sui genitori le colpe dei figli. Fabrizio Lucidi.
( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cecina I sindaci
disertano l'assemblea sui problemi del sistema sanitario VOLTERRA.Venerdì al
Cinema Centrale, presenti una sessantina di persone, si è tenuta l'assemblea
sulla riorganizzazione dell'ospedale di Volterra, indetta dal comitato
cittadino. "I motivi principali dell'iniziativa sono stati due - si legge
in una nota del comitato -: il nuovo assetto ospedaliero reparto per reparto e
la percezione della popolazione residente circa i cambiamenti in corso. Per
fare finalmente chiarezza sul reale assetto che va assumendo l'ospedale
volterrano, erano stati formalmente invitati i sindaci dei quattro comuni
dell'Alta Val di Cecina a cui erano state rivolte sette domande precise. Molte
delle persone presenti erano accorse all'assemblea, col preciso intento di
poter apprendere direttamente dai loro rappresentati, ad esempio, dove verranno
investiti i nove milioni di euro attesi per la vendita degli immobili di Poggio
alle Croci, oppure quale sarà il modello organizzativo del Punto Nascita che, a
detta della direzione, dovrebbe essere inaugurato a giorni. Ancora una volta,
però, i primi cittadini hanno disertato l'iniziativa, evitando il confronto con
i cittadini". "Peccato - nota il comitato - perché sarebbero stati
ascoltati con grande interesse. Forse hanno anche perso l'occasione di
apprendere qualcosa dalla testimonianza dei presenti, che hanno raccontato
della dilatazione delle liste d'attesa per le analisi cardiologiche, passate da
due settimane a 3-4 mesi, in conseguenza dei tagli di spesa imposti dall'Asl 5.
Avrebbero sentito i racconti amari di chi si è trovato a fare i conti con
situazioni di estrema gravità e urgenza, vedendo svanire in pochi istanti i
miraggi dell'elisoccorso e della qualità dell'organizzazione sanitaria
regionale, che andavano infrangendosi nel guazzabuglio
della burocrazia e della generalizzata indisponibilità di posti letto per terapia
intensiva. Avrebbero appreso dai diretti interessati della totale assenza di
chiarimenti in cui viene mantenuto il personale di ostetricia, che a quasi un
anno e mezzo di distanza dalla decisione di riorganizzare il punto nascita,
ancora non sa su quali specialisti potrà contare e come verranno
impiegati". "L'assemblea - prosegue il comitato - è risultata vivace
e partecipata. Permane una forte preoccupazione per le sorti del reparto di
cardiologia, per il laboratorio d'analisi e per ortopedia, mentre affiorano un
certo scetticismo sul futuro punto nascita e vera e propria indignazione per l'attuale
collocazione della pediatria. La delusione per le insufficienze della classe
politica locale è stata il tema centrale della gran parte degli interventi del
pubblico".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
Berlusconi: "Meno tasse se pagano tutti" Lieve malore del premier al termine
dell'intervento, poi si riprende e torna in sala FISCO E GIUSTIZIA La diagnosi
del medico: ha avuto un calo di zuccheri. Il leader: caldo pazzesco e ho bevuto
poco Il presidente del Consiglio al convegno dei giovani industriali
preoccupato per l'impennata del petrolio e le sue ripercussioni GOVERNO SANTA
MARGHERITA LIGURE Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori,
riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con una
ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso,
pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a
marcare di essere il loro presidente del Consiglio, il premier degli
imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro
organizzazione e Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che
l'esecutivo possa tramutarli in legge". Momenti di paura invece quando il
Cavaliere accusa un lieve malore. Poi si riprende e torna sul palco. Un clima
da "luna di miele", insomma, che il Cavaliere sottolinea,
supportandolo con l'esito di un sondaggio che dà il 65 per cento dei consensi
al suo esecutivo. Anche lui, come quasi tutti gli industriali prima, non
pronuncia mai la parola "lavoratori", sostituendola con il sostantivo
"sindacati", colpevoli di quasi tutte le macerie che si trovano nel
Paese. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato ad un imprenditore
di essere preoccupato per il prezzo del petrolio e per le sue conseguenze.
Entro luglio invece sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di
Napoli, perché il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che
protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda che nelle
discariche, attraverso la camorra, il Nord ha mandato i rifiuti nocivi delle
industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia il 50
per cento di più della media degli altri Paesi Ue, la ricetta è semplice:
"Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di
casa sua". E sulle tasse dice: "Per pagare tutti meno tasse, bisogna
che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione
fiscale". Il presidente del Consiglio cita alcuni dati: "Dobbiamo
continuare la lotta all'evasione se è vero che ci sono 100 miliardi di euro in
meno nelle casse dello Stato". Per l'Alitalia, lui pensa ad un
azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che
salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui
abbiamo bisogno?". Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione
"perché il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi" rende
molto più ragionevole il Pd. "È un bel parlamento", si è compiaciuto
Berlusconi. In fin dei conti si è realizzato il suo sogno e quello di
Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il nostro Paese abbia un
rigurgito di razzismo, nessun problema. "Martedì o mercoledì - annuncia
Berlusconi - il Parlamento europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione
misure che saranno più dure delle nostre". Caldo umido e una sala
affollata, a lungo in piedi, ma anche il superlavoro: è un mix
"esplosivo" quello che ieri ha causato il lieve malore a Silvio
Berlusconi. Arrivato al convegno dei giovani imprenditori di Santa Margherita
Ligure con un volto riposato, il Cavaliere ha avuto un calo di zuccheri al
termine del suo intervento dal palco. Ipotensione, è la diagnosi del medico.
"Faceva un caldo pazzesco e avevo bevuto poco", spiega il premier
ieri pomeriggio. Poche ore e tutto però rientra, come testimonia l'agenda.
"Stasera (ieri ndr) vado a Teatro - anticipa Berlusconi - a vedere il
saggio della scuola di mia sorella. È la prima volta che la mia mamma non è lì
a dare le medaglie e io ho promesso che ci sarei stato". Che fosse un
malessere passeggero è anche quello che hanno rivelato i soccorsi immediati,
del suo medico personale e del sindaco del Pd di Santa Margherita Ligure
(medico anche lui); neanche mezz'ora infatti e il premier è di nuovo in sala
per rassicurare e salutare gli ospiti. Sorride, scherza, così come farà poco
dopo con la folla che lo attende all'uscita: camicia nuova, primi bottoni
aperti, niente cravatta sono lì a testimoniare il momento difficile appena
superato. Il calo degli zuccheri, spiega lo staff, è il suo punto debole e
quindi non c'è da stupirsi nè da preoccuparsi. Tanto che il programma della
giornata va avanti secondo la tabella di marcia prevista. Il discorso tenuto ai
giovani imprenditori era stato ricco di spunti e di promesse. Prima però di
iniziare a elencare le priorità dell'azione di governo, il Cavaliere non ha
rinunciato a un piccolo show e ironia della sorte il tema è stato "l'età e
la salute". "Sono sempre felice di stare fra coetanei",
esordisce il presidente del Consiglio davanti ai giovani di Confindustria.
Risate generali e qualche applauso, lui continua imperterrito e con aria molto
divertita. "Vi invito - dice - a non rivolgervi a me con le solite frasi.
Chi ha la consapevolezza che ho io sa benissimo che le stagioni della vita sono
quattro: l'infanzia, la giovinezza, la maturità e poi c'è quella che arriva
dopo... ma io, ovviamente, appartengo alla terza". Via poi con il
programma e con i temi seri, dalle tasse alle intercettazioni. Berlusconi chiude
l'intervento dopo una mezz'ora abbondante ma avverte che qualcosa non va.
Scende dal palco, si siede accanto alla presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, che deve parlare subito dopo, e le rivolge quasi una preghiera:
"Fai presto, che qui fa caldo".
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'odissea degli automobilisti
in coda nella giungla di divieti e sensi unici di marcia Sorpresa: il Comune
riapre in anticipo il tunnel Intanto gli operai della Provincia hanno iniziato
la manutenzione della sopraelevata sud Il presidente Pietrina Murrighile
assicura: "I disagi saranno limitati al mese di giugno Le squadre
all'opera anche nei week end" OLBIA. Sadismo incolonnato in una lunga
teoria di auto semi immobili. La coda infinita di macchine, monumento ai lavori
in corso, conquista qualche metro. Come in un balletto apre il tunnel e chiude
in parte la sopraelevata. Ma guai a dire che il tutto è senza grazia e sembra
pensato da Fantozzi. Il traguardo mobile della fine dei cantieri si sposta
ancora avanti. Supera il sottopasso e si schianta contro il senso unico alternato
del tratto che va verso l'aeroporto. L'Anas ha risanato il grande malato.
L'umida galleria è stata sigillata con centinaia di iniezioni di resina. La
parete di cemento non trasuda più, almeno così assicurano dal Comune. Gli
automobilisti entrano entusiasti nel tunnel, ma il sorriso si spegne prima dei
fari. Appena usciti sul ponte comincia una nuova coda. La Provincia ha dato il
via ai lavori per rifare il manto della sopraelevata. I rulli che spianano
l'asfalto hanno cominciato a spalmare il nuovo strato di bitume da due giorni.
Mentre le auto affrontano il nuovo ostacolo, il senso unico alternato.
"Tutto come previsto - spiega la presidente della Provincia, Pietrina
Murrighile -. Abbiamo deciso di cominciare i lavori in questi giorni. Entro il 15
giugno completeremo la sopraelevata sud. Poi fino al 25 ci sposteremo su quella
nord. I disagi per il traffico saranno limitati, come già si può vedere. Anche
il periodo è il più adatto. A giugno c'è una media giornaliera di 3 mila auto
sulla sopraelevata e in queste settimane non siamo al top. A luglio passiamo a
10 mila, ad agosto a 13 mila e a settembre arriviamo a 8 mila. Senza pesare sul
traffico riusciremo a completare il lavoro. Dobbiamo aggiungere che il cantiere
resterà aperto anche nel week-end". Lo strappo con l'amministrazione
sembra archiviato. "Nessun dissenso con il Comune - dice l'assessore
provinciale ai Lavori pubblici, Elio Casu -. Come abbiamo detto ci sarà
l'intervento sulle due sopraelevate. DA questi primi giorni già si intuisce che
non saranno traumatici per il traffico". Nella corsa all'autopromozione il
Comune mette l'accento sull'efficienza dell'impresa. "Abbiamo terminato i
lavori con anticipo rispetto alla data del 15 - spiega il sindaco Gianni
Giovannelli -. Abbiamo deciso che i lavori sul secondo tratto verranno fatti
solo dopo l'estate. A quel punto tutto sarà pronto, il tunnel verrà collaudato
e poi sarà ceduto dall'Anas, che ancora di fatto lo ha tra i suoi beni, al
Comune. Ora anche le code dovrebbero diventare un ricordo. Sì ci sono i lavori
sulla sopraelevata, ma sono certo che non penalizzeranno il flusso delle auto.
Con l'assessore Satta pianifichiamo anche l'apertura di via Escrivà. Avverrà
entro giugno. Sarà un ulteriore tassello che permetterà di alleggerire il
traffico sul centro". Le strategie sulla viabilità dell'amministrazione
vengono annunciate anche dall'assessore ai Lavori pubblici, Gesuino Satta, oggi
in versione più buonista, anche nei confronti della Provincia. "Siamo
felicissimi il tunnel è stato completato, abbiamo contribuito anche noi -
spiega Satta -. L'altra parte del sottopasso si potrà fare anche dopo
settembre, che per noi è ancora estate. Spero che i lavori sulle sopraelevate
siano rapidi. Il traffico in città non può sopportare un ulteriore carico. Bisogna
incentivare anche con i cartelli l'uso della tangenziale". Se la polemica
sembra essere rimasta alle spalle con garbo la lady di ferro, Pietrina
Murrighile lascia davanti alla porta le critiche di incapacità, piovute in
queste settimane sull'ente di via Nanni. "Con il via ai lavori sulle
sopraelevate si chiude un percorso iniziato da molti mesi fa - spiega la
Murrighile -. Il nostro appalto era pronto da febbraio. Si è messa di mezzo la burocrazia e un
inutile ricorso che ci ha fatto perdere tempo prezioso. Ma credo sia già molto
evidente che la Provincia abbia superato la sua prima fase di assetto. Ora è
passata a una politica del fare. Questo nostro intervento su strade vitali per
la città è un primo segnale di rottura con una politica viaria poco attenta che
per anni si è trascinata avanti".
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre Spiritu Santu,
la strada fantasma "I lavori inizieranno entro l'estate" OLBIA. Il
nome evocativo Spiritu Santu doveva far riflettere progettisti e
amministratori. La strada che tutti invocano resta impalpabile, eterea. Vederla
è più che altro un atto di fede. Mentre il ponte sul rio Padrongianus continua
a funzionare come cunicolo a senso unico regolato dal semaforo, i lavori per creare la viabilità alternativa inciampano tra i
lacci della burocrazia. L'estate carica di turisti si affaccia. Ma i tempi per
completare la via che sembra smarrita si dilatano all'infinito tra
contestazioni, procedure discutibili e sgambetti istituzionali tra Comune e
Provincia. Una lotta con poco fair play che sembra essere arrivata a un punto
di svolta. La Provincia è pronta a cominciare i lavori. Tutto era stato
bloccato dopo che il consiglio comunale aveva di fatto bocciato il progetto. La
delibera non era stata votata. Nella sua prima versione si prevedeva di
asfaltare la strada che collega la 131 alla 125. Ma per il Comune la
carreggiata era troppo stretta ed era impossibile per l'amministrazione
espropriare dei terreni per allargarla. In quel caso la strada sarebbe
diventata comunale e la Provincia non sarebbe più potuta intervenire. A
tagliare il nodo di Gordio l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Elio
Casu e la presidente Pietrina Murrighile. "Abbiamo trovato una soluzione
rapida - spiega la Murrighile -. I lavori cominceranno a breve, in estate.
Abbiamo già un accordo con i proprietari dei terreni che sono disposti a cedere
in modo volontario una parte dei terreni per fare la strada". A spiegare
gli aspetti tecnici l'assessore Elio Casu. "La strada sarà larga
( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grosseto La Caritas
fa spazio ai nuovi poveri Sede ampliata, per far fronte a bisogni e richieste
in crescita LA CITTà SOLIDALE GROSSETO. Aumentano i nuovi poveri, calano i
volontari. è questa la fotografia della Caritas di Grosseto, che da anni presta
aiuto - e sempre di più - ai bisognosi fornendo loro cibo, vestiti, docce o
consulenze nel centro d'ascolto. Ora, alla storica sede della Caritas in via
Ferrucci, se ne è aggiunta un'altra fresca d'inaugurazione nella stessa via, e
in cui trovano posto gli uffici amministrativi: direzione, segreteria, servizio
civile, economato. "Fino a oggi - dice il direttore, Alberto Eusepi - la
Caritas diocesana era ospitata, come uffici, nell'area che occupa il centro di
accoglienza. Ma si sentiva il bisogno di avere spazi propri. Da una parte per
ovvi motivi di separazione di compiti; dall'altra per lasciare al centro
d'accoglienza i propri spazi". L'apertura ufficiale venerdì, con Eusepi,
il vescovo Franco Agostinelli, monsignor Cencioni, il sindaco Emilio Bonifazi,
prefetto e questore. A finanziare il tutto la Caritas italiana attraverso l'8
per 1000, il Ministero degli Interni attraverso fondi Unra e con
l'interessamento del prefetto, e la Banca della Maremma. L'ampliamento
strutturale riflette le dimensioni di un fenomeno in crescita. Nel 2007 - dice
Eusepi - "la nostra sede ha fornito 25mila pasti, 7000 indumenti, 4000
docce e 600 pacchi viveri; 250 le visite mediche e 600 le persone aiutate dal
centro d'ascolto". Facendo le dovute, somme: 37.500 i servizi erogati in
un anno. Un dato tra tutti è che a Grosseto, oggi, sono soprattutto i nuovi
poveri a servirsi della Caritas: "Ovvero persone come tutti noi - dice il
vescovo - che soccombono al crescente divario tra ricchi e poveri, hanno
lavorato una vita e non riescono più ad arrivare a fine mese". A fronte
dei poveri in aumento, i volontari sono in calo, come se, dinanzi al crescere
delle esigenze sociali, nasca e si diffonda un senso di spavento sociale. Serve
aiuto, sensibilizzare i più giovani. "E anche per questo - dice il vescovo
- nella nuova sede partiranno corsi di formazione per preparare i giovani alla
difficile missione di volontario". In collaborazione con la Caritas di
Siena, la sede di Grosseto sostiene l'ospedale pediatrico fondato da Laura
Perna nella repubblica democratica del Congo. E proprio ieri è stato presentato
(vedi a fianco, ndr.) un nuovo progetto di recupero dei bambini-soldato in
Congo, nella diocesi di Kindu. Se molto si muove sul fronte delle attività in
corso, tutto è fermo riguardo al vecchio progetto di una
casa per senza fissa dimora, che vescovo e sindaco di Grosseto cullano da tempo
"senza essere riusciti a sbloccare le pastoie della burocrazia, la quale impedisce di acquisire terreni dietro villa Pizzetti.
Siamo allo stallo - dice Agostinelli - e non per mancanza di volontà, ma perché
siamo legati". Elisabetta Giorgi.
( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del L'eredità dei Rosselli: libertà e democrazia di Nicola
Tranfaglia S ono passati ormai settantuno anni dall'assassinio di Carlo e Nello
Rosselli a Bagnoles-sur l'Orne il 9 giugno 1937. Ma il pensiero e l'azione di
Carlo Rosselli è, senza dubbio, attuale e tale da poter costituire una
prospettiva concreta per la sinistra democratica italiana. Il comunismo è un
ideale battuto dal collasso dell'Unione Sovietica nel 1991 e dagli sviluppi,
tutt'altro che incoraggianti, del comunismo cinese e da altri minori
esperimenti (tra i quali la Cuba di Castro o il Nord Vietnam). Vorrei spiegare,
nello spazio di un articolo, perché io penso che si tratti di una prospettiva
praticabile. Nel pensiero di Rosselli c'è la salda convinzione della necessità
di adottare in politica un metodo liberale e libertario. Che ha bisogno per
attuarsi di una profonda rivoluzione culturale in senso democratico, da cui l'Italia
degli anni trenta è assai lontana. Ma l'obiettivo politico del movimento di
Giustizia e Libertà che egli fonda a Parigi nell'estate del 1929, dopo esser
fuggito dal confino fascista di Lipari, è quello del socialismo democratico e
liberale. Per un simile obbiettivo, che Rosselli sviluppa nel suo primo libro
Socialismo liberale apparso a Parigi nel 1930 ma anche negli scritti successivi
fino al giugno 1937 nei Quaderni di Giustizia e Libertà usciti negli anni
successivi e poi nel settimanale GL con lo stesso nome pubblicato a Parigi, due
aspetti appaiono prevalenti su tutti gli altri. Il primo è l'analisi della
dittatura fascista in Italia e in Europa, la forte consapevolezza di trovarsi
di fronte a un regime reazionario di massa, effetto e non causa della crisi e
del crollo dello Stato liberale. Rosselli è convinto del carattere
imperialistico del regime, della corsa alla guerra propria del fascismo. La
previsione si rivelerà fondata perché il nesso tra guerra e fascismo porterà
Mussolini prima all'impresa coloniale di Etiopia, poi all'intervento avventato
nella seconda guerra mondiale, al fianco della Germania di Hitler. È questa una
diagnosi precoce che il giovane leader italiano fa nei primi mesi del 1933,
all'indomani della conquista del potere da parte del Fuhrer tedesco che troverà
conferma esemplare alla fine degli anni trenta. C'è, nella riflessione di
Rosselli, una critica aperta alla maggior parte delle forze politiche
antifasciste raccolte nella Concentrazione antifascista di Parigi, che lascia
già nel 1934, come nel partito comunista d'Italia subordinato alla politica
dell'Internazionale che fa capo a Stalin e al partito comunista sovietico ma
per lui importante, in quanto rappresenta le classi lavoratrici in catene. La
sua visione del futuro è chiara. Egli è convinto dell'urgenza di una
liberazione autonoma del paese da parte di chi non è fascista per le sue idee o
perché ha sperimentato il fallimento della dittatura nel suo programma sociale.
Ma non pensa in nessun modo a una dittatura di qualsiasi colore. Ritiene, al
contrario, che debba esserci nel nostro paese una vera e propria rivoluzione
politica e culturale in senso democratico. Duro è il suo giudizio sull'Italia
liberale prefascista che ha creato una società centralista, classista e ignorante
in mano agli agrari e agli industriali, fortemente diseguale, non in grado di
far vivere gli italiani come cittadini di uno Stato moderno. Anche dal punto di
vista economico (la sua formazione era stata da giovane quella di un economista
socialista) egli è contrario allo statalismo fascista e
alla creazione in Italia di una forte burocrazia statale
e parastatale ed è invece favorevole a un'economia a due settori che favorisca
l'iniziativa privata ma riservi allo Stato quelle industrie che abbiano una
forte attinenza ai settori cruciali e pubblici dell'economia. Fondamentale
nella sua ispirazione è il tema delle autonomie locali e del federalismo all'interno
di uno Stato forte ed autorevole. Di qui la sua insistenza, nel prefigurare la
rivoluzione democratica, sulla necessità di far nascere dal basso e dalle
comunità locali il metodo democratico che deve caratterizzare una società
moderna. Se Rosselli avesse avuto eredi capaci di concorrere adeguatamente con
le altre forze alla preparazione della carta costituzionale, la costituzione
repubblicana avrebbe avuto forse caratteristiche di maggior apertura alle
tendenze federalistiche che avevano già contrassegnato con forza il pensiero
democratico risorgimentale con uomini come Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari.
Potremmo continuare con altri esempi tratti dal pensiero di Rosselli e dai
programmi di Giustizia e Libertà solo in parte ripresi qualche anno dopo dal
Partito d'Azione durante la Resistenza ma i cenni dati finora parlano da soli,
mi pare, in un momento attuale che è di smarrimento e confusione nella sinistra
italiana ed europea. È tempo di scegliere la direzione in cui andare: la
società è ormai complessa e in parte postindustriale. Bisogna lanciare messaggi
politici in grado di aggregare tecnici, imprenditori, commercianti e lavoratori
che vogliano tutti un'Italia moderna e libera, tendenzialmente ugualitaria e
meritocratica, in grado di attuare i valori della costituzione democratica e i
valori fondamentali della nostra carta. IL 9 GIUGNO 1937 furono uccisi, a
Bagnoles-sur l'Orne, i due fratelli Carlo e Nello. Ma il pensiero del leader di
Giustizia e Libertà è ancora attuale e, forse, può ancora insegnare qualcosa
alla sinistra democratica italiana.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commercianti in
rivolta Il sindaco ascolta in strada i manifestanti: avete ragione, andate avanti
SONO arrivati con una panchina nuova di zecca, e un totem informativo in legno
e acciaio. Si sono piazzati davanti a Tursi e hanno aspettato di essere
ricevuti dal sindaco o da qualche assessore. I commercianti del civ di Quinto
hanno scelto di contestare con quest'iniziativa le ultime decisioni prese dagli
uffici tecnici del Comune "colpevoli" di aver bocciato e bloccato
l'avvio dei lavori (finanziati dall'Unione Europea, approvati dalla Regione e
in prima istanza dal Comune) di installazione dell'arredo urbano del quartiere.
A scatenare la rabbia dei commercianti è stata la lettera, protocollata
dall'ufficio tributi e pubblicità e inviata al civ, con la giustificazione che
gli arredi urbani avrebbero dovuto essere in linea con quelli utilizzati (come
quelli della Cemusa). "La civica amministrazione ha regolarmente bandito e
aggiudicato una gara di arredo urbano, per cui ogni installazione deve
necessariamente tenere conto della gara", recita la lettera sotto accusa.
Ieri, i commercianti si sono presi una rivincita inaspettata, mentre, allo
stesso tempo, i funzionari contestati si sono presi il più classico degli
"shampoo". A scendere in via Garibaldi, accomodandosi sulla panchina
della querelle è stata Marta Vincenzi. Il sindaco ha ascoltato i commercianti,
sentito le loro ragioni, verificato con i responsabili di settore la
documentazione e dato completamente ragione ai cittadini: "Qualcuno ha
commesso un grave errore di valutazione, perché non è affatto vero che gli
arredi urbani devono essere tutti uguali a quelli del bando Cemusa - ha detto
chiaro e tondo davanti all'ingresso di Tursi - non solo i commercianti, che
hanno tirato fuori un bel po' di soldi di tasca loro per migliorare il
quartiere, sono rimasti assurdamente bloccati per mesi. Ma qui stiamo
rischiando di perdere i finanziamenti dell'Unione Europea per una cosa che non
esiste". All'incontro decisamente originale sulla futura panchina di
Quinto ha assistito anche Gianfranco Tiezzi, assessore allo sviluppo economico,
e, a quanto pare, gli stessi funzionari più"realisti del re" che
impuntandosi sulla questione stavano per mandare a monte il progetto di
riqualificazione di Quinto. "Siamo contenti perché il sindaco ha sentito
le nostre ragioni ma soprattutto si è resa conto che siamo di fronte a una
questione di buonsenso -è il commento di Dario Di Giorgi, presidente del civ,
che con l'idea della panchina a Tursi ha colpito nel segno - ringraziamo Marta
Vincenzi e attendiamo il via libera anche formale all'intervento, che arriverà
lunedì o martedì prossimi". Per quanto riguarda gli autori del diniego
formale e inconsistente, i nomi dei dipendenti pubblici sono noti e sono stati
fatti nel corso dell'incontro sulla panchina. "Comunque, non vogliamo
prendercela con le persone - aggiunge Di Giorgi con la magnanimità di chi ha la
vittoria in tasca - speriamo solo che adesso si possa avviare
l'intervento". Per quanto riguarda il progetto dei sogni, l'idea
progettuale di arredo urbano per Quinto parte dal presupposto di
"riappropriarsi" di quella fetta di territorio sacrificato per anni,
riqualificandolo attraverso l'installazione di panchine, rastrelliere per
biciclette, orologi, totem informativi con toponomastica del quartiere. Da
questa analisi nasce il progetto "Piazze sul Mare", fortemente atteso
da un gruppo di commercianti di via Quinto, via Gianelli, via Bolzano e via
Majorana. Sul piano architettonico, il progetto mira a rafforzare l'identità di
Quinto attraverso la risistemazione delle porte di accesso, appunto le piccole
"Piazze sul Mare". L'area interessata dalla riqualificazione è tutta
la fascia che si trova alle spalle della costa. I materiali scelti per l'arredo
sono l'alluminio, il legno iroko, l'acciaio. Panchine, orologi e totem verranno
posti in punti di accessibilità anche per i disabili. All'iniziativa hanno dato
l'approvazione tutti gli enti interessati e, adesso, anche gli ultimi ostacoli
sembrano essere stati superati. Edoardo Meoli 08/06/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
SOLIDARIETÀ Donate
le carrozzine snobbate dall'Ass Consegnate dal Lions club all'Aias e
all'associazione "Spiraglio" Tra applausi e grande soddisfazione ieri
mattina i soci del Lions hanno finalmente consegnato le due carrozzelle
all'Aias e a Spiraglio. Gli ausili, recentemente acquistati a scopo benefico,
sono frutto di una donazione effettuata dal club di Monfalcone, che
inizialmente le aveva destinate all'Ass, senza però ricevere risposta. "Ci
sono giorni - ha commentato il presidente del club, Gaspare Alagna - in cui il
nostro operare ottiene un riconoscimento che cancella sacrifici e dubbi, per
dare libero sfogo ai sentimenti migliori, alla piena soddisfazione per ciò che
abbiamo fatto. E' con questo spirito che il Lions club di Monfalcone ha donato
le carrozzelle alle associazioni Aias e Spiraglio, con la piena consapevolezza
di fare del bene a chi ne ha bisogno e con l'intento di sensibilizzare la
collettività in ordine alla difficoltà che i diversamente abili sono
quotidianamente costretti ad affrontare. Infatti, con l'odierno
"service", visibile contributo alla cultura lionistica della
solidarietà, è stata data concretezza al credo "Servire", mettendo in
opera un progetto che continuamente ci sprona a migliorare". Un
ringraziamento, Alagna, lo ha rivolto anche al Comune, "che con l'aiuto e
la collaborazione prestata ci ha consentito di raggiungere l'obiettivo".
Dal canto suo, la vicesindaco Silvia Altran, ha sottolineato "l'importante
e tangibile apporto dato dalle associazioni di volontariato al tessuto sociale
cittadino". "Questi gruppi - ha aggiunto - sono spesso capaci di
mettere in rete delle risorse che il settore pubblico non è
in grado di attuare a causa della burocrazia. Nel
frattempo le famiglie attendono, patendo per delle situazioni che necessitano
di una risposta celere. Rimuovere le barriere non è fare la carità ma
promuovere un diritto". Concetto sottolineato anche dal neopresidente
della consulta regionale disabili Mario Brancati: "Una città accessibile
non serve solo ai disabili, ma migliora la qualità della vita di tutti:
degli anziani, delle mamme, dei bambini". "ono due carrozzelle
preziosissime - ha commentato Mirella Migliavacca, tesoriera dell'Aias - perché
serviranno a fornire alle famiglie l'attrezzatura necessaria a coprire il
periodo di attesa che solitamente intercorre tra la richiesta e l'assegnazione
di ausili dall'ospedale". Al commento si è associato anche il presidente
di Spiraglio, Fabrizio Bertini. Tiziana Carpinelli.
( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Napoli
Il leader Questi criminali sono come una sanguisuga che succhia il sangue della
gente e poi lo sputa uccidendo. Lo Stato deve vincere questa guerra Il
segretario del Pd Veltroni a Casal di Principe con i ministri del "governo
ombra" "Distruggiamo la camorra" ma il paese sta a guardare
DARIO DEL PORTO dal nostro inviato Casal di principe - Il viale è imbandierato,
ad ogni angolo di strada si vede un posto di blocco. La piazza di Casal di
Principe si riempie lentamente, molti però arrivano da fuori. Alla fine saranno
trecento, al massimo cinquecento. è qui che, otto giorni dopo l'ultimo,
eclatante, omicidio, Walter Veltroni chiama alla "ribellione" contro
la camorra. "Noi li dobbiamo distruggere", ripete e disegna
l'immagine di una "sanguisuga che succhia il sangue della gente e poi lo
sputa uccidendo". Ai boss dice: "Siete assassini". Le prime file
applaudono, il ventre della folla invece ascolta con il disincanto. "Tanto
poi vanno via, e noi restiamo", commenta qualcuno. Un altro scuote la
testa: "Vedono troppi film". Il segretario del Pd raggiunge piazza
Mercato a piedi, senza la scorta. Trova ad accoglierlo comitive provenienti da
Pompei, Torre Annunziata, Castellammare e striscioni contro la camorra. Nel
pubblico c'è anche Nicola Ferraro, consigliere regionale dell'Udeur sottoposto
all'obbligo di dimora nell'ambito dell'inchiesta che ha azzerato il partito di
Mastella. "Faccio parte del centrosinistra e considero un segnale
importante la visita di Veltroni. Condivido il suo discorso". Nelle
dichiarazioni messe a verbale da Michele Orsi prima di essere ammazzato, si
parla anche di Ferraro, il consigliere regionale però non si scompone:
"Sulle parole di Orsi ho spiegato tutto ai magistrati, ho parlato per
quattro ore. Purtroppo è morto e ci dispiace. Se stava da una parte o
dall'altra, sarà la storia a stabilirlo". Sul palco, accanto a Veltroni,
salgono i "ministri ombra" dell'Interno, Marco Minniti e della
Giustizia, Lanfranco Tenaglia, insieme ai due campani, il responsabile
dell'Agricoltura Alfonso Andria e la titolare delle Politiche giovanili Pina
Picierno, che in un breve discorso introduttivo ricorda: "Casalesi è un
popolo, non un clan". Con loro anche gli ex prefetti, oggi parlamentari,
Luigi De Sena e Achille Serra, oltre a deputati, senatori e dirigenti locali
del partito. "Qui c'è un conflitto che non ammette armistizi, una guerra
che deve essere vinta dallo Stato, serve quindi un intervento
straordinario", sottolinea Veltroni. Il Pd propone la stazione unica
appaltante, da istituire presso la prefettura, e un'agenzia per la confisca e
la consegna dei beni acquisiti illegalmente dei boss che, sempre presso la
prefettura, possa snellire l'iter burocratico di queste pratiche. E poi,
"applicazione rigorosa" del 41 bis che disciplina il carcere duro.
Misure da inserire nel decreto allo studio delle Camere. Per la zona casertana,
si pensa a un patto per la sicurezza sul quale "anche il ministro
dell'Interno, Roberto Maroni, si è detto d'accordo", spiega il segretario
del Pd. Altra priorità, scandisce Veltroni, "arrestare i latitanti che
operano in quest'area". La lunga giornata del "governo ombra"
era iniziata in prefettura con tre incontri: il primo con il prefetto Ezio
Monaco, il questore Carmelo Casabona, i comandanti provinciali dell'Arma,
Carmelo Burgio, e della Finanza, Francesco Mattana; il secondo riservato al
procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, con gli aggiunti Luigi
Gay e Paolo Albano e il presidente del Tribunale, Antonio Della Selva; il terzo
con il coordinatore del pool anticamorra, Franco Roberti e i pm Giovanni Conzo,
Marco Del Gaudio e Cesare Sirignano. Subito dopo la conclusione delle riunioni,
Veltroni segnala al ministro della Giustizia Angelino Alfano che i magistrati
non hanno auto blindate. Più cauto, il segretario, sull'idea di far diventare
Santa Maria sede di Corte d'Appello e dunque di una Direzione antimafia
autonoma da quella napoletana. A Casal di Principe, Veltroni visita insieme al
governatore Antonio Bassolino la villa confiscata a Walter Schiavone e
costruita ad imitazione del complesso reso celebre nel film
"Scarface". "è vero, sembra "Scarface"", commenta
il segretario, che si informa sui progetti in corso di realizzazione nella
struttura. Nei locali della "Università della legalità", Veltroni
vede i rappresentanti delle associazioni di categoria e di volontariato.
Salvatore Ciardiello, presidente della Confederazione interprovinciale
dell'agricoltura, afferma: "Direttamente o indirettamente, qui pagano tutti.
E questo significa che la nostra agricoltura ha costi
maggiori che nel resto d'Italia. Noi collaboriamo, ma non ci lasciate
soli". Veltroni annuisce. "Ci vogliono interventi incisivi e veloci
da parte dello Stato - avverte il leader del Pd - le pallottole vanno più
veloci della burocrazia".
( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Santini
(FI) "Bartelloni, non ti capisco" CAMAIORE. Centrodestra in
fibrillazione. La vicenda del passaggio ad An del consigliere Giuseppe
Bartelloni, eletto in FI, e proprio alla vigilia della verifica annuale, fa
discutere. Anche Mauro Santini, assessore ai lavori pubblici, e amico di
vecchia data di Bartelloni è rimasto perplesso. Di più, in una lettera aperta
dice: "Caro Giuseppe, questa volta non ti capisco, o meglio preferisco non
capirti. Mi ricordo quando, nei primi anni'80, ti avvicinasti all'allora Psi e
per alcuni anni, come era la tradizione, sei stato in silenzio ad ascoltare
"i vecchi del partito" Pier Luigi Falchi, Egidio Baldini, Luigi
Giunta, Ennio Pierotti, Mario Mariani, ecc. è stata una scuola importante e
seria di partito, dove l'ideologia socialista era il nostro pane e vino
quotidiano, dove si imparavano i rudimenti della vita politica. Poi dal'89 al
'94 sei stato consigliere comunale del Psi, dove sei vissuto sotto l'ala
protettrice del vice-sindaco Luigi Giunta ed è continuata, nel silenzio, la tua
esperienza politica - ricorda Santini - Con l'avvento di tangentopoli, come me,
hai abbandonato "la sinistra storica" egemonizzata dal Pci - Pds e
mentre io mi sono preso una lunga pausa di riflessione, tu hai scelto il Ccd,
poi la lista civica "Lista per Camaiore" ottenendo, a fasi/alterne,
anche un buon successo elettorale dimostrando un'innata predisposizione al
"raccogliere voti". Nel 2006 sei passato a Forza Italia, sostenendo
che questa era la forza politica di sintesi capace di esprimere al meglio le
istanze di libertà e giustizia che sono sempre state le tue priorità,
relativamente a tutti cittadini. Il Pdl che tu invochi è stato inventato da FI,
voluto da Berlusconi, promosso dai coordinamenti di FI e sposato dai vertici di
Alleanza Nazionale, che hanno capito l'importanza di questa grande intuizione.
Con tutto il rispetto per i colleghi, alleati e presto "compagni di
partito" di AN, credo, al contrario di te, che sia FI che "meglio
incarna valori e tradizioni fondanti per l'esperienza del Pdl" essendone,
come detto, l'ispiratrice e la fondatrice. Tutta, dico
tutta, la storia di FI gronda di libertà, di difesa dei diritti collettivi e
dei singoli, e ha come valore principale la gestione della cosa pubblica in
senso aperto e più vicino ai cittadini, cercando di abolire tutti i lacci della
burocrazia. Caro Giuseppe, questa volta mi resta difficile
comprenderti".
( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader del Pd
chiede al governo di inserire nel decreto sicurezza un pacchetto di proposte per
combattere le cosche Veltroni a Casal di Principe sfida la camorra "è una
guerra che non ammette armistizi" "Servono interventi veloci, le pallottole corrono più della burocrazia"
DARIO DEL PORTO dal nostro inviato Casal di principe -"Qui c'è una guerra
che non ammette armistizi e deve essere vinta dallo Stato": nella Casal di
Principe ferita dall'offensiva scatenata dalla camorra, Walter Veltroni chiama
alla ribellione contro le cosche e mette in campo un pacchetto di misure
straordinarie che, afferma, dovrebbe entrare a far parte del decreto
sicurezza allo studio del Parlamento. "Ci vuole un intervento incisivo e
veloce - dice il segretario del Pd - perché le pallottole corrono più della burocrazia". Più che una "piovra", agli occhi
di Veltroni questa criminalità organizzata è una "sanguisuga che si è
impadronita di pezzi del territorio, succhia il sangue della gente e poi lo
sputa uccidendo. Un paese democratico non può accettare altro che la
distruzione della camorra", scandisce il segretario in una piazza che si
riempie lentamente e accoglie comitive provenienti anche da altre città.
"Siete assassini", manda a dire Veltroni ai boss. Sei giorni dopo
l'ultimo omicidio, a poco più di un mese di distanza dall'inizio di una
strategia del terrore che ha colpito familiari di pentiti, un imprenditore che
aveva denunciato il "pizzo" e un altro, Michele Orsi, che aveva
cominciato a rendere dichiarazioni ai magistrati, il leader del "governo
ombra" del Pd raggiunge la piazza a piedi, senza la scorta. "Bisogna
recidere il filo spinato della paura", sottolinea. Lo affiancano i
"ministri ombra" Marco Minniti (Interno) e Lanfranco Tenaglia
(Giustizia) e gli ex prefetti, oggi parlamentari, Luigi De Sena e Achille
Serra. "Non siamo venuti per fare chiacchiere", avverte Veltroni. Ed
elenca le proposte: costituzione presso la prefettura di una stazione unica
appaltante, che permetta di spezzare "il rapporto tra politica,
criminalità, imprenditoria", e di un'agenzia che consenta di accelerare le
pratiche per la confisca e la consegna dei beni acquisiti illegalmente dei
boss. E poi, "applicazione rigorosa" del 41 bis sul carcere duro. Per
la zona casertana, si pensa a un patto per la sicurezza sul quale "anche
il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è d'accordo". Altra priorità,
scandisce Veltroni, "arrestare i latitanti che operano in
quest'area". Dopo aver incontrato i magistrati di Santa Maria Capua Vetere
e del pool anticamorra di Napoli, il leader democratico telefona al ministro
della Giustizia, Angelino Alfano, e chiede auto blindate per le toghe. Con il
governatore Antonio Bassolino, visita la villa sequestrata al boss Walter
Schiavone e realizzata sulla falsariga della struttura immortalata nel film
"Scarface": "è vero, sembra quella", commenta. "La
nostra agricoltura ha prezzi più alti perché qui, direttamente o
indirettamente, pagano tutti", gli dicono durante l'incontro con le
associazioni di categoria. Veltroni ribadisce: "Dobbiamo distruggerli,
radere al suolo la criminalità organizzata".
( da "Corriere Alto Adige" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-06-08 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Wirtschaftsring Domani si insedia Innerbichler BOLZANO -
Assemblea del Wirtschaftsring, domani alle 18.30 allo Sheraton, per segnare il
passaggio di consegne tra Walter Amort e Helmuth Innerbichler. Dopo il biennio
di presidenza affidato all'Unione commercio, scatta la rotazione. Stavolta sono
gli artigiani dell'Apa ad esprimere il vertice. L'Obmann dell'associazione di
categoria, Herbert Fritz, avendo già ricoperto l'incarico altre due volte e
finendo il suo mandato all'Apa nel
( da "Libertà" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Stop alle
intercettazioni. Cinque anni di carcere per chi le fa o le diffonde" SANTA
MARGHERITA - Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti
per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con una ovazione il
presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso, pieno di
ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a marcare di
essere il loro presidente del Consiglio, il premier degli imprenditori. Anzi
suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro organizzazione e
Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa
tramutarli in legge". Un clima da "luna di miele" che il
Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un sondaggio che dà il 65
per cento dei consensi al suo esecutivo. Anche lui, come quasi tutti gli
industriali prima, non pronuncia mai la parola "lavoratori",
sostituendola con il sostantivo "sindacati", colpevoli di quasi tutte
le macerie che si trovano nel paese. Berlusconi, che cerca sempre di far capire
quanto sia dura la vita dell'imprenditore ("Io lo so che passate notti
insonni a guardare il soffitto, perché non sapete se le vostre decisioni sono
giuste o no"), durezza superata solo dalla vita del presidente del
Consiglio, annuncia di aver messo a punto una norma che sarà varata dal
Consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la quale si commina una condanna a
5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica intercettazioni telefoniche.
Solo sanzioni pecuniarie per gli editori. In altre parole, chi ha il capitale
paga una multa, gli altri finiscono in galera. Berlusconi vuole continuare ad
avere vicino gente che ha grandi aspettative dal suo governo e già si
preoccupa: "Se vi deludo, che cosa succederà?", chiede retoricamente
agli industriali, ma poi ostenta sicurezza nel futuro e nel successo. Il
Cavaliere snocciola tutti gli argomenti cari agli imprenditori accarezzando la
platea. Fare le centrali nucleari è "una necessità" e bisogna farle
di corsa perché trenta anni fa (subito prima di Chernobyl, n.d.r.) si è persa
l'occasione per colpa della sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il
premier aveva confessato ad un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo
del petrolio. Entro luglio sarà risolto il problema dell'immondizia per le
strade di Napoli, perché il governo deve usare il pugno forte nei confronti di
coloro che protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda
che nelle discariche, attraverso la camorra, il nord ha mandato i rifiuti
nocivi delle industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi
ingoia il 50 per cento di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è
semplice: "Tagliare la spesa, vendendo le caserme
inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa
fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui
pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad
un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il
turismo di cui abbiamo bisogno?". Il governo ha un buon rapporto
con l'opposizione "perché il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i
verdi" rende molto più ragionevole il Pd. "E' un bel
parlamento", si è compiaciuto Berlusconi. In fin dei conti si è realizzato
il suo sogno e quello di Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il
nostro paese abbia un rigurgito di razzismo, nessun problema. "Martedì o
mercoledì" annuncia Berlusconi "il Parlamento europeo prenderà nei
confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre,
consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare fino a 18 mesi
nei centri di accoglienza". Alla fine, ancora una complicità: "Tanti
auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che cosa è il rischio.
Vedete, io sono uno di voi". Antonella Fantò 08/06/2008.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA BENEDETTI e
ITALO CARMIGNANI PERUGIA - Per la scienza medica sarebbe un caso da studiare; per la burocrazia un errore o, peggio, un tentativo di truffa ai danni dello
Stato; per la giustizia invece è l'assurdo in aula. Intanto per la realtà è la
triste storia di Romolo Marini, un anziano invalido settantenne, cui l'Inail
intende abbassare la percentuale d'inabilità permanente, con conseguente
riduzione dell'ammontare dell'assegno. E non ci sarebbe nulla di strano
se tale ripensamento non avvenisse venti anni dopo la concessione della
pensione. Venti anni di pensione e poi, a quasi ottant'anni suonati, più nulla.
O quasi. Ma non solo: Romolo Marini da sette anni viene trascinato di udienza
in udienza perché medici legali, perizie e giudici non sembrano aver trovato
una risposta alle sue giuste aspettative. Una storia, la sua, che arriva
proprio nel giorno in cui l'associazione nazionale magistrati riunita a
congresso ha chiesto a gran voce una maggiore celerità nei processi. Una
vicenda che per ora ha fatto solo ammalare ulteriormente l'anziano. Ma andiamo
con ordine. Il pensionato nel 1982 rimane vittima di un incidente sul lavoro,
dal quale gli derivano postumi di carattere permanente valutabili nella misura
del 65 per cento dell'inabilità totale. L'Inail, invece, gli riconosce una
percentuale molto minore. E il caso finisce di fronte al pretore. L'infortunato
cita in giudizio l'ente per il riconoscimento dei postumi dell'infortunio.
L'Inail si oppone. Viene chiamato un consulente tecnico che conclude
l'accertamento con una valutazione corretta (sotto il profilo tecnico e logico)
e condivisibile, secondo il giudizio del pretore: invalidità pari al 51 per
cento. E la sentenza ricalca la consulenza, condannando l'ente a erogare il
trattamento assicurativo pari alla percentuale di invalidità. L'Inail non
impugna la sentenza, che diviene definitiva. Questo nel 1984. Negli anni a
seguire interviene una malattia professionale e il riconoscimento di un altro
infortunio. La percentuale di invalidità sale al 70 per cento; confermata dalla
revisione del 1993. Ma nel giugno del
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tante assurdità tra ritardi
e macchinosi cavilli della giustizia. E c'è chi muore prima Lotta da 7 anni per
avere la pensione Il calvario per l'invalidità. Da sei anni per avere un lavoro
alle Poste.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCA BENEDETTI e
ITALO CARMIGNANI Un mese dopo nuova chiamata; questa volta per una valutazione
di tutti gli infortuni. E la situzione, incredibilmente, si rovescia. La
complessiva percentuale di invalidità scende al 18 per cento, notevolmente
inferiore a quanto stabilito dalla sentenza del pretore, ribaltata quando è
ormai passata in giudicato da vent'anni. Senza contare che la revisione è stata
effettuata oltre i termini di prescrizione per gli infortuni (dieci anni) e le
malattie professionali (quindici anni). Tutto questo ad un pensionato di quasi
80 anni, costretto a correre di udienza in udienzada e fare ricorso al giudice
del lavoro, per far valere, nuovamente, quello che riteneva un diritto.
"Non che i soldi facciano sparire i dolori fisici - è l'amaro commento del
pensionato - ma almeno consentono di curarli. Negli anni le mie condizioni si
sono aggravate, chi mi ripagherà di questa perdita di tempo, un altro processo
che finirà chissà quando?". Barbara Z. potrebbe essere la nipote di Romolo
ed ha capito subito che doveva rimboccarsi le maniche per conquistare un posto
di lavoro. Anche lei sono anni che sogna e lotta, sono anni che vince e perde.
E non è finita. Barbara ha 35 anni, vive in provincia di Terni, lavora alle
Poste in quella di Perugia(media Valle del Tevere) e racconta una storia che
inizia nel 2002 e avrà sicuramente una fine visto che ci sarà un giudice di
Cassazione che dovrà decidere se Barbara, la postina, vince e conquista un
posto di lavoro o se Poste Spa vince e potrà regalarsi un bilancio con qualche
briciola di costo in meno. Barbara racconta: "Sono stata assunta
nell'ufficio postale della mia città. Ho lavorato nel 2002, come postina, per
una sotituzione per quasi due mesi. Avevo presentato la domanda tramite
l'ufficio di collocamento. Pensavo fosse finita lì, invece, un errore nel
decreto che dava il via libera alle assunzioni come la mia, ha aperto la strada
alla stabilizzazione". E così, Barbara da ex postina, ha intentato una
causa di lavoro e, in primo grado, il giudice di Terni, le ha dato ragione.
Festa, abbracci, posto fisso, stipendio, riassunzione e nuova destinazione.
Dalla provincia di Terni a quella di Perugia, da pendolare. Certo, una
faticata, una spesa, ma un posto di lavoro è sempre un posto di lavoro. Ancora
la giovane postina:"Sono in servizio effettivo dal giugno di due anni fa.
Tutti i giorni novanta chilometri per andare e tornare dal lavoro. Il mio
stipendio è di 1.100 euro al mese. Ogni mese la benzina mi costa più di 200
euro. Me ne restano novecento. E nel frattempo Poste spa ha opposto ricorso a
quella sentenza. E il 16 maggio scorso l'Appello, a Perugia, mi ha dato
torto". Cioè il cavillo del decreto, stavolta viene letto in favore delle
Poste. Barbara non si dà per vinta e il suo avvocato è pronto ad andare in
Cassazione. Barbara aspetta, spera e intanto, fa i conti: "Per sostenere due cause di lavoro ho speso 5 mila euro (il costo
della burocrazia, ndr), cioè quasi cinque mesi di stipendio. Ho dovuto fare tutto
da sola perché il sindacato a cui sono iscritta, la Cisl, mi ha detto che il
patrocinio non me lo davano perchè la causa era difficile. Cioè che avrei
perso. E' successo, ma chi deve tutelare i lavoratori? E le Poste perché
non utilizzano i soldi delle cause intentante da tanti altri come me, per
migliorare i servizi?". Domande che arrivano in fondo alla storia e che raccontano
la rabbia. Barbara e Romolo, un nonno e una che potrebbe essere la nipote.
Stessa sfida, stesso batticuore e tanti anni passati tra avvocati, tribunali e
carte bollate con la burocrazia che si annida dentro a
un cavillo e diventa un calvario. Altri casi simili? Eccoli. Viene accusato di
truffa e rischia di finire sotto processo perchè ritenuto un falso invalido:
per aver simulato di essere cieco. Ma il giudice per l'udienza preliminare si
rende conto che si tratta di un cieco, invalido al 100 per cento, e lo
proscioglie. E' accaduto ad un quarantacinquenne che forse non era molto
simpatico ad un suo vicino di casa che lo denunciò: "Fa finta di essere
cieco - avrebbe detto l'anonimo -, ma si accende regolarmente le sigarette,
preleva la posta dalla cassetta, guida l'auto e legge l'orologio". La
guardia di finanza avviò le indagini sul malcapitato e lo fece finire sotto
inchiesta: accusato di aver truffato il ministero dell'Interno che gli aveva
riconosciuto l'invalidità del 100 per cento e l'indennità di accompagnamento
dal 1986. E così l'indagato, effettivamente affetto da una forma di cecità che
non gli fa vedere altro che luci ed ombre, è stato costretto a difendersi dalle
accuse di un anonimo e dalle indagini della finanza. Davanti al Gup ha
dimostrato che nonostante il suo handicap riesce a muoversi con una certa
facilità e a fare alcuni gesti con naturalezza. Come leggere l'orologio, che è
comunque quello per non vedenti con il sistema braille.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rovincia di Perugia
che ha avviato il processo di semplificazione, standardizzazione e di
diffusione della modulistica così come previsto dal regolamento sul rapporto
tra i cittadini e l'amministrazione nello svolgimento delle attività e dei
procedimenti amministrativi dell'Ente. Tra l'altro gli uffici provinciali
dovranno giustificare i motivi per cui la richiesta di qualsiasi tipo di
domanda non vine accolta. L'avvio del processo, deciso in giunta, contempla una
prima fase dedicata agli schemi di moduli per le principali comunicazioni dei
procedimentali, al fine di facilitare e uniformare le modalità operative degli
uffici e dei servizi. Si tratta di un intervento, sopeiga una nota dell'Ente,
che si inserisce nell'attività di realizzazione del progetto di comunicazione
normativa e di semplificazione amministrativa denominato "La
semplificazione del linguaggio e della struttura dei testi
amministrativi", elaborato dal Servizio Organizzazione, Formazione e
Comunicazione dell'Ente e che porterà all'adozione di un linguaggio semplice,
comprensibile e chiaro nella redazione dei testi scritti, abbandonando nelle
comunicazione sia interne che esterne gli obsoleti termini da burocrati, e ad
una modulistica semplificata ed omogenea. "Il regolamento sui procedimenti
amministrativi - spiega dall'assessore provinciale ai servizi di comunicazione
Carlo Antonini - è nato come strumento per orientare l'amministrazione verso il
rispetto dei diritti dei cittadini, semplificarne il rapporto, rendere i nostri
atti trasparenti. Con l'adozione di questa nuova modulistica si compie un primo
passo in direzione della semplificazione che faciliterà e uniformerà le
modalità operative degli operatori, sviluppando e migliorando così le
competenze proprie dell'Ente e dei suoi dipendenti. La Provincia di Perugia
intende assumere infatti la semplificazione delle attività e dei procedimenti
amministrativi quale obiettivo prioritario, generale e permanente da perseguire
con misure di tipo organizzativo, tecnologico e procedurale". Il regolamento
garantisce regole e tempi certi ai cittadini e alle imprese, semplificazione e
trasparenza, linguaggio diretto e comprensibile a tutti, la possibilità di
avere un unico interlocutore e uno sportello unico per i cittadini. Inoltre,
introduce il termine di trenta giorni per la conclusione del procedimento e
l'obbligo, in caso di risposta negativa, di comunicare ai cittadini i motivi
che si oppongono all'accoglimento della richiesta, dando così ai richiedenti la
facoltà di produrre nuovi elementi, ad integrazione della loro istanza, che
possano essere utili all'ottenimento di un provvedimento favorevole.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-06-08 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Il caso Le imprese interessate minacciano di andare via
Polo tecnologico: "Non aspettiamo più" Le aziende: da 8 mesi manca
solo una firma Protestano i sindacalisti della Cisl: "In questo modo si
mettono a rischio investimenti e occupazione" SESSA AURUNCA - "Gli
imprenditori sono stanchi di attendere: se non si arriva al più presto alla
firma del contratto di programma, c'è il rischio concreto che anche loro
abbandonino l'iniziativa: sarebbe un danno enorme per il territorio, non solo
per i lavoratori". A lanciare ancora una volta l'allarme per le sorti
tormentate del Polo tecnologico Campania, è Adolfo De Petra, Rsu della Cisl.
"Sono passati quasi otto mesi dal terzo passaggio al Cipe, avvenuto lo
scorso 29 novembre - spiega il sindacalista - e incredibilmente l'iter non si è
ancora concluso con la firma davanti al notaio. Abbiamo più volte sollecitato
il ministero, che si è giustificato adducendo ragioni più o meno fondate per
giustificare i ritardi. Pochi giorni fa, ho sentito al telefono il presidente
della società consortile che rappresenta il soggetto proponente del contratto
di programma, Domenico De Donno: mi ha detto che le aziende sono al limite
della sopportazione. Per ben due volte, in previsione della stipula, erano
state sollecitate a preparare i certificati antimafia; e altrettante volte, a
causa dei continui rinvii, sono scaduti. La burocrazia sta mettendo a repentaglio un'iniziativa importantissima,
vanificando l'impegno profuso dai parlamentari e delle istituzioni locali: non
credo ci siano molti altri esempi di progetti rimodulati per ben due volte dal
Cipe, per non lasciarli fallire". L'idea del Polo tecnologico era
stata concepita circa cinque anni fa, per offrire una soluzione strutturale ai
370 lavoratori dello stabilimento ex Formenti- Seleco di Sessa Aurunca, finiti
in amministrazione straordinaria dopo la dichiarazione di insolvenza. Il
contratto di programma era stato approvato dal Cipe il 29 settembre 2004. Gli
investimenti ammessi erano pari a 93 milioni 406 mila euro, la metà dei quali
messi a disposizione da Governo e Regione. L'obiettivo era di creare 421 nuovi
posti di lavoro con iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico.
Soggetto proponente, una Scarl composta da 6 aziende: Dm Elektron Sexa srl,
Tecnopol, Manuli Film, Project srl, Europlastica, Incos. Ma Project srl venne
meno pochi mesi dopo; le ultime due, l'anno successivo. Per non far saltare il
progetto fu necessaria la prima rimodulazione, avvenuta il 2 dicembre 2005.
Subentrò Efm (Engineering & facility management), che si fece carico della
quota di investimenti di Europlastica Sud ed Incos (circa 36 milioni euro) e
delle assunzioni (211 addetti). Era una newco costituita per l'occasione da tre
imprese provenienti da ambiti diversi. L'azionista di maggioranza, con il 76%,
è Hospital service, che fa capo all'Idi (Istituto dermopatico dell'Immacolata).
Il restante 24% è equamente diviso tra Bartolini trasporti e Inform srl,
specializzata, invece, nei sistemi di automazione. Dopo una serie di incertezze
e ritardi, lo scorso anno abbandonarono il progetto anche Dm Elektron Sexa e
Manuli Film. Fu necessaria la seconda rimodulazione, che tagliò i contributi
pubblici loro destinati: dei 44 milioni 136 mila euro iniziali, ne sono rimasti
circa 20. Dei proponenti iniziali è rimasta solo Tecnopol (3,24 milioni di
investimento e 14 assunti). Pietro Falco L'area Nella foto la zona dove
dovrebbe sorgere il polo tecnologico.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MASSIMO BOCCUCCI
GUBBIO - Tutto sospeso, slitta ancora l'avvio dei lavori per la nuova strada
statale "Pian d'Assino", nel tratto ad ovest da Madonna del Ponte a
Mocaiana. Viene dai risvolti sulla gara d'appalto l'ultimo durissimo colpo alle
aspettative del territorio eugubino, martoriato dalla pessima viabilità. Le
procedure per assegnare i lavori si sono dilungate, salvo poi scoprire che
vanno verificate delle anomalie e si ipotizzano cinque ricorsi di altrettante
imprese sulle 24 (di cui una esclusa per polizza irregolare) che hanno
partecipato, presentando l'offerta, tra le 101 invitate. La matassa torna ad
ingarbugliarsi nonostante dall'aprile 2006, proprio alla vigilia delle elezioni
politiche vinte all'epoca dal centrosinistra, venne dato il via libera al
finanziamento anticipato dalla Regione per far partire l'opera. Risale al 26
ottobre 2007 la pubblicazione del bando per assegnare i lavori, con la scadenza
fissata al 20 novembre. In due anni si è transitati da un iter burocratico
all'altro senza arrivare ad una soluzione concreta, finchè è scoppiata l'ultima
grana che ritarda ulteriormente i lavori, che a questo punto rischiano
seriamente di cominciare non prima dell'anno prossimo. "Siamo molto
preoccupati per questo ennesimo brutto intralcio di cui non conosciamo i
particolari", spiega Pino Berettoni del comitato dei residenti dell'area
ovest che in passato ha messo in atto clamorose iniziative di protesta. Forse è
giunto il momento - viene fatto notare da più parti - di tornare ad alzare la
voce e ad attirare l'attenzione difronte alle pastoie
infinite della burocrazia e all'impietoso dilagare dei tempi. La gara d'appalto per
complessivi 15.775.701 euro, espletata il 13 maggio scorso, adesso fa i conti
con le anomalie dovute all'eccesso di ribasso riscontrate dalla commissione
nelle offerte presentate dalle imprese Castaldo Srl, Brunelli Costruzioni
Sas-Gmg Costruzioni Srl, Tecnis Spa-Cogip Srl, Si.Gen.Co Sistemi
generali costruzioni Spa, Co.Gel Spa.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-06-08 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Politica L'ex senatore smentisce le voci di un passaggio
con la destra di Storace Curto: "Resto in An e faccio il sindaco"
BRINDISI - Non calca più la scena politica come prima, ma non ha certo
abbandonato i suoi compiti nel partito. E sembra che non abbia affatto
intenzione di farlo neppure in futuro, malgrado qualche osservatore si dica
certo di un suo imminente passaggio a La Destra di Francesco Storace. E' così,
senatore Euprepio Curto? "Alleanza Nazionale è per me una seconda pelle.
Lo scenario di un mio passaggio altrove è irrealistico". Ma ora si va alla
fusione nel Pdl. "Finché ci sarà An, io starò con An. Se An non ci sarà
più, vedremo. Ci è stato detto che il Pdl è la casa comune, e se sarà così, il
nuovo partito sarà anche la mia casa. Posso essere un dirigente di alto profilo
anche lì, e non mi imbarazza una nuova esperienza, un nuovo contesto. E' una
sfida che mi interessa, e lo dico anche con una buona dose di autostima".
La faccenda di Italian Job, però, secondo qualcuno avrebbe spostato la sua
carriera politica se non sulla via del declino, almeno su una strada in salita.
"Un evento inconsistente, quello. Che ha certamente condizionato la
possibilità del mio ritorno in Parlamento. Ma non la mia vita politica. Le
faccio un esempio: se io oggi dovessi fare una scelta di collocazione altrove -
ma così non sarà - la perdita in termini di consensi per il mio partito non
sarebbe indifferente. In seguito a quella vicenda ho ricevuto numerosi
attestati di stima e di sostegno da varie parti, e soprattutto dall'opinione
pubblica della mia città". Allora è già pronto per fare il sindaco di
Francavilla Fontana, tra un anno, o pensa ad altri obiettivi? "Voglio
prima capire verso quali scenari ci stiamo avviando. Intendo, cosa sarà e cosa
diventerà il Pdl. Infatti per lunedì ho convocato una riunione con i dirigenti
provinciali di An su tre questioni: tesseramento, elezioni amministrative 2009
e problema Pdl. Per quanto mi riguarda, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto
fare un'esperienza regionale. Ma fare il sindaco non è affatto meno
importante". Francavilla oggi è in mezzo al guado, dopo il passaggio di
Cosimo Marinotti dalla guida dell'amministrazione comunale al seggio in consiglio
regionale lasciato libero dall'attuale senatore Michele Saccomanno. "Al di
là della mia disponibilità a candidarmi e a fare il primo cittadino, posso dire
subito una cosa. A Francavilla è necessario un sindaco che decida: sia sui temi
dello sviluppo, sia sui rapporti con la burocrazia, sia sulle varie emergenze. Un decisionista ". Senatore
Curto, una domanda un più personale, sui retroscena della sua vicenda recente.
Non tutti, nel suo partito e nel centrodestra, sono stati davvero solidali con lei.
Anzi. "Non c'è dubbio che quando accadono cose come quella che mi ha
colpito, c'è sempre qualcuno che ne approfitta per raggiungere obiettivi
che altrimenti gli sarebbe stato impossibile conquistare. Ma questo non mi
scandalizza affatto. Però i traditori no. Quelli non posso accettarli. Chi
sono? Chi ha ricevuto tutto da me, ricambiandomi con slealtà conclamata. Dire
che ciò mi ha ferito e nauseato è troppo poco". M. O. Euprepio Curto, ex
senatore di Francavilla Fontana.
( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-06-08 num: - pag: 1 autore: di
ARMANDO TORNO categoria: REDAZIONALE IL CAMPER E MILANO CHE CAMBIA LE SOLUZIONI
PER LA CITTà I l camper del "Corriere " arriva nei quartieri di
Milano e osserva, ascolta. Quella che sta compiendo è una sorta di visita
pastorale laica, grazie alla quale abbiamo avuto un importante scambio di
opinioni con i cittadini. Si raccolgono notizie sulla vita a Milano, si sentono
senza intermediari le opinioni sui pregi e sui difetti di una città che cambia.
Insomma, ci si rende conto senza l'ausilio della burocrazia e degli esperti di statistica di quel che va, di cosa manca, di
come dovrebbe essere una metropoli che si è ormai lasciata alle spalle la sua
antica identità e sta interrogandosi su quanto l'attende nel terzo millennio.
Non spetta a noi far notare il successo dell'iniziativa: diremo soltanto che
venerdì a Bruzzano c'era mezzo quartiere e che giovedì al Gallaratese è
avvenuta cosa analoga. Potremmo aggiungere, riassumendo le impressioni che i
nostri operatori hanno raccolto grazie alla ricordata esperienza, che oggi in
periferia si avverte una maggior milanesità che in centro e anche le proposte
degli abitanti sono sembrate più concrete. Forse perché lì i problemi si
toccano con mano o forse perché si partecipa veramente alla vita di quartiere.
Non sta a noi sciogliere dubbi di tal fatta, diremo soltanto che Quarto
Oggiaro, il Gallaratese, Bruzzano e altre zone visitate dal camper del
"Corriere" dovrebbero essere tenute in considerazione da chi fa le
scelte. Non vorremmo, su tale argomento, aprire una di quelle solite polemiche
sterili che in Italia sono ormai di casa. Diremo semplicemente - riprendendo
quanto ha scritto ieri su queste colonne Claudio Schirinzi - che si possono
creare eventi ad altissimo livello senza tuttavia dimenticare quel che succede
tra le nostre strade. L'esempio riportato di viale Jenner e di Chinatown - la
moschea e il quartiere cinese, che presentano problemi diversi ed entrambi
irrisolti - va esteso a molteplici situazioni. Bene: alla gente, da quel che
abbiamo sentito, interessa vedere soluzioni concrete di quel che è rimasto in
sospeso per anni e soltanto in un secondo momento assistere ai grandi eventi o
spellarsi le mani per manifestazioni dedicate al tempo libero del colto,
dell'inclito e del passante. La Milano del futuro, in altre parole, si deve
edificare sui problemi risolti più che sui progetti immaginifici; o, per fare
il solito esempio, più sul verde che sui festival di parole. Questo, almeno,
desidera la gente. Giangiacomo Schiavi - sempre ieri su queste colonne -
chiudeva il suo intervento facendo un appello al sindaco Moratti, invitando la
capace donna Letizia ad ascoltare le richieste di Bruzzano. Anche chi scrive si
mette in fila per ripetere la medesima cosa.
( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-08 num: - pag: 18 categoria:
REDAZIONALE Veltroni a Casal di Principe "Misure straordinarie anti
clan" CASAL DI PRINCIPE (Caserta) - Il Pd chiede al governo di inserire
nel decreto sicurezza varato dal consiglio dei ministri durante la riunione
svoltasi circa due settimane fa a Napoli, una serie di provvedimenti contro la
camorra. Lo ha annunciato Walter Veltroni (nella foto) nel corso della visita
che ha tenuto ieri- accompagnato dai ministri ombra Minniti e Tenaglia e dai
senatori ed ex prefetti Serra e De Sena - a Casal di Principe. Secondo il Pd
per contrastare efficacemente la criminalità organizzata bisogna spezzare il
suo potere economico. Perciò Veltroni chiede che venga istituita una stazione
unica appaltante, e cioè che gli appalti pubblici - grandi e piccoli - siano
gestiti solo e direttamente dalle prefetture, in modo da impedire che la
camorra possa aggiudicarseli attraverso le proprie imprese. Sollecitata anche la creazione una agenzia che si occupi
rapidamente della confisca e del riutilizzo dei beni sequestrati ai clan.
"In queste cose - ha detto il leader del Pd- bisogna oltrepassare la burocrazia e giungere velocemente a risultati decisivi". F. B.
( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE
Anagnina Inaugurato il sottovia fermo da sette mesi Mancato invito, è polemica
fra Medici e Alemanno Volano gli stracci, per l'inaugurazione della sottovia
dell'Anagnina che si è svolta ieri mattina alla presenza del sindaco Gianni
Alemanno e dell'assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera. Non tanto per
l'opera in sé, costata 2,7 milioni di euro e che doveva essere pronta già a
dicembre 2007, ma poi slittata per la mancata segnaletica e per problemi di
illuminazione. Un ritardo che Alemanno ha così commentato:
"Quest'opera era ferma da 7 mesi per una questione burocrazia: queste cose non devono più succedere. Oggi, però, sono
orgoglioso di consegnare questo sottopasso alla città". Ma ad accendere la
polemica è stata una questione di inviti tra il presidente del X Municipio
Sandro Medici e il Campidoglio. Una polemica iniziata alla vigilia
dell'inaugurazione, quando Medici aveva diffuso una nota denunciando "il
mancato invito alla cerimonia", e parlando di "irrispettosa
esclusione dell'ente territoriale dall'iniziativa ". Alemanno, allora, si
era attivato per invitarlo ("è sbagliato non farlo") e a quel punto
Medici aveva declinato. Ma il battibecco è proseguito anche ieri mattina, vista
l'assenza del presidente del X Municipio. "Anche se - ha detto Alemanno -
non c'era l'invito in pergamena, Sandro Medici sarebbe potuto venire. Da una
persona così di sinistra tutte queste cerimonie mi sembrano un po' fuori
luogo...". E poi il primo cittadino ha insistito: "L'assessore Ghera
lo aveva già invitato prima che lui facesse le proteste, poi l'ho invitato io
anche tramite una dichiarazione alle agenzie. La prossima volta gli manderemo
dei messi con la tromba sotto casa". Ghera ha aggiunto: "L'invito
glielo avevamo fatto tramite il cerimoniale. Medici ha solo voluto fare
polemica politica". La risposta dell'esponente del Prc non si è fatta
attendere: "Benché non sia un formalista, temo che questa spiacevole
vicenda nasconda quello che poi il sindaco ha sostenuto, e cioè a chi
bisognasse attribuire il merito di aver consegnato ai cittadini quell'opera
pubblica ". E sui disguidi per l'invito? "La telefonata va bene per
invitare un amico al bar. E io solo quella ho ricevuto dal cerimoniale del
Campidoglio, ma cinque minuti dopo la mia protesta. Non è un problema di trombe
nè di messi comunali, ma di grammatica istituzionale. Se poi si intende gestire
il comune di Roma con approssimazione, pressapochismo e un'impronta
peracottara, non c'è problema. Ci adegueremo". Quello con Medici non è
stato l'unico fuori programma della giornata. Perché durante l'inaugurazione un
gruppo di attivisti de "La Destra" ha protestato per l'apertura
dell'opera: "Questo sottopasso non è in sicurezza", c'era scritto su
uno striscione. In consiglio comunale, il partito di Francesco Storace porterà
un ordine del giorno per migliorare il progetto. "La nostra protesta -
spiega Fabio Sabbatani Schiuma - era contro il sottopasso, ma anche Alemanno
prima di inaugurarlo avrebbe dovuto accertarsi delle condizioni dei lavori
fatti ". Il sindaco "Anche se non c'era l'invito in pergamena Medici
sarebbe potuto venire, lui così di sinistra" Sindaco Gianni Alemanno
Presidente Sandro Medici.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
Berlusconi: meno tasse se pagano tutti Annuncia la stretta sulle
intercettazioni. Il premier colto da un lieve malore GENOVA. Silvio Berlusconi li
fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo
convegno, accolgono con un'ovazione il presidente del Consiglio che tiene un
discorso frizzante, brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in
famiglia. E ci tiene molto a marcare di essere il loro presidente del
consiglio, il premier degli imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un
canale preferenziale tra la loro organizzazione e Palazzo Chigi "per
raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa tramutarli in
legge". Un clima da "luna di miele" che il Cavaliere sottolinea,
supportandolo con l'esito di un sondaggio che dà il 65% dei consensi al suo
esecutivo. Berlusconi annuncia di aver messo a punto una norma che sarà varata
dal consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la quale si commina una
condanna a 5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica intercettazioni
telefoniche. Solo sanzioni pecuniarie per gli editori. L'annuncio è accolto con
preoccupazione dall'Associazione nazionale magistrati: "Lo strumento delle
intercettazioni - ha sostenuto il presidente dell'Anm Luca Palamara - è
fondamentale per le investigazioni non solo sui reati più gravi, ma anche per
quelli comuni come le estorsioni. Una selezione drastica rischia di restringere
la possibilità di indagare". Perplessità anche da parte dei giornalisti:
Fnsi e Unione nazionale cronisti hanno stigmatizzato il ritorno della minaccia
del carcere per chi "svolge il suo lavoro correttamente rendendo note le
notizie di cui è venuto in possesso". Il Cavaliere poi snocciola tutti gli
argomenti cari agli imprenditori accarezzando la platea. Fare le centrali
nucleari è "una necessità" e bisogna farle di corsa perchè trenta
anni fa (subito prima di Chernobyl) si è persa l'occasione per colpa della
sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato a
un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del petrolio. Entro luglio
sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di Napoli, perchè il
governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che protestano
bloccando aeroporti e strade. Quanto al costo della macchina dello Stato che da
noi ingoia il 50% di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è
semplice: "Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa
fare il suo certificato dal computer di casa sua". E grazie anche ai tagli
della spesa e alla lotta all'evasione si potranno ridurre le tasse. E lo slogan
del premier è "pagare tutti, pagare di meno". Per l'Alitalia, lui
pensa a un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione
che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui
abbiamo bisogno?" Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione
"perchè il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi" rende
molto più ragionevole il Pd. "E' un bel parlamento", si è compiaciuto
Berlusconi. "Martedì o mercoledì - annuncia Berlusconi - il Parlamento
europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure
delle nostre, consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare
fino a 18 mesi nei centri di accoglienza". Alla fine, ancora una
complicità: "Tanti auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che
cosa è il rischio. Vedete, io sono uno di voi". Applausi. Per fare una
battuta aveva esordito: "Quando incontrate uno della mia età, non gli
dite: "ti trovo bene" perchè non gli farà piacere". Non è stata
una battuta felice. Subito dopo il discorso, Berlusconi si accascia, accusando
un lieve malore.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Andrea Zampar: la
qualità rappresenta la carta vincente in un mercato globale In cinque anni
contiamo di passare da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bicinicco. Il sindaco:
insufficiente la presenza sul territorio, potremmo decidere di recedere
dall'accordo Servizio di vigilanza: convenzione a rischio BICINICCO. È in forse
la prosecuzione del servizio associato di vigilanza per il Comune di Bicinicco:
non pare vantaggioso rispetto a quello svolto autonomamente, e
l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Dino Strizzolo, sta seriamente
pensando se recedere dalla convenzione. Pare si andrà almeno a una modifica
delle clausole dell'accordo. Infatti i dubbi di Bicinicco sono condivisi pure
da altre amministrazioni comunale associate. È nell'ambito del territorio
palmarino che, a gennaio di quest'anno, si era organizzato il servizio in
convenzione, come previsto dalla cosiddetta Legge Jacob: oltre a Bicinicco, i
Comuni di Bagnaria Arsa, Chiopris Viscone, Gonars, Porpetto, Santa Maria La
Longa, Trivignano, Visco, Palmanova, con capofila quest'ultimo Comune, dopo un
paio di mesi di sperimentazione hanno deciso di mettere insieme le energie per
la vigilanza. Altri servizi che i nove municipi hanno messo in comune sono
quello per le gare e appalti, per gli acquisti. Per quanto riguarda le pratiche
del personale, al momento, si sono accordati due Comuni, si sta pensando di
estendere la convenzione anche al servizio erogato dall'ufficio tributi. Per
quanto concerne la polizia municipale, l'amministrazione comunale di Bicinicco
ha messo a disposizione il suo vigile urbano, che opera, attualmente, in gruppo
con altri 16, con l'obiettivo di ottimizzare e di razionalizzare il servizio,
come accade in altri Aster. Ma, secondo l'amministrazione comunale stessa, come
riferisce il sindaco Strizzolo, i conti non tornano circa la quantità di
presenza della vigilanza sul territorio e la copertura del servizio alle
manifestazioni; inoltre il peso della burocrazia fa rimpiangere la situazione precedente alla stipula del
documento. La convenzione, d'altra parte, prevede alcune clausole piuttosto
pesanti per chi decide di recedere dall'accordo. "Abbiamo già dato mandato
al gruppo dei segretari comunali - informa il primo cittadino di Bicinicco - di
studiare adeguate modifiche alla convenzione, soprattutto in relazione
alla possibilità di rescindere l'accordo". Quindi o il servizio ssarà
migliorato e o si ritornerà come prima. Paola Beltrame.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'associazione denuncia
la perdita di 224 imprese Chiesti investimenti nelle nuove infrastrutture Il
vicepresidente Ciriani: ci impegniamo a ridurre la pressione fiscale e
aumentare i contributi "L'economia ha smesso di crescere" Pavan: nel
secondo trimestre sviluppo zero. Pascolo: burocrazia inefficiente L'ASSEMBLEA DEGLI ARTIGIANI di STEFANO POLZOT Fuori
il cielo è plumbeo, ma anche dentro la sala congressi della Fiera il sole non
splende. A gelare l'assemblea dei delegati della Confartigianato, ieri
pomeriggio, il presidente della Camera di commercio, Giovanni Pavan.
"I dati del secondo trimestre - ha affermato - segnalano crescita zero per
l'economia provinciale". Una preoccupazione che, come consueto, Pavan non
vuole tradurre in sfiducia: "In passato siamo riusciti a superare momenti
difficili, la mia speranza e che anche questa volta riusciremo a compiere un
ulteriore salto in avanti". Un sentire, quello del presidente dell'ente
camerale, che è anche del presidente della Confartigianato, Silvano Pascolo. Se
è ben vero che con un milione di euro prodotti l'artigianato contribuisce al 20
per cento del Pil provinciale, per la prima volta da molti anni a questa parte
il saldo demografico delle imprese del settore è stato negativo. "A fine
anno - ha affermato - sono cessate 842 aziende e solo 618 si sono
costituite". Una situazione che ha spinto Pascolo a chiedere ai Governi
nazionale e regionale alcune politiche chiare: "Riduzione della pressione
fiscale, abbattimento della burocrazia, politiche a
sostegno delle imprese, in particolare quelle più piccole". Dalla Regione,
in particolare, il presidente si attende il rispetto dei tempi sul
completamento dell'A28 e la realizzazione della grande viabilità del mobile e
della Sequals-Gemona, senza dimenticare la messa in sicurezza della Pontebbana.
Sullo sfondo resta un petrolio che costa sempre di più, con un onere diretto al
distributore dei carburanti e indiretto quando si va a fare la spesa. La
risposta della politica è giunta dal presidente della Provincia, Alessandro
Ciriani, "per il quale non abbiamo più alibi, è necessario rispondere alle
istanze degli imprenditori". Da parte dell'ente intermedio, c'è la volontà
di velocizzare l'attuazione dell'accordo di programma da 239 milioni di euro
sulla viabilità. Il vice presidente della Regione, Luca Ciriani, ha condiviso
la preoccupazione per la congiuntura economica, "ma stiamo vivendo - ha
aggiunto - in un clima politico e sociale più costruttivo". Tra le
promesse "sconti sull'Irap e anche maggiori finanziamenti alle Camere di
commercio", come richiesto da quella pordenonese nell'ambito della
perequazione delle risorse. Sui sostegno alle imprese, Ciriani ha detto
"che non vorrei si fosse passati dai contributi a pioggia a quelli col
contagocce".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Slitta
l'installazione delle telecamere Iter burocratico lungo e complicato ROVEREDO
IN PIANO ROVEREDO. Non sono ancora state installate le due telecamere
recentemente acquistate dall'amministrazione comunale. La causa è da ricercare
nell'iter burocratico necessario al posizionamento degli occhi elettronici,
particolarmente lungo e articolato, portato avanti dalla polizia municipale di
Pordenone. In municipio a Roveredo in Piano sono un po' preoccupati per la
piega assunta dalla situazione e auspicano che si possa procedere al più presto
con l'installazione delle telecamere. "Certo è - spiega l'assessore alla
sicurezza, Carlo Chersovani - che speravamo in più rapidi, ma
evidentemente la burocrazia in Italia non accenna a diminuire. L'iter prevede diversi
permessi, un mucchio di richieste e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente
l'allarme sicurezza è rientrato, ma noi intendiamo procedere comunque in tal
senso, per evitare che quanto avvenuto nei mesi scorsi in paese si possa
ripetere". Le due telecamere in attesa di installazione sono le
prime di una serie della quale il Comune intende dotarsi per posizionarle nei
punti di maggior criticità del territorio. In particolare, i primi occhi
elettronici saranno posizionati nei pressi del municipio e nella zona delle
scuole. Le successive, invece, dovrebbero essere installate negli impianti
sportivi e in altri punti particolarmente sensibili. Tornando all'iter
burocratico, gli amministratori roveredani stanno facendo parecchie pressioni
sulla polizia municipale pordenonese per accelerare la tempistica, ma, sino
adesso, hanno ottenuto pochi risultati. La misura delle telecamere è una delle
prime assunte dall'amministrazione comunale in seguito agli episodi vandalici e
di microcriminalità che hanno interessato nei mesi scorsi il paese.
Probabilmente un gruppo di giovani desideroso di prodursi in qualche bravata è
l'autore dei fatti accaduti. Prima misura adottata l'ordinanza di chiusura
nelle ore serali e notturne dei parchi comunali firmata dal sindaco, Renzo
Liva. Quasi contemporaneamente, le forze dell'ordine hanno intensificato la propria
presenza sul territorio. Ora le telecamere, anche se c'è più di qualche
difficoltà nel loro posizionamento. (m.p.).
( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 136 del
2008-06-08 pagina 7 Sul grattacielo degli abusivi pioggia di sequestri in
arrivo di Redazione Prima le severe ordinanze comunali contro i call center,
ora le indagini serrate delle forze dell'ordine sui contratti di affitto. In
quel quadrilatero di vie, nel centro di Vicenza, circondato da palazzi abitati
da migliaia di immigrati, i clandestini godono della protezione e dell'appoggio
dei connazionali regolari. Viale Milano, via Torino, via Genova, via Firenze, è
qui che negli ultimi anni polizia e carabinieri hanno applicato con maggiore
frequenza la Bossi-Fini. C'è poi una specie di grattacielo, ribattezzato
Everest, una volta considerato l'avanguardia architettonica della città del
Palladio, ormai abitato quasi esclusivamente da extracomunitari di tutte le
nazionalità. Il sospetto è che molti di loro subaffittino
l'appartamento a connazionali clandestini: in questo suk di burocrazia, tra disperazione e illegalità, nei prossimi giorni potrebbe
calare la mannaia della nuova legge, con sequestri a pioggia. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
La legge Sarà
gestita dalla Regione Piemonte che si occuperà anche delle famiglie liguri.
Nuovi regolamenti per asili e servizi ai minori 08/06/2008 Genova. Il punto di
partenza sono il minore e la famiglia alla quale ogni bambino ha diritto.
Intorno a questo concetto l'assessorato ai servizi sociali della Regione
Liguria ha costruito una legge, all'approvazione della giunta nei prossimi
giorni, sui diritti dell'infanzia. A cominciare dalle adozioni, nazionali e
internazionali per cui le famiglie hanno bisogno di affiancamento e sostegno
non solo prima, ma anche dopo l'arrivo del bambino. Aspetto sul quale punta la
legge regionale che ha previsto una convenzione (100 mila euro il costo) con
l'agenzia per le adozioni internazionali costituita dalla Regione Piemonte (uno
degli accordi che costituiscono la base di azione della macro regione Limonte).
Aprirà una succursale a Genova e servirà da guida alle famiglie, sempre più
numerose, in cerca di una guida che li orienti nel dedalo
della burocrazia internazionale. Argomenti su cui, nei giorni scorsi, il vice
presidente della Regione Liguria Massimiliano Costa, con delega ai servizi
sociali, aveva favorito l'incontro tra il presidente del Tribunale dei minori
di Genova, Adriano Sansa e le Consulte regionali per la famiglia e per il Terzo
Settore. Obiettivo: affrontare i temi delle alle politiche per i minori
e gli strumenti da adottare per fronteggiare le emergenze che riguardano questa
fascia di popolazione. Ciò che è emerso è emerso uno spaccato della situazione
minorile in Liguria. "Èâ??stato posto l'accento sull'importanza di mettere
in atto una rete di servizi ed interventi integrati tra la sfera del Tribunale,
quella sociale e sanitaria e quella scolastica - ha spiegato Massimiliano Costa
- e su questa strada la Regione Liguria sta già operando da quando è entrata in
vigore la legge regionale sull'integrazione dei servizi sociali e
sociosanitari, due anni fa". Ora, dopo la legge 12 sui servizi sociali, è
in arrivo la sua naturale prosecuzione, ovvero la normativa sui minori e sulle
politiche per l'infanzia. La legge prevederà il riordino di tutti i servizi per
la prima infanzia, per renderli alla portata di tutti: asili nido, servizi
integrativi e domiciliari avranno tutti un loro regolamento attuattivo.
Importante anche la parte che si occupa dei minori vittime di reato, prevedendo
una forte integrazione tra servizi sociali, scuola e tribunale, così come sul
versante educativo grande attenzione è riservata dalla legge alla rete di
assistenza e di educazione dei minori quando è necessario un intervento in
famiglia. Al. Cost. 08/06/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere &
Opinioni Pagina 317 Come la cattiva burocrazia vanifica
Master and Back Beffato e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in
Inghilterra Come la cattiva burocrazia vanifica Master
and Back --> Dopo essermi laureato in Chimica a Cagliari nel 2003, ho
studiato per un dottorato di ricerca all'Università di Nottingham. Lo scorso
gennaio sono diventato Dottore di filosofia in Chimica. Sono cresciuto
professionalmente e culturalmente, ma ero lontano dal sole e dal mare sardo,
dagli amici e dalla famiglia. Convinto che lavorare nella mia terra mi avrebbe
galvanizzato, ho partecipato al progetto Master and Back che dava la
possibilità di lavorare per due anni in un centro di ricerca in Sardegna per
1.200 euro al mese. Ho vinto la selezione e firmato un contratto Co.Co.Co. con
l'Università di Cagliari per 800 euro netti al mese. Seicento in meno di quelli
che mi davano a Nottingham, perché dovevo pagare tutti i contributi. Ho
cominciato a lavorare il 10 maggio 2007, il primo stipendio è arrivato il 28
luglio: 1.500 euro in tutto. In Rettorato mi spiegarono che, avendomi
accreditato due mesi di lavoro in un'unica busta paga, la mia tassazione era
aumentata e il netto era di 750 euro mensili. Il successivo bando Master and
Back prevedeva uno stipendio di 2 mila euro, ma non poteva essere applicato a
noi. Io e tutti i colleghi protestammo presso l'Agenzia regionale del lavoro,
il presidente Soru, il capo di gabinetto Scano e il Centro regionale di
programmazione chiedendo l'adeguamento del contratto o una tassazione
inferiore. Sei mesi dopo, i nostri stipendi erano invariati. E allora via a
contattare nuovamente i responsabili dei vari uffici, mentre l'Università si
tirava fuori, in quanto soggetto ospitante e non responsabile del mancato
arrivo dei fondi. Infine, l'Agenzia regionale del lavoro ci indirizzò all'assessorato
al Bilancio, dove segretario particolare e direttore ci promisero una soluzione
rapida. Esausto per le lungaggini, per uno stipendio che non mi permetteva di
vivere, a 30 anni, senza l'appoggio dei miei genitori, e per la mancanza di una
prospettiva professionale, il 10 gennaio ho risposto al bando di una
multinazionale americana per un posto da ricercatore chimico a Derby, in
Inghilterra. In un mese mi hanno contattato e proposto un contratto annuale con
prospettive concrete per un lavoro a tempo indeterminato. Il 10 marzo già
lavoravo, il 18 sono arrivati i primi soldi e un mese dopo il primo stipendio
intero. Lavoro per questa società da quasi tre mesi e sono entusiasta. Intanto,
otto mesi dopo che la Regione promise di adeguare gli stipendi nel giro di
qualche settimana, i soldi vengono infine trasferiti all'Università, che
pagherà gli arretrati e aggiornerà le retribuzioni. A me spettano solo gli
arretrati, ma i miei colleghi continuano a vivere con 800 euro al mese. Alcuni
sono quasi a fine contratto ed è concreta la possibilità che non vedano
l'adeguamento. Almeno io mi sono liberato dallo stress causato da questa
battaglia contro le istituzioni e la lentezza politica e burocratica.
ALESSANDRO PERRA Grazie della denuncia, che si commenta da sé. Il programma
Master and Back sarebbe potuto essere un'ottima idea per contrastare la
cosiddetta "fuga dei cervelli". Purtroppo, rischia di collassare,
Strangolato dalla mala burocrazia. (d. p.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro
Pagina 5048 Ottana. Altri 15 posti a rischio dopo la revoca dei fondi
all'imprenditore milanese Aloisi Ecofridge e Legler, l'ora delle decisioni
Ottana.. Altri 15 posti a rischio dopo la revoca dei fondi all'imprenditore
milanese Aloisi Oggi a Macomer c'è Soru, gli operai pronti alla mobilitazione
--> Oggi a Macomer c'è Soru, gli operai pronti alla mobilitazione I
sindacati vogliono risposte certe sul futuro dei tre stabilimenti tessili della
provincia. Gli appelli non bastano più, così come gli accordi e i documenti di
protesta. Ecco perché la parola d'ordine è una sola: passare subito all'azione
e alla mobilitazione, anche dura. SORU A MACOMER Oggi sarà ancora una volta una
giornata di lotta e passione per i lavoratori della Legler. Alle caserme
"Mura" di Macomer arriva infatti il presidente della Regione Renato
Soru, impegnato in uno dei tanti appuntamenti elettorale in vista delle
amministrative. Un'occasione da non perdere insomma, per chiedere al
governatore notizie sulla vertenza e soprattutto sulle trattative in atto con
il misterioso imprenditore, intenzionato a rilevare e rilanciare i tre
stabilimenti tessili di Macomer, Ottana e Siniscola. Cosa stia frenando la
trattativa e perché non si sia ancora arrivati a una soluzione resta infatti un
mistero. E i lavoratori questa volta pretendono risposte, altrimenti
manifesteranno tutta la loro rabbia. "Non vogliamo la luna - dicono in
coro i leader sindacali - ma notizie e rassicurazioni, coscienti come siamo del
fatto che questo è un momento estremamente delicato". CRISI ECOFRIDGE Su
un altro fronte intanto, nella piana di Ottana, sta per morire una delle poche
iniziative imprenditoriali che erano riuscite a decollare. Alla Ecofridge,
infatti, presto si fermerà tutto, poiché i finanziamenti del Contratto d'Area
sono stati revocati dal Ministero a causa del ritardo con cui è stato
realizzato lo stabilimento. L'unica strada percorribile è quindi quella del
licenziamento: quindi lavoratori assunti da mesi rischiano di tornare subito a
casa. IL CASO L'iniziativa industriale, che doveva produrre sistemi
refrigeranti ad alta tecnologia, con un mercato di qualità anche negli Stati
Uniti, rischia quindi di scomparire, nonostante i buoni propositi e il voto di
buona condotta concesso dal comitato del Contratto d'area di cui fanno parte
anche dei sindacati. Così non si procederà all'assunzione di altri trenta
dipendenti, perché l'imprenditore milanese Giuseppe Aloisi ha ormai speso tutto
per far partire la fabbrica e, fra l'altro, l'esposizione con le banche è
andata oltre ogni possibilità. Ora non ci sono più capitali che tengano. BUROCRAZIA FATALE Anche se i vertici aziendali non si vogliono
arrendere e se la prendono con la burocrazia, che
gli ha impedito di fatto di dare speranze ad una quarantina di giovani. Il
Ministero per lo Sviluppo ha infatti voluto revocare i finanziamenti concessi
nell'ambito del Contratto d'Area a causa dei ritardi nella realizzazione dello
stabilimento. Ritardi che per l'Ecofridge sono però più che
giustificati, visto che per eliminare un palo dell'Enel, posto al centro
dell'area in cui doveva sorgere lo stabilimento, si è dovuto attendere ben
trenta mesi mesi, per l'allaccio dell'energia elettrica ben otto anni e per
quello dell'acqua fino al luglio dello scorso anno. Eppure c'è un mercato che
colloca l'azienda al primo posto in Europa e al secondo a livello mondiale. La
nuova azienda doveva dare lavoro, a regime, ad una quarantina di dipendenti. Ma
la revoca dei finanziamenti è arrivata proprio quando la fabbrica era ormai
pronta per entrare a regime con la produzione. Rischiano così di andare in fumo
investimenti per cinque milioni di euro, di cui un milione e 871 mila euro
concessi dallo Stato. IL TITOLARE Giuseppe Aloisi è molto amareggiato:
"Quello che sconvolge è la mancanza di risposte, perché da Roma veramente
non arriva nessun segnale, nonostante le nostre richieste". Inizia insomma
un mese di decisioni importanti, che rischiano di innescare una fase tra le più
drammatiche della storia industriale della Sardegna centrale. FRANCESCO
OGGIANU.
( da "Gazzettino, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL RETROSCENA Una valanga
di operazioni illecite con la mediazione della camorra NAPOLI - C'è la
mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo
nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda
che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto
("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.
Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada
Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia
di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore
sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le
aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia.
"Clean", grazie al visto della Provincia di Napoli. Qualcosa di
simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico
Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a
Villaricca.Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di
fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o
racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e
Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti
speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario
competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con
tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il
prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte
inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del
nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per
"legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le
province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord
industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire
alle porte di Napoli i propri rifiuti.E non c'è solo Pianura. Un'altra
inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In
questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le condizioni del
cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una
"piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in
un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm
Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una
maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a
Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di
disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di
firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di
tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo e di
spostare su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.Leandro
Del Gaudio.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il complesso
rapporto tra persone nello spettacolo "Lines" degli studenti
veneziani Mestre(c.col.) L'importanza della rete di relazioni che ciascuno
intrattiene con gli altri. La rilevanza del raffronto dialettico con l'alterità
in generale e le difficoltà annesse a tal tipo di confronto. Questi i temi
principali trattati l'altra sera al teatro Ex-Gil a Mestre dai ragazzi del liceo
scientifico Benedetti di Venezia in "Lines (=linee, confini. Ma anche
code, file)", ultimo spettacolo della sezione riservata ai laboratori
teatrali delle scuole della rassegna-concorso Piccoli Palcoscenici.In scena tre
distinti pezzi teatrali da cui emergevano le estreme difficoltà nell'accettare
gli altri, l'incapacità di convivere tranquillamente e di rispettare chi ci sta
intorno. Tra questi uno dedicato all'attualissimo tema dell'immigrazione, della burocrazia correlata, intesa come pretesto per impedire la libertà di
movimento. Un'insieme di situazioni da cui traspariva un unanime messaggio:
"anche se non ci è dato il potere di disarmare gli eserciti, abbiamo la
possibilità di disarmare la cultura ed il mondo, a partire proprio da noi
stessi, dalle nostre menti, permettendo un attraversamento più fluido,
un passaggio più accogliente e creativo, dei nostri stessi disagi, delle nostre
stesse sofferenze. Abbiamo il potere di liberarci in maniera lenta, dolce e
profonda da tutti i condizionamenti oppressivi che sono radicati - o che si
formano attraverso il martellamento mass-mediatico - dentro di noi e in tal
modo di disarmare gradatamente l'universo in cui viviamo".La rassegna
Piccoli Palcoscenici prosegue domani sera sempre alle 20.30 al teatro Ex-Gil con
il primo spettacolo della 2. sezione in concorso riservata ai laboratori
teatrali dei giovani, dal titolo "L'esame" interpretato dagli attori
del laboratorio Komoidia di Maerne.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fontanini,replica di
un filmgià vistoCi risiamo con i "fannulloni".Questa volta all'attacco
c'è il Presidente della Provincia di Udine che dalle pagine del Messaggero
Veneto lancia i suoi strali sui suoi dipendenti, colpevoli, secondo lui, di
essere assenteisti (pare di essere in un ospedale, dice), di avere un orario di
lavoro insufficiente (36 ore anziché 40), ecc...Abbiamo più volte riletto le
dichiarazioni del Presidente Fontanini ma alla fine - non c'è stato niente da
fare - abbiamo dovuto arrenderci: non c'è alcun accenno al grado di
funzionamento della azienda "Provincia" o alla qualità del servizio
reso dalla stessa.In breve, nelle sue dichiarazioni il Presidente non dice
affatto se durante questo breve periodo, dalla data della sua elezione, ha
potuto riscontrare all'interno della struttura burocratica dell'Amministrazione
specifiche condizioni di inefficienza che hanno provocato elementi di
difficoltà e ritardi nel servizio o, peggio ancora, danni a imprese,
associazioni o alla cittadinanza in genere.In altri termini, senza alcuna
analisi della situazione in atto (ancora peggio: si arriva candidamente a
dichiarare che l'Amministrazione non conosce oggi nè la qualità né la quantità
delle risorse umane che si ritrova alle sue dipendenze) il Presidente, con idee
particolarmente stravaganti quali l'aumento a 40 ore settimanali dell'orario di
lavoro - con quale fondamento giuridico o contrattuale? - o con la grande
trovata della riduzione della spesa e dell'aumento di produttività, dimostra di
avere tutta l'intenzione di voler partire dalla fine.Insomma, siamo anche noi
interessati a ritrovare nuove soluzioni atte a garantire un miglior
funzionamento della Amministrazione provinciale di Udine e di tutti gli uffici
pubblici ma per far questo è necessario capire dove sono stati riscontrati i
problemi e le difficoltà e quando le stesse sono provocate da eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dai comportamenti
dei lavoratori.E allora, il Presidente Fontanini faccia una cosa un po' più
semplice e dimostri di voler fare veramente sul serio: apra un tavolo di
discussione con tutte le Parti sociali (comprese quelle datoriali) della
provincia di Udine interessate al buon funzionamento della Amministrazione,
faccia una verifica dei punti di caduta dell'attività determinandone le cause e
poi presenti e discuta con le Organizzazioni sindacali del personale un
progetto di riorganizzazione che porti concretamente al miglioramento della
funzione della Amministrazione Provinciale.Un'ultima considerazione sul
"congelamento" delle 37 nuove assunzioni. Queste assunzioni sono il
frutto di un atto politico della "precedente Giunta", proposto e
condiviso dai sindacati e dalla RSU, e rappresentavano il numero minimo
indispensabile per coprire le emergenze.Il cosiddetto congelamento, a concorso
espletato e con le graduatorie finali già pubblicate, costituisce una grave
decisione sia nei confronti dei diretti 37 interessati, che addirittura
detengono la proposta di contratto di assunzione notificata a mezzo telegramma,
che anche e proprio per quel servizio che si intende migliorare ma che invece
rischia di subire un pesante contraccolpo, a partire, ad esempio, dai non
assunti 7 nuovi cantonieri, che dovrebbero essere destinati al controllo della
viabilità di circa
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Mi vogliono
far passare per extracomunitaria, ma non lo sono affatto". E venerdì,
approfittando della presenza a Mestre del ministro dell'Interno Roberto Maroni,
ha voluto far giungere il messaggio anche al responsabile del Viminale. La
signora al centro del caso (che preferisce mantenere l'anonimato) è nata a Fiume,
da genitori italiani, nel 1949, due anni dopo il Trattato di Parigi che ha
assegnato l'Istria, la Dalmazia e il Quarnaro alla federazione jugoslava del
maresciallo Tito. Nel 1951 si rifugia con la famiglia a Trieste e poi a Udine,
viene ospitata per qualche tempo nei campi di accoglienza di Gaeta e Latina e
nel 1960 giunge definitivamente a Marghera. Qualche anno dopo ottiene dal
Prefetto di Venezia l'attestato di profuga e tutti i suoi documenti, da quel
momento, dicono che è una cittadina italiana.Nel 1989 le arriva in soccorso
anche una legge del Parlamento italiano, esattamente la 54 del 15 febbraio 89,
che all'art. 1 recita: "Tutte le amministrazioni dello Stato, del
parastato, degli enti locali e qualsiasi altro ufficio, nel rilasciare attestazioni,
dichiarazioni, documenti in genere a cittadini nati in comuni già sotto la
sovranità italiana ed oggi compresi nei territori ceduti ad altri Stati ai
sensi del trattato di pace con le potenze alleate ed associate, quando deve
essere indicato il luogo di nascita dell'interessato, hanno l'obbligo di
riportare unicamente il nome italiano del comune senza alcun riferimento allo
Stato cui attualmente appartiene". Ma l'anno scorso, rivolgendosi
all'Agenzia delle Entrate per reclamare il mancato invio del tesserino
sanitario, si è sentita rispondere di non averne diritto: doveva munirsi di
tessera internazionale non essendo cittadina italiana e, inoltre, doveva essere
cambiato il codice fiscale.Forse l'addetto ha esagerato, perché comunque la
signora resterà sempre cittadina italiana, anche se, nel frattempo qualcosa è
davvero cambiato, perché una circolare del Viminale, la 42 del 31 luglio 2007,
sostiene che chi è nato dopo il 15 settembre del 1947 (Trattato di Parigi) deve
avere indicato sui propri documenti lo stato di nascita estero, che nella
fattispecie corrisponde alla ex Jugoslavia. "Non accetto nella maniera più
assoluta che sui miei documenti sia scritto ex Jugoslavia o Rijeka - Croazia,
perché ciò mi pone sempre nella condizione di dare delle spiegazioni negli
uffici pubblici o, addirittura, di subire domande che finiscono per umiliarmi -
spiega la signora che ora vive a Favaro - Ogni volta che esibisco i documenti
mi viene chiesto, per esempio, se parlo la lingua italiana, oppure se ho il
permesso di soggiorno ed altre domande che solitamente si pongono agli
stranieri. Non posso accettare, io che sono una regolare cittadina italiana da
58 anni, di essere scambiata per extracomunitaria. Pur capendo che si tratta
solo di una questione formale ho rivolto istanza al ministro Maroni affinché
faccia intervenire chi di competenza per rivedere il contenuto della recente
circolare che ha stravolto il significato di una legge italiana che nessuno,
tra l'altro, ha mai abrogato".Mauro De Lazzari.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'inchiesta si
allarga: dopo Pianura riflettori puntati su Villaricca. Disposta una
maxiperizia LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra negli anni degli
sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un
doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e
controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura,
quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui
sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi"
compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di
amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei
sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva
"clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti. "Clean"
(pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali assolutamente
immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al visto di
Palazzo Matteotti. Qualcosa di simile sta venendo fuori in un'altra indagine della
Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli
sversamenti avvenuti a Villaricca. Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista
nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue,
niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra
anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel
traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un
campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato
acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti
napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era
cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o
discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per
"legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le
province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord
industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire
alle porte di Napoli i propri rifiuti. Quello che altrove costava un milione, a
Napoli diecimila lire. E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare
chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la
prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord
sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di
percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale.
Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool
dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare
origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo
caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, dopo una class action che risale
allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno
strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani
immediati del commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano
la possibilità di aprire una discarica di Stato.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
LEANDRO DEL GAUDIO
C'è la mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura.
Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo
nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda
che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto
("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.
Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada
Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia
di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore
sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le
aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia.
"Clean", grazie al visto di Palazzo Matteotti. Qualcosa di simile sta
venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che
ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca.
Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non
manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul
versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano
imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti speciali e
pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario competitivo, prezzi
stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza
passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle
aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a
quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di
tangente a chi chiudeva un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi.
Per almeno cinque anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di
altri capoluoghi del nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano
e ottenevano di seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti. Quello che
altrove costava un milione, a Napoli diecimila lire. E non c'è solo Pianura.
Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a
Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le
condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante
occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in
un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm
Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una
maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a
Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di
disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di
firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di
tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo. Una
mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di
Stato.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA CITTÀ E I SERVIZI
Si era stabilito di collocare i ripetitori di telefonia solo sugli edifici pubblici
Ora la palla passa ai privati GIUSEPPE MIRETTO Maddaloni. Le
ragioni della burocrazia e dell'indolenza politica sono più forti della argomentazioni
della scienza applicata. Molto lavoro per nulla. Sul contenimento, il controllo
e la regolamentazione dell'inquinamento elettromagnetico, Maddaloni ha voluto
una campagna scientifica d'avanguardia: alla fine, rivelatasi costosa e pure
inutile. Per volontà del consiglio comunale (della commissione
Territorio e Ambiente) e della giunta, i regolamenti e l'applicazione dei
principi di massima cautela possono attendere. Anche quelli di massima tutela
della salute pubblica. Vince la deregulation e il Far West delle antenne:
finisce il blocco temporaneo delle istallazioni dei nuovi ripetitori di
telefonia mobile. Abbandonando i cittadini al loro destino, l'ente locale ha
deciso di rinunciare al "Piano di tutela della salute pubblica e della
legalità" (presentato in pompa magna dall'amministrazione Farina). E
quindi non sarà utilizzata la "mappatura dei siti, ritenuti
scientificamente idonei all'incremento dei campi elettromagnetici ad alta
frequenza (legati ad impianti di radiotrasmissione e ai ripetitori di telefonia
mobile) e, redatta dopo un anno di campionamenti, su tutto il territorio, dal
Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli (con il
professor Carmine Lubritto nel ruolo di arbitro tecnico). Un vero progetto
scientifico d'avanguardia. Peggio ancora, Maddaloni ha lasciato cadere anche
all' "intesa tecnica" temporanea con i gestori. Tim, Vodafone Italia,
Wind e H3G (Tre) avevano accettato temporaneamente di "congelare le nuove
richieste di istallazione e i relativi contenziosi amministrativi in atto,
bloccando l'avvio di nuovi contratti con privati per l'istallazione di ripetitori".
In cambio, il Comune avrebbe (dati scientifici alla mano) proposto
l'istallazione esclusiva e sicura, solo edifici pubblici, dei ripetitori su
zone strategiche. Sette i siti idonei: Palazzetto dello Sport, mercato
ortofrutticolo, torre faro in località giardinetti, cimitero, area Interporto,
ex-pretura e casa comunale. Invece, ha vinto la deregulation: torna la guerra
tra i privati e i condomini per accaparrarsi le istallazioni. Pur nel pieno
rispetto della legittimità delle iniziative dei gestori, le nuove stazioni
radio base stanno sorgendo proprio nelle aree, considerate dalla Sun per
"evitare di raggiungere un tasso di elettrosmog prossimo alla soglia
ammissibile (6 V/m secondo il Dl 381/98)". È quello che sta accadendo in
via Libertà (presso il condominio Stella): qui, in assenza del regolamento
comunale si procede a colpi di Dia e con ricorsi presso la sezione staccata del
Tribunale di Marcianise. I cittadini, traditi dal Comune, sperano ancora in un
interveto della magistratura. "Irrita - dice Carlo Scalera (Verdi) - il
silenzio della commissione Territorio e Ambiente. Prima, aveva chiesto indagini
più severe e una forte limitazione all'installazione di nuovi impianti. Oggi,
tace sul ritorno del Far West dell'etere". Resta in piedi solo la libera
contrattazione, tra privati e gestori, però affrancata da ogni criterio di
sviluppo sostenibile della rete di telefonia mobile come progettato dalla Sun.
In via Libertà, e non solo, segna soprattutto il passo l'ottenimento
dell'agognato obiettivo di qualità delle esposizioni nelle aree intensamente
frequentate (scuole, ospedali, uffici). A sinistra uno dei tralicci che
attraversano Maddaloni.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Norme
anticamorra nel decreto sicurezza" DALL'INVIATO PAOLO MAINIERO Casal di
Principe. Inserire nel decreto sicurezza anche le misure anticamorra. È la
richiesta di Walter Veltroni al governo dopo aver incontrato a Caserta forze
dell'ordine e magistrati. "La situazione è grave e le decisioni vanno
prese subito, perchè le pallottole corrono più veloci della burocrazia",
spiega Veltroni che porterà al ministro degli Interni Roberto Maroni le
proposte emerse dalla giornata casertana. Il leader del Pd, che trascorrerà il
pomeriggio a Casal di Principe, arriva in provincia di Caserta per testimoniare
la solidarietà del partito a una terra al centro di un'offensiva della camorra
che sta insanguinando il territorio con vendette trasversali e omicidi
eccellenti, l'ultimo quello di Michele Orsi. Con Veltroni ci sono i ministri
del governo ombra Marco Minniti (Interni) e Lanfranco Tenaglia (Giustizia) e i
senatori Achille Serra e Luigi De Sena. In prefettura la delegazione del Pd
vede prima il prefetto Enzo Monaco, il questore Carmelo Casabona, i comandanti
provinciali di carabinieri e guardia di finanza Carmelo Burgio e Francesco
Mattana; poi il procuratore di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo e il
coordinatore della Dda di Napoli Franco Roberti. E prima di lasciare la
prefettura Veltroni incontra privatamente Rosaria Capacchione, la giornalista
de Il Mattino minacciata dai Casalesi. Veltroni illustra in quattro punti le
proposte del Pd. Il primo: la stazione unica appaltante, necessaria "per
rompere il circuito perverso tra poteri criminali, politica e affari". Il
secondo: l'Agenzia nazionale per la confisca dei beni "per snellire le
procedure". Il terzo: l'applicazione del 41 bis "con fermezza e
determinazione". Il quarto: un patto per la sicurezza che comporti una
maggiore quantità e qualità di forze dell'ordine sul territorio. Negli incontri
si parla anche di certezza della pena e si discute anche dell'ipotesi di istituire
a Caserta la Corte di Appello e la Direzione distrettuale antimafia. Ipotesi
sulla quale sia Veltroni che Tenaglia si mantengono prudenti. "Dai
magistrati è stata espressa la necessità di rafforzare gli organici", si
limita a dire il leader del Pd. Ma il procuratore Lembo insiste:
"Occorrono soluzioni strutturali e la soluzione è creare una Dda a Santa
Maria e una corte di Appello a Caserta, che è l'unico capoluogo di provincia
importante ad esserne sprovvisto". Tiene banco, ovviamente, anche il tema
delle scorte dopo le polemiche per la mancata protezione di Michele Orsi. Si
poteva proteggere l'imprenditore? "Nelle condizioni attuali no, non era un
collaboratore", risponde Roberti. Mentre Tenaglia non entra nel merito.
"La nostra legge sui pentiti - osserva il ministro ombra della Giustizia -
è tra le più avanzate e garantite che ci siano in Europa". Ma la questione
delle scorte è comunque viva tanto che dopo l'incontro con procura e Dda
Veltroni sente al telefono il ministro della Giustizia Angelino Alfano per chiedergli
auto blindate per i magistrati casertani che ne sono sprovvisti. E Alfano gli
assicura il suo interessamento. Veltroni tocca anche il delicato tasto dei
rapporti tra i politici e la criminalità organizzata. Il leader del Pd esorta
la politica a "combattere con nettezza, con coraggio e con chiarezza ogni
zona di confine e di confusione con la camorra. Chiunque pensi di fare politica
in modo non chiaro e non nitido è estraneo alla concezione che io ho della
politica". Ma Italo Bocchino, casertano e vicepresidente dei deputati
della Cdl, lo attacca: "Anzichè la passerella a Casal di Principe,
Veltroni avrebbe fatto meglio ad andare al funerale del carabiniere ucciso a
Pagani". Però il segretario regionale del Pd Tino Iannuzzi ribatte: "La
visita di Veltroni conferma che il Pd si costruisce sulla linea
dell'intransigenza nella lotta alla camorra e nella selezione della classe
dirigente. E dal confronto sono emerse proposte forti e concrete utili anche ad
altre zone della Campania e del Sud".
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rifiuti tossici, così
i clan gestivano il business LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra
negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo
essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale,
abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla
discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice
contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e
"pericolosi" compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali
e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso
il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in
quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti.
"Clean" (pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali
assolutamente immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al
visto della Provincia di Napoli. Qualcosa di simile sta venendo fuori in
un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato
di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca. Pianura, dunque.
Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della
camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di
Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti,
specializzati nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi
al nord con un campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a
Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando
agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per
scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi
altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva
un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque
anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del
nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di
seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti. E non c'è solo Pianura.
Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a
Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le
condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante
occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in
un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm
Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una
maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a
Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di
disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di
firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere
fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo e di spostare
su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Casalnuovo, chiusi
anche quattro chioschi PINO NERI Casalnuovo. La sensazione è che l'antimafia
tenga ormai Casalnuovo nel mirino. In questo comune commissariato per
infiltrazioni della camorra i prefetti che guidano da cinque mesi la cittadina
a nord di Napoli stanno infatti pigiando il piede sull'acceleratore del
ripristino della legalità. Lo sgombero di quattro mansarde abusive, di
proprietà di un ex consigliere comunale di maggioranza, Luigi Minichino (Udc),
un costruttore, e la chiusura contestuale di quasi tutti i chioschi della zona,
alcuni dei quali sospettati di legami con i clan, sono solo l'ultimo esempio di
questa sorta di crociata sferrata dall'amministrazione governativa. Qualche
giorno prima era stato direttamente il prefetto Alessandro Pansa a ordinare
l'abbattimento, consumato in tempi da record per la nostra
macchinosa burocrazia, di una cancellata con cui gli abusivi avevano chiuso uno dei rioni
della grande speculazione edilizia, scoperta l'anno scorso dai carabinieri. Nel
frattempo l'ufficio urbanistico, retto da un nuovo dirigente esterno nominato
dai prefetti, tiene pronto un piano per sveltire le demolizioni di tutti gli
edifici sequestrati nell'area di periferia compresa nel grande scandalo
cementizio che fece il giro del mondo. Casalnuovo, intanto, osserva senza
protestare. Ne è una conferma lo sgombero delle mansarde abusive, cinquecento
metri quadrati di alloggi eretti sopra un palazzo residenziale del centrale
corso Umberto. Un'operazione, questa, portata a termine senza incidenti nel
primo pomeriggio di venerdi. I vigili urbani hanno allontanato nella più
assoluta calma le tre famiglie che abitavano gli immobili fuorilegge. Nessuna sceneggiata,
nessun drammatico tira e molla. Gli inquilini sfrattati hanno trovato
sistemazione altrove, sia pure, in qualche caso, nella scomoda precarietà
dettata dalle circostanze. La quarta famiglia da sgomberare era andata via già
alcuni giorni prima che facessero irruzione i caschi bianchi, guidati da tre
mesi dal vicequestore della polizia di Stato Vincenzo Gioia, giunto da queste
parti con l'avallo del questore di Napoli. Gioia sta sprizzando inflessibilità
da tutti i pori. Mentre faceva sgomberare le mansarde illegali dell'ex politico
locale contemporaneamente chiudeva i quattro chioschi più in vista della città.
I commissari ne hanno ordinato la rimozione entro il 25 giugno. Altrimenti
saranno abbattuti con le ruspe. Uno dei chioschi, che però non è in funzione da
tempo, è del più temuto pluripregiudicato di Casalnuovo. Un altro, quello fatto
serrare in piazza Mafalda, palazzi alti e recenti, un'isola pedonale ma pochi
alberi, è intestato alla moglie dell'ex consigliere-costruttore Minichino. Ma
legami e intrecci eccellenti fondano i sospetti sulla posizione degli altri due
esercizi "congelati", quello di piazza Giancarlo Siani, nella
frazione di Tavernanova, e quello posto all'ingresso della frazione-bunker di
Casarea, dove le ruspe stanno demolendo il più grande dei vari villaggi abusivi
sequestrati nel febbraio del 2007. Il provvedimento dei commissari contro i
chioschi è stato motivato così: "La tassa di occupazione del suolo
pubblico non è mai stata pagata, alcuni non potevano vendere gli alcolici e non
emettevano gli scontrini fiscali mentre altri realizzavano strutture abusive
attorno agli esercizi". Tutte le licenze sono state revocate.
( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mariano:
burocrazia enel Ditta ferma da mesi per una
spina marianoC'è già l'insegna, ma la serranda resta abbassata. La nuova carrozzeria
di Stefano Manenti, otto dipendenti, da due mesi è ferma: aspetta inutilmente
un intervento di Enel Energia per l'adeguamento dell'impianto elettrico. Nel frattempo, meandri burocratici
e "scintille" con i call center. Inutili. Sada a pagina 13
08/06/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
La scheda IL TEMA Il
nostro ?tour dell'orrore? tra burocrazia, tempi di
attesa infiniti, iter complessi e farraginosi è iniziato con il caso clamoroso
del rinnovo della patente di guida. L'inchiesta pubblicata ieri ha infatti
rivelato come spesso siano necessari tre, quattro mesi per ottenere da Roma il
tagliando adesivo da applicare sul documento. E per sostituire la
patente cartacea con quella in formato carta di credito occorrono 60-90 giorni
IL CASO Oggi, invece, vi raccontiamo la storia di un cittadino che da due mesi
aspetta di poter aprire una carrozzeria. Il motivo? Enel Energia non ha ancora
effettuato la voltura di un contatore e l'aumento di potenza necessario per far
funzionare i macchinari. A nulla sono servite, finora, le centinaia di chiamate
al call center della società. Il titolare si ritrova a dover pagare l'affitto
per un locale che non può utilizzare. "Ho già dovuto rinunciare ad alcune
commesse molto importanti" 08/06/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il cavallo di
caligola L' orologio senza lancette del burocrate Si possono usare le
argomentazioni più diverse, usare i toni più scandalizzati o più ironici, protestare o rassegnarsi, ma alla fine, nel rapporto fra
cittadino e burocrazia finisce sempre per porsi la questione fondamentale: quella del
tempo. Il problema vero, quello che rende questo rapporto così insoddisfacente,
tormentato, talvolta allucinante, è che il tempo della burocrazia non è quello del cittadino comune. Quest'ultimo è
abituato ad affrontare impegni che hanno scadenze temporali precise, non
eludibili. Infrangerle significa dover affrontare inevitabilmente qualche
guaio, rendere conto, discolparsi, trovare almeno una scusa plausibile,
impegnarsi a non ricascarci. Tutte noie che il burocrate sembra non conoscere.
Il suo tempo è diverso. Le lancette del suo orologio scorrono con velocità
diversa, talvolta accelerata talvolta rallentata. E comunque quasi mai il suo
lavoro è scandito dalla tagliola di una scadenza da rispettare ad ogni costo.
Ciò che non viene portato a termine oggi può essere ricominciato domani, o
dopo. Il burocrate, insomma, possiede un orologio, ma è come se mancassero le
lancette. *a.marino@laprovincia.it 08/06/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia
Paradossi
della Burocrazia L'allacciamento Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta
chiusa Esasperato il titolare che, con otto dipendenti, aspetta inutilmente da
due mesi C'è già perfino l'insegna. Ma la serranda resta tristemente abbassata.
Stefano Manenti non vedeva l'ora di mettersi al lavoro nella sua nuovissima
carrozzeria,
insieme a otto dipendenti. Invece, da due mesi a questa parte, aspetta
inutilmente un intervento di Enel Energia, fondamentale per far partire
l'attività. Burocrazie e lungaggini, insomma, hanno colpito ancora una volta
nel Comasco. LA STORIA "Il 10 aprile - spiega Manenti - ho chiesto di
procedere con la voltura di un contatore e con un aumento di potenza,
necessario per far funzionare diversi macchinari". Ma l'iter si è bloccato
subito: "Ancora oggi la pratica per la voltura risulta ?in lavorazione? e
non può esserci, quindi, l'aumento di potenza. Ho già dovuto rinunciare ad
alcune commesse molto importanti, sto subendo un danno economico e non so
nemmeno quando sarà possibile iniziare a lavorare nei nuovi locali: non li
posso utilizzare, ma intanto pago l'affitto?". Stefano Manenti è davvero
esasperato anche perché, come spesso accade in questi casi, fatica persino a
contattare un dirigente per protestare. Si scontra immancabilmente con il ?muro
di gomma? del call center: dall'altra parte della cornetta c'è un operatore,
che non può sbloccare da solo situazioni simili. "Ho fatto centinaia di
telefonate al call center di Enel ma non ho mai ottenuto informazioni esaustive
sul merito del problema - racconta Manenti - Nella maggior parte dei casi
dicono che la pratica risulta ancora ?in lavorazione? e che l'operatore può
soltanto effettuare una segnalazione o un sollecito. Ce ne saranno ormai
moltissimi a nome mio, tuttavia non è cambiato nulla. Peraltro - prosegue il
cittadino - non è semplice parlare con qualcuno del call center; spesso cade la
linea e mi è capitato di dover attendere un'ora prima che un operatore
rispondesse". LA RABBIA Il titolare della carrozzeria di Mariano non
esclude di intraprendere un'azione legale e si è già rivolto ad alcune
associazioni che si occupano di tutela dei consumatori: "Ho chiesto aiuto
al Codacons lombardo e a Federconsumatori - sottolinea - ma ho scritto anche
all'Autorità per l'energia elettrica". Inoltre, Manenti ha recentemente
segnalato la sua disavventura alla trasmissione televisiva Striscia la notizia:
"Comincio a credere che soltanto il Gabibbo possa sbloccare questa assurda
situazione". Anche recandosi di persona negli uffici dell'Enel, infatti,
Manenti non ha ottenuto risultati: "In compenso, ho trovato molte persone
alle prese con problemi simili al mio - dice - Ma si tratta davvero di una
magra consolazione". Nonostante diversi tentativi, ieri non è stato
possibile contattare l'ufficio stampa di Enel. Possiamo solo sperare che il
problema si risolva presto: Stefano Manenti e i suoi operai vorrebbero posare
presto per una foto all'interno della carrozzeria. Non davanti a una serranda
abbassata. Michele Sada 08/06/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-06-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Como, La)
Argomenti: Burocrazia
Buonanotte Regole
nautiche per l'immigrazione clandestina (m.schiani@laprovincia.it) Il dibattito
sull'immigrazione clandestina ha registrato talmente tante opinioni che
aggiungerne una non è certo cosa particolarmente originale. Tuttavia, appunto
perché ormai si è detto di tutto, aggravare il fardello con un singolo
intervento non potrà peggiorare di molto la situazione. Dunque, ecco qua. Alla
radice del problema pare di poter individuare il confronto tra due diverse
visioni. La prima è quella che vede il mondo come una sorta di nave. La seconda
quella che lo considera un porto. Nel primo caso, il concetto di clandestinità
è scontato e pressoché necessario: su una nave, clandestino è chiunque non sia
un passeggero, un membro dell'equipaggio o quel tizio in calzoni corti della
serie tv "Love Boat". Nel secondo caso, la definizione di
clandestinità si stinge fino quasi a scomparire. I porti, per tradizione, sono
luoghi liberi al passaggio dove i visitatori non sono richiesti di qualifiche
particolari per ubriacarsi nelle taverne, concedersi amori occasionali e
concludere la serata con l'indispensabile tatuaggio. I porti sono anche luoghi
di lavoro dove la buona volontà e la forza delle braccia
vengono spesso considerati prevalenti sulla burocrazia. Chi si
attiene con rigore all'una o all'altra delle due visioni difficilmente metterà
in discussione il proprio atteggiamento nei confronti dei clandestini. L'ironia
del tutto sta nel fatto che, ovviamente, i concetti stessi di "nave"
e "porto" sono indissolubilmente necessari l'uno all'altro.
08/06/2008.