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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL  8-6-2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (61)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Il centro commerciale costruisce la rotonda ( da "Stampa, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: epoca rispose che era possibile a patto di costruire una rotatoria per regolare il traffico. A complicare le cose è intervenuta la burocrazia e le richieste di modifiche al progetto sono state tante e tali da fare trascorrere gli anni e indurre alla fine la società a ritirare il progetto di ampliamento del centro commerciale.

L'artigianato di 1200 imprese ( da "Trentino" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia pubblica, le tasse e la rivendicazione del ruolo che le piccole aziende radicate sul territorio hanno nella valle e nel Trentino per reggere la sfida della globalizzazione. "La delocalizazzione per noi non esiste ma quando succede alla grande industria la salvezza è l'artigianato" - ha concluso ricordando la chiusura della Lange di Mollaro e la crisi occupazionale parzialmente

AGRICOLTURA ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: padroni della nostra politica agraria e detteremo noi il prezzo dei nostri prodotti,non saremo più schiavi del bastone della burocrazia e la carotina dei contributi comunitari gestiti dai poteri forti. Edi Scaini Responsabile provinciale all'agricoltura Lega Nord NOI E LO STATO Sotto la legge la libertà Sub lege libertas: è questo il motto (in latino) della nostra Polizia di Stato.

Intercettazioni, stretta di Berlusconi ( da "Trentino" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?

Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare La delusione del vicepresidente della Provincia, Peli, per lo stop all'autostrada della Valtrompia Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare.

Così Brescia può competere ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infrastrutture da migliorare ma anche burocrazia da semplificare, per Bettoni, "visto che l'eccesso di leggi, 220 mila in Italia, ha portato a complicare ogni procedimento burocratico", riflettendosi anche sulla "qualità di vita" delle imprese bresciane, "la cui crescita nel primo semestre del 2008 - per Bettoni - è apparsa in calo rispetto allo stesso periodo del 2007,

Latte e suinicoltura: le emergenze ( da "Provincia di Cremona, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ulteriore trasferimento di risorse allo sviluppo rurale con un aumento della condizionalità e della burocrazia. Non mancherà un'analisi del rapporto tra agricoltura ed energie rinnovabili, che dopo una forte spinta iniziale, anche a causa dei prezzi agricoli, manifesta qualche problema. Altri temi trattati riguarderanno i problemi legati al territorio.

Sono nati a dualchi ma lo stato civile li ha registrati nell'anagrafe di borore - tito giuseppe tola ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è un muro di gomma che assorbe ma non risolve i problemi. In questo caso lo farà il tempo. La vicenda burocratica sta creando difficoltà di ogni tipo. L'identità di un cittadino, oltre che da nome, cognome e luogo di residenza, e costituita anche da data e luogo di nascita.

Fannulloni in provincia, i sindacati insorgono ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per garantire il miglior funzionamento della Provincia e di tutti gli enti pubblici - concludono - è necessario capire dove sono stati riscontrati i problemi e le difficoltà e quando sono provocati da eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dal comportamento dei lavoratori".

La burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'abs ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iter è ancora fermo La burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'Abs Il nuovo progetto anti-fumi da 17 milioni di euro è fermo da mesi in attesa dell'autorizzazione L'investimento deciso per ridurre l'inquinamento POZZUOLO. Un nuovo impianto fumi da 17 milioni di euro fermo da mesi in magazzino in attesa di autorizzazione: è l'ennesimo ostacolo burocratico che Abs,

<Una vicenda assurda, occorre buonsenso> ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo capisco che la burocrazia a volte va contro la logica delle cose ma, se si riuscisse a superare questi limiti normativi, sarebbe un bene per tutti. Ho dato mandato al nostro ufficio legale ? aggiunge il sindaco ?, affinché trovi un sistema per risolvere la questione, che a mio avviso sfiora l'assurdità.

INDAGINI in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E quando si parla di denaro, la carta non è solo burocrazia inutile, ma anche un sistema anti-riciclaggio, basato su comunicazioni agli enti di controllo, che impedisce sostanzialmente che ingenti somme di denaro 'emigrino' nel mondo senza alcuna traccia, come appunto sarebbe avvenuto verso San Marino.

Non c'è solo il caro gasolio ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assenza di contributi per cambiare le reti e alla troppa burocrazia che ci costringe a bussare troppe volte per il rilascio dei documenti delle dotazioni di bordo". Continua la protesta quindi, nessuna delle oltre trenta imbarcazioni dello strascico e della piccola pesca ha preso il largo, in quest'ultima settimana mentre nelle pescherie, si danno fondo alle ultime scorte dei frigo.

Un potere enorme sulle famiglie, con pochi controlli ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e che deve andare oltre la mera burocrazia". Quel che l'avvocato Roveda non racconta è la lunga battaglia che ha condotto per permettere ai genitori di Carlo Raimondi Cominesi - che due anni fa uccise la moglie - di vedere la nipotina. Battaglia vinta a colpi di ricorsi e carte bollate, contro la fredda burocrazia di chi voleva scaricare sui genitori le colpe dei figli.

I sindaci disertano l'assemblea sui problemi del sistema sanitario ( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che andavano infrangendosi nel guazzabuglio della burocrazia e della generalizzata indisponibilità di posti letto per terapia intensiva. Avrebbero appreso dai diretti interessati della totale assenza di chiarimenti in cui viene mantenuto il personale di ostetricia, che a quasi un anno e mezzo di distanza dalla decisione di riorganizzare il punto nascita,

Berlusconi: meno tasse se pagano tutti ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". E sulle tasse dice: "Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione fiscale". Il presidente del Consiglio cita alcuni dati: "Dobbiamo continuare la lotta all'evasione se è vero che ci sono 100 miliardi di euro in meno nelle casse dello

Sorpresa: il comune riapre in anticipo il tunnel ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: messa di mezzo la burocrazia e un inutile ricorso che ci ha fatto perdere tempo prezioso. Ma credo sia già molto evidente che la Provincia abbia superato la sua prima fase di assetto. Ora è passata a una politica del fare. Questo nostro intervento su strade vitali per la città è un primo segnale di rottura con una politica viaria poco attenta che per anni si è trascinata avanti"

Spiritu santu, la strada fantasma i lavori inizieranno entro l'estate ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i lavori per creare la viabilità alternativa inciampano tra i lacci della burocrazia. L'estate carica di turisti si affaccia. Ma i tempi per completare la via che sembra smarrita si dilatano all'infinito tra contestazioni, procedure discutibili e sgambetti istituzionali tra Comune e Provincia. Una lotta con poco fair play che sembra essere arrivata a un punto di svolta.

La caritas fa spazio ai nuovi poveri ( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto è fermo riguardo al vecchio progetto di una casa per senza fissa dimora, che vescovo e sindaco di Grosseto cullano da tempo "senza essere riusciti a sbloccare le pastoie della burocrazia, la quale impedisce di acquisire terreni dietro villa Pizzetti. Siamo allo stallo - dice Agostinelli - e non per mancanza di volontà, ma perché siamo legati". Elisabetta Giorgi.

L'eredità dei Rosselli: libertà e democrazia ( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: statalismo fascista e alla creazione in Italia di una forte burocrazia statale e parastatale ed è invece favorevole a un'economia a due settori che favorisca l'iniziativa privata ma riservi allo Stato quelle industrie che abbiano una forte attinenza ai settori cruciali e pubblici dell'economia. Fondamentale nella sua ispirazione è il tema delle autonomie locali e del federalismo all'

La burocrazia blocca i lavoriQuinto "assedia" Tursi ( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Donate le carrozzine snobbate dall'ass ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pubblico non è in grado di attuare a causa della burocrazia. Nel frattempo le famiglie attendono, patendo per delle situazioni che necessitano di una risposta celere. Rimuovere le barriere non è fare la carità ma promuovere un diritto". Concetto sottolineato anche dal neopresidente della consulta regionale disabili Mario Brancati: "Una città accessibile non serve solo ai disabili,

"distruggiamo la camorra" ma il paese sta a guardare - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E questo significa che la nostra agricoltura ha costi maggiori che nel resto d'Italia. Noi collaboriamo, ma non ci lasciate soli". Veltroni annuisce. "Ci vogliono interventi incisivi e veloci da parte dello Stato - avverte il leader del Pd - le pallottole vanno più veloci della burocrazia".

Santini (fi) bartelloni, non ti capisco ( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dico tutta, la storia di FI gronda di libertà, di difesa dei diritti collettivi e dei singoli, e ha come valore principale la gestione della cosa pubblica in senso aperto e più vicino ai cittadini, cercando di abolire tutti i lacci della burocrazia. Caro Giuseppe, questa volta mi resta difficile comprenderti".

Veltroni a casal di principe sfida la camorra "è una guerra che non ammette armistizi" - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le pallottole corrono più della burocrazia" DARIO DEL PORTO dal nostro inviato Casal di principe -"Qui c'è una guerra che non ammette armistizi e deve essere vinta dallo Stato": nella Casal di Principe ferita dall'offensiva scatenata dalla camorra, Walter Veltroni chiama alla ribellione contro le cosche e mette in campo un pacchetto di misure straordinarie che,

Domani si insedia Innerbichler ( da "Corriere Alto Adige" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da due anni è anche sindaco di Campo Tures: "Ho cercato di gestire l'ente come se fosse un'azienda, risparmiano nelle tasse e nelle imposte a favore della popolazione. Mi batterò con il Wirtschaftsring per ridurre la burocrazia e ridurre le tasse, a patto che il mondo economico rimanga unito". Artigiano Helmuth Innerbichler è anche sindaco di Campo Tures.

Berlusconi: meno tasse se pagano tutti ( da "Libertà" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?

PERUGIA - Per la scienza medica sarebbe un caso da studiare; per la burocrazia un errore o, ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia un errore o, peggio, un tentativo di truffa ai danni dello Stato; per la giustizia invece è l'assurdo in aula. Intanto per la realtà è la triste storia di Romolo Marini, un anziano invalido settantenne, cui l'Inail intende abbassare la percentuale d'inabilità permanente, con conseguente riduzione dell'ammontare dell'

Malati di burocrazia ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Un mese dopo nuova chiamata; questa volta per una valutazione di tutti gli infortuni. E la s ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per sostenere due cause di lavoro ho speso 5 mila euro (il costo della burocrazia, ndr), cioè quasi cinque mesi di stipendio. Ho dovuto fare tutto da sola perché il sindacato a cui sono iscritta, la Cisl, mi ha detto che il patrocinio non me lo davano perchè la causa era difficile. Cioè che avrei perso. E' successo, ma chi deve tutelare i lavoratori?

PERUGIA - A volte, per battere la burocrazia basta poco. E quel poco promette di averlo scovato la P ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Polo tecnologico: <Non aspettiamo più> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia sta mettendo a repentaglio un'iniziativa importantissima, vanificando l'impegno profuso dai parlamentari e delle istituzioni locali: non credo ci siano molti altri esempi di progetti rimodulati per ben due volte dal Cipe, per non lasciarli fallire".

GUBBIO Tutto sospeso, slitta ancora l'avvio dei lavori per la nuova strada stata ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attenzione difronte alle pastoie infinite della burocrazia e all'impietoso dilagare dei tempi. La gara d'appalto per complessivi 15.775.701 euro, espletata il 13 maggio scorso, adesso fa i conti con le anomalie dovute all'eccesso di ribasso riscontrate dalla commissione nelle offerte presentate dalle imprese Castaldo Srl, Brunelli Costruzioni Sas-Gmg Costruzioni Srl,

Curto: <Resto in An e faccio il sindaco> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sia sui rapporti con la burocrazia, sia sulle varie emergenze. Un decisionista ". Senatore Curto, una domanda un più personale, sui retroscena della sua vicenda recente. Non tutti, nel suo partito e nel centrodestra, sono stati davvero solidali con lei. Anzi. "Non c'è dubbio che quando accadono cose come quella che mi ha colpito,

LE SOLUZIONI PER LA CITTÀ ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ausilio della burocrazia e degli esperti di statistica di quel che va, di cosa manca, di come dovrebbe essere una metropoli che si è ormai lasciata alle spalle la sua antica identità e sta interrogandosi su quanto l'attende nel terzo millennio. Non spetta a noi far notare il successo dell'iniziativa: diremo soltanto che venerdì a Bruzzano c'

<Misure straordinarie anti clan> ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sollecitata anche la creazione una agenzia che si occupi rapidamente della confisca e del riutilizzo dei beni sequestrati ai clan. "In queste cose - ha detto il leader del Pd- bisogna oltrepassare la burocrazia e giungere velocemente a risultati decisivi". F. B.

Mancato invito, è polemica fra Medici e Alemanno ( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un ritardo che Alemanno ha così commentato: "Quest'opera era ferma da 7 mesi per una questione burocrazia: queste cose non devono più succedere. Oggi, però, sono orgoglioso di consegnare questo sottopasso alla città". Ma ad accendere la polemica è stata una questione di inviti tra il presidente del X Municipio Sandro Medici e il Campidoglio.

Berlusconi: meno tasse se pagano tutti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". E grazie anche ai tagli della spesa e alla lotta all'evasione si potranno ridurre le tasse. E lo slogan del premier è "pagare tutti, pagare di meno". Per l'Alitalia, lui pensa a un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'

Siamo all'avanguardia grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vero freno alla nostra crescita dimensionale e di fatturato viene dalle infrastrutture e la burocrazia ci opprime frustrando la voglia di osare Tra i dipendenti ci sono senso di appartenenza e sana competizione: siamo un team coeso "Siamo all'avanguardia grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra" Parla il presidente della Metalinox azienda di Fiumicello nata nel 1981 " " UDINE.

Servizio di vigilanza: convenzione a rischio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inoltre il peso della burocrazia fa rimpiangere la situazione precedente alla stipula del documento. La convenzione, d'altra parte, prevede alcune clausole piuttosto pesanti per chi decide di recedere dall'accordo. "Abbiamo già dato mandato al gruppo dei segretari comunali - informa il primo cittadino di Bicinicco - di studiare adeguate modifiche alla convenzione,

L'economia ha smesso di crescere ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pascolo: burocrazia inefficiente L'ASSEMBLEA DEGLI ARTIGIANI di STEFANO POLZOT Fuori il cielo è plumbeo, ma anche dentro la sala congressi della Fiera il sole non splende. A gelare l'assemblea dei delegati della Confartigianato, ieri pomeriggio, il presidente della Camera di commercio, Giovanni Pavan.

Slitta l'installazione delle telecamere ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma evidentemente la burocrazia in Italia non accenna a diminuire. L'iter prevede diversi permessi, un mucchio di richieste e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente l'allarme sicurezza è rientrato, ma noi intendiamo procedere comunque in tal senso, per evitare che quanto avvenuto nei mesi scorsi in paese si possa ripetere".

Sul grattacielo degli abusivi pioggia di sequestri in arrivo ( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il sospetto è che molti di loro subaffittino l'appartamento a connazionali clandestini: in questo suk di burocrazia, tra disperazione e illegalità, nei prossimi giorni potrebbe calare la mannaia della nuova legge, con sequestri a pioggia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Un'agenzia regionale per aiutare le adozioni ( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in cerca di una guida che li orienti nel dedalo della burocrazia internazionale. Argomenti su cui, nei giorni scorsi, il vice presidente della Regione Liguria Massimiliano Costa, con delega ai servizi sociali, aveva favorito l'incontro tra il presidente del Tribunale dei minori di Genova, Adriano Sansa e le Consulte regionali per la famiglia e per il Terzo Settore.

Beffato e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in Inghilterra ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Opinioni Pagina 317 Come la cattiva burocrazia vanifica Master and Back Beffato e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in Inghilterra Come la cattiva burocrazia vanifica Master and Back --> Dopo essermi laureato in Chimica a Cagliari nel 2003, ho studiato per un dottorato di ricerca all'Università di Nottingham.

Ecofridge e Legler, l'ora delle decisioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA FATALE Anche se i vertici aziendali non si vogliono arrendere e se la prendono con la burocrazia, che gli ha impedito di fatto di dare speranze ad una quarantina di giovani. Il Ministero per lo Sviluppo ha infatti voluto revocare i finanziamenti concessi nell'ambito del Contratto d'Area a causa dei ritardi nella realizzazione dello stabilimento.

Una valanga di operazioni illecite con la mediazione della camorra ( da "Gazzettino, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.

Benedetti tra convivenza e immigrazione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia correlata, intesa come pretesto per impedire la libertà di movimento. Un'insieme di situazioni da cui traspariva un unanime messaggio: "anche se non ci è dato il potere di disarmare gli eserciti, abbiamo la possibilità di disarmare la cultura ed il mondo, a partire proprio da noi stessi, dalle nostre menti,

Fontanini, replica di un film già ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dai comportamenti dei lavoratori.E allora, il Presidente Fontanini faccia una cosa un po' più semplice e dimostri di voler fare veramente sul serio: apra un tavolo di discussione con tutte le Parti sociali (comprese quelle datoriali) della provincia di Udine interessate al buon funzionamento della Amministrazione,

La "battaglia" della profuga fiumana che la burocrazia vuole extracomunitaria ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

L'INCHIESTA SI ALLARGA: DOPO PIANURA RIFLETTORI PUNTATI SU VILLARICCA. DISPOSTA UNA MAXIPERIZIA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.

LEANDRO DEL GAUDIO C'è LA MEDIAZIONE DELLA CAMORRA NEGLI ANNI DEGLI SVERSAMENTI TOSSICI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.

MADDALONI, TORNA ANTENNA SELVAGGIA ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le ragioni della burocrazia e dell'indolenza politica sono più forti della argomentazioni della scienza applicata. Molto lavoro per nulla. Sul contenimento, il controllo e la regolamentazione dell'inquinamento elettromagnetico, Maddaloni ha voluto una campagna scientifica d'avanguardia: alla fine, rivelatasi costosa e pure inutile.

NORME ANTICAMORRA NEL DECRETO SICUREZZA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia", spiega Veltroni che porterà al ministro degli Interni Roberto Maroni le proposte emerse dalla giornata casertana. Il leader del Pd, che trascorrerà il pomeriggio a Casal di Principe, arriva in provincia di Caserta per testimoniare la solidarietà del partito a una terra al centro di un'offensiva della camorra che sta insanguinando il territorio con vendette trasversali

RIFIUTI TOSSICI, COSì I CLAN GESTIVANO IL BUSINESS ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord.

CASALNUOVO, CHIUSI ANCHE QUATTRO CHIOSCHI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in tempi da record per la nostra macchinosa burocrazia, di una cancellata con cui gli abusivi avevano chiuso uno dei rioni della grande speculazione edilizia, scoperta l'anno scorso dai carabinieri. Nel frattempo l'ufficio urbanistico, retto da un nuovo dirigente esterno nominato dai prefetti, tiene pronto un piano per sveltire le demolizioni di tutti gli edifici sequestrati nell'

Ditta ferma da mesi per una spina ( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mariano: burocrazia enel Ditta ferma da mesi per una spina marianoC'è già l'insegna, ma la serranda resta abbassata. La nuova carrozzeria di Stefano Manenti, otto dipendenti, da due mesi è ferma: aspetta inutilmente un intervento di Enel Energia per l'adeguamento dell'impianto elettrico.

La scheda ( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra burocrazia, tempi di attesa infiniti, iter complessi e farraginosi è iniziato con il caso clamoroso del rinnovo della patente di guida. L'inchiesta pubblicata ieri ha infatti rivelato come spesso siano necessari tre, quattro mesi per ottenere da Roma il tagliando adesivo da applicare sul documento.

L' orologio senza lancette del burocrate ( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: protestare o rassegnarsi, ma alla fine, nel rapporto fra cittadino e burocrazia finisce sempre per porsi la questione fondamentale: quella del tempo. Il problema vero, quello che rende questo rapporto così insoddisfacente, tormentato, talvolta allucinante, è che il tempo della burocrazia non è quello del cittadino comune.

L'allacciamento Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta chiusa ( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Paradossi della Burocrazia L'allacciamento Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta chiusa Esasperato il titolare che, con otto dipendenti, aspetta inutilmente da due mesi C'è già perfino l'insegna. Ma la serranda resta tristemente abbassata. Stefano Manenti non vedeva l'ora di mettersi al lavoro nella sua nuovissima carrozzeria,

Regole nautiche per l'immigrazione clandestina (m.schiani@laprovincia.it) ( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: volontà e la forza delle braccia vengono spesso considerati prevalenti sulla burocrazia. Chi si attiene con rigore all'una o all'altra delle due visioni difficilmente metterà in discussione il proprio atteggiamento nei confronti dei clandestini. L'ironia del tutto sta nel fatto che, ovviamente, i concetti stessi di "nave" e "porto" sono indissolubilmente necessari l'uno all'altro.


Articoli

Il centro commerciale costruisce la rotonda (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUNO. DAVANTI AL RISPARMIONE Il centro commerciale costruisce la rotonda Cambia la viabilità sulla strada regionale 229, tra Suno e Cressa, con la costruzione di una grande rotatoria davanti al centro commerciale Risparmione. L'intervento è iniziato nei giorni scorsi e finora è proceduto a rilento perchè ostacolato dalla pioggia. A fare realizzare l'opera è la società proprietaria del centro commerciale, la "Corolla spa". Da anni tra il Comune di Suno e la società erano state avviate delle trattative per trovare una soluzione ad uno degli snodi più importanti della strada regionale del lago d'Orta, dato l'intenso afflusso di veicoli che ogni giorno va al Risparmione. L'accordo definitivo è stato siglato nel 2007 ed è stato approvato nel novembre scorso: la società si faceva carico della costruzione della infrastruttura stradale. In questi giorni l'impresa, la De Giuliani di Cressa, ha iniziato i lavori, che non prevedono solamente la costruzione della grande rotonda, che renderà più sicuro il tratto di strada, ma anche modifiche all'acquedotto, il potenziamento dell'illuminazione e alcune variazioni nell'area ora adibita a parcheggio. La storia della rotonda risale a circa quindici anni fa, quando la Corolla chiese l'autorizzazione per un ampliamento del centro commerciale. In cambio l'amministrazione comunale di Suno dell'epoca rispose che era possibile a patto di costruire una rotatoria per regolare il traffico. A complicare le cose è intervenuta la burocrazia e le richieste di modifiche al progetto sono state tante e tali da fare trascorrere gli anni e indurre alla fine la società a ritirare il progetto di ampliamento del centro commerciale.

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L'artigianato di 1200 imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

In mostra c'è la realtà di un settore sempre più vitale CLES. Tanti banchieri e molti politici l'altra sera all'apertura della mostra dell'Artigianato in valle di Non al Centro Sportivo di Cles. A tagliare il nastro tricolore, con lo sfondo delle note dell'Inno di Mameli suonato dalla banda della Terza Sponda Anaune, è stata la presidente FranÇoise Chini. "L'ultima mostra della mia gestione, per questo mi commuovo" - ha esordito la Chini che dopo otto anni al vertice degli artigiani nonesi ad inizio 2009 passerà la mano. Poi ha snocciolato le cifre dell'artigianato valligiano con 1200 imprese (cresciute di cento unità in questi ultimi anni) e oltre 3000 addetti. Un intervento orgoglioso e d'attacco con nel mirino la burocrazia pubblica, le tasse e la rivendicazione del ruolo che le piccole aziende radicate sul territorio hanno nella valle e nel Trentino per reggere la sfida della globalizzazione. "La delocalizazzione per noi non esiste ma quando succede alla grande industria la salvezza è l'artigianato" - ha concluso ricordando la chiusura della Lange di Mollaro e la crisi occupazionale parzialmente salvata dall'impresa artigiana"Ghezzi Chiodi" di Tuenno. Elogio della micro impresa anche da Denicolò che ha parlato di "giardinaggio economico": far crescere tante piccole imprese che insieme formano una rete ed una realtà che s'integra e che si sostiene reciprocamente. "E' l'unica via praticabile per la stabilizzazione economica del territorio: la politica ci deve capire ed aiutare" - ha concluso. Concetti ripresi da Ghirardini e dall'assessore provinciale Panizza. Ospite privilegiato della mostra è la scuola professionale Enaip di Cles, rappresentata dal direttore Luca Branz, che ha lodato il clima di collaborazione tra artigianato e scuola di formazione professionale, ma ha chiesto un passo in avanti per rafforzare le qualifiche dei ragazzi che dalla scuola entrano nel mondo del lavoro. Oggi la mostra rimarrà aperta fino alle 22 con in vetrina 57 artigiani e una serie di stand gastronomici. (g.e.).

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AGRICOLTURA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA Finalmente un ministro padano Da agricoltore e responsabile provinciale all'agricoltura della Lega Nord la soddisfazione è grande ad avere un ministro Padano all'agricoltura. Ed è un grande segnale per l'agricoltura, visto che in questo ultimo periodo il settore agricolo è tornato al centro dell'economia. Nel giro di due anni si è passati da un mercato mondiale dominato dalle eccedenze a una situazione di penuria con l'aggravante che la situazione non è di carattere congiunturale ma strutturale. Avere un ministro all'agricoltura Padano significa difendere la propria identità, recuperare il rapporto con la storia e la propria terra contro una globalizzazione alimentare senza regole, favorendo prodotti locali. Non bisogna dimenticare la crisi a livello mondiale che non vuol dire solo l'aumento dei prezzi del pane o del risotto, ma che per migliaia di uomini donne e bambini che vivono con a disposizione meno di un dollaro al giorno la conseguenza è morire di fame o ingrossare il fiume di persone che emigrano verso gli stati più ricchi. Nella campagna elettorale da poco conclusa ho avuto il piacere di conoscere molti agricoltori mantovani e oltre ad un voto operaio sono convinto anche di un grande consenso da parte degli agricoltori al quale va il mio personale ringraziamento, ringrazio il presidente della Confagricoltura e gli associati per averci dato la opportunità di spiegare il nostro programma e di èssere stati giudicati in merito alle nostre proposte e non al colore della camicia. Durante i numerosi incontri oltre alle problematiche dei vari settori due frasi mi sentivo ripetere, una era che "voi della Lega ascoltate solo i cobas". La Lega Nord ascolta tutti quelli che vogliono parlare seriamente. Sicuramente cercheremo di lavorare nell'interesse di tutti anche di quelle persone che giudicano i leghisti dei volgari barbari razzisti vestiti di verde. Altra frase "i politici non parlano di agricoltura". Su questa frase dovremmo tutti farci un esame personale, partendo da una semplice domanda, perché a capo della Confindustria unica associazione imprenditoriale industriale il loro presidente è la signora Emma Mercegalia industriale. Mentre in agricoltura ugualmente una realtà imprenditoriale non abbiamo una unica associazione ma siamo divisi da ideologia politica e al vertice abbiamo dei presidenti che non sono agricoltori? Altra situazione da esaminare che alcuni mesi fa in occasione della visita in Italia della commissaria europea, la sig. Fischer Boel, le organizzazioni di categoria non sono riuscite a presentare un documento unico sulle quote latte ma ogni sindacato aveva un proprio documento. Al contrario poche settimane fa ad un convegno a Firenze alla sig. Fischer è stato consegnato un testo comune sulla verifica della PAC firmato da ben 11 sigle sindacali: Cia, Confagricoltura e Copagri, Federalimentari, Confindustria le 4 organizzazioni della cooperazione Fedagri - Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital, Ascat Unci, nonchè le 3 federazioni dei sindacati dei lavoratori agricoli e agroalimentare Fai- Cisl, Flai Cgil e Uila-Uil. La domanda è perché sulle nostre quote latte dopo 25 anni non si riesce a scrivere un documento comune mentre sul fiume di euro della PAC questi signori trovano un punto di accordo? Vorrei ricordare che il peso di questo documento non è dato dal numero dei presidenti firmatari ma dal peso economico che rappresentano un peso realizzato dal lavoro di agricoltori e operai. Se gli agricoltori Padani iniziassero a valorizzare il peso della nostra agricoltura, non solo basandosi sulle dimensioni della propria azienda agricola, ma facendo gioco di squadra di tutta la Padania con una sola voce che rappresenti i sei miliardi di euro di fatturato della agricoltura Padana. Così facendo faremo impallidire tutte quelle persone dai grossisti a dirigenti delle grosse catene di distribuzione. Diventeremo padroni della nostra politica agraria e detteremo noi il prezzo dei nostri prodotti,non saremo più schiavi del bastone della burocrazia e la carotina dei contributi comunitari gestiti dai poteri forti. Edi Scaini Responsabile provinciale all'agricoltura Lega Nord NOI E LO STATO Sotto la legge la libertà Sub lege libertas: è questo il motto (in latino) della nostra Polizia di Stato. Tranquillizzato, oltre che dagli agenti che vigilano sulla nostra sicurezza, lo sono anche per il significato del motto stesso che, tradotto in italiano, suona: sotto la legge la libertà. All'art. 3 della Costituzione Italiana, leggo però che tutti i cittadini...sono eguali davanti alla legge.... Di certo il legislatore ha sviscerato da ogni punto di vista, quello linguistico compreso, il rapporto del cittadino con la legge, ma, visto che alla legge dobbiamo obbedire, e che si obbedisce a qualcosa o a qualcuno che ci è superiore, penso che tale rapporto risulterebbe più chiaro se, al sopra-citato art. 3, trovassimo scritto: Tutti i cittadini...sono uguali sotto la legge.... Gianfranco Mortoni SOLIDARIETA' Grazie all'UNCI per il contributo L'Associazione "...con vista sul mondo onlus" desidera ringraziare pubblicamente l'U.N.C.I. sezione provinciale di Mantova nella persona del suo presidente e tutti gli associati per aver voluto esprimere la propria solidarietà e vicinanza concreta nei confronti del Progetto Kobe a Bukavu in Congo. Questa associazione, insieme alla OnGlocale SUD - KIVU MSAADA, si propone: di sostenere l'acquisto di un centro medico per evitare che l'area sulla quale sorge l'ospedale venga venduta e consentire quindi di ampliare le possibilità di intervento in questa zona colpita da gravi malattie endemiche infettive (malaria, colera, tbc, poliomelite,...); di formare il personale locale; di inviare medicinali e strumenti medicali; di costituire un centro nutrizionale supplementare per bambini denutriti; di prevenire le patologie materne infantili. Crediamo doveroso esprimere la nostra riconoscenza pubblicamente, sicuri che si tratta di un gesto che esprime quei sentimenti di carità di cui il Vangelo ci fa portatori. Renato Bottura Daniele Benedini Associazione "... con vista sul mondo onlus" IMPRESE Tutti i meriti del governo Prodi Le politiche a favore delle Piccole e medie imprese sono strategiche per lo sviluppo dell'economia nazionale. Sono anche un tratto della questione politica del Nord. Rileviamo che l'ex Governo Prodi aveva stanziato nel suo secondo e ultimo anno di vita un fondo per le PIM di circa 300 milioni di euro; oltre all'organico e sistematico programma Industria 2015. Finanziamenti e non parole. Considerazioni sul ruolo di queste imprese e non promesse. Ma leggo che alla Camera dei deputati il primo atto del Governo Berlusconi è stato quello di dirottare questo fondo a ricapitalizzare l'Alitalia. Non voglio parlare dell'Alitalia ma solo sottolineare e ricordare ai nostri imprenditori, anche mantovani che questa è la considerazione e la politica d'investimento sulle Pim di Berlusconi. Vedremo più avanti e staremo attenti e favorevoli a ripensamenti. Speriamo che questo governo rispetti almeno le rettifiche agli studi di settore sulle Pim, che Prodi aveva concordato con le associazioni di categoria, per agevolare fiscalmente artigiani e piccole imprese. Intanto i carburanti salgono di prezzo e così aumentano i costi di produzione e le entrate fiscali per Berlusconi. Ruggero Ruggeri.

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Intercettazioni, stretta di Berlusconi (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il premier ai giovani industriali: per pagare meno tasse bisogna che le paghino tutti. E sul nucleare conferma: è una necessità Intercettazioni, stretta di Berlusconi Autorizzate solo per mafia e terrorismo, 5 anni di carcere per chi sgarra Lieve indisposizione del Cavaliere, ma si è subito ripreso DALL'INVIATA ANTONELLA FANTò SANTA MARGHERITA. Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con una ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a marcare di essere il loro presidente del consiglio, il premier degli imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro organizzazione e Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa tramutarli in legge". Un clima da "luna di miele" che il Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un sondaggio che gli dà il 65% dei consensi. Anche lui, come quasi tutti gli industriali prima, non pronuncia mai la parola "lavoratori", sostituendola con il sostantivo "sindacati", colpevoli di quasi tutte le macerie che si trovano nel paese. Berlusconi annuncia di aver messo a punto una norma che sarà varata dal consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la quale si commina una condanna a 5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica intercettazioni telefoniche. Sarà un "divieto assoluto", ha spiegato Berlusconi: le intercettazioni potranno essere eseguite e utilizzate solo nelle indagini sul terrorismo e sulla criminalità organizzata, cioè mafia. Solo sanzioni pecuniarie per gli editori. In altre parole, chi ha il capitale paga una multa, gli altri finiscono in galera. Berlusconi vuole continuare ad avere vicino gente che ha grandi aspettative dal suo governo e già si preoccupa: "Se vi deludo, che cosa succederà?", chiede retoricamente agli industriali, ma poi ostenta sicurezza nel futuro e nel successo. Il Cavaliere snocciola tutti gli argomenti cari agli imprenditori accarezzando la platea. Fare le centrali nucleari è "una necessità" e bisogna farle di corsa perchè trenta anni fa (subito prima di Chernobyl, n.d.r.) si è persa l'occasione per colpa della sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato ad un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del petrolio. Entro luglio sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di Napoli, perchè il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda che nelle discariche, attraverso la camorra, il nord ha mandato i rifiuti nocivi delle industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia il 50% di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è semplice: "Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?". Quanto alle tasse per ridurre "bisogna che le paghino tutti". Dunque: avanti con la lotta all'evasione fiscale. Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione "perchè il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi" rende molto più ragionevole il Pd. In fin dei conti si è realizzato il suo sogno e quello di Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il nostro paese abbia un rigurgito di razzismo, nessun problema. "Martedì" annuncia Berlusconi "il Parlamento europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre, consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare fino a 18 mesi nei centri di accoglienza". Alla fine, ancora una complicità: "Tanti auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che cosa è il rischio. Vedete, io sono uno di voi". Applausi. Per fare una battuta aveva esordito: "Quando incontrate uno della mia età, non gli dite: "ti trovo bene" perchè non gli farà piacere". Non è stata una battuta felice. Subito dopo il discorso, Berlusconi si accascia, accusando un lieve malore.

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Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia pag. 29 Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare La delusione del vicepresidente della Provincia, Peli, per lo stop all'autostrada della Valtrompia Lazzati: nucleare e infrastrutture per il rilancio. Bettoni: ma anche burocrazia da semplificare.

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Così Brescia può competere (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE ASSISE DEI DIRIGENTI. Agli Artigianelli l'annuale appuntamento con dirigenti nazionali e locali. Ospiti Bettoni (Cdc) e Peli (Provincia) "Così Brescia può competere" di Andrea Podestani Vincere la battaglia dell'internazionalizzazione "a tutti i costi", per uscire dalla crisi del mercato interno e rilanciare sempre più l'impresa bresciana oltre confine. Una strategia vincente, prospettata ieri mattina dal presidente della Camera di commercio di Brescia, Francesco Bettoni, durante l'assemblea annuale di Federmanager Brescia, all'istituto Artigianelli: un incontro che ha radunato più di 50 professionisti e al quale hanno partecipato anche il vicepresidente della Provincia, Aristide Peli, il presidente nazionale di Federmanager Edoardo Lazzati e quello bresciano, Elsa Giuni. Autorità amministrative ed economiche concordi con i vertici dell'associazione su un punto sostanziale: "Il rilancio dell'economia locale deve seguire la strada dell'internazionalizzazione delle imprese - come sintetizzato da Bettoni - senza trascurare l'attenzione verso il rinnovamento infrastrutturale in Provincia". Un tema particolarmente caro ad Aristide Peli, che da vicepresidente con delega ai Lavori pubblici non ha potuto che constatare con amarezza la recente decisione del Tar di bloccare i lavori per il raccordo autostradale di collegamento tra la A4, Ospitaletto, Sarezzo e Lumezzane, ossia l'autostrada della Valtrompia: "Un progetto che ha più o meno la mia età - ha commentato ironicamente Peli - e che è ancora fermo". Una decisione discutibile, visto che "per rilanciare l'economia e il mercato del lavoro - secondo Peli - è fondamentale puntare sulla qualità, sulle competenze dei professionsiti senza tralasciare lo sviluppo della provincia e del suo territorio". Uno sviluppo da attuare anche a livello nazionale, per Edoardo Lazzati: "Nucleare e infrastrutture sono le le linee guida da seguire per il rilancio del Paese - ha sottolineato -, da avviare puntando su una collaborazione più stretta tra dirigenti e politica, evitando le generalizzazioni che vedrebbero nei manager un'ulteriore casta privilegiata". Infrastrutture da migliorare ma anche burocrazia da semplificare, per Bettoni, "visto che l'eccesso di leggi, 220 mila in Italia, ha portato a complicare ogni procedimento burocratico", riflettendosi anche sulla "qualità di vita" delle imprese bresciane, "la cui crescita nel primo semestre del 2008 - per Bettoni - è apparsa in calo rispetto allo stesso periodo del 2007, ferma allo 0,4% contro il +2,7% dell'anno precedente". L'assemblea dell'associazione - nella quale è stato approvato il bilancio annuale, chiuso in positivo per 170 euro - ha visto anche la premiazione di 4 soci iscritti da 40 anni: i premiati sono Carlo Fantoni, Alessandro Miscia, Angelo Valcamonico e Antonio Zanella.

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Latte e suinicoltura: le emergenze (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 8 giugno 2008 Benvenuto P.Review srl Al centro dell'appuntamento ci saranno anche i timori legati alla riforma Ue Latte e suinicoltura: le emergenze di Ildebrando Bonacini CREMONA ? L'argomento del momento alla prossima assemblea della Libera di sabato prossimo sarà certamente la crisi dei prezzi delle principali produzioni della zootecnia cremonese: latte e suini. Per il latte in settimana è previsto un incontro con Assolatte e ad oggi non sappiamo come potrà svilupparsi, per i suini la crisi dura ormai da più di un anno ed i produttori sono esasperati. La cerealicoltura sta vivendo un momento di serenità dopo anni e anni di crisi dei prezzi e di ribasso dei mercati. Tuttavia è minata da un esagerato incremento dei costi di produzione, dovuti al balzo del petrolio e del costo della mano d'opera. La cosa che più colpisce è che la crisi della zootecnia avviene in un momento in cui vi è una forte richiesta di prodotti alimentari, e più in generale di tutte le materie prime. E' evidente allora che sono in atto speculazioni sulla pelle dei produttori. In ogni caso la Libera non intende subire passivamente questa situazione e, con i suoi dirigenti, sta cercando di studiare soluzioni in grado di poter sollevare le sorti dei produttori. Si va da manifestazioni di protesta e azioni di forza, come nel caso del latte, a proposte di intervento sui mercati, come si sta cercando di fare nel settore dei suini. Certamente sono strade accidentate e di non facile percorrenza. Ma provarci è d'obbligo. Sabato una parte importante verrà riservata alla riforma della Pac, anche con l'intervento del presidente confederale Vecchioni. Le proposte circolate fanno paura, sia nel settore del latte, con la fine ormai decretata del regime delle quote latte nel 2015, con un incremento di quota del 2% l'anno prossimo e poi del'1% l'anno, ma anche per i seminativi. Si prospettano tagli draconiani alle integrazioni dei produttori professionali. Si vuole passare gradualmente da una modulazione del 5% ad un livello del 13%; attuando anche l'introduzione di tetti massimi alle integrazioni superiori a centomila euro, e l'ulteriore trasferimento di risorse allo sviluppo rurale con un aumento della condizionalità e della burocrazia. Non mancherà un'analisi del rapporto tra agricoltura ed energie rinnovabili, che dopo una forte spinta iniziale, anche a causa dei prezzi agricoli, manifesta qualche problema. Altri temi trattati riguarderanno i problemi legati al territorio. Con particolare riferimento alle infrastrutture, in genere connesse con la viabilità. Numerosi sono i progetti in cantiere: dalla Paullese all'autostrada Cremona-Mantova, alle circonvallazioni di diversi comuni, come Casalmaggiore, Robecco e Casalmorano; e ancora, la ferrovia Viadana ? Casalmaggiore, il raddoppio del gasdotto che attraverserà tutta la provincia, ed inoltre i piani di governo del territorio previsti dalla nuova normativa, secondo la quale tutti i Comuni devono adeguarsi alle nuove norme dettate dal Piano territoriale regionale. Certamente non verranno trascurati i problemi legati alla direttiva nitrati, e quelli connessi al finanziamento delle attività agricole con il Psr.

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Sono nati a dualchi ma lo stato civile li ha registrati nell'anagrafe di borore - tito giuseppe tola (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sardegna Sono nati a Dualchi ma lo stato civile li ha registrati nell'anagrafe di Borore TITO GIUSEPPE TOLA DUALCHI. Sono nati a Dualchi, ma allo stato civile risultano nati a Borore. Il più giovane ha 70 anni, il più anziano 80. In tutti i documenti risultano nati a Dualchi. L'ufficio anagrafe li ha invitati a correggere il luogo di nascita. Le conseguenze burocratiche e i disagi saranno pesanti. L'anagrafe ha sempre certificato che sono nati a Dualchi, e così risulta in tutti i documenti, persino nel codice fiscale che negli ultimi quattro caratteri indica il luogo di nascita. La discrepanza nelle certificazioni ha posto fine alla tranquillità di una settantina di anziani di Dualchi, un comune di 750 abitanti sulla strada provinciale Borore-Ottana distante meno di dieci chilometri da Macomer. Sono persone di una certa età, tra i settanta e gli ottant'anni. Per qualsiasi pratica nella quale è richiesta l'indicazione di nascita dovranno ora munirsi di una speciale certificazione nella quale si attesta che effettivamente sono nati a Dualchi, ma in quegli anni era frazione di Borore e una legge impone che siano nati in questo secondo comune. Il sindaco, Ignazio Piras, ha chiesto al Prefetto di trovare una soluzione, ma non ha ricevuto risposta. Al segretario comunale ha invece risposto il ministero degli Interni: si deve applicare la legge, quei cittadini risultano nati a Borore. La burocrazia è un muro di gomma che assorbe ma non risolve i problemi. In questo caso lo farà il tempo. La vicenda burocratica sta creando difficoltà di ogni tipo. L'identità di un cittadino, oltre che da nome, cognome e luogo di residenza, e costituita anche da data e luogo di nascita. Per l'ufficialità e la burocrazia basta essere nati altrove e si è un'altra persona. Questo può essere un vantaggio per far annullare una contravvenzione o far saltare un processo (nelle notificazioni l'identità è fondamentale), ma non lo è per chi non ha intenzione di giocare con i cavilli. Chi ha più di 70 anni ci pensa giorno e notte. Quel pasticcio, infatti, può rendere nulli atti di ogni tipo, da quelli di vendita agli atti di successione, e blocca persino i premi comunitari agli allevatori. Sanare atti stipulati da più di 50 anni significa spendere tempo e soldi. Tutto ha origine nel 1928, quando dopo l'attuazione della legge comunale e provinciale del 1925 che istituiva i podestà, vennero aboliti diversi comuni, che diventarono frazione del comune più popoloso. Dualchi divenne frazione del comune di Borore, ma al comune di Borore non c'è traccia dei nati a Dualchi perché nella frazione rimase un ufficio di stato civile e anagrafe. Si andò avanti così fino al 1939. é rimasto il pasticcio, che non è stato mai corretto ed è venuto a galla con le direttive per la carta di identità elettronica che impone di allineare i dati dell'anagrafe a quelli dello stato civile.

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Fannulloni in provincia, i sindacati insorgono (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Fannulloni in Provincia, i sindacati insorgono Dopo il giro di vite annunciato da Fontanini. "Invece dei proclami, convochi un tavolo" Quanto influiscono sul computo complessivo dei giorni di assenteismo dei suoi colleghi insegnanti i giorni di distacco concessi a Pietro Fontanini per svolgere il suo mandato di presidente della Provincia? É quello che si chiede Rino Feleppa, della Cgil-Fp, all'indomani del "giro di vite" contro i "fannulloni" annunciato dallo stesso Fontanini nell'ente che presiede. Un'affermazione, quella del presidente leghista, che non ha tardato a scatenare la secca reazione dei sindacati. "Il professor Fontanini - ha osservato Feleppa - è insegnante di ruolo. Ebbene, ora che beneficia del suo legittimo diritto al distacco per impegni politici, anche i suoi giorni di assenza andranno ad aumentare la media di assenteismo calcolata per dipendente. Stando così le cose - ha aggiunto -, direi che la demagogia dovrebbe restare confinata ai periodi di campagna elettorale e non essere usata anche nella gestione del potere. E se il presidente ritiene che in Provincia ci sia qualcosa che non va, invece dei proclami farebbe bene ad avanzare proposte e a portarle al tavolo di confronto con i sindacati". Dello stesso avviso Guarino Napolitano, segretario generale Cisl-Fp Udinese e Bassa friulana, e Claudio Palmisciano, segretario territoriale Ust-Cisl Udinese e Bassa friulana, che hanno suggerito a Fontanini di "aprire un tavolo di discussione con tutte le parti sociali interessate al buon funzionamento dell'amministrazione, verificare i punti di caduta dell'attività e le loro cause e infine presentare e discutere con i sindacati del personale un progetto di riorganizzazione capace di portare concretamente al miglioramento della funzione dell'ente". E che l'uscita di Fontanini non sia affatto piaciuta si capisce dal tono della loro replica. "Senza alcuna analisi della situazione in atto - hanno commentato Napolitano e Palmisciano - e con idee particolarmente stravaganti come l'aumento a 40 ore settimanali dell'orario di lavoro o con la grande trovata della riduzione della spesa e dell'aumento di produttività, il presidente dimostra di voler partire dalla fine. Non c'è un accenno al grado di funzionamento dell'azienda "Provincia" o alla qualità del servizio reso. Per garantire il miglior funzionamento della Provincia e di tutti gli enti pubblici - concludono - è necessario capire dove sono stati riscontrati i problemi e le difficoltà e quando sono provocati da eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dal comportamento dei lavoratori".

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La burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'abs (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pozzuolo. L'azienda ha chiesto il via libera alla Regione nel mese di marzo del 2006, ma a causa di un palleggio di responsabilità con la Provincia l'iter è ancora fermo La burocrazia blocca l'impianto di aspirazione dell'Abs Il nuovo progetto anti-fumi da 17 milioni di euro è fermo da mesi in attesa dell'autorizzazione L'investimento deciso per ridurre l'inquinamento POZZUOLO. Un nuovo impianto fumi da 17 milioni di euro fermo da mesi in magazzino in attesa di autorizzazione: è l'ennesimo ostacolo burocratico che Abs, acciaieria di Cargnacco, incontra lungo la strada imboccata per diventare, oltre che azienda leader nella produzione dell'acciaio, stabilimento modello per sostenibilità ambientale.La realizzazione del nuovo impianto fumi, che si aggiunge agli altri 3 già attivi nella fabbrica, è incappato in un palleggio di responsabilità fra Regione e Provincia. Un mix di competenze non chiarite che al momento bloccano la realizzazione del nuovo progetto. Sulle caratteristiche del nuovo impianto riferisce Massimiliano Burelli, direttore dello stabilimento: "Fumi 4, a servizio del forno Eaf - spiega il plant manager dell'Abs -, è stato pensato per migliorare e potenziare le capacità di aspirazione dei fumi primari in fase di fusione, della dog house, ossia dell'incapsulamento del forno, e delle emissioni diffuse dalla cappa posta sulla copertura dello stesso, che sarà rifatta e ampliata. L'effetto sarà un aumento del potere di captazione e filtrazione, che passerà dai 2 milioni di metri cubi all'ora a 3 milioni 720 metri cubi all'ora, con un miglioramento del 70 per cento e ben oltre le necessità dell'impianto secondo le norme vigenti". Ma c'è di più. "Abs costruisce il Fumi 4 di spontanea iniziativa - continua Burelli - e quello che domandiamo sono soltanto tempi tecnici ragionevoli per i permessi di legge". L'azienda ancora nel marzo 2006 ha chiesto alla Regione Fvg l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), ma a causa della mole di pratiche e della scarsità di personale, non è stata ancora ottenuta. Tale lungaggine di fatto blocca il Permesso di costruire, la cui richiesta è stata presentata allo Sportello unico di Udine. D'altra parte la Provincia non ritiene propria competenza il rilascio dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, in quanto Abs ricade in Aia. Il progetto è quanto di più avanzato si possa trovare nell'odierna tecnologia del settore, considerando che Danieli è leader mondiale nella progettazione di impianti di questo genere; fra l'altro recentemente il gruppo industriale di Buttrio ha quadruplicato la potenzialità per la progettazione di impianti fumi. La realizzazione di Fumi 4 rientra nel più generale progetto ambientale Global Blue 2008, una serie di interventi iniziati nel 2002 per ridurre l'impatto ambientale, con l'obiettivo di migliorare gli standard, già nei limiti di legge, con un investimento di oltre 57 milioni di euro entro il 2009. Oltre che la captazione fumi, comprende l'ammodernamento del trattamento acque, l'abbattimento del rumore anche per mezzo della mitigazione arborea di 10 mila piante, e il recupero delle scorie. Paola Beltrame.

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<Una vicenda assurda, occorre buonsenso> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERMO PRIMO PIANO pag. 15 "Una vicenda assurda, occorre buonsenso" IL SINDACO SULLA VICENDA è intervenuto personalmente il sindaco Saturnino Di Ruscio, che ha fatto di tutto per impedire lo sfratto della giovane donna e di suo figlio. "Se l'Erap fosse disponibile a trovare un accordo con la ragazza ? spiega Di Ruscio ?, il Comune è pronto a intervenire in ogni modo, pur di impedire che questa giovane e suo figlio finiscano in mezzo alla strada. Purtroppo capisco che la burocrazia a volte va contro la logica delle cose ma, se si riuscisse a superare questi limiti normativi, sarebbe un bene per tutti. Ho dato mandato al nostro ufficio legale ? aggiunge il sindaco ?, affinché trovi un sistema per risolvere la questione, che a mio avviso sfiora l'assurdità. Questa ragazza, per la sua condizione, ha diritto a un alloggio popolare. Vorrei quindi sapere a cosa serve eseguire lo sfratto, visto che in seguito dovrà esserle assegnata nuovamente una casa. Il buonsenso imporrebbe uno stop all'esecuzione e il recupero dei soldi, che la persona in questione è disposta a versare. In caso contrario significherebbe accanirsi contro una giovane madre e suo figlio solo per puntiglio".

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INDAGINI in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN MARINO pag. 15 INDAGINI in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti... INDAGINI in corso: una frase stringata che in bocca agli inquirenti preannuncia altri sviluppi di un'indagine, quella aperta dalla Procura di Forlì, sui presunti fondi neri che viaggiano su e giù per la Romagna in direzione San Marino. Perchè, a quanto pare, il problema non è solo quella somma di 2,6 milioni di euro finita sequestrata, ma una vera e propria 'prassi' che ora le forze dell'ordine forlivesi coordinate dal pm Fabio Di Vizio stanno cercando di quantificare, in termini di traffico di valuta, e soprattutto di bloccare. Il problema è nelle carte, fanno capire gli investigatori. E quando si parla di denaro, la carta non è solo burocrazia inutile, ma anche un sistema anti-riciclaggio, basato su comunicazioni agli enti di controllo, che impedisce sostanzialmente che ingenti somme di denaro 'emigrino' nel mondo senza alcuna traccia, come appunto sarebbe avvenuto verso San Marino. Insomma, del denaro senza traccia è denaro sospetto ed è potenziale denaro provento di attività illecita, come appunto l'evasione fiscale. Tanto è bastato per far scattare il sequestro dei 2,6 milioni di euro a bordo di un portavalori uscito dalla filiale di Forlì della Banca d'Italia e destinato ad un istituto di credito privato del Titano. Ad insospettire gli inquirenti è anche il taglio grosso del contante, tutte banconote da 500 euro. Secondo polizia e Guardia di finanza, poi, non può esistere alcun tipo di 'rapporto interbancario' tra banche private italiane e sammarinesi, per il semplice fatto che San Marino è extra-comunitaria per quanto concerne il sistema bancario. Non esistendo cioè quella rete di collaborazione anti-riciclaggio che è invece patrimonio di gran parte dell'Europa, gli scambi di denaro possono, sempre secondo le accuse, muoversi solo lungo il canale ufficiale delle banche centrali. Da qui le accuse di riciclaggio pendenti sui quattro indagati di questa vicenda.

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Non c'è solo il caro gasolio (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Accuse agli abusivi: portano a terra più pesce di noi "Non c'è solo il caro gasolio" I pescatori chiedono un vero mercato ittico per La Caletta LA CALETTA. La notizia che la Regione si attiverà per la creazione di depositi costieri che consentano ai pescatori sardi di acquistare carburante direttamente dal produttore, abbattendo così di parecchi centesimi al litro il costo del gasolio, ha alimentato le speranze, ma non ha certamente mitigato il clima di tensione e di paura per il futuro della categoria. Quello del caro-gasolio è infatti solo l'ultima delle problematiche delle marinerie sarde. Oltre al problema carburante i pescatori baroniesi hanno da tempo posto all'attenzione della classe politica la mancanza di un mercato ittico locale che avrebbe la funzione di calmierare i prezzi per l'utenza e consentirebbe ai ristoratori di utilizzare il prodotto locale visto che il pescato del mare della Caletta, viene inviato ai mercati generali di Milano e Cagliari e solo successivamente, ma a prezzo ampiamente maggiorato finisce sulle tavole dei ristoranti locali. Altra questione, quella dell'abusivismo, "Sono troppi i pescatori diportisti che portano a terra più pesce di noi" si lamenta un socio della cooperativa Santa Lucia. "Come cooperativa abbiamo proposto al comune la realizzazione di un mercato ittico per contenere i costi di gestione" spiega Francesco Loi. "Ma ci sono anche i problemi dei danni provocati dai delfini, dell'assenza di contributi per cambiare le reti e alla troppa burocrazia che ci costringe a bussare troppe volte per il rilascio dei documenti delle dotazioni di bordo". Continua la protesta quindi, nessuna delle oltre trenta imbarcazioni dello strascico e della piccola pesca ha preso il largo, in quest'ultima settimana mentre nelle pescherie, si danno fondo alle ultime scorte dei frigo. Secondo l'assessore provinciale Rocco Celentano, "Desta infatti molta preoccupazione che alla tradizionale sofferenza del settore si è aggiunta l'incredibile escalation del prezzo del gasolio che non consente di far partire i pescherecci, non essendoci la possibilità di rientrare delle spese correnti. La proposta avanzata dalla Regione di realizzare i depositi costieri è una buona soluzione per ridare ossigeno immediato al settore, servono però ulteriori misure urgenti che l'Unione Europea deve autorizzare per far fronte alla crisi che attraversa la pesca".

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Un potere enorme sulle famiglie, con pochi controlli (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 14 Un potere enorme sulle famiglie, con pochi controlli L'AVVOCATO SOTTO ACCUSA LA DISCREZIONALITA'DELLE STRUTTURE ASSISTENZIALI ? LODI ? "SE LA SITUAZIONE di Juliet e Chelsea è in questi termini, le assistenti sociali sono responsabili di un pesante abuso d'ufficio". L'avvocato Gabriele Roveda ha seguito decine di casi che vedono minori coinvolti, fra Lodi e Milano. L'ipotesi che le assistenti sociali abbiano punito mamma Juliet perché si è rivolta ai giornali, non gli sembra inverosimile. Anzi. "La soluzione migliore, a questo punto, è che la giovane mamma si rivolga al Tribunale dei minori di Brescia, per denunciare l'accaduto", consiglia. Avvocato, come può succedere una cosa del genere? "Non entro nel merito della questione, perché non la conosco a fondo. Però resta un problema: spesso nelle vicende che riguardano i minorenni, ci si dimentica che tutti devono spogliarsi della propria veste privata e "vestirsi dell'abito del minore", avendo in mente un unico obiettivo: la tutela dei bambini". Le assistenti della piccola Chelsea, in quest'ottica, come si sarebbero comportate? "Se davvero hanno detto alla mamma che - solo perché ha parlato con i giornali - da oggi in poi potrà vedere la bimba solo un paio di ore alla settimana, hanno commesso una prevaricazione, oltre che un illecito molto grave. Non deve esserci alcuno spazio per ripicche, men che meno per rivincite personali. Bisogna guardare all'interesse del bimbo, che non cambia di certo a seconda degli interessi personali dei soggetti coinvolti. Stare con la madre è nell'interesse di Chelsea. Dirò di più: anche l'azione maldestra dei genitori, se diretta a migliorare la relazione con i figli, è comprensibile e deve essere giustificata e perdonata". Ma quali poteri hanno, di fatto, gli assistenti sociali? "Ampi poteri, perché hanno solo il dovere di presentare una relazione periodica al Tribunale dei minori". Quindi, non c'è nessuno che vigila sul loro operato? "Non in modo costante, quindi hanno un ampio margine di discrezionalità. Quando il tribunale affida un bambino al servizio sociale e lo nomina come tutore del minore, a tutti gli effetti gli assistenti diventano responsabili unici della tutela del minore". Le è mai capitato di sbattere contro il "muro" alzato dalle assistenti sociali? "Io dico sempre che la rovina dell'Italia sono i geometri e le assistenti sociali - sorride Roveda -. Naturalmente scherzo. Ma posso ricordare la storia di un pover'uomo che andava spesso a chiedere soldi ai servizi sociali. Di solito, il denaro gli veniva concesso senza tante formalità. Poi, un giorno, una assistente sociale più formale degli altri ha chiesto all'uomo vari documenti per poter avere i soldi. Il mio assistito si è innervosito, è scattato un litigio con l'assistente sociale che l'ha addirittura denunciato.Ecco, faccio questo esempio per dire che l'assistente sociale deve essere conscio che non lavora al Catasto, che si trova di fronte persone con problemi concreti, spesso gravi, e che deve andare oltre la mera burocrazia". Quel che l'avvocato Roveda non racconta è la lunga battaglia che ha condotto per permettere ai genitori di Carlo Raimondi Cominesi - che due anni fa uccise la moglie - di vedere la nipotina. Battaglia vinta a colpi di ricorsi e carte bollate, contro la fredda burocrazia di chi voleva scaricare sui genitori le colpe dei figli. Fabrizio Lucidi.

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I sindaci disertano l'assemblea sui problemi del sistema sanitario (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cecina I sindaci disertano l'assemblea sui problemi del sistema sanitario VOLTERRA.Venerdì al Cinema Centrale, presenti una sessantina di persone, si è tenuta l'assemblea sulla riorganizzazione dell'ospedale di Volterra, indetta dal comitato cittadino. "I motivi principali dell'iniziativa sono stati due - si legge in una nota del comitato -: il nuovo assetto ospedaliero reparto per reparto e la percezione della popolazione residente circa i cambiamenti in corso. Per fare finalmente chiarezza sul reale assetto che va assumendo l'ospedale volterrano, erano stati formalmente invitati i sindaci dei quattro comuni dell'Alta Val di Cecina a cui erano state rivolte sette domande precise. Molte delle persone presenti erano accorse all'assemblea, col preciso intento di poter apprendere direttamente dai loro rappresentati, ad esempio, dove verranno investiti i nove milioni di euro attesi per la vendita degli immobili di Poggio alle Croci, oppure quale sarà il modello organizzativo del Punto Nascita che, a detta della direzione, dovrebbe essere inaugurato a giorni. Ancora una volta, però, i primi cittadini hanno disertato l'iniziativa, evitando il confronto con i cittadini". "Peccato - nota il comitato - perché sarebbero stati ascoltati con grande interesse. Forse hanno anche perso l'occasione di apprendere qualcosa dalla testimonianza dei presenti, che hanno raccontato della dilatazione delle liste d'attesa per le analisi cardiologiche, passate da due settimane a 3-4 mesi, in conseguenza dei tagli di spesa imposti dall'Asl 5. Avrebbero sentito i racconti amari di chi si è trovato a fare i conti con situazioni di estrema gravità e urgenza, vedendo svanire in pochi istanti i miraggi dell'elisoccorso e della qualità dell'organizzazione sanitaria regionale, che andavano infrangendosi nel guazzabuglio della burocrazia e della generalizzata indisponibilità di posti letto per terapia intensiva. Avrebbero appreso dai diretti interessati della totale assenza di chiarimenti in cui viene mantenuto il personale di ostetricia, che a quasi un anno e mezzo di distanza dalla decisione di riorganizzare il punto nascita, ancora non sa su quali specialisti potrà contare e come verranno impiegati". "L'assemblea - prosegue il comitato - è risultata vivace e partecipata. Permane una forte preoccupazione per le sorti del reparto di cardiologia, per il laboratorio d'analisi e per ortopedia, mentre affiorano un certo scetticismo sul futuro punto nascita e vera e propria indignazione per l'attuale collocazione della pediatria. La delusione per le insufficienze della classe politica locale è stata il tema centrale della gran parte degli interventi del pubblico".

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Berlusconi: meno tasse se pagano tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Berlusconi: "Meno tasse se pagano tutti" Lieve malore del premier al termine dell'intervento, poi si riprende e torna in sala FISCO E GIUSTIZIA La diagnosi del medico: ha avuto un calo di zuccheri. Il leader: caldo pazzesco e ho bevuto poco Il presidente del Consiglio al convegno dei giovani industriali preoccupato per l'impennata del petrolio e le sue ripercussioni GOVERNO SANTA MARGHERITA LIGURE Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con una ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a marcare di essere il loro presidente del Consiglio, il premier degli imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro organizzazione e Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa tramutarli in legge". Momenti di paura invece quando il Cavaliere accusa un lieve malore. Poi si riprende e torna sul palco. Un clima da "luna di miele", insomma, che il Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un sondaggio che dà il 65 per cento dei consensi al suo esecutivo. Anche lui, come quasi tutti gli industriali prima, non pronuncia mai la parola "lavoratori", sostituendola con il sostantivo "sindacati", colpevoli di quasi tutte le macerie che si trovano nel Paese. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato ad un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del petrolio e per le sue conseguenze. Entro luglio invece sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di Napoli, perché il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda che nelle discariche, attraverso la camorra, il Nord ha mandato i rifiuti nocivi delle industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia il 50 per cento di più della media degli altri Paesi Ue, la ricetta è semplice: "Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". E sulle tasse dice: "Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione fiscale". Il presidente del Consiglio cita alcuni dati: "Dobbiamo continuare la lotta all'evasione se è vero che ci sono 100 miliardi di euro in meno nelle casse dello Stato". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?". Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione "perché il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi" rende molto più ragionevole il Pd. "È un bel parlamento", si è compiaciuto Berlusconi. In fin dei conti si è realizzato il suo sogno e quello di Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il nostro Paese abbia un rigurgito di razzismo, nessun problema. "Martedì o mercoledì - annuncia Berlusconi - il Parlamento europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre". Caldo umido e una sala affollata, a lungo in piedi, ma anche il superlavoro: è un mix "esplosivo" quello che ieri ha causato il lieve malore a Silvio Berlusconi. Arrivato al convegno dei giovani imprenditori di Santa Margherita Ligure con un volto riposato, il Cavaliere ha avuto un calo di zuccheri al termine del suo intervento dal palco. Ipotensione, è la diagnosi del medico. "Faceva un caldo pazzesco e avevo bevuto poco", spiega il premier ieri pomeriggio. Poche ore e tutto però rientra, come testimonia l'agenda. "Stasera (ieri ndr) vado a Teatro - anticipa Berlusconi - a vedere il saggio della scuola di mia sorella. È la prima volta che la mia mamma non è lì a dare le medaglie e io ho promesso che ci sarei stato". Che fosse un malessere passeggero è anche quello che hanno rivelato i soccorsi immediati, del suo medico personale e del sindaco del Pd di Santa Margherita Ligure (medico anche lui); neanche mezz'ora infatti e il premier è di nuovo in sala per rassicurare e salutare gli ospiti. Sorride, scherza, così come farà poco dopo con la folla che lo attende all'uscita: camicia nuova, primi bottoni aperti, niente cravatta sono lì a testimoniare il momento difficile appena superato. Il calo degli zuccheri, spiega lo staff, è il suo punto debole e quindi non c'è da stupirsi nè da preoccuparsi. Tanto che il programma della giornata va avanti secondo la tabella di marcia prevista. Il discorso tenuto ai giovani imprenditori era stato ricco di spunti e di promesse. Prima però di iniziare a elencare le priorità dell'azione di governo, il Cavaliere non ha rinunciato a un piccolo show e ironia della sorte il tema è stato "l'età e la salute". "Sono sempre felice di stare fra coetanei", esordisce il presidente del Consiglio davanti ai giovani di Confindustria. Risate generali e qualche applauso, lui continua imperterrito e con aria molto divertita. "Vi invito - dice - a non rivolgervi a me con le solite frasi. Chi ha la consapevolezza che ho io sa benissimo che le stagioni della vita sono quattro: l'infanzia, la giovinezza, la maturità e poi c'è quella che arriva dopo... ma io, ovviamente, appartengo alla terza". Via poi con il programma e con i temi seri, dalle tasse alle intercettazioni. Berlusconi chiude l'intervento dopo una mezz'ora abbondante ma avverte che qualcosa non va. Scende dal palco, si siede accanto alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che deve parlare subito dopo, e le rivolge quasi una preghiera: "Fai presto, che qui fa caldo".

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Sorpresa: il comune riapre in anticipo il tunnel (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'odissea degli automobilisti in coda nella giungla di divieti e sensi unici di marcia Sorpresa: il Comune riapre in anticipo il tunnel Intanto gli operai della Provincia hanno iniziato la manutenzione della sopraelevata sud Il presidente Pietrina Murrighile assicura: "I disagi saranno limitati al mese di giugno Le squadre all'opera anche nei week end" OLBIA. Sadismo incolonnato in una lunga teoria di auto semi immobili. La coda infinita di macchine, monumento ai lavori in corso, conquista qualche metro. Come in un balletto apre il tunnel e chiude in parte la sopraelevata. Ma guai a dire che il tutto è senza grazia e sembra pensato da Fantozzi. Il traguardo mobile della fine dei cantieri si sposta ancora avanti. Supera il sottopasso e si schianta contro il senso unico alternato del tratto che va verso l'aeroporto. L'Anas ha risanato il grande malato. L'umida galleria è stata sigillata con centinaia di iniezioni di resina. La parete di cemento non trasuda più, almeno così assicurano dal Comune. Gli automobilisti entrano entusiasti nel tunnel, ma il sorriso si spegne prima dei fari. Appena usciti sul ponte comincia una nuova coda. La Provincia ha dato il via ai lavori per rifare il manto della sopraelevata. I rulli che spianano l'asfalto hanno cominciato a spalmare il nuovo strato di bitume da due giorni. Mentre le auto affrontano il nuovo ostacolo, il senso unico alternato. "Tutto come previsto - spiega la presidente della Provincia, Pietrina Murrighile -. Abbiamo deciso di cominciare i lavori in questi giorni. Entro il 15 giugno completeremo la sopraelevata sud. Poi fino al 25 ci sposteremo su quella nord. I disagi per il traffico saranno limitati, come già si può vedere. Anche il periodo è il più adatto. A giugno c'è una media giornaliera di 3 mila auto sulla sopraelevata e in queste settimane non siamo al top. A luglio passiamo a 10 mila, ad agosto a 13 mila e a settembre arriviamo a 8 mila. Senza pesare sul traffico riusciremo a completare il lavoro. Dobbiamo aggiungere che il cantiere resterà aperto anche nel week-end". Lo strappo con l'amministrazione sembra archiviato. "Nessun dissenso con il Comune - dice l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Elio Casu -. Come abbiamo detto ci sarà l'intervento sulle due sopraelevate. DA questi primi giorni già si intuisce che non saranno traumatici per il traffico". Nella corsa all'autopromozione il Comune mette l'accento sull'efficienza dell'impresa. "Abbiamo terminato i lavori con anticipo rispetto alla data del 15 - spiega il sindaco Gianni Giovannelli -. Abbiamo deciso che i lavori sul secondo tratto verranno fatti solo dopo l'estate. A quel punto tutto sarà pronto, il tunnel verrà collaudato e poi sarà ceduto dall'Anas, che ancora di fatto lo ha tra i suoi beni, al Comune. Ora anche le code dovrebbero diventare un ricordo. Sì ci sono i lavori sulla sopraelevata, ma sono certo che non penalizzeranno il flusso delle auto. Con l'assessore Satta pianifichiamo anche l'apertura di via Escrivà. Avverrà entro giugno. Sarà un ulteriore tassello che permetterà di alleggerire il traffico sul centro". Le strategie sulla viabilità dell'amministrazione vengono annunciate anche dall'assessore ai Lavori pubblici, Gesuino Satta, oggi in versione più buonista, anche nei confronti della Provincia. "Siamo felicissimi il tunnel è stato completato, abbiamo contribuito anche noi - spiega Satta -. L'altra parte del sottopasso si potrà fare anche dopo settembre, che per noi è ancora estate. Spero che i lavori sulle sopraelevate siano rapidi. Il traffico in città non può sopportare un ulteriore carico. Bisogna incentivare anche con i cartelli l'uso della tangenziale". Se la polemica sembra essere rimasta alle spalle con garbo la lady di ferro, Pietrina Murrighile lascia davanti alla porta le critiche di incapacità, piovute in queste settimane sull'ente di via Nanni. "Con il via ai lavori sulle sopraelevate si chiude un percorso iniziato da molti mesi fa - spiega la Murrighile -. Il nostro appalto era pronto da febbraio. Si è messa di mezzo la burocrazia e un inutile ricorso che ci ha fatto perdere tempo prezioso. Ma credo sia già molto evidente che la Provincia abbia superato la sua prima fase di assetto. Ora è passata a una politica del fare. Questo nostro intervento su strade vitali per la città è un primo segnale di rottura con una politica viaria poco attenta che per anni si è trascinata avanti".

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Spiritu santu, la strada fantasma i lavori inizieranno entro l'estate (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Spiritu Santu, la strada fantasma "I lavori inizieranno entro l'estate" OLBIA. Il nome evocativo Spiritu Santu doveva far riflettere progettisti e amministratori. La strada che tutti invocano resta impalpabile, eterea. Vederla è più che altro un atto di fede. Mentre il ponte sul rio Padrongianus continua a funzionare come cunicolo a senso unico regolato dal semaforo, i lavori per creare la viabilità alternativa inciampano tra i lacci della burocrazia. L'estate carica di turisti si affaccia. Ma i tempi per completare la via che sembra smarrita si dilatano all'infinito tra contestazioni, procedure discutibili e sgambetti istituzionali tra Comune e Provincia. Una lotta con poco fair play che sembra essere arrivata a un punto di svolta. La Provincia è pronta a cominciare i lavori. Tutto era stato bloccato dopo che il consiglio comunale aveva di fatto bocciato il progetto. La delibera non era stata votata. Nella sua prima versione si prevedeva di asfaltare la strada che collega la 131 alla 125. Ma per il Comune la carreggiata era troppo stretta ed era impossibile per l'amministrazione espropriare dei terreni per allargarla. In quel caso la strada sarebbe diventata comunale e la Provincia non sarebbe più potuta intervenire. A tagliare il nodo di Gordio l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Elio Casu e la presidente Pietrina Murrighile. "Abbiamo trovato una soluzione rapida - spiega la Murrighile -. I lavori cominceranno a breve, in estate. Abbiamo già un accordo con i proprietari dei terreni che sono disposti a cedere in modo volontario una parte dei terreni per fare la strada". A spiegare gli aspetti tecnici l'assessore Elio Casu. "La strada sarà larga 8 metri e 50, compresa la banchina - dice Casu -, per questo si può definire provinciale. Il progetto prevede che venga rifatto anche il ponte sul rio Castagna. Abbiamo ottenuto la procedure d'urgenza per far partire tutta la procedura per l'appalto in tempi rapidi. Vogliamo aprire il cantiere già in estate per rendere percorribile e fruibile un'arteria fondamentale". Sulla stessa linea anche la presidente della Provincia Olbia-Tempio. "Questa non è una soluzione tampone - conclude la Murrighile -. Abbiamo deciso di creare una strada efficiente che servirà anche in futuro. Spiritu Santu collegherà non solo la superstrada con l'orientale sarda, ma servirà anche come via di accesso al nuovo ospedale, al San Raffaele". (l.roj.).

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La caritas fa spazio ai nuovi poveri (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grosseto La Caritas fa spazio ai nuovi poveri Sede ampliata, per far fronte a bisogni e richieste in crescita LA CITTà SOLIDALE GROSSETO. Aumentano i nuovi poveri, calano i volontari. è questa la fotografia della Caritas di Grosseto, che da anni presta aiuto - e sempre di più - ai bisognosi fornendo loro cibo, vestiti, docce o consulenze nel centro d'ascolto. Ora, alla storica sede della Caritas in via Ferrucci, se ne è aggiunta un'altra fresca d'inaugurazione nella stessa via, e in cui trovano posto gli uffici amministrativi: direzione, segreteria, servizio civile, economato. "Fino a oggi - dice il direttore, Alberto Eusepi - la Caritas diocesana era ospitata, come uffici, nell'area che occupa il centro di accoglienza. Ma si sentiva il bisogno di avere spazi propri. Da una parte per ovvi motivi di separazione di compiti; dall'altra per lasciare al centro d'accoglienza i propri spazi". L'apertura ufficiale venerdì, con Eusepi, il vescovo Franco Agostinelli, monsignor Cencioni, il sindaco Emilio Bonifazi, prefetto e questore. A finanziare il tutto la Caritas italiana attraverso l'8 per 1000, il Ministero degli Interni attraverso fondi Unra e con l'interessamento del prefetto, e la Banca della Maremma. L'ampliamento strutturale riflette le dimensioni di un fenomeno in crescita. Nel 2007 - dice Eusepi - "la nostra sede ha fornito 25mila pasti, 7000 indumenti, 4000 docce e 600 pacchi viveri; 250 le visite mediche e 600 le persone aiutate dal centro d'ascolto". Facendo le dovute, somme: 37.500 i servizi erogati in un anno. Un dato tra tutti è che a Grosseto, oggi, sono soprattutto i nuovi poveri a servirsi della Caritas: "Ovvero persone come tutti noi - dice il vescovo - che soccombono al crescente divario tra ricchi e poveri, hanno lavorato una vita e non riescono più ad arrivare a fine mese". A fronte dei poveri in aumento, i volontari sono in calo, come se, dinanzi al crescere delle esigenze sociali, nasca e si diffonda un senso di spavento sociale. Serve aiuto, sensibilizzare i più giovani. "E anche per questo - dice il vescovo - nella nuova sede partiranno corsi di formazione per preparare i giovani alla difficile missione di volontario". In collaborazione con la Caritas di Siena, la sede di Grosseto sostiene l'ospedale pediatrico fondato da Laura Perna nella repubblica democratica del Congo. E proprio ieri è stato presentato (vedi a fianco, ndr.) un nuovo progetto di recupero dei bambini-soldato in Congo, nella diocesi di Kindu. Se molto si muove sul fronte delle attività in corso, tutto è fermo riguardo al vecchio progetto di una casa per senza fissa dimora, che vescovo e sindaco di Grosseto cullano da tempo "senza essere riusciti a sbloccare le pastoie della burocrazia, la quale impedisce di acquisire terreni dietro villa Pizzetti. Siamo allo stallo - dice Agostinelli - e non per mancanza di volontà, ma perché siamo legati". Elisabetta Giorgi.

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L'eredità dei Rosselli: libertà e democrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del L'eredità dei Rosselli: libertà e democrazia di Nicola Tranfaglia S ono passati ormai settantuno anni dall'assassinio di Carlo e Nello Rosselli a Bagnoles-sur l'Orne il 9 giugno 1937. Ma il pensiero e l'azione di Carlo Rosselli è, senza dubbio, attuale e tale da poter costituire una prospettiva concreta per la sinistra democratica italiana. Il comunismo è un ideale battuto dal collasso dell'Unione Sovietica nel 1991 e dagli sviluppi, tutt'altro che incoraggianti, del comunismo cinese e da altri minori esperimenti (tra i quali la Cuba di Castro o il Nord Vietnam). Vorrei spiegare, nello spazio di un articolo, perché io penso che si tratti di una prospettiva praticabile. Nel pensiero di Rosselli c'è la salda convinzione della necessità di adottare in politica un metodo liberale e libertario. Che ha bisogno per attuarsi di una profonda rivoluzione culturale in senso democratico, da cui l'Italia degli anni trenta è assai lontana. Ma l'obiettivo politico del movimento di Giustizia e Libertà che egli fonda a Parigi nell'estate del 1929, dopo esser fuggito dal confino fascista di Lipari, è quello del socialismo democratico e liberale. Per un simile obbiettivo, che Rosselli sviluppa nel suo primo libro Socialismo liberale apparso a Parigi nel 1930 ma anche negli scritti successivi fino al giugno 1937 nei Quaderni di Giustizia e Libertà usciti negli anni successivi e poi nel settimanale GL con lo stesso nome pubblicato a Parigi, due aspetti appaiono prevalenti su tutti gli altri. Il primo è l'analisi della dittatura fascista in Italia e in Europa, la forte consapevolezza di trovarsi di fronte a un regime reazionario di massa, effetto e non causa della crisi e del crollo dello Stato liberale. Rosselli è convinto del carattere imperialistico del regime, della corsa alla guerra propria del fascismo. La previsione si rivelerà fondata perché il nesso tra guerra e fascismo porterà Mussolini prima all'impresa coloniale di Etiopia, poi all'intervento avventato nella seconda guerra mondiale, al fianco della Germania di Hitler. È questa una diagnosi precoce che il giovane leader italiano fa nei primi mesi del 1933, all'indomani della conquista del potere da parte del Fuhrer tedesco che troverà conferma esemplare alla fine degli anni trenta. C'è, nella riflessione di Rosselli, una critica aperta alla maggior parte delle forze politiche antifasciste raccolte nella Concentrazione antifascista di Parigi, che lascia già nel 1934, come nel partito comunista d'Italia subordinato alla politica dell'Internazionale che fa capo a Stalin e al partito comunista sovietico ma per lui importante, in quanto rappresenta le classi lavoratrici in catene. La sua visione del futuro è chiara. Egli è convinto dell'urgenza di una liberazione autonoma del paese da parte di chi non è fascista per le sue idee o perché ha sperimentato il fallimento della dittatura nel suo programma sociale. Ma non pensa in nessun modo a una dittatura di qualsiasi colore. Ritiene, al contrario, che debba esserci nel nostro paese una vera e propria rivoluzione politica e culturale in senso democratico. Duro è il suo giudizio sull'Italia liberale prefascista che ha creato una società centralista, classista e ignorante in mano agli agrari e agli industriali, fortemente diseguale, non in grado di far vivere gli italiani come cittadini di uno Stato moderno. Anche dal punto di vista economico (la sua formazione era stata da giovane quella di un economista socialista) egli è contrario allo statalismo fascista e alla creazione in Italia di una forte burocrazia statale e parastatale ed è invece favorevole a un'economia a due settori che favorisca l'iniziativa privata ma riservi allo Stato quelle industrie che abbiano una forte attinenza ai settori cruciali e pubblici dell'economia. Fondamentale nella sua ispirazione è il tema delle autonomie locali e del federalismo all'interno di uno Stato forte ed autorevole. Di qui la sua insistenza, nel prefigurare la rivoluzione democratica, sulla necessità di far nascere dal basso e dalle comunità locali il metodo democratico che deve caratterizzare una società moderna. Se Rosselli avesse avuto eredi capaci di concorrere adeguatamente con le altre forze alla preparazione della carta costituzionale, la costituzione repubblicana avrebbe avuto forse caratteristiche di maggior apertura alle tendenze federalistiche che avevano già contrassegnato con forza il pensiero democratico risorgimentale con uomini come Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari. Potremmo continuare con altri esempi tratti dal pensiero di Rosselli e dai programmi di Giustizia e Libertà solo in parte ripresi qualche anno dopo dal Partito d'Azione durante la Resistenza ma i cenni dati finora parlano da soli, mi pare, in un momento attuale che è di smarrimento e confusione nella sinistra italiana ed europea. È tempo di scegliere la direzione in cui andare: la società è ormai complessa e in parte postindustriale. Bisogna lanciare messaggi politici in grado di aggregare tecnici, imprenditori, commercianti e lavoratori che vogliano tutti un'Italia moderna e libera, tendenzialmente ugualitaria e meritocratica, in grado di attuare i valori della costituzione democratica e i valori fondamentali della nostra carta. IL 9 GIUGNO 1937 furono uccisi, a Bagnoles-sur l'Orne, i due fratelli Carlo e Nello. Ma il pensiero del leader di Giustizia e Libertà è ancora attuale e, forse, può ancora insegnare qualcosa alla sinistra democratica italiana.

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La burocrazia blocca i lavoriQuinto "assedia" Tursi (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commercianti in rivolta Il sindaco ascolta in strada i manifestanti: avete ragione, andate avanti SONO arrivati con una panchina nuova di zecca, e un totem informativo in legno e acciaio. Si sono piazzati davanti a Tursi e hanno aspettato di essere ricevuti dal sindaco o da qualche assessore. I commercianti del civ di Quinto hanno scelto di contestare con quest'iniziativa le ultime decisioni prese dagli uffici tecnici del Comune "colpevoli" di aver bocciato e bloccato l'avvio dei lavori (finanziati dall'Unione Europea, approvati dalla Regione e in prima istanza dal Comune) di installazione dell'arredo urbano del quartiere. A scatenare la rabbia dei commercianti è stata la lettera, protocollata dall'ufficio tributi e pubblicità e inviata al civ, con la giustificazione che gli arredi urbani avrebbero dovuto essere in linea con quelli utilizzati (come quelli della Cemusa). "La civica amministrazione ha regolarmente bandito e aggiudicato una gara di arredo urbano, per cui ogni installazione deve necessariamente tenere conto della gara", recita la lettera sotto accusa. Ieri, i commercianti si sono presi una rivincita inaspettata, mentre, allo stesso tempo, i funzionari contestati si sono presi il più classico degli "shampoo". A scendere in via Garibaldi, accomodandosi sulla panchina della querelle è stata Marta Vincenzi. Il sindaco ha ascoltato i commercianti, sentito le loro ragioni, verificato con i responsabili di settore la documentazione e dato completamente ragione ai cittadini: "Qualcuno ha commesso un grave errore di valutazione, perché non è affatto vero che gli arredi urbani devono essere tutti uguali a quelli del bando Cemusa - ha detto chiaro e tondo davanti all'ingresso di Tursi - non solo i commercianti, che hanno tirato fuori un bel po' di soldi di tasca loro per migliorare il quartiere, sono rimasti assurdamente bloccati per mesi. Ma qui stiamo rischiando di perdere i finanziamenti dell'Unione Europea per una cosa che non esiste". All'incontro decisamente originale sulla futura panchina di Quinto ha assistito anche Gianfranco Tiezzi, assessore allo sviluppo economico, e, a quanto pare, gli stessi funzionari più"realisti del re" che impuntandosi sulla questione stavano per mandare a monte il progetto di riqualificazione di Quinto. "Siamo contenti perché il sindaco ha sentito le nostre ragioni ma soprattutto si è resa conto che siamo di fronte a una questione di buonsenso -è il commento di Dario Di Giorgi, presidente del civ, che con l'idea della panchina a Tursi ha colpito nel segno - ringraziamo Marta Vincenzi e attendiamo il via libera anche formale all'intervento, che arriverà lunedì o martedì prossimi". Per quanto riguarda gli autori del diniego formale e inconsistente, i nomi dei dipendenti pubblici sono noti e sono stati fatti nel corso dell'incontro sulla panchina. "Comunque, non vogliamo prendercela con le persone - aggiunge Di Giorgi con la magnanimità di chi ha la vittoria in tasca - speriamo solo che adesso si possa avviare l'intervento". Per quanto riguarda il progetto dei sogni, l'idea progettuale di arredo urbano per Quinto parte dal presupposto di "riappropriarsi" di quella fetta di territorio sacrificato per anni, riqualificandolo attraverso l'installazione di panchine, rastrelliere per biciclette, orologi, totem informativi con toponomastica del quartiere. Da questa analisi nasce il progetto "Piazze sul Mare", fortemente atteso da un gruppo di commercianti di via Quinto, via Gianelli, via Bolzano e via Majorana. Sul piano architettonico, il progetto mira a rafforzare l'identità di Quinto attraverso la risistemazione delle porte di accesso, appunto le piccole "Piazze sul Mare". L'area interessata dalla riqualificazione è tutta la fascia che si trova alle spalle della costa. I materiali scelti per l'arredo sono l'alluminio, il legno iroko, l'acciaio. Panchine, orologi e totem verranno posti in punti di accessibilità anche per i disabili. All'iniziativa hanno dato l'approvazione tutti gli enti interessati e, adesso, anche gli ultimi ostacoli sembrano essere stati superati. Edoardo Meoli 08/06/2008.

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Donate le carrozzine snobbate dall'ass (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SOLIDARIETÀ Donate le carrozzine snobbate dall'Ass Consegnate dal Lions club all'Aias e all'associazione "Spiraglio" Tra applausi e grande soddisfazione ieri mattina i soci del Lions hanno finalmente consegnato le due carrozzelle all'Aias e a Spiraglio. Gli ausili, recentemente acquistati a scopo benefico, sono frutto di una donazione effettuata dal club di Monfalcone, che inizialmente le aveva destinate all'Ass, senza però ricevere risposta. "Ci sono giorni - ha commentato il presidente del club, Gaspare Alagna - in cui il nostro operare ottiene un riconoscimento che cancella sacrifici e dubbi, per dare libero sfogo ai sentimenti migliori, alla piena soddisfazione per ciò che abbiamo fatto. E' con questo spirito che il Lions club di Monfalcone ha donato le carrozzelle alle associazioni Aias e Spiraglio, con la piena consapevolezza di fare del bene a chi ne ha bisogno e con l'intento di sensibilizzare la collettività in ordine alla difficoltà che i diversamente abili sono quotidianamente costretti ad affrontare. Infatti, con l'odierno "service", visibile contributo alla cultura lionistica della solidarietà, è stata data concretezza al credo "Servire", mettendo in opera un progetto che continuamente ci sprona a migliorare". Un ringraziamento, Alagna, lo ha rivolto anche al Comune, "che con l'aiuto e la collaborazione prestata ci ha consentito di raggiungere l'obiettivo". Dal canto suo, la vicesindaco Silvia Altran, ha sottolineato "l'importante e tangibile apporto dato dalle associazioni di volontariato al tessuto sociale cittadino". "Questi gruppi - ha aggiunto - sono spesso capaci di mettere in rete delle risorse che il settore pubblico non è in grado di attuare a causa della burocrazia. Nel frattempo le famiglie attendono, patendo per delle situazioni che necessitano di una risposta celere. Rimuovere le barriere non è fare la carità ma promuovere un diritto". Concetto sottolineato anche dal neopresidente della consulta regionale disabili Mario Brancati: "Una città accessibile non serve solo ai disabili, ma migliora la qualità della vita di tutti: degli anziani, delle mamme, dei bambini". "ono due carrozzelle preziosissime - ha commentato Mirella Migliavacca, tesoriera dell'Aias - perché serviranno a fornire alle famiglie l'attrezzatura necessaria a coprire il periodo di attesa che solitamente intercorre tra la richiesta e l'assegnazione di ausili dall'ospedale". Al commento si è associato anche il presidente di Spiraglio, Fabrizio Bertini. Tiziana Carpinelli.

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"distruggiamo la camorra" ma il paese sta a guardare - dario del porto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Napoli Il leader Questi criminali sono come una sanguisuga che succhia il sangue della gente e poi lo sputa uccidendo. Lo Stato deve vincere questa guerra Il segretario del Pd Veltroni a Casal di Principe con i ministri del "governo ombra" "Distruggiamo la camorra" ma il paese sta a guardare DARIO DEL PORTO dal nostro inviato Casal di principe - Il viale è imbandierato, ad ogni angolo di strada si vede un posto di blocco. La piazza di Casal di Principe si riempie lentamente, molti però arrivano da fuori. Alla fine saranno trecento, al massimo cinquecento. è qui che, otto giorni dopo l'ultimo, eclatante, omicidio, Walter Veltroni chiama alla "ribellione" contro la camorra. "Noi li dobbiamo distruggere", ripete e disegna l'immagine di una "sanguisuga che succhia il sangue della gente e poi lo sputa uccidendo". Ai boss dice: "Siete assassini". Le prime file applaudono, il ventre della folla invece ascolta con il disincanto. "Tanto poi vanno via, e noi restiamo", commenta qualcuno. Un altro scuote la testa: "Vedono troppi film". Il segretario del Pd raggiunge piazza Mercato a piedi, senza la scorta. Trova ad accoglierlo comitive provenienti da Pompei, Torre Annunziata, Castellammare e striscioni contro la camorra. Nel pubblico c'è anche Nicola Ferraro, consigliere regionale dell'Udeur sottoposto all'obbligo di dimora nell'ambito dell'inchiesta che ha azzerato il partito di Mastella. "Faccio parte del centrosinistra e considero un segnale importante la visita di Veltroni. Condivido il suo discorso". Nelle dichiarazioni messe a verbale da Michele Orsi prima di essere ammazzato, si parla anche di Ferraro, il consigliere regionale però non si scompone: "Sulle parole di Orsi ho spiegato tutto ai magistrati, ho parlato per quattro ore. Purtroppo è morto e ci dispiace. Se stava da una parte o dall'altra, sarà la storia a stabilirlo". Sul palco, accanto a Veltroni, salgono i "ministri ombra" dell'Interno, Marco Minniti e della Giustizia, Lanfranco Tenaglia, insieme ai due campani, il responsabile dell'Agricoltura Alfonso Andria e la titolare delle Politiche giovanili Pina Picierno, che in un breve discorso introduttivo ricorda: "Casalesi è un popolo, non un clan". Con loro anche gli ex prefetti, oggi parlamentari, Luigi De Sena e Achille Serra, oltre a deputati, senatori e dirigenti locali del partito. "Qui c'è un conflitto che non ammette armistizi, una guerra che deve essere vinta dallo Stato, serve quindi un intervento straordinario", sottolinea Veltroni. Il Pd propone la stazione unica appaltante, da istituire presso la prefettura, e un'agenzia per la confisca e la consegna dei beni acquisiti illegalmente dei boss che, sempre presso la prefettura, possa snellire l'iter burocratico di queste pratiche. E poi, "applicazione rigorosa" del 41 bis che disciplina il carcere duro. Misure da inserire nel decreto allo studio delle Camere. Per la zona casertana, si pensa a un patto per la sicurezza sul quale "anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è detto d'accordo", spiega il segretario del Pd. Altra priorità, scandisce Veltroni, "arrestare i latitanti che operano in quest'area". La lunga giornata del "governo ombra" era iniziata in prefettura con tre incontri: il primo con il prefetto Ezio Monaco, il questore Carmelo Casabona, i comandanti provinciali dell'Arma, Carmelo Burgio, e della Finanza, Francesco Mattana; il secondo riservato al procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo, con gli aggiunti Luigi Gay e Paolo Albano e il presidente del Tribunale, Antonio Della Selva; il terzo con il coordinatore del pool anticamorra, Franco Roberti e i pm Giovanni Conzo, Marco Del Gaudio e Cesare Sirignano. Subito dopo la conclusione delle riunioni, Veltroni segnala al ministro della Giustizia Angelino Alfano che i magistrati non hanno auto blindate. Più cauto, il segretario, sull'idea di far diventare Santa Maria sede di Corte d'Appello e dunque di una Direzione antimafia autonoma da quella napoletana. A Casal di Principe, Veltroni visita insieme al governatore Antonio Bassolino la villa confiscata a Walter Schiavone e costruita ad imitazione del complesso reso celebre nel film "Scarface". "è vero, sembra "Scarface"", commenta il segretario, che si informa sui progetti in corso di realizzazione nella struttura. Nei locali della "Università della legalità", Veltroni vede i rappresentanti delle associazioni di categoria e di volontariato. Salvatore Ciardiello, presidente della Confederazione interprovinciale dell'agricoltura, afferma: "Direttamente o indirettamente, qui pagano tutti. E questo significa che la nostra agricoltura ha costi maggiori che nel resto d'Italia. Noi collaboriamo, ma non ci lasciate soli". Veltroni annuisce. "Ci vogliono interventi incisivi e veloci da parte dello Stato - avverte il leader del Pd - le pallottole vanno più veloci della burocrazia".

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Santini (fi) bartelloni, non ti capisco (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Santini (FI) "Bartelloni, non ti capisco" CAMAIORE. Centrodestra in fibrillazione. La vicenda del passaggio ad An del consigliere Giuseppe Bartelloni, eletto in FI, e proprio alla vigilia della verifica annuale, fa discutere. Anche Mauro Santini, assessore ai lavori pubblici, e amico di vecchia data di Bartelloni è rimasto perplesso. Di più, in una lettera aperta dice: "Caro Giuseppe, questa volta non ti capisco, o meglio preferisco non capirti. Mi ricordo quando, nei primi anni'80, ti avvicinasti all'allora Psi e per alcuni anni, come era la tradizione, sei stato in silenzio ad ascoltare "i vecchi del partito" Pier Luigi Falchi, Egidio Baldini, Luigi Giunta, Ennio Pierotti, Mario Mariani, ecc. è stata una scuola importante e seria di partito, dove l'ideologia socialista era il nostro pane e vino quotidiano, dove si imparavano i rudimenti della vita politica. Poi dal'89 al '94 sei stato consigliere comunale del Psi, dove sei vissuto sotto l'ala protettrice del vice-sindaco Luigi Giunta ed è continuata, nel silenzio, la tua esperienza politica - ricorda Santini - Con l'avvento di tangentopoli, come me, hai abbandonato "la sinistra storica" egemonizzata dal Pci - Pds e mentre io mi sono preso una lunga pausa di riflessione, tu hai scelto il Ccd, poi la lista civica "Lista per Camaiore" ottenendo, a fasi/alterne, anche un buon successo elettorale dimostrando un'innata predisposizione al "raccogliere voti". Nel 2006 sei passato a Forza Italia, sostenendo che questa era la forza politica di sintesi capace di esprimere al meglio le istanze di libertà e giustizia che sono sempre state le tue priorità, relativamente a tutti cittadini. Il Pdl che tu invochi è stato inventato da FI, voluto da Berlusconi, promosso dai coordinamenti di FI e sposato dai vertici di Alleanza Nazionale, che hanno capito l'importanza di questa grande intuizione. Con tutto il rispetto per i colleghi, alleati e presto "compagni di partito" di AN, credo, al contrario di te, che sia FI che "meglio incarna valori e tradizioni fondanti per l'esperienza del Pdl" essendone, come detto, l'ispiratrice e la fondatrice. Tutta, dico tutta, la storia di FI gronda di libertà, di difesa dei diritti collettivi e dei singoli, e ha come valore principale la gestione della cosa pubblica in senso aperto e più vicino ai cittadini, cercando di abolire tutti i lacci della burocrazia. Caro Giuseppe, questa volta mi resta difficile comprenderti".

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Veltroni a casal di principe sfida la camorra "è una guerra che non ammette armistizi" - dario del porto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader del Pd chiede al governo di inserire nel decreto sicurezza un pacchetto di proposte per combattere le cosche Veltroni a Casal di Principe sfida la camorra "è una guerra che non ammette armistizi" "Servono interventi veloci, le pallottole corrono più della burocrazia" DARIO DEL PORTO dal nostro inviato Casal di principe -"Qui c'è una guerra che non ammette armistizi e deve essere vinta dallo Stato": nella Casal di Principe ferita dall'offensiva scatenata dalla camorra, Walter Veltroni chiama alla ribellione contro le cosche e mette in campo un pacchetto di misure straordinarie che, afferma, dovrebbe entrare a far parte del decreto sicurezza allo studio del Parlamento. "Ci vuole un intervento incisivo e veloce - dice il segretario del Pd - perché le pallottole corrono più della burocrazia". Più che una "piovra", agli occhi di Veltroni questa criminalità organizzata è una "sanguisuga che si è impadronita di pezzi del territorio, succhia il sangue della gente e poi lo sputa uccidendo. Un paese democratico non può accettare altro che la distruzione della camorra", scandisce il segretario in una piazza che si riempie lentamente e accoglie comitive provenienti anche da altre città. "Siete assassini", manda a dire Veltroni ai boss. Sei giorni dopo l'ultimo omicidio, a poco più di un mese di distanza dall'inizio di una strategia del terrore che ha colpito familiari di pentiti, un imprenditore che aveva denunciato il "pizzo" e un altro, Michele Orsi, che aveva cominciato a rendere dichiarazioni ai magistrati, il leader del "governo ombra" del Pd raggiunge la piazza a piedi, senza la scorta. "Bisogna recidere il filo spinato della paura", sottolinea. Lo affiancano i "ministri ombra" Marco Minniti (Interno) e Lanfranco Tenaglia (Giustizia) e gli ex prefetti, oggi parlamentari, Luigi De Sena e Achille Serra. "Non siamo venuti per fare chiacchiere", avverte Veltroni. Ed elenca le proposte: costituzione presso la prefettura di una stazione unica appaltante, che permetta di spezzare "il rapporto tra politica, criminalità, imprenditoria", e di un'agenzia che consenta di accelerare le pratiche per la confisca e la consegna dei beni acquisiti illegalmente dei boss. E poi, "applicazione rigorosa" del 41 bis sul carcere duro. Per la zona casertana, si pensa a un patto per la sicurezza sul quale "anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, è d'accordo". Altra priorità, scandisce Veltroni, "arrestare i latitanti che operano in quest'area". Dopo aver incontrato i magistrati di Santa Maria Capua Vetere e del pool anticamorra di Napoli, il leader democratico telefona al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e chiede auto blindate per le toghe. Con il governatore Antonio Bassolino, visita la villa sequestrata al boss Walter Schiavone e realizzata sulla falsariga della struttura immortalata nel film "Scarface": "è vero, sembra quella", commenta. "La nostra agricoltura ha prezzi più alti perché qui, direttamente o indirettamente, pagano tutti", gli dicono durante l'incontro con le associazioni di categoria. Veltroni ribadisce: "Dobbiamo distruggerli, radere al suolo la criminalità organizzata".

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Domani si insedia Innerbichler (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2008-06-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Wirtschaftsring Domani si insedia Innerbichler BOLZANO - Assemblea del Wirtschaftsring, domani alle 18.30 allo Sheraton, per segnare il passaggio di consegne tra Walter Amort e Helmuth Innerbichler. Dopo il biennio di presidenza affidato all'Unione commercio, scatta la rotazione. Stavolta sono gli artigiani dell'Apa ad esprimere il vertice. L'Obmann dell'associazione di categoria, Herbert Fritz, avendo già ricoperto l'incarico altre due volte e finendo il suo mandato all'Apa nel 2009, ha deciso a sorpresa di far spazio al suo attuale vice. Così a sorpresa che gli inviti, stampati tre settimane fa, indicano invece come presidente subentrante proprio Fritz. Innerbichler, di professione pittore, da due anni è anche sindaco di Campo Tures: "Ho cercato di gestire l'ente come se fosse un'azienda, risparmiano nelle tasse e nelle imposte a favore della popolazione. Mi batterò con il Wirtschaftsring per ridurre la burocrazia e ridurre le tasse, a patto che il mondo economico rimanga unito". Artigiano Helmuth Innerbichler è anche sindaco di Campo Tures.

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Berlusconi: meno tasse se pagano tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Stop alle intercettazioni. Cinque anni di carcere per chi le fa o le diffonde" SANTA MARGHERITA - Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con una ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a marcare di essere il loro presidente del Consiglio, il premier degli imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro organizzazione e Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa tramutarli in legge". Un clima da "luna di miele" che il Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un sondaggio che dà il 65 per cento dei consensi al suo esecutivo. Anche lui, come quasi tutti gli industriali prima, non pronuncia mai la parola "lavoratori", sostituendola con il sostantivo "sindacati", colpevoli di quasi tutte le macerie che si trovano nel paese. Berlusconi, che cerca sempre di far capire quanto sia dura la vita dell'imprenditore ("Io lo so che passate notti insonni a guardare il soffitto, perché non sapete se le vostre decisioni sono giuste o no"), durezza superata solo dalla vita del presidente del Consiglio, annuncia di aver messo a punto una norma che sarà varata dal Consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la quale si commina una condanna a 5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica intercettazioni telefoniche. Solo sanzioni pecuniarie per gli editori. In altre parole, chi ha il capitale paga una multa, gli altri finiscono in galera. Berlusconi vuole continuare ad avere vicino gente che ha grandi aspettative dal suo governo e già si preoccupa: "Se vi deludo, che cosa succederà?", chiede retoricamente agli industriali, ma poi ostenta sicurezza nel futuro e nel successo. Il Cavaliere snocciola tutti gli argomenti cari agli imprenditori accarezzando la platea. Fare le centrali nucleari è "una necessità" e bisogna farle di corsa perché trenta anni fa (subito prima di Chernobyl, n.d.r.) si è persa l'occasione per colpa della sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato ad un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del petrolio. Entro luglio sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di Napoli, perché il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che protestano bloccando aeroporti e strade. Nessun imprenditore ricorda che nelle discariche, attraverso la camorra, il nord ha mandato i rifiuti nocivi delle industrie. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia il 50 per cento di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è semplice: "Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". Per l'Alitalia, lui pensa ad un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?". Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione "perché il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi" rende molto più ragionevole il Pd. "E' un bel parlamento", si è compiaciuto Berlusconi. In fin dei conti si è realizzato il suo sogno e quello di Confindustria. Quanto al fatto che la Ue pensa che il nostro paese abbia un rigurgito di razzismo, nessun problema. "Martedì o mercoledì" annuncia Berlusconi "il Parlamento europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre, consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare fino a 18 mesi nei centri di accoglienza". Alla fine, ancora una complicità: "Tanti auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che cosa è il rischio. Vedete, io sono uno di voi". Antonella Fantò 08/06/2008.

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PERUGIA - Per la scienza medica sarebbe un caso da studiare; per la burocrazia un errore o, (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA BENEDETTI e ITALO CARMIGNANI PERUGIA - Per la scienza medica sarebbe un caso da studiare; per la burocrazia un errore o, peggio, un tentativo di truffa ai danni dello Stato; per la giustizia invece è l'assurdo in aula. Intanto per la realtà è la triste storia di Romolo Marini, un anziano invalido settantenne, cui l'Inail intende abbassare la percentuale d'inabilità permanente, con conseguente riduzione dell'ammontare dell'assegno. E non ci sarebbe nulla di strano se tale ripensamento non avvenisse venti anni dopo la concessione della pensione. Venti anni di pensione e poi, a quasi ottant'anni suonati, più nulla. O quasi. Ma non solo: Romolo Marini da sette anni viene trascinato di udienza in udienza perché medici legali, perizie e giudici non sembrano aver trovato una risposta alle sue giuste aspettative. Una storia, la sua, che arriva proprio nel giorno in cui l'associazione nazionale magistrati riunita a congresso ha chiesto a gran voce una maggiore celerità nei processi. Una vicenda che per ora ha fatto solo ammalare ulteriormente l'anziano. Ma andiamo con ordine. Il pensionato nel 1982 rimane vittima di un incidente sul lavoro, dal quale gli derivano postumi di carattere permanente valutabili nella misura del 65 per cento dell'inabilità totale. L'Inail, invece, gli riconosce una percentuale molto minore. E il caso finisce di fronte al pretore. L'infortunato cita in giudizio l'ente per il riconoscimento dei postumi dell'infortunio. L'Inail si oppone. Viene chiamato un consulente tecnico che conclude l'accertamento con una valutazione corretta (sotto il profilo tecnico e logico) e condivisibile, secondo il giudizio del pretore: invalidità pari al 51 per cento. E la sentenza ricalca la consulenza, condannando l'ente a erogare il trattamento assicurativo pari alla percentuale di invalidità. L'Inail non impugna la sentenza, che diviene definitiva. Questo nel 1984. Negli anni a seguire interviene una malattia professionale e il riconoscimento di un altro infortunio. La percentuale di invalidità sale al 70 per cento; confermata dalla revisione del 1993. Ma nel giugno del 2001 l'Inail richiama l'uomo per una visita di revisione della malattia professionale, confermando la percentuale di invalidità (27 per cento). Continua a pagina 39.

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Malati di burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tante assurdità tra ritardi e macchinosi cavilli della giustizia. E c'è chi muore prima Lotta da 7 anni per avere la pensione Il calvario per l'invalidità. Da sei anni per avere un lavoro alle Poste.

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Un mese dopo nuova chiamata; questa volta per una valutazione di tutti gli infortuni. E la s (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCA BENEDETTI e ITALO CARMIGNANI Un mese dopo nuova chiamata; questa volta per una valutazione di tutti gli infortuni. E la situzione, incredibilmente, si rovescia. La complessiva percentuale di invalidità scende al 18 per cento, notevolmente inferiore a quanto stabilito dalla sentenza del pretore, ribaltata quando è ormai passata in giudicato da vent'anni. Senza contare che la revisione è stata effettuata oltre i termini di prescrizione per gli infortuni (dieci anni) e le malattie professionali (quindici anni). Tutto questo ad un pensionato di quasi 80 anni, costretto a correre di udienza in udienzada e fare ricorso al giudice del lavoro, per far valere, nuovamente, quello che riteneva un diritto. "Non che i soldi facciano sparire i dolori fisici - è l'amaro commento del pensionato - ma almeno consentono di curarli. Negli anni le mie condizioni si sono aggravate, chi mi ripagherà di questa perdita di tempo, un altro processo che finirà chissà quando?". Barbara Z. potrebbe essere la nipote di Romolo ed ha capito subito che doveva rimboccarsi le maniche per conquistare un posto di lavoro. Anche lei sono anni che sogna e lotta, sono anni che vince e perde. E non è finita. Barbara ha 35 anni, vive in provincia di Terni, lavora alle Poste in quella di Perugia(media Valle del Tevere) e racconta una storia che inizia nel 2002 e avrà sicuramente una fine visto che ci sarà un giudice di Cassazione che dovrà decidere se Barbara, la postina, vince e conquista un posto di lavoro o se Poste Spa vince e potrà regalarsi un bilancio con qualche briciola di costo in meno. Barbara racconta: "Sono stata assunta nell'ufficio postale della mia città. Ho lavorato nel 2002, come postina, per una sotituzione per quasi due mesi. Avevo presentato la domanda tramite l'ufficio di collocamento. Pensavo fosse finita lì, invece, un errore nel decreto che dava il via libera alle assunzioni come la mia, ha aperto la strada alla stabilizzazione". E così, Barbara da ex postina, ha intentato una causa di lavoro e, in primo grado, il giudice di Terni, le ha dato ragione. Festa, abbracci, posto fisso, stipendio, riassunzione e nuova destinazione. Dalla provincia di Terni a quella di Perugia, da pendolare. Certo, una faticata, una spesa, ma un posto di lavoro è sempre un posto di lavoro. Ancora la giovane postina:"Sono in servizio effettivo dal giugno di due anni fa. Tutti i giorni novanta chilometri per andare e tornare dal lavoro. Il mio stipendio è di 1.100 euro al mese. Ogni mese la benzina mi costa più di 200 euro. Me ne restano novecento. E nel frattempo Poste spa ha opposto ricorso a quella sentenza. E il 16 maggio scorso l'Appello, a Perugia, mi ha dato torto". Cioè il cavillo del decreto, stavolta viene letto in favore delle Poste. Barbara non si dà per vinta e il suo avvocato è pronto ad andare in Cassazione. Barbara aspetta, spera e intanto, fa i conti: "Per sostenere due cause di lavoro ho speso 5 mila euro (il costo della burocrazia, ndr), cioè quasi cinque mesi di stipendio. Ho dovuto fare tutto da sola perché il sindacato a cui sono iscritta, la Cisl, mi ha detto che il patrocinio non me lo davano perchè la causa era difficile. Cioè che avrei perso. E' successo, ma chi deve tutelare i lavoratori? E le Poste perché non utilizzano i soldi delle cause intentante da tanti altri come me, per migliorare i servizi?". Domande che arrivano in fondo alla storia e che raccontano la rabbia. Barbara e Romolo, un nonno e una che potrebbe essere la nipote. Stessa sfida, stesso batticuore e tanti anni passati tra avvocati, tribunali e carte bollate con la burocrazia che si annida dentro a un cavillo e diventa un calvario. Altri casi simili? Eccoli. Viene accusato di truffa e rischia di finire sotto processo perchè ritenuto un falso invalido: per aver simulato di essere cieco. Ma il giudice per l'udienza preliminare si rende conto che si tratta di un cieco, invalido al 100 per cento, e lo proscioglie. E' accaduto ad un quarantacinquenne che forse non era molto simpatico ad un suo vicino di casa che lo denunciò: "Fa finta di essere cieco - avrebbe detto l'anonimo -, ma si accende regolarmente le sigarette, preleva la posta dalla cassetta, guida l'auto e legge l'orologio". La guardia di finanza avviò le indagini sul malcapitato e lo fece finire sotto inchiesta: accusato di aver truffato il ministero dell'Interno che gli aveva riconosciuto l'invalidità del 100 per cento e l'indennità di accompagnamento dal 1986. E così l'indagato, effettivamente affetto da una forma di cecità che non gli fa vedere altro che luci ed ombre, è stato costretto a difendersi dalle accuse di un anonimo e dalle indagini della finanza. Davanti al Gup ha dimostrato che nonostante il suo handicap riesce a muoversi con una certa facilità e a fare alcuni gesti con naturalezza. Come leggere l'orologio, che è comunque quello per non vedenti con il sistema braille.

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PERUGIA - A volte, per battere la burocrazia basta poco. E quel poco promette di averlo scovato la P (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rovincia di Perugia che ha avviato il processo di semplificazione, standardizzazione e di diffusione della modulistica così come previsto dal regolamento sul rapporto tra i cittadini e l'amministrazione nello svolgimento delle attività e dei procedimenti amministrativi dell'Ente. Tra l'altro gli uffici provinciali dovranno giustificare i motivi per cui la richiesta di qualsiasi tipo di domanda non vine accolta. L'avvio del processo, deciso in giunta, contempla una prima fase dedicata agli schemi di moduli per le principali comunicazioni dei procedimentali, al fine di facilitare e uniformare le modalità operative degli uffici e dei servizi. Si tratta di un intervento, sopeiga una nota dell'Ente, che si inserisce nell'attività di realizzazione del progetto di comunicazione normativa e di semplificazione amministrativa denominato "La semplificazione del linguaggio e della struttura dei testi amministrativi", elaborato dal Servizio Organizzazione, Formazione e Comunicazione dell'Ente e che porterà all'adozione di un linguaggio semplice, comprensibile e chiaro nella redazione dei testi scritti, abbandonando nelle comunicazione sia interne che esterne gli obsoleti termini da burocrati, e ad una modulistica semplificata ed omogenea. "Il regolamento sui procedimenti amministrativi - spiega dall'assessore provinciale ai servizi di comunicazione Carlo Antonini - è nato come strumento per orientare l'amministrazione verso il rispetto dei diritti dei cittadini, semplificarne il rapporto, rendere i nostri atti trasparenti. Con l'adozione di questa nuova modulistica si compie un primo passo in direzione della semplificazione che faciliterà e uniformerà le modalità operative degli operatori, sviluppando e migliorando così le competenze proprie dell'Ente e dei suoi dipendenti. La Provincia di Perugia intende assumere infatti la semplificazione delle attività e dei procedimenti amministrativi quale obiettivo prioritario, generale e permanente da perseguire con misure di tipo organizzativo, tecnologico e procedurale". Il regolamento garantisce regole e tempi certi ai cittadini e alle imprese, semplificazione e trasparenza, linguaggio diretto e comprensibile a tutti, la possibilità di avere un unico interlocutore e uno sportello unico per i cittadini. Inoltre, introduce il termine di trenta giorni per la conclusione del procedimento e l'obbligo, in caso di risposta negativa, di comunicare ai cittadini i motivi che si oppongono all'accoglimento della richiesta, dando così ai richiedenti la facoltà di produrre nuovi elementi, ad integrazione della loro istanza, che possano essere utili all'ottenimento di un provvedimento favorevole.

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Polo tecnologico: <Non aspettiamo più> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-06-08 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso Le imprese interessate minacciano di andare via Polo tecnologico: "Non aspettiamo più" Le aziende: da 8 mesi manca solo una firma Protestano i sindacalisti della Cisl: "In questo modo si mettono a rischio investimenti e occupazione" SESSA AURUNCA - "Gli imprenditori sono stanchi di attendere: se non si arriva al più presto alla firma del contratto di programma, c'è il rischio concreto che anche loro abbandonino l'iniziativa: sarebbe un danno enorme per il territorio, non solo per i lavoratori". A lanciare ancora una volta l'allarme per le sorti tormentate del Polo tecnologico Campania, è Adolfo De Petra, Rsu della Cisl. "Sono passati quasi otto mesi dal terzo passaggio al Cipe, avvenuto lo scorso 29 novembre - spiega il sindacalista - e incredibilmente l'iter non si è ancora concluso con la firma davanti al notaio. Abbiamo più volte sollecitato il ministero, che si è giustificato adducendo ragioni più o meno fondate per giustificare i ritardi. Pochi giorni fa, ho sentito al telefono il presidente della società consortile che rappresenta il soggetto proponente del contratto di programma, Domenico De Donno: mi ha detto che le aziende sono al limite della sopportazione. Per ben due volte, in previsione della stipula, erano state sollecitate a preparare i certificati antimafia; e altrettante volte, a causa dei continui rinvii, sono scaduti. La burocrazia sta mettendo a repentaglio un'iniziativa importantissima, vanificando l'impegno profuso dai parlamentari e delle istituzioni locali: non credo ci siano molti altri esempi di progetti rimodulati per ben due volte dal Cipe, per non lasciarli fallire". L'idea del Polo tecnologico era stata concepita circa cinque anni fa, per offrire una soluzione strutturale ai 370 lavoratori dello stabilimento ex Formenti- Seleco di Sessa Aurunca, finiti in amministrazione straordinaria dopo la dichiarazione di insolvenza. Il contratto di programma era stato approvato dal Cipe il 29 settembre 2004. Gli investimenti ammessi erano pari a 93 milioni 406 mila euro, la metà dei quali messi a disposizione da Governo e Regione. L'obiettivo era di creare 421 nuovi posti di lavoro con iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico. Soggetto proponente, una Scarl composta da 6 aziende: Dm Elektron Sexa srl, Tecnopol, Manuli Film, Project srl, Europlastica, Incos. Ma Project srl venne meno pochi mesi dopo; le ultime due, l'anno successivo. Per non far saltare il progetto fu necessaria la prima rimodulazione, avvenuta il 2 dicembre 2005. Subentrò Efm (Engineering & facility management), che si fece carico della quota di investimenti di Europlastica Sud ed Incos (circa 36 milioni euro) e delle assunzioni (211 addetti). Era una newco costituita per l'occasione da tre imprese provenienti da ambiti diversi. L'azionista di maggioranza, con il 76%, è Hospital service, che fa capo all'Idi (Istituto dermopatico dell'Immacolata). Il restante 24% è equamente diviso tra Bartolini trasporti e Inform srl, specializzata, invece, nei sistemi di automazione. Dopo una serie di incertezze e ritardi, lo scorso anno abbandonarono il progetto anche Dm Elektron Sexa e Manuli Film. Fu necessaria la seconda rimodulazione, che tagliò i contributi pubblici loro destinati: dei 44 milioni 136 mila euro iniziali, ne sono rimasti circa 20. Dei proponenti iniziali è rimasta solo Tecnopol (3,24 milioni di investimento e 14 assunti). Pietro Falco L'area Nella foto la zona dove dovrebbe sorgere il polo tecnologico.

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GUBBIO Tutto sospeso, slitta ancora l'avvio dei lavori per la nuova strada stata (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MASSIMO BOCCUCCI GUBBIO - Tutto sospeso, slitta ancora l'avvio dei lavori per la nuova strada statale "Pian d'Assino", nel tratto ad ovest da Madonna del Ponte a Mocaiana. Viene dai risvolti sulla gara d'appalto l'ultimo durissimo colpo alle aspettative del territorio eugubino, martoriato dalla pessima viabilità. Le procedure per assegnare i lavori si sono dilungate, salvo poi scoprire che vanno verificate delle anomalie e si ipotizzano cinque ricorsi di altrettante imprese sulle 24 (di cui una esclusa per polizza irregolare) che hanno partecipato, presentando l'offerta, tra le 101 invitate. La matassa torna ad ingarbugliarsi nonostante dall'aprile 2006, proprio alla vigilia delle elezioni politiche vinte all'epoca dal centrosinistra, venne dato il via libera al finanziamento anticipato dalla Regione per far partire l'opera. Risale al 26 ottobre 2007 la pubblicazione del bando per assegnare i lavori, con la scadenza fissata al 20 novembre. In due anni si è transitati da un iter burocratico all'altro senza arrivare ad una soluzione concreta, finchè è scoppiata l'ultima grana che ritarda ulteriormente i lavori, che a questo punto rischiano seriamente di cominciare non prima dell'anno prossimo. "Siamo molto preoccupati per questo ennesimo brutto intralcio di cui non conosciamo i particolari", spiega Pino Berettoni del comitato dei residenti dell'area ovest che in passato ha messo in atto clamorose iniziative di protesta. Forse è giunto il momento - viene fatto notare da più parti - di tornare ad alzare la voce e ad attirare l'attenzione difronte alle pastoie infinite della burocrazia e all'impietoso dilagare dei tempi. La gara d'appalto per complessivi 15.775.701 euro, espletata il 13 maggio scorso, adesso fa i conti con le anomalie dovute all'eccesso di ribasso riscontrate dalla commissione nelle offerte presentate dalle imprese Castaldo Srl, Brunelli Costruzioni Sas-Gmg Costruzioni Srl, Tecnis Spa-Cogip Srl, Si.Gen.Co Sistemi generali costruzioni Spa, Co.Gel Spa.

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Curto: <Resto in An e faccio il sindaco> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-06-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Politica L'ex senatore smentisce le voci di un passaggio con la destra di Storace Curto: "Resto in An e faccio il sindaco" BRINDISI - Non calca più la scena politica come prima, ma non ha certo abbandonato i suoi compiti nel partito. E sembra che non abbia affatto intenzione di farlo neppure in futuro, malgrado qualche osservatore si dica certo di un suo imminente passaggio a La Destra di Francesco Storace. E' così, senatore Euprepio Curto? "Alleanza Nazionale è per me una seconda pelle. Lo scenario di un mio passaggio altrove è irrealistico". Ma ora si va alla fusione nel Pdl. "Finché ci sarà An, io starò con An. Se An non ci sarà più, vedremo. Ci è stato detto che il Pdl è la casa comune, e se sarà così, il nuovo partito sarà anche la mia casa. Posso essere un dirigente di alto profilo anche lì, e non mi imbarazza una nuova esperienza, un nuovo contesto. E' una sfida che mi interessa, e lo dico anche con una buona dose di autostima". La faccenda di Italian Job, però, secondo qualcuno avrebbe spostato la sua carriera politica se non sulla via del declino, almeno su una strada in salita. "Un evento inconsistente, quello. Che ha certamente condizionato la possibilità del mio ritorno in Parlamento. Ma non la mia vita politica. Le faccio un esempio: se io oggi dovessi fare una scelta di collocazione altrove - ma così non sarà - la perdita in termini di consensi per il mio partito non sarebbe indifferente. In seguito a quella vicenda ho ricevuto numerosi attestati di stima e di sostegno da varie parti, e soprattutto dall'opinione pubblica della mia città". Allora è già pronto per fare il sindaco di Francavilla Fontana, tra un anno, o pensa ad altri obiettivi? "Voglio prima capire verso quali scenari ci stiamo avviando. Intendo, cosa sarà e cosa diventerà il Pdl. Infatti per lunedì ho convocato una riunione con i dirigenti provinciali di An su tre questioni: tesseramento, elezioni amministrative 2009 e problema Pdl. Per quanto mi riguarda, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto fare un'esperienza regionale. Ma fare il sindaco non è affatto meno importante". Francavilla oggi è in mezzo al guado, dopo il passaggio di Cosimo Marinotti dalla guida dell'amministrazione comunale al seggio in consiglio regionale lasciato libero dall'attuale senatore Michele Saccomanno. "Al di là della mia disponibilità a candidarmi e a fare il primo cittadino, posso dire subito una cosa. A Francavilla è necessario un sindaco che decida: sia sui temi dello sviluppo, sia sui rapporti con la burocrazia, sia sulle varie emergenze. Un decisionista ". Senatore Curto, una domanda un più personale, sui retroscena della sua vicenda recente. Non tutti, nel suo partito e nel centrodestra, sono stati davvero solidali con lei. Anzi. "Non c'è dubbio che quando accadono cose come quella che mi ha colpito, c'è sempre qualcuno che ne approfitta per raggiungere obiettivi che altrimenti gli sarebbe stato impossibile conquistare. Ma questo non mi scandalizza affatto. Però i traditori no. Quelli non posso accettarli. Chi sono? Chi ha ricevuto tutto da me, ricambiandomi con slealtà conclamata. Dire che ciò mi ha ferito e nauseato è troppo poco". M. O. Euprepio Curto, ex senatore di Francavilla Fontana.

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LE SOLUZIONI PER LA CITTÀ (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-06-08 num: - pag: 1 autore: di ARMANDO TORNO categoria: REDAZIONALE IL CAMPER E MILANO CHE CAMBIA LE SOLUZIONI PER LA CITTà I l camper del "Corriere " arriva nei quartieri di Milano e osserva, ascolta. Quella che sta compiendo è una sorta di visita pastorale laica, grazie alla quale abbiamo avuto un importante scambio di opinioni con i cittadini. Si raccolgono notizie sulla vita a Milano, si sentono senza intermediari le opinioni sui pregi e sui difetti di una città che cambia. Insomma, ci si rende conto senza l'ausilio della burocrazia e degli esperti di statistica di quel che va, di cosa manca, di come dovrebbe essere una metropoli che si è ormai lasciata alle spalle la sua antica identità e sta interrogandosi su quanto l'attende nel terzo millennio. Non spetta a noi far notare il successo dell'iniziativa: diremo soltanto che venerdì a Bruzzano c'era mezzo quartiere e che giovedì al Gallaratese è avvenuta cosa analoga. Potremmo aggiungere, riassumendo le impressioni che i nostri operatori hanno raccolto grazie alla ricordata esperienza, che oggi in periferia si avverte una maggior milanesità che in centro e anche le proposte degli abitanti sono sembrate più concrete. Forse perché lì i problemi si toccano con mano o forse perché si partecipa veramente alla vita di quartiere. Non sta a noi sciogliere dubbi di tal fatta, diremo soltanto che Quarto Oggiaro, il Gallaratese, Bruzzano e altre zone visitate dal camper del "Corriere" dovrebbero essere tenute in considerazione da chi fa le scelte. Non vorremmo, su tale argomento, aprire una di quelle solite polemiche sterili che in Italia sono ormai di casa. Diremo semplicemente - riprendendo quanto ha scritto ieri su queste colonne Claudio Schirinzi - che si possono creare eventi ad altissimo livello senza tuttavia dimenticare quel che succede tra le nostre strade. L'esempio riportato di viale Jenner e di Chinatown - la moschea e il quartiere cinese, che presentano problemi diversi ed entrambi irrisolti - va esteso a molteplici situazioni. Bene: alla gente, da quel che abbiamo sentito, interessa vedere soluzioni concrete di quel che è rimasto in sospeso per anni e soltanto in un secondo momento assistere ai grandi eventi o spellarsi le mani per manifestazioni dedicate al tempo libero del colto, dell'inclito e del passante. La Milano del futuro, in altre parole, si deve edificare sui problemi risolti più che sui progetti immaginifici; o, per fare il solito esempio, più sul verde che sui festival di parole. Questo, almeno, desidera la gente. Giangiacomo Schiavi - sempre ieri su queste colonne - chiudeva il suo intervento facendo un appello al sindaco Moratti, invitando la capace donna Letizia ad ascoltare le richieste di Bruzzano. Anche chi scrive si mette in fila per ripetere la medesima cosa.

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<Misure straordinarie anti clan> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-08 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Veltroni a Casal di Principe "Misure straordinarie anti clan" CASAL DI PRINCIPE (Caserta) - Il Pd chiede al governo di inserire nel decreto sicurezza varato dal consiglio dei ministri durante la riunione svoltasi circa due settimane fa a Napoli, una serie di provvedimenti contro la camorra. Lo ha annunciato Walter Veltroni (nella foto) nel corso della visita che ha tenuto ieri- accompagnato dai ministri ombra Minniti e Tenaglia e dai senatori ed ex prefetti Serra e De Sena - a Casal di Principe. Secondo il Pd per contrastare efficacemente la criminalità organizzata bisogna spezzare il suo potere economico. Perciò Veltroni chiede che venga istituita una stazione unica appaltante, e cioè che gli appalti pubblici - grandi e piccoli - siano gestiti solo e direttamente dalle prefetture, in modo da impedire che la camorra possa aggiudicarseli attraverso le proprie imprese. Sollecitata anche la creazione una agenzia che si occupi rapidamente della confisca e del riutilizzo dei beni sequestrati ai clan. "In queste cose - ha detto il leader del Pd- bisogna oltrepassare la burocrazia e giungere velocemente a risultati decisivi". F. B.

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Mancato invito, è polemica fra Medici e Alemanno (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Anagnina Inaugurato il sottovia fermo da sette mesi Mancato invito, è polemica fra Medici e Alemanno Volano gli stracci, per l'inaugurazione della sottovia dell'Anagnina che si è svolta ieri mattina alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e dell'assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Ghera. Non tanto per l'opera in sé, costata 2,7 milioni di euro e che doveva essere pronta già a dicembre 2007, ma poi slittata per la mancata segnaletica e per problemi di illuminazione. Un ritardo che Alemanno ha così commentato: "Quest'opera era ferma da 7 mesi per una questione burocrazia: queste cose non devono più succedere. Oggi, però, sono orgoglioso di consegnare questo sottopasso alla città". Ma ad accendere la polemica è stata una questione di inviti tra il presidente del X Municipio Sandro Medici e il Campidoglio. Una polemica iniziata alla vigilia dell'inaugurazione, quando Medici aveva diffuso una nota denunciando "il mancato invito alla cerimonia", e parlando di "irrispettosa esclusione dell'ente territoriale dall'iniziativa ". Alemanno, allora, si era attivato per invitarlo ("è sbagliato non farlo") e a quel punto Medici aveva declinato. Ma il battibecco è proseguito anche ieri mattina, vista l'assenza del presidente del X Municipio. "Anche se - ha detto Alemanno - non c'era l'invito in pergamena, Sandro Medici sarebbe potuto venire. Da una persona così di sinistra tutte queste cerimonie mi sembrano un po' fuori luogo...". E poi il primo cittadino ha insistito: "L'assessore Ghera lo aveva già invitato prima che lui facesse le proteste, poi l'ho invitato io anche tramite una dichiarazione alle agenzie. La prossima volta gli manderemo dei messi con la tromba sotto casa". Ghera ha aggiunto: "L'invito glielo avevamo fatto tramite il cerimoniale. Medici ha solo voluto fare polemica politica". La risposta dell'esponente del Prc non si è fatta attendere: "Benché non sia un formalista, temo che questa spiacevole vicenda nasconda quello che poi il sindaco ha sostenuto, e cioè a chi bisognasse attribuire il merito di aver consegnato ai cittadini quell'opera pubblica ". E sui disguidi per l'invito? "La telefonata va bene per invitare un amico al bar. E io solo quella ho ricevuto dal cerimoniale del Campidoglio, ma cinque minuti dopo la mia protesta. Non è un problema di trombe nè di messi comunali, ma di grammatica istituzionale. Se poi si intende gestire il comune di Roma con approssimazione, pressapochismo e un'impronta peracottara, non c'è problema. Ci adegueremo". Quello con Medici non è stato l'unico fuori programma della giornata. Perché durante l'inaugurazione un gruppo di attivisti de "La Destra" ha protestato per l'apertura dell'opera: "Questo sottopasso non è in sicurezza", c'era scritto su uno striscione. In consiglio comunale, il partito di Francesco Storace porterà un ordine del giorno per migliorare il progetto. "La nostra protesta - spiega Fabio Sabbatani Schiuma - era contro il sottopasso, ma anche Alemanno prima di inaugurarlo avrebbe dovuto accertarsi delle condizioni dei lavori fatti ". Il sindaco "Anche se non c'era l'invito in pergamena Medici sarebbe potuto venire, lui così di sinistra" Sindaco Gianni Alemanno Presidente Sandro Medici.

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Berlusconi: meno tasse se pagano tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Berlusconi: meno tasse se pagano tutti Annuncia la stretta sulle intercettazioni. Il premier colto da un lieve malore GENOVA. Silvio Berlusconi li fa sognare. I giovani imprenditori, riuniti per la seconda giornata del 38esimo convegno, accolgono con un'ovazione il presidente del Consiglio che tiene un discorso frizzante, brioso, pieno di ammiccamenti. Insomma, il premier è in famiglia. E ci tiene molto a marcare di essere il loro presidente del consiglio, il premier degli imprenditori. Anzi suggerisce di istituire un canale preferenziale tra la loro organizzazione e Palazzo Chigi "per raccogliere suggerimenti in modo che l'esecutivo possa tramutarli in legge". Un clima da "luna di miele" che il Cavaliere sottolinea, supportandolo con l'esito di un sondaggio che dà il 65% dei consensi al suo esecutivo. Berlusconi annuncia di aver messo a punto una norma che sarà varata dal consiglio dei ministri tra dieci giorni, con la quale si commina una condanna a 5 anni prigione a chi ordina, esegue o pubblica intercettazioni telefoniche. Solo sanzioni pecuniarie per gli editori. L'annuncio è accolto con preoccupazione dall'Associazione nazionale magistrati: "Lo strumento delle intercettazioni - ha sostenuto il presidente dell'Anm Luca Palamara - è fondamentale per le investigazioni non solo sui reati più gravi, ma anche per quelli comuni come le estorsioni. Una selezione drastica rischia di restringere la possibilità di indagare". Perplessità anche da parte dei giornalisti: Fnsi e Unione nazionale cronisti hanno stigmatizzato il ritorno della minaccia del carcere per chi "svolge il suo lavoro correttamente rendendo note le notizie di cui è venuto in possesso". Il Cavaliere poi snocciola tutti gli argomenti cari agli imprenditori accarezzando la platea. Fare le centrali nucleari è "una necessità" e bisogna farle di corsa perchè trenta anni fa (subito prima di Chernobyl) si è persa l'occasione per colpa della sinistra e dei verdi. Prima di entrare in sala, il premier aveva confessato a un imprenditore di essere preoccupato per il prezzo del petrolio. Entro luglio sarà risolto il problema dell'immondizia per le strade di Napoli, perchè il governo deve usare il pugno forte nei confronti di coloro che protestano bloccando aeroporti e strade. Quanto al costo della macchina dello Stato che da noi ingoia il 50% di più della media degli altri paesi Ue, la ricetta è semplice: "Tagliare la spesa, vendendo le caserme inutilizzate, eliminando la burocrazia in modo che ognuno possa fare il suo certificato dal computer di casa sua". E grazie anche ai tagli della spesa e alla lotta all'evasione si potranno ridurre le tasse. E lo slogan del premier è "pagare tutti, pagare di meno". Per l'Alitalia, lui pensa a un azionariato diffuso: "Chi di voi non parteciperebbe ad un'operazione che salva la nostra compagnia di bandiera portandoci in casa il turismo di cui abbiamo bisogno?" Il governo ha un buon rapporto con l'opposizione "perchè il fatto che non ci sia la sinistra estrema e i verdi" rende molto più ragionevole il Pd. "E' un bel parlamento", si è compiaciuto Berlusconi. "Martedì o mercoledì - annuncia Berlusconi - il Parlamento europeo prenderà nei confronti dell'immigrazione misure che saranno più dure delle nostre, consentendo agli immigrati che non rivelano l'identità di stare fino a 18 mesi nei centri di accoglienza". Alla fine, ancora una complicità: "Tanti auguri a voi che passate notti insonni e che sapete che cosa è il rischio. Vedete, io sono uno di voi". Applausi. Per fare una battuta aveva esordito: "Quando incontrate uno della mia età, non gli dite: "ti trovo bene" perchè non gli farà piacere". Non è stata una battuta felice. Subito dopo il discorso, Berlusconi si accascia, accusando un lieve malore.

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Siamo all'avanguardia grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Andrea Zampar: la qualità rappresenta la carta vincente in un mercato globale In cinque anni contiamo di passare da 16 a 27 milioni con tanto export Macchinari molto versatili hanno consentito di realizzare programmazioni flessibili e di ottimizzare la produzione: costo della manodopera al 25% Il vero freno alla nostra crescita dimensionale e di fatturato viene dalle infrastrutture e la burocrazia ci opprime frustrando la voglia di osare Tra i dipendenti ci sono senso di appartenenza e sana competizione: siamo un team coeso "Siamo all'avanguardia grazie alla tecnologia e al lavoro di squadra" Parla il presidente della Metalinox azienda di Fiumicello nata nel 1981 " " UDINE. "In un mercato aperto e globalizzato la carta vincente è la qualità. Ma questa si ottiene solo se si dispone di tecnologie d'avanguardia e di maestranze altamente qualificate, coinvolte nelle strategie aziendali e in grado di formare una squadra coesa orientata verso traguardi condivisi". Lo afferma Andrea Zampar, presidente di Metalinox di Fiumicello, impresa leader nella lavorazione della lamiera inox per componenti utilizzati nei più svariati settori produttivi. Si parla tanto di new economy, però il comparto manifatturiero rimane trainante e fornisce un rilevante contributo alla formazione del Pil. Sarà così anche per i prossimi anni? "Certamente. La old economy, in particolare la metallurgia, continuerà a rivestire un ruolo determinante nello sviluppo economico. In Italia la domanda di acciaio è molto sostenuta, come attesta la lievitazione dei prezzi, passati in pochi mesi da 1,80 euro il chilo a 4,50, per poi assestarsi intorno a 3 euro. In Metalinox il portafoglio ordini è tale da rassicurarci per i prossimi anni. Le commesse da Paesi esteri (Europa e Arabia Saudita in particolare) sono in costante lievitazione: a Dubai abbiamo in corso la realizzazione di due torri in acciaio nel centro universitario, del valore di 2,5 milioni di euro. Guardiamo al futuro con giustificato ottimismo". Il settore meccanico è, tra i manifatturieri, quello a maggior utilizzo di manodopera. Come restare competitivi nonostante la forte peso del costo del lavoro? "L'introduzione di macchinari molto versatili, che consentono programmazioni flessibili, e l'ottimizzazione del processo lavorativo dalla materia prima al prodotto finito (tempi di saldatura abbattuti da un minuto a 10 secondi, macchine da taglio con rendimenti superiori del 50% rispetto a quelle di vecchia generazione, ecc.), hanno ridotto l'incidenza della manodopera a meno del 25% dei costi totali. In Metalinox le lavorazioni sono distribuite su due turni giornalieri per sette giorni la settimana, ma il sabato, la domenica e durante i cicli notturni le macchine operano in automatico, senza presidio umano. L'aumento della produttività e l'elevata qualità del prodotto ci pongono in una posizione di preminenza sul mercato, soprattutto in Europa e nei Paesi Arabi. Il piano industriale prevede per il prossimo quinquennio il passaggio dagli attuali 16 a 27 milioni di euro di fatturato, con allargamento della forbice a favore dell'export". Avete problemi di reperimento di personale? "No. L'offerta del territorio è abbondante e ci consente di selezionare i soggetti migliori. Contiamo oltre 100 dipendenti tra ingegneri, periti meccanici e operatori professionali, con età media intorno a 30 anni e scarso turn-over. Parecchi giovani, nell'ultimo anno di studio, effettuano stages nei nostri stabilimenti, precostituendo le condizioni per successive assunzioni. Entrati in azienda, seguono specifici corsi di perfezionamento orientati all'innovazione di processo e di prodotto". La vostra è una produzione su commessa? "Sì. I committenti richiedono preventivi, vogliono conoscere i progetti, le soluzioni proposte, i prezzi praticati, i tempi di consegna. Spesso effettuano visite in azienda per verificare i sistemi lavorativi e il grado di evoluzione tecnologica, in casi particolari richiedono la prototipazione del prodotto, fino ad arrivare alla sua "marcatura", cioè alla personalizzazione. Superate le prove di credibilità e di affidabilità, prende avvio il rapporto, che poi si protrae nel tempo". Da alcuni mesi si assiste all'incessante aumento dei costi delle materie prime. Si possono sempre trasferire sui listini finali? "L'escalation dei costi è un vero cruccio. Fra tutte le variabili che concorrono a determinare i prezzi finali, questa è l'unica fuori controllo. Negli ultimi tempi ci sono stati aumenti con picchi anche del 100% per acciaio, rame e alluminio, vanificando qualsiasi pianificazione. In presenza di una domanda sostenuta le acciaierie fanno il bello e il cattivo tempo. Come difenderci da questo Moloch che rischia di metterci in ginocchio? Quando acquisiamo commesse consistenti e c'è sentore di aumenti, l'unica soluzione sta nell'approvvigionamento di ampie scorte, ma per far ciò servono notevoli risorse finanziarie, di cui non tutte le imprese dispongono, o ampie aperture di credito, su cui gravano pesanti interessi. Bloccati i prezzi di acquisto e fissati per contratto quelli di vendita, si può puntare all'equilibrio del conto economico. L'auspicio è che questa corsa sfrenata non duri all'infinito. Altrimenti sono dolori per tutti". Avete un indotto locale? "Sì. Alcune lavorazioni: rifinitura dell'acciaio, verniciatura, trattamenti galvanici, sono affidate a una decina di artigiani locali, dando vita a un indotto quantificabile in un milione di euro l'anno". Metalinox, come tante aziende friulane del settore, opera come subfornitore per conto terzi. La mancanza di un rapporto diretto con il mercato finale può creare difficoltà? "Sì. Il rapporto di dipendenza può creare problemi. L'ideale è arrivare direttamente all'utilizzatore finale. In Metalinox ci muoviamo su questa strada, anche in funzione di una diversificazione produttiva. Stiamo per proporre al mercato tre nuovi prodotti brevettati, riguardanti i settori dell'arredo urbano, alimentare e navale. Per due di questi non esistono concorrenti. Alcuni prototipi sono già in prova per i necessari test prima della commercializzazione. In tal modo disporremo di due canali distributivi, uno per componenti, l'altro per prodotti finiti". In un mercato fortemente concorrenziale la capacità di fare squadra è considerato fattore di successo. E' così anche per voi? "La valorizzazione del personale in un'ottica di crescita aziendale condivisa rappresenta il fiore all'occhiello di Metalinox. Il clima interno, improntato a spirito di gruppo e collaborazione sinergica, trova il punto di sintesi nel meeting annuale che coinvolge i responsabili dei vari settori: una breve vacanza di lavoro nel corso della quale emergono idee e contributi orientati al miglioramento della vita aziendale e all'analisi di proposte per ottimizzare la qualità dei prodotti. Abbiamo instaurato un clima di sana competizione che prevede la concessione di premi ai dipendenti più propositivi. Il lavoratore friulano fa propria la cultura d'impresa e ci tiene a essere coinvolto nei processi decisionali. C'e un senso d'appartenenza di cui come imprenditore sono particolarmente orgoglioso". Avete mai pensato di delocalizzare parte della produzione? "L'elevata pressione fiscale cui siamo soggetti mi spinge talvolta a fare qualche riflessione al riguardo. C'è però un deterrente di estrema rilevanza, che fa svanire sul nascere tale tentazione: l'esigenza di un'elevata qualità delle lavorazioni, soddisfatta pienamente dall'attuale organizzazione aziendale, grazie alla quale conseguiamo ragguardevoli vantaggi competitivi che ci incoraggiano a proseguire nel solco delle strategie fin qui disegnate". Le infrastrutture di cui è dotato il territorio soddisfano le esigenze delle aziende insediate? "Questo è un punto dolente, il vero freno al nostro programma di crescita dimensionale e di fatturato. La zona industriale di Fiumicello è inidonea a soddisfare le esigenze della imprese installate: viabilità insufficiente, fognature carenti, illuminazione scarsa, piano regolatore bloccato. Lo stabilimento dove operiamo è stato edificato dopo sei anni d'attesa. Ora vorremmo effettuare un ampliamento utilizzando un'area adiacente di 2 mila metri, ma le autorizzazioni non arrivano. Fiumicello è fuori dall'Obiettivo 2. La burocrazia ci opprime. La voglia di osare incontra mille difficoltà. Alle volte sono assalito da cattivi pensieri. Poi riemerge l'antico spirito guerriero. E si va avanti". Abbondio Bevilacqua.

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Servizio di vigilanza: convenzione a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bicinicco. Il sindaco: insufficiente la presenza sul territorio, potremmo decidere di recedere dall'accordo Servizio di vigilanza: convenzione a rischio BICINICCO. È in forse la prosecuzione del servizio associato di vigilanza per il Comune di Bicinicco: non pare vantaggioso rispetto a quello svolto autonomamente, e l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Dino Strizzolo, sta seriamente pensando se recedere dalla convenzione. Pare si andrà almeno a una modifica delle clausole dell'accordo. Infatti i dubbi di Bicinicco sono condivisi pure da altre amministrazioni comunale associate. È nell'ambito del territorio palmarino che, a gennaio di quest'anno, si era organizzato il servizio in convenzione, come previsto dalla cosiddetta Legge Jacob: oltre a Bicinicco, i Comuni di Bagnaria Arsa, Chiopris Viscone, Gonars, Porpetto, Santa Maria La Longa, Trivignano, Visco, Palmanova, con capofila quest'ultimo Comune, dopo un paio di mesi di sperimentazione hanno deciso di mettere insieme le energie per la vigilanza. Altri servizi che i nove municipi hanno messo in comune sono quello per le gare e appalti, per gli acquisti. Per quanto riguarda le pratiche del personale, al momento, si sono accordati due Comuni, si sta pensando di estendere la convenzione anche al servizio erogato dall'ufficio tributi. Per quanto concerne la polizia municipale, l'amministrazione comunale di Bicinicco ha messo a disposizione il suo vigile urbano, che opera, attualmente, in gruppo con altri 16, con l'obiettivo di ottimizzare e di razionalizzare il servizio, come accade in altri Aster. Ma, secondo l'amministrazione comunale stessa, come riferisce il sindaco Strizzolo, i conti non tornano circa la quantità di presenza della vigilanza sul territorio e la copertura del servizio alle manifestazioni; inoltre il peso della burocrazia fa rimpiangere la situazione precedente alla stipula del documento. La convenzione, d'altra parte, prevede alcune clausole piuttosto pesanti per chi decide di recedere dall'accordo. "Abbiamo già dato mandato al gruppo dei segretari comunali - informa il primo cittadino di Bicinicco - di studiare adeguate modifiche alla convenzione, soprattutto in relazione alla possibilità di rescindere l'accordo". Quindi o il servizio ssarà migliorato e o si ritornerà come prima. Paola Beltrame.

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L'economia ha smesso di crescere (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'associazione denuncia la perdita di 224 imprese Chiesti investimenti nelle nuove infrastrutture Il vicepresidente Ciriani: ci impegniamo a ridurre la pressione fiscale e aumentare i contributi "L'economia ha smesso di crescere" Pavan: nel secondo trimestre sviluppo zero. Pascolo: burocrazia inefficiente L'ASSEMBLEA DEGLI ARTIGIANI di STEFANO POLZOT Fuori il cielo è plumbeo, ma anche dentro la sala congressi della Fiera il sole non splende. A gelare l'assemblea dei delegati della Confartigianato, ieri pomeriggio, il presidente della Camera di commercio, Giovanni Pavan. "I dati del secondo trimestre - ha affermato - segnalano crescita zero per l'economia provinciale". Una preoccupazione che, come consueto, Pavan non vuole tradurre in sfiducia: "In passato siamo riusciti a superare momenti difficili, la mia speranza e che anche questa volta riusciremo a compiere un ulteriore salto in avanti". Un sentire, quello del presidente dell'ente camerale, che è anche del presidente della Confartigianato, Silvano Pascolo. Se è ben vero che con un milione di euro prodotti l'artigianato contribuisce al 20 per cento del Pil provinciale, per la prima volta da molti anni a questa parte il saldo demografico delle imprese del settore è stato negativo. "A fine anno - ha affermato - sono cessate 842 aziende e solo 618 si sono costituite". Una situazione che ha spinto Pascolo a chiedere ai Governi nazionale e regionale alcune politiche chiare: "Riduzione della pressione fiscale, abbattimento della burocrazia, politiche a sostegno delle imprese, in particolare quelle più piccole". Dalla Regione, in particolare, il presidente si attende il rispetto dei tempi sul completamento dell'A28 e la realizzazione della grande viabilità del mobile e della Sequals-Gemona, senza dimenticare la messa in sicurezza della Pontebbana. Sullo sfondo resta un petrolio che costa sempre di più, con un onere diretto al distributore dei carburanti e indiretto quando si va a fare la spesa. La risposta della politica è giunta dal presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, "per il quale non abbiamo più alibi, è necessario rispondere alle istanze degli imprenditori". Da parte dell'ente intermedio, c'è la volontà di velocizzare l'attuazione dell'accordo di programma da 239 milioni di euro sulla viabilità. Il vice presidente della Regione, Luca Ciriani, ha condiviso la preoccupazione per la congiuntura economica, "ma stiamo vivendo - ha aggiunto - in un clima politico e sociale più costruttivo". Tra le promesse "sconti sull'Irap e anche maggiori finanziamenti alle Camere di commercio", come richiesto da quella pordenonese nell'ambito della perequazione delle risorse. Sui sostegno alle imprese, Ciriani ha detto "che non vorrei si fosse passati dai contributi a pioggia a quelli col contagocce".

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Slitta l'installazione delle telecamere (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Slitta l'installazione delle telecamere Iter burocratico lungo e complicato ROVEREDO IN PIANO ROVEREDO. Non sono ancora state installate le due telecamere recentemente acquistate dall'amministrazione comunale. La causa è da ricercare nell'iter burocratico necessario al posizionamento degli occhi elettronici, particolarmente lungo e articolato, portato avanti dalla polizia municipale di Pordenone. In municipio a Roveredo in Piano sono un po' preoccupati per la piega assunta dalla situazione e auspicano che si possa procedere al più presto con l'installazione delle telecamere. "Certo è - spiega l'assessore alla sicurezza, Carlo Chersovani - che speravamo in più rapidi, ma evidentemente la burocrazia in Italia non accenna a diminuire. L'iter prevede diversi permessi, un mucchio di richieste e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente l'allarme sicurezza è rientrato, ma noi intendiamo procedere comunque in tal senso, per evitare che quanto avvenuto nei mesi scorsi in paese si possa ripetere". Le due telecamere in attesa di installazione sono le prime di una serie della quale il Comune intende dotarsi per posizionarle nei punti di maggior criticità del territorio. In particolare, i primi occhi elettronici saranno posizionati nei pressi del municipio e nella zona delle scuole. Le successive, invece, dovrebbero essere installate negli impianti sportivi e in altri punti particolarmente sensibili. Tornando all'iter burocratico, gli amministratori roveredani stanno facendo parecchie pressioni sulla polizia municipale pordenonese per accelerare la tempistica, ma, sino adesso, hanno ottenuto pochi risultati. La misura delle telecamere è una delle prime assunte dall'amministrazione comunale in seguito agli episodi vandalici e di microcriminalità che hanno interessato nei mesi scorsi il paese. Probabilmente un gruppo di giovani desideroso di prodursi in qualche bravata è l'autore dei fatti accaduti. Prima misura adottata l'ordinanza di chiusura nelle ore serali e notturne dei parchi comunali firmata dal sindaco, Renzo Liva. Quasi contemporaneamente, le forze dell'ordine hanno intensificato la propria presenza sul territorio. Ora le telecamere, anche se c'è più di qualche difficoltà nel loro posizionamento. (m.p.).

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Sul grattacielo degli abusivi pioggia di sequestri in arrivo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 136 del 2008-06-08 pagina 7 Sul grattacielo degli abusivi pioggia di sequestri in arrivo di Redazione Prima le severe ordinanze comunali contro i call center, ora le indagini serrate delle forze dell'ordine sui contratti di affitto. In quel quadrilatero di vie, nel centro di Vicenza, circondato da palazzi abitati da migliaia di immigrati, i clandestini godono della protezione e dell'appoggio dei connazionali regolari. Viale Milano, via Torino, via Genova, via Firenze, è qui che negli ultimi anni polizia e carabinieri hanno applicato con maggiore frequenza la Bossi-Fini. C'è poi una specie di grattacielo, ribattezzato Everest, una volta considerato l'avanguardia architettonica della città del Palladio, ormai abitato quasi esclusivamente da extracomunitari di tutte le nazionalità. Il sospetto è che molti di loro subaffittino l'appartamento a connazionali clandestini: in questo suk di burocrazia, tra disperazione e illegalità, nei prossimi giorni potrebbe calare la mannaia della nuova legge, con sequestri a pioggia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Un'agenzia regionale per aiutare le adozioni (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La legge Sarà gestita dalla Regione Piemonte che si occuperà anche delle famiglie liguri. Nuovi regolamenti per asili e servizi ai minori 08/06/2008 Genova. Il punto di partenza sono il minore e la famiglia alla quale ogni bambino ha diritto. Intorno a questo concetto l'assessorato ai servizi sociali della Regione Liguria ha costruito una legge, all'approvazione della giunta nei prossimi giorni, sui diritti dell'infanzia. A cominciare dalle adozioni, nazionali e internazionali per cui le famiglie hanno bisogno di affiancamento e sostegno non solo prima, ma anche dopo l'arrivo del bambino. Aspetto sul quale punta la legge regionale che ha previsto una convenzione (100 mila euro il costo) con l'agenzia per le adozioni internazionali costituita dalla Regione Piemonte (uno degli accordi che costituiscono la base di azione della macro regione Limonte). Aprirà una succursale a Genova e servirà da guida alle famiglie, sempre più numerose, in cerca di una guida che li orienti nel dedalo della burocrazia internazionale. Argomenti su cui, nei giorni scorsi, il vice presidente della Regione Liguria Massimiliano Costa, con delega ai servizi sociali, aveva favorito l'incontro tra il presidente del Tribunale dei minori di Genova, Adriano Sansa e le Consulte regionali per la famiglia e per il Terzo Settore. Obiettivo: affrontare i temi delle alle politiche per i minori e gli strumenti da adottare per fronteggiare le emergenze che riguardano questa fascia di popolazione. Ciò che è emerso è emerso uno spaccato della situazione minorile in Liguria. "Èâ??stato posto l'accento sull'importanza di mettere in atto una rete di servizi ed interventi integrati tra la sfera del Tribunale, quella sociale e sanitaria e quella scolastica - ha spiegato Massimiliano Costa - e su questa strada la Regione Liguria sta già operando da quando è entrata in vigore la legge regionale sull'integrazione dei servizi sociali e sociosanitari, due anni fa". Ora, dopo la legge 12 sui servizi sociali, è in arrivo la sua naturale prosecuzione, ovvero la normativa sui minori e sulle politiche per l'infanzia. La legge prevederà il riordino di tutti i servizi per la prima infanzia, per renderli alla portata di tutti: asili nido, servizi integrativi e domiciliari avranno tutti un loro regolamento attuattivo. Importante anche la parte che si occupa dei minori vittime di reato, prevedendo una forte integrazione tra servizi sociali, scuola e tribunale, così come sul versante educativo grande attenzione è riservata dalla legge alla rete di assistenza e di educazione dei minori quando è necessario un intervento in famiglia. Al. Cost. 08/06/2008.

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Beffato e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in Inghilterra (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 317 Come la cattiva burocrazia vanifica Master and Back Beffato e sotto pagato all'Università Il ricercatore torna in Inghilterra Come la cattiva burocrazia vanifica Master and Back --> Dopo essermi laureato in Chimica a Cagliari nel 2003, ho studiato per un dottorato di ricerca all'Università di Nottingham. Lo scorso gennaio sono diventato Dottore di filosofia in Chimica. Sono cresciuto professionalmente e culturalmente, ma ero lontano dal sole e dal mare sardo, dagli amici e dalla famiglia. Convinto che lavorare nella mia terra mi avrebbe galvanizzato, ho partecipato al progetto Master and Back che dava la possibilità di lavorare per due anni in un centro di ricerca in Sardegna per 1.200 euro al mese. Ho vinto la selezione e firmato un contratto Co.Co.Co. con l'Università di Cagliari per 800 euro netti al mese. Seicento in meno di quelli che mi davano a Nottingham, perché dovevo pagare tutti i contributi. Ho cominciato a lavorare il 10 maggio 2007, il primo stipendio è arrivato il 28 luglio: 1.500 euro in tutto. In Rettorato mi spiegarono che, avendomi accreditato due mesi di lavoro in un'unica busta paga, la mia tassazione era aumentata e il netto era di 750 euro mensili. Il successivo bando Master and Back prevedeva uno stipendio di 2 mila euro, ma non poteva essere applicato a noi. Io e tutti i colleghi protestammo presso l'Agenzia regionale del lavoro, il presidente Soru, il capo di gabinetto Scano e il Centro regionale di programmazione chiedendo l'adeguamento del contratto o una tassazione inferiore. Sei mesi dopo, i nostri stipendi erano invariati. E allora via a contattare nuovamente i responsabili dei vari uffici, mentre l'Università si tirava fuori, in quanto soggetto ospitante e non responsabile del mancato arrivo dei fondi. Infine, l'Agenzia regionale del lavoro ci indirizzò all'assessorato al Bilancio, dove segretario particolare e direttore ci promisero una soluzione rapida. Esausto per le lungaggini, per uno stipendio che non mi permetteva di vivere, a 30 anni, senza l'appoggio dei miei genitori, e per la mancanza di una prospettiva professionale, il 10 gennaio ho risposto al bando di una multinazionale americana per un posto da ricercatore chimico a Derby, in Inghilterra. In un mese mi hanno contattato e proposto un contratto annuale con prospettive concrete per un lavoro a tempo indeterminato. Il 10 marzo già lavoravo, il 18 sono arrivati i primi soldi e un mese dopo il primo stipendio intero. Lavoro per questa società da quasi tre mesi e sono entusiasta. Intanto, otto mesi dopo che la Regione promise di adeguare gli stipendi nel giro di qualche settimana, i soldi vengono infine trasferiti all'Università, che pagherà gli arretrati e aggiornerà le retribuzioni. A me spettano solo gli arretrati, ma i miei colleghi continuano a vivere con 800 euro al mese. Alcuni sono quasi a fine contratto ed è concreta la possibilità che non vedano l'adeguamento. Almeno io mi sono liberato dallo stress causato da questa battaglia contro le istituzioni e la lentezza politica e burocratica. ALESSANDRO PERRA Grazie della denuncia, che si commenta da sé. Il programma Master and Back sarebbe potuto essere un'ottima idea per contrastare la cosiddetta "fuga dei cervelli". Purtroppo, rischia di collassare, Strangolato dalla mala burocrazia. (d. p.).

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Ecofridge e Legler, l'ora delle decisioni (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5048 Ottana. Altri 15 posti a rischio dopo la revoca dei fondi all'imprenditore milanese Aloisi Ecofridge e Legler, l'ora delle decisioni Ottana.. Altri 15 posti a rischio dopo la revoca dei fondi all'imprenditore milanese Aloisi Oggi a Macomer c'è Soru, gli operai pronti alla mobilitazione --> Oggi a Macomer c'è Soru, gli operai pronti alla mobilitazione I sindacati vogliono risposte certe sul futuro dei tre stabilimenti tessili della provincia. Gli appelli non bastano più, così come gli accordi e i documenti di protesta. Ecco perché la parola d'ordine è una sola: passare subito all'azione e alla mobilitazione, anche dura. SORU A MACOMER Oggi sarà ancora una volta una giornata di lotta e passione per i lavoratori della Legler. Alle caserme "Mura" di Macomer arriva infatti il presidente della Regione Renato Soru, impegnato in uno dei tanti appuntamenti elettorale in vista delle amministrative. Un'occasione da non perdere insomma, per chiedere al governatore notizie sulla vertenza e soprattutto sulle trattative in atto con il misterioso imprenditore, intenzionato a rilevare e rilanciare i tre stabilimenti tessili di Macomer, Ottana e Siniscola. Cosa stia frenando la trattativa e perché non si sia ancora arrivati a una soluzione resta infatti un mistero. E i lavoratori questa volta pretendono risposte, altrimenti manifesteranno tutta la loro rabbia. "Non vogliamo la luna - dicono in coro i leader sindacali - ma notizie e rassicurazioni, coscienti come siamo del fatto che questo è un momento estremamente delicato". CRISI ECOFRIDGE Su un altro fronte intanto, nella piana di Ottana, sta per morire una delle poche iniziative imprenditoriali che erano riuscite a decollare. Alla Ecofridge, infatti, presto si fermerà tutto, poiché i finanziamenti del Contratto d'Area sono stati revocati dal Ministero a causa del ritardo con cui è stato realizzato lo stabilimento. L'unica strada percorribile è quindi quella del licenziamento: quindi lavoratori assunti da mesi rischiano di tornare subito a casa. IL CASO L'iniziativa industriale, che doveva produrre sistemi refrigeranti ad alta tecnologia, con un mercato di qualità anche negli Stati Uniti, rischia quindi di scomparire, nonostante i buoni propositi e il voto di buona condotta concesso dal comitato del Contratto d'area di cui fanno parte anche dei sindacati. Così non si procederà all'assunzione di altri trenta dipendenti, perché l'imprenditore milanese Giuseppe Aloisi ha ormai speso tutto per far partire la fabbrica e, fra l'altro, l'esposizione con le banche è andata oltre ogni possibilità. Ora non ci sono più capitali che tengano. BUROCRAZIA FATALE Anche se i vertici aziendali non si vogliono arrendere e se la prendono con la burocrazia, che gli ha impedito di fatto di dare speranze ad una quarantina di giovani. Il Ministero per lo Sviluppo ha infatti voluto revocare i finanziamenti concessi nell'ambito del Contratto d'Area a causa dei ritardi nella realizzazione dello stabilimento. Ritardi che per l'Ecofridge sono però più che giustificati, visto che per eliminare un palo dell'Enel, posto al centro dell'area in cui doveva sorgere lo stabilimento, si è dovuto attendere ben trenta mesi mesi, per l'allaccio dell'energia elettrica ben otto anni e per quello dell'acqua fino al luglio dello scorso anno. Eppure c'è un mercato che colloca l'azienda al primo posto in Europa e al secondo a livello mondiale. La nuova azienda doveva dare lavoro, a regime, ad una quarantina di dipendenti. Ma la revoca dei finanziamenti è arrivata proprio quando la fabbrica era ormai pronta per entrare a regime con la produzione. Rischiano così di andare in fumo investimenti per cinque milioni di euro, di cui un milione e 871 mila euro concessi dallo Stato. IL TITOLARE Giuseppe Aloisi è molto amareggiato: "Quello che sconvolge è la mancanza di risposte, perché da Roma veramente non arriva nessun segnale, nonostante le nostre richieste". Inizia insomma un mese di decisioni importanti, che rischiano di innescare una fase tra le più drammatiche della storia industriale della Sardegna centrale. FRANCESCO OGGIANU.

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Una valanga di operazioni illecite con la mediazione della camorra (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL RETROSCENA Una valanga di operazioni illecite con la mediazione della camorra NAPOLI - C'è la mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al visto della Provincia di Napoli. Qualcosa di simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca.Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti.E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo e di spostare su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.Leandro Del Gaudio.

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Benedetti tra convivenza e immigrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il complesso rapporto tra persone nello spettacolo "Lines" degli studenti veneziani Mestre(c.col.) L'importanza della rete di relazioni che ciascuno intrattiene con gli altri. La rilevanza del raffronto dialettico con l'alterità in generale e le difficoltà annesse a tal tipo di confronto. Questi i temi principali trattati l'altra sera al teatro Ex-Gil a Mestre dai ragazzi del liceo scientifico Benedetti di Venezia in "Lines (=linee, confini. Ma anche code, file)", ultimo spettacolo della sezione riservata ai laboratori teatrali delle scuole della rassegna-concorso Piccoli Palcoscenici.In scena tre distinti pezzi teatrali da cui emergevano le estreme difficoltà nell'accettare gli altri, l'incapacità di convivere tranquillamente e di rispettare chi ci sta intorno. Tra questi uno dedicato all'attualissimo tema dell'immigrazione, della burocrazia correlata, intesa come pretesto per impedire la libertà di movimento. Un'insieme di situazioni da cui traspariva un unanime messaggio: "anche se non ci è dato il potere di disarmare gli eserciti, abbiamo la possibilità di disarmare la cultura ed il mondo, a partire proprio da noi stessi, dalle nostre menti, permettendo un attraversamento più fluido, un passaggio più accogliente e creativo, dei nostri stessi disagi, delle nostre stesse sofferenze. Abbiamo il potere di liberarci in maniera lenta, dolce e profonda da tutti i condizionamenti oppressivi che sono radicati - o che si formano attraverso il martellamento mass-mediatico - dentro di noi e in tal modo di disarmare gradatamente l'universo in cui viviamo".La rassegna Piccoli Palcoscenici prosegue domani sera sempre alle 20.30 al teatro Ex-Gil con il primo spettacolo della 2. sezione in concorso riservata ai laboratori teatrali dei giovani, dal titolo "L'esame" interpretato dagli attori del laboratorio Komoidia di Maerne.

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Fontanini, replica di un film già (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fontanini,replica di un filmgià vistoCi risiamo con i "fannulloni".Questa volta all'attacco c'è il Presidente della Provincia di Udine che dalle pagine del Messaggero Veneto lancia i suoi strali sui suoi dipendenti, colpevoli, secondo lui, di essere assenteisti (pare di essere in un ospedale, dice), di avere un orario di lavoro insufficiente (36 ore anziché 40), ecc...Abbiamo più volte riletto le dichiarazioni del Presidente Fontanini ma alla fine - non c'è stato niente da fare - abbiamo dovuto arrenderci: non c'è alcun accenno al grado di funzionamento della azienda "Provincia" o alla qualità del servizio reso dalla stessa.In breve, nelle sue dichiarazioni il Presidente non dice affatto se durante questo breve periodo, dalla data della sua elezione, ha potuto riscontrare all'interno della struttura burocratica dell'Amministrazione specifiche condizioni di inefficienza che hanno provocato elementi di difficoltà e ritardi nel servizio o, peggio ancora, danni a imprese, associazioni o alla cittadinanza in genere.In altri termini, senza alcuna analisi della situazione in atto (ancora peggio: si arriva candidamente a dichiarare che l'Amministrazione non conosce oggi nè la qualità né la quantità delle risorse umane che si ritrova alle sue dipendenze) il Presidente, con idee particolarmente stravaganti quali l'aumento a 40 ore settimanali dell'orario di lavoro - con quale fondamento giuridico o contrattuale? - o con la grande trovata della riduzione della spesa e dell'aumento di produttività, dimostra di avere tutta l'intenzione di voler partire dalla fine.Insomma, siamo anche noi interessati a ritrovare nuove soluzioni atte a garantire un miglior funzionamento della Amministrazione provinciale di Udine e di tutti gli uffici pubblici ma per far questo è necessario capire dove sono stati riscontrati i problemi e le difficoltà e quando le stesse sono provocate da eccesso di burocrazia o da normative inadeguate, prima ancora che dai comportamenti dei lavoratori.E allora, il Presidente Fontanini faccia una cosa un po' più semplice e dimostri di voler fare veramente sul serio: apra un tavolo di discussione con tutte le Parti sociali (comprese quelle datoriali) della provincia di Udine interessate al buon funzionamento della Amministrazione, faccia una verifica dei punti di caduta dell'attività determinandone le cause e poi presenti e discuta con le Organizzazioni sindacali del personale un progetto di riorganizzazione che porti concretamente al miglioramento della funzione della Amministrazione Provinciale.Un'ultima considerazione sul "congelamento" delle 37 nuove assunzioni. Queste assunzioni sono il frutto di un atto politico della "precedente Giunta", proposto e condiviso dai sindacati e dalla RSU, e rappresentavano il numero minimo indispensabile per coprire le emergenze.Il cosiddetto congelamento, a concorso espletato e con le graduatorie finali già pubblicate, costituisce una grave decisione sia nei confronti dei diretti 37 interessati, che addirittura detengono la proposta di contratto di assunzione notificata a mezzo telegramma, che anche e proprio per quel servizio che si intende migliorare ma che invece rischia di subire un pesante contraccolpo, a partire, ad esempio, dai non assunti 7 nuovi cantonieri, che dovrebbero essere destinati al controllo della viabilità di circa 1300 Km di strade con evidente mancata tutela e sicurezza delle opere stradali.In questo caso, fra le altre cose, è stato rimesso in discussione l'impegno importante di risorse umane ed economiche (congelate o sfumate?) dell'Amministrazione provinciale attivate per portare a termine un mandato (quello del bando di concorso pubblico) deciso, appunto, dalla Giunta precedente. Tutto questo con buona pace per il rispetto della professionalità e della produttività del personale e dei dirigenti pubblici coinvolti.Ci auguriamo, nell'interesse della funzione amministrativa, che questo "blocco" venga liberato al più presto.Guarino NapolitanoSegretario Generale CISL-FP Udinese e Bassa FriulanaClaudio Palmiscianosegretario Territoriale UST-CISL Udinese e Bassa FriulanaNotte BiancaEnnesimafintaLa Notte Bianca del 11 luglio sarà l'ennesima finta dove i cittadini udinesi gireranno per la città convinti di essere in una manifestazione speciale; invece l'assessore al commercio e turismo Martines non si è preoccupato di organizzare a carico dell'amministrazione un bel niente!".In qualunque città ben governata, la Notte Bianca propone iniziative organizzate dall'amministrazione come concerti, feste in piazza, proiezioni di film all'aperto e tornei sportivi serali. Nulla di tutto ciò è in programma. L'unico regalo che farà Martines ai cittadini potrebbe essere l'apertura prolungata dei parcometri... oltre al danno la beffa.Quasi nessun bar del centro è stato convocato dagli assessori competenti per concordare una tema comune della serata. E poi, i famosi turisti tanto richiesti nella nostra città, come verranno a conoscenza di questa Notte Bianca se non è stata fatta alcuna pubblicità fuori città?E ancora, perchè non è stato fatto un gemellaggio con qualche cittadina fuori regione per dare un senso anche culturale alla serata?Se Martines pensa che per organizzare un evento come questo sia sufficiente affidarsi alla buona volontà di qualche commerciante e alla voglia dei ragazzi di divertirsi, andremo incontro ad una notte in bianco!Marco BelvisoRosa Bianca.

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La "battaglia" della profuga fiumana che la burocrazia vuole extracomunitaria (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Mi vogliono far passare per extracomunitaria, ma non lo sono affatto". E venerdì, approfittando della presenza a Mestre del ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha voluto far giungere il messaggio anche al responsabile del Viminale. La signora al centro del caso (che preferisce mantenere l'anonimato) è nata a Fiume, da genitori italiani, nel 1949, due anni dopo il Trattato di Parigi che ha assegnato l'Istria, la Dalmazia e il Quarnaro alla federazione jugoslava del maresciallo Tito. Nel 1951 si rifugia con la famiglia a Trieste e poi a Udine, viene ospitata per qualche tempo nei campi di accoglienza di Gaeta e Latina e nel 1960 giunge definitivamente a Marghera. Qualche anno dopo ottiene dal Prefetto di Venezia l'attestato di profuga e tutti i suoi documenti, da quel momento, dicono che è una cittadina italiana.Nel 1989 le arriva in soccorso anche una legge del Parlamento italiano, esattamente la 54 del 15 febbraio 89, che all'art. 1 recita: "Tutte le amministrazioni dello Stato, del parastato, degli enti locali e qualsiasi altro ufficio, nel rilasciare attestazioni, dichiarazioni, documenti in genere a cittadini nati in comuni già sotto la sovranità italiana ed oggi compresi nei territori ceduti ad altri Stati ai sensi del trattato di pace con le potenze alleate ed associate, quando deve essere indicato il luogo di nascita dell'interessato, hanno l'obbligo di riportare unicamente il nome italiano del comune senza alcun riferimento allo Stato cui attualmente appartiene". Ma l'anno scorso, rivolgendosi all'Agenzia delle Entrate per reclamare il mancato invio del tesserino sanitario, si è sentita rispondere di non averne diritto: doveva munirsi di tessera internazionale non essendo cittadina italiana e, inoltre, doveva essere cambiato il codice fiscale.Forse l'addetto ha esagerato, perché comunque la signora resterà sempre cittadina italiana, anche se, nel frattempo qualcosa è davvero cambiato, perché una circolare del Viminale, la 42 del 31 luglio 2007, sostiene che chi è nato dopo il 15 settembre del 1947 (Trattato di Parigi) deve avere indicato sui propri documenti lo stato di nascita estero, che nella fattispecie corrisponde alla ex Jugoslavia. "Non accetto nella maniera più assoluta che sui miei documenti sia scritto ex Jugoslavia o Rijeka - Croazia, perché ciò mi pone sempre nella condizione di dare delle spiegazioni negli uffici pubblici o, addirittura, di subire domande che finiscono per umiliarmi - spiega la signora che ora vive a Favaro - Ogni volta che esibisco i documenti mi viene chiesto, per esempio, se parlo la lingua italiana, oppure se ho il permesso di soggiorno ed altre domande che solitamente si pongono agli stranieri. Non posso accettare, io che sono una regolare cittadina italiana da 58 anni, di essere scambiata per extracomunitaria. Pur capendo che si tratta solo di una questione formale ho rivolto istanza al ministro Maroni affinché faccia intervenire chi di competenza per rivedere il contenuto della recente circolare che ha stravolto il significato di una legge italiana che nessuno, tra l'altro, ha mai abrogato".Mauro De Lazzari.

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L'INCHIESTA SI ALLARGA: DOPO PIANURA RIFLETTORI PUNTATI SU VILLARICCA. DISPOSTA UNA MAXIPERIZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'inchiesta si allarga: dopo Pianura riflettori puntati su Villaricca. Disposta una maxiperizia LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al visto di Palazzo Matteotti. Qualcosa di simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca. Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti. Quello che altrove costava un milione, a Napoli diecimila lire. E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.

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LEANDRO DEL GAUDIO C'è LA MEDIAZIONE DELLA CAMORRA NEGLI ANNI DEGLI SVERSAMENTI TOSSICI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al visto di Palazzo Matteotti. Qualcosa di simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca. Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti. Quello che altrove costava un milione, a Napoli diecimila lire. E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo. Una mossa che ha spostato su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.

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MADDALONI, TORNA ANTENNA SELVAGGIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CITTÀ E I SERVIZI Si era stabilito di collocare i ripetitori di telefonia solo sugli edifici pubblici Ora la palla passa ai privati GIUSEPPE MIRETTO Maddaloni. Le ragioni della burocrazia e dell'indolenza politica sono più forti della argomentazioni della scienza applicata. Molto lavoro per nulla. Sul contenimento, il controllo e la regolamentazione dell'inquinamento elettromagnetico, Maddaloni ha voluto una campagna scientifica d'avanguardia: alla fine, rivelatasi costosa e pure inutile. Per volontà del consiglio comunale (della commissione Territorio e Ambiente) e della giunta, i regolamenti e l'applicazione dei principi di massima cautela possono attendere. Anche quelli di massima tutela della salute pubblica. Vince la deregulation e il Far West delle antenne: finisce il blocco temporaneo delle istallazioni dei nuovi ripetitori di telefonia mobile. Abbandonando i cittadini al loro destino, l'ente locale ha deciso di rinunciare al "Piano di tutela della salute pubblica e della legalità" (presentato in pompa magna dall'amministrazione Farina). E quindi non sarà utilizzata la "mappatura dei siti, ritenuti scientificamente idonei all'incremento dei campi elettromagnetici ad alta frequenza (legati ad impianti di radiotrasmissione e ai ripetitori di telefonia mobile) e, redatta dopo un anno di campionamenti, su tutto il territorio, dal Dipartimento di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli (con il professor Carmine Lubritto nel ruolo di arbitro tecnico). Un vero progetto scientifico d'avanguardia. Peggio ancora, Maddaloni ha lasciato cadere anche all' "intesa tecnica" temporanea con i gestori. Tim, Vodafone Italia, Wind e H3G (Tre) avevano accettato temporaneamente di "congelare le nuove richieste di istallazione e i relativi contenziosi amministrativi in atto, bloccando l'avvio di nuovi contratti con privati per l'istallazione di ripetitori". In cambio, il Comune avrebbe (dati scientifici alla mano) proposto l'istallazione esclusiva e sicura, solo edifici pubblici, dei ripetitori su zone strategiche. Sette i siti idonei: Palazzetto dello Sport, mercato ortofrutticolo, torre faro in località giardinetti, cimitero, area Interporto, ex-pretura e casa comunale. Invece, ha vinto la deregulation: torna la guerra tra i privati e i condomini per accaparrarsi le istallazioni. Pur nel pieno rispetto della legittimità delle iniziative dei gestori, le nuove stazioni radio base stanno sorgendo proprio nelle aree, considerate dalla Sun per "evitare di raggiungere un tasso di elettrosmog prossimo alla soglia ammissibile (6 V/m secondo il Dl 381/98)". È quello che sta accadendo in via Libertà (presso il condominio Stella): qui, in assenza del regolamento comunale si procede a colpi di Dia e con ricorsi presso la sezione staccata del Tribunale di Marcianise. I cittadini, traditi dal Comune, sperano ancora in un interveto della magistratura. "Irrita - dice Carlo Scalera (Verdi) - il silenzio della commissione Territorio e Ambiente. Prima, aveva chiesto indagini più severe e una forte limitazione all'installazione di nuovi impianti. Oggi, tace sul ritorno del Far West dell'etere". Resta in piedi solo la libera contrattazione, tra privati e gestori, però affrancata da ogni criterio di sviluppo sostenibile della rete di telefonia mobile come progettato dalla Sun. In via Libertà, e non solo, segna soprattutto il passo l'ottenimento dell'agognato obiettivo di qualità delle esposizioni nelle aree intensamente frequentate (scuole, ospedali, uffici). A sinistra uno dei tralicci che attraversano Maddaloni.

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NORME ANTICAMORRA NEL DECRETO SICUREZZA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Norme anticamorra nel decreto sicurezza" DALL'INVIATO PAOLO MAINIERO Casal di Principe. Inserire nel decreto sicurezza anche le misure anticamorra. È la richiesta di Walter Veltroni al governo dopo aver incontrato a Caserta forze dell'ordine e magistrati. "La situazione è grave e le decisioni vanno prese subito, perchè le pallottole corrono più veloci della burocrazia", spiega Veltroni che porterà al ministro degli Interni Roberto Maroni le proposte emerse dalla giornata casertana. Il leader del Pd, che trascorrerà il pomeriggio a Casal di Principe, arriva in provincia di Caserta per testimoniare la solidarietà del partito a una terra al centro di un'offensiva della camorra che sta insanguinando il territorio con vendette trasversali e omicidi eccellenti, l'ultimo quello di Michele Orsi. Con Veltroni ci sono i ministri del governo ombra Marco Minniti (Interni) e Lanfranco Tenaglia (Giustizia) e i senatori Achille Serra e Luigi De Sena. In prefettura la delegazione del Pd vede prima il prefetto Enzo Monaco, il questore Carmelo Casabona, i comandanti provinciali di carabinieri e guardia di finanza Carmelo Burgio e Francesco Mattana; poi il procuratore di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo e il coordinatore della Dda di Napoli Franco Roberti. E prima di lasciare la prefettura Veltroni incontra privatamente Rosaria Capacchione, la giornalista de Il Mattino minacciata dai Casalesi. Veltroni illustra in quattro punti le proposte del Pd. Il primo: la stazione unica appaltante, necessaria "per rompere il circuito perverso tra poteri criminali, politica e affari". Il secondo: l'Agenzia nazionale per la confisca dei beni "per snellire le procedure". Il terzo: l'applicazione del 41 bis "con fermezza e determinazione". Il quarto: un patto per la sicurezza che comporti una maggiore quantità e qualità di forze dell'ordine sul territorio. Negli incontri si parla anche di certezza della pena e si discute anche dell'ipotesi di istituire a Caserta la Corte di Appello e la Direzione distrettuale antimafia. Ipotesi sulla quale sia Veltroni che Tenaglia si mantengono prudenti. "Dai magistrati è stata espressa la necessità di rafforzare gli organici", si limita a dire il leader del Pd. Ma il procuratore Lembo insiste: "Occorrono soluzioni strutturali e la soluzione è creare una Dda a Santa Maria e una corte di Appello a Caserta, che è l'unico capoluogo di provincia importante ad esserne sprovvisto". Tiene banco, ovviamente, anche il tema delle scorte dopo le polemiche per la mancata protezione di Michele Orsi. Si poteva proteggere l'imprenditore? "Nelle condizioni attuali no, non era un collaboratore", risponde Roberti. Mentre Tenaglia non entra nel merito. "La nostra legge sui pentiti - osserva il ministro ombra della Giustizia - è tra le più avanzate e garantite che ci siano in Europa". Ma la questione delle scorte è comunque viva tanto che dopo l'incontro con procura e Dda Veltroni sente al telefono il ministro della Giustizia Angelino Alfano per chiedergli auto blindate per i magistrati casertani che ne sono sprovvisti. E Alfano gli assicura il suo interessamento. Veltroni tocca anche il delicato tasto dei rapporti tra i politici e la criminalità organizzata. Il leader del Pd esorta la politica a "combattere con nettezza, con coraggio e con chiarezza ogni zona di confine e di confusione con la camorra. Chiunque pensi di fare politica in modo non chiaro e non nitido è estraneo alla concezione che io ho della politica". Ma Italo Bocchino, casertano e vicepresidente dei deputati della Cdl, lo attacca: "Anzichè la passerella a Casal di Principe, Veltroni avrebbe fatto meglio ad andare al funerale del carabiniere ucciso a Pagani". Però il segretario regionale del Pd Tino Iannuzzi ribatte: "La visita di Veltroni conferma che il Pd si costruisce sulla linea dell'intransigenza nella lotta alla camorra e nella selezione della classe dirigente. E dal confronto sono emerse proposte forti e concrete utili anche ad altre zone della Campania e del Sud".

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RIFIUTI TOSSICI, COSì I CLAN GESTIVANO IL BUSINESS (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rifiuti tossici, così i clan gestivano il business LEANDRO DEL GAUDIO C'è la mediazione della camorra negli anni degli sversamenti tossici a Pianura. Un ruolo essenziale con un doppio obiettivo: sveltire la burocrazia locale, abbattere costi e controlli onerosi. C'è anche questo nell'inchiesta sulla discarica di Pianura, quella firmata dal pm Stefania Buda che punta l'indice contro continui sversamenti di ogni genere di rifiuto ("tossici" e "pericolosi" compresi) in arrivo dal nord. Scorie industriali e ospedaliere zeppe di amianto, seppellite in via Contrada Pisani, attraverso il più semplice dei sistemi: grazie al visto della Provincia di Napoli, che in quegli anni rendeva "clean" anche il peggiore sversamento di rifiuti. "Clean" (pulito) al punto tale da rendere le aziende settentrionali assolutamente immacolate rispetto alla giustizia. "Clean", grazie al visto della Provincia di Napoli. Qualcosa di simile sta venendo fuori in un'altra indagine della Procura di Giovandomenico Lepore, che ipotizza il reato di disastro per gli sversamenti avvenuti a Villaricca. Pianura, dunque. Fascicolo 1499/08, la lista nera è un dato di fatto. E non manca il ruolo della camorra. Niente sangue, niente droga o racket. Qui sul versante occidentale di Napoli, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, c'erano imprenditori provetti, specializzati nel traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Sapevano proporsi al nord con un campionario competitivo, prezzi stracciati a chi sversava a Pianura. Un dato acquisito, con tanto di sentenza passata in giudicato, stando agli inquirenti napoletani: il prezzo offerto alle aziende del nord per scaricare a Pianura era cento volte inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro stabilimento o discarica del nord. Con tanto di tangente a chi chiudeva un occhio per "legalizzare" sversamenti abusivi. Per almeno cinque anni, le province di Milano, Torino, Pavia, Venezia e di altri capoluoghi del nord industrializzato (ma c'è anche tanto sud) chiedevano e ottenevano di seppellire alle porte di Napoli i propri rifiuti. E non c'è solo Pianura. Un'altra inchiesta punta a fare chiarezza sugli sversamenti avvenuti a Villaricca. In questo caso non c'è la prova di una lista di aziende, ma le condizioni del cratere di Napoli nord sembrano simili a quelle del versante occidentale. Una "piscina di percolato a rischio Vajont", si legge in un'intercettazione ambientale. Tant'è che il titolare del fascicolo - il pm Liana Esposito del pool dell'aggiunto Rosario Cantelmo - punta a disporre una maxiperizia per accertare origine e qualità degli sversamenti consumati a Villaricca. Anche in questo caso il primo reato ipotizzato è quello di disastro, dopo una class action che risale allo scorso febbraio. Centinaia di firme e un pool di legali che hanno strappato un primo successo, quello di tenere fuori Villaricca dai piani immediati del commissariato di governo e di spostare su Chiaiano la possibilità di aprire una discarica di Stato.

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CASALNUOVO, CHIUSI ANCHE QUATTRO CHIOSCHI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Casalnuovo, chiusi anche quattro chioschi PINO NERI Casalnuovo. La sensazione è che l'antimafia tenga ormai Casalnuovo nel mirino. In questo comune commissariato per infiltrazioni della camorra i prefetti che guidano da cinque mesi la cittadina a nord di Napoli stanno infatti pigiando il piede sull'acceleratore del ripristino della legalità. Lo sgombero di quattro mansarde abusive, di proprietà di un ex consigliere comunale di maggioranza, Luigi Minichino (Udc), un costruttore, e la chiusura contestuale di quasi tutti i chioschi della zona, alcuni dei quali sospettati di legami con i clan, sono solo l'ultimo esempio di questa sorta di crociata sferrata dall'amministrazione governativa. Qualche giorno prima era stato direttamente il prefetto Alessandro Pansa a ordinare l'abbattimento, consumato in tempi da record per la nostra macchinosa burocrazia, di una cancellata con cui gli abusivi avevano chiuso uno dei rioni della grande speculazione edilizia, scoperta l'anno scorso dai carabinieri. Nel frattempo l'ufficio urbanistico, retto da un nuovo dirigente esterno nominato dai prefetti, tiene pronto un piano per sveltire le demolizioni di tutti gli edifici sequestrati nell'area di periferia compresa nel grande scandalo cementizio che fece il giro del mondo. Casalnuovo, intanto, osserva senza protestare. Ne è una conferma lo sgombero delle mansarde abusive, cinquecento metri quadrati di alloggi eretti sopra un palazzo residenziale del centrale corso Umberto. Un'operazione, questa, portata a termine senza incidenti nel primo pomeriggio di venerdi. I vigili urbani hanno allontanato nella più assoluta calma le tre famiglie che abitavano gli immobili fuorilegge. Nessuna sceneggiata, nessun drammatico tira e molla. Gli inquilini sfrattati hanno trovato sistemazione altrove, sia pure, in qualche caso, nella scomoda precarietà dettata dalle circostanze. La quarta famiglia da sgomberare era andata via già alcuni giorni prima che facessero irruzione i caschi bianchi, guidati da tre mesi dal vicequestore della polizia di Stato Vincenzo Gioia, giunto da queste parti con l'avallo del questore di Napoli. Gioia sta sprizzando inflessibilità da tutti i pori. Mentre faceva sgomberare le mansarde illegali dell'ex politico locale contemporaneamente chiudeva i quattro chioschi più in vista della città. I commissari ne hanno ordinato la rimozione entro il 25 giugno. Altrimenti saranno abbattuti con le ruspe. Uno dei chioschi, che però non è in funzione da tempo, è del più temuto pluripregiudicato di Casalnuovo. Un altro, quello fatto serrare in piazza Mafalda, palazzi alti e recenti, un'isola pedonale ma pochi alberi, è intestato alla moglie dell'ex consigliere-costruttore Minichino. Ma legami e intrecci eccellenti fondano i sospetti sulla posizione degli altri due esercizi "congelati", quello di piazza Giancarlo Siani, nella frazione di Tavernanova, e quello posto all'ingresso della frazione-bunker di Casarea, dove le ruspe stanno demolendo il più grande dei vari villaggi abusivi sequestrati nel febbraio del 2007. Il provvedimento dei commissari contro i chioschi è stato motivato così: "La tassa di occupazione del suolo pubblico non è mai stata pagata, alcuni non potevano vendere gli alcolici e non emettevano gli scontrini fiscali mentre altri realizzavano strutture abusive attorno agli esercizi". Tutte le licenze sono state revocate.

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Ditta ferma da mesi per una spina (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mariano: burocrazia enel Ditta ferma da mesi per una spina marianoC'è già l'insegna, ma la serranda resta abbassata. La nuova carrozzeria di Stefano Manenti, otto dipendenti, da due mesi è ferma: aspetta inutilmente un intervento di Enel Energia per l'adeguamento dell'impianto elettrico. Nel frattempo, meandri burocratici e "scintille" con i call center. Inutili. Sada a pagina 13 08/06/2008.

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La scheda (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La scheda IL TEMA Il nostro ?tour dell'orrore? tra burocrazia, tempi di attesa infiniti, iter complessi e farraginosi è iniziato con il caso clamoroso del rinnovo della patente di guida. L'inchiesta pubblicata ieri ha infatti rivelato come spesso siano necessari tre, quattro mesi per ottenere da Roma il tagliando adesivo da applicare sul documento. E per sostituire la patente cartacea con quella in formato carta di credito occorrono 60-90 giorni IL CASO Oggi, invece, vi raccontiamo la storia di un cittadino che da due mesi aspetta di poter aprire una carrozzeria. Il motivo? Enel Energia non ha ancora effettuato la voltura di un contatore e l'aumento di potenza necessario per far funzionare i macchinari. A nulla sono servite, finora, le centinaia di chiamate al call center della società. Il titolare si ritrova a dover pagare l'affitto per un locale che non può utilizzare. "Ho già dovuto rinunciare ad alcune commesse molto importanti" 08/06/2008.

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L' orologio senza lancette del burocrate (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il cavallo di caligola L' orologio senza lancette del burocrate Si possono usare le argomentazioni più diverse, usare i toni più scandalizzati o più ironici, protestare o rassegnarsi, ma alla fine, nel rapporto fra cittadino e burocrazia finisce sempre per porsi la questione fondamentale: quella del tempo. Il problema vero, quello che rende questo rapporto così insoddisfacente, tormentato, talvolta allucinante, è che il tempo della burocrazia non è quello del cittadino comune. Quest'ultimo è abituato ad affrontare impegni che hanno scadenze temporali precise, non eludibili. Infrangerle significa dover affrontare inevitabilmente qualche guaio, rendere conto, discolparsi, trovare almeno una scusa plausibile, impegnarsi a non ricascarci. Tutte noie che il burocrate sembra non conoscere. Il suo tempo è diverso. Le lancette del suo orologio scorrono con velocità diversa, talvolta accelerata talvolta rallentata. E comunque quasi mai il suo lavoro è scandito dalla tagliola di una scadenza da rispettare ad ogni costo. Ciò che non viene portato a termine oggi può essere ricominciato domani, o dopo. Il burocrate, insomma, possiede un orologio, ma è come se mancassero le lancette. *a.marino@laprovincia.it 08/06/2008.

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L'allacciamento Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta chiusa (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Paradossi della Burocrazia L'allacciamento Enel non arriva: la nuova carrozzeria resta chiusa Esasperato il titolare che, con otto dipendenti, aspetta inutilmente da due mesi C'è già perfino l'insegna. Ma la serranda resta tristemente abbassata. Stefano Manenti non vedeva l'ora di mettersi al lavoro nella sua nuovissima carrozzeria, insieme a otto dipendenti. Invece, da due mesi a questa parte, aspetta inutilmente un intervento di Enel Energia, fondamentale per far partire l'attività. Burocrazie e lungaggini, insomma, hanno colpito ancora una volta nel Comasco. LA STORIA "Il 10 aprile - spiega Manenti - ho chiesto di procedere con la voltura di un contatore e con un aumento di potenza, necessario per far funzionare diversi macchinari". Ma l'iter si è bloccato subito: "Ancora oggi la pratica per la voltura risulta ?in lavorazione? e non può esserci, quindi, l'aumento di potenza. Ho già dovuto rinunciare ad alcune commesse molto importanti, sto subendo un danno economico e non so nemmeno quando sarà possibile iniziare a lavorare nei nuovi locali: non li posso utilizzare, ma intanto pago l'affitto?". Stefano Manenti è davvero esasperato anche perché, come spesso accade in questi casi, fatica persino a contattare un dirigente per protestare. Si scontra immancabilmente con il ?muro di gomma? del call center: dall'altra parte della cornetta c'è un operatore, che non può sbloccare da solo situazioni simili. "Ho fatto centinaia di telefonate al call center di Enel ma non ho mai ottenuto informazioni esaustive sul merito del problema - racconta Manenti - Nella maggior parte dei casi dicono che la pratica risulta ancora ?in lavorazione? e che l'operatore può soltanto effettuare una segnalazione o un sollecito. Ce ne saranno ormai moltissimi a nome mio, tuttavia non è cambiato nulla. Peraltro - prosegue il cittadino - non è semplice parlare con qualcuno del call center; spesso cade la linea e mi è capitato di dover attendere un'ora prima che un operatore rispondesse". LA RABBIA Il titolare della carrozzeria di Mariano non esclude di intraprendere un'azione legale e si è già rivolto ad alcune associazioni che si occupano di tutela dei consumatori: "Ho chiesto aiuto al Codacons lombardo e a Federconsumatori - sottolinea - ma ho scritto anche all'Autorità per l'energia elettrica". Inoltre, Manenti ha recentemente segnalato la sua disavventura alla trasmissione televisiva Striscia la notizia: "Comincio a credere che soltanto il Gabibbo possa sbloccare questa assurda situazione". Anche recandosi di persona negli uffici dell'Enel, infatti, Manenti non ha ottenuto risultati: "In compenso, ho trovato molte persone alle prese con problemi simili al mio - dice - Ma si tratta davvero di una magra consolazione". Nonostante diversi tentativi, ieri non è stato possibile contattare l'ufficio stampa di Enel. Possiamo solo sperare che il problema si risolva presto: Stefano Manenti e i suoi operai vorrebbero posare presto per una foto all'interno della carrozzeria. Non davanti a una serranda abbassata. Michele Sada 08/06/2008.

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Regole nautiche per l'immigrazione clandestina (m.schiani@laprovincia.it) (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-06-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Como, La)

Argomenti: Burocrazia

Buonanotte Regole nautiche per l'immigrazione clandestina (m.schiani@laprovincia.it) Il dibattito sull'immigrazione clandestina ha registrato talmente tante opinioni che aggiungerne una non è certo cosa particolarmente originale. Tuttavia, appunto perché ormai si è detto di tutto, aggravare il fardello con un singolo intervento non potrà peggiorare di molto la situazione. Dunque, ecco qua. Alla radice del problema pare di poter individuare il confronto tra due diverse visioni. La prima è quella che vede il mondo come una sorta di nave. La seconda quella che lo considera un porto. Nel primo caso, il concetto di clandestinità è scontato e pressoché necessario: su una nave, clandestino è chiunque non sia un passeggero, un membro dell'equipaggio o quel tizio in calzoni corti della serie tv "Love Boat". Nel secondo caso, la definizione di clandestinità si stinge fino quasi a scomparire. I porti, per tradizione, sono luoghi liberi al passaggio dove i visitatori non sono richiesti di qualifiche particolari per ubriacarsi nelle taverne, concedersi amori occasionali e concludere la serata con l'indispensabile tatuaggio. I porti sono anche luoghi di lavoro dove la buona volontà e la forza delle braccia vengono spesso considerati prevalenti sulla burocrazia. Chi si attiene con rigore all'una o all'altra delle due visioni difficilmente metterà in discussione il proprio atteggiamento nei confronti dei clandestini. L'ironia del tutto sta nel fatto che, ovviamente, i concetti stessi di "nave" e "porto" sono indissolubilmente necessari l'uno all'altro. 08/06/2008.

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