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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DELL’8-5-2008        #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (70)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Il commento ( da "Cittadino, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Europa e le piccole imprese Riduzione della burocrazia, migliore accesso ai mercati europei e alle gare pubbliche, più accesso al credito ma anche a una mano d'opera qualificata, sostegno alle imprese che vogliono crescere anche sul mercato internazionale. Sono queste le principali richieste emerse segue a pagina 23.

Contrarian ( da "Milano Finanza (MF)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere imputato ai guasti della burocrazia? A quanto pare sì, vista la disavventura in cui è incappata Impregilo (attualmente il titolo ha recuperato quota 4 euro). Anzi, l'amministratore delegato Alberto Rubegni non ha dubbi che sia proprio a causa della burocrazia che Impregilo per mesi è stata percepita come principale responsabile del mancato smaltimento dei rifiuti campani.

Poco Giappone in Italia ( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per burocrazia e minor competitività rispetto ad altri mercati fa tentennare chi potrebbe portare capitali. Il quadro che emerge dall'Italy-Japan Business Group è questo. Da vent'anni uniti nel tentativo di incrociare le proprie economie, i due Paesi si incontrano a Venezia, sull'isola di San Servolo, per volontà dell'organismo creato dalle due comunità imprenditoriali e oggi co-

Piazza Marconi, riesplode la rabbia <Butteremo la recinzione tra gli scavi> ( da "Provincia di Cremona, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il cantiere non si sblocca e pure la burocrazia ministeriale ci ha messo lo zampino: il cambio ai vertici della Soprintendenza regionale ai beni archeologici ha ulteriormente complicato la già aggrovigliata matassa. Tanto che nessuno crede più che l'anno prossimo, alla fine del mandato del sindaco Corada, il parcheggio interrato si potrà inaugurare.

VALLE DI FIEMME- Sono quindici i progetti presentati per il 2008, all'interno del Piano Giovani di zona della Valle di Fiemme, e gestiti da diverse realtà sociali ed istituzionali ( da "Adige, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia ossessionante, che va a privilegiare spesso aspetti formali in grado di rallentare tutto". Il Piano, come ha ricordato Diego Delvai, comporta una spesa di 75.980 euro, dei quali 34.970 coperti da contributo provinciale, gli altri dagli interventi dei Comuni, del Comprensorio e di diverse istituzioni valligiane,

Bene i redditi pubblicati, e le tasse? FRANCO GIOVANNINI ( da "Adige, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la sanità, l'istruzione, gli investimenti, la burocrazia ecc. Anche queste divise per il numero di trentini possono essere confrontate con quelle dei cittadini non autonomi cosicché si avrebbe un confronto di quanti soldi la nostra autonomia (forse) ci privilegia individualmente rispetto agli altri italiani.

<A Milano servono costruttori di parole> ( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Milano che sale, a cantieri chiusi nelle mani di una burocrazia occhiuta e liberticida. La verticalità è una risposta adeguata alle sfide del nostro tempo". Esteticamente compatibile con la città? "I grattacieli li facciamo oggi perché sono un'esigenza di ieri. E sulla natura bisogna avere uno sguardo ampio.

<Il Giornale aveva ragione> E arrivano le borse di studio ( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quattro mesi di burocrazia sulla pelle di chi aspettava, con pieno diritto, le borse di studio. Arssu non si nasconde e scrive a Burlando: "Alla luce di quanto sopra, sono da rivedere alcune modalità di approvazione relative alle borse di merito che vedono coinvolte le Province, la Regione e questa Azienda.

Burlando tra fatti e scherzi (agli alleati) ( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggravata dalla burocrazia e da questioni contrattuali impossibili da districare. Allora si era interessato il Comune, aveva detto di interessarsi, salvo poi spiegare a quella famiglia che la legge è legge e non si possono cambiare le regole. A meno che, come dimostrano i fatti, non ci sia da dare la casa agli zingari.

IL TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.

"Ritocchi" al ribasso per le prossime tasse ( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minor spesa per le prime e risparmio in termini di tempo e di burocrazia per la seconda. Buone notizie anche per chi si iscriverà al regime di tempo parziale: la contribuzione sarà calcolata in modo proporzionale rispetto a quella dovuta dagli iscritti al tempo pieno. Meno entrate, dunque, anche in tempi "magri" per le casse delle università?

Meglio tardi che mai, ora riforma ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: improduttivo che pesa sul Paese, dalla burocrazia allo "statalismo municipale", facendo investimenti e infrastrutture. Ben venga, quindi la lotta all'evasione,"chi evade ruba", e la trasparenza. Ma non alla gogna della pubblicazioni in rete delle dichiarazioni dei redditi, "una mossa sbagliata che rischia di mettere tutti contro".

L'Anm <chiama> Alfano: disponibilità totale ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è solo la burocrazia, ma talvolta anche l'inaccuratezza del magistrato. "Bisogna distinguere. Ci sono scarcerazioni dovute a gravi e colpevoli omissioni: e anche i magistrati, compresi i loro capi, ne devono rispondere. Ma in uno dei più recenti casi, l'imputato detenuto conosceva tutti gli atti notificatigli, uno dei suoi legali pure,

Se dietro lo sportello del Municipio gli asini hanno preso il comando ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Silvio Lanzano Caro Lanzano, si dice spesso che la burocrazia usi volutamente un gergo non intellegibile per ragioni di autotutela. è in fondo il motivo che sta dietro a ogni esoterismo: la preservazione della casta di iniziati tramite l'esclusione dei non iniziati dalla pura e semplice comprensione del discorso.

Una diarchia che funzionerà solo con un delfino rinunciatario ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltre alla potente burocrazia interna del Cremlino, anche la guida dei servizi di sicurezza. Ma il test fondamentale richiederà tempi più lunghi. Medvedev ha promesso di fare "davvero" la guerra alla corruzione, e ha detto di considerare inaccettabile la commistione tra incarichi istituzionali e presenze nei consigli d'amministrazione delle società.

Giustizia, l'Anm <chiama> Alfano: ( da "Corriere.it" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e i vuoti di organico Giustizia, l'Anm "chiama" Alfano: "Disponibilità totale senza preclusioni" Il presidente dell'associazione magistrati al neoministro: decidere le priorità, noi pronti a collaborare MILANO "Disponibilità totale, senza preclusioni e senza volontà di contrasto, all'individuazione di seri interventi che almeno comincino a porre rimedio al disastro della

Montezemolo: riforme ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: deve abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché "ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori". Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono proseguire il loro "sforzo di reazione".

Di OLIVIA POSANI ROMA PARLA dei suoi quattro anni <dif ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: deve abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché "ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori". Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono proseguire il loro "sforzo di reazione".

Expo, Penati contrario allo stop al Tar proposto dalla Moratti ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assicurare che la burocrazia non impedisca il rispetto della tempistica nella realizzazione delle opere ma senza rinunciare alla correttezza e alla trasparenza". Libera traduzione dal "penatese": "La Provincia, preoccupata di difendere le prerogative dei ricorrenti al Tar, è contraria a qualsivoglia decreto del Governo".

Meno burocrazia, più bilinguismo ( da "Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleanza con i Verdi "Meno burocrazia, più bilinguismo" BOLZANO. Il primo programma per le provinciali è quello presentato ieri dalle BÜrgerListeCiviche, la cui alleanza con i Verdi è probabile ma l'approvazione è prevista per il mese prossimo. "Anche nella coalizione con i Verdi le civiche hanno una loro fisionomia", riassume Elda Letrari,

Mattanza in vista, anche con il gps ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assegnazione tra i principali richiedenti (Pescalltur di Calasetta e Dio Padre di Carloforte), non considerando, tuttavia, che i tonni di corsa non attendono una firma, e neanche i tonnarotti, che devono organizzare per tempo e con certezza la stagione di pesca, evitando di incappare nelle peggiori reti, ma quelle della burocrazia.

<ALTRO CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del Comune è ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Possibile non vengano stampati dei depliants per indicare i nuovi uffici e gli orari di apertura al pubblico? Sono manifesti semplici da realizzare, senza troppe pretese: l'importante è aiutare i cittadini, non solo gli anziani, a districarsi tra i meandri della burocrazia". D.M.

Rifiuti abbandonati, l'opposizione attacca ( da "Provincia Pavese, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abitudine di scaricare le colpe sulla burocrazia o su altri enti" concludono i due. Bruno Garlaschelli, però, ha le idee chiare in merito. "Il gioco ormai è evidente - sibila il sindaco -. Non perdono occasione per attacchi quasi quotidiani colpendo su due fronti: uno è quello dell'opposizione, l'altro è quello di Forza Italia, o Pdl.

Confartigianato contro le regole sui subappalti: <Scartoffie inutili> ( da "Giorno, Il (Como)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta solo di burocrazia inutile - tuona - se è pur vero che è estremamente importante che le imprese coinvolte in contratti d'appalto o di subappalto siano in regola con le disposizioni in materia previdenziale, assistenziale, erariale e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, la strada imboccata non è quella percorribile.

Montezemolo, tra passato e futuro, commenta la "svolta" della Triplice ( da "Gazzetta del Sud" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ciò che Montezemolo rimpiange è la "fiducia che si respirava una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, abbattere i costi del trasporto e della burocrazia.

<Scadono i permessi, niente rinnovi per le aziende nella golena del Po> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non vorrei che si riproponesse la solita catena dei rinnovi fra deroghe e burocrazie varie". Gioanna Spigardi parla inoltre di "dilagante devastazione della golena". E ricorda come fra il 2003 ed il 2004 "si siano ingigantiti i mucchi neri delle scorie di altiforni e chi transita sull'argine deve attraversare nuvoloni di polvere".

Moratti, la sfida dei superpoteri - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poteri che dovranno evitare le secche della burocrazia sul fronte urbanistica e grandi opere. Ma anche una giurisdizione sulle scelte davvero notevole. Saltando pareri di questo e di quello, velocizzando appalti, inserendo tempi stretti entro cui tutti i soggetti interessati devono esprimersi e se non ce la fanno pazienza, limitando i passaggi in consiglio comunale,

Corsa per il rettore spadolini in campo "troppa burocrazia cambiamo l'ateneo" - wanda valli a pagina ix ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina III - Genova Medicina, Torre nuovo preside Deferrari vince la prima partita Corsa per il rettore Spadolini in campo "Troppa burocrazia cambiamo l'ateneo" WANDA VALLI A PAGINA IX SEGUE A PAGINA IX.

Di IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Gi ( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stando attenti che a babbo non prendano crisi respiratorie che lo farebbero soffocare". Mentre da anni i 'suoi cari' stanno combattendo una battaglia contro la burocrazia, per Carmelo colorito roseo e sguardo sereno, il tempo sembra essersi fermato. L'affetto e l'amore della moglie e del figlio dà i suoi buoni frutti.

Il pd dopo il voto per tullo segretario c'è la riconferma ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che cosa andiamo a dire alla gente del Nord che non ne può più di burocrazia, di lavoro che manca". Intanto sono girati, molti nomi di candidati alternativi, uno è quello dell'ex sindaco della Spezia, e ex segretario Ds, Giorgio Pagano, non iscritto al Pd, precisano, ma gradito a molti. Un'altra "nomination" è andata a Lorenzo Forcieri, il re rosso di Sarzana, ex sottosegretario.

Università, benedetta va alla guerra - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: togliere burocrazia, attirare nuovi studenti. Con una gestione collegiale. Professoressa Spadolini, bell'impresa la sua. Sempre convinta? "Il nostro Ateneo merita almeno un confronto, non è pensabile avere una sola voce. La mia è una candidatura di servizio, sono serena, non temo calunnie, attacchi, insinuazioni,

Le categorie da pordenone dettano le priorità: subito meno burocrazia e incentivi alle imprese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: subito meno burocrazia e incentivi alle imprese PORDENONE. Undici dei 14 consiglieri regionali eletti in provincia di Pordenone - e tra questi gli assessori Luca Ciriani ed Elio De Anna, il presidente del Consiglio, Edouard Ballaman, e il suo vice Maurizio Salvador - sono stati ricevuti, ieri pomeriggio dalle categorie economiche del Friuli occidentale.

Genitori adottivi perseguitati per mesi dalla burocrazia ( da "Mattino di Padova, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Genitori adottivi perseguitati per mesi dalla burocrazia GRANTORTO. L'adozione di un minore è diventata un'odissea per la coppia del paese tornata dall'Asia il 24 febbraio con un piccolo di 13 mesi. "Avevamo fatto pacchi di documenti, certificati, lettere di raccomandazioni, estratti conto, avevamo trascorso un mese in Cambogia mettendo tutto a posto - spiega la madre adottiva P.

Usi civici, grazie dal comitato ( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: densi di difficoltà, burocrazie e ritardi, ma nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma che ci eravamo assunti con l'insediamento: realizzazione di un centro diurno per anziani, maggiori spazi per la Pubblica Assistenza, sostegno al volontariato e messa in sicurezza di terreni".

La sfida di emiliano fra periferie e burocrazia - teresa massari ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bari La sfida di Emiliano fra periferie e burocrazia TERESA MASSARI Dopo il 14 aprile si discute, in Puglia come in tutta Italia, del vistoso spostamento a destra del consenso elettorale. Brucia, a sinistra, soprattutto la consistente perdita del voto dei ceti popolari, che si è allocato a Nord nella Lega, e a Sud nel Popolo della libertà.

De anna: richieste condivisibili ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pressione fiscale e un costante incremento dei costi della burocrazia. Questi ultimi in particolare - secondo Ballaman - vengono utilizzati per uccidere le Pmi e noi dobbiamo cercare di eliminarli". Il confronto tra classe politica e rappresentanti dell'economia è utile "e lo sarebbe ancor di più se esteso a tutti i soggetti, e quindi consiglieri regionali, parlamentari e Provincia"

IO, SPOSA DI UN EGIZIANO ( da "Wall Street Italia" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Io, sposa di un egiziano -->La storia di Loredana Roscetti, da un anno moglie di un copto fra mille difficoltà amministrative: "La burocrazia italiana stritola l'individuo".

Puc, l'Autority apre la verifica ( da "Citta' di Salerno, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: piuttosto, sarebbero da addebitare alle difficoltá della burocrazia."E' risaputo che il Comune di Albanella opera con un pesante sott'organico. Inoltre, nei documenti richiesti erano presenti dei dati sensibili di altri professionisti, ai quali si è dovuta chiedere l'autorizzazione a renderli pubblici.

Subappalti, incubo burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le istituzioni non scarichino questo onere su di noi, già oberati da mille burocrazie". Continua il presidente di Confartigianato: "Andremo a Roma e porteremo tutte le carte davanti al Parlamento. Il governo faccia subito un provvedimento urgentissimo in materia. Ormai la burocrazia occupa gran parte delle nostre energie.

Piccola industria, Morandini: Necessario intervenire sulla rete ( da "Denaro, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese - spiega il leader dei piccoli imprenditori - due le strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio".

<Abbiamo bisogno di regole e leggi certe> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma i nostri sforzi devono coincidere con una burocrazia più agile, snella e meno oppressiva. C'è necessità di leggi certe: nessuno firma più progetti che poi possono finire sotto la mannaia di qualche giudice". E la formazione? "Basta con i soldi buttati, ci coinvolgano nella programmazione".

ENERGIA, CASERTA PAGA LA CONGESTIONE DELLA RETE ELETTRICA ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese", ha ricordato il leader dei piccoli imprenditori. Due le strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio.

Cari politici, fate contare di più pordenone ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Liberateci dai costi della burocrazia" "Cari politici, fate contare di più Pordenone" Ieri il vertice in Camera di commercio. "La Regione metta le imprese al centro della sua politica" APPELLO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE di ELENA DEL GIUDICE Un obiettivo comune: rilanciare e rafforzare il tessuto economico-produttivo e, quindi, il lavoro e la ricchezza del territorio.

MONTEZEMOLO: NEL PAESE CI SONO SEGNALI DI RIPRESA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno spesa pubblica improduttiva, meno burocrazia. "I lacci e lacciuoli di cui parlava Guido Carli, dal '70 ad oggi sono clamorosamente aumentati a causa del localismo". Montezemolo non manca di "dare atto al governo Prodi di aver preso decisioni importanti sia sul cuneo fiscale che sulle aliquote".

Strada chiusa e indennizzi fantasma <Così il bosco diventa una polveriera> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Misteri della burocrazia. A Talana hanno un luogo che simboleggia alla perfezione questo tipo di dimenticanze: la strada che collega il paese a Villagrande. Ostruita da una frana ormai quattro anni. Dopo anni di proteste la situazione è ancora in fase di stasi.

Berlusconi e il governo del "fare" ( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Pecoraro: ''Mi rallegro che il Pdl abbia mantenuto un ministero dell'Ambiente'' ( da "Redattore sociale" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attenzione al settore agricolo e un taglio netto alla burocrazia. Una decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro, al quale confermiamo stima e auguriamo un proficuo lavoro per il bene dei nostri imprenditori agricoli, e in generale al nuovo governo, poniamo -aggiunge il presidente della Cia- tre precise priorita': una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull'

Tempi brevi per ricevere risposta al telefono Al Pirellino però si rispetta la pausa pranzo ( da "Corriere Di Como, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia non è Paese che si distingua per burocrazia snella. Noi abbiamo provato a calcolare quanto tempo ci vuole per parlare al telefono con enti e amministrazioni pubbliche. A Como, abbiamo scoperto, molto poco. Mediamente due minuti. Non male. Galvanizzati da voci sintetizzate e risponditori automatici, ci siamo inoltrati nel labirinto dei centralini digitali (

Intervista a Benedetto Della Vedova / I liberali devono nuotare controcorrente. Per ora ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di un alleggerimento della burocrazia pubblica e di un attento riesame dei sussidi alle attività produttive. Sono fiducioso: il ministro Tremonti sarà in grado di operare in questa direzione. Sarà sicuramente un buon ministro dell'economia se riprenderà il percorso già iniziato durante la sua precedente esperienza di governo.

L'Europa si chiede: morire per Gerusalemme? ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa per ritrovare l'anima perduta, smarrita nei corridoi delle burocrazie di Bruxelles, e per ridare un senso alla sua missione di libertà e democrazia nel mondo. Questa ipotesi, a sua volta, porrebbe subito un altro interrogativo: la proposta, benefica per l'Europa, sarebbe altrettanto utile a garantire la sicurezza di Israele?

ROSA' ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è grande responsabilità, occorre controllare, c'è una burocrazia da osservare, ci sono tanti, tanti costi. Non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di aiuto".E qui è scaturita la denuncia pubblica di un contributo promesso 18 mesi fa e mai arrivato. I presenti sono rimasti un po' sorpresi, molti sono parsi annuire.

Consorzi, pioggia di critiche sul Gral ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È sicuramente fuori dalla realtà" Consorzi, pioggia di critiche sul Gral "Una burocrazia occhiuta ed ingiustificata che procede per diffide e una normativa che ha come effetto la paralisi" ChioggiaLaguna, Gral, assessore provinciale alla pesca Luigi Solimini: elementi di un mosaico, anzi di un labirinto che sta soffocando i molluschicoltori.

Rivolta dei sindaci contro la Regione ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interno della burocrazia regionale renda lenti ed imprecisi gli interventi sono i punti maggiormente contestati dai sindaci piacentini, in primis da quello di Piacenza nonché presidente dell'ATO Roberto Reggi (centro-sinistra), che ha paragonato la situazione a quella di Trenitalia "dove i Comuni si prendono le contestazioni dei cittadini,

Sotto le due torri... o sotto i ponti? ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avversati non solo dalla insostenibile burocrazia, dai piani per il traffico, spesso a loro sfavorevoli, ma anche da quell'altra categoria di cittadini costituita dai proprietari. Chissà perché oggi parlare del centro rimandi sempre più spesso all'idea del tiro a segno, dove il bersaglio è appunto sempre più il centro!

Il presidente Pozza torna alla ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente Pozzatorna alla caricacontro la burocrazia:"Lo Stato ci impediscedi lavoraree con le ultime normele nostre impreserischiano di soffocare"Zanardo a pagina V.

(A.L.) Fare della Provincia <il ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e più servizi"; revisione del portafoglio delle partecipazioni provinciali, che oggi sono "esuberanti, ne abbiamo più di 50"; rafforzamento dei rapporti e delle convenzioni con i Comuni."Dal 2003 - sostiene Fontanini - il centrosinistra ha fatto di Trieste il motore pensante per tutti: questo per noi rappresentanti della grande realtà friulana è inaccettabile"

Gli artigiani portano in piazza carriole piene di scartoffie ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Protesta contro la burocrazia Gli artigiani portano in piazza carriole piene di scartoffie "Porteremo in piazza le carriole piene di scartoffie!". Quei moduli, certificati, verbali e documenti vari, tanti da riempire appunto intere carriole, che sommergono sempre più le piccole imprese.

I medici: <Follia il geriatra di base> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forte dello slogan che appartiene alla sua categoria ("non poniamo problemi ma creiamo soluzioni") il segretario dei medici di base auspica infine che nel prossimo futuro si dia "più spazio alla professionalità e alla competenza rispetto a politica e burocrazia, anche nella gestione delle case di riposo".Laura Simeoni.

Imprese, lista della spesa alla politica ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: strade e meno burocrazia La "lista della spesa" è sempre la stessa. I problemi fondamentali che i rappresentanti delle categorie economiche della provincia hanno sollevato ieri con i consiglieri regionali appena eletti, infatti, sono uguali a quelli di cinque anni fa: diminuire la pressione fiscale a imprese e famiglie,

Senza telefono, ma arriva la bolletta ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incappata in una storia di ordinaria o straordinaria burocrazia. Questi i fatti da lei stessa raccontati. Residente a Francenigo, comune di Gaiarine in provincia di Treviso, nel settembre scorso decide di venire ad abitare in una bifamiliare in via Francenigo n. 3/b a Brugnera, vale a dire, a poche centinaia di metri dalla precedente residenza.

GOVERNO: ZAIA, FEDERALISMO E' L'OBIETTIVO STRATEGICO ( da "ADN Kronos" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: DIFENDERO' AGRICOLTURA ITALIANA DA BUROCRAZIA UE ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 8 mag. - (Adnkronos) - ''Sono orgoglioso di far parte di una squadra di governo che ha come obiettivo strategico il federalismo, cioe' il cuore della proposta leghista.

FERRARA - Imprese: crescono gli investimenti, ma pesa la burocrazia ( da "RomagnaOggi.it" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma pesa la burocrazia FERRARA - Continuano ad investire le imprese ferraresi. Nonostante le difficoltà legate ai mercati e gli ostacoli di tipo infrastrutturale e burocratico. Secondo l'indagine di Confindustria Ferrara, che ha esaminato gli investimenti del 2007 e le previsioni per il 2008 su un campione rappresentativo di aziende associate,

LETTERE E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bensì anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea.Non è, inoltre, assolutamente vero che per l'agricoltura di montagna non sia cambiato nulla. Il Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che, tra le altre cose, ha previsto specifiche misure di finanziamento per la salvaguardia dei siti vincolati Natura 2000 Sic e Zps,

GOVERNO: FEDAGRI, ZAIA SPINGA AGROALIMENTARE A FARE SISTEMA ( da "Agi" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come la burocrazia che esige un importante snellimento". "Affinche' l'agroalimentare italiano possa conquistare nuovi mercati internazionali e consolidare le posizioni gia' acquisite all'estero e' necessaria la coesione di tutti i protagonisti della filiera, dalla produzione, alla trasformazione, alla commercializzazione - ha affermato il presidente di Fedagri -

GOVERNO: CIA, ATTENDIAMO FATTI E RILANCIO CONCERTAZIONE (2) ( da "Agi" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con un taglio netto alla burocrazia e ai suoi pesanti oneri; sostenere la proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualita', difenderlo dalle contraffazioni e dall'uso improprio dei marchi e delle denominazioni". Per quanto riguarda la Conferenza nazionale sull'agricoltura, "auspichiamo che il ministro Zaia -rileva il presidente della Cia-

Il Lecco in Lega per la regolarità delle <code> di C1 ( da "Provincia di Lecco, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le pratiche di vendita e distribuzione dei tagliandi oltre che per tutta la burocrazia che sta dietro a partite del genere. La vendita sarà effettuata attraverso il circuito TicketOne, (a Lecco presente nei negozi MediaWorld e DiscoShop), per cui è già sicuro che per la gara esterna di Pagani i biglietti del settore ospite saranno disponibili solo alla TicketOne (come, peraltro,

Reddito dichiarato: una colpa? ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;

Il grillo sparlante colpito e affondato ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;

Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.

Inter: Balotelli `Mi sento cittadino di Serie B` ( da "Datasport" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il 17enne attaccante dell'Inter Mario Balotelli attacca la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore eta' e che di conseguenza gli fara' perdere l'occasione di indossare la maglia della Nazionale olimpica. 'La legge italiana e' ingiusta, va cambiata - ha detto il centravanti a 'Il Corriere Canadese' -.


Articoli

Il commento (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Europa e le piccole imprese Riduzione della burocrazia, migliore accesso ai mercati europei e alle gare pubbliche, più accesso al credito ma anche a una mano d'opera qualificata, sostegno alle imprese che vogliono crescere anche sul mercato internazionale. Sono queste le principali richieste emerse segue a pagina 23.

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Contrarian (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Numero 091  pag. 5 del 8/5/2008 | Indietro Contrarian Commenti & Analisi Balle Sulle Ecoballe E Sul Titolo Impregilo Anche il crollo di un titolo quotato in borsa dal massimo di 7 euro al minimo di 2,5 euro può essere imputato ai guasti della burocrazia? A quanto pare sì, vista la disavventura in cui è incappata Impregilo (attualmente il titolo ha recuperato quota 4 euro). Anzi, l'amministratore delegato Alberto Rubegni non ha dubbi che sia proprio a causa della burocrazia che Impregilo per mesi è stata percepita come principale responsabile del mancato smaltimento dei rifiuti campani. "Colpa della grande disinformazione", ha detto Rubegni, che ha definito il termovalorizzatore di Acerra ("fermo non per colpa nostra") "uno dei più moderni d'Europa", con parametri di emissione "migliori rispetto agli impianti di Milano e Brescia". Ha anche precisato che le cosiddette ecoballe "non sono inquinanti e possono essere bruciate ovunque". Quanto alle cause del blocco, Rubegni ha chiamato in causa appunto le procedure burocratiche. E le mancate decisioni in sede politica. Se dunque Impregilo poteva risolvere il problema dal punto di vista tecnico, non sarebbe stata messa in condizioni di agire da una burocrazia e una politica inefficienti. In effetti, resta da capire coma mai un gruppo che ha costruito oltre 500 termovalorizzatori in tutto il mondo abbia fallito nella sola regione campana. Tra gli altri spiccano quelli della controllata Babcock Environment, in Germania, alla quale sono stati spediti (e qui il paradosso tocca l'apice) anche i rifiuti di Napoli. In ogni caso, la disavventura ha lasciato un segno profondo: i profitti sono infatti crollati a 40,8 milioni, per via del peso di accantonamenti, costi e rettifiche di valore relativi ai progetti Rsu Campania per circa 90 milioni. Ciò nonostante, quando è stato il momento di indicare i temi più interessanti per le strategie future di Impregilo, il presidente Massimo Ponzellini le ha individuate nelle economie emergenti e nell'emergenza ambientale. "Davanti a noi c'è un grande futuro", ha annunciato. Perché ciò sia vero, è però necessario che la lezione campana sviluppi gli anticorpi necessari per affrontare situazioni ad alto rischio burocratico. Presenti ovunque.Tre segnali d'allarme dal mondo dei giornali A marzo, a causa delle festività pasquali e del periodo pre-elettorale, gli investimenti pubblicitari hanno frenato bruscamente. Per esempio, il gruppo Espresso ha registrato un calo del 13% che non si vedeva da molto tempo, sicché nel trimestre i ricavi pubblicitari si sono mediamente ristretti del 3%. Anche Telecom Italia Media ha visto peggiorare ebitda, ebit e utile netto per effetto di una raccolta pubblicitaria che ha perso il 3,5%. Persino la giovanilistica Mtv è risultata in flessione del 12,2%. Quanto ai dati aggregati della carta stampata, la pubblicità commerciale nazionale, relativamente ai soli quotidiani, nel periodo gennaio-marzo ha accusato un saldo negativo del 9,6%: solo a livello complessivo, cioè comprendendo i periodici, il fatturato è risultato in crescita dello 0,4%. Se è vero che tre indizi fanno una prova, e qui ne abbiamo in numero ben superiore, non v'è dubbio che per il settore media è suonato un altro campanello d'allarme. A soffrire di più potrebbe essere Rcs, gruppo molto esposto sul fronte quotidiani con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Anche perché nel trimestre pagherà i costi del full color lanciato dalla Gazzetta. Occhio dunque alle trimestrali: qualcuno potrebbe barare.   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  .

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Poco Giappone in Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italy-japan business group Sono solo 310 le aziende presenti sul territorio, ma nessuna è attiva in Liguria dal nostro inviato Lorenzo Cresci Venezia. C'è un'Italia che esporta, ma che fatica ad attirare investitori. Un Paese capace di far arrivare in ogni parte del mondo il proprio genio e il proprio gusto riconoscibile nel cosiddetto "Made in Italy", ma che per burocrazia e minor competitività rispetto ad altri mercati fa tentennare chi potrebbe portare capitali. Il quadro che emerge dall'Italy-Japan Business Group è questo. Da vent'anni uniti nel tentativo di incrociare le proprie economie, i due Paesi si incontrano a Venezia, sull'isola di San Servolo, per volontà dell'organismo creato dalle due comunità imprenditoriali e oggi co-presieduto per parte italiana dal direttore generale di Finmeccanica, Giorgio Zappa. Stringono legami, cercano di superare le barriere che, in un mondo globale, non sono più rappresentate dalle distanze, ma che si concretizzano in considerazioni differenti: un Paese meraviglioso da visitare, l'Italia, ma che non "stuzzica" l'investitore. Anche per le imposte, ma più banalmente per problemi burocratici, come i permessi di soggiorno. Non sorprende neppure Zappa, allora, scoprire che la Liguria è totalmente esente da investitori giapponesi. Lo dimostrano i dati illustrati da Takumi Saito, vice presidente di Mitsubishi Heavy Industry: "In Italia operano 310 aziende giapponesi, con complessivi 437 punti d'appoggio: la Lombardia ce ne sono 264. Gli altri punti sono in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, cui si aggiunge il Lazio". Nel contesto del nord, quindi,manca solo la Liguria. Perché? "Quelli giapponesi non sono investimenti di grandi gruppi - osserva Zappa - ma di piccoli o medi. Quindi è naturale che vadano dove esistono realtà tecnologiche e finanziarie più significative. Non mi meraviglio, anche se certo vedere la Liguria così vuota?". Una regione, comunque, che riesce a valorizzare alcune proprie eccellenze, come quella di Ansaldo, partner di Mitsubishi, cui sono affidate dalla società nipponica i controlli sui rotori delle turbine a gas. Nel contesto generale, prendendo il caso di Finmeccanica, il "rapporto con il Giappone non è significativamente importante e clamoroso - osserva il direttore generale - anche perché nei nostri settori di aerospazio e difesa ci sono limiti costituzionali propri del Paese orientale, quindi siamo presenti se non in modo marginale. Però adesso c'è la possibilità di pensare a importanti joint venture sulle tecnologie duali, con l'allargamento ad altri settori quali la sicurezza e i sistemi integrati, per esempio nella gestione dei porti. Ecco, su queste tecnologie possono esserci convenienze reciproche". Meglio puntare sulla Russia, visti anche i rapporti tra il neopremier Berlusconi e Vladimir Putin? "I rapporti politici con i russi sono fondamentali e ora inducono all'ottimismo - osserva ancora il dg di Finmeccanica - ma debbo dire che da dieci anni a questa parte non ci sono mai stati rallentamenti. Anche per questo la Russia è sempre più importante per la nostra attività". Torniamo al Giappone. Che viene invitato dall'ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell'Istituto nazionale per il Commercio estero, a "promuoversi maggiormente in Italia, almeno quanto facciamo noi da loro". Un rapporto più a senso doppio, quindi, di quanto stia accadendo oggi. "L'Italia ha investito molto: pensate che solo questa settimana, all'isola di San Servolo, vanno in scena tre appuntamenti d'interesse. Dalla ventesima assemblea dell'Italy-Japan al consiglio d'amministrazione della Venice University, che ospiterà il rettore dell'università di Wasema per concludere con il cda della Fondazione Italia-Giappone", aggiunge Vattani. Ma come si concretizzano, oggi, i rapporti tra i due Paesi? Intanto vanno osservati l'export e l'import. L'Italia porta in Giappone cuoio, prodotti chimici, abbigliamento e prodotti alimentari. Molto del "Made in Italy", insomma, che vale complessivamente 7,2 miliardi di dollari. Allo stesso tempo importa per 6,7 miliardi, acquistando soprattutto autoveicoli (30,9% dell'import complessivo), ma anche moto (10,6%), oltre ad apparecchi meccanici ed elettrici. La bilancia commerciale, insomma, è in attivo, ma l'obiettivo è migliorare l'interscambio. Su quali campi puntare, allora? Alcuni sono quelli illustrati da Zappa. Altri rientrano nel settore luxury goods, ovvero abbigliamento, profumeria e cosmesi, accessori ma anche yacht. E poi ce n'è uno su cui l'Italia investe: la sicurezza ambientale. I due Paesi hanno caratteristiche comuni e rischi naturali altrettanto simili: alluvioni o terremoti, per esempio. L'Italia ha una tecnologia in materia ambientale, come ha osservato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, assolutamente all'avanguardia. Un modello, insomma, da esportare. cresci@ilsecoloxix.it 08/05/2008 ' 08/05/2008 in lombardia e in piemonteInvestono i grandi gruppi ma solo dove esistono realtà finanziarie significative giorgio zappaCoPresidente Italy-Japan B. G. 08/05/2008.

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Piazza Marconi, riesplode la rabbia <Butteremo la recinzione tra gli scavi> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Giovedì 8 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Piazza Marconi, riesplode la rabbia "Butteremo la recinzione tra gli scavi" Hanno scritto al Comune, hanno chiesto il parere di un avvocato, hanno contattato il Gabibbo, hanno fatto assemblee ed incontri. Ma in piazza Marconi il cantiere rimane fermo, da oltre un mese. E questo nonostante i ripetuti tentativi dell'assessore Daniele Soregaroli di ottenere l'autorizzazione per la rimozione del muro romanico e la ripresa dei lavori. Ora i commercianti della piazza hanno detto basta e sono pronti, se non succederà qualcosa nelle prossime ore, a gesti clamorosi. La rabbia è tanta, cresce ora per ora, davanti a quegli scavi infiniti. I commercianti intanto hanno visto crollare i loro incassi, perchè i clienti non arrivano. E quei pochi che trovano un posto auto nella zona davanti alla macelleria Zilli rischiano la multa, anche per il ticket scaduto da pochi minuti. Per non parlare della sporcizia che regna sovrana attorno alla recinzione della piazza. Uno spettacolo desolante al quale nessuno mette rimedio. A nulla sono serviti appelli, inviti, ordini del giorno ed interrogazioni in Consiglio Comunale. Il cantiere non si sblocca e pure la burocrazia ministeriale ci ha messo lo zampino: il cambio ai vertici della Soprintendenza regionale ai beni archeologici ha ulteriormente complicato la già aggrovigliata matassa. Tanto che nessuno crede più che l'anno prossimo, alla fine del mandato del sindaco Corada, il parcheggio interrato si potrà inaugurare. Ecco perchè i commercianti di piazza Marconi, almeno quelli che non hanno ancora chiuso il negozio, stanno pensando ad azioni di protesta clamorose. Ieri c'era chi avrebbe voluto incatenarsi davanti al proprio negozio; poi i più hanno deciso che, se il cantiere non riprenderà in tempi rapidissimi, si 'gettare' nel buco la recinzione della piazza medesima. Quella rete di ferro, arrugginita, che delimita i bordi del cantiere. Un blitz che dovrebbe lasciare di stucco gli amministratori comunali. Ma non è escluso che si intervenga sui mucchi di terra, trasportandoli, in congrua quantità, davanti al municipio. C'è inoltre il problema vigili: in via Monteverdi le multe si sprecano, così come sulla piazza, nel lato verso via Tibaldi. Qui, esattamente davanti alla casa di Luzzara, ci potrebbero stare 3 o 4 macchine, ma la sosta è vietatissima. E chi si azzarda a metter l'auto, visto che ha l'attività commerciale in zona, si vede immediatamente il foglietto rosa con 36 euro di multa. Insomma una situazione incredibile, senza apparente via d'uscita. Anche se ieri sera l'assessore Daniele Soregaroli, a margine dei lavori della Commissione Ambiente, ha detto che a breve ci saranno novità. Si spera positive. (g. br).

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VALLE DI FIEMME- Sono quindici i progetti presentati per il 2008, all'interno del Piano Giovani di zona della Valle di Fiemme, e gestiti da diverse realtà sociali ed istituzionali (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Della vallata, con il coordinamento del tavolo di lavoro costituito, ancora a fine 2006, dagli undici Comuni sparsi sul territorio e coordinato da Michele Malfer, insegnante presso l'Istituto "La Rosa Bianca" di Cavalese VALLE DI FIEMME- Sono quindici i progetti presentati per il 2008, all'interno del Piano Giovani di zona della Valle di Fiemme, e gestiti da diverse realtà sociali ed istituzionali della vallata, con il coordinamento del tavolo di lavoro costituito, ancora a fine 2006, dagli undici Comuni sparsi sul territorio e coordinato da Michele Malfer, insegnante presso l'Istituto "La Rosa Bianca" di Cavalese. Lo stesso Malfer ha presentato martedì nel tardo pomeriggio questa articolata serie di iniziative presso la sede dello Spazio Giovani "L'Idea" di Cavalese, all'interno della piscina comunale, assieme all'assessore comprensoriale Adriano Bazzanella, ai rappresentanti dei soggetti promotori, agli operatori del Centro Giovani ed al supervisore provinciale Cesare Valentini."La novità di quest'anno" ha fatto presente Malfer "è rappresentata dal maggiore coinvolgimento dei giovani stessi, in modo particolare i giovani lavoratori e gli studenti universitari. Il che evidenzia come occuparsi di politiche giovanili non significhi soltanto prestare attenzione alla fascia degli adolescenti". Soddisfatto dei contenuti del Piano l'assessore Bazzanella, che peraltro non ha mancato di sottolineare la negatività di "una burocrazia ossessionante, che va a privilegiare spesso aspetti formali in grado di rallentare tutto". Il Piano, come ha ricordato Diego Delvai, comporta una spesa di 75.980 euro, dei quali 34.970 coperti da contributo provinciale, gli altri dagli interventi dei Comuni, del Comprensorio e di diverse istituzioni valligiane, Casse Rurali in testa. I progetti sono i seguenti: "Alcoperiamo", su alcol e salute, curato dalla "Rosa Bianca", "Drugs off" su droga e tossicodipendenza (Comune di Panchià), "Fiemme Street Jam" sui valori della musica e della danza (Scuola di Danza di Tesero), Formazione di Guide Didattiche (Fondazione Stava 1985), Giovani e coralità (Coro Slavaz di Tesero), sostenibilità ambientale in val di Fiemme (WWF), progetto musicale di e per i giovani (Scuola di Musica "Il Pentagramma"), Progetto Prjedor (Comune di Cavalese), Progetto Polis, per avvicinare i ragazzi alle istituzioni poitiche (Cooperativa Progetto 92), "Sono forse io...il custode di mio fratello" sui grandi problemi del mondo (Comune di Cavalese), "Giovani Card", "Giochi senza pretese" e scambio con altri Centri della Regione (Progetto 92), Sportello giovani (Comprensorio) e "Diversamente capaci di aiutare (Anffas Cavalese). M. F. 08/05/2008.

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Bene i redditi pubblicati, e le tasse? FRANCO GIOVANNINI (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Diciamo che fine fanno Bene i redditi pubblicati, e le tasse? FRANCO GIOVANNINI C aro direttore, il Suo "Una scelta di libertà" è certamente condivisibile come il fatto che da anni il Suo giornale pubblica gli elenchi dei contribuenti per categoria, per reddito, etc. Le polemiche che oggi si stanno facendo sono quasi tutte pretestuose e scalcagnate cioè senza una vera logica ragionata. Tutto bene dunque? Non proprio visto che siamo in Trentino dove le tasse non vanno a finire in un grande pentolone ma rimangono quasi tutte in casa. Perciò, se da un lato è "scelta di libertà" pubblicare nome e reddito di chi paga, altrettanto dovrebbe essere conoscere per filo e per segno dove questi soldi vanno a finire. Si dirà che la Provincia pubblica i suoi bilanci che sono anche certificati, Lei aggiunge che settimanalmente Voi ci informate sulle delibere, sui contributi, sui finanziamenti e il resto con estrema chiarezza, completezza e precisione. Però, tutto questo non basta, cioè non serve alla gente normale perché sono informazioni non aggregate che solo gli specialisti (forse) riescono, non dico a capire, ma a mettere in riga. Perché la nostra Provincia è diversa dalle altre e sostiene direttamente molte spese che nel resto d'Italia paga direttamente Roma. Quello che credo bisognerebbe riuscire a compilare sarebbero delle tabelle dove si elencano le voci che Roma paga direttamente per tutti quali, ad esempio: gli interessi sul debito pubblico, il conguaglio sulla spesa pensionistica, le ferrovie e gli altri servizi, il costo dell'esercito, della diplomazia ecc. ecc. Questi numeri sono facilmente riscontrabili nel bilancio dello Stato e, divisi per il numero di abitanti, ci danno l'onere che ogni cittadino, ricco, povero, autonomista o regolare che sia, si trova addosso annualmente. Dall'altra parte ci sono le spese che la nostra Provincia sostiene, per la sanità, l'istruzione, gli investimenti, la burocrazia ecc. Anche queste divise per il numero di trentini possono essere confrontate con quelle dei cittadini non autonomi cosicché si avrebbe un confronto di quanti soldi la nostra autonomia (forse) ci privilegia individualmente rispetto agli altri italiani. In sostanza quello che ritengo necessario per una vera trasparenza della nostra Autonomia non sarebbe tanto il dissertare sul piano storico e del Diritto Internazionale, quanto sui privilegi economici (se ci sono) che questa ci dà. Insomma un confronto voce per voce, di quanto noi spendiamo rispetto agli altri e di quanto "non" contribuiamo a quelle che sono le "spese generali" del nostro Paese. Lei sa, caro direttore, che la nostra Provincia è molto criticata per i danari che riceve e che anche molti trentini pensano che l'abbondanza di risorse non (completamente) guadagnate, sia una disgrazia. Alcuni pensano anche che questi privilegi andranno a calare e forse anche a cessare. Pertanto, sempre per le considerazioni che Lei ha fatto, sarebbe bene sapere in tempo quale è la nostra vera realtà, sia perché potrebbe essere un fatto etico ma anche per cercare di organizzarsi in tempo. 08/05/2008.

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<A Milano servono costruttori di parole> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 109 del 2008-05-08 pagina 7 "A Milano servono costruttori di parole" di Stefania Vitulli Massimiliano Finazzer Flory: "Sì ai grattacieli ma anche a progetti culturali forti" È uno dei pochi che a Milano abbia il coraggio di dire che il 2015 non è così vicino. Che nel frattempo la città vive giorno dopo giorno e ha bisogno soprattutto di tre cose: cultura, cultura, cultura. Saggista, curatore di rassegne culturali, mostre e notti bianche, ideatore di format che intrecciano filosofia, letteratura, scienza e musica (a Milano "A passo d'uomo" e "Cultura in Galleria"), direttore di collane editoriali per San Paolo e Skira, attore e regista, Ambrogino d'Oro 2007, Massimiliano Finazzer Flory ha le idee molto chiare su presente e futuro di Milano, da qui all'Expo 2015. Partiamo dalle basi: che cosa manca a Milano? "Una città è un ordine di cooperazione volontaria a cui deve dare una governance. Qui gli unici che abbiano un'idea di città sono i costruttori. Ma è un'idea declinata solo al presente. Ci vogliono costruttori di parole, per costruire la nuova Milano ci vuole la poesia". Non è un concetto un po' astratto? "Voglio dire che il milanese deve tornare a essere un turista nella sua città, guardarla con occhi sgombri da giudizi e stereotipi". Entriamo nel concreto. "Poesia urbana è un uomo che cammina in mezzo a una folla che non conosce e di cui non ha paura. È la gente che attende con fiducia alle fermate del mezzo pubblico". Sicurezza e servizi. E poi? "Come facciamo a parlare di Milano e del territorio se non facciamo un serio monitoraggio di che cosa pensano i milanesi della propria città? I milanesi non conoscono il Museo archeologico, Brera, l'Ambrosiana, Villa Reale. Quanti hanno visto i piedi del Cristo morto di Mantegna o Caravaggio a Brera? Per non parlare dei Navigli che sono un museo a cielo aperto ma stanno diventando una fogna a cielo aperto. Una città senza acqua è una città senza sogni, in cui non si può cercare romanticismo. Certo poi ci sono strutture che non possono permettersi un'ondata di massa". Ad esempio? "In prospettiva Expo, per il Cenacolo sarebbe meglio preparare in tempo visite virtuali sostitutive. Siamo nella città più cablata del mondo e ancora non usiamo tecnologia informatica e fibre ottiche per promuovere i nostri beni culturali". Nei cantieri aperti oggi a Milano c'è governance o bolle di caos? "Preferisco cantieri aperti, la stretching city, Milano che sale, a cantieri chiusi nelle mani di una burocrazia occhiuta e liberticida. La verticalità è una risposta adeguata alle sfide del nostro tempo". Esteticamente compatibile con la città? "I grattacieli li facciamo oggi perché sono un'esigenza di ieri. E sulla natura bisogna avere uno sguardo ampio. La mia Milano ha uno dei più bei parchi d'Europa, a Monza, che non è un secondo ente locale. La mia Milano guarda verso il lago di Como, la storia musicale di Cremona, la bellezza antica di Bergamo. Milano deve mettersi in rete con le altre città lombarde". A chi affiderebbe lo sviluppo culturale di Milano? "Editoria e università hanno ancora poco peso. Traduttori, editor, ricercatori, hanno un know how e rapporto con l'estero straordinario. Usiamoli, facciamoli diventare soggetti di rappresentanza, di potere". Come? "Calendarizzare e programmare. Basta eventi spot. In un palinsesto rigoroso possiamo inserire la creatività". Il prossimo banco di prova culturale? "I cento anni del futurismo, nel 2009. Io ci sono: mi dovrei occupare del teatro futurista, portarlo negli spazi di Milano da cui ha preso le mosse". È in vista anche un altro incarico importante... "Il rilancio di Villa Reale. Da settembre 2008 diventerà una sede ideale di eccellenza culturale interdisciplinare, sul modello parigino. Il palinsesto è già pronto". C'è ancora chi ha voglia di sborsare denaro per la cultura? "Gli sponsor chiedono un immediato ritorno degli investimenti. Danno briciole, elemosina. Ma sono comunque eroi, se pensiamo che nessuno poi li riconosce, li gratifica". Il suo segreto per convincerli? "Non mi divido, non distribuisco la mia posizione su soggetti palesi o occulti. E ci metto la faccia. Quel che dico a loro lo ripeterò davanti al mio pubblico. Capiscono che sarei pronto a fare quel che faccio anche gratis. Dalla mattina alla sera non faccio altro che fare cultura. Non ho altri interessi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Il Giornale aveva ragione> E arrivano le borse di studio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 109 del 2008-05-08 pagina 3 "Il Giornale aveva ragione" E arrivano le borse di studio di Redazione Il presidente della Regione dà una soluzione al problema dei soldi "spariti". E cambia le regole Un primo appello l'8 giugno 2007: "La Provincia non paga le borse di studio elettorali". Una denuncia forte sul Giornale per avvertire che centinaia di studenti avevano ricevuto alla vigilia delle elezioni la lettera con la quale veniva loro comunicata l'assegnazione di una borsa di studio, ma poi si erano sentiti dire che i soldi non c'erano. Colpa della Regione, si giustificava la Provincia, mentre in consiglio regionale arrivavano le interrogazioni indignate di Gianni Plinio (An) e Francesco Bruzzone (Lega). Stessa situazione nel gennaio di quest'anno. Nuovo articolo del Giornale, nuova denuncia, stesse scuse. Questa volta in Regione qualcuno si è mosso. Il presidente Claudio Burlando in persona, che ha preso carta e penna e ha scritto all'Agenzia regionale per i servizi scolastici e l'Università. Ha chiesto spiegazioni, ha preteso di capire i perché della figuraccia. E ha avuto una risposta, che ha comunicato ieri al Giornale. Burlando ha trasmesso la spiegazione fornita da Antonio Rossi, il presidente di Arssu. Che per prima cosa, riferendosi all'articolo del 20 gennaio scorso, precisa quale tipo di borse di studio siano, in quel caso specifico, finite nel mirino. "Trattasi di borse di studio per adulti e contributi di merito di cui alla L. 15/2006, art. 13 e art. 11 - non riguardano le borse di studio universitarie", snocciola con riferimenti strettamente burocratici quanto precisi. Poi passa alle spiegazioni del perché quei soldi non si siano visti. O meglio, perché chi li aspettava e il Giornale che aveva dato loro voce, avessero tutte le ragioni di mugugnare. "L'erogazione delle borse per adulti, era condizionata al superamento positivo dell'anno scolastico o al conseguimento del titolo di studio relativo all'anno scolastico 2006/2007 - spiega Rossi -. Pertanto la graduatoria non poteva essere approvata dalla Regione sino a quando non è pervenuta da parte delle singole Istituzioni Scolastiche la risposta circa la conclusione o meno dell'anno scolastico da parte degli studenti inseriti nella graduatoria stessa. L'ultima comunicazione è pervenuta in data 23/10/2007 e in data 6/11/2007 è stata trasmessa la graduatoria in Regione per l'approvazione. Il Decreto Dirigenziale di approvazione è del 7/12/2007, la relativa comunicazione è stata inviata dal competente Ufficio regionale in data 13/12/2007". Eppure l'articolo era datato 20 gennaio. In effetti "l'Arssu aveva nel frattempo provveduto ad inviare comunicazione agli interessati circa l'esito delle borse di studio e in data 10/01/2008 è stato emesso mandato di pagamento". Allora i soldi c'erano? Sì, ma non nelle tasche degli studenti. Conferma Rossi: "Le graduatorie dei contributi di merito sono state approvate dal Dirigente regionale in data 20/03/2008. Il mandato di trasferimento da parte della Regione, del finanziamento necessario al pagamento dei contributi, è stato emesso in data 16/04. Il finanziamento è pervenuto presso la Banca Tesoriere dell'Arssu in data 23/04. L'Arssu ha emesso i mandati a favore degli studenti il 24/04/2008". Quattro mesi di burocrazia sulla pelle di chi aspettava, con pieno diritto, le borse di studio. Arssu non si nasconde e scrive a Burlando: "Alla luce di quanto sopra, sono da rivedere alcune modalità di approvazione relative alle borse di merito che vedono coinvolte le Province, la Regione e questa Azienda. Il Vice Presidente Costa si è già attivato e abbiamo individuato soluzioni che ridurranno i tempi tra domande di benefici, graduatorie e tempi di pagamento". Claudio Burlando ha preso il presidente dell'agenzia in parola. Tempi del genere sono assurdi, gravi per un'amministrazione. E allora si farà qualcosa. È l'impegno che ha voluto assumere di fronte ai lettori del Giornale. Che saranno tenuti al corrente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Burlando tra fatti e scherzi (agli alleati) (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 109 del 2008-05-08 pagina 3 Burlando tra fatti e scherzi (agli alleati) di Diego Pistacchi (...) Soprattutto lo aveva fatto sul serio di prendersi a cuore la situazione di quella famiglia. Come aveva fatto qualche mese prima per il caso della "casa famiglia" di Cornigliano, da lui inaugurata in clima pre-elettorale ma mai operativa perché la stessa Regione non aveva dato i permessi necessari. Una denuncia fatta dal Giornale, cui Burlando aveva voluto dare una risposta, una soluzione. Tanto per dirla tutta, il governatore aveva fatto qualcosa, non solo detto qualcosa, vincendo già in partenza qualsiasi confronto con i "vicini" che siedono ai vertici di altri enti locali, sempre prodighi di annunci da applausi cui raramente però seguono i fatti. Un altro caso disperato di una famiglia sfrattata da Arte era stato segnalato, proprio l'estate scorsa, dal Giornale. Una situazione incredibile, tragica, aggravata dalla burocrazia e da questioni contrattuali impossibili da districare. Allora si era interessato il Comune, aveva detto di interessarsi, salvo poi spiegare a quella famiglia che la legge è legge e non si possono cambiare le regole. A meno che, come dimostrano i fatti, non ci sia da dare la casa agli zingari. Troppi complimenti a Burlando? In realtà sono pochi. Perché purtroppo sono pochi, tre in un anno archivi alla mano, i casi in cui ha fatto sapere di aver smesso i panni di politico da prima Repubblica, tutto alleanze e scrivanie, tutto discorsi e accordi di partito. Già ieri, poco prima di intervenire sulle borse di studio, non aveva perso l'occasione di ribadire la sua grande capacità di tessitore, formalizzando l'allargamento della sua maggioranza all'Udc con la scelta di Rosario Monteleone a vice presidente del consiglio regionale indicato dal centrosinistra. Con un nuovo schiaffo alla Sinistra Arcobaleno cui appena due settimane fa aveva garantito che "le maggioranze si cambiano prima delle elezioni, non in corsa". Pazienza. Il Burlando che prende complimenti sul Giornale non è quello che pensa ad acquistare i "valori che non sono in vendita". Sta a lui scegliere la frequenza dei complimenti. Più che burlando, facendo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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IL TICKET PER LA VENDEMMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel 2008, in quanto esclusi dalla normativa sui ticket vendemmia 2008. Consulente Coldiretti Treviso.

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"Ritocchi" al ribasso per le prossime tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TARIFFE.RIDUZIONE GENERALE DECISA DALL'AVOGADRO "Ritocchi" al ribasso per le prossime tasse [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA "Ritocchi" alle tasse universitarie per l'anno prossimo. L'"Avogadro" vara il nuovo piano per la contribuzione degli studenti cercando di aggiustare le regole per favorire gli studenti: tasse più basse ma, spera l'università, un'attrattiva in più che porti nuove matricole. La spesa per le famiglie e non aumenta e anzi, in alcuni casi, diminuirà. La prima rata per Economia, Lettere, Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienze Mfn è di 320 euro, la seconda per la fascia più alta è di 1140 euro. Medicina e Farmacia spendono di più: 332 euro la prima rata e 1368 euro la seconda, sempre per i redditi più "ricchi". Le fasce di suddivisione del reddito restano otto ma l'ultima, cioè quella che prevede la contribuzione massima, viene innalzata da 40 mila a 50 mila euro di Ispe (l'Indicatore della situazione patrimoniale equivalente). Le ultime tre fasce possono poi pagare in tre rate invece che in due: all'iscrizione, a fine aprile e a fine maggio. Inoltre la quinta e la settima tranche di redditi, dopo una negoziazione con i rappresentanti degli studenti, saranno ritoccate per garantire un incremento lineare tra i vari scatti di fascia. "Le modifiche introdotte lo scorso anno, infatti, prevedevano un coefficiente che in molti casi spostava alcuni redditi addirittura dalla quinta all'ottava fascia - sottolinea Gianluca Torrisi Bertelli, rappresentante degli studenti in Senato accademico -. Con una differenza anche di 300-400 euro. Ora è stato tolto e c'è maggiore equità: siamo soddisfatti perchè l'anno scorso la variazione aveva colto di sorpresa tanti e causato molti malumori tra le famiglie e i ragazzi". "Modifica della modifica" anche per la prima fascia: prima non pagava nulla, dal 2007 aveva l'obbligo di contribuire mentre dal prossimo anno accademico sarà esentata dalla seconda rata di circa 60 euro. Il vantaggio è per tutti, famiglie e università: minor spesa per le prime e risparmio in termini di tempo e di burocrazia per la seconda. Buone notizie anche per chi si iscriverà al regime di tempo parziale: la contribuzione sarà calcolata in modo proporzionale rispetto a quella dovuta dagli iscritti al tempo pieno. Meno entrate, dunque, anche in tempi "magri" per le casse delle università? "Crediamo che rinunciare a qualcosa di tasse e tentare di favorire il più possibile le famiglie - sottolinea il rettore dell'Avogadro Paolo Garbarino - possa portare il vantaggio di instaurare un miglior rapporto con i nostri studenti e renderci più competitivi sul territorio. Contiamo di recuperare i circa 100 mila euro di minori entrate con un aumento delle matricole".

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Meglio tardi che mai, ora riforma (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-08 - pag: 15 autore: L'addio di Montezemolo: lascio una Confidustria più grande e più unita "Meglio tardi che mai, ora riforma" Nicoletta Picchio ROMA "A me piace guardare avanti ". Luca di Montezemolo lo ripete, a venti giorni dalla scadenza dei suoi "duri e meravigliosi " quattro anni al vertice di Confindustria. Due Governi, campagne elettorali quasi ininterrotte, un Paese che nel 2004 era a crescita zero, un sindacato che si è subito alzato dal tavolo della riforma dei contratti, incapace di mettersi d'accordo. Ma per il futuro c'è qualcosa di positivo: il sindacato "meglio tardi che mai" si è messo d'accordo su una riforma del sistema contrattuale; il Governo ha annunciato che detasserà straordinari e aumenti di produttività; nonostante una legge elettorale che continua a ritenere sbagliata, il voto alle politiche ha semplificato l'assetto politico. Risultati che sono anche il frutto delle battaglie di Confindustria: concorrenza, merito, produttività, il pressing nei confronti della politica a fare riforme e infrastrutture, ma ancor prima, come ha detto nell'assemblea di esordio del 2004, l'invito alle imprese a "rimboccarsi le maniche" e a guardare dentro i cancelli. Battaglie condotte con grande senso dello Stato, "prima da cittadini che da imprenditori, senza scaricare sugli altri le proprie responsabilità ". E convinto che servano le riforme istituzionali per permettere all'Italia di funzionare: legge elettorale, superamento del bicameralismo perfetto, poteri del premier. Lo sguardo è avanti e quindi al successore: "Emma Marcegaglia potrà lavorare su questa cornice ". E, aggiunge, Montezemolo, si troverà a guidare una Confindustria che ha aumentato le iscrizioni del 10%, cifra record, modernizzata con una riforma interna e unita, come ha dimostrato l'elezione della nuova presidente. Inoltre è stato quotato il Sole 24 Ore, come scelta di autonomia e trasparenza. "Sono orgoglioso che arriverà una persona di grande qualità e di poter dare un segnale di unità al Paese". E il futuro? Dopo viale dell'Astronomia, di cose da fare ne ha già tante: la Ferrari, la Fiat, "il cui titolo è sottovalutato per colpa della crisi dei mercati internazionali ", il fondo Charme, l'alta velocità ferroviaria e la presidenza della Luiss. Incarichi dal Governo, "assolutamente no". Una nuova avventura però c'è e si concretizzerà dopo l'estate: un think-tank dai nomi ancora top secret. "Sarà un supporto alla progettualità del Paese". Certo, ha raccontato ieri Montezemolo, non si aspettava, quando fu nominato presidente di Confindustria, che nel giro di due giorni si sarebbe ritrovato anche presidente Fiat, per la morte di Umberto Agnelli. "è stato un momento drammatico, la Fiat era in difficoltà, il Paese anche". La sorella dell'Avvocato, Susanna, gli inviò una foto con Gianni Agnelli e Guido Car-li, con una dedica: "Luca, non deluderli ". Il mondo delle imprese ha reagito, ha sottolineato ieri Montezemolo, che ha puntato sull'internazionalizzazione. I numeri sono la prova: +35,3% l'export in quattro anni; l'Italia è passata dal quarto al secondo posto nell'export extra Ue, dietro la Germania; settemila imprese coinvolte nelle 21 missioni. "Per questo sforzo sui mercati, le aziende avevano bisogno di pace sociale", ha detto Montezemolo, aggiungendo che "oggi il capitalismo è diverso, prescinde in gran parte dalla finanza" e bollando la crisi finanziaria come effetto "dell'ingordigia dei mercati americani". La politica deve fare la sua parte, sfoltendo quel 50% improduttivo che pesa sul Paese, dalla burocrazia allo "statalismo municipale", facendo investimenti e infrastrutture. Ben venga, quindi la lotta all'evasione,"chi evade ruba", e la trasparenza. Ma non alla gogna della pubblicazioni in rete delle dichiarazioni dei redditi, "una mossa sbagliata che rischia di mettere tutti contro". Infine l'Alitalia: "Il Paese ha bisogno di una compagnia che funzioni, meglio se con i colori del proprio Paese, ma che guardi al mercato". L'ultima uscita pubblica sarà la prossima settimana, a Palermo, segno di vicinanza alle imprese coraggiose che hanno denunciato il pizzo. Infine, cita Einstein: "Sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti. E io ho ancora sogni". Quattro anni al vertice. Il presidente uscente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo LAPRESSE.

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L'Anm <chiama> Alfano: disponibilità totale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-08 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'Anm "chiama" Alfano: disponibilità totale Il presidente dell'associazione magistrati al neoministro: decidere le priorità, noi pronti a collaborare Le richieste delle toghe: subito adeguamento degli organici, nuovi fondi e procedure semplificate MILANO - "Disponibilità totale, senza preclusioni e senza volontà di contrasto, all'individuazione di seri interventi che almeno comincino a porre rimedio al disastro della giustizia ": ai primi 100 giorni del neoministro Alfano la manifesta l'Associazione nazionale magi-strati, che però con il suo presidente Simone Luerti (come Alfano laureato alla Cattolica di Milano) avverte: "La giustizia è una delle funzioni primarie dello Stato, sarebbe incongruente uno Stato che non si curasse della giustizia ma si preoccupasse troppo e solo dei suoi magistrati". Cosa siete disposti, in chiave autocritica, a rivedere? "Anche la magistratura deve migliorare la risposta che offre ogni giorno alle esigenze di giustizia dei cittadini: responsabilità e professionalità devono qualificare l'indipendenza e il lavoro dei magistrati. Ma per aiutare questo percorso bisogna stabilire e affrontare alcune priorità". Già, ma cosa è priorità? "Una questione è vitale al Sud come al Nord: tornare a poter coprire gli organici di molte sedi disagiate con i magistrati di prima nomina". Ma una norma dell'ordinamento Mastella vieta loro per 4 anni di fare il pm o il giudice penale monocratico. "Questa norma troppo rigida va resa elastica per adattarsi alle necessità degli organici delle sedi disagiate. Poi è indispensabile colmare i vuoti nel personale amministrativo anche con nuovi concorsi. E' urgente rivedere la geografia giudiziaria, cioè la coerenza della distribuzione di Procure e Tribunali rispetto agli attuali volumi urbani, economici e "criminali". E poi, riformare il sistema delle notifiche per aumentare la funzionalità del servizio e abbatterne i costi". Notifiche ai legali via posta elettronica certificata? "Qui sarà fondamentale la collaborazione degli avvocati, che come categoria dovrebbero volersi fregiare di questo sigillo di professionalità". Però dietro i processi che saltano e le scarcerazioni per decorrenza dei termini non c'è solo la burocrazia, ma talvolta anche l'inaccuratezza del magistrato. "Bisogna distinguere. Ci sono scarcerazioni dovute a gravi e colpevoli omissioni: e anche i magistrati, compresi i loro capi, ne devono rispondere. Ma in uno dei più recenti casi, l'imputato detenuto conosceva tutti gli atti notificatigli, uno dei suoi legali pure, e solo il secondo non aveva ricevuto per errore la notifica". Vero, ma finché questa è la normativa... "Certo, ma mentre fa scandalo l'errore (magari incolpevole) del magistrato, non fa scandalo che ormai tutti vivano immersi in una cultura insensibile al vero, e non si chiedano che senso abbia invocare un vizio formale al quale non è ricollegata la tutela di alcuna garanzia sostanziale". La sicurezza ha dominato la campagna elettorale, ed è probabile che il governo estenda a molti reati la custodia in carcere obbligatoria. Al netto di isterie, non è anche il segno di una sfiducia nelle prassi dei magistrati? "Norme troppo rigide creano sempre problemi perché la realtà è più complessa. Però è innegabile che, quando si fa cattivo uso della discrezionalità, questa venga tolta. Occorrerà verificare nel contempo la costituzionalità di nuove norme e la loro sostenibilità carceraria. Perché un paradosso, per onestà, va indicato. Ci si lamenta giustamente che il sistema sia lento e inefficace. Ma se funzionasse appena il 30% in più, non si saprebbe dove mettere i detenuti. Bisogna costruire nuove carceri, ma anche rivalutare la funzione rieducativa della pena attraverso il lavoro per abbattere la recidiva. Il carcere è un passaggio necessario, non può essere l'unica risposta dell'ordinamento". Ma tutti questi interventi costano. E soldi non ce n'è. "Costa avviare le riforme, ma costa molto di più non farle. Se la giustizia è risorsa scarsa, allora bisogna non sprecarla: durata e costi del processo vanno abbinati sviluppando una mentalità di gestione economica della giustizia". E se invece le priorità del governo fossero altre? Per esempio un'Alta Corte per il disciplinare dei magistrati? "Non abbiamo dogmi o tabù. L'attuale modello non è necessariamente l'unico, si possono pensare forme più efficaci. A patto che non violino surrettiziamente l'indipendenza dei magistrati". Le intercettazioni? "Il nostro sistema è già uno dei più garantiti in Europa. L'unico vero problema è la loro pubblicazione, e siamo favorevoli a una legislazione più restrittiva sul punto". Separazione pm-giudici? "Non la ricordo scritta in alcuno dei programmi elettorali delle coalizioni". Luigi Ferrarella lferrarella@corriere.it Dalla Sicilia in via Arenula Angelino Alfano, 38 anni, è nato a Sant'Angelo Muxaro (Agrigento), laureato in giurisprudenza alla Cattolica di Milano, avvocato, è il neo ministro della Giustizia.

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Se dietro lo sportello del Municipio gli asini hanno preso il comando (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-05-08 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Se dietro lo sportello del Municipio gli asini hanno preso il comando Caro Buccini, l'argomento, di per sè, non è tale da destare la preoccupazione dei romani in quanto si tratta solo di una modesta segnalazione di come, talvolta, alcuni responsabili della città siano approssimativi, superficiali e ... ignoranti. Recatomi nei giorni scorsi al XVI Municipio per rinnovare una carta di identità, ho notato che sul modulo fornito (a pagamento) dal Comune, alla voce "autorizzazione per i minori", era (ed è) riportato che è necessario "l'assenzo", con la zeta, del genitore. Ho fatto presente l'errore allo sportello ove erano in vendita i moduli, ma l'impiegata, forse seccata o non conscia dell'errore ortografico, ha risposto che lei non c'entrava e non poteva far nulla. Dal che devo presumere che continueranno a circolare dei moduli con errori che certamente sono sfuggiti, per negligenza o ignoranza, a chi avrebbe dovuto controllare i testi stampati prima della stampa e che, in buona sostanza, la tipografia capitolina è in mano a degli asini. Anche questo è un segnale della cura e della diligenza che i nostri amministratori riservano ai cittadini... Silvio Lanzano Caro Lanzano, si dice spesso che la burocrazia usi volutamente un gergo non intellegibile per ragioni di autotutela. è in fondo il motivo che sta dietro a ogni esoterismo: la preservazione della casta di iniziati tramite l'esclusione dei non iniziati dalla pura e semplice comprensione del discorso. Nella storia che lei ci racconta, mi pare, il passo è ancora più lungo: i sacerdoti di questa nuova casta adorano la divinità dell'ignoranza e, sdegnati,rifiutano qualsiasi intromissione nella loro liturgia. Tempi cupi. Grazie del sorriso che ci ha donato. gbuccini@rcs.it.

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Una diarchia che funzionerà solo con un delfino rinunciatario (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-08 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE L'analisi Una diarchia che funzionerà solo con un delfino rinunciatario di FRANCO VENTURINI Una scommessa contro la storia governa da oggi la Russia. Mai prima, dai tempi degli zar a quelli del postcomunismo, il potere di vertice era stato diviso tra il capo uscente e quello entrante, mai la successione alla guida dello Stato aveva fatto nascere una diarchia consensuale. Dmitrij Medvedev e Vladimir Putin, nei loro nuovi panni di presidente e di primo ministro, non sono soltanto i protagonisti di un esperimento di ingegneria politica possibile soltanto in un sistema semi-democratico come quello russo. Sono anche i gestori di una intesa che potrebbe diventare sfida, e che proprio per questo trasforma la Russia in un laboratorio pieno di incognite. Le apparenze, beninteso, sono idilliache. è stato l'onnipotente Vladimir Putin a scegliere il suo successore, è stato il fedele Dmitrij Medvedev a insistere sulla continuità anche quando, come ieri durante l'investitura, ha posto l'accento sulle libertà economiche e civili. Ma l'immagine del candidato-esecutore è una cosa, e la figura del presidente con ampi poteri costituzionali è cosa diversa. Alla lunga l'abito può fare il monaco, soprattutto al Cremlino. Non si spiega altrimenti l'impegno messo da Putin nel coprirsi le spalle: primo ministro, referente dei poteri forti (i principali ministeri e i servizi), ma anche capo del partito Russia Unita che controlla i due terzi della Duma. Così, se da un lato Medvedev può teoricamente licenziare Putin, dall'altro Putin può teoricamente far dichiarare il suo impeachment. E magari ripresentarsi candidato alla presidenza, senza violare il dettato costituzionale. Ipotesi di scuola è del tutto prematura, certo. è assai più probabile che nel futuro prossimo il tandem russo funzioni senza strappi, come programmato da quel Putin che già oggi si trasferisce nella Casa Bianca (la sede del governo). Ma nel medio e nel lungo periodo chiunque conosca la Russia terrà gli occhi puntati su Medvedev. Il giurista arrivato al Cremlino passando da Gazprom non appartiene alla tribù dei siloviki educati nel Kgb, e non dispone di una propria base di potere. Vorrà porvi rimedio, il neo presidente? Vorrà nominare i collaboratori diversi da quelli di Putin? Il primo nodo da sciogliere sarà proprio questo, e le caselle da sorvegliare riguardano, oltre alla potente burocrazia interna del Cremlino, anche la guida dei servizi di sicurezza. Ma il test fondamentale richiederà tempi più lunghi. Medvedev ha promesso di fare "davvero" la guerra alla corruzione, e ha detto di considerare inaccettabile la commistione tra incarichi istituzionali e presenze nei consigli d'amministrazione delle società. Se il nuovo presidente vorrà mettere in atto questo proposito, si urterà alle grandi ricchezze accumulate negli anni scorsi da politici, alti funzionari e rappresentanti dei siloviki. Dalla "base ", cioè, di Vladimir Putin. E lo scontro con il Premier diverrebbe inevitabile anche se Medvedev pretendesse di liberalizzare almeno i parte i media, o di toccare il docile ordine giudiziario, oppure ancora di scaricare sul governo, come è consuetudine, la responsabilità di problemi congiunturali quali l'incalzante inflazione. La diarchia, a conti fatti, funzionerà soltanto in due casi: se Medvedev si mostrerà obbediente e rinunciatario, oppure se la Russia modificherà la sua cultura e i suoi equilibri politici interni. Diverso è lo scenario che si disegna nella politica estera. L'immagine aperta e pragmatica di Medvedev ben si accorda con il desiderio, già mostrato dall'ultimissimo Putin, di cercare con l'Occidente il maggior numero possibile di compromessi. Per evitare l'isolamento, e per attirare i capitali di cui la Russia ha bisogno se vuole modernizzare, oltre al settore energetico, l'economia in generale. Molto dipenderà dal futuro presidente degli Usa, ma l'America per prima sbaglierebbe a sperare in un nuovo Eltsin: sulla difesa anti-balistica, sugli allargamenti della Nato, sulla stabilizzazione del Grande Medio Oriente, la Russia ha interessi nazionali consolidati che Dmitrij Medvedev non vorrà e non potrà disattendere. Almeno in questo la diarchia funzionerà. Anche se le due teste dell'aquila russa, abituate a guardare a est e a ovest, dovranno d'ora in poi dividersi tra Cremlino e Casa Bianca. La nuova targa presidenziale.

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Giustizia, l'Anm <chiama> Alfano: (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le toghe auspicano interventi contro la burocrazia e i vuoti di organico Giustizia, l'Anm "chiama" Alfano: "Disponibilità totale senza preclusioni" Il presidente dell'associazione magistrati al neoministro: decidere le priorità, noi pronti a collaborare MILANO "Disponibilità totale, senza preclusioni e senza volontà di contrasto, all'individuazione di seri interventi che almeno comincino a porre rimedio al disastro della giustizia ": ai primi 100 giorni del neoministro Alfano la manifesta l'Associazione nazionale magistrati, che però con il suo presidente Simone Luerti (come Alfano laureato alla Cattolica di Milano) avverte: "La giustizia è una delle funzioni primarie dello Stato, sarebbe incongruente uno Stato che non si curasse della giustizia ma si preoccupasse troppo e solo dei suoi magistrati". Cosa siete disposti, in chiave autocritica, a rivedere? "Anche la magistratura deve migliorare la risposta che offre ogni giorno alle esigenze di giustizia dei cittadini: responsabilità e professionalità devono qualificare l'indipendenza e il lavoro dei magistrati. Ma per aiutare questo percorso bisogna stabilire e affrontare alcune priorità". Già, ma cosa è priorità? "Una questione è vitale al Sud come al Nord: tornare a poter coprire gli organici di molte sedi disagiate con i magistrati di prima nomina". Ma una norma dell'ordinamento Mastella vieta loro per 4 anni di fare il pm o il giudice penale monocratico. "Questa norma troppo rigida va resa elastica per adattarsi alle necessità degli organici delle sedi disagiate. Poi è indispensabile colmare i vuoti nel personale amministrativo anche con nuovi concorsi. E' urgente rivedere la geografia giudiziaria, cioè la coerenza della distribuzione di Procure e Tribunali rispetto agli attuali volumi urbani, economici e "criminali". E poi, riformare il sistema delle notifiche per aumentare la funzionalità del servizio e abbatterne i costi". Notifiche ai legali via posta elettronica certificata? "Qui sarà fondamentale la collaborazione degli avvocati, che come categoria dovrebbero volersi fregiare di questo sigillo di professionalità". Però dietro i processi che saltano e le scarcerazioni per decorrenza dei termini non c'è solo la burocrazia, ma talvolta anche l'inaccuratezza del magistrato. "Bisogna distinguere. Ci sono scarcerazioni dovute a gravi e colpevoli omissioni: e anche i magistrati, compresi i loro capi, ne devono rispondere. Ma in uno dei più recenti casi, l'imputato detenuto conosceva tutti gli atti notificatigli, uno dei suoi legali pure, e solo il secondo non aveva ricevuto per errore la notifica". Vero, ma finché questa è la normativa... "Certo, ma mentre fa scandalo l'errore (magari incolpevole) del magistrato, non fa scandalo che ormai tutti vivano immersi in una cultura insensibile al vero, e non si chiedano che senso abbia invocare un vizio formale al quale non è ricollegata la tutela di alcuna garanzia sostanziale". La sicurezza ha dominato la campagna elettorale, ed è probabile che il governo estenda a molti reati la custodia in carcere obbligatoria. Al netto di isterie, non è anche il segno di una sfiducia nelle prassi dei magistrati? "Norme troppo rigide creano sempre problemi perché la realtà è più complessa. Però è innegabile che, quando si fa cattivo uso della discrezionalità, questa venga tolta. Occorrerà verificare nel contempo la costituzionalità di nuove norme e la loro sostenibilità carceraria. Perché un paradosso, per onestà, va indicato. Ci si lamenta giustamente che il sistema sia lento e inefficace. Ma se funzionasse appena il 30% in più, non si saprebbe dove mettere i detenuti. Bisogna costruire nuove carceri, ma anche rivalutare la funzione rieducativa della pena attraverso il lavoro per abbattere la recidiva. Il carcere è un passaggio necessario, non può essere l'unica risposta dell'ordinamento". Ma tutti questi interventi costano. E soldi non ce n'è. "Costa avviare le riforme, ma costa molto di più non farle. Se la giustizia è risorsa scarsa, allora bisogna non sprecarla: durata e costi del processo vanno abbinati sviluppando una mentalità di gestione economica della giustizia". E se invece le priorità del governo fossero altre? Per esempio un'Alta Corte per il disciplinare dei magistrati? "Non abbiamo dogmi o tabù. L'attuale modello non è necessariamente l'unico, si possono pensare forme più efficaci. A patto che non violino surrettiziamente l'indipendenza dei magistrati". Le intercettazioni? "Il nostro sistema è già uno dei più garantiti in Europa. L'unico vero problema è la loro pubblicazione, e siamo favorevoli a una legislazione più restrittiva sul punto". Separazione pm-giudici? "Non la ricordo scritta in alcuno dei programmi elettorali delle coalizioni". Luigi Ferrarella stampa |.

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Montezemolo: riforme (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA pag. 26 Montezemolo: riforme Il presidente di Confindustria: "Quattro anni duri di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PARLA dei suoi quattro anni "difficili e meravigliosi", Luca Cordero di Mentezemolo. Quattro anni alla guida degli industriali italiani significano ricordi, fatica fisica e mentale, successi e anche rimpianti per qualcosa che si lascia prima di vederla realizzare. Ma il bilancio finale è positivo e per chi verrà ? a Palazzo Chigi e non solo ? c'è l'agenda delle priorità da affrontare. Riforma dello Stato, innanzitutto, e della giustizia, dove abbiamo "un clamoroso problema di certezza della pena". E poi riduzione del peso fiscale sul costo del lavoro, riduzione della spesa pubblica improduttiva. Al primo posto c'è sempre la riforma del sistema contrattuale. E proprio mentre questo ragazzo di 60 anni ("mi sento giovane almeno per qualche altro mese") decideva che era tempo di consuntivi prima di passare il timone a Emma Marcegaglia, Cgil, Cisl e Uil ratificavano l'intesa sul nuovo modello. Un accordo che ora permetterà di aprire un confronto vero con gli imprenditori. "Finalmente, fa piacere chiudere il mandato con un fatto così importante", dice Montezemolo, che alla riforma ha iniziato a lavorare da subito. Ricorda quel primo incontro che organizzò con i tre segretari generali. "Vedevo che Epifani e Pezzotta si beccavano tra di loro, così uscii dalla stanza per lasciarli soli. Da fuori sentivo le loro urla. Epifani mi raggiunse e mi disse, non mi va di essere preso in giro. Da quel giorno il tema è stato tabù". Fino a ieri, appunto. "Prendo atto che il sindacato ha una posizione unitaria che tiene anche conto delle nostre richieste. Ci sono la durata triennale dei contratti, la consapevolezza dell'importanza del livello aziendale, le premesse per pagare di più chi lavora di più: è inaccettabile il divario tra salario percepito e salario pagato". Dunque si compiace per le promesse di Berlusconi: "Il progetto del Governo per molte cose è in linea con quanto chiediamo. Da anni vogliamo detassare gli satraordinari e i premi di di risultato, due misure coerenti con i problemi che ci affliggono: crescita e produttività". Un vero cruccio: "Non è possibile che l'Italia abbia una produzione negativa, non è possibile accettare di essere ultimi nella crescita". CIÒ CHE MONTEZEMOLO rimpiange è lo "slancio e la fiducia che si respiravano una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, deve abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché "ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori". Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono proseguire il loro "sforzo di reazione". MONTEZEMOLO non dimentica la situazione trovata a maggio del 2004, quando divenne presidente di Confindustria. Il Paese era a crescita zero, le esportazioni andavano male, la Fiat versava in una crisi drammatica. "Lo stesso giorno in cui fui nominato presidente ? ricorda ? morì Umberto Agnelli e non auguro al mio peggior nemico le mie prime due notti da presidente". E poi l'instabilità politica: tre governi in quattro anni, una campagna elettorale dietro l'altra. Ma nel frattempo la Confindustria ha battuto il record storico di iscrizioni (126.590, pari a + 9,1%), il sistema associativo è stato reso più trasparente e orientato al mercato, la squadra al comando è rimasta unita, (basti pensare al "risultato storico della quotazione del Sole24ore"), sono state realizzate 21 missioni all'estero coinvolgedo 7.300 aziende, gli imprenditori del Sud hanno cambiato mentalità. Il risultato è che l'Italia è ormai seconda come presenza sui mercati extra europei dopo la Germania, il nostro export è cresciuto del 35,5%, un tasso superiore a quello spagnolo. E IL FUTURO? Ancora trasparenza. perché se è stato "sbagliato e pericoloso" rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi ? "una gogna mediatica" ? lo Stato deve dire come spende le tasse che incassa: "Cinque ore e mezza delle otto di lavoro servono a mantenere il 48% del Paese". E va ridotto il debito pubblico, che costa 1.141 euro a cittadino, contro i 370 euro della Spagna. E poi regole. Principio che vale anche quando si parla di globalizzazione. "Le imprese non vogliono protezionismo, ma occorre reciprocità. Viva la concorrenza, ma con regole del gioco". E poi basta con "l'ingordigia" di banche a manager americani che hanno innescato una crisi finanziaria che danneggia anche "le nostre imprese che hanno creduto nel mercato". E il futuro di Montezemolo? Il suo ruolo di ambasciatore del made in Italy, certo, un po' come faceva l'Avvocato. Da settembre punta a "mettere insieme un think-tank che sia di supporto alla progettualità del paese su cui la società civile deve contribuire, come avviene negli Stati Uniti e in Gran Bretagna". E la Ferrari, la Fiat, la Luiss, il fondo Charme, l'Ntv. E chissà che altro ancora per chi dice ? citando Einstein ? "sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti...e io ho ancora sogni".

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Di OLIVIA POSANI ROMA PARLA dei suoi quattro anni <dif (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA & FINANZA pag. 27 di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PARLA dei suoi quattro anni "dif... di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PARLA dei suoi quattro anni "difficili e meravigliosi", Luca Cordero di Mentezemolo. Quattro anni alla guida degli industriali italiani significano ricordi, fatica fisica e mentale, successi e anche rimpianti per qualcosa che si lascia prima di vederla realizzare. Ma il bilancio finale è positivo e per chi verrà ? a Palazzo Chigi e non solo ? c'è l'agenda delle priorità da affrontare. Riforma dello Stato, innanzitutto, e della giustizia, dove abbiamo "un clamoroso problema di certezza della pena". E poi riduzione del peso fiscale sul costo del lavoro, riduzione della spesa pubblica improduttiva. Al primo posto c'è sempre la riforma del sistema contrattuale. E proprio mentre questo ragazzo di 60 anni ("mi sento giovane almeno per qualche altro mese") decideva che era tempo di consuntivi prima di passare il timone a Emma Marcegaglia, Cgil, Cisl e Uil ratificavano l'intesa sul nuovo modello. Un accordo che ora permetterà di aprire un confronto vero con gli imprenditori. "Finalmente, fa piacere chiudere il mandato con un fatto così importante", dice Montezemolo, che alla riforma ha iniziato a lavorare da subito. Ricorda quel primo incontro che organizzò con i tre segretari generali. "Vedevo che Epifani e Pezzotta si beccavano tra di loro, così uscii dalla stanza per lasciarli soli. Da fuori sentivo le loro urla. Epifani mi raggiunse e mi disse, non mi va di essere preso in giro. Da quel giorno il tema è stato tabù". Fino a ieri, appunto. "Prendo atto che il sindacato ha una posizione unitaria che tiene anche conto delle nostre richieste. Ci sono la durata triennale dei contratti, la consapevolezza dell'importanza del livello aziendale, le premesse per pagare di più chi lavora di più: è inaccettabile il divario tra salario percepito e salario pagato". Dunque si compiace per le promesse di Berlusconi: "Il progetto del Governo per molte cose è in linea con quanto chiediamo. Da anni vogliamo detassare gli satraordinari e i premi di di risultato, due misure coerenti con i problemi che ci affliggono: crescita e produttività". Un vero cruccio: "Non è possibile che l'Italia abbia una produzione negativa, non è possibile accettare di essere ultimi nella crescita". CIÒ CHE MONTEZEMOLO rimpiange è lo "slancio e la fiducia che si respiravano una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, deve abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché "ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori". Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono proseguire il loro "sforzo di reazione". MONTEZEMOLO non dimentica la situazione trovata a maggio del 2004, quando divenne presidente di Confindustria. Il Paese era a crescita zero, le esportazioni andavano male, la Fiat versava in una crisi drammatica. "Lo stesso giorno in cui fui nominato presidente ? ricorda ? morì Umberto Agnelli e non auguro al mio peggior nemico le mie prime due notti da presidente". E poi l'instabilità politica: tre governi in quattro anni, una campagna elettorale dietro l'altra. Ma nel frattempo la Confindustria ha battuto il record storico di iscrizioni (126.590, pari a + 9,1%), il sistema associativo è stato reso più trasparente e orientato al mercato, la squadra al comando è rimasta unita, (basti pensare al "risultato storico della quotazione del Sole24ore"), sono state realizzate 21 missioni all'estero coinvolgedo 7.300 aziende, gli imprenditori del Sud hanno cambiato mentalità. Il risultato è che l'Italia è ormai seconda come presenza sui mercati extra europei dopo la Germania, il nostro export è cresciuto del 35,5%, un tasso superiore a quello spagnolo. E IL FUTURO? Ancora trasparenza. perché se è stato "sbagliato e pericoloso" rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi ? "una gogna mediatica" ? lo Stato deve dire come spende le tasse che incassa: "Cinque ore e mezza delle otto di lavoro servono a mantenere il 48% del Paese". E va ridotto il debito pubblico, che costa 1.141 euro a cittadino, contro i 370 euro della Spagna. E poi regole. Principio che vale anche quando si parla di globalizzazione. "Le imprese non vogliono protezionismo, ma occorre reciprocità. Viva la concorrenza, ma con regole del gioco". E poi basta con "l'ingordigia" di banche a manager americani che hanno innescato una crisi finanziaria che danneggia anche "le nostre imprese che hanno creduto nel mercato". E il futuro di Montezemolo? Il suo ruolo di ambasciatore del made in Italy, certo, un po' come faceva l'Avvocato. Da settembre punta a "mettere insieme un think-tank che sia di supporto alla progettualità del paese su cui la società civile deve contribuire, come avviene negli Stati Uniti e in Gran Bretagna". E la Ferrari, la Fiat, la Luiss, il fondo Charme, l'Ntv. E chissà che altro ancora per chi dice ? citando Einstein ? "sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti...e io ho ancora sogni".

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Expo, Penati contrario allo stop al Tar proposto dalla Moratti (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MILANO ATTUALITA' pag. 3 Expo, Penati contrario allo stop al Tar proposto dalla Moratti OPERE MINACCIATE DAI RICORSI ? MILANO ? SULLA BARRICATA di centrodestra figura attestata Letizia Moratti, che, nelle vesti di commissario straordinario sull'Expo 2015, chiede al Governo di varare un decreto finalizzato a neutralizzare l'accoglimento da parte del Tar di ricorsi contro la realizzazione delle opere legate all'evento. Sulla trincea di centrosinistra, invece, s'è posizionato Filippo Penati, che, pur riconoscendo l'esigenza di una corsia preferenziale per la trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà delle infrastrutture connesse alla manifestazione, proprio non riesce a digerire un eventuale bypassamento della magistratura amministrativa. Morale? Continua la guerra fredda che il sindaco e il presidente della Provincia combattono sotto traccia dal 31 marzo scorso. La data, cioè, dell'assegnazione a Milano dell'Expo da parte del Bureau international des expositions. E per scatenare l'ennesima controffensiva di Penati è bastato che, ieri, la Moratti, nell'ambito di un più ampio ragionamento sullo status giuridico (agenzia o società?) della new-eco deputata a gestire l'organizzazione dell'evento, accennasse all'urgenza di un provvedimento ammazza sospensive del Tar. Il fuoco di sbarramento dell'inquilino di Palazzo Isimbardi non s'è fatto, infatti, attendere troppo. "CREDO che debbano essere date delle garanzie per realizzare le opere necessarie entro il 2014 perché nel 2015 bisogna far partire tutto - ha scandito. del resto, l'ex sindaco della Stalingrado d'Italia a margine della presentazione in Via Vivaio del Palio di Legnano -. Ma deve essere anche fornita la sicurezza che la velocità si abbini alla trasparenza e alla correttezza delle procedure. Il nostro impegno consiste in questo: assicurare che la burocrazia non impedisca il rispetto della tempistica nella realizzazione delle opere ma senza rinunciare alla correttezza e alla trasparenza". Libera traduzione dal "penatese": "La Provincia, preoccupata di difendere le prerogative dei ricorrenti al Tar, è contraria a qualsivoglia decreto del Governo". QUANTO al sindaco... La Moratti, come anticipato, ha concentrato le sue esternazioni sulla new-eco di gestione della manifestazione. "Sullo status giuridico del nuovo soggetto stanno lavorando i tecnici - ha dichiarato il primo cittadino -. L'importante è mettere in atto alcuni modelli sperimentati e superare le criticità. Non dobbiamo inventare nulla perché tutto è già scritto nelle oltre mille pagine del dossier Expo". Corrado Dragotto Image: 20080508/foto/1861.jpg.

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Meno burocrazia, più bilinguismo (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le BÜrgerListeCiviche presentano il programma. Andrà votata l'alleanza con i Verdi "Meno burocrazia, più bilinguismo" BOLZANO. Il primo programma per le provinciali è quello presentato ieri dalle BÜrgerListeCiviche, la cui alleanza con i Verdi è probabile ma l'approvazione è prevista per il mese prossimo. "Anche nella coalizione con i Verdi le civiche hanno una loro fisionomia", riassume Elda Letrari, portavoce con Hans Rieder. Tre i punti del programma. Primo: "Difesa del potere d'acquisto, della qualità della vita, della certezza del diritto (e della pena), delle pari opportunità per tutte e per tutti, secondo i principi, sempre più calpestati anche in Sudtirolo, della solidarietà e della sussidiarietà". Secondo tema: "Gestione più attenta, trasparente e sostenibile dei nostri soldi pubblici e più in generale di tutte le risorse energetiche, paesaggistiche, del buon vivere, umane. La Provincia non deve essere la replica dello Stato centralista". E ancora, "BÜrgerListeCiviche è per una società sudtirolese aperta e pluralista". Terzo punto: "Orgogliosa rivalutazione del plurilinguismo, il vantaggio competitivo più forte ma sottovalutato della nostra provincia". Le civiche riuniranno il 7 giugno l'assemblea provinciale per il voto sull'accordo con i Verdi e la lista. I candidati delle civiche saranno 12 o 14 e verranno scelti nei prossimi giorni dai circondari.

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Mattanza in vista, anche con il gps (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tonnare in fermento a Portoscuso, Gonnesa e Carloforte Mattanza in vista, anche con il Gps Pescatori pronti ma ci sono ancora i ritardi regionali sulle concessioni Ma gli uffici marittimi della zona hanno avuto disposizioni precise per la verifica tecnica sulle distanze tra le reti di Su Pranu e Sulcitane che vogliono lavorare a Capo Altano CARLOFORTE. Con l'arrivo di maggio, è entrata in piena operatività l'attività delle tonnare fisse nelle acque del Sulcis. In pesca ormai da giorni, la prima tonnara pronta a mattanzare è quella dell'Isola Piana, calata di fronte alle Tacche Bianche. Agli ordini del rais Luigi Biggio, la prima battuta di pesca è imminente, considerando le prede che, da qualche tempo, stanno nuotando dentro le camere principali dell'isola, come viene chiamato il rettangolo di camere, poste da levante a ponente, che si chiudono con la fatale camera della morte. Ma le polemiche sono ancora vive. Il fermento riscontrato in mare, oltre che dai diversi tonni e pesci spada immagliati nelle reti della tonnara e portati a terra, è evidenziato dalle numerose "mangianze" avvistate non distanti dalla costa, che vedono la superficie marina letteralmente "ribollire", col pesce azzurro inseguito selvaggiamente da voraci predatori, tra cui il tonno rosso. E' da pochi giorni in pesca anche la tonnara di Portoscuso, calata di fronte a Capo Altano, che ha già catturato alcuni tonni intrappolati nelle reti, il cui calamento in mare è stato completato dai tonnarotti della Consociazione Tonnare Sarde, ente consortile tra le società Piam (per Isola Piana) e Su Pranu (per Portoscuso). Con le vicende della concessione per gli anni a venire ancora da definire, tra le due richiedenti Su Pranu e Tonnare Sulcitane, dalla Regione è giunto un dispaccio ufficiale, che riguarda la distanza minima tra la tonnara di Portoscuso e quella di Porto Paglia. La Direzione generale del servizio pesca, ha effettuato rilievi sul campo in merito al posizionamento delle due tonnare, insieme a Circomare Portoscuso, utilizzando la tecnica col gps differenziale dalla strada litoranea dalla quale entrambi gli impianti sono ben visibili, oltrechè dal mare, direttamente sui punti di pesca. I risultati, hanno evidenziato collocazioni differenti di entrambe le tonnare rispetto a quelle richieste ed accordate dalla Regione, ma mentre la tonnara di Capo Altano rientra nei margini di tolleranza, quella di Porto Paglia risulta essere in posizione diversa rispetto a quella assegnata, risultando inferiore alle tre miglia dall'altra. In base a tale sconfinamento, la Regione ha invitato la Tonnare Sulcitane a rispettare la posizione assegnata e Circomare Portoscuso a provvedere di conseguenza. Ma i gps regionali, ieri mattina sono intervenuti anche sulla tonnara dell'Isola Piana, per rilevare correttamente la posizione dell'impianto calato di fronte alle Tacche Bianche. Da Cagliari, sembra vogliano vederci molto chiaro sulle tonnare sarde, anche se su una, quella di Cala Vinagra, non c'è stata ancora nessuna pronuncia, in merito all'assegnazione della nuova concessione di pesca. A questo punto, tale ritardo rischia di essere fatale per i tonnarotti carlofortini, pronti a calare le reti e quotidianamente al lavoro. Forse per la gloria, in quanto, all'otto maggio, senza reti in mare, i tonni rossi finiranno per divenire una chimera beffarda per chi ci ha creduto, fino all'ultimo, nel calare la tonnara. Mettendo sotto contratto molti ragazzi, in attesa di un'autorizzazione regionale che ancora non c'è. Dalla Regione, si sono presi tutto il tempo necessario per poter decidere l'assegnazione tra i principali richiedenti (Pescalltur di Calasetta e Dio Padre di Carloforte), non considerando, tuttavia, che i tonni di corsa non attendono una firma, e neanche i tonnarotti, che devono organizzare per tempo e con certezza la stagione di pesca, evitando di incappare nelle peggiori reti, ma quelle della burocrazia.

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<ALTRO CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del Comune è (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIETRASANTA pag. 18 "ALTRO CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del Comune è... "ALTRO CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del Comune è un'autentica impresa: perché non vengono realizzati dei manifesti informativi per rendere ai cittadini meno tortuoso questo peregrinare?". E' l'interrogativo carico di smarrimento della cittadina Viviana Francesconi, che ha deciso di inviare una lettera aperta indirizzata al Comune dopo l'odissea vissuta in prima persona e le analoghe testimonianze di altri suoi concittadini. "A Pietrasanta una volta c'era un Comune, edificio a cui ognuno poteva far riferimento per sbrigare le varie necessità burocratiche. Oggi, invece, gli uffici sono stati smembrati e dislocati in maniera caotica e disorganizzata in diversi edifici. L'ufficio casa è stato spostato nella palazzina dei vigili urbani, la ragioneria ora è all'interno dell'ex-ospedale, mentre l'ufficio prevenzione è raggiungibile addentrandosi nel retro dello stesso 'Lucchesi', per non parlare del centro riabilitazione, privo di cartelli e situato lungo la salita di via Capriglia". SONO BASTATE poche settimane, pertanto, per far infuriare i cittadini, che si sentono "spaesati e affidati alla sorte quando c'è da chiedere un'informazione". La richiesta di Francesconi è che venga posto rimedio con piccoli e poco costosi accorgimenti. "Il vecchio municipio è rimasto in piazza Matteotti, semivuoto, quasi triste perché senza 'potere'. Possibile non vengano stampati dei depliants per indicare i nuovi uffici e gli orari di apertura al pubblico? Sono manifesti semplici da realizzare, senza troppe pretese: l'importante è aiutare i cittadini, non solo gli anziani, a districarsi tra i meandri della burocrazia". D.M.

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Rifiuti abbandonati, l'opposizione attacca (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nazionale Rifiuti abbandonati, l'opposizione attacca "Troppo degrado sul territorio". Garlaschelli: "E' colpa dell'inciviltà" CERTOSA. Problema rifiuti, opposizione e Pdl all'attacco del sindaco. Massimo Zucca (Di più per Certosa) e Massimiliano Cozzi (Forza Italia) accusano Bruno Garlaschelli non solo di non aver preso provvedimenti per contrastare l'abbandono di sacchetti davanti ai contenitori per la raccolta differenziata, ma di non aver dato neppure risposta all'istanza presentata dalla minoranza. "E la situazione non è cambiata - dicono i due, che hanno scritto una nuova lettera al sindaco di Certosa proprio per stigmatizzare il suo comportamento -. I cittadini sono costantemente esposti ad un disservizio che, oltre a non permettere lo smaltimento, crea degrado e abbruttimento del territorio. Se la colpa è di pochi maleducati, allora è dovere dell'amministrazione vigilare meglio per prevenire i comportamenti incivili". Ce n'è anche per il piazzale della Certosa. Dove, secondo Zucca e Cozzi, "compaiono da tempo erbacce incolte". "E' ora di intervenire in maniera risolutiva, non con palliativi accompagnati dall'abitudine di scaricare le colpe sulla burocrazia o su altri enti" concludono i due. Bruno Garlaschelli, però, ha le idee chiare in merito. "Il gioco ormai è evidente - sibila il sindaco -. Non perdono occasione per attacchi quasi quotidiani colpendo su due fronti: uno è quello dell'opposizione, l'altro è quello di Forza Italia, o Pdl. Insomma, l'obiettivo elettorale è sin troppo chiaro. In ogni caso - risponde Garlaschelli - a Certosa la raccolta differenziata viene fatta 3 volte a settimana. Non mi risulta che in altri Comuni passino più volte. Anzi, magari meno. E allora, ribadisco, il sacchetto abbandonato fuori dai cassonetti è un problema di educazione e civiltà dei singoli". "L'erba sul piazzale della Certosa? Qui davvero rasentiamo il ridicolo - conclude -. Chiunque può constatare che non è vero. Viene tagliata sette volte all'anno, oltre a quando c'è il mercatino. In primavera è chiaro che magari cresce più che in altre stagioni. Ma non mi sembra davvero si possa parlare di erbacce. Non sanno davvero più cosa inventare per criticare l'amministrazione".(g.s.).

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Confartigianato contro le regole sui subappalti: <Scartoffie inutili> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMO E PROVINCIA pag. 4 Confartigianato contro le regole sui subappalti: "Scartoffie inutili" IL PRESIDENTE CORNELIO CETTI CHIEDE AI PARLAMENTARI LOCALI DI MOBILITARSI PER LA MODIFICA DEL DECRETO ? COMO ? "ENNESIMO attacco alla piccola impresa". Non lesina le critiche il presidente di Confartigianato Como, Cornelio Cetti, nei confronti del decreto ministeriale 74 del febbraio 2008, entrato in vigore a inizio mese, che ridisegna la mole di documenti che le aziende artigiane in edilizia devono produrre quando subappaltano dei lavori. Un ritocco che "mette pesantemente a disagio le nostre imprese visto che aumentano a dismisura le scartoffie che siamo costretti a produrre in questi casi: dalla quantificazione esatta dei materiali utilizzati in un cantiere, che si parli del cemento o del numero di mattoni, sino ai minuti precisi che ogni operaio ha lavorato. Se questo decreto continuerà a restare in vigore un'azienda artigiana con cinque dipendenti dovrà assumerne altri dieci per gestire l'amministrazione e questo è impensabile". COSÌ IERI CETTI - presidente di Confartiginato in una provincia dove le piccole imprese danno lavoro a 43.000 addetti distribuiti su un totale di 17.844 imprese, ossia il 39,54% del totale delle 43.000 aziende di Como, di cui oltre 7.000 operano nel settore delle costruzioni - ha contattato i vertici nazionali della categoria chiedendo di sollecitare il Governo alla modifica del decreto. "Si tratta solo di burocrazia inutile - tuona - se è pur vero che è estremamente importante che le imprese coinvolte in contratti d'appalto o di subappalto siano in regola con le disposizioni in materia previdenziale, assistenziale, erariale e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, la strada imboccata non è quella percorribile. Chiedo quindi un intervento immediato ai parlamentari comaschi per fare in modo che queste disposizioni siano modificate e si attivino altre procedure per la verifica della regolarità del modo di operare delle aziende, altrimenti saremmo ancora una volta schiacciati dalla burocrazia". C.Cat.

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Montezemolo, tra passato e futuro, commenta la "svolta" della Triplice (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Accolte alcune richieste degli industriali Olivia Posani Roma In vena di parlare, ieri, dei suoi quattro anni "difficili e meravigliosi", Luca Cordero di Mentezemolo. Quattro anni alla guida degli industriali italiani significano ricordi, fatica fisica e mentale, successi e anche rimpianti per qualcosa che si lascia prima di vederla realizzare. Ma il bilancio finale è positivo e per chi verrà (a Palazzo Chigi e non solo) c'è l'agenda delle priorità da affrontare. Riforma dello Stato, innanzitutto, e della giustizia, dove abbiamo "un clamoroso problema di certezza della pena". E poi riduzione del peso fiscale sul costo del lavoro, riduzione della spesa pubblica improduttiva. In realtà al primo posto, finora, c'era la riforma del sistema contrattuale. Ma proprio mentre questo ragazzo di 60 anni ("Mi sento giovane almeno per qualche altro mese") decideva che era tempo di consuntivi prima di passare il timone a Emma Marcegaglia, le segreterie unitarie di Cgil-Cisl-Uil ratificavano l'intesa sul nuovo modello. Accordo che permetterà di aprire un confronto vero con gli imprenditori. "Prendo atto ha commentato Montezemolo che il sindacato ha una posizione unitaria che tiene anche conto delle nostre richieste. Ci sono la durata triennale dei contratti, la consapevolezza dell'importanza del livello aziendale, le premesse per pagare di più chi lavora di più: è inaccettabile il divario tra salario percepito e salario pagato". E si compiace per le promesse di Berlusconi "su detassazione di straordinari e premi di di risultato". Ciò che Montezemolo rimpiange è la "fiducia che si respirava una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, abbattere i costi del trasporto e della burocrazia.

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<Scadono i permessi, niente rinnovi per le aziende nella golena del Po> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

GUASTALLA pag. 14 "Scadono i permessi, niente rinnovi per le aziende nella golena del Po" BORETTO ? BORETTO ? LIBERARE la zona golenale di Boretto da ogni attività industriale, restituendola all'ambiente. Lo chiede il consigliere comunale borettese Gioanna Spigardi, che ha presentato un esposto a Prefetto, Ministero dell'Ambiente, Aipo e Autorità di Bacino per segnalare che entro fine maggio scadranno le autorizzazioni per varie attività fra cui il recupero e riciclo di rifiuti speciali non pericolosi (mattoni, rocce, cemento, scorie di acciaierie?) ora presenti in golena. "L'Autorità di bacino, nel 2003, ha stabilito ? spiega la Spigardi ? che i rinnovi non sono più possibili: ha ben chiarito che i rinnovi potevano essere concessi per un periodo non superiore ai cinque anni. E che "scaduti i termini l'attività andrà delocalizzata in apposita area individuata al di fuori delle fasce fluviali". Chiaro, no?". Ed il Corpo forestale dello Stato, nel 2006, aveva segnalato come quell'area di golena, in cui sono presenti impianti industriali, "ricade in zona di particolare interesse naturalistico, ambientale e paesaggistico". Ma la Spigardi teme una soluzione ben diversa. "Non vorrei ? aggiunge ? che la mancanza di fondi per le delocalizzazioni, per lo spostamento di queste attività, possa costituire l'ennesimo pretesto per lasciare le cose come stanno. Non vorrei che si riproponesse la solita catena dei rinnovi fra deroghe e burocrazie varie". Gioanna Spigardi parla inoltre di "dilagante devastazione della golena". E ricorda come fra il 2003 ed il 2004 "si siano ingigantiti i mucchi neri delle scorie di altiforni e chi transita sull'argine deve attraversare nuvoloni di polvere". a.le. Image: 20080508/foto/8120.jpg.

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Moratti, la sfida dei superpoteri - giuseppina piano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Milano Da qui all'autunno si gioca la battaglia sull'agenzia che amministrerà fondi e contratti per l'evento: al di là del proclamato "gioco di squadra" Provincia e Regione temono di essere relegate in secondo piano Moratti, la sfida dei superpoteri In vista del 2015 c'è la gestione di grandi opere per 15 miliardi Nella partita spunta un prezioso alleato, il premier Berlusconi incontrato durante un blitz a Roma subito dopo le elezioni Il commissario straordinario potrebbe avere l'ultima parola su Brebemi, Pedemontana, nuove linee del metrò e ferrovie GIUSEPPINA PIANO (segue dalla prima di Milano) Il sindaco-commissario straordinario per l'Expo potrebbe diventare un Re Sole su qualcosa come 15 miliardi di euro, se alla fine i poteri speciali per l'Esposizione universale del 2015 non si limitassero all'Esposizione, come era da sempre previsto. Ma si allargassero anche a tutte le nuove infrastrutture sempre attese in Lombardia, autostrade e ferrovie, bretelle per Malpensa e metropolitane. Lei ci spera, temono a questo punto in Regione come in Provincia. E in Berlusconi, incontrato con un blitz a Roma subito dopo le elezioni, avrebbe già trovato l'alleato più solido per arrivarci. Sette anni al 2015. Pochi per realizzare 15 miliardi di opere. Un niente per definire pesi e forze: da qui all'autunno si giocherà la battaglia campale, perché dietro al sempre ripetuto "gioco di squadra" ci sono Comune, Provincia e Regione che giocano (anche) ognuno per sé. E ci sono un Roberto Formigoni e un Filippo Penati che di certo non possono vedere di buon occhio un super-sindaco. E così, in queste ore, ci si posiziona. Prendi Palazzo Isimbardi. Il presidente provinciale Penati aveva dato un chiaro altolà, distillando che "in un Consiglio d'amministrazione di una società che deve gestire esclusivamente fondi provenienti dallo Stato, la presenza dei privati la crederei singolare". Deve aver fatto, più avanti, un salto sulla sedia scoprendo che nella società-Expo che sta immaginando Letizia Moratti un cda non è proprio previsto. Solo un amministratore delegato, che poi sarà Paolo Glisenti, ovvero il braccio destro del sindaco. E gli altri giocatori della squadra? Nel Consiglio di sorveglianza, che però avrebbe poteri operativi inferiori a un cda. Tecnicismi? Non proprio. Il risiko, insediato Berlusconi a Palazzo Chigi, adesso può cominciare. Su due fronti. E, sembra ormai di capire a questo punto, in due tempi. Primo: c'è da mettere in piedi la newco speciale che gestirà fondi e opere dedicate espressamente all'Expo (4,1 miliardi, tra area espositiva a Rho-Pero e organizzazione e gestione dell'evento), è ormai chiaro che sarà una società unica e non una holding, ma resta da vedere se azienda pubblica di diritto privato o un'Agenzia speciale come a Torino per le Olimpiadi. Entro giugno questa partita sarà chiusa. Basterà un decreto legge. Ma sarà solo, appunto, il primo tempo del risiko. Letizia Moratti glissa: "Quale sarà lo strumento, agenzia o società, realizzerà il programma inserito nel dossier di candidatura". La cosa che conta, dichiara il sindaco, è che si trovi un "modello in grado di realizzare nei tempi stabiliti l'evento nel migliore dei modi possibili". Vero. Ma vero anche che sarà lei il demiurgo con poteri da zarina. Lei sarà presidente del Comitato di programmazione Expo, quello che darà gli indirizzi, lo spazio formale del gioco di squadra, con Comune, Regione, Provincia, governo, Camera di commercio, Fiera. Lei, tanto più, sarà il manovratore della società che gestirà davvero la realizzazione delle opere e dell'evento, con il fidatissimo Glisenti amministratore delegato. E soprattutto, lei sarà commissario straordinario. Ed è qui che arriva il secondo, e ancora più importante, round della partita fissato per l'autunno: la definizione dei confini dei poteri speciali che verranno conferiti al sindaco-commissario, con una legge speciale sul modello delle Olimpiadi di Torino. Poteri che dovranno evitare le secche della burocrazia sul fronte urbanistica e grandi opere. Ma anche una giurisdizione sulle scelte davvero notevole. Saltando pareri di questo e di quello, velocizzando appalti, inserendo tempi stretti entro cui tutti i soggetti interessati devono esprimersi e se non ce la fanno pazienza, limitando i passaggi in consiglio comunale, introducendo il già annunciato giro di vite nei ricorsi al Tar (con una moratoria sulle sospensive). Superpoteri, appunto. Che finora si prevedevano sulle opere per l'Expo. Che adesso, tremano sia Formigoni in Regione che Penati in Provincia, potrebbero estendersi a tutti quegli 11 miliardi di euro di Brebemi, Pedemontana, nuovi metrò, nuovi collegamenti ferroviari, che erano previsti indipendentemente dall'Esposizione universale. Ma che a questo punto dovranno necessariamente essere accelerati per essere pronti nel 2015.

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Corsa per il rettore spadolini in campo "troppa burocrazia cambiamo l'ateneo" - wanda valli a pagina ix (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Genova Medicina, Torre nuovo preside Deferrari vince la prima partita Corsa per il rettore Spadolini in campo "Troppa burocrazia cambiamo l'ateneo" WANDA VALLI A PAGINA IX SEGUE A PAGINA IX.

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Di IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Gi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA EMPOLI pag. 4 di IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Gi... di IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Giacomo e Concetta, figlio e moglie di Carmelo Spataro, il 70enne di Castelfiorentino che da 15 anni vive in stato di coma vegetativo nella sua abitazione in via Chianesi. Dopo l'incontro con il sindaco Laura Cantini, che a sua volta ha sollecitato la Società della Salute, la famiglia Spataro si è vista assegnare un contributo economico per potersi permettere un assistente sociale per le ore mattutine, 5 giorni su 7. "Per noi è sicuramente un grosso aiuto ? spiega Giacomo ? In questo modo posso tornare a lavorare almeno part time e mia madre si trova allergerita dalla grossa mole di lavoro a cui ogni giorno è sottoposta". Giacomo, 38 anni non vedente dalla nascita, prima dell'incidente del padre caduto da un'impalcatura il 21 luglio 1994 mentre era a lavoro in cantiere edile, svolgeva la professione di fisioterapista che poi dovette abbandonare per accudire il genitore a tempo pieno. Per alcuni anni gli Spataro sono andati avanti con le loro forze, provvedendo a Carmelo con la sua indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità di Giacomo. Le cure, le medicine e tutto ciò che occorre ad una persona in coma vegetativo (un letto e una sedia 'speciali', pannoloni, cuscini antidecubito, cannelli per l'alimentazione, garze ecc) costano cari e anche le forze dei familiari, nel tempo, sono venute meno. Da qui la decisione di chiedere un aiuto concreto e, nello specifico, l'applicazione della legge 162 del 1998, che in questi casi prevede l'assistenza 24 ore su 24. "Il contributo che abbiamo avuto ci dà un po' di sollievo, ma non risolve la nostra situazione ? continua Giacomo ? Ho intenzione di arrivare fino in fondo: l'obiettivo è che la Regione riconosca a mio padre il diritto ad un'assistenza totale. Il momento più critico per noi rimane la notte: io e mia madre dobbiamo trascorrerla svegli, stando attenti che a babbo non prendano crisi respiratorie che lo farebbero soffocare". Mentre da anni i 'suoi cari' stanno combattendo una battaglia contro la burocrazia, per Carmelo colorito roseo e sguardo sereno, il tempo sembra essersi fermato. L'affetto e l'amore della moglie e del figlio dà i suoi buoni frutti.

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Il pd dopo il voto per tullo segretario c'è la riconferma (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Genova Oggi l'assemblea costituente ligure Il Pd dopo il voto per Tullo segretario c'è la riconferma Riunioni, richieste, aperture di credito, critiche: si sentirà questo e altro oggi pomeriggio all'Assemblea costituente ligure del Pd che si riunisce per la prima volta, dopo la sconfitta elettorale che, sia pure per poco, ha coinvolto anche la Liguria. All'ordine del giorno c'è l'analisi del voto, il vero problema è decidere se lasciare o meno Mario Tullo, neo eletto alla camera, a fare il segretario ligure. E se sì, fino a quando. Intanto Tullo si prepara a andare a rappresentare la Liguria nella riunione di domani a Milano, dei segretari del Nord, dopo aver partecipato, a Roma a quella di tutti i segretari regionali con Walter Veltroni. Alla vigilia dell'Assemblea, le minacce sembrano rientrate. Almeno per il momento. Si sa che scalpitava il gruppo di Massimiliano Costa e del neo eletto senatore Claudio Gustavino ancora capogruppo in Regione. Ma Sergio "Pippo" Rossetti tranquillizza e precisa: " Credo che Tullo rimarrà, almeno per ora. Io? non mi sono mai candidato né alla segreteria regionale né a quella provinciale". Ma c'è un ma, che Rossetti ricorda: "Il 13 settembre negli uffici del vice presidente Costa si decise che su cinque federazioni, due, Genova e Savona, sarebbero andate agli ex margheriti. Non è successo, è roba del passato guardare alle appartenenze, e allora il problema vero è che cosa andiamo a dire alla gente del Nord che non ne può più di burocrazia, di lavoro che manca". Intanto sono girati, molti nomi di candidati alternativi, uno è quello dell'ex sindaco della Spezia, e ex segretario Ds, Giorgio Pagano, non iscritto al Pd, precisano, ma gradito a molti. Un'altra "nomination" è andata a Lorenzo Forcieri, il re rosso di Sarzana, ex sottosegretario. Lui, però, a quanto pare, potrebbe essere un candidato alle Europee, se non sceglie un incarico operativo al porto della Spezia. Voci. Un'altra segnala che Graziano Mazzarello, ex senatore, pensa che Tullo vada bene, e per il dopo, immagina una segreteria guidata da un giovane e con un ruolo di saggio, per lui. Di sicuro c'è che Mario Tullo può contare sull'appoggio di Claudio Burlando e Marta Vincenzi, e su quello degli altri segretari provinciali. Come a dire una candidatura blindata. Fino a quando? Fino al congresso del Pd, purché non slitti al 2009. Lo stesso Tullo dirà che, anche se lo Statuto non ritiene incompatibili i due incarichi, non ha intenzione di restare alla segreteria regionale per troppo tempo. E proporrà alcuni aggiustamenti, come una direzione più ampia, pronto anche a rintuzzare le critiche, previste, sulle candidature romane: alla Camera il Pd è aumentato di 8 punti, al Senato di 3. Per far pesare il fatto che sotto la sua gestione il Pd della Liguria ha lavorato e molto, circoli aperti, statuto approvato, mentre altre regioni sono molto più indietro. E dopo di lui? Questo è il problema. (w. v.).

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Università, benedetta va alla guerra - wanda valli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XI - Genova Università, Benedetta va alla guerra La sfida della Spadolini: "Questo ateneo merita almeno un confronto" "Non temo calunnie e insinuazioni, mio zio è stato premier" WANDA VALLI E così, Benedetta Spadolini, va alla guerra. O meglio alla disfida del rettore che dovrà essere eletto il 18 giugno. Va alla disfida, la preside di Architettura con la serenità di chi, nipote di tanto zio, Giovanni, che fu anche presidente del Consiglio, sa che gli ostacoli sono molti. Come le maldicenze. Come i malumori per un ateneo in ripiegamento mentre potrebbe e dovrebbe, spiega lei, rilanciarsi. Il suo Rettore-pensiero da ieri sera è in rete. Descrive un'Università che dovrebbe preservare gli antichi valori ma aprirsi al territorio, far valere la propria voce con le istituzioni, aiutare i dipartimenti, riorganizzare tutta la parte urbanistica. E soprattutto, semplificare, togliere burocrazia, attirare nuovi studenti. Con una gestione collegiale. Professoressa Spadolini, bell'impresa la sua. Sempre convinta? "Il nostro Ateneo merita almeno un confronto, non è pensabile avere una sola voce. La mia è una candidatura di servizio, sono serena, non temo calunnie, attacchi, insinuazioni, mio zio è stato anche presidente del Consiglio, a certe cose, in momenti del genere, siamo abituati". Allora, che cosa fare subito per risollevare l'Ateneo? "Serve una semplificazione nella vita degli studenti, dalle aule ai servizi che offriamo, senza viziarli, però. Serve togliere la burocrazia là dove è possibile per migliorare la vita di tutti. E una "governance", una gestione, partecipata". Partiamo dalla gestione. "Abbiamo un' Accademia ricca di esperti, la mia idea è creare un albo di queste persone, su segnalazione delle singole facoltà e dei dipartimenti, per poi delegare loro le diverse questioni tecniche". Il problema principale resta quello edilizio? "Certo. Intanto la situazione finanziaria è molto meno grave di quanto non sia apparsa, e comunque, finora, la partita urbanistica è stata gestita per parti, nessuno è riuscito a avere una visione globale. Serve un monitoraggio a 360 gradi del patrimonio, non è un caso se stiamo completando solo adesso la mappatura, che ci permetterà di sapere che cosa possediamo, che cosa usiamo, che cosa abbiamo affittato. Dobbiamo partire da qui, dalle carte in tavola. Sono architetto, credo di essere avvantaggiata". Ma la roccaforte di Medicina, come la conquista? "In tanti anni di gestione del nostro Ateneo, non mi pare che sia stato fatto molto per il polo di San Martino. Faccio solo un esempio: la convenzione, scaduta, con la Regione va rivista molto molto bene". Le facoltà umanistiche di solito sono trascurate. "E invece, per esempio, nella ricerca ho molte idee per rilanciarla. Si parte da Genova, dai suoi tesori culturali, i musei, e il resto: sono tutte palestre per dottorati, per ricercatori". Il Politecnico? " Per me è indispensabile, dobbiamo farlo per forza, ha costi che l'Ateneo da solo non è in grado di sostenere". Come attirare allievi da fuori, dall'estero? "Investendo in corsi di laurea che interfacciano con il mercato, io ho quello di Design, ma c'è Scienza della Formazione o il corso di laurea in progettazione degli Eventi, ora ci stiamo occupando della visita del papa a Savona". Se dovesse riassumere la sua filosofia da aspirante rettore? "Semplificare, modernizzare, aprire l'accademia al territorio, valorizzare i Dipartimenti: sono come tante piccole imprese, hanno bisogno di fondi, di uffici mirati di supporto". SEGUE A PAGINA V.

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Le categorie da pordenone dettano le priorità: subito meno burocrazia e incentivi alle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Le categorie da Pordenone dettano le priorità: subito meno burocrazia e incentivi alle imprese PORDENONE. Undici dei 14 consiglieri regionali eletti in provincia di Pordenone - e tra questi gli assessori Luca Ciriani ed Elio De Anna, il presidente del Consiglio, Edouard Ballaman, e il suo vice Maurizio Salvador - sono stati ricevuti, ieri pomeriggio dalle categorie economiche del Friuli occidentale. Ai neo eletti, i rappresentanti imprenditoriali hanno avanzato richieste per la legislatura appena cominciata: su tutte spiccano il "fare sistema" per tutelare e valorizzare la Destra Tagliamento, sburocratizzare la macchina amministrativa e assicurare incentivi all'impresa, rimodulando l'Irap, per salvaguardare sopratutto le piccole imprese. "Abbiamo ascoltato con grande interesse le istanze del territorio - ha commentato l'assessore Elio De Anna - e da parte mia ho assicurato i convenuti che non stavano parlando ad un sordo: sono richieste altamente condivisibili che cercheremo in ogni modo di soddisfare", ha concluso.

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Genitori adottivi perseguitati per mesi dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Continue richieste di documenti inutili Genitori adottivi perseguitati per mesi dalla burocrazia GRANTORTO. L'adozione di un minore è diventata un'odissea per la coppia del paese tornata dall'Asia il 24 febbraio con un piccolo di 13 mesi. "Avevamo fatto pacchi di documenti, certificati, lettere di raccomandazioni, estratti conto, avevamo trascorso un mese in Cambogia mettendo tutto a posto - spiega la madre adottiva P.T. - restava solo da registrare il piccolo all'anagrafe come convivente. In municipio, mi dicono che serve il permesso di soggiorno. Da febbraio 2007 non è più necessario, ma l'impiegata voleva averne la conferma. Dopo 2 giorni non era ancora riuscita a informarsi. L'ho messa in contatto col comune di Dueville, che affrontava un caso analogo". Tutto finito? No. "Il 16 aprile ho avuto bisogno dello stato di famiglia: niente da fare, perché a casa mia devono ancora passare i vigili per il controllo necessario a inserire il piccolo come membro della famiglia. In questi giorni finalmente avrò il certificato. Intanto sono passati 2 mesi. Abbiamo un altro figlioletto adottivo, pensavo bastasse questo precedente perché in comune conoscessero l'iter". Ora i genitori aspettano la sentenza del tribunale di Venezia: entro un anno deciderà definitivamente se affidare loro il minore. (Roberto Turetta).

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Usi civici, grazie dal comitato (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Usi civici, grazie dal comitato PISA. Al termine del mandato i cinque componenti del comitato Asbuc, Giuseppe Meini, Alfio Gambogi, Angelo Vanni, Fabio Ceccherini e Libo Bianucci, rivolgono a tutti i cittadini di Migliarino il proprio ringraziamento. "Sono stati cinque anni difficili - scrivono - e molto impegnativi, densi di difficoltà, burocrazie e ritardi, ma nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma che ci eravamo assunti con l'insediamento: realizzazione di un centro diurno per anziani, maggiori spazi per la Pubblica Assistenza, sostegno al volontariato e messa in sicurezza di terreni".

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La sfida di emiliano fra periferie e burocrazia - teresa massari (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Bari La sfida di Emiliano fra periferie e burocrazia TERESA MASSARI Dopo il 14 aprile si discute, in Puglia come in tutta Italia, del vistoso spostamento a destra del consenso elettorale. Brucia, a sinistra, soprattutto la consistente perdita del voto dei ceti popolari, che si è allocato a Nord nella Lega, e a Sud nel Popolo della libertà. Il dato è particolarmente allarmante a Bari città, dove i quartieri periferici si esprimono a favore della destra, mentre il raggruppamento veltroniano Partito democratico-Italia dei Valori supera il Pdl soltanto a Poggiofranco, residenza di ceti medio-alti affluenti e acculturati. Non si tratta di un evento sorprendente ma di un trend di lunga durata, nel quale si combinano fattori nazionali e fattori locali. Questo del radicamento territoriale è un tema ricorrentemente riscoperto, quasi si trattasse di una straordinaria novità, ogni volta che si verifica un successo della Lega nelle valli pedemontane o una debacle della sinistra nelle periferie meridionali. In realtà il fenomeno è diffuso e duraturo, anche se le modalità con cui si presenta sono differenziate nelle singole realtà. SEGUE A PAGINA X.

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De anna: richieste condivisibili (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone De Anna: "Richieste condivisibili" Ballaman annuncia novità sull'Irap, più critico Dal Mas LE REAZIONI Iniziativa complessivamente condivisa, quella avanzata dalle categorie economiche del Friuli occidentale. Un giudizio rintracciabile nella partecipazione da parte dei consiglieri regionali eletti in provincia ad un incontro promosso all'insegna del "fare sistema". Con alcune eccezioni, ovviamente. Critico, infatti, Franco Dal Mas, che paragona - trovando sostanzialmente immutato - quanto accadeva oltre cinque anni fa, nel corso della legislatura in cui sedeva nei banchi del consiglio regionale, e quanto accade oggi. "Dopo cinque anni - è stata la dichiarazione all'uscita dall'incontro - risento le stesse cose". Occorre "discontinuità politica" secondo l'esponente del Pdl, e questo ovviamente sarà la mission dell'attuale maggioranza in regione. Ma occorre anche "che le categorie facciano sintesi tra loro" per arrivare compatte davanti alla Regione. Esemplificando: "se la Cimpello-Sequals-Gemona non è stata realizzata, parte delle responsabilità vanno all'area udinese. Ma qual è la posizione degli industriali pordenonesi e di quelli udinesi sul tema?". Non hanno parlato "ai sordi" i rappresentanti dell'imprenditoria pordenonese, ha rassicurato l'assessore Elio De Anna: "sono richieste altamente condivisibili che cercheremo in ogni modo di soddisfare". Edouard Ballaman, Ln, neo-presidente del consiglio regionale, è l'autore della proposta di organizzare con cadenza periodica, ogni 3 mesi, incontri tra politica e categorie. Riconosce l'esponente leghista le ragioni delle imprese quando lamentano "una eccessiva pressione fiscale e un costante incremento dei costi della burocrazia. Questi ultimi in particolare - secondo Ballaman - vengono utilizzati per uccidere le Pmi e noi dobbiamo cercare di eliminarli". Il confronto tra classe politica e rappresentanti dell'economia è utile "e lo sarebbe ancor di più se esteso a tutti i soggetti, e quindi consiglieri regionali, parlamentari e Provincia". Con l'obiettivo "non di lavorare "contro" altri territori, ma di "fare squadra" tra pordenonesi per evidenziare le peculiarità di questo territorio che richiede un'attenzione particolare". Infine dando risposta a quella che era stata una richiesta avanzata già nel corso della campagna elettorale, Ballaman annuncia la predisposizione di un disegno di legge di modifica del provvedimento che ha introdotto la riduzione mirata dell'Irap. Accogliendo un'esigenza espressa in particolare da Confcommercio e Confartigianato "stiamo già lavorando al provvedimento che ha come obiettivo intervenire sui criteri con cui si applica l'Imposta regionale sulle attività produttive". (e.d.g.).

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IO, SPOSA DI UN EGIZIANO (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Io, sposa di un egiziano -->La storia di Loredana Roscetti, da un anno moglie di un copto fra mille difficoltà amministrative: "La burocrazia italiana stritola l'individuo".

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Puc, l'Autority apre la verifica (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ad Albanella nessun parente nella commissione" " albanella. Dopo l'esposto presentato dalle equipes degli architetti Oliviero, Castiello, De Rosa e Lamberti sulla gara per l'affidamento dell'incarico per la redazione del Puc, si pronuncia l'Autoritá di vigilanza sui lavori pubblici. Ieri è pervenuta la comunicazione dell'ente di controllo con cui si invita l'amministrazione comunale di Albanella a far pervenire, entro dieci giorni, le proprie considerazioni. " Nel frattempo, l'ente locale è invitato "a non porre in essere atti pregiudizievoli ai fini della risoluzione della questione": l'affidamento dell'incarico per la redazione del piano urbanistico comunale verrá dunque bloccato fino al verdetto dell'Autoritá. " Gerardo Iannone, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Albanella, è sereno e fiducioso. Ha voce flemmatica, ma priva di titubanze. Avanza dubbi sull'iniziativa dei ricorrenti:"La gara ha avuto più sedute e nelle sedute intermedie nessuna delle equipe presenti ha avuto qualcosa da eccepire sulla composizione della commissione". A chi contesta l'assenza di un urbanista, di un geologo e di un agronomo, richiesta dal bando e obbligatoria per legge in commissione, risponde semplicemente: "In commissione c'erano persone con formazione necessaria a coprire le tre competenze". " Rispetto ai ritardi nella consegna degli atti relativi alla gara, nega con decisione qualsiasi intento doloso: i problemi, piuttosto, sarebbero da addebitare alle difficoltá della burocrazia."E' risaputo che il Comune di Albanella opera con un pesante sott'organico. Inoltre, nei documenti richiesti erano presenti dei dati sensibili di altri professionisti, ai quali si è dovuta chiedere l'autorizzazione a renderli pubblici. Questo, insieme alla fotocopia degli atti, motiva la tempistica". L'ingegnere capo del Comune di Albanella, infine, tiene a ribadire che il bando in questione rispetta perfettamente gli standard europei. "Invito a confrontarlo con altre procedure di gara analoghe pubblicati da altri Comuni della provincia di Salerno". " Quanto alla possibile presenza di un familiare dei vincitori tra coloro che erano chiamati a valutare le offerte presentate, l'architetto Lamberti, uno dei firmatari dei ricorsi, fa marcia indietro: "Nell'associazione temporanea di professionisti vincitrice non c'è alcun parente di membri della commissione giudicatrice". GiorgioMottola.

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Subappalti, incubo burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' rivolta contro il provvedimento che impone la corresponsabilità delle imprese per le violazioni previdenziali e sanitarie Subappalti, incubo burocrazia Pozza: "Basta con le nuove procedure, non ne possiamo più" E' un Mario Pozza dall'animo esasperato, quello che commenta l'ennesima grana burocratica piovuta sul collo delle imprese. "Non ne possiamo più. Basta con queste cariole di documenti, glieli portiamo tutti a Roma. Il nuovo governo deve attuare immediatamente la semplificazione burocratica, altrimenti le imprese chiuderanno". Il presidente provinciale di Confartigianato non usa il fioretto contro il recente decreto che introduce la responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore in materia di versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori. In pratica, dal 15 giugno, le imprese dovranno assicurarsi che le ditte sub-appaltanti abbiamo rispettato le norme previdenziali e assicurative. Una misura voluta dal governo per arginare il fenomeno dell'abusivismo e dell'illegalità nei cantieri. Il provvedimento colpirà soprattutto le imprese del settore dell'edilizia e delle pulizie, che naturalmente sono sul piede di guerra. "Perché devono essere le imprese ad occuparsi dell'impresa sub-appaltante? Lo Stato deve occuparsi dei controlli, non noi" annuncia Pozza, reduce da un'assemblea di settore. "Ci hanno scambiato per un ufficio pubblico, non possiamo sostenere noi queste spese - aggiunge Pozza -. Sia lo Stato a controllare le imprese inadempienti, le istituzioni non scarichino questo onere su di noi, già oberati da mille burocrazie". Continua il presidente di Confartigianato: "Andremo a Roma e porteremo tutte le carte davanti al Parlamento. Il governo faccia subito un provvedimento urgentissimo in materia. Ormai la burocrazia occupa gran parte delle nostre energie. Nei cantieri dobbiamo esibire il cartellino, anche d'estate quando i muratori lavorano a petto nudo, ci hanno costretto ad adottare l'albo degli smaltitori, hanno introdotto l'obbligo di registrazione delle dimissioni volontarie. Basta". Secondo il presidente di Confartigianato, "La semplificazione burocratica è, da anni, un tema ricorrente attorno al quale tutte le forze politiche hanno costruito montagne di promesse, soprattutto durante le campagne elettorali, salvo poi non solo lasciare invariato il sistema, ma continuare ad aggiungere adempimenti nuovi, valanghe di carte che appesantiscono i costi di gestione delle imprese, soprattutto di quelle di piccola dimensione". Praticamente chi affida un appalto o un subappalto ad un'impresa essendo corresponsabile di eventuali inadempienze di quest'ultima, è obbligato a richiedere la documentazione che lo sollevi da tale rischio: l'impresa dovrà quindi produrre tale documentazione riferita ad ogni singolo lavoro, spezzettando in maniera assurda i modelli dei versamenti che non potranno più essere riferiti complessivamente al mese di riferimento, ma dovranno essere distinti per cantiere e per dipendente. "E' una nuova pesante mazzata - conclude Pozza - che colpisce soprattutto il comparto dell'edilizia che già intravvede profilarsi all'orizzonte problemi di mercato e che è già stato, negli ultimi tempi, bersagliato da molteplici adempimenti burocratici per buona parte inutili e incomprensibili. Così non può andare" conclude il presidente provinciale degli artigiani. (Daniele Ferrazza).

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Piccola industria, Morandini: Necessario intervenire sulla rete (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caserta energia Piccola industria, Morandini: Necessario intervenire sulla rete "Al Sud anche la rete delle vie dell'energia è divenuta ormai obsoleta e congestionata. Occorre, perciò, procedere ad un veloce ammodernamento delle linee, unitamente a scelte strutturali per ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio". E' questa l'opinione espressa dal presidente nazionale della Piccola Industria, Giuseppe Morandini, nel corso del seminario su "Energia per lo sviluppo: scenari, fonti, ambiente" organizzato presso la sede di Confindustria Caserta. "Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese - spiega il leader dei piccoli imprenditori - due le strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio". Attualmente l'industria assorbe il 50 per cento del consumo energetico e di questa percentuale ben il 75 per cento è assorbito dai motori elettrici. "Rinnovando il parco , peraltro nella Finanziaria 2008 sono state previste in proposito particolari agevolazioni - prosegue Morandini - è possibile risparmiare 25 miliardi di chilowatt all'anno". Per il presidente nazionale della Piccola Industria bisogna portare a soluzione il programma dei rigassificatori, migliorare l'interconnessione con l'estero, conversione al carbone e accelerare la ricerca nel campo della nuova generazione del nucleare". del 08-05-2008 num.

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<Abbiamo bisogno di regole e leggi certe> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari e Provincia Pagina 1017 l'allarme Parla il presidente dell'Api sarda "Abbiamo bisogno di regole e leggi certe" L'allarme. Parla il presidente dell'Api sarda --> In una crisi così profonda non ci sono controparti, né vincitori, ma solo sconfitti. E per una volta l'urlo d'aiuto parte in sincronia da dipendenti e datori di lavoro. Perché a ogni licenziamento corrisponde una crisi dell'impresa, che quando è piccola ed è costretta a tagliare posti non è in grado neanche di assicurare un minimo sostegno economico come la cassa integrazione. Iosto Puddu è il presidente regionale dell'Api sarda (Associazione piccole e medie imprese) e ha il polso della situazione. Da cosa nasce il periodo di difficoltà che sta attraversando la città? "È tutto bloccato, l'edilizia non tira più come prima e i lavori pubblici - sino a poco tempo fa una discreta valvola di sfogo per le aziende - sono diminuiti del 20 per cento". L'unica soluzione rimane la riduzione dei costi, che fa rima con licenziamento? "Da parte dei nostri associati sento solo lamentele. I titolari di piccole realtà si dannano l'anima per cercare di far quadrare il cerchio, ma più che tenere in libro matricola il personale storico non possono fare". E gli altri, soprattutto i più giovani, finiscono a casa. Senza neanche un minimo sostegno economico. Su cosa è necessario investire? "Non c'è rimasto quasi nulla: l'industria e la chimica sono un fallimento. Non dobbiamo farci scappare le opportunità offerte dal turismo. Ma i nostri sforzi devono coincidere con una burocrazia più agile, snella e meno oppressiva. C'è necessità di leggi certe: nessuno firma più progetti che poi possono finire sotto la mannaia di qualche giudice". E la formazione? "Basta con i soldi buttati, ci coinvolgano nella programmazione". Come sarà il futuro? "Nero. Si spenderanno migliaia di euro per fare piazze e piazzettine, utili solo per passeggiarci. L'ASSESSORE Carla Floris è a capo dell'assessorato provinciale al Lavoro. Da lei dipendono i Centri servizi per il lavoro prima e, troppo spesso, ultima spiaggia per chi è stato licenziato. "Per arginare la crisi manca lo strumento fondamentale: la formazione. Le aziende si lamentano, per questo è necessario decentrare le responsabilità agli enti locali, più vicine alle piccole realtà, che perdono commesse e che possono essere competitive solo con interventi formativi. Che, però, devono essere tempestivi, mirati e dettagliati ". (a. a.).

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ENERGIA, CASERTA PAGA LA CONGESTIONE DELLA RETE ELETTRICA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PICCOLA INDUSTRIA Energia, Caserta paga la congestione della rete elettrica Non solo quella autostradale: al Sud anche la rete dell'energia è diventata ormai obsoleta e congestionata. Occorre, perciò, procedere ad un veloce ammodernamento delle linee, unitamente a scelte strutturali per ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio. È, in estrema sintesi, quanto emerso dal seminario ("Energia per lo sviluppo: scenari, fonti, ambiente") organizzato dal Gruppo Piccola Industria di Confindustria Caserta, che si è svolto oggi a via Roma, con la partecipazione del presidente nazionale Giuseppe Morandini. "Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese", ha ricordato il leader dei piccoli imprenditori. Due le strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio. "Nel campo delle decisioni politiche - ha detto Morandini - bisogna portare a soluzione il programma dei rigassificatori, migliorare l'interconnessione con l'estero, conversione al carbone e accelerare la ricerca nel campo della nuova generazione del nucleare". Per quanto riguarda le imprese, invece, "bisogna rinnovare il parco dei motori elettrici con le nuove tecnologie". Attualmente l'industria assorbe il 50% del consumo energetico - ha ricordato il presidente PI di Confindustria - e di questa percentuale ben il 75% è assorbito dai motori elettrici. Rinnovando il parco - peraltro nella Finanziaria 2008 sono state previste in proposito particolari agevolazioni - è possibile risparmiare 25 miliardi di chilowatt all'anno. Il seminario è stata anche l'occasione per mettere a fuoco i problemi che che affliggono, con i maggiori costi, in particolare il sistema industriale della provincia di Caserta, costretto giornalmente a subire microinterruzioni e cadute di tensione sulla rete di distribuzione. Un aspetto, questo - ha detto Stefano Conti di Terna - che si potrà risolvere solo "rimuovendo le congestioni che normalmente si verificano a monte e a valle della rete", e cioè con il ripotenziamento della linea Foggia-Benevento. I lavori del convegno sono stati introdotti dal presidente del Gruppo Piccola Industria di Confindustria Caserta, Stefania Brancaccio, e coordinati dal vice presidente nazionale Enzo Boccia. Le relazioni tecniche, oltre che da Stefano Conti sono state svolte da Luciano Pirazzi (del Dipartimento ambiente, cambiamento globale e sviluppo sostenibile dell'Enea) e Riccardo Bani (direttore Generale della Sorgenia).

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Cari politici, fate contare di più pordenone (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalle sfide imposte dal mercato globale al rilancio di turismo e innovazione "Liberateci dai costi della burocrazia" "Cari politici, fate contare di più Pordenone" Ieri il vertice in Camera di commercio. "La Regione metta le imprese al centro della sua politica" APPELLO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE di ELENA DEL GIUDICE Un obiettivo comune: rilanciare e rafforzare il tessuto economico-produttivo e, quindi, il lavoro e la ricchezza del territorio. E' la ragione del summit politica-associazioni di categoria svoltosi ieri nella sede della Camera di commercio di Pordenone, promosso dalle cinque organizzazioni imprenditoriali del Friuli occidentale. Silvano Pascolo e Gianfranco Trebbi (Confartigianato), Alberto Marchiori e Luigi Ornella (Confcommercio), Virgilio Maiorano e Riccardo Fioretti (Confcooperative), Maurizio Cini e Massimo Mazzariol (Unindustria), Cesare Bertoia (Coldiretti) hanno convocato i consiglieri regionali eletti in provincia per discutere proprio di questo. E hanno risposto in massa gli esponenti politici della destra Tagliamento, iniziando dal vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, con delega alle attività produttive, Elio De Anna, già presidente della Provincia e oggi in Piazza Unità d'Italia a Trieste con deleghe allo sport, da Nevio Alzetta a Franco Dal Mas, da Paolo Santin a Mara Piccin, da Danilo Narduzzi al presidente del consiglio regionale Edouard Ballaman, da Alessandro Corazza a Maurizio Salvador a Piero Colussi. AL CENTRO L'IMPRESA. "L'auspicio è - ha spiegato Silvano Pascolo a nome di tutte le categorie - che il nuovo governo regionale collochi al centro delle proprie politiche le imprese e le loro legittime esigenze: da esse dipende lo sviluppo economico del territorio e quindi l'occupazione, la qualità della vita e dei servizi sociali". I TIMORI. Forti le preoccupazioni per la situazione economica generale che si ripercuote in tutti i settori dell'economia, dall'industria al commercio, all'artigianato, all'agricoltura, alla cooperazione. E gli sforzi che le imprese fanno per vincere le sfide del mercato globale rischiano di essere vanificati "se non si faranno scelte coraggiose". I PROBLEMI. La poltiica fino ad ora non ha affrontato, ed è la priorità del presente, tanti problemi se intende rilanciare la crescita. Declinati in: diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, ridurre la spesa pubblica e i costi della poltica, liberare le imprese dai costi della burocrazia, eliminare monopoli e mercati protetti, ridurre i costi dell'energia per le imprese, favorire la libera iniziativa imprenditoriale, diminuire il costo del lavoro ed eliminare le rigidità, affrontare il problema della sicurezza dei cittadini. INDUSTRIA. Nessuna bocciatura sul passato, ma un invito al futuro. "Si può migliorare", spiega Cini. Rafforzando gli impegni su ricerca, innovazione, internazionalizzazione. COMMERCIO. Sostenere un turismo in fase embrionale ma che sta crescendo, "modificare i meccanismi dell'Irap", ricorda Marchiori, che oggi escludono le Pmi. ARTIGIANATO. "Più attenzione alle piccole e micro imprese" è la sollecitazione di Pascolo, che chiede fondi (5 milioni di euro) per consentire alle imprese di usufruire delle linee agevolative della Cciaa e quindi di realizzare investimenti. AGRICOLTURA. La crisi è drammatica, con un intero settore, la zootecnia, in sofferenza che vende sotto costo. Più che finanziamenti "chiediamo controlli per contrastare la speculazione", chiede Bertoia. COOPERAZIONE. Internazionalizzazione frammentata, coordinata da 4 direzionui regionali. "Occorre semplificare accorpando le competenze in un unico referato" è la proposta di Maiorano.

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MONTEZEMOLO: NEL PAESE CI SONO SEGNALI DI RIPRESA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montezemolo: nel Paese ci sono segnali di ripresa GIUSY FRANZESE Roma. C'è lo sguardo al passato, ma senza rimpianti. Anzi con non poche soddisfazioni. "Sono stati quattro anni meravigliosi, belli, straordinari, ma anche molto duri". Ma c'è soprattutto l'attenzione al futuro. Del Paese e, perché no, anche personale. Luca Cordero di Montezemolo non smentisce il suo iperattivismo: convoca la stampa per fare un bilancio della sua presidenza di Confindustria, ma con la testa è già a dopo il 21 maggio, giorno in cui passerà il testimone a Emma Marcegaglia. "Ho appena compiuto 60 anni, ma dal punto dei vista dei sogni sono ancora ragazzo" confessa. I progetti non mancano. Gli impegni, al di là della sua eventuale collaborazione con il nuovo governo, restano una montagna: la Fiat, la Ferrari, la Luiss, il fondo Charme, i treni ad alta velocità, e da dopo l'estate l'avvio di un "pensatoio", un think-tank "al servizio del progetto-Paese". Un Paese che, come lui, sta per iniziare una nuova fase. Montezemolo ne è convinto: le premesse per recuperare slancio ed entusiasmo ci sono tutte. Anche se sui mercati finanziari soffia ancora il vento della crisi innescata dai mutui subprime. Anche se le previsioni di crescita sono quelle che sono. I segnali positivi ci sono. Il processo di accorpamento politico scaturito dalle elezioni è uno di questi. La riforma dello Stato resta "la priorità" e bisogna lavorarci su. "Spero che prevalga la volontà di dialogo e l'impegno da parte di tutti" si augura Montezemolo. E poi ci sono i segnali che vengono dal sindacato. "Finalmente Cgil Cisl e Uil hanno varato una posizione unitaria sulla riforma del sistema contrattuale". Nel merito Montezemolo apprezza "la triennalizzazione della durata, la consapevolezza dell'importanza del secondo livello" e il riconoscimento che "è giusto pagare di più chi lavora di più". Sarà il suo successore, Emma Marcegaglia ora a sedersi al tavolo con i sindacati. Per lui - che all'inizio del suo mandato vide arenarsi la voglia di riforma dei contratti sulle sabbie mobili della Cgil - il varo del documeto unitario ora, è già una soddisfazione: "Meglio tardi che mai". Infine i segnali, positivi, dal nuovo governo, a partire dalla promessa di detassare gli straordinari. Anche il federalismo fiscale, "pur stando attenti al tema del Sud" va nella giusta direzione. Certo di lavoro da fare ce n'è tanto: all'Italia servono più infrastrutture, più investimenti in education, meno spesa pubblica improduttiva, meno burocrazia. "I lacci e lacciuoli di cui parlava Guido Carli, dal '70 ad oggi sono clamorosamente aumentati a causa del localismo". Montezemolo non manca di "dare atto al governo Prodi di aver preso decisioni importanti sia sul cuneo fiscale che sulle aliquote". E di aver raggiunto notevoli risultati nella lotta all'evasione. Ma l'ultimo atto dell'Agenzia delle Entrate, la pubblicazione on line dei redditi degli italiani, bè quello no, proprio non gli è piaciuto: "È una cosa sbagliata, pericolosa. Un grande rischio, che fa male al Paese: si rischia di disunire e di mettere gli uni contro gli altri. La gogna mediatica non va bene". Piuttosto, in nome della trasparenza, sarebbe bene "sapere dove vanno a finire le nostre tasse". Che restano le più alte d'Europa.

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Strada chiusa e indennizzi fantasma <Così il bosco diventa una polveriera> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

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Prov Ogliastra Pagina 6022 Talana Strada chiusa e indennizzi fantasma "Così il bosco diventa una polveriera" Talana --> "La faccenda dei rimborsi sta diventando una barzelletta". Il sindaco di Talana sta perdendo le speranze. La storia è sempre la stessa. Non arrivano i rimborsi per i disastri che hanno colpito le campagne del paese negli ultimi anni. Gli allevatori vogliono risposta e le chiedono al sindaco. Che non può far altro che allargare le braccia. La storia dice che dopo la siccità del 2006 i pastori di Talana scesero in Campidano a rifornirsi di paglia. Tuttavia a Talana gli indennizzi non sono ancora arrivati. Ma guardacaso nel sud dell'isola gli agricoltori hanno già ricevuto ristoro. Misteri della burocrazia. A Talana hanno un luogo che simboleggia alla perfezione questo tipo di dimenticanze: la strada che collega il paese a Villagrande. Ostruita da una frana ormai quattro anni. Dopo anni di proteste la situazione è ancora in fase di stasi. Mancano i soldi, manco a dirlo. "Provo disgusto per quanto sta accadendo. Continuiamo a prenderci in giro. Dopo la siccità del 2006 da Talana sono andati a prendere le balle di fieno in Campidano. I tecnici dell'Argea intervengono solo in determinati Comuni e lasciano perdere gli altri. E gli allevatori vogliono risposte". Il primo cittadino snocciola date. Ad ogni evento corrispondono impegni mancati: alluvione 2004, nevicate 2005, siccità 2006, nevicate 2007. "Siamo al ridicolo. Al paradosso di dover dire: ci diano delle risposte e non ci lamenteremo più". Il sindaco indica nella strada per Villagrande il problema maggiore. "Oltre quella strada c'è un cantiere forestale, un bosco che sta diventando una polveriera". Di recente, nel corso di una riunione con gli allevatori, l'assessore provinciale all'agricoltura Giampiero Melis aveva espresso fiducia sulla possibilità che gli allevatori potessero avere presto gli indennizzi.

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Berlusconi e il governo del "fare" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (101 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (54 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (58 votes, average: 1.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (33) Ultime discussioni fava: Per me D'Alema sbaglia, invece di far quadrato intorno a Veltroni, lo massacrano. Uno solo doveva... albanese domenico: Il sig, d'alema farebbe la miglior figura se sparisse per sempre in qualche isola deserta, e... JackTheLeopard: Sono d'accordo con le analisi degli altri blogger che descrivono l'incompetenza e la... vito: la priorità è FARE non deludendo chi ha bocciato il sindaco cineasta . Tale atto concludente politico fatto... MAURIZIO: RIPRISTINARE VIA DEI FORI IMPERIALI COM'ERA PRIMA DELLO SCEMPIO ATTUALE, FATTO SOLO IN ODIO A TUTTO... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Torino, Napolitano alla Fiera del Libro: "Luogo di dialogo"Benzina e diesel continuano a volareGuai per Marcelletti: sms hard a una 13enneFrate laico in manette: abusava di una 14enneEcco il nuovo governo Berlusconi Oggi il giuramento, mercoledì la fiduciaBirmania, 80mila morti solo a Labutta Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (2) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Berlusconi e il governo del "fare" D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Pecoraro: ''Mi rallegro che il Pdl abbia mantenuto un ministero dell'Ambiente'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

GOVERNO 13.3908/05/2008 Pecoraro: ''Mi rallegro che il Pdl abbia mantenuto un ministero dell'Ambiente'' E sulla figura femminile titolare del dicastero: "E' un'idea che giudico positivamente". Legambiente: ''Competente con una positiva sensibilità ambientale''. E la Cia-confagricoltori chiede una nuova politica agraria ROMA. - "Mi rallegro che il Pdl abbia deciso di mantenere un ministero dell'Ambiente". Lo dice il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, ai microfoni di Ecotv (Sky906). "Con la dovuta discrezione- aggiunge Pecoraro- mi sono permesso di far capire ai vari esponenti politici che eliminare il ministero dell'Ambiente ed accorparlo a quello delle Infrastrutture sarebbe stato un enorme danno. Anche a livello di immagine internazionale". E sulla figura femminile titolare del dicastero, Pecoraro afferma: "E' un'idea che giudico positivamente". Anche perche' le donne sono piu' secchione? "Direi che molte volte le donne hanno attenzione maggiore all'ambiente. Insomma -conclude Pecoraro- penso che possa essere un bene, vedo la cosa favorevolmente". Dalla Cia-confagricoltori arribvano al neominsitro la prime richieste: fatti concreti, rilancio della concertazione, una nuova politica agraria e la Conferenza nazionale sull'agricoltura. Il presidente della Cia, Giuseppe Politi, sottolinea l'esigenza di un impegno forte per ridare slancio e vigore al sistema imprenditoriale. Operare sul fronte delle riforme istituzionali e in campo sociale. Piu' attenzione al settore agricolo e un taglio netto alla burocrazia. Una decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro, al quale confermiamo stima e auguriamo un proficuo lavoro per il bene dei nostri imprenditori agricoli, e in generale al nuovo governo, poniamo -aggiunge il presidente della Cia- tre precise priorita': una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull'agricoltura, la programmazione degli interventi e la concertazione. C'e', infatti, l'esigenza di un'azione vigorosa che permetta al sistema imprenditoriale, e soprattutto a quello agricolo, di avviare subito una nuova fase di sviluppo. In quest'ottica, insomma, l'agricoltura deve avere un'attenzione particolare e realmente costruttiva". Auguri di buon lavoro anche da Legambiente. "Una buona scelta, un politico competente con una positiva sensibilità ambientale", commenta il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza che aggiunge: "Fa senz'altro piacere che, per la prima volta, quel ruolo sia stato affidato a una donna". Legambiente ci tiene a ricordare che Prestigiacomo è uno dei pochi parlamentari del Pdl che, prima delle elezioni, ha sottoscritto il patto per l'ambiente che l'associazione ha sottoposto a tutti i candidati. "Chissà se Prestigiacomo, firmando quella carta di impegni, immaginava di condurre proprio il ministero dell'Ambiente - continua Cogliati Dezza ? certo è interessante sottolineare che il nuovo ministro, condividendo quei principi, ritenga che la sfida ecologica sia una grande occasione di crescita, anche economica e sociale del nostro Paese". Tra le questioni centrali del patto per l'ambiente di Legambiente ci sono ad esempio i mutamenti climatici e l'innovazione energetica, la necessità di rendere più convenienti la raccolta differenziata e il riciclo rispetto alle altre forme di smaltimento, il secco no agli ogm e ai condoni edilizi e la richiesta di inserire i crimini ambientali nel Codice penale. "Su questi temi Prestigiacomo, sottoscrivendo il patto, ci ha dato una importante indicazione sul suo modo di interpretare la questione ambientale. Naturalmente ? conclude il presidente nazionale di Legambiente ? non le faremo nessuno sconto, soppeseremo con attenzione le scelte future in materia ambientale del ministero così come quelle dell'intero governo Berlusconi".

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Tempi brevi per ricevere risposta al telefono Al Pirellino però si rispetta la pausa pranzo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nostra inchiesta tra gli enti pubblici Ammettiamolo, a volte si parte con un preconcetto. D'altronde l'Italia non è Paese che si distingua per burocrazia snella. Noi abbiamo provato a calcolare quanto tempo ci vuole per parlare al telefono con enti e amministrazioni pubbliche. A Como, abbiamo scoperto, molto poco. Mediamente due minuti. Non male. Galvanizzati da voci sintetizzate e risponditori automatici, ci siamo inoltrati nel labirinto dei centralini digitali ("tasto 1 per questo, il 2 per quest'altro..."), delle cortesi impiegate ("dicaa") e delle risposte sibilline di chi non sembra sapere che dire ("mmmh"). Driin. Promossi a pieni voti il Comune di Como (che fino a ieri mattina contava ancora sull'operatore, mentre ora si avvale di un singolare centralino di cui scriviamo qui sopra), l'amministrazione provinciale e la sanità. Asl e ospedali del territorio ' Como, Cantù, Mariano e Menaggio ' non hanno alcun problema. Benone anche l'Inps, l'Inail, il Tribunale, le forze dell'ordine e Prefettura. Stessa solerzia per l'Agenzia delle entrate, il provveditorato, Enel e Enerxenia. Anche se, le ultime due si avvalgono di un risponditore non proprio intuitivo. Le musiche. Nel caso di Enel veniamo accolti dall'ormai abusata Sunday Morning (canzone dei Velvet Underground) che offre la multiopzione: tasti 1, 2,3 eccetera. Bisogna essere lesti, avere le idee ben chiare. Non le avevamo. Scelta casuale: tasto 2. "Ci scusiamo per l'attesa". Cambia la musica. "Prego rimanga in linea per non perdere la priorità acquisita". Poi, ecco l'operatore. Totale attesa 2'38'. "Prego, dicaaa". Imbarazzo, attacchiamo. Stessa cosa con Enerxenia. È la Primavera di Vivaldi la colonna sonora che tenta di arrotondare la spigolosa voce sintetica. Un sistema veloce, ma privo di pietà, senza esigenze specifiche è difficile scegliere quale tasto pigiare. "Dicaa'". Bluff: "Vorrei notizie sulla mia bolletta del gas". "È il servizio acqua, signore". Accidenti. Ne sanno una più del diavolo. Tutto in 2 minuti. Però. Meno simpatica (molto meno) la faccenda con i distaccamenti territoriali dei ministeri a Como. Il dramma si consuma con la Motorizzazione. Sono le 11.20 del mattino. "Linee momentaneamente occupate, si prega di attendere". Niente. Dopo 20 minuti di attesa a nervi saldi siamo soli e abbandonati. È tempo di agire. La voce preregistrata offriva il numero dell'ufficio segreteria. "Signorina, perché il centralino non risponde'". È cortese ma un po' imbarazzata: "Purtroppo non funziona". Ah ecco. Il ministero dell'Economia, invece, suona a vuoto. Poi qualcuno arriva. "Può chiamare tutte le mattine dalle 10.30 alle 12" dice. "E basta'" "Ordini superiori, se no telefonate in troppi". Il ministero della Sanità non ha questi problemi, il numero nemmeno funziona. Chiude la lista nera la sede territoriale della Regione. Ieri era il mercoledì del cittadino, giorno di orario continuato. Ma, scopriamo, che la regola non vale per il centralinista che, alle 15, ci spiega. "Ero in pausa pranzo". D'altronde, siamo sempre in Italia. Davide Cantoni Home Locali rumorosi Gestori convocati "L'ordinanza sui pass va cambiata" "Serve maggiore controllo all'uscita".

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Intervista a Benedetto Della Vedova / I liberali devono nuotare controcorrente. Per ora (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 Intervista a Benedetto Della Vedova / I liberali devono nuotare controcorrente. Per ora di Cristiano Bosco Nel corso della "Assemblea dei mille" tenutasi a Chianciano, il leader radicale Marco Pannella ha lanciato l'idea di creare un nuovo soggetto politico di sinistra, alternativo al Partito Democratico. Benedetto Della Vedova, già europarlamentare tra le fila dei Radicali Italiani, ora leader dei Riformatori Liberali e deputato per il Popolo della Libertà, commenta la proposta del suo ex compagno di viaggio, pronunciandosi anche sulle prospettive del liberalismo all'interno del nuovo governo. Che ne pensa della nuova proposta del leader radicale? Pannella coglie, come sempre in modo intelligente, un'opportunità e una necessità per il centrosinistra italiano, ovvero tentare di inserire una forza liberale nella dialettica con il Pd. Si muove intelligentemente, anche se difficilmente tale progetto potrà crescere e darsi una fisionomia, avendo come punto di riferimento principale la Sinistra Arcobaleno. Il suo appello rivolto alla sinistra bertinottiana è comprensibile solo come clausola di stile, non potrebbe funzionare come strategia: la sinistra antagonista, sotto questo punto di vista, è incompatibile con qualunque progetto che abbia ambizioni o riferimenti liberali. C'è sempre spazio per il dialogo e per il confronto, con tutti. Ma le possibilità di convergenza e alleanza sono un'altra cosa. Dopo l'esperimento non troppo riuscito della Rosa nel Pugno, i radicali possono ancora ricoprire un ruolo importante nella politica italiana? Sicuramente. Nel centrosinistra c'è tutto lo spazio per un'iniziativa politica da parte loro. All'interno dello stesso Partito Democratico, i radicali possono essere una punta di lancia riformatrice. Comprendo che le chiusure da parte della dirigenza del Pd - a partire dalle elezioni primarie, a cui Pannella non poté partecipare - possano spingerli a lavorare dall'esterno più che dall'interno. Ora è opportuno vedere se prevarrà, all'interno del Partito Democratico, l'idea di D'Alema di costituire un fronte unico delle opposizioni, oppure quella di Veltroni dell'autosufficienza. Ovvio che, per i radicali, sarebbe preferibile la prima soluzione. Anche se dal mio punto di vista sarebbe meglio un Pd più forte grazie ai liberali di sinistra, che non un ritorno alla coalizione antiberlusconiana. Da tempo sostiene che il centrodestra sia il posto più consono per le istanze radicali e liberali. Quali prospettive hanno i liberali all'interno del neonato Popolo delle Libertà e nel prossimo governo Berlusconi? Nell'immediato futuro per i liberali sarà necessario nuotare controcorrente. La corrente ? che si giova della spinta fortissima della paura e dell'incertezza prodotta da due anni di non governo ? porta ad una riscoperta del ruolo del pubblico e dello Stato. Ma la questione non è riducibile alla contrapposizione ideologica tra statalisti e liberali. La paura è reale e ad essa bisogna rispondere. Il problema, però, è capire quali siano le risposte più efficaci. Un'analisi non consolatoria porta secondo me a concludere che i problemi economici dell'Italia hanno essenzialmente a che fare con i bassi tassi di occupazione, produttività e crescita. Quindi una risposta efficace ai problemi passa da un rafforzamento della competitività del sistema paese e da un ampliamento della libertà economica: meno tasse, meno stato, meno regolamentazione, meno vincoli. Questo non va contro a quanto recentemente dichiarato da Giulio Tremonti? Tremonti scatta una foto del presente. Il futuro non è "dato". Dipende da come il nostro paese sceglierà di affrontarlo. Per affrontarlo al meglio, io ritengo che l'Italia abbia bisogno non di più protezioni, ma di più libertà: di una diminuzione del carico fiscale, di una radicale riscrittura dei capitoli della spesa sociale, di un alleggerimento della burocrazia pubblica e di un attento riesame dei sussidi alle attività produttive. Sono fiducioso: il ministro Tremonti sarà in grado di operare in questa direzione. Sarà sicuramente un buon ministro dell'economia se riprenderà il percorso già iniziato durante la sua precedente esperienza di governo. Una "rivoluzione liberale" è quindi ancora possibile? Tutto va aggiornato, anche gli slogan. Ma vanno cercate le risposte più efficaci per ridare prospettiva all'Italia. Se il nostro Paese vuole recuperare il gap che lo divide dagli altri sarà comunque necessario operare certe riforme. Che sono tipicamente liberali.

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L'Europa si chiede: morire per Gerusalemme? (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 L'Europa si chiede: morire per Gerusalemme? Israele nell'Unione Europea e nella Nato: la proposta non deve restare sulla carta, soprattutto a 60 anni dalla nascita dello Stato ebraico, quando incombe la minaccia nucleare iraniana. Non ne trarrebbe vantaggio solo Gerusalemme, ma anche l'identità europea, della quale Israele è una componente fondamentale. Con quanta forza viene sentita la nazione israeliana dai nipoti dei suoi fondatori? Yasha Reibman, portavoce e vicepresidente della Comunità Ebraica milanese ci spiega che il sogno sionista è ancora vivo tra i giovani di Alessandro Litta Modignani Parafrasando una celebre espressione di Massimo D'Alema, si potrebbe dire che le diplomazie europee, nella questione mediorientale, stanno facendo ricorso a un "uso sproporzionato" della mediocrità. Verrebbe da chiedersi: l'Europa è un'espressione geografica o una comunità politica? La risposta naturalmente è la seconda, poiché il vecchio continente trova il suo fondamento nella democrazia e nello Stato di diritto. Ma allora che senso ha dichiararsi neutrali ? equidistanti o ancora più ipocritamente "equivicini" ? fra Israele e i suoi nemici? Lo Stato ebraico è un'oasi di democrazia (appena 20.000 km quadrati, la stessa superficie della Sicilia) circondata da un cordone di Stati totalitari, alcuni più moderati altri estremisti, ma tutti sicuramente non democratici. Come è possibile non tenerne conto? Nella campagna elettorale del 2006 Francesco Rutelli, che aspirava agli esteri, ebbe a dire: se una cosa buona il governo Berlusconi ha fatto, è stata di avvicinare la politica estera italiana a Israele. Piero Fassino, che pure aspirava allo stesso ministero, per parte sua aveva posto il problema "due popoli, due democrazie" e non semplicemente "due Stati". Di recente, lo stesso Veltroni ha dichiarato la sua simpatia per Israele. Già. Resta il fatto che il dicastero in questi due anni è stato occupato da D'Alema, colui che a pieno titolo può essere considerato il ministro degli esteri più filo-arabo dell'intera Unione europea. (Non che gli altri siano molto meglio; un po' più ambigui semmai, o meno sfacciati). Ecco perché diventa urgente e necessario rilanciare con forza, in tempi politici e non come astratta petizione di principio, l'idea di Marco Pannella per l'ingresso di Israele nell'Unione Europea. Questa proposta, certo da studiare nei tempi e nelle modalità di attuazione, aiuterebbe Israele a sentirsi meno sola, ma soprattutto consentirebbe all'Europa di riscoprire una parte di sé. Aprire le porte a Israele servirebbe all'Europa per ritrovare l'anima perduta, smarrita nei corridoi delle burocrazie di Bruxelles, e per ridare un senso alla sua missione di libertà e democrazia nel mondo. Questa ipotesi, a sua volta, porrebbe subito un altro interrogativo: la proposta, benefica per l'Europa, sarebbe altrettanto utile a garantire la sicurezza di Israele? Indubbiamente no, poiché il "nano politico e verme militare" ha dato negli anni infinite prove della sua riluttanza a impegnarsi in nuovi conflitti. A partire dal 1945 il dirty job lo hanno sempre dovuto fare gli americani. Per questa ragione, è necessario affiancare dall'inizio, alla proposta di inserire Israele nella Ue, quella di allargarne la partecipazione anche alla Nato. Posto sotto l'imminente minaccia nucleare della teocrazia iraniana, lo Stato ebraico si trova oggi di fronte a una duplice, tremenda alternativa: o sferrare al più presto un attacco militare convenzionale, per impedire che l'Iran si munisca della bomba; oppure prepararsi a un attacco nucleare preventivo, un minuto prima che l'Iran, armato di bomba, arrivi a lanciarla. L'ipotesi che l'Iran possa avere la bomba atomica come elemento di equilibrio strategico, senza però usarla, non può e non deve neppure essere presa in considerazione, proprio perché il regime iraniano ? per sua natura intrinseca - non può assolutamente essere considerato alla stregua di un qualsiasi altro membro della comunità internazionale. Di fronte alla sola Israele, i numerosi avversari potrebbero essere tentati di contrattaccare. Se invece l'intera Alleanza atlantica (composta, è bene ricordarlo, da 26 paesi tutti a regime democratico) alzasse il suo scudo protettivo in difesa di Israele, i nemici non potrebbero non tenerne conto. Questa pressione, assai più forte di quella risibile esercitata dall'Onu, potrebbe indurre i regimi di Teheran e di Damasco a più miti consigli, con conseguenze positive per il Libano e per i territori palestinesi. Il tutto prima di una guerra generale. Anche questa scelta, inutile dirlo, richiede coraggio. Gli Stati Uniti, a volte sbagliando, ne hanno dimostrato. Viceversa l'Europa sembra prigioniera delle sue paure. La politica del quieto vivere si illude così di tenere lontane le bombe dei terroristi e la minaccia dell'integralismo islamico. E' un film che abbiamo già visto. Di fronte alla esplicita minaccia mortale mossa contro Israele dall'islamo-fascismo, sembra di risentire ? debitamente aggiornate - le parole di un celebre intellettuale francese alla vigilia della seconda guerra mondiale: "Morire per Gerusalemme? E perché mai?".

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ROSA' (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

RosàVibrante protesta del presidente del consorzio dell'asparago Dop di Bassano Piergiorgio Bizzotto nei confronti della Regione Veneto. "Stiamo aspettando il contributo assegnatoci da ben 18 mesi. Non ce la facciamo più a sostenere le spese per la protezione della Dop. Ci stanno saltando i nervi". L'accorato appello è stato lanciato in un momento ufficiale come la premiazione della 23. edizione delconcorso dell'asparago bianco di Rosà. Il presidente Bizzotto era stato chiamato sul palco, assieme a tutta la Giunta comunale rosatese e al sindaco Manuela Lanzarin, per consegnare i premi ai vincitori. "Mi congratulo con la notra giovane deputata - ha esordito Bizzotto, e le chiedo subito di farsi interprete dei bisogni del nostro territorio. Noi dopo anni abbiamo raggiunto, unici in Italia e in Europa, la Dop per l'asparago. Ma quanta fatica mantenerla. C'è grande responsabilità, occorre controllare, c'è una burocrazia da osservare, ci sono tanti, tanti costi. Non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di aiuto".E qui è scaturita la denuncia pubblica di un contributo promesso 18 mesi fa e mai arrivato. I presenti sono rimasti un po' sorpresi, molti sono parsi annuire. La cerimonia ha registrato la vittoria della rosatese Milva Griggion nella mostra del turione. I partecipanti al concorso sono stati 31. "Quest'anno è la prima volta che il concorso avviene sotto il segno della Dop, denominazione origine protetta - ha detto l'assessore alle attività produttive Paolo Zuin - e questo è garanzia di qualità indiscussa". I complimenti ai produttori sono venuti dall'on. Manuela Lanzarin, sindaco del paese, alla prima uscita ufficiale come neodeputato, e dal presidente del consorzio Bizzotto.La giuria giudicatrice era composta, oltre che dall'assessore Zuin, da Bruno Comunello, vicepresidente del consorzio Acli, Carlo Grandesso, responsabile bassanese della Coldiretti e tecnico agrario, dai commercianti Mario Lancerin, Moreno Grigoletto e Mario Chiminazzo. Questa la classifica dei vincitori: 1. Milva Griggion, 2. Mariangela Marcon e Daniela Marin, 3. Silvano Cuccarollo, Luca Boin, Milva Griggion, 4. Matteo Boin, Elisa Cuccarollo, Gabriele Gasparotto, Massimo Boin, 5. Luciano Da Ros, Diego Gastaldello, Simone, Luca, Lorenzo Boin.Silvano Bordignon.

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Consorzi, pioggia di critiche sul Gral (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dito puntato sull'assessore provinciale alla Pesca Luigi Solimini: "È sicuramente fuori dalla realtà" Consorzi, pioggia di critiche sul Gral "Una burocrazia occhiuta ed ingiustificata che procede per diffide e una normativa che ha come effetto la paralisi" ChioggiaLaguna, Gral, assessore provinciale alla pesca Luigi Solimini: elementi di un mosaico, anzi di un labirinto che sta soffocando i molluschicoltori. Ecco come la vedono gli allevatori dei Consorzi Opm, Organizzazione produttori molluschi, Covemo, La Cavana e Faro Azzurro: centinaia di allevatori e centinaia di ettari della laguna in concessione. "L'assessore Solimini - sostengono convinti Massimo Boscolo (Opm), Piergiorgio Vianello (Covemo), Gina Tiozzo (La Cavana) e Patrizia Marinucci (Mare Azzurro) non comprende il problema". L'immagine dell'attività lagunare espressa dall'assessore è, per i produttori - "fuori della realtà. L'anno zero che il Gral avrebbe evitato - dicono - in effetti rappresenta la realtà della laguna. Al contrario quello che si è costruito si è riusciti a farlo nonostante il Gral".Questa società pubblica creata per diventare una sorta di "facilitatore" in realtà avrebbe tremendamente complicato le cose in laguna. "Una burocrazia occhiuta ed ingiustificata che procede per diffide e con una normativa che ha come effetto immediato la paralisi". Un esempio: Chi decide di importare materiale da semina, per un quantitativo superiore alle dieci ceste, circa 2 quintali e mezzo, deve darne segnalazione al Gral sette giorni prima; piantare un paletto nel sito prescelto per la semina, indicare quantitativo, ora della semina, provenienza del prodotto, futura destinazione, planimetria individuata con le coordinate di Guass-Boaga che uno non sa neanche dove andarle a prendere. Oppure, sempre in fatto di burocrazia, la "velocità" con cui il Gral risponde alle istanze degli allevatori. Lo scorso febbraio Faro Azzurro ha chiesto di poter impiegare una macchina per eliminare la vegetazione sommersa che rischiava di soffocare la semina. L'assenso è arrivato il 2 maggio. Il prodotto per centinaia di migliaia di euro nel frattempo è morto. Chi paga? "Che fine fanno - si chiedono i produttori - gli incassi, un milione e 600mila euro l'ultimo bilancio, del Gral?".Questa società, aggiungono, è governata in modo monocratico: una sola persona riveste i ruoli di presidente, direttore generale e capo delle guardie provinciali. "È urgente che noi ci si possa confrontare con i soci dell'assemblea e con i componenti del Consiglio d'Amministrazione del Gral che, temiamo, non sanno nulla di quello che succede in laguna. Chi sa se sanno che per avviare un ettaro all'allevamento servono inizialmente almeno 30mila euro. Si domandano se quest'attività, che potrebbe dare lavoro e guadagno sta invece, per come è normata, espellendo anche i più tenaci? Chi butterebbe denaro in un contesto caratterizzato da confusione, caos, incertezza?"G.B.

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Rivolta dei sindaci contro la Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 PIACENZA Rivolta dei sindaci contro la Regione di Matteo Lunni Attacco bipartisan dei sindaci piacentini contro la Regione durante una tormentata assemblea la scorsa settimana sul progetto di riordino territoriale e razionalizzazione delle funzioni il cui iter è stato avviato da poco. La proposta di legge regionale è il frutto della Finanziaria 2008, che ha soppresso o accorpato numerose associazioni intercomunali, unioni e comunità montane ed ha imposto la riorganizzazione delle aziende a partecipazione pubblica. Tra gli enti interessati dal processo di riforma vi sono le agenzie d'ambito, i cosiddetti ATO, organismi nati per organizzare su base provinciale i servizi un tempo in capo ai singoli Comuni, come l'erogazione dell'acqua e del gas, la gestione delle fognature e la raccolta dei rifiuti. Malgrado le linee di indirizzo vengano fissate dall'assemblea dei sindaci, l'uniformazione su scala provinciale dei servizi non ha impedito che vi fossero l'aumento delle tariffe e l'insoddisfazione dei cittadini, costretti ad una continua odissea tra call center, ritardi negli interventi e difficoltà a rapportarsi con diversi enti competenti. Il miglioramento di questi aspetti controversi non è la ragione fondamentale della proposta regionale: alla base del provvedimento vi è la volontà di risparmiare accentrando tutte le funzioni e tagliando i costi degli organi politici delle ATO. Vi è anche la volontà di "rafforzare il controllo politico di Bologna", come ha detto il consigliere regionale Nino Beretta (Pd), controllo giudicato eccessivo e del tutto fuori luogo dai primi cittadini. Crescente politicizzazione, perdita di legami tra i servizi ed il territorio in cui vengono erogati, possibile aumento delle tariffe ma anche timore che l'incardinamento delle funzioni delle ATO all'interno della burocrazia regionale renda lenti ed imprecisi gli interventi sono i punti maggiormente contestati dai sindaci piacentini, in primis da quello di Piacenza nonché presidente dell'ATO Roberto Reggi (centro-sinistra), che ha paragonato la situazione a quella di Trenitalia "dove i Comuni si prendono le contestazioni dei cittadini, ma le decisioni e la firma dei contratti di servizio si fanno a Bologna".

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Sotto le due torri... o sotto i ponti? (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 Problema affitti per i negozi Sotto le due torri... o sotto i ponti? di Caterina Giannelli Della serie l'altra faccia della tolleranza: ancora una volta nella città in cui si pretende di fare la più grande moschea per gli islamici, in cui la Piazza Maggiore diviene il maggiore palcoscenico nazionale del "vaffa day", ecco che per le strade del capoluogo emiliano romagnolo corre silenziosa la "s-comunica" (ovvero, l'espulsione dal comune) dei commercianti. Infatti, nella sedicente città tollerante i primi a farne le spese sono proprio quelli che la fanno questa città, i commercianti, avversati non solo dalla insostenibile burocrazia, dai piani per il traffico, spesso a loro sfavorevoli, ma anche da quell'altra categoria di cittadini costituita dai proprietari. Chissà perché oggi parlare del centro rimandi sempre più spesso all'idea del tiro a segno, dove il bersaglio è appunto sempre più il centro! Sono bastati due anni di attività per Cesare Marretti, il noto cuoco fiorentino titolare a Bologna del ristorante "E' cucina" in Piazza Aldrovandi, per concludere che, nonostante i coperti siano tutti coperti regolarmente, è impossibile coprire le spese di affitto (circa 85 mila euro all'anno) del locale, che chiuderà a luglio. Quello che più (non) sorprende è che il caso di Marretti non sia l'unico. A Bologna, infatti, i prezzi per le locazioni commerciali possono abbondantemente superare i 10 mila euro mensili, fino a toccare punte di 30-40 mila euro al mese. Già altri meno noti commercianti hanno chiuso i battenti o sono "emigrati" in periferia, dove le pressioni sono certamente minori. La questione è alquanto sconcertante se consideriamo che da sempre lo spirito di una città si coglie, oltre che dai suoi monumenti, anche dalle caratteristiche botteghe e dalle attività commerciali che la rendono viva. Com'è possibile che chi si trova a attuare proposte costruttive per la città si veda poi costretto a pagare "il pizzo" per la sua attività? Non è forse accaduto questo con quell'ormai dimenticato imprenditore fiorentino che aveva fatto della Sala Borsa un centro vivo nel centro della città, strozzato poi dal carico delle spese insostenibili? Quali proposte e quali incentivi l'attuale amministrazione ha messo in atto per scoraggiare politiche private e pubbliche volte a mummificare il centro storico? Ebbene, dopo gli ultimi ponti festivi ... non resta che andare a alloggiare sotto i ponti, sperando di non trovare altri sgradevoli inquilini.

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Il presidente Pozza torna alla (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente Pozzatorna alla caricacontro la burocrazia:"Lo Stato ci impediscedi lavoraree con le ultime normele nostre impreserischiano di soffocare"Zanardo a pagina V.

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(A.L.) Fare della Provincia <il (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

(A.L.) Fare della Provincia "il ... (A.L.) Fare della Provincia "il livello di governo in cui si concentrano gran parte delle funzioni esecutive ed amministrative, ora, impropriamente in capo alla Regione", perché quella di Udine "vuole essere protagonista di un'efficace azione di rafforzamento del sistema produttivo, sociale e culturale del Friuli".Con questi obiettivi, ieri il presidente Pietro Fontanini ha presentato il suo il programma. Quattro gli aspetti su cui le "linee guida" intendono fare perno: concentrazione delle risorse sui temi chiave del territorio, con priorità per l'area tecnica e gli investimenti, l'economia e il lavoro, la formazione professionale, scuola e cultura; razionalizzazione e semplificazione della struttura amministrativa all'insegna del motto "meno burocrazia e più servizi"; revisione del portafoglio delle partecipazioni provinciali, che oggi sono "esuberanti, ne abbiamo più di 50"; rafforzamento dei rapporti e delle convenzioni con i Comuni."Dal 2003 - sostiene Fontanini - il centrosinistra ha fatto di Trieste il motore pensante per tutti: questo per noi rappresentanti della grande realtà friulana è inaccettabile". Perciò la "Provincia difenderà il ruolo del Friuli contro le recenti riforme del sistema delle autonomie locali" con particolare riferimento alle leggi 1/2006 (la cosiddetta legge Iacop) e 30/2005 (Piano territoriale regionale). Ribadito il ruolo dell'Associazione delle province friulane, per la quale chiedere alla Regione funzioni e mezzi per provvedervi.Promossa, invece, la legge regionale sul friulano, con la quale "la Regione è passata ad una vera e propria politica linguistica all'interno del sistema scolastico. Anche la Provincia deve assecondare questo salto". Sul fronte dell'economia e dell'occupazione, ci saranno una "Conferenza economica provinciale", un aggiornamento del "Comitato provinciale dell'economia e del lavoro", interventi sulla gestione dei Centri dell'impiego per superare "molte delle inefficienze". Si chiederà alla Regione il trasferimento della competenza sui Centri per l'Orientamento e sulla formazione professionale. Sottolineata la necessità che l'Università di Udine si colleghi "alle vere esigenze del sistema economico locale".Un capitolo Fontanini l'ha dedicato anche alla montagna, anche per chiedere "competenze per lo sviluppo socio-economico" e un incremento del Fondo dedicato. Per l'ambiente, previsti il recupero della competenza del servizio idrico integrato; enti gestori a totale controllo pubblico e unici per ciascuna provincia; completamento della filiera dei Rsu con la realizzazione di impianti di recupero energetico; l'incremento della raccolta differenziata. "Pensâ al Fri, fâ i interès dal Fril - ha concluso Fontanini citando l'autonomista pre Checo Placerean - nol l dî sierâsi dentri tal curtilut di cjase, ma spalancâ i puartons".

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Gli artigiani portano in piazza carriole piene di scartoffie (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Protesta contro la burocrazia Gli artigiani portano in piazza carriole piene di scartoffie "Porteremo in piazza le carriole piene di scartoffie!". Quei moduli, certificati, verbali e documenti vari, tanti da riempire appunto intere carriole, che sommergono sempre più le piccole imprese. E che ora Mario Pozza, presidente della Confartigianato della Marca, battagliero come il suo solito, promette di riversare sulla pubblica piazza in segno di protesta.La situazione, del resto, secondo il numero uno degli artigiani, è insostenibile e gli imprenditori passano più tempo a compilare documenti che a seguire realmente la loro attività. L'ultima goccia è rappresentata dal decreto sulla "Responsabilità solidale": in sostanza il provvedimento prevede che negli appalti e sub-appalti, in caso di manchevolezze delle ditte assegnatarie riguardo la regolarità contributiva dei propri dipendenti, risponda il committente. Semplificando: se l'azienda non versa i contributi ai propri operai, toccherà alla società appaltatrice pagare. Una misura che avrebbe l'intento di scoraggiare il lavoro nero, ma che, nota Pozza, finisce per ridursi ad un aggravio burocratico fatale per le imprese, specie quelle con un'organizzazione più ridotta. Le quali, si trovano penalizzate su un doppio fronte: da un lato quelle che ricevono la commessa, "Che ora - dice Pozza - saranno costrette a mandare in giro i loro collaboratori con una valigetta piena di carte per dimostrare che tutto è in regola"; dall'altro quelle che affidano i lavori, "Sulle quali - prosegue il presidente - viene scaricato l'onore di un controllo di competenza dello Stato".Il decreto, varato lo scorso 25 febbraio e destinato ad entrare in vigore il 15 giugno, riguarderà soprattutto il comparto delle costruzioni, dove la pratica del subappalto è assai diffusa (si pensi ad esempio a tutti gli impiantisti, idraulici, serramentisti, piastrellisti e via discorrendo che lavorano nei vari cantieri). "C'è il rischio concreto di frenare ancor più un settore che sta già risentendo della crisi del mattone - rimarca Pozza -. Siamo alla follia: tra albi, tesserini di riconoscimento, libri matricola, fogli presenze, c'è una cinquantina di adempimenti da espletare ogni giorno. Una cosa del genere non esiste in nessun paese avanzato, stiamo soffocando".L'associazione imprenditoriale si appella al nuovo governo, auspicando che la normativa venga rivista: "Non vogliamo certo sottrarci ai nostri obblighi, chiediamo però che ci venga data la possibilità di fare serenamente il nostro lavoro. Stabiliamo poche norme, semplici, precise, poi chi non le rispetta venga sanzionato".Mattia Zanardo.

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I medici: <Follia il geriatra di base> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I medici: "Follia il geriatra di base" Stroncata l'idea del presidente degli Istituti di ricovero per migliorare l'assistenza agli anziani L'accusa lanciata alla sua categoria lo indigna: Brunello Gorini, segretario provinciale dei medici di base riuniti nella Fimmg risulta "indignato" da quanto affermato sulle colonne del nostro giornale da Fausto Favaro, presidente dell'Israa, Istituto per i servizi di ricovero e assitenza anziani del Comune di Treviso.Il dirigente dell'Israa aveva accusato alcuni medici di famglia, forse oberati da una lista troppo lunga di assistiti, di trascurare i pazienti anziani, quelli disabili e allettati che difficilmente possono recarsi presso l'ambulatorio e sottoporsi ai controlli. La denuncia è emersa a margine dell'acceso dibattito che sta coinvolgendo da alcuni giorni rappresentanti istituzionali, dirigenti delle case di riposo, operatori socio-sanitari, medici e volontari.L'allarme anziani riguarda soprattutto i tanti ultra 70enni che vivono da soli, con patologie più o meno gravi, forme di demenza senile e scarso supporto domiciliare.Due casi limite hanno colpito l'attenzione pubblica: il primo riguarda un 89enne giunto nella casa di riposo "Città di Treviso" con i testicoli consumati a causa delle piaghe da decubito. Il secondo coinvolge un75enne ricoverato con visibili segni di morsicatura di topo.Mentre i sindaci (a cui spetta il compito di gestire l'assistenza sociale) lamentano scarsità di fondi, il presidente degli Istituti riuniti di ricovero aveva suggerito ieri una soluzione: istituire la "Geriatria di base" come accade già nel settore pediatrico per i bambini tra 0 e 14 anni, assistiti da medici specializzati.Questa ipotesi, secondo i professionisti della sanità risulterebbe senza fondamento, priva di una visione prospettica sul futuro e comunque irrealizzabile. Lo sostiene il dottor Gorini, referente in provincia di Treviso della significativa sigla sindacale: la Federazione italiana medici di medicina generale. Convinto che "proposte bizzare come questa non meriterebbero neppure risposta", Gorini cita innanzitutto le difficoltà finanziarie: impensabile oggi in Italia predisporre ulteriori fondi per il Servizio sanitario nazionale, se non aumentando le tasse. Da tener conto oltretutto la tendenza mondiale ad unificare e non a frammentare l'assistenza ai cittadini. "Negli altri Paesi è il medico di base che segue l'intero nucleo familiare, dai bambini agli anziani": così precisa Brunello Gorini. Ciò permetterebbe al professionista della sanità di venire a contatto con maggiori informazioni sul nucleo parentale e gestirlo nella sua complessità in modo univoco. Sulla scarsa assistenza domiciliare agli ultra70enni il segretario Fimmg cita i risultati: nel nostro territorio l'età media sta crescendo sempre più con numerose persone che raggiungono il secolo di vita e "ciò significa che sono assistiti nel migliore dei modi".Forte dello slogan che appartiene alla sua categoria ("non poniamo problemi ma creiamo soluzioni") il segretario dei medici di base auspica infine che nel prossimo futuro si dia "più spazio alla professionalità e alla competenza rispetto a politica e burocrazia, anche nella gestione delle case di riposo".Laura Simeoni.

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Imprese, lista della spesa alla politica (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

All'incontro con i "regionali" le categorie chiedono crediti agevolati, strade e meno burocrazia La "lista della spesa" è sempre la stessa. I problemi fondamentali che i rappresentanti delle categorie economiche della provincia hanno sollevato ieri con i consiglieri regionali appena eletti, infatti, sono uguali a quelli di cinque anni fa: diminuire la pressione fiscale a imprese e famiglie, ridurre la spesa pubblica ed i costi della politica, liberare le imprese dai costi della burocrazia, eliminare i monopoli e i mercati protetti, ridurre i costi dell'energia per le imprese (e le famiglie?), superare le contrapposizioni tra lavoro dipendente e lavoro indipendente, favorire concretamente la libera iniziativa imprenditoriale e superare l'abitudine culturale al posto di lavoro pubblico garantito a vita, diminuire il costo del lavoro, affrontare con rigore il problema della sicurezza dei cittadini e delle imprese a fronte di un preoccupante aumento della criminalità. Questo in generale. Nello specifico, problemi che possono essere gestiti dalla Regione, al primo posto tra le richieste le infrastrutture (completamento dell'A28, della Cimpello - Gemona e delle strade provinciali), la necessità, sollevata da tutti i rappresentanti delle categorie, di poter accedere a crediti il piùpossibile agevolati, soprattutto per le imprese più piccole, la sburocratizzazione di tutte le pratiche, la rimodulazione dell'Irap in modo da garantire vantaggi alle imprese piccole del tessuto locale e la riduzione dei costi fissi aziendali. Nulla di nuovo sotto il sole, tanto che quando il neo consigliere Franco Dal Mas è uscito (in anticipo) dall'incontro è apparso sconsolato. "Sono stato fuori dalla Regione per cinque anni - ha spiegato - e oggi ho sentito ripetere le stesse cose che sentivo allora. I problemi sono sempre quelli, segno che non solo la politica ha la necessità di rinnovarsi, ma forse devono fare la stessa cosa anche le categorie". Dal Mas si è spinto oltre. "In questo incontro è stato coniato un nuovoslogan: sforzo di sistema. Concordo con questa necessità, ma non si possono dimenticare due aspetti fondamentali: la Regione non ha più soldi, non ci sono risorse da elargire e non è solo colpa dei costi della politica. Il secondo è che a fare sistema non deve essere solo la classe politica, ma anche quella imprenditoriale ed economica che a volte non è in sintonia da provincia a provincia". Un esempio? "Se la Cimpello - Gemona non è terminata forse è il caso di chiedere anche se le categorie economiche udinesi la vogliono con la stessa intensità di quelle pordenonesi. Mi pare che la risposta sia nei fatti". Più conciliante Edouard Ballaman, forse anche per il nuovo ruolo di presidente del consiglio. "Abbiamo ascoltato con interesse quanto chiesto e su alcune cose, penso ad una rimodulazione dell'Irap a un passaggio forte sulla sburocratizzazione e soprattutto una sensibile riduzione dei costi della politica, siamo in piena sintonia. Le categorie, in particolare chi rappresenta l'agricoltura, ci ha segnalato grossi problemi su alcuni fronti come quello dell'allevamento dei conigli. In questo caso se si tratta di fare interventi temporanei per affrontare la contingenza vale la pena di tentare, ma se la crisi è strutturale meglio puntare a diversificare la produzione". È stato Ballaman a proporre incontri cadenzati tra politica, economia, categorie, Provincia e parlamentari, per fare il punto costante della situazione. "Dobbiamo fare squadra - ha concluso - ma non contro le altre province, ma per far stare meglio la nostra che ha esigenze e problemi diversi rispetto al resto della regione". La proposta di Ballaman è stata accolta anche se non è stato stilato calendario di incontri. Molto attesi gli interventi dei due neo assessori, Luca Ciriani, vicepresidente ed Elio De Anna. Il primo è stato molto istituzionale, ha preso nota delle richieste, ha ribadito gli impegni presi in campagna elettorale e ha concordato sulla necessità di nuove riunioni per fare il punto. Piùaggressivo il secondo che ha spostato il discorso sui costi della politica, causa di una grossa fetta dellosfacelo. Non in piena sintonia su questo tema sia Franco Dal Mas che Maurizio Salvador, più propensi a ritenere che i costi vanno sicuramente ridotti, ma che non sono l'unico problema soprattutto se chi è stato eletto poi fa gli interessi della gente. Soddisfatti i rappresentanti delle categorie (Unindustria, Artigiani, Confcommercio, Confcoperative e Coldiretti), anche se ora attendono i fatti concerti. Ultimo dato: all'incontro mancavano tre consiglieri regionali, tutti giustificati: Antonio Pedicini, Gianfranco Moretton e Daniele Gerolin.Loris Del Frate.

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Senza telefono, ma arriva la bolletta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

BRUGNERA La donna attende da mesi l'allacciamento Telecom. L'azienda spiega: "Non paghi" Senza telefono, ma arriva la bolletta Brugnera"Il telefono, la tua voce". È la pubblicità di Telecom Italia, ma per Bruna Scolaro, vedova Da Frè, questa frase per il momento non ha senso. La donna è, infatti, incappata in una storia di ordinaria o straordinaria burocrazia. Questi i fatti da lei stessa raccontati. Residente a Francenigo, comune di Gaiarine in provincia di Treviso, nel settembre scorso decide di venire ad abitare in una bifamiliare in via Francenigo n. 3/b a Brugnera, vale a dire, a poche centinaia di metri dalla precedente residenza. Conscia del trasferimento e considerando il telefono un servizio utile per il suo vivere, nell'agosto del 2007 fa regolare richiesta di allacciamento telefonico per la nuova residenza. Passano i mesi e dalla Telecom, nonostante le molteplici telefonate tramite il cellulare del figlio, nessuna risposta. Finalmente il 28 marzo scorso riceve una lettera con la quale il gestore telefonico invita la signora a rimanere in casa in quanto gli addetti saranno alla tal ora in via Francenigo per l'allacciamento. Ma nessuno si fa vedere, anzi, i tecnici sono sì sul posto, ma per attivare il telefono di altri residenti nelle bifamiliari. Bruna Scolaro protesta, ma questi riferiscono che il suo nome non appare nei contratti di allacciamento in loro possesso. Nonostante il disguido offre loro un caffè e aspetta. Passano i giorni e, colmo dei colmi, mercoledì 30 aprile la donna si vede recapitare una bolletta per le telefonate fatte pari a 150,50 euro da pagare entro il 19 maggio. Chieste spiegazioni, gli uffici Telecom hanno consigliato a Bruna Scolaro di pagare quanto richiesto e poi chiedere il rimborso (anche se il responsabile dei rapporti esterni, Stefano Pietro Maria, in attesa di conoscere nei dettagli la pratica, afferma che "la signora non deve pagare per un servizio che non ha" ndr). Ma c'è di più, la prossima fattura, si legge nella prima bolletta, verrà recapitata il 6 giugno, questo perchè, per la Telecom, la signora in questione risulta regolarmente allacciata. Stupita e e incredula, la donna ha dato mandato al figlio di interpellare un legale per far valere le proprie ragioni.Romano Zaghet.

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GOVERNO: ZAIA, FEDERALISMO E' L'OBIETTIVO STRATEGICO (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIFENDERO' AGRICOLTURA ITALIANA DA BUROCRAZIA UE ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 8 mag. - (Adnkronos) - ''Sono orgoglioso di far parte di una squadra di governo che ha come obiettivo strategico il federalismo, cioe' il cuore della proposta leghista. Proposta che si rivelera' una straordinaria opportunita' di sviluppo anche per il Mezzogiorno". Lo afferma il ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia. "In questo governo -aggiunge- il Nord e' ben rappresentato, segno di un cambiamento radicale di linguaggi, stili e obiettivi".

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FERRARA - Imprese: crescono gli investimenti, ma pesa la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "RomagnaOggi.it" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sei in news/Emilia-Romagna, data 08.05.2008, orario 15:08. FERRARA - Imprese: crescono gli investimenti, ma pesa la burocrazia FERRARA - Continuano ad investire le imprese ferraresi. Nonostante le difficoltà legate ai mercati e gli ostacoli di tipo infrastrutturale e burocratico. Secondo l'indagine di Confindustria Ferrara, che ha esaminato gli investimenti del 2007 e le previsioni per il 2008 su un campione rappresentativo di aziende associate, si registra infatti una crescita delle spese pari al 5,3% nel 2007 rispetto all'anno precedente, con la percentuale degli investimenti sul fatturato aziendale che si attesta al 3%. Un segnale significativo riguarda i mercati esteri e l'internazionalizzazione: la percentuale del 2007 è stata del 4%, ma raddoppia se riferita al 2008. Per quanto riguarda la dimensione d'impresa, le piccole hanno privilegiato investimenti in linee di produzione, in ricerca e sviluppo e in formazione, mentre le medie oltre a questi ambiti, hanno investito anche in mezzi di trasporto. Distribuita equamente la percentuale di grandi imprese, che hanno puntato in molteplici aree. Tutte le imprese intervistate hanno comunque dichiarato di aver investito in tutela ambientale, segno di un'attenzione ormai consolidata al tema della sostenibilità. Le maggiori difficoltà segnalate dalle imprese, come freno ad una maggiore propensione agli investimenti, segnalano il peso crescente di fattori strutturali, oltre che congiunturali. Accanto alle difficoltà nel reperire risorse umane e finanziarie, infatti, si affermano le difficoltà amministrative-burocratiche e quelle connesse all'inadeguatezza dei servizi. Il dettaglio degli investimenti 2007 Nel 2007 gli investimenti hanno rappresentato circa il 3% del fatturato aziendale, con un incremento delle spese rispetto all'anno precedente pari al 5.3%, evidenziando l'impegno delle imprese rivolto alla propria crescita e al proprio sviluppo. Soltanto il 10% delle imprese intervistate non ha effettuato investimenti, mentre il 36% delle stesse ha investito in linee di produzione, il 35% in formazione, il 28% in R&S e in egual misura in ICT. Il 20% degli intervistati dichiara poi di aver investito in tutela ambientale ed il 30% in mezzi di trasporto. Quanto gli andamenti settoriali, gli investimenti in percentuale sul fatturato sono stati pari a circa 3% per il settore alimentare, 2.5% per quello chimico e al 2.1% per il settore metalmeccanico. Da rilevare anche i risultati emersi con riferimento all'internazionalizzazione delle associate appartenenti al campione: se nel 2007 il 4% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver sostenuto investimenti produttivi all'estero, questo dato quasi raddoppia per il 2008. Stesso trend di crescita per il numero imprenditori che effettua investimenti commerciali all'estero: questa percentuale passa dal 5.1% del 2007 al 12.8% del 2008. Quanto gli andamenti di investimento legati alla dimensione d'impresa, da rilevare lo sforzo delle aziende con meno di 50 dipendenti che ha investito in misura pari al 4.7% del fatturato. Similari e leggermente più contenute invece le percentuali in analisi per quanto concerne le aziende medie e grandi. Il dettaglio delle previsioni 2008 Secondo la previsione di investimento per il 2008, rispetto al 2007, gli investimenti nell'anno in corso saranno uguali o superiori per tutte le singole voci (R&S, ICT, formazione, nuovi immobili ecc). Con riferimento alla suddivisione dimensionale delle imprese, le previsioni per il 2008 rivelano che la maggior parte delle piccole imprese ritiene investirà in ugual misura rispetto a quanto fatto nel 2007 in quasi tutte le voci di investimento menzionate. Stesso risultato per le medie imprese, ad eccezione della formazione, per cui il 54% degli intervistati ritiene che sosterrà maggiori investimenti rispetto a quanto avvenuto nel 2007, come pure per gli investimenti commerciali all'estero: il 67% delle medie imprese intervistate ritiene infatti che nel 2008 investirà in questo campo più di quanto sia stato fatto nel 2007. Questo dato pare evidenziare una conferma della tendenza all'internazionalizzazione delle imprese locali che, alla luce delle diffcioltà incontrate sul mercato nazionale propendono sempre più verso l'ingresso in mercati oltreconfine. Quanto le grandi imprese i dati raccolti evidenziano secondo la quasi totalità degli intervistati un proposito di maggior investimento in R&S, linee di produzione, ICT, formazione, investimenti all'estero e tutela ambientale. I fattori di ostacolo agli investimenti Sono stati evidenziati numerosi fattori critici che hanno ostacolato nel 2007 la realizzazione degli investimenti aziendali: il 25% delle imprese lamenta difficoltà nel reperire risorse finanziarie, il 22% l'insufficiente livello della domanda attesa, il 22% la difficoltà nel reperire le risorse umane e ben il 20.5% le eccessive difficoltà amministrative e burocratiche. Ma non solo: il 7.7% dichiara di incontrare difficoltà legate all'inadeguatezza delle infrastrutture e l'11.5% legate a quella dei servizi. Focus su risorse umane e formazione Oggetto di approfondimento dell'indagine sugli investimenti è stato quest'anno il comparto relativo alle risorse umane e alla formazione. Quanto agli investimenti in formazione, si è investigato sulle principali aree aziendali che saranno coinvolte nel 2008. Il 41% delle imprese intervistate ha dichiarato che effettuerà investimenti in produzione, il 40% in ambiente e sicurezza, il 26% in marketing e commerciale. A seguire ricerca e sviluppo, amministrazione e finanza e, per ultima, in logistica. In particolare i settori maggiormente proiettati verso gli investimenti in ambiente e sicurezza sono risultati essere l'alimentare, il chimico ed il metalmeccanico. Soltanto il settore dei materiali da costruzione ha risposto in misura predominante che investirà in produzione. Le figure professionali coinvolte saranno principalmente operai specializzati, impiegati tecnici e amministrativi. Molto interessanti le informazioni connesse alle esigenze formative da colmare nel breve periodo. Il 35% delle imprese intervistate ha dichiarato di averne in materia di organizzazione aziendale, il 15.6% in materia linguistica, il 15.6% in informatica, il 13.3% in sicurezza. Quanto alle aree in cui le imprese prevedono di realizzare assunzioni nel corso del 2008, spicca una predominanza dell'area produzione (secondo il 34.2% degli intervistati), e quella del marketing/commerciale (16.7%). Dall'indagine emerge una diffusa necessità delle imprese nel reperire personale da inserire nel comparto produzione (per il 46% degli intervistati), indipendentemente dal settore produttivo in analisi. Difficoltà evidenti riguardano poi il reperimento di figure professionali da dedicare al marketing e al commerciale, per tutti i settori, ad esclusione di quello dei materiali da costruzione. Le aziende lamentano inoltre di trovare complesso il reperimento di alcune figure professionali ed, in particolari di operai specializzati (secondo il 47.4% degli intervistati), ma anche di impiegati tecnici (14.1%) e quadri tecnici (12.8%). Un cenno agli investimenti in formazione, in relazione alla dimensione delle imprese. Le piccole aziende investiranno nel 2008, prevalentemente, in formazione di personale addetto alla produzione e in formazione di operai specializzati. Le medie aziende investiranno, in primis, in ambiente e sicurezza e nella formazione di quadri tecnici ed operai specializzati. Le grandi formeranno principalmente personale addetto all'ambiente e sicurezza, oltre che alla produzione e logistica e in formazione di quadri ed impiegati tecnici ed operai specializzati.

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LETTERE E OPINIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il paradosso leghista:dopo i soliti proclamispunta il centralismoAncora una volta assistiamo sulla stampa al paradosso leghista, che a parole e slogan inneggia al federalismo fiscale e al decentramento delle competenze ma poi nei fatti si schiera a protezione del centralismo, sia pur esso regionale e non nazionale. Il consigliere Bottacin, parlando dell'Avepa (l'Agenzia regionale che si occupa di erogare i fondi in agricoltura), invece che denunciarne i ritardi che non pochi grattacapi hanno causato agli agricoltori bellunesi la difende a spada tratta. Perfino la proliferazione delle aree Sic e Zps sembra non preoccupare particolarmente Bottacin, a cui evidentemente non interessa che la Regione abbia scritto duecento pagine di norme di tutela standardizzate senza mai averle discusse con i bellunesi che da secoli hanno preservato il loro territorio senza bisogno d'imposizioni dall'alto. L'avessero fatto a Roma, sarebbe di certo partita latiritera, a cui ci hanno abituati, di slogan beceri contro lo stato.Il paradosso leghista non tocca però solo agricoltura e ambiente, si sta concretizzando anche in campo turistico, settore vitale dell'economia bellunese. Leggendo infatti il disegno di legge di iniziativa della giunta regionale in merito a "Nuova disciplina regionale in materia di turismo" che andrà a sostituire l'attuale legge regionale 33, scopriamo ancora una volta che non si è tenuto conto della specificità della montagna. È banale affermare come sia diverso affittare un appartamento (unità abitative ammobiliate) in inverno a Falcade o Auronzo piuttosto che farlo in estate a Jesolo o Bibione: ebbene, di questo la nuova legge regionale non tiene conto. Nella regolamentazione infatti non compare ancora una volta la possibilità di scorporare il costo del consumo energetico (riscaldamento) da quello dell'affitto, nemmeno in presenza di un contatore autonomo per l'unità abitativa (come invece è possibile fare per la stessa proposta di legge con l'energia elettrica nei campeggi). Gli appelli di Confedilizia del recente passato sui gravi danni economici al comparto che questa mancata normativa comporta sono ancora caduti nel vuoto.Altro rischio che corre il Bellunese, e non solo visto che la protesta sta montando dal Lago di Garda sino alle Dolomiti, è la scomparsa delle strutture associate, meglio conosciute come Consorzi di promozione turistica che in Provincia di Belluno (Consorzio Dolomiti) garantiscono l'arrivo di risorse economiche per la promo-commercializzazione turistica. Le nuove strutture associate infatti non beneficeranno più di un contributo certo (con tetto di spesa prefissato) a fronte della rendicontazione delle spese promozionali sostenute. D'ora in avanti i contributi saranno concessi con procedure selettive, mediante bandi di presentazione delle istanze stabiliti dalla giunta regionale. La giunta regionale, in sede di approvazione del bando di finanziamento, assegnerà priorità ai progetti più coerenti alla programmazione regionale e potrà invece ridurre le somme concedibili alle strutture turistiche associate che non si siano conformate al principio della unitarietà del sistema turistico, ovvero che non partecipino a tutte le iniziative decise a monte dalla Regione. In poche parole non sarà più la Regione a cofinanziare le iniziative promozionali decise e scelte dagli imprenditori bellunesi in base alle loro reali esigenze, ma saranno gli imprenditori a cofinanziare le iniziative decise dalla Regione: pena l'esclusione degli imprenditori dai contributi e del territorio dalla promozione. Se questo è il decentramento delle competenze proposto dalla Lega, andiamo bene.Valerio TabacchiCoordinatore Partito democraticoProvincia di BellunoBasta allarmismii problemi nasconodalla burocraziaDispiace continuare a leggere dichiarazioni allarmate e allarmistiche secondo le quali l'agricoltura bellunese è penalizzata dalle scelte della Regione Veneto. I limiti di Avepa (l'Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) li conosciamo tutti, ma non sono imputabili solo alla Regione Veneto, bensì anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea.Non è, inoltre, assolutamente vero che per l'agricoltura di montagna non sia cambiato nulla. Il Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che, tra le altre cose, ha previsto specifiche misure di finanziamento per la salvaguardia dei siti vincolati Natura 2000 Sic e Zps, sta lì a dimostrarlo: degli oltre 914 milioni di euro di risorse europee destinate al Veneto, 303 milioni, vale a dire il 34 per cento del totale, sono per la montagna. Si tratta di risorse straordinarie, che non hanno precedenti, arrivate, al territorio bellunese principalmente, grazie all'impegno del sottoscritto. Ora si tratta di sfruttare appieno queste risorse, creando sinergie e dotandosi degli strumenti necessari. Penso, per esempio, alla nuova politica urbanistica della Regione Veneto che delega ampiamente a province e comuni: sta a loro predisporre il Pat (Piano di assetto del territorio) e i Pati (Piani di assetto del territorio intercomunali) che offrano garanzie anche nell'ambito agricolo.Gianpaolo Bottacinconsigliere regionaleLega Nord.

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GOVERNO: FEDAGRI, ZAIA SPINGA AGROALIMENTARE A FARE SISTEMA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food GOVERNO: FEDAGRI, ZAIA SPINGA AGROALIMENTARE A FARE SISTEMA (AGI) - Roma, 8 mag - "Auguro al nuovo ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia buon lavoro a nome dei nostri cooperatori agricoli. Sono fiducioso che il volto nuovo dell'agricoltura italiana sapra' puntare l'attenzionedel dicastero su temi cruciali per il settore come l'importanza dei mercati internazionali, la tutela delle produzioni d'eccellenza italiane e la capacita' di fare sistema per vincere la sfida della globalizzazione. Con queste parole, il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni ha salutato l'elezione del nuovo Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia. "Forte dell'esperienza maturata - ha aggiunto Bruni - prima come presidente della provincia di Treviso e poi come assessore all'agricoltura e del turismo e vicepresidente della Regione Veneto, Luca Zaia dovra' affrontare anche i nodi che attanagliano il settore e ne rallentano lo sviluppo, come la burocrazia che esige un importante snellimento". "Affinche' l'agroalimentare italiano possa conquistare nuovi mercati internazionali e consolidare le posizioni gia' acquisite all'estero e' necessaria la coesione di tutti i protagonisti della filiera, dalla produzione, alla trasformazione, alla commercializzazione - ha affermato il presidente di Fedagri - auspico, dunque, per il nuovo mandato del ministro Zaia, un periodo di sereno confronto tra tutti gli attori del mondo agroalimentare, poiche' la coesione sara' elemento distintivo e positivo sui tavoli di confronto a Bruxelles, dai quali passano, ormai, tutte le riforme, le modifiche e le norme che regolano il nostro settore a livello comunitario".(AGI).

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GOVERNO: CIA, ATTENDIAMO FATTI E RILANCIO CONCERTAZIONE (2) (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Food GOVERNO: CIA, ATTENDIAMO FATTI E RILANCIO CONCERTAZIONE (2) (AGI) - Roma, 8 mag - Politi ricorda il documento predisposto dalla Cia per la nuova legislatura nel quale viene delineato "un nuovo progetto per lo sviluppo dell'agricoltura, per accrescere le capacita' concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il 'made in Italy' alimentare. Un progetto che si puo' sintetizzare nelle tre parole 'impresa, internazionalizzazione, interprofessione' e che si articola su fondamentali esigenze: sostenere la ricerca e l'innovazione; promuovere il capitale umano ed il ricambio generazionale; accrescere le capacita' concorrenziali delle imprese e delle filiere agroalimentari; promuovere la semplificazione e l'efficienza della macchina amministrativa, con un taglio netto alla burocrazia e ai suoi pesanti oneri; sostenere la proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualita', difenderlo dalle contraffazioni e dall'uso improprio dei marchi e delle denominazioni". Per quanto riguarda la Conferenza nazionale sull'agricoltura, "auspichiamo che il ministro Zaia -rileva il presidente della Cia- riprenda e sviluppi in maniera adeguata il percorso che era stato avviato nella precendente legislatura e da noi espressamente sollecitato. Per questo motivo riaffermiamo che alla preparazione di questo importante appuntamento come Confederazione offriremo il contributo di idee e di proposte perche' dalla Conferenza possa derivare un progetto condiviso, nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze sociali possano assumere le proprie responsabilita', impegnandosi a realizzarlo". Nel ribadire la necessita' di una forte presenza ed autorevolezza a livello Ue, specie nel momento in cui si discute dello stato di salute della Politica agricola comune, Politi chiede che il presidente del Consiglio Berlusconi "si impegni a restituire spessore e legittimita' alla concertazione, come metodo non occasionale sul quale costruire un corretto rapporto tra esecutivo e parti sociali e dal quale far derivare il pieno riconoscimento del ruolo delle rappresentanze degli interessi. Cio' dovra' comportare un aggiornamento delle sedi e delle procedure della concertazione".(AGI).

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Il Lecco in Lega per la regolarità delle <code> di C1 (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CALCIO Il presidente Mario Maccalli ha convocao a Firenze le società coinvolte nei play out per i problemi di ordine pubblico e vendita biglietti Il Lecco in Lega per la regolarità delle "code" di C1 Fiori: "Alla Paganese mancava il documento di agibilità dello stadio ma la società si è detta certa di poterlo produrre" leccoIeri mattina a Firenze ?udienza generale? dal presidente della Lega di Serie C Mario Macalli, per tutte le società ammesse ai play-out della serie C1 (gironi A e B). Il presidente Macalli, la segretaria Conigliaro e i vari rappresentanti di Lega per l'Ordine pubblico e i Commissari della Procura Federale, hanno spiegato ai rappresentanti delle otto società coinvolte negli spareggi salvezza come si svolgeranno la vendita e distribuzione dei biglietti, le modalità di effettuazione degli spareggi, le misure atte a garantire la completa regolarità degli stessi. Dopo un discorso introduttivo generale di Macalli, si è entrati nel vivo della questione. Il presidente ha garantito in ogni caso la serietà degli incontri e che tutto si svolgerà nella massima regolarità e trasparenza. Proprio per aiutare le varie società ad affrontare nella massima serenità questi spareggi, la Lega garantirà, negli stadi dove sarà ritenuto opportuno per via della forte affluenza, degli ?stuart? di Lega a sostegno di quelli di cui ogni società già dispone (probabilmente nel nostro girone avverrà a Verona). Il presidente Gianni Fiori, presente a Firenze con il segretario Giuseppe D'Aniello, è sollevato: "Sulla carta ci sono i presupposti per poter sperare nello svolgimento regolare dei play out. Mi sento di dissipare i timori che ci sentiamo addosso soprattutto per la gara di ritorno. Rispetto alla gara di campionato che abbiamo disputato a Pagani, mi sento solamente di sensibilizzare gli organi ufficiali perché garantiscano maggiormente i giocatori e i dirigenti dal momento in cui arriva il pullman del Lecco a quando tutto lo staff si accomoda in tribuna. Nella gara di ritorno alcuni dirigenti non si sono seduti in tribuna perchè non era ospitale, nemmeno come logistica. Ma queste sono quisquilie?". Un piccolo giallo sulla gara di ritorno: "Alla Paganese mancava il documento di agibilità dello stadio ma la società campana si è detta certa di poterlo produrre in tempo, ovvero entro venerdì. Altrimenti si andrà da altre parti, ma sono sicuro che si giocherà regolarmente a Pagani da quel che è stato detto da tutti in Lega?". Lunedì prossimo, inoltre, sarà designato un commissario amministrativo che affiancherà la segreteria della Calcio Lecco per tutte le pratiche di vendita e distribuzione dei tagliandi oltre che per tutta la burocrazia che sta dietro a partite del genere. La vendita sarà effettuata attraverso il circuito TicketOne, (a Lecco presente nei negozi MediaWorld e DiscoShop), per cui è già sicuro che per la gara esterna di Pagani i biglietti del settore ospite saranno disponibili solo alla TicketOne (come, peraltro, già avvenuto nel corso di tutto il campionato). Ma i biglietti per le partite in casa? Saranno stampati dalla Lega e da TicketOne, ma potranno essere venduti dove la Calcio Lecco 1912 spa deciderà: allo stadio lo stesso giorno della gara, mentre per la prevendita è tutto ancora da stabilire; i giorni precedenti il 18 maggio i tagliandi potranno essere venduti in vari luoghi che la società sta decidendo in queste ore e che comunicherà a breve. I prezzi? Dovrebbero ricalcare quelli del campionato. A stabilirli sarà solamente la Lega in base a una media tra i prezzi praticati in campionato sia dal Lecco che dalla Paganese. La ragione del fatto che a decidere il costo dei tagliandi è la Lega (in quanto organizzatrice degli incontri) è presto spiegata: detratta una percentuale dell'incasso (un forfait di spese organizzative e l'Iva), dal netto risultante la Lega si prenderà il 25%. Del rimanente incasso, due terzi andranno alla società ospitante e un terzo all'ospitata. Insomma: la Lega ha tutto l'interesse a non fare prezzi popolari da una parte, e, dall'altra, alle società andrà poco dalla disputa di questi play-out. Marcello Villani 08/05/2008.

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Reddito dichiarato: una colpa? (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Il grillo sparlante colpito e affondato (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma - Avere un figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale . Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione - scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute, assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala - Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi, ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro - ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che fanno pensare più con il cuore che con la testa". [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Inter: Balotelli `Mi sento cittadino di Serie B` (sezione: Burocrazia)

( da "Datasport" del 08-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Inter: Balotelli 'Mi sento cittadino di Serie B' (Mario Balotelli ) (AGM-DS) - 08/05/2008 21.42.23 - (AGM-DS) - Milano, 8 maggio - Mario Balotelli si sente vittima di un'ingiustizia. Il 17enne attaccante dell'Inter Mario Balotelli attacca la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore eta' e che di conseguenza gli fara' perdere l'occasione di indossare la maglia della Nazionale olimpica. 'La legge italiana e' ingiusta, va cambiata - ha detto il centravanti a 'Il Corriere Canadese' -. Mi sento un cittadino di serie B'. Balotelli, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi adottato da una famiglia bresciana, non e' ancora cittadino italiano. 'Pur essendo nato qui, la legge non mi riconosce ancora la cittadinanza: lo trovo un'enorme ingiustizia, la legge andrebbe cambiata'. Balotelli pero' sa che prima o poi quella maglia azzurra non gliela levera' nessuno .'Ho rinunciato all'invito della nazionale ghanese - ha rivelato - perche' vorrei vestire la maglia azzurra: sono nato ed ho sempre vissuto in Italia, percio' mi sento cittadino italiano'. Infine su Pato: 'Entrambi siamo forti, ma siamo anche profondamente diversi. Mi piacerebbe molto giocare con lui'. LEGGI ANCHE Cruz: 'Nervosismo? Assolutamente no'.

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