HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
tARTICOLI DELL’8-5-2008 #TOP
·
Articoli
Burocrazia (70)
Il commento
( da "Cittadino,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'Europa e le piccole imprese Riduzione della burocrazia, migliore accesso ai mercati europei e alle gare pubbliche, più accesso al credito ma anche a una mano d'opera qualificata, sostegno alle imprese che vogliono crescere anche sul mercato internazionale. Sono queste le principali richieste emerse segue a pagina 23.
Contrarian
( da "Milano
Finanza (MF)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: essere imputato ai guasti della burocrazia? A quanto pare sì, vista la disavventura in cui è incappata Impregilo (attualmente il titolo ha recuperato quota 4 euro). Anzi, l'amministratore delegato Alberto Rubegni non ha dubbi che sia proprio a causa della burocrazia che Impregilo per mesi è stata percepita come principale responsabile del mancato smaltimento dei rifiuti campani.
Poco
Giappone in Italia ( da "Secolo XIX, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per burocrazia e minor competitività rispetto ad altri mercati fa tentennare chi potrebbe portare capitali. Il quadro che emerge dall'Italy-Japan Business Group è questo. Da vent'anni uniti nel tentativo di incrociare le proprie economie, i due Paesi si incontrano a Venezia, sull'isola di San Servolo, per volontà dell'organismo creato dalle due comunità imprenditoriali e oggi co-
Piazza
Marconi, riesplode la rabbia <Butteremo la recinzione tra gli scavi>
( da "Provincia
di Cremona, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il cantiere non si sblocca e pure la burocrazia ministeriale ci ha messo lo zampino: il cambio ai vertici della Soprintendenza regionale ai beni archeologici ha ulteriormente complicato la già aggrovigliata matassa. Tanto che nessuno crede più che l'anno prossimo, alla fine del mandato del sindaco Corada, il parcheggio interrato si potrà inaugurare.
VALLE
DI FIEMME- Sono quindici i progetti presentati per il 2008, all'interno del
Piano Giovani di zona della Valle di Fiemme, e gestiti da diverse realtà
sociali ed istituzionali ( da "Adige, L'"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia ossessionante, che va a privilegiare spesso aspetti formali in grado di rallentare tutto". Il Piano, come ha ricordato Diego Delvai, comporta una spesa di 75.980 euro, dei quali 34.970 coperti da contributo provinciale, gli altri dagli interventi dei Comuni, del Comprensorio e di diverse istituzioni valligiane,
Bene
i redditi pubblicati, e le tasse? FRANCO GIOVANNINI
( da "Adige,
L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la sanità, l'istruzione, gli investimenti, la burocrazia ecc. Anche queste divise per il numero di trentini possono essere confrontate con quelle dei cittadini non autonomi cosicché si avrebbe un confronto di quanti soldi la nostra autonomia (forse) ci privilegia individualmente rispetto agli altri italiani.
<A
Milano servono costruttori di parole>
( da "Giornale.it,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Milano che sale, a cantieri chiusi nelle mani di una burocrazia occhiuta e liberticida. La verticalità è una risposta adeguata alle sfide del nostro tempo". Esteticamente compatibile con la città? "I grattacieli li facciamo oggi perché sono un'esigenza di ieri. E sulla natura bisogna avere uno sguardo ampio.
<Il
Giornale aveva ragione> E arrivano le borse di studio
( da "Giornale.it,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quattro mesi di burocrazia sulla pelle di chi aspettava, con pieno diritto, le borse di studio. Arssu non si nasconde e scrive a Burlando: "Alla luce di quanto sopra, sono da rivedere alcune modalità di approvazione relative alle borse di merito che vedono coinvolte le Province, la Regione e questa Azienda.
Burlando
tra fatti e scherzi (agli alleati)
( da "Giornale.it,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aggravata dalla burocrazia e da questioni contrattuali impossibili da districare. Allora si era interessato il Comune, aveva detto di interessarsi, salvo poi spiegare a quella famiglia che la legge è legge e non si possono cambiare le regole. A meno che, come dimostrano i fatti, non ci sia da dare la casa agli zingari.
IL
TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
"Ritocchi"
al ribasso per le prossime tasse ( da "Stampa, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: minor spesa per le prime e risparmio in termini di tempo e di burocrazia per la seconda. Buone notizie anche per chi si iscriverà al regime di tempo parziale: la contribuzione sarà calcolata in modo proporzionale rispetto a quella dovuta dagli iscritti al tempo pieno. Meno entrate, dunque, anche in tempi "magri" per le casse delle università?
Meglio
tardi che mai, ora riforma ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: improduttivo che pesa sul Paese, dalla burocrazia allo "statalismo municipale", facendo investimenti e infrastrutture. Ben venga, quindi la lotta all'evasione,"chi evade ruba", e la trasparenza. Ma non alla gogna della pubblicazioni in rete delle dichiarazioni dei redditi, "una mossa sbagliata che rischia di mettere tutti contro".
L'Anm
<chiama> Alfano: disponibilità totale
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è solo la burocrazia, ma talvolta anche l'inaccuratezza del magistrato. "Bisogna distinguere. Ci sono scarcerazioni dovute a gravi e colpevoli omissioni: e anche i magistrati, compresi i loro capi, ne devono rispondere. Ma in uno dei più recenti casi, l'imputato detenuto conosceva tutti gli atti notificatigli, uno dei suoi legali pure,
Se
dietro lo sportello del Municipio gli asini hanno preso il comando
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Silvio Lanzano Caro Lanzano, si dice spesso che la burocrazia usi volutamente un gergo non intellegibile per ragioni di autotutela. è in fondo il motivo che sta dietro a ogni esoterismo: la preservazione della casta di iniziati tramite l'esclusione dei non iniziati dalla pura e semplice comprensione del discorso.
Una
diarchia che funzionerà solo con un delfino rinunciatario
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oltre alla potente burocrazia interna del Cremlino, anche la guida dei servizi di sicurezza. Ma il test fondamentale richiederà tempi più lunghi. Medvedev ha promesso di fare "davvero" la guerra alla corruzione, e ha detto di considerare inaccettabile la commistione tra incarichi istituzionali e presenze nei consigli d'amministrazione delle società.
Giustizia,
l'Anm <chiama> Alfano: ( da "Corriere.it"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e i vuoti di organico Giustizia, l'Anm "chiama" Alfano: "Disponibilità totale senza preclusioni" Il presidente dell'associazione magistrati al neoministro: decidere le priorità, noi pronti a collaborare MILANO "Disponibilità totale, senza preclusioni e senza volontà di contrasto, all'individuazione di seri interventi che almeno comincino a porre rimedio al disastro della
Montezemolo:
riforme ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: deve abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché "ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori". Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono proseguire il loro "sforzo di reazione".
Di
OLIVIA POSANI ROMA PARLA dei suoi quattro anni <dif
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: deve abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché "ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori". Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono proseguire il loro "sforzo di reazione".
Expo,
Penati contrario allo stop al Tar proposto dalla Moratti
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assicurare che la burocrazia non impedisca il rispetto della tempistica nella realizzazione delle opere ma senza rinunciare alla correttezza e alla trasparenza". Libera traduzione dal "penatese": "La Provincia, preoccupata di difendere le prerogative dei ricorrenti al Tar, è contraria a qualsivoglia decreto del Governo".
Meno
burocrazia, più bilinguismo ( da "Alto Adige"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alleanza con i Verdi "Meno burocrazia, più bilinguismo" BOLZANO. Il primo programma per le provinciali è quello presentato ieri dalle BÜrgerListeCiviche, la cui alleanza con i Verdi è probabile ma l'approvazione è prevista per il mese prossimo. "Anche nella coalizione con i Verdi le civiche hanno una loro fisionomia", riassume Elda Letrari,
Mattanza
in vista, anche con il gps ( da "Nuova Sardegna, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assegnazione tra i principali richiedenti (Pescalltur di Calasetta e Dio Padre di Carloforte), non considerando, tuttavia, che i tonni di corsa non attendono una firma, e neanche i tonnarotti, che devono organizzare per tempo e con certezza la stagione di pesca, evitando di incappare nelle peggiori reti, ma quelle della burocrazia.
<ALTRO
CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del Comune è
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Possibile non vengano stampati dei depliants per indicare i nuovi uffici e gli orari di apertura al pubblico? Sono manifesti semplici da realizzare, senza troppe pretese: l'importante è aiutare i cittadini, non solo gli anziani, a districarsi tra i meandri della burocrazia". D.M.
Rifiuti
abbandonati, l'opposizione attacca
( da "Provincia
Pavese, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: abitudine di scaricare le colpe sulla burocrazia o su altri enti" concludono i due. Bruno Garlaschelli, però, ha le idee chiare in merito. "Il gioco ormai è evidente - sibila il sindaco -. Non perdono occasione per attacchi quasi quotidiani colpendo su due fronti: uno è quello dell'opposizione, l'altro è quello di Forza Italia, o Pdl.
Confartigianato
contro le regole sui subappalti: <Scartoffie inutili>
( da "Giorno,
Il (Como)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si tratta solo di burocrazia inutile - tuona - se è pur vero che è estremamente importante che le imprese coinvolte in contratti d'appalto o di subappalto siano in regola con le disposizioni in materia previdenziale, assistenziale, erariale e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, la strada imboccata non è quella percorribile.
Montezemolo,
tra passato e futuro, commenta la "svolta" della Triplice
( da "Gazzetta
del Sud" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ciò che Montezemolo rimpiange è la "fiducia che si respirava una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, abbattere i costi del trasporto e della burocrazia.
<Scadono
i permessi, niente rinnovi per le aziende nella golena del Po>
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non vorrei che si riproponesse la solita catena dei rinnovi fra deroghe e burocrazie varie". Gioanna Spigardi parla inoltre di "dilagante devastazione della golena". E ricorda come fra il 2003 ed il 2004 "si siano ingigantiti i mucchi neri delle scorie di altiforni e chi transita sull'argine deve attraversare nuvoloni di polvere".
Moratti,
la sfida dei superpoteri - giuseppina piano
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poteri che dovranno evitare le secche della burocrazia sul fronte urbanistica e grandi opere. Ma anche una giurisdizione sulle scelte davvero notevole. Saltando pareri di questo e di quello, velocizzando appalti, inserendo tempi stretti entro cui tutti i soggetti interessati devono esprimersi e se non ce la fanno pazienza, limitando i passaggi in consiglio comunale,
Corsa
per il rettore spadolini in campo "troppa burocrazia cambiamo
l'ateneo" - wanda valli a pagina ix
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina III - Genova Medicina, Torre nuovo preside Deferrari vince la prima partita Corsa per il rettore Spadolini in campo "Troppa burocrazia cambiamo l'ateneo" WANDA VALLI A PAGINA IX SEGUE A PAGINA IX.
Di
IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Gi
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: stando attenti che a babbo non prendano crisi respiratorie che lo farebbero soffocare". Mentre da anni i 'suoi cari' stanno combattendo una battaglia contro la burocrazia, per Carmelo colorito roseo e sguardo sereno, il tempo sembra essersi fermato. L'affetto e l'amore della moglie e del figlio dà i suoi buoni frutti.
Il
pd dopo il voto per tullo segretario c'è la riconferma
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che cosa andiamo a dire alla gente del Nord che non ne può più di burocrazia, di lavoro che manca". Intanto sono girati, molti nomi di candidati alternativi, uno è quello dell'ex sindaco della Spezia, e ex segretario Ds, Giorgio Pagano, non iscritto al Pd, precisano, ma gradito a molti. Un'altra "nomination" è andata a Lorenzo Forcieri, il re rosso di Sarzana, ex sottosegretario.
Università,
benedetta va alla guerra - wanda valli
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: togliere burocrazia, attirare nuovi studenti. Con una gestione collegiale. Professoressa Spadolini, bell'impresa la sua. Sempre convinta? "Il nostro Ateneo merita almeno un confronto, non è pensabile avere una sola voce. La mia è una candidatura di servizio, sono serena, non temo calunnie, attacchi, insinuazioni,
Le
categorie da pordenone dettano le priorità: subito meno burocrazia e incentivi
alle imprese ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: subito meno burocrazia e incentivi alle imprese PORDENONE. Undici dei 14 consiglieri regionali eletti in provincia di Pordenone - e tra questi gli assessori Luca Ciriani ed Elio De Anna, il presidente del Consiglio, Edouard Ballaman, e il suo vice Maurizio Salvador - sono stati ricevuti, ieri pomeriggio dalle categorie economiche del Friuli occidentale.
Genitori
adottivi perseguitati per mesi dalla burocrazia
( da "Mattino
di Padova, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Genitori adottivi perseguitati per mesi dalla burocrazia GRANTORTO. L'adozione di un minore è diventata un'odissea per la coppia del paese tornata dall'Asia il 24 febbraio con un piccolo di 13 mesi. "Avevamo fatto pacchi di documenti, certificati, lettere di raccomandazioni, estratti conto, avevamo trascorso un mese in Cambogia mettendo tutto a posto - spiega la madre adottiva P.
Usi
civici, grazie dal comitato ( da "Tirreno, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: densi di difficoltà, burocrazie e ritardi, ma nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma che ci eravamo assunti con l'insediamento: realizzazione di un centro diurno per anziani, maggiori spazi per la Pubblica Assistenza, sostegno al volontariato e messa in sicurezza di terreni".
La
sfida di emiliano fra periferie e burocrazia - teresa massari
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bari La sfida di Emiliano fra periferie e burocrazia TERESA MASSARI Dopo il 14 aprile si discute, in Puglia come in tutta Italia, del vistoso spostamento a destra del consenso elettorale. Brucia, a sinistra, soprattutto la consistente perdita del voto dei ceti popolari, che si è allocato a Nord nella Lega, e a Sud nel Popolo della libertà.
De
anna: richieste condivisibili ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pressione fiscale e un costante incremento dei costi della burocrazia. Questi ultimi in particolare - secondo Ballaman - vengono utilizzati per uccidere le Pmi e noi dobbiamo cercare di eliminarli". Il confronto tra classe politica e rappresentanti dell'economia è utile "e lo sarebbe ancor di più se esteso a tutti i soggetti, e quindi consiglieri regionali, parlamentari e Provincia"
IO,
SPOSA DI UN EGIZIANO ( da "Wall Street Italia"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Io, sposa di un egiziano -->La storia di Loredana Roscetti, da un anno moglie di un copto fra mille difficoltà amministrative: "La burocrazia italiana stritola l'individuo".
Puc,
l'Autority apre la verifica ( da "Citta' di Salerno, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: piuttosto, sarebbero da addebitare alle difficoltá della burocrazia."E' risaputo che il Comune di Albanella opera con un pesante sott'organico. Inoltre, nei documenti richiesti erano presenti dei dati sensibili di altri professionisti, ai quali si è dovuta chiedere l'autorizzazione a renderli pubblici.
Subappalti,
incubo burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le istituzioni non scarichino questo onere su di noi, già oberati da mille burocrazie". Continua il presidente di Confartigianato: "Andremo a Roma e porteremo tutte le carte davanti al Parlamento. Il governo faccia subito un provvedimento urgentissimo in materia. Ormai la burocrazia occupa gran parte delle nostre energie.
Piccola
industria, Morandini: Necessario intervenire sulla rete
( da "Denaro,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese - spiega il leader dei piccoli imprenditori - due le strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio".
<Abbiamo
bisogno di regole e leggi certe>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma i nostri sforzi devono coincidere con una burocrazia più agile, snella e meno oppressiva. C'è necessità di leggi certe: nessuno firma più progetti che poi possono finire sotto la mannaia di qualche giudice". E la formazione? "Basta con i soldi buttati, ci coinvolgano nella programmazione".
ENERGIA,
CASERTA PAGA LA CONGESTIONE DELLA RETE ELETTRICA
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese", ha ricordato il leader dei piccoli imprenditori. Due le strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio.
Cari
politici, fate contare di più pordenone
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Liberateci dai costi della burocrazia" "Cari politici, fate contare di più Pordenone" Ieri il vertice in Camera di commercio. "La Regione metta le imprese al centro della sua politica" APPELLO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE di ELENA DEL GIUDICE Un obiettivo comune: rilanciare e rafforzare il tessuto economico-produttivo e, quindi, il lavoro e la ricchezza del territorio.
MONTEZEMOLO:
NEL PAESE CI SONO SEGNALI DI RIPRESA
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno spesa pubblica improduttiva, meno burocrazia. "I lacci e lacciuoli di cui parlava Guido Carli, dal '70 ad oggi sono clamorosamente aumentati a causa del localismo". Montezemolo non manca di "dare atto al governo Prodi di aver preso decisioni importanti sia sul cuneo fiscale che sulle aliquote".
Strada
chiusa e indennizzi fantasma <Così il bosco diventa una polveriera>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
08-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Misteri della burocrazia. A Talana hanno un luogo che simboleggia alla perfezione questo tipo di dimenticanze: la strada che collega il paese a Villagrande. Ostruita da una frana ormai quattro anni. Dopo anni di proteste la situazione è ancora in fase di stasi.
Berlusconi
e il governo del "fare"
( da "Giornale.it,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Pecoraro:
''Mi rallegro che il Pdl abbia mantenuto un ministero dell'Ambiente''
( da "Redattore
sociale" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attenzione al settore agricolo e un taglio netto alla burocrazia. Una decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro, al quale confermiamo stima e auguriamo un proficuo lavoro per il bene dei nostri imprenditori agricoli, e in generale al nuovo governo, poniamo -aggiunge il presidente della Cia- tre precise priorita': una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull'
Tempi
brevi per ricevere risposta al telefono Al Pirellino però si rispetta la pausa
pranzo ( da "Corriere Di Como, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia non è Paese che si distingua per burocrazia snella. Noi abbiamo provato a calcolare quanto tempo ci vuole per parlare al telefono con enti e amministrazioni pubbliche. A Como, abbiamo scoperto, molto poco. Mediamente due minuti. Non male. Galvanizzati da voci sintetizzate e risponditori automatici, ci siamo inoltrati nel labirinto dei centralini digitali (
Intervista
a Benedetto Della Vedova / I liberali devono nuotare controcorrente. Per ora
( da "Opinione,
L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di un alleggerimento della burocrazia pubblica e di un attento riesame dei sussidi alle attività produttive. Sono fiducioso: il ministro Tremonti sarà in grado di operare in questa direzione. Sarà sicuramente un buon ministro dell'economia se riprenderà il percorso già iniziato durante la sua precedente esperienza di governo.
L'Europa
si chiede: morire per Gerusalemme?
( da "Opinione,
L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Europa per ritrovare l'anima perduta, smarrita nei corridoi delle burocrazie di Bruxelles, e per ridare un senso alla sua missione di libertà e democrazia nel mondo. Questa ipotesi, a sua volta, porrebbe subito un altro interrogativo: la proposta, benefica per l'Europa, sarebbe altrettanto utile a garantire la sicurezza di Israele?
ROSA'
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: C'è grande responsabilità, occorre controllare, c'è una burocrazia da osservare, ci sono tanti, tanti costi. Non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di aiuto".E qui è scaturita la denuncia pubblica di un contributo promesso 18 mesi fa e mai arrivato. I presenti sono rimasti un po' sorpresi, molti sono parsi annuire.
Consorzi,
pioggia di critiche sul Gral ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È sicuramente fuori dalla realtà" Consorzi, pioggia di critiche sul Gral "Una burocrazia occhiuta ed ingiustificata che procede per diffide e una normativa che ha come effetto la paralisi" ChioggiaLaguna, Gral, assessore provinciale alla pesca Luigi Solimini: elementi di un mosaico, anzi di un labirinto che sta soffocando i molluschicoltori.
Rivolta
dei sindaci contro la Regione ( da "Opinione, L'"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: interno della burocrazia regionale renda lenti ed imprecisi gli interventi sono i punti maggiormente contestati dai sindaci piacentini, in primis da quello di Piacenza nonché presidente dell'ATO Roberto Reggi (centro-sinistra), che ha paragonato la situazione a quella di Trenitalia "dove i Comuni si prendono le contestazioni dei cittadini,
Sotto
le due torri... o sotto i ponti? ( da "Opinione, L'"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avversati non solo dalla insostenibile burocrazia, dai piani per il traffico, spesso a loro sfavorevoli, ma anche da quell'altra categoria di cittadini costituita dai proprietari. Chissà perché oggi parlare del centro rimandi sempre più spesso all'idea del tiro a segno, dove il bersaglio è appunto sempre più il centro!
Il
presidente Pozza torna alla ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il presidente Pozzatorna alla caricacontro la burocrazia:"Lo Stato ci impediscedi lavoraree con le ultime normele nostre impreserischiano di soffocare"Zanardo a pagina V.
(A.L.)
Fare della Provincia <il ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e più servizi"; revisione del portafoglio delle partecipazioni provinciali, che oggi sono "esuberanti, ne abbiamo più di 50"; rafforzamento dei rapporti e delle convenzioni con i Comuni."Dal 2003 - sostiene Fontanini - il centrosinistra ha fatto di Trieste il motore pensante per tutti: questo per noi rappresentanti della grande realtà friulana è inaccettabile"
Gli
artigiani portano in piazza carriole piene di scartoffie
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Protesta contro la burocrazia Gli artigiani portano in piazza carriole piene di scartoffie "Porteremo in piazza le carriole piene di scartoffie!". Quei moduli, certificati, verbali e documenti vari, tanti da riempire appunto intere carriole, che sommergono sempre più le piccole imprese.
I
medici: <Follia il geriatra di base>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Forte dello slogan che appartiene alla sua categoria ("non poniamo problemi ma creiamo soluzioni") il segretario dei medici di base auspica infine che nel prossimo futuro si dia "più spazio alla professionalità e alla competenza rispetto a politica e burocrazia, anche nella gestione delle case di riposo".Laura Simeoni.
Imprese,
lista della spesa alla politica ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: strade e meno burocrazia La "lista della spesa" è sempre la stessa. I problemi fondamentali che i rappresentanti delle categorie economiche della provincia hanno sollevato ieri con i consiglieri regionali appena eletti, infatti, sono uguali a quelli di cinque anni fa: diminuire la pressione fiscale a imprese e famiglie,
Senza
telefono, ma arriva la bolletta ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incappata in una storia di ordinaria o straordinaria burocrazia. Questi i fatti da lei stessa raccontati. Residente a Francenigo, comune di Gaiarine in provincia di Treviso, nel settembre scorso decide di venire ad abitare in una bifamiliare in via Francenigo n. 3/b a Brugnera, vale a dire, a poche centinaia di metri dalla precedente residenza.
GOVERNO:
ZAIA, FEDERALISMO E' L'OBIETTIVO STRATEGICO
( da "ADN
Kronos" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: DIFENDERO' AGRICOLTURA ITALIANA DA BUROCRAZIA UE ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 8 mag. - (Adnkronos) - ''Sono orgoglioso di far parte di una squadra di governo che ha come obiettivo strategico il federalismo, cioe' il cuore della proposta leghista.
FERRARA
- Imprese: crescono gli investimenti, ma pesa la burocrazia
( da "RomagnaOggi.it"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma pesa la burocrazia FERRARA - Continuano ad investire le imprese ferraresi. Nonostante le difficoltà legate ai mercati e gli ostacoli di tipo infrastrutturale e burocratico. Secondo l'indagine di Confindustria Ferrara, che ha esaminato gli investimenti del 2007 e le previsioni per il 2008 su un campione rappresentativo di aziende associate,
LETTERE
E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bensì anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea.Non è, inoltre, assolutamente vero che per l'agricoltura di montagna non sia cambiato nulla. Il Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che, tra le altre cose, ha previsto specifiche misure di finanziamento per la salvaguardia dei siti vincolati Natura 2000 Sic e Zps,
GOVERNO:
FEDAGRI, ZAIA SPINGA AGROALIMENTARE A FARE SISTEMA
( da "Agi"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come la burocrazia che esige un importante snellimento". "Affinche' l'agroalimentare italiano possa conquistare nuovi mercati internazionali e consolidare le posizioni gia' acquisite all'estero e' necessaria la coesione di tutti i protagonisti della filiera, dalla produzione, alla trasformazione, alla commercializzazione - ha affermato il presidente di Fedagri -
GOVERNO:
CIA, ATTENDIAMO FATTI E RILANCIO CONCERTAZIONE (2)
( da "Agi"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con un taglio netto alla burocrazia e ai suoi pesanti oneri; sostenere la proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualita', difenderlo dalle contraffazioni e dall'uso improprio dei marchi e delle denominazioni". Per quanto riguarda la Conferenza nazionale sull'agricoltura, "auspichiamo che il ministro Zaia -rileva il presidente della Cia-
Il
Lecco in Lega per la regolarità delle <code> di C1
( da "Provincia
di Lecco, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le pratiche di vendita e distribuzione dei tagliandi oltre che per tutta la burocrazia che sta dietro a partite del genere. La vendita sarà effettuata attraverso il circuito TicketOne, (a Lecco presente nei negozi MediaWorld e DiscoShop), per cui è già sicuro che per la gara esterna di Pagani i biglietti del settore ospite saranno disponibili solo alla TicketOne (come, peraltro,
Reddito
dichiarato: una colpa? ( da "Padania, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;
Il
grillo sparlante colpito e affondato
( da "Padania,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;
Quando
la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale
( da "Padania,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.
Inter:
Balotelli `Mi sento cittadino di Serie B`
( da "Datasport"
del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il 17enne attaccante dell'Inter Mario Balotelli attacca la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla maggiore eta' e che di conseguenza gli fara' perdere l'occasione di indossare la maglia della Nazionale olimpica. 'La legge italiana e' ingiusta, va cambiata - ha detto il centravanti a 'Il Corriere Canadese' -.
( da "Cittadino, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'Europa
e le piccole imprese Riduzione della burocrazia, migliore
accesso ai mercati europei e alle gare pubbliche, più accesso al credito ma anche
a una mano d'opera qualificata, sostegno alle imprese che vogliono crescere
anche sul mercato internazionale. Sono queste le principali richieste emerse
segue a pagina 23.
( da "Milano Finanza (MF)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Numero 091
pag. 5 del 8/5/2008 | Indietro Contrarian Commenti &
Analisi Balle Sulle Ecoballe E Sul Titolo Impregilo Anche il crollo di un
titolo quotato in borsa dal massimo di 7 euro al minimo di 2,5 euro può essere imputato ai guasti della burocrazia? A quanto pare sì, vista la disavventura in cui è incappata
Impregilo (attualmente il titolo ha recuperato quota 4 euro). Anzi,
l'amministratore delegato Alberto Rubegni non ha dubbi che sia proprio a causa
della burocrazia che
Impregilo per mesi è stata percepita come principale responsabile del mancato
smaltimento dei rifiuti campani. "Colpa della grande
disinformazione", ha detto Rubegni, che ha definito il termovalorizzatore
di Acerra ("fermo non per colpa nostra") "uno dei più moderni
d'Europa", con parametri di emissione "migliori rispetto agli
impianti di Milano e Brescia". Ha anche precisato che le cosiddette
ecoballe "non sono inquinanti e possono essere bruciate ovunque".
Quanto alle cause del blocco, Rubegni ha chiamato in causa appunto le procedure
burocratiche. E le mancate decisioni in sede politica. Se dunque Impregilo
poteva risolvere il problema dal punto di vista tecnico, non sarebbe stata messa
in condizioni di agire da una burocrazia e una
politica inefficienti. In effetti, resta da capire coma mai un gruppo che ha
costruito oltre 500 termovalorizzatori in tutto il mondo abbia fallito nella
sola regione campana. Tra gli altri spiccano quelli della controllata Babcock
Environment, in Germania, alla quale sono stati spediti (e qui il paradosso
tocca l'apice) anche i rifiuti di Napoli. In ogni caso, la disavventura ha
lasciato un segno profondo: i profitti sono infatti crollati a 40,8 milioni,
per via del peso di accantonamenti, costi e rettifiche di valore relativi ai
progetti Rsu Campania per circa 90 milioni. Ciò nonostante, quando è stato il
momento di indicare i temi più interessanti per le strategie future di
Impregilo, il presidente Massimo Ponzellini le ha individuate nelle economie
emergenti e nell'emergenza ambientale. "Davanti a noi c'è un grande
futuro", ha annunciato. Perché ciò sia vero, è però necessario che la
lezione campana sviluppi gli anticorpi necessari per affrontare situazioni ad alto
rischio burocratico. Presenti ovunque.Tre segnali d'allarme dal mondo dei
giornali A marzo, a causa delle festività pasquali e del periodo
pre-elettorale, gli investimenti pubblicitari hanno frenato bruscamente. Per
esempio, il gruppo Espresso ha registrato un calo del 13% che non si vedeva da
molto tempo, sicché nel trimestre i ricavi pubblicitari si sono mediamente
ristretti del 3%. Anche Telecom Italia Media ha visto peggiorare ebitda, ebit e
utile netto per effetto di una raccolta pubblicitaria che ha perso il 3,5%.
Persino la giovanilistica Mtv è risultata in flessione del 12,2%. Quanto ai
dati aggregati della carta stampata, la pubblicità commerciale nazionale,
relativamente ai soli quotidiani, nel periodo gennaio-marzo ha accusato un
saldo negativo del 9,6%: solo a livello complessivo, cioè comprendendo i
periodici, il fatturato è risultato in crescita dello 0,4%. Se è vero che tre
indizi fanno una prova, e qui ne abbiamo in numero ben superiore, non v'è
dubbio che per il settore media è suonato un altro campanello d'allarme. A
soffrire di più potrebbe essere Rcs, gruppo molto esposto sul fronte quotidiani
con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Anche perché nel
trimestre pagherà i costi del full color lanciato dalla Gazzetta. Occhio dunque
alle trimestrali: qualcuno potrebbe barare. Alias Prima di lasciare un
commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il
tuo commento | Leggi i commenti
Ricevi RSS | .
( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Italy-japan business
group Sono solo 310 le aziende presenti sul territorio, ma nessuna è attiva in Liguria
dal nostro inviato Lorenzo Cresci Venezia. C'è un'Italia che esporta, ma che
fatica ad attirare investitori. Un Paese capace di far arrivare in ogni parte
del mondo il proprio genio e il proprio gusto riconoscibile nel cosiddetto
"Made in Italy", ma che per burocrazia e minor competitività
rispetto ad altri mercati fa tentennare chi potrebbe portare capitali. Il
quadro che emerge dall'Italy-Japan Business Group è questo. Da vent'anni uniti
nel tentativo di incrociare le proprie economie, i due Paesi si incontrano a
Venezia, sull'isola di San Servolo, per volontà dell'organismo creato dalle due
comunità imprenditoriali e oggi co-presieduto per parte italiana dal
direttore generale di Finmeccanica, Giorgio Zappa. Stringono legami, cercano di
superare le barriere che, in un mondo globale, non sono più rappresentate dalle
distanze, ma che si concretizzano in considerazioni differenti: un Paese
meraviglioso da visitare, l'Italia, ma che non "stuzzica"
l'investitore. Anche per le imposte, ma più banalmente per problemi
burocratici, come i permessi di soggiorno. Non sorprende neppure Zappa, allora,
scoprire che la Liguria è totalmente esente da investitori giapponesi. Lo
dimostrano i dati illustrati da Takumi Saito, vice presidente di Mitsubishi
Heavy Industry: "In Italia operano 310 aziende giapponesi, con complessivi
437 punti d'appoggio: la Lombardia ce ne sono 264. Gli altri punti sono in
Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, cui si aggiunge il Lazio". Nel
contesto del nord, quindi,manca solo la Liguria. Perché? "Quelli
giapponesi non sono investimenti di grandi gruppi - osserva Zappa - ma di
piccoli o medi. Quindi è naturale che vadano dove esistono realtà tecnologiche
e finanziarie più significative. Non mi meraviglio, anche se certo vedere la
Liguria così vuota?". Una regione, comunque, che riesce a valorizzare
alcune proprie eccellenze, come quella di Ansaldo, partner di Mitsubishi, cui
sono affidate dalla società nipponica i controlli sui rotori delle turbine a
gas. Nel contesto generale, prendendo il caso di Finmeccanica, il
"rapporto con il Giappone non è significativamente importante e clamoroso
- osserva il direttore generale - anche perché nei nostri settori di aerospazio
e difesa ci sono limiti costituzionali propri del Paese orientale, quindi siamo
presenti se non in modo marginale. Però adesso c'è la possibilità di pensare a
importanti joint venture sulle tecnologie duali, con l'allargamento ad altri
settori quali la sicurezza e i sistemi integrati, per esempio nella gestione
dei porti. Ecco, su queste tecnologie possono esserci convenienze
reciproche". Meglio puntare sulla Russia, visti anche i rapporti tra il
neopremier Berlusconi e Vladimir Putin? "I rapporti politici con i russi
sono fondamentali e ora inducono all'ottimismo - osserva ancora il dg di
Finmeccanica - ma debbo dire che da dieci anni a questa parte non ci sono mai
stati rallentamenti. Anche per questo la Russia è sempre più importante per la
nostra attività". Torniamo al Giappone. Che viene invitato
dall'ambasciatore Umberto Vattani, presidente dell'Istituto nazionale per il
Commercio estero, a "promuoversi maggiormente in Italia, almeno quanto
facciamo noi da loro". Un rapporto più a senso doppio, quindi, di quanto
stia accadendo oggi. "L'Italia ha investito molto: pensate che solo questa
settimana, all'isola di San Servolo, vanno in scena tre appuntamenti
d'interesse. Dalla ventesima assemblea dell'Italy-Japan al consiglio
d'amministrazione della Venice University, che ospiterà il rettore
dell'università di Wasema per concludere con il cda della Fondazione
Italia-Giappone", aggiunge Vattani. Ma come si concretizzano, oggi, i
rapporti tra i due Paesi? Intanto vanno osservati l'export e l'import. L'Italia
porta in Giappone cuoio, prodotti chimici, abbigliamento e prodotti alimentari.
Molto del "Made in Italy", insomma, che vale complessivamente 7,2
miliardi di dollari. Allo stesso tempo importa per 6,7 miliardi, acquistando
soprattutto autoveicoli (30,9% dell'import complessivo), ma anche moto (10,6%),
oltre ad apparecchi meccanici ed elettrici. La bilancia commerciale, insomma, è
in attivo, ma l'obiettivo è migliorare l'interscambio. Su quali campi puntare,
allora? Alcuni sono quelli illustrati da Zappa. Altri rientrano nel settore
luxury goods, ovvero abbigliamento, profumeria e cosmesi, accessori ma anche
yacht. E poi ce n'è uno su cui l'Italia investe: la sicurezza ambientale. I due
Paesi hanno caratteristiche comuni e rischi naturali altrettanto simili:
alluvioni o terremoti, per esempio. L'Italia ha una tecnologia in materia ambientale,
come ha osservato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso,
assolutamente all'avanguardia. Un modello, insomma, da esportare.
cresci@ilsecoloxix.it 08/05/2008 ' 08/05/2008 in lombardia e in
piemonteInvestono i grandi gruppi ma solo dove esistono realtà finanziarie
significative giorgio zappaCoPresidente Italy-Japan B. G. 08/05/2008.
( da "Provincia di Cremona, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Giovedì
8 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Piazza Marconi, riesplode la rabbia
"Butteremo la recinzione tra gli scavi" Hanno scritto al Comune,
hanno chiesto il parere di un avvocato, hanno contattato il Gabibbo, hanno
fatto assemblee ed incontri. Ma in piazza Marconi il cantiere rimane fermo, da
oltre un mese. E questo nonostante i ripetuti tentativi dell'assessore Daniele
Soregaroli di ottenere l'autorizzazione per la rimozione del muro romanico e la
ripresa dei lavori. Ora i commercianti della piazza hanno detto basta e sono
pronti, se non succederà qualcosa nelle prossime ore, a gesti clamorosi. La
rabbia è tanta, cresce ora per ora, davanti a quegli scavi infiniti. I
commercianti intanto hanno visto crollare i loro incassi, perchè i clienti non
arrivano. E quei pochi che trovano un posto auto nella zona davanti alla
macelleria Zilli rischiano la multa, anche per il ticket scaduto da pochi
minuti. Per non parlare della sporcizia che regna sovrana attorno alla
recinzione della piazza. Uno spettacolo desolante al quale nessuno mette
rimedio. A nulla sono serviti appelli, inviti, ordini del giorno ed
interrogazioni in Consiglio Comunale. Il cantiere non si
sblocca e pure la burocrazia ministeriale ci ha messo lo zampino: il cambio ai vertici della
Soprintendenza regionale ai beni archeologici ha ulteriormente complicato la
già aggrovigliata matassa. Tanto che nessuno crede più che l'anno prossimo,
alla fine del mandato del sindaco Corada, il parcheggio interrato si potrà
inaugurare. Ecco perchè i commercianti di piazza Marconi, almeno quelli
che non hanno ancora chiuso il negozio, stanno pensando ad azioni di protesta
clamorose. Ieri c'era chi avrebbe voluto incatenarsi davanti al proprio
negozio; poi i più hanno deciso che, se il cantiere non riprenderà in tempi
rapidissimi, si 'gettare' nel buco la recinzione della piazza medesima. Quella
rete di ferro, arrugginita, che delimita i bordi del cantiere. Un blitz che dovrebbe
lasciare di stucco gli amministratori comunali. Ma non è escluso che si
intervenga sui mucchi di terra, trasportandoli, in congrua quantità, davanti al
municipio. C'è inoltre il problema vigili: in via Monteverdi le multe si
sprecano, così come sulla piazza, nel lato verso via Tibaldi. Qui, esattamente
davanti alla casa di Luzzara, ci potrebbero stare 3 o 4 macchine, ma la sosta è
vietatissima. E chi si azzarda a metter l'auto, visto che ha l'attività
commerciale in zona, si vede immediatamente il foglietto rosa con 36 euro di
multa. Insomma una situazione incredibile, senza apparente via d'uscita. Anche
se ieri sera l'assessore Daniele Soregaroli, a margine dei lavori della
Commissione Ambiente, ha detto che a breve ci saranno novità. Si spera positive.
(g. br).
( da "Adige, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Della vallata, con
il coordinamento del tavolo di lavoro costituito, ancora a fine 2006, dagli undici
Comuni sparsi sul territorio e coordinato da Michele Malfer, insegnante presso
l'Istituto "La Rosa Bianca" di Cavalese VALLE DI FIEMME- Sono
quindici i progetti presentati per il 2008, all'interno del Piano Giovani di
zona della Valle di Fiemme, e gestiti da diverse realtà sociali ed
istituzionali della vallata, con il coordinamento del tavolo di lavoro
costituito, ancora a fine 2006, dagli undici Comuni sparsi sul territorio e
coordinato da Michele Malfer, insegnante presso l'Istituto "La Rosa Bianca"
di Cavalese. Lo stesso Malfer ha presentato martedì nel tardo pomeriggio questa
articolata serie di iniziative presso la sede dello Spazio Giovani
"L'Idea" di Cavalese, all'interno della piscina comunale, assieme
all'assessore comprensoriale Adriano Bazzanella, ai rappresentanti dei soggetti
promotori, agli operatori del Centro Giovani ed al supervisore provinciale
Cesare Valentini."La novità di quest'anno" ha fatto presente Malfer
"è rappresentata dal maggiore coinvolgimento dei giovani stessi, in modo particolare
i giovani lavoratori e gli studenti universitari. Il che evidenzia come
occuparsi di politiche giovanili non significhi soltanto prestare attenzione
alla fascia degli adolescenti". Soddisfatto dei contenuti del Piano
l'assessore Bazzanella, che peraltro non ha mancato di sottolineare la
negatività di "una burocrazia ossessionante, che va a privilegiare spesso aspetti formali in
grado di rallentare tutto". Il Piano, come ha ricordato Diego Delvai,
comporta una spesa di 75.980 euro, dei quali 34.970 coperti da contributo
provinciale, gli altri dagli interventi dei Comuni, del Comprensorio e di
diverse istituzioni valligiane, Casse Rurali in testa. I progetti sono i
seguenti: "Alcoperiamo", su alcol e salute, curato dalla "Rosa
Bianca", "Drugs off" su droga e tossicodipendenza (Comune di
Panchià), "Fiemme Street Jam" sui valori della musica e della danza
(Scuola di Danza di Tesero), Formazione di Guide Didattiche (Fondazione Stava
1985), Giovani e coralità (Coro Slavaz di Tesero), sostenibilità ambientale in
val di Fiemme (WWF), progetto musicale di e per i giovani (Scuola di Musica
"Il Pentagramma"), Progetto Prjedor (Comune di Cavalese), Progetto
Polis, per avvicinare i ragazzi alle istituzioni poitiche (Cooperativa Progetto
92), "Sono forse io...il custode di mio fratello" sui grandi problemi
del mondo (Comune di Cavalese), "Giovani Card", "Giochi senza
pretese" e scambio con altri Centri della Regione (Progetto 92), Sportello
giovani (Comprensorio) e "Diversamente capaci di aiutare (Anffas Cavalese).
M. F. 08/05/2008.
( da "Adige, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Diciamo che fine
fanno Bene i redditi pubblicati, e le tasse? FRANCO GIOVANNINI C aro direttore,
il Suo "Una scelta di libertà" è certamente condivisibile come il
fatto che da anni il Suo giornale pubblica gli elenchi dei contribuenti per
categoria, per reddito, etc. Le polemiche che oggi si stanno facendo sono quasi
tutte pretestuose e scalcagnate cioè senza una vera logica ragionata. Tutto
bene dunque? Non proprio visto che siamo in Trentino dove le tasse non vanno a
finire in un grande pentolone ma rimangono quasi tutte in casa. Perciò, se da
un lato è "scelta di libertà" pubblicare nome e reddito di chi paga,
altrettanto dovrebbe essere conoscere per filo e per segno dove questi soldi
vanno a finire. Si dirà che la Provincia pubblica i suoi bilanci che sono anche
certificati, Lei aggiunge che settimanalmente Voi ci informate sulle delibere,
sui contributi, sui finanziamenti e il resto con estrema chiarezza, completezza
e precisione. Però, tutto questo non basta, cioè non serve alla gente normale
perché sono informazioni non aggregate che solo gli specialisti (forse)
riescono, non dico a capire, ma a mettere in riga. Perché la nostra Provincia è
diversa dalle altre e sostiene direttamente molte spese che nel resto d'Italia
paga direttamente Roma. Quello che credo bisognerebbe riuscire a compilare
sarebbero delle tabelle dove si elencano le voci che Roma paga direttamente per
tutti quali, ad esempio: gli interessi sul debito pubblico, il conguaglio sulla
spesa pensionistica, le ferrovie e gli altri servizi, il costo dell'esercito,
della diplomazia ecc. ecc. Questi numeri sono facilmente riscontrabili nel
bilancio dello Stato e, divisi per il numero di abitanti, ci danno l'onere che
ogni cittadino, ricco, povero, autonomista o regolare che sia, si trova addosso
annualmente. Dall'altra parte ci sono le spese che la nostra Provincia
sostiene, per la sanità, l'istruzione, gli investimenti, la
burocrazia ecc. Anche
queste divise per il numero di trentini possono essere confrontate con quelle
dei cittadini non autonomi cosicché si avrebbe un confronto di quanti soldi la
nostra autonomia (forse) ci privilegia individualmente rispetto agli altri
italiani. In sostanza quello che ritengo necessario per una vera
trasparenza della nostra Autonomia non sarebbe tanto il dissertare sul piano
storico e del Diritto Internazionale, quanto sui privilegi economici (se ci
sono) che questa ci dà. Insomma un confronto voce per voce, di quanto noi
spendiamo rispetto agli altri e di quanto "non" contribuiamo a quelle
che sono le "spese generali" del nostro Paese. Lei sa, caro
direttore, che la nostra Provincia è molto criticata per i danari che riceve e
che anche molti trentini pensano che l'abbondanza di risorse non
(completamente) guadagnate, sia una disgrazia. Alcuni pensano anche che questi
privilegi andranno a calare e forse anche a cessare. Pertanto, sempre per le
considerazioni che Lei ha fatto, sarebbe bene sapere in tempo quale è la nostra
vera realtà, sia perché potrebbe essere un fatto etico ma anche per cercare di
organizzarsi in tempo. 08/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 109 del
2008-05-08 pagina 7 "A Milano servono costruttori di parole" di
Stefania Vitulli Massimiliano Finazzer Flory: "Sì ai grattacieli ma anche
a progetti culturali forti" È uno dei pochi che a Milano abbia il coraggio
di dire che il 2015 non è così vicino. Che nel frattempo la città vive giorno
dopo giorno e ha bisogno soprattutto di tre cose: cultura, cultura, cultura.
Saggista, curatore di rassegne culturali, mostre e notti bianche, ideatore di
format che intrecciano filosofia, letteratura, scienza e musica (a Milano
"A passo d'uomo" e "Cultura in Galleria"), direttore di
collane editoriali per San Paolo e Skira, attore e regista, Ambrogino d'Oro
2007, Massimiliano Finazzer Flory ha le idee molto chiare su presente e futuro
di Milano, da qui all'Expo 2015. Partiamo dalle basi: che cosa manca a Milano?
"Una città è un ordine di cooperazione volontaria a cui deve dare una
governance. Qui gli unici che abbiano un'idea di città sono i costruttori. Ma è
un'idea declinata solo al presente. Ci vogliono costruttori di parole, per costruire
la nuova Milano ci vuole la poesia". Non è un concetto un po' astratto?
"Voglio dire che il milanese deve tornare a essere un turista nella sua
città, guardarla con occhi sgombri da giudizi e stereotipi". Entriamo nel
concreto. "Poesia urbana è un uomo che cammina in mezzo a una folla che
non conosce e di cui non ha paura. È la gente che attende con fiducia alle
fermate del mezzo pubblico". Sicurezza e servizi. E poi? "Come
facciamo a parlare di Milano e del territorio se non facciamo un serio monitoraggio
di che cosa pensano i milanesi della propria città? I milanesi non conoscono il
Museo archeologico, Brera, l'Ambrosiana, Villa Reale. Quanti hanno visto i
piedi del Cristo morto di Mantegna o Caravaggio a Brera? Per non parlare dei
Navigli che sono un museo a cielo aperto ma stanno diventando una fogna a cielo
aperto. Una città senza acqua è una città senza sogni, in cui non si può
cercare romanticismo. Certo poi ci sono strutture che non possono permettersi
un'ondata di massa". Ad esempio? "In prospettiva Expo, per il
Cenacolo sarebbe meglio preparare in tempo visite virtuali sostitutive. Siamo
nella città più cablata del mondo e ancora non usiamo tecnologia informatica e
fibre ottiche per promuovere i nostri beni culturali". Nei cantieri aperti
oggi a Milano c'è governance o bolle di caos? "Preferisco cantieri aperti,
la stretching city, Milano che sale, a cantieri chiusi
nelle mani di una burocrazia occhiuta e liberticida. La verticalità è una risposta adeguata
alle sfide del nostro tempo". Esteticamente compatibile con la città?
"I grattacieli li facciamo oggi perché sono un'esigenza di ieri. E sulla
natura bisogna avere uno sguardo ampio. La mia Milano ha uno dei più bei
parchi d'Europa, a Monza, che non è un secondo ente locale. La mia Milano
guarda verso il lago di Como, la storia musicale di Cremona, la bellezza antica
di Bergamo. Milano deve mettersi in rete con le altre città lombarde". A
chi affiderebbe lo sviluppo culturale di Milano? "Editoria e università
hanno ancora poco peso. Traduttori, editor, ricercatori, hanno un know how e
rapporto con l'estero straordinario. Usiamoli, facciamoli diventare soggetti di
rappresentanza, di potere". Come? "Calendarizzare e programmare.
Basta eventi spot. In un palinsesto rigoroso possiamo inserire la
creatività". Il prossimo banco di prova culturale? "I cento anni del
futurismo, nel 2009. Io ci sono: mi dovrei occupare del teatro futurista,
portarlo negli spazi di Milano da cui ha preso le mosse". È in vista anche
un altro incarico importante... "Il rilancio di Villa Reale. Da settembre
2008 diventerà una sede ideale di eccellenza culturale interdisciplinare, sul
modello parigino. Il palinsesto è già pronto". C'è ancora chi ha voglia di
sborsare denaro per la cultura? "Gli sponsor chiedono un immediato ritorno
degli investimenti. Danno briciole, elemosina. Ma sono comunque eroi, se
pensiamo che nessuno poi li riconosce, li gratifica". Il suo segreto per
convincerli? "Non mi divido, non distribuisco la mia posizione su soggetti
palesi o occulti. E ci metto la faccia. Quel che dico a loro lo ripeterò
davanti al mio pubblico. Capiscono che sarei pronto a fare quel che faccio
anche gratis. Dalla mattina alla sera non faccio altro che fare cultura. Non ho
altri interessi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 109 del
2008-05-08 pagina 3 "Il Giornale aveva ragione" E arrivano le borse
di studio di Redazione Il presidente della Regione dà una soluzione al problema
dei soldi "spariti". E cambia le regole Un primo appello l'8 giugno
2007: "La Provincia non paga le borse di studio elettorali". Una
denuncia forte sul Giornale per avvertire che centinaia di studenti avevano
ricevuto alla vigilia delle elezioni la lettera con la quale veniva loro
comunicata l'assegnazione di una borsa di studio, ma poi si erano sentiti dire
che i soldi non c'erano. Colpa della Regione, si giustificava la Provincia,
mentre in consiglio regionale arrivavano le interrogazioni indignate di Gianni
Plinio (An) e Francesco Bruzzone (Lega). Stessa situazione nel gennaio di
quest'anno. Nuovo articolo del Giornale, nuova denuncia, stesse scuse. Questa
volta in Regione qualcuno si è mosso. Il presidente Claudio Burlando in
persona, che ha preso carta e penna e ha scritto all'Agenzia regionale per i
servizi scolastici e l'Università. Ha chiesto spiegazioni, ha preteso di capire
i perché della figuraccia. E ha avuto una risposta, che ha comunicato ieri al
Giornale. Burlando ha trasmesso la spiegazione fornita da Antonio Rossi, il
presidente di Arssu. Che per prima cosa, riferendosi all'articolo del 20 gennaio
scorso, precisa quale tipo di borse di studio siano, in quel caso specifico,
finite nel mirino. "Trattasi di borse di studio per adulti e contributi di
merito di cui alla L. 15/2006, art. 13 e art. 11 - non riguardano le borse di
studio universitarie", snocciola con riferimenti strettamente burocratici
quanto precisi. Poi passa alle spiegazioni del perché quei soldi non si siano
visti. O meglio, perché chi li aspettava e il Giornale che aveva dato loro
voce, avessero tutte le ragioni di mugugnare. "L'erogazione delle borse
per adulti, era condizionata al superamento positivo dell'anno scolastico o al
conseguimento del titolo di studio relativo all'anno scolastico 2006/2007 -
spiega Rossi -. Pertanto la graduatoria non poteva essere approvata dalla Regione
sino a quando non è pervenuta da parte delle singole Istituzioni Scolastiche la
risposta circa la conclusione o meno dell'anno scolastico da parte degli
studenti inseriti nella graduatoria stessa. L'ultima comunicazione è pervenuta
in data 23/10/2007 e in data 6/11/2007 è stata trasmessa la graduatoria in
Regione per l'approvazione. Il Decreto Dirigenziale di approvazione è del
7/12/2007, la relativa comunicazione è stata inviata dal competente Ufficio
regionale in data 13/12/2007". Eppure l'articolo era datato 20 gennaio. In
effetti "l'Arssu aveva nel frattempo provveduto ad inviare comunicazione
agli interessati circa l'esito delle borse di studio e in data 10/01/2008 è
stato emesso mandato di pagamento". Allora i soldi c'erano? Sì, ma non nelle
tasche degli studenti. Conferma Rossi: "Le graduatorie dei contributi di
merito sono state approvate dal Dirigente regionale in data 20/03/2008. Il
mandato di trasferimento da parte della Regione, del finanziamento necessario
al pagamento dei contributi, è stato emesso in data 16/04. Il finanziamento è
pervenuto presso la Banca Tesoriere dell'Arssu in data 23/04. L'Arssu ha emesso
i mandati a favore degli studenti il 24/04/2008". Quattro
mesi di burocrazia sulla
pelle di chi aspettava, con pieno diritto, le borse di studio. Arssu non si
nasconde e scrive a Burlando: "Alla luce di quanto sopra, sono da rivedere
alcune modalità di approvazione relative alle borse di merito che vedono
coinvolte le Province, la Regione e questa Azienda. Il Vice Presidente
Costa si è già attivato e abbiamo individuato soluzioni che ridurranno i tempi
tra domande di benefici, graduatorie e tempi di pagamento". Claudio
Burlando ha preso il presidente dell'agenzia in parola. Tempi del genere sono
assurdi, gravi per un'amministrazione. E allora si farà qualcosa. È l'impegno
che ha voluto assumere di fronte ai lettori del Giornale. Che saranno tenuti al
corrente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 109 del
2008-05-08 pagina 3 Burlando tra fatti e scherzi (agli alleati) di Diego
Pistacchi (...) Soprattutto lo aveva fatto sul serio di prendersi a cuore la
situazione di quella famiglia. Come aveva fatto qualche mese prima per il caso
della "casa famiglia" di Cornigliano, da lui inaugurata in clima
pre-elettorale ma mai operativa perché la stessa Regione non aveva dato i
permessi necessari. Una denuncia fatta dal Giornale, cui Burlando aveva voluto
dare una risposta, una soluzione. Tanto per dirla tutta, il governatore aveva
fatto qualcosa, non solo detto qualcosa, vincendo già in partenza qualsiasi
confronto con i "vicini" che siedono ai vertici di altri enti locali,
sempre prodighi di annunci da applausi cui raramente però seguono i fatti. Un
altro caso disperato di una famiglia sfrattata da Arte era stato segnalato,
proprio l'estate scorsa, dal Giornale. Una situazione incredibile, tragica, aggravata dalla burocrazia e da questioni contrattuali impossibili da districare. Allora si
era interessato il Comune, aveva detto di interessarsi, salvo poi spiegare a
quella famiglia che la legge è legge e non si possono cambiare le regole. A
meno che, come dimostrano i fatti, non ci sia da dare la casa agli zingari.
Troppi complimenti a Burlando? In realtà sono pochi. Perché purtroppo sono
pochi, tre in un anno archivi alla mano, i casi in cui ha fatto sapere di aver smesso
i panni di politico da prima Repubblica, tutto alleanze e scrivanie, tutto
discorsi e accordi di partito. Già ieri, poco prima di intervenire sulle borse
di studio, non aveva perso l'occasione di ribadire la sua grande capacità di
tessitore, formalizzando l'allargamento della sua maggioranza all'Udc con la
scelta di Rosario Monteleone a vice presidente del consiglio regionale indicato
dal centrosinistra. Con un nuovo schiaffo alla Sinistra Arcobaleno cui appena
due settimane fa aveva garantito che "le maggioranze si cambiano prima
delle elezioni, non in corsa". Pazienza. Il Burlando che prende
complimenti sul Giornale non è quello che pensa ad acquistare i "valori
che non sono in vendita". Sta a lui scegliere la frequenza dei complimenti.
Più che burlando, facendo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Azione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti,
entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare
tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia,
vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano
compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la
propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo
in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione
telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice
fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova
modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà
attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il
datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di
valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in
possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un
libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il
buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato
se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo
un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non
inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato
in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale
(10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati
come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento
a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli
addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria
corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli
extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di
sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel
( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
TARIFFE.RIDUZIONE
GENERALE DECISA DALL'AVOGADRO "Ritocchi" al ribasso per le prossime
tasse [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA "Ritocchi" alle tasse
universitarie per l'anno prossimo. L'"Avogadro" vara il nuovo piano
per la contribuzione degli studenti cercando di aggiustare le regole per
favorire gli studenti: tasse più basse ma, spera l'università, un'attrattiva in
più che porti nuove matricole. La spesa per le famiglie e non aumenta e anzi,
in alcuni casi, diminuirà. La prima rata per Economia, Lettere, Giurisprudenza,
Scienze politiche e Scienze Mfn è di 320 euro, la seconda per la fascia più
alta è di 1140 euro. Medicina e Farmacia spendono di più: 332 euro la prima
rata e 1368 euro la seconda, sempre per i redditi più "ricchi". Le
fasce di suddivisione del reddito restano otto ma l'ultima, cioè quella che
prevede la contribuzione massima, viene innalzata da 40 mila a 50 mila euro di
Ispe (l'Indicatore della situazione patrimoniale equivalente). Le ultime tre
fasce possono poi pagare in tre rate invece che in due: all'iscrizione, a fine
aprile e a fine maggio. Inoltre la quinta e la settima tranche di redditi, dopo
una negoziazione con i rappresentanti degli studenti, saranno ritoccate per
garantire un incremento lineare tra i vari scatti di fascia. "Le modifiche
introdotte lo scorso anno, infatti, prevedevano un coefficiente che in molti
casi spostava alcuni redditi addirittura dalla quinta all'ottava fascia -
sottolinea Gianluca Torrisi Bertelli, rappresentante degli studenti in Senato
accademico -. Con una differenza anche di 300-400 euro. Ora è stato tolto e c'è
maggiore equità: siamo soddisfatti perchè l'anno scorso la variazione aveva
colto di sorpresa tanti e causato molti malumori tra le famiglie e i ragazzi".
"Modifica della modifica" anche per la prima fascia: prima non pagava
nulla, dal 2007 aveva l'obbligo di contribuire mentre dal prossimo anno
accademico sarà esentata dalla seconda rata di circa 60 euro. Il vantaggio è
per tutti, famiglie e università: minor spesa per le prime
e risparmio in termini di tempo e di burocrazia per la seconda. Buone notizie anche per chi si iscriverà al
regime di tempo parziale: la contribuzione sarà calcolata in modo proporzionale
rispetto a quella dovuta dagli iscritti al tempo pieno. Meno entrate, dunque,
anche in tempi "magri" per le casse delle università?
"Crediamo che rinunciare a qualcosa di tasse e tentare di favorire il più
possibile le famiglie - sottolinea il rettore dell'Avogadro Paolo Garbarino -
possa portare il vantaggio di instaurare un miglior rapporto con i nostri
studenti e renderci più competitivi sul territorio. Contiamo di recuperare i
circa 100 mila euro di minori entrate con un aumento delle matricole".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-08 - pag: 15 autore: L'addio di
Montezemolo: lascio una Confidustria più grande e più unita "Meglio tardi
che mai, ora riforma" Nicoletta Picchio ROMA "A me piace guardare
avanti ". Luca di Montezemolo lo ripete, a venti giorni dalla scadenza dei
suoi "duri e meravigliosi " quattro anni al vertice di Confindustria.
Due Governi, campagne elettorali quasi ininterrotte, un Paese che nel 2004 era
a crescita zero, un sindacato che si è subito alzato dal tavolo della riforma
dei contratti, incapace di mettersi d'accordo. Ma per il futuro c'è qualcosa di
positivo: il sindacato "meglio tardi che mai" si è messo d'accordo su
una riforma del sistema contrattuale; il Governo ha annunciato che detasserà
straordinari e aumenti di produttività; nonostante una legge elettorale che
continua a ritenere sbagliata, il voto alle politiche ha semplificato l'assetto
politico. Risultati che sono anche il frutto delle battaglie di Confindustria:
concorrenza, merito, produttività, il pressing nei confronti della politica a
fare riforme e infrastrutture, ma ancor prima, come ha detto nell'assemblea di
esordio del
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-08 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'Anm "chiama" Alfano: disponibilità totale Il presidente
dell'associazione magistrati al neoministro: decidere le priorità, noi pronti a
collaborare Le richieste delle toghe: subito adeguamento degli organici, nuovi
fondi e procedure semplificate MILANO - "Disponibilità totale, senza preclusioni
e senza volontà di contrasto, all'individuazione di seri interventi che almeno
comincino a porre rimedio al disastro della giustizia ": ai primi 100
giorni del neoministro Alfano la manifesta l'Associazione nazionale
magi-strati, che però con il suo presidente Simone Luerti (come Alfano laureato
alla Cattolica di Milano) avverte: "La giustizia è una delle funzioni
primarie dello Stato, sarebbe incongruente uno Stato che non si curasse della
giustizia ma si preoccupasse troppo e solo dei suoi magistrati". Cosa
siete disposti, in chiave autocritica, a rivedere? "Anche la magistratura
deve migliorare la risposta che offre ogni giorno alle esigenze di giustizia
dei cittadini: responsabilità e professionalità devono qualificare l'indipendenza
e il lavoro dei magistrati. Ma per aiutare questo percorso bisogna stabilire e
affrontare alcune priorità". Già, ma cosa è priorità? "Una questione
è vitale al Sud come al Nord: tornare a poter coprire gli organici di molte
sedi disagiate con i magistrati di prima nomina". Ma una norma
dell'ordinamento Mastella vieta loro per 4 anni di fare il pm o il giudice
penale monocratico. "Questa norma troppo rigida va resa elastica per
adattarsi alle necessità degli organici delle sedi disagiate. Poi è indispensabile
colmare i vuoti nel personale amministrativo anche con nuovi concorsi. E'
urgente rivedere la geografia giudiziaria, cioè la coerenza della distribuzione
di Procure e Tribunali rispetto agli attuali volumi urbani, economici e
"criminali". E poi, riformare il sistema delle notifiche per
aumentare la funzionalità del servizio e abbatterne i costi". Notifiche ai
legali via posta elettronica certificata? "Qui sarà fondamentale la
collaborazione degli avvocati, che come categoria dovrebbero volersi fregiare
di questo sigillo di professionalità". Però dietro i processi che saltano
e le scarcerazioni per decorrenza dei termini non c'è solo
la burocrazia, ma talvolta
anche l'inaccuratezza del magistrato. "Bisogna distinguere. Ci sono
scarcerazioni dovute a gravi e colpevoli omissioni: e anche i magistrati,
compresi i loro capi, ne devono rispondere. Ma in uno dei più recenti casi,
l'imputato detenuto conosceva tutti gli atti notificatigli, uno dei suoi legali
pure, e solo il secondo non aveva ricevuto per errore la notifica".
Vero, ma finché questa è la normativa... "Certo, ma mentre fa scandalo
l'errore (magari incolpevole) del magistrato, non fa scandalo che ormai tutti
vivano immersi in una cultura insensibile al vero, e non si chiedano che senso
abbia invocare un vizio formale al quale non è ricollegata la tutela di alcuna
garanzia sostanziale". La sicurezza ha dominato la campagna elettorale, ed
è probabile che il governo estenda a molti reati la custodia in carcere
obbligatoria. Al netto di isterie, non è anche il segno di una sfiducia nelle
prassi dei magistrati? "Norme troppo rigide creano sempre problemi perché
la realtà è più complessa. Però è innegabile che, quando si fa cattivo uso
della discrezionalità, questa venga tolta. Occorrerà verificare nel contempo la
costituzionalità di nuove norme e la loro sostenibilità carceraria. Perché un
paradosso, per onestà, va indicato. Ci si lamenta giustamente che il sistema
sia lento e inefficace. Ma se funzionasse appena il 30% in più, non si saprebbe
dove mettere i detenuti. Bisogna costruire nuove carceri, ma anche rivalutare
la funzione rieducativa della pena attraverso il lavoro per abbattere la
recidiva. Il carcere è un passaggio necessario, non può essere l'unica risposta
dell'ordinamento". Ma tutti questi interventi costano. E soldi non ce n'è.
"Costa avviare le riforme, ma costa molto di più non farle. Se la
giustizia è risorsa scarsa, allora bisogna non sprecarla: durata e costi del
processo vanno abbinati sviluppando una mentalità di gestione economica della
giustizia". E se invece le priorità del governo fossero altre? Per esempio
un'Alta Corte per il disciplinare dei magistrati? "Non abbiamo dogmi o
tabù. L'attuale modello non è necessariamente l'unico, si possono pensare forme
più efficaci. A patto che non violino surrettiziamente l'indipendenza dei
magistrati". Le intercettazioni? "Il nostro sistema è già uno dei più
garantiti in Europa. L'unico vero problema è la loro pubblicazione, e siamo
favorevoli a una legislazione più restrittiva sul punto". Separazione
pm-giudici? "Non la ricordo scritta in alcuno dei programmi elettorali
delle coalizioni". Luigi Ferrarella lferrarella@corriere.it Dalla Sicilia
in via Arenula Angelino Alfano, 38 anni, è nato a Sant'Angelo Muxaro
(Agrigento), laureato in giurisprudenza alla Cattolica di Milano, avvocato, è
il neo ministro della Giustizia.
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-05-08 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Se dietro lo sportello del
Municipio gli asini hanno preso il comando Caro Buccini, l'argomento, di per
sè, non è tale da destare la preoccupazione dei romani in quanto si tratta solo
di una modesta segnalazione di come, talvolta, alcuni responsabili della città
siano approssimativi, superficiali e ... ignoranti. Recatomi nei giorni scorsi
al XVI Municipio per rinnovare una carta di identità, ho notato che sul modulo
fornito (a pagamento) dal Comune, alla voce "autorizzazione per i
minori", era (ed è) riportato che è necessario "l'assenzo", con
la zeta, del genitore. Ho fatto presente l'errore allo sportello ove erano in
vendita i moduli, ma l'impiegata, forse seccata o non conscia dell'errore
ortografico, ha risposto che lei non c'entrava e non poteva far nulla. Dal che
devo presumere che continueranno a circolare dei moduli con errori che
certamente sono sfuggiti, per negligenza o ignoranza, a chi avrebbe dovuto
controllare i testi stampati prima della stampa e che, in buona sostanza, la
tipografia capitolina è in mano a degli asini. Anche questo è un segnale della
cura e della diligenza che i nostri amministratori riservano ai cittadini... Silvio Lanzano Caro Lanzano, si dice spesso che la burocrazia usi volutamente un gergo non
intellegibile per ragioni di autotutela. è in fondo il motivo che sta dietro a
ogni esoterismo: la preservazione della casta di iniziati tramite l'esclusione
dei non iniziati dalla pura e semplice comprensione del discorso. Nella
storia che lei ci racconta, mi pare, il passo è ancora più lungo: i sacerdoti
di questa nuova casta adorano la divinità dell'ignoranza e, sdegnati,rifiutano
qualsiasi intromissione nella loro liturgia. Tempi cupi. Grazie del sorriso che
ci ha donato. gbuccini@rcs.it.
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-08 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE
L'analisi Una diarchia che funzionerà solo con un delfino rinunciatario di
FRANCO VENTURINI Una scommessa contro la storia governa da oggi la Russia. Mai
prima, dai tempi degli zar a quelli del postcomunismo, il potere di vertice era
stato diviso tra il capo uscente e quello entrante, mai la successione alla
guida dello Stato aveva fatto nascere una diarchia consensuale. Dmitrij
Medvedev e Vladimir Putin, nei loro nuovi panni di presidente e di primo
ministro, non sono soltanto i protagonisti di un esperimento di ingegneria
politica possibile soltanto in un sistema semi-democratico come quello russo.
Sono anche i gestori di una intesa che potrebbe diventare sfida, e che proprio
per questo trasforma la Russia in un laboratorio pieno di incognite. Le
apparenze, beninteso, sono idilliache. è stato l'onnipotente Vladimir Putin a
scegliere il suo successore, è stato il fedele Dmitrij Medvedev a insistere
sulla continuità anche quando, come ieri durante l'investitura, ha posto
l'accento sulle libertà economiche e civili. Ma l'immagine del
candidato-esecutore è una cosa, e la figura del presidente con ampi poteri
costituzionali è cosa diversa. Alla lunga l'abito può fare il monaco,
soprattutto al Cremlino. Non si spiega altrimenti l'impegno messo da Putin nel
coprirsi le spalle: primo ministro, referente dei poteri forti (i principali
ministeri e i servizi), ma anche capo del partito Russia Unita che controlla i
due terzi della Duma. Così, se da un lato Medvedev può teoricamente licenziare
Putin, dall'altro Putin può teoricamente far dichiarare il suo impeachment. E
magari ripresentarsi candidato alla presidenza, senza violare il dettato
costituzionale. Ipotesi di scuola è del tutto prematura, certo. è assai più
probabile che nel futuro prossimo il tandem russo funzioni senza strappi, come
programmato da quel Putin che già oggi si trasferisce nella Casa Bianca (la
sede del governo). Ma nel medio e nel lungo periodo chiunque conosca la Russia
terrà gli occhi puntati su Medvedev. Il giurista arrivato al Cremlino passando
da Gazprom non appartiene alla tribù dei siloviki educati nel Kgb, e non
dispone di una propria base di potere. Vorrà porvi rimedio, il neo presidente?
Vorrà nominare i collaboratori diversi da quelli di Putin? Il primo nodo da
sciogliere sarà proprio questo, e le caselle da sorvegliare riguardano, oltre alla potente burocrazia interna del Cremlino, anche la guida dei servizi di sicurezza.
Ma il test fondamentale richiederà tempi più lunghi. Medvedev ha promesso di
fare "davvero" la guerra alla corruzione, e ha detto di considerare
inaccettabile la commistione tra incarichi istituzionali e presenze nei
consigli d'amministrazione delle società. Se il nuovo presidente vorrà
mettere in atto questo proposito, si urterà alle grandi ricchezze accumulate
negli anni scorsi da politici, alti funzionari e rappresentanti dei siloviki.
Dalla "base ", cioè, di Vladimir Putin. E lo scontro con il Premier
diverrebbe inevitabile anche se Medvedev pretendesse di liberalizzare almeno i
parte i media, o di toccare il docile ordine giudiziario, oppure ancora di
scaricare sul governo, come è consuetudine, la responsabilità di problemi
congiunturali quali l'incalzante inflazione. La diarchia, a conti fatti,
funzionerà soltanto in due casi: se Medvedev si mostrerà obbediente e
rinunciatario, oppure se la Russia modificherà la sua cultura e i suoi
equilibri politici interni. Diverso è lo scenario che si disegna nella politica
estera. L'immagine aperta e pragmatica di Medvedev ben si accorda con il
desiderio, già mostrato dall'ultimissimo Putin, di cercare con l'Occidente il
maggior numero possibile di compromessi. Per evitare l'isolamento, e per
attirare i capitali di cui la Russia ha bisogno se vuole modernizzare, oltre al
settore energetico, l'economia in generale. Molto dipenderà dal futuro
presidente degli Usa, ma l'America per prima sbaglierebbe a sperare in un nuovo
Eltsin: sulla difesa anti-balistica, sugli allargamenti della Nato, sulla
stabilizzazione del Grande Medio Oriente, la Russia ha interessi nazionali consolidati
che Dmitrij Medvedev non vorrà e non potrà disattendere. Almeno in questo la
diarchia funzionerà. Anche se le due teste dell'aquila russa, abituate a
guardare a est e a ovest, dovranno d'ora in poi dividersi tra Cremlino e Casa
Bianca. La nuova targa presidenziale.
( da "Corriere.it" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le toghe auspicano
interventi contro la burocrazia e i
vuoti di organico Giustizia, l'Anm "chiama" Alfano:
"Disponibilità totale senza preclusioni" Il presidente
dell'associazione magistrati al neoministro: decidere le priorità, noi pronti a
collaborare MILANO "Disponibilità totale, senza preclusioni e senza
volontà di contrasto, all'individuazione di seri interventi che almeno
comincino a porre rimedio al disastro della giustizia ": ai primi
100 giorni del neoministro Alfano la manifesta l'Associazione nazionale
magistrati, che però con il suo presidente Simone Luerti (come Alfano laureato
alla Cattolica di Milano) avverte: "La giustizia è una delle funzioni
primarie dello Stato, sarebbe incongruente uno Stato che non si curasse della
giustizia ma si preoccupasse troppo e solo dei suoi magistrati". Cosa
siete disposti, in chiave autocritica, a rivedere? "Anche la magistratura
deve migliorare la risposta che offre ogni giorno alle esigenze di giustizia
dei cittadini: responsabilità e professionalità devono qualificare
l'indipendenza e il lavoro dei magistrati. Ma per aiutare questo percorso
bisogna stabilire e affrontare alcune priorità". Già, ma cosa è priorità?
"Una questione è vitale al Sud come al Nord: tornare a poter coprire gli
organici di molte sedi disagiate con i magistrati di prima nomina". Ma una
norma dell'ordinamento Mastella vieta loro per 4 anni di fare il pm o il
giudice penale monocratico. "Questa norma troppo rigida va resa elastica
per adattarsi alle necessità degli organici delle sedi disagiate. Poi è
indispensabile colmare i vuoti nel personale amministrativo anche con nuovi
concorsi. E' urgente rivedere la geografia giudiziaria, cioè la coerenza della
distribuzione di Procure e Tribunali rispetto agli attuali volumi urbani,
economici e "criminali". E poi, riformare il sistema delle notifiche
per aumentare la funzionalità del servizio e abbatterne i costi".
Notifiche ai legali via posta elettronica certificata? "Qui sarà
fondamentale la collaborazione degli avvocati, che come categoria dovrebbero
volersi fregiare di questo sigillo di professionalità". Però dietro i
processi che saltano e le scarcerazioni per decorrenza dei termini non c'è solo
la burocrazia, ma talvolta anche l'inaccuratezza del
magistrato. "Bisogna distinguere. Ci sono scarcerazioni dovute a gravi e
colpevoli omissioni: e anche i magistrati, compresi i loro capi, ne devono
rispondere. Ma in uno dei più recenti casi, l'imputato detenuto conosceva tutti
gli atti notificatigli, uno dei suoi legali pure, e solo il secondo non aveva
ricevuto per errore la notifica". Vero, ma finché questa è la normativa...
"Certo, ma mentre fa scandalo l'errore (magari incolpevole) del
magistrato, non fa scandalo che ormai tutti vivano immersi in una cultura
insensibile al vero, e non si chiedano che senso abbia invocare un vizio
formale al quale non è ricollegata la tutela di alcuna garanzia
sostanziale". La sicurezza ha dominato la campagna elettorale, ed è
probabile che il governo estenda a molti reati la custodia in carcere
obbligatoria. Al netto di isterie, non è anche il segno di una sfiducia nelle
prassi dei magistrati? "Norme troppo rigide creano sempre problemi perché
la realtà è più complessa. Però è innegabile che, quando si fa cattivo uso
della discrezionalità, questa venga tolta. Occorrerà verificare nel contempo la
costituzionalità di nuove norme e la loro sostenibilità carceraria. Perché un
paradosso, per onestà, va indicato. Ci si lamenta giustamente che il sistema
sia lento e inefficace. Ma se funzionasse appena il 30% in più, non si saprebbe
dove mettere i detenuti. Bisogna costruire nuove carceri, ma anche rivalutare
la funzione rieducativa della pena attraverso il lavoro per abbattere la
recidiva. Il carcere è un passaggio necessario, non può essere l'unica risposta
dell'ordinamento". Ma tutti questi interventi costano. E soldi non ce n'è.
"Costa avviare le riforme, ma costa molto di più non farle. Se la
giustizia è risorsa scarsa, allora bisogna non sprecarla: durata e costi del
processo vanno abbinati sviluppando una mentalità di gestione economica della
giustizia". E se invece le priorità del governo fossero altre? Per esempio
un'Alta Corte per il disciplinare dei magistrati? "Non abbiamo dogmi o
tabù. L'attuale modello non è necessariamente l'unico, si possono pensare forme
più efficaci. A patto che non violino surrettiziamente l'indipendenza dei
magistrati". Le intercettazioni? "Il nostro sistema è già uno dei più
garantiti in Europa. L'unico vero problema è la loro pubblicazione, e siamo
favorevoli a una legislazione più restrittiva sul punto". Separazione
pm-giudici? "Non la ricordo scritta in alcuno dei programmi elettorali
delle coalizioni". Luigi Ferrarella stampa |.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA pag. 26
Montezemolo: riforme Il presidente di Confindustria: "Quattro anni duri di
OLIVIA POSANI ? ROMA ? PARLA dei suoi quattro anni "difficili e
meravigliosi", Luca Cordero di Mentezemolo. Quattro anni alla guida degli
industriali italiani significano ricordi, fatica fisica e mentale, successi e
anche rimpianti per qualcosa che si lascia prima di vederla realizzare. Ma il
bilancio finale è positivo e per chi verrà ? a Palazzo Chigi e non solo ? c'è
l'agenda delle priorità da affrontare. Riforma dello Stato, innanzitutto, e
della giustizia, dove abbiamo "un clamoroso problema di certezza della
pena". E poi riduzione del peso fiscale sul costo del lavoro, riduzione
della spesa pubblica improduttiva. Al primo posto c'è sempre la riforma del
sistema contrattuale. E proprio mentre questo ragazzo di 60 anni ("mi
sento giovane almeno per qualche altro mese") decideva che era tempo di
consuntivi prima di passare il timone a Emma Marcegaglia, Cgil, Cisl e Uil
ratificavano l'intesa sul nuovo modello. Un accordo che ora permetterà di
aprire un confronto vero con gli imprenditori. "Finalmente, fa piacere
chiudere il mandato con un fatto così importante", dice Montezemolo, che
alla riforma ha iniziato a lavorare da subito. Ricorda quel primo incontro che
organizzò con i tre segretari generali. "Vedevo che Epifani e Pezzotta si
beccavano tra di loro, così uscii dalla stanza per lasciarli soli. Da fuori
sentivo le loro urla. Epifani mi raggiunse e mi disse, non mi va di essere
preso in giro. Da quel giorno il tema è stato tabù". Fino a ieri, appunto.
"Prendo atto che il sindacato ha una posizione unitaria che tiene anche
conto delle nostre richieste. Ci sono la durata triennale dei contratti, la
consapevolezza dell'importanza del livello aziendale, le premesse per pagare di
più chi lavora di più: è inaccettabile il divario tra salario percepito e
salario pagato". Dunque si compiace per le promesse di Berlusconi:
"Il progetto del Governo per molte cose è in linea con quanto chiediamo.
Da anni vogliamo detassare gli satraordinari e i premi di di risultato, due
misure coerenti con i problemi che ci affliggono: crescita e
produttività". Un vero cruccio: "Non è possibile che l'Italia abbia
una produzione negativa, non è possibile accettare di essere ultimi nella
crescita". CIÒ CHE MONTEZEMOLO rimpiange è lo "slancio e la fiducia
che si respiravano una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e
attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle
infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, deve
abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché
"ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori".
Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono
proseguire il loro "sforzo di reazione". MONTEZEMOLO non
dimentica la situazione trovata a maggio del 2004, quando divenne presidente di
Confindustria. Il Paese era a crescita zero, le esportazioni andavano male, la
Fiat versava in una crisi drammatica. "Lo stesso giorno in cui fui
nominato presidente ? ricorda ? morì Umberto Agnelli e non auguro al mio
peggior nemico le mie prime due notti da presidente". E poi l'instabilità
politica: tre governi in quattro anni, una campagna elettorale dietro l'altra.
Ma nel frattempo la Confindustria ha battuto il record storico di iscrizioni
(126.590, pari a + 9,1%), il sistema associativo è stato reso più trasparente e
orientato al mercato, la squadra al comando è rimasta unita, (basti pensare al
"risultato storico della quotazione del Sole24ore"), sono state
realizzate 21 missioni all'estero coinvolgedo 7.300 aziende, gli imprenditori
del Sud hanno cambiato mentalità. Il risultato è che l'Italia è ormai seconda
come presenza sui mercati extra europei dopo la Germania, il nostro export è
cresciuto del 35,5%, un tasso superiore a quello spagnolo. E IL FUTURO? Ancora
trasparenza. perché se è stato "sbagliato e pericoloso" rendere
pubbliche le dichiarazioni dei redditi ? "una gogna mediatica" ? lo Stato
deve dire come spende le tasse che incassa: "Cinque ore e mezza delle otto
di lavoro servono a mantenere il 48% del Paese". E va ridotto il debito
pubblico, che costa 1.141 euro a cittadino, contro i 370 euro della Spagna. E
poi regole. Principio che vale anche quando si parla di globalizzazione.
"Le imprese non vogliono protezionismo, ma occorre reciprocità. Viva la
concorrenza, ma con regole del gioco". E poi basta con
"l'ingordigia" di banche a manager americani che hanno innescato una
crisi finanziaria che danneggia anche "le nostre imprese che hanno creduto
nel mercato". E il futuro di Montezemolo? Il suo ruolo di ambasciatore del
made in Italy, certo, un po' come faceva l'Avvocato. Da settembre punta a
"mettere insieme un think-tank che sia di supporto alla progettualità del
paese su cui la società civile deve contribuire, come avviene negli Stati Uniti
e in Gran Bretagna". E la Ferrari, la Fiat, la Luiss, il fondo Charme,
l'Ntv. E chissà che altro ancora per chi dice ? citando Einstein ? "sei
giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti...e io ho ancora sogni".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA &
FINANZA pag. 27 di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PARLA dei suoi quattro anni
"dif... di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PARLA dei suoi quattro anni
"difficili e meravigliosi", Luca Cordero di Mentezemolo. Quattro anni
alla guida degli industriali italiani significano ricordi, fatica fisica e
mentale, successi e anche rimpianti per qualcosa che si lascia prima di vederla
realizzare. Ma il bilancio finale è positivo e per chi verrà ? a Palazzo Chigi
e non solo ? c'è l'agenda delle priorità da affrontare. Riforma dello Stato,
innanzitutto, e della giustizia, dove abbiamo "un clamoroso problema di
certezza della pena". E poi riduzione del peso fiscale sul costo del
lavoro, riduzione della spesa pubblica improduttiva. Al primo posto c'è sempre la
riforma del sistema contrattuale. E proprio mentre questo ragazzo di 60 anni
("mi sento giovane almeno per qualche altro mese") decideva che era
tempo di consuntivi prima di passare il timone a Emma Marcegaglia, Cgil, Cisl e
Uil ratificavano l'intesa sul nuovo modello. Un accordo che ora permetterà di
aprire un confronto vero con gli imprenditori. "Finalmente, fa piacere
chiudere il mandato con un fatto così importante", dice Montezemolo, che
alla riforma ha iniziato a lavorare da subito. Ricorda quel primo incontro che
organizzò con i tre segretari generali. "Vedevo che Epifani e Pezzotta si
beccavano tra di loro, così uscii dalla stanza per lasciarli soli. Da fuori
sentivo le loro urla. Epifani mi raggiunse e mi disse, non mi va di essere
preso in giro. Da quel giorno il tema è stato tabù". Fino a ieri, appunto.
"Prendo atto che il sindacato ha una posizione unitaria che tiene anche
conto delle nostre richieste. Ci sono la durata triennale dei contratti, la
consapevolezza dell'importanza del livello aziendale, le premesse per pagare di
più chi lavora di più: è inaccettabile il divario tra salario percepito e
salario pagato". Dunque si compiace per le promesse di Berlusconi:
"Il progetto del Governo per molte cose è in linea con quanto chiediamo.
Da anni vogliamo detassare gli satraordinari e i premi di di risultato, due
misure coerenti con i problemi che ci affliggono: crescita e
produttività". Un vero cruccio: "Non è possibile che l'Italia abbia
una produzione negativa, non è possibile accettare di essere ultimi nella
crescita". CIÒ CHE MONTEZEMOLO rimpiange è lo "slancio e la fiducia
che si respiravano una volta nel Paese". Occorre tornare a crescere e
attrarre investimenti esteri. Per farlo il governo deve investire sulle
infrastrutture, sulla qualità dei manager e sulla scuola, deve
abbattere i costi del trasporto e della burocrazia. Il sindacato deve continuare sulla strada dell'unità perché
"ci serve un sindacato forte, moderno, che rappresenti i lavoratori".
Le banche devono fare sforzi ulteriori sulle aggregazioni. Le imprese devono
proseguire il loro "sforzo di reazione". MONTEZEMOLO non
dimentica la situazione trovata a maggio del 2004, quando divenne presidente di
Confindustria. Il Paese era a crescita zero, le esportazioni andavano male, la
Fiat versava in una crisi drammatica. "Lo stesso giorno in cui fui
nominato presidente ? ricorda ? morì Umberto Agnelli e non auguro al mio
peggior nemico le mie prime due notti da presidente". E poi l'instabilità
politica: tre governi in quattro anni, una campagna elettorale dietro l'altra.
Ma nel frattempo la Confindustria ha battuto il record storico di iscrizioni
(126.590, pari a + 9,1%), il sistema associativo è stato reso più trasparente e
orientato al mercato, la squadra al comando è rimasta unita, (basti pensare al
"risultato storico della quotazione del Sole24ore"), sono state
realizzate 21 missioni all'estero coinvolgedo 7.300 aziende, gli imprenditori
del Sud hanno cambiato mentalità. Il risultato è che l'Italia è ormai seconda
come presenza sui mercati extra europei dopo la Germania, il nostro export è
cresciuto del 35,5%, un tasso superiore a quello spagnolo. E IL FUTURO? Ancora
trasparenza. perché se è stato "sbagliato e pericoloso" rendere
pubbliche le dichiarazioni dei redditi ? "una gogna mediatica" ? lo
Stato deve dire come spende le tasse che incassa: "Cinque ore e mezza
delle otto di lavoro servono a mantenere il 48% del Paese". E va ridotto
il debito pubblico, che costa 1.141 euro a cittadino, contro i 370 euro della
Spagna. E poi regole. Principio che vale anche quando si parla di
globalizzazione. "Le imprese non vogliono protezionismo, ma occorre
reciprocità. Viva la concorrenza, ma con regole del gioco". E poi basta
con "l'ingordigia" di banche a manager americani che hanno innescato
una crisi finanziaria che danneggia anche "le nostre imprese che hanno
creduto nel mercato". E il futuro di Montezemolo? Il suo ruolo di
ambasciatore del made in Italy, certo, un po' come faceva l'Avvocato. Da
settembre punta a "mettere insieme un think-tank che sia di supporto alla
progettualità del paese su cui la società civile deve contribuire, come avviene
negli Stati Uniti e in Gran Bretagna". E la Ferrari, la Fiat, la Luiss, il
fondo Charme, l'Ntv. E chissà che altro ancora per chi dice ? citando Einstein
? "sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti...e io ho ancora
sogni".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MILANO ATTUALITA'
pag. 3 Expo, Penati contrario allo stop al Tar proposto dalla Moratti OPERE
MINACCIATE DAI RICORSI ? MILANO ? SULLA BARRICATA di centrodestra figura attestata
Letizia Moratti, che, nelle vesti di commissario straordinario sull'Expo 2015,
chiede al Governo di varare un decreto finalizzato a neutralizzare
l'accoglimento da parte del Tar di ricorsi contro la realizzazione delle opere
legate all'evento. Sulla trincea di centrosinistra, invece, s'è posizionato
Filippo Penati, che, pur riconoscendo l'esigenza di una corsia preferenziale
per la trasposizione dalla carta millimetrata alla realtà delle infrastrutture
connesse alla manifestazione, proprio non riesce a digerire un eventuale
bypassamento della magistratura amministrativa. Morale? Continua la guerra
fredda che il sindaco e il presidente della Provincia combattono sotto traccia
dal 31 marzo scorso. La data, cioè, dell'assegnazione a Milano dell'Expo da
parte del Bureau international des expositions. E per scatenare l'ennesima
controffensiva di Penati è bastato che, ieri, la Moratti, nell'ambito di un più
ampio ragionamento sullo status giuridico (agenzia o società?) della new-eco
deputata a gestire l'organizzazione dell'evento, accennasse all'urgenza di un
provvedimento ammazza sospensive del Tar. Il fuoco di sbarramento
dell'inquilino di Palazzo Isimbardi non s'è fatto, infatti, attendere troppo.
"CREDO che debbano essere date delle garanzie per realizzare le opere
necessarie entro il 2014 perché nel 2015 bisogna far partire tutto - ha
scandito. del resto, l'ex sindaco della Stalingrado d'Italia a margine della
presentazione in Via Vivaio del Palio di Legnano -. Ma deve essere anche
fornita la sicurezza che la velocità si abbini alla trasparenza e alla
correttezza delle procedure. Il nostro impegno consiste in questo: assicurare che la burocrazia non impedisca il rispetto della tempistica nella realizzazione
delle opere ma senza rinunciare alla correttezza e alla trasparenza".
Libera traduzione dal "penatese": "La Provincia, preoccupata di
difendere le prerogative dei ricorrenti al Tar, è contraria a qualsivoglia
decreto del Governo". QUANTO al sindaco... La Moratti, come
anticipato, ha concentrato le sue esternazioni sulla new-eco di gestione della
manifestazione. "Sullo status giuridico del nuovo soggetto stanno
lavorando i tecnici - ha dichiarato il primo cittadino -. L'importante è
mettere in atto alcuni modelli sperimentati e superare le criticità. Non
dobbiamo inventare nulla perché tutto è già scritto nelle oltre mille pagine
del dossier Expo". Corrado Dragotto Image: 20080508/foto/1861.jpg.
( da "Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le
BÜrgerListeCiviche presentano il programma. Andrà votata l'alleanza
con i Verdi "Meno burocrazia, più bilinguismo" BOLZANO. Il primo programma per le
provinciali è quello presentato ieri dalle BÜrgerListeCiviche, la cui alleanza
con i Verdi è probabile ma l'approvazione è prevista per il mese prossimo.
"Anche nella coalizione con i Verdi le civiche hanno una loro
fisionomia", riassume Elda Letrari, portavoce con Hans Rieder. Tre
i punti del programma. Primo: "Difesa del potere d'acquisto, della qualità
della vita, della certezza del diritto (e della pena), delle pari opportunità
per tutte e per tutti, secondo i principi, sempre più calpestati anche in
Sudtirolo, della solidarietà e della sussidiarietà". Secondo tema:
"Gestione più attenta, trasparente e sostenibile dei nostri soldi pubblici
e più in generale di tutte le risorse energetiche, paesaggistiche, del buon
vivere, umane. La Provincia non deve essere la replica dello Stato centralista".
E ancora, "BÜrgerListeCiviche è per una società sudtirolese aperta e
pluralista". Terzo punto: "Orgogliosa rivalutazione del
plurilinguismo, il vantaggio competitivo più forte ma sottovalutato della
nostra provincia". Le civiche riuniranno il 7 giugno l'assemblea
provinciale per il voto sull'accordo con i Verdi e la lista. I candidati delle
civiche saranno 12 o 14 e verranno scelti nei prossimi giorni dai circondari.
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tonnare in fermento
a Portoscuso, Gonnesa e Carloforte Mattanza in vista, anche con il Gps
Pescatori pronti ma ci sono ancora i ritardi regionali sulle concessioni Ma gli
uffici marittimi della zona hanno avuto disposizioni precise per la verifica
tecnica sulle distanze tra le reti di Su Pranu e Sulcitane che vogliono
lavorare a Capo Altano CARLOFORTE. Con l'arrivo di maggio, è entrata in piena
operatività l'attività delle tonnare fisse nelle acque del Sulcis. In pesca
ormai da giorni, la prima tonnara pronta a mattanzare è quella dell'Isola
Piana, calata di fronte alle Tacche Bianche. Agli ordini del rais Luigi Biggio,
la prima battuta di pesca è imminente, considerando le prede che, da qualche
tempo, stanno nuotando dentro le camere principali dell'isola, come viene
chiamato il rettangolo di camere, poste da levante a ponente, che si chiudono
con la fatale camera della morte. Ma le polemiche sono ancora vive. Il fermento
riscontrato in mare, oltre che dai diversi tonni e pesci spada immagliati nelle
reti della tonnara e portati a terra, è evidenziato dalle numerose
"mangianze" avvistate non distanti dalla costa, che vedono la superficie
marina letteralmente "ribollire", col pesce azzurro inseguito
selvaggiamente da voraci predatori, tra cui il tonno rosso. E' da pochi giorni
in pesca anche la tonnara di Portoscuso, calata di fronte a Capo Altano, che ha
già catturato alcuni tonni intrappolati nelle reti, il cui calamento in mare è
stato completato dai tonnarotti della Consociazione Tonnare Sarde, ente
consortile tra le società Piam (per Isola Piana) e Su Pranu (per Portoscuso).
Con le vicende della concessione per gli anni a venire ancora da definire, tra
le due richiedenti Su Pranu e Tonnare Sulcitane, dalla Regione è giunto un
dispaccio ufficiale, che riguarda la distanza minima tra la tonnara di
Portoscuso e quella di Porto Paglia. La Direzione generale del servizio pesca,
ha effettuato rilievi sul campo in merito al posizionamento delle due tonnare,
insieme a Circomare Portoscuso, utilizzando la tecnica col gps differenziale
dalla strada litoranea dalla quale entrambi gli impianti sono ben visibili,
oltrechè dal mare, direttamente sui punti di pesca. I risultati, hanno
evidenziato collocazioni differenti di entrambe le tonnare rispetto a quelle
richieste ed accordate dalla Regione, ma mentre la tonnara di Capo Altano
rientra nei margini di tolleranza, quella di Porto Paglia risulta essere in posizione
diversa rispetto a quella assegnata, risultando inferiore alle tre miglia
dall'altra. In base a tale sconfinamento, la Regione ha invitato la Tonnare
Sulcitane a rispettare la posizione assegnata e Circomare Portoscuso a
provvedere di conseguenza. Ma i gps regionali, ieri mattina sono intervenuti
anche sulla tonnara dell'Isola Piana, per rilevare correttamente la posizione
dell'impianto calato di fronte alle Tacche Bianche. Da Cagliari, sembra
vogliano vederci molto chiaro sulle tonnare sarde, anche se su una, quella di
Cala Vinagra, non c'è stata ancora nessuna pronuncia, in merito
all'assegnazione della nuova concessione di pesca. A questo punto, tale ritardo
rischia di essere fatale per i tonnarotti carlofortini, pronti a calare le reti
e quotidianamente al lavoro. Forse per la gloria, in quanto, all'otto maggio,
senza reti in mare, i tonni rossi finiranno per divenire una chimera beffarda
per chi ci ha creduto, fino all'ultimo, nel calare la tonnara. Mettendo sotto
contratto molti ragazzi, in attesa di un'autorizzazione regionale che ancora
non c'è. Dalla Regione, si sono presi tutto il tempo necessario per poter
decidere l'assegnazione tra i principali richiedenti
(Pescalltur di Calasetta e Dio Padre di Carloforte), non considerando,
tuttavia, che i tonni di corsa non attendono una firma, e neanche i tonnarotti,
che devono organizzare per tempo e con certezza la stagione di pesca, evitando
di incappare nelle peggiori reti, ma quelle della burocrazia.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PIETRASANTA pag. 18
"ALTRO CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del Comune
è... "ALTRO CHE viaggi di Ulisse, districarsi tra i nuovi uffici del
Comune è un'autentica impresa: perché non vengono realizzati dei manifesti
informativi per rendere ai cittadini meno tortuoso questo peregrinare?".
E' l'interrogativo carico di smarrimento della cittadina Viviana Francesconi,
che ha deciso di inviare una lettera aperta indirizzata al Comune dopo
l'odissea vissuta in prima persona e le analoghe testimonianze di altri suoi
concittadini. "A Pietrasanta una volta c'era un Comune, edificio a cui
ognuno poteva far riferimento per sbrigare le varie necessità burocratiche.
Oggi, invece, gli uffici sono stati smembrati e dislocati in maniera caotica e
disorganizzata in diversi edifici. L'ufficio casa è stato spostato nella
palazzina dei vigili urbani, la ragioneria ora è all'interno dell'ex-ospedale,
mentre l'ufficio prevenzione è raggiungibile addentrandosi nel retro dello
stesso 'Lucchesi', per non parlare del centro riabilitazione, privo di cartelli
e situato lungo la salita di via Capriglia". SONO BASTATE poche settimane,
pertanto, per far infuriare i cittadini, che si sentono "spaesati e
affidati alla sorte quando c'è da chiedere un'informazione". La richiesta di
Francesconi è che venga posto rimedio con piccoli e poco costosi accorgimenti.
"Il vecchio municipio è rimasto in piazza Matteotti, semivuoto, quasi
triste perché senza 'potere'. Possibile non vengano
stampati dei depliants per indicare i nuovi uffici e gli orari di apertura al
pubblico? Sono manifesti semplici da realizzare, senza troppe pretese:
l'importante è aiutare i cittadini, non solo gli anziani, a districarsi tra i
meandri della burocrazia".
D.M.
( da "Provincia Pavese, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nazionale Rifiuti
abbandonati, l'opposizione attacca "Troppo degrado sul territorio".
Garlaschelli: "E' colpa dell'inciviltà" CERTOSA. Problema rifiuti,
opposizione e Pdl all'attacco del sindaco. Massimo Zucca (Di più per Certosa) e
Massimiliano Cozzi (Forza Italia) accusano Bruno Garlaschelli non solo di non
aver preso provvedimenti per contrastare l'abbandono di sacchetti davanti ai
contenitori per la raccolta differenziata, ma di non aver dato neppure risposta
all'istanza presentata dalla minoranza. "E la situazione non è cambiata -
dicono i due, che hanno scritto una nuova lettera al sindaco di Certosa proprio
per stigmatizzare il suo comportamento -. I cittadini sono costantemente
esposti ad un disservizio che, oltre a non permettere lo smaltimento, crea
degrado e abbruttimento del territorio. Se la colpa è di pochi maleducati,
allora è dovere dell'amministrazione vigilare meglio per prevenire i
comportamenti incivili". Ce n'è anche per il piazzale della Certosa. Dove,
secondo Zucca e Cozzi, "compaiono da tempo erbacce incolte". "E'
ora di intervenire in maniera risolutiva, non con palliativi accompagnati dall'abitudine di scaricare le colpe sulla burocrazia o su altri enti" concludono i due. Bruno Garlaschelli,
però, ha le idee chiare in merito. "Il gioco ormai è evidente - sibila il
sindaco -. Non perdono occasione per attacchi quasi quotidiani colpendo su due
fronti: uno è quello dell'opposizione, l'altro è quello di Forza Italia, o Pdl.
Insomma, l'obiettivo elettorale è sin troppo chiaro. In ogni caso - risponde
Garlaschelli - a Certosa la raccolta differenziata viene fatta 3 volte a
settimana. Non mi risulta che in altri Comuni passino più volte. Anzi, magari
meno. E allora, ribadisco, il sacchetto abbandonato fuori dai cassonetti è un
problema di educazione e civiltà dei singoli". "L'erba sul piazzale
della Certosa? Qui davvero rasentiamo il ridicolo - conclude -. Chiunque può
constatare che non è vero. Viene tagliata sette volte all'anno, oltre a quando
c'è il mercatino. In primavera è chiaro che magari cresce più che in altre
stagioni. Ma non mi sembra davvero si possa parlare di erbacce. Non sanno
davvero più cosa inventare per criticare l'amministrazione".(g.s.).
( da "Giorno, Il (Como)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
COMO E PROVINCIA
pag. 4 Confartigianato contro le regole sui subappalti: "Scartoffie
inutili" IL PRESIDENTE CORNELIO CETTI CHIEDE AI PARLAMENTARI LOCALI DI
MOBILITARSI PER LA MODIFICA DEL DECRETO ? COMO ? "ENNESIMO attacco alla
piccola impresa". Non lesina le critiche il presidente di Confartigianato
Como, Cornelio Cetti, nei confronti del decreto ministeriale 74 del febbraio
2008, entrato in vigore a inizio mese, che ridisegna la mole di documenti che
le aziende artigiane in edilizia devono produrre quando subappaltano dei
lavori. Un ritocco che "mette pesantemente a disagio le nostre imprese
visto che aumentano a dismisura le scartoffie che siamo costretti a produrre in
questi casi: dalla quantificazione esatta dei materiali utilizzati in un
cantiere, che si parli del cemento o del numero di mattoni, sino ai minuti
precisi che ogni operaio ha lavorato. Se questo decreto continuerà a restare in
vigore un'azienda artigiana con cinque dipendenti dovrà assumerne altri dieci
per gestire l'amministrazione e questo è impensabile". COSÌ IERI CETTI -
presidente di Confartiginato in una provincia dove le piccole imprese danno
lavoro a 43.000 addetti distribuiti su un totale di 17.844 imprese, ossia il
39,54% del totale delle 43.000 aziende di Como, di cui oltre 7.000 operano nel
settore delle costruzioni - ha contattato i vertici nazionali della categoria
chiedendo di sollecitare il Governo alla modifica del decreto. "Si tratta solo di burocrazia inutile - tuona - se è pur vero che è estremamente importante
che le imprese coinvolte in contratti d'appalto o di subappalto siano in regola
con le disposizioni in materia previdenziale, assistenziale, erariale e sulla
sicurezza dei luoghi di lavoro, la strada imboccata non è quella percorribile.
Chiedo quindi un intervento immediato ai parlamentari comaschi per fare in modo
che queste disposizioni siano modificate e si attivino altre procedure per la
verifica della regolarità del modo di operare delle aziende, altrimenti saremmo
ancora una volta schiacciati dalla burocrazia".
C.Cat.
( da "Gazzetta del Sud" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Accolte alcune
richieste degli industriali Olivia Posani Roma In vena di parlare, ieri, dei
suoi quattro anni "difficili e meravigliosi", Luca Cordero di
Mentezemolo. Quattro anni alla guida degli industriali italiani significano
ricordi, fatica fisica e mentale, successi e anche rimpianti per qualcosa che
si lascia prima di vederla realizzare. Ma il bilancio finale è positivo e per
chi verrà (a Palazzo Chigi e non solo) c'è l'agenda delle priorità da
affrontare. Riforma dello Stato, innanzitutto, e della giustizia, dove abbiamo
"un clamoroso problema di certezza della pena". E poi riduzione del
peso fiscale sul costo del lavoro, riduzione della spesa pubblica improduttiva.
In realtà al primo posto, finora, c'era la riforma del sistema contrattuale. Ma
proprio mentre questo ragazzo di 60 anni ("Mi sento giovane almeno per
qualche altro mese") decideva che era tempo di consuntivi prima di passare
il timone a Emma Marcegaglia, le segreterie unitarie di Cgil-Cisl-Uil
ratificavano l'intesa sul nuovo modello. Accordo che permetterà di aprire un
confronto vero con gli imprenditori. "Prendo atto ha commentato
Montezemolo che il sindacato ha una posizione unitaria che tiene anche conto
delle nostre richieste. Ci sono la durata triennale dei contratti, la consapevolezza
dell'importanza del livello aziendale, le premesse per pagare di più chi lavora
di più: è inaccettabile il divario tra salario percepito e salario
pagato". E si compiace per le promesse di Berlusconi "su detassazione
di straordinari e premi di di risultato". Ciò che
Montezemolo rimpiange è la "fiducia che si respirava una volta nel
Paese". Occorre tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Per
farlo il governo deve investire sulle infrastrutture, sulla qualità dei manager
e sulla scuola, abbattere i costi del trasporto e della burocrazia.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
GUASTALLA pag. 14
"Scadono i permessi, niente rinnovi per le aziende nella golena del
Po" BORETTO ? BORETTO ? LIBERARE la zona golenale di Boretto da ogni
attività industriale, restituendola all'ambiente. Lo chiede il consigliere
comunale borettese Gioanna Spigardi, che ha presentato un esposto a Prefetto,
Ministero dell'Ambiente, Aipo e Autorità di Bacino per segnalare che entro fine
maggio scadranno le autorizzazioni per varie attività fra cui il recupero e
riciclo di rifiuti speciali non pericolosi (mattoni, rocce, cemento, scorie di
acciaierie?) ora presenti in golena. "L'Autorità di bacino, nel
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Milano Da
qui all'autunno si gioca la battaglia sull'agenzia che amministrerà fondi e
contratti per l'evento: al di là del proclamato "gioco di squadra"
Provincia e Regione temono di essere relegate in secondo piano Moratti, la
sfida dei superpoteri In vista del 2015 c'è la gestione di grandi opere per 15 miliardi
Nella partita spunta un prezioso alleato, il premier Berlusconi incontrato
durante un blitz a Roma subito dopo le elezioni Il commissario straordinario
potrebbe avere l'ultima parola su Brebemi, Pedemontana, nuove linee del metrò e
ferrovie GIUSEPPINA PIANO (segue dalla prima di Milano) Il sindaco-commissario
straordinario per l'Expo potrebbe diventare un Re Sole su qualcosa come 15
miliardi di euro, se alla fine i poteri speciali per l'Esposizione universale
del 2015 non si limitassero all'Esposizione, come era da sempre previsto. Ma si
allargassero anche a tutte le nuove infrastrutture sempre attese in Lombardia,
autostrade e ferrovie, bretelle per Malpensa e metropolitane. Lei ci spera,
temono a questo punto in Regione come in Provincia. E in Berlusconi, incontrato
con un blitz a Roma subito dopo le elezioni, avrebbe già trovato l'alleato più
solido per arrivarci. Sette anni al 2015. Pochi per realizzare 15 miliardi di
opere. Un niente per definire pesi e forze: da qui all'autunno si giocherà la battaglia
campale, perché dietro al sempre ripetuto "gioco di squadra" ci sono
Comune, Provincia e Regione che giocano (anche) ognuno per sé. E ci sono un
Roberto Formigoni e un Filippo Penati che di certo non possono vedere di buon
occhio un super-sindaco. E così, in queste ore, ci si posiziona. Prendi Palazzo
Isimbardi. Il presidente provinciale Penati aveva dato un chiaro altolà,
distillando che "in un Consiglio d'amministrazione di una società che deve
gestire esclusivamente fondi provenienti dallo Stato, la presenza dei privati
la crederei singolare". Deve aver fatto, più avanti, un salto sulla sedia
scoprendo che nella società-Expo che sta immaginando Letizia Moratti un cda non
è proprio previsto. Solo un amministratore delegato, che poi sarà Paolo Glisenti,
ovvero il braccio destro del sindaco. E gli altri giocatori della squadra? Nel
Consiglio di sorveglianza, che però avrebbe poteri operativi inferiori a un
cda. Tecnicismi? Non proprio. Il risiko, insediato Berlusconi a Palazzo Chigi,
adesso può cominciare. Su due fronti. E, sembra ormai di capire a questo punto,
in due tempi. Primo: c'è da mettere in piedi la newco speciale che gestirà
fondi e opere dedicate espressamente all'Expo (4,1 miliardi, tra area
espositiva a Rho-Pero e organizzazione e gestione dell'evento), è ormai chiaro
che sarà una società unica e non una holding, ma resta da vedere se azienda
pubblica di diritto privato o un'Agenzia speciale come a Torino per le
Olimpiadi. Entro giugno questa partita sarà chiusa. Basterà un decreto legge.
Ma sarà solo, appunto, il primo tempo del risiko. Letizia Moratti glissa:
"Quale sarà lo strumento, agenzia o società, realizzerà il programma
inserito nel dossier di candidatura". La cosa che conta, dichiara il
sindaco, è che si trovi un "modello in grado di realizzare nei tempi
stabiliti l'evento nel migliore dei modi possibili". Vero. Ma vero anche
che sarà lei il demiurgo con poteri da zarina. Lei sarà presidente del Comitato
di programmazione Expo, quello che darà gli indirizzi, lo spazio formale del gioco
di squadra, con Comune, Regione, Provincia, governo, Camera di commercio,
Fiera. Lei, tanto più, sarà il manovratore della società che gestirà davvero la
realizzazione delle opere e dell'evento, con il fidatissimo Glisenti
amministratore delegato. E soprattutto, lei sarà commissario straordinario. Ed
è qui che arriva il secondo, e ancora più importante, round della partita
fissato per l'autunno: la definizione dei confini dei poteri speciali che
verranno conferiti al sindaco-commissario, con una legge speciale sul modello
delle Olimpiadi di Torino. Poteri che dovranno evitare le
secche della burocrazia sul
fronte urbanistica e grandi opere. Ma anche una giurisdizione sulle scelte
davvero notevole. Saltando pareri di questo e di quello, velocizzando appalti,
inserendo tempi stretti entro cui tutti i soggetti interessati devono
esprimersi e se non ce la fanno pazienza, limitando i passaggi in consiglio
comunale, introducendo il già annunciato giro di vite nei ricorsi al Tar
(con una moratoria sulle sospensive). Superpoteri, appunto. Che finora si
prevedevano sulle opere per l'Expo. Che adesso, tremano sia Formigoni in
Regione che Penati in Provincia, potrebbero estendersi a tutti quegli 11
miliardi di euro di Brebemi, Pedemontana, nuovi metrò, nuovi collegamenti
ferroviari, che erano previsti indipendentemente dall'Esposizione universale.
Ma che a questo punto dovranno necessariamente essere accelerati per essere
pronti nel 2015.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
III - Genova Medicina, Torre nuovo preside Deferrari vince la prima partita
Corsa per il rettore Spadolini in campo "Troppa burocrazia cambiamo
l'ateneo" WANDA VALLI A PAGINA IX SEGUE A PAGINA IX.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA EMPOLI pag.
4 di IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Gi... di
IRENE PUCCIONI NON E' CADUTA nel vuoto la richiesta d'aiuto di Giacomo e
Concetta, figlio e moglie di Carmelo Spataro, il 70enne di Castelfiorentino che
da 15 anni vive in stato di coma vegetativo nella sua abitazione in via
Chianesi. Dopo l'incontro con il sindaco Laura Cantini, che a sua volta ha
sollecitato la Società della Salute, la famiglia Spataro si è vista assegnare
un contributo economico per potersi permettere un assistente sociale per le ore
mattutine, 5 giorni su 7. "Per noi è sicuramente un grosso aiuto ? spiega
Giacomo ? In questo modo posso tornare a lavorare almeno part time e mia madre
si trova allergerita dalla grossa mole di lavoro a cui ogni giorno è
sottoposta". Giacomo, 38 anni non vedente dalla nascita, prima dell'incidente
del padre caduto da un'impalcatura il 21 luglio 1994 mentre era a lavoro in
cantiere edile, svolgeva la professione di fisioterapista che poi dovette
abbandonare per accudire il genitore a tempo pieno. Per alcuni anni gli Spataro
sono andati avanti con le loro forze, provvedendo a Carmelo con la sua
indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità di Giacomo. Le cure,
le medicine e tutto ciò che occorre ad una persona in coma vegetativo (un letto
e una sedia 'speciali', pannoloni, cuscini antidecubito, cannelli per
l'alimentazione, garze ecc) costano cari e anche le forze dei familiari, nel
tempo, sono venute meno. Da qui la decisione di chiedere un aiuto concreto e,
nello specifico, l'applicazione della legge 162 del 1998, che in questi casi
prevede l'assistenza 24 ore su 24. "Il contributo che abbiamo avuto ci dà
un po' di sollievo, ma non risolve la nostra situazione ? continua Giacomo ? Ho
intenzione di arrivare fino in fondo: l'obiettivo è che la Regione riconosca a
mio padre il diritto ad un'assistenza totale. Il momento più critico per noi
rimane la notte: io e mia madre dobbiamo trascorrerla svegli, stando attenti che a babbo non prendano crisi respiratorie che lo
farebbero soffocare". Mentre da anni i 'suoi cari' stanno combattendo una
battaglia contro la burocrazia, per Carmelo colorito roseo e sguardo sereno, il tempo sembra
essersi fermato. L'affetto e l'amore della moglie e del figlio dà i suoi buoni
frutti.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Genova
Oggi l'assemblea costituente ligure Il Pd dopo il voto per Tullo segretario c'è
la riconferma Riunioni, richieste, aperture di credito, critiche: si sentirà
questo e altro oggi pomeriggio all'Assemblea costituente ligure del Pd che si
riunisce per la prima volta, dopo la sconfitta elettorale che, sia pure per
poco, ha coinvolto anche la Liguria. All'ordine del giorno c'è l'analisi del
voto, il vero problema è decidere se lasciare o meno Mario Tullo, neo eletto
alla camera, a fare il segretario ligure. E se sì, fino a quando. Intanto Tullo
si prepara a andare a rappresentare la Liguria nella riunione di domani a
Milano, dei segretari del Nord, dopo aver partecipato, a Roma a quella di tutti
i segretari regionali con Walter Veltroni. Alla vigilia dell'Assemblea, le
minacce sembrano rientrate. Almeno per il momento. Si sa che scalpitava il
gruppo di Massimiliano Costa e del neo eletto senatore Claudio Gustavino ancora
capogruppo in Regione. Ma Sergio "Pippo" Rossetti tranquillizza e
precisa: " Credo che Tullo rimarrà, almeno per ora. Io? non mi sono mai
candidato né alla segreteria regionale né a quella provinciale". Ma c'è un
ma, che Rossetti ricorda: "Il 13 settembre negli uffici del vice
presidente Costa si decise che su cinque federazioni, due, Genova e Savona,
sarebbero andate agli ex margheriti. Non è successo, è roba del passato
guardare alle appartenenze, e allora il problema vero è che
cosa andiamo a dire alla gente del Nord che non ne può più di burocrazia, di lavoro che manca".
Intanto sono girati, molti nomi di candidati alternativi, uno è quello dell'ex sindaco
della Spezia, e ex segretario Ds, Giorgio Pagano, non iscritto al Pd,
precisano, ma gradito a molti. Un'altra "nomination" è andata a
Lorenzo Forcieri, il re rosso di Sarzana, ex sottosegretario. Lui, però,
a quanto pare, potrebbe essere un candidato alle Europee, se non sceglie un
incarico operativo al porto della Spezia. Voci. Un'altra segnala che Graziano
Mazzarello, ex senatore, pensa che Tullo vada bene, e per il dopo, immagina una
segreteria guidata da un giovane e con un ruolo di saggio, per lui. Di sicuro
c'è che Mario Tullo può contare sull'appoggio di Claudio Burlando e Marta
Vincenzi, e su quello degli altri segretari provinciali. Come a dire una
candidatura blindata. Fino a quando? Fino al congresso del Pd, purché non
slitti al 2009. Lo stesso Tullo dirà che, anche se lo Statuto non ritiene
incompatibili i due incarichi, non ha intenzione di restare alla segreteria
regionale per troppo tempo. E proporrà alcuni aggiustamenti, come una direzione
più ampia, pronto anche a rintuzzare le critiche, previste, sulle candidature
romane: alla Camera il Pd è aumentato di 8 punti, al Senato di 3. Per far
pesare il fatto che sotto la sua gestione il Pd della Liguria ha lavorato e
molto, circoli aperti, statuto approvato, mentre altre regioni sono molto più
indietro. E dopo di lui? Questo è il problema. (w. v.).
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XI - Genova
Università, Benedetta va alla guerra La sfida della Spadolini: "Questo
ateneo merita almeno un confronto" "Non temo calunnie e insinuazioni,
mio zio è stato premier" WANDA VALLI E così, Benedetta Spadolini, va alla guerra.
O meglio alla disfida del rettore che dovrà essere eletto il 18 giugno. Va alla
disfida, la preside di Architettura con la serenità di chi, nipote di tanto
zio, Giovanni, che fu anche presidente del Consiglio, sa che gli ostacoli sono
molti. Come le maldicenze. Come i malumori per un ateneo in ripiegamento mentre
potrebbe e dovrebbe, spiega lei, rilanciarsi. Il suo Rettore-pensiero da ieri
sera è in rete. Descrive un'Università che dovrebbe preservare gli antichi
valori ma aprirsi al territorio, far valere la propria voce con le istituzioni,
aiutare i dipartimenti, riorganizzare tutta la parte urbanistica. E
soprattutto, semplificare, togliere burocrazia, attirare nuovi studenti. Con
una gestione collegiale. Professoressa Spadolini, bell'impresa la sua. Sempre convinta?
"Il nostro Ateneo merita almeno un confronto, non è pensabile avere una
sola voce. La mia è una candidatura di servizio, sono serena, non temo
calunnie, attacchi, insinuazioni, mio zio è stato anche presidente del
Consiglio, a certe cose, in momenti del genere, siamo abituati". Allora,
che cosa fare subito per risollevare l'Ateneo? "Serve una semplificazione
nella vita degli studenti, dalle aule ai servizi che offriamo, senza viziarli,
però. Serve togliere la burocrazia là dove è possibile
per migliorare la vita di tutti. E una "governance", una gestione,
partecipata". Partiamo dalla gestione. "Abbiamo un' Accademia ricca
di esperti, la mia idea è creare un albo di queste persone, su segnalazione
delle singole facoltà e dei dipartimenti, per poi delegare loro le diverse
questioni tecniche". Il problema principale resta quello edilizio?
"Certo. Intanto la situazione finanziaria è molto meno grave di quanto non
sia apparsa, e comunque, finora, la partita urbanistica è stata gestita per
parti, nessuno è riuscito a avere una visione globale. Serve un monitoraggio a
360 gradi del patrimonio, non è un caso se stiamo completando solo adesso la
mappatura, che ci permetterà di sapere che cosa possediamo, che cosa usiamo,
che cosa abbiamo affittato. Dobbiamo partire da qui, dalle carte in tavola.
Sono architetto, credo di essere avvantaggiata". Ma la roccaforte di
Medicina, come la conquista? "In tanti anni di gestione del nostro Ateneo,
non mi pare che sia stato fatto molto per il polo di San Martino. Faccio solo
un esempio: la convenzione, scaduta, con la Regione va rivista molto molto
bene". Le facoltà umanistiche di solito sono trascurate. "E invece,
per esempio, nella ricerca ho molte idee per rilanciarla. Si parte da Genova,
dai suoi tesori culturali, i musei, e il resto: sono tutte palestre per
dottorati, per ricercatori". Il Politecnico? " Per me è
indispensabile, dobbiamo farlo per forza, ha costi che l'Ateneo da solo non è
in grado di sostenere". Come attirare allievi da fuori, dall'estero?
"Investendo in corsi di laurea che interfacciano con il mercato, io ho
quello di Design, ma c'è Scienza della Formazione o il corso di laurea in
progettazione degli Eventi, ora ci stiamo occupando della visita del papa a
Savona". Se dovesse riassumere la sua filosofia da aspirante rettore?
"Semplificare, modernizzare, aprire l'accademia al territorio, valorizzare
i Dipartimenti: sono come tante piccole imprese, hanno bisogno di fondi, di
uffici mirati di supporto". SEGUE A PAGINA V.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Le categorie
da Pordenone dettano le priorità: subito meno burocrazia e incentivi alle imprese
PORDENONE. Undici dei 14 consiglieri regionali eletti in provincia di Pordenone
- e tra questi gli assessori Luca Ciriani ed Elio De Anna, il presidente del Consiglio,
Edouard Ballaman, e il suo vice Maurizio Salvador - sono stati ricevuti, ieri
pomeriggio dalle categorie economiche del Friuli occidentale. Ai neo
eletti, i rappresentanti imprenditoriali hanno avanzato richieste per la
legislatura appena cominciata: su tutte spiccano il "fare sistema"
per tutelare e valorizzare la Destra Tagliamento, sburocratizzare la macchina
amministrativa e assicurare incentivi all'impresa, rimodulando l'Irap, per
salvaguardare sopratutto le piccole imprese. "Abbiamo ascoltato con grande
interesse le istanze del territorio - ha commentato l'assessore Elio De Anna -
e da parte mia ho assicurato i convenuti che non stavano parlando ad un sordo:
sono richieste altamente condivisibili che cercheremo in ogni modo di
soddisfare", ha concluso.
( da "Mattino di Padova, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Continue richieste
di documenti inutili Genitori adottivi perseguitati per
mesi dalla burocrazia
GRANTORTO. L'adozione di un minore è diventata un'odissea per la coppia del
paese tornata dall'Asia il 24 febbraio con un piccolo di 13 mesi. "Avevamo
fatto pacchi di documenti, certificati, lettere di raccomandazioni, estratti
conto, avevamo trascorso un mese in Cambogia mettendo tutto a posto - spiega la
madre adottiva P.T. - restava solo da registrare il piccolo all'anagrafe
come convivente. In municipio, mi dicono che serve il permesso di soggiorno. Da
febbraio 2007 non è più necessario, ma l'impiegata voleva averne la conferma.
Dopo 2 giorni non era ancora riuscita a informarsi. L'ho messa in contatto col
comune di Dueville, che affrontava un caso analogo". Tutto finito? No. "Il
16 aprile ho avuto bisogno dello stato di famiglia: niente da fare, perché a
casa mia devono ancora passare i vigili per il controllo necessario a inserire
il piccolo come membro della famiglia. In questi giorni finalmente avrò il
certificato. Intanto sono passati 2 mesi. Abbiamo un altro figlioletto
adottivo, pensavo bastasse questo precedente perché in comune conoscessero
l'iter". Ora i genitori aspettano la sentenza del tribunale di Venezia:
entro un anno deciderà definitivamente se affidare loro il minore. (Roberto
Turetta).
( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Usi civici,
grazie dal comitato PISA. Al termine del mandato i cinque componenti del
comitato Asbuc, Giuseppe Meini, Alfio Gambogi, Angelo Vanni, Fabio Ceccherini e
Libo Bianucci, rivolgono a tutti i cittadini di Migliarino il proprio
ringraziamento. "Sono stati cinque anni difficili - scrivono - e molto
impegnativi, densi di difficoltà, burocrazie e ritardi, ma
nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma
che ci eravamo assunti con l'insediamento: realizzazione di un centro diurno
per anziani, maggiori spazi per la Pubblica Assistenza, sostegno al
volontariato e messa in sicurezza di terreni".
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Bari La sfida di Emiliano fra periferie e burocrazia TERESA MASSARI Dopo il 14
aprile si discute, in Puglia come in tutta Italia, del vistoso spostamento a
destra del consenso elettorale. Brucia, a sinistra, soprattutto la consistente
perdita del voto dei ceti popolari, che si è allocato a Nord nella Lega, e a
Sud nel Popolo della libertà. Il dato è particolarmente allarmante a
Bari città, dove i quartieri periferici si esprimono a favore della destra,
mentre il raggruppamento veltroniano Partito democratico-Italia dei Valori
supera il Pdl soltanto a Poggiofranco, residenza di ceti medio-alti affluenti e
acculturati. Non si tratta di un evento sorprendente ma di un trend di lunga
durata, nel quale si combinano fattori nazionali e fattori locali. Questo del
radicamento territoriale è un tema ricorrentemente riscoperto, quasi si
trattasse di una straordinaria novità, ogni volta che si verifica un successo
della Lega nelle valli pedemontane o una debacle della sinistra nelle periferie
meridionali. In realtà il fenomeno è diffuso e duraturo, anche se le modalità
con cui si presenta sono differenziate nelle singole realtà. SEGUE A PAGINA X.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone De Anna:
"Richieste condivisibili" Ballaman annuncia novità sull'Irap, più critico
Dal Mas LE REAZIONI Iniziativa complessivamente condivisa, quella avanzata
dalle categorie economiche del Friuli occidentale. Un giudizio rintracciabile
nella partecipazione da parte dei consiglieri regionali eletti in provincia ad
un incontro promosso all'insegna del "fare sistema". Con alcune
eccezioni, ovviamente. Critico, infatti, Franco Dal Mas, che paragona -
trovando sostanzialmente immutato - quanto accadeva oltre cinque anni fa, nel
corso della legislatura in cui sedeva nei banchi del consiglio regionale, e
quanto accade oggi. "Dopo cinque anni - è stata la dichiarazione
all'uscita dall'incontro - risento le stesse cose". Occorre
"discontinuità politica" secondo l'esponente del Pdl, e questo
ovviamente sarà la mission dell'attuale maggioranza in regione. Ma occorre
anche "che le categorie facciano sintesi tra loro" per arrivare
compatte davanti alla Regione. Esemplificando: "se la
Cimpello-Sequals-Gemona non è stata realizzata, parte delle responsabilità
vanno all'area udinese. Ma qual è la posizione degli industriali pordenonesi e
di quelli udinesi sul tema?". Non hanno parlato "ai sordi" i
rappresentanti dell'imprenditoria pordenonese, ha rassicurato l'assessore Elio
De Anna: "sono richieste altamente condivisibili che cercheremo in ogni
modo di soddisfare". Edouard Ballaman, Ln, neo-presidente del consiglio
regionale, è l'autore della proposta di organizzare con cadenza periodica, ogni
3 mesi, incontri tra politica e categorie. Riconosce l'esponente leghista le
ragioni delle imprese quando lamentano "una eccessiva pressione
fiscale e un costante incremento dei costi della burocrazia. Questi ultimi in particolare - secondo Ballaman - vengono
utilizzati per uccidere le Pmi e noi dobbiamo cercare di eliminarli". Il
confronto tra classe politica e rappresentanti dell'economia è utile "e lo
sarebbe ancor di più se esteso a tutti i soggetti, e quindi consiglieri
regionali, parlamentari e Provincia". Con l'obiettivo "non di
lavorare "contro" altri territori, ma di "fare squadra" tra
pordenonesi per evidenziare le peculiarità di questo territorio che richiede
un'attenzione particolare". Infine dando risposta a quella che era stata
una richiesta avanzata già nel corso della campagna elettorale, Ballaman
annuncia la predisposizione di un disegno di legge di modifica del
provvedimento che ha introdotto la riduzione mirata dell'Irap. Accogliendo
un'esigenza espressa in particolare da Confcommercio e Confartigianato
"stiamo già lavorando al provvedimento che ha come obiettivo intervenire
sui criteri con cui si applica l'Imposta regionale sulle attività
produttive". (e.d.g.).
( da "Wall Street Italia" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Io, sposa di un
egiziano -->La storia di Loredana Roscetti, da un anno moglie di un copto
fra mille difficoltà amministrative: "La burocrazia
italiana stritola l'individuo".
( da "Citta' di Salerno, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ad Albanella
nessun parente nella commissione" " albanella. Dopo l'esposto
presentato dalle equipes degli architetti Oliviero, Castiello, De Rosa e
Lamberti sulla gara per l'affidamento dell'incarico per la redazione del Puc,
si pronuncia l'Autoritá di vigilanza sui lavori pubblici. Ieri è pervenuta la
comunicazione dell'ente di controllo con cui si invita l'amministrazione
comunale di Albanella a far pervenire, entro dieci giorni, le proprie
considerazioni. " Nel frattempo, l'ente locale è invitato "a non
porre in essere atti pregiudizievoli ai fini della risoluzione della
questione": l'affidamento dell'incarico per la redazione del piano urbanistico
comunale verrá dunque bloccato fino al verdetto dell'Autoritá. " Gerardo
Iannone, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Albanella, è sereno e
fiducioso. Ha voce flemmatica, ma priva di titubanze. Avanza dubbi
sull'iniziativa dei ricorrenti:"La gara ha avuto più sedute e nelle sedute
intermedie nessuna delle equipe presenti ha avuto qualcosa da eccepire sulla
composizione della commissione". A chi contesta l'assenza di un urbanista,
di un geologo e di un agronomo, richiesta dal bando e obbligatoria per legge in
commissione, risponde semplicemente: "In commissione c'erano persone con
formazione necessaria a coprire le tre competenze". " Rispetto ai
ritardi nella consegna degli atti relativi alla gara, nega con decisione
qualsiasi intento doloso: i problemi, piuttosto, sarebbero
da addebitare alle difficoltá della burocrazia."E' risaputo che il Comune di Albanella opera con un
pesante sott'organico. Inoltre, nei documenti richiesti erano presenti dei dati
sensibili di altri professionisti, ai quali si è dovuta chiedere
l'autorizzazione a renderli pubblici. Questo, insieme alla fotocopia
degli atti, motiva la tempistica". L'ingegnere capo del Comune di
Albanella, infine, tiene a ribadire che il bando in questione rispetta
perfettamente gli standard europei. "Invito a confrontarlo con altre
procedure di gara analoghe pubblicati da altri Comuni della provincia di
Salerno". " Quanto alla possibile presenza di un familiare dei
vincitori tra coloro che erano chiamati a valutare le offerte presentate, l'architetto
Lamberti, uno dei firmatari dei ricorsi, fa marcia indietro:
"Nell'associazione temporanea di professionisti vincitrice non c'è alcun
parente di membri della commissione giudicatrice". GiorgioMottola.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' rivolta contro il
provvedimento che impone la corresponsabilità delle imprese per le violazioni previdenziali
e sanitarie Subappalti, incubo burocrazia Pozza:
"Basta con le nuove procedure, non ne possiamo più" E' un Mario Pozza
dall'animo esasperato, quello che commenta l'ennesima grana burocratica piovuta
sul collo delle imprese. "Non ne possiamo più. Basta con queste cariole di
documenti, glieli portiamo tutti a Roma. Il nuovo governo deve attuare
immediatamente la semplificazione burocratica, altrimenti le imprese
chiuderanno". Il presidente provinciale di Confartigianato non usa il
fioretto contro il recente decreto che introduce la responsabilità solidale tra
committente, appaltatore e subappaltatore in materia di versamento delle
ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori. In
pratica, dal 15 giugno, le imprese dovranno assicurarsi che le ditte
sub-appaltanti abbiamo rispettato le norme previdenziali e assicurative. Una
misura voluta dal governo per arginare il fenomeno dell'abusivismo e
dell'illegalità nei cantieri. Il provvedimento colpirà soprattutto le imprese del
settore dell'edilizia e delle pulizie, che naturalmente sono sul piede di
guerra. "Perché devono essere le imprese ad occuparsi dell'impresa
sub-appaltante? Lo Stato deve occuparsi dei controlli, non noi" annuncia
Pozza, reduce da un'assemblea di settore. "Ci hanno scambiato per un
ufficio pubblico, non possiamo sostenere noi queste spese - aggiunge Pozza -.
Sia lo Stato a controllare le imprese inadempienti, le
istituzioni non scarichino questo onere su di noi, già oberati da mille
burocrazie". Continua il presidente di Confartigianato: "Andremo a
Roma e porteremo tutte le carte davanti al Parlamento. Il governo faccia subito
un provvedimento urgentissimo in materia. Ormai la burocrazia occupa gran parte delle nostre energie. Nei cantieri
dobbiamo esibire il cartellino, anche d'estate quando i muratori lavorano a
petto nudo, ci hanno costretto ad adottare l'albo degli smaltitori, hanno
introdotto l'obbligo di registrazione delle dimissioni volontarie. Basta".
Secondo il presidente di Confartigianato, "La semplificazione burocratica
è, da anni, un tema ricorrente attorno al quale tutte le forze politiche hanno
costruito montagne di promesse, soprattutto durante le campagne elettorali,
salvo poi non solo lasciare invariato il sistema, ma continuare ad aggiungere
adempimenti nuovi, valanghe di carte che appesantiscono i costi di gestione
delle imprese, soprattutto di quelle di piccola dimensione". Praticamente
chi affida un appalto o un subappalto ad un'impresa essendo corresponsabile di
eventuali inadempienze di quest'ultima, è obbligato a richiedere la
documentazione che lo sollevi da tale rischio: l'impresa dovrà quindi produrre
tale documentazione riferita ad ogni singolo lavoro, spezzettando in maniera
assurda i modelli dei versamenti che non potranno più essere riferiti
complessivamente al mese di riferimento, ma dovranno essere distinti per
cantiere e per dipendente. "E' una nuova pesante mazzata - conclude Pozza
- che colpisce soprattutto il comparto dell'edilizia che già intravvede
profilarsi all'orizzonte problemi di mercato e che è già stato, negli ultimi
tempi, bersagliato da molteplici adempimenti burocratici per buona parte
inutili e incomprensibili. Così non può andare" conclude il presidente
provinciale degli artigiani. (Daniele Ferrazza).
( da "Denaro, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caserta energia Piccola
industria, Morandini: Necessario intervenire sulla rete "Al Sud anche la
rete delle vie dell'energia è divenuta ormai obsoleta e congestionata. Occorre,
perciò, procedere ad un veloce ammodernamento delle linee, unitamente a scelte
strutturali per ridurre al minimo la dipendenza dal petrolio". E' questa
l'opinione espressa dal presidente nazionale della Piccola Industria, Giuseppe
Morandini, nel corso del seminario su "Energia per lo sviluppo: scenari,
fonti, ambiente" organizzato presso la sede di Confindustria Caserta.
"Quello dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo
sopportato dalle imprese - spiega il leader dei piccoli imprenditori - due le
strade da seguire. La prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi
strutturali. La seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere
finalizzata al recupero di efficienza e al risparmio". Attualmente
l'industria assorbe il 50 per cento del consumo energetico e di questa
percentuale ben il 75 per cento è assorbito dai motori elettrici.
"Rinnovando il parco , peraltro nella Finanziaria 2008 sono state previste
in proposito particolari agevolazioni - prosegue Morandini - è possibile
risparmiare 25 miliardi di chilowatt all'anno". Per il presidente nazionale
della Piccola Industria bisogna portare a soluzione il programma dei
rigassificatori, migliorare l'interconnessione con l'estero, conversione al
carbone e accelerare la ricerca nel campo della nuova generazione del
nucleare". del 08-05-2008 num.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari e Provincia
Pagina
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PICCOLA INDUSTRIA
Energia, Caserta paga la congestione della rete elettrica Non solo quella
autostradale: al Sud anche la rete dell'energia è diventata ormai obsoleta e
congestionata. Occorre, perciò, procedere ad un veloce ammodernamento delle
linee, unitamente a scelte strutturali per ridurre al minimo la dipendenza dal
petrolio. È, in estrema sintesi, quanto emerso dal seminario ("Energia per
lo sviluppo: scenari, fonti, ambiente") organizzato dal Gruppo Piccola
Industria di Confindustria Caserta, che si è svolto oggi a via Roma, con la
partecipazione del presidente nazionale Giuseppe Morandini. "Quello
dell'energia è, dopo quello della burocrazia, il secondo maggiore costo sopportato dalle imprese", ha
ricordato il leader dei piccoli imprenditori. Due le strade da seguire. La
prima, attiene al pubblico, e deve prevedere interventi strutturali. La
seconda, riguarda direttamente le imprese, e deve essere finalizzata al
recupero di efficienza e al risparmio. "Nel campo delle decisioni
politiche - ha detto Morandini - bisogna portare a soluzione il programma dei
rigassificatori, migliorare l'interconnessione con l'estero, conversione al
carbone e accelerare la ricerca nel campo della nuova generazione del
nucleare". Per quanto riguarda le imprese, invece, "bisogna rinnovare
il parco dei motori elettrici con le nuove tecnologie". Attualmente
l'industria assorbe il 50% del consumo energetico - ha ricordato il presidente
PI di Confindustria - e di questa percentuale ben il 75% è assorbito dai motori
elettrici. Rinnovando il parco - peraltro nella Finanziaria 2008 sono state
previste in proposito particolari agevolazioni - è possibile risparmiare 25
miliardi di chilowatt all'anno. Il seminario è stata anche l'occasione per
mettere a fuoco i problemi che che affliggono, con i maggiori costi, in
particolare il sistema industriale della provincia di Caserta, costretto
giornalmente a subire microinterruzioni e cadute di tensione sulla rete di
distribuzione. Un aspetto, questo - ha detto Stefano Conti di Terna - che si
potrà risolvere solo "rimuovendo le congestioni che normalmente si
verificano a monte e a valle della rete", e cioè con il ripotenziamento
della linea Foggia-Benevento. I lavori del convegno sono stati introdotti dal
presidente del Gruppo Piccola Industria di Confindustria Caserta, Stefania
Brancaccio, e coordinati dal vice presidente nazionale Enzo Boccia. Le
relazioni tecniche, oltre che da Stefano Conti sono state svolte da Luciano
Pirazzi (del Dipartimento ambiente, cambiamento globale e sviluppo sostenibile
dell'Enea) e Riccardo Bani (direttore Generale della Sorgenia).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dalle sfide imposte
dal mercato globale al rilancio di turismo e innovazione "Liberateci dai costi della burocrazia" "Cari politici, fate contare di più Pordenone" Ieri
il vertice in Camera di commercio. "La Regione metta le imprese al centro
della sua politica" APPELLO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE di ELENA DEL
GIUDICE Un obiettivo comune: rilanciare e rafforzare il tessuto
economico-produttivo e, quindi, il lavoro e la ricchezza del territorio.
E' la ragione del summit politica-associazioni di categoria svoltosi ieri nella
sede della Camera di commercio di Pordenone, promosso dalle cinque
organizzazioni imprenditoriali del Friuli occidentale. Silvano Pascolo e
Gianfranco Trebbi (Confartigianato), Alberto Marchiori e Luigi Ornella
(Confcommercio), Virgilio Maiorano e Riccardo Fioretti (Confcooperative),
Maurizio Cini e Massimo Mazzariol (Unindustria), Cesare Bertoia (Coldiretti)
hanno convocato i consiglieri regionali eletti in provincia per discutere
proprio di questo. E hanno risposto in massa gli esponenti politici della
destra Tagliamento, iniziando dal vicepresidente della Regione, Luca Ciriani,
con delega alle attività produttive, Elio De Anna, già presidente della Provincia
e oggi in Piazza Unità d'Italia a Trieste con deleghe allo sport, da Nevio
Alzetta a Franco Dal Mas, da Paolo Santin a Mara Piccin, da Danilo Narduzzi al
presidente del consiglio regionale Edouard Ballaman, da Alessandro Corazza a
Maurizio Salvador a Piero Colussi. AL CENTRO L'IMPRESA. "L'auspicio è - ha
spiegato Silvano Pascolo a nome di tutte le categorie - che il nuovo governo
regionale collochi al centro delle proprie politiche le imprese e le loro
legittime esigenze: da esse dipende lo sviluppo economico del territorio e
quindi l'occupazione, la qualità della vita e dei servizi sociali". I
TIMORI. Forti le preoccupazioni per la situazione economica generale che si
ripercuote in tutti i settori dell'economia, dall'industria al commercio,
all'artigianato, all'agricoltura, alla cooperazione. E gli sforzi che le
imprese fanno per vincere le sfide del mercato globale rischiano di essere
vanificati "se non si faranno scelte coraggiose". I PROBLEMI. La
poltiica fino ad ora non ha affrontato, ed è la priorità del presente, tanti
problemi se intende rilanciare la crescita. Declinati in: diminuire la
pressione fiscale su imprese e famiglie, ridurre la spesa pubblica e i costi
della poltica, liberare le imprese dai costi della burocrazia,
eliminare monopoli e mercati protetti, ridurre i costi dell'energia per le
imprese, favorire la libera iniziativa imprenditoriale, diminuire il costo del
lavoro ed eliminare le rigidità, affrontare il problema della sicurezza dei
cittadini. INDUSTRIA. Nessuna bocciatura sul passato, ma un invito al futuro.
"Si può migliorare", spiega Cini. Rafforzando gli impegni su ricerca,
innovazione, internazionalizzazione. COMMERCIO. Sostenere un turismo in fase
embrionale ma che sta crescendo, "modificare i meccanismi dell'Irap",
ricorda Marchiori, che oggi escludono le Pmi. ARTIGIANATO. "Più attenzione
alle piccole e micro imprese" è la sollecitazione di Pascolo, che chiede
fondi (5 milioni di euro) per consentire alle imprese di usufruire delle linee
agevolative della Cciaa e quindi di realizzare investimenti. AGRICOLTURA. La
crisi è drammatica, con un intero settore, la zootecnia, in sofferenza che
vende sotto costo. Più che finanziamenti "chiediamo controlli per
contrastare la speculazione", chiede Bertoia. COOPERAZIONE. Internazionalizzazione
frammentata, coordinata da 4 direzionui regionali. "Occorre semplificare
accorpando le competenze in un unico referato" è la proposta di Maiorano.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montezemolo: nel
Paese ci sono segnali di ripresa GIUSY FRANZESE Roma. C'è lo sguardo al passato,
ma senza rimpianti. Anzi con non poche soddisfazioni. "Sono stati quattro
anni meravigliosi, belli, straordinari, ma anche molto duri". Ma c'è
soprattutto l'attenzione al futuro. Del Paese e, perché no, anche personale.
Luca Cordero di Montezemolo non smentisce il suo iperattivismo: convoca la
stampa per fare un bilancio della sua presidenza di Confindustria, ma con la
testa è già a dopo il 21 maggio, giorno in cui passerà il testimone a Emma
Marcegaglia. "Ho appena compiuto 60 anni, ma dal punto dei vista dei sogni
sono ancora ragazzo" confessa. I progetti non mancano. Gli impegni, al di
là della sua eventuale collaborazione con il nuovo governo, restano una
montagna: la Fiat, la Ferrari, la Luiss, il fondo Charme, i treni ad alta
velocità, e da dopo l'estate l'avvio di un "pensatoio", un think-tank
"al servizio del progetto-Paese". Un Paese che, come lui, sta per
iniziare una nuova fase. Montezemolo ne è convinto: le premesse per recuperare
slancio ed entusiasmo ci sono tutte. Anche se sui mercati finanziari soffia
ancora il vento della crisi innescata dai mutui subprime. Anche se le
previsioni di crescita sono quelle che sono. I segnali positivi ci sono. Il
processo di accorpamento politico scaturito dalle elezioni è uno di questi. La
riforma dello Stato resta "la priorità" e bisogna lavorarci su.
"Spero che prevalga la volontà di dialogo e l'impegno da parte di
tutti" si augura Montezemolo. E poi ci sono i segnali che vengono dal
sindacato. "Finalmente Cgil Cisl e Uil hanno varato una posizione unitaria
sulla riforma del sistema contrattuale". Nel merito Montezemolo apprezza
"la triennalizzazione della durata, la consapevolezza dell'importanza del
secondo livello" e il riconoscimento che "è giusto pagare di più chi
lavora di più". Sarà il suo successore, Emma Marcegaglia ora a sedersi al
tavolo con i sindacati. Per lui - che all'inizio del suo mandato vide arenarsi
la voglia di riforma dei contratti sulle sabbie mobili della Cgil - il varo del
documeto unitario ora, è già una soddisfazione: "Meglio tardi che
mai". Infine i segnali, positivi, dal nuovo governo, a partire dalla
promessa di detassare gli straordinari. Anche il federalismo fiscale, "pur
stando attenti al tema del Sud" va nella giusta direzione. Certo di lavoro
da fare ce n'è tanto: all'Italia servono più infrastrutture, più investimenti
in education, meno spesa pubblica improduttiva, meno burocrazia. "I lacci e lacciuoli di
cui parlava Guido Carli, dal '70 ad oggi sono clamorosamente aumentati a causa
del localismo". Montezemolo non manca di "dare atto al governo Prodi
di aver preso decisioni importanti sia sul cuneo fiscale che sulle
aliquote". E di aver raggiunto notevoli risultati nella lotta
all'evasione. Ma l'ultimo atto dell'Agenzia delle Entrate, la pubblicazione on
line dei redditi degli italiani, bè quello no, proprio non gli è piaciuto:
"È una cosa sbagliata, pericolosa. Un grande rischio, che fa male al
Paese: si rischia di disunire e di mettere gli uni contro gli altri. La gogna
mediatica non va bene". Piuttosto, in nome della trasparenza, sarebbe bene
"sapere dove vanno a finire le nostre tasse". Che restano le più alte
d'Europa.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6022 Talana Strada chiusa e indennizzi fantasma "Così il bosco
diventa una polveriera" Talana --> "La faccenda dei rimborsi sta
diventando una barzelletta". Il sindaco di Talana sta perdendo le
speranze. La storia è sempre la stessa. Non arrivano i rimborsi per i disastri
che hanno colpito le campagne del paese negli ultimi anni. Gli allevatori
vogliono risposta e le chiedono al sindaco. Che non può far altro che allargare
le braccia. La storia dice che dopo la siccità del 2006 i pastori di Talana
scesero in Campidano a rifornirsi di paglia. Tuttavia a Talana gli indennizzi
non sono ancora arrivati. Ma guardacaso nel sud dell'isola gli agricoltori
hanno già ricevuto ristoro. Misteri della burocrazia. A Talana hanno un luogo che
simboleggia alla perfezione questo tipo di dimenticanze: la strada che collega
il paese a Villagrande. Ostruita da una frana ormai quattro anni. Dopo anni di
proteste la situazione è ancora in fase di stasi. Mancano i soldi, manco
a dirlo. "Provo disgusto per quanto sta accadendo. Continuiamo a prenderci
in giro. Dopo la siccità del 2006 da Talana sono andati a prendere le balle di
fieno in Campidano. I tecnici dell'Argea intervengono solo in determinati
Comuni e lasciano perdere gli altri. E gli allevatori vogliono risposte".
Il primo cittadino snocciola date. Ad ogni evento corrispondono impegni
mancati: alluvione 2004, nevicate 2005, siccità 2006, nevicate 2007.
"Siamo al ridicolo. Al paradosso di dover dire: ci diano delle risposte e
non ci lamenteremo più". Il sindaco indica nella strada per Villagrande il
problema maggiore. "Oltre quella strada c'è un cantiere forestale, un
bosco che sta diventando una polveriera". Di recente, nel corso di una
riunione con gli allevatori, l'assessore provinciale all'agricoltura Giampiero
Melis aveva espresso fiducia sulla possibilità che gli allevatori potessero
avere presto gli indennizzi.
( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il governo
Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere
sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già,
perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza
portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e
perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new
entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il
premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due
anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier,
innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota
attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a
Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai
tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha
riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini?
Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di
Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica
degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e
opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una
nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o
alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non
da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica
e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli
italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 1 out of 5) Loading
... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale
"non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre
sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il
33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord?
"Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel
territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi
l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia
di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (101 votes, average:
1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma
che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di
Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto
solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E
ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes, average: 1.31 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader
dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a
Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (54 votes, average: 1.54 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il
crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti,
Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così.
Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo
neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro
elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e
tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al
Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che
giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di
protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche
da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che
appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul
web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso
dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (58 votes, average: 1.74 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no?
Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos
Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa.
Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo
2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto,
Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a
salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini,
musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa
un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono
riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità
dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla
capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato
anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora.
Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema
"grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà
l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha
aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Redattore sociale" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
GOVERNO
13.3908/05/2008 Pecoraro: ''Mi rallegro che il Pdl abbia mantenuto un ministero
dell'Ambiente'' E sulla figura femminile titolare del dicastero: "E'
un'idea che giudico positivamente". Legambiente: ''Competente con una
positiva sensibilità ambientale''. E la Cia-confagricoltori chiede una nuova
politica agraria ROMA. - "Mi rallegro che il Pdl abbia deciso di mantenere
un ministero dell'Ambiente". Lo dice il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro
Scanio, ai microfoni di Ecotv (Sky906). "Con la dovuta discrezione-
aggiunge Pecoraro- mi sono permesso di far capire ai vari esponenti politici che
eliminare il ministero dell'Ambiente ed accorparlo a quello delle
Infrastrutture sarebbe stato un enorme danno. Anche a livello di immagine
internazionale". E sulla figura femminile titolare del dicastero, Pecoraro
afferma: "E' un'idea che giudico positivamente". Anche perche' le
donne sono piu' secchione? "Direi che molte volte le donne hanno
attenzione maggiore all'ambiente. Insomma -conclude Pecoraro- penso che possa
essere un bene, vedo la cosa favorevolmente". Dalla Cia-confagricoltori
arribvano al neominsitro la prime richieste: fatti concreti, rilancio della
concertazione, una nuova politica agraria e la Conferenza nazionale
sull'agricoltura. Il presidente della Cia, Giuseppe Politi, sottolinea
l'esigenza di un impegno forte per ridare slancio e vigore al sistema
imprenditoriale. Operare sul fronte delle riforme istituzionali e in campo
sociale. Piu' attenzione al settore agricolo e un taglio
netto alla burocrazia. Una
decisa azione a livello europeo. "Al neo-ministro, al quale confermiamo
stima e auguriamo un proficuo lavoro per il bene dei nostri imprenditori
agricoli, e in generale al nuovo governo, poniamo -aggiunge il presidente della
Cia- tre precise priorita': una rinnovata politica agraria, la Conferenza
nazionale sull'agricoltura, la programmazione degli interventi e la
concertazione. C'e', infatti, l'esigenza di un'azione vigorosa che permetta al
sistema imprenditoriale, e soprattutto a quello agricolo, di avviare subito una
nuova fase di sviluppo. In quest'ottica, insomma, l'agricoltura deve avere
un'attenzione particolare e realmente costruttiva". Auguri di buon lavoro
anche da Legambiente. "Una buona scelta, un politico competente con una
positiva sensibilità ambientale", commenta il presidente nazionale
Vittorio Cogliati Dezza che aggiunge: "Fa senz'altro piacere che, per la
prima volta, quel ruolo sia stato affidato a una donna". Legambiente ci
tiene a ricordare che Prestigiacomo è uno dei pochi parlamentari del Pdl che,
prima delle elezioni, ha sottoscritto il patto per l'ambiente che l'associazione
ha sottoposto a tutti i candidati. "Chissà se Prestigiacomo, firmando
quella carta di impegni, immaginava di condurre proprio il ministero
dell'Ambiente - continua Cogliati Dezza ? certo è interessante sottolineare che
il nuovo ministro, condividendo quei principi, ritenga che la sfida ecologica
sia una grande occasione di crescita, anche economica e sociale del nostro
Paese". Tra le questioni centrali del patto per l'ambiente di Legambiente
ci sono ad esempio i mutamenti climatici e l'innovazione energetica, la
necessità di rendere più convenienti la raccolta differenziata e il riciclo
rispetto alle altre forme di smaltimento, il secco no agli ogm e ai condoni
edilizi e la richiesta di inserire i crimini ambientali nel Codice penale.
"Su questi temi Prestigiacomo, sottoscrivendo il patto, ci ha dato una
importante indicazione sul suo modo di interpretare la questione ambientale.
Naturalmente ? conclude il presidente nazionale di Legambiente ? non le faremo
nessuno sconto, soppeseremo con attenzione le scelte future in materia
ambientale del ministero così come quelle dell'intero governo Berlusconi".
( da "Corriere Di Como, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nostra inchiesta tra
gli enti pubblici Ammettiamolo, a volte si parte con un preconcetto. D'altronde
l'Italia non è Paese che si distingua per burocrazia snella. Noi abbiamo provato a
calcolare quanto tempo ci vuole per parlare al telefono con enti e
amministrazioni pubbliche. A Como, abbiamo scoperto, molto poco. Mediamente due
minuti. Non male. Galvanizzati da voci sintetizzate e risponditori automatici,
ci siamo inoltrati nel labirinto dei centralini digitali ("tasto 1
per questo, il 2 per quest'altro..."), delle cortesi impiegate
("dicaa") e delle risposte sibilline di chi non sembra sapere che
dire ("mmmh"). Driin. Promossi a pieni voti il Comune di Como (che
fino a ieri mattina contava ancora sull'operatore, mentre ora si avvale di un
singolare centralino di cui scriviamo qui sopra), l'amministrazione provinciale
e la sanità. Asl e ospedali del territorio ' Como, Cantù, Mariano e Menaggio '
non hanno alcun problema. Benone anche l'Inps, l'Inail, il Tribunale, le forze
dell'ordine e Prefettura. Stessa solerzia per l'Agenzia delle entrate, il
provveditorato, Enel e Enerxenia. Anche se, le ultime due si avvalgono di un
risponditore non proprio intuitivo. Le musiche. Nel caso di Enel veniamo
accolti dall'ormai abusata Sunday Morning (canzone dei Velvet Underground) che
offre la multiopzione: tasti 1, 2,3 eccetera. Bisogna essere lesti, avere le
idee ben chiare. Non le avevamo. Scelta casuale: tasto 2. "Ci scusiamo per
l'attesa". Cambia la musica. "Prego rimanga in linea per non perdere
la priorità acquisita". Poi, ecco l'operatore. Totale attesa 2'38'.
"Prego, dicaaa". Imbarazzo, attacchiamo. Stessa cosa con Enerxenia. È
la Primavera di Vivaldi la colonna sonora che tenta di arrotondare la spigolosa
voce sintetica. Un sistema veloce, ma privo di pietà, senza esigenze specifiche
è difficile scegliere quale tasto pigiare. "Dicaa'". Bluff:
"Vorrei notizie sulla mia bolletta del gas". "È il servizio
acqua, signore". Accidenti. Ne sanno una più del diavolo. Tutto in 2
minuti. Però. Meno simpatica (molto meno) la faccenda con i distaccamenti
territoriali dei ministeri a Como. Il dramma si consuma con la Motorizzazione.
Sono le 11.20 del mattino. "Linee momentaneamente occupate, si prega di
attendere". Niente. Dopo 20 minuti di attesa a nervi saldi siamo soli e
abbandonati. È tempo di agire. La voce preregistrata offriva il numero
dell'ufficio segreteria. "Signorina, perché il centralino non
risponde'". È cortese ma un po' imbarazzata: "Purtroppo non
funziona". Ah ecco. Il ministero dell'Economia, invece, suona a vuoto. Poi
qualcuno arriva. "Può chiamare tutte le mattine dalle 10.30 alle 12"
dice. "E basta'" "Ordini superiori, se no telefonate in
troppi". Il ministero della Sanità non ha questi problemi, il numero
nemmeno funziona. Chiude la lista nera la sede territoriale della Regione. Ieri
era il mercoledì del cittadino, giorno di orario continuato. Ma, scopriamo, che
la regola non vale per il centralinista che, alle 15, ci spiega. "Ero in
pausa pranzo". D'altronde, siamo sempre in Italia. Davide Cantoni Home
Locali rumorosi Gestori convocati "L'ordinanza sui pass va cambiata"
"Serve maggiore controllo all'uscita".
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 08 Mag 2008
Edizione 89 del 08-05-2008 Intervista a Benedetto Della Vedova / I liberali
devono nuotare controcorrente. Per ora di Cristiano Bosco Nel corso della
"Assemblea dei mille" tenutasi a Chianciano, il leader radicale Marco
Pannella ha lanciato l'idea di creare un nuovo soggetto politico di sinistra,
alternativo al Partito Democratico. Benedetto Della Vedova, già
europarlamentare tra le fila dei Radicali Italiani, ora leader dei Riformatori
Liberali e deputato per il Popolo della Libertà, commenta la proposta del suo
ex compagno di viaggio, pronunciandosi anche sulle prospettive del liberalismo
all'interno del nuovo governo. Che ne pensa della nuova proposta del leader
radicale? Pannella coglie, come sempre in modo intelligente, un'opportunità e
una necessità per il centrosinistra italiano, ovvero tentare di inserire una
forza liberale nella dialettica con il Pd. Si muove intelligentemente, anche se
difficilmente tale progetto potrà crescere e darsi una fisionomia, avendo come
punto di riferimento principale la Sinistra Arcobaleno. Il suo appello rivolto
alla sinistra bertinottiana è comprensibile solo come clausola di stile, non
potrebbe funzionare come strategia: la sinistra antagonista, sotto questo punto
di vista, è incompatibile con qualunque progetto che abbia ambizioni o
riferimenti liberali. C'è sempre spazio per il dialogo e per il confronto, con
tutti. Ma le possibilità di convergenza e alleanza sono un'altra cosa. Dopo
l'esperimento non troppo riuscito della Rosa nel Pugno, i radicali possono ancora
ricoprire un ruolo importante nella politica italiana? Sicuramente. Nel
centrosinistra c'è tutto lo spazio per un'iniziativa politica da parte loro.
All'interno dello stesso Partito Democratico, i radicali possono essere una
punta di lancia riformatrice. Comprendo che le chiusure da parte della
dirigenza del Pd - a partire dalle elezioni primarie, a cui Pannella non poté
partecipare - possano spingerli a lavorare dall'esterno più che dall'interno.
Ora è opportuno vedere se prevarrà, all'interno del Partito Democratico, l'idea
di D'Alema di costituire un fronte unico delle opposizioni, oppure quella di
Veltroni dell'autosufficienza. Ovvio che, per i radicali, sarebbe preferibile
la prima soluzione. Anche se dal mio punto di vista sarebbe meglio un Pd più forte
grazie ai liberali di sinistra, che non un ritorno alla coalizione
antiberlusconiana. Da tempo sostiene che il centrodestra sia il posto più
consono per le istanze radicali e liberali. Quali prospettive hanno i liberali
all'interno del neonato Popolo delle Libertà e nel prossimo governo Berlusconi?
Nell'immediato futuro per i liberali sarà necessario nuotare controcorrente. La
corrente ? che si giova della spinta fortissima della paura e dell'incertezza
prodotta da due anni di non governo ? porta ad una riscoperta del ruolo del
pubblico e dello Stato. Ma la questione non è riducibile alla contrapposizione
ideologica tra statalisti e liberali. La paura è reale e ad essa bisogna
rispondere. Il problema, però, è capire quali siano le risposte più efficaci. Un'analisi
non consolatoria porta secondo me a concludere che i problemi economici
dell'Italia hanno essenzialmente a che fare con i bassi tassi di occupazione,
produttività e crescita. Quindi una risposta efficace ai problemi passa da un
rafforzamento della competitività del sistema paese e da un ampliamento della
libertà economica: meno tasse, meno stato, meno regolamentazione, meno vincoli.
Questo non va contro a quanto recentemente dichiarato da Giulio Tremonti?
Tremonti scatta una foto del presente. Il futuro non è "dato".
Dipende da come il nostro paese sceglierà di affrontarlo. Per affrontarlo al
meglio, io ritengo che l'Italia abbia bisogno non di più protezioni, ma di più
libertà: di una diminuzione del carico fiscale, di una radicale riscrittura dei
capitoli della spesa sociale, di un alleggerimento della burocrazia pubblica e di un attento
riesame dei sussidi alle attività produttive. Sono fiducioso: il ministro
Tremonti sarà in grado di operare in questa direzione. Sarà sicuramente un buon
ministro dell'economia se riprenderà il percorso già iniziato durante la sua
precedente esperienza di governo. Una "rivoluzione liberale" è
quindi ancora possibile? Tutto va aggiornato, anche gli slogan. Ma vanno
cercate le risposte più efficaci per ridare prospettiva all'Italia. Se il
nostro Paese vuole recuperare il gap che lo divide dagli altri sarà comunque
necessario operare certe riforme. Che sono tipicamente liberali.
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
RosàVibrante
protesta del presidente del consorzio dell'asparago Dop di Bassano Piergiorgio
Bizzotto nei confronti della Regione Veneto. "Stiamo aspettando il contributo
assegnatoci da ben 18 mesi. Non ce la facciamo più a sostenere le spese per la
protezione della Dop. Ci stanno saltando i nervi". L'accorato appello è
stato lanciato in un momento ufficiale come la premiazione della 23. edizione
delconcorso dell'asparago bianco di Rosà. Il presidente Bizzotto era stato
chiamato sul palco, assieme a tutta la Giunta comunale rosatese e al sindaco
Manuela Lanzarin, per consegnare i premi ai vincitori. "Mi congratulo con
la notra giovane deputata - ha esordito Bizzotto, e le chiedo subito di farsi
interprete dei bisogni del nostro territorio. Noi dopo anni abbiamo raggiunto,
unici in Italia e in Europa, la Dop per l'asparago. Ma quanta fatica
mantenerla. C'è grande responsabilità, occorre controllare,
c'è una burocrazia da
osservare, ci sono tanti, tanti costi. Non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno
di aiuto".E qui è scaturita la denuncia pubblica di un contributo promesso
18 mesi fa e mai arrivato. I presenti sono rimasti un po' sorpresi, molti sono
parsi annuire. La cerimonia ha registrato la vittoria della rosatese
Milva Griggion nella mostra del turione. I partecipanti al concorso sono stati
31. "Quest'anno è la prima volta che il concorso avviene sotto il segno
della Dop, denominazione origine protetta - ha detto l'assessore alle attività
produttive Paolo Zuin - e questo è garanzia di qualità indiscussa". I
complimenti ai produttori sono venuti dall'on. Manuela Lanzarin, sindaco del
paese, alla prima uscita ufficiale come neodeputato, e dal presidente del consorzio
Bizzotto.La giuria giudicatrice era composta, oltre che dall'assessore Zuin, da
Bruno Comunello, vicepresidente del consorzio Acli, Carlo Grandesso,
responsabile bassanese della Coldiretti e tecnico agrario, dai commercianti
Mario Lancerin, Moreno Grigoletto e Mario Chiminazzo. Questa la classifica dei
vincitori: 1. Milva Griggion, 2. Mariangela Marcon e Daniela Marin, 3. Silvano
Cuccarollo, Luca Boin, Milva Griggion, 4. Matteo Boin, Elisa Cuccarollo,
Gabriele Gasparotto, Massimo Boin, 5. Luciano Da Ros, Diego Gastaldello,
Simone, Luca, Lorenzo Boin.Silvano Bordignon.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dito puntato
sull'assessore provinciale alla Pesca Luigi Solimini: "È sicuramente fuori dalla realtà" Consorzi, pioggia di
critiche sul Gral "Una burocrazia occhiuta ed ingiustificata che procede per diffide e una
normativa che ha come effetto la paralisi" ChioggiaLaguna, Gral, assessore
provinciale alla pesca Luigi Solimini: elementi di un mosaico, anzi di un
labirinto che sta soffocando i molluschicoltori. Ecco come la vedono gli
allevatori dei Consorzi Opm, Organizzazione produttori molluschi, Covemo, La
Cavana e Faro Azzurro: centinaia di allevatori e centinaia di ettari della
laguna in concessione. "L'assessore Solimini - sostengono convinti Massimo
Boscolo (Opm), Piergiorgio Vianello (Covemo), Gina Tiozzo (La Cavana) e
Patrizia Marinucci (Mare Azzurro) non comprende il problema". L'immagine
dell'attività lagunare espressa dall'assessore è, per i produttori -
"fuori della realtà. L'anno zero che il Gral avrebbe evitato - dicono - in
effetti rappresenta la realtà della laguna. Al contrario quello che si è
costruito si è riusciti a farlo nonostante il Gral".Questa società
pubblica creata per diventare una sorta di "facilitatore" in realtà
avrebbe tremendamente complicato le cose in laguna. "Una burocrazia occhiuta ed ingiustificata che procede per
diffide e con una normativa che ha come effetto immediato la paralisi". Un
esempio: Chi decide di importare materiale da semina, per un quantitativo
superiore alle dieci ceste, circa 2 quintali e mezzo, deve darne segnalazione
al Gral sette giorni prima; piantare un paletto nel sito prescelto per la
semina, indicare quantitativo, ora della semina, provenienza del prodotto,
futura destinazione, planimetria individuata con le coordinate di Guass-Boaga
che uno non sa neanche dove andarle a prendere. Oppure, sempre in fatto di burocrazia, la "velocità" con cui il Gral risponde
alle istanze degli allevatori. Lo scorso febbraio Faro Azzurro ha chiesto di
poter impiegare una macchina per eliminare la vegetazione sommersa che
rischiava di soffocare la semina. L'assenso è arrivato il 2 maggio. Il prodotto
per centinaia di migliaia di euro nel frattempo è morto. Chi paga? "Che
fine fanno - si chiedono i produttori - gli incassi, un milione e 600mila euro
l'ultimo bilancio, del Gral?".Questa società, aggiungono, è governata in
modo monocratico: una sola persona riveste i ruoli di presidente, direttore
generale e capo delle guardie provinciali. "È urgente che noi ci si possa
confrontare con i soci dell'assemblea e con i componenti del Consiglio
d'Amministrazione del Gral che, temiamo, non sanno nulla di quello che succede
in laguna. Chi sa se sanno che per avviare un ettaro all'allevamento servono
inizialmente almeno 30mila euro. Si domandano se quest'attività, che potrebbe
dare lavoro e guadagno sta invece, per come è normata, espellendo anche i più
tenaci? Chi butterebbe denaro in un contesto caratterizzato da confusione,
caos, incertezza?"G.B.
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-2008 PIACENZA Rivolta dei sindaci contro la Regione
di Matteo Lunni Attacco bipartisan dei sindaci piacentini contro la Regione durante
una tormentata assemblea la scorsa settimana sul progetto di riordino
territoriale e razionalizzazione delle funzioni il cui iter è stato avviato da
poco. La proposta di legge regionale è il frutto della Finanziaria 2008, che ha
soppresso o accorpato numerose associazioni intercomunali, unioni e comunità
montane ed ha imposto la riorganizzazione delle aziende a partecipazione
pubblica. Tra gli enti interessati dal processo di riforma vi sono le agenzie
d'ambito, i cosiddetti ATO, organismi nati per organizzare su base provinciale
i servizi un tempo in capo ai singoli Comuni, come l'erogazione dell'acqua e
del gas, la gestione delle fognature e la raccolta dei rifiuti. Malgrado le
linee di indirizzo vengano fissate dall'assemblea dei sindaci, l'uniformazione
su scala provinciale dei servizi non ha impedito che vi fossero l'aumento delle
tariffe e l'insoddisfazione dei cittadini, costretti ad una continua odissea
tra call center, ritardi negli interventi e difficoltà a rapportarsi con
diversi enti competenti. Il miglioramento di questi aspetti controversi non è
la ragione fondamentale della proposta regionale: alla base del provvedimento
vi è la volontà di risparmiare accentrando tutte le funzioni e tagliando i
costi degli organi politici delle ATO. Vi è anche la volontà di
"rafforzare il controllo politico di Bologna", come ha detto il
consigliere regionale Nino Beretta (Pd), controllo giudicato eccessivo e del
tutto fuori luogo dai primi cittadini. Crescente politicizzazione, perdita di
legami tra i servizi ed il territorio in cui vengono erogati, possibile aumento
delle tariffe ma anche timore che l'incardinamento delle funzioni delle ATO
all'interno della burocrazia regionale renda lenti ed imprecisi gli interventi sono i punti
maggiormente contestati dai sindaci piacentini, in primis da quello di Piacenza
nonché presidente dell'ATO Roberto Reggi (centro-sinistra), che ha paragonato
la situazione a quella di Trenitalia "dove i Comuni si prendono le
contestazioni dei cittadini, ma le decisioni e la firma dei contratti di
servizio si fanno a Bologna".
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-2008 Problema affitti per i negozi Sotto le due
torri... o sotto i ponti? di Caterina Giannelli Della serie l'altra faccia
della tolleranza: ancora una volta nella città in cui si pretende di fare la
più grande moschea per gli islamici, in cui la Piazza Maggiore diviene il
maggiore palcoscenico nazionale del "vaffa day", ecco che per le
strade del capoluogo emiliano romagnolo corre silenziosa la
"s-comunica" (ovvero, l'espulsione dal comune) dei commercianti.
Infatti, nella sedicente città tollerante i primi a farne le spese sono proprio
quelli che la fanno questa città, i commercianti, avversati
non solo dalla insostenibile burocrazia, dai piani per il traffico, spesso a loro sfavorevoli, ma anche
da quell'altra categoria di cittadini costituita dai proprietari. Chissà perché
oggi parlare del centro rimandi sempre più spesso all'idea del tiro a segno,
dove il bersaglio è appunto sempre più il centro! Sono bastati due anni
di attività per Cesare Marretti, il noto cuoco fiorentino titolare a Bologna
del ristorante "E' cucina" in Piazza Aldrovandi, per concludere che,
nonostante i coperti siano tutti coperti regolarmente, è impossibile coprire le
spese di affitto (circa 85 mila euro all'anno) del locale, che chiuderà a luglio.
Quello che più (non) sorprende è che il caso di Marretti non sia l'unico. A
Bologna, infatti, i prezzi per le locazioni commerciali possono abbondantemente
superare i 10 mila euro mensili, fino a toccare punte di 30-40 mila euro al
mese. Già altri meno noti commercianti hanno chiuso i battenti o sono
"emigrati" in periferia, dove le pressioni sono certamente minori. La
questione è alquanto sconcertante se consideriamo che da sempre lo spirito di
una città si coglie, oltre che dai suoi monumenti, anche dalle caratteristiche
botteghe e dalle attività commerciali che la rendono viva. Com'è possibile che
chi si trova a attuare proposte costruttive per la città si veda poi costretto
a pagare "il pizzo" per la sua attività? Non è forse accaduto questo
con quell'ormai dimenticato imprenditore fiorentino che aveva fatto della Sala
Borsa un centro vivo nel centro della città, strozzato poi dal carico delle
spese insostenibili? Quali proposte e quali incentivi l'attuale amministrazione
ha messo in atto per scoraggiare politiche private e pubbliche volte a
mummificare il centro storico? Ebbene, dopo gli ultimi ponti festivi ... non
resta che andare a alloggiare sotto i ponti, sperando di non trovare altri
sgradevoli inquilini.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
presidente Pozzatorna alla caricacontro la burocrazia:"Lo Stato
ci impediscedi lavoraree con le ultime normele nostre impreserischiano di
soffocare"Zanardo a pagina V.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
(A.L.) Fare della
Provincia "il ... (A.L.) Fare della Provincia "il livello di governo
in cui si concentrano gran parte delle funzioni esecutive ed amministrative,
ora, impropriamente in capo alla Regione", perché quella di Udine
"vuole essere protagonista di un'efficace azione di rafforzamento del
sistema produttivo, sociale e culturale del Friuli".Con questi obiettivi,
ieri il presidente Pietro Fontanini ha presentato il suo il programma. Quattro
gli aspetti su cui le "linee guida" intendono fare perno:
concentrazione delle risorse sui temi chiave del territorio, con priorità per
l'area tecnica e gli investimenti, l'economia e il lavoro, la formazione
professionale, scuola e cultura; razionalizzazione e semplificazione della
struttura amministrativa all'insegna del motto "meno burocrazia e più servizi";
revisione del portafoglio delle partecipazioni provinciali, che oggi sono
"esuberanti, ne abbiamo più di 50"; rafforzamento dei rapporti e
delle convenzioni con i Comuni."Dal 2003 - sostiene Fontanini - il
centrosinistra ha fatto di Trieste il motore pensante per tutti: questo per noi
rappresentanti della grande realtà friulana è inaccettabile".
Perciò la "Provincia difenderà il ruolo del Friuli contro le recenti riforme
del sistema delle autonomie locali" con particolare riferimento alle leggi
1/2006 (la cosiddetta legge Iacop) e 30/2005 (Piano territoriale regionale).
Ribadito il ruolo dell'Associazione delle province friulane, per la quale
chiedere alla Regione funzioni e mezzi per provvedervi.Promossa, invece, la
legge regionale sul friulano, con la quale "la Regione è passata ad una
vera e propria politica linguistica all'interno del sistema scolastico. Anche
la Provincia deve assecondare questo salto". Sul fronte dell'economia e
dell'occupazione, ci saranno una "Conferenza economica provinciale",
un aggiornamento del "Comitato provinciale dell'economia e del
lavoro", interventi sulla gestione dei Centri dell'impiego per superare
"molte delle inefficienze". Si chiederà alla Regione il trasferimento
della competenza sui Centri per l'Orientamento e sulla formazione
professionale. Sottolineata la necessità che l'Università di Udine si colleghi
"alle vere esigenze del sistema economico locale".Un capitolo Fontanini
l'ha dedicato anche alla montagna, anche per chiedere "competenze per lo
sviluppo socio-economico" e un incremento del Fondo dedicato. Per
l'ambiente, previsti il recupero della competenza del servizio idrico
integrato; enti gestori a totale controllo pubblico e unici per ciascuna
provincia; completamento della filiera dei Rsu con la realizzazione di impianti
di recupero energetico; l'incremento della raccolta differenziata. "Pensâ
al Fri, fâ i interès dal Fril - ha concluso Fontanini citando l'autonomista pre
Checo Placerean - nol l dî sierâsi dentri tal curtilut di cjase, ma spalancâ i
puartons".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Protesta
contro la burocrazia Gli artigiani portano in piazza
carriole piene di scartoffie "Porteremo in piazza le carriole piene di
scartoffie!". Quei moduli, certificati, verbali e documenti vari, tanti da
riempire appunto intere carriole, che sommergono sempre più le piccole imprese. E che ora Mario Pozza, presidente
della Confartigianato della Marca, battagliero come il suo solito, promette di riversare
sulla pubblica piazza in segno di protesta.La situazione, del resto, secondo il
numero uno degli artigiani, è insostenibile e gli imprenditori passano più
tempo a compilare documenti che a seguire realmente la loro attività. L'ultima
goccia è rappresentata dal decreto sulla "Responsabilità solidale":
in sostanza il provvedimento prevede che negli appalti e sub-appalti, in caso
di manchevolezze delle ditte assegnatarie riguardo la regolarità contributiva
dei propri dipendenti, risponda il committente. Semplificando: se l'azienda non
versa i contributi ai propri operai, toccherà alla società appaltatrice pagare.
Una misura che avrebbe l'intento di scoraggiare il lavoro nero, ma che, nota
Pozza, finisce per ridursi ad un aggravio burocratico fatale per le imprese,
specie quelle con un'organizzazione più ridotta. Le quali, si trovano
penalizzate su un doppio fronte: da un lato quelle che ricevono la commessa,
"Che ora - dice Pozza - saranno costrette a mandare in giro i loro
collaboratori con una valigetta piena di carte per dimostrare che tutto è in
regola"; dall'altro quelle che affidano i lavori, "Sulle quali -
prosegue il presidente - viene scaricato l'onore di un controllo di competenza
dello Stato".Il decreto, varato lo scorso 25 febbraio e destinato ad
entrare in vigore il 15 giugno, riguarderà soprattutto il comparto delle
costruzioni, dove la pratica del subappalto è assai diffusa (si pensi ad
esempio a tutti gli impiantisti, idraulici, serramentisti, piastrellisti e via
discorrendo che lavorano nei vari cantieri). "C'è il rischio concreto di
frenare ancor più un settore che sta già risentendo della crisi del mattone -
rimarca Pozza -. Siamo alla follia: tra albi, tesserini di riconoscimento,
libri matricola, fogli presenze, c'è una cinquantina di adempimenti da
espletare ogni giorno. Una cosa del genere non esiste in nessun paese avanzato,
stiamo soffocando".L'associazione imprenditoriale si appella al nuovo
governo, auspicando che la normativa venga rivista: "Non vogliamo certo
sottrarci ai nostri obblighi, chiediamo però che ci venga data la possibilità
di fare serenamente il nostro lavoro. Stabiliamo poche norme, semplici,
precise, poi chi non le rispetta venga sanzionato".Mattia Zanardo.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I medici:
"Follia il geriatra di base" Stroncata l'idea del presidente degli
Istituti di ricovero per migliorare l'assistenza agli anziani L'accusa lanciata
alla sua categoria lo indigna: Brunello Gorini, segretario provinciale dei
medici di base riuniti nella Fimmg risulta "indignato" da quanto
affermato sulle colonne del nostro giornale da Fausto Favaro, presidente
dell'Israa, Istituto per i servizi di ricovero e assitenza anziani del Comune
di Treviso.Il dirigente dell'Israa aveva accusato alcuni medici di famglia,
forse oberati da una lista troppo lunga di assistiti, di trascurare i pazienti
anziani, quelli disabili e allettati che difficilmente possono recarsi presso
l'ambulatorio e sottoporsi ai controlli. La denuncia è emersa a margine
dell'acceso dibattito che sta coinvolgendo da alcuni giorni rappresentanti
istituzionali, dirigenti delle case di riposo, operatori socio-sanitari, medici
e volontari.L'allarme anziani riguarda soprattutto i tanti ultra 70enni che
vivono da soli, con patologie più o meno gravi, forme di demenza senile e
scarso supporto domiciliare.Due casi limite hanno colpito l'attenzione pubblica:
il primo riguarda un 89enne giunto nella casa di riposo "Città di
Treviso" con i testicoli consumati a causa delle piaghe da decubito. Il
secondo coinvolge un75enne ricoverato con visibili segni di morsicatura di
topo.Mentre i sindaci (a cui spetta il compito di gestire l'assistenza sociale)
lamentano scarsità di fondi, il presidente degli Istituti riuniti di ricovero
aveva suggerito ieri una soluzione: istituire la "Geriatria di base"
come accade già nel settore pediatrico per i bambini tra 0 e 14 anni, assistiti
da medici specializzati.Questa ipotesi, secondo i professionisti della sanità
risulterebbe senza fondamento, priva di una visione prospettica sul futuro e
comunque irrealizzabile. Lo sostiene il dottor Gorini, referente in provincia
di Treviso della significativa sigla sindacale: la Federazione italiana medici
di medicina generale. Convinto che "proposte bizzare come questa non
meriterebbero neppure risposta", Gorini cita innanzitutto le difficoltà
finanziarie: impensabile oggi in Italia predisporre ulteriori fondi per il
Servizio sanitario nazionale, se non aumentando le tasse. Da tener conto
oltretutto la tendenza mondiale ad unificare e non a frammentare l'assistenza
ai cittadini. "Negli altri Paesi è il medico di base che segue l'intero
nucleo familiare, dai bambini agli anziani": così precisa Brunello Gorini.
Ciò permetterebbe al professionista della sanità di venire a contatto con
maggiori informazioni sul nucleo parentale e gestirlo nella sua complessità in
modo univoco. Sulla scarsa assistenza domiciliare agli ultra70enni il
segretario Fimmg cita i risultati: nel nostro territorio l'età media sta
crescendo sempre più con numerose persone che raggiungono il secolo di vita e
"ciò significa che sono assistiti nel migliore dei modi".Forte dello slogan che appartiene alla sua categoria ("non
poniamo problemi ma creiamo soluzioni") il segretario dei medici di base
auspica infine che nel prossimo futuro si dia "più spazio alla
professionalità e alla competenza rispetto a politica e burocrazia, anche nella gestione delle
case di riposo".Laura Simeoni.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
All'incontro con i
"regionali" le categorie chiedono crediti agevolati, strade e meno burocrazia La "lista della spesa" è sempre la stessa. I problemi
fondamentali che i rappresentanti delle categorie economiche della provincia
hanno sollevato ieri con i consiglieri regionali appena eletti, infatti, sono
uguali a quelli di cinque anni fa: diminuire la pressione fiscale a imprese e
famiglie, ridurre la spesa pubblica ed i costi della politica, liberare
le imprese dai costi della burocrazia, eliminare i
monopoli e i mercati protetti, ridurre i costi dell'energia per le imprese (e
le famiglie?), superare le contrapposizioni tra lavoro dipendente e lavoro
indipendente, favorire concretamente la libera iniziativa imprenditoriale e
superare l'abitudine culturale al posto di lavoro pubblico garantito a vita,
diminuire il costo del lavoro, affrontare con rigore il problema della
sicurezza dei cittadini e delle imprese a fronte di un preoccupante aumento
della criminalità. Questo in generale. Nello specifico, problemi che possono
essere gestiti dalla Regione, al primo posto tra le richieste le infrastrutture
(completamento dell'A28, della Cimpello - Gemona e delle strade provinciali),
la necessità, sollevata da tutti i rappresentanti delle categorie, di poter
accedere a crediti il piùpossibile agevolati, soprattutto per le imprese più
piccole, la sburocratizzazione di tutte le pratiche, la rimodulazione dell'Irap
in modo da garantire vantaggi alle imprese piccole del tessuto locale e la
riduzione dei costi fissi aziendali. Nulla di nuovo sotto il sole, tanto che
quando il neo consigliere Franco Dal Mas è uscito (in anticipo) dall'incontro è
apparso sconsolato. "Sono stato fuori dalla Regione per cinque anni - ha
spiegato - e oggi ho sentito ripetere le stesse cose che sentivo allora. I
problemi sono sempre quelli, segno che non solo la politica ha la necessità di
rinnovarsi, ma forse devono fare la stessa cosa anche le categorie". Dal
Mas si è spinto oltre. "In questo incontro è stato coniato un nuovoslogan:
sforzo di sistema. Concordo con questa necessità, ma non si possono dimenticare
due aspetti fondamentali: la Regione non ha più soldi, non ci sono risorse da
elargire e non è solo colpa dei costi della politica. Il secondo è che a fare
sistema non deve essere solo la classe politica, ma anche quella
imprenditoriale ed economica che a volte non è in sintonia da provincia a
provincia". Un esempio? "Se la Cimpello - Gemona non è terminata
forse è il caso di chiedere anche se le categorie economiche udinesi la
vogliono con la stessa intensità di quelle pordenonesi. Mi pare che la risposta
sia nei fatti". Più conciliante Edouard Ballaman, forse anche per il nuovo
ruolo di presidente del consiglio. "Abbiamo ascoltato con interesse quanto
chiesto e su alcune cose, penso ad una rimodulazione dell'Irap a un passaggio
forte sulla sburocratizzazione e soprattutto una sensibile riduzione dei costi
della politica, siamo in piena sintonia. Le categorie, in particolare chi
rappresenta l'agricoltura, ci ha segnalato grossi problemi su alcuni fronti
come quello dell'allevamento dei conigli. In questo caso se si tratta di fare
interventi temporanei per affrontare la contingenza vale la pena di tentare, ma
se la crisi è strutturale meglio puntare a diversificare la produzione". È
stato Ballaman a proporre incontri cadenzati tra politica, economia, categorie,
Provincia e parlamentari, per fare il punto costante della situazione.
"Dobbiamo fare squadra - ha concluso - ma non contro le altre province, ma
per far stare meglio la nostra che ha esigenze e problemi diversi rispetto al
resto della regione". La proposta di Ballaman è stata accolta anche se non
è stato stilato calendario di incontri. Molto attesi gli interventi dei due neo
assessori, Luca Ciriani, vicepresidente ed Elio De Anna. Il primo è stato molto
istituzionale, ha preso nota delle richieste, ha ribadito gli impegni presi in
campagna elettorale e ha concordato sulla necessità di nuove riunioni per fare
il punto. Piùaggressivo il secondo che ha spostato il discorso sui costi della
politica, causa di una grossa fetta dellosfacelo. Non in piena sintonia su
questo tema sia Franco Dal Mas che Maurizio Salvador, più propensi a ritenere
che i costi vanno sicuramente ridotti, ma che non sono l'unico problema
soprattutto se chi è stato eletto poi fa gli interessi della gente. Soddisfatti
i rappresentanti delle categorie (Unindustria, Artigiani, Confcommercio,
Confcoperative e Coldiretti), anche se ora attendono i fatti concerti. Ultimo
dato: all'incontro mancavano tre consiglieri regionali, tutti giustificati:
Antonio Pedicini, Gianfranco Moretton e Daniele Gerolin.Loris Del Frate.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
BRUGNERA La donna
attende da mesi l'allacciamento Telecom. L'azienda spiega: "Non
paghi" Senza telefono, ma arriva la bolletta Brugnera"Il telefono, la
tua voce". È la pubblicità di Telecom Italia, ma per Bruna Scolaro, vedova
Da Frè, questa frase per il momento non ha senso. La donna è, infatti, incappata in una storia di ordinaria o straordinaria burocrazia. Questi i fatti da lei stessa
raccontati. Residente a Francenigo, comune di Gaiarine in provincia di Treviso,
nel settembre scorso decide di venire ad abitare in una bifamiliare in via
Francenigo n. 3/b a Brugnera, vale a dire, a poche centinaia di metri dalla
precedente residenza. Conscia del trasferimento e considerando il
telefono un servizio utile per il suo vivere, nell'agosto del 2007 fa regolare
richiesta di allacciamento telefonico per la nuova residenza. Passano i mesi e
dalla Telecom, nonostante le molteplici telefonate tramite il cellulare del
figlio, nessuna risposta. Finalmente il 28 marzo scorso riceve una lettera con
la quale il gestore telefonico invita la signora a rimanere in casa in quanto
gli addetti saranno alla tal ora in via Francenigo per l'allacciamento. Ma
nessuno si fa vedere, anzi, i tecnici sono sì sul posto, ma per attivare il
telefono di altri residenti nelle bifamiliari. Bruna Scolaro protesta, ma
questi riferiscono che il suo nome non appare nei contratti di allacciamento in
loro possesso. Nonostante il disguido offre loro un caffè e aspetta. Passano i
giorni e, colmo dei colmi, mercoledì 30 aprile la donna si vede recapitare una
bolletta per le telefonate fatte pari a 150,50 euro da pagare entro il 19
maggio. Chieste spiegazioni, gli uffici Telecom hanno consigliato a Bruna
Scolaro di pagare quanto richiesto e poi chiedere il rimborso (anche se il
responsabile dei rapporti esterni, Stefano Pietro Maria, in attesa di conoscere
nei dettagli la pratica, afferma che "la signora non deve pagare per un
servizio che non ha" ndr). Ma c'è di più, la prossima fattura, si legge nella
prima bolletta, verrà recapitata il 6 giugno, questo perchè, per la Telecom, la
signora in questione risulta regolarmente allacciata. Stupita e e incredula, la
donna ha dato mandato al figlio di interpellare un legale per far valere le
proprie ragioni.Romano Zaghet.
( da "ADN Kronos" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIFENDERO'
AGRICOLTURA ITALIANA DA BUROCRAZIA UE ascolta la notizia commenta 0 vota 0
tutte le notizie di POLITICA Roma, 8 mag. - (Adnkronos) - ''Sono orgoglioso di
far parte di una squadra di governo che ha come obiettivo strategico il
federalismo, cioe' il cuore della proposta leghista. Proposta che si rivelera' una
straordinaria opportunita' di sviluppo anche per il Mezzogiorno". Lo
afferma il ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia. "In questo
governo -aggiunge- il Nord e' ben rappresentato, segno di un cambiamento
radicale di linguaggi, stili e obiettivi".
( da "RomagnaOggi.it" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sei in
news/Emilia-Romagna, data 08.05.2008, orario 15:08. FERRARA - Imprese: crescono
gli investimenti, ma pesa la burocrazia FERRARA - Continuano ad investire le imprese ferraresi.
Nonostante le difficoltà legate ai mercati e gli ostacoli di tipo
infrastrutturale e burocratico. Secondo l'indagine di Confindustria Ferrara,
che ha esaminato gli investimenti del 2007 e le previsioni per il 2008 su un
campione rappresentativo di aziende associate, si registra infatti una
crescita delle spese pari al 5,3% nel 2007 rispetto all'anno precedente, con la
percentuale degli investimenti sul fatturato aziendale che si attesta al 3%. Un
segnale significativo riguarda i mercati esteri e l'internazionalizzazione: la
percentuale del 2007 è stata del 4%, ma raddoppia se riferita al 2008. Per
quanto riguarda la dimensione d'impresa, le piccole hanno privilegiato
investimenti in linee di produzione, in ricerca e sviluppo e in formazione,
mentre le medie oltre a questi ambiti, hanno investito anche in mezzi di
trasporto. Distribuita equamente la percentuale di grandi imprese, che hanno
puntato in molteplici aree. Tutte le imprese intervistate hanno comunque
dichiarato di aver investito in tutela ambientale, segno di un'attenzione ormai
consolidata al tema della sostenibilità. Le maggiori difficoltà segnalate dalle
imprese, come freno ad una maggiore propensione agli investimenti, segnalano il
peso crescente di fattori strutturali, oltre che congiunturali. Accanto alle
difficoltà nel reperire risorse umane e finanziarie, infatti, si affermano le
difficoltà amministrative-burocratiche e quelle connesse all'inadeguatezza dei
servizi. Il dettaglio degli investimenti 2007 Nel 2007 gli investimenti hanno
rappresentato circa il 3% del fatturato aziendale, con un incremento delle
spese rispetto all'anno precedente pari al 5.3%, evidenziando l'impegno delle
imprese rivolto alla propria crescita e al proprio sviluppo. Soltanto il 10%
delle imprese intervistate non ha effettuato investimenti, mentre il 36% delle
stesse ha investito in linee di produzione, il 35% in formazione, il 28% in
R&S e in egual misura in ICT. Il 20% degli intervistati dichiara poi di
aver investito in tutela ambientale ed il 30% in mezzi di trasporto. Quanto gli
andamenti settoriali, gli investimenti in percentuale sul fatturato sono stati
pari a circa 3% per il settore alimentare, 2.5% per quello chimico e al 2.1%
per il settore metalmeccanico. Da rilevare anche i risultati emersi con
riferimento all'internazionalizzazione delle associate appartenenti al
campione: se nel 2007 il 4% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver
sostenuto investimenti produttivi all'estero, questo dato quasi raddoppia per
il 2008. Stesso trend di crescita per il numero imprenditori che effettua
investimenti commerciali all'estero: questa percentuale passa dal 5.1% del 2007
al 12.8% del 2008. Quanto gli andamenti di investimento legati alla dimensione
d'impresa, da rilevare lo sforzo delle aziende con meno di 50 dipendenti che ha
investito in misura pari al 4.7% del fatturato. Similari e leggermente più
contenute invece le percentuali in analisi per quanto concerne le aziende medie
e grandi. Il dettaglio delle previsioni 2008 Secondo la previsione di
investimento per il 2008, rispetto al 2007, gli investimenti nell'anno in corso
saranno uguali o superiori per tutte le singole voci (R&S, ICT, formazione,
nuovi immobili ecc). Con riferimento alla suddivisione dimensionale delle
imprese, le previsioni per il 2008 rivelano che la maggior parte delle piccole
imprese ritiene investirà in ugual misura rispetto a quanto fatto nel
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il paradosso
leghista:dopo i soliti proclamispunta il centralismoAncora una volta assistiamo
sulla stampa al paradosso leghista, che a parole e slogan inneggia al
federalismo fiscale e al decentramento delle competenze ma poi nei fatti si
schiera a protezione del centralismo, sia pur esso regionale e non nazionale.
Il consigliere Bottacin, parlando dell'Avepa (l'Agenzia regionale che si occupa
di erogare i fondi in agricoltura), invece che denunciarne i ritardi che non
pochi grattacapi hanno causato agli agricoltori bellunesi la difende a spada
tratta. Perfino la proliferazione delle aree Sic e Zps sembra non preoccupare
particolarmente Bottacin, a cui evidentemente non interessa che la Regione
abbia scritto duecento pagine di norme di tutela standardizzate senza mai
averle discusse con i bellunesi che da secoli hanno preservato il loro
territorio senza bisogno d'imposizioni dall'alto. L'avessero fatto a Roma,
sarebbe di certo partita latiritera, a cui ci hanno abituati, di slogan beceri
contro lo stato.Il paradosso leghista non tocca però solo agricoltura e ambiente,
si sta concretizzando anche in campo turistico, settore vitale dell'economia
bellunese. Leggendo infatti il disegno di legge di iniziativa della giunta
regionale in merito a "Nuova disciplina regionale in materia di
turismo" che andrà a sostituire l'attuale legge regionale 33, scopriamo
ancora una volta che non si è tenuto conto della specificità della montagna. È
banale affermare come sia diverso affittare un appartamento (unità abitative
ammobiliate) in inverno a Falcade o Auronzo piuttosto che farlo in estate a
Jesolo o Bibione: ebbene, di questo la nuova legge regionale non tiene conto.
Nella regolamentazione infatti non compare ancora una volta la possibilità di
scorporare il costo del consumo energetico (riscaldamento) da quello
dell'affitto, nemmeno in presenza di un contatore autonomo per l'unità
abitativa (come invece è possibile fare per la stessa proposta di legge con
l'energia elettrica nei campeggi). Gli appelli di Confedilizia del recente
passato sui gravi danni economici al comparto che questa mancata normativa
comporta sono ancora caduti nel vuoto.Altro rischio che corre il Bellunese, e
non solo visto che la protesta sta montando dal Lago di Garda sino alle
Dolomiti, è la scomparsa delle strutture associate, meglio conosciute come Consorzi
di promozione turistica che in Provincia di Belluno (Consorzio Dolomiti)
garantiscono l'arrivo di risorse economiche per la promo-commercializzazione
turistica. Le nuove strutture associate infatti non beneficeranno più di un
contributo certo (con tetto di spesa prefissato) a fronte della rendicontazione
delle spese promozionali sostenute. D'ora in avanti i contributi saranno
concessi con procedure selettive, mediante bandi di presentazione delle istanze
stabiliti dalla giunta regionale. La giunta regionale, in sede di approvazione
del bando di finanziamento, assegnerà priorità ai progetti più coerenti alla
programmazione regionale e potrà invece ridurre le somme concedibili alle
strutture turistiche associate che non si siano conformate al principio della
unitarietà del sistema turistico, ovvero che non partecipino a tutte le
iniziative decise a monte dalla Regione. In poche parole non sarà più la
Regione a cofinanziare le iniziative promozionali decise e scelte dagli
imprenditori bellunesi in base alle loro reali esigenze, ma saranno gli
imprenditori a cofinanziare le iniziative decise dalla Regione: pena
l'esclusione degli imprenditori dai contributi e del territorio dalla
promozione. Se questo è il decentramento delle competenze proposto dalla Lega,
andiamo bene.Valerio TabacchiCoordinatore Partito democraticoProvincia di
BellunoBasta allarmismii problemi nasconodalla burocraziaDispiace
continuare a leggere dichiarazioni allarmate e allarmistiche secondo le quali
l'agricoltura bellunese è penalizzata dalle scelte della Regione Veneto. I
limiti di Avepa (l'Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) li conosciamo
tutti, ma non sono imputabili solo alla Regione Veneto, bensì
anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea.Non è, inoltre, assolutamente
vero che per l'agricoltura di montagna non sia cambiato nulla. Il Programma di
sviluppo rurale 2007-2013 che, tra le altre cose, ha previsto specifiche misure
di finanziamento per la salvaguardia dei siti vincolati Natura 2000 Sic e Zps,
sta lì a dimostrarlo: degli oltre 914 milioni di euro di risorse europee
destinate al Veneto, 303 milioni, vale a dire il 34 per cento del totale, sono
per la montagna. Si tratta di risorse straordinarie, che non hanno precedenti,
arrivate, al territorio bellunese principalmente, grazie all'impegno del
sottoscritto. Ora si tratta di sfruttare appieno queste risorse, creando
sinergie e dotandosi degli strumenti necessari. Penso, per esempio, alla nuova
politica urbanistica della Regione Veneto che delega ampiamente a province e
comuni: sta a loro predisporre il Pat (Piano di assetto del territorio) e i
Pati (Piani di assetto del territorio intercomunali) che offrano garanzie anche
nell'ambito agricolo.Gianpaolo Bottacinconsigliere regionaleLega Nord.
( da "Agi" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food GOVERNO: FEDAGRI,
ZAIA SPINGA AGROALIMENTARE A FARE SISTEMA (AGI) - Roma, 8 mag - "Auguro al
nuovo ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia buon lavoro a nome dei
nostri cooperatori agricoli. Sono fiducioso che il volto nuovo dell'agricoltura
italiana sapra' puntare l'attenzionedel dicastero su temi cruciali per il
settore come l'importanza dei mercati internazionali, la tutela delle
produzioni d'eccellenza italiane e la capacita' di fare sistema per vincere la
sfida della globalizzazione. Con queste parole, il presidente di
Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni ha salutato l'elezione del nuovo Ministro
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia. "Forte
dell'esperienza maturata - ha aggiunto Bruni - prima come presidente della
provincia di Treviso e poi come assessore all'agricoltura e del turismo e
vicepresidente della Regione Veneto, Luca Zaia dovra' affrontare anche i nodi
che attanagliano il settore e ne rallentano lo sviluppo, come
la burocrazia che esige un
importante snellimento". "Affinche' l'agroalimentare italiano possa
conquistare nuovi mercati internazionali e consolidare le posizioni gia'
acquisite all'estero e' necessaria la coesione di tutti i protagonisti della
filiera, dalla produzione, alla trasformazione, alla commercializzazione - ha
affermato il presidente di Fedagri - auspico, dunque, per il nuovo
mandato del ministro Zaia, un periodo di sereno confronto tra tutti gli attori
del mondo agroalimentare, poiche' la coesione sara' elemento distintivo e
positivo sui tavoli di confronto a Bruxelles, dai quali passano, ormai, tutte
le riforme, le modifiche e le norme che regolano il nostro settore a livello
comunitario".(AGI).
( da "Agi" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Food GOVERNO: CIA,
ATTENDIAMO FATTI E RILANCIO CONCERTAZIONE (2) (AGI) - Roma, 8 mag - Politi ricorda
il documento predisposto dalla Cia per la nuova legislatura nel quale viene
delineato "un nuovo progetto per lo sviluppo dell'agricoltura, per
accrescere le capacita' concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e
difendere il 'made in Italy' alimentare. Un progetto che si puo' sintetizzare
nelle tre parole 'impresa, internazionalizzazione, interprofessione' e che si
articola su fondamentali esigenze: sostenere la ricerca e l'innovazione;
promuovere il capitale umano ed il ricambio generazionale; accrescere le
capacita' concorrenziali delle imprese e delle filiere agroalimentari;
promuovere la semplificazione e l'efficienza della macchina amministrativa, con un taglio netto alla burocrazia e ai suoi pesanti oneri; sostenere la proiezione internazionale
del nostro sistema agroalimentare di qualita', difenderlo dalle contraffazioni
e dall'uso improprio dei marchi e delle denominazioni". Per quanto
riguarda la Conferenza nazionale sull'agricoltura, "auspichiamo che il
ministro Zaia -rileva il presidente della Cia- riprenda e sviluppi in
maniera adeguata il percorso che era stato avviato nella precendente
legislatura e da noi espressamente sollecitato. Per questo motivo riaffermiamo
che alla preparazione di questo importante appuntamento come Confederazione
offriremo il contributo di idee e di proposte perche' dalla Conferenza possa
derivare un progetto condiviso, nei confronti del quale le istituzioni e le
rappresentanze sociali possano assumere le proprie responsabilita',
impegnandosi a realizzarlo". Nel ribadire la necessita' di una forte
presenza ed autorevolezza a livello Ue, specie nel momento in cui si discute
dello stato di salute della Politica agricola comune, Politi chiede che il
presidente del Consiglio Berlusconi "si impegni a restituire spessore e
legittimita' alla concertazione, come metodo non occasionale sul quale
costruire un corretto rapporto tra esecutivo e parti sociali e dal quale far
derivare il pieno riconoscimento del ruolo delle rappresentanze degli
interessi. Cio' dovra' comportare un aggiornamento delle sedi e delle procedure
della concertazione".(AGI).
( da "Provincia di Lecco, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CALCIO Il presidente
Mario Maccalli ha convocao a Firenze le società coinvolte nei play out per i
problemi di ordine pubblico e vendita biglietti Il Lecco in Lega per la
regolarità delle "code" di C1 Fiori: "Alla Paganese mancava il
documento di agibilità dello stadio ma la società si è detta certa di poterlo
produrre" leccoIeri mattina a Firenze ?udienza generale? dal presidente
della Lega di Serie C Mario Macalli, per tutte le società ammesse ai play-out
della serie C1 (gironi A e B). Il presidente Macalli, la segretaria Conigliaro
e i vari rappresentanti di Lega per l'Ordine pubblico e i Commissari della
Procura Federale, hanno spiegato ai rappresentanti delle otto società coinvolte
negli spareggi salvezza come si svolgeranno la vendita e distribuzione dei
biglietti, le modalità di effettuazione degli spareggi, le misure atte a
garantire la completa regolarità degli stessi. Dopo un discorso introduttivo
generale di Macalli, si è entrati nel vivo della questione. Il presidente ha
garantito in ogni caso la serietà degli incontri e che tutto si svolgerà nella
massima regolarità e trasparenza. Proprio per aiutare le varie società ad
affrontare nella massima serenità questi spareggi, la Lega garantirà, negli
stadi dove sarà ritenuto opportuno per via della forte affluenza, degli
?stuart? di Lega a sostegno di quelli di cui ogni società già dispone
(probabilmente nel nostro girone avverrà a Verona). Il presidente Gianni Fiori,
presente a Firenze con il segretario Giuseppe D'Aniello, è sollevato:
"Sulla carta ci sono i presupposti per poter sperare nello svolgimento
regolare dei play out. Mi sento di dissipare i timori che ci sentiamo addosso
soprattutto per la gara di ritorno. Rispetto alla gara di campionato che
abbiamo disputato a Pagani, mi sento solamente di sensibilizzare gli organi
ufficiali perché garantiscano maggiormente i giocatori e i dirigenti dal
momento in cui arriva il pullman del Lecco a quando tutto lo staff si accomoda
in tribuna. Nella gara di ritorno alcuni dirigenti non si sono seduti in
tribuna perchè non era ospitale, nemmeno come logistica. Ma queste sono
quisquilie?". Un piccolo giallo sulla gara di ritorno: "Alla Paganese
mancava il documento di agibilità dello stadio ma la società campana si è detta
certa di poterlo produrre in tempo, ovvero entro venerdì. Altrimenti si andrà
da altre parti, ma sono sicuro che si giocherà regolarmente a Pagani da quel
che è stato detto da tutti in Lega?". Lunedì prossimo, inoltre, sarà designato
un commissario amministrativo che affiancherà la segreteria della Calcio Lecco
per tutte le pratiche di vendita e distribuzione dei
tagliandi oltre che per tutta la burocrazia che sta dietro a partite del genere. La vendita sarà effettuata
attraverso il circuito TicketOne, (a Lecco presente nei negozi MediaWorld e
DiscoShop), per cui è già sicuro che per la gara esterna di Pagani i biglietti
del settore ospite saranno disponibili solo alla TicketOne (come, peraltro,
già avvenuto nel corso di tutto il campionato). Ma i biglietti per le partite
in casa? Saranno stampati dalla Lega e da TicketOne, ma potranno essere venduti
dove la Calcio Lecco 1912 spa deciderà: allo stadio lo stesso giorno della
gara, mentre per la prevendita è tutto ancora da stabilire; i giorni precedenti
il 18 maggio i tagliandi potranno essere venduti in vari luoghi che la società
sta decidendo in queste ore e che comunicherà a breve. I prezzi? Dovrebbero
ricalcare quelli del campionato. A stabilirli sarà solamente la Lega in base a
una media tra i prezzi praticati in campionato sia dal Lecco che dalla
Paganese. La ragione del fatto che a decidere il costo dei tagliandi è la Lega
(in quanto organizzatrice degli incontri) è presto spiegata: detratta una
percentuale dell'incasso (un forfait di spese organizzative e l'Iva), dal netto
risultante la Lega si prenderà il 25%. Del rimanente incasso, due terzi
andranno alla società ospitante e un terzo all'ospitata. Insomma: la Lega ha
tutto l'interesse a non fare prezzi popolari da una parte, e, dall'altra, alle
società andrà poco dalla disputa di questi play-out. Marcello Villani
08/05/2008.
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il grillo sparlante
colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante,
ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone
" ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che
anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia
nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede.
Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la
solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha
scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi
comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito
anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli,
fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha
seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano
già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan
delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva
affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad
aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai
pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome
di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei
vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e
sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso
si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA
FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza
simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio
senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un
flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore
Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli!
Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del
comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni,
vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio
al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra
di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera
gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI
Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e
tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come
tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e
ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi?
Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei,
l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una
sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la
chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere
espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un
bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe
domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia
per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver
rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato,
massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato
la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto,
bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle
italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più
violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le
sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di
Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del
centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si
deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a
condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio
pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri
PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione,
penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia
all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie
magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei
detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per
dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il
visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere
chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche
milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può
cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a
case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di
quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte
immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli
italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che
Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi)
Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a
morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale,
sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli
Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello
d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo
decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare
eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più
vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti
dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello
federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di
Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati
autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una
robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell
accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di
controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella
riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la
prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o
conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che
ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso
ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico.
Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai,
Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua
trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni
offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof.
Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire?
Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal
successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che
grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla
Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute
similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva,
irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano
contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non
mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto
e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile
per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere.
Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e
tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal
servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio).
Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha
votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche
quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di
rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver
perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato:
"Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto
articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per
mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore
di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso
per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più
esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre
volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere
noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si
dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO
Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da
parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo,
l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu
per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da
parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini
non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della
sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa?
GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra
che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel
segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4
milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro,
esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno ,
davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il
nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del
reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la
recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso
elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare
quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il
nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche
economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e
pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i
politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati
raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri
Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAOLO Torino Fino ad
ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in
rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne
vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel
dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai
"grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle
imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato
l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a
coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro
dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei
diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli,
duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare,
gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo
blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed
altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono
costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul
suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente,
anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna
Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi
puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti.
Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie
LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta
abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica,
meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che
un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore
Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli!
Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del
comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni,
vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio
al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra
di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera
gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI
Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e
tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come
tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e
ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi?
Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei,
l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una
sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la
chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere
espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un
bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe
domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia
per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver
rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato,
massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato
la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto,
bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle
italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più
violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le
sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di
Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del
centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si
deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a
condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio
pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER
Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso
che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia
all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie
magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei
detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per
dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il
visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere
chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche
milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può
cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a
case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di
quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte
immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli
italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che
Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi)
Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a
morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale,
sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli
Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello
d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo
decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare
eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più
vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti
dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello
federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di
Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati
autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una
robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell
accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di
controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella
riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la
prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o
conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che
ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso
ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo
germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il
presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le
dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il
prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da
dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre
giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una
trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani
intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è
becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una
trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che
qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari
Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente
Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette
"di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli
"schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per
essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue
giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto
alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di
oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i
votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della
Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il
canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto
degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni".
La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è
nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha
ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose.
Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio
vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica
di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha
finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare
o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella
squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di
Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me,
la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di
Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista
di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto
che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la
dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia.
Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo
del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa
colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe
Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che
sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è
trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non
vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si
conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO
ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo
dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di
denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma - Avere un
figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non
arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione
internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La
cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12
euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua
moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano
tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale .
Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione -
scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute,
assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un
senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono
le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il
libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala -
Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi,
ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro
- ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta
delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi
nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che
fanno pensare più con il cuore che con la testa". [Data pubblicazione:
04/05/2008].
( da "Datasport" del 08-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inter: Balotelli 'Mi
sento cittadino di Serie B' (Mario Balotelli ) (AGM-DS) - 08/05/2008 21.42.23 -
(AGM-DS) - Milano, 8 maggio - Mario Balotelli si sente vittima di
un'ingiustizia. Il 17enne attaccante dell'Inter Mario
Balotelli attacca la burocrazia che gli impedisce di essere cittadino italiano fino alla
maggiore eta' e che di conseguenza gli fara' perdere l'occasione di indossare
la maglia della Nazionale olimpica. 'La legge italiana e' ingiusta, va cambiata
- ha detto il centravanti a 'Il Corriere Canadese' -. Mi sento un
cittadino di serie B'. Balotelli, nato a Palermo da genitori del Ghana, poi
adottato da una famiglia bresciana, non e' ancora cittadino italiano. 'Pur
essendo nato qui, la legge non mi riconosce ancora la cittadinanza: lo trovo
un'enorme ingiustizia, la legge andrebbe cambiata'. Balotelli pero' sa che
prima o poi quella maglia azzurra non gliela levera' nessuno .'Ho rinunciato
all'invito della nazionale ghanese - ha rivelato - perche' vorrei vestire la
maglia azzurra: sono nato ed ho sempre vissuto in Italia, percio' mi sento
cittadino italiano'. Infine su Pato: 'Entrambi siamo forti, ma siamo anche
profondamente diversi. Mi piacerebbe molto giocare con lui'. LEGGI ANCHE Cruz:
'Nervosismo? Assolutamente no'.