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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  8-4-2008      #TOP


Report "Burocrazia"

Partito socialista, laicità e diritti civili ( da "Alto Adige" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questi non sono gli studi di settore... sul detassare chi non è d'accordo?". Per finire? "I nostri slogan sono basati sulla lettera s: Spini, socialismo, sviluppo. Ma agli altoatesini propongo poi sicurezza, semplificazione della burocrazia e altra solidarietà".

Gli ospiti della Residenza Molino alla scoperta della stalla ( da "Trentino" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sul lavoro di preparazione dei pasti per gli oltre 70 capi presenti e su tutto quanto stia dietro le quinte (la burocrazia e i controlli dei veterinari), senza farsi mancare quesiti simpatici e curiosi sulla "personalità" delle mucche (nomi, abitudini, ecc...). L'esperienza è poi culminata su richiesta di delucidazioni sulla "storia del latte" dalla mungitura alle nostre tavole.

L'ex cinema Corso diventa bistro ( da "Giornale di Brescia" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il locale aprirà a fine maggio proponendo cucina e intrattenimento musicale. Matteo Disetti conclude dicendo "sempre che l'iter amministrativo finisca prima. Incomincio a pensare che gli imprenditori, con questa burocrazia oppressiva, siano figure eroiche". (f).

Il patto antinfortuni ( da "Giornale di Brescia" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: schiera contro la burocrazia Il patto antinfortuni Meroni: "Prevenzione con scuole e categorie" Emilio Del Bono con il capolista del Pd per la Loggia, Matteo Meroni Morire o subire un grave infortunio sui luoghi di lavoro è "eticamente inaccettabile". Parte da questa fondamentale premessa l'impegno preso dal candidato sindaco Emilio Del Bono e dal capolista del Pd per la Loggia,

Dizionariodelle follieitaliane ( da "Secolo XIX, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, che sembrano uscite dalla penna di Luigi Pirandello. Per il numero dei ministri e dei sottosegretari che, con il governo Prodi, ha battuto il record detenuto da Andreotti. Adesso la carica, ormai in articulo mortis, è dei 103. Per i ritardi della giustizia: basti pensare che l'arretrato assomma a più di cinque milioni e mezzo di giudizi penali.

Per poter vincere bisogna convincere gli imprenditori uno per uno ( da "Italia Oggi" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indecisi Il dibattito si accende sui temi caldi della burocrazia, del costo dello stato e del fisco. I due neo-politici illustrano i programmi di Pd e Pdl, che per molti versi sembrano talvolta anche sovrapponibili. Fino all'appello finale, che l'ordine degli interventi riserva a Sangalli. "Lo Stato è socio al 53% delle nostre imprese e nel momento in cui si va a votare ci viene data l'

Il candidato: cifre tutte da risistemare asquini: stop alla burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cifre tutte da risistemare Asquini: stop alla burocrazia MAJANO. "Illy ha svolto un'azione distruttiva in Friuli Venezia Giulia perchè ha applicato il modello sovietico". Non ha mezzi termini Renato Brunetta, vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. E batte più volte sulla politica "di sinistra" della giunta regionale.

Le trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Imprese, meno tasse e burocrazia ( da "Centro, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Regione "Imprese, meno tasse e burocrazia" Confindustria sprona i candidati: l'Abruzzo arretra L'AQUILA. "Lo stato di disagio e la crisi del tessuto economico e occupazionale, che contraddistingue le aree interne, stanno facendo arretrare l'Abruzzo tra le regioni meno sviluppate".

Intra moenia, una rivoluzione ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assunzione da parte della burocrazia sanitaria delle competenze relative alla prenotazione delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali, relazioni medico-legali) effettuate dai medici dell'azienda sanitaria in regime libero-professionale intramurario. Le seconde sono condizionate dalla disponibilità di locali, allestiti dall'Asl,

Gli usi civici paralizzano il territorio ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I problemi li stiamo trovando in generale con la burocrazia, ma in particolare con gli usi civici - dice Mesina -. Dopo che abbiamo avuto l'accertamento formale, come previsto dalla legge numero 12 del 1994, sul piano di valorizzazione, siamo stati uno dei comuni virtuosi per la celerità con la quale ci siamo messi in regola.

Pozzo-cainero: scontro al vetriolo sul nuovo stadio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pozzo va avanti per la sua strada, convinto che, burocrazia permettendo, la realizzazione potrebbe prendere il via entro un anno per veder sorto il nuovo stadio tra due anni e mezzo, perchè il progetto c'è e i finanziamenti pure. Da ieri, poi, Pozzo ha anche il sì teorico dei candidati a sindaco.

La confcommercio ai candidati: più incentivi, meno burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oltreconfine La Confcommercio ai candidati: "Più incentivi, meno burocrazia" di Tiziana Carpinelli Meno laccioli burocratici e più incentivi fiscali per la costituzione di nuove realtà imprenditoriali. Ma anche investimenti seri sulle infrastrutture di collegamento, un potenziamento dei poli attrattivi e la creazione dei centri commerciali all'aperto.

Tondo: serve un assessore alla sicurezza ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lotta alla burocrazia: "Vivo ogni giorno i problemi delle piccole e medie imprese, a partire dalla burocrazia. E quindi mi batterò per la semplificazione e per il recupero della produttività". Le grandi opere: "Non avrò mai una posizione ideologica perché terrò conto della sostenibilità legata allo sviluppo.

Visioli: freni solo dalla burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: freni solo dalla burocrazia Le associazioni che hanno intascato poco o nulla non disperino. Il locale Csv, il Centro servizi di volontariato, può mettere a disposizione gratuitamente sale e materiali per effetto di una convenzione con la Provincia. A ricordarlo è l'assessore alla promozione dell'associazionismo di Palazzo Galatti,

I lavori sulla pista forse li paga lo stato ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Geasar aveva progettato l'allungamento della pista prima dell'annuncio del G8 in Gallura. L'arrivo dei potenti della terra ha accelerato i tempi. Ma la burocrazia rischia di far schiantare i sogni d'asfalto della società che gestisce lo scalo. Una corsa contro il tempo che deve ancora cominciare. (l.r.).

Pavia non ha bisogno del metrò ( da "Provincia Pavese, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bocciati gli è sfuggita di mano permettendo alla vecchie burocrazie di manifestare la loro parte peggiore. Insomma. la presenza nelle sue liste di molti ministri attualmente in carica (e targati proprio Prodi), delle segretarie, portaborse, addetti stampa, delle figlie di... ha amareggiato perfino la cosiddetta "società civile" che sarebbe dovuta essere il fulcro del nuovo partito.

I complimenti della cernic all'adoc avanti così con le vostre battaglie ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia difficile o facili raggiri di qualche malintenzionato. Gli iscritti, ricorda Previti, possono ricevere un'adeguata assistenza, e dove necessario anche legale, allo sportello operativi di Gorizia. Mara Cernic ha voluto complimentarsi e augurare per il futuro che l'associazione prosegua con i buoni propositi prefissati dal suo statuto e auspica che sempre più persone diano

Bolzan: nuove soluzioni per l'erogazione dei finanziamenti al cisi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: popolazione e che non possono attendere che sia la burocrazia a dettare i tempi dell'erogazione del servizio. "Occorre adottare soluzioni - ha sottolineato Bolzan - già al momento della discussione del bilancio regionale, questo per evitare erogazioni a "singhiozzo" che non permettono ai beneficiari, nell'incertezza del finanziamento complessivo, la programmazione di importanti attività"

Vertice di mara cernic con l'associazione dei consumatori ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia difficile o facili raggiri di qualche malintenzionato. Gli iscritti, ricorda Previti possono ricevere un'adeguata assistenza, e dove necessario anche legale presso lo sportello operativi di Gorizia. Cernic ha voluto complimentarsi e augurare per il futuro che l'associazione prosegua con i buoni propositi prefissati dal suo statuto e auspica che sempre più persone diano

Dozza: 1.056 in 483 posti sovraffollamento da record - luigi spezia ( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: preoccupano solo della burocrazia, tralasciando le vere problematiche - scrive il rappresentante della Cgil Renato Cistaro - . Ne parleremo il prossimo 17 aprile, quando saremo ricevuti a Roma". Quanto alla carenza degli agenti, i dati sono questi: su un organico previsto di 567 persone, quello assegnato è di 489, ma con 112 agenti distaccati quelli effettivamente presenti sono 377,

Sono quelli delle armature e dell'odio Veltroni: se la fanno sotto a condannare Bossi. Poi l'appello alle persone per bene del centrodestra ( da "Unita, L'" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prova a sedurli con il taglio dei costi della politica, la lotta alla burocrazia, agli sprechi, alla sanità lottizzata. E domanda: "Noi abbiamo rotto con la sinistra radicale, perché loro non l'hanno fatto con la Lega?". Poi punta il Cavaliere: "Davano per scontato che avrebbero vinto a mani basse, ora c'è nervosismo.

RISPOSTE PER L'ALLEVAMENTO DA LATTE DI MONTAGNA (IL CONVEGNO DELLA CIA DI REGGIO EMILIA PER LA ZONA MONTANA HA ESAMINATO I NUOVI VENTI DI CRISI CHE SOFFIANO SUL "RE DEI FORMAGGI") ( da "marketpress.info" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: romagna si è soffermato sulla troppa burocrazia; sostenendo che va ricercato un maggiore coordinamento tra le regioni e le realtà locali per gestire normative come la direttiva Nitrati. La stessa amministrazione pubblica rischia di soffocare. L'agricoltura direttamente utilizza una parte importante dei fondi comunitari, che vanno ancora sostenuti e mantenuti,

<Ecco i miei sconcerti italiani> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i poteri forti della finanza, le burocrazie organizzate, i sindacati, sarebbe il tallone di ferro che schiaccia questo Paese e la sua (falsa) democrazia. Ideologo principe Eugenio Scalfari, che teorizzò la cosiddetta "alleanza fra i produttori". "Come fa il Cipputi, si è chiesto Besana, a votare ancora a sinistra?

Archistar in lotta con la burocrazia made in Italy ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Archistar in lotta con la burocrazia made in Italy Paola Pierotti ROMA Vita difficile per le grandi opere d'architettura in Italia. Mentre scoppia la polemica culturale e politica sulle torri che definiscono lo skyline della città contemporanea, progetti approvati e ormai consolidati nell'immaginario collettivo rallentano il loro iter,

Se l'agricoltura non entra in campagna ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavorative di otto ore ciascuna alla burocrazia. Ci sarebbe molto da fare (e da guadagnare anche in termini di consensi veri e non virtuali) ma la politica non pare interessata più di tanto. è in campagna elettorale, ma si è scordata della campagna vera. gentili.guido@libero.it TEMA DIMENTICATO Il settore ha estremo bisogno di una ventata di nuova imprenditorialità di Guido Gentili.

L'AQUILA - Più che una lista di richieste, è stato un lungo, dettagliato elen ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, il costo del lavoro sono esempi che mostrano quanto la situazione sia critica e quanto sia necessario adottare misure per rilanciare l'economia e lo sviluppo". Marrollo ha auspicato controlli periodici per monitorare la situazione con politici e imprenditori, proposta che ha incontrato il favore di tutti.

Continua la linea dura del Comune contro le occupazioni abusive di case popolari. Dall'inizio d ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: continuerà a vigilare incessantemente affinché gli alloggi popolari vengano assegnati solo a chi ne ha realmente diritto". E conclude: "I tempi della burocrazia non ci impediranno di mettere un freno queste cattive abitudini del passato. Nei confronti degli abusivi la nostra linea è chiara, denunce d'ufficio".

I rigassificatori sono un'alternativa ai metanodotti per il trasporto del gas. Questo viene ( da "Messaggero, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una volta arrivato a destinazione è poi riportato allo stato gassoso nel rigassificatore. In Italia sono stati presentati una decina di progetti per rigassificatori rimasti a lungo bloccati da lotte e burocrazia. Entro l'anno sarà pronto Rovigo. Porto Empedocle sarà il secondo ad essere realizzato.

L'ostacolo è la disparità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nei primi anni ottanta uno degli ostacoli era la tortuosa burocrazia per effettuare operazioni di copertura sui mercati a termine. Sul finire degli anni novanta, in particolare per chi lavorava l'alluminio, il nodo era il dazio del 6% imposto sulle importazioni europee di metallo proveniente da diversi Paesi produttori (dazio che nel maggio del 2007 è stato dimezzato).

Dr. House ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le uniche regole che possono essere infrante sono quelle della burocrazia, perché spesso siamo effettivamente oberati". Concordi Andria e Caso, che sottolineano come il mancato rispetto delle regole comporterebbe un uso personalistico del codice deontologico. Ritengono invece che talvolta le regole possano essere violate per il bene dei pazienti Alessio e Della Porta,

L'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia ed il presidente della commissione Sanit&# ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia in Italia è ancora lontana dal resto d'Europa. Basti pensare che per avere la stessa certificazione in Germania bastano un paio di settimane, in Italia occorrono mesi. Oggi Anagni rappresenta il centro di eccellenza su scala mondiale per la produzione di prodotti sterili iniettabili ed ha una particolare competenza nei composti liofilizzati.

<LE ACQUE basse sono un fenomeno normale in questa sta ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavori che dovrebbero partire a metà mese dovranno recuperare i tempi perduti nei tortuosi meandri della burocrazia, che rinnova uno stato di "emergenza" ma per ben due mesi lascia tale "emergenza" senza un responsabile che se ne occupi. L'incarico a Matteoli dovrà adesso prevedere ulteriori compiti, che riguarderanno i nuovi problemi relativi ai sedimenti emersi negli ultimi tempi.

Pochi giorni, poi il destino della figlia di Irina Narizhna, la 35enne ucraina morta a quatt ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i cui tempi sono dettati dalla burocrazia. Tempi lunghi, presumibilmente, troppo lunghi perché le autorità non intervengano prima. "Vista l'età della bambina - ha proseguito Pinelli - non è escluso il successivo coinvolgimento anche del tribunale dei minori". Quanto ai funerali della giovane ucraina il problema resta sul tappeto.

PESARO Un viaggio da mal di testa . Il coordinatore nazionale di Forza Italia Sa ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il costo dell'energia che siamo costretti a comprare all'estero e una burocrazia soffocante". Bondi sintetizza così i correttivi da fare: "La prima cosa da fare è ridurre la fiscalità sia per le famiglie che per le imprese, vero freno allo sviluppo. Di conseguenza anche i salari pongono grandi problemi di disuguaglianza sociale.

I veri precari siamo noi imprenditori, che se sbagliamo un'annata non abbiamo più da mang ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificare la burocrazia, tutelare il made in Italy".. Pagine a cui si accompagnano parole taglienti e richieste tutt'altro che generiche. "Tutti ci stanno accusando di affamare il popolo - inizia Enzo Mengoni, rappresentante del settore alimentare - ma il problema è nel regime fiscale e negli studi di settore.

Pdl spinge la Sartori <Primo punto, stop alla burocrazia> ( da "Corriere del Veneto" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stop alla burocrazia" "Proporrò un nuovo regolamento per velocizzare i tempi di giunta e consiglio" VICENZA - "Ottimizzare i tempi e l'efficienza dell'ingranaggio comunale". è questo uno dei motti di Amalia Sartori, europarlamentare e candidata sindaco del Popolo delle libertà con la Lega Nord e la lista civica Viva Vicenza.

<E io, contadina, dico a voi politici: non dimenticatevi dell'agricoltura> ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel corso degli ultimi anni queste piccole imprese sono state quasi equiparate rispetto a obbligazioni e burocrazia di varia natura a imprese di altri settori ben più redditizie, con il risultato che a fronte di un lavoro faticoso e dal reddito incerto i giovani se ne vanno lasciando familiari anziani dei quali molti fra pochi anni saranno costretti a smettere l'attività.

<Servizi in Pedemontana per aiutare la montagna> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Deve cioè ridurre la burocrazia e i suoi costi, favorendo così gli insediamenti, e sviluppare politiche energetiche e di logistica, per rendere queste imprese competitive con quelle degli altri Paesi d'Europa". Traversetolo Ubaldi ha parlato di nuove funzioni per la Val d'Enza.

"Sanità, urgono risposte dalle istituzioni" ( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inoltre in tale maxi-struttura la fa spesso da padrone la burocrazia, più che l'accoglienza del malato (fatto implicitamente ammesso dallo stesso assessore Mezzolani). "L'assessore Mezzolani - osserva ancora Tapponi - punta tutto sulla collaborazione, ma sinora in Regione le richieste e gli appunti fatti dalla opposizione sono "morti".

"La casta pensa solo a sopravvivere" ( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente". "Il nuovo che vogliamo dalla politica ha detto il presidente provinciale della Confartigianato, Folco Bellabarba è che vengano ascoltate le imprese artigiane perchè sono quelle che trainano l'economia del paese.

"Il Paese ha bisogno di risposte, solo il centrodestra può darle" ( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ne è scaturito un panorama solido ma fortemente penalizzato dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture. Da tutti la richiesta ferma di una stabilità per la guida del Paese. "Sarò franco - ha esordito Bondi - dicendovi che la nostra economia cresce ogni anno meno di quanto non accada negli altri paesi europei.

Ferrero batte Montresor, il Rocher vince sul falso cioccolatino made by China ( da "Blogosfere" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo tre anni di burocrazie e dibattiti nelle sedi competenti, in sostanza, è la conferma del secondo grado di giudizio, mentre nel primo l'azienda dolciaria piemontese era stata condannata. La Montresor dovrà alla Ferrero circa cinquantamila euro di risarcimento.

NOVA, TUTTO PRONTO PER LA CIG ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: faremo di tutto per accelerare i tempi della burocrazia anche perché il trattamento integrativo ha bisogno solo di una presa d'atto formale da parte del ministero". Non si prevedono tempi brevi, però, per l'esito conclusivo della procedura fallimentare della Nova dal momento che non sembra sia pervenuta ancora alcuna manifestazione d'interesse per rilevare l'azienda,

Ue critica Russia su burocrazia legata a rilascio visti ( da "Reuters Italia" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MOSCA (Reuters) - La burocrazia russa in materia di immigrazione è così farraginosa che molti europei lasciano andare piuttosto che cercare di riuscire e superarla, hanno detto gli ambasciatori dell'Ue ai rispettivi governi nell'ultimo giro di colloqui sulla questione dei visti.

Stipendi a rate, scatta l'ultimatum della Provincia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sostiene: "Un'azienda non può essere prigioniera di una burocrazia che ha creato da sè". Marco Salis ha invece dato voce alla difesa dell'operato della Cocktail Service, ribadendo ancora una volta che la rateizzazione degli stipendi è connessa ai "ritardi dei pagamenti da parte dell'amministrazione pubblica.

La nave da crociera? Tornerà ancora ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ancora un vero e proprio monumento ai ritardi della burocrazia, ma per il resto tutto è andato per il meglio. ENTUSIASTI DEL TRENINO I croceristi della motonave francese Adriana che, dopo lo sbarco, hanno riempito tre carrozze del trenino verde ripercorrendo l'antica tratta ferroviaria sino a Sadali, si sono concessi un'esperienza nell'entroterra che difficilmente dimenticheranno.

SICUREZZA: MUSSOLINI (PDL), NO A DISCREZIONALITA' IN APPLICAZIONE LEGGI ( da "ADN Kronos" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per problemi di burocrazia. Il problema non e' fare le leggi, il problema e' che le leggi vengono applicate con una certa discrezionalita' e ci sono magistrati che non fanno andare in galera quelli che stuprano''. Alessandra Mussolini sottolinea la necessita' della certezza della pena in un intervento allo 'Speciale Elezioni 2008' dell'

Financial Times: "Deprimente la prospettiva di un nuovo governo Berlusconi" ( da "Blogosfere" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La conclusione è ancora una volta amara: "L'Italia è in relativo declino. Sta affondando sotto un sovradimensionato settore pubblico, burocrazia e fatiscenti infrastrutture. Ha bisogno di una riforma strutturale dell'economia e un rinnovamento politico. Non sembra che riuscirà ad averli".

Mussolini: ''A destra votare solo chi può governare'' ( da "ADN Kronos" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che i boss mafiosi vengano scarcerati ''per problemi di burocrazia. Il problema non è fare le leggi, il problema è che le leggi vengono applicate con una certa discrezionalità e ci sono magistrati che non fanno andare in galera quelli che stuprano''. Quanto all'immigrazione, la candidata del Pdl alle politiche è del parere ''che occorra una stretta''.

La scelta ( da "Famiglia Cristiana" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: però hanno problemi immensi con la burocrazia. È vero, lo sappiamo tutti che in Italia la burocrazia soffoca anche i sentimenti e li frustra, ma Mirko e sua moglie hanno diritto al loro bambino e noi il dovere di darglielo, senza aspettare che compia vent'anni". Andare avanti insieme Ma la famiglia è anche impresa, soprattutto al Centronord: "Quando la famiglia è nell'

Il centrodestra sfila sotto la cupola del Duomo ( da "Corriere Di Como, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e promesse di minore burocrazia, l'esponente di An Ignazio La Russa ha lanciato chiari segnali in tema di sicurezza. "Niente sconti di pena" e "chi sbaglia deve pagare" sono state le principali sottolineature. Giorgio Civati Nella foto: A sinistra, il palco in piazza Duomo su cui sono sfilati molti leader del centro-destra Home Bassone stracolmo,

Associazioni: è nata Diritti Diretti ( da "Vita non profit online" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza, rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti coerenti". Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.

Porto Marghera: centrale elettrica ( da "Corriere.it" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma Cacciari ha anche lanciato un duro atto di accusa contro la "burocrazia ministeriale" che sta impedendo il maggior uso energetico del cdr (il combustibile derivato dai rifiuti). "Qui da anni tentiamo di raddoppiare l'utilizzazione del cdr, passando da 35 mila a 70 mila tonnellate anno di rifiuti bruciati per uso energetico.

SICILIA/ELEZIONI: FINOCCHIARO SOTTOSCRIVE DOCUMENTO UNIONCAMERE ( da "Asca" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le lentezze della burocrazia, una cronica carenza di formazione e progettualita'. ''Unioncamere Sicilia, condividendo questo documento con i vertici dei nove enti camerali, ha voluto assumere un impegno, che e' poi quello di centinaia di migliaia di imprese - si legge nella nota - che hanno deciso di combattere racket e usura,

Oltre il congresso, la Cgil si ripensa ( da "Emilianet" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che impone meno burocrazia, meno gerarchie e più cooperazione, per valorizzare la centralità del territorio con il conseguente riequilibrio di risorse umane e finanziarie. Impone inoltre di rinnovare e ringiovanire il nostro gruppo dirigente, coltivando i tanti delegati giovani, aprendo le porte agli immigrati che aumentano costantemente tra i nostri iscritti,

<C'è chi paga gli intermediari per accelerare la pratica> ( da "Provincia di Como, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ) "Una burocrazia inconcepibile che costringe gli stranieri a rivolgersi ad intermediari. Saranno anche esperti nelle pratiche che ci riguardano, forse riescono davvero ad accelerarle, ma costano e costano tanto": Ibrahim Mrkonic adesso ha 39 anni, una moglie, bosniaca e due figli.

Primo impatto dell'ex clandestino: la burocrazia ( da "Provincia di Como, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

A cura di I come inglese Dopo 8 anni di studi sembra arabo ( da "Provincia di Como, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per i meno addentro alla burocrazia ministeriale: il caro vecchio provveditore agli studi) che dopo il diploma liceale è andato a fare un viaggio in Inghilterra e - parole sue - "ho pensato di essere finito in Tunisia". Già, dopo otto anni di studio della lingua d'albione, di interrogazioni e di compiti in classe superati a pieni voti,

Politec, un'iniziativa che piace a tutti i candidati ( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non solo il capoluogo della burocrazia e degli uffici". Un obiettivo che a suo avviso si può raggiungere con un adeguato sostegno del Comune al progetto del Polo tecnologico "per il contributo alla crescita produttiva e alla creazione di posti di lavoro", un confronto con le categorie economiche e sociali "per un progetto di sviluppo condiviso",

Non pagata per mesi e licenziata in tronco Ora rischia lo sfratto ( da "Stampa, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non rendergli complicate le cose con la burocrazia", sostiene ancora il sacerdote, da sempre impegnato nella difesa dei più deboli. Mirela Livia Iliescu è venuta in Italia a sedici anni, da sola, e si è ritagliata con coraggio il suo spazio in società. Dice di trovarsi bene qui da noi nonostante le difficoltà.


Articoli

Partito socialista, laicità e diritti civili (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Partito socialista, laicità e diritti civili" Valdo Spini: l'autonomia speciale va difesa anche dal gruppo italiano BOLZANO. La prima missione? Superare il quorum. Valdo Spini, fiorentino, già due volte ministro dell'ambiente, capolista del Partito socialista alla Camera in regione, crede ovviamente che il risultato sia nelle possibilità della ritrovata unità della formazione politica che ha una lunga tradizione. La presenza di solo due poli vi penalizza? "La penso come Spadolini, sono contro la cancellazione dell'Italia delle minoranze. Oggi nel Pd, nel coordinamento, non c'è una sola persona che venga dalla nostra area. Hanno fatto questa scelta, penso ad una nostra rivincita, a quella di un centrosinistra più ampio. Per dire sono andato ad appoggiare Anna Finocchiaro in Sicilia, anche se è nel Pd". E come mai? "In primo luogo perché il suo avversario, Lombardo del Mpa, ha parlato male di Garibaldi, visto che lui sostiene un'ipotesi storica alternativa di Regno delle due Sicilie con la presidenza del Papa...". La legge elettorale però vi unisce? "Veltroni negandoci l'apparentamento ci ha posto il problema del 4 per cento. Ma a parte quello vi è in Italia la voglia di qualche cosa di diverso, di terzo, dal Veltroni-Berlusconi. Il governo Prodi forse ha fallito anche perché non ha è riuscito ad attuare un riformismo ambizioso". Cosa pensa dell'autonomia? "Ho incontrato nei giorni scorsi il presidente Durnwalder per illustrargli il nostro programma, il rispetto dei socialisti per l'autonomia speciale e l'impegno ad un tavolo comune per l'adeguamento del rapporto tra autonomia - va difesa anche dal gruppo linguistico italiano - e titolo V della Costituzione". Quali sono onorevole Spini i temi forti che vi distinguono dal Pd? "In primo luogo i diritti civili: noi siamo per un partito laico di credenti e non credenti. Non per un partito di laici e di cattolici e non è la stessa cosa. Io sono credente ma sono per un partito che garantisca libertà di religione. Ho seguito il dibattito sulla moschea qui da voi ed ho scritto una lettera di solidarietà a padre Butturini per la sua idea della colletta". Altri temi? "Attenzione ai giovani. Va bene cambiare lavoro ma non passare da un precariato ad un altro. Io sono per il fisco all'americana, quello che incoraggia il contribuente a scaricare le spese sostenute, per fare emergere il sommerso. Questi non sono gli studi di settore... sul detassare chi non è d'accordo?". Per finire? "I nostri slogan sono basati sulla lettera s: Spini, socialismo, sviluppo. Ma agli altoatesini propongo poi sicurezza, semplificazione della burocrazia e altra solidarietà".

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Gli ospiti della Residenza Molino alla scoperta della stalla (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I fratelli allevatori Lever di Vigo Cavedine hanno spiegato ai nonni tutto su mucche e latte DRO. Nei giorni scorsi gli ospiti della Residenza Molino hanno potuto visitare la stalla dei fratelli Lever a Vigo Cavedine, per toccare con mano (come fa uno dei "nonni" nella foto) una realtà di allevatori moderna. L'uscita è stata preceduta da alcuni incontri di preparazione aventi l'obiettivo di formare gli anziani partecipanti alla gita. Sul posto, sono state molto interessate e interessanti le numerose domande che gli ospiti hanno rivolto ai titolari su stile di vita e orari quotidiani, sul lavoro di preparazione dei pasti per gli oltre 70 capi presenti e su tutto quanto stia dietro le quinte (la burocrazia e i controlli dei veterinari), senza farsi mancare quesiti simpatici e curiosi sulla "personalità" delle mucche (nomi, abitudini, ecc...). L'esperienza è poi culminata su richiesta di delucidazioni sulla "storia del latte" dalla mungitura alle nostre tavole. I responsabili della Residenza Molino intendono rivolgere un sentito grazie per l'ospitalità ai giovani fratelli Claudio e Mirko per la meticolosa e preziosa visita alla stalla e per la loro importante testimonianza: "Ci hanno trasmesso ancora una volta - scrivono - l'amore per le bestie e soprattutto ci hanno contagiato per la loro grande passione nello svolgere questo faticoso ma importante lavoro (anche per il nostro benessere)". (m.cass.).

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L'ex cinema Corso diventa bistro (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 08/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA LA STORIA Tre giovanisismi imprenditori giocano la carta "Desìo" L'ex cinema Corso diventa bistro Ecco come sarà "Desìo" nel progetto dell'architetto Roberto Scarsi Disetti, Maffezzoni e Reboldi L'ex cinema Corso BRESCIA Uno studente, un appassionato di cucina ed un musicista: sono tre giovani bresciani (Matteo Disetti, Fabio Maffezzoni e Giorgio Reboldi, neppure 75 anni in tre) che hanno deciso di "sfidare" il mercato e metter alla prova se stessi. La sfida passa dalla trasformazione dell'ex cinema "Corso" in via San Faustino che diventerà un bistro dal nome "Desìo". Ma la sfida parte, prima, da un "prestito d'onore" che i tre soci di Redima hanno contratto con genitori e parenti "perché - spiega Matteo Disetti - passare dal credito bancario era troppo costoso". Con progetto di recupero dell'architetto Roberto Scarsi, l'immobile sarà trasformato in bar-ristorante "partendo dal presupposto che - spiega ancora Matteo Disetti - dinanzi a noi passano 1.200 persone l'ora. Prima di partire con l'investimento, dopo aver individuato il locale in cui sviluppare la nostra idea, abbiamo contato quante persone sarebbero transitate di qui e poi abbiamo deciso. Sono soprattutto studenti che frequentano l'università ed è a costoro che indirizzeremo la nostra proposta". Il locale aprirà a fine maggio proponendo cucina e intrattenimento musicale. Matteo Disetti conclude dicendo "sempre che l'iter amministrativo finisca prima. Incomincio a pensare che gli imprenditori, con questa burocrazia oppressiva, siano figure eroiche". (f).

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Il patto antinfortuni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 08/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' LOGGIA 2008 La sicurezza sul lavoro fra le priorità di Del Bono, mentre il leader del Pdl si schiera contro la burocrazia Il patto antinfortuni Meroni: "Prevenzione con scuole e categorie" Emilio Del Bono con il capolista del Pd per la Loggia, Matteo Meroni Morire o subire un grave infortunio sui luoghi di lavoro è "eticamente inaccettabile". Parte da questa fondamentale premessa l'impegno preso dal candidato sindaco Emilio Del Bono e dal capolista del Pd per la Loggia, Matteo Meroni per favorire, in caso di vittoria, tutte le politiche comunali per ridurre drasticamente il numero degli infortuni e lavorare, insieme alle scuole, per una cultura della prevenzione. Il nuovo testo unico sulla sicurezza al quale ha contribuito in qualità di deputato e presidente della Commissione lavoro della Camera, Emilio Del Bono, rappresenta un punto di partenza per le iniziative che il Centrosinistra vuole adottare. "È nostra intenzione proporre, di concerto con le associazioni di categoria, un patto per la sicurezza - sottolinea Matteo Meroni candidato al ruolo di assessore all'innovazione e rapporti con il mondo economico - affinché vengano avviati quei comportamenti virtuosi per abbassare il più possibile il numero degli incidenti sul lavoro". Infortuni che incidono pesantamente sui costi sociali, dalla sanità alla previdenza e che vedono purtroppo la nostra città in cima alle classifiche nazionali per gli infortuni. "Le statistiche indicano una riduzione del numero dei morti nella nostra provincia, ma un aumento degli infortuni invalidanti e meno gravi, soprattutto fra le donne - precisa Del Bono che sottolinea: quello degli infortuni parrebbe essere un tema laterale alla campagna elettorale, in realtà è un problema molto sentito dai cittadini sul quale la politica è chiamata a risposte certe". "Il Comune può far molto in questo settore - dice Meroni - basta pensare ai numerosi cantieri aperti dalle società collegate al Comune. La sicurezza si può esercitare con una gestione oculata degli appalti attraverso la valutazione dello strumento del massimo ribasso non come unico elemento per l'affidamento dell'appalto, ma per esempio sull'applicazione rigida delle misure di prevenzione e una lotta al lavoro irregolare". "Un ruolo fondamentale - continua Meroni - può essere esercitato dalle scuole con programmi ad hoc, peraltro già previsti dalla legge". Ultima stoccata riservata da Del Bono alle Lega: "Pesca gran parte dei voti fra gli operai, ma ha dimostrato finora scarsa attenzione ai problemi del lavoro, sicurezza compresa". paven.

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Dizionariodelle follieitaliane (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il PAMPHLET Il costituzionalista Michele Ainis racconta con ironia, dall'A alla Z, paradossi e disfunzioni del Belpaese 08/04/2008 paolo armaroli NELL'ILLUSTRARE dall'a alla zeta le cento disfunzioni del nostro Belpaese, e precisamente dalla "voce" allucinazioni alla "voce" zizzania, Michele Ainis nel suo "Stato matto", edito da Garzanti, contravviene alla Convenzione di Ginevra. Sì, perché spara sulla Croce Rossa. E lo fa, si capisce, da par suo. Costituzionalista anomalo, non scrive per sé ma per gli altri. Si fa capire anche da chi non appartiene alla ristretta schiera dei chierici. Macina numeri su numeri a corredo delle sue interpretazioni. Liberal qual è, o per meglio dire anarchico con senso delle istituzioni, guarda allo Stato dalla parte dei cittadini. E giù botte da orbi condite però da una ironia che aiuta, bene o male, a tirare avanti. Così, improvvisatosi medico dei pazzi, con questo libello Ainis - "voce" dopo "voce" - dà l'impressione di buttare giù un trattatello di psichiatria tanto gustoso quanto istruttivo. Naturalmente, in omaggio alla par condicio in vigore durante la campagna elettorale, ce n'è per tutti. Per quei ministri del governo Prodi che sono scesi in piazza per chiedere ai loro colleghi questo o quel provvedimento. Per le follie della nostra beneamata (si fa per dire) burocrazia, che sembrano uscite dalla penna di Luigi Pirandello. Per il numero dei ministri e dei sottosegretari che, con il governo Prodi, ha battuto il record detenuto da Andreotti. Adesso la carica, ormai in articulo mortis, è dei 103. Per i ritardi della giustizia: basti pensare che l'arretrato assomma a più di cinque milioni e mezzo di giudizi penali. Per l'immissione in ruolo nel pubblico impiego senza concorso, in barba all'articolo 97 della Costituzione. Per i ritardi del Parlamento nell'elezione dei giudici costituzionali scaduti. Per la corruzione, che rappresenta il più grave ostacolo allo sviluppo di ogni Paese. Per i costi della politica, che aumentano di anno in anno perché la partitocrazia non è mai sazia. Ma è sulla denuncia dei divieti che Ainis, garantista a tutto tondo, dà il meglio di sé. È vietato volare indossando una maglietta dov'è disegnato un seno: ne sa qualcosa una ragazza fatta scendere da un aereo in partenza per Miami. E' vietato indossare il velo per strada, secondo l'ordinanza del sindaco di Azzano Decimo. E che dire del paradosso nostrano secondo il quale regole sempre più arcigne sono temperate da applicazioni sempre più indulgenti? Se non siamo alle gride manzoniane, poco ci manca. Tanto è vero che tempo fa, di fronte alle cinquantamila leggi nazionali che formano una selva sempre più fitta e oscura, la Corte costituzionale ha ribaltato il brocardo latino e sentenziato che talora l'ignoranza della legge è scusabile. Un'operetta morale, questa di Ainis, tanto amara quanto divertente. Denuncia l'Italia che non funziona e illustra qualche modesta proposta per rimetterla in moto. Parole al vento, però. Difatti chi di dovere si comporta sovente come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla. Non potendo più contare sulle longanesiane vecchie zie, ci rimettiamo ancora una volta allo stellone della Repubblica. Che in questi decenni ha fatto più miracoli degli chassepot di Napoleone III. 08/04/2008.

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Per poter vincere bisogna convincere gli imprenditori uno per uno (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 084, pag. 6 del 8/4/2008 Autore: da Forlì Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF       Su e giù per l'Italia tra le aziende in cerca di voti. Con un pizzico di scaramanzia Per poter vincere bisogna convincere gli imprenditori uno per uno Chi lo conosce da tempo sa che quello di viaggiare e di fare incontri sul territorio non è mai stato un problema. Da segretario generale della Cna, in 14 anni di mandato, è infatti da sempre abituato ad andare su e giù per l'Italia per incontrare i "suoi" artigiani, le "sue" piccole e medie imprese. Farlo ora, in campagna elettorale, quindi, non gli pesa molto, dal punto di vista fisico. "No, non mi pesa moltissimo. Dall'inizio della campagna elettorale a oggi ho partecipato già a una cinquantina di iniziative in tutta Italia. Però devo ammettere che incontrare un imprenditore nella veste di candidato di un partito politico è una cosa diversa dall'incontrarlo nella veste di segretario di un'associazione di imprese. L'impegno è sicuramente diverso, e senti di doverti mettere in gioco ogni volta", ci dice Gian Carlo Sangalli, candidato al Senato in Emilia Romagna per il Partito Democratico, davanti al primo e unico caffè della giornata, quello della mattina. Che è anche il momento in cui riesce a confrontarsi con i suoi collaboratori per vedere qual è l'agenda della giornata e quali sono le notizie del giorno che possono interessarlo. Il Calearo dell'Emilia Sabato mattina, prima di iniziare il tour elettorale che lo porterà dalla sua Bologna dapprima a Forlì e poi, di nuovo, in piazza, nella città delle due torri, sono due le notizie che lo colpiscono. La prima lo riguarda da vicino: la cronaca locale di un grande quotidiano gli dedica un titolo che, tutto sommato, lo inorgoglisce: "Sangalli, il Calearo dell'Emilia". "Certo che mi fa piacere, visto che Massimo Calearo, oltre a correre nel mio stesso partito, è anche un imprenditore che stimo, con il quale abbiamo sottoscritto, solo poche ore fa a Brescia, un documento congiunto di 5 punti per il rilancio dell'economia", ci dice Sangalli. Il Fmi? Lo sapevamo già La seconda notizia che invece Sangalli commenta in tempo reale, e con un po' di dispiacere, è quella del Fondo monetario internazionale che rivede al ribasso le stime di crescita per il 2008 del prodotto interno lordo italiano: crescita praticamente nulla, con un misero +0,3% e quindi con l'ipotesi, neppure troppo lontana, di un'imminente recessione importata dagli Stati Uniti. "Purtroppo non è una notizia nuova. Noi questi dati li avevamo preannunciati più di un mese fa, quando responsabilmente, con tutte le altre parti sociali, chiedemmo al presidente del consiglio incaricato, Franco Marini, di costituire un governo di transizione che varasse una riforma elettorale capace di dare stabilità a un qualunque governo prima di chiamare alle urne gli italiani", spiega l'ex segretario della Cna. "Questo non si è voluto fare e credo che chi non lo ha voluto debba assumersi la responsabilità anche della situazione economica che ci troveremo ad avere nelle prossime settimane". Camillo e Peppone Si parte alla volta di Forlì per il primo appuntamento del giorno: il faccia a faccia, organizzato dalla Cna provinciale, tra Sangalli e Giancarlo Mazzuca, già direttore di Qn e del Resto del Carlino e ora candidato alla Camera per il Popolo della libertà con il posto numero 6 in lista, per parlare di economia con gli imprenditori. Un tema, quello dell'economia, che da queste parti è nel Dna delle persone e che si respira sin da bambini, assieme alla politica. Basta guardarsi attorno: nei circa 60 i chilometri che dividono il capoluogo di regione dalla città romagnola, lungo l'autostrada E45, si passa in rassegna una teoria quasi ininterrotta di fabbriche e industrie che testimoniano la vocazione al fare impresa degli emiliano-romagnoli "Diciamo che quando alla storica via Emilia si è sostituita la E45, lo sviluppo è avvenuto principalmente su questa direttrice", ci spiega Sangalli, che tra le altre cose ha ricoperto, fino al momento di accettare la candidatura, il ruolo di presidente della Camera di commercio di Bologna e dell'Aeroporto Marconi di Bologna, e quindi conosce bene qual è la situazione della regione. Ma la conosce bene anche Mazzuca, che da anni l'ha raccontata sul Resto del Carlino. Arrivati a Forlì, all'Hotel Globus, gli imprenditori fanno subito festa al loro ex segretario. Sono però anche molto calorosi con Mazzuca, che per anni ha diretto il "loro" giornale, quello che ha raccontato la cronaca delle loro città. E anche tra Sangalli e l'ex direttore è tutto un abbraccio e una pacca sulle spalle. In fondo si conoscono da tanti anni e trovarli oggi candidati nei due schieramenti opposti è un po' come vedere due moderni Don Camillo e Peppone, in un rapporto di amichevole amore-odio che avresti avuto difficoltà a immaginare solo poche settimane fa. "Ci conosciamo da talmente tanti anni che Giancarlo mi ha già chiesto di dargli una mano a trovare casa a Roma per quando sarà eletto", ci confida un sorridente Sangalli. Sei come Berlusconi è Alvaro Attiani, presidente di Cna Forlì-Cesena, a coordinare il faccia a faccia dal titolo indicativo: "Quali programmi per le piccole imprese?". I circa 250 imprenditori presenti in sala hanno voglia di capire, di sapere in che mani andranno a finire se vince il Pd o se vince il Pdl. Molti di loro sono confusi e indecisi e sperano di uscire da questo incontro con le idee più chiare. In fondo manca una settimana la voto ed è ora di tracciare un bilancio sui programmi del partito di Walter Veltroni e di Silvio Berlusconi. E capire cosa potrà cambiare per il sistema delle pmi nei prossimi mesi. Inizia Mazzuca, che però mette subito le mani avanti: "Come giornalista ammetto di non avere una competenza specifica sulle questioni economiche, e comunque non così approfondita come quella di Sangalli. Mi riprometto però di andare a Roma a lezione da lui!". L'ex direttore si gioca i suoi 15 minuti parlando di studi di settore vessatori e di liberalizzazioni mancate. Poi tocca a Sangalli, che parla dell'Expo di Milano come esempio costruttivo di collaborazione per il paese, del ruolo chiave della formazione e del sapere e delle 5 liberalizzazioni necessarie, cioè quelle dei settori energetico, dei servizi pubblici locali, delle banche, delle assicurazioni e dei trasporti. "Stai diventando come Berlusconi!", lo striglia il giornalista Mazzuca, richiamando Sangalli al rispetto dei tempi prefissati. E questo, di tutta risposta, strappando una risata e un applauso alla sala: "Questo allora vuol dire che Mazzuca mi voterà!". A caccia di indecisi Il dibattito si accende sui temi caldi della burocrazia, del costo dello stato e del fisco. I due neo-politici illustrano i programmi di Pd e Pdl, che per molti versi sembrano talvolta anche sovrapponibili. Fino all'appello finale, che l'ordine degli interventi riserva a Sangalli. "Lo Stato è socio al 53% delle nostre imprese e nel momento in cui si va a votare ci viene data l'opportunità di scegliere chi dovrà essere questo nuovo socio. Ecco perché è importante andare a votare", dice Sangalli, appellandosi a quelli che sono indecisi se esercitare il proprio diritto. Ma sono proprio gli indecisi quelli che vogliono capire di più. E tra gli imprenditori che sono venuti a Forlì, al termine del faccia a faccia ce ne sono ancora diversi che non hanno chiare le idee. Sangalli non si tira indietro e si siede a parlare con loro fuori della sala perché sa che forse è proprio da questi incontri vis-a-vis che si deciderà l'esito del voto. "Ho paura che sarà l'Udc il vero ago della bilancia al senato, in caso di pareggio", gli dice un imprenditore del settore della ristorazione. E un altro: "secondo me l'inciucio ci sarà. E di questo siamo in molti ad essere convinti". Sangalli ha una parola per tutti e spiega la novità del progetto politico del Pd. Alla fine non si sa se sia riuscito nella sua missione, cioè di convincere tutti, però un imprenditore gli viene vicino e gli fa un regalo che non ti aspetti da gente del Nord: un amuleto portafortuna. "Per la tua campagna elettorale. E un po' anche per il Paese", gli dice. E Sangalli se lo lega al polso perché sa che l'Italia ha bisogno anche di un pizzico di fortuna. E poi, come diceva Peppino De Filippo, forse "non è vero, ma ci credo". Il cocktail con i giovani Si torna a Bologna. Piccolo spuntino e, nel pomeriggio, secondo appuntamento della giornata: il gazebo nella centralissima piazza San Francesco, a due passi da casa di Romano Prodi. Nell'agenda il gazebo è stato allestito per incontrare i giovani imprenditori e i giovani professionisti. Alla spicciolata nel corso del pomeriggio un po' di persone si avvicinano a parlare con il candidato del Pd o a prendere un aperitivo con lui, ma qualcuno probabilmente rimane un po' intimorito dalla presenza delle bandiere del partito che adornano i tavolinetti e preferisce prendere solo qualche "santino" elettorale. Di sicuro non rimangono intimiditi i quattro brillanti giovani ricercatori-giuristi che hanno conosciuto qualche sera fa Sangalli a un incontro a Casalecchio di Reno e che hanno voluto reincontrare per scambiare ancora due chiacchiere con lui. "Ci è piaciuto il suo modo di affrontare una serie di questioni chiave per il futuro delle giovani generazioni, tra cui la riforma delle professioni, e ci siamo sentiti molto in sintonia con lui", spiega un giovane avvocato esperto in diritto penale. E i suoi colleghi, tutti ricercatori in varie facoltà di giurisprudenza ed economia in Italia, "emigrati" da Bologna per la passione di insegnare, si sono trovati tutti d'accordo: "Ci vogliono queste persone per cambiare il paese". La stessa cosa che Sangalli pensa di loro.

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Il candidato: cifre tutte da risistemare asquini: stop alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Il candidato: cifre tutte da risistemare Asquini: stop alla burocrazia MAJANO. "Illy ha svolto un'azione distruttiva in Friuli Venezia Giulia perchè ha applicato il modello sovietico". Non ha mezzi termini Renato Brunetta, vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. E batte più volte sulla politica "di sinistra" della giunta regionale. Anche lui, dopo che il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Renzo Tondo l'ha detto e ridetto, mette il dito nella piaga dei conti e del debito pubblico: "Pensavo che Illy fosse così bravo che lui, uomo di destra, rappresentasse l'anima conservatrice, quindi gli elettori lo votassero perchè fa politiche di centrodestra ancorchè sostenuto da una maggioranza di centrosinistra". Invece, "ho analizzato i conti economici del Friuli Venezia Giulia e ho capito che Illy è ostaggio della maggioranza di centrosinistra, è usato dalla sinistra". E conclude: "Non si offenda, ma è quello che presta la sua faccia al centrosinistra". Brunetta al castello di Susans parla di "Economia e del futuro del Friuli", assieme al coordinatore scientifico di Liberidea Edi Snaidero, con il candidato presidente del centrodestra Renzo Tondo e il consigliere regionale uscente e candidato Roberto Asquini (Pdl). Da docente universitario, fa una lezione di economia sull'amministrazione regionale Fvg: "È aumentata la pressione fiscale, è cresciuta la spesa corrente, quindi c'è la contrazione degli investimenti e diminuisce la crescita economica: è una chiara politica di sinistra". Quella di chi ""compra" il consenso", dice. E rivolto a Snaidero: "Anche quello dei tuoi amici imprenditori". Insiste sui debiti e invita "questo popolo a svegliarsi e a rendersi conto dell'inganno". Per Brunetta non ci sono stati investimenti in infrastrutture ma è cresciuta soltanto la spesa corrente. Il rischio? "La depressione e il declino del Fvg". Servirà, ammonisce, una "politica di sacrifici, vendere tutto per ripianare i debiti". Ciò significa vendere Friulia spa, ma vendere anche Insiel. Cosa farà Tondo se vincerà le elezioni della Spa informatica l'ha chiesto anche Snaidero. E il candidato ha chiarito: "Era già privata, l'ha comprata il presidente dimissionario e ora la vuole rivendere a meno di quanto l'ha acquistata". Una spiegazione che anticipa l'annuncio di vendita della società. "Non sono un politico", esordisce Snaidero. E da "tecnico" sottolinea subito ciò che nota: non ha visto il programma di Tondo pubblicizzato come si deve. Poi, da industriale, afferma che non sono le "grandi imprese ad aver bisogno di contributi, ma necessitano delle condizioni per continuare a operare, così come quelle piccole". Suggerisce invece finanziamenti per "far nascere giovani aziende". A questo unisce dell'altro: "Quanto sono presenti lo Stato e le istituzioni nell'economia". "La Regione - segnala - è fin troppo presente nell'economia del Fvg: dalla Friulia a Pramollo a Insiel". "Cosa si farà dopo le elezioni? Cosa cambierà"? Chiede l'imprenditore che la Cdl voleva candidare presidente. E avanza la richiesta di "sburocratizzare". "Nel programma del Centrodestra - aggiunge Snaidero - è contenuta la ricetta per il rilancio". Introdotta dal sindaco di Majano Claudio Zonta, la convention si è aperta con l'analisi del consigliere del Pdl Roberto Asquini che ha parlato del debito della Regione, ma soprattutto ha posto l'accento sulla burocrazia, sulla tassazione, sui risparmi che lui è riuscito a far fare (un miliardo complessivo in regione, circa mille euro a testa) grazie alla legge sulla benzina. "La nostra è anche una battaglia di valori per riconquistare quello che il Friuli ha costruito, vogliamo un presidente con un cuore friulano, e non distaccato dalla gente", sostiene. Tondo spiega invece perchè la scorsa settimana ha abbandonato il faccia a faccia su Telefriuli con Illy adducendo le motivazioni del debito accumulato negli ultimi cinque anni. "Serviva un'azione forte per riportare al centro del dibattito il debito, perchè è questa la vera emergenza". E annuncia che punterà alla "sburocratizzazione" e chiamerà tutte le categorie per chiedere suggerimenti in questo senso. E prima di chiudere a Majano arriva anche Pietro Fontanini, candidato presidente della Provincia di Udine, "reduce" da una giornata di campagna elettorale.

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Le trame dei film di prima visione (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LE TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE AMORE, BUGIE & CALCETTO (Italia 2007) durata: 115', genere: commedia, di Luca Lucini con Claudio Bisio, Chiara Mastalli, Max Mazzotta, Claudia Pandolfi, Andrea De Rosa, Giuseppe Battiston, Filippo Nigro, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro, Andrea Bosca Le vicende sentimentali di un gruppo di amici che per nulla al mondo rinuncerebbe alla partita del giovedì. In campo come nella vita: "dimmi come giochi e ti dirò chi sei". JUNO (Usa 2007) durata: 92,' commedia, di Jason Reitman con Jennifer Garner, Michael Cera, Jason Bateman, J.K. Simmons, Ellen Page. Juno è una brillante adolescente del Minnesota. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta escogita un piano per trovare una coppia di genitori per il bambino. Dopo qualche ricerca, si imbatte in Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Ma quando sta per arrivare la data del parto, la vita di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa. NEXT (Usa 2007) durata: 96', genere: thriller, di Lee Tamahori con Thomas Kretschmann, Jessica Biel, Nicolas Cage, Julianne Moore Cris Johnson, un mago di Las Vegas che ha un dono segreto che è al tempo stesso una benedizione ma anche una maledizione: Cris è dotato della straordinaria capacità di vedere ciò che accadrà nell'immediato futuro. Johnson riesce a prevedere solo ciò che accadrà nei prossimi minuti in virtù di un talento extrasensoriale che si rivela molto utile per il suo lavoro di mago e medium in uno scalcinato e squallido locale di Las Vegas dove si esibisce ogni sera. NON PENSARCI (Italia 2008) durata: 105', genere: commedia, di Gianni Zanasi con Paolo Briguglia, Valerio Mastandrea, Caterina Murino, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston Stefano Nardini suona da quando aveva cinque anni e passo dopo passo ecco che dal conservatorio è finito col diventare una piccola star del punk rock indipendente. Ma i tempi delle sue foto in copertina sono passati e adesso a trentasei anni si guarda intorno: suona con dei ventenni invasati, a casa non ha più né fidanzata né letto dove dormire, gli è rimasta giusto una chitarra e un'auto con le portiere che non si aprono. Insomma è venuto il momento anche per lui di cercare un riparo, tornare dalla famiglia che non vede da tempo. THE EYE (Usa 2008) durata: 97', genere: horror, di David Moreau Xavier Palud con Jessica Alba, Rade Serbedzija, Parker Posey, Alessandro Nivola. Sydney Wells è una violinista famosa a Los Angeles. Intelligente, molto dotata, e fortemente indipendente; è cieca. Sydney si sta per sottoporre ad un doppio trapianto di cornea che le ridarà la vista dopo più di due decenni di cecità. Ma la felicità di Sydney ha vita breve. Inspiegabili, strane e spaventose immagini iniziano a perseguitarla. IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007) durata: 131', drammatico, di Marc Forster con Atossa Leoni Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Questo viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende del suo paese in guerra. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola "amore". Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla sua strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che lo ha lasciato, una giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. LA ZONA (Spagna e Messico, 2007), drammatico di Rodrigo Plà con Daniel Giménez Cacho, Daniel Tovar. Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella "Zona", quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini e il filo spinato c'è la miseria più nera. Il giorno del suo compleanno, tre ragazzi delle favelas riescono a penetrare nella Zona e a introdursi in una delle case.

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Imprese, meno tasse e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione "Imprese, meno tasse e burocrazia" Confindustria sprona i candidati: l'Abruzzo arretra L'AQUILA. "Lo stato di disagio e la crisi del tessuto economico e occupazionale, che contraddistingue le aree interne, stanno facendo arretrare l'Abruzzo tra le regioni meno sviluppate". Alla vigilia del voto Confindustria incontra i candidati abruzzesi e presenta un elenco di priorità per la prossima legislatura. A partire dalla semplificazione amministrativa e dalla defiscalizzazione. Richieste contenute nella lettera ai candidati della sedicesima legislatura, illustrata ieri a L'Aquila, nella sede di Confindustria. Un pro-memoria che parte dall'analisi dello stato economico e congiunturale abruzzese: "Dall'esame degli indici percentuali risulta evidente", inizia il docuemnto. "Come l'Abruzzo nell'ultimo decennio abbia subito una crescita modesta", sottolineano gli industriali, "rispetto agli altri Paesi dell'Unione Europea, tanto da passare dal 92,2 per cento della media europea del Pil Pro-Capite del 1994 al 75% del 2004 se l'unione europea fosse ancora a 15 Paesi membri nel 2004 l'Abruzzo sarebbe tornato ad essere area depressa". Secondo Confindustria, "Le istituzioni e tutte le espressioni politiche locali si devono adoperare per garantire, nei prossimi anni, strumenti e risorse adeguate per un più equilibrato sviluppo dell'economia abruzzese. Chiediamo una maggiore attenzione dei futuri parlamentari abruzzesi alla Regione che li eleggerà". Una prima proposta, in tal senso, riguarda la necessità di incontri periodici con gli imprenditori per monitorare l'andamento dell'economia e il raggiungimento di alcuni obiettivi. "Tra le priorità", ha dichiarato il direttore di Confindustria Abruzzo, Giuseppe D'Amico, "abbiamo evidenziato l'abbassamento dei costi della politica, non solo come costi diretti per il prolifare di enti e commissioni, ma come distacco dai problemi reali della società civile. A ciò si aggiunge l'incapacità di pervenire ad una reale semplificazione delle procedure amministrative". Confindustria cita un esempio: la legge regionale 2 del 2008 "che con lo scopo di bloccare un investimento dell'Eni impone di fatto a tutta la regione un fermo anche a nuovi investimenti, non solo industriali, ma agricoli e commerciali". E ancora, gli industriali hanno lanciato un appello per la diminuzione della pressione fiscale: "In Abruzzo l'Irap è superiore di un punto percentuale rispetto ad altre regioni più virtuose", sottolineando il deficit infrastrutturale della Regione che ha una dotazione pari al 3% rispetto alla media complessiva italiana, inferiore ad alcune regioni del Mezzogiorno". Monica Pelliccione.

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Intra moenia, una rivoluzione (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari Intra moenia, una rivoluzione Ma resta il rebus sugli spazi per l'attività al Sirai SANITà Novità su visite e prenotazioni CARBONIA.Trecentodue giorni per la "rivoluzione" dell'attività intra moenia: è questo il tempo a disposizione dell'Asl 7 per rendere concrete le novità introdotte dalla legge 120 del 2007, che porta il nome dell'attuale ministro alla Salute Livia Turco. Entro il 31 gennaio 2009, infatti, dovranno essere realizzate, fra le altre, le condizioni per l'attuazione dell'innovativo provvedimento di legge. Condizioni, da una parte, di carattere organizzativo, dall'altra prettamente logistiche: le prime riguardano l'assunzione da parte della burocrazia sanitaria delle competenze relative alla prenotazione delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali, relazioni medico-legali) effettuate dai medici dell'azienda sanitaria in regime libero-professionale intramurario. Le seconde sono condizionate dalla disponibilità di locali, allestiti dall'Asl, in cui i medici medesimi dovranno svolgere tale attività: la cosiddetta "intra moenia allargata", ovvero svolta in locali esterni alle strutture sanitarie pubbliche, non sarà più consentita dalla stessa legge 120. Tale possibilità era stata prevista in origine a causa della difficoltà da parte delle aziende sanitarie e ospedaliere a mettere a disposizione spazi interni ad ospedali e ambulatori per lo svolgimento di visite, perizie ed esami. Adesso il tempo è pressoché scaduto: l'attività libero-professionale è "intra moenia" - ovvero "dentro le mura" degli edifici pubblici - o non è permessa. La Asl di Carbonia sembra fermamente intenzionata a non far scorrere il termine fissato dalla legge Turco: anche perché, ad oggi, solo un medico su tre, fra quelli che svolgono attività libero-professionale, lavora in ospedali e poliambulatori. Per quanto concerne l'ospedale Sirai, nel massimo presidio sanitario del Sulcis Iglesiente per bacino di popolazione che vi faccia riferimento, si sta procedendo già da qualche settimana all'adattamento allo scopo dei locali che fino a qualche anno fa ospitavano la Pediatria. Vi saranno insediati gli ambulatori che dovrebbero soddisfare tutte le esigenze dei camici bianchi: quanto alla prenotazioni e all'incasso degli onorari, non è ancora chiaro se saranno versati nell'attuale ufficio all'ingresso dell'ospedale o se, in ossequio al piano aziendale varato qualche giorno fa, saranno nettamente separati da questi spazi, pur facendo riferimento tali servizi al Centro unico di prenotazione e ai diversi servizi della Riscossione ticket. Appare più semplice la situazione ad Iglesias: l'abbondanza di presidi, alcuni dei quali praticamente dismessi, rende agevole il reperimento di locali idonei. Giovanni Di Pasquale.

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Gli usi civici paralizzano il territorio (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari "Gli usi civici paralizzano il territorio" Il sindaco Giuseppe Mesina chiede l'intervento urgente della Regione URZULEI. Tempi biblici per ottenere risposte dagli uffici di Lanusei: il "vincolo" degli usi civici sta paralizzando le attività e creando grossi problemi a chi vuole intraprendere delle attività. Ne parla il vulcanico sindaco di Urzulei, Giuseppe Mesina, che se la prende con la Regione Sardegna, che non farebbe niente per incrementare il personale dell'ufficio decentrato ogliastrino. "I problemi li stiamo trovando in generale con la burocrazia, ma in particolare con gli usi civici - dice Mesina -. Dopo che abbiamo avuto l'accertamento formale, come previsto dalla legge numero 12 del 1994, sul piano di valorizzazione, siamo stati uno dei comuni virtuosi per la celerità con la quale ci siamo messi in regola. Un obbligo, anche perchè per tutte le attività e i lavori che si svolgono nel territorio bisogna agire tenendo conto dei dettami della legge. è da ricordare che dagli usi civici è interessato il 95 per cento del nostro territorio comunale". Poi la riflessione del sindaco Mesina: "L'uso civico, costituzionalmente, è un diritto della collettività: la cosa singolare è che in Sardegna stiamo riuscendo a farlo diventare un vincolo. Mi spiego: un privato cittadino che chiede di poter fare qualsiasi opera, chiede l'approvazione del consiglio comunale. Il progetto viene poi inviato agli uffici regionale sugli usi civici, e qui iniziano i problemi: fino a qualche tempo fa mandavamo tutto a Cagliari, e bene o male si riusciva a fare qualcosa. Ora invece, con il decentramento che doveva snellire la prassi e venire incontro alle istanze della collettività, è diventato un via vai di scartoffie. Prima a Cagliari, poi a Nuoro e adesso a Lanusei. Negli uffici di Lanusei ho appurato che c'è un solo impiegato per sbrigare una montagna di pratiche. Si pensi che, solamente in Ogliastra, ci sono 90 mila ettari gravati dagli usi civici. Una matteria talmente complessa e importante che non può essere sbrigata da una sola persona. Pur preparata che sia ci vorranno degli anni prima che i comuni abbiano un riposta. La mia domanda è questa: è possibile che per una materia così non si rafforzino gli uffici e che si diano risposte certe nel giro di un paio di mesi? Molti progetti Por, anche a Urzulei, vanno in malora perché non si riesce a rientrare nei tempi: ci sono pratiche ferme da più di due anni, ma la cosa singolare è che mi è stato detto che non si può ipotizzare quando avranno delle risposte". Nino Muggianu.

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Pozzo-cainero: scontro al vetriolo sul nuovo stadio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Verso le elezioni. Ieri sera nell'impianto dei Rizzi ideatori e proprietà del club bianconero hanno presentato ai candidati per palazzo D'Aronco il piano della futura struttura Pozzo-Cainero: scontro al vetriolo sul nuovo stadio Il patron dell'Udinese critica l'assenza del commercialista e spiega: "Di lui non mi fido, se fosse sindaco non si farebbe" di ANNA BUTTAZZONI Era annunciato come un incontro in grado di spegnere le polemiche, voluto per analizzare con tutti i candidati a sindaco il progetto del nuovo stadio Friuli. Tanto che patron Giampaolo Pozzo nei giorni scorsi aveva lanciato un appello a non perdere questa occasione. E invece, seppur a distanza, lo scontro si è nuovamente consumato, tra Pozzo e il centro-destra. O meglio, tra l'azionista di riferimento dell'Udinese e il candidato a sindaco del Pdl, Enzo Cainero. Ieri sera nella sala conferenze del Friuli, è dunque andata in scena la presentazione bis del nuovo stadio, quella organizzata per rimediare alla "prima" di fine marzo cui parteciparono su invito dell'Udinese solo pochi candidati, alla Regione Riccardo Illy e al Comune Furio Honsell e Diego Volpe Pasini. Un incontro che scatenò le ire del centro-destra. E allora ieri sera patron Pozzo ha chiamato di nuovo tutti a raccolta, progettisti e sostenitori, invitando però anche gli otto candidati sindaco, che prima di arrivare al "Friuli" hanno dato vita a un altro confronto organizzato dalla Nico Pepe. A eccezione di Rudy Battilana, quindi, tutti hanno accolto l'invito, personalmente o facendosi rappresentare, come accaduto per Carletto Rizzi arrivato al posto di Gianni Ortis e Franco Asquini per Cainero. Le prime scintille si sono quindi consumate proprio tra Pozzo e Asquini, il primo a intervenire per dichiarare "sì, sono d'accordo su tutto il progetto". Ma Pozzo non si fida, decide di incalzare Asquini che replica "Cainero non è contrario al nuovo stadio", per sentirsi rispondere dal patron dell'Udinese: "Allora diciamo che non è favorevole". I tifosi, una sessantina accorsi con tanto di striscione "Ora basta, vogliamo lo stadio", applaudono il loro presidente. E ripetono l'ovazione ogni volta che, da ogni candidato, arriva il parere favorevole al progetto, perchè i futuri amministratori ripetono più volte la propria convinzione che il nuovo "Friuli" sia un'occasione unica di sviluppo, il progetto più importante per Udine dei prossimi dieci anni. In questo clima, quindi, non sottolineare nuovamente l'assenza di Cainero, per Pozzo è un assist troppo facile. "Parliamo di uno dei piani futuri più ambiziosi per la città, un piccolo Expò per Udine - interviene il patron - e Cainero non ha avuto tempo per essere qui. Non mi si parli di centro-destra e centro-sinistra, sono convinto che lo schieramento nello scegliere un amministratore locale non sia importante. Bisogna guardare invece l'uomo, capire se è capace di realizzare le cose e se è concreto". Pozzo apre così la fase politica dell'incontro, racconta che la sua scelta l'ha fatta, che voterà Illy colui che ha risolto il contenzioso Comune-Udinese, l'uomo capace d'essere concreto. Non si sbilancia poi su Udine, dichiara che il ragionamento nella scelta del sindaco deve essere quello della valutazione sulla persona. Ma si spinge a dichiarare che di Cainero non si fida. "Di tutta questa vicenda - dice patron Pozzo - mi sono dispiaciuti più di tutto i preconcetti di Cainero. Tanti anni fa tentò la scalata all'Udinese, non gli riuscì e da allora mi ha tolto il saluto. La sua presa di posizione sul nuovo stadio, quindi, è dettata solo dal risentimento e quindi non ci credo, penso che con Cainero sindaco il nuovo "Friuli" non si farebbe. Mi spieghi se no perchè non è venuto stasera (ieri sera, per chi legge)", conclude Pozzo. La miccia insomma è accesa a nulla valgono le rassicurazioni di Asquini che garantisce tutto il sostegno possibile allo stadio. Pozzo va avanti per la sua strada, convinto che, burocrazia permettendo, la realizzazione potrebbe prendere il via entro un anno per veder sorto il nuovo stadio tra due anni e mezzo, perchè il progetto c'è e i finanziamenti pure. Da ieri, poi, Pozzo ha anche il sì teorico dei candidati a sindaco. Di tutti. Forse.

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La confcommercio ai candidati: più incentivi, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il settore avanza le proprie richieste agli schieramenti in vista del voto Al centro delle istanze la necessità di valorizzare le piccole e medie imprese indebolite dai centri commerciali e dalla concorrenza d'oltreconfine La Confcommercio ai candidati: "Più incentivi, meno burocrazia" di Tiziana Carpinelli Meno laccioli burocratici e più incentivi fiscali per la costituzione di nuove realtà imprenditoriali. Ma anche investimenti seri sulle infrastrutture di collegamento, un potenziamento dei poli attrattivi e la creazione dei centri commerciali all'aperto. Sono alcune delle richieste poste sul piatto ieri dal consiglio direttivo della Confcommercio provinciale. Che, approfittando del periodo di competizione elettorale, ieri pomeriggio ha invitato quattro candidati di schieramento opposto nella sede di via San Nicolò per "tirare per la giacchetta la politica" e reclamare puntuali provvedimenti di rilancio del settore terziario. Sono intervenuti Piero Camber (Pdl), Uberto Fortuna Drossi (Cittadini per il presidente), Bruno Zvech (Pd) e Piero Tononi (Pdl). In vista della legislatura 2008/2013, quindi, il presidente della Confcommercio Antonio Paoletti ha presentato un manifesto programmatico con l'obiettivo di evidenziare le esigenze e le problematiche di un comparto che costituisce il 63% del tessuto produttivo regionale e oltre l'80% di quello provinciale. Al centro delle richieste la necessità di valorizzare le piccole e medie imprese, in questo periodo indebolite dal proliferare "selvaggio" dei centri commerciali e dalla concorrenza venutasi a creare con l'entrata in area Schengen della Slovenia. Oltre a ribadire la priorità di elaborare in tempi brevi, seguendo la concertazione con le organizzazioni di categoria, una pianificazione su progetti di valenza strategica per lo sviluppo del comprensorio - vedi Mercato ortofrutticolo, ittico, Centro commerciale all'ingrosso, Fiera, Parco del Mare -, Paoletti ha rimarcato l'urgenza di intervenire attraverso una "forte azione istituzionale per il potenziamento delle infrastrutture", con particolare riferimento a mobilità e collegamenti. Infine, si è ravvisata l'esigenza di incrementare le risorse finanziarie legate alle normative regionali sul commercio, sull'innovazione, sullo sviluppo delle Pmi e sul turismo. Al candidato Piero Camber (Pdl), Paoletti ha chiesto la linea di indirizzo sul futuro Parco del mare, posto che "le imprese rischiano sempre quando competono sui mercati e a questo non si può aggiungere pure l'eccesso di burocrazia o le lungaggini procedurali". "Tutto ciò che è nuovo e investimento sul territorio mi trova assolutamente favorevole - ha replicato Camber - il problema è esclusivamente legato al tempo: non ci si può illudere che un tale progetto venga realizzato dall'oggi al domani. Fin d'ora, comunque, m'impegno a imprimere un'accelerata alle procedure. Anzi, credo il recupero delle Rive andrebbe spinto ancor più in là, con la cessione del palazzo Carciotti alla Fondazione CRTrieste per l'acquisizione del Magazzino vini, in modo da realizzare un'area coesa". Alla richiesta di risorse, Camber ha risposto invece con una frecciata all'uscente giunta Illy: "I soldi ci sono ma vengono sprecati: pensiamo ai 7 milioni destinati solamente allo start up dell'applicazione della legge sul Friulano, finalizzata alla dotazione del traduttore. Soldi che potevano essere destinati al commercio". Incalzato sulla questione dei centri commerciali, Uberto Fortuna Drossi (Cittadini per il Presidente) ha invece annunciato: "Mi impegnerò affinché le grosse catene che si insediano sul territorio fissino qui il domicilio fiscale, di modo che i nove decimi dell'Iva finiscano nelle casse del Friuli Venezia Giulia e non in quelle di un'altra regione. "Inoltre cercherò di potenziare le risorse per la formazione di imprenditori e addetti del terziario. A tal proposito, ho già inserito nella legge sul Commercio un emendamento ad hoc". Bruno Zvech (Pd) ha invece ribadito come lo sviluppo economico dell'area, pure sotto il profilo turistico, vada a braccetto con un'attenta pianificazione delle infrastrutture, da potenziare secondo una logica di sistema. Il riferimento va a logistica e trasporti, fondamentali per ottenere ricadute trasversali sul tessuto produttivo. Altre priorità sono, per Zvech, l'adozione di interventi normativi sul lavoro e un nuovo sistema di ammortizzatori sociali. Piero Tononi (Pdl), che ha chiuso l'incontro, ha invece evidenziato la necessità di snellire gli iter burocratici di alcuni progetti, fra cui appunto il Parco del Mare e il nuovo Mercato ortofrutticolo, strettamente collegati per il futuro di Trieste. Il candidato di An per il Pdl ha infine assicurato il massimo impegno per il futuro congressuale del capoluogo regionale. "A tal riguardo - ha precisato - saranno accelerati al massimo i tempi per la realizzazione del polo congressuale nell'area ex Silos, che avrà una capienza complessiva di 1400 posti, articolata in 4 sale". Da ultimo Tononi, come Camber, ha sottoscritto l'impegno del candidato Renzo Tondo di bloccare la concessione delle licenze per la grande distribuzione.

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Tondo: serve un assessore alla sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il candidato del centrodestra attacca la giunta uscente. "Via l'assessorato alla Pace, buono solo per piantare bandiere Arcobaleno" "Aziende sanitarie, assurdo accorpare Trieste e Gorizia Meglio un unico ente" Tondo: serve un assessore alla sicurezza Frattini: sul debito in Friuli Venezia Giulia violato il principio di trasparenza dei bilanci di Roberta Giani TRIESTE "L'assessorato alla Pace è servito solo a piantare un po' dappertutto le bandiere dell'Arcobaleno. Se vinco, lo sostituisco con l'assessorato alla Sicurezza, di cui c'è un gran bisogno". Renzo Tondo, nell'ultimo lunedì di campagna elettorale, torna a parlare del "suo" governo. E a contestare quello di Riccardo Illy. Non gli piace l'assessorato alla Pace, nemmeno un po', e non si stanca di ripeterlo. Men che meno a Gorizia, "piccola patria" del rifondatore Roberto Antonaz, che quell'assessorato ricopre. Ma stavolta, affiancato e supportato da Franco Frattini, il ministro "in pectore" che guida la lista del Popolo della libertà alla Camera, il candidato presidente si spinge oltre. Promette la cancellazione dell'assessorato alla Pace. E la nascita di quello alla Sicurezza e alle Libertà fondamentali: un tema che il centrodestra, rilanciando con Frattini le pattuglie miste italo-slovene "soprattutto contro il traffico di droga" e il rafforzamento del Cpt di Gradisca, cavalca. Non l'unico. A Gorizia, dove incontra il sindaco Ettore Romoli e recepisce il suo pacchetto di richieste, Tondo insiste infatti sul debito "sudamericano" della Regione: "Una vicenda devastante, immorale, irresponsabile". Nessun pentimento, dunque, per l'abbandono del faccia a faccia di Telefriuli. E per l'addio ai confronti diretti: "Ho dovuto compiere una scelta clamorosa. Era l'unico modo per far emergere con chiarezza la situazione drammatica in cui la Regione versa. In caso contrario, se fossi rimasto in studio, il tutto sarebbe finito nella melassa, in un'incomprensibile battaglia di numeri". Illy contrattacca? Rigetta, punto su punto, le accuse? Parla di menzogne? Il centrodestra non indietreggia. Anzi, con Frattini, alza il tiro. "In Friuli Venezia Giulia vi è stata una violazione seria del principio della trasparenza complessiva dei bilanci" denuncia il vicepresidente autosospeso della commissione europea. E spiega: "I cittadini si sono indebitati, a causa della giunta Illy, per una somma di 4,5 miliardi di euro con il meccanismo delle spese pluriennali. Un meccanismo che è facile da nascondere, ma che non è onesto nascondere, quantomeno nel bilancio pluriennale". Frattini, argomentando il suo j'accuse, afferma che la giunta Illy ha spalmato "i debiti nei prossimi anni, a scapito delle gestioni che verranno, non mettendo a bilancio la quota residua di debiti, anzi non facendola nemmeno apparire". Durissima la conclusione: "Se Roma facesse una cosa simile, la Ragioneria generale dello Stato si rifiuterebbe di apporre la certificazione di trasparenza del bilancio. Perché il bilancio non deve dire solo quello che è il debito di quest'anno ma, se la spesa è ricorrente negli anni, deve dire qual è la sommatoria". Ma non basta, non ancora. Sempre a Gorizia, dopo aver "aperto" su un polo della ricerca e una direzione regionale "tanto più adesso che il comparto unico degli enti locali, costato molto, ci consente un rientro in termini di mobilità e valorizzazione dei dipendenti", Tondo ribadisce la sua contrarietà all'accorpamento illyano delle aziende sanitarie: "Vedo gli svantaggi, non i vantaggi. Che senso ha fondere Trieste e Gorizia? O dar vita in Friuli a un'azienda che va da Lignano a Forni Avoltri". Meglio, molto meglio, "arrivare ad un'azienda unica regionale, con un ritorno ad un forte governo locale di ospedali e distretti" conclude il candidato presidente. Più tardi, all'incontro con Coldiretti regionali, Tondo tocca altri temi. La lotta alla burocrazia: "Vivo ogni giorno i problemi delle piccole e medie imprese, a partire dalla burocrazia. E quindi mi batterò per la semplificazione e per il recupero della produttività". Le grandi opere: "Non avrò mai una posizione ideologica perché terrò conto della sostenibilità legata allo sviluppo. E persino l'Expo di Milano: "Se eletto, proporrò il tavolo agroalimentare locale, e cioé una filiera completa dal produttore alla ristorazione, nella trattativa che avvierò con il sindaco di Milano Letizia Moratti, in funzione di una stretta collaborazione con Milano Expo 2015". Oggi si riparte. E in menù, tra tanti incontri, ce n'è uno con Benedetto della Vedova, presidente dei riformatori liberali radicali per la Libertà, perché "in Friuli Venezia Giulia anche i radicali stanno con il centrodestra".

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Visioli: freni solo dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Trieste Visioli: freni solo dalla burocrazia Le associazioni che hanno intascato poco o nulla non disperino. Il locale Csv, il Centro servizi di volontariato, può mettere a disposizione gratuitamente sale e materiali per effetto di una convenzione con la Provincia. A ricordarlo è l'assessore alla promozione dell'associazionismo di Palazzo Galatti, Dennis Visioli. "Molte proposte culturali - spiega l'esponente di Rifondazione - sono subordinate all'attesa del contributo: sarebbe opportuno che un'iniziativa venisse organizzata con le proprie forze. E premiata successivamente da quel contributo. Purtroppo c'è un certo malessere nell'associazionismo locale che frena le aggregazioni e favorisce le dispersioni. I ritardi nella ripartizione di quest'anno, infatti, più che al regime transitorio del nuovo regolamento, sono dovuti all'intasamento di molte pratiche negli uffici". "Ma anche quei 700 euro l'anno per consentire ai piccoli di pagare qualche bolletta - così l'ex presidente della Provincia Fabio Scoccimarro - sono spesi bene, fanno sociale". pi.ra.

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I lavori sulla pista forse li paga lo stato (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre "I lavori sulla pista forse li paga lo Stato" OLBIA. La nuova pista del Costa Smeralda somiglia un po' alla tela di Penelope. Il nastro di asfalto si materializza e scompare da una riunione all'altra. Summit che servono per pianficare i progetti da portare avanti, corsie preferenziali senza uscita. Imepgni scritti con l'inchiostro simpatico che serve per uno scaricabarile istituzionale. Infrastruttura indispensabile per far atterrare gli aerei dei grandi della terra, ma che nessuno vuole finanziare. La Regione annuncia che i soldi per allungare la pista li deve mettere lo Stato, lei al massimo è pronta a coprire le spese per creare la nuova viabilità che dallo scalo porterà sulla superstrada. Il G8 che doveva servire da acceleratore dei progetti di sviluppo del Costa Smeralda sembra aver funzionato solo in parte. Ma secondo l'amministratore delegato della Geasar, Silvio Pippobello, è ancora possibile completare tutti i lavori prima dell'inizio del summit dei potenti della terra. "è chiaro che siamo costretti a scegliere un piano differente rispetto a quello ipotizzato in un primo momento - spiega Pippobello -. Ma i tempi tecnici potrebbero consentirci di non arrivare lunghi con i lavori per la pista". Nessun ridimensionamento, il nastro di asfalto sarà lungo 3 mila metri e verrà conservato anche il sottopasso che dovrebbe ingoiare il tratto di orientale sarda poco dopo il ponte sul rio Padrongianus, alle porte della città. "L'unica reale difficoltà è nel reperimento dei fondi - continua Pippobello -. Soru nell'incontro a Sassari con Confindustria ci ha detto che i soldi per la pista li deve mettere il governo. Una notizia che non cancella la speranza di poter dare il via ai lavori in tempi strettissimi. Certo attendiamo risposte certe sull'inizio della procedura". Pippobello non crede che l'Italia rischi la figuraccia internazionale. Il progetto non corre in ogni caso il pericolo di restare sulla carta. Geasar aveva progettato l'allungamento della pista prima dell'annuncio del G8 in Gallura. L'arrivo dei potenti della terra ha accelerato i tempi. Ma la burocrazia rischia di far schiantare i sogni d'asfalto della società che gestisce lo scalo. Una corsa contro il tempo che deve ancora cominciare. (l.r.).

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Pavia non ha bisogno del metrò (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COLLEGAMENTI CON MILANO Pavia non ha bisogno del metrò Sono venuto a conoscenza delle dichiarazioni del presidente della Camera di Commercio di Pavia, Piero Mossi, apparse sulla Provincia Pavese, in cui sosteneva che, grazie alla vittoria dell'Expo da parte di Milano, sarebbe auspicabile la realizzazione di un prolungamento di una linea della Metropolitana milanese fino a Pavia "città della Cultura". Cultura che, almeno in campo trasportistico, evidentemente manca in questa città. La proposta presentata cura il problema trasporti come l'amputazione della gamba sbagliata ad un malato: non solo non cura, ma provoca danni peggiori. Mi spiego con i numeri. La città di Pavia è attualmente collegata a Milano principalmente dalla ferrovia, inaugurata il 10 Maggio 1862, con 49 treni per direzione nell'arco dell'intera giornata (di cui ben 8 tra le 7 e le 8 verso Milano!). I treni senza fermate intermedie impiegano da orario 17 minuti per coprire i 30 km che la separano dalla stazione di Rogoredo (velocità media 105km/h), mentre i treni che fermano in tutte le stazioni impiegano, sempre da orario, mediamente 24 minuti alla velocità media di 75km/h. Il tutto già oggi senza oneri aggiuntivi. Una linea metropolitana ha una velocità commerciale in ambito urbano di 30 km/h, mentre in ambito interurbano può raggiungere i 40km/h (riferimento: Cascina Gobba - Gessate linea M2/verde), notevolmente inferiore alla ferrovia. Un'ipotesi di prolungamento della linea M2 (verde) da Assago (dove sono in corso i lavori per il prolungamento da Famagosta) a Pavia lungo il tracciato storico della statale 35 dei Giovi prevede la realizzazione di circa 25 km di nuova infrastruttura in superficie al costo di circa 50 milioni di euro a Km per una spesa totale di 1.250 milioni di euro. Il tutto per impiegare circa 40 minuti per raggiungere la periferia di Milano. Il doppio di oggi. Ovviamente non sono inclusi i costi del servizio, che qualcuno dovrà pur pagare, oppure davvero pensiamo che, una volta realizzati binari e stazioni, i treni circolino da soli ogni 5 minuti senza che nessuno li paghi? Siamo ancora sicuri che la Metropolitana milanese sia la soluzione per rilanciare Pavia? Non è meglio concentrarsi sul potenziamento e miglioramento di ciò che già esiste? Ad esempio è prevista entro la fine dell'anno (al termine dei lavori del prolungamento del Passante di Milano fino alla stazione di Rogoredo) l'estensione del Servizio Ferroviario Suburbano fino a Pavia. Cos'è? Spesso viene chiamata "metropolitana leggera", ma non è niente più che un servizio ferroviario cadenzato e fisso nel tempo gravitante su Milano. Concretamente Pavia dovrebbe vedere arrivare la linea S13 (Saronno - Milano - Pavia) che collegherebbe Pavia (e stazioni intermedie) con il Passante di Milano (interscambi con tutte le linee Metropolitane e con le altre linee del sistema Suburbano) ogni 30 minuti tutto il giorno, tutti i giorni. Dobbiamo usare ancora il condizionale purtroppo, perché pare manchino i finanziamenti per pagare il servizio previsto, e temo che fino a quando i nostri amministratori si concentreranno su progetti propagandistici irrealizzabili (e dannosi!) questi continueranno a mancare. Mi è capitato di leggere spesso sulle pagine di questo quotidiano come Pavia non abbia la presenza turistica che merita. A questo punto vorrei proporre una riflessione: siamo sicuri che stiamo prendendo la strada corretta nella promozione della città? Siamo sicuri che quello che manca sono le infrastrutture e non un servizio decente? Siamo sicuri che il discorso che ho fatto io sui trasporti non sia replicabile pari-pari sul lato turistico? La mia speranza è di poter vedere un giorno persone serie che si occupano seriamente dei problemi del territorio senza propagandare progetti di facciata con sperpero del denaro pubblico. Daniele Rossi dottore in Ingegneria dei trasporti, Pavia Dalla parte dei pendolari ma bisogna votare Il Partito Democratico sostiene le istanze dei pendolari. E' concorde sulla'impossibilità di continuare a sostenere una situazione che nulla ha a che vedere con un Paese moderno ed europeo. Da molto tempo, il Pd e i suoi amministratori sul territorio, cercano di sensibilizzare la Regione Lombardia - che detiene il contratto di servizio con Trenitalia e che è l'unico ente detentore degli strumenti giuridici per poter cambiare lo status quo - affinché siano migliorate le condizioni delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti che ogni giorno macinano Km per recarsi sul luogo della propria occupazione. A testimonianza di questo, nel programma, il Pd è l'unico a inserire una "voce" apposita dedicata al problema del trasporto per i pendolari, individuando anche il metodo con cui affrontare la questione. Penso sia serio fare così. Le responsabilità, dunque, dell'attuale condizione dei treni che da Pavia, Vigevano, Mortara, giungono verso Milano e viceversa, è in capo alla Regione Lombardia. Il PD, tuttavia, ha in mente una soluzione. Il programma del Pd dice testualmente: "Slegare il trasporto urbano e treni decenti per i pendolari". 1. Occorre aprire alla concorrenza sia la rete degli autobus sia le ferrovie regionali. Ciascuno deve tornare a fare il proprio mestiere: il sussidio statale si deve trasformare in incentivo a mettere in concorrenza la gestione delle reti mediante gare europee e le aziende di trasporto devono imparare a gestire normali relazioni industriali in un mercato aperto. Ciascuna amministrazione comunale sarà libera di scegliere le regole che preferisce, entro un campo di soluzioni diverse, ma lo Stato premierà solo quelle che scelgono il mercato. 2. Lo stesso meccanismo si può applicare verso le Regioni per il trasporto ferroviario. E' davvero penosa la condizione del servizio offerto a milioni di pendolari. Solo quando cominceremo a vedere diversi operatori sulle ferrovie regionali, a confrontare diversi prezzi e standard di qualità in un mercato aperto dei servizi, potremo soddisfare le aspettative dei pendolari. Occorre inoltre rimuovere il blocco d'ingresso alla concorrenza costituito dalla disponibilità dei treni, garantendo ai vincitori delle gare l'opportunità di acquisire con indennizzo il materiale rotabile utilizzato fino a quel momento sulle tratte in concorrenza. Credo sia sbagliato non andare a votare perché si perderebbe l'occasione storica di cambiare le cose. Il Pd, spiegando anche come intende realizzare i propri progetti, ha la possibilità di costringere la Regione Lombardia attraverso appositi disegni di legge di adempiere a questo che è un obbligo politico, ma soprattutto morale, nei confronti dei cittadini. Giuseppe Villani segretario provinciale del Pd Pavia Pavia, lettera al Vescovo per la politica all'oratorio Questa una lettera inviata a monsignor Giovanni Giudici, vescovo di Pavia. Gentile Monsignor Vescovo, scusi tanto il disturbo. Volevo segnalare un episodio che mi ha profondamente ferito come cittadino. Domenica 6 aprile, l'oratorio di Santa Maria delle Grazie era tutto imbandierato con i vessilli del Popolo della Libertà. Mi hanno spiegato che c'era una manifestazione con Formigoni nel salone-teatro. Io credo - e lo credono, penso, tanti altri come me che tengono ben distinta la fede dalla militanza civile e mandano le proprie figlie all'oratorio per il catechismo - che un oratorio non dovrebbe prestarsi ad ospitare una manifestazione di partito. Ahimé, anche dai preti ormai non ci si può più aspettare serietà, rispetto e osservanza dei ruoli. Nessuno più sta al proprio posto. Ormai è andata. Dovremo adesso aspettarci una lettera dell'Oratorio di Santa Teresa che invita a votare per il partito di Berlusconi? Secondo la mia modestissima opinione, credo sia stato un errore. Mi terrò la mia indignazione, ma adesso ci penserò due volte prima di tornare a mandare le mie figlie al catechismo. Non vorrei che qualcuno insegnasse loro ad avere fiducia... nell'Unto del Signore. Un rispettoso saluto. Sisto Capra Pavia Veltroni-Berlusconi La corsa che non convince La campagna elettorale sta arrivando al traguardo. Abbiamo assistito ad una competizione in cui i leader dei due più grandi partiti rincorrevano l'elettore con slogan da mercato rionale. Chi offriva stipendi più alti, chi riduceva le tasse, chi regalava lavoro, chi aumentava le pensioni, chi la sparava più grossa... insomma... "chi vusa pusè la vaca l'è sua" (ovvero "chi urla di più ottiene la proprietà della mucca"). Se il Veltroni-pensiero non è solo slogan e demagogia allo stato puro, siamo allora costretti a chiederci: quanti tesoretti nascosti sono dunque ancora reperibili? Dove e perché mai sono stati trascurati? E gli altri partiti cosa hanno fatto? Tranne Sinistra-Arcobaleno e Udc, hanno fatto tutti solamente meste comparse. Dall'esperimento centrista di ispirazione cristiana, nato dall'accordo tra Udc e Rosa Bianca, non è sbocciato proprio nulla. Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo ma purtroppo Casini non ha neppure saputo o voluto offrire un profilo più alto e più credibile al soggetto politico per farlo apparire totalmente nuovo. Il legame sì è dunque rivelato in effetti per quello che era: un banale assemblaggio di due simboli. L'accordo al ribasso concordato tra le due sigle sarà destinato a sciogliersi subito dopo il voto. Garantirà così un posto sicuro in Parlamento solamente agli eletti combinati. Fausto Bertinotti, con una campagna elettorale dai toni pacati, ha invece sorpreso tutti. Sono scomparsi gli eccessi ideologici, gli estremismi partitici e perfino "falce e martello" dal simbolo, creando però un malumore sotterraneo nel mondo ideologico della sinistra radicale. Nelle stanze del palazzo si dice invece che la motivazione sia un viatico per la realizzazione del "Veltrinotti", un progetto politico nuovo. Pochissimi lo conoscono nei dettagli ma una coalizione tra Pd e Sa rappresenterebbe l'accordo tra figli con la stessa storia comunista alle spalle. Una rivisitazione aggiornata delle convergenze parallele teorizzate da Moro in altra epoca. Una strategia elettorale tale da non danneggiarsi l'un l'altro per poi ritrovarsi a braccetto a breve. Il Fausto "moscio" non è piaciuto neppure a Diliberto, suo alleato defilato, il quale lo avrebbe preferito in campagna elettorale con la sciabola e non con il fioretto. Per raggiungere la "lepre" Berlusconi, Veltroni ha cercato in tutti i modi di far dimenticare agli elettori la sua storia personale e il presidente Prodi ancora in carica. Le macerie ereditate sono però tanto evidenti che ogni giorno le promesse elettorali fumose che propina Veltroni non bastano a ricompensare gli euro che il suo governo Prodi sfila quotidianamente dalle tasche degli italiani. E sono in arrivo anche i rincari per luce e gas. Non è neppure riuscito nonostante le sue intenzioni a cancellare il suo passato, sì... anche quello recente, e gli episodi delle candidature che avrebbero dovuto affascinare l'elettorato si sono dimostrate una presa in giro. E poi ancora... la gestione casalinga dei promossi e dei bocciati gli è sfuggita di mano permettendo alla vecchie burocrazie di manifestare la loro parte peggiore. Insomma. la presenza nelle sue liste di molti ministri attualmente in carica (e targati proprio Prodi), delle segretarie, portaborse, addetti stampa, delle figlie di... ha amareggiato perfino la cosiddetta "società civile" che sarebbe dovuta essere il fulcro del nuovo partito. Questa campagna elettorale di Veltroni voleva essere una grande campagna mediatica. Si è rivelata invece un vero fallimento e, guarda a caso, la conferma di una cultura politica che guarda solo alla "casta" e non al cittadino. Ne è prova lampante uno tra gli slogan più diffusi del Pd: "Il nostro futuro ci sta a cuore". Certamente.. il futuro di Veltroni e quello degli eletti predestinati.. sicuramente non quello degli italiani che faticano a tirare la fine del mese. Nando Mascherpa Moderati e Riformisti Pavia.

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I complimenti della cernic all'adoc avanti così con le vostre battaglie (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia I complimenti della Cernic all'Adoc "Avanti così con le vostre battaglie" La candidata della Slovenska Skupnost Mara Cernic si è incontrata con il responsabile provinciale Ugo Previti dell'Adoc, l'associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori. L'incontro è servito per meglio comprendere le attività di questa associazione che, soprattutto negli ultimi mesi, ha raggiunto una quota di iscritti importanti superando il migliaio. L'Adoc, come sottolineato da Previti, ha raccolto l'adesione di molte persone che hanno potuto ricevere assistenza adeguata a problematiche diverse, non solo per il caso dei semafori T-Red, che sembra a un punto di svolta per la soluzione di tutta la questione, ma anche per casi meno eclatanti che riguardano utenti, risparmiatori, malati e contribuenti. Particolare attenzione viene offerta soprattutto alle persone anziane che si trovano in difficoltà nell'affrontare situazioni complesse e si ritrovano sole contro una burocrazia difficile o facili raggiri di qualche malintenzionato. Gli iscritti, ricorda Previti, possono ricevere un'adeguata assistenza, e dove necessario anche legale, allo sportello operativi di Gorizia. Mara Cernic ha voluto complimentarsi e augurare per il futuro che l'associazione prosegua con i buoni propositi prefissati dal suo statuto e auspica che sempre più persone diano la loro adesione a un'associazione che si è dimostrata volenterosa ed efficace nelle sue battaglie. Con l'occasione la candidata ha potuto incontrare anche la promotrice dell'associazione Moeres mundi (Donne di tutto il mondo) che da qualche tempo si occupa di offrire alle donne immigrate sostegno con corsi di cultura generale e educazione civica per consentire un migliore inserimento nella società e permettere di confrontarsi con persone di altre culture e origini, evitando l'isolamento. Mara Cernic ha commentato: "È una iniziativa lodevole che può aiutare l'integrazione delle donne di altri paesi, un patrimonio culturale che non può restare isolato".

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Bolzan: nuove soluzioni per l'erogazione dei finanziamenti al cisi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

GRADISCA Bolzan: nuove soluzioni per l'erogazione dei finanziamenti al Cisi GRADISCA. Si è svolto ieri mattina a Gradisca d'Isonzo, nella sede del Cisi, l'incontro tra il candidato del Pd al consiglio regionale Mirio Bolzan e i vertici del Consorzio isontino servizi integrati. Il presidente Renato Mucchiut ha sottolineato la fattiva collaborazione in questi anni tra Consorzio e Regione per il sostentamento della realtà consortile che nella provincia di Gorizia conta dieci centri diurni e una struttura residenziale, dando ospitalità a 145 utenti. È stato riconosciuto come fondamentale l'apporto di Comuni e Provincia che, assieme al sistema di solidarietà che gravita attorno alle strutture dell'Isontino, contribuisce alla "vita" del Cisi. Con l'ampliamento dell'offerta sul territorio, con l'apertura del centro a Begliano, che ospiterà a pieno regime circa 15 persone, e con la conseguente riorganizzazione del personale, il Cisi dovrà comunque rivedere il suo budget di bilancio. Ed è proprio sull'aspetto dei finanziamenti che Bolzan ha espresso il proprio impegno verso una semplificazione nell'erogazione di contributi da parte degli enti pubblici, con particolare attenzione quando si tratta di strutture che danno servizi a fasce deboli della popolazione e che non possono attendere che sia la burocrazia a dettare i tempi dell'erogazione del servizio. "Occorre adottare soluzioni - ha sottolineato Bolzan - già al momento della discussione del bilancio regionale, questo per evitare erogazioni a "singhiozzo" che non permettono ai beneficiari, nell'incertezza del finanziamento complessivo, la programmazione di importanti attività". Il direttore del consorzio, dottoressa Orlando, ha inoltre sottolineato la difficoltà di coniugare i progetti del consorzio con il mondo produttivo per quanto concerne l'inserimento lavorativo: la forma consortile che da un lato agevola il rapporto tra enti locali di pari grado e di grado sovraordinato, dall'altro non permette trattamenti fiscali di favore verso quelle imprese che vogliano impiegare nel proprio lavoro soggetti svantaggiati, come diversamente accade per il mondo della cooperazione. È una situazione che necessita evidentemente di un correttivo normativo da far presente nelle sedi opportune al fine di una parificazione di trattamento del Cisi a una Onlus o a una cooperativa, vista la sua finalità socio-assistenziale.

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Vertice di mara cernic con l'associazione dei consumatori (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Slovenska Skupnost Vertice di Mara Cernic con l'associazione dei consumatori Mara Cernic, candidata in Regione della Slovenska Skupnost, si è incontrata con il responsabile provinciale Ugo Previti dell'Adoc (Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori). L'incontro è servito per meglio comprendere le attività di questa associazione che, soprattutto negli ultimi mesi, ha raggiunto una quota di iscritti importanti superando il migliaio. L'Adoc, come sottolineato da Previti, ha raccolto l'adesione di molte persone che hanno potuto ricevere assistenza adeguata a problematiche diverse, non solo per il caso dei semafori T-Red, che sembra ad un punto di svolta per la soluzione di tutta la questione, ma anche per casi meno eclatanti che riguardano utenti, risparmiatori, malati e contribuenti. Particolare attenzione viene offerta soprattutto alle persone anziane che si trovano in difficoltà nell'affrontare situazioni complesse e si ritrovano sole contro una burocrazia difficile o facili raggiri di qualche malintenzionato. Gli iscritti, ricorda Previti possono ricevere un'adeguata assistenza, e dove necessario anche legale presso lo sportello operativi di Gorizia. Cernic ha voluto complimentarsi e augurare per il futuro che l'associazione prosegua con i buoni propositi prefissati dal suo statuto e auspica che sempre più persone diano la loro adesione ad un'associazione che si è dimostrata volenterosa ed efficace nelle sue battaglie. Con l'occasione la candidata ha potuto incontrare anche la promotrice dell'associazione Moeres Mundi (Donne di tutto il mondo) che da qualche tempo si occupa di offrire alle donne immigrate sostegno con corsi di cultura generale e educazione civica per consentire un migliore inserimento nella società e permettere di confrontarsi con persone di altre culture e origini, evitando l'isolamento. Cernic ha commentato "è una iniziativa lodevole che può aiutare l'integrazione delle donne di altri paesi, un patrimonio culturale che non può restare isolato".

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Dozza: 1.056 in 483 posti sovraffollamento da record - luigi spezia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Bologna La classifica Dozza: 1.056 in 483 posti sovraffollamento da record Il carcere di Bologna è il più pieno d'Italia secondo un'indagine del Sole 24 Ore. Gravi le carenze di agenti: meno 33 per cento in organico LUIGI SPEZIA Il carcere della Dozza è il più affollato d'Italia. A fine dicembre, i detenuti alla Dozza erano 1.056, su 483 posti in cella. Il numero medio si mantiene tutt'oggi sui 1050, pari a ante indulto, i cui effetti sono stati vanificati in meno di due anni. I detenuti sono passati da 163 ogni cento posti effettivi nel 2006, quindi dopo l'indulto, a 219, rapporto spropositato rispetto alla media italiana che è di 113 su 100 nel 2007. I dati ancora una volta allarmanti li ha diffusi Il Sole 24 Ore di ieri, rielaborando cifre del Ministero della Giustizia. Il dato è appunto quello dell'indice di affollamento, cioè del numero di detenuti ogni 100 posti effettivi presenti in carcere. Si scopre così che la casa circondariale di Bologna è al primo posto della criticità nazionale, seguita da San Vittore, Firenze Sollicciano, Santa Maria Capua Vetere e Lecce. E' molto alto il numero di detenuti recidivi che dopo la scarcerazione hanno commesso nuovi reati e sono tornati dentro. La classifica del Sole 24 Ore delle carceri è arrivata nel giorno in cui si è tenuto a Bologna un incontro tra i garanti delle persone private della libertà e stasera, per il ciclo dei "Martedì di San Domenico", si tiene un convegno su carcere e sicurezza con il garante di Bologna Desi Bruno, il pm Valter Giovannini e il pg Maria Longo. Proprio l'affollamento e la carenza di personale sono le premesse, per i sindacati, di quello che è successo pochi giorni fa alla Dozza, quando tre detenuti hanno sequestrato un agente. Un fatto accaduto in un momento critico per la dirigenza della Dozza, mancando un direttore titolare. Il vecchio direttore Manuela Ceresani, trasferita dal Dap, ha vinto il ricorso ma chissà se e quando tornerà e l'attuale sostituto, il direttore di Parma Silvio Di Gregorio, è già contestato dai sindacati: "Sono stati emanati numerosi ordini di servizio tali da soffocare la struttura, i nuovi vertici si preoccupano solo della burocrazia, tralasciando le vere problematiche - scrive il rappresentante della Cgil Renato Cistaro - . Ne parleremo il prossimo 17 aprile, quando saremo ricevuti a Roma". Quanto alla carenza degli agenti, i dati sono questi: su un organico previsto di 567 persone, quello assegnato è di 489, ma con 112 agenti distaccati quelli effettivamente presenti sono 377, il 33 per cento in meno. Di questi 377, circa 60 sono nel nucleo traduzioni, oltre cento negli uffici e quindi gli agenti nei bracci a controllare oltre 1000 detenuti sono non sono più di 160. "Il mio auspicio è che la situazione migliori, cerchiamo di risolvere i problemi insieme e superare le difficoltà del momento - dice il garante di Bologna Desi Bruno - . I problemi sono tanti, a cominciare dal personale carente: non solo agenti, ma educatori e personale amministrativo". Per Bruno "le politiche della pena in questi anni ci hanno consegnato un sistema della detenzione al limite del collasso. L'equazione più carcere più sicurezza non funziona". Bruno segnala però che, intanto, su sua sollecitazione e grazie ad una ordinanza del sindaco Cofferati, il Dipartimento sta attuando modifiche nella struttura per risolvere il degrado igienico-sanitario.

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Sono quelli delle armature e dell'odio Veltroni: se la fanno sotto a condannare Bossi. Poi l'appello alle persone per bene del centrodestra (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del "Sono quelli delle armature e dell'odio" Veltroni: se la fanno sotto a condannare Bossi. Poi l'appello alle "persone per bene del centrodestra" di Andrea Carugati inviato a Potenza QUALCHE settimana fa, il presidente della Swg Roberto Weber aveva spiegato che la carta più forte di Veltroni era questa: far passare l'idea che con lui "finiva la guerra civile, l'Italia come una comunità, dove non ci sono nemici, neppure tra le diverse classi sociali". E aveva aggiunto: "Questa è una campagna simile al 1994, l'elettorato è più mobile del solito". E l'Istituto Cattaneo aveva chiosato: Veltroni può vincere "se passa l'idea che la novità è lui, come lo era stato Berlusconi nel 1994". Ecco, in queste piazze del sud Italia, quando mancano poco più di 5 giorni al voto, Veltroni sta facendo proprio questo. E il messaggio arriva: ieri Taranto, Matera e in serata i 15mila di Potenza, piazza affollata, dicono i locali, come non si vedeva da tempo. Per tutti e tre i comizi il leader Pd batte e ribatte su quanto sia vecchia questa destra, che porta "odio, cupezza, divisioni, e poi le solite liti tra loro, c'è già la Lega che minaccia crisi di governo e non abbiamo ancora votato. ". E nel giorno delle liti tra Berlusconi e Bossi tutto questo pesa ancora di più. Proprio la Lega da giorni è nel mirino di Veltroni. "Bossi che parla di fucili è incompatibile con il ruolo di ministro, per di più delle riforme istituzionali. Per quel ruolo ci vorrebbe uno che tiene a cuore la Costituzione. ". Bossi e le armature, il Medioevo. Veltroni legge e rilegge alle piazze che ridono le cronache da Pontida. "I fucili, le armature, ma di cosa stanno parlando? Non è di questo che si parla nelle case degli italiani, ma di salari, pensioni, precarietà. E noi al Paese parliamo di questo". Veltroni va all'attacco del "silenzio" degli alleati del Carroccio che "se la fanno sotto, non c'è una parola di condanna: e io non so come possano pensare di governare ancora insieme. Sarebbe il solito vecchio copione degli ultimi 15 anni, gli ultimatum, le smentite, le crisi di governo. Non vogliono governare, solo spartirsi il potere". Poi, quando Berlusconi dice che Bossi forse non sarà ministro, dice: "E l'argomentazione peggiore che potesse usare, anche dal punto di vista umano". Sulle schede elettorali: "Sono figlie della legge Calderoli". Ancora contro la Lega: "Tuonano contro le carogne romane, e poi il martedì scendono dalle auto blu e vanno a cena nei ristoranti delle carogne romane". Applausi, ma qui siamo a Taranto e non stupisce. E ancora, in ogni piazza Veltroni mostra orgoglioso il tricolore, canta l'Inno di Mameli insieme alla folla, e dice: "Loro non lo possono cantare tutti insieme, perché quello della Lega tiene la bocca chiusa. Giurassero sulla Costituzione, non sulle spade di Pontida". E a Berlusconi che ha detto di voler usare i suoi voti contro la mafia, manda a dire: "No, non basta, certi voti dire che non li si vuole, come abbiamo fatto noi. ". Veltroni dice anche che non fare la sfida tv è stato "un torto per gli italiani", e Berlusconi ha detto una "bugia" dando la colpa alla par condicio. "Tutte le sere ci sono duelli tra esponenti Pd e Pdl. La verità l'ha detta Bossi, avevano paura perché, cito testualmente, 'Berlusconi qualche stupidaggine l'ha detta e queste cose fanno perdere voti'". Come la cordata Alitalia: "Ogni giorno che passa si capisce meglio che era una balla", dice Veltroni, che non si scompone per l'ordine delle tribune tv a Matrix e a Porta a Porta: "Su Raidue non ero in prima serata ma ho avuto più ascolti io". A Matera racconta un aneddoto: su Internet il Pd ha venduto i chilometri del suo viaggio in pullman a 15 euro l'uno per un totale di oltre 6mila chilometri e 90mila euro di incassi. "È il segno che la nostra è un'onda che sta montando". Il leader Pd si rivolge per tutta la giornata "alle persone perbene" del centrodestra, "quelli che si chiedono 'dove va la mia Italia con le armature, e l'odio?'". Cita più volte gli elettori di An: "Sono stati provocati, svillaneggiati, anche sui programmi. E ora An è una armata che si sta consumando nelle contraddizioni". Li corteggia, i delusi da un Fini "che diceva non sono una pecora e poi ha accettato" il predellino del Cavaliere. Prova a sedurli con il taglio dei costi della politica, la lotta alla burocrazia, agli sprechi, alla sanità lottizzata. E domanda: "Noi abbiamo rotto con la sinistra radicale, perché loro non l'hanno fatto con la Lega?". Poi punta il Cavaliere: "Davano per scontato che avrebbero vinto a mani basse, ora c'è nervosismo. ".

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RISPOSTE PER L'ALLEVAMENTO DA LATTE DI MONTAGNA (IL CONVEGNO DELLA CIA DI REGGIO EMILIA PER LA ZONA MONTANA HA ESAMINATO I NUOVI VENTI DI CRISI CHE SOFFIANO SUL "RE DEI FORMAGGI") (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"I prezzi del Parmigiano-reggiano non si giustificano per l'attuale situazione di mercato, particolarmente nell'area appenninica dove i costi sono maggiori ma anche la qualità trova maggiore riconoscimento". E' il giudizio espresso nel convegno della Cia sul Parmigiano Reggiano di montagna. Nell'analisi di Giorgio Davoli della Cia reggiana, è stato analizzato perché la situazione si può definire anomala: la produzione 2007 si è fermata a 3. 080. 000 forme, -0,50% circa sul 2006; tendenza che continua da gennaio 2008 con un -0,39%. Le giacenze al 31 gennaio 2008 erano dell'1. 3% più elevate rispetto alla stessa data del 2007, l'aumento ha interessato il solo formaggio di età inferiore ai 12 mesi; le scorte di formaggio di oltre 1 anno si sono infatti ridotte del 5. 3%. Tendenza che evidenzia che forse il nostro prodotto viene consumato più fresco, d'altronde confermato dai prezzi sostenuti del rigato e sbiancato. I consumi domestici del 2007 mostrano un aumento degli acquisti di Parmigiano-reggiano dello 0,9%, la quota di mercato del Parmigiano Reggiano, sul totale al consumo dei formaggi duri si è mantenuta al 31%, con un incremento negli iper e super mercati del +3%. Gli acquisti sono comunque aumentati più della media dell'intera categoria dei formaggi duri, per i quali i dati rilevati evidenziano una sostanziale stabilità (+0,2%). "In gennaio ?ha affermato Davoli- è iniziata la contrattazione del formaggio prodotto nel 2007, rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente in febbraio il collocamento ha interessato una percentuale di prodotto maggiore 7,8% rispetto al 6,7%, ma sono in calo i prezzi nei primi due mesi dell'anno con medie di euro /kg 8,37 in gennaio, 7,95 in febbraio, sicuramente ancora più basso sarà per il mese di marzo, date le informazioni sulle vendite in questi giorni". Per reagire a questi nuovi venti di crisi, ha affermato Davoli e ribadito il presidente Ivan Bertolini nelle conclusioni, occorrerebbe oggi un consorzio del formaggio obbligatorio, una forte associazione di prodotto a latere del consorzio stesso. Intanto, si potrebbero almeno condividere tre o quattro elementi strategici urgenti da mettere in campo e trovarci veramente d'accordo per una loro applicazione. Si tratta di attuare la "scolmatura" di almeno il 10% nell'immediato per uscire dalla sovrapproduzione e quindi avere maggiore controllo delle quantità introdotte sui mercati, trasferendo parte del latte all'uso alimentare; mettere poi mano alla marchiatura dallo sbiancato, al rigato (dove non c'è crisi), da parte del Consorzio con un ritiro controllato dal mercato di questo prodotto; una politica commerciale di ampio respiro e prospettiva che guardi all'export con più convinzione, aiutando chi veramente porta il prodotto all'estero e conquista nuovi mercati, ed attuare una pubblicità mirata nei Paesi dove è possibile sviluppare il mercato. "Serve un patto e rapporti più organici di filiera ?ha detto Davoli- se vogliamo contrastare un'azione orchestrata da parte di società commerciali che fanno lievitare e scendere ad arte i prezzi con forti speculazioni. Serve realizzare una maggiore distintività dagli altri grana accentuando la qualità. Per la montagna, occorre trovare anche una risposta adeguata alla difesa della produzione, in vista dello smantellamento delle quote latte previsto per il 2015". L'intervento della Presidente della Comunità Montana Nilde Montemerli ha sottolineato l'esigenza di aprire il settore agricolo a tutto il contesto produttivo della zona montana come elemento di qualità diffusa del territorio, per fare squadra territoriale. Eros Valenti, vice presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, analizzando la situazione difficile e persistente del mercato del Parmigiano Reggiano ha sostenuto la necessità di creare un Consorzio di tutela obbligatorio cercando di coinvolgere tutte le istituzioni, affinché i produttori trovino un interlocutore unico e partecipato per vendere il loro prodotto, cosa che non è possibile oggi, considerato l'attuale statuto del Consorzio. Davide Barchi della Regione Emilia-romagna si è soffermato sulla troppa burocrazia; sostenendo che va ricercato un maggiore coordinamento tra le regioni e le realtà locali per gestire normative come la direttiva Nitrati. La stessa amministrazione pubblica rischia di soffocare. L'agricoltura direttamente utilizza una parte importante dei fondi comunitari, che vanno ancora sostenuti e mantenuti, visto il beneficio diretto al territorio in generale e non solo al settore agricolo. Ci ancora spazi per ridurre i costi produttivi nelle aziende, in specifico nel settore zootecnico migliorando i sistemi di allevamento e delle produzioni del latte. . <<BACK.

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<Ecco i miei sconcerti italiani> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ecco i miei sconcerti italiani" Un libro scritto al mare, a Sabaudia, mentre mia moglie si arrostiva al sole. Ho preso i miei "sconcerti" e, in ordine casuale, li ho messi uno accanto all'altro". Nonostante il tono "leggero", Sconcerto italiano, di Renato Besana (Solfanelli Editore, pp. 109, ? 9), è tutt'altro che un libro frivolo. Il breve ma denso pamphlet contro i mali italiani (Montanelli docet) è stato presentato alla ex Sala Consiliare, a cura dell'associazione culturale "Alle radici della comunità". Sono intervenuti, oltre all'autore, giornalista Rai e opinionista di Libero , il pubblicista e storico bergamasco Marco Cimmino, e il direttore delle pagine culturali di Libero , Alessandro Gnocchi. Ha introdotto Enzo De Canio. Alle origini di molti dei mali dell'Italia di oggi, secondo Besana, il Sessantotto, "culla dell'incontro fra Sinistra e capitale". La Patria, secondo Besana, "cominciò a morire allora, in una lunga agonia che si trascinò per un decennio. Gli altri Paesi seppero riaversi. Noi no. L'incontro tra culture radicali e cattolicesimo progressista costituì il detonatore; ancora non ce ne siamo liberati del tutto". Proprio il "patto di sangue", originatosi allora, fra la Sinistra e la grande impresa assistita, i poteri forti della finanza, le burocrazie organizzate, i sindacati, sarebbe il tallone di ferro che schiaccia questo Paese e la sua (falsa) democrazia. Ideologo principe Eugenio Scalfari, che teorizzò la cosiddetta "alleanza fra i produttori". "Come fa il Cipputi, si è chiesto Besana, a votare ancora a sinistra? A credere che la sinistra corrisponda sinceramente alla difesa dei suoi interessi? Vota per pregiudizio, per abitudine. Ma non basta l'etichetta: bisogna accertarsi del contenuto". Il sindacato, ha proseguito l'autore, "ha tradito da quel dì. Si è messo agli ordini della grande finanza e della grande impresa". Il nostro sarebbe un Paese che si fonda sulla menzogna, con la stessa indifferenza per il materiale umano che fu dei regimi del socialismo reale. Citando Longanesi: "Non sono comunista perché non posso permettermelo". L'Italia, stando a Besana, "a guardarla su una cartina, sembra un grande Paese. Invece misura poche centinaia di metri nel cuore di Milano, da piazzetta Cuccia (Mediobanca) a via Solferino (Corriere della Sera ). Di lì si impartiscono gli ordini. La saldatura tra oligarchie finanziarie e sinistra di governo ha sortito l'effetto di sigillare ogni residuo spazio di libertà. La storia ci ha abituati a regimi che si dicevano democratici; uno che si proclami liberale è una prima assoluta". Che fare? "Diventare finalmente una classe dirigente collettiva". V. G.

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Archistar in lotta con la burocrazia made in Italy (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-08 - pag: 2 autore: Archistar in lotta con la burocrazia made in Italy Paola Pierotti ROMA Vita difficile per le grandi opere d'architettura in Italia. Mentre scoppia la polemica culturale e politica sulle torri che definiscono lo skyline della città contemporanea, progetti approvati e ormai consolidati nell'immaginario collettivo rallentano il loro iter, si stravolgono o peggio ancora si bloccano. Battuta d'arresto ad esempio per i maxiprogetti dell'archistar Zaha Hadid sui binari dell'alta velocità di Afragola e per il terminal traghetti di Salerno. Questi gli ultimi casi simbolo di una lunga serie di progetti in bilico. Dopo ripetuti annunci nessuno si azzarda a comunicare una data per l'inaugurazione del ponte pedonale di Santiago Calatrava a Venezia. A Milano, nonostante il fermento dell'Expò, resta al palo il progetto della Beic, la biblioteca europea di informazione e cultura, progettata dallo studio Bolles+ Wilson su un'area di oltre 20mila metri quadrati presso l'ex scalo FS di Porta Vittoria, aggiudicato sette anni fa. Intoppi determinati da lungaggini burocratiche, da mancanza di finanziamenti, da scelte che conseguono a cambi di colore politico nelle amministrazioni o ancora, più recentemente, a complicazioni della procedura dell'appalto integrato. Quest'ultima questione è il nodo cruciale che mette a rischio anche il progetto del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia firmato dal duo italofrancese 5+ 1AA e Rudy Ricciotti. A tre anni dalla gara di progettazione, archiviati polemiche e ricorsi al tar sulla forma del bando, e trovate finalmente le risorse, l'iter per la realizzazione è partito ma il mantenimento della qualità architettonica non è ancora garantito. Sempre a Venezia, dopo 12 anni dallo studio di fattibilità del quarto ponte sul Canal Grande, con una spesa quadruplicata (da 5 a 20 milioni), non si sa ancora quando sarà possibile attraversare la passerella lunga meno di 100 metri che connette la stazione ferroviaria con piazzale Roma. Dopo cinque anni di stop& go a causa di finanziamenti distribuiti con il contagocce sembra ormai definita per l'estate del 2009 l'apertura del museo Maxxi di Roma. Un iter sofferto che si preannuncia anche per altre due importanti opere firmate sempre della Hadid per il nodo dell'Alta velocità di Afragola e per la stazione marittima di Salerno. Nel primo caso Rfi ha respinto il progetto esecutivo della cordata guidata dall'impresa Sacaim che si era aggiudicata la gara per l'appalto integrato da 70milioni, e annuncia di essere pronta a indire un secondo bando. A Salerno il cantiere del terminal traghetti è fermo da gennaio: appaltato nel 2004 all'ati guidata dall'impresa Socome che aveva offerto un ribasso record di 41,75% la stazione marittima è stata costruita per un terzo. Si vedono le fondazioni ma non ancora la spettacolare conchiglia dalle forme fluide che caratterizzano la griffe Hadid. "L'impresa è in difficoltà economiche –spiegano dal Comune di Salerno - , stiamo attivando la procedura di rescissione del contratto e entro la fine di maggio indiremo un nuovo bando per riprendere i lavori. Una volta riaperto il cantiere servirà un anno e mezzo per concludere l'opera". Tempi biblici anche per i numerosi progetti dello studio britannico di David Chipperfield che da dieci anni investe nel mercato delle costruzioni italiane, ma che con grande fatica porta avanti opere che nel resto del mondo realizza in metà tempo o in America addirittura in un terzo del tempo. Nel '98 ha vinto il primo concorso per l'ampliamento del cimitero di Venezia e dopo nove anni ha inaugurato il primo stralcio del primo lotto (un'opera da 5 milioni di euro sui 25 complessivi che prevedono il completamento dell'isola). A Salerno nel '99 si è aggiudicato il concorso per la cittadella della giustizia: i lavori proseguono lentamente e mancano ancora un paio d'anni prima della consegna dell'opera. Nel 2000 a Milano ha vinto il concorso per la riqualificazione dell'area ex Ansaldo e solo lo scorso anno è stata indetta la gara d'appalto per i lavori del primo lotto. A Verona ancora, si sono alternati tre sindaci da quando lo studio britannico ha vinto il concorso per la riqualificazione dell'area dell'ex Arsenale, conseguenza: sette anni per fare un preliminare. Ultimo in ordine cronologico il caso di Pisa dove a causa dell'attuale commissariamento del Comune lo studio, dopo aver vinto il concorso internazionale per la ridefinizione del complesso ex ospedaliero di Santa Chiara, non è ancora stato incaricato per le successive fasi di progettazione. Da nord a sud iter estenuanti per studi internazionali che all'estero sono abituati a vincere concorsi e a realizzare opere per città non virtuali. DA SUD A NORD Iter estenuanti per gli studi di architettura di levatura mondiale, abituati a lavorare all'estero su tempistiche molto più rapide IN STAND BY Senza finanziamenti la Beic di Milano (Bolles+Wilson), mentre va a rilento il cantiere del tribunale di Salerno (Chipperfield) Stazione marittima. Il disegno vincitore per il porto di Salerno.

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Se l'agricoltura non entra in campagna (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-08 - pag: 12 autore: PIT STOP ... Se l'agricoltura non entra in campagna P uò un tema a forte impatto sociale, che tutti i cittadini comprendono facendo la spesa ogni giorno, essere (di fatto) dimenticato dalla campagna elettorale? Sì. Accade in Italia, dove si litiga sui confronti in tv. Ma dove, allo stesso tempo, cimentandosi tutti in un confronto più mediatico che reale, si trascura il campo per definizione, quello verde, fatto di terra e di prodotti agricoli. Eppure la questione è popolare: chi non ha notato l'aumento del prezzo del pane o del riso? Perché, a dispetto di ciò che sta accadendo nel mondo, l'agricoltura resta ai margini del dibattito politico, a parte un paio di interventi "spot" di Veltroni e Berlusconi di fronte agli imprenditori del settore? Non potevano essere le elezioni l'occasione giusta per indicare qualcosa di utile, anche in termini di occupazione, sul tema di un moderno sviluppo del settore in Italia? Il mondo "verde" sta cambiando, ma pochi sembrano accorgersene. Qualche giorno fa il Financial Times ha analizzato la decisione di molti Paesi produttori di imporre restrizioni all'export di beni alimentari per soddisfare la domanda interna, tendenza che spinge al rialzo dei prezzi e che sta mutando la gerarchia dei rapporti di forza dei settori che contribuiscono allo sviluppo all'interno delle singole economie. L'Arabia Saudita ha aumentato i dazi all'import su grano,latte, olio vegetale e pollo. L'India ha vietato l'export di riso e ridotto le tasse all'import di granoturco. Il Vietnam,terzo esportatore mondiale di riso,ha deciso di ridurre le spedizioni dell' 11 per cento. Ucraina e Russia stanno rapidamente aumentando le superfici coltivate a grano, fatto che sta avvenendo anche in Italia, per la quale Coldiretti prevede un aumento del 18% in termini di superfici per il grano duro e del 14% per il grano tenero. Il prezzo del riso, a motivo della forte riduzione delle scorte mondiali (in Asia si mangia di più e meglio) ha superato il massimo storico con un aumento del 40%dall'inizio del 2008 al mercato di Chicago,bussola delle materie prime agricole. C'è bisogno di più agricoltura per favorire la crescita, e Veltroni è tornato ieri sul punto. Per l'Italia Coldiretti calcola che la stangata energetica conseguente l'ultima staffilata tariffaria sta facendo lievitare i costi di produzione agricoli (a partire dagli allevamenti e dalla coltivazione dei cereali) a ritmi vertiginosi. La media è pari al 9%, ma i fertilizzanti, per esempio, segnano +30% e i mangimi +20 per cento. Per non parlare, al tavolo dei consumatori, dei sovraccosti derivanti da una distribuzione che fa acqua (e rendite) da tutte le parti. Più agricoltura, e di migliore qualità. Oltre gli slogan: anche l'Italia non può aggirare il problema. Una ventata di nuova imprenditorialità nel settore sarebbe salutare e, per iniziare, bisognerebbe cominciare a disboscare la giungla di competenze che grava sul settore: dalle disposizioni europee fino alle Comunità montane passando per una pletora di ministeri e assessorati. Le imprese, calcola la Confagricoltura, dedicano ogni anno in media più di 100 giornate lavorative di otto ore ciascuna alla burocrazia. Ci sarebbe molto da fare (e da guadagnare anche in termini di consensi veri e non virtuali) ma la politica non pare interessata più di tanto. è in campagna elettorale, ma si è scordata della campagna vera. gentili.guido@libero.it TEMA DIMENTICATO Il settore ha estremo bisogno di una ventata di nuova imprenditorialità di Guido Gentili.

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L'AQUILA - Più che una lista di richieste, è stato un lungo, dettagliato elen (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di GIANCARLO DE RISIO L'AQUILA - Più che una lista di richieste, è stato un lungo, dettagliato elenco di doglianze. Non ha usato parole a metà Confindustria Abruzzo nell'incontro di ieri con i candidati alle elezioni politiche. E ne ha avute per tutti: Governo nazionale, parlamentari (nessuno escluso), pubblici amministratori, ma in particolare per la Regione a cui ha mosso una serie di pesanti addebiti. La fiscalità elevata ("Ci caricano -ha detto il presidente Marrollo- un punto in più di Irap rispetto alle altre regioni"), la "assurda legge regionale" sul Centro oli che avrebbe dovuto dare garanzie ambientali per la realizzazione dell'impianto e che ha invece "bloccato sul nascere una serie di strutture produttive" per almeno un anno a Ortona; i lacci burocratici che frenano le aziende, la scarsa promozione del turismo. Una chiamata in causa impietosa quella che il direttore regionale Giuseppe D'Amico ha poi fatto, subito dopo l'intervento iniziale, altrettanto netto, del presidente di Confindustria Abruzzo Calogero Marrollo. I candidati erano in prima fila, gli altri, compresi gli imprenditori, nelle retrovie. C'erano i parlamentari uscenti Giovanni Lolli del Pd, Andrea Pastore e Filippo Piccone del Pdl, Rodolfo De Laurentiis dell'Udc, e poi Betty Leone capolista di Sinistra arcobaleno, Giorgio De Matteis del Mpa, Paolo Tancredi del Pdl, Mario Amicone dell'Udc, Augusto di Stanislao dell'IdV, Maurizio Scelli e Gianfranco Giuliante del Pdl. Marrollo: "L'Abruzzo ha bisogno di interventi immediati e concreti. C'è il rischio di recessione, sale l'inflazione; i ritardi infrastrutturali, la fiscalità, la burocrazia, il costo del lavoro sono esempi che mostrano quanto la situazione sia critica e quanto sia necessario adottare misure per rilanciare l'economia e lo sviluppo". Marrollo ha auspicato controlli periodici per monitorare la situazione con politici e imprenditori, proposta che ha incontrato il favore di tutti. Per D'Amico l'Abruzzo non riesce più a competere: ha un Pil pro capite nella media europea, ma se l'Europa fosse ancora a quindici membri, sarebbe di nuovo regione depressa. E tra i mali ha citato i costi della politica, la spesa sanitaria eccessiva, la pressione fiscale, le strutture inadeguate. Sui rimedi si sono trovati un po' tutti d'accordo: Leone ("Sì al confronto, ma la crescita rispetti le ricchezze ambientali"); Di Stanislao ("Bene il confronto, ma senza confusione di ruoli"), Pastore ("Le proposte di Confindustria la mia parte politica le fa da anni), Lolli ("Abbiamo già collaborato, dunque facciamolo meglio"), Amicone ("Un grido d'allarme a cui va data una risposta"), Tancredi ("Condivido la preoccupazione sul Centro oli. E poi c'è la quesione logistica: non è possibile che l'interporto di Castellalto sia utilizzato per lo stoccaggio delle baracche della Protezione civile").

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Continua la linea dura del Comune contro le occupazioni abusive di case popolari. Dall'inizio d (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di STEFANIA ORTOLANO Continua la linea dura del Comune contro le occupazioni abusive di case popolari. Dall'inizio dell'anno un appartamento è stato liberato grazie all'intervento dei Carabinieri, mentre pochi giorni fa altri due appartamenti sono stati scoperti e si è in attesa della diffida e della denuncia da parte dell'Ater, proprietaria degli immobili. Sul problema c'è un nuovo intervento dell'Assessore alle Politiche per la Casa del Comune di Chieti, Bassam El Zohbi che dichiara: "Tutte le occupazioni abusive sono state prontamente denunciate da questa Amministrazione agli Organi Competenti. Nel corso del 2007 ci sono state quattro denunce e attualmente, dopo aver liberato un'occupazione, la Procura sta compiendo tutti gli atti dovuti affinché vengano liberati gli altri tre appartamenti. Gli "abusivi", oltre a lasciare con l'intervento della forza pubblica la casa occupata, perderanno anche ogni titolo ad avere assegnate in futuro altre abitazioni popolari". Il problema dell'abusivismo negli alloggi popolari per lungo tempo è passato "sotto silenzio" e se in passato vi era la certezza dell'impunità e l'occupante "abusivo", tramite sanatoria e per mancanza di denunce, veniva premiato ritrovandosi assegnato definitivamente l'alloggio, oggi l'Assessore assicura che "Le cose sono cambiate e l'Amministrazione Comunale, anche grazie alle segnalazioni che arriveranno, continuerà a vigilare incessantemente affinché gli alloggi popolari vengano assegnati solo a chi ne ha realmente diritto". E conclude: "I tempi della burocrazia non ci impediranno di mettere un freno queste cattive abitudini del passato. Nei confronti degli abusivi la nostra linea è chiara, denunce d'ufficio".

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I rigassificatori sono un'alternativa ai metanodotti per il trasporto del gas. Questo viene (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Raffreddato a bassissima temperatura, poi trasportato in navi speciali. Una volta arrivato a destinazione è poi riportato allo stato gassoso nel rigassificatore. In Italia sono stati presentati una decina di progetti per rigassificatori rimasti a lungo bloccati da lotte e burocrazia. Entro l'anno sarà pronto Rovigo. Porto Empedocle sarà il secondo ad essere realizzato.

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L'ostacolo è la disparità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: METEF data: 2008-04-08 - pag: 19 autore: Le rotte insidiose L'ostacolo è la disparità Roberto Capezzuoli Decidere la rotta da seguire, quando si è al timone di un'azienda metallurgica, nonè mai stato facile. Produttori e trasformatori di metalli non ferrosi si sono sempre trovati di fronte a pericoli da arginare, a problemi da risolvere. Nei primi anni ottanta uno degli ostacoli era la tortuosa burocrazia per effettuare operazioni di copertura sui mercati a termine. Sul finire degli anni novanta, in particolare per chi lavorava l'alluminio, il nodo era il dazio del 6% imposto sulle importazioni europee di metallo proveniente da diversi Paesi produttori (dazio che nel maggio del 2007 è stato dimezzato). Dopo il 2002 i riflettori si sono puntati sulla Cina: prima evidenziando la concorrenza dei venditori di prodotti finiti a basso prezzo (e spesso di bassa qualità), poi concentrando l'attenzione sulle contraffazioni, infine lamentando la voracità con cui Pechino acquista rottami da riciclare, attingendo a quella che è la vera "miniera" d'Italia. Altri problemi sono il continuo rincaro dell'energia elettrica e la necessità di contenere le emissioni di CO2. Uno dei grandi temi degli ultimi anni è anche quello dei fortissimi rincari dei metalli di base. In meno di 24 mesi, tutti i principali non ferrosi hanno fatto registrare quotazioni record, costringendo i trasformatori a rifornirsi a caro prezzo. Dita accusatrici si sono puntate sulla speculazione, in tutti i suoi aspetti. In realtà, a giudicare dalle recenti analisi della Lehman Brothers, i primati dei non ferrosi sono stati surclassati dalle violente escursioni dei prezzi di prodotti che non sono quotati in borsa e sono perciò trascurati dalla speculazione, come cobalto, cromo, minerali di ferro. I rincari quindi sono frutto di una situazione reale, di consumi che corrono a ritmi elevati e di produzioni che faticano a tenere il passo. Nulla di veramente grave per gli utilizzatori. Purché, oltre alla doverosa difesa contro ogni forma di concorrenza sleale, il "sistema Italia" si attrezzi per evitare che, in un settore come questo, sulla via di un'effettiva globalizzazione, persistano disparità nelle infrastrutture, nelle norme burocratiche, nei servizi, nelle agevolazioni commerciali. Altrimenti, nemmeno efficienza e capacità impediranno che le imprese italiane vengano pian piano colonizzate. LE MINACCE Con i rincari di merci e di energia si convive I pericoli vengono da norme burocratiche e agevolazioni indebite.

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Dr. House (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-04-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE In Campania arriva lo stile Dr. House A Salerno si discute il "caso" E i medici si dividono di DANIELA LIGUORI Un medico che "zoppica", ma è davvero in gamba. è Dottor House, l'eroe televisivo dell'omonima fiction divenuto un vero e proprio "caso". Brusco e spesso antipatico, il dottore televisivo non si fa scrupolo di abbattere paletti del codice deontologico pur di risolvere i suoi casi diagnostici degni di Sherlock Holmes. Un caso di fantamedicina, si è detto, e tuttavia si continua a parlarne come se, al di là della finzione, House avesse realmente qualcosa di importante da dire in campo medico (e non solo). E dalla diagnosi dei medici, che hanno riempito sull'argomento pagine di giornali e tenuto lezioni universitarie, House è passato a quella dei filosofi, che si sono sentiti sfidare dal celebre personaggio interpretato da Hugh Laurie sul terreno dell'etica, della logica e dell'epistemologia. Complice il suo essere un medico decisamente atipico, anarchico e geniale, che cura le malattie ma odia il contatto con i malati, che procede per tentativi ed errori ma che è al tempo stesso dotato di occhio clinico, che è pronto a violare tutte le regole pur di salvare i suoi pazienti. Del "caso House" si discute oggi a Salerno. I professori Marcello Frixione, Roberto Miraglia e Francesco Vitale incontreranno gli autori del libro La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo: M. Cristina Amoretti, Daniele Porello, Simone Regazzoni e Chiara Testino. Il libro discute dell'etica di House, in quanto medico pronto ad affermare l'"irresponsabile responsabilità", ma si sofferma anche sul suo modo di ragionare e sulla sua logica, prendendo in esame alcuni episodi della fiction. Ma cosa ne pensano i "colleghi " di House? Fa discutere soprattutto il rapporto medico- paziente proposto nella fiction, sintetizzabile nella frase del protagonista: "Preferisci un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori?". Generoso Andria, direttore del dipartimento clinico di pediatria dell'Università Federico II, ne ha fatto argomento di lezione utilizzando come libro di testo proprio La filosofia del Dr. House. "Agli studenti è necessario insegnare, non soltanto la teoria e la pratica medica, ma anche come essere un buon medico - afferma Andria -. Essere un medico implica anche un rapporto con i pazienti, che deve essere fatto di empatia, di condivisione, di sostegno sul piano psicologico. Da questo punto di vista House si presenta come un esempio estremamente negativo ". "Non ho seguito la fiction - afferma Bruno Ravera, presidente dell'Ordine dei medici di Salerno - ma, stando a quanto ho letto sui giornali, si equipara il medico ad un freddo sperimentatore, che finisce col trasformare il paziente in un oggetto di analisi, un numero. Da questo punto di vista, il comportamento di House è censurabile, tanto più che oggi le norme europee sanciscono il consenso informato. Il medico deve essere cortese e informare il paziente su ciò che intende fare, né può agire contro la sua autonomia". Concordi Maria Alessio, pediatra del Secondo Policlinico di Napoli, e Mimmo Della Porta, direttore del dipartimento di prevenzione Asl Salerno 2. "I pazienti non si curano soltanto con una buona diagnosi e con le medicine - spiega Alessio - ma anche con il supporto umano, in cui House è assolutamente carente". "Deve esserci una via di mezzo tra il paternalismo di un tradizionale medico di famiglia e la freddezza di House, che non può funzionare nella totalità dei casi", aggiunge Corrado Caso, medico di famiglia dell'Asl Salerno 2. "Ciò vale tanto più oggi che il medico ha una funzione sociale, è divenuto il terminale di una serie di problematiche che esulano dalla medicina". Discorde Claudio Ardia, psichiatra del Centro di Salute mentale Uosm 4 - Asl Sa 1: "Un medico deve svolgere la sua missione nel modo che ritiene più opportuno. L'importante è saper sviluppare gli aspetti che emergono nel rapporto con il paziente. Può esserci empatia anche nel distacco. Oltretutto si dimentica che per House ogni caso è un caso singolo. E se il suo personaggio ha trovato un terreno così fertile è proprio perché il sistema tende sempre più a diventare una questione di casistica, per cui non esistono pazienti e malattie, ma numeri e codici". E quanto alla sua anarchia? "Il medico deve rispettare le regole - aggiunge Ravera -. Le uniche regole che possono essere infrante sono quelle della burocrazia, perché spesso siamo effettivamente oberati". Concordi Andria e Caso, che sottolineano come il mancato rispetto delle regole comporterebbe un uso personalistico del codice deontologico. Ritengono invece che talvolta le regole possano essere violate per il bene dei pazienti Alessio e Della Porta, purché si sia poi disposti a rispondere delle proprie azioni. Un pregio, questo, caratteristico di House, che se viola le regole non viene mai meno al principio di responsabilità. "Il coraggio è la dote maggiore di House - aggiunge Della Porta - non so però fino a che punto nel nostro paese a un medico convengano atti di coraggio. Siamo in un periodo di esasperazione del contenzioso, di assicurazioni sanitarie. Ci sono dodicimila nuove cause per errori medici ogni anno ". "In uno stato di necessità e emergenza è consentito tutto - afferma Ardia - può succedere di essere costretti a violare la libertà di pazienti che rifiutano cure mediche per motivi religiosi, a chiudere un occhio rispetto al ticket da pagare per pazienti in gravi difficoltà economiche". Coraggio "La caratteristica migliore di House è il suo coraggio, ma in Italia non sarebbe possibile" Umanità "Il supporto umano, di cui l'eroe tv è assolutamente carente, è invece fondamentale".

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L'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia ed il presidente della commissione Sanit&# (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di EMILIANO PAPILLO L'assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia ed il presidente della commissione Sanità alla Pisana, Luigi Canali, originario di Morolo, hanno visitato ieri mattina la fabbrica farmaceutica di Anagni, Lepetit Sanofi-Aventis che vede occupati ben 440 dipendenti. Lo stabilimento è in attesa dell'ok dell'Agenzia Italiana del Farmaco per avviare la produzione di Lantus, l'innovativa insulina a lunga durata che permetterebbe in due anni di poter avviare due nuove linee di produzione ed aumentare l'occupazione anche di 80 unità. L'azienda diretta da Alessandro Casu, ha chiesto alla Regione Lazio tempi più rapidi per avere le certificazioni. "La burocrazia in Italia è ancora lontana dal resto d'Europa. Basti pensare che per avere la stessa certificazione in Germania bastano un paio di settimane, in Italia occorrono mesi. Oggi Anagni rappresenta il centro di eccellenza su scala mondiale per la produzione di prodotti sterili iniettabili ed ha una particolare competenza nei composti liofilizzati. Il segreto sono gli investimenti nella ricerca che ci permettono sempre di essere competitivi", ha spiegato Casu. Nel sito di Anagni, uno dei cinque in Italia del gruppo (gli altri sono a Origgio, Garessio, Scoppito e Brindisi) partecipa anche al programma Accesso ai Farmaci con la produzione di prodotti per l'antitubercolosi, contro la malattia del sonno, l'epilessia ed i vaccini. Nel triennio 2008-2010 verranno investiti 18 milioni di euro. "Bisogna impegnare l'Agenzia del Farmaco a snellire i tempi - ha assicurato Canali - Mi farò portavoce nel vertice Stato-Regione affinché possano avere risposte in tempi rapidi". "Come Regione - ha aggiunto Battaglia - faremo la nostra parte. anche perché questo è il secondo distretto farmaceutico in Italia".

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<LE ACQUE basse sono un fenomeno normale in questa sta (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ARGENTARIO / ORBETELLO pag. 11 "LE ACQUE basse sono un fenomeno normale in questa sta... "LE ACQUE basse sono un fenomeno normale in questa stagione, quando è del tutto normale che escano verso il mare". Così l'assessore Rolando Di Vincenzo, soggetto attuatore del commissario alla laguna, il sindaco Altero Matteoli, tranquillizza le preoccupazioni del segretario del Pd orbetellano, Cristiano Vadi, sulle condizioni della laguna. "Dalle sue parole ? afferma Di Vincenzo ? traspare una laguna abbandonata e trascurata. E sembra suggerire che i soldi del commissario non siano stati spesi". Una lettura della situazione diametralmente opposta, quella proposta dall'assessore, che cita a testimoniare i dati diffusi a suo tempo "IL MIO COMMISSARIAMENTO è stato l'unico in Italia ? spiega ? che alla fine del mandato ha mostrato il proprio bilancio, con un convegno e un libro in cui sono illustrate nel dettaglio le somme ricevute, erogate e impegnate nelle opere di risanamento di cui l'ufficio si è occupato". Altri finanziamenti arriveranno adesso per il nuovo mandato del commissario Matteoli. Lo stato di crisi è stato infatti prorogato fino a giungo, ma dato che il rinnovo dell'incarico al sindaco è stato decisamente meno tempestivo, i lavori che dovrebbero partire a metà mese dovranno recuperare i tempi perduti nei tortuosi meandri della burocrazia, che rinnova uno stato di "emergenza" ma per ben due mesi lascia tale "emergenza" senza un responsabile che se ne occupi. L'incarico a Matteoli dovrà adesso prevedere ulteriori compiti, che riguarderanno i nuovi problemi relativi ai sedimenti emersi negli ultimi tempi. "Vorrei comunque rassicurare Vadi ? conclude Di Vincenzo ? perché il fenomeno delle acque basse nei primi mesi dell'anno è del tutto naturale, come ogni pescatore può confermare".

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Pochi giorni, poi il destino della figlia di Irina Narizhna, la 35enne ucraina morta a quatt (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di VALENTINA POLCI Pochi giorni, poi il destino della figlia di Irina Narizhna, la 35enne ucraina morta a quattro giorni di distanza da un intervento di chirurgia plastica al seno all'ospedale Torrette di Ancona, avrà contorni più definiti. Dal 21 marzo, giorno della scomparsa della madre, la bimba di 8 anni è affidata alle cure del fidanzato di Irina, il treiese Marco Bravi, e della sua famiglia, tutelata dall'avvocato Mario Pinelli che è anche il curatore speciale della piccola. Ora il tribunale dovrà prendere decisioni in merito alla tutela della bambina. Il giudice tutelare si sta occupando della questione, ed è ragionevole pensare che entro questo fine settimana, se non prenderà provvedimenti, farà comunque qualcosa. Il caso è di quelli delicatissimi. Il padre naturale della bambina, David Ngozi Nnebouo, assistito dall'avv. Graziano Pambianchi, ha fatto istanza per il ricongiungimento con la figlia, per poterla crescere in Italia, ma problemi con il passaporto gli impediscono di essere riammesso in territorio italiano. "Stiamo aspettando che il mio cliente riesca ad avere udienza - ha affermato Pambianchi - nella speranza che qualcuno accolga la sua istanza". E nel frattempo anche la famiglia Bravi, molto attaccata e affezionata alla bimba, ha dichiarato la volontà di adottarla. Ci sono infine i genitori di Irina, anche loro bloccati nel loro Paese per problemi con il visto. Una situazione di stallo, complessa e complicata, i cui tempi sono dettati dalla burocrazia. Tempi lunghi, presumibilmente, troppo lunghi perché le autorità non intervengano prima. "Vista l'età della bambina - ha proseguito Pinelli - non è escluso il successivo coinvolgimento anche del tribunale dei minori". Quanto ai funerali della giovane ucraina il problema resta sul tappeto. Il comune di Macerata, dove Irina abitava, si è detto disponibile a sostenere tutte le spese, ma non può agire di propria iniziativa. "Aspettiamo che qualcuno avanzi una richiesta" ha ribadito l'assessore Michele Lattanzi. Ma il problema è capire chi abbia titolo per agire. E poi, dove dovrebbe essere sepolto il corpo di Irina? In Italia o in Ucraina, come sembra sia volontà dei genitori? Gli interrogativi non si esauriscono qui, perché restano ancora avvolte nel mistero le cause della morte. I risultati dell'autopsia non hanno fatto chiarezza, così bisognerà aspettare l'esame istologico più altri tre mesi, Nel frattempo restano indagati per omicidio colposo i quattro medici che hanno eseguito l'operazione.

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PESARO Un viaggio da mal di testa . Il coordinatore nazionale di Forza Italia Sa (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUIGI BENELLI PESARO "Un viaggio da mal di testa". Il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi ha sperimentato sulla propria pelle la carenza di infrastrutture e di collegamenti della regione. Appena arrivato all'incontro con imprenditori e associazioni di categoria di Pesaro si è lasciato andare a questa espressione: "E' una cosa sconvolgente questa strada e tutte le curve" riferendosi al percorso fatto da Roma. E proprio dalle infrastrutture è partito il suo discorso per parlare di "crescita". Con un accenno anche al ruolo delle Marche: "Credo che questa regione possa dare un contributo importante per la crescita del Paese visto che parliamo di un territorio molto produttivo". Ad accoglierlo il presidente di Confindustria di Pesaro e Urbino Andrea Ugolini che lo ha incalzato sui temi come la Fano-Grosseto e "l'importanza di avere un sistema viario, ferroviario e aereo funzionale al rilancio dello sviluppo". Bondi ha risposto che "serve un clima politico diverso per fare le grandi opere con un'opposizione non contraria "a prescindere" su tutti i temi. Lo abbiamo visto con la Tav, ma ci sono tanti esempi come la stessa Fano-Grosseto che è ferma per problemi amministrativi e burocratici". Fra le righe anche un pensiero sul possibile accordo "Veltrusconi". "Serve anche una stabilità di governo che consenta di portare avanti i programmi e le grandi riforme. La mancanza di una maggioranza stabile è l'ipotesi peggiore". Camilla Fabbri della Cna ha illustrato le capacità produttive della regione evidenziando il saldo positivo delle nostre piccole e medie imprese e ha chiesto quale fosse il programma di sviluppo. "Oggi la crescita del paese è sostanzialmente zero ed è da qui che si diramano tutti i problemi, anche quelli sociali - ha detto Bondi - voglio essere franco, non riusciamo a stare al passo degli altri paesi europei. Sostanzialmente l'Italia cresce la metà degli altri componenti della Ue. Questo significherà declino e una retrocessione del Paese". Il quadro tracciato è preoccupante. "Se continuerà questo trend saranno a rischio i posti di lavoro e non saremo più in grado di assicurare i servizi sociali. La diagnosi è un'alta pressione fiscale, una mancanza di infrastrutture che pesa nello sviluppo e vale anche per questa Regione, il costo dell'energia che siamo costretti a comprare all'estero e una burocrazia soffocante". Bondi sintetizza così i correttivi da fare: "La prima cosa da fare è ridurre la fiscalità sia per le famiglie che per le imprese, vero freno allo sviluppo. Di conseguenza anche i salari pongono grandi problemi di disuguaglianza sociale. Occorre ridare una spinta all'economia per ottenere una maggiore produttività in modo tale da avere risorse aggiuntive per dipendenti pubblici e privati. Uno dei punti chiave è detassare gli straordinari e gradualmente la tredicesima. Questo potrà portare anche a una ripresa dei consumi. E una forza come la nostra può incarnare al meglio questo programma visto che Veltroni si presenta sostanzialmente con la stessa squadra di governo di Prodi". Il coordinatore nazionale di Forza Italia ha ascoltato anche le richieste di "emplificazione burocratica" e di "considerazione" da parte della Confederazione agricoltori. "Siamo imprenditori a tutti gli effetti e non abbiamo alcun tipo di aiuto" ha detto Mariotti della Cia. Bondi ha risposto così: "Gli imprenditori italiani sono degli eroi perché il costo del lavoro è il più alto di tutti, la tassazione è forte e c'è da fare i conti con la globalizzazione. Ma fino a che punto ce la faranno?". Un accenno anche al turismo, settore per cui Alfredo Mietti della Confesercenti ha chiesto garanzie. "E' una grande risorsa, l'Italia potrebbe vivere anche solo di turismo, ma la sinistra ne ha danneggiato l'immagine". In chiusura Bondi ha parlato anche del caso delle schede elettorali. "Sembra accertato che fino a mercoledì il Poligrafico dello Stato sia in grado di ristampare le schede: quindi, non si comprenderebbe un eventuale diniego del Viminale. Ci deve essere una dimostrazione di buon senso del governo".

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I veri precari siamo noi imprenditori, che se sbagliamo un'annata non abbiamo più da mang (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"I veri precari siamo noi imprenditori, che se sbagliamo un'annata non abbiamo più da mangiare per la nostra famiglia, che se ci ammaliamo per 15 giorni rischiamo che le nostre aziende si fermino, con tutto quello che ne segue". Il segretario provinciale di Confartigianato Macerata, Giuliano Bianchi, è arrabbiato e deluso dalla politica come è stata pensata fino ad ora, e guarda alle prossime elezioni politiche con un filo di speranza e molte perplessità. "Sinceramente non credo che questo sistema elettorale, esempio di democrazia rubata e risultato dell'autoperpetuarsi di una casta che non fa entrare chi non deve entrare, riuscirà a risolvere tutti i gravi problemi che abbiamo - commenta Bianchi - Mi auguro che gli eletti sappiano fare meglio di quelli che li hanno preceduti. Ogni giorno i cittadini sono sempre un po' più poveri, e alcuni, pochi, sempre un po' più ricchi. E questa forbice che aumenta è quanto di più contrario a una democrazia". Di fronte a una realtà "immobile, in crisi, che lascia senza voce 5 milioni e 500 mila imprese in tutta Italia, di cui 10 mila nella Marche e 6 mila nella nostra provincia" i rappresentanti delle imprese artigiane si rivolgono alle forze politiche con una serie di richieste e un documento: "Le priorità per la crescita". Quattro pagine che parlano di "restituire fiducia ai cittadini, valorizzare le micro e piccole imprese, liberalizzare i settori che ingessano il mercato, ridurre la pressione fiscale, semplificare la burocrazia, tutelare il made in Italy".. Pagine a cui si accompagnano parole taglienti e richieste tutt'altro che generiche. "Tutti ci stanno accusando di affamare il popolo - inizia Enzo Mengoni, rappresentante del settore alimentare - ma il problema è nel regime fiscale e negli studi di settore. Si poterbbe cominciare dall'abolizione dell'Iva sui beni di prima necessità come il pane, il latte e la pasta, e la riduzione dell'Irpef e delle accise su gas, luce, metano, gasolio". Per l'edilizia, invece, il nodo cruciale è la sicurezza: "Nel nostro settore il 66% delle imprese sono artigiane - ha continuato Bruno Crescimbeni, rappresentante degli edili - Il decreto Bersani sulla sicurezza ci ha bersagliati moltiplicando multe e burocrazia, senza salvaguardarci minimamente. Questo nonostante noi abbiamo dato il massimo per la sicurezza nei cantieri, tanto che Macerata è la provincia che ha visto il maggior abbattimento del numero di morti sul lavoro dal 2004 al 2006 (-23%). Ci auguriamo che il prossimo governo diminuisca le sanzioni, perché pagare non risolve niente, e punti sulla formazione". Poi c'è tutto il comparto moda, che nelle Marche equivale a dire, per quel che riguarda le calzature, 6 mila imprese con 44 mila adetti. Un settore di nuovo in crisi, "per l'euro troppo forte e la fiscalità fortissima. Bisogna cercare leve di sviluppo e sistemi di fare impresa diversi, ridare credo ai giovani, puntare sulla formazione - ha concluso Giuseppe Mazzarella - Bisogna far capire che per diventare grandi bisogna prendere certe strade, come quelle del Micam o del mercato russo. La politica deve tutelare le piccole imprese, che hanno creduto nella qualità, nel made in Italy e hanno vinto contro la politica di prezzi invincibile dell'Est asiatico". Val.Pol.

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Pdl spinge la Sartori <Primo punto, stop alla burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA - data: 2008-04-08 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Pdl spinge la Sartori "Primo punto, stop alla burocrazia" "Proporrò un nuovo regolamento per velocizzare i tempi di giunta e consiglio" VICENZA - "Ottimizzare i tempi e l'efficienza dell'ingranaggio comunale". è questo uno dei motti di Amalia Sartori, europarlamentare e candidata sindaco del Popolo delle libertà con la Lega Nord e la lista civica Viva Vicenza. Cosa l'ha spinta a candidarsi? "Penso di essere arrivata ad un punto della mia vita in cui questa esperienza può essere gratificante per me e magari perché penso di poter fare cose utili per questa città. E poi insieme al presidente Galan abbiamo deciso di impegnarci molto sul Veneto anche perchè riteniamo che questa nostra Regione abbia bisogno di avere ancora più forza di quella che già ha avuto, facilitando il dialogo fra le varie province e governo centrale. Certamente, avere all'interno delle amministrazioni locali dei punti di riferimento, come lo posso essere io per Galan, è stato un fattore determinante alla mia scelta". Quale sarà il primo provvedimento che promuoverà, se diventerà sindaco? "Proporre un nuovo regolamento per semplificare e velocizzare i tempi di lavoro della giunta e del consiglio e perché, al di là delle leggi esistenti, gli uffici dell'amministrazione comunale siano organizzati in modo tale da dare al cittadino delle risposte certe e precise in tempi ragionevoli, civili, umani. I numeri della giunta? Non lo ritengo un problema rilevante, dunque non mi sono posta questo problema, me lo porrò al momento giusto. è una presa in giro per i cittadini dire “governerò bene perché avrò questo certo numero di assessori” ". Come risponde alle critiche di chi l'accusa di non conoscere bene la realtà vicentina? "Certamente io ho grande rispetto del sapere, per cui, per quanto riguarda il tasso di conoscenza in sé, certo potrei conoscere di più di quello che conosco. Ma dico anche che sarei disposta a fare una gara per vedere se davvero so poco di questa città. Io frequento Vicenza abitualmente dal 1980 e ho casa qui dal 1998. Credo, dunque, che ci sia più merito nel scegliere una città, piuttosto che nascerci. Io sono una che è molto attenta ed orgogliosa della cose che accadono qui e ho sempre guardato al capoluogo berico come la “mia” città, e di questa città io ho sempre voluto capire e conoscere tutti gli aspetti. Certamente io non sono una presenza nel pettegolezzo, nel quotidiano o nel corridoi, ma non ci sarei nemmeno se qui ci fossero nati i miei nonni e tutta la mia famiglia perché questo genere di cose non mi appartiene ". Quindi accuse rispedite ai mettenti... "Guardi, mi occupo di cose importanti e non amo i retrogusti, i retroprensiei e i pettegolezzi che sono una perdita di tempo e poco utili. Per quanto riguarda la storia di questa città e i suoi problemi e le aspettative, in definitiva, io penso di avere una buona conoscenza della realtà. Ho sempre letto molto, poi, di Vicenza: dai libri della sua storia a chi puntualmente scriveva gli articoli sul consiglio comunale ". Silvia Maria Dubois.

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<E io, contadina, dico a voi politici: non dimenticatevi dell'agricoltura> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA FORLI' pag. 1 "E io, contadina, dico a voi politici: non dimenticatevi dell'agricoltura" LA LETTERA di VALERIA MAMBELLI (*) QUESTE sono settimane di grandi fervori ideologici e politici, tutti rivendicano diritti e molti promettono qualsiasi cosa con grande facilità, devo dire però che l'unica categoria della quale non si sente parlare è quella degli agricoltori. Sto parlando non delle grandi società o cooperative agricole ma della famiglia coltivatrice diretta che vive e coltiva un terreno di proprietà. Nel corso degli ultimi anni queste piccole imprese sono state quasi equiparate rispetto a obbligazioni e burocrazia di varia natura a imprese di altri settori ben più redditizie, con il risultato che a fronte di un lavoro faticoso e dal reddito incerto i giovani se ne vanno lasciando familiari anziani dei quali molti fra pochi anni saranno costretti a smettere l'attività. Devo dire che senza la carne la frutta e la verdura che noi produciamo l'umanità non ha ancora imparato a sopravvivere, e agli albori della storia i piccoli gruppi umani hanno cominciato ad aumentare di numero con la scoperta dell'allevamento degli animali e delle coltivazioni vegetali, e non ultimo fino a pochissimi decenni fa l'economia di moltissime zone soprattutto collinari era basata quasi esclusivamente sulla agricoltura. Ora l'abbandono delle campagne soprattutto nelle zone collinari si riflette su tutta la Comunità, anzitutto con il degrado del territorio più sottoposto a frane incendi ed anche conseguentemente alla chiusura delle piccole attività nei paesi con relativo spopolamento ed invecchiamento degli stessi. Segue nell'Agenda (*) Coltivatrice diretta.

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<Servizi in Pedemontana per aiutare la montagna> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 08-04-2008 Parmense TRAVERSETOLO PROGETTO PER LA VAL D'ENZA "Servizi in Pedemontana per aiutare la montagna" Ubaldi (Udc): "Questo territorio è punto di riferimento per l'Appennino. Servono collegamenti rapidi" TRAVERSETOLO II Infrastrutture e nuove funzioni, in grado di sviluppare i paesi della Pedemontana, punto di riferimento dell'Appennino e nuovo antidoto contro lo spopolamento. Questo è il messaggio lanciato da Elvio Ubaldi, candidato capolista al Senato per l'Unione di Centro nella circoscrizione Emilia Romagna, durante la sua visita a Traversetolo. "Innanzitutto è necessario rendere queste zone più accessibili - ha detto l'ex sindaco di Parma - e investire sulle infrastrutture, in modo che raggiungere la fondo valle sia rapido e comodo". Paesi come Traversetolo - secondo il candidato Udc -devono diventare il punto di riferimento di molte funzioni, "come la formazione", ed essere capaci di produrre ricchezza, creando così occupazione. "Insieme a Fornovo, Langhirano, Sala Baganza e Felino, Traversetolo - ha aggiunto Ubaldi - è uno di quei paesi che si trovano a metà strada tra la città e l'Appennino e che quindi, se vengono adeguatamente sviluppati con servizi e funzioni, possono prevenire lo spopolamento. Lavorerò per questi paesi, perché lo ritengo importante non solo per la qualità della vita di chi vi risiede, ma anche per quella di tutti coloro che abitano sull'Appennino e rappresentano un vero presidio per impedire l'abbandono di questi luoghi". Tra le proposte: la difesa delle eccellenze di queste zone, esemplificata dall'agroalimentare, attraverso l'autosufficienza di tutta la filiera, settori per i quali si stanno aprendo le porte, nell'era della globalità, dei mercati internazionali e per i quali c'è bisogno di infrastrutture, stradali e tecnologiche, ma anche di formazione con scuole ad hoc da realizzare proprio in queste zona. "Tuttavia - ha ripreso Ubaldi - essendo queste eccellenze prodotte da piccole e medie aziende, lo Stato deve essere al loro fianco. Deve cioè ridurre la burocrazia e i suoi costi, favorendo così gli insediamenti, e sviluppare politiche energetiche e di logistica, per rendere queste imprese competitive con quelle degli altri Paesi d'Europa". Traversetolo Ubaldi ha parlato di nuove funzioni per la Val d'Enza.

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"Sanità, urgono risposte dalle istituzioni" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il consigliere Tapponi (Fi) sollecita l'assessore Mezzolani: niente promesse elettorali "Sanità, urgono risposte dalle istituzioni" PESARO - Sanità ancora nel mirino, stavolta del consigliere provinciale forzista Ugo Tapponi, il quale osserva che "le prospettive che si aprono sul versante della sanità pesarese e, in generale, di quella delle Marche sono poco allettanti e confortanti alla luce dell'incontro tenuto din recente in Provincia alla presenza dell'assessore regionale Almerino Mezzolani e del dottor Carmine Ruta. "Proprio le parole e i concetti espressi da quest'ultimo - dice Tapponi - destano parecchi dubbi anche sul piano culturale, si è inquadrato il tutto più che in una logica tesa alla "salute" della persona, piuttosto verso la progressiva aziendalizzazione dei nostri ospedali sia di rete che di polo. Da ciò la possibile "razionalizzazione" dei servizi, definiti da Ruta troppo "polverizzati" e quindi non in grado di dare risposte efficaci ed efficaci. "L'unico ospedale che pare "intoccabile" è quello di Torrette di Ancona che sta diventando sempre più una sorta di moloch, dove persino il personale medico e paramedico incontra problemi sul piano operativo; inoltre in tale maxi-struttura la fa spesso da padrone la burocrazia, più che l'accoglienza del malato (fatto implicitamente ammesso dallo stesso assessore Mezzolani). "L'assessore Mezzolani - osserva ancora Tapponi - punta tutto sulla collaborazione, ma sinora in Regione le richieste e gli appunti fatti dalla opposizione sono "morti". Dice che siamo troppo succubi delle contrapposizioni ma non indica che un'unica strada maestra tra Fano e Pesaro, quella della integrazione, dimenticandosi di elencare i fatti circa le varie specialità e afferma che vi è stata concertazione con i sindacati. "Vorremmo risposte ferme in sede istituzionale, non riunioni con il "consenso" del Tribunale del Malato" di Urbino che pare credere a queste che potrebbero sembrare promesse fatte alla vigilia delle elezioni politiche. E quali toni trionfalistici sugli investimenti (12 milioni), sulla "qualità" che sarà possibile fare ora dopo aver ripianato il deficit: ma grazie a quali manovre di bilancio, poco o nulla è dato di sapere. Naturalmente per salvarsi di fronte a possibili obiezioni viene sottolineato che sta crescendo la forbice tra necessità dei servizi e aumento dei costi, quasi a voler mettere le mani avanti".

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"La casta pensa solo a sopravvivere" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elezioni, l'affondo di Giuliano Bianchi durante l'incontro della Confartigianato "La casta pensa solo a sopravvivere" MACERATA - La Confartigianato di Macerata ha presentato ieri, nel corso di una conferenza stampa, le proposte che, alla vigilia delle elezioni, gli artigiani hanno formulato alle forze politiche. Proposte che la Confartigianato indica come "priorita" per la crescita" e cioè: garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente". "Il nuovo che vogliamo dalla politica ha detto il presidente provinciale della Confartigianato, Folco Bellabarba è che vengano ascoltate le imprese artigiane perchè sono quelle che trainano l'economia del paese. I nostri imprenditori si impegnano ogni giorno per incorporare qualità e innovazione nei loro prodotti e servizi. Questa stessa qualità noi la vogliamo trovare anche nell'azione politica, nella coerenza tra annunci e fatti, nei provvedimenti adottati". Ancora più esplicito il segretario provinciale di Confartigianato imprese, Giuliano Bianchi, che è anche presidente della Camera di commercio, il quale ha detto tra l'altro: "Il nostro paese è immobile da anni e l'incapacità di decidere ci sta impoverendo tutti. L'attuale legge elettorale è un esempio di democrazia rubata perchè non c'è selezione dei candidati ed in pochissimi casi c'è possibilita' di avere candidati del territorio. Si è quindi costretti a votare sapendo già chi sarà eletto. Questo è un autoperpetuarsi di una casta che non fa entrare chi non deve entrare e si allontana sempre più dai problemi della gente. Non c'è più un effettivo contatto tra elettori e candidati. Mi auguro solo che le persone elette dimostrino maggiore sensibilita' del passato. Cinque milioni e 500.000 imprese artigiane in Italia non hanno voce come altre categorie, quindi c'è una carenza di rappresentatività. Poi c'è chi vive nei monopoli e questo è contrario alla democrazia". I problemi dei vari settori dell'artigianato sono stati poi esposti da Bruno Crescimbeni presidente del Gruppo edili. "Il 66% delle imprese edili sono artigiane e nelle Marche che hanno investito nella sicurezza riducendo del 23% in due anni il numero degli incidenti sul lavoro. Anche a Macerata, sul fronte della sicurezza nei luogi di lavoro sono stati fatti importanti passi in avanti. A mio avviso bisogna puntare sulla formazione". Pungente l'intervento di Giuseppe Mazzarella presidente del Settore moda. "Nelle Marche - ha spiegato - ci sono 10.000 imprese con 70.000 addetti e si tratta di piccole aziende che fanno qualità mentre le grandi imprese hanno delocalizzato ma la politica ha favorito proprio questo fenomeno anzichè aiutarele imprese artigiane". Critico anche Enzo Mengoni, presidente nazionale del Settore alimentazione. "La tassazione mediante gli studi di settore ci danneggia enormemente perchè se vogliamo acquistare nuovi macchinari e migliorare le strutture per fare qualità e abbassare i costi immediatamente veniamo penalizzati con l'imposizione di aliquote superiori". La Confartigianato vuole dunque fare sentire la sua voce in vista delle imminenti elezioni. DANIEL FERMANELLI,.

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"Il Paese ha bisogno di risposte, solo il centrodestra può darle" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Crescita, fisco e lavoro. Bondi a Pesaro incontra gli imprenditori e i rappresentanti delle associazioni professionali e di categoria "Il Paese ha bisogno di risposte, solo il centrodestra può darle" silvia sinibaldi pesaro - L'onorevole Sandro Bondi ha raggiunto a piedi il palazzo storico sede di Confindustria pesarese: nella piazzetta antistante lo attendeva il gotha del centrodestra provinciale capitanato dal coordinatore di Forza Italia Roberto Giannotti, ma anche i candidati marchigiani alla Camera Remigio Ceroni, Giacomo Bugaro, Elisabetta Foschi e Fabrizio Dini, e i candidati al Senato Francesco Casoli, Giancarlo D'Anna e Alessandro Bettini. Onorevole incontrerà gli imprenditori locali, che messaggio porterà loro? "Con loro discuterò della necessità di far ripartire la crescita del nostro Paese". Rigorosamente in blu anche se alla giacca ha preferito un pullover aggiunge: "In questo le Marche possono dare un contributo fondamentale. Oggi le previsioni di crescita dell'Italia si assestano sullo zero per cento e solo la ripartenza economica potrà garantire al Paese la soluzioni dei problemi sociali. La Sinistra ha aggravato tutto appesantendo la pressione fiscale che è diventata il freno principale dell'economia". E i salari, il potere d'acquisto dei cittadini? "Problemi risolvibili solo con la crescita della produttività e con la possibilità di destinare risorse aggiuntive detassando gli straordinari e impedendo che il reddito del lavoro straordinario possa fare alzare le aliquote". Ormai non c'è più tempo per ristampare le schede elettorali. "Il tempo ci sarebbe ma non c'è la volontà politica del governo che ancora una volta manca di buon senso". Poi l'incontro con gli imprenditori pesaresi, con i rappresentanti delle associazioni professionali e di categoria. Il presidente di Confindustria Andrea Ugolini ha introdotto il breve incontro invitando i rappresentanti delle imprese e dell'artigianato a illustrare le condizioni dei propri settori. Ne è scaturito un panorama solido ma fortemente penalizzato dalla burocrazia e dalla mancanza di infrastrutture. Da tutti la richiesta ferma di una stabilità per la guida del Paese. "Sarò franco - ha esordito Bondi - dicendovi che la nostra economia cresce ogni anno meno di quanto non accada negli altri paesi europei. Anno dopo anno questo porterà al declino dell'Italia. Perchè accade? La diagnosi è semplice: c'è una pressione fiscale insopportabile, una endemica mancanza di infrastrutture, un costo esorbitante dell'energia, una burocrazia soffocante e uno stato di arretratezza fortissima dell'Università, della scuola e della ricerca scientifica. Chiunque vincerà le elezioni dovrà risolvere questi problemi e non sarà facile. Chiunque vincerà deve augurarsi di avere un successo capace di dare stabilità alla propria azione di governo. Ecco credo che le risposte di cui ha bisogno il nostro Paese il centrodestra sia in grado di fornirle meglio della sinistra e del Pd".

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Ferrero batte Montresor, il Rocher vince sul falso cioccolatino made by China (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 08 8 Ferrero batte Montresor, il Rocher vince sul falso cioccolatino made by China Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 12:30 in Cronaca La notizia del cioccolatino piemontese che vince sull'artificio made by China sorprende come se, per una volta, fosse avvenuto che lo Stivale abbia dato un sonoro calcio al Drago fumante d'Oriente. Ah, è accaduto? E' accaduto che una "piccola" impresa dolciaria della Provincia Granda (terra di vini e colline nel cuore delle Langhe) abbia vinto la concorrenza del Paese la cui economia tutti temono di intralciare (vedi il caso Olimpiadi-Tibet)? Ricapitoliamo e consentiteci una digressione dalle vicende strettamente legate al capoluogo piemontese. La Ferrero ha ottenuto una significativa vittoria in Cina contro la contraffazione. La Suprema Corte di Pechino ha ingiunto alla cinese Montresor di mettere immediatamente fine alla produzione di cioccolatini Tresor Dor impacchettati in modo identico ai Rocher. L'accusa è concorrenza sleale, il principio di base è la tutela del marchio Made in Italy. Dopo tre anni di burocrazie e dibattiti nelle sedi competenti, in sostanza, è la conferma del secondo grado di giudizio, mentre nel primo l'azienda dolciaria piemontese era stata condannata. La Montresor dovrà alla Ferrero circa cinquantamila euro di risarcimento. A dire il vero, bando all'ironia, la Ferrero non ha dimensioni così piccole e ci viene da chiedere cosa sarebbe accaduto se ad intentare la causa fosse stata una realtà meno nota, dal giro d'affari meno ingente ed il cui proprietario non fosse apparso nell'elenco stilato da Forbes come uomo più ricco d'Italia e sessantosttesimo al mondo. Le energie spese dalle istituzioni italiane in Italia ed in Cina sarebbero state le medesime? Cosa ne pensate? Altra considerazione che ci viene da fare è questa: molta parte dei cinesi che si trovano in Italia sono occupati in nero nei mercati parallelli della contraffazione. "Lavorano" conto terzi per i grandi marchi, ad esempio quelli della moda italiana e realizzano copie perfette di accessori ed abbigliamento che vengono immessi nei circuti del commercio internazionale. Se si facesse più seriamente la lotta al tarocco partendo proprio dall'Italia? Certamente il caso Ferrero fa notizia e costituisce un precedente importante in materia di contraffazione, ma, nonostante l'importante vittoria, molto resta ancora da fare, ricorda la Coldiretti: "L'Italia è il Paese più colpito dalla contraffazioni all'estero dove sono falsi tre prodotti alimentari su quattro (...) La pirateria agroalimentare internazionale utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: dai formaggi ai salumi, dal caffè ai biscotti, dall'olio di oliva ai condimenti, dalla pasta ai vini". Staremo a vedere.

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NOVA, TUTTO PRONTO PER LA CIG (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nova, tutto pronto per la cig ENZO MULIERI È arrivata con qualche giorno di ritardo ma con il crisma della certezza la lieta notizia per gli ex dipendenti della Nova, l'azienda serica chiusa dallo scorso anno e sottoposta a procedura fallimentare. La Regione Campania, infatti, ha approvato la delibera di cassa integrazione straordinaria a favore dei 92 lavoratori dello stabilimento di Briano a seguito del parere favorevole espresso dalla dirigente dell'Ufficio del lavoro Miele. Il provvedimento, con decorrenza da mercoledì scorso, avrà la durata di dodici mesi, a meno che non si renderà indispensabile un'ulteriore proroga di sei mesi in presenza di concrete prospettive di ripresa della ex fabbrica della seta. Ad avviare l'iter l'ufficio della curatela fallimentare, rappresentato dalla dottoressa Maria Pia Iorio, dietro autorizzazione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su specifiche istanze pervenute dai sindacati. L'integrazione salariale non dovrebbe superare mediamente il tetto di 800 euro mensili. Per Nova, dunque, si ripropone lo stesso percorso che ha riguardato più recentemente il caso Ixfin di Marcianise con la possibilità di ottenere anche da parte del ministero del Lavoro la conferma della delibera regionale attraverso un apposito decreto. "Ci auguriamo che nell'arco di due mesi la pratica possa essere risolta - dice Domenico Tamburrino, segretario provinciale della Uilta - faremo di tutto per accelerare i tempi della burocrazia anche perché il trattamento integrativo ha bisogno solo di una presa d'atto formale da parte del ministero". Non si prevedono tempi brevi, però, per l'esito conclusivo della procedura fallimentare della Nova dal momento che non sembra sia pervenuta ancora alcuna manifestazione d'interesse per rilevare l'azienda, contrariamente a quanto le parti sociali sostenevano agli inizi di quest'anno. La crisi che incombe sul settore serico ha in qualche modo raffreddato gli imprenditori che avevano dato la loro disponibilità a una cessione di ramo d'azienda. "Stiamo parlando di un sito, quello di Briano, che ha una sua importanza strategica - dice il segretario della Filtea Cgil, Raffaele Maietta - per questo ci batteremo per la difesa di un'attività che potrebbe tornare agli antichi albori, utilizzando le tante risorse professionali che il territorio ha saputo esprimere per decenni". Intanto, è entrato nella fase operativa il piano strategico della Jabil, multinazionale americana delle tlc. Per rilanciare le attività sono stati investiti 44 milioni, divisi tra il polo milanese e casertano, come rappresentato ieri dal management al ministero dello Sviluppo economico. Due le verifiche previste a Caserta nelle prossime settimane.

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Ue critica Russia su burocrazia legata a rilascio visti (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MOSCA (Reuters) - La burocrazia russa in materia di immigrazione è così farraginosa che molti europei lasciano andare piuttosto che cercare di riuscire e superarla, hanno detto gli ambasciatori dell'Ue ai rispettivi governi nell'ultimo giro di colloqui sulla questione dei visti. La questione del visto comporta una serie di difficoltà tra l'Ue e la Russia che include sicurezza energetica, commercio e diritti umani. Il blocco è il maggior partner commerciale della Russia. I diplomatici europei dicono che la disputa sul visto potrebbe essere sull'agenda quando Dmitry Medvedev, che giurerà come presidente il mese prossimo, parteciperà al prossimo vertice tra Ue e Russia a giugno. Un diplomatico europeo ha detto che il numero di persone che lasciano la Russia crescerà se le regole di Mosca non saranno riviste, danneggiano gli investimenti e relazioni già tese.

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Stipendi a rate, scatta l'ultimatum della Provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Mense scolastiche Stipendi a rate, scatta l'ultimatum della Provincia Mense scolastiche --> "La scelta di erogare gli stipendi in due tranche non è ammessa da nessuna normativa. A questo punto, o l'azienda si decide a cambiare subito atteggiamento oppure segnaleremo il caso all'Ispettorato del lavoro". È l'ultimatum imposto dall'assessore agli Affari Generali e servizi per il lavoro della Provincia di Cagliari Carla Floris alla Cocktail Service, società che si occupa del servizio mensa di oltre dieci istituti scolastici a Cagliari e opera in tutta la Sardegna. Ieri, nei locali della Provincia, c'è stato un nuovo tentativo di accordo tra il rappresentante dell'azienda Marco Salis e i sindacati, Cristiano Ardau per la segreteria Uiltucs-Uil e il segretario generale Sardegna Filcams-Cgil Sergio Codonesu, insieme a una delegazione di lavoratrici. Che, però, si è concluso ancora con un nulla di fatto. Al centro della vertenza, che si trascina già da diversi mesi, c'è la pratica adottata dall'azienda di pagare gli stipendi in due rate, tramite un acconto e, solo a seguire, con il saldo. Un nuovo incontro è stato fissato per venerdì, che coinciderà con "l'ultimo giorno utile perché si raggiunga l'obiettivo di effettuare i pagamenti in maniera regolare", ha anticipato l'assessore. "Se questo non dovrebbe avvenire, ovvero se in questo tavolo non si dovesse procedere con la formalizzazione degli stipendi in un'unica soluzione, il verbale verrà trasmesso all'Ispettorato, che procederà con le sanzioni. I problemi dell'azienda non devono ricadere sui lavoratori". Cristiano Ardau ricorda che "il primo incontro alla Provincia si è tenuto a dicembre ma l'azienda ancora non ha riconosciuto le sue responsabilità. Non solo, oltre a effettuare le retribuzioni attraverso acconti, ha riservato alle lavoratrici un pessimo trattamento. La Uiltucs si era mobilitata addirittura dal mese di luglio dello scorso anno ma una soluzione appare ancora lontana". Sergio Codonesu denuncia che "c'è stato un grave atteggiamento discriminatorio verso le delegate sindacali". E, riguardo le difficoltà nell'erogazione, sostiene: "Un'azienda non può essere prigioniera di una burocrazia che ha creato da sè". Marco Salis ha invece dato voce alla difesa dell'operato della Cocktail Service, ribadendo ancora una volta che la rateizzazione degli stipendi è connessa ai "ritardi dei pagamenti da parte dell'amministrazione pubblica. Se gli stipendi sono stati consegnati in due soluzioni è chiaro che c'è mancanza di una copertura finanziaria, proprio a causa di questi ritardi". MARIANGELA LAMPIS.

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La nave da crociera? Tornerà ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6024 Arbatax. Ancora da aggiustare la macchina dell'accoglienza: il porto è eterno cantiere La nave da crociera? Tornerà ancora Arbatax.. Ancora da aggiustare la macchina dell'accoglienza: il porto è eterno cantiere Francesi entusiasti del trenino verde e dei prodotti tipici --> Francesi entusiasti del trenino verde e dei prodotti tipici Moderatamente positivo il bilancio legato all'approdo di una nave da crociera ad Arbatax. Ma molto resta ancora da fare. L'Ogliastra piace al popolo delle crociere? Il secondo test - 216 turisti francesi approdati sabato con la motonave Adriana ad Arbatax - si chiude con un bilancio in chiaroscuro che però lascia ampio spazio all'ottimismo. QUEL PORTO CANTIERE Certo, il porto ogliastrino avrebbe bisogno di un drastico restyling e la stazione marittima è ancora un vero e proprio monumento ai ritardi della burocrazia, ma per il resto tutto è andato per il meglio. ENTUSIASTI DEL TRENINO I croceristi della motonave francese Adriana che, dopo lo sbarco, hanno riempito tre carrozze del trenino verde ripercorrendo l'antica tratta ferroviaria sino a Sadali, si sono concessi un'esperienza nell'entroterra che difficilmente dimenticheranno. Lo hanno riferito a Tore Picone, dell'Alguer Viaggi, che ha curato l'assistenza a terra per 250 passeggeri della motonave francese partiti da Nizza per toccare diverse città del Mediterraneo, da Trapani a Portovecchio. "Hanno espresso giudizi lusinghieri sulla bellezza del paesaggio e dell'ambiente - fa sapere l'organizzatore - e sono rimasti particolarmente impressionati dall'accoglienza e dalla bontà dei prodotti tipici gustati a Sadali". LE DELIZIE L'assessore comunale al Turismo della cittadina Antonello Nieddu ha lavorato in prima persona per far conoscere ai croceristi le delizie e i manufatti locali, ma gli stand, causa il vento che soffiava impetuoso sul fronte del porto oglaistrino, sono stati allestiti in coperta. Alla stessa maniera lo spettacolo folcloristico a base di balli tradizionali è stato organizzato a bordo della nave da crociera. Alla fine però, tutti soddisfatti. SI PUÒ RIFARE Questa tappa ad Arbatax, secondo l'organizzatore che l'anno scorso ha curato l'escursione ad Orgosolo e Nuoro, è destinata a diventare un appuntamento fisso. "Visto e considerato il parere più che positivo dei clienti, questa tappa in Ogliastra, per ora effettuata in via sperimentale, potrà a partire dal prossimo anno diventare una meta fissa delle crociere della compagnia francese", sottolinea l'organizzatore. LA STRATEGIA Tore Picone domenica pomeriggio ha incontrato anche l'assessore provinciale al Turismo Gigi Mereu per studiare le strategie di una futura collaborazione tra tour operator e Provincia Ogliastra. Quella del turismo da crociera è una prospettiva destinata a diventare una realtà concreta soprattutto nel momento in cui il porto di Arbatax potrà contare sul nuovo dente d'attracco in via di realizzazione e sulla nuova stazione marittima. GIUSY FERRELI.

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SICUREZZA: MUSSOLINI (PDL), NO A DISCREZIONALITA' IN APPLICAZIONE LEGGI (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SERVE STRETTA SU IMMIGRAZIONE - TUTTE LE DROGHE SONO SBAGLIATE ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 8 apr. - (Adnkronos) - E' ''uno scandalo'' che i boss mafiosi vengano scarcerati ''per problemi di burocrazia. Il problema non e' fare le leggi, il problema e' che le leggi vengono applicate con una certa discrezionalita' e ci sono magistrati che non fanno andare in galera quelli che stuprano''. Alessandra Mussolini sottolinea la necessita' della certezza della pena in un intervento allo 'Speciale Elezioni 2008' dell'ADNKRONOS. In tema di immigrazione, la candidata del Pdl alle politiche e' del parere ''che occorra una stretta''.

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Financial Times: "Deprimente la prospettiva di un nuovo governo Berlusconi" (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 08 8 Financial Times: "Deprimente la prospettiva di un nuovo governo Berlusconi" Pubblicato da Massimo Brignolo alle 14:23 in Diario "L'Italia ha bisogno di riforme" e "la prospettiva di un nuovo inefficace governo guidato da Silvio Berlusconi e composto dalla stessa casta di politici che continuano a ritardare le sfide che il paese non può più evitare è profondamente deprimente". E' la conclusione alla quale arriva oggi il Financial Times osservando amaramente come "l'Italia abbia avuto una preziosa opportunità di rinnovarsi" con Tangentopoli e "la possibilità di ridisegnare la sua economia quando passando da lira ad Euro i costi dei suoi debiti furono ridotti drasticamente. E nulla è avvenuto". E, prosegue Financial Times, "pochi politici possono sfuggire alle accuse". Muovendo l'attenzione sui programmi elettorali, il quotidiano finanziario sottolinea come "le grandi promesse di spesa di entrambi i contendenti ignorino la realtà di un'Italia con una ridotta crescita, un vasto debito pubblico e una competitività in declino". Ancora una volta nell'occhio del ciclone vi è Silvio Berlusconi "le cui promesse di spesa, circa il triplo di quelle di Veltroni secono uno studio, sono particolarmente demagogiche". Tutto questo potrebbe essere catalogato come "fumo retorico da campagna elettorale" non fosse che il sistema elettorale costringe alle discussioni su ogni provvedimento". La conclusione è ancora una volta amara: "L'Italia è in relativo declino. Sta affondando sotto un sovradimensionato settore pubblico, burocrazia e fatiscenti infrastrutture. Ha bisogno di una riforma strutturale dell'economia e un rinnovamento politico. Non sembra che riuscirà ad averli".

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Mussolini: ''A destra votare solo chi può governare'' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Allo 'Speciale Elezioni 2008' dell'Adnkronos la candidata del Pdl chiede lo sbarramento al 50% per le candidature degli uomini e una ''stretta'' sull'immigrazione, dice 'no' alla ''discrezionalità'' nell'applicazione delle leggi e 'sì' ai quartieri a luci rosse, e ribadisce che tutte le droghe sono ''sbagliate''. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 8 apr. (Adnkronos/Ign) - A destra del Pdl ci sono solo ''formazioni velleitarie, come fossero liste civiche. Certi ideali si possono far valere se si riesce a governare'', non togliendo voti al centrodestra ''per un attimo di pubblicità''. E' Alessandra Mussolini a sottolinearlo, intervenendo allo 'Speciale Elezioni 2008' dell'Adnkronos. ''Un conto - rileva - è parlare di partiti esistenti, che hanno lottato con il cuore'', mentre ''gli altri francamente sono una corrente di maligni''. La Mussolini definisce la candidatura di Francesco Storace a sindaco di Roma ''quasi un conflitto di interessi'' dal momento che ''il comune è anche parte civile nel 'Laziogate'. Per non parlare - aggiunge - di una signora che adesso fa la fascista''. Più in generale, il segretario nazionale di Azione Sociale considera ''umilianti'' le quote rosa in politica, ma ''potevano esserci con una legge elettorale diversa, era un modo per far entrare gradualmente delle donne nelle istituzioni. Con questa legge, che non prevede il voto di preferenza, le quote dovrebbero essere superate o messe al maschile. Vale a dire: più del 50% di uomini non si possono candidare perché noi donne siamo il 52% dell'elettorato''. Alessandra Mussolini affronta quindi il tema della sicurezza. E' ''uno scandalo'', sottolinea, che i boss mafiosi vengano scarcerati ''per problemi di burocrazia. Il problema non è fare le leggi, il problema è che le leggi vengono applicate con una certa discrezionalità e ci sono magistrati che non fanno andare in galera quelli che stuprano''. Quanto all'immigrazione, la candidata del Pdl alle politiche è del parere ''che occorra una stretta''. ''Non sono certamente d'accordo - osserva - sull'ipotesi del voto agli immigrati senza la cittadinanza. Per gli italiani all'estero ci sono leggi severissime, a noi non fanno sconti. In questi due anni sono entrati tutti, Roma è diventata una baraccopoli. Bisogna investire sulle generazioni future, sulla scolarizzazione obbligatoria per i Rom''. Poi le sostanze stupefacenti. Per la Mussolini ''c'è univocità su tutte le droghe. Il primo atto del governo Prodi è stato l'aumento del principio attivo delle sostanze stupefacenti, mentre bisogna invece far capire ai giovani che le sostanze che alterano la psiche sono sempre sbagliate, si parli di hashish, marijuana o cocaina''. ''Non si può quindi dire che la droga leggera è accettabile e quella pesante no. E' opportuno quindi - rimarca - tornare a un discorso di severità, che però non deve comportare il carcere. Bisogna piuttosto puntare sui centri di recupero''. Riguardo alla prostituzione, è ''certamente il caso di rivedere la legge Merlin'' è l'opinione del segretario nazionale di Azione Sociale, che si dice favorevole all'istituzione di ''quartieri a luci rosse'' analoghi a quelli presenti nelle grandi città europee. ''E' una legge ipocrita, adesso c'è la prostituzione minorile, soprattutto dell'Est. Non si tratta di riaprire le case, io sono per i quartieri a luci rosse, dove sono garantiti i controlli sanitari obbligatori e si pagano le tasse. Mantenere la situazione attuale significa non vedere il problema attuale di sfruttamento della prostituzione di ragazzine. E le telecamere o le multe ai clienti - avverte - non servono assolutamente a nulla''. Infine un riferimento alla situazione in Tibet e ai Giochi Olimpici. ''Quello che sta accadendo è incredibile - dice la candidata del Pdl - le Olimpiadi dovrebbero unire e portare sentimenti di positività''. A riguardo la posizione della Mussolini è chiara e netta: ''Non si doveva proprio pensare di far andare le Olimpiadi in Cina''. ''La Cina - rileva - è una grossa potenza economica, c'è la sopraffazione su tutto. L'Europa tace, così come molto spesso l'America, per motivi di interesse. In realtà quello che fa la Cina con i suoi prodotti e con la violazione dei diritti umani non dovrebbe consentire la possibilità di organizzare le Olimpiadi. Le proteste sono giuste, chissà perché hanno assegnato i Giochi alla Cina''.

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La scelta (sezione: Burocrazia)

( da "Famiglia Cristiana" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Guglielmo Nardocci e Roberto Zichittella POLITICA FACCIA A FACCIA FINALE TRA VELTRONI E BERLUSCONI ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI LA SCELTA WALTER "METTE SU" FAMIGLIA: "È QUESTO IL PAESE IN CUI CREDO" "Buuuh! Sono migliori le orecchiette con le rape". Protestano simpaticamente le migliaia di sostenitori baresi quando Walter Veltroni, in una delle sue rarissime gaffe, si lascia andare al ricordo di quel pranzo a Bologna in casa della famiglia Fontanelli: "Sapori inauditi", commenta il candidato premier del Pd alla 101ª tappa del suo Giro d'Italia, fra l'annuncio di una proposta di legge contro il precariato, l'aumento delle pensioni, l'abolizione dell'Ici, la polizza contro gli infortuni che gli hanno chiesto le casalinghe della Garbatella. (Foto Giuliani). E rivela qualche particolare del suo più intimo tour nelle case di una decina di famiglie italiane che lo hanno invitato a pranzo. Dalla famiglia del professore a quella del giardiniere, da quella dell'artigiano a quelle dell'operaio, dell'agricoltore e del piccolo imprenditore. All'inizio qualche imbarazzo: "Ma poi tanta simpatia", racconta Veltroni a Famiglia Cristiana, "e la conferma che la famiglia continua a essere l'unica istituzione che regge tutto, compensa le difficoltà, protegge dalle avversità, l'unico vero ammortizzatore sociale con i suoi valori, la solidarietà fra i suoi membri, e oltre i confini della famiglia stessa". Per esempio? "Per esempio il signor Vitaliano di Caserta, che a soli 17 anni è rimasto vittima di un incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, ma nonostante questo ha adottato un bambino e trova persino il tempo di fare attività associative. Una grande lezione, simile a quella della famiglia che fa parte della ruota di solidarietà animata da don Vinicio Albanesi, che si prende cura dei minori abbandonati, e lo fa in una villa espropriata alla camorra". Richieste di posti di lavoro o di aiuti in genere? " No, da nessuno. Ho ascoltato, abbiamo parlato come si fa intorno a un tavolo nel momento piu importante per la famiglia. Ho notato soprattutto la loro dignità, il modo e l'eleganza dell'ospitalita. Quel tratto riservato anche quando ti rendi conto dell'estrema parsimonia, che evoca momenti poco felici per tutte le famiglie italiane. Nessuno si è lamentato, sono stati molto belli questi incontri nei quali il vicino preparava la torta e qualcuno un'altra cosa, e infine tutti insieme con il condominio a parlare dei problemi. Mi hanno accusato di fare il buonista, quello che scopre cose note, ma io credo che alla fine hanno ragione quelli che dicono che basta prendere il bus e vivere la vita di tutti per capire e governare meglio. Roma mi ha cambiato, governare una citta cambia, perché il contatto con la gente è diretto. Io imporrei a tutti coloro che vogliono fare politica l'esperienza nei Consigli comunali. Il segreto è ascoltare, non comiziare: si scoprono tante cose". La burocrazia soffoca i sentimenti Per esempio? "Per esempio la famiglia Presenza di Pescara, Bruno e Mariagrazia, ambedue professori, due figlie, la prima studia fisioterapia e la seconda danza. Nella nostra conversazione le grandi riforme hanno lasciato il posto a considerazioni diverse, come la difficoltà di avere un rapporto "intero" con l'alunno, la mancanza dei valori, la triste piaga degli insegnanti che cambiano sede continuamente, privando gli alunni di un rapporto continuativo importante. Sono tutte cose possibili senza ricorrere a un riforma per legislatura". Ma la famiglia è anche quel nucleo attraverso il quale passano la storia del Paese e i suoi problemi, anche quelli piu attuali: "Penso a Mirko Lami e sua moglie. Lui è responsabile della sicurezza nelle acciaierie di Piombino, lei impiegata. Mirko mi ha detto che il livello di sicurezza negli impianti è buono, ma non è questo il loro principale problema. Vogliono adottare un figlio, però hanno problemi immensi con la burocrazia. È vero, lo sappiamo tutti che in Italia la burocrazia soffoca anche i sentimenti e li frustra, ma Mirko e sua moglie hanno diritto al loro bambino e noi il dovere di darglielo, senza aspettare che compia vent'anni". Andare avanti insieme Ma la famiglia è anche impresa, soprattutto al Centronord: "Quando la famiglia è nell'impresa come parte costitutiva, i conflitti sono minimi, la coesione piu grande nei momenti di difficoltà, le motivazioni piu sincere. La famiglia Resta di Perugia ha un'impresa artigianale con il classico laboratorio sotto casa. Adesso la mandano avanti i ragazzi, che debbono fronteggiare la concorrenza dei cinesi. "La affrontiamo", mi hanno detto, ma nell'aziendina dei Resta non c'e differenza fra lo stipendio dei lavoratori e quello dei proprietari, guadagnano tutti lo stesso mensile. Vivono in modo semplice, senza lussi, e i lavoratori ci tengono quanto i loro datori di lavoro, perché sanno che si va avanti insieme, o insieme si va a fondo". E ancora la famiglia Fontanelli di Bologna, quella dei "sapori inauditi", allevatori geniali, inventori di un sistema di sterilizzazione del latte e distributori. Una bella azienda familiare con l'aggiunta di un po' di lavoratori. "Questa è la mia Italia", dice Walter Veltroni. L'Italia dei comizi del leader del Partito democratico, allegra, seria e caciarona al tempo stesso, per nulla carica di veleni perché il loro leader di veleni non ne amministra. E magari si puo ricominciare anche da qui.

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Il centrodestra sfila sotto la cupola del Duomo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Appuntamento in piazza Roberto Formigoni e Ignazio La Russa sul Lario a una settimana dal voto "Ci ha rovinato quello là". Il commento è risuonato domenica mattina in piazza Duomo, a Como, lanciato da una signora qualsiasi; una comasca di mezza età come tante, magari più arrabbiata, arrivata nel 'salotto' cittadino per assistere a un appuntamento elettorale del centrodestra. Ed è un commento che sintetizza efficacemente l'atmosfera dell'incontro. 'Quello là' altri non era che Romano Prodi, presidente del consiglio uscente, colpevole, secondo l'anonima comasca ma anche per tutti i politici presenti, di avere sconquassato l'Italia in appena un paio di anni di governo. L'occasione per le critiche a Prodi e colleghi, e per una discussione ampia sui temi più disparati, dalle tasse a Malpensa, dalla sicurezza all'Expo 2015, è stata data dalla presenza in città di una nutrita pattuglia di esponenti del centrodestra: il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa, affiancati dal senatore ed ex ministro Lucio Stanca, dal capogruppo provinciale di Forza Italia, Luigi Fabbri, dai senatori di An, Andrea Ronchi e Alfredo Mantica. Promotore dell'appuntamento, nonché moderatore, Alessio Butti, anch'egli senatore uscente per An. Attorno il vertice del centro-destra comasco, a partire dal sindaco di Como, Stefano Bruni, e circa duecento persone, compresa la signora decisamente arrabbiata con Prodi. Non solo critiche al governo di centrosinistra uscente, comunque. Anzi, in un palleggio di interventi decisamente cordiali Formigoni e La Russa hanno discusso di tutto un po', con un occhio a Roma e qualche sguardo anche a Como. L'Expo, tanto per cominciare, è stata definita da Roberto Formigoni una "occasione straordinaria" anche per il Lario, un appuntamento per far conoscere le eccellenze della nostra regione tra le quali quelle comasche. Non solo una fiera, quella del 2015, sia pure di livello mondiale, ma anche lo stimolo "a fare di più a livello di infrastrutture", ha rimarcato Ignazio La Russa che ha sottolineato: "Il nostro governo ha la vocazione di fare di più per il Nord. Non dimenticheremo queste aree del Paese". Como insomma può sperare che qualcosa cambi da qui ai prossimi sette anni in tema di strade, collegamenti, infrastrutture. Tra Ici sulla prima casa da cancellare - un cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi riproposto a Como con foga dal leader del Pirellone - e promesse di minore burocrazia, l'esponente di An Ignazio La Russa ha lanciato chiari segnali in tema di sicurezza. "Niente sconti di pena" e "chi sbaglia deve pagare" sono state le principali sottolineature. Giorgio Civati Nella foto: A sinistra, il palco in piazza Duomo su cui sono sfilati molti leader del centro-destra Home Bassone stracolmo, indulto inutile I giornalisti economici giudicano la provincia "L'innovazione vi ha salvati dalla crisi del tessile" "Non abbiamo invaso il campo altrui".

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Associazioni: è nata Diritti Diretti (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 08/04/2008 --> La onlus persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti a favore delle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari Ecco la sua presentazione: "Dipende da te!". Su questa convinzione è nata "Diritti Diretti": Associazione senza scopo di lucro che persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari (anziani, minori, persone con disabilità temporanea o permanente, individui con esigenze dietetiche e/o con problemi di allergie ecc.). "Abbiamo, infatti, costituito "Diritti Diretti" - ha affermato il Presidente Simona Petaccia - con il proposito di promuovere l'idea che stato sociale e carità devono essere rimpiazzati da libertà e diritti applicati (non solo legiferati) per le categorie svantaggiate, al fine di contrastare la diffusione di pregiudizi o stereotipi e incoraggiare la presa di coscienza delle loro abilità e del loro contributo sociale". Questa nuova realtà associativa si oppone quindi a ogni forma di discriminazione nei settori della cultura, dell'arte, dell'informazione, della comunicazione, del turismo, della natura, dell'ambiente, dello sport e del tempo libero, facendosi portavoce degli interessi e delle esigenze degli suoi soci (persone fisiche e giuridiche, italiane o estere). Per raggiungere tale scopo, "Diritti Diretti" mira a: sostenere iniziative volte a garantire uguaglianza e dignità; migliorare l'accesso a edifici pubblici e privati, ai trasporti e all'informazione; far riconoscere la capacità di scelta autonoma e indipendente delle fasce di popolazione poco rappresentative, dette "minoranze"; dare impulso al dialogo tra culture diverse; favorire lo sviluppo della persona e della sua identità, salvaguardando i diritti civili, siano essi "diritti naturali" o "diritti umani" (diritto alla libertà individuale, diritto alla vita, diritto all'autodeterminazione, diritto a un giusto processo, diritto ad un'esistenza dignitosa, diritto alla libertà religiosa, diritto alla protezione dei propri dati personali - privacy)". La prima mission di "Diritti Diretti" sarà quella di avviare servizi di consulenza personalizzata offerti ai soci per la progettazione di un turismo accessibile, individuando servizi e strutture per viaggi e soggiorni in grado di permettere, senza ostacoli e difficoltà, la fruizione a persone con esigenze speciali che necessitano di particolari comodità e agevolazioni per la pratica del viaggiare. "La maggior parte delle agenzie di viaggio - ha precisato Simona Petaccia - effettua le ricerche delle strutture ricettive attraverso database elettronici che non permettono di ottenere informazioni dettagliate come: ampiezza degli ascensori, numero di scalini prima dell'ingresso, cucina adatta a celiaci, ecc. La sola informazione ricavabile è quella di sapere se un albergo è accessibile ai diversamente abili, ma il più delle volte si tratta di strutture a 4 o 5 stelle, troppo costose per le tasche di chi vive con una pensione sociale. Eppure, già nel 1999 una ricerca effettuata su commissione dell'ENEA nell'ambito del progetto STARe "Studio sulla domanda di turismo accessibile" evidenziava che dei 31 milioni di persone che avevano effettuato un viaggio in quell'anno il 2,9% (pari a 889.330 persone) era costituito da persone che esprimevano esigenze speciali. Poi, considerando che molti viaggiatori rientravano in una fascia di età elevata (oltre 65 anni), l'analisi si estendeva ad altri 2.140.785 turisti. Oggi, questi numeri saranno cresciuti, ma è ancora complicato organizzare una vacanza per chi ha necessità particolari". A tale attività, per conto proprio o di terzi, "Diritti Diretti" collegherà servizi personalizzati e altamente qualificati di progettazione, realizzazione e comunicazione inerenti: campagne informative, comunicative e/o pubblicitarie; progetti di editoria (tradizionale ed elettronica); iniziative ed eventi (convegni, meeting, convention, conferenze, assemblee ecc.). "Questo perché - ha specificato Simona Petaccia - crediamo che tali eventi non possono essere affidati solo ai "volontari", soprattutto se rivolti alle categorie svantaggiate. Per ottenere risultati positivi e a lungo termine, invece, essi devono essere guidati da metodi e professionalità che contribuiscono a generare modi di fare corretti, al fine di salvare le cosiddette "fasce deboli" della popolazione da un vortice regressivo caratterizzato da pietà, assistenzialismo o donazioni fatte una volta l'anno per evitare di pensare al problema". Sulla base di questa convinzione, attraverso rapporti sinergici con altre realtà associative e/o professionali, ""Diritti Diretti" - ha concluso Simona Petaccia - progetterà, coordinerà e realizzerà percorsi formativi (master, corsi di formazione professionale e di specializzazione) sui temi della comunicazione in generale e su quella sociale in particolare, che saranno rivolti a imprese pubbliche e private, associazioni, organizzazioni, privati cittadini ecc. è, infatti, necessario che si agisca a favore di quei cittadini che, sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza, rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti coerenti". Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.dirittidiretti.it (cliccando sulla scritta "Sito in costruzione"), scrivere all'indirizzo elettronico info@dirittidiretti.it o chiamare il numero verde 800 910 580 (Lunedì - Venerdì, 10:00-13:00 // 15:00-18:00).

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Porto Marghera: centrale elettrica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Potrà soddisfare la domanda elettrica di una cittadina di 60-80 mila abitanti Elettricità dall'idrogeno a Porto Marghera Pronta entro l'anno prossimo, utilizzerà il gas scartato dal polo petrolchimico e non emetterà CO2 DAL NOSTRO INVIATO PORTO MARGHERA (VENEZIA) Hydrogen Park: forse il nome è un po' altisonante. Ma qui oggi è stato avviato il cantiere della prima centrale elettrica a idrogeno di taglia industriale del mondo, 16 megawatt, quanto basta per soddisfare le esigenze di 60-80 mila persone, evitando di scaraventare nell'atmosfera quasi 20 mila tonnellate di anidride carbonica. Proprio così, perché l'idrogeno, bruciando, genera soltanto vapor d'acqua e ossidi d'azoto, che tuttavia verranno filtrati prima di uscire dai camini. Risultato: emissioni quasi zero. "Un piccolo impianto, ma un grande progetto ingegneristico e industriale, che ci colloca al primo posto nel panorama internazionale - ha detto l'aministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti nel dare il via ai lavori del cantiere, che sorge a ridosso della centrale a carbone di Fusina, nel cuore del polo petrolchimico di Porto Marghera-. L'impianto, che entrerà in funzione entro il 2009, comporterà un investimento di 47 milioni di euro". Di idrogeno si parla da anni come del vettore energetico del futuro, quello che già alimenta fuel cell di automobili per ora carissime, ma assolutamente ecologiche. PRODOTTO DI SCARTO - Nel caso della centrale elettrica di Fusina l'idrogeno verrà utilizzato semplicemente come combustibile, bruciandolo dentro una speciale caldaia. Un uso intelligente e quanto mai opportuno perché, finora, l'idrogeno era un prodotto di scarto dei cicli di lavorazione dell'etilene nel polo petrolchimico, eliminato al ritmo di 1,3 tonnellate l'ora. Un vero spreco. "Dall'anno prossimo, l'idrogeno sarà trasferito dal settore petrolchimico alla nuova centrale, per mezzo di una tubatura lunga 4 km, e andrà alimentare un ciclo combinato ha spiegato il professor Gennaro De Michele, responsabile della ricerca scientifica all'Enel-. L'idrogeno brucerà azionando una turbina per la produzione diretta di energia elettrica. Ma anche il calore di scarto dell'impianto sarà utilizzato per produrre vapore che, a sua volta, sarà utilizzato dalla turbina della vicina centrale a carbone". Insomma, in tempi di energia a caro prezzo, qui si utilizzerà tutto con la massima efficienza. Hydrogen Park è un consorzio nato per iniziativa dell'Unione Industriali di Venezia che si propone, come hanno sottolineato il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan e il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, di convertire l'area di Porto Marghera in un polo di energie rinnovabili e pulite. E CI SAREBBERO ANCHE I RIFIUTI - Ma Cacciari ha anche lanciato un duro atto di accusa contro la "burocrazia ministeriale" che sta impedendo il maggior uso energetico del cdr (il combustibile derivato dai rifiuti). "Qui da anni tentiamo di raddoppiare l'utilizzazione del cdr, passando da 35 mila a 70 mila tonnellate anno di rifiuti bruciati per uso energetico. Ma ci vengono frapposti ostacoli inammissibili, che per noi si traducono in una perdita di 4 milioni di euro l'anno. Una politica schizofrenica, incompatibile con la grave situazione energetica del Paese". A margine della presentazione della nuova centrale a idrogeno, è stato confermato un altro importante progetto ecologico avviato dall'Enel: lo stoccaggio, all'interno di giacimenti geologici profondi, dell'anidride carbonica emessa dalla centrale elettrica a carbone di Brindisi . La prima sperimentazione di questo impianto sarà effettuata entro l'anno prossimo. Sarà un altro modo di alleggerire il carico dei gas serra che fanno crescere la temperatura del pianeta. Franco Foresta Martin stampa |.

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SICILIA/ELEZIONI: FINOCCHIARO SOTTOSCRIVE DOCUMENTO UNIONCAMERE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Palermo, 8 apr - Anche Anna Finocchiaro, candidata alla presidenza della Regione Siciliana per il Pd, ha siglato il patto per lo sviluppo con Unioncamere Sicilia. Alla presenza dei vertici dell'unione delle Camere di Commercio, nella sede della Camera di Catania, si e' svolta la cerimonia di consegna del documento-proposta per lo sviluppo, condiviso dai presidenti dei nove enti camerali dell'isola. Ad aprire l'incontro e' stato l'intervento del presidente della Camera di Commercio catanese, Pietro Agen, che ha ringraziato Anna Finocchiaro per aver accolto positivamente l'invito e per aver dimostrato di condividere l'iniziativa e la sintesi propositiva. ''Con la consegna del documento - come ha spiegato il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace - si e' voluto manifestare un impegno ancora piu' incisivo da parte dell'Unione nell'approfondire alcune emergenze e nell'individuare delle soluzioni. Abbiamo cosi' voluto auspicare un analogo impegno da parte dei candidati alla presidenza della Regione, perche' si possa comunque in futuro avviare un dialogo ancora piu' intenso e fattivo per lo sviluppo, attraverso gli strumenti che, in termini di know how e di rapporto con il territorio, noi siamo in grado di fornire, per poter prospettare un cammino insieme, nell'interesse comune dello sviluppo dell'isola''. Per Unioncamere si e' trattato di individuare la soluzione alle emergenze che ancora attanagliano l'isola: che sono innanzitutto il crimine organizzato, le deficienze infrastrutturali, le lentezze della burocrazia, una cronica carenza di formazione e progettualita'. ''Unioncamere Sicilia, condividendo questo documento con i vertici dei nove enti camerali, ha voluto assumere un impegno, che e' poi quello di centinaia di migliaia di imprese - si legge nella nota - che hanno deciso di combattere racket e usura, ed anche di cimentarsi con le proprie forze, con nuovi progetti e nuove risorse, per dare il segno che c'e' una Sicilia che ha voglia di costruire un futuro di sviluppo e per fare questo ha bisogno del medesimo impegno e della stessa volonta' da parte del nuovo governo regionale''. dod/mcc/bra (Asca).

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Oltre il congresso, la Cgil si ripensa (sezione: Burocrazia)

( da "Emilianet" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lavoro La Cgil guarda al suo futuro e si "organizza" Il sindacato regionale ha chiuso la conferenza organizzativa riprendendo tutti i temi di dibattito che il congresso aveva lasciato in sospeso BOLOGNA (8 APR. 2008) - E' terminata oggi pomeriggio, con l'approvazione all'unanimità del documento politico, la conferenza di organizzazione regionale della Cgil Emilia Romagna, alla quale hanno partecipato oltre quattrocento delegati. Il dibattito è stato concluso in tarda mattinata dall'intervento di Carla Cantone, della segreteria Cgil nazionale. Sono state due intense giornate di confronto sul modello organizzativo proposto dalla relazione del segretario Cgil regionale Vincenzo Colla, responsabile dipartimento organizzazione, un modello imperniato su alcuni progetti innovativi legati in particolare agli aspetti critici emersi in questi anni di trasformazioni profonde anche nella nostra regione. I progetti riguardano alcune tematiche centrali: rappresentanza e rappresentatività, storia-valori-identità, formazione e conoscenza come percorso per il rinnovamento del gruppo dirigente, intreccio tra contrattazione di secondo livello e contrattazione sociale, diritti e tutele individuali. L'obiettivo è quello di integrare funzioni e competenze delle strutture e dei singoli operatori degli apparati politici, tecnici e dei servizi, che insieme producono il sistema Cgil, superando le modalità attuali, molto specializzate ma fin troppo rigide e separate. "Una grande sfida ha detto nel suo intervento il segretario generale Danilo Barbi -, che impone meno burocrazia, meno gerarchie e più cooperazione, per valorizzare la centralità del territorio con il conseguente riequilibrio di risorse umane e finanziarie. Impone inoltre di rinnovare e ringiovanire il nostro gruppo dirigente, coltivando i tanti delegati giovani, aprendo le porte agli immigrati che aumentano costantemente tra i nostri iscritti, perseguendo una organizzazione paritaria tra uomini e donne." La segretaria Cgil nazionale Carla Cantone, nelle conclusioni, ha sottolineato l'importanza dell'appuntamento con la conferenza nazionale di organizzazione (Roma, 29-31 maggio) a quindici anni di distanza dalla precedente, in un percorso che sta coinvolgendo tutte le strutture Cgil del paese. "La discussione molto ricca tra di noi ha detto Cantone porta a scelte precise sui punti da mettere al centro della riorganizzazione delle nostre strutture: il territorio è la nostra "prima linea" e dobbiamo adeguare strumenti e politiche per intervenire sulle condizioni di lavoro e i bisogni sociali di lavoratori e pensionati. Non c'è solo un problema di difesa dei diritti, ma di estensione della nostra capacità di rappresentanza e di contrattazione nei luoghi di lavoro, nelle filiere, nell'artigianato, nei nuovi lavori, come sui temi dello stato sociale con le amministrazioni pubbliche." In Emilia Romagna la Cgil conta 815.604 iscritti 2007, di cui 348.388 attivi e 464.914 pensionati. (nel 2006: 815.348 iscritti, di cui 342.431 attivi e 470.237 pensionati). Tra gli iscritti attivi prevale la componente maschile (54%), mentre fra i pensionati si registrano più donne (oltre 56%). I tesserati Cgil 2007 nel complesso crescono, rispetto al 2006, grazie all'aumento delle adesioni dei lavoratori attivi (+ 5.957). Da segnalare l'ulteriore incremento degli iscritti tra i lavoratori immigrati, che sono 61.281, ovvero il 17,15% degli attivi, un dato largamente superiore alla media nazionale del 12%. Dal 2005 ad oggi gli immigrati iscritti alla Cgil in Emilia Romagna sono 20.000 in più, con un trend di crescita che si conferma costante in tutte le categorie.

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<C'è chi paga gli intermediari per accelerare la pratica> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia del croato Ibrahim Mrkonic "C'è chi paga gli intermediari per accelerare la pratica" (M.Cast.) "Una burocrazia inconcepibile che costringe gli stranieri a rivolgersi ad intermediari. Saranno anche esperti nelle pratiche che ci riguardano, forse riescono davvero ad accelerarle, ma costano e costano tanto": Ibrahim Mrkonic adesso ha 39 anni, una moglie, bosniaca e due figli. Non abita più a Como, ma in un'altra città di frontiera, Gorizia, più vicina ai Balcani, alla sua terra natale, la Croazia, che lasciò nel 1992, ai tempi della guerra. Incontrò un geometra, fece amicizia e gli propose un lavoro nel comasco, nel settore edile, piastrellista e rifiniture. Accettò e rimase dodici anni qui. "Avevo il passaporto croato - racconta Ibrahim - potevo circolare. Ma avevo bisogno del permesso di soggiorno. Dopo due mesi di prova, con il mio datore di lavoro, ci recammo in Questura: la procedura fu semplice, agli inizi del '93 avevo già il permesso. Ma valeva un anno. L'ho rinnovato di anno in anno e poi, quando cessò la guerra, due volte con validità biennale. Con i flussi e le quote che regolamentarono successivamente gli ingressi degli stranieri in Italia, io non c'entravo molto, ero già qui, in regola. Ma ho visto tanti ricorrere agli intermediari e pagare: è così difficile capire i meccanismi, è dura mettersi in coda. In certi anni, le code cominciavano in piena notte fuori dalla Questura, arrivavano in strada e ogni volta si perdevano ore di sonno e ore di lavoro". È già difficile per un italiano farsi largo nella giungla delle norme. "Uno straniero è obbligato a portare i propri documenti con la traduzione - prosegue Ibrahim - è un percorso accidentato, il suo, fra le carte. E quando le ha consegnate, comincia l'attesa: anche se si è a posto, in quest'attesa ci si sente fuori posto". Nel 2004, consegnò la domanda per la carta di soggiorno: "Mi dissero di non farmi più vedere per almeno un anno. Fino al 2005, non ci sarebbe stata risposta", ricorda Ibrahim. Nel frattempo, la guerra era finita. Decise di sposarsi e di mettere al mondo figli. "La mia ragazza era in Bosnia, ma il ricongiungimento apparve subito complicatissimo. Non potevo più aspettare, stavo invecchiando. Andai in Bosnia, dove nacque mia figlia. Mi sarebbe piaciuto farla nascere qui, ma mia moglie non era regolare in Italia: come avremmo fatto a pagare le spese del parto e del ricovero, seimila euro per tre giorni, ci chiesero. Non tornai più a Como, rientrato in Italia. Mi fermai a Gorizia, dov'è nato il nostro secondo figlio". Ma, intanto, a Como giaceva la domanda per la carta di soggiorno della moglie. "A Gorizia, mi dissero che me l'avrebbero data in due mesi e non in un anno. La chiesi alla questura di Gorizia. Invece, nel frattempo, venne pronta a Como e andammo a ritirarla. Adesso - conclude - io chiederei la cittadinanza, ma la montagna di carte mi spaventa. Per noi, immigrati di lunga data, forse dovrebbero prevedere una procedura agevolata, capisco per chi non ha mai messo piede in Italia, ma noi siamo qui, con la nostra famiglia, lavoriamo, paghiamo le tasse. Adesso, tante cose le abbiamo imparate". 08/04/2008.

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Primo impatto dell'ex clandestino: la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Problemi e difficoltà legati alla presenza di immigrati, soprattutto clandestini, sono spesso - con buoni motivi - al centro dell'attenzione. Altrettanto al centro dell'attenzione dovrebbero quindi essere i meccanismi attraverso i quali il fenomeno può essere regolarizzato, portandolo alla luce del sole. In questo campo, tuttavia, non sempre le cose vanno come sarebbe augurabile e in qualche modo anche doveroso, visto che nel momento stesso in cui si chiede ai nuovi arrivati il rispetto delle regole sarebbe conveniente dimostrare che noi per primi le rispettiamo. Il Sole 24 Ore ha pubblicato ieri un'indagine dalla quale risulta invece che per ottenere il visto d'ingresso occorrono mediamente 400 giorni, più di un anno, parlando esplicitamente di "debacle nella gestione dei flussi". E c'è di peggio. Nella classifica delle città più lente nella definizione delle pratiche, Como compare al quinto posto, dopo Vicenza, Torino, Gorizia e Venezia, con una percentuale del 40% di richiesta evase dopo un anno. Un dato sconfortante, per il quale possono essere certamente ricercate motivazioni plausibili (inadeguatezza degli uffici, carenza di personale?) ma che resta una sconfitta da non sottovalutare. Chiunque abbia a che fare con immigrati non regolari sa che non è sempre agevole convincerli a uscire da una condizione di clandestinità che, insieme a molti svantaggi, offre anche qualche possibilità percepita come positiva. Proprio per questo motivo, chi si convince a emergere alla luce del sole dovrebbe essere aiutato a farlo nella maniera più agevole possibile. E invece... *a.marino@laprovincia.it 08/04/2008.

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A cura di I come inglese Dopo 8 anni di studi sembra arabo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Abbecedario di Pinocchio a cura di I come inglese Dopo 8 anni di studi sembra arabo "Faccio presto a vagliare i curricula che mi arrivano: guardo la voce "lingue parlate", e se c'è scritto "inglese scolastico" li scarto subito. È garantito che non capiscono un'acca". Così mi ha detto una volta il capo del personale di una ditta di import-export. Esagerava? Non più del dirigente dell'ufficio scolastico provinciale (per i meno addentro alla burocrazia ministeriale: il caro vecchio provveditore agli studi) che dopo il diploma liceale è andato a fare un viaggio in Inghilterra e - parole sue - "ho pensato di essere finito in Tunisia". Già, dopo otto anni di studio della lingua d'albione, di interrogazioni e di compiti in classe superati a pieni voti, ha tragicamente scoperto di non comprendere una solo parola quando a parlare era un vero inglese. L'aneddoto è assolutamente vero e possiamo dire anche il nome del "peccatore", Benedetto Scaglione, il "capo" della scuola comasca, visto che in seguito ha colmato la lacuna. "Merito di un corso al British Institute, che ho seguito quando avevo ormai superato abbondantemente i quaranta", racconta. A fare la differenza è stato di metodo di insegnamento, giura. "Il docente parlava inglese dall'inizio alla fine della lezione, invece di dare la caccia agli errori armato di matita rossa. Non contava il genitivo sassone sbagliato, ma il fatto che ci si capisse". Finalmente non si sente più "da meno" quando va "in missione" all'estero. Pare, infatti, che la delegazione dei docenti italiani si riconosca sempre: è quella che parla di meno, per paura di sbagliare. A chi non è capitato? Ne sa qualcosa la turista americana che qualche mese fa in viale Giulio Cesare mi ha chiesto la strada per Cernobbio. Da ragazzo mi è capitato spesso, davanti a una versione particolarmente ostica, di invidiare un pochettino il compagno con la madre insegnante di greco. E una volta ho provato la stessa sensazione nei confronti di un altro amico che fin da piccolo aveva in casa mezza Europa, perché i suoi genitori coprivano, in due, le cattedre di inglese, francese, spagnolo e tedesco: quella volta davanti a me c'era una biondina canadese che voleva fare conversazione... Ma oggi non lo invidio più: non che abbia combinato qualcosa con la biondina, semplicemente ho realizzato che il problema non sta in chi studia l'inglese, ma in chi lo insegna. Che a sua volta, ovviamente, lo ha imparato a scuola. Insomma, c'è un difetto di metodo, come ha detto il provveditore. La conferma l'ho avuta qualche sera fa a cena. "Il vantaggio di essere figlio di un'insegnante di inglese è che sono cresciuto con la casa piena di audiocassette e ogni tanto le ascoltavo", raccontava un amico che ora insegna a sua volta, ma al Politecnico, dove i corsi più avanzati li deve tenere nella lingua di albione, davanti a studenti che provengono da tutto il mondo. E fatica a conquistarli, lui di solito così istrionico, "perché - dice - in inglese non mi vengono le battute". Già, quelle sulle audiocassette non c'erano. E "il sogno di andare in Inghilterra", la sua mamma lo ha potuto coronare solo qualche anno fa, con i figli ormai grandi. L'università non prevedeva soggiorni a Londra obbligatori per chi voleva insegnare l'inglese, così come per decenni non ha preteso neanche un esame di pedagogia da chi voleva insegnare e basta. commenti nel blog "Viva la squola" sul sito www.laprovinciadicomo.it 08/04/2008.

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Politec, un'iniziativa che piace a tutti i candidati (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli aspiranti sindaco della città concordano sull'opportunità di portare avanti il progetto nell'area di via Ventina E più in generale sul tema del rilancio economico della città i sette in corsa hanno opinioni abbastanza divergenti Per i candidati sindaco, Polo tecnologico fa rima con sviluppo economico e occupazione. Nei programmi di quasi tutti i sette ?pretendenti? alla stua di palazzo Pretorio, infatti, un'attenzione particolare è dedicata all'intervento della PoliTec progettato nella zona di via Ventina, un'iniziativa privata che secondo (praticamente tutti) i movimenti in lizza merita un sostegno attivo da parte del Comune di Sondrio. Naturalmente poi in materia di economia e lavoro ogni candidato ha le proprie idee su come migliorare il futuro del capoluogo: vediamo come, seguendo l'ordine dell'estrazione elettorale. Il programma dei Popolari retici con Ivan Munarini fa riferimento alle tematiche economiche in rapporto soprattutto alle decisioni in materia di urbanistica che il Comune dovrà assumere con il Piano di governo del territorio: decisioni che secondo Munarini dovranno puntare al riequilibrio tra le varie zone della città, all'incentivazione del recupero del patrimonio edilizio esistente (aree dismesse comprese), in particolare nelle frazioni, e alla valorizzazione della zona sud-ovest interessata dai progetti per l'area ex Carini e il Polo tecnologico. Pedro Forni di ?Sondrio anch'io? sottolinea la necessità di coinvolgere le categorie economiche e produttive nella "progettazione e definizione delle strategie necessarie per il rilancio economico della città", e propone l'istituzione di una consulta con i rappresentanti dei commercianti, la creazione di una collaborazione più stretta con associazioni, aziende ed enti del settore turistico, la riqualificazione della zona artigianale, il sostegno ad insediamenti "che oltre a garantire un aumento dei livelli occupazionali valorizzino le specificità culturali ed ambientali del capoluogo", la valorizzazione di artigianato e produzioni tipiche anche attraverso la partecipazione a manifestazioni del settore. Per Alcide Molteni il punto di partenza in questo campo è la volontà che Sondrio sia "un centro di sviluppo economico, non solo il capoluogo della burocrazia e degli uffici". Un obiettivo che a suo avviso si può raggiungere con un adeguato sostegno del Comune al progetto del Polo tecnologico "per il contributo alla crescita produttiva e alla creazione di posti di lavoro", un confronto con le categorie economiche e sociali "per un progetto di sviluppo condiviso", una riflessione sulla distribuzione del tessuto commerciale cittadino, il riconoscimento turistico del territorio, la revisione del Piano degli insediamenti produttivi per adeguarlo alle nuove esigenze ed opportunità. Al progetto del Polo tecnologico assegna una grande rilevanza Aldo Faggi, secondo il quale l'iniziativa sarà importante per tutto il tessuto economico e specialmente per i più giovani: "Molti giovani diplomati e laureati lavorano fuori provincia ? si legge nel programma - per mancanza di occasioni e motivazioni. Sondrio ospita una grande iniziativa, l'insediamento di un Polo tecnologico che non è soltanto uno strumento di innovazione tecnologica ed informatica al servizio delle nostre imprese, ma anche un'occasione di formazione di alto livello per i nostri ragazzi. Opportunità di lavoro che consentiranno ai nostri giovani talenti di valorizzarsi al servizio della loro terra". La Destra di Giuseppe Romualdi mette il lavoro fra i suoi "punti fermi", e si propone di "rappresentare quelli fuori dalla stanza dei bottoni, i lavoratori e i descamisados". Fra le proposte in questo campo, l'attenzione per chi è in cerca di lavoro e anche una liberalizzazione del commercio con l'abolizione di "burocrazia, balzelli, formalismi, limitazioni di orario e di apertura nei giorni festivi", per risolvere la situazione di una città in cui, scrive Romualdi, "nessuno produce beni o servizi concorrenziali, l'indotto è inesistente, i negozi sono vuoti e sfitti, le industrie chiudono". Le proposte di Andrea Massera in campo economico partono dalla volontà di Sondrio Liberale di trasformare il capoluogo in un "hub culturale, turistico e commerciale della provincia": accanto alla strategia di fondo basata sulla promozione di un dialogo con le forze economiche del territorio per "integrare le iniziative private con quelle dell'amministrazione comunale", il programma di Massera propone di sostenere attivamente il progetto del Polo tecnologico, liberalizzare le licenze dei pubblici esercizi, snellire la burocrazia e diminuire i costi per gli operatori economici. E anche per Aldo Sosio la futura amministrazione di Sondrio dovrà guardare con grande attenzione al progetto del ?parco dell'innovazione?, del Polo tecnologico "destinato a diventare ? si legge nel documento programmatico del candidato Udc - un punto di riferimento per le tematiche tecnologiche e dell'innovazione in tutta la provincia. L'obiettivo del progetto è quello di rispondere concretamente alle esigenze del mondo produttivo locale, ma anche di offrire opportunità di impiego ai nostri giovani". Francesca Bettini 08/04/2008.

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Non pagata per mesi e licenziata in tronco Ora rischia lo sfratto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPERIA DON DANI: "AIUTATE QUESTA RAGAZZA" Non pagata per mesi e licenziata in tronco Ora rischia lo sfratto Il datore di lavoro l'ha licenziata senza un apparente motivo e si rifiuta di versarle 10 mila euro di stipendi arretrati; il ministero di Grazia e giustizia, per cui ha lavorato nel maggio scorso come interprete traduttrice, non l'ha ancora pagata, e fanno altri 1700 euro: Mirela Livia Iliescu, una cameriera di 21 anni di origini romene, rischia ora di vedersi sfrattare dall'alloggio nel quale vive, in piazzetta Bianchi a Oneglia, perché non può più pagare l'affitto. I tempi lunghi dell'ispettorato del lavoro, a cui si è rivolta nella rivendicazione contro il suo ex padrone, titolare di un noto bar del centro, e quelli del ministero, oltre alla grande difficoltà di trovare un impiego, stanno scalfendo le sue ultime risorse finanziarie e presto potrebbe trovarsi in mezzo a una strada. Per cercare di aiutarla, il parroco dei Piani, don Antonello Dani, ha rivolto un appello alle autorità. Chiede che decidano in fretta per quanto riguarda il contenzioso con l'ex principale ("Una battaglia si può vincere o perdere ma che venga presa una decisione in fretta"), e le versino il compenso per le traduzioni, sempre in tempi ragionevoli. "Si dovrebbe aiutare l'immigrato che vive onestamente, soprattutto se è giovane e deve costruirsi un futuro, non rendergli complicate le cose con la burocrazia", sostiene ancora il sacerdote, da sempre impegnato nella difesa dei più deboli. Mirela Livia Iliescu è venuta in Italia a sedici anni, da sola, e si è ritagliata con coraggio il suo spazio in società. Dice di trovarsi bene qui da noi nonostante le difficoltà. Ora si aspetta che qualcuno l'aiuti. In primo luogo ad avere ciò che si è meritata sul campo. "Altrimenti non so proprio come andare avanti - racconta lei - Devo fare debiti? Ho sempre lavorato, vorrei solo ciò che mi spetta. O è il sistema che danneggia noi stranieri?". \.

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