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Articoli
Burocrazia
(56)
Il Pdl è nuovo, l'apparato no e fa muro
( da "EUROPA.it" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: CENTRODESTRA La burocrazia di FI resiste
agli "esterni". An invece schiera anche il parà medaglia d'oro Il Pdl
è nuovo, l'apparato no e fa muro FRANCESCO LO SARDO Dalla Tosinvest degli
Angelucci silenzio stampa: "Non abbiamo nulla da dichiarare". Non un
fiato sulle voci di candidatura nel Pdl, dietro spinta di An, di Antonio detto
Tonino,
Dopo 7 anni "sì" dell'Anas alle barriere
antirumore ( da "Stampa, La"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia si è sbloccata, l'Anas ha
detto "sì" e si faranno le barriere antirumore nel tratto
autostradale dei Comuni di Donnas, Hône e Verrès. Nel
SI COMINCIA sulle note di 'Mi fido di te' e la voce di
Jovannotti, si t ( da "Resto del Carlino, Il
(Ravenna)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di investire in se stessi, oppure ancora di
tagliare la burocrazia. "Per aprire una carrozzeria ci vogliono 80
permessi. Ma sarà mai possibile? Deve bastare un'autocertificazione ed essere
in regola con la 626. Poi spetta allo Stato fare i controlli. Un paese più
semplice è un paese più trasparente, senza corruzione".
Maggioranza compatta, passa un bilancio con scarse
risorse ( da "Stampa, La"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: passa un bilancio con scarse risorse E
necessario snellire la burocrazia e intervenire sulle 4 grandi strade
[FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Il bilancio provinciale è stato approvato ieri
coi voti del centro-sinistra: si è astenuto il consigliere dell'Udc, mentre il
centro-destra ha espresso voto contrario.
Medici di famiglia al lavoro anche di sabato Firmato
l'accordo tra sindacato e Regione Toscana
( da "Nazione, La (Nazionale)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Invece tutti i passaggi sono complicati
dalla burocrazia". Ma per l'assessore Rossi l'obiettivo è ancora più alto:
abbattere il ricorso a ticket e certificazioni e ampliare l'uso nella sanità
pubblica dell'autocertificazione. "Bisogna ridurre la burocrazia e i costosi
balzelli che ricadono sulle tasche della gente ?
Di SANDRO BENNUCCI - FIRENZE - IL MARTINI reduce dall'
( da "Nazione, La (Nazionale)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: taglio della burocrazia. Basterà questo per
rendere la Toscana una terra buona per investire? "Non credo. Lui pensa a
promettere un bollo su misura e ad aprire una trattativa con l'Arval perchè
mantenga qui la sua flotta di 105 mila auto da noleggio. Cioè chiude la stalla
quando i buoi sono scappati.
Mister prezzi diventa "Signora burocrazia"
( da "Stampa, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Signora burocrazia" Ecco tutte le
difficoltà per attivare il numero verde [FIRMA]STEFANO PEZZINI SAVONA Altro che
"Mister prezzi". Il numero verde istituito dalle Camere di commercio
italiane per permettere ai cittadini di denunciare episodi di prezzi gonfiati,
servizi inferiori ai costi pagati e quant'altro rischia di diventare "
La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni per una
stalla ( da "Nazione, La
(Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni
per una stalla" ? FIRENZE ? IL 95% DEL NOSTRO territorio è area rurale.
Eppure, nel dossier sull'urbanistica presentato dalla Cia (Confederazione
italiana agricoltori della Toscana), sono stati censiti cinquanta casi che
evidenziano un rallentamento, se non un vero e proprio blocco,
Di SILVIA BARDI N ON NASCONDE la sua età, anche se è una
donna, anzi ( da "Nazione, La (Arezzo)"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dal campo dell'emergenza urgenza a quello
della burocrazia. Si direbbe una che ce l'ha fatta, ammirata, temuta e
rispettata perché "brava come un uomo", "perchè ha gli
attributi" come parla di lei chi la conosce. "Femminista non lo sono
mai stata in senso esasperato, e non mi ci sento in queste definizioni.
I costruttori bocciano il decreto
( da "Arena, L'" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non si tratta di un surplus di burocrazia,
ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e
cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura
della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del
"Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della
sicurezza",
L'area Copredil al via L'ho comprata nel '75 In arrivo
18mila metri quadri: si allarga la Coop
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: su un asse prioritario del traffico
cittadino, seppure in un momento nient'affatto splendido per il settore delle
costruzioni. "C'è troppa burocrazia", scuote la testa Italino
Mulazzani. Forse è vero visto che nel frattempo il Comune non è riuscito ad
allargare via Solferino... Luigi Luminati - -->.
Le due Verole vogliono riunirsi
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'obbiettivo finale è semplificare la
burocrazia rendendo più competitivo il territorio". Cioè cogliere i
vantaggi della collaborazione nella gestione dei servizi. ED A QUESTO PROPOSITO
un esempio semplice e concreto è stato indicato per la gestione delle scuole
materne attualmente in deficit in entrambi i Comuni.
Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando
l'economia locale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 24 La gestione associata può garantire un
salto di qualità dei servizi SERGIO ZANETTI Così si potrà anche snellire la
burocrazia rilanciando l'economia locale STEFANO DOTTI Così si potrà anche
snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale.
Poche isole commerciali , i clienti sono in fuga
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e della burocrazia statale, regionale,
provinciale, comunale e sovracomunale. I cittadini e i turisti devono perciò
by-passare molte strade sulle quali non si affacciano ormai più negozi, per
poter giungere a delle vere e proprie "isole" commerciali dove i
piccoli commercianti cercano di esporre in bella vista il meglio dei loro
prodotti.
Lavorava come badante ma era ricercata per truffa
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Era stata però scarcerata dato che la
burocrazia aveva ostacolato l'estradizione. Tornata libera Millau Parashiva è tornata
a lavorare a Toscolano, assistendo persone anziane e malate, probabilmente
convinta di aver evitato il carcere, quei quattro anni da scontare senza
riduzioni di pena, benefici o indulto, come invece accade in Italia.
Artigiani varesini crescono: Dateci il federalismo
fiscale Aumenta il numero degli iscritti all'Associazione: 14.700
( da "Giorno, Il (Varese)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: direttore generale Marino Bergamaschi
facendosi portavoce delle preoccupazioni della base -, di semplificare la
burocrazia e di applicare finalmente il federalismo fiscale, cosa che non è
stata fatta né dal centrodestra né dal centrosinistra". Su questo
versante, la lettura dei programmi dei due maggiori schieramenti in
competizione sembrebbbe aumentare le perplessità della categoria.
Burocrazia e colpi di scena
( da "Provincia di Cremona, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Review srl Burocrazia e colpi di scena 'La
concessione del telefono di Camilleri: ironia e tragedia di Felice Staboli
CREMONA ?"Vigàta li 12 giugno
Piccole e medie imprese La 'festa' adesso è finita
( da "Provincia di Cremona, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che non ha bisogno di soldi pubblici ma
chiede allo Stato di dare fiducia alle imprese, abbattendo i costi della
burocrazia, i costi della giungla normativa, i costi dei disservizi
infrastrutturali, i costi delle mancate liberalizzazioni. Chiede inoltre la
detassazione sugli utili reinvestiti e sul costo del lavoro, per aumentare il
salario dei lavoratori.
Decreto sicurezza, imprese in rivolta
( da "Tribuna di Treviso, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: esaltazione della burocrazia e
l'inasprimento delle sanzioni, punti su cui il vice-presidente dell'Unione
degli industriali spende parole dure nei confronti del Governo. "Sembra
quasi che il Legislatore anziché pensare alla sicurezza, si salvi mettendo più
sanzioni - sottolinea Miotto - E vero che abbiamo ottenuto delle attenuazioni,
Protocollo sulla sicurezzaGenova accelera i tempi
( da "Secolo XIX, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non servono modifiche o leggi Gian Paolo
Pattasottosegretario 08/03/2008 ' 08/03/2008 bene gli accessiai terminalIl
protocollo si era fermato per la burocrazia. Gli accessi ai delegati sono già
previsti dagli accordi luigi negripresidente dei terminalisti 08/03/2008.
Sul risparmio energetico lo stato di diritto non c'è più
( da "Italia Oggi" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per gli atti amministrativi, non ne dichiari
la nullità o, ma allora nel corso di procedimenti giudiziari, non li
disapplichi). La burocrazia lo sa bene, e per questo dispone ormai di tutto, a
proprio piacimento. Ma è vivere, questo? Soprattutto, è vivere, ancora, in uno
stato di diritto? *presidente Confedilizia.
Via Gramsci, finiti i lavori Ma è caos con auto e moto
( da "Nuova Ferrara, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E fin qui la burocrazia. Dopo
l'inaugurazione da parte del sindaco Giorgio Bellini della via Vianelli e di
parte di via Gramsci (nella foto), Soelia ha montato una nuova segnaletica che
definisce Ztl "il salottino" (così è stata definita l'area). In
realtà di Ztl c'è ben poco visto il via-vai di auto (con esclusione dei
residenti) e motorini che passano incuranti del divieto.
Nord est, la prova del nove del candidato premier Pd
( da "Unita, L'" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia, semplificazione, fisco
amico, infrastrutture". L'altra mattina, partendo per il nord est ha
parlato davanti agli artigiani, in una platea non tenera in questi anni con il
centrosinistra, raccogliendo consensi e rilanciando il progetto di
"un'impresa in un solo giorno", in Emilia ha ricordato che nord e federalismo
sono capisaldi del progetto del Pd.
<Dal governo un aut-aut inaccettabile>
( da "Eco di Bergamo, L'" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fatto di carta e burocrazia, cosa avrebbe
cambiato nell'ultima tragedia, quella di Molfetta? Nulla, perché lì c'era un
imprenditore che credeva in quello che faceva ed è morto insieme ai suoi
lavoratori, cercando di soccorrerli. La burocrazia fine a se stessa forse
avrebbe addirittura complicato ancora di più la gestione di quell'azienda"
<Un Expo da imitare>
( da "Secolo XIX, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: deve far emergere il tessuto economico, agevolare
gli investimenti anche con meno burocrazia e una maggiore velocità nelle
decisioni. Come Confcommercio, ad esempio, ci siamo dotati di una nuova sede e
cerchiamo di dare servizi sempre più veloci ed efficienti". Alcune aziende
vengono a Savona proprio richiamate dall'Expo..
Gli allevatori ai politici <Sostenete la montagna>
( da "Eco di Bergamo, L'" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e legiferate con semplicità affinché la
burocrazia non scoraggi o annulli ogni tentativo di acquisizione delle poche
risorse disponibili". Ha fatto seguito la relazione del segretario che ha
elencato le attività svolte lo scorso anno. Consuntivo che è stato approvato
all'unanimità e che verrà sostanzialmente riproposto per il 2008.
Le donne e il lavoro: è un amaro 8 marzo
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alta burocrazia, che non rientrano per
amicizia nel giro dei consulenti, che non fanno domanda per entrare nelle short
list regionali. Queste vogliono l'otto marzo tutti i giorni, anche senza mimose
e cene esclusivamente al femminile. È, questo, il miracolo del calendario, ma
soprattutto culturale, atteso in Sardegna dalle 313.
Lascio una città più vivibile e un bilancio in attivo
( da "Centro, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "E fondamentale far funzionare bene la
burocrazia, per cui migliorerei il rapporto con la dirigenza. Porgo le mie
scuse a tutti quelli che, nei rari momenti di nervosismo, ho trattato male. E
allo stesso tempo li ringrazio, perchè insieme a loro ho fatto un'esperienza
entusiasmante".
Lo <sbarco> in Madagascar
( da "Adige, L'" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Acquistata la terra, infatti, anche se la
burocrazia locale non è certo paragonabile alla nostra, qualche adempienza va
pur fatta. Poi ci sarà da perfezionare il tutto con i permessi di costruzione
del villaggio, l'inizio e la prosecuzione, una cosa che richiede in loco una
presenza costante.
Palme malate, stop alla rimozione - dario prestigiacomo
( da "Repubblica, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E l'andamento climatico non ci aiuta. Se si
ripresenteranno le stesse condizioni meteorologiche dello scorso anno, il
punteruolo continuerà a riprodursi velocemente". Insomma, bisogna fare in
fretta per salvare le palme ancora sane. Burocrazia permettendo.
Scuola e laicitàne parla Zagrebelsky
( da "Secolo XIX, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia lo impedisce 08/03/2008 IL
TEMA della laicità nella scuola pubblica italiana - a partire dalla controversa
questione dell'ora di religione - sarà discusso oggi pomeriggio, in Provincia,
con Gustavo Zabrebelsky, insigne giurista, docente universitario e presidente
emerito della Corte Costituzionale.
Ma Cuba non deve diventarelo specchio delle proprie
utopie ( da "Secolo XIX, Il"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia impera e la corruzione muove i
soldi neri. Ma sono sicuro che è impossibile incontrare gente altrettanto
serena e dignitosa nelle tossiche periferie di Città del Messico o nelle
favelas di Rio De Janeiro. Lì non c'è verso di diventare vecchi, i bambini
sopravvivono allo stato brado educati alla scuola del crimine e della droga e
peraltro è anche ben difficile trovare l'
Russia, missione compiuta per Putin
( da "Voce d'Italia, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: corruzione incontrollata a tutti i livelli
della burocrazia, restrizione delle attività di tutte le organizzazioni non
governative, nazionali e non, mancato rispetto dei diritti umani nella guerra
in Cecenia e violazione di ogni regola democratica nel perseguimento di
presunti terroristi e/o criminali coinvolti nella guerra.
IL POTERE DEL BUROCRATE
( da "Corriere di Bologna" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L a burocrazia è bella", si potrebbe
dire parafrasando Padoa-Schioppa. Infatti, senza quei pubblici uffici a cui
demandiamo l'esecuzione operativa e il controllo amministrativo della legge,
non ci sarebbe la società moderna. Tuttavia, quando il fenomeno degenera, si
trasforma in burocratismo cioè nella perversa moltiplicazione degli atti dell'
Il potere del burocrate
( da "Corriere di Bologna" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: può disincagliare i vertici della burocrazia
dalla convinzione che lo zelo risieda nella inerziale produzione di norme a
mezzo di norme, peraltro lesiva della sana cultura giuridica. E solo la
politica può favorire l'emersione di una nuova cultura burocratica, quella (qua
e là già presente) che s'impegna, sia nei confronti del referente normativo sia
verso i cittadini,
Aggravi di costi e burocrazia
( da "Sole 24 Ore, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le critiche dei costruttori alle
disposizioni per l'edilizia "Aggravi di costi e burocrazia" Valeria
Uva ROMA Il decreto sulla sicurezza dedica un intero titolo, il IV,
all'edilizia e ai cantieri. Sono finite qui, inasprite, tutte le regole che
finora avevano governato il settore dal punto di vista anti– infortunistico.
Quadri e cornici
( da "Sole 24 Ore, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia della politica. Segretari
degli organismi comunali, della provincia. Ora che i partiti sono diventati
fantasmi e vivono nelle persone dei loro capi; e i loro capi passano il tempo
attendati nelle interviste sui giornali, nelle chiacchiere alla radio o nei
talkshow della tv, è normale che prevalgano gli uomini e le donne della "
Cascetta: <Entro due anni ventitremila posti barca>
Pinetamare, via ai lavori ( da "Corriere del
Mezzogiorno" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mancanza di porti e sulla inerzia della
burocrazia comunale e delle soprintendenze. Il Nauticsud farà sfilare in
passerella alcune barche mai presentate altrove a conferma della bontà della
scelta di puntare sul salone di primavera che è più stuzzicante di quello
autunnale ". Si parte, dunque, e la città del mare allestita nella
darsenetta lungo il molo Luise è in pieno allestimento:
Trattativa-maratona fra le delegazioni dell'Udc e della
Rosa Bianca. Obiettivo: trovare un acco
( da "Messaggero, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Serve un rapporto nuovo tra Comune e
commercianti: troppa inutile burocrazia sulle licenze, sulle concessioni, sulle
insegne. Meglio creare uno sportello unico. Ho inoltre proposto un patto tra
amministrazione e piccoli commercianti per la riduzione delle tasse, che
prevede meno balzelli in cambio di una riduzione dei prezzi su alcuni prodotti.
Sulla sicurezza ha vinto Confindustria Pd-Pdl, <avanti
padroni alla riscossa!> Laicità, come contrastare l'integralismo
( da "Liberazione" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: libererà il Paese da lacci e lacciuoli della
burocrazia", per cui si potrà dar vita ad una impresa in una sola
giornata. Personalmente non posso che concordare, però vorrei ricordare quanto
già fatto dieci anni fa dalla buona legge Bassanini che ha istituito lo
sportello unico delle imprese (non sempre ben accolta dai Comuni) e le leggi
della Regione Lombardia che sostanzialmente ,
Vera Keta Lunedì scorso il prefetto
( da "Tempo, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello della sicurezza stradale - prosegue
Pigliacelli - è uno dei temi dell'agenda politica che questa classe dirigente
ha eluso nel corso degli ultimi anni, evidenziando una scarsa sensibilità a
rispondere fattivamente alle esigenze dei cittadini che invano hanno chiesto
meno burocrazia e più semplificazione".
Le richieste delle imprese ai partiti
( da "Tempo, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stampa Il risvolto le richieste delle
imprese ai partiti La burocrazia che finalmente funzioni, dopo le tante promesse
fatte dagli schieramenti politici; più investimenti nella ricerca, la
cenerentola dei bilanci statali; un concreto discorso sulle alternative
energetiche al petrolio; riduzione delle tasse per far arretrare la forte
pressione fiscale;
Sbloccate le norme sui progetti edili
( da "Messaggero Veneto, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pordenone Sbloccate le norme sui progetti
edili Si sblocca la burocrazia che ha messo le ganasce per 2 mesi all'edilizia
pordenonese: le nuove norme tecniche delle costruzioni (Ntc) sono entrate in
vigore, il 5 marzo. L'ufficio dei Lavori pubblici di Pordenone si prepara alla
task-force e ha aumentato l'orario di sportello in via Oberdan, per committenti
e progettisti.
Servono norme che facilitino la scelta di mettersi in
proprio ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e spesso finanziamenti
insufficienti. Basti pensare che negli ultimi due bandi sono state finanziate
solo un terzo e la metà delle domande accolte di quelle presentate da
imprenditrici pordenonesi. Altra questione che merita di essere affrontata,
secondo il comitato, è la legge 53 che introduce disposizioni a sostegno della
maternità ma rischia di penalizzare le piccole
ELEZIONI/ CALDAROLA: CANDIDATURE, WATERLOO DI VELTRONI (GIORNALE)
( da "Virgilio Notizie" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Qui le vecchie burocrazie hanno fatto la
loro parte peggiore. I territori sono stati mortificati, chi ha potuto ha
infilato persone di fiducia". "L'operazione liste - conclude Peppino
Caldarola - che era stata concepita come la più grande campagna mediatica della
storia repubblicana si è rivelata una vera Waterloo".
Savona: critiche da Assoutenti al numero segnalazione
prezzi ( da "Savona news"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: " Rischia di diventare mister
burocrazia, così come è stato organizzato", ha detto lo stesso
vicepresidente nazionale dell'associazione dei consumatori Gianluigi Taboga,
che giovedì ha partecipato ad una riunione del nuovo organismo, convocata a
Palazzo Lamba Doria. " E stato solo un approccio interlocutorio ?
Fabbio ai Lions: "nove mesi con un'amante"
( da "Giornal.it" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: specialisti della burocrazia e capaci
politici che hanno sfilato un bel pò di quattrini all'Europa, 250 milioni di
euro, con l'impegno a trovarne altrettanti nella realtà che accetta la sfida,
per i programmi territoriali integrati, la Cittadella della Scienza e delle
tecnologie dove per la prima volta le due Università Avogadro e Politecnico
fanno parte dello stesso programma integrato.
LAVORO E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici
nazionali e locali dell'Ance. Al centro del dibattito, inevitabilmente, il
provvedimento proposto dal governo
( da "Arena.it, L'" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non si tratta di un surplus di burocrazia,
ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e
cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura
della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del
"Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza",
L'accusa: <Non servono nuove leggi, ce ne sono già a
sufficienza>. La proposta: <Più formazione e prevenzione, come si fa
qui> ( da "Arena.it, L'"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non si tratta di un surplus di burocrazia,
ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e
cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura
della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del
"Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della
sicurezza",
Il legale: "Chiederemo spiegazioni al ministero
degli Esteri" ( da "Corriere Adriatico"
del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avvocato Giampaolo Cicconi che assiste il
giovane settempedano arrestato in Russia a causa di un errore legato alla
burocrazia. "Per fortuna il mio cliente ha un fisico forte. Se una vicenda
del genere fosse capitata a qualcun altro ci avrebbe anche potuto lasciare le
penne. Tre anni fa, in un caso analogo, una persona morì in carcere a causa
della mancanza di insulina".
"Infortuni sul lavoro, meglio prevenire"
( da "Corriere Adriatico" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più che inasprire le sanzioni ed aumentare
la burocrazia delle regole, occorre intervenire sulla cultura della sicurezza
sia tra gli imprenditori sia tra i lavoratori ed è proprio quello che stiamo
facendo come associazioni imprenditoriali in collaborazione con l'Inail
regionale". Stesso tono per Apindustria di Ancona e Macerata.
I fuochi d'artificio di Veltroni>
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi i costi della burocrazia: "Ogni
tedesco paga 3 mila euro allo Stato per i servizi, in Italia gli euro sono
4.500. Occorre uno Stato efficiente che costi meno, a cominciare
dall'eliminazione degli enti inutili". Berlusconi ha spiegato la filosofia
delle scelte economiche del Pdl: "Meno tasse sulla famiglia, sul lavoro
sulle imprese,
Verona: calano del 10% gli infortuni in edilizia
( da "Padania, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Andrea Marani presidente di Ance Verona ha
sferrato un attacco contro la burocrazia: "In molti casi i nostri
imprenditori vanno sempre meno nei cantieri perché troppo impegnati a seguire
la parte burocratica del lavoro, che è divenuta opprimente. Ci rivolgiamo
quindi a chi legifera affinché tenga conto delle nostre richieste.
PINO NAZIO DIRETTORE DELLA TELEVISIONE IPPICA
( da "Padania, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: uno dei tanti misteri della burocrazia
italiana...). Il direttore Nuzio sarà affiancato dai redattori Salvatore
Mattii, Antonietta Di Vizia e Laura Rebiscini;mentre il ruolo di segretaria di
redazione sarà ricoperto da Nella Savona. Da segnalare che per Salvatore
Mattii, voce storica dell'ippodromo San Paolo di Montegiorgio, è un ritorno a
Roma,
GARA DI APPALTO DA RIPETERE PER LA PISCINA
( da "Mattino, Il (Caserta)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quando non ci si mettono la burocrazia o le
beghe politiche a rallentare la realizzazione delle opere pubbliche
intervengono altri problemi. La costruzione della piscina pubblica è una
questione che si trascina ormai da anni a Marcianise. In un primo momento
l'amministrazione guidata da Fecondo aveva programmato di realizzarla nell'area
sportiva,
Semplificazione e snellezza parole ignote a palazzo Chigi
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il decreto punta ancora agli strumenti di
sempre: l'esaltazione della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni. Sembra
quasi che il Legislatore anziché fare reale prevenzione e cultura della
sicurezza (a partire dai dipendenti pubblici dove si registra ancora un elevato
numero di infortuni sul lavoro) si salvi l'anima con più sanzioni.
( da "EUROPA.it" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CENTRODESTRA La burocrazia
di FI resiste agli "esterni". An invece schiera anche il parà
medaglia d'oro Il Pdl è nuovo, l'apparato no e fa muro FRANCESCO LO SARDO Dalla
Tosinvest degli Angelucci silenzio stampa: "Non abbiamo nulla da
dichiarare". Non un fiato sulle voci di candidatura nel Pdl, dietro spinta
di An, di Antonio detto Tonino, capostipite della famiglia romana con
interessi nella sanità, nell'immobiliare e nell'editoria (Libero e Riformista).
Tra gli azzurri conferme, invece, per Antonio D'Amato, ex presidente di
Confindustria e per Daniele Toto, figlio di un fratello di Carlo: il
quarantenne nipote del patron di Airone, imprenditore a Chieti, vicino a Forza
Italia, sarà in lista in Abruzzo. Poi Barbara Contini, già governatore a
Nassirya, lo stilista Santo Versace, il sindacalista di polizia Filippo
Saltamartini, forse anche il prefetto antiracket Raffaele Lauro. Sul fronte
forzista di "esterno" all'apparato non s'intravede molto altro. Anche
perché ieri sera, quando la maratona sulle liste elettorali del Pdl era appena
cominciata e Europa andava in tipografia, il misterioso elenco di venti nomi
buttato giù personalmente dal Cavaliere che alimenta ogni sorta di stravaganti
illazioni era ancora top secret: la più verosimile è quella sull'ex generale
delle Fiamme gialle Roberto Speciale, cui Berlusconi avrebbe proposto la
candidatura abbinata a un incarico "speciale" al governo, in caso di
vittoria elettorale. A ora di pranzo, intanto, Berlusconi ha sistemato la
pratica di Gianfranco Rotondi: i quattro parlamentari uscenti della mini-dc
saranno ricandidati nelle liste del Pdl. I notabili di Forza Italia chiudono la
partita delle liste alla meno peggio: strappando la quota del leone nel braccio
di ferro con An, buttando giù qualche amaro boccone come la Brambilla testa di
lista a Milano dopo Berlusconi e Fini e, in generale, all'insegna della
filosofia "stavolta si vince". Perciò la priorità assoluta è stata
inzeppare le liste dei soliti noti: in vista dell'assalto ai posti di governo e
dell'indotto, senza troppi esterni e fiori all'occhiello tra i piedi.
Raccontano che mai come stavolta, nella stesura delle liste del Pdl, Berlusconi
si sia trovato di fronte a una pressione tanto forte e ad una resistenza alle
new entries da parte della burocrazia di partito.
Qualche operazione s'è fatta: ma poco o nulla in rapporto ai numeri e alla
potenza di FI e senza grossa convinzione, ma per ossequio al volere del Capo e
con l'atteggiamento di chi deve mandar giù una medicina. Diversa, in questa
circostanza, è stata l'impostazione di An. Con una totale inversione dei ruoli,
il più tradizionale "partito pesante" di Fini ha scavalcato
l'apparentemente più moderno "partito leggero" di Berlusconi. Oggi,
per dirne una, dalla sua Caserta arriva a Roma per firmare la candidature nelle
liste del Pdl il capitano Gianfranco Paglia. Trentotto anni, paracadutista del
183mo Nembo, medaglia d'oro al valor militare, Paglia fu tra i protagonisti
della battaglia del check-point Pasta a Mogadiscio contro i miliziani somali di
Aidid il 2 luglio del 1993: gli italiani lasciarono sul terreno tre morti,
l'allora sottotenente Paglia fu gravemente ferito ed è rimasto paralizzato.
Fini ha contattato anche l'attore Luca Barbareschi, la giornalista Fiamma
Nirenstein, già direttore dell'istituto di cultura italiana in Israele,
Alessandro Ruben della Anti Defamation League dell'Unione delle comunità
ebraiche, la presidente delle donne marocchine in Italia Saoud Sbai, la
presidente dei giovani imprenditori di Confapi Catia Polidori, il presidente dei
giovani di Confcommercio Paolo Galimberti, quello di Confartigianato Maurizio
del Tenno, l'ex direttore generale dell'Inail Maurizio Castro, del centro studi
Marco Biagi. Non ci sarà Gustavo Selva: condannato ieri a sei mesi per truffa e
interruzione di pubblico servizio: si fece accompagnare da un'ambulanza alla
sede della tv La7 per evitare il traffico.
( da "Stampa, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAVORI
PUBBLICI.SULLA A5: LETTERA DELLA SAV AI COMUNI Soddisfatti i sindaci
"Adesso speriamo che non ci siano ulteriori intoppi" Dopo 7 anni
"sì" dell'Anas alle barriere antirumore Già impegnati 4 milioni per
Donnas, Hône e Verrès [FIRMA]DANIELA GIACHINO DONNAS Finita la lunga attesa. La burocrazia
si è sbloccata, l'Anas ha detto "sì" e si faranno le barriere
antirumore nel tratto autostradale dei Comuni di Donnas, Hône e Verrès. Nel
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ermina
con 'Fratelli d'Italia' ritmato dai tremila del Pala de Andrè. In mezzo le tre
parole chiave della campagna elettorale veltroniana: Speranza, Semplicità,
Cambiamento. Sono le 18,30 quando Walter Veltroni, leader del PD e candidato
alla presidenza del Consiglio, sale sul palco del palasport. Un palco molto
sobrio, alto poco più di un metro e mezzo, colorato di verde e punteggiato dal
giallo delle mimose. Come si affaccia da dietro le piante, lo applaudono
calorosamente in tremila, giunti al pala De Andrè con 15 pullman e centinaia di
auto, tanto da riempire l'intero parcheggio e oltre. In tanti sventolano un
piccolo manifesto con su scitto 'Un'Italia moderna, si può fare'. E anche
Veltroni sventola un foglio di protocollo, di quelli scolastici. "Ho
pranzato con una famiglia bolognese ? racconta ? lei esperta di computer, lui
agricoltore con tanta voglia di fare. Ho promesso al figlio Andrea che avrei
mostrato a Ravenna il disegno che mi regalato. Eccolo". C'è scritto:
"Veltroni è forte ed io lo tifo". E il tifo arriva anche dalla platea
quando il leader del PD illustra il suo programma attraverso le tre parole
magiche. Così Speranza ha mille significati: ottenere una Valutazione di
impatto ambientale in due mesi e non in due anni; costruire una infrastruttura,
una volta che si è deciso di farla, e non scendere a compromessi "con il
primo comitato contrario"; assicurare il salario garantito di 1000 euro
per i giovani che lavorano e aiutare con sgravi fiscali le aziende che
stabilizzano i lavoratori. "Se c'è qualcuno che non deve rialzarsi ? dice
? è l'Italia che lavora, che ha talento, che rischia. E' la politica italiana
che deve rialzarsi". Poi c'è la Semplicità "di fare una campagna
elettorale per parlare con la gente e non andare in tv, se non lo stretto
necessario. Ho fatto 32 tappe, me ne mancano 78. Ma ce la farò". Oppure di
riscoprire il piacere del 'rischio', inteso come voglia di mettersi in gioco, di investire in se stessi, oppure ancora di tagliare la burocrazia. "Per aprire una
carrozzeria ci vogliono 80 permessi. Ma sarà mai possibile? Deve bastare
un'autocertificazione ed essere in regola con la 626. Poi spetta allo Stato
fare i controlli. Un paese più semplice è un paese più trasparente, senza
corruzione". Infine Cambiamento perchè "la precarietà di
milioni di ragazzi italiani è una forma di sfruttamento, così come le pensioni
troppo basse. Ma cambiare vuol dire anche smetterla con i ministri che vanno in
piazza contro il governo di cui fanno parte". Applausi fortissimi. E
conclude: "Devo chiedervi un aiuto: lavoriamo insieme, adesso si può fare".
Tifo da stadio. - -->.
( da "Stampa, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
A
PALAZZO NATTA.IERI IL VOTO SUL DOCUMENTO FINANZIARIO Maggioranza compatta,
passa un bilancio con scarse risorse E' necessario snellire la burocrazia e intervenire sulle 4 grandi strade
[FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Il bilancio provinciale è stato approvato ieri
coi voti del centro-sinistra: si è astenuto il consigliere dell'Udc, mentre il
centro-destra ha espresso voto contrario. Due giorni di discussione, anche
molto vivace, si sono conclusi con una votazione annunciata: centro-sinistra compatto
a favore dello strumento finanziario presentato dall'assessore Giacomo Miglio,
e centro-destra che l'ha bocciato senza attenuanti considerandolo alla stregua
"non di un bilancio preventivo ma di un consuntivo senza linea
politica". Astensione dell'esponente dell'Udc, l'avvocato Lino Franco
Cattaneo, che ha riscontrato sia elementi positivi che negativi ed ha
rivendicato di essere "antimoderno ma coerente". Il dibattito in
realtà non ha sviluppato tanto gli elementi finanziari quanto i temi dei vari
assessori, con due filoni comuni, su cui hanno concordato tutti gli
schieramenti: la necessità di semplificare la burocrazia,
in particolare per gli strumenti urbanistici e i piani regolatori (richiesta
avanzata da Mario Rondini), dall'altro la richiesta di risorse regionali per
gli interventi sulle quattro strade (lago d'Orta, Lomellina,
Arona-Borgomanero-Romagnano e Bassa Novarese) passate da gennaio alla Provincia
senza però adeguati contributi per gli interventi di manutenzione, un'esigenza
che hanno messo in luce l'assessore Gianni Barcellini e il capogruppo di Forza
Italia, Antonio Tenace. Sul dibattito ha pesato il "siluramento"
dell'assessore Dario Simonetti: anche ieri, negli interventi di Claudio Ardizio
e Mauro Bolzoni si è fatto appello alla "necessità della coerenza",
mentre l'opposizione ha colto nell'episodio "l'unico risultato ottenuto
dalla sinistra radicale in sede di bilancio: avete avuto la testa di Simonetti
- ha detto Tenace - ma il bilancio ha dimezzato le risorse per il sociale".
All'opposizione che ha rimproverato di presentare un bilancio povero, ha
replicato il presidente Sergio Vedovato: "Rispondiamo coi fatti: sono
aperti 14 cantieri stradali e altri quattro stanno per partire. La Provincia
c'è, lavora, è presente sul territorio, come dimostrano i numerosi interventi a
favore dei lavoratori delle aziende in difficoltà o a sostegno delle grandi
infrastrutture".
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
MANUELA PLASTINA ? FIRENZE ? I MEDICI continueranno a lavorare di sabato
mattina. Lo ha stabilito l'assessore regionale alla sanità Enrico Rossi e i
medici di medicina generale sono d'accordo. Lo hanno messo per iscritto, in un
protocollo quadro firmato dalla Fimmg insieme all'assessore in cui vengono
individuati i punti chiave del lavoro della medicina generale sul territorio
toscano. Tra i vari passaggi c'è, infatti, proprio la conferma
dell'obbligatorietà di lavorare due ore il sabato mattina, dalle 8 alle 10. Una
decisione che aveva scatenato le polemiche, ma per il 70 % dei medici, che sono
riuniti in forme associative, era stato piuttosto facile individuare una forma
di turnazione, con precisi giorni in cui ognuno deve essere disponibile. Anche
i medici non associati, dice, Rossi, si dovranno organizzare in modo che
l'assistenza ai pazienti sia sempre garantita. L'ACCORDO prevede inoltre di
reintrodurre nel lavoro dei medici generici il merito: anche loro saranno
sottoposti alle pagelle. Come già accade per i direttori generali e come
diventerà obbligatorio anche nelle società della salute, pure i medici di base
dovranno sottoporsi a parametri di giudizio che permetteranno al sistema
sanitario di valutare la bontà dell'assistenza fornita ai pazienti. Ancora non
è chiaro come saranno stilati i parametri e in che modo sarà giudicato il
lavoro, ma la polemica da parte dei medici è praticamente certa. L'accordo
quadro tra Fimmg e Regione prevede anche l'apertura di un tavolo congiunto per
avviare la diminuzione del carico burocratico. Troppi fogli, troppi documenti,
troppe procedure allungano i tempi della sanità, dicono i rappresentanti della
Fimmg. "E' assurdo - commenta il segretario regionale del sindacato medico
Vittorio Boscherini - che il medico del pronto soccorso debba rimandare al
medico di base il paziente per un certificato che lo esoneri dal lavoro. Lo ha
visitato lui, firmi lui il certificato. Invece tutti i
passaggi sono complicati dalla burocrazia". Ma per l'assessore Rossi l'obiettivo è ancora più alto:
abbattere il ricorso a ticket e certificazioni e ampliare l'uso nella sanità
pubblica dell'autocertificazione. "Bisogna ridurre la burocrazia e i costosi balzelli che
ricadono sulle tasche della gente ? annuncia ?. Sono disponibile a
dirottare su questo obiettivo altri fondi, snellire le procedure, togliere le
carte inutili e sostituirle con l'autocertificazione che non ha né ticket né
altri costi". Nell'accordo, medici e Regione puntano l'attenzione sulle
patologie croniche che colpiscono in Toscana un milione di persone con 750 mila
ipertesi, 150 mila diabetici e altrettanti broncopolmopatici, 70 mila
scompensati. Per loro sarà previsto un nuovo sistema di assistenza, con equipe
multidisciplinari coordinate dal medico di medicina generale e con percorsi
terapeutici precisi. IL PROTOCOLLO prevede anche la creazione di "Unità di
medicina generale", forme di organizzazione territoriale tra medici di
base che, come negli ospedali, avranno più potere dei singoli professionisti
nella contrattazione con le aziende sanitarie. Ancora nessun accordo preciso
invece è stato raggiunto sul tema della guardia medica, che tante discussioni
ha suscitato negli ultimi mesi, ma Fimmg e Regione annunciano la ripresa della
trattativa. - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? "IL MARTINI reduce dall'Australia ci delude e
ci preoccupa. Per sua ammissione, ha piazzato 1.200 chili di pecorino e
concordato l'apertura di uno show room a Sidney. E' questa la base per il
rilancio della Toscana?". Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Italia per
il Pdl in Regione, attacca il governatore e ribatte alle frasi piene
d'ottimismo nell'intervista di ieri a La Nazione. Soprattutto, Dinelli affonda
la critica sulle tasse, sulla tenuta della maggioranza allargata a Rifondazione
ed è scettico sulla capacità del centrosinistra di saper aprire la Toscana ai
capitali stranieri. Dinelli, che cosa l'ha colpita, o sorpresa, del
Martini-pensiero? "La presa di coscienza di una realtà per lui
stupefacente: cioè che in Australia si possa aprire un'azienda in un giorno e
con un solo dollaro. Credo che sia rimasto scioccato. Per aprire in Toscana, un
imprenditore deve avere forti capitali e un'infinita dose di pazienza. Ci
vogliono anni...". Qual è il problema? "L'ideologia della sinistra,
che continua a vedere in chi produce un nemico del popolo. E Martini è
prigioniero di una situazione politica da lui colpevolmente voluta. Facendo
entrare Rifondazione in giunta, il governatore si è precluso la strada a
qualsiasi riforma". Nell'intervista, Martini ha promesso un taglio
selettivo del bollo, tasse più basse, taglio della burocrazia. Basterà questo per rendere
la Toscana una terra buona per investire? "Non credo. Lui pensa a
promettere un bollo su misura e ad aprire una trattativa con l'Arval perchè
mantenga qui la sua flotta di 105 mila auto da noleggio. Cioè chiude la stalla
quando i buoi sono scappati. Dovrebbe prendere esempio dalla Provincia
di Firenze, che dopo la vicenda Arval, sollevata da La Nazione, ha ridotto
subito l'imposta sulle immatricolazioni". Quanto alla pressione fiscale,
Martini nega che la Toscana sia in cima alla classifica "E sbaglia. Come
certifica l'Anci, i toscani sono i più tartassati dopo i liguri: pagano tasse
locali per 682 euro l'anno. E non è vero che i servizi siano migliori. Nel
Veneto, dove l'assistenza è ottima, la pressione fiscale è di appena 449 euro
l'anno pro capite". Martini afferma che, dopo la sconfitta in aula
sull'acqua, si occuperà di persona della riforma dei servizi pubblici, incontrando
la sinistra radicale... "E non risolverà nulla. Col voto alle porte, non
credo che Rifondazione molli sull'acqua. Ripeto: Martini paga per un errore
imperdonabile, cioè aver voluto fare l'Unione in Toscana il giorno dopo che si
era dissolta a Roma. E ora rischia di lasciare la giunta in balìa delle
onde". In che senso? "E' opinione diffusa che si candiderà alle
europee del 2009 anticipando la fine della legislatura". E la riduzione
dei costi della politica, col taglio dei seggi in Regione, che fine farà? "La
maggioranza ha rinviato al 17 aprile la riunione della commissione. Che deve
decidere entro il 30 aprile. Siamo quasi fuori tempo massimo". Soluzioni?
"Noi siamo disponibili non a fare inciuci, ma a qualsiasi cosa che
risponda ai bisogni della Toscana". - -->.
( da "Stampa, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAVONAPERPLESSITA'
DELL'ASSOUTENTI SULL'INIZIATIVA DELLA CAMERA DI COMMERCIO Mister prezzi diventa
"Signora burocrazia" Ecco tutte le difficoltà per attivare il numero verde
[FIRMA]STEFANO PEZZINI SAVONA Altro che "Mister prezzi". Il numero
verde istituito dalle Camere di commercio italiane per permettere ai cittadini
di denunciare episodi di prezzi gonfiati, servizi inferiori ai costi pagati e
quant'altro rischia di diventare "Mister burocrazia".
Gianluigi Taboga, combattivo esponente di Assoutenti, giovedì pomeriggio ha
partecipato alla riunione organizzata in via Quarda. Assieme a lui i
reppresentanti dei commercianti e i vertici della Camera di commercio. Tutti
pensavano di trovarsi di fronte alla proposta di creare un organismo capace di
dare un "taglio" ai prezzi in continua salita, spesso non
giustificata. "Invece si è trattato di un semplice approccio
interlocutorio. Ho sottolineato che l'iniziativa, così come è stata formulata,
rischia di avere poco valore come difesa e tutela dei consumatori. In pratica
chi si sente vessato deve telefonare ad un numero verde, nazionale e con call
center a Roma, che a sua volta smista la protesta alla Camera di commercio di
competenza territoriale. Ma chi denuncia la protesta oltre a lasciare nome e
cognome deve anche fornire il codice fiscale e altre amenità". La
denuncia, a quel punto, verrà portata al comitato nominato dalla Camera di
commercio che indagherà e verificherà quanto segnalato. "Sicuramente
aderiremo alla proposta ma deve essere ben chiaro che non siamo e non possiamo
essere ne gendarmi ne giudici. Probabilmente questa iniziativa avrà una
funzione statistica, forse potrà fare da deterrente in alcune situazioni. Di
certo non si trasformerà in ''Mister prezzi'' come sembrava dovesse
essere", conclude taboga. Per la cronaca il numero verde, già attivo anche
se chi ha provato a farlo non ha ottenuto risposte, è l'800955959.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DOSSIER
DELLA CIA "La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni per una stalla" ? FIRENZE ?
IL 95% DEL NOSTRO territorio è area rurale. Eppure, nel dossier
sull'urbanistica presentato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori
della Toscana), sono stati censiti cinquanta casi che evidenziano un
rallentamento, se non un vero e proprio blocco, dell'agricoltura. Un
esempio su tutti: nell'aprile del 2002 è stata presentata una richiesta per il
miglioramento di una stalla. Ma solo cinque anni dopo venne approvata. Questo è
solo uno dei cinquanta casi di malaburocrazia
rilevati. Le criticità sono dovute alla normativa regionale, alle disposizioni
previste dai Piani territoriali di coodinamento delle province e dagli atti
urbanistici comunali. Quella che dovrebbe essere la regola, come
l'autorizzazione edilizia concessa dopo sei mesi in provincia di Siena, appare
come un 'caso virtuoso' isolato. Tra i maggiori ostacoli contenuti nella legge
regionale, la 'rimozione forzata' degli annessi agricoli e le richieste 'esose'
di fideiussioni: 11mila euro all'anno per realizzare una cantina e ampliare le
superfici a vigneto e oliveto. Sull'obbligo di rimozione, il presidente Cia,
Giordano Pascucci ha spiegato: "Sarebbe come dire a un cittadino che si
costruisce una casa, di abbatterla nel momento in cui la lascia. È quello che
oggi realmente avviene per le cantine, le stalle, le rimesse, i luoghi per i
concimi e gli attrezzi. È inammissibile". Intanto il disagio degli
imprenditori agricoli cresce proprio nella fase di avvio del Piano di sviluppo
rurale. Per questo la Cia Toscana chiede alla Regione "al più presto una
circolare interpretativa e un tavolo di concertazione". Maurizio Costanzo
- -->.
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
SILVIA BARDI N ON NASCONDE la sua età, anche se è una donna, anzi, "mi
piace invecchiare" dice e dichiara subito la sua data di nascita: 22
agosto 1962, segno zodiacale Leone. Un diploma di liceo classico e una laurea,
a pieni voti, in medicina e chirurgia all'università di Pisa, una borsa di
studio, una specializzazione, una carriera da medico, incarichi in varie Asl
toscane, un marito che fa il sindaco a Grosseto e un figlio maggiorenne ad
agosto. Una donna normale, viene da pensare, con un lavoro e una famiglia.
Eppure è la più importante direttrice d'azienda di Arezzo e provincia se si
considera che ha alle sue "dipendenze" 4mila persone che diventano
11mila con l'indotto. Chi è? Monica Calamai, dal febbraio 2004 direttore
generale della Asl8, la nostra azienda sanitaria. "E pensare che volevo
fare il ricercatore universitario, dietro le quinte della sanità, e invece mi
ritrovo proprio al fronte. E' la vita che ti fa cambiare strada". Come
quella che da Massa Marittina, dove è nata, l'ha portata in Lombardia e poi di
nuovo in Toscana. Parla spigliata, disinvolta, di lavoro e di vita privata
Monica Calamai. L'abbiamo scelta come rappresentante donna per la festa della
donna, una che ha conquistato un ruolo di potere in un mondo fatto di primari
uomini e di tante infermiere donne. Una che ha vissuto la sanità su tutti i
fronti, dal campo dell'emergenza urgenza a quello della burocrazia. Si direbbe una che ce l'ha
fatta, ammirata, temuta e rispettata perché "brava come un uomo",
"perchè ha gli attributi" come parla di lei chi la conosce.
"Femminista non lo sono mai stata in senso esasperato, e non mi ci sento
in queste definizioni. Credo che chi è capace lo possa dimostrare
indipendentemente dal sesso. Nel mio campo lavoro più degli uomini, ma il
nostro essere donne non deve essere mai negato. Anche fra i direttori sanitari
quando il ruolo è coperto da una donna il rapporto con le altre donne è sempre
corretto, quando il capo è un uomo allora può diventare patetico". La sua
giornata tipo? "Mi alzo alle
( da "Arena, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAVORO
E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici nazionali e locali dell'Ance.
Al centro del dibattito, inevitabilmente, il provvedimento proposto dal governo
I costruttori bocciano il decreto di Ilaria Noro La piaga sociale dei morti sul
lavoro non si combatte a suon di decreti e di nuove leggi, ma attraverso una
nuova cultura della sicurezza, che passa attraverso la prevenzione e la
formazione, non solo degli operai ma anche degli stessi imprenditori. I vertici
dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili, sia nazionali che locali
riuniti ieri mattina nella sala Vivaldi del centro congressi della fiera, hanno
bocciato il decreto legge sulla sicurezza proposto in questi giorni dal Governo
e delineano invece un diverso approccio, di cui Verona potrebbe essere
capofila. Tanto che Lucia Coppa, vice caporedattore economico Rai Gr1,
moderatrice della tavola rotonda del convegno dal titolo, "Qualità delle
imprese condizione essenziale per la sicurezza", ha ipotizzato il modello
veronese come esportabile in altre realtà nazionali. "Grazie alla
collaborazione di istituzioni, enti e associazioni, il tavolo di concertazione
e i vertici sulla sicurezza in prefettura, hanno dato ottimi risultati. Nel
2006 tra Verona e provincia gli infortuni sono diminuiti del 10 per cento. Dato
che pare essere stato superato nel 2007, soprattutto se si leggono i numeri in
relazione all'aumento degli operai iscritti alle casse edili, saliti a
13.800", ha spiegato Andrea Marani, presidente di Ance Verona.
"Necessario è il rispetto delle regole. Ben vengano gli ispettori e i
controlli, ma bisogna finirla di demonizzare una categoria che in realtà in
questi anni ha impiegato molto su questi temi". Un plauso al modello
veronese è venuto anche dal presidente Ance, Paolo Buzzati, che ha riservato i
commenti più pungenti al nuovo decreto legge. "Non è con una legge che si
risolvono i problemi: in Italia ne abbiamo talmente tante che non ci capisce
più niente nessuno. È indubbiamente vero che il problema degli infortuni nel
nostro Paese continua ad avere dimensioni preoccupanti. Tuttavia va
riconosciuto che i passi avanti compiuti sono stati molti, sia a livello
normativo che in termini di formazione, prevenzione e vigilanza", ha
spiegato Buzzati, facendo riferimento all'introduzione del Durc, documento
unico di regolarità contributiva. A difesa del "testo unico" si è
invece schierato Giovanni Battafarano, responsabile segreteria tecnica del
ministro del Lavoro e della previdenza sociale, che ha precisato che "non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i
lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia
Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie
vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura
della sicurezza", rivolto a scuole, università, mondo della
comunicazione e sistema delle imprese. "Con questa e con le altre
iniziative che metteremo in campo vogliamo far sì che la collettività, e in
particolare le giovani generazioni, puntino l'attenzione sull'importanza del
diritto-dovere individuale e sociale della sicurezza", ha commentato
Giuseppe Colleoni, presidente dell'Agenzia nonché vicepresidente nazionale
Ance. Tutto veronese, ma divulgato a livello nazionale, è invece il primo corso
on-line di informazione e sensibilizzazione, fruibile al sito www.ance.it, che
in tre giorni ha avuto 550 visite, di cui il 50 per cento riguardano Verona.
"Abbiamo preso in considerazione la caduta dall'alto, l'infortunio che
causa più morti, e abbiamo argomentato 5 lezioni informative e un test
finale", ha spiegato Alberto Guerra, presidente del Cpt, comitato
paritetico territoriale.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'area
Copredil al via "L'ho comprata nel '75" In arrivo 18mila metri
quadri: si allarga la Coop QUATTRO MESI fa era già pronto. Ma il piano
particolareggiato arriverà in consiglio comunale solo lunedì prossimo per
l'adozione. Il che vuol dire che entro pochi mesi l'area Copredil, posizionata
su via Solferino angolo via Giolitti, potrà trasformarsi in un cantiere per la
costruzione di 18mila metri quadri tra case e negozi, seppure divisi in due
comparti. Una bella colata di cemento, peraltro prevista sin dal piano
regolatore del 1990. Italino Mulazzani, che è titolare della Copredil insieme
alla Pica è quasi serafico: "Cosa le devo dire? Un primo pezzo di
quell'area io e Cangiotti lo abbiamo comprato nel 1975. Nel 1990 era già
edificabile, poi hanno modificato il piano regolatore, poi hanno fatto un piano
particolareggiato che era discutibile... Spero che si possa essere arrivati al
rush finale, anche perché 10-20 anni di oneri finanziari su un'area sono
difficilmente sostenibili per qualsiasi azienda. E poi ci danno degli
speculatori...". L'ULTIMO piano, firmato dall'ufficio urbanistica del
Comune (architetti Goffi e Valeriani) ha modificato notevolmente quello
precedente firmato dall'urbanista Bernardo Secchi, che da queste parti ha
incassato tante modifiche quanti soldi di parcella. Delle 4 torri previste ne è
rimasta una sola, all'incrocio tra via Solferino, via Ponchielli e via
Giolitti. Dove, distributori di benzina permettendo, si dovrebbe realizzare
anche una molto attesa rotatoria. Il resto dei 18mila metri quadri è suddiviso
tra una piastra di commerciale (posizionata subito dopo l'ipercoop e già
opzionata da Coop Adriatica), una torre di uffici con negozi a piano terra, un
edificio a corte verso le case a schiera di via Andrea Costa, con in mezzo una
piazza pubblica e un'ipotesi di collegamento con la limitrofa area
dell'Ipercoop, "interrando anche l'attuale parcheggio a raso posizionato a
monte del supermercato", come si legge nella delibera del Comune. Non
solo. Una volta interrato quel parcheggio, si ipotizza un collegamento
sotterraneo tra i parcheggi dell'attuale Ipercoop e quelli del nuovo intervento
edilizio. IL SECONDO comparto, invece, è quello che dà su via Giolitti, dove
sono previsti quattro edifici posizionati a pettine rispetto alla strada,
"per evitare l'effetto muro ? scrive l'architetto Nardo Goffi ? tipico di
via Giolitti e via Ponchielli". Il piano fa anche da variante, sia per la
riduzione delle superifici commerciali: "Da
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
CASO. Sessant'anni dopo la separazione i Comuni di Verolavecchia e Verolanuova
gettano le basi per una parziale fusione amministrativa Le due Verole vogliono
riunirsi di Franco Piovani Nel 1929, un regio decreto accorpava in un'unica
entità municipale Verolanuova, Verolavecchia e Cadignano. Al tramonto del
fascimo sulla Bassa tornarono a spirare venti di autonomia che portarono al
decreto del 6 marzo
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia
pag. 24 La gestione associata può garantire un salto di
qualità dei servizi SERGIO ZANETTI Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale
STEFANO DOTTI Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Poche
"isole commerciali", i clienti sono in fuga ? SONDRIO ? CAMBIANO I
SINDACI e le amministrazioni comunali, ma i problemi continuano a rimanere
irrisolti. I commercianti, ad esempio, da sempre chiedono di essere quantomeno
consultati per non trovarsi le scelte cadute dall'alto, senza tener conto della
necessità di rendere vitale e accogliente la città. È infatti di pubblico
dominio il fatto che il centro sia ormai prevalentemente occupato da uffici
finanziari (Banche, Assicurazioni) e della burocrazia statale, regionale,
provinciale, comunale e sovracomunale. I cittadini e i turisti devono perciò
by-passare molte strade sulle quali non si affacciano ormai più negozi, per
poter giungere a delle vere e proprie "isole" commerciali dove i
piccoli commercianti cercano di esporre in bella vista il meglio dei loro
prodotti. Tuttavia, negli ultimi 20 anni, si ha nettissima l'impressione
che il Comune "remi contro" i commercianti e, talvolta, decida quasi
in aperto contrasto con la categoria. La conseguenza diretta è che molti
sondriesi vanno al sabato a Morbegno per lo shopping e si fermano nei centri
commerciali e negli store dislocati lungo il serpentone della Statale 38. Un
fenomeno che implica nuovi stili di vita rispetto al passato, che, tuttavia,
porta ad un uso scriteriato dell'automobile, con l'aumento del consumo di
carburante, una crescita esponenziale dell'inquinamento atmosferico e degli
incidenti stradali. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto ad alcuni esponenti
delle associazioni di categoria e di catene organizzate di negozi, presenti in
città, che cosa chiedono al prossimo sindaco e alla Giunta, chiunque dovesse
essere il nuovo inquilino di Palazzo Pretorio. Dalle risposte che pubblichiamo
in questa pagina emerge un desiderio di maggiore pulizia della città e,
soprattutto, la necessità di renderla più attraente per chi viene a visitarla o
a fare shopping. Paride Dioli - -->.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
TOSCOLANO.
Individuata e arrestata dai carabinieri una romena Lavorava come badante ma era
ricercata per truffa Aveva lasciato la Romania per sfuggire al carcere dopo una
condanna a quattro anni per truffa, e aveva trovato lavoro come badante a
Toscolano. Secondo l'accusa Millau Parashiva, 37 anni aveva venduto a più
persone lo stesso appartamento. Nel dicembre del 2006 i carabinieri l'avevano
fermata sul Garda e, durante il controllo, era emerso che era ricercata a
livello internazionale. La donna era stata per un breve periodo in carcere,
ottenendo poi gli arresti domiciliari. Era stata però
scarcerata dato che la burocrazia aveva ostacolato l'estradizione. Tornata libera Millau Parashiva
è tornata a lavorare a Toscolano, assistendo persone anziane e malate,
probabilmente convinta di aver evitato il carcere, quei quattro anni da
scontare senza riduzioni di pena, benefici o indulto, come invece accade in
Italia. L'entrata in Europa dal primo di gennaio della Romania ha fatto
sì che le procedure per l'estradizione di chi è ricercato a livello
internazionale e si trova in Italia siano diventate più snelle. E ciò è costato
la libertà alla giovane badante, che tranquilla stava trascorrendo l'inverno,
lavorando, qui sul lago. I carabinieri di Toscolano Maderno giovedì hanno
rintracciato e arrestato la donna eseguendo il provvedimento di cattura. Millau
Parashiva si trova rinchiusa nel carcere di Verziano in attesa che la burorazia
conclusa l'iter. Ora comunque non può essere estradata senza che ci sia il
parere della Corte d'appello di Brescia. La badante romena, che in Italia non
ha commesso alcun reato, può presentare infatti ricorso. Facile immaginare che
in Romania non voglia tornarci, sotto scorta, per varcare il portone di un
carcere.F.MO.
( da "Giorno, Il (Varese)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Artigiani
varesini crescono: "Dateci il federalismo fiscale" Aumenta il numero
degli iscritti all'Associazione: 14.700 di MAURO CERRI ? VARESE ? IL VARIEGATO
mondo dell'artigianato varesino allarga i suoi confini e cerca di fare sentire
la propria voce nelle stanze dei bottoni. La volontà di superare la
frammentazione delle piccole imprese e di aumentare la propria
rappresentatività è testimoniata dai dati dell'Associazione Artigiani Varese
che fa capo a Confartigianato. A inizio 2008 risultano 14.700 i soci affiliati,
( da "Provincia di Cremona, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Sabato 8 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Burocrazia e colpi di scena 'La
concessione del telefono' di Camilleri: ironia e tragedia di Felice Staboli
CREMONA ?"Vigàta li 12 giugno
( da "Provincia di Cremona, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione
di Sabato 8 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Api. Segno "meno" per
l'indagine congiunturale
( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tutti
contro il giro di vite del governo. Confartigianato: "Investiamo i premi
Inail per i casi a rischio". Coldiretti: "Non colte le attese delle
piccole aziende" Decreto sicurezza, imprese in rivolta Unindustria: solo
sanzioni. Cna: servono prevenzione e formazione Durissime le reazioni dal mondo
dell'industria e della piccola impresa l'indomani dell'approvazione del Testo
unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro varato giovedì scorso dal consiglio
dei ministri. "Si è persa un'occasione importante. Così non si fa
prevenzione", è il commento del vice-presidente di Unindustria Treviso
Luciano Miotto. E alla polemica si associano tutti i rappresentati del mondo
imprenditoriale del Marca. "Il provvedimento ha una natura punitiva",
sostengono in coro le associazioni degli artigiani, della piccola e media
impresa e degli agricoltori. E la speranza ora sta nelle modifiche che potranno
essere apportate prima dell'approvazione definitiva del decreto. Quali sono gli
aspetti del provvedimento messi in discussione da Unindustria? L'esaltazione
della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni,
punti su cui il vice-presidente dell'Unione degli industriali spende parole
dure nei confronti del Governo. "Sembra quasi che il Legislatore anziché
pensare alla sicurezza, si salvi mettendo più sanzioni - sottolinea Miotto - E'
vero che abbiamo ottenuto delle attenuazioni, ma vorrei ribadire come si
continui a distinguere fra mancanze gravi, che pongono effettivamente a rischio
la salute dei lavoratori, e le irregolarità formali". E aggiunge: "Il
problema vero per le imprese è che le irregolarità rischiano di essere
numerose, visto che sono stati introdotti nuovi adempimenti, registri da
timbrare senza nemmeno prevedere un periodo transitorio di applicazione. Ancora
una volta si andrà a colpire le aziende che operano nella regolarità e nella
trasparenza". Alla polemica si associano anche gli altri rappresentati del
mondo dell'impresa trevigiana. Unanimi le critiche. "Questo decreto non
coglie le aspettative delle imprese che volevano aumentare la sicurezza sul lavoro
anche attraverso la formazione", commenta il direttore della Cna
provinciale, Giuliano Rosolen. "Il tentativo del governo di graduare
l'entità delle sanzioni - spiega Fulvio Brunetta, presidente della Coldiretti
di Treviso - non coglie l'efficienza espressa dal mondo imprenditoriale di
sanzionare in maniera differenziata violazioni formali, rispetto a quelle che
determinano situazioni di pericolo reale per i lavoratori". Sulla
difficoltà delle piccole imprese di fronte agli obblighi imposti dal testo
unico si esprime invece Mario Pozza, presidente della Confartigianato
trevigiana: "Non possiamo pensare che le imprese di piccole e piccolissime
dimensioni possano permettersi una persona dedicata a vigilare tutte le
situazioni a rischio. Visto che le imprese pagano premi Inail molto più
sostanziosi rispetto il reimpiego sul nostro territorio. Usiamone una parte per
aiutare le imprese a fare investimenti sulla sicurezza".
( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo
la morte del portuale I terminalisti aprono ai sindacati: "Non impediremo
l'accesso in banchina" Genova. Due settimane per rendere effettivamente
operativo il protocollo sulla sicurezza nel porto di Genova. Questo l'impegno
di enti locali, governo, imprenditori e sindacati raggiunto ieri mattina nel
vertice in prefettura con il sottosegretario Gian Paolo Patta. Quindici giorni
per stabilire tra la Regione e la Asl, d'intesa con l'Autorità portuale, le
procedure di intervento e di verifica delle situazioni di lavoro; con il nodo
nevralgico delle autorizzazioni agli ingressi nei terminal degli otto delegati
dai lavoratori attraverso il sindacato. Quindi, nuovo incontro plenario tra un
mese, per entrare nella agognata fase ordinaria. E pazienza se il vertice di
ieri è cominciato male, con la delegazione della Fit-Cisl che ha abbandonato la
prefettura in segno di protesta per la mancata presenza dei delegati dei
portuali. È la risposta all'incidente mortale in porto della settimana scorsa
che è costato la vita al camallo Fabrizio Cannonero. E proprio l'inchiesta
della procura si prepara a una svolta, attesa per lunedì. Il sostituto
procuratore titolare del fascicolo per omicidio colposo e omissione dolosa di
misure di prevenzione degli infortuni, potrebbe allungare la lista degli
indagati, ferma al momento al caposquadra della Culmv presente a bordo della
portacontainer. Per contro, non serve e non è necessaria alcuna modifica al
protocollo siglato lo scorso maggio. Le parti sono d'accordo. Il contenuto è
chiaro e forte, basta applicarlo. Dopo quasi tre ore di discussione, è stato
quindi deciso che entro la fine del mese l'Autorità portuale metterà a disposizione
gli uffici in cui troveranno posto i componenti del "Soi" (Sistema
operativo integrato) che insieme con gli otto "Rls" (responsabili
lavoratori per la sicurezza), già eletti dai lavoratori, dovranno coordinare i
controlli, le verifiche e i piani. Luigi Merlo, presidente dell'Authority, ha
assicurato che i locali per il Soi sono già pronti e agibili. L'assessore
regionale Claudio Montaldo ha inoltre affermato che "il Soi esiste già e
ha iniziato a operare, anche se non ha fatto certo il 100% di quanto
previsto". "Nella sede in porto - ha aggiunto Montaldo - si
trasferiranno gli uffici della Asl preposti e quel luogo diverrà riferimento
anche per gli altri soggetti (Ispel, Inail, Inps, Autorità portuale) che fanno
parte del Soi". Il sottosegretario Patta ha evidenziato che il
rappresentante dei terminalisti, Luigi Negri, ha dichiarato al tavolo che
"non ci sono problemi ad applicare il Protocollo che prevede le modalità
di accesso dei controllori sulle banchine private". "Per cui - ha detto
Patta - come prevede l'accordo, gli otto Rls del coordinamento devono essere
chiamati dalle Rls interne al terminal ed essere accompagnati dagli altri
soggetti del Soi per potere entrare. La Regione ha lo strumento legislativo per
costituire questi nuclei operativi integrati nei luoghi di lavoro
particolarmente complessi perché c'è già un decreto applicativo che lo
consente". Lo stesso Negri, ha spiegato: "C'è la volontà di tutti ad
andare avanti con il protocollo, che non è stato completato per motivi burocratici,
non per cattiva volontà di qualcuno. Noi abbiamo fatto la nostra parte.
L'accesso ai terminal è già stabilito da un accordo con le organizzazioni
sindacali. Ci sono due situazioni, con terminal in cui l'Rsl già esiste ed è
titolato a vedere determinate criticità. Il problema era decidere chi poi alla
fine dice se un lavoro è sicuro o no; la legge dice che spetta alla Asl".
Giovanni Mari 08/03/2008 = È volato in cielo con i suoi amati aerei Giacomo
Cavalcoli (Bruno) di anni 83 Ne danno il triste annuncio la moglie, i figli, la
nuora, i generi, la suocera, i nipoti, l'amica Severina ed i parenti tutti. I
funerali hanno luogo oggi sabato 8 marzo alle ore 14,30 nella parrocchia di S.
Gottardo. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe
Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Rino, Silvia e Federica Braggio sono vicini al
dolore di Laura, Marina, Bruno, la nonna Valentina, la nonna Rina e famiglie
per la scomparsa del caro Giacomo È mancato all'affetto dei suoi cari Eugenio
Demartini (Lindo) di anni 88 Ne danno il triste annuncio: la moglie Nena, il
figlio Gianpiero con la moglie Sanja, la figlia Elsa con il marito Luciano, gli
adorati nipoti Simone, Emanuele, Sara, Flavio ed Alessandro, la sorella Giulia
e i parenti tutti. I funerali avranno luogo nella Chiesa di Nozarego sabato 8
marzo alle ore 15 ove la cara salma arriverà direttamente. Nozarego, 7 marzo
2008 = È mancata all'affetto dei suoi cari Renata Ferrari ved. Podestà di anni
87 Ne danno il triste annuncio: il figlio, la nuora, i nipoti Barbara e Davide,
la sorella, i nipoti ed i parenti tutti. I funerali saranno celebrati sabato 8
c.m. alle ore 11,30 nella Chiesa di San Gottardo in Genova. Un sentito
ringraziamento alle Suore Gianelline della Comunità Alloggio Anziani di Carro
(Sp) ed al personale tutto, per le amorevoli cure prestatele. Carro, 8 marzo
2008. Onoranze Funebri Castelletti Tel. 0185.46.071 Ciao zio Gino sarai sempre
nei nostri cuori. Laura e Massimo. Il Movimento Ragazzi partecipa con affetto
al dolore della cara famiglia Ghizzo per la perdita della mamma Clotilde Maria
Teresa, Franco e Nicoletta, sono affettuosamente vicini a Rita e Gianlorenzo,
per la perdita del caro Pinino = È mancata all'affetto dei suoi cari Agostina
Maria Grazia Loi ved. Medici di anni 82 Ne danno il triste annuncio il nipote
Marcello con Carla e Davide, la cognata Liana ed i parenti tutti. Il funerale
si svolge oggi sabato 8 marzo alle ore 11,45 presso la chiesa di San Pietro in
Quinto. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 8 marzo 2008
La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Il personale dell'U.O. Igiene
universitaria è vicino al Dott. Giovanni Orengo per la scomparsa della madre
Giovanna Milanesi Tutti gli amici dell'IST sono vicini a Gianni Orengo per la
morte della mamma, signora Giovanna Milanesi I Condomini del caseggiato di
Salita Santa Barnaba 24 e l'Amministratore esprimono il più sincero cordoglio
ai familiari per la scomparsa della signora Angiolina Nicora = È mancata
all'affetto dei suoi cari Teresa Piana ved. Vivenzio Mamma, con l' affetto di
sempre resterai viva tra noi. Gilda, Anna, Giorgio, Franca, Augusta, i nipoti e
gli amici di sempre. Ci mancherai tanto tanto. I funerali avranno luogo oggi
sabato 8 marzo alle ore 11,45 nella parrocchia S. Caterina. La presente quale
partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.55.01
I condomini di via Napoli 9-11 partecipano al dolore della famiglia Vivenzio
per l'improvvisa scomparsa della signora Teresa Angela Piana = È mancata
all'affetto dei suoi cari Rosetta Scanarotti ved. Piccardo di anni 95 Ne danno
il triste annuncio i figli Mariarosa e Gianni, la nuora, il genero, le nipoti e
i parenti tutti. I funerali avranno luogo oggi 8 marzo alle ore 10 nella chiesa
N.S. delle Grazie di Sampierdarena. Un ringraziamento alla signora Gabriella
per l'amorevole assistenza. La presente quale partecipazione e ringraziamento.
A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.5603 Ciao nonna Rosetta sarai per
sempre nei nostri cuori. Barbara, Raffaella, Federica e la piccola Martina.
Titti e Sergio partecipano al dolore di Maria Rosa e famiglia per la scomparsa
della madre Natalina Scanarotti Guido, Anna e Marisa sono affettuosamente
vicini a Maria Rosa, Gianni e famiglie per la perdita della cara mamma Natalina
Scanarotti ved. Piccardo 2005â??8â??marzoâ??2008 AVVOCATO Gilberto Gatteschi
Sei sempre con noi. La moglie, le figlie, le nipoti. 1983â??2008 DOTTORE
Giovanni Marinaro Costante pensiero affettuoso. La moglie e i figli.
8â??marzoâ??2001 DOTTORE INGEGNERE Giuliano Pattofatto I ciliegi sono
rifioriti, sembrano una nuvola rosa. Ti abbracciamo forte tutti. Nella, Leone,
Riccardo. 1998â??8â??marzoâ??2008 DOTTORE Ezio Solari Sono trascorsi 10 anni,
ma il ricordo permane indelebile in noi e nei tanti che lo hanno conosciuto e stimato.
La famiglia. 08/03/2008 ' 08/03/2008 varare subitol'operativitàCi sono tutti
gli strumenti per costituire i nuclei nei terminal. Non
servono modifiche o leggi Gian Paolo Pattasottosegretario 08/03/2008 '
08/03/2008 bene gli accessiai terminalIl protocollo si era fermato per la burocrazia. Gli accessi ai delegati sono
già previsti dagli accordi luigi negripresidente dei terminalisti 08/03/2008.
( da "Italia Oggi" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - I commenti Numero 058, pag. 2 del
8/3/2008 Autore: di Corrado Sforza Fogliari* Visualizza la pagina in PDF
IL PUNTO Sul risparmio energetico lo stato di diritto non c'è più
La Confedilizia ha chiamato per oggi a convegno, a Piacenza, giuristi ed
esperti di risparmio energetico. Obiettivo: fare il punto (meglio,
"cercare" di fare il punto) sulla vigenza della normativa in materia
e gli obblighi dalla stessa imposti ai cittadini. Il dlgs 192/05 (che regola la
materia) reca, dunque, in chiusura una "clausola di cedevolezza" che
è un capolavoro di "ipocrisia" legislativa. Dice, in poche parole,
che la normativa nazionale in materia si applica ai territori le cui regioni (o
province autonome) non abbiano ancora direttamente recepito, con le procedure
previste, la Direttiva europea 2002/91/Ce in materia e fino, comunque, al
recepimento disposto dagli stessi enti del provvedimento comunitario in
questione. Prescrive la stessa (ipocrita) clausola che "nel dettare la
normativa di attuazione le regioni e le province autonome sono tenute al
rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi
fondamentali" desumibili dal dlgs 192/05 e dalla stessa Direttiva
2002/91/Ce. Insomma: il comune cittadino (o chi per lui: ma sono costi,
quantomeno) deve, e anche solo limitatamente agli obblighi di cui alla clausola
citata, accertare (per sapere come regolarsi) se nel proprio territorio l'ente
locale competente abbia provveduto al recepimento e all'emanazione della
normativa di cui s'è detto e, in caso, in quali esatti modi e, oltretutto, se
abbia provveduto in modo conforme ai "vincoli derivanti dall'ordinamento
comunitario" e ai "principi fondamentali" di cui alle ricordate
normative. Roba, veramente, da stato impazzito, e basta. Probabilmente, quel
cittadino farà, acriticamente, ciò che qualcuno (speriamo onesto) gli dirà,
solo sperando che gli vada bene. Comunque confortato, in questo, dalle
(prudenti) solenni affermazioni dei giuristi, che gli spiegheranno che le norme
locali, anche illegittime, anche contrarie ai principi fondamentali e ai
criteri ricordati oltre che al riparto di competenze stato/regioni/province autonome,
sono in ogni caso da osservarsi fino a che non arrivi per esse una
dichiarazione di illegittimità costituzionale che con ogni probabilità non
arriverà mai (o fino a che un giudice, per gli atti
amministrativi, non ne dichiari la nullità o, ma allora nel corso di
procedimenti giudiziari, non li disapplichi). La burocrazia lo sa bene, e per questo dispone ormai di tutto, a proprio
piacimento. Ma è vivere, questo? Soprattutto, è vivere, ancora, in uno stato di
diritto? *presidente Confedilizia.
( da "Nuova Ferrara, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ARGENTA
Disagi nell'area della Ztl ARGENTA. Soddisfatti per i lavori, scontenti per una
pista ciclabile pericolosa lunga
( da "Unita, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai
consultando l'edizione del LO SCENARIOIl viaggio più atteso. Ma non è una prima
volta de leader democratico da queste parti. La rimonta dovrà passare da qui
Nord est, la prova del nove del candidato premier Pd Bruno Miserendino La
rimonta, se ci sarà, deve passare da qui: il nord perduto dall'Unione nelle
ultime elezioni. È qui, a cominciare da Veneto e Lombardia che si gioca la
scommessa e per questo, dicono, Veltroni c'è rimasto male. Lui arriva, prima
tappa veneta ieri sera a Rovigo, ottima accoglienza, sala piena, calore e
affetto, e Cacciari, sindaco di Venezia e profeta autorevole del Partito
democratico, spara a zero in un'intervista al veleno. Un po' contro Calearo (è
uno spot, dice Cacciari), un po' contro le liste, che a suo dire premiano
troppo poco le forze locali, un po' contro lo stesso Veltroni, accusato di
girare lì solo perché c'è la campagna elettorale, mentre invece il nord est è
un bambino piccolo da curare con amore tutti i giorni, se si vuole che cresca.
Segue cattiveria: "Non ci vado nemmeno, con Veltroni, più facile che vada
domenica da D'Alema". Il fuoco amico è parso così esagerato che lo stesso
Cacciari ha provveduto a rettificare nel giro di qualche ora. Stupefacenti
deformazioni della stampa, ha spiegato, è la solita storia. Facendo capire che
nel tour veneziano del segretario ci sarà e dove non andrà sarà per
"impegni istituzionali, non per polemica". Anche il resto delle
critiche, da Calearo, alle liste, a Veltroni, risultano attutite, anche se un
po' di sostanza resta. Tra il Cacciari uno e due c'è stata, a quanto pare una
telefonata con Bettini, che le liste le ha fatte con tutte le difficoltà del
caso. Anche Andrea Martella, che è coordinatore del nord, ha chiamato. Pace
fatta, anche se tra il Cacciari gonfiato e quello vero i leghisti si sono
inseriti a tempo di record. Calderoli ha detto che contro Veltroni servono i
forconi, Castelli ha sentenziato che le parole del sindaco dimostrano che il leader
del Pd del nord non sa nulla. "un'occasione persa per tacere", dice
Martella del Pd. Del linguaggio leghista non si meraviglia nessuno, e al loft
scrollano le spalle: "Se sono così sicuri della vittoria a valanga, perché
si preoccupano se il leader del Pd fa un giro elettorale?". La realtà è
che la partita è complessa per tutti e anche lì dove Lega e Pdl sono e
resteranno più forti, il dinamismo del Pd sta dando fastidio. La candidatura di
Massimo Calearo, che tanti mugugni ha provocato anche all'interno del partito,
non risolverà certo i problemi di rapporto tra centrosinistra e nord-est, però
qualche vecchio schema lo sta rompendo. Veltroni l'ha voluta perché i simboli
hanno il loro valore in campagna elettorale, però nella sua testa quel nome è
un tassello di una strategia più ampia, che parte dal discorso del Lingotto, e
che ha in testa la parola crescita. "Più crescita, più produttività,
salari più alti, meno burocrazia, semplificazione, fisco amico, infrastrutture". L'altra
mattina, partendo per il nord est ha parlato davanti agli artigiani, in una
platea non tenera in questi anni con il centrosinistra, raccogliendo consensi e
rilanciando il progetto di "un'impresa in un solo giorno", in Emilia
ha ricordato che nord e federalismo sono capisaldi del progetto del Pd.
Serve sicurezza, ha detto, capacità e rigore sull'immigrazione, (che peraltro
alle imprese del nordest serve come il pane), durezza contro i clandestini che
delinquono. Tutta la campagna elettorale Veltroni la gioca sul tema dell'Italia
che non ha alcun bisogno di rialzarsi, come dice Berlusconi, perché il paese
"si sveglia presto la mattina", e lavora e fatica. È la politica,
dice il leader del Pd prendendo sempre gli applausi più forti, che deve
riacquistare velocità e capacità di decisione, e "deve aiutare il paese a
correre". Non è che un giro elettorale basterà, come dice Cacciari, però
dalle parti di Veltroni ci tengono a ricordare che per la verità il segretario
del Pd c'è già stato tre volte negli ultimi mesi. Tra l'altro, a Padova, in
autunno si svolse un confronto molto serio e impegnativo e per niente
edulcolorato, con la piccola impresa, con il mondo del commercio e
dell'artigianato. Proprio allora si capì che quel mondo guardava con rispetto e
attenzione, e non più con diffidenza pregiudiziale, al nuovo corso veltroniano.
Non è un caso, se i simboli hanno un valore, che il leader del Pd abbia scelto
di mangiare oggi a casa di una famiglia di artigiani. Le elezioni sono un'altra
cosa e nessuno si aspetta miracoli. L'inversione di tendenza però, come
dimostra l'accoglienza in quel di Rovigo, la terra bianchissima del vecchio
Bisaglia, è a portata di mano.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Dal
governo un aut-aut inaccettabile" Frattini (Confindustria): troppa fretta
"Aziende sicure? Quelle ben organizzate" Bergamo "Le pene non
bastano e la fretta è sempre una cattiva consigliera, anche perché di sicurezza
sul lavoro e di morti bianche stavamo discutendo già da mesi". Roberto
Frattini, consigliere delegato per la sicurezza e l'ambiente di Confindustria
Bergamo, non ha dubbi: "Non si può arrivare a poche ore dal Consiglio dei
ministri e consegnare alle parti sociali un documento di 100 pagine e
pretendere un via libera immediato. La questione della sicurezza sul lavoro è
ben più complessa di quanto sta scritto sulla carta e non si risolve solo con
le sanzioni, che pure sono sacrosante". In molti, da mesi, avevano
auspicato il varo di nuove norme contro le morti bianche: perché ora
Montezemolo parla, tra l'altro, di una fretta incomprensibile da parte del
governo? "Di questo decreto, giustamente, si parla almeno da un anno, se
non da due. Sul tema della sicurezza il dibattito deve continuare, perché
nessuno deve sfuggire alle proprie responsabilità, mai, di fronte a una
questione che tocca la vita delle persone. L'osservazione di fondo di
Confindustria è che proprio perché si tratta di un tema così importante le pene
non possono bastare. Facendo un parallelo con le morti sulle nostre strade, si
potrebbe dire che le multe vanno benissimo, ma che molto dipende anche dalla
qualità dei mezzi che si guidano, dalle condizioni delle nostre arterie, dalle
regole. La pena non è la soluzione, ma solo uno degli strumenti, sia chiaro
indispensabile, per fermare il fenomeno delle morti sul lavoro". Secondo
alcuni, lo scontro tra Confindustria e governo avrebbe anche altre cause. È
vero? "Mi è stato detto che il documento tecnico contenente il testo del
decreto è stato consegnato alle parti solo alcune ore prima della riunione del
Consiglio dei ministri. Non è un metodo accettabile perché assomiglia a un
aut-aut: "O sei d'accordo con noi o sembri uno che vuole la morte delle
persone". Ecco il perché delle nostre critiche alla "fretta" del
governo, tenuto conto che non era certamente un tema nuovo. Ma c'è di
più". Che cosa? "Il testo del decreto, fatto di
carta e burocrazia, cosa
avrebbe cambiato nell'ultima tragedia, quella di Molfetta? Nulla, perché lì
c'era un imprenditore che credeva in quello che faceva ed è morto insieme ai
suoi lavoratori, cercando di soccorrerli. La burocrazia fine a se stessa forse avrebbe addirittura complicato ancora di
più la gestione di quell'azienda". Il sindacato lamenta che la
corsa agli utili stia svilendo la qualità del lavoro, intensificandone i ritmi,
mentre parte della rete produttiva si sarebbe piegata alla logica selvaggia dei
subappalti ed a una deregulation dei contratti... "Non c'è aIcun dubbio
che il fenomeno dei subappalti selvaggi sia esploso negli ultimi anni, sino a
sconfinare nell'illecito. Sono, però, molto più diffusi nell'edilizia che
nell'industria mentre va chiarito altrettanto bene cosa succede nell'industria
rispetto, ad esempio, a quanto avviene nell'agricoltura, di cui non si parla.
Poi ci sono realtà produttive piccole, medie e grandi che non possono essere
mischiate tra loro anche quando si parla si sicurezza e antinfortunistica. È
fondamentale non fare confusione, ma è chiaro che le distorsioni dei subappalti
devono rientrare nella regolarità: non devono, cioè, essere né selvaggi né
ripetersi all'infinito. Ma sui ritmi di lavoro proprio non ci siamo".
Cioè? "Nella stragrande maggioranza delle aziende non c'è un uso
esasperato dei ritmi di lavoro. C'è, questa sì, un'attenzione ai tempi e ai
costi. Resta la domanda centrale: come rendi sicura un'azienda? Non con meno
lavoro, ma creando dei processi produttivi efficienti, ordinati e organizzati
in cui ciascun lavoratore sa quello che deve fare, come farlo e dove farlo.
Un'azienda sicura è sinonimo di azienda organizzata. Un cantiere ben ordinato
sarà molto più sicuro di uno disordinato. Nella sicurezza il vero risultato si
raggiunge controllando i processi produttivi, con un approccio attento a come uno
lavora, alla qualità delle risorse umane, alla preparazione dei manager. Anche
se aziende sicure non esistono. Guardiamo alla Francia o alla Germania o alla
Svezia, i Paesi di riferimento per trovare qualità nell'industria. Lì qual è il
tasso d'infortuni? È pari a zero? No, è molto molto simile al nostro. E allora
lo sforzo comune, oltre che nell'ambito della prevenzione, va compiuto nella
direzione di una drastica riduzione di questi eventi. Il mio timore è che si
torni demagogicamente a individuare nel padrone delle aziende il
"delinquente" che vuole il male del suo operaio, mentre nessuno si
ricorda di dire quanti sono gli incidenti gravi che avvengono, ad esempio, ogni
anno nelle nostre case. Tutte le parti devono collaborare ed essere corresponsabilizzate:
dalla proprietà ai manager, dai tecnici agli operai, sino alle sigle sindacali.
Confindustria Bergamo e sindacato lavorano insieme già da tempo". D. V.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Un
Expo da imitare" oggi al via la rassegna campionaria Bertino (presidente
Confcommercio): diamo più occasioni alle aziende savonesi "OCCORRE una
nuova spinta che favorisca gli investimenti, soprattutto dei giovani e delle
aziende che vorrebbero operare nel Savonese, ma trovano ancora troppi ostacoli
burocratici e una risposta "freddina" da parte dei partner
locali". Alla vigilia dell'apertura della sedicesima edizione di Expo
Savona (che sarà inaugurata oggi alle ore 14,30), Vincenzo Bertino, presidente
provinciale e vicepresidente regionale della Confcommercio, vuole guardare al
futuro con ottimismo, incrociando le dita, ma soprattutto spingendo iniziative
come la rassegna organizzata da Pubblicitalia, Ente Fiera e Comune di Savona
che possono dare una scossa per il risveglio dell'economia. "Quando
Clemente dice che l'Expo rappresenta un volano per l'economia savonese sono
perfettamente d'accordo. - commenta Bertino - La "pecca", se così si
può chiamare, è che si tratta dell'unica occasione in programma a Savona in
tutto l'anno. In un momento in cui si respira un clima di sfiducia, che si
registra una ridotta capacità di consumi, meno male che queste persone hanno un
po' di coraggio. Il plauso va sia agli organizzatori della rassegna sia alle
aziende che partecipano. Non dimentichiamo che chi partecipa all'Expo ha la
possibilità di tenere il contatto con la potenziale clientela e di confrontarsi
con la concorrenza. È il modo miglior per crescere e non fermarsi". Dopo
sedici anni la fiera savonese è diventata un appuntamento consolidato,
nonostante partecipare non sia uno scherzo per l'impegno che richiede...
"Comunque c'è sempre attesa per l'inaugurazione. Ci si presenta con il
proprio stand con una motivazione precisa: promuoversi e mettere le basi per
nuovi affari. Le aziende fanno sacrifici per esserci, molte tornano da parecchi
anni: vuol dire che alla fine conviene. Piuttosto servirebbero altre manifestazioni
del genere. Anche più brevi, e magari a tema. E qui dovrebbe intervenire la
parte pubblica, favorendo iniziative come questa. Non vanno messe in
concorrenza, ma bisognerebbe creare un sistema che non limiti a undici giorni
all'anno la possibilità di mettersi in mostra". Quale è il
"però"? "È nel nostro dna di liguri rischiare poco. Invece,
dovremmo fare uno sforzo tutti insieme, credere anche in iniziative che possono
apparire meno importanti, ma che però possono dare risultati. Inoltre serve un
aiuto dalla parte pubblica. Le aziende devono mettere sul mercato investimenti
e idee, ma dall'altra parte ci dev'essere chi dà una mano. Questo è il caso in
cui si vede l'importanza della Provincia. Savona non è una realtà
metropolitana, non si può pensare di abolire la Provincia. Anzi, deve far emergere il tessuto economico, agevolare gli
investimenti anche con meno burocrazia e una maggiore velocità nelle decisioni. Come Confcommercio, ad
esempio, ci siamo dotati di una nuova sede e cerchiamo di dare servizi sempre
più veloci ed efficienti". Alcune aziende vengono a Savona proprio
richiamate dall'Expo... "Ma qui abbiamo alcuni punti di grande
eccellenza, con la scomparsa dei poli chimici e dell'industria di stato, è il
terziario a tenere su l'economia. Ma talvolta non riusciamo a far uscire dalla
provincia le nostre potenzialità per costituire un richiamo ad investire qui.
Io lancio un invito anche ai giovani imprenditori locali, che però vanno
aiutati". Un consiglio agli organizzatori della fiera? "L'Expo ha tante
sfaccettature, potrebbe essere accompagnato da altre iniziative minori, ma
specializzate e distribuite nell'arco dell'anno. Inoltre, tutti gli anni
dovrebbero essergli dati degli obiettivi da raggiungere. Dovrebbe essere
un'occasione per progettare. Su ciò dovrebbero fare una riflessione anche gli
esponenti candidati in Parlamento, che sono quelli che possono aiutare
dall'alto il Savonese". Giovanni Vaccaro 08/03/2008 ' 08/03/2008
opportunitàisolataL'Expo è una grande occasione per la città e la provincia, ma
è anche l'unica prevista nell'arco dell'anno 08/03/2008 ' 08/03/2008 il
ruolodegli entiLe aziende devono mettere in campo investimenti ma è necessario
che la parte pubblica faccia il suo 08/03/2008.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli
allevatori ai politici "Sostenete la montagna" È positivo il
consuntivo delle attività dello scorso anno dell'Associazione manifestazioni
agricole e zootecniche di Valle Serina. Il dato è emerso dalla relazione
illustrata ai soci (
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-03-2008)
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Economia
Pagina 215 Gli ostacoli economici e culturali Le donne e il lavoro: è un amaro
8 marzo Gli ostacoli economici e culturali di Oriana Putzolu * --> di Oriana
Putzolu * Almeno per un motivo la festa dell'otto marzo è utile: ricordare a
tutti, al di là di celebrazioni "simil San Valentino", che le donne
in Sardegna sono ancora figlie di un dio minore. Né basta certamente, per
cambiare questa loro condizione, l'essere destinatarie di quella
"caccia" alla candidata, sport preferito dei partiti alla vigilia
della campagna elettorale, per dimostrare che l'una e l'altra metà del cielo
sono ugualmente considerate. Quando poi le porte delle istituzioni si
dischiudono e il poter di proporre leggi e decreti diventa concreto, solamente
tra mille difficoltà, tranne qualche rara eccezione, donne parlamentari e
consigliere regionali e comunali riescono - in Regione e nei Comuni - a
realizzare programmi e proposte scaturiti dalla sensibilità femminile. Liberate
prima del voto, nuovamente legate dopo il risultato elettorale. Del femminismo
"una tantum" le donne non se ne fanno niente. Soprattutto le donne
sarde lontane dai centri di potere, che non fanno parte, per diritto familiare
o maritale, di caste politiche, economiche e culturali; che non frequentano i
salotti buoni dell'alta burocrazia, che non rientrano per amicizia nel giro dei consulenti, che non
fanno domanda per entrare nelle short list regionali. Queste vogliono l'otto
marzo tutti i giorni, anche senza mimose e cene esclusivamente al femminile. È,
questo, il miracolo del calendario, ma soprattutto culturale, atteso in
Sardegna dalle 313.000 donne oggi costrette a non far parte della forza
lavoro: perché 30.000 cercano occupazione non attivamente, 8.000 sono
disponibili a lavorare solo a certe condizioni, 39.000 non cercano, ma sono
pronte al lavoro; mentre 236.000 non cercano e non sono disponibili a lavorare.
Soprattutto queste ultime si sono rassegnate a una rinuncia definitiva, perché
scoraggiate dalla lunga e vana ricerca di un posto di lavoro; oppure, tentato
inutilmente di conciliare famiglia e professione, hanno scelto la prima per non
stressarsi e non stressare figli nella continua rincorsa tra baby sitter, asili
e parcheggi televisivi; altre costrette a curare anziani genitori e figli
disabili. L'otto marzo tutti i giorni chiedono le donne sarde senza
"accozzo": per riequilibrare il tasso di attività per loro fermo al
45,0% mentre quello dei maschi, fortunatamente, è al 71,3 %; oppure far salire
il tasso di occupazione inchiodato al 39,0 % per le donne contro il 67,1% degli
uomini, e abbassare il tasso di disoccupazione, oggi fermo al 13,4 % per le
ragazze e al il 5,9 % dei ragazzi. Ecco un'altra faccia, tutta sarda, della
povertà: a molte donne, soprattutto giovani, è tolta la possibilità di sognare
e poi realizzare un autonomo progetto di vita. Per favore, dunque, non solo
convegni, dibattiti, libri e brochure patinate per celebrare l'otto marzo del
1908. Ricordare serve, ma limitarsi a una semplice commemorazione è poca cosa,
se non si adottano vere politiche di pari opportunità in grado di incidere a
fondo nella progettazione dello sviluppo di questa regione. Politiche fino a
oggi mancate o fantasma. La Cisl Sarda e il suo coordinamento donne ribadiscono
alle istituzioni regionali la necessità e l'urgenza che l'aurora dell'otto
marzo spunti ogni giorno tra i nuraghi della Sardegna. * segretario regionale
Cisl Sardegna.
( da "Centro, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara
"Lascio una città più vivibile e un bilancio in attivo" Angelucci non
si ricandida: attenderà il 2009 per puntare alla Provincia FRANCAVILLA.
"Lascio una città più consapevole delle proprie capacità e più
vivibile". Il sindaco uscente Roberto Angelucci ha deciso di non ricandidarsi
alle prossime comunali, e va fiero di questa scelta. "Non voglio fare il
sindaco attaccato alla poltrona che si candida come capolista e poi fa il
rompicoglioni", motiva senza peli sulla lingua. "Lavorerò con forza
per portare voti al mio vice Pellegrino, ma voglio considerare chiusa
l'esperienza del Comune. Il prossimo anno proverò ad essere eletto in
Provincia. Credo che per aiutare la mia città a crescere possano essere fatte
molte cose buone anche lì". Ma se potesse tornare indietro di almeno 5 anni,
o se avesse la possibilità di fare il sindaco per la terza volta, c'è qualcosa
che non ha fatto e che farebbe? "Riorganizzerei la macchina organizzativa,
smettendo di fare il sindaco con la vecchia logica di quello che aveva tutte le
responsabilità nelle sue mani", ammette Angelucci. "E' fondamentale
far funzionare bene la burocrazia, per cui migliorerei
il rapporto con la dirigenza. Porgo le mie scuse a tutti quelli che, nei rari
momenti di nervosismo, ho trattato male. E allo stesso tempo li ringrazio,
perchè insieme a loro ho fatto un'esperienza entusiasmante". Solo la
macchina comunale? "No, darei maggiore importanza alla comunicazione
istituzionale", prosegue il sindaco. "Ho imposto sensi unici,
parcheggi, rotatorie e altri provvedimenti senza neanche una spiegazione che
non fosse quella che davo io personalmente, a voce, ai cittadini che
incontravo. Oggi mi doterei di un ufficio stampa, ma il problema è che mi sono
sempre fatto scrupolo di non aumentare la spesa pubblica...". Francavilla
è un Comune che risparmia? "Al futuro sindaco lascio un bilancio in attivo
e la possibilità di fare 2 milioni e mezzo di mutui l'anno. E poi abbiamo
tagliato le spese della politica: io e i miei assessori ogni anno non abbiamo
superato il budget di 15mila euro di spese di rappresentanza. Io ho usato
sempre la mia auto".
( da "Adige, L'" del 08-03-2008)
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L'operazione
Camillo Rezzaghi apre un villaggio turistico sull'isola di Nose Be Bay Lo
"sbarco" in Madagascar CLAUDIO CHIARANI Nose be bay è un'incantevole
località nel nord del Madagascar, quarta isola al mondo per grandezza e situata
al largo della costa del Mozambico, ed è al centro dell'interesse di un
personaggio rivano ben noto alle cronache locali: Camillo Rezzaghi.
Inizialmente unite le forze con Fabrizio "Bicio" Di Stasio (il quale
proprio ieri ha deciso di uscire dall'operazione), dopo un primo sopralluogo
l'anno scorso in estate, trovato un appezzamento di terra ideale fronte mare
(circa due ettari), a Nose be appunto nel nord dell'isola, Rezzaghi e Di Stasio
l'avevano acquistato in società. Per farne un villaggio turistico, che nelle
loro intenzioni dovrà diventare anche il loro rifugio durante i mesi invernali,
periodo nel quale mentre qui si soffre il freddo laggiù c'è il clima ideale per
rilassarsi. La notizia ormai è di dominio pubblico, e proprio in questi giorni
Di Stasio si trova ugualmente laggiù alla "caccia" di un referente da
segnalare a Rezzaghi in modo da coordinare la prosecuzione del progetto. Acquistata la terra, infatti, anche se la burocrazia locale non è certo
paragonabile alla nostra, qualche adempienza va pur fatta. Poi ci sarà da
perfezionare il tutto con i permessi di costruzione del villaggio, l'inizio e
la prosecuzione, una cosa che richiede in loco una presenza costante. Il
tutto, ovviamente, con l'egida ed i permessi che il governo italiano, già
interpellato, deve necessariamente rilasciare al nostro concittadino.
L'ennesimo capitolo, dunque, del "vulcanico" Camillo Rezzaghi è già
iniziato. Di lui non serve dire nulla o poco più, vista la sua capacità
imprenditoriale che l'ha portato prima con il suo marchio "Spaghetti
Haus" sulla riviera romagnola e poi a tentare l'avventura in Russia per
terminare con le recenti esperienze in quel di Madonna di Campiglio. Passato un
periodo difficile proprio dopo la fine delle sue attività a Madonna di
Campiglio, oggi Rezzaghi ha rivolto il suo sguardo al Madagascar ed
all'opportunità di creare un'attività in quel paese turisticamente ancora tutto
da scoprire, e c'è da giurare che la sua fervida mente d'imprenditore corre già
verso feste a base di belle donne in costumi succinti, di questa o di quella
miss sia "maglietta bagnata" sia "gambissime" di
Dannunziana memoria. Dannunzio Rezzaghi, il padre di Camillo, insuperabile
animatore delle notti rivane degli anni '60 e '70. Notti che qualcuno vorrebbe
seppellire per sempre, notti che qualcuno vorrebbe riesumare modernizzandole.
08/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
XIII - Palermo Palme malate, stop alla rimozione Finiti i fondi per le aree
private. La Regione: "Intoppo risolto" Mancano i soldi per pagare le
gru Oltre 3.500 le piante colpite dal punteruolo Più della metà già abbattute
DARIO PRESTIGIACOMO I fondi sono stati già stanziati, ma al momento gli
interventi per la rimozione delle palme colpite dal puntuerolo rosso nei
terreni di proprietà privata sono stati sospesi. Il motivo? Mancano i soldi per
pagare le gru, secondo quanto comunicano dall'unità 53 del Servizio
fitosanitario regionale, che si occupa delle operazioni di rimozione della
palme malate nelle province di Palermo, Agrigento e Trapani. "Gli
interventi previsti fino a giovedì prossimo saranno portati a termine - dice
Gioacchino Sauro dell'unità
( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Convegno
in provincia Il caso: alcune famiglie hanno chiesto che i figli partecipino
all'ora di religione come uditori. La burocrazia lo impedisce 08/03/2008 IL
TEMA della laicità nella scuola pubblica italiana - a partire dalla controversa
questione dell'ora di religione - sarà discusso oggi pomeriggio, in Provincia,
con Gustavo Zabrebelsky, insigne giurista, docente universitario e presidente
emerito della Corte Costituzionale. L'appuntamento è per le 15.30 e
sancisce la prima uscita pubblica del "Gruppo Scuola e Laicità",
fondato dalla chiesa evangelica metodista, dalla Flc-Cgil, insieme con
l'associazione "31 ottobre" e dalla sezione savonese di "Proteo
Fare Sapere". L'associazione lavora in realtà da oltre un anno ed ha già
al proprio attivo una ricerca sociologica qualitativa che ha per oggetto Savona
e le province limitrofe e il barese e le province limitrofe. I risultati
saranno elaborati dal ricercatore Leonardo Palmisano e confluiranno in una
pubblicazione in via di preparazione. Ma Giovanna Zunino, della Cgil nazionale,
ne anticiperà oggi pomeriggio, durante il seminario, alcuni punti
significativi. "Abbiamo realizzato - spiega Franco Becchino, pastore
metodista ed ex presidente del Tribunale di Savona, fondatore del gruppo e
anch'egli relatore al seminario sul tema "Stato e chiese, scuola e fatto
religioso" - una serie di interviste sulla scorta delle indicazioni di
Palmisano presso un gruppo di 40 famiglie. Tema, come si vive nell'area non
cattolica la scelta dell'avvalersi o non avvalersi dell'ora di religione".
Becchino spiega che la ricerca svela elementi di novità. E non poche
contraddizioni: "Ad esempio - rivela - c'è il caso di famiglie protestanti
che hanno indicato di "non volersi avvalere" dell'ora di religione
cattolica per una questione di principio. Ma che poi, essendo comunque
cristiane, hanno chiesto che i figli restassero comunque nelle classi come
"uditori". Ebbene, a Savona, ciò non è stato possibile per un
problema burocratico di coperture assicurative". Conclude Becchino:
"Il tema della laicitàè fondamentale, tanto più in questa fase
storica". Al convegno-seminario parteciperanno anche gli assessori Lucia
Bacciu (Comune di Savona) e Carla Siri (Provincia di Savona) e Carla Zanasi,
referente provinciale di "Proteo Fare Sapere" che terrà le
conclusioni. 08/03/2008 TRAME DI PENELOPE Alle ore 16.30 nella sala espositiva
Palace a Spotorno verrà inaugurata la mostra collettiva "Le trame di
Penelope tra emozione e ragione". L'esposizione proseguirà fino al 16
marzo e sarà visitabile da mercoledì a domenica dalle 16 alle 18 (ingresso
libero). Musica all'osteria. All'Osteria Caffè del Castello festa della donna
con intrattenimento musicale del gruppo "Sweet Sound Trio".
Conferenza Unitre. A Palazzo Doria a Loano è in programma alle ore 16 la
conferenza "La tutela della donna nell'ambito familiare ? aspetti
civilistici, penalistici e soluzioni alternative". Relatrici saranno
Gabriella Provaggi e Giusy Ardizzone. Ode all'assaggio. La libreria San Michele
ad Albenga ospiterà (dalle 17 alle 19) il sesto di una serie di 18 appuntamenti
eno-gastronomici. Le aziende invitate hanno a disposizione un angolo delle
libreria dove posso esporre e offrire al pubblico i loro prodotti. Oggi sarà la
volta dell'Azienda Agricola Sartori. Inaugurazione mostra. Alle ore
( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caro
Maggiani, so che di recente lei è stato a Cuba e in altri Paesi del Sudamerica.
Negli anni ho compiuto diversi viaggi in quel meraviglioso continente. A Cuba,
purtroppo, non ho più potuto tornarci, ma non credo che nel frattempo le cose
siano cambiate molto. Ovviamente mi colpì la bellezza dei luoghi, ma
soprattutto mi colpirono i vecchi e i bambini. Sì, a Cuba ci sono i vecchi,
tanti, non so se felici, ma curati, assistiti e ben inseriti in un tessuto
sociale ricco e stimolante. Non per caso, il sistema sanitario di Cuba è
considerato tra i migliori del mondo e in alcuni settori il migliore, tanto che
esistono ospedali e cliniche dove si operano e si curano
"clandestinamente" tanti americani privi di assistenza degli States.
E così Cuba è uno dei Paesi dove l'aspettativa di vita è più alta al mondo,
dove si vive a lungo non solo per aspettare di morire: lì i vecchi hanno
l'aspetto di chi vive per vivere. Poi ci sono i bambini, tanti anche loro,
vestiti modestamente, ma vestiti, nutriti, coccolati dalle famiglie (anche se
spesso sono famiglie piuttosto "libere" e informali) e seguiti
nell'istruzione come pochi altri. Poi, è vero che c'è la dittatura, i riti del
partito, che i cubani non sono liberi di viaggiare all'estero, che la stampa
dice sempre le stesse cose, che la burocrazia impera e la corruzione muove i soldi neri. Ma sono sicuro che è
impossibile incontrare gente altrettanto serena e dignitosa nelle tossiche
periferie di Città del Messico o nelle favelas di Rio De Janeiro. Lì non c'è
verso di diventare vecchi, i bambini sopravvivono allo stato brado educati alla
scuola del crimine e della droga e peraltro è anche ben difficile trovare l'indirizzo
della (da noi) tanto acclamata signora Libertà. Renzo Piccoli TORTONA
08/03/2008 Sono stato più volte a Cuba, ci ho lavorato per diverso tempo con
alcuni giovani scrittori e artisti di cui sono diventato amico, quando viene
pubblicato in America Latina un mio libro mi invitano a presentarlo alla Fiera
del libro dell'Avana, come quest'anno. Ho viaggiano nell'isola assieme ai miei
amici cubani prima, durante e dopo il "periodo especial", ho cenato
in quel tempo dividendo più di una volta la razione della "tessera",
il "menù" predisposto dall'Onu per nutrire una nazione di 11 milioni
di abitanti rimasta da un giorno all'altro senza i rifornimenti del suo unico
partner commerciale, l'Unione Sovietica; ma ho anche mangiato panieri di
aragoste pescate nei fondali di Maria la Gorda da spensierati scienziati
americani che facevano ricerca assieme ai loro colleghi cubani in barba al
severissimo blocco economico e culturale che il loro Paese mantiene in vigore
da cinquanta anni. Cuba è a
( da "Voce d'Italia, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Esteri
Quale futuro per l'ex presidente? Russia, missione compiuta per Putin Il
"Putinismo" un sistema centrale forte, dove lo stato e' presente
soprattutto nel settore economico, secondo il modello del cosiddetto
capitalismo di stato, mentre l'arena politica e' aperta a chi non crea troppo
disturbo, anche perche' i giochi piu' importanti si fanno al Cremlino Milano, 8
mar.- Vladimir Putin, ormai ex presidente russo, può ritenersi soddisfatto del
lavoro svolto al Cremlino. Piaccia o no, è riuscito a ottenere tutti i
risultati che aveva stabilito otto anni fa quando Eltsin lo aveva investito del
ruolo di suo successore: ora che è lui a doversi fare da parte, lascia un paese
in una condizione invidiabile rispetto a quella che trovò meno di un decennio
fa. Appena diventato presidente nel 2000, il semi-sconosciuto Putin aveva
composto un documento, “La Russia all'alba del nuovo millennio”, dove risultava
scritto a chiare lettere che avrebbe voluto ricostruire la nazione a partire
dalle mura domestiche, con un accentramento del potere statale. Solo questo
passaggio fondamentale avrebbe poi permesso al paese di riottenere lo status
internazionale di grande potenza, umiliato dal continuo supporto occidentale.
Nessuno della comunità internazionale si occupò più di tanto di quel documento,
per ragioni che sembravano più che plausibili. Istituzioni internazionali, quali
la Banca mondiale o il Fondo monetario (Fmi), stavano aiutando la Russia a
risalire la china del collasso politico ed economico, limitandone il raggio
d'azione e spesso, anzi, riuscendo a influenzare in maniera indiretta le scelte
di politica interna. La fragilità della Federazione Russa, poi, era a rischio:
ripetuti attentati terroristici nella capitale facevano da sfondo alla guerra
secessionista in Cecenia, che raggiunse il suo zenit proprio nei primi anni di
presidenza Putin. E c'era il rischio evidente che altre unità federali, sia nel
Caucaso settentrionale, sia nella remota Siberia, potessero seguire l'esempio.
L'Unione europea, infine, si stava allargando verso est includendo diversi
paesi che un tempo stavano oltre la Cortina di Ferro, mentre l'organizzazione
militare nord-atlantica (Nato) guadagnava terreno e si avvicinava al nemico di
un tempo senza trovare resistenza. L'economia era in mano a un pugno di
oligarchi che avevano preso possesso delle imprese statali durante le
privatizzazioni dei primi anni Novanta, il prezzo del petrolio era sui 30
dollari al barile, crollando a 10 nel '98, quando la Russia attraversò una
gravissima crisi finanziaria. Tanto l'Europa quanto gli Stati Uniti sembravano
preoccuparsi più di un eventuale pericoloso tracollo del paese, che di un
improbabile ritorno della Russia sulla scena internazionale. Mosca sembrava
aver abbracciato l'Occidente a prescindere, e gli attentati terroristici
dell'11 settembre sembravano rinforzare questa convinzione. Questa era la
situazione in Russia quando Putin fu eletto, con oltre il 60% dei voti, nel
marzo del 2000: perché ci sarebbe stato bisogno di preoccuparsi più di tanto di
quel documento, peraltro firmato da un grigio burocrate che aveva una breve
carriera politica alle spalle e vantava un passato tutt'altro che glorioso
nelle fila del Kgb? Con il senno di poi, quel documento conteneva tutti i semi
della politica putiniana, utili per capire quale traiettoria avrebbe imposto al
paese. Quello che era, o sembrava, un alleato docile in cerca di aiuto solo
otto anni fa, ora è, o sembra, un nemico aggressivo che usa l'energia come un
tempo usava i carri armati. Putin è stato l'artefice di questo cambiamento,
nato soprattutto dall'aumento dei prezzi di petrolio e gas. Dopo aver realizzato
una riforma fiscale che avviò un interessante flusso di cassa, il Cremlino ha
visto costantemente gonfiare il suo portafoglio grazie a un'impennata senza
precedenti del prezzo delle risorse energetiche. La congiuntura economica ha
messo il turbo al progetto di risanamento voluto da Putin: ripagati con largo
anticipo i debiti con il Fmi e il Club di Parigi, la Russia si è rinforzata,
almeno in apparenza, in casa e ha poi avuto una libertà di movimento maggiore
sulla scena internazionale. Il prodotto interno lordo, in valori nominali, è
cresciuto di sei volte in meno di dieci anni, e la Russia ora è la terza forza
in termini di riserve di moneta estera, dietro a Giappone e Cina. Non più
dunque un paese che tratta con l'occidente da subordinato, ma uno stato ricco
che può permettersi, in alcuni casi, di condurre il gioco diplomatico.
Rinfrancata da questa ventata di denaro fresco, Mosca ha deciso di alzare una
barriera al vento delle rivoluzioni colorate. è anche per queste ragioni che la
popolarità di Putin in patria è cresciuta, nell'ultimo biennio, fino al 70%,
gonfiando le tasche non solo della classe dirigente, ma anche quella della
nuova classe media. Per il resto della comunità euro-atlantica, dopo
un'improbabile luna di miele, culminata con la convinzione che gli attentati
dell'11 settembre avessero definitivamente consegnato una Russia dimessa nel
campo occidentale, Putin è un personaggio con il quale si deve fare business e
basta, perché pur se vende gas a mezza Europa, non si può fare a meno di criticarne
le continue violazioni democratiche. Le accuse sono sempre le stesse: libertà
di stampa limitata, potere giudiziario tutt'altro che autonomo da quello
politico, severe limitazioni alle libertà civili e politiche, con divieti di
manifestazioni di piazza e talvolta di assembramento, corruzione
incontrollata a tutti i livelli della burocrazia, restrizione delle attività di tutte le organizzazioni non
governative, nazionali e non, mancato rispetto dei diritti umani nella guerra
in Cecenia e violazione di ogni regola democratica nel perseguimento di
presunti terroristi e/o criminali coinvolti nella guerra. Questa
condotta ha portato anche a un raffreddamento dei rapporti con Germania e Gran
Bretagna, dopo i cambi di leadership dell'ultimo biennio in quei paesi. Ma in
fin dei conti la sostanza è rimasta, perché nessuno ha avuto margini
sufficienti per esercitare una pressione positiva sulla Russia. Le accuse che
l'Occidente rilancia ai danni del Cremlino sono cristalline, ma non sembrano
scalfirne il consenso interno. Alle elezioni parlamentari di dicembre 2007, il
partito del potere Russia Unita, sostenuto dal presidente Putin, ha ricevuto un
sostegno di oltre il 60%: è probabile che siano stati commessi dei brogli,
soprattutto in assenza di osservatori internazionali che non hanno ricevuto
visti di ingresso, ma è altrettanto probabile che Putin e il suo partito
avrebbero ottenuto una solida maggioranza in parlamento anche senza barare. Gli
elettori hanno preferito stabilità e benessere alle libertà democratiche tanto
care all'occidente. E soprattutto, dopo il caos degli anni Novanta, i russi
hanno ritrovato un leader orgoglioso e determinato, che è tornato a guardare
negli occhi il resto del mondo e a riaffermare gli interessi russi su scala
globale. è per questo che ha vinto colui che Putin ha indicato come successore,
Dmitrij Medvedev. Anche se non sarà in prima persona lui a gestire il potere,
Putin conserverà un ruolo importante, almeno nel prossimo futuro, fino a
transizione compiuta: perché è importante che il sistema di potere rimanga in
piedi, non solo e non tanto Putin stesso. Ma la Russia, pur sedendo su un
impero energetico, rimane pur sempre fragile nelle istituzioni. Un osservatore
attento come Andrew Kuchins, per anni responsabile del Carnegie Endowment
Center di Mosca e ora a Washington, usa il termine “putinismo” per indicare un
sistema di potere che rimarrà in piedi per qualche anno, e sarà replicato nel
prossimo mandato. Si tratta di un sistema centrale forte, dove lo stato è
presente soprattutto nel settore economico, secondo il modello del cosiddetto
capitalismo di stato, mentre l'arena politica è aperta a chi non crea troppo
disturbo, anche perché i giochi più importanti si fanno al Cremlino. Tutto
questo è possibile perché Putin è riuscito a rimpiazzare l'elite eltsiniana con
una generazione di quarantenni, la nuova classe dirigente. è sempre lui che ha
fatto da arbitro e bilanciato le lotte di potere. Secondo le stime di Clifford
Gaddy, un economista esperto di Russia all'istituto Brookings di Washington, la
Kremlin Corporation gestisce una cifra che si aggira intorno ai 500 miliardi di
dollari di flusso di cassa ogni anno. è dunque credibile pensare che qualcuno
della nuova élite voglia rinunciare a una torta così grande? E soprattutto: se
Putin dovesse tornarsene nel buio da dove è venuto, cosa succederebbe a quella
torta? Il nuovo presidente, il delfino di Putin è, come detto, Dmitrij
Medvedev, 41 anni, avvocato che ha ricoperto l'incarico di vice-premier e
siede, sia pure ancora per poco, nel consiglio di Gazprom, gigante dell'energia
sotto controllo statale. Deve tutta la sua carriera politica a Putin, cui ha
anche chiesto di rimanere come primo ministro. Secondo il sistema politico
russo, la carica di primo ministro ha poteri molto ridotti rispetto a quella di
presidente. è pertanto difficile immaginare che una persona come l'ex
presidente, supportata dal voto popolare, sia disposta a ricevere ordini da un
collega più giovane e inesperto. Forse la sua presenza serve anche per
verificare che Medvedev sia in grado di gestire e bilanciare tutte le forze del
Cremlino. Se la situazione dovesse sfuggire di mano, Putin potrebbe
intervenire. Allo stesso tempo, però, presidente e premier avranno modo di
lavorare a stretto contatto per dare continuità alle politiche che hanno
segnato la rinascita della Russia. Il putinismo è appena iniziato. Valerio
Fabbri geopolitica.info.
( da "Corriere di Bologna" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-08 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA IL POTERE DEL BUROCRATE di
FULVIO CAMMARANO "L a burocrazia è bella", si potrebbe dire parafrasando Padoa-Schioppa.
Infatti, senza quei pubblici uffici a cui demandiamo l'esecuzione operativa e
il controllo amministrativo della legge, non ci sarebbe la società moderna.
Tuttavia, quando il fenomeno degenera, si trasforma in burocratismo cioè nella
perversa moltiplicazione degli atti dell'applicazione normativa, uno dei
più subdoli veleni dello sviluppo sociale. A farne le spese siamo tutti noi
costretti quotidianamente a pagare il "pizzo burocratico": quanto
tempo perso, frustrazioni, iniziative arenate giacciono ai piedi di
quell'altare! Il fenomeno, tra l'altro, nonostante il decentramento regionale,
vari tentativi di riforme e migliaia di studi e dibattiti sul tema, appare
sempre più esteso. Anche la nobile battaglia di Franco Bassanini per la
semplificazione e delegificazione di alcune materie sembra in gran parte
vanificata perché le leggi sono state surrogate dai regolamenti ministeriali,
cioè da norme di rango secondario ma non per questo meno insidiose. Come mai
accettiamo una simile degenerazione? Pare diffuso, tra i cittadini, un
sentimento di rassegnazione, frutto della convinzione che il burocratismo sia
un'entità metafisica contro cui è vano combattere. Per questo il tema ormai
sopravvive nel discorso pubblico solo come intercalare, un mantra a cui non si
fa più caso. Non esistono, però, ricette semplici, anche perché, buttando
l'acqua sporca del burocratismo, dobbiamo stare attenti a salvare il bambino
della efficienza burocratica. Un primo passo necessario è guardare criticamente
nei meandri della burocrazia: le degenerazioni, di
solito, proliferano dove c'è la tranquilla penombra dell'irresponsabilità
politica. Come tutti i fenomeni umani anche il burocratismo non discende dal
cielo ma è il prodotto di persone in carne e ossa, a partire dai legislatori
(per lo più ministri e assessori visto che ormai quasi tutte le leggi promanano
dall'esecutivo) che sottoscrivono leggi redatte, non di rado con i piedi, da
funzionari. Ecco la prima tappa del calvario, perché la legge scritta male
moltiplica l'arbitrio burocratico e lo scaricabarile applicativo. Tuttavia è
nella fase successiva, quella dell'interpretazione attuativa da parte di uffici
e istituzioni locali, che assistiamo all'apoteosi del burocratismo. Di fronte
all'attuale ipergiuridicizzazione dell'esistente, i funzionari delle singole
amministrazioni, incaricati di dar corso con criteri unitari alla legge,
vengono fatalmente attratti dal burocratismo, preferendo, com'è umanamente
comprensibile, l'interpretazione che meglio li tutela dalle insidie
dell'assunzione di responsabilità, cioè quella più capziosa e "respingente
" possibile. CONTINUA A PAGINA 17.
( da "Corriere di Bologna" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-08 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE Dalla Prima Il potere del burocrate Inoltre il
burocrate, quando diventa burocratista, tende, magari inconsciamente, a
complicare l'interpretazione della legge o a irrigidirla per incrementare
l'importanza del proprio ruolo anche in considerazione del fatto che, per lo
più, è indifferente se non ostile alla materia trattata. Tale processo
degenerativo è direttamente proporzionale al declino della politica
responsabile e creativa. Quando questa perde la propria funzione progettuale la
lotta per il potere tende a trasformarsi in conflitto sulle regole. Il
burocrate oggi sa di dover temere solo le gerarchie amministrative e con quelle
dialoga, del tutto insensibile al grido di dolore del cittadino. Che fare
dunque? In una società dove tutto è valutato, bisogna modificare criteri e
parametri di giudizio dell'efficienza burocratica eliminando a ogni livello la
leggenda della pratica burocratica "impersonale". Solo la politica,
però, può disincagliare i vertici della burocrazia dalla convinzione che lo zelo
risieda nella inerziale produzione di norme a mezzo di norme, peraltro lesiva della
sana cultura giuridica. E solo la politica può favorire l'emersione di una
nuova cultura burocratica, quella (qua e là già presente) che s'impegna, sia
nei confronti del referente normativo sia verso i cittadini, nella
battaglia per la riduzione del ridondante e dell'oscuro: diamo la croce di
Cavaliere del lavoro ai funzionari più pugnaci in questo senso. Decisivo è il
livello locale. Associazioni e stampa dovrebbero favorire lobby per la
"liberazione municipale" dalla degenerazione burocratica. A Bologna
potrebbe nascere un osservatorio in cui volontari e giuristi del nostro Ateneo
segnalano (per far modificare) leggi e interpretazioni lesive della logica e
della dignità dei cittadini. Cominciamo da settori vitali: università, sanità,
Camera di commercio. Magari un giorno non lontano potremmo affiggere
all'ingresso di Bologna il cartello "Comune libero dal burocratismo".
Fulvio Cammarano.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-08 - pag: 4 autore: Le critiche dei costruttori alle disposizioni per l'edilizia
"Aggravi di costi e burocrazia" Valeria Uva ROMA Il decreto sulla sicurezza dedica un
intero titolo, il IV, all'edilizia e ai cantieri. Sono finite qui, inasprite,
tutte le regole che finora avevano governato il settore dal punto di vista
anti– infortunistico. La novità principale è la cancellazione delle
vecchie soglie che finora facevano scattare gli adempimenti solo per cantieri
di una certa importanza. Ora invece basta che in un cantiere siano presenti
anche solo due imprese insieme per rendere obbligatorio il piano di sicurezza e
la nomina di due tu-tori: i coordinatori per la progettazione e l'esecuzione.
"Con il risultato – commenta il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti – che
anche il proprietario di un appartamento che deve ristrutturare il bagno dovrà
controllare il piano di sicurezza, indicare e pagare queste due figure". E
le sanzioni per gli inadempienti sono aumentate: anche il proprietario rischia
l'arresto da tre a sei mesi o l'ammenda da 3mila a 12mila euro. "Questo
testo unico, almeno nella versione diffusa prima del Consiglio dei ministri,
comporterà per i cittadinie i costruttori solo un aggravio di burocrazia e un inasprimento di pene già pesanti"
commenta amaro Buzzetti. Per l'associazione dei costruttori il decreto
interrompe un lungo cammino fatto insieme da Governo, costruttori e sindacati.
Un cammino che doveva servire a superare il "marchio " che bolla
l'edilizia come la culla del lavoro nero svolto in condizione di totale
insicurezza. "Quando si parla di incidenti sul lavoro si pensa solo e soltanto
all'edilizia. Nessuno va oltre il luogo comune". Oltre il luogo comune,
secondo l'Ance, c'è invece il lavoro fatto in questi ultimi anni proprio contro
il lavoro nero e per la cultura della sicurezza. E qui Buzzetti segnala i
risultati: "Il documento unico sulla regolarità contributiva che ha fatto
emergere quasi 200mila lavoratori sconosciuti è una nostra proposta, così come
l'obbligo del tesserino di riconoscimento e la comunicazione delle nuove
assunzioni da fare il giorno prima per evitare lo strano fenomeno degli infortuni
che, guarda caso, capitavano tutti al primo giorno di lavoro ". Ma i
costruttori sanno che non basta. Occorre investire di più nella prevenzione. E
dunque nella trattativa sul rinnovo del Ccnl dell'edilizia Ance e sindacati
hanno già raggiunto l'intesa per 8 ore annuali di formazione obbligatoria.
Buzzetti offre anche di più: "Per combattere davvero la piaga degli
infortuni vanno forrmati anche gli imprenditori: perché per aprire un
ristorante servono esami e controlli e per l'impresa edile no? Chiediamo un
visto d'ingresso anche per noi, ma non vogliamo morire di sola burocrazia e sanzioni". CONCERTAZIONE SMARRITA Per
Paolo Buzzetti, presidente Ance, si è fatto un passo indietro rispetto ai
progressi di questi ultimi anni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-08 - pag: 12 autore:
Quadri e cornici La preparazione delle liste mi lascia molto perplesso: vedo
una rincorsa a candidare persone note e uomini-comunicazione. Si è fatta una
battaglia contro i professionisti della politica, ma forse si sta esagerando in
senso contrario. Davvero questi uomini immagine saranno capaci di occuparsi dei
problemi del Paese? Mario Nove e-mail U na volta, quando i partiti avevano
radici nel Paese, si chiamavano "quadri", erano il nerbo, la burocrazia
della politica. Segretari degli organismi comunali, della provincia. Ora che i
partiti sono diventati fantasmi e vivono nelle persone dei loro capi; e i loro
capi passano il tempo attendati nelle interviste sui giornali, nelle chiacchiere
alla radio o nei talkshow della tv, è normale che prevalgano gli uomini e le
donne della "comunicazione". Infarciscono le liste, occupano i
posti. Addetti stampa, portavoce, scrittori-ombra dei discorsi. Magari, la
prossima volta toccherà ai ventriloqui. - Aliquote ed evasione C'è chi afferma
che la lotta all'evasione fiscale si combatte con la riduzione delle aliquote.
A me pare assai improbabile che evasori incalliti siano disposti a dichiarare
maggiori imponibili con il risultato pratico di pagare, in virtù di ridotte
aliquote, le stesse tasse di prima. Meno probabile ancora che siano disposti a
pagarne di più solo per compiacenza verso uno Stato meno esoso. Facile quindi
concludere che la diminuzione delle aliquote, quand'anche portasse a una
riduzione dell'evasione, difficilmente garantirebbe maggiori entrate per
l'Erario. Si potrebbe ancora aggiungere, con una punta di malizia, che gli
evasori le riduzioni sono abituatia farsele loro nella misura in cui più gli
aggrada. Giorgio Pellegatti Cittadella (PD) La Siae in albergo L'articolo
"L'albergatore non paga solo la Siae", pubblicato sul Sole 24 Ore del
3 marzo, richiede alcune precisazioni. L'articolo 58 della legge 633/1941 è tra
le disposizioni di carattere eccezionale previste in relazione all'importanza
del servizio pubblico di radiodiffusione e prevede un equo compenso agli autori
solo per l'esecuzione delle opere con apparecchi radiofonici nei pubblici
esercizi. Questa norma non può essere applicata, quindi, alle trasmissioni
televisive, le cui diffusioni di opere protette devono essere specificamente
autorizzate. Se l'albergo consente ai suoi ospiti la fruizione di programmi
televisivi senza l'autorizzazione della Siae, viola la legge sul diritto
d'autore (articolo 16 Legge 633/1941) e realizza un'attività che ha sicura
rilevanza penale. Daniela d'Isa Capo Ufficio stampa Siae Caro-assicurazione Il
premio assicurativo del mio vecchio ciclomotore (immatricolato nel 1999 e mai
coinvolto in sinistri) quest'anno aumenterà del 29% (da
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-03-08 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE La fiera Seicento espositori e "cittadella del
mare" a Mergellina Cascetta: "Entro due anni ventitremila posti
barca" Pinetamare, via ai lavori Oggi alla Mostra s'inaugura il Nautiscud
Al Salone partecipa anche la polizia di Stato con un proprio stand: in mostra
attrezzature sub e i nuovi acquascooter NAPOLI - Piove, governo ladro; ma,
miracolo, all'ora della presentazione del Nauticsud un raggio di sole riesce a
bucare le nuvole nere e si insedia caldo e gioioso nella baia di Mergellina che
immediatamente ritrova i suoi magici colori. L'incantesimo dura solo pochi
minuti, ma scalda il cuore degli esperti che fradici di acqua non sapevano come
augurare buon viaggio alla navicella della Fiera nautica, giunta alla 39ma
edizione, che per nove giorni riporterà Napoli al rango appannato di regina del
diportismo. Dalla "pancia" del Tortuga, un veliero adattato alle
convention marine, tutti esprimono questo auspicio: l'assessore regionale Ennio
Cascetta, che ha appena finito di leggere i giudizi compiaciuti degli esperti
del Mondo per il modo con cui procede il piano per i trasporti, annuncia che
stanno partendo i lavori per il "marina" di Castelvolturno e che tra
due anni avremo 23.500 posti barca. Non facciamo fatica a credere all'assessore
- soprattutto per quanto riguarda Pinetamare che è una sua "creatura"
-, ma per farlo bisogna chiudere gli occhi sulla scandalosa situazione
napoletana. La città ha fame di posti barca ma non riesce a dotarsi di una rete
di approdi turistici di qualità per soddisfare una domanda che potrebbe
cambiare il destino turistico della città. Soprattutto in un periodo di vacche
magrissime come l'attuale. Piove, governo ladro; ma tutti i relatori pensano
positivo. Il presidente della Mostra, Raffaele Cercola, prende addirittura un
impegno: "Per il Nauticsud del quarantennale organizzeremo una edizione
super". E Lino Ferrara, il patron che è riuscito a portare un vento di
novità scuotendo l'inerzia della rassegna che tirava a campare senza sussulti:
"Questo sarà il salone delle barche - ha detto - non più il palco per
piangere sulla mancanza di porti e sulla inerzia della burocrazia comunale e delle
soprintendenze. Il Nauticsud farà sfilare in passerella alcune barche mai
presentate altrove a conferma della bontà della scelta di puntare sul salone di
primavera che è più stuzzicante di quello autunnale ". Si parte, dunque, e
la città del mare allestita nella darsenetta lungo il molo Luise è in pieno
allestimento: stand, spazi a mare, ieri tutto sembrava precario e
difficile da assemblare, ma oggi, vedrete, con un colpo di bacchetta magica
tutto sarà pronto per le prime prove tecniche. Lo spot ufficiale si svolgerà
questa mattina alla Mostra nella cittadella di 720mila metri quadrati che
ospiterà 1.600 imbarcazioni piccolissime, piccole, medie, maxi e ora anche
gigayacht come si dice con una bruttissima parola. Seicento gli espositori e
l'occhio fisso al mercato: si venderà molto o poco? Crediamo molto perché, ad
onta della mancanza di spazi a mare, la barca è come l'auto: costa, consuma, ma
non se ne può fare a meno. Carlo Franco.
( da "Messaggero, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rdo su
una candidatura a sindaco comune, così come è già stato fatto a livello
nazionale. Non è un'impresa facile. Primo, perché ormai entrambe le formazioni
di centro hanno completato le liste. Non solo: Luciano Ciocchetti, candidato
sindaco dell'Udc, ha già avviato una campagna elettorale intensa, con uno
slogan forte ("il sindaco vero"), ha già svolto numerosi incontri con
le forze sociali e imprenditoriali. Difficile, a questo punto, tirarsi
indietro. Dall'altra parte, Mario Baccini, candidato sindaco della Rosa Bianca,
si fa forte del sondaggio di Crespi Ricerche, che gli dà qualche frazione di
punto in più rispetto al rappresentante dell'Udc. In attesa dell'esito della
trattativa con la Rosa Bianca, comunque Ciocchetti non si è fermato e ha
incontrato i rappresentanti di Confesercenti e Confartigianato. A questi ha
presentato una serie di proposte che devono da una parte aiutare le piccole
imprese, dall'altra favorire una diminuzione dei prezzi. Spiega Ciocchetti:
"Bisogna fermare l'abusivismo commerciale e il degrado, aumentando la
presenza delle forze dell'ordine, ricorrendo anche all'armamento dei vigili
urbani. Serve un rapporto nuovo tra Comune e commercianti:
troppa inutile burocrazia
sulle licenze, sulle concessioni, sulle insegne. Meglio creare uno sportello
unico. Ho inoltre proposto un patto tra amministrazione e piccoli commercianti
per la riduzione delle tasse, che prevede meno balzelli in cambio di una
riduzione dei prezzi su alcuni prodotti. Altro passo da fare sarà quello
di dar vita ad un piano regolatore del commercio, una mappatura della città per
impedire soprattutto il proliferare di mega centri commerciali che in questi
anni sono sorti come "funghi"". M.Ev.
( da "Liberazione" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sulla
sicurezza ha vinto Confindustria Pd-Pdl, "avanti padroni alla
riscossa!" Laicità, come contrastare l'integralismo E' nato il Montezemolo
benedicente Caro direttore, c'è una nuova icona nella pittoresca raffigurazione
mediatica della politica italiana che rende meglio di ogni altra immagine il
senso della condivisione di intenti fra Pd e Pdl, fondendoli in un'unica figura
plastica: "il Montezemolo benedicente"! Lo stratega, neanche più
tanto occulto, del grande inciucio post elettorale, dopo il viatico rilasciato
sulle candidature di Colaninno e Calearo nelle liste elettorali del Pd, non
poteva far mancare la sua benedizione alla presenza di Antonio D'Amato, ex
presidente di Confindustria, nelle compagini elettorali berlusconiane. Non pago
della deferenza tributatagli dai leader dei due schieramenti, il gran capo
degli industriali italiani ha pensato bene che fosse il caso di piazzare
direttamente in Parlamento, e un minuto dopo al governo, i suoi sodali, perché
si sa: fidarsi è bene, ma agire in prima persona è ancora meglio! E allora via
libera alle candidature dei pezzi da novanta della grande impresa nelle liste
dei due raggruppamenti che meglio rappresentano e tutelano gli interessi
confindustriali. Pazienza se questi signori avranno qualche difficoltà a
comprendere che con le buste paga fra le più basse d'Europa gli italiani non
riescono a far quadrare i bilanci familiari o a mandare i figli all'università.
Piuttosto ci racconteranno le loro storie di "self-made man" che sono
partiti dal nulla ed oggi, che già hanno sulle spalle la responsabilità del
futuro di tante famiglie di operai, sono disposti e pronti (bontà loro!) a
prendersi anche l'onerosa responsabilità di governare il Paese! Potremmo forse
dirgli che non avvertiamo per nulla il bisogno di una loro partecipazione
diretta alla vita politica del Paese, visto che già basta e avanza la loro
ingerenza dal pulpito di Viale dell'Astronomia e l'eco che ne viene dai
maggiori quotidiani italiani? No, non glielo diciamo. Urliamolo! Con una
campagna elettorale fatta dalla parte giusta, l'unica che conosciamo: quella
della Sinistra Arcobaleno al fianco dei lavoratori! Giovanni Renella, Napoli
Tornano le "corporazioni fasciste" Caro direttore, le ultime vicende
politiche (le candidature per il Pd di Colaninno e Calearo, di Boccuzzi della
ThyssenKrupp, il decalogo di Montezemolo) e sindacali (proposta di un nuovo
modello di contratto del lavoro, e non solo - senza nessuna consultazione degli
iscritti) stanno riportando il nostro paese alle origini del fascismo in
Italia, quando il "Cavaliere" metteva nel sindacato
"corporativo" imprenditori e operai sviluppando - come si direbbe
oggi - una concertazione e riducendo così le conflittualità operaie
sottomettendo le loro richieste alla "pace sociale" della rivoluzione
fascista. Abbiamo visto com'è andata a finire. Ma, allora, non si era in
"democrazia". Oggi è proprio un partito che si chiama solo più
"democratico" a proporre lo stesso tipo di concertazione insieme a
sindacalisti che in questo progetto mandano in soffitta sia l'accordo del
luglio '93 (che già non convinceva per nulla), sia le deliberazioni del
"rivoluzionario" XV congresso della Cgil che avrebbe tanto voluto
"rimettere al centro il lavoro e riprogettare il Paese". L'unico interlocutore
possibile per loro oggi è il governo, al cui fisco invocano le loro richieste
di risarcimento possibile, non al padrone. Mi si dica se questa può
considerarsi concertazione o subordinazione al capitale rinviando alle azioni
di governo le relazioni industriali. Sulla stessa onda del Pd, per il quale
sono le imprese le uniche risorse su cui contare: "lavoratori e
imprenditori insieme per vincere nella competizione globale". Ma l'unico
soggetto in campo, si capisce, per loro è l'impresa, non il lavoratore, e questo
mostra, come spiega Dino Greco, il grado d'impoliticità della situazione,
perché l'impresa è soggetto privato per definizione. Ma chi rappresenta oggi il
"lavoro"? E i lavoratori hanno contezza di quanto sta accadendo?
Hanno coscienza del disegno politico - oggi si direbbe bypartisan - che riduce
la soggettività operaia e del mondo del lavoro a pura testimonianza senza voce
in cui gli sarà consentito solo di chiedere l'elemosina spacciata come
"salario per obiettivi", legato alla performance di impresa, dove al
conflitto si sostituisce - in perfetto stile veltroniano - la nuova idilliaca
dimensione collaborativa? Forse il Pd e la Cgil stanno sbagliando, aiutiamoli a
correggersi guardando alla storia del movimento operaio e alla lotta di classe
che è così ben presente ai "padroni" che non credono ai loro occhi di
poter vincere così facilmente. Donato Antoniello, Rivalta di Torino (To) La
sicurezza non deve essere monetizzata Cara "Liberazione", nonostante
Montezemolo affermi che l'approvazione del decreto di attuazione della legge
delega 123 sia "l'ultimo atto di una sinistra anti-industriale e
demagogica", il dato reale è che alla fine hanno vinto loro, "i
padroni", perché di fatto il diritto alla sicurezza è stato monetizzato
perché nel decreto legislativo approvato se l'imprenditore si mette in regola
dovrà solo pagare una multa da 8mila a 24mila euro evitando l'arresto. Mi
permetto infine di ricordare a Luca Cordero di Montezemolo che formazione e
prevenzione sono un dovere delle imprese già ora contrattualmente obbligatorio
che spesso disattendono sia in modo diretto con i propri dipendenti sia in modo
indiretto, esternalizzando lavorazioni in un pericoloso gioco di scatole cinesi
dove le responsabilità sono scaricate sulla filiera dei subappalti e
dell'infinito numero di imprese monopersona (ovvero gli artigiani) in un
pericoloso meccanismo di ricatto perché se non accetti le condizioni poste non
lavori. Da cittadino che crede nella giustizia e nel rispetto delle regole
date, mi permetto infine di osservare che gli imprenditori nulla avrebbero
comunque avuto da temere dall'apparato sanzionatorio per il semplice motivo che
chi lavora nella legalità rispettando la legge nulla ha da temere dalla legge
stessa. Claudio Gandolfi Bologna Le Asl, le imprese e i "lacciuoli"
di Walter Veltroni Egregio direttore, leggo sul suo giornale che Veltroni
promette agli imprenditori che, se il Pd vincerà le elezioni, "libererà il Paese da lacci e lacciuoli della burocrazia", per cui si potrà dar
vita ad una impresa in una sola giornata. Personalmente non posso che
concordare, però vorrei ricordare quanto già fatto dieci anni fa dalla buona
legge Bassanini che ha istituito lo sportello unico delle imprese (non sempre
ben accolta dai Comuni) e le leggi della Regione Lombardia che sostanzialmente
,per quanto riguarda il rispetto del Regolamento regionale di igiene per
le nuove imprese consente l'autocertificazione dell'imprenditore, demandando
alle Asl la verifica. Concettualmente concordo, ma le Asl hanno il personale
per fare la verifica una volta insediata l'attività? Allo stesso modo Veltroni
dice che l'unico adempimento delle imprese è il rispetto delle legge 626/94 (o
testo unico successivo). E io mi domando: sa in quale grave carenza di
personale tecnico sono le Asl? Dai morti e dalle dichiarazioni varie che leggo
sui giornali non mi pare. Allora questa promessa fatta davanti agli
imprenditori assomiglia a quella fatta da chi promette meno tasse senza
prevedere come farà a reperire i soldi mancanti. Andrea Bagaglio, medico del
lavoro Se gli italiani non si facessero abbindolare? Caro direttore, la
voragine lasciata da Berlusconi è stata colmata, tanto è vero che l'Italia è
rientrata nei parametri stabiliti dall'Europa. L'extragettito, il tesoretto
famoso, è di oltre 10 miliardi (l'ha dichiarato ufficialmente Visco) - una
bella cifra - che dovrebbe essere destinato in gran parte alla detassazione di
salari e pensioni, secondo le promesse del governo morente. Però Berlusconi ed
il delfino Fini parlano di sacrifici che ci saranno da fare "per le
condizioni del paese" dicono loro. Se c'erano condizioni disastrose da
affrontare le avevano lasciate loro, ora si tratta di portare a compimento il
dovere di redistribuire il maltolto. Mi preoccupa questo richiamo ai sacrifici
da fare, quando sono già stati fatti, dai poveri. Se costoro parlano di
"sacrifici" non pensano certo ai loro protetti, 08/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa
Vera Keta Lunedì scorso il prefetto ... Vera Keta Lunedì scorso il prefetto di
Frosinone, Piero Cesari, ha scritto una circolare riguardante la sicurezza
della circolazione stradale. Il documento contiene valide indicazioni circa la
manutenzione ed è stata inoltrata alla direzione regionale Infrastrutture della
Regione Lazio, all'Astral Strade Lazio, all'Amministrazione provinciale e ai
sindaci dei comuni della provincia di Frosinone. La circolare vuole sensibilizzare
i destinatari affinchè si adoperino ad intervenire relativamente alla messa in
sicurezza delle arterie stradali. L'iniziativa è stata particolarmente
apprezzata dal presidente del Comitato regionale di controllo contabile,
Augusto Pigliacelli. "Esprimo il mio personale plauso all'iniziativa del
prefetto Cesari - ha dichiarato Pigliacelli - è di questi giorni la risposta
del prefetto ad una mia missiva relativa alle ormai dimenticate emergenze della
S.S. Monti Lepini e della S.P. via Maria. Ciò testimonia l'alto senso
istituzionale che entrambi nutriamo per i temi dello sviluppo attraverso i
quali passa il progresso del nostro territorio. Quello
della sicurezza stradale - prosegue Pigliacelli - è uno dei temi dell'agenda
politica che questa classe dirigente ha eluso nel corso degli ultimi anni,
evidenziando una scarsa sensibilità a rispondere fattivamente alle esigenze dei
cittadini che invano hanno chiesto meno burocrazia e più semplificazione".
( da "Tempo, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Il risvolto le richieste delle imprese ai partiti La burocrazia
che finalmente funzioni, dopo le tante promesse fatte dagli schieramenti
politici; più investimenti nella ricerca, la cenerentola dei bilanci statali;
un concreto discorso sulle alternative energetiche al petrolio; riduzione delle
tasse per far arretrare la forte pressione fiscale; attrarre capitali
dall'estero, sostenere i consumi ed i redditi dei lavoratori, soprattutto
monoreddito, e dei pensionati. Queste le principali richieste delle categorie
produttive e dei sindacati alla politica in vista delal consultazione
elettorale. Sempre più frequentemente, si parla di "modello Roma" e
di "modello Lazio" e ci si richiama ai tassi di sviluppo della
capitale e della regione, più alti rispetto alla media nazionale, ma va
specificato che nel territorio laziale sussiste uno sviluppo a due, se non a
tre, velocità per quanto riguarda il Lazio nord (province di Viterbo e Rieti)
ed il Lazio meridionale (province di Frosinone e Latina). Ecco, se il
"modello Roma" è oggettivamente valido, per quanto riguarda quello
laziale, come dimostrato, è soltanto un artificio propagandistico. Perciò il
prossimo parlamento, i rappresentanti del nostro territorio alla Camera dei
deputati (eletti nella circoscrizione Lazio 2, che comprende le province
frusinate e pontina) e quelli che entreranno a Palazzo Madama (la circoscrizione
senatoriale comprende tutta la regione) avranno molto da lavorare al fine di
cercare di colmare questo divario che sta creando diffuse sacche di
sperequazione socio-economica nella comunità laziale. OREDROB:#SERLUC@%@.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Sbloccate le norme sui progetti edili Si sblocca la burocrazia che
ha messo le ganasce per 2 mesi all'edilizia pordenonese: le nuove norme
tecniche delle costruzioni (Ntc) sono entrate in vigore, il 5 marzo. L'ufficio
dei Lavori pubblici di Pordenone si prepara alla task-force e ha aumentato
l'orario di sportello in via Oberdan, per committenti e progettisti. E' scattato,
infatti, anche il periodo transitorio di applicazione facoltativa che
consentirà, fino al 30 giugno
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone
"Servono norme che facilitino la scelta di mettersi in proprio"
L'APPELLO Una legge regionale che semplifichi la nascita delle imprese
femminili e le rafforzi. E' questo l'appello arrivato dal comitato per
l'imprenditoria femminile di Pordenone che vede rappresentati tutti i settori:
l'agricoltura con Patrizia Bomben, l'industria con Rossella Simon, il commercio
con Patrizia Bavaresco, il sindacato con Laura Viel, l'artigianato con Barbara
Bertoia e le cooperative con Nadia Venerus. "Speriamo che
l'amministrazione regionale che va a rinnovarsi - ha detto a nome di tutte
Simon - possa prestare particolare attenzione all'imprenditoria
femminile". Come? Adottando un testo che possa calare su modello locale la
legge 215 del '92, una norma che favorisce azioni positive per le imprese
femminili ma con i limiti della burocrazia e spesso finanziamenti insufficienti. Basti pensare che negli
ultimi due bandi sono state finanziate solo un terzo e la metà delle domande
accolte di quelle presentate da imprenditrici pordenonesi. Altra questione che
merita di essere affrontata, secondo il comitato, è la legge 53 che introduce
disposizioni a sostegno della maternità ma rischia di penalizzare le piccole
imprese. Il comitato in questi anni di attività ha sempre garantito, presso la
camera di commercio, attività di sostegno e formazione all'imprenditoria
femminile. Per dare maggiori informazioni sui servizi dell'organismo, è stata
predisposta una brochure che sarà distribuita nel territorio.
( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
08-03-2008
09:41 L'ex deputato Pd: errore di strategia e comunicazione Milano, 8 mar.
(Apcom) - L'operazione liste del Pd "si è rivelata una vera
Waterloo": lo scrive oggi in un intervento sulle colonne de Il Giornale il
deputato uscente del Pd Peppino Caldarola. Secondo Caldarola, che si dice
"serenamente fuori dalla politica", l'errore di Veltroni sulle
candidature è stato duplice. "Il primo - scrive Caldarola - è l'aver
concepito il centellinare dei nomi come un effetto-sorpresa che avrebbe dovuto
stordire e affascinare l'elettorato mentre si è rivelato un vero boomerang.
Ogni nome nuovo suscitava una reazione contraria. [...] Invece di aggiungere
cose le candidature toglievano ogni giorno qualche consenso". Secondo
Caldarola il secondo errore è stata "la gestione centralizzata e casalinga
dei promossi e bocciati" che "è sfuggita interamente di mano al
leader. Qui le vecchie burocrazie hanno fatto la loro parte
peggiore. I territori sono stati mortificati, chi ha potuto ha infilato persone
di fiducia". "L'operazione liste - conclude Peppino Caldarola - che
era stata concepita come la più grande campagna mediatica della storia
repubblicana si è rivelata una vera Waterloo".
( da "Savona news" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Critiche
dall'Assoutenti di Gianluigi Taboga al Mister Prezzi provinciale istituito
presso la camera di Commercio. " Rischia di diventare mister burocrazia, così come è stato organizzato", ha detto lo
stesso vicepresidente nazionale dell'associazione dei consumatori Gianluigi
Taboga, che giovedì ha partecipato ad una riunione del nuovo organismo,
convocata a Palazzo Lamba Doria. " E' stato solo un approccio
interlocutorio ? ha detto deluso Taboga ? non credo che in questo modo mister
prezzi potrà davvero difendere e tutelare i consumatori, ma soprattutto
abbassare i prezzi e le tariffe, i cui aumenti sono spesso
ingiustificati". Intanto il numero verde, già attivo, 800955959, già
digitato da molti savonesi, pare non abbia dato ancora risposte.
( da "Giornal.it" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
All'11°
meeting del Lions Marengo, ieri sera al Ristorante il Grappolo, il Presidente
Gianni Gomba ha presentato l'ospite della serata: "Abbiamo preteso il
nostro Sindaco quale unico interlocutore affinchè ci tracci un bilancio
trascorsi nove mesi dalla sua elezione". Davanti ai soci Lions e alcuni
giornalisti ospiti della serata (Roberto Girardengo, direttore de Il Piccolo,
Emma Camagna de La Stampa, Marco Caramagna Direttore di Voce ALessandrina,
Nadia Minetti capo ufficio Stampa del Comune), Piercarlo Fabbio ha disegnato
l'affresco di una città che dopo secoli sta cambiando. "Alessandria nasce
come città fortezza in mezzo a due fiumi. Nasce perchè la Lega Lombarda ha
bisogno di difendersi e si caraterizza nel tempo con tante caserme con
un'attività prevalentemente militare. L'area mesopotamica di Alessandria però
oggi cambia codice e passa da città chiusa a città aperta che deve competere e
relazionarsi, tirar fuori talenti, creatività, fantasia per essere migliore
delle altre. Per questo la città cambia forma si allarga e le zone di Spinetta
e S.Michele avranno un incremento evolutivo." E poi via in volo sugli
edifici per darne una visione Google Earth versione 2018: forte Bormida, Forte
Ferrovia, Piazza d'armi che diventerà un parco urbano, i 53mila metri quadri della
Valfrè gli
( da "Arena.it, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I
costruttori bocciano il decreto L'accusa: "Non servono nuove leggi, ce ne
sono già a sufficienza". La proposta: "Più formazione e prevenzione,
come si fa qui" Ilaria Noro La piaga sociale dei morti sul
lavoro non si combatte a suon di decreti e di nuove leggi, ma attraverso una
nuova cultura della sicurezza, che passa attraverso la prevenzione e la
formazione, non solo degli operai ma anche degli stessi imprenditori. I vertici
dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili, sia nazionali che locali
riuniti ieri mattina nella sala Vivaldi del centro congressi della fiera, hanno
bocciato il decreto legge sulla sicurezza proposto in questi giorni dal Governo
e delineano invece un diverso approccio, di cui Verona potrebbe essere
capofila. Tanto che Lucia Coppa, vice caporedattore economico Rai Gr1,
moderatrice della tavola rotonda del convegno dal titolo, "Qualità delle
imprese condizione essenziale per la sicurezza", ha ipotizzato il modello
veronese come esportabile in altre realtà nazionali. "Grazie alla
collaborazione di istituzioni, enti e associazioni, il tavolo di concertazione
e i vertici sulla sicurezza in prefettura, hanno dato ottimi risultati. Nel
2006 tra Verona e provincia gli infortuni sono diminuiti del 10 per cento. Dato
che pare essere stato superato nel 2007, soprattutto se si leggono i numeri in
relazione all'aumento degli operai iscritti alle casse edili, saliti a
13.800", ha spiegato Andrea Marani, presidente di Ance Verona.
"Necessario è il rispetto delle regole. Ben vengano gli ispettori e i controlli,
ma bisogna finirla di demonizzare una categoria che in realtà in questi anni ha
impiegato molto su questi temi". Un plauso al modello veronese è venuto
anche dal presidente Ance, Paolo Buzzati, che ha riservato i commenti più
pungenti al nuovo decreto legge. "Non è con una legge che si risolvono i
problemi: in Italia ne abbiamo talmente tante che non ci capisce più niente
nessuno. È indubbiamente vero che il problema degli infortuni nel nostro Paese
continua ad avere dimensioni preoccupanti. Tuttavia va riconosciuto che i passi
avanti compiuti sono stati molti, sia a livello normativo che in termini di
formazione, prevenzione e vigilanza", ha spiegato Buzzati, facendo
riferimento all'introduzione del Durc, documento unico di regolarità contributiva.
A difesa del "testo unico" si è invece schierato Giovanni
Battafarano, responsabile segreteria tecnica del ministro del Lavoro e della
previdenza sociale, che ha precisato che "non si
tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i
lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia
Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie
vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della
sicurezza", rivolto a scuole, università, mondo della comunicazione
e sistema delle imprese. "Con questa e con le altre iniziative che
metteremo in campo vogliamo far sì che la collettività, e in particolare le
giovani generazioni, puntino l'attenzione sull'importanza del diritto-dovere
individuale e sociale della sicurezza", ha commentato Giuseppe Colleoni,
presidente dell'Agenzia nonché vicepresidente nazionale Ance. Tutto veronese,
ma divulgato a livello nazionale, è invece il primo corso on-line di informazione
e sensibilizzazione, fruibile al sito www.ance.it, che in tre giorni ha avuto
550 visite, di cui il 50 per cento riguardano Verona. "Abbiamo preso in
considerazione la caduta dall'alto, l'infortunio che causa più morti, e abbiamo
argomentato 5 lezioni informative e un test finale", ha spiegato Alberto
Guerra, presidente del Cpt, comitato paritetico territoriale.
( da "Arena.it, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAVORO
E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici nazionali e locali dell'Ance.
Al centro del dibattito, inevitabilmente, il provvedimento proposto dal governo
I costruttori bocciano il decreto L'accusa: "Non servono nuove leggi, ce
ne sono già a sufficienza". La proposta: "Più formazione e
prevenzione, come si fa qui" Ilaria Noro La piaga sociale
dei morti sul lavoro non si combatte a suon di decreti e di nuove leggi, ma
attraverso una nuova cultura della sicurezza, che passa attraverso la
prevenzione e la formazione, non solo degli operai ma anche degli stessi
imprenditori. I vertici dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili,
sia nazionali che locali riuniti ieri mattina nella sala Vivaldi del centro
congressi della fiera, hanno bocciato il decreto legge sulla sicurezza proposto
in questi giorni dal Governo e delineano invece un diverso approccio, di cui
Verona potrebbe essere capofila. Tanto che Lucia Coppa, vice caporedattore
economico Rai Gr1, moderatrice della tavola rotonda del convegno dal titolo,
"Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza", ha
ipotizzato il modello veronese come esportabile in altre realtà nazionali.
"Grazie alla collaborazione di istituzioni, enti e associazioni, il tavolo
di concertazione e i vertici sulla sicurezza in prefettura, hanno dato ottimi
risultati. Nel 2006 tra Verona e provincia gli infortuni sono diminuiti del 10
per cento. Dato che pare essere stato superato nel 2007, soprattutto se si
leggono i numeri in relazione all'aumento degli operai iscritti alle casse edili,
saliti a 13.800", ha spiegato Andrea Marani, presidente di Ance Verona.
"Necessario è il rispetto delle regole. Ben vengano gli ispettori e i
controlli, ma bisogna finirla di demonizzare una categoria che in realtà in
questi anni ha impiegato molto su questi temi". Un plauso al modello
veronese è venuto anche dal presidente Ance, Paolo Buzzati, che ha riservato i
commenti più pungenti al nuovo decreto legge. "Non è con una legge che si
risolvono i problemi: in Italia ne abbiamo talmente tante che non ci capisce
più niente nessuno. È indubbiamente vero che il problema degli infortuni nel
nostro Paese continua ad avere dimensioni preoccupanti. Tuttavia va
riconosciuto che i passi avanti compiuti sono stati molti, sia a livello
normativo che in termini di formazione, prevenzione e vigilanza", ha
spiegato Buzzati, facendo riferimento all'introduzione del Durc, documento
unico di regolarità contributiva. A difesa del "testo unico" si è
invece schierato Giovanni Battafarano, responsabile segreteria tecnica del ministro
del Lavoro e della previdenza sociale, che ha precisato che "non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i
lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia
Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie
vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura
della sicurezza", rivolto a scuole, università, mondo della
comunicazione e sistema delle imprese. "Con questa e con le altre
iniziative che metteremo in campo vogliamo far sì che la collettività, e in
particolare le giovani generazioni, puntino l'attenzione sull'importanza del
diritto-dovere individuale e sociale della sicurezza", ha commentato
Giuseppe Colleoni, presidente dell'Agenzia nonché vicepresidente nazionale
Ance. Tutto veronese, ma divulgato a livello nazionale, è invece il primo corso
on-line di informazione e sensibilizzazione, fruibile al sito www.ance.it, che
in tre giorni ha avuto 550 visite, di cui il 50 per cento riguardano Verona.
"Abbiamo preso in considerazione la caduta dall'alto, l'infortunio che
causa più morti, e abbiamo argomentato 5 lezioni informative e un test
finale", ha spiegato Alberto Guerra, presidente del Cpt, comitato
paritetico territoriale.
( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN
SEVERINO - "Anch'io consiglio a tutti di vedere il film Fuga di
mezzanotte. Solo così si può capire in che condizioni abbia vissuto Dino
Borri". A parlare è l'avvocato Giampaolo Cicconi che
assiste il giovane settempedano arrestato in Russia a causa di un errore legato
alla burocrazia. "Per
fortuna il mio cliente ha un fisico forte. Se una vicenda del genere fosse
capitata a qualcun altro ci avrebbe anche potuto lasciare le penne. Tre anni
fa, in un caso analogo, una persona morì in carcere a causa della mancanza di
insulina". Ora il legale vuole andare fino in fondo alla vicenda.
"Come prima cosa scriverò alla Farnesina: voglio capire di chi è la
responsabilità. Bisogna vedere se lo Stato italiano ha l'obbligo di dare
immediata comunicazione della modifica dei passaporti. In Russia si è
verificato un incidente diplomatico". Secondo il legale questa vicenda ha
dell'incredibile. "Non è possibile che nel 2008 possano ancora accadere
cose di questo tipo. Non stiamo parlando di un passaporto senza foto o senza
timbro. Era tutto a norma". Riguardo ai passaporti, ora gli uffici
consolari italiani all'estero e le Questure rilasciano un nuovo modello di tipo
elettronico, utilizzando più moderne tecnologie che offrono standard più
elevati di sicurezza. Il passaporto elettronico è dotato di particolari
caratteristiche di stampa anticontraffazione e di un microprocessore che
consente la registrazione dei dati, certificati elettronicamente, riguardanti
il titolare del documento e l'Autorità che lo ha rilasciato. Un ulteriore dato
- relativo alle impronte digitali - potrà essere inserito nel microprocessore,
dopo l'adozione di un apposito regolamento in discussione in ambito
Comunitario. Purtroppo però Borri aveva rinnovato il passaporto nel 2001. E
quel modello alla polizia russa, non risultava. D.FER.,.
( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le
associazioni d'impresa contro il decreto. Premiate due "madri
coraggio" "Infortuni sul lavoro, meglio prevenire" ANCONA -
Sicurezza sul lavoro, il dibattito si accende. Le associazioni d'impresa
contestano il decreto del Governo e temono un aumento del lavoro nero per
sfuggire a regole giudicate "punitive". "Nelle Marche la cultura
della sicurezza si va facendo strada già da anni senza bisogno del timore di
sanzioni", precisano Confartigianato e Cna in una nota siglata insieme ad
altre da 14 organizzazioni. Se nel 2004 gli infortuni sul lavoro nelle imprese
marchigiane erano 31.218 di cui 34 mortali, in tre anni sono scesi a 29.381 nel
2007 di cui 31 mortali. "Insomma - dicono le associazioni - più che inasprire le sanzioni ed aumentare la burocrazia delle regole, occorre
intervenire sulla cultura della sicurezza sia tra gli imprenditori sia tra i
lavoratori ed è proprio quello che stiamo facendo come associazioni
imprenditoriali in collaborazione con l'Inail regionale". Stesso tono per
Apindustria di Ancona e Macerata. "I numerosi ispettori che
controllano le imprese - denuncia il presidente Mario Donati - si limitano
spesso a multare, senza svolgere, come è previsto, un'adeguata attività
preventiva di informazione alle aziende. Siamo favorevoli ad un inasprimento
delle pene, ma solo davanti ad episodi di assoluta ed indiscutibile gravità,
non per i cavilli formali". Ma intanto, il problema resta. Due madri,
Graziella Marota e Valeria Parrini Toffolutti, che hanno perso i figli per
incidenti sul lavoro, hanno ricevuto ieri il premio "Non solo mimose
2008" promosso dal patronato dell'Inca Cgil in occasione dell'8 marzo.
Andrea, 23 anni, figlio di Graziella, è morto schiacciato dalla pressa alla
quale lavorava, il 20 giugno 2006, nella ditta Asoplast di Ortezzano (Ascoli).
Ruggero, figlio di Valeria, è stato stritolato da un ingranaggio nello
stabilimento Magona di Piombino nel marzo del 1998.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Alberto Annicchiarico commenti - | | SPECIALE ELEZIONI 2008 Berlusconi al
Palalido: "Finiti i fuochi d'artificio di Veltroni" di Alberto
Annicchiarico Silvio Berlusconi al palalido di Milano con Gianfranco Fini per
dare il via alla campagna elettorale del Popolo delle libertà. Subito le parole
d'ordine del programma, la "ricetta liberale", e i primi
provvedimenti che saranno presi dal nuovo governo del centro-destra se gli
italiani lo premieranno con il voto: via l'Ici, detassazione degli straordinari
("un incitamento a lavorare di più e consumare di più") e aiuti alle
famiglie. "La sinistra - ha detto Berlusconi - ha eliminato il sostegno
economico per i nuovo nati: torneremo a darlo sin dal primo consiglio dei
ministri". Il leader del Pdl ha anche presentato lo Statuto del nuovo
partito, che ha tra i principi fondanti quello della sussidiarietà.
Sull'avversario del Partito democratico, Walter Veltroni: "La campagna
elettorale della sinistra si è quasi esaurita. Sono terminati i fuochi di
artificio. Ha detto vado solo io, senza alleanze. È stata una finta perché
hanno aggregato radicali e giustizialisti. Si troveranno insieme cattolici e
mangiapreti, e ciò è inconciliabile". Quindi, un attacco ancora più
diretto: "Veltroni, questo giovane praticante della politica che invece di
laurearsi si è diplomato nella fiction, in cinema...". Quanto ai sondaggi,
"ci dicono che il Pd è in regresso, mentre noi non siamo mai scesi sotto
un vantaggio di dieci punti. A loro resta l'arma della disinformazione, quella
di far circolare sondaggi e malori falsi, ma io sto benissimo". In ogni
caso, Berlusconi ha fatto un appello per il voto utile da dare ai due partiti
maggiori. Munito di un foglietto, l'ex premier ha spiegato il funzionamento
dell'attuale legge elettorale ricordando che alla Camera e al Senato bisogna
superare lo sbarramento rispettivamente del 4% e dell'8%. Quindi "di fatto
le uniche forze politiche che possono avere la maggioranza relativa di voti
sono il Pdl, con le forze apparentate, o il Pd con le forze apparentate.
Perciò, se si vuole impedire una vittoria del Pd, l'unica via efficace è votare
Pdl. Altri voti per partiti minori sono dispersi, inutili, fanno il gioco
dell'altra parte politica". Parole che non faranno certamente contento
Pierferdinando Casini, leader dei centristi dell'Udc. Ancora il programma:
provvedimenti su immigrazione e sicurezza, ma anche grandi opere. "La
sinistra ha lasciato porte aperte ai clandestini: daremo il via da subito a un
piano per accogliere chi ha intenzione di venire qui per darci una mano e
innalzare le loro condizioni di vita: sarà benvenuto solo chi ha un
lavoro". Sul fronte sicurezza più risorse alle forze dell'ordine,
cominciando dai poliziotti di quartiere. Quanto alle grandi opere sarà ripreso
il filo del discorso lasciato a metà con la fine del precedente quinquennio a
guida centro-destra (2001-2006). A cominciare dal Ponte di Messina, un sogno
mai abbandonato, quello della Sicilia unita al continente. E
poi i costi della burocrazia: "Ogni tedesco paga 3 mila euro allo Stato per i servizi,
in Italia gli euro sono 4.500. Occorre uno Stato efficiente che costi meno, a
cominciare dall'eliminazione degli enti inutili". Berlusconi ha spiegato
la filosofia delle scelte economiche del Pdl: "Meno tasse sulla famiglia,
sul lavoro sulle imprese, per dare più consumi e posti di lavoro. Anche
con aliquote più basse lo Stato incassa di più. Questa è la nostra semplice
ricetta". Berlusconi ha anche parlato delle liste elettorali, chiuse dopo
una notte insonne. "Non esistono tutte le candidature che ho visto
stamattina sui giornali. Sono Fasulle". E poi: "Abbiamo deciso di
portare in Parlamento il 30% delle donne - è andato avanti il Cavaliere - e lo
dico oggi che è l'8 marzo, la festa dell'altra metà del cielo. E allora si
scatena subito una corsa, a dire che sono tutte fidanzate mie, di Gianfranco
Fini". 8 marzo 2008.
( da "Padania, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I dati
emersi nel convegno che si è svolto a Veronafiere organizzato dall Ance Verona:
calano del 10% gli infortuni in edilizia Gli infortuni in edilizia sono calati
del 10% nel
( da "Padania, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il
nuovo direttore di Unire TV, la televisione che trasmette quotidianamente le
corse dei cavalli in Italia, secondo quanto anticipato da un quotidiano ippico
nazionale, sarà Pino Nazio, che, in occasione del concorso bandito dall'Unire
(Unione Nazionale Incremento Razze Equine) per gli incarichi giornalistici di
Unire TV, ha registrato un punteggio di gran lunga superiore a quello del
secondo classificato. Ed, infatti, non poteva essere diversamente, poiché il
cinquantenne Nazio 50 anni, dopo aver maturato una lunga esperienza in RAI,
dirige Unire TV dal 2001, sia pure con il grado atipico di vice-direttore (uno dei tanti misteri della burocrazia italiana...). Il direttore Nuzio sarà affiancato dai redattori
Salvatore Mattii, Antonietta Di Vizia e Laura Rebiscini;mentre il ruolo di
segretaria di redazione sarà ricoperto da Nella Savona. Da segnalare che per
Salvatore Mattii, voce storica dell'ippodromo San Paolo di Montegiorgio, è un
ritorno a Roma, avendo già fatto parte del Comitato di Redazione nel
2001. Nel frattempo, però, l Unire non solo non ha ancora pubblicato l'esito
del concorso, ma dallo scorso primo febbraio non ha rinnovato i contratti in
essere. Pertanto, proprio per denunciare questa situazione è stata convocata
una conferenza stampa, che si svolgerà il 12 marzo a Roma nella sede della
Federazione Nazionale della Stampa (il sindacato dei giornalisti). Mar. Gaz.
[Data pubblicazione: 07/03/2008].
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MARCIANISE/1
Gara di appalto da ripetere per la piscina FRANCO AGRIPPA Marcianise. Si
allungano i tempi per la realizzazione della piscina comunale. Per l'impianto
sportivo tanto atteso dai marcianisani e che dovrà essere costruito nell'area
della scuola Manzoni nel rione 167 si dovrà ripetere il bando di gara, poiché
una delle imprese che doveva partecipare ai lavori è risultata non in regola
con la certificazione antimafia. Le operazioni per la costruzione di una
piscina semiolimpionica completa di strutture di supporto come spogliatoi,
palestra e spalti dovevano già iniziare da un po' di tempo dopo l'assegnazione
dell'appalto ad un'associazione d'imprese risultata vincitrice della gara
svoltasi lo scorso 20 novembre. Ma, nei giorni scorsi, è giunta in Comune dalla
Prefettura la comunicazione dell'irregolarità di una delle ditte partecipanti
all'Ati per cui l'appalto è stato revocato. Insomma, quando
non ci si mettono la burocrazia o le beghe politiche a rallentare la realizzazione delle opere
pubbliche intervengono altri problemi. La costruzione della piscina pubblica è
una questione che si trascina ormai da anni a Marcianise. In un primo momento
l'amministrazione guidata da Fecondo aveva programmato di realizzarla nell'area
sportiva, nei pressi del velodromo, poi, dopo una lunga discussione
all'interno della maggioranza fu individuata l'area della scuola Manzoni.
Acquisita la copertura finanziaria, circa due anni sono poi passati per
l'ultimazione del progetto e le regolari deliberazioni del consiglio comunale e
della giunta fino ad arrivare alla gara d'appalto del novembre scorso che
faceva vedere vicina la conclusione di un iter molto travagliato che, con il
provvedimento intervenuto, ritorna nuovamente indietro. Non è l'unico appalto
di un'opera pubblica che a Marcianise ha avuto un percorso pieno di difficoltà.
Proprio ieri è stata nuovamente bandita la gara d'appalto per la costruzioni dei
due parcheggi nel centro storico, in via Musone e via Mundo, che scade il 15
aprile prossimo. Anche per le due aree di sosta che conterranno circa 70 posti
auto è la seconda volta che si bandisce la gara a più di due anni di distanza
dall'acquisizione degli immobili (palazzo Zarrillo a via Musone e palazzo
Morelli a via Mundo) costati oltre un milione di euro. I lavori appaltati nel
2006 furono interrotti dopo l'abbattimento dell'immobile di via Musone perché
il Comune rescisse il contratto con la società edile che li stava realizzando
in quanto, anche se era in possesso del certificato antimafia, la prefettura
espresse dei dubbi sulla sua trasparenza. Ne è seguito poi un contenzioso al
TAR con la società che, pochi mesi fa, ha dato ragione all'amministrazione
comunale.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE
DALLA PRIMA Semplificazione e snellezza parole ignote a palazzo Chigi (...) Si
dimentica poi di rilevare come negli anni questo impegno abbia portato, nel
nostro Paese ed in provincia di Treviso, ad una riduzione degli infortuni e una
parte di questi avviene sulla strada e nell'uso di mezzi di trasporto.C'è un
unico aspetto da salvare del nuovo provvedimento: per la prima volta si parla
di prevenzione partendo dalla 'persona' e questo a partire dai banchi di
scuola. E' un segnale che deve essere amplificato perché, lo ripeto, ancor
prima che sulle macchine e attrezzature la vera cultura della sicurezza si fa
proprio sulla persona, sulla capacità di percepire il rischio e sul modo
corretto e responsabile di lavorare e di utilizzare macchine e mezzi di protezione.
E per far questo alcune risorse ci sono già, basti pensare agli attivi
miliardari dell'Inail negli ultimi anni, e altre si devono trovare.Ma insieme
alle risorse ci vuole anche una volontà politica di dar corpo a questa visione.
Il decreto punta ancora agli strumenti di sempre:
l'esaltazione della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni. Sembra quasi che il Legislatore
anziché fare reale prevenzione e cultura della sicurezza (a partire dai
dipendenti pubblici dove si registra ancora un elevato numero di infortuni sul
lavoro) si salvi l'anima con più sanzioni. Sull'inasprimento delle pene
si è detto molto. E' vero che abbiamo ottenuto un'attenuazione, ad esito
dell'azione di Confindustria; ma vorrei solo ribadire come si continui a non
distinguere tra mancanze gravi, che pongono effettivamente a rischio la salute
del lavoratori, e le irregolarità formali. Il problema vero per le imprese è
che tali irregolarità rischiano di essere sempre numerose, visto che sono stati
introdotti nuovi adempimenti, registi da timbrare eccetera e senza nemmeno
prevedere un periodo transitorio di applicazione.Semplificazione? Snellezza?
Parole ignote a Palazzo Chigi. Ancora una volta si andrà a colpire le aziende
che operano nella regolarità e trasparenza, che vedranno aumentare solamente
gli adempimenti burocratici ed i rischi di errori solamente formali. E così non
si fa nessun passo avanti, anzi si torna indietro. Un'occasione è stata
persa.Luciano MiottoVicepresidente Unindustriacon delega alle Relazioni
Sindacalie agli Affari Sociali.