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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (56)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Il Pdl è nuovo, l'apparato no e fa muro ( da "EUROPA.it" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CENTRODESTRA La burocrazia di FI resiste agli "esterni". An invece schiera anche il parà medaglia d'oro Il Pdl è nuovo, l'apparato no e fa muro FRANCESCO LO SARDO Dalla Tosinvest degli Angelucci silenzio stampa: "Non abbiamo nulla da dichiarare". Non un fiato sulle voci di candidatura nel Pdl, dietro spinta di An, di Antonio detto Tonino,

Dopo 7 anni "sì" dell'Anas alle barriere antirumore ( da "Stampa, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia si è sbloccata, l'Anas ha detto "sì" e si faranno le barriere antirumore nel tratto autostradale dei Comuni di Donnas, Hône e Verrès. Nel 2005 l'Amministrazione regionale firmava un protocollo d'intesa con la Sav (Società autostrade valdostane) che prevedeva l'installazione delle barriere sulla A5.

SI COMINCIA sulle note di 'Mi fido di te' e la voce di Jovannotti, si t ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di investire in se stessi, oppure ancora di tagliare la burocrazia. "Per aprire una carrozzeria ci vogliono 80 permessi. Ma sarà mai possibile? Deve bastare un'autocertificazione ed essere in regola con la 626. Poi spetta allo Stato fare i controlli. Un paese più semplice è un paese più trasparente, senza corruzione".

Maggioranza compatta, passa un bilancio con scarse risorse ( da "Stampa, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: passa un bilancio con scarse risorse E necessario snellire la burocrazia e intervenire sulle 4 grandi strade [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Il bilancio provinciale è stato approvato ieri coi voti del centro-sinistra: si è astenuto il consigliere dell'Udc, mentre il centro-destra ha espresso voto contrario.

Medici di famiglia al lavoro anche di sabato Firmato l'accordo tra sindacato e Regione Toscana ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece tutti i passaggi sono complicati dalla burocrazia". Ma per l'assessore Rossi l'obiettivo è ancora più alto: abbattere il ricorso a ticket e certificazioni e ampliare l'uso nella sanità pubblica dell'autocertificazione. "Bisogna ridurre la burocrazia e i costosi balzelli che ricadono sulle tasche della gente ?

Di SANDRO BENNUCCI - FIRENZE - IL MARTINI reduce dall' ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: taglio della burocrazia. Basterà questo per rendere la Toscana una terra buona per investire? "Non credo. Lui pensa a promettere un bollo su misura e ad aprire una trattativa con l'Arval perchè mantenga qui la sua flotta di 105 mila auto da noleggio. Cioè chiude la stalla quando i buoi sono scappati.

Mister prezzi diventa "Signora burocrazia" ( da "Stampa, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Signora burocrazia" Ecco tutte le difficoltà per attivare il numero verde [FIRMA]STEFANO PEZZINI SAVONA Altro che "Mister prezzi". Il numero verde istituito dalle Camere di commercio italiane per permettere ai cittadini di denunciare episodi di prezzi gonfiati, servizi inferiori ai costi pagati e quant'altro rischia di diventare "

La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni per una stalla ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni per una stalla" ? FIRENZE ? IL 95% DEL NOSTRO territorio è area rurale. Eppure, nel dossier sull'urbanistica presentato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori della Toscana), sono stati censiti cinquanta casi che evidenziano un rallentamento, se non un vero e proprio blocco,

Di SILVIA BARDI N ON NASCONDE la sua età, anche se è una donna, anzi ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dal campo dell'emergenza urgenza a quello della burocrazia. Si direbbe una che ce l'ha fatta, ammirata, temuta e rispettata perché "brava come un uomo", "perchè ha gli attributi" come parla di lei chi la conosce. "Femminista non lo sono mai stata in senso esasperato, e non mi ci sento in queste definizioni.

I costruttori bocciano il decreto ( da "Arena, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza",

L'area Copredil al via L'ho comprata nel '75 In arrivo 18mila metri quadri: si allarga la Coop ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: su un asse prioritario del traffico cittadino, seppure in un momento nient'affatto splendido per il settore delle costruzioni. "C'è troppa burocrazia", scuote la testa Italino Mulazzani. Forse è vero visto che nel frattempo il Comune non è riuscito ad allargare via Solferino... Luigi Luminati - -->.

Le due Verole vogliono riunirsi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'obbiettivo finale è semplificare la burocrazia rendendo più competitivo il territorio". Cioè cogliere i vantaggi della collaborazione nella gestione dei servizi. ED A QUESTO PROPOSITO un esempio semplice e concreto è stato indicato per la gestione delle scuole materne attualmente in deficit in entrambi i Comuni.

Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 24 La gestione associata può garantire un salto di qualità dei servizi SERGIO ZANETTI Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale STEFANO DOTTI Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale.

Poche isole commerciali , i clienti sono in fuga ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e della burocrazia statale, regionale, provinciale, comunale e sovracomunale. I cittadini e i turisti devono perciò by-passare molte strade sulle quali non si affacciano ormai più negozi, per poter giungere a delle vere e proprie "isole" commerciali dove i piccoli commercianti cercano di esporre in bella vista il meglio dei loro prodotti.

Lavorava come badante ma era ricercata per truffa ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Era stata però scarcerata dato che la burocrazia aveva ostacolato l'estradizione. Tornata libera Millau Parashiva è tornata a lavorare a Toscolano, assistendo persone anziane e malate, probabilmente convinta di aver evitato il carcere, quei quattro anni da scontare senza riduzioni di pena, benefici o indulto, come invece accade in Italia.

Artigiani varesini crescono: Dateci il federalismo fiscale Aumenta il numero degli iscritti all'Associazione: 14.700 ( da "Giorno, Il (Varese)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: direttore generale Marino Bergamaschi facendosi portavoce delle preoccupazioni della base -, di semplificare la burocrazia e di applicare finalmente il federalismo fiscale, cosa che non è stata fatta né dal centrodestra né dal centrosinistra". Su questo versante, la lettura dei programmi dei due maggiori schieramenti in competizione sembrebbbe aumentare le perplessità della categoria.

Burocrazia e colpi di scena ( da "Provincia di Cremona, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Review srl Burocrazia e colpi di scena 'La concessione del telefono di Camilleri: ironia e tragedia di Felice Staboli CREMONA ?"Vigàta li 12 giugno 1891 A sua Eccellenza Vittorio Parascianno, Prefetto di Montelusa. Eccellenza, il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato in Vigàta (provincia di Montelusa)

Piccole e medie imprese La 'festa' adesso è finita ( da "Provincia di Cremona, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che non ha bisogno di soldi pubblici ma chiede allo Stato di dare fiducia alle imprese, abbattendo i costi della burocrazia, i costi della giungla normativa, i costi dei disservizi infrastrutturali, i costi delle mancate liberalizzazioni. Chiede inoltre la detassazione sugli utili reinvestiti e sul costo del lavoro, per aumentare il salario dei lavoratori.

Decreto sicurezza, imprese in rivolta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esaltazione della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni, punti su cui il vice-presidente dell'Unione degli industriali spende parole dure nei confronti del Governo. "Sembra quasi che il Legislatore anziché pensare alla sicurezza, si salvi mettendo più sanzioni - sottolinea Miotto - E vero che abbiamo ottenuto delle attenuazioni,

Protocollo sulla sicurezzaGenova accelera i tempi ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non servono modifiche o leggi Gian Paolo Pattasottosegretario 08/03/2008 ' 08/03/2008 bene gli accessiai terminalIl protocollo si era fermato per la burocrazia. Gli accessi ai delegati sono già previsti dagli accordi luigi negripresidente dei terminalisti 08/03/2008.

Sul risparmio energetico lo stato di diritto non c'è più ( da "Italia Oggi" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per gli atti amministrativi, non ne dichiari la nullità o, ma allora nel corso di procedimenti giudiziari, non li disapplichi). La burocrazia lo sa bene, e per questo dispone ormai di tutto, a proprio piacimento. Ma è vivere, questo? Soprattutto, è vivere, ancora, in uno stato di diritto? *presidente Confedilizia.

Via Gramsci, finiti i lavori Ma è caos con auto e moto ( da "Nuova Ferrara, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E fin qui la burocrazia. Dopo l'inaugurazione da parte del sindaco Giorgio Bellini della via Vianelli e di parte di via Gramsci (nella foto), Soelia ha montato una nuova segnaletica che definisce Ztl "il salottino" (così è stata definita l'area). In realtà di Ztl c'è ben poco visto il via-vai di auto (con esclusione dei residenti) e motorini che passano incuranti del divieto.

Nord est, la prova del nove del candidato premier Pd ( da "Unita, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, semplificazione, fisco amico, infrastrutture". L'altra mattina, partendo per il nord est ha parlato davanti agli artigiani, in una platea non tenera in questi anni con il centrosinistra, raccogliendo consensi e rilanciando il progetto di "un'impresa in un solo giorno", in Emilia ha ricordato che nord e federalismo sono capisaldi del progetto del Pd.

<Dal governo un aut-aut inaccettabile> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fatto di carta e burocrazia, cosa avrebbe cambiato nell'ultima tragedia, quella di Molfetta? Nulla, perché lì c'era un imprenditore che credeva in quello che faceva ed è morto insieme ai suoi lavoratori, cercando di soccorrerli. La burocrazia fine a se stessa forse avrebbe addirittura complicato ancora di più la gestione di quell'azienda"

<Un Expo da imitare> ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: deve far emergere il tessuto economico, agevolare gli investimenti anche con meno burocrazia e una maggiore velocità nelle decisioni. Come Confcommercio, ad esempio, ci siamo dotati di una nuova sede e cerchiamo di dare servizi sempre più veloci ed efficienti". Alcune aziende vengono a Savona proprio richiamate dall'Expo..

Gli allevatori ai politici <Sostenete la montagna> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e legiferate con semplicità affinché la burocrazia non scoraggi o annulli ogni tentativo di acquisizione delle poche risorse disponibili". Ha fatto seguito la relazione del segretario che ha elencato le attività svolte lo scorso anno. Consuntivo che è stato approvato all'unanimità e che verrà sostanzialmente riproposto per il 2008.

Le donne e il lavoro: è un amaro 8 marzo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alta burocrazia, che non rientrano per amicizia nel giro dei consulenti, che non fanno domanda per entrare nelle short list regionali. Queste vogliono l'otto marzo tutti i giorni, anche senza mimose e cene esclusivamente al femminile. È, questo, il miracolo del calendario, ma soprattutto culturale, atteso in Sardegna dalle 313.

Lascio una città più vivibile e un bilancio in attivo ( da "Centro, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "E fondamentale far funzionare bene la burocrazia, per cui migliorerei il rapporto con la dirigenza. Porgo le mie scuse a tutti quelli che, nei rari momenti di nervosismo, ho trattato male. E allo stesso tempo li ringrazio, perchè insieme a loro ho fatto un'esperienza entusiasmante".

Lo <sbarco> in Madagascar ( da "Adige, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Acquistata la terra, infatti, anche se la burocrazia locale non è certo paragonabile alla nostra, qualche adempienza va pur fatta. Poi ci sarà da perfezionare il tutto con i permessi di costruzione del villaggio, l'inizio e la prosecuzione, una cosa che richiede in loco una presenza costante.

Palme malate, stop alla rimozione - dario prestigiacomo ( da "Repubblica, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E l'andamento climatico non ci aiuta. Se si ripresenteranno le stesse condizioni meteorologiche dello scorso anno, il punteruolo continuerà a riprodursi velocemente". Insomma, bisogna fare in fretta per salvare le palme ancora sane. Burocrazia permettendo.

Scuola e laicitàne parla Zagrebelsky ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia lo impedisce 08/03/2008 IL TEMA della laicità nella scuola pubblica italiana - a partire dalla controversa questione dell'ora di religione - sarà discusso oggi pomeriggio, in Provincia, con Gustavo Zabrebelsky, insigne giurista, docente universitario e presidente emerito della Corte Costituzionale.

Ma Cuba non deve diventarelo specchio delle proprie utopie ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia impera e la corruzione muove i soldi neri. Ma sono sicuro che è impossibile incontrare gente altrettanto serena e dignitosa nelle tossiche periferie di Città del Messico o nelle favelas di Rio De Janeiro. Lì non c'è verso di diventare vecchi, i bambini sopravvivono allo stato brado educati alla scuola del crimine e della droga e peraltro è anche ben difficile trovare l'

Russia, missione compiuta per Putin ( da "Voce d'Italia, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: corruzione incontrollata a tutti i livelli della burocrazia, restrizione delle attività di tutte le organizzazioni non governative, nazionali e non, mancato rispetto dei diritti umani nella guerra in Cecenia e violazione di ogni regola democratica nel perseguimento di presunti terroristi e/o criminali coinvolti nella guerra.

IL POTERE DEL BUROCRATE ( da "Corriere di Bologna" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L a burocrazia è bella", si potrebbe dire parafrasando Padoa-Schioppa. Infatti, senza quei pubblici uffici a cui demandiamo l'esecuzione operativa e il controllo amministrativo della legge, non ci sarebbe la società moderna. Tuttavia, quando il fenomeno degenera, si trasforma in burocratismo cioè nella perversa moltiplicazione degli atti dell'

Il potere del burocrate ( da "Corriere di Bologna" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: può disincagliare i vertici della burocrazia dalla convinzione che lo zelo risieda nella inerziale produzione di norme a mezzo di norme, peraltro lesiva della sana cultura giuridica. E solo la politica può favorire l'emersione di una nuova cultura burocratica, quella (qua e là già presente) che s'impegna, sia nei confronti del referente normativo sia verso i cittadini,

Aggravi di costi e burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le critiche dei costruttori alle disposizioni per l'edilizia "Aggravi di costi e burocrazia" Valeria Uva ROMA Il decreto sulla sicurezza dedica un intero titolo, il IV, all'edilizia e ai cantieri. Sono finite qui, inasprite, tutte le regole che finora avevano governato il settore dal punto di vista anti– infortunistico.

Quadri e cornici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia della politica. Segretari degli organismi comunali, della provincia. Ora che i partiti sono diventati fantasmi e vivono nelle persone dei loro capi; e i loro capi passano il tempo attendati nelle interviste sui giornali, nelle chiacchiere alla radio o nei talkshow della tv, è normale che prevalgano gli uomini e le donne della "

Cascetta: <Entro due anni ventitremila posti barca> Pinetamare, via ai lavori ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mancanza di porti e sulla inerzia della burocrazia comunale e delle soprintendenze. Il Nauticsud farà sfilare in passerella alcune barche mai presentate altrove a conferma della bontà della scelta di puntare sul salone di primavera che è più stuzzicante di quello autunnale ". Si parte, dunque, e la città del mare allestita nella darsenetta lungo il molo Luise è in pieno allestimento:

Trattativa-maratona fra le delegazioni dell'Udc e della Rosa Bianca. Obiettivo: trovare un acco ( da "Messaggero, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Serve un rapporto nuovo tra Comune e commercianti: troppa inutile burocrazia sulle licenze, sulle concessioni, sulle insegne. Meglio creare uno sportello unico. Ho inoltre proposto un patto tra amministrazione e piccoli commercianti per la riduzione delle tasse, che prevede meno balzelli in cambio di una riduzione dei prezzi su alcuni prodotti.

Sulla sicurezza ha vinto Confindustria Pd-Pdl, <avanti padroni alla riscossa!> Laicità, come contrastare l'integralismo ( da "Liberazione" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: libererà il Paese da lacci e lacciuoli della burocrazia", per cui si potrà dar vita ad una impresa in una sola giornata. Personalmente non posso che concordare, però vorrei ricordare quanto già fatto dieci anni fa dalla buona legge Bassanini che ha istituito lo sportello unico delle imprese (non sempre ben accolta dai Comuni) e le leggi della Regione Lombardia che sostanzialmente ,

Vera Keta Lunedì scorso il prefetto ( da "Tempo, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello della sicurezza stradale - prosegue Pigliacelli - è uno dei temi dell'agenda politica che questa classe dirigente ha eluso nel corso degli ultimi anni, evidenziando una scarsa sensibilità a rispondere fattivamente alle esigenze dei cittadini che invano hanno chiesto meno burocrazia e più semplificazione".

Le richieste delle imprese ai partiti ( da "Tempo, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stampa Il risvolto le richieste delle imprese ai partiti La burocrazia che finalmente funzioni, dopo le tante promesse fatte dagli schieramenti politici; più investimenti nella ricerca, la cenerentola dei bilanci statali; un concreto discorso sulle alternative energetiche al petrolio; riduzione delle tasse per far arretrare la forte pressione fiscale;

Sbloccate le norme sui progetti edili ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pordenone Sbloccate le norme sui progetti edili Si sblocca la burocrazia che ha messo le ganasce per 2 mesi all'edilizia pordenonese: le nuove norme tecniche delle costruzioni (Ntc) sono entrate in vigore, il 5 marzo. L'ufficio dei Lavori pubblici di Pordenone si prepara alla task-force e ha aumentato l'orario di sportello in via Oberdan, per committenti e progettisti.

Servono norme che facilitino la scelta di mettersi in proprio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e spesso finanziamenti insufficienti. Basti pensare che negli ultimi due bandi sono state finanziate solo un terzo e la metà delle domande accolte di quelle presentate da imprenditrici pordenonesi. Altra questione che merita di essere affrontata, secondo il comitato, è la legge 53 che introduce disposizioni a sostegno della maternità ma rischia di penalizzare le piccole

ELEZIONI/ CALDAROLA: CANDIDATURE, WATERLOO DI VELTRONI (GIORNALE) ( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qui le vecchie burocrazie hanno fatto la loro parte peggiore. I territori sono stati mortificati, chi ha potuto ha infilato persone di fiducia". "L'operazione liste - conclude Peppino Caldarola - che era stata concepita come la più grande campagna mediatica della storia repubblicana si è rivelata una vera Waterloo".

Savona: critiche da Assoutenti al numero segnalazione prezzi ( da "Savona news" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: " Rischia di diventare mister burocrazia, così come è stato organizzato", ha detto lo stesso vicepresidente nazionale dell'associazione dei consumatori Gianluigi Taboga, che giovedì ha partecipato ad una riunione del nuovo organismo, convocata a Palazzo Lamba Doria. " E stato solo un approccio interlocutorio ?

Fabbio ai Lions: "nove mesi con un'amante" ( da "Giornal.it" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: specialisti della burocrazia e capaci politici che hanno sfilato un bel pò di quattrini all'Europa, 250 milioni di euro, con l'impegno a trovarne altrettanti nella realtà che accetta la sfida, per i programmi territoriali integrati, la Cittadella della Scienza e delle tecnologie dove per la prima volta le due Università Avogadro e Politecnico fanno parte dello stesso programma integrato.

LAVORO E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici nazionali e locali dell'Ance. Al centro del dibattito, inevitabilmente, il provvedimento proposto dal governo ( da "Arena.it, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza",

L'accusa: <Non servono nuove leggi, ce ne sono già a sufficienza>. La proposta: <Più formazione e prevenzione, come si fa qui> ( da "Arena.it, L'" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza",

Il legale: "Chiederemo spiegazioni al ministero degli Esteri" ( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avvocato Giampaolo Cicconi che assiste il giovane settempedano arrestato in Russia a causa di un errore legato alla burocrazia. "Per fortuna il mio cliente ha un fisico forte. Se una vicenda del genere fosse capitata a qualcun altro ci avrebbe anche potuto lasciare le penne. Tre anni fa, in un caso analogo, una persona morì in carcere a causa della mancanza di insulina".

"Infortuni sul lavoro, meglio prevenire" ( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più che inasprire le sanzioni ed aumentare la burocrazia delle regole, occorre intervenire sulla cultura della sicurezza sia tra gli imprenditori sia tra i lavoratori ed è proprio quello che stiamo facendo come associazioni imprenditoriali in collaborazione con l'Inail regionale". Stesso tono per Apindustria di Ancona e Macerata.

I fuochi d'artificio di Veltroni> ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi i costi della burocrazia: "Ogni tedesco paga 3 mila euro allo Stato per i servizi, in Italia gli euro sono 4.500. Occorre uno Stato efficiente che costi meno, a cominciare dall'eliminazione degli enti inutili". Berlusconi ha spiegato la filosofia delle scelte economiche del Pdl: "Meno tasse sulla famiglia, sul lavoro sulle imprese,

Verona: calano del 10% gli infortuni in edilizia ( da "Padania, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Andrea Marani presidente di Ance Verona ha sferrato un attacco contro la burocrazia: "In molti casi i nostri imprenditori vanno sempre meno nei cantieri perché troppo impegnati a seguire la parte burocratica del lavoro, che è divenuta opprimente. Ci rivolgiamo quindi a chi legifera affinché tenga conto delle nostre richieste.

PINO NAZIO DIRETTORE DELLA TELEVISIONE IPPICA ( da "Padania, La" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: uno dei tanti misteri della burocrazia italiana...). Il direttore Nuzio sarà affiancato dai redattori Salvatore Mattii, Antonietta Di Vizia e Laura Rebiscini;mentre il ruolo di segretaria di redazione sarà ricoperto da Nella Savona. Da segnalare che per Salvatore Mattii, voce storica dell'ippodromo San Paolo di Montegiorgio, è un ritorno a Roma,

GARA DI APPALTO DA RIPETERE PER LA PISCINA ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quando non ci si mettono la burocrazia o le beghe politiche a rallentare la realizzazione delle opere pubbliche intervengono altri problemi. La costruzione della piscina pubblica è una questione che si trascina ormai da anni a Marcianise. In un primo momento l'amministrazione guidata da Fecondo aveva programmato di realizzarla nell'area sportiva,

Semplificazione e snellezza parole ignote a palazzo Chigi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il decreto punta ancora agli strumenti di sempre: l'esaltazione della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni. Sembra quasi che il Legislatore anziché fare reale prevenzione e cultura della sicurezza (a partire dai dipendenti pubblici dove si registra ancora un elevato numero di infortuni sul lavoro) si salvi l'anima con più sanzioni.


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Il Pdl è nuovo, l'apparato no e fa muro (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPA.it" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CENTRODESTRA La burocrazia di FI resiste agli "esterni". An invece schiera anche il parà medaglia d'oro Il Pdl è nuovo, l'apparato no e fa muro FRANCESCO LO SARDO Dalla Tosinvest degli Angelucci silenzio stampa: "Non abbiamo nulla da dichiarare". Non un fiato sulle voci di candidatura nel Pdl, dietro spinta di An, di Antonio detto Tonino, capostipite della famiglia romana con interessi nella sanità, nell'immobiliare e nell'editoria (Libero e Riformista). Tra gli azzurri conferme, invece, per Antonio D'Amato, ex presidente di Confindustria e per Daniele Toto, figlio di un fratello di Carlo: il quarantenne nipote del patron di Airone, imprenditore a Chieti, vicino a Forza Italia, sarà in lista in Abruzzo. Poi Barbara Contini, già governatore a Nassirya, lo stilista Santo Versace, il sindacalista di polizia Filippo Saltamartini, forse anche il prefetto antiracket Raffaele Lauro. Sul fronte forzista di "esterno" all'apparato non s'intravede molto altro. Anche perché ieri sera, quando la maratona sulle liste elettorali del Pdl era appena cominciata e Europa andava in tipografia, il misterioso elenco di venti nomi buttato giù personalmente dal Cavaliere che alimenta ogni sorta di stravaganti illazioni era ancora top secret: la più verosimile è quella sull'ex generale delle Fiamme gialle Roberto Speciale, cui Berlusconi avrebbe proposto la candidatura abbinata a un incarico "speciale" al governo, in caso di vittoria elettorale. A ora di pranzo, intanto, Berlusconi ha sistemato la pratica di Gianfranco Rotondi: i quattro parlamentari uscenti della mini-dc saranno ricandidati nelle liste del Pdl. I notabili di Forza Italia chiudono la partita delle liste alla meno peggio: strappando la quota del leone nel braccio di ferro con An, buttando giù qualche amaro boccone come la Brambilla testa di lista a Milano dopo Berlusconi e Fini e, in generale, all'insegna della filosofia "stavolta si vince". Perciò la priorità assoluta è stata inzeppare le liste dei soliti noti: in vista dell'assalto ai posti di governo e dell'indotto, senza troppi esterni e fiori all'occhiello tra i piedi. Raccontano che mai come stavolta, nella stesura delle liste del Pdl, Berlusconi si sia trovato di fronte a una pressione tanto forte e ad una resistenza alle new entries da parte della burocrazia di partito. Qualche operazione s'è fatta: ma poco o nulla in rapporto ai numeri e alla potenza di FI e senza grossa convinzione, ma per ossequio al volere del Capo e con l'atteggiamento di chi deve mandar giù una medicina. Diversa, in questa circostanza, è stata l'impostazione di An. Con una totale inversione dei ruoli, il più tradizionale "partito pesante" di Fini ha scavalcato l'apparentemente più moderno "partito leggero" di Berlusconi. Oggi, per dirne una, dalla sua Caserta arriva a Roma per firmare la candidature nelle liste del Pdl il capitano Gianfranco Paglia. Trentotto anni, paracadutista del 183mo Nembo, medaglia d'oro al valor militare, Paglia fu tra i protagonisti della battaglia del check-point Pasta a Mogadiscio contro i miliziani somali di Aidid il 2 luglio del 1993: gli italiani lasciarono sul terreno tre morti, l'allora sottotenente Paglia fu gravemente ferito ed è rimasto paralizzato. Fini ha contattato anche l'attore Luca Barbareschi, la giornalista Fiamma Nirenstein, già direttore dell'istituto di cultura italiana in Israele, Alessandro Ruben della Anti Defamation League dell'Unione delle comunità ebraiche, la presidente delle donne marocchine in Italia Saoud Sbai, la presidente dei giovani imprenditori di Confapi Catia Polidori, il presidente dei giovani di Confcommercio Paolo Galimberti, quello di Confartigianato Maurizio del Tenno, l'ex direttore generale dell'Inail Maurizio Castro, del centro studi Marco Biagi. Non ci sarà Gustavo Selva: condannato ieri a sei mesi per truffa e interruzione di pubblico servizio: si fece accompagnare da un'ambulanza alla sede della tv La7 per evitare il traffico.

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Dopo 7 anni "sì" dell'Anas alle barriere antirumore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAVORI PUBBLICI.SULLA A5: LETTERA DELLA SAV AI COMUNI Soddisfatti i sindaci "Adesso speriamo che non ci siano ulteriori intoppi" Dopo 7 anni "sì" dell'Anas alle barriere antirumore Già impegnati 4 milioni per Donnas, Hône e Verrès [FIRMA]DANIELA GIACHINO DONNAS Finita la lunga attesa. La burocrazia si è sbloccata, l'Anas ha detto "sì" e si faranno le barriere antirumore nel tratto autostradale dei Comuni di Donnas, Hône e Verrès. Nel 2005 l'Amministrazione regionale firmava un protocollo d'intesa con la Sav (Società autostrade valdostane) che prevedeva l'installazione delle barriere sulla A5. Ma la questione si trascinava già da anni: nel 1999 la Regione aveva impegnato i rappresentanti regionali nella Sav ad avviare le iniziative necessarie per ovviare ai disagi cui erano sottoposti i residenti nelle abitazioni lungo l'autostrada. Nel 2001 un gruppo di lavoro si era formato per trovare soluzioni nel tratto della Bassa Valle. Il progetto prevedeva un primo impegno di spesa di circa 10 milioni e impegnava la Sav ad affidare, entro maggio 2007, gli interventi per la realizzazione delle barriere antirumore. In realtà, a giugno 2007, era giunta ai tre Comuni una lettera che comunicava lo slittamento degli interventi, dovuto all'evolversi della normativa e delle tecniche costruttive. Ora un'altra comunicazione della Sav che annuncia alle amministrazioni comunali come l'Anas "abbia approvato il progetto esecutivo relativo alla riqualificazione acustica per un importo complessivo di 4 milioni e 127 mila euro". Prossimo passaggio, attivazione dell'apposita commissione ministeriale permanente per aggiudicare la gara d'appalto. La Sav ha specificato che "tenuto conto dei tempi connessi ai percorsi procedurali, pensiamo di poter dare inizio ai lavori entro l'estate 2008, salvo imprevisti". Soddisfatti i sindaci dei tre Comuni. Commenta il primo cittadino di Hône, Luigi Bertschy: "E' un'opera di estrema rilevanza per il nostro territorio. Siamo un po' perplessi della complessità e della burocrazia che ha rallentato gli investimenti di Stato, Regione e Sav. Finalmente sarà riqualificato un paese degradato dall'autostrada. Importante anche il riconoscimento del disagio avuto dalla costruzione dell'arteria stradale". A Hône gli interventi riguarderanno le frazioni Nerey, Ruine, Beauviermoz e la zona della chiesa parrocchiale; a Donnas i lavori coinvolgeranno le località Clapey Sud, Clapey Nord e Outrefer. Il sindaco Mauro Arvat dice: "Non è la prima lettera che arriva e che ci comunica l'inizio degli interventi. Speriamo sia la volta buona". A Verrès saranno la stazione ferroviaria, le case popolari e le località Baraccon e Riverolle che saranno riqualificate. Il sindaco Piero Prola aggiunge: "E' tanto che aspettiamo e speriamo sia la volta decisiva. La Sav deve preparare il bando di gara e poi chiedere un'ulteriore autorizzazione all'Anas, prima di procedere. Auspichiamo non sia motivo di altri intoppi".

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SI COMINCIA sulle note di 'Mi fido di te' e la voce di Jovannotti, si t (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ermina con 'Fratelli d'Italia' ritmato dai tremila del Pala de Andrè. In mezzo le tre parole chiave della campagna elettorale veltroniana: Speranza, Semplicità, Cambiamento. Sono le 18,30 quando Walter Veltroni, leader del PD e candidato alla presidenza del Consiglio, sale sul palco del palasport. Un palco molto sobrio, alto poco più di un metro e mezzo, colorato di verde e punteggiato dal giallo delle mimose. Come si affaccia da dietro le piante, lo applaudono calorosamente in tremila, giunti al pala De Andrè con 15 pullman e centinaia di auto, tanto da riempire l'intero parcheggio e oltre. In tanti sventolano un piccolo manifesto con su scitto 'Un'Italia moderna, si può fare'. E anche Veltroni sventola un foglio di protocollo, di quelli scolastici. "Ho pranzato con una famiglia bolognese ? racconta ? lei esperta di computer, lui agricoltore con tanta voglia di fare. Ho promesso al figlio Andrea che avrei mostrato a Ravenna il disegno che mi regalato. Eccolo". C'è scritto: "Veltroni è forte ed io lo tifo". E il tifo arriva anche dalla platea quando il leader del PD illustra il suo programma attraverso le tre parole magiche. Così Speranza ha mille significati: ottenere una Valutazione di impatto ambientale in due mesi e non in due anni; costruire una infrastruttura, una volta che si è deciso di farla, e non scendere a compromessi "con il primo comitato contrario"; assicurare il salario garantito di 1000 euro per i giovani che lavorano e aiutare con sgravi fiscali le aziende che stabilizzano i lavoratori. "Se c'è qualcuno che non deve rialzarsi ? dice ? è l'Italia che lavora, che ha talento, che rischia. E' la politica italiana che deve rialzarsi". Poi c'è la Semplicità "di fare una campagna elettorale per parlare con la gente e non andare in tv, se non lo stretto necessario. Ho fatto 32 tappe, me ne mancano 78. Ma ce la farò". Oppure di riscoprire il piacere del 'rischio', inteso come voglia di mettersi in gioco, di investire in se stessi, oppure ancora di tagliare la burocrazia. "Per aprire una carrozzeria ci vogliono 80 permessi. Ma sarà mai possibile? Deve bastare un'autocertificazione ed essere in regola con la 626. Poi spetta allo Stato fare i controlli. Un paese più semplice è un paese più trasparente, senza corruzione". Infine Cambiamento perchè "la precarietà di milioni di ragazzi italiani è una forma di sfruttamento, così come le pensioni troppo basse. Ma cambiare vuol dire anche smetterla con i ministri che vanno in piazza contro il governo di cui fanno parte". Applausi fortissimi. E conclude: "Devo chiedervi un aiuto: lavoriamo insieme, adesso si può fare". Tifo da stadio. - -->.

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Maggioranza compatta, passa un bilancio con scarse risorse (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

A PALAZZO NATTA.IERI IL VOTO SUL DOCUMENTO FINANZIARIO Maggioranza compatta, passa un bilancio con scarse risorse E' necessario snellire la burocrazia e intervenire sulle 4 grandi strade [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Il bilancio provinciale è stato approvato ieri coi voti del centro-sinistra: si è astenuto il consigliere dell'Udc, mentre il centro-destra ha espresso voto contrario. Due giorni di discussione, anche molto vivace, si sono conclusi con una votazione annunciata: centro-sinistra compatto a favore dello strumento finanziario presentato dall'assessore Giacomo Miglio, e centro-destra che l'ha bocciato senza attenuanti considerandolo alla stregua "non di un bilancio preventivo ma di un consuntivo senza linea politica". Astensione dell'esponente dell'Udc, l'avvocato Lino Franco Cattaneo, che ha riscontrato sia elementi positivi che negativi ed ha rivendicato di essere "antimoderno ma coerente". Il dibattito in realtà non ha sviluppato tanto gli elementi finanziari quanto i temi dei vari assessori, con due filoni comuni, su cui hanno concordato tutti gli schieramenti: la necessità di semplificare la burocrazia, in particolare per gli strumenti urbanistici e i piani regolatori (richiesta avanzata da Mario Rondini), dall'altro la richiesta di risorse regionali per gli interventi sulle quattro strade (lago d'Orta, Lomellina, Arona-Borgomanero-Romagnano e Bassa Novarese) passate da gennaio alla Provincia senza però adeguati contributi per gli interventi di manutenzione, un'esigenza che hanno messo in luce l'assessore Gianni Barcellini e il capogruppo di Forza Italia, Antonio Tenace. Sul dibattito ha pesato il "siluramento" dell'assessore Dario Simonetti: anche ieri, negli interventi di Claudio Ardizio e Mauro Bolzoni si è fatto appello alla "necessità della coerenza", mentre l'opposizione ha colto nell'episodio "l'unico risultato ottenuto dalla sinistra radicale in sede di bilancio: avete avuto la testa di Simonetti - ha detto Tenace - ma il bilancio ha dimezzato le risorse per il sociale". All'opposizione che ha rimproverato di presentare un bilancio povero, ha replicato il presidente Sergio Vedovato: "Rispondiamo coi fatti: sono aperti 14 cantieri stradali e altri quattro stanno per partire. La Provincia c'è, lavora, è presente sul territorio, come dimostrano i numerosi interventi a favore dei lavoratori delle aziende in difficoltà o a sostegno delle grandi infrastrutture".

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Medici di famiglia al lavoro anche di sabato Firmato l'accordo tra sindacato e Regione Toscana (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MANUELA PLASTINA ? FIRENZE ? I MEDICI continueranno a lavorare di sabato mattina. Lo ha stabilito l'assessore regionale alla sanità Enrico Rossi e i medici di medicina generale sono d'accordo. Lo hanno messo per iscritto, in un protocollo quadro firmato dalla Fimmg insieme all'assessore in cui vengono individuati i punti chiave del lavoro della medicina generale sul territorio toscano. Tra i vari passaggi c'è, infatti, proprio la conferma dell'obbligatorietà di lavorare due ore il sabato mattina, dalle 8 alle 10. Una decisione che aveva scatenato le polemiche, ma per il 70 % dei medici, che sono riuniti in forme associative, era stato piuttosto facile individuare una forma di turnazione, con precisi giorni in cui ognuno deve essere disponibile. Anche i medici non associati, dice, Rossi, si dovranno organizzare in modo che l'assistenza ai pazienti sia sempre garantita. L'ACCORDO prevede inoltre di reintrodurre nel lavoro dei medici generici il merito: anche loro saranno sottoposti alle pagelle. Come già accade per i direttori generali e come diventerà obbligatorio anche nelle società della salute, pure i medici di base dovranno sottoporsi a parametri di giudizio che permetteranno al sistema sanitario di valutare la bontà dell'assistenza fornita ai pazienti. Ancora non è chiaro come saranno stilati i parametri e in che modo sarà giudicato il lavoro, ma la polemica da parte dei medici è praticamente certa. L'accordo quadro tra Fimmg e Regione prevede anche l'apertura di un tavolo congiunto per avviare la diminuzione del carico burocratico. Troppi fogli, troppi documenti, troppe procedure allungano i tempi della sanità, dicono i rappresentanti della Fimmg. "E' assurdo - commenta il segretario regionale del sindacato medico Vittorio Boscherini - che il medico del pronto soccorso debba rimandare al medico di base il paziente per un certificato che lo esoneri dal lavoro. Lo ha visitato lui, firmi lui il certificato. Invece tutti i passaggi sono complicati dalla burocrazia". Ma per l'assessore Rossi l'obiettivo è ancora più alto: abbattere il ricorso a ticket e certificazioni e ampliare l'uso nella sanità pubblica dell'autocertificazione. "Bisogna ridurre la burocrazia e i costosi balzelli che ricadono sulle tasche della gente ? annuncia ?. Sono disponibile a dirottare su questo obiettivo altri fondi, snellire le procedure, togliere le carte inutili e sostituirle con l'autocertificazione che non ha né ticket né altri costi". Nell'accordo, medici e Regione puntano l'attenzione sulle patologie croniche che colpiscono in Toscana un milione di persone con 750 mila ipertesi, 150 mila diabetici e altrettanti broncopolmopatici, 70 mila scompensati. Per loro sarà previsto un nuovo sistema di assistenza, con equipe multidisciplinari coordinate dal medico di medicina generale e con percorsi terapeutici precisi. IL PROTOCOLLO prevede anche la creazione di "Unità di medicina generale", forme di organizzazione territoriale tra medici di base che, come negli ospedali, avranno più potere dei singoli professionisti nella contrattazione con le aziende sanitarie. Ancora nessun accordo preciso invece è stato raggiunto sul tema della guardia medica, che tante discussioni ha suscitato negli ultimi mesi, ma Fimmg e Regione annunciano la ripresa della trattativa. - -->.

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Di SANDRO BENNUCCI - FIRENZE - IL MARTINI reduce dall' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di SANDRO BENNUCCI ? FIRENZE ? "IL MARTINI reduce dall'Australia ci delude e ci preoccupa. Per sua ammissione, ha piazzato 1.200 chili di pecorino e concordato l'apertura di uno show room a Sidney. E' questa la base per il rilancio della Toscana?". Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Italia per il Pdl in Regione, attacca il governatore e ribatte alle frasi piene d'ottimismo nell'intervista di ieri a La Nazione. Soprattutto, Dinelli affonda la critica sulle tasse, sulla tenuta della maggioranza allargata a Rifondazione ed è scettico sulla capacità del centrosinistra di saper aprire la Toscana ai capitali stranieri. Dinelli, che cosa l'ha colpita, o sorpresa, del Martini-pensiero? "La presa di coscienza di una realtà per lui stupefacente: cioè che in Australia si possa aprire un'azienda in un giorno e con un solo dollaro. Credo che sia rimasto scioccato. Per aprire in Toscana, un imprenditore deve avere forti capitali e un'infinita dose di pazienza. Ci vogliono anni...". Qual è il problema? "L'ideologia della sinistra, che continua a vedere in chi produce un nemico del popolo. E Martini è prigioniero di una situazione politica da lui colpevolmente voluta. Facendo entrare Rifondazione in giunta, il governatore si è precluso la strada a qualsiasi riforma". Nell'intervista, Martini ha promesso un taglio selettivo del bollo, tasse più basse, taglio della burocrazia. Basterà questo per rendere la Toscana una terra buona per investire? "Non credo. Lui pensa a promettere un bollo su misura e ad aprire una trattativa con l'Arval perchè mantenga qui la sua flotta di 105 mila auto da noleggio. Cioè chiude la stalla quando i buoi sono scappati. Dovrebbe prendere esempio dalla Provincia di Firenze, che dopo la vicenda Arval, sollevata da La Nazione, ha ridotto subito l'imposta sulle immatricolazioni". Quanto alla pressione fiscale, Martini nega che la Toscana sia in cima alla classifica "E sbaglia. Come certifica l'Anci, i toscani sono i più tartassati dopo i liguri: pagano tasse locali per 682 euro l'anno. E non è vero che i servizi siano migliori. Nel Veneto, dove l'assistenza è ottima, la pressione fiscale è di appena 449 euro l'anno pro capite". Martini afferma che, dopo la sconfitta in aula sull'acqua, si occuperà di persona della riforma dei servizi pubblici, incontrando la sinistra radicale... "E non risolverà nulla. Col voto alle porte, non credo che Rifondazione molli sull'acqua. Ripeto: Martini paga per un errore imperdonabile, cioè aver voluto fare l'Unione in Toscana il giorno dopo che si era dissolta a Roma. E ora rischia di lasciare la giunta in balìa delle onde". In che senso? "E' opinione diffusa che si candiderà alle europee del 2009 anticipando la fine della legislatura". E la riduzione dei costi della politica, col taglio dei seggi in Regione, che fine farà? "La maggioranza ha rinviato al 17 aprile la riunione della commissione. Che deve decidere entro il 30 aprile. Siamo quasi fuori tempo massimo". Soluzioni? "Noi siamo disponibili non a fare inciuci, ma a qualsiasi cosa che risponda ai bisogni della Toscana". - -->.

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Mister prezzi diventa "Signora burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAVONAPERPLESSITA' DELL'ASSOUTENTI SULL'INIZIATIVA DELLA CAMERA DI COMMERCIO Mister prezzi diventa "Signora burocrazia" Ecco tutte le difficoltà per attivare il numero verde [FIRMA]STEFANO PEZZINI SAVONA Altro che "Mister prezzi". Il numero verde istituito dalle Camere di commercio italiane per permettere ai cittadini di denunciare episodi di prezzi gonfiati, servizi inferiori ai costi pagati e quant'altro rischia di diventare "Mister burocrazia". Gianluigi Taboga, combattivo esponente di Assoutenti, giovedì pomeriggio ha partecipato alla riunione organizzata in via Quarda. Assieme a lui i reppresentanti dei commercianti e i vertici della Camera di commercio. Tutti pensavano di trovarsi di fronte alla proposta di creare un organismo capace di dare un "taglio" ai prezzi in continua salita, spesso non giustificata. "Invece si è trattato di un semplice approccio interlocutorio. Ho sottolineato che l'iniziativa, così come è stata formulata, rischia di avere poco valore come difesa e tutela dei consumatori. In pratica chi si sente vessato deve telefonare ad un numero verde, nazionale e con call center a Roma, che a sua volta smista la protesta alla Camera di commercio di competenza territoriale. Ma chi denuncia la protesta oltre a lasciare nome e cognome deve anche fornire il codice fiscale e altre amenità". La denuncia, a quel punto, verrà portata al comitato nominato dalla Camera di commercio che indagherà e verificherà quanto segnalato. "Sicuramente aderiremo alla proposta ma deve essere ben chiaro che non siamo e non possiamo essere ne gendarmi ne giudici. Probabilmente questa iniziativa avrà una funzione statistica, forse potrà fare da deterrente in alcune situazioni. Di certo non si trasformerà in ''Mister prezzi'' come sembrava dovesse essere", conclude taboga. Per la cronaca il numero verde, già attivo anche se chi ha provato a farlo non ha ottenuto risposte, è l'800955959.

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La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni per una stalla (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DOSSIER DELLA CIA "La burocrazia soffoca l'agricoltura: 5 anni per una stalla" ? FIRENZE ? IL 95% DEL NOSTRO territorio è area rurale. Eppure, nel dossier sull'urbanistica presentato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori della Toscana), sono stati censiti cinquanta casi che evidenziano un rallentamento, se non un vero e proprio blocco, dell'agricoltura. Un esempio su tutti: nell'aprile del 2002 è stata presentata una richiesta per il miglioramento di una stalla. Ma solo cinque anni dopo venne approvata. Questo è solo uno dei cinquanta casi di malaburocrazia rilevati. Le criticità sono dovute alla normativa regionale, alle disposizioni previste dai Piani territoriali di coodinamento delle province e dagli atti urbanistici comunali. Quella che dovrebbe essere la regola, come l'autorizzazione edilizia concessa dopo sei mesi in provincia di Siena, appare come un 'caso virtuoso' isolato. Tra i maggiori ostacoli contenuti nella legge regionale, la 'rimozione forzata' degli annessi agricoli e le richieste 'esose' di fideiussioni: 11mila euro all'anno per realizzare una cantina e ampliare le superfici a vigneto e oliveto. Sull'obbligo di rimozione, il presidente Cia, Giordano Pascucci ha spiegato: "Sarebbe come dire a un cittadino che si costruisce una casa, di abbatterla nel momento in cui la lascia. È quello che oggi realmente avviene per le cantine, le stalle, le rimesse, i luoghi per i concimi e gli attrezzi. È inammissibile". Intanto il disagio degli imprenditori agricoli cresce proprio nella fase di avvio del Piano di sviluppo rurale. Per questo la Cia Toscana chiede alla Regione "al più presto una circolare interpretativa e un tavolo di concertazione". Maurizio Costanzo - -->.

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Di SILVIA BARDI N ON NASCONDE la sua età, anche se è una donna, anzi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di SILVIA BARDI N ON NASCONDE la sua età, anche se è una donna, anzi, "mi piace invecchiare" dice e dichiara subito la sua data di nascita: 22 agosto 1962, segno zodiacale Leone. Un diploma di liceo classico e una laurea, a pieni voti, in medicina e chirurgia all'università di Pisa, una borsa di studio, una specializzazione, una carriera da medico, incarichi in varie Asl toscane, un marito che fa il sindaco a Grosseto e un figlio maggiorenne ad agosto. Una donna normale, viene da pensare, con un lavoro e una famiglia. Eppure è la più importante direttrice d'azienda di Arezzo e provincia se si considera che ha alle sue "dipendenze" 4mila persone che diventano 11mila con l'indotto. Chi è? Monica Calamai, dal febbraio 2004 direttore generale della Asl8, la nostra azienda sanitaria. "E pensare che volevo fare il ricercatore universitario, dietro le quinte della sanità, e invece mi ritrovo proprio al fronte. E' la vita che ti fa cambiare strada". Come quella che da Massa Marittina, dove è nata, l'ha portata in Lombardia e poi di nuovo in Toscana. Parla spigliata, disinvolta, di lavoro e di vita privata Monica Calamai. L'abbiamo scelta come rappresentante donna per la festa della donna, una che ha conquistato un ruolo di potere in un mondo fatto di primari uomini e di tante infermiere donne. Una che ha vissuto la sanità su tutti i fronti, dal campo dell'emergenza urgenza a quello della burocrazia. Si direbbe una che ce l'ha fatta, ammirata, temuta e rispettata perché "brava come un uomo", "perchè ha gli attributi" come parla di lei chi la conosce. "Femminista non lo sono mai stata in senso esasperato, e non mi ci sento in queste definizioni. Credo che chi è capace lo possa dimostrare indipendentemente dal sesso. Nel mio campo lavoro più degli uomini, ma il nostro essere donne non deve essere mai negato. Anche fra i direttori sanitari quando il ruolo è coperto da una donna il rapporto con le altre donne è sempre corretto, quando il capo è un uomo allora può diventare patetico". La sua giornata tipo? "Mi alzo alle 6, mi concedo un po' di coccole preparandomi e poi lavoro dalle 8 fino a che non vado a letto. Raggiungo la mia famiglia nel fine settimana. Sono una grande lettrice, mi rilasso con un libro e quando posso con cinema e teatro. Ma adesso molto meno". C'è qualcosa nel suo lavoro che non vorrebbe fare? "Talvolta sono costretta ad agire, non si può cedere quando si gestisce un'azienda fatta di persone e per le persone. Cerco di farlo sempre nell'interesse della gente e senza ripensamenti. Anche nei tagli di bilancio so che comunque quei soldi andranno ad altri servizi. Per fare un esempio se tolgo dei posti letto posso aiutare l'assistenza domiciliare oncologica. Certo, sento il peso di non aver risorse all'infinito, sento il peso di gestire denaro pubblico". E le persone come le gestisce? "Sono impietosa se non fanno bene il loro lavoro, lo sono anche con me stessa, sono una stakanovista, studio e quando prendo un impegno lo porto in fondo, amo quello che faccio e faccio sul serio". La vita privata? "Mi rimane ben poco, l'ho molto sacrificata a volte a vantaggio della solitudine, ma non farò il direttore generale a vita, non mi piace rimanere attaccata ai ruoli per lunghi periodi. Ad Arezzo però mi sono inserita bene, ho conosciuto tante persone a tutti i livelli". Il suo futuro come lo vede? "Nebuloso, preferisco vivere alla giornata, anche se non mi dispiacerebbe un ruolo nella programmazione sanitaria". E se le proponessero una Asl più importante? "Sono capace di dire anche di no. Le partite vanno giocate. Per ora non ci penso". - -->.

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I costruttori bocciano il decreto (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAVORO E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici nazionali e locali dell'Ance. Al centro del dibattito, inevitabilmente, il provvedimento proposto dal governo I costruttori bocciano il decreto di Ilaria Noro La piaga sociale dei morti sul lavoro non si combatte a suon di decreti e di nuove leggi, ma attraverso una nuova cultura della sicurezza, che passa attraverso la prevenzione e la formazione, non solo degli operai ma anche degli stessi imprenditori. I vertici dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili, sia nazionali che locali riuniti ieri mattina nella sala Vivaldi del centro congressi della fiera, hanno bocciato il decreto legge sulla sicurezza proposto in questi giorni dal Governo e delineano invece un diverso approccio, di cui Verona potrebbe essere capofila. Tanto che Lucia Coppa, vice caporedattore economico Rai Gr1, moderatrice della tavola rotonda del convegno dal titolo, "Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza", ha ipotizzato il modello veronese come esportabile in altre realtà nazionali. "Grazie alla collaborazione di istituzioni, enti e associazioni, il tavolo di concertazione e i vertici sulla sicurezza in prefettura, hanno dato ottimi risultati. Nel 2006 tra Verona e provincia gli infortuni sono diminuiti del 10 per cento. Dato che pare essere stato superato nel 2007, soprattutto se si leggono i numeri in relazione all'aumento degli operai iscritti alle casse edili, saliti a 13.800", ha spiegato Andrea Marani, presidente di Ance Verona. "Necessario è il rispetto delle regole. Ben vengano gli ispettori e i controlli, ma bisogna finirla di demonizzare una categoria che in realtà in questi anni ha impiegato molto su questi temi". Un plauso al modello veronese è venuto anche dal presidente Ance, Paolo Buzzati, che ha riservato i commenti più pungenti al nuovo decreto legge. "Non è con una legge che si risolvono i problemi: in Italia ne abbiamo talmente tante che non ci capisce più niente nessuno. È indubbiamente vero che il problema degli infortuni nel nostro Paese continua ad avere dimensioni preoccupanti. Tuttavia va riconosciuto che i passi avanti compiuti sono stati molti, sia a livello normativo che in termini di formazione, prevenzione e vigilanza", ha spiegato Buzzati, facendo riferimento all'introduzione del Durc, documento unico di regolarità contributiva. A difesa del "testo unico" si è invece schierato Giovanni Battafarano, responsabile segreteria tecnica del ministro del Lavoro e della previdenza sociale, che ha precisato che "non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza", rivolto a scuole, università, mondo della comunicazione e sistema delle imprese. "Con questa e con le altre iniziative che metteremo in campo vogliamo far sì che la collettività, e in particolare le giovani generazioni, puntino l'attenzione sull'importanza del diritto-dovere individuale e sociale della sicurezza", ha commentato Giuseppe Colleoni, presidente dell'Agenzia nonché vicepresidente nazionale Ance. Tutto veronese, ma divulgato a livello nazionale, è invece il primo corso on-line di informazione e sensibilizzazione, fruibile al sito www.ance.it, che in tre giorni ha avuto 550 visite, di cui il 50 per cento riguardano Verona. "Abbiamo preso in considerazione la caduta dall'alto, l'infortunio che causa più morti, e abbiamo argomentato 5 lezioni informative e un test finale", ha spiegato Alberto Guerra, presidente del Cpt, comitato paritetico territoriale.

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L'area Copredil al via L'ho comprata nel '75 In arrivo 18mila metri quadri: si allarga la Coop (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'area Copredil al via "L'ho comprata nel '75" In arrivo 18mila metri quadri: si allarga la Coop QUATTRO MESI fa era già pronto. Ma il piano particolareggiato arriverà in consiglio comunale solo lunedì prossimo per l'adozione. Il che vuol dire che entro pochi mesi l'area Copredil, posizionata su via Solferino angolo via Giolitti, potrà trasformarsi in un cantiere per la costruzione di 18mila metri quadri tra case e negozi, seppure divisi in due comparti. Una bella colata di cemento, peraltro prevista sin dal piano regolatore del 1990. Italino Mulazzani, che è titolare della Copredil insieme alla Pica è quasi serafico: "Cosa le devo dire? Un primo pezzo di quell'area io e Cangiotti lo abbiamo comprato nel 1975. Nel 1990 era già edificabile, poi hanno modificato il piano regolatore, poi hanno fatto un piano particolareggiato che era discutibile... Spero che si possa essere arrivati al rush finale, anche perché 10-20 anni di oneri finanziari su un'area sono difficilmente sostenibili per qualsiasi azienda. E poi ci danno degli speculatori...". L'ULTIMO piano, firmato dall'ufficio urbanistica del Comune (architetti Goffi e Valeriani) ha modificato notevolmente quello precedente firmato dall'urbanista Bernardo Secchi, che da queste parti ha incassato tante modifiche quanti soldi di parcella. Delle 4 torri previste ne è rimasta una sola, all'incrocio tra via Solferino, via Ponchielli e via Giolitti. Dove, distributori di benzina permettendo, si dovrebbe realizzare anche una molto attesa rotatoria. Il resto dei 18mila metri quadri è suddiviso tra una piastra di commerciale (posizionata subito dopo l'ipercoop e già opzionata da Coop Adriatica), una torre di uffici con negozi a piano terra, un edificio a corte verso le case a schiera di via Andrea Costa, con in mezzo una piazza pubblica e un'ipotesi di collegamento con la limitrofa area dell'Ipercoop, "interrando anche l'attuale parcheggio a raso posizionato a monte del supermercato", come si legge nella delibera del Comune. Non solo. Una volta interrato quel parcheggio, si ipotizza un collegamento sotterraneo tra i parcheggi dell'attuale Ipercoop e quelli del nuovo intervento edilizio. IL SECONDO comparto, invece, è quello che dà su via Giolitti, dove sono previsti quattro edifici posizionati a pettine rispetto alla strada, "per evitare l'effetto muro ? scrive l'architetto Nardo Goffi ? tipico di via Giolitti e via Ponchielli". Il piano fa anche da variante, sia per la riduzione delle superifici commerciali: "Da 9.000 metri quadri ad un massimo di 4.500", sottolinea ancora Goffi. Di cui, però, 2.500 metri quadri posizionati ad hoc come prolungamento dell'Ipercoop. D'altra parte per reggere la concorrenza dei nuovi colossi arrivati dalla parte della Torraccia, la Coop ha bisogno di nuovo spazio, anche se non si capisce come possa superare i vincoli regionali sulle grandi strutture. Nel frattempo via libera ad un altro grande intervento edilizio a due passi dal centro storico, su un asse prioritario del traffico cittadino, seppure in un momento nient'affatto splendido per il settore delle costruzioni. "C'è troppa burocrazia", scuote la testa Italino Mulazzani. Forse è vero visto che nel frattempo il Comune non è riuscito ad allargare via Solferino... Luigi Luminati - -->.

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Le due Verole vogliono riunirsi (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO. Sessant'anni dopo la separazione i Comuni di Verolavecchia e Verolanuova gettano le basi per una parziale fusione amministrativa Le due Verole vogliono riunirsi di Franco Piovani Nel 1929, un regio decreto accorpava in un'unica entità municipale Verolanuova, Verolavecchia e Cadignano. Al tramonto del fascimo sulla Bassa tornarono a spirare venti di autonomia che portarono al decreto del 6 marzo 1948. L'allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi distaccò Verolanuova da Verolavecchia. A Cadignano nessuno si fece avanti e la comunità diventò frazione di Verolanuova. Da Verolavecchia, invece, si affrettarono a recuperare documenti d'anagrafe: con un carro trainato da una coppia di splendidi buoi caricarono quanto era di loro pertinenza e trasferirono il tutto nella vecchia sede municipale rimessa in ordine. Sessant'anni dopo non si parla di unificazione ma della ricostituzione dell'autonomia con iniziative che ripercorreranno gli eventi. possibile collaborazione per un'area nella quale risiedono 12 mila persone: otto mila a Verolanuova, 4 mila a Verolavecchia. "Tecnicamente non stiamo parlando di una fusione ma di unificare di alcuni servizi" premette il sindaco di Verolavecchia, Sergio Zanetti, promotore, l'altra sera, della riunione congiunta dei due Consigli comunali aperta al pubblico. VEROLANUOVA ERA rappresentata da una delegazione guidata dal sindaco Stefano Dotti. L'incontro ha gettato le basi per una collaborazione, in linea di massima condivisa. Gli amministratori hanno focalizzato in particolare gli strumenti legislativi a disposizione per dare risposte comuni e sempre più incisive alla crescente domanda di servizi della popolazione. A giovarsi dell'abbraccio fra Verolanuova e Verolavecchia sarebbero soprattutto le fasce di residenti più deboli. "AFFRONTARE INSIEME le emergenze sociali - è stato ribadito nell'incontro -, significherebbe avere maggiori risorse a disposizione e soprattutto sfuggire ai vincoli di bilancio e all'austerità dei conferimenti statali". La collaborazione fra i due Comuni confinanti "permetterebbe di avvicinare la macchina amministrativa ai cittadini e alle imprese - ha osservato il sindaco di Verolanuova Stefano Dotti -. L'obbiettivo finale è semplificare la burocrazia rendendo più competitivo il territorio". Cioè cogliere i vantaggi della collaborazione nella gestione dei servizi. ED A QUESTO PROPOSITO un esempio semplice e concreto è stato indicato per la gestione delle scuole materne attualmente in deficit in entrambi i Comuni. Le perdite secche si aggirano sui 90 mila euro per Verolanuova e sui 60 mila euro per Verolavecchia. L'unificazione porterebbe certamente ad un risparmio e consentirebbe la creazione di un nido per bambini di sei mesi con concreto vantaggio per i genitori occupati nel lavoro. PER IL MOMENTO si è costituito un coordinamento tra le due Amministrazioni comunali per individuare le aree di collaborazione. Ma se i discorsi proseguono, com'è nei propositi manifestati da più parti, nei programmi elettorali della primavera 2009 partiti e movimenti d'opinioni che aspirano alla gestione del Comune dovranno dire la loro. Concretamente senza voli pindarici sul futuro della comunità.

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Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia pag. 24 La gestione associata può garantire un salto di qualità dei servizi SERGIO ZANETTI Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale STEFANO DOTTI Così si potrà anche snellire la burocrazia rilanciando l'economia locale.

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Poche isole commerciali , i clienti sono in fuga (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Poche "isole commerciali", i clienti sono in fuga ? SONDRIO ? CAMBIANO I SINDACI e le amministrazioni comunali, ma i problemi continuano a rimanere irrisolti. I commercianti, ad esempio, da sempre chiedono di essere quantomeno consultati per non trovarsi le scelte cadute dall'alto, senza tener conto della necessità di rendere vitale e accogliente la città. È infatti di pubblico dominio il fatto che il centro sia ormai prevalentemente occupato da uffici finanziari (Banche, Assicurazioni) e della burocrazia statale, regionale, provinciale, comunale e sovracomunale. I cittadini e i turisti devono perciò by-passare molte strade sulle quali non si affacciano ormai più negozi, per poter giungere a delle vere e proprie "isole" commerciali dove i piccoli commercianti cercano di esporre in bella vista il meglio dei loro prodotti. Tuttavia, negli ultimi 20 anni, si ha nettissima l'impressione che il Comune "remi contro" i commercianti e, talvolta, decida quasi in aperto contrasto con la categoria. La conseguenza diretta è che molti sondriesi vanno al sabato a Morbegno per lo shopping e si fermano nei centri commerciali e negli store dislocati lungo il serpentone della Statale 38. Un fenomeno che implica nuovi stili di vita rispetto al passato, che, tuttavia, porta ad un uso scriteriato dell'automobile, con l'aumento del consumo di carburante, una crescita esponenziale dell'inquinamento atmosferico e degli incidenti stradali. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto ad alcuni esponenti delle associazioni di categoria e di catene organizzate di negozi, presenti in città, che cosa chiedono al prossimo sindaco e alla Giunta, chiunque dovesse essere il nuovo inquilino di Palazzo Pretorio. Dalle risposte che pubblichiamo in questa pagina emerge un desiderio di maggiore pulizia della città e, soprattutto, la necessità di renderla più attraente per chi viene a visitarla o a fare shopping. Paride Dioli - -->.

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Lavorava come badante ma era ricercata per truffa (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

TOSCOLANO. Individuata e arrestata dai carabinieri una romena Lavorava come badante ma era ricercata per truffa Aveva lasciato la Romania per sfuggire al carcere dopo una condanna a quattro anni per truffa, e aveva trovato lavoro come badante a Toscolano. Secondo l'accusa Millau Parashiva, 37 anni aveva venduto a più persone lo stesso appartamento. Nel dicembre del 2006 i carabinieri l'avevano fermata sul Garda e, durante il controllo, era emerso che era ricercata a livello internazionale. La donna era stata per un breve periodo in carcere, ottenendo poi gli arresti domiciliari. Era stata però scarcerata dato che la burocrazia aveva ostacolato l'estradizione. Tornata libera Millau Parashiva è tornata a lavorare a Toscolano, assistendo persone anziane e malate, probabilmente convinta di aver evitato il carcere, quei quattro anni da scontare senza riduzioni di pena, benefici o indulto, come invece accade in Italia. L'entrata in Europa dal primo di gennaio della Romania ha fatto sì che le procedure per l'estradizione di chi è ricercato a livello internazionale e si trova in Italia siano diventate più snelle. E ciò è costato la libertà alla giovane badante, che tranquilla stava trascorrendo l'inverno, lavorando, qui sul lago. I carabinieri di Toscolano Maderno giovedì hanno rintracciato e arrestato la donna eseguendo il provvedimento di cattura. Millau Parashiva si trova rinchiusa nel carcere di Verziano in attesa che la burorazia conclusa l'iter. Ora comunque non può essere estradata senza che ci sia il parere della Corte d'appello di Brescia. La badante romena, che in Italia non ha commesso alcun reato, può presentare infatti ricorso. Facile immaginare che in Romania non voglia tornarci, sotto scorta, per varcare il portone di un carcere.F.MO.

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Artigiani varesini crescono: Dateci il federalismo fiscale Aumenta il numero degli iscritti all'Associazione: 14.700 (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani varesini crescono: "Dateci il federalismo fiscale" Aumenta il numero degli iscritti all'Associazione: 14.700 di MAURO CERRI ? VARESE ? IL VARIEGATO mondo dell'artigianato varesino allarga i suoi confini e cerca di fare sentire la propria voce nelle stanze dei bottoni. La volontà di superare la frammentazione delle piccole imprese e di aumentare la propria rappresentatività è testimoniata dai dati dell'Associazione Artigiani Varese che fa capo a Confartigianato. A inizio 2008 risultano 14.700 i soci affiliati, 170 in più di dodici mesi fa. Non soltanto sui "freddi" numeri ma anche su servizi innovativi e al passo con il mercato poggia la crescita della più grande associazione di rappresentaza delle microimprese a livello lombardo. Esempi? Grazie allo "sportello" di Artigianfidi sono stati erogati lo scorso anno 161 milioni di finanziamenti alle imprese associate (18 milioni in più del 2006) con un grado di insolvenza pressoché nullo, 0,44%: un servizio credito che fa dell'Associazione una banca del territorio ante litteram. IL DINAMISMO dell'ente, in questo periodo pre-elettorale, si manifesta attraverso la formulazione di richieste ai futuri governi di Paese e Provincia. "A chiunque vincerà le elezioni politiche chiediamo di non aumentare la pressione fiscale - attacca il direttore generale Marino Bergamaschi facendosi portavoce delle preoccupazioni della base -, di semplificare la burocrazia e di applicare finalmente il federalismo fiscale, cosa che non è stata fatta né dal centrodestra né dal centrosinistra". Su questo versante, la lettura dei programmi dei due maggiori schieramenti in competizione sembrebbbe aumentare le perplessità della categoria. Perplessità che non mancano anche quando si parla del rinnovo del consiglio Provinciale di Varese e della corsa agli scranni del Parlamento. "Consideriamo non consona alle esigenze del territorio - bacchetta Giorgio Merletti, presidente dell'Associazione Artigiani e di Confartigianato Lombardia - la scelta di Reguzzoni di lasciare la presidenza di Villa Recalcati per candidarsi a Montecitorio: ci auguriamo almeno che a Roma non sia uno dei tanti". Ma le valutazioni sulle Province, in quanto enti decentrati che pesano sui conti pubblici, sono più complesse. "Crediamo sia venuto il momento di ragionare sulla possibilità di trasformare la Provincia in Agenzia - asserisce Merletti - e integrarla nel sistema regionale lombardo". Una sorta di assemblea dei sindaci, dunque, che dialoghi direttamente con il Pirellone. Trattandosi di una proposta di non semplice attuazione, visti gli interessi in gioco, meglio tornare alla più stretta attualità: cosa chiederanno gli Artigiani alla prossima Giunta Provinciale? "Un piano integrato per lo smaltimento dei rifiuti e per la gestione dell'acqua: va superato il "sistema" delle municipalizzate" risponde Merletti. INFINE uno sguardo su un'emergenza nazionale che non risparmia la provincia di Varese, gli infortuni sul lavoro, e sull'evento che dovrebbe fare da volano al commercio e al turismo locale, i Mondiali di Ciclismo del prossimo settembre. "Inasprire le sanzioni non serve: dobbiamo puntare sulla formazione - propone Bergamaschi, rispetto al primo punto -. Per quanto riguarda il Mondiale ritengo che stiamo buttando via una grande occasione: la Camera di commercio ha speso 500 mila euro senza spiegare come sarebbero state impiegate. Le piccole imprese, così, restano tagliate fuori dall'evento". - -->.

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Burocrazia e colpi di scena (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 8 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Burocrazia e colpi di scena 'La concessione del telefono' di Camilleri: ironia e tragedia di Felice Staboli CREMONA ?"Vigàta li 12 giugno 1891 A sua Eccellenza Vittorio Parascianno, Prefetto di Montelusa. Eccellenza, il sottoscritto GENUARDI Filippo, fu Giacomo Paolo e di Posacane Edelmira, nato in Vigàta (provincia di Montelusa), alli 3 del mese di settembre del 1860 e quivi residente in via dell'Unità d'Italia n. 75, di professione commerciante in legnami, desidera venire a conoscenza degli atti occorrenti per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato. Gratissimo per la benigna attenzione che V.E. vorrà dedicare alla richiesta, si professa devot.mo in fede Genuardi Filippo". Comincia così uno dei più spettacolari libri di Andrea Camilleri, La concessione del telefono edito da Sellerio dieci anni fa, nel 1998, e che stasera (ore 20,30) al teatro Ponchielli sarà rappresentato nell'ambito della rassegna DiversaMente della stagione di Prosa dalla compagnia del Teatro Stabile di Catania, con la regia di Giuseppe Dipasquale. I tantissimi appassionati di Camilleri (classe 1925) sanno già benessimo che si tratta di un vero e proprio capolavoro dove ingegno e senso storico si intrecciano all'umorismo raffinato, quasi pirandelliano, che accompagna tutte le pagine della storia, in un continua crescendo di sorprese che culmina con il gran finale veramente straordinario. La fantasia e l'intelligenza raggiungono livelli che fanno di Camilleri un fuoriclasse non solo nel filone del commissario Montalbano ma che, anzi, proprio quando viaggia a ruota libera nella Vigàta di una volta riesce persino a superarsi. Dietro al titolo apparentemente freddo si sviluppa una storia incredibile dove la burocrazia si rivela in tutta la sua pachidermica e (spesso) ridicola mostruosità, sconfinando ben presto in quello che si rivelerà un clamoroso errore giudiziario ai danni del protagonista. Il quale, Filippo Genuardi, avvia l'iter per la richiesta della concessione di una linea telefonica. E' anche appassionato delle innovazione portate dal progresso tecnico (attorna al 1880): possiede un quadriciclo a motore, un phonograph Edison, ma quando chiede anche il telefono scattano i sospetti e addirittura un'indagine paradossale che lo vede coinvolto. Il carteggio tra i vari personaggi è il filo conduttore che accompagna la vicenda ed ha una potente forza documentale con tratti di pura ipercomicità, insieme, naturalmente, al linguaggio della scrittura tra italiano e siciliano. E poi tutto converge verso l'epilogo imprevedibile dove di nuovo sale alla ribalta la genialità e al libertà dello scrittore siciliano. Il testo teatrale che sarà rappresentato questa sera è a cura del regista Dipasquale e dello stesso Camilleri, il che è sinonimo di grande affidabilità.

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Piccole e medie imprese La 'festa' adesso è finita (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 8 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Api. Segno "meno" per l'indagine congiunturale 2007. In affanno anche il 2008 Piccole e medie imprese La 'festa' adesso è finita di Giuseppe Bruschi Per le piccole e medie imprese la festa è finita. Il periodo delle 'vacche grasse' è da archiviare, anche se tiene (almeno quella) la domanda europea ed extraeuropea. Un quadro davvero preoccupante quello contenuto nell'indagine congiunturale dell'Api (Associazione Piccole e Medie Imprese della Provincia di Cremona) e che si riferisce al secondo semestre del 2007, ma già anticipa le tendenze economiche del 2008. L'hanno presentato ieri mattina nella sede di via Pedone il presidente Sante Maria Baldrighi ed il segretario generale Francesco Grandi. Indagine che ha il segno 'meno'. Ha spiegato Grandi: "Già dalla lettura dei dati del 1° semestre 2007 abbiamo notato che si era affievolita la spinta propulsiva che si era concretizzata a partire dalla seconda parte del 2005. Ora alla luce dei risultati dell'indagine possiamo dire che purtroppo non di solo affievolimento si tratta, ma di calo dei principali indici". Ha aggiunto il presidente dell'Api Baldrighi: "Siamo in presenza di una situazione quanto meno di ripiegamento degli andamenti delle Piccole e Medie Imprese". Lo testimonia il dato relativo alla produzione che è diminuita per quasi il 20% delle aziende, contro il 7,5% del semestre precedente; mentre le aziende che l'hanno vista aumentare sono scese dal 50 al 30 per cento. Stesso discorso vale per il fatturato e la domanda. Va invece letto in termini positivi il fatto che hanno tenuto la domanda Ue e quella ExtraUe così come il fatturato riferito a questi due mercati. Significa, ha chiarito il presidente Baldrighi, che 'il tessuto delle Pmi cremonesi è sano ed ha saputo recuperare in termini di competitività e di crescita qualitativa ed è capace di confrontarsi con l'economia globale'. Baldrighi è andato oltre: "Nonostante le difficoltà congiunturali evidenziate nell'indagine, è soltanto grazie alla piccola e media industria manifatturiera se il sistema Paese non è collassato dal punto di vista della tenuta sociale ed economica. Ora servono però strumenti adeguati, leggi semplici ma di immediato impatto sul sistema imprenditoriale, che non ha bisogno di soldi pubblici ma chiede allo Stato di dare fiducia alle imprese, abbattendo i costi della burocrazia, i costi della giungla normativa, i costi dei disservizi infrastrutturali, i costi delle mancate liberalizzazioni. Chiede inoltre la detassazione sugli utili reinvestiti e sul costo del lavoro, per aumentare il salario dei lavoratori'. Infine Baldrighi ha mandato un chiaro messaggio a tutte le forze politiche che chiederanno il voto degli italiani il 13 aprile. Due proposte di legge concrete, voluta da Confapi, La prima intende incentivare il reimpiego degli utili di esercizio per 'agevolare gli investimenti realizzati con il ricorso all'autofinanziamento e non all'indebitamento'. Investimenti per nuovi impianti, macchinari, ricerca, sviluppo, brevetti e marchi commerciali. La seconda punta a coordinare il sistema degli incentivi pubblici (statali e locali) a favore delle imprese, superando l'idea del sostegno pubblico come supporto costante nella vita dell'impresa.

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Decreto sicurezza, imprese in rivolta (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tutti contro il giro di vite del governo. Confartigianato: "Investiamo i premi Inail per i casi a rischio". Coldiretti: "Non colte le attese delle piccole aziende" Decreto sicurezza, imprese in rivolta Unindustria: solo sanzioni. Cna: servono prevenzione e formazione Durissime le reazioni dal mondo dell'industria e della piccola impresa l'indomani dell'approvazione del Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro varato giovedì scorso dal consiglio dei ministri. "Si è persa un'occasione importante. Così non si fa prevenzione", è il commento del vice-presidente di Unindustria Treviso Luciano Miotto. E alla polemica si associano tutti i rappresentati del mondo imprenditoriale del Marca. "Il provvedimento ha una natura punitiva", sostengono in coro le associazioni degli artigiani, della piccola e media impresa e degli agricoltori. E la speranza ora sta nelle modifiche che potranno essere apportate prima dell'approvazione definitiva del decreto. Quali sono gli aspetti del provvedimento messi in discussione da Unindustria? L'esaltazione della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni, punti su cui il vice-presidente dell'Unione degli industriali spende parole dure nei confronti del Governo. "Sembra quasi che il Legislatore anziché pensare alla sicurezza, si salvi mettendo più sanzioni - sottolinea Miotto - E' vero che abbiamo ottenuto delle attenuazioni, ma vorrei ribadire come si continui a distinguere fra mancanze gravi, che pongono effettivamente a rischio la salute dei lavoratori, e le irregolarità formali". E aggiunge: "Il problema vero per le imprese è che le irregolarità rischiano di essere numerose, visto che sono stati introdotti nuovi adempimenti, registri da timbrare senza nemmeno prevedere un periodo transitorio di applicazione. Ancora una volta si andrà a colpire le aziende che operano nella regolarità e nella trasparenza". Alla polemica si associano anche gli altri rappresentati del mondo dell'impresa trevigiana. Unanimi le critiche. "Questo decreto non coglie le aspettative delle imprese che volevano aumentare la sicurezza sul lavoro anche attraverso la formazione", commenta il direttore della Cna provinciale, Giuliano Rosolen. "Il tentativo del governo di graduare l'entità delle sanzioni - spiega Fulvio Brunetta, presidente della Coldiretti di Treviso - non coglie l'efficienza espressa dal mondo imprenditoriale di sanzionare in maniera differenziata violazioni formali, rispetto a quelle che determinano situazioni di pericolo reale per i lavoratori". Sulla difficoltà delle piccole imprese di fronte agli obblighi imposti dal testo unico si esprime invece Mario Pozza, presidente della Confartigianato trevigiana: "Non possiamo pensare che le imprese di piccole e piccolissime dimensioni possano permettersi una persona dedicata a vigilare tutte le situazioni a rischio. Visto che le imprese pagano premi Inail molto più sostanziosi rispetto il reimpiego sul nostro territorio. Usiamone una parte per aiutare le imprese a fare investimenti sulla sicurezza".

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Protocollo sulla sicurezzaGenova accelera i tempi (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo la morte del portuale I terminalisti aprono ai sindacati: "Non impediremo l'accesso in banchina" Genova. Due settimane per rendere effettivamente operativo il protocollo sulla sicurezza nel porto di Genova. Questo l'impegno di enti locali, governo, imprenditori e sindacati raggiunto ieri mattina nel vertice in prefettura con il sottosegretario Gian Paolo Patta. Quindici giorni per stabilire tra la Regione e la Asl, d'intesa con l'Autorità portuale, le procedure di intervento e di verifica delle situazioni di lavoro; con il nodo nevralgico delle autorizzazioni agli ingressi nei terminal degli otto delegati dai lavoratori attraverso il sindacato. Quindi, nuovo incontro plenario tra un mese, per entrare nella agognata fase ordinaria. E pazienza se il vertice di ieri è cominciato male, con la delegazione della Fit-Cisl che ha abbandonato la prefettura in segno di protesta per la mancata presenza dei delegati dei portuali. È la risposta all'incidente mortale in porto della settimana scorsa che è costato la vita al camallo Fabrizio Cannonero. E proprio l'inchiesta della procura si prepara a una svolta, attesa per lunedì. Il sostituto procuratore titolare del fascicolo per omicidio colposo e omissione dolosa di misure di prevenzione degli infortuni, potrebbe allungare la lista degli indagati, ferma al momento al caposquadra della Culmv presente a bordo della portacontainer. Per contro, non serve e non è necessaria alcuna modifica al protocollo siglato lo scorso maggio. Le parti sono d'accordo. Il contenuto è chiaro e forte, basta applicarlo. Dopo quasi tre ore di discussione, è stato quindi deciso che entro la fine del mese l'Autorità portuale metterà a disposizione gli uffici in cui troveranno posto i componenti del "Soi" (Sistema operativo integrato) che insieme con gli otto "Rls" (responsabili lavoratori per la sicurezza), già eletti dai lavoratori, dovranno coordinare i controlli, le verifiche e i piani. Luigi Merlo, presidente dell'Authority, ha assicurato che i locali per il Soi sono già pronti e agibili. L'assessore regionale Claudio Montaldo ha inoltre affermato che "il Soi esiste già e ha iniziato a operare, anche se non ha fatto certo il 100% di quanto previsto". "Nella sede in porto - ha aggiunto Montaldo - si trasferiranno gli uffici della Asl preposti e quel luogo diverrà riferimento anche per gli altri soggetti (Ispel, Inail, Inps, Autorità portuale) che fanno parte del Soi". Il sottosegretario Patta ha evidenziato che il rappresentante dei terminalisti, Luigi Negri, ha dichiarato al tavolo che "non ci sono problemi ad applicare il Protocollo che prevede le modalità di accesso dei controllori sulle banchine private". "Per cui - ha detto Patta - come prevede l'accordo, gli otto Rls del coordinamento devono essere chiamati dalle Rls interne al terminal ed essere accompagnati dagli altri soggetti del Soi per potere entrare. La Regione ha lo strumento legislativo per costituire questi nuclei operativi integrati nei luoghi di lavoro particolarmente complessi perché c'è già un decreto applicativo che lo consente". Lo stesso Negri, ha spiegato: "C'è la volontà di tutti ad andare avanti con il protocollo, che non è stato completato per motivi burocratici, non per cattiva volontà di qualcuno. Noi abbiamo fatto la nostra parte. L'accesso ai terminal è già stabilito da un accordo con le organizzazioni sindacali. Ci sono due situazioni, con terminal in cui l'Rsl già esiste ed è titolato a vedere determinate criticità. Il problema era decidere chi poi alla fine dice se un lavoro è sicuro o no; la legge dice che spetta alla Asl". Giovanni Mari 08/03/2008 = È volato in cielo con i suoi amati aerei Giacomo Cavalcoli (Bruno) di anni 83 Ne danno il triste annuncio la moglie, i figli, la nuora, i generi, la suocera, i nipoti, l'amica Severina ed i parenti tutti. I funerali hanno luogo oggi sabato 8 marzo alle ore 14,30 nella parrocchia di S. Gottardo. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Rino, Silvia e Federica Braggio sono vicini al dolore di Laura, Marina, Bruno, la nonna Valentina, la nonna Rina e famiglie per la scomparsa del caro Giacomo È mancato all'affetto dei suoi cari Eugenio Demartini (Lindo) di anni 88 Ne danno il triste annuncio: la moglie Nena, il figlio Gianpiero con la moglie Sanja, la figlia Elsa con il marito Luciano, gli adorati nipoti Simone, Emanuele, Sara, Flavio ed Alessandro, la sorella Giulia e i parenti tutti. I funerali avranno luogo nella Chiesa di Nozarego sabato 8 marzo alle ore 15 ove la cara salma arriverà direttamente. Nozarego, 7 marzo 2008 = È mancata all'affetto dei suoi cari Renata Ferrari ved. Podestà di anni 87 Ne danno il triste annuncio: il figlio, la nuora, i nipoti Barbara e Davide, la sorella, i nipoti ed i parenti tutti. I funerali saranno celebrati sabato 8 c.m. alle ore 11,30 nella Chiesa di San Gottardo in Genova. Un sentito ringraziamento alle Suore Gianelline della Comunità Alloggio Anziani di Carro (Sp) ed al personale tutto, per le amorevoli cure prestatele. Carro, 8 marzo 2008. Onoranze Funebri Castelletti Tel. 0185.46.071 Ciao zio Gino sarai sempre nei nostri cuori. Laura e Massimo. Il Movimento Ragazzi partecipa con affetto al dolore della cara famiglia Ghizzo per la perdita della mamma Clotilde Maria Teresa, Franco e Nicoletta, sono affettuosamente vicini a Rita e Gianlorenzo, per la perdita del caro Pinino = È mancata all'affetto dei suoi cari Agostina Maria Grazia Loi ved. Medici di anni 82 Ne danno il triste annuncio il nipote Marcello con Carla e Davide, la cognata Liana ed i parenti tutti. Il funerale si svolge oggi sabato 8 marzo alle ore 11,45 presso la chiesa di San Pietro in Quinto. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 8 marzo 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Il personale dell'U.O. Igiene universitaria è vicino al Dott. Giovanni Orengo per la scomparsa della madre Giovanna Milanesi Tutti gli amici dell'IST sono vicini a Gianni Orengo per la morte della mamma, signora Giovanna Milanesi I Condomini del caseggiato di Salita Santa Barnaba 24 e l'Amministratore esprimono il più sincero cordoglio ai familiari per la scomparsa della signora Angiolina Nicora = È mancata all'affetto dei suoi cari Teresa Piana ved. Vivenzio Mamma, con l' affetto di sempre resterai viva tra noi. Gilda, Anna, Giorgio, Franca, Augusta, i nipoti e gli amici di sempre. Ci mancherai tanto tanto. I funerali avranno luogo oggi sabato 8 marzo alle ore 11,45 nella parrocchia S. Caterina. La presente quale partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.55.01 I condomini di via Napoli 9-11 partecipano al dolore della famiglia Vivenzio per l'improvvisa scomparsa della signora Teresa Angela Piana = È mancata all'affetto dei suoi cari Rosetta Scanarotti ved. Piccardo di anni 95 Ne danno il triste annuncio i figli Mariarosa e Gianni, la nuora, il genero, le nipoti e i parenti tutti. I funerali avranno luogo oggi 8 marzo alle ore 10 nella chiesa N.S. delle Grazie di Sampierdarena. Un ringraziamento alla signora Gabriella per l'amorevole assistenza. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.5603 Ciao nonna Rosetta sarai per sempre nei nostri cuori. Barbara, Raffaella, Federica e la piccola Martina. Titti e Sergio partecipano al dolore di Maria Rosa e famiglia per la scomparsa della madre Natalina Scanarotti Guido, Anna e Marisa sono affettuosamente vicini a Maria Rosa, Gianni e famiglie per la perdita della cara mamma Natalina Scanarotti ved. Piccardo 2005â??8â??marzoâ??2008 AVVOCATO Gilberto Gatteschi Sei sempre con noi. La moglie, le figlie, le nipoti. 1983â??2008 DOTTORE Giovanni Marinaro Costante pensiero affettuoso. La moglie e i figli. 8â??marzoâ??2001 DOTTORE INGEGNERE Giuliano Pattofatto I ciliegi sono rifioriti, sembrano una nuvola rosa. Ti abbracciamo forte tutti. Nella, Leone, Riccardo. 1998â??8â??marzoâ??2008 DOTTORE Ezio Solari Sono trascorsi 10 anni, ma il ricordo permane indelebile in noi e nei tanti che lo hanno conosciuto e stimato. La famiglia. 08/03/2008 ' 08/03/2008 varare subitol'operativitàCi sono tutti gli strumenti per costituire i nuclei nei terminal. Non servono modifiche o leggi Gian Paolo Pattasottosegretario 08/03/2008 ' 08/03/2008 bene gli accessiai terminalIl protocollo si era fermato per la burocrazia. Gli accessi ai delegati sono già previsti dagli accordi luigi negripresidente dei terminalisti 08/03/2008.

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Sul risparmio energetico lo stato di diritto non c'è più (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 058, pag. 2 del 8/3/2008 Autore: di Corrado Sforza Fogliari* Visualizza la pagina in PDF       IL PUNTO Sul risparmio energetico lo stato di diritto non c'è più La Confedilizia ha chiamato per oggi a convegno, a Piacenza, giuristi ed esperti di risparmio energetico. Obiettivo: fare il punto (meglio, "cercare" di fare il punto) sulla vigenza della normativa in materia e gli obblighi dalla stessa imposti ai cittadini. Il dlgs 192/05 (che regola la materia) reca, dunque, in chiusura una "clausola di cedevolezza" che è un capolavoro di "ipocrisia" legislativa. Dice, in poche parole, che la normativa nazionale in materia si applica ai territori le cui regioni (o province autonome) non abbiano ancora direttamente recepito, con le procedure previste, la Direttiva europea 2002/91/Ce in materia e fino, comunque, al recepimento disposto dagli stessi enti del provvedimento comunitario in questione. Prescrive la stessa (ipocrita) clausola che "nel dettare la normativa di attuazione le regioni e le province autonome sono tenute al rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali" desumibili dal dlgs 192/05 e dalla stessa Direttiva 2002/91/Ce. Insomma: il comune cittadino (o chi per lui: ma sono costi, quantomeno) deve, e anche solo limitatamente agli obblighi di cui alla clausola citata, accertare (per sapere come regolarsi) se nel proprio territorio l'ente locale competente abbia provveduto al recepimento e all'emanazione della normativa di cui s'è detto e, in caso, in quali esatti modi e, oltretutto, se abbia provveduto in modo conforme ai "vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario" e ai "principi fondamentali" di cui alle ricordate normative. Roba, veramente, da stato impazzito, e basta. Probabilmente, quel cittadino farà, acriticamente, ciò che qualcuno (speriamo onesto) gli dirà, solo sperando che gli vada bene. Comunque confortato, in questo, dalle (prudenti) solenni affermazioni dei giuristi, che gli spiegheranno che le norme locali, anche illegittime, anche contrarie ai principi fondamentali e ai criteri ricordati oltre che al riparto di competenze stato/regioni/province autonome, sono in ogni caso da osservarsi fino a che non arrivi per esse una dichiarazione di illegittimità costituzionale che con ogni probabilità non arriverà mai (o fino a che un giudice, per gli atti amministrativi, non ne dichiari la nullità o, ma allora nel corso di procedimenti giudiziari, non li disapplichi). La burocrazia lo sa bene, e per questo dispone ormai di tutto, a proprio piacimento. Ma è vivere, questo? Soprattutto, è vivere, ancora, in uno stato di diritto? *presidente Confedilizia.

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Via Gramsci, finiti i lavori Ma è caos con auto e moto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ARGENTA Disagi nell'area della Ztl ARGENTA. Soddisfatti per i lavori, scontenti per una pista ciclabile pericolosa lunga 100 metri e che non ha mai funzionato. Questo è quanto sta capitando in via Gramsci ad Argenta. I fatti. Lo scorso 11 febbraio sono terminati ufficialmente i lavori di riqualificazione urbana di via Vianelli e via Gramsci ad Argenta. Soelia ha comunicato al Comune di aver completato i lavori per un importo di 197.136,98 euro. Di conseguenza gli uffici comunali, con la fattura in mano, si sono rivolti alla Provincia di Ferrara per richiedere l'erogazione del previsto contributo (48mila euro) concesso con i fondi delle legge regionale 41/1997 riguardanti appunto gli interventi per quei progetti di riqualificazione e valorizzazione della rete commerciale. E fin qui la burocrazia. Dopo l'inaugurazione da parte del sindaco Giorgio Bellini della via Vianelli e di parte di via Gramsci (nella foto), Soelia ha montato una nuova segnaletica che definisce Ztl "il salottino" (così è stata definita l'area). In realtà di Ztl c'è ben poco visto il via-vai di auto (con esclusione dei residenti) e motorini che passano incuranti del divieto. Addirittura ci sono macchine che entrano, non da via Vianelli ma da via Gramsci, incuranti della presenza di un ambulatorio pediatrico e dunque di genitori con bimbi a volte liberi sia sul marciapiede che sulla strada proprio perchè è una Ztl. Che serva un maggior controllo con l'arrivo della primavera? L'altra questione sempre conseguente ai lavori, sono i 100 metri circa di pista ciclabile di via Gramsci (nella foto) sospesa proprio per i lavori. Due le incognite: che sia il caso di riattivarla togliendo l'oscuramento dei cartelli, oppure togliere del tutto questo "budello giallo" ed utilizzare questo pezzo di strada con 3-4 parcheggi compreso un carico scarico merci? Così facendo si agevolerebbero le attività commerciali e artigianali. La richiesta è caldeggiata da tempo dagli stessi esercenti, condivisa anche da esperti del Comune, ma chi deve decidere è di tutt'altro parere, con la conseguenza che malumore e malcontento tra i commercianti di via Gramsci si amplificano ogni giorno che passa. (g.c.).

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Nord est, la prova del nove del candidato premier Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del LO SCENARIOIl viaggio più atteso. Ma non è una prima volta de leader democratico da queste parti. La rimonta dovrà passare da qui Nord est, la prova del nove del candidato premier Pd Bruno Miserendino La rimonta, se ci sarà, deve passare da qui: il nord perduto dall'Unione nelle ultime elezioni. È qui, a cominciare da Veneto e Lombardia che si gioca la scommessa e per questo, dicono, Veltroni c'è rimasto male. Lui arriva, prima tappa veneta ieri sera a Rovigo, ottima accoglienza, sala piena, calore e affetto, e Cacciari, sindaco di Venezia e profeta autorevole del Partito democratico, spara a zero in un'intervista al veleno. Un po' contro Calearo (è uno spot, dice Cacciari), un po' contro le liste, che a suo dire premiano troppo poco le forze locali, un po' contro lo stesso Veltroni, accusato di girare lì solo perché c'è la campagna elettorale, mentre invece il nord est è un bambino piccolo da curare con amore tutti i giorni, se si vuole che cresca. Segue cattiveria: "Non ci vado nemmeno, con Veltroni, più facile che vada domenica da D'Alema". Il fuoco amico è parso così esagerato che lo stesso Cacciari ha provveduto a rettificare nel giro di qualche ora. Stupefacenti deformazioni della stampa, ha spiegato, è la solita storia. Facendo capire che nel tour veneziano del segretario ci sarà e dove non andrà sarà per "impegni istituzionali, non per polemica". Anche il resto delle critiche, da Calearo, alle liste, a Veltroni, risultano attutite, anche se un po' di sostanza resta. Tra il Cacciari uno e due c'è stata, a quanto pare una telefonata con Bettini, che le liste le ha fatte con tutte le difficoltà del caso. Anche Andrea Martella, che è coordinatore del nord, ha chiamato. Pace fatta, anche se tra il Cacciari gonfiato e quello vero i leghisti si sono inseriti a tempo di record. Calderoli ha detto che contro Veltroni servono i forconi, Castelli ha sentenziato che le parole del sindaco dimostrano che il leader del Pd del nord non sa nulla. "un'occasione persa per tacere", dice Martella del Pd. Del linguaggio leghista non si meraviglia nessuno, e al loft scrollano le spalle: "Se sono così sicuri della vittoria a valanga, perché si preoccupano se il leader del Pd fa un giro elettorale?". La realtà è che la partita è complessa per tutti e anche lì dove Lega e Pdl sono e resteranno più forti, il dinamismo del Pd sta dando fastidio. La candidatura di Massimo Calearo, che tanti mugugni ha provocato anche all'interno del partito, non risolverà certo i problemi di rapporto tra centrosinistra e nord-est, però qualche vecchio schema lo sta rompendo. Veltroni l'ha voluta perché i simboli hanno il loro valore in campagna elettorale, però nella sua testa quel nome è un tassello di una strategia più ampia, che parte dal discorso del Lingotto, e che ha in testa la parola crescita. "Più crescita, più produttività, salari più alti, meno burocrazia, semplificazione, fisco amico, infrastrutture". L'altra mattina, partendo per il nord est ha parlato davanti agli artigiani, in una platea non tenera in questi anni con il centrosinistra, raccogliendo consensi e rilanciando il progetto di "un'impresa in un solo giorno", in Emilia ha ricordato che nord e federalismo sono capisaldi del progetto del Pd. Serve sicurezza, ha detto, capacità e rigore sull'immigrazione, (che peraltro alle imprese del nordest serve come il pane), durezza contro i clandestini che delinquono. Tutta la campagna elettorale Veltroni la gioca sul tema dell'Italia che non ha alcun bisogno di rialzarsi, come dice Berlusconi, perché il paese "si sveglia presto la mattina", e lavora e fatica. È la politica, dice il leader del Pd prendendo sempre gli applausi più forti, che deve riacquistare velocità e capacità di decisione, e "deve aiutare il paese a correre". Non è che un giro elettorale basterà, come dice Cacciari, però dalle parti di Veltroni ci tengono a ricordare che per la verità il segretario del Pd c'è già stato tre volte negli ultimi mesi. Tra l'altro, a Padova, in autunno si svolse un confronto molto serio e impegnativo e per niente edulcolorato, con la piccola impresa, con il mondo del commercio e dell'artigianato. Proprio allora si capì che quel mondo guardava con rispetto e attenzione, e non più con diffidenza pregiudiziale, al nuovo corso veltroniano. Non è un caso, se i simboli hanno un valore, che il leader del Pd abbia scelto di mangiare oggi a casa di una famiglia di artigiani. Le elezioni sono un'altra cosa e nessuno si aspetta miracoli. L'inversione di tendenza però, come dimostra l'accoglienza in quel di Rovigo, la terra bianchissima del vecchio Bisaglia, è a portata di mano.

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<Dal governo un aut-aut inaccettabile> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Dal governo un aut-aut inaccettabile" Frattini (Confindustria): troppa fretta "Aziende sicure? Quelle ben organizzate" Bergamo "Le pene non bastano e la fretta è sempre una cattiva consigliera, anche perché di sicurezza sul lavoro e di morti bianche stavamo discutendo già da mesi". Roberto Frattini, consigliere delegato per la sicurezza e l'ambiente di Confindustria Bergamo, non ha dubbi: "Non si può arrivare a poche ore dal Consiglio dei ministri e consegnare alle parti sociali un documento di 100 pagine e pretendere un via libera immediato. La questione della sicurezza sul lavoro è ben più complessa di quanto sta scritto sulla carta e non si risolve solo con le sanzioni, che pure sono sacrosante". In molti, da mesi, avevano auspicato il varo di nuove norme contro le morti bianche: perché ora Montezemolo parla, tra l'altro, di una fretta incomprensibile da parte del governo? "Di questo decreto, giustamente, si parla almeno da un anno, se non da due. Sul tema della sicurezza il dibattito deve continuare, perché nessuno deve sfuggire alle proprie responsabilità, mai, di fronte a una questione che tocca la vita delle persone. L'osservazione di fondo di Confindustria è che proprio perché si tratta di un tema così importante le pene non possono bastare. Facendo un parallelo con le morti sulle nostre strade, si potrebbe dire che le multe vanno benissimo, ma che molto dipende anche dalla qualità dei mezzi che si guidano, dalle condizioni delle nostre arterie, dalle regole. La pena non è la soluzione, ma solo uno degli strumenti, sia chiaro indispensabile, per fermare il fenomeno delle morti sul lavoro". Secondo alcuni, lo scontro tra Confindustria e governo avrebbe anche altre cause. È vero? "Mi è stato detto che il documento tecnico contenente il testo del decreto è stato consegnato alle parti solo alcune ore prima della riunione del Consiglio dei ministri. Non è un metodo accettabile perché assomiglia a un aut-aut: "O sei d'accordo con noi o sembri uno che vuole la morte delle persone". Ecco il perché delle nostre critiche alla "fretta" del governo, tenuto conto che non era certamente un tema nuovo. Ma c'è di più". Che cosa? "Il testo del decreto, fatto di carta e burocrazia, cosa avrebbe cambiato nell'ultima tragedia, quella di Molfetta? Nulla, perché lì c'era un imprenditore che credeva in quello che faceva ed è morto insieme ai suoi lavoratori, cercando di soccorrerli. La burocrazia fine a se stessa forse avrebbe addirittura complicato ancora di più la gestione di quell'azienda". Il sindacato lamenta che la corsa agli utili stia svilendo la qualità del lavoro, intensificandone i ritmi, mentre parte della rete produttiva si sarebbe piegata alla logica selvaggia dei subappalti ed a una deregulation dei contratti... "Non c'è aIcun dubbio che il fenomeno dei subappalti selvaggi sia esploso negli ultimi anni, sino a sconfinare nell'illecito. Sono, però, molto più diffusi nell'edilizia che nell'industria mentre va chiarito altrettanto bene cosa succede nell'industria rispetto, ad esempio, a quanto avviene nell'agricoltura, di cui non si parla. Poi ci sono realtà produttive piccole, medie e grandi che non possono essere mischiate tra loro anche quando si parla si sicurezza e antinfortunistica. È fondamentale non fare confusione, ma è chiaro che le distorsioni dei subappalti devono rientrare nella regolarità: non devono, cioè, essere né selvaggi né ripetersi all'infinito. Ma sui ritmi di lavoro proprio non ci siamo". Cioè? "Nella stragrande maggioranza delle aziende non c'è un uso esasperato dei ritmi di lavoro. C'è, questa sì, un'attenzione ai tempi e ai costi. Resta la domanda centrale: come rendi sicura un'azienda? Non con meno lavoro, ma creando dei processi produttivi efficienti, ordinati e organizzati in cui ciascun lavoratore sa quello che deve fare, come farlo e dove farlo. Un'azienda sicura è sinonimo di azienda organizzata. Un cantiere ben ordinato sarà molto più sicuro di uno disordinato. Nella sicurezza il vero risultato si raggiunge controllando i processi produttivi, con un approccio attento a come uno lavora, alla qualità delle risorse umane, alla preparazione dei manager. Anche se aziende sicure non esistono. Guardiamo alla Francia o alla Germania o alla Svezia, i Paesi di riferimento per trovare qualità nell'industria. Lì qual è il tasso d'infortuni? È pari a zero? No, è molto molto simile al nostro. E allora lo sforzo comune, oltre che nell'ambito della prevenzione, va compiuto nella direzione di una drastica riduzione di questi eventi. Il mio timore è che si torni demagogicamente a individuare nel padrone delle aziende il "delinquente" che vuole il male del suo operaio, mentre nessuno si ricorda di dire quanti sono gli incidenti gravi che avvengono, ad esempio, ogni anno nelle nostre case. Tutte le parti devono collaborare ed essere corresponsabilizzate: dalla proprietà ai manager, dai tecnici agli operai, sino alle sigle sindacali. Confindustria Bergamo e sindacato lavorano insieme già da tempo". D. V.

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<Un Expo da imitare> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Un Expo da imitare" oggi al via la rassegna campionaria Bertino (presidente Confcommercio): diamo più occasioni alle aziende savonesi "OCCORRE una nuova spinta che favorisca gli investimenti, soprattutto dei giovani e delle aziende che vorrebbero operare nel Savonese, ma trovano ancora troppi ostacoli burocratici e una risposta "freddina" da parte dei partner locali". Alla vigilia dell'apertura della sedicesima edizione di Expo Savona (che sarà inaugurata oggi alle ore 14,30), Vincenzo Bertino, presidente provinciale e vicepresidente regionale della Confcommercio, vuole guardare al futuro con ottimismo, incrociando le dita, ma soprattutto spingendo iniziative come la rassegna organizzata da Pubblicitalia, Ente Fiera e Comune di Savona che possono dare una scossa per il risveglio dell'economia. "Quando Clemente dice che l'Expo rappresenta un volano per l'economia savonese sono perfettamente d'accordo. - commenta Bertino - La "pecca", se così si può chiamare, è che si tratta dell'unica occasione in programma a Savona in tutto l'anno. In un momento in cui si respira un clima di sfiducia, che si registra una ridotta capacità di consumi, meno male che queste persone hanno un po' di coraggio. Il plauso va sia agli organizzatori della rassegna sia alle aziende che partecipano. Non dimentichiamo che chi partecipa all'Expo ha la possibilità di tenere il contatto con la potenziale clientela e di confrontarsi con la concorrenza. È il modo miglior per crescere e non fermarsi". Dopo sedici anni la fiera savonese è diventata un appuntamento consolidato, nonostante partecipare non sia uno scherzo per l'impegno che richiede... "Comunque c'è sempre attesa per l'inaugurazione. Ci si presenta con il proprio stand con una motivazione precisa: promuoversi e mettere le basi per nuovi affari. Le aziende fanno sacrifici per esserci, molte tornano da parecchi anni: vuol dire che alla fine conviene. Piuttosto servirebbero altre manifestazioni del genere. Anche più brevi, e magari a tema. E qui dovrebbe intervenire la parte pubblica, favorendo iniziative come questa. Non vanno messe in concorrenza, ma bisognerebbe creare un sistema che non limiti a undici giorni all'anno la possibilità di mettersi in mostra". Quale è il "però"? "È nel nostro dna di liguri rischiare poco. Invece, dovremmo fare uno sforzo tutti insieme, credere anche in iniziative che possono apparire meno importanti, ma che però possono dare risultati. Inoltre serve un aiuto dalla parte pubblica. Le aziende devono mettere sul mercato investimenti e idee, ma dall'altra parte ci dev'essere chi dà una mano. Questo è il caso in cui si vede l'importanza della Provincia. Savona non è una realtà metropolitana, non si può pensare di abolire la Provincia. Anzi, deve far emergere il tessuto economico, agevolare gli investimenti anche con meno burocrazia e una maggiore velocità nelle decisioni. Come Confcommercio, ad esempio, ci siamo dotati di una nuova sede e cerchiamo di dare servizi sempre più veloci ed efficienti". Alcune aziende vengono a Savona proprio richiamate dall'Expo... "Ma qui abbiamo alcuni punti di grande eccellenza, con la scomparsa dei poli chimici e dell'industria di stato, è il terziario a tenere su l'economia. Ma talvolta non riusciamo a far uscire dalla provincia le nostre potenzialità per costituire un richiamo ad investire qui. Io lancio un invito anche ai giovani imprenditori locali, che però vanno aiutati". Un consiglio agli organizzatori della fiera? "L'Expo ha tante sfaccettature, potrebbe essere accompagnato da altre iniziative minori, ma specializzate e distribuite nell'arco dell'anno. Inoltre, tutti gli anni dovrebbero essergli dati degli obiettivi da raggiungere. Dovrebbe essere un'occasione per progettare. Su ciò dovrebbero fare una riflessione anche gli esponenti candidati in Parlamento, che sono quelli che possono aiutare dall'alto il Savonese". Giovanni Vaccaro 08/03/2008 ' 08/03/2008 opportunitàisolataL'Expo è una grande occasione per la città e la provincia, ma è anche l'unica prevista nell'arco dell'anno 08/03/2008 ' 08/03/2008 il ruolodegli entiLe aziende devono mettere in campo investimenti ma è necessario che la parte pubblica faccia il suo 08/03/2008.

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Gli allevatori ai politici <Sostenete la montagna> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli allevatori ai politici "Sostenete la montagna" È positivo il consuntivo delle attività dello scorso anno dell'Associazione manifestazioni agricole e zootecniche di Valle Serina. Il dato è emerso dalla relazione illustrata ai soci (36 in tutto, 25 dei quali con aziende attive a Oltre il Colle, Serina, Aviatico, Costa Serina e Cornalba) dal segretario dell'associazione Fabrizio Berbenni nel corso dell'incontro di fine inverno dedicato al pagamento dei premi di partecipazione alla fiera zootecnica di settembre. Presenti all'incontro i consiglieri regionali Pietro Macconi e Marcello Raimondi, l'assessore provinciale all'Agricoltura Luigi Pisoni, l'assessore all'Agricoltura della Comunità montana Alessandro Balestra, il presidente dell'Associazione provinciale allevatori Giovanni Giudici, il vicepresidente Coldiretti Lucia Morali, il presidente dell'Associazione frutticoltori Valle Brembana Davide Calvi e il presidente del Comitato agricolo di Dossena Carlo Bonzi. Hanno salutato gli ospiti il presidente onorario Guerino Belotti e il presidente Franco Locatelli, nonché, a nome del Comune, l'assessore al Turismo Giovanni Fattori. Locatelli ha voluto rivolgere ai politici un accorato appello a favore della zootecnia montana. "Stateci vicini ? ha affermato ? perché la montagna ha bisogno urgente di sostegno, e legiferate con semplicità affinché la burocrazia non scoraggi o annulli ogni tentativo di acquisizione delle poche risorse disponibili". Ha fatto seguito la relazione del segretario che ha elencato le attività svolte lo scorso anno. Consuntivo che è stato approvato all'unanimità e che verrà sostanzialmente riproposto per il 2008. Il primo appuntamento sarà sabato 5 aprile con il viaggio studio dei soci a una azienda agricola e casearia e in un agriturismo dell'alto Varesotto. S. T.

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Le donne e il lavoro: è un amaro 8 marzo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 215 Gli ostacoli economici e culturali Le donne e il lavoro: è un amaro 8 marzo Gli ostacoli economici e culturali di Oriana Putzolu * --> di Oriana Putzolu * Almeno per un motivo la festa dell'otto marzo è utile: ricordare a tutti, al di là di celebrazioni "simil San Valentino", che le donne in Sardegna sono ancora figlie di un dio minore. Né basta certamente, per cambiare questa loro condizione, l'essere destinatarie di quella "caccia" alla candidata, sport preferito dei partiti alla vigilia della campagna elettorale, per dimostrare che l'una e l'altra metà del cielo sono ugualmente considerate. Quando poi le porte delle istituzioni si dischiudono e il poter di proporre leggi e decreti diventa concreto, solamente tra mille difficoltà, tranne qualche rara eccezione, donne parlamentari e consigliere regionali e comunali riescono - in Regione e nei Comuni - a realizzare programmi e proposte scaturiti dalla sensibilità femminile. Liberate prima del voto, nuovamente legate dopo il risultato elettorale. Del femminismo "una tantum" le donne non se ne fanno niente. Soprattutto le donne sarde lontane dai centri di potere, che non fanno parte, per diritto familiare o maritale, di caste politiche, economiche e culturali; che non frequentano i salotti buoni dell'alta burocrazia, che non rientrano per amicizia nel giro dei consulenti, che non fanno domanda per entrare nelle short list regionali. Queste vogliono l'otto marzo tutti i giorni, anche senza mimose e cene esclusivamente al femminile. È, questo, il miracolo del calendario, ma soprattutto culturale, atteso in Sardegna dalle 313.000 donne oggi costrette a non far parte della forza lavoro: perché 30.000 cercano occupazione non attivamente, 8.000 sono disponibili a lavorare solo a certe condizioni, 39.000 non cercano, ma sono pronte al lavoro; mentre 236.000 non cercano e non sono disponibili a lavorare. Soprattutto queste ultime si sono rassegnate a una rinuncia definitiva, perché scoraggiate dalla lunga e vana ricerca di un posto di lavoro; oppure, tentato inutilmente di conciliare famiglia e professione, hanno scelto la prima per non stressarsi e non stressare figli nella continua rincorsa tra baby sitter, asili e parcheggi televisivi; altre costrette a curare anziani genitori e figli disabili. L'otto marzo tutti i giorni chiedono le donne sarde senza "accozzo": per riequilibrare il tasso di attività per loro fermo al 45,0% mentre quello dei maschi, fortunatamente, è al 71,3 %; oppure far salire il tasso di occupazione inchiodato al 39,0 % per le donne contro il 67,1% degli uomini, e abbassare il tasso di disoccupazione, oggi fermo al 13,4 % per le ragazze e al il 5,9 % dei ragazzi. Ecco un'altra faccia, tutta sarda, della povertà: a molte donne, soprattutto giovani, è tolta la possibilità di sognare e poi realizzare un autonomo progetto di vita. Per favore, dunque, non solo convegni, dibattiti, libri e brochure patinate per celebrare l'otto marzo del 1908. Ricordare serve, ma limitarsi a una semplice commemorazione è poca cosa, se non si adottano vere politiche di pari opportunità in grado di incidere a fondo nella progettazione dello sviluppo di questa regione. Politiche fino a oggi mancate o fantasma. La Cisl Sarda e il suo coordinamento donne ribadiscono alle istituzioni regionali la necessità e l'urgenza che l'aurora dell'otto marzo spunti ogni giorno tra i nuraghi della Sardegna. * segretario regionale Cisl Sardegna.

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Lascio una città più vivibile e un bilancio in attivo (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pescara "Lascio una città più vivibile e un bilancio in attivo" Angelucci non si ricandida: attenderà il 2009 per puntare alla Provincia FRANCAVILLA. "Lascio una città più consapevole delle proprie capacità e più vivibile". Il sindaco uscente Roberto Angelucci ha deciso di non ricandidarsi alle prossime comunali, e va fiero di questa scelta. "Non voglio fare il sindaco attaccato alla poltrona che si candida come capolista e poi fa il rompicoglioni", motiva senza peli sulla lingua. "Lavorerò con forza per portare voti al mio vice Pellegrino, ma voglio considerare chiusa l'esperienza del Comune. Il prossimo anno proverò ad essere eletto in Provincia. Credo che per aiutare la mia città a crescere possano essere fatte molte cose buone anche lì". Ma se potesse tornare indietro di almeno 5 anni, o se avesse la possibilità di fare il sindaco per la terza volta, c'è qualcosa che non ha fatto e che farebbe? "Riorganizzerei la macchina organizzativa, smettendo di fare il sindaco con la vecchia logica di quello che aveva tutte le responsabilità nelle sue mani", ammette Angelucci. "E' fondamentale far funzionare bene la burocrazia, per cui migliorerei il rapporto con la dirigenza. Porgo le mie scuse a tutti quelli che, nei rari momenti di nervosismo, ho trattato male. E allo stesso tempo li ringrazio, perchè insieme a loro ho fatto un'esperienza entusiasmante". Solo la macchina comunale? "No, darei maggiore importanza alla comunicazione istituzionale", prosegue il sindaco. "Ho imposto sensi unici, parcheggi, rotatorie e altri provvedimenti senza neanche una spiegazione che non fosse quella che davo io personalmente, a voce, ai cittadini che incontravo. Oggi mi doterei di un ufficio stampa, ma il problema è che mi sono sempre fatto scrupolo di non aumentare la spesa pubblica...". Francavilla è un Comune che risparmia? "Al futuro sindaco lascio un bilancio in attivo e la possibilità di fare 2 milioni e mezzo di mutui l'anno. E poi abbiamo tagliato le spese della politica: io e i miei assessori ogni anno non abbiamo superato il budget di 15mila euro di spese di rappresentanza. Io ho usato sempre la mia auto".

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Lo <sbarco> in Madagascar (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'operazione Camillo Rezzaghi apre un villaggio turistico sull'isola di Nose Be Bay Lo "sbarco" in Madagascar CLAUDIO CHIARANI Nose be bay è un'incantevole località nel nord del Madagascar, quarta isola al mondo per grandezza e situata al largo della costa del Mozambico, ed è al centro dell'interesse di un personaggio rivano ben noto alle cronache locali: Camillo Rezzaghi. Inizialmente unite le forze con Fabrizio "Bicio" Di Stasio (il quale proprio ieri ha deciso di uscire dall'operazione), dopo un primo sopralluogo l'anno scorso in estate, trovato un appezzamento di terra ideale fronte mare (circa due ettari), a Nose be appunto nel nord dell'isola, Rezzaghi e Di Stasio l'avevano acquistato in società. Per farne un villaggio turistico, che nelle loro intenzioni dovrà diventare anche il loro rifugio durante i mesi invernali, periodo nel quale mentre qui si soffre il freddo laggiù c'è il clima ideale per rilassarsi. La notizia ormai è di dominio pubblico, e proprio in questi giorni Di Stasio si trova ugualmente laggiù alla "caccia" di un referente da segnalare a Rezzaghi in modo da coordinare la prosecuzione del progetto. Acquistata la terra, infatti, anche se la burocrazia locale non è certo paragonabile alla nostra, qualche adempienza va pur fatta. Poi ci sarà da perfezionare il tutto con i permessi di costruzione del villaggio, l'inizio e la prosecuzione, una cosa che richiede in loco una presenza costante. Il tutto, ovviamente, con l'egida ed i permessi che il governo italiano, già interpellato, deve necessariamente rilasciare al nostro concittadino. L'ennesimo capitolo, dunque, del "vulcanico" Camillo Rezzaghi è già iniziato. Di lui non serve dire nulla o poco più, vista la sua capacità imprenditoriale che l'ha portato prima con il suo marchio "Spaghetti Haus" sulla riviera romagnola e poi a tentare l'avventura in Russia per terminare con le recenti esperienze in quel di Madonna di Campiglio. Passato un periodo difficile proprio dopo la fine delle sue attività a Madonna di Campiglio, oggi Rezzaghi ha rivolto il suo sguardo al Madagascar ed all'opportunità di creare un'attività in quel paese turisticamente ancora tutto da scoprire, e c'è da giurare che la sua fervida mente d'imprenditore corre già verso feste a base di belle donne in costumi succinti, di questa o di quella miss sia "maglietta bagnata" sia "gambissime" di Dannunziana memoria. Dannunzio Rezzaghi, il padre di Camillo, insuperabile animatore delle notti rivane degli anni '60 e '70. Notti che qualcuno vorrebbe seppellire per sempre, notti che qualcuno vorrebbe riesumare modernizzandole. 08/03/2008.

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Palme malate, stop alla rimozione - dario prestigiacomo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Palermo Palme malate, stop alla rimozione Finiti i fondi per le aree private. La Regione: "Intoppo risolto" Mancano i soldi per pagare le gru Oltre 3.500 le piante colpite dal punteruolo Più della metà già abbattute DARIO PRESTIGIACOMO I fondi sono stati già stanziati, ma al momento gli interventi per la rimozione delle palme colpite dal puntuerolo rosso nei terreni di proprietà privata sono stati sospesi. Il motivo? Mancano i soldi per pagare le gru, secondo quanto comunicano dall'unità 53 del Servizio fitosanitario regionale, che si occupa delle operazioni di rimozione della palme malate nelle province di Palermo, Agrigento e Trapani. "Gli interventi previsti fino a giovedì prossimo saranno portati a termine - dice Gioacchino Sauro dell'unità 53, in via Uditore - Dopo saremo costretti a interrompere il servizio". Diversa, però, è l'opinione del responsabile regionale del Servizio fitosanitario, Ciro Pedrotti, per il quale si tratta di un problema già risolto: "La Regione - spiega - ha già predisposto i finanziamenti. Non ci sarà alcuno stop ai lavori". Eppure, nonostante le rassicurazioni, a chi in questi giorni si è recato nella sede di via Uditore per richiedere un intervento, la risposta data dagli operatori del servizio è stata sempre la stessa: "Al momento non possiamo fare niente, ripassi nei prossimi giorni". è proprio quello che si è sentito rispondere Giovanni Tarantino, consigliere del Pd alla quinta circoscrizione. "Ho chiesto l'intervento del servizio fitosanitario per risolvere il problema del Collegio Santa Maria di Borgonuovo, che ha un terreno con alcune palme malate - racconta - I responsabili dell'istituto sono preoccupati, perché vicino alle palme passano ogni giorno decine di persone, soprattutto bambini. Ma in via Uditore mi hanno detto di ritornare a fine mese per prenotare la rimozione. Prima non sarà possibile intervenire". Insomma, lo stop ai lavori nei terreni dei privati potrebbe durare qualche settimana, forse un mese. Secondo gli operatori dell'unità 53, "non dovrebbe superare le due, tre settimane". Il problema, aggiunge Sauro, "è tutto burocratico. I finanziamenti della Regione sono stati stanziati, ma mancano quei passaggi necessari per emettere i pagamenti per la squadra che lavora con la gru". Che i soldi ci siano, lo confermano anche all'Azienda regionale foreste demaniali: "Per i privati - spiegano all'Azienda - la Regione ha già 600 mila euro per tutto il 2008, che si aggiungono agli 800 mila stanziati per l'emergenza dello scorso anno". Tuttavia, nonostante lo sforzo economico, non sono mancate le proteste dei cittadini. C'è stato anche chi, dopo aver abbattuto le palme di tasca propria, ha deciso di rivolgersi a un legale per avviare una class action e recuperare così il denaro speso. Anche perché rimuovere una palma può costare fino a mille euro. E ad oggi in Sicilia, le palme colpite dal punteruolo rosso sono state, secondo le segnalazioni giunte al Servizio fitosanitario, almeno 3.500. La metà, fanno sapere dall'Azienda foreste, sono state abbattute. "Stiamo lavorando con il massimo dell'impegno - dice Pedrotti - La nostra è una corsa contro il tempo. E l'andamento climatico non ci aiuta. Se si ripresenteranno le stesse condizioni meteorologiche dello scorso anno, il punteruolo continuerà a riprodursi velocemente". Insomma, bisogna fare in fretta per salvare le palme ancora sane. Burocrazia permettendo.

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Scuola e laicitàne parla Zagrebelsky (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Convegno in provincia Il caso: alcune famiglie hanno chiesto che i figli partecipino all'ora di religione come uditori. La burocrazia lo impedisce 08/03/2008 IL TEMA della laicità nella scuola pubblica italiana - a partire dalla controversa questione dell'ora di religione - sarà discusso oggi pomeriggio, in Provincia, con Gustavo Zabrebelsky, insigne giurista, docente universitario e presidente emerito della Corte Costituzionale. L'appuntamento è per le 15.30 e sancisce la prima uscita pubblica del "Gruppo Scuola e Laicità", fondato dalla chiesa evangelica metodista, dalla Flc-Cgil, insieme con l'associazione "31 ottobre" e dalla sezione savonese di "Proteo Fare Sapere". L'associazione lavora in realtà da oltre un anno ed ha già al proprio attivo una ricerca sociologica qualitativa che ha per oggetto Savona e le province limitrofe e il barese e le province limitrofe. I risultati saranno elaborati dal ricercatore Leonardo Palmisano e confluiranno in una pubblicazione in via di preparazione. Ma Giovanna Zunino, della Cgil nazionale, ne anticiperà oggi pomeriggio, durante il seminario, alcuni punti significativi. "Abbiamo realizzato - spiega Franco Becchino, pastore metodista ed ex presidente del Tribunale di Savona, fondatore del gruppo e anch'egli relatore al seminario sul tema "Stato e chiese, scuola e fatto religioso" - una serie di interviste sulla scorta delle indicazioni di Palmisano presso un gruppo di 40 famiglie. Tema, come si vive nell'area non cattolica la scelta dell'avvalersi o non avvalersi dell'ora di religione". Becchino spiega che la ricerca svela elementi di novità. E non poche contraddizioni: "Ad esempio - rivela - c'è il caso di famiglie protestanti che hanno indicato di "non volersi avvalere" dell'ora di religione cattolica per una questione di principio. Ma che poi, essendo comunque cristiane, hanno chiesto che i figli restassero comunque nelle classi come "uditori". Ebbene, a Savona, ciò non è stato possibile per un problema burocratico di coperture assicurative". Conclude Becchino: "Il tema della laicitàè fondamentale, tanto più in questa fase storica". Al convegno-seminario parteciperanno anche gli assessori Lucia Bacciu (Comune di Savona) e Carla Siri (Provincia di Savona) e Carla Zanasi, referente provinciale di "Proteo Fare Sapere" che terrà le conclusioni. 08/03/2008 TRAME DI PENELOPE Alle ore 16.30 nella sala espositiva Palace a Spotorno verrà inaugurata la mostra collettiva "Le trame di Penelope tra emozione e ragione". L'esposizione proseguirà fino al 16 marzo e sarà visitabile da mercoledì a domenica dalle 16 alle 18 (ingresso libero). Musica all'osteria. All'Osteria Caffè del Castello festa della donna con intrattenimento musicale del gruppo "Sweet Sound Trio". Conferenza Unitre. A Palazzo Doria a Loano è in programma alle ore 16 la conferenza "La tutela della donna nell'ambito familiare ? aspetti civilistici, penalistici e soluzioni alternative". Relatrici saranno Gabriella Provaggi e Giusy Ardizzone. Ode all'assaggio. La libreria San Michele ad Albenga ospiterà (dalle 17 alle 19) il sesto di una serie di 18 appuntamenti eno-gastronomici. Le aziende invitate hanno a disposizione un angolo delle libreria dove posso esporre e offrire al pubblico i loro prodotti. Oggi sarà la volta dell'Azienda Agricola Sartori. Inaugurazione mostra. Alle ore 18 a Villa Barrili a Carcare verrà inaugurata la mostra collettiva al femminile "Parl?arti in rosa". La mostra è visitabile fino al 16 marzo tutti i giorni dalle 16 alle 19 (ingresso libero). Presentazione libro. Alla libreria Ubik di corso Italia a Savona Mario Dentone presenterà (ore 16.30) il volume "Donna Cecilia di San Vitale. La Badessa di Chiavari". Mostra fotografica. La biblioteca civica di Balestrino ospiterà fino al 16 marzo "Uno sguardo sulla nostra storia", mostra fotografica di Mizar Richero (dalle 15 alle 17). Mostra di Walter Giusto. Nel museo d'arte contemporanea "Casa del Console" a Calice verrà inaugurata alle ore 17.30 la mostra "Stanze" di Walter Giusto. La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo: da giovedì a sabato dalle 16 alle 19. Serata danzante. Al dancing La Perla a Cairo si festeggerà la festa della donna con l'orchestra spettacolo "Al Ragone". Al Nautilus di Varazze musica e spettacolo di strip maschile. Tributo ai Lynyrd Skynyrd. I Double Trouble renderanno omaggio alla band americana. Il concerto è in programma questa sera (ore 22) al Raindogs di via Chiodo a Savona. Capitan Jive al Takabanda. Nel locale di Varazze si esibirà questa sera la banda musicale formata da sette elementi nata nel 2000. Agita il Coro a Loano. Al Caffè Gavioli di Loano si esibirà questa sera il duo Agita il Coro composto da Ferdinando Barcellona (voce e magabeat) e Andrea Bottino (chitarra). Ingresso libero. 08/03/2008.

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Ma Cuba non deve diventarelo specchio delle proprie utopie (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caro Maggiani, so che di recente lei è stato a Cuba e in altri Paesi del Sudamerica. Negli anni ho compiuto diversi viaggi in quel meraviglioso continente. A Cuba, purtroppo, non ho più potuto tornarci, ma non credo che nel frattempo le cose siano cambiate molto. Ovviamente mi colpì la bellezza dei luoghi, ma soprattutto mi colpirono i vecchi e i bambini. Sì, a Cuba ci sono i vecchi, tanti, non so se felici, ma curati, assistiti e ben inseriti in un tessuto sociale ricco e stimolante. Non per caso, il sistema sanitario di Cuba è considerato tra i migliori del mondo e in alcuni settori il migliore, tanto che esistono ospedali e cliniche dove si operano e si curano "clandestinamente" tanti americani privi di assistenza degli States. E così Cuba è uno dei Paesi dove l'aspettativa di vita è più alta al mondo, dove si vive a lungo non solo per aspettare di morire: lì i vecchi hanno l'aspetto di chi vive per vivere. Poi ci sono i bambini, tanti anche loro, vestiti modestamente, ma vestiti, nutriti, coccolati dalle famiglie (anche se spesso sono famiglie piuttosto "libere" e informali) e seguiti nell'istruzione come pochi altri. Poi, è vero che c'è la dittatura, i riti del partito, che i cubani non sono liberi di viaggiare all'estero, che la stampa dice sempre le stesse cose, che la burocrazia impera e la corruzione muove i soldi neri. Ma sono sicuro che è impossibile incontrare gente altrettanto serena e dignitosa nelle tossiche periferie di Città del Messico o nelle favelas di Rio De Janeiro. Lì non c'è verso di diventare vecchi, i bambini sopravvivono allo stato brado educati alla scuola del crimine e della droga e peraltro è anche ben difficile trovare l'indirizzo della (da noi) tanto acclamata signora Libertà. Renzo Piccoli TORTONA 08/03/2008 Sono stato più volte a Cuba, ci ho lavorato per diverso tempo con alcuni giovani scrittori e artisti di cui sono diventato amico, quando viene pubblicato in America Latina un mio libro mi invitano a presentarlo alla Fiera del libro dell'Avana, come quest'anno. Ho viaggiano nell'isola assieme ai miei amici cubani prima, durante e dopo il "periodo especial", ho cenato in quel tempo dividendo più di una volta la razione della "tessera", il "menù" predisposto dall'Onu per nutrire una nazione di 11 milioni di abitanti rimasta da un giorno all'altro senza i rifornimenti del suo unico partner commerciale, l'Unione Sovietica; ma ho anche mangiato panieri di aragoste pescate nei fondali di Maria la Gorda da spensierati scienziati americani che facevano ricerca assieme ai loro colleghi cubani in barba al severissimo blocco economico e culturale che il loro Paese mantiene in vigore da cinquanta anni. Cuba è a 60 miglia dagli Stati Uniti, è grande un centesimo di quel Paese, e non ho mai incontrato una persona, bianca, nera o mulatta, comunista o nazionalista, dissidente o ortodossa, che abbia mai dato mostra di antipatia per il Paese che, francamente, vive uno stato di pura paranoia nei suoi confronti. Cuba un Paese povero, privo di risorse naturali; non ha il petrolio del Venezuela, il gas della Bolivia, l'uranio dell'Argentina, non ha altro che una vasta terra coltivata per 500 anni a canna da zucchero, caffè e tabacco da tre milioni di schiavi e un milione di contadini poveri emigrati dalla Galizia, materie prime quelle con cui oggi non andrebbe avanti neppure un Paese di un milione di abitanti. Ma è anche una terra di gente molto orgogliosa, che se sa di appartenere al Terzo Mondo, vuole ragionare e pensare a se stessa come a parte del Primo Mondo, e si dà da fare in tal senso, così che oggi le materie esportate appartengono al settore dell'ingegneria genetica, del medicale, del software per la gestione di grandi sistemi open source. Esporta, come è noto, anche insegnanti e medici in Messico e Venezuela, Paesi infinitamente più ricchi ma con sistemi scolastici e sanitari assai inferiori. Giudico il sistema politico cubano una dittatura paternalistica, così che metà dei cubani non può soffrire Fidel Castro e l'altra metà lo voterebbe anche in libere elezioni. I contadini, gli anziani, i nipoti e i pronipoti degli schiavi, sono poco attenti ai diritti civili e molto alla salute, alla dignità della propria persona, al proprio appetito, e nei giorni scorsi li ho visti discutere a centinaia con grande fervore delle dimissioni di Castro con i giovani che vorrebbero invece farla finita con il sistema castrista. Qualunque cosa succederà nei prossimi mesi o anni, credo che nessuno tra loro, giovani e vecchi, intellettuali o operai, rinuncerà in nome di nuove libertà a ciò che ha già, e che lei ha descritto. Ma devo dirle che non parlo, e scrivo, volentieri di Cuba. Mi infastidisce l'enorme folla di ipermotivati, dall'estrema sinistra all'estrema destra politiche, che chiedono a quel Paese di essere lo specchio di se stessi, delle proprie fobie, delle proprie utopie, quando altro non è che un Paese come tanti altri, fatto di gente che vorrebbe una vita tranquilla e appagata, avendo speranze comuni a chiunque altro e problemi non diversi da moltissimi altri. 08/03/2008 l'avvocato di famiglia i quesiti su diritto di famiglia e in materia di eredità e successioni avv. GIOVANNA COMANDÉ corso A. Podestà 6/5 tel. e fax: 010 8686807; e-mail: giovannacomande@fastwebnet.it Per problemi di eredità e successioni indirizzare all'associazione C.L.A.S.S.E. 08/03/2008.

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Russia, missione compiuta per Putin (sezione: Burocrazia)

( da "Voce d'Italia, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Esteri Quale futuro per l'ex presidente? Russia, missione compiuta per Putin Il "Putinismo" un sistema centrale forte, dove lo stato e' presente soprattutto nel settore economico, secondo il modello del cosiddetto capitalismo di stato, mentre l'arena politica e' aperta a chi non crea troppo disturbo, anche perche' i giochi piu' importanti si fanno al Cremlino Milano, 8 mar.- Vladimir Putin, ormai ex presidente russo, può ritenersi soddisfatto del lavoro svolto al Cremlino. Piaccia o no, è riuscito a ottenere tutti i risultati che aveva stabilito otto anni fa quando Eltsin lo aveva investito del ruolo di suo successore: ora che è lui a doversi fare da parte, lascia un paese in una condizione invidiabile rispetto a quella che trovò meno di un decennio fa. Appena diventato presidente nel 2000, il semi-sconosciuto Putin aveva composto un documento, “La Russia all'alba del nuovo millennio”, dove risultava scritto a chiare lettere che avrebbe voluto ricostruire la nazione a partire dalle mura domestiche, con un accentramento del potere statale. Solo questo passaggio fondamentale avrebbe poi permesso al paese di riottenere lo status internazionale di grande potenza, umiliato dal continuo supporto occidentale. Nessuno della comunità internazionale si occupò più di tanto di quel documento, per ragioni che sembravano più che plausibili. Istituzioni internazionali, quali la Banca mondiale o il Fondo monetario (Fmi), stavano aiutando la Russia a risalire la china del collasso politico ed economico, limitandone il raggio d'azione e spesso, anzi, riuscendo a influenzare in maniera indiretta le scelte di politica interna. La fragilità della Federazione Russa, poi, era a rischio: ripetuti attentati terroristici nella capitale facevano da sfondo alla guerra secessionista in Cecenia, che raggiunse il suo zenit proprio nei primi anni di presidenza Putin. E c'era il rischio evidente che altre unità federali, sia nel Caucaso settentrionale, sia nella remota Siberia, potessero seguire l'esempio. L'Unione europea, infine, si stava allargando verso est includendo diversi paesi che un tempo stavano oltre la Cortina di Ferro, mentre l'organizzazione militare nord-atlantica (Nato) guadagnava terreno e si avvicinava al nemico di un tempo senza trovare resistenza. L'economia era in mano a un pugno di oligarchi che avevano preso possesso delle imprese statali durante le privatizzazioni dei primi anni Novanta, il prezzo del petrolio era sui 30 dollari al barile, crollando a 10 nel '98, quando la Russia attraversò una gravissima crisi finanziaria. Tanto l'Europa quanto gli Stati Uniti sembravano preoccuparsi più di un eventuale pericoloso tracollo del paese, che di un improbabile ritorno della Russia sulla scena internazionale. Mosca sembrava aver abbracciato l'Occidente a prescindere, e gli attentati terroristici dell'11 settembre sembravano rinforzare questa convinzione. Questa era la situazione in Russia quando Putin fu eletto, con oltre il 60% dei voti, nel marzo del 2000: perché ci sarebbe stato bisogno di preoccuparsi più di tanto di quel documento, peraltro firmato da un grigio burocrate che aveva una breve carriera politica alle spalle e vantava un passato tutt'altro che glorioso nelle fila del Kgb? Con il senno di poi, quel documento conteneva tutti i semi della politica putiniana, utili per capire quale traiettoria avrebbe imposto al paese. Quello che era, o sembrava, un alleato docile in cerca di aiuto solo otto anni fa, ora è, o sembra, un nemico aggressivo che usa l'energia come un tempo usava i carri armati. Putin è stato l'artefice di questo cambiamento, nato soprattutto dall'aumento dei prezzi di petrolio e gas. Dopo aver realizzato una riforma fiscale che avviò un interessante flusso di cassa, il Cremlino ha visto costantemente gonfiare il suo portafoglio grazie a un'impennata senza precedenti del prezzo delle risorse energetiche. La congiuntura economica ha messo il turbo al progetto di risanamento voluto da Putin: ripagati con largo anticipo i debiti con il Fmi e il Club di Parigi, la Russia si è rinforzata, almeno in apparenza, in casa e ha poi avuto una libertà di movimento maggiore sulla scena internazionale. Il prodotto interno lordo, in valori nominali, è cresciuto di sei volte in meno di dieci anni, e la Russia ora è la terza forza in termini di riserve di moneta estera, dietro a Giappone e Cina. Non più dunque un paese che tratta con l'occidente da subordinato, ma uno stato ricco che può permettersi, in alcuni casi, di condurre il gioco diplomatico. Rinfrancata da questa ventata di denaro fresco, Mosca ha deciso di alzare una barriera al vento delle rivoluzioni colorate. è anche per queste ragioni che la popolarità di Putin in patria è cresciuta, nell'ultimo biennio, fino al 70%, gonfiando le tasche non solo della classe dirigente, ma anche quella della nuova classe media. Per il resto della comunità euro-atlantica, dopo un'improbabile luna di miele, culminata con la convinzione che gli attentati dell'11 settembre avessero definitivamente consegnato una Russia dimessa nel campo occidentale, Putin è un personaggio con il quale si deve fare business e basta, perché pur se vende gas a mezza Europa, non si può fare a meno di criticarne le continue violazioni democratiche. Le accuse sono sempre le stesse: libertà di stampa limitata, potere giudiziario tutt'altro che autonomo da quello politico, severe limitazioni alle libertà civili e politiche, con divieti di manifestazioni di piazza e talvolta di assembramento, corruzione incontrollata a tutti i livelli della burocrazia, restrizione delle attività di tutte le organizzazioni non governative, nazionali e non, mancato rispetto dei diritti umani nella guerra in Cecenia e violazione di ogni regola democratica nel perseguimento di presunti terroristi e/o criminali coinvolti nella guerra. Questa condotta ha portato anche a un raffreddamento dei rapporti con Germania e Gran Bretagna, dopo i cambi di leadership dell'ultimo biennio in quei paesi. Ma in fin dei conti la sostanza è rimasta, perché nessuno ha avuto margini sufficienti per esercitare una pressione positiva sulla Russia. Le accuse che l'Occidente rilancia ai danni del Cremlino sono cristalline, ma non sembrano scalfirne il consenso interno. Alle elezioni parlamentari di dicembre 2007, il partito del potere Russia Unita, sostenuto dal presidente Putin, ha ricevuto un sostegno di oltre il 60%: è probabile che siano stati commessi dei brogli, soprattutto in assenza di osservatori internazionali che non hanno ricevuto visti di ingresso, ma è altrettanto probabile che Putin e il suo partito avrebbero ottenuto una solida maggioranza in parlamento anche senza barare. Gli elettori hanno preferito stabilità e benessere alle libertà democratiche tanto care all'occidente. E soprattutto, dopo il caos degli anni Novanta, i russi hanno ritrovato un leader orgoglioso e determinato, che è tornato a guardare negli occhi il resto del mondo e a riaffermare gli interessi russi su scala globale. è per questo che ha vinto colui che Putin ha indicato come successore, Dmitrij Medvedev. Anche se non sarà in prima persona lui a gestire il potere, Putin conserverà un ruolo importante, almeno nel prossimo futuro, fino a transizione compiuta: perché è importante che il sistema di potere rimanga in piedi, non solo e non tanto Putin stesso. Ma la Russia, pur sedendo su un impero energetico, rimane pur sempre fragile nelle istituzioni. Un osservatore attento come Andrew Kuchins, per anni responsabile del Carnegie Endowment Center di Mosca e ora a Washington, usa il termine “putinismo” per indicare un sistema di potere che rimarrà in piedi per qualche anno, e sarà replicato nel prossimo mandato. Si tratta di un sistema centrale forte, dove lo stato è presente soprattutto nel settore economico, secondo il modello del cosiddetto capitalismo di stato, mentre l'arena politica è aperta a chi non crea troppo disturbo, anche perché i giochi più importanti si fanno al Cremlino. Tutto questo è possibile perché Putin è riuscito a rimpiazzare l'elite eltsiniana con una generazione di quarantenni, la nuova classe dirigente. è sempre lui che ha fatto da arbitro e bilanciato le lotte di potere. Secondo le stime di Clifford Gaddy, un economista esperto di Russia all'istituto Brookings di Washington, la Kremlin Corporation gestisce una cifra che si aggira intorno ai 500 miliardi di dollari di flusso di cassa ogni anno. è dunque credibile pensare che qualcuno della nuova élite voglia rinunciare a una torta così grande? E soprattutto: se Putin dovesse tornarsene nel buio da dove è venuto, cosa succederebbe a quella torta? Il nuovo presidente, il delfino di Putin è, come detto, Dmitrij Medvedev, 41 anni, avvocato che ha ricoperto l'incarico di vice-premier e siede, sia pure ancora per poco, nel consiglio di Gazprom, gigante dell'energia sotto controllo statale. Deve tutta la sua carriera politica a Putin, cui ha anche chiesto di rimanere come primo ministro. Secondo il sistema politico russo, la carica di primo ministro ha poteri molto ridotti rispetto a quella di presidente. è pertanto difficile immaginare che una persona come l'ex presidente, supportata dal voto popolare, sia disposta a ricevere ordini da un collega più giovane e inesperto. Forse la sua presenza serve anche per verificare che Medvedev sia in grado di gestire e bilanciare tutte le forze del Cremlino. Se la situazione dovesse sfuggire di mano, Putin potrebbe intervenire. Allo stesso tempo, però, presidente e premier avranno modo di lavorare a stretto contatto per dare continuità alle politiche che hanno segnato la rinascita della Russia. Il putinismo è appena iniziato. Valerio Fabbri geopolitica.info.

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IL POTERE DEL BUROCRATE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-03-08 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA IL POTERE DEL BUROCRATE di FULVIO CAMMARANO "L a burocrazia è bella", si potrebbe dire parafrasando Padoa-Schioppa. Infatti, senza quei pubblici uffici a cui demandiamo l'esecuzione operativa e il controllo amministrativo della legge, non ci sarebbe la società moderna. Tuttavia, quando il fenomeno degenera, si trasforma in burocratismo cioè nella perversa moltiplicazione degli atti dell'applicazione normativa, uno dei più subdoli veleni dello sviluppo sociale. A farne le spese siamo tutti noi costretti quotidianamente a pagare il "pizzo burocratico": quanto tempo perso, frustrazioni, iniziative arenate giacciono ai piedi di quell'altare! Il fenomeno, tra l'altro, nonostante il decentramento regionale, vari tentativi di riforme e migliaia di studi e dibattiti sul tema, appare sempre più esteso. Anche la nobile battaglia di Franco Bassanini per la semplificazione e delegificazione di alcune materie sembra in gran parte vanificata perché le leggi sono state surrogate dai regolamenti ministeriali, cioè da norme di rango secondario ma non per questo meno insidiose. Come mai accettiamo una simile degenerazione? Pare diffuso, tra i cittadini, un sentimento di rassegnazione, frutto della convinzione che il burocratismo sia un'entità metafisica contro cui è vano combattere. Per questo il tema ormai sopravvive nel discorso pubblico solo come intercalare, un mantra a cui non si fa più caso. Non esistono, però, ricette semplici, anche perché, buttando l'acqua sporca del burocratismo, dobbiamo stare attenti a salvare il bambino della efficienza burocratica. Un primo passo necessario è guardare criticamente nei meandri della burocrazia: le degenerazioni, di solito, proliferano dove c'è la tranquilla penombra dell'irresponsabilità politica. Come tutti i fenomeni umani anche il burocratismo non discende dal cielo ma è il prodotto di persone in carne e ossa, a partire dai legislatori (per lo più ministri e assessori visto che ormai quasi tutte le leggi promanano dall'esecutivo) che sottoscrivono leggi redatte, non di rado con i piedi, da funzionari. Ecco la prima tappa del calvario, perché la legge scritta male moltiplica l'arbitrio burocratico e lo scaricabarile applicativo. Tuttavia è nella fase successiva, quella dell'interpretazione attuativa da parte di uffici e istituzioni locali, che assistiamo all'apoteosi del burocratismo. Di fronte all'attuale ipergiuridicizzazione dell'esistente, i funzionari delle singole amministrazioni, incaricati di dar corso con criteri unitari alla legge, vengono fatalmente attratti dal burocratismo, preferendo, com'è umanamente comprensibile, l'interpretazione che meglio li tutela dalle insidie dell'assunzione di responsabilità, cioè quella più capziosa e "respingente " possibile. CONTINUA A PAGINA 17.

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Il potere del burocrate (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-08 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Dalla Prima Il potere del burocrate Inoltre il burocrate, quando diventa burocratista, tende, magari inconsciamente, a complicare l'interpretazione della legge o a irrigidirla per incrementare l'importanza del proprio ruolo anche in considerazione del fatto che, per lo più, è indifferente se non ostile alla materia trattata. Tale processo degenerativo è direttamente proporzionale al declino della politica responsabile e creativa. Quando questa perde la propria funzione progettuale la lotta per il potere tende a trasformarsi in conflitto sulle regole. Il burocrate oggi sa di dover temere solo le gerarchie amministrative e con quelle dialoga, del tutto insensibile al grido di dolore del cittadino. Che fare dunque? In una società dove tutto è valutato, bisogna modificare criteri e parametri di giudizio dell'efficienza burocratica eliminando a ogni livello la leggenda della pratica burocratica "impersonale". Solo la politica, però, può disincagliare i vertici della burocrazia dalla convinzione che lo zelo risieda nella inerziale produzione di norme a mezzo di norme, peraltro lesiva della sana cultura giuridica. E solo la politica può favorire l'emersione di una nuova cultura burocratica, quella (qua e là già presente) che s'impegna, sia nei confronti del referente normativo sia verso i cittadini, nella battaglia per la riduzione del ridondante e dell'oscuro: diamo la croce di Cavaliere del lavoro ai funzionari più pugnaci in questo senso. Decisivo è il livello locale. Associazioni e stampa dovrebbero favorire lobby per la "liberazione municipale" dalla degenerazione burocratica. A Bologna potrebbe nascere un osservatorio in cui volontari e giuristi del nostro Ateneo segnalano (per far modificare) leggi e interpretazioni lesive della logica e della dignità dei cittadini. Cominciamo da settori vitali: università, sanità, Camera di commercio. Magari un giorno non lontano potremmo affiggere all'ingresso di Bologna il cartello "Comune libero dal burocratismo". Fulvio Cammarano.

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Aggravi di costi e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-08 - pag: 4 autore: Le critiche dei costruttori alle disposizioni per l'edilizia "Aggravi di costi e burocrazia" Valeria Uva ROMA Il decreto sulla sicurezza dedica un intero titolo, il IV, all'edilizia e ai cantieri. Sono finite qui, inasprite, tutte le regole che finora avevano governato il settore dal punto di vista anti– infortunistico. La novità principale è la cancellazione delle vecchie soglie che finora facevano scattare gli adempimenti solo per cantieri di una certa importanza. Ora invece basta che in un cantiere siano presenti anche solo due imprese insieme per rendere obbligatorio il piano di sicurezza e la nomina di due tu-tori: i coordinatori per la progettazione e l'esecuzione. "Con il risultato – commenta il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti – che anche il proprietario di un appartamento che deve ristrutturare il bagno dovrà controllare il piano di sicurezza, indicare e pagare queste due figure". E le sanzioni per gli inadempienti sono aumentate: anche il proprietario rischia l'arresto da tre a sei mesi o l'ammenda da 3mila a 12mila euro. "Questo testo unico, almeno nella versione diffusa prima del Consiglio dei ministri, comporterà per i cittadinie i costruttori solo un aggravio di burocrazia e un inasprimento di pene già pesanti" commenta amaro Buzzetti. Per l'associazione dei costruttori il decreto interrompe un lungo cammino fatto insieme da Governo, costruttori e sindacati. Un cammino che doveva servire a superare il "marchio " che bolla l'edilizia come la culla del lavoro nero svolto in condizione di totale insicurezza. "Quando si parla di incidenti sul lavoro si pensa solo e soltanto all'edilizia. Nessuno va oltre il luogo comune". Oltre il luogo comune, secondo l'Ance, c'è invece il lavoro fatto in questi ultimi anni proprio contro il lavoro nero e per la cultura della sicurezza. E qui Buzzetti segnala i risultati: "Il documento unico sulla regolarità contributiva che ha fatto emergere quasi 200mila lavoratori sconosciuti è una nostra proposta, così come l'obbligo del tesserino di riconoscimento e la comunicazione delle nuove assunzioni da fare il giorno prima per evitare lo strano fenomeno degli infortuni che, guarda caso, capitavano tutti al primo giorno di lavoro ". Ma i costruttori sanno che non basta. Occorre investire di più nella prevenzione. E dunque nella trattativa sul rinnovo del Ccnl dell'edilizia Ance e sindacati hanno già raggiunto l'intesa per 8 ore annuali di formazione obbligatoria. Buzzetti offre anche di più: "Per combattere davvero la piaga degli infortuni vanno forrmati anche gli imprenditori: perché per aprire un ristorante servono esami e controlli e per l'impresa edile no? Chiediamo un visto d'ingresso anche per noi, ma non vogliamo morire di sola burocrazia e sanzioni". CONCERTAZIONE SMARRITA Per Paolo Buzzetti, presidente Ance, si è fatto un passo indietro rispetto ai progressi di questi ultimi anni.

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Quadri e cornici (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-03-08 - pag: 12 autore: Quadri e cornici La preparazione delle liste mi lascia molto perplesso: vedo una rincorsa a candidare persone note e uomini-comunicazione. Si è fatta una battaglia contro i professionisti della politica, ma forse si sta esagerando in senso contrario. Davvero questi uomini immagine saranno capaci di occuparsi dei problemi del Paese? Mario Nove e-mail U na volta, quando i partiti avevano radici nel Paese, si chiamavano "quadri", erano il nerbo, la burocrazia della politica. Segretari degli organismi comunali, della provincia. Ora che i partiti sono diventati fantasmi e vivono nelle persone dei loro capi; e i loro capi passano il tempo attendati nelle interviste sui giornali, nelle chiacchiere alla radio o nei talkshow della tv, è normale che prevalgano gli uomini e le donne della "comunicazione". Infarciscono le liste, occupano i posti. Addetti stampa, portavoce, scrittori-ombra dei discorsi. Magari, la prossima volta toccherà ai ventriloqui. - Aliquote ed evasione C'è chi afferma che la lotta all'evasione fiscale si combatte con la riduzione delle aliquote. A me pare assai improbabile che evasori incalliti siano disposti a dichiarare maggiori imponibili con il risultato pratico di pagare, in virtù di ridotte aliquote, le stesse tasse di prima. Meno probabile ancora che siano disposti a pagarne di più solo per compiacenza verso uno Stato meno esoso. Facile quindi concludere che la diminuzione delle aliquote, quand'anche portasse a una riduzione dell'evasione, difficilmente garantirebbe maggiori entrate per l'Erario. Si potrebbe ancora aggiungere, con una punta di malizia, che gli evasori le riduzioni sono abituatia farsele loro nella misura in cui più gli aggrada. Giorgio Pellegatti Cittadella (PD) La Siae in albergo L'articolo "L'albergatore non paga solo la Siae", pubblicato sul Sole 24 Ore del 3 marzo, richiede alcune precisazioni. L'articolo 58 della legge 633/1941 è tra le disposizioni di carattere eccezionale previste in relazione all'importanza del servizio pubblico di radiodiffusione e prevede un equo compenso agli autori solo per l'esecuzione delle opere con apparecchi radiofonici nei pubblici esercizi. Questa norma non può essere applicata, quindi, alle trasmissioni televisive, le cui diffusioni di opere protette devono essere specificamente autorizzate. Se l'albergo consente ai suoi ospiti la fruizione di programmi televisivi senza l'autorizzazione della Siae, viola la legge sul diritto d'autore (articolo 16 Legge 633/1941) e realizza un'attività che ha sicura rilevanza penale. Daniela d'Isa Capo Ufficio stampa Siae Caro-assicurazione Il premio assicurativo del mio vecchio ciclomotore (immatricolato nel 1999 e mai coinvolto in sinistri) quest'anno aumenterà del 29% (da 241 a 311 euro). Secondo la compagnia assicurativa, "l'aumento è determinato principalmente dall'impatto della nuova procedura di risarcimento diretto ... che, di fatto, penalizza i motociclisti". Mi piacerebbe sapere chi è stato il mattacchione che ha ideato il nuovo sistema, e quanto ci guadagnano le compagnie. Giuseppe Musolino Santo Stefano d'Aspromonte (RC).

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Cascetta: <Entro due anni ventitremila posti barca> Pinetamare, via ai lavori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-03-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La fiera Seicento espositori e "cittadella del mare" a Mergellina Cascetta: "Entro due anni ventitremila posti barca" Pinetamare, via ai lavori Oggi alla Mostra s'inaugura il Nautiscud Al Salone partecipa anche la polizia di Stato con un proprio stand: in mostra attrezzature sub e i nuovi acquascooter NAPOLI - Piove, governo ladro; ma, miracolo, all'ora della presentazione del Nauticsud un raggio di sole riesce a bucare le nuvole nere e si insedia caldo e gioioso nella baia di Mergellina che immediatamente ritrova i suoi magici colori. L'incantesimo dura solo pochi minuti, ma scalda il cuore degli esperti che fradici di acqua non sapevano come augurare buon viaggio alla navicella della Fiera nautica, giunta alla 39ma edizione, che per nove giorni riporterà Napoli al rango appannato di regina del diportismo. Dalla "pancia" del Tortuga, un veliero adattato alle convention marine, tutti esprimono questo auspicio: l'assessore regionale Ennio Cascetta, che ha appena finito di leggere i giudizi compiaciuti degli esperti del Mondo per il modo con cui procede il piano per i trasporti, annuncia che stanno partendo i lavori per il "marina" di Castelvolturno e che tra due anni avremo 23.500 posti barca. Non facciamo fatica a credere all'assessore - soprattutto per quanto riguarda Pinetamare che è una sua "creatura" -, ma per farlo bisogna chiudere gli occhi sulla scandalosa situazione napoletana. La città ha fame di posti barca ma non riesce a dotarsi di una rete di approdi turistici di qualità per soddisfare una domanda che potrebbe cambiare il destino turistico della città. Soprattutto in un periodo di vacche magrissime come l'attuale. Piove, governo ladro; ma tutti i relatori pensano positivo. Il presidente della Mostra, Raffaele Cercola, prende addirittura un impegno: "Per il Nauticsud del quarantennale organizzeremo una edizione super". E Lino Ferrara, il patron che è riuscito a portare un vento di novità scuotendo l'inerzia della rassegna che tirava a campare senza sussulti: "Questo sarà il salone delle barche - ha detto - non più il palco per piangere sulla mancanza di porti e sulla inerzia della burocrazia comunale e delle soprintendenze. Il Nauticsud farà sfilare in passerella alcune barche mai presentate altrove a conferma della bontà della scelta di puntare sul salone di primavera che è più stuzzicante di quello autunnale ". Si parte, dunque, e la città del mare allestita nella darsenetta lungo il molo Luise è in pieno allestimento: stand, spazi a mare, ieri tutto sembrava precario e difficile da assemblare, ma oggi, vedrete, con un colpo di bacchetta magica tutto sarà pronto per le prime prove tecniche. Lo spot ufficiale si svolgerà questa mattina alla Mostra nella cittadella di 720mila metri quadrati che ospiterà 1.600 imbarcazioni piccolissime, piccole, medie, maxi e ora anche gigayacht come si dice con una bruttissima parola. Seicento gli espositori e l'occhio fisso al mercato: si venderà molto o poco? Crediamo molto perché, ad onta della mancanza di spazi a mare, la barca è come l'auto: costa, consuma, ma non se ne può fare a meno. Carlo Franco.

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Trattativa-maratona fra le delegazioni dell'Udc e della Rosa Bianca. Obiettivo: trovare un acco (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rdo su una candidatura a sindaco comune, così come è già stato fatto a livello nazionale. Non è un'impresa facile. Primo, perché ormai entrambe le formazioni di centro hanno completato le liste. Non solo: Luciano Ciocchetti, candidato sindaco dell'Udc, ha già avviato una campagna elettorale intensa, con uno slogan forte ("il sindaco vero"), ha già svolto numerosi incontri con le forze sociali e imprenditoriali. Difficile, a questo punto, tirarsi indietro. Dall'altra parte, Mario Baccini, candidato sindaco della Rosa Bianca, si fa forte del sondaggio di Crespi Ricerche, che gli dà qualche frazione di punto in più rispetto al rappresentante dell'Udc. In attesa dell'esito della trattativa con la Rosa Bianca, comunque Ciocchetti non si è fermato e ha incontrato i rappresentanti di Confesercenti e Confartigianato. A questi ha presentato una serie di proposte che devono da una parte aiutare le piccole imprese, dall'altra favorire una diminuzione dei prezzi. Spiega Ciocchetti: "Bisogna fermare l'abusivismo commerciale e il degrado, aumentando la presenza delle forze dell'ordine, ricorrendo anche all'armamento dei vigili urbani. Serve un rapporto nuovo tra Comune e commercianti: troppa inutile burocrazia sulle licenze, sulle concessioni, sulle insegne. Meglio creare uno sportello unico. Ho inoltre proposto un patto tra amministrazione e piccoli commercianti per la riduzione delle tasse, che prevede meno balzelli in cambio di una riduzione dei prezzi su alcuni prodotti. Altro passo da fare sarà quello di dar vita ad un piano regolatore del commercio, una mappatura della città per impedire soprattutto il proliferare di mega centri commerciali che in questi anni sono sorti come "funghi"". M.Ev.

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Sulla sicurezza ha vinto Confindustria Pd-Pdl, <avanti padroni alla riscossa!> Laicità, come contrastare l'integralismo (sezione: Burocrazia)

( da "Liberazione" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sulla sicurezza ha vinto Confindustria Pd-Pdl, "avanti padroni alla riscossa!" Laicità, come contrastare l'integralismo E' nato il Montezemolo benedicente Caro direttore, c'è una nuova icona nella pittoresca raffigurazione mediatica della politica italiana che rende meglio di ogni altra immagine il senso della condivisione di intenti fra Pd e Pdl, fondendoli in un'unica figura plastica: "il Montezemolo benedicente"! Lo stratega, neanche più tanto occulto, del grande inciucio post elettorale, dopo il viatico rilasciato sulle candidature di Colaninno e Calearo nelle liste elettorali del Pd, non poteva far mancare la sua benedizione alla presenza di Antonio D'Amato, ex presidente di Confindustria, nelle compagini elettorali berlusconiane. Non pago della deferenza tributatagli dai leader dei due schieramenti, il gran capo degli industriali italiani ha pensato bene che fosse il caso di piazzare direttamente in Parlamento, e un minuto dopo al governo, i suoi sodali, perché si sa: fidarsi è bene, ma agire in prima persona è ancora meglio! E allora via libera alle candidature dei pezzi da novanta della grande impresa nelle liste dei due raggruppamenti che meglio rappresentano e tutelano gli interessi confindustriali. Pazienza se questi signori avranno qualche difficoltà a comprendere che con le buste paga fra le più basse d'Europa gli italiani non riescono a far quadrare i bilanci familiari o a mandare i figli all'università. Piuttosto ci racconteranno le loro storie di "self-made man" che sono partiti dal nulla ed oggi, che già hanno sulle spalle la responsabilità del futuro di tante famiglie di operai, sono disposti e pronti (bontà loro!) a prendersi anche l'onerosa responsabilità di governare il Paese! Potremmo forse dirgli che non avvertiamo per nulla il bisogno di una loro partecipazione diretta alla vita politica del Paese, visto che già basta e avanza la loro ingerenza dal pulpito di Viale dell'Astronomia e l'eco che ne viene dai maggiori quotidiani italiani? No, non glielo diciamo. Urliamolo! Con una campagna elettorale fatta dalla parte giusta, l'unica che conosciamo: quella della Sinistra Arcobaleno al fianco dei lavoratori! Giovanni Renella, Napoli Tornano le "corporazioni fasciste" Caro direttore, le ultime vicende politiche (le candidature per il Pd di Colaninno e Calearo, di Boccuzzi della ThyssenKrupp, il decalogo di Montezemolo) e sindacali (proposta di un nuovo modello di contratto del lavoro, e non solo - senza nessuna consultazione degli iscritti) stanno riportando il nostro paese alle origini del fascismo in Italia, quando il "Cavaliere" metteva nel sindacato "corporativo" imprenditori e operai sviluppando - come si direbbe oggi - una concertazione e riducendo così le conflittualità operaie sottomettendo le loro richieste alla "pace sociale" della rivoluzione fascista. Abbiamo visto com'è andata a finire. Ma, allora, non si era in "democrazia". Oggi è proprio un partito che si chiama solo più "democratico" a proporre lo stesso tipo di concertazione insieme a sindacalisti che in questo progetto mandano in soffitta sia l'accordo del luglio '93 (che già non convinceva per nulla), sia le deliberazioni del "rivoluzionario" XV congresso della Cgil che avrebbe tanto voluto "rimettere al centro il lavoro e riprogettare il Paese". L'unico interlocutore possibile per loro oggi è il governo, al cui fisco invocano le loro richieste di risarcimento possibile, non al padrone. Mi si dica se questa può considerarsi concertazione o subordinazione al capitale rinviando alle azioni di governo le relazioni industriali. Sulla stessa onda del Pd, per il quale sono le imprese le uniche risorse su cui contare: "lavoratori e imprenditori insieme per vincere nella competizione globale". Ma l'unico soggetto in campo, si capisce, per loro è l'impresa, non il lavoratore, e questo mostra, come spiega Dino Greco, il grado d'impoliticità della situazione, perché l'impresa è soggetto privato per definizione. Ma chi rappresenta oggi il "lavoro"? E i lavoratori hanno contezza di quanto sta accadendo? Hanno coscienza del disegno politico - oggi si direbbe bypartisan - che riduce la soggettività operaia e del mondo del lavoro a pura testimonianza senza voce in cui gli sarà consentito solo di chiedere l'elemosina spacciata come "salario per obiettivi", legato alla performance di impresa, dove al conflitto si sostituisce - in perfetto stile veltroniano - la nuova idilliaca dimensione collaborativa? Forse il Pd e la Cgil stanno sbagliando, aiutiamoli a correggersi guardando alla storia del movimento operaio e alla lotta di classe che è così ben presente ai "padroni" che non credono ai loro occhi di poter vincere così facilmente. Donato Antoniello, Rivalta di Torino (To) La sicurezza non deve essere monetizzata Cara "Liberazione", nonostante Montezemolo affermi che l'approvazione del decreto di attuazione della legge delega 123 sia "l'ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica", il dato reale è che alla fine hanno vinto loro, "i padroni", perché di fatto il diritto alla sicurezza è stato monetizzato perché nel decreto legislativo approvato se l'imprenditore si mette in regola dovrà solo pagare una multa da 8mila a 24mila euro evitando l'arresto. Mi permetto infine di ricordare a Luca Cordero di Montezemolo che formazione e prevenzione sono un dovere delle imprese già ora contrattualmente obbligatorio che spesso disattendono sia in modo diretto con i propri dipendenti sia in modo indiretto, esternalizzando lavorazioni in un pericoloso gioco di scatole cinesi dove le responsabilità sono scaricate sulla filiera dei subappalti e dell'infinito numero di imprese monopersona (ovvero gli artigiani) in un pericoloso meccanismo di ricatto perché se non accetti le condizioni poste non lavori. Da cittadino che crede nella giustizia e nel rispetto delle regole date, mi permetto infine di osservare che gli imprenditori nulla avrebbero comunque avuto da temere dall'apparato sanzionatorio per il semplice motivo che chi lavora nella legalità rispettando la legge nulla ha da temere dalla legge stessa. Claudio Gandolfi Bologna Le Asl, le imprese e i "lacciuoli" di Walter Veltroni Egregio direttore, leggo sul suo giornale che Veltroni promette agli imprenditori che, se il Pd vincerà le elezioni, "libererà il Paese da lacci e lacciuoli della burocrazia", per cui si potrà dar vita ad una impresa in una sola giornata. Personalmente non posso che concordare, però vorrei ricordare quanto già fatto dieci anni fa dalla buona legge Bassanini che ha istituito lo sportello unico delle imprese (non sempre ben accolta dai Comuni) e le leggi della Regione Lombardia che sostanzialmente ,per quanto riguarda il rispetto del Regolamento regionale di igiene per le nuove imprese consente l'autocertificazione dell'imprenditore, demandando alle Asl la verifica. Concettualmente concordo, ma le Asl hanno il personale per fare la verifica una volta insediata l'attività? Allo stesso modo Veltroni dice che l'unico adempimento delle imprese è il rispetto delle legge 626/94 (o testo unico successivo). E io mi domando: sa in quale grave carenza di personale tecnico sono le Asl? Dai morti e dalle dichiarazioni varie che leggo sui giornali non mi pare. Allora questa promessa fatta davanti agli imprenditori assomiglia a quella fatta da chi promette meno tasse senza prevedere come farà a reperire i soldi mancanti. Andrea Bagaglio, medico del lavoro Se gli italiani non si facessero abbindolare? Caro direttore, la voragine lasciata da Berlusconi è stata colmata, tanto è vero che l'Italia è rientrata nei parametri stabiliti dall'Europa. L'extragettito, il tesoretto famoso, è di oltre 10 miliardi (l'ha dichiarato ufficialmente Visco) - una bella cifra - che dovrebbe essere destinato in gran parte alla detassazione di salari e pensioni, secondo le promesse del governo morente. Però Berlusconi ed il delfino Fini parlano di sacrifici che ci saranno da fare "per le condizioni del paese" dicono loro. Se c'erano condizioni disastrose da affrontare le avevano lasciate loro, ora si tratta di portare a compimento il dovere di redistribuire il maltolto. Mi preoccupa questo richiamo ai sacrifici da fare, quando sono già stati fatti, dai poveri. Se costoro parlano di "sacrifici" non pensano certo ai loro protetti, 08/03/2008.

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Vera Keta Lunedì scorso il prefetto (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Vera Keta Lunedì scorso il prefetto ... Vera Keta Lunedì scorso il prefetto di Frosinone, Piero Cesari, ha scritto una circolare riguardante la sicurezza della circolazione stradale. Il documento contiene valide indicazioni circa la manutenzione ed è stata inoltrata alla direzione regionale Infrastrutture della Regione Lazio, all'Astral Strade Lazio, all'Amministrazione provinciale e ai sindaci dei comuni della provincia di Frosinone. La circolare vuole sensibilizzare i destinatari affinchè si adoperino ad intervenire relativamente alla messa in sicurezza delle arterie stradali. L'iniziativa è stata particolarmente apprezzata dal presidente del Comitato regionale di controllo contabile, Augusto Pigliacelli. "Esprimo il mio personale plauso all'iniziativa del prefetto Cesari - ha dichiarato Pigliacelli - è di questi giorni la risposta del prefetto ad una mia missiva relativa alle ormai dimenticate emergenze della S.S. Monti Lepini e della S.P. via Maria. Ciò testimonia l'alto senso istituzionale che entrambi nutriamo per i temi dello sviluppo attraverso i quali passa il progresso del nostro territorio. Quello della sicurezza stradale - prosegue Pigliacelli - è uno dei temi dell'agenda politica che questa classe dirigente ha eluso nel corso degli ultimi anni, evidenziando una scarsa sensibilità a rispondere fattivamente alle esigenze dei cittadini che invano hanno chiesto meno burocrazia e più semplificazione".

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Le richieste delle imprese ai partiti (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Il risvolto le richieste delle imprese ai partiti La burocrazia che finalmente funzioni, dopo le tante promesse fatte dagli schieramenti politici; più investimenti nella ricerca, la cenerentola dei bilanci statali; un concreto discorso sulle alternative energetiche al petrolio; riduzione delle tasse per far arretrare la forte pressione fiscale; attrarre capitali dall'estero, sostenere i consumi ed i redditi dei lavoratori, soprattutto monoreddito, e dei pensionati. Queste le principali richieste delle categorie produttive e dei sindacati alla politica in vista delal consultazione elettorale. Sempre più frequentemente, si parla di "modello Roma" e di "modello Lazio" e ci si richiama ai tassi di sviluppo della capitale e della regione, più alti rispetto alla media nazionale, ma va specificato che nel territorio laziale sussiste uno sviluppo a due, se non a tre, velocità per quanto riguarda il Lazio nord (province di Viterbo e Rieti) ed il Lazio meridionale (province di Frosinone e Latina). Ecco, se il "modello Roma" è oggettivamente valido, per quanto riguarda quello laziale, come dimostrato, è soltanto un artificio propagandistico. Perciò il prossimo parlamento, i rappresentanti del nostro territorio alla Camera dei deputati (eletti nella circoscrizione Lazio 2, che comprende le province frusinate e pontina) e quelli che entreranno a Palazzo Madama (la circoscrizione senatoriale comprende tutta la regione) avranno molto da lavorare al fine di cercare di colmare questo divario che sta creando diffuse sacche di sperequazione socio-economica nella comunità laziale. OREDROB:#SERLUC@%@.

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Sbloccate le norme sui progetti edili (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Sbloccate le norme sui progetti edili Si sblocca la burocrazia che ha messo le ganasce per 2 mesi all'edilizia pordenonese: le nuove norme tecniche delle costruzioni (Ntc) sono entrate in vigore, il 5 marzo. L'ufficio dei Lavori pubblici di Pordenone si prepara alla task-force e ha aumentato l'orario di sportello in via Oberdan, per committenti e progettisti. E' scattato, infatti, anche il periodo transitorio di applicazione facoltativa che consentirà, fino al 30 giugno 2009, l'uso delle nuove Ntc, oppure di quelle norme approvate con decreto ministeriale. "Ci aspettiamo un incremento dell'affluenza di pubblico per il deposito degli atti relativi alle opere strutturali - ha comunicato il direttore provinciale Gianfranco Valbusa - e abbiamo predisposto un orario di ricevimento potenziato. L'ufficio della direzione provinciale Lavori pubblici di Pordenone sarà aperto dalle 9.30 alle 13, con un incremento dell'organico del personale". "Si è sciolto il nodo sulla nostra attività progettuale - hanno commentato soddisfatti alcuni ingegneri e geometri provinciali -. Le attività edili riprendono a pieno ritmo, perché è possibile calcolare le strutture con la vecchia normativa, oppure con le nuove norme Ntc 2008. La proroga al 30 giugno 2009 non si applicherà, invece, alle nuove progettazioni di interventi relativi a edifici di interesse strategico, come scuole e ospedali e altro per garantire la sicurezza civile". (c.b.).

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Servono norme che facilitino la scelta di mettersi in proprio (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone "Servono norme che facilitino la scelta di mettersi in proprio" L'APPELLO Una legge regionale che semplifichi la nascita delle imprese femminili e le rafforzi. E' questo l'appello arrivato dal comitato per l'imprenditoria femminile di Pordenone che vede rappresentati tutti i settori: l'agricoltura con Patrizia Bomben, l'industria con Rossella Simon, il commercio con Patrizia Bavaresco, il sindacato con Laura Viel, l'artigianato con Barbara Bertoia e le cooperative con Nadia Venerus. "Speriamo che l'amministrazione regionale che va a rinnovarsi - ha detto a nome di tutte Simon - possa prestare particolare attenzione all'imprenditoria femminile". Come? Adottando un testo che possa calare su modello locale la legge 215 del '92, una norma che favorisce azioni positive per le imprese femminili ma con i limiti della burocrazia e spesso finanziamenti insufficienti. Basti pensare che negli ultimi due bandi sono state finanziate solo un terzo e la metà delle domande accolte di quelle presentate da imprenditrici pordenonesi. Altra questione che merita di essere affrontata, secondo il comitato, è la legge 53 che introduce disposizioni a sostegno della maternità ma rischia di penalizzare le piccole imprese. Il comitato in questi anni di attività ha sempre garantito, presso la camera di commercio, attività di sostegno e formazione all'imprenditoria femminile. Per dare maggiori informazioni sui servizi dell'organismo, è stata predisposta una brochure che sarà distribuita nel territorio.

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ELEZIONI/ CALDAROLA: CANDIDATURE, WATERLOO DI VELTRONI (GIORNALE) (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

08-03-2008 09:41 L'ex deputato Pd: errore di strategia e comunicazione Milano, 8 mar. (Apcom) - L'operazione liste del Pd "si è rivelata una vera Waterloo": lo scrive oggi in un intervento sulle colonne de Il Giornale il deputato uscente del Pd Peppino Caldarola. Secondo Caldarola, che si dice "serenamente fuori dalla politica", l'errore di Veltroni sulle candidature è stato duplice. "Il primo - scrive Caldarola - è l'aver concepito il centellinare dei nomi come un effetto-sorpresa che avrebbe dovuto stordire e affascinare l'elettorato mentre si è rivelato un vero boomerang. Ogni nome nuovo suscitava una reazione contraria. [...] Invece di aggiungere cose le candidature toglievano ogni giorno qualche consenso". Secondo Caldarola il secondo errore è stata "la gestione centralizzata e casalinga dei promossi e bocciati" che "è sfuggita interamente di mano al leader. Qui le vecchie burocrazie hanno fatto la loro parte peggiore. I territori sono stati mortificati, chi ha potuto ha infilato persone di fiducia". "L'operazione liste - conclude Peppino Caldarola - che era stata concepita come la più grande campagna mediatica della storia repubblicana si è rivelata una vera Waterloo".

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Savona: critiche da Assoutenti al numero segnalazione prezzi (sezione: Burocrazia)

( da "Savona news" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Critiche dall'Assoutenti di Gianluigi Taboga al Mister Prezzi provinciale istituito presso la camera di Commercio. " Rischia di diventare mister burocrazia, così come è stato organizzato", ha detto lo stesso vicepresidente nazionale dell'associazione dei consumatori Gianluigi Taboga, che giovedì ha partecipato ad una riunione del nuovo organismo, convocata a Palazzo Lamba Doria. " E' stato solo un approccio interlocutorio ? ha detto deluso Taboga ? non credo che in questo modo mister prezzi potrà davvero difendere e tutelare i consumatori, ma soprattutto abbassare i prezzi e le tariffe, i cui aumenti sono spesso ingiustificati". Intanto il numero verde, già attivo, 800955959, già digitato da molti savonesi, pare non abbia dato ancora risposte.

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Fabbio ai Lions: "nove mesi con un'amante" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornal.it" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

All'11° meeting del Lions Marengo, ieri sera al Ristorante il Grappolo, il Presidente Gianni Gomba ha presentato l'ospite della serata: "Abbiamo preteso il nostro Sindaco quale unico interlocutore affinchè ci tracci un bilancio trascorsi nove mesi dalla sua elezione". Davanti ai soci Lions e alcuni giornalisti ospiti della serata (Roberto Girardengo, direttore de Il Piccolo, Emma Camagna de La Stampa, Marco Caramagna Direttore di Voce ALessandrina, Nadia Minetti capo ufficio Stampa del Comune), Piercarlo Fabbio ha disegnato l'affresco di una città che dopo secoli sta cambiando. "Alessandria nasce come città fortezza in mezzo a due fiumi. Nasce perchè la Lega Lombarda ha bisogno di difendersi e si caraterizza nel tempo con tante caserme con un'attività prevalentemente militare. L'area mesopotamica di Alessandria però oggi cambia codice e passa da città chiusa a città aperta che deve competere e relazionarsi, tirar fuori talenti, creatività, fantasia per essere migliore delle altre. Per questo la città cambia forma si allarga e le zone di Spinetta e S.Michele avranno un incremento evolutivo." E poi via in volo sugli edifici per darne una visione Google Earth versione 2018: forte Bormida, Forte Ferrovia, Piazza d'armi che diventerà un parco urbano, i 53mila metri quadri della Valfrè gli 80 ettari della Cittadella che potrà essere Campus, Museo, vetrina prodotti o quanto "si saprà costruire insieme tenuto conto che ciò che oggi vediamo è stato la trasformazione in 75 anni di quel meraviglioso quartiere di Bergoglio con 14 mila abitanti e 35 chiese." E poi tutta una serie di interventi a mezzo tra specialisti della burocrazia e capaci politici che hanno sfilato un bel pò di quattrini all'Europa, 250 milioni di euro, con l'impegno a trovarne altrettanti nella realtà che accetta la sfida, per i programmi territoriali integrati, la Cittadella della Scienza e delle tecnologie dove per la prima volta le due Università Avogadro e Politecnico fanno parte dello stesso programma integrato. E non poteva mancare la logistica: "il nostro smistamento diventerà uno dei dieci grandi hub per la logistica: 500 mila metri quadri in due lotti." Un omaggio alla storia della nostra città, alla storia del Cristo come descritto da Luciano Bevilacqua "nella notte squassavano il buio le voci di coloro che chiamavano gli operai a scaricare i treni". Università, logistica, trasporti ferroviari, strumenti per far leggere la programmazione come il Piano Strategico di Sviluppo e Ospedale nuovo. Dove? "L'area proposta è quella dell'ex sanatorio Borsalino. Il 26 firmeremo il protocollo con l'intesa di mettere allo studio il fabbisogno reale dell'ospedale e il riutilizzo dell'ospedale maggiore e dell'ospedaletto" E poi i passaggi sulla città della cultura con un Teatro che diventa Fondazione quindi anche centro di produzione oltre che di rappresentazione:"In questi giorni stiamo rivedendo lo statuto dell'ATA che non sarà più srl ma Fondazione cioè il 2° teatro Stabile del Piemonte e il 17° italiano garantendosi quindi danari anche dallo Stato." Ed infine il patto dei Sindaci con l'Europa "tenuto conto che normalmente Bruxelles e Strasburgo si rapportano con le nazioni e le Regioni, aver portato Alessandria tra le 25 città europee selezionate e le sette italiane con cui programmare entro il 2020 la riduzione del Co2 con finanziamenti diretti, è una cosa importantissima" E questo passaggio Fabbio lo voleva proprio fare per togliersi qualche sassolino dalla scarpa messo da quegli ambientalisti che pensano che la cultura di centro destra sia autolesionista. Ma il colpo di teatro c'è stato in chiusura: "Si può guardare al futuro se si ha un quadro politico locale stabile e per questo ringrazio gli assessori e qui mi rivolgo a Gianni Olivieri e i consiglieri comunali e tra loro i presenti questa sera, Carmine Passalacqua, Antonio Maconi, Vittoria Poggio. Ringrazio soprattutto mia moglie perchè mi sopporta nonostante mi sottragga alla famiglia per un'amante ... che è questa città.".

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LAVORO E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici nazionali e locali dell'Ance. Al centro del dibattito, inevitabilmente, il provvedimento proposto dal governo (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I costruttori bocciano il decreto L'accusa: "Non servono nuove leggi, ce ne sono già a sufficienza". La proposta: "Più formazione e prevenzione, come si fa qui"     Ilaria Noro La piaga sociale dei morti sul lavoro non si combatte a suon di decreti e di nuove leggi, ma attraverso una nuova cultura della sicurezza, che passa attraverso la prevenzione e la formazione, non solo degli operai ma anche degli stessi imprenditori. I vertici dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili, sia nazionali che locali riuniti ieri mattina nella sala Vivaldi del centro congressi della fiera, hanno bocciato il decreto legge sulla sicurezza proposto in questi giorni dal Governo e delineano invece un diverso approccio, di cui Verona potrebbe essere capofila. Tanto che Lucia Coppa, vice caporedattore economico Rai Gr1, moderatrice della tavola rotonda del convegno dal titolo, "Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza", ha ipotizzato il modello veronese come esportabile in altre realtà nazionali. "Grazie alla collaborazione di istituzioni, enti e associazioni, il tavolo di concertazione e i vertici sulla sicurezza in prefettura, hanno dato ottimi risultati. Nel 2006 tra Verona e provincia gli infortuni sono diminuiti del 10 per cento. Dato che pare essere stato superato nel 2007, soprattutto se si leggono i numeri in relazione all'aumento degli operai iscritti alle casse edili, saliti a 13.800", ha spiegato Andrea Marani, presidente di Ance Verona. "Necessario è il rispetto delle regole. Ben vengano gli ispettori e i controlli, ma bisogna finirla di demonizzare una categoria che in realtà in questi anni ha impiegato molto su questi temi". Un plauso al modello veronese è venuto anche dal presidente Ance, Paolo Buzzati, che ha riservato i commenti più pungenti al nuovo decreto legge. "Non è con una legge che si risolvono i problemi: in Italia ne abbiamo talmente tante che non ci capisce più niente nessuno. È indubbiamente vero che il problema degli infortuni nel nostro Paese continua ad avere dimensioni preoccupanti. Tuttavia va riconosciuto che i passi avanti compiuti sono stati molti, sia a livello normativo che in termini di formazione, prevenzione e vigilanza", ha spiegato Buzzati, facendo riferimento all'introduzione del Durc, documento unico di regolarità contributiva. A difesa del "testo unico" si è invece schierato Giovanni Battafarano, responsabile segreteria tecnica del ministro del Lavoro e della previdenza sociale, che ha precisato che "non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza", rivolto a scuole, università, mondo della comunicazione e sistema delle imprese. "Con questa e con le altre iniziative che metteremo in campo vogliamo far sì che la collettività, e in particolare le giovani generazioni, puntino l'attenzione sull'importanza del diritto-dovere individuale e sociale della sicurezza", ha commentato Giuseppe Colleoni, presidente dell'Agenzia nonché vicepresidente nazionale Ance. Tutto veronese, ma divulgato a livello nazionale, è invece il primo corso on-line di informazione e sensibilizzazione, fruibile al sito www.ance.it, che in tre giorni ha avuto 550 visite, di cui il 50 per cento riguardano Verona. "Abbiamo preso in considerazione la caduta dall'alto, l'infortunio che causa più morti, e abbiamo argomentato 5 lezioni informative e un test finale", ha spiegato Alberto Guerra, presidente del Cpt, comitato paritetico territoriale.

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L'accusa: <Non servono nuove leggi, ce ne sono già a sufficienza>. La proposta: <Più formazione e prevenzione, come si fa qui> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAVORO E SICUREZZA. Ieri in città riunione dei vertici nazionali e locali dell'Ance. Al centro del dibattito, inevitabilmente, il provvedimento proposto dal governo I costruttori bocciano il decreto L'accusa: "Non servono nuove leggi, ce ne sono già a sufficienza". La proposta: "Più formazione e prevenzione, come si fa qui"     Ilaria Noro La piaga sociale dei morti sul lavoro non si combatte a suon di decreti e di nuove leggi, ma attraverso una nuova cultura della sicurezza, che passa attraverso la prevenzione e la formazione, non solo degli operai ma anche degli stessi imprenditori. I vertici dell'Ance, associazione nazionale costruttori edili, sia nazionali che locali riuniti ieri mattina nella sala Vivaldi del centro congressi della fiera, hanno bocciato il decreto legge sulla sicurezza proposto in questi giorni dal Governo e delineano invece un diverso approccio, di cui Verona potrebbe essere capofila. Tanto che Lucia Coppa, vice caporedattore economico Rai Gr1, moderatrice della tavola rotonda del convegno dal titolo, "Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza", ha ipotizzato il modello veronese come esportabile in altre realtà nazionali. "Grazie alla collaborazione di istituzioni, enti e associazioni, il tavolo di concertazione e i vertici sulla sicurezza in prefettura, hanno dato ottimi risultati. Nel 2006 tra Verona e provincia gli infortuni sono diminuiti del 10 per cento. Dato che pare essere stato superato nel 2007, soprattutto se si leggono i numeri in relazione all'aumento degli operai iscritti alle casse edili, saliti a 13.800", ha spiegato Andrea Marani, presidente di Ance Verona. "Necessario è il rispetto delle regole. Ben vengano gli ispettori e i controlli, ma bisogna finirla di demonizzare una categoria che in realtà in questi anni ha impiegato molto su questi temi". Un plauso al modello veronese è venuto anche dal presidente Ance, Paolo Buzzati, che ha riservato i commenti più pungenti al nuovo decreto legge. "Non è con una legge che si risolvono i problemi: in Italia ne abbiamo talmente tante che non ci capisce più niente nessuno. È indubbiamente vero che il problema degli infortuni nel nostro Paese continua ad avere dimensioni preoccupanti. Tuttavia va riconosciuto che i passi avanti compiuti sono stati molti, sia a livello normativo che in termini di formazione, prevenzione e vigilanza", ha spiegato Buzzati, facendo riferimento all'introduzione del Durc, documento unico di regolarità contributiva. A difesa del "testo unico" si è invece schierato Giovanni Battafarano, responsabile segreteria tecnica del ministro del Lavoro e della previdenza sociale, che ha precisato che "non si tratta di un surplus di burocrazia, ma di un testo che aggiunge tutele e le estende a tutti i lavoratori, precari e cittadini immigrati". Durante il convegno, l'Agenzia Ance per la Cultura della sicurezza ha assegnato i premi alle 4 categorie vincitrici del "Concorso nazionale 2007 per la diffusione della cultura della sicurezza", rivolto a scuole, università, mondo della comunicazione e sistema delle imprese. "Con questa e con le altre iniziative che metteremo in campo vogliamo far sì che la collettività, e in particolare le giovani generazioni, puntino l'attenzione sull'importanza del diritto-dovere individuale e sociale della sicurezza", ha commentato Giuseppe Colleoni, presidente dell'Agenzia nonché vicepresidente nazionale Ance. Tutto veronese, ma divulgato a livello nazionale, è invece il primo corso on-line di informazione e sensibilizzazione, fruibile al sito www.ance.it, che in tre giorni ha avuto 550 visite, di cui il 50 per cento riguardano Verona. "Abbiamo preso in considerazione la caduta dall'alto, l'infortunio che causa più morti, e abbiamo argomentato 5 lezioni informative e un test finale", ha spiegato Alberto Guerra, presidente del Cpt, comitato paritetico territoriale.

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Il legale: "Chiederemo spiegazioni al ministero degli Esteri" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SAN SEVERINO - "Anch'io consiglio a tutti di vedere il film Fuga di mezzanotte. Solo così si può capire in che condizioni abbia vissuto Dino Borri". A parlare è l'avvocato Giampaolo Cicconi che assiste il giovane settempedano arrestato in Russia a causa di un errore legato alla burocrazia. "Per fortuna il mio cliente ha un fisico forte. Se una vicenda del genere fosse capitata a qualcun altro ci avrebbe anche potuto lasciare le penne. Tre anni fa, in un caso analogo, una persona morì in carcere a causa della mancanza di insulina". Ora il legale vuole andare fino in fondo alla vicenda. "Come prima cosa scriverò alla Farnesina: voglio capire di chi è la responsabilità. Bisogna vedere se lo Stato italiano ha l'obbligo di dare immediata comunicazione della modifica dei passaporti. In Russia si è verificato un incidente diplomatico". Secondo il legale questa vicenda ha dell'incredibile. "Non è possibile che nel 2008 possano ancora accadere cose di questo tipo. Non stiamo parlando di un passaporto senza foto o senza timbro. Era tutto a norma". Riguardo ai passaporti, ora gli uffici consolari italiani all'estero e le Questure rilasciano un nuovo modello di tipo elettronico, utilizzando più moderne tecnologie che offrono standard più elevati di sicurezza. Il passaporto elettronico è dotato di particolari caratteristiche di stampa anticontraffazione e di un microprocessore che consente la registrazione dei dati, certificati elettronicamente, riguardanti il titolare del documento e l'Autorità che lo ha rilasciato. Un ulteriore dato - relativo alle impronte digitali - potrà essere inserito nel microprocessore, dopo l'adozione di un apposito regolamento in discussione in ambito Comunitario. Purtroppo però Borri aveva rinnovato il passaporto nel 2001. E quel modello alla polizia russa, non risultava. D.FER.,.

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"Infortuni sul lavoro, meglio prevenire" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le associazioni d'impresa contro il decreto. Premiate due "madri coraggio" "Infortuni sul lavoro, meglio prevenire" ANCONA - Sicurezza sul lavoro, il dibattito si accende. Le associazioni d'impresa contestano il decreto del Governo e temono un aumento del lavoro nero per sfuggire a regole giudicate "punitive". "Nelle Marche la cultura della sicurezza si va facendo strada già da anni senza bisogno del timore di sanzioni", precisano Confartigianato e Cna in una nota siglata insieme ad altre da 14 organizzazioni. Se nel 2004 gli infortuni sul lavoro nelle imprese marchigiane erano 31.218 di cui 34 mortali, in tre anni sono scesi a 29.381 nel 2007 di cui 31 mortali. "Insomma - dicono le associazioni - più che inasprire le sanzioni ed aumentare la burocrazia delle regole, occorre intervenire sulla cultura della sicurezza sia tra gli imprenditori sia tra i lavoratori ed è proprio quello che stiamo facendo come associazioni imprenditoriali in collaborazione con l'Inail regionale". Stesso tono per Apindustria di Ancona e Macerata. "I numerosi ispettori che controllano le imprese - denuncia il presidente Mario Donati - si limitano spesso a multare, senza svolgere, come è previsto, un'adeguata attività preventiva di informazione alle aziende. Siamo favorevoli ad un inasprimento delle pene, ma solo davanti ad episodi di assoluta ed indiscutibile gravità, non per i cavilli formali". Ma intanto, il problema resta. Due madri, Graziella Marota e Valeria Parrini Toffolutti, che hanno perso i figli per incidenti sul lavoro, hanno ricevuto ieri il premio "Non solo mimose 2008" promosso dal patronato dell'Inca Cgil in occasione dell'8 marzo. Andrea, 23 anni, figlio di Graziella, è morto schiacciato dalla pressa alla quale lavorava, il 20 giugno 2006, nella ditta Asoplast di Ortezzano (Ascoli). Ruggero, figlio di Valeria, è stato stritolato da un ingranaggio nello stabilimento Magona di Piombino nel marzo del 1998.

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I fuochi d'artificio di Veltroni> (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Alberto Annicchiarico commenti - | | SPECIALE ELEZIONI 2008 Berlusconi al Palalido: "Finiti i fuochi d'artificio di Veltroni" di Alberto Annicchiarico Silvio Berlusconi al palalido di Milano con Gianfranco Fini per dare il via alla campagna elettorale del Popolo delle libertà. Subito le parole d'ordine del programma, la "ricetta liberale", e i primi provvedimenti che saranno presi dal nuovo governo del centro-destra se gli italiani lo premieranno con il voto: via l'Ici, detassazione degli straordinari ("un incitamento a lavorare di più e consumare di più") e aiuti alle famiglie. "La sinistra - ha detto Berlusconi - ha eliminato il sostegno economico per i nuovo nati: torneremo a darlo sin dal primo consiglio dei ministri". Il leader del Pdl ha anche presentato lo Statuto del nuovo partito, che ha tra i principi fondanti quello della sussidiarietà. Sull'avversario del Partito democratico, Walter Veltroni: "La campagna elettorale della sinistra si è quasi esaurita. Sono terminati i fuochi di artificio. Ha detto vado solo io, senza alleanze. È stata una finta perché hanno aggregato radicali e giustizialisti. Si troveranno insieme cattolici e mangiapreti, e ciò è inconciliabile". Quindi, un attacco ancora più diretto: "Veltroni, questo giovane praticante della politica che invece di laurearsi si è diplomato nella fiction, in cinema...". Quanto ai sondaggi, "ci dicono che il Pd è in regresso, mentre noi non siamo mai scesi sotto un vantaggio di dieci punti. A loro resta l'arma della disinformazione, quella di far circolare sondaggi e malori falsi, ma io sto benissimo". In ogni caso, Berlusconi ha fatto un appello per il voto utile da dare ai due partiti maggiori. Munito di un foglietto, l'ex premier ha spiegato il funzionamento dell'attuale legge elettorale ricordando che alla Camera e al Senato bisogna superare lo sbarramento rispettivamente del 4% e dell'8%. Quindi "di fatto le uniche forze politiche che possono avere la maggioranza relativa di voti sono il Pdl, con le forze apparentate, o il Pd con le forze apparentate. Perciò, se si vuole impedire una vittoria del Pd, l'unica via efficace è votare Pdl. Altri voti per partiti minori sono dispersi, inutili, fanno il gioco dell'altra parte politica". Parole che non faranno certamente contento Pierferdinando Casini, leader dei centristi dell'Udc. Ancora il programma: provvedimenti su immigrazione e sicurezza, ma anche grandi opere. "La sinistra ha lasciato porte aperte ai clandestini: daremo il via da subito a un piano per accogliere chi ha intenzione di venire qui per darci una mano e innalzare le loro condizioni di vita: sarà benvenuto solo chi ha un lavoro". Sul fronte sicurezza più risorse alle forze dell'ordine, cominciando dai poliziotti di quartiere. Quanto alle grandi opere sarà ripreso il filo del discorso lasciato a metà con la fine del precedente quinquennio a guida centro-destra (2001-2006). A cominciare dal Ponte di Messina, un sogno mai abbandonato, quello della Sicilia unita al continente. E poi i costi della burocrazia: "Ogni tedesco paga 3 mila euro allo Stato per i servizi, in Italia gli euro sono 4.500. Occorre uno Stato efficiente che costi meno, a cominciare dall'eliminazione degli enti inutili". Berlusconi ha spiegato la filosofia delle scelte economiche del Pdl: "Meno tasse sulla famiglia, sul lavoro sulle imprese, per dare più consumi e posti di lavoro. Anche con aliquote più basse lo Stato incassa di più. Questa è la nostra semplice ricetta". Berlusconi ha anche parlato delle liste elettorali, chiuse dopo una notte insonne. "Non esistono tutte le candidature che ho visto stamattina sui giornali. Sono Fasulle". E poi: "Abbiamo deciso di portare in Parlamento il 30% delle donne - è andato avanti il Cavaliere - e lo dico oggi che è l'8 marzo, la festa dell'altra metà del cielo. E allora si scatena subito una corsa, a dire che sono tutte fidanzate mie, di Gianfranco Fini". 8 marzo 2008.

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Verona: calano del 10% gli infortuni in edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I dati emersi nel convegno che si è svolto a Veronafiere organizzato dall Ance Verona: calano del 10% gli infortuni in edilizia Gli infortuni in edilizia sono calati del 10% nel 2006 in provincia di Verona. Il dato è emerso ieri in occasione del convegno che si è svolto a Veronafiere organizzato dall Ance nazionale e da Ance Verona sul tema Qualità delle imprese condizione essenziale per la sicurezza . L Ance Verona dal 3 marzo ha attivato un corso di formazione online sulla sicurezza che ha già raccolto 600 adesioni e che coinvolgerà imprenditori e dipendenti. Andrea Marani presidente di Ance Verona ha sferrato un attacco contro la burocrazia: "In molti casi i nostri imprenditori vanno sempre meno nei cantieri perché troppo impegnati a seguire la parte burocratica del lavoro, che è divenuta opprimente. Ci rivolgiamo quindi a chi legifera affinché tenga conto delle nostre richieste. Basta con leggi, leggine e circolari, servono poche ma chiare norme". Il presidente di Ance Verona ha quindi chiesto pene severe a chi non rispetta le regole: "Pene dure a chi non rispetta le norme sulla sicurezza, in modo particolare a quei cantieri aperti abusivamente. Se servono più ispettori si assumano. Cerchiamo inoltre di fare una distinzione sugli incidenti sul lavoro: non imputiamoli quasi sempre ai costruttori! Se muore, purtroppo, un agricoltore, schiacciato dal trattore, o un camion fa un incidente non vedo quali attinenze possa avere con i cantieri". Critico il presidente di Ance nazionale Paolo Buzzetti che si è soffermato sul testo unico sulla sicurezza approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri: "Abbiamo i cantieri tra i più sicuri d Europa e le sanzioni troppo pesanti del Testo unico sulla sicurezza non ci piacciono per niente. Del testo unico sulla sicurezza non ci piace niente, sia per la fretta con cui è stato varato, sia per l appesantimento delle sanzioni che contiene". Sanzioni, che il presidente dell associazione costruttori bolla come: "Pesantissime e assolutamente inutili: non si può intervenire soltanto criminalizzando gli imprenditori e sull onda emotiva dell emergenza". [Data pubblicazione: 08/03/2008].

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PINO NAZIO DIRETTORE DELLA TELEVISIONE IPPICA (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nuovo direttore di Unire TV, la televisione che trasmette quotidianamente le corse dei cavalli in Italia, secondo quanto anticipato da un quotidiano ippico nazionale, sarà Pino Nazio, che, in occasione del concorso bandito dall'Unire (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) per gli incarichi giornalistici di Unire TV, ha registrato un punteggio di gran lunga superiore a quello del secondo classificato. Ed, infatti, non poteva essere diversamente, poiché il cinquantenne Nazio 50 anni, dopo aver maturato una lunga esperienza in RAI, dirige Unire TV dal 2001, sia pure con il grado atipico di vice-direttore (uno dei tanti misteri della burocrazia italiana...). Il direttore Nuzio sarà affiancato dai redattori Salvatore Mattii, Antonietta Di Vizia e Laura Rebiscini;mentre il ruolo di segretaria di redazione sarà ricoperto da Nella Savona. Da segnalare che per Salvatore Mattii, voce storica dell'ippodromo San Paolo di Montegiorgio, è un ritorno a Roma, avendo già fatto parte del Comitato di Redazione nel 2001. Nel frattempo, però, l Unire non solo non ha ancora pubblicato l'esito del concorso, ma dallo scorso primo febbraio non ha rinnovato i contratti in essere. Pertanto, proprio per denunciare questa situazione è stata convocata una conferenza stampa, che si svolgerà il 12 marzo a Roma nella sede della Federazione Nazionale della Stampa (il sindacato dei giornalisti). Mar. Gaz. [Data pubblicazione: 07/03/2008].

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GARA DI APPALTO DA RIPETERE PER LA PISCINA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MARCIANISE/1 Gara di appalto da ripetere per la piscina FRANCO AGRIPPA Marcianise. Si allungano i tempi per la realizzazione della piscina comunale. Per l'impianto sportivo tanto atteso dai marcianisani e che dovrà essere costruito nell'area della scuola Manzoni nel rione 167 si dovrà ripetere il bando di gara, poiché una delle imprese che doveva partecipare ai lavori è risultata non in regola con la certificazione antimafia. Le operazioni per la costruzione di una piscina semiolimpionica completa di strutture di supporto come spogliatoi, palestra e spalti dovevano già iniziare da un po' di tempo dopo l'assegnazione dell'appalto ad un'associazione d'imprese risultata vincitrice della gara svoltasi lo scorso 20 novembre. Ma, nei giorni scorsi, è giunta in Comune dalla Prefettura la comunicazione dell'irregolarità di una delle ditte partecipanti all'Ati per cui l'appalto è stato revocato. Insomma, quando non ci si mettono la burocrazia o le beghe politiche a rallentare la realizzazione delle opere pubbliche intervengono altri problemi. La costruzione della piscina pubblica è una questione che si trascina ormai da anni a Marcianise. In un primo momento l'amministrazione guidata da Fecondo aveva programmato di realizzarla nell'area sportiva, nei pressi del velodromo, poi, dopo una lunga discussione all'interno della maggioranza fu individuata l'area della scuola Manzoni. Acquisita la copertura finanziaria, circa due anni sono poi passati per l'ultimazione del progetto e le regolari deliberazioni del consiglio comunale e della giunta fino ad arrivare alla gara d'appalto del novembre scorso che faceva vedere vicina la conclusione di un iter molto travagliato che, con il provvedimento intervenuto, ritorna nuovamente indietro. Non è l'unico appalto di un'opera pubblica che a Marcianise ha avuto un percorso pieno di difficoltà. Proprio ieri è stata nuovamente bandita la gara d'appalto per la costruzioni dei due parcheggi nel centro storico, in via Musone e via Mundo, che scade il 15 aprile prossimo. Anche per le due aree di sosta che conterranno circa 70 posti auto è la seconda volta che si bandisce la gara a più di due anni di distanza dall'acquisizione degli immobili (palazzo Zarrillo a via Musone e palazzo Morelli a via Mundo) costati oltre un milione di euro. I lavori appaltati nel 2006 furono interrotti dopo l'abbattimento dell'immobile di via Musone perché il Comune rescisse il contratto con la società edile che li stava realizzando in quanto, anche se era in possesso del certificato antimafia, la prefettura espresse dei dubbi sulla sua trasparenza. Ne è seguito poi un contenzioso al TAR con la società che, pochi mesi fa, ha dato ragione all'amministrazione comunale.

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Semplificazione e snellezza parole ignote a palazzo Chigi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Semplificazione e snellezza parole ignote a palazzo Chigi (...) Si dimentica poi di rilevare come negli anni questo impegno abbia portato, nel nostro Paese ed in provincia di Treviso, ad una riduzione degli infortuni e una parte di questi avviene sulla strada e nell'uso di mezzi di trasporto.C'è un unico aspetto da salvare del nuovo provvedimento: per la prima volta si parla di prevenzione partendo dalla 'persona' e questo a partire dai banchi di scuola. E' un segnale che deve essere amplificato perché, lo ripeto, ancor prima che sulle macchine e attrezzature la vera cultura della sicurezza si fa proprio sulla persona, sulla capacità di percepire il rischio e sul modo corretto e responsabile di lavorare e di utilizzare macchine e mezzi di protezione. E per far questo alcune risorse ci sono già, basti pensare agli attivi miliardari dell'Inail negli ultimi anni, e altre si devono trovare.Ma insieme alle risorse ci vuole anche una volontà politica di dar corpo a questa visione. Il decreto punta ancora agli strumenti di sempre: l'esaltazione della burocrazia e l'inasprimento delle sanzioni. Sembra quasi che il Legislatore anziché fare reale prevenzione e cultura della sicurezza (a partire dai dipendenti pubblici dove si registra ancora un elevato numero di infortuni sul lavoro) si salvi l'anima con più sanzioni. Sull'inasprimento delle pene si è detto molto. E' vero che abbiamo ottenuto un'attenuazione, ad esito dell'azione di Confindustria; ma vorrei solo ribadire come si continui a non distinguere tra mancanze gravi, che pongono effettivamente a rischio la salute del lavoratori, e le irregolarità formali. Il problema vero per le imprese è che tali irregolarità rischiano di essere sempre numerose, visto che sono stati introdotti nuovi adempimenti, registi da timbrare eccetera e senza nemmeno prevedere un periodo transitorio di applicazione.Semplificazione? Snellezza? Parole ignote a Palazzo Chigi. Ancora una volta si andrà a colpire le aziende che operano nella regolarità e trasparenza, che vedranno aumentare solamente gli adempimenti burocratici ed i rischi di errori solamente formali. E così non si fa nessun passo avanti, anzi si torna indietro. Un'occasione è stata persa.Luciano MiottoVicepresidente Unindustriacon delega alle Relazioni Sindacalie agli Affari Sociali.

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