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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  7-4-2008      #TOP


Report "Burocrazia"

Tra le imprese e i lavoratori del nord Italia prevale negli ( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da una burocrazia inefficiente e spesso arrogante e, non ultimo, ci si sente soffocati da un senso di abbandono che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Sulla base della sua esperienza decennale di amministratore e forte delle sue competenze da imprenditore, Riccardo Illy in questo volume ?

Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la <questione ( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che hanno investito la parte più dinamica del paese.

L'Intercity c'è, i biglietti no ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia delle Ferrovie. Sino a sabato mattina, quel treno risultava ancora cancellato. "Non acquistabile perché sospesa", indicavano sia il sito ufficiale, che il call center di Trenitalia. L'inghippo è stato risolto nel pomeriggio, quando i terminali dell'azienda hanno finalmente riconosciuto la soluzione che conferma il servizio attuale rinviando il nodo dei tagli a giugno,

Creatività giovanile nei nuovi spazi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creativi e dinamici della città spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar modo con i giovani.

Scienziati extra-ue: 7 mesi per un permesso ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che a causa della burocrazia italiana spesso si vedono costretti a rinunciare ad attività, convegni e workshop internazionali che si svolgono negli altri Paesi dell'Ue: in attesa del permesso di soggiorno rimangono "intrappolati" nel nostro Paese, senza poter tornare a casa o muoversi al di fuori dei confini nazionali.

Antonaz: la scuola va regionalizzata burocrazia, ridurre i costi del 20 % ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la scuola va regionalizzata Burocrazia, ridurre i costi del 20 % TRIESTE Si candida per la Regione - contrariamente al 2003 - e punta al bis per completare l'attività dei primi cinque anni. Roberto Antonaz, assessore all'istruzione, cultura, sport e pace non teme le distanze tra sinistra Arcobaleno e presidente Illy, apre al presidente sulla regionalizzazione della scuola,

Dagli autotrasportatori al futuro dell'ospedale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e della pressione fiscale. Sono stati questi gli impegni assunti dal candidato alla Camera del Partito democratico, Sergio Zaia, durante un incontro con alcuni operatori del settore del mobile. CAlessandro Galeazzi, candidato alle politiche della Destra, ha rimarcato la necessità di contrastare i monopoli della grande distribuzione nel corso di un incontro che ha avuto

Pensioni, emigranti in rivolta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli emigrati devono vedersela con la burocrazia una volta raggiunta l'età della pensione. Di questo si è parlato nell'incontro provinciale organizzato dall'Anea, l'associazione di emigranti, composta per il 90 per cento da chi ha lavorato in Australia, che si è tenuta ieri a San Quirino, nella sala riunioni della Bcc.

Scienziati extraeuropei: 7 mesi per un permesso ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia blocca l'attività dei ricercatori che spesso si vedono costretti a rinunciare a convegni e workshop all'estero Scienziati extraeuropei: 7 mesi per un permesso Una lettera al questore dagli enti che auspicano una rapida accelerazione TRIESTE Nel migliore dei casi riescono a ottenere un permesso di soggiorno in 4 mesi,

Di pietro: sì all'euroregione purché non spezzetti l'italia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riducendo i costi del lavoro e agendo sull'eccessiva burocrazia attraverso una delegificazione. Prima della regionalizzazione c'era il decentramento. Ogni organizzazione statale aveva un ufficio decentrato e questo ha moltiplicato passaggi e problemi. Con la regionalizzazione questo non serve più, lo stesso sistema delle province va rivisto.

L'asl ritarda a concedere i permessi ( da "Tirreno, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e parziale incompetenza. Sono queste le accuse, neppure tanto velate, che Piero Messineo muove alla direzione dell'unità operativa, gestione del personale dell'Usl 4 dopo che da oltre un mese attende una risposta sulla sua richiesta di beneficiare di permessi retribuiti come prevede la legge 194/1992 per assistere la madre malata del morbo di Alzheimer.

Braccio di ferro su filmitalia il cinema italiano si divide - franco montini ( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla mancanza di burocrazia. Temiamo che se Filmitalia venisse assorbita in una struttura più complicata, come è Cinecittà Holding, tutto diverrebbe più difficile e farraginoso e per la struttura sarebbe impossibile lavorare come ha sempre fatto". Tuttavia le osservazioni di autori e produttori non convincono affatto i vertici del Gruppo Pubblico.

Calearo: Il vero muro in Veneto? Convincere i sindacalisti e gli indecisi di centrodestra ( da "Unita, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Snocciola i punti salienti del programma: meno burocrazia con "il cittadino non servo dello Stato ma cliente" e sicurezza declinata con pene certe. Tasse? "Meno ma per tutti, chi le paga non è cretino e chi non le paga va in galera, senza condoni". Non è un fan dei Dico: "Preferisco i Faccio".

Diritti e impegno per tutti, anche per i disabili ( da "Unita, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il Pd vuole riorganizzare la burocrazia delle certificazioni: oggi servono certificazioni diverse, rilasciate da enti diversi, per scuola, patente, accompagnamento, eccetera. Ma le famiglie delle persone disabili non possono permettersi di spendere buona parte del loro tempo girando da ufficio in ufficio".

<Risorse per la sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia, garantire sicurezza ai cittadini e certezza dei tempi per la realizzazione delle opere, prestare attenzione al territorio: Antonio di Pietro, ministro delle Infrastrutture ha colto l'occasione della visita di ieri all'Edil 2008, alla Fiera di Bergamo, per indicare le priorità dell'Italia dei valori.

Binetti: <Cattolici e sinistra: sintesi nel Pd> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dando nuovo slancio verso la modernità, semplificando leggi e burocrazia e favorendo le energie presenti nel Paese. Mi sembra un elemento speranza per tutti". È possibile una convivenza tra cultura, posizioni etiche e anche religiose diverse nel Pd? "Sì. Ma dire che è possibile non significa dire che sia già stato fatto o che sia facile;

Domani Formigoni al palacreberg coi comici di zelig ( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tema centrale le politiche familiari, che hanno innovato l'approccio ai servizi socio-sanitari ed educativi, ma anche abbattimento della burocrazia, impegno per le infrastrutture. Nella serata anche uno spettacolo di cabaret con Beppe Braida e Paolo Migone, noti protagonisti della trasmissione televisiva Zelig. L'ingresso è libero.

Niente Doc a chi non produce ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una vera e propria inflazione di burocrazia. Basti pensare che il sistema in Italia conta oggi 352 riconoscimenti. Alle ben 316 Doc si aggiungono 36 Docg (denominazioni d'origine controllate e garantite) che insieme coprono il 32% della produzione italiana. Il resto è rappresentato dai vini da tavola (che detengono una quota del 41%) e infine dalle Igt (

Un riassetto frenato da dubbi e resistenze ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché i tagli operati alla burocrazia e agli sprechi si sono rivelati insufficienti rispetto alle nuove disposizioni della Finanziaria. In particolare, la riforma avviata in Campania prevedeva una timida contrazione, da 27 a 25, del numero delle Comunità. L'adeguamento del testo alla Finanziaria si rende necessario anche per ridurre le indennità dei consiglieri.

Nessuna notizia dopo il clic day ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IMMIGRAZIONE data: 2008-04-07 - pag: 11 autore: Famiglie e burocrazia. Le testimonianze Nessuna notizia dopo il clic day Cristiano Dell'Oste Storie di ordinaria burocrazia. La signora B.Z. vive a Milano, ha due figli piccoli e un terzo in arrivo. è una mamma che lavora e vorrebbe un aiuto. Martedì 18 dicembre 2007 –

FORUM ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Roma attrae "Roma è più attraente che in passato per le multinazionali, ma i problemi restano". Ne hanno parlato in un forum al "Corriere" Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma). La richieste sono: meno burocrazia, meno tasse, più infrastrutture.

SE IL CONFINE ATTRAVERSA LA CAPITALE ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sarà perché è il cuore del potere politico e della burocrazia. Sarà perché Roma presenta tassi di crescita economica nettamente superiori alla media nazionale. O sarà semplicemente perché alcune multinazionali non possono prescindere dall'Italia, e allora meglio venirsene qua. In ogni caso, meno male che ci sono.

Modello Roma, i voti dei manager ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la città attrae di più Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice e più infrastrutture: i top manager delle multinazionali attive a Roma chiedono alla politica una svolta. Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma), venerdì hanno preso parte a un forum del Corriere della Sera sul modello Roma,

Pietro Guindani <Roma è centro di decisioni, le aziende devono stare qui> ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E cioè: c'è una cattiva notizia, qui c'è troppa burocrazia. Ma c'è anche una buona notizia: ci sono tanti modi per aggirarla. Comunque quello italiano è un mercato ad altissimo consumo, con un posizionamento geografico importante e grandissime risorse umane".

Francesco Valli <La burocrazia complessa scoraggia le imprese> ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BREVI Francesco Valli "La burocrazia complessa scoraggia le imprese" \\ CORRIERE: Si avvicinano le elezioni. Che cosa chiedono le multinazionali alla politica locale e nazionale? Pietro Guindani: "La vera prioprità è la semplificazione. Al di là dei livelli assoluti delle aliquote, le multinazionali si attendono da qualsiasi governo,

Aurelio Regina <Alla politica chiediamo scelte rapide e incisive> ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Aurelio Regina: "Alla politica chiediamo provvedimenti che favoriscano la concorrenza, vogliamo meno burocrazia e un sistema fiscale più semplice e meno oneroso. Servono scelte coraggiose incisive. Ci auguriamo che dalle urna esca una maggioranza in grando di prendere decisioni importanti per il paese".

In 6 anni multinazionali cresciute del 10% <Ma attenti all'eccesso di concertazione> ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice ed equo, più infrastrutture: alla vigilia delle elezioni, sono queste le richieste alla politica formulate dalle aziende multinazionali attive nella Capitale. Manager di primissimo piano hanno partecipato venerdì scorso al forum del "Corriere della Sera" per parlare del modello Roma.

Il sì dei top manager <Roma attrae> ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e il fisco vanno semplificati. E sono necessarie più infrastrutture". CORRIERE: Ma qual è il giudizio delle multinazionali sulle capacità di attrazione di Roma e dell'Italia? Pietro Guindani: "Uno studio pubblicato da Confindustria dice chiaramente quali sono le debolezze del sistema Italia: l'88% imprese cita al primo posto la burocrazia,

Mazzoni, il questore scomodo. E punito ( da "Corriere Alto Adige" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: competitivi con gli stessi nel trovare occupazione non solo nella burocrazia, ma in ogni altra arte o mestiere". Più avanti, allargando il quadro politico: "La pretesa da parte della classe politica trentina di mette sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti- tedesca e per una rivalsa nettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio,

Un voto chiaro per la ripresa dello sviluppo ( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia che soffoca le imprese, la sanità e la collaborazione pubblico-privato. In provincia avremmo delle grandi occasioni da poter sfruttare, come il turismo e le terme di Fiuggi, ma cosa si fa? Nel nostro territorio non si riesce ancora a fare sistema e così le tante opportunità svaniscono.

La delusione ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-07 num: - pag: 10 categoria: BREVI La delusione Doveva contrastare i soprusi della burocrazia. è diventato strumento di chi governa.

Dalla Tav al Mose, ecco la lista delle incompiute ( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra la burocrazia e il populismo affondano e si ritardano i grandi progetti infrastrutturali italiani. Molte grandi opere concepite da più di 15 anni ancora non sono state terminate e non c'è solo il Ponte sullo Stretto a risaltare in questo tragico elenco di incompiute.

Coltrinari a Spacca: snellire la burocrazia a vantaggio delle ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia a vantaggio delle CNA CHE BELLA Fermo che si apre alla gente. Che meraviglia una città che, anche solo per due giorni, si fa museo a cielo aperto e si mette in mostra, svelando misteri e piccoli, incantevoli segreti. Sono le giornate di primavera del Fai, con i volontari della delegazione fermana sparsi nei luoghi più interessanti della città ad accogliere gente,

L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che per una carrozzina o un passeggino rappresentano zone invalicabili.Uscendo dalla strade per entrare in negozi, abbiamo notato quasi ovunque l'impossibilità, per una carrozzina di entrare autonomamente, e anche all'interno degli stessi vari problemi, molto spesso dovuti alla burocrazia. Pecchioli Luca.

Occasione di rivincita ( da "Panorama" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco perché la battaglia con Smirne scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi. I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.

Gli artigiani chiedono tutela e riconoscimento ( da "Arena.it, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sia troppo spesso la causa di lentezza e impedimento del movimento dell'economia. Il paragone usato per sottolineare "l'immobilismo politico ed economico" è stato quello del parcheggio delle Poste. Vertici locali dell'Upa-Confartigianato dal presidente nazionale Giovanmaria Rizzi, a quello regionale Daniele Parisotto e provinciale Ferdinando Albini hanno ribadito il carattere

Mercatismo, l'ultima moda pret-a-porter degli ex Pci ( da "Avanti!" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le libertà economiche erano stati sostituiti da una burocrazia del partito unico. Una burocrazia incapace, vessatoria, inefficiente, burocratica. In secondo luogo, negli ultimi decenni, si è sviluppato un processo di globalizzazione quasi incontrollato con effetti che oggi siamo in grado di valutare (inflazione prezzi delle materie prime, petrolio, crisi finanziaria e monetaria,

SNELLIRE la burocrazia attraverso la rete per far crescere ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 27 SNELLIRE la burocrazia attraverso la rete per far crescere l'impresa. Questa la ricetta di Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo, che risponde alle aspettative del presidente della Regione Gian Mario Spacca, illustrate nel corso dell'incontro con i presidenti regionali Cna.

Le soluzioni per i piccoli ( da "Corriere Adriatico" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è il grande nemico delle piccole imprese; occorre dare seguito alla proposta europea di ridurre del 25 per cento gli oneri amministrativi. Costi della politica. Il taglio di tali costi per noi artigiani significa riduzione delle Comunità Montane, aggregazione dei micro-comuni ed abolizione degli enti intermedi.

Nuove imprese ora è più facile renderle attive ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 17 Nuove imprese ora è più facile renderle attive Una nuova procedura che grazie all'uso dell'Ict taglia i tempi della burocrazia MASSIMILIANO DI PACE Si preannunciano tempi più facili per gli italiani che vogliono aprire un'impresa, visto che da poche settimane è partita in via sperimentale una nuova procedura che rende più semplice e rapido l'avvio di una nuova attività.

Burocrazia, fisco esoso, strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di mercato ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BANCHE E IMPRESE Burocrazia, fisco esoso, strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di mercato wall street journal La situazione italiana non è certamente delle più brillanti e l'instabilità politica non contribuisce a migliorare le cose. I giornali stranieri, da sempre pronti ad elargire insegnamenti e consigli,

Creatività giovanile nei nuovi spazi ( da "Brescia Oggi" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creativi e dinamici della città spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar modo con i giovani.

Sangalli (Pd): ''Sicurezza questione di formazione e consapevolezza'' ( da "ADN Kronos" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incongruenza per cui spesso in passato il governo decideva, l'Inail si metteva a disposizione, ma poi mancavano i decreti attuativi per collegare l'uno all'altro. Non vogliamo che la burocrazia diventi uno strumento per non fare prevenzione sul lavoro, impedendo all'Inail di agire e al governo di rendere operative le proprie decisioni''.

Associazione a tutela del malato, rinnovo del consiglio direttivo ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bacchetta' però la burocrazia dell'ospedale: "Per il ritiro dei referti il paziente è obbligato a venire fisicamente allo sportello, mentre il responso potrebbe essere trasmesso per via telematica direttamente al medico di base - e prosegue - non si capisce perché la dichiarazione del reddito debba essere fatta allo sportello,

Berlusconi per la quinta volta: in Italia c'è qualcosa che non va ERNESTO GHISONI ( da "Libertà" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: padani delle meraviglie del federalismo che altro non è che più burocrazia, più clientelismo, più poltrone e più sprechi e farà dell'Italia una grande Ceppalonia. La politica quand'è senza ideali o è cosa pratica o cosa sporca. In ogni caso favorisce il populismo ed il qualunquismo. C'è qualcosa che non va in un paese che presenta per la quinta volta lo stesso candidato premier.

È nata "Diritti Diretti" ( da "superEva notizie" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza, rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti coerenti". Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.

Suo marito è scappato lasciandola con due figli e il mutuo casa da pagare ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con la burocrazia vigente in materia, potrebbero volerci diversi mesi per ottenere la vendita dell'immobile.Nel frattempo, Silvia non sa dove poter alloggiare, anche perchè a giorni dovrà abbandonare quella che finora è stata la casa sua e dei due bambini.


Articoli

Tra le imprese e i lavoratori del nord Italia prevale negli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sommario Tra le imprese e i lavoratori del nord Italia prevale negli ... Tra le imprese e i lavoratori del nord Italia prevale negli ultimi anni un profondo senso di "accerchiamento": ci si sente circondati da un'Europa che in molti casi cresce a velocità doppia rispetto e gode di trattamenti fiscali impensabili in Italia; da una burocrazia inefficiente e spesso arrogante e, non ultimo, ci si sente soffocati da un senso di abbandono che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Sulla base della sua esperienza decennale di amministratore e forte delle sue competenze da imprenditore, Riccardo Illy in questo volume ? scritto in collaborazione con il giornalista del Corriere Enzo d'Errico ? affronta il grande tema del malessere del Nord Italia. E con Così perdiamo il nord (Mondadori), offre la sua ricetta al dibattito pubblico per ridare slancio, ottimismo e fiducia a quelle regioni da cui dipende il benessere e la crescita di molti.

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Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la <questione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sommario Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la "questione ... Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la "questione settentrionale" è diventata uno dei trailer mediatici più di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo nord, ha sempre perso. Nord terra ostile, appunto. Attraverso un'analisi acuta e disincantata, Marco Alfieri racconta in Nord terra ostile (Marsilio) la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del "posto fisso", il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che hanno investito la parte più dinamica del paese.

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L'Intercity c'è, i biglietti no (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sbloccate in ritardo le prenotazioni dei posti per Roma Salvato in extremis dalla Regione Toscana, che ha messo sul tavolo le risorse (leggasi centinaia di migliaia di euro) per coprire le spese di sei Intercity tra quelli che Trenitalia avrebbe tagliato a partire da oggi, il collegamento diretto tra Mantova e Roma ha dovuto fare i conti con la burocrazia delle Ferrovie. Sino a sabato mattina, quel treno risultava ancora cancellato. "Non acquistabile perché sospesa", indicavano sia il sito ufficiale, che il call center di Trenitalia. L'inghippo è stato risolto nel pomeriggio, quando i terminali dell'azienda hanno finalmente riconosciuto la soluzione che conferma il servizio attuale rinviando il nodo dei tagli a giugno, quando verrà ripensato l'intero orario nazionale. La decisione di tagliare lo Scaligero Verona-Roma, assieme a gran parte degli altri treni a lunga percorrenza per cui - dicono le Fs - "i ricavi sono molto più bassi delle spese", era stata annunciata dall'azienda un mese fa. Lasciando aperto uno spiraglio al governo e alle Regioni: salvare i collegamenti a rischio mettendo mano al portafogli. La Lombardia ha detto no (secondo i consiglieri di maggioranza Maccari e Lucchini non c'erano le risorse e, anche in caso contrario, la Regione non avrebbero potute spenderle per quello), la Toscana l'ha pensata diversamente ed ha aperto le trattative. Che si sono chiuse a quattro giorni dall'entrata in vigore dei tagli, scongiurando la soppressione dell'Intercity 577 Verona-Roma, del Plus 596 Napoli-Verona, del 645 Milano-Livorno, del 647 Milano-Grosseto, del 664 Livorno-Milano e del 672 Grosseto-Milano.

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Creatività giovanile nei nuovi spazi (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AL PAGODINO. PER "DIALOGHI CON LA CITTÀ" Creatività giovanile nei nuovi spazi È in programma stasera alle 19.30, al Pagodino di via Langer (la strada che collega il Castello con piazzale Arnaldo) l'incontro dei "Dialoghi con la città", sul tema "Spazi urbani e creatività giovanile: dove nasce la fabbrica del futuro?", che chiude la seconda fase del progetto realizzato con il contributo della Fondazione Asm e curato da Gigi Cristoforetti. Gli spazi urbani, i luoghi creativi e dinamici della città spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar modo con i giovani. L'appuntamento, coordinato da Barbara Badiani (Università degli Studi di Brescia), Luca Borsoni (Studio AS), Nicola Giuliani (Ufficio Manifestazioni - Fondazione Brescia Musei) vedrà anche la partecipazione di don Marco Mori, direttore dell'Ufficio Oratori e Pastorale Giovanile. Ospiti dell'incontro Andrea Lissoni (Xing - Festival Netmage) e Luca Martinazzoli (urban planning e cultural policy).

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Scienziati extra-ue: 7 mesi per un permesso (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli studiosi provenienti da Paesi non comunitari devono spesso rinunciare per motivi burocratici ad attività e convegni internazionali L'arrivo del certificato spesso coincide con la sua scadenza e dunque con la necessità di rinnovo Scienziati extra-Ue: 7 mesi per un permesso Tempi lunghi per i documenti, impossibile lasciare Trieste: gli enti scrivono al questore Nel migliore dei casi riescono a ottenere un permesso di soggiorno in quattro mesi, ma il più delle volte il rilascio del documento arriva dopo oltre sette mesi e spesso coincide con la sua scadenza e con la conseguente necessità di rinnovo. Un circolo vizioso che si ripete e danneggia quella che da tempo è considerata la principale risorsa della nostra città: la ricerca scientifica. Già, perché a dover affrontare quotidianamente un'odissea di carte bollate, timbri, impronte digitali e lunghe attese in questura non sono clandestini, ma ricercatori e scienziati provenienti da Paesi extraeuropei, che a causa della burocrazia italiana spesso si vedono costretti a rinunciare ad attività, convegni e workshop internazionali che si svolgono negli altri Paesi dell'Ue: in attesa del permesso di soggiorno rimangono "intrappolati" nel nostro Paese, senza poter tornare a casa o muoversi al di fuori dei confini nazionali. La situazione è peggiorata ulteriormente lo scorso febbraio con l'entrata in vigore del decreto legislativo 17/2008 che aveva invece l'obiettivo di agevolare l'entrata nel Paese di questi cittadini: per un'anomalia tutta italiana, la nuova legge ha bloccato il provvedimento che abilitava gli enti ad avviare la convenzione di accoglienza e così, se prima per loro era difficile arrivare in Italia, ora è diventato addirittura impossibile. A denunciare la situazione in cui si ritrovano spesso le menti più brillanti presenti in città sono state le principali organizzazioni scientifiche triestine, che in una lettera indirizzata al questore di Trieste Domenico Mazzilli hanno auspicato un suo intervento per "rendere più agevole l'arrivo e la permanenza in città di chi con la propria attività di studio e ricerca contribuisce a diffondere nel mondo l'immagine internazionale di Trieste "Città della Scienza"". E proprio per accendere i riflettori sulla questione, nei giorni scorsi si è tenuta alla Sissa una tavola rotonda cui hanno preso parte, tra gli altri, Andrea Crivelli, responsabile delle risorse umane di Sincrotrone, Roberto Cosolini, assessore regionale all'Università e ricerca, l'onorevole Ds Walter Tocci e Nataliya Shcherbakova, dottoranda della Sissa. Tra le storie di questi ricercatori c'è quella di Emiliy Ngubia Kuria, dal Kenia, studentessa di dottorato in neuroscienze cognitive e originaria: "A marzo avrei dovuto partecipare a un'importante conferenza a Copenhagen, ma non sono potuta partire perché il mio permesso di soggiorno, richiesto a ottobre 2007, ancora non è pronto". Feyer Vitaliy, borsista di Sincrotrone, è bloccato da un mese e mezzo a Kiev, in Ucraina perché il consolato tarda a rilasciargli in visto per lavoro. Una ragazza indiana intanto ha dovuto rimandare il matrimonio perché impossibilitata a uscire dall'Italia. Durante l'incontro alla Sissa sono state avanzate proposte migliorative, come quella, suggerita da Andrea Crivelli, di istituire uno sportello ad hoc per ricercatori extracomunitari. L'argomento verrà sollevato nuovamente il prossimo 16 aprile a Fest, Fiera internazionale dell'editoria scientifica. Elisa Lenarduzzi.

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Antonaz: la scuola va regionalizzata burocrazia, ridurre i costi del 20 % (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore alla Cultura si ricandida. "Vorrei tornare in giunta e completare la legge sull'istruzione" Antonaz: la scuola va regionalizzata Burocrazia, ridurre i costi del 20 % TRIESTE Si candida per la Regione - contrariamente al 2003 - e punta al bis per completare l'attività dei primi cinque anni. Roberto Antonaz, assessore all'istruzione, cultura, sport e pace non teme le distanze tra sinistra Arcobaleno e presidente Illy, apre al presidente sulla regionalizzazione della scuola, non rinnega la legge sul friulano - semmai "è Tondo che si vergogna di essere friulano" - e per il prossimo quinquennio prende un impegno: "Dobbiamo ridurre ancor di più i costi della politica, tagliare del 20 per cento la spesa della macchina amministrativa". Assessore, come mai ha scelto di ricandidarsi? Tutte le persone che hanno una certa visibilità all'interno del centrosinistra avrebbero dovuto candidarsi per consentire a Intesa democratica di vincere. Ho scelto di correre per le regionali a Gorizia per favorire la vittoria del centro sinistra. Di cosa è più orgoglioso in questi cinque anni da assessore all'Istruzione, Cultura, sport e pace? Il mio è un assessorato complesso per cui le cose sono tante. Si va dalla ristrutturazione degli impianti sportivi - circa 70 milioni investiti -, al comodato d'uso gratuito per i libri di testo, alla legge sull'alfabetizzazione informatica, alla legge sui giovani. Per quel che riguarda l'istruzione i nostri ragazzi, secondo l'indagine Ocse Pisa sono primi in Italia nelle conoscenza delle materie scientifiche e letterarie. Non è merito della Regione ma sicuramente la Regione ha il merito di aver creato un rapporto sempre più stretto con la scuola, oltre che di finanziare tanti provvedimenti importanti. Scuola che il presidente Illy vorrebbe rendere regionale, cosa ne pensa? Condivido il percorso tracciato da Illy e già avviato in questo mandato: ordinamento statale e gestione regionale perché conosciamo il territorio meglio di Roma sappiamo dove aprire o chiudere una scuola, quale formazione aggiuntiva possa servire agli insegnanti. Tutto questo già lo stiamo facendo. Tra i provvedimenti che ha portato avanti alcuni sono stati duramente attaccati dal centro destra: la legge sul friulano e quella sull'immigrazione. Tondo sembra intenzionato a cambiarli. La legge sull'immigrazione è avanzata tanto che regioni come il Veneto e la Lombardia, non certo di centrosinistra, la stanno studiando. Molto poi è stato fatto - parliamo di cento progetti l'anno - in campo di cooperazione e sviluppo. Nella nostra regione pur essendoci un alto tasso di stranieri il livello di integrazione è buono e in parte credo anche grazie alla norma regionale. Il centro destra è solito far leva sulla paura dello straniero per prendere voti. Lo mostra l'idea del censimento, che è uno spot elettorale. E sul friulano? Una legge che è stata strumentalizzata in molte parti. Rientra nel pacchetto di leggi per favorire il plurilinguismo, come la legge sullo sloveno e quella sul tedesco che faremo nel prossimo mandato. Non è vero che spendiamo maggiori risorse - il friulano a scuola si insegna dal 2001 - né che imponiamo la lingua a chi risiede fuori dall'area friulanofona. E' singolare questo attacco di Tondo, evidentemente si vergogna di parlare friulano visto che dice che la marilenghe andrebbe parlata solo a casa. Spera di tornare in giunta? Se sì con le stesse deleghe? Non mi dispiacerebbe, vorrei completare alcune leggi che non siamo riusciti ad approvare, come la legge su istruzione e formazione. Non teme le divisioni rispetto a Illy specie in tema di infrastrutture e sanità? Le differenze ci sono sempre state eppure abbiamo governato. Non ho difficoltà a dire che il 90 per cento dei provvedimenti che abbiamo approvato in questi anni sono stati da me pienamente condivisi. Alcuni li ho subiti in altri casi ho votato contro, come altri assessori. Questa autonomia rimarrà e credo valga per tutti i partiti. Altri impegni che secondo lei dovete prendervi con gli elettori? Ridurre ancor di più i costi della politica. In questi anni sono state tagliate le direzioni, molto è stato fatto ma si può lavorare ancora: tagliare del 20 per cento almeno i costi della macchina amministrativa. Martina Milia.

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Dagli autotrasportatori al futuro dell'ospedale (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Dagli autotrasportatori al futuro dell'ospedale Dichiarazioni e agenda dei candidati VERSO IL VOTO C"I nostri autotrasportatori sono indifesi verso la concorrenza sleale dei tir dell'Est Europa e la giunta regionale sembra aver dimenticato troppo velocemente la loro protesta". A sottolinearlo Antonio Pedicini, candidato alle regionali del Popolo della libertà. C"In cinque anni di governo del centro-sinistra e del presidente Illy l'unico progetto per il Piancavallo prevedeva il collegamento delle piste da sci con l'Alpago. Non solo, fortunatamente, non è stato realizzato, ma non è neanche più tra le priorità del centro-sinistra". A rimarcarlo Maurizio Salvador, candidato dell'Udc al consiglio regionale. CPaolo Santin e Isidoro Gottardo incontreranno iscritti e simpatizzanti del Pdl stasera, alle 20.30, al ristorante "da Micio" di Caneva, in via Roma. Al centro dell'incontro la necessità di cambiare governo regionale. CPaolo Pupulin, candidato del Partito democratico alle regionali, sarà alle 8.30 al mercato di Maniago e alle 11 a quello di Azzano Decimo. Alle 19 incontrerà i cittadini della circoscrizione Centro presso la Prosciutteria Martin di piazza della Motta. CIl buongoverno nell'azione del centro-sinistra è stato rimarcato dal vice presidente della Regione, Gianfranco Moretton, capolista del Pd, in occasione di un incontro che si è tenuto a Casarsa. Moretton è stato introdotto dal segretario, Francesco Colussi, e dal capogruppo, Paolo Lamanna. CUn tavolo di confronto con i sindacati e gli enti territoriali per monitorare gli sviluppi della presenza di Electrolux in Italia è stato sollecitato da Ruben Colussi, capolista della Sinistra arcobaleno, dopo la manifestazione sindacale di Scandicci. Colussi sarà stamane al mercato di Azzano. CGiovanni De Lorenzi, candidato di Italia dei valori alle regionali, sarà presente con il proprio "Punto d'ascolto" a Maniago e nel pomeriggio a Vivaro. Tra le proposte un'authority per le nomine delle società pubbliche. CL'Udc sarà presente con un proprio banchetto ai mercati di Maniago e Azzano Decimo. Valorizzata l'attività svolta dai consiglieri regionali Maurizio Salvador e Gina Fasan. CIl candidato consigliere regionale del Pdl, Ermes Moras, incontrerà i cittadini oggi pomeriggio, alle 19, al bar Perissinotti di Prata. CIl candidato del Popolo della libertà al consiglio regionale, Mattia Callegaro, ha incontrato in località Camolli a Sacile un gruppo di cittadini. Tra le proposte l'istituzioni di un poliziotto di quartiere. CRiduzione della burocrazia e della pressione fiscale. Sono stati questi gli impegni assunti dal candidato alla Camera del Partito democratico, Sergio Zaia, durante un incontro con alcuni operatori del settore del mobile. CAlessandro Galeazzi, candidato alle politiche della Destra, ha rimarcato la necessità di contrastare i monopoli della grande distribuzione nel corso di un incontro che ha avuto con il presidente della Confartigianato, Silvano Pascolo. C"Salute e benessere sono un diritto fondamentale della persona. L'ospedale di Pordenone è una struttura di riferimento ed eccellenza, le cui particolarità vanno valorizzate". Lo ha rimarcato Vincenzo Romor, candidato del Pd al consiglio regionale, durante un incontro che si è tenuto a Cordenons che ha visto la partecipazione anche di Milena Del Zotto.

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Pensioni, emigranti in rivolta (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Se ne è parlato nell'incontro provinciale dell'Anea che si è tenuto ieri mattina alla Bcc di San Quirino Pensioni, emigranti in rivolta Annunciato un ricorso sulla tassazione di quelle australiane SAN QUIRINO. Dopo una vita di sacrifici, lavoro, lontani dalla propria terra per trovare fortuna a chilometri dal paese natale, gli emigrati devono vedersela con la burocrazia una volta raggiunta l'età della pensione. Di questo si è parlato nell'incontro provinciale organizzato dall'Anea, l'associazione di emigranti, composta per il 90 per cento da chi ha lavorato in Australia, che si è tenuta ieri a San Quirino, nella sala riunioni della Bcc. L'ex emigrante australiano che oggi risiede in Italia e percepisce una pensione anche dall'Australia deve vedersela, infatti, con un sistema burocratico e fiscale svantaggioso, per questo il patronato Inas Cisl, quello che maggiormente sta cercando di dare un aiuto a queste persone, sta preparando un ricorso alla magistratura per eliminare la tassazione dei redditi australiani. "E' necessario agire in questo modo - ha sottolineato il direttore della sede pordenonese del patronato, Silvio Fregonese - altrimenti la nostra classe politica continuerà a rimanere sorda di fronte a questa situazione". Con i costi che si accumulano per commissioni, tasse e dichiarazione dei redditi, il pensionato che percepisce una pensione dall'estero, che per legge viene tassata in Italia, rischia di perdere tutto quanto gli spetterebbe. "Il problema si chiama burocrazia - ha dichiarato il sindaco di San Quirino, Corrado Della Mattia - che colpisce chi ha fatto fatica all'estero e ha portato i capitali in patria, contribuendo a fare grande l'Italia". Il vicepresidente nazionale dell'Anea, Riccardo Lovato, ha lodato l'atteggiamento che il Friuli Venezia Giulia ha sempre tenuto nei confronti dell'emigrazione, un esempio anche per le altre regioni italiane. "All'estero - ha rilevato Lovato - hanno molta più considerazione degli emigranti che in Italia. La politica è ancora sorda nei confronti di chi ha lavorato all'estero. L'Anea, per la prima volta, ha inviato due lettere, una per ognuno dei due partiti politici più importanti, presentando le proprie istanze. Ebbene, dopo più di due mesi non abbiamo ancora ricevuto una risposta". Ospite d'onore all'assemblea, il console generale d'Australia in Italia, Lorenzo Strano, il quale ha ricordato che dal 2002 la legge sulla cittadinanza in Australia è cambiata e chi un tempo ha dovuto scegliere tra quella australiana e quella italiana oggi può richiedere la doppia cittadinanza. "Sono due anni e mezzo che ricopro il ruolo di console in Italia, a Roma - ha raccontato -, a ottobre il mio mandato scadrà e, con dispiacere, dovrò lasciare questo Paese". Assente alla manifestazione il presidente nazionale del sodalizio, Aldo Lorigiola, recentemente colpito da un lutto in famiglia. Laura Venerus.

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Scienziati extraeuropei: 7 mesi per un permesso (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

La burocrazia blocca l'attività dei ricercatori che spesso si vedono costretti a rinunciare a convegni e workshop all'estero Scienziati extraeuropei: 7 mesi per un permesso Una lettera al questore dagli enti che auspicano una rapida accelerazione TRIESTE Nel migliore dei casi riescono a ottenere un permesso di soggiorno in 4 mesi, ma il più delle volte il rilascio del documento arriva dopo oltre 7 mesi e spesso coincide con la sua scadenza e con la conseguente necessità di rinnovo. Un circolo vizioso che si ripete e danneggia quella che da tempo è considerata la principale risorsa della nostra città: la ricerca scientifica. Ricercatori e scienziati extracomunitari a causa della burocrazia spesso devono a rinunciare ad attività, convegni e workshop internazionali: in attesa del permesso di soggiorno rimangono "intrappolati" nel nostro Paese. lA pagina 15 Elisa Lenarduzzi.

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Di pietro: sì all'euroregione purché non spezzetti l'italia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader dell'Italia dei valori favorevole al progetto di Illy Di Pietro: "Sì all'Euroregione purché non spezzetti l'Italia" TRIESTE Sì all'Euroregione "purché non sia una forma di indipendentismo per spezzettare l'Italia". Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture del governo Prodi e leader dell'Italia dei Valori non sarà in regione oggi perché impegnato nella registrazione della puntata di Porta a Porta, ma la sua attenzione per il Nordest non cala. Al suo posto, giovedì, arriverà Massimo Donadi. Ministro il suo programma prevedeva una visita alla comunità degli esuli istriani. Come mai la scelta di candidare al Senato il generale Mazzaroli che la rappresenta? In ogni regione abbiamo scelto persone che possano portare in Parlamento questioni concrete in rappresentanza di un territorio o di una fascia di persone, come Lanutti presidente Adusbef per dar voce ai consumatori o Beppe Giulietti per sostenere il pluralismo dell'informazione. In questo contesto nasce anche la candidatura di Mazzaroli che esprime un problema vero e non risolto. Lo abbiamo messo capolista al senato sperando che gli elettori votino senza preconcetto. Sono convinto che prima dei partiti contino la moralità e l'impegno delle persone e Mazzaroli ha queste qualità. A proposito di attenzione al territorio, lei continua a dire che il Nord ha bisogno di risposte. Come interverrete? Riducendo i costi del lavoro e agendo sull'eccessiva burocrazia attraverso una delegificazione. Prima della regionalizzazione c'era il decentramento. Ogni organizzazione statale aveva un ufficio decentrato e questo ha moltiplicato passaggi e problemi. Con la regionalizzazione questo non serve più, lo stesso sistema delle province va rivisto. A proposito di federalismo, in Friuli Venezia Giulia tiene banco il tema dell'Euroregione, qual è la vostra posizione? Tutto ciò che serve a migliore la funzionalità in una zona sempre più europea dopo la caduta dei confini tradizionali è un vantaggio per il territorio, purché non sia una forma di indipendentismo per spezzettare in tante parti l'Italia. Uno dei temi cari al Nordest sono le infrastrutture. Galan ha detto che, se vinceranno Tondo e Berlusconi, in un mese arriverà il commissario per la terza corsia. Cosa ne pensa? Non ho mai escluso la figura del commissario straordinario ma questa serve per eseguire un'opera. Noi dovevamo porre le condizioni perché l'opera si facesse, era necessario che la politica si assumesse le sue responsabilità. Io e Galan insieme abbiamo lavorato bene. Lo invito a rileggere le sue dichiarazioni di prima che cadesse il governo quando diceva che con Di Pietro ha lavorato meglio che con altri. m. mi.

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L'asl ritarda a concedere i permessi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato L'Asl ritarda a concedere i permessi Dipendente chiede di poter assistere la madre affetta da Alzheimer "Ha bisogno di essere accudita 24 ore al giorno" PRATO. Burocrazia e parziale incompetenza. Sono queste le accuse, neppure tanto velate, che Piero Messineo muove alla direzione dell'unità operativa, gestione del personale dell'Usl 4 dopo che da oltre un mese attende una risposta sulla sua richiesta di beneficiare di permessi retribuiti come prevede la legge 194/1992 per assistere la madre malata del morbo di Alzheimer. E fa notizia ancora di più che ad incorrere in questa assurda lentezza sia proprio un ente che in materia di norme di assistenza dovrebbe saperne più delle altre. "Mia madre è stata riconosciuta invalida permanente al 100% e con accompagnamento già nel 2002 - dice Piero Messineo - L'anno scorso è ulteriormente peggiorata ed ha bisogno di almeno due persone che la seguano nell'arco delle ventiquattr'ore. Così, per poterle stare un po' più vicino ho cercato di beneficiare di quanto prevede la legge 194/92 e per ottenere questi permessi ho dovuto far svolgere una ulteriore visita a mia madre. Nell'agosto dell'anno scorso ho chiesto l'appuntamento alla commissione invalidi. La visita è stata effettuata il 28 novembre e mi hanno detto che sarebbero stati necessari tre mesi per avere la risposta dall'Inps". I tre mesi sono passati e ai primi dello scorso mese di marzo il signor Messineo chiede direttamente agli uffici di Medicina legale se era arrivata la risposta. "Mi hanno detto di sì ma che l'avrei ricevuta per posta entro un mese, perchè quelli sono i tempi - continua Messineo - Per fortuna ho trovato persone di buonsenso e sono andato a ritirare di persona il documento". Messineo pensava di aver superato la parte più difficile e il 3 marzo scorso presenta tutta la documentazione all'Ufficio Gestione del personale diretto dalla dottoressa Cristina Sarti, chiedendo da quando avrebbe potuto cominciare a beneficiare dei permessi retribuiti, così da poter informare anche il direttore dell'Unità operativa dove presta servizio, e se avesse potuto recuperare i mesi pregressi fin dalla richiesta della visita. "Nessuno ha saputo darmi una risposta - dice Piero Messineo - Anzi mi è stato detto che probabilmente la pratica avrebbe dovuto essere sottoposta ad una ulteriore autorizzazione e che comunque ci sarebbe voluto almeno un altro mese". L'11 marzo, Messineo esasperato perchè l'unica risposta avuta è stata quella di riscrivere la domanda, invia una lettera raccomandata al direttore del personale, Cristina Sarti e al direttore generale Bruno Cravedi e dopo aver ribadito che tutta la procedura da lui fatta è stata secondo quanto prevede la legge conclude: "Mi duole constatare, come cittadino e dipendente di questa azienda, che non solo la burocrazia si pone come ostacolo a chi si trova nella disperata situazione di dover affrontare e gestire il quotidiano, ma è assurdo non riuscire neanche ad avere quel poco di accorta disponibilità e concretezza nell'esaudire la mia scontata e legittima richiesta". Anche questa lettera sembra cadere nel vuoto tanto che il 3 aprile scorso Messineo, dopo aver coinvolto anche il Centro per i diritti del malato, si rivolge all'avvocato Sarah Musio e fa scrivere una lettera di "formale diffida a riconoscergli i permessi retribuiti (ex art. 33 L. 104/1992), con ogni ulteriore riserva di richiedere il risarcimento di tutti i danni subiti" e la invia all'Ufficio congedi dell'Usl 4. Nel frattempo sono trascorsi otto mesi da quando Musio, a fine agosto dell'anno scorso, ha fatto domanda per poter assistere sua madre. Otto mesi e la burocrazia sembra ancora non essere riuscita a concedergli quanto la legge stabilisce. P.P.

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Braccio di ferro su filmitalia il cinema italiano si divide - franco montini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli Appello di Moretti, Bellocchio & Co. contro Cinecittà Braccio di ferro su Filmitalia il cinema italiano si divide Niente più autonomia "Liberazione" parla di colpo di mano FRANCO MONTINI ROMA - Insorge il cinema italiano con un appello lanciato da quaranta illustri cineasti - una trentina di registi, fra gli altri Bellocchio, Montaldo, Moretti, Muccino, Ozpetek, Piccioni, Rubini, Salvatores, Scola, Virzì ed una decina di produttori - contro l'ipotesi di incorporazione di Filmitalia, la società presieduta da Irene Bignardi che si occupa della promozione del cinema italiano all'estero, all'interno del Gruppo Pubblico. Il provvedimento dovrebbe essere discusso e approvato oggi dal consiglio d'amministrazione di Cinecittà Holding. Il quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione parla di colpo di mano innescando un'implicita polemica con il Partito Democratico, cui fanno riferimento i vertici di Cinecittà. Ma Daniele Luchetti, uno dei firmatari, parla solo di cinema: "In questi anni Filmitalia ha svolto una meritevole azione di diffusione del nostro cinema in tutto il mondo, riuscendo a sopperire alla scarsità del budget a disposizione, dieci volte inferiore a quello di Unifrance, l'analoga agenzia transalpina, grazie all'agilità della struttura, alla rapidità nel assumere le decisioni operative, alla mancanza di burocrazia. Temiamo che se Filmitalia venisse assorbita in una struttura più complicata, come è Cinecittà Holding, tutto diverrebbe più difficile e farraginoso e per la struttura sarebbe impossibile lavorare come ha sempre fatto". Tuttavia le osservazioni di autori e produttori non convincono affatto i vertici del Gruppo Pubblico. "Nonostante i firmatari dell'appello siano tutte personalità di prestigio - annuncia Alessandro Battisti, presidente di Cinecittà Holding - non siamo disposti a tornare indietro. La mia impressione è che molti dei firmatari non siano sufficientemente informati sul progetto: non si tratta affatto di ridimensionare il ruolo e l'attività di Filmitalia, né tanto meno di chiuderla, bensì l'esatto contrario. Ciò che abbiamo previsto è una fusione per incorporazione, formula che garantisce i livelli occupazionali di Filmitalia. Attraverso questo meccanismo si eliminano semplicemente una serie di spese per il mantenimento della struttura".

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Calearo: Il vero muro in Veneto? Convincere i sindacalisti e gli indecisi di centrodestra (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del IL TOUR ELETTORALE Il candidato Pd: Casini mi voleva senatore, la Lega sindaco di Vicenza Calearo: "Il vero muro in Veneto? Convincere i sindacalisti e gli indecisi di centrodestra" di Federica Fantozzi inviata a Padova Il più sorprendente capolista del Pd attribuisce alle Feste dell'Unità doti profetiche: "L'anno scorso sono andato alla Festa di Longastrino, perché la mia compagna è di Alfonsine, e il capo cuoco mi ha portato a visitare le cucine. Mentre mi raccontava di quando, tanti anni fa, preparava le anguille con Napolitano, mi fissava: "Ma io la conosco, lei, è un nostro onorevole?" E io: no, no. ". Non ancora. Perché Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica e imprenditore di Isola Vicentina nel ramo antenne per auto, è primo alla Camera in Veneto 1. Elezione certa, eppure: "Giro come un moscolo". Conta il tempo - "Sono in politica da 27 giorni" - e vuole abbattere con le sue mani il muro che separa gli elettori del Nord Est dal centrosinistra. Incontra industriali, presidenti di consorzi, direttori di Asl, le Acli, i cittadini. Tutti i giorni, da Cortina al Polesine, da Vicenza a Padova a Verona. Il suo muro personale sono due categorie: "Il sindacalista della Fiom che fino a ieri mi vedeva come falco, e gli indecisi di centrodestra che si chiedono perché dovrebbero votarmi". Come li convince? "Ma scusi, fino a due mesi fa ero indeciso io e ora ci metto la faccia". Un amico avvocato gli ha organizzato una cena di liberi professionisti: "Devo portare a casa 20 voti". In realtà la missione di Calearo nelle file veltroniane è più sottile: rincuorare i dirigenti locali prostrati da anni di sconfitte, riportare a galla le anime affondate dallo svantaggio con cui si taglia il nastro di partenza, diffondere il suo "vinceremo" per l'Alta Padovana. In tre parole: fa terapia psicologica. "Qui contano le facce e le storie - spiega passando il casello di Padova ovest - Io non mi metto il vestito della politica. Sono qui per rendere al Paese quello che ho ricevuto". E per sfida, scommessa di farcela, voglia di vedere il mondo da una prospettiva diversa. Tre figli dai 20 ai 25 anni che vivono con lui ("Sono un ragazzo padre") e tre zii preti, Calearo racconta così la scesa in campo: lo ha chiamato Paolo Giaretta, forse con una "buona parola" dell'amico Bersani, poi Veltroni gli ha fatto la proposta e lui ha rilanciato fino a ottenere pubblica promessa di un ministro del Nord Est. Non è vero che dall'altra parte non battessero colpi: "Casini prima di rompere con Berlusconi mi voleva senatore, la Lega sindaco di Vicenza". In effetti, l'uomo votava Liberale prima e centrodestra poi ma "non avrei potuto accettare altra candidatura, io sono un innovatore e di là c'è il vecchio. Senza il Pd non avrei corso. E se dopo il voto fanno l'accordo con Rc io torno a casa. Non è nel mio Dna". Con Bertinotti non se le mandano a dire: "Mi chiama falco? Meglio che pecora. Mi attacca perché si rende conto che questo Pd smonta pezzo per pezzo un sistema ideologico superato. Bertinotti è fuori tempo: hanno mandato in pensione pure Fidel, manca solo lui". L'industriale chiama Berlusconi manzonianamente "l'Innominato", ma è con la Lega che si conoscono bene: "Al governo hanno fatto solo danni, dalle banche ai villaggi turistici. Sono verdi come il Pd ma da loro proteste, da noi proposte". Nel Carroccio la delusione fa scintille. Si vedono aggrediti in casa. Franco Parisotto, consigliere comunale Pd di San Giorgio In Lago e mancato sindaco per 39 voti, mentre cerca un regalo per il figlio Filippo neo-15enne, analizza: "Calearo parla il linguaggio degli imprenditori veneti, fuga i loro maldipancia fiscali e smonta la menzogna del federalismo leghista". Al grido di "ho firmato il contratto dei metalmeccanici, non ho mica paura" Calearo raggiunge Cittadella, feudo del sindaco Bitonci noto per l'ordinanza anti-immigrati. Lo accompagna Silvano Sabadin, sindaco uscente di Galliera Veneta, 56% al secondo mandato, la risposta al leghismo in fatto di "amministrazione virtuosa". Passa in rassegna torni e pezzi di motore in un istituto professionale con 200 ragazzini, molti stranieri, "un eccellente esempio di integrazione". Snocciola i punti salienti del programma: meno burocrazia con "il cittadino non servo dello Stato ma cliente" e sicurezza declinata con pene certe. Tasse? "Meno ma per tutti, chi le paga non è cretino e chi non le paga va in galera, senza condoni". Non è un fan dei Dico: "Preferisco i Faccio". Né vuole che diventino una bandiera: "Se Zapatero ha rilanciato l'economia è un esempio da prendere, se ci sono anche altre innovazioni che io non capisco. vabbé". Sulla strada per Villa del Conte, detta: "Chiedere a Renzo (Rosso, della Diesel, ndr) una dichiarazione pubblica che mi appoggia". Visita il mobilificio Lago, un'azienda-gazzella con 120 dipendenti che punta sul Made in Italy: librerie aeree, installazioni nello show room. Il più giovane dei dieci figli di una mamma "capo dei capi" 84enne si lamenta di un armadio copiato: "Sai qual è il miglior brevetto? - risponde - Vendere per primi". Poi sale sull'altalena: "Il Pd mi ha ringiovanito". Al Bar Centrale di Tombolo, paese natale dell'Ennio Doris di Mediolanum, conversa in tedesco. Ai 70 operai di una multinazionale nipponica che occupano lo stabilimento di Bottrighe contro la chiusura, dice: "Tenete duro. Se ai giapponesi fate perdere la faccia, quelli fanno harakiri. ". Calearo rifiuta l'etichetta di imprenditore "illuminato" perché sa di radical-chic: "Sono un tipico padano, lavoro e sudore". Concilia hobby come la musica gregoriana e 007. Colleziona orologi, ma Berlusconi non gliene ha mai regalato uno: "Ci mancherebbe". Possiede una Ferrari 360 cabrio comprata usata e una Mercedes del '54: "Quando i miei genitori hanno festeggiato le nozze d'oro l'ho presa per portarli in chiesa". Va a caccia di fagiani. Meglio del tiro al piattello, perché "si fa movimento". Meglio del golf perché "è un'attività più macha".

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Diritti e impegno per tutti, anche per i disabili (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del LISA NOJAAvvocato, 34 anni, un curriculum d'eccezione, vive su una sedia a rotelle: è candidata del Pd a Milano "Diritti e impegno per tutti, anche per i disabili" di Luigina Venturelli / Milano Considerando i suoi 34 anni appena compiuti, Lisa Noja vanta un curriculum d'eccellenza, di quelli che fa piacere trovare tra i candidati del Partito democratico in Lombardia: laurea in giurisprudenza con 110 e lode, master all'università della California, abilitata alla professione di avvocato in Italia e negli Stati Uniti, attualmente si occupa di diritto antitrust in uno dei più importanti studi legali milanesi. Eppure Lisa Noja non è autosufficiente. Affetta da una grave disabilità motoria, si muove costantemente su una sedia a rotelle. Il che rende straordinario il suo curriculum costruito tra Milano, Davis e New York. Come ci è riuscita? "Mi sono data da fare, come molte persone della mia generazione. Oggi per qualunque giovane è difficile costruirsi un futuro professionale, tanto più con l'ulteriore complicazione tecnica - chiamamola così - della disabilità. Mi ha molto aiutato la mia famiglia". E i servizi pubblici? "Il nostro paese ha fatto molte conquiste negli ultimi trent'anni, ad esempio nella legislazione contro le barriere architettoniche, che mi ha consentito di frequentare il mondo scolastico e universitario senza problemi. Ovviamente, restano ancora tanti passi da fare, non solo per assicurare alle persone disabili una vita dignitosa, ma anche per garantire loro gli strumenti per costruirsi una vita piena, bella. Una vita di soddisfazione". È il senso del suo impegno politico? "Sono convinta di poter contribuire alla conoscenza di quella fetta di società a cui appartengo. Il Partito democratico, da questo punto di vista, ha un forte carattere di modernità: ha scelto l'ascolto della base sociale come mezzo privilegiato di conoscenza, ha costruito un piccolo laboratorio sociale di cui io, insieme a tante altre persone, faccio parte". Una vera candidatura dal basso. Forse troppo in basso in lista. "È vero, sono al 23esimo posto, un po' in basso per sperare di essere eletta. Ma considerare la lista solo per i candidati che andranno in parlamento significa sminuirne il valore innovativo, soprattutto con questa pessima legge elettorale. La mia candidatura non si concluderà il 15 aprile, continuerò a svolgere attività politica, lavorando al progetto politico del Partito democratico insieme a quanti saranno eletti". Che cosa l'ha convinta del progetto politico del Pd? "L'approccio non banale nei confronti della disabilità, secondo cui la politica deve permettere a tutti, anche alle persone disabili, la possibilità di avere un progetto di vita e di perseguirlo". In che modo? "Superando un modello di welfare standardizzato, che si applica indistintamente, come se non ci fosse differenza tra disabili fisici e psichici, tra giovani e anziani. Il Pd propone dei buoni servizio personalizzati, per pagare servizi specifici alle carenze della persona, fornendo così un'assistenza sociale tagliata su misura: non costa di più, perchè elimina i soldi spesi a pioggia, ed è più efficace. In secondo luogo, il Pd vuole riorganizzare la burocrazia delle certificazioni: oggi servono certificazioni diverse, rilasciate da enti diversi, per scuola, patente, accompagnamento, eccetera. Ma le famiglie delle persone disabili non possono permettersi di spendere buona parte del loro tempo girando da ufficio in ufficio". Un approccio molto pratico al problema della disabilità. "Spesso le soluzioni migliori sono quelle più semplici. Il Pd ha fatto proposte concrete e realizzabili, il programma del PdL, invece, prevede la realizzazione di un non meglio precisato progetto del governo Berlusconi sulla disabilità. Secondo lei che cosa vuol dire?".

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<Risorse per la sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Risorse per la sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti" Di Pietro: sarà uno dei cavalli di battaglia dell'Italia dei valori Molti bergamaschi per la Camera: serve un legame col territorio Ridurre gli sprechi, snellire la burocrazia, garantire sicurezza ai cittadini e certezza dei tempi per la realizzazione delle opere, prestare attenzione al territorio: Antonio di Pietro, ministro delle Infrastrutture ha colto l'occasione della visita di ieri all'Edil 2008, alla Fiera di Bergamo, per indicare le priorità dell'Italia dei valori. In mattinata, a margine di un incontro a Calolziocorte con gli amministratori locali, in merito al problema della scheda elettorale, ha rimarcato che questa così "come proposta quest'anno non dà ragione dell'esistenza di due coalizioni nette e chiare. In questa scheda elettorale non c'è corretta informazione". "Se è possibile ristampare le schede per garantire il diritto costituzionale di un cittadino ? ha rimarcato Di Pietro riferendosi alla riammissione della Dc di Pizza ? possibile che non lo sia per garantire i diritti costituzionali di tutti gli elettori?". Ministro, perché l'Italia dei valori, alleata con il Pd, ha preferito presentarsi con simbolo e liste proprie? "Pur riconoscendoci in modo leale e corretto nel candidato premier Veltroni, abbiamo specificità programmatiche. Crediamo di poter dare un contributo autonomo e importante in materia di sicurezza, legalità, funzionamento delle istituzioni, snellimento della burocrazia, lotta alla casta e riduzione degli sprechi. Abbiamo sottoscritto un programma che rispetteremo, ma all'interno del quale vogliamo dare priorità alle nostre proposte. Dopo le elezioni faremo un gruppo unico con il Pd secondo le forme che individueremo". Nei primi posti alla Camera presentate numerosi candidati bergamaschi. "Riteniamo necessario che nelle istituzioni ci siano rappresentanti che conoscono il territorio. Nei primi posti in lista ci sono molti bergamaschi: io come capolista, Silvana Mura, Sergio Piffari e Gabriele Cimadoro. Mi sembra un'attenzione forte al territorio per un partito che alla Camera eleggerà 15-18 parlamentari". Da più parti le viene riconosciuta la capacità di aver dialogato con le istituzioni locali. Criterio valido per il futuro? "I parlamentari dell'Italia dei valori dialogheranno con senso di responsabilità con tutti gli altri parlamentari bergamaschi per quella politica del fare che ho applicato in questi anni dialogando con gli amministratori locali a prescindere dal colore di appartenenza. L'interesse del territorio si tutelerà meglio se si farà fronte comune". Anche perché il tema delle infrastrutture rimane centrale per il Nord. "Siamo riusciti a ottenere risultati per l'alta velocità, la Brebemi, la Pedemontana: le infrastrutture sono un anello centrale per lo sviluppo; serviranno da contorno anche per l'Expo di Milano e per quella data saranno pronte importanti infrastrutture che collegheranno Bergamo con il capoluogo regionale. In Lombardia abbiamo sperimentato per la prima volta un modello di federalismo delle responsabilità: abbiamo sperimentato l'assegnazione a una società di scopo regionale della proprietà e del ruolo di concedente delle aree infrastrutturali a pedaggio. Questo permetterà di mantenere un flusso costante d'introiti che saranno utilizzati esclusivamente nella regione per ulteriori lavori infrastrutturali e per la tutela dell'ambiente". Le altre priorità? "Superare il dualismo tra impresa e lavoratori. Siamo a favore della riduzione delle aliquote fiscale e del costo del lavoro per le aziende. Occorre sostenere la piccola e media impresa. Abolire gli abusi del precariato, pur ritenendo necessaria una forma di flessibilità dinamica. La sicurezza è uno dei nostri cavalli di battaglia. Proponiamo un aumento del 30% delle risorse finanziarie a favore delle forze dell'ordine reperendo i fondi dal finanziamento ai partiti e ai giornali di partito; occorre aumentare del 30% il personale degli uffici giudiziari utilizzando il personale degli enti inutili. Proponiamo di ridurre da tre a due i gradi di giudizio". E il problema dell'informazione? "Deve essere riformulato e garantito il diritto dell'informazione con la legge sulle telecomunicazioni che l'Europa ha riconosciuto non più sufficiente e che proponiamo di risolvere. Il problema del conflitto d'interessi che riguarda Berlusconi è nell'attività istituzionale del nostro partito sin dal primo giorno. Ma sarebbe riduttivo parlarne pensando a una sola persona: è il sistema Italia che ha bisogno di una liberalizzazione maggiore. Il conflitto d'interessi deve essere risolto ai vari livelli a partire da quello che esiste tra sistema bancario e imprenditoriale sino a quello che riguarda la nomina dei controllori da parte dei controllati". Quale il senso della sua visita all'Edil 2008? "Rendere onore a una categoria che è uno dei volani principali dello sviluppo del Paese. L'impresa italiana è caratterizzata da grande professionalità nel progettare, realizzare, innovare. Soffre per regole farraginose e per i tempi lunghi. Abbiamo iniziato a introdurre modifiche per la certezza dei progetti, dei finanziamenti, del rispetto del cronoprogramma. Occorre intervenire anche per snellire il sistema burocratico e tempistica, evitare gli sprechi". Gianluigi Ravasio.

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Binetti: <Cattolici e sinistra: sintesi nel Pd> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Binetti: "Cattolici e sinistra: sintesi nel Pd" Il Partito democratico raccoglie la sfida di fare sintesi tra posizioni e culture diverse con l'obiettivo di imprimere una svolta dinamica e moderna al Paese. In questo contesto c'è ampio spazio per i cattolici impegnati nel Pd che sono chiamati a giocare un ruolo essenziale: Paola Binetti, senatrice uscente e candidata alla Camera per il Pd in terza posizione nella circoscrizione Lombardia 2 (che comprende anche Bergamo), è intervenuta a un incontro a Seriate con Felice Rizzi, candidato Pd al Senato. E Binetti sottolinea, tra l'altro, la necessità di un dialogo tra tutti i cattolici presenti nei vari partiti e sui temi eticamente sensibili nel rispetto delle posizioni e dei valori di ciascuno. Che cosa caratterizza il Pd? "Lo sforzo di fare sintesi tra le due grandi culture popolari, quelle democratico cristiana e di sinistra, mi sembra una buona logica: è un tentativo di superare le contrapposizioni per dare risposte nuove ai bisogni di ogni giorno. Il Pd nasce dall'idea di entrare in una logica di sintesi e non di contrasto. Ma sono importanti anche i contenuti: come si vede anche dalla campagna elettorale di Veltroni, si vuole imprimere un grande dinamismo al Paese, superare l'immobilismo dello Stato. Vogliamo rispondere ai problemi del Paese, dando nuovo slancio verso la modernità, semplificando leggi e burocrazia e favorendo le energie presenti nel Paese. Mi sembra un elemento speranza per tutti". È possibile una convivenza tra cultura, posizioni etiche e anche religiose diverse nel Pd? "Sì. Ma dire che è possibile non significa dire che sia già stato fatto o che sia facile; significa che c'è una volontà di apertura, di ascolto, di rispetto; significa che da parte di tutti c'è una volontà di proporre i valori in cui si crede, senza rinunciarvi, ma senza neppure arroccarsi su posizioni di chiusura e di supponenza di chi pretende di imporre i propri valori con un "prendere o lasciare". Questo clima c'è oggi nel Pd? "In linea di massima sì. È un tentativo che si sta facendo con molto rigore e buona volontà. Davanti alle scelte critiche è importante tornare al programma e ai valori delle parti in causa per trovare una sintesi". E il rapporto con i radicali candidati nel Pd? "Le diversità sono note a tutti. È una strada in salita, ma tutti abbiamo come punto di riferimento la Costituzione e il programma per trovare collaborazione e risposte coerenti. Ci sono obiettivi che potranno essere raggiunti sulla base di quanto riusciremo a fare sintesi. Non è facile, ma dispiace che a volte si approfitti di questo per dare un'immagine di un Pd diviso. Il Pd è un partito che affronta le sue diversità, ne è consapevole e cerca soluzioni". Quale spazio avranno i cattolici nel Pd? "I cattolici nel Pd sono molti e riflettono al loro interno quella ricchezza di posizioni che caratterizza da sempre il mondo dei cattolici. È importante che i cattolici nel Pd abbiamo il coraggio e la passione politica di non chiudersi in se stessi e di non rinunciare alle proprie idee; devono essere capaci di aprire un dialogo, con atteggiamenti di disponibilità per arrivare a soluzioni condivise". E il dialogo con i cattolici degli altri schieramenti? "Innanzitutto serve dialogo tra cattolici all'interno del proprio schieramento. Il dibattito deve, poi, coinvolgere tutto il mondo cattolico e, quindi, anche quanti militano in altri partiti. Il problema sarà quello di capire insieme quali risorse libera la nostra fede quando è messa davanti a interrogativi politici, quale creatività riesce a sviluppare, quali opportunità può creare per realizzare il bene comune". Come vi muoverete sui temi eticamente sensibili? "Sono questioni complesse, che richiedono una capacità di argomentazione molto chiara. Abbiamo bisogno di porre riflessioni alte, e fare in modo che i nostri valori più profondi si traducano anche in una capacità di convinzione dell'altro. Serve un confronto schietto, profondo e nel rispetto sincero delle rispettive posizioni". Qualcuno ha letto nel suo spostamento dal Senato alla Camera un tentativo di evitare problemi all'eventuale futura maggioranza. "Anche altri parlamentari passano dal Senato alla Camera. Se però qualcuno pensa che questo possa significare una minore attenzione o un minore impegno da parte mia nel difendere una serie di valori sarà fortemente deluso". Ci sono margini di vittoria per il Pd? "Ogni giorno che passa il Pd guadagna posizioni. All'inizio sembrava che Berlusconi dovesse vincere facilmente. La situazione attuale dimostra che ogni giorno di più il Partito democratico ha concrete possibilità di vittoria". G. Ra.

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Domani Formigoni al palacreberg coi comici di zelig (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni capolista al Senato per il Popolo della libertà, interverrà domani alle 20,30 a un incontro organizzato dal Pdl bergamasco al "Creberg Teatro" di via Pizzo della Presolana a Bergamo. È l'evento clou della campagna elettorale del centrodestra bergamasco; la serata con Formigoni è una delle poche date lombarde del presidente della Regione chiamato a sostenere la campagna del Pdl un po' in tutte le regioni italiane. Formigoni ha scelto uno slogan di facile impatto, "Più Lombardia fa bene all'Italia", per ricordare i risultati ottenuti in Regione in quasi 13 anni di ininterrotta presidenza. Tema centrale le politiche familiari, che hanno innovato l'approccio ai servizi socio-sanitari ed educativi, ma anche abbattimento della burocrazia, impegno per le infrastrutture. Nella serata anche uno spettacolo di cabaret con Beppe Braida e Paolo Migone, noti protagonisti della trasmissione televisiva Zelig. L'ingresso è libero.

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Niente Doc a chi non produce (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-06 - pag: 17 autore: Paradossi. L'eccesso di denominazioni d'origine controllata e garantita Niente Doc a chi non produce VERONA Uno degli aspetti “paradossali” dell'intero sistema italiano dei controlli sul vino è che al suo interno, convivono le rigidità dovute agli eccessi di purismo (come quelli denunciati dal ministro De Castro, si veda articolo in pagina) con una vera e propria inflazione di burocrazia. Basti pensare che il sistema in Italia conta oggi 352 riconoscimenti. Alle ben 316 Doc si aggiungono 36 Docg (denominazioni d'origine controllate e garantite) che insieme coprono il 32% della produzione italiana. Il resto è rappresentato dai vini da tavola (che detengono una quota del 41%) e infine dalle Igt (che sono vini da tavola ma con una indicazione geografica) che rappresentano il 27% della produzione totale. "Ma il vero collo di bottiglia sono Doc e Docg –spiega ildirettore di Assoenologi ( l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani), Giuseppe Martelli - . Perché in base al nostro monitoraggio sugli oltre 350 riconoscimen-ti attivi in Italia, 90 utilizzano meno del 50% del proprio potenziale, 28 meno del 20%, 14 meno del 5% e infine ben 7 non hanno mai realizzato una bottiglia ed esistono pertanto solo sulla carta. Tutto questo crea un aggravio burocratico e di costi per le procedure da attivare. Perché anche chi esiste solo in teoria va controllato e finisce per assorbire sforzi e risorse. Per questo noi proponiamo la revoca del marchio per chi non utilizza o ricorre solo in parte alla denominazione che gli è stata riconosciuta". "L'eccesso di riconoscimento è un problema che va assolutamente risolto – spiega il direttore del Consorzio del Chianti classico Docg (e vicepresidente di Federdoc,l'associazione dei consorzi dei vini Doc), Giuseppe Liberatore - . Siamo tra coloro che si attendono una maggiore severità dal Comitato vini istituito presso il ministero per le Politiche agricole, nel concedere in futuro nuovi riconoscimenti Doce Docg. Oggi infatti sugli oltre 350 marchi attivi in Italia, 100 rappresentano l'80% della produzione. Il che significa che le restanti 250 affollano l'altro 20% e - francamente – sono troppe. Tuttavia, noi proponiamo che anziché la revoca del riconoscimento si proponga, per quei viticoltori che non riescano a raggiungere det erminate quantità di produzione rivendicata, il declassamento a vino Igt”. G.d.O.

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Un riassetto frenato da dubbi e resistenze (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-07 - pag: 12 autore: Un riassetto frenato da dubbi e resistenze La maggior parte delle Regioni non ha ancora elaborato ipotesi precise per la riorganizzazione del territorio montano. Le resistenze ai tagli da parte soprattutto delle Comunità montane del Sud e le richieste di chiarimenti sull'interpretazione della Finanziaria 2008 in materia di personale dell'ente montano, hanno rallentato le operazioni di riassetto. è, dunque, probabile che in alcuni casi le Regioni approveranno entro giugno solo la proposta di riordino dell'ente montano (adeguandosi così ai criteri previsti dalla Finanziaria) e rimandino ai mesi successivi il varo della riforma complessiva. Insieme al Lazio, la Regione Marche è tra le prime ad aver elaborato una proposta compiuta di riordino, in qualche modo anticipata dal dimezzamento dei compensi degli amministra-tori, avvenuto a partire dal primo gennaio. Il testo della legge regionale –che siispira alla proposta dell'Uncem Marche – prevede la riduzione dei territori governabili (saranno esclusi 600 km quadrati), della popolazione gestita (si scende da 350 a 250mila cittadini) e del numero delle Comunità montane distribuite sul territorio (da 13 a 10). Il numero degli assessori dell'ente montano andrà da due a quattro, a seconda della popolazione governata, mentre le risorse regionali verranno attribuite sulla base di parametri che favoriscano le aree più disagiate. L'Umbria aveva anticipato già nel luglio scorso (legge regionale 24/2007) la riforma. Il riassetto degli enti montani, che da nove scenderanno a cinque, consentirà di abbattere la spesa dagli attuali 1,3 milioni a 350mila euro. Nei prossimi mesi, inoltre, verranno esclusi dalle rispettive Comunità montane i Comuni con più di 25mila abitanti, mentre il completamento della riforma – in particolare, la riorganizzazione dei quasi 800 dipendenti – avverrà entro giugno, in coerenza con quanto disposto dalla Finanziaria. Anche la Campania aveva anticipato le mosse del Governo varando nel 2007 un disegno di legge di riordino delle Comunità montane. Il testo, però, dovrà essere rivisto e modificato, perché i tagli operati alla burocrazia e agli sprechi si sono rivelati insufficienti rispetto alle nuove disposizioni della Finanziaria. In particolare, la riforma avviata in Campania prevedeva una timida contrazione, da 27 a 25, del numero delle Comunità. L'adeguamento del testo alla Finanziaria si rende necessario anche per ridurre le indennità dei consiglieri. Infine, il numero dei Comuni partecipanti agli enti montani dovrebbe scendere da 365 a 313. In Lombardia, solo nei giorni scorsi ha preso avvio concretamente il processo di riforma, con un incontro al vertice tra l'assessore regionale agli Affari istituzionali e i presidenti dei 30 enti montani della regione. I vertici regionali giudicano, però, poco chiare le norme della Finanziaria e attendono delucidazioni prima di approvare il ridimensionamento delle Comunità. In Emilia Romagna, infine, la bozza di riforma regionale prevede la riduzione di oltre il 50% delle Comunità montane, il cui numero dovrebbe scendere da 18 a otto (una per ogni provincia, fatta eccezione per Ferrara, che non ha enti montani). Non si parlerà più di Comunità montane ma di Unioni di Comuni montani, a cui saranno attribuiti maggiori poteri e funzioni, specie nei campi dei servizi scolastici e del trasporto pubblico locale. PUNTI OSCURI Alcune amministrazioni aspettano chiarimenti soprattutto sulle norme relative alla gestione del personale APRIPISTA Altre realtà, anticipando gli obiettivi del Governo, hanno elaborato proposte che al momento, però, sono ancora "in itinere".

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Nessuna notizia dopo il clic day (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2008-04-07 - pag: 11 autore: Famiglie e burocrazia. Le testimonianze Nessuna notizia dopo il clic day Cristiano Dell'Oste Storie di ordinaria burocrazia. La signora B.Z. vive a Milano, ha due figli piccoli e un terzo in arrivo. è una mamma che lavora e vorrebbe un aiuto. Martedì 18 dicembre 2007 – come previsto dal decreto flussi – ha presentato istanza per far venire in Italia una ragazza peruviana da assumere come colf. Una scelta di rara correttezza, visto che il 90% degli extracomunitari da regolarizzare si trova già in Italia. Ma tant'è: "Questa ragazza mi era stata segnalata da sua sorella, che lavora nel nostro Paese, e mi ero preparata scaricando il modulo da internet", racconta. Alle 8 di mattina, il tentativo: "Mi sono collegata al sito, ho inserito i dati e ho cliccato invio. Sono rimasta 40 minuti davanti alla clessidra: temevo fosse tutto bloccato, ma in giornata mi è arrivata un'email che certificava la ricezione. Fin qui, tutto bene". Il guaio è che oggi B.Z. non sa ancora se e quando la sua domanda sarà accolta (le richieste sono oltre 700mila per 170mila posti). Un caso che conferma l'analisi della Corte dei conti sui problemi del decreto 2006. Sperando di saperne di più, B.Z. ha scritto al Sole 24 Ore, che le ha chiesto di raccontare la sua esperienza. "Controllo una volta alla settimana lo status della procedura usando la password che mi è stata fornita e non vedo avanzamenti – spiega –.Non ci sono recapiti cui rivolgersi: non un numero,non un'email. Ho anche pensato di far venire questa ragazza in Italia da clandestina, ma non voglio fare nulla di illegale". La signora F.N., ricercatrice milanese e madre di due bambini, è arrivata allo stesso punto per una via diversa. Da due anni e mezzo dà lavoro ad Anna, giovane filippina irregolare, e ha chiesto di regolarizzarla. Si è appoggiata ad Assindatcolf, il sindacato dei datori di lavoro domestico: "Ho pagato 180 euro di quota associativa annuale. Nel preparare l'istanza sono stati professionali, ma poi non ho più saputo nulla. Un mese e mezzo fa, li ho contattati: mi hanno detto solo che a Milano nessuno ha ancora ricevuto risposta". L'aspetto paradossale è che Anna è pienamente integrata, ma clandestina: "Per noi è di famiglia. Vive in Italia da sei anni e ha qui la madre, che è in regola. Vorrebbe sposarsi e si è fatta raggiungere dal fidanzato, anche lui clandestino, ma non sa come fare".

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FORUM (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-07 num: - pag: 19 categoria: BREVI FORUM I top manager: Roma attrae "Roma è più attraente che in passato per le multinazionali, ma i problemi restano". Ne hanno parlato in un forum al "Corriere" Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma). La richieste sono: meno burocrazia, meno tasse, più infrastrutture.

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SE IL CONFINE ATTRAVERSA LA CAPITALE (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-07 num: - pag: 1 autore: di SERGIO RIZZO categoria: REDAZIONALE INVESTIMENTI ESTERI SE IL CONFINE ATTRAVERSA LA CAPITALE I numeri dell'ultimo rapporto Svimez fanno venire i brividi. Negli ultimi cinque anni gli investimenti esteri in Italia hanno raggiunto a malapena l'1,2% del prodotto interno lordo, contro una media europea del 4%. Nonostante un aumento apprezzabile registrato nel 2006, siamo ancora troppo lontani. Al Sud, poi, gli investimenti esteri sono praticamente inesistenti: lo 0,66% del totale. In Sicilia sono un venticinquesimo che in Trentino-Alto Adige. In Campania, il rapporto con la Lombardia è di uno a 424, e nel 2006 sono diminuiti ancora del 19,4%. Le imprese a partecipazione straniera sono 3.719 in Lombardia, 47 in Puglia, 15 in Calabria. La linea di confine di questo divario che fa letteralmente cadere le braccia passa per Roma. Nella classifica Svimez il Lazio è la terza regione italiana, dopo Lombardia e Piemonte. Per giunta, nel 2006 gli investimenti esteri sono aumentati del 59,8%. Le imprese a capitale straniero sono 540,50 in più che nel 2001, e in gran parte a Roma. Sarà perché è il cuore del potere politico e della burocrazia. Sarà perché Roma presenta tassi di crescita economica nettamente superiori alla media nazionale. O sarà semplicemente perché alcune multinazionali non possono prescindere dall'Italia, e allora meglio venirsene qua. In ogni caso, meno male che ci sono. Perché le imprese estere sono come le trote. Dove nuotano loro, l'acqua è mediamente più pulita. E quando spariscono, allora c'è da preoccuparsi. Ancora più di quando a sparire sono le imprese italiane. Ecco perché il fatto che nelle regioni a rischio come Calabria, Sicilia e Campania gli investitori stranieri siano praticamente assenti è un segnale agghiacciante. E il fatto che l'Italia sia così distante dalla media europea non è lo stesso un bel segnale. C'è stato un tempo nel quale molti le guardavano con sospetto. Un po' come nelle società chiuse si guarda ciò che non si conosce. Prima di capire che la loro presenza può dare un contributo alla nostra cultura economica. Niente come il giudizio di un occhio esterno e spesso poco interessato alle questioni di potere (quelle che invece sembrano essere in cima ai pensieri di molti imprenditori italiani) aiuta a capire dove sbagliamo. E ci dà una mano a correggere gli errori. Parlarci ogni tanto per avere la loro opinione forse non sarebbe male.

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Modello Roma, i voti dei manager (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Aumentano le imprese a patrimonio straniero. Guindani, Valli, Manca e Regina al forum del "Corriere" Modello Roma, i voti dei manager Le multinazionali: troppe tasse e burocrati, ma la città attrae di più Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice e più infrastrutture: i top manager delle multinazionali attive a Roma chiedono alla politica una svolta. Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma), venerdì hanno preso parte a un forum del Corriere della Sera sul modello Roma, alla presenza di Dario Di Vico, vicedirettore del giornale. Tutti gli ospiti hanno riconosciuto che Roma, rispetto a qualche anno fa, è una città più aperta, internazionale e competitiva, in grado di attrarre investimenti esteri. E i numeri lo confermano: le multinazionali presenti sono 500, per un giro d'affari superiore ai 60 miliardi di euro all'anno, con oltre 100 mila addetti impegnati. E i dati sono in crescita. Ma non mancano i problemi. A cominciare dalle infrastrutture inadeguate. Sottolineato inoltre l'eccesso di concertazione, che spesso rallenta i meccanismi decisionali. ALLE PAGINE 2 E 3 Paolo Foschi.

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Pietro Guindani <Roma è centro di decisioni, le aziende devono stare qui> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 2 categoria: BREVI Pietro Guindani "Roma è centro di decisioni, le aziende devono stare qui" \\ serbo bravissimo: lo vorremmo qui a Roma, ma ha potuto lavorare solo un mese ed è dovuto andare via, gli daranno un nuovo permesso dopo l'estate. è assurdo". Aurelio Regina: "Mi verrebbe da rispondere come ha fatto recentemente il presidente di uan grande multinazionale. E cioè: c'è una cattiva notizia, qui c'è troppa burocrazia. Ma c'è anche una buona notizia: ci sono tanti modi per aggirarla. Comunque quello italiano è un mercato ad altissimo consumo, con un posizionamento geografico importante e grandissime risorse umane".

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Francesco Valli <La burocrazia complessa scoraggia le imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 3 categoria: BREVI Francesco Valli "La burocrazia complessa scoraggia le imprese" \\ CORRIERE: Si avvicinano le elezioni. Che cosa chiedono le multinazionali alla politica locale e nazionale? Pietro Guindani: "La vera prioprità è la semplificazione. Al di là dei livelli assoluti delle aliquote, le multinazionali si attendono da qualsiasi governo, di destra o di sinistra che sia, la riduzione del numero dei tributi e la riduzione drastica dei livelli di sofisticazione del sistema fiscale che sono motivati dal tantativo di stanare chi elude il fisco, ma in realtà colpiscono solo chi già applica le norme. In poche parole serve meno regolamentazione, ma più vigilanza".

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Aurelio Regina <Alla politica chiediamo scelte rapide e incisive> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 3 categoria: BREVI Aurelio Regina "Alla politica chiediamo scelte rapide e incisive" \\ (3-3,5 volte la media europea), l'indice di infrastrutturazione è la metà rispetto a quello francese e un terzo di quello spagnolo. E ancora ci sono i costi dei professionisti e dei servizi pubblici. Servono dunque liberalizzazioni e privatizzazioni". Aurelio Regina: "Alla politica chiediamo provvedimenti che favoriscano la concorrenza, vogliamo meno burocrazia e un sistema fiscale più semplice e meno oneroso. Servono scelte coraggiose incisive. Ci auguriamo che dalle urna esca una maggioranza in grando di prendere decisioni importanti per il paese".

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In 6 anni multinazionali cresciute del 10% <Ma attenti all'eccesso di concertazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 2 categoria: BREVI In 6 anni multinazionali cresciute del 10% "Ma attenti all'eccesso di concertazione" Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice ed equo, più infrastrutture: alla vigilia delle elezioni, sono queste le richieste alla politica formulate dalle aziende multinazionali attive nella Capitale. Manager di primissimo piano hanno partecipato venerdì scorso al forum del "Corriere della Sera" per parlare del modello Roma. Da Milano sono intervenuti in videoconferenza il presidente di Vodafone, Pietro Guindani, e il vicedirettore del giornale, Dario Di Vico. Nella redazione romana erano invece presenti Maurizio Manca, presidente di Unilever Italia (colosso mondiale che controlla fra gli altri i marchi Findus, Algida, Knorr, Lipton, ecc); Francesco Valli, numero uno di British American Tobacco Italia; Aurelio Regina, coordinatore del comitato multinazionali dell'Unione industriali di Roma. E, ancora, il capocronista del Corriere, Goffredo Buccini, insieme al vice Maurizio Fortuna e a Sergio Rizzo. Secondo i rappresentanti delle aziende, il modello Roma esiste, è un'esperienza positiva ma va rafforzato perché anche l'area della Capitale soffre per i ritardi del sistema Paese. Fra i punti deboli di Roma, l'inadeguatezza delle sedi per uffici, le carenze infrastrutturali e - come per il resto di Italia - il peso eccessivo della burocrazia. Paolo Foschi.

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Il sì dei top manager <Roma attrae> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il sì dei top manager "Roma attrae" CORRIERE: Il "modello Roma" è stato per anni uno slogan della città. Esiste davvero o è solo un'invenzione giornalistico- politica? Pietro Guindani: "Direi che esiste. Dal nostro punto di vista, Roma è una città da cui è impossibile prescindere. è il centro decisionale politico e istituzionale del paese. Qualsiasi multinazionale che vuole operare in Italia deve essere presente, soprattutto in un settore regolamentato come il nostro, perché è necessario avere rapporto di scambio organico e continuo con le istituzioni ". Maurizio Manca: "Roma è un grande centro di attrazione di risorse, è molto più internazionale di quanto lo fosse prima. Recentemente abbiamo trasferito le attività di direzione e coordinamento da Milano a Roma e abbiamo avuto un'adesione dei dirigenti pressoché totale. Quando lavoravo alla Colgate, una ventina d'anni fa, tentammo un'operazione del genere, ma perdemmo quasi tutti i colleghi. Non volevano venire a Roma". Francesco Valli: "Sono d'accordo. Fino a dieci anni fa era difficile convincere anche i giovani professionisti a spostarsi qui da Milano. Il modello Roma? Per noi esiste. Per questo abbiamo scelto la città come sede di Bat per il sud Europa". Aurelio Regina: "Vorrei fare una premessa. Il sistema multinazionale a Roma vuol dire oltre 500 aziende, quasi 100 mila dipendenti e un giro d'affari superiore ai 60 miliardi di euro. Più che di modello Roma, però, noi preferiamo parlare di "laboratorio romano". In questi anni tutti insieme, enti locali, associazioni, imprese e sindacati, abbiamo fatto un grande lavoro. L'esperienza è positiva ma va rafforzata". CORRIERE: Ma Roma è davvero più competitiva rispetto alle altre capitali? E poi un'altra questione. Dall'esterno a volte sembra che il modello Roma sia un po' troppo emiliano, che ci sia troppa concertazione... Pietro Guindani: "Vorrei fare una considerazione di carattere generale. Roma e Milano sono insieme in competizione con gli altri paesi e le altre città dell'Europa. Sono entrambe attraenti come centri di coordinamento per il sud Europa. Roma però è particolarmente adatta, per la propria localizzazione geografica, ad essere la porta d'accesso verso aree emergenti importanti. Non mancano però alcuni problemi. Per esempio l'offerta di sedi per uffici viaggia su prezzi internazionali, ma gli standard qualitativi sono inadeguati. Certo le risorse umane sono migliorate, ma adesso il sistema universitario dovrebbe investire di più nei corsi di business in lingua inglese. Credo che la Luiss sia un esempio avanzato, ma non basta". Maurizio Manca: "La maggior parte delle multinazionali ha scelto come sede altre città europee e non Roma. Purtroppo la competitività del sistema paese è ancora arretrata ". Francesco Valli: "C'è una tendenza alla concertazione locale eccessiva e la concertazione spesso è nemica di decisioni giuste e rapide, che invece sono indispensabili. Ma non è colpa degli locali. è un sistema diffuso nel paese". Aurelio Regina: "La concertazione non è la migliore delle soluzioni, ma è la migliore possibile nel nostro sistema, dove abbiamo troppi livelli decisionali. Ora per rendere più appetibile il territorio bisogna migliorare la qualità del capitale umano. La burocrazia e il fisco vanno semplificati. E sono necessarie più infrastrutture". CORRIERE: Ma qual è il giudizio delle multinazionali sulle capacità di attrazione di Roma e dell'Italia? Pietro Guindani: "Uno studio pubblicato da Confindustria dice chiaramente quali sono le debolezze del sistema Italia: l'88% imprese cita al primo posto la burocrazia, poi il costo del lavoro e i rapporti sindacali, la complessità del sistema legale, la carenza infrastrutturale, l'instabilità politica e il costo dell'energia. L'Italia ha però sbocchi commerciali su aree emergenti, mentre l'alta propensione al risparmio delle famiglie garantisce capacità di consumo rilevanti. E non bisogna dimenticare che l'Italia ha un tessuto imprenditoriale fitto con aree di eccellenza, dove le multinazionali possono trovare competenze molto interessanti". Maurizio Manca: "La scelta della localizzazione dipende da vari fattori, come il quadro fiscale e il costo del lavoro. Alcuni paesi hanno politiche molto incentivanti, come la Svizzera. Da noi il quadro legislativo è troppo complesso. E poi le aziende vogliono personale disponibile alla mobilità, ma gli italiani sono poco propensi ai trasferimenti ". Francesco Valli: "L'indice di libertà economica di un paese è il primo fattore preso in considerazione. E in Italia è inferiore rispetto ad altri paesi. Chi investe deve avere un quadro normativo certo per un arco ragionevole di tempo. Ma qui è difficile capire quale sarà il carico fiscale fra tre, quattro o cinque anni. Poi c'è una burocrazia molto complessa. Ci sono tempi di attesa lunghissimi per far entrare un cittadino extraxcomunitario che deve lavorare. Noi proprio adesso abbiamo problemi per un ingegnere.

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Mazzoni, il questore scomodo. E punito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-06 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La Bolzano scomparsa Originario di Rovigo imparò da solo il tedesco. Voleva la convivenza Mazzoni, il questore scomodo. E punito Nel 1957 denunciò le miopie verso i sudtirolesi. Trasferito, ne morì di ETTORE FRANGIPANE Cinquant'anni fa dietro al cimitero di Treviso un colpo di pistola alla tempia uccideva il questore Renato Mazzoni. Aveva 61 anni. L'anno precedente era stato rimosso da questore di Bolzano perché troppo "morbido" nei confronti dei sudtirolesi, dei quali intuiva i diritti. Fu allora trasferito a Treviso, ma Mazzoni non accettò uno spostamento che gli suonava come una punizione ingiusta. E così armò la sua mano e si tolse la vita. Il Dolomiten lo definì "un italiano, un italiano esemplare e, proprio come tale, un europeo". Mazzoni era nato nel Rodigino, ed era figlio di un cancelliere di tribunale. Fu ferito durante la prima guerra mondiale: successiva laurea in Legge e carriera nella Pubblica sicurezza. Fu impiegato nella polizia ferroviaria, cosa che- viaggiando - gli consentì durante la seconda guerra mondiale di favorire i rapporti tra vari comitati di liberazione. Nel maggio del 1947 fu promosso a questore e destinato a Bolzano. Mazzoni non era informato sulla situazione altoatesina, ma ben presto si rese conto che, se voleva far bene il suo mestiere, che per lui significava stare tra la gente e farla parlare, doveva assolutamente conoscere il tedesco. Fu così che imparò la lingua da autodidatta, giungendo a leggere i filosofi tedeschi e Goethe, nonché i classici greci e latini tradotti in tedesco. durante i successivi dieci anni non solo i due gruppi etnici principali, ma anche i rappresentanti di tutte le forze politiche, dalla destra alla sinistra, ebbero modo di apprezzarlo non solo come uomo, ma anche come esponente dello Stato, di cui si considerava servitore. Ma il atteggiamento equanime verso il gruppo tedesco, alla lunga, gli tornò nefasto. Nel marzo del 1957 l'allora ministro degli interni gli chiese in una nota riservata di esporgli "senza reticenze e per intero" (sono parole del ministro, riportate nella nota di risposta del dottor Mazzoni in data 17 marzo 1957, ndr) il suo pensiero "circa la situazione che è venuta maturandosi in Alto Adige a seguito dei recenti noti fatti (il memorandum dell'Austria all'Onu, i primi attentati, ndr), al fine di individuare eventuali mancanze di parte italiana". La risposta del questore fu lunga e circostanziata. Tra l'altro: "Penso che il tutto sia derivato da una grave carenza culturale, quindi miopia politica della classe dirigente trentina, la quale non avendo capito quale strumento prima culturale e poi amministrativo per una pacifica convivenza in Regione fosse lo Statuto di Autonomia, ha perso un'occasione storica per dimostrare all'Europa la possibilità di una libera, civile, democratica convivenza fra due gruppi etnici, in un ambito territoriale definito. Altrettanto anticulturale il considerare decadente folclore ogni manifestazione della vita sudtirolese, rifiutandosi di comprendere come la etnicità non sia soltanto lingua ma anche dialetto, usi, costumi, tradizioni, quindi tutto quello che ci giunge dal passato. Il definire "civiltà della Stube" tale tipo di etnicità dimostra solo arroganza e demagogica contrapposizione di una presunta superiorità della civiltà latina nei confronti di ogni altra differente manifestazione di vita. Il sistematico rifiuto alla comprensione, ignoranza della lingua tedesca da parte di uomini politici, magistrati, alti funzionari dello Stato, ha creato un impenetrabile barriera alla comprensione delle esigenze etniche del gruppo minoritario". Dopo aver sottolineato i suoi sforzi sulla via dell'apprendimento della lingua tedesca e dell'avvicinamento ai sudtirolesi il dottor Mazzoni così proseguiva: "In questa sua opera anticulturale e antistorica la classe dirigente trentina ha provato potenti alleati nei circoli nazionalisti alto-atesini, annidati in tutti i partiti e con particolare potenza nella Democrazia Cristiana, e nell'apparato burocratico dello Stato, ad ogni livello a Roma come a Bolzano. Non va sottaciuta nemmeno l'opera deleteria della stampa". Più avanti, a proposito dell'insegnamento nelle scuole della lingua tedesca, scriveva: "Penso a mio figlio e a quelli che dopo di lui verranno, i quali oltre a non comprendere i loro coetanei di lingua tedesca, non saranno nemmeno competitivi con gli stessi nel trovare occupazione non solo nella burocrazia, ma in ogni altra arte o mestiere". Più avanti, allargando il quadro politico: "La pretesa da parte della classe politica trentina di mette sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti- tedesca e per una rivalsa nettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio, ha ulteriormente aggravato la situazione. (...) Fatale è stato quindi che il gruppo etnico tedesco si sentisse tradito nelle sue aspirazioni ad una vera autonomia e che quindi facesse risuonare lo slogan 'Los von Trient'. Si badi bene che 'Los von Trient' non vuole ancora dire 'Los von Rom' se con alta intelligenza politica si vorranno riannodare i fili del dialogo e ricondurre tutto il problema nella sua naturale sede che è profonda revisione dello statuto che dia certezza legislativa e amministrativa alle aspirazioni della minoranza etnica tedesca e che nel contempo secondo giustizia e non con "italica furberia" assicuri l'avvenire anche agli italiani dall'Alto Adige e ai loro figli in una rinnovata pace etnica e sociale". La relazione del questore bolzanino, che si prolunga con osservazioni pertinenti ed acute, appare di u''incredibile lungimiranza. Significativa della personalità del Mazzoni ne è la conclusione: "Signor Ministro, offrendo a Lei la mia completa disposizione quale Poliziotto al servizio dello Stato per tutto ciò che mi sarà consentito di fare. Ho sempre saputo che il servizio dello Stato comporta anche il saper accettare il sacrificio di personali posizioni, tuttavia intendo affermare che se dovesse presentarsi questa evenienza come in altri drammatici momenti, la mia vita pubblica e privata, la linea di condotta da seguire, mi sarà dettata unicamente dalla mia coscienza, ultimo tribunale del mio agire ". Di lì a pochi mesi, secondo le previsioni del dottor Mazzoni, ci sarebbe stato Castel Firmiano, si sarebbero intensificati gli attentati, sarebbe scorso del sangue, e il governo italiano avrebbe dovuto concedere molto più tardi e sotto la pressione degli eventi quel nuovo Statuto che avrebbe potuto varare molto prima, a condizioni forse meno gravose. Mazzoni fu trasferito a Treviso. Il Dolomiten in un commento non firmato, ma dovuto sicuramente al suo direttore sen. Volgger, scrisse (13/12/1957) in occasione del trasferimento: "Il Questore Mazzoni può lasciare a testa alta il suo posto a Bolzano. Se vi fu un italiano dal giorno dell'annessione del Sudtirolo al-l'Italia, che abbia portato questo Stato più vicino ai sudtirolesi, costui è stato il dottor Mazzoni ". Scrisse Piero Agostini sul Mattino (1/4/1990): "Lo Stato non lo ascoltò. I giornali (...) nemmeno. Poi, con una di quelle classiche contorsioni che servono al potere per trovare comunque un capro espiatorio, all'indomani di Castelfirmiano Mazzoni fu, di fatto, sollevato dall'incarico. La dignità con cui subì quell'affronto fu totale. Ma di lì a poco, e tragicamente, ne morì". Ora il nome del questore Renato Mazzoni è stato inserito tra quelli delle personalità cui dedicare una via cittadina. Sarebbe, per Bolzano, un riconoscimento dovuto, anche se tardivo. Il Dolomiten "Lascia a testa alta, se c'è stato un italiano che ha avvicinato questo popolo allo Stato, è lui" Los von Trient Il raduno "irredentista" di Castel Firmiano Comprensivo Il questore Renato Mazzoni.

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Un voto chiaro per la ripresa dello sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Un voto chiaro per la ripresa dello sviluppo Luca Sergio "Siamo sempre alle solite cose. Non riusciamo a fare un passo avanti". Presidente, è pessimista? "Per quanto mi riguarda, non mi arrendo affatto". Arnaldo Zeppieri, presidente dell'Unione industriale, è come sempre oltremodo chiaro anche se si vede costretto a ripetere un discorso già fatto tante volte. Nell'imminenza delle elezioni politiche abbiamo voluto sentire i responsabili delle due organizzazioni imprenditoriali più importanti della provincia, l'Unione industriale e la Federlazio. Confindustria Frosinone incontrerà domani l'ex ministro Giulio Tremonti ed oggi alle ore 11 riceverà la deputata cassinate Anna Teresa Formisano, ricandidata dall'Udc. Dal canto suo, la Federlazio ha inoltrato a tutti i candidati locali (oltre 60 ma ne saranno eletti al massimo 3-4) una "lettera aperta" per far conoscere le proprie proposte per lo sviluppo del territorio. Ma ritorniamo a Zeppieri. "Noi abbiamo bisogno di un progetto preciso per far progredire il Frusinate. E di una squadra che abbia la capacità, ed aggiungerei l'orgoglio di noi ciociari che non siamo secondi a nessuno quanto a capacità ed impegno, come abbiamo dimostrato in tante occasioni, dicevo la capacità di portare a compimento questo progetto. Ma per fare questo la Politica, con la p maiuscola, deve dimostrare di saper decidere e non giocare sempre al rinvio". è un fiume in piena Arnaldo Zeppieri. "Siamo tutti d'accordo sulle diagnosi ma poi alcuni si perdono quando si passa alla pratica. La Politica deve fare scelte coraggiose ed anche impopolari, come sull'energia, la burocrazia che soffoca le imprese, la sanità e la collaborazione pubblico-privato. In provincia avremmo delle grandi occasioni da poter sfruttare, come il turismo e le terme di Fiuggi, ma cosa si fa? Nel nostro territorio non si riesce ancora a fare sistema e così le tante opportunità svaniscono. Sono però dell'opinione che dobbiamo insistere fin quando non ci sediamo tutti attorno a un tavolo". La "lettera aperta" inviata dal presidente della Federlazio, Luigi Volante, ha affrontato sia i nodi nazionali che locali con altrettante proposte di soluzione dei problemi da parte dell'associazione delle piccole e medie imprese. Il credito, l'energia, l'innovazione tecnologica, la formazione, la produttività, le liberalizzazioni e la concorrenza e l'internazionalizzazione sono stati tutti temi trattati singolarmente con relative proposte migliorative nello scenario nazionale. Per quanto riguarda il nostro, l'ing. Luigi Volante batte sul rilancio del sistema territoriale. Ed affronta il fenomeno della deindustrializzazione. "La diversificazione dell'economia del territorio - ha scritto ai candidati - con la crisi del settore manifatturiero, non può più essere elusa. Occorre sviluppare una cultura dell'"accoglienza" che sappia rafforzare le potenzialità ancora inespresse del nostro territorio in termini di qualità dell'ambiente, delle bellezze storico-culturali-religiose e di tradizioni eno-gastronomiche. Il rilancio del polo termale-alberghiero di Fiuggi e delle aree interne della nostra provincia, come la Valle di Comino, rappresentano due punti essenziali per promuovere una crescita endogena integrata per lo sviluppo futuro del nostro territorio". Poi il presidente passa al nodo delle infrastrutture, di cui si parla da troppi anni senza che alcune opere vedano la ultimazione (come la Monti Lepini), e della "opportunità di un'area integrata del Lazio meridionale", di cui la Federlazio è stata la prima organizzazione imprenditoriale a parlarne quando, negli anni '90, organizzò un convegno a metà strada con il Pontino (Fossanova) per proporre il potenziamento dell'interdipendenza economica tra le due province.

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La delusione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-07 num: - pag: 10 categoria: BREVI La delusione Doveva contrastare i soprusi della burocrazia. è diventato strumento di chi governa.

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Dalla Tav al Mose, ecco la lista delle incompiute (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 14 del 2008-04-07 pagina 6 Dalla Tav al Mose, ecco la lista delle incompiute di Gian Maria De Francesco da Roma Valutazioni di impatto ambientale, Conferenze dei servizi, proteste delle popolazioni e ambientalismo d'assalto. Tra la burocrazia e il populismo affondano e si ritardano i grandi progetti infrastrutturali italiani. Molte grandi opere concepite da più di 15 anni ancora non sono state terminate e non c'è solo il Ponte sullo Stretto a risaltare in questo tragico elenco di incompiute. Tav Torino-Lione. Il progetto di un collegamento veloce tra Italia e Francia risale agli inizi degli anni '90. Nel dicembre del 1994 la Commissione Ue riconobbe questa opera come prioritaria per l'intera Unione. Nel 2001 Italia e Francia hanno siglato un accordo intergovernativo per la realizzazione dell'opera. La protesta delle comunità locali della Bassa Val di Susa, preoccupate di eventuali conseguenze negative derivanti dallo scavo di una galleria a Venaus, ha trovato accoglimento da parte del governo di centrosinistra che nel 2006 ha stralciato l'opera dalla legge Obiettivo riportando indietro le lancette dell'orologio. Il Tavolo politico del 13 febbraio 2008 ha fissato al 30 giugno prossimo la scadenza per aggiornare il tracciato. Nel novembre 2007 l'Ue ha concesso finanziamenti per circa 672 milioni di euro. Tav Torino-Trieste. Attualmente sono in esercizio solo brevi tratti della linea: quello tra Torino e Novara, quello tra Milano e Treviglio e quello tra Padova e Venezia. C'è una criticità in ogni ramo del percorso. A Novara l'Autostrada Torino-Milano vuole garanzie sulle interferenze tra realizzazione della ferrovia e infrastrutture stradali. Il decreto Bersani-bis ha revocato le concessioni ai contractor della Milano-Verona con conseguenti contenziosi. Per la Venezia-Trieste, invece, si è ancora in fase di definizione del progetto preliminare che dovrebbe vedere la luce entro il primo semestre dell'anno prossimo. Ponte sullo Stretto. Trent'anni passarono invano prima che Silvio Berlusconi decidesse di farne uno dei fiori all'occhiello del suo governo. Approvazione del progetto preliminare, gara internazionale vinta da un raggruppamento di imprese guidato da Impregilo e contratto di assegnazione da circa 4 miliardi siglato nel 2006. Il governo di centrosinistra lo boccia in 5 minuti perché i piloni disorienterebbero i delfini dalle loro "rotte millenarie". Se il Cavaliere dovesse vincere, ci riproverà. Mose. Il progetto di salvaguardia di Venezia dal fenomeno dell'acqua alta risale al 1980, ma solo nel 1989 il consorzio Venezia Nuova presentò un'articolata serie di interventi (dighe mobili e paratie). Nel 1994 il progetto fu approvato dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici e nel 1998 lo studio di impatto ambientali ebbe l'ok anche da un comitato di esperti internazionali nominato da Romano Prodi. Questo non fu sufficiente perché il ministro dell'Ambiente formulò un parere negativo. Anche in questo caso si dovette aspettare il governo Berlusconi per la posa della "prima pietra" nel 2003. I lavori sono in corso e a gennaio il Cipe ha approvato un ulteriore finanziamento di 400 milioni (costo complessivo 4,3 miliardi). Brebemi. È la prima grande opera in project financing. Approvata sin dal 1999, l'autostrada alternativa alla A4 per collegare Brescia a Milano non ha ancora visto la luce. Prima mancava il regolamento attuativo della legge Merloni, giunto solo nel 2001. Infine la gara durata ben 16 mesi e vinta dal consorzio promotore dell'opera. Nel luglio 2003 si firma la convenzione (data fine lavori nel 2007), ma manca il decreto interministeriale e l'avallo della Corte dei Conti. Poi i Comuni chiedono varianti del tracciato, infine nel 2006 il ministro Di Pietro toglie la responsabilità all'Anas conferendola alla Cal (società mista Anas-Regione Lombardia) che ha siglato una nuova convenzione. Il protocollo d'intesa tra ministero delle Infrastrutture e regione Lombardia è stato stipulato lo scorso novembre. Attualmente si sta completando il progetto definitivo che dovrà passare al vaglio del ministero e della Conferenza dei servizi. La consegna dei cantieri è attesa tra circa un anno, a due lustri di distanza dalla prima idea. Terzo Valico. Il traforo ferroviario per collegare Genova a Milano ha una storia lunghissima. Nel 1992 iniziò la valutazione di impatto ambientale (Via), bocciata dal ministro dell'Ambiente nel 1994. Nuova Via nel 1996 sempre con esito negativo. Solo nel 2002 il ministro delle Infrastrutture Lunardi approvò il tracciato che nel 2003 ottenne il via libera definitivo. Nel marzo 2006 il Cipe ha approvato il progetto definitivo. L'ambientalismo del governo Prodi ha rallentato un po' l'iter e l'avvio delle attività è previsto nel 2010. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Coltrinari a Spacca: snellire la burocrazia a vantaggio delle (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERMO pag. 27 Coltrinari a Spacca: snellire la burocrazia a vantaggio delle CNA CHE BELLA Fermo che si apre alla gente. Che meraviglia una città che, anche solo per due giorni, si fa museo a cielo aperto e si mette in mostra, svelando misteri e piccoli, incantevoli segreti. Sono le giornate di primavera del Fai, con i volontari della delegazione fermana sparsi nei luoghi più interessanti della città ad accogliere gente, a raccontare, spiegare, parlare e diffondere cultura. Il percorso era dedicato quest'anno alle famiglie storiche, gli Adami, i Piccolomini Adami, i Romani Adami, alle loro case, alle cappelle, i palazzi e le chiese più importanti. La città è rimasta viva e sveglia come capita di rado nei fine settimana, già alle prime ore di ieri mattina vedevi fermento per le strade, tanta gente, fermani ma non solo, stranieri ma anche marchigiani in visita per l'occasione. Famiglie intere si sono mosse da casa per viaggiare nel cuore di Fermo, persino gli scout erano operativi lungo il percorso, a dare man forte ai tanti volontari del Fai che a Fermo è guidato da Teresa Romani Adami. Si partiva da Palazzo Falconi, per spostarsi poi nella chiesa di san Domenico e all'interno dell'auditorium San Martino. Particolarmente attesa la visita a palazzo Savini, lungo via Perpenti, che mai prima aveva aperto le sue porte al pubblico e che per tutto il tempo ha avuto file e file di visitatori in attesa davanti al portone. E poi, c'era da visitare la chiesa di San Francesco, per chiudere con palazzo Romani Adami a corso Cavour, passando per largo della Rivolta e chiudendo con il Frantoio dei conti Raccamadoro. Guide d'eccezione gli studenti delle scuole fermane, gli istituto superiori e le scuole medie, a Palazzo Adami c'era l'insegnante di italiano della Fracassetti Betti, Marilena Leo, che guardava le sue minuscole guide e commentava: "E' straordinario vedere l'impegno e l'entusiasmo che ci mettono i nostri ragazzi, mi hanno raccontato i commenti dei visitatori, la gioia e la sorpresa che c'è nello scoprire cose tanto belle. Dovremmo lavorare tutto l'anno così, coinvolgendo i giovani nella storia della loro città, facendo loro capire davvero la bellezza". Nel pomeriggio, su Largo della Rivolta, Loredana Tomassini e Luigi Maria Musati hanno rievocato la rivolta del 1648, davanti al pubblico delle grandi occasioni. Oggi sarà tempo di bilanci e di numeri ma già nella tarda mattinata di ieri ogni palazzo aveva ricevuto almeno un migliaio di visitatori. Una festa in grande stile insomma, dedicata a tutti coloro che amano la storia, la bellezza, l'arte, a quelli che cercano le radici più antiche per spiegarsi il futuro, per progettare il presente, per vivere meglio, in armonia con la propria città. Angelica.

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L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 25 L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista di Pistoia in sinergia con gli Amici di Beppe Grillo di Pistoia e il Centro studi e documentazione sull handicap di Pistoia, insieme ad altri cittadini che si sono uniti al tour di Pistoia. Un tour, che ha sortito lo scopo di scovare le numerose barriere architettoniche presenti in città, che ha potuto constatare la reale difficoltà che incontra un disabile muovendosi per le vie, negozi, uffici, cinema, e quant'altro in città. Ma non solo i disabili incontrano difficoltà, ma come abbiamo potuto constatare , anche mamme con passeggino, signore anziane, ecc? Durante l'itinerario abbiamo potuto constatare l'attenzione dei cittadini a queste problematiche, cosa che non può che farci piacere, ma questo da solo non può bastare, ci sono molte questioni da risolvere, come la viabilità ridotta, e con questo intendo dire: mancanza di punti adeguati per l'attraversamento, marciapiedi senza scivoli e anche dove ci sono con dislivelli troppo alti, strade sconnesse, che per una carrozzina o un passeggino rappresentano zone invalicabili.Uscendo dalla strade per entrare in negozi, abbiamo notato quasi ovunque l'impossibilità, per una carrozzina di entrare autonomamente, e anche all'interno degli stessi vari problemi, molto spesso dovuti alla burocrazia. Pecchioli Luca.

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Occasione di rivincita (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FUORI PORTA Occasione di rivincita BRUNO VESPA A differenza di Spagna, Francia e Germania, nel dopoguerra l'Italia non ha sfruttato a pieno eventi come le Olimpiadi e i Mondiali di calcio. Con l'Expo a Milano può arrivare una svolta. Alla fine degli anni Trenta il progetto dell'esposizione mondiale programmata da Benito Mussolini a Roma per il 1942 fu l'occasione per la più grande rivoluzione urbanistica dell'Italia moderna. Nei primi vent'anni di regime il Duce aveva inserito la città nuova nella vecchia, con lo sventramento dei Fori Imperiali, la costruzione dei grandi edifici di via Veneto, la realizzazione del quartiere Mazzini fino al Foro Mussolini (Foro Italico) e alla gigantesca Casa littoria della Farnesina, grande quanto il Colosseo, poi trasformata con la guerra in ministero degli Affari esteri. Dopo la nascita dell'impero, Mussolini voleva dare un segnale imponente della continuità della civiltà fascista con la civiltà romana, sognando di essere protagonista di una pace europea degna di quella imperiale di Augusto. Come potesse immaginare qualcosa del genere dopo le leggi razziali e il Patto d'acciaio con Adolf Hitler resta un mistero. Ma anche storici antifascisti come Emilio Gentile (Fascismo di pietra) gli danno atto di una "temporanea volontà di pace", immaginando che la guerra non gli sarebbe piovuta addosso prima di cinque anni. Il 20 aprile 1939 Mussolini presentò l'Esposizione universale come "la consacrazione dello sforzo che tutte le genti civili fanno sul cammino del progresso, non solo materiale". Il progetto era grandioso: estendere la città da piazza Venezia al mare attraverso l'Eur con una struttura urbana avveniristica di cui la guerra impedì il completamento. A cominciare dall'enorme arco romano che Roger Griffin ha usato per la copertina del suo Modernism and Fascism appena uscito negli Stati Uniti e che analizza il "modernismo tecnocratico" del regime. Ma quel che resta nel quartiere dell'Eur è indicativo dello sforzo compiuto. Purtroppo nel dopoguerra l'Italia non ha saputo utilizzare al meglio nessuna delle grandi occasioni che le si sono presentate. Il villaggio olimpico costruito a Roma per le Olimpiadi del 1960 impallidisce rispetto all'Eur, ma allora fu almeno aperto il Grande raccordo anulare della capitale. Nulla è stato fatto per i Campionati del mondo di calcio del 1990, nulla per il Giubileo del 2000, con l'eccezione di un sottopassaggio che rende fluido il traffico tra due quartieri dell'area nord di Roma. Imbarazzante il confronto con le principali metropoli d'Europa, da Berlino a Parigi, a Barcellona, protagoniste di autentiche rivoluzioni urbanistiche. Il solo tentativo riuscito di restituire l'antica dignità a una capitale storica c'è stato a Torino in occasione delle Olimpiadi invernali. Ma anche qui, volendo proseguire nel suo progetto di sviluppo, un bravo sindaco come Sergio Chiamparino per poter costruire due grattacieli ha dovuto rinunciare ai voti della Sinistra arcobaleno, che è sua alleata di giunta, per incamerare quelli di Forza Italia e Alleanza nazionale. Questa ampia premessa serve a dire che l'Expo 2015 di Milano è davvero l'ultima grande occasione per un paese in ginocchio che intenda rialzarsi. Il progetto di sviluppo di Milano è grandioso e va completato. Ma i 20 miliardi di investimento previsti dovranno avere un effetto moltiplicatore sull'Italia intera. Gran parte dei 30 milioni di visitatori attesi a Milano proseguiranno a Venezia, Firenze, Roma, Napoli, la Sicilia. L'auspicata rinascita di Milano non avrà senso se non sarà legata a quella dell'intero Paese. Ecco perché la battaglia con Smirne scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi. I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.

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Gli artigiani chiedono tutela e riconoscimento (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ASSEMBLEA. Alla presenza di politici e candidati i portavoce della categoria hanno sottolineato le necessità per uscire da "un Paese in crisi" Gli artigiani chiedono tutela e riconoscimento     Anna Zegarelli Non è stata una semplice assemblea annuale quella della Confartigianato. La vicinanza alle elezioni politiche ha fatto sì che le richieste di una minore tassazione, di una maggiore considerazione e soprattutto di un riconoscimento vero e proprio che tuteli il lavoro artigiano a livello regionale, nazionale, ma anche internazionale, diventino una priorità. A presenziare a Palazzo Erbisti, in via Leoni, c'erano tutti i volti noti della politica veronese da Aldo Brancher (Pdl) a Antonio Borghesi (Italia dei valori), da Cinzia Bonfrisco (Pdl) a Giampaolo Fogliardi (Pd) e Alberto Giorgetti (Pdl) solo per citarne alcuni. E i presidenti delle associazioni imprenditoriali agricole del territorio. Il sindaco Flavio Tosi ha portato i suoi saluti e ne ha approfittato per evidenziare come la burocrazia sia troppo spesso la causa di lentezza e impedimento del movimento dell'economia. Il paragone usato per sottolineare "l'immobilismo politico ed economico" è stato quello del parcheggio delle Poste. Vertici locali dell'Upa-Confartigianato dal presidente nazionale Giovanmaria Rizzi, a quello regionale Daniele Parisotto e provinciale Ferdinando Albini hanno ribadito il carattere apolitico dell'associazione. Ma le necessità di quello che per tutti è "un Paese in crisi", le hanno dette a chiare lettere. Inevitabili le indicazione per un voto che tuteli la categoria, non dettando però la destra o la sinistra, ma portando in sala chi li rappresenterà: Vendramino Sartor (ha lasciato l'incarico di presidente di Confartigianato del Veneto per scendere in campo politico con il Pdl) e Walter Dalla Costa (anche lui era fino a qualche tempo fa presidente di Confartigianato di Padova, ora è in lista con l'Udc). Al di là di quello che porterà l'Italia del voto, Albini ha evidenziato le sofferenze di chi il prodotto interno lordo lo produce: "La vocazione artigiana del Veneto sta nelle cifre: 148mila imprese artigiane, 420mila addetti ai lavori e 17 miliardi e mezzo di euro di reddito prodotto, un quarto dell'export regionale. Nella nostra provincia le imprese attive al 2007 sono 29.473. Nelle costruzioni quelle registrate sono 12.973; 8.134 le manifatturiere; mentre 2.762 sono impiegate nei servizi sociali; 2.315 nei trasporti", E ha sottolineato la precarietà in cui si vive: "I rincari delle bollette sono stati dell'8 per cento. I piccoli imprenditori hanno sborsato 616milioni di euro in più. Noi paghiamo l'energia elettrica il 22,6 per cento in più rispetto alla media dei Paesi europei. La speranza è che il nuovo governo si dia come obiettivo primario quello della crescita economica". A prospettare quella che potrebbe essere una ricetta di sopravvivenza è stato il presidente della Camera di Commercio che prendendo spunto dal sistema Cina fatto di lavoratori clandestini nelle nostre città e di mercati rionali tutti loro ha detto: "Per combatterli dobbiamo mangiare meno di loro e lavorare di più. La politica ci ha lasciato allo sbaraglio Ora è l'intero sistema che deve essere rivisto".

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Mercatismo, l'ultima moda pret-a-porter degli ex Pci (sezione: Burocrazia)

( da "Avanti!" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL FOGLIETTONE Mercatismo, l'ultima moda pret-a-porter degli ex Pci 07/04/2008 Il sistema di rapporti economici e di scambi che ha governato il mondo dalla fine agli anni Quaranta è entrato in una crisi ormai irreversibile. In primo luogo è crollato il comunismo reale, almeno in Europa: con esso il tentativo di pianificare la società civile, le sue risorse e le sue forze vitali. Un sistema in cui il mercato e le libertà economiche erano stati sostituiti da una burocrazia del partito unico. Una burocrazia incapace, vessatoria, inefficiente, burocratica. In secondo luogo, negli ultimi decenni, si è sviluppato un processo di globalizzazione quasi incontrollato con effetti che oggi siamo in grado di valutare (inflazione prezzi delle materie prime, petrolio, crisi finanziaria e monetaria, eccetera? ). In realtà il mercato mondiale è pur sempre, o dovrebbe essere, una istituzione soggetta a norma e regole frutto di accordi politici fra governi. I vari incontri tra grandi potenze hanno mostrato tutti i loro limiti nel definire un minimo di regole comuni nel regime degli scambi e nella realtà dei rapporti internazionali. "Scambiare" merci, come affermavano i classici del liberalismo, equivale a diventare da nemici amici e questi processi non avvengono spontaneamente; il mercato non fa miracoli se lasciato a se stesso. In questa situazione è ovvio che ha fatto difetto la politica. Stupisce che qualcuno scambi queste esigenze di governare la globalizzazione con una banale rentrée degli Stati nel porre limiti alla concorrenza e alla circolazione dei capitali.. Infine non si può ignorare come la situazione internazionale sia influenzata dal terrorismo che dal 2001 è in atto, anche come un confronto di civiltà. Una crisi, quindi, complessa, che non si risolve affidandosi solo al mercato, né alle delocalizzazioni gestite dalle multinazionali i cui interessi si sostituiscono a quelli degli Stati. Ad esempio il dopoguerra del nostro Paese, con il relativo "miracolo economico" degli anni Cinquanta e Sessanta, fu generato da un intervento dello Stato nei settori della finanza bancaria, delle fonti di energia, della siderurgia, e persino nella politica abitativa. Un intervento non contraddetto da una apertura controllata alla concorrenza internazionale. Nel nostro Paese oggi invece si è diffusa una pseudo-ideologia che Tremonti ha definito "mercatista". Una specie di moda, di pret-a-porter di molti ex-comunisti anche del Pd; una moda da neofiti di un malinteso liberismo che fa seguito al crollo della propria identità storica e al loro sistema di valori. Una corsa affannosa e scriteriata verso l'estremo opposto.

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SNELLIRE la burocrazia attraverso la rete per far crescere (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERMO pag. 27 SNELLIRE la burocrazia attraverso la rete per far crescere l'impresa. Questa la ricetta di Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo, che risponde alle aspettative del presidente della Regione Gian Mario Spacca, illustrate nel corso dell'incontro con i presidenti regionali Cna. Al centro dell'incontro la presentazione della nuova rivista Cna 'Io e l'impresa' che ha dato il là a diverse considerazioni in campo di sviluppo delle imprese. "Un'azienda ? ha detto Coltrinari ? deve fare i conti, ogni giorno, con tutte le lungaggini che uffici e burocrazie portano con sé. Con la Cna stiamo puntando moltissimo sulla formazione informatica dei nostri associati, attraverso corsi appositi, perché quello strumento inesauribile che è la rete possa essere sfruttato in tutte le sue potenzialità". "Tuttavia ? continua il presidente Cna ? anche le istituzioni devono battere questa strada, utilizzando internet come 'canale preferenziale'. Se pratiche, moduli, bollettini e quant'altro fossero disponibili e scaricabili ogni giorno on line, si risparmierebbero tempo ed energie. Dal canto nostro cerchiamo di agevolare i nostri associati attraverso il sito www.cnapicena.it, ma il cammino è ancora lungo e c'è bisogno di una sinergia tra tutti gli enti per poterlo.

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Le soluzioni per i piccoli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Casartigiani incontra Ricci e Vannucci: le richieste Le soluzioni per i piccoli fano - La presidenza della Casartigiani "Metaurense" ha incontrato l'on. Massimo Vannucci, candidato al Parlamento nelle liste del Partito Democratico e il segretario provinciale Matteo Ricci. Argomento dell'incontro: le problematiche della categoria artigiana e le istanze dei piccoli. Il presidente della associazione di categoria Ulvido Sorcinelli ha sintetizzato tali istanze in cinque punti: viabilità ed infrastrutture. "Le carenze infrastrutturali del nostro territorio- ha evidenziato - riguardano soprattutto le grandi arterie di collegamento, il che penalizza soprattutto le imprese dell'entroterra. Opere prioritarie da affrontare sono quindi: il completamento della Fano Grosseto e la realizzazione della pedemontana che colleghi le zone industriali del Foglia, Metauro e Cesano. La burocrazia è il grande nemico delle piccole imprese; occorre dare seguito alla proposta europea di ridurre del 25 per cento gli oneri amministrativi. Costi della politica. Il taglio di tali costi per noi artigiani significa riduzione delle Comunità Montane, aggregazione dei micro-comuni ed abolizione degli enti intermedi. Fisco: la lotta all'evasione deve mirare a combattere le vere sacche evasive. Banche e costi del denaro: occorre monitorare con continuità il mondo creditizio per verificare i costi bancari e quelli del denaro, ricercando un diretto e maggior coinvolgimento degli istituti di credito". Il vice presidente Claudio Contarini ha preso le difese dei piccoli contribuenti augurandosi che la necessità di risanare i conti dello Stato non implichi ulteriori sacrifici a carico delle famiglie, mentre il segretario Massimo Iacucci ha perorato la causa dell'autotrasporto chiedendo soprattutto la riduzione del costo del gasolio.

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Nuove imprese ora è più facile renderle attive (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 07 Aprile 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO / BANCHE E IMPRESE --> ECONOMIA ITALIANA pag. 17 Nuove imprese ora è più facile renderle attive Una nuova procedura che grazie all'uso dell'Ict taglia i tempi della burocrazia MASSIMILIANO DI PACE Si preannunciano tempi più facili per gli italiani che vogliono aprire un'impresa, visto che da poche settimane è partita in via sperimentale una nuova procedura che rende più semplice e rapido l'avvio di una nuova attività. In sostanza, mentre in passato, prima di cominciare ad effettuare operazioni, occorreva attivare una serie di richieste e iscrizioni a varie istituzioni (l'Agenzia delle Entrate per la partita Iva, la Camera di Commercio per l'iscrizione nel registro delle imprese, l'Inps per l'apertura delle posizioni previdenziali del titolare e degli eventuali collaboratori, l'Inail per l'assicurazione in caso di attività potenzialmente pericolose per i lavoratori), oggi basta qualche click dopo essersi collegati al sito www.registroimprese.camcom.it. Infatti, una volta entrati in questo sito, e selezionata in alto a destra l'area "comunicazione unica", che è il nome di questa nuova procedura, bisognerà scaricare alcuni software, che consentono di predisporre le richieste per le istituzioni competenti, da firmare digitalmente, e da inviare poi telematicamente. Il vantaggio è che ora la risposta degli enti può arrivare nella casella di posta certificata attribuita gratuitamente dalla Camera di Commercio nell'arco di qualche minuto, ed in ogni caso entro 7 giorni. In particolare la ricevuta della ricezione della richiesta inviata dal registro delle imprese costituisce titolo autorizzativo per cominciare le operazioni, e quindi fatturare, come prevede la legge Bersani sulle liberalizzazioni del 2007. Questo però a condizione che non ci sia bisogno di altre autorizzazioni, e per saperlo è bene contattare il Comune, dove normalmente opera lo Sportello Unico per le attività produttive, che provvede a centralizzare tutte le autorizzazioni eventualmente richieste per la natura dell'attività (per esempio delle Asl per i certificati sanitari, dei Vigili del fuoco per le misure antincendio). La sperimentazione è condotta in questo momento in 10 città (Torino, Milano, Venezia, Padova, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Taranto, Cagliari), e durante questa fase gli imprenditori possono ancora scegliere di usare le vecchie procedure. Come assicura Antonio Tonini, direttore del registro imprese di Infocamere, ci si attende che già entro giugno la nuova procedura sia operativa in tutta Italia, visto che la scadenza prevista per la piena operatività è il 20 agosto 2008, data dopo la quale sarà obbligatorio per tutti utilizzare la "comunicazione unica". Va detto che, secondo i dati di Unioncamere, questa novità interesserà una bella fetta del mondo produttivo, visto che nel 2007 sono state create 436mila nuove imprese, su 6,1 milioni esistenti, che però sono andate in buona misura a sostituire le 390mila chiuse nello stesso anno. "L'elevato numero di nuove imprese ? dichiara Tonini si spiega per il fatto che in Italia gli imprenditori che non riescono ad avere successo, chiudono la ditta, piuttosto che riconvertirla. Se dunque l'elevato tasso di ricambio può essere sinonimo di perdita di ricchezza, al tempo stesso rappresenta un segnale di dinamicità della nostra economia".

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Burocrazia, fisco esoso, strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Affari & Finanza > RAPPORTO / BANCHE E IMPRESE Burocrazia, fisco esoso, strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di mercato wall street journal La situazione italiana non è certamente delle più brillanti e l'instabilità politica non contribuisce a migliorare le cose. I giornali stranieri, da sempre pronti ad elargire insegnamenti e consigli, anche a questa tornata di elezioni non si sono fatti scappare l'occasione. La lezione questa volta è arrivata dal Wall Street Journal, che indica nell'eccesso di normative, nella pressione fiscale e nello strapotere dei sindacati i tre principali nodi da risolvere per avvicinare l'Italia a una vera economia di mercato. Il quotidiano di proprietà di Rupert Murdoch sostiene che l'attuale situazione italiana sia simile a quella della Gran Bretagna del 1979, anno in cui Margaret Thatcher formò il suo primo esecutivo e diede il via a una serie di dolorosissime riforme. Secondo Alberto Mingardi, l'estensore dell'articolo sul Wall Street Journal, uno dei cambiamenti radicali da effettuare subito dovrebbe essere quello di aprire il mercato assicurativo per gli infortuni sul lavoro anche alle compagnie private. La risposta ai morti della Thyssen di Torino non dovrebbe infatti essere una stretta normativa ma l'arrivo della concorrenza per l'Inail, di modo che le società meno attente alla sicurezza sul posto di lavoro siano costrette a pagare un premio assicurativo più alto rispetto a quelle virtuose. Un altro suggerimento prevede la riduzione della pressione fiscale e la semplificazione delle leggi che regolano la tassazione. "Il governo italiano ? si legge nell'articolo ? tassa pesantemente sia le persone fisiche che le imprese; sarebbe invece sufficiente eliminare tutte le detrazioni ed introdurre quattro classi di reddito". Ovvero, chi guadagna fino a 8.000 euro annui non dovrebbe pagare nessuna imposta; dagli 8.000 ai 20.000 l'aliquota dovrebbe essere del 20%, dai 20.000 ai 70.000 del 25% e sopra i 70.000 del 33%, esattamente il 10% in meno dell'attuale aliquota massima. L'articolo però non indica quali spese vadano tagliate per far tornare i conti dopo che le entrate subiranno un calo. (g. mar.).

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Creatività giovanile nei nuovi spazi (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AL PAGODINO. PER "DIALOGHI CON LA CITTÀ" Creatività giovanile nei nuovi spazi   È in programma stasera alle 19.30, al Pagodino di via Langer (la strada che collega il Castello con piazzale Arnaldo) l'incontro dei "Dialoghi con la città", sul tema "Spazi urbani e creatività giovanile: dove nasce la fabbrica del futuro?", che chiude la seconda fase del progetto realizzato con il contributo della Fondazione Asm e curato da Gigi Cristoforetti. Gli spazi urbani, i luoghi creativi e dinamici della città spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar modo con i giovani. L'appuntamento, coordinato da Barbara Badiani (Università degli Studi di Brescia), Luca Borsoni (Studio AS), Nicola Giuliani (Ufficio Manifestazioni - Fondazione Brescia Musei) vedrà anche la partecipazione di don Marco Mori, direttore dell'Ufficio Oratori e Pastorale Giovanile. Ospiti dell'incontro Andrea Lissoni (Xing - Festival Netmage) e Luca Martinazzoli (urban planning e cultural policy).

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Sangalli (Pd): ''Sicurezza questione di formazione e consapevolezza'' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ex segretario nazionale della Cna: ''Sul tema della sicurezza, pur esistendo una legislazione molto ampia e complessa, le regole non vengono rispettate'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Bologna, 7 apr. - (Adnkronos/Labitalia) - ''Il Partito Democratico ritiene che la sicurezza sul lavoro sia una questione di norme e di ispezioni, ma soprattutto di formazione, consapevolezza, presa di coscienza di coloro che operano all'interno delle aziende, siano essi imprenditori o lavoratori''. Gian Carlo Sangalli, ex segretario nazionale della Cna, ora candidato al Senato in Emilia Romagna con il Partito Democratico, sottolinea l'importanza della conoscenza per prevenire il drammatico fenomeno delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro. ''Siamo totalmente d'accordo col decreto varato di recente dal governo -spiega- perche' affronta una vera e propria emergenza nazionale. In Italia abbiamo una quantita' di morti sul lavoro che e' troppo alta in assoluto e soprattutto per un Paese industriale avanzato come il nostro''. ''Questo -avverte- significa che sul tema della sicurezza, pur esistendo una legislazione molto ampia e complessa, le regole non vengono rispettate, e che, come dice giustamente il governo, non ci sono adeguati controlli e un'adeguata repressione delle situazioni di non sicurezza sul lavoro''. Per Sangalli, ''bisogna fare un salto di qualita' nell'utilizzo del residuo patrimoniale dell'Inail, stimabile in 14 miliardi di euro''. ''In parte -sostiene- dovrebbe ritornare alle imprese, come stabilito peraltro dalla Finanziaria 2007 (l'artigianato ad esempio ha un avanzo di un miliardo all'anno del sistema premiale). Ma soprattutto dovrebbe essere utilizzato per sostenere le imprese nell'attivita' di formazione e sensibilizzazione dei dipendenti, per incentivare la messa in sicurezza degli impianti e l'applicazione delle normative''. ''La sicurezza sul lavoro -ribadisce il candidato al Senato in Emilia Romagna con il PD- e' una priorita' per affermare la qualita' delle produzioni e il fatto che siamo un Paese avanzato che produce in sicurezza per chi lavora e anche per i consumatori. E' anche un tema di efficienza dello stato e dell'amministrazione pubblica, e di raccordo normativo tra i ministeri competenti e l'Inail che e' la struttura deputata in materia''. ''Il PD -ricorda- vuole evitare l'incongruenza per cui spesso in passato il governo decideva, l'Inail si metteva a disposizione, ma poi mancavano i decreti attuativi per collegare l'uno all'altro. Non vogliamo che la burocrazia diventi uno strumento per non fare prevenzione sul lavoro, impedendo all'Inail di agire e al governo di rendere operative le proprie decisioni''.

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Associazione a tutela del malato, rinnovo del consiglio direttivo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BASSANO Associazione a tutela del malato, rinnovo del consiglio direttivo L'assemblea annuale dell'Associazione a tutela del malato, presieduta da Adriano Guglielmini, al san Bassiano di Bassano è stata l'occasione non solo per il rinnovo del consiglio direttivo, che in buona parte è stato riconfermato, ma pure per il resoconto dell'attività svolta e dei nuovi obiettivi. Al prossimo incontro di fine mese il consiglio probabilmente riconfermerà il presidente uscente. Per Guglielmini il nostro sistema sanitario locale è appesantito da lunghe liste di attesa e dal pronto soccorso spesso intasato. "Bisogna valorizzare i medici di base - osserva il presidente - e far conoscere la 'medicina di gruppo' che è un servizio per la costante copertura sanitaria, anche quando manca il proprio dottore". Il presidente 'bacchetta' però la burocrazia dell'ospedale: "Per il ritiro dei referti il paziente è obbligato a venire fisicamente allo sportello, mentre il responso potrebbe essere trasmesso per via telematica direttamente al medico di base - e prosegue - non si capisce perché la dichiarazione del reddito debba essere fatta allo sportello, allungando i tempi di attesa della coda, quando il modulo potrebbe essere già precompilato".Questi gli undici componenti del nuovo consiglio: Eugenio Azzolin, Adriano Guglielmini, Agostino Lessio, Piergiorgio Mazzeracca, Antonio Pan, Nicola Parolin, Rosanna Tasca, Mario Toso, Tarcisio Zarpellon, Laura Basso Fumagalli, Anselmo Biaggioni. Revisori dei conti: Claudio Bianchin, Giovannella Camion, Andrea Frigo e Cesare Piazza.Lucia Fincato.

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Berlusconi per la quinta volta: in Italia c'è qualcosa che non va ERNESTO GHISONI (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

36 NECROLOGIE lunedì 7 aprile 2008 Tribuna elettorale Berlusconi per la quinta volta: in Italia c'è qualcosa che non va ERNESTO GHISONI Sconfortati, convinti che il mondo sia un rompicapo terribilmente complicato, alieno agli ideali e la storia un fiume di indizi per lo più ingannevoli, abbiamo rinunciato al diritto che ogni cittadino ha di confrontarsi con una politica degna di questo nome. Ciò è evidente in occasione di ogni campagna elettorale. Si è creato così nel paese un vuoto di "sostanza" democratica enorme. Si è lasciato terreno fertile ai più furbi e si è concesso che poteri non tanto occulti potessero dissimulare vizi e colpe a scapito dell'integrità morale della società. Da anni è tutto un ripetersi di situazioni inclementi che ci riguardano ma che ci sorvolano come se non esistessimo. Un periodo nero indefinibile, perciò chiamato di transizione. Non c'è più spazio per morali di alcun tipo. Durante l'ultima crisi di governo un senatore è stato quotato due veline, meno cioè di un calciatore brocco di C2. Come popolo siamo proprio portati a subire di tutto non c'è che dire. Qualunque gorgoglione, purché ce la racconti con un po' di miele può diventare uomo della provvidenza in questo paese. Quindici anni di transizione sono troppi per essere vera transizione. Troppi per tutti. Per gli ottimisti, gli accomodanti, i fatalisti ed i remissivi. Per i molti che hanno visto precarizzare le loro vite, ma anche per i pochi che hanno ingoiato indigeste fortune e si trovano ora ficcati in una società degradata e spenta. Stiamo vivendo la condizione di un potere partitocratico senza partiti. Dove la politica non è più un progetto ma qualcosa che un ceto amministra. Per questo votiamo con sei leggi elettorali diverse, perché il voto deve avere un valore variabile a seconda delle contingenze del ceto medesimo. Se questa situazione solleva interrogativi presso molti osservatori di diversi paesi, sarebbe forse il caso che anche noi ci ponessimo qualche domanda in più. Quante volte ci faranno ancora votare senza sapere chi eleggiamo? Quando cominceremo ad eleggere gente che non avrà più bisogno della legge Cirielli, Pecorella, Schifani ecc, ecc? E quando saremo stanchi di intoccabili? Anche in questa tornata elettorale avremo le solite liste, infarcite di personaggi con guai giudiziari provvisori o definitivi, di predicatori della meritocrazia e della flessibilità che si sono accapigliati per essere collocati in un collegio sicuro, di grandi moralizzatori ammogliati due o tre volte, con figliolanze multiple e variegate, di cantori padani delle meraviglie del federalismo che altro non è che più burocrazia, più clientelismo, più poltrone e più sprechi e farà dell'Italia una grande Ceppalonia. La politica quand'è senza ideali o è cosa pratica o cosa sporca. In ogni caso favorisce il populismo ed il qualunquismo. C'è qualcosa che non va in un paese che presenta per la quinta volta lo stesso candidato premier. Un ultrasettantenne egolatra, sempre più devoto ai suoi affari e che odia la politica che è invece materia di chi si occupa dei problemi altrui. La candidatura di Berlusconi è proprio uno di quei ritorni che ci fa sentire ancor più gramo il presente e che rende sconfortante il futuro! Berlusconi non ci interessa più né come politico né come uomo comune. Non ci importa delle sue rughe e dei suoi finti capelli; non ci interessa delle sue conquiste amorose e delle sue barzellette. Non ci attira più nemmeno di sapere quale magica chiave ha avuto per aprire la porta che lo ha reso così ricco. E' un uomo del passato, consumato da troppa ribalta. Come apre la bocca già sappiamo quel che vuol dire, che è poi quello che abbiamo già sentito cinque, dieci, quindici anni fa. E' inconcepibilmente monocorde. Tasse e sicurezza sono i suoi argomenti politici. Se ne è impossessato e non li lascia più. Sono il menù fisso di ogni elezione. Due temi epidermici e sfuggenti che colpiscono perché angosciano ed allarmano. In realtà l'Italia è dopo la Norvegia il secondo paese più sicuro d'Europa ed il fisco che abbiamo il più lassista ed ingannato al mondo, ed anche tanto tanto "comprensivo". Il cavaliere queste cose le sa molto bene. Dopo cinque anni di governo ha lasciato un paese impoverito da interessi particolari, diseducato al rispetto della legalità, all'interesse generale e al senso civico (condoni, legge sul falso in bilancio ecc?). In più con una grave crisi economica, un debito pubblico montante ed il problema della 4ª settimana. Ha reclutato e guidato una classe dirigente approssimativa ed incapace di affrontare i nodi della società odierna: l'ingresso dell'euro, il problema dell'emigrazione, le regole del sistema finanziario (Parmalat, Cirio e bond argentini) bancario e giudiziario. La sicurezza nei posti di lavoro ed il precariato. Di fronte ai dilemmi come salvare l'Alitalia ed il calcio pieni di debiti, ha salvato, senza indugi il calcio con la nota legge "spalmadebiti", lasciando l'Alitalia alla sua agonia ed ai suoi sprechi. Ed il problema Alitalia è ritornato d'attualità, come tutti i problemi importanti del paese che non ci danno tregua. Non ho idea se in qualche misura siamo giunti alla resa dei conti. Vedremo come la pensano e cosa decideranno quelli che per le ingiustizie stanno male e la vita ha reso acidi, i giovani a cui è stato tolto il piacere di immaginare una meta, i pensionandi dopo lo scampato pericolo di cadere dallo scalone Maroni, quelli che dopo una vita di lavoro hanno messo in tasca meno di quanto guadagna in un solo anno colui che tira calci a un pallone. Ma mi chiedo ci sarà davvero qualcuno disposto a credere che l'abolizione dell'Ici gli cambierà la vita? © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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È nata "Diritti Diretti" (sezione: Burocrazia)

( da "superEva notizie" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

News È nata "Diritti Diretti" A cura di Simona Petaccia Pubblicato il 07/04/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni La giornalista Simona Petaccia ha fondato un'Associazione senza scopo di lucro che persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari "It's up to you!", cioè: "Dipende da te!". Su questa convinzione è nata "Diritti Diretti": Associazione senza scopo di lucro che persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari (anziani, minori, persone con disabilità temporanea o permanente, individui con esigenze dietetiche e/o con problemi di allergie ecc.). "Abbiamo, infatti, costituito "Diritti Diretti" ? ha affermato il Presidente Simona Petaccia ? con il proposito di promuovere l'idea che stato sociale e carità devono essere rimpiazzati da libertà e diritti applicati (non solo legiferati) per le categorie svantaggiate, al fine di contrastare la diffusione di pregiudizi o stereotipi e incoraggiare la presa di coscienza delle loro abilità e del loro contributo sociale". Questa nuova realtà associativa si oppone quindi a ogni forma di discriminazione nei settori della cultura, dell'arte, dell'informazione, della comunicazione, del turismo, della natura, dell'ambiente, dello sport e del tempo libero, facendosi portavoce degli interessi e delle esigenze degli suoi soci (persone fisiche e giuridiche, italiane o estere). Per raggiungere tale scopo, "Diritti Diretti" mira a: sostenere iniziative volte a garantire uguaglianza e dignità; migliorare l'accesso a edifici pubblici e privati, ai trasporti e all'informazione; far riconoscere la capacità di scelta autonoma e indipendente delle fasce di popolazione poco rappresentative, dette "minoranze"; dare impulso al dialogo tra culture diverse; favorire lo sviluppo della persona e della sua identità, salvaguardando i diritti civili, siano essi "diritti naturali" o "diritti umani" (diritto alla libertà individuale, diritto alla vita, diritto all'autodeterminazione, diritto a un giusto processo, diritto ad un'esistenza dignitosa, diritto alla libertà religiosa, diritto alla protezione dei propri dati personali - privacy)". La prima mission di "Diritti Diretti" sarà quella di avviare servizi di consulenza personalizzata offerti ai soci per la progettazione di un turismo accessibile, individuando servizi e strutture per viaggi e soggiorni in grado di permettere, senza ostacoli e difficoltà, la fruizione a persone con esigenze speciali che necessitano di particolari comodità e agevolazioni per la pratica del viaggiare. "La maggior parte delle agenzie di viaggio ? ha precisato Simona Petaccia - effettua le ricerche delle strutture ricettive attraverso database elettronici che non permettono di ottenere informazioni dettagliate come: ampiezza degli ascensori, numero di scalini prima dell'ingresso, cucina adatta a celiaci, ecc. La sola informazione ricavabile è quella di sapere se un albergo è accessibile ai diversamente abili, ma il più delle volte si tratta di strutture a 4 o 5 stelle, troppo costose per le tasche di chi vive con una pensione sociale. Eppure, già nel 1999 una ricerca effettuata su commissione dell'ENEA nell'ambito del progetto STARe "Studio sulla domanda di turismo accessibile" evidenziava che dei 31 milioni di persone che avevano effettuato un viaggio in quell'anno il 2,9% (pari a 889.330 persone) era costituito da persone che esprimevano esigenze speciali. Poi, considerando che molti viaggiatori rientravano in una fascia di età elevata (oltre 65 anni), l'analisi si estendeva ad altri 2.140.785 turisti. Oggi, questi numeri saranno cresciuti, ma è ancora complicato organizzare una vacanza per chi ha necessità particolari". A tale attività, per conto proprio o di terzi, "Diritti Diretti" collegherà servizi personalizzati e altamente qualificati di progettazione, realizzazione e comunicazione inerenti: campagne informative, comunicative e/o pubblicitarie; progetti di editoria (tradizionale ed elettronica); iniziative ed eventi (convegni, meeting, convention, conferenze, assemblee ecc.). "Questo perché ? ha specificato Simona Petaccia ? crediamo che tali eventi non possono essere affidati solo ai "volontari", soprattutto se rivolti alle categorie svantaggiate. Per ottenere risultati positivi e a lungo termine, invece, essi devono essere guidati da metodi e professionalità che contribuiscono a generare modi di fare corretti, al fine di salvare le cosiddette "fasce deboli" della popolazione da un vortice regressivo caratterizzato da pietà, assistenzialismo o donazioni fatte una volta l'anno per evitare di pensare al problema". Sulla base di questa convinzione, attraverso rapporti sinergici con altre realtà associative e/o professionali, ""Diritti Diretti" ? ha concluso Simona Petaccia ? progetterà, coordinerà e realizzerà percorsi formativi (master, corsi di formazione professionale e di specializzazione) sui temi della comunicazione in generale e su quella sociale in particolare, che saranno rivolti a imprese pubbliche e private, associazioni, organizzazioni, privati cittadini ecc. È, infatti, necessario che si agisca a favore di quei cittadini che, sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza, rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti coerenti". Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.dirittidiretti.it (cliccando sulla scritta "Sito in costruzione"), scrivere all'indirizzo elettronico info@dirittidiretti.it o chiamare il numero verde 800 910 580 (Lunedì - Venerdì, 10:00-13:00 // 15:00-18:00).

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Suo marito è scappato lasciandola con due figli e il mutuo casa da pagare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

(S.Mas.) Suo marito è scappato qualche mese fa, lasciandola da sola ad accudire e mantenere i due figli. Silvia è una giovane mamma sola, ha un lavoro dipendente ma non sufficientemente redditizio per vivere dignitosamente. Quando il marito se n'è andato, le ha lasciato da pagare soprattutto il mutuo della casa di proprietà, nel quartiere sud. Fatti i conti, a fine mese le restano pochi euro per sè e per i bambini. Però risulta proprietaria dell'abitazione, coperta solo a metà dal mutuo stipulato assieme al coniuge.Un mutuo che lei, da diversi mesi, non paga più perchè ovviamente non ce la fa. Attraverso l'interessamento della Circoscrizione, il Comune ha avviato le procedure per assegnarle una casa popolare. Ma lei, al momento, risulta ancora proprietaria della propria, di abitazione, e quindi l'iter risulta bloccato fino a che quell'appartamento pagato solo a metà verrà messo all'asta. Con la burocrazia vigente in materia, potrebbero volerci diversi mesi per ottenere la vendita dell'immobile.Nel frattempo, Silvia non sa dove poter alloggiare, anche perchè a giorni dovrà abbandonare quella che finora è stata la casa sua e dei due bambini. Impugnando il provvedimento di sfratto, gli esecutori le ingiungeranno presto di andarsene, nonostante resti proprietaria di quell'immobile che attende la risoluzione dell'asta. "Silvia è una ragazza che si dà da fare, una ragazza madre che ha la responsabilità di due bambini - spiega Domenico Piccoli -. Il Comune sta facendo il possibile per trovarle una sistemazione: la pratica è già stata avviata ma finchè non andrà a buon fine l'asta, lei può essere buttata fuori da un giorno all'altro e non avere nemmeno un tetto sulla testa".

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