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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 7-4-2008 #TOP
Tra
le imprese e i lavoratori del nord Italia prevale negli
( da "Corriere
Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da una burocrazia inefficiente e spesso arrogante e, non ultimo, ci si sente soffocati da un senso di abbandono che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi. Sulla base della sua esperienza decennale di amministratore e forte delle sue competenze da imprenditore, Riccardo Illy in questo volume ?
Da
quando esistono Forza Italia e la Lega, la <questione
( da "Corriere
Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che hanno investito la parte più dinamica del paese.
L'Intercity
c'è, i biglietti no ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia delle Ferrovie. Sino a sabato mattina, quel treno risultava ancora cancellato. "Non acquistabile perché sospesa", indicavano sia il sito ufficiale, che il call center di Trenitalia. L'inghippo è stato risolto nel pomeriggio, quando i terminali dell'azienda hanno finalmente riconosciuto la soluzione che conferma il servizio attuale rinviando il nodo dei tagli a giugno,
Creatività
giovanile nei nuovi spazi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: creativi e dinamici della città spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar modo con i giovani.
Scienziati
extra-ue: 7 mesi per un permesso ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che a causa della burocrazia italiana spesso si vedono costretti a rinunciare ad attività, convegni e workshop internazionali che si svolgono negli altri Paesi dell'Ue: in attesa del permesso di soggiorno rimangono "intrappolati" nel nostro Paese, senza poter tornare a casa o muoversi al di fuori dei confini nazionali.
Antonaz:
la scuola va regionalizzata burocrazia, ridurre i costi del 20 %
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la scuola va regionalizzata Burocrazia, ridurre i costi del 20 % TRIESTE Si candida per la Regione - contrariamente al 2003 - e punta al bis per completare l'attività dei primi cinque anni. Roberto Antonaz, assessore all'istruzione, cultura, sport e pace non teme le distanze tra sinistra Arcobaleno e presidente Illy, apre al presidente sulla regionalizzazione della scuola,
Dagli
autotrasportatori al futuro dell'ospedale
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e della pressione fiscale. Sono stati questi gli impegni assunti dal candidato alla Camera del Partito democratico, Sergio Zaia, durante un incontro con alcuni operatori del settore del mobile. CAlessandro Galeazzi, candidato alle politiche della Destra, ha rimarcato la necessità di contrastare i monopoli della grande distribuzione nel corso di un incontro che ha avuto
Pensioni,
emigranti in rivolta ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: gli emigrati devono vedersela con la burocrazia una volta raggiunta l'età della pensione. Di questo si è parlato nell'incontro provinciale organizzato dall'Anea, l'associazione di emigranti, composta per il 90 per cento da chi ha lavorato in Australia, che si è tenuta ieri a San Quirino, nella sala riunioni della Bcc.
Scienziati
extraeuropei: 7 mesi per un permesso
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia blocca l'attività dei ricercatori che spesso si vedono costretti a rinunciare a convegni e workshop all'estero Scienziati extraeuropei: 7 mesi per un permesso Una lettera al questore dagli enti che auspicano una rapida accelerazione TRIESTE Nel migliore dei casi riescono a ottenere un permesso di soggiorno in 4 mesi,
Di
pietro: sì all'euroregione purché non spezzetti l'italia
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Riducendo i costi del lavoro e agendo sull'eccessiva burocrazia attraverso una delegificazione. Prima della regionalizzazione c'era il decentramento. Ogni organizzazione statale aveva un ufficio decentrato e questo ha moltiplicato passaggi e problemi. Con la regionalizzazione questo non serve più, lo stesso sistema delle province va rivisto.
L'asl
ritarda a concedere i permessi ( da "Tirreno, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia e parziale incompetenza. Sono queste le accuse, neppure tanto velate, che Piero Messineo muove alla direzione dell'unità operativa, gestione del personale dell'Usl 4 dopo che da oltre un mese attende una risposta sulla sua richiesta di beneficiare di permessi retribuiti come prevede la legge 194/1992 per assistere la madre malata del morbo di Alzheimer.
Braccio
di ferro su filmitalia il cinema italiano si divide - franco montini
( da "Repubblica,
La" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla mancanza di burocrazia. Temiamo che se Filmitalia venisse assorbita in una struttura più complicata, come è Cinecittà Holding, tutto diverrebbe più difficile e farraginoso e per la struttura sarebbe impossibile lavorare come ha sempre fatto". Tuttavia le osservazioni di autori e produttori non convincono affatto i vertici del Gruppo Pubblico.
Calearo:
Il vero muro in Veneto? Convincere i sindacalisti e gli indecisi di
centrodestra ( da "Unita, L'"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Snocciola i punti salienti del programma: meno burocrazia con "il cittadino non servo dello Stato ma cliente" e sicurezza declinata con pene certe. Tasse? "Meno ma per tutti, chi le paga non è cretino e chi non le paga va in galera, senza condoni". Non è un fan dei Dico: "Preferisco i Faccio".
Diritti
e impegno per tutti, anche per i disabili
( da "Unita,
L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il Pd vuole riorganizzare la burocrazia delle certificazioni: oggi servono certificazioni diverse, rilasciate da enti diversi, per scuola, patente, accompagnamento, eccetera. Ma le famiglie delle persone disabili non possono permettersi di spendere buona parte del loro tempo girando da ufficio in ufficio".
<Risorse
per la sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire la burocrazia, garantire sicurezza ai cittadini e certezza dei tempi per la realizzazione delle opere, prestare attenzione al territorio: Antonio di Pietro, ministro delle Infrastrutture ha colto l'occasione della visita di ieri all'Edil 2008, alla Fiera di Bergamo, per indicare le priorità dell'Italia dei valori.
Binetti:
<Cattolici e sinistra: sintesi nel Pd>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dando nuovo slancio verso la modernità, semplificando leggi e burocrazia e favorendo le energie presenti nel Paese. Mi sembra un elemento speranza per tutti". È possibile una convivenza tra cultura, posizioni etiche e anche religiose diverse nel Pd? "Sì. Ma dire che è possibile non significa dire che sia già stato fatto o che sia facile;
Domani
Formigoni al palacreberg coi comici di zelig
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tema centrale le politiche familiari, che hanno innovato l'approccio ai servizi socio-sanitari ed educativi, ma anche abbattimento della burocrazia, impegno per le infrastrutture. Nella serata anche uno spettacolo di cabaret con Beppe Braida e Paolo Migone, noti protagonisti della trasmissione televisiva Zelig. L'ingresso è libero.
Niente
Doc a chi non produce ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con una vera e propria inflazione di burocrazia. Basti pensare che il sistema in Italia conta oggi 352 riconoscimenti. Alle ben 316 Doc si aggiungono 36 Docg (denominazioni d'origine controllate e garantite) che insieme coprono il 32% della produzione italiana. Il resto è rappresentato dai vini da tavola (che detengono una quota del 41%) e infine dalle Igt (
Un
riassetto frenato da dubbi e resistenze
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché i
tagli operati alla burocrazia e agli sprechi si sono rivelati insufficienti
rispetto alle nuove disposizioni della Finanziaria. In particolare, la riforma
avviata in Campania prevedeva una timida contrazione, da
Nessuna
notizia dopo il clic day ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: IMMIGRAZIONE data: 2008-04-07 - pag: 11 autore: Famiglie e burocrazia. Le testimonianze Nessuna notizia dopo il clic day Cristiano Dell'Oste Storie di ordinaria burocrazia. La signora B.Z. vive a Milano, ha due figli piccoli e un terzo in arrivo. è una mamma che lavora e vorrebbe un aiuto. Martedì 18 dicembre 2007 –
FORUM
( da "Corriere
della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Roma attrae "Roma è più attraente che in passato per le multinazionali, ma i problemi restano". Ne hanno parlato in un forum al "Corriere" Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma). La richieste sono: meno burocrazia, meno tasse, più infrastrutture.
SE
IL CONFINE ATTRAVERSA LA CAPITALE
( da "Corriere
della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarà perché è il cuore del potere politico e della burocrazia. Sarà perché Roma presenta tassi di crescita economica nettamente superiori alla media nazionale. O sarà semplicemente perché alcune multinazionali non possono prescindere dall'Italia, e allora meglio venirsene qua. In ogni caso, meno male che ci sono.
Modello
Roma, i voti dei manager ( da "Corriere della Sera"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la città attrae di più Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice e più infrastrutture: i top manager delle multinazionali attive a Roma chiedono alla politica una svolta. Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma), venerdì hanno preso parte a un forum del Corriere della Sera sul modello Roma,
Pietro
Guindani <Roma è centro di decisioni, le aziende devono stare qui>
( da "Corriere
della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E cioè: c'è una cattiva notizia, qui c'è troppa burocrazia. Ma c'è anche una buona notizia: ci sono tanti modi per aggirarla. Comunque quello italiano è un mercato ad altissimo consumo, con un posizionamento geografico importante e grandissime risorse umane".
Francesco
Valli <La burocrazia complessa scoraggia le imprese>
( da "Corriere
della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BREVI Francesco Valli "La burocrazia complessa scoraggia le imprese" \\ CORRIERE: Si avvicinano le elezioni. Che cosa chiedono le multinazionali alla politica locale e nazionale? Pietro Guindani: "La vera prioprità è la semplificazione. Al di là dei livelli assoluti delle aliquote, le multinazionali si attendono da qualsiasi governo,
Aurelio
Regina <Alla politica chiediamo scelte rapide e incisive>
( da "Corriere
della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Aurelio Regina: "Alla politica chiediamo provvedimenti che favoriscano la concorrenza, vogliamo meno burocrazia e un sistema fiscale più semplice e meno oneroso. Servono scelte coraggiose incisive. Ci auguriamo che dalle urna esca una maggioranza in grando di prendere decisioni importanti per il paese".
In
6 anni multinazionali cresciute del 10% <Ma attenti all'eccesso di
concertazione> ( da "Corriere della Sera"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice ed equo, più infrastrutture: alla vigilia delle elezioni, sono queste le richieste alla politica formulate dalle aziende multinazionali attive nella Capitale. Manager di primissimo piano hanno partecipato venerdì scorso al forum del "Corriere della Sera" per parlare del modello Roma.
Il
sì dei top manager <Roma attrae>
( da "Corriere
della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia e il fisco vanno semplificati. E sono necessarie più infrastrutture". CORRIERE: Ma qual è il giudizio delle multinazionali sulle capacità di attrazione di Roma e dell'Italia? Pietro Guindani: "Uno studio pubblicato da Confindustria dice chiaramente quali sono le debolezze del sistema Italia: l'88% imprese cita al primo posto la burocrazia,
Mazzoni,
il questore scomodo. E punito ( da "Corriere Alto Adige"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: competitivi con gli stessi nel trovare occupazione non solo nella burocrazia, ma in ogni altra arte o mestiere". Più avanti, allargando il quadro politico: "La pretesa da parte della classe politica trentina di mette sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti- tedesca e per una rivalsa nettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio,
Un
voto chiaro per la ripresa dello sviluppo
( da "Tempo,
Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia che soffoca le imprese, la sanità e la collaborazione pubblico-privato. In provincia avremmo delle grandi occasioni da poter sfruttare, come il turismo e le terme di Fiuggi, ma cosa si fa? Nel nostro territorio non si riesce ancora a fare sistema e così le tante opportunità svaniscono.
La
delusione ( da "Corriere della Sera"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-07 num: - pag: 10 categoria: BREVI La delusione Doveva contrastare i soprusi della burocrazia. è diventato strumento di chi governa.
Dalla
Tav al Mose, ecco la lista delle incompiute
( da "Giornale.it,
Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tra la burocrazia e il populismo affondano e si ritardano i grandi progetti infrastrutturali italiani. Molte grandi opere concepite da più di 15 anni ancora non sono state terminate e non c'è solo il Ponte sullo Stretto a risaltare in questo tragico elenco di incompiute.
Coltrinari
a Spacca: snellire la burocrazia a vantaggio delle
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: snellire la burocrazia a vantaggio delle CNA CHE BELLA Fermo che si apre alla gente. Che meraviglia una città che, anche solo per due giorni, si fa museo a cielo aperto e si mette in mostra, svelando misteri e piccoli, incantevoli segreti. Sono le giornate di primavera del Fai, con i volontari della delegazione fermana sparsi nei luoghi più interessanti della città ad accogliere gente,
L'INZIATIVA
di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che per una carrozzina o un passeggino rappresentano zone invalicabili.Uscendo dalla strade per entrare in negozi, abbiamo notato quasi ovunque l'impossibilità, per una carrozzina di entrare autonomamente, e anche all'interno degli stessi vari problemi, molto spesso dovuti alla burocrazia. Pecchioli Luca.
Occasione
di rivincita ( da "Panorama"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ecco perché la battaglia con Smirne scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi. I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.
Gli
artigiani chiedono tutela e riconoscimento
( da "Arena.it,
L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia sia troppo spesso la causa di lentezza e impedimento del movimento dell'economia. Il paragone usato per sottolineare "l'immobilismo politico ed economico" è stato quello del parcheggio delle Poste. Vertici locali dell'Upa-Confartigianato dal presidente nazionale Giovanmaria Rizzi, a quello regionale Daniele Parisotto e provinciale Ferdinando Albini hanno ribadito il carattere
Mercatismo,
l'ultima moda pret-a-porter degli ex Pci
( da "Avanti!"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le libertà economiche erano stati sostituiti da una burocrazia del partito unico. Una burocrazia incapace, vessatoria, inefficiente, burocratica. In secondo luogo, negli ultimi decenni, si è sviluppato un processo di globalizzazione quasi incontrollato con effetti che oggi siamo in grado di valutare (inflazione prezzi delle materie prime, petrolio, crisi finanziaria e monetaria,
SNELLIRE
la burocrazia attraverso la rete per far crescere
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 27 SNELLIRE la burocrazia attraverso la rete per far crescere l'impresa. Questa la ricetta di Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo, che risponde alle aspettative del presidente della Regione Gian Mario Spacca, illustrate nel corso dell'incontro con i presidenti regionali Cna.
Le
soluzioni per i piccoli ( da "Corriere Adriatico"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è il grande nemico delle piccole imprese; occorre dare seguito alla proposta europea di ridurre del 25 per cento gli oneri amministrativi. Costi della politica. Il taglio di tali costi per noi artigiani significa riduzione delle Comunità Montane, aggregazione dei micro-comuni ed abolizione degli enti intermedi.
Nuove
imprese ora è più facile renderle attive
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 17 Nuove imprese ora è più facile renderle attive Una nuova procedura che grazie all'uso dell'Ict taglia i tempi della burocrazia MASSIMILIANO DI PACE Si preannunciano tempi più facili per gli italiani che vogliono aprire un'impresa, visto che da poche settimane è partita in via sperimentale una nuova procedura che rende più semplice e rapido l'avvio di una nuova attività.
Burocrazia,
fisco esoso, strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di
mercato ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BANCHE E IMPRESE Burocrazia, fisco esoso, strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di mercato wall street journal La situazione italiana non è certamente delle più brillanti e l'instabilità politica non contribuisce a migliorare le cose. I giornali stranieri, da sempre pronti ad elargire insegnamenti e consigli,
Creatività
giovanile nei nuovi spazi ( da "Brescia Oggi"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: creativi e dinamici della città spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar modo con i giovani.
Sangalli
(Pd): ''Sicurezza questione di formazione e consapevolezza''
( da "ADN
Kronos" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incongruenza per cui spesso in passato il governo decideva, l'Inail si metteva a disposizione, ma poi mancavano i decreti attuativi per collegare l'uno all'altro. Non vogliamo che la burocrazia diventi uno strumento per non fare prevenzione sul lavoro, impedendo all'Inail di agire e al governo di rendere operative le proprie decisioni''.
Associazione
a tutela del malato, rinnovo del consiglio direttivo
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bacchetta' però la burocrazia dell'ospedale: "Per il ritiro dei referti il paziente è obbligato a venire fisicamente allo sportello, mentre il responso potrebbe essere trasmesso per via telematica direttamente al medico di base - e prosegue - non si capisce perché la dichiarazione del reddito debba essere fatta allo sportello,
Berlusconi
per la quinta volta: in Italia c'è qualcosa che non va ERNESTO GHISONI
( da "Libertà"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: padani delle meraviglie del federalismo che altro non è che più burocrazia, più clientelismo, più poltrone e più sprechi e farà dell'Italia una grande Ceppalonia. La politica quand'è senza ideali o è cosa pratica o cosa sporca. In ogni caso favorisce il populismo ed il qualunquismo. C'è qualcosa che non va in un paese che presenta per la quinta volta lo stesso candidato premier.
È
nata "Diritti Diretti" ( da "superEva notizie"
del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza, rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti coerenti". Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.
Suo
marito è scappato lasciandola con due figli e il mutuo casa da pagare
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Con la burocrazia vigente in materia, potrebbero volerci diversi mesi per ottenere la vendita dell'immobile.Nel frattempo, Silvia non sa dove poter alloggiare, anche perchè a giorni dovrà abbandonare quella che finora è stata la casa sua e dei due bambini.
( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sommario Tra le
imprese e i lavoratori del nord Italia prevale negli ... Tra le imprese e i
lavoratori del nord Italia prevale negli ultimi anni un profondo senso di
"accerchiamento": ci si sente circondati da un'Europa che in molti
casi cresce a velocità doppia rispetto e gode di trattamenti fiscali
impensabili in Italia; da una burocrazia inefficiente e spesso arrogante e, non ultimo, ci si sente soffocati
da un senso di abbandono che rischia di dare vita a fenomeni politici
pericolosi. Sulla base della sua esperienza decennale di amministratore e forte
delle sue competenze da imprenditore, Riccardo Illy in questo volume ?
scritto in collaborazione con il giornalista del Corriere Enzo d'Errico ?
affronta il grande tema del malessere del Nord Italia. E con Così perdiamo il
nord (Mondadori), offre la sua ricetta al dibattito pubblico per ridare
slancio, ottimismo e fiducia a quelle regioni da cui dipende il benessere e la
crescita di molti.
( da "Corriere Economia Online" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sommario Da quando
esistono Forza Italia e la Lega, la "questione ... Da quando esistono
Forza Italia e la Lega, la "questione settentrionale" è diventata uno
dei trailer mediatici più di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra,
nel profondo nord, ha sempre perso. Nord terra ostile, appunto. Attraverso
un'analisi acuta e disincantata, Marco Alfieri racconta in Nord terra ostile
(Marsilio) la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a
capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività
della propria azienda, i tanti lavori invece del "posto fisso", il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni
decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la sinistra
italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni
sociali che hanno investito la parte più dinamica del paese.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sbloccate in ritardo
le prenotazioni dei posti per Roma Salvato in extremis dalla Regione Toscana,
che ha messo sul tavolo le risorse (leggasi centinaia di migliaia di euro) per
coprire le spese di sei Intercity tra quelli che Trenitalia avrebbe tagliato a
partire da oggi, il collegamento diretto tra Mantova e Roma ha dovuto fare i
conti con la burocrazia delle
Ferrovie. Sino a sabato mattina, quel treno risultava ancora cancellato.
"Non acquistabile perché sospesa", indicavano sia il sito ufficiale,
che il call center di Trenitalia. L'inghippo è stato risolto nel pomeriggio,
quando i terminali dell'azienda hanno finalmente riconosciuto la soluzione che
conferma il servizio attuale rinviando il nodo dei tagli a giugno,
quando verrà ripensato l'intero orario nazionale. La decisione di tagliare lo
Scaligero Verona-Roma, assieme a gran parte degli altri treni a lunga
percorrenza per cui - dicono le Fs - "i ricavi sono molto più bassi delle
spese", era stata annunciata dall'azienda un mese fa. Lasciando aperto uno
spiraglio al governo e alle Regioni: salvare i collegamenti a rischio mettendo
mano al portafogli. La Lombardia ha detto no (secondo i consiglieri di
maggioranza Maccari e Lucchini non c'erano le risorse e, anche in caso
contrario, la Regione non avrebbero potute spenderle per quello), la Toscana
l'ha pensata diversamente ed ha aperto le trattative. Che si sono chiuse a
quattro giorni dall'entrata in vigore dei tagli, scongiurando la soppressione
dell'Intercity 577 Verona-Roma, del Plus 596 Napoli-Verona, del 645
Milano-Livorno, del 647 Milano-Grosseto, del 664 Livorno-Milano e del 672 Grosseto-Milano.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AL PAGODINO. PER
"DIALOGHI CON LA CITTÀ" Creatività giovanile nei nuovi spazi È in
programma stasera alle 19.30, al Pagodino di via Langer (la strada che collega
il Castello con piazzale Arnaldo) l'incontro dei "Dialoghi con la
città", sul tema "Spazi urbani e creatività giovanile: dove nasce la
fabbrica del futuro?", che chiude la seconda fase del progetto realizzato
con il contributo della Fondazione Asm e curato da Gigi Cristoforetti. Gli
spazi urbani, i luoghi creativi e dinamici della città
spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si
può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono
attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un
rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar
modo con i giovani. L'appuntamento, coordinato da Barbara Badiani
(Università degli Studi di Brescia), Luca Borsoni (Studio AS), Nicola Giuliani
(Ufficio Manifestazioni - Fondazione Brescia Musei) vedrà anche la
partecipazione di don Marco Mori, direttore dell'Ufficio Oratori e Pastorale
Giovanile. Ospiti dell'incontro Andrea Lissoni (Xing - Festival Netmage) e Luca
Martinazzoli (urban planning e cultural policy).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli studiosi
provenienti da Paesi non comunitari devono spesso rinunciare per motivi
burocratici ad attività e convegni internazionali L'arrivo del certificato
spesso coincide con la sua scadenza e dunque con la necessità di rinnovo
Scienziati extra-Ue: 7 mesi per un permesso Tempi lunghi per i documenti,
impossibile lasciare Trieste: gli enti scrivono al questore Nel migliore dei
casi riescono a ottenere un permesso di soggiorno in quattro mesi, ma il più
delle volte il rilascio del documento arriva dopo oltre sette mesi e spesso
coincide con la sua scadenza e con la conseguente necessità di rinnovo. Un
circolo vizioso che si ripete e danneggia quella che da tempo è considerata la
principale risorsa della nostra città: la ricerca scientifica. Già, perché a
dover affrontare quotidianamente un'odissea di carte bollate, timbri, impronte
digitali e lunghe attese in questura non sono clandestini, ma ricercatori e
scienziati provenienti da Paesi extraeuropei, che a causa
della burocrazia italiana
spesso si vedono costretti a rinunciare ad attività, convegni e workshop
internazionali che si svolgono negli altri Paesi dell'Ue: in attesa del
permesso di soggiorno rimangono "intrappolati" nel nostro Paese,
senza poter tornare a casa o muoversi al di fuori dei confini nazionali.
La situazione è peggiorata ulteriormente lo scorso febbraio con l'entrata in
vigore del decreto legislativo 17/2008 che aveva invece l'obiettivo di
agevolare l'entrata nel Paese di questi cittadini: per un'anomalia tutta
italiana, la nuova legge ha bloccato il provvedimento che abilitava gli enti ad
avviare la convenzione di accoglienza e così, se prima per loro era difficile
arrivare in Italia, ora è diventato addirittura impossibile. A denunciare la
situazione in cui si ritrovano spesso le menti più brillanti presenti in città
sono state le principali organizzazioni scientifiche triestine, che in una
lettera indirizzata al questore di Trieste Domenico Mazzilli hanno auspicato un
suo intervento per "rendere più agevole l'arrivo e la permanenza in città
di chi con la propria attività di studio e ricerca contribuisce a diffondere
nel mondo l'immagine internazionale di Trieste "Città della
Scienza"". E proprio per accendere i riflettori sulla questione, nei
giorni scorsi si è tenuta alla Sissa una tavola rotonda cui hanno preso parte,
tra gli altri, Andrea Crivelli, responsabile delle risorse umane di
Sincrotrone, Roberto Cosolini, assessore regionale all'Università e ricerca,
l'onorevole Ds Walter Tocci e Nataliya Shcherbakova, dottoranda della Sissa.
Tra le storie di questi ricercatori c'è quella di Emiliy Ngubia Kuria, dal
Kenia, studentessa di dottorato in neuroscienze cognitive e originaria: "A
marzo avrei dovuto partecipare a un'importante conferenza a Copenhagen, ma non
sono potuta partire perché il mio permesso di soggiorno, richiesto a ottobre
2007, ancora non è pronto". Feyer Vitaliy, borsista di Sincrotrone, è
bloccato da un mese e mezzo a Kiev, in Ucraina perché il consolato tarda a
rilasciargli in visto per lavoro. Una ragazza indiana intanto ha dovuto
rimandare il matrimonio perché impossibilitata a uscire dall'Italia. Durante l'incontro
alla Sissa sono state avanzate proposte migliorative, come quella, suggerita da
Andrea Crivelli, di istituire uno sportello ad hoc per ricercatori
extracomunitari. L'argomento verrà sollevato nuovamente il prossimo 16 aprile a
Fest, Fiera internazionale dell'editoria scientifica. Elisa Lenarduzzi.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore alla
Cultura si ricandida. "Vorrei tornare in giunta e completare la legge
sull'istruzione" Antonaz: la scuola va regionalizzata
Burocrazia, ridurre i costi del 20 % TRIESTE Si candida per la Regione - contrariamente
al 2003 - e punta al bis per completare l'attività dei primi cinque anni.
Roberto Antonaz, assessore all'istruzione, cultura, sport e pace non teme le
distanze tra sinistra Arcobaleno e presidente Illy, apre al presidente sulla
regionalizzazione della scuola, non rinnega la legge sul friulano -
semmai "è Tondo che si vergogna di essere friulano" - e per il
prossimo quinquennio prende un impegno: "Dobbiamo ridurre ancor di più i
costi della politica, tagliare del 20 per cento la spesa della macchina
amministrativa". Assessore, come mai ha scelto di ricandidarsi? Tutte le
persone che hanno una certa visibilità all'interno del centrosinistra avrebbero
dovuto candidarsi per consentire a Intesa democratica di vincere. Ho scelto di
correre per le regionali a Gorizia per favorire la vittoria del centro
sinistra. Di cosa è più orgoglioso in questi cinque anni da assessore
all'Istruzione, Cultura, sport e pace? Il mio è un assessorato complesso per
cui le cose sono tante. Si va dalla ristrutturazione degli impianti sportivi -
circa 70 milioni investiti -, al comodato d'uso gratuito per i libri di testo,
alla legge sull'alfabetizzazione informatica, alla legge sui giovani. Per quel
che riguarda l'istruzione i nostri ragazzi, secondo l'indagine Ocse Pisa sono
primi in Italia nelle conoscenza delle materie scientifiche e letterarie. Non è
merito della Regione ma sicuramente la Regione ha il merito di aver creato un
rapporto sempre più stretto con la scuola, oltre che di finanziare tanti
provvedimenti importanti. Scuola che il presidente Illy vorrebbe rendere
regionale, cosa ne pensa? Condivido il percorso tracciato da Illy e già avviato
in questo mandato: ordinamento statale e gestione regionale perché conosciamo
il territorio meglio di Roma sappiamo dove aprire o chiudere una scuola, quale
formazione aggiuntiva possa servire agli insegnanti. Tutto questo già lo stiamo
facendo. Tra i provvedimenti che ha portato avanti alcuni sono stati duramente
attaccati dal centro destra: la legge sul friulano e quella sull'immigrazione.
Tondo sembra intenzionato a cambiarli. La legge sull'immigrazione è avanzata
tanto che regioni come il Veneto e la Lombardia, non certo di centrosinistra,
la stanno studiando. Molto poi è stato fatto - parliamo di cento progetti
l'anno - in campo di cooperazione e sviluppo. Nella nostra regione pur
essendoci un alto tasso di stranieri il livello di integrazione è buono e in
parte credo anche grazie alla norma regionale. Il centro destra è solito far
leva sulla paura dello straniero per prendere voti. Lo mostra l'idea del
censimento, che è uno spot elettorale. E sul friulano? Una legge che è stata
strumentalizzata in molte parti. Rientra nel pacchetto di leggi per favorire il
plurilinguismo, come la legge sullo sloveno e quella sul tedesco che faremo nel
prossimo mandato. Non è vero che spendiamo maggiori risorse - il friulano a
scuola si insegna dal 2001 - né che imponiamo la lingua a chi risiede fuori
dall'area friulanofona. E' singolare questo attacco di Tondo, evidentemente si
vergogna di parlare friulano visto che dice che la marilenghe andrebbe parlata
solo a casa. Spera di tornare in giunta? Se sì con le stesse deleghe? Non mi
dispiacerebbe, vorrei completare alcune leggi che non siamo riusciti ad
approvare, come la legge su istruzione e formazione. Non teme le divisioni
rispetto a Illy specie in tema di infrastrutture e sanità? Le differenze ci
sono sempre state eppure abbiamo governato. Non ho difficoltà a dire che il 90
per cento dei provvedimenti che abbiamo approvato in questi anni sono stati da
me pienamente condivisi. Alcuni li ho subiti in altri casi ho votato contro,
come altri assessori. Questa autonomia rimarrà e credo valga per tutti i
partiti. Altri impegni che secondo lei dovete prendervi con gli elettori?
Ridurre ancor di più i costi della politica. In questi anni sono state tagliate
le direzioni, molto è stato fatto ma si può lavorare ancora: tagliare del 20
per cento almeno i costi della macchina amministrativa. Martina Milia.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Dagli
autotrasportatori al futuro dell'ospedale Dichiarazioni e agenda dei candidati
VERSO IL VOTO C"I nostri autotrasportatori sono indifesi verso la
concorrenza sleale dei tir dell'Est Europa e la giunta regionale sembra aver
dimenticato troppo velocemente la loro protesta". A sottolinearlo Antonio
Pedicini, candidato alle regionali del Popolo della libertà. C"In cinque
anni di governo del centro-sinistra e del presidente Illy l'unico progetto per
il Piancavallo prevedeva il collegamento delle piste da sci con l'Alpago. Non
solo, fortunatamente, non è stato realizzato, ma non è neanche più tra le
priorità del centro-sinistra". A rimarcarlo Maurizio Salvador, candidato
dell'Udc al consiglio regionale. CPaolo Santin e Isidoro Gottardo incontreranno
iscritti e simpatizzanti del Pdl stasera, alle 20.30, al ristorante "da
Micio" di Caneva, in via Roma. Al centro dell'incontro la necessità di
cambiare governo regionale. CPaolo Pupulin, candidato del Partito democratico
alle regionali, sarà alle 8.30 al mercato di Maniago e alle
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Se ne è parlato
nell'incontro provinciale dell'Anea che si è tenuto ieri mattina alla Bcc di
San Quirino Pensioni, emigranti in rivolta Annunciato un ricorso sulla
tassazione di quelle australiane SAN QUIRINO. Dopo una vita di sacrifici,
lavoro, lontani dalla propria terra per trovare fortuna a chilometri dal paese
natale, gli emigrati devono vedersela con la burocrazia una volta raggiunta l'età
della pensione. Di questo si è parlato nell'incontro provinciale organizzato
dall'Anea, l'associazione di emigranti, composta per il 90 per cento da chi ha
lavorato in Australia, che si è tenuta ieri a San Quirino, nella sala riunioni
della Bcc. L'ex emigrante australiano che oggi risiede in Italia e
percepisce una pensione anche dall'Australia deve vedersela, infatti, con un
sistema burocratico e fiscale svantaggioso, per questo il patronato Inas Cisl,
quello che maggiormente sta cercando di dare un aiuto a queste persone, sta
preparando un ricorso alla magistratura per eliminare la tassazione dei redditi
australiani. "E' necessario agire in questo modo - ha sottolineato il
direttore della sede pordenonese del patronato, Silvio Fregonese - altrimenti
la nostra classe politica continuerà a rimanere sorda di fronte a questa
situazione". Con i costi che si accumulano per commissioni, tasse e
dichiarazione dei redditi, il pensionato che percepisce una pensione
dall'estero, che per legge viene tassata in Italia, rischia di perdere tutto
quanto gli spetterebbe. "Il problema si chiama burocrazia
- ha dichiarato il sindaco di San Quirino, Corrado Della Mattia - che colpisce
chi ha fatto fatica all'estero e ha portato i capitali in patria, contribuendo
a fare grande l'Italia". Il vicepresidente nazionale dell'Anea, Riccardo
Lovato, ha lodato l'atteggiamento che il Friuli Venezia Giulia ha sempre tenuto
nei confronti dell'emigrazione, un esempio anche per le altre regioni italiane.
"All'estero - ha rilevato Lovato - hanno molta più considerazione degli
emigranti che in Italia. La politica è ancora sorda nei confronti di chi ha
lavorato all'estero. L'Anea, per la prima volta, ha inviato due lettere, una
per ognuno dei due partiti politici più importanti, presentando le proprie
istanze. Ebbene, dopo più di due mesi non abbiamo ancora ricevuto una
risposta". Ospite d'onore all'assemblea, il console generale d'Australia
in Italia, Lorenzo Strano, il quale ha ricordato che dal 2002 la legge sulla
cittadinanza in Australia è cambiata e chi un tempo ha dovuto scegliere tra
quella australiana e quella italiana oggi può richiedere la doppia
cittadinanza. "Sono due anni e mezzo che ricopro il ruolo di console in
Italia, a Roma - ha raccontato -, a ottobre il mio mandato scadrà e, con dispiacere,
dovrò lasciare questo Paese". Assente alla manifestazione il presidente
nazionale del sodalizio, Aldo Lorigiola, recentemente colpito da un lutto in
famiglia. Laura Venerus.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
burocrazia blocca
l'attività dei ricercatori che spesso si vedono costretti a rinunciare a convegni
e workshop all'estero Scienziati extraeuropei: 7 mesi per un permesso Una
lettera al questore dagli enti che auspicano una rapida accelerazione TRIESTE
Nel migliore dei casi riescono a ottenere un permesso di soggiorno in 4 mesi, ma il più delle volte il rilascio
del documento arriva dopo oltre 7 mesi e spesso coincide con la sua scadenza e
con la conseguente necessità di rinnovo. Un circolo vizioso che si ripete e
danneggia quella che da tempo è considerata la principale risorsa della nostra
città: la ricerca scientifica. Ricercatori e scienziati extracomunitari a causa
della burocrazia spesso devono a rinunciare ad
attività, convegni e workshop internazionali: in attesa del permesso di
soggiorno rimangono "intrappolati" nel nostro Paese. lA pagina 15
Elisa Lenarduzzi.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader dell'Italia
dei valori favorevole al progetto di Illy Di Pietro: "Sì all'Euroregione
purché non spezzetti l'Italia" TRIESTE Sì all'Euroregione "purché non
sia una forma di indipendentismo per spezzettare l'Italia". Antonio Di
Pietro, ministro delle Infrastrutture del governo Prodi e leader dell'Italia
dei Valori non sarà in regione oggi perché impegnato nella registrazione della
puntata di Porta a Porta, ma la sua attenzione per il Nordest non cala. Al suo
posto, giovedì, arriverà Massimo Donadi. Ministro il suo programma prevedeva
una visita alla comunità degli esuli istriani. Come mai la scelta di candidare
al Senato il generale Mazzaroli che la rappresenta? In ogni regione abbiamo
scelto persone che possano portare in Parlamento questioni concrete in rappresentanza
di un territorio o di una fascia di persone, come Lanutti presidente Adusbef
per dar voce ai consumatori o Beppe Giulietti per sostenere il pluralismo
dell'informazione. In questo contesto nasce anche la candidatura di Mazzaroli
che esprime un problema vero e non risolto. Lo abbiamo messo capolista al
senato sperando che gli elettori votino senza preconcetto. Sono convinto che
prima dei partiti contino la moralità e l'impegno delle persone e Mazzaroli ha
queste qualità. A proposito di attenzione al territorio, lei continua a dire
che il Nord ha bisogno di risposte. Come interverrete? Riducendo
i costi del lavoro e agendo sull'eccessiva burocrazia attraverso una delegificazione. Prima della regionalizzazione
c'era il decentramento. Ogni organizzazione statale aveva un ufficio decentrato
e questo ha moltiplicato passaggi e problemi. Con la regionalizzazione questo
non serve più, lo stesso sistema delle province va rivisto. A proposito
di federalismo, in Friuli Venezia Giulia tiene banco il tema dell'Euroregione,
qual è la vostra posizione? Tutto ciò che serve a migliore la funzionalità in
una zona sempre più europea dopo la caduta dei confini tradizionali è un
vantaggio per il territorio, purché non sia una forma di indipendentismo per
spezzettare in tante parti l'Italia. Uno dei temi cari al Nordest sono le
infrastrutture. Galan ha detto che, se vinceranno Tondo e Berlusconi, in un
mese arriverà il commissario per la terza corsia. Cosa ne pensa? Non ho mai
escluso la figura del commissario straordinario ma questa serve per eseguire
un'opera. Noi dovevamo porre le condizioni perché l'opera si facesse, era
necessario che la politica si assumesse le sue responsabilità. Io e Galan
insieme abbiamo lavorato bene. Lo invito a rileggere le sue dichiarazioni di
prima che cadesse il governo quando diceva che con Di Pietro ha lavorato meglio
che con altri. m. mi.
( da "Tirreno, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato L'Asl ritarda
a concedere i permessi Dipendente chiede di poter assistere la madre affetta da
Alzheimer "Ha bisogno di essere accudita 24 ore al giorno" PRATO. Burocrazia e parziale incompetenza. Sono queste le accuse,
neppure tanto velate, che Piero Messineo muove alla direzione dell'unità
operativa, gestione del personale dell'Usl 4 dopo che da oltre un mese attende
una risposta sulla sua richiesta di beneficiare di permessi retribuiti come
prevede la legge 194/1992 per assistere la madre malata del morbo di Alzheimer.
E fa notizia ancora di più che ad incorrere in questa assurda lentezza sia
proprio un ente che in materia di norme di assistenza dovrebbe saperne più
delle altre. "Mia madre è stata riconosciuta invalida permanente al 100% e
con accompagnamento già nel 2002 - dice Piero Messineo - L'anno scorso è
ulteriormente peggiorata ed ha bisogno di almeno due persone che la seguano
nell'arco delle ventiquattr'ore. Così, per poterle stare un po' più vicino ho cercato
di beneficiare di quanto prevede la legge 194/92 e per ottenere questi permessi
ho dovuto far svolgere una ulteriore visita a mia madre. Nell'agosto dell'anno
scorso ho chiesto l'appuntamento alla commissione invalidi. La visita è stata
effettuata il 28 novembre e mi hanno detto che sarebbero stati necessari tre
mesi per avere la risposta dall'Inps". I tre mesi sono passati e ai primi
dello scorso mese di marzo il signor Messineo chiede direttamente agli uffici
di Medicina legale se era arrivata la risposta. "Mi hanno detto di sì ma
che l'avrei ricevuta per posta entro un mese, perchè quelli sono i tempi -
continua Messineo - Per fortuna ho trovato persone di buonsenso e sono andato a
ritirare di persona il documento". Messineo pensava di aver superato la
parte più difficile e il 3 marzo scorso presenta tutta la documentazione
all'Ufficio Gestione del personale diretto dalla dottoressa Cristina Sarti,
chiedendo da quando avrebbe potuto cominciare a beneficiare dei permessi
retribuiti, così da poter informare anche il direttore dell'Unità operativa
dove presta servizio, e se avesse potuto recuperare i mesi pregressi fin dalla
richiesta della visita. "Nessuno ha saputo darmi una risposta - dice Piero
Messineo - Anzi mi è stato detto che probabilmente la pratica avrebbe dovuto
essere sottoposta ad una ulteriore autorizzazione e che comunque ci sarebbe
voluto almeno un altro mese". L'11 marzo, Messineo esasperato perchè
l'unica risposta avuta è stata quella di riscrivere la domanda, invia una
lettera raccomandata al direttore del personale, Cristina Sarti e al direttore
generale Bruno Cravedi e dopo aver ribadito che tutta la procedura da lui fatta
è stata secondo quanto prevede la legge conclude: "Mi duole constatare,
come cittadino e dipendente di questa azienda, che non solo la burocrazia si pone come ostacolo a chi si trova nella
disperata situazione di dover affrontare e gestire il quotidiano, ma è assurdo
non riuscire neanche ad avere quel poco di accorta disponibilità e concretezza
nell'esaudire la mia scontata e legittima richiesta". Anche questa lettera
sembra cadere nel vuoto tanto che il 3 aprile scorso Messineo, dopo aver
coinvolto anche il Centro per i diritti del malato, si rivolge all'avvocato
Sarah Musio e fa scrivere una lettera di "formale diffida a riconoscergli
i permessi retribuiti (ex art.
( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli Appello
di Moretti, Bellocchio & Co. contro Cinecittà Braccio di ferro su
Filmitalia il cinema italiano si divide Niente più autonomia
"Liberazione" parla di colpo di mano FRANCO MONTINI ROMA - Insorge il
cinema italiano con un appello lanciato da quaranta illustri cineasti - una
trentina di registi, fra gli altri Bellocchio, Montaldo, Moretti, Muccino,
Ozpetek, Piccioni, Rubini, Salvatores, Scola, Virzì ed una decina di produttori
- contro l'ipotesi di incorporazione di Filmitalia, la società presieduta da
Irene Bignardi che si occupa della promozione del cinema italiano all'estero,
all'interno del Gruppo Pubblico. Il provvedimento dovrebbe essere discusso e
approvato oggi dal consiglio d'amministrazione di Cinecittà Holding. Il
quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione parla di colpo di mano
innescando un'implicita polemica con il Partito Democratico, cui fanno
riferimento i vertici di Cinecittà. Ma Daniele Luchetti, uno dei firmatari,
parla solo di cinema: "In questi anni Filmitalia ha svolto una meritevole
azione di diffusione del nostro cinema in tutto il mondo, riuscendo a sopperire
alla scarsità del budget a disposizione, dieci volte inferiore a quello di
Unifrance, l'analoga agenzia transalpina, grazie all'agilità della struttura,
alla rapidità nel assumere le decisioni operative, alla
mancanza di burocrazia.
Temiamo che se Filmitalia venisse assorbita in una struttura più complicata,
come è Cinecittà Holding, tutto diverrebbe più difficile e farraginoso e per la
struttura sarebbe impossibile lavorare come ha sempre fatto". Tuttavia le
osservazioni di autori e produttori non convincono affatto i vertici del Gruppo
Pubblico. "Nonostante i firmatari dell'appello siano tutte
personalità di prestigio - annuncia Alessandro Battisti, presidente di
Cinecittà Holding - non siamo disposti a tornare indietro. La mia impressione è
che molti dei firmatari non siano sufficientemente informati sul progetto: non
si tratta affatto di ridimensionare il ruolo e l'attività di Filmitalia, né
tanto meno di chiuderla, bensì l'esatto contrario. Ciò che abbiamo previsto è
una fusione per incorporazione, formula che garantisce i livelli occupazionali
di Filmitalia. Attraverso questo meccanismo si eliminano semplicemente una
serie di spese per il mantenimento della struttura".
( da "Unita, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
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l'edizione del IL TOUR ELETTORALE Il candidato Pd: Casini mi voleva senatore, la
Lega sindaco di Vicenza Calearo: "Il vero muro in Veneto? Convincere i
sindacalisti e gli indecisi di centrodestra" di Federica Fantozzi inviata
a Padova Il più sorprendente capolista del Pd attribuisce alle Feste dell'Unità
doti profetiche: "L'anno scorso sono andato alla Festa di Longastrino,
perché la mia compagna è di Alfonsine, e il capo cuoco mi ha portato a visitare
le cucine. Mentre mi raccontava di quando, tanti anni fa, preparava le anguille
con Napolitano, mi fissava: "Ma io la conosco, lei, è un nostro
onorevole?" E io: no, no. ". Non ancora. Perché Massimo Calearo, ex
presidente di Federmeccanica e imprenditore di Isola Vicentina nel ramo antenne
per auto, è primo alla Camera in Veneto 1. Elezione certa, eppure: "Giro
come un moscolo". Conta il tempo - "Sono in politica da 27
giorni" - e vuole abbattere con le sue mani il muro che separa gli
elettori del Nord Est dal centrosinistra. Incontra industriali, presidenti di
consorzi, direttori di Asl, le Acli, i cittadini. Tutti i giorni, da Cortina al
Polesine, da Vicenza a Padova a Verona. Il suo muro personale sono due
categorie: "Il sindacalista della Fiom che fino a ieri mi vedeva come
falco, e gli indecisi di centrodestra che si chiedono perché dovrebbero
votarmi". Come li convince? "Ma scusi, fino a due mesi fa ero
indeciso io e ora ci metto la faccia". Un amico avvocato gli ha
organizzato una cena di liberi professionisti: "Devo portare a casa 20
voti". In realtà la missione di Calearo nelle file veltroniane è più
sottile: rincuorare i dirigenti locali prostrati da anni di sconfitte,
riportare a galla le anime affondate dallo svantaggio con cui si taglia il
nastro di partenza, diffondere il suo "vinceremo" per l'Alta
Padovana. In tre parole: fa terapia psicologica. "Qui contano le facce e
le storie - spiega passando il casello di Padova ovest - Io non mi metto il
vestito della politica. Sono qui per rendere al Paese quello che ho
ricevuto". E per sfida, scommessa di farcela, voglia di vedere il mondo da
una prospettiva diversa. Tre figli dai 20 ai 25 anni che vivono con lui
("Sono un ragazzo padre") e tre zii preti, Calearo racconta così la
scesa in campo: lo ha chiamato Paolo Giaretta, forse con una "buona
parola" dell'amico Bersani, poi Veltroni gli ha fatto la proposta e lui ha
rilanciato fino a ottenere pubblica promessa di un ministro del Nord Est. Non è
vero che dall'altra parte non battessero colpi: "Casini prima di rompere
con Berlusconi mi voleva senatore, la Lega sindaco di Vicenza". In
effetti, l'uomo votava Liberale prima e centrodestra poi ma "non avrei
potuto accettare altra candidatura, io sono un innovatore e di là c'è il
vecchio. Senza il Pd non avrei corso. E se dopo il voto fanno l'accordo con Rc
io torno a casa. Non è nel mio Dna". Con Bertinotti non se le mandano a dire:
"Mi chiama falco? Meglio che pecora. Mi attacca perché si rende conto che
questo Pd smonta pezzo per pezzo un sistema ideologico superato. Bertinotti è
fuori tempo: hanno mandato in pensione pure Fidel, manca solo lui".
L'industriale chiama Berlusconi manzonianamente "l'Innominato", ma è
con la Lega che si conoscono bene: "Al governo hanno fatto solo danni,
dalle banche ai villaggi turistici. Sono verdi come il Pd ma da loro proteste,
da noi proposte". Nel Carroccio la delusione fa scintille. Si vedono
aggrediti in casa. Franco Parisotto, consigliere comunale Pd di San Giorgio In
Lago e mancato sindaco per 39 voti, mentre cerca un regalo per il figlio
Filippo neo-15enne, analizza: "Calearo parla il linguaggio degli
imprenditori veneti, fuga i loro maldipancia fiscali e smonta la menzogna del
federalismo leghista". Al grido di "ho firmato il contratto dei
metalmeccanici, non ho mica paura" Calearo raggiunge Cittadella, feudo del
sindaco Bitonci noto per l'ordinanza anti-immigrati. Lo accompagna Silvano
Sabadin, sindaco uscente di Galliera Veneta, 56% al secondo mandato, la
risposta al leghismo in fatto di "amministrazione virtuosa". Passa in
rassegna torni e pezzi di motore in un istituto professionale con 200
ragazzini, molti stranieri, "un eccellente esempio di integrazione". Snocciola i punti salienti del programma: meno burocrazia con "il cittadino non
servo dello Stato ma cliente" e sicurezza declinata con pene certe. Tasse?
"Meno ma per tutti, chi le paga non è cretino e chi non le paga va in
galera, senza condoni". Non è un fan dei Dico: "Preferisco i
Faccio". Né vuole che diventino una bandiera: "Se Zapatero ha
rilanciato l'economia è un esempio da prendere, se ci sono anche altre
innovazioni che io non capisco. vabbé". Sulla strada per Villa del Conte,
detta: "Chiedere a Renzo (Rosso, della Diesel, ndr) una dichiarazione
pubblica che mi appoggia". Visita il mobilificio Lago, un'azienda-gazzella
con 120 dipendenti che punta sul Made in Italy: librerie aeree, installazioni
nello show room. Il più giovane dei dieci figli di una mamma "capo dei
capi" 84enne si lamenta di un armadio copiato: "Sai qual è il miglior
brevetto? - risponde - Vendere per primi". Poi sale sull'altalena:
"Il Pd mi ha ringiovanito". Al Bar Centrale di Tombolo, paese natale
dell'Ennio Doris di Mediolanum, conversa in tedesco. Ai 70 operai di una
multinazionale nipponica che occupano lo stabilimento di Bottrighe contro la
chiusura, dice: "Tenete duro. Se ai giapponesi fate perdere la faccia,
quelli fanno harakiri. ". Calearo rifiuta l'etichetta di imprenditore
"illuminato" perché sa di radical-chic: "Sono un tipico padano,
lavoro e sudore". Concilia hobby come la musica gregoriana e 007.
Colleziona orologi, ma Berlusconi non gliene ha mai regalato uno: "Ci
mancherebbe". Possiede una Ferrari 360 cabrio comprata usata e una
Mercedes del '54: "Quando i miei genitori hanno festeggiato le nozze d'oro
l'ho presa per portarli in chiesa". Va a caccia di fagiani. Meglio del
tiro al piattello, perché "si fa movimento". Meglio del golf perché
"è un'attività più macha".
( da "Unita, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del LISA NOJAAvvocato, 34 anni, un curriculum d'eccezione, vive su
una sedia a rotelle: è candidata del Pd a Milano "Diritti e impegno per
tutti, anche per i disabili" di Luigina Venturelli / Milano Considerando i
suoi 34 anni appena compiuti, Lisa Noja vanta un curriculum d'eccellenza, di
quelli che fa piacere trovare tra i candidati del Partito democratico in
Lombardia: laurea in giurisprudenza con 110 e lode, master all'università della
California, abilitata alla professione di avvocato in Italia e negli Stati
Uniti, attualmente si occupa di diritto antitrust in uno dei più importanti
studi legali milanesi. Eppure Lisa Noja non è autosufficiente. Affetta da una
grave disabilità motoria, si muove costantemente su una sedia a rotelle. Il che
rende straordinario il suo curriculum costruito tra Milano, Davis e New York.
Come ci è riuscita? "Mi sono data da fare, come molte persone della mia
generazione. Oggi per qualunque giovane è difficile costruirsi un futuro
professionale, tanto più con l'ulteriore complicazione tecnica - chiamamola
così - della disabilità. Mi ha molto aiutato la mia famiglia". E i servizi
pubblici? "Il nostro paese ha fatto molte conquiste negli ultimi
trent'anni, ad esempio nella legislazione contro le barriere architettoniche,
che mi ha consentito di frequentare il mondo scolastico e universitario senza
problemi. Ovviamente, restano ancora tanti passi da fare, non solo per
assicurare alle persone disabili una vita dignitosa, ma anche per garantire
loro gli strumenti per costruirsi una vita piena, bella. Una vita di
soddisfazione". È il senso del suo impegno politico? "Sono convinta
di poter contribuire alla conoscenza di quella fetta di società a cui
appartengo. Il Partito democratico, da questo punto di vista, ha un forte
carattere di modernità: ha scelto l'ascolto della base sociale come mezzo
privilegiato di conoscenza, ha costruito un piccolo laboratorio sociale di cui
io, insieme a tante altre persone, faccio parte". Una vera candidatura dal
basso. Forse troppo in basso in lista. "È vero, sono al 23esimo posto, un
po' in basso per sperare di essere eletta. Ma considerare la lista solo per i
candidati che andranno in parlamento significa sminuirne il valore innovativo,
soprattutto con questa pessima legge elettorale. La mia candidatura non si
concluderà il 15 aprile, continuerò a svolgere attività politica, lavorando al
progetto politico del Partito democratico insieme a quanti saranno
eletti". Che cosa l'ha convinta del progetto politico del Pd?
"L'approccio non banale nei confronti della disabilità, secondo cui la
politica deve permettere a tutti, anche alle persone disabili, la possibilità
di avere un progetto di vita e di perseguirlo". In che modo?
"Superando un modello di welfare standardizzato, che si applica
indistintamente, come se non ci fosse differenza tra disabili fisici e
psichici, tra giovani e anziani. Il Pd propone dei buoni servizio
personalizzati, per pagare servizi specifici alle carenze della persona,
fornendo così un'assistenza sociale tagliata su misura: non costa di più,
perchè elimina i soldi spesi a pioggia, ed è più efficace. In secondo luogo, il Pd vuole riorganizzare la burocrazia delle certificazioni: oggi servono certificazioni diverse,
rilasciate da enti diversi, per scuola, patente, accompagnamento, eccetera. Ma
le famiglie delle persone disabili non possono permettersi di spendere buona
parte del loro tempo girando da ufficio in ufficio". Un approccio
molto pratico al problema della disabilità. "Spesso le soluzioni migliori
sono quelle più semplici. Il Pd ha fatto proposte concrete e realizzabili, il
programma del PdL, invece, prevede la realizzazione di un non meglio precisato
progetto del governo Berlusconi sulla disabilità. Secondo lei che cosa vuol
dire?".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Risorse per la
sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti" Di Pietro: sarà uno dei cavalli di
battaglia dell'Italia dei valori Molti bergamaschi per la Camera: serve un
legame col territorio Ridurre gli sprechi, snellire la burocrazia, garantire sicurezza ai
cittadini e certezza dei tempi per la realizzazione delle opere, prestare
attenzione al territorio: Antonio di Pietro, ministro delle Infrastrutture ha
colto l'occasione della visita di ieri all'Edil 2008, alla Fiera di Bergamo,
per indicare le priorità dell'Italia dei valori. In mattinata, a margine
di un incontro a Calolziocorte con gli amministratori locali, in merito al
problema della scheda elettorale, ha rimarcato che questa così "come
proposta quest'anno non dà ragione dell'esistenza di due coalizioni nette e
chiare. In questa scheda elettorale non c'è corretta informazione".
"Se è possibile ristampare le schede per garantire il diritto
costituzionale di un cittadino ? ha rimarcato Di Pietro riferendosi alla
riammissione della Dc di Pizza ? possibile che non lo sia per garantire i
diritti costituzionali di tutti gli elettori?". Ministro, perché l'Italia
dei valori, alleata con il Pd, ha preferito presentarsi con simbolo e liste
proprie? "Pur riconoscendoci in modo leale e corretto nel candidato
premier Veltroni, abbiamo specificità programmatiche. Crediamo di poter dare un
contributo autonomo e importante in materia di sicurezza, legalità,
funzionamento delle istituzioni, snellimento della burocrazia,
lotta alla casta e riduzione degli sprechi. Abbiamo sottoscritto un programma
che rispetteremo, ma all'interno del quale vogliamo dare priorità alle nostre
proposte. Dopo le elezioni faremo un gruppo unico con il Pd secondo le forme
che individueremo". Nei primi posti alla Camera presentate numerosi
candidati bergamaschi. "Riteniamo necessario che nelle istituzioni ci
siano rappresentanti che conoscono il territorio. Nei primi posti in lista ci
sono molti bergamaschi: io come capolista, Silvana Mura, Sergio Piffari e
Gabriele Cimadoro. Mi sembra un'attenzione forte al territorio per un partito
che alla Camera eleggerà 15-18 parlamentari". Da più parti le viene
riconosciuta la capacità di aver dialogato con le istituzioni locali. Criterio
valido per il futuro? "I parlamentari dell'Italia dei valori dialogheranno
con senso di responsabilità con tutti gli altri parlamentari bergamaschi per
quella politica del fare che ho applicato in questi anni dialogando con gli
amministratori locali a prescindere dal colore di appartenenza. L'interesse del
territorio si tutelerà meglio se si farà fronte comune". Anche perché il
tema delle infrastrutture rimane centrale per il Nord. "Siamo riusciti a
ottenere risultati per l'alta velocità, la Brebemi, la Pedemontana: le
infrastrutture sono un anello centrale per lo sviluppo; serviranno da contorno
anche per l'Expo di Milano e per quella data saranno pronte importanti
infrastrutture che collegheranno Bergamo con il capoluogo regionale. In
Lombardia abbiamo sperimentato per la prima volta un modello di federalismo
delle responsabilità: abbiamo sperimentato l'assegnazione a una società di
scopo regionale della proprietà e del ruolo di concedente delle aree
infrastrutturali a pedaggio. Questo permetterà di mantenere un flusso costante
d'introiti che saranno utilizzati esclusivamente nella regione per ulteriori
lavori infrastrutturali e per la tutela dell'ambiente". Le altre priorità?
"Superare il dualismo tra impresa e lavoratori. Siamo a favore della
riduzione delle aliquote fiscale e del costo del lavoro per le aziende. Occorre
sostenere la piccola e media impresa. Abolire gli abusi del precariato, pur
ritenendo necessaria una forma di flessibilità dinamica. La sicurezza è uno dei
nostri cavalli di battaglia. Proponiamo un aumento del 30% delle risorse
finanziarie a favore delle forze dell'ordine reperendo i fondi dal
finanziamento ai partiti e ai giornali di partito; occorre aumentare del 30% il
personale degli uffici giudiziari utilizzando il personale degli enti inutili.
Proponiamo di ridurre da tre a due i gradi di giudizio". E il problema
dell'informazione? "Deve essere riformulato e garantito il diritto
dell'informazione con la legge sulle telecomunicazioni che l'Europa ha
riconosciuto non più sufficiente e che proponiamo di risolvere. Il problema del
conflitto d'interessi che riguarda Berlusconi è nell'attività istituzionale del
nostro partito sin dal primo giorno. Ma sarebbe riduttivo parlarne pensando a
una sola persona: è il sistema Italia che ha bisogno di una liberalizzazione
maggiore. Il conflitto d'interessi deve essere risolto ai vari livelli a
partire da quello che esiste tra sistema bancario e imprenditoriale sino a
quello che riguarda la nomina dei controllori da parte dei controllati".
Quale il senso della sua visita all'Edil 2008? "Rendere onore a una
categoria che è uno dei volani principali dello sviluppo del Paese. L'impresa
italiana è caratterizzata da grande professionalità nel progettare, realizzare,
innovare. Soffre per regole farraginose e per i tempi lunghi. Abbiamo iniziato
a introdurre modifiche per la certezza dei progetti, dei finanziamenti, del
rispetto del cronoprogramma. Occorre intervenire anche per snellire il sistema
burocratico e tempistica, evitare gli sprechi". Gianluigi Ravasio.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Binetti:
"Cattolici e sinistra: sintesi nel Pd" Il Partito democratico
raccoglie la sfida di fare sintesi tra posizioni e culture diverse con
l'obiettivo di imprimere una svolta dinamica e moderna al Paese. In questo
contesto c'è ampio spazio per i cattolici impegnati nel Pd che sono chiamati a
giocare un ruolo essenziale: Paola Binetti, senatrice uscente e candidata alla
Camera per il Pd in terza posizione nella circoscrizione Lombardia 2 (che
comprende anche Bergamo), è intervenuta a un incontro a Seriate con Felice
Rizzi, candidato Pd al Senato. E Binetti sottolinea, tra l'altro, la necessità
di un dialogo tra tutti i cattolici presenti nei vari partiti e sui temi
eticamente sensibili nel rispetto delle posizioni e dei valori di ciascuno. Che
cosa caratterizza il Pd? "Lo sforzo di fare sintesi tra le due grandi
culture popolari, quelle democratico cristiana e di sinistra, mi sembra una
buona logica: è un tentativo di superare le contrapposizioni per dare risposte
nuove ai bisogni di ogni giorno. Il Pd nasce dall'idea di entrare in una logica
di sintesi e non di contrasto. Ma sono importanti anche i contenuti: come si
vede anche dalla campagna elettorale di Veltroni, si vuole imprimere un grande
dinamismo al Paese, superare l'immobilismo dello Stato. Vogliamo rispondere ai
problemi del Paese, dando nuovo slancio verso la modernità,
semplificando leggi e burocrazia e favorendo le energie presenti nel Paese. Mi sembra un elemento
speranza per tutti". È possibile una convivenza tra cultura, posizioni
etiche e anche religiose diverse nel Pd? "Sì. Ma dire che è possibile non
significa dire che sia già stato fatto o che sia facile; significa che
c'è una volontà di apertura, di ascolto, di rispetto; significa che da parte di
tutti c'è una volontà di proporre i valori in cui si crede, senza rinunciarvi,
ma senza neppure arroccarsi su posizioni di chiusura e di supponenza di chi
pretende di imporre i propri valori con un "prendere o lasciare".
Questo clima c'è oggi nel Pd? "In linea di massima sì. È un tentativo che
si sta facendo con molto rigore e buona volontà. Davanti alle scelte critiche è
importante tornare al programma e ai valori delle parti in causa per trovare
una sintesi". E il rapporto con i radicali candidati nel Pd? "Le
diversità sono note a tutti. È una strada in salita, ma tutti abbiamo come
punto di riferimento la Costituzione e il programma per trovare collaborazione
e risposte coerenti. Ci sono obiettivi che potranno essere raggiunti sulla base
di quanto riusciremo a fare sintesi. Non è facile, ma dispiace che a volte si
approfitti di questo per dare un'immagine di un Pd diviso. Il Pd è un partito
che affronta le sue diversità, ne è consapevole e cerca soluzioni". Quale
spazio avranno i cattolici nel Pd? "I cattolici nel Pd sono molti e
riflettono al loro interno quella ricchezza di posizioni che caratterizza da
sempre il mondo dei cattolici. È importante che i cattolici nel Pd abbiamo il
coraggio e la passione politica di non chiudersi in se stessi e di non
rinunciare alle proprie idee; devono essere capaci di aprire un dialogo, con
atteggiamenti di disponibilità per arrivare a soluzioni condivise". E il
dialogo con i cattolici degli altri schieramenti? "Innanzitutto serve dialogo
tra cattolici all'interno del proprio schieramento. Il dibattito deve, poi,
coinvolgere tutto il mondo cattolico e, quindi, anche quanti militano in altri
partiti. Il problema sarà quello di capire insieme quali risorse libera la
nostra fede quando è messa davanti a interrogativi politici, quale creatività
riesce a sviluppare, quali opportunità può creare per realizzare il bene
comune". Come vi muoverete sui temi eticamente sensibili? "Sono
questioni complesse, che richiedono una capacità di argomentazione molto
chiara. Abbiamo bisogno di porre riflessioni alte, e fare in modo che i nostri
valori più profondi si traducano anche in una capacità di convinzione
dell'altro. Serve un confronto schietto, profondo e nel rispetto sincero delle
rispettive posizioni". Qualcuno ha letto nel suo spostamento dal Senato
alla Camera un tentativo di evitare problemi all'eventuale futura maggioranza.
"Anche altri parlamentari passano dal Senato alla Camera. Se però qualcuno
pensa che questo possa significare una minore attenzione o un minore impegno da
parte mia nel difendere una serie di valori sarà fortemente deluso". Ci
sono margini di vittoria per il Pd? "Ogni giorno che passa il Pd guadagna
posizioni. All'inizio sembrava che Berlusconi dovesse vincere facilmente. La
situazione attuale dimostra che ogni giorno di più il Partito democratico ha
concrete possibilità di vittoria". G. Ra.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il presidente della
Regione Lombardia, Roberto Formigoni capolista al Senato per il Popolo della
libertà, interverrà domani alle
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-04-06 - pag: 17 autore: Paradossi.
L'eccesso di denominazioni d'origine controllata e garantita Niente Doc a chi
non produce VERONA Uno degli aspetti “paradossali” dell'intero sistema italiano
dei controlli sul vino è che al suo interno, convivono le rigidità dovute agli
eccessi di purismo (come quelli denunciati dal ministro De Castro, si veda
articolo in pagina) con una vera e propria inflazione di burocrazia. Basti pensare che il sistema
in Italia conta oggi 352 riconoscimenti. Alle ben 316 Doc si aggiungono 36 Docg
(denominazioni d'origine controllate e garantite) che insieme coprono il 32%
della produzione italiana. Il resto è rappresentato dai vini da tavola (che
detengono una quota del 41%) e infine dalle Igt (che sono vini da tavola
ma con una indicazione geografica) che rappresentano il 27% della produzione
totale. "Ma il vero collo di bottiglia sono Doc e Docg –spiega ildirettore
di Assoenologi ( l'associazione degli enologi ed enotecnici italiani), Giuseppe
Martelli - . Perché in base al nostro monitoraggio sugli oltre 350
riconoscimen-ti attivi in Italia, 90 utilizzano meno del 50% del proprio
potenziale, 28 meno del 20%, 14 meno del 5% e infine ben 7 non hanno mai
realizzato una bottiglia ed esistono pertanto solo sulla carta. Tutto questo
crea un aggravio burocratico e di costi per le procedure da attivare. Perché
anche chi esiste solo in teoria va controllato e finisce per assorbire sforzi e
risorse. Per questo noi proponiamo la revoca del marchio per chi non utilizza o
ricorre solo in parte alla denominazione che gli è stata riconosciuta".
"L'eccesso di riconoscimento è un problema che va assolutamente risolto –
spiega il direttore del Consorzio del Chianti classico Docg (e vicepresidente
di Federdoc,l'associazione dei consorzi dei vini Doc), Giuseppe Liberatore - .
Siamo tra coloro che si attendono una maggiore severità dal Comitato vini
istituito presso il ministero per le Politiche agricole, nel concedere in
futuro nuovi riconoscimenti Doce Docg. Oggi infatti sugli oltre 350 marchi
attivi in Italia, 100 rappresentano l'80% della produzione. Il che significa
che le restanti 250 affollano l'altro 20% e - francamente – sono troppe.
Tuttavia, noi proponiamo che anziché la revoca del riconoscimento si proponga,
per quei viticoltori che non riescano a raggiungere det erminate quantità di
produzione rivendicata, il declassamento a vino Igt”. G.d.O.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-07 - pag: 12 autore: Un
riassetto frenato da dubbi e resistenze La maggior parte delle Regioni non ha
ancora elaborato ipotesi precise per la riorganizzazione del territorio
montano. Le resistenze ai tagli da parte soprattutto delle Comunità montane del
Sud e le richieste di chiarimenti sull'interpretazione della Finanziaria
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IMMIGRAZIONE data: 2008-04-07 - pag: 11
autore: Famiglie e burocrazia. Le testimonianze Nessuna notizia dopo il clic day Cristiano
Dell'Oste Storie di ordinaria burocrazia. La signora B.Z. vive a Milano, ha due figli piccoli e un terzo
in arrivo. è una mamma che lavora e vorrebbe un aiuto. Martedì 18 dicembre 2007
– come previsto dal decreto flussi – ha presentato istanza per far
venire in Italia una ragazza peruviana da assumere come colf. Una scelta di
rara correttezza, visto che il 90% degli extracomunitari da regolarizzare si
trova già in Italia. Ma tant'è: "Questa ragazza mi era stata segnalata da
sua sorella, che lavora nel nostro Paese, e mi ero preparata scaricando il
modulo da internet", racconta. Alle 8 di mattina, il tentativo: "Mi
sono collegata al sito, ho inserito i dati e ho cliccato invio. Sono rimasta 40
minuti davanti alla clessidra: temevo fosse tutto bloccato, ma in giornata mi è
arrivata un'email che certificava la ricezione. Fin qui, tutto bene". Il
guaio è che oggi B.Z. non sa ancora se e quando la sua domanda sarà accolta (le
richieste sono oltre 700mila per 170mila posti). Un caso che conferma l'analisi
della Corte dei conti sui problemi del decreto 2006. Sperando di saperne di
più, B.Z. ha scritto al Sole 24 Ore, che le ha chiesto di raccontare la sua
esperienza. "Controllo una volta alla settimana lo status della procedura
usando la password che mi è stata fornita e non vedo avanzamenti – spiega –.Non
ci sono recapiti cui rivolgersi: non un numero,non un'email. Ho anche pensato
di far venire questa ragazza in Italia da clandestina, ma non voglio fare nulla
di illegale". La signora F.N., ricercatrice milanese e madre di due
bambini, è arrivata allo stesso punto per una via diversa. Da due anni e mezzo
dà lavoro ad Anna, giovane filippina irregolare, e ha chiesto di
regolarizzarla. Si è appoggiata ad Assindatcolf, il sindacato dei datori di
lavoro domestico: "Ho pagato 180 euro di quota associativa annuale. Nel
preparare l'istanza sono stati professionali, ma poi non ho più saputo nulla.
Un mese e mezzo fa, li ho contattati: mi hanno detto solo che a Milano nessuno
ha ancora ricevuto risposta". L'aspetto paradossale è che Anna è
pienamente integrata, ma clandestina: "Per noi è di famiglia. Vive in
Italia da sei anni e ha qui la madre, che è in regola. Vorrebbe sposarsi e si è
fatta raggiungere dal fidanzato, anche lui clandestino, ma non sa come
fare".
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-07 num: - pag: 19 categoria:
BREVI FORUM I top manager: Roma attrae "Roma è più
attraente che in passato per le multinazionali, ma i problemi restano". Ne
hanno parlato in un forum al "Corriere" Pietro Guindani (Vodafone),
Maurizio Manca (Unilever), Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina
(Confindustria Roma). La richieste sono: meno burocrazia, meno tasse, più infrastrutture.
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-07 num: - pag: 1 autore: di
SERGIO RIZZO categoria: REDAZIONALE INVESTIMENTI ESTERI SE IL CONFINE
ATTRAVERSA LA CAPITALE I numeri dell'ultimo rapporto Svimez fanno venire i
brividi. Negli ultimi cinque anni gli investimenti esteri in Italia hanno
raggiunto a malapena l'1,2% del prodotto interno lordo, contro una media
europea del 4%. Nonostante un aumento apprezzabile registrato nel 2006, siamo
ancora troppo lontani. Al Sud, poi, gli investimenti esteri sono praticamente
inesistenti: lo 0,66% del totale. In Sicilia sono un venticinquesimo che in
Trentino-Alto Adige. In Campania, il rapporto con la Lombardia è di uno a 424,
e nel 2006 sono diminuiti ancora del 19,4%. Le imprese a partecipazione
straniera sono
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-07 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Aumentano le imprese a patrimonio straniero. Guindani, Valli, Manca
e Regina al forum del "Corriere" Modello Roma, i voti dei manager Le multinazionali:
troppe tasse e burocrati, ma la città attrae di più Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice
e più infrastrutture: i top manager delle multinazionali attive a Roma chiedono
alla politica una svolta. Pietro Guindani (Vodafone), Maurizio Manca (Unilever),
Francesco Valli (Bat) e Aurelio Regina (Confindustria Roma), venerdì hanno
preso parte a un forum del Corriere della Sera sul modello Roma, alla
presenza di Dario Di Vico, vicedirettore del giornale. Tutti gli ospiti hanno
riconosciuto che Roma, rispetto a qualche anno fa, è una città più aperta,
internazionale e competitiva, in grado di attrarre investimenti esteri. E i
numeri lo confermano: le multinazionali presenti sono 500, per un giro d'affari
superiore ai 60 miliardi di euro all'anno, con oltre 100 mila addetti
impegnati. E i dati sono in crescita. Ma non mancano i problemi. A cominciare
dalle infrastrutture inadeguate. Sottolineato inoltre l'eccesso di
concertazione, che spesso rallenta i meccanismi decisionali. ALLE PAGINE 2 E 3
Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 2 categoria:
BREVI Pietro Guindani "Roma è centro di decisioni, le aziende devono stare
qui" \\ serbo bravissimo: lo vorremmo qui a Roma, ma ha potuto lavorare
solo un mese ed è dovuto andare via, gli daranno un nuovo permesso dopo
l'estate. è assurdo". Aurelio Regina: "Mi verrebbe da rispondere come
ha fatto recentemente il presidente di uan grande multinazionale. E cioè: c'è una cattiva notizia, qui c'è troppa burocrazia. Ma c'è anche una buona
notizia: ci sono tanti modi per aggirarla. Comunque quello italiano è un
mercato ad altissimo consumo, con un posizionamento geografico importante e
grandissime risorse umane".
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 3 categoria: BREVI Francesco Valli "La burocrazia complessa scoraggia le imprese" \\ CORRIERE: Si avvicinano
le elezioni. Che cosa chiedono le multinazionali alla politica locale e
nazionale? Pietro Guindani: "La vera prioprità è la semplificazione. Al di
là dei livelli assoluti delle aliquote, le multinazionali si attendono da
qualsiasi governo, di destra o di sinistra che sia, la riduzione del
numero dei tributi e la riduzione drastica dei livelli di sofisticazione del
sistema fiscale che sono motivati dal tantativo di stanare chi elude il fisco,
ma in realtà colpiscono solo chi già applica le norme. In poche parole serve
meno regolamentazione, ma più vigilanza".
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 3 categoria:
BREVI Aurelio Regina "Alla politica chiediamo scelte rapide e
incisive" \\ (3-3,5 volte la media europea), l'indice di
infrastrutturazione è la metà rispetto a quello francese e un terzo di quello
spagnolo. E ancora ci sono i costi dei professionisti e dei servizi pubblici.
Servono dunque liberalizzazioni e privatizzazioni". Aurelio
Regina: "Alla politica chiediamo provvedimenti che favoriscano la
concorrenza, vogliamo meno burocrazia e un sistema fiscale più semplice e meno oneroso. Servono scelte
coraggiose incisive. Ci auguriamo che dalle urna esca una maggioranza in grando
di prendere decisioni importanti per il paese".
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 2 categoria:
BREVI In 6 anni multinazionali cresciute del 10% "Ma attenti all'eccesso di
concertazione" Meno burocrazia, sistema fiscale più semplice ed equo, più infrastrutture: alla
vigilia delle elezioni, sono queste le richieste alla politica formulate dalle
aziende multinazionali attive nella Capitale. Manager di primissimo piano hanno
partecipato venerdì scorso al forum del "Corriere della Sera" per
parlare del modello Roma. Da Milano sono intervenuti in videoconferenza
il presidente di Vodafone, Pietro Guindani, e il vicedirettore del giornale,
Dario Di Vico. Nella redazione romana erano invece presenti Maurizio Manca,
presidente di Unilever Italia (colosso mondiale che controlla fra gli altri i
marchi Findus, Algida, Knorr, Lipton, ecc); Francesco Valli, numero uno di
British American Tobacco Italia; Aurelio Regina, coordinatore del comitato
multinazionali dell'Unione industriali di Roma. E, ancora, il capocronista del
Corriere, Goffredo Buccini, insieme al vice Maurizio Fortuna e a Sergio Rizzo.
Secondo i rappresentanti delle aziende, il modello Roma esiste, è un'esperienza
positiva ma va rafforzato perché anche l'area della Capitale soffre per i
ritardi del sistema Paese. Fra i punti deboli di Roma, l'inadeguatezza delle
sedi per uffici, le carenze infrastrutturali e - come per il resto di Italia -
il peso eccessivo della burocrazia. Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-07 num: - pag: 2 categoria:
BREVI Il sì dei top manager "Roma attrae" CORRIERE: Il "modello
Roma" è stato per anni uno slogan della città. Esiste davvero o è solo
un'invenzione giornalistico- politica? Pietro Guindani: "Direi che esiste.
Dal nostro punto di vista, Roma è una città da cui è impossibile prescindere. è
il centro decisionale politico e istituzionale del paese. Qualsiasi
multinazionale che vuole operare in Italia deve essere presente, soprattutto in
un settore regolamentato come il nostro, perché è necessario avere rapporto di
scambio organico e continuo con le istituzioni ". Maurizio Manca:
"Roma è un grande centro di attrazione di risorse, è molto più
internazionale di quanto lo fosse prima. Recentemente abbiamo trasferito le
attività di direzione e coordinamento da Milano a Roma e abbiamo avuto
un'adesione dei dirigenti pressoché totale. Quando lavoravo alla Colgate, una
ventina d'anni fa, tentammo un'operazione del genere, ma perdemmo quasi tutti i
colleghi. Non volevano venire a Roma". Francesco Valli: "Sono
d'accordo. Fino a dieci anni fa era difficile convincere anche i giovani
professionisti a spostarsi qui da Milano. Il modello Roma? Per noi esiste. Per
questo abbiamo scelto la città come sede di Bat per il sud Europa".
Aurelio Regina: "Vorrei fare una premessa. Il sistema multinazionale a
Roma vuol dire oltre 500 aziende, quasi 100 mila dipendenti e un giro d'affari
superiore ai 60 miliardi di euro. Più che di modello Roma, però, noi preferiamo
parlare di "laboratorio romano". In questi anni tutti insieme, enti
locali, associazioni, imprese e sindacati, abbiamo fatto un grande lavoro.
L'esperienza è positiva ma va rafforzata". CORRIERE: Ma Roma è davvero più
competitiva rispetto alle altre capitali? E poi un'altra questione.
Dall'esterno a volte sembra che il modello Roma sia un po' troppo emiliano, che
ci sia troppa concertazione... Pietro Guindani: "Vorrei fare una
considerazione di carattere generale. Roma e Milano sono insieme in
competizione con gli altri paesi e le altre città dell'Europa. Sono entrambe
attraenti come centri di coordinamento per il sud Europa. Roma però è
particolarmente adatta, per la propria localizzazione geografica, ad essere la
porta d'accesso verso aree emergenti importanti. Non mancano però alcuni
problemi. Per esempio l'offerta di sedi per uffici viaggia su prezzi
internazionali, ma gli standard qualitativi sono inadeguati. Certo le risorse
umane sono migliorate, ma adesso il sistema universitario dovrebbe investire di
più nei corsi di business in lingua inglese. Credo che la Luiss sia un esempio
avanzato, ma non basta". Maurizio Manca: "La maggior parte delle
multinazionali ha scelto come sede altre città europee e non Roma. Purtroppo la
competitività del sistema paese è ancora arretrata ". Francesco Valli:
"C'è una tendenza alla concertazione locale eccessiva e la concertazione
spesso è nemica di decisioni giuste e rapide, che invece sono indispensabili.
Ma non è colpa degli locali. è un sistema diffuso nel paese". Aurelio Regina:
"La concertazione non è la migliore delle soluzioni, ma è la migliore
possibile nel nostro sistema, dove abbiamo troppi livelli decisionali. Ora per
rendere più appetibile il territorio bisogna migliorare la qualità del capitale
umano. La burocrazia e il fisco vanno semplificati. E sono necessarie più
infrastrutture". CORRIERE: Ma qual è il giudizio delle multinazionali
sulle capacità di attrazione di Roma e dell'Italia? Pietro Guindani: "Uno
studio pubblicato da Confindustria dice chiaramente quali sono le debolezze del
sistema Italia: l'88% imprese cita al primo posto la burocrazia, poi il costo del lavoro e i rapporti sindacali, la
complessità del sistema legale, la carenza infrastrutturale, l'instabilità
politica e il costo dell'energia. L'Italia ha però sbocchi commerciali su aree
emergenti, mentre l'alta propensione al risparmio delle famiglie garantisce
capacità di consumo rilevanti. E non bisogna dimenticare che l'Italia ha un
tessuto imprenditoriale fitto con aree di eccellenza, dove le multinazionali
possono trovare competenze molto interessanti". Maurizio Manca: "La
scelta della localizzazione dipende da vari fattori, come il quadro fiscale e
il costo del lavoro. Alcuni paesi hanno politiche molto incentivanti, come la
Svizzera. Da noi il quadro legislativo è troppo complesso. E poi le aziende
vogliono personale disponibile alla mobilità, ma gli italiani sono poco
propensi ai trasferimenti ". Francesco Valli: "L'indice di libertà
economica di un paese è il primo fattore preso in considerazione. E in Italia è
inferiore rispetto ad altri paesi. Chi investe deve avere un quadro normativo
certo per un arco ragionevole di tempo. Ma qui è difficile capire quale sarà il
carico fiscale fra tre, quattro o cinque anni. Poi c'è una burocrazia
molto complessa. Ci sono tempi di attesa lunghissimi per far entrare un
cittadino extraxcomunitario che deve lavorare. Noi proprio adesso abbiamo
problemi per un ingegnere.
( da "Corriere Alto Adige" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-06 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE La Bolzano scomparsa Originario di Rovigo imparò da solo
il tedesco. Voleva la convivenza Mazzoni, il questore scomodo. E punito Nel
1957 denunciò le miopie verso i sudtirolesi. Trasferito, ne morì di ETTORE
FRANGIPANE Cinquant'anni fa dietro al cimitero di Treviso un colpo di pistola
alla tempia uccideva il questore Renato Mazzoni. Aveva 61 anni. L'anno
precedente era stato rimosso da questore di Bolzano perché troppo
"morbido" nei confronti dei sudtirolesi, dei quali intuiva i diritti.
Fu allora trasferito a Treviso, ma Mazzoni non accettò uno spostamento che gli
suonava come una punizione ingiusta. E così armò la sua mano e si tolse la
vita. Il Dolomiten lo definì "un italiano, un italiano esemplare e,
proprio come tale, un europeo". Mazzoni era nato nel Rodigino, ed era
figlio di un cancelliere di tribunale. Fu ferito durante la prima guerra
mondiale: successiva laurea in Legge e carriera nella Pubblica sicurezza. Fu
impiegato nella polizia ferroviaria, cosa che- viaggiando - gli consentì durante
la seconda guerra mondiale di favorire i rapporti tra vari comitati di
liberazione. Nel maggio del 1947 fu promosso a questore e destinato a Bolzano.
Mazzoni non era informato sulla situazione altoatesina, ma ben presto si rese
conto che, se voleva far bene il suo mestiere, che per lui significava stare
tra la gente e farla parlare, doveva assolutamente conoscere il tedesco. Fu
così che imparò la lingua da autodidatta, giungendo a leggere i filosofi
tedeschi e Goethe, nonché i classici greci e latini tradotti in tedesco.
durante i successivi dieci anni non solo i due gruppi etnici principali, ma
anche i rappresentanti di tutte le forze politiche, dalla destra alla sinistra,
ebbero modo di apprezzarlo non solo come uomo, ma anche come esponente dello Stato,
di cui si considerava servitore. Ma il atteggiamento equanime verso il gruppo
tedesco, alla lunga, gli tornò nefasto. Nel marzo del
( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Un voto
chiaro per la ripresa dello sviluppo Luca Sergio "Siamo sempre alle solite
cose. Non riusciamo a fare un passo avanti". Presidente, è pessimista?
"Per quanto mi riguarda, non mi arrendo affatto". Arnaldo Zeppieri,
presidente dell'Unione industriale, è come sempre oltremodo chiaro anche se si
vede costretto a ripetere un discorso già fatto tante volte. Nell'imminenza
delle elezioni politiche abbiamo voluto sentire i responsabili delle due
organizzazioni imprenditoriali più importanti della provincia, l'Unione
industriale e la Federlazio. Confindustria Frosinone incontrerà domani l'ex
ministro Giulio Tremonti ed oggi alle ore 11 riceverà la deputata cassinate
Anna Teresa Formisano, ricandidata dall'Udc. Dal canto suo, la Federlazio ha
inoltrato a tutti i candidati locali (oltre 60 ma ne saranno eletti al massimo
3-4) una "lettera aperta" per far conoscere le proprie proposte per
lo sviluppo del territorio. Ma ritorniamo a Zeppieri. "Noi abbiamo bisogno
di un progetto preciso per far progredire il Frusinate. E di una squadra che
abbia la capacità, ed aggiungerei l'orgoglio di noi ciociari che non siamo
secondi a nessuno quanto a capacità ed impegno, come abbiamo dimostrato in
tante occasioni, dicevo la capacità di portare a compimento questo progetto. Ma
per fare questo la Politica, con la p maiuscola, deve dimostrare di saper
decidere e non giocare sempre al rinvio". è un fiume in piena Arnaldo
Zeppieri. "Siamo tutti d'accordo sulle diagnosi ma poi alcuni si perdono
quando si passa alla pratica. La Politica deve fare scelte coraggiose ed anche
impopolari, come sull'energia, la burocrazia che soffoca le imprese, la sanità e la collaborazione
pubblico-privato. In provincia avremmo delle grandi occasioni da poter
sfruttare, come il turismo e le terme di Fiuggi, ma cosa si fa? Nel nostro
territorio non si riesce ancora a fare sistema e così le tante opportunità
svaniscono. Sono però dell'opinione che dobbiamo insistere fin quando
non ci sediamo tutti attorno a un tavolo". La "lettera aperta"
inviata dal presidente della Federlazio, Luigi Volante, ha affrontato sia i
nodi nazionali che locali con altrettante proposte di soluzione dei problemi da
parte dell'associazione delle piccole e medie imprese. Il credito, l'energia,
l'innovazione tecnologica, la formazione, la produttività, le liberalizzazioni
e la concorrenza e l'internazionalizzazione sono stati tutti temi trattati
singolarmente con relative proposte migliorative nello scenario nazionale. Per
quanto riguarda il nostro, l'ing. Luigi Volante batte sul rilancio del sistema
territoriale. Ed affronta il fenomeno della deindustrializzazione. "La
diversificazione dell'economia del territorio - ha scritto ai candidati - con
la crisi del settore manifatturiero, non può più essere elusa. Occorre
sviluppare una cultura dell'"accoglienza" che sappia rafforzare le
potenzialità ancora inespresse del nostro territorio in termini di qualità
dell'ambiente, delle bellezze storico-culturali-religiose e di tradizioni
eno-gastronomiche. Il rilancio del polo termale-alberghiero di Fiuggi e delle
aree interne della nostra provincia, come la Valle di Comino, rappresentano due
punti essenziali per promuovere una crescita endogena integrata per lo sviluppo
futuro del nostro territorio". Poi il presidente passa al nodo delle
infrastrutture, di cui si parla da troppi anni senza che alcune opere vedano la
ultimazione (come la Monti Lepini), e della "opportunità di un'area
integrata del Lazio meridionale", di cui la Federlazio è stata la prima
organizzazione imprenditoriale a parlarne quando, negli anni '90, organizzò un
convegno a metà strada con il Pontino (Fossanova) per proporre il potenziamento
dell'interdipendenza economica tra le due province.
( da "Corriere della Sera" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-07 num: - pag: 10
categoria: BREVI La delusione Doveva contrastare i soprusi della burocrazia. è diventato
strumento di chi governa.
( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 14 del 2008-04-07
pagina 6 Dalla Tav al Mose, ecco la lista delle incompiute di Gian Maria De
Francesco da Roma Valutazioni di impatto ambientale, Conferenze dei servizi,
proteste delle popolazioni e ambientalismo d'assalto. Tra
la burocrazia e il
populismo affondano e si ritardano i grandi progetti infrastrutturali italiani.
Molte grandi opere concepite da più di 15 anni ancora non sono state terminate
e non c'è solo il Ponte sullo Stretto a risaltare in questo tragico elenco di
incompiute. Tav Torino-Lione. Il progetto di un collegamento veloce tra
Italia e Francia risale agli inizi degli anni '90. Nel dicembre del 1994 la
Commissione Ue riconobbe questa opera come prioritaria per l'intera Unione. Nel
2001 Italia e Francia hanno siglato un accordo intergovernativo per la
realizzazione dell'opera. La protesta delle comunità locali della Bassa Val di
Susa, preoccupate di eventuali conseguenze negative derivanti dallo scavo di
una galleria a Venaus, ha trovato accoglimento da parte del governo di
centrosinistra che nel
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERMO pag. 27
Coltrinari a Spacca: snellire la burocrazia a vantaggio delle CNA CHE BELLA Fermo che si apre alla gente.
Che meraviglia una città che, anche solo per due giorni, si fa museo a cielo aperto
e si mette in mostra, svelando misteri e piccoli, incantevoli segreti. Sono le
giornate di primavera del Fai, con i volontari della delegazione fermana sparsi
nei luoghi più interessanti della città ad accogliere gente, a
raccontare, spiegare, parlare e diffondere cultura. Il percorso era dedicato
quest'anno alle famiglie storiche, gli Adami, i Piccolomini Adami, i Romani
Adami, alle loro case, alle cappelle, i palazzi e le chiese più importanti. La
città è rimasta viva e sveglia come capita di rado nei fine settimana, già alle
prime ore di ieri mattina vedevi fermento per le strade, tanta gente, fermani
ma non solo, stranieri ma anche marchigiani in visita per l'occasione. Famiglie
intere si sono mosse da casa per viaggiare nel cuore di Fermo, persino gli
scout erano operativi lungo il percorso, a dare man forte ai tanti volontari
del Fai che a Fermo è guidato da Teresa Romani Adami. Si partiva da Palazzo
Falconi, per spostarsi poi nella chiesa di san Domenico e all'interno
dell'auditorium San Martino. Particolarmente attesa la visita a palazzo Savini,
lungo via Perpenti, che mai prima aveva aperto le sue porte al pubblico e che
per tutto il tempo ha avuto file e file di visitatori in attesa davanti al
portone. E poi, c'era da visitare la chiesa di San Francesco, per chiudere con
palazzo Romani Adami a corso Cavour, passando per largo della Rivolta e
chiudendo con il Frantoio dei conti Raccamadoro. Guide d'eccezione gli studenti
delle scuole fermane, gli istituto superiori e le scuole medie, a Palazzo Adami
c'era l'insegnante di italiano della Fracassetti Betti, Marilena Leo, che
guardava le sue minuscole guide e commentava: "E' straordinario vedere
l'impegno e l'entusiasmo che ci mettono i nostri ragazzi, mi hanno raccontato i
commenti dei visitatori, la gioia e la sorpresa che c'è nello scoprire cose
tanto belle. Dovremmo lavorare tutto l'anno così, coinvolgendo i giovani nella
storia della loro città, facendo loro capire davvero la bellezza". Nel
pomeriggio, su Largo della Rivolta, Loredana Tomassini e Luigi Maria Musati
hanno rievocato la rivolta del 1648, davanti al pubblico delle grandi
occasioni. Oggi sarà tempo di bilanci e di numeri ma già nella tarda mattinata
di ieri ogni palazzo aveva ricevuto almeno un migliaio di visitatori. Una festa
in grande stile insomma, dedicata a tutti coloro che amano la storia, la
bellezza, l'arte, a quelli che cercano le radici più antiche per spiegarsi il
futuro, per progettare il presente, per vivere meglio, in armonia con la
propria città. Angelica.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
( da "Panorama" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FUORI PORTA
Occasione di rivincita BRUNO VESPA A differenza di Spagna, Francia e Germania,
nel dopoguerra l'Italia non ha sfruttato a pieno eventi come le Olimpiadi e i Mondiali
di calcio. Con l'Expo a Milano può arrivare una svolta. Alla fine degli anni
Trenta il progetto dell'esposizione mondiale programmata da Benito Mussolini a
Roma per il 1942 fu l'occasione per la più grande rivoluzione urbanistica
dell'Italia moderna. Nei primi vent'anni di regime il Duce aveva inserito la
città nuova nella vecchia, con lo sventramento dei Fori Imperiali, la
costruzione dei grandi edifici di via Veneto, la realizzazione del quartiere
Mazzini fino al Foro Mussolini (Foro Italico) e alla gigantesca Casa littoria
della Farnesina, grande quanto il Colosseo, poi trasformata con la guerra in
ministero degli Affari esteri. Dopo la nascita dell'impero, Mussolini voleva
dare un segnale imponente della continuità della civiltà fascista con la civiltà
romana, sognando di essere protagonista di una pace europea degna di quella
imperiale di Augusto. Come potesse immaginare qualcosa del genere dopo le leggi
razziali e il Patto d'acciaio con Adolf Hitler resta un mistero. Ma anche
storici antifascisti come Emilio Gentile (Fascismo di pietra) gli danno atto di
una "temporanea volontà di pace", immaginando che la guerra non gli
sarebbe piovuta addosso prima di cinque anni. Il 20 aprile 1939 Mussolini
presentò l'Esposizione universale come "la consacrazione dello sforzo che
tutte le genti civili fanno sul cammino del progresso, non solo
materiale". Il progetto era grandioso: estendere la città da piazza
Venezia al mare attraverso l'Eur con una struttura urbana avveniristica di cui
la guerra impedì il completamento. A cominciare dall'enorme arco romano che
Roger Griffin ha usato per la copertina del suo Modernism and Fascism appena
uscito negli Stati Uniti e che analizza il "modernismo tecnocratico"
del regime. Ma quel che resta nel quartiere dell'Eur è indicativo dello sforzo
compiuto. Purtroppo nel dopoguerra l'Italia non ha saputo utilizzare al meglio
nessuna delle grandi occasioni che le si sono presentate. Il villaggio olimpico
costruito a Roma per le Olimpiadi del 1960 impallidisce rispetto all'Eur, ma
allora fu almeno aperto il Grande raccordo anulare della capitale. Nulla è
stato fatto per i Campionati del mondo di calcio del 1990, nulla per il
Giubileo del 2000, con l'eccezione di un sottopassaggio che rende fluido il
traffico tra due quartieri dell'area nord di Roma. Imbarazzante il confronto
con le principali metropoli d'Europa, da Berlino a Parigi, a Barcellona,
protagoniste di autentiche rivoluzioni urbanistiche. Il solo tentativo riuscito
di restituire l'antica dignità a una capitale storica c'è stato a Torino in
occasione delle Olimpiadi invernali. Ma anche qui, volendo proseguire nel suo
progetto di sviluppo, un bravo sindaco come Sergio Chiamparino per poter
costruire due grattacieli ha dovuto rinunciare ai voti della Sinistra
arcobaleno, che è sua alleata di giunta, per incamerare quelli di Forza Italia
e Alleanza nazionale. Questa ampia premessa serve a dire che l'Expo 2015 di
Milano è davvero l'ultima grande occasione per un paese in ginocchio che
intenda rialzarsi. Il progetto di sviluppo di Milano è grandioso e va
completato. Ma i 20 miliardi di investimento previsti dovranno avere un effetto
moltiplicatore sull'Italia intera. Gran parte dei 30 milioni di visitatori
attesi a Milano proseguiranno a Venezia, Firenze, Roma, Napoli, la Sicilia.
L'auspicata rinascita di Milano non avrà senso se non sarà legata a quella
dell'intero Paese. Ecco perché la battaglia con Smirne
scompare rispetto a quella che gli italiani dovranno combattere con se stessi.
I loro veti, la loro burocrazia, la loro attitudine al compromesso mediocre. Qualche settimana
fa, parlando dei rifiuti di Napoli, Newsweek ha scritto: l'Italia è ferma e
guarda il mondo che le passa accanto. Fermi si muore.
( da "Arena.it, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ASSEMBLEA. Alla
presenza di politici e candidati i portavoce della categoria hanno sottolineato
le necessità per uscire da "un Paese in crisi" Gli artigiani chiedono
tutela e riconoscimento Anna Zegarelli Non è stata una semplice
assemblea annuale quella della Confartigianato. La vicinanza alle elezioni
politiche ha fatto sì che le richieste di una minore tassazione, di una
maggiore considerazione e soprattutto di un riconoscimento vero e proprio che
tuteli il lavoro artigiano a livello regionale, nazionale, ma anche
internazionale, diventino una priorità. A presenziare a Palazzo Erbisti, in via
Leoni, c'erano tutti i volti noti della politica veronese da Aldo Brancher
(Pdl) a Antonio Borghesi (Italia dei valori), da Cinzia Bonfrisco (Pdl) a
Giampaolo Fogliardi (Pd) e Alberto Giorgetti (Pdl) solo per citarne alcuni. E i
presidenti delle associazioni imprenditoriali agricole del territorio. Il
sindaco Flavio Tosi ha portato i suoi saluti e ne ha approfittato per
evidenziare come la burocrazia sia
troppo spesso la causa di lentezza e impedimento del movimento dell'economia.
Il paragone usato per sottolineare "l'immobilismo politico ed
economico" è stato quello del parcheggio delle Poste. Vertici locali
dell'Upa-Confartigianato dal presidente nazionale Giovanmaria Rizzi, a quello
regionale Daniele Parisotto e provinciale Ferdinando Albini hanno ribadito il
carattere apolitico dell'associazione. Ma le necessità di quello che per
tutti è "un Paese in crisi", le hanno dette a chiare lettere.
Inevitabili le indicazione per un voto che tuteli la categoria, non dettando
però la destra o la sinistra, ma portando in sala chi li rappresenterà:
Vendramino Sartor (ha lasciato l'incarico di presidente di Confartigianato del
Veneto per scendere in campo politico con il Pdl) e Walter Dalla Costa (anche
lui era fino a qualche tempo fa presidente di Confartigianato di Padova, ora è
in lista con l'Udc). Al di là di quello che porterà l'Italia del voto, Albini
ha evidenziato le sofferenze di chi il prodotto interno lordo lo produce:
"La vocazione artigiana del Veneto sta nelle cifre: 148mila imprese
artigiane, 420mila addetti ai lavori e 17 miliardi e mezzo di euro di reddito
prodotto, un quarto dell'export regionale. Nella nostra provincia le imprese
attive al 2007 sono 29.473. Nelle costruzioni quelle registrate sono 12.973;
8.134 le manifatturiere; mentre 2.762 sono impiegate nei servizi sociali; 2.315
nei trasporti", E ha sottolineato la precarietà in cui si vive: "I
rincari delle bollette sono stati dell'8 per cento. I piccoli imprenditori
hanno sborsato 616milioni di euro in più. Noi paghiamo l'energia elettrica il
22,6 per cento in più rispetto alla media dei Paesi europei. La speranza è che
il nuovo governo si dia come obiettivo primario quello della crescita
economica". A prospettare quella che potrebbe essere una ricetta di
sopravvivenza è stato il presidente della Camera di Commercio che prendendo
spunto dal sistema Cina fatto di lavoratori clandestini nelle nostre città e di
mercati rionali tutti loro ha detto: "Per combatterli dobbiamo mangiare
meno di loro e lavorare di più. La politica ci ha lasciato allo sbaraglio Ora è
l'intero sistema che deve essere rivisto".
( da "Avanti!" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL FOGLIETTONE
Mercatismo, l'ultima moda pret-a-porter degli ex Pci 07/04/2008 Il sistema di
rapporti economici e di scambi che ha governato il mondo dalla fine agli anni
Quaranta è entrato in una crisi ormai irreversibile. In primo luogo è crollato
il comunismo reale, almeno in Europa: con esso il tentativo di pianificare la
società civile, le sue risorse e le sue forze vitali. Un sistema in cui il
mercato e le libertà economiche erano stati sostituiti da
una burocrazia del partito
unico. Una burocrazia
incapace, vessatoria, inefficiente, burocratica. In secondo luogo, negli ultimi
decenni, si è sviluppato un processo di globalizzazione quasi incontrollato con
effetti che oggi siamo in grado di valutare (inflazione prezzi delle materie
prime, petrolio, crisi finanziaria e monetaria, eccetera? ). In realtà
il mercato mondiale è pur sempre, o dovrebbe essere, una istituzione soggetta a
norma e regole frutto di accordi politici fra governi. I vari incontri tra
grandi potenze hanno mostrato tutti i loro limiti nel definire un minimo di regole
comuni nel regime degli scambi e nella realtà dei rapporti internazionali.
"Scambiare" merci, come affermavano i classici del liberalismo,
equivale a diventare da nemici amici e questi processi non avvengono
spontaneamente; il mercato non fa miracoli se lasciato a se stesso. In questa
situazione è ovvio che ha fatto difetto la politica. Stupisce che qualcuno
scambi queste esigenze di governare la globalizzazione con una banale rentrée
degli Stati nel porre limiti alla concorrenza e alla circolazione dei
capitali.. Infine non si può ignorare come la situazione internazionale sia
influenzata dal terrorismo che dal 2001 è in atto, anche come un confronto di
civiltà. Una crisi, quindi, complessa, che non si risolve affidandosi solo al
mercato, né alle delocalizzazioni gestite dalle multinazionali i cui interessi
si sostituiscono a quelli degli Stati. Ad esempio il dopoguerra del nostro
Paese, con il relativo "miracolo economico" degli anni Cinquanta e
Sessanta, fu generato da un intervento dello Stato nei settori della finanza
bancaria, delle fonti di energia, della siderurgia, e persino nella politica
abitativa. Un intervento non contraddetto da una apertura controllata alla
concorrenza internazionale. Nel nostro Paese oggi invece si è diffusa una
pseudo-ideologia che Tremonti ha definito "mercatista". Una specie di
moda, di pret-a-porter di molti ex-comunisti anche del Pd; una moda da neofiti
di un malinteso liberismo che fa seguito al crollo della propria identità
storica e al loro sistema di valori. Una corsa affannosa e scriteriata verso
l'estremo opposto.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERMO pag. 27 SNELLIRE la burocrazia attraverso la rete per far crescere l'impresa. Questa la ricetta
di Sandro Coltrinari, presidente della Cna di Fermo, che risponde alle
aspettative del presidente della Regione Gian Mario Spacca, illustrate nel
corso dell'incontro con i presidenti regionali Cna. Al centro
dell'incontro la presentazione della nuova rivista Cna 'Io e l'impresa' che ha
dato il là a diverse considerazioni in campo di sviluppo delle imprese.
"Un'azienda ? ha detto Coltrinari ? deve fare i conti, ogni giorno, con
tutte le lungaggini che uffici e burocrazie portano con sé. Con la Cna stiamo
puntando moltissimo sulla formazione informatica dei nostri associati,
attraverso corsi appositi, perché quello strumento inesauribile che è la rete
possa essere sfruttato in tutte le sue potenzialità". "Tuttavia ?
continua il presidente Cna ? anche le istituzioni devono battere questa strada,
utilizzando internet come 'canale preferenziale'. Se pratiche, moduli, bollettini
e quant'altro fossero disponibili e scaricabili ogni giorno on line, si
risparmierebbero tempo ed energie. Dal canto nostro cerchiamo di agevolare i
nostri associati attraverso il sito www.cnapicena.it, ma il cammino è ancora
lungo e c'è bisogno di una sinergia tra tutti gli enti per poterlo.
( da "Corriere Adriatico" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Casartigiani
incontra Ricci e Vannucci: le richieste Le soluzioni per i piccoli fano - La
presidenza della Casartigiani "Metaurense" ha incontrato l'on.
Massimo Vannucci, candidato al Parlamento nelle liste del Partito Democratico e
il segretario provinciale Matteo Ricci. Argomento dell'incontro: le
problematiche della categoria artigiana e le istanze dei piccoli. Il presidente
della associazione di categoria Ulvido Sorcinelli ha sintetizzato tali istanze
in cinque punti: viabilità ed infrastrutture. "Le carenze infrastrutturali
del nostro territorio- ha evidenziato - riguardano soprattutto le grandi
arterie di collegamento, il che penalizza soprattutto le imprese
dell'entroterra. Opere prioritarie da affrontare sono quindi: il completamento
della Fano Grosseto e la realizzazione della pedemontana che colleghi le zone
industriali del Foglia, Metauro e Cesano. La burocrazia è il grande nemico delle
piccole imprese; occorre dare seguito alla proposta europea di ridurre del 25
per cento gli oneri amministrativi. Costi della politica. Il taglio di tali
costi per noi artigiani significa riduzione delle Comunità Montane,
aggregazione dei micro-comuni ed abolizione degli enti intermedi. Fisco:
la lotta all'evasione deve mirare a combattere le vere sacche evasive. Banche e
costi del denaro: occorre monitorare con continuità il mondo creditizio per
verificare i costi bancari e quelli del denaro, ricercando un diretto e maggior
coinvolgimento degli istituti di credito". Il vice presidente Claudio
Contarini ha preso le difese dei piccoli contribuenti augurandosi che la
necessità di risanare i conti dello Stato non implichi ulteriori sacrifici a
carico delle famiglie, mentre il segretario Massimo Iacucci ha perorato la
causa dell'autotrasporto chiedendo soprattutto la riduzione del costo del
gasolio.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 07 Aprile 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO
/ BANCHE E IMPRESE --> ECONOMIA ITALIANA pag. 17 Nuove
imprese ora è più facile renderle attive Una nuova procedura che grazie all'uso
dell'Ict taglia i tempi della burocrazia MASSIMILIANO DI PACE Si preannunciano tempi più facili per gli
italiani che vogliono aprire un'impresa, visto che da poche settimane è partita
in via sperimentale una nuova procedura che rende più semplice e rapido l'avvio
di una nuova attività. In sostanza, mentre in passato, prima di
cominciare ad effettuare operazioni, occorreva attivare una serie di richieste
e iscrizioni a varie istituzioni (l'Agenzia delle Entrate per la partita Iva,
la Camera di Commercio per l'iscrizione nel registro delle imprese, l'Inps per
l'apertura delle posizioni previdenziali del titolare e degli eventuali
collaboratori, l'Inail per l'assicurazione in caso di attività potenzialmente
pericolose per i lavoratori), oggi basta qualche click dopo essersi collegati
al sito www.registroimprese.camcom.it. Infatti, una volta entrati in questo
sito, e selezionata in alto a destra l'area "comunicazione unica",
che è il nome di questa nuova procedura, bisognerà scaricare alcuni software,
che consentono di predisporre le richieste per le istituzioni competenti, da
firmare digitalmente, e da inviare poi telematicamente. Il vantaggio è che ora
la risposta degli enti può arrivare nella casella di posta certificata
attribuita gratuitamente dalla Camera di Commercio nell'arco di qualche minuto,
ed in ogni caso entro 7 giorni. In particolare la ricevuta della ricezione
della richiesta inviata dal registro delle imprese costituisce titolo
autorizzativo per cominciare le operazioni, e quindi fatturare, come prevede la
legge Bersani sulle liberalizzazioni del 2007. Questo però a condizione che non
ci sia bisogno di altre autorizzazioni, e per saperlo è bene contattare il
Comune, dove normalmente opera lo Sportello Unico per le attività produttive,
che provvede a centralizzare tutte le autorizzazioni eventualmente richieste
per la natura dell'attività (per esempio delle Asl per i certificati sanitari,
dei Vigili del fuoco per le misure antincendio). La sperimentazione è condotta
in questo momento in 10 città (Torino, Milano, Venezia, Padova, Ravenna, Prato,
Pescara, Napoli, Taranto, Cagliari), e durante questa fase gli imprenditori
possono ancora scegliere di usare le vecchie procedure. Come assicura Antonio
Tonini, direttore del registro imprese di Infocamere, ci si attende che già
entro giugno la nuova procedura sia operativa in tutta Italia, visto che la
scadenza prevista per la piena operatività è il 20 agosto 2008, data dopo la
quale sarà obbligatorio per tutti utilizzare la "comunicazione
unica". Va detto che, secondo i dati di Unioncamere, questa novità interesserà
una bella fetta del mondo produttivo, visto che nel 2007 sono state create
436mila nuove imprese, su 6,1 milioni esistenti, che però sono andate in buona
misura a sostituire le 390mila chiuse nello stesso anno. "L'elevato numero
di nuove imprese ? dichiara Tonini si spiega per il fatto che in Italia gli
imprenditori che non riescono ad avere successo, chiudono la ditta, piuttosto
che riconvertirla. Se dunque l'elevato tasso di ricambio può essere sinonimo di
perdita di ricchezza, al tempo stesso rappresenta un segnale di dinamicità
della nostra economia".
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Affari & Finanza
> RAPPORTO / BANCHE E IMPRESE Burocrazia, fisco esoso,
strapotere dei sindacati allontanano l'Italia dall'economia di mercato wall
street journal La situazione italiana non è certamente delle più brillanti e
l'instabilità politica non contribuisce a migliorare le cose. I giornali
stranieri, da sempre pronti ad elargire insegnamenti e consigli, anche a
questa tornata di elezioni non si sono fatti scappare l'occasione. La lezione
questa volta è arrivata dal Wall Street Journal, che indica nell'eccesso di
normative, nella pressione fiscale e nello strapotere dei sindacati i tre
principali nodi da risolvere per avvicinare l'Italia a una vera economia di
mercato. Il quotidiano di proprietà di Rupert Murdoch sostiene che l'attuale
situazione italiana sia simile a quella della Gran Bretagna del 1979, anno in
cui Margaret Thatcher formò il suo primo esecutivo e diede il via a una serie
di dolorosissime riforme. Secondo Alberto Mingardi, l'estensore dell'articolo
sul Wall Street Journal, uno dei cambiamenti radicali da effettuare subito
dovrebbe essere quello di aprire il mercato assicurativo per gli infortuni sul
lavoro anche alle compagnie private. La risposta ai morti della Thyssen di
Torino non dovrebbe infatti essere una stretta normativa ma l'arrivo della
concorrenza per l'Inail, di modo che le società meno attente alla sicurezza sul
posto di lavoro siano costrette a pagare un premio assicurativo più alto
rispetto a quelle virtuose. Un altro suggerimento prevede la riduzione della
pressione fiscale e la semplificazione delle leggi che regolano la tassazione.
"Il governo italiano ? si legge nell'articolo ? tassa pesantemente sia le
persone fisiche che le imprese; sarebbe invece sufficiente eliminare tutte le
detrazioni ed introdurre quattro classi di reddito". Ovvero, chi guadagna
fino a 8.000 euro annui non dovrebbe pagare nessuna imposta; dagli 8.000 ai
( da "Brescia Oggi" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AL PAGODINO. PER
"DIALOGHI CON LA CITTÀ" Creatività giovanile nei nuovi spazi È
in programma stasera alle 19.30, al Pagodino di via Langer (la strada che
collega il Castello con piazzale Arnaldo) l'incontro dei "Dialoghi con la
città", sul tema "Spazi urbani e creatività giovanile: dove nasce la
fabbrica del futuro?", che chiude la seconda fase del progetto realizzato
con il contributo della Fondazione Asm e curato da Gigi Cristoforetti. Gli
spazi urbani, i luoghi creativi e dinamici della città
spesso risultano inaccessibili o incagliati nelle more di una burocrazia sovente frustrante. Molto si
può attivare rendendo disponibili e produttivi luoghi pubblici che ora svolgono
attività legate soprattutto alle nicchie e che non riescono ad instaurare un
rapporto di interazione con una più ampia fascia di popolazione, in particolar
modo con i giovani. L'appuntamento, coordinato da Barbara Badiani
(Università degli Studi di Brescia), Luca Borsoni (Studio AS), Nicola Giuliani
(Ufficio Manifestazioni - Fondazione Brescia Musei) vedrà anche la
partecipazione di don Marco Mori, direttore dell'Ufficio Oratori e Pastorale Giovanile.
Ospiti dell'incontro Andrea Lissoni (Xing - Festival Netmage) e Luca
Martinazzoli (urban planning e cultural policy).
( da "ADN Kronos" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ex segretario
nazionale della Cna: ''Sul tema della sicurezza, pur esistendo una legislazione
molto ampia e complessa, le regole non vengono rispettate'' ascolta la notizia
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ECONOMIA Bologna, 7 apr. -
(Adnkronos/Labitalia) - ''Il Partito Democratico ritiene che la sicurezza sul
lavoro sia una questione di norme e di ispezioni, ma soprattutto di formazione,
consapevolezza, presa di coscienza di coloro che operano all'interno delle
aziende, siano essi imprenditori o lavoratori''. Gian Carlo Sangalli, ex
segretario nazionale della Cna, ora candidato al Senato in Emilia Romagna con
il Partito Democratico, sottolinea l'importanza della conoscenza per prevenire
il drammatico fenomeno delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro.
''Siamo totalmente d'accordo col decreto varato di recente dal governo -spiega-
perche' affronta una vera e propria emergenza nazionale. In Italia abbiamo una
quantita' di morti sul lavoro che e' troppo alta in assoluto e soprattutto per
un Paese industriale avanzato come il nostro''. ''Questo -avverte- significa
che sul tema della sicurezza, pur esistendo una legislazione molto ampia e
complessa, le regole non vengono rispettate, e che, come dice giustamente il
governo, non ci sono adeguati controlli e un'adeguata repressione delle
situazioni di non sicurezza sul lavoro''. Per Sangalli, ''bisogna fare un salto
di qualita' nell'utilizzo del residuo patrimoniale dell'Inail, stimabile in 14
miliardi di euro''. ''In parte -sostiene- dovrebbe ritornare alle imprese, come
stabilito peraltro dalla Finanziaria 2007 (l'artigianato ad esempio ha un
avanzo di un miliardo all'anno del sistema premiale). Ma soprattutto dovrebbe
essere utilizzato per sostenere le imprese nell'attivita' di formazione e
sensibilizzazione dei dipendenti, per incentivare la messa in sicurezza degli
impianti e l'applicazione delle normative''. ''La sicurezza sul lavoro
-ribadisce il candidato al Senato in Emilia Romagna con il PD- e' una priorita'
per affermare la qualita' delle produzioni e il fatto che siamo un Paese
avanzato che produce in sicurezza per chi lavora e anche per i consumatori. E'
anche un tema di efficienza dello stato e dell'amministrazione pubblica, e di
raccordo normativo tra i ministeri competenti e l'Inail che e' la struttura
deputata in materia''. ''Il PD -ricorda- vuole evitare l'incongruenza
per cui spesso in passato il governo decideva, l'Inail si metteva a
disposizione, ma poi mancavano i decreti attuativi per collegare l'uno
all'altro. Non vogliamo che la burocrazia diventi uno strumento per non fare prevenzione sul lavoro,
impedendo all'Inail di agire e al governo di rendere operative le proprie
decisioni''.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BASSANO Associazione
a tutela del malato, rinnovo del consiglio direttivo L'assemblea annuale
dell'Associazione a tutela del malato, presieduta da Adriano Guglielmini, al
san Bassiano di Bassano è stata l'occasione non solo per il rinnovo del
consiglio direttivo, che in buona parte è stato riconfermato, ma pure per il
resoconto dell'attività svolta e dei nuovi obiettivi. Al prossimo incontro di
fine mese il consiglio probabilmente riconfermerà il presidente uscente. Per
Guglielmini il nostro sistema sanitario locale è appesantito da lunghe liste di
attesa e dal pronto soccorso spesso intasato. "Bisogna valorizzare i
medici di base - osserva il presidente - e far conoscere la 'medicina di
gruppo' che è un servizio per la costante copertura sanitaria, anche quando
manca il proprio dottore". Il presidente 'bacchetta'
però la burocrazia
dell'ospedale: "Per il ritiro dei referti il paziente è obbligato a venire
fisicamente allo sportello, mentre il responso potrebbe essere trasmesso per
via telematica direttamente al medico di base - e prosegue - non si capisce
perché la dichiarazione del reddito debba essere fatta allo sportello,
allungando i tempi di attesa della coda, quando il modulo potrebbe essere già
precompilato".Questi gli undici componenti del nuovo consiglio: Eugenio
Azzolin, Adriano Guglielmini, Agostino Lessio, Piergiorgio Mazzeracca, Antonio
Pan, Nicola Parolin, Rosanna Tasca, Mario Toso, Tarcisio Zarpellon, Laura Basso
Fumagalli, Anselmo Biaggioni. Revisori dei conti: Claudio Bianchin, Giovannella
Camion, Andrea Frigo e Cesare Piazza.Lucia Fincato.
( da "Libertà" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
36 NECROLOGIE lunedì
7 aprile 2008 Tribuna elettorale Berlusconi per la quinta volta: in Italia c'è
qualcosa che non va ERNESTO GHISONI Sconfortati, convinti che il mondo sia un
rompicapo terribilmente complicato, alieno agli ideali e la storia un fiume di
indizi per lo più ingannevoli, abbiamo rinunciato al diritto che ogni cittadino
ha di confrontarsi con una politica degna di questo nome. Ciò è evidente in
occasione di ogni campagna elettorale. Si è creato così nel paese un vuoto di
"sostanza" democratica enorme. Si è lasciato terreno fertile ai più
furbi e si è concesso che poteri non tanto occulti potessero dissimulare vizi e
colpe a scapito dell'integrità morale della società. Da anni è tutto un
ripetersi di situazioni inclementi che ci riguardano ma che ci sorvolano come
se non esistessimo. Un periodo nero indefinibile, perciò chiamato di
transizione. Non c'è più spazio per morali di alcun tipo. Durante l'ultima
crisi di governo un senatore è stato quotato due veline, meno cioè di un
calciatore brocco di C2. Come popolo siamo proprio portati a subire di tutto
non c'è che dire. Qualunque gorgoglione, purché ce la racconti con un po' di
miele può diventare uomo della provvidenza in questo paese. Quindici anni di
transizione sono troppi per essere vera transizione. Troppi per tutti. Per gli
ottimisti, gli accomodanti, i fatalisti ed i remissivi. Per i molti che hanno
visto precarizzare le loro vite, ma anche per i pochi che hanno ingoiato
indigeste fortune e si trovano ora ficcati in una società degradata e spenta.
Stiamo vivendo la condizione di un potere partitocratico senza partiti. Dove la
politica non è più un progetto ma qualcosa che un ceto amministra. Per questo
votiamo con sei leggi elettorali diverse, perché il voto deve avere un valore
variabile a seconda delle contingenze del ceto medesimo. Se questa situazione
solleva interrogativi presso molti osservatori di diversi paesi, sarebbe forse
il caso che anche noi ci ponessimo qualche domanda in più. Quante volte ci
faranno ancora votare senza sapere chi eleggiamo? Quando cominceremo ad
eleggere gente che non avrà più bisogno della legge Cirielli, Pecorella,
Schifani ecc, ecc? E quando saremo stanchi di intoccabili? Anche in questa
tornata elettorale avremo le solite liste, infarcite di personaggi con guai
giudiziari provvisori o definitivi, di predicatori della meritocrazia e della
flessibilità che si sono accapigliati per essere collocati in un collegio
sicuro, di grandi moralizzatori ammogliati due o tre volte, con figliolanze
multiple e variegate, di cantori padani delle meraviglie
del federalismo che altro non è che più burocrazia, più clientelismo, più poltrone e più sprechi e farà dell'Italia
una grande Ceppalonia. La politica quand'è senza ideali o è cosa pratica o cosa
sporca. In ogni caso favorisce il populismo ed il qualunquismo. C'è qualcosa
che non va in un paese che presenta per la quinta volta lo stesso candidato
premier. Un ultrasettantenne egolatra, sempre più devoto ai suoi affari
e che odia la politica che è invece materia di chi si occupa dei problemi
altrui. La candidatura di Berlusconi è proprio uno di quei ritorni che ci fa
sentire ancor più gramo il presente e che rende sconfortante il futuro!
Berlusconi non ci interessa più né come politico né come uomo comune. Non ci
importa delle sue rughe e dei suoi finti capelli; non ci interessa delle sue
conquiste amorose e delle sue barzellette. Non ci attira più nemmeno di sapere
quale magica chiave ha avuto per aprire la porta che lo ha reso così ricco. E'
un uomo del passato, consumato da troppa ribalta. Come apre la bocca già
sappiamo quel che vuol dire, che è poi quello che abbiamo già sentito cinque,
dieci, quindici anni fa. E' inconcepibilmente monocorde. Tasse e sicurezza sono
i suoi argomenti politici. Se ne è impossessato e non li lascia più. Sono il
menù fisso di ogni elezione. Due temi epidermici e sfuggenti che colpiscono
perché angosciano ed allarmano. In realtà l'Italia è dopo la Norvegia il
secondo paese più sicuro d'Europa ed il fisco che abbiamo il più lassista ed
ingannato al mondo, ed anche tanto tanto "comprensivo". Il cavaliere
queste cose le sa molto bene. Dopo cinque anni di governo ha lasciato un paese
impoverito da interessi particolari, diseducato al rispetto della legalità,
all'interesse generale e al senso civico (condoni, legge sul falso in bilancio
ecc?). In più con una grave crisi economica, un debito pubblico montante ed il
problema della 4ª settimana. Ha reclutato e guidato una classe dirigente
approssimativa ed incapace di affrontare i nodi della società odierna:
l'ingresso dell'euro, il problema dell'emigrazione, le regole del sistema
finanziario (Parmalat, Cirio e bond argentini) bancario e giudiziario. La
sicurezza nei posti di lavoro ed il precariato. Di fronte ai dilemmi come
salvare l'Alitalia ed il calcio pieni di debiti, ha salvato, senza indugi il
calcio con la nota legge "spalmadebiti", lasciando l'Alitalia alla
sua agonia ed ai suoi sprechi. Ed il problema Alitalia è ritornato d'attualità,
come tutti i problemi importanti del paese che non ci danno tregua. Non ho idea
se in qualche misura siamo giunti alla resa dei conti. Vedremo come la pensano
e cosa decideranno quelli che per le ingiustizie stanno male e la vita ha reso
acidi, i giovani a cui è stato tolto il piacere di immaginare una meta, i pensionandi
dopo lo scampato pericolo di cadere dallo scalone Maroni, quelli che dopo una
vita di lavoro hanno messo in tasca meno di quanto guadagna in un solo anno
colui che tira calci a un pallone. Ma mi chiedo ci sarà davvero qualcuno
disposto a credere che l'abolizione dell'Ici gli cambierà la vita? © LIBERTA' ©
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( da "superEva notizie" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
News È nata
"Diritti Diretti" A cura di Simona Petaccia Pubblicato il 07/04/2008
" Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni
La giornalista Simona Petaccia ha fondato un'Associazione senza scopo di lucro
che persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei
diritti civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per
condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari "It's up to
you!", cioè: "Dipende da te!". Su questa convinzione è nata
"Diritti Diretti": Associazione senza scopo di lucro che persegue
finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti
civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per condizioni
fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari (anziani, minori, persone
con disabilità temporanea o permanente, individui con esigenze dietetiche e/o
con problemi di allergie ecc.). "Abbiamo, infatti, costituito
"Diritti Diretti" ? ha affermato il Presidente Simona Petaccia ? con
il proposito di promuovere l'idea che stato sociale e carità devono essere
rimpiazzati da libertà e diritti applicati (non solo legiferati) per le
categorie svantaggiate, al fine di contrastare la diffusione di pregiudizi o
stereotipi e incoraggiare la presa di coscienza delle loro abilità e del loro
contributo sociale". Questa nuova realtà associativa si oppone quindi a
ogni forma di discriminazione nei settori della cultura, dell'arte,
dell'informazione, della comunicazione, del turismo, della natura,
dell'ambiente, dello sport e del tempo libero, facendosi portavoce degli
interessi e delle esigenze degli suoi soci (persone fisiche e giuridiche,
italiane o estere). Per raggiungere tale scopo, "Diritti Diretti"
mira a: sostenere iniziative volte a garantire uguaglianza e dignità;
migliorare l'accesso a edifici pubblici e privati, ai trasporti e
all'informazione; far riconoscere la capacità di scelta autonoma e indipendente
delle fasce di popolazione poco rappresentative, dette "minoranze";
dare impulso al dialogo tra culture diverse; favorire lo sviluppo della persona
e della sua identità, salvaguardando i diritti civili, siano essi "diritti
naturali" o "diritti umani" (diritto alla libertà individuale,
diritto alla vita, diritto all'autodeterminazione, diritto a un giusto
processo, diritto ad un'esistenza dignitosa, diritto alla libertà religiosa,
diritto alla protezione dei propri dati personali - privacy)". La prima
mission di "Diritti Diretti" sarà quella di avviare servizi di
consulenza personalizzata offerti ai soci per la progettazione di un turismo
accessibile, individuando servizi e strutture per viaggi e soggiorni in grado
di permettere, senza ostacoli e difficoltà, la fruizione a persone con esigenze
speciali che necessitano di particolari comodità e agevolazioni per la pratica
del viaggiare. "La maggior parte delle agenzie di viaggio ? ha precisato
Simona Petaccia - effettua le ricerche delle strutture ricettive attraverso
database elettronici che non permettono di ottenere informazioni dettagliate
come: ampiezza degli ascensori, numero di scalini prima dell'ingresso, cucina
adatta a celiaci, ecc. La sola informazione ricavabile è quella di sapere se un
albergo è accessibile ai diversamente abili, ma il più delle volte si tratta di
strutture a 4 o 5 stelle, troppo costose per le tasche di chi vive con una
pensione sociale. Eppure, già nel 1999 una ricerca effettuata su commissione
dell'ENEA nell'ambito del progetto STARe "Studio sulla domanda di turismo
accessibile" evidenziava che dei 31 milioni di persone che avevano
effettuato un viaggio in quell'anno il 2,9% (pari a 889.330 persone) era
costituito da persone che esprimevano esigenze speciali. Poi, considerando che
molti viaggiatori rientravano in una fascia di età elevata (oltre 65 anni),
l'analisi si estendeva ad altri 2.140.785 turisti. Oggi, questi numeri saranno
cresciuti, ma è ancora complicato organizzare una vacanza per chi ha necessità
particolari". A tale attività, per conto proprio o di terzi, "Diritti
Diretti" collegherà servizi personalizzati e altamente qualificati di
progettazione, realizzazione e comunicazione inerenti: campagne informative,
comunicative e/o pubblicitarie; progetti di editoria (tradizionale ed
elettronica); iniziative ed eventi (convegni, meeting, convention, conferenze,
assemblee ecc.). "Questo perché ? ha specificato Simona Petaccia ?
crediamo che tali eventi non possono essere affidati solo ai "volontari",
soprattutto se rivolti alle categorie svantaggiate. Per ottenere risultati
positivi e a lungo termine, invece, essi devono essere guidati da metodi e
professionalità che contribuiscono a generare modi di fare corretti, al fine di
salvare le cosiddette "fasce deboli" della popolazione da un vortice
regressivo caratterizzato da pietà, assistenzialismo o donazioni fatte una
volta l'anno per evitare di pensare al problema". Sulla base di questa
convinzione, attraverso rapporti sinergici con altre realtà associative e/o
professionali, ""Diritti Diretti" ? ha concluso Simona Petaccia
? progetterà, coordinerà e realizzerà percorsi formativi (master, corsi di
formazione professionale e di specializzazione) sui temi della comunicazione in
generale e su quella sociale in particolare, che saranno rivolti a imprese
pubbliche e private, associazioni, organizzazioni, privati cittadini ecc. È,
infatti, necessario che si agisca a favore di quei cittadini che, sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza,
rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i
loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti
coerenti". Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.dirittidiretti.it
(cliccando sulla scritta "Sito in costruzione"), scrivere
all'indirizzo elettronico info@dirittidiretti.it o chiamare il numero verde 800
910 580 (Lunedì - Venerdì, 10:00-13:00 // 15:00-18:00).
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
(S.Mas.) Suo marito
è scappato qualche mese fa, lasciandola da sola ad accudire e mantenere i due
figli. Silvia è una giovane mamma sola, ha un lavoro dipendente ma non
sufficientemente redditizio per vivere dignitosamente. Quando il marito se n'è
andato, le ha lasciato da pagare soprattutto il mutuo della casa di proprietà, nel
quartiere sud. Fatti i conti, a fine mese le restano pochi euro per sè e per i
bambini. Però risulta proprietaria dell'abitazione, coperta solo a metà dal
mutuo stipulato assieme al coniuge.Un mutuo che lei, da diversi mesi, non paga
più perchè ovviamente non ce la fa. Attraverso l'interessamento della
Circoscrizione, il Comune ha avviato le procedure per assegnarle una casa
popolare. Ma lei, al momento, risulta ancora proprietaria della propria, di
abitazione, e quindi l'iter risulta bloccato fino a che quell'appartamento
pagato solo a metà verrà messo all'asta. Con la burocrazia vigente in materia,
potrebbero volerci diversi mesi per ottenere la vendita dell'immobile.Nel
frattempo, Silvia non sa dove poter alloggiare, anche perchè a giorni dovrà
abbandonare quella che finora è stata la casa sua e dei due bambini.
Impugnando il provvedimento di sfratto, gli esecutori le ingiungeranno presto
di andarsene, nonostante resti proprietaria di quell'immobile che attende la
risoluzione dell'asta. "Silvia è una ragazza che si dà da fare, una
ragazza madre che ha la responsabilità di due bambini - spiega Domenico Piccoli
-. Il Comune sta facendo il possibile per trovarle una sistemazione: la pratica
è già stata avviata ma finchè non andrà a buon fine l'asta, lei può essere
buttata fuori da un giorno all'altro e non avere nemmeno un tetto sulla
testa".