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Veltroni:
<Creare l'impresa in un giorno> Capezzone: <Copia, almeno citi la
fonte> ( da "Corriere.it"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un Paese
libero dalla burocrazia" Veltroni: "Creare l'impresa in un
giorno" Capezzone: "Copia, almeno citi la fonte"
"L'apertura immediata delle imprese è già una mia proposta di legge"
ROMA - Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire
che, se il Pd vince le elezioni, "si potrà dar vita ad una impresa in un
solo giorno".
Alla
platea della Confartigianato il leader del Pd promette tagli decisi alla
burocrazia ( da "Cittadino, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
GLI
OPERAI del petrolchimico di Marghera hanno bloccato la stazione di Mestre, os
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è una storia
infinita e quindi la protesta si adegua. L'altro giorno ci hanno detto una
cosa, ieri un'altra ancora, intanto la burocrazia e le firme sulla Valutazione
di impatto ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro". -
-->.
E
lo scontro sulle candidature accende la riunione dell'esecutivo
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
maggiore
generosità e meno burocrazia nel Pd") e Giacomo Caramaschi, uno dei due
protagonisti del 'giallo delle candidature. La controffensiva non si è fatta
attendere e si è affidata a Cesarina Baracca: "Quello che oggi indigna
tanti è accaduto anche due anni fa, quando i circoli espressero la preferenza
per Marco Carra, ma la direzione nazionale decise di candidare
Burchiellaro"
Sorpresa:
6 ragazzi su 10 vorrebbero svegliarsi donne
( da "Alto
Adige" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'idea era
non affidarsi alla burocrazia, che avrebbe appesantito e complicato il tutto.
Perché la scelta si è indirizzata sui ragazzi dai 14 ai 16 anni? Perché è il
cuore dell'adolescenza, dove si presume non ci siano già condizionamenti o
comunque esperienze che abbiano lasciato un segno.
Destinata
a 500 mila pavesi è una risposta alla burocrazia
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una risposta
alla burocrazia ? PAVIA ? E STATA DISTRIBUITA a oltre 500mila pavesi. La Carta
regionale dei servizi (Crs) è lo strumento necessario per accedere alle
prestazioni sanitarie sia dal medico che all'Asl, sia in ospedale che in
farmacia per la rilevazione informatica dei dati delle ricette, compreso il
codice fiscale dell'assistito per le detrazioni previste dalla legge.
È
STATO calcolato che con opportune misure di risparmio è possibile rid
( da "Nazione,
La (Siena)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il 32,14% ha
riposto "burocrazia territoriale"; il 28,57% ha risposto "poca
informazione"; il 10,71% ha risposto "altro". Secondo lei è
giusto vivere in un ambiente quasi incontaminato? E questo è in relazione con
la produzione energie? Il 78,57% delle persone ha risposto "Sì";
'Il
bimbo rimasto fuori dal nido? Le date vanno rispettate'
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
storia di
giovani genitori con due figli piccoli costretti a subire uno dei tanti
paradossi della burocrazia: l'ultimogenito, nato lo scorso 7 gennaio, proprio
per quei 7 giorni in più non potrà andare in graduatoria per accedere al nido
il prossimo settembre. Una condizione uguale a quella di tanti altri genitori
che, come loro, hanno avuto un bambino le prime settimane dell'anno.
Di
PAOLO FABIANI BAMBINI, anziani e diver
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellendo
così procedure e burocrazia, in quanto - ha precisato - la gente tende ad
invecchiare di più e di conseguenza aumentano le necessità di servizi e
risorse. In particolare con la presa in carico della gestione delle malattie
croniche. Questa pubblicazione - conclude Luciano Bartolini - è stata
realizzata per far comprendere ai cittadini l'
Bollette
in ritardo: staccato il telefono non può lavorare
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ennesimo
disservizio postale e della burocrazia italiana è Daniela S., 30 anni,
residente a Merate e madre di famiglia. Appena ha ricevuto il documento, la
donna è subito corsa a saldare il debito, ma ormai era troppo tardi. Le è stata
infatti staccata la linea del telefono. Ora Daniela non può effettuare
telefonate né è più abilitata alla connessione Internet.
IL
VERBALE DEI TECNICI SUL CASO DI PALAZZO REALE di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO
? SONO STATI TRE I... ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di quei
turisti che si erano recati fiduciosi a Palazzo Reale, magari con la visita
guidata già prenotata, per ammirare i capolavori di Bacon. A quei milanesi,
forse, pensava il sindaco Moratti quando, amareggiata per lo stop all'apertura
da parte della Commissione di vigilanza, parlava di "uno scatto
d'orgoglio". Burocrazia permettendo. - -->.
Bloccata
la stazione di Mestre dai lavoratori della chimica
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intanto la
burocrazia e le firme sulla Valutazione di impatto ambientale non arrivano e
qui si rischia il posto di lavoro". Intanto il presidente della Provincia
di Venezia, Davide Zoggia, ha invitato i lavoratori di Porto Marghera a mettere
fine alle manifestazioni in vista dell'incontro convocato per oggi in
Prefettura.
Pedemonte,
e i vantaggi? ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
probabilmente
una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece maggiormente interessare tutti i
comuni d'Italia è il distacco dal giogo nefasto dall'Europa di Maastricht,
unitamente dagli arroganti diktat provenienti dalla privatissima Banca Centrale
Europea, concreta ed unica responsabile della deflazione monetaria che impone
una tassazione nazionale,
Ritardi
e opere pubbliche ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Problemi di
normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da sindaco ed assessori, da
sempre esistono e non rimane che pensare che forse le motivazioni di tali
ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi organizzativi degli uffici o
altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano
i tributi comunali per trovare i finanziamenti,
Sicilia,
la sfida tutta in salita all'erede di totò - (segue dalla prima pagina) alberto
statera ( da "Repubblica, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la pulizia
nella burocrazia regionale e il licenziamento dei mille dirigenti
"mangiafianchi", poi le infrastrutture e non più sprechi, progetti
seri per l'uso delle risorse comunitarie. Si discusse persino di un'ipotesi
simil-milazziana: la presidenza della Regione al centrodestra e quella
dell'Assemblea al centrosinistra.
Sviluppo
rurale Toscani: <Piano con troppi vincoli>
( da "Provincia
di Cremona, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sviluppo
rurale Toscani: "Piano con troppi vincoli" Un eccesso di burocrazia e
di vincoli per incentivi modesti. Questo, secondo l'assessore provinciale
all'Agricoltura Giorgio Toscani è il limite del Psr, il Piano di sviluppo
rurale della Regione Lombardia 2007-2013, illustrato alla Commissione
Agricoltura e Attività produttive.
Università
e imprese, sinergie per la ricerca
( da "Nuova
Sardegna, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il rettore
Mistretta ha ribadito la volontà dell'Università di rinnovare e rinforzare i
rapporti di collaborazione con il sistema delle imprese, puntando sulle sue
eccellenze nella didattica e nella ricerca. Eccellente confermate dalle recenti
classiche nazionali e che resistono nonostate i tagli nei contributi
ministeriali e i vincoli posti dalla burocrazia.
Arresto
fino a 18 mesi per colpe gravi ( da "Unita, L'"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia:
ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e
sicurezza negli ambienti di lavoro. Documento di valutazione del rischio:
riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad
analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le
lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso
Promessa
alla Confartigianato: Imprese in un solo giorno
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il candidato
premier del Pd ha ricordato che il project financing, può essere incentivato
attraverso le semplificazioni burocratiche della giustizia. "I grandi
investitori internazionali - ha osservato - sono disincentivati dalla nostra
burocrazia barocca e dalla lentezza della giustizia".
Cari
giovani, a voi la scelta: fate gli imprenditori o gli uscieri?
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
odio di classe, vincoli cervellotici, criminalità. Davanti a tale sfacelo, che
mina l'esistenza dei nostri figli, dovremmo nasconderci dietro barriere
semantiche? Ma quando impariamo ad andare alla sostanza delle cose? A noi
anziani spetta indicare le giuste vie, quando siamo in buona fede.
Nuove
dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA
Nuove dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale Se c'era almeno
una cosa semplice nel rapporto di lavoro, questa era la lettera di dimissioni
volontarie. Adesso diventa complicato anche licenziarsi e temiamo che le
aziende saranno "costrette" a tenersi un lavoratore che vuole
andarsene,
Sicurezza
sul lavoro Via libera al decreto ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA
Ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e
sicurezza negli ambienti di lavoro. VALUTAZIONE DEL RISCHIO Riguarderà le
aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le
possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano
coinvolte le diverse aziende che operano nello stesso sito produttivo.
Iter
burocratico fermo, a rischio i fondi comunitari del progetto civis
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una beffa
della burocrazia. Non usa mezzi termini il sindaco Gianfranco Baccoli nel
denunciare lo stato di blocco in cui da due mesi si trova il progetto civis e
che rischia di far perdere al paese i 700 mila euro concessi per la realizzazione
dell'opera. "Ma non solo Barrali si trova in questa situazione - precisa
Baccoli - di fatto tutti i Comuni sono bloccati.
Arrestato
in germania per la carta bilingue
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
(la ripetizione delle cifre) fa finire in cella un artigiano di San Giuseppe
della Chiusa La banca dati di Schengen registra gli attestati a rischio senza
associarli ai nomi Arrestato in Germania per la carta bilingue Il numero del
documento d'identità di Pietro Sors uguale a quello rubato a un'anziana d'Aosta
di Pietro Comelli È finito in una cella di sicurezza tedesca
Fucilate
al signore delle tasse ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uomo portato
a risolvere i problemi piuttosto che a fermarsi davanti alla burocrazia. Ma
nella sua posizione da direttore dell'Agenzia delle entrate potrebbe esser
finito nel mirino di chiunque. Dal contribuente arrabbiato sino alle sigle neo
naziste. Proprio uno dei gruppi di ispirazione fascista (Afns) lo aveva
minacciato su un sito internet.
Caro
walter, punta su noi giovani - giorgio barbieri
( da "Nuova
Venezia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
azienda: la
burocrazia impera" GIORGIO BARBIERI TREVISO. "Ho 29 anni e un'idea.
Chiedo a Walter Veltroni di darmi la possibilità di rischiare". Il leader
del Partito democratico sarà domani mattina a Mestre e nel pomeriggio a Treviso;
a lui si rivolge un giovane trevigiano che incarna l'identikit
dell'imprenditore nordestino.
Terna
pronta a irretire l'eolico ( da "Milano Finanza (MF)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'unico freno
alllo sviluppo di nuove strutture, a loro giudizio, viene dalla burocrazia
delle amministrazioni locali e nazionali dalle consuete lungaggini dei relativi
iter autorizzativi. (riproduzione riservata)Claudio Savoldelli MF - Rapporto
Energia Numero 048, pag. 61 del 7/3/2008 Autore: Claudio Savoldelli.
Rigassificatori
in lotta con la burocrazia ( da "Milano Finanza (MF)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
MF
Rigassificatori in lotta con la burocrazia Il primato spetta a Edison, con i
partner d'occasione Qatar Petroleum ed Exxon Mobil. è suo, in parte, l'unico
rigassificatore realmente in via di realizzazione in Italia. La joint venture
Adriatic Lng (45% Exxon Mobil, 45% Qatar Petroleum, 10% Edison) lo sta
ultimando
Provvedimento
punitivo, serve più formazione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
giro per il
mondo a trovare nuovi mercati si troverebbe invischiato in una burocrazia delle
pene, quando già la farraginosità delle procedure è il motivo numero uno per
cui gli investitori esteri non vengono in Italia". Invece, continua
Montezemolo, l'atteggiamento deve essere diverso: le imprese sane devono essere
supportate, accompagnate verso livelli di sicurezza sempre maggiori,
ROMA
- Arresto da 4 a 8 mesi (ma nelle aziende ad alto rischio da 6 a 18),
sospensione del c ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e più prevenzione: era questo l'obiettivo del testo unico. Al fine
di ridurre il numero di infortuni mortali che, tuttavia, vedono l'Italia tra le
nazioni meno a rischio d'Europa, come si evince dalla tabella qui a fianco
riprodotta.
ROMA
Il decreto sicurezza sul lavoro incassa il via libera di palazzo Chigi. Ma non
di Conf ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se creiamo
una burocrazia delle pene, rischiamo di incentivare proprio il lavoro nero,
dove le regole non si seguono e si danneggiano le aziende serie". Il
presidente di Confindustria è anche numero uno della Ferrari e la similitudine
arriva quasi automatica: "In "formula 1" i progressi sul terreno
della sicurezza sono enormi,
Case
e negozi, così cambierà Cava ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno legato
alle regole e alla burocrazia". Ugo Di Pace Il Millennio della Badia Un
piano di trasformazione in vista delle celebrazioni del Millennio della
fondazione dell'Abbazia benedettina Il futuro è ora La trasformazione dell'ex
cinema Metelliano e, In alto, il nuovo edificio per 200 residenze nel cortile
dell'ex tabacchificio di cui,
PERUGIA
Dopo due anni di battaglie a colpi di carte da bollo ed esposti, la disputa s
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bello ha
verificato sulla propria pelle incongruenze della burocrazia e, in alcuni casi,
disinformazione degli enti preposti. Dal passaggio di proprietà presso il Pra
al pagamento della tassa ridotta, le iniziative del contribuente, supportate da
Federconsumatori regionale e dai consiglieri regionali Oliviero Dottorini e
Pavilio Lupini, hanno portato prima, all'abrogazione dell'
Niente
carcere per chi ripara alle irregolarità
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per quel
riguarda la burocrazia saranno ridotti gli obblighi formali che non incidono
sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Vi sarà poi un
documento di valutazione del rischio riguarderà le aziende committenti di
appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di
pericolo o rischio.
Pmi
2 globalizzati? ( da "Riformista, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
infernale
burocrazia, ce n'è abbastanza per comprendere le ragioni delle alchimie di
bilancio, ma senza nulla togliere ai validi motivi serve una diversa concezione
di fare impresa. Chi investe del suo sa molto bene quanto sia fondamentale
assumere rischi proporzionati al capitale investito, chi lo fa con mezzi altrui
è meno propenso a soffermarsi su ogni più piccolo particolare.
Misure
per frenare il caro-petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
urgenza di un
taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di
liberalizzazioni. A spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli
industriali emiliani del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da
costi della materia prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un
cambio euro-dollaro penalizzante per l'
Priorità
al nodo infrastrutturale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rendere più
efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere
il nodo delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un
giapponese –aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle
Marche". "Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la
profondità dei fondali potrà far attraccare solo traghetti;
La
sicurezza è il fattore chiave ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
centri
storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore chiave Beatrice
Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio
dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le
associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi –
dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti –
Intervenire
subito su Tav e mobilità ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Intervenire
subito su Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per
riacquistare la competitività perduta La parola d'ordine è accelerare sulle
infrastrutture. Tra le priorità indicate al prossimo governo dalle associazioni
di categoria del Nord-Ovest – indipendentemente da chi vincerà le elezioni del
13 e 14 aprile –
Rilanciare
incentivi e infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La sicurezza
resta in cima alle richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo
criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14 aprile, professionisti e
parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di priorità che il nuovo governo
dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il contesto sociale del Sud.
Più
aiuti alle Pmi che innovano ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fisco e
burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana, che
su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti.
"Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione
Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie
efficaci ed incisive ".
Va
tagliato il prezzo dell'energia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E di una
burocrazia più semplice e di costi del lavoro più contenuti. "Le
liberalizzazioni non sono rinviabili – dice Alfonso Panzani, presidente di
Confindustria ceramica – specie quella del mercato energetico, visto che
paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors europei.
Più
aiuti per far volare l'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellire la
burocrazia, per raggiungere un federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle
competenze su spesa e gestione degli introiti". A volte, è meglio dirla
con i numeri. "Il Veneto versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve
di ritorno 6,5. Non ho altro da aggiungere " taglia corto Federico
Tessari, presidente di Unioncamere Veneto.
Bolzano
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
punta invece
al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a una riduzione della
burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle
regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare
avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e
tagliare ulteriormente l'Irap".
Ance:
L'edilizia è in recessione ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per eccesso
di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le
risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%)
tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei
ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%).
Più
integrazione per la Liguria ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazione
dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema
produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di
trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla
competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma
ben mirate –
Il
Piemonte chiede infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Torna anche
il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un
nostro studio tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese
1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta informatizzare: "Servono
meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le agenzie per le imprese".
Meno
tasse? promessa che non si può mantenere
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Due cose:
riformare la burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e
una gestione più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può
ottenere solo con il federalismo fiscale". Parole che hanno fatto bene
alle orecchie del presidente di Confartigianato del Friuli Venezia Giulia,
Graziano Tilatti,
"Scandalose
le multe per Irap sui rimborsi"
( da "Stampa,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
al Difensore
civico perché si metta riparo "all'ennesima beffa che la burocrazia
italiana vorrebbe perpetrare a carico delle imprese piemontesi colpite
pesantemente dall'alluvione del 2000 e che hanno ricevuto rimborsi per i danni
subiti". Le aziende risarcite sono
Borghetto,
a rischioil maxi-scolmatore ( da "Secolo XIX, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
rischia di allungare in tempi considerati "improponibili" dal Comune,
la realizzazione del canale scolmatore del torrente Borghetto. Un'opera
faraonica, che garantirà la messa in sicurezza di tutte le aree prospicienti il
rio e che a causa dell'alluvione del 2006 furono distrutte dalla violenza
dell'acqua tracimata dal torrente stesso.
Veltroni,
l'ex marxista ora è liberista: <Il motto? Un'impresa in un giorno>
( da "Campanile,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nello
snellimento della burocrazia e nella lotta alle vecchie logiche. Solo così si
potrà dare al Paese una nuova dinamicità. "Dobbiamo capire ? insiste
Veltroni ? che la vera emergenza del Paese è tornare a crescere e lo strumento
fondamentale per poter crescere è semplificare: la mia ossessione è fare di
questo Paese un Paese semplice,
Sanremo:
domanda di lettore su tasse e favoritismi
( da "Sanremo
news" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
questa è la
burocrazia... se questa è la tutela dei commercianti e degli artigiani... se
questa è DEMOCRAZIA... ma soprattutto SE QUESTA E GIUSTIZIA... che qualcuno di
competenza mi dica allora cosa dovrebbe fare un imprenditore quando si trova in
una situazione analoga e cosa quando si trova a dover versare anche l'iva o
altre tasse e pare sia OBBLIGATO A FAR FRONTE A QUESTE SPESE?
CAMPIDOGLIO:
CONFCOOPERATIVE, LIBERALIZZAZIONI E TAGLI A BUROCRAZIA (2)
( da "Asca"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LONATO
[/AGENDA1] Ritardi e opere pubbliche
( da "Brescia
Oggi" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Problemi di
normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da sindaco ed assessori, da
sempre esistono e non rimane che pensare che forse le motivazioni di tali
ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi organizzativi degli uffici o
altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano
i tributi comunali per trovare i finanziamenti,
<Non
chiamateci vedovi, siamo ancora famiglie>
( da "Avvenire"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
raccolte dai
ricercatori del Cisf denunciano un rapporto difficile tra persone vedove e
istituzioni: eccessiva burocrazia, norme complicate, inefficienze. "Ho
perso otto mesi a cercare di vendere la macchina di mia moglie. In banca ho
dovuto rifare tutto, all'anagrafe ho dovuto rifare tutto, poi ho voluto fare
per bene le cose della casa, in modo che i ragazzi possono stare tranquilli.
<Pedemonte,
e i vantaggi?> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
probabilmente
una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece maggiormente interessare tutti i
comuni d'Italia è il distacco dal giogo nefasto dall'Europa di Maastricht,
unitamente dagli arroganti diktat provenienti dalla privatissima Banca Centrale
Europea, concreta ed unica responsabile della deflazione monetaria che impone
una tassazione nazionale,
Crescita/
Giù la spesa e l'aliquota Irpef di 5 punti". Ecco il manifesto della
Confcommercio per il prossimo governo
( da "Affari
Italiani (Online)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"le
liberalizzazioni, la semplificazione della burocrazia, la flessibilità nel
mercato del lavoro, l'innovazione per scuola e università, la risoluzione delle
emergenze come quella dei rifiuti in Campania e della ripresa del Mezzogiorno,
una concertazione maggiore tra politica e piccole e medie imprese".
Inferrera:
Fare impresa in 24 ore? Mi accontenterei di cinque giorni
( da "Denaro,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di vedere
partire un serio programma di sburocratizzazione fondato sul sistema delle
autocertificazioni: sarebbe anche un buon modo per far risparmiare le imprese
visto che la burocrazia costa loro circa 40 euro al giorno. Infine migliorerei
anche il sistema di accesso ai finanziamenti, rendendolo più snello e
trasparente. --> del 07-03-2008 num.
Elezioni:
negato il diritto di scelta ai cittadini
( da "Denaro,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La forza dello
Stato non risiede nella sua voce tonante, nella pesantezza della sua burocrazia
o nella pervasività dei suoi poteri. E, invece, nella sua capacità di gestire
seriamente le proprie competenze, rafforzare i sistemi di collaborazione con
regioni e enti locali, riaccendere la fiducia e la partecipazione dei
cittadini.
Il
"morbido" scontro tra Pd e Pdl
( da "Avanti!"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bensì una
vera (e nuova) contrapposizione tra adesione acritica a burocrazie
antidemocratiche di strutture artificiali senza radici, senza simboli e senza
ideali da un lato, e, dall'altro, ancoraggio a modelli partecipativi nei quali
ancora sussistono riferimenti alle persone, alla qualità, alla militanza, alla
storia.
Calearo,
mistero buffo ( da "Avanti!"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alleanza
delle burocrazie, il che aiuta il Popolo delle libertà a ritrovare la
calibratura sulla sua "mission" identitaria, l'anti-collettivismo
burocratico in ogni sua declinazione e la spinta a ritrovare libertà, crescita
e mobilità sociale (vera, non il trucco veltroniano, con le narrazioni dei
felici anni Cinquanta e Sessanta),
DONNA
VIVE DA 28 ANNI NEL CONTAINER ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un paradosso
della burocrazia, uno dei tanti, costringe quest'anziana, napoletana di origine
ma irpina d'azione, a continuare a sopravvivere in questo modo. "Qui abito
e qui voglio morire, come mio marito - dice Ernestina - ma vivere peggio degli
animali è insopportabile".
CONFINDUSTRIA
ATTACCA: è UN'OCCASIONE PERSA ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Addirittura
la maggiore burocrazia, i costi e le sanzioni sproporzionate, potrebbero
spingere un alcuni imprenditori nel sommerso, ovvero proprio lì dove si
concentrano i maggiori rischi per la sicurezza del lavoratore. Invece - va
avanti il leader - si sarebbe dovuto puntare sulla "cultura della
sicurezza".
Pescara,
progetto "Imprese in un solo giorno"
( da "Opinione,
L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
percorso telematico veloce, facilitato, che viene messo in moto attraverso una
richiesta, avanzata tramite un modello informatico unificato. Presentando le
novità del progetto, Ezio Ardizzi, Presidente della Camera di Commercio di
Pescara, ha sottolineato che ci troviamo di fronte un "sistema
rivoluzionario,
CONFCOMMERCIO/
SANGALLI: LA PROSSIMA SIA LEGISLATURA COSTITUENTE-2
( da "Virgilio
Notizie" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"per
ridurre del 25%, entro il 2012, quella tassa della burocrazia, che grava sulle
imprese italiane per circa 1 punto di Pil". I commercianti chiedono una
"flessibilità governata e contrattata nel mercato del lavoro". Questa
si persegue "rivedendo le limitazioni settoriali per il lavoro
intermittente;
Assortigiani
Vicenza celebra il ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia",
ha sottolineato Sbalchiero. "Prendiamo solo una situazione che oggi fa
molto discutere: gli infortuni sul lavoro. Il 90\% avvengono nella grande
impresa eppure vengono sempre da noi a controllare che le carte siano in
regola". Proprio su questa specifica questione il presidente degli
artigiani ha annunciato che fornirà presto dei dati a dimostrazione che la
casistica
C'è
l'arresto da 6 a 18 mesi per chi non valuta il rischio
( da "Gazzettino,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA.
Ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e
sicurezza negli ambienti di lavoro.DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO.
Riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad
analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le
lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso
Proprio
ieri un magistrato ha ( da "Gazzettino, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
non è stata aggiornata. Sicuramente molte aziende applicano le misure richieste
con responsabilità, mentre per altre aziende la sicurezza è l'ultima preoccupazione.
È vero che spesso si vedono operai e tecnici sottovalutare il rischio, ripetere
per abitudine gesti che possono rivelarsi pericolosissimi.
La
grande illusione del "forfettone" è un colpo ad artigiani e centri
storici ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intenzioni
della politica in questo Paese affondano nella burocrazia. Lo avevamo
preannunciato. Una previsione che qualcuno aveva giudicato eccessivamente nera,
troppo pessimistica, insomma. Ma i fatti ci stanno dando ragione. Il
riferimento è al cosiddetto "forfettone", cioè la normativa inserita
nella Finanziaria che doveva portare a una semplificazione delle procedure
contabili (
Case
popolari per il ceto medio. ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riduzione
della burocrazia, requisiti più rigorosi per accedere alla professione. E
soprattutto, il taglio del costo del lavoro: "Un tema - ricorda Pirani -
che riguarda tutte le categorie, ma che tocca in modo particolare le
costruzioni, dove ci sono maggiori esigenze di flessibilità e di dare riconoscimenti
alle singole professionalità"
Udine
L'evasione? C'è, ma la ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riformare la
burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e una gestione
più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può ottenere solo
con il federalismo fiscale".Parole che hanno fatto bene alle orecchie del
presidente di Confartigianato del Fvg Graziano Tilatti, che da anni si batte
per un sistema Paese più efficiente,
AGRICOLTURA:
CIA TOSCANA, BUROCRAZIA FRENA SVILUPPO
( da "Metronews"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
frena sviluppo 07/03/2008 15:46 Firenze, 7 mar. - (Adnkronos) - Una richiesta
per migliorare la stalla presentata nell'aprile 2002 e stata approvata nel
giugno 2007. Tempi di autorizzazione biblici. Questo e soltanto un esempio dei
50 casi di malaburocrazia rilevati in tutta la Toscana dalla Cia.
15:22
AGRICOLTURA: DOSSIER URBANISTICA, IN TOSCANA TEMPI BIBLICI
( da "Agi"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Stiamo
assistendo ad anomalie della burocrazia che non sono piu sostenibili -
ribadisce il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci -; il disagio degli
imprenditori agricoli di fronte a norme urbanistiche ed atteggiamenti punitivi
nei confronti dell'agricoltura ha raggiunto un livello di emergenza che mette
in crisi l'intero sistema toscano,
Johnson
dai Suns a sindaco ( da "Gazzetta Dello Sport Online, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiedendo
quali siano i problemi principali che si avvertono a Sacramento: troppa
burocrazia, inefficienza e una certa stanchezza da parte del governo cittadino.
Credo di poterli risolvere". FILANTROPO - Da quando si è ritirato, nel
2000, dopo dodici anni di Nba, Kevin Johnson ha dedicato quasi tutto il tempo a
disposizione alla sua città natale;
Veltroni:
"Voglio un Paese in cui sia semplice produrre"
( da "Italia
Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Voglio un
Paese in cui sia semplice produrre" Liberare il Paese dai "lacci
della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si
potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno". L'unico adempimento
obbligatorio sarà il rispetto della legge 626 sulla sicurezza. È
"l'impegno" che Walter Veltroni assume davanti alla platea dei
Confartigianato.
È
uno degli effetti della nuova normativa urbanistica approvata dalla Regione:
meno burocrazia e attenzione alla salvaguardia dell'ambiente Via i cartelloni
pubblicitari che inquin ( da "Provincia di Lecco, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia, procedure più veloci, attenzione alla salvaguardia del bene
paesaggio e dell'ambiente. "Con questa legge tutte le strade e le
infrastrutture di mobilità dovranno prevedere adeguate opere di mitigazione
ambientale - commenta il capogruppo di Forza Italia in Regione, Giulio Boscagli
- Non sarà più possibile costruire a ridosso di autostrade e ferrovie,
( da "Corriere.it" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Leader del Pd a
Confartigianato: "Un Paese libero dalla burocrazia" Veltroni: "Creare
l'impresa in un giorno" Capezzone: "Copia, almeno citi la fonte"
"L'apertura immediata delle imprese è già una mia proposta di legge"
ROMA - Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si
potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno". L'unico
adempimento obbligatorio sarà il rispetto della legge 626 sulla sicurezza. È
"l'impegno" che Walter Veltroni assume davanti alla platea dei
Confartigianato. DALLA PARTE DI CHI PRODUCE - "Capovolgiamo lo schema:
diamo fiducia ai cittadini, mentre il compito dello Stato sarà quello di
verificare la regolarità delle operazioni a valle". Per Veltroni, "lo
Stato deve stare dalla parte di chi produce la ricchezza nazionale: ci sono
troppi adempimenti burocratici, il Paese è lento e lo Stato sembra esigere dal
cittadino ciò che già ha nella sua disponibilità, per esempio tutti quei
certificati che richiede". Ebbene, "io mi prendo qui, davanti a voi,
un impegno: un'impresa in un giorno, perchè la mia ossessione è quella di fare
di questo Paese un Paese semplice". "COPIA" - "Dopo aver
copiato mezzo programma dalla Cdl, Veltroni si riduce a copiare anche me".
Lo dichiara Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net.
"Giovedì è andato a Confartigianato a presentare come sua grande idea
l'apertura immediata delle imprese. È abbastanza comico - spiega - che abbia
preso pari pari la relazione della mia proposta di legge (l'esempio delle 80
autorizzazioni per aprire una nuova attività, il caso della carrozzeria, ecc),
che abbia copiato la soluzione giuridica (l'autocertificazione), e che abbia
solo omesso di citare la fonte, cioè la mia proposta di legge (su cui è
disponibile un anno di rassegna stampa)". stampa |.
( da "Cittadino, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Un'impresa in
un giorno" Veltroni: "Ho un'ossessione, quella di semplificare"
Roma Creare "un'impresa in un giorno". È l'impegno che Walter
Veltroni ha assunto ieri davanti alla platea di Confartigianato. "So la naturale
diffidenza verso gli impegni presi nella campagna elettorale. Ma io dico che lo
Stato deve stare dalla parte di chi produce e mi impegno su un punto:
un'impresa in un giorno". Il leader del Pd osserva che per realizzare
questo obiettivo serve una grande semplificazione burocratica. "Dobbiamo
riprogettare questo Paese e la mia ossessione è quella di fare un Paese
semplice" perché, ora, "i cittadini che lavorano, che tirano su la
saracinesca ogni mattina, hanno sulle spalle un gigantesco elefante". Serve
un cambio di mentalità. "Non può esserci uno Stato prussiano quando si
tratta di fare le cose, di avviare un'impresa e poi una volta che ci si è
riusciti, lo Stato diventa, per così dire, allegro e fa i condoni".
Rivolgendosi poi a Silvio Berlusconi, ma senza citarlo direttamente, Veltroni
ha chiesto che la questione Alitalia resti fuori "dal tritacarne della
campagna elettorale". Perché "è un tema che va affrontato con
delicatezza e non si può dire ogni giorno una cosa diversa con risultati
pesanti sulle Borse. Del resto, su Alitalia e Malpensa migliaia di posti di
lavoro sono in ballo". Nel giorno dei decreti sulla sicurezza al vaglio
del Cdm, il candidato premier del Pd sottolinea la necessità di coniugare la
"repressione di chi mette a rischio la vita dei propri operai" con la
prevenzione. Il leader del Pd spiega che, parlando due giorni fa con i portuali
di Genova, la richiesta è stata quella di "prevenzione attraverso la
formazione perché un lavoratore interinale non conosce i pericoli che ci sono a
lavorare sulla banchina di un porto o in una acciaieria". Dunque
"formazione è la parola chiave" sia per quanto riguarda chi entra nel
mondo del lavoro sia per chi nel mondo del lavoro c'è già perché le modalità
cambiano rapidamente insieme alle innovazioni tecnologiche. Veltroni si lancia
poi in una previsione sul risultato del 13 e 14 aprile. "Sarà un testa a
testa ed è assai probabile che alla fine il Senato non sarà in grado di fare le
riforme necessarie".Quanto a Silvio Berlusconi, fa notare il candidato
democratico sempre senza mai nominarlo, "sui giornali ho visto oggi (ieri
per chi legge, ndr) quattro foto della stessa personalità politica davanti alla
stessa lavagna. Sono quindici anni che va avanti così". "Ha detto che
non si ricandiderà aggiunge - sarebbe la sesta volta!". D'altra parte, fa
notare anche "le promesse sono sempre le stesse". Come, ad esempio,
torna a ricordare, l'abolizione dell'Irap. Lo promise nel 2001, ricorda il
segretario del Pd e lo promette ancora oggi nel 2006. "Ma gli italiani gli
domandano: perché non lo ha fatto in cinque anni che ha governato?".
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tacolando la
circolazione ferroviaria. La protesta è legata al mancato completamento
dell'accordo sulla chimica e al contestuale rilancio del polo industriale
veneziano. L'altro giorno le tute blu avevano bloccato per le stesse ragioni la
tangenziale di Mestre, mandando in tilt il traffico automobilistico di mezzo
Veneto. Ieri, invece, è toccato ai treni, e la protesta degli operai non
accenna ad allentare la morsa sulle reti della mobilità. Nella stazione di
Mestre i chimici sono giunti in circa 300. La manifestazione potrebbe durare
per l'intera mattinata. "Il rilancio della chimica a Marghera ? afferma
Franco Baldan, della Cgil ? è una storia infinita e quindi la protesta si
adegua. L'altro giorno ci hanno detto una cosa, ieri un'altra ancora, intanto
la burocrazia e le firme sulla Valutazione di impatto
ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro". - -->.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scintille in
Provincia per la lettera anti-Burchiellaro La prima ora è filata via
tranquilla, parlando di tempi e strategie della campagna elettorale. Questo era
l'argomento dell'incontro tra il coordinamento provinciale ed i portavoce dei
circoli locali del Pd: all'Arci Salardi erano tanti i giovani e i volti nuovi,
mescolati assieme ai big, tra cui spiccavano i protagonisti dello scontro
interno sulle candidature ed il sindaco Fiorenza Brioni. Tra pacchi di volantini
e manifesti arrotolati, il parlamentino del PD ascoltava l'intervento di
Giovanbattista Magnoli, responsabile comunicazione del Pd regionale, sugli
strumenti della campagna che porterà Veltroni a Mantova il 13 marzo.
"Occorre puntare sulla figura nuova del nostro candidato premier - dice
Magnoli - per fronteggiare Berlusconi. Veltroni è forte perché rappresenta il
collante delle varie anime del PD". Poi, il bubbone che minaccia gli
equilibri interni del Pd mantovano scoppia: è Antonino Zaniboni il primo ad
intervenire sull'affaire delle candidature e sull'esclusione di Giacomo
Caramaschi e Gianfranco Burchiellaro. "Aver perso un parlamentare è una
ferita, così come vedere un politico qualificato e fondatore del Pd a Mantova
escluso dalla corsa al parlamento. Riusciremo mai - tuona Zaniboni - a superare
tra di noi la presunzione di chi rivendica una superiore cultura politica, o
semplicemente un maggior peso in termini di voti?". Durissima anche
Antonella Forattini, scivolata 14º posto nella lista per la Camera, che ha
espresso "una forte delusione, perché la parità di genere nel nostro
collegio non è stata affatto rispettata, alla faccia dei regolamenti".
Sulla stessa lunghezza d'onda Paola Dalcore, che ha denunciato il metodo di
espressione delle preferenze ("Era stato detto di non esprimere la
preferenza per Burchiellaro perché sarebbe stato inserito di diritto; poi
invece è stato escluso, perché non avendo ricevuto consensi formali non
rappresentava il territorio") e la lettera contro il deputato firmata
anche da Maurizio Fontanili. "Questi sono fatti gravi e inauditi, che
uccidono la speranza di un partito nuovo". Dell'urgenza di un vero
confronto politico hanno parlato anche Gianluca Momoli ("Serve maggiore
generosità e meno burocrazia nel Pd") e Giacomo
Caramaschi, uno dei due protagonisti del 'giallo' delle candidature. La
controffensiva non si è fatta attendere e si è affidata a Cesarina Baracca:
"Quello che oggi indigna tanti è accaduto anche due anni fa, quando i
circoli espressero la preferenza per Marco Carra, ma la direzione nazionale
decise di candidare Burchiellaro". E Carra ha ricordato di avere, ai
tempi, incassato il colpo con eleganza: "Ricordo ai diessini indignati che
allora la questione finì lì, per mia espressa volontà, e fui io per primo a
lanciare a Pegognaga la campagna elettorale per Burchiellaro". Non è
mancato però un richiamo all'unità e al confronto, per tentare di ricucire
quello strappo che minaccia gli equilibri del partito. "In questi mesi
abbiamo lavorato per dare rappresentanza a tutte le anime del PD, in modo che
tutti potessero riconoscersi in una casa comune. Il risultato sulle candidature
è il frutto di un processo che è stato condiviso - ha proseguito Carra - anche
se forse sarebbe stato più opportuno utilizzare anche in questo caso il
meccanismo delle primarie, a cui abbiamo dovuto rinunciare per via dei tempi
stretti". Anche alla riunione di maggioranza in Provincia, ieri sera, la
querelle è affiorata con Giovanni Mantovanelli (A Sinistra per il Pd) che ha
chiesto chiarimenti al presidente Fontanili sulla lettera inviata ai vertici
nazionali per chiedere di non candidare Burchiellaro. Il presidente ha risposto
che si è trattato di un'iniziativa presa assieme ad altri in forma 'riservata'.
Il vicepresidente Camocardi ha detto che "occorre evitare che Mantovanelli
esca dalla maggioranza" e Anna Bonini ha criticato la lettera definendola
"un'iniziativa inopportuna". Virginia Novellini.
( da "Alto Adige" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sorpresa: 6 ragazzi
su 10 vorrebbero "svegliarsi donne" Gli adolescenti riconoscono che
le coetanee sono più intelligenti e forti Ma temono le diete e i dolori
femminili SANDRA MATTEI Chi non ha mai pensato una volta di cambiare sesso, per
vedere l'effetto che fa? Ora, nero su bianco, oltre trecento adolescenti da
tutta Italia si sono misurati con questa ipotesi, svolgendo in un tema le loro
impressioni. Il risultato è stato imprevedibile e smentisce i luoghi comuni sui
due sessi, ma soprattutto quelli sul "gentil" sesso. Strano, ma vero:
sei ragazzi su dieci affermano che sentirsi donna li arricchiribbe, li
renderebbe migliori. Insomma, che le ragazze siano tutte noiose, pettegole,
secchione, nel migliore dei casi e delle rompiscatole, nel peggiore, è uno
stereotipo. Almeno, fino ai 16 anni. A questo risultato è giunta l'indagine che
ha realizzato Gianna Schelotto, psicoterapeuta e scrittrice di successo, che ha
chiesto ad alcuni amici insegnanti di proporre il titolo: "Se domattina ti
svegliassi donna/uomo quali sarebbero i tuoi pensieri e le tue emozioni?".
Un'idea, spiega la Schelotto, nata per l'8 marzo e per sottrarsi al dibattito
sul senso o meno di questa festa che con il passare degli anni e con il
raggiungimento di alcune conquiste (almeno sulla carta), sembra aver perso la
sua carica originaria. Gianna Schelotto ha parlato dell'indagine ieri sera, al
Teatro Cuminetti, nel recital "Donne, la solita canzone?". Una serata
che alterna alla musica, citando le canzoni più famose degli anni Trenta e
Quaranta eseguite dalla voce di Simona Bondanza, accompagnata al piano da Piero
Trofa le parole della psicologa che legge e commenta i temi. Partito da Trento,
il recital replicherà nelle altre città dove si è svolta la ricerca. Abbiamo
incontrato Gianna Schelotti prima dello spettacolo. Che criteri e che obiettivi
ha avuto la ricerca sul cambio di sesso? Devo precisare che non si tratta di
una ricerca con pretese scientifiche. Il campione di scuole, con classi dalla
terza media alla seconda superiore, è stato casuale, in base alla disponibilità
di amici insegnanti. Le scuole rappresentano comunque una fotografia
dell'Italia, essendo coinvolte regioni dal Nord, al Centro, al Sud, partendo
dal Trentino, passando dall'Emilia, la Toscana, la Liguria, per arrivare alla
Basilicata, la Campania e la Sicilia. L'idea era non
affidarsi alla burocrazia,
che avrebbe appesantito e complicato il tutto. Perché la scelta si è
indirizzata sui ragazzi dai 14 ai 16 anni? Perché è il cuore dell'adolescenza,
dove si presume non ci siano già condizionamenti o comunque esperienze che
abbiano lasciato un segno. Il dato più sorprendente è che il 63 per
cento dei maschi dicono che vorrebbero essere donne o ammettono le loro
qualità, che sono più studiose e più intelligenti. E' un cambiamento di costume
inaspettato? C'è da dire che a quell'età le coetanee femmine sono più mature e
più intraprendenti. Questo emerge dai temi dei maschi che parlano delle loro
compagne come persone più forti, più intelligenti, più curiose. C'è anche da
sottolineare che questa età è meno viziata da pregiudizi, c'è più disponibilità
a rispecchiarsi nell'altro, perciò quello che emerge è la voglia di fare un
viaggio in un universo ancora inesplorato. Quali sono le frasi che l'hanno
colpita di più? Se consideriamo i temi che puntano sulla maggiore intelligenza
delle coetanee, troviamo frasi come: se fossi donna "potrei vincere a
scacchi con mio padre", o "potrei giocare a pallone e andare anche
bene a scuola". Qualcuno non ha mezzi termini: "c'è poco da fare,
c'hanno una marcia in più". C'è anche chi avverte che non è tutto oro...
"accetterei di diventare donna, ma però vorrei mangiare di tutto come un
maschio". I ragazzi avvertono molto i sacrifici che le coetanee sopportano
per mantenere la linea, per essere belle. E le ragazze che cosa dicono? Sono
molto più critiche nei confronti dei coetanei, ma anche verso se stesse. Tutte
vorrebbero diventare uomo per avere più libertà e per superare le
discriminazioni sul lavoro. Però i giudizi sui maschi sono impietosi. Qualche
esempio: "se diventassi un uomo sarebbe una tragedia, anzi no: da maschio
non me ne renderei nemmeno conto", "le alternative sono due: potrei
essere uomo, con la memoria di essere stata donna o diventarlo senza ricordare.
Nel primo caso chiederei scusa per tutto quello che gli uomini ci fanno
sopportare, nel secondo caso ci guadagnerei solo i loro difetti". In
Trentino ci sono state classi maschili, come quelle del centro di formazione
professionale del legno, che si sono rifiutati di svolgere il tema. Non sono
state classi intere, ma alcuni di loro. Del resto la stessa cosa è successa in
altre città, come Genova e Sanremo. Non mi stupisce, tanto più che anche degli
insegnanti si sono rifiutati, giustificando la decisione con il rischio di
influire su persone dall'identità sessuale ancora in formazione. Che altre
riflessioni l'hanno colpita? Un dato che ricorre molto è quella da parte dei maschi
di aver accesso al corpo della donna, come una cosa proibita. Qualcuno ha
scritto che si "toccherebbe le tette", ma c'è anche la consapevolezza
del dolore come chi dice di "aver paura di essere sverginata".
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARD REGIONALE
Destinata a 500 mila pavesi è una risposta alla burocrazia
? PAVIA ? E' STATA DISTRIBUITA a oltre 500mila pavesi. La Carta regionale dei
servizi (Crs) è lo strumento necessario per accedere alle prestazioni sanitarie
sia dal medico che all'Asl, sia in ospedale che in farmacia per la rilevazione
informatica dei dati delle ricette, compreso il codice fiscale dell'assistito
per le detrazioni previste dalla legge. L'Asl di Pavia ha già distribuito oltre
500mila card, e per chi non l'avesse ancora ricevuta è attivo il numero verde
regionale 800.030.606, al quale si possono chiedere informazioni e verifiche
sullo stato di emissione della Crs. In caso di mancata emissione o spedizione
al domicilio della Carta, ci si deve rivolgere agli sportelli dell'Asl
(sportelli "scelta del medico"), muniti di documento d'identità e
codice fiscale. Se invece è stata smarrita la card ricevuta via posta, ci si
deve rivolgere sempre agli sportelli dell'Asl, dove si autocerifica lo
smarrimento. In questo caso l'Azienda sanitaria locale rilascia un attestato
provvisorio di iscrizione al Servizio sanitario nazionale. S.Z. - -->.
( da "Nazione, La (Siena)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Urre ogni anno la
domanda energetica di almeno il 2% per il settore privato e del 3 % per il
settore pubblico. Il settore residenziale in Italia mostra potenziali di
risparmio energetico fino al 50%. A riguardo, abbiamo effettuato un sondaggio
su diverse fasce d'età rvolto a un numero di 28 persone ponendo le seguenti
domande. Lei sa cosa intendo parlando di biomasse o di energia rinnovabile?
L'82,14% delle persone ha risposto "Sì"; il 17,86% ha risposto
"No". È consapevole delle possibilità del nostro territorio di
sfruttare le biomasse come energie rinnovabili? Il 64,28% delle persone ha
risposto "Sì"; il 35,72% ha risposto "No". Quali energie
lei ritiene più importante sfruttare? Il 64,28% delle persone ha risposto
"solare"; il 21,42% ha risposto "eolica" e
"idroelettrica"; il 25% "altre". Quali sono, secondo lei,
le principali cause della non-diffusione di nuove forme di energia? Il 39,28%
delle persona ha risposto "indifferenza"; il
32,14% ha riposto "burocrazia territoriale"; il 28,57% ha risposto "poca
informazione"; il 10,71% ha risposto "altro". Secondo lei è
giusto vivere in un ambiente quasi incontaminato? E questo è in relazione con
la produzione energie? Il 78,57% delle persone ha risposto "Sì";
il 21,43% ha risposto "no". - -->.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nonantola. Il
sindaco replica ai genitori: 'Non si possono ammettere eccezioni' NONANTOLA.
Avevano scritto alla Gazzetta per far conoscere la loro storia
di giovani genitori con due figli piccoli costretti a subire uno dei tanti
paradossi della burocrazia:
l'ultimogenito, nato lo scorso 7 gennaio, proprio per quei 7 giorni in più non
potrà andare in graduatoria per accedere al nido il prossimo settembre. Una
condizione uguale a quella di tanti altri genitori che, come loro, hanno avuto
un bambino le prime settimane dell'anno. E che saranno costretti a
trovare una soluzione alternativa quando comunque anche la mamma sarà costretta
a rientrare al lavoro. Ora a Stefania e Francesco Bossù arriva la replica
dell'amministrazione comunale di Nonantola. "Pur comprendendo il
disappunto che la non ammissibilità al nido del proprio figlio ha creato ai due
genitori, non dovrebbe apparire incredibile il fatto che vi debba essere una
data che funge da discrimine tra un'età e un'altra. Questo vale per ogni ambito
della vita, dalle iscrizioni a scuola alla possibilità di esercitare diritti ed
essere autonomi come sfera giuridica e più in generale ogni volta che si ha
bisogno di fissa un limite: o vi si rientra oppure no. Il fatto che crescere i
figli e lavorare sia per tutti un percorso a volte difficile da conciliare, non
è una novità per nessuno che abbia ritenuto di fare questa scelta. Peraltro che
la famiglia in questione abbia compreso ciò solo dopo la nascita del secondo
figlio va a loro merito perchè nella maggior parte dei casi lo si scopre già
dopo il primo figlio e ancora più spesso questa consapevolezza della difficoltà
influenza le scelte ancor prima di pianificare la famiglia. Tutti i genitori
infatti che lavorano e che hanno figli si trovano nella stessa identica posizione.
Anche per questo fin dagli anni 70 il Comune di Nonantola ha fortemente voluto
perseguire la scelta non obbligatoria, ma convinta di realizzare sul proprio
territorio il nido. Ha fatto in questi ultimi anni uno sforzo notevole con
l'apertura di nuove sezioni. Nel momento però in cui si tratta di scegliere
quali sono le sezioni da attivare, occorre fare una analisi su ciò che è
prioritario e necessario non solo nei confronti delle richieste dei genitori,
ma anche nei confronti dell'impegno economico che la comunità è chiamata a
sostenere. Impegni molto diversi tra sezioni di lattanti, sezioni di divezzi,
sezioni di semidivezzi. La normativa regionale che regola la gestione dei nidi
è molto chiara tra le diverse età del bambino e non si possono prevedere
eccezioni di un giorno o due giorni o come nel caso in questione di sette a
seconda dell'interesse individuale di turno. La scelta di Nonantola di aprire
sezioni di divezzi e semidivessi non è figlia della casualità, ma è la risposta
a una riflessione molto ampia che riguarda la complessità del problema del
sostegno alle famiglie e tiene conto del numero di richieste che ci sono per le
diverse tipologie del servizio nido. Per la fascia lattanti nella maggior parte
dei casi le famiglie riescono a utilizzare permessi di astensione facoltativa
che la legge prevede per la tutela della maternità fin quasi al compimento
dell'anno di vita. In altri casi, vi è una remora per i genitori di affidare
all'esterno il bambino in così tenera età e si preferisce trovare una soluzione
nella propria rete famigliare o tra conoscenti. Infine, non sono da trascurare
i consigli pediatrici che spesso vanno nel senso di far evitare al bambino
molto piccolo gli inevitabili rischi della vita in comunità. Queste sono state
le ragioni espresse alla famiglia a cui come Comune ci si è sentiti in dovere
di trasmettere le informazioni in merito alla possibilità di servizio che altri
Comuni o privati hanno ritenuto di attivare senza voler minimizzare il
problema".
( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PAOLO FABIANI
BAMBINI, anziani e diversamente abili. Sono questi i settori dove la Società
della Salute (Sds) dell'Area sud-est dell'Asl 10, tredici comuni suddivisi fra
Valdarno, Chianti e Valdisieve, investirà da ora in avanti le proprie risorse,
soprattutto per ridurre al minimo il ricorso alla struttura pubblica da parte
delle persone anziane verrà incentivata l'assistenza domiciliare con benefici
anche alle famiglie. Per informare i 170.000 utenti dell'Area vasta verrà
distribuito ad ogni famiglia un opuscolo, una specie di carta dei servizi dove
sarà evidenziato l'intero programma messo a punto dalla "Sds":
"Perché - ha spiegato ieri il presidente Luciano Bartolini, assieme alla
direttrice, dottoressa Sandra Rogialli, e agli assessori del Valdarno
fiorentino durante la presentazione delle iniziative nella Villa Serristori di
Figline -, la Società della Salute vuole radicarsi nel territorio, più vicino
possibile ai cittadini che avranno adesso come referenti gli stessi uffici
sociali dei comuni, snellendo così procedure e burocrazia, in quanto - ha precisato -
la gente tende ad invecchiare di più e di conseguenza aumentano le necessità di
servizi e risorse. In particolare con la presa in carico della gestione delle
malattie croniche. Questa pubblicazione - conclude Luciano Bartolini - è stata
realizzata per far comprendere ai cittadini l'utilità e la concretezza
con cui stiamo operando. La Regione Toscana, con la "Sds", i cui
titolari sono i comuni e le Asl, ha scelto di rilanciare la cultura
dell'integrazione del sistema sanitario con il sistema socio assistenziale, per
dare risposte più efficienti e complesse ai bisogni della popolazione".
L'opuscolo, che tutte le famiglie riceveranno nei prossimi giorni, si compone
di una quarantina di pagine e dopo una spiegazione approfondita su cosa
rappresenta e di quali competenze dispone la Società della Salute, vengono
affrontati i vari argomenti di interesse pubblico, i punti di riferimento
partendo dai minori, dall'allattamento fino alla crescita. Passando attraverso
la prevenzione alimentare per evitare l'obesità. Si parla di prevenzione per le
malattie croniche, cominciando dal diabete per il quale è stato istituito un
gruppo di medici di famiglia, che dovranno rappresentare i soggetti principali
per i pazienti. Ma si parla di scompensi cardiaci e della relativa prevenzione,
di assistenza oncologica, di assistenza domiciliare. Per i portatori di
handicap viene illustrato il nuovo "casolare serra" che verrà
realizzato a Reggello. La dottoressa Sandra Rogialli, direttore della
"Sds", coordinerà un gruppo tecnico di lavoro per organizzare la
gestione associata dei servizi sociali. - -->.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DISSERVIZI POSTALI
Bollette in ritardo: staccato il telefono non può lavorare ? MERATE ? TERMINE
ULTIMO per pagare la bolletta del telefono era il 5 gennaio scorso. Peccato
però che, a causa della solita inefficienza delle Poste, la relativa fattura le
sia stata recapitata solo alla fine dello stesso mese. Vittima dell'ennesimo disservizio postale e della burocrazia italiana è Daniela S., 30 anni, residente a Merate e madre di
famiglia. Appena ha ricevuto il documento, la donna è subito corsa a saldare il
debito, ma ormai era troppo tardi. Le è stata infatti staccata la linea del
telefono. Ora Daniela non può effettuare telefonate né è più abilitata alla
connessione Internet. Un problema non da poco, visto che il marito
lavora a domicilio con il computer. Nonostante la donna abbia subito inviato la
segnalazione a "Tele2", la compagnia che le fornisce il servizio,
informando che aveva provveduto a pagare il conto, non c'è stato nulla da fare.
"Quando mi è arrivata la bolletta l'ho subito pagata, anche se in ritardo
- ci ha spiegato -. Qualche giorno dopo da Tele2 mi è giunta un'altra lettera
che mi informava della mora che avrei dovuto pagare per il ritardo della mia
corresponsione". Dall'altro giorno, così, l'apparecchio di casa non squilla
più. Inutili anche i successivi contatti con la compagnia telefonica, i
ripetuti fax per dimostrare l'avvenuto saldo della bolletta e le pressioni per
ripristinare in tempi ragionevoli la linea. "Mi hanno risposto che prima
di una settimana non risolveranno la situazione - ha continuato la 30enne -.
Peccato che a mio marito il telefono serva per lavoro e per mantenere la nostra
famiglia". D.D.S. - -->.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL VERBALE DEI
TECNICI SUL CASO DI PALAZZO REALE di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO ? SONO STATI
TRE INGEGNERI e un architetto a bloccare per tre ore l'apertura della mostra di
Francis Bacon a Palazzo Reale prevista per le 9.30 di mercoledì mattina. Un poker
di tecnici con tanto di laurea (un ufficiale dei vigili del fuoco, un
rappresentante sindacale e due tecnici del Comune), più il segretario della
Commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo. Sono
stati loro cinque a fare il sopralluogo nelle sale di Palazzo Reale e stoppare
temporanemente l'apertura della mostra, proprio nelle stesse ore in cui,
martedì pomeriggio, il sindaco Letizia Moratti e l'assessore alla Cultura
Vittorio Sgarbi inauguravano ufficialmente la mostra di Bacon. Il verbale della
Commissione di vigilanza, in burocratese stretto, bocciava ? ma con appello,
come si è visto ? le misure di sicurezza preparate per ospitare i visitatori
nelle sale al pian terreno di Palazzo Reale. SEI I PUNTI "OSCURI"
messi nero su bianco dalla Commissione di vigilanza. Primo. "Dal
sopralluogo effettuato ? si legge nel verbale ? è stato accertato che tutti i
locali hanno illuminazione di emergenza insufficiente da non garantire l'esodo
del pubblico in caso di emergenza". Secondo. "La segnaletica relativa
all'individuazione dei percorsi di esodo non è disposta in maniera ben
visibile". Terzo. "Le uscite di sicurezza nel complesso espositivo
sono prive sulla testata della regolamentare segnaletica alimentata con luce
normale e di sicurezza". Quarto. "Si rileva inoltre che il totem
porta-proiettore non è adeguatamente vincolato a terra in modo da impedire il
ribaltamento". Quinto. "Nella sala di proiezione le sedie dovranno
essere predisposte in file non superiori a dieci posti e affrancate tra
loro". Sesto e ultimo punto. "Non è stata prodotta la dichiarazione
di corretta posa in opera dei materiali ai fini della reazione al fuoco".
La firma sul verbale è del segretario della Commissione di vigilanza, che fa
capo all'assessorato comunale alle Attività produttive. CINQUE BUROCRATI, sei
punti di verbale per una soluzione che alla fine è consistita semplicemente
nell'installare cinque lampadine per illuminare meglio le uscite di sicurezza.
Peccato che questo tortuoso iter amministrativo abbia provocato il rinvio di
tre ore dell'apertura della mostra di Bacon, prevista alle 9.30 di mercoledì ma
avvenuta poco prima delle 12.30. Per la rabbia di quei milanesi e, soprattutto,
di quei turisti che si erano recati fiduciosi a Palazzo Reale, magari con la visita
guidata già prenotata, per ammirare i capolavori di Bacon. A quei milanesi,
forse, pensava il sindaco Moratti quando, amareggiata per lo stop all'apertura
da parte della Commissione di vigilanza, parlava di "uno scatto
d'orgoglio". Burocrazia permettendo. - -->.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VENEZIA. Dopo la
tangenziale, ieri è stata la volta del traffico ferroviario. Ritardi dei treni
Bloccata la stazione di Mestre dai lavoratori della chimica VENEZIA Gli operai
del petrolchimico di Marghera hanno bloccato la stazione di Mestre, ostacolando
la circolazione ferroviaria. La protesta è legata al mancato completamento
dell'accordo sulla chimica e al contestuale rilancio del polo industriale
veneziano. L'altro ieri le tute blu avevano bloccato per le stesse ragioni la
tangenziale di Mestre, mandando in tilt il traffico automobilistico di mezzo
Veneto. ieri è toccato ai treni: nella stazione di Mestre i chimici sono giunti
in circa 300. "Il rilancio della chimica a Marghera - afferma Franco
Baldan, della Cgil - è una storia infinita e quindi la protesta si adegua. Ieri
ci hanno detto una cosa, oggi un'altra ancora, intanto la burocrazia e le firme sulla Valutazione
di impatto ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro".
Intanto il presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, ha invitato i
lavoratori di Porto Marghera a mettere fine alle manifestazioni in vista
dell'incontro convocato per oggi in Prefettura. "Tutto il
territorio - commenta Zoggia - è assolutamente solidale con i lavoratori di
Porto Marghera e l'opinione pubblica nazionale è decisamente già informata di
quanto sta accadendo in queste ore". Un appello "per la gravissima
situazione che si sta determinando a Marghera" è stato rivolto in una
lettera che il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha indirizzato oggi al presidente
del Consiglio e ai ministri degli Interni, dello Sviluppo economico e
dell'Ambiente. Cacciari fa riferimento "ai tempi inconcepibilmente lunghi
con cui gli uffici dei ministeri competenti stanno affrontando il problema
della ristrutturazione e riconversione di alcuni impianti chimici della stessa
Marghera, di importanza strategica per lo sviluppo dell'intero settore".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL REFERENDUM
"Pedemonte, e i vantaggi?" Il "passaggio" dal Veneto al
Trentino Alto Adige di alcuni Comuni della nostra Regione confinanti con la
Provincia Autonoma di Trento, qualora avvenisse realmente non è dimostrato che
possa portare benefici ai cittadini dei Comuni "secessionisti". I
movimenti che promuovono i referendum per il cambiamento di Regione sostengono
che è inaccettabile le disparità di risorse tra Veneto e Trentino Alto Adige che,
in quanto Regione a Statuto Speciale, mette a disposizione dei propri cittadini
più servizi, opere pubbliche e molte più risorse del Veneto, determinando una
vistosa discriminazione tra cittadini dei comuni Trentini e cittadini dei
Comuni del Veneto confinanti con le Provincia Autonoma di Trento. Ritengo che,
senza entrare nel merito della disputa tra Regioni ordinarie e privilegi delle
Regioni a Statuto Speciale, oggi non sia proponibile il cambiamento di Regione
dei Comuni Veneti di confine né accampando motivi di carattere storico
culturale riguardanti appartenenze territoriali del passato, né per ottenere le
maggiori risorse di cui le Amministrazioni Comunali, si dice, beneficerebbero
"trasferendosi" nel territorio delle Regioni a Statuto Speciale. Sul
passaggio dal Veneto al Trentino di alcuni Comuni nei quali si è già svolto il
Referendum (Lamon, Cortina, i Comuni dell'Altopiano e altri) c'è una posizione
contraria della Regione e delle principali forze politiche del Veneto che
puntano a soddisfare le esigenze di quelle popolazioni con una legislazione
specifica per le aree di confine e con lo stanziamento di specifici
finanziamenti a favore delle Amministrazioni Comunali. Riguardo alle Regole, è
noto che il Veneto con la propria legge n. 26/1996 le ha riconosciute e
valorizzate e con leggi successive ha dato ad esse ulteriori competenze in
materia di raccolta dei funghi e di gestione ambientale (si veda ad esempio la
legge istitutiva del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo che affida alla Regole la
gestione del Parco.) La legislazione del Trentino non riconosce nella stessa
misura del Veneto l'autonomia delle Regole, né le proprietà Regoliere e dunque
il passaggio al Trentino dei Comuni Veneti nei quali esistono le Regole
porterebbe al loro disconoscimento con trasferimento della proprietà regoliera
all'Ente locale nel cui territorio si trovano i beni e le proprietà collettive.
Il passaggio dal Veneto al Trentino per i motivi esposti sopra qualora fosse
praticabile sancirebbe la fine dell'entità Regoliera così come noi la
conosciamo e tuteliamo e la dispersione di un secolare patrimonio ideale,
storico e culturale che il Veneto invece ha saputo valorizzare e tramandare
alle nostre generazioni. Dott. Claudio Rizzato Regoliere ad Honorem Regola di
Casotto * * * Nel merito del referendum di domenica 9 e lunedì 10, che vede i
comuni veneti di Pedemonte e Sappada chiedere l'aggregazione rispettivamente al
Trentino-Alto Adige e al Friuli-Venezia Giulia, la Destra-Fiamma Tricolore
evidenzia tale proposta come del tutto fittizia. A prescindere che questa possa
o meno essere questione di identità o appartenenza, ritengo che la vera
esigenza sia di natura prettamente economica. Poiché il rapporto contributi
versati-ritorno economico-esigenza interna della Regione Veneto, sono ben
diversi dalle altre regioni d'Italia, la sola situazione che potrebbe portare
il distacco dei comuni di Pedemonte e Sappada sarà solamente qualche centinaio
di euro in più e, probabilmente una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece
maggiormente interessare tutti i comuni d'Italia è il distacco dal giogo
nefasto dall'Europa di Maastricht, unitamente dagli arroganti diktat
provenienti dalla privatissima Banca Centrale Europea, concreta ed unica
responsabile della deflazione monetaria che impone una tassazione nazionale,
finalizzata al mantenimento di un debito pubblico per altro non dovuto, che a
sua volta vieta di ritornare alle regioni quei contributi necessari al buon
funzionamento delle amministrazioni e degli Enti locali. Poiché la Costituzione
Europea è stata autonomamente stilata da personaggi molto lontani dalle reali
esigenze della gente comune, in barba alla volontà popolare, invito detti
comuni a disertare le urne e a riflettere sulla questione che li ha portati a
proporre un referendum, facendo a tutti i cittadini interessati specifiche
domande: da quando è peggiorata rapidamente la catastrofe economico
burocratica? Non è forse corrisposto all'entrata dell'Italia nell'UE e
all'avvento dell'euro? Piero Puschiavo Coordinatore Regionale del Veneto Fiamma
Tricolore.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LONATO Ritardi e
opere pubbliche Caro direttore, lo scorso 19 febbraio sono tornato in Consiglio
comunale a Lonato (dove fra l'altro ho ricoperto nel passato il ruolo di
vicesindaco); e con mia grande sorpresa mi sono trovato di fronte ad una realtà
spiacevole tanto per il sottoscritto quanto per tutti i cittadini lonatesi.
Discutendo di bilancio e di piano triennale delle opere pubbliche, l'attuale
maggioranza ha dichiarato che le opere fondamentali di cui il paese ha bisogno
- parcheggi, sistemazione piazza, viabilità, altro che non elenco per non
tediare (viste anche le dimensioni che tale elenco potrebbe avere) - sono ferme
ad un progetto preliminare del 2006. Problemi di normativa
e di burocrazia che sono
stati segnalati da sindaco ed assessori, da sempre esistono e non rimane che
pensare che forse le motivazioni di tali ritardi sono dovute a scelte
politiche, a problemi organizzativi degli uffici o altro. In sintesi, se nel
2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano i tributi comunali per trovare
i finanziamenti, scopriamo che nel 2007 non è successo nulla e ci rimane
da sperare che qualcosa succeda nel 2008, ma conoscendo la burocrazia
ed i tempi decisionali dell'ente pubblico e le problematiche inevitabili di
carattere tecnico e politico, i tempi si dilatano notevolmente, malgrado i
proclami del sindaco Bocchio sui giornali che vende un qualcosa di quasi fatto
ma ben lontano dal prendere forma. La politica del fare a piano le cose tanto
sbandierata dall'attuale maggioranza rischia di avere un effetto collaterale,
quello di non arrivare. I soldi raccolti dovrebbero costituire un
"tesoretto"; ma nelle pieghe di bilancio si nota che gli stessi
diminuiscono, e quindi è facile immaginare che il bisogno di entrate aumenterà
nel futuro. Questa mia lettera non vuole avere un senso provocatorio ma di
stimolo nei confronti dell'attuale maggioranza, per accelerare tali lavori
ormai inderogabili per Lonato (sistemazione piazza, parcheggi, scuole, centro
sportivo, altro...) e per invitare il sindaco a non prendersela sempre e solo
con la burocrazia in quanto la stessa c'è sempre stata
e di dire i veri motivi di questi ritardi. Davide Baccinelli LONATO.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il voto di aprile
Sicilia, la sfida tutta in salita all'erede di Totò Finocchiaro in svantaggio,
Lombardo blindato, Miccichè già sconfitto Due le partite che si giocano
nell'isola: il premio di maggioranza al Senato utile per vincere a Roma e il
governo regionale a Palermo La Regione vuol dire un bilancio di 26 miliardi, 18
mila dipendenti, 31 mila forestali, 1.720 strutture mediche convenzionate
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA Il sicilianista del cuffarismo
anaffettivo, senza baci e senza cannoli, ma nel brodo del "cinismo
straccione di una politica irredimibile", come la definisce il presidente
antimafia degli industriali isolani Ivan Lo Bello. In questo scenario "di
gloria, cultura e bellezza", Anna, che il grande vecchio palermitano Mimì
La Cavera descrive con ammirazione come "una fimmina con sette paia di
coglioni, una vera leonessa", compiace il suo popolo promettendo che loro
torneranno ad essere "il sale della terra". Ma meglio di chiunque
altro sa da quella cartellina di numerelli dei sondaggi stretta sotto il
braccio (
( da "Provincia di Cremona, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Venerdì
7 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl "Ma resta un'opportunità" Sviluppo rurale Toscani: "Piano con troppi vincoli" Un
eccesso di burocrazia e di
vincoli per incentivi modesti. Questo, secondo l'assessore provinciale
all'Agricoltura Giorgio Toscani è il limite del Psr, il Piano di sviluppo
rurale della Regione Lombardia 2007-2013, illustrato alla Commissione
Agricoltura e Attività produttive. "Un piano, ha affermato Toscani,
che rappresenta comunque un'opportunità anche per il nostro territorio e che
noi sosterremo, ma che incontra uno scarso interesse da parte degli stessi
imprenditori agricoli. C'è il rischio che le risorse a disposizione non vengano
utilizzate, e di questo siamo preoccupati. Quali risorse? Sulla carta ? ha spiegato
l'assessore ? si tratta di cifre consistenti: 900 milioni da qui al
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confindustria.
Incontro tra la giunta e il rettore Università e imprese, sinergie per la
ricerca Il presidente Scanu: "Contatti continui in nome dello
sviluppo" CAGLIARI. Nuovo incontro tra l'Associazione degli industriali e
il rettore Pasquale Mistretta sulle sinergie tra mondo del lavoro e
l'università. Il presidente provinciale Alberto Scanu ha ribadito che uno degli
obiettivi prioritari dell'Associazione è riattivare un rapporto che, negli
ultimi anni, s'è via via affievolito e che è invece "oggi riteniamo
fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio". Scanu è
stato chiaro: "Il confronto tra l'Università e le imprese - ha detto - è
essenziale per verificare le esigenze delle aziende e sostenerle nella ricerca
e nell'innovazione. Ma questo rapporto è essenziale anche per l'università,
perché le consentirà di sviluppare una attività non fine a se stessa ma
funzionale alla crescita del Paese". Per questi motivi l'Associazione ha
costituito un gruppo di lavoro con l'obiettivo di favorire il trasferimento
delle conoscenze, di istituire reti di collegamento fra le imprese, di
consolidare le relazioni fra le istituzioni pubbliche e private, di rafforzare
i percorsi formativi e renderli più adeguati alle reali esigenze delle imprese.
Particolare attenzione - secondo gli industriali - dev'essere posta anche
all'internazionalizzazione che deve riguardare non solo le imprese ma anche gli
studenti, i laureati, i docenti, e che deve orientarsi, almeno in questa fase
cruciale per i mercati, verso il bacino del Mediterraneo e l'estremo Oriente,
con particolare riferimento alla Cina e all'India. Il
rettore Mistretta ha ribadito la volontà dell'Università di rinnovare e
rinforzare i rapporti di collaborazione con il sistema delle imprese, puntando
sulle sue eccellenze nella didattica e nella ricerca. Eccellente confermate
dalle recenti classiche nazionali e che resistono nonostate i tagli nei
contributi ministeriali e i vincoli posti dalla burocrazia.
( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Arresto fino a 18 mesi per colpe gravi Sanzioni: arresto da
( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL SEGRETARIO DEL PD
Promessa alla Confartigianato: "Imprese in un solo giorno" Walter
Veltroni prende l'impegno, in caso di vittoria elettorale, di approvare una
semplificazione tale che renderà possibile ad una impresa di nascere in un
giorno. Lo ha annunciato il candidato premier del Partito democraticio
intervenendo all'assemblea della Confartigianato. "Un'impresa in un giorno
- ha detto Veltroni - con un solo adempimento da fare in un solo ufficio, oltre
naturalmente al rispetto della legge 626, perchè la sicurezza è una cosa
importante. Se un artigiano, o due ragazzi vogliono avviare un'attività - ha
spiegato - devono poter andare in un ufficio, fare lì l'autocertificazione e
poi partono. I controlli si fanno dopo, si fanno a valle, e non si mettono
mille adempimenti prima". Per quanto riguarda il rapporto con il Nordest
Veltroni ha detto di essere "in sintonia con il nord produttivo". Il
leader del Partito democratico, dopo il suo intervento, ha risposto alle domande
di alcuni imprenditori. Uno di essi, lombardo, ha sottolineato le specificità
della "questione settentrionale", ricordando anche come in passato
"la sinistra non abbia compreso questa questione". "Nel profilo
programmatico e soprattutto culturale del Pd - ha risposto Veltroni - c'è una
forte discontinuità, e penso ora che ci sia una grande sintonia con il nord
produttivo che, tirando di più l'economia del Paese, ha bisogno di essere meno
imbrigliato di come lo è oggi". Veltroni ha anche risposto ad una domanda su
come potrebbero essere finanziate le infrastrutture di cui il nord ha bisogno. Il candidato premier del Pd ha ricordato che il project
financing, può essere incentivato attraverso le semplificazioni burocratiche
della giustizia. "I grandi investitori internazionali - ha osservato -
sono disincentivati dalla nostra burocrazia barocca e dalla lentezza della giustizia".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere &
Opinioni Pagina 318 è ora di alzarsi in piedi e prendere in mano il proprio
destino Cari giovani, a voi la scelta: fate gli imprenditori o gli uscieri? È
ora di alzarsi in piedi e prendere in mano il proprio destino --> Non sono
stato affatto compreso da Daniela Pinna. Non ho voluto esaltare o svilire
chicchessia, ma esaminare cartesianamente il problema dell'imprenditoria. So
perfettamente che la produzione richiede diversi elementi, i principali dei
quali sono l'imprenditoria e l'esecutività dei progetti, affidata a tecnici ed
operai. Tanto di cappello per la funzione operaistica; io provengo da una
famiglia di operai. Ma, per me, la funzione imprenditoriale è più importante.
L'Italia è un miracolo economico dal 1946 ad oggi, basata sull'imprenditoria
dal basso, che si è sviluppata e vive in un mondo ostile. Alla Democrazia
Cristiana essa era indifferente; la sinistra aveva nell'imprenditore il suo
nemico mortale; il nuovo centro-destra, nonostante i proclami, poco o niente ha
fatto per favorire l'iniziativa privata. Le si frappongono gli ostacoli più
fantasiosi. In Italia, non c'è la cultura dell'intrapresa. Questa non si crea
dall'oggi al domani, è un abito mentale, di cui si discute in casa, al lavoro,
in chiesa! Ho passato la mia vita professionale, da dirigente nel ramo didattico,
ad insegnare o far insegnare - felicemente - ai miei ragazzi, lo Statuto dei
lavoratori ed i loro diritti. Ed ora mi piacerebbe veder insegnare in classe il
coraggio dell'osare e la bellezza del libero intraprendere: l'alzarsi in piedi
e prendere in mano il proprio destino. Uno Stato ordinato fa di tutto per
sviluppare queste attitudini. Finora, questi segni non li vedo. Non è che
trentamila nostri imprenditori siano andati in Romania solo perché la
manodopera costa di meno. Vi sono andati perché li hanno ricevuti a braccia
aperte, mentre noi li abbiamo cacciati con un calcio nel sedere sotto forma di
tassazioni, burocrazia, odio di
classe, vincoli cervellotici, criminalità. Davanti a tale sfacelo, che mina
l'esistenza dei nostri figli, dovremmo nasconderci dietro barriere semantiche?
Ma quando impariamo ad andare alla sostanza delle cose? A noi anziani spetta
indicare le giuste vie, quando siamo in buona fede. Le scelte, sono dei
giovani: essi devono dire se vogliono diventare imprenditori o uscieri. MARIO
MIGONI - QUARTU SANT'ELENA Felice di vedere che ha deposto la pistola, e
l'assurdo dilemma: "Uccido un operaio o un imprenditore?". La
questione su cui lei pone l'accento - l'assenza di una cultura d'impresa - è
cruciale per l'Italia, ormai in caduta libera in tutte le statistiche
internazionali. Ma ancora di più per la Sardegna, che sopravvive grazie a
salari, pensioni e contributi pubblici a vario titolo elargiti. Giriamo ai
lettori giovani il suo quesito finale: meglio uscieri o imprenditori? (d.p.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
Nuove dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale Se c'era almeno
una cosa semplice nel rapporto di lavoro, questa era la lettera di dimissioni
volontarie. Adesso diventa complicato anche licenziarsi e temiamo che le
aziende saranno "costrette" a tenersi un lavoratore che vuole
andarsene, se
questo dovesse sbagliare l'iter burocratico previsto. Le nuove disposizioni
sulle dimissioni, entrate in vigore l'altro ieri, 5 marzo 2008, sono
un'apoteosi borbonica: occorre prima scaricare il modulo dal sito del Ministero
del lavoro e poi compilarlo online. Ci si può chiedere se tutti i lavoratori
possano compiere agevolmente tale procedura. Ma se anche così fosse, il modulo
va poi stampato e deve poi essere obbligatoriamente validato presso le sedi
abilitate (Direzione del lavoro, uffici comunali, centri per l'impiego,
sindacati e patronati). Al termine va consegnato al datore di lavoro che entro
cinque giorni dovrà comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. Al decreto
che introduceva questo ennesimo obbligo, già di per sè surreale, sono seguite,
il 4 marzo ovvero il giorno prima dell'entrata in vigore, delle istruzioni
operative che hanno, se possibile, peggiorato ulteriormente la procedura. Il
lavoratore, che paga tasse e contributi in abbondanza, è evidentemente considerato
incapace quando deve esprimere la propria volontà ed i propri diritti e viene
quindi obbligatoriamente messo sotto tutela: guai a compilare il modulo da
solo, vietato bypassare gli intermediari. Le dimissioni non sarebbero valide e
si resta nell'azienda che si vorrebbe lasciare. Oltre a questo, preoccupano
molto le conseguenze di questo sovraccarico burocratico. Nelle aziende per le
implicazioni connesse ai mille aspetti interpretativi e contrattuali legati
alle dimissioni. Ma temiamo soprattutto le conseguenze sugli uffici pubblici
che già ora faticano molto a smaltire le pratiche (pensiamo solo alla
situazione del rinnovo dei permessi per gli immigrati). Cosa succederà ora che
si aggiungono queste nuove scartoffie? Ci rendiamo conto che solo nei primi due
mesi di quest'anno sono state presentate 35mila lettere di dimissioni nella
nostra regione (dati di Veneto Lavoro)? Viene da chiedersi perché non si riesca
a snellire o semplificare, ma anzi si continui ad sovraccarica di inutile burocrazia le persone, le imprese e gli stessi uffici
pubblici. Ed è purtroppo anche questa una delle emergenze di questo
Paese". (* Vicepresidente di Unindustria Treviso).
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Previsto pure
l'arresto fino a 18 mesi, ancora polemiche Ma Prodi è duro: "Nessun
intento punitivo, è civiltà" ROMA La tabella di marcia è stata rispettata:
il governo ha approvato il decreto sulla sicurezza sul lavoro. Ora il testo
unico, oltre 300 articoli, passerà all'esame delle commissioni parlamentari e
della Conferenza Stato-Regioni, poi arriverà il via libera definitivo. Le
modifiche dell'ultima ora non hanno però convinto gli industriali. la polemica
con gli industriali Sotto accusa, come sempre, l'inasprimento delle sanzioni.
"Inasprendo le pene e basta ? insiste Luca Cordero di Montezemolo ? non si
salvano vite". Romano Prodi difende però il lavoro fatto: "Non c'è
alcun intento punitivo e questo decreto non mette nel mirino le imprese ma
mette al centro la tutela della persona umana. È una conquista ? sottolinea ?
di civiltà". Lo afferma il premier, lo ripetono i ministri del Lavoro
Cesare Damiano e della Giustizia Luigi Scotti in conferenza stampa: le sanzioni
sono più che proporzionate. Ergo, gli industriali sbagliano ad alzare la voce.
E così la reazione dura di Montezemolo ottiene un'altrettanto determinata
risposta: "Le polemiche e le contrapposizioni su un tema come la sicurezza
sul posto di lavoro sono un'offesa per tutti, ma soprattutto ? avverte il
Professore ? verso i lavoratori". la sinistra attacca Le sanzioni comunque
sono state ammorbidite. La pena massima resta l'arresto, ma il tetto scende da
due anni a 18 mesi, e poi c'è la possibilità di cavarsela, se si ripristina la
legalità, pagando un'ammenda. Modifiche fatte con la precisa intenzione di
accorciare le distanze con gli imprenditori. E che invece hanno fatto
innervosire la Sinistra, rafforzandola nella convinzione di un asse
privilegiato tra il Pd e Confindustria che resiste anche quando gli industriali
sbattono la porta. "Si vede ? commenta il ministro Paolo Ferrero, di
Rifondazione ? che l'orecchio verso Confindustria è forte anche quando
Confindustria litiga". Il Consiglio dei ministri dura poco più di un'ora.
Le posizioni sono quelle di sempre, con Prc, Pdci, Verdi e Sd pronti ad
accelerare pur di ottenere un testo il più possibile a favore dei lavoratori.
Anche se questa volta non sono soli: i dubbi sull'opportunità, in un Paese come
l'Italia, di mettere in campo regole troppo morbide non avrebbe infatti
convinto altri ministri, da Scotti al titolare dell'Economia Tommaso
Padoa-Schioppa. Alla fine però ha vinto il fronte dei mediatori, anche perché
nessuno mette in dubbio la bontà del provvedimento nel suo insieme: "Un
peccato", una "sgrammaticatura", così Ferrero definisce la
scelta di ammorbidire le sanzioni. Nulla di più. Convinto infatti che il 90% del
testo sia un buon testo, questa volta non si spinge oltre. Ma vediamo in
dettaglio le principali misure contenute nel decreto. SANZIONI tra arresto e
ammenda Arresto da sei a diciotto mesi per il datore di lavoro che non abbia
effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in
aziende che svolgano attività con elevata pericolosità. Nei casi meno gravi di
inadempienza, al datore di lavoro si applica la sanzione dell'arresto
alternativo all'ammenda o della sola ammenda. Al datore di lavoro che si metta
in regola non è applicata la sanzione penale ma una sanzione pecuniaria.
Riduzione della pena anche per chi comincia a eliminare concretamente le
conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all'obbligo
violato. Nel primo caso si avrà una riduzione della pena, nel secondo solo una
sanzione pecuniaria che va da un minimo di
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1042 barrali Iter burocratico fermo, a rischio i fondi
comunitari del progetto civis Barrali --> Una beffa
della burocrazia. Non usa
mezzi termini il sindaco Gianfranco Baccoli nel denunciare lo stato di blocco
in cui da due mesi si trova il progetto civis e che rischia di far perdere al
paese i 700 mila euro concessi per la realizzazione dell'opera. "Ma non
solo Barrali si trova in questa situazione - precisa Baccoli - di fatto tutti i
Comuni sono bloccati. Per problemi puramente burocratici. I progetti
civis sono finanziati con fondi Por, quindi contributi europei - spiega ancora
il sindaco - e se da una parte l'Europa ci dice che entro dicembre dobbiamo
eseguire le opere, collaudarle e rendicontarle, dall'altra la Regione non ci dà
il via a procedere con i lavori". Il progetto prevede la demolizione e
ricostruzione di una vecchia struttura (la Funtana Manna) nel centro dell'abitato
e la realizzazione di un percorso ciclopedonale dalla Funtana Manna alla
Stazione ferroviaria, lungo la provinciale 11 che collega il paese alla statale
128. "Non possiamo demolire la Funtana Manna. - prosegue seccato Baccoli -
anche se si tratta di un vecchio rudere che va smantellato. Ma per
un'incompatibilità tra il Piano paesaggistico regionale del 2006 e il Piano
particolareggiato comunale non possiamo farlo. E siamo in marzo. È impossibile
a questo punto rispettare i termini". Il progetto, presentato nell'ambito
del progetto dell'Unione dei Comuni del Parteolla e del Basso Campidano, ha
ottenuto il primo posto nella graduatoria provinciale e l'ottavo in quella
regionale e ora rischia di andare perduto. ALESSIA PILLOLLA.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un disguido
provocato dalla burocrazia (la
ripetizione delle cifre) fa finire in cella un artigiano di San Giuseppe della
Chiusa La banca dati di Schengen registra gli attestati a rischio senza
associarli ai nomi Arrestato in Germania per la carta bilingue Il numero del
documento d'identità di Pietro Sors uguale a quello rubato a un'anziana d'Aosta
di Pietro Comelli È finito in una cella di sicurezza tedesca a causa di
una ripetizione di numeri sulla carta d'identità. Un disguido che può accadere
nel caso di documenti bilingui: i numeri progressivi forniti dal Ministero dopo
alcuni anni possono ripetersi. È stato schedato in Germania dalla polizei, con
tanto di foto e impronte digitali, interrogatorio e perquisizione dell'auto. È
successo all'artigiano Pietro Sors, 46 anni, che domenica scorsa stava
rientrando in Italia da una vacanza. Nella propria abitazione di San Giuseppe
della Chiusa, a San Dorligo della Valle. In apparenza un dettaglio, quello
della residenza in un comune biligue, che alla fine risulterà determinante
nello spiegare un equivoco degno del film "Detenuto in attesa di
giudizio". Per fortuna, rispetto ad Alberto Sordi, il triestino se l'è
cavata con quattro ore in "gabbia". Il tempo necessario alla polizia
tedesca per chiarire una vicenda davvero incredibile. Tutto ha inizio a Bad
Reichenall, località a un chilometro dal confine fra Germania e Austria, quando
l'Audi guidata da Sors viene affiancata da un'auto anonima. Alt polizei è la
scritta lampeggiante che compare sulla vettura civetta, che invita
l'automobilista ad accostare in un'area di servizio. Libretto, patente e carta
di identità è la richiesta molto garbata, subito esaudita, avanzata dagli
agenti in borghese. "Un semplice controllo, penso. Ma dopo una verifica al
terminale i poliziotti mi chiedono - racconta Sors, che parla con gli agenti in
inglese e tedesco - di seguirli alla centrale più vicina. Il motivo? Non
funziona il computer, dicono". E qui comincia l'odissea. "Dopo la
richiesta di esibire il passaporto, che non ho portato con me, mi fanno
accomodare - racconta - in una stanza chiusa dall'esterno, con sbarre alle
finestre e un citofono per comunicare. In altre parole sono finito in una cella
di sicurezza, che ben presto devo condividere con altri". Il motivo di
questo trattamento? Il documento d'identità cartaceo valido per l'espatrio,
rinnovato al comune di San Dorligo della Valle appena 10 giorni prima, risulta
rubato. Altro che computer rotto, il fatto era stato segnalato via radio ai
poliziotti. Identity card stolen è infatti la scritta che compare digitando il numero
della carta d'identità, valida fino al 2013, nel server collegato con tutti i
Paesi dell'Ue. È la banca dati Schengen, che immagazzina i numeri dei documenti
a rischio ma non li associa ai nomi. "Cado dalle nuvole, chiedo di poter
telefonare in Italia: Nein mi rispondono, aggiungendo che devono fare degli
accertamenti". Verifica della carta d'identità, ma allo stesso tempo a
Sors vengono prese le impronte digitali elettroniche. Poi la foto segnaletica.
"Non perdo le speranze. Chi sta in quella "gabbia" con me,
infatti, è stato svuotato di tutto mentre a me hanno chiesto solo le chiavi
dell'auto, che poi scoprirò essere stata perquisita minuziosamente".
Arriva l'interrogatorio: domande tutte incentrate sulla residenza, attuale e
passata. "Abito da 15 anni a San Giuseppe della Chiusa rispondo, aggiungo
la precedente residenza ma non la terza. In vita mia ho avuto solo due
case". Dopo quattro ore finalmente il rilascio, con la consegna dei
documenti: carta d'identità "rubata" compresa. "Tenga anche
questo biglietto da visita, se ci sono altri problemi ci contatti", è la
raccomandazione dei poliziotti tedeschi. Danke aufwiedersehen. Una volta
superato il confine con l'Italia, al valico di Coccau, Sors vuole però vederci
chiaro. Il mistero viene svelato dai carabinieri: nel cervellone della banca
dati Sdi una carta d'identità con lo stesso numero risulta sottratta a
un'anziana di Quart (Aosta), che nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7048 Sassari. Spari sul portoncino della villetta di Li Punti: l'uomo
minacciato tempo fa da dei neonazisti Fucilate al signore delle tasse Sassari..
Spari sul portoncino della villetta di Li Punti: l'uomo minacciato tempo fa da
dei neonazisti Attentato contro il direttore dell'Agenzia entrate -->
Attentato contro il direttore dell'Agenzia entrate Tre fucilate hanno colpito
il portone della villetta di Sergio Todde, direttore dell'Agenzia delle
Entrate. Cinque i fori al portoncino blindato. L'episodio è accaduto intorno
alle sei del mattino nel quartiere satellite a pochi chilometri dalla città.
Alba di pallettoni mercoledì mattina a Li Punti. Tre fucilate hanno colpito il
portone della villetta di Sergio Todde, direttore dell'Agenzia delle Entrate.
Cinque fori al portoncino blindato che annunciano un clima di intimidazione e
paura che sembrava superato nel capoluogo. L'episodio è accaduto intorno alle
sei del mattino nel quartiere satellite a pochi chilometri dalla città. Villette
a schiera e strade larghe. Zona residenziale abitata da professionisti che
hanno scelto la lontananza dal centro per assecondare il desiderio di
tranquillità. Tranquillità interrotta bruscamente dalle fucilate dell'altro
ieri. Il silenzio dell'alba rotto dal rumore di due o tre fucilate che hanno
centrato l'ingresso della villetta e mandato in pezzi una vetrata. I colpi sono
stati sentiti da decine di persone. Ma ad accorgersi che quei botti sordi erano
anche un messaggio intimidatorio è stato il funzionario dell'Agenzia delle
entrate solo dopo un paio di ore. È uscito da casa per andare a lavoro e ha
trovato il portone bucato dai pallettoni e schegge di vetro sull'uscio della
villetta. Sergio Todde ha subito capito che si trattava di un attentato. Immediata
la segnalazione alla polizia. Sul posto sono intervenuti gli agenti della
squadra Mobile, mentre i rilievi sono stati effettuati dagli esperti della
scientifica. Poco dopo l'alba sul posto è arrivato anche il procuratore capo
Giuseppe Porqueddu. Riserbo assoluto sulle indagini e sulle ipotesi di movente.
Sergio Todde è considerato nel proprio ambiente di lavoro un uomo tutto d'un
pezzo. Zelante e preciso, ma con equilibrio. Uomo portato a
risolvere i problemi piuttosto che a fermarsi davanti alla burocrazia. Ma nella sua posizione da
direttore dell'Agenzia delle entrate potrebbe esser finito nel mirino di
chiunque. Dal contribuente arrabbiato sino alle sigle neo naziste. Proprio uno
dei gruppi di ispirazione fascista (Afns) lo aveva minacciato su un sito internet.
Il portale era stato chiuso lo scorso aprile dai carabinieri su provvedimento
richiesto al Gip dal sostituto procuratore Michele Incani. L'Azione fascista
nazional socialista minacciava di rappresaglie il direttore dell'ufficio
tributi. Dopo l'attentato di mercoledì all'alba, il livello di attenzione ha
raggiunto i limiti di guardia. MAURIZIO OLANDI.
( da "Nuova Venezia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Una lettera
dell'imprenditore trevigiano Lorenzo Bernardi, 29 anni, all'aspirante premier
"Caro Walter, punta su noi giovani" "Costretti a emigrare per
avviare un'azienda: la burocrazia impera" GIORGIO BARBIERI TREVISO. "Ho 29 anni e
un'idea. Chiedo a Walter Veltroni di darmi la possibilità di rischiare".
Il leader del Partito democratico sarà domani mattina a Mestre e nel pomeriggio
a Treviso; a lui si rivolge un giovane trevigiano che incarna l'identikit
dell'imprenditore nordestino. Lorenzo Tiziano Bernardi ha lasciato il
lavoro dipendente, "ben pagato e a tempo indeterminato", per
trasformare, insieme a quattro amici, la sua idea in una realtà
imprenditoriale. "Ma in Italia oggi non è possibile - spiega - vorrei che
il Partito democratico facesse qualcosa per far sì che un ragazzo non sia
costretto ad andarsene per poter realizzare il suo sogno". Dopo gli studi
umanistici si è occupato di amministrazione e finanza. Un contratto a tempo indeterminato
e un buon stipendio a ventinove anni non sono certo da buttare. Ma ad agosto
2007 gli viene un'idea: si vuole lanciare nel campo dell'editoria realizzando
un sistemma interattivo e multimediale per realizzare libri di testo scolastici
personalizzati e a basso costo. "Non so assolutamente dire se sarà un
successo, ma vorrei almeno provarci". Quanto costerebbe realizzare questa
idea? Non meno di due milioni di euro per partire. Bella cifra, e chi glieli
può dare? Le banche sicuramente no. In Italia il sistema prima valuta le
garanzie e dopo le idee e queste ultime contano ben poco rispetto alle
garanzie. E quindi a chi si rivolge? Inizio a contattare alcuni fondi di
venture capital (il prestito di capitale da parte di un investitore per finanziare
l'avvio di un'attività ndr) ma il quadro è sconcertante per l'esiguo numero di
fondi pronti a lanciarsi in questo genere di iniziative. Un quadro desolante se
paragonato al resto d'Europa, senza voler fare il confronto con gli Stati
Uniti. Poi però accade qualcosa? "Riesco a stimolare la curiosità di uno
di questi fondi. Ma ad un certo punto mi viene chiesto di fare un piano
finanziario ipotizzando che l'azienda non abbia sede in Italia ma in Francia. E
questo perché rientrerebbe nell'ambito delle Jej (Giovani imprese innovative)
riuscendo così a godere di una importante serie di facilitazioni fiscali per i
primi otto anni di vita. Ad esempio? Esonero dagli oneri sociali per chi si
occupa di ricerca e sviluppo all'interno dell'impresa. Possibilità di richiedere
l'esonero dalle tasse locali. L'esonero dal pagamento delle tasse sul reddito
per i primi tre anni e del 50% per il biennio successivo. L'esonero di imposta
per le plusvalenze. Vuol dire che all'estero si investe di più sulle idee? Lo
dicomo i numeri. In Italia nel
( da "Milano Finanza (MF)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Terna pronta a
irretire l'eolico Il vento prende pian piano piede anche in Italia, anche se
per ora equivale, assieme al solare fotovoltaico, soltanto a circa il 3%
rispetto ai 314 TWh della produzione lorda in Italia. Ma la sua è una
progressione che deve essere adeguatamente accompagnata dal rafforzamento delle
infrastrutture. Cosa che non sempre viene messa in calendario con la necessaria
tempestività, suscitando l'allarme degli addetti ai lavori. "La crescita
dell'eolico prevista nei prossimi anni rende necessario accelerare lo sviluppo
della rete, ed è pertanto essenziale che le amministrazioni nazionali e
regionali rilascino quanto prima le autorizzazioni necessarie per la
costruzione dei nuovi elettrodotti", hanno fatto sapere nei giorni scorsi
Terna, la società quotata che gestisce la rete elettrica nazionale in una nota
congiunta con Anev, l'Associazione nazionale energia del vento, e Aper,
l'Associazione per le energie rinnovabili.I tre soggetti hanno precisato che lo
sviluppo dell'eolico in Italia non è limitato da motivi tecnici relativi alle
connessioni degli impianti alla rete di trasmissione nazionale. Terna, infatti,
in quanto gestore di rete, ha l'obbligo di connettere tutti i soggetti che ne
facciano richiesta. La società sottolinea inoltre che in nessuna parte del
territorio nazionale esistono limitazioni alla potenza installabile per
l'eolico. L'unico freno alllo sviluppo di nuove strutture, a loro giudizio,
viene dalla burocrazia delle amministrazioni locali e
nazionali dalle consuete lungaggini dei relativi iter autorizzativi.
(riproduzione riservata)Claudio Savoldelli MF - Rapporto Energia
Numero 048, pag. 61 del 7/3/2008 Autore: Claudio Savoldelli.
( da "Milano Finanza (MF)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF
Rigassificatori in lotta con la burocrazia Il primato
spetta a Edison, con i partner d'occasione Qatar Petroleum ed Exxon Mobil. è
suo, in parte, l'unico rigassificatore realmente in via di realizzazione in
Italia. La joint venture Adriatic Lng (45% Exxon Mobil, 45% Qatar Petroleum,
10% Edison) lo sta ultimando
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-07 - pag: 3 autore: Montezemolo
"Provvedimento punitivo, serve più formazione" ROMA Una bocciatura.
Con una motivazione che non lascia spazio a ripensamenti: "Inasprendo le
pene non si salva nessuna vita umana". Il provvedimento sulla sicurezza,
varato ieri dal Consiglio dei ministri, secondo Luca di Montezemolo non risolve
il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro: "L'impianto è tutto
spostato sulle sanzioni. Bisogna invece puntare sulla prevenzione e sulla
formazione, che sono l'unica strada per ridurre i rischi". Non ci sta il
presidente di Confindustria, a vedere le aziende sul banco degli imputati,
quando già a dicembre dell'anno scorso aveva lanciato l'idea di aprire un tavolo
con Governo e sindacato sull'argomento ed aveva proposto di fare del
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FRANCESCA FILIPPI
ROMA - Arresto da
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Il decreto sicurezza sul lavoro incassa il via libera di
palazzo Chigi. Ma non di Confindustria. Bocciatura secca, annunciata nel primo
pomeriggio dal responsabile per le relazioni industriali, Giorgio Usai
("Si è persa un'ottima occasione per dare un ottimo servizio allo Stato,
non c'è un giusto equilibrio tra mancanze gravi e carenze formali e
documentali") e poi formalizzata da Luca Cordero di Montezemolo. Che usa
parole di fuoco contro il governo e il testo del decreto, ed evoca scenari da
"Cuba degli anni Sessanta" per bollare quella sinistra che parla di
"imprenditori che piangono a pancia piena". "Il testo unico -
sottolinea - rischia di essere l'ultimo atto di una sinistra anti-industriale e
demagogica. Le pene non salvano la vita". Viale dell'Astronomia certamente
non ha la capacità di annullare il decreto. Lo respinge, ma dovrà accettarlo.
Risponderà al governo con una "grande iniziativa di formazione sul
territorio per aiutare le imprese ad avere più sicurezza", come ha
annunciato lo stesso Montezemolo. E' l'impianto sanzionatorio, contenuto nel
decreto, che Confindustria contesta. "E' tutto spostato su questo versante
- insiste Montezemolo - e non c'è chiarezza sulle regole. Così si fa damagogia,
si rende difficile l'attività delle imprese serie, ma non si salva una vita in
più, che noi imprenditori consideriamo il primo valore da tutelare". Non
mettono in discussione, il presidente e gli industriali, un giusto sistema di
sanzioni per chi commette violazioni gravi, ma servirebbero regole chiare e
soprattutto misure in positivo. Per esempio, più formazione, più prevenzione,
più cultura della sicurezza. Le imprese sane andrebbero supportate ed
accompagnate verso livelli di sicurezza sempre più elevati. Le minacce non
servono. Piuttosto è necessaria un'azione di contrasto forte al lavoro nero
dove più elevati sono i rischi. "Invece - secondo Montezemolo - se creiamo una burocrazia delle pene, rischiamo di incentivare proprio il lavoro nero,
dove le regole non si seguono e si danneggiano le aziende serie". Il
presidente di Confindustria è anche numero uno della Ferrari e la similitudine
arriva quasi automatica: "In "formula 1" i progressi sul terreno
della sicurezza sono enormi, ma non bastano mai. Gli incidenti li
dobbiamo prevenire, dobbiamo fare formazione e controlli". Montezemolo
cita il caso dell'imprenditore di Molfetta: "E' morto anche lui perchè
forse non era stata fatta formazione, forse le regole non le conosceva
neppure". Ricorda - ed è anche una denuncia - che l'Inail ha un miliardo e
mezzo all'anno, soldi delle imprese e che noi, insieme al sindacato, abbiamo
chiesto di utilizzare per programmi diffusi, concreti. Ci è stato detto di
no". Sulle posizioni di Confindustria anche le altre 15 organizzazioni
delle imprese (Abi, Ania, Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti,
Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative,
Confesercenti, Lega delle Cooperative) che hanno diffuso una nota unitaria in
cui parlano di "intervento di natura punitiva che nulla ha a che vedere
con le logiche della prevenzione, della formazione continua, della
informazione, della consulenza e della collaborazione tra istituzione, imprese,
sindacati e lavoratori. In realtà il tentativo operato dal governo di graduare
meglio l'entità delle sanzioni non coglie ancora l'esigenza espressa dal mondo
delle imprese di sanzionare in maniera differenziata le violazioni formali
rispetto a quelle che effettivamente determinano situazioni di reale pericolo
per i lavoratori". Di tutt'altro avviso, ovviamente, il giudizio dei
sindacati. "Valutazione complessivamente positiva", viene espressa in
una nota unitaria, firmata da Cgil, Cisl, Uil. Soddisfatto il numero uno della
Cgil, Guglielmo Epifani: "Resta semmai il rammarico per la scelta fatta
dalle imprese. Ora l'auspicio è che la riforma venga approvata al più presto e
impegnarsi ovunque nei luoghi di lavoro perchè l'approvazione della legge,
naturalmente, non risolve tutti i problemi". "Adesso - sollecita il
leader della Cisl, Raffaele Bonanni - bisognerà sempre di più selezionare le
imprese e bandire tutte quelle che non corrispondono ai requisiti di
garanzia". "Quello del governo - commenta la first lady dell'Ugl,
Renata Polverini - è un segnale importante e doveroso nei confronti dei
lavoratori. Il testo unico però non è un traguardo, ma un inizio: serviranno
controlli più severi".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-03-07 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Case e negozi, così cambierà Cava Anche un giapponese
tra gli architetti chiamati a ridisegnare la città Una due giorni dedicata al
futuro urbanistico di Cava de' Tirreni. Tra progetti in esposizione e grandi
firme dell'architettura CAVA DE' TIRRENI - Nella prima mattinata di ieri il sindaco
di Cava de' Tirreni Luigi Gravagnuolo nelle sale del cinquecentesco complesso
monumentale di Santa Maria del Rifugio ha aperto i lavori della "Mostra
convegno: il piano i progetti ". L'evento, preparato con grande
attenzione, si può ritenere la carta fondamentale del programma urbanistico-
produttivo che traccia le linee di "un futuro per Cava". La mostra,
allestita ai piani inferiori dell'edificio, ha rappresenta il nucleo centrale
della discussione e ha fatto da prologo alle proposte del nuovo Puc in
preparazione per la città di Cava. Per dare una visione liberista al nuovo
piano nella mostra comparivano con molta enfasi i progetti delle opere dei
privati in corso di esecuzione o in attesa della concessione edilizia. In
effetti, si è trattato di allestire un repertorio sullo stato dei lavori. Dal
punto di vista culturale il piano presentato dal sindaco si sviluppa intorno ad
un evento storico religioso, come la celebrazione, nel 2011, del Millennio
della fondazione dell'Abbazia benedettina della Trinità. Nel passato glorioso
della regola benedettina Ora et Labora, l'amministrazione pone le linee
fondamentali per risorgere dal declino che ha investito, in questi ultimi anni,
in forme diverse, i più importanti centri meridionali. In realtà, Cava ha assistito
alla perdita di molti comparti produttivi che per secoli avevano caratterizzato
il tessuto sociale e urbano e avevano reso prospero il centro metelliano. Col
tempo si è ridotto fino a scomparire l'economia alimentata dal turismo
internazionale; anche il commercio dei tessuti, florido fin dal medioevo, ha
avvertito momenti di crisi insieme all'agricoltura che aveva nella coltivazione
del tabacco uno dei fattori centrali dell'economia cavese. Dall'analisi
puntuale della nuova realtà il sindaco Gravagnuolo ha fatto la scelta di
mettere al centro dello sviluppo il recupero delle aree urbane dismesse di
decisivi settori produttivi cittadini. Non è un caso che i più importanti
progetti presentati prevedono il recupero di storici edifici un tempo gloriosi.
Straordinario infatti è il progetto del giovane architetto giapponese Kengo
Kuma che ha ridisegnato l'edificio della tipografia Di Mauro per costruire
"Headquarters di Cavamarket" di Antonio Della Monica, imprenditore
della grande distribuzione in Campania. Era l'unica soluzione per trovare
un'occupazione ai tipografi che con il fallimento avevano perduto il posto di
lavoro . Su queste linee si sviluppa il disegno dell'ex manifattura tabacchi al
centro della città, progettata dall'Archea Associati, il recupero del cinema
Metelliano dell'architetto Ferdinando Salsano e del vecchio Capitol, ridotto
ormai a rudere. Il sindaco Gravagnuolo ha reso esplicito il suo programma
esaltando, infine, "il valore degli investimenti privati superiori a
quelli pubblici ". E nel dare un taglio estetico al suo intervento:
"Questo piano sviluppa l'economia della bellezza, la bellezza che produce
ricchezza. In particolare la bellezza dell'architettura ". A dare una mano
a Gravagnuolo, infine, è intervenuto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca,
che ha auspicato un Puc "meno legato alle regole e
alla burocrazia". Ugo
Di Pace Il Millennio della Badia Un piano di trasformazione in vista delle
celebrazioni del Millennio della fondazione dell'Abbazia benedettina Il futuro
è ora La trasformazione dell'ex cinema Metelliano e, In alto, il nuovo edificio
per 200 residenze nel cortile dell'ex tabacchificio di cui, a destra, è
fotografato il prospetto ottocentesco.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FABIO NUCCI
PERUGIA - Dopo due anni di battaglie a colpi di carte da bollo ed esposti, la
disputa sul bollo ridotto delle auto d'epoca ha trovato una soluzione ma la
questione non sembra ancora chiusa. Per ottenere l'agevolazione ora basta una
semplice autocertificazione e questo grazie a Federconsumatori regionale ed
alla tenacia di un professionista perugino, appassionato di auto d'epoca. Ma in
passato, qualcuno l'agevolazione sembra l'abbia ottenuta anche senza averne il
diritto. L'inghippo era stato creato da una normativa regionale che riconosceva
la tassa di circolazione ridotta per le auto considerate di particolare
interesse storico-collezionistico, anche per quelle di di età compresa tra i 20
ed i 29 anni. La norma, infatti, subordinava l'agevolazione fiscale alla
presenza del modello per il quale si chiedeva la riduzione del tributo, in
appositi elenchi stilati dall l'Automobilclub storico italiano (Asi) e, per le
due ruote, dalla Federazione motociclistica italiana (Fmi). Elenchi che l'Fmi
ha sempre prodotto mentre l'Asi ne ha pubblicato solo uno, parziale, nel 2002.
Da qui la necessità di chiarire la materia con la Regione che, intervenendo con
la legge 23/2002 (poi abrogata) ha subordinato la concessione dell'agevolazione
alla presentazione, in mancanza dell'elenco, di una certificazione che l'utente
era costretto a chiedere all'Asi, pagando fino a 150 euro. Un giro burocratico
che bruciava i benefici dell'agevolazione. "L'utente in pratica era
obbligato a iscriversi a tale associazione - fa notare Alessandro Petruzzi,
presidente regionale Federconsumatori - in violazione dell'articolo 23 della
Costituzione secondo la quale nessuna prestazione personale o patrimoniale può
essere imposta se non in base alla legge". Così è cominciata la "battaglia"
intrapresa da Dario Di Bello, ingegnere appassionato di auto d'epoca, dopo aver
acquistato due anni fa, una Y10 Turbo del 1986. Allo scadere del 20° anno di
età, Di Bello ha verificato sulla propria pelle
incongruenze della burocrazia e, in alcuni casi, disinformazione degli enti preposti. Dal
passaggio di proprietà presso il Pra al pagamento della tassa ridotta, le
iniziative del contribuente, supportate da Federconsumatori regionale e dai
consiglieri regionali Oliviero Dottorini e Pavilio Lupini, hanno portato prima,
all'abrogazione dell'articolo della legge regionale che
"imponeva" la certificazione Asi per vedersi applicato il bollo
ridotto, poi allo "sdoganamento" dell'autocertificazione.
"Quando arrivai al Pra per la pratica del passaggio di proprietà della Y10
- racconta Di Bello - la dirigente mi disse che per loro la mia auto non era
storica, nonostante un'autocertificazione dettagliata ne specificasse le
caratteristiche". Particolare che in cifre si sarebbe tradotto in 400 euro
da pagare al posto dei 51,65 forfettari fissati per il tributo sul passagio di
proprietà (Ipt) dei veicoli "storici". Il rifiuto del Pra ha
innescato una serie di iniziative fatte di interpelli alla Provincia e di una
denuncia ai carabinieri per omissione di atti d'ufficio: atti conclusi con il
riconoscimento, con tanto di comunicazione ufficiale da parte del segretario
generale della Provincia, dell'Ipt ridotta. Il "caso" poi si è
spostato in Regione per la quale l'autocertificazione non era sufficiente ad
applicare il bollo ridotto: 5 interrogazioni parlamentari ed un esposto di
Dottorini si sono occupati della questione e Federconcumatori ha promosso una
raccolta firme. Oltre mille le sottoscrizioni raccolte per contrastare la norma
con un interpello rimasto senza risposta. Le pressioni di Dottorini e Lupini,
in seconda commissione, hanno poi portato all'abrogazione dell'articolo
incriminato definito "ingiusto" e "in contrasto con la legge
nazionale ed i principi della Costituzione". Così, dal primo gennaio tutti
i contribuenti in possesso di un'auto d'epoca, costruita dai 20 ai 29 anni fa,
possono auticertificarne i requisiti di autenticità e pagare solo 25,82 euro di
tassa di circolazione. Dopo l'intervento dell'assessore Vincenzo Riommi che ha
stabilito la validità dell'autocertificazione, informando anche gli uffici
centrali e periferici dell'Aci, al settore Tasse automobilistiche della Regione
sono arrivate già un centinaio di richieste per ottenere l'agevolazione. Il
giallo però non sembra finire qui. Riferiscono dalla Federconsumatori:
"Siamo in possesso di documenti ufficiali della Regione e dell'Asi che
dimostrano come l'esenzione della tassa di proprietà sia stata riconosciuta a
veicoli (Ape, Ford Transit, Fiat Iveco) che non avevano diritto
all'agevolazione fiscale".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DALL'ITALIA
07-03-2008 I punti chiave del testo Niente carcere per chi ripara alle
irregolarità Arresto da sei a diciotto mesi per gli imprenditori che non fanno
la valutazione del rischio nelle aziende con particolari pericoli per la salute
dei dipendenti. Ma graduazione delle sanzioni che, nei casi di inadempienza
meno gravi, possono essere trasformate in ammenda. E per chi si mette in
regola, solo sanzione pecuniaria, da
( da "Riformista, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pmi 2 globalizzati?
Pochi investimenti, tanti incentivi cambia il mondo, le imprese no Aziende,
imprese, uomini, futuro, una sequenza che parte da lontano e rappresenta uno
dei temi guida per, prima, contrastare la complessa crisi congiunturale in cui
siamo e, poi, ridare fiato alle trombe per una ripresa consistente.
"Piccolo è bello" era il motto degli anni '90, il tessuto nostrano
delle imprese quello era e tale è rimasto. Molto è cambiato, molte cose si sono
vorticosamente modificate, le accelerazioni sono state infinite, Bill Gates è
già andato in pensione, ma l'impresa italiana è rimasta ancorata alla
conduzione familiare con ritardati cambi generazionali e scarsa propensione a
capitalizzarsi, come sarebbe stato opportuno. Scarsa è stata la capacità di
investire, molta la capacità di inventare e molte volte di saper rischiare,
sani concetti di fare impresa gli ultimi due, improprio il primo. Gli
investimenti sono e saranno sempre più all'origine del successo o
dell'insuccesso delle aziende, la capitalizzazione con mezzi propri adeguati al
rischio del business sono un caposaldo per saper affrontare le sfide
dell'innovazione, della formazione, della ricerca. Parole di cui tutti si
riempiono costantemente la bocca ma che portano con sé bisogni finanziari assai
rilevanti e ritorni sempre a medio lungo termine. Indispensabile rendersi conto
di quanto sia però difficile ottemperarvi se non ci sono, a monte, opportune
risorse investite. Il ricorso al credito, da noi molto personalizzato, è parte
integrante di un piano industriale e finanziario fondamentale, ma è bene ricordare
che non si può ritenere il finanziamento bancario l'unico. Molte volte le
piccole imprese vedono rifiutare loro la concessione di linee di finanziamento,
il più delle volte avviene proprio per mancanza di requisiti o fondamentali:
capitale investito, patrimonio netto, risultati degli ultimi anni, sono gli
elementi irrinunciabili per essere accompagnati da linee di credito che possono
essere anche cospicue. Purtroppo, sovente l'impresa non è in grado di
presentare neanche una delle componenti prima citate, il tutto accompagnato da
alchimie di bilancio per evitare di pagare troppe imposte crea un ulteriore
peggioramento della credibilità dell'impresa. Indubbiamente, la pressione
fiscale e contributiva italiana è tra le peggiori, per entità e per gli scarsi
ritorni sociali, se poi la si accompagna alla infernale burocrazia, ce n'è abbastanza per
comprendere le ragioni delle alchimie di bilancio, ma senza nulla togliere ai
validi motivi serve una diversa concezione di fare impresa. Chi investe del suo
sa molto bene quanto sia fondamentale assumere rischi proporzionati al capitale
investito, chi lo fa con mezzi altrui è meno propenso a soffermarsi su ogni più
piccolo particolare. Difficile modificare lo status per dimensioni e
cultura della piccola impresa italiana, ma il non farlo in una stagione
pesantemente negativa come l'attuale può diventare tombale per moltissime
aziende. Fusioni ed incorporazioni possono costituire una soluzione, in parte,
dei problemi dimensionali e patrimoniali, da lì inizia un nuovo percorso in cui
le banche possono essere perno per favorire e sostenere le aziende, ma serve
anche il contributo pubblico e questo deve essere di adeguato stimolo, il
ricorso al credito d'imposta può non bastare, un'automatica diminuzione dei
costi contributivi per un periodo di due o tre anni potrebbe dare il
"la". La sfida del prossimo lustro obbligherà sempre più a forti
azioni di modernizzazione, serviranno cose concrete e molte aziende non
riusciranno a mettersi in condizione di superare barriere di elevata altezza,
creando una situazione non solo negativa per l'imprenditore, ma ancor più per
il dipendente. Abbiamo pochi player internazionali, a questi va chiesto di
rafforzarsi e di condurre nei vari ambiti internazionali miriadi di piccole e
medie imprese, non imponendole territorialmente ma grazie l'esclusività delle
loro produzioni e servizi. Piccolo e sano deve essere il motivo conduttore
dell'impresa nostrana del terzo millennio, perché accada servono le componenti
prima citate e una politica in grado di comprendere quanti e quali problemi
oggi vanno affrontati e superati per vincere le sfide, sempre più in salita,
della globalizzazione. Dalla prossima consultazione elettorale deve nascere un
esecutivo che abbia il coraggio di parlar chiaro agli elettori, per farlo deve
avere ottenuto un largo consenso e puntare a pochi, significativi e qualificati
punti. Il sostegno alla piccola impresa è sicuramente tra questi, un sostegno
non più basato sulle contribuzioni ma sugli stimoli ad investire e a modernizzarsi.
Dall'impresa parte la possibilità di ridare sviluppo al Paese, una crescita che
ricade sull'occupazione e, oltre ad ampliarla nei numeri, la stabilizza nella
durata, purchè lavoratori e sindacati siano realisticamente consapevoli che,
più l'impresa è di piccole dimensioni, e più partecipazione, senso di
appartenenza e coinvolgimento diventano elementi insostituibili. È impensabile
pretendere di essere semplici occupati, servono tutte le componenti prima
citate, sta poi all'imprenditore saper riconoscere e premiare i meriti e
rendere partecipe ai risultati chi ogni giorno lavora con discernimento e
desiderio di emergere. L'imprenditore, soprattutto se piccolo, molte volte, è
solo, una partnership con i propri dipendenti è valore. Saperlo tutti è gran
cosa, tradurre i desiderata in fatti lo è ancora di più. Bene provarci.
07/03/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le richieste
delle categorie produttive "Misure per frenare il caro-petrolio" Tra
le priorità anche le infrastrutture e il rilancio dei fondi per l'innovazione è
il costo eccessivo dell'energia, legato all'impennata del petrolio, l'emergenza
numero uno per gli imprenditori del Centro-Nord ed è quindi su questo fronte
che al prossimo Governo chiedono di intervenire in via prioritaria. Ma nel
ventaglio di richieste del territorio a Roma, in vista della chiamata alle urne
del 13 e 14 aprile 2008, non mancano annosi problemi irrisolti: dal deficit di
infrastrutture materiali e immateriali alla necessità di stimolare la ricerca e
l'innovazione, soprattutto nelle piccole aziende, fino all'urgenza
di un taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di liberalizzazioni. A
spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli industriali emiliani
del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da costi della materia
prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un cambio euro-dollaro
penalizzante per l'export. In Toscana le Pmi chiedono un sistema di
premialità che incentivi investimenti in formazione e innovazione. Il mondo
produttivo marchigiano denuncia l'assenza di una vera politica per il
manifatturiero e dunque di un'azione sinergica per rilanciare il territorio,
mentre gli operatori umbri spostano l'accento sul tema della sicurezza, per
garantire l'attrattività turistica, e della modernizzazione in agricoltura.
Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Marche. Gli industriali: bisogna
rilanciare la competitività Priorità al nodo infrastrutturale ANCONA Il nuovo
Governo dovrebbe presentare un'idea forte per rilanciare la competitività delle
aziende, soprattutto le piccole, prevedendo una promozione del territorio
coordinata, misure per favorire l'ingresso di menti giovani nelle aziende, ma
anche semplificazione amministrativa e abbattimento di spesa pubblica e
pressione fiscale. Ma le richieste degli imprenditori marchigiani abbracciano
anche il tema infrastrutture, indispensabili allo sviluppo. "è mancata
soprattutto nell'ultimo decennio – afferma Roberto Vallasciani, imprenditore
calzaturiero del Fermano ed ex vicepresidente nazionale dell'Anci – una
politica industriale per il manifatturiero, in particolare per le Pmi, che sono
state lasciate sole a competere nel mercato globale. Non ci interessa
l'assistenzialismo,ma azioni che valorizzino i nostri punti di forza e ci
aiutino a superare limiti strutturali e organizzativi. Come uno sgravio
contributivo per chi assume neolaureati, ma anche una promozione del
ter-ritorio coordinata, che non disperda risorse in mille progetti e che tuteli
il made in Italy". Richieste condivise anche dal mondo del commercio.
"Dobbiamo recuperare in competitività, soprattutto sostenendo le imprese
che lavorano in Italia – dice Massimiliano Polacco, direttore regionale di
Confcommercio –. Serve un progetto globale di sviluppo. Anche in questa
campagna elettorale, si parla di potere d'acquisto, pensioni, salari: problemi
che non si risolvono se non si restituisce competitività al sistema ". Non
si discosta l'artigianato: "Il costo del lavoro – afferma Giorgio
Cippitelli, segretario regionale di Confartigianato –e la pressione fiscale
sono eccessivi: per ridurli, occorre contenere la spesa pubblica, magari
riducendo i livelli istituzionali, troppo costosi e scoordinati. Ma soprattutto
è fondamentale far sì che tutti rispettino le regole, poche e chiare; investire
sul sistema educativo, migliorandone il rapporto con il mondo del lavoro; rendere più efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo
delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese
–aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche".
"Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei
fondali potrà far attraccare solo traghetti; l'aeroporto è pieno di
debiti e non riesce a dare risposte al turismo e l'interporto non lavora a
pieno regime". Molto da fare anche sulla rete stradale: "Sarebbe da
sviluppare – conclude Giannalberto Luzi, presidente regionale Coldiretti –
anche la viabilità trasversale, non solo la direttrice Nord-Sud, visto che
l'agricoltura è sempre più relegata nelle colline: sarebbe un modo anche per
favorire la vendita diretta. Servono piccoli e medi invasi naturali, visto che
nelle Marche siamo, su questo fronte, fermi al dopoguerra. E bisogna sviluppare
le energie rinnovabili, per integrare il reddito agricolo e aiutare lo
smaltimento delle biomasse". An. La. INVESTIRE IN FORMAZIONE Secondo
Confartiginato è basilare la riqualificazione del sistema educativo abbinata a
strette sinergie con il mercato del lavoro IMAGOECONOMICA Roberto Vallasciani.
Ex vicepresidente nazionale Anci Giorgio Cippitelli. Segretario regionale
Confartigianato.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Umbria. Norme per garantire centri storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore
chiave Beatrice Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio
dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le
associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi –
dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti –
finalizzate a colpire sempre l'ultimo anello della catena. Abbiamo il livello
di tassazione più alto d'Europa, che mette le imprese in ginocchio; per
converso registriamo un trend inflazionistico in linea con i Paesi dell'area
euro. Il Governo deve prendere posizioni nette in merito. Collegata a questo
c'è l'imprescindibile esigenza di alleggerire il carico della burocrazia e del sistema pubblico. Così come va alleggerito
il costo del denaro. Altra emergenza è la sicurezza. Occhi puntati poi
sull'innovazione e la ricerca. Infine i centri storici: occorre un'attenzione
specifica per salvaguardarne l'identità e l'attrattività turistica ".
Recuperare il concetto di impresa privata, è una delle priorità segnalate da
Cna Umbria. "Quello che in primis ci aspettiamo – dice Paolo Arcelli,
direttore regionale Cna Umbria – è che la tornata elettorale possa permettere
la nascita di un esecutivo in grado di governare, partendo da una corretta
interpretazione del contraddittorio sistema Italia, nel quale un tessuto
economico- produttivo costituito da numerosissime imprese è costantemente
"contrastato" da un pubblico, che ha ampliato gli spazi invadendo il
mercato. Auspichiamo dunque che possa essere recuperato in positivo il concetto
di impresa privata". Moderna agricoltura, tutela della sicurezza
alimentare, salvaguardia del territorio, sono alcune delle indicazioni di
Coldiretti Umbria. "Le priorità sono sempre le stesse, chiediamo
interventi per la modernizzazione del settore e, in Umbria – spiega Angelo
Corsetti, direttore regionali Coldiretti – sollecitiamo l'applicazione del
Piano di sviluppo rurale in tutte le sue previsioni. La politica dovrà fare
scelte chiare e condivise sui temi della tutela della sicurezza alimentare,
dell'etichettatura dei prodotti, delle produzioni di qualità". Il Ternano
avanza poi delle richieste specifiche. "Confindustria Terni – spiega il
presidente dell'associazione, Umbro Bernardini – si impegna con ogni proprio
mezzo per rendere il territorio massimamente competitivo. Il tema centrale, in
tal senso, è quello della dotazione infrastrutturale, materiale e immateriale.
Le priorità sono il completamento della superstrada Terni-Rieti-Civitavecchia;
il raddoppio della linea ferroviaria Orte-Ancona; la realizzazione di una
piattaforma logistica nell'area Narni-Terni; la realizzazione della complanare
della città di Orvieto e del nuovo casello a nord della città". IL SETTORE
PRIMARIO Gli agricoltori pongono l'accento sugli interventi di modernizzazione
e la tutela della qualità e dei marchi di origine Umbro Bernardini. Presidente
Confindustria Terni Antonio Giorgietti. Numero uno di Confcommercio Umbria.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMA data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le attese e le
priorità del mondo produttivo "Intervenire subito su
Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per riacquistare la competitività perduta La
parola d'ordine è accelerare sulle infrastrutture. Tra le priorità indicate al
prossimo governo dalle associazioni di categoria del Nord-Ovest –
indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 13 e 14 aprile – al
primo posto c'è la richiesta di sciogliere i nodi legati alla Tav e alle altre
opere ritenute fondamentali per lo sviluppo del territorio. Imprenditori,
artigiani e commercianti sono uniti anche nel richiedere un maggior
coordinamento e una miglior azione di "lobbying" da parte dei
parlamentari espressi dal territorio, per un'azione bipartisan che favorisca anche
l'integrazione all'interno della macroarea. Favorire l'innovazione,la ricerca e
la creazione di network sono altre domande che emergono con forza. In
particolare è la richiesta della Confindustria ligure, alle prese con la
frammentazione del sistema produttivo locale. Non mancano poi i grandi temi che
stanno animando la campagna elettorale nazionale: questione fiscale e difesa
del potere d'acquisto dei consumatori. In Valle d'Aosta l'accento viene messo
sulla difesa dell'autonomia. Intanto la rappresentanza della macroarea
diminuisce a causa del calo demografico: dai 106 parlamentari eletti nel 1983
si è passati agli attuali 95. Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SUD
data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le priorità di
professionisti e parti sociali "Rilanciare incentivi e
infrastrutture" La sicurezza resta in cima alle
richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14
aprile, professionisti e parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di
priorità che il nuovo governo dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il
contesto sociale del Sud. Uno il denominatore comune: la tempistica.
Ogni intervento, ogni iniziativa dovrà essere intrapresa nell'immediato per
evitare di allargare ulteriormente la forbice che spinge ai margini dei mercati
il Meridione. Le ricette poi sono le solite: più infrastrutture, riforma degli
incentivi, sburocratizzazione della Pa, lotta alla criminalità e alle tante
emergenze che zavorrano il Mezzogiorno. Prisco u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Toscana. Al nuovo Governo si
domanda un sistema di premialità per le piccole realtà Più aiuti alle Pmi che
innovano Manuela Villimburgo FIRENZE Si chiamano infrastrutture, fisco e burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana,
che su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti.
"Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione
Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie
efficaci ed incisive ". Mentre per gli industriali di Grosseto,
attraverso il presidente Aristide Giannetti, "c'è la necessità di un
impegno concreto verso la possibilità di aumentare i redditi attraverso
l'alleggerimento degli oneri del lavoro dipendente. è indispensabile poi
un'attività per il rilancio dell'economia, legato alla competitività e al
sostegno agli investimenti delle imprese per l'innovazione e la ricerca ".
Ecco che il manifesto per la governabilità siglato a livello nazionale dalle
associazioni d'impresa, in Toscana mette a fuoco voci di spesa da tempo in
bilancio ma ancora incompiute. "Occorrono maggiori risorse – puntualizza
Massimo Vivoli, presidente Confesercenti – per accelerare la modernizzazione
delle infrastrutture a partire dal completamento della Tav e del
sotto-attraversamento di Firenze. Vanno rimossi gli ostacoli che ritardano le
opere per la grande viabilità come l'autostrada Tirrenica o la Fano-Grosseto,
nonché termovalorizzatori e rigassificatori ". E tra gli ostacoli, oltre a
quelli creati dalla stessa politica e dai suoi localismi, le categorie
insistono su quello dei finanziamenti statali. "Per la messa a regime
degli interporti di Prato e Livorno – incalza Cristina Bardazzi, vicepresidente
Cna – non possiamo permetterci altri impasse. Per il miglioramento della rete
ferroviaria e autostradale vorremmo vedere più attivi Stato e Ferrovie".
Stessa convergenza di tutti i settori dell'economia regionale sul tema del
fisco che vede le imprese di minori dimensioni particolarmente agguerrite, dopo
essere state colpite così duramente dall'accelerazione della competizione. Il
commercio toscano punta anche il dito sulla formazione, leva strategica per la
competizione dei piccoli e grandi esercizi. "Se lo Stato non scommette sui
giovani – insiste Nico Gronchi,presidente Confesercenti Firenze – rischiamo di
veder scomparire il tessuto commerciale legato alle produzioni tipiche, dove
stiamo cercando di favorire il ricambio generazionale ".
Sull'inadeguatezza delle risorse insiste Franco Scortecci, presidente regionale
Confcommercio, lamentando la tradizionale destinazione dei fondi alla grande
impresa manifatturiera. "Chiediamo maggiore attenzione alle Pmi nelle
politiche di sviluppo e nel credito agevolato, perché l'innovazione è una leva
strategica anche nei settori del commercio e del turismo. Sul fronte tasse ci
aspettiamo una riduzione dell'Ires, studi di settore equi e selettivi,
assestamento dell'Irap e aliquote Iva competitive per il turismo".
Sembrano soprattutto le imprese agricole ad avvertire il vincolo delle scelte
governative dato che il settore gioca la propria partita sui terreni
dell'etichetattura e dei controlli, questioni normate a livello europeo.
"L'economia toscana potrebbe incassare molto di più dai prodotti tipici e
di qualità – spiega Prisco Lucio Sorbo, direttore Coldiretti Toscana – ma senza
indicazione in etichetta dell'origine del prodotto di base, i produttori
rischiano di continuare a sottoporsi a mille adempimenti senza alcuna
contropartita. è una strada fortemente ostacolata da chi non punta sul prodotto
di qualità". L'INTERVENTO DI ROMA Senza finanziamenti statali per Tav,
Fano-Grosseto, ferrovie e interporti gli operatori dichiarano di non poter
andare avanti Carlo Longo. Presidente degli Industriali di Prato Massimo
Vivoli. Presidente di Confesercenti Toscana AGF.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Emilia-Romagna. Il primo freno
alla crescita per gli imprenditori è il costo del petrolio Va tagliato il
prezzo dell'energia BOLOGNA L'alto costo dell'energia, con il prezzo del
petrolio che galoppa, è oggi l'emergenza per le imprese. Che chiedono al
Governo che verrà di trovare il modo per abbatterne il prezzo, più alto
rispetto a quello dei concorrenti europei. Ma per correre l'economia non ha
solo bisogno di carburante a buon mercato, ma anche di strade e ferrovie, di
aeroporti e porti all'altezza delle esigenze. E di una burocrazia più semplice e di costi del
lavoro più contenuti. "Le liberalizzazioni non sono rinviabili – dice
Alfonso Panzani, presidente di Confindustria ceramica – specie quella del
mercato energetico, visto che paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors
europei. Da sciogliere anche il nodo della produzione, perché dipendiamo
molto da metano e petrolio". I cui aumenti stanno complicando la vita al
distretto sassolese, al pari dell'euro forte che sta penalizzando l'export
negli Usa. "Esportiamo in 180 Paesi, per questo è fondamentale realizzare
le infrastrutture, soprattutto la Campogalliano-Sassuolo, che aspettiamo da 35
anni. Attendiamo buone notizie dal Cipe, ma, nonostante l'impegno della
Regione, ci sentiamo sempre sui carboni ardenti. è, però, vitale che tutta la
rete migliori: che si sviluppi il trasporto su rotaia, che si ammodernino i
porti, soprattutto Ravenna, e i collegamenti con essi". Ma non solo:
secondo Panzani, serve un nuovo impegno sui distretti, specie quelli più
vivaci: "Per mantenere la leadership, abbiamo bisogno di agevolazioni
sull'innovazione e sulla formazione. Oltre a un intervento per ridurre il costo
del lavoro, possibile solo ammodernando uno Stato che costa troppo". Il
caro-energia preoccupa anche l'agricoltura, specie la zootecnia: "Si
dovrebbero sviluppare – dice Mario Girolami, presidente regionale
Confagricoltura – le fonti rinnovabili, che non decollano per via dei tempi
lunghi ottenere le autorizzazioni e perché non le si vuole sotto casa. Ci
aspettiamo anche una semplificazione amministrativa e soluzioni al problema
dell'acqua, con la creazione di nuovi invasi, politiche di promozione
coordinate, per frenare la perdita di quote di mercato, e azioni di marketing
di filiera e valorizzazione delle produzioni". "Occorre sostenere la
crescita economica – afferma Gabriele Morelli, segretario della Cna regionale –
facendo riprendere i consumi, favorendo le produzioni innovative e recuperando
il gap infrastrutturale: se con l'alta velocità si libereranno spazi per il
servizio ferroviario regionale, ci preoccupa lo sviluppo della rete stradale,
che necessita del passante Nord e della E45 ". Fondamentale mettere mano a
liberalizzazioni e privatizzazioni, per esempio nel trasporto pubblico locale:
"Serve più mercato – ribadisce Morelli – per ridurre le tariffe".
Anche il terziario ha fame di in-frastrutture: "In Emilia-Romagna bisogna
razionalizzare il sistema aeroportuale – spiega Ugo Margini, presidente
regionale di Confcommercio –e decongestionare il traffico, intervenendo sui
principali assi viari, a partire dall' autostrada del mare. Ma il Governo dovrà
intervenire anche sulle reti immateriali, con un progetto per il terziario
della stessa portata di Industria 2015. E così pure sulla sicurezza e per dare
finalmente una guida univoca alle politiche a favore del turismo". E i
sindacati, cosa chiedono al nuovo Governo? "Che promuova – dice Danilo
Barbi, coordinatore regionale Cgil – un'idea forte di sviluppo, ma non mi pare
un aspetto centrale della campagna elettorale. Ed è paradossale, visto che
siamo un Paese che più di altri vive la contraddizione tra due modelli, uno che
punta sul contenimento dei costi e l'altro sulla qualità di processo e di
prodotto. Occorrerebbe fare una scelta forte, che per la regione significa
sostenere la qualità e le esportazioni e innovare i distretti, soprattutto per
tutelare le Pmi, avviando consorzi per l'innovazione e favorendone
l'aggregazione ". An. La. IL DISTRETTO DI SASSUOLO Il polo ceramico paga
fino al 30% in più rispetto ai competitor europei e sconta pure un'eccessiva
pressione fiscale Alfonso Panzani. Presidente Confindustria Ceramica
IMAGOECONOMICA Ugo Margini. Presidente Confcommercio Emilia-Romagna.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Più aiuti per far volare l'export In
Veneto semplificazione e autonomia delle competenze i nodi da risolvere Erminia
della Frattina VENEZIA Sono finiti i tempi della demagogia. Basta Veneto
libero, e basta con le accuse, lontane e imprecise, a Roma ladrona. E fine
anche dei campanili. Almeno riguardo alla teoria, il Veneto ritrova finalmente
una coralità di obiettivi, e una certa forza di pensiero. Ma andiamo con
ordine. Alla domanda: cosa si aspetta dal prossimo Governo, imprenditori,
sindacalisti, rappresentanti di categoria rispondono due cose: semplificazione
burocratica e sostegno all'internazionalizzazione delle impese. Con un
passaggio necessario attraverso il federalismo fiscale e l'autonomia regionale,
che si declina in risorse e competenze. Con buona pace di chi si aspettava un
lamento sterile sulle infrastrutture ("l'alta velocità si ferma a Vicenza
per colpa di Vicenza, non di Roma" è il lapidario giudizio di Daniele
Marini, presidente della Fondazione Nord Est). O un qualunquistico: "meno
tasse". Ma stavolta il ragionamento collettivo si è affinato, e passa
anche sotto le forche caudine della globalizzazione che avanza. "Cina,
India, Polonia, Brasile: ormai non c'è più il Veneto da solo. La visione deve
essere ampia" prospetta Mario Carraro, imprenditore brillante, presidente
della Carraro di Campodarsego (Pd). "è necessario - prosegue Carraro- che
il Governo faccia le riforme istituzionali. Mi aspetto un Parlamento con una
Camera sola, con meno deputati e un Senato regionale. E poi forti iniziative
per la ricerca e un miglioramento di scuola e formazione". Del resto,
anche il decalogo che Luca Cordero di Montezemolo ha presentato lunedì portava
le stesse richieste: razionalizzazione della spesa pubblica, infrastutture e
federalismo fiscale. Ecco, il federalismo fiscale rimane la chiave di volta. Ma
seguendo laviadell'autonomia differenziata, rimasta lettera morta. "Il
futuro Governo dovrebbe aumentare la semplificazione – spiega Francesco
Peghin,presidente di Confindustria Padova – snellire la burocrazia, per raggiungere un
federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle competenze su spesa e gestione
degli introiti". A volte, è meglio dirla con i numeri. "Il Veneto
versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve di ritorno 6,5. Non ho altro
da aggiungere " taglia corto Federico Tessari, presidente di Unioncamere
Veneto. Anche Vendemiano Sartor è uno svelto: "Facciano il
federalismo fiscale, che poi a come impiegare i soldi ci pensiamo noi".
Detto da lui, che è presidente di Confartigianato Veneto (70mila soci), in
prima fila per difendere la sopravvivenza delle tante aziendine artigianali
(148mila in tutto, per 420mila addetti) in lotta con le tasse, c'è da
credergli. Ma al nuovo Governo si chiedono anche sgravi fiscali per sostenere
l'internazionalizzazione. "Sgravi per favorire l'innovazione, e politiche
industriali di sostegno alle imprese " dice Marini. O meglio: "Serve
una diplomazia del territorio" dice Andrea Tomat, presidente di
Unindustria Treviso,patron di Lotto e Stonefly (75% di produzione esportata per
Lotto, 50% Stonefly). Come dire, un Governo che accompagni le imprese
esportatrici, in un Veneto che nel secondo trimestre
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Bolzano. L'area chiede di rafforzare
gli aiuti nell'ambito dell'energia solare ed eolica Stop ai contributi a
pioggia Massimiliano Bona BOLZANO Accrescere il potere d'acquisto delle famiglie,
e in particolare del ceto medio, per alimentare i consumi. Tanto le categorie
economiche quanto i sindacati e la Camera di Commercio chiedono al nuovo
Governo di far uscire il Paese di questo stato di impasse. Subito a seguire,
nella “lista della spesa”, figurano ricerca e innovazione, formazione
professionale, grandi opere, internazionalizzazione, la semplificazione
dell'iter burocratico e la fine dell'era dei contributi distribuiti
indiscriminatamente. Il presidente altoatesino di Assoimprenditori Christof
Oberrauch ritiene sia fondamentale: "un governo stabile, per assicurare la
crescita economica anche per il medio-lungo periodo, e per dare corso a
riforme, anche di natura strutturale, rinviate per troppi anni. Per dare nuova
linfa all'intero sistema produttivo bisogna sgravare le famiglie mettendole
nuovamente in condizione di spendere ". Oberrauch non rinuncia a una
stoccata al nuovo Governo. "Tra le priorità condivise, da destra a
sinistra, c'è la riduzione dei costi della politica, unita alla fine di
privilegi e interessi particolari". Pino Salvadori, direttore della Cna, punta invece al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a
una riduzione della burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle
regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare
avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e
tagliare ulteriormente l'Irap". Dado Duzzi, vicepresidente
dell'Unione commercio turismo e servizi, chiede una riforma del mercato del
lavoro. "Bisogna ridurre i costi aggiuntivi a carico delle imprese e
aumentare il peso dei salari in modo tale da liberare potere d'acquisto. Fatto
questo bisogna riuscire a incidere sulla burocrazia,
che ha effetti dirompenti sulle imprese e crea ostilità nei confronti delle
amministrazioni. Al Governo i commercianti chiedono meno slogan, più
internazionalizzazione e infrastrutture all'altezza ". Semplice la ricetta
di Benedikt Gramm, presidente della Camera di Commercio di Bolzano: "è necessario
ridurre il peso delle imposte, accrescere il potere d'acquisto dei salari,
semplificare la burocrazia e approvare leggi più
snelle e comprensibili". Toni Serafini, sindacalista della Uil, indica tre
priorità. "L'aumento dei salari e della capacità di spesa, un incremento
dei fondi per ricerca e innovazione, ma anche per la formazione professionale.
Uno dei settori chiave sarà l'energia, in particolare quella solare ed eolica.
L'obiettivo deve essere quello di accrescere la nostra autonomia". Alfred
Ebner della Cgil punta: "sulla riduzione del peso delle imposte per
redditi da lavoro e pensioni e sulla ricerca, con una contestuale riduzione dei
contributi a pioggia. Senza dimenticare le infrastrutture ". LA QUESTIONE
DEI CONSUMI Necessario aumentare il potere d'acquisto delle famiglie per
rilanciare l'intero paese.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-03-05 - pag: 6 autore: Costruzioni.
Allarmate previsioni degli imprenditori sul primo semestre 2008 Ance:
"L'edilizia è in recessione" Filippo Bonsignore TORINO Si aggrava la
situazione dell'edilizia in Piemonte e Valle D'Aosta. Nella seconda metà del
2007 gli operatori avevano parlato di una pericolosa fase di stagnazione del
settore, ma ora le previsioni si sono fatte più preoccupanti: negative le
prospettive dell'andamento del fatturato e le attese relative ai livelli di
occupazione delle aziende; in diminuzione le intenzioni di investimentoe
aumento dei tempi medi di pagamento dei committenti. è la fotografia scattata
dalla dodicesima indagine congiunturale sul primo semestre 2008 condotta
dall'Ance Piemonte (l'associazione che rappresenta 1.800 costruttori piemontesi
e valdostani), su un campione di 300 imprese. "Siamo di fronte a una vera
e propria recessione del comparto – afferma il presidente dell'Ance, Maurilio
Verna – è la rappresentazione di un'Italia ferma, in fase di stallo, incapace
di avviare, per eccesso di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le
risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%)
tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei
ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%).
Sei mesi fa questa differenza era sempre negativa, ma del 10,8 per cento.
Stesso discorso anche per l'occupazione dipendente: il 5,6% degli intervistati
intende aumentare il personale, mentre il 23,3% diminuirlo. Il saldo con il
segno meno è del 17,7%, il doppio rispetto all'ultimo semestre dello scorso
anno (-8,6%). Anche il venir meno delle difficoltà a reperire manodopera qualificata
e generica non è un segnale confortante (il problema riguarda complessivamente
il 53,5% del campione, rispetto al precedente 60,2%), ma l'effetto della minore
propensione delle imprese ad assumere. Segnali negativi vengono pure dalle
intenzioni di investimento. Il 40,9% delle aziende che ha risposto all'indagine
ha in programma di investire nel primo semestre 2008. Nella scorsa rilevazione
la percentuale era del 43,7 per cento. E si fa più pesante anche la situazione
finanziaria delle imprese: aumentano, infatti, i tempi medi di pagamento dei
committenti, da
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Le
associazioni: network tra sistemi produttivi e maggiore semplificazione Più
integrazione per la Liguria Jada C. Ferrero GENOVA Infrastrutture. Materiali e
immateriali. In Liguria più che altrove, la loro mancanza investe tutte le
dimensioni di ogni possibile sviluppo. In una virtuale cassetta delle lettere
indirizzate al futuro governo, al top dei desiderata locali compare una
richiesta di intervento sull'hardware della regione, affacciata sul mare eppure
in via crescente messa all'angolo. è un coro, seguito da un richiamo a
incentivare tutto quanto è "corsia veloce", e dunque reti, network, semplificazione dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema
produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di
trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla
competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma
ben mirate –sostiene il numero uno di Confindustria Liguria, Umberto
Risso, presidente del gruppo Autogas Nord (fatturato di 350 milioni, 220
addetti diretti) – per agire in particolare sulla produttività. C'è un problema
tutto italiano di costi di sistema. Con enfasi diverse, i campi d'azione sono
svariati: cuneo e salari, ammortizzatori, detassazione degli straordinari,
contrattazione aziendale, pensioni, fisco, taglio alla burocrazia
". Mentre domanda al centro una riforma delle istituzioni, Risso chiede il
perfezionamento delle deleghe alle periferie: "Va accelerato il compimento
del federalismo fiscale. Così come sono state trasferite tante competenze, si
dia ora agli enti locali la capacità impositiva: in concorrenza, le Regioni
avrebbero anche più modo di agire sul proprio potenziale di attrazione".
In quanto alle in-frastrutture: "Mi piacerebbe un governo che premi i
territori che accettano installazioni nei propri confini". Diminuzione
della pressione fiscale alle piccole imprese e risorse per gli investimenti: passa
attraverso queste due chiavi di volta la sintesi di Nicola Caprioni, segretario
ligure di Cna: "A prescindere dal colore del governo, mi auguro avanzi il
processo delle politiche di Industria 2015". Il mondo artigiano in Liguria
"cuba" per circa un terzo del bacino imprenditoriale: "La
struttura imprenditoriale – osserva Caprioni – si è rafforzata, ma tantissime
microrealtà sono in crisi per la bassa capacità di acquisto delle famiglie:
manca la massa di circolante, con tutte le conseguenze del caso". Urge una
scossa ai consumi, condivide lo spezzino Gianfranco Bianchi, presidente di
Confcommercio Liguria: "Va rimessa in moto l'economia, riportando in
equilibrio costo della vita e potenziale di spesa, che l'euro ha scombinato. Si
potrebbe partire da una radicale riforma fiscale. Con sgravi contributivi:
ormai il terziario è strategico, visto che il primario, da solo, non basta alla
ripresa". Anche per il sindacato la priorità da iscrivere nell'agenda del
nuovo governo è il sostegno alle famiglie: "Per questioni di anagrafe e
tipologia sociale – ragiona Sergio Migliorini, segretario ligure della Cisl –
la Liguria, con la sua anzianità crescente, sente più di altri la congiuntura
". A Roma è richiesta inoltre una speciale attenzione in termini di scelte
industriali: "Molti grandi gruppi, che hanno da noi centri produttivi
importanti, anche esempi di eccel-lenza, sono mossi da leve decisionali situate
altrove. Penso a Fincantieri, a Finmeccanica, ma anche alla Ferrania, alla
stessa Piaggio Aero Industries. Va presidiato il nostro residuo patrimonio
manifatturiero". CULTURA DEL FARE Risso (Confindustria): "Mi
piacerebbe un governo che premi le zone capaci di accettare l'istallazione di
impianti nei propri confini" Presidente. Umberto Risso guida la
Confindustria della Liguria DONATELLA PICCONE Confcommercio. Il presidente
regionale Gianfranco Bianchi DONATELLA PICCONE.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Il Piemonte
chiede infrastrutture Nell'agenda di Confindustria anche gli interventi per
ricerca e innovazione Paolo Piacenza TORINO Innanzitutto le infrastrutture con
il nodo, irrisolto, della Tav. Ma anche molti temi nazionali declinati in
chiave regionale, con l'abbassamento della pressione fiscale che mette tutti
d'accordo, dagli industriali ai sindacati. In Piemonte l'agenda politica delle
categorie per il voto del 13 e 14 aprile è ricca di spunti per i candidati. E
propone una novità: dare più forza alla rappresentanza del Nord-Ovest creando
"lobby" parlamentari comuni tra le regioni dell'area, a partire dalla
Liguria. Il 3 aprile Confindustria Piemonte presenterà al mondo politico un
documento sui bisogni del territorio piemontese. "Vi sono temi di
interesse nazionale – dice il segretario generale Paolo Balistreri – che
assumono un particolare peso per il Nord ". In primis la pressione sui
contribuenti. Ma la priorità numero uno in Piemonte, per Confindustria, è la
politica delle infrastrutture: "I progetti avviati vanno a rilento –
prosegue Balistreri –e su Torino-Lione e asse Genova-Rotterdam manca la
determinazione necessaria a scelte di interesse sovranazionale". La stessa
determinazione serve per l'innovazione. "Il piano Industria 2015 –
aggiunge Balistreri – va accelerato e raccordato con i programmi delle Regioni
a partire proprio da infrastrutture e innovazione". E Balistreri propone
"un'azione di sistema a livello territoriale per dare vita ad altri poli
di ricerca oltre la Cittadella politecnica". Per gli industriali il
sistema Piemonte soffre per la frammentazione imposta dai percorsi burocratici:
"Non solo perché la macchina è inefficiente ma anche perché le tappe sono
troppe. Quindi meno passaggi, e comunque più veloci, anche per ridurre i
costi". E sul rischio che il Nord- Ovest perda peso politico a Roma?
"Serve la capacità di fare lobby – risponde Ba-listreri – Come Confindustria
rilanceremo il tavolo dei parlamentari, con una logica più operativa che in
passato. Ancora meglio se si può fare insieme ai liguri". Da
Confartigianato riecheggiano gli stessi temi, in primis le infrastrutture.
"Per noi – osserva il segretario regionale Silvano Berna – è un punto su
cui non ci devono essere tentennamenti". Ma la lista non si ferma qui. Gli
artigiani piemontesi propongono di ampliare le detrazioni fiscali, contestano
gli studi di settore se i parametri vengono definiti ad anno iniziato, chiedono
di superare la contrapposizione tra lavoro autonomo e dipendente. Altra
richiesta è un maggiore controllo sui prezzi. E poi la sicurezza. "è
fondamentale per la nostra categoria – incalza Berna – perché la dimensione
limitata delle nostre aziende le espone a maggiori rischi". Torna anche il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un nostro studio
tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese 1,5 miliardi di euro l'anno
". Non basta informatizzare: "Servono meno passaggi e autorizzazioni.
Noi proponiamo le agenzie per le imprese". Berna lancia anche il
tema della contrattazione decentrata: "è ora di attivare un federalismo
contrattuale, rafforzando il secondo livello: regionale per le Pmi, aziendale
per le grandi imprese". Per Valentino Boido, presidente di Confesercenti
Piemonte, un nuovo patto tra la politica e cittadini serve a livello nazionale
e locale. A cominciare da semplificazione normativa e infrastrutture:
"Come Confesercenti – afferma Boido – ci siamo già pronunciati per la Tav.
Capiamo i problemi delle popolazioni locali, ma vanno risolti in tempi brevi e
tenendo conto dell'interesse generale ". Per i commercianti le opere da
promuovere sono anche quelle per il piccolo commercio: "è il tema dei
centri commerciali naturali: la normativa è carente e non trova adeguati
strumenti di sostegno finanziario". Sulla semplificazione burocratica
Boido promuove i decreti Bersani ma chiede più attenzione per le regole
igienico-sanitarie: "Non c'è un'applicazione delle norme uniforme sul
territorio e questo crea sconcerto tra gli imprenditori". Per
Confesercenti serve anche un maggior coordinamento tra i parlamentari del Nord
Ovest, liguri, vadostani, ma anche lombardi: "Lanciamo loro questo
appello: facciano fronte comune per un'area importante del Paese". La Cgil
Piemonte sottolinea innanzitutto che il voto ha allontanato la redistribuzione
che doveva seguire al Patto sul welfare. "è stato un accordo importante –
interviene il segretario generale Vincenzo Scudiere – ma la riduzione delle
tasse per lavoratori e pensionati è incompiuta e questo pesa ancor più in
Piemonte dove l'Irpef regionale è, a nostro avviso, troppo alta per queste
categorie". Anche la Cgil chiede che la realizzazione delle infrastrutture
non si fermi. E rilancia il tema della sicurezza sul lavoro, che per effetto
della tragedia della ThyssenKrupp di Torino è tornata d'attualità. CAMPAGNA
ELETTORALE I temi caldi discussi a Roma sono molto sentiti anche a livello
locale: ai primi posti ci sono welfare e questione tributaria FOTOGRAMMA Alta
velocità. I lavori per la Tav tra Novara e Torino Confindustria. Paolo
Balistreri segretario piemontese Confartigianato. Il segretario regionale
Silvano Berna.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il direttore
dell'ufficio studi della Cgia di Mestre interviene al convegno organizzato da
Confartigianato Udine sulla pressione tributaria alle piccole aziende
"Meno tasse? Promessa che non si può mantenere" Bortolussi: prima il
federalismo fiscale. Bertossi: serve anche un forte intervento di
sburocratizzazione UDINE. "La riduzione fiscale? Non è possibile. E' una
"promessa-speranza" che chi governerà questo Paese non potrà
mantenere se, prima, non ridurrà le spese. E se prima non avrà il coraggio di
optare per il federalismo fiscale". La pensa così il direttore
dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ospite ieri sera,
assieme all'assessore regionale alla Attività Produttive Enrico Bertossi e al
presidente di Confartigianato del Friuli Vg Graziano Tilatti, alla tavola
rotonda organizzata - nel salone del Quaglio della sede di Unicredit Banca (ex
sede Banca del Friuli) - da Confartigianato Udine, sezione piccole e medie
imprese, sul tema "caldo" "E' possibile ridurre la pressione
fiscale sulle piccole imprese?". Nel frattempo, però, sperando in un salto
di qualità della spesa pubblica il mondo artigiano deve riuscire a fare passare
un altro concetto: "Non è vero che non paghiamo le tasse. L'evasione è più
alta di quello che fanno credere - ha continuato Bortolussi -. Paghiamo più
tasse dei tedeschi: noi il 29.3%, loro il 24%; nonostante una pressione fiscale
alta: al 43%! Il top in Europa. Soltanto Svezia e Danimarca pagano di più, ma
hanno servizi assolutamente migliori. Il problema è il debito pubblico? Altra
balla! Il differenziale del nostro debito pubblico con quello della Germania
giustifica 3 punti percentuali di differenza di pressione fiscale, noi ne
abbiamo 6. Un sogno quindi lo slogan pagare meno, pagare tutti? Sì, se non si
riduce la spesa pubblica. Quindi non c'è soluzione? No, c'è e si chiama
federalismo fiscale se è accompagnato anche dal federalismo
burocratico-amministrativo e gestionale. In Fvg il federalismo fiscale è
sostanzialmente applicato e funziona. Vi pagate la sanità e molti altri settori
da soli e siate riusciti ad avere una buona sanità senza sprecare
risorse". "Noi - ha detto l'assessore Bertossi - oltre al debito
pubblico, abbiamo un sistema burocratico-amministrativo autoreferenziale con
alti livelli di inefficienza che si autoalimenta promuovendo leggi e
regolamenti sempre più complessi. Anche se siamo una Regione a statuto
speciale, poco possiamo fare per snellire e rendere più efficiente la macchina
burocratica. Che fare quindi? Due cose: riformare la burocrazia introducendo principi di
efficienza e di efficacia, e una gestione più diretta e trasparente fra
fiscalità e cittadini che si può ottenere solo con il federalismo
fiscale". Parole che hanno fatto bene alle orecchie del presidente di
Confartigianato del Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, che da anni
si batte per un sistema Paese più efficiente, che non consideri le imprese come
una malattia inguaribile e gli imprenditori come degli stregoni, ma sia al
servizio delle imprese. "Essere al servizio delle imprese - ha detto
Tilatti - significa essere a servizio dei cittadini. Imprese più efficienti
sono imprese con maggiore redditività e quindi in grado di trasferire sul
territorio maggiori risorse". Su un punto Bortolussi e Bertossi non si
sono trovati completamente d'accordo. Secondo il direttore della Cgia non è
detto che "piccolo è sinonimo di inefficienza; di fallimento. In tutti i
Paesi del Mondo è iniziata una inversione di tendenza che mira ad esaltare il
ruolo delle piccole aziende; con iniziative che favoriscono la frammentazione
delle aziende". "Un conto è rimpicciolire la McDonald's - ha
ribattuto Bertossi -; portarla da 500 mila a 250 mila addetti; un altro è
riunire sotto lo stesso tetto aziende da 1 massimo 3 addetti, incapaci di
reggere le richieste del mercato".
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
POST-ALLUVIONE. IL
CALCA: PARADOSSO DA SANARE "Scandalose le multe per Irap sui
rimborsi" [FIRMA]SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO Si appella a tutti il
comitato alluvionati Calca: dal presidente del Consiglio Prodi, ai ministri
dell'Economia Padoa Schioppa e dello Sviluppo Economico Bersani, ai
parlamentari, al Prefetto Castaldo, alla Regione, alla Provincia, al Comune,
all'Ufficio delle Entrate, al Difensore civico perché si
metta riparo "all'ennesima beffa che la burocrazia italiana vorrebbe perpetrare a carico delle imprese piemontesi
colpite pesantemente dall'alluvione del 2000 e che hanno ricevuto rimborsi per
i danni subiti". Le aziende risarcite sono
( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Allarme di palazzo
Garnier Bordighera. La burocrazia rischia di allungare in tempi considerati
"improponibili" dal Comune, la realizzazione del canale scolmatore
del torrente Borghetto. Un'opera faraonica, che garantirà la messa in sicurezza
di tutte le aree prospicienti il rio e che a causa dell'alluvione del 2006
furono distrutte dalla violenza dell'acqua tracimata dal torrente stesso.
Il Comune, dopo diversi viaggi effettuati a Genova e Roma dagli amministratori
comunali, è riuscito oltretutto già ad ottenere gli 8 milioni di euro
indispensabili sì per cominciare, ma anche per ultimare l'intervento. Ma ora, e
la conferma arriva dagli assessori alla protezione civile Marco Sferrazza e da
quello ai lavori pubblici Giovanni Allavena, si corre il rischio che a causa
dell'iter procedurale disposto dalla Regione si allunghino, e di parecchio, i
tempi per iniziare i lavori. "E questo non possiamo proprio
permettercelo", tuonano Allavena e Sferrazza pronti a partire alla volta
di Genova, ma fosse necessario anche a quella di Roma per snellire la questione.
In pratica la Regione ha stabilito di incaricare l'Università di Genova di
studiare le caratteristiche progettuali dello scolmatore "in modo -
spiegano i due amministratori - da effettuare successivamente la gara d'appalto
per l'assegnazione dell'incarico al progettista. Il quale a sua volta
impiegherà chissà quanti mesi per predisporre il documento urbanistico. Tempi
troppo lunghi per Bordighera. Dopo quello che è avvenuto a settembre del 2006
non possiamo permetterci di gettare via altro tempo prezioso. Può anche darsi
che il prossimo autunno non dovremo aspettarci grandi piogge, che forse se
alluvione ci sarà ancora magari, prima che si verifichi, trascorreranno ancora
anni. Ma non avendo, purtroppo, la sfera di cristallo, l'unica cosa da fare ora
in tempi rapidissimi è quella di bandire subito la gara d'appalto per affidare
il lavori di progettazione. Altro che mettersi a studiare le caratteristiche
progettuali. Tempo perso. Vogliamo che entro la fine del 2008 il progetto sia
già pronto in modo da effettuare subito dopo noi la gara d'appalto per
l'assegnazione dei lavori, lavori che devono improrogabilmente iniziare entro i
primi mesi del 2009". Allavena e Sferrazza sottolineano che la
disponibilità per ottenere dalla Regione i finanziamenti necessari all'opera
(e, come detto, si parla di 8 milioni di euro) è stata immediata. "I soldi
sono stati resi disponibili in tempi ristretti sia da Roma, che dalla Provincia
che dalla Regione - dicono i due assessori - e questo anche perché viaggi a
destra e a manca ne abbiamo fatti parecchi, soprattutto il sindaco Giovanni
Bosio". Ma è anche vero che perdere ulteriore tempo potrebbe diventare
estremamente rischioso per la zona ovest della città. L'alluvione del 2006,
ripetutasi dopo solo quindici giorni, ha causato milioni di danni in quella
zona. Via Giulio Cesare, via Aldo Moro, via Girolamo Rossi, via degli Aranci,
via Serena, la stessa via Pasteur, via Chiavari, via Diaz, via Genova, via
degli Ulivi, via Bigarella, via Aurora, via Milano, l' Aurelia fino
all'ospedale "Saint Charles" furono allagate da detriti e fango.
Interi garages spazzati via, decine e decine di vetture sommerse dall'acqua,
depositi, laboratori, officine, e poi le case. Tutto distrutto. "Per
questo non si possono perdere mesi in banali burocrazie. La Regione già una
volta ha capito la situazione - continuano Allavena e Sferrazza - e lo stesso
deve accadere ora. E' inutile aspettare esiti di ricerche che lasciano il tempo
che trovano. Occorre far partire subito la gara d'appalto per affidare ad un
tecnico la progettazione dell'opera". Loredana Demer 07/03/2008 La Regione
vuole incaricare l'Università di studiare a fondo l'opera: "Ma i tempi
rischiano di allungarsi a dismisura" 07/03/2008.
( da "Campanile, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lea Vendramel
Veltroni, l'ex marxista ora è liberista: "Il motto? Un'impresa in un
giorno" Il leader del Pd alla platea di Confartigianato ribadisce:
"L'Italia deve crescere". E rilancia: "Senza uno scatto andremo
gambe all'aria. Il risultato elettorale, un testa a testa che bloccherà il
Senato" La parola d'ordine per Veltroni è rinnovamento. Il leader del Pd
punta a disegnare una nuova Italia. Come? Lanciando al Paese "una sfida
riformista, come in Inghilterra hanno fatto la Thatcher e Tony Blair, che pur
agli estremi hanno cambiato la pelle al loro Paese", spiega parlando alla
platea di Confartigianato. E per centrare questo obiettivo così ambizioso,
bisogna impegnarsi in una nuova idea di concertazione, che oltre a
Confindustria e sindacati coinvolga tutte le realtà, nell'attuazione di un
fisco più leggero e giusto, nello snellimento della burocrazia e nella lotta alle vecchie
logiche. Solo così si potrà dare al Paese una nuova dinamicità. "Dobbiamo
capire ? insiste Veltroni ? che la vera emergenza del Paese è tornare a
crescere e lo strumento fondamentale per poter crescere è semplificare: la mia
ossessione è fare di questo Paese un Paese semplice, che sappia premiare
chi rischia". E per il segretario del Pd non c'è più tempo da perdere,
bisogna mettere in campo interventi tempestivi e mirati, perché "se il
Paese non fa uno scatto in avanti, va a gambe all'aria". La chiave di
tutto è "crescere, crescere, crescere", ripete con insistenza il
candidato premier, assumendosi di fronte alla platea degli artigiani una serie
di impegni concreti proprio in questa direzione. Dal taglio della spesa
pubblica di mezzo punto il primo anno e di un punto negli anni successivi alla
riduzione della pressione fiscale, passando per contrasto del precariato
giovanile, sostegno ai cinquantenni che perdono il lavoro, aiuti ai pensionati
e riduzione dei lacci della burocrazia. Su
quest'ultimo punto il motto del Pd è "un'impresa in un giorno". Una
strada già intrapresa dal governo Prodi e su cui i Democratici intendono
proseguire. "Lo Stato deve stare dalla parte di chi produce la ricchezza
nazionale ? sostiene Veltroni ? ci sono troppi adempimenti burocratici, il
Paese è lento e lo Stato sembra esigere dal cittadino ciò che già ha nella sua
disponibilità, ad esempio tutti quei certificati che richiede". Insomma,
Veltroni vuole imprimere al Paese un'accelerazione. E se in caso di vittoria
elettorale non dovesse riuscire a realizzare ciò che ha promesso, è pronto ad
assumersene personalmente tutte le responsabilità. "Se avremo la
maggioranza ? assicura l'ex sindaco di Roma ? non avremo alcun alibi per
giustificare il fatto che le cose dette non saranno fatte: se ciò accadesse la
colpa sarà mia". Certo, la vittoria non è così scontata. Nonostante i
sondaggi diano il Pd in netta rimonta sul Pdl, restano ancora dei punti di
distacco e la partita è tutta da giocare. Il personale pronostico del candidato
premier di piazza Sant'Anastasia è che l'esito più probabile della sfida sia un
pareggio. "Diciamoci la verità ? ammette Veltroni ? sarà un testa a testa
ed è assai probabile che alla fine il Senato non sarà capace di fare le riforme
di cui il Paese ha bisogno". Proprio in previsione di questa ipotesi, nei
giorni scorsi, il leader del Pd aveva teso una mano al Pdl, proponendo in caso
di pareggio un accordo sulle riforme e poi il ritorno alle urne. (07-03-2008).
( da "Sanremo news" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il nostro lettore
Luigi De Chicchis interviene parlando di tasse dovute e presunti favoristismi.
"Mi preme segnalare un fenomeno ormai dilagato a dismisura che sinceramente
definirei un'istigazione a delinquere o un invito a tutti a non essere persone
oneste. Si tratta dell'emissione di regolari fatture che le aziende fanno
quotidianamente e alla quale dovrebbero seguire i dovuti pagamenti delle
stesse, ma TALVOLTA si deve ricorrere a DECRETI INGIUNTIVI. La cosa che sarebbe
opportuno domandare a chi di competenza è: 'per quale motivo un commerciante e
contribuente che lecitamente vanta un credito nei confronti di altrui persona o
ente, regolarmente comprovato da fattura addirittura TIMBRATA E FIRMATA PER
ACCETTAZIONE, non deve godere degli stessi mezzi di cui godono gli enti?' Se
qualcuno non paga un bollo auto, scattano cartelle esattoriali e confische
amministrative, nonchè IPOTECHE e altro... ma se un commerciante non riceve un
pagamento di una fattura, dopo UN ANNO E PIU' si trova ancora ad avere rinvii e
ancora rinvii di udienze per ottenere ciò che risulta essere un diritto! Mi
chiedo se si tratta di una ferma volontà da parte degli organi competenti, ad
incentivare le persone a NON PAGARE LE FATTURE... (tanto non passano meno di 4
anni prima di tirare fuori qualche euro) oppure se è proprio un passatempo di
qualcuno quello di prolungare queste situazioni a dismisura. Questo costituisce
uno dei maggiori danni alla nostra economia... e se la Magistratura
considerasse che per pagare le tasse si dovrebbe anche percepire quanto è
dovuto... forse qualquno con una coscienza attiva potrebbe proporre qualche
progetto o qualche sentenza dedicata a risolvere questo dilemma! Sarà forse
perchè in Italia ormai di cose che funzionano ce ne sono sempre meno... e a
troppi sta bene lamentarsi ma non intendono nemmeno muovere un dito per
migliorare tutto ciò? Se questa è la burocrazia... se
questa è la tutela dei commercianti e degli artigiani... se questa è
DEMOCRAZIA... ma soprattutto SE QUESTA E' GIUSTIZIA... che qualcuno di
competenza mi dica allora cosa dovrebbe fare un imprenditore quando si trova in
una situazione analoga e cosa quando si trova a dover versare anche l'iva o altre
tasse e pare sia OBBLIGATO A FAR FRONTE A QUESTE SPESE?!?! Chissà... qualcuno
forse troverà il coraggio di dire la sua!". Per le vostre e-mail potete
scriverci a: direttore@sanremonews.it.
( da "Asca" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 7 mar
- ''Negli ultimi anni - ha proseguito Mitra - a Roma molto si e' fatto per
potenziare il turismo, per favorire lo sviluppo delle attivita' culturali,
tuttavia bisognerebbe pensare anche a valorizzare, in termini produttivi ed
economici, il grande bacino di conoscenze e sapere che c'e' nella Capitale''.
''Roma - ha sottolineato - e' uno dei piu' grandi bacini d'Europa per scuola,
formazione, universita' e centri di ricerca che vivono di se stessi quando
invece potrebbero costituire l'occasione per costruire due-tre grandi centri di
livello mondiale come e' accaduto a Lione, come sta avvenendo a Tolosa''. La
ricetta di Mitra e' che si dovrebbe ''procedere alla riorganizzazione di queste
grandi risorse che oggi mi sembrano piu' occupate ad eleggere professori e
baroni, piuttosto che costruire centri di eccellenza scientifica, sia nella
sanita' che nelle tecnologie. Penso all'industria del cinema ad esempio''.
bet/mar/lv (segue) (Asca).
( da "Brescia Oggi" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caro direttore, lo
scorso 19 febbraio sono tornato in Consiglio comunale a Lonato (dove fra
l'altro ho ricoperto nel passato il ruolo di vicesindaco); e con mia grande
sorpresa mi sono trovato di fronte ad una realtà spiacevole tanto per il
sottoscritto quanto per tutti i cittadini lonatesi. Discutendo di bilancio e di
piano triennale delle opere pubbliche, l'attuale maggioranza ha dichiarato che
le opere fondamentali di cui il paese ha bisogno - parcheggi, sistemazione
piazza, viabilità, altro che non elenco per non tediare (viste anche le
dimensioni che tale elenco potrebbe avere) - sono ferme ad un progetto
preliminare del 2006. Problemi di normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da
sindaco ed assessori, da sempre esistono e non rimane che pensare che forse le
motivazioni di tali ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi
organizzativi degli uffici o altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti
preliminari, e si aumentano i tributi comunali per trovare i finanziamenti,
scopriamo che nel 2007 non è successo nulla e ci rimane da sperare che qualcosa
succeda nel 2008, ma conoscendo la burocrazia ed i
tempi decisionali dell'ente pubblico e le problematiche inevitabili di
carattere tecnico e politico, i tempi si dilatano notevolmente, malgrado i
proclami del sindaco Bocchio sui giornali che vende un qualcosa di quasi fatto
ma ben lontano dal prendere forma. La politica del fare a piano le cose tanto
sbandierata dall'attuale maggioranza rischia di avere un effetto collaterale,
quello di non arrivare. I soldi raccolti dovrebbero costituire un
"tesoretto"; ma nelle pieghe di bilancio si nota che gli stessi
diminuiscono, e quindi è facile immaginare che il bisogno di entrate aumenterà
nel futuro. Questa mia lettera non vuole avere un senso provocatorio ma di
stimolo nei confronti dell'attuale maggioranza, per accelerare tali lavori
ormai inderogabili per Lonato (sistemazione piazza, parcheggi, scuole, centro
sportivo, altro...) e per invitare il sindaco a non prendersela sempre e solo
con la burocrazia in quanto la stessa c'è sempre stata
e di dire i veri motivi di questi ritardi. [FIRMA LETT]Davide Baccinelli
LONATO.
( da "Avvenire" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' FAMIGLIA
07-03-2008 La ricerca "Non chiamateci vedovi, siamo ancora famiglie"
N on vedovi ma famiglie vedove. È così che amerebbero essere rappresentati e
'pensati' loro, un milione di persone in Italia. Un milione di nuclei in cui è
venuto a mancare madre o padre. "Una famiglia spesso ancora giovane, nella
quale la morte e la malattia giungono inattese, nelle quali il genitore rimasto
solo non ha scelto di rimanere da solo", afferma Amelia Cucci Tafuro,
presidentessa de 'Il Melograno', associazione che dal 2001 sta portando avanti
una silenziosa battaglia culturale, prima ancora che sociale, politica e,
perché no, anche pastorale, affinché ai vedovi sia riconosciuto ancora lo
status di famiglia. Proprio 'Il Melograno' ha chiesto al Centro internazionale studi
famiglia di indagare sulla realtà della vedovanza, per capirne i problemi e le
risorse. L'indagine, a cura di Francesco Belletti e Lorenza Rebuzzini, è ora
conclusa e i risultati sono contenuti in un libro in questi giorni in libreria
('La vita, ancora', Paoline, pag. 208, euro 13). Q uanti sono. Le persone
vedove in Italia sono 4,5 milioni, in leggera maggioranza donne. Un milione
sono quelle che vivono con figli. E non sono esclusivamente anziani: le persone
rimaste sole a meno di 50 anni sono 155 mila. Di questi, più di 95 mila hanno
ancora figli a carico. Le famiglie vedove costituiscono oltre la metà dei
nuclei monogenitoriali (composti per un altro 40 per cento da separati e
divorziati e per il restante 7 per cento da genitori single). La ricerca ha
indagato sul dramma della morte di un coniuge, trovando grandi sofferenze ma
anche enormi risorse, soprattutto quando in casa ci sono bambini piccoli. In
generale, appare più difficile affrontare una morte improvvisa rispetto a una
morte conseguente a una malattia. "La morte improvvisa è doppiamente
devastante spiegano Belletti e Rebuzzini perché si inscrive nel quotidiano
delle persone: mentre noi eravamo a fare altro, ci raccontano, mio marito o mia
moglie moriva". Oltre a ciò, le incombenze pratiche travolgono il vedovo,
lo imprigionano in una sensazione di stordimento e confusione che cesserà solo
dopo mesi. L e relazioni. Tutto cambia, con la morte del coniuge. Affrontare la
vita da soli, con figli da accompagnare e decisioni da prendere senza condividerle
con nessun altro, è tra le cose più dure segnalate dalle persone intervistate
dai due ricercatori del Cisf. Per le donne, poi, la vedovanza è vissuta come
doppiamente ghettizzante perché, come osserva Caterina "nella vita sociale
siamo tenute in considerazione perché siamo 'a metà', dobbiamo avere più
coraggio, essere più insistenti, far sapere che esiste lo stato di
vedovanza". Il lutto, oltre al dolore e alla solitudine, porta con sé
spesso anche problemi economici, più evidenti se chi muore è il capofamiglia o
il maggiore percettore di reddito. "Dobbiamo dare atto alle vedove
intervistate commentano Belletti e Rebuzzini della loro forza, tenacia e
intraprendenza: donne che non si sono perse d'animo, si sono rimboccate le
maniche e hanno ricominciato a lavorare, studiare, risparmiare, hanno
combattuto per ottenere ciò che spetta loro e per cercare di dare ai propri
figli la possibilità di studiare". La pensione di reversibilità, nel caso
di un marito morto giovane, non è quasi mai sufficiente per garantire alla
famiglia una vita dignitosa, perché il lavoratore non aveva raggiunto l'età
pensionabile. L e istituzioni. Molte testimonianze raccolte
dai ricercatori del Cisf denunciano un rapporto difficile tra persone vedove e
istituzioni: eccessiva burocrazia, norme complicate, inefficienze. "Ho perso otto mesi a
cercare di vendere la macchina di mia moglie. In banca ho dovuto rifare tutto,
all'anagrafe ho dovuto rifare tutto, poi ho voluto fare per bene le cose della
casa, in modo che i ragazzi possono stare tranquilli. Veramente sono
cose lunghe e stancanti", racconta Mauro. L a società. Se il rapporto con
le istituzioni è spesso faticoso, nemmeno con la società nel suo complesso va
tutto liscio. Sono soprattutto le vedove a denunciare pregiudizi e difficoltà
("Perché quando vado in vacanza devo pagare un supplemento per la camera
singola?", si chiede Rosanna, mentre altre si lamentano delle attenzioni
un po' volgari di vicini e conoscenti: "Quando si rimane sole qualche
volta sembra che si è a caccia degli altri mariti"). Le conclusioni di
Belletti sono chiare: "L'appello forte che emerge da questa ricerca è che
la famiglia vedova è ancora famiglia, e come tale deve essere aiutata e
sostenuta perché si tratta di una famiglia molto forte, che ha saputo affrontare
situazioni spesso al limite dell'umana sopportazione ma, al contempo, una
famiglia estremamente fragile". Antonella Mariani Sono un milione i nuclei
con figli in cui è venuto a mancare uno dei due coniugi; quasi 100 mila hanno
ancora figli minorenni Un'indagine fa luce sulle difficoltà educative,
economiche e sociali: dalla solitudine alle complicazioni burocratiche, fino
alla pensione di reversibilità, spesso insufficiente a garantire una vita
dignitosa a chi resta I ricercatori: l'appello forte è che questi nuclei devono
essere aiutati e sostenuti perché sono nello stesso tempo fragili e forti,
perché hanno saputo affrontare situazioni talvolta al limite dell'umana
sopportazione ".
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL REFERENDUM
"Pedemonte, e i vantaggi?" Il "passaggio" dal Veneto
al Trentino Alto Adige di alcuni Comuni della nostra Regione confinanti con la
Provincia Autonoma di Trento, qualora avvenisse realmente non è dimostrato che
possa portare benefici ai cittadini dei Comuni "secessionisti". I
movimenti che promuovono i referendum per il cambiamento di Regione sostengono
che è inaccettabile le disparità di risorse tra Veneto e Trentino Alto Adige
che, in quanto Regione a Statuto Speciale, mette a disposizione dei propri
cittadini più servizi, opere pubbliche e molte più risorse del Veneto,
determinando una vistosa discriminazione tra cittadini dei comuni Trentini e
cittadini dei Comuni del Veneto confinanti con le Provincia Autonoma di Trento.
Ritengo che, senza entrare nel merito della disputa tra Regioni ordinarie e
privilegi delle Regioni a Statuto Speciale, oggi non sia proponibile il
cambiamento di Regione dei Comuni Veneti di confine né accampando motivi di
carattere storico culturale riguardanti appartenenze territoriali del passato,
né per ottenere le maggiori risorse di cui le Amministrazioni Comunali, si
dice, beneficerebbero "trasferendosi" nel territorio delle Regioni a
Statuto Speciale. Sul passaggio dal Veneto al Trentino di alcuni Comuni nei
quali si è già svolto il Referendum (Lamon, Cortina, i Comuni dell'Altopiano e
altri) c'è una posizione contraria della Regione e delle principali forze
politiche del Veneto che puntano a soddisfare le esigenze di quelle popolazioni
con una legislazione specifica per le aree di confine e con lo stanziamento di
specifici finanziamenti a favore delle Amministrazioni Comunali. Riguardo alle
Regole, è noto che il Veneto con la propria legge n. 26/1996 le ha riconosciute
e valorizzate e con leggi successive ha dato ad esse ulteriori competenze in
materia di raccolta dei funghi e di gestione ambientale (si veda ad esempio la
legge istitutiva del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo che affida alla Regole la
gestione del Parco.) La legislazione del Trentino non riconosce nella stessa
misura del Veneto l'autonomia delle Regole, né le proprietà Regoliere e dunque
il passaggio al Trentino dei Comuni Veneti nei quali esistono le Regole
porterebbe al loro disconoscimento con trasferimento della proprietà regoliera
all'Ente locale nel cui territorio si trovano i beni e le proprietà collettive.
Il passaggio dal Veneto al Trentino per i motivi esposti sopra qualora fosse
praticabile sancirebbe la fine dell'entità Regoliera così come noi la
conosciamo e tuteliamo e la dispersione di un secolare patrimonio ideale,
storico e culturale che il Veneto invece ha saputo valorizzare e tramandare
alle nostre generazioni. Dott. Claudio Rizzato Regoliere ad Honorem Regola di
Casotto * * * Nel merito del referendum di domenica 9 e lunedì 10, che vede i
comuni veneti di Pedemonte e Sappada chiedere l'aggregazione rispettivamente al
Trentino-Alto Adige e al Friuli-Venezia Giulia, la Destra-Fiamma Tricolore
evidenzia tale proposta come del tutto fittizia. A prescindere che questa possa
o meno essere questione di identità o appartenenza, ritengo che la vera
esigenza sia di natura prettamente economica. Poiché il rapporto contributi
versati-ritorno economico-esigenza interna della Regione Veneto, sono ben
diversi dalle altre regioni d'Italia, la sola situazione che potrebbe portare
il distacco dei comuni di Pedemonte e Sappada sarà solamente qualche centinaio
di euro in più e, probabilmente una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece
maggiormente interessare tutti i comuni d'Italia è il distacco dal giogo
nefasto dall'Europa di Maastricht, unitamente dagli arroganti diktat
provenienti dalla privatissima Banca Centrale Europea, concreta ed unica
responsabile della deflazione monetaria che impone una tassazione nazionale,
finalizzata al mantenimento di un debito pubblico per altro non dovuto, che a sua
volta vieta di ritornare alle regioni quei contributi necessari al buon
funzionamento delle amministrazioni e degli Enti locali. Poiché la Costituzione
Europea è stata autonomamente stilata da personaggi molto lontani dalle reali
esigenze della gente comune, in barba alla volontà popolare, invito detti
comuni a disertare le urne e a riflettere sulla questione che li ha portati a
proporre un referendum, facendo a tutti i cittadini interessati specifiche
domande: da quando è peggiorata rapidamente la catastrofe economico
burocratica? Non è forse corrisposto all'entrata dell'Italia nell'UE e
all'avvento dell'euro? Piero Puschiavo Coordinatore Regionale del Veneto Fiamma
Tricolore .
( da "Affari Italiani (Online)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Venerdí 07.03.2008
13:04 --> "Ridurre la spesa pubblica corrente primaria di 5 punti di
Pil nell'arco della prossima legislatura, agendo su inefficienze e sprechi
stimabili appunto in quest'ordine di grandezza; ridurre, sempre nell'arco della
prossima legislatura, l'aliquota media Irpef di 5 punti". Il presidente di
Confcommercio Carlo Sangalli ha presentato oggi il manifesto, in 20 punti,
dell'organizzazione dei commercianti con le richieste e i suggerimenti al
prossimo governo. Oltre al taglio di spesa e tasse, Confcommercio auspica
"contestualità tra recupero di evasione ed elusione, senza - sottolinea
Sangalli - la ricerca di facili capri espiatori". Inoltre, tassazione
secca al 10%, di straordinari, premi e incentivi, "le
liberalizzazioni, la semplificazione della burocrazia, la flessibilità nel mercato del lavoro, l'innovazione per
scuola e università, la risoluzione delle emergenze come quella dei rifiuti in
Campania e della ripresa del Mezzogiorno, una concertazione maggiore tra
politica e piccole e medie imprese". Secondo Sangalli,
"qualità e produttività della spesa devono essere al centro dell'impegno
pubblico e privato. Anzitutto attraverso la condivisione della tutela della
legalità e del contrasto di ogni forma di criminalità. Ed anche di quei
fenomeni, solo apparentemente minori, come l'abusivismo e la contraffazione.
Tutto questo significa, per noi", osserva il numero uno di Confcommercio,
"l'impegno concreto per una crescita del Paese più robusta e di migliore
qualità. Perché, francamente, con una crescita dello zero virgola o anche
dell''uno virgola' non si va davvero lontano.
( da "Denaro, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli Artigianato
Inferrera: Fare impresa in 24 ore? Mi accontenterei di cinque giorni "Lo
Stato deve stare dalla parte di chi produce ricchezza, perciò noi proponiamo di
rendere possibile fare una impresa in un giorno": così Veltroni ieri
all'incontro con i rappresentanti di Confartigianato. Presente al meeting anche
Enrico Inferrera, presidente della Confartigianato di Napoli, che apprezza la
proposta del candidato premier del Pd e insiste sulla sburocratizzazione del
nostro paese: "Chiediamo a chiunque governi dice Inferrera di impegnarsi
per sciogliere i tanti lacciuoli normativi che ci bloccano". Antonio Costa
--> Domanda. Presidente Inferrera, le proposte di Veltroni sono attuabili o
si tratta di propaganda elettorale? Risposta. Magari non si può riuscire a far
aprire un'impresa in un giorno ma in cinque sicuramente, basta impegnarsi e
responsabilizzare gli enti preposti. Ma Veltroni è sicuramente in buona fede e
propone un progamma condivisibile. Nel corso dell'incontro ha dimostrato,
infatti, di aver preso atto della situazione critica del paese e dell'esigenza
di creare sviluppo. Sulla sua analisi siamo quindi d'accordo: c'è bisogno di un
cambio radicale che porti ad una sostanziale sburocratizzazione e a più
coraggiose liberalizzazioni. D. Cosa le è piaciuto di più del suo discorso? R.
Ho apprezzato il riconoscimento da parte di Veltroni del ruolo centrale delle
Pmi e dell'artigianato: una buona base dalla quale partire. Altro discorso
condivisibile è quello che intende mettere da parte la politica del sospetto
nei confronti delle imprese: anche io ritengo che i controlli vadano fatti bene
e seriamente dopo, fidandosi, al momento della creazione dell'azienda, del
cittadino. In questo, un ruolo fondamentale va affidato al sistema delle
autocertificazioni. D. Cosa le fa pensare che Veltroni, una volta premier,
possa attuare queste proposte? R. Veltroni ha confessato che il fatto di
correre da solo, senza i radicalismi della sinistra da una parte e le eccessive
spinte liberiste del centro dall'altra, lo rende fiducioso sul fatto di poter
attuare il programma: mi sembra un discorso condivisibile. D. Se diventasse lei
presidente del consiglio, conoscendo bene il mondo delle piccole imprese, cosa
farebbe per loro? R. Mi verrebbe subito da dire che diminuirei le tasse. Ma mi
"accontenterei" di vedere partire un serio programma di
sburocratizzazione fondato sul sistema delle autocertificazioni: sarebbe anche
un buon modo per far risparmiare le imprese visto che la burocrazia
costa loro circa 40 euro al giorno. Infine migliorerei anche il sistema di
accesso ai finanziamenti, rendendolo più snello e trasparente. --> del
07-03-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Enti Locali &
Cittadini le autonomie Elezioni: negato il diritto di scelta ai cittadini Nando
Morra --> E' difficile riflettere su questioni molto importanti che
riguardano il futuro del paese in rapporto al quadro effervescente e, al tempo
stesso, desolante che le elezioni prossime e la malapolitica mettono di fronte
ai cittadini. Ancora una volta si vota negando il diritto primario agli
elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. L'assurdo è che
una oligarchia di due decine di boss della politica hanno deciso come e da chi
sarà costituito il prossimo Parlamento. Un sistema politico democratico
volutamente sbrindellato che pone nelle mani delle singole autocrazie dei
partiti la composizione di Camera e Senato. Una via voluta e che va bene per la
destra autoritaria e conservatrice dei partiti personali con un capo indiscusso
che dovrebbe essere invisa e radicalmente contrastata, adottando procedure
alternative, confronti e metodi democratici di valutazione e di scelte, dalla
sinistra o, quanto meno, dai partiti che si richiamano ai valori ed alle
tradizioni della democrazia politica e parlamentare. Così non è. Anzi. Così è
possibile, per tutti, portare in Parlamento i portavoce, le segretarie
particolari, familiari, amici del cuore. Tuttavia le elezioni ci saranno. Un
futuro governo ci sarà ed è opportuno che il tessuto connettivo del paese, il
sistema delle autonomie, presenti e proponga una precisa piattaforma politica.
Alcuni punti vanno indicati da subito. Si deve partire da un punto fermo:
l'Italia è una e indivisibile. In troppe circostanze (infrastrutture, energia,
sicurezza sul lavoro e sicurezza in generale, rifiuti) si ha la sensazione che
il nostro Paese affondi, a causa di una autorità statale debole. Il rischio è
di avvitarci in una spirale di riduzione delle decisioni ad un unico soggetto,
ad una unica istituzione, ricercando una efficienza che non arriva, anzi si
allontana. Basta vedere il risultato di 15 anni di "commissario ai
rifiuti" in Campania. La forza dello Stato non risiede nella sua voce
tonante, nella pesantezza della sua burocrazia o nella
pervasività dei suoi poteri. E', invece, nella sua capacità di gestire seriamente
le proprie competenze, rafforzare i sistemi di collaborazione con regioni e
enti locali, riaccendere la fiducia e la partecipazione dei cittadini. Non ci
sono scorciatoie possibili. Questo punto politico implica e comporta una serie
di provvedimenti da affrontare subito. In sintesi, cinque punti decisivi:
Rivedere limitatamente l'art.117 della Costituzione riportando sotto la
competenza dello Stato alcune materie fra cui l'energia e le grandi
infrastrutture, ma anche attribuendo alle regioni, in via definitiva, la
competenza in beni culturali, agricoltura, turismo evitando questo indecoroso
andirivieni delle funzioni, prima decentrate e poi riassorbite al centro da una
burocrazia inamovibile; Riformare il sistema
parlamentare istituendo il Senato federale con tre possibili risultati: ridurre
i costi, aumentare l'efficacia del Parlamento, rafforzare l'idea che l'Italia
federale è comunque una e indivisibile; Modificare urgentemente i regolamenti
parlamentari per consentire l'integrazione della Commissione bicamerale per gli
affari regionali con i rappresentanti delle regioni e delle autonomie;
Riformare il sistema delle Conferenze oggi del tutto burocratizzato e incapace
di favorire una vera "governance" fra Stato, Regioni ed Enti Locali;
Riordinare i Ministeri conseguentemente alla loro riduzione a 12. Sia questo
riordino l'occasione per fare davvero una politica di alleggerimento
burocratico in particolare di quei ministeri che sono rimasti uguali o sono
stati surrettiziamente ricostruiti, nonostante la loro abolizione (turismo,
agricoltura), anche dopo che parti fondamentali delle loro competenze
(istruzione) sono passate alle regioni e alle autonomie, coerentemente con il
titolo V della Costituzione. Parlare di riduzione dei costi della politica
senza affrontare l'ipertrofia impropria delle strutture burocratiche è una
autentica presa in giro che i cittadini non sopportano più. Il trinomio
autonomia, responsabilità, trasparenza dovrà essere la struttura portante delle
riforme istituzionali per un paese moderno. Su autonomia, responsabilità e
trasparenza non si può transigere. E' certo legittimo riflettere e proporre
ritorni al passato anche in tema di federalismo. Ma non è tollerabile questa
situazione sospesa di federalismo annunciato e di centralismo praticato. Se la
rotta deve puntare sull'autonomia, sul "federalismo compiuto", questo
comporta sciogliere alcuni nodi. Il nuovo Codice delle Autonomie, adeguando il
testo unico attuale alle previsioni del Titolo V della Costituzione. Esso deve
mirare a Regioni nuove e forti che di contro dismettano ogni velleità
centralistica e gestionale per affermare una capacità di riordino del sistema
locale e una effettiva capacità programmatoria. Valorizzare le Province nella
loro funzione di ente di area vasta, in particolare per le funzioni ambientali
e di coordinamento del governo del territorio. L'aggregazione dei comuni per
rispondere davvero al principio di sussidiarietà, differenziazione,
adeguatezza; garantire una reale autonomia organizzativa degli enti; eliminare
tutti quei livelli para istituzionali che ora stanno fra le regioni e gli enti
locali e fra i Comuni e le Province. La legge attuativa dell'art. 119 della
Costituzione, federalismo fiscale, che punti alla responsabilizzazione delle
regioni e delle autonomie non solo sul versante della spesa ma anche di quello
delle entrate. Occorre garantire a Regioni e Autonomie risorse proprie e
compartecipazioni ai tributi statali per renderle davvero autonome. E' giusto
colmare le differenze di partenza fra le diverse regioni e le diverse realtà
locali prevedendo meccanismi premiali per tutti i livelli istituzionali
connessi a politiche rigorose e virtuose in tema di risorse finanziarie.
Modificare il "patto di stabilità" interno sulla base di una articolazione
dello stesso su base triennale e su base regionale, misurando le compatibilità
con il quadro nazionale in modo tale che vengano favoriti gli enti che fanno
più investimenti e erogano più servizi a parità di indebitamento. Dire No
all'abolizione dell'ICI e Sì ad una sua riforma che la renda più equa cogliendo
meglio la sua funzione di tassazione dei patrimoni immobiliari. Dire Sì al
federalismo differenziato appena dopo l'attuazione del 119. Riformare il
governo dei servizi pubblici locali favorendo la liberalizzazione e la nascita
di soggetti imprenditoriali che per dimensione e qualità siano capaci di
compiere un reale progresso nella gestione. In particolare, il Sud paga
pesantemente la frammentazione e l'assenza di una cultura gestionale di questi
servizi che storicamente è stata interpretata dalle società municipalizzate nel
Centro Nord del Paese. E' necessario mettere in piedi politiche che recuperino
il rapporto cittadini-istituzioni. I cittadini sembrano aver perduto la loro
coscienza civica, il senso di sentirsi parte di una comunità. Certamente il
sistema politico, favorito anche dalle leggi elettorali per i Comuni, le
Province e le Regioni, ha consentito di limitare gli effetti negativi di questo
fenomeno, contrariamente a ciò che è avvenuto nel rapporto con lo Stato
centrale. Ma il problema c'è anche nel rapporto fra le Autonomie Locali e le
comunità territoriali. In questo quadro, il nuovo governo deve essere impegnato
a porre il Mezzogiorno come priorità-reale. Tutte le recenti analisi dimostrano
che le differenze aumentano invece che diminuire. Vivere, lavorare, studiare,
intraprendere al Sud è sempre più diverso che farlo al Centro Nord. Purtroppo,
l'esperienza delle nuove regioni al Sud non sta sortendo gli stessi effetti che
nel resto del Paese. Bisogna tornare al protagonismo delle Città e dei Comuni
per un grande patto che punti a pochi essenziali obiettivi: alla cultura della
sicurezza e del diritto; al potenziamento del welfare locale a partire dai
servizi per l'infanzia; a politiche che trattengano nel territorio i giovani
laureati; alla creazione di un sistema imprenditoriale di servizi pubblici
(gas, acqua, rifiuti, energia) sul modello del Centro Nord che da risposte
positive in termini di efficienza, produttività, qualità dei servizi, risorse per
la comunità; alla diffusione delle tecnologie; alla valorizzazione delle
risorse locali (beni ambientali e culturali, archeologici, termalismo, ecc.);
Un progetto che fondandosi su una "grande alleanza" con i Comuni e
fra i Comuni, non disperda le risorse ingenti che l'Europa metterà a
disposizione di quei territori 2007/2013. Un'impostazione che connette e chiama
in causa governo e Regioni ma anche tutto il sistema delle Autonomie che dovrà
esprimere voce e forza per contribuire al cambiamento del "sistema
paese". --> del 07-03-2008 num.
( da "Avanti!" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA POSTA Il
"morbido" scontro tra Pd e Pdl 07/03/2008 Caro Avanti!, il processo
di polarizzazione della rappresentanza politica, iniziato sotto la spinta di
Tangentopoli e dell'esito della consultazione referendaria dell'aprile
( da "Avanti!" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUAL è IL BLOCCO
SOCIALE DEL PD? Calearo, mistero buffo 07/03/2008 La candidatura di Massimo
Calearo, presidente della Federmeccanica, nelle file del Partito democratico è
diventata ormai occasione di ludibrio nazionale. Si tratta, in termini
oggettivi, di una scelta calibrata sulla Vicenza del 2006, campagna elettorale
precedente, con Silvio Berlusconi che affronta de visu la platea di piccoli e
medi imprenditori. È del tutto chiaro da quale parte stesse anche allora
Calearo. A "Ballarò", l'altra sera, ha fatto una figura penosa ed è
stato addirittura imbarazzante, come quando, ad esempio, ha santificato
Clemente Mastella per aver procurato la caduta del governo Prodi, quel governo
cioè guidato da colui che è l'attuale presidente del Partito democratico. Ma
Walter Veltroni ha il pelo sullo stomaco, è un somaro e un nichilista, dunque
non teme figure di questo tenore. Con i Radicali italiani è andato giù piatto
e, dopo averli imbrigliati dentro una tessitura di livello infimo, ora li
svuota e li infila come fantasmi in liste gonfie di tutto: dagli operai-simbolo
alle segretarie che affermano, apertis verbis, di non avere alcun rapporto con
la politica. Significativo: è come se Veltroni si stesse giustificando per aver
fatto la carriera che ha fatto con la politica, ma è un giochino di breve
respiro e, prima o poi (più prima che poi), tutti i nodi verranno al pettine.
Calearo non segna niente in particolare e non sposta niente. Il sindaco di
Venezia, Massimo Cacciari, ha ragione a questo proposito, come avrebbe ragione
chiunque dicesse questa banalissima cosa. Il blocco sociale del Partito
democratico è ancora un mistero buffo e quel che sia Veltroni è ancorato a ciò
che un economista marxista acuto e viscerale, Gianfranco La Grassa, ha
ribattezzato "veltronvuotismo". Il nulla assoluto. Se Romano Prodi è
stato l'alleanza cinica e tecnocratica tra pezzi dello Stato e nullismo
politico, Veltroni è il cameriere delle corporazioni, delle banche e di un
pezzo di Confindustria. Ma si tratta di una rete che, di fronte alla crisi in
cui versa l'intero sistema-Paese, non basterà a reggere l'ambizione del
"si può fare". Perché il dato vero e ormai evidente a tutti è la
porta colossale della crisi italiana, che l'Europa sta ancora vivendo in
maniera blanda, e che ha origini finanziarie. Ovvio: la finanza ammazza un
cavallo quando esso non trova fonti d'acqua alle quali abbeverarsi. È il caso
italiano. Ecco, Calearo è uno che sbandiera le parole d'ordine della
Confindustria impomatata di Montezemolo, ma che poi non ha la più pallida idea
di cosa significhi, in concreto, competitività. Come si fa a competere con un
sistema-Paese in cui, per avere una linea telefonica in un'azienda o in un
ufficio, devi aspettare quaranta giorni? Stessi tempi o giù di lì per internet.
Con la benzina che costa l'ira di Dio e l'energia elettrica che non è da meno?
Calearo certamente rappresenta la strategia montezemoliana e l'alleanza delle burocrazie, il che aiuta il Popolo delle libertà a
ritrovare la calibratura sulla sua "mission" identitaria,
l'anti-collettivismo burocratico in ogni sua declinazione e la spinta a
ritrovare libertà, crescita e mobilità sociale (vera, non il trucco
veltroniano, con le narrazioni dei felici anni Cinquanta e Sessanta), ma
non va molto oltre e ciò non favorisce niente, non fluidifica la marcia
veltroniana. La politica delle facce cosiddette nuove è una solenne sciocchezza
senza una strategia politica e senza la qualificazione netta di una base
sociale da rappresentare. Paradossalmente, questo handicap tutto veltroniano si
rivela limpidamente con questa bislacca e quasi comica candidatura. Ora si
comprende perché, durante l'era del post-comunismo, a sinistra, in questa
sinistra nichilista, molto si discusse di "regole" e procedure.
Tutto, alla fine, con Veltroni, si chiude infatti, con le liste. Che dovrebbero
essere determinate da regole e procedure. Appunto. Dov'è Pannella? E perché fa
l'ultimo insulso sciopero della sete?.
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Donna vive da 28
anni nel container AMEDEO PICARIELLO Sant'Angelo a Scala. Lamiere arrugginite e
cartone pressato: non una casa, neanche un tetto dove ripararsi, piuttosto una
baracca, di quelle che ad Avellino e provincia non si vedevano dai tempi del
dopo terremoto e che alla memoria riportano sinistri ricordi. Un container
poggiato sulla nuda terra. Ed è cosi dal sisma dell'80 da quando la casa
colonica che occupava con il marito è stata dichiarata inagibile per il crollo
dei solai. Dura da oltre 20 anni l'odissea di Ernestina Cristiano, 67 anni.
Accade a Sant'Angelo a Scala, in una zona di campagna del paese al confine con
Grottolella dove il tempo sembra essersi fermato. Lei non sa neanche che cosa
voglia dire avere in casa acqua corrente e potabile. Solo grazie all'intervento
di alcuni amici, tra i quali il suo ex parroco don Vitaliano Della Sala,
qualche tempo fa l'Alto Calore le ha predisposto la fornitura idrica, ma solo
fuori dal prefabbricato: all'interno rimangono le pareti che grondano umidità e
il soffitto annerito dal fumo di una stufa a legna, che mette in pericolo la
sua vita. Tre anni fa ha perso il marito: un male incurabile l'ha strappato
alla vita, non è escluso che sia stato vittima dell'amianto e dei miasmi
respirati in tutti questi anni trascorsi in quel tugurio. Un
paradosso della burocrazia,
uno dei tanti, costringe quest'anziana, napoletana di origine ma irpina
d'azione, a continuare a sopravvivere in questo modo. "Qui abito e qui
voglio morire, come mio marito - dice Ernestina - ma vivere peggio degli
animali è insopportabile". Il contributo che le è stato assegnato -
poco più di 10mila euro - non le consente di mettere mano ai lavori di
adeguamento dell'abitazione del marito: ne occorrono almeno altri 45mila e lei
con una modesta pensione di operaia riesce a malapena a tirare avanti. Anche
lei con il tempo, come il povero marito, si è ammalata: e per questo motivo ha
intentato causa al comune e in primo grado il tribunale di Avellino le ha
riconosciuto un risarcimento danni pari a 7mila euro. Ma ora il comune farà
appello. "La legge è contro di lei, nessuno lo mette in dubbio - ha detto
don Vitaliano Della Sala - ma con il buon senso si potrebbe individuare una
soluzione. E' in una condizione disumana". Il sindaco di Sant'Angelo a
Scala, Domenico Macello, ha espresso solidarietà e vicinanza alla donna.
"Purtroppo la 219 - ha precisato - non concede deroghe e noi non possiamo
violare la norma. Non abbiamo alloggi popolari dove ospitare la signora
Ernestina, ma mi attiverò presso Prefettura e Regione per una degna
soluzione".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I NODI DELLA
POLITICA Confindustria attacca: è un'occasione persa Non si placa lo scontro
sulla nuova disciplina Il leader degli industriali "Impegno sulla
formazione" GIUSY FRANZESE Roma. "L'ultimo atto di una sinistra
anti-industriale e demagogica". Il presidente di Confindustria, Luca
Cordero di Montezemolo, si scaglia contro il pacchetto sicurezza approvato dal
governo. "È un provvedimento tutto centrato sull'inasprimento delle
sanzioni, con poco o nulla per la formazione e la prevenzione". Ma non è
solo Confindustria a protestare. È l'intero sistema delle imprese a bocciare il
pacchetto, considerandolo "un intervento di natura punitiva", che tra
l'altro "non coglie gli obiettivi di semplificazione degli
adempimenti". Sotto la nota unitaria diffusa alla stampa ci sono infatti
ben sedici sigle: Abi, Ania, Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti,
Confapi, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative,
Confesercenti, Confindustria, Lega delle Cooperative. D'altra parte sono
giorni, da quando nell'aria si sentiva la volontà del governo di arrivare a una
conclusione, che le aziende avevano iniziato ad alzare la voce. Eppure
l'attacco di Montezemolo, - pronunciato dal palco della "Giornata della
ricerca e dell'innovazione" - ha stupito un po' tutti per l'inusitata
durezza. E, naturalmente, non sono mancate le reazioni. Anche perché, se fino
all'altro giorno dall'associazione degli industriali erano stati sollevati
rilievi tecnici, ieri Montezemolo ha esordito puntando il dito contro la
sinistra. "Parla di imprenditori che piangono a pancia piena, un'espressione
che non si sentiva neanche nella Cuba degli anni '60, figuriamoci nell'Europa
nel 2008" si è lamentato. Secondo il numero uno di viale dell'Astronomia,
non ci sono dubbi: quello varato ieri dal Consiglio dei Ministri più che un
pacchetto per tutelare i lavoratori, è un provvedimento "con intento
punitivo". Tant'è che mentre c'è "un fortissimo inasprimento delle
sanzioni, c'è poco o nulla sulla prevenzione". "Si è persa una buona
occasione" aggiunge il responsabile per le relazioni industriali di
Confindustria Giorgio Usai. Non è questo il modo efficace per evitare le morti
bianche, avverte Montezemolo: "Inasprendo le pene e basta non si salvano
vite. Vite preziose, che noi consideriamo il primo valore in azienda". Addirittura la maggiore burocrazia, i costi e le sanzioni sproporzionate, potrebbero spingere un
alcuni imprenditori nel sommerso, ovvero proprio lì dove si concentrano i
maggiori rischi per la sicurezza del lavoratore. Invece - va avanti il leader -
si sarebbe dovuto puntare sulla "cultura della sicurezza".
Perché "le imprese, quelle sane, non devono essere minacciate, ma vanno
supportate, accompagnate verso livelli di sicurezza sempre più elevati". A
questo proposito Montezemolo ricorda che da mesi Confindustria chiede di
utilizzare quel miliardo e mezzo che si accumula ogni anno nelle casse
dell'Inail come avanzo di gestione. E, riferendosi a una delle ultime tragedia
in ordine di tempo sul posto di lavoro, osserva: "Quel povero imprenditore
di Molfetta, è morto anche con i suoi dipendenti, perché forse non era stata
fatta formazione; forse le regole non le conosceva neppure". Naturalmente
le reazioni della Sinistra arcobaleno non si sono fatte attendere. C'è chi
grida allo "scandalo" come il segretario di Rifondazione, Franco
Giordano. C'è chi parla di "posizione vergognosa", come Angelo
Bonelli dei Verdi. E c'è chi chiede a Montezemolo "di fronte alle stragi
di questi mesi, il pudore di tacere", come Loredana De Petris. Toni
diversi, ma comunque in assoluto dissenso, anche da parte del ministro del
Lavoro Cesare Damiano: "Non condivido l'opinione di Montezemolo. Io non mi
sento il rappresentante di una sinistra antindustriale. Ci sembra che alcune
reazioni, siano sproporzionate". Luca Cordero di Montezemolo e, in basso,
il ministro Ferrero e il porto di Genova.
( da "Opinione, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Ven, 07 Mar
2008 Edizione 47 del 07-03-2008 Camera di Commercio Pescara, progetto
"Imprese in un solo giorno" di Antonio De Panfilis Sembra un'utopia
per gli imprenditori afflitti dalle lungaggini burocratiche, quelle che sono un
malcostume storico delle amministrazioni italiane, quelle che ritardano le
realizzazioni pratiche per mettere su un'impresa. Ma forse, anche per
l'Abruzzo, si apre uno spiraglio. Anche a Pescara, dal 3 marzo è partito il
progetto sperimentale: "Comunicazione unica per l'avvio della attività
d'impresa". Ovvero, la nascita in un solo giorno di un'impresa
commerciale. Pare basti che l'imprenditore di turno, si rivolga alla Camera di
Commercio, i cui operatori poi si occuperanno del disbrigo di tutto l'iter
relativo a pratiche e documenti presso gli Enti di riferimento: Registro delle
imprese, Inps, Inail e Agenzia delle imprese. Iter anti-burocrazia, percorso telematico veloce, facilitato, che viene messo in moto
attraverso una richiesta, avanzata tramite un modello informatico unificato.
Presentando le novità del progetto, Ezio Ardizzi, Presidente della Camera di
Commercio di Pescara, ha sottolineato che ci troviamo di fronte un
"sistema rivoluzionario, del quale beneficeranno le imprese; mentre
gli oneri sono tutti a carico della Camera di commercio, anche in termini di
personale, visto che il nuovo servizio deve essere garantito con gli organici
attuali". Come spiega alla nostra redazione Simonetta Cirillo, Vice
segretario generale e Conservatore del Registro delle imprese, l'attenzione va
posta sul ruolo di novità tecnica complessa, svolto dalla Camera di commercio.
Ovvero la funzione di collettore per il disbrigo delle pratiche. Un circuito
rapido attraverso il quale, quando la Camera dà il via, viene emessa una
ricevuta unica per l'approvazione del progetto, previa pratica terminata
dall'Ente di riferimento, e l'imprenditore che ha presentato il progetto riceve
direttamente la risposta nella posta elettronica. Questo anche grazie al
software applicativo 'Com-unica' con cui si sta lavorando. La sperimentazione,
che avrà termine il 18 di agosto, riguarda dieci Camere di commercio pilota sul
territorio nazionale, tra le quali, quella di Pescara è l'unica per l'Abruzzo.
( da "Virgilio Notizie" del 07-03-2008)
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07-03-2008 13:33
Occorre mettere in campo una politica per i servizi Roma, 7 mar. (Apcom) - La
politica per i servizi che chiede Confcommercio "è fatta di poche e
semplici cose". Innanzitutto liberalizzazioni "ben fatte che agiscano
compiutamente sui servizi energetici, telefonici, bancari e assicurativi, sui
servizi pubblici locali e sul sistema delle professioni, generando crescita
aggiuntiva nell'ordine di 1,5 punti di Pil". Occorre poi andare avanti con
le semplificazioni, spiega Sangalli, "per ridurre del
25%, entro il 2012, quella tassa della burocrazia, che grava sulle imprese italiane per circa 1 punto di
Pil". I commercianti chiedono una "flessibilità governata e
contrattata nel mercato del lavoro". Questa si persegue "rivedendo le
limitazioni settoriali per il lavoro intermittente; affrontando la
riforma degli ammortizzatori sociali; incentivando la trasformazione dei
contratti a termine e flessibili in rapporti di lavoro a tempo indeterminato,
ma anche rivedendo la rigidità di questi ultimi". E' necessario dare
sostegno all'innovazione "secondo le forme tipiche che essa assume nel
sistema dei servizi". Dopo Industria 2015, portare avanti "un grande
piano d'azione italiano per l'innovazione nei servizi, anche attraverso il
rafforzamento delle politiche per la scuola e l'Università all'insegna del
riconoscimento del merito, della responsabilità, del talento di chi insegna, di
chi studia, di chi fa ricerca". L'invito di Sangalli alle forze politiche
è di mettere la "qualità e produttività" della crescita economica al
centro dell'agenda e di affrontare e risolvere le "emergenze" del
paese, "a partire dal dramma dei rifiuti in Campania". Infine
Sangalli richiama l'attenzionesulla condivisione della "tutela della
legalità e del contrasto di ogni forma di criminalità, organizzata e non".
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Assortigiani Vicenza
celebra il lavoro artigiano con la "Settimana dell'Artigianato",
manifestazione che si dipanerà da domenica prossima a domenica 16 marzo, tra
appuntamenti dedicati ai giovani e convegni di approfondimento sull'attualità
economica. L'iniziativa, che quest'anno si svolgerà sotto il segno del Palladio
e quindi in concomitanza con le celebrazioni dei 500 anni dell'architetto è
stata presentata ieri dal presidente dell'associazione Giuseppe Sbalchiero e
dal segretario generale Carmelo Rigobello. E visto che il 2008 è anche segnato
dalle elezioni amministrative e politiche, non è mancata qualche riflessione.
"Cosa chiedere ai candidati comunali e nazionali? La questione più pesante
per noi artigiani è sicuramente la burocrazia", ha sottolineato Sbalchiero. "Prendiamo solo una
situazione che oggi fa molto discutere: gli infortuni sul lavoro. Il 90\%
avvengono nella grande impresa eppure vengono sempre da noi a controllare che
le carte siano in regola". Proprio su questa specifica questione il presidente
degli artigiani ha annunciato che fornirà presto dei dati a dimostrazione che
la casistica degli infortuni riguarda solo marginalmente l'attività
artigiana. "Faremo una conferenza stampa giusto poco prima delle elezioni,
appena finita la settimana dell'artigianato".Per quanto riguarda l'annuale
manifestazione, in calendario ci sono tredici appuntamenti. La serie degli
eventi si aprirà domenica prossima con la messa in onore di San Giuseppe
Artigiano, patrono della categoria. Lunedì 10 sarà la volta del convegno
"Valori e ruoli delle donne nelle organizzazioni". Martedì
( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE MISURE C'è
l'arresto da
( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Proprio ieri un
magistrato ha detto che non si può parlare di fatalità per la tragedia sul
lavoro di Trani (5 morti!) e a Milano un operaio al lavoro di notte sui binari
è stato ucciso dal treno. Storie di quotidiana follia nel settore della
sicurezza sul lavoro. Questo significa che il problema esiste ed è enorme e non
merita il sospetto che ci sia uno scopo preciso se oggi se ne parla così tanto.
Il fatto, poi, che l'Italia sia in questa terribile classifica in media
europea, non costituisce un buon motivo per far finta di niente. Probabilmente
le leggi esistenti sono valide e basterebbe applicarle con serietà. Forse c'è
soprattutto bisogno di controlli, mancano però i controllori. Manca una
coscienza in materia di prevenzione; la legislazione non è stata adeguata ai
ritmi del lavoro, la burocrazia non è stata aggiornata. Sicuramente molte aziende applicano le
misure richieste con responsabilità, mentre per altre aziende la sicurezza è
l'ultima preoccupazione. È vero che spesso si vedono operai e tecnici
sottovalutare il rischio, ripetere per abitudine gesti che possono rivelarsi
pericolosissimi. Muratori, elettricisti, portuali e tanti altri non
dovrebbero muovere un passo senza casco, senza ganci di protezione per evitare
cadute, senza cinghie, isolanti, mascherine e cento diverse precauzioni
previste. In teoria nessuno dovrebbe trovarsi nelle condizioni di cadere da un
cantiere o da una nave o da un palo della luce; nessuno dovrebbe entrare in una
cisterna o in una stiva senza maschere e respiratori. Invece purtroppo accade e
questo mette in evidenza che le responsabilità sono tante: delle aziende, dei
sindacati, dei lavoratori, dei controllori. Il problema non è dare la colpa al
"padrone" , sarebbe persino banale; il problema è arrivare a
garantire la sicurezza. La sicurezza sul lavoro è un diritto e non può essere
affidata al caso, all'incoscienza, al mancato controllo. Quanto alla vicenda
della Thyssenkrupp, i sindacati hanno denunciato la situazione molte volte ed
esistono i documenti. Se dei 32 estintori esistenti, nessuno era in grado di
funzionare al momento dell'incendio, le colpe non possono essere certo
attribuite ai lavoratori. È anche sulla base di quelle denunce che la
magistratura ha mosso accuse pesantissime ai vertici aziendali.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO La
grande illusione del "forfettone" è un colpo ad artigiani e centri
storici di Girolamo Astolfi * Sburocratizzazione, semplificazione e riduzione
delle tasse. Tanto prometteva il forfettone e per questo accolto come un vero
toccasana dai sopravvissuti maestri artigiani, vetrai, decoratori,
restauratori, stuccatori, orafi, che a fatica in questi anni hanno continuato a
rendere straordinari i nostri centri storici e vivi mestieri e botteghe che
hanno un legame profondo con la nostra storia.Una speranza infranta sullo
scoglio dei tecnicismi interpretativi delmMinistero delle Finanze, un
salvagente negato di cui il Paese si pentirà, una ulteriore prova che le buone intenzioni della politica in questo Paese affondano nella burocrazia. Lo avevamo preannunciato.
Una previsione che qualcuno aveva giudicato eccessivamente nera, troppo
pessimistica, insomma. Ma i fatti ci stanno dando ragione. Il riferimento è al
cosiddetto "forfettone", cioè la normativa inserita nella Finanziaria
che doveva portare a una semplificazione delle procedure contabili (e
quindi a un risparmio) per aziende con un fatturato annuo al di sotto dei
30mila euro.I primi dubbi sull'effettiva validità del provvedimento erano
cominciati a circolare qualche mese or sono, quando sembrava che anche il
canone di affitto che botteghe e laboratori che gli imprenditori pagano per la
loro sede, potesse essere inserito nella voce "investimenti" che
superando i 15mila euro in tre anni, per legge vanifica l'applicazione di tutte
le altre agevolazioni. Insomma, è sufficiente che un artigiano paghi
mensilmente una locazione di 500 euro per essere concretamente escluso dal
"forfettone".Una norma assurda che tra l'altro va a colpire una
categoria particolare di piccoli imprenditori. Stiamo parlando di quegli
artigiani, spesso ditte individuali, che vivono e operano nei centri storici
cittadini e che i dedicano a mestieri definibili "d'arte". La maggior
parte di questi, dal battitore di ferro al restauratore di mobili, dal
decoratore al lavoratore del vetro, operano in piccoli (ma costosissimi se
acquistati) laboratori il più delle volte nel centro delle città. Il loro è un
impegno meritevole per due motivi. Prima di tutto perché continuano tradizioni
e mestieri destinati probabilmente alla scomparsa. In secondo luogo perché
mantengono vivo un tessuto urbano che altrimenti sarebbe ridotto a banche e
uffici se non addirittura disabitato e abbandonato, quindi a rischio degrado e
microcriminalità.Si ha un bel dire di favorire la rivitalizzazione e la
sicurezza delle città se si trascura poi il primo elemento perché questo
avvenga: il fatto che siano vissute. Eppure proprio questi, quelli che più di
altri dovrebbero poter beneficiare dei vantaggi previsti dal
"forfettone", di fatto ne sono esclusi, magari semplicemente per il
fatto di essere affittuari. D'altra parte non sono pochi a essere imprenditori
atipici: quelli che sono rimasti nei centri storici, gli "artisti"
come magari un po' affettuosamente, amiamo chiamarli. Non sono certo attività
che possono garantire grandi profitti. Per questo era stata vista con molto
interesse (anzi con soddisfazione) la normativa sulla semplificazione. Per
questi artigiani il limite dei 30mila euro era giusto e assolutamente
abbordabile, nel senso che difficilmente qualcuno superava tale fatturato
annuo. Poi è venuta fuori la questione dell'affitto e tutto è saltato.
Cioè?Semplice. A meno di non essere proprietari anche della casa magari situata
sopra, è molto difficile che un artigiano che ha la bottega in centro storico
possa essere padrone di tale spazio. Così quasi tutti sono in affitto. Che cosa
si può avere con meno di 500 euro? Nulla. Ma basta questa cifra per annullare i
vantaggi del forfettone. Assurdo e ingiusto. Così, una delle categorie che più
di altre avrebbe potuto trarre vantaggio dalla semplificazione, di fatto non
sarà in grado di usufruirne. Come sempre le opportunità saranno sfruttate dai
furbi, da quelli che riusciranno a dimostrare di vivere senza guadagnare e
senza investire. E naturalmente anche senza pagare l'affitto.* presidente
Confartigianato.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Case popolari per il
ceto medio. Si allarga la forbice tra ricchi e poveri, le aziende edili
trevigiane ne stanno avendo un riscontro empirico: l'unica fascia di mercato
che non conosce flessioni è quella degli immobili di alta gamma. Qualità e
rifiniture elevate (e prezzi in linea) per chi ha portafogli immuni da crisi.
All'opposto, sta la fetta di indigenti coperti all'edilizia sociale. Nel mezzo,
l'ampio e variegato magma di quelli che Claudio Cunial, presidente provinciale
dell'Associazione nazionale costruttori edili, definisce (in senso letterale,
tutt'altro che spregiativo) "vorrei, ma non posso": giovani coppie,
operai, impiegati o dipendenti pubblici, magari nuclei i cui lavora solo il
capofamiglia, che vorrebbero trovare una casa nuova, hanno redditi troppo alti
per rientrare nelle graduatorie Ater, ma, allo stesso tempo, non possono stare
al passo con le quotazioni di mercato, causa erosione del potere d'acquisto e
rincaro dei mutui.Un bacino che le aziende non vogliono abbandonare. Ecco
allora la proposta dell'Ance: "Il costo del terreno incide non poco sul
prezzo di un immobile - sottolinea Cunial -. Si potrebbero fare degli accordi
in base ai quali le amministrazioni pubbliche mettono a disposizione dei
terreni, le imprese si impegnano a costruire e a mettere in vendita o in
affitto a prezzi "calmierati"". Se poi questi lotti fossero
situati in aree da riqualificare, si potrebbe ottenere un doppio risultato. È
quello che viene definito "social housing" ed è stato sperimentato
anche in altre realtà: ora l'Ance vorrebbe importarlo pure nella Marca.
"Pochi Comuni, però, hanno inserito questa possibilità nei loro piani
territoriali - nota Zelio Pirani, direttore dell'organizzazione, che conta
circa 800 aderenti -. Esauriti i fondi Gescal, purtroppo manca una vera
politica abitativa".Potrebbe essere uno strumento anche per rivitalizzare
un mercato che per il 2008 si annuncia stagnante: "Il settore tutto
sommato tiene - ribadisce il numero uno dell'associazione costruttori -, ma
avvertiamo qualche rallentamento. Del resto l'edilizia trevigiana è in crescita
da nove anni, è logico che prima o poi debba fermarsi". Tanto più che il
calo dell'edilizia privata, non è più compensato da quella pubblica, azzerata
dai vincoli di bilancio imposti alle amministrazioni locali: "Hanno aperto
o stanno partendo alcuni grandi cantieri: bene - chiosa il presidente -. Ma non
dimentichiamo tutta la rete di infrastrutture e di servizi di raccordo, di cui
la nostra provincia è ancora carente. Rappresenterebbero non solo un'occasione
di lavoro per il comparto, ma anche di sviluppo per tutto il territorio".
Nessun allarmismo, comunque: "Le nostre imprese hanno ormai un assetto
strutturato: un periodo negativo come quello vissuto nei primi anni '90, con
numerosi procedimenti di mobilità, non credo si ripeta", tranquillizza
Pirani.Mentre le elezioni si avvicinano, l'Ance trevigiana sollecita misure per
garantire competitività alle aziende nostrane: riduzione della
burocrazia, requisiti più
rigorosi per accedere alla professione. E soprattutto, il taglio del costo del
lavoro: "Un tema - ricorda Pirani - che riguarda tutte le categorie, ma
che tocca in modo particolare le costruzioni, dove ci sono maggiori esigenze di
flessibilità e di dare riconoscimenti alle singole professionalità".
E che ha risvolti paradossali nel trevigiano: "Si fatica sempre più a
convincere i dipendenti a fare gli straordinari - conferma Cunial -: sono tanto
tassati che agli operai non convengono. Fatti due conti del "netto"
che rimane in tasca, molti rinunciano alle ore in più. E così, pur non
giustificandolo, alla fine è inevitabile qualcuno cerchi strade alternative
(leggi "fuori busta", ndr)".Mattia Zanardo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
UdineL'evasione?
C'è, ma la fanno vedere più di quello che è. Paghiamo più tasse dei tedeschi:
noi il 29.3\%, loro il 24\%. Pressione fiscale troppo alta? Al 43\% è al top in
Europa, solo Svezia e Danimarca pagano di più, ma hanno servizi assolutamente
migliori.Ma è perché abbiamo un debito pubblico enorme? Bugie, il differenziale
del nostro debito pubblico con quello della Germania giustifica tre punti
percentuali di differenza di pressione fiscale, non ne abbiamo sei. Un sogno
quindi lo slogan pagare meno, pagare tutti? Sì, se non si riduce la spesa
pubblica.Quindi non c'è soluzione? "No, c'è e si chiama federalismo
fiscale se è accompagnato anche dal federalismo burocratico-amministrativo e
gestionale. In Fvg il federalismo fiscale è sostanzialmente applicato e
funziona. Vi pagate la sanità e molti altri settori da soli e siate riusciti ad
avere una buona sanità senza sprecare risorse".Giuseppe Bortolussi,
direttore dell'ufficio studi della Confartigianato di Mestre e assessore al
Comune di Venezia, con delega alle attività produttive, incalzato dal
giornalista Renato D'Argenio, è stato un fiume in piena questo pomeriggio alla
tavola rotonda che si è svolta nel salone del Quaglio della sede di Unicredit
Banca (ex sede Banca del Friuli) in via Vittorio Veneto 20, Udine. Dopo i
saluti del condirettore Triveneto della Unicredit Banca, Enrico Gava, via a
domande e risposte alle quali hanno risposto anche l'assessore regionale Enrico
Bertossi e il presidente di Confartigianato del Fvg Graziano Tilatti, che non
sono stati da meno. "Noi - ha detto Bertossi - oltre al debito pubblico,
abbiamo un sistema burocratico-amministrativo autoreferenziale con alti livelli
di inefficienza che si autoalimenta promuovendo leggi e regolamenti sempre più
complessi. Anche se siamo una regione a statuto speciale, poco possiamo fare
per snellire e rendere più efficiente la macchina burocratica. Che fare quindi?
Due cose: riformare la burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e una
gestione più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può
ottenere solo con il federalismo fiscale".Parole che hanno fatto bene alle
orecchie del presidente di Confartigianato del Fvg Graziano Tilatti, che da
anni si batte per un sistema Paese più efficiente, che non consideri le
imprese come una malattia inguaribile e gli imprenditori come degli stregoni,
ma sia al servizio delle imprese. "Essere al servizio delle imprese - ha
detto Tilatti - significa essere a servizio dei cittadini. Imprese più
efficienti sono imprese con maggiore redditività e quindi in grado di
trasferire sul territorio maggiori risorse".
( da "Metronews" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Agricoltura: cia
toscana, burocrazia frena sviluppo 07/03/2008 15:46
Firenze, 7 mar. - (Adnkronos) - Una richiesta per migliorare la stalla
presentata nell'aprile 2002 e' stata approvata nel giugno 2007. Tempi di
autorizzazione biblici. Questo e' soltanto un esempio dei 50 casi di malaburocrazia rilevati in tutta la Toscana dalla Cia. Una
situazione ad handicap per le aziende agricole della regione contenute nel
primo dossier elaborato dalla Confederazione italiana agricoltori toscana
presentato quest'oggi a Firenze. Le problematiche - si legge in un comunicato
della Cia - derivano dalle norme regionali, dalle disposizioni previste dai
Piani territoriali di coordinamento delle province, dagli atti e comportamenti
a livello comunale. Ma nel marasma delle anomalie dell'agricoltura toscana
emerge anche una "buona prassi" in provincia di Siena.
( da "Agi" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firenze AGRICOLTURA:
DOSSIER URBANISTICA, IN TOSCANA TEMPI BIBLICI (AGI) - Firenze, 7 mar. - Una
richiesta per migliorare una stalla, presentata nell'aprile 2002, e' stata
approvata nel giugno 2007. Tempi di autorizzazione biblici. Questo e' soltanto
un esempio dei 50 casi di malaburocrazia rilevati in
tutta la Toscana dalla Cia. Una situazione ad handicap per le aziende agricole
della regione contenute nel primo dossier elaborato dalla Confederazione
italiana agricoltori toscana presentato quest'oggi a Firenze. "Le
problematiche - si legge in una nota - derivano dalle norme regionali, dalle
disposizioni previste dai Piani territoriali di coordinamento delle province,
dagli atti e comportamenti a livello comunale". Ma nel marasma delle
anomalie dell'agricoltura toscana emerge anche una "buona prassi" in
provincia di Siena. La Cia Toscana e' arrivata alla presentazione di questo
dossier dopo una serie di iniziative pubbliche che sono culminate con gli
incontri, per illustrare le problematiche principali emerse, con il presidente
della Regione Toscana, Claudio Martini e con i rappresentanti di Uncem, Upi e
Anci della Toscana. "Stiamo assistendo ad anomalie della burocrazia che non sono piu' sostenibili - ribadisce il
presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci -; il disagio degli imprenditori
agricoli di fronte a norme urbanistiche ed atteggiamenti punitivi nei confronti
dell'agricoltura ha raggiunto un livello di emergenza che mette in crisi
l'intero sistema toscano, determinando un blocco degli investimenti proprio
nella fase di avvio del Piano di Sviluppo Rurale, attraverso il quale si punta
a rilanciare la competitivita' del comparto agricolo". Pascucci, propone
l'attivazione del tavolo regionale per approfondire ed elaborare le strategie
del futuro per il buongoverno del territorio rurale sintetizzato nella
"Carta delle aree rurali" elaborata dalla Cia Toscana, presentata nel
convegno di gennaio, quale strumento di concertazione e di condivisione di
priorita' e di indirizzi programmatici per governare i territori rurali che
rappresentano il 95% del territorio toscano, per una migliore definizione di
scenario della loro programmazione che tenga conto delle evoluzioni e dei
cambiamenti in atto valorizzando la biodiversita', le funzioni produttive,
sociali ed ambientali che svolge l'impresa agricola". (AGI).
( da "Gazzetta Dello Sport Online, La" del
07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
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chiudi 07 marzo 2008 Johnson dai Suns a sindaco "Il 3 giugno votate per
me" L'ex-guardia di Phoenix, tre volte All Star, si è candidato a primo
cittadino di Sacramento. "Serve un cambiamento e serve ora". La sua
vita dopo il ritiro nel 2000 e i precedenti simili SACRAMENTO (Usa), 7 marzo
2008 - Due giorni fa Kevin Johnson è salito sul palco del vecchio Guild
Theater, a Sacramento , nel quartiere di Old Park, dove è nato e cresciuto.
Davanti alla folla che lo acclamava, l'ex guardia dei Phoenix Suns, tre volte
All Star, ha annunciato: "Sì, mi candido a sindaco. Votate per me il
prossimo 3 giugno". KJ VS FARGO - Non sarà una corsa facile quella del
42enne Johnson alla poltrona di primo cittadino della capitale della
California. Dovrà sfidare Heather Fargo, sindaco in carica che punta al terzo
mandato. Ma KJ non molla: "Abbiamo bisogno di un cambiamento, e ne abbiamo
bisogno ora - ha detto nel suo discorso al Guild Theater -. Ho parlato con
molta gente il mese scorso, chiedendo quali siano i
problemi principali che si avvertono a Sacramento: troppa burocrazia, inefficienza e una certa
stanchezza da parte del governo cittadino. Credo di poterli risolvere".
FILANTROPO - Da quando si è ritirato, nel 2000, dopo dodici anni di Nba, Kevin
Johnson ha dedicato quasi tutto il tempo a disposizione alla sua città natale;
in particolare attraverso la Saint Hope, un'associazione di beneficienza da lui
fondata e diretta che ha anche ristrutturato il Guild Theater. Attualmente i
sondaggi non danno indicazioni molto chiare: il 29% voterebbe l'ex guardia dei
Suns, il 28% la Fargo, ma tutti gli altri sono ancora indecisi. Tra gli
interpellati, il 36% ritiene che l'attuale sindaco abbia governato bene, mentre
il 35% giudica negativamente il secondo mandato della signora Heather. CARI
COLLEGHI - Un giocatore di basket in politica? Johnson non sarebbe il primo.
Basti pensare a Bill Bradley, ex stella, tra l'altro, dell'Olimpia Milano, che
dal parquet è addirittura arrivato al Congresso degli Stati Uniti. Senza
dimenticare Barack Obama, attuale concorrente alle primarie del Partito
Democratico, il quale ai tempi del college aveva "assaggiato" la
palla a spicchi. In pochi, forse, sanno di un altro ex della Nba, Terry Dehere:
l'ex prima scelta dei Clippers, oggi è membro, oltre che del Partito
Democratico, dell'ufficio educazione di Jersey City. PRECEDENTI - Ma di
sportivi, in generale, entrati in politica è pieno il mondo. In Italia basti
pensare a Pietro Mennea e Gianni Rivera: oppure, all'estero, a Sebastian Coe
(l'ex primatista degli
( da "Italia Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Politica Interna
Veltroni: "Voglio un Paese in cui sia semplice produrre"
Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si
potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno". L'unico adempimento
obbligatorio sarà il rispetto della legge 626 sulla sicurezza. È
"l'impegno" che Walter Veltroni assume davanti alla platea dei
Confartigianato. "Capovolgiamo lo schema: diamo fiducia ai
cittadini, mentre il compito dello Stato sarà quello di verificare la
regolarità delle operazioni a valle". Per Veltroni, "lo Stato deve
stare dalla parte di chi produce la ricchezza nazionale: ci sono troppi
adempimenti burocratici, il Paese è lento e lo Stato sembra esigere dal
cittadino ciò che già ha nella sua disponibilità, per esempio tutti quei
certificati che richiede". Ebbene, "io mi prendo qui, davanti a voi,
un impegno: un'impresa in un giorno, perchè la mia ossessione è quella di fare
di questo Paese un Paese semplice". Capezzone. "Dopo aver copiato
mezzo programma dalla Cdl, Veltroni si riduce a copiare anche me". Lo
dichiara Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net. "Giovedì è
andato a Confartigianato a presentare come sua grande idea l'apertura immediata
delle imprese. È abbastanza comico - spiega - che abbia preso pari pari la
relazione della mia proposta di legge che abbia copiato la soluzione giuridica
e che abbia solo omesso di citare la fonte, cioè la mia proposta di
legge". Edizione n. 855 del 07/03/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ano il paesaggio
Infestano i lati delle strade: via per legge regionale i cartelloni
pubblicitari Quanto sono brutti i cartelloni pubblicitari che infestano il
paesaggio lombardo ai bordi delle strade provinciali e che spuntano ovunque ci
sia uno spazio da occupare. Adesso stop. L'inquinamento pubblicitario sarà
cancellato presto: un colpo di spugna dato dalle norme urbanistiche approvate
ieri dal Consiglio regionale, che integrano e approfondiscono la politica urbanistica
delle Regione condensata nella legge 12. Meno burocrazia, procedure più veloci,
attenzione alla salvaguardia del bene paesaggio e dell'ambiente. "Con
questa legge tutte le strade e le infrastrutture di mobilità dovranno prevedere
adeguate opere di mitigazione ambientale - commenta il capogruppo di Forza
Italia in Regione, Giulio Boscagli - Non sarà più possibile costruire a ridosso
di autostrade e ferrovie, nè coprirle con cartellonistica pubblicitaria.
Ed ogni comune dovrà prevedere dotazioni di verde adeguate per il suo
territorio". Non solo: il recupero delle aree degradate diventa obiettivo
prioritario rispetto al consumo di territorio verde: "Il recupero delle
aree ferroviarie nei centri urbani sarà equiparato al recupero delle aree
industriali dismesse", continua Boscagli, che aggiunge: "Potremo
anche vedere sulle nostre montagne i piccoli masi per l'agricoltura, come si
vedono sulle Dolomiti". È prevista inoltre una forte accelerazione
dell'edilizia eco-compatibile, grazie al concetto di compensazione energetica,
mentre i Comuni dovranno prevedere nei regolamenti edilizi la certificazione
energetica degli edifici. Un ruolo di primo piano anche per le aree agricole,
non più considerate residuali: "Un ulteriore esempio di come l'urbanistica
non sia più intesa solo come "costruito", ma sia concepita guardando
all'ambiente in generale con l'edificazione valutata insieme al verde".
Obiettivo: Lombardia più bella, la legge è un mezzo per valorizzare le
specificità storico urbanistiche del suo territorio. L'assessore provinciale
all'urbanistica, Emanuele Panzeri sottolinea con soddisfazione il fatto che sia
stato ritirato l'emendamento cosiddetto "ammazzaparchi" che prevedeva
la facoltà ai Comuni di individuare aree per costruire e avocava la Regione la
decisione in caso di conflitto. "Un'impostazione che non condividiamo
affatto", dice Panzeri. Che si congratula anche per "la migliore
definizione del compito di coordinamento per le attività di pianificazione: si
rafforza così l'impostazione data al piano territoriale". Qualche ombra
però per quanto riguarda il ruolo della Provincia che, secondo Panzeri,
"non è stato preso in considerazione". Anche per quanto riguarda le
aree agricole, secondo Panzeri fa difetto la chiarezza sulle modalità per
individuarle". La nuova normativa comunque introduce la semplificazione
delle procedure programmatorie per i piccoli comuni che potranno procedere più
spediti con minori costi nella realizzazione dei loro piani di governo del
territorio. "Nello stesso tempo però - dice Boscagli - abbiamo fortemente
incentivato la pianificazione intercomunale per evitare che nel futuro si
ripetano errori progettuali che hanno permesso di accostare insediamenti
industriali di un comune a zone residenziali di un altro".