HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “BUROCRAZIA”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  7-3-2008        #TOP


Report "Burocrazia"

Veltroni: <Creare l'impresa in un giorno> Capezzone: <Copia, almeno citi la fonte> ( da "Corriere.it" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un Paese libero dalla burocrazia" Veltroni: "Creare l'impresa in un giorno" Capezzone: "Copia, almeno citi la fonte" "L'apertura immediata delle imprese è già una mia proposta di legge" ROMA - Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno".

Alla platea della Confartigianato il leader del Pd promette tagli decisi alla burocrazia ( da "Cittadino, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

GLI OPERAI del petrolchimico di Marghera hanno bloccato la stazione di Mestre, os ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una storia infinita e quindi la protesta si adegua. L'altro giorno ci hanno detto una cosa, ieri un'altra ancora, intanto la burocrazia e le firme sulla Valutazione di impatto ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro". - -->.

E lo scontro sulle candidature accende la riunione dell'esecutivo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: maggiore generosità e meno burocrazia nel Pd") e Giacomo Caramaschi, uno dei due protagonisti del 'giallo delle candidature. La controffensiva non si è fatta attendere e si è affidata a Cesarina Baracca: "Quello che oggi indigna tanti è accaduto anche due anni fa, quando i circoli espressero la preferenza per Marco Carra, ma la direzione nazionale decise di candidare Burchiellaro"

Sorpresa: 6 ragazzi su 10 vorrebbero svegliarsi donne ( da "Alto Adige" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'idea era non affidarsi alla burocrazia, che avrebbe appesantito e complicato il tutto. Perché la scelta si è indirizzata sui ragazzi dai 14 ai 16 anni? Perché è il cuore dell'adolescenza, dove si presume non ci siano già condizionamenti o comunque esperienze che abbiano lasciato un segno.

Destinata a 500 mila pavesi è una risposta alla burocrazia ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una risposta alla burocrazia ? PAVIA ? E STATA DISTRIBUITA a oltre 500mila pavesi. La Carta regionale dei servizi (Crs) è lo strumento necessario per accedere alle prestazioni sanitarie sia dal medico che all'Asl, sia in ospedale che in farmacia per la rilevazione informatica dei dati delle ricette, compreso il codice fiscale dell'assistito per le detrazioni previste dalla legge.

È STATO calcolato che con opportune misure di risparmio è possibile rid ( da "Nazione, La (Siena)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il 32,14% ha riposto "burocrazia territoriale"; il 28,57% ha risposto "poca informazione"; il 10,71% ha risposto "altro". Secondo lei è giusto vivere in un ambiente quasi incontaminato? E questo è in relazione con la produzione energie? Il 78,57% delle persone ha risposto "Sì";

'Il bimbo rimasto fuori dal nido? Le date vanno rispettate' ( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: storia di giovani genitori con due figli piccoli costretti a subire uno dei tanti paradossi della burocrazia: l'ultimogenito, nato lo scorso 7 gennaio, proprio per quei 7 giorni in più non potrà andare in graduatoria per accedere al nido il prossimo settembre. Una condizione uguale a quella di tanti altri genitori che, come loro, hanno avuto un bambino le prime settimane dell'anno.

Di PAOLO FABIANI BAMBINI, anziani e diver ( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellendo così procedure e burocrazia, in quanto - ha precisato - la gente tende ad invecchiare di più e di conseguenza aumentano le necessità di servizi e risorse. In particolare con la presa in carico della gestione delle malattie croniche. Questa pubblicazione - conclude Luciano Bartolini - è stata realizzata per far comprendere ai cittadini l'

Bollette in ritardo: staccato il telefono non può lavorare ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ennesimo disservizio postale e della burocrazia italiana è Daniela S., 30 anni, residente a Merate e madre di famiglia. Appena ha ricevuto il documento, la donna è subito corsa a saldare il debito, ma ormai era troppo tardi. Le è stata infatti staccata la linea del telefono. Ora Daniela non può effettuare telefonate né è più abilitata alla connessione Internet.

IL VERBALE DEI TECNICI SUL CASO DI PALAZZO REALE di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO ? SONO STATI TRE I... ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di quei turisti che si erano recati fiduciosi a Palazzo Reale, magari con la visita guidata già prenotata, per ammirare i capolavori di Bacon. A quei milanesi, forse, pensava il sindaco Moratti quando, amareggiata per lo stop all'apertura da parte della Commissione di vigilanza, parlava di "uno scatto d'orgoglio". Burocrazia permettendo. - -->.

Bloccata la stazione di Mestre dai lavoratori della chimica ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intanto la burocrazia e le firme sulla Valutazione di impatto ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro". Intanto il presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, ha invitato i lavoratori di Porto Marghera a mettere fine alle manifestazioni in vista dell'incontro convocato per oggi in Prefettura.

Pedemonte, e i vantaggi? ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: probabilmente una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece maggiormente interessare tutti i comuni d'Italia è il distacco dal giogo nefasto dall'Europa di Maastricht, unitamente dagli arroganti diktat provenienti dalla privatissima Banca Centrale Europea, concreta ed unica responsabile della deflazione monetaria che impone una tassazione nazionale,

Ritardi e opere pubbliche ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Problemi di normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da sindaco ed assessori, da sempre esistono e non rimane che pensare che forse le motivazioni di tali ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi organizzativi degli uffici o altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano i tributi comunali per trovare i finanziamenti,

Sicilia, la sfida tutta in salita all'erede di totò - (segue dalla prima pagina) alberto statera ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la pulizia nella burocrazia regionale e il licenziamento dei mille dirigenti "mangiafianchi", poi le infrastrutture e non più sprechi, progetti seri per l'uso delle risorse comunitarie. Si discusse persino di un'ipotesi simil-milazziana: la presidenza della Regione al centrodestra e quella dell'Assemblea al centrosinistra.

Sviluppo rurale Toscani: <Piano con troppi vincoli> ( da "Provincia di Cremona, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sviluppo rurale Toscani: "Piano con troppi vincoli" Un eccesso di burocrazia e di vincoli per incentivi modesti. Questo, secondo l'assessore provinciale all'Agricoltura Giorgio Toscani è il limite del Psr, il Piano di sviluppo rurale della Regione Lombardia 2007-2013, illustrato alla Commissione Agricoltura e Attività produttive.

Università e imprese, sinergie per la ricerca ( da "Nuova Sardegna, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il rettore Mistretta ha ribadito la volontà dell'Università di rinnovare e rinforzare i rapporti di collaborazione con il sistema delle imprese, puntando sulle sue eccellenze nella didattica e nella ricerca. Eccellente confermate dalle recenti classiche nazionali e che resistono nonostate i tagli nei contributi ministeriali e i vincoli posti dalla burocrazia.

Arresto fino a 18 mesi per colpe gravi ( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia: ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Documento di valutazione del rischio: riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso

Promessa alla Confartigianato: Imprese in un solo giorno ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il candidato premier del Pd ha ricordato che il project financing, può essere incentivato attraverso le semplificazioni burocratiche della giustizia. "I grandi investitori internazionali - ha osservato - sono disincentivati dalla nostra burocrazia barocca e dalla lentezza della giustizia".

Cari giovani, a voi la scelta: fate gli imprenditori o gli uscieri? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, odio di classe, vincoli cervellotici, criminalità. Davanti a tale sfacelo, che mina l'esistenza dei nostri figli, dovremmo nasconderci dietro barriere semantiche? Ma quando impariamo ad andare alla sostanza delle cose? A noi anziani spetta indicare le giuste vie, quando siamo in buona fede.

Nuove dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Nuove dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale Se c'era almeno una cosa semplice nel rapporto di lavoro, questa era la lettera di dimissioni volontarie. Adesso diventa complicato anche licenziarsi e temiamo che le aziende saranno "costrette" a tenersi un lavoratore che vuole andarsene,

Sicurezza sul lavoro Via libera al decreto ( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. VALUTAZIONE DEL RISCHIO Riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse aziende che operano nello stesso sito produttivo.

Iter burocratico fermo, a rischio i fondi comunitari del progetto civis ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una beffa della burocrazia. Non usa mezzi termini il sindaco Gianfranco Baccoli nel denunciare lo stato di blocco in cui da due mesi si trova il progetto civis e che rischia di far perdere al paese i 700 mila euro concessi per la realizzazione dell'opera. "Ma non solo Barrali si trova in questa situazione - precisa Baccoli - di fatto tutti i Comuni sono bloccati.

Arrestato in germania per la carta bilingue ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia (la ripetizione delle cifre) fa finire in cella un artigiano di San Giuseppe della Chiusa La banca dati di Schengen registra gli attestati a rischio senza associarli ai nomi Arrestato in Germania per la carta bilingue Il numero del documento d'identità di Pietro Sors uguale a quello rubato a un'anziana d'Aosta di Pietro Comelli È finito in una cella di sicurezza tedesca

Fucilate al signore delle tasse ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uomo portato a risolvere i problemi piuttosto che a fermarsi davanti alla burocrazia. Ma nella sua posizione da direttore dell'Agenzia delle entrate potrebbe esser finito nel mirino di chiunque. Dal contribuente arrabbiato sino alle sigle neo naziste. Proprio uno dei gruppi di ispirazione fascista (Afns) lo aveva minacciato su un sito internet.

Caro walter, punta su noi giovani - giorgio barbieri ( da "Nuova Venezia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: azienda: la burocrazia impera" GIORGIO BARBIERI TREVISO. "Ho 29 anni e un'idea. Chiedo a Walter Veltroni di darmi la possibilità di rischiare". Il leader del Partito democratico sarà domani mattina a Mestre e nel pomeriggio a Treviso; a lui si rivolge un giovane trevigiano che incarna l'identikit dell'imprenditore nordestino.

Terna pronta a irretire l'eolico ( da "Milano Finanza (MF)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'unico freno alllo sviluppo di nuove strutture, a loro giudizio, viene dalla burocrazia delle amministrazioni locali e nazionali dalle consuete lungaggini dei relativi iter autorizzativi. (riproduzione riservata)Claudio Savoldelli MF - Rapporto Energia Numero 048, pag. 61 del 7/3/2008 Autore: Claudio Savoldelli.

Rigassificatori in lotta con la burocrazia ( da "Milano Finanza (MF)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: MF Rigassificatori in lotta con la burocrazia Il primato spetta a Edison, con i partner d'occasione Qatar Petroleum ed Exxon Mobil. è suo, in parte, l'unico rigassificatore realmente in via di realizzazione in Italia. La joint venture Adriatic Lng (45% Exxon Mobil, 45% Qatar Petroleum, 10% Edison) lo sta ultimando 15 chilometri a nord dalla costa veneta,

Provvedimento punitivo, serve più formazione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: giro per il mondo a trovare nuovi mercati si troverebbe invischiato in una burocrazia delle pene, quando già la farraginosità delle procedure è il motivo numero uno per cui gli investitori esteri non vengono in Italia". Invece, continua Montezemolo, l'atteggiamento deve essere diverso: le imprese sane devono essere supportate, accompagnate verso livelli di sicurezza sempre maggiori,

ROMA - Arresto da 4 a 8 mesi (ma nelle aziende ad alto rischio da 6 a 18), sospensione del c ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e più prevenzione: era questo l'obiettivo del testo unico. Al fine di ridurre il numero di infortuni mortali che, tuttavia, vedono l'Italia tra le nazioni meno a rischio d'Europa, come si evince dalla tabella qui a fianco riprodotta.

ROMA Il decreto sicurezza sul lavoro incassa il via libera di palazzo Chigi. Ma non di Conf ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se creiamo una burocrazia delle pene, rischiamo di incentivare proprio il lavoro nero, dove le regole non si seguono e si danneggiano le aziende serie". Il presidente di Confindustria è anche numero uno della Ferrari e la similitudine arriva quasi automatica: "In "formula 1" i progressi sul terreno della sicurezza sono enormi,

Case e negozi, così cambierà Cava ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno legato alle regole e alla burocrazia". Ugo Di Pace Il Millennio della Badia Un piano di trasformazione in vista delle celebrazioni del Millennio della fondazione dell'Abbazia benedettina Il futuro è ora La trasformazione dell'ex cinema Metelliano e, In alto, il nuovo edificio per 200 residenze nel cortile dell'ex tabacchificio di cui,

PERUGIA Dopo due anni di battaglie a colpi di carte da bollo ed esposti, la disputa s ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bello ha verificato sulla propria pelle incongruenze della burocrazia e, in alcuni casi, disinformazione degli enti preposti. Dal passaggio di proprietà presso il Pra al pagamento della tassa ridotta, le iniziative del contribuente, supportate da Federconsumatori regionale e dai consiglieri regionali Oliviero Dottorini e Pavilio Lupini, hanno portato prima, all'abrogazione dell'

Niente carcere per chi ripara alle irregolarità ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per quel riguarda la burocrazia saranno ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Vi sarà poi un documento di valutazione del rischio riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio.

Pmi 2 globalizzati? ( da "Riformista, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infernale burocrazia, ce n'è abbastanza per comprendere le ragioni delle alchimie di bilancio, ma senza nulla togliere ai validi motivi serve una diversa concezione di fare impresa. Chi investe del suo sa molto bene quanto sia fondamentale assumere rischi proporzionati al capitale investito, chi lo fa con mezzi altrui è meno propenso a soffermarsi su ogni più piccolo particolare.

Misure per frenare il caro-petrolio ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: urgenza di un taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di liberalizzazioni. A spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli industriali emiliani del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da costi della materia prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un cambio euro-dollaro penalizzante per l'

Priorità al nodo infrastrutturale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rendere più efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese –aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche". "Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei fondali potrà far attraccare solo traghetti;

La sicurezza è il fattore chiave ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: centri storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore chiave Beatrice Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi – dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti –

Intervenire subito su Tav e mobilità ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intervenire subito su Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per riacquistare la competitività perduta La parola d'ordine è accelerare sulle infrastrutture. Tra le priorità indicate al prossimo governo dalle associazioni di categoria del Nord-Ovest – indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 13 e 14 aprile –

Rilanciare incentivi e infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sicurezza resta in cima alle richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14 aprile, professionisti e parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di priorità che il nuovo governo dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il contesto sociale del Sud.

Più aiuti alle Pmi che innovano ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fisco e burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana, che su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti. "Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie efficaci ed incisive ".

Va tagliato il prezzo dell'energia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E di una burocrazia più semplice e di costi del lavoro più contenuti. "Le liberalizzazioni non sono rinviabili – dice Alfonso Panzani, presidente di Confindustria ceramica – specie quella del mercato energetico, visto che paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors europei.

Più aiuti per far volare l'export ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia, per raggiungere un federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle competenze su spesa e gestione degli introiti". A volte, è meglio dirla con i numeri. "Il Veneto versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve di ritorno 6,5. Non ho altro da aggiungere " taglia corto Federico Tessari, presidente di Unioncamere Veneto.

Bolzano ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: punta invece al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a una riduzione della burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e tagliare ulteriormente l'Irap".

Ance: L'edilizia è in recessione ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per eccesso di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%) tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%).

Più integrazione per la Liguria ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma ben mirate –

Il Piemonte chiede infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Torna anche il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un nostro studio tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese 1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta informatizzare: "Servono meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le agenzie per le imprese".

Meno tasse? promessa che non si può mantenere ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Due cose: riformare la burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e una gestione più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può ottenere solo con il federalismo fiscale". Parole che hanno fatto bene alle orecchie del presidente di Confartigianato del Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti,

"Scandalose le multe per Irap sui rimborsi" ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al Difensore civico perché si metta riparo "all'ennesima beffa che la burocrazia italiana vorrebbe perpetrare a carico delle imprese piemontesi colpite pesantemente dall'alluvione del 2000 e che hanno ricevuto rimborsi per i danni subiti". Le aziende risarcite sono 4140 in Piemonte, di cui 570 nell'Alessandrino.

Borghetto, a rischioil maxi-scolmatore ( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rischia di allungare in tempi considerati "improponibili" dal Comune, la realizzazione del canale scolmatore del torrente Borghetto. Un'opera faraonica, che garantirà la messa in sicurezza di tutte le aree prospicienti il rio e che a causa dell'alluvione del 2006 furono distrutte dalla violenza dell'acqua tracimata dal torrente stesso.

Veltroni, l'ex marxista ora è liberista: <Il motto? Un'impresa in un giorno> ( da "Campanile, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nello snellimento della burocrazia e nella lotta alle vecchie logiche. Solo così si potrà dare al Paese una nuova dinamicità. "Dobbiamo capire ? insiste Veltroni ? che la vera emergenza del Paese è tornare a crescere e lo strumento fondamentale per poter crescere è semplificare: la mia ossessione è fare di questo Paese un Paese semplice,

Sanremo: domanda di lettore su tasse e favoritismi ( da "Sanremo news" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questa è la burocrazia... se questa è la tutela dei commercianti e degli artigiani... se questa è DEMOCRAZIA... ma soprattutto SE QUESTA E GIUSTIZIA... che qualcuno di competenza mi dica allora cosa dovrebbe fare un imprenditore quando si trova in una situazione analoga e cosa quando si trova a dover versare anche l'iva o altre tasse e pare sia OBBLIGATO A FAR FRONTE A QUESTE SPESE?

CAMPIDOGLIO: CONFCOOPERATIVE, LIBERALIZZAZIONI E TAGLI A BUROCRAZIA (2) ( da "Asca" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

LONATO [/AGENDA1] Ritardi e opere pubbliche ( da "Brescia Oggi" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Problemi di normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da sindaco ed assessori, da sempre esistono e non rimane che pensare che forse le motivazioni di tali ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi organizzativi degli uffici o altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano i tributi comunali per trovare i finanziamenti,

<Non chiamateci vedovi, siamo ancora famiglie> ( da "Avvenire" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: raccolte dai ricercatori del Cisf denunciano un rapporto difficile tra persone vedove e istituzioni: eccessiva burocrazia, norme complicate, inefficienze. "Ho perso otto mesi a cercare di vendere la macchina di mia moglie. In banca ho dovuto rifare tutto, all'anagrafe ho dovuto rifare tutto, poi ho voluto fare per bene le cose della casa, in modo che i ragazzi possono stare tranquilli.

<Pedemonte, e i vantaggi?> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: probabilmente una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece maggiormente interessare tutti i comuni d'Italia è il distacco dal giogo nefasto dall'Europa di Maastricht, unitamente dagli arroganti diktat provenienti dalla privatissima Banca Centrale Europea, concreta ed unica responsabile della deflazione monetaria che impone una tassazione nazionale,

Crescita/ Giù la spesa e l'aliquota Irpef di 5 punti". Ecco il manifesto della Confcommercio per il prossimo governo ( da "Affari Italiani (Online)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "le liberalizzazioni, la semplificazione della burocrazia, la flessibilità nel mercato del lavoro, l'innovazione per scuola e università, la risoluzione delle emergenze come quella dei rifiuti in Campania e della ripresa del Mezzogiorno, una concertazione maggiore tra politica e piccole e medie imprese".

Inferrera: Fare impresa in 24 ore? Mi accontenterei di cinque giorni ( da "Denaro, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di vedere partire un serio programma di sburocratizzazione fondato sul sistema delle autocertificazioni: sarebbe anche un buon modo per far risparmiare le imprese visto che la burocrazia costa loro circa 40 euro al giorno. Infine migliorerei anche il sistema di accesso ai finanziamenti, rendendolo più snello e trasparente. --> del 07-03-2008 num.

Elezioni: negato il diritto di scelta ai cittadini ( da "Denaro, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La forza dello Stato non risiede nella sua voce tonante, nella pesantezza della sua burocrazia o nella pervasività dei suoi poteri. E, invece, nella sua capacità di gestire seriamente le proprie competenze, rafforzare i sistemi di collaborazione con regioni e enti locali, riaccendere la fiducia e la partecipazione dei cittadini.

Il "morbido" scontro tra Pd e Pdl ( da "Avanti!" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bensì una vera (e nuova) contrapposizione tra adesione acritica a burocrazie antidemocratiche di strutture artificiali senza radici, senza simboli e senza ideali da un lato, e, dall'altro, ancoraggio a modelli partecipativi nei quali ancora sussistono riferimenti alle persone, alla qualità, alla militanza, alla storia.

Calearo, mistero buffo ( da "Avanti!" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleanza delle burocrazie, il che aiuta il Popolo delle libertà a ritrovare la calibratura sulla sua "mission" identitaria, l'anti-collettivismo burocratico in ogni sua declinazione e la spinta a ritrovare libertà, crescita e mobilità sociale (vera, non il trucco veltroniano, con le narrazioni dei felici anni Cinquanta e Sessanta),

DONNA VIVE DA 28 ANNI NEL CONTAINER ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un paradosso della burocrazia, uno dei tanti, costringe quest'anziana, napoletana di origine ma irpina d'azione, a continuare a sopravvivere in questo modo. "Qui abito e qui voglio morire, come mio marito - dice Ernestina - ma vivere peggio degli animali è insopportabile".

CONFINDUSTRIA ATTACCA: è UN'OCCASIONE PERSA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Addirittura la maggiore burocrazia, i costi e le sanzioni sproporzionate, potrebbero spingere un alcuni imprenditori nel sommerso, ovvero proprio lì dove si concentrano i maggiori rischi per la sicurezza del lavoratore. Invece - va avanti il leader - si sarebbe dovuto puntare sulla "cultura della sicurezza".

Pescara, progetto "Imprese in un solo giorno" ( da "Opinione, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, percorso telematico veloce, facilitato, che viene messo in moto attraverso una richiesta, avanzata tramite un modello informatico unificato. Presentando le novità del progetto, Ezio Ardizzi, Presidente della Camera di Commercio di Pescara, ha sottolineato che ci troviamo di fronte un "sistema rivoluzionario,

CONFCOMMERCIO/ SANGALLI: LA PROSSIMA SIA LEGISLATURA COSTITUENTE-2 ( da "Virgilio Notizie" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "per ridurre del 25%, entro il 2012, quella tassa della burocrazia, che grava sulle imprese italiane per circa 1 punto di Pil". I commercianti chiedono una "flessibilità governata e contrattata nel mercato del lavoro". Questa si persegue "rivedendo le limitazioni settoriali per il lavoro intermittente;

Assortigiani Vicenza celebra il ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia", ha sottolineato Sbalchiero. "Prendiamo solo una situazione che oggi fa molto discutere: gli infortuni sul lavoro. Il 90\% avvengono nella grande impresa eppure vengono sempre da noi a controllare che le carte siano in regola". Proprio su questa specifica questione il presidente degli artigiani ha annunciato che fornirà presto dei dati a dimostrazione che la casistica

C'è l'arresto da 6 a 18 mesi per chi non valuta il rischio ( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA. Ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO. Riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso

Proprio ieri un magistrato ha ( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non è stata aggiornata. Sicuramente molte aziende applicano le misure richieste con responsabilità, mentre per altre aziende la sicurezza è l'ultima preoccupazione. È vero che spesso si vedono operai e tecnici sottovalutare il rischio, ripetere per abitudine gesti che possono rivelarsi pericolosissimi.

La grande illusione del "forfettone" è un colpo ad artigiani e centri storici ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intenzioni della politica in questo Paese affondano nella burocrazia. Lo avevamo preannunciato. Una previsione che qualcuno aveva giudicato eccessivamente nera, troppo pessimistica, insomma. Ma i fatti ci stanno dando ragione. Il riferimento è al cosiddetto "forfettone", cioè la normativa inserita nella Finanziaria che doveva portare a una semplificazione delle procedure contabili (

Case popolari per il ceto medio. ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riduzione della burocrazia, requisiti più rigorosi per accedere alla professione. E soprattutto, il taglio del costo del lavoro: "Un tema - ricorda Pirani - che riguarda tutte le categorie, ma che tocca in modo particolare le costruzioni, dove ci sono maggiori esigenze di flessibilità e di dare riconoscimenti alle singole professionalità"

Udine L'evasione? C'è, ma la ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riformare la burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e una gestione più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può ottenere solo con il federalismo fiscale".Parole che hanno fatto bene alle orecchie del presidente di Confartigianato del Fvg Graziano Tilatti, che da anni si batte per un sistema Paese più efficiente,

AGRICOLTURA: CIA TOSCANA, BUROCRAZIA FRENA SVILUPPO ( da "Metronews" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia frena sviluppo 07/03/2008 15:46 Firenze, 7 mar. - (Adnkronos) - Una richiesta per migliorare la stalla presentata nell'aprile 2002 e stata approvata nel giugno 2007. Tempi di autorizzazione biblici. Questo e soltanto un esempio dei 50 casi di malaburocrazia rilevati in tutta la Toscana dalla Cia.

15:22 AGRICOLTURA: DOSSIER URBANISTICA, IN TOSCANA TEMPI BIBLICI ( da "Agi" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stiamo assistendo ad anomalie della burocrazia che non sono piu sostenibili - ribadisce il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci -; il disagio degli imprenditori agricoli di fronte a norme urbanistiche ed atteggiamenti punitivi nei confronti dell'agricoltura ha raggiunto un livello di emergenza che mette in crisi l'intero sistema toscano,

Johnson dai Suns a sindaco ( da "Gazzetta Dello Sport Online, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiedendo quali siano i problemi principali che si avvertono a Sacramento: troppa burocrazia, inefficienza e una certa stanchezza da parte del governo cittadino. Credo di poterli risolvere". FILANTROPO - Da quando si è ritirato, nel 2000, dopo dodici anni di Nba, Kevin Johnson ha dedicato quasi tutto il tempo a disposizione alla sua città natale;

Veltroni: "Voglio un Paese in cui sia semplice produrre" ( da "Italia Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Voglio un Paese in cui sia semplice produrre" Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno". L'unico adempimento obbligatorio sarà il rispetto della legge 626 sulla sicurezza. È "l'impegno" che Walter Veltroni assume davanti alla platea dei Confartigianato.

È uno degli effetti della nuova normativa urbanistica approvata dalla Regione: meno burocrazia e attenzione alla salvaguardia dell'ambiente Via i cartelloni pubblicitari che inquin ( da "Provincia di Lecco, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, procedure più veloci, attenzione alla salvaguardia del bene paesaggio e dell'ambiente. "Con questa legge tutte le strade e le infrastrutture di mobilità dovranno prevedere adeguate opere di mitigazione ambientale - commenta il capogruppo di Forza Italia in Regione, Giulio Boscagli - Non sarà più possibile costruire a ridosso di autostrade e ferrovie,


Articoli

Veltroni: <Creare l'impresa in un giorno> Capezzone: <Copia, almeno citi la fonte> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Leader del Pd a Confartigianato: "Un Paese libero dalla burocrazia" Veltroni: "Creare l'impresa in un giorno" Capezzone: "Copia, almeno citi la fonte" "L'apertura immediata delle imprese è già una mia proposta di legge" ROMA - Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno". L'unico adempimento obbligatorio sarà il rispetto della legge 626 sulla sicurezza. È "l'impegno" che Walter Veltroni assume davanti alla platea dei Confartigianato. DALLA PARTE DI CHI PRODUCE - "Capovolgiamo lo schema: diamo fiducia ai cittadini, mentre il compito dello Stato sarà quello di verificare la regolarità delle operazioni a valle". Per Veltroni, "lo Stato deve stare dalla parte di chi produce la ricchezza nazionale: ci sono troppi adempimenti burocratici, il Paese è lento e lo Stato sembra esigere dal cittadino ciò che già ha nella sua disponibilità, per esempio tutti quei certificati che richiede". Ebbene, "io mi prendo qui, davanti a voi, un impegno: un'impresa in un giorno, perchè la mia ossessione è quella di fare di questo Paese un Paese semplice". "COPIA" - "Dopo aver copiato mezzo programma dalla Cdl, Veltroni si riduce a copiare anche me". Lo dichiara Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net. "Giovedì è andato a Confartigianato a presentare come sua grande idea l'apertura immediata delle imprese. È abbastanza comico - spiega - che abbia preso pari pari la relazione della mia proposta di legge (l'esempio delle 80 autorizzazioni per aprire una nuova attività, il caso della carrozzeria, ecc), che abbia copiato la soluzione giuridica (l'autocertificazione), e che abbia solo omesso di citare la fonte, cioè la mia proposta di legge (su cui è disponibile un anno di rassegna stampa)". stampa |.

Torna all'inizio


Alla platea della Confartigianato il leader del Pd promette tagli decisi alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Un'impresa in un giorno" Veltroni: "Ho un'ossessione, quella di semplificare" Roma Creare "un'impresa in un giorno". È l'impegno che Walter Veltroni ha assunto ieri davanti alla platea di Confartigianato. "So la naturale diffidenza verso gli impegni presi nella campagna elettorale. Ma io dico che lo Stato deve stare dalla parte di chi produce e mi impegno su un punto: un'impresa in un giorno". Il leader del Pd osserva che per realizzare questo obiettivo serve una grande semplificazione burocratica. "Dobbiamo riprogettare questo Paese e la mia ossessione è quella di fare un Paese semplice" perché, ora, "i cittadini che lavorano, che tirano su la saracinesca ogni mattina, hanno sulle spalle un gigantesco elefante". Serve un cambio di mentalità. "Non può esserci uno Stato prussiano quando si tratta di fare le cose, di avviare un'impresa e poi una volta che ci si è riusciti, lo Stato diventa, per così dire, allegro e fa i condoni". Rivolgendosi poi a Silvio Berlusconi, ma senza citarlo direttamente, Veltroni ha chiesto che la questione Alitalia resti fuori "dal tritacarne della campagna elettorale". Perché "è un tema che va affrontato con delicatezza e non si può dire ogni giorno una cosa diversa con risultati pesanti sulle Borse. Del resto, su Alitalia e Malpensa migliaia di posti di lavoro sono in ballo". Nel giorno dei decreti sulla sicurezza al vaglio del Cdm, il candidato premier del Pd sottolinea la necessità di coniugare la "repressione di chi mette a rischio la vita dei propri operai" con la prevenzione. Il leader del Pd spiega che, parlando due giorni fa con i portuali di Genova, la richiesta è stata quella di "prevenzione attraverso la formazione perché un lavoratore interinale non conosce i pericoli che ci sono a lavorare sulla banchina di un porto o in una acciaieria". Dunque "formazione è la parola chiave" sia per quanto riguarda chi entra nel mondo del lavoro sia per chi nel mondo del lavoro c'è già perché le modalità cambiano rapidamente insieme alle innovazioni tecnologiche. Veltroni si lancia poi in una previsione sul risultato del 13 e 14 aprile. "Sarà un testa a testa ed è assai probabile che alla fine il Senato non sarà in grado di fare le riforme necessarie".Quanto a Silvio Berlusconi, fa notare il candidato democratico sempre senza mai nominarlo, "sui giornali ho visto oggi (ieri per chi legge, ndr) quattro foto della stessa personalità politica davanti alla stessa lavagna. Sono quindici anni che va avanti così". "Ha detto che non si ricandiderà aggiunge - sarebbe la sesta volta!". D'altra parte, fa notare anche "le promesse sono sempre le stesse". Come, ad esempio, torna a ricordare, l'abolizione dell'Irap. Lo promise nel 2001, ricorda il segretario del Pd e lo promette ancora oggi nel 2006. "Ma gli italiani gli domandano: perché non lo ha fatto in cinque anni che ha governato?".

Torna all'inizio


GLI OPERAI del petrolchimico di Marghera hanno bloccato la stazione di Mestre, os (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tacolando la circolazione ferroviaria. La protesta è legata al mancato completamento dell'accordo sulla chimica e al contestuale rilancio del polo industriale veneziano. L'altro giorno le tute blu avevano bloccato per le stesse ragioni la tangenziale di Mestre, mandando in tilt il traffico automobilistico di mezzo Veneto. Ieri, invece, è toccato ai treni, e la protesta degli operai non accenna ad allentare la morsa sulle reti della mobilità. Nella stazione di Mestre i chimici sono giunti in circa 300. La manifestazione potrebbe durare per l'intera mattinata. "Il rilancio della chimica a Marghera ? afferma Franco Baldan, della Cgil ? è una storia infinita e quindi la protesta si adegua. L'altro giorno ci hanno detto una cosa, ieri un'altra ancora, intanto la burocrazia e le firme sulla Valutazione di impatto ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro". - -->.

Torna all'inizio


E lo scontro sulle candidature accende la riunione dell'esecutivo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scintille in Provincia per la lettera anti-Burchiellaro La prima ora è filata via tranquilla, parlando di tempi e strategie della campagna elettorale. Questo era l'argomento dell'incontro tra il coordinamento provinciale ed i portavoce dei circoli locali del Pd: all'Arci Salardi erano tanti i giovani e i volti nuovi, mescolati assieme ai big, tra cui spiccavano i protagonisti dello scontro interno sulle candidature ed il sindaco Fiorenza Brioni. Tra pacchi di volantini e manifesti arrotolati, il parlamentino del PD ascoltava l'intervento di Giovanbattista Magnoli, responsabile comunicazione del Pd regionale, sugli strumenti della campagna che porterà Veltroni a Mantova il 13 marzo. "Occorre puntare sulla figura nuova del nostro candidato premier - dice Magnoli - per fronteggiare Berlusconi. Veltroni è forte perché rappresenta il collante delle varie anime del PD". Poi, il bubbone che minaccia gli equilibri interni del Pd mantovano scoppia: è Antonino Zaniboni il primo ad intervenire sull'affaire delle candidature e sull'esclusione di Giacomo Caramaschi e Gianfranco Burchiellaro. "Aver perso un parlamentare è una ferita, così come vedere un politico qualificato e fondatore del Pd a Mantova escluso dalla corsa al parlamento. Riusciremo mai - tuona Zaniboni - a superare tra di noi la presunzione di chi rivendica una superiore cultura politica, o semplicemente un maggior peso in termini di voti?". Durissima anche Antonella Forattini, scivolata 14º posto nella lista per la Camera, che ha espresso "una forte delusione, perché la parità di genere nel nostro collegio non è stata affatto rispettata, alla faccia dei regolamenti". Sulla stessa lunghezza d'onda Paola Dalcore, che ha denunciato il metodo di espressione delle preferenze ("Era stato detto di non esprimere la preferenza per Burchiellaro perché sarebbe stato inserito di diritto; poi invece è stato escluso, perché non avendo ricevuto consensi formali non rappresentava il territorio") e la lettera contro il deputato firmata anche da Maurizio Fontanili. "Questi sono fatti gravi e inauditi, che uccidono la speranza di un partito nuovo". Dell'urgenza di un vero confronto politico hanno parlato anche Gianluca Momoli ("Serve maggiore generosità e meno burocrazia nel Pd") e Giacomo Caramaschi, uno dei due protagonisti del 'giallo' delle candidature. La controffensiva non si è fatta attendere e si è affidata a Cesarina Baracca: "Quello che oggi indigna tanti è accaduto anche due anni fa, quando i circoli espressero la preferenza per Marco Carra, ma la direzione nazionale decise di candidare Burchiellaro". E Carra ha ricordato di avere, ai tempi, incassato il colpo con eleganza: "Ricordo ai diessini indignati che allora la questione finì lì, per mia espressa volontà, e fui io per primo a lanciare a Pegognaga la campagna elettorale per Burchiellaro". Non è mancato però un richiamo all'unità e al confronto, per tentare di ricucire quello strappo che minaccia gli equilibri del partito. "In questi mesi abbiamo lavorato per dare rappresentanza a tutte le anime del PD, in modo che tutti potessero riconoscersi in una casa comune. Il risultato sulle candidature è il frutto di un processo che è stato condiviso - ha proseguito Carra - anche se forse sarebbe stato più opportuno utilizzare anche in questo caso il meccanismo delle primarie, a cui abbiamo dovuto rinunciare per via dei tempi stretti". Anche alla riunione di maggioranza in Provincia, ieri sera, la querelle è affiorata con Giovanni Mantovanelli (A Sinistra per il Pd) che ha chiesto chiarimenti al presidente Fontanili sulla lettera inviata ai vertici nazionali per chiedere di non candidare Burchiellaro. Il presidente ha risposto che si è trattato di un'iniziativa presa assieme ad altri in forma 'riservata'. Il vicepresidente Camocardi ha detto che "occorre evitare che Mantovanelli esca dalla maggioranza" e Anna Bonini ha criticato la lettera definendola "un'iniziativa inopportuna". Virginia Novellini.

Torna all'inizio


Sorpresa: 6 ragazzi su 10 vorrebbero svegliarsi donne (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sorpresa: 6 ragazzi su 10 vorrebbero "svegliarsi donne" Gli adolescenti riconoscono che le coetanee sono più intelligenti e forti Ma temono le diete e i dolori femminili SANDRA MATTEI Chi non ha mai pensato una volta di cambiare sesso, per vedere l'effetto che fa? Ora, nero su bianco, oltre trecento adolescenti da tutta Italia si sono misurati con questa ipotesi, svolgendo in un tema le loro impressioni. Il risultato è stato imprevedibile e smentisce i luoghi comuni sui due sessi, ma soprattutto quelli sul "gentil" sesso. Strano, ma vero: sei ragazzi su dieci affermano che sentirsi donna li arricchiribbe, li renderebbe migliori. Insomma, che le ragazze siano tutte noiose, pettegole, secchione, nel migliore dei casi e delle rompiscatole, nel peggiore, è uno stereotipo. Almeno, fino ai 16 anni. A questo risultato è giunta l'indagine che ha realizzato Gianna Schelotto, psicoterapeuta e scrittrice di successo, che ha chiesto ad alcuni amici insegnanti di proporre il titolo: "Se domattina ti svegliassi donna/uomo quali sarebbero i tuoi pensieri e le tue emozioni?". Un'idea, spiega la Schelotto, nata per l'8 marzo e per sottrarsi al dibattito sul senso o meno di questa festa che con il passare degli anni e con il raggiungimento di alcune conquiste (almeno sulla carta), sembra aver perso la sua carica originaria. Gianna Schelotto ha parlato dell'indagine ieri sera, al Teatro Cuminetti, nel recital "Donne, la solita canzone?". Una serata che alterna alla musica, citando le canzoni più famose degli anni Trenta e Quaranta eseguite dalla voce di Simona Bondanza, accompagnata al piano da Piero Trofa le parole della psicologa che legge e commenta i temi. Partito da Trento, il recital replicherà nelle altre città dove si è svolta la ricerca. Abbiamo incontrato Gianna Schelotti prima dello spettacolo. Che criteri e che obiettivi ha avuto la ricerca sul cambio di sesso? Devo precisare che non si tratta di una ricerca con pretese scientifiche. Il campione di scuole, con classi dalla terza media alla seconda superiore, è stato casuale, in base alla disponibilità di amici insegnanti. Le scuole rappresentano comunque una fotografia dell'Italia, essendo coinvolte regioni dal Nord, al Centro, al Sud, partendo dal Trentino, passando dall'Emilia, la Toscana, la Liguria, per arrivare alla Basilicata, la Campania e la Sicilia. L'idea era non affidarsi alla burocrazia, che avrebbe appesantito e complicato il tutto. Perché la scelta si è indirizzata sui ragazzi dai 14 ai 16 anni? Perché è il cuore dell'adolescenza, dove si presume non ci siano già condizionamenti o comunque esperienze che abbiano lasciato un segno. Il dato più sorprendente è che il 63 per cento dei maschi dicono che vorrebbero essere donne o ammettono le loro qualità, che sono più studiose e più intelligenti. E' un cambiamento di costume inaspettato? C'è da dire che a quell'età le coetanee femmine sono più mature e più intraprendenti. Questo emerge dai temi dei maschi che parlano delle loro compagne come persone più forti, più intelligenti, più curiose. C'è anche da sottolineare che questa età è meno viziata da pregiudizi, c'è più disponibilità a rispecchiarsi nell'altro, perciò quello che emerge è la voglia di fare un viaggio in un universo ancora inesplorato. Quali sono le frasi che l'hanno colpita di più? Se consideriamo i temi che puntano sulla maggiore intelligenza delle coetanee, troviamo frasi come: se fossi donna "potrei vincere a scacchi con mio padre", o "potrei giocare a pallone e andare anche bene a scuola". Qualcuno non ha mezzi termini: "c'è poco da fare, c'hanno una marcia in più". C'è anche chi avverte che non è tutto oro... "accetterei di diventare donna, ma però vorrei mangiare di tutto come un maschio". I ragazzi avvertono molto i sacrifici che le coetanee sopportano per mantenere la linea, per essere belle. E le ragazze che cosa dicono? Sono molto più critiche nei confronti dei coetanei, ma anche verso se stesse. Tutte vorrebbero diventare uomo per avere più libertà e per superare le discriminazioni sul lavoro. Però i giudizi sui maschi sono impietosi. Qualche esempio: "se diventassi un uomo sarebbe una tragedia, anzi no: da maschio non me ne renderei nemmeno conto", "le alternative sono due: potrei essere uomo, con la memoria di essere stata donna o diventarlo senza ricordare. Nel primo caso chiederei scusa per tutto quello che gli uomini ci fanno sopportare, nel secondo caso ci guadagnerei solo i loro difetti". In Trentino ci sono state classi maschili, come quelle del centro di formazione professionale del legno, che si sono rifiutati di svolgere il tema. Non sono state classi intere, ma alcuni di loro. Del resto la stessa cosa è successa in altre città, come Genova e Sanremo. Non mi stupisce, tanto più che anche degli insegnanti si sono rifiutati, giustificando la decisione con il rischio di influire su persone dall'identità sessuale ancora in formazione. Che altre riflessioni l'hanno colpita? Un dato che ricorre molto è quella da parte dei maschi di aver accesso al corpo della donna, come una cosa proibita. Qualcuno ha scritto che si "toccherebbe le tette", ma c'è anche la consapevolezza del dolore come chi dice di "aver paura di essere sverginata".

Torna all'inizio


Destinata a 500 mila pavesi è una risposta alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARD REGIONALE Destinata a 500 mila pavesi è una risposta alla burocrazia ? PAVIA ? E' STATA DISTRIBUITA a oltre 500mila pavesi. La Carta regionale dei servizi (Crs) è lo strumento necessario per accedere alle prestazioni sanitarie sia dal medico che all'Asl, sia in ospedale che in farmacia per la rilevazione informatica dei dati delle ricette, compreso il codice fiscale dell'assistito per le detrazioni previste dalla legge. L'Asl di Pavia ha già distribuito oltre 500mila card, e per chi non l'avesse ancora ricevuta è attivo il numero verde regionale 800.030.606, al quale si possono chiedere informazioni e verifiche sullo stato di emissione della Crs. In caso di mancata emissione o spedizione al domicilio della Carta, ci si deve rivolgere agli sportelli dell'Asl (sportelli "scelta del medico"), muniti di documento d'identità e codice fiscale. Se invece è stata smarrita la card ricevuta via posta, ci si deve rivolgere sempre agli sportelli dell'Asl, dove si autocerifica lo smarrimento. In questo caso l'Azienda sanitaria locale rilascia un attestato provvisorio di iscrizione al Servizio sanitario nazionale. S.Z. - -->.

Torna all'inizio


È STATO calcolato che con opportune misure di risparmio è possibile rid (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Urre ogni anno la domanda energetica di almeno il 2% per il settore privato e del 3 % per il settore pubblico. Il settore residenziale in Italia mostra potenziali di risparmio energetico fino al 50%. A riguardo, abbiamo effettuato un sondaggio su diverse fasce d'età rvolto a un numero di 28 persone ponendo le seguenti domande. Lei sa cosa intendo parlando di biomasse o di energia rinnovabile? L'82,14% delle persone ha risposto "Sì"; il 17,86% ha risposto "No". È consapevole delle possibilità del nostro territorio di sfruttare le biomasse come energie rinnovabili? Il 64,28% delle persone ha risposto "Sì"; il 35,72% ha risposto "No". Quali energie lei ritiene più importante sfruttare? Il 64,28% delle persone ha risposto "solare"; il 21,42% ha risposto "eolica" e "idroelettrica"; il 25% "altre". Quali sono, secondo lei, le principali cause della non-diffusione di nuove forme di energia? Il 39,28% delle persona ha risposto "indifferenza"; il 32,14% ha riposto "burocrazia territoriale"; il 28,57% ha risposto "poca informazione"; il 10,71% ha risposto "altro". Secondo lei è giusto vivere in un ambiente quasi incontaminato? E questo è in relazione con la produzione energie? Il 78,57% delle persone ha risposto "Sì"; il 21,43% ha risposto "no". - -->.

Torna all'inizio


'Il bimbo rimasto fuori dal nido? Le date vanno rispettate' (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nonantola. Il sindaco replica ai genitori: 'Non si possono ammettere eccezioni' NONANTOLA. Avevano scritto alla Gazzetta per far conoscere la loro storia di giovani genitori con due figli piccoli costretti a subire uno dei tanti paradossi della burocrazia: l'ultimogenito, nato lo scorso 7 gennaio, proprio per quei 7 giorni in più non potrà andare in graduatoria per accedere al nido il prossimo settembre. Una condizione uguale a quella di tanti altri genitori che, come loro, hanno avuto un bambino le prime settimane dell'anno. E che saranno costretti a trovare una soluzione alternativa quando comunque anche la mamma sarà costretta a rientrare al lavoro. Ora a Stefania e Francesco Bossù arriva la replica dell'amministrazione comunale di Nonantola. "Pur comprendendo il disappunto che la non ammissibilità al nido del proprio figlio ha creato ai due genitori, non dovrebbe apparire incredibile il fatto che vi debba essere una data che funge da discrimine tra un'età e un'altra. Questo vale per ogni ambito della vita, dalle iscrizioni a scuola alla possibilità di esercitare diritti ed essere autonomi come sfera giuridica e più in generale ogni volta che si ha bisogno di fissa un limite: o vi si rientra oppure no. Il fatto che crescere i figli e lavorare sia per tutti un percorso a volte difficile da conciliare, non è una novità per nessuno che abbia ritenuto di fare questa scelta. Peraltro che la famiglia in questione abbia compreso ciò solo dopo la nascita del secondo figlio va a loro merito perchè nella maggior parte dei casi lo si scopre già dopo il primo figlio e ancora più spesso questa consapevolezza della difficoltà influenza le scelte ancor prima di pianificare la famiglia. Tutti i genitori infatti che lavorano e che hanno figli si trovano nella stessa identica posizione. Anche per questo fin dagli anni 70 il Comune di Nonantola ha fortemente voluto perseguire la scelta non obbligatoria, ma convinta di realizzare sul proprio territorio il nido. Ha fatto in questi ultimi anni uno sforzo notevole con l'apertura di nuove sezioni. Nel momento però in cui si tratta di scegliere quali sono le sezioni da attivare, occorre fare una analisi su ciò che è prioritario e necessario non solo nei confronti delle richieste dei genitori, ma anche nei confronti dell'impegno economico che la comunità è chiamata a sostenere. Impegni molto diversi tra sezioni di lattanti, sezioni di divezzi, sezioni di semidivezzi. La normativa regionale che regola la gestione dei nidi è molto chiara tra le diverse età del bambino e non si possono prevedere eccezioni di un giorno o due giorni o come nel caso in questione di sette a seconda dell'interesse individuale di turno. La scelta di Nonantola di aprire sezioni di divezzi e semidivessi non è figlia della casualità, ma è la risposta a una riflessione molto ampia che riguarda la complessità del problema del sostegno alle famiglie e tiene conto del numero di richieste che ci sono per le diverse tipologie del servizio nido. Per la fascia lattanti nella maggior parte dei casi le famiglie riescono a utilizzare permessi di astensione facoltativa che la legge prevede per la tutela della maternità fin quasi al compimento dell'anno di vita. In altri casi, vi è una remora per i genitori di affidare all'esterno il bambino in così tenera età e si preferisce trovare una soluzione nella propria rete famigliare o tra conoscenti. Infine, non sono da trascurare i consigli pediatrici che spesso vanno nel senso di far evitare al bambino molto piccolo gli inevitabili rischi della vita in comunità. Queste sono state le ragioni espresse alla famiglia a cui come Comune ci si è sentiti in dovere di trasmettere le informazioni in merito alla possibilità di servizio che altri Comuni o privati hanno ritenuto di attivare senza voler minimizzare il problema".

Torna all'inizio


Di PAOLO FABIANI BAMBINI, anziani e diver (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLO FABIANI BAMBINI, anziani e diversamente abili. Sono questi i settori dove la Società della Salute (Sds) dell'Area sud-est dell'Asl 10, tredici comuni suddivisi fra Valdarno, Chianti e Valdisieve, investirà da ora in avanti le proprie risorse, soprattutto per ridurre al minimo il ricorso alla struttura pubblica da parte delle persone anziane verrà incentivata l'assistenza domiciliare con benefici anche alle famiglie. Per informare i 170.000 utenti dell'Area vasta verrà distribuito ad ogni famiglia un opuscolo, una specie di carta dei servizi dove sarà evidenziato l'intero programma messo a punto dalla "Sds": "Perché - ha spiegato ieri il presidente Luciano Bartolini, assieme alla direttrice, dottoressa Sandra Rogialli, e agli assessori del Valdarno fiorentino durante la presentazione delle iniziative nella Villa Serristori di Figline -, la Società della Salute vuole radicarsi nel territorio, più vicino possibile ai cittadini che avranno adesso come referenti gli stessi uffici sociali dei comuni, snellendo così procedure e burocrazia, in quanto - ha precisato - la gente tende ad invecchiare di più e di conseguenza aumentano le necessità di servizi e risorse. In particolare con la presa in carico della gestione delle malattie croniche. Questa pubblicazione - conclude Luciano Bartolini - è stata realizzata per far comprendere ai cittadini l'utilità e la concretezza con cui stiamo operando. La Regione Toscana, con la "Sds", i cui titolari sono i comuni e le Asl, ha scelto di rilanciare la cultura dell'integrazione del sistema sanitario con il sistema socio assistenziale, per dare risposte più efficienti e complesse ai bisogni della popolazione". L'opuscolo, che tutte le famiglie riceveranno nei prossimi giorni, si compone di una quarantina di pagine e dopo una spiegazione approfondita su cosa rappresenta e di quali competenze dispone la Società della Salute, vengono affrontati i vari argomenti di interesse pubblico, i punti di riferimento partendo dai minori, dall'allattamento fino alla crescita. Passando attraverso la prevenzione alimentare per evitare l'obesità. Si parla di prevenzione per le malattie croniche, cominciando dal diabete per il quale è stato istituito un gruppo di medici di famiglia, che dovranno rappresentare i soggetti principali per i pazienti. Ma si parla di scompensi cardiaci e della relativa prevenzione, di assistenza oncologica, di assistenza domiciliare. Per i portatori di handicap viene illustrato il nuovo "casolare serra" che verrà realizzato a Reggello. La dottoressa Sandra Rogialli, direttore della "Sds", coordinerà un gruppo tecnico di lavoro per organizzare la gestione associata dei servizi sociali. - -->.

Torna all'inizio


Bollette in ritardo: staccato il telefono non può lavorare (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DISSERVIZI POSTALI Bollette in ritardo: staccato il telefono non può lavorare ? MERATE ? TERMINE ULTIMO per pagare la bolletta del telefono era il 5 gennaio scorso. Peccato però che, a causa della solita inefficienza delle Poste, la relativa fattura le sia stata recapitata solo alla fine dello stesso mese. Vittima dell'ennesimo disservizio postale e della burocrazia italiana è Daniela S., 30 anni, residente a Merate e madre di famiglia. Appena ha ricevuto il documento, la donna è subito corsa a saldare il debito, ma ormai era troppo tardi. Le è stata infatti staccata la linea del telefono. Ora Daniela non può effettuare telefonate né è più abilitata alla connessione Internet. Un problema non da poco, visto che il marito lavora a domicilio con il computer. Nonostante la donna abbia subito inviato la segnalazione a "Tele2", la compagnia che le fornisce il servizio, informando che aveva provveduto a pagare il conto, non c'è stato nulla da fare. "Quando mi è arrivata la bolletta l'ho subito pagata, anche se in ritardo - ci ha spiegato -. Qualche giorno dopo da Tele2 mi è giunta un'altra lettera che mi informava della mora che avrei dovuto pagare per il ritardo della mia corresponsione". Dall'altro giorno, così, l'apparecchio di casa non squilla più. Inutili anche i successivi contatti con la compagnia telefonica, i ripetuti fax per dimostrare l'avvenuto saldo della bolletta e le pressioni per ripristinare in tempi ragionevoli la linea. "Mi hanno risposto che prima di una settimana non risolveranno la situazione - ha continuato la 30enne -. Peccato che a mio marito il telefono serva per lavoro e per mantenere la nostra famiglia". D.D.S. - -->.

Torna all'inizio


IL VERBALE DEI TECNICI SUL CASO DI PALAZZO REALE di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO ? SONO STATI TRE I... (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL VERBALE DEI TECNICI SUL CASO DI PALAZZO REALE di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO ? SONO STATI TRE INGEGNERI e un architetto a bloccare per tre ore l'apertura della mostra di Francis Bacon a Palazzo Reale prevista per le 9.30 di mercoledì mattina. Un poker di tecnici con tanto di laurea (un ufficiale dei vigili del fuoco, un rappresentante sindacale e due tecnici del Comune), più il segretario della Commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo. Sono stati loro cinque a fare il sopralluogo nelle sale di Palazzo Reale e stoppare temporanemente l'apertura della mostra, proprio nelle stesse ore in cui, martedì pomeriggio, il sindaco Letizia Moratti e l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi inauguravano ufficialmente la mostra di Bacon. Il verbale della Commissione di vigilanza, in burocratese stretto, bocciava ? ma con appello, come si è visto ? le misure di sicurezza preparate per ospitare i visitatori nelle sale al pian terreno di Palazzo Reale. SEI I PUNTI "OSCURI" messi nero su bianco dalla Commissione di vigilanza. Primo. "Dal sopralluogo effettuato ? si legge nel verbale ? è stato accertato che tutti i locali hanno illuminazione di emergenza insufficiente da non garantire l'esodo del pubblico in caso di emergenza". Secondo. "La segnaletica relativa all'individuazione dei percorsi di esodo non è disposta in maniera ben visibile". Terzo. "Le uscite di sicurezza nel complesso espositivo sono prive sulla testata della regolamentare segnaletica alimentata con luce normale e di sicurezza". Quarto. "Si rileva inoltre che il totem porta-proiettore non è adeguatamente vincolato a terra in modo da impedire il ribaltamento". Quinto. "Nella sala di proiezione le sedie dovranno essere predisposte in file non superiori a dieci posti e affrancate tra loro". Sesto e ultimo punto. "Non è stata prodotta la dichiarazione di corretta posa in opera dei materiali ai fini della reazione al fuoco". La firma sul verbale è del segretario della Commissione di vigilanza, che fa capo all'assessorato comunale alle Attività produttive. CINQUE BUROCRATI, sei punti di verbale per una soluzione che alla fine è consistita semplicemente nell'installare cinque lampadine per illuminare meglio le uscite di sicurezza. Peccato che questo tortuoso iter amministrativo abbia provocato il rinvio di tre ore dell'apertura della mostra di Bacon, prevista alle 9.30 di mercoledì ma avvenuta poco prima delle 12.30. Per la rabbia di quei milanesi e, soprattutto, di quei turisti che si erano recati fiduciosi a Palazzo Reale, magari con la visita guidata già prenotata, per ammirare i capolavori di Bacon. A quei milanesi, forse, pensava il sindaco Moratti quando, amareggiata per lo stop all'apertura da parte della Commissione di vigilanza, parlava di "uno scatto d'orgoglio". Burocrazia permettendo. - -->.

Torna all'inizio


Bloccata la stazione di Mestre dai lavoratori della chimica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VENEZIA. Dopo la tangenziale, ieri è stata la volta del traffico ferroviario. Ritardi dei treni Bloccata la stazione di Mestre dai lavoratori della chimica VENEZIA Gli operai del petrolchimico di Marghera hanno bloccato la stazione di Mestre, ostacolando la circolazione ferroviaria. La protesta è legata al mancato completamento dell'accordo sulla chimica e al contestuale rilancio del polo industriale veneziano. L'altro ieri le tute blu avevano bloccato per le stesse ragioni la tangenziale di Mestre, mandando in tilt il traffico automobilistico di mezzo Veneto. ieri è toccato ai treni: nella stazione di Mestre i chimici sono giunti in circa 300. "Il rilancio della chimica a Marghera - afferma Franco Baldan, della Cgil - è una storia infinita e quindi la protesta si adegua. Ieri ci hanno detto una cosa, oggi un'altra ancora, intanto la burocrazia e le firme sulla Valutazione di impatto ambientale non arrivano e qui si rischia il posto di lavoro". Intanto il presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, ha invitato i lavoratori di Porto Marghera a mettere fine alle manifestazioni in vista dell'incontro convocato per oggi in Prefettura. "Tutto il territorio - commenta Zoggia - è assolutamente solidale con i lavoratori di Porto Marghera e l'opinione pubblica nazionale è decisamente già informata di quanto sta accadendo in queste ore". Un appello "per la gravissima situazione che si sta determinando a Marghera" è stato rivolto in una lettera che il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha indirizzato oggi al presidente del Consiglio e ai ministri degli Interni, dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. Cacciari fa riferimento "ai tempi inconcepibilmente lunghi con cui gli uffici dei ministeri competenti stanno affrontando il problema della ristrutturazione e riconversione di alcuni impianti chimici della stessa Marghera, di importanza strategica per lo sviluppo dell'intero settore".

Torna all'inizio


Pedemonte, e i vantaggi? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL REFERENDUM "Pedemonte, e i vantaggi?" Il "passaggio" dal Veneto al Trentino Alto Adige di alcuni Comuni della nostra Regione confinanti con la Provincia Autonoma di Trento, qualora avvenisse realmente non è dimostrato che possa portare benefici ai cittadini dei Comuni "secessionisti". I movimenti che promuovono i referendum per il cambiamento di Regione sostengono che è inaccettabile le disparità di risorse tra Veneto e Trentino Alto Adige che, in quanto Regione a Statuto Speciale, mette a disposizione dei propri cittadini più servizi, opere pubbliche e molte più risorse del Veneto, determinando una vistosa discriminazione tra cittadini dei comuni Trentini e cittadini dei Comuni del Veneto confinanti con le Provincia Autonoma di Trento. Ritengo che, senza entrare nel merito della disputa tra Regioni ordinarie e privilegi delle Regioni a Statuto Speciale, oggi non sia proponibile il cambiamento di Regione dei Comuni Veneti di confine né accampando motivi di carattere storico culturale riguardanti appartenenze territoriali del passato, né per ottenere le maggiori risorse di cui le Amministrazioni Comunali, si dice, beneficerebbero "trasferendosi" nel territorio delle Regioni a Statuto Speciale. Sul passaggio dal Veneto al Trentino di alcuni Comuni nei quali si è già svolto il Referendum (Lamon, Cortina, i Comuni dell'Altopiano e altri) c'è una posizione contraria della Regione e delle principali forze politiche del Veneto che puntano a soddisfare le esigenze di quelle popolazioni con una legislazione specifica per le aree di confine e con lo stanziamento di specifici finanziamenti a favore delle Amministrazioni Comunali. Riguardo alle Regole, è noto che il Veneto con la propria legge n. 26/1996 le ha riconosciute e valorizzate e con leggi successive ha dato ad esse ulteriori competenze in materia di raccolta dei funghi e di gestione ambientale (si veda ad esempio la legge istitutiva del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo che affida alla Regole la gestione del Parco.) La legislazione del Trentino non riconosce nella stessa misura del Veneto l'autonomia delle Regole, né le proprietà Regoliere e dunque il passaggio al Trentino dei Comuni Veneti nei quali esistono le Regole porterebbe al loro disconoscimento con trasferimento della proprietà regoliera all'Ente locale nel cui territorio si trovano i beni e le proprietà collettive. Il passaggio dal Veneto al Trentino per i motivi esposti sopra qualora fosse praticabile sancirebbe la fine dell'entità Regoliera così come noi la conosciamo e tuteliamo e la dispersione di un secolare patrimonio ideale, storico e culturale che il Veneto invece ha saputo valorizzare e tramandare alle nostre generazioni. Dott. Claudio Rizzato Regoliere ad Honorem Regola di Casotto * * * Nel merito del referendum di domenica 9 e lunedì 10, che vede i comuni veneti di Pedemonte e Sappada chiedere l'aggregazione rispettivamente al Trentino-Alto Adige e al Friuli-Venezia Giulia, la Destra-Fiamma Tricolore evidenzia tale proposta come del tutto fittizia. A prescindere che questa possa o meno essere questione di identità o appartenenza, ritengo che la vera esigenza sia di natura prettamente economica. Poiché il rapporto contributi versati-ritorno economico-esigenza interna della Regione Veneto, sono ben diversi dalle altre regioni d'Italia, la sola situazione che potrebbe portare il distacco dei comuni di Pedemonte e Sappada sarà solamente qualche centinaio di euro in più e, probabilmente una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece maggiormente interessare tutti i comuni d'Italia è il distacco dal giogo nefasto dall'Europa di Maastricht, unitamente dagli arroganti diktat provenienti dalla privatissima Banca Centrale Europea, concreta ed unica responsabile della deflazione monetaria che impone una tassazione nazionale, finalizzata al mantenimento di un debito pubblico per altro non dovuto, che a sua volta vieta di ritornare alle regioni quei contributi necessari al buon funzionamento delle amministrazioni e degli Enti locali. Poiché la Costituzione Europea è stata autonomamente stilata da personaggi molto lontani dalle reali esigenze della gente comune, in barba alla volontà popolare, invito detti comuni a disertare le urne e a riflettere sulla questione che li ha portati a proporre un referendum, facendo a tutti i cittadini interessati specifiche domande: da quando è peggiorata rapidamente la catastrofe economico burocratica? Non è forse corrisposto all'entrata dell'Italia nell'UE e all'avvento dell'euro? Piero Puschiavo Coordinatore Regionale del Veneto Fiamma Tricolore.

Torna all'inizio


Ritardi e opere pubbliche (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LONATO Ritardi e opere pubbliche Caro direttore, lo scorso 19 febbraio sono tornato in Consiglio comunale a Lonato (dove fra l'altro ho ricoperto nel passato il ruolo di vicesindaco); e con mia grande sorpresa mi sono trovato di fronte ad una realtà spiacevole tanto per il sottoscritto quanto per tutti i cittadini lonatesi. Discutendo di bilancio e di piano triennale delle opere pubbliche, l'attuale maggioranza ha dichiarato che le opere fondamentali di cui il paese ha bisogno - parcheggi, sistemazione piazza, viabilità, altro che non elenco per non tediare (viste anche le dimensioni che tale elenco potrebbe avere) - sono ferme ad un progetto preliminare del 2006. Problemi di normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da sindaco ed assessori, da sempre esistono e non rimane che pensare che forse le motivazioni di tali ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi organizzativi degli uffici o altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano i tributi comunali per trovare i finanziamenti, scopriamo che nel 2007 non è successo nulla e ci rimane da sperare che qualcosa succeda nel 2008, ma conoscendo la burocrazia ed i tempi decisionali dell'ente pubblico e le problematiche inevitabili di carattere tecnico e politico, i tempi si dilatano notevolmente, malgrado i proclami del sindaco Bocchio sui giornali che vende un qualcosa di quasi fatto ma ben lontano dal prendere forma. La politica del fare a piano le cose tanto sbandierata dall'attuale maggioranza rischia di avere un effetto collaterale, quello di non arrivare. I soldi raccolti dovrebbero costituire un "tesoretto"; ma nelle pieghe di bilancio si nota che gli stessi diminuiscono, e quindi è facile immaginare che il bisogno di entrate aumenterà nel futuro. Questa mia lettera non vuole avere un senso provocatorio ma di stimolo nei confronti dell'attuale maggioranza, per accelerare tali lavori ormai inderogabili per Lonato (sistemazione piazza, parcheggi, scuole, centro sportivo, altro...) e per invitare il sindaco a non prendersela sempre e solo con la burocrazia in quanto la stessa c'è sempre stata e di dire i veri motivi di questi ritardi. Davide Baccinelli LONATO.

Torna all'inizio


Sicilia, la sfida tutta in salita all'erede di totò - (segue dalla prima pagina) alberto statera (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il voto di aprile Sicilia, la sfida tutta in salita all'erede di Totò Finocchiaro in svantaggio, Lombardo blindato, Miccichè già sconfitto Due le partite che si giocano nell'isola: il premio di maggioranza al Senato utile per vincere a Roma e il governo regionale a Palermo La Regione vuol dire un bilancio di 26 miliardi, 18 mila dipendenti, 31 mila forestali, 1.720 strutture mediche convenzionate (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA Il sicilianista del cuffarismo anaffettivo, senza baci e senza cannoli, ma nel brodo del "cinismo straccione di una politica irredimibile", come la definisce il presidente antimafia degli industriali isolani Ivan Lo Bello. In questo scenario "di gloria, cultura e bellezza", Anna, che il grande vecchio palermitano Mimì La Cavera descrive con ammirazione come "una fimmina con sette paia di coglioni, una vera leonessa", compiace il suo popolo promettendo che loro torneranno ad essere "il sale della terra". Ma meglio di chiunque altro sa da quella cartellina di numerelli dei sondaggi stretta sotto il braccio (42 a 58 per cento) che "pur essendo orbi non si può non vederla nera", secondo il sicilianissimo detto di Sciascia. E che Lucio Piccolo barone di Calanovella, poeta e cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, aveva visto giusto quando scrisse: "Noi fummo i gattopardi, i leoni; chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra". Dalle mollezze dei palazzi principeschi al nuovo che avanza sotto le insegne della politica collusa. Due partite sovrapposte, annodate tra loro, si giocano il 13 aprile in Sicilia: il premio di maggioranza al Senato che consentirà a chi vince di governare a Roma e il governo regionale a Palermo, il dispensario dei favori, delle collusioni, delle corruzioni e delle ricchezze essenziale per fare i numeri elettorali per governare a Roma. Così il parto delle candidature per le regionali è diventato una sciarada degna di Camilleri, se non di Pirandello. Quello per le nazionali la solita rissa, con il Partito Democratico in rivolta per l'esclusione del vicepresidente Antimafia Giuseppe Lumia, recuperato in extremis, e Forza Italia squassata dai regolamenti di conti interni. Erano mesi, ben prima della condanna del governatore Totò Cuffaro per aver favorito mafiosi, che Gianfranco Miccichè, proconsole di Marcello Dell'Utri, dal suo scranno di presidente dell'Assemblea regionale siciliana, sul suo blog, nel buen retiro di Sant'Ambrogio sulle colline di Cefalù o sul panfilo battezzato "Drink Water" del presidente dell'Autorità portuale Nino Bevilacqua, lanciava i suoi anatemi: "Basta con le logiche di losco potere, il cuffarismo è una piaga da cancellare, bisogna liberare l'isola, ci vuole una rivoluzione siciliana". E Dell'Utri: "Non si può governare baciando tutti". Poi Totò fu spazzato via dai cannoli, anche se non li aveva acquistati per "festeggiare" la condanna, ma quando fu immortalato li aveva appena ricevuti da un pasticciere suo elettore di Castronovo di Sicilia e semplicemente li spostava dal tavolo. E fu tutt'uno per Micciché accorgersi che, tranne Dell'Utri, nessuno lo voleva candidato governatore, a cominciare dai forzitalici cuffarizzati Angelino Alfano, Renato Schifani, Carlo Vizzini e Enrico La Loggia. Mentre i cuffariani puri per bocca di Salvatore Cintola la mettevano addirittura sul personale rispolverando il vecchio episodio della cocaina consegnata all'ex viceministro nella stanza adiacente a quella in cui sedette Quintino Sella: "Abbiamo già un sindaco di Palermo con qualche vizietto, non vorremmo un governatore simile". Calogero Mannino, antico ministro democristiano e padre putativo di Cuffaro e di Raffaele Lombardo, fratelli siamesi allevati dai Salesiani, giudica Berlusconi "il ventriloquo di Dell'Utri", ma questa volta l'ex boss di Publitalia e inventore di Forza Italia non è riuscito a far passare il suo pupillo, né la soluzione muliebre di ripiego, la "Fatina" col volto dolce da Stefania Prestigiacomo versus la "Leonessa" di Catania, che per un anno e mezzo con Luigi Zanda ha miracolosamente tenuto a bada la volatile pseudo maggioranza di centrosinistra al Senato. Miccichè, con il padre Gerlando, antico vicedirettore del Banco di Sicilia, e il fratello Gaetano, presidente di Banca Imi del Gruppo Intesa San Paolo, ci ha provato anche con Mimì La Cavera, oggi novantaduenne, fondatore di Sicindustria, noto antipatizzante berlusconiano e tra gli autori cinquant'anni fa con Vito Guarrasi del Milazzismo, quell'esperienza di governo regionale che coinvolse i comunisti ed emarginò la Democrazia cristiana. La legalità finalmente al primo posto - promise Micciché in una riunione nell'attico di La Cavera in via Libertà - , la pulizia nella burocrazia regionale e il licenziamento dei mille dirigenti "mangiafianchi", poi le infrastrutture e non più sprechi, progetti seri per l'uso delle risorse comunitarie. Si discusse persino di un'ipotesi simil-milazziana: la presidenza della Regione al centrodestra e quella dell'Assemblea al centrosinistra. "Sa - spiega Anna Finocchiaro - in questa terra le operazioni milazziane sono una tentazione immanente". Un pensierino forse ce l'ha fatto anche il Partito Democratico, quando invano ha offerto di correre per il governatorato a Ivan Lo Bello, il presidente della Confindustria che ha dato l'ostracismo alla mafia del pizzo promettendo di espellere i colleghi che lo pagano. Sinistra, destra, con lui potevano andare tutti i siciliani perbene. Nonostante Dell'Utri, nonostante il ravvedimento certificato dal padre Gerlando, personaggio stimato nella borghesia palermitana di tutti i colori, a Gianfranco Micciché hanno fatto addosso il "cappottu i lignu". "Tutto torna - ragiona Calogero Mannino - Mussolini mandò in Sicilia il prefetto Mori; Dell'Utri e Berlusconi, che pensano al Pdl come a un grande partito liberal - qualunquista in salsa monarchica, privo di qualsivoglia elaborazione culturale, volevano sbarazzarsi dei democristiani sopravvissuti. Se vogliamo, un'operazione simil-milazziana di rottura con i partiti centrali in una deriva in realtà non liberal - qualunquista, ma radical-qualunquista". "Macchè democristiani - protesta il presidente uscente del Senato Franco Marini in Sicilia a spalleggiare l'esordio della Finocchiaro - questi qui andrebbero con chiunque pur di comandare". Così Pierferdinando Casini, che è debole, va da solo alle elezioni politiche con l'Udc contro il Pdl, Raffaele Lombardo che è fortissimo e con il suo Movimento autonomista Mpa riproduce il cuffarismo modernizzato, senza coppola e senza cannoli, va alle regionali con Casini, Berlusconi e Fini. Mai visti due fratelli siamesi più diversi. Entrambi medici che non hanno mai toccato uno stetoscopio, entrambi democristiani alla scuola di Mannino, l'uno, Cuffaro, "pacchionello", vasa-vasa, frequentatore di migliaia di matrimoni, prime comunioni e battesimi, benedicente "toccatore" per sua dichiarazione dei pancioni delle signore incinte. L'altro, Lombardo, affilato, silenzioso, "unni ci chiovi ci sciddica", tutto gli scivola addosso. Chiuso giorno e notte nel suo studio di presidente della Provincia di Catania ha l'anticamera vigilata dal fratello Angelo, deputato regionale, il quale prende nota dei desiderata e introduce il cliente di turno dal boss che gli sussurra "bisogna impegnarsi al massimo" e lo congeda in cinque secondi. Ad oggi ha dieci deputati regionali, tre assessori, 50 sindaci, 50 assessori e consiglieri provinciali, 800 consiglieri comunali, 50 presidenti di consigli comunali. Una volta leghistizzatosi portò a comiziare a Catania davanti a 6.000 fan Roberto Calderoli che gli suggerì di andare a riempire un'ampolla d'acqua nell'Oneto. Peccato che il fiume sia disseccato. Se vincerà alla grande, come dicono non soltanto i sondaggi di Luigi Crespi, erediterà da Cuffaro un bilancio di 26 miliardi, un deficit da scoprire, 18 mila dipendenti, di cui 2.500 dirigenti (dieci volte più della media nazionale) con stipendi da favola, 5.000 precari, 31mila lavoratori forestali e un numero imprecisato di consulenti e dipendenti di società partecipate. E poi le strutture mediche private accreditate e convenzionate con la Regione, che sono 1.720, contro le 70 della Lombardia. Non erediterà invece gli 8 miliardi e 400 milioni dell'Unione europea che il suo predecessore ha dilapidato in chiese, fontane di paese, agriturismi, alberghi. Nella formazione professionale, con stage per barman, estetisti, potatori, operatori di palcoscenico sono stati impegnati 672 milioni, il doppio rispetto ai 327 della Lombardia. Ma niente paura, sono in arrivo i fondi dell'Agenda 2011, qualcosa come 13 miliardi. "Finora al di là del malaffare - sintetizza Ivan Lo Bello - non abbiamo visto nessuna azione di lungo termine, qui tutto è politica e tutto annega nel corto respiro della politica. Ora ci vorrebbe un vero progetto e un governatore "visionario", se no si spreca l'ultima occasione di sviluppo". "Ma così non sarà se vince Lombardo - garantisce Leoluca Orlando, l'antico sindaco della primavera di Palermo - perché il suo sicilianismo altro non è che il cuffarismo senza cannoli. Semplicemente si passa dal clientelismo di condominio a quello più scientifico e modernizzante. Vecchia e nuova mafia da una parte, vecchia e nuova politica dall'altra, in un blocco sociale spurio di borghesia mafiosizzata che sguazza nella spesa pubblica del keynesismo delinquenziale". Anna Finocchiaro promette legalità, piani strategici, efficienza svizzera, tempi burocratici certi con risarcimento ai cittadini, giogo ferreo alla burocrazia regionale, premi ai meritevoli, porti e infrastrutture ferroviarie prima del Ponte sullo Stretto, che "a Lombardo piace anche gonfiabile". Ma per quanti siciliani è questo il sale della terra?.

Torna all'inizio


Sviluppo rurale Toscani: <Piano con troppi vincoli> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 7 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl "Ma resta un'opportunità" Sviluppo rurale Toscani: "Piano con troppi vincoli" Un eccesso di burocrazia e di vincoli per incentivi modesti. Questo, secondo l'assessore provinciale all'Agricoltura Giorgio Toscani è il limite del Psr, il Piano di sviluppo rurale della Regione Lombardia 2007-2013, illustrato alla Commissione Agricoltura e Attività produttive. "Un piano, ha affermato Toscani, che rappresenta comunque un'opportunità anche per il nostro territorio e che noi sosterremo, ma che incontra uno scarso interesse da parte degli stessi imprenditori agricoli. C'è il rischio che le risorse a disposizione non vengano utilizzate, e di questo siamo preoccupati. Quali risorse? Sulla carta ? ha spiegato l'assessore ? si tratta di cifre consistenti: 900 milioni da qui al 2013 in Lombardia. In realtà, con i 'trascinamenti', cioè la liquidazione di somme impegnate sul precedente piano, la somma si riduce a 700 milioni".

Torna all'inizio


Università e imprese, sinergie per la ricerca (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Confindustria. Incontro tra la giunta e il rettore Università e imprese, sinergie per la ricerca Il presidente Scanu: "Contatti continui in nome dello sviluppo" CAGLIARI. Nuovo incontro tra l'Associazione degli industriali e il rettore Pasquale Mistretta sulle sinergie tra mondo del lavoro e l'università. Il presidente provinciale Alberto Scanu ha ribadito che uno degli obiettivi prioritari dell'Associazione è riattivare un rapporto che, negli ultimi anni, s'è via via affievolito e che è invece "oggi riteniamo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio". Scanu è stato chiaro: "Il confronto tra l'Università e le imprese - ha detto - è essenziale per verificare le esigenze delle aziende e sostenerle nella ricerca e nell'innovazione. Ma questo rapporto è essenziale anche per l'università, perché le consentirà di sviluppare una attività non fine a se stessa ma funzionale alla crescita del Paese". Per questi motivi l'Associazione ha costituito un gruppo di lavoro con l'obiettivo di favorire il trasferimento delle conoscenze, di istituire reti di collegamento fra le imprese, di consolidare le relazioni fra le istituzioni pubbliche e private, di rafforzare i percorsi formativi e renderli più adeguati alle reali esigenze delle imprese. Particolare attenzione - secondo gli industriali - dev'essere posta anche all'internazionalizzazione che deve riguardare non solo le imprese ma anche gli studenti, i laureati, i docenti, e che deve orientarsi, almeno in questa fase cruciale per i mercati, verso il bacino del Mediterraneo e l'estremo Oriente, con particolare riferimento alla Cina e all'India. Il rettore Mistretta ha ribadito la volontà dell'Università di rinnovare e rinforzare i rapporti di collaborazione con il sistema delle imprese, puntando sulle sue eccellenze nella didattica e nella ricerca. Eccellente confermate dalle recenti classiche nazionali e che resistono nonostate i tagli nei contributi ministeriali e i vincoli posti dalla burocrazia.

Torna all'inizio


Arresto fino a 18 mesi per colpe gravi (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Arresto fino a 18 mesi per colpe gravi Sanzioni: arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività pericolose. Nei casi meno gravi di inadempienza, al datore di lavoro si applica la sanzione dell'arresto alternativo all'ammenda. Al datore di lavoro che si metta in regola sanzione pecuniaria invece che penale. Riduzione della pena anche per chi comincia a eliminare le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all'obbligo violato. Nel primo caso si avrà una riduzione della pena, nel secondo solo una sanzione pecuniaria che va da 8 a 24mila euro. Meno burocrazia: ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Documento di valutazione del rischio: riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso sito produttivo. Libretto sanitario personale: seguirà l'intera vita lavorativa. I dati raccolti dal medico dell'azienda verranno annualmente comunicate al Ssn. Le misure.

Torna all'inizio


Promessa alla Confartigianato: Imprese in un solo giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL SEGRETARIO DEL PD Promessa alla Confartigianato: "Imprese in un solo giorno" Walter Veltroni prende l'impegno, in caso di vittoria elettorale, di approvare una semplificazione tale che renderà possibile ad una impresa di nascere in un giorno. Lo ha annunciato il candidato premier del Partito democraticio intervenendo all'assemblea della Confartigianato. "Un'impresa in un giorno - ha detto Veltroni - con un solo adempimento da fare in un solo ufficio, oltre naturalmente al rispetto della legge 626, perchè la sicurezza è una cosa importante. Se un artigiano, o due ragazzi vogliono avviare un'attività - ha spiegato - devono poter andare in un ufficio, fare lì l'autocertificazione e poi partono. I controlli si fanno dopo, si fanno a valle, e non si mettono mille adempimenti prima". Per quanto riguarda il rapporto con il Nordest Veltroni ha detto di essere "in sintonia con il nord produttivo". Il leader del Partito democratico, dopo il suo intervento, ha risposto alle domande di alcuni imprenditori. Uno di essi, lombardo, ha sottolineato le specificità della "questione settentrionale", ricordando anche come in passato "la sinistra non abbia compreso questa questione". "Nel profilo programmatico e soprattutto culturale del Pd - ha risposto Veltroni - c'è una forte discontinuità, e penso ora che ci sia una grande sintonia con il nord produttivo che, tirando di più l'economia del Paese, ha bisogno di essere meno imbrigliato di come lo è oggi". Veltroni ha anche risposto ad una domanda su come potrebbero essere finanziate le infrastrutture di cui il nord ha bisogno. Il candidato premier del Pd ha ricordato che il project financing, può essere incentivato attraverso le semplificazioni burocratiche della giustizia. "I grandi investitori internazionali - ha osservato - sono disincentivati dalla nostra burocrazia barocca e dalla lentezza della giustizia".

Torna all'inizio


Cari giovani, a voi la scelta: fate gli imprenditori o gli uscieri? (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 318 è ora di alzarsi in piedi e prendere in mano il proprio destino Cari giovani, a voi la scelta: fate gli imprenditori o gli uscieri? È ora di alzarsi in piedi e prendere in mano il proprio destino --> Non sono stato affatto compreso da Daniela Pinna. Non ho voluto esaltare o svilire chicchessia, ma esaminare cartesianamente il problema dell'imprenditoria. So perfettamente che la produzione richiede diversi elementi, i principali dei quali sono l'imprenditoria e l'esecutività dei progetti, affidata a tecnici ed operai. Tanto di cappello per la funzione operaistica; io provengo da una famiglia di operai. Ma, per me, la funzione imprenditoriale è più importante. L'Italia è un miracolo economico dal 1946 ad oggi, basata sull'imprenditoria dal basso, che si è sviluppata e vive in un mondo ostile. Alla Democrazia Cristiana essa era indifferente; la sinistra aveva nell'imprenditore il suo nemico mortale; il nuovo centro-destra, nonostante i proclami, poco o niente ha fatto per favorire l'iniziativa privata. Le si frappongono gli ostacoli più fantasiosi. In Italia, non c'è la cultura dell'intrapresa. Questa non si crea dall'oggi al domani, è un abito mentale, di cui si discute in casa, al lavoro, in chiesa! Ho passato la mia vita professionale, da dirigente nel ramo didattico, ad insegnare o far insegnare - felicemente - ai miei ragazzi, lo Statuto dei lavoratori ed i loro diritti. Ed ora mi piacerebbe veder insegnare in classe il coraggio dell'osare e la bellezza del libero intraprendere: l'alzarsi in piedi e prendere in mano il proprio destino. Uno Stato ordinato fa di tutto per sviluppare queste attitudini. Finora, questi segni non li vedo. Non è che trentamila nostri imprenditori siano andati in Romania solo perché la manodopera costa di meno. Vi sono andati perché li hanno ricevuti a braccia aperte, mentre noi li abbiamo cacciati con un calcio nel sedere sotto forma di tassazioni, burocrazia, odio di classe, vincoli cervellotici, criminalità. Davanti a tale sfacelo, che mina l'esistenza dei nostri figli, dovremmo nasconderci dietro barriere semantiche? Ma quando impariamo ad andare alla sostanza delle cose? A noi anziani spetta indicare le giuste vie, quando siamo in buona fede. Le scelte, sono dei giovani: essi devono dire se vogliono diventare imprenditori o uscieri. MARIO MIGONI - QUARTU SANT'ELENA Felice di vedere che ha deposto la pistola, e l'assurdo dilemma: "Uccido un operaio o un imprenditore?". La questione su cui lei pone l'accento - l'assenza di una cultura d'impresa - è cruciale per l'Italia, ormai in caduta libera in tutte le statistiche internazionali. Ma ancora di più per la Sardegna, che sopravvive grazie a salari, pensioni e contributi pubblici a vario titolo elargiti. Giriamo ai lettori giovani il suo quesito finale: meglio uscieri o imprenditori? (d.p.).

Torna all'inizio


Nuove dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA Nuove dimissioni volontarie, che razza di ginepraio surreale Se c'era almeno una cosa semplice nel rapporto di lavoro, questa era la lettera di dimissioni volontarie. Adesso diventa complicato anche licenziarsi e temiamo che le aziende saranno "costrette" a tenersi un lavoratore che vuole andarsene, se questo dovesse sbagliare l'iter burocratico previsto. Le nuove disposizioni sulle dimissioni, entrate in vigore l'altro ieri, 5 marzo 2008, sono un'apoteosi borbonica: occorre prima scaricare il modulo dal sito del Ministero del lavoro e poi compilarlo online. Ci si può chiedere se tutti i lavoratori possano compiere agevolmente tale procedura. Ma se anche così fosse, il modulo va poi stampato e deve poi essere obbligatoriamente validato presso le sedi abilitate (Direzione del lavoro, uffici comunali, centri per l'impiego, sindacati e patronati). Al termine va consegnato al datore di lavoro che entro cinque giorni dovrà comunicare la cessazione del rapporto di lavoro. Al decreto che introduceva questo ennesimo obbligo, già di per sè surreale, sono seguite, il 4 marzo ovvero il giorno prima dell'entrata in vigore, delle istruzioni operative che hanno, se possibile, peggiorato ulteriormente la procedura. Il lavoratore, che paga tasse e contributi in abbondanza, è evidentemente considerato incapace quando deve esprimere la propria volontà ed i propri diritti e viene quindi obbligatoriamente messo sotto tutela: guai a compilare il modulo da solo, vietato bypassare gli intermediari. Le dimissioni non sarebbero valide e si resta nell'azienda che si vorrebbe lasciare. Oltre a questo, preoccupano molto le conseguenze di questo sovraccarico burocratico. Nelle aziende per le implicazioni connesse ai mille aspetti interpretativi e contrattuali legati alle dimissioni. Ma temiamo soprattutto le conseguenze sugli uffici pubblici che già ora faticano molto a smaltire le pratiche (pensiamo solo alla situazione del rinnovo dei permessi per gli immigrati). Cosa succederà ora che si aggiungono queste nuove scartoffie? Ci rendiamo conto che solo nei primi due mesi di quest'anno sono state presentate 35mila lettere di dimissioni nella nostra regione (dati di Veneto Lavoro)? Viene da chiedersi perché non si riesca a snellire o semplificare, ma anzi si continui ad sovraccarica di inutile burocrazia le persone, le imprese e gli stessi uffici pubblici. Ed è purtroppo anche questa una delle emergenze di questo Paese". (* Vicepresidente di Unindustria Treviso).

Torna all'inizio


Sicurezza sul lavoro Via libera al decreto (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Previsto pure l'arresto fino a 18 mesi, ancora polemiche Ma Prodi è duro: "Nessun intento punitivo, è civiltà" ROMA La tabella di marcia è stata rispettata: il governo ha approvato il decreto sulla sicurezza sul lavoro. Ora il testo unico, oltre 300 articoli, passerà all'esame delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, poi arriverà il via libera definitivo. Le modifiche dell'ultima ora non hanno però convinto gli industriali. la polemica con gli industriali Sotto accusa, come sempre, l'inasprimento delle sanzioni. "Inasprendo le pene e basta ? insiste Luca Cordero di Montezemolo ? non si salvano vite". Romano Prodi difende però il lavoro fatto: "Non c'è alcun intento punitivo e questo decreto non mette nel mirino le imprese ma mette al centro la tutela della persona umana. È una conquista ? sottolinea ? di civiltà". Lo afferma il premier, lo ripetono i ministri del Lavoro Cesare Damiano e della Giustizia Luigi Scotti in conferenza stampa: le sanzioni sono più che proporzionate. Ergo, gli industriali sbagliano ad alzare la voce. E così la reazione dura di Montezemolo ottiene un'altrettanto determinata risposta: "Le polemiche e le contrapposizioni su un tema come la sicurezza sul posto di lavoro sono un'offesa per tutti, ma soprattutto ? avverte il Professore ? verso i lavoratori". la sinistra attacca Le sanzioni comunque sono state ammorbidite. La pena massima resta l'arresto, ma il tetto scende da due anni a 18 mesi, e poi c'è la possibilità di cavarsela, se si ripristina la legalità, pagando un'ammenda. Modifiche fatte con la precisa intenzione di accorciare le distanze con gli imprenditori. E che invece hanno fatto innervosire la Sinistra, rafforzandola nella convinzione di un asse privilegiato tra il Pd e Confindustria che resiste anche quando gli industriali sbattono la porta. "Si vede ? commenta il ministro Paolo Ferrero, di Rifondazione ? che l'orecchio verso Confindustria è forte anche quando Confindustria litiga". Il Consiglio dei ministri dura poco più di un'ora. Le posizioni sono quelle di sempre, con Prc, Pdci, Verdi e Sd pronti ad accelerare pur di ottenere un testo il più possibile a favore dei lavoratori. Anche se questa volta non sono soli: i dubbi sull'opportunità, in un Paese come l'Italia, di mettere in campo regole troppo morbide non avrebbe infatti convinto altri ministri, da Scotti al titolare dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Alla fine però ha vinto il fronte dei mediatori, anche perché nessuno mette in dubbio la bontà del provvedimento nel suo insieme: "Un peccato", una "sgrammaticatura", così Ferrero definisce la scelta di ammorbidire le sanzioni. Nulla di più. Convinto infatti che il 90% del testo sia un buon testo, questa volta non si spinge oltre. Ma vediamo in dettaglio le principali misure contenute nel decreto. SANZIONI tra arresto e ammenda Arresto da sei a diciotto mesi per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività con elevata pericolosità. Nei casi meno gravi di inadempienza, al datore di lavoro si applica la sanzione dell'arresto alternativo all'ammenda o della sola ammenda. Al datore di lavoro che si metta in regola non è applicata la sanzione penale ma una sanzione pecuniaria. Riduzione della pena anche per chi comincia a eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all'obbligo violato. Nel primo caso si avrà una riduzione della pena, nel secondo solo una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 a un massimo di 24.000 euro. Possibilità esclusa in caso di datore di lavoro recidivo o se ci sono stati infortuni gravi proprio in conseguenza della mancata valutazione del rischio. FONDI per la prevenzione Gli importi in denaro raccolti con le sanzioni pecuniarie verranno utilizzati per finanziare la prevenzione. MENO BUROCRAZIA Ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. VALUTAZIONE DEL RISCHIO Riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse aziende che operano nello stesso sito produttivo. LIBRETTO SANITARIO PERSONALE Seguirà l'intera vita lavorativa, anche quando si cambierà lavoro. I dati raccolti dal medico dell'azienda verranno annualmente comunicate al Servizio Sanitario Nazionale per il tramite della Asl territorialmente interessata. Sarà così possibile avere a disposizione una informazione epidemiologica per milioni da lavoratrici e lavoratori sottoposti a visite mediche professionali. Viene confermato l'obbligo per le aziende di tenere un registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. RAPPRESENTANTI per la sicurezza In tutte le aziende si debbono tenere le elezioni indipendentemente dal numero dei dipendenti e viene istituito il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Nasce anche il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di siti (porti, cantieri grandi opere, siti industriali ) che superino la presenza di 500 lavoratori con più aziende.

Torna all'inizio


Iter burocratico fermo, a rischio i fondi comunitari del progetto civis (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1042 barrali Iter burocratico fermo, a rischio i fondi comunitari del progetto civis Barrali --> Una beffa della burocrazia. Non usa mezzi termini il sindaco Gianfranco Baccoli nel denunciare lo stato di blocco in cui da due mesi si trova il progetto civis e che rischia di far perdere al paese i 700 mila euro concessi per la realizzazione dell'opera. "Ma non solo Barrali si trova in questa situazione - precisa Baccoli - di fatto tutti i Comuni sono bloccati. Per problemi puramente burocratici. I progetti civis sono finanziati con fondi Por, quindi contributi europei - spiega ancora il sindaco - e se da una parte l'Europa ci dice che entro dicembre dobbiamo eseguire le opere, collaudarle e rendicontarle, dall'altra la Regione non ci dà il via a procedere con i lavori". Il progetto prevede la demolizione e ricostruzione di una vecchia struttura (la Funtana Manna) nel centro dell'abitato e la realizzazione di un percorso ciclopedonale dalla Funtana Manna alla Stazione ferroviaria, lungo la provinciale 11 che collega il paese alla statale 128. "Non possiamo demolire la Funtana Manna. - prosegue seccato Baccoli - anche se si tratta di un vecchio rudere che va smantellato. Ma per un'incompatibilità tra il Piano paesaggistico regionale del 2006 e il Piano particolareggiato comunale non possiamo farlo. E siamo in marzo. È impossibile a questo punto rispettare i termini". Il progetto, presentato nell'ambito del progetto dell'Unione dei Comuni del Parteolla e del Basso Campidano, ha ottenuto il primo posto nella graduatoria provinciale e l'ottavo in quella regionale e ora rischia di andare perduto. ALESSIA PILLOLLA.

Torna all'inizio


Arrestato in germania per la carta bilingue (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un disguido provocato dalla burocrazia (la ripetizione delle cifre) fa finire in cella un artigiano di San Giuseppe della Chiusa La banca dati di Schengen registra gli attestati a rischio senza associarli ai nomi Arrestato in Germania per la carta bilingue Il numero del documento d'identità di Pietro Sors uguale a quello rubato a un'anziana d'Aosta di Pietro Comelli È finito in una cella di sicurezza tedesca a causa di una ripetizione di numeri sulla carta d'identità. Un disguido che può accadere nel caso di documenti bilingui: i numeri progressivi forniti dal Ministero dopo alcuni anni possono ripetersi. È stato schedato in Germania dalla polizei, con tanto di foto e impronte digitali, interrogatorio e perquisizione dell'auto. È successo all'artigiano Pietro Sors, 46 anni, che domenica scorsa stava rientrando in Italia da una vacanza. Nella propria abitazione di San Giuseppe della Chiusa, a San Dorligo della Valle. In apparenza un dettaglio, quello della residenza in un comune biligue, che alla fine risulterà determinante nello spiegare un equivoco degno del film "Detenuto in attesa di giudizio". Per fortuna, rispetto ad Alberto Sordi, il triestino se l'è cavata con quattro ore in "gabbia". Il tempo necessario alla polizia tedesca per chiarire una vicenda davvero incredibile. Tutto ha inizio a Bad Reichenall, località a un chilometro dal confine fra Germania e Austria, quando l'Audi guidata da Sors viene affiancata da un'auto anonima. Alt polizei è la scritta lampeggiante che compare sulla vettura civetta, che invita l'automobilista ad accostare in un'area di servizio. Libretto, patente e carta di identità è la richiesta molto garbata, subito esaudita, avanzata dagli agenti in borghese. "Un semplice controllo, penso. Ma dopo una verifica al terminale i poliziotti mi chiedono - racconta Sors, che parla con gli agenti in inglese e tedesco - di seguirli alla centrale più vicina. Il motivo? Non funziona il computer, dicono". E qui comincia l'odissea. "Dopo la richiesta di esibire il passaporto, che non ho portato con me, mi fanno accomodare - racconta - in una stanza chiusa dall'esterno, con sbarre alle finestre e un citofono per comunicare. In altre parole sono finito in una cella di sicurezza, che ben presto devo condividere con altri". Il motivo di questo trattamento? Il documento d'identità cartaceo valido per l'espatrio, rinnovato al comune di San Dorligo della Valle appena 10 giorni prima, risulta rubato. Altro che computer rotto, il fatto era stato segnalato via radio ai poliziotti. Identity card stolen è infatti la scritta che compare digitando il numero della carta d'identità, valida fino al 2013, nel server collegato con tutti i Paesi dell'Ue. È la banca dati Schengen, che immagazzina i numeri dei documenti a rischio ma non li associa ai nomi. "Cado dalle nuvole, chiedo di poter telefonare in Italia: Nein mi rispondono, aggiungendo che devono fare degli accertamenti". Verifica della carta d'identità, ma allo stesso tempo a Sors vengono prese le impronte digitali elettroniche. Poi la foto segnaletica. "Non perdo le speranze. Chi sta in quella "gabbia" con me, infatti, è stato svuotato di tutto mentre a me hanno chiesto solo le chiavi dell'auto, che poi scoprirò essere stata perquisita minuziosamente". Arriva l'interrogatorio: domande tutte incentrate sulla residenza, attuale e passata. "Abito da 15 anni a San Giuseppe della Chiusa rispondo, aggiungo la precedente residenza ma non la terza. In vita mia ho avuto solo due case". Dopo quattro ore finalmente il rilascio, con la consegna dei documenti: carta d'identità "rubata" compresa. "Tenga anche questo biglietto da visita, se ci sono altri problemi ci contatti", è la raccomandazione dei poliziotti tedeschi. Danke aufwiedersehen. Una volta superato il confine con l'Italia, al valico di Coccau, Sors vuole però vederci chiaro. Il mistero viene svelato dai carabinieri: nel cervellone della banca dati Sdi una carta d'identità con lo stesso numero risulta sottratta a un'anziana di Quart (Aosta), che nel 2001 ha presentato regolare denuncia. Una circostanza confermata a Trieste dal commissariato di Rozzol Melara, a cui Sors si rivolge, raccontando la disavventura in terra straniera. Non resta che andare negli uffici comunali. "Girare con una carta d'identità "rubata" è come avere una pistola in tasca", è la considerazione di Sors. Davanti all'impiegata la scoperta del motivo dei suoi guai. "Mi spiegano che non è la prima volta che accade. I numeri progressivi delle carte d'identità forniti dal ministero degli Interni nel caso dei comuni bilingui sono spesso doppi o omologhi". Da Aosta a San Dorligo della Valle, da Bolzano a Monrupino a distanza di anni compaiono le stesse cifre. "Non mi è rimasto che rifare la carta d'identità. Ma chissà cosa hanno scritto nel loro registro - si chiede Sors - i poliziotti tedeschi?".

Torna all'inizio


Fucilate al signore delle tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7048 Sassari. Spari sul portoncino della villetta di Li Punti: l'uomo minacciato tempo fa da dei neonazisti Fucilate al signore delle tasse Sassari.. Spari sul portoncino della villetta di Li Punti: l'uomo minacciato tempo fa da dei neonazisti Attentato contro il direttore dell'Agenzia entrate --> Attentato contro il direttore dell'Agenzia entrate Tre fucilate hanno colpito il portone della villetta di Sergio Todde, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Cinque i fori al portoncino blindato. L'episodio è accaduto intorno alle sei del mattino nel quartiere satellite a pochi chilometri dalla città. Alba di pallettoni mercoledì mattina a Li Punti. Tre fucilate hanno colpito il portone della villetta di Sergio Todde, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Cinque fori al portoncino blindato che annunciano un clima di intimidazione e paura che sembrava superato nel capoluogo. L'episodio è accaduto intorno alle sei del mattino nel quartiere satellite a pochi chilometri dalla città. Villette a schiera e strade larghe. Zona residenziale abitata da professionisti che hanno scelto la lontananza dal centro per assecondare il desiderio di tranquillità. Tranquillità interrotta bruscamente dalle fucilate dell'altro ieri. Il silenzio dell'alba rotto dal rumore di due o tre fucilate che hanno centrato l'ingresso della villetta e mandato in pezzi una vetrata. I colpi sono stati sentiti da decine di persone. Ma ad accorgersi che quei botti sordi erano anche un messaggio intimidatorio è stato il funzionario dell'Agenzia delle entrate solo dopo un paio di ore. È uscito da casa per andare a lavoro e ha trovato il portone bucato dai pallettoni e schegge di vetro sull'uscio della villetta. Sergio Todde ha subito capito che si trattava di un attentato. Immediata la segnalazione alla polizia. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra Mobile, mentre i rilievi sono stati effettuati dagli esperti della scientifica. Poco dopo l'alba sul posto è arrivato anche il procuratore capo Giuseppe Porqueddu. Riserbo assoluto sulle indagini e sulle ipotesi di movente. Sergio Todde è considerato nel proprio ambiente di lavoro un uomo tutto d'un pezzo. Zelante e preciso, ma con equilibrio. Uomo portato a risolvere i problemi piuttosto che a fermarsi davanti alla burocrazia. Ma nella sua posizione da direttore dell'Agenzia delle entrate potrebbe esser finito nel mirino di chiunque. Dal contribuente arrabbiato sino alle sigle neo naziste. Proprio uno dei gruppi di ispirazione fascista (Afns) lo aveva minacciato su un sito internet. Il portale era stato chiuso lo scorso aprile dai carabinieri su provvedimento richiesto al Gip dal sostituto procuratore Michele Incani. L'Azione fascista nazional socialista minacciava di rappresaglie il direttore dell'ufficio tributi. Dopo l'attentato di mercoledì all'alba, il livello di attenzione ha raggiunto i limiti di guardia. MAURIZIO OLANDI.

Torna all'inizio


Caro walter, punta su noi giovani - giorgio barbieri (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Una lettera dell'imprenditore trevigiano Lorenzo Bernardi, 29 anni, all'aspirante premier "Caro Walter, punta su noi giovani" "Costretti a emigrare per avviare un'azienda: la burocrazia impera" GIORGIO BARBIERI TREVISO. "Ho 29 anni e un'idea. Chiedo a Walter Veltroni di darmi la possibilità di rischiare". Il leader del Partito democratico sarà domani mattina a Mestre e nel pomeriggio a Treviso; a lui si rivolge un giovane trevigiano che incarna l'identikit dell'imprenditore nordestino. Lorenzo Tiziano Bernardi ha lasciato il lavoro dipendente, "ben pagato e a tempo indeterminato", per trasformare, insieme a quattro amici, la sua idea in una realtà imprenditoriale. "Ma in Italia oggi non è possibile - spiega - vorrei che il Partito democratico facesse qualcosa per far sì che un ragazzo non sia costretto ad andarsene per poter realizzare il suo sogno". Dopo gli studi umanistici si è occupato di amministrazione e finanza. Un contratto a tempo indeterminato e un buon stipendio a ventinove anni non sono certo da buttare. Ma ad agosto 2007 gli viene un'idea: si vuole lanciare nel campo dell'editoria realizzando un sistemma interattivo e multimediale per realizzare libri di testo scolastici personalizzati e a basso costo. "Non so assolutamente dire se sarà un successo, ma vorrei almeno provarci". Quanto costerebbe realizzare questa idea? Non meno di due milioni di euro per partire. Bella cifra, e chi glieli può dare? Le banche sicuramente no. In Italia il sistema prima valuta le garanzie e dopo le idee e queste ultime contano ben poco rispetto alle garanzie. E quindi a chi si rivolge? Inizio a contattare alcuni fondi di venture capital (il prestito di capitale da parte di un investitore per finanziare l'avvio di un'attività ndr) ma il quadro è sconcertante per l'esiguo numero di fondi pronti a lanciarsi in questo genere di iniziative. Un quadro desolante se paragonato al resto d'Europa, senza voler fare il confronto con gli Stati Uniti. Poi però accade qualcosa? "Riesco a stimolare la curiosità di uno di questi fondi. Ma ad un certo punto mi viene chiesto di fare un piano finanziario ipotizzando che l'azienda non abbia sede in Italia ma in Francia. E questo perché rientrerebbe nell'ambito delle Jej (Giovani imprese innovative) riuscendo così a godere di una importante serie di facilitazioni fiscali per i primi otto anni di vita. Ad esempio? Esonero dagli oneri sociali per chi si occupa di ricerca e sviluppo all'interno dell'impresa. Possibilità di richiedere l'esonero dalle tasse locali. L'esonero dal pagamento delle tasse sul reddito per i primi tre anni e del 50% per il biennio successivo. L'esonero di imposta per le plusvalenze. Vuol dire che all'estero si investe di più sulle idee? Lo dicomo i numeri. In Italia nel 2006 in venture capital sono stati investiti 30 milioni di euro. In Francia 500 e in Gran Bretagna 1.500. Per non parlare degli Stati Uniti. Mi pare di capire che le tocca espatriare per provare a realizzare il suo sogno. Se le cose rimangono così non ho alternative. Per questo motivo ho scritto al Partito democratico, all'onorevole Maurizio Fistarol e al consigliere regionale Diego Bottacin. Quindi è un elettore del centrosinistra? No. Nel 2001 ho votato per Berlusconi. Ma in cinque anni non ha fatto nulla per i giovani. Si dice liberale ma non ha fatto liberalizzazioni. La Legge Biagi è una buona legge ma senza amortizzatori trasforma la flessibilità in precariato. Questa volta voterò Pd perché finalmente rappresenta una novità nel panorama politico italiano. Domani Walter Veltroni, che in questa campagna elettorale ha puntato molto sui giovani, sarà a Treviso per incontrare il Nordest. Cosa gli chiederebbe se potesse incontrarlo a tu per tu? Di dare a chi ha idee la possibilità di rischiare. Aiutando economicamente, come accade nel resto d'Europa, chi favorisce la nascita di un'azienda. Gli chiederei un impegno affinché il Partito democratico faccia sì che una persona non sia costretta ad abbandonare l'Italia per realizzare il proprio sogno. Di realizzare una legge che incentivi il venture capital in Italia. Naturalmente mettendo gli opportuni paletti perché tutto avvenga con trasparenza.

Torna all'inizio


Terna pronta a irretire l'eolico (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Terna pronta a irretire l'eolico Il vento prende pian piano piede anche in Italia, anche se per ora equivale, assieme al solare fotovoltaico, soltanto a circa il 3% rispetto ai 314 TWh della produzione lorda in Italia. Ma la sua è una progressione che deve essere adeguatamente accompagnata dal rafforzamento delle infrastrutture. Cosa che non sempre viene messa in calendario con la necessaria tempestività, suscitando l'allarme degli addetti ai lavori. "La crescita dell'eolico prevista nei prossimi anni rende necessario accelerare lo sviluppo della rete, ed è pertanto essenziale che le amministrazioni nazionali e regionali rilascino quanto prima le autorizzazioni necessarie per la costruzione dei nuovi elettrodotti", hanno fatto sapere nei giorni scorsi Terna, la società quotata che gestisce la rete elettrica nazionale in una nota congiunta con Anev, l'Associazione nazionale energia del vento, e Aper, l'Associazione per le energie rinnovabili.I tre soggetti hanno precisato che lo sviluppo dell'eolico in Italia non è limitato da motivi tecnici relativi alle connessioni degli impianti alla rete di trasmissione nazionale. Terna, infatti, in quanto gestore di rete, ha l'obbligo di connettere tutti i soggetti che ne facciano richiesta. La società sottolinea inoltre che in nessuna parte del territorio nazionale esistono limitazioni alla potenza installabile per l'eolico. L'unico freno alllo sviluppo di nuove strutture, a loro giudizio, viene dalla burocrazia delle amministrazioni locali e nazionali dalle consuete lungaggini dei relativi iter autorizzativi. (riproduzione riservata)Claudio Savoldelli MF  - Rapporto Energia Numero 048, pag. 61 del 7/3/2008 Autore: Claudio Savoldelli.

Torna all'inizio


Rigassificatori in lotta con la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Rigassificatori in lotta con la burocrazia Il primato spetta a Edison, con i partner d'occasione Qatar Petroleum ed Exxon Mobil. è suo, in parte, l'unico rigassificatore realmente in via di realizzazione in Italia. La joint venture Adriatic Lng (45% Exxon Mobil, 45% Qatar Petroleum, 10% Edison) lo sta ultimando 15 chilometri a nord dalla costa veneta, al largo di Porto Levante (Rovigo): sarà la prima struttura di stoccaggio e rigassificazione del gas naturale liquefatto al mondo a essere realizzata off-shore e non sulla terra ferma. Quando sarà completato, consentirà di portare in Italia, via nave, il metano direttamente dal Golfo Persico. Grazie agli accordi con Edison & co., infatti, il Qatar fornirà per 25 anni 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno, una quota non indifferente per contribuire alla diversificazione e alla sicurezza degli approvvigionamenti del gas dell'Italia, oggi troppo dipendente dalla Russia e dagli umori di Gazprom. Ma il caso del rigassificatore di Rovigo rischia di restare unico nel panorama italiano, dove pure si sono affacciati tanti gruppi stranieri con altrettanti progetti. Non così bene, per esempio, è andata a British Gas, ancora impantanata a Capo Bianco, nei pressi di Brindisi, dopo cinque anni dall'ottenimento dell'autorizzazione. La società inglese è stata accusata di aver aggirato l'ostacolo della valutazione d'impatto ambientale, necessaria per procedere alla costruzione dell'impianto. Ora ci sta riprovando, ma la regione Puglia rema contro e anche il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, non sta facendo molto per sbloccare la situazione. Nel frattempo, il progetto del rigassificatore che dovrebbe importare fino a 8 miliardi di metri cubi dall'Egitto langue e l'area dove dovrebbe sorgere è addirittura finita sotto sequestro. Una situazione con qualche similitudine è quella del gruppo spagnolo Gas Natural, che si è presentato in Italia tre anni fa con i progetti di due rigassificatori, a Trieste e a Taranto, 8 miliardi di metri cubi di gas e circa 1 miliardo di euro di investimenti. Sia la Regione Friuli-Venezia Giulia che la regione Puglia hanno chiesto integrazioni di documentazione e tentennano a dare il via libera. Ma Gas Natural è certa di andare a meta e di recente ha anche raggiunto un accordo con Snam Rete Gas, affidando alla controllata dell'Eni la realizzazione di due gasdotti di connessione. Potrebbe rivelarsi più in discesa, invece, la strada del consorzio italo-spagnolo Olt Lng Toscana, di cui fanno parte Endesa (ormai Enel-Acciona) e Iride Mercato. Il suo è un progetto innovativo, che dovrebbe diventare operativo nel 2009: una nave metaniera, ancorata a 12 miglia al largo delle coste livornesi, riceverà il gas naturale liquefatto da altre navi metaniere e poi lo immetterà nella rete di distribuzione nazionale. La capacità complessiva è di 3,75 miliardi di metri cubi all'anno, il 5% del fabbisogno nazionale. Anche i francesi di Gaz de France sono alle prese con un progetto originale, nelle acque davanti a San Benedetto del Tronto. Si pensa a una tubatura da 30 chilometri per collegare l'impianto sulla costa a due boe al largo delle Marche, alle quali potranno attraccare le navi gassiere, che faranno anche da deposito. La capacità prevista è dai 5 ai 10 miliardi di metri cubi. L'idea è mutuata da un impianto già operativo nel golfo del Messico. MF  - Rapporto Energia Numero 048, pag. 57 del 7/3/2008 Autore:.

Torna all'inizio


Provvedimento punitivo, serve più formazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-07 - pag: 3 autore: Montezemolo "Provvedimento punitivo, serve più formazione" ROMA Una bocciatura. Con una motivazione che non lascia spazio a ripensamenti: "Inasprendo le pene non si salva nessuna vita umana". Il provvedimento sulla sicurezza, varato ieri dal Consiglio dei ministri, secondo Luca di Montezemolo non risolve il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro: "L'impianto è tutto spostato sulle sanzioni. Bisogna invece puntare sulla prevenzione e sulla formazione, che sono l'unica strada per ridurre i rischi". Non ci sta il presidente di Confindustria, a vedere le aziende sul banco degli imputati, quando già a dicembre dell'anno scorso aveva lanciato l'idea di aprire un tavolo con Governo e sindacato sull'argomento ed aveva proposto di fare del 2008 l'anno della sicurezza. Non solo: gli industriali, ha ricordato Montezemolo, avevano chiesto di poter utilizzare, insieme al sindacato, l'avanzo di gestione dell'Inail (1,5 miliardi di euro), "denaro delle imprese ", per programmi specifici negli impianti e nelle fabbriche per la sicurezza. "Ci è stato detto di no", ha affermato Montezemolo. E adesso rilancia: Confindustria – annuncia – farà una grande iniziativa sul territorio su questo tema, per aiutare le imprese a ridurre i rischi sui luoghi di lavoro. Contemporaneamente, il presidente degli industriali non rinuncia a sferrare un attacco alla politica: "Il Testo unico è l'ultimo atto di una sinistra demagogica e antindustriale. Quella sinistra che vuol fare piangere i ricchi e parla di imprenditori a pancia piena, parole che non si sentivano nemmeno a Cuba negli anni Sessanta". è l'impianto del Testo unico ad essere sbagliato: è spostato sulle sanzioni, mentre serve chiarezza sulle regole. "è come se le aziende lavorassero a consuntivo: così si chiude. Le imprese lavorano sui budget preventivi. Lo stesso vale per la sicurezza: bisogna formare, innovare nella prevenzione", ha detto Montezemolo, chiudendo la giornata della ricerca che si è tenuta ieri in Confindustria. Le pene possono essere anche durissime per chi compie violazioni, ma, sottolinea il presidente degli industriali, le regole devono essere chiare. E gli adempimenti non devono essere vincoli formali e burocratici. "Il piccolo imprenditore piuttosto che andare in giro per il mondo a trovare nuovi mercati si troverebbe invischiato in una burocrazia delle pene, quando già la farraginosità delle procedure è il motivo numero uno per cui gli investitori esteri non vengono in Italia". Invece, continua Montezemolo, l'atteggiamento deve essere diverso: le imprese sane devono essere supportate, accompagnate verso livelli di sicurezza sempre maggiori, non devono sentirsi minacciate. Si deve contrastare l'economia sommersa e illegale, quella dove si concentrano i rischi. "La vita delle persone è il bene primario che noi imprenditori vogliamo tutelare ", ha insistito Montezemolo. La Ferrari, ha raccontato, sollecita sempre che si realizzino gli investimenti più all'avanguardia per migliorare l'ambiente di lavoro. "L'imprenditore che ha perso la vita a Molfetta, con i suoi dipendenti, forse non conosceva gli strumenti adatti per prevenire i rischi". Le stesse critiche al Testo unico sono arrivate anche dalle altre organizzazioni imprenditoriali, tra cui Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato. Ieri, dopo l'incontro che ha preceduto il Consiglio dei ministri, hanno diramato un comunicato congiunto per esprimere il dissenso sul testo e sottolineando che la trattativa non ha portato a nessuna modifica rispetto al giorno precedente. N. P. CRITICHE ALLA POLITICA "Il Testo unico varato dal Governo è l'ultimo atto di una sinistra demagogica e anti-industriale" Confindustria. Il presidente Luca Cordero di Montezemolo ANSA.

Torna all'inizio


ROMA - Arresto da 4 a 8 mesi (ma nelle aziende ad alto rischio da 6 a 18), sospensione del c (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FRANCESCA FILIPPI ROMA - Arresto da 4 a 8 mesi (ma nelle aziende ad alto rischio da 6 a 18), sospensione del cantiere, interdizione dell'attività d'impresa, revoca di benefici economici e fiscali: "Giusto e sacrosanto punire e punire duro - dice Giorgio Usai, direttore delle relazioni esterne di Confindustria - giusto disporre l'arresto per l'imprenditore che sbaglia e mette a rischio la vita dei suoi dipendenti. Ma non è possibile adottare queste sanzioni come conseguenza di violazioni meramente burocratiche e formali, che nulla hanno a che vedere con la sicurezza". Gli imprenditori bocciano senza mezze misure il decreto del governo. E allora vediamo perché. La sanzione dell'arresto può scattare per la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi, se ripetuta. E fin qui nulla da dire. Poiché quel documento, previsto fin dalla famosa legge 626 del 1994, è una garanzia pubblica per dipendenti, sindacati e datori di lavoro. Ed è anche la prova che il rischio sul lavoro è definito e condiviso dagli stessi soggetti. Ma le sanzioni penali e interdittive più gravi come l'arresto possono scattare anche per altri motivi. Eccone alcuni: la mancanza di formazione e addestramento del personale, l'assenza di un servizio di prevenzione e protezione, la mancata nomina del responsabile dello stesso o del coordinatore di progettazione ed esecuzione, fino all'omesso invio all'Inail o all'Inps della comunicazione di infortuni a fini statistici. Insomma, una quantità enorme di adempimenti burocratici, gravosi per l'impresa e non direttamente collegabili con la sicurezza. Gli imprenditori non hanno dubbi: "Questa normativa di dettaglio - spiega Usai - trasforma legittime garanzie in una rete di controlli burocratici che possono solo danneggiare l'azienda. Del resto più vincoli non significano necessariamente meno infortuni e meno morti". Gli imprenditori in questa battaglia non solo soli. Piccoli e grandi datori di lavoro, artigiani e commercianti non mancano di manifestare insoddisfazione e preoccupazione per queste norme. "Se l'obiettivo era quello di aumentare la sicurezza e semplificare i controlli - continua Usai - il risultato è il contrario: con lo strumento di un testo unico, che non ha neanche il placet del Parlamento, si introducono fattispecie penali come conseguenza di inadempimenti burocratici. Se si voleva tutelare la salute, diritto costituzionalmente protetto, che c'entrano le mancanze e gli errori meramente documentali? Così rischiamo di imbrigliare l'attività quotidiana delle imprese piccole, medie e mediograndi. Quelle sopra i 100 dipendenti hanno strutture e uffici che si appoggiano a consulenti e possono fronteggiare quest'enorme richiesta burocratica. Ma non dobbiamo dimenticare che dei 4 milioni e 700 mila imprese italiane, l'assoluta maggioranza ha meno di 15 dipendenti. Per tutte queste si è persa un'occasione di utilizzare il decreto come strumento di innovazione". Meno burocrazia e più prevenzione: era questo l'obiettivo del testo unico. Al fine di ridurre il numero di infortuni mortali che, tuttavia, vedono l'Italia tra le nazioni meno a rischio d'Europa, come si evince dalla tabella qui a fianco riprodotta. "Gli ultimi dati Inail - sostiene ancora il direttore delle relazioni industriali di Confindustria - ci dicono che le vittime nel 2007 sono diminuite dell'1,5 per cento in Italia. Nessuno deve illudersi che il decreto abbia virtù taumaturgiche su questa piaga, poiché è la cultura della prevenzione, non la burocrazia a garantire sicurezza. In Svezia, per fare un esempio, i bambini di un anno e mezzo vanno sul triciclo col caschetto, perché in quei paesi si nasce con l'idea della sicurezza. Noi ci muoviamo nei nostri luoghi di lavoro come se fossimo nel salotto di casa". E il confronto con la normativa degli altri paesi comunitari? "Tutte le legislazioni si ispirano a principi comuni. Anzi, noi siamo più rigorosi e complicati nella normativa di dettaglio, e il decreto in questione ne è purtroppo una conferma".

Torna all'inizio


ROMA Il decreto sicurezza sul lavoro incassa il via libera di palazzo Chigi. Ma non di Conf (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Il decreto sicurezza sul lavoro incassa il via libera di palazzo Chigi. Ma non di Confindustria. Bocciatura secca, annunciata nel primo pomeriggio dal responsabile per le relazioni industriali, Giorgio Usai ("Si è persa un'ottima occasione per dare un ottimo servizio allo Stato, non c'è un giusto equilibrio tra mancanze gravi e carenze formali e documentali") e poi formalizzata da Luca Cordero di Montezemolo. Che usa parole di fuoco contro il governo e il testo del decreto, ed evoca scenari da "Cuba degli anni Sessanta" per bollare quella sinistra che parla di "imprenditori che piangono a pancia piena". "Il testo unico - sottolinea - rischia di essere l'ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica. Le pene non salvano la vita". Viale dell'Astronomia certamente non ha la capacità di annullare il decreto. Lo respinge, ma dovrà accettarlo. Risponderà al governo con una "grande iniziativa di formazione sul territorio per aiutare le imprese ad avere più sicurezza", come ha annunciato lo stesso Montezemolo. E' l'impianto sanzionatorio, contenuto nel decreto, che Confindustria contesta. "E' tutto spostato su questo versante - insiste Montezemolo - e non c'è chiarezza sulle regole. Così si fa damagogia, si rende difficile l'attività delle imprese serie, ma non si salva una vita in più, che noi imprenditori consideriamo il primo valore da tutelare". Non mettono in discussione, il presidente e gli industriali, un giusto sistema di sanzioni per chi commette violazioni gravi, ma servirebbero regole chiare e soprattutto misure in positivo. Per esempio, più formazione, più prevenzione, più cultura della sicurezza. Le imprese sane andrebbero supportate ed accompagnate verso livelli di sicurezza sempre più elevati. Le minacce non servono. Piuttosto è necessaria un'azione di contrasto forte al lavoro nero dove più elevati sono i rischi. "Invece - secondo Montezemolo - se creiamo una burocrazia delle pene, rischiamo di incentivare proprio il lavoro nero, dove le regole non si seguono e si danneggiano le aziende serie". Il presidente di Confindustria è anche numero uno della Ferrari e la similitudine arriva quasi automatica: "In "formula 1" i progressi sul terreno della sicurezza sono enormi, ma non bastano mai. Gli incidenti li dobbiamo prevenire, dobbiamo fare formazione e controlli". Montezemolo cita il caso dell'imprenditore di Molfetta: "E' morto anche lui perchè forse non era stata fatta formazione, forse le regole non le conosceva neppure". Ricorda - ed è anche una denuncia - che l'Inail ha un miliardo e mezzo all'anno, soldi delle imprese e che noi, insieme al sindacato, abbiamo chiesto di utilizzare per programmi diffusi, concreti. Ci è stato detto di no". Sulle posizioni di Confindustria anche le altre 15 organizzazioni delle imprese (Abi, Ania, Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Lega delle Cooperative) che hanno diffuso una nota unitaria in cui parlano di "intervento di natura punitiva che nulla ha a che vedere con le logiche della prevenzione, della formazione continua, della informazione, della consulenza e della collaborazione tra istituzione, imprese, sindacati e lavoratori. In realtà il tentativo operato dal governo di graduare meglio l'entità delle sanzioni non coglie ancora l'esigenza espressa dal mondo delle imprese di sanzionare in maniera differenziata le violazioni formali rispetto a quelle che effettivamente determinano situazioni di reale pericolo per i lavoratori". Di tutt'altro avviso, ovviamente, il giudizio dei sindacati. "Valutazione complessivamente positiva", viene espressa in una nota unitaria, firmata da Cgil, Cisl, Uil. Soddisfatto il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani: "Resta semmai il rammarico per la scelta fatta dalle imprese. Ora l'auspicio è che la riforma venga approvata al più presto e impegnarsi ovunque nei luoghi di lavoro perchè l'approvazione della legge, naturalmente, non risolve tutti i problemi". "Adesso - sollecita il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - bisognerà sempre di più selezionare le imprese e bandire tutte quelle che non corrispondono ai requisiti di garanzia". "Quello del governo - commenta la first lady dell'Ugl, Renata Polverini - è un segnale importante e doveroso nei confronti dei lavoratori. Il testo unico però non è un traguardo, ma un inizio: serviranno controlli più severi".

Torna all'inizio


Case e negozi, così cambierà Cava (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-03-07 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Case e negozi, così cambierà Cava Anche un giapponese tra gli architetti chiamati a ridisegnare la città Una due giorni dedicata al futuro urbanistico di Cava de' Tirreni. Tra progetti in esposizione e grandi firme dell'architettura CAVA DE' TIRRENI - Nella prima mattinata di ieri il sindaco di Cava de' Tirreni Luigi Gravagnuolo nelle sale del cinquecentesco complesso monumentale di Santa Maria del Rifugio ha aperto i lavori della "Mostra convegno: il piano i progetti ". L'evento, preparato con grande attenzione, si può ritenere la carta fondamentale del programma urbanistico- produttivo che traccia le linee di "un futuro per Cava". La mostra, allestita ai piani inferiori dell'edificio, ha rappresenta il nucleo centrale della discussione e ha fatto da prologo alle proposte del nuovo Puc in preparazione per la città di Cava. Per dare una visione liberista al nuovo piano nella mostra comparivano con molta enfasi i progetti delle opere dei privati in corso di esecuzione o in attesa della concessione edilizia. In effetti, si è trattato di allestire un repertorio sullo stato dei lavori. Dal punto di vista culturale il piano presentato dal sindaco si sviluppa intorno ad un evento storico religioso, come la celebrazione, nel 2011, del Millennio della fondazione dell'Abbazia benedettina della Trinità. Nel passato glorioso della regola benedettina Ora et Labora, l'amministrazione pone le linee fondamentali per risorgere dal declino che ha investito, in questi ultimi anni, in forme diverse, i più importanti centri meridionali. In realtà, Cava ha assistito alla perdita di molti comparti produttivi che per secoli avevano caratterizzato il tessuto sociale e urbano e avevano reso prospero il centro metelliano. Col tempo si è ridotto fino a scomparire l'economia alimentata dal turismo internazionale; anche il commercio dei tessuti, florido fin dal medioevo, ha avvertito momenti di crisi insieme all'agricoltura che aveva nella coltivazione del tabacco uno dei fattori centrali dell'economia cavese. Dall'analisi puntuale della nuova realtà il sindaco Gravagnuolo ha fatto la scelta di mettere al centro dello sviluppo il recupero delle aree urbane dismesse di decisivi settori produttivi cittadini. Non è un caso che i più importanti progetti presentati prevedono il recupero di storici edifici un tempo gloriosi. Straordinario infatti è il progetto del giovane architetto giapponese Kengo Kuma che ha ridisegnato l'edificio della tipografia Di Mauro per costruire "Headquarters di Cavamarket" di Antonio Della Monica, imprenditore della grande distribuzione in Campania. Era l'unica soluzione per trovare un'occupazione ai tipografi che con il fallimento avevano perduto il posto di lavoro . Su queste linee si sviluppa il disegno dell'ex manifattura tabacchi al centro della città, progettata dall'Archea Associati, il recupero del cinema Metelliano dell'architetto Ferdinando Salsano e del vecchio Capitol, ridotto ormai a rudere. Il sindaco Gravagnuolo ha reso esplicito il suo programma esaltando, infine, "il valore degli investimenti privati superiori a quelli pubblici ". E nel dare un taglio estetico al suo intervento: "Questo piano sviluppa l'economia della bellezza, la bellezza che produce ricchezza. In particolare la bellezza dell'architettura ". A dare una mano a Gravagnuolo, infine, è intervenuto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha auspicato un Puc "meno legato alle regole e alla burocrazia". Ugo Di Pace Il Millennio della Badia Un piano di trasformazione in vista delle celebrazioni del Millennio della fondazione dell'Abbazia benedettina Il futuro è ora La trasformazione dell'ex cinema Metelliano e, In alto, il nuovo edificio per 200 residenze nel cortile dell'ex tabacchificio di cui, a destra, è fotografato il prospetto ottocentesco.

Torna all'inizio


PERUGIA Dopo due anni di battaglie a colpi di carte da bollo ed esposti, la disputa s (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FABIO NUCCI PERUGIA - Dopo due anni di battaglie a colpi di carte da bollo ed esposti, la disputa sul bollo ridotto delle auto d'epoca ha trovato una soluzione ma la questione non sembra ancora chiusa. Per ottenere l'agevolazione ora basta una semplice autocertificazione e questo grazie a Federconsumatori regionale ed alla tenacia di un professionista perugino, appassionato di auto d'epoca. Ma in passato, qualcuno l'agevolazione sembra l'abbia ottenuta anche senza averne il diritto. L'inghippo era stato creato da una normativa regionale che riconosceva la tassa di circolazione ridotta per le auto considerate di particolare interesse storico-collezionistico, anche per quelle di di età compresa tra i 20 ed i 29 anni. La norma, infatti, subordinava l'agevolazione fiscale alla presenza del modello per il quale si chiedeva la riduzione del tributo, in appositi elenchi stilati dall l'Automobilclub storico italiano (Asi) e, per le due ruote, dalla Federazione motociclistica italiana (Fmi). Elenchi che l'Fmi ha sempre prodotto mentre l'Asi ne ha pubblicato solo uno, parziale, nel 2002. Da qui la necessità di chiarire la materia con la Regione che, intervenendo con la legge 23/2002 (poi abrogata) ha subordinato la concessione dell'agevolazione alla presentazione, in mancanza dell'elenco, di una certificazione che l'utente era costretto a chiedere all'Asi, pagando fino a 150 euro. Un giro burocratico che bruciava i benefici dell'agevolazione. "L'utente in pratica era obbligato a iscriversi a tale associazione - fa notare Alessandro Petruzzi, presidente regionale Federconsumatori - in violazione dell'articolo 23 della Costituzione secondo la quale nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". Così è cominciata la "battaglia" intrapresa da Dario Di Bello, ingegnere appassionato di auto d'epoca, dopo aver acquistato due anni fa, una Y10 Turbo del 1986. Allo scadere del 20° anno di età, Di Bello ha verificato sulla propria pelle incongruenze della burocrazia e, in alcuni casi, disinformazione degli enti preposti. Dal passaggio di proprietà presso il Pra al pagamento della tassa ridotta, le iniziative del contribuente, supportate da Federconsumatori regionale e dai consiglieri regionali Oliviero Dottorini e Pavilio Lupini, hanno portato prima, all'abrogazione dell'articolo della legge regionale che "imponeva" la certificazione Asi per vedersi applicato il bollo ridotto, poi allo "sdoganamento" dell'autocertificazione. "Quando arrivai al Pra per la pratica del passaggio di proprietà della Y10 - racconta Di Bello - la dirigente mi disse che per loro la mia auto non era storica, nonostante un'autocertificazione dettagliata ne specificasse le caratteristiche". Particolare che in cifre si sarebbe tradotto in 400 euro da pagare al posto dei 51,65 forfettari fissati per il tributo sul passagio di proprietà (Ipt) dei veicoli "storici". Il rifiuto del Pra ha innescato una serie di iniziative fatte di interpelli alla Provincia e di una denuncia ai carabinieri per omissione di atti d'ufficio: atti conclusi con il riconoscimento, con tanto di comunicazione ufficiale da parte del segretario generale della Provincia, dell'Ipt ridotta. Il "caso" poi si è spostato in Regione per la quale l'autocertificazione non era sufficiente ad applicare il bollo ridotto: 5 interrogazioni parlamentari ed un esposto di Dottorini si sono occupati della questione e Federconcumatori ha promosso una raccolta firme. Oltre mille le sottoscrizioni raccolte per contrastare la norma con un interpello rimasto senza risposta. Le pressioni di Dottorini e Lupini, in seconda commissione, hanno poi portato all'abrogazione dell'articolo incriminato definito "ingiusto" e "in contrasto con la legge nazionale ed i principi della Costituzione". Così, dal primo gennaio tutti i contribuenti in possesso di un'auto d'epoca, costruita dai 20 ai 29 anni fa, possono auticertificarne i requisiti di autenticità e pagare solo 25,82 euro di tassa di circolazione. Dopo l'intervento dell'assessore Vincenzo Riommi che ha stabilito la validità dell'autocertificazione, informando anche gli uffici centrali e periferici dell'Aci, al settore Tasse automobilistiche della Regione sono arrivate già un centinaio di richieste per ottenere l'agevolazione. Il giallo però non sembra finire qui. Riferiscono dalla Federconsumatori: "Siamo in possesso di documenti ufficiali della Regione e dell'Asi che dimostrano come l'esenzione della tassa di proprietà sia stata riconosciuta a veicoli (Ape, Ford Transit, Fiat Iveco) che non avevano diritto all'agevolazione fiscale".

Torna all'inizio


Niente carcere per chi ripara alle irregolarità (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DALL'ITALIA 07-03-2008 I punti chiave del testo Niente carcere per chi ripara alle irregolarità Arresto da sei a diciotto mesi per gli imprenditori che non fanno la valutazione del rischio nelle aziende con particolari pericoli per la salute dei dipendenti. Ma graduazione delle sanzioni che, nei casi di inadempienza meno gravi, possono essere trasformate in ammenda. E per chi si mette in regola, solo sanzione pecuniaria, da 8 a 24 mila euro. Queste le novità più rilevanti del decreto contro le morti bianche che estende a tutti i lavoratori, anche precari, la piena tutela contro gli incidenti sul lavoro. Gli importi in denaro raccolti con le sanzioni pecuniarie verranno utilizzati per finanziare la prevenzione. Per quel riguarda la burocrazia saranno ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. Vi sarà poi un documento di valutazione del rischio riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio. Introdotto poi il libretto sanitario personale che seguirà l'intera vita lavorativa, anche quando si cambierà lavoro. Infine in tutte le Aziende si dovranno tenere le elezioni dei rappresentanti indipendentemente dal numero dei dipendenti e viene istituito il rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza territoriale. Nasce anche il Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza di Sito (porti, cantieri grandi opere) che superino la presenza di 500 lavoratori con più Aziende.

Torna all'inizio


Pmi 2 globalizzati? (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pmi 2 globalizzati? Pochi investimenti, tanti incentivi cambia il mondo, le imprese no Aziende, imprese, uomini, futuro, una sequenza che parte da lontano e rappresenta uno dei temi guida per, prima, contrastare la complessa crisi congiunturale in cui siamo e, poi, ridare fiato alle trombe per una ripresa consistente. "Piccolo è bello" era il motto degli anni '90, il tessuto nostrano delle imprese quello era e tale è rimasto. Molto è cambiato, molte cose si sono vorticosamente modificate, le accelerazioni sono state infinite, Bill Gates è già andato in pensione, ma l'impresa italiana è rimasta ancorata alla conduzione familiare con ritardati cambi generazionali e scarsa propensione a capitalizzarsi, come sarebbe stato opportuno. Scarsa è stata la capacità di investire, molta la capacità di inventare e molte volte di saper rischiare, sani concetti di fare impresa gli ultimi due, improprio il primo. Gli investimenti sono e saranno sempre più all'origine del successo o dell'insuccesso delle aziende, la capitalizzazione con mezzi propri adeguati al rischio del business sono un caposaldo per saper affrontare le sfide dell'innovazione, della formazione, della ricerca. Parole di cui tutti si riempiono costantemente la bocca ma che portano con sé bisogni finanziari assai rilevanti e ritorni sempre a medio lungo termine. Indispensabile rendersi conto di quanto sia però difficile ottemperarvi se non ci sono, a monte, opportune risorse investite. Il ricorso al credito, da noi molto personalizzato, è parte integrante di un piano industriale e finanziario fondamentale, ma è bene ricordare che non si può ritenere il finanziamento bancario l'unico. Molte volte le piccole imprese vedono rifiutare loro la concessione di linee di finanziamento, il più delle volte avviene proprio per mancanza di requisiti o fondamentali: capitale investito, patrimonio netto, risultati degli ultimi anni, sono gli elementi irrinunciabili per essere accompagnati da linee di credito che possono essere anche cospicue. Purtroppo, sovente l'impresa non è in grado di presentare neanche una delle componenti prima citate, il tutto accompagnato da alchimie di bilancio per evitare di pagare troppe imposte crea un ulteriore peggioramento della credibilità dell'impresa. Indubbiamente, la pressione fiscale e contributiva italiana è tra le peggiori, per entità e per gli scarsi ritorni sociali, se poi la si accompagna alla infernale burocrazia, ce n'è abbastanza per comprendere le ragioni delle alchimie di bilancio, ma senza nulla togliere ai validi motivi serve una diversa concezione di fare impresa. Chi investe del suo sa molto bene quanto sia fondamentale assumere rischi proporzionati al capitale investito, chi lo fa con mezzi altrui è meno propenso a soffermarsi su ogni più piccolo particolare. Difficile modificare lo status per dimensioni e cultura della piccola impresa italiana, ma il non farlo in una stagione pesantemente negativa come l'attuale può diventare tombale per moltissime aziende. Fusioni ed incorporazioni possono costituire una soluzione, in parte, dei problemi dimensionali e patrimoniali, da lì inizia un nuovo percorso in cui le banche possono essere perno per favorire e sostenere le aziende, ma serve anche il contributo pubblico e questo deve essere di adeguato stimolo, il ricorso al credito d'imposta può non bastare, un'automatica diminuzione dei costi contributivi per un periodo di due o tre anni potrebbe dare il "la". La sfida del prossimo lustro obbligherà sempre più a forti azioni di modernizzazione, serviranno cose concrete e molte aziende non riusciranno a mettersi in condizione di superare barriere di elevata altezza, creando una situazione non solo negativa per l'imprenditore, ma ancor più per il dipendente. Abbiamo pochi player internazionali, a questi va chiesto di rafforzarsi e di condurre nei vari ambiti internazionali miriadi di piccole e medie imprese, non imponendole territorialmente ma grazie l'esclusività delle loro produzioni e servizi. Piccolo e sano deve essere il motivo conduttore dell'impresa nostrana del terzo millennio, perché accada servono le componenti prima citate e una politica in grado di comprendere quanti e quali problemi oggi vanno affrontati e superati per vincere le sfide, sempre più in salita, della globalizzazione. Dalla prossima consultazione elettorale deve nascere un esecutivo che abbia il coraggio di parlar chiaro agli elettori, per farlo deve avere ottenuto un largo consenso e puntare a pochi, significativi e qualificati punti. Il sostegno alla piccola impresa è sicuramente tra questi, un sostegno non più basato sulle contribuzioni ma sugli stimoli ad investire e a modernizzarsi. Dall'impresa parte la possibilità di ridare sviluppo al Paese, una crescita che ricade sull'occupazione e, oltre ad ampliarla nei numeri, la stabilizza nella durata, purchè lavoratori e sindacati siano realisticamente consapevoli che, più l'impresa è di piccole dimensioni, e più partecipazione, senso di appartenenza e coinvolgimento diventano elementi insostituibili. È impensabile pretendere di essere semplici occupati, servono tutte le componenti prima citate, sta poi all'imprenditore saper riconoscere e premiare i meriti e rendere partecipe ai risultati chi ogni giorno lavora con discernimento e desiderio di emergere. L'imprenditore, soprattutto se piccolo, molte volte, è solo, una partnership con i propri dipendenti è valore. Saperlo tutti è gran cosa, tradurre i desiderata in fatti lo è ancora di più. Bene provarci. 07/03/2008.

Torna all'inizio


Misure per frenare il caro-petrolio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le richieste delle categorie produttive "Misure per frenare il caro-petrolio" Tra le priorità anche le infrastrutture e il rilancio dei fondi per l'innovazione è il costo eccessivo dell'energia, legato all'impennata del petrolio, l'emergenza numero uno per gli imprenditori del Centro-Nord ed è quindi su questo fronte che al prossimo Governo chiedono di intervenire in via prioritaria. Ma nel ventaglio di richieste del territorio a Roma, in vista della chiamata alle urne del 13 e 14 aprile 2008, non mancano annosi problemi irrisolti: dal deficit di infrastrutture materiali e immateriali alla necessità di stimolare la ricerca e l'innovazione, soprattutto nelle piccole aziende, fino all'urgenza di un taglio netto a Fisco e burocrazia e di un'accelerazione al processo di liberalizzazioni. A spingere sul tasto del caro-energia sono soprattutto gli industriali emiliani del distretto ceramico, costretti a competere zavorrati da costi della materia prima più alti del 30% rispetto ai colleghi europei e da un cambio euro-dollaro penalizzante per l'export. In Toscana le Pmi chiedono un sistema di premialità che incentivi investimenti in formazione e innovazione. Il mondo produttivo marchigiano denuncia l'assenza di una vera politica per il manifatturiero e dunque di un'azione sinergica per rilanciare il territorio, mentre gli operatori umbri spostano l'accento sul tema della sicurezza, per garantire l'attrattività turistica, e della modernizzazione in agricoltura. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


Priorità al nodo infrastrutturale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Marche. Gli industriali: bisogna rilanciare la competitività Priorità al nodo infrastrutturale ANCONA Il nuovo Governo dovrebbe presentare un'idea forte per rilanciare la competitività delle aziende, soprattutto le piccole, prevedendo una promozione del territorio coordinata, misure per favorire l'ingresso di menti giovani nelle aziende, ma anche semplificazione amministrativa e abbattimento di spesa pubblica e pressione fiscale. Ma le richieste degli imprenditori marchigiani abbracciano anche il tema infrastrutture, indispensabili allo sviluppo. "è mancata soprattutto nell'ultimo decennio – afferma Roberto Vallasciani, imprenditore calzaturiero del Fermano ed ex vicepresidente nazionale dell'Anci – una politica industriale per il manifatturiero, in particolare per le Pmi, che sono state lasciate sole a competere nel mercato globale. Non ci interessa l'assistenzialismo,ma azioni che valorizzino i nostri punti di forza e ci aiutino a superare limiti strutturali e organizzativi. Come uno sgravio contributivo per chi assume neolaureati, ma anche una promozione del ter-ritorio coordinata, che non disperda risorse in mille progetti e che tuteli il made in Italy". Richieste condivise anche dal mondo del commercio. "Dobbiamo recuperare in competitività, soprattutto sostenendo le imprese che lavorano in Italia – dice Massimiliano Polacco, direttore regionale di Confcommercio –. Serve un progetto globale di sviluppo. Anche in questa campagna elettorale, si parla di potere d'acquisto, pensioni, salari: problemi che non si risolvono se non si restituisce competitività al sistema ". Non si discosta l'artigianato: "Il costo del lavoro – afferma Giorgio Cippitelli, segretario regionale di Confartigianato –e la pressione fiscale sono eccessivi: per ridurli, occorre contenere la spesa pubblica, magari riducendo i livelli istituzionali, troppo costosi e scoordinati. Ma soprattutto è fondamentale far sì che tutti rispettino le regole, poche e chiare; investire sul sistema educativo, migliorandone il rapporto con il mondo del lavoro; rendere più efficiente il sistema giudiziario e ridurre la burocrazia". Da sciogliere il nodo delle infra-strutture: "è più facile far venire in Italia un giapponese –aggiunge Vallasciani –piuttosto che portarlo da Milano nelle Marche". "Il porto di Ancona – incalza Polacco – se non adegua la profondità dei fondali potrà far attraccare solo traghetti; l'aeroporto è pieno di debiti e non riesce a dare risposte al turismo e l'interporto non lavora a pieno regime". Molto da fare anche sulla rete stradale: "Sarebbe da sviluppare – conclude Giannalberto Luzi, presidente regionale Coldiretti – anche la viabilità trasversale, non solo la direttrice Nord-Sud, visto che l'agricoltura è sempre più relegata nelle colline: sarebbe un modo anche per favorire la vendita diretta. Servono piccoli e medi invasi naturali, visto che nelle Marche siamo, su questo fronte, fermi al dopoguerra. E bisogna sviluppare le energie rinnovabili, per integrare il reddito agricolo e aiutare lo smaltimento delle biomasse". An. La. INVESTIRE IN FORMAZIONE Secondo Confartiginato è basilare la riqualificazione del sistema educativo abbinata a strette sinergie con il mercato del lavoro IMAGOECONOMICA Roberto Vallasciani. Ex vicepresidente nazionale Anci Giorgio Cippitelli. Segretario regionale Confartigianato.

Torna all'inizio


La sicurezza è il fattore chiave (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Umbria. Norme per garantire centri storici e attrattività turistica La sicurezza è il fattore chiave Beatrice Vergari PERUGIA Fiscalità, snellimento della burocrazia, sicurezza, rilancio dell'impresa, moderna agricoltura: sono le priorità per l'Umbria secondo le associazioni di categoria. "Basta con le campagne demagogiche sui prezzi – dice il presidente regionale Confcommercio, Antonio Giorgetti – finalizzate a colpire sempre l'ultimo anello della catena. Abbiamo il livello di tassazione più alto d'Europa, che mette le imprese in ginocchio; per converso registriamo un trend inflazionistico in linea con i Paesi dell'area euro. Il Governo deve prendere posizioni nette in merito. Collegata a questo c'è l'imprescindibile esigenza di alleggerire il carico della burocrazia e del sistema pubblico. Così come va alleggerito il costo del denaro. Altra emergenza è la sicurezza. Occhi puntati poi sull'innovazione e la ricerca. Infine i centri storici: occorre un'attenzione specifica per salvaguardarne l'identità e l'attrattività turistica ". Recuperare il concetto di impresa privata, è una delle priorità segnalate da Cna Umbria. "Quello che in primis ci aspettiamo – dice Paolo Arcelli, direttore regionale Cna Umbria – è che la tornata elettorale possa permettere la nascita di un esecutivo in grado di governare, partendo da una corretta interpretazione del contraddittorio sistema Italia, nel quale un tessuto economico- produttivo costituito da numerosissime imprese è costantemente "contrastato" da un pubblico, che ha ampliato gli spazi invadendo il mercato. Auspichiamo dunque che possa essere recuperato in positivo il concetto di impresa privata". Moderna agricoltura, tutela della sicurezza alimentare, salvaguardia del territorio, sono alcune delle indicazioni di Coldiretti Umbria. "Le priorità sono sempre le stesse, chiediamo interventi per la modernizzazione del settore e, in Umbria – spiega Angelo Corsetti, direttore regionali Coldiretti – sollecitiamo l'applicazione del Piano di sviluppo rurale in tutte le sue previsioni. La politica dovrà fare scelte chiare e condivise sui temi della tutela della sicurezza alimentare, dell'etichettatura dei prodotti, delle produzioni di qualità". Il Ternano avanza poi delle richieste specifiche. "Confindustria Terni – spiega il presidente dell'associazione, Umbro Bernardini – si impegna con ogni proprio mezzo per rendere il territorio massimamente competitivo. Il tema centrale, in tal senso, è quello della dotazione infrastrutturale, materiale e immateriale. Le priorità sono il completamento della superstrada Terni-Rieti-Civitavecchia; il raddoppio della linea ferroviaria Orte-Ancona; la realizzazione di una piattaforma logistica nell'area Narni-Terni; la realizzazione della complanare della città di Orvieto e del nuovo casello a nord della città". IL SETTORE PRIMARIO Gli agricoltori pongono l'accento sugli interventi di modernizzazione e la tutela della qualità e dei marchi di origine Umbro Bernardini. Presidente Confindustria Terni Antonio Giorgietti. Numero uno di Confcommercio Umbria.

Torna all'inizio


Intervenire subito su Tav e mobilità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMA data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le attese e le priorità del mondo produttivo "Intervenire subito su Tav e mobilità" Meno burocrazia e più innovazione per riacquistare la competitività perduta La parola d'ordine è accelerare sulle infrastrutture. Tra le priorità indicate al prossimo governo dalle associazioni di categoria del Nord-Ovest – indipendentemente da chi vincerà le elezioni del 13 e 14 aprile – al primo posto c'è la richiesta di sciogliere i nodi legati alla Tav e alle altre opere ritenute fondamentali per lo sviluppo del territorio. Imprenditori, artigiani e commercianti sono uniti anche nel richiedere un maggior coordinamento e una miglior azione di "lobbying" da parte dei parlamentari espressi dal territorio, per un'azione bipartisan che favorisca anche l'integrazione all'interno della macroarea. Favorire l'innovazione,la ricerca e la creazione di network sono altre domande che emergono con forza. In particolare è la richiesta della Confindustria ligure, alle prese con la frammentazione del sistema produttivo locale. Non mancano poi i grandi temi che stanno animando la campagna elettorale nazionale: questione fiscale e difesa del potere d'acquisto dei consumatori. In Valle d'Aosta l'accento viene messo sulla difesa dell'autonomia. Intanto la rappresentanza della macroarea diminuisce a causa del calo demografico: dai 106 parlamentari eletti nel 1983 si è passati agli attuali 95. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


Rilanciare incentivi e infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SUD data: 2008-03-05 - pag: 1 autore: Verso le elezioni. Le priorità di professionisti e parti sociali "Rilanciare incentivi e infrastrutture" La sicurezza resta in cima alle richieste insieme allo snellimento della burocrazia Non solo criminalità ed emergenza rifiuti. In vista del 13 e 14 aprile, professionisti e parti sociali del Mezzogiorno stilano la lista di priorità che il nuovo governo dovrà affrontare per rilanciare l'economia e il contesto sociale del Sud. Uno il denominatore comune: la tempistica. Ogni intervento, ogni iniziativa dovrà essere intrapresa nell'immediato per evitare di allargare ulteriormente la forbice che spinge ai margini dei mercati il Meridione. Le ricette poi sono le solite: più infrastrutture, riforma degli incentivi, sburocratizzazione della Pa, lotta alla criminalità e alle tante emergenze che zavorrano il Mezzogiorno. Prisco u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.

Torna all'inizio


Più aiuti alle Pmi che innovano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Toscana. Al nuovo Governo si domanda un sistema di premialità per le piccole realtà Più aiuti alle Pmi che innovano Manuela Villimburgo FIRENZE Si chiamano infrastrutture, fisco e burocrazia i tre debiti che la politica nazionale ha con l'impresa toscana, che su queste materie attende al varco di aprile gli schieramenti. "Meritocrazia ed etica – aggiunge Carlo Longo, presidente Unione Industriale Pratese – sono gli altri due elementi indispensabili per strategie efficaci ed incisive ". Mentre per gli industriali di Grosseto, attraverso il presidente Aristide Giannetti, "c'è la necessità di un impegno concreto verso la possibilità di aumentare i redditi attraverso l'alleggerimento degli oneri del lavoro dipendente. è indispensabile poi un'attività per il rilancio dell'economia, legato alla competitività e al sostegno agli investimenti delle imprese per l'innovazione e la ricerca ". Ecco che il manifesto per la governabilità siglato a livello nazionale dalle associazioni d'impresa, in Toscana mette a fuoco voci di spesa da tempo in bilancio ma ancora incompiute. "Occorrono maggiori risorse – puntualizza Massimo Vivoli, presidente Confesercenti – per accelerare la modernizzazione delle infrastrutture a partire dal completamento della Tav e del sotto-attraversamento di Firenze. Vanno rimossi gli ostacoli che ritardano le opere per la grande viabilità come l'autostrada Tirrenica o la Fano-Grosseto, nonché termovalorizzatori e rigassificatori ". E tra gli ostacoli, oltre a quelli creati dalla stessa politica e dai suoi localismi, le categorie insistono su quello dei finanziamenti statali. "Per la messa a regime degli interporti di Prato e Livorno – incalza Cristina Bardazzi, vicepresidente Cna – non possiamo permetterci altri impasse. Per il miglioramento della rete ferroviaria e autostradale vorremmo vedere più attivi Stato e Ferrovie". Stessa convergenza di tutti i settori dell'economia regionale sul tema del fisco che vede le imprese di minori dimensioni particolarmente agguerrite, dopo essere state colpite così duramente dall'accelerazione della competizione. Il commercio toscano punta anche il dito sulla formazione, leva strategica per la competizione dei piccoli e grandi esercizi. "Se lo Stato non scommette sui giovani – insiste Nico Gronchi,presidente Confesercenti Firenze – rischiamo di veder scomparire il tessuto commerciale legato alle produzioni tipiche, dove stiamo cercando di favorire il ricambio generazionale ". Sull'inadeguatezza delle risorse insiste Franco Scortecci, presidente regionale Confcommercio, lamentando la tradizionale destinazione dei fondi alla grande impresa manifatturiera. "Chiediamo maggiore attenzione alle Pmi nelle politiche di sviluppo e nel credito agevolato, perché l'innovazione è una leva strategica anche nei settori del commercio e del turismo. Sul fronte tasse ci aspettiamo una riduzione dell'Ires, studi di settore equi e selettivi, assestamento dell'Irap e aliquote Iva competitive per il turismo". Sembrano soprattutto le imprese agricole ad avvertire il vincolo delle scelte governative dato che il settore gioca la propria partita sui terreni dell'etichetattura e dei controlli, questioni normate a livello europeo. "L'economia toscana potrebbe incassare molto di più dai prodotti tipici e di qualità – spiega Prisco Lucio Sorbo, direttore Coldiretti Toscana – ma senza indicazione in etichetta dell'origine del prodotto di base, i produttori rischiano di continuare a sottoporsi a mille adempimenti senza alcuna contropartita. è una strada fortemente ostacolata da chi non punta sul prodotto di qualità". L'INTERVENTO DI ROMA Senza finanziamenti statali per Tav, Fano-Grosseto, ferrovie e interporti gli operatori dichiarano di non poter andare avanti Carlo Longo. Presidente degli Industriali di Prato Massimo Vivoli. Presidente di Confesercenti Toscana AGF.

Torna all'inizio


Va tagliato il prezzo dell'energia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Emilia-Romagna. Il primo freno alla crescita per gli imprenditori è il costo del petrolio Va tagliato il prezzo dell'energia BOLOGNA L'alto costo dell'energia, con il prezzo del petrolio che galoppa, è oggi l'emergenza per le imprese. Che chiedono al Governo che verrà di trovare il modo per abbatterne il prezzo, più alto rispetto a quello dei concorrenti europei. Ma per correre l'economia non ha solo bisogno di carburante a buon mercato, ma anche di strade e ferrovie, di aeroporti e porti all'altezza delle esigenze. E di una burocrazia più semplice e di costi del lavoro più contenuti. "Le liberalizzazioni non sono rinviabili – dice Alfonso Panzani, presidente di Confindustria ceramica – specie quella del mercato energetico, visto che paghiamo il 20-30% in più rispetto ai competitors europei. Da sciogliere anche il nodo della produzione, perché dipendiamo molto da metano e petrolio". I cui aumenti stanno complicando la vita al distretto sassolese, al pari dell'euro forte che sta penalizzando l'export negli Usa. "Esportiamo in 180 Paesi, per questo è fondamentale realizzare le infrastrutture, soprattutto la Campogalliano-Sassuolo, che aspettiamo da 35 anni. Attendiamo buone notizie dal Cipe, ma, nonostante l'impegno della Regione, ci sentiamo sempre sui carboni ardenti. è, però, vitale che tutta la rete migliori: che si sviluppi il trasporto su rotaia, che si ammodernino i porti, soprattutto Ravenna, e i collegamenti con essi". Ma non solo: secondo Panzani, serve un nuovo impegno sui distretti, specie quelli più vivaci: "Per mantenere la leadership, abbiamo bisogno di agevolazioni sull'innovazione e sulla formazione. Oltre a un intervento per ridurre il costo del lavoro, possibile solo ammodernando uno Stato che costa troppo". Il caro-energia preoccupa anche l'agricoltura, specie la zootecnia: "Si dovrebbero sviluppare – dice Mario Girolami, presidente regionale Confagricoltura – le fonti rinnovabili, che non decollano per via dei tempi lunghi ottenere le autorizzazioni e perché non le si vuole sotto casa. Ci aspettiamo anche una semplificazione amministrativa e soluzioni al problema dell'acqua, con la creazione di nuovi invasi, politiche di promozione coordinate, per frenare la perdita di quote di mercato, e azioni di marketing di filiera e valorizzazione delle produzioni". "Occorre sostenere la crescita economica – afferma Gabriele Morelli, segretario della Cna regionale – facendo riprendere i consumi, favorendo le produzioni innovative e recuperando il gap infrastrutturale: se con l'alta velocità si libereranno spazi per il servizio ferroviario regionale, ci preoccupa lo sviluppo della rete stradale, che necessita del passante Nord e della E45 ". Fondamentale mettere mano a liberalizzazioni e privatizzazioni, per esempio nel trasporto pubblico locale: "Serve più mercato – ribadisce Morelli – per ridurre le tariffe". Anche il terziario ha fame di in-frastrutture: "In Emilia-Romagna bisogna razionalizzare il sistema aeroportuale – spiega Ugo Margini, presidente regionale di Confcommercio –e decongestionare il traffico, intervenendo sui principali assi viari, a partire dall' autostrada del mare. Ma il Governo dovrà intervenire anche sulle reti immateriali, con un progetto per il terziario della stessa portata di Industria 2015. E così pure sulla sicurezza e per dare finalmente una guida univoca alle politiche a favore del turismo". E i sindacati, cosa chiedono al nuovo Governo? "Che promuova – dice Danilo Barbi, coordinatore regionale Cgil – un'idea forte di sviluppo, ma non mi pare un aspetto centrale della campagna elettorale. Ed è paradossale, visto che siamo un Paese che più di altri vive la contraddizione tra due modelli, uno che punta sul contenimento dei costi e l'altro sulla qualità di processo e di prodotto. Occorrerebbe fare una scelta forte, che per la regione significa sostenere la qualità e le esportazioni e innovare i distretti, soprattutto per tutelare le Pmi, avviando consorzi per l'innovazione e favorendone l'aggregazione ". An. La. IL DISTRETTO DI SASSUOLO Il polo ceramico paga fino al 30% in più rispetto ai competitor europei e sconta pure un'eccessiva pressione fiscale Alfonso Panzani. Presidente Confindustria Ceramica IMAGOECONOMICA Ugo Margini. Presidente Confcommercio Emilia-Romagna.

Torna all'inizio


Più aiuti per far volare l'export (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Più aiuti per far volare l'export In Veneto semplificazione e autonomia delle competenze i nodi da risolvere Erminia della Frattina VENEZIA Sono finiti i tempi della demagogia. Basta Veneto libero, e basta con le accuse, lontane e imprecise, a Roma ladrona. E fine anche dei campanili. Almeno riguardo alla teoria, il Veneto ritrova finalmente una coralità di obiettivi, e una certa forza di pensiero. Ma andiamo con ordine. Alla domanda: cosa si aspetta dal prossimo Governo, imprenditori, sindacalisti, rappresentanti di categoria rispondono due cose: semplificazione burocratica e sostegno all'internazionalizzazione delle impese. Con un passaggio necessario attraverso il federalismo fiscale e l'autonomia regionale, che si declina in risorse e competenze. Con buona pace di chi si aspettava un lamento sterile sulle infrastrutture ("l'alta velocità si ferma a Vicenza per colpa di Vicenza, non di Roma" è il lapidario giudizio di Daniele Marini, presidente della Fondazione Nord Est). O un qualunquistico: "meno tasse". Ma stavolta il ragionamento collettivo si è affinato, e passa anche sotto le forche caudine della globalizzazione che avanza. "Cina, India, Polonia, Brasile: ormai non c'è più il Veneto da solo. La visione deve essere ampia" prospetta Mario Carraro, imprenditore brillante, presidente della Carraro di Campodarsego (Pd). "è necessario - prosegue Carraro- che il Governo faccia le riforme istituzionali. Mi aspetto un Parlamento con una Camera sola, con meno deputati e un Senato regionale. E poi forti iniziative per la ricerca e un miglioramento di scuola e formazione". Del resto, anche il decalogo che Luca Cordero di Montezemolo ha presentato lunedì portava le stesse richieste: razionalizzazione della spesa pubblica, infrastutture e federalismo fiscale. Ecco, il federalismo fiscale rimane la chiave di volta. Ma seguendo laviadell'autonomia differenziata, rimasta lettera morta. "Il futuro Governo dovrebbe aumentare la semplificazione – spiega Francesco Peghin,presidente di Confindustria Padova – snellire la burocrazia, per raggiungere un federalismo fiscale ma anche un'autonomia delle competenze su spesa e gestione degli introiti". A volte, è meglio dirla con i numeri. "Il Veneto versa 18 miliardi di fisco allo Stato, ne riceve di ritorno 6,5. Non ho altro da aggiungere " taglia corto Federico Tessari, presidente di Unioncamere Veneto. Anche Vendemiano Sartor è uno svelto: "Facciano il federalismo fiscale, che poi a come impiegare i soldi ci pensiamo noi". Detto da lui, che è presidente di Confartigianato Veneto (70mila soci), in prima fila per difendere la sopravvivenza delle tante aziendine artigianali (148mila in tutto, per 420mila addetti) in lotta con le tasse, c'è da credergli. Ma al nuovo Governo si chiedono anche sgravi fiscali per sostenere l'internazionalizzazione. "Sgravi per favorire l'innovazione, e politiche industriali di sostegno alle imprese " dice Marini. O meglio: "Serve una diplomazia del territorio" dice Andrea Tomat, presidente di Unindustria Treviso,patron di Lotto e Stonefly (75% di produzione esportata per Lotto, 50% Stonefly). Come dire, un Governo che accompagni le imprese esportatrici, in un Veneto che nel secondo trimestre 2007 ha messo insieme 34.590 milioni di export (43.823 milioni in tutto il 2006, seconda regione in Italia). "Per muoversi come sistema, non più come singoli come avviene ora". Per Tomat poi, la questione infrastrutture è esaurita solo in parte. "Stiamo risolvendo un problema di emergenza, ora bisogna pensare a elementi che aumentino la mobilità regionale, come la metropolitana di superficie". Ma le infrastrutture da sistemare sono anche quelle più immateriali delle telecomunicazioni, per facilitare i collegamenti in rete ("in particolare nella zona Pedemontana" dice Tomat). è invece la metropolitana di superficie l'opera che secondo Franca Porto, segretario generale Cisl Veneto, il nuovo Governo dovrà completare. "Dovrà anche ridurre – prosegue – il numero dei Comuni e delle Province, e occuparsi delle retribuzioni". In Veneto, secondo i dati in possesso del sindacato, a parità di mansioni le retribuzioni sono più basse rispetto alle altre regioni. "Sono necessari aumenti contributivi riducendo le tasse, oltre a un contenimento dei prezzi e delle tariffe ". Insomma un Veneto che chiede un federalismo a tutto tondo, perché lo sviluppo passa di lì. "Anche quello delle infrastrutture immateriali – conclude Vincenzo Milanesi, rettore dell'Università di Padova – che producono conoscenza". Immateriale, è la parola che traduce meglio ciò che il Veneto fatica ancora a spiegare: per fare business servono conoscenza, e collegamenti. Tra imprese, associazioni e cittadini. erminia.dellafrattina@ilsole24ore.com LA CHIAVE DI VOLTA Restano sempre in primo piano le istanze per il federalismo ma con accenti più pragmatici.

Torna all'inizio


Bolzano (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Bolzano. L'area chiede di rafforzare gli aiuti nell'ambito dell'energia solare ed eolica Stop ai contributi a pioggia Massimiliano Bona BOLZANO Accrescere il potere d'acquisto delle famiglie, e in particolare del ceto medio, per alimentare i consumi. Tanto le categorie economiche quanto i sindacati e la Camera di Commercio chiedono al nuovo Governo di far uscire il Paese di questo stato di impasse. Subito a seguire, nella “lista della spesa”, figurano ricerca e innovazione, formazione professionale, grandi opere, internazionalizzazione, la semplificazione dell'iter burocratico e la fine dell'era dei contributi distribuiti indiscriminatamente. Il presidente altoatesino di Assoimprenditori Christof Oberrauch ritiene sia fondamentale: "un governo stabile, per assicurare la crescita economica anche per il medio-lungo periodo, e per dare corso a riforme, anche di natura strutturale, rinviate per troppi anni. Per dare nuova linfa all'intero sistema produttivo bisogna sgravare le famiglie mettendole nuovamente in condizione di spendere ". Oberrauch non rinuncia a una stoccata al nuovo Governo. "Tra le priorità condivise, da destra a sinistra, c'è la riduzione dei costi della politica, unita alla fine di privilegi e interessi particolari". Pino Salvadori, direttore della Cna, punta invece al: "rilancio del potere d'acquisto, unito a una riduzione della burocrazia per le imprese. Gli artigiani chiedono una semplificazione delle regole, anche quelle legate ad ambiente e sicurezza. è necessario portare avanti il programma delle grandi opere, che comprende Tav e autostrade, e tagliare ulteriormente l'Irap". Dado Duzzi, vicepresidente dell'Unione commercio turismo e servizi, chiede una riforma del mercato del lavoro. "Bisogna ridurre i costi aggiuntivi a carico delle imprese e aumentare il peso dei salari in modo tale da liberare potere d'acquisto. Fatto questo bisogna riuscire a incidere sulla burocrazia, che ha effetti dirompenti sulle imprese e crea ostilità nei confronti delle amministrazioni. Al Governo i commercianti chiedono meno slogan, più internazionalizzazione e infrastrutture all'altezza ". Semplice la ricetta di Benedikt Gramm, presidente della Camera di Commercio di Bolzano: "è necessario ridurre il peso delle imposte, accrescere il potere d'acquisto dei salari, semplificare la burocrazia e approvare leggi più snelle e comprensibili". Toni Serafini, sindacalista della Uil, indica tre priorità. "L'aumento dei salari e della capacità di spesa, un incremento dei fondi per ricerca e innovazione, ma anche per la formazione professionale. Uno dei settori chiave sarà l'energia, in particolare quella solare ed eolica. L'obiettivo deve essere quello di accrescere la nostra autonomia". Alfred Ebner della Cgil punta: "sulla riduzione del peso delle imposte per redditi da lavoro e pensioni e sulla ricerca, con una contestuale riduzione dei contributi a pioggia. Senza dimenticare le infrastrutture ". LA QUESTIONE DEI CONSUMI Necessario aumentare il potere d'acquisto delle famiglie per rilanciare l'intero paese.

Torna all'inizio


Ance: L'edilizia è in recessione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-03-05 - pag: 6 autore: Costruzioni. Allarmate previsioni degli imprenditori sul primo semestre 2008 Ance: "L'edilizia è in recessione" Filippo Bonsignore TORINO Si aggrava la situazione dell'edilizia in Piemonte e Valle D'Aosta. Nella seconda metà del 2007 gli operatori avevano parlato di una pericolosa fase di stagnazione del settore, ma ora le previsioni si sono fatte più preoccupanti: negative le prospettive dell'andamento del fatturato e le attese relative ai livelli di occupazione delle aziende; in diminuzione le intenzioni di investimentoe aumento dei tempi medi di pagamento dei committenti. è la fotografia scattata dalla dodicesima indagine congiunturale sul primo semestre 2008 condotta dall'Ance Piemonte (l'associazione che rappresenta 1.800 costruttori piemontesi e valdostani), su un campione di 300 imprese. "Siamo di fronte a una vera e propria recessione del comparto – afferma il presidente dell'Ance, Maurilio Verna – è la rappresentazione di un'Italia ferma, in fase di stallo, incapace di avviare, per eccesso di burocrazia e di contestazioni, le opere per le quali sono già stanziate le risorse". Dalla ricerca emerge il netto peggioramento del saldo (-19,9%) tra le aziende che nei primi sei mesi di quest'anno prevedono un incremento dei ricavi ( 11,8%) e tra quelle che invece si attendono una riduzione (31,7%). Sei mesi fa questa differenza era sempre negativa, ma del 10,8 per cento. Stesso discorso anche per l'occupazione dipendente: il 5,6% degli intervistati intende aumentare il personale, mentre il 23,3% diminuirlo. Il saldo con il segno meno è del 17,7%, il doppio rispetto all'ultimo semestre dello scorso anno (-8,6%). Anche il venir meno delle difficoltà a reperire manodopera qualificata e generica non è un segnale confortante (il problema riguarda complessivamente il 53,5% del campione, rispetto al precedente 60,2%), ma l'effetto della minore propensione delle imprese ad assumere. Segnali negativi vengono pure dalle intenzioni di investimento. Il 40,9% delle aziende che ha risposto all'indagine ha in programma di investire nel primo semestre 2008. Nella scorsa rilevazione la percentuale era del 43,7 per cento. E si fa più pesante anche la situazione finanziaria delle imprese: aumentano, infatti, i tempi medi di pagamento dei committenti, da 89,4 a 95,3 giorni, e il costo del credito bancario (7,3%, +0,3% rispetto a sei mesi fa). Il portafoglio ordini si mantiene, invece, sostanzialmente stabile: impegna, in media, 14 mesi di attività, 9,4 assicurati dai lavori privati (da 9,8) e 4,6 da quelli pubblici (erano 4,1). "Servono stabilità di Governo e un impulso nuovo per far ripartire gli investimenti nelle grandi opere – aggiunge Verna – Il rilancio e il potenziamento delle infrastrutture e la soluzione del problema casa figurano tra le priorità degli enti locali. E lo sono anche nei programmi elettorali. Mi auguro che si passi dalle parole ai fatti. è ora di mettere da parte i proclami e pensare seriamente al futuro di questo settore che per anni ha sostenuto lo sviluppo dell'economia piemontese". http://www.ance.it Alla pagina di Ance Piemonte e Valle d'Aosta si accede dalla home page dell'Ance nazionale, sezione "Associazioni".

Torna all'inizio


Più integrazione per la Liguria (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Le associazioni: network tra sistemi produttivi e maggiore semplificazione Più integrazione per la Liguria Jada C. Ferrero GENOVA Infrastrutture. Materiali e immateriali. In Liguria più che altrove, la loro mancanza investe tutte le dimensioni di ogni possibile sviluppo. In una virtuale cassetta delle lettere indirizzate al futuro governo, al top dei desiderata locali compare una richiesta di intervento sull'hardware della regione, affacciata sul mare eppure in via crescente messa all'angolo. è un coro, seguito da un richiamo a incentivare tutto quanto è "corsia veloce", e dunque reti, network, semplificazione dell'apparato, snellezza in giustizia e burocrazia. Il frammentato sistema produttivo ligure (140mila imprese), alle prese con un difficile processo di trasformazione, chiede ai decisori pubblici leve in appoggio alla competitività. Soprattutto, un disegno: "Non grandi cose. Anzi, poche, ma ben mirate –sostiene il numero uno di Confindustria Liguria, Umberto Risso, presidente del gruppo Autogas Nord (fatturato di 350 milioni, 220 addetti diretti) – per agire in particolare sulla produttività. C'è un problema tutto italiano di costi di sistema. Con enfasi diverse, i campi d'azione sono svariati: cuneo e salari, ammortizzatori, detassazione degli straordinari, contrattazione aziendale, pensioni, fisco, taglio alla burocrazia ". Mentre domanda al centro una riforma delle istituzioni, Risso chiede il perfezionamento delle deleghe alle periferie: "Va accelerato il compimento del federalismo fiscale. Così come sono state trasferite tante competenze, si dia ora agli enti locali la capacità impositiva: in concorrenza, le Regioni avrebbero anche più modo di agire sul proprio potenziale di attrazione". In quanto alle in-frastrutture: "Mi piacerebbe un governo che premi i territori che accettano installazioni nei propri confini". Diminuzione della pressione fiscale alle piccole imprese e risorse per gli investimenti: passa attraverso queste due chiavi di volta la sintesi di Nicola Caprioni, segretario ligure di Cna: "A prescindere dal colore del governo, mi auguro avanzi il processo delle politiche di Industria 2015". Il mondo artigiano in Liguria "cuba" per circa un terzo del bacino imprenditoriale: "La struttura imprenditoriale – osserva Caprioni – si è rafforzata, ma tantissime microrealtà sono in crisi per la bassa capacità di acquisto delle famiglie: manca la massa di circolante, con tutte le conseguenze del caso". Urge una scossa ai consumi, condivide lo spezzino Gianfranco Bianchi, presidente di Confcommercio Liguria: "Va rimessa in moto l'economia, riportando in equilibrio costo della vita e potenziale di spesa, che l'euro ha scombinato. Si potrebbe partire da una radicale riforma fiscale. Con sgravi contributivi: ormai il terziario è strategico, visto che il primario, da solo, non basta alla ripresa". Anche per il sindacato la priorità da iscrivere nell'agenda del nuovo governo è il sostegno alle famiglie: "Per questioni di anagrafe e tipologia sociale – ragiona Sergio Migliorini, segretario ligure della Cisl – la Liguria, con la sua anzianità crescente, sente più di altri la congiuntura ". A Roma è richiesta inoltre una speciale attenzione in termini di scelte industriali: "Molti grandi gruppi, che hanno da noi centri produttivi importanti, anche esempi di eccel-lenza, sono mossi da leve decisionali situate altrove. Penso a Fincantieri, a Finmeccanica, ma anche alla Ferrania, alla stessa Piaggio Aero Industries. Va presidiato il nostro residuo patrimonio manifatturiero". CULTURA DEL FARE Risso (Confindustria): "Mi piacerebbe un governo che premi le zone capaci di accettare l'istallazione di impianti nei propri confini" Presidente. Umberto Risso guida la Confindustria della Liguria DONATELLA PICCONE Confcommercio. Il presidente regionale Gianfranco Bianchi DONATELLA PICCONE.

Torna all'inizio


Il Piemonte chiede infrastrutture (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Verso le elezion data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: Il Piemonte chiede infrastrutture Nell'agenda di Confindustria anche gli interventi per ricerca e innovazione Paolo Piacenza TORINO Innanzitutto le infrastrutture con il nodo, irrisolto, della Tav. Ma anche molti temi nazionali declinati in chiave regionale, con l'abbassamento della pressione fiscale che mette tutti d'accordo, dagli industriali ai sindacati. In Piemonte l'agenda politica delle categorie per il voto del 13 e 14 aprile è ricca di spunti per i candidati. E propone una novità: dare più forza alla rappresentanza del Nord-Ovest creando "lobby" parlamentari comuni tra le regioni dell'area, a partire dalla Liguria. Il 3 aprile Confindustria Piemonte presenterà al mondo politico un documento sui bisogni del territorio piemontese. "Vi sono temi di interesse nazionale – dice il segretario generale Paolo Balistreri – che assumono un particolare peso per il Nord ". In primis la pressione sui contribuenti. Ma la priorità numero uno in Piemonte, per Confindustria, è la politica delle infrastrutture: "I progetti avviati vanno a rilento – prosegue Balistreri –e su Torino-Lione e asse Genova-Rotterdam manca la determinazione necessaria a scelte di interesse sovranazionale". La stessa determinazione serve per l'innovazione. "Il piano Industria 2015 – aggiunge Balistreri – va accelerato e raccordato con i programmi delle Regioni a partire proprio da infrastrutture e innovazione". E Balistreri propone "un'azione di sistema a livello territoriale per dare vita ad altri poli di ricerca oltre la Cittadella politecnica". Per gli industriali il sistema Piemonte soffre per la frammentazione imposta dai percorsi burocratici: "Non solo perché la macchina è inefficiente ma anche perché le tappe sono troppe. Quindi meno passaggi, e comunque più veloci, anche per ridurre i costi". E sul rischio che il Nord- Ovest perda peso politico a Roma? "Serve la capacità di fare lobby – risponde Ba-listreri – Come Confindustria rilanceremo il tavolo dei parlamentari, con una logica più operativa che in passato. Ancora meglio se si può fare insieme ai liguri". Da Confartigianato riecheggiano gli stessi temi, in primis le infrastrutture. "Per noi – osserva il segretario regionale Silvano Berna – è un punto su cui non ci devono essere tentennamenti". Ma la lista non si ferma qui. Gli artigiani piemontesi propongono di ampliare le detrazioni fiscali, contestano gli studi di settore se i parametri vengono definiti ad anno iniziato, chiedono di superare la contrapposizione tra lavoro autonomo e dipendente. Altra richiesta è un maggiore controllo sui prezzi. E poi la sicurezza. "è fondamentale per la nostra categoria – incalza Berna – perché la dimensione limitata delle nostre aziende le espone a maggiori rischi". Torna anche il tema della burocrazia: "In Piemonte – continua Berna – secondo un nostro studio tempi e oneri della burocrazia sottraggono alle nostre imprese 1,5 miliardi di euro l'anno ". Non basta informatizzare: "Servono meno passaggi e autorizzazioni. Noi proponiamo le agenzie per le imprese". Berna lancia anche il tema della contrattazione decentrata: "è ora di attivare un federalismo contrattuale, rafforzando il secondo livello: regionale per le Pmi, aziendale per le grandi imprese". Per Valentino Boido, presidente di Confesercenti Piemonte, un nuovo patto tra la politica e cittadini serve a livello nazionale e locale. A cominciare da semplificazione normativa e infrastrutture: "Come Confesercenti – afferma Boido – ci siamo già pronunciati per la Tav. Capiamo i problemi delle popolazioni locali, ma vanno risolti in tempi brevi e tenendo conto dell'interesse generale ". Per i commercianti le opere da promuovere sono anche quelle per il piccolo commercio: "è il tema dei centri commerciali naturali: la normativa è carente e non trova adeguati strumenti di sostegno finanziario". Sulla semplificazione burocratica Boido promuove i decreti Bersani ma chiede più attenzione per le regole igienico-sanitarie: "Non c'è un'applicazione delle norme uniforme sul territorio e questo crea sconcerto tra gli imprenditori". Per Confesercenti serve anche un maggior coordinamento tra i parlamentari del Nord Ovest, liguri, vadostani, ma anche lombardi: "Lanciamo loro questo appello: facciano fronte comune per un'area importante del Paese". La Cgil Piemonte sottolinea innanzitutto che il voto ha allontanato la redistribuzione che doveva seguire al Patto sul welfare. "è stato un accordo importante – interviene il segretario generale Vincenzo Scudiere – ma la riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati è incompiuta e questo pesa ancor più in Piemonte dove l'Irpef regionale è, a nostro avviso, troppo alta per queste categorie". Anche la Cgil chiede che la realizzazione delle infrastrutture non si fermi. E rilancia il tema della sicurezza sul lavoro, che per effetto della tragedia della ThyssenKrupp di Torino è tornata d'attualità. CAMPAGNA ELETTORALE I temi caldi discussi a Roma sono molto sentiti anche a livello locale: ai primi posti ci sono welfare e questione tributaria FOTOGRAMMA Alta velocità. I lavori per la Tav tra Novara e Torino Confindustria. Paolo Balistreri segretario piemontese Confartigianato. Il segretario regionale Silvano Berna.

Torna all'inizio


Meno tasse? promessa che non si può mantenere (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il direttore dell'ufficio studi della Cgia di Mestre interviene al convegno organizzato da Confartigianato Udine sulla pressione tributaria alle piccole aziende "Meno tasse? Promessa che non si può mantenere" Bortolussi: prima il federalismo fiscale. Bertossi: serve anche un forte intervento di sburocratizzazione UDINE. "La riduzione fiscale? Non è possibile. E' una "promessa-speranza" che chi governerà questo Paese non potrà mantenere se, prima, non ridurrà le spese. E se prima non avrà il coraggio di optare per il federalismo fiscale". La pensa così il direttore dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ospite ieri sera, assieme all'assessore regionale alla Attività Produttive Enrico Bertossi e al presidente di Confartigianato del Friuli Vg Graziano Tilatti, alla tavola rotonda organizzata - nel salone del Quaglio della sede di Unicredit Banca (ex sede Banca del Friuli) - da Confartigianato Udine, sezione piccole e medie imprese, sul tema "caldo" "E' possibile ridurre la pressione fiscale sulle piccole imprese?". Nel frattempo, però, sperando in un salto di qualità della spesa pubblica il mondo artigiano deve riuscire a fare passare un altro concetto: "Non è vero che non paghiamo le tasse. L'evasione è più alta di quello che fanno credere - ha continuato Bortolussi -. Paghiamo più tasse dei tedeschi: noi il 29.3%, loro il 24%; nonostante una pressione fiscale alta: al 43%! Il top in Europa. Soltanto Svezia e Danimarca pagano di più, ma hanno servizi assolutamente migliori. Il problema è il debito pubblico? Altra balla! Il differenziale del nostro debito pubblico con quello della Germania giustifica 3 punti percentuali di differenza di pressione fiscale, noi ne abbiamo 6. Un sogno quindi lo slogan pagare meno, pagare tutti? Sì, se non si riduce la spesa pubblica. Quindi non c'è soluzione? No, c'è e si chiama federalismo fiscale se è accompagnato anche dal federalismo burocratico-amministrativo e gestionale. In Fvg il federalismo fiscale è sostanzialmente applicato e funziona. Vi pagate la sanità e molti altri settori da soli e siate riusciti ad avere una buona sanità senza sprecare risorse". "Noi - ha detto l'assessore Bertossi - oltre al debito pubblico, abbiamo un sistema burocratico-amministrativo autoreferenziale con alti livelli di inefficienza che si autoalimenta promuovendo leggi e regolamenti sempre più complessi. Anche se siamo una Regione a statuto speciale, poco possiamo fare per snellire e rendere più efficiente la macchina burocratica. Che fare quindi? Due cose: riformare la burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e una gestione più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può ottenere solo con il federalismo fiscale". Parole che hanno fatto bene alle orecchie del presidente di Confartigianato del Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, che da anni si batte per un sistema Paese più efficiente, che non consideri le imprese come una malattia inguaribile e gli imprenditori come degli stregoni, ma sia al servizio delle imprese. "Essere al servizio delle imprese - ha detto Tilatti - significa essere a servizio dei cittadini. Imprese più efficienti sono imprese con maggiore redditività e quindi in grado di trasferire sul territorio maggiori risorse". Su un punto Bortolussi e Bertossi non si sono trovati completamente d'accordo. Secondo il direttore della Cgia non è detto che "piccolo è sinonimo di inefficienza; di fallimento. In tutti i Paesi del Mondo è iniziata una inversione di tendenza che mira ad esaltare il ruolo delle piccole aziende; con iniziative che favoriscono la frammentazione delle aziende". "Un conto è rimpicciolire la McDonald's - ha ribattuto Bertossi -; portarla da 500 mila a 250 mila addetti; un altro è riunire sotto lo stesso tetto aziende da 1 massimo 3 addetti, incapaci di reggere le richieste del mercato".

Torna all'inizio


"Scandalose le multe per Irap sui rimborsi" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

POST-ALLUVIONE. IL CALCA: PARADOSSO DA SANARE "Scandalose le multe per Irap sui rimborsi" [FIRMA]SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO Si appella a tutti il comitato alluvionati Calca: dal presidente del Consiglio Prodi, ai ministri dell'Economia Padoa Schioppa e dello Sviluppo Economico Bersani, ai parlamentari, al Prefetto Castaldo, alla Regione, alla Provincia, al Comune, all'Ufficio delle Entrate, al Difensore civico perché si metta riparo "all'ennesima beffa che la burocrazia italiana vorrebbe perpetrare a carico delle imprese piemontesi colpite pesantemente dall'alluvione del 2000 e che hanno ricevuto rimborsi per i danni subiti". Le aziende risarcite sono 4140 in Piemonte, di cui 570 nell'Alessandrino. E sono state chiamate a pagare l'imposta regionale Irap anche sugli indennizzi ricevuti. Il grido allo scandalo si levò nel 2006 e nel 2007 si trovò un modo per sistemare il pasticcio. "Eravamo convinti che la questione fosse chiarita e risolta - dice ora il portavoce del Calca Massimo De Bernardi -; grazie all'intervento trasversale di politici nazionali e consiglieri regionali e provinciali nel maggio scorso in Provincia fu annunciato che il vicepresidente della Regione Peveraro aveva individuato una soluzione tecnica: quella di considerare l'Irap versata sui contributi alluvionali come credito di imposta". Questo perché sarebbe stato troppo difficoltoso intervenire a livello nazionale modificando la legge che aveva dimenticato di esentare i rimborsi alluvionali anche dall'Irap oltre che dalle Imposte dei redditi. Non aver menzionato l'Irap è equivalso a pretenderla. La Regione, riconoscendo il paradosso (prima ti do i soldi per danni reali e poi vado a tassarti la somma che ti ho erogato), decise in proprio di considerare quei versamenti Irap come credito di imposta da far rientrare a compensazione con altre tasse. Però adesso vien fuori che quella decisione non vale per interessi e sanzioni. Ma è mai possibile che non si riesca a fare un provvedimento complessivo e si lasci sempre un pezzo per strada? Da qui la richiesta urgente del Calca che "questa situazione assurda venga sanata e definita in modo completo, azzerando sanzioni e interessi, senza nuove sorprese per i contribuenti".

Torna all'inizio


Borghetto, a rischioil maxi-scolmatore (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Allarme di palazzo Garnier Bordighera. La burocrazia rischia di allungare in tempi considerati "improponibili" dal Comune, la realizzazione del canale scolmatore del torrente Borghetto. Un'opera faraonica, che garantirà la messa in sicurezza di tutte le aree prospicienti il rio e che a causa dell'alluvione del 2006 furono distrutte dalla violenza dell'acqua tracimata dal torrente stesso. Il Comune, dopo diversi viaggi effettuati a Genova e Roma dagli amministratori comunali, è riuscito oltretutto già ad ottenere gli 8 milioni di euro indispensabili sì per cominciare, ma anche per ultimare l'intervento. Ma ora, e la conferma arriva dagli assessori alla protezione civile Marco Sferrazza e da quello ai lavori pubblici Giovanni Allavena, si corre il rischio che a causa dell'iter procedurale disposto dalla Regione si allunghino, e di parecchio, i tempi per iniziare i lavori. "E questo non possiamo proprio permettercelo", tuonano Allavena e Sferrazza pronti a partire alla volta di Genova, ma fosse necessario anche a quella di Roma per snellire la questione. In pratica la Regione ha stabilito di incaricare l'Università di Genova di studiare le caratteristiche progettuali dello scolmatore "in modo - spiegano i due amministratori - da effettuare successivamente la gara d'appalto per l'assegnazione dell'incarico al progettista. Il quale a sua volta impiegherà chissà quanti mesi per predisporre il documento urbanistico. Tempi troppo lunghi per Bordighera. Dopo quello che è avvenuto a settembre del 2006 non possiamo permetterci di gettare via altro tempo prezioso. Può anche darsi che il prossimo autunno non dovremo aspettarci grandi piogge, che forse se alluvione ci sarà ancora magari, prima che si verifichi, trascorreranno ancora anni. Ma non avendo, purtroppo, la sfera di cristallo, l'unica cosa da fare ora in tempi rapidissimi è quella di bandire subito la gara d'appalto per affidare il lavori di progettazione. Altro che mettersi a studiare le caratteristiche progettuali. Tempo perso. Vogliamo che entro la fine del 2008 il progetto sia già pronto in modo da effettuare subito dopo noi la gara d'appalto per l'assegnazione dei lavori, lavori che devono improrogabilmente iniziare entro i primi mesi del 2009". Allavena e Sferrazza sottolineano che la disponibilità per ottenere dalla Regione i finanziamenti necessari all'opera (e, come detto, si parla di 8 milioni di euro) è stata immediata. "I soldi sono stati resi disponibili in tempi ristretti sia da Roma, che dalla Provincia che dalla Regione - dicono i due assessori - e questo anche perché viaggi a destra e a manca ne abbiamo fatti parecchi, soprattutto il sindaco Giovanni Bosio". Ma è anche vero che perdere ulteriore tempo potrebbe diventare estremamente rischioso per la zona ovest della città. L'alluvione del 2006, ripetutasi dopo solo quindici giorni, ha causato milioni di danni in quella zona. Via Giulio Cesare, via Aldo Moro, via Girolamo Rossi, via degli Aranci, via Serena, la stessa via Pasteur, via Chiavari, via Diaz, via Genova, via degli Ulivi, via Bigarella, via Aurora, via Milano, l' Aurelia fino all'ospedale "Saint Charles" furono allagate da detriti e fango. Interi garages spazzati via, decine e decine di vetture sommerse dall'acqua, depositi, laboratori, officine, e poi le case. Tutto distrutto. "Per questo non si possono perdere mesi in banali burocrazie. La Regione già una volta ha capito la situazione - continuano Allavena e Sferrazza - e lo stesso deve accadere ora. E' inutile aspettare esiti di ricerche che lasciano il tempo che trovano. Occorre far partire subito la gara d'appalto per affidare ad un tecnico la progettazione dell'opera". Loredana Demer 07/03/2008 La Regione vuole incaricare l'Università di studiare a fondo l'opera: "Ma i tempi rischiano di allungarsi a dismisura" 07/03/2008.

Torna all'inizio


Veltroni, l'ex marxista ora è liberista: <Il motto? Un'impresa in un giorno> (sezione: Burocrazia)

( da "Campanile, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lea Vendramel Veltroni, l'ex marxista ora è liberista: "Il motto? Un'impresa in un giorno" Il leader del Pd alla platea di Confartigianato ribadisce: "L'Italia deve crescere". E rilancia: "Senza uno scatto andremo gambe all'aria. Il risultato elettorale, un testa a testa che bloccherà il Senato" La parola d'ordine per Veltroni è rinnovamento. Il leader del Pd punta a disegnare una nuova Italia. Come? Lanciando al Paese "una sfida riformista, come in Inghilterra hanno fatto la Thatcher e Tony Blair, che pur agli estremi hanno cambiato la pelle al loro Paese", spiega parlando alla platea di Confartigianato. E per centrare questo obiettivo così ambizioso, bisogna impegnarsi in una nuova idea di concertazione, che oltre a Confindustria e sindacati coinvolga tutte le realtà, nell'attuazione di un fisco più leggero e giusto, nello snellimento della burocrazia e nella lotta alle vecchie logiche. Solo così si potrà dare al Paese una nuova dinamicità. "Dobbiamo capire ? insiste Veltroni ? che la vera emergenza del Paese è tornare a crescere e lo strumento fondamentale per poter crescere è semplificare: la mia ossessione è fare di questo Paese un Paese semplice, che sappia premiare chi rischia". E per il segretario del Pd non c'è più tempo da perdere, bisogna mettere in campo interventi tempestivi e mirati, perché "se il Paese non fa uno scatto in avanti, va a gambe all'aria". La chiave di tutto è "crescere, crescere, crescere", ripete con insistenza il candidato premier, assumendosi di fronte alla platea degli artigiani una serie di impegni concreti proprio in questa direzione. Dal taglio della spesa pubblica di mezzo punto il primo anno e di un punto negli anni successivi alla riduzione della pressione fiscale, passando per contrasto del precariato giovanile, sostegno ai cinquantenni che perdono il lavoro, aiuti ai pensionati e riduzione dei lacci della burocrazia. Su quest'ultimo punto il motto del Pd è "un'impresa in un giorno". Una strada già intrapresa dal governo Prodi e su cui i Democratici intendono proseguire. "Lo Stato deve stare dalla parte di chi produce la ricchezza nazionale ? sostiene Veltroni ? ci sono troppi adempimenti burocratici, il Paese è lento e lo Stato sembra esigere dal cittadino ciò che già ha nella sua disponibilità, ad esempio tutti quei certificati che richiede". Insomma, Veltroni vuole imprimere al Paese un'accelerazione. E se in caso di vittoria elettorale non dovesse riuscire a realizzare ciò che ha promesso, è pronto ad assumersene personalmente tutte le responsabilità. "Se avremo la maggioranza ? assicura l'ex sindaco di Roma ? non avremo alcun alibi per giustificare il fatto che le cose dette non saranno fatte: se ciò accadesse la colpa sarà mia". Certo, la vittoria non è così scontata. Nonostante i sondaggi diano il Pd in netta rimonta sul Pdl, restano ancora dei punti di distacco e la partita è tutta da giocare. Il personale pronostico del candidato premier di piazza Sant'Anastasia è che l'esito più probabile della sfida sia un pareggio. "Diciamoci la verità ? ammette Veltroni ? sarà un testa a testa ed è assai probabile che alla fine il Senato non sarà capace di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno". Proprio in previsione di questa ipotesi, nei giorni scorsi, il leader del Pd aveva teso una mano al Pdl, proponendo in caso di pareggio un accordo sulle riforme e poi il ritorno alle urne. (07-03-2008).

Torna all'inizio


Sanremo: domanda di lettore su tasse e favoritismi (sezione: Burocrazia)

( da "Sanremo news" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nostro lettore Luigi De Chicchis interviene parlando di tasse dovute e presunti favoristismi. "Mi preme segnalare un fenomeno ormai dilagato a dismisura che sinceramente definirei un'istigazione a delinquere o un invito a tutti a non essere persone oneste. Si tratta dell'emissione di regolari fatture che le aziende fanno quotidianamente e alla quale dovrebbero seguire i dovuti pagamenti delle stesse, ma TALVOLTA si deve ricorrere a DECRETI INGIUNTIVI. La cosa che sarebbe opportuno domandare a chi di competenza è: 'per quale motivo un commerciante e contribuente che lecitamente vanta un credito nei confronti di altrui persona o ente, regolarmente comprovato da fattura addirittura TIMBRATA E FIRMATA PER ACCETTAZIONE, non deve godere degli stessi mezzi di cui godono gli enti?' Se qualcuno non paga un bollo auto, scattano cartelle esattoriali e confische amministrative, nonchè IPOTECHE e altro... ma se un commerciante non riceve un pagamento di una fattura, dopo UN ANNO E PIU' si trova ancora ad avere rinvii e ancora rinvii di udienze per ottenere ciò che risulta essere un diritto! Mi chiedo se si tratta di una ferma volontà da parte degli organi competenti, ad incentivare le persone a NON PAGARE LE FATTURE... (tanto non passano meno di 4 anni prima di tirare fuori qualche euro) oppure se è proprio un passatempo di qualcuno quello di prolungare queste situazioni a dismisura. Questo costituisce uno dei maggiori danni alla nostra economia... e se la Magistratura considerasse che per pagare le tasse si dovrebbe anche percepire quanto è dovuto... forse qualquno con una coscienza attiva potrebbe proporre qualche progetto o qualche sentenza dedicata a risolvere questo dilemma! Sarà forse perchè in Italia ormai di cose che funzionano ce ne sono sempre meno... e a troppi sta bene lamentarsi ma non intendono nemmeno muovere un dito per migliorare tutto ciò? Se questa è la burocrazia... se questa è la tutela dei commercianti e degli artigiani... se questa è DEMOCRAZIA... ma soprattutto SE QUESTA E' GIUSTIZIA... che qualcuno di competenza mi dica allora cosa dovrebbe fare un imprenditore quando si trova in una situazione analoga e cosa quando si trova a dover versare anche l'iva o altre tasse e pare sia OBBLIGATO A FAR FRONTE A QUESTE SPESE?!?! Chissà... qualcuno forse troverà il coraggio di dire la sua!". Per le vostre e-mail potete scriverci a: direttore@sanremonews.it.

Torna all'inizio


CAMPIDOGLIO: CONFCOOPERATIVE, LIBERALIZZAZIONI E TAGLI A BUROCRAZIA (2) (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 7 mar - ''Negli ultimi anni - ha proseguito Mitra - a Roma molto si e' fatto per potenziare il turismo, per favorire lo sviluppo delle attivita' culturali, tuttavia bisognerebbe pensare anche a valorizzare, in termini produttivi ed economici, il grande bacino di conoscenze e sapere che c'e' nella Capitale''. ''Roma - ha sottolineato - e' uno dei piu' grandi bacini d'Europa per scuola, formazione, universita' e centri di ricerca che vivono di se stessi quando invece potrebbero costituire l'occasione per costruire due-tre grandi centri di livello mondiale come e' accaduto a Lione, come sta avvenendo a Tolosa''. La ricetta di Mitra e' che si dovrebbe ''procedere alla riorganizzazione di queste grandi risorse che oggi mi sembrano piu' occupate ad eleggere professori e baroni, piuttosto che costruire centri di eccellenza scientifica, sia nella sanita' che nelle tecnologie. Penso all'industria del cinema ad esempio''. bet/mar/lv (segue) (Asca).

Torna all'inizio


LONATO [/AGENDA1] Ritardi e opere pubbliche (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Caro direttore, lo scorso 19 febbraio sono tornato in Consiglio comunale a Lonato (dove fra l'altro ho ricoperto nel passato il ruolo di vicesindaco); e con mia grande sorpresa mi sono trovato di fronte ad una realtà spiacevole tanto per il sottoscritto quanto per tutti i cittadini lonatesi. Discutendo di bilancio e di piano triennale delle opere pubbliche, l'attuale maggioranza ha dichiarato che le opere fondamentali di cui il paese ha bisogno - parcheggi, sistemazione piazza, viabilità, altro che non elenco per non tediare (viste anche le dimensioni che tale elenco potrebbe avere) - sono ferme ad un progetto preliminare del 2006. Problemi di normativa e di burocrazia che sono stati segnalati da sindaco ed assessori, da sempre esistono e non rimane che pensare che forse le motivazioni di tali ritardi sono dovute a scelte politiche, a problemi organizzativi degli uffici o altro. In sintesi, se nel 2006 si fanno i progetti preliminari, e si aumentano i tributi comunali per trovare i finanziamenti, scopriamo che nel 2007 non è successo nulla e ci rimane da sperare che qualcosa succeda nel 2008, ma conoscendo la burocrazia ed i tempi decisionali dell'ente pubblico e le problematiche inevitabili di carattere tecnico e politico, i tempi si dilatano notevolmente, malgrado i proclami del sindaco Bocchio sui giornali che vende un qualcosa di quasi fatto ma ben lontano dal prendere forma. La politica del fare a piano le cose tanto sbandierata dall'attuale maggioranza rischia di avere un effetto collaterale, quello di non arrivare. I soldi raccolti dovrebbero costituire un "tesoretto"; ma nelle pieghe di bilancio si nota che gli stessi diminuiscono, e quindi è facile immaginare che il bisogno di entrate aumenterà nel futuro. Questa mia lettera non vuole avere un senso provocatorio ma di stimolo nei confronti dell'attuale maggioranza, per accelerare tali lavori ormai inderogabili per Lonato (sistemazione piazza, parcheggi, scuole, centro sportivo, altro...) e per invitare il sindaco a non prendersela sempre e solo con la burocrazia in quanto la stessa c'è sempre stata e di dire i veri motivi di questi ritardi. [FIRMA LETT]Davide Baccinelli LONATO.

Torna all'inizio


<Non chiamateci vedovi, siamo ancora famiglie> (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' FAMIGLIA 07-03-2008 La ricerca "Non chiamateci vedovi, siamo ancora famiglie" N on vedovi ma famiglie vedove. È così che amerebbero essere rappresentati e 'pensati' loro, un milione di persone in Italia. Un milione di nuclei in cui è venuto a mancare madre o padre. "Una famiglia spesso ancora giovane, nella quale la morte e la malattia giungono inattese, nelle quali il genitore rimasto solo non ha scelto di rimanere da solo", afferma Amelia Cucci Tafuro, presidentessa de 'Il Melograno', associazione che dal 2001 sta portando avanti una silenziosa battaglia culturale, prima ancora che sociale, politica e, perché no, anche pastorale, affinché ai vedovi sia riconosciuto ancora lo status di famiglia. Proprio 'Il Melograno' ha chiesto al Centro internazionale studi famiglia di indagare sulla realtà della vedovanza, per capirne i problemi e le risorse. L'indagine, a cura di Francesco Belletti e Lorenza Rebuzzini, è ora conclusa e i risultati sono contenuti in un libro in questi giorni in libreria ('La vita, ancora', Paoline, pag. 208, euro 13). Q uanti sono. Le persone vedove in Italia sono 4,5 milioni, in leggera maggioranza donne. Un milione sono quelle che vivono con figli. E non sono esclusivamente anziani: le persone rimaste sole a meno di 50 anni sono 155 mila. Di questi, più di 95 mila hanno ancora figli a carico. Le famiglie vedove costituiscono oltre la metà dei nuclei monogenitoriali (composti per un altro 40 per cento da separati e divorziati e per il restante 7 per cento da genitori single). La ricerca ha indagato sul dramma della morte di un coniuge, trovando grandi sofferenze ma anche enormi risorse, soprattutto quando in casa ci sono bambini piccoli. In generale, appare più difficile affrontare una morte improvvisa rispetto a una morte conseguente a una malattia. "La morte improvvisa è doppiamente devastante spiegano Belletti e Rebuzzini perché si inscrive nel quotidiano delle persone: mentre noi eravamo a fare altro, ci raccontano, mio marito o mia moglie moriva". Oltre a ciò, le incombenze pratiche travolgono il vedovo, lo imprigionano in una sensazione di stordimento e confusione che cesserà solo dopo mesi. L e relazioni. Tutto cambia, con la morte del coniuge. Affrontare la vita da soli, con figli da accompagnare e decisioni da prendere senza condividerle con nessun altro, è tra le cose più dure segnalate dalle persone intervistate dai due ricercatori del Cisf. Per le donne, poi, la vedovanza è vissuta come doppiamente ghettizzante perché, come osserva Caterina "nella vita sociale siamo tenute in considerazione perché siamo 'a metà', dobbiamo avere più coraggio, essere più insistenti, far sapere che esiste lo stato di vedovanza". Il lutto, oltre al dolore e alla solitudine, porta con sé spesso anche problemi economici, più evidenti se chi muore è il capofamiglia o il maggiore percettore di reddito. "Dobbiamo dare atto alle vedove intervistate commentano Belletti e Rebuzzini della loro forza, tenacia e intraprendenza: donne che non si sono perse d'animo, si sono rimboccate le maniche e hanno ricominciato a lavorare, studiare, risparmiare, hanno combattuto per ottenere ciò che spetta loro e per cercare di dare ai propri figli la possibilità di studiare". La pensione di reversibilità, nel caso di un marito morto giovane, non è quasi mai sufficiente per garantire alla famiglia una vita dignitosa, perché il lavoratore non aveva raggiunto l'età pensionabile. L e istituzioni. Molte testimonianze raccolte dai ricercatori del Cisf denunciano un rapporto difficile tra persone vedove e istituzioni: eccessiva burocrazia, norme complicate, inefficienze. "Ho perso otto mesi a cercare di vendere la macchina di mia moglie. In banca ho dovuto rifare tutto, all'anagrafe ho dovuto rifare tutto, poi ho voluto fare per bene le cose della casa, in modo che i ragazzi possono stare tranquilli. Veramente sono cose lunghe e stancanti", racconta Mauro. L a società. Se il rapporto con le istituzioni è spesso faticoso, nemmeno con la società nel suo complesso va tutto liscio. Sono soprattutto le vedove a denunciare pregiudizi e difficoltà ("Perché quando vado in vacanza devo pagare un supplemento per la camera singola?", si chiede Rosanna, mentre altre si lamentano delle attenzioni un po' volgari di vicini e conoscenti: "Quando si rimane sole qualche volta sembra che si è a caccia degli altri mariti"). Le conclusioni di Belletti sono chiare: "L'appello forte che emerge da questa ricerca è che la famiglia vedova è ancora famiglia, e come tale deve essere aiutata e sostenuta perché si tratta di una famiglia molto forte, che ha saputo affrontare situazioni spesso al limite dell'umana sopportazione ma, al contempo, una famiglia estremamente fragile". Antonella Mariani Sono un milione i nuclei con figli in cui è venuto a mancare uno dei due coniugi; quasi 100 mila hanno ancora figli minorenni Un'indagine fa luce sulle difficoltà educative, economiche e sociali: dalla solitudine alle complicazioni burocratiche, fino alla pensione di reversibilità, spesso insufficiente a garantire una vita dignitosa a chi resta I ricercatori: l'appello forte è che questi nuclei devono essere aiutati e sostenuti perché sono nello stesso tempo fragili e forti, perché hanno saputo affrontare situazioni talvolta al limite dell'umana sopportazione ".

Torna all'inizio


<Pedemonte, e i vantaggi?> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL REFERENDUM "Pedemonte, e i vantaggi?"   Il "passaggio" dal Veneto al Trentino Alto Adige di alcuni Comuni della nostra Regione confinanti con la Provincia Autonoma di Trento, qualora avvenisse realmente non è dimostrato che possa portare benefici ai cittadini dei Comuni "secessionisti". I movimenti che promuovono i referendum per il cambiamento di Regione sostengono che è inaccettabile le disparità di risorse tra Veneto e Trentino Alto Adige che, in quanto Regione a Statuto Speciale, mette a disposizione dei propri cittadini più servizi, opere pubbliche e molte più risorse del Veneto, determinando una vistosa discriminazione tra cittadini dei comuni Trentini e cittadini dei Comuni del Veneto confinanti con le Provincia Autonoma di Trento. Ritengo che, senza entrare nel merito della disputa tra Regioni ordinarie e privilegi delle Regioni a Statuto Speciale, oggi non sia proponibile il cambiamento di Regione dei Comuni Veneti di confine né accampando motivi di carattere storico culturale riguardanti appartenenze territoriali del passato, né per ottenere le maggiori risorse di cui le Amministrazioni Comunali, si dice, beneficerebbero "trasferendosi" nel territorio delle Regioni a Statuto Speciale. Sul passaggio dal Veneto al Trentino di alcuni Comuni nei quali si è già svolto il Referendum (Lamon, Cortina, i Comuni dell'Altopiano e altri) c'è una posizione contraria della Regione e delle principali forze politiche del Veneto che puntano a soddisfare le esigenze di quelle popolazioni con una legislazione specifica per le aree di confine e con lo stanziamento di specifici finanziamenti a favore delle Amministrazioni Comunali. Riguardo alle Regole, è noto che il Veneto con la propria legge n. 26/1996 le ha riconosciute e valorizzate e con leggi successive ha dato ad esse ulteriori competenze in materia di raccolta dei funghi e di gestione ambientale (si veda ad esempio la legge istitutiva del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo che affida alla Regole la gestione del Parco.) La legislazione del Trentino non riconosce nella stessa misura del Veneto l'autonomia delle Regole, né le proprietà Regoliere e dunque il passaggio al Trentino dei Comuni Veneti nei quali esistono le Regole porterebbe al loro disconoscimento con trasferimento della proprietà regoliera all'Ente locale nel cui territorio si trovano i beni e le proprietà collettive. Il passaggio dal Veneto al Trentino per i motivi esposti sopra qualora fosse praticabile sancirebbe la fine dell'entità Regoliera così come noi la conosciamo e tuteliamo e la dispersione di un secolare patrimonio ideale, storico e culturale che il Veneto invece ha saputo valorizzare e tramandare alle nostre generazioni. Dott. Claudio Rizzato Regoliere ad Honorem Regola di Casotto * * * Nel merito del referendum di domenica 9 e lunedì 10, che vede i comuni veneti di Pedemonte e Sappada chiedere l'aggregazione rispettivamente al Trentino-Alto Adige e al Friuli-Venezia Giulia, la Destra-Fiamma Tricolore evidenzia tale proposta come del tutto fittizia. A prescindere che questa possa o meno essere questione di identità o appartenenza, ritengo che la vera esigenza sia di natura prettamente economica. Poiché il rapporto contributi versati-ritorno economico-esigenza interna della Regione Veneto, sono ben diversi dalle altre regioni d'Italia, la sola situazione che potrebbe portare il distacco dei comuni di Pedemonte e Sappada sarà solamente qualche centinaio di euro in più e, probabilmente una minore burocrazia. Ciò che dovrebbe invece maggiormente interessare tutti i comuni d'Italia è il distacco dal giogo nefasto dall'Europa di Maastricht, unitamente dagli arroganti diktat provenienti dalla privatissima Banca Centrale Europea, concreta ed unica responsabile della deflazione monetaria che impone una tassazione nazionale, finalizzata al mantenimento di un debito pubblico per altro non dovuto, che a sua volta vieta di ritornare alle regioni quei contributi necessari al buon funzionamento delle amministrazioni e degli Enti locali. Poiché la Costituzione Europea è stata autonomamente stilata da personaggi molto lontani dalle reali esigenze della gente comune, in barba alla volontà popolare, invito detti comuni a disertare le urne e a riflettere sulla questione che li ha portati a proporre un referendum, facendo a tutti i cittadini interessati specifiche domande: da quando è peggiorata rapidamente la catastrofe economico burocratica? Non è forse corrisposto all'entrata dell'Italia nell'UE e all'avvento dell'euro? Piero Puschiavo Coordinatore Regionale del Veneto Fiamma Tricolore  .

Torna all'inizio


Crescita/ Giù la spesa e l'aliquota Irpef di 5 punti". Ecco il manifesto della Confcommercio per il prossimo governo (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Venerdí 07.03.2008 13:04 --> "Ridurre la spesa pubblica corrente primaria di 5 punti di Pil nell'arco della prossima legislatura, agendo su inefficienze e sprechi stimabili appunto in quest'ordine di grandezza; ridurre, sempre nell'arco della prossima legislatura, l'aliquota media Irpef di 5 punti". Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha presentato oggi il manifesto, in 20 punti, dell'organizzazione dei commercianti con le richieste e i suggerimenti al prossimo governo. Oltre al taglio di spesa e tasse, Confcommercio auspica "contestualità tra recupero di evasione ed elusione, senza - sottolinea Sangalli - la ricerca di facili capri espiatori". Inoltre, tassazione secca al 10%, di straordinari, premi e incentivi, "le liberalizzazioni, la semplificazione della burocrazia, la flessibilità nel mercato del lavoro, l'innovazione per scuola e università, la risoluzione delle emergenze come quella dei rifiuti in Campania e della ripresa del Mezzogiorno, una concertazione maggiore tra politica e piccole e medie imprese". Secondo Sangalli, "qualità e produttività della spesa devono essere al centro dell'impegno pubblico e privato. Anzitutto attraverso la condivisione della tutela della legalità e del contrasto di ogni forma di criminalità. Ed anche di quei fenomeni, solo apparentemente minori, come l'abusivismo e la contraffazione. Tutto questo significa, per noi", osserva il numero uno di Confcommercio, "l'impegno concreto per una crescita del Paese più robusta e di migliore qualità. Perché, francamente, con una crescita dello zero virgola o anche dell''uno virgola' non si va davvero lontano.

Torna all'inizio


Inferrera: Fare impresa in 24 ore? Mi accontenterei di cinque giorni (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli Artigianato Inferrera: Fare impresa in 24 ore? Mi accontenterei di cinque giorni "Lo Stato deve stare dalla parte di chi produce ricchezza, perciò noi proponiamo di rendere possibile fare una impresa in un giorno": così Veltroni ieri all'incontro con i rappresentanti di Confartigianato. Presente al meeting anche Enrico Inferrera, presidente della Confartigianato di Napoli, che apprezza la proposta del candidato premier del Pd e insiste sulla sburocratizzazione del nostro paese: "Chiediamo a chiunque governi dice Inferrera di impegnarsi per sciogliere i tanti lacciuoli normativi che ci bloccano". Antonio Costa --> Domanda. Presidente Inferrera, le proposte di Veltroni sono attuabili o si tratta di propaganda elettorale? Risposta. Magari non si può riuscire a far aprire un'impresa in un giorno ma in cinque sicuramente, basta impegnarsi e responsabilizzare gli enti preposti. Ma Veltroni è sicuramente in buona fede e propone un progamma condivisibile. Nel corso dell'incontro ha dimostrato, infatti, di aver preso atto della situazione critica del paese e dell'esigenza di creare sviluppo. Sulla sua analisi siamo quindi d'accordo: c'è bisogno di un cambio radicale che porti ad una sostanziale sburocratizzazione e a più coraggiose liberalizzazioni. D. Cosa le è piaciuto di più del suo discorso? R. Ho apprezzato il riconoscimento da parte di Veltroni del ruolo centrale delle Pmi e dell'artigianato: una buona base dalla quale partire. Altro discorso condivisibile è quello che intende mettere da parte la politica del sospetto nei confronti delle imprese: anche io ritengo che i controlli vadano fatti bene e seriamente dopo, fidandosi, al momento della creazione dell'azienda, del cittadino. In questo, un ruolo fondamentale va affidato al sistema delle autocertificazioni. D. Cosa le fa pensare che Veltroni, una volta premier, possa attuare queste proposte? R. Veltroni ha confessato che il fatto di correre da solo, senza i radicalismi della sinistra da una parte e le eccessive spinte liberiste del centro dall'altra, lo rende fiducioso sul fatto di poter attuare il programma: mi sembra un discorso condivisibile. D. Se diventasse lei presidente del consiglio, conoscendo bene il mondo delle piccole imprese, cosa farebbe per loro? R. Mi verrebbe subito da dire che diminuirei le tasse. Ma mi "accontenterei" di vedere partire un serio programma di sburocratizzazione fondato sul sistema delle autocertificazioni: sarebbe anche un buon modo per far risparmiare le imprese visto che la burocrazia costa loro circa 40 euro al giorno. Infine migliorerei anche il sistema di accesso ai finanziamenti, rendendolo più snello e trasparente. --> del 07-03-2008 num.

Torna all'inizio


Elezioni: negato il diritto di scelta ai cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Enti Locali & Cittadini le autonomie Elezioni: negato il diritto di scelta ai cittadini Nando Morra --> E' difficile riflettere su questioni molto importanti che riguardano il futuro del paese in rapporto al quadro effervescente e, al tempo stesso, desolante che le elezioni prossime e la malapolitica mettono di fronte ai cittadini. Ancora una volta si vota negando il diritto primario agli elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. L'assurdo è che una oligarchia di due decine di boss della politica hanno deciso come e da chi sarà costituito il prossimo Parlamento. Un sistema politico democratico volutamente sbrindellato che pone nelle mani delle singole autocrazie dei partiti la composizione di Camera e Senato. Una via voluta e che va bene per la destra autoritaria e conservatrice dei partiti personali con un capo indiscusso che dovrebbe essere invisa e radicalmente contrastata, adottando procedure alternative, confronti e metodi democratici di valutazione e di scelte, dalla sinistra o, quanto meno, dai partiti che si richiamano ai valori ed alle tradizioni della democrazia politica e parlamentare. Così non è. Anzi. Così è possibile, per tutti, portare in Parlamento i portavoce, le segretarie particolari, familiari, amici del cuore. Tuttavia le elezioni ci saranno. Un futuro governo ci sarà ed è opportuno che il tessuto connettivo del paese, il sistema delle autonomie, presenti e proponga una precisa piattaforma politica. Alcuni punti vanno indicati da subito. Si deve partire da un punto fermo: l'Italia è una e indivisibile. In troppe circostanze (infrastrutture, energia, sicurezza sul lavoro e sicurezza in generale, rifiuti) si ha la sensazione che il nostro Paese affondi, a causa di una autorità statale debole. Il rischio è di avvitarci in una spirale di riduzione delle decisioni ad un unico soggetto, ad una unica istituzione, ricercando una efficienza che non arriva, anzi si allontana. Basta vedere il risultato di 15 anni di "commissario ai rifiuti" in Campania. La forza dello Stato non risiede nella sua voce tonante, nella pesantezza della sua burocrazia o nella pervasività dei suoi poteri. E', invece, nella sua capacità di gestire seriamente le proprie competenze, rafforzare i sistemi di collaborazione con regioni e enti locali, riaccendere la fiducia e la partecipazione dei cittadini. Non ci sono scorciatoie possibili. Questo punto politico implica e comporta una serie di provvedimenti da affrontare subito. In sintesi, cinque punti decisivi: Rivedere limitatamente l'art.117 della Costituzione riportando sotto la competenza dello Stato alcune materie fra cui l'energia e le grandi infrastrutture, ma anche attribuendo alle regioni, in via definitiva, la competenza in beni culturali, agricoltura, turismo evitando questo indecoroso andirivieni delle funzioni, prima decentrate e poi riassorbite al centro da una burocrazia inamovibile; Riformare il sistema parlamentare istituendo il Senato federale con tre possibili risultati: ridurre i costi, aumentare l'efficacia del Parlamento, rafforzare l'idea che l'Italia federale è comunque una e indivisibile; Modificare urgentemente i regolamenti parlamentari per consentire l'integrazione della Commissione bicamerale per gli affari regionali con i rappresentanti delle regioni e delle autonomie; Riformare il sistema delle Conferenze oggi del tutto burocratizzato e incapace di favorire una vera "governance" fra Stato, Regioni ed Enti Locali; Riordinare i Ministeri conseguentemente alla loro riduzione a 12. Sia questo riordino l'occasione per fare davvero una politica di alleggerimento burocratico in particolare di quei ministeri che sono rimasti uguali o sono stati surrettiziamente ricostruiti, nonostante la loro abolizione (turismo, agricoltura), anche dopo che parti fondamentali delle loro competenze (istruzione) sono passate alle regioni e alle autonomie, coerentemente con il titolo V della Costituzione. Parlare di riduzione dei costi della politica senza affrontare l'ipertrofia impropria delle strutture burocratiche è una autentica presa in giro che i cittadini non sopportano più. Il trinomio autonomia, responsabilità, trasparenza dovrà essere la struttura portante delle riforme istituzionali per un paese moderno. Su autonomia, responsabilità e trasparenza non si può transigere. E' certo legittimo riflettere e proporre ritorni al passato anche in tema di federalismo. Ma non è tollerabile questa situazione sospesa di federalismo annunciato e di centralismo praticato. Se la rotta deve puntare sull'autonomia, sul "federalismo compiuto", questo comporta sciogliere alcuni nodi. Il nuovo Codice delle Autonomie, adeguando il testo unico attuale alle previsioni del Titolo V della Costituzione. Esso deve mirare a Regioni nuove e forti che di contro dismettano ogni velleità centralistica e gestionale per affermare una capacità di riordino del sistema locale e una effettiva capacità programmatoria. Valorizzare le Province nella loro funzione di ente di area vasta, in particolare per le funzioni ambientali e di coordinamento del governo del territorio. L'aggregazione dei comuni per rispondere davvero al principio di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza; garantire una reale autonomia organizzativa degli enti; eliminare tutti quei livelli para istituzionali che ora stanno fra le regioni e gli enti locali e fra i Comuni e le Province. La legge attuativa dell'art. 119 della Costituzione, federalismo fiscale, che punti alla responsabilizzazione delle regioni e delle autonomie non solo sul versante della spesa ma anche di quello delle entrate. Occorre garantire a Regioni e Autonomie risorse proprie e compartecipazioni ai tributi statali per renderle davvero autonome. E' giusto colmare le differenze di partenza fra le diverse regioni e le diverse realtà locali prevedendo meccanismi premiali per tutti i livelli istituzionali connessi a politiche rigorose e virtuose in tema di risorse finanziarie. Modificare il "patto di stabilità" interno sulla base di una articolazione dello stesso su base triennale e su base regionale, misurando le compatibilità con il quadro nazionale in modo tale che vengano favoriti gli enti che fanno più investimenti e erogano più servizi a parità di indebitamento. Dire No all'abolizione dell'ICI e Sì ad una sua riforma che la renda più equa cogliendo meglio la sua funzione di tassazione dei patrimoni immobiliari. Dire Sì al federalismo differenziato appena dopo l'attuazione del 119. Riformare il governo dei servizi pubblici locali favorendo la liberalizzazione e la nascita di soggetti imprenditoriali che per dimensione e qualità siano capaci di compiere un reale progresso nella gestione. In particolare, il Sud paga pesantemente la frammentazione e l'assenza di una cultura gestionale di questi servizi che storicamente è stata interpretata dalle società municipalizzate nel Centro Nord del Paese. E' necessario mettere in piedi politiche che recuperino il rapporto cittadini-istituzioni. I cittadini sembrano aver perduto la loro coscienza civica, il senso di sentirsi parte di una comunità. Certamente il sistema politico, favorito anche dalle leggi elettorali per i Comuni, le Province e le Regioni, ha consentito di limitare gli effetti negativi di questo fenomeno, contrariamente a ciò che è avvenuto nel rapporto con lo Stato centrale. Ma il problema c'è anche nel rapporto fra le Autonomie Locali e le comunità territoriali. In questo quadro, il nuovo governo deve essere impegnato a porre il Mezzogiorno come priorità-reale. Tutte le recenti analisi dimostrano che le differenze aumentano invece che diminuire. Vivere, lavorare, studiare, intraprendere al Sud è sempre più diverso che farlo al Centro Nord. Purtroppo, l'esperienza delle nuove regioni al Sud non sta sortendo gli stessi effetti che nel resto del Paese. Bisogna tornare al protagonismo delle Città e dei Comuni per un grande patto che punti a pochi essenziali obiettivi: alla cultura della sicurezza e del diritto; al potenziamento del welfare locale a partire dai servizi per l'infanzia; a politiche che trattengano nel territorio i giovani laureati; alla creazione di un sistema imprenditoriale di servizi pubblici (gas, acqua, rifiuti, energia) sul modello del Centro Nord che da risposte positive in termini di efficienza, produttività, qualità dei servizi, risorse per la comunità; alla diffusione delle tecnologie; alla valorizzazione delle risorse locali (beni ambientali e culturali, archeologici, termalismo, ecc.); Un progetto che fondandosi su una "grande alleanza" con i Comuni e fra i Comuni, non disperda le risorse ingenti che l'Europa metterà a disposizione di quei territori 2007/2013. Un'impostazione che connette e chiama in causa governo e Regioni ma anche tutto il sistema delle Autonomie che dovrà esprimere voce e forza per contribuire al cambiamento del "sistema paese". --> del 07-03-2008 num.

Torna all'inizio


Il "morbido" scontro tra Pd e Pdl (sezione: Burocrazia)

( da "Avanti!" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA POSTA Il "morbido" scontro tra Pd e Pdl 07/03/2008 Caro Avanti!, il processo di polarizzazione della rappresentanza politica, iniziato sotto la spinta di Tangentopoli e dell'esito della consultazione referendaria dell'aprile 1993, ha subito una forte accelerazione in occasione della imminenza delle elezioni del 13 e 14 aprile. Le aggregazioni dei "Fab four" in due più grossi contenitori hanno avuto il dubbio merito di semplificare (di fatto oligopolizzare) l'offerta rappresentativa di entrambi i versanti della geografia politica italiana. Per la verità, ognuno dei quattro soggetti (Ds, Margherita, FI e An) era già frutto di precedenti semplificazioni, scomposizioni e aggregazioni suggerite e favorite dalle logiche maggioritarie scaturite dalle riforme elettorali di quindici anni fa. Logiche che ? è bene sottolinearlo ? non sono venute meno neanche con il nuovo sistema di voto utilizzato per la prima volta nel 2006 (e confermato nel 2008), il cosiddetto "Porcellum", formalmente tornato proporzionale. L'accelerazione cui si è fatto cenno è, dunque, filiazione diretta dei quesiti referendari dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale lo scorso mese di gennaio ? e rinviati di dodici mesi stante l'indizione delle elezioni anticipate ? che prevedono un premio di maggioranza non alla coalizione, ma al partito più votato. I "Fab four", più realisti del referendum, ne hanno già recepito i contenuti, conformando al futuro impianto la composizione strutturale delle alleanze, così passando da un sistema di partiti eterogenei riuniti in una coalizione ad un sistema di alleanze basato su un unico partito-contenitore al suo interno molto eterogeneo. Lo scenario di questa campagna elettorale è, tuttavia, per molti versi, ancora più avvilente di quello ? seppure giuridicamente analogo ? del 2006. Alla scomparsa delle preferenze e del vincolo dei programmi sulla cui base raccogliere il consenso (emblematico il caso delle 280 pagine del programma unionista prive di espliciti riferimenti a Tav e Dico), si aggiunge la scomparsa pressoché completa dei partiti tradizionali. O meglio, l'auspicata marginalizzazione da parte dei due mega-blocchi di tutte quelle forze politiche non allineate, non disposte a sciogliersi nell'acido del bipartitismo e ad immolarsi sul mendace altare della governabilità; forze portatrici di tradizioni, culture, specificità, memorie, idee che ? poco importa se di centro, di sinistra o di destra ? rappresentano un patrimonio irrinunciabile della nostra Nazione e del nostro Popolo. Il punto dirimente, allora, stavolta, non è votare il contenitore di centro-sinistra o quello di centro-destra in finta competizione elettorale, ma operare una scelta tra omologazione e difesa delle identità, tra fast food e locanda di tradizione. I continui ammiccamenti e i reciproci richiami al cosiddetto voto utile ? al di là dei toni da campagna elettorale ufficialmente aspri ? tra i massimi esponenti dei due superpartiti dimostrano che la vera opzione bipolare su cui gli italiani ? ecco il punto cruciale ? dovrebbero sentirsi chiamati ad esprimere la loro opinione non è la vetusta e concettualmente fuorviante dicotomia destra/sinistra, bensì una vera (e nuova) contrapposizione tra adesione acritica a burocrazie antidemocratiche di strutture artificiali senza radici, senza simboli e senza ideali da un lato, e, dall'altro, ancoraggio a modelli partecipativi nei quali ancora sussistono riferimenti alle persone, alla qualità, alla militanza, alla storia. Disconoscere questo aspetto, negare che questo sia il vero oggetto del contendere della prossima tornata elettorale e, in ultima analisi, cadere nella trappola del voto utile ai due grossi contenitori costituirebbe l'ennesima prova di miopia di un popolo italiano non più abituato ad esercitare individualmente lo spirito critico, incapace di ragionare con la propria testa, preoccupato soltanto che "quelli dell'altro schieramento" siano più furbi e votino per il "loro" contenitore. Se l'esito di queste votazioni consegnerà alla storia un risultato dell'80% a favore dell'asse Pd-Pdl, ciò segnerà la sconfitta definitiva della sensibilità di un "popolo-bue", attento solo a una distorta visione della politica e al tornaconto di parte. Lo stesso approccio irresponsabile di chi, turandosi il naso, si accontenta di vedere l'avversario sconfitto, ma che si stupisce della disaffezione dalla politica, dell'evanescenza dei programmi, della mancata soluzione dei problemi e, poco tempo dopo, anche del tradimento (o dell'improprio utilizzo) del suo voto. Difficile, però, credere alla sua buona fede. Stefano De Rosa Roma.

Torna all'inizio


Calearo, mistero buffo (sezione: Burocrazia)

( da "Avanti!" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

QUAL è IL BLOCCO SOCIALE DEL PD? Calearo, mistero buffo 07/03/2008 La candidatura di Massimo Calearo, presidente della Federmeccanica, nelle file del Partito democratico è diventata ormai occasione di ludibrio nazionale. Si tratta, in termini oggettivi, di una scelta calibrata sulla Vicenza del 2006, campagna elettorale precedente, con Silvio Berlusconi che affronta de visu la platea di piccoli e medi imprenditori. È del tutto chiaro da quale parte stesse anche allora Calearo. A "Ballarò", l'altra sera, ha fatto una figura penosa ed è stato addirittura imbarazzante, come quando, ad esempio, ha santificato Clemente Mastella per aver procurato la caduta del governo Prodi, quel governo cioè guidato da colui che è l'attuale presidente del Partito democratico. Ma Walter Veltroni ha il pelo sullo stomaco, è un somaro e un nichilista, dunque non teme figure di questo tenore. Con i Radicali italiani è andato giù piatto e, dopo averli imbrigliati dentro una tessitura di livello infimo, ora li svuota e li infila come fantasmi in liste gonfie di tutto: dagli operai-simbolo alle segretarie che affermano, apertis verbis, di non avere alcun rapporto con la politica. Significativo: è come se Veltroni si stesse giustificando per aver fatto la carriera che ha fatto con la politica, ma è un giochino di breve respiro e, prima o poi (più prima che poi), tutti i nodi verranno al pettine. Calearo non segna niente in particolare e non sposta niente. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha ragione a questo proposito, come avrebbe ragione chiunque dicesse questa banalissima cosa. Il blocco sociale del Partito democratico è ancora un mistero buffo e quel che sia Veltroni è ancorato a ciò che un economista marxista acuto e viscerale, Gianfranco La Grassa, ha ribattezzato "veltronvuotismo". Il nulla assoluto. Se Romano Prodi è stato l'alleanza cinica e tecnocratica tra pezzi dello Stato e nullismo politico, Veltroni è il cameriere delle corporazioni, delle banche e di un pezzo di Confindustria. Ma si tratta di una rete che, di fronte alla crisi in cui versa l'intero sistema-Paese, non basterà a reggere l'ambizione del "si può fare". Perché il dato vero e ormai evidente a tutti è la porta colossale della crisi italiana, che l'Europa sta ancora vivendo in maniera blanda, e che ha origini finanziarie. Ovvio: la finanza ammazza un cavallo quando esso non trova fonti d'acqua alle quali abbeverarsi. È il caso italiano. Ecco, Calearo è uno che sbandiera le parole d'ordine della Confindustria impomatata di Montezemolo, ma che poi non ha la più pallida idea di cosa significhi, in concreto, competitività. Come si fa a competere con un sistema-Paese in cui, per avere una linea telefonica in un'azienda o in un ufficio, devi aspettare quaranta giorni? Stessi tempi o giù di lì per internet. Con la benzina che costa l'ira di Dio e l'energia elettrica che non è da meno? Calearo certamente rappresenta la strategia montezemoliana e l'alleanza delle burocrazie, il che aiuta il Popolo delle libertà a ritrovare la calibratura sulla sua "mission" identitaria, l'anti-collettivismo burocratico in ogni sua declinazione e la spinta a ritrovare libertà, crescita e mobilità sociale (vera, non il trucco veltroniano, con le narrazioni dei felici anni Cinquanta e Sessanta), ma non va molto oltre e ciò non favorisce niente, non fluidifica la marcia veltroniana. La politica delle facce cosiddette nuove è una solenne sciocchezza senza una strategia politica e senza la qualificazione netta di una base sociale da rappresentare. Paradossalmente, questo handicap tutto veltroniano si rivela limpidamente con questa bislacca e quasi comica candidatura. Ora si comprende perché, durante l'era del post-comunismo, a sinistra, in questa sinistra nichilista, molto si discusse di "regole" e procedure. Tutto, alla fine, con Veltroni, si chiude infatti, con le liste. Che dovrebbero essere determinate da regole e procedure. Appunto. Dov'è Pannella? E perché fa l'ultimo insulso sciopero della sete?.

Torna all'inizio


DONNA VIVE DA 28 ANNI NEL CONTAINER (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Donna vive da 28 anni nel container AMEDEO PICARIELLO Sant'Angelo a Scala. Lamiere arrugginite e cartone pressato: non una casa, neanche un tetto dove ripararsi, piuttosto una baracca, di quelle che ad Avellino e provincia non si vedevano dai tempi del dopo terremoto e che alla memoria riportano sinistri ricordi. Un container poggiato sulla nuda terra. Ed è cosi dal sisma dell'80 da quando la casa colonica che occupava con il marito è stata dichiarata inagibile per il crollo dei solai. Dura da oltre 20 anni l'odissea di Ernestina Cristiano, 67 anni. Accade a Sant'Angelo a Scala, in una zona di campagna del paese al confine con Grottolella dove il tempo sembra essersi fermato. Lei non sa neanche che cosa voglia dire avere in casa acqua corrente e potabile. Solo grazie all'intervento di alcuni amici, tra i quali il suo ex parroco don Vitaliano Della Sala, qualche tempo fa l'Alto Calore le ha predisposto la fornitura idrica, ma solo fuori dal prefabbricato: all'interno rimangono le pareti che grondano umidità e il soffitto annerito dal fumo di una stufa a legna, che mette in pericolo la sua vita. Tre anni fa ha perso il marito: un male incurabile l'ha strappato alla vita, non è escluso che sia stato vittima dell'amianto e dei miasmi respirati in tutti questi anni trascorsi in quel tugurio. Un paradosso della burocrazia, uno dei tanti, costringe quest'anziana, napoletana di origine ma irpina d'azione, a continuare a sopravvivere in questo modo. "Qui abito e qui voglio morire, come mio marito - dice Ernestina - ma vivere peggio degli animali è insopportabile". Il contributo che le è stato assegnato - poco più di 10mila euro - non le consente di mettere mano ai lavori di adeguamento dell'abitazione del marito: ne occorrono almeno altri 45mila e lei con una modesta pensione di operaia riesce a malapena a tirare avanti. Anche lei con il tempo, come il povero marito, si è ammalata: e per questo motivo ha intentato causa al comune e in primo grado il tribunale di Avellino le ha riconosciuto un risarcimento danni pari a 7mila euro. Ma ora il comune farà appello. "La legge è contro di lei, nessuno lo mette in dubbio - ha detto don Vitaliano Della Sala - ma con il buon senso si potrebbe individuare una soluzione. E' in una condizione disumana". Il sindaco di Sant'Angelo a Scala, Domenico Macello, ha espresso solidarietà e vicinanza alla donna. "Purtroppo la 219 - ha precisato - non concede deroghe e noi non possiamo violare la norma. Non abbiamo alloggi popolari dove ospitare la signora Ernestina, ma mi attiverò presso Prefettura e Regione per una degna soluzione".

Torna all'inizio


CONFINDUSTRIA ATTACCA: è UN'OCCASIONE PERSA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I NODI DELLA POLITICA Confindustria attacca: è un'occasione persa Non si placa lo scontro sulla nuova disciplina Il leader degli industriali "Impegno sulla formazione" GIUSY FRANZESE Roma. "L'ultimo atto di una sinistra anti-industriale e demagogica". Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, si scaglia contro il pacchetto sicurezza approvato dal governo. "È un provvedimento tutto centrato sull'inasprimento delle sanzioni, con poco o nulla per la formazione e la prevenzione". Ma non è solo Confindustria a protestare. È l'intero sistema delle imprese a bocciare il pacchetto, considerandolo "un intervento di natura punitiva", che tra l'altro "non coglie gli obiettivi di semplificazione degli adempimenti". Sotto la nota unitaria diffusa alla stampa ci sono infatti ben sedici sigle: Abi, Ania, Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confapi, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Lega delle Cooperative. D'altra parte sono giorni, da quando nell'aria si sentiva la volontà del governo di arrivare a una conclusione, che le aziende avevano iniziato ad alzare la voce. Eppure l'attacco di Montezemolo, - pronunciato dal palco della "Giornata della ricerca e dell'innovazione" - ha stupito un po' tutti per l'inusitata durezza. E, naturalmente, non sono mancate le reazioni. Anche perché, se fino all'altro giorno dall'associazione degli industriali erano stati sollevati rilievi tecnici, ieri Montezemolo ha esordito puntando il dito contro la sinistra. "Parla di imprenditori che piangono a pancia piena, un'espressione che non si sentiva neanche nella Cuba degli anni '60, figuriamoci nell'Europa nel 2008" si è lamentato. Secondo il numero uno di viale dell'Astronomia, non ci sono dubbi: quello varato ieri dal Consiglio dei Ministri più che un pacchetto per tutelare i lavoratori, è un provvedimento "con intento punitivo". Tant'è che mentre c'è "un fortissimo inasprimento delle sanzioni, c'è poco o nulla sulla prevenzione". "Si è persa una buona occasione" aggiunge il responsabile per le relazioni industriali di Confindustria Giorgio Usai. Non è questo il modo efficace per evitare le morti bianche, avverte Montezemolo: "Inasprendo le pene e basta non si salvano vite. Vite preziose, che noi consideriamo il primo valore in azienda". Addirittura la maggiore burocrazia, i costi e le sanzioni sproporzionate, potrebbero spingere un alcuni imprenditori nel sommerso, ovvero proprio lì dove si concentrano i maggiori rischi per la sicurezza del lavoratore. Invece - va avanti il leader - si sarebbe dovuto puntare sulla "cultura della sicurezza". Perché "le imprese, quelle sane, non devono essere minacciate, ma vanno supportate, accompagnate verso livelli di sicurezza sempre più elevati". A questo proposito Montezemolo ricorda che da mesi Confindustria chiede di utilizzare quel miliardo e mezzo che si accumula ogni anno nelle casse dell'Inail come avanzo di gestione. E, riferendosi a una delle ultime tragedia in ordine di tempo sul posto di lavoro, osserva: "Quel povero imprenditore di Molfetta, è morto anche con i suoi dipendenti, perché forse non era stata fatta formazione; forse le regole non le conosceva neppure". Naturalmente le reazioni della Sinistra arcobaleno non si sono fatte attendere. C'è chi grida allo "scandalo" come il segretario di Rifondazione, Franco Giordano. C'è chi parla di "posizione vergognosa", come Angelo Bonelli dei Verdi. E c'è chi chiede a Montezemolo "di fronte alle stragi di questi mesi, il pudore di tacere", come Loredana De Petris. Toni diversi, ma comunque in assoluto dissenso, anche da parte del ministro del Lavoro Cesare Damiano: "Non condivido l'opinione di Montezemolo. Io non mi sento il rappresentante di una sinistra antindustriale. Ci sembra che alcune reazioni, siano sproporzionate". Luca Cordero di Montezemolo e, in basso, il ministro Ferrero e il porto di Genova.

Torna all'inizio


Pescara, progetto "Imprese in un solo giorno" (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 07 Mar 2008 Edizione 47 del 07-03-2008 Camera di Commercio Pescara, progetto "Imprese in un solo giorno" di Antonio De Panfilis Sembra un'utopia per gli imprenditori afflitti dalle lungaggini burocratiche, quelle che sono un malcostume storico delle amministrazioni italiane, quelle che ritardano le realizzazioni pratiche per mettere su un'impresa. Ma forse, anche per l'Abruzzo, si apre uno spiraglio. Anche a Pescara, dal 3 marzo è partito il progetto sperimentale: "Comunicazione unica per l'avvio della attività d'impresa". Ovvero, la nascita in un solo giorno di un'impresa commerciale. Pare basti che l'imprenditore di turno, si rivolga alla Camera di Commercio, i cui operatori poi si occuperanno del disbrigo di tutto l'iter relativo a pratiche e documenti presso gli Enti di riferimento: Registro delle imprese, Inps, Inail e Agenzia delle imprese. Iter anti-burocrazia, percorso telematico veloce, facilitato, che viene messo in moto attraverso una richiesta, avanzata tramite un modello informatico unificato. Presentando le novità del progetto, Ezio Ardizzi, Presidente della Camera di Commercio di Pescara, ha sottolineato che ci troviamo di fronte un "sistema rivoluzionario, del quale beneficeranno le imprese; mentre gli oneri sono tutti a carico della Camera di commercio, anche in termini di personale, visto che il nuovo servizio deve essere garantito con gli organici attuali". Come spiega alla nostra redazione Simonetta Cirillo, Vice segretario generale e Conservatore del Registro delle imprese, l'attenzione va posta sul ruolo di novità tecnica complessa, svolto dalla Camera di commercio. Ovvero la funzione di collettore per il disbrigo delle pratiche. Un circuito rapido attraverso il quale, quando la Camera dà il via, viene emessa una ricevuta unica per l'approvazione del progetto, previa pratica terminata dall'Ente di riferimento, e l'imprenditore che ha presentato il progetto riceve direttamente la risposta nella posta elettronica. Questo anche grazie al software applicativo 'Com-unica' con cui si sta lavorando. La sperimentazione, che avrà termine il 18 di agosto, riguarda dieci Camere di commercio pilota sul territorio nazionale, tra le quali, quella di Pescara è l'unica per l'Abruzzo.

Torna all'inizio


CONFCOMMERCIO/ SANGALLI: LA PROSSIMA SIA LEGISLATURA COSTITUENTE-2 (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

07-03-2008 13:33 Occorre mettere in campo una politica per i servizi Roma, 7 mar. (Apcom) - La politica per i servizi che chiede Confcommercio "è fatta di poche e semplici cose". Innanzitutto liberalizzazioni "ben fatte che agiscano compiutamente sui servizi energetici, telefonici, bancari e assicurativi, sui servizi pubblici locali e sul sistema delle professioni, generando crescita aggiuntiva nell'ordine di 1,5 punti di Pil". Occorre poi andare avanti con le semplificazioni, spiega Sangalli, "per ridurre del 25%, entro il 2012, quella tassa della burocrazia, che grava sulle imprese italiane per circa 1 punto di Pil". I commercianti chiedono una "flessibilità governata e contrattata nel mercato del lavoro". Questa si persegue "rivedendo le limitazioni settoriali per il lavoro intermittente; affrontando la riforma degli ammortizzatori sociali; incentivando la trasformazione dei contratti a termine e flessibili in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ma anche rivedendo la rigidità di questi ultimi". E' necessario dare sostegno all'innovazione "secondo le forme tipiche che essa assume nel sistema dei servizi". Dopo Industria 2015, portare avanti "un grande piano d'azione italiano per l'innovazione nei servizi, anche attraverso il rafforzamento delle politiche per la scuola e l'Università all'insegna del riconoscimento del merito, della responsabilità, del talento di chi insegna, di chi studia, di chi fa ricerca". L'invito di Sangalli alle forze politiche è di mettere la "qualità e produttività" della crescita economica al centro dell'agenda e di affrontare e risolvere le "emergenze" del paese, "a partire dal dramma dei rifiuti in Campania". Infine Sangalli richiama l'attenzionesulla condivisione della "tutela della legalità e del contrasto di ogni forma di criminalità, organizzata e non".

Torna all'inizio


Assortigiani Vicenza celebra il (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Assortigiani Vicenza celebra il lavoro artigiano con la "Settimana dell'Artigianato", manifestazione che si dipanerà da domenica prossima a domenica 16 marzo, tra appuntamenti dedicati ai giovani e convegni di approfondimento sull'attualità economica. L'iniziativa, che quest'anno si svolgerà sotto il segno del Palladio e quindi in concomitanza con le celebrazioni dei 500 anni dell'architetto è stata presentata ieri dal presidente dell'associazione Giuseppe Sbalchiero e dal segretario generale Carmelo Rigobello. E visto che il 2008 è anche segnato dalle elezioni amministrative e politiche, non è mancata qualche riflessione. "Cosa chiedere ai candidati comunali e nazionali? La questione più pesante per noi artigiani è sicuramente la burocrazia", ha sottolineato Sbalchiero. "Prendiamo solo una situazione che oggi fa molto discutere: gli infortuni sul lavoro. Il 90\% avvengono nella grande impresa eppure vengono sempre da noi a controllare che le carte siano in regola". Proprio su questa specifica questione il presidente degli artigiani ha annunciato che fornirà presto dei dati a dimostrazione che la casistica degli infortuni riguarda solo marginalmente l'attività artigiana. "Faremo una conferenza stampa giusto poco prima delle elezioni, appena finita la settimana dell'artigianato".Per quanto riguarda l'annuale manifestazione, in calendario ci sono tredici appuntamenti. La serie degli eventi si aprirà domenica prossima con la messa in onore di San Giuseppe Artigiano, patrono della categoria. Lunedì 10 sarà la volta del convegno "Valori e ruoli delle donne nelle organizzazioni". Martedì 11, in mattinata, è in programma la premiazione del concorso "L'artigianato del tuo paese", riservato alle scuole medie del Vicentino. In serata, al Teatro Comunale, salirà quindi sul palcoscenico l'Anonima Magnagati. La giornata di mercoledì 12 si aprirà invece con l'inaugurazione dell'installazione artistica di arredo della nuova rotatoria di Via Fermi, mentre il giorno seguente sarà dedicato all'approfondimento di alcune tematiche di carattere economico: dalla presentazione della prima indagine sull'export, al convegno su Artigianato e credito. Da segnalare infine la presentazione del progetto esecutivo della sistemazione della tratta Campiello-Asiago della vecchia ferrovia come pista ciclo-pedonale, che avverrà venerdì 14 ad Asiago e l'inaugurazione, lo stesso giorno a Vicenza, della nuova sede del centro formativo dell'Assoartigiani. La settimana si concluderà poi con il momento clou: la proclamazione, domenica 16, dei nuovi Maestri artigiani e dirigenti e pensionati benemeriti dell'Assoartigiani, che renderà omaggio a quindici figure di imprenditori che si sono particolarmente distinti nella loro attività artigianale.Pietro Rossi.

Torna all'inizio


C'è l'arresto da 6 a 18 mesi per chi non valuta il rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE MISURE C'è l'arresto da 6 a 18 mesi per chi non valuta il rischio RomaArresto da sei a diciotto mesi per gli imprenditori che non fanno la valutazione del rischio in aziende con particolari pericoli per i dipendenti. Ma graduazione delle sanzioni che, nei casi di inadempienza meno gravi, possono essere trasformate in ammenda. E per chi si mette in regola, solo sanzione pecuniaria, da 8 a 24 mila euro. Queste le novità del decreto contro le morti bianche, che estende a tutti i lavoratori, anche precari, la piena tutela contro gli incidenti.SANZIONI. Arresto da 6 a 18 mesi per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività con elevata pericolosità. Nei casi meno gravi di inadempienza, al datore di lavoro si applica la sanzione dell'arresto alternativo all'ammenda o della sola ammenda. Al datore di lavoro che si metta in regola non è applicata la sanzione penale ma quella pecuniaria. Riduzione della pena anche per chi comincia a eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all'obbligo violato. Nel primo caso si avrà una riduzione della pena, nel secondo solo una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 a un massimo di 24.000 euro. Possibilità esclusa in caso di datore di lavoro recidivo o se ci sono stati infortuni gravi in conseguenza della mancata valutazione del rischio.FONDI. Gli importi in denaro raccolti con le sanzioni pecuniarie verranno utilizzati per finanziare la prevenzione.MENO BUROCRAZIA. Ridotti gli obblighi formali che non incidono sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO. Riguarderà le aziende committenti di appalti e sub appalti. Servirà ad analizzare tutte le possibili situazioni di pericolo o rischio in tutte le lavorazioni che vedano coinvolte le diverse Aziende che operano nello stesso sito produttivo.LIBRETTO SANITARIO PERSONALE. Seguirà l'intera vita lavorativa, anche quando si cambia lavoro. I dati raccolti dal medico dell'azienda verranno annualmente comunicati al Servizio Sanitario Nazionale le ASL territorialmente interessata. Sarà cosà possibile avere a disposizione una informazione epidemiologica per milioni da lavoratrici e lavoratori sottoposti a visite mediche professionali. Viene confermato l'obbligo per le aziende di tenere un registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni.RAPPRESENTANTI. In tutte le aziende si debbono tenere le elezioni indipendentemente dal numero dei dipendenti e viene istituito il rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza territoriale. Nasce il Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza di sito (porti, cantieri grandi opere) che superino la presenza di 500 lavoratori con più aziende.

Torna all'inizio


Proprio ieri un magistrato ha (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Proprio ieri un magistrato ha detto che non si può parlare di fatalità per la tragedia sul lavoro di Trani (5 morti!) e a Milano un operaio al lavoro di notte sui binari è stato ucciso dal treno. Storie di quotidiana follia nel settore della sicurezza sul lavoro. Questo significa che il problema esiste ed è enorme e non merita il sospetto che ci sia uno scopo preciso se oggi se ne parla così tanto. Il fatto, poi, che l'Italia sia in questa terribile classifica in media europea, non costituisce un buon motivo per far finta di niente. Probabilmente le leggi esistenti sono valide e basterebbe applicarle con serietà. Forse c'è soprattutto bisogno di controlli, mancano però i controllori. Manca una coscienza in materia di prevenzione; la legislazione non è stata adeguata ai ritmi del lavoro, la burocrazia non è stata aggiornata. Sicuramente molte aziende applicano le misure richieste con responsabilità, mentre per altre aziende la sicurezza è l'ultima preoccupazione. È vero che spesso si vedono operai e tecnici sottovalutare il rischio, ripetere per abitudine gesti che possono rivelarsi pericolosissimi. Muratori, elettricisti, portuali e tanti altri non dovrebbero muovere un passo senza casco, senza ganci di protezione per evitare cadute, senza cinghie, isolanti, mascherine e cento diverse precauzioni previste. In teoria nessuno dovrebbe trovarsi nelle condizioni di cadere da un cantiere o da una nave o da un palo della luce; nessuno dovrebbe entrare in una cisterna o in una stiva senza maschere e respiratori. Invece purtroppo accade e questo mette in evidenza che le responsabilità sono tante: delle aziende, dei sindacati, dei lavoratori, dei controllori. Il problema non è dare la colpa al "padrone" , sarebbe persino banale; il problema è arrivare a garantire la sicurezza. La sicurezza sul lavoro è un diritto e non può essere affidata al caso, all'incoscienza, al mancato controllo. Quanto alla vicenda della Thyssenkrupp, i sindacati hanno denunciato la situazione molte volte ed esistono i documenti. Se dei 32 estintori esistenti, nessuno era in grado di funzionare al momento dell'incendio, le colpe non possono essere certo attribuite ai lavoratori. È anche sulla base di quelle denunce che la magistratura ha mosso accuse pesantissime ai vertici aziendali.

Torna all'inizio


La grande illusione del "forfettone" è un colpo ad artigiani e centri storici (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO La grande illusione del "forfettone" è un colpo ad artigiani e centri storici di Girolamo Astolfi * Sburocratizzazione, semplificazione e riduzione delle tasse. Tanto prometteva il forfettone e per questo accolto come un vero toccasana dai sopravvissuti maestri artigiani, vetrai, decoratori, restauratori, stuccatori, orafi, che a fatica in questi anni hanno continuato a rendere straordinari i nostri centri storici e vivi mestieri e botteghe che hanno un legame profondo con la nostra storia.Una speranza infranta sullo scoglio dei tecnicismi interpretativi delmMinistero delle Finanze, un salvagente negato di cui il Paese si pentirà, una ulteriore prova che le buone intenzioni della politica in questo Paese affondano nella burocrazia. Lo avevamo preannunciato. Una previsione che qualcuno aveva giudicato eccessivamente nera, troppo pessimistica, insomma. Ma i fatti ci stanno dando ragione. Il riferimento è al cosiddetto "forfettone", cioè la normativa inserita nella Finanziaria che doveva portare a una semplificazione delle procedure contabili (e quindi a un risparmio) per aziende con un fatturato annuo al di sotto dei 30mila euro.I primi dubbi sull'effettiva validità del provvedimento erano cominciati a circolare qualche mese or sono, quando sembrava che anche il canone di affitto che botteghe e laboratori che gli imprenditori pagano per la loro sede, potesse essere inserito nella voce "investimenti" che superando i 15mila euro in tre anni, per legge vanifica l'applicazione di tutte le altre agevolazioni. Insomma, è sufficiente che un artigiano paghi mensilmente una locazione di 500 euro per essere concretamente escluso dal "forfettone".Una norma assurda che tra l'altro va a colpire una categoria particolare di piccoli imprenditori. Stiamo parlando di quegli artigiani, spesso ditte individuali, che vivono e operano nei centri storici cittadini e che i dedicano a mestieri definibili "d'arte". La maggior parte di questi, dal battitore di ferro al restauratore di mobili, dal decoratore al lavoratore del vetro, operano in piccoli (ma costosissimi se acquistati) laboratori il più delle volte nel centro delle città. Il loro è un impegno meritevole per due motivi. Prima di tutto perché continuano tradizioni e mestieri destinati probabilmente alla scomparsa. In secondo luogo perché mantengono vivo un tessuto urbano che altrimenti sarebbe ridotto a banche e uffici se non addirittura disabitato e abbandonato, quindi a rischio degrado e microcriminalità.Si ha un bel dire di favorire la rivitalizzazione e la sicurezza delle città se si trascura poi il primo elemento perché questo avvenga: il fatto che siano vissute. Eppure proprio questi, quelli che più di altri dovrebbero poter beneficiare dei vantaggi previsti dal "forfettone", di fatto ne sono esclusi, magari semplicemente per il fatto di essere affittuari. D'altra parte non sono pochi a essere imprenditori atipici: quelli che sono rimasti nei centri storici, gli "artisti" come magari un po' affettuosamente, amiamo chiamarli. Non sono certo attività che possono garantire grandi profitti. Per questo era stata vista con molto interesse (anzi con soddisfazione) la normativa sulla semplificazione. Per questi artigiani il limite dei 30mila euro era giusto e assolutamente abbordabile, nel senso che difficilmente qualcuno superava tale fatturato annuo. Poi è venuta fuori la questione dell'affitto e tutto è saltato. Cioè?Semplice. A meno di non essere proprietari anche della casa magari situata sopra, è molto difficile che un artigiano che ha la bottega in centro storico possa essere padrone di tale spazio. Così quasi tutti sono in affitto. Che cosa si può avere con meno di 500 euro? Nulla. Ma basta questa cifra per annullare i vantaggi del forfettone. Assurdo e ingiusto. Così, una delle categorie che più di altre avrebbe potuto trarre vantaggio dalla semplificazione, di fatto non sarà in grado di usufruirne. Come sempre le opportunità saranno sfruttate dai furbi, da quelli che riusciranno a dimostrare di vivere senza guadagnare e senza investire. E naturalmente anche senza pagare l'affitto.* presidente Confartigianato.

Torna all'inizio


Case popolari per il ceto medio. (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Case popolari per il ceto medio. Si allarga la forbice tra ricchi e poveri, le aziende edili trevigiane ne stanno avendo un riscontro empirico: l'unica fascia di mercato che non conosce flessioni è quella degli immobili di alta gamma. Qualità e rifiniture elevate (e prezzi in linea) per chi ha portafogli immuni da crisi. All'opposto, sta la fetta di indigenti coperti all'edilizia sociale. Nel mezzo, l'ampio e variegato magma di quelli che Claudio Cunial, presidente provinciale dell'Associazione nazionale costruttori edili, definisce (in senso letterale, tutt'altro che spregiativo) "vorrei, ma non posso": giovani coppie, operai, impiegati o dipendenti pubblici, magari nuclei i cui lavora solo il capofamiglia, che vorrebbero trovare una casa nuova, hanno redditi troppo alti per rientrare nelle graduatorie Ater, ma, allo stesso tempo, non possono stare al passo con le quotazioni di mercato, causa erosione del potere d'acquisto e rincaro dei mutui.Un bacino che le aziende non vogliono abbandonare. Ecco allora la proposta dell'Ance: "Il costo del terreno incide non poco sul prezzo di un immobile - sottolinea Cunial -. Si potrebbero fare degli accordi in base ai quali le amministrazioni pubbliche mettono a disposizione dei terreni, le imprese si impegnano a costruire e a mettere in vendita o in affitto a prezzi "calmierati"". Se poi questi lotti fossero situati in aree da riqualificare, si potrebbe ottenere un doppio risultato. È quello che viene definito "social housing" ed è stato sperimentato anche in altre realtà: ora l'Ance vorrebbe importarlo pure nella Marca. "Pochi Comuni, però, hanno inserito questa possibilità nei loro piani territoriali - nota Zelio Pirani, direttore dell'organizzazione, che conta circa 800 aderenti -. Esauriti i fondi Gescal, purtroppo manca una vera politica abitativa".Potrebbe essere uno strumento anche per rivitalizzare un mercato che per il 2008 si annuncia stagnante: "Il settore tutto sommato tiene - ribadisce il numero uno dell'associazione costruttori -, ma avvertiamo qualche rallentamento. Del resto l'edilizia trevigiana è in crescita da nove anni, è logico che prima o poi debba fermarsi". Tanto più che il calo dell'edilizia privata, non è più compensato da quella pubblica, azzerata dai vincoli di bilancio imposti alle amministrazioni locali: "Hanno aperto o stanno partendo alcuni grandi cantieri: bene - chiosa il presidente -. Ma non dimentichiamo tutta la rete di infrastrutture e di servizi di raccordo, di cui la nostra provincia è ancora carente. Rappresenterebbero non solo un'occasione di lavoro per il comparto, ma anche di sviluppo per tutto il territorio". Nessun allarmismo, comunque: "Le nostre imprese hanno ormai un assetto strutturato: un periodo negativo come quello vissuto nei primi anni '90, con numerosi procedimenti di mobilità, non credo si ripeta", tranquillizza Pirani.Mentre le elezioni si avvicinano, l'Ance trevigiana sollecita misure per garantire competitività alle aziende nostrane: riduzione della burocrazia, requisiti più rigorosi per accedere alla professione. E soprattutto, il taglio del costo del lavoro: "Un tema - ricorda Pirani - che riguarda tutte le categorie, ma che tocca in modo particolare le costruzioni, dove ci sono maggiori esigenze di flessibilità e di dare riconoscimenti alle singole professionalità". E che ha risvolti paradossali nel trevigiano: "Si fatica sempre più a convincere i dipendenti a fare gli straordinari - conferma Cunial -: sono tanto tassati che agli operai non convengono. Fatti due conti del "netto" che rimane in tasca, molti rinunciano alle ore in più. E così, pur non giustificandolo, alla fine è inevitabile qualcuno cerchi strade alternative (leggi "fuori busta", ndr)".Mattia Zanardo.

Torna all'inizio


Udine L'evasione? C'è, ma la (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

UdineL'evasione? C'è, ma la fanno vedere più di quello che è. Paghiamo più tasse dei tedeschi: noi il 29.3\%, loro il 24\%. Pressione fiscale troppo alta? Al 43\% è al top in Europa, solo Svezia e Danimarca pagano di più, ma hanno servizi assolutamente migliori.Ma è perché abbiamo un debito pubblico enorme? Bugie, il differenziale del nostro debito pubblico con quello della Germania giustifica tre punti percentuali di differenza di pressione fiscale, non ne abbiamo sei. Un sogno quindi lo slogan pagare meno, pagare tutti? Sì, se non si riduce la spesa pubblica.Quindi non c'è soluzione? "No, c'è e si chiama federalismo fiscale se è accompagnato anche dal federalismo burocratico-amministrativo e gestionale. In Fvg il federalismo fiscale è sostanzialmente applicato e funziona. Vi pagate la sanità e molti altri settori da soli e siate riusciti ad avere una buona sanità senza sprecare risorse".Giuseppe Bortolussi, direttore dell'ufficio studi della Confartigianato di Mestre e assessore al Comune di Venezia, con delega alle attività produttive, incalzato dal giornalista Renato D'Argenio, è stato un fiume in piena questo pomeriggio alla tavola rotonda che si è svolta nel salone del Quaglio della sede di Unicredit Banca (ex sede Banca del Friuli) in via Vittorio Veneto 20, Udine. Dopo i saluti del condirettore Triveneto della Unicredit Banca, Enrico Gava, via a domande e risposte alle quali hanno risposto anche l'assessore regionale Enrico Bertossi e il presidente di Confartigianato del Fvg Graziano Tilatti, che non sono stati da meno. "Noi - ha detto Bertossi - oltre al debito pubblico, abbiamo un sistema burocratico-amministrativo autoreferenziale con alti livelli di inefficienza che si autoalimenta promuovendo leggi e regolamenti sempre più complessi. Anche se siamo una regione a statuto speciale, poco possiamo fare per snellire e rendere più efficiente la macchina burocratica. Che fare quindi? Due cose: riformare la burocrazia introducendo principi di efficienza e di efficacia, e una gestione più diretta e trasparente fra fiscalità e cittadini che si può ottenere solo con il federalismo fiscale".Parole che hanno fatto bene alle orecchie del presidente di Confartigianato del Fvg Graziano Tilatti, che da anni si batte per un sistema Paese più efficiente, che non consideri le imprese come una malattia inguaribile e gli imprenditori come degli stregoni, ma sia al servizio delle imprese. "Essere al servizio delle imprese - ha detto Tilatti - significa essere a servizio dei cittadini. Imprese più efficienti sono imprese con maggiore redditività e quindi in grado di trasferire sul territorio maggiori risorse".

Torna all'inizio


AGRICOLTURA: CIA TOSCANA, BUROCRAZIA FRENA SVILUPPO (sezione: Burocrazia)

( da "Metronews" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Agricoltura: cia toscana, burocrazia frena sviluppo 07/03/2008 15:46 Firenze, 7 mar. - (Adnkronos) - Una richiesta per migliorare la stalla presentata nell'aprile 2002 e' stata approvata nel giugno 2007. Tempi di autorizzazione biblici. Questo e' soltanto un esempio dei 50 casi di malaburocrazia rilevati in tutta la Toscana dalla Cia. Una situazione ad handicap per le aziende agricole della regione contenute nel primo dossier elaborato dalla Confederazione italiana agricoltori toscana presentato quest'oggi a Firenze. Le problematiche - si legge in un comunicato della Cia - derivano dalle norme regionali, dalle disposizioni previste dai Piani territoriali di coordinamento delle province, dagli atti e comportamenti a livello comunale. Ma nel marasma delle anomalie dell'agricoltura toscana emerge anche una "buona prassi" in provincia di Siena.

Torna all'inizio


15:22 AGRICOLTURA: DOSSIER URBANISTICA, IN TOSCANA TEMPI BIBLICI (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Firenze AGRICOLTURA: DOSSIER URBANISTICA, IN TOSCANA TEMPI BIBLICI (AGI) - Firenze, 7 mar. - Una richiesta per migliorare una stalla, presentata nell'aprile 2002, e' stata approvata nel giugno 2007. Tempi di autorizzazione biblici. Questo e' soltanto un esempio dei 50 casi di malaburocrazia rilevati in tutta la Toscana dalla Cia. Una situazione ad handicap per le aziende agricole della regione contenute nel primo dossier elaborato dalla Confederazione italiana agricoltori toscana presentato quest'oggi a Firenze. "Le problematiche - si legge in una nota - derivano dalle norme regionali, dalle disposizioni previste dai Piani territoriali di coordinamento delle province, dagli atti e comportamenti a livello comunale". Ma nel marasma delle anomalie dell'agricoltura toscana emerge anche una "buona prassi" in provincia di Siena. La Cia Toscana e' arrivata alla presentazione di questo dossier dopo una serie di iniziative pubbliche che sono culminate con gli incontri, per illustrare le problematiche principali emerse, con il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini e con i rappresentanti di Uncem, Upi e Anci della Toscana. "Stiamo assistendo ad anomalie della burocrazia che non sono piu' sostenibili - ribadisce il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci -; il disagio degli imprenditori agricoli di fronte a norme urbanistiche ed atteggiamenti punitivi nei confronti dell'agricoltura ha raggiunto un livello di emergenza che mette in crisi l'intero sistema toscano, determinando un blocco degli investimenti proprio nella fase di avvio del Piano di Sviluppo Rurale, attraverso il quale si punta a rilanciare la competitivita' del comparto agricolo". Pascucci, propone l'attivazione del tavolo regionale per approfondire ed elaborare le strategie del futuro per il buongoverno del territorio rurale sintetizzato nella "Carta delle aree rurali" elaborata dalla Cia Toscana, presentata nel convegno di gennaio, quale strumento di concertazione e di condivisione di priorita' e di indirizzi programmatici per governare i territori rurali che rappresentano il 95% del territorio toscano, per una migliore definizione di scenario della loro programmazione che tenga conto delle evoluzioni e dei cambiamenti in atto valorizzando la biodiversita', le funzioni produttive, sociali ed ambientali che svolge l'impresa agricola". (AGI).

Torna all'inizio


Johnson dai Suns a sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta Dello Sport Online, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

">stampa | chiudi 07 marzo 2008 Johnson dai Suns a sindaco "Il 3 giugno votate per me" L'ex-guardia di Phoenix, tre volte All Star, si è candidato a primo cittadino di Sacramento. "Serve un cambiamento e serve ora". La sua vita dopo il ritiro nel 2000 e i precedenti simili SACRAMENTO (Usa), 7 marzo 2008 - Due giorni fa Kevin Johnson è salito sul palco del vecchio Guild Theater, a Sacramento , nel quartiere di Old Park, dove è nato e cresciuto. Davanti alla folla che lo acclamava, l'ex guardia dei Phoenix Suns, tre volte All Star, ha annunciato: "Sì, mi candido a sindaco. Votate per me il prossimo 3 giugno". KJ VS FARGO - Non sarà una corsa facile quella del 42enne Johnson alla poltrona di primo cittadino della capitale della California. Dovrà sfidare Heather Fargo, sindaco in carica che punta al terzo mandato. Ma KJ non molla: "Abbiamo bisogno di un cambiamento, e ne abbiamo bisogno ora - ha detto nel suo discorso al Guild Theater -. Ho parlato con molta gente il mese scorso, chiedendo quali siano i problemi principali che si avvertono a Sacramento: troppa burocrazia, inefficienza e una certa stanchezza da parte del governo cittadino. Credo di poterli risolvere". FILANTROPO - Da quando si è ritirato, nel 2000, dopo dodici anni di Nba, Kevin Johnson ha dedicato quasi tutto il tempo a disposizione alla sua città natale; in particolare attraverso la Saint Hope, un'associazione di beneficienza da lui fondata e diretta che ha anche ristrutturato il Guild Theater. Attualmente i sondaggi non danno indicazioni molto chiare: il 29% voterebbe l'ex guardia dei Suns, il 28% la Fargo, ma tutti gli altri sono ancora indecisi. Tra gli interpellati, il 36% ritiene che l'attuale sindaco abbia governato bene, mentre il 35% giudica negativamente il secondo mandato della signora Heather. CARI COLLEGHI - Un giocatore di basket in politica? Johnson non sarebbe il primo. Basti pensare a Bill Bradley, ex stella, tra l'altro, dell'Olimpia Milano, che dal parquet è addirittura arrivato al Congresso degli Stati Uniti. Senza dimenticare Barack Obama, attuale concorrente alle primarie del Partito Democratico, il quale ai tempi del college aveva "assaggiato" la palla a spicchi. In pochi, forse, sanno di un altro ex della Nba, Terry Dehere: l'ex prima scelta dei Clippers, oggi è membro, oltre che del Partito Democratico, dell'ufficio educazione di Jersey City. PRECEDENTI - Ma di sportivi, in generale, entrati in politica è pieno il mondo. In Italia basti pensare a Pietro Mennea e Gianni Rivera: oppure, all'estero, a Sebastian Coe (l'ex primatista degli 800 metri, parlamentare in Inghilterra dal 1992 al 1997) o a Gregorz Lato (attaccante della nazionale polacca, senatore nel suo Paese dal 2001 al 2005), fino al caso di George Weah, candidato, senza successo, alla presidenza della Liberia tre anni fa. Ora tocca a Kevin Johnson che, vincendo, potrebbe andare a formare un ticket tutto particolare con il governatore della California, Arnold Schwarzenegger: anche lui, ex sportivo. La rincorsa, da Old Park, è partita. Alessandro Ruta.

Torna all'inizio


Veltroni: "Voglio un Paese in cui sia semplice produrre" (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Politica Interna Veltroni: "Voglio un Paese in cui sia semplice produrre" Liberare il Paese dai "lacci della burocrazia" e garantire che, se il Pd vince le elezioni, "si potrà dar vita ad una impresa in un solo giorno". L'unico adempimento obbligatorio sarà il rispetto della legge 626 sulla sicurezza. È "l'impegno" che Walter Veltroni assume davanti alla platea dei Confartigianato. "Capovolgiamo lo schema: diamo fiducia ai cittadini, mentre il compito dello Stato sarà quello di verificare la regolarità delle operazioni a valle". Per Veltroni, "lo Stato deve stare dalla parte di chi produce la ricchezza nazionale: ci sono troppi adempimenti burocratici, il Paese è lento e lo Stato sembra esigere dal cittadino ciò che già ha nella sua disponibilità, per esempio tutti quei certificati che richiede". Ebbene, "io mi prendo qui, davanti a voi, un impegno: un'impresa in un giorno, perchè la mia ossessione è quella di fare di questo Paese un Paese semplice". Capezzone. "Dopo aver copiato mezzo programma dalla Cdl, Veltroni si riduce a copiare anche me". Lo dichiara Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net. "Giovedì è andato a Confartigianato a presentare come sua grande idea l'apertura immediata delle imprese. È abbastanza comico - spiega - che abbia preso pari pari la relazione della mia proposta di legge che abbia copiato la soluzione giuridica e che abbia solo omesso di citare la fonte, cioè la mia proposta di legge". Edizione n. 855 del 07/03/2008.

Torna all'inizio


È uno degli effetti della nuova normativa urbanistica approvata dalla Regione: meno burocrazia e attenzione alla salvaguardia dell'ambiente Via i cartelloni pubblicitari che inquin (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ano il paesaggio Infestano i lati delle strade: via per legge regionale i cartelloni pubblicitari Quanto sono brutti i cartelloni pubblicitari che infestano il paesaggio lombardo ai bordi delle strade provinciali e che spuntano ovunque ci sia uno spazio da occupare. Adesso stop. L'inquinamento pubblicitario sarà cancellato presto: un colpo di spugna dato dalle norme urbanistiche approvate ieri dal Consiglio regionale, che integrano e approfondiscono la politica urbanistica delle Regione condensata nella legge 12. Meno burocrazia, procedure più veloci, attenzione alla salvaguardia del bene paesaggio e dell'ambiente. "Con questa legge tutte le strade e le infrastrutture di mobilità dovranno prevedere adeguate opere di mitigazione ambientale - commenta il capogruppo di Forza Italia in Regione, Giulio Boscagli - Non sarà più possibile costruire a ridosso di autostrade e ferrovie, nè coprirle con cartellonistica pubblicitaria. Ed ogni comune dovrà prevedere dotazioni di verde adeguate per il suo territorio". Non solo: il recupero delle aree degradate diventa obiettivo prioritario rispetto al consumo di territorio verde: "Il recupero delle aree ferroviarie nei centri urbani sarà equiparato al recupero delle aree industriali dismesse", continua Boscagli, che aggiunge: "Potremo anche vedere sulle nostre montagne i piccoli masi per l'agricoltura, come si vedono sulle Dolomiti". È prevista inoltre una forte accelerazione dell'edilizia eco-compatibile, grazie al concetto di compensazione energetica, mentre i Comuni dovranno prevedere nei regolamenti edilizi la certificazione energetica degli edifici. Un ruolo di primo piano anche per le aree agricole, non più considerate residuali: "Un ulteriore esempio di come l'urbanistica non sia più intesa solo come "costruito", ma sia concepita guardando all'ambiente in generale con l'edificazione valutata insieme al verde". Obiettivo: Lombardia più bella, la legge è un mezzo per valorizzare le specificità storico urbanistiche del suo territorio. L'assessore provinciale all'urbanistica, Emanuele Panzeri sottolinea con soddisfazione il fatto che sia stato ritirato l'emendamento cosiddetto "ammazzaparchi" che prevedeva la facoltà ai Comuni di individuare aree per costruire e avocava la Regione la decisione in caso di conflitto. "Un'impostazione che non condividiamo affatto", dice Panzeri. Che si congratula anche per "la migliore definizione del compito di coordinamento per le attività di pianificazione: si rafforza così l'impostazione data al piano territoriale". Qualche ombra però per quanto riguarda il ruolo della Provincia che, secondo Panzeri, "non è stato preso in considerazione". Anche per quanto riguarda le aree agricole, secondo Panzeri fa difetto la chiarezza sulle modalità per individuarle". La nuova normativa comunque introduce la semplificazione delle procedure programmatorie per i piccoli comuni che potranno procedere più spediti con minori costi nella realizzazione dei loro piani di governo del territorio. "Nello stesso tempo però - dice Boscagli - abbiamo fortemente incentivato la pianificazione intercomunale per evitare che nel futuro si ripetano errori progettuali che hanno permesso di accostare insediamenti industriali di un comune a zone residenziali di un altro".

Torna all'inizio