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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (68)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

San Giulianon L'assessore Salvato: <Una serie di fattori ha impedito all'iniziativa di decollare> ( da "Cittadino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inevase per burocrazia e taglio dei fondi San Giuliano La pratica per il ricongiungimento dei famigliari degli stranieri residenti a San Giuliano rimane sempre un rebus con il corredo di disagi e lamentele. Non è più ripartito infatti l'iter che doveva assicurare meno code e tempi più celeri per la richiesta e l'ottenimento dei ricongiungimenti agli immigrati che ne facevano richiesta.

Bottacin contro Trento e Reolon Venezia ha aiutato il Bellunese ( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bensì anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea". Bottacin preferisce citare le cose fatte, a cominciare dal piano di sviluppo rurale che prevede importanti contributi proprio per le aree Sic e Zps. "Degli oltre 914 milioni di euro destinati al Veneto, 303 miioni sono per la montagna".

Ha chiuso la bella rassegna d'organo in San Francesco ( da "Cittadino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: guarda oltre la mera concretezza di burocrazia e di ciclopiche spese di gestione. Lasciateci sognare, visto che ce ne avete dato l'opportunità. Nell' ultimo concerto del trittico In Tempore paschali, l'applauso conclusivo è stato tributato al solido temperamento di Maurizio Salerno, interprete dalla spiccata vena virtuosistica, tesa ad una strumentalità dai colori accesi e dall'

Patti territoriali, sviluppo da 50 milioni ( da "Trentino" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia". Elio Casarotto, riconoscendo che il settore industria si è rivelato quello più innovativo, parla invece di "occasione persa". "è stato fatto un buon lavoro, ma con alcune negligenze", tra cui aver puntato sul turismo (1 sola domanda presentata), la lentezza dei Comuni, i tempi troppo lunghi e l'eccessiva burocrazia.

Il presidio farmaceutico salutato come una manna ( da "Trentino" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per l'anacronistica burocrazia la struttura realizzata in via Stazione, nei pressi dell'incrocio con la statale rivana, non sarà comunque una vera farmacia, bensì un presidio sanitario con conseguenti limitazioni sull'orario (24 ore settimanali) e sulla disponibilità di prodotti parasanitari.

La burocrazia frena gli investimenti - alessandra carini ( da "Nuova Venezia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Economia La burocrazia frena gli investimenti Tomat: "Il Nordest è penalizzato da regole che lo rendono poco attrattivo" La Bonlex apre domani a Motta di Livenza: l'a.d. ha un visto di soggiorno per un anno Incontro Italia-Giappone a San Servolo ALESSANDRA CARINI VENEZIA.

La città che si scopre solidale: storie di immigrati a lieto fine - antonello palmas ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia lo impedisce. Paola ha scritto una lettera a tutte le autorità possibili, anche alla Presidenza della Repubblica, ma senza esito. Allora li fa visitare da amici medici, anche se la diagnostica poi è impossibile. "Per fortuna Sassari è generosa - spiega - anche se dai servizi sociali del Comune ci si aspetterebbe più attenzione e al consultorio ci hanno dato una mano per

Terreno agricolo chiuso dal guard rail ( da "Nuova Venezia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa non è una storia di ordinaria burocrazia, come sembrerebbe a prima vista. Siamo intervenuti per evitare incidenti. Ci siamo accorti che la bretella di accelerazione per immettersi sulla Romea era troppo corta, dunque pericolosa. Abbiamo deciso di allungarla, prolungando anche il guard rail di 250 metri.

Si apre l'era tondo: sobrietà e tagli alla burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sobrietà e tagli alla burocrazia Il governatore presenta la squadra: discontinuità dal passato, l'Euroregione non affascina INSEDIATO L'ESECUTIVO LA NUOVA GIUNTA dall'inviato PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Sburocratizzazione, Insiel, Ferriera di Servola, riorganizzazione della macchina regionale, ricognizione del debito della Regione.

Pavia, si può aiutare l'impresa ( da "Provincia Pavese, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a suo dire ostacolato da una burocrazia "cieca e insensibile". Siccome la questione posta è rilevante, provo a rispondere, formulando in chiusura una proposta. Il signor Busi ha acquistato anni fa un terreno a destinazione agricola, contiguo all'azienda di sua proprietà già esistente in zona nord Pavia, con l'intenzione di ampliarla.

Crisi del mobile sempre più grave - roberto morello ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la burocrazia eccessiva e le carenze riscontrate negli enti pubblici. Quindi, ma non ultima, le regole bancarie di Basilea seguendo le quali le banche valutano il fido da concedere sulla base degli investimenti per il miglioramento dell'azienda.

<La mia ricetta: solide riforme e più senso civico> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rendano più veloce ed efficiente la burocrazia, snelliscano i tempi e le attese. E serve un quadro legislativo semplificato dove gli imprenditori, ma non solo loro, possano muoversi a loro agio. Perchè è nel caos delle leggi che ci si può nascondere meglio, come all'interno di una giungla, scegliendo di non fare il proprio dovere.

Giunta tondo, priorità a famiglia e sicurezza ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fa partire lo smantellamento annunciato della riforma della burocrazia regionale, la più aborrita a palazzo, abolendo la direzione generale che fu di Andrea Viero e quella alla comunicazione che è ancora di Fabio De Visintini. Conferma un ritorno all'antico di Friulia diventata una holding che non piace, mai piaciuta, al centrodestra.

Diritti civili e leggi di emergenza dibattito in memoria di franco serantini ( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della morte di Serantini affogarono nella burocrazia giudiziaria italiana e nei "non ricordo" degli ufficiali di PS presenti al fatto. Nel 1975 il giornalista Corrado Stajano raccolse raccolse in un appassionato volume ("Il Sovversivo", Einaudi, ristampato poi dalla Bfs) la vita di Serantini contribuendo a mantenere in vita il ricordo del ragazzo sardo.

Morì sul lavoroi parenti da 7 mesi aspettano l'autopsia ( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e oltre al dolore questa pratica che può sembrare solo burocrazia giudiziaria comporta gravissime conseguenze per noi familiari...". L'accusa è di Nadia Viglizzo, sorella di Gianfranco Viglizzo, l'artigiano quilianese di 38 anni morto nell'ottobre scorso mentre eseguiva una manutenzione sul tetto della Cartiera Verde Romanello di Varazze.

Tondo: sobrietà e meno burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al suo posto Alessandro Della Mea Pd, si apre il caso dei portaborse Tondo: sobrietà e meno burocrazia Regione, ieri la prima giunta. Il programma del governatore. Oggi il consiglio, il Pdl si spacca sul capogruppo Ipotesi Di Centa nel governo: potrebbe avere lo sport o la delega per la montagna I SERVIZI ALLE PAGINE 2, 9 E 10 TRIESTE.

L'Italia è uscita dall'età dell'oro: ora si organizziper non perdere la competizione globale ( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienze di istituzioni e burocrazie; un'eredità di cui avremmo fatto volentieri a meno. Proprio voi avete fatto perdere ai lavoratori la coscienza e l'orgoglio della propria indipendenza e dignità. Gli interessi del lavoratore li interpretiamo noi, che creiamo le condizioni per l'espansione economica e cerchiamo di reprimere la piccola delinquenza a vantaggio dei ceti più poveri.

Il mio sessantotto in salsa californiana - anthony giddens ( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si contestava la burocrazia - un atteggiamento ripreso in seguito, come polemica di facciata e in maniera perversa, da molti politici di destra - senza rendersi conto che in una società complessa un certo grado di coordinamento burocratico è di importanza vitale.

Di GIANCARLO CAPECCHI <L IBERARE il sistema produttivo, anche maremmano, ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia se si vuole programmare lo sviluppo economico e ridare fiducia ai piccoli e medi imprenditori". Questo l'appello di Renzo Alessandri, direttore della Cna, ai parlamentari maremmani (e non solo naturalmente) perché di adoperino da subito "perché si possa passare da un'amministrazione che controlla ad una che autorizza e rovesciare la logica che impone obblighi su obblighi

SERRA S. QUIRICO <MALATI di Niente> stasera sarà ospite della Rasseg ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: libertà dalla violenza delle istituzioni totali, libertà dalla stupidità e dalla rigidità della burocrazia". E stasera tutto questo sarà per la prima volta a Serra San Quirico con tre appuntamenti destinati ai giovani ed ai giovanissimi studenti che ogni anno giungono a Serra San Quirico da tutta Italia per prendere parte alla Rassegna teatrale.

<Test per diventare italiani> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mera burocrazia, alla data insomma in cui è stata è presentata la domanda. È una questione di caratteristiche, che vanno accertate da un preciso test e da una commissione apposita. Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute del Comune e Responsabile Immigrazione di Alleanza Nazionale ne è convinto:"Dieci anni per ottenere la cittadinanza non sono pochi ma neppure troppi.

Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni di Natalia Danesi A Brescia il 35 per cento delle domande inviate dai datori di lavoro nell'ambito del Decreto flussi 2007 per l'assunzione di stranieri non comunitari viene rigettato oppure respinto al mittente per mancanza di documentazione.

Ordine pubblico al primo posto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si è prefissato tra le altre cose di abbattere la burocrazia negli uffici della polizia per accrescerne la presenza nelle strade, di aumentare le perquisizioni per individuare chi è armato di coltelli e munire tutti gli autobus con telecamere in diretta. Oltre ad aumentare il personale in divisa alle fermate di autobus e stazioni.

Assediati dalla idiot art ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, gli "eredi di Stalin", in liriche e poemi di innegabile abilità versificatoria. Oggi per molti russi amanti della poesia è solo il protagonista di una serie di aneddoti che ne immortalano l'equilibrismo ideologico ("dissidente- cortigiano", "valvola da cui la locomotiva lasciava uscire il vapore perché non scoppiasse la caldaia"

LEGGO sul giornale "A cosa servono le circoscrizioni?" e fatico a capire il nesso tra l'edilizia a S ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza questo prezioso anello di congiunzione tra un ente talvolta astratto e oppresso dalla burocrazia e la vita della città di tutti i giorni. Qualcuno le vuole cambiare nel numero, qualcuno le vuole cambiare nella struttura, ma per favore che non siano troppo diverse da quel che sono, da quel che fanno, da tutto quello che danno alla città.

HANNO RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani rinchiusi in un recinto vicino al torrente Verd ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I volontari sono pronti ad intervenire per garantire la salute degli amici a quattro zampe in ogni momento, ma spesso per risolvere questioni pratiche e non compromettere il destino dei cani hanno bisogno del sostegno delle autorità sanitarie che però, secondo i rappresentanti dell'associazione sembra siano un po' troppo vincolati dalla burocrazia.

<Noi anziani siamo tartassati dalla burocrazia> ( da "Adige, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La protesta "Noi anziani siamo tartassati dalla burocrazia" In tanti, in questi giorni, telefonano alla redazione dell'Adige per commentare le pagine con le dichiarazioni dei redditi. Qualcuno ci chiede come mai vengono pubblicati i redditi solo di Trento e Rovereto, ma non di altri paesi (come Mori, Ala e Folgaria).

Il suolo pubblico della discordia Via alla crociata dei commercianti ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pubblicato ancora qui a fianco per la segnalazione di burocrazie assurde e pazze) segnalando gli "errori" di cui si sente vittima: multe su multe inflitte dalla polizia municipale per le maglie e le camicie messe in bella vista fuori dal punto vendita. Alle quali ha fatto seguire altrettanti ricorsi alla Prefettura e al Giudice di pace.

Pd, i giovani chiedono il congresso <Nel partito servono voci nuove> ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia nel partito" Pd, basta con "il partito zombie". Basta con "il macigno dei funzionari" e dei soliti noti. Ribolle, il partito di Walter Veltroni. Il giovane segretario Maurizio Martina parla della necessità di una "svolta popolare", dell'urgenza di una "messa a terra" per chi si è scoperto un po' troppo elitario.

Il popolo degli scomparsi in Italia sono 23.545 ( da "Repubblica.it" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: svelando come si possa scomparire, di fatto, anche per mano di una burocrazia mortuaria che divide le proprie competenze tra comuni, asl, ministero della ricerca scientifica. C'è infine un ultimo numero. 13 mila 898 (5.935 maggiorenni; 7.963 minori). Statisticamente significativo, socialmente neppure percepito.

<Bisogna sconfiggere le idee assistenzialiste> ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se si pensa alla burocrazia italiana... "Forse sono anche pochi, però vanno impiegati diversamente. Sui problemi seri. Lì c'è troppo burocraticismo. Lì dentro non ci si sente a casa propria". Come mai dà questo senso di estraneità? "è l'aria che si respira. è come andare da una controparte, non in un posto nel quale si lotta tutti insieme.

<Giù il muro, liberateci le ville> Capri, i villeggianti insorgono ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per scongiurare questa jattura la burocrazia muncipale e gli avvocati sono già al lavoro e un primo risultato è stato raggiunto ieri mattina perché i due sindaci hanno convocato per venerdì una conferenza dei servizi con il proposito di trovare un accordo o, almeno, di mettere una pezza in attesa di una soluzione definitiva del problema della messa in sicurezza del costone.

Per le imprese inizia la fase due ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto nel mondo dell'accademia: troppa burocrazia, rischio di arbitrio nelle decisioni e di accesso alle provvidenze riservato a una platea ristretta. Ma il progetto era piaciuto alle imprese. "Se il nuovo Governo – commenta Modiano – deciderà di portarlo avanti, le banche possono contribuire a migliorarlo.

Corsi di recupero, presidi in rivolta ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia, troppi paradossi (domanda di una prof: "Se faccio 9 ore di latino e greco alla settimana, a cosa serve un corso di 15?"). Pessina conclude: "Forse era meglio avere tutta l'estate per studiare ". La pensa così anche Michele D'Elia del Vittorio Veneto: "Sistema troppo pasticciato: aveva più senso ripristinare i vecchi esami.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la vecchia diffidenza della burocrazia italiana per l'uso che i cittadini potrebbero fare della loro libertà. A ogni consultazione elettorale capita che ci siano elettori che vorrebbero inserire la scheda dentro l'urna in quanto sono convinti di essere nel giusto, dato che hanno visto foto e servizi in tv di vip che pongono la propria scheda nell'urna.

Torna a riunirsi dopo quasi un anno di inattività la commissione avvocatura, espropri e contenz ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Parliamo, appunto, del sito dismesso dell'ex Svar, della metro e perfino di parchi progettati per riqualificare interi quartieri in balia del degrado e poi, inspiegabilmente, caduti nel dimenticatoio. Così la commissione prende atto, con qualche malumore della stessa maggioranza, di una serie di impedimenti che bloccano anche le opere che sembravano prossime alla realizzazione.

Qui la Cina non è un rebus ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le aree occidentali più competitive grazie alla burocrazia più snella Micaela Cappellini Per chi ha scelto di fare affari in Cina, le province centrali di Chongqing e di Chengdu possono non suonare familiari, a differenza di Shanghai o di Guangzhou. Eppure, è il caso di segnarsi questi nomi: sono quelli delle aree che stanno correndo di più nel semplificare il clima di business,

La nota stonata sono i calzini bianchi di Michele Di Marco. Ricordano il Carlo Pace dell'esordi ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appoggio di molte e decisive burocrazie statali. I quindici milioni per la copertura del teatro d'Annunzio sono arrivati da un grande amico della nostra città come l'ingegnere Balducci. Pino De Domincis, poi, ricorda benissimo che i più generosi finanziamenti statali per le strade della nostra provincia arrivarono da un governo politicamente ermafrodita come il gabinetto Dini"

SAN BENEDETTO Nonostante tutto ciò che è accaduto ci siamo salvati . I ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è che non mi fido del Comune ma sono i tempi della burocrazia a farmi paura. Non possiamo arrivare a giugno senza avere delle certezze". La questione stadio potrebbe inficiare i programmi futuri? "Faremo tutto in base a ciò che ci potremo permettere e non promettiamo mare e monti. Per mesi siamo stati presi in giro, dicendoci che ci siamo messi i soldi in tasca.

L'associazione culturale "Nuove armonie" rompe qualunque tipo di armonia, ammesso che ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E questo dato lo possiamo testimoniare personalmente, avendo chi firma frequentato tutti gli istituti musicali abruzzesi. Abbiamo avuto modo di approfondire cosa si pensa realmente del nostro istituto a livello regionale". Secondo "Nuove armonie" negli anni il nome del Braga si sarebbe trasformato "da simbolo di musica a orpello di burocrazia".

Una giustizia senza colpevoli - omar monestier ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo in balia del caso, delle burocrazie? Bastano una dimenticanza, una pigrizia, un uomo, dunque? No. Voglio continuare a sperare che la giustizia veneta sia un sistema fatto di regole e non un percorso a ostacoli, all'interno del quale basta un accidente per far saltar fuori inefficienze, rigidità, disfunzioni.

L'istituto braga sconta una gestione miope ( da "Centro, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: trasformato da simbolo di musica a orpello di burocrazia". "Nuove armonie" ricorda infine nel suo comunicato che "la risposta al nostro intervento all'assemblea pubblica indetta dallo stesso Braga, nel quale chiedemmo con forza le dimissioni del direttore Castagna: ci è stato detto che non siamo noi a poter proporre certe idee.

Dall'osteria dello <zio Bugin> una lunga avventura su due ruote ( da "Giornale di Monza" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se poi si aggiungono i balzelli della burocrazia. "La verità è che le corse diminuiscono ogni anno per i troppi veti e i problemi del traffico. Noi abbiamo abbiamo un percorso e ci guardiamo bene dal cambiarlo. Ma dalla nuova Provincia ci aspettiamo qualche intoppo in meno e qualche aiuto.

Non toccare il latifondo: c'è la terra dietro l'<autonomia> dei più ricchi ( da "Manifesto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ed è riuscito a deviare il caso in qualche vicolo cieco della burocrazia. Al di là della retorica sulla libertà e democrazia che ha conquistato tutta la classe media cruceña, il caso Marinkovic è l'emblema di quello che il federalismo giuridico e amministrativo invocato dagli "civici" nasconde: la salvaguardia della ricchezza e la copertura delle frodi dell'oligarchia cruceña.

Francesco De Gregori: il suo nuovo cd si intitola Per Brevità Chiamato Artista ( da "Musicalnews.com" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia. Esce il 23 Maggio, si compone di 9 brani tra cui L'angelo di Lyon, brano americano tradotto dal fratello Luigi Grechi. Chi e' esperto di contratti discografici, avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia.

Il rispetto delle regole? Comincia in classe ( da "Denaro, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia". Il comandante Schettini sottolinea l'importanza dell'educazione al rispetto delle regole, a cominciare da quelle della circolazione. "Incontri come quello odierno permettono di avvicinare i ragazzi alle forze dell'ordine, fugando una diffidenza spesso radicata e difficile da combattere".

Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni ( da "Brescia Oggi" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni Il 35 per cento delle domande respinte oppure incomplete Consegnati 300 nulla osta I posti disponibili sono 7.676  .

L'appuntamento fisso è al martedì ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: storie di ordinaria burocrazia, assurdità che si protraggono da anni senza soluzioni. Ci sono tante piccole storie che non hanno, normalmente, la forza di diventare "notizia". Con questa rubrica si vuole dare rilievo anche a queste. E non per desiderio di sottolineare le inefficienze in modo gratuito.

"La Fao è un inutile spreco di soldi" ( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempo viene contestato alla Fao di avere una burocrazia lenta e costosa, che assorbe gran parte del suo budget solo per mantenere se stessa. Lo denunciava già il giornalista Livio Caputo tre anni e mezzo fa (Il Giornale, 9 dicembre 2004): "L'agenzia dell'Onu, in particolare, è considerata un carrozzone burocratico che spende più della metà delle sue entrate per le proprie esigenze"

Milano NOSTRO SERVIZIO È ( da "Gazzettino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A differenza dell' Italia, purtroppo, Oltralpe ho trovato una grande capacità di decisione, oltre al grande rispetto per ogni forma d' arte e per la qualità. Da noi invece ad averla vinta sono sempre le pastoie della burocrazia".Bruno Marzi.

L'INTERVENTO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è soffocante, pesante, piena di carte bollate, documenti, specificazioni, richieste di chiarimenti, attestazioni, normative, soprattutto quando si tratta di assegnare un suolo ed un edificio pubblico o cambiare destinazione d'uso..

Tutela del territorio, il Parco fa scuola ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ma è il risultato di operazioni che sono attuate, come le iniziative per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili, per la raccolta differenziata o il risparmio energetico negli edifici pubblici". "Il progetto ha commentato il sindaco di Ponte nelle Alpi Fulvio De Pasqual- è stato d'aiuto all'amministrazione poiché ha introdotto nuove ed efficaci modalità per affrontare

Pubbliche le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani pag.1 ( da "Trend-online" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il trattamento per le finalità "implicite" dovrebbe essere sempre consentito, mentre dovrebbe essere esplicitamente autorizzato l'utilizzo dei dati per scopi diversi. Mentre adesso tutto viene spesso risolto con una generalissima informativa che aggiunge burocrazia ma non introduce tutele reali. Banche e Risparmio [http://banche.blogspot.com].

Grotte, Orlando si fa da parte naccio ( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per semplificare la burocrazia e migliorare il comparto sanitario, per realizzare il ponte sullo Stretto e ammodernare la rete viaria. E per gli agrigentini la costruzione dell'aeroporto e dell'autostrada Agrigento - Caltanissetta". Durante il dibattito, è stato anche fatto il punto della situazione in viste delle amministrative previste per il prossimo mese di giugno.

Agenda ( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minore burocrazia. Un menù di situazioni molto ricco che ha permesso al presidente Catuara di evidenziare gli sforzi che il Consorzio sta producendo per rendere più facile il lavoro di chi investe nel territorio, creando occupazione e sviluppo. A far intuire che l'atmosfera sia destinata a rasserenarsi c'è soprattutto la notizia dell'

Amministrazione ( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avendo ottenuto una proroga di 15 giorni, rispetto alla scadenza del 30 aprile imposta dal ministero della Salute. Infine, ha ribadito fiducia nella burocrazia spronandola a raggiungere gli obiettivi prefissati sui quali vigilerà il governo nella sua collegialità. Insomma, non ci saranno orticelli privati di questo o quell'altro assessore.

CONSULTAZIONI/ THALER: CON NAPOLITANO PARLATO DI RIFORME E ( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problema importante che è stato sottoposto al presidente è quello delle riforme - ha aggiunto la Thaler - perché il Paese ha bisogno di segnali forti. Ma abbiamo anche parlato del potere d'acquisto che deve essere migliorato e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, oltre che della troppa burocrazia per le piccole e medie imprese: sono emergenze da affrontare presto".

SCUOLA/ UIL: PER RILANCIO ISTRUZIONE MENO BUROCRAZIA, PIU' ( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Tra le polemiche si costruirà vicino Modena una mega struttura per lo stoccaggio del gas ( da "Panorama.it" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il progetto dovrà superare il lungo percorso a ostacoli della burocrazia italiana fatta di Valutazioni d'impatto ambientale e autorizzazioni degli enti locali. E nonostante il parere positivo espresso dall'Assindustria modenese, [6] enti locali, [7] comitati cittadini e i [8] blog del no, sono già sul piede di guerra.

Il grillo sparlante colpito e affondato ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;

Sconfitti dalle loro bugie ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;

Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.

I prezzi salgono con tasse e burocrazia ( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Prezzi ( da "Provincia di Como, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è depressa perché abbiamo troppe tasse e troppa burocrazia, oltre che un numero esorbitante di impedimenti a fare e intraprendere. In questo senso ha ragione l'on. Maurizio Sacconi quando dichiara che "la soppressione dell'Ici e la detassazione degli straordinari e dei premi aziendali possono consentire questo risultato (un rafforzamento del reddito familiare,

<Che grave errore cacciare le industrie da Lecco> ( da "Provincia di Lecco, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia esagerata e infrastrutture carenti. E non si riesce neppure a rimanere in provincia" Terreni troppo cari, aree miste che creano più danni che vantaggi e infrastrutture che scarseggiano. Queste le pecche del territorio, individuate da Maurizio Bario, direttore di Api Lecco e che spiegherebbero il perché la città non sia in grado di trattenere le imprese.

IL TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.

PD/ PENATI E LANZILLOTTA A MILANO: ECCO PERCHE' ABBIAMO ( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basta quindi ad porsi come quelli "che difendono l'Europa comunque e sempre. Anche quando l'Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l'apertura delle frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell'area metropolitana milanese. (segue).

Parte l'autogestione in alcuni palazzi Atc ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a causa della burocrazia, occorreva troppo tempo perché fossero affrontati dall'Atc e che invece, con un accordo tra gli inquilini, potrebbero trovare più facile soluzione. Con l'intervento del vigile di quartiere, e degli assessori alla Sicurezza, Enrica Pugno, e ai Servizi sociali, Fabio Lavagno, si è così arrivati a incontri con gli inquilini e alla decisione dell'


Articoli

San Giulianon L'assessore Salvato: <Una serie di fattori ha impedito all'iniziativa di decollare> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sportello stranieri, è caos totale Le pratiche inevase per burocrazia e taglio dei fondi San Giuliano La pratica per il ricongiungimento dei famigliari degli stranieri residenti a San Giuliano rimane sempre un rebus con il corredo di disagi e lamentele. Non è più ripartito infatti l'iter che doveva assicurare meno code e tempi più celeri per la richiesta e l'ottenimento dei ricongiungimenti agli immigrati che ne facevano richiesta. Un servizio salutato con favore dai diretti interessati, che però non hanno fatto i conti con la proverbiale burocrazia italiana, che allunga i suoi tentacoli poderosi anche in periferia. A San Giuliano superano il centinaio le domande di ricongiungimento avanzate, ancora in attesa di un riscontro. Nelle intenzioni, doveva essere un progetto fortemente innovativo, che aveva visto gli enti locali di San Giuliano e San Donato siglare nel luglio scorso un accordo con la prefettura e la Provincia di Milano. Proprio Palazzo Isimbardi aveva messo a disposizione un programma informatico per consentire agli sportelli decentrati di trasmettere i dati direttamente agli uffici di competenza, che a loro volta dovevano trasmettere i nulla osta direttamente ai comuni, evitando agli aventi diritto perdite di tempo e lunghe trafile da uno sportello all'altro. "In questo momento c'è il caos totale - spiega l'assessore ai servizi sociali di San Giuliano, Lucia Salvato -: ora bisogna aspettare le nuove decisioni che verranno assunte a livello governativo". Il nuovo servizio di fatto è decollato in settembre, ma già nei mesi successivi, proprio da San Giuliano erano partiti alcuni segnali, con richieste di chiarimenti in merito alle difficoltà riscontrate. Ma cosa non ha funzionato rispetto alle prospettive iniziali? "Si sono sommati più fattori - dichiara l'assessore -: la questura ha avuto difficoltà a trasmettere i dati alla prefettura, inoltre la Provincia, dal momento che non tutti i comuni del distretto avevano aderito, non ha più erogato i fondi previsti inizialmente. Ultimamente si stava raggiungendo un nuovo accordo, ma poi a fronte degli avvicendamenti politici, c'è stata una frenata. A questo punto, come comune, non possiamo che attendere". Speranzosi. Le buone intenzioni del resto, c'erano tutte. Il servizio era stato divulgato con una campagna di informazione che aveva raggiunto gli immigrati residenti in questo tratto di Sudmilano, che a loro volta si erano fatti avanti, sfruttando al volo la possibilità di non dover più fare la spola con la metropoli, e di avere un punto di riferimento vicino a casa, con interlocutori preparati a cui rivolgersi per chiedere aggiornamenti sullo stato delle pratiche. Non solo gli interessati non hanno tratto alcun vantaggio, ma i tempi di attesa si sono persino allungati, in quanto la burocrazia non è riuscita a stare dietro al sistema, e alle vecchie pratiche avviate si sono sommate quelle nuove, con un cumulo che deve essere ancora smaltito. Insomma, i comuni hanno mostrato buona volontà, ma allo stato dei fatti, a distanza di una manciata di mesi, rimangono molti punti interrogativi, con un gruppo di utenti della zona, che attende un nulla osta che continua a tardare, con difficoltà anche ad avere aggiornamenti in merito alla conclusione delle rispettive pratiche. Giulia Cerboni.

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Bottacin contro Trento e Reolon Venezia ha aiutato il Bellunese (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AGRICOLTURA DI MONTAGNA Bottacin contro Trento e Reolon "Venezia ha aiutato il Bellunese" BELLUNO. "Non è vero che per l'agricoltura di montagna non sia cambiato nulla". Così il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin replica ad alcuni articoli apparsi di recente sulla stampa, particolarmente critici nei confronti dell'Avepa, l'agenzia regionale che si occupa di erogare i fondi in agricoltura. Da ultime la presa di posizione del collega del Pd Guido Trento a Trichiana durante la festa di sant'Isidoro e l'aut-aut del presidente Reolon sulla proliferazione delle aree Sic e Zps. "Dispiace continuare a leggere dichiarazioni allarmate e allarmistiche secondo le quali l'agricoltura bellunese è penalizzata dalle scelte della regione Veneto", afferma Bottacin. "I limiti dell'Avepa sono noti ma essi non sono imputabili solo alla regione Veneto, bensì anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea". Bottacin preferisce citare le cose fatte, a cominciare dal piano di sviluppo rurale che prevede importanti contributi proprio per le aree Sic e Zps. "Degli oltre 914 milioni di euro destinati al Veneto, 303 miioni sono per la montagna". Bottacin parla di "risorse straordinarie" e ricorda gli strumenti di pianificazione urbanistica che Venezia ha delegato ai comuni, i Pat e i Pati.

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Ha chiuso la bella rassegna d'organo in San Francesco (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sigillo sui "Vespri" con Maurizio Salerno per uno Scarlatti doc I riflettori sui Vespri d'Organo in San Francesco a Lodi si sono spenti nel segno visionario della Follia di Alessandro Scarlatti, a cui il nucleo tematico della antica danza ripreso sul finale faceva da ideale coda luminosa. Con Maurizio Salerno, dopo Enrico Viccardi e Jacopo Brusa, si chiude una piccola rassegna che in soli tre appuntamenti ha saputo creare un'attesa e una crescente partecipazione nell'uditorio lodigiano e non solo. Peccato essere già giunti ai saluti; dagli applausi, dall'attenzione e dalla cura con cui tutto è stato definito, era palpabile la voglia di un immaginario prolungamento di una così preziosa occasione di musica e di raccoglimento attorno all'ineffabile mistero che da sempre lega l'arte dei suoni alla Divina perfezione. Paola Negrini della Banca Popolare di Lodi è l'anima di questa nicchia domenicale; la sua caparbia dedizione e la sua sensibilità sono credenziali che non è possibile non pensare di rispendere in un futuro prossimo, magari nel segno di approdi che vedano l'organo in una più vasta rosa di proposte. A lei - oltre che all'ospitalità illuminata dei Padri Barnabiti, da secoli apertamente impegnati nella divulgazione della musica, consorella della fede si deve questo successo che ora diciamo senza ombre ma che fino all'ultimo pareva insperato. Un segno da non lasciarsi sfuggire, quello della sete di Lodi per ulteriori investimenti culturali non necessariamente eclatanti ma comunque profondi e densi di rimandi; per una realtà che avverte l'ombra lunga del capoluogo ma che al tempo stesso vuole sdoganarsi con una propria identità, forse è questa la breccia a cui puntare. L'orizzonte è sempre lo stesso: quell'Auditorium di apollinea armonia dove la musica diventa liquida, pervasiva, assoluta. Un tempio pagano, speculare alle vette di S. Francesco, che sarebbe bello rendere patrimonio collettivo aprendolo più spesso alla città e al mondo, come disegno preciso di una visibilità che investe in primis sulle menti, che ancora una volta osa e guarda oltre la mera concretezza di burocrazia e di ciclopiche spese di gestione. Lasciateci sognare, visto che ce ne avete dato l'opportunità. Nell' ultimo concerto del trittico In Tempore paschali, l'applauso conclusivo è stato tributato al solido temperamento di Maurizio Salerno, interprete dalla spiccata vena virtuosistica, tesa ad una strumentalità dai colori accesi e dall'incedere solenne, ma non sempre altrettanto duttile e plastico nello sfilare le frasi, nel modellarne il corso con inappuntabile efficacia espressiva. In particolare, se l'intensità di esecuzioni così sanguigne e visceralmente partecipate può condonare senza ripensamenti alcune note sporche, meno superfluo risultava l'approccio al tasto dell'organista milanese, assolutamente autorevole e imperativo anche quando come in alcuni preziosismi delle Sonate scarlattiane o nelle Variazioni di Pasquini per il paggio Todesco la musica richiedeva meno rigidità a vantaggio di una più levigata emissione, di un colore che sapesse tradurre in suono anche più sottili sfumature. Uno dei meriti di un ciclo concertistico, anche in bottiglia, è quello di offrire al pubblico l'occasione di un confronto critico; questa è la palestra per chiunque ami la musica e ne voglia trattenere l'esperienza. Prima la sovrana eleganza di Viccardi, poi la giovanile e già germogliante personalità di Brusa, infine il poderoso rigore di Salerno. Tre sfaccettature di un unico cristallo. Così cresce una platea, e con essa la città. Elide Bergamaschi.

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Patti territoriali, sviluppo da 50 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono 202 le domande alle quali sono stati concessi i finanziamenti Rimangono ancora da sostenere 23 progetti per complessivi 20 milioni di euro d'investimenti MARIKA CAUMO BORGO. Primi bilanci per il Patto territoriale della Valsugana Orientale che ha fatto il punto della situazione nel corso di un affollato convegno organizzato dall'Associazione sviluppo Valsugana. E se per l'assessore Bressanini il Patto è un modello che funziona, preso ad esempio per la riforma delle comunità di valle, Elio Casarotto, rappresentante degli industriali del C3, parla invece di occasione mancata. Opinioni diverse, ma tutti concordi sul fatto che il patto della Valsugana sia quello che funziona meglio. Quello che è certo sono i dati portati dalle Casse rurali, che rilevano le prime ripercussioni finanziarie portate dal Patto. Patto che ha registrato ottimi risultati in termini di domande presentate: ben 254 per oltre 60 milioni di euro, di cui 202 ritenute coerenti (108 relative ad industria-artigianato, 98 ad agricoltura e 10 a commercio e turismo), per 50 milioni di euro. "Ad un anno dalla scadenza del primo bando - ha ricordato il soggetto responsabile Paola Furlan - le domande che hanno già ottenuto finanziamento sono state 169, per una spesa ammessa di 23 milioni ed un contributo concesso di 6.4 milioni, in media il 27,6% degli investimenti. Devono ancora essere finanziate le domande più "consistenti" in termini numerici: 23 domande, per un investimento totale di 20 milioni di euro". Ma le Casse rurali della valle stanno già registrando le prime positive ripercussioni del Patto. "Nel 2007 c'è stato un maggior ricorso al credito per investimenti, in crescita del 16%, 4-5 punti in più rispetto alla media trentina - spiega il direttore della Cross -. Crescita che riguarda tutti i settori, agricoltura in particolare. Sono crediti a breve, per piccoli investimenti. Anche il numero di imprenditori è aumentato dell'8%, in provincia solo del 2%". Un primo bando che Stefano Armellini, presidente degli artigiani del C3, definisce positivo: "Le imprese hanno capito il messaggio del Patto, con 59 domande coerenti per 9 milioni di euro. Tutto il comparto è stato toccato, aziende edili ma anche manifatturiere. Ma c'è troppa burocrazia". Elio Casarotto, riconoscendo che il settore industria si è rivelato quello più innovativo, parla invece di "occasione persa". "è stato fatto un buon lavoro, ma con alcune negligenze", tra cui aver puntato sul turismo (1 sola domanda presentata), la lentezza dei Comuni, i tempi troppo lunghi e l'eccessiva burocrazia. "In Valsugana c'è un potenziale turistico inespresso, tante opportunità di sviluppo, ma nessuno investe", gli fa eco Stefano Ravelli, vicepresidente dell'Apt. Per Ivo Rossi di Finvals: "Il turismo è da inventare, è una risorsa sottosviluppata. Abbiamo le terme, ma sono un motorino spento". Ed ora si pensa al prossimo bando. "Sul prossimo bando, dove le risorse sono limitate, bisognerà che le categorie economiche puntino su qualità, innovazione, originalità e competitività", spiega Marco Raffaelli.

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Il presidio farmaceutico salutato come una manna (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nago: aperto il punto vendita che Monica Chinaglia chiedeva da 16 anni. Ma l'orario è ancora troppo ridotto Il presidio farmaceutico salutato come una manna NAGO. Con l'immancabile "era ora" molti naghesi hanno commentato l'apertura della farmacia in paese. L'attesa ed i conseguenti disagi per i circa mille residenti sono durati ben 16 anni e sarebbero continuati per un lungo tempo se non fosse stata varata la recente normativa governativa sulle liberalizzazioni che amplia i punti di vendita dei medicinali. Dal 1992 la dottoressa Monica Chinaglia, titolare della farmacia di Torbole, aveva avviato la richiesta di allargare l'attività a Nago. Determinante è risultato l'apporto dell'amministrazione comunale tramite l'assessore Mario Mazzoldi. Per l'anacronistica burocrazia la struttura realizzata in via Stazione, nei pressi dell'incrocio con la statale rivana, non sarà comunque una vera farmacia, bensì un presidio sanitario con conseguenti limitazioni sull'orario (24 ore settimanali) e sulla disponibilità di prodotti parasanitari. Restrizioni a parte, sin dal primo giorno d'attività non è però mancato il lavoro per la dottoressa Rosy Paradiso, addetta alla vendita. L'afflusso dei naghesi è risultato consistente. Per agevolare la popolazione l'apertura della farmacia avviene in concomitanza dell'orario dell'ambulatorio dei due medici di base. "Se il presidio sanitario ha eliminato a Nago una situazione sanitaria d'emergenza non più tollerabile - precisa l'assessore Mario Mazzoldi - ciò non rappresenta ancora l'optimum. La lacuna più evidente è l'orario ridotto (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30). Per i centri minori, come Nago, è necessario varare una nuova normativa che elimini lacci e laccioli. Sono concetti che ho prospettato all'assessore provinciale alla sanità Remo Andreolli quando è intervenuto all'inaugurazione del presidio sanitario. Ha condiviso le mie argomentazioni e mi auguro che concretizzi rapidamente quanto di sua competenza". (a.cad.).

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La burocrazia frena gli investimenti - alessandra carini (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia La burocrazia frena gli investimenti Tomat: "Il Nordest è penalizzato da regole che lo rendono poco attrattivo" La Bonlex apre domani a Motta di Livenza: l'a.d. ha un visto di soggiorno per un anno Incontro Italia-Giappone a San Servolo ALESSANDRA CARINI VENEZIA. L'ultima iniziativa si inaugurerà proprio domani, a Motta di Livenza, dove la Bonlex Europe, controllata dalla giapponese Kaisei, partecipata dal gruppo Itochu, aprirà uno stabilimento per la produzione di materiali plastici per i mobili. Trenta milioni di investimento per un'azienda che occupa 30 addetti con la prospettiva di arrivare a 100. Ma non sono i né i primi né solo giapponesi che arrivano ad investire in Veneto. Anzi. Producono scarpe in Riviera del Brenta partecipando a un'azienda, l'Iris, che fa calzature per le grandi firme della moda. Sfornano materiali elettrici con la Matsushita vicino Verona, macchine agricole a Noventa Vicentina, materie plastiche a Volpago nel Montello. Per non parlare della Pilkington a Marghera che già dal 2006 è stata acquistata dalla Nippon Sheet Glass. Ma sono ancora gruppi sparuti, che, dice Andrea Tomat, presidente degli industriali trevigiani, "devono essere seguiti da altri per mettere il Veneto e il Nordest in quella rete di eccellenza mondiale che già molte aziende di casa nostra occupano con le loro produzioni innovative". Sia Tomat che Antonio Favrin, presidente degli industriali veneziani, hanno così fatto in modo che quest'anno la riunione del prestigioso Italy Japan Business Group si tenga a Venezia. "è un'occasione importante - dice ancora Tomat - per lavorare in maniera diretta sugli investimenti giapponesi in Italia e aprire un dialogo costante con il territorio". All'incontro, che prevede la partecipazione di un nutrito gruppo di imprese giapponesi, interverrà anche Luca Cordero di Montezemolo. Come base di discussione c'è una relazione dello stato dei rapporti tra Italia e Giappone che mostra come gli investimenti diretti del Giappone verso l'Italia, pari a 51 milioni di dollari, siano ancora una percentuale modestissima, lo 0,1%, rispetto ai 50 miliardi di dollari che il Giappone ha investito nel mondo. Molte iniziative sono in campo culturale, commerciale e turistico, mentre pochi sono gli investimenti reciproci. Tra i fattori che frenano più che le chiusure ideologiche, ("nessuno oggi, può pensare di mettere nell'agenda di un governo una limitazione degli investimenti esteri" dice ancora Tomat), o le distanze economiche, svettano in prima fila le astruse procedure burocratiche e amministrative incomprensibili agli italiani, figurarsi a un Paese straniero. Nel caso di imprese giapponesi in arrivo in Italia i problemi sono legati a cose elementari, come il rilascio dei permessi di soggiorno per dirigenti e responsabili delle aziende. Molto spesso queste sono costrette, per fare arrivare dirigenti o tecnici a ricorrere ai decreti flussi, o a sottoporsi a procedure speciali che richiedono percorsi astrusi per fare arrivare in Italia anche un amministratore delegato. Ne sa qualcosa la Bonlex il cui responsabile è riuscito ad uscire fuori dai labirinti burocratici italiani solo grazie all'appoggio di Unindustria ma che tuttora ha un permesso di soggiorno valevole per un solo anno. "è una questione che da anni chiediamo ai governi che si succedono di risolvere - dice ancora Tomat - l'Italia è un Paese rimasto ancora sulle barricate a considerare tecnici, dirigenti e anche persone che vengono qui per studiare solo come un problema e non come un'opportunità". Tra gli obbiettivi dell'Italy Japan Business Group c'è anche quello di favorire lo sviluppo di joint venture tra i due paesi. Del gruppo è stato nominato presidente nel 2007 Giorgio Zappa direttore generale di Finmeccanica.

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La città che si scopre solidale: storie di immigrati a lieto fine - antonello palmas (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari La città che si scopre solidale: storie di immigrati a lieto fine Con intraprendenza una donna è riuscita a trovare lavoro, casa, assistenza a un gruppo di rumeni e senegalesi ANTONELLO PALMAS SASSARI. In tempi in cui lo straniero sembra diventato il male assoluto, c'è anche chi non se la sente di voltarsi dall'altra parte di fronte a una persona in difficoltà. C'è chi davanti a un bambino rumeno che sotto Natale chiede l'elemosina all'uscita di un supermercato non riesce a mettere a tacere la coscienza dicendosi "non spetta a me pensarci" o "che se ne stiano nel loro paese". La storia che raccontiamo fa scoprire che questa città ha un cuore grande e che se qualcuno ha la voglia e le capacità di muoversi, oltre a quella incredibile di coinvolgere gli altri, la solidarietà diventa qualcosa di concreto e non solo elemosina. E questa storia lo dimostra. La poesia di Cornel. "Tutto nasce da una poesia" dice Paola (non è il suo vero nome, così come gli altri). Nella foga dello shopping natalizio notò un bambino di 9 anni che chiedeva soldi ai clienti di un supermercato, Cornel. Apparteneva a una famiglia rumena che abitava a Sorso e che sotto le festività chiedeva sempre l'elemosina per poter comprare qualche dolce. "Mi colpirono i suoi occhi bellissimi e l'educazione - racconta - scoprii che chiedeva il prestito dei libri alla biblioteca comunale". Paola si tenne in contatto, fece avere qualche aiuto alla famiglia, in una grave situazione. Cornel era assetato di sapere, aveva vinto un premio nazionale di poesia della scuola coi pochi versi di "Il silenzio" che fa così: "L'arancione delle foglie/arde l'aria silenziosa/e va incontro al giorno/ come se avessero un appuntamento./ I lunghi nastri di foglie/ondeggiano al ritmo del vento/e cullano il mio riposo". Il pranzo in piedi. Paola fu così colpita che gli chiese se era disposto a smettere di chiedere i soldi per strada se avesse aiutato, nel frattempo trasferitisi nel centro storico di Sassari, una "famiglia allargata" di 40 persone. Lui lo promise, ma l'impresa era difficile. "Nessuno ci affitta una casa se sa che siamo rumeni - dice Augustina, la mamma di Cornel -, la signora Paola è riuscita a convincere alcuni commercianti di mobili e elettrodomestici ad aiutarci, ma dove stiamo ora c'è spazio a malapena per noi, mangiamo in piedi perchè le sedie non ci stanno, i letti occupano tutta la stanza e ci dormono varie famiglie, non c è acqua, la lavatrice che ci hanno regalato non può funzionare. E c'è tanta umidità". Così Paola per ora accumula in garage il materiale e si batte per trovare loro delle case vere: "E' gente onesta, che manda i figli a scuola, rispetta gli accordi e paga" assicura. Medici amici. Tra i problemi più difficili c'è quello sanitario: lo status di comunitari paradossalmente non aiuta ("Era meglio quando non erano in Europa e potevano essere assistiti dai medici volontari di via Solari"), diversi bambini sono affetti da patologie (anche di natura psicologica: venire in un paese di cui hai una certa immagine e finire a vivere emerginato provoca grande disagio) che andrebbero immediatamente curate ma la burocrazia lo impedisce. Paola ha scritto una lettera a tutte le autorità possibili, anche alla Presidenza della Repubblica, ma senza esito. Allora li fa visitare da amici medici, anche se la diagnostica poi è impossibile. "Per fortuna Sassari è generosa - spiega - anche se dai servizi sociali del Comune ci si aspetterebbe più attenzione e al consultorio ci hanno dato una mano per le visite ai più piccoli e la contraccezione: ci sono coppie poco più che 20enni con vari figli". Il sogno di Youssou. Quello che Paola si è messa in testa di fare è "dare loro non l'elemosina ma le gambe per camminare da soli". C'è già riuscita con Youssou, un ragazzo senegalese che viveva di espedienti: quando gli chiese cosa avrebbe voluto fare, lui le ha detto "studiare per diventare un cuoco". Detto e fatto: lei lo ha iscritto all'Alberghiero e per far sì che potesse sostentarsi gli ha trovato un lavoro part-time presso il ristorante La Fenice che lo ha assicurato. Youssou è diventato così bravo che fa la stagione a Palau e ora cammina davvero da solo. Bravi giardinieri. Lo stesso sta cercando di fare con i rumeni. Tre di loro li ha fatti iscrivere alle scuole serali, perchè hanno il titolo di terza media nel loro paese ma la burocrazia impedisce di farlo valere. Tutti i figli vanno a scuola "ma devono studiare sulle fotocopie o coi vocabolari regalati dalle insegnanti perchè i rimborsi arrivano a fine anno"). E' gente che viene dal mondo contadino e tutti gli uomini sono molto capaci in campagna e nella cura dei giardini: Paola gli ha procurato parecchi lavori in questo settore. "Ma è difficile: loro si accontentano anche di 5-6 euro l'ora, ma con l'assicurazione: la controproposta è 5-6 euro l'ora. E basta". "Le donne sono brave nelle pulizie, possono fare bene le badanti - dice Paola - ma le caratteristiche delle loro case di origine sono diverse. Così ho organizzato dei corsi di gestione domestica, insegnando loro, ad esempio, a pulire un parquet". Così anche Oana ha trovato occupazione nella casa di un professore universitario. I carciofi. E poi: alla Caritas arrivano parecchi carciofi. Il problema è che i rumeni (ma anche i senegalesi) non li conoscono quasi e non sanno nè pulirli nè cucinarli. Paola gli ha insegnato a fare anche questo. Ma non è sola: tanti le danno una mano ("e fanno molto più di me"), perchè la sua bravura sta anche nel saper coinvolgere. Cosi Rivieccio da Porto Torres non fa mancare le sue casse di pesce, diversi panifici mandano sacchi, Gavini Mobili ha regalato del pentolame. Una speranza per Cornel. Ora Cornel ha 12 anni e forse comincia a vedere uno spiraglio per una vita diversa. Magari scriverà una poesia che sia un messaggio di speranza e parli di una città che lo ha trattato come tutti gli altri bambini.

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Terreno agricolo chiuso dal guard rail (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervento di autorità dell'Anas per mettere in sicurezza la Romea Terreno agricolo chiuso dal guard rail I proprietari protestano. La risposta: "Facciano un ponticello" CHIOGGIA. Mentre era vivo gli hanno espropriato metà del terreno, per fare uno svincolo. Adesso che è morto, gli hanno chiuso con un guard rail anche l'accesso all'altra metà, che sono sempre 2000 metri quadrati. E' vero che la buonanima non ha più bisogno di coltivare l'orto. Oppure, volendo, potrebbe entrare in spirito. Ma la vedova non può fare altrettanto. E i figli nemmeno. Alle loro proteste, l'Anas di Mestre che ha realizzato il guard rail senza avvertire i frontisti, risponde come il granduca di Toscana alla celebre petizione dei paesani che, in punta di penna, gli chiedevano di costruire un ponte. I paesani, pensando di fare bella figura, avevano infarcito la petizione di quinci, quindi e guari. "Quinci, quindi e guari - rispose lui - fatevi il ponte con i vostri denari". Stavolta succede a Chioggia, e non in Toscana, a Luciana Padoan da poco vedova di Giuseppe Ardizzon e ai loro figli. Il defunto possedeva un terreno sul quale l'Anas nel 1974 fece passare la Romea. Fu il primo esproprio. Un mese fa il secondo round: l'Anas chiude con un guard rail la parte rimanente della proprietà Ardizzon, che fiancheggia la bretella in uscita dal porto di Chioggia, direzione Ravenna. Il tratto si percorre scendendo dal cavalcavia della circonvallazione e innestandosi sulla Romea. Per accedere al fondo Giuseppe Ardizzon buonanima entrava dalla parte della strada. "L'ha fatto ininterrottamente per 44 anni, tant'è che esisteva uno scivolo" dicono i figli. Quando è morto, pochi mesi fa, hanno continuato a farlo anche loro, incaricati dalla madre di occuparsene. "Nel fondo c'è un capanno - parlano sempre gli eredi Ardizzon -. Non era in regola. Abbiamo dovuto accatastarlo, sostenendo le spese. Stiamo coltivando il terreno. Abbiamo acquistato una motozappa, attrezzature varie. D'improvviso, una ventina di giorni fa la sorpresa: impossibile entrare. L'Anas ha prolungato il guard rail, che prima si fermava ai confini della proprietà, per tutto il fronte, chiudendo ogni tipo di accesso, compreso quello pedonale. Adesso se vogliamo entrare dobbiamo scavalcare". La motozappa non può fare altrettanto: bisognerà noleggiare una gru? Gli Ardizzon corrono a chiedere spiegazioni all'Anas: "Abbiamo parlato con i responsabili, i geometri Marongiu e Fiorentino. Ci hanno risposto che sono problemi nostri. La chiusura è dovuta a motivi di sicurezza stradale. Dopo 44 anni?". Controprova all'Anas di Mestre. Parla un funzionario che conosce bene la questione ma non vuole essere citato: "Sono depresso. Questa non è una storia di ordinaria burocrazia, come sembrerebbe a prima vista. Siamo intervenuti per evitare incidenti. Ci siamo accorti che la bretella di accelerazione per immettersi sulla Romea era troppo corta, dunque pericolosa. Abbiamo deciso di allungarla, prolungando anche il guard rail di 250 metri. Non siamo tenuti a informare i frontisti. Se l'interessato si trova occluso, procediamo all'esproprio per pubblico interesse. Ma non è questo il caso: gli eredi Ardizzon possono entrare da un'entrata comune posta sul retro, dalla quale passano tutti gli altri proprietari. E' vero che devono superare una canaletta, ma basta che costruiscano un ponticello. Spendano quattro soldi e risolvano i loro e i nostri problemi". Da Chioggia, granducato di Toscana, è tutto. A voi studio. (Renzo Mazzaro).

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Si apre l'era tondo: sobrietà e tagli alla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Subito l'incontro con tutte le categorie per rendere snelli i servizi Politica estera: asse con la Baviera Il presidente chiede un forte segnale di moralità pubblica: basso profilo, e presenza costante ai lavori in aula Si apre l'era Tondo: sobrietà e tagli alla burocrazia Il governatore presenta la squadra: discontinuità dal passato, l'Euroregione non affascina INSEDIATO L'ESECUTIVO LA NUOVA GIUNTA dall'inviato PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Sburocratizzazione, Insiel, Ferriera di Servola, riorganizzazione della macchina regionale, ricognizione del debito della Regione. Debutta la giunta del presidente Renzo Tondo. Il neogovernatore presenta la squadra dei dieci assessori che lo affiancherà e torna sui temi "caldi", quelli che saranno affrontati subito. "È una giunta coesa ed equilibrata che mantiene un giusto rapporto con tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia", ha chiarito Tondo, il quale invita a superare i campanilismi e sottolinea l'intenzione di mantenere "un rapporto privilegiato con il consiglio regionale". "Abbiamo davanti una legislatura di profondi cambiamenti", ha aggiunto. Costi della politica. Prima della conferenza stampa, Tondo ha riunito la giunta. E ha dettato la linea da mantenere: sobrietà, discontinuità con il passato, ha ripetuto ai suoi. Intendendo un invito alla moderazione e a un rapporto privilegiato con il consiglio regionale. Oggi tutti gli assessori, in occasione dell'insediamento dell'Aula, saranno presenti. "Anche in futuro, compatibilmente con gli impegni istituzionali, saremo sempre presenti alle sedute". E sui costi della politica ha annunciato nei primi sei mesi un provvedimento. Le deleghe. Luca Ciriani sarà vicepresidente e assessore alle Attività produttive; Sandra Savino assessore alle Risorse economiche e finanziarie, patrimonio e servizi generali; Elio De Anna all'Organizzazione del personale e ai servizi informativi; Roberto Molinaro a Istruzione, cultura, sport e pace; Vladimiro Kosic a Salute e protezione sociale; Alessia Rosolen a Lavoro, formazione, università e ricerca; Claudio Violino alle Risorse agricole, naturali e montagna; Vanni Lenna all'Ambiente e ai Lavori pubblici; Riccardo Riccardi alla Pianificazione territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto; Federica Seganti alle Relazioni internazionali, comunitarie e Autonomie locali. In capo al presidente rimarranno le politiche internazionali e comunitarie e quelle per la montagna. La futura riorganizzazione degli assessorati con lo spacchettamento delle deleghe prevede per Molinaro anche la delega alla Famiglia, per Rosolen anche Pari opportunità e Politiche giovanili, per Seganti si aggiungono Pianificazione e Sicurezza. La bozza di modifica del regolamento sarà sottoposta ai sindacati prima di passare al vaglio dalla Commissione consiliare. Per completare il percorso saranno necessari un paio di mesi. La Giunta si riunirà ogni giovedì pomeriggio, a partire dall'8 maggio, per consentire agli uffici di lavorare sulle decisioni prese già il venerdì mattina. Le giunte si riuniranno a Trieste o, eventualmente, nelle sedi della Regione di Udine, Pordenone e Gorizia, oltre che a Villa Manin durante l'estate. Riorganizzazione interna. Saranno soppresse la direzione generale, i cui compiti verranno ripartiti tra segreteria generale e ragioneria, e la direzione della comunicazione con conseguente accorpamento di funzioni all'ufficio stampa. Successivamente saranno affrontate altre riforme intervenendo su Difensore civico, Agenzia regionale della Sanità e Comunità montane. Le emergenze. Già nella riunione di giovedì la giunta affronterà la questione del futuro della società informatica Insiel con la formazione di un tavolo "per la ricognizione della situazione e per le decisioni finali". Urgente la ripresa operativa della procedura di chiusura e di riconversione della ferriera di Servola a Trieste. Quindi la sburocratizzazione. Per questa fase saranno contattate tutte le categorie per recepire le indicazioni possibili a snellire tutti i servizi della comunità. Euroregione. "Non sono affascinato dai grandi nomi quali Euroregione o Macroregione per definire la politica di collaborazione internazionale", ha affermato il presidente, convinto che, nel parlare di rapporti transfrontalieri, si debba puntare ad accordi fondati sulle azioni utili ai bisogni della gente. Con questi presupposti, si ripartirà dall'importante realtà di Alpe Adria "perché non si può prescindere dall'asse con la Baviera", ma la prima visita ufficiale di Tondo sarà a Lubiana, in Slovenia. In tempi utili, seguiranno un nuovo incontro con il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, come con il governatore della Carinzia, Joerg Heider e con le contee croate Istriana e Litoraneo Montana.

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Pavia, si può aiutare l'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGOLE E PARCO DEL TICINO Pavia, si può aiutare l'impresa Davide Pasotti, esponente del Popolo delle Libertà, sulla Provincia Pavese del 2 maggio, ripropone la questione dell'ampliamento dell'impianto industriale del signor Oliviero Busi, l'O.M. di viale Certosa a Pavia (già oggetto di attenzione qualche settimana fa da parte del giornale), a suo dire ostacolato da una burocrazia "cieca e insensibile". Siccome la questione posta è rilevante, provo a rispondere, formulando in chiusura una proposta. Il signor Busi ha acquistato anni fa un terreno a destinazione agricola, contiguo all'azienda di sua proprietà già esistente in zona nord Pavia, con l'intenzione di ampliarla. L'area agricola acquisita fin da allora era esterna alla zona di Iniziativa Comunale (IC) e quindi tutelata dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco del Ticino. Riguardando un territorio soggetto a salvaguardia, le procedure di modifica della destinazione d'uso, per quanto in linea generale agevolate dalla normativa vigente in tema di Sportello Unico delle Attività Produttive, sono soggette a una procedura "speciale" che prevede, accanto alla variante urbanistica di competenza del consiglio comunale, la variante al PTC di competenza del Parco del Ticino. Trattandosi di un piano di area vasta (47 Comuni e 3 province), la modificazione del PTC, così come più volte segnalatoci dal Parco (il caso del signor Busi non è infatti il primo del genere ad essere trattato), non può avvenire caso per caso, pena il rischio di erosione "molecolare" degli ambiti di tutela del Parco e quindi di snaturamento della sua funzione, ma deve avvenire all'interno di un processo coordinato alla scala intercomunale che consenta di apprezzare e di rendere compatibili i cambiamenti complessivamente introdotti. Per queste ragioni la variante in oggetto è stata ricondotta, a scala comunale, entro il processo di formazione del Piano di Governo del Territorio (come si evince dalle Linee Guida del PGT) e, a scala consortile, potrà essere trattata entro un più generale processo di revisione del PTC del Parco. Siamo quindi di fronte a buoni argomenti e a una procedura complessa, ma per niente "cavillosa". Nonostante ciò, nessuno è soddisfatto. Non lo è il Busi, perché non riesce ad ampliare in loco la sua azienda. Non lo è il Comune, perché non riesce a rispondere alla domanda di un'impresa in crescita (anche occupazionale) e perché fa fatica a spiegare pubblicamente quanto quelle poche migliaia di metri quadrati di campagna siano essenziali ai fini di uno sviluppo eco-compatibile. Forse non lo è nemmeno il Parco, individuato da molti, per quanto ingiustamente, come una controparte occhiuta. Credo perciò sia giunto il tempo di innovare contenuti e procedure della pianificazione, compresa quella del Parco del Ticino, coniugando esigenze di tutela e valorizzazione ambientale con progetti e risposte più efficaci alle esigenze di famiglie e imprese. Nella fattispecie si potrebbe pensare a una modifica della normativa del PTC del Parco, fatta propria dal PGT comunale, che consenta, per limitati interventi di ampliamento per funzioni produttive e per altre funzioni degne di promozione, il "traboccamento" nelle (in alcune) Zone Agricole del Parco, utilizzando una procedura semplificata. In cambio sarebbero richiesti all'operatore privato sostanziosi interventi di compensazione/valorizzazione del territorio promossi dal Parco stesso (inclusioni di altre aree nelle zone soggette a salvaguardia, forestazione, sistemazioni ambientali, progetti di miglioramento della fruizione, cessioni di aree, ecc.). Un simile modello compensativo, sperimentato con successo in Germania e oggetto di discussione anche in Lombardia, consentirebbe: al Parco di rafforzare il ruolo pro-attivo/progettuale nei processi di tutela e valorizzazione ambientale; agli Enti Locali di collaborare con un interlocutore Parco che, oltre che "regolatore", diviene partner di progetti ambientali-territoriali; a imprese e famiglie di poter contare su Agenzie pubbliche che non pongono solo vincoli, ma operano concretamente per migliorare il territorio e l'ambiente in cui esse vivono e operano. Mettendo da parte una sterile "vis" polemica, che contrappone le figure retoriche dei "gendarmi del vincolo" ai "cementificatori", possiamo avviare su questi temi una discussione civile che coinvolga anche gli altri Enti Locali consorziati insieme al Parco del Ticino? Franco Sacchi assessore all'Urbanistica del Comune di Pavia Pavia, troppi piccioni anche a San Giovannino Sono ormai parecchi anni che, mio malgrado, mi reco, non dico quotidianamente ma quasi, al nostro cimitero, a San Giovannino. Rispetto a qualche anno fa si nota, come del resto in tutti i settori, una sostanziale diminuzione del personale addetto alle varie manutenzioni, fra cui anche la pulizia generale. Fatta la premessa, pur non essendo un ornitologo (sono solo un pensionato ex operaio della Vittorio Necchi), mi sembra impossibile che non si possa far nulla per tenere pulita l'entrata principale del cimitero, proprio sotto la cupola. Più che l'ingresso ad un cimitero sembra, a mio giudizio, l'entrata di un letamaio, oltretutto mal tenuto, data l'enorme quantità di escrementi per la presenza quotidiana di parecchi volatili. Sig. sindaco, è vero, in questo brutto mondo, lei mi dirà, ci sono problemi molto più importanti, ma non Le sembra il caso di tentare di risolvere questo spiacevole inconveniente? Se non erro, lo stesso problema si era presentato sotto il porticato del nostro Vescovado e mi pare che qualcosa sia stato fatto per risolverlo. Carlo Bolduri Pavia Pavia, i nostri Pistorius si allenano alla grande I nostri Pistorius non andranno alle Olimpiadi, ma ogni venerdì, cascasse il mondo, guidati magistralmente da un gruppo di splendidi ragazzi/e, coordinati dal prof. De Cortes, si allenano con impegno e dedizione nella sede del Cus di via Bassi. Molti dei nostri ragazzi hanno disabilità psichiche, più che motorie, ma tutti insieme giocano e corrono portandosi dietro armoniche disarmonie. Sorridiamo e gioiamo con loro quando sono coinvolti in un gioco che portano a conclusione; chi li guida con maestria e li sgrida con dolcezza non sa che ci accarezza gli occhi e il cuore dando un senso ai nostri giorni pieni di doloroso amore. Per più di un'ora siamo campioni di tutte le specialità olimpiche, poi la ritualità del saluto finale ci riporta ai ruoli che la vita ci ha assegnato. Non c'è un grazie capace di ripagarvi, perché non c'è prezzo per la magia che create. Antonio Campanella Pavia Stradella, ecco che cosa la giunta sta facendo Il consigliere comunale Paolo Valle ha avuto una reazione scomposta al mio articolo pubblicato sul periodico del Comune "Stradella Notizie" ed ha usato nella sua lettera alla Provincia Pavese espressioni ed aggettivazioni nei miei confronti poco urbane, che denotano il suo discutibile livello di stile e di educazione. Informo Valle che "Stradella Notizie" è il periodico del Comune e non del Partito Democratico e quindi il sottoscritto non avrebbe avuto alcun titolo per firmarsi come portavoce del Pd, sarebbe stato politicamente ed eticamente poco corretto, oltre che cronologicamente impossibile, visto che ho consegnato l'articolo alla redazione di Stradella Notizie un mese prima di essere eletto portavoce del Pd. L'articolo, firmato come assessore ai Servizi Sociali, non contesta il ruolo della minoranza, ho troppo rispetto per la democrazia e per i ruoli istituzionali, ho imparato a fare politica ed ad amministrare lavorando per anni all'opposizione. Ho inteso esclusivamente difendere il lavoro della giunta comunale di Stradella dalla disinformazione e dal qualunquismo. Il dibattito sulle scelte dell'amministrazione e sulle controproposte della minoranza è il motore della politica amministrativa locale, ogni seria osservazione ed ogni sana critica sulla progettualità è ben accetta nel rispetto dei reciproci ruoli: ognuno deve svolgere il proprio compito. Disinformazione, qualunquismo, populismo e demagogia sono invece il rifugio di chi non ha idee e proposte valide, ma vuole comunque esternare, esclusivamente per apparire e dimostrare di esistere alla pubblica opinione. Il sottoscritto non è meravigliato nè stupito dall'atteggiamento del consigliere comunale Paolo Valle: è l'atteggiamento di chi è stato eletto dai cittadini di Stradella nella lista di Torre Civica, per tre successivi mandati, ricoprendo la carica di assessore e di presidente di Commissione, condividendone quindi pienamente il programma di governo amministrativo, ma che poi, qualche mese fa, dichiara di uscire dalla maggioranza, vota contro al bilancio, unitamente alla minoranza consiliare, e che non ha il buon gusto di dimettersi da consigliere comunale visto che non rispetta più il mandato che i cittadini gli hanno assegnato. Nel merito degli aspetti negativi citati da Paolo Valle: Il nuovo Piano Urbano del Traffico, grazie al costante impegno dell'assessore Albanesi, ha percorso tutto l'iter previsto, sia a livello di consultazioni, sia a livello di commissione, sia a livello di osservazioni ed è ora pronto per la discussione in consiglio comunale. Al momento peraltro è ancora in vigore il precedente Piano, non vi è un vuoto amministrativo. Il Piano di Governo del Territorio è in fase di istruttoria ed il vice sindaco Meraldi sta procedendo speditamente, rispettando le scadenze temporali previste, nonostante le continue modifiche della legge regionale in materia, che non agevolano il lavoro; in tempi brevi sarà portato all'attenzione della Commissione e del consiglio comunale. I derivati e le relative operazioni finanziarie sono ben conosciuti da Valle che era in maggioranza al momento di tale scelta, allora andava tutto bene, ora interpella. Il sindaco e l'assessore Covini stanno seguendo e monitorando costantemente la situazione unitamente ai molti altri Comuni interessati, favorendo un fronte comune rispetto a chi ha proposto l'investimento. Sulle soste a pagamento, il Comune di Stradella ha un aggio superiore alla maggioranza dei Comuni della Provincia. Il campo di calcio del "Gaetano Scirea" di Stradella si sta consolidando e sconta esclusivamente il passaggio dalla stagione invernale. Si sta valutando l'opportunità di ampliare l'organico dei Vigili, con il sacificio di altri settori comunali, per gestire al meglio la sicurezza, unitamente ad altri interventi che sono in cantiere e verranno quanto prima attuati al fine di tranquillizzare ulteriormente i cittadini. A breve partiranno i già previsti lavori di manutenzione di marciapiedi e strade, che obiettivamente sembrano più pulite di quanto rappresentato. Concludo informando Valle che interverrò ogni qual volta vi sarà la necessità di informare, di fare chiarezza e di difendere l'operato della giunta e della maggioranza di Torre Civica, nell'esclusivo interesse dei cittadini di Stradella, privilegiando sempre però il lavoro e l'impegno di assessore, servono meno chiacchere, meno isterismi ed atteggiamenti scomposti e più fatti concreti. Piergiorgio Maggi assessore Comune di Stradella Tanti ringraziamenti all'istituto Pertusati Grazie al Pertusati di Pavia. Desideriamo esprimere profonda riconoscenza al dott. Antoniello e a tutto il personale dell'Istituto per le cure prestate al nostro familiare. In particolare ringraziamo madre Rita Montagna e gli ospiti della casa di riposo per la partecipazione al nostro dolore e per l'intensa e commovente liturgia realizzata in onore del nostro caro. Famiglia rag. Carlo Coscia ex ragioniere capo del Comune di Pavia.

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Crisi del mobile sempre più grave - roberto morello (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quindici aziende hanno chiuso i battenti, 40 lavoratori licenziati Crisi del mobile sempre più grave Antonio Vettorello: "Zone artigianali nuove? Purtroppo non servono" ROBERTO MORELLO CASALE DI SCODOSIA. Sembrava che la burrasca fosse passata. Invece la crisi del mobile è ritornata più forte e più letale in questo inizio 2008. Da gennaio ad aprile hanno infatti chiuso i battenti una quindicina di aziende, licenziando una quarantina di operai. Si dirà: non sono molti. Ma nel quadro economico del Montagnanese questi numeri stanno a significare più di qualcosa. Ad esempio Casale di Scodosia, volano economico del territorio, oggi è un paese vuoto. Come se il Ferragosto, periodo di ferie, si prolungasse tutto l'anno. Lo stesso sindaco Antonio Vettorello dolorosamente afferma: "Ma quali zone artigianali nuove - si chiede Vettorello - se abbiamo i capannoni che si svuotano continuamente. Anche l'ampio spazio che avevamo riservato ai camion è quasi sempre vuoto. Che si può fare? La nostra parte la facciamo ma non basta - conclude il sindaco - bisogna investire nella ricerca o nei consorzi di aziende". Più approfondita è la disamina di Lidovino Corradin, presidente mandamentale dell'Unione Provinciale Artigiani, che ha appena terminato un tour fra le aziende associate del Montagnanese: "Il problema non è soltanto nelle aziende che chiudono - commenta amaramente Corradin - ci sono anche le aziende che non hanno i soldi per chiudere e vanno avanti per inerzia. I problemi sono tanti, ma io metterei in testa la mancanza di entusiasmo e il ricambio generazionale. Chi ha una certa età non ci sta a rimettersi in gioco e manca il ricambio generazionale in grado di dare nuovo impulso. Poi ci sono altre problematiche - continua Corradin - come le nuove norme sulla sicurezza che incidono pesantemente. E la burocrazia eccessiva e le carenze riscontrate negli enti pubblici. Quindi, ma non ultima, le regole bancarie di Basilea seguendo le quali le banche valutano il fido da concedere sulla base degli investimenti per il miglioramento dell'azienda. E qui una parte di artigiani hanno privilegiato altri tipi di investimento. E poi c'è un'altra cosa da dire - insiste il presidente dell'Upa - dobbiamo finirla di scaricare tutte le colpe sulle strade che non arrivano: un tempo i nostri paesi erano ancor più isolati". Quali le soluzioni? "Un'azienda dell'Alta Padovana in crisi si è appoggiata all'Università ed è ripartita - conclude Corradin - ma quando manca l'entusiasmo mancano anche le nuove idee". Non resta quindi che la tendenza si inverta.

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<La mia ricetta: solide riforme e più senso civico> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

FERRARA PRIMO PIANO pag. 2 "La mia ricetta: solide riforme e più senso civico" L'INTERVISTA Carlo Alberto Roncarati "NON C'È DUBBIO: in questi mesi stiamo vivendo una crisi di portata globale, della quale fanno le spese i Paesi più poveri. C'è una corsa all'accaparramento, c'è un dollaro debole con i quale oggi si comprano meno farina e meno cereali di un tempo. E ci sono molti interessi in giovo, come quelli delle grandi aziende americane, che dirottano enormi quantità di cereali dal mercato per produrre energia, il bioetanolo". Nel suo ufficio di Largo Castello, Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera di commercio di Ferrara, analizza le cause internazionali che stanno alla base dei vertiginosi aumenti dei prezzi di molti prodotti alimentari, cereali e farine in testa. Presidente, ma restringendo il ragionamento alla nostra realtà, noi - nel nostro piccolo - cosa possiamo fare? E' una situazione complessa, che per molti aspetti passa sopra le nostre teste. Per quanto ci riguarda posso solo dire che da noi la materia prima, come il grano o i cereali, incide ben poco sul prezzo finale. A pesare sulla distribuzione sono soprattutto i costi dell'energia e dei trasporti, la logistica. O anche condizioni non prevedibili, come una prolungata siccità. Costi elevati, che determinano le scelte di mercato e che, quando superano le sue capacità di assorbimento, inevitabilmente tendono ad abbassarsi. Ma, è chiaro, la crisi di questi mesi è forte ed è fonte comunque di preoccupazione per le famiglie e per le aziende. Un disagio diffuso che si ripercuote sulla marcia della nostra economia, che certo non è tra le più brillanti... C'è disagio, certo. Una sensazione molto più profonda di quanto risulti dalle cifre degli esperti. Perchè la crisi percepita è senza dubbio più acuta di quella registrata o dichiarata dalle tabelle degli uffici studi e dalle statistiche. La capacità di acquisto delle famiglie, la disponibilità di risorse e di investimenti, si va riducendo e questo non può non ripercuotersi sulla nostra economia. Ma oltre a registrare questa situazione, noi come Camera di commercio, non possiamo andare, non abbiamo strumenti efficaci. Insoimma, non siamo una banca che può analizzare il tono o la liquidità di un'impresa... Ma c'è Mister Prezzi, il controllore anti abusi, il numero verde attivato assieme al ministero, anche a Ferrara, per monitorare rincari e aumenti ingiustificati. E' vero. Ma debbo dire subito che si tratta di uno strumento molto modesto. In questi mesi le chiamate sono state pochissime e in ogni caso la Camera di commercio ha un ruolo marginale. Le segnalazioni vengono filtrate da una commissione e poi passate al ministero. Oltre a questo non si può fare nulla, perchè è praticamente impossibile incidere sulle regole di mercato, non si possono davvero ridurre i prezzi d'ufficio. Ma ci sarà pure qualcosa che si può fare per aiutare famiglie ed imprese, la nostra economia, ad uscire dalla crisi... Si, certo. Anche se il problema è più generale e riguarda - secondo me - il sistema Paese. E una ricetta magica il presidente Roncarati ce l'ha? La magia non serve. Servono invece cose importanti, come riforme che eliminino la zavorra dei costi per le imprese, rendano più veloce ed efficiente la burocrazia, snelliscano i tempi e le attese. E serve un quadro legislativo semplificato dove gli imprenditori, ma non solo loro, possano muoversi a loro agio. Perchè è nel caos delle leggi che ci si può nascondere meglio, come all'interno di una giungla, scegliendo di non fare il proprio dovere. Un ragionamento questo strettamente collegato ad un altro e cioè a quello di un migliore sistema di giustizia, dove le controversie civili o amministrative non si trascinino per decenni, ma diano invece punti di riferimento certi. Esattamemte come dovrebbe accadere in seno alla nostra società per quanto riguarda la sicurezza, la convivenza tra i cittadini. Insomma, occorrerebbe per tutti una iniezione massiccia di senso civico, una qualità che oggi sul mercato è reperibile solo a piccole dosi... Andrea Ghisellini Image: 20080506/foto/2169.jpg.

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Giunta tondo, priorità a famiglia e sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA NUOVA SQUADRA DEL CENTRODESTRA Giunta Tondo, priorità a famiglia e sicurezza Abolita la Direzione generale. "Le emergenze: Insiel, debito e costi della politica" di ROBERTA GIANI TRIESTE Non solo la riunisce. Non solo la presenta. Ma, subito dopo, la vuole accanto a sé. Ovunque. Nel salone delle feste, nel tardo pomeriggio. A cena, in serata. E soprattutto in consiglio regionale, nella mattinata odierna: Renzo Tondo insedia la sua giunta e, mentre lo fa, marca le distanze. Con forza. Riccardo Illy non c'è più e lui, dopo averlo battuto, non è né vuole essere "un uomo solo al comando". L'ha detto in campagna elettorale, da candidato, "quando molti non credevano nella mia vittoria". Lo ripete, da presidente, quando non nasconde "un pizzico d'emozione": vuole il gioco di squadra. Con la sua giunta al debutto, certo. Ma non solo: "Ho invitato tutti gli assessori a partecipare alla seduta d'insediamento in piazza Oberdan. Voglio mantenere un rapporto privilegiato con il consiglio regionale che considero il fulcro dell'attività politica". Uno strappo con l'illysmo. Non l'unico. Il presidente, dopo la prima giunta della legislatura, fa partire lo smantellamento annunciato della riforma della burocrazia regionale, la più aborrita a palazzo, abolendo la direzione generale che fu di Andrea Viero e quella alla comunicazione che è ancora di Fabio De Visintini. Conferma un ritorno all'antico di Friulia diventata una holding che non piace, mai piaciuta, al centrodestra. E conferma pure il dirottamento alla famiglia delle risorse del reddito di cittadinanza. Annuncia la soppressione o la riforma di enti ritenuti superflui, come il difensore civico "che non serve", l'agenzia regionale della sanità "che è un doppione", le comunità montane "che sono superate". Decreta l'altolà alle giunte itineranti "che fanno perdere tempo ed energia". Definisce Insiel, indebitamento, costi della politica e sburocratizzazione le "emergenze". Non solo: invita i suoi assessori alla "sobrietà" e alla "moderazione". Prima di tutto, però, Tondo presenta pubblicamente la sua squadra. Non ci sono grandi sorprese, non dopo la ridda di indiscrezioni degli ultimi giorni, solo la conferma di un riparto di deleghe in due tempi: lo impone il regolamento organizzativo ereditato dal precedessore. Verrà cambiato, l'Avvocatura sta verificando se serve un passaggio legislativo, ma ci vuole un po'. E così il primo tempo prevede deleghe provvisorie fotocopia di quelle illyane. Il secondo, invece, deleghe definitive "a misura" della nuova maggioranza: la giunta le ha già decise ma ci vorranno "tra i 50 e i 60 giorni di tempo" perché possano essere assegnate. Sin d'ora, però, ci sono assessori a regime. Luca Ciriani, il vicepresidente, ottiene le Attività produttive, ex feudo di Enrico Bertossi. Vladimiro Kosic la Salute e la Protezione sociale. Vanni Lenna i Lavori pubblici, l'Ambiente e la Protezione civile, ex regno di Gianfranco Moretton. E Sandra Savino le Risorse finanziarie ed economiche. Gli altri? Se il presidente ipoteca sin d'ora affari internazionali e montagna, Federica Seganti si tiene le autonomie locali e aspetta la pianificazione territoriale e la sicurezza: novità assoluta. Roberto Molinaro si prende cultura, istruzione e pace ma attende la formazione e le politiche per la famiglia: l'altra novità, "una delle priorità della legislatura", sottolinea Tondo. Elio De Anna riceve il personale e l'organizzazione e aspetta, a sua volta, lo sport. Alessia Rosolen acquista il lavoro, l'università e la ricerca e attende le pari opportunità e le politiche giovanili. Riccardo Riccardi conquista infrastrutture, energia e mobilità, apprestandosi a rinunciare della pianificazione, mentre Claudio Violino espugna le risorse agricole e forestali. "È una giunta carica di entusiasmo e di voglia di lavorare ma consapevole che il compito sarà impegnativo. Si riunirà il giovedì pomeriggio, anziché il venerdì mattina, in modo da consentire agli uffici di perfezionare rapidamente gli atti" commenta Tondo. E ancora: "È una giunta di assoluto equilibrio, con cinque esterni e cinque interni, sei incluso il sottoscritto". Le proteste, le voci fuori dal coro, i mal di pancia? Il presidente non si sottrae. Definisce "legittime" le polemiche della provincia di Gorizia, orfana di un assessore, ma non le condivide: "In una regione di 1,2 milioni di abitanti l'eccessivo campanilismo va superato. E ai goriziani dico che misureranno la nostra azione sui fatti concreti. Abbiamo un programma molto preciso per quella provincia e lo porteremo a termine". Minimizza, e non poco, le proteste di Udine: "Le uniche lamentazioni che ho sentito, nella riunione di gruppo del Popolo della libertà, sono quelle di Roberto Asquini che si autocandida a presidente del Consiglio. Ma la provincia di Udine ha un presidente, tre assessori, deleghe pesanti. Ho la massima stima di tutti i consiglieri regionali ma, alla fine, ho dovuto tirare le somme e fare una squadra". Un po' come Marcello Lippi, azzarda. Partono le domande. C'è chi scommette sulle dimissioni da consiglieri di Molinaro e Rosolen: "Ipotesi sinora non presa in considerazione. Ne parlerò con i segretari di partito e i diretti interessati". C'è chi rilancia voci di un rimpasto: "Folclore della politica. Ho fatto una giunta con l'intenzione di andare avanti per tutta la legislatura". C'è chi contesta le tre donne assessore imposte per legge: "Non è una delle emergenze". Le emergenze, quelle a cui Tondo intende dedicarsi subito, sono altre: i destini di Insiel che "occuperanno gran parte della prossima seduta di giunta, convocata per giovedì"; l'indebitamento che "purtroppo non era uno slogan elettorale", richiede "un piano quinquennale" e va riportato a un livello "più coerente con la storia virtuosa della Regione"; il bilancio ormai incombente; i costi della politica e la sburocratizzazione. Emergenze che prevedono un contatto immediato con le categorie, ma che partono proprio dal palazzo riconquistato, con l'addio al direttore generale, i cui compiti vengono ripartiti tra il segretario generale che ritorna primus inter pares e la Ragioneria, e con l'analogo addio al direttore della Comunicazione, le cui competenze ritornano all'ufficio stampa. È solo l'inizio, però. E Tondo non si stanca di ripeterlo.

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Diritti civili e leggi di emergenza dibattito in memoria di franco serantini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Diritti civili e leggi di emergenza dibattito in memoria di Franco Serantini PISA. Domani in ricordo di Franco Serantini - a 36 anni dalla morte - si terrà, presso la facoltà di Lettere, un dibattito organizzato dalla Biblioteca Franco Serantini e dal Gruppo comunista-anarchico di Pisa. L'incontro avrà come tema centrale i diritti civili e le cosidette "leggi d'emergenza" nella società attuale ed interverranno il docente Massimo Varengo della Federazione anarchica italiana e gli avvocati Ezio Menzione e Massimo Focacci. La biblioteca Franco Serantini, archivio e centro di documentazione di storia sociale, da sempre attenta alle problematiche della storia del Novecento promuove questa iniziativa - in occasione di un'importante ricorrenza per la città, qual'è l'anniversario della morte di Serantini - per offrire un'opportunità di riflessione agli studenti e alla cittadinanza sul rapporto tra le libertà individuali-collettive e l'attuale legislazione "emergenziale", volgendo lo sguardo al passato e al presente, per capire in che misura e in che termini siano cambiate e si stanno trasformando le cose sul piano politico e legislativo. "Oggi - affermano i responsabili della Biblioteca, - di fronte ai continui provvedimenti che limitano le libertà individuali e alle numerose richieste di nuove politiche restrittive da parte di alcune settori della società e di alcune forze politiche, in nome di una presunta maggior sicurezza personale, spesso si perde di vista quella condizione fondamentale dell'inviolabilità della persona, che è alla base di ogni società civile e libera, sancita dall'art. 2 della carta costituzionale: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale"". L'iniziativa avrà luogo a partire dalle ore 20.30, presso Palazzo Ricci, in via S. Maria. Franco Serantini, nato il 16 luglio 1951 a Cagliari, fu colpito duramente dalla Celere il 5 maggio 1972, durante una manifestazione indetta da Lotta Continua per protestare contro il comizio dell'onorevole Giuseppe Niccolai del Msi. Trasferito prima in una caserma di polizia e poi al carcere Don Bosco, dopo quasi due giorni di agonia fu trovato in coma nella sua cella e trasportato al pronto soccorso del carcere dove morì alle 9,45 del 7 maggio. Le indagini per scoprire i "responsabili" della morte di Serantini affogarono nella burocrazia giudiziaria italiana e nei "non ricordo" degli ufficiali di PS presenti al fatto. Nel 1975 il giornalista Corrado Stajano raccolse raccolse in un appassionato volume ("Il Sovversivo", Einaudi, ristampato poi dalla Bfs) la vita di Serantini contribuendo a mantenere in vita il ricordo del ragazzo sardo. La Biblioteca Franco Serantini ha sede in Largo Concetto Marchesi, tel. 050.570995, sito www.bfs.it. Antonio Scuglia.

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Morì sul lavoroi parenti da 7 mesi aspettano l'autopsia (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso La rabbia della sorella dell'artigiano morto in cartiera "Senza i risultati stiamo vivendo un'altra tragedia" SETTE mesi per un'autopsia. Oltre 200 giorni per avere i risultati di un esame scontato - perché sulla causa del decesso non ci sono mai stati dubbi - dal cui esito però dipendono tantissime formalità che rendono la tragedia di una famiglia savonese ancora più drammatica. Da qui l'accusa della sorella della vittima: "Aspettare così tanto significa prolungare per mesi il nostro dolore, e oltre al dolore questa pratica che può sembrare solo burocrazia giudiziaria comporta gravissime conseguenze per noi familiari...". L'accusa è di Nadia Viglizzo, sorella di Gianfranco Viglizzo, l'artigiano quilianese di 38 anni morto nell'ottobre scorso mentre eseguiva una manutenzione sul tetto della Cartiera Verde Romanello di Varazze. Si era appena sposato, aveva la vita davanti e un'impresa con quattro dipendenti che macinava appalti e lavori. E' morto cadendo in una vasca di carta macerata dopo un volo di dodici metri inspiegabile, misterioso. Come da prassi, dalla tragedia si è aperto un fascicolo in Procura. Il magistrato che lo ha aperto è il pm Alessandro Bogliolo che come primo atto ha disposto l'autopsia sul cadavere per capire le cause della morte. Ciò che stona rispetto alla prassi sono però i tempi. Quest'autopsia, eseguita a metà dell'ottobre scorso, manca infatti dei risultati. E questo ha creato un intoppo doloroso e problematico per i parenti. "A distanza di sette mesi non abbiamo ancora il risultato - conferma la sorella Nadia - E questo, oltre a rappresentare una ferita ancora aperta, comporta tanti problemi per ricominciare a vivere. La ditta di mio fratello aveva stipulato un leasing per acquistare un capannone della zona Paip di Legino e le rate vanno pagate finché non si fa cessare la ditta, attraverso la chiusura indagini. Idem per il mutuo sulla casa in cui mio fratello viveva con sua moglie. Per fortuna il discorso dei dipendenti lo abbiamo sistemato altrimenti ci sarebbe stato anche quello. Tutte cose che può sembrare assurdo citare vista la tragedia ma rappresentano una tragedia nella tragedia considerato che un'attesa così lunga non consente per esempio di far intervenire l'assicurazione sulla vita che Gianfranco aveva. C'è anche l'aspetto della successione: per legge, entro un anno bisogna farla, ma se dopo sette mesi non c'è neppure il risultato dell'autopsia non vedo come riusciremo". "I primi mesi dopo la tragedia era tale lo choc che neppure avevamo pensato a questi problemi - prosegue la savonese - ma adesso, dopo sette mesi, ci sembra inconcepibile dover ancora attendere. Non ce l'abbiamo certo con il magistrato, che non ha colpe e lo sappiamo, ma vorremmo che qualcuno si facesse carico del nostro caso". Lo stesso pm Bogliolo conferma il ritardo della perizia ma fa presente che purtroppo, anche per i carichi di lavoro dei medici legali, possono registrarsi ritardi anche di mesi. "In questo caso comunque la chiusura indagini non dipende dall'autopsia" spiega il magistrato. D. Frec. 06/05/2008.

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Tondo: sobrietà e meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Conferma dei 10 assessori, di cui tre donne. Deleghe provvisorie: tra un paio di mesi la definizione, dopo la modifica del regolamento Protocollate le dimissioni di Illy, al suo posto Alessandro Della Mea Pd, si apre il caso dei portaborse Tondo: sobrietà e meno burocrazia Regione, ieri la prima giunta. Il programma del governatore. Oggi il consiglio, il Pdl si spacca sul capogruppo Ipotesi Di Centa nel governo: potrebbe avere lo sport o la delega per la montagna I SERVIZI ALLE PAGINE 2, 9 E 10 TRIESTE. Sburocratizzazione, Insiel, Ferriera di Servola, riorganizzazione della macchina regionale, ricognizione del debito della Regione. Debutta la giunta del presidente Renzo Tondo. Il neogovernatore presenta la squadra dei 10 assessori che lo affiancherà e torna sui temi "caldi", quelli che saranno affrontati subito. "E' una giunta coesa ed equilibrata, che mantiene un giusto rapporto con tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia", ha chiarito Tondo, il quale invita a superare i campanilismi e sottolinea l'intenzione di mantenere "un rapporto privilegiato con il consiglio regionale". "Abbiamo davanti una legislatura di profondi cambiamenti", ha aggiunto. Intanto, sul piano nazionale, sale alla ribalta la deputata carnica di Forza Italia Manuela Di Centa, indicata come possibile sottosegretario allo Sport o agli Affari regionali con delega alla montagna.

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L'Italia è uscita dall'età dell'oro: ora si organizziper non perdere la competizione globale (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorgio oldoini Il brillante finanziere che vuol darsi alla politica mi affronta senza giri di parole: "Voi della Prima repubblica avete rovinato il Paese con le ideologie e siete responsabili dell'attuale sfacelo". Ragazzino, nella Tua generazione l'unico modo per apprendere sono le orecchie: aprile bene. Ai miei tempi le ideologie costituivano una seconda natura, perché si viveva la condizione di concorrenza e rivalità tra due differenti modelli sociali tra cui dovevi scegliere. Proprio le ideologie indicavano un modello positivo di comportamenti collettivi, cui si doveva il sacrificio di milioni di persone votate alla ricostruzione di un Paese distrutto, sradicate dal loro territorio, di gente che usava le braccia prima ancora che la macchina. Le industrie pubbliche, le infrastrutture esistenti, le leggi sul lavoro, sono il prodotto di quel periodo storico. Un immenso patrimonio che la Tua generazione si è svenduta per prorogare un benessere effimero e nascondere la perdita di vitalità e di stimolo alla crescita. Certo, le ideologie hanno avuto anche effetti terribili, come il terrorismo, discriminante al pari delle religioni primordiali, che ha prodotto sacrifici umani come le sette si satana. Il male assoluto è stato tuttavia affrontato con qualche successo proprio nella Prima repubblica. Chi condanna il socialismo di tutti i tempi, dovrebbe ricordarsi più spesso delle antiche condizioni di vita e sviluppare qualche considerazione sui rischi di un ritorno alle origini: il linguaggio del socialismo che oggi vi fa sorridere è stato per molti decenni l'unica ragione di vita per gli "uomini senza avvenire". Questo vessillo potrà ancora essere agitato, "mutato nomine", dalle future generazioni di sacrificati. "Vecchio troglodita - mi apostrofa il giovanotto - stai parlando di un mondo che non c'è più. Finiamola una buona volta con questa rendita ideologica su cui partiti e sindacati hanno inzuppato il pane per tanto tempo. Guardate allo sperpero di ricchezza che avete provocato con il clientelismo di massa, le pensioni anticipate a siderurgici, portuali, burocrati, i sussidi alle aziende, gli abusi diffusi dello stato sociale, le inefficienze di istituzioni e burocrazie; un'eredità di cui avremmo fatto volentieri a meno. Proprio voi avete fatto perdere ai lavoratori la coscienza e l'orgoglio della propria indipendenza e dignità. Gli interessi del lavoratore li interpretiamo noi, che creiamo le condizioni per l'espansione economica e cerchiamo di reprimere la piccola delinquenza a vantaggio dei ceti più poveri. Spetta ai tecnici il compito di fissare le linee di sviluppo dell'economia, da cui deriva il benessere generale di un Paese". A quel punto ci siamo entrambi accorti di affrontare questioni di carattere generale ed astratte. Come si fa a teorizzare una società fatta di infallibili specialisti, dimenticando che proprio i grandi guru della finanza hanno distrutto i risparmi delle famiglie, immolati al mercato dei "derivati"! Ai miei tempi, si aveva almeno la coscienza di separare i titoli ad alto rischio da quelli destinati alle classi più deboli, che i controllori istituzionali proteggevano dalla grande speculazione. Come si fa a non capire che l'economia ha come obiettivo il miglioramento del benessere materiale, ma che gli aspetti della vita umana non possono essere separati l'uno dall'altro. A giudicare dalla quantità di droga consumata nei Paesi del benessere e dal numero degli strizzacervelli che vi operano, vien fatto di pensare che il sistema basato sul mito del guadagno sia ormai in decadenza in ogni parte del mondo. Dopo una discussione "felicemente" accesa, siamo arrivati alla comune conclusione che il cittadino deve avere una classe dirigente di estrazione "politica", capace cioè di interpretare i "bisogni" materiali ed ideali della gente. Così come è finita la rendita ideologica di un tempo, deve finire anche quella, altrettanto comoda, degli urlatori che si sono limitati a demonizzare il passato senza avere alcuna qualità di governo. Se il nuovo valore aggregante di un popolo è la competizione economica globale, allora siamo usciti dall'età dell'oro, perché siamo in guerra permanente con il resto del mondo: cerchiamo almeno di unirci e di organizzarci per non perderla. Giorgio Oldoini è manager d'impresa. 06/05/2008 La fine delle ideologie ha dato potere ai tecnici, ma serve una visione politica dei problemi 06/05/2008.

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Il mio sessantotto in salsa californiana - anthony giddens (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura I movimenti di Berkley Visto dall'Europa, il '68 sembrava avere il suo centro a Parigi. Ma non è stato così. I radicali europei erano tradizionali. Erano studenti esagitati, ma il loro radicalismo non scavava in profondità La società e il costume cambiarono. Ma la vera mutazione cominciò negli anni Cinquanta Il mio sessantotto in salsa californiana ANTHONY GIDDENS Siamo nel maggio 1968. Non mi trovo a Parigi, ma a 6000 miglia di distanza, in California, in macchina sull'autostrada per Los Angeles. Vengo da Vancouver, dove sono stato junior lecturer per 9 mesi, e vado a ricoprire un incarico all'Università della California. Arrivato a Los Angeles, riparto subito per Venice, un sobborgo balneare dove ho preso in affitto un appartamento. Qui, in riva al mare, sono testimone di una scena che sembra presa di peso da tempi biblici. A perdita d'occhio, la spiaggia è popolata da personaggi con lunghe vesti dai colori vivaci, ancorché scarmigliati e sciatti. Tutti bianchi: non c'è traccia di minoranze etniche. L'aria non odora di ozono ma di marijuana. Poco lontano, vedo una fila di auto della polizia, con gli agenti che fanno penzolare i fucili dai finestrini aperti. Il clima è di incipiente violenza. Non sapevo cosa fosse la marijuana, e neppure conoscevo il termine "hippy", ancora poco diffuso nel Regno Unito e in Europa; per cui chiesi spiegazioni a un passante. Fu così che la rivoluzione in salsa californiana mi diede il benvenuto. Visto dall'Europa, il '68 sembrava avere il suo centro d'azione a Parigi. Ma credetemi: non è stato così. I radicali europei in realtà erano piuttosto tradizionali. Pur proclamandosi antesignani di una nuova era, avevano comportamenti non molto diversi da quelli dei radicali di tutti i tempi. Erano studenti esagitati, ma il loro radicalismo non scavava in profondità. In California, per molti almeno, essere radicali voleva dire esserlo in tutto, non solo nel credo politico ma in ogni aspetto dello stile di vita, compreso lo studio. Era di moda non dare più voti, considerati discriminatori, o concedere a tutti la promozione con lode. Tra i miei conoscenti c'era un professorino di matematica tutto azzimato - camicia abbottonata e sfumatura alta, moglie fiorente e figli. A un certo punto scomparve dall'università, finché un giorno me lo vidi davanti: era apparso in cima alla collina come una specie di Cristo dai capelli biondi sparsi sulle spalle, la barba lunga, una veste fluente e sandali ai piedi. Si era lasciato alle spalle la matematica e l'università e aveva piantato la moglie e i figli per trasferirsi nel deserto del New Messico, dove viveva in una comune lavorando come artigiano. Molti altri avevano fatto la stessa scelta. Anche negli ambienti più direttamente legati alle formazioni politiche si sperimentavano stili di vita alternativi, dalla sessualità alla vita di relazione, dalle comuni all'uso di droghe. D'altra parte, negli Usa il movimento si presentava in forme molto diversificate, soprattutto dal punto di vista delle opinioni e affiliazioni politiche, con un proliferare di gruppi di impegno sociale. Il '68 era nato dai movimenti per i diritti civili del Sud e dal Free Speech movement che aveva il suo centro a Berkeley. Questi gruppi sono confluiti nel movimento contro la guerra nel Vietnam, che ha fatto da catalizzatore a molte correnti radicali. C'è stata una sovrapposizione col movimento hippy, benché quest'ultimo tendesse a contestare ogni forma di autorità. C'erano poi i gruppi maoisti, anche se meno influenti che in Europa; c'erano le Pantere Nere e altri gruppi di neri dissidenti, alcuni dei quali hanno finito per rivolgersi all'islam. E c'era ovviamente il femminismo, in forme più totalizzanti di quanto mai si sia visto prima: più che di una componente, si trattava di una derivazione del '68. Molte esponenti di questo nuovo femminismo presero posizioni più radicali proprio in risposta al sessantottismo - una rivoluzione, come dicevano, fatta dai maschi e per i maschi. Dieci anni dopo ho ricevuto una lettera dal mio conoscente, il professore convertito. Nel frattempo si era riconciliato con la moglie, era tornato al consueto taglio di capelli, al completo azzimato e all'appartamento di prima, e stava cercando di reinserirsi nella stessa facoltà universitaria che aveva lasciato. Come mai tutte le grandi speranze, tutto il radicalismo, sono scomparsi com'erano sorti? Le ragioni sono numerose e varie come il fenomeno stesso. Con la fine della guerra del Vietnam è venuta meno una delle principali motivazioni del dissenso. Se da un lato le autorità si sono accanite con ogni mezzo per disperdere le Pantere Nere, dall'altro si è diffusa una maggior coscienza della natura repressiva e criminale del maoismo. Quanto agli hippy, il più delle volte le loro sperimentazioni hanno preso una brutta piega. Il libero amore è servito da copertura a forme di sfruttamento sessuale; molte comuni non hanno retto ai contrasti tra i loro componenti; e si è visto che le droghe portano alla dipendenza assai più che alla liberazione dello spirito. Ma l'aspetto più importante del '68 è stato il tentativo di ignorare, o di abbattere scientemente alcune delle caratteristiche essenziali di una società civile e in parte anche giusta ed equa - anche se con alcuni notevoli limiti. Si contestava la burocrazia - un atteggiamento ripreso in seguito, come polemica di facciata e in maniera perversa, da molti politici di destra - senza rendersi conto che in una società complessa un certo grado di coordinamento burocratico è di importanza vitale. Le università sarebbero travolte dal caos senza un sistema corretto e rigoroso di valutazione degli esami e delle tesi, e senza l'autorità rivendicata dai docenti nei rispettivi campi di specializzazione. Nessuna società può funzionare sulla sola base dei diritti. Ai diritti devono corrispondere obblighi e doveri: solo a questa condizione la solidarietà sociale è sostenibile. Il femminismo - il più importante dei movimenti sopravvissuti al '68 - in realtà non è mai stato una sua componente, benché sia sorto in seguito agli sconvolgimenti di quel periodo. Il '68 è importante non tanto in sé quanto per il fatto che in quei movimenti hanno trovato espressione le vaste trasformazioni sotterranee in atto nella società, iniziate verso la fine degli anni 1950. Oggi ci rendiamo pienamente conto della forza di quella mutazione, e siamo tuttora alle prese con i suoi effetti: l'impatto sulla natura stessa della famiglia; la fine della centralità del matrimonio e una maggiore attenzione per la qualità delle relazioni; la valorizzazione della sessualità come elemento chiave di quei processi, in parallelo col tramonto della doppia morale; il massiccio ingresso delle donne sul mercato del lavoro; la denatalità e il fenomeno dei figli superprotetti; la pianificazione familiare come scelta consapevole di avere uno o più figli, in luogo del fatalismo di un tempo; la possibilità - ma di fatto anche la necessità di scegliersi uno stile di vita, anziché riceverlo in eredità; l'emergere di politiche identitarie; il venir meno della deferenza, con la crescente tendenza a mettere in discussione le scelte politiche. Non avrebbe senso attribuire questi cambiamenti ai sessantottini, che di fatto li hanno cavalcati - sebbene in alcuni casi abbiano contribuito ad accelerarli. In questo senso, la sinistra ha creato intorno a loro una mistica immeritata; ma è in errore anche la destra quando addebita al '68 i mali che oggi ci affliggono. Le sue correnti più efficaci furono quelle focalizzate su obiettivi specifici: è stato fondamentale ad esempio aver dato voce a una franca e chiara protesta contro la guerra del Vietnam. Si potrebbe decidere di fermarsi a questo, liquidando come romantici, vani e persino pericolosi tutti i tentativi di estendere il radicalismo a ogni aspetto della vita. Devo però ammettere che mi suscitano qualcosa di più di una vaga simpatia. Certo, è stata una falsa liberazione - che però ci ha spinto a interrogarci sul nostro vivere quotidiano, su tutto ciò che i più davano per scontato. Anche chi, come me, non condivide le idee del '68, è stato indotto a riesaminare e a mettere in discussione alcune delle proprie certezze, non foss'altro che per tornare a difenderle con rinnovato vigore. Traduzione di Elisabetta Horvat.

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Di GIANCARLO CAPECCHI <L IBERARE il sistema produttivo, anche maremmano, (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA GROSSETO pag. 4 di GIANCARLO CAPECCHI "L IBERARE il sistema produttivo, anche maremmano, ... di GIANCARLO CAPECCHI "L IBERARE il sistema produttivo, anche maremmano, dal giogo della burocrazia se si vuole programmare lo sviluppo economico e ridare fiducia ai piccoli e medi imprenditori". Questo l'appello di Renzo Alessandri, direttore della Cna, ai parlamentari maremmani (e non solo naturalmente) perché di adoperino da subito "perché si possa passare da un'amministrazione che controlla ad una che autorizza e rovesciare la logica che impone obblighi su obblighi dando corso ad un vero e proprio taglia-leggi". Renzo Alessandri fa l'esempio della Maremma. "Una proiezione in sede locale ci dice che si pùò stimare in dieci milioni di euro il salasso subito ogni anno dalle 6500 imprese artigiane che cercano di lavorare sul nostro territorio: naturalmente ? spiega Alessandri ? siamo in presenza di calcoli statistici ed è la prima volta che si cerca di stimare, nella nostra provincia, il peso degli obblighi burocratici, di questi oneri che colpiscono pesantemente le imprese". POI LA RIFLESSIONE del direttore Cna. "L'impresa rischia oggi di annegare in una selva di norme che potrebbero essere sicuramente eliminate e riordinate in testi unici, sopprimendo anche provvedimenti che risalgono all'Ottocento". E le sovrapposizioni? Fra Stato, Regioni, Province, Enti locali, enti di scopo, Comunità montane e chi più ne ha più ne metta, tra legislazione nazionale regionale e locale non ci si libera più e organizzare il lavoro, che richiede anche tempi certo non troppo lunghi, diventa impossibile. "Chiediamo ai nostri parlamentari ? sottolinea ancora Alessandri ? di fare in modo che si possa andare oltre la vecchia Italia, quella che i nostri artigiani, ma anche i commercianti, gli agricoltori, tutte le categorie economiche, sentono come una vera e propria palla al piede delle loro imprese che sono soffocate da costi economici insopportabili". Altri esempi? Eccoli. "Nel settore degli oneri amministrativi sul lavoro e alla prevenzione infortuni ? spiega Alessandri ?, le aziende con meno di 5 dipendenti sostengono costi per 7 miliardi all'anno,1990 euro ad impresa (5700 per chi ha più di 5 dipendenti). E per l'ambiente il costo complessivo delle aziende fino a 10 dipendenti è stimato in più di 1500 miliardi l'anno (3000 euro a testa) mentre oltre 10 dipendenti si arriva a 7500 euro ad impresa. Questi numeri dovrebbero portare senza problemi a sostenere la nostra causa che è quella del lavoro, dell'occupazione, del futuro".

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SERRA S. QUIRICO <MALATI di Niente> stasera sarà ospite della Rasseg (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

JESI pag. 13 ? SERRA S. QUIRICO ? "MALATI di Niente" stasera sarà ospite della Rasseg... ? SERRA S. QUIRICO ? "MALATI di Niente" stasera sarà ospite della Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola di Serra San Quirico. Gli studenti di tutte le regioni d'Italia riuniti nel Comune montano, diranno il loro secco "no" all'emarginazione e al pregiudizio che circondano il disagio mentale. Da otto anni la rassegna "Malati di Niente" porta avanti la sua battaglia contro lo stigma e il pregiudizio. Attraverso iniziative culturali, spettacoli, musica, esposizioni e mostre di pittura, incontri con esperti, la rassegna lancia il suo messaggio di libertà: libertà di essere matto, bizzarro, diverso, ma soprattutto "libertà dalla violenza delle istituzioni totali, libertà dalla stupidità e dalla rigidità della burocrazia". E stasera tutto questo sarà per la prima volta a Serra San Quirico con tre appuntamenti destinati ai giovani ed ai giovanissimi studenti che ogni anno giungono a Serra San Quirico da tutta Italia per prendere parte alla Rassegna teatrale. Attraverso l'arte, il teatro e il dibattito i ragazzi e le ragazze avranno l'opportunità di scoprire la figura di Franco Basaglia, a 30 anni dalla sua scomparsa e dall'approvazione della legge 180/78.

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<Test per diventare italiani> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA MILANO pag. 11 "Test per diventare italiani" Dimostrino di conoscere le leggi e di avere un reddito L'ASSESSORE LANDI NON BASTA IL TEMPO Le lunghe code che spesso si creano davanti all'ufficio immigrazione della Questura di Milano ? MILANO ? DIVENTARE italiani? Calma. Non è una questione automatica, legata alla mera burocrazia, alla data insomma in cui è stata è presentata la domanda. È una questione di caratteristiche, che vanno accertate da un preciso test e da una commissione apposita. Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute del Comune e Responsabile Immigrazione di Alleanza Nazionale ne è convinto:"Dieci anni per ottenere la cittadinanza non sono pochi ma neppure troppi. Ciò che è necessario, per considerare uno straniero titolare del diritto alla cittadinanza non è il tempo ma l'adesione convinta dello stesso ai principi fondamentali scritti nella nostra Costituzione: la conoscenza della lingua italiana e il rispetto delle leggi, degli usi e costumi del Paese di destinazione finale sono alcuni di questi". OLTRE che essere assessore alla Salute del Comune, Landi di Chiavenna è anche Responsabile Immigrazione di Alleanza Nazionale. Una carica all'interno della quale ha anche sostenuto il diritto di voto agli immigrati: "L'immigrato deve diventare parte integrante e partecipata dello sviluppo socio-culturale ed economico di un Paese fondato sullo stato di diritto". Secondo Landi pertanto "non sempre la lunga permanenza è sinonimo di integrazione e non sempre la garanzia del lavoro è elemento sufficiente. Per diventare cittadini italiani, quindi, non basta un semplice passaggio burocratico ma è necessario un test individuale che certifichi la sussistenza di precisi presupposti di integrabilità. Una commissione esaminatrice esaminerà la conoscenza della lingua, della Costituzione, l'autonomia del reddito, la fedina penale, insomma, i presupposti che giustifichino l'accoglimento della domanda". E.F.

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Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DECRETO FLUSSI 2007. I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni di Natalia Danesi A Brescia il 35 per cento delle domande inviate dai datori di lavoro nell'ambito del Decreto flussi 2007 per l'assunzione di stranieri non comunitari viene rigettato oppure respinto al mittente per mancanza di documentazione. IL MECCANISMO di esame delle richieste - che segue un ordine rigorosamente cronologico - prevede una doppia verifica da parte della questura e della Direzione provinciale del lavoro, prima della convocazione per il rilascio del nulla osta da parte dello Sportello immigrazione della prefettura. Se gli uffici di via Botticelli se la stanno cavando rapidamente, non così la Dpl che sta riscontrando un numero decisamente superiore alle aspettative di pratiche incomplete. Spesso mancano i dati relativi alla capacità produttiva delle aziende o al fatturato, oppure quelli indicati nella domanda non sono corretti. Bisogna così che i datori provvedano ad effettuare le necessarie integrazioni, con le conseguenti lungaggini. Come se non bastasse, anche l'informatica gioca brutti scherzi: pare che il programma del ministero dell'Interno vada a singhiozzo. La procedura quindi, nonostante gli sforzi degli operatori, va a rilento. I nulla osta consegnati fino ad oggi sono in tutto 300, anche se sono pronti per essere rilasciati nei prossimi giorni altri 400 provvedimenti autorizzatori. Non molti comunque, visto che i posti a disposizione sono 7.676. IN SINTESI, SONO STATE evase solo parte delle richieste inoltrate nel primo dei tre click day fissati dal Viminale, il 15 dicembre. Dopodichè, si passerà ad esaminare quelle del 18, del 21 dicembre e a seguire. L'ultima scadenza per inviare le domande di assunzione è fissata per il 31 maggio, ma è realistico pensare che chi si fa avanti ora non rientrerà nella classifica (stilata, appunto, per ordine di presentazione). Soprattutto in considerazione del fatto che per Brescia al sito del ministero dell'Interno sono già arrivate 43 mila richieste, quasi sei volte le quote disponibili. Ma non è detta l'ultima parola. Con quel 35 per cento di domande scartate, la graduatoria riserverà sorprese. Quel che è certo è che la burocrazia blocca la macchina delle regolarizzazioni. E non è una novità, considerando che solo di recente sono state chiuse la maggior parte delle pratiche del Decreto flussi 2006.

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Ordine pubblico al primo posto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-05-04 - pag: 9 autore: Un nuovo sindaco a Londra. Lotta alla delinquenza giovanile e più alloggi: dopo la vittoria Johnson elenca le sue priorità "Ordine pubblico al primo posto" La tassa sul traffico resterà in vigore, ma non sarà triplicata per i Suv LONDRA. Dal nostro corrispondente Evaporata l'euforia notturna della vittoria, Boris Johnson è passato ieri alle vie di fatto per provare di essere un uomo d'azione all'altezza del compito di primo cittadino di una delle maggiori e più complesse capitali europee. Anche se entrerà ufficialmente in carica domani, Johnson ha tenuto ieri un primo discorso inaugurale a City Hall, il municipio londinese, battendo soprattutto sul tasto dell'ordine pubblico. Prendendo a pretesto un nuovo accoltellamento di un giovane, morto ieri mattina, il neo-sindaco ha detto che "è giunto il tempo di affrontare questo orribile incubo che è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono Londra". Ha parlato di una delinquenza minorile "senza confini, di giovani che si perdono in scelte tragiche, catastrofiche e autodistruttive, che sono diventate il problema numero uno di questa città". Ha poi promesso di "unire la cittadinanza e di servire ogni singola comunità in modo imparziale ". L'ordine pubblico e la violenza giovanile sono in cima alla lista delle priorità di Johnson, che si è prefissato tra le altre cose di abbattere la burocrazia negli uffici della polizia per accrescerne la presenza nelle strade, di aumentare le perquisizioni per individuare chi è armato di coltelli e munire tutti gli autobus con telecamere in diretta. Oltre ad aumentare il personale in divisa alle fermate di autobus e stazioni. L'obiettivo è debellare la violenza giovanile per evitare che debordi in forme di criminalità più preoccupanti. Johnson, che dovrà gestire un bilancio complessivo di 11 miliardi di sterline, ha confermato peraltro il proprio impegno di costruire 50mila abitazioni a prezzi abbordabili per giovani e i meno abbienti. Tra gli altri punti del programma, l'abolizione dei "bendy buses", i lunghi autobus snodati che vuole sostituire con un aumento di quelli a due piani di nuova fattura, un progetto che gli è già stato contestato. Il nuovo sindaco manterrà la "congestion charge", la tassa sul traffico del centro, ma la vuole far pagare in rate e non ogni 24 ore. Inoltre non la triplicherà per i Suv come voleva Livingstone e ieri si è trovato già davanti alla richiesta della casa automobilistica Porsche (produttrice della Cayenne) di onorare l'impegno. A cui aggiunge, da bravo conservatore, la lotta agli sprechi amministrativi che sono lievitati durante l'era di Ken il Rosso. Bollato come un "buffone" e un inesperto, Johnson, che dietro all'aria affabile e bonaria nasconde un carattere fortemente ambizioso, dovrà da lunedì iniziare a scalare una montagna. Ridurre la delinquenza non è un compito facile, come pure non sarà per nulla facile guidare Londra verso l'appuntamento delle Olimpiadi del 2012 dopo che i costi sono triplicati dagli iniziali tre miliardi di sterline agli attuali 9 miliardi, con Cassandre che prevedono cifre nell'ordine dei 10-12 miliardi. C'è poi un importante versante politico che rende da qui alle elezioni la posizione di Johnson assai delicata: quella di esercitare il ruolo di banco di prova della futura gestione dei conservatori. Su questo fronte il leader dei tory David Cameron sarebbe assai nervoso dato il carattere pirotecnico, l'indipendenza di giudizio e l'inesperienza di Johnson. Per questo Cameron avrebbe iniziato a coordinare il team di Johnson con quello conservatore con l'intervento di Nicholas Goes, un giovane intellettuale che è stato di grande sostegno al leader tory per preparare un team di transizione che porti al lancio di una nuova amministrazione comunale senza scossoni. Johnson dovrà peraltro nominare i nuovi responsabili di enti come Transport for London e London Development Agency. Quanto alla metropolitana, per ora è orientato a mantenere la cooperazione pubblico-privato. E ha offerto un ramoscello d'ulivo ai sindacati dicendo che vuole promuovere il dialogo. L'avventura è cominciata. M.N. AP Stima tra rivali. Ken Livingstone (a sinistra) si congratula con Boris Johnson. La simpatia tra i due è reciproca BANCO DI PROVA Eletto per la sua personalità, il primo cittadino deve dimostrare di essere un uomo d'azione e di spianare la strada ai conservatori.

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Assediati dalla idiot art (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: VETRINA data: 2008-05-04 - pag: 31 autore: Table Talk di Serena Vitale Assediati dalla "idiot art" Bianchi astronauti con maschera antigas: sono gli operai del Comune che ripuliscono i muri dalle opere dei "writer". Il mio premio al liceo per il tema su "Lolita": "Stento a credere che un libro così sia pubblicato" di Serena Vitale S opravvissuta indenne alla festa della donna (senza prole, quella della mamma non la temo), posso tranquillamente citare Puakin: "Una signora mi ha detto che se un uomo comincia a parlarle di argomenti futili, quasi per adeguarsi alla debolezza dell'intelligenza femminile, rivela subito la propria ignoranza delle donne. In effetti: non è ridicolo considerare esseri a noi inferiori le donne, che tanto spesso ci colpiscono per velocità di comprensione, sottigliezza di sentimenti e pensiero?" ( Table-Talk, 1830-1837). *** "Grande poeta russo, erede solitario di Majakovskij e Pasternak", "massimo poeta russo contemporaneo", "enfant terrible": questo è in Italia – dove riceve premi, tiene letture pubbliche anche nella nostra lingua, scrive per giornali prestigiosi – il settantacinquenne Evgenij Evtuaenko. Nato per caso in Siberia (pochi anni fa lo vidi assentire mestamente mentre un poco aggiornato giornalista italiano accennava al suo "calvario nei lager siberiani "), divenne presto moscovita; da tempo è pendolare tra Russia e Stati Uniti. Nei lontani anni del disgelo levò la voce contro l'antisemitismo, la burocrazia, gli "eredi di Stalin", in liriche e poemi di innegabile abilità versificatoria. Oggi per molti russi amanti della poesia è solo il protagonista di una serie di aneddoti che ne immortalano l'equilibrismo ideologico ("dissidente- cortigiano", "valvola da cui la locomotiva lasciava uscire il vapore perché non scoppiasse la caldaia"), l'ipertrofia dell'ego ("moralmente sono inferiore / a Gesù Cristo ", "Lenin è il mio più intimo amico"), la prodigiosa versatilità (poeta, romanziere, attore,regista,critico letterario e d'arte, docente universitario eccetera), l'energia profusa nell'autopromozione. Qualcuno giudica "giornalismo in rima, cronaca mondana di cui egli stesso è il protagonista" la sua poesia, e pochi dimenticano la parte quantomeno ambigua che "Evtuch"ebbe nell'affaire Brodskij (questi in seguito raccontò: "Spero che la mia espulsione non sia avvenuta per sua iniziativa... ma del Kgb, beninteso, fu consulente"). Ah, la pigrizia, la scarsa informazione – non riesco a credere che si tratti di simpatia per gli opportunisti, i versipelle – di certa cultura italiana... Eppure si insegna letteratura russa in trentasette università del nostro Paese, dove nell'ultimo decennio sono state pubblicate tre antologie della poesia russa contemporanea. Evtuaenko "erede solitario"? A Brodskij è sopravvissuto, ma restano Achmadulina, Gandlevskij, Kuaner, Losev, Rejn (mi limito alla sua generazione, a qualche nome), meno abili surfisti sulle onde – sempre alte e minacciose, in Russia – del tempo, della storia. *** "L'unione tra il poeta e il tempo è un matrimonio forzato e per questo destinato al fallimento. Nel migliore dei casi, buon viso a cattivo gioco, nel peggiore – il più frequente, il più reale – un tradimento dopo l'altro..." (Marina Cvetaeva, 1932). *** Nuove trouvailles del recente trasloco... Da una cartelletta appartenuta a mia madre è saltato fuori un ritaglio ("La Gazzetta del Mezzogiorno"?): "Il premio per il miglior tema libero è stato vinto da Serena Vitale, Liceo-Ginnasio "Benedetto Marzolla" ". "... Stento a credere che un'"opera" simile sia stata pubblicata e spero che non la vendano mai nella nostra città, che non capiti nelle mani di noi giovinette... Dolores Haze perde la verginità in una colonia estiva... Occhi libidinosi la spiano mentre gioca a tennis... Turpi amplessi con un uomo maturo... Dateci letture capaci di elevare l'anima,educandoci al futuro di mogli e madri... ". "Io" scrivevo questo di Lolita (era appena comparso in italiano), di uno dei libri che più ho amato e amo? Io. E nessuno, nella giuria, si era chiesto come mai la vereconda giovinetta conoscesse così bene l'abietto libro... Me lo aveva fatto scoprire un giovane zio cui debbo l'amore per la letteratura. Non si distingueva per virilità, e con scarsa lungimiranza il nonno lo aveva mandato per un anno negli Stati Uniti "perché guarisse... ". S'era semmai aggravato, a Nuova York, e ne era tornato con un inglese perfetto, jeans e camicie colorate, molta nostalgia, tanti libri per la già ricca biblioteca che doveva tenere sotto chiave. Nipote preferita (la predilezione era ricambiata), con lui cominciai a sillabare, poi a leggere in inglese: Dickens, Twain, poi anche Faulkner, Capote. Un giorno arrivò dal Nord Lolita, in originale e in traduzione. Durante indimenticabili lezioni clandestine venni iniziata ("Guarda, Enchanted Hunters ha le stesse lettere di Ted Hunters, Cane, N.H., è un anagramma... ") anche al sublime vizio paronomasico di Nabokov. Il prezzo del mio tradimento? Diecimila utilissime lire. *** Drammi, anagrammi. Onore a scarni sballati (La sinistra arcobaleno); Votar! A un re, storditi, capitoliamo (Partito comunista dei lavoratori); Arde triste... Marciam, o folla! (La destra. Fiamma tricolore); Ostica lotta! Sparii... (Partito socialista); Castrati... In crisi... (Sinistra critica); Nascita zero: fatal abiezione... Addio volgo, risse! (Associazione difesa della vita. Aborto? no grazie!). *** Svegliata da un rumore apocalittico, ho visto in strada bianchi astronauti con la maschera antigas... Ci siamo, mi sono detta: è scoppiata una guerra stellare. Erano, invece, operai del Comune che ripulivano i muri dalle opere dei molesti, implacabili, onnipresenti writer: "Paolo 2008", "Liska", "Yo", "Bambi 2007", "Krim", "Gusma", e via imbrattando: gli "scartini ", epigoni della Graffiti o Aerosol Art, che non di rado usano i caratteri offerti da siti specializzati (quello dei Principi Templari, ad esempio, promette "volute medievali "). Niente invenzione, provocazione, rivoluzione: idiot art, parente delle scritte lasciate sui monumenti dai ragazzini in gita scolastica. *** Ho letto in una vetrina: "Bomboniere solidali". Solidali con gli sposi perché si sposano? - iettatorio cinismo! Con gli invitati alle nozze per i denari spesi in doni agli sposi? - pitocco mercantilismo! Entrata nello sfarzoso negozio ho potuto vedere melanconiche scatoline in carta di riso, posate in legno di cocco, fiorellini indonesiani "riutilizzabili per braccialetti ", minishopper filippini in buri (dal nome dell'omonima palma)... Un'elegante signora dai molti braccialetti – di oro – mi ha spiegato: "Il nostro è commercio equo e solidale". "?". "A favore dei Paesi economicamente svantaggiati. Trattiamo solo regalistica". Quella notte ho sognato bilionari sceicchi che facevano shopping a Dubai: bomboniere solidali con l'Italia a forma di mandolino (corteccia di pini napoletani), torre di Pisa (similmarmo dei Fori romani) eccetera. *** Temporaneamente chiuso il "Moskovskij Korrespondent " che aveva pubblicato un articolo sul love-affair tra Putin e la bella ginnasta venticinquenne – due volte oro alle Olimpiadi, ora deputata della Duma e top-model – Alina Kabaeva; sono scomparsi alcuni blog che commentavano la notizia. Ma il mio computer ha 512 mb di memoria: "è una balla: mica siamo in Francia, o in America, dove un governatore si dimette per via di una prostituta; da noi il 50% della nomenclatura si fa puttane, cantanti e modelle, tutti lo sanno e tutti sono contenti", "Nuove nubi a Sarajevo, / e presagi di rovina. / Putin sposa la sua Alina... / Falce e martello, croce o svastica, / per noi tanto ormai è lo stesso. / Lui al Cremlino fa ginnastica, / fuori noi facciamo sesso... ". Alla voce dei cittadini comuni si è subito sostituita quella di allarmati "politologi". Paparin, ad esempio: "Responsabile è qualche gruppo di potere... Putin è in Italia, dove il suo grande amico Berlusconi ha vinto, e si stanno rafforzando i rapporti russo-europei... Si possono ipotizzare, soprattutto all'interno degli Stati Uniti, forze che cercano di isolare la Russia dall'Europa...". Una nuova guerra fredda, o anche solo freschina; una nuova cortina, foss'anche d'oro e platino: no, a questo non sopravviverò. MARCO MARELLA.

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LEGGO sul giornale "A cosa servono le circoscrizioni?" e fatico a capire il nesso tra l'edilizia a S (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO LETTERE pag. 11 LEGGO sul giornale "A cosa servono le circoscrizioni?" e fatico a capire il nesso tra l'edilizia a S... LEGGO sul giornale "A cosa servono le circoscrizioni?" e fatico a capire il nesso tra l'edilizia a San Rigo, il V Day di Grillo, l'etica e le circoscrizioni, ma vista la forza con cui vien posta la domanda provo a rispondere io, da cittadina reggiana. Posso dirle cosa servono a me, dipendente comunale, che mi occupo da trentacinque anni di lavori pubblici. Provo a spiegarle quanto mi siano preziosi ed utili i lunghi, lunghissimi elenchi di bisogni scritti da ogni consiglio di circoscrizione con precisione, con conoscenza attenta del territorio. Le voglio raccontare l'ostinazione e la caparbietà con cui vanno reiterando ogni volta quello che è rimasto indietro, la sapienza con cui provano a dare un ordine di priorità alle tante necessità del quartiere sapendo che si debbono fare i conti con risorse spesso, anzi, sempre insufficienti e l'attenzione con cui cercano di avere per ogni cittadino una risposta. Vorrei vedesse quel consigliere della quarta che conosce ogni angolo di scuola, quello della sesta che insegue i lampioni spenti, quel presidente che conosce uno per uno i suoi volontari, quel consiglio che mi ha spiegato di ogni riga dell'elenco dei bisogni il perchè di ogni segnalazione... Io sono partita con tredici quartieri, ci ho lavorato, li ho visti crescere. Li ho visti cambiare, diventare circoscrizioni, diventare otto, diventare qualcosa di diverso, fatte di eletti. Li ho visti cambiare nel bene e nel male così come è cambiata la società, come è cambiata la partecipazione, ma faccio fatica a pensare a un comune senza di loro, senza questo prezioso anello di congiunzione tra un ente talvolta astratto e oppresso dalla burocrazia e la vita della città di tutti i giorni. Qualcuno le vuole cambiare nel numero, qualcuno le vuole cambiare nella struttura, ma per favore che non siano troppo diverse da quel che sono, da quel che fanno, da tutto quello che danno alla città. Ecco per me a cosa servono. Voglio ricordare quattro righe di una vecchia canzone di Gaber: "La libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione...". Magari in circoscrizione. Annarosa Bellelli *** PARTECIPAZIONE, ma anche ascolto. I consiglieri che inseguono lampioni spenti, buchi nelle strade, parchi con l'erba troppo lunga, sono dei fanti della democrazia. Proprio per questo mi urta che spesso non siano ascoltati adeguatamente dagli ufficiali. Spetta all'amministrazione comunale prendere le decisioni. ma se i consigli di quartiere avessero più poteri decisionali, forse sarebbero percepiti maggiormente da tutti come uno spazio di partecipazione attiva. davide.nitrosi@ilcarlino.net.

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HANNO RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani rinchiusi in un recinto vicino al torrente Verd (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUNIGIANA pag. 12 HANNO RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani rinchiusi in un recinto vicino al torrente Verd... HANNO RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani rinchiusi in un recinto vicino al torrente Verde in località Chiosi a Pontremoli. Un pescatore li, ha notato che erano in grave stato di denutrizione ed ha segnalato la loro presenza alla Lega per la difesa del cane. Così i volontari dell'associazione, domenica mattina, hanno effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dei due animali e hanno accertato che da molti giorni non mangiavano ed erano ricoperti di zecche. La presidente della sezione lunigianese della lega per la difesa del cane Maria Grazia Moscatelli ha allertato il servizio veterinario dell'Asl e le autorità di pubblica sicurezza. "Ma è stato inutile ? spiega la volontaria ? perché la domenica non si muove nessuno. Volevamo che fossero registrate da parte dell'Asl le condizioni dei due cani per poter procedere d'ufficio al loro trasferimento al canile comprensoriale perché evidentemente chi li aveva adottati non è in grado si assicurare loro il mantenimento. Però occorrerà attendere. Intanto abbiamo portato un po' di crocchette a quelle povere bestie e le abbiamo fatte bere. Ora ci aspettiamo che il veterinario non dica che non ci sono gli estremi per l'affido dei due animali al canile". La Lega per la dfiesa del coglie l'occasione per chiedere maggiore collaborazione alle istituzioni. I volontari sono pronti ad intervenire per garantire la salute degli amici a quattro zampe in ogni momento, ma spesso per risolvere questioni pratiche e non compromettere il destino dei cani hanno bisogno del sostegno delle autorità sanitarie che però, secondo i rappresentanti dell'associazione sembra siano un po' troppo vincolati dalla burocrazia.

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<Noi anziani siamo tartassati dalla burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La protesta "Noi anziani siamo tartassati dalla burocrazia" In tanti, in questi giorni, telefonano alla redazione dell'Adige per commentare le pagine con le dichiarazioni dei redditi. Qualcuno ci chiede come mai vengono pubblicati i redditi solo di Trento e Rovereto, ma non di altri paesi (come Mori, Ala e Folgaria). La risposta è semplice: per questi comuni, non sono state pubblicate le liste in internet. Ma se il Garante della Privacy riterrà di sbloccarle, senza dubbio l'Adige le pubblicherà. Fra i molti reclami, anche quello della nostra abbonata Arnalda Tomasi, pensionata. "Come ogni anno, mi arriva una richiesta di documentazione da parte dell'Enpdap, perchè ho una pensione di reversibilità statale. Ma quello che io mi chiedo è se nell'epoca dei ocmputer, non possono semplicemente collegarsi fra uffici e verificare?". La signora Tomasi spiega che lei, come tanti altri pensionati, ha difficoltà a spostarsi: "Mi tocca cercare qualcuno con la macchina e farmi portare, perché non cammino più tanto bene. Inoltre, tutte queste richieste di presentarsi con le carte generano traffico, e inquinamento. Mi sembra davvero impossibile - dice la signora pensionata - che con il progresso non si riesca a trovare un metodo che non ricada sulle spalle della gente, ed in particolare dei poveri pensionati come me. I casi sono due: o i computer sbagliano, oppure... qualcuno non li sa usare, perchè a tanti anziani come me arrivano ogni anno le richieste di chiarimento. E basterebbe che andassero a vedere la dichiarazione dei redditi che facciamo!". 06/05/2008.

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Il suolo pubblico della discordia Via alla crociata dei commercianti (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 Il suolo pubblico della discordia Via alla crociata dei commercianti Multe a chi espone la merce all'aperto, parte una raffica di ricorsi di MANRICO PARMA ESPONI una bacheca con i prezzi del ristorante? Zacchete i vigili ubani ti rifilano la multa. Metti in esposizione stand con abbigliamento? Ecco arrivarti il verbale. L'utilizzo di spazi di suolo pubblico per richiamare l'attenzione dei consumatori è uno dei tabù del commercio spezzino. Gli operatori lo giudicano un divieto immotivato: frutto di un regolamento vecchio come il cucco e lontano dalle nuove esigenze di città turistica. Ne sa qualcosa Massimiliano Logli, titolare di uno degli esercizi storici dell'abbigliamento spezzino, in via Fiume, fra piazza Garibaldi e piazza Saint Bon. Logli ha chiamato il numero verde de "La Nazione" (pubblicato ancora qui a fianco per la segnalazione di burocrazie assurde e pazze) segnalando gli "errori" di cui si sente vittima: multe su multe inflitte dalla polizia municipale per le maglie e le camicie messe in bella vista fuori dal punto vendita. Alle quali ha fatto seguire altrettanti ricorsi alla Prefettura e al Giudice di pace. Una battaglia la sua che sta montando in centro dove il commercio (il primo settore economico) annaspa e chiede aiuti. Altri colleghi lo stanno seguendo con spirito di crociata. Passano gli stranieri diretti alla Cinque Terre, passano i visitatori, passano i crocieristi e nessuno di loro ha la possibilità di vedere le merci esposte. Meno male che bar e ristoranti hanno spazi per i dehors. Anche se i ristoratori take away (prendi e porta via), senza bagno, non possono usufruire di un centimetro all'aperto. Di più. "Dal 2003 ? ricorda Massimiliano Logli ? tutti gli assessori che si sono alternati sulla poltrona del commercio hanno promesso e puntualmente disatteso di mettere mano al nuovo regolamento sullo spazio pubblico. In questo momento di difficoltà è importante per i consumatori ma anche per gli imprenditori avere gli strumenti per affrontare il futuro e la giornata di lavoro". Logli venne multato lo scorso anno per aver piazzato due tavolini e uno stand sul marciapiede: 143 euro la sanzione. Spiega: "Prima sono ricorso alla Prefettura, poi al Giudice di pace. Nessuno mi ha dato ragione. A fine aprile i vigili urbani, applicando un regolamento colabrodo, mi hanno multato ancora per due stand e un manichino sistemati all'esterno del negozio. Ricomincerò la trafila dei ricorsi daccapo. E come me tanti altri colleghi pizzicati. Non è possibile che la Sardegna e Palma di Maiorca, a proposito di esempi di turismo, danno la possibilità di esporre all'aperto la merce e Spezia no. Tanto più che in occasioni delle notti bianche e delle aperture serali il Comune dà le deroghe. Noi facciamo commercio 365 giorni l'anno". Logli naturalmente si batte per un regolamento che sia rispettoso del decoro, eviti l'effetto giungla nelle esposizioni all'aperto e preveda una equa tassa. Inoltre invita al dibattito e alla legalità. La prima iniziativa per dare la possibilità a tutti di esprimere un parere, in vista di nuove regole. Nel secondo caso la richiesta è di trattamento uguale per tutti prendendo a spunto gli ambulanti stranieri che allineano le loro mercanzie abusivamente occupando spazi pubblici.

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Pd, i giovani chiedono il congresso <Nel partito servono voci nuove> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Pd, i giovani chiedono il congresso "Nel partito servono voci nuove" Mattioli: presidente dovrà essere un amministratore del Nord Martina: "Subito svolta popolare e radicamento sul territorio" Caputo: "Troppa burocrazia nel partito" Pd, basta con "il partito zombie". Basta con "il macigno dei funzionari" e dei soliti noti. Ribolle, il partito di Walter Veltroni. Il giovane segretario Maurizio Martina parla della necessità di una "svolta popolare", dell'urgenza di una "messa a terra" per chi si è scoperto un po' troppo elitario. E mentre la battaglia per difendere palazzo Isimbardi è già all'orizzonte, e il tema delle alleanze si fa rovente, Martina dovrà fare i conti con la disillusione più pericolosa, quella dei suoi quadri più giovani. I trenta, quarantenni che si sono impegnati nel nuovo partito e ora, come l'ex candidata alla Camera Maria Emanuela Adinolfi, parlano di "una rivoluzione a metà, partita con grandi speranze di apertura e che ora sembra tornata nelle segrete stanze". Di questo e di altro ancora si parlerà questa sera a palazzo Isimbardi (ore 17.45), per la prima volta forse dopo la sconfitta, in un incontro pubblico organizzato dal vice presidente della provincia Alberto Mattioli a cui parteciperà Linda Lanzillotta. E proprio Mattioli mette il dito nella piaga. Anzi, nelle piaghe: "Rimane la separazione tra ex Ds ed ex Margherita, nel partito c'è un diffuso scontento, tra dirigenti e base la distanza si allarga anche per colpa dell'assenza di dibattito, l'organizzazione dei circoli è poco chiara, la struttura del partito riesce a sembrare burocratica ed evanescente nello stesso tempo ". E lancia una proposta: "Invece di inventarsi un partito del Nord che non esiste, nominiamo presidente del partito nazionale uno degli amministratori che hanno dimostrato di saper vincere anche al nord: da Penati, a Cacciari, a Chiamparino a Cofferati la scelta non manca. Il radicamento non può che partire dagli amministratori". Chi parla di "partito zombie " è un altro giovane, Filippo Caputo, anche lui ex candidato: "Nel resto del mondo, quando un partito perde le elezioni, cambia la sua classe dirigente. Da noi, la classe dirigente cambia nome al partito ". Tutto ciò per dire che il Pd è ancora dominato da "burocrazie onnipotenti che determinano gli esiti dei congressi prima dei congressi e gli eletti prima delle elezioni. Un partito democratico non può essere questo". Per Gabriele Messina, il giovane coordinatore dei circoli milanesi, la risposta al malessere non può che essere proprio "un congresso rapidamente convocato. E se non fosse possibile, bisogna trovare il modo più aperto possibile per designare un responsabile milanese e il suo gruppo dirigente, che rilanci con piena legittimità l'iniziativa del Pd. Non è urgente, è urgentissimo ". Il rischio, per Maria Emanuela Adinolfi è quello "di perdere tutte le energie nuove che abbiamo visto in questi mesi, le tantissime persone che si erano fatte tentare da questa esperienza. Dobbiamo parlare un'altra lingua: se torna tutto nelle stanze di chissà chi, perderemo per sempre". Marco Cremonesi.

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Il popolo degli scomparsi in Italia sono 23.545 (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ACCADDE DODICI anni fa. La ragazza, 18 anni o giù di lì, era di una straordinaria bellezza. Che non era riuscita a sfigurare nemmeno il volo fatale dal piano alto di un palazzo del centro di Milano. La polizia mortuaria l'aveva trasportata al Laboratorio di anatomopatologia forense della dottoressa Cristina Cattaneo per scoprire che da quel corpo senza vita tutto si poteva cavare tranne che indizi utili a svelarne il nome. Peggio, che nessuno reclamava quel giovane corpo. La ragazza rimase in una cella frigorifera per otto mesi. Fino a quando una studentessa di patologia forense non ne riconobbe il profilo in una foto mostrata a "Chi l'ha visto". La ragazza era di Roma. Aveva una famiglia da cui si era allontanata pochi giorni prima di togliersi la vita. Quel giorno, la dottoressa Cristina Cattaneo prese una decisione da cui non sarebbe più tornata indietro. Il suo laboratorio ("Labanof"), unico in Italia, avrebbe cominciato a mettere in rete (www. labanof. unimi. it) i volti dei cadaveri senza nome. Le foto dei loro profili tumefatti, contorti nel dolore e nello stupore dell'istante esatto dell'abbandono della vita. "Fu una scelta difficile - dice oggi la Cattaneo - Ma necessaria. Dettata dalla disperazione di chi, come me, proprio perché vive accanto ai morti, ha imparato a conoscere fino in fondo il dolore dei vivi che non sanno e che cercano". Accadde a Milano. Accadde ancora a Vinci, un paesino in provincia di Firenze. Era l'aprile del 2001 e Bachisio Inzaina, classe 1922, lasciò la sua casa senza un biglietto, senza un saluto. Tre mesi dopo, sull'arenile della tenuta presidenziale di san Rossore, a pochi chilometri in linea d'aria da Vinci, militari della guardia di finanza raccolsero il cadavere gonfio e saponificato di un vecchio. Per sette anni, nessuno, a cominciare dalle figlie che lo avevano cercato ovunque, avrebbe saputo che quell'uomo era il signor Inzaina. Nessuno avrebbe incrociato i dati di una denuncia di scomparsa con il verbale di "giacenza" di una camera mortuaria di provincia, in cui la presenza sul cadavere di una cicatrice da intervento neurochirurgico pure offriva la chiave del mistero. Dice oggi il prefetto Rino Monaco, dal luglio 2007 commissario straordinario del governo per le persone scomparse: "La soluzione di quel caso è stato motivo di orgoglio per la passione che ho scoperto in chi, donne e uomini, professionisti e volontari, tra mille difficoltà, dedica la sua vita alla ricerca degli scomparsi". La "disperazione" e la "passione". È il perimetro che forse oggi definisce meglio, prima che uno stato d'animo, la sostanza di un numero. Le 23.545 persone (italiani, stranieri, maggiorenni e minorenni) che risultano scomparse al 31 gennaio di quest'anno. Un esercito di fantasmi che si irrobustisce al ritmo di 8000 donne e uomini l'anno. Più o meno, uno l'ora. Tutti li cercano. Ma nessuno li cerca davvero. O, meglio, nessuno li cerca come li si potrebbe cercare. Soprattutto se si scompare "normalmente". Senza che l'improvviso vuoto di chi non c'è più lasci immaginare la trama nera di un delitto, di un sequestro. Di una violenza tra le mura domestiche. Senza dunque un solo vagito della comunità cui si appartiene o un sussulto delle cronache. Elisa Pozza Tasca, ex deputata della Margherita, presiede da cinque anni l'associazione "Penelope", una onlus con sede a Roma. Una delle poche porte, forse la sola insieme alla redazione di "Chi l'ha visto?", cui bussare per chi cerca uno scomparso. Due volontari. Lei e un tesoriere. Due telefoni cellulari. Il suo e quello del marito. È una signora veneta, gentile e di temperamento. Che un giorno - racconta - comprese, lavorando con successo al caso di Milena Bianchi, cittadina del suo collegio elettorale, che, di lì in avanti, agli scomparsi avrebbe dedicato tutte le energie della sua vita pubblica. Fino a convincere il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che uno Stato moderno ha tra i suoi doveri anche la cura di vite improvvisamente messe tra parentesi, che la nascita di un commissario di governo ad acta era un passo necessario. Dice la Tasca: "Ripeto spesso che se non fosse per gli speleologi di molti scomparsi continueremmo a non sapere nulla. Per troppo tempo è mancata anche soltanto un'attenzione al fenomeno. Un esempio su tutti. In Parlamento, giace ormai da due legislature un disegno di legge che prevede la creazione di una banca dati con il dna degli scomparsi, la formazione di personale specializzato, un fondo di sostegno alle famiglie, il riconoscimento di poteri di coordinamento tra il commissario di governo e le province, i comuni, le prefetture, le questure, le Asl, gli obitori. Bene, non si riesce a disincagliare questo disegno di legge dal suo limbo parlamentare". Scomparso. O, quantomeno, "clandestino". Come del resto viene da dire se ci si mette anche soltanto a cercare il Commissario di governo. Gli uffici sono in via Santa Maria Maggiore, a Roma, nel quartiere Esquilino. Un portoncino in legno scrostato, in un condominio fatiscente. Una targa. Un citofono tra gli altri, con la scritta sbiadita "ministero dell'Interno". Si percorre un ingresso buio, si attraversa un lucernaio e si sbuca in tre stanze a piano terra, arredate di fresco. Il prefetto Rino Monaco lavora con cinque collaboratori, quattro computer, una batteria di telefoni, un normalissimo software Excel, un collegamento al centro elaborazione dati del Viminale, l'archivio informatico che, dal 1974, raccoglie i nomi di vittime e autori di reato. Di scomparsi volontari o asseritamente non consenzienti. Una Babele dai miliardi di indizi che non distingue. Il prefetto Monaco è un combattente e si è arrangiato con quel che ha. Il lavoro dei suoi uffici grava su un capitolo di bilancio del ministero dove si è riusciti a grattare qualche euro per bollette, stipendi, spese di missione e che fa capo al "Dipartimento per le politiche del personale dell'Amministrazione civile e per le risorse finanziarie e strumentali". Seduto dietro la sua scrivania, Monaco compulsa numeri, incrocia dati, scorre griglie che, alla fine, illuminano il guado in cui arranca la ricerca. Perché scomparire è anche un diritto. E di fronte al diritto a far perdere traccia e memoria di sé, molto si complica. "Lo scomparso - dice il prefetto - entra in una delle quattro grandi famiglie in cui sono divisi gli ignoti. "Allontanamento volontario"; "disturbo della psiche"; "vittima o autore di reato"; "allontanamento per cause sconosciute". Di lì, in avanti, chi cerca deve avere molta fortuna e sperare di incontrare la persona giusta". Se poi lo scomparso è maggiorenne e non ha lasciato dietro di sé gli obblighi di un padre o di una madre, di un marito o di una moglie, ha diritto all'oblio. Se rintracciato, chi lo cerca avrà solo diritto a sapere che è vivo. Solo se si diventa cronaca, si continua ad esistere anche da scomparsi. E, normalmente, si diventa cronaca, se si è bambini. Perché solo allora la soglia di tolleranza della comunità si ritiene lesa al punto da sollecitare la mobilitazione. Le statistiche lo documentano. Dal 1983, il Paese non è riuscito a venire a capo dei suoi minori svaniti nel nulla soltanto in tredici casi: Mirella Gregori (15 anni, Roma 7 maggio 1983); Emanuela Orlandi (15 anni, Roma 22 giugno 1983); Santina Renda (6 anni, Palermo 23 marzo 1990); Pasqualino Porfidia (8 anni, Marcianise 7 maggio 1990); Adriana Benedetta Roccia (2 anni e mezzo, Cetraro, 10 giugno 1990); Mariano Farina (12 anni) e Salvatore Colletta (12 anni, Casteldaccia, 31 marzo 1992); Simona Floridia (17 anni, Caltagirone, 16 settembre 1992); Angela Ponte (14 anni, Francoforte, provincia di Siracusa, 2 gennaio 1993); Domenico Nicitra (10 anni, Roma, 21 giugno 1993); Angela Celentano (3 anni, Monte Faito, 10 agosto 1996); Denise Pipitone (4 anni, Mazara del Vallo, 1 settembre 2004). "Per carità, anche a distanza di vent'anni, non si rinuncia a cercare nessuno", dice Monaco, anche chi, e sono sempre di più, il padre o la madre non li ha più e a 5 o 6 anni, ha deciso di fuggire da un orfanotrofio. "Certo - aggiunge - è necessario riuscire a farlo con metodo e risorse". La dottoressa Cattaneo ricorda ancora quando, più di dieci anni fa, l'allora ministro dell'interno, Enzo Bianco, le mostrò orgoglioso la sperimentazione di un nuovo software in grado di incrociare dati antropometrici, genetici e investigativi. "Pensai davvero che fossimo a una svolta. Poi, non se ne fece più nulla per mancanza di fondi". Si è tornati alla carta. Nelle questure, negli obitori, nelle procure della Repubblica, dove un fascicolo di decesso senza nome è fatto per scomparire negli scartafacci dell'ordinaria amministrazione penale. Dove un magistrato, se e quando ne avrà il tempo, deciderà ad un certo punto di mettere un frego su un foglio con cui si autorizza "all'inumazione dell'ignoto". Soltanto a Milano, ogni anno, un terzo dei cadaveri rimane senza identità. "Ne abbiamo una ottantina - dice la Cattaneo - in gran parte inumati, perché non ci sono più celle dove metterli. E, per altro, il nostro problema continua ad essere quello di incrociare i dati. È una procedura delicata, che richiede protocolli rigidi e soprattutto condivisi". Non va meglio nel resto del Paese. Per quel che il commissario straordinario è riuscito sin qui ad accertare - le risposte sono ancora parziali - i cadaveri privi di un nome e di una storia sono 448, con punte nel Lazio (36), in Puglia (51) e, appunto, in Lombardia (112). Molise, Umbria e Valle D'Aosta non hanno sin qui fornito un solo dato, svelando come si possa scomparire, di fatto, anche per mano di una burocrazia mortuaria che divide le proprie competenze tra comuni, asl, ministero della ricerca scientifica. C'è infine un ultimo numero. 13 mila 898 (5.935 maggiorenni; 7.963 minori). Statisticamente significativo, socialmente neppure percepito. Sono gli stranieri scomparsi in Italia. Per il 90 per cento, extracomunitari. Loro, davvero, non li cerca nessuno. E questo sì è un luogo buio. Dove è impossibile distinguere ciò che appare da ciò che è vero. In cui fioriscono e si alimentano favole nere. Di indicibili tratte di piccoli rom destinati ad appetiti pedofili o al commercio di organi. "Ringraziando Iddio - dice il prefetto Monaco - non abbiamo un solo elemento che consenta di dire che questo sia accaduto o stia accadendo. Ma se vogliamo sapere quali storie nascondono davvero i numeri, dobbiamo anche decidere con che strumenti farlo. E sono quelli che ho indicato in questi mesi, a incominciare dalla banca dati e dall'introduzione di tecnologie già disponibili, come in altri paesi". La "passione" e la "disperazione" da sole non bastano. (6 maggio 2008.

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<Bisogna sconfiggere le idee assistenzialiste> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-06 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Vincenzo Conso "Bisogna sconfiggere le idee assistenzialiste" ROMA - "Lì dentro non ci si sente a casa propria ", dice della Fao Vincenzo Conso, il segretario generale dell'International catholic rural association, una rete che unisce 62 organizzazioni cattoliche rurali di quattro continenti per un totale di circa cinque milioni di persone. In Italia, per avere un'idea, l'Icra ha tra le associate la Coldiretti, la Fai-Cisl, il Movimento cristiano lavoratori, il Movimento lavoratori dell'Azione cattolica. Crede anche lei, come il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, che "la Fao è uno spreco di danaro e va abolita"? "Di sicuro ci sono degli sprechi, non funziona bene, è un carrozzone. Però non bisogna abolirla". Perché? "Perché va rivitalizzata, riportata all'idea originaria ". Quella del 1945, l'anno della sua nascita? "Sì, l'idea originaria di combattere la fame. Ma tenendo conto che da allora il mondo è cambiato ". E come lo otterrebbe questo risultato? "Promuovendo una vera alleanza contro la fame tra governi, soggetti della società civile e Fao". Per quale tipo di azioni? "Bisogna vincere l'idea dell'assistenza ai popoli. Vanno messi in condizioni di mantenersi da soli. Che poi è l'idea della Populorum progressio, l'enciclica del 1967 di Paolo VI". Quando parla di sprechi della Fao, a quali si riferisce? "Il numero dei dipendenti, per esempio". Secondo gli organici, 3.600. Non tantissimi, se si pensa alla burocrazia italiana... "Forse sono anche pochi, però vanno impiegati diversamente. Sui problemi seri. Lì c'è troppo burocraticismo. Lì dentro non ci si sente a casa propria". Come mai dà questo senso di estraneità? "è l'aria che si respira. è come andare da una controparte, non in un posto nel quale si lotta tutti insieme. Il direttore generale Jacques Diouf si dà da fare per il dialogo con la società civile, ma è ancora troppo poco". \\ I popoli vanno messi in condizione di mantenersi da soli. Che poi è la vecchia idea di Paolo VI M. Ca.

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<Giù il muro, liberateci le ville> Capri, i villeggianti insorgono (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-05-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Giù il muro, liberateci le ville" Capri, i villeggianti insorgono Rischio frane, il Comune impedisce l'accesso in via Grotta delle Felci "Non ci consentono di tornare a casa, presenteremo un esposto" I proprietari di una cinquantina di residenze contro il Comune: ci impediscono di entrare in casa, misura assurdo CAPRI - "Pietro non si è visto". "No, neanche Lorenzo, Leonardo e tutti i proprietari di Villa Casa Mia e di via Grotta delle Felci. è strano, loro non mancano mai". In piazzetta e giù da "Luigi" ai Faraglioni non si è parlato d'altro in quanto il ponte del Primo maggio, che in pratica è il vernissage della bella stagione caprese, ha registrato per la prima volta assenze significative nella comunità dei vip fedelissimi dell'isola azzurra. Gli "assenti", tra l'altro, abitano tutti tra la Grotta delle Felci e Marina Piccola, cioè nel cuore della Capri cara agli ospiti illustri, un tempo prevalentemente russi e tedeschi ora napoletani salvo qualche eccezione. Tutta colpa di un muro alto due metri che spacca a metà il viale che porta alla Grotta delle Felci, uno dei luoghi sacri della storia isolana perché - come documentò Ignazio Cerio violando per primo il segreto millenario della roccia - nelle sue cavità sono custodite testimonianze preziose e uniche dell'età del bronzo e del neolitico. Lo sbarramento è stato posto, forse con un eccesso di disinvoltura municipale, perché i tecnici temono che dal costone incombente sulle ville possano staccarsi altre frane dopo che un masso, venuto giù nel giorno della vigilia di Natale dell'anno scorso, schiacciò un'auto in sosta nel parcheggio del condominio di "Villa Casa Mia", ex residenza San Pellegrino. Il sindaco, Ciro Lembo, temendo il peggio all'avvio della bella stagione, ha preso la decisione che ha mandato in bestia i proprietari: un bel muro e buonanotte al secchio. Che, però, potrebbe investire anche lui e il suo collega anacaprese, coinvolti in ugual misura in questo pateracchio perché il territorio di via Grotta delle Felci è di competenza dell'isola di sotto mentre il costone ricade nella giurisdizione di quella di sopra. Un bel botto, insomma, perché nell'area "incriminata " sono state costruite negli anni una cinquantina di dimore sospese tra la terra e i Faraglioni: una trentina nella ex residenza San Pellegrino oggi "Casa Mia" e una ventina in via Grotta delle Felci. Che ora sono diventate inaccessibili ai proprietari per la reiterazione dell'ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Ciro Lembo su indicazione dell'ufficio tecnico. Il muro è stato alzato tra mercoledì e giovedì, all'avvio del ponte, ma il sindaco, evidentemente, non ha messo nel conto che il diktat avrebbe scatenato una sorta di rivoluzione. Ora siamo in piena guerra e ne vedremo delle belle, perché a Capri è ben difficile dare i sette giorni a cinquanta personaggi illustri e facoltosi e pensare che loro se ne stiano buoni rinunciando al piacere della vacanza e agli obblighi della mondanità. Tra i "colpiti" c'è il Gotha degli amici di Capri, una baronessa che vive sei mesi a New York e gli altri sei mesi a Capri, un cardiologo di chiara fama ed altri clinici illustri, imprenditori e industriali del mattone che si sono offerti per eventuali lavori di messa in sicurezza delle abitazioni minacciate. La situazione è precipitata in un amen: qualche ora dopo la "comparsa " del muro i palazzi municipali di Capri e di Anacapri - la responsabilità a Capri è sempre doppia nel senso che si spacca in due ma è anche ambigua e difficile da afferrare - sono stati simbolicamente posti sotto assedio dalle "vittime" che hanno molte ragioni dalla loro parte. E le difenderanno con i denti perché, sostengono, "questo è un esproprio in piena regola". Di questo stato d'animo si fa portavoce uno dei proprietari che da sedici anni ha casa in via Grotta delle Felci e che chiede di non essere citato: "Se non abbattono quella vergogna faremo un esposto. Perché prendersela con noi e vietarci perfino di innaffiare le piante, quando tutta l'isola frana? A Tragara, a Torre Saracena e in via Turina sono accadute cose ben peggiori e più pregiudizievoli dal punto di vista della sicurezza ma hanno fatto finta di non vedere. Con noi, al contrario, si sono accaniti e io un sospetto ce l'ho, ma vorrei tenerlo per me". Lo provochiamo: forse perché a Grotta delle Felci non abitano i capresi? "Beh, potrebbe essere una ragione, ma nessuno te lo confermerà". I proprietari temono un'altra "vendetta " della natura tradita ed offesa: via Krupp è rimasta chiusa trentadue anni, cosa accadrà a Marina Piccola? Per scongiurare questa jattura la burocrazia muncipale e gli avvocati sono già al lavoro e un primo risultato è stato raggiunto ieri mattina perché i due sindaci hanno convocato per venerdì una conferenza dei servizi con il proposito di trovare un accordo o, almeno, di mettere una pezza in attesa di una soluzione definitiva del problema della messa in sicurezza del costone. Un lavoro impegnativo dal punto di vista tecnico ma anche molto oneroso perché occorrono circa trenta milioni di euro. Alla riunione interverranno anche tecnici della Provincia e della Regione ai quali compete la responsabilità dei lavori. "Noi sappiamo che la Provincia i soldi ce li ha", dicono in coro i proprietari che sono decisi a far valere i loro diritti. Senza fare barricate. Carlo Franco Strada chiusa Il muro collocato alla fine di via Grotta delle felci.

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Per le imprese inizia la fase due (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-06 - pag: 44 autore: Credito. Modiano, direttore generale di Intesa Sanpaolo: "Hanno superato l'attacco dei Paesi emergenti ma ora rischiano di nuovo" "Per le imprese inizia la fase due" Il banchiere: in questo campionato servono buoni manager e dimensioni adeguate di Orazio Carabini L' industria italiana è uscita da un periodo drammatico della sua storia. E ne è uscita bene, recuperando in ampia misura le quote di mercato perse dopo il 2001. Ma adesso non è tempo di sedersi sugli allori,c'è una fase due da affrontare. Probabilmente difficile quanto la prima. Pietro Modiano, direttore generale di Intesa Sanpaolo, è uomo di banca ma ha un'antica passione,da economista, per l'economia reale. Così ha studiato a fondo le modalità con cui il sistema produttivo italiano ha invertito la tendenza al declino a cui sembrava essere irrimediabilmente destinato. "è impressionante –dice Modiano – che lo scorso anno siamo stati il secondo esportatore manifatturiero verso i mercati extraeuropei dopo la Germania. L'Italia,come la Germania,ha resistito nell'industria mentre altri Paesi come la Gran Bretagna, da tempo, e gli Stati Uniti, più recentemente, hanno perso quote sui mercati mondiali. Alla fine hanno retto i Paesi che erano considerati i più arretrati, vecchi anche nel modello di specializzazione: la Germania, l'Italia e anche la Francia hanno passato sostanzialmente indenni la fase dell'attacco alle loro esportazioni dai Paesi emergenti". Come questo sia potuto accadere non è ancora stato chiarito. Per anni si è insistito sulle dimensioni delle imprese italiane, troppo piccole per essere competitive. E invece, abbastanza sorprendentemente, a un certo punto i risultati aggregati hanno svelato un sistema al passo con il mondo. "è successo – osserva Modiano – che un'industria composta da imprese molecolari ha fatto le stesse cose contemporaneamente in tutti i settori e in tutte le aree del Paese. Le imprese si sono liberate dalla morsa aumentando il valore medio unitario dalla propria produzione. Quelle che non ci sono riuscite sono state espulse dal mercato: 60mila l'anno per cinque anni hanno chiuso i battenti. Le quantità crollavano, ma il valore dell'export teneva grazie a uno straordinario aumento della qualità dei prodotti". Forse è presto per affermare che è nato un nuovo modello ita-liano, basato come prima su imprese piccole, tradizionali e spesso legate alle reti dei distretti, ma in grado di sostituire alla sua capacità di rinnovare i processi produttivi una nuova propensione a sviluppare prodotti di gamma elevata. "Tra il 1970 e il 2000 – spiega Modiano – i produttori italiani di beni di consumo e di investimento hanno fatto uno sforzo formidabile di razionalizzazione dei processi produttivi e di riduzione dei costi unitari del lavoro. I prodotti erano secondari. Nel nuovo millennio abbiamo fatto un vero salto di qualità nonostante le statistiche continuassero a dirci che investiamo poco in ricerca e sviluppo: l'1% del Pil, meno della metà di Germania e Francia. E, soprattutto, che sono le imprese a non investire in ricerca: il 40% della spesa totale in Italia, contro il 52,5% in Francia e il 67,6% in Germania. Invece, finalmente, abbiamo sviluppato nuove tecnologie di prodotto, cambiando in cinque anni il nostro modello di sviluppo". Il problema ora è consolidare questo modello perché, come dice il banchiere, "sta cominciando il campionato successivo: non possiamo ulteriormente godere del fatto che non c'è stato il declino e pensare che, se abbiamo vinto la partita del declino manifatturiero, questo sia sufficiente. Un modello basato sulle virtù della microeconomia e sul progresso incrementale della gamma e della qualità dei prodotti ha un inizio e una fine. Non si può indefinitamente aumentare i valori medi unitari". Comincia dunque la fase due della ristrutturazione delle imprese italiane. "Una fase più difficile – secondo Modiano – perché la prima si poteva gestire impresa per impresa, mentre la seconda ha bisogno di azioni di sistema. Per esempio, le piccole dimensioni possono rivelarsi più pericolose adesso che nella fase precedente quando, con la globalizzazione, sono cadute le barriere all'entrata in Paesi grandie lontani, e sono venute meno barriere tariffarie e non tariffarie. Oggi, per esempio, con il dollaro debole spesso non conviene esportare ma comprare aziende: negli Usa c'è un'opportunità straordinaria per chi ha bisogno di tecnologie. Ma occorrono un buon management e dimensioni adeguate. Lo stesso vale per la Cina: se voglio fare una joint venture mi servono i soldi. In India, in Brasile, nell'Est europeo non basta andarci esportando". Il rischio è dunque l'arretramento. E in una fase come l'attuale la macroeconomia può es-sere d'aiuto: se l'export rallentasse, la politica economica dovrebbe sostenere la domanda interna. "Rilanciare la domanda interna – spiega Modiano –aumentando il reddito disponibile di chi ha un'alta propensione al consumo, cioè i meno abbienti, non è di sinistra né di destra. è solo una buona politica economica da attuare nel momento in cui la congiuntura nazionale rischia di essere più debole di quanto non dovrebbe e le imprese vivono una fase nuova della loro trasformazione". E quindi vanno sostenute, anche sotto il profilo finanziario. "Certo – osserva Modiano – e il sistema lo sta facendo.C'è il Mac (Mercato alternativo dei capitali), ci sono fondi di investimento dedicati. E poi le banche, tanto criticate, hanno sostenuto le imprese negli anni ritenuti difficili, trasformando il passivo da tutto a breve a quasi tutto a medio. Non abbiamo mai smesso di dar credito, neanche ora che la congiuntura sta peggiorando ". Per adesso, dunque, niente credit crunch, anzi: i prestiti, per lo più a medio termine, continuano ad arrivare abbondanti nelle casse delle imprese italiane. Visto in un'altra ottica vuol dire che le imprese investono e non si sono fatte spaventare dalla fase due. "è importante assecondare questa tendenza – commenta Modiano – per evitare che si inneschi un circolo vizioso fatto di domanda interna debole e di esportazioni stagnanti nel periodo più critico della ristrutturazione industriale". A dar man forte può contribuire il piano Industria 2015 che il centro-sinistra lascia in eredità al governo Berlusconi. "Oggi sappiamo – continua Modiano – che il corpo del sistema industriale è sano e che vale la pena sostenerlo. Quattro anni fa non ce n'era bisogno, sarebbe stato superfluo e poteva essere inefficace. Adesso si può tornare alla politica industriale perché la "resistenza della microeconomia" ce lo permette". è da salvare quindi il progetto Industria 2015 del ministro Pier Luigi Bersani? Qualche critica l'aveva ricevuta, soprattutto nel mondo dell'accademia: troppa burocrazia, rischio di arbitrio nelle decisioni e di accesso alle provvidenze riservato a una platea ristretta. Ma il progetto era piaciuto alle imprese. "Se il nuovo Governo – commenta Modiano – deciderà di portarlo avanti, le banche possono contribuire a migliorarlo. Quando lo Stato ha stabilito a chi concedere i fondi, è meglio se poi affida al bancario il compito di verificare chi li merita e chi non li merita. Le banche si sono guadagnate sul campo questo ruolo, dimostrando di essere capaci di selezionare le imprese in fasi difficili, e non solo di saper dare credito a breve con garanzie personali. Inoltre, usando parte dei fondi come garanzie, possiamo alzare il rating delle imprese e moltiplicare le risorse finanziarie a loro disposizione". SCENARI DIVERSI "Con il dollaro debole grandi opportunità negli Usa per chi ha bisogno di tecnologia In Cina, India, Brasile e Est Europa non basta l'export" POLITICA INDUSTRIALE "Quattro anni fa sarebbe stato superfluo, ma adesso vale la pena di sostenere il sistema. Le banche possono contribuire a migliorarlo" EMBLEMA Al vertice. Il direttore generale di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano.

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Corsi di recupero, presidi in rivolta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Scuola Quattro studenti su 10 con un debito. I capi d'istituto: a settembre non riusciremo a fare le classi Corsi di recupero, presidi in rivolta "Mancano fondi e ci sarà una pioggia di ricorsi. Il sistema rischia di andare in tilt" Lezioni supplementari da metà giugno a metà luglio. Il provveditore: "Verifica con i dirigenti degli istituti superiori" Gli scettici: "Ci sarà una pioggia di ricorsi". Gli "economi ": "Come li paghiamo i corsi di recupero? Abbiamo già speso tutto". I depressi: "Questo sistema di recupero non serve a nulla". I catastrofici: "A settembre, dopo le verifiche, non avremo il tempo per fare le classi. L'avvio dell'anno scolastico è a rischio". Sono di umore nero i presidi degli istituti superiori di Milano. Perché a un mese dalla fine delle lezioni "il peggio deve ancora arrivare": bisogna organizzare i nuovi esami a settembre. La previsione: il 40 per cento per cento degli studenti di Milano avrà almeno un debito. Un po' meglio rispetto al primo quadrimestre (70 per cento nei licei, oltre l'80 nei professionali), ma le lacune vanno colmate. Ecco come: subito dopo gli scrutini i ragazzi con debito dovranno seguire un corso di recupero da 15 ore. Periodo: da metà giugno a metà luglio (ma al Vittorio Veneto si arriva quasi ai primi di agosto). Poi dovranno saldarlo con una verifica ai primi di settembre. Chi non passa ripete. Primo problema: molti docenti, a luglio, saranno impegnati con la maturità, dunque i presidi dovranno ricorrere a supplenti esterni. Quindi i costi: le lezione di recupero costano 50 euro lordi l'una "ma alcuni istituti hanno già speso tutto il denaro a disposizione ", fanno sapere dal provveditorato. E allora? "Non c'è scampo: promossi o bocciati ". Un caso limite, ma neanche i licei del centro navigano in ottime acque. "Noi abbiamo cercato di risparmiare - fa sapere Innocente Pessina, a capo del Berchet - ma il nodo è un altro: questo sistema di recupero non funziona. Se le verifiche si fanno i primi giorni di settembre, se si comunicano promossi e bocciati dopo un'altra settimana, io sono costretto a comunicare l'organico delle classi solo a metà mese. Questo vuol dire iniziare le lezioni nel caos". Troppa burocrazia, troppi paradossi (domanda di una prof: "Se faccio 9 ore di latino e greco alla settimana, a cosa serve un corso di 15?"). Pessina conclude: "Forse era meglio avere tutta l'estate per studiare ". La pensa così anche Michele D'Elia del Vittorio Veneto: "Sistema troppo pasticciato: aveva più senso ripristinare i vecchi esami. In più saremo travolti dai ricorsi". Clara Magistrelli del Caterina da Siena: "è stata una soluzione più di facciata che di sostanza. Non si recuperano così le lacune ". Roberto Proietto del Bottoni: "In una scuola che al primo anno di superiori boccia il 38 per cento degli studenti non c'era bisogno di maggiore severità, ma di un nuovo metodo". La proposta al nuovo governo: "Mettiamoci tutti attorno a un tavolo e ragioniamo insieme per il bene degli studenti". Una nota positiva però c'è: "Finalmente i ragazzi si sono si sono messi a studiare". Lo dice Loredana di Lecce, vicepreside dell'Allende, lo conferma Paola Tieri, dirigente del provveditorato: "Pare che abbiano capito l'antifona". Anche se sono in tanti a prevedere un'impennata di bocciature. Antonio Lupacchino, il provveditore, resta comunque sereno: "I capi di istituto hanno fatto un grande lavoro. Problemi? A fine maggio faremo un'ulteriore verifica". Sui banchi Gli studenti di un liceo di Milano Annachiara Sacchi.

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Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-06 num: - pag: 37 categoria: BREVI Interventi e Repliche Il diritto a inserire le schede nelle urne A proposito della lettera "Imbucare le schede al seggio elettorale" ( Corriere, 5 maggio) faccio presente che è compito del presidente di seggio inserire le schede nell'urna ai sensi dell'articolo 50, terzo comma del testo unico 361 del 1957. Il motivo è molto semplice: il presidente di seggio deve verificare l'integrità della scheda consegnata e che la stessa non sia stata sostituita. Di certo non c'è la vecchia diffidenza della burocrazia italiana per l'uso che i cittadini potrebbero fare della loro libertà. A ogni consultazione elettorale capita che ci siano elettori che vorrebbero inserire la scheda dentro l'urna in quanto sono convinti di essere nel giusto, dato che hanno visto foto e servizi in tv di vip che pongono la propria scheda nell'urna. Il fatto che poi l'autrice della lettera abbia voluto fare verbalizzare il suo disappunto, è stato un suo diritto, ma ha fatto perdere tempo ai membri dell'Ufficio elettorale, che sono considerati Pubblici Ufficiali (articolo 50, terzo comma del testo unico 361 del 1957). Il loro compito è quello di far svolgere le elezioni nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti e non quello di assecondare qualche elettore capriccioso. Walter Maccari, Udine Fiorucci: l'attività nel settore dei salumi Si fa riferimento all'articolo apparso il 27 aprile u.s. intitolato "Coop e Fiorucci trattano sul polo dei salumi", per precisare che Fiorucci riceve continuamente manifestazioni di interesse da parte di primari Gruppi nazionali e internazionali. Ciò non implica necessariamente che si aprano delle trattative finalizzate ad un'operazione di acquisizione/cessione. In quest'ottica smentiamo che ci siano attualmente negoziazioni con il Gruppo Gsi, in ordine a un'ipotizzata cessione delle nostre attività. Ribadiamo, di converso, che è nostro obiettivo continuare a perseguire il progetto di costruire un polo aggregante nel mercato dei salumi nel quale il Gruppo Fiorucci abbia un ruolo guida. Stefano Biamonti Consigliere di Amministrazione Cesare Fiorucci S.p.A. L'intervista a Mogol Mi riconosco nel testo ma non nel titolo dell'intervista pubblicata dal Corriere della Sera il 21 aprile. Non ho mai detto, e non penso, "sinistra addio, non farai più danni". Mogol I parlamentari e il cumulo delle cariche Convengo col lettore ( Corriere, 25 aprile) che sostiene l'opportunità di applicare ai nostri parlamentari la disposizione dell'Europarlamento che vieta il nepotismo tra i collaboratori degli eurodeputati. Non dimentichiamo però una situazione ancora più grave che riguarda alcuni nostri eurodeputati: il cumulo delle cariche. In Italia abbiamo eurodeputati che sono contemporaneamente consiglieri comunali di città importanti e anche deputati o senatori. Si vede che hanno il dono dell'ubiquità come S. Antonio! Bruno Mardegan, Milano Lo stemma dell'Hellas Verona Nel grafico sui gruppi ultrà di destra pubblicato sul Corriere di ieri a pagina 3 è stato utilizzato erroneamente lo stemma del Chievo Verona anziché quello dell'Hellas Verona. Ce ne scusiamo con la società di calcio e con i lettori. Il nuovo libro di Pietro Ichino Sul Corriere di ieri, nella pagina delle recensioni, è apparso un dato errato relativo al prezzo del libro di Pietro Ichino “Il diritto del lavoro nell'Italia repubblicana” (Giuffrè). Il volume costa 45 euro e non 65. Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori.

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Torna a riunirsi dopo quasi un anno di inattività la commissione avvocatura, espropri e contenz (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di LAURA PESINO Torna a riunirsi dopo quasi un anno di inattività la commissione avvocatura, espropri e contenziosi del Comune. E sul tavolo di discussione, compaiono, del tutto impreviste per gli stessi commissari, una lunga serie di spiacevoli novità. Parliamo di progetti in cantiere, presentati e annunciati quasi come fossero a un passo dall'essere realizzati e che ora si scoprono invece imbrigliati nelle maglie della burocrazia. Parliamo, appunto, del sito dismesso dell'ex Svar, della metro e perfino di parchi progettati per riqualificare interi quartieri in balia del degrado e poi, inspiegabilmente, caduti nel dimenticatoio. Così la commissione prende atto, con qualche malumore della stessa maggioranza, di una serie di impedimenti che bloccano anche le opere che sembravano prossime alla realizzazione. Primo punto: ex Svar, il buco nero della città a due passi dal centro da trasformare in un bel quartiere residenziale, completo di servizi, aree verdi ed edilizia agevolata. Qui i dirigenti dell'amministrazione spiegano che si attende solo l'avvio delle procedure di esproprio, tutte in carico a imprese private e cooperative che dovranno realizzare i nuovi immobili. Peccato che a bloccare di nuovo l'iter ci sia un disavanzo di tre milioni e mezzo di euro sulla valutazione del terreno. La perizia del Comune parla di 11 milioni di euro, quella privata di sette milioni e mezzo. E visto che gli imprenditori non sembrano intenzionati ad acquistare a prezzo di mercato un'area da destinare a edilizia agevolata, il risultato è che il progetto resta fermo in attesa di un accordo. Poco lontano dall'ex Svar, il quartiere R5, Mulino piattella e Torre La Felce. Qui la commissione urbanistica aveva approvato, con il voto a favore anche dell'opposizione, una rimodulazione del piano, una volta tanto senza aumenti di volumetrie e speculazioni. L'approvazione della variante e' tuttora all'ordine del giorno del consiglio comunale odierno, ma i dirigenti avvertono ancora: l'approvazione sarebbe un atto illegittimo, perché i tempi per la presentazione delle osservazioni non sono scaduti. E le sorprese non mancano anche sul fronte della metro. Modificato di nuovo il tracciato tra via Epitaffio e corso Matteotti, i 180 espropri da realizzare si bloccano per consentire le correzioni al progetto. "Da oltre un anno si annuncia l'apertura imminente dei cantieri - denuncia il consigliere Pd Fabrizio Mattioli - evidentemente non è la verità e ci vorranno come minimo altri anni. Qui si annunciano opere pubbliche come già fatte e in realtà non cambia mai nulla". L'elenco procede poi con un altro annuncio di tutta attualità, su cui puntano il dito i consiglieri di circoscrizione del Pd. E' l'addio al ponte di Pantanaccio e al Parco lineare, idealmente destinati a riqualificare il canale delle Acque medie e il relativo seguito di baraccopoli. Succede invece che, dopo aver speso soldi per progettazioni di ogni sorta, per inerzia dell'amministrazione, i dirigenti ammettano di essere in attesa che il consiglio comunale deliberi, testualmente, il "sopraggiunto mancato interesse alla realizzazione dell'opera".

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Qui la Cina non è un rebus (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-05-06 - pag: 28 autore: Qui la Cina non è un rebus Le aree occidentali più competitive grazie alla burocrazia più snella Micaela Cappellini Per chi ha scelto di fare affari in Cina, le province centrali di Chongqing e di Chengdu possono non suonare familiari, a differenza di Shanghai o di Guangzhou. Eppure, è il caso di segnarsi questi nomi: sono quelli delle aree che stanno correndo di più nel semplificare il clima di business, con l'obiettivo di attirare su di sè i nuovi investimenti. La frontiera occidentale, insomma, si è già messa in moto: a sostenerlo, è il rapporto "Doing business in China 2008", della Banca mondiale, in collaborazione con la cinese Social Sciences Academic press. Sotto analisi sono state messe 26 province cinesi e il loro grado di apertura al business, dai giorni che occorrono per aprire una nuova attività ai costi di registrazione di una proprietà, fino al tempo necessario per dirimere una controversia legale. Il risultato? Da una parte, è una conferma che le aree costiere della Cina, quelle dove da subito si sono concentrati gli investimenti esteri, continuano a rimanere competitive e a innovare nel senso della semplificazione delle procedure. Dall'altra, però, è un insieme di segnali positivi che cominciano ad arrivare dalle province più interne, che possono così offrire, accanto ai costi del lavoro ancora bassi rispetto all'area costiera, anche regole più efficaci per chi apre qui bottega. In generale, negli ultimi due anni, le autorità delle province cinesi, che godono di una certa discrezionalità nell'implementazione politica, hanno attuato un totale di 53 riforme per semplificare il business. E proprio Chongqing è in cima alla lista delle più attive, per di più portandosi a casa un record: è la provincia cinese dove ci vogliono meno giorni per registrare la proprietà, soltanto 28. Persino nella modernissima Shanghai ce ne vuole uno in più, mentre a Pechino ne occorrono addirittura 59. Le differenze a livello regionale, comunque, sono notevoli. A Shanghai registrare una proprietà richiede solo 4 passaggi procedurali, gli stessi che servono in Canada, mentre in alcune aree ne occorrono addirittura 12. Nel Guangzhou bastano 28 giorni per avviare una società a responsabilità limitata, mentre nell'Yinchuan ce ne vogliono 55. Aprire un'attività a Shanghai costa l'equivalente del 3,1% del Pil pro capite annuo: nell'altrettanto evoluta e commerciale Najing, bisogna stanziare il 5,8 per cento. Risolvere una disputa commerciale richiede 230 giorni nelle città costiere del Sud e 363 nelle province del Nord-Est. In ogni caso, sempre meglio di quanto è successo nell'Hubei,dove a un'azienda ci sono voluti dieci anni per ottenere l'esecuzione di quanto stabilito dal giudice, per poi portare a casa meno del 10% della cifra stabilita dal reclamo. Anche le città più avanzate, però, sono lontane dai record dei Paesi più liberali. Ad Hangzhou ci vogliono 30 giorni e 12 pratiche burocratiche per aprire un'attività economica: il record, in Cina. Peccato che a Hong Kong di giorni ce ne vogliano solo 11, e di pratiche ne bastino 5. www.doingbusiness.org Per scaricare gratuitamente lo studio LA CLASSIFICA Shanghai e Guangzhou restano fra le più innovative del Paese, ma avanzano le province meno note di Chongqing e Chengdu.

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La nota stonata sono i calzini bianchi di Michele Di Marco. Ricordano il Carlo Pace dell'esordi (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

O e, se la sua mission non fosse compiuta, farebbero venire l'orticaria a Michele Russo, guru dell'immagine del D'Alfonso due, tutto grisaglie e completi blu. Ogni debutto ha il suo pedaggio e quello che il sindaco riconfermato paga stavolta è un'immagine non propriamente giovane e dinamica. Nella giunta bis dominano teste bianche, tinture e riporti, gli over 60 sono tre, due soltanto i trentenni contando anche i quasi quaranta della bionda assessora socialista Simona Di Carlo. Ma sono tutti fortemente legittimati dal voto popolare, come D'Alfonso ha cura di precisare, tranne la suddetta socialista per mancanza di sufficienti elette nella quota rosa. C'è solo un vice, per ora, il collaudato Camillo D'Angelo. Di deleghe si parlerà più avanti, secondo l'antica prassi democristiana dei passi felpati, utili a digerire umori e malumori. Comunque, questo è il team e a questa squadra il sindaco affida un impegnativo panettone di problemi. La seconda stagione del centrosinistra di governo punterà ai temi nobili dello sviluppo cittadino: dal'area di risulta, nodo ereditato dal primo mandato, alla risollevazione dell'ospedale, al rilancio dei trasporti sull'asse Pescara-Roma: "Non ho paura di dialogare con un sindaco di centrodestra come Gianni Alemanno - annuncia D'Alfonso -. Non credo che l'omogeneità politica sia l'unica condizione di dialogo tra amministratori. Faremo patti anche con il diavolo per risolvere i nostri ritardi sul tema delle infrastrutture. Quando penso ai collegamenti Roma-Pescara penso in primo luogo al ferro. E' una sfida impegnativa, che le due amministrazioni dovranno affrontare insieme, contando sull'appoggio di molte e decisive burocrazie statali. I quindici milioni per la copertura del teatro d'Annunzio sono arrivati da un grande amico della nostra città come l'ingegnere Balducci. Pino De Domincis, poi, ricorda benissimo che i più generosi finanziamenti statali per le strade della nostra provincia arrivarono da un governo politicamente ermafrodita come il gabinetto Dini". Le punte supplementari che D'Alfonso conta di mettere in campo, per finanziare gli argomenti forti del programma, sono poi i parlamentari dell'area di maggioranza, Vittoria D'Incecco e Carlo Costantini, e un big del Partito democratico come Donato Di Matteo, al quale è stato caldamente augurato un futuro da assessore regionale per essere più utile alla causa pescarese. Porte aperte anche alla collaborazione leale di un influente senatore del Pdl come Andrea Pastore e in linea più generale a tutti i consiglieri di opposizione. Con i quali D'Alfonso punta ad con confronto "più europeo e meno ginnico". Lo spettacolo comincia.

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SAN BENEDETTO Nonostante tutto ciò che è accaduto ci siamo salvati . I (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di BENEDETTO MARINANGELI SAN BENEDETTO "Nonostante tutto ciò che è accaduto ci siamo salvati". Il presidente della Samb Giovanni Tormenti analizza così la stagione rossoblù. "Ci aspettavamo qualcosa in più -aggiunge- ma siamo partiti veramente male. Però siamo riusciti a mantenere la categoria e quando si riesce a raggiungere un obiettivo del genere il bilancio finale è sempre positivo". Questa salvezza è targata Tormenti poichè la Samb è una società modello per la serie C. "Non sta a me giudicare, ma il bilancio economico deve essere sempre tenuto in grande considerazione. Possiamo ripartire con un organico di circa quindici calciatori, abbiamo un settore giovanile in forte crescita ed una buona organizzazione societaria. Ci sono, quindi tutti i presupposti per continuare a fare bene". Per la prossima stagione si punta in alto? "Ci prendiamo una settimana di riflessione e dal 15 maggio inizieremo a muoverci. Ma tutto è legato al problema relativo alla messa a norma del Riviera. Sono molto preoccupato perchè si va avanti con il condizionale. Non è che non mi fido del Comune ma sono i tempi della burocrazia a farmi paura. Non possiamo arrivare a giugno senza avere delle certezze". La questione stadio potrebbe inficiare i programmi futuri? "Faremo tutto in base a ciò che ci potremo permettere e non promettiamo mare e monti. Per mesi siamo stati presi in giro, dicendoci che ci siamo messi i soldi in tasca. Ed invece ne abbiamo tirati fuori e tanti. Siamo da soli a gestire la società e dobbiamo ringraziare i tantissimi sponsor che ci hanno dato una mano in questa stagione. Se c'è qualcuno più bravo di noi si faccia avanti e prenda la Samb. Il calcio è un bene della città e si fa con l'apporto di tutti, soprattutto dell'amministrazione comunale". Ci potrebbero essere nuovi ingressi in società? "Siamo aperti a qualsiasi cosa. Se c'è qualcuno che ha le potenzialità economiche per gestire la Samb si faccia avanti e ne discuteremo. I programmi si faranno in base a ciò che potremmo permetterci anche se siamo noi i primi a pensare in grande e che la città merita qualcosa di più. Sono dispiaciuto del fatto che siamo stati accusati anche di raccontare favole ma anch'io credevo che questa squadra potesse fare meglio". Presidente, quale sarà il futuro di Nucifora e Ugolotti? "Per quanto riguarda il diesse manca solo l'ufficializzazione poichè la famiglia Tormenti è intenzionata a confermare Nucifora. Ugolotti ha un altro anno di contratto e tra noi c'è profonda stima. Dovrà rapportarsi con il direttore sportivo ed in base al programma si deciderà. Se tutto sarà ok sarei felice come una pasqua perchè avrei già allenatore e diesse".

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L'associazione culturale "Nuove armonie" rompe qualunque tipo di armonia, ammesso che (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ce ne fosse, con l'istituto Braga nei confronti del quale lancia una serie di dure accuse. "Intendiamo stigmatizzare la linea adottata del Braga - scrivono i musicisti Enrico Melozzi, Mauro Baiocco, Toni Fidanza e Marco Di Natale-. Gli ultimi comunicati stampa dimostrano che le difficoltà sono grosse, che la politica ha iniziato a valutare seriamente il peso culturale che realmente ricopre il Braga sul nostro territorio e a ricambiarlo di conseguenza con finanziamenti che, a nostro parere, rimangono fin troppo esosi rispetto all'effettivo operato del Braga. Se la Regione non elargisce ulteriori fondi è perchè a livello regionale il Braga ottiene riscontri tutt'altro che positivi. E questo dato lo possiamo testimoniare personalmente, avendo chi firma frequentato tutti gli istituti musicali abruzzesi. Abbiamo avuto modo di approfondire cosa si pensa realmente del nostro istituto a livello regionale". Secondo "Nuove armonie" negli anni il nome del Braga si sarebbe trasformato "da simbolo di musica a orpello di burocrazia".

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Una giustizia senza colpevoli - omar monestier (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina UNA GIUSTIZIA SENZA COLPEVOLI OMAR MONESTIER Il susseguirsi di dichiarazioni formali tra Uffici giudiziari padovani e veneziani, per stabilire di chi è la colpa della scarcerazione del giovane marocchino accusato di violenza sessuale, è umiliante. Annulla il nostro bisogno di cittadini-utenti di credere nel sistema giustizia, e ci rende impotenti, attoniti. Siamo in balia del caso, delle burocrazie? Bastano una dimenticanza, una pigrizia, un uomo, dunque? No. Voglio continuare a sperare che la giustizia veneta sia un sistema fatto di regole e non un percorso a ostacoli, all'interno del quale basta un accidente per far saltar fuori inefficienze, rigidità, disfunzioni. Fra dichiarazioni e titoli di giornale è diventato difficile capire che cosa è successo, e i nostri magistrati non ci stanno aiutando. Sarebbe bastata una conferenza stampa per dire: "Abbiamo sbagliato. Scusate, provvederemo". Come si fa adesso a raccapezzarsi? Una nota ufficiale ripercorre l'itinerario del fascicolo, e invita i giornali a non attribuire colpe specifiche a nessuno degli uffici coinvolti. Dunque non è colpa di nessuno? SEGUE A PAGINA 15.

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L'istituto braga sconta una gestione miope (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'associazione "Nuove armonie" critica Castagna "L'istituto Braga sconta una gestione miope" Vengono sollecitate ancora le dimissioni del direttore TERAMO. Duro attacco di "Nuove armonie" alla gestione dell'istituto "Braga". L'associazione rileva le difficoltà che sta incontrando l'istituto segno che "la politica ha iniziato a valutare seriamente il peso culturale che realmente ricopre il Braga sul nostro territorio e a ricambiarlo di conseguenza con finanziamenti che, a nostro parere, rimangono fin troppo esosi rispetto all'effettivo operato del Braga". Secondo Enrico Melozzi, Mauro Baiocco, Toni Fidanza e Marco Di Natale "se la Regione non elargisce ulteriori fondi è perchè a livello regionale il Braga ottiene riscontri tutt'altro che positivi. E questo dato lo possiamo testimoniare personalmente, avendo frequentato tutti gli istituti musicali abruzzesi. Abbiamo avuto modo di approfondire cosa si pensa realmente del nostro istituto a livello regionale. E dello stesso avviso sono molti tra gli studenti e i musicisti iscritti al Braga". I fondatori di "Nuove Armonie", che a meno di un anno dalla sua fondazione conta 295 iscritti, non chiedono fondi per il Braga. Anzi, chiedono al direttore Antonio Castagna alcuni chiarimenti. "E' vero", scrivono in una nota, "che moltissime persone sono accorse al Braga a frequentare i corsi di secondo livello sperando di poter utilizzare il titolo non a scopo musicale ma per esempio per entrare a lavorare alle poste? E' vero che l'età media di questi iscritti è molto, molto alta e che di studenti in età universitaria ce ne sono ben pochi? E' vero che questo titolo non è riconosciuto dagli enti pubblici per partecipare ai concorsi? E' vero che ci sono dubbi sulla spendibilità del titolo? E' vero che circa il 90% dei "laureati" al Braga ha riportato la votazione di 110 e lode? E' vero che c'è addirittura chi si è laureato presentando una tesi manifestamente ripresa da un noto giornale specializzato, tanto da scatenare proteste del legittimo autore, riportando comunque la valutazione di 110 e lode?". L'associazione parla anche di "gestione miope" e del fatto che l'istuto musicale Braga si sia "trasformato da simbolo di musica a orpello di burocrazia". "Nuove armonie" ricorda infine nel suo comunicato che "la risposta al nostro intervento all'assemblea pubblica indetta dallo stesso Braga, nel quale chiedemmo con forza le dimissioni del direttore Castagna: ci è stato detto che non siamo noi a poter proporre certe idee. E chi dovrebbe farlo? Chi da questa politica trae benefici? O chi si rende conto che simili modi di fare rappresentano un danno per l'intera comunità teramana, per il nome di Teramo, per l'immagine della nostra città, che in molti (ma deboli) stanno cercando di portare in alto, e in pochi (ma forti) riescono a tenere ancorata al fondo di una palude che si chiama ignoranza".

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Dall'osteria dello <zio Bugin> una lunga avventura su due ruote (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Monza" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

NEL PAESE DEL 'SIGNOR LAMPRE' FESTEGGIA SESSANT'ANNI IL VELOCE CLUB DALL'OSTERIA DELLO 'ZIO BUGIN' UNA LUNGA AVVENTURA SU DUE RUOTE richiedi la foto dal 1946 la società fondato dalla "zio bugin" richiedi la foto Bernareggio - Erano tempi in cui il tifo ciclistico si divideva tra Learco Guerra e Alfredo Binda. "Qui quasi tutti tifavano per Binda, ma mio padre era bastian contrario.". E così gli fu messo nome Learco. Un nome che oggi il fruttivendolo di via Leoni porta con orgoglio e che racconta la sua passione per le due ruote. "Anche se confessa io il ciclismo preferisco guardarlo e quand'ero giovane giocavo a calcio". Non male per il vicepresidente della società ciclistica di casa, il Veloce Club, oltre che nipote del fondatore. Lo incontriamo nella storica bottega di famiglia, aperta dal nonno nel 1898. Tra una cassetta di arance da spostare e una cliente da servire, Learco Perego racconta un'avventura iniziata 60 anni fa, quando non c'era la tv e per seguire il Giro si andava in piazza, sotto la finestra di un generoso cittadino che metteva a disposizione la radio. "Fu lo zio Bugin (al secolo Ambrogio Colnaghi) a fondare il club. Nel 1946 lui ed altri appassionati di ciclismo si ritrovarono nell'osteria dello zio tra via Cavour e via Garibaldi, dove oggi c'è una macelleria. Insieme diedero vita al Veloce Club, con presidente Angelo Pozzoni. Fu una delle prime società d'Italia iscritte all'Uci. Io ero solo un ragazzino, ma nel '56 subentrai come vicepresidente". Fin da allora il club s'impegnò a organizzare gare ciclistiche per valorizzare giovani campioni e diede vita a una squadra che oggi non c'è più: "Abbiamo avuto dei bei corridori, tra cui un campione d'Italia della categoria Giovanissimi. Oggi non facciamo più attività agonistica, ma organizziamo ancora, la terza domenica di settembre, una gara per dilettanti di prima categoria che è la più bella di tutte e che dal 1991 si chiama "Trofeo Lampre"". Bernareggese guarda caso - è infatti Mario Galbusera, cugino di Perego e patron della squadra professionista vincitrice di due Giri d'Italia: "Ogni anno questa gara richiama migliaia di persone, comprese le televisioni locali prosegue il vicepresidente E' il nostro gioiello... Abbiamo portato qui dei ciclisti che poi sono diventati professionisti, come Gianni Bugno. Partecipano in tanti perché sperano di trovare un posto nella Lampre. E viene sempre a trovarci Giuseppe Saronni, team manager della società". Sessant'anni dopo, insomma, il trofeo contribuisce a tener viva quella passione che animò i fondatori del club: "Certo oggi il calcio è più popolare, ma il problema vero è il coinvolgimento dei giovani commenta Perego Mancano forze nuove e solo per organizzare il Trofeo Lampre servono quaranta persone". Se poi si aggiungono i balzelli della burocrazia. "La verità è che le corse diminuiscono ogni anno per i troppi veti e i problemi del traffico. Noi abbiamo abbiamo un percorso e ci guardiamo bene dal cambiarlo. Ma dalla nuova Provincia ci aspettiamo qualche intoppo in meno e qualche aiuto. Non certo sotto l'aspetto economico, perché per quello per fortuna abbiamo lo sponsor, ma piuttosto a livello logistico, e soprattutto di sensibilità". Articolo pubblicato il 06/05/08.

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Non toccare il latifondo: c'è la terra dietro l'<autonomia> dei più ricchi (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non toccare il latifondo: c'è la terra dietro l'"autonomia" dei più ricchi Riforma agraria Le leggi di Morales ridisegnano le zone fertili ma l'oligarchia non cede. A partire dal capo Marinkovic Serena Corsi Santa Cruz L'anomala distribuzione della terra in Bolivia è la causa profonda della condizione di privilegio di Santa Cruz. Che nessuno metta mano a questa anomalia è stato l'obiettivo vero del referendum autonomista di domenica. La riforma agraria del governo nazionalista di Paz Estenssoro nel 1953 si occupò di parcellizzare e distribuire solo la terra delle province dell'altipiano, densamente popolate da indigeni quechua e aymara, mentre l'oriente era abitato quasi solo da tribù dell'etnia tupi-guaranì e da qualche colonia mennonita. Così il problema delle terre nell'oriente boliviano è stato sottovalutato finché sono rimaste deserte e il loro valore trascurabile. I primi certificati di proprietà furono assegnati - in modo clientelare - solo durante i governi militari, in particolare quello del generale Hugo Banzer (1971-1978) che era di Santa Cruz e in questo modo si sdebitò con i clan e le logge che avevano appoggiato il suo golpe. Oltre a concedere migliaia di ettari di terra coltivabile, lo Stato contribuì a impiantare nella "mezzaluna" orientale del paese un capitalismo agricolo - opposto alla frazionata conduzione familiare dell'altipiano - erogando crediti (fra il e il 1960 e il 1983 la provincia di Santa Cruz, che oggi reclama autonomia dalla zavorra del "centralismo andinista", assorbiva da sola il 45% del totale dei contributi statali all'agricoltura) e costruendo le strade e le ferrovie necessarie al trasporto e all'esportazione in Brasile e Argentina. Con la scoperta, alla fine degli anni '70, dei giacimenti gassiferi nel dipartimento contiguo di Tarija, di cui Santa Cruz divenne il centro di lavorazione industriale e di servizi, e più tardi col boom della soia, Santa Cruz (spinta anche dal lucroso business del narco-traffico) si trasformò rapidamente da una cittadina  di 50mila anime alla metropoli con più di un milione di abitanti dei giorni nostri. Ma ormai i giochi fondiari erano fatti, configurando due Bolivie: quella delle centinaia di migliaia di indigeni che insieme possiedono il 56% delle terre (nell'altipiano) e quella delle poche centinaia di latifondisti privilegiati dalla dittatura, un 2% della popolazione che però detiene il 30% del totale della terra coltivabile. E i cui baroni si sono succeduti fino al 2005 alla presidenza dell'Incra (l'Istituto nazionale per la riforma agraria, che ha avuto sempre e solo presidenti cruceños fino al 2004) scongiurando il pericolo che qualche funzionario zelante trovasse da ridire sull'improduttività delle loro terre e sul modo in cui le avevano ottenute. La situazione è cambiata, almeno sulla carta, nel giugno 2006, con la nuova Ley de tierras promulgata da Morales. La "Riconduzione comunitaria della riforma agraria", criticata da alcuni settori indigeni perché non disconosce il diritto alla proprietà privata della terra e al suo uso per fini di lucro, se non altro decreta che le terre confiscate siano ridistribuite a comunità indigene perché le lavorino collettivamente, e rende più efficiente il lavoro dell'Incra di confiscare terre improduttive o ottenute illecitamente. Ma la caparbia e prevedibile resistenza degli oligarchi terrieri è riuscita finora a vanificare ogni sforzo: ad oggi, nemmeno un ettaro di terra è stato sottratto al latifondo. Un tentativo si è fatto, e col pesce più grosso di tutti: Branko Marinkovic, il magnate agro-pecuario che è anche il leader del Comité Civico Pro Santa cruz, il perno dell'offensivo autonomista. Marinkovic, accusato di essere venuto illegalmente in possesso di 27mila ettari in piena riserva indigena, ha fatto ricorso alla giustizia dipartimentale (tutt'altro che filo-governativa, visto che ha dato veste "legale" a un referendum illegale) ed è riuscito a deviare il caso in qualche vicolo cieco della burocrazia. Al di là della retorica sulla libertà e democrazia che ha conquistato tutta la classe media cruceña, il caso Marinkovic è l'emblema di quello che il federalismo giuridico e amministrativo invocato dagli "civici" nasconde: la salvaguardia della ricchezza e la copertura delle frodi dell'oligarchia cruceña. I baroni dell'oriente sognano una divisione di competenze fra stato e province per cui loro uomini tornerebbero a occupare i posti chiave dell'Incra locale, mentre al governatore spetterebbe il compito di dirimere i conflitti agrari ("il lupo che bada alle pecore"), con buona pace della riforma agraria resuscitata da Morales. Con buona pace soprattutto delle migliaia di colonizadores - quelli che la terra, invece, ce l'hanno a malapena sotto le unghie: i braccianti venuti dall'altipiano in cerca di qualche ettaro. E che il più delle volte finiscono nelle periferie marginali di Santa Cruz: non a caso gli scontri più gravi di domenica sono stati nel Plan 3000, il quartiere popolare della città abitato per metà da colla (gli originari dell'altipiano), e per metà da camba (boliviani dell'oriente), lontani anni luce dalle fortuna ammassata dai vari Marinkovic e che però - deja vu - accusano i colla di venire a rubargli lavoro. Al di là delle trattative di palazzo, la cruenta battaglia del Plan 3000 ha mostrato le braci ardenti di un conflitto etnico mai spento.I "civici" hanno soffiato spregiudicatamente sul fuoco per allargare l'appoggio al referendum e farlo sembrare una domanda di "tutta Santa Cruz", compresi i poveri e gli indigeni, e non dell'oligarchia. Ma raccogliere la tempesta che può venirne fuori sarebbe tutta la Bolivia.

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Francesco De Gregori: il suo nuovo cd si intitola Per Brevità Chiamato Artista (sezione: Burocrazia)

( da "Musicalnews.com" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Notizie Pubblicato il 06/05/2008 alle 11:35:17 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo Francesco De Gregori: il suo nuovo cd si intitola Per Brevità Chiamato Artista... di Patrizia Busonero Esce il 23 Maggio, si compone di 9 brani tra cui L'angelo di Lyon, brano americano tradotto dal fratello Luigi Grechi. Chi e' esperto di contratti discografici, avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia. Esce il 23 Maggio, si compone di 9 brani tra cui L'angelo di Lyon, brano americano tradotto dal fratello Luigi Grechi. Chi e' esperto di contratti discografici, avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia. Questi i brani contenuti: Per brevità chiamato artista, Finestre rotte, Celebrazione, Volavola, Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra, L'angelo di Lyon, Carne umana per colazione, L'imperfetto, L'infinito. Per questo atteso disco, De Gregori si e' molto affidato al suo sito ufficiale: è on line dal 21 Aprile una versione aggiornata, con una intervista e si possono vedere (purtroppo non scaricare...!) i video di due canzoni, foto e materiale informativo.

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Il rispetto delle regole? Comincia in classe (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli sicurezza Il rispetto delle regole? Comincia in classe Rispetto delle istituzioni e della legalità, a cominciare dai momenti più semplici della vita quotidiana. Questi i temi affrontati al liceo Garibaldi dal difensore civico del Comune di Napoli, Giuseppe Pedersoli, dal consigliere di Cassazione Raffaele Cantone e dal comandante della Polizia municipale Carlo Schettini in un incontro con gli studenti. "Agire dal basso, ricorrendo ad esempio all'associazionismo, è fondamentale - spiega Cantone - . Poi vengono le istituzioni. Cominciamo a dire no all'omertà e metteremo in seria difficoltà i clan. Ricordate che la camorra non porta da nessuna parte". Pedersoli illustra il proprio ruolo e i poteri, "limitati", di cui dispone, come e in quali casi ci si può rivolgere al difensore civico , distribuendo anche brochure esplicative. "L' illegalità sembra sempre più diffondersi nelle scuole - afferma - e per questo ho organizzato il primo di una serie di incontri per illustrare agli studenti i principi fondamentali del vivere civile: il rispetto della legalità e delle istituzioni. Il difensore civico - continua - non combatte la politica, ma la burocrazia". Il comandante Schettini sottolinea l'importanza dell'educazione al rispetto delle regole, a cominciare da quelle della circolazione. "Incontri come quello odierno permettono di avvicinare i ragazzi alle forze dell'ordine, fugando una diffidenza spesso radicata e difficile da combattere". del 06-05-2008 num.

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Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DECRETO FLUSSI 2007. I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni Il 35 per cento delle domande respinte oppure incomplete Consegnati 300 nulla osta I posti disponibili sono 7.676  .

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L'appuntamento fisso è al martedì (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sul giornale L'appuntamento fisso è al martedì Potete scrivere alla casella di posta vocedeilettori@lastampa.it oppure invare un fax al numero 0323 403650. Costruite voi la pagina dei lettori che ogni martedì, ormai da qualche settimana, è diventato un appuntamento fisso. Potete segnalare problemi insoluti che affliggono i vostri quartieri, storie di ordinaria burocrazia, assurdità che si protraggono da anni senza soluzioni. Ci sono tante piccole storie che non hanno, normalmente, la forza di diventare "notizia". Con questa rubrica si vuole dare rilievo anche a queste. E non per desiderio di sottolineare le inefficienze in modo gratuito. Lo spirito che anima "la voce dei lettori" è ascoltare anche le piccole lamentele per rendere le nostre città migliori. Il giornale è un ottimo strumento per il dialogo tra cittadini e amministratori. Approfittatene.

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"La Fao è un inutile spreco di soldi" (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Mar, 06 Mag 2008 Edizione 87 del 06-05-2008 Il presidente del Senegal denuncia le politiche di aiuto alimentare dell'agenzia dell'Onu "La Fao è un inutile spreco di soldi" di Giorgio Bastiani Le iniziative di aiuto al Terzo Mondo dell'Onu, a quanto pare, non piacciono nemmeno a coloro che dovrebbero beneficiarne. Il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, ha rilasciato un commento più che esplicito sulla politica dell'Onu per l'emergenza alimentare: la Fao è "Uno spreco di denaro, speso in enormi quantità per ottenere molto poco". Ha inoltre accusato l'agenzia Onu di essere una delle cause e non la soluzione dell'attuale crisi alimentare: "La situazione di oggi" - ha dichiarato Wade - "è dovuta in gran parte al suo fallimento e lanciare l'allarme è del tutto inutile". Inoltre, accusa la Fao di essere sostanzialmente superflua, visto che lo stesso lavoro è svolto in modo più efficiente anche da altri organismi internazionali, come l'International Fund for Agricultural Development, che ha stanziato 200 milioni di dollari per sostenere il lavoro delle aziende agricole nei Paesi più colpiti dalla crisi alimentare. La critica del leader africano non è nuova: già da tempo viene contestato alla Fao di avere una burocrazia lenta e costosa, che assorbe gran parte del suo budget solo per mantenere se stessa. Lo denunciava già il giornalista Livio Caputo tre anni e mezzo fa (Il Giornale, 9 dicembre 2004): "L'agenzia dell'Onu, in particolare, è considerata un carrozzone burocratico che spende più della metà delle sue entrate per le proprie esigenze". La Fao lancia periodicamente i suoi allarmi, ma i dati che riporta nei suoi studi dimostrano che la fame nel mondo continua a crescere al crescere della popolazione. Ciò vuol dire che, evidentemente, c'è qualcosa di sbagliato nel suo sistema. Elargire aiuti non contribuisce a far crescere la produzione, ma solo a creare una nuova classe improduttiva locale che fonda la sua posizione di rendita sugli aiuti stessi, come rilevato più volte negli studi del think tank Cato Institute e da alcuni economisti africani quali Thompson Ayodele, Franklin Cudjoe, Temba Nolutshungu e Charles Sunwabe. Gli economisti liberali africani hanno sempre chiesto ben altre politiche. Non premono tanto per nuovi sussidi agli imprenditori africani, quanto, prima di tutto, l'apertura delle frontiere. Se aiuto internazionale deve esserci, poi, questo deve essere elargito solo in cambio di riforme economiche e politiche necessarie al loro sviluppo. Finché gli imprenditori agricoli africani non potranno affacciarsi liberamente sui mercati europeo e americano, a causa delle nostre barriere protezioniste e delle nostre politiche agricole, non potrà esserci alcuno sviluppo delle aziende locali. Finché gli Stati africani non abbatteranno il loro protezionismo e non garantiranno meglio i diritti di proprietà individuale, non vi potrà essere alcuna crescita di una classe imprenditoriale locale. Sono queste le linee guida di una politica per lo sviluppo in grado di produrre effetti nel lungo periodo.

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Milano NOSTRO SERVIZIO È (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

MilanoNOSTRO SERVIZIOÈ a Parigi il prossimo appuntamento per "Profondo Rosso", il musical tratto dal film di Dario Argento che da stasera e fino a fine mese replica al teatro Smeraldo di Milano (info: www.officinesmeraldo.it) per poi prendere un mese di pausa e ripartire con una produzione ancora più ricca di quella peraltro già sfarzosa e tecnologica attualmente in scena. Lo spettacolo è atteso al debutto in autunno al "Theatre Comedià" della Capitale francese. Complice l' interesse che quelli del "Premio Molière" di Parigi, a partire dal presidente Jean Claude Houdinier, hanno dimostrato per il musical italiano, sia per una precedente esperienza con "Fame", dello stesso management, sia per la grande notorietà e prestigio di Dario Argento in Francia.Lo spettacolo, passato brevemente in Triveneto lo scorso inverno in fase di pre-debutto, ripartirà poi a settembre con un una serie di appuntamenti, anche nel Nordest, in via di definizione, e con l' auspicio, se tutto andrà per il meglio, di approdare nel 2009 anche all' Arena di Verona. I protagonisti di "Profondo Rosso" in versione teatrale sono Michael Altieri e Silvia Specchio, nei panni che nel film erano vestiti da David Hemmings e Daria Nicolodi, oltre a un cast molto giovane e motivato. Gli effetti speciali sono di Sergio Stivaletti, già collaboratore di Dario Argento, con la riduzione teatrale di Marco Daverio e la regìa di Marco Calindri.Lo stesso Dario Argento ha supervisionato le prove e dato il "placet" allo spettacolo. Il produttore Lorenzo Vitali ("Il violinista sul tetto" con Moni Ovadia e "Fame") non pone limiti alle potenzialità dello spettacolo, che riprende sia l' idea grandguignolesca del film di Argento sia l' epicità gotica delle musiche dei Goblin di Claudio Simonetti. E spiega: "In questi giorni sono a Milano lo scrittore Stephano Laporte e il regista Jean Luc Revol, recente vincitore del "Molière" per "Le cabaret des hommes perdus". Insomma siamo a buon punto per la riduzione francese dello spettacolo. A differenza dell' Italia, purtroppo, Oltralpe ho trovato una grande capacità di decisione, oltre al grande rispetto per ogni forma d' arte e per la qualità. Da noi invece ad averla vinta sono sempre le pastoie della burocrazia".Bruno Marzi.

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L'INTERVENTO (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il 26 novembre 2007 l'associazione culturale Rahma scrive al Sindaco Zanonato e all'assessore per la Casa Ruffini: "La scrivente Associazione culturale Rahma, con la presente, chiede la concessione dell'edificio denominato la fattoria sito in Via Longhin". Le Amministrazioni pubbliche si sa, non brillano per celerità. La burocrazia è soffocante, pesante, piena di carte bollate, documenti, specificazioni, richieste di chiarimenti, attestazioni, normative, soprattutto quando si tratta di assegnare un suolo ed un edificio pubblico o cambiare destinazione d'uso... Invece ad una lettera vaga, striminzita nei contenuti e nelle finalità, nel progetto e nelle garanzie, ma precisa solo nel chiedere l'assegnazione dell'area pubblica, come risponde il Comune? Il 27 novembre, cioè il giorno successivo, viene deliberato dalla Giunta Zanonato la "preassegnazione dell'immobile di proprietà comunale sito in via Longhin alla Fondazione La Casa e all'Associazione culturale Rahma" in cui si specifica la sua destinazione a luogo di culto. Non basta. Il 24 dicembre 2007 la stessa associazione scrive una nuova lettera all'assessore all'Immigrazione che è sempre Ruffini, che ha per oggetto: "Nuova sala di preghiera islamica da realizzare nell'edificio ex Fattoria in via Longhin". Nella lettera si chiede di assegnare l'intero edificio e l'area scoperta di pertinenza per realizzare una sala preghiera per circa 600 persone, aule per la scuola per i bambini e degli spazi per le donne. Dopo 45 giorni, cioè il 12 febbraio 2008, ecco un'altra delibera della Giunta Zanonato, che ha per oggetto: "Assegnazione all'associazione culturale Rahma di area con sovrastante fabbricato di proprietà comunale in via Longhin". Nella delibera si assegna tutta l'area di 3970 mq e l'intero edificio per la realizzazione della nuova sala di preghiera islamica per 600 persone con aule scuola per i bambini e annessi spazi per le donne. Le spese di ristrutturazione saranno a spese dell'associazione che verranno scomputate dal canone di locazione anche ai fini della durata, ancora tutto da stabilire.Non è ancora finita: l'area su cui dovrebbe sorgere la moschea è definita dal PRG (Piano Regolatore Generale) come area per Servizi Pubblici di Quartiere. Ciò comporta che perché si possa costruire un luogo di culto, si deve cambiare la destinazione d'uso dell'area e questo si può fare solo con una deliberazione del Consiglio Comunale. E in Consiglio Comunale non è mai arrivata nessuna proposta! E' di questi giorni la notizia tra l'altro che Cofferati a Bologna, dell'omologo partito di Zanonato, ha ritirato l'offerta di un edificio comunale per una moschea perché quella comunità non aveva sottoscritto le garanzie richieste. Come è di questi giorni la notizia, a conoscenza finora solo della giunta Zanonato, che Padova avrà il primo Patronato islamico d'Italia che come si sa si costruisce nei pressi della parrocchia (la moschea in questo caso).Alcune domande nascono spontanee. Come mai l'Associazione Rahma ha avuto un percorso quanto mai facilitato? Come mai il Comune assegna uno spazio ed un edificio pubblico per il culto e per il patronato islamico? Il processo d'integrazione non impone forse la vasta partecipazione, la reciprocità e il rispetto delle regole, soprattutto da parte dell'Amministrazione Comunale? Come mai non è stato utilizzato lo strumento partecipativo almeno per il quartiere, tenuto invece all'oscuro? Come mai lo stesso trattamento non è stato riservato anche ad altre associazioni radicate nella storia della Città per l'impegno sociale, benefico e civile, che non hanno una sede comunale? Perché gli altri culti non cattolici presenti a Padova non sono state oggetto dello stesso trattamento di favore da parte del Comune?Giampiero Avrusciocons. com. FI, Padova.

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Tutela del territorio, il Parco fa scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

De Zordo: "Esportiamo un modo nuovo di fare politica ambientale, condiviso con i residenti" Esportare all'esterno dei confini del Parco le modalità di gestione del territorio realizzate al suo interno, attuando politiche ambientali condivise dai cittadini. Questo è l'obiettivo che si sono posti i Comuni di Belluno, Feltre, La Valle Agordina, Pedavena e Ponte nelle Alpi aderendo al progetto Life Agemas e ottenendo la certificazione Emas. L'iniziativa è stata illustrata ieri a Palazzo Piloni dal presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Guido De Zordo. "L'ente che aderisce al regolamento Emas ha spiegato De Zordo effettua un'analisi ambientale iniziale, raccogliendo dati e informazioni su vari aspetti: dalla qualità dell'aria e dell'acqua all'inquinamento acustico, dai dati sul traffico a quelli sullo smaltimento dei rifiuti. Inoltre definisce la propria politica ambientale e la realizza attraverso un programma di tutela la cui applicazione è valutata da un ente di certificazione riconosciuto dall'Unione Europea". Il presidente del Parco ha definito incoraggianti i risultati raggiunti dal progetto che ha consentito la messa a punto di "un modello innovativo di fare politica ambientale, condiviso con i residenti, creando un metodo che può costituire un riferimento per altre aree".Soddisfatti anche il presidente della Provincia - e anche del comitato promotore Agemas - Sergio Reolon e i rappresentanti dei cinque comuni coinvolti. "Il progetto - ha detto Reolon - pone in essere un'azione di miglioramento ambientale su un'area vasta, mentre, di solito, operazioni come queste riguardano solo parti limitate di territorio. La certificazione in questo caso non significa carte e burocrazia, ma è il risultato di operazioni che sono attuate, come le iniziative per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili, per la raccolta differenziata o il risparmio energetico negli edifici pubblici". "Il progetto ha commentato il sindaco di Ponte nelle Alpi Fulvio De Pasqual- è stato d'aiuto all'amministrazione poiché ha introdotto nuove ed efficaci modalità per affrontare i problemi relativi alla tutela dell'ambiente: basti pensare al lavoro fatto per i rifiuti e per l'utilizzo del fotovoltaico nella scuola media". "Il Comune di Belluno - ha detto l'assessore Leonardo Colle - è stato il primo a raggiungere la certificazione. Questo è il merito del lavoro svolto dall'ufficio ecologia, diventato un soggetto centrale nella gestione delle tematiche ambientali". Il sindaco di Pedavena, Franco Zaetta, ha parlato di un "percorso utile dal punto di vista dell'approfondimento di varie tematiche" e di "una crescita della competenza degli uffici". "La certificazione ci obbliga a essere più responsabili e attori protagonisti nelle politiche di tutela del territorio, facendo da traino anche per gli altri comuni", ha commentato il sindaco di Feltre Gianvittore Vaccari. "In una realtà piccola come la nostra in termini di popolazione gli amministratori e i cittadini hanno più che altrove la responsabilità della gestione di un vasto territorio. Siamo uno dei pochi comuni che collauda il piano di riordino forestale: abbiamo pianificato anche i boschi privati", ha ricordato Tiziano De Col, primo cittadino di La Valle.Andrea Ciprian.

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Pubbliche le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Trend-online" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pubbliche le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Banche e Risparmio , 30.04.2008 16:15 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! dell'esistenza dei dati, ma una volta che i dati "ci sono", non si cura poi tanto delle finalità del trattamento, che invece dovrebbe essere il problema centrale: in altre parole, il trattamento per le finalità "implicite" dovrebbe essere sempre consentito, mentre dovrebbe essere esplicitamente autorizzato l'utilizzo dei dati per scopi diversi. Mentre adesso tutto viene spesso risolto con una generalissima informativa che aggiunge burocrazia ma non introduce tutele reali. Banche e Risparmio [http://banche.blogspot.com].

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Grotte, Orlando si fa da parte naccio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

@@Il sindaco uscente non si ricandida: parte la corsa alla successione Grotte. La sezione del Movimento per l'autonomia, nel corso di una assemblea di partito riunitasi nei giorni scorsi, ha eletto i componenti del Consiglio direttivo. Giovanni Costanza è stato nominato segretario ed Ettore Costanza vicesegretario, muovendosi in perfetta sintonia ? si legge in una nota ? con la struttura di partito voluta dai leader Raffaele Lombardo, neo presidente della Regione, e l'onorevole Roberto Di Mauro. La riunione è stata l'occasione per accendere un dibattito sulla ripresa dell'economia che, come ha ricordato uno degli intervenuti, "farà tornare alla normalità la dialettica politica con il conseguente riposizionamento di quei pochi partiti in una logica di schieramento socio - ideaologico - culturale. Obiettivi comuni, per il raggiungimento dei quali il presidente Lombardo è impegnato al massimo non solo per rivalutare lo Statuto autonomo della Regione, ma anche per rivedere la fiscalità di vantaggio e le zone franche, per semplificare la burocrazia e migliorare il comparto sanitario, per realizzare il ponte sullo Stretto e ammodernare la rete viaria. E per gli agrigentini la costruzione dell'aeroporto e dell'autostrada Agrigento - Caltanissetta". Durante il dibattito, è stato anche fatto il punto della situazione in viste delle amministrative previste per il prossimo mese di giugno. R. B.

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Agenda (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

I problemi si risolvono con il dialogo, non con le bordate verbali più o meno pubbliche. Quindi ecco perchè ieri mattina intorno alle 10 nella sede provinciale di Confindustria si sono seduti attorno a un tavolo il padrone di casa, Giuseppe Catanzaro, il presidente del Consorzio Asi Stefano Catuara e una ventina di imprenditori che operano proprio all'interno dell'area sviluppo industriale alla periferia nord del capoluogo. Dopo il succoso antipasto dei giorni scorsi, con un mini summit tra Catanzaro, Catuara e Salvatore Moncada, culminato già in quell'occasione con una sorta di fumata bianca, ieri è stato allargato l'orizzonte delle questioni da analizzare. E' aumentato soprattutto l'uditorio da far parlare e da ascoltare, per cercare di rendere migliori le condizioni di lavoro e investimento economico di chi opera nell'area Asi. Da quel poco che è emerso pare che nessuno tra i presenti abbia chiesto rivoluzioni in seno ai vertici del Consorzio, ma solo maggiore attenzione da parte di chi governa la stanza dei bottoni, rispetto alle tante problematiche evidenziate recentemente dagli imprenditori. Maggiore sicurezza, maggiore pulizia, maggiore illuminazione pubblica, minore burocrazia. Un menù di situazioni molto ricco che ha permesso al presidente Catuara di evidenziare gli sforzi che il Consorzio sta producendo per rendere più facile il lavoro di chi investe nel territorio, creando occupazione e sviluppo. A far intuire che l'atmosfera sia destinata a rasserenarsi c'è soprattutto la notizia dell'approvazione del Bilancio finanziario di Asi, condizione indispensabile all'offerta dei servizi richiesti dagli imprenditori. Tutti o quasi hanno detto la loro, ieri mattina, senza delegare alcuno a parlare per ognuno. L'esito del vertice dunque parrebbe essere abbastanza positivo, anche se nel mondo dell'imprenditoria agrigentina si conferma il grande fermento che ne pervade l'attività da diversi mesi. Con la speranza che si torni a parlare di nuovi investimenti nel territorio di competenza dell'Asi. Francesco Di Mare.

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Amministrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Amministrazione Lillo Miceli Palermo. Le trattative per la formazione del governo regionale entrano nella fase più delicata. Raffaele Lombardo dovrà ricorrere a tutte le sue doti di mediatore per mettere d'accordo i partiti della maggioranza. E non sarà facile. L'Udc, che ieri ha riunito il suo ufficio politico, ha fatto sapere di considerare "irricevibile" la richiesta di sette assessorati da parte del Pdl: "Singoli partiti - si legge in una nota ufficiale - non possono avere la maggioranza nella giunta regionale". Il Partito della libertà, infatti, aveva chiesto sette assessorati e la giunta è composta da dodici assessori. Un secco no è stato opposto alla richiesta di Lombardo di indicare tecnici. Bocciata anche l'ipotesi di riequilibrare la rappresentanza con la nomina di quattro assessori junior - ipotesi della quale si parla fin dal primo governo Cuffaro -, "perché si ritiene in un momento così delicato per la nostra regione che si debba procedere ad uno snellimento degli apparati ed alla riduzione della spesa". Ed ancora: "Per quanto attiene la nomina degli assessori Udc, viene manifestato ampio apprezzamento al segretario regionale Saverio Romano per il dialogo avviato con gli alleati e gli viene conferito ampio mandato non senza avere precisato che prima che di caselle da riempire si debba discutere delle reali esigenze del territorio e, quindi, della necessità di individuare gli uomini migliori, espressione della politica locale e con notevole esperienza". Una presa di posizione che non è piaciuta a Pippo Scalia del Pdl, almeno nella parte relativa al numero di assessorati che spetterebbero al Partito della libertà: "Mi sembra curiosa la nota dell'Udc. Se c'è un partito che rappresenta più del 50 per cento dei voti, non vedo perché non debba avere un'adeguata rappresentanza in giunta. E' proprio curioso che ciò venga detto dagli ex democristiani, esperti nell'utilizzo del "manuale Cencelli". Condivido, invece, la proposta secondo cui i partiti possano nominare chi vogliono. E' legittimo - continua Scalia - che il presidente chieda dei tecnici, ma è pure legittimo che i partiti decidano a chi affidare compiti di governo. Lombardo può chiederci di mettere a disposizione le migliori energie possibili. E, poi, dove è scritto che i tecnici siano migliori dei politici? Peraltro, c'è il rischio di creare uno scollamento tra l'Aula ed il governo". Argomenti che saranno ribaditi oggi, a Roma, nel corso di un incontro che dovrebbe svolgersi a margine delle trattative conclusive per la formazione del governo nazionale. Lombardo ha in programma un incontro con Berlusconi al quale rinnoverà la richiesta di nominare un ministro dell'Mpa. Sono giornate di grande impegno per il presidente della Regione che, contestualmente, è impegnato a dare nuovo vigore alla macchina amministrativa. Durante l'incontro avuto, ieri pomeriggio, con tutti i dirigenti generali, ha dato delle indicazioni molto precise: un deciso stop al precariato; una migliore gestione del personale per garantire migliori servizi ai cittadini; lotta agli sprechi; riconquistare la fiducia dei cittadini. Lombardo ha, inoltre, manifestato le sue perplessità sulla grande richiesta di realizzare impianti per generare energia da fonti alternative, lasciando aperta la possibilità al nucleare, ma se per la Sicilia ne vale la pena. Il presidente della Regione ha illustrato anche il lavoro che sta compiendo in questi giorni per rielaborare il piano di rientro del deficit sanitario, avendo ottenuto una proroga di 15 giorni, rispetto alla scadenza del 30 aprile imposta dal ministero della Salute. Infine, ha ribadito fiducia nella burocrazia spronandola a raggiungere gli obiettivi prefissati sui quali vigilerà il governo nella sua collegialità. Insomma, non ci saranno orticelli privati di questo o quell'altro assessore.

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CONSULTAZIONI/ THALER: CON NAPOLITANO PARLATO DI RIFORME E (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAROVITA Emergenze da affrontare presto postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 6 mag. (Apcom) - Riforme e carovita: sono stati questi i temi al centro dell'incontro tra la delegazione della Svp, rappresentata da Siegfried Bruger ed Helga Thaler, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo governo. Al termine dell'incontro, Bruger e Thaler hanno spiegato ai giornalisti che "questo governo ha una maggioranza sufficiente per affrontare le emergenze aperte nel Paese e noi, che non abbiamo fatto accordi né con la destra né con la sinistra, giudicheremo le singole azioni". "Un problema importante che è stato sottoposto al presidente è quello delle riforme - ha aggiunto la Thaler - perché il Paese ha bisogno di segnali forti. Ma abbiamo anche parlato del potere d'acquisto che deve essere migliorato e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, oltre che della troppa burocrazia per le piccole e medie imprese: sono emergenze da affrontare presto".

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SCUOLA/ UIL: PER RILANCIO ISTRUZIONE MENO BUROCRAZIA, PIU' (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

IMPEGNO Convegno centenario morte De Amicis: affrontare questione sociale postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 6 mag. (Apcom) - Il sistema scolastico va fortemente sburocratizzato, vanno valorizzate le diverse professionalità e ridata centralità alla funzione educativa della scuola: le proposte di rilancio del comparto istruzione sono state presentate oggi durante il convegno sulla figura di Edmondo De Amicis, in occasione del centenario della morte dell'autore del libro Cuore. Nel corso del convegno, svoltosi al liceo Tasso di Roma, promosso dalla Uil Scuola, dall'Istituto studi sindacali e dall'Unione nazionale artisti e scrittori della Uil, è emersa l'esigenza di attuare un forte impegno per rafforzare la funzione educativa del nostro sistema scolastico. I vari relatori che si sono succeduti si sono trovati d'accordo anche sul fatto che per rafforzare e modernizzare l'attuale sistema d'istruzione italiano sia ormai diventato indispensabile affrontare la questione sociale, divenuta negli anni sempre centrale nel nostro Paese. "La scuola è la vera ricchezza del nostro Paese - ha detto Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola -, ma ci sono due questioni essenziali che vanno affrontate: riconoscere e dare valore al funzionamento e all'ammodernamento del sistema di istruzione e, nella società della conoscenza, avere una scuola che funzioni, che venga percepita come ricchezza nazionale". Argomenti che, negli ultimi anni, si sono sempre più svuotati del loro significato originario per lasciare spazio a valori e riferimenti lontani dall'educazione e dalla conoscenza intesa nel senso più tradizionale. "Affrontare questi temi, lavorando per la modernizzazione del nostro sistema di istruzione, per una scuola accogliente e rigorosa, - ha sottolineato il sindacalista - significa rispondere all'esigenza di sviluppo, coesione e giustizia sociale di cui ha sempre più bisogno l'Italia".

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Tra le polemiche si costruirà vicino Modena una mega struttura per lo stoccaggio del gas (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia - http://blog.panorama.it/economia - Tra le polemiche si costruirà vicino Modena una mega struttura per lo stoccaggio del gas Posted By daria.bianchi On 6/5/2008 @ 19:25 In Apertura#2 | No Comments Il primo passo verso quello che è destinato a diventare il secondo sito di stoccaggio di gas naturale di tutta Europa, salvando l'Italia dal deficit cronico di risorse, è stato fatto. Una buona notizia se si torna con la mente al freddo inverno del 2005, quando a causa delle tensioni [1] tra Russia e Ucraina, l'Italia ha rischiato di bruciare tutte le sue poche scorte di gas. Entro il 2012 [2] a Rivara in provincia di Modena, verrà realizzato su iniziativa di una società petrolifera inglese, la Independent Resources ([3] Irg) una sorta di mega magazzino sotterraneo in grado di incapsulare 3,2 miliardi di metri cubi di gas e che inietterà quotidianamente nella rete nazionale qualcosa come 32 milioni di metricubi. Costo: all'incirca 250 milioni di euro. Attualmente la società inglese sta creando una newco (new company) che verrà partecipata al 15 per cento dall'italiana [4] Erg, dove conferiranno tutti gli assets relativi al progetto. "Il gas", spiega Simone Egidi, avvocato dello studio legale [5] Ashurst che ha seguito Irg nell'accordo con Erg, "verrà letteralmente iniettato tra quelle rocce della valle del Po che, avendo la caratteristica di essere molto dure e parecchio fessurizzate, saranno in grado di contenere la risorsa senza disperderla nell'ambiente". Affinché il sito di stoccaggio veda la luce però, il progetto dovrà superare il lungo percorso a ostacoli della burocrazia italiana fatta di Valutazioni d'impatto ambientale e autorizzazioni degli enti locali. E nonostante il parere positivo espresso dall'Assindustria modenese, [6] enti locali, [7] comitati cittadini e i [8] blog del no, sono già sul piede di guerra.

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Il grillo sparlante colpito e affondato (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Sconfitti dalle loro bugie (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Quando la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma - Avere un figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale . Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione - scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute, assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala - Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi, ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro - ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che fanno pensare più con il cuore che con la testa". [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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I prezzi salgono con tasse e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La crisi economica italiana si aggrava. L'ultimo dato è molto eloquente e ci dice che a marzo vi è stata una contrazione dei consumi dell'1.7% rispetto all'anno precedente. Tra i principali imputati vi sono gli aumenti dei prezzi del settore petrolifero e quelli dell'alimentare. Com'è noto, quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito. E così non c'è da stupirsi se di fronte a questi dati, che segnalano una crisi strutturale del nostro sistema produttivo, vi siano frotte di demagoghi che pensano possibile intervenire a breve termine sui sintomi (bloccando gli aumenti), invece che aggredire davvero le cause del problema. Così abbiamo chi come Paolo Landi, dell'Adiconsum, propone di far fronte alle difficoltà di tante famiglie con nuove spese pubbliche e in particolare con una politica di "sostegno sui redditi". E in generale è questo il messaggio che viene da molte associazioni dei consumatori, per le quali la prima cosa da farsi sarebbe quella di ridurre i prezzi: almeno del 15%, dicono Federconsumatori e Adusbef, mentre il Codacons esagera e chiede anche il 20% in meno. Le difficoltà attuali hanno tante cause: alcune sono indipendenti da noi, ma molte sono figlie di errori gravissimi compiuti nel passato e che continuiamo a ripetere ancora oggi. L'economia italiana (...) segue a pagina 3 06/05/2008.

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Prezzi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalla prima Prezzi... (...) è depressa perché abbiamo troppe tasse e troppa burocrazia, oltre che un numero esorbitante di impedimenti a fare e intraprendere. In questo senso ha ragione l'on. Maurizio Sacconi quando dichiara che "la soppressione dell'Ici e la detassazione degli straordinari e dei premi aziendali possono consentire questo risultato (un rafforzamento del reddito familiare, ndr) senza alimentare la spirale inflazionistica ed anzi elevando la produttività del lavoro". Si tratta di interventi utili, ma certo insufficienti. Per aggredire i guasti strutturali all'origine delle difficoltà di questi giorni dobbiamo infatti ridurre l'area delle protezioni e del parassitismo. In qualche modo, la questione di Alitalia è per certi aspetti paradigmatica, perché se la nuova maggioranza farà quello che hanno fatto tutti i governi degli ultimi decenni (gettando altre risorse pubbliche in quel pozzo senza fondo), allora dovremo prendere atto che il Paese non ha più molto futuro di fronte a sé. È anche interessante rilevare come la crisi dei prezzi dovrebbe obbligare a ripensare la politica agricola europea, che oggi più che mai si dimostra sciagurata e fallimentare. Con il prezzo dei beni alimentari alle stelle, l'Unione continua a pagare molti proprietari affinché non coltivino i loro campi e seguita a praticare una logica assistenziale che finisce per configurarsi anche in una limitazione della libertà di produrre, a causa del sistema delle "quote". In tal modo, danneggiamo i contribuenti (che finanziano un'agricoltura assistita) e il Terzo mondo (che non può esportare da noi), e per giunta ci troviamo con aziende che non crescono perché viene loro impedito di produrre anche di fronte a una domanda crescente. Lo statalismo ha sfiancato l'agricoltura europea, così come ha fatto con l'economia italiana nel suo insieme. Sarebbe una buona cosa prendere atto. Carlo Lottieri 06/05/2008.

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<Che grave errore cacciare le industrie da Lecco> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Che grave errore cacciare le industrie da Lecco" L'analisi di Maurizio Bario, direttore dell'Api sulle aziende che se ne vanno: "Terreni troppo cari, aree miste che creano problemi di convivenza, burocrazia esagerata e infrastrutture carenti. E non si riesce neppure a rimanere in provincia" Terreni troppo cari, aree miste che creano più danni che vantaggi e infrastrutture che scarseggiano. Queste le pecche del territorio, individuate da Maurizio Bario, direttore di Api Lecco e che spiegherebbero il perché la città non sia in grado di trattenere le imprese. Ne parlavamo sull'edizione di ieri, facendo riferimento a quel tessuto industriale che è ormai scomparso. "Da anni a Lecco si convive con questa tendenza di allontanare le industrie dalla città ? spiega Bario -. Quello che l'associazione Api ha sempre sottolineato, è che, anche se la piccola città di Lecco è incapace di contenere le aziende del territorio, è fondamentale però che la delocalizzazione avvenga nella provincia di Lecco e non fuori dai suoi confini, come purtroppo sta avvenendo ultimamente". Secondo Bario è infatti evidente che una città come Lecco, che ha vissuto una stagione di nuova urbanizzazione, che si trova in una posizione morfologica non permissiva per le nuove espansioni aziendali, mal si presta al rilancio o a trattenere entro i confini le pesanti industrie del ferro. "Molte imprese hanno delocalizzato per necessità di ampliamento, ma se un tempo si spostavano a Valmadrera, Calolziocorte, Mandello, Olginate ? l'area del lecchese quindi -, oggi questo non avviene più, perché i terreni sono troppo cari, perché i comuni non incentivano l'avvento di nuove imprese, ma preferiscono bloccare i nuovi insediamenti, perchè qui le infrastrutture sono meno sviluppate che altrove". Preoccupa quindi l'impoverimento del territorio, perché in provincia è sempre più difficile trovare possibilità di allocazione: "E anche qualora si trovassero le aree per far spazio alle imprese, ci si scontra con la lentezza burocratica e delle concessioni per poter registrare la nuova azienda. Anche gli ampliamenti si scontrano con lo stesso problema. E' il sistema dell'urbanistica che a Lecco è stato lasciato a se stesso, dimenticando qualsiasi progetto coerente per disegnare un futuro industriale del territorio". Il problema logistico ed espansivo delle imprese di Lecco è scoppiato nel momento in cui le aziende si sono ritrovate conglobate all'interno di condomini e aree residenziali: "Ed in questo senso il grande utilizzo delle zone miste ha avuto una grande colpa, permettendo la convivenza tra azienda e residenza. Era chiaro che a lungo andare una delle due se ne sarebbe dovuta andare". Ed inoltre c'è anche il fattore economico da considerare, perché bisogna tener conto che a Lecco, molte aree hanno un costo di insediamento proibitivo: "Così davanti ad una scelta di delocalizzazione si sceglie spesso di andare dove il terreno costa meno, ed anche per questo delocalizzare in provincia è difficile. Tuttavia questo crea problemi occupazionali, perché spesso spostarsi a venti chilometri di distanza significa mettere in difficoltà i dipendenti". Rimane aperto il problema per la città di Lecco, che nonostante tutto deve mantenere una vocazione industriale: "E' necessario pensare ad una progettualità consapevole per la città, ponendo in modo chiaro il problema che i territori sono in competizione tra loro per la crescita delle attività produttive e della ricchezza, ed in questo momento Lecco sta perdendo capacità attrattiva. Il Comune deve inserirsi in un progetto di determinazione delle proprie potenzialità, e di sviluppo delle proprie attitudini. Credo che un'azienda, per quanto possibile, deve poter vivere dove è nata e l'amministrazione comunale ha il compito di dare la possibilità all'impresa di continuare a stare su quel territorio. Sicuramente, un'occasione mancata è lo sviluppo di un'archeologia industriale in quelle aree dove un tempo sorgevano le storiche aziende del ferro, di cui invece oggi non rimane più nulla". Gloria Riva 06/05/2008.

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IL TICKET PER LA VENDEMMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel 2008, in quanto esclusi dalla normativa sui ticket vendemmia 2008. Consulente Coldiretti Treviso.

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PD/ PENATI E LANZILLOTTA A MILANO: ECCO PERCHE' ABBIAMO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PERSO Alitalia, sicurezza, politica Ue, divisioni maggioranza... postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Milano, 6 mag. (Apcom) - Gli errori di strategia su Alitalia, l'incapacità di intervento sul tema sicurezza, l'accettazione acritica sulle indicazioni che giungono dalla Ue, l'immagine di divisione interna che il governo ha dato di sè. Sono questi alcuni degli elementi al centro dell'analisi "senza sconti" che il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati e il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta fanno della sconfitta alle elezioni politiche. "Su Alitalia abbiamo consentito al centrodestra una campagna elettorale fondata su una grande mistificazione - ha osservato Penati durante l'incontro-confronto a palazzo Isimbardi: "Pd, quali prospettive dopo il risultato elettorale". "Berlusconi non ha mai parlato di Malpensa, ma ha difeso l'italianità della compagnia di bandiera; Bossi invece ha solo difesa Malpensa e ha ripetuto: 'Non me ne frega niente di Alitalia'. E noi siamo rimasti in mezzo", afferma Penati, secondo cui " di fronte a questo quadro di contraddizione continua siamo andati avanti col prestito ponte contestato dall'Europa. E ancora una volta offriamo al centrodestra un assist". Decisivo, nell'analisi di Penati, il tema sicurezza, sul quale, "nel complesso non siamo credibili: qual è stato il nostro contributo? Prendiamo il pacchetto sicurezza. Prima doveva essere fatto con decreto, poi si decide che viene fatto con un ddl; poi succedono i fatti di Roma, con l'omicidio della donna, e viene riproposto il pacchetto, e vengono inserite, per accontentare tutte le componenti della maggioranza, la norme contro l'omofobia, ma il presidente della Repubblica non lo firma perché non ha i requisiti d'urgenza; viene ripresentato ma non si riesce a trovare la maggioranza per convertirlo in legge...". Insomma, "non si tratta di riproporre le ricette della destra, ma evitiamo perlomeno di fare sciocchezze". Sul versante europeo, Penati fa notare che anche se "non deve essere messa in dubbio la scelta europeista, va fatta un'analisi critica su come stare in Europa con la schiena dritta. In Europa - osserva - che non è un convento di verginelle ma un coacervo anche di interessi nazionali, bisogna che ci sia qualcuno del centrosinistra pronto a difenderli". In altre parole, secondo Penati, "non bisogna fare dell'idea europeista un feticcio altrimenti offriamo alla Lega territori che qui al nord sono sconfinati". Basta quindi ad porsi come quelli "che difendono l'Europa comunque e sempre. Anche quando l'Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l'apertura delle frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell'area metropolitana milanese. (segue).

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Parte l'autogestione in alcuni palazzi Atc (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

OLTREPONTE.PER LA MANUTENZIONE Parte l'autogestione in alcuni palazzi Atc Un gruppo di autogestione degli inquilini Atc di alcuni stabili di via Adam (dal civico 24 al 28) per far fronte alla piccola manutenzione, a lavori di pulizia, con l'obiettivo di risolvere al più presto conflitti che derivano da situazioni di degrado che finiscono per generare cattiva convivenza tra gli inquilini. E' uno dei primi risultati che ha prodotto il progetto "sicurezza", avviato nel quartiere di Oltreponte dal Comune, con la collaborazione dell'associazione Amapola di Torino e gli esperti di quartieri degradati Marco Sorrentino e Nicoletta Curti. Gli abitanti dei palazzi di via Adam avevano denunciato situazioni di litigiosità elevata, di lavori da eseguire per i quali, a causa della burocrazia, occorreva troppo tempo perché fossero affrontati dall'Atc e che invece, con un accordo tra gli inquilini, potrebbero trovare più facile soluzione. Con l'intervento del vigile di quartiere, e degli assessori alla Sicurezza, Enrica Pugno, e ai Servizi sociali, Fabio Lavagno, si è così arrivati a incontri con gli inquilini e alla decisione dell'autogestione. Il progetto è anche stato deliberato in giunta con la previsione di uno stanziamento di circa 5000 euro.

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