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Articoli
Burocrazia (68)
San Giulianon L'assessore Salvato: <Una serie di
fattori ha impedito all'iniziativa di decollare>
( da "Cittadino,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inevase per burocrazia e taglio dei fondi San Giuliano La pratica per il ricongiungimento dei famigliari degli stranieri residenti a San Giuliano rimane sempre un rebus con il corredo di disagi e lamentele. Non è più ripartito infatti l'iter che doveva assicurare meno code e tempi più celeri per la richiesta e l'ottenimento dei ricongiungimenti agli immigrati che ne facevano richiesta.
Bottacin
contro Trento e Reolon Venezia ha aiutato il Bellunese
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bensì anche agli infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea". Bottacin preferisce citare le cose fatte, a cominciare dal piano di sviluppo rurale che prevede importanti contributi proprio per le aree Sic e Zps. "Degli oltre 914 milioni di euro destinati al Veneto, 303 miioni sono per la montagna".
Ha
chiuso la bella rassegna d'organo in San Francesco
( da "Cittadino,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: guarda oltre la mera concretezza di burocrazia e di ciclopiche spese di gestione. Lasciateci sognare, visto che ce ne avete dato l'opportunità. Nell' ultimo concerto del trittico In Tempore paschali, l'applauso conclusivo è stato tributato al solido temperamento di Maurizio Salerno, interprete dalla spiccata vena virtuosistica, tesa ad una strumentalità dai colori accesi e dall'
Patti
territoriali, sviluppo da 50 milioni
( da "Trentino"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è troppa burocrazia". Elio Casarotto, riconoscendo che il settore industria si è rivelato quello più innovativo, parla invece di "occasione persa". "è stato fatto un buon lavoro, ma con alcune negligenze", tra cui aver puntato sul turismo (1 sola domanda presentata), la lentezza dei Comuni, i tempi troppo lunghi e l'eccessiva burocrazia.
Il
presidio farmaceutico salutato come una manna
( da "Trentino"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per l'anacronistica burocrazia la struttura realizzata in via Stazione, nei pressi dell'incrocio con la statale rivana, non sarà comunque una vera farmacia, bensì un presidio sanitario con conseguenti limitazioni sull'orario (24 ore settimanali) e sulla disponibilità di prodotti parasanitari.
La
burocrazia frena gli investimenti - alessandra carini
( da "Nuova
Venezia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Economia La burocrazia frena gli investimenti Tomat: "Il Nordest è penalizzato da regole che lo rendono poco attrattivo" La Bonlex apre domani a Motta di Livenza: l'a.d. ha un visto di soggiorno per un anno Incontro Italia-Giappone a San Servolo ALESSANDRA CARINI VENEZIA.
La
città che si scopre solidale: storie di immigrati a lieto fine - antonello
palmas ( da "Nuova Sardegna, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia lo impedisce. Paola ha scritto una lettera a tutte le autorità possibili, anche alla Presidenza della Repubblica, ma senza esito. Allora li fa visitare da amici medici, anche se la diagnostica poi è impossibile. "Per fortuna Sassari è generosa - spiega - anche se dai servizi sociali del Comune ci si aspetterebbe più attenzione e al consultorio ci hanno dato una mano per
Terreno
agricolo chiuso dal guard rail ( da "Nuova Venezia, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questa non è
una storia di ordinaria burocrazia, come sembrerebbe a prima vista. Siamo
intervenuti per evitare incidenti. Ci siamo accorti che la bretella di
accelerazione per immettersi sulla Romea era troppo corta, dunque pericolosa.
Abbiamo deciso di allungarla, prolungando anche il guard rail di
Si
apre l'era tondo: sobrietà e tagli alla burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sobrietà e tagli alla burocrazia Il governatore presenta la squadra: discontinuità dal passato, l'Euroregione non affascina INSEDIATO L'ESECUTIVO LA NUOVA GIUNTA dall'inviato PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Sburocratizzazione, Insiel, Ferriera di Servola, riorganizzazione della macchina regionale, ricognizione del debito della Regione.
Pavia,
si può aiutare l'impresa ( da "Provincia Pavese, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a suo dire ostacolato da una burocrazia "cieca e insensibile". Siccome la questione posta è rilevante, provo a rispondere, formulando in chiusura una proposta. Il signor Busi ha acquistato anni fa un terreno a destinazione agricola, contiguo all'azienda di sua proprietà già esistente in zona nord Pavia, con l'intenzione di ampliarla.
Crisi
del mobile sempre più grave - roberto morello
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la burocrazia eccessiva e le carenze riscontrate negli enti pubblici. Quindi, ma non ultima, le regole bancarie di Basilea seguendo le quali le banche valutano il fido da concedere sulla base degli investimenti per il miglioramento dell'azienda.
<La
mia ricetta: solide riforme e più senso civico>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rendano più veloce ed efficiente la burocrazia, snelliscano i tempi e le attese. E serve un quadro legislativo semplificato dove gli imprenditori, ma non solo loro, possano muoversi a loro agio. Perchè è nel caos delle leggi che ci si può nascondere meglio, come all'interno di una giungla, scegliendo di non fare il proprio dovere.
Giunta
tondo, priorità a famiglia e sicurezza
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fa partire lo smantellamento annunciato della riforma della burocrazia regionale, la più aborrita a palazzo, abolendo la direzione generale che fu di Andrea Viero e quella alla comunicazione che è ancora di Fabio De Visintini. Conferma un ritorno all'antico di Friulia diventata una holding che non piace, mai piaciuta, al centrodestra.
Diritti
civili e leggi di emergenza dibattito in memoria di franco serantini
( da "Tirreno,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della morte di Serantini affogarono nella burocrazia giudiziaria italiana e nei "non ricordo" degli ufficiali di PS presenti al fatto. Nel 1975 il giornalista Corrado Stajano raccolse raccolse in un appassionato volume ("Il Sovversivo", Einaudi, ristampato poi dalla Bfs) la vita di Serantini contribuendo a mantenere in vita il ricordo del ragazzo sardo.
Morì
sul lavoroi parenti da 7 mesi aspettano l'autopsia
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e oltre al dolore questa pratica che può sembrare solo burocrazia giudiziaria comporta gravissime conseguenze per noi familiari...". L'accusa è di Nadia Viglizzo, sorella di Gianfranco Viglizzo, l'artigiano quilianese di 38 anni morto nell'ottobre scorso mentre eseguiva una manutenzione sul tetto della Cartiera Verde Romanello di Varazze.
Tondo:
sobrietà e meno burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: al suo posto Alessandro Della Mea Pd, si apre il caso dei portaborse Tondo: sobrietà e meno burocrazia Regione, ieri la prima giunta. Il programma del governatore. Oggi il consiglio, il Pdl si spacca sul capogruppo Ipotesi Di Centa nel governo: potrebbe avere lo sport o la delega per la montagna I SERVIZI ALLE PAGINE 2, 9 E 10 TRIESTE.
L'Italia
è uscita dall'età dell'oro: ora si organizziper non perdere la competizione
globale ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inefficienze di istituzioni e burocrazie; un'eredità di cui avremmo fatto volentieri a meno. Proprio voi avete fatto perdere ai lavoratori la coscienza e l'orgoglio della propria indipendenza e dignità. Gli interessi del lavoratore li interpretiamo noi, che creiamo le condizioni per l'espansione economica e cerchiamo di reprimere la piccola delinquenza a vantaggio dei ceti più poveri.
Il
mio sessantotto in salsa californiana - anthony giddens
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si contestava la burocrazia - un atteggiamento ripreso in seguito, come polemica di facciata e in maniera perversa, da molti politici di destra - senza rendersi conto che in una società complessa un certo grado di coordinamento burocratico è di importanza vitale.
Di
GIANCARLO CAPECCHI <L IBERARE il sistema produttivo, anche maremmano,
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia se si vuole programmare lo sviluppo economico e ridare fiducia ai piccoli e medi imprenditori". Questo l'appello di Renzo Alessandri, direttore della Cna, ai parlamentari maremmani (e non solo naturalmente) perché di adoperino da subito "perché si possa passare da un'amministrazione che controlla ad una che autorizza e rovesciare la logica che impone obblighi su obblighi
SERRA
S. QUIRICO <MALATI di Niente> stasera sarà ospite della Rasseg
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: libertà dalla violenza delle istituzioni totali, libertà dalla stupidità e dalla rigidità della burocrazia". E stasera tutto questo sarà per la prima volta a Serra San Quirico con tre appuntamenti destinati ai giovani ed ai giovanissimi studenti che ogni anno giungono a Serra San Quirico da tutta Italia per prendere parte alla Rassegna teatrale.
<Test
per diventare italiani> ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mera burocrazia, alla data insomma in cui è stata è presentata la domanda. È una questione di caratteristiche, che vanno accertate da un preciso test e da una commissione apposita. Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute del Comune e Responsabile Immigrazione di Alleanza Nazionale ne è convinto:"Dieci anni per ottenere la cittadinanza non sono pochi ma neppure troppi.
Immigrati,
la burocrazia blocca le regolarizzazioni
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni di Natalia Danesi A Brescia il 35 per cento delle domande inviate dai datori di lavoro nell'ambito del Decreto flussi 2007 per l'assunzione di stranieri non comunitari viene rigettato oppure respinto al mittente per mancanza di documentazione.
Ordine
pubblico al primo posto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si è prefissato tra le altre cose di abbattere la burocrazia negli uffici della polizia per accrescerne la presenza nelle strade, di aumentare le perquisizioni per individuare chi è armato di coltelli e munire tutti gli autobus con telecamere in diretta. Oltre ad aumentare il personale in divisa alle fermate di autobus e stazioni.
Assediati
dalla idiot art ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, gli "eredi di Stalin", in liriche e poemi di innegabile abilità versificatoria. Oggi per molti russi amanti della poesia è solo il protagonista di una serie di aneddoti che ne immortalano l'equilibrismo ideologico ("dissidente- cortigiano", "valvola da cui la locomotiva lasciava uscire il vapore perché non scoppiasse la caldaia"
LEGGO
sul giornale "A cosa servono le circoscrizioni?" e fatico a capire il
nesso tra l'edilizia a S ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza questo prezioso anello di congiunzione tra un ente talvolta astratto e oppresso dalla burocrazia e la vita della città di tutti i giorni. Qualcuno le vuole cambiare nel numero, qualcuno le vuole cambiare nella struttura, ma per favore che non siano troppo diverse da quel che sono, da quel che fanno, da tutto quello che danno alla città.
HANNO
RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani rinchiusi in un recinto vicino
al torrente Verd ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I volontari sono pronti ad intervenire per garantire la salute degli amici a quattro zampe in ogni momento, ma spesso per risolvere questioni pratiche e non compromettere il destino dei cani hanno bisogno del sostegno delle autorità sanitarie che però, secondo i rappresentanti dell'associazione sembra siano un po' troppo vincolati dalla burocrazia.
<Noi
anziani siamo tartassati dalla burocrazia>
( da "Adige,
L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La protesta "Noi anziani siamo tartassati dalla burocrazia" In tanti, in questi giorni, telefonano alla redazione dell'Adige per commentare le pagine con le dichiarazioni dei redditi. Qualcuno ci chiede come mai vengono pubblicati i redditi solo di Trento e Rovereto, ma non di altri paesi (come Mori, Ala e Folgaria).
Il
suolo pubblico della discordia Via alla crociata dei commercianti
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pubblicato ancora qui a fianco per la segnalazione di burocrazie assurde e pazze) segnalando gli "errori" di cui si sente vittima: multe su multe inflitte dalla polizia municipale per le maglie e le camicie messe in bella vista fuori dal punto vendita. Alle quali ha fatto seguire altrettanti ricorsi alla Prefettura e al Giudice di pace.
Pd,
i giovani chiedono il congresso <Nel partito servono voci nuove>
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia nel partito" Pd, basta con "il partito zombie". Basta con "il macigno dei funzionari" e dei soliti noti. Ribolle, il partito di Walter Veltroni. Il giovane segretario Maurizio Martina parla della necessità di una "svolta popolare", dell'urgenza di una "messa a terra" per chi si è scoperto un po' troppo elitario.
Il
popolo degli scomparsi in Italia sono 23.545
( da "Repubblica.it"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: svelando come si possa scomparire, di fatto, anche per mano di una burocrazia mortuaria che divide le proprie competenze tra comuni, asl, ministero della ricerca scientifica. C'è infine un ultimo numero. 13 mila 898 (5.935 maggiorenni; 7.963 minori). Statisticamente significativo, socialmente neppure percepito.
<Bisogna
sconfiggere le idee assistenzialiste>
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se si pensa alla burocrazia italiana... "Forse sono anche pochi, però vanno impiegati diversamente. Sui problemi seri. Lì c'è troppo burocraticismo. Lì dentro non ci si sente a casa propria". Come mai dà questo senso di estraneità? "è l'aria che si respira. è come andare da una controparte, non in un posto nel quale si lotta tutti insieme.
<Giù
il muro, liberateci le ville> Capri, i villeggianti insorgono
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per scongiurare questa jattura la burocrazia muncipale e gli avvocati sono già al lavoro e un primo risultato è stato raggiunto ieri mattina perché i due sindaci hanno convocato per venerdì una conferenza dei servizi con il proposito di trovare un accordo o, almeno, di mettere una pezza in attesa di una soluzione definitiva del problema della messa in sicurezza del costone.
Per
le imprese inizia la fase due ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soprattutto nel mondo dell'accademia: troppa burocrazia, rischio di arbitrio nelle decisioni e di accesso alle provvidenze riservato a una platea ristretta. Ma il progetto era piaciuto alle imprese. "Se il nuovo Governo – commenta Modiano – deciderà di portarlo avanti, le banche possono contribuire a migliorarlo.
Corsi
di recupero, presidi in rivolta ( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, troppi paradossi (domanda di una prof: "Se faccio 9 ore di latino e greco alla settimana, a cosa serve un corso di 15?"). Pessina conclude: "Forse era meglio avere tutta l'estate per studiare ". La pensa così anche Michele D'Elia del Vittorio Veneto: "Sistema troppo pasticciato: aveva più senso ripristinare i vecchi esami.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è la vecchia diffidenza della burocrazia italiana per l'uso che i cittadini potrebbero fare della loro libertà. A ogni consultazione elettorale capita che ci siano elettori che vorrebbero inserire la scheda dentro l'urna in quanto sono convinti di essere nel giusto, dato che hanno visto foto e servizi in tv di vip che pongono la propria scheda nell'urna.
Torna
a riunirsi dopo quasi un anno di inattività la commissione avvocatura, espropri
e contenz ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Parliamo, appunto, del sito dismesso dell'ex Svar, della metro e perfino di parchi progettati per riqualificare interi quartieri in balia del degrado e poi, inspiegabilmente, caduti nel dimenticatoio. Così la commissione prende atto, con qualche malumore della stessa maggioranza, di una serie di impedimenti che bloccano anche le opere che sembravano prossime alla realizzazione.
Qui
la Cina non è un rebus ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le aree occidentali più competitive grazie alla burocrazia più snella Micaela Cappellini Per chi ha scelto di fare affari in Cina, le province centrali di Chongqing e di Chengdu possono non suonare familiari, a differenza di Shanghai o di Guangzhou. Eppure, è il caso di segnarsi questi nomi: sono quelli delle aree che stanno correndo di più nel semplificare il clima di business,
La
nota stonata sono i calzini bianchi di Michele Di Marco. Ricordano il Carlo
Pace dell'esordi ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: appoggio di molte e decisive burocrazie statali. I quindici milioni per la copertura del teatro d'Annunzio sono arrivati da un grande amico della nostra città come l'ingegnere Balducci. Pino De Domincis, poi, ricorda benissimo che i più generosi finanziamenti statali per le strade della nostra provincia arrivarono da un governo politicamente ermafrodita come il gabinetto Dini"
SAN
BENEDETTO Nonostante tutto ciò che è accaduto ci siamo salvati . I
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non è che non mi fido del Comune ma sono i tempi della burocrazia a farmi paura. Non possiamo arrivare a giugno senza avere delle certezze". La questione stadio potrebbe inficiare i programmi futuri? "Faremo tutto in base a ciò che ci potremo permettere e non promettiamo mare e monti. Per mesi siamo stati presi in giro, dicendoci che ci siamo messi i soldi in tasca.
L'associazione
culturale "Nuove armonie" rompe qualunque tipo di armonia, ammesso
che ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E questo dato lo possiamo testimoniare personalmente, avendo chi firma frequentato tutti gli istituti musicali abruzzesi. Abbiamo avuto modo di approfondire cosa si pensa realmente del nostro istituto a livello regionale". Secondo "Nuove armonie" negli anni il nome del Braga si sarebbe trasformato "da simbolo di musica a orpello di burocrazia".
Una
giustizia senza colpevoli - omar monestier
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Siamo in balia del caso, delle burocrazie? Bastano una dimenticanza, una pigrizia, un uomo, dunque? No. Voglio continuare a sperare che la giustizia veneta sia un sistema fatto di regole e non un percorso a ostacoli, all'interno del quale basta un accidente per far saltar fuori inefficienze, rigidità, disfunzioni.
L'istituto
braga sconta una gestione miope ( da "Centro, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: trasformato da simbolo di musica a orpello di burocrazia". "Nuove armonie" ricorda infine nel suo comunicato che "la risposta al nostro intervento all'assemblea pubblica indetta dallo stesso Braga, nel quale chiedemmo con forza le dimissioni del direttore Castagna: ci è stato detto che non siamo noi a poter proporre certe idee.
Dall'osteria
dello <zio Bugin> una lunga avventura su due ruote
( da "Giornale
di Monza" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se poi si aggiungono i balzelli della burocrazia. "La verità è che le corse diminuiscono ogni anno per i troppi veti e i problemi del traffico. Noi abbiamo abbiamo un percorso e ci guardiamo bene dal cambiarlo. Ma dalla nuova Provincia ci aspettiamo qualche intoppo in meno e qualche aiuto.
Non
toccare il latifondo: c'è la terra dietro l'<autonomia> dei più ricchi
( da "Manifesto,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ed è riuscito a deviare il caso in qualche vicolo cieco della burocrazia. Al di là della retorica sulla libertà e democrazia che ha conquistato tutta la classe media cruceña, il caso Marinkovic è l'emblema di quello che il federalismo giuridico e amministrativo invocato dagli "civici" nasconde: la salvaguardia della ricchezza e la copertura delle frodi dell'oligarchia cruceña.
Francesco
De Gregori: il suo nuovo cd si intitola Per Brevità Chiamato Artista
( da "Musicalnews.com"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia. Esce il 23 Maggio, si compone di 9 brani tra cui L'angelo di Lyon, brano americano tradotto dal fratello Luigi Grechi. Chi e' esperto di contratti discografici, avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia.
Il
rispetto delle regole? Comincia in classe
( da "Denaro,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma la burocrazia". Il comandante Schettini sottolinea l'importanza dell'educazione al rispetto delle regole, a cominciare da quelle della circolazione. "Incontri come quello odierno permettono di avvicinare i ragazzi alle forze dell'ordine, fugando una diffidenza spesso radicata e difficile da combattere".
Immigrati,
la burocrazia blocca le regolarizzazioni
( da "Brescia
Oggi" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni Il 35 per cento delle domande respinte oppure incomplete Consegnati 300 nulla osta I posti disponibili sono 7.676 .
L'appuntamento
fisso è al martedì ( da "Stampa, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: storie di ordinaria burocrazia, assurdità che si protraggono da anni senza soluzioni. Ci sono tante piccole storie che non hanno, normalmente, la forza di diventare "notizia". Con questa rubrica si vuole dare rilievo anche a queste. E non per desiderio di sottolineare le inefficienze in modo gratuito.
"La
Fao è un inutile spreco di soldi"
( da "Opinione,
L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tempo viene contestato alla Fao di avere una burocrazia lenta e costosa, che assorbe gran parte del suo budget solo per mantenere se stessa. Lo denunciava già il giornalista Livio Caputo tre anni e mezzo fa (Il Giornale, 9 dicembre 2004): "L'agenzia dell'Onu, in particolare, è considerata un carrozzone burocratico che spende più della metà delle sue entrate per le proprie esigenze"
Milano
NOSTRO SERVIZIO È ( da "Gazzettino, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A differenza dell' Italia, purtroppo, Oltralpe ho trovato una grande capacità di decisione, oltre al grande rispetto per ogni forma d' arte e per la qualità. Da noi invece ad averla vinta sono sempre le pastoie della burocrazia".Bruno Marzi.
L'INTERVENTO
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è soffocante, pesante, piena di carte bollate, documenti, specificazioni, richieste di chiarimenti, attestazioni, normative, soprattutto quando si tratta di assegnare un suolo ed un edificio pubblico o cambiare destinazione d'uso..
Tutela
del territorio, il Parco fa scuola
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, ma è il risultato di operazioni che sono attuate, come le iniziative per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili, per la raccolta differenziata o il risparmio energetico negli edifici pubblici". "Il progetto ha commentato il sindaco di Ponte nelle Alpi Fulvio De Pasqual- è stato d'aiuto all'amministrazione poiché ha introdotto nuove ed efficaci modalità per affrontare
Pubbliche
le dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani pag.1
( da "Trend-online"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il trattamento per le finalità "implicite" dovrebbe essere sempre consentito, mentre dovrebbe essere esplicitamente autorizzato l'utilizzo dei dati per scopi diversi. Mentre adesso tutto viene spesso risolto con una generalissima informativa che aggiunge burocrazia ma non introduce tutele reali. Banche e Risparmio [http://banche.blogspot.com].
Grotte,
Orlando si fa da parte naccio ( da "Sicilia, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per semplificare la burocrazia e migliorare il comparto sanitario, per realizzare il ponte sullo Stretto e ammodernare la rete viaria. E per gli agrigentini la costruzione dell'aeroporto e dell'autostrada Agrigento - Caltanissetta". Durante il dibattito, è stato anche fatto il punto della situazione in viste delle amministrative previste per il prossimo mese di giugno.
Agenda
( da "Sicilia,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: minore burocrazia. Un menù di situazioni molto ricco che ha permesso al presidente Catuara di evidenziare gli sforzi che il Consorzio sta producendo per rendere più facile il lavoro di chi investe nel territorio, creando occupazione e sviluppo. A far intuire che l'atmosfera sia destinata a rasserenarsi c'è soprattutto la notizia dell'
Amministrazione
( da "Sicilia,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: avendo ottenuto una proroga di 15 giorni, rispetto alla scadenza del 30 aprile imposta dal ministero della Salute. Infine, ha ribadito fiducia nella burocrazia spronandola a raggiungere gli obiettivi prefissati sui quali vigilerà il governo nella sua collegialità. Insomma, non ci saranno orticelli privati di questo o quell'altro assessore.
CONSULTAZIONI/
THALER: CON NAPOLITANO PARLATO DI RIFORME E
( da "Virgilio
Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: problema importante che è stato sottoposto al presidente è quello delle riforme - ha aggiunto la Thaler - perché il Paese ha bisogno di segnali forti. Ma abbiamo anche parlato del potere d'acquisto che deve essere migliorato e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, oltre che della troppa burocrazia per le piccole e medie imprese: sono emergenze da affrontare presto".
SCUOLA/
UIL: PER RILANCIO ISTRUZIONE MENO BUROCRAZIA, PIU'
( da "Virgilio
Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tra
le polemiche si costruirà vicino Modena una mega struttura per lo stoccaggio
del gas ( da "Panorama.it"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il progetto dovrà superare il lungo percorso a ostacoli della burocrazia italiana fatta di Valutazioni d'impatto ambientale e autorizzazioni degli enti locali. E nonostante il parere positivo espresso dall'Assindustria modenese, [6] enti locali, [7] comitati cittadini e i [8] blog del no, sono già sul piede di guerra.
Il
grillo sparlante colpito e affondato
( da "Padania,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;
Sconfitti
dalle loro bugie ( da "Padania, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni;
Quando
la cicogna vola sui percorsi dell adozione internazionale
( da "Padania,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e tra queste l adozione internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12 euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua moglie.
I
prezzi salgono con tasse e burocrazia
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Prezzi
( da "Provincia
di Como, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è depressa perché abbiamo troppe tasse e troppa burocrazia, oltre che un numero esorbitante di impedimenti a fare e intraprendere. In questo senso ha ragione l'on. Maurizio Sacconi quando dichiara che "la soppressione dell'Ici e la detassazione degli straordinari e dei premi aziendali possono consentire questo risultato (un rafforzamento del reddito familiare,
<Che
grave errore cacciare le industrie da Lecco>
( da "Provincia
di Lecco, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia esagerata e infrastrutture carenti. E non si riesce neppure a rimanere in provincia" Terreni troppo cari, aree miste che creano più danni che vantaggi e infrastrutture che scarseggiano. Queste le pecche del territorio, individuate da Maurizio Bario, direttore di Api Lecco e che spiegherebbero il perché la città non sia in grado di trattenere le imprese.
IL
TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'"
del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
PD/
PENATI E LANZILLOTTA A MILANO: ECCO PERCHE' ABBIAMO
( da "Virgilio
Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Basta quindi ad porsi come quelli "che difendono l'Europa comunque e sempre. Anche quando l'Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l'apertura delle frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell'area metropolitana milanese. (segue).
Parte
l'autogestione in alcuni palazzi Atc
( da "Stampa,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a causa della burocrazia, occorreva troppo tempo perché fossero affrontati dall'Atc e che invece, con un accordo tra gli inquilini, potrebbero trovare più facile soluzione. Con l'intervento del vigile di quartiere, e degli assessori alla Sicurezza, Enrica Pugno, e ai Servizi sociali, Fabio Lavagno, si è così arrivati a incontri con gli inquilini e alla decisione dell'
( da "Cittadino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sportello stranieri,
è caos totale Le pratiche inevase per burocrazia e taglio dei fondi San
Giuliano La pratica per il ricongiungimento dei famigliari degli stranieri
residenti a San Giuliano rimane sempre un rebus con il corredo di disagi e
lamentele. Non è più ripartito infatti l'iter che doveva assicurare meno code e
tempi più celeri per la richiesta e l'ottenimento dei ricongiungimenti agli
immigrati che ne facevano richiesta. Un servizio salutato con favore dai
diretti interessati, che però non hanno fatto i conti con la proverbiale burocrazia italiana, che allunga i suoi tentacoli poderosi
anche in periferia. A San Giuliano superano il centinaio le domande di
ricongiungimento avanzate, ancora in attesa di un riscontro. Nelle intenzioni,
doveva essere un progetto fortemente innovativo, che aveva visto gli enti
locali di San Giuliano e San Donato siglare nel luglio scorso un accordo con la
prefettura e la Provincia di Milano. Proprio Palazzo Isimbardi aveva messo a
disposizione un programma informatico per consentire agli sportelli decentrati
di trasmettere i dati direttamente agli uffici di competenza, che a loro volta
dovevano trasmettere i nulla osta direttamente ai comuni, evitando agli aventi
diritto perdite di tempo e lunghe trafile da uno sportello all'altro. "In
questo momento c'è il caos totale - spiega l'assessore ai servizi sociali di
San Giuliano, Lucia Salvato -: ora bisogna aspettare le nuove decisioni che
verranno assunte a livello governativo". Il nuovo servizio di fatto è
decollato in settembre, ma già nei mesi successivi, proprio da San Giuliano
erano partiti alcuni segnali, con richieste di chiarimenti in merito alle
difficoltà riscontrate. Ma cosa non ha funzionato rispetto alle prospettive
iniziali? "Si sono sommati più fattori - dichiara l'assessore -: la
questura ha avuto difficoltà a trasmettere i dati alla prefettura, inoltre la
Provincia, dal momento che non tutti i comuni del distretto avevano aderito,
non ha più erogato i fondi previsti inizialmente. Ultimamente si stava
raggiungendo un nuovo accordo, ma poi a fronte degli avvicendamenti politici,
c'è stata una frenata. A questo punto, come comune, non possiamo che
attendere". Speranzosi. Le buone intenzioni del resto, c'erano tutte. Il
servizio era stato divulgato con una campagna di informazione che aveva
raggiunto gli immigrati residenti in questo tratto di Sudmilano, che a loro
volta si erano fatti avanti, sfruttando al volo la possibilità di non dover più
fare la spola con la metropoli, e di avere un punto di riferimento vicino a
casa, con interlocutori preparati a cui rivolgersi per chiedere aggiornamenti
sullo stato delle pratiche. Non solo gli interessati non hanno tratto alcun
vantaggio, ma i tempi di attesa si sono persino allungati, in quanto la burocrazia non è riuscita a stare dietro al sistema, e alle
vecchie pratiche avviate si sono sommate quelle nuove, con un cumulo che deve
essere ancora smaltito. Insomma, i comuni hanno mostrato buona volontà, ma allo
stato dei fatti, a distanza di una manciata di mesi, rimangono molti punti
interrogativi, con un gruppo di utenti della zona, che attende un nulla osta
che continua a tardare, con difficoltà anche ad avere aggiornamenti in merito
alla conclusione delle rispettive pratiche. Giulia Cerboni.
( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AGRICOLTURA DI
MONTAGNA Bottacin contro Trento e Reolon "Venezia ha aiutato il
Bellunese" BELLUNO. "Non è vero che per l'agricoltura di montagna non
sia cambiato nulla". Così il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin
replica ad alcuni articoli apparsi di recente sulla stampa, particolarmente
critici nei confronti dell'Avepa, l'agenzia regionale che si occupa di erogare
i fondi in agricoltura. Da ultime la presa di posizione del collega del Pd
Guido Trento a Trichiana durante la festa di sant'Isidoro e l'aut-aut del
presidente Reolon sulla proliferazione delle aree Sic e Zps. "Dispiace
continuare a leggere dichiarazioni allarmate e allarmistiche secondo le quali
l'agricoltura bellunese è penalizzata dalle scelte della regione Veneto",
afferma Bottacin. "I limiti dell'Avepa sono noti ma essi non sono
imputabili solo alla regione Veneto, bensì anche agli
infiniti lacci e laccioli imposti dalla burocrazia dello Stato e dell'Unione europea". Bottacin preferisce
citare le cose fatte, a cominciare dal piano di sviluppo rurale che prevede
importanti contributi proprio per le aree Sic e Zps. "Degli oltre 914
milioni di euro destinati al Veneto, 303 miioni sono per la montagna".
Bottacin parla di "risorse straordinarie" e ricorda gli strumenti di
pianificazione urbanistica che Venezia ha delegato ai comuni, i Pat e i Pati.
( da "Cittadino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il sigillo sui
"Vespri" con Maurizio Salerno per uno Scarlatti doc I riflettori sui
Vespri d'Organo in San Francesco a Lodi si sono spenti nel segno visionario
della Follia di Alessandro Scarlatti, a cui il nucleo tematico della antica
danza ripreso sul finale faceva da ideale coda luminosa. Con Maurizio Salerno,
dopo Enrico Viccardi e Jacopo Brusa, si chiude una piccola rassegna che in soli
tre appuntamenti ha saputo creare un'attesa e una crescente partecipazione
nell'uditorio lodigiano e non solo. Peccato essere già giunti ai saluti; dagli
applausi, dall'attenzione e dalla cura con cui tutto è stato definito, era
palpabile la voglia di un immaginario prolungamento di una così preziosa
occasione di musica e di raccoglimento attorno all'ineffabile mistero che da
sempre lega l'arte dei suoni alla Divina perfezione. Paola Negrini della Banca
Popolare di Lodi è l'anima di questa nicchia domenicale; la sua caparbia
dedizione e la sua sensibilità sono credenziali che non è possibile non pensare
di rispendere in un futuro prossimo, magari nel segno di approdi che vedano
l'organo in una più vasta rosa di proposte. A lei - oltre che all'ospitalità
illuminata dei Padri Barnabiti, da secoli apertamente impegnati nella
divulgazione della musica, consorella della fede si deve questo successo che
ora diciamo senza ombre ma che fino all'ultimo pareva insperato. Un segno da
non lasciarsi sfuggire, quello della sete di Lodi per ulteriori investimenti
culturali non necessariamente eclatanti ma comunque profondi e densi di
rimandi; per una realtà che avverte l'ombra lunga del capoluogo ma che al tempo
stesso vuole sdoganarsi con una propria identità, forse è questa la breccia a
cui puntare. L'orizzonte è sempre lo stesso: quell'Auditorium di apollinea
armonia dove la musica diventa liquida, pervasiva, assoluta. Un tempio pagano,
speculare alle vette di S. Francesco, che sarebbe bello rendere patrimonio
collettivo aprendolo più spesso alla città e al mondo, come disegno preciso di
una visibilità che investe in primis sulle menti, che ancora una volta osa e guarda oltre la mera concretezza di burocrazia e di ciclopiche spese di gestione. Lasciateci sognare, visto che
ce ne avete dato l'opportunità. Nell' ultimo concerto del trittico In Tempore
paschali, l'applauso conclusivo è stato tributato al solido temperamento di
Maurizio Salerno, interprete dalla spiccata vena virtuosistica, tesa ad una
strumentalità dai colori accesi e dall'incedere solenne, ma non sempre
altrettanto duttile e plastico nello sfilare le frasi, nel modellarne il corso
con inappuntabile efficacia espressiva. In particolare, se l'intensità di
esecuzioni così sanguigne e visceralmente partecipate può condonare senza
ripensamenti alcune note sporche, meno superfluo risultava l'approccio al tasto
dell'organista milanese, assolutamente autorevole e imperativo anche quando
come in alcuni preziosismi delle Sonate scarlattiane o nelle Variazioni di
Pasquini per il paggio Todesco la musica richiedeva meno rigidità a vantaggio
di una più levigata emissione, di un colore che sapesse tradurre in suono anche
più sottili sfumature. Uno dei meriti di un ciclo concertistico, anche in
bottiglia, è quello di offrire al pubblico l'occasione di un confronto critico;
questa è la palestra per chiunque ami la musica e ne voglia trattenere
l'esperienza. Prima la sovrana eleganza di Viccardi, poi la giovanile e già
germogliante personalità di Brusa, infine il poderoso rigore di Salerno. Tre
sfaccettature di un unico cristallo. Così cresce una platea, e con essa la
città. Elide Bergamaschi.
( da "Trentino" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sono 202 le domande alle
quali sono stati concessi i finanziamenti Rimangono ancora da sostenere 23
progetti per complessivi 20 milioni di euro d'investimenti MARIKA CAUMO BORGO.
Primi bilanci per il Patto territoriale della Valsugana Orientale che ha fatto
il punto della situazione nel corso di un affollato convegno organizzato
dall'Associazione sviluppo Valsugana. E se per l'assessore Bressanini il Patto
è un modello che funziona, preso ad esempio per la riforma delle comunità di
valle, Elio Casarotto, rappresentante degli industriali del C3, parla invece di
occasione mancata. Opinioni diverse, ma tutti concordi sul fatto che il patto
della Valsugana sia quello che funziona meglio. Quello che è certo sono i dati
portati dalle Casse rurali, che rilevano le prime ripercussioni finanziarie
portate dal Patto. Patto che ha registrato ottimi risultati in termini di
domande presentate: ben 254 per oltre 60 milioni di euro, di cui 202 ritenute
coerenti (108 relative ad industria-artigianato, 98 ad agricoltura e
( da "Trentino" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nago: aperto il
punto vendita che Monica Chinaglia chiedeva da 16 anni. Ma l'orario è ancora
troppo ridotto Il presidio farmaceutico salutato come una manna NAGO. Con
l'immancabile "era ora" molti naghesi hanno commentato l'apertura
della farmacia in paese. L'attesa ed i conseguenti disagi per i circa mille
residenti sono durati ben 16 anni e sarebbero continuati per un lungo tempo se
non fosse stata varata la recente normativa governativa sulle liberalizzazioni
che amplia i punti di vendita dei medicinali. Dal 1992 la dottoressa Monica
Chinaglia, titolare della farmacia di Torbole, aveva avviato la richiesta di
allargare l'attività a Nago. Determinante è risultato l'apporto
dell'amministrazione comunale tramite l'assessore Mario Mazzoldi. Per l'anacronistica burocrazia la struttura realizzata in via Stazione, nei pressi
dell'incrocio con la statale rivana, non sarà comunque una vera farmacia, bensì
un presidio sanitario con conseguenti limitazioni sull'orario (24 ore
settimanali) e sulla disponibilità di prodotti parasanitari. Restrizioni
a parte, sin dal primo giorno d'attività non è però mancato il lavoro per la
dottoressa Rosy Paradiso, addetta alla vendita. L'afflusso dei naghesi è
risultato consistente. Per agevolare la popolazione l'apertura della farmacia
avviene in concomitanza dell'orario dell'ambulatorio dei due medici di base.
"Se il presidio sanitario ha eliminato a Nago una situazione sanitaria
d'emergenza non più tollerabile - precisa l'assessore Mario Mazzoldi - ciò non
rappresenta ancora l'optimum. La lacuna più evidente è l'orario ridotto (dal
lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30). Per i centri
minori, come Nago, è necessario varare una nuova normativa che elimini lacci e
laccioli. Sono concetti che ho prospettato all'assessore provinciale alla
sanità Remo Andreolli quando è intervenuto all'inaugurazione del presidio
sanitario. Ha condiviso le mie argomentazioni e mi auguro che concretizzi
rapidamente quanto di sua competenza". (a.cad.).
( da "Nuova Venezia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia
La burocrazia frena gli investimenti Tomat: "Il Nordest è
penalizzato da regole che lo rendono poco attrattivo" La Bonlex apre
domani a Motta di Livenza: l'a.d. ha un visto di soggiorno per un anno Incontro
Italia-Giappone a San Servolo ALESSANDRA CARINI VENEZIA. L'ultima iniziativa si inaugurerà
proprio domani, a Motta di Livenza, dove la Bonlex Europe, controllata dalla
giapponese Kaisei, partecipata dal gruppo Itochu, aprirà uno stabilimento per
la produzione di materiali plastici per i mobili. Trenta milioni di
investimento per un'azienda che occupa 30 addetti con la prospettiva di
arrivare a 100. Ma non sono i né i primi né solo giapponesi che arrivano ad
investire in Veneto. Anzi. Producono scarpe in Riviera del Brenta partecipando
a un'azienda, l'Iris, che fa calzature per le grandi firme della moda. Sfornano
materiali elettrici con la Matsushita vicino Verona, macchine agricole a
Noventa Vicentina, materie plastiche a Volpago nel Montello. Per non parlare
della Pilkington a Marghera che già dal 2006 è stata acquistata dalla Nippon
Sheet Glass. Ma sono ancora gruppi sparuti, che, dice Andrea Tomat, presidente
degli industriali trevigiani, "devono essere seguiti da altri per mettere
il Veneto e il Nordest in quella rete di eccellenza mondiale che già molte
aziende di casa nostra occupano con le loro produzioni innovative". Sia
Tomat che Antonio Favrin, presidente degli industriali veneziani, hanno così
fatto in modo che quest'anno la riunione del prestigioso Italy Japan Business
Group si tenga a Venezia. "è un'occasione importante - dice ancora Tomat -
per lavorare in maniera diretta sugli investimenti giapponesi in Italia e
aprire un dialogo costante con il territorio". All'incontro, che prevede
la partecipazione di un nutrito gruppo di imprese giapponesi, interverrà anche
Luca Cordero di Montezemolo. Come base di discussione c'è una relazione dello
stato dei rapporti tra Italia e Giappone che mostra come gli investimenti
diretti del Giappone verso l'Italia, pari a 51 milioni di dollari, siano ancora
una percentuale modestissima, lo 0,1%, rispetto ai 50 miliardi di dollari che
il Giappone ha investito nel mondo. Molte iniziative sono in campo culturale,
commerciale e turistico, mentre pochi sono gli investimenti reciproci. Tra i
fattori che frenano più che le chiusure ideologiche, ("nessuno oggi, può
pensare di mettere nell'agenda di un governo una limitazione degli investimenti
esteri" dice ancora Tomat), o le distanze economiche, svettano in prima
fila le astruse procedure burocratiche e amministrative incomprensibili agli
italiani, figurarsi a un Paese straniero. Nel caso di imprese giapponesi in
arrivo in Italia i problemi sono legati a cose elementari, come il rilascio dei
permessi di soggiorno per dirigenti e responsabili delle aziende. Molto spesso
queste sono costrette, per fare arrivare dirigenti o tecnici a ricorrere ai
decreti flussi, o a sottoporsi a procedure speciali che richiedono percorsi
astrusi per fare arrivare in Italia anche un amministratore delegato. Ne sa
qualcosa la Bonlex il cui responsabile è riuscito ad uscire fuori dai labirinti
burocratici italiani solo grazie all'appoggio di Unindustria ma che tuttora ha
un permesso di soggiorno valevole per un solo anno. "è una questione che
da anni chiediamo ai governi che si succedono di risolvere - dice ancora Tomat
- l'Italia è un Paese rimasto ancora sulle barricate a considerare tecnici,
dirigenti e anche persone che vengono qui per studiare solo come un problema e
non come un'opportunità". Tra gli obbiettivi dell'Italy Japan Business
Group c'è anche quello di favorire lo sviluppo di joint venture tra i due
paesi. Del gruppo è stato nominato presidente nel 2007 Giorgio Zappa direttore
generale di Finmeccanica.
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari La città che
si scopre solidale: storie di immigrati a lieto fine Con intraprendenza una
donna è riuscita a trovare lavoro, casa, assistenza a un gruppo di rumeni e
senegalesi ANTONELLO PALMAS SASSARI. In tempi in cui lo straniero sembra
diventato il male assoluto, c'è anche chi non se la sente di voltarsi
dall'altra parte di fronte a una persona in difficoltà. C'è chi davanti a un
bambino rumeno che sotto Natale chiede l'elemosina all'uscita di un
supermercato non riesce a mettere a tacere la coscienza dicendosi "non
spetta a me pensarci" o "che se ne stiano nel loro paese". La
storia che raccontiamo fa scoprire che questa città ha un cuore grande e che se
qualcuno ha la voglia e le capacità di muoversi, oltre a quella incredibile di
coinvolgere gli altri, la solidarietà diventa qualcosa di concreto e non solo
elemosina. E questa storia lo dimostra. La poesia di Cornel. "Tutto nasce
da una poesia" dice Paola (non è il suo vero nome, così come gli altri).
Nella foga dello shopping natalizio notò un bambino di 9 anni che chiedeva
soldi ai clienti di un supermercato, Cornel. Apparteneva a una famiglia rumena
che abitava a Sorso e che sotto le festività chiedeva sempre l'elemosina per
poter comprare qualche dolce. "Mi colpirono i suoi occhi bellissimi e
l'educazione - racconta - scoprii che chiedeva il prestito dei libri alla
biblioteca comunale". Paola si tenne in contatto, fece avere qualche aiuto
alla famiglia, in una grave situazione. Cornel era assetato di sapere, aveva
vinto un premio nazionale di poesia della scuola coi pochi versi di "Il
silenzio" che fa così: "L'arancione delle foglie/arde l'aria
silenziosa/e va incontro al giorno/ come se avessero un appuntamento./ I lunghi
nastri di foglie/ondeggiano al ritmo del vento/e cullano il mio riposo".
Il pranzo in piedi. Paola fu così colpita che gli chiese se era disposto a
smettere di chiedere i soldi per strada se avesse aiutato, nel frattempo
trasferitisi nel centro storico di Sassari, una "famiglia allargata"
di 40 persone. Lui lo promise, ma l'impresa era difficile. "Nessuno ci
affitta una casa se sa che siamo rumeni - dice Augustina, la mamma di Cornel -,
la signora Paola è riuscita a convincere alcuni commercianti di mobili e
elettrodomestici ad aiutarci, ma dove stiamo ora c'è spazio a malapena per noi,
mangiamo in piedi perchè le sedie non ci stanno, i letti occupano tutta la
stanza e ci dormono varie famiglie, non c è acqua, la lavatrice che ci hanno
regalato non può funzionare. E c'è tanta umidità". Così Paola per ora accumula
in garage il materiale e si batte per trovare loro delle case vere: "E'
gente onesta, che manda i figli a scuola, rispetta gli accordi e paga"
assicura. Medici amici. Tra i problemi più difficili c'è quello sanitario: lo
status di comunitari paradossalmente non aiuta ("Era meglio quando non
erano in Europa e potevano essere assistiti dai medici volontari di via
Solari"), diversi bambini sono affetti da patologie (anche di natura
psicologica: venire in un paese di cui hai una certa immagine e finire a vivere
emerginato provoca grande disagio) che andrebbero immediatamente curate ma la burocrazia lo impedisce. Paola ha
scritto una lettera a tutte le autorità possibili, anche alla Presidenza della
Repubblica, ma senza esito. Allora li fa visitare da amici medici, anche se la
diagnostica poi è impossibile. "Per fortuna Sassari è generosa - spiega -
anche se dai servizi sociali del Comune ci si aspetterebbe più attenzione e al
consultorio ci hanno dato una mano per le visite ai più piccoli e la
contraccezione: ci sono coppie poco più che 20enni con vari figli". Il
sogno di Youssou. Quello che Paola si è messa in testa di fare è "dare
loro non l'elemosina ma le gambe per camminare da soli". C'è già riuscita
con Youssou, un ragazzo senegalese che viveva di espedienti: quando gli chiese
cosa avrebbe voluto fare, lui le ha detto "studiare per diventare un
cuoco". Detto e fatto: lei lo ha iscritto all'Alberghiero e per far sì che
potesse sostentarsi gli ha trovato un lavoro part-time presso il ristorante La Fenice
che lo ha assicurato. Youssou è diventato così bravo che fa la stagione a Palau
e ora cammina davvero da solo. Bravi giardinieri. Lo stesso sta cercando di
fare con i rumeni. Tre di loro li ha fatti iscrivere alle scuole serali, perchè
hanno il titolo di terza media nel loro paese ma la burocrazia
impedisce di farlo valere. Tutti i figli vanno a scuola "ma devono
studiare sulle fotocopie o coi vocabolari regalati dalle insegnanti perchè i
rimborsi arrivano a fine anno"). E' gente che viene dal mondo contadino e tutti
gli uomini sono molto capaci in campagna e nella cura dei giardini: Paola gli
ha procurato parecchi lavori in questo settore. "Ma è difficile: loro si
accontentano anche di 5-6 euro l'ora, ma con l'assicurazione: la controproposta
è 5-6 euro l'ora. E basta". "Le donne sono brave nelle pulizie,
possono fare bene le badanti - dice Paola - ma le caratteristiche delle loro
case di origine sono diverse. Così ho organizzato dei corsi di gestione
domestica, insegnando loro, ad esempio, a pulire un parquet". Così anche
Oana ha trovato occupazione nella casa di un professore universitario. I
carciofi. E poi: alla Caritas arrivano parecchi carciofi. Il problema è che i
rumeni (ma anche i senegalesi) non li conoscono quasi e non sanno nè pulirli nè
cucinarli. Paola gli ha insegnato a fare anche questo. Ma non è sola: tanti le
danno una mano ("e fanno molto più di me"), perchè la sua bravura sta
anche nel saper coinvolgere. Cosi Rivieccio da Porto Torres non fa mancare le
sue casse di pesce, diversi panifici mandano sacchi, Gavini Mobili ha regalato
del pentolame. Una speranza per Cornel. Ora Cornel ha 12 anni e forse comincia
a vedere uno spiraglio per una vita diversa. Magari scriverà una poesia che sia
un messaggio di speranza e parli di una città che lo ha trattato come tutti gli
altri bambini.
( da "Nuova Venezia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervento di autorità
dell'Anas per mettere in sicurezza la Romea Terreno agricolo chiuso dal guard
rail I proprietari protestano. La risposta: "Facciano un ponticello"
CHIOGGIA. Mentre era vivo gli hanno espropriato metà del terreno, per fare uno
svincolo. Adesso che è morto, gli hanno chiuso con un guard rail anche
l'accesso all'altra metà, che sono sempre
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Subito l'incontro
con tutte le categorie per rendere snelli i servizi Politica estera: asse con
la Baviera Il presidente chiede un forte segnale di moralità pubblica: basso
profilo, e presenza costante ai lavori in aula Si apre l'era Tondo: sobrietà e tagli alla burocrazia Il governatore presenta la squadra: discontinuità dal passato,
l'Euroregione non affascina INSEDIATO L'ESECUTIVO LA NUOVA GIUNTA dall'inviato
PAOLO MOSANGHINI TRIESTE. Sburocratizzazione, Insiel, Ferriera di Servola,
riorganizzazione della macchina regionale, ricognizione del debito della
Regione. Debutta la giunta del presidente Renzo Tondo. Il neogovernatore
presenta la squadra dei dieci assessori che lo affiancherà e torna sui temi
"caldi", quelli che saranno affrontati subito. "È una giunta
coesa ed equilibrata che mantiene un giusto rapporto con tutto il territorio
del Friuli Venezia Giulia", ha chiarito Tondo, il quale invita a superare
i campanilismi e sottolinea l'intenzione di mantenere "un rapporto
privilegiato con il consiglio regionale". "Abbiamo davanti una
legislatura di profondi cambiamenti", ha aggiunto. Costi della politica.
Prima della conferenza stampa, Tondo ha riunito la giunta. E ha dettato la
linea da mantenere: sobrietà, discontinuità con il passato, ha ripetuto ai
suoi. Intendendo un invito alla moderazione e a un rapporto privilegiato con il
consiglio regionale. Oggi tutti gli assessori, in occasione dell'insediamento
dell'Aula, saranno presenti. "Anche in futuro, compatibilmente con gli
impegni istituzionali, saremo sempre presenti alle sedute". E sui costi
della politica ha annunciato nei primi sei mesi un provvedimento. Le deleghe.
Luca Ciriani sarà vicepresidente e assessore alle Attività produttive; Sandra
Savino assessore alle Risorse economiche e finanziarie, patrimonio e servizi
generali; Elio De Anna all'Organizzazione del personale e ai servizi
informativi; Roberto Molinaro a Istruzione, cultura, sport e pace; Vladimiro
Kosic a Salute e protezione sociale; Alessia Rosolen a Lavoro, formazione,
università e ricerca; Claudio Violino alle Risorse agricole, naturali e
montagna; Vanni Lenna all'Ambiente e ai Lavori pubblici; Riccardo Riccardi alla
Pianificazione territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto;
Federica Seganti alle Relazioni internazionali, comunitarie e Autonomie locali.
In capo al presidente rimarranno le politiche internazionali e comunitarie e
quelle per la montagna. La futura riorganizzazione degli assessorati con lo
spacchettamento delle deleghe prevede per Molinaro anche la delega alla
Famiglia, per Rosolen anche Pari opportunità e Politiche giovanili, per Seganti
si aggiungono Pianificazione e Sicurezza. La bozza di modifica del regolamento
sarà sottoposta ai sindacati prima di passare al vaglio dalla Commissione
consiliare. Per completare il percorso saranno necessari un paio di mesi. La
Giunta si riunirà ogni giovedì pomeriggio, a partire dall'8 maggio, per consentire
agli uffici di lavorare sulle decisioni prese già il venerdì mattina. Le giunte
si riuniranno a Trieste o, eventualmente, nelle sedi della Regione di Udine,
Pordenone e Gorizia, oltre che a Villa Manin durante l'estate. Riorganizzazione
interna. Saranno soppresse la direzione generale, i cui compiti verranno
ripartiti tra segreteria generale e ragioneria, e la direzione della
comunicazione con conseguente accorpamento di funzioni all'ufficio stampa.
Successivamente saranno affrontate altre riforme intervenendo su Difensore
civico, Agenzia regionale della Sanità e Comunità montane. Le emergenze. Già
nella riunione di giovedì la giunta affronterà la questione del futuro della
società informatica Insiel con la formazione di un tavolo "per la ricognizione
della situazione e per le decisioni finali". Urgente la ripresa operativa
della procedura di chiusura e di riconversione della ferriera di Servola a
Trieste. Quindi la sburocratizzazione. Per questa fase saranno contattate tutte
le categorie per recepire le indicazioni possibili a snellire tutti i servizi
della comunità. Euroregione. "Non sono affascinato dai grandi nomi quali
Euroregione o Macroregione per definire la politica di collaborazione
internazionale", ha affermato il presidente, convinto che, nel parlare di
rapporti transfrontalieri, si debba puntare ad accordi fondati sulle azioni
utili ai bisogni della gente. Con questi presupposti, si ripartirà
dall'importante realtà di Alpe Adria "perché non si può prescindere
dall'asse con la Baviera", ma la prima visita ufficiale di Tondo sarà a
Lubiana, in Slovenia. In tempi utili, seguiranno un nuovo incontro con il
presidente del Veneto, Giancarlo Galan, come con il governatore della Carinzia,
Joerg Heider e con le contee croate Istriana e Litoraneo Montana.
( da "Provincia Pavese, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGOLE E PARCO DEL TICINO
Pavia, si può aiutare l'impresa Davide Pasotti, esponente del Popolo delle
Libertà, sulla Provincia Pavese del 2 maggio, ripropone la questione
dell'ampliamento dell'impianto industriale del signor Oliviero Busi, l'O.M. di
viale Certosa a Pavia (già oggetto di attenzione qualche settimana fa da parte
del giornale), a suo dire ostacolato da una burocrazia "cieca e
insensibile". Siccome la questione posta è rilevante, provo a rispondere,
formulando in chiusura una proposta. Il signor Busi ha acquistato anni fa un
terreno a destinazione agricola, contiguo all'azienda di sua proprietà già
esistente in zona nord Pavia, con l'intenzione di ampliarla. L'area
agricola acquisita fin da allora era esterna alla zona di Iniziativa Comunale
(IC) e quindi tutelata dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco
del Ticino. Riguardando un territorio soggetto a salvaguardia, le procedure di
modifica della destinazione d'uso, per quanto in linea generale agevolate dalla
normativa vigente in tema di Sportello Unico delle Attività Produttive, sono
soggette a una procedura "speciale" che prevede, accanto alla
variante urbanistica di competenza del consiglio comunale, la variante al PTC
di competenza del Parco del Ticino. Trattandosi di un piano di area vasta (47
Comuni e 3 province), la modificazione del PTC, così come più volte segnalatoci
dal Parco (il caso del signor Busi non è infatti il primo del genere ad essere
trattato), non può avvenire caso per caso, pena il rischio di erosione
"molecolare" degli ambiti di tutela del Parco e quindi di
snaturamento della sua funzione, ma deve avvenire all'interno di un processo
coordinato alla scala intercomunale che consenta di apprezzare e di rendere
compatibili i cambiamenti complessivamente introdotti. Per queste ragioni la
variante in oggetto è stata ricondotta, a scala comunale, entro il processo di
formazione del Piano di Governo del Territorio (come si evince dalle Linee
Guida del PGT) e, a scala consortile, potrà essere trattata entro un più
generale processo di revisione del PTC del Parco. Siamo quindi di fronte a
buoni argomenti e a una procedura complessa, ma per niente
"cavillosa". Nonostante ciò, nessuno è soddisfatto. Non lo è il Busi,
perché non riesce ad ampliare in loco la sua azienda. Non lo è il Comune, perché
non riesce a rispondere alla domanda di un'impresa in crescita (anche
occupazionale) e perché fa fatica a spiegare pubblicamente quanto quelle poche
migliaia di metri quadrati di campagna siano essenziali ai fini di uno sviluppo
eco-compatibile. Forse non lo è nemmeno il Parco, individuato da molti, per
quanto ingiustamente, come una controparte occhiuta. Credo perciò sia giunto il
tempo di innovare contenuti e procedure della pianificazione, compresa quella
del Parco del Ticino, coniugando esigenze di tutela e valorizzazione ambientale
con progetti e risposte più efficaci alle esigenze di famiglie e imprese. Nella
fattispecie si potrebbe pensare a una modifica della normativa del PTC del
Parco, fatta propria dal PGT comunale, che consenta, per limitati interventi di
ampliamento per funzioni produttive e per altre funzioni degne di promozione,
il "traboccamento" nelle (in alcune) Zone Agricole del Parco,
utilizzando una procedura semplificata. In cambio sarebbero richiesti
all'operatore privato sostanziosi interventi di compensazione/valorizzazione
del territorio promossi dal Parco stesso (inclusioni di altre aree nelle zone
soggette a salvaguardia, forestazione, sistemazioni ambientali, progetti di
miglioramento della fruizione, cessioni di aree, ecc.). Un simile modello
compensativo, sperimentato con successo in Germania e oggetto di discussione
anche in Lombardia, consentirebbe: al Parco di rafforzare il ruolo
pro-attivo/progettuale nei processi di tutela e valorizzazione ambientale; agli
Enti Locali di collaborare con un interlocutore Parco che, oltre che
"regolatore", diviene partner di progetti ambientali-territoriali; a
imprese e famiglie di poter contare su Agenzie pubbliche che non pongono solo
vincoli, ma operano concretamente per migliorare il territorio e l'ambiente in
cui esse vivono e operano. Mettendo da parte una sterile "vis"
polemica, che contrappone le figure retoriche dei "gendarmi del
vincolo" ai "cementificatori", possiamo avviare su questi temi
una discussione civile che coinvolga anche gli altri Enti Locali consorziati
insieme al Parco del Ticino? Franco Sacchi assessore all'Urbanistica del Comune
di Pavia Pavia, troppi piccioni anche a San Giovannino Sono ormai parecchi anni
che, mio malgrado, mi reco, non dico quotidianamente ma quasi, al nostro
cimitero, a San Giovannino. Rispetto a qualche anno fa si nota, come del resto
in tutti i settori, una sostanziale diminuzione del personale addetto alle
varie manutenzioni, fra cui anche la pulizia generale. Fatta la premessa, pur
non essendo un ornitologo (sono solo un pensionato ex operaio della Vittorio
Necchi), mi sembra impossibile che non si possa far nulla per tenere pulita
l'entrata principale del cimitero, proprio sotto la cupola. Più che l'ingresso
ad un cimitero sembra, a mio giudizio, l'entrata di un letamaio, oltretutto mal
tenuto, data l'enorme quantità di escrementi per la presenza quotidiana di
parecchi volatili. Sig. sindaco, è vero, in questo brutto mondo, lei mi dirà,
ci sono problemi molto più importanti, ma non Le sembra il caso di tentare di
risolvere questo spiacevole inconveniente? Se non erro, lo stesso problema si
era presentato sotto il porticato del nostro Vescovado e mi pare che qualcosa
sia stato fatto per risolverlo. Carlo Bolduri Pavia Pavia, i nostri Pistorius si
allenano alla grande I nostri Pistorius non andranno alle Olimpiadi, ma ogni
venerdì, cascasse il mondo, guidati magistralmente da un gruppo di splendidi
ragazzi/e, coordinati dal prof. De Cortes, si allenano con impegno e dedizione
nella sede del Cus di via Bassi. Molti dei nostri ragazzi hanno disabilità
psichiche, più che motorie, ma tutti insieme giocano e corrono portandosi
dietro armoniche disarmonie. Sorridiamo e gioiamo con loro quando sono
coinvolti in un gioco che portano a conclusione; chi li guida con maestria e li
sgrida con dolcezza non sa che ci accarezza gli occhi e il cuore dando un senso
ai nostri giorni pieni di doloroso amore. Per più di un'ora siamo campioni di
tutte le specialità olimpiche, poi la ritualità del saluto finale ci riporta ai
ruoli che la vita ci ha assegnato. Non c'è un grazie capace di ripagarvi,
perché non c'è prezzo per la magia che create. Antonio Campanella Pavia
Stradella, ecco che cosa la giunta sta facendo Il consigliere comunale Paolo
Valle ha avuto una reazione scomposta al mio articolo pubblicato sul periodico
del Comune "Stradella Notizie" ed ha usato nella sua lettera alla
Provincia Pavese espressioni ed aggettivazioni nei miei confronti poco urbane,
che denotano il suo discutibile livello di stile e di educazione. Informo Valle
che "Stradella Notizie" è il periodico del Comune e non del Partito
Democratico e quindi il sottoscritto non avrebbe avuto alcun titolo per
firmarsi come portavoce del Pd, sarebbe stato politicamente ed eticamente poco
corretto, oltre che cronologicamente impossibile, visto che ho consegnato
l'articolo alla redazione di Stradella Notizie un mese prima di essere eletto
portavoce del Pd. L'articolo, firmato come assessore ai Servizi Sociali, non
contesta il ruolo della minoranza, ho troppo rispetto per la democrazia e per i
ruoli istituzionali, ho imparato a fare politica ed ad amministrare lavorando
per anni all'opposizione. Ho inteso esclusivamente difendere il lavoro della
giunta comunale di Stradella dalla disinformazione e dal qualunquismo. Il
dibattito sulle scelte dell'amministrazione e sulle controproposte della
minoranza è il motore della politica amministrativa locale, ogni seria
osservazione ed ogni sana critica sulla progettualità è ben accetta nel
rispetto dei reciproci ruoli: ognuno deve svolgere il proprio compito.
Disinformazione, qualunquismo, populismo e demagogia sono invece il rifugio di
chi non ha idee e proposte valide, ma vuole comunque esternare, esclusivamente
per apparire e dimostrare di esistere alla pubblica opinione. Il sottoscritto
non è meravigliato nè stupito dall'atteggiamento del consigliere comunale Paolo
Valle: è l'atteggiamento di chi è stato eletto dai cittadini di Stradella nella
lista di Torre Civica, per tre successivi mandati, ricoprendo la carica di assessore
e di presidente di Commissione, condividendone quindi pienamente il programma
di governo amministrativo, ma che poi, qualche mese fa, dichiara di uscire
dalla maggioranza, vota contro al bilancio, unitamente alla minoranza
consiliare, e che non ha il buon gusto di dimettersi da consigliere comunale
visto che non rispetta più il mandato che i cittadini gli hanno assegnato. Nel
merito degli aspetti negativi citati da Paolo Valle: Il nuovo Piano Urbano del
Traffico, grazie al costante impegno dell'assessore Albanesi, ha percorso tutto
l'iter previsto, sia a livello di consultazioni, sia a livello di commissione,
sia a livello di osservazioni ed è ora pronto per la discussione in consiglio
comunale. Al momento peraltro è ancora in vigore il precedente Piano, non vi è
un vuoto amministrativo. Il Piano di Governo del Territorio è in fase di
istruttoria ed il vice sindaco Meraldi sta procedendo speditamente, rispettando
le scadenze temporali previste, nonostante le continue modifiche della legge
regionale in materia, che non agevolano il lavoro; in tempi brevi sarà portato
all'attenzione della Commissione e del consiglio comunale. I derivati e le
relative operazioni finanziarie sono ben conosciuti da Valle che era in
maggioranza al momento di tale scelta, allora andava tutto bene, ora
interpella. Il sindaco e l'assessore Covini stanno seguendo e monitorando
costantemente la situazione unitamente ai molti altri Comuni interessati,
favorendo un fronte comune rispetto a chi ha proposto l'investimento. Sulle
soste a pagamento, il Comune di Stradella ha un aggio superiore alla
maggioranza dei Comuni della Provincia. Il campo di calcio del "Gaetano
Scirea" di Stradella si sta consolidando e sconta esclusivamente il
passaggio dalla stagione invernale. Si sta valutando l'opportunità di ampliare
l'organico dei Vigili, con il sacificio di altri settori comunali, per gestire
al meglio la sicurezza, unitamente ad altri interventi che sono in cantiere e
verranno quanto prima attuati al fine di tranquillizzare ulteriormente i cittadini.
A breve partiranno i già previsti lavori di manutenzione di marciapiedi e
strade, che obiettivamente sembrano più pulite di quanto rappresentato.
Concludo informando Valle che interverrò ogni qual volta vi sarà la necessità
di informare, di fare chiarezza e di difendere l'operato della giunta e della
maggioranza di Torre Civica, nell'esclusivo interesse dei cittadini di
Stradella, privilegiando sempre però il lavoro e l'impegno di assessore,
servono meno chiacchere, meno isterismi ed atteggiamenti scomposti e più fatti
concreti. Piergiorgio Maggi assessore Comune di Stradella Tanti ringraziamenti
all'istituto Pertusati Grazie al Pertusati di Pavia. Desideriamo esprimere
profonda riconoscenza al dott. Antoniello e a tutto il personale dell'Istituto
per le cure prestate al nostro familiare. In particolare ringraziamo madre Rita
Montagna e gli ospiti della casa di riposo per la partecipazione al nostro
dolore e per l'intensa e commovente liturgia realizzata in onore del nostro
caro. Famiglia rag. Carlo Coscia ex ragioniere capo del Comune di Pavia.
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quindici aziende
hanno chiuso i battenti, 40 lavoratori licenziati Crisi del mobile sempre più
grave Antonio Vettorello: "Zone artigianali nuove? Purtroppo non
servono" ROBERTO MORELLO CASALE DI SCODOSIA. Sembrava che la burrasca
fosse passata. Invece la crisi del mobile è ritornata più forte e più letale in
questo inizio 2008. Da gennaio ad aprile hanno infatti chiuso i battenti una
quindicina di aziende, licenziando una quarantina di operai. Si dirà: non sono
molti. Ma nel quadro economico del Montagnanese questi numeri stanno a
significare più di qualcosa. Ad esempio Casale di Scodosia, volano economico
del territorio, oggi è un paese vuoto. Come se il Ferragosto, periodo di ferie,
si prolungasse tutto l'anno. Lo stesso sindaco Antonio Vettorello dolorosamente
afferma: "Ma quali zone artigianali nuove - si chiede Vettorello - se
abbiamo i capannoni che si svuotano continuamente. Anche l'ampio spazio che
avevamo riservato ai camion è quasi sempre vuoto. Che si può fare? La nostra
parte la facciamo ma non basta - conclude il sindaco - bisogna investire nella
ricerca o nei consorzi di aziende". Più approfondita è la disamina di
Lidovino Corradin, presidente mandamentale dell'Unione Provinciale Artigiani,
che ha appena terminato un tour fra le aziende associate del Montagnanese:
"Il problema non è soltanto nelle aziende che chiudono - commenta
amaramente Corradin - ci sono anche le aziende che non hanno i soldi per
chiudere e vanno avanti per inerzia. I problemi sono tanti, ma io metterei in
testa la mancanza di entusiasmo e il ricambio generazionale. Chi ha una certa
età non ci sta a rimettersi in gioco e manca il ricambio generazionale in grado
di dare nuovo impulso. Poi ci sono altre problematiche - continua Corradin -
come le nuove norme sulla sicurezza che incidono pesantemente. E la burocrazia eccessiva e le carenze riscontrate negli enti pubblici. Quindi,
ma non ultima, le regole bancarie di Basilea seguendo le quali le banche
valutano il fido da concedere sulla base degli investimenti per il miglioramento
dell'azienda. E qui una parte di artigiani hanno privilegiato altri tipi
di investimento. E poi c'è un'altra cosa da dire - insiste il presidente
dell'Upa - dobbiamo finirla di scaricare tutte le colpe sulle strade che non
arrivano: un tempo i nostri paesi erano ancor più isolati". Quali le
soluzioni? "Un'azienda dell'Alta Padovana in crisi si è appoggiata
all'Università ed è ripartita - conclude Corradin - ma quando manca
l'entusiasmo mancano anche le nuove idee". Non resta quindi che la
tendenza si inverta.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA PRIMO PIANO pag.
2 "La mia ricetta: solide riforme e più senso civico" L'INTERVISTA
Carlo Alberto Roncarati "NON C'È DUBBIO: in questi mesi stiamo vivendo una
crisi di portata globale, della quale fanno le spese i Paesi più poveri. C'è
una corsa all'accaparramento, c'è un dollaro debole con i quale oggi si
comprano meno farina e meno cereali di un tempo. E ci sono molti interessi in
giovo, come quelli delle grandi aziende americane, che dirottano enormi
quantità di cereali dal mercato per produrre energia, il bioetanolo". Nel
suo ufficio di Largo Castello, Carlo Alberto Roncarati, presidente della Camera
di commercio di Ferrara, analizza le cause internazionali che stanno alla base
dei vertiginosi aumenti dei prezzi di molti prodotti alimentari, cereali e
farine in testa. Presidente, ma restringendo il ragionamento alla nostra
realtà, noi - nel nostro piccolo - cosa possiamo fare? E' una situazione
complessa, che per molti aspetti passa sopra le nostre teste. Per quanto ci
riguarda posso solo dire che da noi la materia prima, come il grano o i
cereali, incide ben poco sul prezzo finale. A pesare sulla distribuzione sono
soprattutto i costi dell'energia e dei trasporti, la logistica. O anche
condizioni non prevedibili, come una prolungata siccità. Costi elevati, che
determinano le scelte di mercato e che, quando superano le sue capacità di
assorbimento, inevitabilmente tendono ad abbassarsi. Ma, è chiaro, la crisi di
questi mesi è forte ed è fonte comunque di preoccupazione per le famiglie e per
le aziende. Un disagio diffuso che si ripercuote sulla marcia della nostra
economia, che certo non è tra le più brillanti... C'è disagio, certo. Una
sensazione molto più profonda di quanto risulti dalle cifre degli esperti.
Perchè la crisi percepita è senza dubbio più acuta di quella registrata o
dichiarata dalle tabelle degli uffici studi e dalle statistiche. La capacità di
acquisto delle famiglie, la disponibilità di risorse e di investimenti, si va
riducendo e questo non può non ripercuotersi sulla nostra economia. Ma oltre a
registrare questa situazione, noi come Camera di commercio, non possiamo
andare, non abbiamo strumenti efficaci. Insoimma, non siamo una banca che può
analizzare il tono o la liquidità di un'impresa... Ma c'è Mister Prezzi, il
controllore anti abusi, il numero verde attivato assieme al ministero, anche a
Ferrara, per monitorare rincari e aumenti ingiustificati. E' vero. Ma debbo
dire subito che si tratta di uno strumento molto modesto. In questi mesi le
chiamate sono state pochissime e in ogni caso la Camera di commercio ha un
ruolo marginale. Le segnalazioni vengono filtrate da una commissione e poi
passate al ministero. Oltre a questo non si può fare nulla, perchè è
praticamente impossibile incidere sulle regole di mercato, non si possono
davvero ridurre i prezzi d'ufficio. Ma ci sarà pure qualcosa che si può fare
per aiutare famiglie ed imprese, la nostra economia, ad uscire dalla crisi...
Si, certo. Anche se il problema è più generale e riguarda - secondo me - il
sistema Paese. E una ricetta magica il presidente Roncarati ce l'ha? La magia
non serve. Servono invece cose importanti, come riforme che eliminino la
zavorra dei costi per le imprese, rendano più veloce ed
efficiente la burocrazia,
snelliscano i tempi e le attese. E serve un quadro legislativo semplificato
dove gli imprenditori, ma non solo loro, possano muoversi a loro agio. Perchè è
nel caos delle leggi che ci si può nascondere meglio, come all'interno di una
giungla, scegliendo di non fare il proprio dovere. Un ragionamento
questo strettamente collegato ad un altro e cioè a quello di un migliore
sistema di giustizia, dove le controversie civili o amministrative non si
trascinino per decenni, ma diano invece punti di riferimento certi. Esattamemte
come dovrebbe accadere in seno alla nostra società per quanto riguarda la
sicurezza, la convivenza tra i cittadini. Insomma, occorrerebbe per tutti una
iniezione massiccia di senso civico, una qualità che oggi sul mercato è
reperibile solo a piccole dosi... Andrea Ghisellini Image:
20080506/foto/2169.jpg.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA NUOVA SQUADRA DEL
CENTRODESTRA Giunta Tondo, priorità a famiglia e sicurezza Abolita la Direzione
generale. "Le emergenze: Insiel, debito e costi della politica" di
ROBERTA GIANI TRIESTE Non solo la riunisce. Non solo la presenta. Ma, subito
dopo, la vuole accanto a sé. Ovunque. Nel salone delle feste, nel tardo
pomeriggio. A cena, in serata. E soprattutto in consiglio regionale, nella
mattinata odierna: Renzo Tondo insedia la sua giunta e, mentre lo fa, marca le
distanze. Con forza. Riccardo Illy non c'è più e lui, dopo averlo battuto, non
è né vuole essere "un uomo solo al comando". L'ha detto in campagna
elettorale, da candidato, "quando molti non credevano nella mia
vittoria". Lo ripete, da presidente, quando non nasconde "un pizzico
d'emozione": vuole il gioco di squadra. Con la sua giunta al debutto,
certo. Ma non solo: "Ho invitato tutti gli assessori a partecipare alla
seduta d'insediamento in piazza Oberdan. Voglio mantenere un rapporto
privilegiato con il consiglio regionale che considero il fulcro dell'attività
politica". Uno strappo con l'illysmo. Non l'unico. Il presidente, dopo la
prima giunta della legislatura, fa partire lo
smantellamento annunciato della riforma della burocrazia regionale, la più aborrita a palazzo, abolendo la direzione
generale che fu di Andrea Viero e quella alla comunicazione che è ancora di
Fabio De Visintini. Conferma un ritorno all'antico di Friulia diventata una
holding che non piace, mai piaciuta, al centrodestra. E conferma pure il
dirottamento alla famiglia delle risorse del reddito di cittadinanza. Annuncia
la soppressione o la riforma di enti ritenuti superflui, come il difensore
civico "che non serve", l'agenzia regionale della sanità "che è
un doppione", le comunità montane "che sono superate". Decreta
l'altolà alle giunte itineranti "che fanno perdere tempo ed energia".
Definisce Insiel, indebitamento, costi della politica e sburocratizzazione le
"emergenze". Non solo: invita i suoi assessori alla
"sobrietà" e alla "moderazione". Prima di tutto, però,
Tondo presenta pubblicamente la sua squadra. Non ci sono grandi sorprese, non
dopo la ridda di indiscrezioni degli ultimi giorni, solo la conferma di un
riparto di deleghe in due tempi: lo impone il regolamento organizzativo
ereditato dal precedessore. Verrà cambiato, l'Avvocatura sta verificando se
serve un passaggio legislativo, ma ci vuole un po'. E così il primo tempo
prevede deleghe provvisorie fotocopia di quelle illyane. Il secondo, invece,
deleghe definitive "a misura" della nuova maggioranza: la giunta le
ha già decise ma ci vorranno "tra i 50 e i 60 giorni di tempo" perché
possano essere assegnate. Sin d'ora, però, ci sono assessori a regime. Luca
Ciriani, il vicepresidente, ottiene le Attività produttive, ex feudo di Enrico
Bertossi. Vladimiro Kosic la Salute e la Protezione sociale. Vanni Lenna i Lavori
pubblici, l'Ambiente e la Protezione civile, ex regno di Gianfranco Moretton. E
Sandra Savino le Risorse finanziarie ed economiche. Gli altri? Se il presidente
ipoteca sin d'ora affari internazionali e montagna, Federica Seganti si tiene
le autonomie locali e aspetta la pianificazione territoriale e la sicurezza:
novità assoluta. Roberto Molinaro si prende cultura, istruzione e pace ma
attende la formazione e le politiche per la famiglia: l'altra novità, "una
delle priorità della legislatura", sottolinea Tondo. Elio De Anna riceve
il personale e l'organizzazione e aspetta, a sua volta, lo sport. Alessia
Rosolen acquista il lavoro, l'università e la ricerca e attende le pari
opportunità e le politiche giovanili. Riccardo Riccardi conquista
infrastrutture, energia e mobilità, apprestandosi a rinunciare della
pianificazione, mentre Claudio Violino espugna le risorse agricole e forestali.
"È una giunta carica di entusiasmo e di voglia di lavorare ma consapevole
che il compito sarà impegnativo. Si riunirà il giovedì pomeriggio, anziché il
venerdì mattina, in modo da consentire agli uffici di perfezionare rapidamente
gli atti" commenta Tondo. E ancora: "È una giunta di assoluto
equilibrio, con cinque esterni e cinque interni, sei incluso il sottoscritto".
Le proteste, le voci fuori dal coro, i mal di pancia? Il presidente non si
sottrae. Definisce "legittime" le polemiche della provincia di
Gorizia, orfana di un assessore, ma non le condivide: "In una regione di
1,2 milioni di abitanti l'eccessivo campanilismo va superato. E ai goriziani
dico che misureranno la nostra azione sui fatti concreti. Abbiamo un programma
molto preciso per quella provincia e lo porteremo a termine". Minimizza, e
non poco, le proteste di Udine: "Le uniche lamentazioni che ho sentito,
nella riunione di gruppo del Popolo della libertà, sono quelle di Roberto
Asquini che si autocandida a presidente del Consiglio. Ma la provincia di Udine
ha un presidente, tre assessori, deleghe pesanti. Ho la massima stima di tutti
i consiglieri regionali ma, alla fine, ho dovuto tirare le somme e fare una
squadra". Un po' come Marcello Lippi, azzarda. Partono le domande. C'è chi
scommette sulle dimissioni da consiglieri di Molinaro e Rosolen: "Ipotesi
sinora non presa in considerazione. Ne parlerò con i segretari di partito e i
diretti interessati". C'è chi rilancia voci di un rimpasto: "Folclore
della politica. Ho fatto una giunta con l'intenzione di andare avanti per tutta
la legislatura". C'è chi contesta le tre donne assessore imposte per legge:
"Non è una delle emergenze". Le emergenze, quelle a cui Tondo intende
dedicarsi subito, sono altre: i destini di Insiel che "occuperanno gran
parte della prossima seduta di giunta, convocata per giovedì";
l'indebitamento che "purtroppo non era uno slogan elettorale", richiede
"un piano quinquennale" e va riportato a un livello "più
coerente con la storia virtuosa della Regione"; il bilancio ormai
incombente; i costi della politica e la sburocratizzazione. Emergenze che
prevedono un contatto immediato con le categorie, ma che partono proprio dal
palazzo riconquistato, con l'addio al direttore generale, i cui compiti vengono
ripartiti tra il segretario generale che ritorna primus inter pares e la
Ragioneria, e con l'analogo addio al direttore della Comunicazione, le cui competenze
ritornano all'ufficio stampa. È solo l'inizio, però. E Tondo non si stanca di
ripeterlo.
( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Diritti civili
e leggi di emergenza dibattito in memoria di Franco Serantini PISA. Domani in
ricordo di Franco Serantini - a 36 anni dalla morte - si terrà, presso la facoltà
di Lettere, un dibattito organizzato dalla Biblioteca Franco Serantini e dal
Gruppo comunista-anarchico di Pisa. L'incontro avrà come tema centrale i
diritti civili e le cosidette "leggi d'emergenza" nella società
attuale ed interverranno il docente Massimo Varengo della Federazione anarchica
italiana e gli avvocati Ezio Menzione e Massimo Focacci. La biblioteca Franco
Serantini, archivio e centro di documentazione di storia sociale, da sempre
attenta alle problematiche della storia del Novecento promuove questa
iniziativa - in occasione di un'importante ricorrenza per la città, qual'è
l'anniversario della morte di Serantini - per offrire un'opportunità di
riflessione agli studenti e alla cittadinanza sul rapporto tra le libertà
individuali-collettive e l'attuale legislazione "emergenziale",
volgendo lo sguardo al passato e al presente, per capire in che misura e in che
termini siano cambiate e si stanno trasformando le cose sul piano politico e
legislativo. "Oggi - affermano i responsabili della Biblioteca, - di
fronte ai continui provvedimenti che limitano le libertà individuali e alle
numerose richieste di nuove politiche restrittive da parte di alcune settori
della società e di alcune forze politiche, in nome di una presunta maggior
sicurezza personale, spesso si perde di vista quella condizione fondamentale
dell'inviolabilità della persona, che è alla base di ogni società civile e
libera, sancita dall'art. 2 della carta costituzionale: "La Repubblica
riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia
nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede
l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e
sociale"". L'iniziativa avrà luogo a partire dalle ore 20.30, presso
Palazzo Ricci, in via S. Maria. Franco Serantini, nato il 16 luglio
( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso La rabbia
della sorella dell'artigiano morto in cartiera "Senza i risultati stiamo
vivendo un'altra tragedia" SETTE mesi per un'autopsia. Oltre 200 giorni
per avere i risultati di un esame scontato - perché sulla causa del decesso non
ci sono mai stati dubbi - dal cui esito però dipendono tantissime formalità che
rendono la tragedia di una famiglia savonese ancora più drammatica. Da qui
l'accusa della sorella della vittima: "Aspettare così tanto significa
prolungare per mesi il nostro dolore, e oltre al dolore
questa pratica che può sembrare solo burocrazia giudiziaria comporta gravissime conseguenze per noi
familiari...". L'accusa è di Nadia Viglizzo, sorella di Gianfranco
Viglizzo, l'artigiano quilianese di 38 anni morto nell'ottobre scorso mentre
eseguiva una manutenzione sul tetto della Cartiera Verde Romanello di Varazze.
Si era appena sposato, aveva la vita davanti e un'impresa con quattro
dipendenti che macinava appalti e lavori. E' morto cadendo in una vasca di
carta macerata dopo un volo di dodici metri inspiegabile, misterioso. Come da
prassi, dalla tragedia si è aperto un fascicolo in Procura. Il magistrato che
lo ha aperto è il pm Alessandro Bogliolo che come primo atto ha disposto
l'autopsia sul cadavere per capire le cause della morte. Ciò che stona rispetto
alla prassi sono però i tempi. Quest'autopsia, eseguita a metà dell'ottobre
scorso, manca infatti dei risultati. E questo ha creato un intoppo doloroso e
problematico per i parenti. "A distanza di sette mesi non abbiamo ancora
il risultato - conferma la sorella Nadia - E questo, oltre a rappresentare una
ferita ancora aperta, comporta tanti problemi per ricominciare a vivere. La
ditta di mio fratello aveva stipulato un leasing per acquistare un capannone
della zona Paip di Legino e le rate vanno pagate finché non si fa cessare la
ditta, attraverso la chiusura indagini. Idem per il mutuo sulla casa in cui mio
fratello viveva con sua moglie. Per fortuna il discorso dei dipendenti lo
abbiamo sistemato altrimenti ci sarebbe stato anche quello. Tutte cose che può
sembrare assurdo citare vista la tragedia ma rappresentano una tragedia nella
tragedia considerato che un'attesa così lunga non consente per esempio di far
intervenire l'assicurazione sulla vita che Gianfranco aveva. C'è anche
l'aspetto della successione: per legge, entro un anno bisogna farla, ma se dopo
sette mesi non c'è neppure il risultato dell'autopsia non vedo come
riusciremo". "I primi mesi dopo la tragedia era tale lo choc che
neppure avevamo pensato a questi problemi - prosegue la savonese - ma adesso,
dopo sette mesi, ci sembra inconcepibile dover ancora attendere. Non ce
l'abbiamo certo con il magistrato, che non ha colpe e lo sappiamo, ma vorremmo
che qualcuno si facesse carico del nostro caso". Lo stesso pm Bogliolo
conferma il ritardo della perizia ma fa presente che purtroppo, anche per i
carichi di lavoro dei medici legali, possono registrarsi ritardi anche di mesi.
"In questo caso comunque la chiusura indagini non dipende
dall'autopsia" spiega il magistrato. D. Frec. 06/05/2008.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Conferma dei 10
assessori, di cui tre donne. Deleghe provvisorie: tra un paio di mesi la definizione,
dopo la modifica del regolamento Protocollate le dimissioni di Illy, al suo posto Alessandro Della Mea Pd, si apre il caso dei
portaborse Tondo: sobrietà e meno burocrazia Regione, ieri la prima giunta. Il programma del governatore.
Oggi il consiglio, il Pdl si spacca sul capogruppo Ipotesi Di Centa nel
governo: potrebbe avere lo sport o la delega per la montagna I SERVIZI ALLE
PAGINE 2, 9 E 10 TRIESTE. Sburocratizzazione, Insiel, Ferriera di
Servola, riorganizzazione della macchina regionale, ricognizione del debito
della Regione. Debutta la giunta del presidente Renzo Tondo. Il neogovernatore
presenta la squadra dei 10 assessori che lo affiancherà e torna sui temi
"caldi", quelli che saranno affrontati subito. "E' una giunta coesa
ed equilibrata, che mantiene un giusto rapporto con tutto il territorio del
Friuli Venezia Giulia", ha chiarito Tondo, il quale invita a superare i
campanilismi e sottolinea l'intenzione di mantenere "un rapporto
privilegiato con il consiglio regionale". "Abbiamo davanti una
legislatura di profondi cambiamenti", ha aggiunto. Intanto, sul piano
nazionale, sale alla ribalta la deputata carnica di Forza Italia Manuela Di
Centa, indicata come possibile sottosegretario allo Sport o agli Affari
regionali con delega alla montagna.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorgio oldoini Il
brillante finanziere che vuol darsi alla politica mi affronta senza giri di
parole: "Voi della Prima repubblica avete rovinato il Paese con le
ideologie e siete responsabili dell'attuale sfacelo". Ragazzino, nella Tua
generazione l'unico modo per apprendere sono le orecchie: aprile bene. Ai miei
tempi le ideologie costituivano una seconda natura, perché si viveva la
condizione di concorrenza e rivalità tra due differenti modelli sociali tra cui
dovevi scegliere. Proprio le ideologie indicavano un modello positivo di
comportamenti collettivi, cui si doveva il sacrificio di milioni di persone
votate alla ricostruzione di un Paese distrutto, sradicate dal loro territorio,
di gente che usava le braccia prima ancora che la macchina. Le industrie pubbliche,
le infrastrutture esistenti, le leggi sul lavoro, sono il prodotto di quel
periodo storico. Un immenso patrimonio che la Tua generazione si è svenduta per
prorogare un benessere effimero e nascondere la perdita di vitalità e di
stimolo alla crescita. Certo, le ideologie hanno avuto anche effetti terribili,
come il terrorismo, discriminante al pari delle religioni primordiali, che ha
prodotto sacrifici umani come le sette si satana. Il male assoluto è stato
tuttavia affrontato con qualche successo proprio nella Prima repubblica. Chi
condanna il socialismo di tutti i tempi, dovrebbe ricordarsi più spesso delle
antiche condizioni di vita e sviluppare qualche considerazione sui rischi di un
ritorno alle origini: il linguaggio del socialismo che oggi vi fa sorridere è
stato per molti decenni l'unica ragione di vita per gli "uomini senza
avvenire". Questo vessillo potrà ancora essere agitato, "mutato
nomine", dalle future generazioni di sacrificati. "Vecchio troglodita
- mi apostrofa il giovanotto - stai parlando di un mondo che non c'è più.
Finiamola una buona volta con questa rendita ideologica su cui partiti e
sindacati hanno inzuppato il pane per tanto tempo. Guardate allo sperpero di
ricchezza che avete provocato con il clientelismo di massa, le pensioni
anticipate a siderurgici, portuali, burocrati, i sussidi alle aziende, gli
abusi diffusi dello stato sociale, le inefficienze di
istituzioni e burocrazie; un'eredità di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Proprio voi avete fatto perdere ai lavoratori la coscienza e l'orgoglio della
propria indipendenza e dignità. Gli interessi del lavoratore li interpretiamo
noi, che creiamo le condizioni per l'espansione economica e cerchiamo di
reprimere la piccola delinquenza a vantaggio dei ceti più poveri. Spetta
ai tecnici il compito di fissare le linee di sviluppo dell'economia, da cui
deriva il benessere generale di un Paese". A quel punto ci siamo entrambi
accorti di affrontare questioni di carattere generale ed astratte. Come si fa a
teorizzare una società fatta di infallibili specialisti, dimenticando che
proprio i grandi guru della finanza hanno distrutto i risparmi delle famiglie,
immolati al mercato dei "derivati"! Ai miei tempi, si aveva almeno la
coscienza di separare i titoli ad alto rischio da quelli destinati alle classi
più deboli, che i controllori istituzionali proteggevano dalla grande
speculazione. Come si fa a non capire che l'economia ha come obiettivo il
miglioramento del benessere materiale, ma che gli aspetti della vita umana non
possono essere separati l'uno dall'altro. A giudicare dalla quantità di droga
consumata nei Paesi del benessere e dal numero degli strizzacervelli che vi
operano, vien fatto di pensare che il sistema basato sul mito del guadagno sia
ormai in decadenza in ogni parte del mondo. Dopo una discussione
"felicemente" accesa, siamo arrivati alla comune conclusione che il
cittadino deve avere una classe dirigente di estrazione "politica",
capace cioè di interpretare i "bisogni" materiali ed ideali della
gente. Così come è finita la rendita ideologica di un tempo, deve finire anche
quella, altrettanto comoda, degli urlatori che si sono limitati a demonizzare
il passato senza avere alcuna qualità di governo. Se il nuovo valore aggregante
di un popolo è la competizione economica globale, allora siamo usciti dall'età
dell'oro, perché siamo in guerra permanente con il resto del mondo: cerchiamo
almeno di unirci e di organizzarci per non perderla. Giorgio Oldoini è manager
d'impresa. 06/05/2008 La fine delle ideologie ha dato potere ai tecnici, ma
serve una visione politica dei problemi 06/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura I movimenti
di Berkley Visto dall'Europa, il '68 sembrava avere il suo centro a Parigi. Ma
non è stato così. I radicali europei erano tradizionali. Erano studenti esagitati,
ma il loro radicalismo non scavava in profondità La società e il costume
cambiarono. Ma la vera mutazione cominciò negli anni Cinquanta Il mio
sessantotto in salsa californiana ANTHONY GIDDENS Siamo nel maggio 1968. Non mi
trovo a Parigi, ma a
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA GROSSETO
pag. 4 di GIANCARLO CAPECCHI "L IBERARE il sistema produttivo, anche
maremmano, ... di GIANCARLO CAPECCHI "L IBERARE il sistema produttivo,
anche maremmano, dal giogo della burocrazia se si vuole programmare lo sviluppo economico e ridare fiducia
ai piccoli e medi imprenditori". Questo l'appello di Renzo Alessandri,
direttore della Cna, ai parlamentari maremmani (e non solo naturalmente) perché
di adoperino da subito "perché si possa passare da un'amministrazione che
controlla ad una che autorizza e rovesciare la logica che impone obblighi su
obblighi dando corso ad un vero e proprio taglia-leggi". Renzo
Alessandri fa l'esempio della Maremma. "Una proiezione in sede locale ci
dice che si pùò stimare in dieci milioni di euro il salasso subito ogni anno
dalle 6500 imprese artigiane che cercano di lavorare sul nostro territorio:
naturalmente ? spiega Alessandri ? siamo in presenza di calcoli statistici ed è
la prima volta che si cerca di stimare, nella nostra provincia, il peso degli
obblighi burocratici, di questi oneri che colpiscono pesantemente le imprese".
POI LA RIFLESSIONE del direttore Cna. "L'impresa rischia oggi di annegare
in una selva di norme che potrebbero essere sicuramente eliminate e riordinate
in testi unici, sopprimendo anche provvedimenti che risalgono
all'Ottocento". E le sovrapposizioni? Fra Stato, Regioni, Province, Enti
locali, enti di scopo, Comunità montane e chi più ne ha più ne metta, tra
legislazione nazionale regionale e locale non ci si libera più e organizzare il
lavoro, che richiede anche tempi certo non troppo lunghi, diventa impossibile.
"Chiediamo ai nostri parlamentari ? sottolinea ancora Alessandri ? di fare
in modo che si possa andare oltre la vecchia Italia, quella che i nostri
artigiani, ma anche i commercianti, gli agricoltori, tutte le categorie
economiche, sentono come una vera e propria palla al piede delle loro imprese
che sono soffocate da costi economici insopportabili". Altri esempi?
Eccoli. "Nel settore degli oneri amministrativi sul lavoro e alla
prevenzione infortuni ? spiega Alessandri ?, le aziende con meno di 5
dipendenti sostengono costi per 7 miliardi all'anno,1990 euro ad impresa (5700
per chi ha più di 5 dipendenti). E per l'ambiente il costo complessivo delle
aziende fino a 10 dipendenti è stimato in più di 1500 miliardi l'anno (3000
euro a testa) mentre oltre 10 dipendenti si arriva a 7500 euro ad impresa.
Questi numeri dovrebbero portare senza problemi a sostenere la nostra causa che
è quella del lavoro, dell'occupazione, del futuro".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
JESI pag. 13 ? SERRA
S. QUIRICO ? "MALATI di Niente" stasera sarà ospite della Rasseg... ?
SERRA S. QUIRICO ? "MALATI di Niente" stasera sarà ospite della
Rassegna Nazionale del Teatro della Scuola di Serra San Quirico. Gli studenti
di tutte le regioni d'Italia riuniti nel Comune montano, diranno il loro secco
"no" all'emarginazione e al pregiudizio che circondano il disagio
mentale. Da otto anni la rassegna "Malati di Niente" porta avanti la
sua battaglia contro lo stigma e il pregiudizio. Attraverso iniziative
culturali, spettacoli, musica, esposizioni e mostre di pittura, incontri con esperti,
la rassegna lancia il suo messaggio di libertà: libertà di essere matto,
bizzarro, diverso, ma soprattutto "libertà dalla
violenza delle istituzioni totali, libertà dalla stupidità e dalla rigidità
della burocrazia". E
stasera tutto questo sarà per la prima volta a Serra San Quirico con tre
appuntamenti destinati ai giovani ed ai giovanissimi studenti che ogni anno
giungono a Serra San Quirico da tutta Italia per prendere parte alla Rassegna
teatrale. Attraverso l'arte, il teatro e il dibattito i ragazzi e le
ragazze avranno l'opportunità di scoprire la figura di Franco Basaglia, a 30
anni dalla sua scomparsa e dall'approvazione della legge 180/78.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA MILANO pag.
11 "Test per diventare italiani" Dimostrino di conoscere le leggi e
di avere un reddito L'ASSESSORE LANDI NON BASTA IL TEMPO Le lunghe code che
spesso si creano davanti all'ufficio immigrazione della Questura di Milano ?
MILANO ? DIVENTARE italiani? Calma. Non è una questione automatica, legata alla
mera burocrazia, alla data insomma in cui è stata è presentata la domanda. È una
questione di caratteristiche, che vanno accertate da un preciso test e da una
commissione apposita. Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute del
Comune e Responsabile Immigrazione di Alleanza Nazionale ne è
convinto:"Dieci anni per ottenere la cittadinanza non sono pochi ma
neppure troppi. Ciò che è necessario, per considerare uno straniero
titolare del diritto alla cittadinanza non è il tempo ma l'adesione convinta
dello stesso ai principi fondamentali scritti nella nostra Costituzione: la
conoscenza della lingua italiana e il rispetto delle leggi, degli usi e costumi
del Paese di destinazione finale sono alcuni di questi". OLTRE che essere
assessore alla Salute del Comune, Landi di Chiavenna è anche Responsabile
Immigrazione di Alleanza Nazionale. Una carica all'interno della quale ha anche
sostenuto il diritto di voto agli immigrati: "L'immigrato deve diventare
parte integrante e partecipata dello sviluppo socio-culturale ed economico di
un Paese fondato sullo stato di diritto". Secondo Landi pertanto "non
sempre la lunga permanenza è sinonimo di integrazione e non sempre la garanzia
del lavoro è elemento sufficiente. Per diventare cittadini italiani, quindi,
non basta un semplice passaggio burocratico ma è necessario un test individuale
che certifichi la sussistenza di precisi presupposti di integrabilità. Una
commissione esaminatrice esaminerà la conoscenza della lingua, della
Costituzione, l'autonomia del reddito, la fedina penale, insomma, i presupposti
che giustifichino l'accoglimento della domanda". E.F.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DECRETO FLUSSI 2007.
I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari
hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni di Natalia Danesi A Brescia il 35 per
cento delle domande inviate dai datori di lavoro nell'ambito del Decreto flussi
2007 per l'assunzione di stranieri non comunitari viene rigettato oppure
respinto al mittente per mancanza di documentazione. IL MECCANISMO di
esame delle richieste - che segue un ordine rigorosamente cronologico - prevede
una doppia verifica da parte della questura e della Direzione provinciale del
lavoro, prima della convocazione per il rilascio del nulla osta da parte dello
Sportello immigrazione della prefettura. Se gli uffici di via Botticelli se la
stanno cavando rapidamente, non così la Dpl che sta riscontrando un numero
decisamente superiore alle aspettative di pratiche incomplete. Spesso mancano i
dati relativi alla capacità produttiva delle aziende o al fatturato, oppure
quelli indicati nella domanda non sono corretti. Bisogna così che i datori provvedano
ad effettuare le necessarie integrazioni, con le conseguenti lungaggini. Come
se non bastasse, anche l'informatica gioca brutti scherzi: pare che il
programma del ministero dell'Interno vada a singhiozzo. La procedura quindi,
nonostante gli sforzi degli operatori, va a rilento. I nulla osta consegnati
fino ad oggi sono in tutto 300, anche se sono pronti per essere rilasciati nei
prossimi giorni altri 400 provvedimenti autorizzatori. Non molti comunque,
visto che i posti a disposizione sono 7.676. IN SINTESI, SONO STATE evase solo
parte delle richieste inoltrate nel primo dei tre click day fissati dal
Viminale, il 15 dicembre. Dopodichè, si passerà ad esaminare quelle del 18, del
21 dicembre e a seguire. L'ultima scadenza per inviare le domande di assunzione
è fissata per il 31 maggio, ma è realistico pensare che chi si fa avanti ora
non rientrerà nella classifica (stilata, appunto, per ordine di presentazione).
Soprattutto in considerazione del fatto che per Brescia al sito del ministero
dell'Interno sono già arrivate 43 mila richieste, quasi sei volte le quote
disponibili. Ma non è detta l'ultima parola. Con quel 35 per cento di domande
scartate, la graduatoria riserverà sorprese. Quel che è certo è che la burocrazia blocca la macchina delle regolarizzazioni. E non
è una novità, considerando che solo di recente sono state chiuse la maggior
parte delle pratiche del Decreto flussi 2006.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-05-04 - pag: 9 autore: Un nuovo sindaco a Londra.
Lotta alla delinquenza giovanile e più alloggi: dopo la vittoria Johnson elenca
le sue priorità "Ordine pubblico al primo posto" La tassa sul
traffico resterà in vigore, ma non sarà triplicata per i Suv LONDRA. Dal nostro
corrispondente Evaporata l'euforia notturna della vittoria, Boris Johnson è
passato ieri alle vie di fatto per provare di essere un uomo d'azione
all'altezza del compito di primo cittadino di una delle maggiori e più
complesse capitali europee. Anche se entrerà ufficialmente in carica domani,
Johnson ha tenuto ieri un primo discorso inaugurale a City Hall, il municipio
londinese, battendo soprattutto sul tasto dell'ordine pubblico. Prendendo a
pretesto un nuovo accoltellamento di un giovane, morto ieri mattina, il
neo-sindaco ha detto che "è giunto il tempo di affrontare questo orribile
incubo che è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono
Londra". Ha parlato di una delinquenza minorile "senza confini, di
giovani che si perdono in scelte tragiche, catastrofiche e autodistruttive, che
sono diventate il problema numero uno di questa città". Ha poi promesso di
"unire la cittadinanza e di servire ogni singola comunità in modo
imparziale ". L'ordine pubblico e la violenza giovanile sono in cima alla
lista delle priorità di Johnson, che si è prefissato tra le
altre cose di abbattere la burocrazia negli uffici della polizia per accrescerne la presenza nelle
strade, di aumentare le perquisizioni per individuare chi è armato di coltelli
e munire tutti gli autobus con telecamere in diretta. Oltre ad aumentare il
personale in divisa alle fermate di autobus e stazioni. L'obiettivo è
debellare la violenza giovanile per evitare che debordi in forme di criminalità
più preoccupanti. Johnson, che dovrà gestire un bilancio complessivo di 11
miliardi di sterline, ha confermato peraltro il proprio impegno di costruire
50mila abitazioni a prezzi abbordabili per giovani e i meno abbienti. Tra gli
altri punti del programma, l'abolizione dei "bendy buses", i lunghi
autobus snodati che vuole sostituire con un aumento di quelli a due piani di
nuova fattura, un progetto che gli è già stato contestato. Il nuovo sindaco
manterrà la "congestion charge", la tassa sul traffico del centro, ma
la vuole far pagare in rate e non ogni 24 ore. Inoltre non la triplicherà per i
Suv come voleva Livingstone e ieri si è trovato già davanti alla richiesta
della casa automobilistica Porsche (produttrice della Cayenne) di onorare
l'impegno. A cui aggiunge, da bravo conservatore, la lotta agli sprechi
amministrativi che sono lievitati durante l'era di Ken il Rosso. Bollato come
un "buffone" e un inesperto, Johnson, che dietro all'aria affabile e
bonaria nasconde un carattere fortemente ambizioso, dovrà da lunedì iniziare a
scalare una montagna. Ridurre la delinquenza non è un compito facile, come pure
non sarà per nulla facile guidare Londra verso l'appuntamento delle Olimpiadi
del 2012 dopo che i costi sono triplicati dagli iniziali tre miliardi di
sterline agli attuali 9 miliardi, con Cassandre che prevedono cifre nell'ordine
dei 10-12 miliardi. C'è poi un importante versante politico che rende da qui
alle elezioni la posizione di Johnson assai delicata: quella di esercitare il
ruolo di banco di prova della futura gestione dei conservatori. Su questo
fronte il leader dei tory David Cameron sarebbe assai nervoso dato il carattere
pirotecnico, l'indipendenza di giudizio e l'inesperienza di Johnson. Per questo
Cameron avrebbe iniziato a coordinare il team di Johnson con quello
conservatore con l'intervento di Nicholas Goes, un giovane intellettuale che è
stato di grande sostegno al leader tory per preparare un team di transizione
che porti al lancio di una nuova amministrazione comunale senza scossoni.
Johnson dovrà peraltro nominare i nuovi responsabili di enti come Transport for
London e London Development Agency. Quanto alla metropolitana, per ora è
orientato a mantenere la cooperazione pubblico-privato. E ha offerto un
ramoscello d'ulivo ai sindacati dicendo che vuole promuovere il dialogo.
L'avventura è cominciata. M.N. AP Stima tra rivali. Ken Livingstone (a
sinistra) si congratula con Boris Johnson. La simpatia tra i due è reciproca
BANCO DI PROVA Eletto per la sua personalità, il primo cittadino deve
dimostrare di essere un uomo d'azione e di spianare la strada ai conservatori.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: VETRINA data: 2008-05-04 - pag: 31 autore: Table Talk di Serena Vitale
Assediati dalla "idiot art" Bianchi astronauti con maschera antigas:
sono gli operai del Comune che ripuliscono i muri dalle opere dei
"writer". Il mio premio al liceo per il tema su "Lolita":
"Stento a credere che un libro così sia pubblicato" di Serena Vitale
S opravvissuta indenne alla festa della donna (senza prole, quella della mamma
non la temo), posso tranquillamente citare Puakin: "Una signora mi ha
detto che se un uomo comincia a parlarle di argomenti futili, quasi per
adeguarsi alla debolezza dell'intelligenza femminile, rivela subito la propria
ignoranza delle donne. In effetti: non è ridicolo considerare esseri a noi
inferiori le donne, che tanto spesso ci colpiscono per velocità di
comprensione, sottigliezza di sentimenti e pensiero?" ( Table-Talk,
1830-1837). *** "Grande poeta russo, erede solitario di Majakovskij e
Pasternak", "massimo poeta russo contemporaneo", "enfant
terrible": questo è in Italia – dove riceve premi, tiene letture pubbliche
anche nella nostra lingua, scrive per giornali prestigiosi – il settantacinquenne
Evgenij Evtuaenko. Nato per caso in Siberia (pochi anni fa lo vidi assentire
mestamente mentre un poco aggiornato giornalista italiano accennava al suo
"calvario nei lager siberiani "), divenne presto moscovita; da tempo
è pendolare tra Russia e Stati Uniti. Nei lontani anni del disgelo levò la voce
contro l'antisemitismo, la burocrazia, gli "eredi di Stalin", in liriche e poemi di
innegabile abilità versificatoria. Oggi per molti russi amanti della poesia è
solo il protagonista di una serie di aneddoti che ne immortalano l'equilibrismo
ideologico ("dissidente- cortigiano", "valvola da cui la
locomotiva lasciava uscire il vapore perché non scoppiasse la caldaia"),
l'ipertrofia dell'ego ("moralmente sono inferiore / a Gesù Cristo ",
"Lenin è il mio più intimo amico"), la prodigiosa versatilità (poeta,
romanziere, attore,regista,critico letterario e d'arte, docente universitario
eccetera), l'energia profusa nell'autopromozione. Qualcuno giudica
"giornalismo in rima, cronaca mondana di cui egli stesso è il protagonista"
la sua poesia, e pochi dimenticano la parte quantomeno ambigua che
"Evtuch"ebbe nell'affaire Brodskij (questi in seguito raccontò:
"Spero che la mia espulsione non sia avvenuta per sua iniziativa... ma del
Kgb, beninteso, fu consulente"). Ah, la pigrizia, la scarsa informazione –
non riesco a credere che si tratti di simpatia per gli opportunisti, i
versipelle – di certa cultura italiana... Eppure si insegna letteratura russa
in trentasette università del nostro Paese, dove nell'ultimo decennio sono
state pubblicate tre antologie della poesia russa contemporanea. Evtuaenko
"erede solitario"? A Brodskij è sopravvissuto, ma restano
Achmadulina, Gandlevskij, Kuaner, Losev, Rejn (mi limito alla sua generazione,
a qualche nome), meno abili surfisti sulle onde – sempre alte e minacciose, in
Russia – del tempo, della storia. *** "L'unione tra il poeta e il tempo è
un matrimonio forzato e per questo destinato al fallimento. Nel migliore dei
casi, buon viso a cattivo gioco, nel peggiore – il più frequente, il più reale –
un tradimento dopo l'altro..." (Marina Cvetaeva, 1932). *** Nuove
trouvailles del recente trasloco... Da una cartelletta appartenuta a mia madre
è saltato fuori un ritaglio ("La Gazzetta del Mezzogiorno"?):
"Il premio per il miglior tema libero è stato vinto da Serena Vitale,
Liceo-Ginnasio "Benedetto Marzolla" ". "... Stento a
credere che un'"opera" simile sia stata pubblicata e spero che non la
vendano mai nella nostra città, che non capiti nelle mani di noi giovinette...
Dolores Haze perde la verginità in una colonia estiva... Occhi libidinosi la
spiano mentre gioca a tennis... Turpi amplessi con un uomo maturo... Dateci
letture capaci di elevare l'anima,educandoci al futuro di mogli e madri...
". "Io" scrivevo questo di Lolita (era appena comparso in italiano),
di uno dei libri che più ho amato e amo? Io. E nessuno, nella giuria, si era
chiesto come mai la vereconda giovinetta conoscesse così bene l'abietto
libro... Me lo aveva fatto scoprire un giovane zio cui debbo l'amore per la
letteratura. Non si distingueva per virilità, e con scarsa lungimiranza il
nonno lo aveva mandato per un anno negli Stati Uniti "perché guarisse...
". S'era semmai aggravato, a Nuova York, e ne era tornato con un inglese
perfetto, jeans e camicie colorate, molta nostalgia, tanti libri per la già
ricca biblioteca che doveva tenere sotto chiave. Nipote preferita (la
predilezione era ricambiata), con lui cominciai a sillabare, poi a leggere in
inglese: Dickens, Twain, poi anche Faulkner, Capote. Un giorno arrivò dal Nord
Lolita, in originale e in traduzione. Durante indimenticabili lezioni
clandestine venni iniziata ("Guarda, Enchanted Hunters ha le stesse
lettere di Ted Hunters, Cane, N.H., è un anagramma... ") anche al sublime
vizio paronomasico di Nabokov. Il prezzo del mio tradimento? Diecimila
utilissime lire. *** Drammi, anagrammi. Onore a scarni sballati (La sinistra
arcobaleno); Votar! A un re, storditi, capitoliamo (Partito comunista dei
lavoratori); Arde triste... Marciam, o folla! (La destra. Fiamma tricolore);
Ostica lotta! Sparii... (Partito socialista); Castrati... In crisi... (Sinistra
critica); Nascita zero: fatal abiezione... Addio volgo, risse! (Associazione
difesa della vita. Aborto? no grazie!). *** Svegliata da un rumore
apocalittico, ho visto in strada bianchi astronauti con la maschera antigas...
Ci siamo, mi sono detta: è scoppiata una guerra stellare. Erano, invece, operai
del Comune che ripulivano i muri dalle opere dei molesti, implacabili,
onnipresenti writer: "Paolo 2008", "Liska", "Yo",
"Bambi 2007", "Krim", "Gusma", e via imbrattando:
gli "scartini ", epigoni della Graffiti o Aerosol Art, che non di
rado usano i caratteri offerti da siti specializzati (quello dei Principi
Templari, ad esempio, promette "volute medievali "). Niente
invenzione, provocazione, rivoluzione: idiot art, parente delle scritte
lasciate sui monumenti dai ragazzini in gita scolastica. *** Ho letto in una
vetrina: "Bomboniere solidali". Solidali con gli sposi perché si
sposano? - iettatorio cinismo! Con gli invitati alle nozze per i denari spesi
in doni agli sposi? - pitocco mercantilismo! Entrata nello sfarzoso negozio ho
potuto vedere melanconiche scatoline in carta di riso, posate in legno di
cocco, fiorellini indonesiani "riutilizzabili per braccialetti ",
minishopper filippini in buri (dal nome dell'omonima palma)... Un'elegante
signora dai molti braccialetti – di oro – mi ha spiegato: "Il nostro è
commercio equo e solidale". "?". "A favore dei Paesi
economicamente svantaggiati. Trattiamo solo regalistica". Quella notte ho
sognato bilionari sceicchi che facevano shopping a Dubai: bomboniere solidali
con l'Italia a forma di mandolino (corteccia di pini napoletani), torre di Pisa
(similmarmo dei Fori romani) eccetera. *** Temporaneamente chiuso il
"Moskovskij Korrespondent " che aveva pubblicato un articolo sul
love-affair tra Putin e la bella ginnasta venticinquenne – due volte oro alle
Olimpiadi, ora deputata della Duma e top-model – Alina Kabaeva; sono scomparsi
alcuni blog che commentavano la notizia. Ma il mio computer ha 512 mb di
memoria: "è una balla: mica siamo in Francia, o in America, dove un
governatore si dimette per via di una prostituta; da noi il 50% della
nomenclatura si fa puttane, cantanti e modelle, tutti lo sanno e tutti sono
contenti", "Nuove nubi a Sarajevo, / e presagi di rovina. / Putin
sposa la sua Alina... / Falce e martello, croce o svastica, / per noi tanto
ormai è lo stesso. / Lui al Cremlino fa ginnastica, / fuori noi facciamo
sesso... ". Alla voce dei cittadini comuni si è subito sostituita quella di
allarmati "politologi". Paparin, ad esempio: "Responsabile è
qualche gruppo di potere... Putin è in Italia, dove il suo grande amico
Berlusconi ha vinto, e si stanno rafforzando i rapporti russo-europei... Si
possono ipotizzare, soprattutto all'interno degli Stati Uniti, forze che
cercano di isolare la Russia dall'Europa...". Una nuova guerra fredda, o
anche solo freschina; una nuova cortina, foss'anche d'oro e platino: no, a
questo non sopravviverò. MARCO MARELLA.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO LETTERE pag.
11 LEGGO sul giornale "A cosa servono le circoscrizioni?" e fatico a
capire il nesso tra l'edilizia a S... LEGGO sul giornale "A cosa servono
le circoscrizioni?" e fatico a capire il nesso tra l'edilizia a San Rigo,
il V Day di Grillo, l'etica e le circoscrizioni, ma vista la forza con cui vien
posta la domanda provo a rispondere io, da cittadina reggiana. Posso dirle cosa
servono a me, dipendente comunale, che mi occupo da trentacinque anni di lavori
pubblici. Provo a spiegarle quanto mi siano preziosi ed utili i lunghi,
lunghissimi elenchi di bisogni scritti da ogni consiglio di circoscrizione con
precisione, con conoscenza attenta del territorio. Le voglio raccontare
l'ostinazione e la caparbietà con cui vanno reiterando ogni volta quello che è
rimasto indietro, la sapienza con cui provano a dare un ordine di priorità alle
tante necessità del quartiere sapendo che si debbono fare i conti con risorse
spesso, anzi, sempre insufficienti e l'attenzione con cui cercano di avere per
ogni cittadino una risposta. Vorrei vedesse quel consigliere della quarta che
conosce ogni angolo di scuola, quello della sesta che insegue i lampioni
spenti, quel presidente che conosce uno per uno i suoi volontari, quel
consiglio che mi ha spiegato di ogni riga dell'elenco dei bisogni il perchè di
ogni segnalazione... Io sono partita con tredici quartieri, ci ho lavorato, li
ho visti crescere. Li ho visti cambiare, diventare circoscrizioni, diventare
otto, diventare qualcosa di diverso, fatte di eletti. Li ho visti cambiare nel
bene e nel male così come è cambiata la società, come è cambiata la
partecipazione, ma faccio fatica a pensare a un comune senza di loro, senza questo prezioso anello di congiunzione tra un ente talvolta
astratto e oppresso dalla burocrazia e la vita della città di tutti i giorni. Qualcuno le vuole
cambiare nel numero, qualcuno le vuole cambiare nella struttura, ma per favore
che non siano troppo diverse da quel che sono, da quel che fanno, da tutto
quello che danno alla città. Ecco per me a cosa servono. Voglio ricordare
quattro righe di una vecchia canzone di Gaber: "La libertà non è stare
sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno
spazio libero, libertà è partecipazione...". Magari in circoscrizione.
Annarosa Bellelli *** PARTECIPAZIONE, ma anche ascolto. I consiglieri che
inseguono lampioni spenti, buchi nelle strade, parchi con l'erba troppo lunga,
sono dei fanti della democrazia. Proprio per questo mi urta che spesso non
siano ascoltati adeguatamente dagli ufficiali. Spetta all'amministrazione
comunale prendere le decisioni. ma se i consigli di quartiere avessero più
poteri decisionali, forse sarebbero percepiti maggiormente da tutti come uno
spazio di partecipazione attiva. davide.nitrosi@ilcarlino.net.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LUNIGIANA pag. 12 HANNO
RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani rinchiusi in un recinto vicino
al torrente Verd... HANNO RISCHIATO di morire di fame e di sete due cani
rinchiusi in un recinto vicino al torrente Verde in località Chiosi a
Pontremoli. Un pescatore li, ha notato che erano in grave stato di denutrizione
ed ha segnalato la loro presenza alla Lega per la difesa del cane. Così i
volontari dell'associazione, domenica mattina, hanno effettuato un sopralluogo
per verificare le condizioni dei due animali e hanno accertato che da molti
giorni non mangiavano ed erano ricoperti di zecche. La presidente della sezione
lunigianese della lega per la difesa del cane Maria Grazia Moscatelli ha
allertato il servizio veterinario dell'Asl e le autorità di pubblica sicurezza.
"Ma è stato inutile ? spiega la volontaria ? perché la domenica non si
muove nessuno. Volevamo che fossero registrate da parte dell'Asl le condizioni
dei due cani per poter procedere d'ufficio al loro trasferimento al canile
comprensoriale perché evidentemente chi li aveva adottati non è in grado si
assicurare loro il mantenimento. Però occorrerà attendere. Intanto abbiamo
portato un po' di crocchette a quelle povere bestie e le abbiamo fatte bere.
Ora ci aspettiamo che il veterinario non dica che non ci sono gli estremi per
l'affido dei due animali al canile". La Lega per la dfiesa del coglie
l'occasione per chiedere maggiore collaborazione alle istituzioni. I volontari sono pronti ad intervenire per garantire la salute
degli amici a quattro zampe in ogni momento, ma spesso per risolvere questioni
pratiche e non compromettere il destino dei cani hanno bisogno del sostegno
delle autorità sanitarie che però, secondo i rappresentanti dell'associazione
sembra siano un po' troppo vincolati dalla burocrazia.
( da "Adige, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La
protesta "Noi anziani siamo tartassati dalla burocrazia" In
tanti, in questi giorni, telefonano alla redazione dell'Adige per commentare le
pagine con le dichiarazioni dei redditi. Qualcuno ci chiede come mai vengono
pubblicati i redditi solo di Trento e Rovereto, ma non di altri paesi (come
Mori, Ala e Folgaria). La risposta è semplice: per questi comuni, non sono state pubblicate
le liste in internet. Ma se il Garante della Privacy riterrà di sbloccarle,
senza dubbio l'Adige le pubblicherà. Fra i molti reclami, anche quello della
nostra abbonata Arnalda Tomasi, pensionata. "Come ogni anno, mi arriva una
richiesta di documentazione da parte dell'Enpdap, perchè ho una pensione di
reversibilità statale. Ma quello che io mi chiedo è se nell'epoca dei ocmputer,
non possono semplicemente collegarsi fra uffici e verificare?". La signora
Tomasi spiega che lei, come tanti altri pensionati, ha difficoltà a spostarsi:
"Mi tocca cercare qualcuno con la macchina e farmi portare, perché non
cammino più tanto bene. Inoltre, tutte queste richieste di presentarsi con le
carte generano traffico, e inquinamento. Mi sembra davvero impossibile - dice
la signora pensionata - che con il progresso non si riesca a trovare un metodo
che non ricada sulle spalle della gente, ed in particolare dei poveri
pensionati come me. I casi sono due: o i computer sbagliano, oppure... qualcuno
non li sa usare, perchè a tanti anziani come me arrivano ogni anno le richieste
di chiarimento. E basterebbe che andassero a vedere la dichiarazione dei
redditi che facciamo!". 06/05/2008.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-05-2008)
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PRIMO PIANO pag. 3
Il suolo pubblico della discordia Via alla crociata dei commercianti Multe a
chi espone la merce all'aperto, parte una raffica di ricorsi di MANRICO PARMA
ESPONI una bacheca con i prezzi del ristorante? Zacchete i vigili ubani ti
rifilano la multa. Metti in esposizione stand con abbigliamento? Ecco arrivarti
il verbale. L'utilizzo di spazi di suolo pubblico per richiamare l'attenzione
dei consumatori è uno dei tabù del commercio spezzino. Gli operatori lo
giudicano un divieto immotivato: frutto di un regolamento vecchio come il cucco
e lontano dalle nuove esigenze di città turistica. Ne sa qualcosa Massimiliano
Logli, titolare di uno degli esercizi storici dell'abbigliamento spezzino, in
via Fiume, fra piazza Garibaldi e piazza Saint Bon. Logli ha chiamato il numero
verde de "La Nazione" (pubblicato ancora qui a
fianco per la segnalazione di burocrazie assurde e pazze) segnalando gli
"errori" di cui si sente vittima: multe su multe inflitte dalla
polizia municipale per le maglie e le camicie messe in bella vista fuori dal
punto vendita. Alle quali ha fatto seguire altrettanti ricorsi alla Prefettura
e al Giudice di pace. Una battaglia la sua che sta montando in centro
dove il commercio (il primo settore economico) annaspa e chiede aiuti. Altri
colleghi lo stanno seguendo con spirito di crociata. Passano gli stranieri
diretti alla Cinque Terre, passano i visitatori, passano i crocieristi e
nessuno di loro ha la possibilità di vedere le merci esposte. Meno male che bar
e ristoranti hanno spazi per i dehors. Anche se i ristoratori take away (prendi
e porta via), senza bagno, non possono usufruire di un centimetro all'aperto.
Di più. "Dal 2003 ? ricorda Massimiliano Logli ? tutti gli assessori che
si sono alternati sulla poltrona del commercio hanno promesso e puntualmente
disatteso di mettere mano al nuovo regolamento sullo spazio pubblico. In questo
momento di difficoltà è importante per i consumatori ma anche per gli
imprenditori avere gli strumenti per affrontare il futuro e la giornata di
lavoro". Logli venne multato lo scorso anno per aver piazzato due tavolini
e uno stand sul marciapiede: 143 euro la sanzione. Spiega: "Prima sono
ricorso alla Prefettura, poi al Giudice di pace. Nessuno mi ha dato ragione. A
fine aprile i vigili urbani, applicando un regolamento colabrodo, mi hanno
multato ancora per due stand e un manichino sistemati all'esterno del negozio.
Ricomincerò la trafila dei ricorsi daccapo. E come me tanti altri colleghi
pizzicati. Non è possibile che la Sardegna e Palma di Maiorca, a proposito di
esempi di turismo, danno la possibilità di esporre all'aperto la merce e Spezia
no. Tanto più che in occasioni delle notti bianche e delle aperture serali il
Comune dà le deroghe. Noi facciamo commercio 365 giorni l'anno". Logli
naturalmente si batte per un regolamento che sia rispettoso del decoro, eviti
l'effetto giungla nelle esposizioni all'aperto e preveda una equa tassa.
Inoltre invita al dibattito e alla legalità. La prima iniziativa per dare la
possibilità a tutti di esprimere un parere, in vista di nuove regole. Nel
secondo caso la richiesta è di trattamento uguale per tutti prendendo a spunto
gli ambulanti stranieri che allineano le loro mercanzie abusivamente occupando
spazi pubblici.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Pd, i giovani chiedono il congresso "Nel partito servono voci
nuove" Mattioli: presidente dovrà essere un amministratore del Nord
Martina: "Subito svolta popolare e radicamento sul territorio"
Caputo: "Troppa burocrazia nel partito" Pd, basta con "il partito zombie".
Basta con "il macigno dei funzionari" e dei soliti noti. Ribolle, il
partito di Walter Veltroni. Il giovane segretario Maurizio Martina parla della
necessità di una "svolta popolare", dell'urgenza di una "messa a
terra" per chi si è scoperto un po' troppo elitario. E mentre la
battaglia per difendere palazzo Isimbardi è già all'orizzonte, e il tema delle
alleanze si fa rovente, Martina dovrà fare i conti con la disillusione più
pericolosa, quella dei suoi quadri più giovani. I trenta, quarantenni che si
sono impegnati nel nuovo partito e ora, come l'ex candidata alla Camera Maria
Emanuela Adinolfi, parlano di "una rivoluzione a metà, partita con grandi
speranze di apertura e che ora sembra tornata nelle segrete stanze". Di questo
e di altro ancora si parlerà questa sera a palazzo Isimbardi (ore 17.45), per
la prima volta forse dopo la sconfitta, in un incontro pubblico organizzato dal
vice presidente della provincia Alberto Mattioli a cui parteciperà Linda
Lanzillotta. E proprio Mattioli mette il dito nella piaga. Anzi, nelle piaghe:
"Rimane la separazione tra ex Ds ed ex Margherita, nel partito c'è un
diffuso scontento, tra dirigenti e base la distanza si allarga anche per colpa
dell'assenza di dibattito, l'organizzazione dei circoli è poco chiara, la
struttura del partito riesce a sembrare burocratica ed evanescente nello stesso
tempo ". E lancia una proposta: "Invece di inventarsi un partito del
Nord che non esiste, nominiamo presidente del partito nazionale uno degli amministratori
che hanno dimostrato di saper vincere anche al nord: da Penati, a Cacciari, a
Chiamparino a Cofferati la scelta non manca. Il radicamento non può che partire
dagli amministratori". Chi parla di "partito zombie " è un altro
giovane, Filippo Caputo, anche lui ex candidato: "Nel resto del mondo,
quando un partito perde le elezioni, cambia la sua classe dirigente. Da noi, la
classe dirigente cambia nome al partito ". Tutto ciò per dire che il Pd è
ancora dominato da "burocrazie onnipotenti che determinano gli esiti dei
congressi prima dei congressi e gli eletti prima delle elezioni. Un partito
democratico non può essere questo". Per Gabriele Messina, il giovane
coordinatore dei circoli milanesi, la risposta al malessere non può che essere
proprio "un congresso rapidamente convocato. E se non fosse possibile,
bisogna trovare il modo più aperto possibile per designare un responsabile
milanese e il suo gruppo dirigente, che rilanci con piena legittimità
l'iniziativa del Pd. Non è urgente, è urgentissimo ". Il rischio, per
Maria Emanuela Adinolfi è quello "di perdere tutte le energie nuove che
abbiamo visto in questi mesi, le tantissime persone che si erano fatte tentare
da questa esperienza. Dobbiamo parlare un'altra lingua: se torna tutto nelle
stanze di chissà chi, perderemo per sempre". Marco Cremonesi.
( da "Repubblica.it" del 06-05-2008)
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ACCADDE DODICI anni
fa. La ragazza, 18 anni o giù di lì, era di una straordinaria bellezza. Che non
era riuscita a sfigurare nemmeno il volo fatale dal piano alto di un palazzo
del centro di Milano. La polizia mortuaria l'aveva trasportata al Laboratorio
di anatomopatologia forense della dottoressa Cristina Cattaneo per scoprire che
da quel corpo senza vita tutto si poteva cavare tranne che indizi utili a
svelarne il nome. Peggio, che nessuno reclamava quel giovane corpo. La ragazza
rimase in una cella frigorifera per otto mesi. Fino a quando una studentessa di
patologia forense non ne riconobbe il profilo in una foto mostrata a "Chi
l'ha visto". La ragazza era di Roma. Aveva una famiglia da cui si era
allontanata pochi giorni prima di togliersi la vita. Quel giorno, la dottoressa
Cristina Cattaneo prese una decisione da cui non sarebbe più tornata indietro.
Il suo laboratorio ("Labanof"), unico in Italia, avrebbe cominciato a
mettere in rete (www. labanof. unimi. it) i volti dei cadaveri senza nome. Le
foto dei loro profili tumefatti, contorti nel dolore e nello stupore
dell'istante esatto dell'abbandono della vita. "Fu una scelta difficile -
dice oggi la Cattaneo - Ma necessaria. Dettata dalla disperazione di chi, come
me, proprio perché vive accanto ai morti, ha imparato a conoscere fino in fondo
il dolore dei vivi che non sanno e che cercano". Accadde a Milano. Accadde
ancora a Vinci, un paesino in provincia di Firenze. Era l'aprile del 2001 e
Bachisio Inzaina, classe 1922, lasciò la sua casa senza un biglietto, senza un
saluto. Tre mesi dopo, sull'arenile della tenuta presidenziale di san Rossore,
a pochi chilometri in linea d'aria da Vinci, militari della guardia di finanza
raccolsero il cadavere gonfio e saponificato di un vecchio. Per sette anni,
nessuno, a cominciare dalle figlie che lo avevano cercato ovunque, avrebbe
saputo che quell'uomo era il signor Inzaina. Nessuno avrebbe incrociato i dati
di una denuncia di scomparsa con il verbale di "giacenza" di una
camera mortuaria di provincia, in cui la presenza sul cadavere di una cicatrice
da intervento neurochirurgico pure offriva la chiave del mistero. Dice oggi il
prefetto Rino Monaco, dal luglio 2007 commissario straordinario del governo per
le persone scomparse: "La soluzione di quel caso è stato motivo di
orgoglio per la passione che ho scoperto in chi, donne e uomini, professionisti
e volontari, tra mille difficoltà, dedica la sua vita alla ricerca degli
scomparsi". La "disperazione" e la "passione". È il
perimetro che forse oggi definisce meglio, prima che uno stato d'animo, la
sostanza di un numero. Le 23.545 persone (italiani, stranieri, maggiorenni e
minorenni) che risultano scomparse al 31 gennaio di quest'anno. Un esercito di
fantasmi che si irrobustisce al ritmo di 8000 donne e uomini l'anno. Più o
meno, uno l'ora. Tutti li cercano. Ma nessuno li cerca davvero. O, meglio,
nessuno li cerca come li si potrebbe cercare. Soprattutto se si scompare
"normalmente". Senza che l'improvviso vuoto di chi non c'è più lasci
immaginare la trama nera di un delitto, di un sequestro. Di una violenza tra le
mura domestiche. Senza dunque un solo vagito della comunità cui si appartiene o
un sussulto delle cronache. Elisa Pozza Tasca, ex deputata della Margherita,
presiede da cinque anni l'associazione "Penelope", una onlus con sede
a Roma. Una delle poche porte, forse la sola insieme alla redazione di
"Chi l'ha visto?", cui bussare per chi cerca uno scomparso. Due
volontari. Lei e un tesoriere. Due telefoni cellulari. Il suo e quello del
marito. È una signora veneta, gentile e di temperamento. Che un giorno -
racconta - comprese, lavorando con successo al caso di Milena Bianchi,
cittadina del suo collegio elettorale, che, di lì in avanti, agli scomparsi
avrebbe dedicato tutte le energie della sua vita pubblica. Fino a convincere il
capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e il ministro dell'Interno, Giuliano
Amato, che uno Stato moderno ha tra i suoi doveri anche la cura di vite
improvvisamente messe tra parentesi, che la nascita di un commissario di
governo ad acta era un passo necessario. Dice la Tasca: "Ripeto spesso che
se non fosse per gli speleologi di molti scomparsi continueremmo a non sapere
nulla. Per troppo tempo è mancata anche soltanto un'attenzione al fenomeno. Un
esempio su tutti. In Parlamento, giace ormai da due legislature un disegno di
legge che prevede la creazione di una banca dati con il dna degli scomparsi, la
formazione di personale specializzato, un fondo di sostegno alle famiglie, il
riconoscimento di poteri di coordinamento tra il commissario di governo e le
province, i comuni, le prefetture, le questure, le Asl, gli obitori. Bene, non
si riesce a disincagliare questo disegno di legge dal suo limbo
parlamentare". Scomparso. O, quantomeno, "clandestino". Come del
resto viene da dire se ci si mette anche soltanto a cercare il Commissario di
governo. Gli uffici sono in via Santa Maria Maggiore, a Roma, nel quartiere
Esquilino. Un portoncino in legno scrostato, in un condominio fatiscente. Una
targa. Un citofono tra gli altri, con la scritta sbiadita "ministero
dell'Interno". Si percorre un ingresso buio, si attraversa un lucernaio e
si sbuca in tre stanze a piano terra, arredate di fresco. Il prefetto Rino
Monaco lavora con cinque collaboratori, quattro computer, una batteria di
telefoni, un normalissimo software Excel, un collegamento al centro
elaborazione dati del Viminale, l'archivio informatico che, dal 1974, raccoglie
i nomi di vittime e autori di reato. Di scomparsi volontari o asseritamente non
consenzienti. Una Babele dai miliardi di indizi che non distingue. Il prefetto
Monaco è un combattente e si è arrangiato con quel che ha. Il lavoro dei suoi
uffici grava su un capitolo di bilancio del ministero dove si è riusciti a
grattare qualche euro per bollette, stipendi, spese di missione e che fa capo al
"Dipartimento per le politiche del personale dell'Amministrazione civile e
per le risorse finanziarie e strumentali". Seduto dietro la sua scrivania,
Monaco compulsa numeri, incrocia dati, scorre griglie che, alla fine,
illuminano il guado in cui arranca la ricerca. Perché scomparire è anche un
diritto. E di fronte al diritto a far perdere traccia e memoria di sé, molto si
complica. "Lo scomparso - dice il prefetto - entra in una delle quattro
grandi famiglie in cui sono divisi gli ignoti. "Allontanamento
volontario"; "disturbo della psiche"; "vittima o autore di
reato"; "allontanamento per cause sconosciute". Di lì, in
avanti, chi cerca deve avere molta fortuna e sperare di incontrare la persona
giusta". Se poi lo scomparso è maggiorenne e non ha lasciato dietro di sé
gli obblighi di un padre o di una madre, di un marito o di una moglie, ha
diritto all'oblio. Se rintracciato, chi lo cerca avrà solo diritto a sapere che
è vivo. Solo se si diventa cronaca, si continua ad esistere anche da scomparsi.
E, normalmente, si diventa cronaca, se si è bambini. Perché solo allora la
soglia di tolleranza della comunità si ritiene lesa al punto da sollecitare la
mobilitazione. Le statistiche lo documentano. Dal 1983, il Paese non è riuscito
a venire a capo dei suoi minori svaniti nel nulla soltanto in tredici casi:
Mirella Gregori (15 anni, Roma 7 maggio 1983); Emanuela Orlandi (15 anni, Roma
22 giugno 1983); Santina Renda (6 anni, Palermo 23 marzo 1990); Pasqualino
Porfidia (8 anni, Marcianise 7 maggio 1990); Adriana Benedetta Roccia (2 anni e
mezzo, Cetraro, 10 giugno 1990); Mariano Farina (12 anni) e Salvatore Colletta
(12 anni, Casteldaccia, 31 marzo 1992); Simona Floridia (17 anni, Caltagirone,
16 settembre 1992); Angela Ponte (14 anni, Francoforte, provincia di Siracusa,
2 gennaio 1993); Domenico Nicitra (10 anni, Roma, 21 giugno 1993); Angela
Celentano (3 anni, Monte Faito, 10 agosto 1996); Denise Pipitone (4 anni,
Mazara del Vallo, 1 settembre 2004). "Per carità, anche a distanza di
vent'anni, non si rinuncia a cercare nessuno", dice Monaco, anche chi, e
sono sempre di più, il padre o la madre non li ha più e a 5 o 6 anni, ha deciso
di fuggire da un orfanotrofio. "Certo - aggiunge - è necessario riuscire a
farlo con metodo e risorse". La dottoressa Cattaneo ricorda ancora quando,
più di dieci anni fa, l'allora ministro dell'interno, Enzo Bianco, le mostrò
orgoglioso la sperimentazione di un nuovo software in grado di incrociare dati
antropometrici, genetici e investigativi. "Pensai davvero che fossimo a
una svolta. Poi, non se ne fece più nulla per mancanza di fondi". Si è
tornati alla carta. Nelle questure, negli obitori, nelle procure della
Repubblica, dove un fascicolo di decesso senza nome è fatto per scomparire
negli scartafacci dell'ordinaria amministrazione penale. Dove un magistrato, se
e quando ne avrà il tempo, deciderà ad un certo punto di mettere un frego su un
foglio con cui si autorizza "all'inumazione dell'ignoto". Soltanto a
Milano, ogni anno, un terzo dei cadaveri rimane senza identità. "Ne
abbiamo una ottantina - dice la Cattaneo - in gran parte inumati, perché non ci
sono più celle dove metterli. E, per altro, il nostro problema continua ad
essere quello di incrociare i dati. È una procedura delicata, che richiede
protocolli rigidi e soprattutto condivisi". Non va meglio nel resto del
Paese. Per quel che il commissario straordinario è riuscito sin qui ad
accertare - le risposte sono ancora parziali - i cadaveri privi di un nome e di
una storia sono 448, con punte nel Lazio (36), in Puglia (51) e, appunto, in
Lombardia (112). Molise, Umbria e Valle D'Aosta non hanno sin qui fornito un
solo dato, svelando come si possa scomparire, di fatto,
anche per mano di una burocrazia mortuaria che divide le proprie competenze tra comuni, asl,
ministero della ricerca scientifica. C'è infine un ultimo numero. 13 mila 898
(5.935 maggiorenni; 7.963 minori). Statisticamente significativo, socialmente
neppure percepito. Sono gli stranieri scomparsi in Italia. Per il 90 per
cento, extracomunitari. Loro, davvero, non li cerca nessuno. E questo sì è un
luogo buio. Dove è impossibile distinguere ciò che appare da ciò che è vero. In
cui fioriscono e si alimentano favole nere. Di indicibili tratte di piccoli rom
destinati ad appetiti pedofili o al commercio di organi. "Ringraziando
Iddio - dice il prefetto Monaco - non abbiamo un solo elemento che consenta di
dire che questo sia accaduto o stia accadendo. Ma se vogliamo sapere quali
storie nascondono davvero i numeri, dobbiamo anche decidere con che strumenti
farlo. E sono quelli che ho indicato in questi mesi, a incominciare dalla banca
dati e dall'introduzione di tecnologie già disponibili, come in altri
paesi". La "passione" e la "disperazione" da sole non
bastano. (6 maggio 2008.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-06 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Vincenzo Conso "Bisogna sconfiggere le idee
assistenzialiste" ROMA - "Lì dentro non ci si sente a casa propria
", dice della Fao Vincenzo Conso, il segretario generale
dell'International catholic rural association, una rete che unisce 62 organizzazioni
cattoliche rurali di quattro continenti per un totale di circa cinque milioni
di persone. In Italia, per avere un'idea, l'Icra ha tra le associate la
Coldiretti, la Fai-Cisl, il Movimento cristiano lavoratori, il Movimento
lavoratori dell'Azione cattolica. Crede anche lei, come il presidente del
Senegal Abdoulaye Wade, che "la Fao è uno spreco di danaro e va
abolita"? "Di sicuro ci sono degli sprechi, non funziona bene, è un
carrozzone. Però non bisogna abolirla". Perché? "Perché va
rivitalizzata, riportata all'idea originaria ". Quella del
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-05-06 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE "Giù il muro, liberateci le ville" Capri, i
villeggianti insorgono Rischio frane, il Comune impedisce l'accesso in via
Grotta delle Felci "Non ci consentono di tornare a casa, presenteremo un
esposto" I proprietari di una cinquantina di residenze contro il Comune:
ci impediscono di entrare in casa, misura assurdo CAPRI - "Pietro non si è
visto". "No, neanche Lorenzo, Leonardo e tutti i proprietari di Villa
Casa Mia e di via Grotta delle Felci. è strano, loro non mancano mai". In
piazzetta e giù da "Luigi" ai Faraglioni non si è parlato d'altro in
quanto il ponte del Primo maggio, che in pratica è il vernissage della bella
stagione caprese, ha registrato per la prima volta assenze significative nella
comunità dei vip fedelissimi dell'isola azzurra. Gli "assenti", tra
l'altro, abitano tutti tra la Grotta delle Felci e Marina Piccola, cioè nel
cuore della Capri cara agli ospiti illustri, un tempo prevalentemente russi e
tedeschi ora napoletani salvo qualche eccezione. Tutta colpa di un muro alto
due metri che spacca a metà il viale che porta alla Grotta delle Felci, uno dei
luoghi sacri della storia isolana perché - come documentò Ignazio Cerio
violando per primo il segreto millenario della roccia - nelle sue cavità sono
custodite testimonianze preziose e uniche dell'età del bronzo e del neolitico.
Lo sbarramento è stato posto, forse con un eccesso di disinvoltura municipale,
perché i tecnici temono che dal costone incombente sulle ville possano
staccarsi altre frane dopo che un masso, venuto giù nel giorno della vigilia di
Natale dell'anno scorso, schiacciò un'auto in sosta nel parcheggio del
condominio di "Villa Casa Mia", ex residenza San Pellegrino. Il
sindaco, Ciro Lembo, temendo il peggio all'avvio della bella stagione, ha preso
la decisione che ha mandato in bestia i proprietari: un bel muro e buonanotte
al secchio. Che, però, potrebbe investire anche lui e il suo collega
anacaprese, coinvolti in ugual misura in questo pateracchio perché il
territorio di via Grotta delle Felci è di competenza dell'isola di sotto mentre
il costone ricade nella giurisdizione di quella di sopra. Un bel botto,
insomma, perché nell'area "incriminata " sono state costruite negli
anni una cinquantina di dimore sospese tra la terra e i Faraglioni: una
trentina nella ex residenza San Pellegrino oggi "Casa Mia" e una
ventina in via Grotta delle Felci. Che ora sono diventate inaccessibili ai
proprietari per la reiterazione dell'ordinanza di sgombero firmata dal sindaco
Ciro Lembo su indicazione dell'ufficio tecnico. Il muro è stato alzato tra
mercoledì e giovedì, all'avvio del ponte, ma il sindaco, evidentemente, non ha
messo nel conto che il diktat avrebbe scatenato una sorta di rivoluzione. Ora
siamo in piena guerra e ne vedremo delle belle, perché a Capri è ben difficile
dare i sette giorni a cinquanta personaggi illustri e facoltosi e pensare che
loro se ne stiano buoni rinunciando al piacere della vacanza e agli obblighi
della mondanità. Tra i "colpiti" c'è il Gotha degli amici di Capri, una
baronessa che vive sei mesi a New York e gli altri sei mesi a Capri, un
cardiologo di chiara fama ed altri clinici illustri, imprenditori e industriali
del mattone che si sono offerti per eventuali lavori di messa in sicurezza
delle abitazioni minacciate. La situazione è precipitata in un amen: qualche
ora dopo la "comparsa " del muro i palazzi municipali di Capri e di
Anacapri - la responsabilità a Capri è sempre doppia nel senso che si spacca in
due ma è anche ambigua e difficile da afferrare - sono stati simbolicamente
posti sotto assedio dalle "vittime" che hanno molte ragioni dalla
loro parte. E le difenderanno con i denti perché, sostengono, "questo è un
esproprio in piena regola". Di questo stato d'animo si fa portavoce uno
dei proprietari che da sedici anni ha casa in via Grotta delle Felci e che
chiede di non essere citato: "Se non abbattono quella vergogna faremo un
esposto. Perché prendersela con noi e vietarci perfino di innaffiare le piante,
quando tutta l'isola frana? A Tragara, a Torre Saracena e in via Turina sono
accadute cose ben peggiori e più pregiudizievoli dal punto di vista della
sicurezza ma hanno fatto finta di non vedere. Con noi, al contrario, si sono
accaniti e io un sospetto ce l'ho, ma vorrei tenerlo per me". Lo
provochiamo: forse perché a Grotta delle Felci non abitano i capresi?
"Beh, potrebbe essere una ragione, ma nessuno te lo confermerà". I
proprietari temono un'altra "vendetta " della natura tradita ed
offesa: via Krupp è rimasta chiusa trentadue anni, cosa accadrà a Marina
Piccola? Per scongiurare questa jattura la burocrazia muncipale e gli avvocati sono
già al lavoro e un primo risultato è stato raggiunto ieri mattina perché i due
sindaci hanno convocato per venerdì una conferenza dei servizi con il proposito
di trovare un accordo o, almeno, di mettere una pezza in attesa di una
soluzione definitiva del problema della messa in sicurezza del costone.
Un lavoro impegnativo dal punto di vista tecnico ma anche molto oneroso perché
occorrono circa trenta milioni di euro. Alla riunione interverranno anche
tecnici della Provincia e della Regione ai quali compete la responsabilità dei
lavori. "Noi sappiamo che la Provincia i soldi ce li ha", dicono in
coro i proprietari che sono decisi a far valere i loro diritti. Senza fare barricate.
Carlo Franco Strada chiusa Il muro collocato alla fine di via Grotta delle
felci.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-06 - pag: 44 autore: Credito. Modiano,
direttore generale di Intesa Sanpaolo: "Hanno superato l'attacco dei Paesi
emergenti ma ora rischiano di nuovo" "Per le imprese inizia la fase due"
Il banchiere: in questo campionato servono buoni manager e dimensioni adeguate
di Orazio Carabini L' industria italiana è uscita da un periodo drammatico
della sua storia. E ne è uscita bene, recuperando in ampia misura le quote di
mercato perse dopo il 2001. Ma adesso non è tempo di sedersi sugli allori,c'è
una fase due da affrontare. Probabilmente difficile quanto la prima. Pietro
Modiano, direttore generale di Intesa Sanpaolo, è uomo di banca ma ha un'antica
passione,da economista, per l'economia reale. Così ha studiato a fondo le
modalità con cui il sistema produttivo italiano ha invertito la tendenza al
declino a cui sembrava essere irrimediabilmente destinato. "è
impressionante –dice Modiano – che lo scorso anno siamo stati il secondo
esportatore manifatturiero verso i mercati extraeuropei dopo la Germania.
L'Italia,come la Germania,ha resistito nell'industria mentre altri Paesi come
la Gran Bretagna, da tempo, e gli Stati Uniti, più recentemente, hanno perso
quote sui mercati mondiali. Alla fine hanno retto i Paesi che erano considerati
i più arretrati, vecchi anche nel modello di specializzazione: la Germania,
l'Italia e anche la Francia hanno passato sostanzialmente indenni la fase
dell'attacco alle loro esportazioni dai Paesi emergenti". Come questo sia
potuto accadere non è ancora stato chiarito. Per anni si è insistito sulle
dimensioni delle imprese italiane, troppo piccole per essere competitive. E
invece, abbastanza sorprendentemente, a un certo punto i risultati aggregati
hanno svelato un sistema al passo con il mondo. "è successo – osserva
Modiano – che un'industria composta da imprese molecolari ha fatto le stesse
cose contemporaneamente in tutti i settori e in tutte le aree del Paese. Le
imprese si sono liberate dalla morsa aumentando il valore medio unitario dalla
propria produzione. Quelle che non ci sono riuscite sono state espulse dal
mercato: 60mila l'anno per cinque anni hanno chiuso i battenti. Le quantità
crollavano, ma il valore dell'export teneva grazie a uno straordinario aumento
della qualità dei prodotti". Forse è presto per affermare che è nato un
nuovo modello ita-liano, basato come prima su imprese piccole, tradizionali e
spesso legate alle reti dei distretti, ma in grado di sostituire alla sua
capacità di rinnovare i processi produttivi una nuova propensione a sviluppare
prodotti di gamma elevata. "Tra il 1970 e il 2000 – spiega Modiano – i
produttori italiani di beni di consumo e di investimento hanno fatto uno sforzo
formidabile di razionalizzazione dei processi produttivi e di riduzione dei
costi unitari del lavoro. I prodotti erano secondari. Nel nuovo millennio
abbiamo fatto un vero salto di qualità nonostante le statistiche continuassero
a dirci che investiamo poco in ricerca e sviluppo: l'1% del Pil, meno della
metà di Germania e Francia. E, soprattutto, che sono le imprese a non investire
in ricerca: il 40% della spesa totale in Italia, contro il 52,5% in Francia e
il 67,6% in Germania. Invece, finalmente, abbiamo sviluppato nuove tecnologie
di prodotto, cambiando in cinque anni il nostro modello di sviluppo". Il
problema ora è consolidare questo modello perché, come dice il banchiere,
"sta cominciando il campionato successivo: non possiamo ulteriormente
godere del fatto che non c'è stato il declino e pensare che, se abbiamo vinto
la partita del declino manifatturiero, questo sia sufficiente. Un modello
basato sulle virtù della microeconomia e sul progresso incrementale della gamma
e della qualità dei prodotti ha un inizio e una fine. Non si può
indefinitamente aumentare i valori medi unitari". Comincia dunque la fase
due della ristrutturazione delle imprese italiane. "Una fase più difficile
– secondo Modiano – perché la prima si poteva gestire impresa per impresa,
mentre la seconda ha bisogno di azioni di sistema. Per esempio, le piccole
dimensioni possono rivelarsi più pericolose adesso che nella fase precedente
quando, con la globalizzazione, sono cadute le barriere all'entrata in Paesi
grandie lontani, e sono venute meno barriere tariffarie e non tariffarie. Oggi,
per esempio, con il dollaro debole spesso non conviene esportare ma comprare
aziende: negli Usa c'è un'opportunità straordinaria per chi ha bisogno di
tecnologie. Ma occorrono un buon management e dimensioni adeguate. Lo stesso
vale per la Cina: se voglio fare una joint venture mi servono i soldi. In
India, in Brasile, nell'Est europeo non basta andarci esportando". Il
rischio è dunque l'arretramento. E in una fase come l'attuale la macroeconomia
può es-sere d'aiuto: se l'export rallentasse, la politica economica dovrebbe
sostenere la domanda interna. "Rilanciare la domanda interna – spiega
Modiano –aumentando il reddito disponibile di chi ha un'alta propensione al
consumo, cioè i meno abbienti, non è di sinistra né di destra. è solo una buona
politica economica da attuare nel momento in cui la congiuntura nazionale
rischia di essere più debole di quanto non dovrebbe e le imprese vivono una
fase nuova della loro trasformazione". E quindi vanno sostenute, anche
sotto il profilo finanziario. "Certo – osserva Modiano – e il sistema lo
sta facendo.C'è il Mac (Mercato alternativo dei capitali), ci sono fondi di
investimento dedicati. E poi le banche, tanto criticate, hanno sostenuto le
imprese negli anni ritenuti difficili, trasformando il passivo da tutto a breve
a quasi tutto a medio. Non abbiamo mai smesso di dar credito, neanche ora che
la congiuntura sta peggiorando ". Per adesso, dunque, niente credit
crunch, anzi: i prestiti, per lo più a medio termine, continuano ad arrivare
abbondanti nelle casse delle imprese italiane. Visto in un'altra ottica vuol
dire che le imprese investono e non si sono fatte spaventare dalla fase due.
"è importante assecondare questa tendenza – commenta Modiano – per evitare
che si inneschi un circolo vizioso fatto di domanda interna debole e di esportazioni
stagnanti nel periodo più critico della ristrutturazione industriale". A
dar man forte può contribuire il piano Industria 2015 che il centro-sinistra
lascia in eredità al governo Berlusconi. "Oggi sappiamo – continua Modiano
– che il corpo del sistema industriale è sano e che vale la pena sostenerlo.
Quattro anni fa non ce n'era bisogno, sarebbe stato superfluo e poteva essere
inefficace. Adesso si può tornare alla politica industriale perché la
"resistenza della microeconomia" ce lo permette". è da salvare
quindi il progetto Industria 2015 del ministro Pier Luigi Bersani? Qualche
critica l'aveva ricevuta, soprattutto nel mondo
dell'accademia: troppa burocrazia, rischio di arbitrio nelle decisioni e di accesso alle
provvidenze riservato a una platea ristretta. Ma il progetto era piaciuto alle
imprese. "Se il nuovo Governo – commenta Modiano – deciderà di portarlo
avanti, le banche possono contribuire a migliorarlo. Quando lo Stato ha
stabilito a chi concedere i fondi, è meglio se poi affida al bancario il
compito di verificare chi li merita e chi non li merita. Le banche si sono
guadagnate sul campo questo ruolo, dimostrando di essere capaci di selezionare
le imprese in fasi difficili, e non solo di saper dare credito a breve con
garanzie personali. Inoltre, usando parte dei fondi come garanzie, possiamo
alzare il rating delle imprese e moltiplicare le risorse finanziarie a loro
disposizione". SCENARI DIVERSI "Con il dollaro debole grandi
opportunità negli Usa per chi ha bisogno di tecnologia In Cina, India, Brasile
e Est Europa non basta l'export" POLITICA INDUSTRIALE "Quattro anni
fa sarebbe stato superfluo, ma adesso vale la pena di sostenere il sistema. Le
banche possono contribuire a migliorarlo" EMBLEMA Al vertice. Il direttore
generale di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Scuola Quattro studenti su 10 con un debito. I capi
d'istituto: a settembre non riusciremo a fare le classi Corsi di recupero,
presidi in rivolta "Mancano fondi e ci sarà una pioggia di ricorsi. Il
sistema rischia di andare in tilt" Lezioni supplementari da metà giugno a
metà luglio. Il provveditore: "Verifica con i dirigenti degli istituti
superiori" Gli scettici: "Ci sarà una pioggia di ricorsi". Gli
"economi ": "Come li paghiamo i corsi di recupero? Abbiamo già
speso tutto". I depressi: "Questo sistema di recupero non serve a
nulla". I catastrofici: "A settembre, dopo le verifiche, non avremo
il tempo per fare le classi. L'avvio dell'anno scolastico è a rischio".
Sono di umore nero i presidi degli istituti superiori di Milano. Perché a un
mese dalla fine delle lezioni "il peggio deve ancora arrivare":
bisogna organizzare i nuovi esami a settembre. La previsione: il 40 per cento
per cento degli studenti di Milano avrà almeno un debito. Un po' meglio
rispetto al primo quadrimestre (70 per cento nei licei, oltre l'80 nei
professionali), ma le lacune vanno colmate. Ecco come: subito dopo gli scrutini
i ragazzi con debito dovranno seguire un corso di recupero da 15 ore. Periodo:
da metà giugno a metà luglio (ma al Vittorio Veneto si arriva quasi ai primi di
agosto). Poi dovranno saldarlo con una verifica ai primi di settembre. Chi non
passa ripete. Primo problema: molti docenti, a luglio, saranno impegnati con la
maturità, dunque i presidi dovranno ricorrere a supplenti esterni. Quindi i
costi: le lezione di recupero costano 50 euro lordi l'una "ma alcuni
istituti hanno già speso tutto il denaro a disposizione ", fanno sapere
dal provveditorato. E allora? "Non c'è scampo: promossi o bocciati ".
Un caso limite, ma neanche i licei del centro navigano in ottime acque.
"Noi abbiamo cercato di risparmiare - fa sapere Innocente Pessina, a capo
del Berchet - ma il nodo è un altro: questo sistema di recupero non funziona.
Se le verifiche si fanno i primi giorni di settembre, se si comunicano promossi
e bocciati dopo un'altra settimana, io sono costretto a comunicare l'organico
delle classi solo a metà mese. Questo vuol dire iniziare le lezioni nel
caos". Troppa burocrazia, troppi paradossi (domanda di una prof: "Se faccio 9 ore di
latino e greco alla settimana, a cosa serve un corso di 15?"). Pessina
conclude: "Forse era meglio avere tutta l'estate per studiare ". La
pensa così anche Michele D'Elia del Vittorio Veneto: "Sistema troppo pasticciato:
aveva più senso ripristinare i vecchi esami. In più saremo travolti dai
ricorsi". Clara Magistrelli del Caterina da Siena: "è stata una
soluzione più di facciata che di sostanza. Non si recuperano così le lacune
". Roberto Proietto del Bottoni: "In una scuola che al primo anno di
superiori boccia il 38 per cento degli studenti non c'era bisogno di maggiore
severità, ma di un nuovo metodo". La proposta al nuovo governo:
"Mettiamoci tutti attorno a un tavolo e ragioniamo insieme per il bene
degli studenti". Una nota positiva però c'è: "Finalmente i ragazzi si
sono si sono messi a studiare". Lo dice Loredana di Lecce, vicepreside
dell'Allende, lo conferma Paola Tieri, dirigente del provveditorato: "Pare
che abbiano capito l'antifona". Anche se sono in tanti a prevedere
un'impennata di bocciature. Antonio Lupacchino, il provveditore, resta comunque
sereno: "I capi di istituto hanno fatto un grande lavoro. Problemi? A fine
maggio faremo un'ulteriore verifica". Sui banchi Gli studenti di un liceo
di Milano Annachiara Sacchi.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-06 num: - pag: 37
categoria: BREVI Interventi e Repliche Il diritto a inserire le schede nelle
urne A proposito della lettera "Imbucare le schede al seggio
elettorale" ( Corriere, 5 maggio) faccio presente che è compito del
presidente di seggio inserire le schede nell'urna ai sensi dell'articolo 50,
terzo comma del testo unico 361 del 1957. Il motivo è molto semplice: il
presidente di seggio deve verificare l'integrità della scheda consegnata e che la
stessa non sia stata sostituita. Di certo non c'è la
vecchia diffidenza della burocrazia italiana per l'uso che i cittadini potrebbero fare della loro
libertà. A ogni consultazione elettorale capita che ci siano elettori che
vorrebbero inserire la scheda dentro l'urna in quanto sono convinti di essere
nel giusto, dato che hanno visto foto e servizi in tv di vip che pongono la
propria scheda nell'urna. Il fatto che poi l'autrice della lettera abbia
voluto fare verbalizzare il suo disappunto, è stato un suo diritto, ma ha fatto
perdere tempo ai membri dell'Ufficio elettorale, che sono considerati Pubblici
Ufficiali (articolo 50, terzo comma del testo unico 361 del 1957). Il loro
compito è quello di far svolgere le elezioni nel pieno rispetto delle leggi e dei
regolamenti e non quello di assecondare qualche elettore capriccioso. Walter
Maccari, Udine Fiorucci: l'attività nel settore dei salumi Si fa riferimento
all'articolo apparso il 27 aprile u.s. intitolato "Coop e Fiorucci
trattano sul polo dei salumi", per precisare che Fiorucci riceve
continuamente manifestazioni di interesse da parte di primari Gruppi nazionali
e internazionali. Ciò non implica necessariamente che si aprano delle
trattative finalizzate ad un'operazione di acquisizione/cessione. In quest'ottica
smentiamo che ci siano attualmente negoziazioni con il Gruppo Gsi, in ordine a
un'ipotizzata cessione delle nostre attività. Ribadiamo, di converso, che è
nostro obiettivo continuare a perseguire il progetto di costruire un polo
aggregante nel mercato dei salumi nel quale il Gruppo Fiorucci abbia un ruolo
guida. Stefano Biamonti Consigliere di Amministrazione Cesare Fiorucci S.p.A.
L'intervista a Mogol Mi riconosco nel testo ma non nel titolo dell'intervista
pubblicata dal Corriere della Sera il 21 aprile. Non ho mai detto, e non penso,
"sinistra addio, non farai più danni". Mogol I parlamentari e il
cumulo delle cariche Convengo col lettore ( Corriere, 25 aprile) che sostiene
l'opportunità di applicare ai nostri parlamentari la disposizione dell'Europarlamento
che vieta il nepotismo tra i collaboratori degli eurodeputati. Non
dimentichiamo però una situazione ancora più grave che riguarda alcuni nostri
eurodeputati: il cumulo delle cariche. In Italia abbiamo eurodeputati che sono
contemporaneamente consiglieri comunali di città importanti e anche deputati o
senatori. Si vede che hanno il dono dell'ubiquità come S. Antonio! Bruno
Mardegan, Milano Lo stemma dell'Hellas Verona Nel grafico sui gruppi ultrà di
destra pubblicato sul Corriere di ieri a pagina 3 è stato utilizzato
erroneamente lo stemma del Chievo Verona anziché quello dell'Hellas Verona. Ce
ne scusiamo con la società di calcio e con i lettori. Il nuovo libro di Pietro
Ichino Sul Corriere di ieri, nella pagina delle recensioni, è apparso un dato
errato relativo al prezzo del libro di Pietro Ichino “Il diritto del lavoro
nell'Italia repubblicana” (Giuffrè). Il volume costa 45 euro e non 65. Ci
scusiamo con gli interessati e con i lettori.
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di LAURA PESINO
Torna a riunirsi dopo quasi un anno di inattività la commissione avvocatura,
espropri e contenziosi del Comune. E sul tavolo di discussione, compaiono, del
tutto impreviste per gli stessi commissari, una lunga serie di spiacevoli
novità. Parliamo di progetti in cantiere, presentati e annunciati quasi come
fossero a un passo dall'essere realizzati e che ora si scoprono invece
imbrigliati nelle maglie della burocrazia. Parliamo, appunto, del sito dismesso dell'ex Svar, della metro
e perfino di parchi progettati per riqualificare interi quartieri in balia del
degrado e poi, inspiegabilmente, caduti nel dimenticatoio. Così la commissione
prende atto, con qualche malumore della stessa maggioranza, di una serie di
impedimenti che bloccano anche le opere che sembravano prossime alla
realizzazione. Primo punto: ex Svar, il buco nero della città a due
passi dal centro da trasformare in un bel quartiere residenziale, completo di
servizi, aree verdi ed edilizia agevolata. Qui i dirigenti dell'amministrazione
spiegano che si attende solo l'avvio delle procedure di esproprio, tutte in
carico a imprese private e cooperative che dovranno realizzare i nuovi
immobili. Peccato che a bloccare di nuovo l'iter ci sia un disavanzo di tre
milioni e mezzo di euro sulla valutazione del terreno. La perizia del Comune parla
di 11 milioni di euro, quella privata di sette milioni e mezzo. E visto che gli
imprenditori non sembrano intenzionati ad acquistare a prezzo di mercato
un'area da destinare a edilizia agevolata, il risultato è che il progetto resta
fermo in attesa di un accordo. Poco lontano dall'ex Svar, il quartiere R5,
Mulino piattella e Torre La Felce. Qui la commissione urbanistica aveva
approvato, con il voto a favore anche dell'opposizione, una rimodulazione del
piano, una volta tanto senza aumenti di volumetrie e speculazioni.
L'approvazione della variante e' tuttora all'ordine del giorno del consiglio
comunale odierno, ma i dirigenti avvertono ancora: l'approvazione sarebbe un
atto illegittimo, perché i tempi per la presentazione delle osservazioni non
sono scaduti. E le sorprese non mancano anche sul fronte della metro.
Modificato di nuovo il tracciato tra via Epitaffio e corso Matteotti, i 180
espropri da realizzare si bloccano per consentire le correzioni al progetto.
"Da oltre un anno si annuncia l'apertura imminente dei cantieri - denuncia
il consigliere Pd Fabrizio Mattioli - evidentemente non è la verità e ci
vorranno come minimo altri anni. Qui si annunciano opere pubbliche come già
fatte e in realtà non cambia mai nulla". L'elenco procede poi con un altro
annuncio di tutta attualità, su cui puntano il dito i consiglieri di
circoscrizione del Pd. E' l'addio al ponte di Pantanaccio e al Parco lineare,
idealmente destinati a riqualificare il canale delle Acque medie e il relativo
seguito di baraccopoli. Succede invece che, dopo aver speso soldi per
progettazioni di ogni sorta, per inerzia dell'amministrazione, i dirigenti
ammettano di essere in attesa che il consiglio comunale deliberi, testualmente,
il "sopraggiunto mancato interesse alla realizzazione dell'opera".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
MONDO E MERCATI data: 2008-05-06 - pag: 28 autore: Qui la Cina non è un rebus Le aree occidentali più competitive grazie alla burocrazia più snella Micaela Cappellini
Per chi ha scelto di fare affari in Cina, le province centrali di Chongqing e
di Chengdu possono non suonare familiari, a differenza di Shanghai o di
Guangzhou. Eppure, è il caso di segnarsi questi nomi: sono quelli delle aree
che stanno correndo di più nel semplificare il clima di business, con
l'obiettivo di attirare su di sè i nuovi investimenti. La frontiera
occidentale, insomma, si è già messa in moto: a sostenerlo, è il rapporto
"Doing business in China 2008", della Banca mondiale, in
collaborazione con la cinese Social Sciences Academic press. Sotto analisi sono
state messe 26 province cinesi e il loro grado di apertura al business, dai
giorni che occorrono per aprire una nuova attività ai costi di registrazione di
una proprietà, fino al tempo necessario per dirimere una controversia legale.
Il risultato? Da una parte, è una conferma che le aree costiere della Cina,
quelle dove da subito si sono concentrati gli investimenti esteri, continuano a
rimanere competitive e a innovare nel senso della semplificazione delle
procedure. Dall'altra, però, è un insieme di segnali positivi che cominciano ad
arrivare dalle province più interne, che possono così offrire, accanto ai costi
del lavoro ancora bassi rispetto all'area costiera, anche regole più efficaci
per chi apre qui bottega. In generale, negli ultimi due anni, le autorità delle
province cinesi, che godono di una certa discrezionalità nell'implementazione
politica, hanno attuato un totale di 53 riforme per semplificare il business. E
proprio Chongqing è in cima alla lista delle più attive, per di più portandosi
a casa un record: è la provincia cinese dove ci vogliono meno giorni per
registrare la proprietà, soltanto 28. Persino nella modernissima Shanghai ce ne
vuole uno in più, mentre a Pechino ne occorrono addirittura 59. Le differenze a
livello regionale, comunque, sono notevoli. A Shanghai registrare una proprietà
richiede solo 4 passaggi procedurali, gli stessi che servono in Canada, mentre
in alcune aree ne occorrono addirittura 12. Nel Guangzhou bastano 28 giorni per
avviare una società a responsabilità limitata, mentre nell'Yinchuan ce ne
vogliono 55. Aprire un'attività a Shanghai costa l'equivalente del 3,1% del Pil
pro capite annuo: nell'altrettanto evoluta e commerciale Najing, bisogna
stanziare il 5,8 per cento. Risolvere una disputa commerciale richiede 230
giorni nelle città costiere del Sud e 363 nelle province del Nord-Est. In ogni
caso, sempre meglio di quanto è successo nell'Hubei,dove a un'azienda ci sono
voluti dieci anni per ottenere l'esecuzione di quanto stabilito dal giudice,
per poi portare a casa meno del 10% della cifra stabilita dal reclamo. Anche le
città più avanzate, però, sono lontane dai record dei Paesi più liberali. Ad
Hangzhou ci vogliono 30 giorni e 12 pratiche burocratiche per aprire
un'attività economica: il record, in Cina. Peccato che a Hong Kong di giorni ce
ne vogliano solo 11, e di pratiche ne bastino 5. www.doingbusiness.org Per
scaricare gratuitamente lo studio LA CLASSIFICA Shanghai e Guangzhou restano
fra le più innovative del Paese, ma avanzano le province meno note di Chongqing
e Chengdu.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
O e, se la sua
mission non fosse compiuta, farebbero venire l'orticaria a Michele Russo, guru
dell'immagine del D'Alfonso due, tutto grisaglie e completi blu. Ogni debutto
ha il suo pedaggio e quello che il sindaco riconfermato paga stavolta è
un'immagine non propriamente giovane e dinamica. Nella giunta bis dominano
teste bianche, tinture e riporti, gli over 60 sono tre, due soltanto i
trentenni contando anche i quasi quaranta della bionda assessora socialista
Simona Di Carlo. Ma sono tutti fortemente legittimati dal voto popolare, come
D'Alfonso ha cura di precisare, tranne la suddetta socialista per mancanza di
sufficienti elette nella quota rosa. C'è solo un vice, per ora, il collaudato
Camillo D'Angelo. Di deleghe si parlerà più avanti, secondo l'antica prassi
democristiana dei passi felpati, utili a digerire umori e malumori. Comunque,
questo è il team e a questa squadra il sindaco affida un impegnativo panettone
di problemi. La seconda stagione del centrosinistra di governo punterà ai temi
nobili dello sviluppo cittadino: dal'area di risulta, nodo ereditato dal primo
mandato, alla risollevazione dell'ospedale, al rilancio dei trasporti sull'asse
Pescara-Roma: "Non ho paura di dialogare con un sindaco di centrodestra
come Gianni Alemanno - annuncia D'Alfonso -. Non credo che l'omogeneità
politica sia l'unica condizione di dialogo tra amministratori. Faremo patti
anche con il diavolo per risolvere i nostri ritardi sul tema delle
infrastrutture. Quando penso ai collegamenti Roma-Pescara penso in primo luogo
al ferro. E' una sfida impegnativa, che le due amministrazioni dovranno
affrontare insieme, contando sull'appoggio di molte e
decisive burocrazie statali. I quindici milioni per la copertura del teatro
d'Annunzio sono arrivati da un grande amico della nostra città come l'ingegnere
Balducci. Pino De Domincis, poi, ricorda benissimo che i più generosi
finanziamenti statali per le strade della nostra provincia arrivarono da un
governo politicamente ermafrodita come il gabinetto Dini". Le punte
supplementari che D'Alfonso conta di mettere in campo, per finanziare gli
argomenti forti del programma, sono poi i parlamentari dell'area di
maggioranza, Vittoria D'Incecco e Carlo Costantini, e un big del Partito
democratico come Donato Di Matteo, al quale è stato caldamente augurato un
futuro da assessore regionale per essere più utile alla causa pescarese. Porte
aperte anche alla collaborazione leale di un influente senatore del Pdl come
Andrea Pastore e in linea più generale a tutti i consiglieri di opposizione. Con
i quali D'Alfonso punta ad con confronto "più europeo e meno
ginnico". Lo spettacolo comincia.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di BENEDETTO
MARINANGELI SAN BENEDETTO "Nonostante tutto ciò che è accaduto ci siamo
salvati". Il presidente della Samb Giovanni Tormenti analizza così la
stagione rossoblù. "Ci aspettavamo qualcosa in più -aggiunge- ma siamo
partiti veramente male. Però siamo riusciti a mantenere la categoria e quando
si riesce a raggiungere un obiettivo del genere il bilancio finale è sempre
positivo". Questa salvezza è targata Tormenti poichè la Samb è una società
modello per la serie C. "Non sta a me giudicare, ma il bilancio economico
deve essere sempre tenuto in grande considerazione. Possiamo ripartire con un
organico di circa quindici calciatori, abbiamo un settore giovanile in forte
crescita ed una buona organizzazione societaria. Ci sono, quindi tutti i
presupposti per continuare a fare bene". Per la prossima stagione si punta
in alto? "Ci prendiamo una settimana di riflessione e dal 15 maggio
inizieremo a muoverci. Ma tutto è legato al problema relativo alla messa a
norma del Riviera. Sono molto preoccupato perchè si va avanti con il
condizionale. Non è che non mi fido del Comune ma sono i
tempi della burocrazia a
farmi paura. Non possiamo arrivare a giugno senza avere delle certezze".
La questione stadio potrebbe inficiare i programmi futuri? "Faremo tutto
in base a ciò che ci potremo permettere e non promettiamo mare e monti. Per
mesi siamo stati presi in giro, dicendoci che ci siamo messi i soldi in tasca.
Ed invece ne abbiamo tirati fuori e tanti. Siamo da soli a gestire la società e
dobbiamo ringraziare i tantissimi sponsor che ci hanno dato una mano in questa
stagione. Se c'è qualcuno più bravo di noi si faccia avanti e prenda la Samb.
Il calcio è un bene della città e si fa con l'apporto di tutti, soprattutto
dell'amministrazione comunale". Ci potrebbero essere nuovi ingressi in
società? "Siamo aperti a qualsiasi cosa. Se c'è qualcuno che ha le
potenzialità economiche per gestire la Samb si faccia avanti e ne discuteremo.
I programmi si faranno in base a ciò che potremmo permetterci anche se siamo
noi i primi a pensare in grande e che la città merita qualcosa di più. Sono
dispiaciuto del fatto che siamo stati accusati anche di raccontare favole ma
anch'io credevo che questa squadra potesse fare meglio". Presidente, quale
sarà il futuro di Nucifora e Ugolotti? "Per quanto riguarda il diesse
manca solo l'ufficializzazione poichè la famiglia Tormenti è intenzionata a
confermare Nucifora. Ugolotti ha un altro anno di contratto e tra noi c'è
profonda stima. Dovrà rapportarsi con il direttore sportivo ed in base al
programma si deciderà. Se tutto sarà ok sarei felice come una pasqua perchè
avrei già allenatore e diesse".
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ce ne fosse, con
l'istituto Braga nei confronti del quale lancia una serie di dure accuse.
"Intendiamo stigmatizzare la linea adottata del Braga - scrivono i
musicisti Enrico Melozzi, Mauro Baiocco, Toni Fidanza e Marco Di Natale-. Gli
ultimi comunicati stampa dimostrano che le difficoltà sono grosse, che la
politica ha iniziato a valutare seriamente il peso culturale che realmente
ricopre il Braga sul nostro territorio e a ricambiarlo di conseguenza con
finanziamenti che, a nostro parere, rimangono fin troppo esosi rispetto
all'effettivo operato del Braga. Se la Regione non elargisce ulteriori fondi è
perchè a livello regionale il Braga ottiene riscontri tutt'altro che positivi. E questo dato lo possiamo testimoniare personalmente, avendo chi
firma frequentato tutti gli istituti musicali abruzzesi. Abbiamo avuto modo di
approfondire cosa si pensa realmente del nostro istituto a livello
regionale". Secondo "Nuove armonie" negli anni il nome del Braga
si sarebbe trasformato "da simbolo di musica a orpello di burocrazia".
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina UNA
GIUSTIZIA SENZA COLPEVOLI OMAR MONESTIER Il susseguirsi di dichiarazioni
formali tra Uffici giudiziari padovani e veneziani, per stabilire di chi è la
colpa della scarcerazione del giovane marocchino accusato di violenza sessuale,
è umiliante. Annulla il nostro bisogno di cittadini-utenti di credere nel
sistema giustizia, e ci rende impotenti, attoniti. Siamo in
balia del caso, delle burocrazie? Bastano una dimenticanza, una pigrizia, un
uomo, dunque? No. Voglio continuare a sperare che la giustizia veneta sia un
sistema fatto di regole e non un percorso a ostacoli, all'interno del quale
basta un accidente per far saltar fuori inefficienze, rigidità, disfunzioni.
Fra dichiarazioni e titoli di giornale è diventato difficile capire che cosa è
successo, e i nostri magistrati non ci stanno aiutando. Sarebbe bastata una
conferenza stampa per dire: "Abbiamo sbagliato. Scusate,
provvederemo". Come si fa adesso a raccapezzarsi? Una nota ufficiale
ripercorre l'itinerario del fascicolo, e invita i giornali a non attribuire
colpe specifiche a nessuno degli uffici coinvolti. Dunque non è colpa di
nessuno? SEGUE A PAGINA 15.
( da "Centro, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'associazione
"Nuove armonie" critica Castagna "L'istituto Braga sconta una
gestione miope" Vengono sollecitate ancora le dimissioni del direttore
TERAMO. Duro attacco di "Nuove armonie" alla gestione dell'istituto
"Braga". L'associazione rileva le difficoltà che sta incontrando
l'istituto segno che "la politica ha iniziato a valutare seriamente il
peso culturale che realmente ricopre il Braga sul nostro territorio e a
ricambiarlo di conseguenza con finanziamenti che, a nostro parere, rimangono
fin troppo esosi rispetto all'effettivo operato del Braga". Secondo Enrico
Melozzi, Mauro Baiocco, Toni Fidanza e Marco Di Natale "se la Regione non
elargisce ulteriori fondi è perchè a livello regionale il Braga ottiene
riscontri tutt'altro che positivi. E questo dato lo possiamo testimoniare
personalmente, avendo frequentato tutti gli istituti musicali abruzzesi.
Abbiamo avuto modo di approfondire cosa si pensa realmente del nostro istituto
a livello regionale. E dello stesso avviso sono molti tra gli studenti e i
musicisti iscritti al Braga". I fondatori di "Nuove Armonie",
che a meno di un anno dalla sua fondazione conta 295 iscritti, non chiedono
fondi per il Braga. Anzi, chiedono al direttore Antonio Castagna alcuni
chiarimenti. "E' vero", scrivono in una nota, "che moltissime
persone sono accorse al Braga a frequentare i corsi di secondo livello sperando
di poter utilizzare il titolo non a scopo musicale ma per esempio per entrare a
lavorare alle poste? E' vero che l'età media di questi iscritti è molto, molto
alta e che di studenti in età universitaria ce ne sono ben pochi? E' vero che
questo titolo non è riconosciuto dagli enti pubblici per partecipare ai
concorsi? E' vero che ci sono dubbi sulla spendibilità del titolo? E' vero che
circa il 90% dei "laureati" al Braga ha riportato la votazione di 110
e lode? E' vero che c'è addirittura chi si è laureato presentando una tesi
manifestamente ripresa da un noto giornale specializzato, tanto da scatenare
proteste del legittimo autore, riportando comunque la valutazione di 110 e
lode?". L'associazione parla anche di "gestione miope" e del
fatto che l'istuto musicale Braga si sia "trasformato
da simbolo di musica a orpello di burocrazia". "Nuove armonie" ricorda infine nel suo
comunicato che "la risposta al nostro intervento all'assemblea pubblica
indetta dallo stesso Braga, nel quale chiedemmo con forza le dimissioni del
direttore Castagna: ci è stato detto che non siamo noi a poter proporre certe
idee. E chi dovrebbe farlo? Chi da questa politica trae benefici? O chi
si rende conto che simili modi di fare rappresentano un danno per l'intera
comunità teramana, per il nome di Teramo, per l'immagine della nostra città,
che in molti (ma deboli) stanno cercando di portare in alto, e in pochi (ma
forti) riescono a tenere ancorata al fondo di una palude che si chiama ignoranza".
( da "Giornale di Monza" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
NEL PAESE DEL 'SIGNOR
LAMPRE' FESTEGGIA SESSANT'ANNI IL VELOCE CLUB DALL'OSTERIA DELLO 'ZIO BUGIN'
UNA LUNGA AVVENTURA SU DUE RUOTE richiedi la foto dal 1946 la società fondato
dalla "zio bugin" richiedi la foto Bernareggio - Erano tempi in cui
il tifo ciclistico si divideva tra Learco Guerra e Alfredo Binda. "Qui
quasi tutti tifavano per Binda, ma mio padre era bastian contrario.". E
così gli fu messo nome Learco. Un nome che oggi il fruttivendolo di via Leoni
porta con orgoglio e che racconta la sua passione per le due ruote. "Anche
se confessa io il ciclismo preferisco guardarlo e quand'ero giovane giocavo a
calcio". Non male per il vicepresidente della società ciclistica di casa,
il Veloce Club, oltre che nipote del fondatore. Lo incontriamo nella storica bottega
di famiglia, aperta dal nonno nel 1898. Tra una cassetta di arance da spostare
e una cliente da servire, Learco Perego racconta un'avventura iniziata 60 anni
fa, quando non c'era la tv e per seguire il Giro si andava in piazza, sotto la
finestra di un generoso cittadino che metteva a disposizione la radio. "Fu
lo zio Bugin (al secolo Ambrogio Colnaghi) a fondare il club. Nel 1946 lui ed
altri appassionati di ciclismo si ritrovarono nell'osteria dello zio tra via
Cavour e via Garibaldi, dove oggi c'è una macelleria. Insieme diedero vita al
Veloce Club, con presidente Angelo Pozzoni. Fu una delle prime società d'Italia
iscritte all'Uci. Io ero solo un ragazzino, ma nel '56 subentrai come
vicepresidente". Fin da allora il club s'impegnò a organizzare gare ciclistiche
per valorizzare giovani campioni e diede vita a una squadra che oggi non c'è
più: "Abbiamo avuto dei bei corridori, tra cui un campione d'Italia della
categoria Giovanissimi. Oggi non facciamo più attività agonistica, ma
organizziamo ancora, la terza domenica di settembre, una gara per dilettanti di
prima categoria che è la più bella di tutte e che dal 1991 si chiama
"Trofeo Lampre"". Bernareggese guarda caso - è infatti Mario
Galbusera, cugino di Perego e patron della squadra professionista vincitrice di
due Giri d'Italia: "Ogni anno questa gara richiama migliaia di persone,
comprese le televisioni locali prosegue il vicepresidente E' il nostro
gioiello... Abbiamo portato qui dei ciclisti che poi sono diventati
professionisti, come Gianni Bugno. Partecipano in tanti perché sperano di
trovare un posto nella Lampre. E viene sempre a trovarci Giuseppe Saronni, team
manager della società". Sessant'anni dopo, insomma, il trofeo contribuisce
a tener viva quella passione che animò i fondatori del club: "Certo oggi
il calcio è più popolare, ma il problema vero è il coinvolgimento dei giovani
commenta Perego Mancano forze nuove e solo per organizzare il Trofeo Lampre
servono quaranta persone". Se poi si aggiungono i
balzelli della burocrazia.
"La verità è che le corse diminuiscono ogni anno per i troppi veti e i
problemi del traffico. Noi abbiamo abbiamo un percorso e ci guardiamo bene dal
cambiarlo. Ma dalla nuova Provincia ci aspettiamo qualche intoppo in meno e
qualche aiuto. Non certo sotto l'aspetto economico, perché per quello
per fortuna abbiamo lo sponsor, ma piuttosto a livello logistico, e soprattutto
di sensibilità". Articolo pubblicato il 06/05/08.
( da "Manifesto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non toccare il
latifondo: c'è la terra dietro l'"autonomia" dei più ricchi Riforma
agraria Le leggi di Morales ridisegnano le zone fertili ma l'oligarchia non
cede. A partire dal capo Marinkovic Serena Corsi Santa Cruz L'anomala
distribuzione della terra in Bolivia è la causa profonda della condizione di
privilegio di Santa Cruz. Che nessuno metta mano a questa anomalia è stato l'obiettivo
vero del referendum autonomista di domenica. La riforma agraria del governo
nazionalista di Paz Estenssoro nel 1953 si occupò di parcellizzare e
distribuire solo la terra delle province dell'altipiano, densamente popolate da
indigeni quechua e aymara, mentre l'oriente era abitato quasi solo da tribù
dell'etnia tupi-guaranì e da qualche colonia mennonita. Così il problema delle
terre nell'oriente boliviano è stato sottovalutato finché sono rimaste deserte
e il loro valore trascurabile. I primi certificati di proprietà furono
assegnati - in modo clientelare - solo durante i governi militari, in
particolare quello del generale Hugo Banzer (1971-1978) che era di Santa Cruz e
in questo modo si sdebitò con i clan e le logge che avevano appoggiato il suo
golpe. Oltre a concedere migliaia di ettari di terra coltivabile, lo Stato
contribuì a impiantare nella "mezzaluna" orientale del paese un
capitalismo agricolo - opposto alla frazionata conduzione familiare
dell'altipiano - erogando crediti (fra il e il 1960 e il 1983 la provincia di
Santa Cruz, che oggi reclama autonomia dalla zavorra del "centralismo
andinista", assorbiva da sola il 45% del totale dei contributi statali
all'agricoltura) e costruendo le strade e le ferrovie necessarie al trasporto e
all'esportazione in Brasile e Argentina. Con la scoperta, alla fine degli anni
'70, dei giacimenti gassiferi nel dipartimento contiguo di Tarija, di cui Santa
Cruz divenne il centro di lavorazione industriale e di servizi, e più tardi col
boom della soia, Santa Cruz (spinta anche dal lucroso business del
narco-traffico) si trasformò rapidamente da una cittadina di 50mila anime
alla metropoli con più di un milione di abitanti dei giorni nostri. Ma ormai i
giochi fondiari erano fatti, configurando due Bolivie: quella delle centinaia
di migliaia di indigeni che insieme possiedono il 56% delle terre
(nell'altipiano) e quella delle poche centinaia di latifondisti privilegiati
dalla dittatura, un 2% della popolazione che però detiene il 30% del totale
della terra coltivabile. E i cui baroni si sono succeduti fino al 2005 alla
presidenza dell'Incra (l'Istituto nazionale per la riforma agraria, che ha
avuto sempre e solo presidenti cruceños fino al 2004) scongiurando il pericolo
che qualche funzionario zelante trovasse da ridire sull'improduttività delle
loro terre e sul modo in cui le avevano ottenute. La situazione è cambiata,
almeno sulla carta, nel giugno 2006, con la nuova Ley de tierras promulgata da
Morales. La "Riconduzione comunitaria della riforma agraria",
criticata da alcuni settori indigeni perché non disconosce il diritto alla
proprietà privata della terra e al suo uso per fini di lucro, se non altro
decreta che le terre confiscate siano ridistribuite a comunità indigene perché
le lavorino collettivamente, e rende più efficiente il lavoro dell'Incra di
confiscare terre improduttive o ottenute illecitamente. Ma la caparbia e
prevedibile resistenza degli oligarchi terrieri è riuscita finora a vanificare
ogni sforzo: ad oggi, nemmeno un ettaro di terra è stato sottratto al
latifondo. Un tentativo si è fatto, e col pesce più grosso di tutti: Branko
Marinkovic, il magnate agro-pecuario che è anche il leader del Comité Civico
Pro Santa cruz, il perno dell'offensivo autonomista. Marinkovic, accusato di
essere venuto illegalmente in possesso di 27mila ettari in piena riserva
indigena, ha fatto ricorso alla giustizia dipartimentale (tutt'altro che
filo-governativa, visto che ha dato veste "legale" a un referendum
illegale) ed è riuscito a deviare il caso in qualche vicolo
cieco della burocrazia. Al
di là della retorica sulla libertà e democrazia che ha conquistato tutta la
classe media cruceña, il caso Marinkovic è l'emblema di quello che il
federalismo giuridico e amministrativo invocato dagli "civici"
nasconde: la salvaguardia della ricchezza e la copertura delle frodi
dell'oligarchia cruceña. I baroni dell'oriente sognano una divisione di
competenze fra stato e province per cui loro uomini tornerebbero a occupare i
posti chiave dell'Incra locale, mentre al governatore spetterebbe il compito di
dirimere i conflitti agrari ("il lupo che bada alle pecore"), con
buona pace della riforma agraria resuscitata da Morales. Con buona pace
soprattutto delle migliaia di colonizadores - quelli che la terra, invece, ce
l'hanno a malapena sotto le unghie: i braccianti venuti dall'altipiano in cerca
di qualche ettaro. E che il più delle volte finiscono nelle periferie marginali
di Santa Cruz: non a caso gli scontri più gravi di domenica sono stati nel Plan
3000, il quartiere popolare della città abitato per metà da colla (gli
originari dell'altipiano), e per metà da camba (boliviani dell'oriente),
lontani anni luce dalle fortuna ammassata dai vari Marinkovic e che però - deja
vu - accusano i colla di venire a rubargli lavoro. Al di là delle trattative di
palazzo, la cruenta battaglia del Plan
( da "Musicalnews.com" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Notizie Pubblicato
il 06/05/2008 alle 11:35:17 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo
Francesco De Gregori: il suo nuovo cd si intitola Per Brevità Chiamato
Artista... di Patrizia Busonero Esce il 23 Maggio, si compone di 9 brani tra
cui L'angelo di Lyon, brano americano tradotto dal fratello Luigi Grechi. Chi
e' esperto di contratti discografici, avra' capito che il
titolo si ispira proprio a questo tipo di burocrazia. Esce il 23 Maggio, si compone di 9 brani tra cui L'angelo di
Lyon, brano americano tradotto dal fratello Luigi Grechi. Chi e' esperto di
contratti discografici, avra' capito che il titolo si ispira proprio a questo tipo
di burocrazia.
Questi i brani contenuti: Per brevità chiamato artista, Finestre rotte,
Celebrazione, Volavola, Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra, L'angelo
di Lyon, Carne umana per colazione, L'imperfetto, L'infinito. Per questo atteso
disco, De Gregori si e' molto affidato al suo sito ufficiale: è on line dal 21
Aprile una versione aggiornata, con una intervista e si possono vedere
(purtroppo non scaricare...!) i video di due canzoni, foto e materiale
informativo.
( da "Denaro, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli sicurezza Il rispetto
delle regole? Comincia in classe Rispetto delle istituzioni e della legalità, a
cominciare dai momenti più semplici della vita quotidiana. Questi i temi
affrontati al liceo Garibaldi dal difensore civico del Comune di Napoli,
Giuseppe Pedersoli, dal consigliere di Cassazione Raffaele Cantone e dal
comandante della Polizia municipale Carlo Schettini in un incontro con gli
studenti. "Agire dal basso, ricorrendo ad esempio all'associazionismo, è
fondamentale - spiega Cantone - . Poi vengono le istituzioni. Cominciamo a dire
no all'omertà e metteremo in seria difficoltà i clan. Ricordate che la camorra
non porta da nessuna parte". Pedersoli illustra il proprio ruolo e i
poteri, "limitati", di cui dispone, come e in quali casi ci si può rivolgere
al difensore civico , distribuendo anche brochure esplicative. "L'
illegalità sembra sempre più diffondersi nelle scuole - afferma - e per questo
ho organizzato il primo di una serie di incontri per illustrare agli studenti i
principi fondamentali del vivere civile: il rispetto della legalità e delle
istituzioni. Il difensore civico - continua - non combatte la politica, ma la burocrazia". Il comandante Schettini sottolinea l'importanza
dell'educazione al rispetto delle regole, a cominciare da quelle della circolazione.
"Incontri come quello odierno permettono di avvicinare i ragazzi alle
forze dell'ordine, fugando una diffidenza spesso radicata e difficile da
combattere". del 06-05-2008 num.
( da "Brescia Oggi" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
DECRETO FLUSSI 2007.
I datori che vogliono assumere lavoratori non comunitari
hanno tempo fino al 31 maggio Immigrati, la burocrazia blocca le regolarizzazioni Il 35 per cento delle domande
respinte oppure incomplete Consegnati 300 nulla osta I posti disponibili sono
7.676 .
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sul giornale
L'appuntamento fisso è al martedì Potete scrivere alla casella di posta
vocedeilettori@lastampa.it oppure invare un fax al numero 0323 403650. Costruite
voi la pagina dei lettori che ogni martedì, ormai da qualche settimana, è
diventato un appuntamento fisso. Potete segnalare problemi insoluti che
affliggono i vostri quartieri, storie di ordinaria burocrazia, assurdità che si protraggono
da anni senza soluzioni. Ci sono tante piccole storie che non hanno,
normalmente, la forza di diventare "notizia". Con questa rubrica si
vuole dare rilievo anche a queste. E non per desiderio di sottolineare le
inefficienze in modo gratuito. Lo spirito che anima "la voce dei
lettori" è ascoltare anche le piccole lamentele per rendere le nostre
città migliori. Il giornale è un ottimo strumento per il dialogo tra cittadini
e amministratori. Approfittatene.
( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Mar, 06 Mag
2008 Edizione 87 del 06-05-2008 Il presidente del Senegal denuncia le politiche
di aiuto alimentare dell'agenzia dell'Onu "La Fao è un inutile spreco di
soldi" di Giorgio Bastiani Le iniziative di aiuto al Terzo Mondo dell'Onu,
a quanto pare, non piacciono nemmeno a coloro che dovrebbero beneficiarne. Il
presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, ha rilasciato un commento più che
esplicito sulla politica dell'Onu per l'emergenza alimentare: la Fao è
"Uno spreco di denaro, speso in enormi quantità per ottenere molto
poco". Ha inoltre accusato l'agenzia Onu di essere una delle cause e non
la soluzione dell'attuale crisi alimentare: "La situazione di oggi" -
ha dichiarato Wade - "è dovuta in gran parte al suo fallimento e lanciare
l'allarme è del tutto inutile". Inoltre, accusa la Fao di essere
sostanzialmente superflua, visto che lo stesso lavoro è svolto in modo più efficiente
anche da altri organismi internazionali, come l'International Fund for
Agricultural Development, che ha stanziato 200 milioni di dollari per sostenere
il lavoro delle aziende agricole nei Paesi più colpiti dalla crisi alimentare.
La critica del leader africano non è nuova: già da tempo
viene contestato alla Fao di avere una burocrazia lenta e costosa, che assorbe gran parte del suo budget solo per
mantenere se stessa. Lo denunciava già il giornalista Livio Caputo tre anni e
mezzo fa (Il Giornale, 9 dicembre 2004): "L'agenzia dell'Onu, in
particolare, è considerata un carrozzone burocratico che spende più della metà
delle sue entrate per le proprie esigenze". La Fao lancia
periodicamente i suoi allarmi, ma i dati che riporta nei suoi studi dimostrano che
la fame nel mondo continua a crescere al crescere della popolazione. Ciò vuol
dire che, evidentemente, c'è qualcosa di sbagliato nel suo sistema. Elargire
aiuti non contribuisce a far crescere la produzione, ma solo a creare una nuova
classe improduttiva locale che fonda la sua posizione di rendita sugli aiuti
stessi, come rilevato più volte negli studi del think tank Cato Institute e da
alcuni economisti africani quali Thompson Ayodele, Franklin Cudjoe, Temba
Nolutshungu e Charles Sunwabe. Gli economisti liberali africani hanno sempre
chiesto ben altre politiche. Non premono tanto per nuovi sussidi agli
imprenditori africani, quanto, prima di tutto, l'apertura delle frontiere. Se
aiuto internazionale deve esserci, poi, questo deve essere elargito solo in
cambio di riforme economiche e politiche necessarie al loro sviluppo. Finché
gli imprenditori agricoli africani non potranno affacciarsi liberamente sui
mercati europeo e americano, a causa delle nostre barriere protezioniste e
delle nostre politiche agricole, non potrà esserci alcuno sviluppo delle
aziende locali. Finché gli Stati africani non abbatteranno il loro
protezionismo e non garantiranno meglio i diritti di proprietà individuale, non
vi potrà essere alcuna crescita di una classe imprenditoriale locale. Sono
queste le linee guida di una politica per lo sviluppo in grado di produrre
effetti nel lungo periodo.
( da "Gazzettino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
MilanoNOSTRO
SERVIZIOÈ a Parigi il prossimo appuntamento per "Profondo Rosso", il
musical tratto dal film di Dario Argento che da stasera e fino a fine mese
replica al teatro Smeraldo di Milano (info: www.officinesmeraldo.it) per poi
prendere un mese di pausa e ripartire con una produzione ancora più ricca di
quella peraltro già sfarzosa e tecnologica attualmente in scena. Lo spettacolo
è atteso al debutto in autunno al "Theatre Comedià" della Capitale
francese. Complice l' interesse che quelli del "Premio Molière" di
Parigi, a partire dal presidente Jean Claude Houdinier, hanno dimostrato per il
musical italiano, sia per una precedente esperienza con "Fame", dello
stesso management, sia per la grande notorietà e prestigio di Dario Argento in
Francia.Lo spettacolo, passato brevemente in Triveneto lo scorso inverno in
fase di pre-debutto, ripartirà poi a settembre con un una serie di
appuntamenti, anche nel Nordest, in via di definizione, e con l' auspicio, se
tutto andrà per il meglio, di approdare nel 2009 anche all' Arena di Verona. I
protagonisti di "Profondo Rosso" in versione teatrale sono Michael
Altieri e Silvia Specchio, nei panni che nel film erano vestiti da David
Hemmings e Daria Nicolodi, oltre a un cast molto giovane e motivato. Gli
effetti speciali sono di Sergio Stivaletti, già collaboratore di Dario Argento,
con la riduzione teatrale di Marco Daverio e la regìa di Marco Calindri.Lo
stesso Dario Argento ha supervisionato le prove e dato il "placet"
allo spettacolo. Il produttore Lorenzo Vitali ("Il violinista sul
tetto" con Moni Ovadia e "Fame") non pone limiti alle
potenzialità dello spettacolo, che riprende sia l' idea grandguignolesca del
film di Argento sia l' epicità gotica delle musiche dei Goblin di Claudio
Simonetti. E spiega: "In questi giorni sono a Milano lo scrittore Stephano
Laporte e il regista Jean Luc Revol, recente vincitore del "Molière"
per "Le cabaret des hommes perdus". Insomma siamo a buon punto per la
riduzione francese dello spettacolo. A differenza dell'
Italia, purtroppo, Oltralpe ho trovato una grande capacità di decisione, oltre
al grande rispetto per ogni forma d' arte e per la qualità. Da noi invece ad
averla vinta sono sempre le pastoie della burocrazia".Bruno Marzi.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il 26 novembre
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
De Zordo:
"Esportiamo un modo nuovo di fare politica ambientale, condiviso con i
residenti" Esportare all'esterno dei confini del Parco le modalità di
gestione del territorio realizzate al suo interno, attuando politiche
ambientali condivise dai cittadini. Questo è l'obiettivo che si sono posti i
Comuni di Belluno, Feltre, La Valle Agordina, Pedavena e Ponte nelle Alpi
aderendo al progetto Life Agemas e ottenendo la certificazione Emas. L'iniziativa
è stata illustrata ieri a Palazzo Piloni dal presidente del Parco Nazionale
Dolomiti Bellunesi Guido De Zordo. "L'ente che aderisce al regolamento
Emas ha spiegato De Zordo effettua un'analisi ambientale iniziale, raccogliendo
dati e informazioni su vari aspetti: dalla qualità dell'aria e dell'acqua
all'inquinamento acustico, dai dati sul traffico a quelli sullo smaltimento dei
rifiuti. Inoltre definisce la propria politica ambientale e la realizza
attraverso un programma di tutela la cui applicazione è valutata da un ente di
certificazione riconosciuto dall'Unione Europea". Il presidente del Parco
ha definito incoraggianti i risultati raggiunti dal progetto che ha consentito
la messa a punto di "un modello innovativo di fare politica ambientale,
condiviso con i residenti, creando un metodo che può costituire un riferimento
per altre aree".Soddisfatti anche il presidente della Provincia - e anche
del comitato promotore Agemas - Sergio Reolon e i rappresentanti dei cinque
comuni coinvolti. "Il progetto - ha detto Reolon - pone in essere
un'azione di miglioramento ambientale su un'area vasta, mentre, di solito,
operazioni come queste riguardano solo parti limitate di territorio. La
certificazione in questo caso non significa carte e burocrazia, ma è il risultato di operazioni che sono attuate, come le
iniziative per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili, per la raccolta
differenziata o il risparmio energetico negli edifici pubblici". "Il
progetto ha commentato il sindaco di Ponte nelle Alpi Fulvio De Pasqual- è
stato d'aiuto all'amministrazione poiché ha introdotto nuove ed efficaci
modalità per affrontare i problemi relativi alla tutela dell'ambiente:
basti pensare al lavoro fatto per i rifiuti e per l'utilizzo del fotovoltaico
nella scuola media". "Il Comune di Belluno - ha detto l'assessore
Leonardo Colle - è stato il primo a raggiungere la certificazione. Questo è il
merito del lavoro svolto dall'ufficio ecologia, diventato un soggetto centrale
nella gestione delle tematiche ambientali". Il sindaco di Pedavena, Franco
Zaetta, ha parlato di un "percorso utile dal punto di vista
dell'approfondimento di varie tematiche" e di "una crescita della
competenza degli uffici". "La certificazione ci obbliga a essere più
responsabili e attori protagonisti nelle politiche di tutela del territorio,
facendo da traino anche per gli altri comuni", ha commentato il sindaco di
Feltre Gianvittore Vaccari. "In una realtà piccola come la nostra in
termini di popolazione gli amministratori e i cittadini hanno più che altrove
la responsabilità della gestione di un vasto territorio. Siamo uno dei pochi
comuni che collauda il piano di riordino forestale: abbiamo pianificato anche i
boschi privati", ha ricordato Tiziano De Col, primo cittadino di La
Valle.Andrea Ciprian.
( da "Trend-online" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pubbliche le
dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani BLOG, clicca qui per
leggere la rassegna di Banche e Risparmio , 30.04.2008 16:15 Scopri le migliori
azioni per fare trading questa settimana!! dell'esistenza dei dati, ma una
volta che i dati "ci sono", non si cura poi tanto delle finalità del
trattamento, che invece dovrebbe essere il problema centrale: in altre parole, il trattamento per le finalità "implicite" dovrebbe
essere sempre consentito, mentre dovrebbe essere esplicitamente autorizzato
l'utilizzo dei dati per scopi diversi. Mentre adesso tutto viene spesso risolto
con una generalissima informativa che aggiunge burocrazia ma non introduce tutele reali. Banche e Risparmio
[http://banche.blogspot.com].
( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
@@Il sindaco uscente
non si ricandida: parte la corsa alla successione Grotte. La sezione del
Movimento per l'autonomia, nel corso di una assemblea di partito riunitasi nei
giorni scorsi, ha eletto i componenti del Consiglio direttivo. Giovanni
Costanza è stato nominato segretario ed Ettore Costanza vicesegretario,
muovendosi in perfetta sintonia ? si legge in una nota ? con la struttura di
partito voluta dai leader Raffaele Lombardo, neo presidente della Regione, e
l'onorevole Roberto Di Mauro. La riunione è stata l'occasione per accendere un
dibattito sulla ripresa dell'economia che, come ha ricordato uno degli
intervenuti, "farà tornare alla normalità la dialettica politica con il
conseguente riposizionamento di quei pochi partiti in una logica di
schieramento socio - ideaologico - culturale. Obiettivi comuni, per il
raggiungimento dei quali il presidente Lombardo è impegnato al massimo non solo
per rivalutare lo Statuto autonomo della Regione, ma anche per rivedere la
fiscalità di vantaggio e le zone franche, per semplificare
la burocrazia e migliorare
il comparto sanitario, per realizzare il ponte sullo Stretto e ammodernare la
rete viaria. E per gli agrigentini la costruzione dell'aeroporto e
dell'autostrada Agrigento - Caltanissetta". Durante il dibattito, è stato
anche fatto il punto della situazione in viste delle amministrative previste
per il prossimo mese di giugno. R. B.
( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
I problemi si
risolvono con il dialogo, non con le bordate verbali più o meno pubbliche.
Quindi ecco perchè ieri mattina intorno alle 10 nella sede provinciale di
Confindustria si sono seduti attorno a un tavolo il padrone di casa, Giuseppe
Catanzaro, il presidente del Consorzio Asi Stefano Catuara e una ventina di
imprenditori che operano proprio all'interno dell'area sviluppo industriale
alla periferia nord del capoluogo. Dopo il succoso antipasto dei giorni scorsi,
con un mini summit tra Catanzaro, Catuara e Salvatore Moncada, culminato già in
quell'occasione con una sorta di fumata bianca, ieri è stato allargato
l'orizzonte delle questioni da analizzare. E' aumentato soprattutto l'uditorio
da far parlare e da ascoltare, per cercare di rendere migliori le condizioni di
lavoro e investimento economico di chi opera nell'area Asi. Da quel poco che è
emerso pare che nessuno tra i presenti abbia chiesto rivoluzioni in seno ai
vertici del Consorzio, ma solo maggiore attenzione da parte di chi governa la
stanza dei bottoni, rispetto alle tante problematiche evidenziate recentemente
dagli imprenditori. Maggiore sicurezza, maggiore pulizia, maggiore
illuminazione pubblica, minore burocrazia. Un menù di situazioni molto ricco che ha permesso al presidente
Catuara di evidenziare gli sforzi che il Consorzio sta producendo per rendere
più facile il lavoro di chi investe nel territorio, creando occupazione e
sviluppo. A far intuire che l'atmosfera sia destinata a rasserenarsi c'è
soprattutto la notizia dell'approvazione del Bilancio finanziario di
Asi, condizione indispensabile all'offerta dei servizi richiesti dagli
imprenditori. Tutti o quasi hanno detto la loro, ieri mattina, senza delegare
alcuno a parlare per ognuno. L'esito del vertice dunque parrebbe essere
abbastanza positivo, anche se nel mondo dell'imprenditoria agrigentina si
conferma il grande fermento che ne pervade l'attività da diversi mesi. Con la
speranza che si torni a parlare di nuovi investimenti nel territorio di
competenza dell'Asi. Francesco Di Mare.
( da "Sicilia, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Amministrazione
Lillo Miceli Palermo. Le trattative per la formazione del governo regionale entrano
nella fase più delicata. Raffaele Lombardo dovrà ricorrere a tutte le sue doti
di mediatore per mettere d'accordo i partiti della maggioranza. E non sarà
facile. L'Udc, che ieri ha riunito il suo ufficio politico, ha fatto sapere di
considerare "irricevibile" la richiesta di sette assessorati da parte
del Pdl: "Singoli partiti - si legge in una nota ufficiale - non possono
avere la maggioranza nella giunta regionale". Il Partito della libertà,
infatti, aveva chiesto sette assessorati e la giunta è composta da dodici
assessori. Un secco no è stato opposto alla richiesta di Lombardo di indicare
tecnici. Bocciata anche l'ipotesi di riequilibrare la rappresentanza con la
nomina di quattro assessori junior - ipotesi della quale si parla fin dal primo
governo Cuffaro -, "perché si ritiene in un momento così delicato per la
nostra regione che si debba procedere ad uno snellimento degli apparati ed alla
riduzione della spesa". Ed ancora: "Per quanto attiene la nomina
degli assessori Udc, viene manifestato ampio apprezzamento al segretario
regionale Saverio Romano per il dialogo avviato con gli alleati e gli viene
conferito ampio mandato non senza avere precisato che prima che di caselle da
riempire si debba discutere delle reali esigenze del territorio e, quindi,
della necessità di individuare gli uomini migliori, espressione della politica
locale e con notevole esperienza". Una presa di posizione che non è
piaciuta a Pippo Scalia del Pdl, almeno nella parte relativa al numero di
assessorati che spetterebbero al Partito della libertà: "Mi sembra curiosa
la nota dell'Udc. Se c'è un partito che rappresenta più del 50 per cento dei
voti, non vedo perché non debba avere un'adeguata rappresentanza in giunta. E'
proprio curioso che ciò venga detto dagli ex democristiani, esperti
nell'utilizzo del "manuale Cencelli". Condivido, invece, la proposta
secondo cui i partiti possano nominare chi vogliono. E' legittimo - continua
Scalia - che il presidente chieda dei tecnici, ma è pure legittimo che i
partiti decidano a chi affidare compiti di governo. Lombardo può chiederci di
mettere a disposizione le migliori energie possibili. E, poi, dove è scritto
che i tecnici siano migliori dei politici? Peraltro, c'è il rischio di creare
uno scollamento tra l'Aula ed il governo". Argomenti che saranno ribaditi
oggi, a Roma, nel corso di un incontro che dovrebbe svolgersi a margine delle
trattative conclusive per la formazione del governo nazionale. Lombardo ha in
programma un incontro con Berlusconi al quale rinnoverà la richiesta di nominare
un ministro dell'Mpa. Sono giornate di grande impegno per il presidente della
Regione che, contestualmente, è impegnato a dare nuovo vigore alla macchina
amministrativa. Durante l'incontro avuto, ieri pomeriggio, con tutti i
dirigenti generali, ha dato delle indicazioni molto precise: un deciso stop al
precariato; una migliore gestione del personale per garantire migliori servizi
ai cittadini; lotta agli sprechi; riconquistare la fiducia dei cittadini.
Lombardo ha, inoltre, manifestato le sue perplessità sulla grande richiesta di
realizzare impianti per generare energia da fonti alternative, lasciando aperta
la possibilità al nucleare, ma se per la Sicilia ne vale la pena. Il presidente
della Regione ha illustrato anche il lavoro che sta compiendo in questi giorni
per rielaborare il piano di rientro del deficit sanitario, avendo
ottenuto una proroga di 15 giorni, rispetto alla scadenza del 30 aprile imposta
dal ministero della Salute. Infine, ha ribadito fiducia nella burocrazia spronandola a raggiungere gli
obiettivi prefissati sui quali vigilerà il governo nella sua collegialità.
Insomma, non ci saranno orticelli privati di questo o quell'altro assessore.
( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAROVITA Emergenze
da affrontare presto postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 6 mag.
(Apcom) - Riforme e carovita: sono stati questi i temi al centro dell'incontro
tra la delegazione della Svp, rappresentata da Siegfried Bruger ed Helga
Thaler, e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'ambito delle
consultazioni per la formazione del nuovo governo. Al termine dell'incontro,
Bruger e Thaler hanno spiegato ai giornalisti che "questo governo ha una
maggioranza sufficiente per affrontare le emergenze aperte nel Paese e noi, che
non abbiamo fatto accordi né con la destra né con la sinistra, giudicheremo le
singole azioni". "Un problema importante che è
stato sottoposto al presidente è quello delle riforme - ha aggiunto la Thaler -
perché il Paese ha bisogno di segnali forti. Ma abbiamo anche parlato del
potere d'acquisto che deve essere migliorato e delle famiglie che non arrivano
alla fine del mese, oltre che della troppa burocrazia per le piccole e medie imprese: sono emergenze da affrontare
presto".
( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IMPEGNO Convegno
centenario morte De Amicis: affrontare questione sociale postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Roma, 6 mag. (Apcom) - Il sistema scolastico va fortemente
sburocratizzato, vanno valorizzate le diverse professionalità e ridata
centralità alla funzione educativa della scuola: le proposte di rilancio del
comparto istruzione sono state presentate oggi durante il convegno sulla figura
di Edmondo De Amicis, in occasione del centenario della morte dell'autore del
libro Cuore. Nel corso del convegno, svoltosi al liceo Tasso di Roma, promosso
dalla Uil Scuola, dall'Istituto studi sindacali e dall'Unione nazionale artisti
e scrittori della Uil, è emersa l'esigenza di attuare un forte impegno per
rafforzare la funzione educativa del nostro sistema scolastico. I vari relatori
che si sono succeduti si sono trovati d'accordo anche sul fatto che per
rafforzare e modernizzare l'attuale sistema d'istruzione italiano sia ormai
diventato indispensabile affrontare la questione sociale, divenuta negli anni
sempre centrale nel nostro Paese. "La scuola è la vera ricchezza del
nostro Paese - ha detto Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola -, ma ci sono
due questioni essenziali che vanno affrontate: riconoscere e dare valore al
funzionamento e all'ammodernamento del sistema di istruzione e, nella società
della conoscenza, avere una scuola che funzioni, che venga percepita come
ricchezza nazionale". Argomenti che, negli ultimi anni, si sono sempre più
svuotati del loro significato originario per lasciare spazio a valori e
riferimenti lontani dall'educazione e dalla conoscenza intesa nel senso più
tradizionale. "Affrontare questi temi, lavorando per la modernizzazione
del nostro sistema di istruzione, per una scuola accogliente e rigorosa, - ha
sottolineato il sindacalista - significa rispondere all'esigenza di sviluppo,
coesione e giustizia sociale di cui ha sempre più bisogno l'Italia".
( da "Panorama.it" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Tra le polemiche si costruirà vicino Modena
una mega struttura per lo stoccaggio del gas Posted By daria.bianchi On
6/5/2008 @ 19:25 In Apertura#2 | No Comments Il primo passo verso quello che è destinato
a diventare il secondo sito di stoccaggio di gas naturale di tutta Europa,
salvando l'Italia dal deficit cronico di risorse, è stato fatto. Una buona
notizia se si torna con la mente al freddo inverno del 2005, quando a causa
delle tensioni [1] tra Russia e Ucraina, l'Italia ha rischiato di bruciare
tutte le sue poche scorte di gas. Entro il 2012 [2] a Rivara in provincia di
Modena, verrà realizzato su iniziativa di una società petrolifera inglese, la
Independent Resources ([3] Irg) una sorta di mega magazzino sotterraneo in
grado di incapsulare 3,2 miliardi di metri cubi di gas e che inietterà
quotidianamente nella rete nazionale qualcosa come 32 milioni di metricubi.
Costo: all'incirca 250 milioni di euro. Attualmente la società inglese sta creando
una newco (new company) che verrà partecipata al 15 per cento dall'italiana [4]
Erg, dove conferiranno tutti gli assets relativi al progetto. "Il
gas", spiega Simone Egidi, avvocato dello studio legale [5] Ashurst che ha
seguito Irg nell'accordo con Erg, "verrà letteralmente iniettato tra
quelle rocce della valle del Po che, avendo la caratteristica di essere molto
dure e parecchio fessurizzate, saranno in grado di contenere la risorsa senza
disperderla nell'ambiente". Affinché il sito di stoccaggio veda la luce
però, il progetto dovrà superare il lungo percorso a
ostacoli della burocrazia
italiana fatta di Valutazioni d'impatto ambientale e autorizzazioni degli enti
locali. E nonostante il parere positivo espresso dall'Assindustria modenese,
[6] enti locali, [7] comitati cittadini e i [8] blog del no, sono già sul piede
di guerra.
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PAOLO Torino Fino ad
ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito
in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne
vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel
dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai
"grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle
imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato
l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a
coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro
dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei
diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli,
duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare,
gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo
blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed
altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono
costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul
suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente,
anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna
Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui
mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e
sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti
dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno
mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione
politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere
dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato,
figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione'
cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire,
cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che
denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede
della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca
nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette:
dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e
pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche
battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata
(giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a
subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per
pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si
loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore"
sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura
pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni,
"Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto
al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che
sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono
stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati
arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver
selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per
aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi
costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti
francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi
più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste
domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente,
'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo
strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e
che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi
personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa
giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più
indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl.
Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista
la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui
provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è
quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di
provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le
carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con
effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è
provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in
ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni
enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre
provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è
plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano
economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi
dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante
alla burocrazia NANDO
BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità
centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il
federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali
Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera
quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un
federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad
accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza
territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser
resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare
che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie
minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta
ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni
padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture
burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso
strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s
adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo
influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino
paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora,
con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo
, di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel
federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino
Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le
dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il
prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da
dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre
giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una
trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani
intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è
becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una
trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che
qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari
Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del
presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si
ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del
genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad
uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è
recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le
sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto
alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di
oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i
votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della
Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il
canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto
degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni".
La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è
nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha
ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose.
Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio
vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica
di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha
finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare
o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella
squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di
Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me,
la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di
Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista
di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto
che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la
dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare
l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo
oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una
vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad
esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare
gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a
lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco
di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il grillo sparlante
colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante,
ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone
" ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che
anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia
nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede.
Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la
solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha
scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi
comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito
anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli,
fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha
seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano
già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan
delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva
affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad
aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai
pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome
di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei
vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e
sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti
adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA
FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza
simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio
senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un
flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore
Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli!
Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del
comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni,
vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio
al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra
di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera
gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI
Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e
tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come
tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e
ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi?
Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei,
l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una
sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la
chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere
espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un
bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe
domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per
aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano
auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ?
Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la
prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine
a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche
galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti,
l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i
romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e
Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del
centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si
deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a
condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio
pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri
PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione,
penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia
all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie
magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei
detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per
dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il
visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere
chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche
milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può
cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a
case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di
quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte
immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli
italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che
Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi)
Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a
morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale,
sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli
Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello
d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo
decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare
eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più
vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti
dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello
federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di
Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati
autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una
robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell
accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di
controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella
riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la
prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o
conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che
ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso
ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo
germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il
presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le
dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il
prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da
dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre
giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una
trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani
intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è
becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione
così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno
prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e
Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a
condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di
fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli
"schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per
essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue
giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto
alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di
oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i
votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della
Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il
canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto
degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni".
La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è
nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha
ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose.
Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio
vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica
di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha
finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare
o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella
squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di
Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me,
la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di
Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista
di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto
che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la
dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare
l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo
oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una
vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad
esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare
gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a
lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco
di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma - Avere un
figlio è il naturale compimento di un progetto d amore. Ma se il bambino non
arriva? Si tentano nuove strade, e tra queste l adozione
internazionale, un cammino lastricato di burocrazia, lunghe attese, illusioni e promesse non mantenute. Il volume La
cicogna che sconfisse l aviaria di Paolo Moretti, edito da Infinito (pp. 96, 12
euro), è la condivisione dell esperienza adottiva compiuta dall autore e da sua
moglie. Un racconto intimo e commovente che è allo stesso tempo una mano
tesa a coloro che stanno pensando di costruire una propria famiglia speciale .
Leggendo questo racconto - ha scritto Marco Scarpati nella prefazione -
scoprirete che le attese hanno una loro logica, e che devono essere vissute,
assaporate con lentezza, metabolizzate e confrontate. Che alla fine tutto ha un
senso e che negli occhi del bambino che avrete la fortuna d incontrare ci sono
le risposte a tutte quelle attese e frustrazioni che avrete vissuto". Il
libro del giornalista Paolo Moretti, patrocinato dell associazione Mehala -
Sostegno Infanzia e Famiglia, contiene anche una postfazione di Stefano Zecchi,
ordinario di Estetica all Università degli Studi di Milano. "Questo libro
- ha scritto Zecchi - racconta; rappresenta una storia con amore e molta
delicatezza e ci avvicina al sentimento più vero sia del bambino, sia dei suoi
nuovi genitori. Non ci sono teorizzazioni ma esperienza di vita vissuta che
fanno pensare più con il cuore che con la testa". [Data pubblicazione:
04/05/2008].
( da "Provincia di Sondrio, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La crisi economica
italiana si aggrava. L'ultimo dato è molto eloquente e ci dice che a marzo vi è
stata una contrazione dei consumi dell'1.7% rispetto all'anno precedente. Tra i
principali imputati vi sono gli aumenti dei prezzi del settore petrolifero e
quelli dell'alimentare. Com'è noto, quando il dito indica la luna, lo sciocco
guarda il dito. E così non c'è da stupirsi se di fronte a questi dati, che
segnalano una crisi strutturale del nostro sistema produttivo, vi siano frotte
di demagoghi che pensano possibile intervenire a breve termine sui sintomi
(bloccando gli aumenti), invece che aggredire davvero le cause del problema.
Così abbiamo chi come Paolo Landi, dell'Adiconsum, propone di far fronte alle
difficoltà di tante famiglie con nuove spese pubbliche e in particolare con una
politica di "sostegno sui redditi". E in generale è questo il
messaggio che viene da molte associazioni dei consumatori, per le quali la
prima cosa da farsi sarebbe quella di ridurre i prezzi: almeno del 15%, dicono
Federconsumatori e Adusbef, mentre il Codacons esagera e chiede anche il 20% in
meno. Le difficoltà attuali hanno tante cause: alcune sono indipendenti da noi,
ma molte sono figlie di errori gravissimi compiuti nel passato e che
continuiamo a ripetere ancora oggi. L'economia italiana (...) segue a pagina 3
06/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dalla prima
Prezzi... (...) è depressa perché abbiamo troppe tasse e
troppa burocrazia, oltre
che un numero esorbitante di impedimenti a fare e intraprendere. In questo
senso ha ragione l'on. Maurizio Sacconi quando dichiara che "la
soppressione dell'Ici e la detassazione degli straordinari e dei premi
aziendali possono consentire questo risultato (un rafforzamento del reddito
familiare, ndr) senza alimentare la spirale inflazionistica ed anzi
elevando la produttività del lavoro". Si tratta di interventi utili, ma
certo insufficienti. Per aggredire i guasti strutturali all'origine delle
difficoltà di questi giorni dobbiamo infatti ridurre l'area delle protezioni e del
parassitismo. In qualche modo, la questione di Alitalia è per certi aspetti
paradigmatica, perché se la nuova maggioranza farà quello che hanno fatto tutti
i governi degli ultimi decenni (gettando altre risorse pubbliche in quel pozzo
senza fondo), allora dovremo prendere atto che il Paese non ha più molto futuro
di fronte a sé. È anche interessante rilevare come la crisi dei prezzi dovrebbe
obbligare a ripensare la politica agricola europea, che oggi più che mai si
dimostra sciagurata e fallimentare. Con il prezzo dei beni alimentari alle
stelle, l'Unione continua a pagare molti proprietari affinché non coltivino i
loro campi e seguita a praticare una logica assistenziale che finisce per
configurarsi anche in una limitazione della libertà di produrre, a causa del
sistema delle "quote". In tal modo, danneggiamo i contribuenti (che
finanziano un'agricoltura assistita) e il Terzo mondo (che non può esportare da
noi), e per giunta ci troviamo con aziende che non crescono perché viene loro
impedito di produrre anche di fronte a una domanda crescente. Lo statalismo ha
sfiancato l'agricoltura europea, così come ha fatto con l'economia italiana nel
suo insieme. Sarebbe una buona cosa prendere atto. Carlo Lottieri 06/05/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Che grave
errore cacciare le industrie da Lecco" L'analisi di Maurizio Bario, direttore
dell'Api sulle aziende che se ne vanno: "Terreni troppo cari, aree miste
che creano problemi di convivenza, burocrazia esagerata e infrastrutture carenti. E non si riesce neppure a
rimanere in provincia" Terreni troppo cari, aree miste che creano più
danni che vantaggi e infrastrutture che scarseggiano. Queste le pecche del
territorio, individuate da Maurizio Bario, direttore di Api Lecco e che
spiegherebbero il perché la città non sia in grado di trattenere le imprese.
Ne parlavamo sull'edizione di ieri, facendo riferimento a quel tessuto
industriale che è ormai scomparso. "Da anni a Lecco si convive con questa
tendenza di allontanare le industrie dalla città ? spiega Bario -. Quello che
l'associazione Api ha sempre sottolineato, è che, anche se la piccola città di
Lecco è incapace di contenere le aziende del territorio, è fondamentale però
che la delocalizzazione avvenga nella provincia di Lecco e non fuori dai suoi
confini, come purtroppo sta avvenendo ultimamente". Secondo Bario è
infatti evidente che una città come Lecco, che ha vissuto una stagione di nuova
urbanizzazione, che si trova in una posizione morfologica non permissiva per le
nuove espansioni aziendali, mal si presta al rilancio o a trattenere entro i
confini le pesanti industrie del ferro. "Molte imprese hanno delocalizzato
per necessità di ampliamento, ma se un tempo si spostavano a Valmadrera,
Calolziocorte, Mandello, Olginate ? l'area del lecchese quindi -, oggi questo
non avviene più, perché i terreni sono troppo cari, perché i comuni non
incentivano l'avvento di nuove imprese, ma preferiscono bloccare i nuovi
insediamenti, perchè qui le infrastrutture sono meno sviluppate che
altrove". Preoccupa quindi l'impoverimento del territorio, perché in
provincia è sempre più difficile trovare possibilità di allocazione: "E
anche qualora si trovassero le aree per far spazio alle imprese, ci si scontra
con la lentezza burocratica e delle concessioni per poter registrare la nuova
azienda. Anche gli ampliamenti si scontrano con lo stesso problema. E' il
sistema dell'urbanistica che a Lecco è stato lasciato a se stesso, dimenticando
qualsiasi progetto coerente per disegnare un futuro industriale del
territorio". Il problema logistico ed espansivo delle imprese di Lecco è
scoppiato nel momento in cui le aziende si sono ritrovate conglobate
all'interno di condomini e aree residenziali: "Ed in questo senso il
grande utilizzo delle zone miste ha avuto una grande colpa, permettendo la
convivenza tra azienda e residenza. Era chiaro che a lungo andare una delle due
se ne sarebbe dovuta andare". Ed inoltre c'è anche il fattore economico da
considerare, perché bisogna tener conto che a Lecco, molte aree hanno un costo
di insediamento proibitivo: "Così davanti ad una scelta di
delocalizzazione si sceglie spesso di andare dove il terreno costa meno, ed
anche per questo delocalizzare in provincia è difficile. Tuttavia questo crea
problemi occupazionali, perché spesso spostarsi a venti chilometri di distanza
significa mettere in difficoltà i dipendenti". Rimane aperto il problema
per la città di Lecco, che nonostante tutto deve mantenere una vocazione
industriale: "E' necessario pensare ad una progettualità consapevole per
la città, ponendo in modo chiaro il problema che i territori sono in
competizione tra loro per la crescita delle attività produttive e della
ricchezza, ed in questo momento Lecco sta perdendo capacità attrattiva. Il
Comune deve inserirsi in un progetto di determinazione delle proprie
potenzialità, e di sviluppo delle proprie attitudini. Credo che un'azienda, per
quanto possibile, deve poter vivere dove è nata e l'amministrazione comunale ha
il compito di dare la possibilità all'impresa di continuare a stare su quel
territorio. Sicuramente, un'occasione mancata è lo sviluppo di un'archeologia
industriale in quelle aree dove un tempo sorgevano le storiche aziende del
ferro, di cui invece oggi non rimane più nulla". Gloria Riva 06/05/2008.
( da "Azione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti,
entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare
tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia,
vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano
compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la
propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo
in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione
telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice
fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova
modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà
attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il
datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di
valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in
possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un
libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il
buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato
se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo
un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non
inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato
in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale
(10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati
come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento
a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli
addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria
corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli
extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di
sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel
( da "Virgilio Notizie" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PERSO Alitalia,
sicurezza, politica Ue, divisioni maggioranza... postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Milano, 6 mag. (Apcom) - Gli errori di strategia su Alitalia,
l'incapacità di intervento sul tema sicurezza, l'accettazione acritica sulle
indicazioni che giungono dalla Ue, l'immagine di divisione interna che il
governo ha dato di sè. Sono questi alcuni degli elementi al centro dell'analisi
"senza sconti" che il presidente della Provincia di Milano Filippo
Penati e il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta fanno della
sconfitta alle elezioni politiche. "Su Alitalia abbiamo consentito al
centrodestra una campagna elettorale fondata su una grande mistificazione - ha
osservato Penati durante l'incontro-confronto a palazzo Isimbardi: "Pd,
quali prospettive dopo il risultato elettorale". "Berlusconi non ha
mai parlato di Malpensa, ma ha difeso l'italianità della compagnia di bandiera;
Bossi invece ha solo difesa Malpensa e ha ripetuto: 'Non me ne frega niente di
Alitalia'. E noi siamo rimasti in mezzo", afferma Penati, secondo cui
" di fronte a questo quadro di contraddizione continua siamo andati avanti
col prestito ponte contestato dall'Europa. E ancora una volta offriamo al
centrodestra un assist". Decisivo, nell'analisi di Penati, il tema
sicurezza, sul quale, "nel complesso non siamo credibili: qual è stato il
nostro contributo? Prendiamo il pacchetto sicurezza. Prima doveva essere fatto
con decreto, poi si decide che viene fatto con un ddl; poi succedono i fatti di
Roma, con l'omicidio della donna, e viene riproposto il pacchetto, e vengono
inserite, per accontentare tutte le componenti della maggioranza, la norme
contro l'omofobia, ma il presidente della Repubblica non lo firma perché non ha
i requisiti d'urgenza; viene ripresentato ma non si riesce a trovare la
maggioranza per convertirlo in legge...". Insomma, "non si tratta di
riproporre le ricette della destra, ma evitiamo perlomeno di fare
sciocchezze". Sul versante europeo, Penati fa notare che anche se
"non deve essere messa in dubbio la scelta europeista, va fatta un'analisi
critica su come stare in Europa con la schiena dritta. In Europa - osserva -
che non è un convento di verginelle ma un coacervo anche di interessi
nazionali, bisogna che ci sia qualcuno del centrosinistra pronto a
difenderli". In altre parole, secondo Penati, "non bisogna fare
dell'idea europeista un feticcio altrimenti offriamo alla Lega territori che
qui al nord sono sconfinati". Basta quindi ad porsi
come quelli "che difendono l'Europa comunque e sempre. Anche quando
l'Europa per la nostra gente è la burocrazia che fissa le dimensioni della zucchina e l'apertura delle
frontiere che ci porta diecimila rom romeni nell'area metropolitana milanese.
(segue).
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
OLTREPONTE.PER LA
MANUTENZIONE Parte l'autogestione in alcuni palazzi Atc Un gruppo di
autogestione degli inquilini Atc di alcuni stabili di via Adam (dal civico 24 al
28) per far fronte alla piccola manutenzione, a lavori di pulizia, con
l'obiettivo di risolvere al più presto conflitti che derivano da situazioni di
degrado che finiscono per generare cattiva convivenza tra gli inquilini. E' uno
dei primi risultati che ha prodotto il progetto "sicurezza", avviato
nel quartiere di Oltreponte dal Comune, con la collaborazione dell'associazione
Amapola di Torino e gli esperti di quartieri degradati Marco Sorrentino e
Nicoletta Curti. Gli abitanti dei palazzi di via Adam avevano denunciato
situazioni di litigiosità elevata, di lavori da eseguire per i quali, a causa della burocrazia, occorreva troppo tempo perché fossero affrontati dall'Atc e che
invece, con un accordo tra gli inquilini, potrebbero trovare più facile soluzione.
Con l'intervento del vigile di quartiere, e degli assessori alla Sicurezza,
Enrica Pugno, e ai Servizi sociali, Fabio Lavagno, si è così arrivati a
incontri con gli inquilini e alla decisione dell'autogestione. Il
progetto è anche stato deliberato in giunta con la previsione di uno
stanziamento di circa 5000 euro.