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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 6-4-2008 #TOP
E
con <Iquel> i cittadini danno i voti al Comune
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i cittadini danno i voti al Comune UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA PROGETTO UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città.
Treu
e le novità dei democratici Più spazio a donne e giovani
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la politica può fare molto: ridurre la burocrazia, abbattere le disuguaglianze, alleggerire le tasse, migliorare le pensioni, dare più sicurezza alle persone. Non vogliamo più che i nostri giovani migliori siano costretti ad andare all'estero. Noi - ha concluso - abbiamo proposte concrete per l'Italia".
Da
Cesare Battisti in poi lunga tradizione socialista
( da "Trentino"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Questi non sono gli studi di settore... sul detassare chi non è d'accordo?". Per finire? "I nostri slogan sono basati sulla lettera s: Spini, socialismo, sviluppo. Ma ai trentini propongo poi sicurezza, semplificazione della burocrazia e altra solidarietà". (g.t.).
L'INTERVISTA
DELLA DOMENICA ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia. Modena invece ha numeri notevoli, ha un grande indotto, poche città in Italia hanno le opportunità che ha Modena. Modena è meno "legata" di Bologna, meno massonica, meno clericale. Il problema è che deve cominciare a "pensare alto", in grande, velocizzare i suoi processi di trasformazione.
Il
segretario del Pd annuncia provvedimenti a sostegno delle fasce più deboli
( da "Gazzetta
del Sud" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini", con la giustizia che funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che Veltroni chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-
Veltroni:
per le casalinghe un'assicurazione gratuita
( da "Giornale
di Brescia" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela che ci ha messo sette anni per scrivere una sentenza.
Il
bicchiere è mezzo pieno, ma ancora per poco
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: se ne va per la burocrazia. Ciononostante gli italiani non sono soddisfatti dei servizi ricevuti - nemmeno della sanità, giudicata dall'Oms la seconda migliore al mondo - mentre lo Stato, per erogare questi servizi, si è indebitato più degli altri europei, al contrario le famiglie italiane sono meno indebitate di quelle straniere.
Pinotti:Spostarel'aeroporto
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia. "E anche fatti. Insisto sulla necessità di una piattaforma logistica oltre l'Appennino, da raggiungere via treno per sbottigliare la città. In questo senso va fatto al più presto l'autoparco previsto dal piano". Scusi, con quali finanziamenti?
L'Sos
dei medici ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stretti fra gli ingranaggi di una burocrazia ipertrofica, vincolati a dettami regionali che arrivano dall'alto, orfani della fiducia del malato. Si vedono così, i medici bresciani. E a lanciare il grido d'allarme è il presidente dell'Ordine provinciale, alla vigilia dell'assemblea annuale in programma stamattina (alle 9) alla Facoltà di Medicina.
Troppi
medici sono condizionati dalle denunce
( da "Arena,
L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppi medici sono condizionati dalle denunce" Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai camici bianchi.
Aperta
al pubblico da domani la nuova farmacia comunale
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dopo 4 anni di burocrazie e 3 ricorsi, ha portato nell'aprile 2007 alla costituzione della società farmacia di Reschigliano, alla pubblicazione del bando per l'identificazione di un socio privato (dall'ottobre 2007 è la ditta Puntofarm). L'aggiudicazione porta nelle casse comunali 955 mila euro, corrispondenti alla vendita dell'80% delle quote societarie.
Sportello
unico attività produttive raddoppia il numero degli addetti
( da "Nuova
Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per chi vuole avviare nuove attività, ha modificato i procedimenti dando ai cittadini la possibilità di presentare delle autocertificazioni e ridurre così i tempi di risposta da parte dell'amministrazione. Per orientare gli utenti all'utilizzo della nuova modulistica, lo Sportello unico raddoppierà da questa settimana il numero degli addetti alla ricezione del pubblico.
Che
fine ha fatto il piano regionale? - silvia sanna
( da "Nuova
Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incastrato nelle maglie della burocrazia. Gli operatori delle 26 cooperative della provincia di Sassari da qualche settimana bussano con insistenza alle porte della Provincia. Il programma prevedeva infatti che dal piano regionale venisse estrapolato quello provinciale, con la predisposizione di bandi di gara per la gestione dei siti che tenessero conto del contesto territoriale.
Bloccato
il restauro di rotonda pancera ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Purtroppo la burocrazia ha i suoi tempi - non si sbottonano i Marchesi - mentre per quanto riguarda il discorso economico si tratta di cifre importanti. Quando si mette mano a strutture usurate dal tempo, c'è da piangere". L'iter di recupero di Rotonda Pancera - precisano intanto dagli uffici comunali - si trova al palo perché alla proprietà,
Ecco
tutta la mia sfida di cattolico nel pd - angelo pezzali
( da "Provincia
Pavese, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: altri costi e pesanti sono legati a tante sovrastrutture, alla burocrazia che rallenta il Paese. E' la lentezza che costa. Un costo pesante. Enti e apparati che frenano. Noi vogliamo abolire le Province nella zone metropolitane. Chiediamo che le Regioni non siano un doppione della Stato. E basta enti intermedi, sono tanti".
Frattini:
indennizzi agli esuli, serve un commissario ad acta
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che la legge ha già destinato agli esuli e la burocrazia non può frapporre ostacoli". Osservando che il tavolo di concertazione sugli esuli dovrà essere riconvocato dal nuovo governo, l'esponente del Pdl ha parlato poi della necessità di "vedere come quantificare e diluire nel tempo un risarcimento equo, e come rendere attuale il diritto degli esuli di riacquistare case e beni"
Wu
zhao, imperatrice maledetta - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per conquistarsi il consenso della burocrazia imperiale ha una trovata di genio: usa la religione. S'impadronisce del buddismo contro il confucianesimo. L'aiuta in questa operazione uno dei suoi amanti, un commerciante di droghe e cosmetici con cui ha una relazione a partire dal 680.
In
quel crollo la nostra famiglia ha perso tutto
( da "Nuova
Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spesso farraginosi, della burocrazia. Cresce anche l' apprensione per le condizioni in cui versa la parte integra dell'edificio, in cui i teli di plastica posizionati dai vigili del fuoco di Nuoro, per evitare ulteriori danneggiamenti a causa delle intemperie, stanno cedendo lentamente con il passare delle settimane.
I
penalisti chiedono l'apertura della rotonda
( da "Nuova
Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dettate dalla burocrazia, non bastano per risolvere uno dei problemi di fondo della giustizia gallurese. L'impossibilità di ospitare i detenuti della circoscrizione del tribunale di Tempio sta mettendo a dura prova gli operatori della giustizia, i magistrati, gli agenti della polizia penitenziaria, i detenuti e i loro familiari.
Veltroni
nel feudo di mastella - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anzitutto dobbiamo spezzare le catene della burocrazia. Lo Stato dovrebbe alimentare le cose da fare, le iniziative da intraprendere. Vuoi fare ricerca? Carmine Nardone ne sa qualcosa". E la folla applaude Veltroni e Nardone. "Dovrebbe dire, vieni, vieni, per non costringere le persone ad andarsene all'estero.
GIUSEPPE
Del Carlo, consigliere regionale da tre legislature, è
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In lucchesia gli imprenditori si lamentano giustamente per l'eccessiva burocrazia e il ritardo nelle infrastrutture. Le Istituzioni devono saper reagire, altrimenti perdono ogni credibilità. I salari e le pensioni vanno aumentati e per far questo bisogna far crescere l'economia". Dopo anni che è in Regione come giudica la politica regionale nei confronti di Lucca?
TERRENI
EDIFICABILI ma di fatto senza indici. E quindi non ci si
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in attesa dei permessi nei meandri della burocrazia, gli indici sono andati esaurendosi a favore di chi è riuscito a sbrigare prima le pratiche. Un boom edilizio in quella che sta diventando una vera zona residenziale per Brugnato, con tante nuove case familiari o bifamiliari, nel verde e a poca distanza dal centro e dalle nuove scuole.
Veltroni:
<Ci sarà una sorpresa nelle urne>
( da "Adige,
L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-
Camilleri
nel mondo delle facili concessioni
( da "Libertà"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: compilazione della richiesta finisce per imbrigliarlo nel labirinto della burocrazia, in una serie di nuovi equivoci e imbrogli che coinvolge il Genuardi, siciliano qualsiasi, e la sua famiglia ma anche i vari apparati dello Stato, Prefettura, Questura, Pubblica Sicurezza e Benemerita Arma dei Reali Carabinieri; nell'intricato e tragicomico intreccio finiscono anche don Calogero Longhitano,
Cartelli
pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla'
( da "Nazione,
La (Prato)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 1 Cartelli pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla' COMUNE NUOVE regole del Comune per i cartelli pubblicitari, con la speranza di fare un po' d'ordine sulle strade della città: più distanza fra le installazioni, più controlli sulla pubblicità abusiva e meno burocrazia.
Viaggio
in pulmino nel cuore del ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che significa meno burocrazia, un'esigenza che arriva addirittura prima di quella di meno tasse. Ora mi sto girando tutti i 50 Comuni della Brianza". Perché tanto impegno, nonostante il numero 17? "Credo nel Pd, che per me è il completamento di tanti anni di lavoro: è una sfida in cui mi ritrovo - spiega Civati -.
<L'Europa
ci ha deluso Dobbiamo difendere il prodotto made in Italy>
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove dominano tecnocrazia e burocrazia, non può essere la negazione dei primati, delle nostre tradizioni. Serve uno scatto di reni, serve più politica per tutelare gli interessi dei singoli Paesi nell'Europa, e gli interessi dell'Europa nel mondo". PAOLO BRUNI, presidente di Fedagri-Confcooperative, portavoce di tutta la cooperazione agroalimentare e vicepresidente del Cogeca (
Veltroni:
Gli italiani ci faranno vincere Il leader del Pd è ottimista. Poi accusa il
Csm: troppo premuroso con il giudice di Gela
( da "Unita,
L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: velocizzare un paese lento e paralizzato dalla burocrazia scommette quasi tutto. Veltroni è soddisfatto di questo viaggio in Campania: piazza pienissima anche a Benevento, dopo il bagno di folla di venerdì sera a Salerno. "Mi annunciano sempre che le cose saranno difficili, e poi viene tutto facile".
C'era
una volta in Sardinia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è rimasta in piedi solo la carcassa della burocrazia. E io sono uno di quegli imbecilli che si mettono in fila, che aspettano". Ha notato se per caso abbiamo qualche pregio? "Tanti. Siete ospitali, curiosi, interessati verso tutto ciò che è nuovo, all'avanguardia. Con tutto questo poderoso bagaglio procedete poi a seppellire le buone intenzioni.
<Ce
l'ho fatta, dopo tante battaglie Disoccupati, non arrendetevi>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Me lo creo da me / Ma poi si scontra con la burocrazia". La sua tenacia, evidentemente, ha avuto la meglio sugli ostacoli posti sul suo cammino da chi avrebbe avuto il compito di aiutarlo a rimuoverli. Ora buon lavoro, e in bocca la lupo. DANIELA PINNA.
Se
Juno fosse in Italia? Sarebbe finita sulle cronache o in galera
( da "Unita,
L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: persi in un labirinto di burocrazie intrecciate, agenzie di mediazione inaffidabili e, talvolta, di "regalìe" taciute, alla ricerca di quel figlio che non hanno potuto concepire? Trovare un annuncio sul giornale, farsi accompagnare da papà - il personaggio del padre, nella storia di Juno, è fondamentale - a vedere com'è fatta quella coppia che "
Lui
giustifica l'evasione ma sui numeri mente E i condoni fanno disastri
( da "Unita,
L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Urlano ai lacci e lacciuoli della burocrazia. In realtà proprio questo strumento è considerato uno dei più efficaci per evitare l'elusione fiscale. Altra norma che potrebbe risultare a rischio è la corresponsabilità di appaltatori e appaltanti nei versamenti contributivi: una norma che punta a eliminare il lavoro nero (e insicuro) in molti cantieri.
Ricercatori
stranieri, l'Italia resta un sogno
( da "Messaggero,
Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non solo fuga di cervelli. La burocrazia respinge i talenti disposti a entrare Ricercatori stranieri, l'Italia resta un sogno.
Ubaldi:
<Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma io aggiungerei anche quello della burocrazia pubblica che diventa sempre più asfissiante, o quello della riforma della scuola. Lei teme l'astensionismo? Disertare le urne non serve a nulla. Anzi, serve solo a rafforzare quei due schieramenti principali che si ripresentano con le stesse proposte e con pro grammi irrealizzabili.
Mazzoni,
il questore scomodo. E punito ( da "Corriere Alto Adige"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: competitivi con gli stessi nel trovare occupazione non solo nella burocrazia, ma in ogni altra arte o mestiere". Più avanti, allargando il quadro politico: "La pretesa da parte della classe politica trentina di mette sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti- tedesca e per una rivalsa nettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio,
L'INTERVENTO
( da "Giornale.it,
Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incredibile burocrazia che riguarda i cosiddetti ricoveri obbligatori, la chiusura delle Case di Cura Neuropsichiatriche, l'anacronistico divieto alla scelta della struttura psichiatrica da parte del paziente, che in molte regioni è obbligato a rivolgersi solo alla struttura competente per territorio e non per qualità).
Via
Venti: lavori bloccati ( da "Giornale.it, Il"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e impantanati tra i ponteggi". Il sindaco Marta Vincenzi tende la mano: "Martedì incontreremo il consorzio per studiare un'ipotesi di intesa. Andiamo avanti chiarendo ruoli e prosppettive", tranquillizza il sindaco. Ma la preoccupazione e la rabbia rimangono: "Se non arriveranno risposte concrete dovremo smontare le impalcature che fasciano il Ponte e dire addio al suo
Santin:
la giunta non valorizza l'area del mobile
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alleggerire la burocrazia e incentivare l'orario flessibile a favore delle lavoratrici madri. La Galante sarà domani mattina al mercato di Valvasone. CFranco Dal Mas, candidato del Pdl, in occasione di un incontro con alcuni medici ha marcato l'urgenza di potenziare le funzioni del distretto di Pordenone in ambito socio assistenziale,
'A
Cremona fiera del florovivaismo' ( da "Provincia di Cremona, La"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una burocrazia enorme che scoraggia gli operatori". Sono intervenuti poi l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Mantova, Maurizio Castelli, il sindaco di Canneto (realtà florovivaistica più importante della zona), Pierino Cervi, il presidente del cda di Santa Chiara, Antonio Ubaldi, il presidente della Provincia di Cremona,
Tempi
stretti per il pronto soccorso-bis
( da "Corriere
Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisogna anche confrontarsi con i tempi della burocrazia. Comunque già una metà degli infermieri necessari sono stati assunti o sono in corso di assunzione". In totale gli infermieri saranno venti e affiancheranno dieci medici, nove osservatori e un coordinatore infermieristico. L'altra criticità individuata da Aprile riguarda i posti letto: "Con l'aumento dei pazienti in urgenza,
<Troppi
medici sono condizionati dalle denunce>
( da "Arena.it,
L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bisogna poter esercitare con serenità" Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai camici bianchi.
Veltroni
crede nella "sorpresa" delle urne
( da "Corriere
Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma soprattutto pretende "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. "E' una cosa inaccettabile.
Alle
urne le "quote" sono rosa
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per molti stranieri resta una chimera che si perde nei meandri di controlli e burocrazia. Ma adesso in città, dove oltre il 9 per cento della popolazione residente è straniero, crescono gli stranieri che ogni anno ottengono la cittadinanza italiana, e quindi il diritto di voto. Nel 2006 sono stati 88, nel 2007 il numero è salito 142 e quest'anno, nei soli primi tre mesi si è a 47.
Veltroni:
''Tre mesi per le adozioni'' ( da "ADN Kronos"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha concluso.
Vigilanza
urbana, proteste dei sindaci ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sintetizzate in una eccessiva burocrazia richiesta per l'impiego dei vigili sul territorio e nella poca elasticità nell'interpretazione delle norme. Troppo ossequiosi di disposizioni e regolamenti vari, è stato osservato e tutto va a discapito della rapidità nell'organizzare manifestazioni e degli interessi di singoli abitanti che si vedono rinviare le loro faccende per un semplice timbro.
E
Veltroni aspetta la <sorpresa> nell'urna
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-
<Reinventare
il Paese partendo dal merito> ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Reinventare il Paese partendo dal merito" Il capolista alla Camera Massimo Calearo: "Meno burocrazia e più infrastrutture. La globalizzazione non è un male" Entusiasmo e stima palpabili in platea per la fermata padovana del ministro al Commercio internazionale Emma Bonino intervenuta a un dibattito promosso dal Pd su riforme ed economia.
Un
centesimo in meno di Ici, il Comune la sanziona
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il Comune la sanziona Quando la burocrazia si mette in moto non si sa a quali eccessi possa portare.Un centesimo in meno di differenza e un giorno di ritardo nel pagamento della rata dell'Ici per un immobile posseduto a Trecenta da una coppia di Torino, relativa al 2005, hanno spinto l'amministrazione altopolesana a inviare ai destinatari di tanto "errore"
<Più
peso e rispetto per l'agroalimentare>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: minore burocrazia e maggiore controllo del territorio rurale".Infine anche per il Guzzo "il percorso della filiera breve è il principale scopo ed obbiettivo del Pd. Con il nostro latte, e altre identità come l'asparago di Bassano, bisogna fare un percorso educativo nel medio-lungo periodo con scuole ed aziende per far capire l'
"Salasso"
a un insegnante per rilasciargli un certificato
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: complessità della burocrazia scolastica: "Accade che i docenti precari cambino spesso istituto e quando devono richiedere un certificato che documenti gli anni di insegnamento, devono recarsi in ciascuna delle scuole in cui hanno lavorato". Ecco perché ora "attendiamo che l'Ufficio scolastico regionale intervenga per stabilire che le scuole debbano rilasciare un documento cumulativo"
Il
"Professor M" mi ricorda qualcuno
( da "Gazzettino,
Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per avere giustizia occorrano molti anni e si debba arrivare alla Corte dei Conti significa che la burocrazia e la lentezza esasperanti costituiscono tuttora un limite quasi invalicabile.Non so se sia possibile attivare la class action in casi come questo: la scuola e l'istruzione non possono essere paragonati a un prodotto scaduto e messo in vendita, a una garanzia truffaldina.
Veltroni:
''Astensionismo anticamera di tragedie''
( da "ADN
Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di '
DALL'INVIATO
RAFFAELE INDOLFI BENEVENTO. È UNA COSA INACCETTABILE. QUELLO CHE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". Veltroni parla anche dell'orgoglio di essere e sentirsi italiani e attacca la Lega. "I candidati leghisti a Pontida - dice - hanno giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore".
ACCONTENTIAMOCI
DI CENTOMILA, CHE NON SONO POCHE, NEANCHE PER UN PAESE, COME LO DEFINì GAETANO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ridurre le leggi vuol dire smantellare mezza burocrazia. Quella che campa di regolamenti, decreti, decretini, commi, paragrafi, eccezioni. Soprattutto, eccezioni. La forza dei pubblici amministratori, la metà dei quali ci costerebbero meno se in quiescenza, è la savana in cui come astuti automi si muovono.
LE
IDEE CHE SERVONO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi biblici della burocrazia sono la vera zavorra alla crescita. L'emergenza rifiuti, che ha proiettato la Campania su Newsweek ("Disastro Italia") produce un effetto domino dalle conseguenze drammatiche, compresa la crisi della mozzarella di bufala. Per non dire dell'ordine pubblico.
Veltroni:
''Rimonta spettacolare'' ( da "ADN Kronos"
del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di '
( da "Gazzetta di Parma, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
E con
"Iquel" i cittadini danno i voti al Comune UNA SFIDA
PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA PROGETTO UNA SFIDA PER
RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i
cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei
servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città.
Potranno giudicare, attraverso Internet, telefono e i mezzi tecnologici più
avanzati, la qualità dei servizi che offre il Comune. Così l'amministrazione
avrà un rendiconto chiaro di quel che ha fatto bene e quel che invece non
funziona. Insomma, è in arrivo una nuova arma per smaltire ulteriormente la burocrazia, snellire le pratiche e offrire servizi ad hoc
per i cittadini- clienti. Questo progetto di "verifica della qualità dei
servizi erogati" si chiama Iquel: "Innovazione e qualità per gli enti
locali". Parma, su spinta... continua... Per leggere il testo completo
dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Treu e le novità dei
democratici "Più spazio a donne e giovani" "Siamo all'ultima
settimana di campagna elettorale. E ci sono tutte le premesse per fare
risultato". Ha esordito così il senatore Tiziano Treu venerdì sera al
teatro comunale di Guidizzolo. "Ognuno di noi, ognuno di voi, deve fare
però la propria parte" ha aggiunto Treu, introdotto dal presidente del
circolo Pd di Guidizzolo, Claudio Pinelli che ringraziando ospite e presenti ha
salutato anche i due candidati Francesca Zaltieri ed Ezio Zani. A Pinelli è
seguito il saluto della presidente provinciale dei circoli, Dina Pignoni. Da
qui è entrato nel vivo l'intervento di Treu che, prendendo spunto dallo
'speciale elezioni' stampato dal circolo guidizzolese, ha ripercorso le
motivazioni della campagna elettorale del Pd. "Ci sono finalmente idee
nuove - ha detto - siamo liberi dai condizionamenti del passato e questo è un
segnale importante. Anche in queste aree abbiamo visto che viene apprezzata la
nostra novità; il clima è cambiato; ora questo clima va tramutato in
voto". Dalla necessità di ridare speranza ai giovani "...abbiamo
candidato 130 persone di età inferiore ai quarant'anni e possiamo mandare in
Parlamento 120-130 donne". Treu ha chiesto di leggere il programma del Pd:
"Non è vero che i programmi sono uguali - ha osservato - leggete il
nostro, vi servirà meno di un'ora: capirete le differenze, su tanti temi, dal lavoro
alla partecipazione". E proprio la partecipazione nuova inaugurata dal Pd
è stata dall'ex ministro giudicata "...una delle rivoluzioni del
partito". Quindi i temi economici: "Un Paese che non produce
ricchezza non è in grado di distribuirla e poi le risorse non possono essere
distribuite male. Per questo tutti dobbiamo contribuire alla crescita. E la politica può fare molto: ridurre la burocrazia, abbattere le disuguaglianze,
alleggerire le tasse, migliorare le pensioni, dare più sicurezza alle persone.
Non vogliamo più che i nostri giovani migliori siano costretti ad andare
all'estero. Noi - ha concluso - abbiamo proposte concrete per l'Italia".
(s.d.).
( da "Trentino" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Da Cesare
Battisti in poi lunga tradizione socialista" IL FORUM Missione trentina per
Valdo Spini TRENTO. La prima missione? Superare il quorum. Valdo Spini,
fiorentino, già due volte ministro dell'ambiente, capolista del Partito
socialista alla Camera in regione, crede ovviamente che il risultato sia nelle
possibilità della ritrovata unità della gloriosa formazione. E ne trae
convinzione in quella terra trentina che ha dato i natali ad alcuni dei più bei
nomi del suo partito. Spini (con Nicola Zoller e Cristian Sala) ieri è stato
protagonista del forum nella nostra redazione. "La tradizione trentina
socialista, da Cesare Battisti in avanti, è sempre stata molto rilevante. C'è
questo ponte con Firenze perché spesso la borghesia intellettuale trentina ha
mandato i figli a studiare a Firenze. Battisti compreso". Qui c'è un
alleanza molto diversa da quello che avviene altrove. Con un centrosinistra che
si presenta con gli autonomisti? "C'è un elemento particolare, la
Margherita qui non ha permesso la nascita del Pd. Noi ci rivolgiamo agli ex Ds:
la carta è quella del socialismo europeo, non ce ne sono altre. Ma è anche vero
che con Dellai, con cui ci siamo incontrati, si è discusso di una idea, fare
nascere qualche cosa di ancora più ambizioso del Pd. Se nei prendiamo il 4 per
cento, lo metteremo al servizio di un'ipotesi unitaria e più ambiziosa. A noi
per "vincere" basterebbe riprendere un elettore su tre". Vale
anche per l'Alto Adige? "La Svp ha aperto l'ombrello... ma con Durnwalder
si sono avuti punti di vicinanza. Veltroni ha ritenuto di volere per ora solo
ex Pc ed ex sinistra Dc, ma noi con il nostro successo si potrà organizzare un
vero incontro di culture". La presenza di solo due Poli? "La penso
come Spadolini, sono contro la cancellazione dell'Italia delle minoranze. Oggi
nel Pd, nel coordinamento, non c'è una sola persona che venga dalla nostra
area. Hanno fatto questa scelta, penso ad una nostra rivincita, a quella di un
centrosinistra più ampio. Per dire sono andato ad appoggiare Anna Finocchiaro
in Sicilia, anche se è nel Pd". E come mai? "In primo luogo perché il
suo avversario, Lombardo del Mpa, ha parlato male di Garibaldi, visto che lui
sostiene un'ipotesi storica alternativa di Regno delle due Sicilie con la
presidenza del Papa...". La legge elettorale però vi unisce?
"Veltroni negandoci l'apparentamento ci ha posto il problema del 4 per
cento. Ma a parte quello vi è in Italia la voglia di qualche cosa di diverso,
di terzo, dal Veltroni-Berlusconi. Il governo Prodi forse ha fallito anche
perché non ha è riuscito ad attuare un riformismo ambizioso". Quali sono
onorevole Spini i temi forti che vi distinguono dal Pd? "In primo luogo i
diritti civili: noi siamo per un partito laico di credenti e non credenti. Non
per un partito di laici e di cattolici e non è la stessa cosa. Io sono credente
ma sono per un partito che garantisca libertà di religione. Ho seguito il
dibattito sulla moschea qui da voi ed ho scritto una lettera di solidarietà a
padre Butturini per la sua idea della colletta". Altri temi?
"Attenzione ai giovani. Va bene cambiare lavoro ma non passare da un precariato
ad un altro. Io sono per il fisco all'americana, quello che incoraggia il
contribuente a scaricare le spese sostenute, per fare emergere il sommerso. Questi non sono gli studi di settore... sul detassare chi non è
d'accordo?". Per finire? "I nostri slogan sono basati sulla lettera
s: Spini, socialismo, sviluppo. Ma ai trentini propongo poi sicurezza,
semplificazione della burocrazia e altra solidarietà". (g.t.).
( da "Gazzetta di Modena,La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Claudio
Salvaneschi L'INTERVISTA DELLA DOMENICA Fare politica dovrebbe essere un dono
alla città Dubito che ora lo sia "VIVERE il tempo, non andare dietro al
tempo, questo deve fare Modena, e del resto è quello che dobbiamo fare tutti.
Con il senso del bello, però, sempre". Emilio Mazzoli sta seduto tra
quadri, disegni, libri e colori, un vortice di colori, nella sua stanza
laboratorio nella Galleria d'arte di via Nazario Sauro, che dà subito l'idea di
un crogiuolo dove nascono idee, che possono piacere o non piacere, lui lo dice
subito, ma vibrano nell'aria, si "toccano" quasi. Iniziamo proprio da
da qui: dal senso del bello per una città, per Modena... "Il bello va
vissuto in diretta, io credo, a Modena come in qualunque città. Non si deve
essere retrò, guardare sempre al passato, serve una nuova apertura mentale. Ma
adesso non c'è questa idea. Prevalgono logiche di schieramento o egoistiche e
la città mi pare passi in secondo piano". La bussola della città dove è
orientata ora, qual è la direzione che ha preso Modena? "Iniziamo dalla
dimensione qualitativa della vita a Modena, della cultura, dell'arte. Modena
attualmente è una città dove le istituzioni cercano di fare il possibile ma
manca l'Idea. E' un problema comune, per tanti aspetti, a molte città italiane.
Io penso che le istituzioni, nelle realtà di provincia, non dovrebbero essere
delle imitazioni di quelle delle grandi città, delle metropoli, cioè fare le stesse
cose su scala ridotta. Noi dovremmo essere dei laboratori, dove sviluppare
progetti con grande professionalità e passione". Qual è allora il
principale deficit delle istituzioni? "Io ho una galleria d'arte nota in
tutto il mondo, cerco di fare cultura, ma qui a Modena per il privato è
difficile rapportarsi con le istituzioni, perchè loro vogliono gestire tutte le
iniziative senza averne le possibilità culturali, mentre in tutto il mondo si
punta sulle gallerie e sui privati come volano e stimolo. La classe dirigente
del dopoguerra non seguiva l'arte con particolare interesse, dovevano
ricostruire, avevano altri pensieri. Poi si è capito che la cultura era un
fenomeno importante per lo sviluppo di una città. Qui a Modena è nata la
Transavanguardia, si sono svolte delle mostre di grande rilievo, mostre che
definirei germinali in quanto innovative, che aprivano spazi e frontiere nuove,
intuitive". E Modena, le istituzioni, hanno risposto, hanno capito?
"No, a mio parere le istituzioni non hanno approfittato di queste aperture
culturali, che c'erano, per dare un maggiore respiro alla città, per seguire
una strategia di valorizzazione dell'arte come fattore di sviluppo e di
miglioramento della qualità della vita globale per i cittadini. Ad esempio, ci
sono stati periodi in cui c'era la possibilità di acquistare il meglio delle
opere d'arte presenti sul mercato a condizioni vantaggiose, per esposizioni,
musei, ma Modena se le è lasciate sfuggire semplicemente perchè in quel momento
non erano ancora nomi noti, importanti... Ma poi lo sono diventati!". E'
mancato il coraggio o la competenza? "Un po' tutte e due. Nell'arte conta
la ricerca, l'invenzione, la scommessa. Nell'arte conta l'opera, non il nome.
Dagli anni '
( da "Gazzetta del Sud" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Assicurazione gratuita
per le casalinghe la nuova proposta lanciata da Veltroni Cristina Ferrulli
BENEVENTO Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un
comizio a mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che
il 13 e 14 aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli
indecisi, criticando gli avversari "cupi e senza energie",
difendendosi dai giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su
cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere
attacca , alla fine vedremo". C'è "una giusta domanda" che,
secondo il segretario del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale
la pena votare ancora il PdL con "una leadership che non ha più voglia e
un candidato premier che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o
è meglio scegliere il Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di
provvedimenti da realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso
l'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro"
dice Veltroni nella terra di Mastella, l'alleato che ha dato l'ultimo colpo
all'albero di Prodi. Un partito "coeso", che conosce i problemi della
gente e vuole mettersi al lavoro "perché non possiamo accettare il declino
dell'Italia". Berlusconi dice che se vince il Pd ci saranno più tasse e
intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia "il patto per la crescita e
lo sviluppo", con provvedimenti a sostegno delle fasce deboli. Ma
soprattutto pretende "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli
imprenditori e dei cittadini", con la giustizia che funzioni e "chi
sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm
sul giudice di Gela. Il voto utile, che Veltroni chiede, è la scelta tra chi
"vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due
legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici
di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al
Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega attacca Veltroni ha giurato sul Po.
Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è,
per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice
Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica".
Perché, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e
l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia
politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi
si sanno dal '94". La nuova politica porterà invece, assicura Veltroni,
senza ancora fare nomi, aria nuova nell'esecutivo e realizzerà "una fase
di forte discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario
del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza
rifiuti. Nel lungo tour elettorale del leader democratico non potevano mancare
le casalinghe. Veltroni, ne incontra un gruppo a pranzo alla Garbatella,
storico quartiere popolare di Roma e annuncia la nuova proposta del Pd per
queste "donne che nel nostro Paese svolgono un ruolo fondamentale".
L'idea è quella di una assicurazione gratuita e automatica contro gli infortuni
domestici. Si tratta, in buona sostanza, di modificare la legge che prevede già
la possibilità di una assicurazione di questo genere (con un versamento modesto
di 12,91 euro l'anno), ma che viene utilizzata solo da un quarto delle donne di
casa italiane (due milioni su otto) a causa soprattutto delle complicazioni
burocratiche per fare domanda all'Inail. Di qui il progetto del Pd: fare in
modo che, in automatico e gratis, chi è vittima di un infortunio domestico (con
un danno al di sopra o pari al 27% di invalidità permanente) possa ottenere un
rimborso semplicemente facendo un'autocertificazione in cui dichiara di essere
casalinga e presentando i certificati medici. Così potrà avere un risarcimento
che varia dai 148,33 euro al mese (per il 27% di invalidità) a 1.030 euro (per
le invalidità al 100%). Il costo della proposta, che riguarda una rendita
risarcitoria che dura tutta la vita, viene stimato dai democratici intorno ai
4-5 milioni di euro l'anno, ma non comporta spese per le compagnie
assicurative. Le casalinghe della Garbatella incassano sorridenti la proposta,
garantendo, secondo lo slogan della campagna veltroniana, che alle elezioni
"Si può fare".
( da "Giornale di Brescia" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 06/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Veltroni: per le casalinghe
un'assicurazione gratuita Veltroni: protezione totale alle casalinghe ROMA
Assicurazione automatica e gratuita per le casalinghe contro gli infortuni
domestici. È la proposta del Pd, illustrata ieri dal candidato premier dei
Democratici, Walter Veltroni, ad un gruppo di casalinghe, durante un incontro
nel quartiere romano della Garbatella. "L'idea è di riconoscere - spiega
Veltroni ai giornalisti al termine dell'incontro - che c'è un mestiere, quello
delle casalinghe, che è un mestiere rischioso e che, fino ad oggi,
l'assicurazione obbligatoria è stata stipulata solo da due milioni di
casalinghe". Ebbene, la proposta del Pd consiste nel garantire
"l'assicurazione gratuita per tutte le donne che subiscono incidenti
domestici gravi". Basterà presentare l'autocertificazione di svolgere
l'attività di casalinga e la documentazione relativa all'incidente per ricevere
un assegno per tutta la vita, "senza alcun costo di assicurazione e senza
procedure burocratiche". Nel dettaglio, la proposta è di modificare la
legge attuale, così da rendere automatica e gratuita l'assicurazione. Non sarà
quindi più necessario presentare domande o fare versamenti. Solo nel caso di
incidente domestico che comporta una invalidità permanente, la casalinga dovrà
presentare un'autocertificazione: il costo effettivo - si legge nella proposta
- è stimabile in 4-5 milioni di euro l'anno ed è legato al pagamento delle
indennità alle casalinghe che riportano una invalidità permanente superiore al
27%. Secondo stime Ispesl, ci sono ogni anno in Italia circa 4,5 milioni di
infortuni, di cui 8mila mortali, con circa più di 3 milioni di persone
infortunate. Nel 65% dei casi le vittime sono donne: per il 63% dei casi si
tratta di donne tra i 56 e i 65 anni e le cause prevalenti sono scivolamento o
cadute da scale, sgabelli e sedie. Le lesioni più ricorrenti sono le fratture.
Il risarcimento - recita ancora la proposta del Pd - spetta se l'invalidità
permanente è pari o superiore al 27% per quegli infortuni che si sono verificati
dopo il primo gennaio 2007, mentre prima la soglia di invalidità che dava
diritto al risarcimento era al 33%. Infine, la rendita risarcitoria durerà per
tutta la vita e varia da 148,33 euro al mese (per il 27% di invalidità) e 1030
euro al mese (per le invalidità al 100%). Intanto il pullman di Veltroni è
arrivato a quota 100, cioè 100 province italiane visitate. L'altra sera
parlando a Benevento la Veltroni si è detto convinto che il 13 aprile "ci
sarà una sorpresa". Poi ha attaccato Bertinotti, giudicando ingenerose le
critiche ricevute dal leader della Sinistra Arcobaleno "Bertinotti ha
segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Io
lavoro per vincere - attacca Veltroni - alla fine vedremo". Il leader del
Pd ha evocato "una democrazia che decida", nella
quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli
imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e
"chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella
del Csm sul giudice di Gela che ci ha messo sette anni per scrivere una
sentenza. Il voto utile, che anche l'ex sindaco di Roma chiede, è la
scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due
legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici
di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al
Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega - attacca Veltroni - oggi ha giurato
sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore".
Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come
dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica".
Perché, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e
l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia
politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi
si sanno dal '94". Poi Veltroni difende la sua linea di non rispondere ai
colpi che gli arrivano da Berlusconi, "Per quante contumelie possano
dirmi, io non risponderò. Non lo farò anche perché meno rispondo e più
impazziscono. Se due si insultano e si picchiano - ha citato come esempio -
quella si chiama rissa. Se uno sta fermo e l'altro picchia, invece, allora
quella diventa aggressione. Per questo io non rispondo".
( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sergio magliola In una
commedia greca un personaggio si lamenta di non poter assentarsi tre mesi da
Atene senza trovare al ritorno le leggi cambiate. Da noi è diverso: facciamo
nuove leggi ma non annulliamo le vecchie (giorni fa Walter Veltroni ha
accennato a 5.000 di troppo) gli avvocati scelgono e la giustizia, anche per
questo, affoga negli arretrati. In genere, trovato l'accordo sulla legge da
applicare - e sperando che sia quella giusta - occorre interpretarla: problema
non piccolo se Natalino Irti, modestamente autodefinitosi "non alieno da
problemi giuridici", sente il bisogno di scrivere: "l'interprete deve
accogliere le parole della legge nel significato proprio". In effetti da
noi la parte negativa del '68 non è finita, e l'interpretazione creativa delle
leggi rivaleggia nel produrre incertezza con la finanza omonima. Questa
liquefazione del pensiero ha permeato la società: parole come incoerenza e
schizofrenia conservano il loro significato solo sul vocabolario. Chi mai può
preoccuparsi delle "alterazioni dei rapporti dei giudizi speculativi fra
loro e con la realtà" (Zingarelli) quando Life is now? Tanto peggio per la
realtà. Prendiamo le materie prime. Ogni giorno c'è chi scrive che ne
consumiamo troppe e che le paghiamo poco. Poi però, se aumenta il prezzo della
benzina, le geremie si sprecano. Analogamente per l'agricoltura: il governo che
si azzarda a proporre la riduzione degli aiuti comunitari perde le elezioni. Ma
che fare per aiutare chi vive con due dollari al giorno, se non comperare da
loro cose semplici? Lo stesso vale per gli immigrati. Non possiamo accogliere
tutti: fra l'altro importeremmo ancor più materie prime. Non è meglio aiutarli
a consumarle a casa loro, o qualcuno salta subito fuori con l'accusa di
neocolonialismo? Sfruttiamo l'energia atomica per interposto Paese. Uguali
pericoli e maggiori costi, solo per poter scrivere "Comune
denuclearizzato". In Europa tutti lavoriamo in media sei mesi all'anno per
lo Stato: da noi un altro mese, almeno come tempo, se ne va
per la burocrazia.
Ciononostante gli italiani non sono soddisfatti dei servizi ricevuti - nemmeno
della sanità, giudicata dall'Oms la seconda migliore al mondo - mentre lo
Stato, per erogare questi servizi, si è indebitato più degli altri europei, al
contrario le famiglie italiane sono meno indebitate di quelle straniere.
E c'è chi chiede più Stato. Una cinese è diventata il più ricco cittadino del
suo Paese importando carta da macero: sfrutta gli spazi vuoti nelle navi che
tornano dagli Usa. Da noi il governo ha recentemente stanziato nuovi fondi per
gli autotrasportatori: il 40% dei loro viaggi avviene a vuoto. Come dire,
sprechi tu, pago io. Veramente paghiamo noi: una tassa sull'inefficienza degli
altri. Come per il turismo della spazzatura, suppongo. Una notizia positiva:
l'Expo universale del 2015 si terrà a Milano. Non montiamoci la testa, avevamo
di fronte la Turchia, ma questo successo conferma che, se gli italiani non
litigano fra loro, i risultati si vedono. Il bicchiere è ancora mezzo pieno: ma
si sta svuotando. Sergio Magliola è stato amministratore delegato Finsider.
06/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Capolista al senato:
Pd Genova. Roberta Pinotti, insegnante e già assessore genovese, è deputato
uscente, presidente della commissione Difesa della Camera, è capolista al
Senato in Liguria per il Partito democratico. La sua elezione è certa. Pinotti,
lo spostamento al Senato è stata una promozione o semplicemente una necessità?
"Bè, sono capolista, penso sia una promozione. Per altro non ci sono tanti
capolista scelti sul territorio. Da questo punto di vista, quindi, è una
candidatura che ho letto come un segnale di forte attenzione e
responsabilizzazione per me e la Liguria". Dopo di lei, però, un bel
numero di candidati paracadutati... "È un discorso che lascia il tempo che
trova. Noi, insieme, abbiamo ascoltato in queste settimane tutte le categorie
produttive e raccolto le idee e i progetti che ora possiamo sostenere per lo
sviluppo. Mi piacerebbe impegnare questa pattuglia di eletti, che si è
comportata bene come squadra, come hanno riconosciuto tutti, in una forte
battaglia per la Liguria". Il porto di Genova si è sentito orfano, in
questi anni. "È il primo punto. La legge sulla portualitàè da cambiare:
serve uno strumento più agile, che individui i porti nazionali e snellisca le
modalità sia per fare il piano portuale, sia per nominare in un modo moderno il
presidente". Burocrazia. "E anche fatti. Insisto
sulla necessità di una piattaforma logistica oltre l'Appennino, da raggiungere
via treno per sbottigliare la città. In questo senso va fatto al più presto
l'autoparco previsto dal piano". Scusi, con quali finanziamenti?
"Noi pensiamo a una convenzione con tutte le autorità, locali e nazionali,
per programmare una serie di flussi finanziari e quindi realizzare il
waterfront disegnato da Renzo Piano. Se noi riuscissimo a spostare l'aeroporto,
avremmo un porto in linea retta capace di ospitare 5-6 milioni di teu".
Ancora l'aeroporto da spostare. "Ho visto il progetto e mi convince.
Specie nella previsione dell'Autorità portuale di cedere le sue quote. Possiamo
pensare a nuovi soci, pubblici e privati. Senza contare che lo scossone su
Malpensa può persino favorirci. Non puntiamo solo sull'esistente". Come la
metterete con i comitati di quartiere e gli ambientalisti? "Nel nostro
progetto c'è la merce che si muove, senza stazionare. Se riesci a mettere in
moto lo sviluppo, sposti l'aeroporto, fai la piattaforma oltre l'Appennino e
rafforzi il sistema ferroviario, elimini i tir. Non solo hai lo sviluppo, ma
liberi la città". Berlusconi dice: potete promettere la Luna, tanto
perdete... "Appunto, lo dice lui. Invece la Liguria avrà un peso
particolare. Qui si decide la vittoria vera. Vincere da noi non è solo prendere
tre senatori in più: è una questione di equilibri nazionali. Dare il voto al
Pd, in Liguria, è dare un progetto al Paese". Un voto utile per un governo
delle grandi intese. "No. Uno dei nostri punti di forza è quello di
mantenere una piena credibilità tra ciò che diciamo e ciò che facciamo e
faremo. Io, poi, sono uno scout. Niente larghe intese: se ci fosse
l'ingovernabilità torneremmo al punto di partenza; quello già proposto. Si
riscrivono le regole insieme e poi si vota". Gio. M. mari@ilsecoloxix.it
06/04/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA PROTESTA.
Stamattina, alle 9, si terrà l'assemblea annuale L'Sos dei medici di Lisa Cesco
Scivolati un passo indietro, da interpreti principali della sanità a comprimari
di ruolo marginale e compresso. Stretti fra gli ingranaggi
di una burocrazia
ipertrofica, vincolati a dettami regionali che arrivano dall'alto, orfani della
fiducia del malato. Si vedono così, i medici bresciani. E a lanciare il grido
d'allarme è il presidente dell'Ordine provinciale, alla vigilia dell'assemblea
annuale in programma stamattina (alle 9) alla Facoltà di Medicina.
"Così com'è, la sanità non risponde più alle necessità della gente, sta
decadendo nella sua essenza, e non si tratta solo di un problema di
ristrettezze economiche - dice il presidente dell'Ordine, Raffaello Mancini -.
C'è un problema di fondo di marginalizzazione del medico, spesso costretto in
spazi angusti davanti all'egemonia di direttori generali ospedalieri nominati
dalla Regione, o ad adempimenti burocratici e amministrativi imposti dall'alto,
che riducono il clinico a un mero tecnico, spesso non in grado di espletare la
sua professione con la piena libertà". A complicare le cose ci si mette
anche la tecnologia, che sposta il rapporto medico-paziente sul versante
tecnico, dimenticando quello umano. Si affievolisce la valenza etica della
professione, il malato perde fiducia nel medico e non ne riconosce più il
profilo mutato nel tempo: non più colui che salva la vita per malattie acute,
ma colui che accompagna nella gestione di malattie croniche (esplose con
l'aumento dell'aspettativa di vita) che vanno curate, ma che non possono essere
guarire. Uno degli esempi delle contraddizioni emergenti è, secondo l'Ordine,
il modello delle "Case della salute" che stanno timidamente
affermandosi anche in qualche paese del Bresciano, con gruppi di medici che si
uniscono e onlus a fare da appoggio per l'accesso dei pazienti, soprattutto
anziani. "Così - afferma Mancini - ogni singola professionalità si
dissolve, non si capisce a cosa servano veramente queste "case", di
certo è una situazione in cui ci stiamo perdendo". La ricetta per
invertire la rotta è semplice da capire, ma complessa da realizzare. "I
medici devono smettere di parlare tra di loro - avverte Mancini -, tornare ad
aprirsi alla popolazione, informarla, ricreare quel binomio medico-paziente che
è la sostanza della sanità, riprendere a essere dei grandi comunicatori".
La comunicazione, in questo caso, dev'essere però bilaterale: verso i pazienti,
per tornare a creare quell'empatia alla base della cura, ma anche verso le alte
sfere politico-amministrative, "per far capire le nostre necessità a chi
ha in mano le redini della sanità, perché ci venga dato ciò che serve, visto
che spesso mancano le cose essenziali perché non siamo capiti", dice il
presidente. "C'è bisogno nella nostra provincia di una programmazione
sanitaria che ancora non esiste: pensiamo al settore dell'oncologia o dei
traumi, con doppioni o zone scoperte - aggiunge il consigliere Francesco Puccio
-. Anche i medici possono incidere in questo senso, dando voce verso Asl e
Regione per un'organizzazione puntuale e attenta". H È mancato all'affetto
dei suoi cari PIERINO CONTI di anni 83 Ne danno il triste annuncio la moglie
Bianca, i figli Ivan, Fiorella e Denise con le rispettive famiglie. Un
particolare ringraziamento a tutto il personale della Casa di riposo G. Valotti
di Isorella. I funerali seguiranno oggi, domenica 6 aprile alle ore 16.30 nella
parrocchia di Botticino Sera, patendo dall'abitazione di via Panoramica 5, indi
si proseguirà per il cimitero locale. La presente serve da partecipazione e
ringraziamento. Botticino Sera, 6 aprile 2008.
( da "Arena, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A CONFRONTO.
Confronto alla Gran Guardia "Troppi medici sono
condizionati dalle denunce" Divisioni, conflitti tra diverse figure
mediche, burocrazia e un
numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi
"quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base
della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla
Gran Guardia dai camici bianchi. Dopo il saluto del consigliere comunale
e medico Francesco Spangaro, che ha organizzato l'iniziativa in collaborazione
con una decina di sigle sindacali provinciali, sono state molte e diversificate
le posizioni espresse. Dura e chiara quella del presidente dell'Ordine dei
medici, Giorgio Carrara, alla prima uscita ufficiale dopo la scomparsa di Pier
Marcello Fazzini. Lo stesso Carrara ha ricordato come "il dottor Fazzini
si sia speso moltissimo per tentare di risolvere molti dei problemi di cui ora
stiamo discutendo". "L'unica richiesta che faccio", ha proseguito
poi, "è che i medici possano esercitare la professione con serenità. La
gente oggi ci chiede tutto e subito e, se non lo ottiene, arriva fino alle
denunce. Questo è anche colpa nostra: la categoria non è affatto unita e quindi
non abbiamo alcun peso politico. Decine di sindacati si occupano solo dei loro
iscritti e confliggono con gli altri". Quindi l'appello: "Svegliamoci
in fretta e cerchiamo di remare almeno tutti dalla stessa parte". Sulla
stessa lunghezza d'onda l'intervento del segretario della Fimmg, i medici di
medicina generale, Lorenzo Adami. "Ospedale e territorio spesso hanno
rapporti di contrapposizione", ha detto. "Il 40 per cento dei camici
bianchi poi opera condizionato dal timore di denunce. L'eccessiva prudenza per
paura della magistratura non permette di lavorare adeguatamente". A
proposito di conflitti tra medici, esemplare l'intervento di Francesco
Buonocore, direttore sanitario della Ulss 21 di Legnago e ex primario del
Pronto Soccorso a Borgo Trento. "Nel protocollo di intesa per l'Azienda
ospedaliera integrata, i medici ospedalieri e gli universitari", ha detto,
"hanno totale disparità di trattamento. Da anni i primi inseguono i
secondi rivendicando gli stessi diritti. Ma come si fa a pretendere di essere
uniti in questa condizione penalizzante? Quando si capirà che la sanità è
unica?". Buonocore ha citato anche il sindaco Tosi. "È solo grazie a
lui, allora giovanissimo consigliere regionale, se un protocollo ancora più
penalizzante non è stato firmato già quando era assessore alla sanità Gava e
segretario Toniolo". Importante la replica di Flavio Tosi che,
indirettamente, ha confermato la posizione del direttore sanitario. "Non
era possibile firmare un protocollo così sbilanciato. Ora però la Regione ha
nominato due arbitri (i rettori universitari, ndr), uno a Verona e uno a
Padova. Se i due rettori sapranno arbitrare bene, forse scontenteranno entrambe
le parti ma avranno avuto equilibrio". G.M.
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Aperta al
pubblico da domani la nuova farmacia comunale CAMPODARSEGO. Inaugurata ieri la tanto
attesa farmacia comunale, aperta da domani in via Pontarola
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Sportello
unico attività produttive raddoppia il numero degli addetti SASSARI. Con la
recente entrata in vigore della finanziaria regionale, sono cambiate le regole
per chi si rivolge allo Sportello unico per le attività produttive. La
normativa, che semplifica la burocrazia per chi vuole avviare nuove attività, ha modificato i
procedimenti dando ai cittadini la possibilità di presentare delle
autocertificazioni e ridurre così i tempi di risposta da parte
dell'amministrazione. Per orientare gli utenti all'utilizzo della nuova
modulistica, lo Sportello unico raddoppierà da questa settimana il numero degli
addetti alla ricezione del pubblico. Un modo per andare incontro alle
esigenze dei cittadini che in questi giorni hanno manifestato un certo
disorientamento di fronte alle novità della legge, come spiega l'assessore alle
Attività produttive, Raffaele Tetti: "Il nostro è uno dei primi Comuni
dell'isola ad adeguarsi alla nuova normativa. Gli uffici dello Sportello unico
sono disponibili ad aiutare gli utenti a utilizzare al meglio uno strumento che
semplificherà le procedure". Prima di depositare atti o documenti diventati
"irricevibili" in base alla nuova legge, lo Sportello unico invita a
richiedere informazioni agli uffici, anche scrivendo all'indirizzo e-mail
sportellounico@comune.sassari.it.
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari "Che
fine ha fatto il piano regionale?" Le cooperative che lavorano nei siti
chiedono garanzie per il futuro SILVIA SANNA SASSARI. La Regione mette a dieta
le cooperative e stabilisce che a gestire il patrimonio archeologico dell'isola
saranno otto società, una per provincia. Gli addetti ai lavori, che da anni
trascorrono la vita tra i tesori del passato, dicono che fare ordine nel
settore è sacrosanto. Ma in attesa di capire chi detterà le regole, stanno
sulla graticola. Le novità sono contenute nella legge regionale 14 del 2006.
Trascorsi due anni, però, il piano regionale per i beni culturali sembra essere
rimasto incastrato nelle maglie della burocrazia. Gli operatori delle 26
cooperative della provincia di Sassari da qualche settimana bussano con
insistenza alle porte della Provincia. Il programma prevedeva infatti che dal
piano regionale venisse estrapolato quello provinciale, con la predisposizione
di bandi di gara per la gestione dei siti che tenessero conto del contesto
territoriale. Qualcosa non ha funzionato, visto che la Provincia ha
dichiarato di non avere ricevuto le competenze necessarie per mettersi al lavoro.
Ma il presidente Alessandra Giudici e l'assessore alla Cultura Sergio Mundula
hanno rassicurato gli operatori: "Faremo in modo che nessuno di voi perda
il posto di lavoro". Concetti ribaditi da Mundula durante l'ultima seduta
del consiglio provinciale, dopo la segnalazione di Giovanni Ruiu, presidente
della V commissione Cultura: "Da gennaio 140 addetti sono disoccupati e i
siti abbandonati, dunque non possono essere visitati". L'assessore ha
confermato l'azione di pressing nei confronti della Regione, chiamata a
elaborare in tempi brevi il piano regionale: "Domani incontreremo
l'assessore Maria Antonietta Mongiu, ci auguriamo che la situazione si
risolva". In realtà i disagi del settore archeologico non dipendono
unicamente dalla Regione. Delle 26 cooperative della provincia, solo 9 vanno
avanti con progetti finanziati dalla giunta Soru. Le altre hanno rapporti con i
comuni o con altre associazioni. E a volte mancano i soldi necessari per
garantire un servizio puntuale, al punto che ci sono alcune coop che effettuano
le visite guidate solo su prenotazione. Per questo, ad accomunare i 140 addetti
ai lavori, è l'esigenza di regole certe che potrebbero arrivare attraverso il
nuovo piano. Il rovescio della medaglia è legato però al fatto che sinora, nella
stesura del documento, le forze in campo non sono state coinvolte. L'incubo
degli operatori è che i requisiti previsti nei bandi taglino fuori le
cooperative locali e diano il via libera a società esterne, chiamate a gestire
i siti, i musei e le are di interesse culturale e archeologiche sparpagliate
nel territorio.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montate lo scorso
settembre, sono state rimosse le impalcature che ricoprivano la facciata del
prestigioso edificio neoclassico: immutato il degrado Bloccato il restauro di
Rotonda Pancera La proprietà: il palazzo non resterà abbandonato, solo uno stop
provvisorio in attesa delle autorizzazioni di Piero Rauber Finisce in stand-by,
tra i circuiti degli adempimenti burocratici, il delicato programma di messa in
sicurezza e restauro filologico di Rotonda Pancera, il prestigioso quanto
malandato edificio neoclassico che domina l'incrocio tra via Venezian e via
della Rotonda nato nei primi dell'Ottocento dal genio di Matteo Pertsch. Da un
paio di settimane sono scomparse infatti le impalcature che da settembre
ingabbiavano la facciata. Facciata che è così riemersa, agli occhi dei
passanti, nelle medesime precarie condizioni di partenza. Rimangono i vecchi
infissi. Rimane lo stato di sofferenza imposto dal tempo alle statue di Marte e
Minerva al frontone neoclassico. Sia dal Comune che dall'entourage dei
proprietari veneziani di Rotonda Pancera, Carlo Laura e Franchino Marchesi,
discendenti di una famiglia nobile in possesso dell'immobile fin
dall'Ottocento, vengono zittite tuttavia le voci di chi in città teme che
l'uscita di scena delle impalcature possa essere il preludio a un nuovo, lungo
periodo di abbandono della storica struttura sotto il Colle di San Giusto.
"È stato deciso di togliere in via provvisoria le impalcature in attesa
che arrivino le carte necessarie per poter proseguire con i lavori, ma ciò non
vuol dire che nel frattempo non siano già stati effettuati dei primi
interventi", fa sapere un esponente dei Marchesi. Il quale puntualizza che
per il momento "sono stati rifatti completamente il tetto, con travi
nuove, il vano mansarde e il belvedere, con la messa in sicurezza della
torretta superiore. E poi si è provveduto a una prima operazione di pulizie
all'interno, dove le condizioni non erano delle migliori". Quando arriverà
l'ok per riallestire il cantiere, dunque, riappariranno le impalcature:
"Si interverrà anzitutto sugli infissi, finestre e controfinestre -
aggiungono ancora dalla famiglia dei proprietari di Rotonda Pancera - e
successivamente verrà realizzato il restauro definitivo della facciata
monumentale". Ma sui tempi, come sulla consistenza finanziaria dei lavori,
regna il massimo riserbo. "Purtroppo la burocrazia ha i suoi tempi - non si
sbottonano i Marchesi - mentre per quanto riguarda il discorso economico si
tratta di cifre importanti. Quando si mette mano a strutture usurate dal tempo,
c'è da piangere". L'iter di recupero di Rotonda Pancera - precisano
intanto dagli uffici comunali - si trova al palo perché alla proprietà,
che può già contare sulla concessione edilizia per gli interni e il cortile, è
stata chiesta un'integrazione alla domanda di autorizzazione proprio per il
restauro conservativo della facciata, ovvero per la parte monumentale più
pregiata, il cui tempio circolare è segnalato peraltro in molte guide
turistiche. I piedi di piombo insomma, quando si tratta di toccare una delle
perle architettoniche della città, sono di rigore. Una volta incassata
quest'integrazione, infatti, gli uffici comunali preposti alle concessioni
edilizie gireranno la documentazione alla Soprintendenza, cui spetta un
ulteriore vaglio, e successivamente alla Commissione edilizia. Soltanto dopo
questi due "nulla osta", i lavori potranno decollare in via
definitiva. Va ricordato che il progetto di recupero prospetta per Rotonda
Pancera 14 appartamenti e un'unica grande unità immobiliare al piano nobile,
destinata forse a ospitare una sede diplomatica o comunque di rappresentanza,
imperniata su un salone circolare voltato a cupola e decorato con affreschi
attribuiti a Gatteri. Al pianterreno infine dovrebbero essere ricavati alcuni
locali, eventualmente dedicati ad attività commerciali, e anche un garage in
un'area non soggetta a vincolo. A sollecitare il recupero dal degrado e la
salvaguardia "di uno degli esempi più importanti di architettura
neoclassica in città" era stato lo scorso anno il Consiglio comunale, su
iniziativa di An, titolare di una mozione che aveva impegnato il sindaco e la
giunta ad attivarsi presso la Soprintendenza. Da lì era uscito allo scoperto il
progetto dei Marchesi. Progetto che non ha data di scadenza e che, di questi tempi,
non è dato sapere quando si rimetterà in moto.
( da "Provincia Pavese, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Ecco
tutta la mia sfida di cattolico nel Pd" Daniele Bosone racconta la sua
storia politica: "E' Rognoni il mio maestro" "Di Prodi parlo
sempre Ha fatto molto e bene in questi anni Ma adesso si apre una nuova
stagione" ANGELO PEZZALI PAVIA. L'immagine resiste. Daniele Bosone di
comporta sempre da bravo ragazzo. Non si riesce a capire fino in fondo se,
adesso, recita un po' la parte o se lo è naturalmente. Ma lui giura sulla sua
sincerità, gli amici anche. Non intende mettersi la maschera del cattivo, non
vuole giudicare o attaccare le persone, amici o avversari che siano, tende la
mano, punta al dialogo. Insomma, il suo sorriso e il suo stato d'animo sono
davvero contagiosi, all'insegna del "vogliamoci bene". Ecumenico e
pastorale. E, a 45 anni,
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il capolista del Pdl
alla Camera ha incontrato la Federazione in Municipio. Lacota (Istriani):
"A Bruxelles per noi non ha mosso un dito" Frattini: "Indennizzi
agli esuli, serve un commissario ad acta" "Credo che un commissario
ad acta, che risolva i problemi burocratici tra i vari ministeri, potrebbe dare
agli esuli quanto lo Stato si è già impegnato a dare sul fronte degli
indennizzi". La proposta è di Franco Frattini, capolista del Pdl alla
Camera, ed è stata fatta ieri mattina, nel salotto azzurro del Municipio, in un
incontro con una delegazione della Federazione degli esuli guidata dal
presidente Renzo Codarin. "Ci sono dei crediti - ha aggiunto Frattini - che la legge ha già destinato agli esuli e la burocrazia non può frapporre
ostacoli". Osservando che il tavolo di concertazione sugli esuli dovrà
essere riconvocato dal nuovo governo, l'esponente del Pdl ha parlato poi della
necessità di "vedere come quantificare e diluire nel tempo un risarcimento
equo, e come rendere attuale il diritto degli esuli di riacquistare case e
beni". In proposito ha sottolineato di aver trovato una certa
flessibilità da parte croata, in particolare per aree semidisabitate o
abbadonate dell'Istria e della Dalmazia. "Quanto alla Slovenia - ha
aggiunto - se ne parlerà a settembre, dopo le loro elezioni politiche, ma credo
non abbiano interesse ad essere rigidi su questo tema". Accompagnato dai
parlamentari Roberto Antonione, Roberto Menia e Giulio Camber, Frattini è stato
accolto nel salotto azzurro dal sindaco Roberto Dipiazza. "Quello degli
esuli - ha sottolineato il primo cittadino - è un problema che si trascina da
sessant'anni. Hanno abbandonato tutto, l'Italia ha pagato con quelle terre il
debito di guerra ma da allora ha fatto poco o nulla per loro. Nel rispetto di
queste persone - ha concluso - il nuovo governo dovrebbe attivarsi per
risolvere definitivamente i loro problemi". Sulla lentezza degli
indennizzi si è soffermato il presidente della Federazione degli esuli, Renzo
Codarin. "I tempi incredibilmente lunghi degli indennizzi - ha rilevato -
creano esasperazione tra gli esuli e danneggiano i rapporti con la Slovenia e
la Croazia. L'Europa deve riaprire il diritto di cittadinanza per gli italiani
che hanno lasciato quelle terre". Del bisogno di un "equo e
definitivo indennizzo per il credito che abbiamo verso lo Stato" ha
parlato Lorenzo Rovis, presidente dell'Associazione delle comunità istriane che
nei giorni scorsi è rientrata nelle Federazione. Rovis ha anche precisato che
"altrettanto importante è la conservazione della nostra cultura. Ci
addolora che questo patrimonio venga disperso e dimenticato". In contrasto
con quanto dichiarato dagli esponenti della Federazione degli esuli, Piero
Delbello, consigliere dell'Unione degli istriani, ha fatto presente che "i
beni non devono essere riacquistati, ma restituiti. E la restituzione è
prevista dal Trattato di pace, che garantisce la proprietà privata". Nel
pomeriggio, il presidente dell'Unione degli istriani, Massimiliano Lacota, che
in precedenza aveva comunicato la sua assenza all'incontro ("A Bruxelles
Frattini, come vicepresidente della Commissione europea, non ha mosso un dito
per i nostri diritti"), è intervenuto con una dura nota. Rispondendo alle
dichiarazioni dell'esponente del Pdl, secondo il quale il riacquisto delle
proprietà degli esuli può rappresentare un punto di arrivo per la soluzione del
problema, Lacota ha definito "inaccettabili queste posizioni. Il
risarcimento e la restituzione costituiscono l'unica strada, anche se
parzialmente risolutiva. Frattini ora ripropone lo slogan vuoto e frustrante
del "ricompriamoci l'Istria". No, grazie". gi. pa.
( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli Wu Zhao,
imperatrice maledetta Donne di potere il racconto Oltre duemila anni di
tradizione confuciana hanno impresso alla società cinese un ordine patriarcale,
dal vertice supremo fino al nucleo familiare. La sola eccezione è stata lei:
vissuta dal 624 al 705, governò con pugno di ferro per quasi mezzo secolo Poi
fu mitizzata, demonizzata, fatta oggetto di morbose fantasie E odiata, scrisse
un contemporaneo, "in egual modo da uomini e dei" Tutti gli altri
sepolcri imperiali hanno una stele funeraria su cui sono scolpiti epitaffi
elogiativi. La sua è una pietra liscia, vuota, dove neppure i figli
sopravvissuti osarono incidere un pensiero FEDERICO RAMPINI VPechinoissuto
cinque secoli prima di Cristo, il Maestro Kung Fu-Tzu - che in seguito i
gesuiti "latinizzarono" come Confucio - non aveva davvero un'alta
stima delle donne. Le scarne notizie che abbiamo su di lui ce lo descrivono
decisamente come un misogino. Tra le ragioni che lo spinsero a lasciare un
incarico politico e a dedicarsi alla filosofia, pesò il sospetto che il suo
sovrano fosse irretito e manipolato da un gruppo di danzatrici. Nel dimettersi
dal ruolo di consigliere del principe, Confucio citò un'antica canzone:
"La lingua di una donna / Può costare all'uomo la sua posizione / Le
parole di una donna / Possono costare all'uomo la sua testa". In una
raccolta di biografie degli imperatori che gli viene attribuita, c'è questo
passaggio: "La gallina non annuncia il sorgere del sole; il canto della
gallina all'alba indica la sovversione della famiglia". Per oltre due
millenni il confucianesimo ha impresso nella civiltà cinese un ordine
patriarcale: come i figli devono rispettare l'autorità degli anziani, così le
donne devono obbedienza ai mariti; solo queste regole garantiscono l'armonia
sociale e rispecchiano sulla terra l'ordine dell'universo. E per oltre duemila
anni, sotto il segno dominante del confucianesimo, la Cina ha sempre avuto
imperatori maschi. Con una eccezione. Una sola. è Wu Zhao l'unica imperatrice
della Terra di Mezzo, che visse dal 624 al 705 dopo Cristo, e governò la Cina
con pugno di ferro per quasi mezzo secolo. Prima e dopo di lei ci furono sì
delle mogli e concubine influenti, capaci talora di manovrare gli imperatori.
Ci furono regine-madri e matrigne, reggenti come la vedova Ci Xi, la mamma
dell'ultimo imperatore con cui si estinse la dinastia Qing nel 1908. Ma
nessuna, salvo Wu Zhao, infranse mai il tabù confuciano che vietava a una donna
di esercitare in proprio la carica imperiale. Perciò la figura dell'unica
imperatrice cinese giganteggia nella storia. è stata mitizzata o demonizzata;
ha suscitato curiosità inesauribili e spesso morbose, che ancora oggi
riaffiorano nella letteratura o nel cinema popolare. Femministe e leader
politici hanno cercato di impadronirsene e strumentalizzarla. Era ancora
all'apice del suo potere quando uno storico caduto in disgrazia, Luo Binwang,
le dedicava nell'anno 684 queste parole di fuoco: "Con il cuore di un
serpente e il carattere di una volpe, ha arruolato sicofanti al suo servizio,
ha rovinato i giusti. Ha ucciso sua sorella, massacrato i suoi fratelli,
assassinato il suo principe consorte e sua madre. è odiata in egual modo dagli
uomini e dagli dei". Al che lei rispondeva: "Hanno congiurato contro
di me e li ho distrutti. Se siete più abili di loro, tocca a voi: provateci a
sfidarmi. Altrimenti siate i miei servi, e risparmiate all'impero lo spettacolo
della vostra ridicola disfatta". L'atmosfera torbida e scabrosa che
circonda la sua biografia sembra aleggiare ancora adesso attorno al suo
monumento funerario. A settanta km a nordovest dell'antica capitale di Xian
(quella dell'esercito di terracotta), il visitatore riconosce da lontano la
tomba dell'imperatrice per "le due mammelle", come i cinesi hanno
soprannominato le due colline simmetriche che la circondano, ciascuna con una
torre che da lontano può assomigliare a un capezzolo. C'è un primo segnale
anomalo: tutti gli altri sepolcri imperiali hanno all'ingresso una stele
funeraria su cui furono scolpiti epitaffi elogiativi; la stele della tomba di
Wu è una pietra liscia, vuota, dove neppure i figli sopravvissuti osarono
incidere un pensiero su di lei. è un'omissione che non ha eguali in due
millenni di storia imperiale. "è un gesto sinistro - ha commentato il
sinologo inglese Jonathan Clements - come se su quella tomba pesassero per
sempre l'odio e il rancore dei familiari che lei dominò". Intorno, le
statue dei dignitari di corte e degli ambasciatori stranieri sono state
decapitate: quasi che una maledizione abbia voluto cancellare tutto ciò che
accadde sotto il suo regno. L'immagine con cui viene evocata più spesso è
"volpe traditrice". Ma il ritratto che emerge dalle cronache
dell'epoca non è solo negativo, tutt'altro. Ce la descrivono bellissima,
secondo i canonici dell'estetica femminile di allora: piacevano le facce
rotonde e i fianchi generosi. Attraente doveva esserlo per forza visto che fu
selezionata a tredici anni tra le concubine dell'imperatore Taizong (dinastia
Sui): un riconoscimento equivalente alla vittoria in un concorso per reginette
di bellezza ai nostri tempi. La sua sensualità ha eccitato per i secoli
successivi la fantasia. I cinesi sono convinti che fece una rapida carriera
all'interno dello harem imperiale perché "offriva prestazioni sessuali che
nessun'altra donna osava". Era vanitosa fino al voyeurismo: amava
guardarsi in uno specchio mentre faceva l'amore, un'abitudine che avrebbe
conservato con vari amanti fino agli ottant'anni. Una spiegazione di quel
ritratto di donna sessualmente liberata, perfino aggressiva a letto, è in
chiave etnica: all'epoca delle dinastie Sui e poi Tang i cinesi si erano
mescolati con tribù dell'Asia centrale, popoli nomadi turcomanni le cui donne
portavano i pantaloni, andavano a cavallo e in famiglia avevano più peso delle
cinesi. L'alcova ha un ruolo centrale nella scalata al potere di Wu Zhao. Nel
649, quando muore l'imperatore Taizong, teoricamente lei deve raparsi a zero la
testa ed entrare in un convento di vedove imperiali. Così fanno tutte le
concubine che non hanno dato un figlio al sovrano. Ma lei si è già assicurata
una posizione con il successore. Macchiandosi di incesto imperiale, quando
ancora Taizong era vivo lei è diventata l'amante del figlio, il principe
Gaozong. Non appena quest'ultimo ascende al trono la concubina si fa mettere
incinta. Gli regala il primo erede maschio: una mossa vincente nella lotta per
l'influenza alla corte imperiale. Wu indebolisce la posizione della moglie di
Gaozong che risulta essere sterile, la fa ripudiare e la sostituisce come prima
consorte. Più tardi - per non correre rischi - le farà tagliare braccia e
gambe, e l'annegherà in una botte di vino. Nel
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo due mesi non
sono stati ancora completati gli accertamenti sull'edificio "In quel
crollo la nostra famiglia ha perso tutto" Orani, il dramma dei Siotto: i
loro beni "imprigionati" nella casa sotto sequestro ORANI.
"Vogliamo tornare a casa nostra". Queste le parole di Pietro Paolo
Siotto, 87 anni, e della moglie Giuseppina Puddu, 77 anni, entrambi pensionati,
che da quasi due mesi vivono ospiti dei parenti, dopo il crollo di una parte
della loro abitazione al numero 105 di corso Italia a Orani. La casa in cui
vivevano con una figlia e due nipoti e che è diventata inaccessibile dopo che
il 22 febbraio, nel cuore della notte, la struttura ha avuto un improvviso
cedimento. Un'intera ala della casa - articolata su tre piani e costruita circa
quarant'anni fa - si è accasciata al suolo. In pochi attimi la mansarda, il
primo piano e il garage si sono trasformati in un cumulo di macerie, dando vita
ad uno scenario che, agli occhi delle tante persone accorse sul posto, ha ricordato
quelli delle zone devastate dai terremoti. Un disastro che solo per caso non si
è trasformato in una tragedia. L'intera famiglia, infatti, in quel momento si
trovava in casa, ma tutti e cinque i componenti occupavano le camere situate
nell'ala opposta, quindi nessuno di loro è rimasto ferito."Siamo vivi per
miracolo", avevano ribadito più volte il giorno successivo al crollo, il
cui fragore è stato avvertito in tutta l'area circostante. Oltre al dolore per
l'accaduto, la famiglia deve anche fronteggiare le gravi conseguenze
economiche. Sotto le macerie, insieme agli arredi, è rimasta parte dei vestiti,
la biancheria della casa e beni di valore, cui si aggiungono due auto, un
furgone, utilizzato da uno dei nipoti per il lavoro nelle campagne, e le diverse
macchine per cucire, acquistate dalla nipote per avviare la sua attività di
sarta. Oggi, a distanza di quasi due mesi, i due anziani coniugi e i parenti
evidenziano la precaria situazione in cui è costretta a vivere la famiglia, che
ancora non può accedere alla propria abitazione. "Ci avevano assicurato
che saremmo potuti tornare a casa nostra quanto prima - continua l'anziana
signora - ma i tempi si stanno allungando sempre di più e noi non possiamo
neppure recuperare le nostre cose". "Erano circa le tre del mattino
quando ho iniziato a sentire degli scricchiolii provenire dall'altra parte
della casa - ricorda Giuseppina Puddu, mentre scuote la testa, ancora incredula
- e all'inizio ho avuto paura che un estraneo stesse tentando di entrare. Più
tardi ho sentito un boato assordante che sembrava un'esplosione, e poco dopo ci
siamo resi conto che la casa era crollata". Fin da quel 22 febbraio, la
magistratura ha posto sotto sequestro l'ala distrutta, per compiere gli
accertamenti necessari a stabilire le cause del crollo. In un secondo momento
il sequestro è stato esteso anche alla parte rimasta integra, così da
consentire ai tecnici di verificarne la stabilità. Finora, però, sull'edificio,
da quanto affermano i coniugi Siotto, non è stato effettuato nessuno degli
accertamenti previsti, e la situazione sembra essersi bloccata a causa dei
meccanismi, spesso farraginosi, della burocrazia. Cresce anche l' apprensione
per le condizioni in cui versa la parte integra dell'edificio, in cui i teli di
plastica posizionati dai vigili del fuoco di Nuoro, per evitare ulteriori
danneggiamenti a causa delle intemperie, stanno cedendo lentamente con il
passare delle settimane. Inoltre, le macerie che la circondano, a detta
dei familiari, potrebbero rappresentare un pericolo sia per i passanti, sia per
i veicoli in transito e andrebbero rimosse quanto prima. "Rinnoviamo
l'appello alle autorità - dice Ignazio Noli, genero di Pietro Paolo Siotto -
affinché si provveda ad effettuare gli accertamenti necessari entro questa settimana".
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Giampiero Cocco I
penalisti chiedono l'apertura della Rotonda Per 2 giorni astensione dalle
udienze penali: "Situazione assurda" TEMPIO. E' confermato, per il 10
e il 13 aprile, lo sciopero degli avvocati penalisti, che protestano contro la
mancata riapertura, ventilata per ottobre e slittata "sine die", del
carcere tempiese della "Rotonda". L'astensione delle toghe da ogni
appuntamento giudiziario penale è stato deciso, nei giorni scorsi, dalla
campera penale di Tempio, che raggruppa la stragrande maggioranza dei penalisti
dell'ordine forense della Gallura. La mancata riapertura della casa
circondariale, per la quale l'amministrazione comunale di Tempio, in
collaborazione con la provincia gallurese e il comune di Olbia hanno investito
oltre un milione di euro per le opere di ammodernamento e adeguamento alle
attuali norme saugli istituti di pena, ha generato, nei giorni scorsi, una
polemia a distanza tra il sindaco di tempio e il provveditore regionale degli
istituti di pena. Ma le parole, dettate dalla burocrazia, non bastano per risolvere
uno dei problemi di fondo della giustizia gallurese. L'impossibilità di
ospitare i detenuti della circoscrizione del tribunale di Tempio sta mettendo a
dura prova gli operatori della giustizia, i magistrati, gli agenti della
polizia penitenziaria, i detenuti e i loro familiari. Lo spostamento di
un arrestato da un carcere isolano al tribunale gallurese comporta, oltre ad un
dispendio assurdo di finanze, uno spreco di energie necessarie per altri
importanti compiti. Da quì la presa di posizione dei penalisti, che si toglieranno
la toga per due giorni.
( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Napoli
Veltroni nel feudo di Mastella Per il leader Pd applausi a Benevento:
"Come sta Clemente?" "Per la crescita e lo sviluppo del Sud c'è
bisogno di legalità e infrastrutture" PATRIZIA CAPUA dal nostro inviato
BENEVENTO - "Clemente come sta? Salutamelo tanto" dice appena sceso
dal pullman Walter Veltroni, stringendo la mano a Fausto Pepe, il sindaco di
Benevento dell'Udeur che due giorni fa ha reso pubblica dichiarazione di voto
per Veltroni. "Non al Pd, ma a lui - spiega il sindaco eletto nel 2006,
dopo 13 anni di governo di centrodestra - come unico, vero candidato in
alternativa a Berlusconi. Mi sembra doveroso ascoltarlo". Nel Sannio di
Clemente Mastella, dopo Avellino, Caserta e Salerno, il leader del Pd approda
nel pomeriggio di ieri per la 99esima tappa del suo tour elettorale. Abbraccia
il regista cinematografico Ettore Scola, suo caro amico che gli va incontro e
lo accompagna al palco. Sotto l'Arco di Traiano lo attendono in cinquemila:
durante il discorso di un'ora e un quarto lo interromperanno 61 volte per
tributargli applausi scroscianti. Veltroni arriva da Roma, in mattinata ha
visitato alcune famiglie della borgata Garbatella. Sul palco tutto verde
bandiera c'è posto per pochi. Salgono Scola, il candidato presidente del Pd
alla Provincia, Nello Cimitile, rettore dell'università del Sannio, i candidati
Tino Iannuzzi, Pina Apicierno, Costantino Boffa, il presidente uscente della
Provincia, Carmine Nardone, e Antonella, una giovane beneventana scelta per
aprire il comizio con un discorso di tre minuti. Mastella non c'è ma è sullo
sfondo, e neanche tanto sfocato perché l'Udeur fa parte a pieno titolo della
coalizione di centrosinistra che sostiene la candidatura di Cimitile, con Pd,
Pse, Italia dei Valori e Sinistra arcobaleno. "Non si può confondere il
livello nazionale con quello locale. Questa coalizione ha governato - dichiara,
a margine, Cimitile - in questi 10 anni la stragrande maggioranza dei Comuni
del beneventano e ha lavorato bene. Sul piano nazionale c'è un cantiere aperto e
quindi una situazione politica instabile. Bisogna aspettare che si rafforzi e
quando ci saranno le elezioni in tanti Comuni ci sarà un allineamento al quadro
nazionale". Veltroni gratifica subito la piazza: "è una meraviglia,
so che in questa stessa piazza sono venuti altri ieri (Fini, ndr) e non erano
in molti". Il popolo del Pd applaude. Tanta gente sotto un cielo che ha
deciso di essere buono e risparmiarsi di piovere. Giovani e tanti vecchi, volti
di gente semplice. "Per noi invece è così in tutta la campagna elettorale
- prosegue Veltroni - in questo grande viaggio abbiamo fatto manifestazioni a
tutte le ore, e ogni volta ho visto valanghe di gente. Allora ho detto ai miei
collaboratori: vediamo se è così anche a mezzanotte. E stasera siamo a Conversano,
vicino Bari, per un comizio a mezzanotte. Se c'è gente anche lì vuol dire che
le cose vanno bene". Il comizio prende il largo, Veltroni cita Bossi
"che ieri ha fatto il giuramento di Pontida", e dal pubblico sale un
"bastardo". "Vorrei sapere se giura anche sulla Costituzione
italiana e sulla bandiera tricolore": Benevento applaude e grida
"bravo". Qui si tratta di cambiare radicalmente un paese, dice il
leader del Pd: "Noi abbiamo un gorilla sulle spalle, un peso che ci
impedisce di muoverci. Anzitutto dobbiamo spezzare le
catene della burocrazia. Lo
Stato dovrebbe alimentare le cose da fare, le iniziative da intraprendere. Vuoi
fare ricerca? Carmine Nardone ne sa qualcosa". E la folla applaude
Veltroni e Nardone. "Dovrebbe dire, vieni, vieni, per non costringere le
persone ad andarsene all'estero. Con un Paese organizzato così non si va
lontano. Se non si mette mano alle infrastrutture". Cita l'esempio della
Salerno-Reggio Calabria: "Si deve completare, voi ne sapete qualcosa. Non
si possono impiegare venti anni, Santo Dio" dice alzando il tono della
voce e la gente batte le mani convinta. Veltroni parla dell'"Italia che
vogliamo". Torna sulla nuova politica, sull'aria nuova dell'esecutivo che
realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove,
sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale
durante l'emergenza rifiuti. Poi torna sul tema della legalità: "Il
Mezzogiorno ne ha bisogno per crescere, ha bisogno di liberarsi di mani che
succhiano il sangue di chi lavora, e che spargono sangue". Ripete a
Benevento quello che il giorno prima ha gridato a Caserta, nella terra dei
boss: "Siccome questo è il tempo che mafia e camorra devono decidere a chi
dare il voto, lo voglio ripetere qui: decidano per chi vogliono ma non per il
Pd. Noi li vogliamo annientare, cancellare". E la piazza gli regala il più
sentito degli applausi. E via verso la centesima tappa a Conversano, alle porte
di Bari, per il comizio di mezzanotte. Il 9 aprile Veltroni sarà di nuovo a
Napoli, per il comizio di chiusura della campagna elettorale, a piazza
Plebiscito. Domani il vicesegretario nazionale del Partito democratico, Dario
Franceschini, incontrerà i giornalisti (ore 11 e 30) nella sede regionale del
Pd in, via Nazario Sauro. Nel corso della conferenza stampa, Tino Iannuzzi,
illustrerà le iniziative della segreteria regionale per il comizio di chiusura
di mercoledì.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA LUCCA pag. 4
GIUSEPPE Del Carlo, consigliere regionale da tre legislature, è candidato al
Senato per l'Udc come capolista con il senatore Francesco D'Onofrio.
L'obiettivo è raggiungere l'8% per eleggere un senatore a livello regionale.
Del Carlo, come valuta la scelta dell'Udc di correre da sola? Si trova a
disagio? "Assolutamente positiva ed esaltante dopo che Berlusconi ci ha
sbattuto la porta in faccia chiedendoci di annullare la nostra storia e di
rinunciare ai nostri valori". A proposito di valori, cosa prevede il
vostro programma? "Al primo posto la centralità della famiglia, a cui
occorre garantire agevolazioni sotto il profilo fiscale e sociale col raddoppio
degli assegni familiari per i figli a carico, con buoni scuola, incentivi casa
alle giovani coppie, buono affitto per le famiglie con reddito basso". E
per quelli eticamente sensibili non negoziabili come dice il Papa? "Noi
difendiamo l'identità cristiana dell'Italia di fronte all'affermarsi del
relativismo. Il rispetto e la difesa della vita dal concepimento alla sua fine
naturale vengono prima di tutto, a differenza del Pd e del Pdl che, per le loro
contraddizioni interne, non sono in grado di difendere questi principi
fondamentali". E per quanto riguarda l'economia? "Si deve riscoprire
il valore del merito: dalla scuola, all'Università al lavoro. In lucchesia gli imprenditori si lamentano giustamente per
l'eccessiva burocrazia e il
ritardo nelle infrastrutture. Le Istituzioni devono saper reagire, altrimenti
perdono ogni credibilità. I salari e le pensioni vanno aumentati e per far
questo bisogna far crescere l'economia". Dopo anni che è in Regione come
giudica la politica regionale nei confronti di Lucca? "Dopo tre
anni di legislatura diversi punti del programma di Martini non sono ancora
venuti alla luce; la fase attuativa dei diversi Piani slitta continuamente,
così per il Piano regionale di sviluppo, per quello Energetico e per quello
degli anziani non autosufficienti. Bisogna tagliare i diversi apparati che la
sinistra ha messo in piedi per garantirsi il potere e per controllare
l'erogazione dei servizi. Chi non è in questo circuito, come la Lucchesia, è
sacrificato". E la questione sicurezza a Lucca? "Nonostante
l'attenzione e l'impegno delle forze dell'ordine permane un clima di
incertezza. Un potenziamento e un maggior coordinamento è necessario ed anche i
Comuni devono dare un contributo più concreto per il controllo del territorio.
Per gli immigrati, accoglienza per coloro che intendono integrarsi rispettando
la legge, ma nessuna tolleranza per i clandestini e per chi delinque". E
il comportamento di Governare Lucca che alla Camera voterebbe Udc e al Senato
Pdl? "Dopo l'incontro con l'on. Tabacci all'Hotel Guinigi tutti i dubbi
dovrebbero essere fugati, perché Angelini ha detto chiaramente che oggi serve
rafforzare un centro riformista che lui individua nell'Udc, per superare le
contraddizioni dei due monoblocchi rappresentati da Veltroni e Berlusconi.
D'altronde, se Governare Lucca guarda a possibili convergenze con noi, i
rapporti devono ispirarsi alla massima correttezza e.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BOLANO / FOLLO / VAL
DI VARA pag. 9 TERRENI EDIFICABILI ma di fatto senza indici. E quindi non ci si
può costruire nulla. Parecchi cittadini di Brugnato si trovano ora in queste
condizioni. Hanno acquistato appezzamenti nelle zone a monte dell'abitato,
sulle colline dove è stata creata la nuova circonvallazione, dopo che quei
terreni da agricoli erano passati ad edificabili ed ora? si ritrovano con un
pugno di mosche. Perché, in attesa dei permessi nei meandri
della burocrazia, gli
indici sono andati esaurendosi a favore di chi è riuscito a sbrigare prima le
pratiche. Un boom edilizio in quella che sta diventando una vera zona
residenziale per Brugnato, con tante nuove case familiari o bifamiliari, nel
verde e a poca distanza dal centro e dalle nuove scuole. "La
riunione che abbiamo avuto qualche giorno fa a Genova con i vertici della
Regione per l'Urbanistica ? dice il vicesindaco Claudio Galante (Pdl) ? avrà
ricadute positive sul Puc di Brugnato. I tetti volumetrici previsti in alcune
zone del territorio comunale, come ho evidenziato agli uffici competenti, si
sono esauriti già agli inizi del 2008". Si tratta delle zone collinari,
lato frazione di Bozzolo. "Nascono costruzioni che garantiranno uno
sviluppo omogeneo del paese ? prosegue ? per non creare disparità con i
cittadini che hanno già visto approvati i loro progetti, abbiamo chiesto un
innalzamento del tetto, ora al vaglio degli organi competenti". La
richiesta di case è un trend in continua crescita: i residenti in un anno sono
aumentati di 70 unità, sino agli attuali 1250, e sono molte le persone che
decidono di metter su casa qui lasciando città o riviera. Convenienza e
tranquillità i motivi principali. E poi sempre più milanesi, parmigiani e
imprenditori interessati a costruire seconde case, apprezzando la vicinanza
alla costa. "Di certo non vogliamo tradire la natura del nostro borgo, ma
optiamo per una crescita armoniosa con il centro storico ? conclude Galante ?
dopo il sopralluogo dei tecnici contiamo di avere una risposta entro 20 giorni.
Stiamo preparando la documentazione da portare in Consiglio Regionale,
informandomi sulle intenzioni dei cittadini. Auspichiamo di portare gli indici
alla pari degli altri settori". Ma anche in altre zone del Comune, dove il
boom edilizio è iniziato, in un futuro prossimo ci si troverà nella stessa
situazione. Insomma, sono molti ad investire sempre più nel caro e vecchio
mattone. Laura.
( da "Adige, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pd L'ex sindaco
critica il Csm: "Troppo premuroso con il giudice di Gela". Attacco a
Bertinotti Veltroni: "Ci sarà una sorpresa nelle urne" BENEVENTO -
Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un comizio a
mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che il 13
aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli indecisi,
criticando gli avversari "cupi e senza energie", difendendosi dai
giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su cui era seduto il
governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere - attacca - alla fine
vedremo". C'è "una giusta domanda" che, secondo il segretario
del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale la pena votare ancora
il Pdl con "una leadership che non ha più voglia e un candidato premier
che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o è meglio scegliere il
Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di provvedimenti da
realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso l'esperienza di una
coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro" dice
Veltroni nella terra di Clemente Mastella. Un partito "coeso", che
conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non
possiamo accettare il declino dell' Italia". Berlusconi dice che se vince
il Pd ci saranno più tasse e intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia
"il patto per la crescita e per lo sviluppo", provvedimenti a
sostegno delle fasce deboli e delle casalinghe garantendo a ciascuna
un'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Ma soprattutto pretende
"una democrazia che decida", nella quale i lacci
della burocrazia "non
si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei
cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia
paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul
giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la
scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due
legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici
di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al
Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega - attacca Veltroni - ieri ha giurato
sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore".
Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come
dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica".
Perchè, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e
l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia
politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi
si sanno dal '94". La nuova politica porterà invece, assicura Veltroni
aria nuova nell' esecutivo e realizzerà "una fase di forte
discontinuità" anche in Campania, dove, non si poteva aprire una crisi
istituzionale durante l'emergenza rifiuti. 06/04/2008.
( da "Libertà" del 06-04-2008)
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28 SPETTACOLI domenica
6 aprile 2008 Martedì e mercoledì al Municipale testo dello scrittore Camilleri
nel mondo delle facili concessioni piacenza - Penultimo appuntamento per la
stagione di prosa Tre per Te diretta da Diego Maj e organizzata da Teatro Gioco
Vita: va in scena al Municipale martedì e mercoledì, con inizio delle
rappresentazioni alle ore 21, La concessione del telefono, una produzione del
Teatro Stabile di Catania, tratta dall'omonimo romanzo dello scrittore che oggi
può essere considerato il più autentico narratore della Sicilia e di una certa
sicilianità: Andrea Camilleri. L'adattamento teatrale del romanzo è firmato
dallo stesso Camilleri insieme a Giuseppe Dipasquale, regista dello spettacolo;
protagonisti Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio e Gian Paolo
Poddighe, in scena con Alessandra Costanzo, Francesco Di Vincenzo, Mimmo
Mignemi, Angelo Tosto; le scene sono di Antonio Fiorentino, i costumi di Angela
Gallaro, le musiche di Massimiliano Pace, le luci di Franco Buzzanca. Dopo il
successo ottenuto dalla trasposizione del Birraio di Preston, realizzata per lo
Stabile nella stagione 1998/99, Camilleri e Dipasquale tornano insieme con uno
spettacolo che affonda profondamente nell'humus e nel cuore della Sicilia. Fra
gli ultimi romanzi dell'autore del commissario Montalbano, La concessione del
telefono è di certo uno dei più divertenti: una specie di commedia degli
equivoci e degli imbrogli, che trova la sua ambientazione ideale in una terra
piena di contraddizioni, animata da personaggi pittoreschi, emblemi di un modo
di vivere peculiare della più verace sicilianità. Da un banale equivoco prende
le mosse la vicenda: il protagonista, Genuardi Filippo, per ottenere la
concessione di una linea telefonica per uso privato, fa domanda formale al prefetto
di Montelusa, ma lo scambio di una consonante nella compilazione
della richiesta finisce per imbrigliarlo nel labirinto della burocrazia, in una serie di nuovi
equivoci e imbrogli che coinvolge il Genuardi, siciliano qualsiasi, e la sua
famiglia ma anche i vari apparati dello Stato, Prefettura, Questura, Pubblica
Sicurezza e Benemerita Arma dei Reali Carabinieri; nell'intricato e tragicomico
intreccio finiscono anche don Calogero Longhitano, il mafioso del paese,
e insieme a lui i rappresentanti di un altro potere, quello religioso; a fare
da contorno, tutti quei compaesani, siciliani qualsiasi, che involontariamente
capitano sulla strada di Pippo Genuardi. Il romanzo, nella sua complessità, è
stato rispettato anche nella riduzione che da questo è nata. Il carattere
affascinante del progetto, posto essenzialmente sulla novità del testo e della
sua possibile realizzazione, si sposa con la possibilità di ricercare strade
sempre nuove e diverse per la drammaturgia contemporanea. Così Camilleri, che
all'attività di scrittore affianca da anni quella di regista, dichiara
apertamente il proprio amore per il teatro: "Del rito teatrale mi ha
sempre affascinato la prerogativa unica di quest'arte di saper mettere insieme
culture, provenienze e sensibilità del tutto opposte, per cercare di comporre,
in un'unica sera, la differente voglia di conoscenza, come voglia di
maturazione e soprattutto come voglia di stare assieme. Perché gli eventi che
coinvolgono una cittadinanza, una nazione, intere generazioni, si ritrovano
nelle parole e nella storia raccontata da attori che prestano per una sera il
proprio corpo a personaggi partoriti dalla mente di un autore. La sala
teatrale, quindi, diventa un luogo di vita pulsante, dove quella storia sempre
identica a se stessa, diventa ogni sera, per magia e maestrìa degli interpreti,
sempre nuova. Sarà il mio destino, sarà la mia vita passata di uomo di teatro,
sarà che Dipasquale riesce sempre a convincermi, fatto sta che un altro mio
romanzo si trasforma in una pièce teatrale. Qui il lavoro, rispetto al Birraio,
messo in scena sempre con lo Stabile catanese, era certamente più d'azzardo. Ma
forse per questo più entusiasmante. Pirandello amava dire che il lavoro
dell'autore terminava quando egli riusciva a mettere la parola "fine"
alla scrittura teatrale. Bene, questo copione ha la parola fine, messa
nell'ultima pagina.Tuttavia mi sento di chiosare il buon Luigi: è proprio nella
messa in scena che inizia un nuovo viaggio del testo, sempre diverso e sempre
nuovo, sempre imprevedibile, sempre disperatamente esaltante. Per questo il
confine del teatro è come l'orizzonte dei viaggiatori nei mari d'Oceano: sempre
presente, mai raggiungibile". La compagnia incontrerà il pubblico
piacentino mercoledì alle ore 18 al Teatro dei Filodrammatici, nell'ambito del
ciclo di incontri Ditelo all'attore curato dal critico Enrico Marcotti. Chiara
Merli © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati
Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Nazione, La (Prato)" del 06-04-2008)
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PRATO pag. 1 Cartelli pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla' COMUNE
NUOVE regole del Comune per i cartelli pubblicitari, con la speranza di fare un
po' d'ordine sulle strade della città: più distanza fra le installazioni, più
controlli sulla pubblicità abusiva e meno burocrazia.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 06-04-2008)
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PRIMO PIANO pag. 5
Viaggio in pulmino nel cuore del L'ALTRA CAMPAGNA ELETTORALE ? MONZA ? ALLE ULTIME
regionali ha preso 19.347 preferenze, raccolgliendole una ad una nei 50 Comuni
della Brianza. Il ragazzo d'oro dei Ds oggi veste la maglia numero 17 dei
candidati alla Camera del Partito democratico. Maglia scomoda, ma Giuseppe
Civati, juventino, ha subito pensato che il
( da "Nazione, La (Empoli)" del 06-04-2008)
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PRIMO PIANO pag. 2
"L'Europa ci ha deluso Dobbiamo difendere il prodotto made in Italy"
Il presidente di Fedagri-Confcooperative: "La nostra politica faccia uno
scatto di LORENZO FRASSOLDATI ? VERONA ? "QUI C'È un problema anche
dell'Europa. Questa Unione a 27, dove trionfa sempre il compromesso, dove dominano tecnocrazia e burocrazia, non può essere la negazione dei primati, delle nostre
tradizioni. Serve uno scatto di reni, serve più politica per tutelare gli
interessi dei singoli Paesi nell'Europa, e gli interessi dell'Europa nel
mondo". PAOLO BRUNI, presidente di Fedagri-Confcooperative, portavoce di
tutta la cooperazione agroalimentare e vicepresidente del Cogeca (l'unione
delle coop europee) mette sul piatto il peso di un movimento che in Italia
rappresenta il 55% di tutto il vino prodotto e reagisce a questo Vinitaly
mutilato, dove si parla più di inchieste giudiziarie, di scandali veri e
presunti che dei successi del nostro vino e del made in Italy. "Contro
queste inchieste fatte uscire a orologeria reagiremo anche in sede giudiziaria.
Ma quello che più mi interessa è dire al prossimo Governo che bisogna osare di
più in Europa, essere intransigenti nella difesa della distintività e dei
valori delle nostre produzioni, alzare i toni in difesa del made in Italy
agroalimentare, che è patrimonio nazionale, il secondo settore dell'economia.
In Francia, quando si parla di agricoltura entra in gioco l'interesse nazionale
e si muove il capo dello Stato. In Italia, chiunque può diffondere notizie
false che danneggiano un intero comparto economico quasi senza pagare dazio".
Certo che questa riforma del vino che consente lo zuccheraggio, che apre la
porta ai vini fatti senza uva, magari con ribes e lamponi, è un mezzo scandalo?
"Non è un mistero, volevamo una riforma diversa. La cooperazione più di
chiunque altro dà garanzie di tracciabilità, naturalità e origine del vino.
Qualcuno dice che il ministro ha ceduto? Ma che poteva fare se 20 paesi su 27
erano a favore dello zuccheraggio? L'Europa qui ci ha fortemente deluso, ma in
compenso si può contare per il nostro Paese su 100 milioni di euro da spendere
in promozione. E vanno spesi bene". Dalle mozzarelle, al parmesan, al vino
adulterato: mentre il nostro export alimentare sfiora il record storico dei 24
miliardi, l'Europa sembra farci le bucce, appena può ci bacchetta? "In alcuni
casi siamo noi campioni di autolesionismo. Comunque resta un problema di fondo:
l'Italia è diventata la punta di eccellenza nelle produzioni di qualità a
marchio Dop e Igp, nessuno ci batte. Di pari passo è cresciuto il nostro
export, vino in primis con 3,4 miliardi ma anche l'ortofrutta con 3,2 miliardi.
Questo patrimonio va tutelato. Basta con l'arrendevolezza verso le produzioni
estere che arrivano sui nostri scaffali senza regole mentre i nostri migliori
prodotti, ipercontrollati e garantiti, trovano ostacoli in Usa, Cina, India,
Canada. Oppure vendono imitati e clonati senza pietà: in Usa il mercato dei
vini italiani contraffatti vale mezzo miliardi di dollari. La globalizzazione
dei mercati è un meccanismo spietato. L'Europa ha un peso specifico, è il più
grande importatore al mondo di derrate alimentari. Deve saper tutelare i propri
Paesi e i propri primati nel contesto globale. Non li può, non li deve
abbandonare a un destino di sopraffazione nelle altre aree del mondo".
( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
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l'edizione del Veltroni: "Gli italiani ci faranno vincere" Il leader
del Pd è ottimista. Poi accusa il Csm: troppo premuroso con il giudice di Gela
di Andrea Carugatiinviato a Benevento "MI SBAGLIERÒ, ma ho l'impressione che
il Paese darà una sorpresa". Walter Veltroni il suo ottimismo non lo
nasconde, anzi. Lo porta nelle piazze campane, dove tra venerdì e sabato è
stato accolto da un numero di persone e da un entusiasmo che neppure i
fedelissimi dello staff osavano immaginare. E ieri mattina, in una visita lampo
negli studi romani di Omnibus, mentre il pullman era in sosta sul lungomare di
Salerno, questo ottimismo l'ha ribadito davanti alle telecamere: "Gli
italiani sono preoccupati dalla situazione internazionale, capiscono che possono
voltare pagina. E oggi il voto è mobile, non siamo più negli anni 70, la gente
è più laica, le appartenenze non esistono più". E poi "gran parte
degli indecisi sta scegliendo il Pd". Il concetto è lo stesso che va
ripetendo in queste giornate campane: "Gli italiani sono intelligenti e
capiscono quando il Paese vive un momento di passaggio decisivo, come è questo
e la posta in gioco è sempre più chiara. Molti italiani, anche non di
centrosinistra, vedono che da una parte c'è uno che si ripresenta per la quinta
volta e non ha più la forza, l'energia e neppure la voglia di governare,
dall'altra ci siamo noi che vogliamo cambiare radicalmente questo paese, come
hanno fatto Tony Blair, Clinton, Schroeder". Veltroni, dopo aver
bacchettato il Cavaliere per giorni ("governare non è una croce, è il più
grande onore che si possa avere"), allarga il tiro: "Ho letto che
anche Bossi dice che sarà costretto a fare il ministro, ma se fosse per lui...
". Come dire: allora insistono. Assist preziosi per il leader Pd, che
invece sulla voglia di fare, cambiare, velocizzare un paese
lento e paralizzato dalla burocrazia scommette quasi tutto. Veltroni è soddisfatto di questo viaggio
in Campania: piazza pienissima anche a Benevento, dopo il bagno di folla di
venerdì sera a Salerno. "Mi annunciano sempre che le cose saranno
difficili, e poi viene tutto facile". Ancora ottimismo. Ma quando
il candidato alla presidenza della provincia di Benevento gli assicura che la
sera del 14 lui brinderà alla sua vittoria, Veltroni incrocia le dita e la
gente ride. Nessun riferimento al tema rifiuti, un giorno è bastato. Neppure
Bassolino è mai citato, e non sarà neppure sul palco mercoledì a Napoli. Adesso
si parla d'altro. Dei medici che devono essere scelti con audizioni pubbliche e
trasparenti, "perché non importa se sono di destra o di sinistra, basta
che siano bravi", dei tempi per aprire una carrozzeria o costruire
un'autostrada. "Mai più 4 anni per avere una valutazione di impatto
ambientale". Il nome di Berlusconi (che in piazza non è mai nominato e la
perifrasi "il principale esponente dello schieramento avversario"
ormai suscita risate) gli scappa a Omnibus. "Berlusconi sta facendo una
campagna incivile su Alitalia e sui rifiuti", poi se ne accorge: "Mi
è scappato". E al Cavaliere che parla di brogli manda a dire, dal comizio
di mezzanotte a Conversano vicino Bari (anche qui migliaia in piazza nonostante
l'ora): "Quando si parla di brogli è evidente che qualcuno comincia a
pensare che il risultato non sia poi così scontato. E a Palermo, dove i brogli
ci sono stati veramente, li hanno fatti quelli del loro schieramento". C'è
una risposta anche per Bertinotti, che dalle pagine de il Giornale si è detto
certo che Veltroni perderà perché la destra "entra più in contatto con il
profondo della società". "Bertinotti? Ha fatto cadere il governo nel
'98 e dal primo giorno di questa legislatura ha segato l'albero del governo
Prodi". Nomi di ministri per ora non ne fa, ma prima del voto annuncerà
qualche nome di personalità indipendente. Sull'emergenza educativa segnalata
dalla Chiesa si dice d'accordo: "La tv propone un sistema di valori che si
basa solo sul successo, l'egoismo, il cinismo. Conta solo l'io, mai l'altro.
Eppure nella vita reale non funziona così". Scuola, ricercatori da sostenere,
professori da valorizzare e rimotivare, e poi il precariato: "Il primo
provvedimento del nostro governo sarà per combattere la precarietà". Nella
puntata di Telecamere che andrà in onda oggi (Rai3) Veltroni ha definito
"troppo premurosa" la sezione disciplinare del Csm nei confronti
dell'ex giudice di Gela, Edi Pinatto, reo di non aver depositato, a distanza di
otto anni, le motivazioni di una sentenza di condanna a carico di alcuni
esponenti del clan Madonia, poi scarcerati per decorrenza dei termini di
custodia cautelare. Per Veltroni, "il magistrato di Gela al Csm avrebbe
dovuto rispondere di quello che ha fatto, invece il Csm è stato troppo
premuroso nei confronti di chi ha quella responsabilità". Sul tema della
legalità il leader Pd non molla: "Chi sbaglia deve pagare".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-04-2008)
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Cronaca Regionale
Pagina
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-04-2008)
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Lettere & Opinioni
Pagina
( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
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l'edizione del CINERIFLESSIONI L'adozione "privata" compiuta dalla
protagonista del film da noi è reato. Ma forse meglio che aspettare anni... Se
Juno fosse in Italia? Sarebbe finita sulle cronache o in galera di Adele
Cambria Mutandine con fragoloni che scivolano sulla moquette dalle gambette di
lei, tic-tac all'arancio in bocca a lui, e via. È così che una adolescente
americana diventa "sessualmente attiva": frase cardine m'è parsa, del
discorso genitori-figlie, almeno secondo Juno, l'imprevisto - se non dalla
Festa del Cinema di Roma - movie cult del regista di Jason Reitman. "Credevo
che tu non fossi già sessualmente attiva", recita infatti sgomenta la
seconda moglie del padre, appresa la notizia dell'inattesa gravidanza della
ragazza. Un film, Juno, che più americano-non-si-può nell' immagine di una
adolescenza Usa mediamente tipica, dentro una società-di-mercato che consente
una certa libera circolazione sia della sessualità in prova (adolescenziale,
appunto), sia dei suoi eventuali prodotti, i bambini. Infatti, il lieto fine
che non manca - e che mi consola come nonna di un paio di adolescenti coevi dei
protagonisti - recita, per saggia riflessione della deliziosa Juno(la ventenne
attrice Ellen Page): "Sarebbe meglio innamorarsi prima di riprodursi,
ma.". E via a pedalare in bicicletta verso l'amore: che sarebbe appunto il
compagno di classe la cui bocca profuma di tic-tac all'arancio, ma che lei
credeva di avere scelto - in un slancio di dominio emancipatorio sul maschio
forse eccessivo - soltanto come strumento di iniziazione. Intanto il bambino si
va perfezionando negli inevitabili tempi lunghi della gravidanza umana - con
grande amore, e perfino con gravi "sacrifici alimentari", della
dapprima riluttante protagonista. Circondata dalle cure affettuose di tutta la
famiglia "ri-composta", e dalle scombiccherate premure dell'amica del
cuore, la piccola Juno partorisce "con dolore" e tiene fede al suo
impegno: consegna il bambino a Vanessa, la donna sterile, e vistosamente
abbiente - Juno e la sua famiglia non hanno voluto neanche un dollaro in cambio
della creatura - con cui aveva firmato il contratto di consenso all'adozione. E
fermiamoci qui per ora: ve l'immaginate una cosa simile in Italia, dove gli
aspiranti genitori adottivi si imbiancano in un'attesa di anni, persi in un labirinto di burocrazie intrecciate, agenzie di
mediazione inaffidabili e, talvolta, di "regalìe" taciute, alla
ricerca di quel figlio che non hanno potuto concepire? Trovare un annuncio sul
giornale, farsi accompagnare da papà - il personaggio del padre, nella storia
di Juno, è fondamentale - a vedere com'è fatta quella coppia che "ha
bisogno" di un figlio, fidarsi che il bambino ancora non nato sarà felice
con loro. Sarebbe mai possibile da noi? E sarebbe giusto? Forse la trama del
film è una favola appena modernizzata dal gergo spudorato di Juno - Blecker il
compagno di classe è beneducato, invaso da una madre matronale - forse nel 99%
dei casi la compravendita Usa di un bambino è né più né meno che un losco
mercimonio non punito dalla legge. Da noi, come si sa, è un reato gravissimo,
e, di tanto in tanto, arriva sulla cronaca dei giornali e dei tg, in una
cornice di miseria "materiale e morale", che ci appare insostenibile;
ma subito ce ne dimentichiamo, invece di riflettere sulle ragioni che
incrementano il mercato clandestino dei bambini, magari di quelli scomparsi da
anni. Non lo so. Ma so che la piccola Juno è una persona leale: e quando Mark,
il marito di Vanessa, chiede il divorzio poiché "non ancora pronto"
al ruolo di padre - ma è visibilmente attratto da Juno e lei da lui -
l'adolescente spudorata, tra le lacrime lascia un biglietto alla donna per
rassicurarla: terrà fede comunque al suo patto. Così, rifiutandosi di vedere il
bambino appena nato Juno ricomincia da capo insieme ad un coetaneo (piuttosto
che ad un affascinante adulto) l'avventura di vivere.
( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando l'edizione
del FISCO Berlusconi dice che lo Stato chiede alle imprese il 60% dei guadagni.
Non è vero Lui giustifica l'evasione ma sui numeri mente E i condoni fanno
disastri di Bianca Di Giovanni Sulla lotta all'evasione l'ultima di Berlusconi
è tale e quale alla prima: evadere il fisco si giustifica da sé. "C'è una
norma di diritto naturale: se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni,
allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% di
ciò che guadagni, come accade per molte imprese, ti sembra una cosa indebita e
ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a
volte anche di evasione", ha dichiarato qualche giorno fa. Solo qualche
ora prima aveva annunciato: con me a Palazzo Chigi mai più condoni, lotta
all'evasione. Ma le buone intenzioni (tutte da dimostrare) sono durate il tempo
di un lampo. Mai andare contro la propria natura profonda. Così subito la
frittata si è rivoltata dalla parte "giusta", quella autenticamente
berlusconiana. Se questa è la linea dove andrà a finire la lotta all'evasione
con Berlusconi a Palazzo Chigi? Possiamo procedere in modo scientifico
valutando le misure studiate da Vincenzo Visco e che aspettano l'attuazione, e
guardando al passato quello che il vecchio governo Berlusconi fece in questo
campo. Ma prima di avviare l'esame delle misure (o non misure) sulla lotta
all'evasione, meglio fare chiarezza sui numeri forniti da Berlusconi. Quel
50-60% di prelievo su quel che guadagni è un dato assolutamente inventato. In Italia
l'aliquota fiscale media (non quella marginale certo) è attorno al 30%.
Insomma, l'erario mediamente non prende più di un terzo di quel che guadagni. A
questo dato vanno aggiunti i contributi pensionistici, che comunque sono una
risorsa destinata a garantire un reddito futuro al lavoratore. Come dire: sono
risparmio. In ogni caso tasse e contributi sommati assieme formano la pressione
fiscale. Con il governo Prodi questo dato ha raggiunto il record del 43,3% del
Pil. Ma il Tesoro ha spiegato che il dato scende al 42,5% se si esclude il
versamento all'Inps del Tfr (5,5 miliardi) e se si calcola il bonus per gli
incapienti (560 milioni) come uno sgravio fiscale. Ma il vero motivo di una
pressione tanto forte sta tutto nel recupero strutturale di circa una ventina
di miliardi dall'evasione. Ma oggi alle Entrate temono di dover lottare con
armi spuntate se si avvereranno le ipotesi diffuse da molti esponenti di
centrodestra. Non piace affatto all'attuale opposizione quell'obbligo per le
imprese di inviare l'elenco di clienti e fornitori. Urlano
ai lacci e lacciuoli della burocrazia. In realtà proprio questo strumento è considerato uno dei più
efficaci per evitare l'elusione fiscale. Altra norma che potrebbe risultare a
rischio è la corresponsabilità di appaltatori e appaltanti nei versamenti
contributivi: una norma che punta a eliminare il lavoro nero (e insicuro) in
molti cantieri. Se le nuove misure sono a rischio eliminazione, un
effetto ancora più devastante sul gettito potrebbero avere le vecchie misure, molto
note ai contribuenti italiani. Detto in una parola: i condoni. Il ricorso
ripetuto a sanatorie ha ingenerato nel contribuente la speranza di potersela
cavare comunque con uno sconto. L'intenzione dell'esecutivo, secondo quanto più
volte affermato dall'allora ministro Giulio Tremonti, era quella di far
emergere gli evasori. Una volta aderito al condono - si sosteneva - non si
poteva più tornare indietro. La realtà dei numeri dice altro: dall'andamento
del gettito non si è visto nessun recupero fino a quando il centrodestra è
rimasto in sella. Senza contare che con la politica dei condoni ad essere
avvantaggiate sono state categorie particolari: autonomi e imprenditori. Sui
dipendenti, la gran parte dei contribuenti, è rimasto un fardello gigantesco.
L'effetto peggiore, comunque, è stato il sentimento di impunità. Gli ultimi
segnali sono arrivati proprio di recente: quelle centinaia di nomi
tranquillamente "acquattati" nel Liechtenstein, il paradiso fiscale
più impermeabile d'Europa assieme a Montecarlo. Molte società e famiglie
scovate dagli 007 tedeschi hanno rivelato di essere in piena regola: hanno
fatto emergere il loro capitale con lo scudo fiscale. E sono rimasti
tranquillamente all'estero. Un bel favore, non c'è che dire. Per di più
scontatissimo. Berlusconi ha detto basta a tutto questo. C'è da credergli?.
( da "Messaggero, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non
solo fuga di cervelli. La burocrazia respinge i
talenti disposti a entrare Ricercatori stranieri, l'Italia resta un sogno.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
06-04-2008)
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CRONACA 06-04-2008
Intervista: L'ex sindaco capolista al Senato per l'Unione di centro Ubaldi:
"Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito" La sfida
"Dare voce ai ceti medi che non si riconoscono né in Berlusconi né in
Veltroni" Giuliano Molossi A Parma la candidatura di Elvio Ubaldi al
Senato rappresenta uno dei principali motivi di interesse di questa campagna
elettorale così deprimente. La sua è una sfida difficile, quasi una
"mission impossible". Per vincere, occorre che l'Udc superi l'8 per
cento in regione, un obiettivo molto ambizioso. Lei sa che si tratta di una
partita incerta. Perchè ha accettato, col rischio di perdere, anzichè chiedere
un posto sicuro come hanno fatto altri? Il posto sicuro se lo riservano quelli
della casta. Il voto al Senato, per via di questa legge, è l'unico voto che
stabilisce un rapporto diretto fra il candidato e gli elettori. Quello dato a
me è come un voto di preferenza. Io chiedo un voto per me, che viene ancora
prima del voto per il partito a cui appartengo. Se sarò eletto lo dovrò solo a
quegli elettori che liberamente decideranno di aver fiducia in me. E io credo
che se la politica non riprende questa dimensione fiduciaria tra eletto ed
elettore, non ha futuro. Questa legge elettorale ci priva persino del diritto
di scegliere da chi farci rappresentare... Esattamente. E come se ne esce? Che
interesse avranno quelli che saranno eletti a scatola chiusa a cambiare le re
gole del gioco? Non dimentichiamo che c'è la spada di Damocle del referendum e
quindi, prima della primavera dell'anno prossimo, una nuova legge elettorale
bisognerà pur farla. E dovrà essere una legge che restituisca ai cittadini il potere
di decidere. Non teme che la logica del voto utile possa spingere una parte dei
suoi potenziali elettori verso i due schieramenti più forti? Ritengo che sia
un'impostazione assolutamente sbagliata. Nel prossimo Parlamento la presenza di
un gruppo ragionevole sarà fondamentale e decisiva per far passare le scelte
importanti di cui ha bisogno l'Italia. Lei ha detto che il Pdl vincerà le
elezioni... Sì, credo che Berlusconi vincerà ma che non riuscirà a governare
perché sui temi fondamentali la sua coalizione è divisa. La Lega potrà essere
una spina nel fianco di Berlusconi? Sì, ma anche An. Ad esempio sul tema delle
liberalizzazioni. An ha candidato il leader dei tassisti romani che è diventato
famoso per essersi opposto alla concessione di cento licenze di taxi in più.
Oppure, il caso Alitalia: Berlusconi, che pure è un liberista, è stato
costretto ad assumere le vesti di statalista perchè Fini deve proteggere le
proprie clientele nell'industria pubblica e la Lega ha gli interessi
corporativi legati a Malpensa. Ma gli esempi potrebbero essere molti altri:
Berlusconi è per l'abolizione delle province, la Lega è contraria, Berlusconi è
per il voto agli immigrati, la Lega ha detto che è una stramberia. E via di
questo passo. Il popolo della libertà non potrà mai governare. Si dice che in
caso di pareggio al Senato Pd e Pdl potrebbero governare insieme. Lei ritiene
plausibile questa ipotesi? Sarebbe la soluzione dei disperati. Il
consociativismo va sempre a scapito dei cittadini. In quel caso l'Unione di Centro
farebbe bene a restare all'opposizione? Certamente. Nel nuovo Parlamento il
nostro ruolo sarà quello di far sì che le fondamentali leggi di riforma
istituzionali, economiche e sociali possano essere approvate senza essere
ostaggio delle componenti dei diversi schieramenti. Sarà importante che su
leggi come queste si formi in Aula una maggioranza parlamentare diversa dalla
maggioranza di governo. La cosiddetta Seconda Repubblica non regge più. In
questi ultimi quattordici anni ogni governo è stato ostaggio della sua stessa
maggioranza. Così non si può andare avanti. Noi vogliamo giocare un ruolo
importante in Parlamento, dando voce e rappresentanza agli interessi dei ceti
medi moderati che non si riconoscono in Berlusconi. E vogliamo anche dare una
risposta costruttiva a tutti coloro che sono indignati per l'attuale situazione
politica dei due blocchi e intendono ribellarsi ad essa. Potrete essere alleati
di Veltroni? No, noi siamo alternativi a que sto tipo di sinistra. E poi non ci
interessa fare i gregari di Veltroni, abbiamo ambizioni ben diverse, ben più
alte. Lavoro, fisco, sicurezza: sono questi i tre temi forti della campagna
elettorale? I problemi che i cittadini sentono di più sono sicuramente questi. Ma io aggiungerei anche quello della burocrazia pubblica che diventa sempre più asfissiante, o quello della
riforma della scuola. Lei teme l'astensionismo? Disertare le urne non serve a
nulla. Anzi, serve solo a rafforzare quei due schieramenti principali che si
ripresentano con le stesse proposte e con pro grammi irrealizzabili. C'è
chi dice che la sua discesa in campo, sia che lei venga eletto al Senato oppure
no, possa avere ripercussioni sulla tenuta della giunta di Parma...
Assolutamente no, lo escludo categoricamente. Uno dei punti di forza dell'amministrazione
di Parma negli ultimi dieci anni è stato proprio quello di non identificarsi
con uno schiera mento politico. Il senatore Lunardi si rammarica che lei non
sia rimasto con loro... Ma io non sono mai stato con loro, io non ho mai votato
Berlusconi. Io ho guidato per nove anni una giunta civica, non di centrodestra,
che ha collaborato con Forza Italia. Il governo Berlusconi però ha sostenuto
molto la città... Sì, ma lo hanno fatto in ugual misura anche i governi di
centrosinistra. E il sostegno è arrivato perchè noi avevamo dei buoni progetti,
non per altre ragioni. Riconosco il ruolo di Berlusconi per l'assegnazione
dell'Efsa alla nostra città e l'impegno di Lunardi per la realizzazione a Parma
di importanti opere pubbliche, ma nessuno ci ha mai regalato niente: quello che
abbiamo avuto ce lo siamo meritati. Elvio Ubaldi, capolista al Senato per
l'Unione di centro.
( da "Corriere Alto Adige" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-06 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE La Bolzano scomparsa Originario di Rovigo imparò da solo
il tedesco. Voleva la convivenza Mazzoni, il questore scomodo. E punito Nel
1957 denunciò le miopie verso i sudtirolesi. Trasferito, ne morì di ETTORE
FRANGIPANE Cinquant'anni fa dietro al cimitero di Treviso un colpo di pistola
alla tempia uccideva il questore Renato Mazzoni. Aveva 61 anni. L'anno
precedente era stato rimosso da questore di Bolzano perché troppo
"morbido" nei confronti dei sudtirolesi, dei quali intuiva i diritti.
Fu allora trasferito a Treviso, ma Mazzoni non accettò uno spostamento che gli
suonava come una punizione ingiusta. E così armò la sua mano e si tolse la
vita. Il Dolomiten lo definì "un italiano, un italiano esemplare e,
proprio come tale, un europeo". Mazzoni era nato nel Rodigino, ed era
figlio di un cancelliere di tribunale. Fu ferito durante la prima guerra
mondiale: successiva laurea in Legge e carriera nella Pubblica sicurezza. Fu
impiegato nella polizia ferroviaria, cosa che- viaggiando - gli consentì
durante la seconda guerra mondiale di favorire i rapporti tra vari comitati di
liberazione. Nel maggio del 1947 fu promosso a questore e destinato a Bolzano.
Mazzoni non era informato sulla situazione altoatesina, ma ben presto si rese
conto che, se voleva far bene il suo mestiere, che per lui significava stare
tra la gente e farla parlare, doveva assolutamente conoscere il tedesco. Fu
così che imparò la lingua da autodidatta, giungendo a leggere i filosofi
tedeschi e Goethe, nonché i classici greci e latini tradotti in tedesco.
durante i successivi dieci anni non solo i due gruppi etnici principali, ma
anche i rappresentanti di tutte le forze politiche, dalla destra alla sinistra,
ebbero modo di apprezzarlo non solo come uomo, ma anche come esponente dello
Stato, di cui si considerava servitore. Ma il atteggiamento equanime verso il
gruppo tedesco, alla lunga, gli tornò nefasto. Nel marzo del
( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 83 del 2008-04-06
pagina
( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 83 del 2008-04-06
pagina 3 Via Venti: lavori bloccati di Stefania Antonetti "Da poco sono
stati ultimati i lavori che hanno visto il risanamento conservativo dei
soffitti relativi al civico 28 del porticato di Santo Stefano e della
pavimentazione relativa ai civici 30 e 32, degradata al punto da richiedere a
tratti il rifacimento totale, e che hanno riportato allo splendore originario
mosaici e affreschi, con l'approvazione di cittadini e commercianti di via XX.
Ora il lavoro non può fermarsi, mancano tratti di marciapiede e Ponte
Monumentale. L'amministrazione comunale deve rendersene conto e rinnovare la
convenzione scaduta". A parlare è Giancarlo Bonifai presidente del
consorzio "Via Giulia e Piccapietra 1904 - 2004", lo stesso consorzio
che ha svolto azione promozionale per il ripristino di via Venti senza oneri
per il Comune ed elaborato il progetto per il recupero strutturale del Ponte
Monumentale. "È un delitto lasciare l'opera incompiuta - spiega Lorenzo
Romis, vice presidente del consorzio -. Ed è per questo che chiediamo
l'interessamento del Comune. Siamo bloccati dalla burocrazia e impantanati tra i ponteggi". Il sindaco Marta Vincenzi
tende la mano: "Martedì incontreremo il consorzio per studiare un'ipotesi
di intesa. Andiamo avanti chiarendo ruoli e prosppettive", tranquillizza
il sindaco. Ma la preoccupazione e la rabbia rimangono: "Se non
arriveranno risposte concrete dovremo smontare le impalcature che fasciano il
Ponte e dire addio al suo recupero- conclude Romis- Pensare che tutto
poteva essere pagato con i ricavi dei cartelloni pubblicitari". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-04-2008)
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Pordenone Santin: la
giunta non valorizza l'area del mobile VERSO IL VOTO CDare voce ai cittadini
attraverso le nuove tecnologie. Questo il proposito di Paolo Panontin,
consigliere regionale uscente di Cittadini per il presidente. CIl leader del
centro-destra, Renzo Tondo, ha ribadito la sua posizione di netta contrarietà
al progetto di sbancamento del monte San Lorenzo nel maniaghese. C"La
città di Pordenone ha bisogno di un nuovo piano del traffico". Lo
sottolinea il consigliere regionale del Pdl, Antonio Pedicini, per il quale
"non si può andare avanti con parcheggi a pagamento che svuotano le tasche
dei cittadini e danneggiano i commercianti". C"E' inammissibile -
afferma il consigliere regionale del Popolo della libertà, Paolo Santin - che
la giunta regionale di centro-sinistra si sia rifiutata di firmare il
protocollo di intesa per la certificazione di prodotto della zona del
mobile". C"Sostenere la famiglia significa innanzitutto aiutare chi
intende costituirla e ridare fiducia alle giovani coppie che intendono
affrontare l'acquisto della prima casa, ma sono oppresse e inibite da vincoli
economici". Lo ha sottolineato la candidata del Pdl, Elena Coiro. CTra le
visite effettuate dal vice presidente della Giunta regionale, Gianfranco
Moretton, capolista del Pd, quelle all'Azienda Gpe di Azzano Decimo e alla sede
degli alpini e della protezione civile di Zoppola. CMartedì, alle 18, alla Casa
dello studente di Aviano, il deputato del Pd, Ivano Strizzolo, incontrerà la
cittadinanza. C"Se vogliamo ridare gambe a questo Paese dobbiamo
fortemente incidere sulla scuola, la formazione e i giovani". Lo ha
rimarcato, nel corso di un incontro pubblico, Sergio Zaia, candidato del Pd
alla Camera, per il quale è necessario dare un taglio secco alle tasse
universitarie. CAnche il candidato del Pdl, Mattia Callegaro, ha aperto un
proprio sito internet. Lo si trova all'indirizzo www.mattiacallegaro.net .
CSecondo Luca Ciriani, candidato del Pdl alle regionali, il volantino
distribuito dalla Regione su come votare è scorretto in quanto enfatizza
eccessivamente la modalità del voto disgiunto. CIl tema della raccolta e
dell'incenerimento dei rifiuti è stato al centro del convegno promosso dalla
Rosa bianca, presieduto da Giancarlo Cescutti, candidato dell'Udc alle
regionali. Sono intervenuti, tra gli altri, Marco Virgilio e Giuseppe Mazzon,
coordinatore del comitato di Pordenone sull'inceneritore. CIl consigliere
regionale del Partito pensionati, Luigi Ferone, in un incontro a Spilimbergo,
ha sottolineato che il suo movimento "vuole essere il megafono di tutti
quei cittadini che stanno zitti, che hanno perso le speranze, che magari hanno
deciso di non andare a votare". COrazio Cantiello, candidato della
Sinistra arcobaleno, distribuirà oggi pomeriggio alle 17.30 carpini bianchi in
piazza a San Vito. CElio De Anna, candidato del Popolo della libertà alle
regionali, sarà alle 11.30 presso la comunità di San Giacomo a Cordenons; alle
( da "Provincia di Cremona, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
6 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Di "opportunità e problemi" si è
parlato ieri al convegno organizzato dall'Istituto postuniversitario Santa
Chiara 'A Cremona fiera del florovivaismo' Il presidente Antonio Piva sollecita
gli operatori "Agiamo in concerto con Piadena e Canneto" di Davide
Bazzani CASALMAGGIORE ? "Mi piacerebbe molto che a Cremona si potesse
realizzare una fiera del florovivaismo. E' il settore che ci manca, dopo le
rassegne sul latte, sulla carne, sul comparto vegetale e sull'energia".
L'importante auspicio è stato espresso ieri mattina da Antonio Piva, in qualità
di presidente di CremonaFiere, al convegno organizzato dall'Istituto
Postuniversitario Santa Chiara e dal Gal Oglio Po nella chiesa monastica di via
Formis sul tema 'La pratica del florovivaismo nei territori del basso Oglio
Mantovano e Cremonese: opportunità e problemi'. "Di concerto con Piadena e
Canneto sull'Oglio e con gli operatori del settore, mi auguro si possa
ragionare sulla fattibilità di questa manifestazione", ha aggiunto Piva,
dopo aver sottolineato come "l'Italia sia sempre stata esportatrice di
cultura in questo settore" ed aver espresso anche l'augurio che "venga
ridato presto giusto lustro ad una realtà, ricca di piante di assoluta
eccellenza, come il parco di Villa Medici del Vascello a San Giovanni in
Croce". Il convegno, moderato da Maria Rosa Concari, direttore di Santa
Chiara, si è aperto con i saluti del sindaco Luciano Toscani, che ha rilevato
come Santa Chiara stia concretamente operando, con i suoi corsi professionali
(come quello sulle tecniche del florovivaismo), per superare "il distacco
tra formazione e mondo del lavoro". Per esempio, nel 2009 partirà "un
corso per operatori meccanici" che potranno essere assunti al termine da
Marcegaglia e Siderimpex. Sotto il profilo sindacale, Piva, in qualità di
presidente della Libera Associazione Agricoltori, ha detto che sarà suo dovere
incontrare i florovivaisti per cercare di superare quella doppia veste che li
vede inquadrati nel settore agricolo quando vendono le piante e in quello
commerciale quando effettuano lavori di manutenzione, con ingiusti riflessi
negativi sul loro reddito. Sono seguiti gli interventi di Giovanni Pasquali,
vicepresidente del Gal Oglio Po, che parlando del prossimo piano di sviluppo
locale ha detto che si punta a realizzare "un sistema telematico di
controllo della produzione". Ma è necessario capire, in tempi rapidi,
"se è una idea utile". L'assessore provinciale all'Agricoltura,
Giorgio Toscani, si è soffermato sul piano di sviluppo rurale, che nei prossimi
7 anni porterà 90-100 milioni di euro in provincia. Il problema è che per
accedere a quei soldi "c'è una burocrazia enorme che scoraggia gli
operatori". Sono intervenuti poi l'assessore all'Agricoltura della
Provincia di Mantova, Maurizio Castelli, il sindaco di Canneto (realtà
florovivaistica più importante della zona), Pierino Cervi, il presidente del
cda di Santa Chiara, Antonio Ubaldi, il presidente della Provincia di Cremona,
Giuseppe Torchio. Interventi anche di Luciano Roncai e Marida Brignani, autori
di una ricerca sulle caratteristiche del territorio del basso Oglio mantovano e
cremonese, Giuseppe Goi, presidente del Centro Servizio Florovivaismo, Virginia
Ughini e Cristina Cacciamani.
( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
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"Con l'aumento
dei ricoverati in urgenzaprobabilmente non potremo garantire la continuità di
assistenza Per questo è basilare un accordo con le case di riposo del
territorio" Inrca, il direttore Aprile: "Puntiamo ad aprire il punto
di primo intervento per l'estate" Tempi stretti per il pronto soccorso-bis
ANCONA - Dai tre ai sei mesi. Sarà entro questo lasso di tempo che, con tutta
probabilità, la città di Ancona avrà il suo pronto soccorso per gli anziani. E'
questa la maggiore novità emersa ieri mattina, nel corso dell'inaugurazione
della Stroke unit dell'Inrca. A dire il vero all'ospedale geriatrico della
Montagnola esiste un'accettazione medica per gli anziani già attiva da undici
anni. Tuttavia finora venivano trattati solo i casi più gravi, mentre adesso
saranno presi in cura anche i codici verdi e bianchi, ovvero i pazienti non
gravi, che faranno lievitare gli accessi dagli attuali 5 mila a 10-12 mila
all'anno. I soggetti trattati saranno unicamente quelli con un età superiore ai
65 anni. "Le persone più giovani che per errore o per necessità estrema si
dovessero presentare qui non verranno certo cacciate via - ha dichiarato il
direttore dell'istituto, Antonio Aprile - ma queste dovranno essere delle
eccezioni, non la regola". Inizialmente il punto di primo intervento verrà
realizzato nei locali che attualmente ospitano la medicina geriatria, che si
trasferirà al piano superiore. L'inizio dei lavori è previsto per fine mese, ma
sulla data di inaugurazione c'è ancora stretto riserbo: "Aprire per
l'estate sarebbe una buona cosa perché è il momento in cui c'è maggiore bisogno
- ha detto il direttore dell'istituto, Antonio Aprile - ma è anche la stagione
in cui si hanno più problemi di organico. Vedremo". Proprio il
reclutamento di nuovi infermieri è quella che Aprile indica come una delle due
criticità del progetto: "Non solo ci sono le difficoltà di reperimento di
personale specializzato, ma poi bisogna anche confrontarsi
con i tempi della burocrazia. Comunque già una metà degli infermieri necessari sono stati
assunti o sono in corso di assunzione". In totale gli infermieri saranno
venti e affiancheranno dieci medici, nove osservatori e un coordinatore
infermieristico. L'altra criticità individuata da Aprile riguarda i posti
letto: "Con l'aumento dei pazienti in urgenza, probabilmente non
avremo posti a sufficienza per garantire la continuità di assistenza. Per
questo sto cercando un accordo con altre residenze sanitario-assistenziali del
territorio per l'affitto di ulteriori posti letto". La struttura sarà
fornita di un'unità semi-intensiva dotata di sei letti a rapidissimo turnover,
da cui i pazienti verranno poi dimessi o ricoverati nei vari reparti
specialistici. Ci sarà inoltre una sala d'aspetto con quaranta sedie, un box
per l'infermiere addetto all'assegnazione dei codici d'urgenza, due ambulatori
e un locale climatizzato dove i pazienti potranno attendere i risultati degli
esami. Presso il presidio sarà ubicata una postazione del 118 dove sarà sempre
pronta un'ambulanza dotata di un autista, un medico e un infermiere. Le
ambulanze avranno un percorso studiato per evitare l'intralcio al normale
traffico all'interno dell'ospedale. Infine sarà disponibile un servizio per
trasportare rapidamente i pazienti in radiologia o nei vari reparti. Tutto ciò
sarà però provvisorio. Entro sei mesi è infatti previsto l'inizio dei lavori
per la costruzione di un nuovo padiglione che sorgerà vicino all'ingresso, nei
pressi di radiologia, proprio per permettere un più facile accesso alle
ambulanze. MICHELE ROCCHETTI,.
( da "Arena.it, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A CONFRONTO.
Confronto alla Gran Guardia "Troppi medici sono condizionati dalle
denunce" Carrara: "Bisogna poter esercitare con
serenità" Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e
ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre
archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile
"eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai
camici bianchi. Dopo il saluto del consigliere comunale e medico
Francesco Spangaro, che ha organizzato l'iniziativa in collaborazione con una
decina di sigle sindacali provinciali, sono state molte e diversificate le
posizioni espresse. Dura e chiara quella del presidente dell'Ordine dei medici,
Giorgio Carrara, alla prima uscita ufficiale dopo la scomparsa di Pier Marcello
Fazzini. Lo stesso Carrara ha ricordato come "il dottor Fazzini si sia
speso moltissimo per tentare di risolvere molti dei problemi di cui ora stiamo
discutendo". "L'unica richiesta che faccio", ha proseguito poi,
"è che i medici possano esercitare la professione con serenità. La gente
oggi ci chiede tutto e subito e, se non lo ottiene, arriva fino alle denunce.
Questo è anche colpa nostra: la categoria non è affatto unita e quindi non
abbiamo alcun peso politico. Decine di sindacati si occupano solo dei loro iscritti
e confliggono con gli altri". Quindi l'appello: "Svegliamoci in
fretta e cerchiamo di remare almeno tutti dalla stessa parte". Sulla
stessa lunghezza d'onda l'intervento del segretario della Fimmg, i medici di
medicina generale, Lorenzo Adami. "Ospedale e territorio spesso hanno
rapporti di contrapposizione", ha detto. "Il 40 per cento dei camici
bianchi poi opera condizionato dal timore di denunce. L'eccessiva prudenza per
paura della magistratura non permette di lavorare adeguatamente". A
proposito di conflitti tra medici, esemplare l'intervento di Francesco
Buonocore, direttore sanitario della Ulss 21 di Legnago e ex primario del
Pronto Soccorso a Borgo Trento. "Nel protocollo di intesa per l'Azienda
ospedaliera integrata, i medici ospedalieri e gli universitari", ha detto,
"hanno totale disparità di trattamento. Da anni i primi inseguono i
secondi rivendicando gli stessi diritti. Ma come si fa a pretendere di essere
uniti in questa condizione penalizzante? Quando si capirà che la sanità è
unica?". Buonocore ha citato anche il sindaco Tosi. "È solo grazie a
lui, allora giovanissimo consigliere regionale, se un protocollo ancora più
penalizzante non è stato firmato già quando era assessore alla sanità Gava e
segretario Toniolo". Importante la replica di Flavio Tosi che,
indirettamente, ha confermato la posizione del direttore sanitario. "Non
era possibile firmare un protocollo così sbilanciato. Ora però la Regione ha
nominato due arbitri (i rettori universitari, ndr), uno a Verona e uno a
Padova. Se i due rettori sapranno arbitrare bene, forse scontenteranno entrambe
le parti ma avranno avuto equilibrio". G.M. .
( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Continua la caccia
ai voti degli indecisi con pesanti critiche agli avversari BENEVENTO - Walter
Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un comizio a
mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che il 13
aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli indecisi,
criticando gli avversari "cupi e senza energie", difendendosi dai
giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su cui era seduto il
governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere - attacca - alla fine
vedremo". C'è "una giusta domanda" che, secondo il segretario
del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale la pena votare ancora
il Pdl con "una leadership che non ha più voglia e un candidato premier
che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o è meglio scegliere il
Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di provvedimenti da
realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso l'esperienza di una coalizione
frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro" dice Veltroni
nella terra di Clemente Mastella, l'alleato che ha dato l'ultimo colpo
all'albero di Prodi. Un partito "coeso", che conosce i problemi della
gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non possiamo accettare il declino
dell'Italia". Berlusconi dice che se vince il Pd ci saranno più tasse e
intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia "il patto per la crescita e
per lo sviluppo", provvedimenti a sostegno delle fasce deboli e delle
casalinghe. Ma soprattutto pretende "una democrazia
che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli
imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e
"chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella
del Csm sul giudice di Gela. "E' una cosa inaccettabile. Quello che
è successo a Gela è un messaggio micidiale che si dà ai poliziotti, ai
magistrati. Bisogna riformare la giustizia, e bisogna essere più severi".
E' quanto ha detto a tal proposito il leader del Pd Walter Veltroni in
un'intervista a "Telecamere" che andrà in onda oggi. "Il
magistrato di Gela - ha aggiunto - che ci ha messo sette anni e otto mesi prima
di fare una sentenza al Csm avrebbe dovuto rispondere di quello che ha fatto,
invece, il Csm è stato, dal mio punto di vista, io sono sempre molto parco nei
giudizi, ma in questo caso lo dico, è stato diciamo troppo premuroso nei
confronti di chi ha quella responsabilità". Il voto utile, che ancora ieri
l'ex sindaco di Roma ha chiesto, è la scelta tra chi "vuole come noi
aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi invece
preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai
meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia:
"La Lega - attacca Veltroni - oggi ha giurato sul Po. Voglio sapere se
giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato
premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto
ai Democratici, ad "una nuova politica". Perchè, avverte il leader
del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a
chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi
dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". La nuova politica
porterà invece, assicura Veltroni, senza ancora fare nomi, aria nuova
nell'esecutivo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche
in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una
crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. Secondo Veltroni è anche
"necessario cambiare la legge elettorale e noi puntiamo ad un sistema
uninominale con le primarie obbligatorie, perchè i cittadini devono tornare a
scegliere i propri rappresentanti". CRISTINA FERRULLI,.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI E NUMERI. I
votanti, i seggi, e tutti i servizi a disposizione per chi non si può muovere
Alle urne le "quote" sono rosa In tutto gli elettori in città sono
86.993. Crescono gli stranieri che ogni anno ottengono la cittadinanza
C'è "un'immigrazione del fare" che punta alla cittadinanza italiana
dopo dieci anni trascorsi nel nostro Paese, come prevede la legge. Per molti stranieri resta una chimera che si perde nei meandri di
controlli e burocrazia. Ma
adesso in città, dove oltre il 9 per cento della popolazione residente è
straniero, crescono gli stranieri che ogni anno ottengono la cittadinanza
italiana, e quindi il diritto di voto. Nel 2006 sono stati 88, nel 2007 il
numero è salito 142 e quest'anno, nei soli primi tre mesi si è a 47. Ma
veniamo ai numeri degli elettori per le amministrative: 40.256 maschi e 46.737
femmine per un totale di 86.993. I votanti alla Camera sono 38.825 maschi
contro 45.279 femmine, per un totale di 84.122. Al Senato i votanti maschi sono
35.969, e 42.507 le femmine, per un totale di 78.476. Cittadini comunitari
votanti per le amministrative: 7 maschi e 14 femmine. Dai numeri ai seggi: per
accedere a quelli privi di barriere architettoniche, anche se diversi dalla
propria sezione di appartenenza, gli elettori non deambulanti devono presentare
un certificato rilasciato dal Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ulss. Ecco
i distretti a disposizione: ambulatorio di contrà SS. Apostoli; 21 tel.
0444-752026; lunedì dalle 8.30-10, giovedì dalle 8.30- 12. Ambulatorio di via
Giuriato, 72 tel. 0444 202911; venerdì e 8.30- 12. Ambulatorio di via Albinoni,
7 tel. 0444- 229514; martedì 8.30-12, mercoledì 14.30- 16.30. Per l'utenza
dell'Ulss 6 apertura straordinaria del Servizio in via IV Novembre, 46 , sabato
12 aprile 8.30- 9.30 e domenica 13 aprile 9-10.30. Infine, per casi estremi,
durante l'apertura dei seggi, si può richiedere la certificazione telefonando
al 118. Anche per essere accompagnati gratuitamente a ritirare il certificato
si può telefonare allo 0444-222560 (Interventi sociali). Questi i seggi privi
di barriere architettoniche: Circoscrizione 1: sezione 52, elementare
"G.Zanella", contrà S. Domenico, 46; sezione 77: media
"Maffei", contrà S. Caterina, 11. Circoscrizione 2: sezione 72, media
"Scamozzi", via L. Einaudi,
( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader del
Partito democratico incontrando a Bari i rappresentati del terzo settore:
''Troppi 3 anni, tempi più brevi''. Ieri a 'Omnibus' su La7: ''Inutile
confronto tv tra 15 candidati premier''. Guarda i video: 1, 2,3. E per le
casalinghe propone assicurazione gratis. Vai allo speciale. Partecipa al nostro
forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Bari, 6
apr. (Adnkronos) - Tempi più brevi per le adozioni. Lo ha auspicato il leader
del Partito democratico Walter Veltroni (nella foto) incontrando a Bari i
rappresentati del terzo settore. "Di tutte le aree deboli della società -
ha affermato - i più deboli sono i bambini. Per adottare
non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo
troppa burocrazia. Dobbiamo
capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare
questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha concluso.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PALMANOVA Da Gonars e
Santa Maria La Longa una lettera con le lamentele degli amministratori
sull'organizzazione Vigilanza urbana, proteste dei sindaci Una circolare
inviata ai parroci per sollecitarli a evitare funerali nella giornata
domenicale PalmanovaPiovono le proteste su come è impostato il servizio di
vigilanza urbana da Palmanova, che è il comune capofila della recente
associazione intercomunale. I sindaci di Gonars e di Santa Maria la Longa hanno
inviato al loro collega palmarino una circostanziata lettera (due paginette e
mezza) nella quale si evidenziano le lacune riscontrate che possono essere sintetizzate in una eccessiva burocrazia richiesta per l'impiego dei vigili sul territorio e nella poca
elasticità nell'interpretazione delle norme. Troppo ossequiosi di disposizioni
e regolamenti vari, è stato osservato e tutto va a discapito della rapidità
nell'organizzare manifestazioni e degli interessi di singoli abitanti che si
vedono rinviare le loro faccende per un semplice timbro. I primi
cittadini degli otto comuni associati nell'Aster non sono per nulla contenti di
come le cose vengono gestite in questo nevralgico settore e spesso il loro
stesso parere viene disatteso se non addirittura neppure richiesto come è
accaduto nel caso della circolare inviata ai parroci del comprensorio dal
comando della polizia municipale nella quale viene rivolto un perentorio invito
a non effettuare i funerali di domenica ed in altre particolari fasce orarie
perchè non si potrebbe assicurare la presenza della guardia comunale. Ma se Gonars
e Santa Maria hanno messo nero su bianco, gli altri partner dell'associazione
non risparmiano critiche e mugugni. Si fa notare che per essere ricevuti dal
vertice del corpo si deve fare anticamera per troppo tempo; si rileva che le
autorizzazioni riguardanti la chiusura al traffico di una strada comunale
arrivano solo dopo alcuni solleciti; si lamenta che la giurisdizione è
abbandonata a se stessa per la carente sorveglianza dei vigili. A tutto questo
si aggiunge che da un mese a questa parte l'orario delle prestazioni in questo
comparto è stato drasticamente ridotto perchè alcuni comuni non intendono
corrispondere l'indennità di turno. Adesso i 18 addetti timbrano il cartellino
di inizio lavoro alle 7.30 e smontano alle 13.30 mentre prima alle 13 scattava
l'avvicendamento fino alle 19. Chi chiama il centralino dei
"pizzardoni" al pomeriggio non speri di aver risposta. E questo
complica notevolmente l'intera organizzazione e lo stesso svolgimento
lavorativo.Mauro Mazzilli.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano Pagina
103 sul pullman E Veltroni aspetta la "sorpresa" nell'urna Sul
pullman --> BENEVENTO Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e
festeggia con un comizio a mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del
tour. Convinto che il 13 aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di
voti tra gli indecisi, criticando gli avversari "cupi e senza
energie", difendendosi dai giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha
segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro
per vincere - attacca - alla fine vedremo". Immediata la replica di
Bertinotti: "Veltroni sbaglia ed è gravemente ingeneroso. Con le unghie e
con i denti, anche trangugiando bocconi amari, abbiamo fatto vivere il governo
contando su un secondo tempo che non è mai arrivato". "Ci siamo
battuti - ha detto Bertinotti - per superare la legge che dà il precariato,
l'aumento di salari e pensioni e lo abbiamo fatto nelle finanziarie e perfino
dopo, decreto per decreto. Qui invece ci sono ministri che oggi fanno parte del
Partito Democratico che non hanno consentito al governo di fare quello che
avrebbe dovuto". Abbandonata la sinistra, Veltroni tenta di recuperare
voti tra gli elettori del centrodestra. C'è "una giusta domanda" che,
secondo il segretario del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale
la pena votare ancora il Pdl con "una leadership che non ha più voglia e
un candidato premier che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o
è meglio scegliere il Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di
provvedimenti da realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso
l'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a
Pecoraro" dice Veltroni nella terra di Clemente Mastella, l'alleato che ha
dato l'ultimo colpo all' albero di Prodi. Un partito "coeso", che
conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non
possiamo accettare il declino dell' Italia". Berlusconi dice che se vince
il Pd ci saranno più tasse e intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia
"il patto per la crescita e per lo sviluppo", provvedimenti a sostegno
delle fasce deboli e delle casalinghe. Ma soprattutto parla di "una
democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un
gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la
giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni
"morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che
ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi
aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi
invece preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai
meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia:
"La Lega - attacca Veltroni - oggi ha giurato sul Po. Voglio sapere se
giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato
premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto
ai Democratici, ad "una nuova politica". Perchè, avverte il leader
del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a
chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi
dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". La nuova politica
porterà invece, assicura Veltroni, senza ancora fare nomi, aria nuova nell'
esecutivo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in
Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi
istituzionale durante l'emergenza rifiuti.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Emma Bonino,
ministro al Commercio internazionale, detta la sua ricetta sul futuro in un
dibattito promosso dal Pd: "Reggeremo con riforme che non costano, quelle
sull'uomo" "Reinventare il Paese partendo dal
merito" Il capolista alla Camera Massimo Calearo: "Meno burocrazia e più infrastrutture. La
globalizzazione non è un male" Entusiasmo e stima palpabili in platea per
la fermata padovana del ministro al Commercio internazionale Emma Bonino
intervenuta a un dibattito promosso dal Pd su riforme ed economia. La
Bonino era affiancata da Massimo Calearo, l'imprenditore candidato capolista
del Pd alla Camera, da Michele Bortoluzzi, membro della giunta nazionale dei
Radicali, dal senatore Paolo Giaretta segretario regionale del Pd, e dagli
imprenditori Mario Carraro, e Massimo Carraro intervenuto in collegamento
telefonico da Basilea, dove è impegnato nella fiera mondiale dell'orologeria.E
se far comprendere senso e dinamiche di una convivenza di anime così variegate
dentro il Pd non è facile, viene da chiedersi se la storica radicale riuscirà a
far breccia su Padova. Soprattutto su quella parte di città fiera di avere
chiamato l'attenzione nazionale sul tema dei diritti civili. Proprio lei, che
30 anni fa nel clima pre '68 della cultura esclusivamente cattolica, accese la
miccia sociale dell'abolizione dell'aborto clandestino e della legge sul
divorzio, facendo della laicità dello Stato la bandiera del partito Radicale.
"A questa Padova - risponde la Bonino - dico che gli impegni assunti nel
programma,credo siano un punto di partenza importante. Le cose a cui tenevo di
più ci sono. Mi riferisco al testamento biologico, all'applicazione completa
della legge 194, e a una soluzione per tutte le coppie di conviventi. Del resto
non credo di dover ricordare le battaglie fatte da sempre dai
radicali".Calearo rintraccia in Padova "la piazza capace di capire la
svolta per il Paese". Del territorio riconosce "l'eccezionalità che
sa tradursi anche in esempi di consorzi di comuni di colore politico opposto,
ma che fanno sistema in forma manageriale".Snellimento della burocrazia e completamento delle infrastrutture sono i
bisogni più urgenti rintracciati per il Nordest, quello stesso "che
Veltroni, con sobrietà, porta sempre come esempio in zone meno produttive"
testimonia Bortoluzzi. Per Giaretta il vero discrimine tra le due Italie sarà
dato "da quella parte che si ritroverà nel Pd, nel punto di incontro tra
le parti che restano certo distinte, ma che vogliono fare una sintesi elevata
della società. E da quella di Berlusconi, che aspetta che qualcosa accada, che
ascolta i toni populisti di chi ha candidato il capo della rivolta dei taxisti,
e il generale Speciale con i suoi voli di Stato usati per farsi consegnare le
spigole".Mario Carraro volge lo sguardo alla situazione globale e alla
sforbiciata che il Fondo monetario internazionale ha dato all'Italia
dimezzandone la stima di crescita e riducendola allo 0,3\%. "Siamo vicini
alla sanzione - ammonisce Carraro - dobbiamo liberare teste e energie giovani.
Capire che la globalizzazione non è un male, ma una transazione economica che
dobbiamo vivere con intelligenza". Più serena la Bonino: "Sui dati
sono meno pessimista, e sono d'accordo con Draghi. Non siamo più un mondo
economico bipolare. La crescita negli ultimi due anni è stata trainata
dall'export di chi ha saputo reinventarsi. Reggere è possibile partendo da
riforme che non costano: liberando cioè le risorse umane, portando la cultura
del merito. Questo risveglio farà da volano".Michela Danieli.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL FATTO Un
centesimo in meno di Ici, il Comune la sanziona Quando la burocrazia si mette in moto non si sa a
quali eccessi possa portare.Un centesimo in meno di differenza e un giorno di
ritardo nel pagamento della rata dell'Ici per un immobile posseduto a Trecenta
da una coppia di Torino, relativa al 2005, hanno spinto l'amministrazione
altopolesana a inviare ai destinatari di tanto "errore" una
notifica con ben quattro pagine di riferimenti legislativi, conteggi e
motivazioni. Ovviamente con lettera raccomandata a carico del
destinatario."Sulle prime pensavamo a un pesce d'aprile - spiega Maria
Gabriella Sprocatti che si occupa dei beni del marito Gianni Trevisani - o
forse anche chi, come me, non crede al lotto, riterrà giocoforza che il numero
1 (1. aprile, un centesimo, un giorno di ritardo), una certa sfortuna la porti.
Non ricordo perché nel 2005 io abbia pagato con un giorno di ritardo. Forse ho
voluto fare la furba e mettere alla prova la solerzia degli impiegati. Non l'ho
mai fatto da quando possiedo una parte dell'immobile in questione, tanto meno
mi stavo rendendo conto di arrecare un danno alle sempre disastrate casse
comunali. Tuttavia non mi resta che complimentarmi con l'efficienza e il
rispetto intransigente e teutonico delle leggi attuati nel mio Comune di
nascita. Mi chiedo però anche se la legge vada applicata tout court o esista un
piccolo margine di buon senso nell'applicarla. Nel caso specifico, un cittadino
si sente vessato dalle istituzioni".I cittadini torinesi originari di Trecenta
pongono alcune domande. "Come mai il rigore è presente nel sanzionare e
non anche nel restituire al cittadino con efficienza e tempestività ciò che gli
spetta? Perché non ci è ancora giunto l'accertamento sui nostri pagamenti che
ugualmente hanno un centesimo di imposta non pagata e un giorno di ritardo?
Perché nello schema dei conteggi si è arrotondato a 108 euro, visto che l'Ici
si paga con i decimali? Non è che tutta questa carta, questo inchiostro e
questo tempo lo potevate impiegare meglio?".F.P.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONFRONTO La Coldiretti,
con la giunta al completo, ha presentato ai politici che hanno accolto l'invito
"quattro proposte per la legislatura" "Più peso e rispetto per
l'agroalimentare" Stefani: "Le aziende vanno difese". Zanettin: "Più
utili al primario". Hüllweck: "Valorizzare le produzioni di
qualità" "Chi semina raccoglie". La frase ha aperto, l'altra
sera, l'incontro tra i presidenti di sezione e di zona della Coldiretti e gli
aspiranti deputati e senatori vicentini. Il modo di dire si adatta ad entrambe
le categorie ma cosa si semina e cosa si raccoglie? I coltivatori, ovviamente,
conoscono benissimo il breve o lungo ciclo di mais e soia e hanno cognizione
dei rischi, dovuti principalmente alle condizioni meteorologiche, che
potrebbero pregiudicare la mietitura. Per i politici, invece, la campagna
elettorale non si coltiva ogni anno. In genere viene poi nutrita di promesse ma
la messe dei voti si fa comunque, grazie anche al porcellum che elimina le
preferenze. Forse per questo i rappresentanti della Coldiretti erano attenti
nel valutare di che qualità fossero le semenze dei politici.A Vicenza i soci
dell'associazione sono quasi 11mila e in via Zamenhoff, l'altra sera, c'era la
giunta al completo e quasi tutti i delegati territoriali. Il presidente Diego
Meggiolaro ha illustrato agli ospiti i crucci del settore, mettendo sul tavolo
"quattro proposte per l'intera legislatura". Hanno commentato, a
turno, i candidati Enrico Hllweck (Camera per il Pdl), Stefano Stefani (Camera,
Lega Nord), Alberto Filippi (Senato, Lega Nord) Pierantonio Zanettin (Senato,
Pdl), Angelo Guzzo (Camera, Pd); presenti anche il segretario provinciale di An
Sergio Berlato, che non è candidato, ed Ernesto Gallo (candidato consigliere
comunale nelle liste Udc).Ma cosa chiede la Coldiretti alla politica?
"Innanzitutto un maggior peso di rappresentanza, visto che il 73\% delle
imprese sono iscritte da noi, ma al tavolo ci sono troppe sigle e alla fine le
decisioni non vengono prese", ha spiegato Meggiolaro. "E poi essere
più forti a livello comunitario, applicazione dell'etichettatura obbligatoria,
difesa del made in Italy, opposizione alle lobby di certi settori di
Confindustria e Confagricoltura". Molte poi le proposte: dalla riduzione
dei passaggi agroalimentari, alla realizzazione di mercatini degli agricoltori
in ogni comune italiano per la vendita diretta dei prodotti, fino alla tutela
internazionale dei cibi italiani e alla riduzione di un terzo dei rifiuti.Le
risposte? "Non sono esperto di agricoltura ma c'è una logica di buonsenso
nei programmi. La prima associazione di categoria dovrebbe cercare di imporsi,
ci sono troppe sigle. I prodotti si difendono con una reale etichettatura. Le
aziende vanno difese con una riduzione del carico burocratico", ha
annotato Stefani, mentre per Zanettin "l'agenda agricola è sotto
l'attenzione della politica: vogliamo trasferire la lievitazione dei prezzi
alla categoria agricola e puntare sulla qualità" e Stefani ha di seguito
chiosato: "Non vorrei più vedere voi fuori da Montecitorio, i vostri
rappresentanti dovrebbero entrare a Roma". Dal canto suo, Hllweck, dopo
aver rammentato di essere stato il fautore del trasferimento di Bortolo
Fina(padre fondatore della Coldiretti) nel famedio cimiteriale, ha ricordato
anche che: "La cultura dell'alimentazione è importante, dobbiamo
valorizzare la nostra produzione di qualità e ridurre il percorso della filiera
, dare percorsi protetti al consumatore con il più basso costo, minore burocrazia e maggiore controllo del territorio rurale".Infine anche
per il Guzzo "il percorso della filiera breve è il principale scopo ed
obbiettivo del Pd. Con il nostro latte, e altre identità come l'asparago di
Bassano, bisogna fare un percorso educativo nel medio-lungo periodo con scuole
ed aziende per far capire l'importanza del lavoro sui campi. Bisogna
avvicinare il consumatore alle aziende agricole per incrementare il consumo
diretto. E poi aiutare le aziende agricole con intervento diretto, ad esempio
per smaltire le produzioni di latte".Come si diceva prima, chi semina
raccoglie. Gli agricoltori, l'altra sera, parlavano di una buona stagione. Con
cognizione di causa.Pietro Rossi.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA PROTESTA
"Salasso" a un insegnante per rilasciargli un certificato
BassanoVentotto euro per un certificato rilasciato dal proprio "datore di
lavoro". È così che scoppia quello che il sindacato Gilda chiama "il
caso Brocchi". Un insegnante a metà marzo si rivolge alla segreteria del
liceo bassanese per ritirare il certificato dei servizi prestati - comprova gli
anni di insegnamento svolti in quell'istituto - e scopre che quel foglio ha un
prezzo, tutt'altro che irrisorio.Il professore segnala il fatto alla Gilda
degli Insegnanti che, attraverso il suo coordinatore provinciale Francesco
Bortolotto, fa subito appello alla dirigente del liceo Maddalena Lazzaretto e
ai capi dell'Ufficio scolastico provinciale e regionale, Pasquale Palumbo e
Carmela Palumbo. Ai tre viene recapitata una lettera in cui si fa presente che
"il rilascio di questi certificati è un atto dovuto, che rientra nei
compiti normali delle segreterie e che non deve essere pagato. Per di più, nei
casi in questione, si tratta di insegnanti precari che già percepiscono
stipendi molto modesti". E poiché il caso risulta abbastanza isolato, la
Gilda chiede alla dirigente del Brocchi di "togliere questa tassa" e
all'Usp di "scoraggiare la diffusione di questa prassi".La preside,
sostiene Bortolotto, "inizialmente ha risposto negativamente, dicendo che
la tassa era stata introdotta per favorire l'autocertificazione e alleviare il
lavoro delle segreterie. Tuttavia ritengo che questa regola vada casomai
applicata a chi ha la possibilità di autocertificarsi e non lo fa. Mentre in
questo caso, questo tipo di documento può essere fatto soltanto dalle
segreterie". Il documento infatti serve ai fini del ricorso al Tribunale
del Lavoro che la Gilda ha messo in atto per far assumere i "prof"
precari.Nelle ultime 48 ore però il caso sembra aver subito una svolta, anche
se non decisiva. "Ora le cose pare si siano ridimensionate. Ieri (venerdì
per chi legge) un nostro iscritto ha richiesto lo stesso tipo di certificato al
Brocchi e per averlo ha pagato solo tre euro. Qualcosa si è mosso, ma andremo a
fondo perché anche questa richiesta di denaro ci pare illegittima".
Un'altra questione sulla quale i sindacalisti mettono l'accento è la complessità della burocrazia scolastica: "Accade che i docenti precari cambino spesso
istituto e quando devono richiedere un certificato che documenti gli anni di
insegnamento, devono recarsi in ciascuna delle scuole in cui hanno
lavorato". Ecco perché ora "attendiamo che l'Ufficio scolastico
regionale intervenga per stabilire che le scuole debbano rilasciare un
documento cumulativo".Laura Pilastro.
( da "Gazzettino, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il "Professor
M" mi ricorda qualcuno che non si deve pronunciare, una sigla per
l'innominabile, quasi si dovesse cancellare la memoria. Durante la Grande
Guerra, Cadorna nominava con "M" un generale che si diceva portasse
sfortuna: nei carteggi ufficiali e persino dei diari, il generale Mambretti
veniva sempre citato per iniziale o, al massimo, come "effetto M". Fu
rimosso e trasferito dal fronte più per "effetto" che per demeriti
sul campo di battaglia. Questo "Professor M" è chiaramente diverso,
ma i suoi effetti sono ugualmente letali, tanto da assurgere a simbolo
dell'assenteismo nel settore pubblico e del malcostume nazionale. Non credo che
50 mila euro costituiscano lo stipendio lordo annuale di un insegnante, per
guadagnare tanto un buon docente nella scuola impiega quasi due anni: la scuola
paga poco e male, sicuramente al di sotto della specializzazione richiesta e
ben sotto la media europea. Questa non vuole essere una giustificazione, il professore
doveva essere allontanato da prima, perché simili esempi sono distruttivi e
offendono la gente. Vale per l'impiegato comunale o di qualsiasi ufficio
pubblico, per un insegnante, per un magistrato, per un militare, per un medico
ospedaliero. Per tutti coloro che non lavorano, che sfruttano ogni mezzo per
imbrogliare gli altri, che scambiano la malattia per ferie, che barano quando
timbrano il cartellino. Verso tutti questi non possono esserci attenuanti o
clemenza di alcun genere. Consiste anche in queste concessioni la debolezza e
la colpa dei sindacati che si sono ostinati a tutelare anche chi non lo
meritava, danneggiando i diritti dei veri vessati nel lavoro (e ce ne sono).
Chi non fa bene il proprio mestiere danneggia tutti gli altri che lavorano
onestamente e con scrupolo. La legge, che pure esiste, dovrebbe essere
applicata più rapidamente nel sanzionare veri e propri reati. Il fatto che per avere giustizia occorrano molti anni e si debba arrivare alla
Corte dei Conti significa che la burocrazia e la lentezza esasperanti costituiscono tuttora un limite quasi
invalicabile.Non so se sia possibile attivare la class action in casi come
questo: la scuola e l'istruzione non possono essere paragonati a un prodotto
scaduto e messo in vendita, a una garanzia truffaldina. Lei ha, però,
ragione quando sollecita la politica a badare non soltanto alle entrate, ma
anche e soprattutto alle uscite. È indubbio che pagare un fannullone sia
sprecare denaro pubblico, oltre che dare un pessimo esempio alla società. Il
problema è che spesso chi deve dare il buon esempio non è esattamente
irreprensibile. Eppure tutti sono pronti a scagliare la prima pietra.
( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il segretario del
Pd: ''In questa settimana si decide chi governerà''. E auspica tempi più brevi
per le adozioni: ''Passare da tre anni a tre mesi''. Poi lancia la proposta di
''istituzionalizzare la legge del 5 per mille''. Ieri a 'Omnibus' su La7:
''Inutile confronto tv tra 15 candidati premier''. Guarda i video: 1, 2,3. E
per le casalinghe promette l'assicurazione gratis. Vai allo speciale. Partecipa
al nostro forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di
POLITICA Bari, 6 apr. (Adnkronos/Ign) - "L'astensionismo è l'anticamera
delle peggiori tragedie consumate nell'umanità". Lo ha detto il leader del
Partito democratico Walter Veltroni (nella foto) nella tappa barese del suo
tour elettorale. "Agli elettori della sinistra radicale dico che ogni voto
è utile - ha sottolineato - ma è chiaro che in quest'ultima settimana si decide
chi governerà il Paese tra noi e la destra". Poi è tornato a parlare di
sicurezza come di ''un bene indiscutibile'' per il cittadino. E ha auspicato
tempi più brevi per le adozioni. "Di tutte le aree deboli della società -
ha affermato - i più deboli sono i bambini. Per adottare non ci possono volere
tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo
troppa burocrazia. Dobbiamo
capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare
questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha
lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A
proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa
che ha parlato di ''emergenza educativa nel nostro Paese". E ha
parlato della necessità di far passare gli asili nido" da servizio a
domanda individuale a servizio obbligatorio". Parlando di sanità, ha
sottolineato: "I primari degli ospedali devono essere nominati solo se
sono bravi e non se sono di sinistra o di destra". Poi, a proposito dei
costi della politica, si è chiesto: ''Perché occorrono due Camere per fare le
leggi?". E quindi ha ribadito la proposta di "una sola Camera che
faccia le leggi con tempi prefissati per approvarle". "L'Italia deve
dimagrire.Perché dobbiamo avere mille parlamentari quando basterebbe averne 570?
Perché avere 51 partiti? Perché abbiamo i salari più bassi e gli stipendi dei
parlamentari più alti d'Europa?", ha detto Veltroni in uno dei passaggi
più applauditi del suo discorso. Infine, ha attaccato il Pdl: "Da Alitalia
al voto agli immigrati, dalle missioni all'estero all'Europa: i nostri
avversari sono divisi su tutto". "Il leader dello schieramento
avverso - ha proseguito Veltroni - ha detto che farà la prima sessione di
governo a Napoli, Maroni ha detto che si farà a Malpensa. Alla fine la faranno
a Palazzo Chigi, a Roma''. ''Alleanza nazionale è stata trattata come il più
insignificante dei collaboratori - ha sottolineato Veltroni -. L'alleanza gli è
stata comunicata sui giornali. Sono stati costretti ad entrarvi. E per di più -
ha aggiunto - hanno imbarcato i loro peggiori avversari come la Mussolini e
Ciarrapico". "Basta con le dichiarazioni fatte e poi smentite - ha
proseguito Veltroni -. Basta con le corna fatte ai vertici dei capi di Stato.
Basta con le battute. L'Italia deve avere una stagione riformista come l'hanno
avuta altri Paesi europei". Per Veltroni quella che emerge nello
schieramento avversario "è una leadership stanca e logorata".
"Agli altri le armature, a noi l'Italia che studia, che lavora, che
rischia, che produce", ha concluso il leader del Pd.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
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DALL'INVIATO RAFFAELE
INDOLFI Benevento. "È una cosa inaccettabile. Quello che è successo a Gela
è un messaggio micidiale che si dà ai poliziotti, ai magistrati. Bisogna
riformare la giustizia, e bisogna essere più severi". Walter Veltroni
attacca il Csm per il caso del giudice di Gela che ha impiegato otto anni per
stilare una sentenza sulla mafia. "Quel giudice - dice Veltroni - avrebbe
dovuto rispondere di quello che ha fatto, invece, il Csm è stato troppo
premuroso nei suoi confronti". Il Csm ha, infatti, respinto la richiesta
avanzata dall'ex ministro della Giustizia Mastella di sospenderlo dallo
stipendio e dalle funzioni. E il leader del Pd è altrettanto severo con quei
magistrati che hanno nei giorni scorsi rimesso in libertà a Messina 12 boss del
racket. Veltroni, anche a Benevento, ultima tappa della sua due giorni campana,
chiede fermezza e severità contro la criminalità organizzata. E insiste sulla
necessità di una lotta dura e serrata contro tutte le mafie che
"insanguinano il Mezzogiorno e ne bloccano lo sviluppo". Così se a
Trentola Ducenta, nella villa confiscata al killer dei 99 omicidi della
camorra, prima tappa del suo giro elettorale in Campania, aveva scatenata la
guerra alle mafie, qui, a Benevento, una volta terra d'emigrazione, la guerra
la dichiara al precariato. Promette che il primo atto del suo governo, se il Pd
vincerà le elezioni, sarà un provvedimento legislativo per garantire ai giovani
assunzioni a tempo indeterminato. E rilancia anche la proposta di una
assicurazione automatica e gratuita per le casalinghe, "ma anche i
casalinghi" contro gli infortuni domestici. Nel dettaglio, la proposta è
di modificare la legge attuale, così da rendere automatica e gratuita
l'assicurazione. Non sarà quindi più necessario presentare domande o fare
versamenti. Solo nel caso di incidente domestico che comporta una invalidità
permanente, la casalinga dovrà presentare un'autocertificazione. Poi passando
dalle proposte al confronto elettorale, Veltroni attacca i suoi avversari che
definisce "cupi e senza energie". Critica Berlusconi che
"attacca, un giorno sì e uno no le, istituzioni". Replica a Fausto
Bertinotti. "Per lui non vincerò? Io lavoro per vincere, alla fine
vedremo". E nella terra di Clemente Mastella, l'alleato che ha dato
l'ultimo colpo al governo di Romano Prodi, spiega che il Pd ha chiuso
"L'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da
Dini a Pecoraro". E sostiene che il Pd è un partito "coeso", che
conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non
possiamo accettare il declino dell'Italia". Dice di volere "una
democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un
gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". Veltroni parla
anche dell'orgoglio di essere e sentirsi italiani e attacca la Lega. "I
candidati leghisti a Pontida - dice - hanno giurato sul Po. Voglio sapere se
giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". E dal palco di
Benevento il leader del Pd rilancia anche la sua preferenza per la riforma
elettorale. "È necessario - afferma - cambiare la legge elettorale e noi
puntiamo ad un sistema uninominale con le primarie obbligatorie, perchè i
cittadini devono tornare a scegliere i propri rappresentanti". Sostiene
che "la politica non è la casta" e che "l'antipolitica fa un
grande regalo a chi vuole continuare con la vecchia politica". E la
politica che lui sogna "la nuova politica" porterà, assicura, senza
ancora fare nomi, aria nuova nel governo e realizzerà "una fase di forte
discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non
si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. Veltroni
lascia dopo Benevento la Campania, dove non ha incontrato il cardinale Sepe e
festeggia con un comizio a mezzanotte, a Conversano, in Puglia, la centesima
tappa del suo tour nazionale.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Accontentiamoci di
centomila, che non sono poche, neanche per un Paese, come lo definì Gaetano
Salvemini, di "sagrestani e chiacchieroni". Centomila leggi contro le
sette-ottomila della Francia e della Spagna e le quattromila e cinquecento
della Germania. I tromboni che ci governano o quelli che ci vorrebbero
governare giurano che, se vinceranno, le decimeranno. Ma i primi a non crederci
sono loro. Una volta entrati nella "stanza dei bottoni" si renderanno
conto che è più facile far andare d'accordo la Santanché e la Mussolini che
sfoltire la giungla legislativa. Ridurre le leggi vuol dire
smantellare mezza burocrazia. Quella che campa di regolamenti, decreti, decretini, commi,
paragrafi, eccezioni. Soprattutto, eccezioni. La forza dei pubblici
amministratori, la metà dei quali ci costerebbero meno se in quiescenza, è la
savana in cui come astuti automi si muovono. Più le pratiche li
sommergono più si sentono a loro agio. E più si sentono a loro agio, più noi,
cittadini, ci sentiamo a disagio. Quei signori hanno in mano i nostri destini e
i nostri quattrini. Dipendiamo da loro come il diabetico dall'insulina,
l'iperteso dai sartanici e dai betabloccanti. Hanno un cavillo per ogni soluzione
e nell'arte di rendere difficile il facile, complesso il semplice, oscuro ciò
che è chiaro sono maestri. Essi sono un'armata che non combatte, con un
micidiale potere di dissuasione e oppressione. Affrontarli è come sfidare i
mulini a vento o lo sceicco Bin Laden. Ti sfuggono come anguille, ti rimbalzano
con sufficienza e arroganza da uno sportello all'altro finché, esausto, rinunci
alla lotta, getti la spugna, ti rassegni alla sconfitta. Le eccezioni, anche
nella nostra indolente, adiposa, bizantina burocrazia
non mancano, come non mancano nel Palazzo, dove non allignano solo marpioni,
tromboni e fannulloni, ma anche galantuomini. Se generalizzo è perché il la,
come si dice, lo dà la maggioranza. E la maggioranza è quella che è, piaccia o
no a chi, per tornaconto, per ignoranza o per demagogia patriottarda si erge a
paladino di chi non merita nemmeno l'avvocato d'ufficio. Un Paese che non
appartenga al Terzo Mondo, diventato il nostro modello, ha bisogno di regole e
regolamenti, di leggi e, forse, anche di qualche leggina. Ma centomila
(diecimila più, diecimila meno) sono troppe. Diffidate di chi nei comizi
elettorali prende di mira questa ipertrofia, brandendo un machete che non userà
mai. Purtroppo le elezioni si vincono con le promesse, gli impegni indefettibili,
i giuramenti solenni. I leader in lizza e i loro agit-prop non hanno capito ciò
che noi abbiamo capito da un pezzo. Che gli italiani non ne possono più delle
loro chiacchiere; che non li prendono più sul serio perché non vogliono più
essere presi per i fondelli. Siamo stufi, arcistufi di tribuni che si spacciano
per uomini nuovi, per taumaturghi, operatori di miracoli. Noi, che non siamo
nati ieri e non siamo fessi, ai miracoli non crediamo, ammesso che mai ci
abbiamo creduto. Ne abbiamo visti troppi per non revocare in dubbio quelli che
ogni giorno i dulcamara di turno annunciano dall'alto di pergami e di rostri
screditati. Noi diciamo basta ai venditori di fumo, agli spacciatori di fuffa,
di qualunque colore, odore, sapore. Noi diciamo basta a chi dice di no a questo
andazzo, dopo esserne stato l'artefice o il complice. Noi, nel futuro
Parlamento vogliamo gente seria, taciturna, che faccia quel poco che, in un
Paese con le spalle al muro e il fiato grosso, si può fare. Ammesso che
qualcosa si possa ancora fare. Gente seria che non ciurli nel manico, non meni
il can per l'aia, non si gabelli come salvatrice della Patria o Unta del
Signore. I salvatori della Patria non ci piacciono e gli Unti del Signore li
conosciamo: si sono unti da soli, senza viatici divini. Stando così le cose,
che non potrebbero stare peggio, andiamo a votare, turandoci il naso e le
orecchie. In attesa di un nuovo che non arriverà mai. O arriverà ormai rancido.
Roberto Gervaso.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le idee che
servono... Mi piacerebbe poter concordare con diverse proposte che sono emerse
nella mia ultima visita elettorale a Napoli, come la fiscalizzazione degli
oneri sociali per due anni per le imprese agroalimentari e del turismo, la
creazione di aree sperimentali franche, o l'istituzione di un fondo per la
fattorizzazione dei crediti delle imprese campane nei confronti delle Asl. Non
vorrei però che mancassero le risorse o intervenisse il veto dell'Unione
europea. C'è, poi, una misura nella quale credo molto, per tutta l'Italia e per
la Campania in particolare: la liberalizzazione e la progressiva
privatizzazione delle aziende municipalizzate, che costano a Napoli 70 milioni
di euro l'anno. Altri dati mi preoccupano. Sono 170mila i giovani di valore che
emigrano ogni anno dalla Campania nel resto d'Italia e in Europa.
Un'emigrazione intellettuale che non ha eguali e sottrae al Sud la sua
principale risorsa, quella umana. Proponiamo la creazione di poli tecnologici
di ricerca internazionali per attrarre nel Mezzogiorno i migliori cervelli
stranieri e valorizzare e impiegare i nostri giovani più meritevoli. In
Campania più che altrove, l'amministrazione ha creato lacci e lacciuoli. I tempi biblici della burocrazia sono la vera zavorra alla crescita. L'emergenza rifiuti, che ha
proiettato la Campania su Newsweek ("Disastro Italia") produce un effetto
domino dalle conseguenze drammatiche, compresa la crisi della mozzarella di
bufala. Per non dire dell'ordine pubblico. Noi vogliamo pagare meglio i
poliziotti, anche per i rischi che corrono, e vogliamo riportare nelle strade,
a tutela delle persone, i troppi che svolgono mansioni amministrative dietro la
scrivania. E poi vogliamo sottrarre alla politica la scelta discrezionale dei
direttori generali delle Asl e dei primari. La Sanità deve essere al servizio
del cittadino, non dei partiti. È chiedere troppo? Sono poche proposte,
concrete, per restituire a Napoli il suo cielo. Pier Ferdinando Casini.
( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
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Il segretario del
Pd: ''Siamo a un'incollatura''. E auspica tempi più brevi per le adozioni:
''Passare da tre anni a tre mesi''. Poi lancia la proposta di
''istituzionalizzare la legge del 5 per mille''. Ieri a 'Omnibus' su La7:
''Inutile confronto tv tra 15 candidati premier''. Guarda i video: 1, 2,3. E
per le casalinghe promette l'assicurazione gratis. Vai allo speciale. Partecipa
al nostro forum ascolta la notizia commenta 0 vota 9 tutte le notizie di
POLITICA Brindisi, 6 apr. (Adnkronos/Ign) - "Stiamo assistendo alla più
spettacolare rimonta della storia politica italiana''. Così il leader del
Partito democratico Walter Veltroni (nella foto) nel corso del comizio in
piazza Cairoli, a Brindisi. Circa tremila le persone che assitono alla tappa
numero 102 del tour elettorale. ''Ora siamo a un'incollatura e faremo insieme
l'ultimo miglio della volata", è la sua previsione. E se eletto,
"cercherò di tenere conto anche di coloro che non mi hanno dato il voto e
che meritano il nostro rispetto perché cittadini del nostro Paese".
"La destra ha governato l'Italia per sei anni - ha aggiunto - e nessun
italiano si ricorda quel periodo come un'epoca di cambiamento. Io non ho mai
governato". Poi ha osservato che "in Europa i primi ministri hanno la
mia età. Io avrò l'età del mio avversario nel 2026". Poco prima, da Bari,
il leader del Pd ha stigmatizzato l'astensionismo, ''anticamera delle peggiori
tragedie consumate nell'umanità". "Agli elettori della sinistra
radicale dico che ogni voto è utile - ha sottolineato - ma è chiaro che in
quest'ultima settimana si decide chi governerà il Paese tra noi e la
destra". Poi è tornato a parlare di sicurezza come di ''un bene
indiscutibile'' per il cittadino. E ha auspicato tempi più brevi per le adozioni.
"Di tutte le aree deboli della società - ha affermato - i più deboli sono
i bambini. Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e
ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile
e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha
sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge
del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è
detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di ''emergenza educativa
nel nostro Paese". E ha parlato della necessità di far passare gli asili
nido "da servizio a domanda individuale a servizio obbligatorio".
Parlando di sanità, ha sottolineato: "I primari degli ospedali devono essere
nominati solo se sono bravi e non se sono di sinistra o di destra". Poi, a
proposito dei costi della politica, si è chiesto: ''Perché occorrono due Camere
per fare le leggi?". E quindi ha ribadito la proposta di "una sola
Camera che faccia le leggi con tempi prefissati per approvarle".
"L'Italia deve dimagrire. Perché dobbiamo avere mille parlamentari quando
basterebbe averne 570? Perché avere 51 partiti? Perché abbiamo i salari più
bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa?", ha detto Veltroni
in uno dei passaggi più applauditi del suo discorso. Infine, ha attaccato il
Pdl: "Da Alitalia al voto agli immigrati, dalle missioni all'estero
all'Europa: i nostri avversari sono divisi su tutto". "Il leader
dello schieramento avverso - ha proseguito Veltroni - ha detto che farà la
prima sessione di governo a Napoli, Maroni ha detto che si farà a Malpensa.
Alla fine la faranno a Palazzo Chigi, a Roma''. ''Alleanza nazionale è stata
trattata come il più insignificante dei collaboratori - ha sottolineato
Veltroni -. L'alleanza gli è stata comunicata sui giornali. Sono stati
costretti ad entrarvi. E per di più - ha aggiunto - hanno imbarcato i loro
peggiori avversari come la Mussolini e Ciarrapico". "Basta con le
dichiarazioni fatte e poi smentite - ha proseguito Veltroni -. Basta con le
corna fatte ai vertici dei capi di Stato. Basta con le battute. L'Italia deve
avere una stagione riformista come l'hanno avuta altri Paesi europei". Per
Veltroni quella che emerge nello schieramento avversario "è una leadership
stanca e logorata". "Agli altri le armature, a noi l'Italia che
studia, che lavora, che rischia, che produce", ha concluso il leader del
Pd.