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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL   6-4-2008        #TOP


Report "Burocrazia"

E con <Iquel> i cittadini danno i voti al Comune ( da "Gazzetta di Parma, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i cittadini danno i voti al Comune UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA PROGETTO UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città.

Treu e le novità dei democratici Più spazio a donne e giovani ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la politica può fare molto: ridurre la burocrazia, abbattere le disuguaglianze, alleggerire le tasse, migliorare le pensioni, dare più sicurezza alle persone. Non vogliamo più che i nostri giovani migliori siano costretti ad andare all'estero. Noi - ha concluso - abbiamo proposte concrete per l'Italia".

Da Cesare Battisti in poi lunga tradizione socialista ( da "Trentino" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questi non sono gli studi di settore... sul detassare chi non è d'accordo?". Per finire? "I nostri slogan sono basati sulla lettera s: Spini, socialismo, sviluppo. Ma ai trentini propongo poi sicurezza, semplificazione della burocrazia e altra solidarietà". (g.t.).

L'INTERVISTA DELLA DOMENICA ( da "Gazzetta di Modena,La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia. Modena invece ha numeri notevoli, ha un grande indotto, poche città in Italia hanno le opportunità che ha Modena. Modena è meno "legata" di Bologna, meno massonica, meno clericale. Il problema è che deve cominciare a "pensare alto", in grande, velocizzare i suoi processi di trasformazione.

Il segretario del Pd annuncia provvedimenti a sostegno delle fasce più deboli ( da "Gazzetta del Sud" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini", con la giustizia che funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che Veltroni chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-

Veltroni: per le casalinghe un'assicurazione gratuita ( da "Giornale di Brescia" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela che ci ha messo sette anni per scrivere una sentenza.

Il bicchiere è mezzo pieno, ma ancora per poco ( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se ne va per la burocrazia. Ciononostante gli italiani non sono soddisfatti dei servizi ricevuti - nemmeno della sanità, giudicata dall'Oms la seconda migliore al mondo - mentre lo Stato, per erogare questi servizi, si è indebitato più degli altri europei, al contrario le famiglie italiane sono meno indebitate di quelle straniere.

Pinotti:Spostarel'aeroporto ( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia. "E anche fatti. Insisto sulla necessità di una piattaforma logistica oltre l'Appennino, da raggiungere via treno per sbottigliare la città. In questo senso va fatto al più presto l'autoparco previsto dal piano". Scusi, con quali finanziamenti?

L'Sos dei medici ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stretti fra gli ingranaggi di una burocrazia ipertrofica, vincolati a dettami regionali che arrivano dall'alto, orfani della fiducia del malato. Si vedono così, i medici bresciani. E a lanciare il grido d'allarme è il presidente dell'Ordine provinciale, alla vigilia dell'assemblea annuale in programma stamattina (alle 9) alla Facoltà di Medicina.

Troppi medici sono condizionati dalle denunce ( da "Arena, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppi medici sono condizionati dalle denunce" Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai camici bianchi.

Aperta al pubblico da domani la nuova farmacia comunale ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo 4 anni di burocrazie e 3 ricorsi, ha portato nell'aprile 2007 alla costituzione della società farmacia di Reschigliano, alla pubblicazione del bando per l'identificazione di un socio privato (dall'ottobre 2007 è la ditta Puntofarm). L'aggiudicazione porta nelle casse comunali 955 mila euro, corrispondenti alla vendita dell'80% delle quote societarie.

Sportello unico attività produttive raddoppia il numero degli addetti ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per chi vuole avviare nuove attività, ha modificato i procedimenti dando ai cittadini la possibilità di presentare delle autocertificazioni e ridurre così i tempi di risposta da parte dell'amministrazione. Per orientare gli utenti all'utilizzo della nuova modulistica, lo Sportello unico raddoppierà da questa settimana il numero degli addetti alla ricezione del pubblico.

Che fine ha fatto il piano regionale? - silvia sanna ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incastrato nelle maglie della burocrazia. Gli operatori delle 26 cooperative della provincia di Sassari da qualche settimana bussano con insistenza alle porte della Provincia. Il programma prevedeva infatti che dal piano regionale venisse estrapolato quello provinciale, con la predisposizione di bandi di gara per la gestione dei siti che tenessero conto del contesto territoriale.

Bloccato il restauro di rotonda pancera ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo la burocrazia ha i suoi tempi - non si sbottonano i Marchesi - mentre per quanto riguarda il discorso economico si tratta di cifre importanti. Quando si mette mano a strutture usurate dal tempo, c'è da piangere". L'iter di recupero di Rotonda Pancera - precisano intanto dagli uffici comunali - si trova al palo perché alla proprietà,

Ecco tutta la mia sfida di cattolico nel pd - angelo pezzali ( da "Provincia Pavese, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altri costi e pesanti sono legati a tante sovrastrutture, alla burocrazia che rallenta il Paese. E' la lentezza che costa. Un costo pesante. Enti e apparati che frenano. Noi vogliamo abolire le Province nella zone metropolitane. Chiediamo che le Regioni non siano un doppione della Stato. E basta enti intermedi, sono tanti".

Frattini: indennizzi agli esuli, serve un commissario ad acta ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che la legge ha già destinato agli esuli e la burocrazia non può frapporre ostacoli". Osservando che il tavolo di concertazione sugli esuli dovrà essere riconvocato dal nuovo governo, l'esponente del Pdl ha parlato poi della necessità di "vedere come quantificare e diluire nel tempo un risarcimento equo, e come rendere attuale il diritto degli esuli di riacquistare case e beni"

Wu zhao, imperatrice maledetta - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per conquistarsi il consenso della burocrazia imperiale ha una trovata di genio: usa la religione. S'impadronisce del buddismo contro il confucianesimo. L'aiuta in questa operazione uno dei suoi amanti, un commerciante di droghe e cosmetici con cui ha una relazione a partire dal 680.

In quel crollo la nostra famiglia ha perso tutto ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spesso farraginosi, della burocrazia. Cresce anche l' apprensione per le condizioni in cui versa la parte integra dell'edificio, in cui i teli di plastica posizionati dai vigili del fuoco di Nuoro, per evitare ulteriori danneggiamenti a causa delle intemperie, stanno cedendo lentamente con il passare delle settimane.

I penalisti chiedono l'apertura della rotonda ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dettate dalla burocrazia, non bastano per risolvere uno dei problemi di fondo della giustizia gallurese. L'impossibilità di ospitare i detenuti della circoscrizione del tribunale di Tempio sta mettendo a dura prova gli operatori della giustizia, i magistrati, gli agenti della polizia penitenziaria, i detenuti e i loro familiari.

Veltroni nel feudo di mastella - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anzitutto dobbiamo spezzare le catene della burocrazia. Lo Stato dovrebbe alimentare le cose da fare, le iniziative da intraprendere. Vuoi fare ricerca? Carmine Nardone ne sa qualcosa". E la folla applaude Veltroni e Nardone. "Dovrebbe dire, vieni, vieni, per non costringere le persone ad andarsene all'estero.

GIUSEPPE Del Carlo, consigliere regionale da tre legislature, è ( da "Nazione, La (Lucca)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In lucchesia gli imprenditori si lamentano giustamente per l'eccessiva burocrazia e il ritardo nelle infrastrutture. Le Istituzioni devono saper reagire, altrimenti perdono ogni credibilità. I salari e le pensioni vanno aumentati e per far questo bisogna far crescere l'economia". Dopo anni che è in Regione come giudica la politica regionale nei confronti di Lucca?

TERRENI EDIFICABILI ma di fatto senza indici. E quindi non ci si ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in attesa dei permessi nei meandri della burocrazia, gli indici sono andati esaurendosi a favore di chi è riuscito a sbrigare prima le pratiche. Un boom edilizio in quella che sta diventando una vera zona residenziale per Brugnato, con tante nuove case familiari o bifamiliari, nel verde e a poca distanza dal centro e dalle nuove scuole.

Veltroni: <Ci sarà una sorpresa nelle urne> ( da "Adige, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-

Camilleri nel mondo delle facili concessioni ( da "Libertà" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: compilazione della richiesta finisce per imbrigliarlo nel labirinto della burocrazia, in una serie di nuovi equivoci e imbrogli che coinvolge il Genuardi, siciliano qualsiasi, e la sua famiglia ma anche i vari apparati dello Stato, Prefettura, Questura, Pubblica Sicurezza e Benemerita Arma dei Reali Carabinieri; nell'intricato e tragicomico intreccio finiscono anche don Calogero Longhitano,

Cartelli pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla' ( da "Nazione, La (Prato)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 1 Cartelli pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla' COMUNE NUOVE regole del Comune per i cartelli pubblicitari, con la speranza di fare un po' d'ordine sulle strade della città: più distanza fra le installazioni, più controlli sulla pubblicità abusiva e meno burocrazia.

Viaggio in pulmino nel cuore del ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che significa meno burocrazia, un'esigenza che arriva addirittura prima di quella di meno tasse. Ora mi sto girando tutti i 50 Comuni della Brianza". Perché tanto impegno, nonostante il numero 17? "Credo nel Pd, che per me è il completamento di tanti anni di lavoro: è una sfida in cui mi ritrovo - spiega Civati -.

<L'Europa ci ha deluso Dobbiamo difendere il prodotto made in Italy> ( da "Nazione, La (Empoli)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove dominano tecnocrazia e burocrazia, non può essere la negazione dei primati, delle nostre tradizioni. Serve uno scatto di reni, serve più politica per tutelare gli interessi dei singoli Paesi nell'Europa, e gli interessi dell'Europa nel mondo". PAOLO BRUNI, presidente di Fedagri-Confcooperative, portavoce di tutta la cooperazione agroalimentare e vicepresidente del Cogeca (

Veltroni: Gli italiani ci faranno vincere Il leader del Pd è ottimista. Poi accusa il Csm: troppo premuroso con il giudice di Gela ( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: velocizzare un paese lento e paralizzato dalla burocrazia scommette quasi tutto. Veltroni è soddisfatto di questo viaggio in Campania: piazza pienissima anche a Benevento, dopo il bagno di folla di venerdì sera a Salerno. "Mi annunciano sempre che le cose saranno difficili, e poi viene tutto facile".

C'era una volta in Sardinia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è rimasta in piedi solo la carcassa della burocrazia. E io sono uno di quegli imbecilli che si mettono in fila, che aspettano". Ha notato se per caso abbiamo qualche pregio? "Tanti. Siete ospitali, curiosi, interessati verso tutto ciò che è nuovo, all'avanguardia. Con tutto questo poderoso bagaglio procedete poi a seppellire le buone intenzioni.

<Ce l'ho fatta, dopo tante battaglie Disoccupati, non arrendetevi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Me lo creo da me / Ma poi si scontra con la burocrazia". La sua tenacia, evidentemente, ha avuto la meglio sugli ostacoli posti sul suo cammino da chi avrebbe avuto il compito di aiutarlo a rimuoverli. Ora buon lavoro, e in bocca la lupo. DANIELA PINNA.

Se Juno fosse in Italia? Sarebbe finita sulle cronache o in galera ( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: persi in un labirinto di burocrazie intrecciate, agenzie di mediazione inaffidabili e, talvolta, di "regalìe" taciute, alla ricerca di quel figlio che non hanno potuto concepire? Trovare un annuncio sul giornale, farsi accompagnare da papà - il personaggio del padre, nella storia di Juno, è fondamentale - a vedere com'è fatta quella coppia che "

Lui giustifica l'evasione ma sui numeri mente E i condoni fanno disastri ( da "Unita, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Urlano ai lacci e lacciuoli della burocrazia. In realtà proprio questo strumento è considerato uno dei più efficaci per evitare l'elusione fiscale. Altra norma che potrebbe risultare a rischio è la corresponsabilità di appaltatori e appaltanti nei versamenti contributivi: una norma che punta a eliminare il lavoro nero (e insicuro) in molti cantieri.

Ricercatori stranieri, l'Italia resta un sogno ( da "Messaggero, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non solo fuga di cervelli. La burocrazia respinge i talenti disposti a entrare Ricercatori stranieri, l'Italia resta un sogno.

Ubaldi: <Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma io aggiungerei anche quello della burocrazia pubblica che diventa sempre più asfissiante, o quello della riforma della scuola. Lei teme l'astensionismo? Disertare le urne non serve a nulla. Anzi, serve solo a rafforzare quei due schieramenti principali che si ripresentano con le stesse proposte e con pro grammi irrealizzabili.

Mazzoni, il questore scomodo. E punito ( da "Corriere Alto Adige" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: competitivi con gli stessi nel trovare occupazione non solo nella burocrazia, ma in ogni altra arte o mestiere". Più avanti, allargando il quadro politico: "La pretesa da parte della classe politica trentina di mette sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti- tedesca e per una rivalsa nettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio,

L'INTERVENTO ( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incredibile burocrazia che riguarda i cosiddetti ricoveri obbligatori, la chiusura delle Case di Cura Neuropsichiatriche, l'anacronistico divieto alla scelta della struttura psichiatrica da parte del paziente, che in molte regioni è obbligato a rivolgersi solo alla struttura competente per territorio e non per qualità).

Via Venti: lavori bloccati ( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e impantanati tra i ponteggi". Il sindaco Marta Vincenzi tende la mano: "Martedì incontreremo il consorzio per studiare un'ipotesi di intesa. Andiamo avanti chiarendo ruoli e prosppettive", tranquillizza il sindaco. Ma la preoccupazione e la rabbia rimangono: "Se non arriveranno risposte concrete dovremo smontare le impalcature che fasciano il Ponte e dire addio al suo

Santin: la giunta non valorizza l'area del mobile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleggerire la burocrazia e incentivare l'orario flessibile a favore delle lavoratrici madri. La Galante sarà domani mattina al mercato di Valvasone. CFranco Dal Mas, candidato del Pdl, in occasione di un incontro con alcuni medici ha marcato l'urgenza di potenziare le funzioni del distretto di Pordenone in ambito socio assistenziale,

'A Cremona fiera del florovivaismo' ( da "Provincia di Cremona, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una burocrazia enorme che scoraggia gli operatori". Sono intervenuti poi l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Mantova, Maurizio Castelli, il sindaco di Canneto (realtà florovivaistica più importante della zona), Pierino Cervi, il presidente del cda di Santa Chiara, Antonio Ubaldi, il presidente della Provincia di Cremona,

Tempi stretti per il pronto soccorso-bis ( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bisogna anche confrontarsi con i tempi della burocrazia. Comunque già una metà degli infermieri necessari sono stati assunti o sono in corso di assunzione". In totale gli infermieri saranno venti e affiancheranno dieci medici, nove osservatori e un coordinatore infermieristico. L'altra criticità individuata da Aprile riguarda i posti letto: "Con l'aumento dei pazienti in urgenza,

<Troppi medici sono condizionati dalle denunce> ( da "Arena.it, L'" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna poter esercitare con serenità"   Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai camici bianchi.

Veltroni crede nella "sorpresa" delle urne ( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma soprattutto pretende "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. "E' una cosa inaccettabile.

Alle urne le "quote" sono rosa ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per molti stranieri resta una chimera che si perde nei meandri di controlli e burocrazia. Ma adesso in città, dove oltre il 9 per cento della popolazione residente è straniero, crescono gli stranieri che ogni anno ottengono la cittadinanza italiana, e quindi il diritto di voto. Nel 2006 sono stati 88, nel 2007 il numero è salito 142 e quest'anno, nei soli primi tre mesi si è a 47.

Veltroni: ''Tre mesi per le adozioni'' ( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha concluso.

Vigilanza urbana, proteste dei sindaci ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sintetizzate in una eccessiva burocrazia richiesta per l'impiego dei vigili sul territorio e nella poca elasticità nell'interpretazione delle norme. Troppo ossequiosi di disposizioni e regolamenti vari, è stato osservato e tutto va a discapito della rapidità nell'organizzare manifestazioni e degli interessi di singoli abitanti che si vedono rinviare le loro faccende per un semplice timbro.

E Veltroni aspetta la <sorpresa> nell'urna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-

<Reinventare il Paese partendo dal merito> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Reinventare il Paese partendo dal merito" Il capolista alla Camera Massimo Calearo: "Meno burocrazia e più infrastrutture. La globalizzazione non è un male" Entusiasmo e stima palpabili in platea per la fermata padovana del ministro al Commercio internazionale Emma Bonino intervenuta a un dibattito promosso dal Pd su riforme ed economia.

Un centesimo in meno di Ici, il Comune la sanziona ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il Comune la sanziona Quando la burocrazia si mette in moto non si sa a quali eccessi possa portare.Un centesimo in meno di differenza e un giorno di ritardo nel pagamento della rata dell'Ici per un immobile posseduto a Trecenta da una coppia di Torino, relativa al 2005, hanno spinto l'amministrazione altopolesana a inviare ai destinatari di tanto "errore"

<Più peso e rispetto per l'agroalimentare> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: minore burocrazia e maggiore controllo del territorio rurale".Infine anche per il Guzzo "il percorso della filiera breve è il principale scopo ed obbiettivo del Pd. Con il nostro latte, e altre identità come l'asparago di Bassano, bisogna fare un percorso educativo nel medio-lungo periodo con scuole ed aziende per far capire l'

"Salasso" a un insegnante per rilasciargli un certificato ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complessità della burocrazia scolastica: "Accade che i docenti precari cambino spesso istituto e quando devono richiedere un certificato che documenti gli anni di insegnamento, devono recarsi in ciascuna delle scuole in cui hanno lavorato". Ecco perché ora "attendiamo che l'Ufficio scolastico regionale intervenga per stabilire che le scuole debbano rilasciare un documento cumulativo"

Il "Professor M" mi ricorda qualcuno ( da "Gazzettino, Il" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per avere giustizia occorrano molti anni e si debba arrivare alla Corte dei Conti significa che la burocrazia e la lentezza esasperanti costituiscono tuttora un limite quasi invalicabile.Non so se sia possibile attivare la class action in casi come questo: la scuola e l'istruzione non possono essere paragonati a un prodotto scaduto e messo in vendita, a una garanzia truffaldina.

Veltroni: ''Astensionismo anticamera di tragedie'' ( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di '

DALL'INVIATO RAFFAELE INDOLFI BENEVENTO. È UNA COSA INACCETTABILE. QUELLO CHE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". Veltroni parla anche dell'orgoglio di essere e sentirsi italiani e attacca la Lega. "I candidati leghisti a Pontida - dice - hanno giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore".

ACCONTENTIAMOCI DI CENTOMILA, CHE NON SONO POCHE, NEANCHE PER UN PAESE, COME LO DEFINì GAETANO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ridurre le leggi vuol dire smantellare mezza burocrazia. Quella che campa di regolamenti, decreti, decretini, commi, paragrafi, eccezioni. Soprattutto, eccezioni. La forza dei pubblici amministratori, la metà dei quali ci costerebbero meno se in quiescenza, è la savana in cui come astuti automi si muovono.

LE IDEE CHE SERVONO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi biblici della burocrazia sono la vera zavorra alla crescita. L'emergenza rifiuti, che ha proiettato la Campania su Newsweek ("Disastro Italia") produce un effetto domino dalle conseguenze drammatiche, compresa la crisi della mozzarella di bufala. Per non dire dell'ordine pubblico.

Veltroni: ''Rimonta spettacolare'' ( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di '


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E con <Iquel> i cittadini danno i voti al Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA PROGETTO UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città. Potranno giudicare, attraverso Internet, telefono e i mezzi tecnologici più avanzati, la qualità dei servizi che offre il Comune. Così l'amministrazione avrà un rendiconto chiaro di quel che ha fatto bene e quel che invece non funziona. Insomma, è in arrivo una nuova arma per smaltire ulteriormente la burocrazia, snellire le pratiche e offrire servizi ad hoc per i cittadini- clienti. Questo progetto di "verifica della qualità dei servizi erogati" si chiama Iquel: "Innovazione e qualità per gli enti locali". Parma, su spinta... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Treu e le novità dei democratici Più spazio a donne e giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Treu e le novità dei democratici "Più spazio a donne e giovani" "Siamo all'ultima settimana di campagna elettorale. E ci sono tutte le premesse per fare risultato". Ha esordito così il senatore Tiziano Treu venerdì sera al teatro comunale di Guidizzolo. "Ognuno di noi, ognuno di voi, deve fare però la propria parte" ha aggiunto Treu, introdotto dal presidente del circolo Pd di Guidizzolo, Claudio Pinelli che ringraziando ospite e presenti ha salutato anche i due candidati Francesca Zaltieri ed Ezio Zani. A Pinelli è seguito il saluto della presidente provinciale dei circoli, Dina Pignoni. Da qui è entrato nel vivo l'intervento di Treu che, prendendo spunto dallo 'speciale elezioni' stampato dal circolo guidizzolese, ha ripercorso le motivazioni della campagna elettorale del Pd. "Ci sono finalmente idee nuove - ha detto - siamo liberi dai condizionamenti del passato e questo è un segnale importante. Anche in queste aree abbiamo visto che viene apprezzata la nostra novità; il clima è cambiato; ora questo clima va tramutato in voto". Dalla necessità di ridare speranza ai giovani "...abbiamo candidato 130 persone di età inferiore ai quarant'anni e possiamo mandare in Parlamento 120-130 donne". Treu ha chiesto di leggere il programma del Pd: "Non è vero che i programmi sono uguali - ha osservato - leggete il nostro, vi servirà meno di un'ora: capirete le differenze, su tanti temi, dal lavoro alla partecipazione". E proprio la partecipazione nuova inaugurata dal Pd è stata dall'ex ministro giudicata "...una delle rivoluzioni del partito". Quindi i temi economici: "Un Paese che non produce ricchezza non è in grado di distribuirla e poi le risorse non possono essere distribuite male. Per questo tutti dobbiamo contribuire alla crescita. E la politica può fare molto: ridurre la burocrazia, abbattere le disuguaglianze, alleggerire le tasse, migliorare le pensioni, dare più sicurezza alle persone. Non vogliamo più che i nostri giovani migliori siano costretti ad andare all'estero. Noi - ha concluso - abbiamo proposte concrete per l'Italia". (s.d.).

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Da Cesare Battisti in poi lunga tradizione socialista (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Da Cesare Battisti in poi lunga tradizione socialista" IL FORUM Missione trentina per Valdo Spini TRENTO. La prima missione? Superare il quorum. Valdo Spini, fiorentino, già due volte ministro dell'ambiente, capolista del Partito socialista alla Camera in regione, crede ovviamente che il risultato sia nelle possibilità della ritrovata unità della gloriosa formazione. E ne trae convinzione in quella terra trentina che ha dato i natali ad alcuni dei più bei nomi del suo partito. Spini (con Nicola Zoller e Cristian Sala) ieri è stato protagonista del forum nella nostra redazione. "La tradizione trentina socialista, da Cesare Battisti in avanti, è sempre stata molto rilevante. C'è questo ponte con Firenze perché spesso la borghesia intellettuale trentina ha mandato i figli a studiare a Firenze. Battisti compreso". Qui c'è un alleanza molto diversa da quello che avviene altrove. Con un centrosinistra che si presenta con gli autonomisti? "C'è un elemento particolare, la Margherita qui non ha permesso la nascita del Pd. Noi ci rivolgiamo agli ex Ds: la carta è quella del socialismo europeo, non ce ne sono altre. Ma è anche vero che con Dellai, con cui ci siamo incontrati, si è discusso di una idea, fare nascere qualche cosa di ancora più ambizioso del Pd. Se nei prendiamo il 4 per cento, lo metteremo al servizio di un'ipotesi unitaria e più ambiziosa. A noi per "vincere" basterebbe riprendere un elettore su tre". Vale anche per l'Alto Adige? "La Svp ha aperto l'ombrello... ma con Durnwalder si sono avuti punti di vicinanza. Veltroni ha ritenuto di volere per ora solo ex Pc ed ex sinistra Dc, ma noi con il nostro successo si potrà organizzare un vero incontro di culture". La presenza di solo due Poli? "La penso come Spadolini, sono contro la cancellazione dell'Italia delle minoranze. Oggi nel Pd, nel coordinamento, non c'è una sola persona che venga dalla nostra area. Hanno fatto questa scelta, penso ad una nostra rivincita, a quella di un centrosinistra più ampio. Per dire sono andato ad appoggiare Anna Finocchiaro in Sicilia, anche se è nel Pd". E come mai? "In primo luogo perché il suo avversario, Lombardo del Mpa, ha parlato male di Garibaldi, visto che lui sostiene un'ipotesi storica alternativa di Regno delle due Sicilie con la presidenza del Papa...". La legge elettorale però vi unisce? "Veltroni negandoci l'apparentamento ci ha posto il problema del 4 per cento. Ma a parte quello vi è in Italia la voglia di qualche cosa di diverso, di terzo, dal Veltroni-Berlusconi. Il governo Prodi forse ha fallito anche perché non ha è riuscito ad attuare un riformismo ambizioso". Quali sono onorevole Spini i temi forti che vi distinguono dal Pd? "In primo luogo i diritti civili: noi siamo per un partito laico di credenti e non credenti. Non per un partito di laici e di cattolici e non è la stessa cosa. Io sono credente ma sono per un partito che garantisca libertà di religione. Ho seguito il dibattito sulla moschea qui da voi ed ho scritto una lettera di solidarietà a padre Butturini per la sua idea della colletta". Altri temi? "Attenzione ai giovani. Va bene cambiare lavoro ma non passare da un precariato ad un altro. Io sono per il fisco all'americana, quello che incoraggia il contribuente a scaricare le spese sostenute, per fare emergere il sommerso. Questi non sono gli studi di settore... sul detassare chi non è d'accordo?". Per finire? "I nostri slogan sono basati sulla lettera s: Spini, socialismo, sviluppo. Ma ai trentini propongo poi sicurezza, semplificazione della burocrazia e altra solidarietà". (g.t.).

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L'INTERVISTA DELLA DOMENICA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Claudio Salvaneschi L'INTERVISTA DELLA DOMENICA Fare politica dovrebbe essere un dono alla città Dubito che ora lo sia "VIVERE il tempo, non andare dietro al tempo, questo deve fare Modena, e del resto è quello che dobbiamo fare tutti. Con il senso del bello, però, sempre". Emilio Mazzoli sta seduto tra quadri, disegni, libri e colori, un vortice di colori, nella sua stanza laboratorio nella Galleria d'arte di via Nazario Sauro, che dà subito l'idea di un crogiuolo dove nascono idee, che possono piacere o non piacere, lui lo dice subito, ma vibrano nell'aria, si "toccano" quasi. Iniziamo proprio da da qui: dal senso del bello per una città, per Modena... "Il bello va vissuto in diretta, io credo, a Modena come in qualunque città. Non si deve essere retrò, guardare sempre al passato, serve una nuova apertura mentale. Ma adesso non c'è questa idea. Prevalgono logiche di schieramento o egoistiche e la città mi pare passi in secondo piano". La bussola della città dove è orientata ora, qual è la direzione che ha preso Modena? "Iniziamo dalla dimensione qualitativa della vita a Modena, della cultura, dell'arte. Modena attualmente è una città dove le istituzioni cercano di fare il possibile ma manca l'Idea. E' un problema comune, per tanti aspetti, a molte città italiane. Io penso che le istituzioni, nelle realtà di provincia, non dovrebbero essere delle imitazioni di quelle delle grandi città, delle metropoli, cioè fare le stesse cose su scala ridotta. Noi dovremmo essere dei laboratori, dove sviluppare progetti con grande professionalità e passione". Qual è allora il principale deficit delle istituzioni? "Io ho una galleria d'arte nota in tutto il mondo, cerco di fare cultura, ma qui a Modena per il privato è difficile rapportarsi con le istituzioni, perchè loro vogliono gestire tutte le iniziative senza averne le possibilità culturali, mentre in tutto il mondo si punta sulle gallerie e sui privati come volano e stimolo. La classe dirigente del dopoguerra non seguiva l'arte con particolare interesse, dovevano ricostruire, avevano altri pensieri. Poi si è capito che la cultura era un fenomeno importante per lo sviluppo di una città. Qui a Modena è nata la Transavanguardia, si sono svolte delle mostre di grande rilievo, mostre che definirei germinali in quanto innovative, che aprivano spazi e frontiere nuove, intuitive". E Modena, le istituzioni, hanno risposto, hanno capito? "No, a mio parere le istituzioni non hanno approfittato di queste aperture culturali, che c'erano, per dare un maggiore respiro alla città, per seguire una strategia di valorizzazione dell'arte come fattore di sviluppo e di miglioramento della qualità della vita globale per i cittadini. Ad esempio, ci sono stati periodi in cui c'era la possibilità di acquistare il meglio delle opere d'arte presenti sul mercato a condizioni vantaggiose, per esposizioni, musei, ma Modena se le è lasciate sfuggire semplicemente perchè in quel momento non erano ancora nomi noti, importanti... Ma poi lo sono diventati!". E' mancato il coraggio o la competenza? "Un po' tutte e due. Nell'arte conta la ricerca, l'invenzione, la scommessa. Nell'arte conta l'opera, non il nome. Dagli anni '60 in poi a Modena è passato il meglio dell'arte contemporanea, a livello di gallerie ed espositori privati, ma il settore pubblico-istituzionale è rimasto fuori da questo circuito, dimostrandosi statico, fermo, assopito, chiuso". La cultura può spesso trovare stimoli e aperture anche dall'Università. Qual è il rapporto arte-cultura-Ateneo a Modena? "L'Università ha prodotto molto per quanto riguarda l'economia, l'ingegneria, un po' meno per le facoltà umanistiche, nate da poco oltretutto. Voglio però citare un caso. Qui c'era l'istituto d'arte Venturi, come espressione d'eccellenza, con una storia, con tanto di privilegio ducale per la Scuola di nudo che poi è stata lasciata morire. Ecco, ora è diventata una scuola professionale, non più d'arte: produce buoni artigiani, non artisti. E' un po' la parabola della città. Nell'arte si diventa protagonisti con niente, solo con le idee. E questo è un problema di scelte politiche, devo ritornare su questo punto". Ma davvero la politica è sempre responsabile di tutto? Non è anche un modo per trovare alibi per altre carenze? "I politici spesso fanno quello che possono. Non voglio gettare sempre la croce su di loro e fare il qualunquista. Ma la politica è responsabilità. Fare politica dovrebbe essere un dono da destinare alla città, il dono della propria passione, della voglia di dare il meglio per Modena. E' davvero così? Ne dubito molto. Ormai è diventato un mestiere, un po' grigio, senza slanci. E l'arte è affidata a funzionari che la politica mette lì e poi se ne disinteressa". Ma a questo punto, allora, mi spieghi cos'è o cosa dovrebbe essere oggi l'arte in rapporto alla città... "Credo che la società artistica dovrebbe avere come scopo quello di creare il bello per la collettività. Poi, può piacere o no, ma è forza, vitalità, entusiasmo, coraggio e voglia di mettersi in discussione ogni giorno. Questo è importante. Invece, l'arte è stata ormai soffocata dalla finanza, è diventata un investimento come un altro. Uno compra un quadro da due lire e pensa subito di avere investito. E' un'ottica sbagliata. L'arte non deve diventare un fatto economico. Il bello e la città, lei mi chiede. Guardi, qui oggi vendono belle case di campagna in periferia per fare villette a schiera e stravolgere l'anima del territorio, è pazzesco. Non c'è più la visione di costruire con coscienza. E restano cose bellissime a Modena ma decadute, come il cimitero di Aldo Rossi, un capolavoro dove però crescono le erbacce. Ci vuole cultura per gestire una città. Penso anche alla Chiesa, in questi 60 anni nelle chiese cittadine non è stata realizzata neppure un'opera decente, a guardare quello che è stato fatto sono sconfortato. Neanche lì... Questa città ha forse troppo benessere per riuscire a pensare all'arte nel modo giusto". L'arte e la città come possono interagire allora? A Modena c'è il caso della Ghirlandina con l'opera di Paladino e il dibattito che continua... "La Ghirlandina... Mah, io vedo l'arte da un punto di vista epico, visionario. Paladino, a un certo punto, mi sono accorto che era diventato un artista con vedute che non erano, che non sono le mie. Per affidare l'incarico della Ghirlandina avrei voluto che non guardassero al nome, ma all'idea. E Paladino doveva pensare che quello era un campanile, che aveva una sua peculiarità, è una splendida opera romanica. Doveva avere anche l'umiltà di dialogare con altri. Poteva fare un grande dono alla città. Così invece, dal mio punto di vista, naturalmente, ha solo sfruttato alcuni suoi archetipi, ha fatto pubblicità al suo lavoro, al resto della sua opera. Ha perso una magnifica occasione, direi. Ma non è solo colpa sua. Paladino è vittima di questo sistema che ti può portare spesso a rischiare di diventare artista di regime". E come funziona questo regime artistico a Modena? "Non funziona. Cioè, la logica è: tutto fermo e non disturbate i manovratori. Io sono nella Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è un grande privilegio, ma francamente vorrei essere utilizzato meglio, a volte mi sento inutile. A Modena spesso c'è molto da fare, ma paura di fare. Enzo Ferrari qui lo hanno fatto morire per tutta la vita, guardandolo sempre con sospetto, un po' con fastidio quasi, come quello che aveva idee e un entusiasmo che turbava la normalità. Come pure Pavarotti. Qui c'è una dimensione contadina, ancora, chi se ne distacca e guarda più lontano viene spesso mal sopportato". Un limite pericoloso per una città che, a prima vista, sembra invece piena di energie e opportunità... "Una visione aperta a Modena manca un po' da sempre. Ed è un peccato, perchè invece ha davvero la possibilità di essere una piccola capitale, ma le manca una vera èlite culturale. La città ora è tutta bloccata. Non si può muovere una foglia. Le città come Modena sono bellissime, perchè plasmate nel Medioevo secondo scienza e coscienza. Oggi invece le cose le devi fare come vuole un assessorato, la burocrazia. Modena invece ha numeri notevoli, ha un grande indotto, poche città in Italia hanno le opportunità che ha Modena. Modena è meno "legata" di Bologna, meno massonica, meno clericale. Il problema è che deve cominciare a "pensare alto", in grande, velocizzare i suoi processi di trasformazione. Modena ha tutti i mezzi per crescere. Guardi Bilbao. Che cosa ha di più Bilbao rispetto a noi? Però i baschi ci credono nella loro città, hanno avuto il coraggio della scommessa, del progetto, dell'intuizione dell'arte come volano dello sviluppo con quel loro splendido museo di arte moderna. E Modena non può forse fare altrettanto? Io credo sinceramente di sì. Basta impegnarsi. E soprattutto crederci".

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Il segretario del Pd annuncia provvedimenti a sostegno delle fasce più deboli (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Assicurazione gratuita per le casalinghe la nuova proposta lanciata da Veltroni Cristina Ferrulli BENEVENTO Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un comizio a mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che il 13 e 14 aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli indecisi, criticando gli avversari "cupi e senza energie", difendendosi dai giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere attacca , alla fine vedremo". C'è "una giusta domanda" che, secondo il segretario del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale la pena votare ancora il PdL con "una leadership che non ha più voglia e un candidato premier che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o è meglio scegliere il Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di provvedimenti da realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso l'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro" dice Veltroni nella terra di Mastella, l'alleato che ha dato l'ultimo colpo all'albero di Prodi. Un partito "coeso", che conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perché non possiamo accettare il declino dell'Italia". Berlusconi dice che se vince il Pd ci saranno più tasse e intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia "il patto per la crescita e lo sviluppo", con provvedimenti a sostegno delle fasce deboli. Ma soprattutto pretende "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini", con la giustizia che funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che Veltroni chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega attacca Veltroni ha giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica". Perché, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". La nuova politica porterà invece, assicura Veltroni, senza ancora fare nomi, aria nuova nell'esecutivo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. Nel lungo tour elettorale del leader democratico non potevano mancare le casalinghe. Veltroni, ne incontra un gruppo a pranzo alla Garbatella, storico quartiere popolare di Roma e annuncia la nuova proposta del Pd per queste "donne che nel nostro Paese svolgono un ruolo fondamentale". L'idea è quella di una assicurazione gratuita e automatica contro gli infortuni domestici. Si tratta, in buona sostanza, di modificare la legge che prevede già la possibilità di una assicurazione di questo genere (con un versamento modesto di 12,91 euro l'anno), ma che viene utilizzata solo da un quarto delle donne di casa italiane (due milioni su otto) a causa soprattutto delle complicazioni burocratiche per fare domanda all'Inail. Di qui il progetto del Pd: fare in modo che, in automatico e gratis, chi è vittima di un infortunio domestico (con un danno al di sopra o pari al 27% di invalidità permanente) possa ottenere un rimborso semplicemente facendo un'autocertificazione in cui dichiara di essere casalinga e presentando i certificati medici. Così potrà avere un risarcimento che varia dai 148,33 euro al mese (per il 27% di invalidità) a 1.030 euro (per le invalidità al 100%). Il costo della proposta, che riguarda una rendita risarcitoria che dura tutta la vita, viene stimato dai democratici intorno ai 4-5 milioni di euro l'anno, ma non comporta spese per le compagnie assicurative. Le casalinghe della Garbatella incassano sorridenti la proposta, garantendo, secondo lo slogan della campagna veltroniana, che alle elezioni "Si può fare".

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Veltroni: per le casalinghe un'assicurazione gratuita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 06/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Veltroni: per le casalinghe un'assicurazione gratuita Veltroni: protezione totale alle casalinghe ROMA Assicurazione automatica e gratuita per le casalinghe contro gli infortuni domestici. È la proposta del Pd, illustrata ieri dal candidato premier dei Democratici, Walter Veltroni, ad un gruppo di casalinghe, durante un incontro nel quartiere romano della Garbatella. "L'idea è di riconoscere - spiega Veltroni ai giornalisti al termine dell'incontro - che c'è un mestiere, quello delle casalinghe, che è un mestiere rischioso e che, fino ad oggi, l'assicurazione obbligatoria è stata stipulata solo da due milioni di casalinghe". Ebbene, la proposta del Pd consiste nel garantire "l'assicurazione gratuita per tutte le donne che subiscono incidenti domestici gravi". Basterà presentare l'autocertificazione di svolgere l'attività di casalinga e la documentazione relativa all'incidente per ricevere un assegno per tutta la vita, "senza alcun costo di assicurazione e senza procedure burocratiche". Nel dettaglio, la proposta è di modificare la legge attuale, così da rendere automatica e gratuita l'assicurazione. Non sarà quindi più necessario presentare domande o fare versamenti. Solo nel caso di incidente domestico che comporta una invalidità permanente, la casalinga dovrà presentare un'autocertificazione: il costo effettivo - si legge nella proposta - è stimabile in 4-5 milioni di euro l'anno ed è legato al pagamento delle indennità alle casalinghe che riportano una invalidità permanente superiore al 27%. Secondo stime Ispesl, ci sono ogni anno in Italia circa 4,5 milioni di infortuni, di cui 8mila mortali, con circa più di 3 milioni di persone infortunate. Nel 65% dei casi le vittime sono donne: per il 63% dei casi si tratta di donne tra i 56 e i 65 anni e le cause prevalenti sono scivolamento o cadute da scale, sgabelli e sedie. Le lesioni più ricorrenti sono le fratture. Il risarcimento - recita ancora la proposta del Pd - spetta se l'invalidità permanente è pari o superiore al 27% per quegli infortuni che si sono verificati dopo il primo gennaio 2007, mentre prima la soglia di invalidità che dava diritto al risarcimento era al 33%. Infine, la rendita risarcitoria durerà per tutta la vita e varia da 148,33 euro al mese (per il 27% di invalidità) e 1030 euro al mese (per le invalidità al 100%). Intanto il pullman di Veltroni è arrivato a quota 100, cioè 100 province italiane visitate. L'altra sera parlando a Benevento la Veltroni si è detto convinto che il 13 aprile "ci sarà una sorpresa". Poi ha attaccato Bertinotti, giudicando ingenerose le critiche ricevute dal leader della Sinistra Arcobaleno "Bertinotti ha segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Io lavoro per vincere - attacca Veltroni - alla fine vedremo". Il leader del Pd ha evocato "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela che ci ha messo sette anni per scrivere una sentenza. Il voto utile, che anche l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega - attacca Veltroni - oggi ha giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica". Perché, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". Poi Veltroni difende la sua linea di non rispondere ai colpi che gli arrivano da Berlusconi, "Per quante contumelie possano dirmi, io non risponderò. Non lo farò anche perché meno rispondo e più impazziscono. Se due si insultano e si picchiano - ha citato come esempio - quella si chiama rissa. Se uno sta fermo e l'altro picchia, invece, allora quella diventa aggressione. Per questo io non rispondo".

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Il bicchiere è mezzo pieno, ma ancora per poco (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sergio magliola In una commedia greca un personaggio si lamenta di non poter assentarsi tre mesi da Atene senza trovare al ritorno le leggi cambiate. Da noi è diverso: facciamo nuove leggi ma non annulliamo le vecchie (giorni fa Walter Veltroni ha accennato a 5.000 di troppo) gli avvocati scelgono e la giustizia, anche per questo, affoga negli arretrati. In genere, trovato l'accordo sulla legge da applicare - e sperando che sia quella giusta - occorre interpretarla: problema non piccolo se Natalino Irti, modestamente autodefinitosi "non alieno da problemi giuridici", sente il bisogno di scrivere: "l'interprete deve accogliere le parole della legge nel significato proprio". In effetti da noi la parte negativa del '68 non è finita, e l'interpretazione creativa delle leggi rivaleggia nel produrre incertezza con la finanza omonima. Questa liquefazione del pensiero ha permeato la società: parole come incoerenza e schizofrenia conservano il loro significato solo sul vocabolario. Chi mai può preoccuparsi delle "alterazioni dei rapporti dei giudizi speculativi fra loro e con la realtà" (Zingarelli) quando Life is now? Tanto peggio per la realtà. Prendiamo le materie prime. Ogni giorno c'è chi scrive che ne consumiamo troppe e che le paghiamo poco. Poi però, se aumenta il prezzo della benzina, le geremie si sprecano. Analogamente per l'agricoltura: il governo che si azzarda a proporre la riduzione degli aiuti comunitari perde le elezioni. Ma che fare per aiutare chi vive con due dollari al giorno, se non comperare da loro cose semplici? Lo stesso vale per gli immigrati. Non possiamo accogliere tutti: fra l'altro importeremmo ancor più materie prime. Non è meglio aiutarli a consumarle a casa loro, o qualcuno salta subito fuori con l'accusa di neocolonialismo? Sfruttiamo l'energia atomica per interposto Paese. Uguali pericoli e maggiori costi, solo per poter scrivere "Comune denuclearizzato". In Europa tutti lavoriamo in media sei mesi all'anno per lo Stato: da noi un altro mese, almeno come tempo, se ne va per la burocrazia. Ciononostante gli italiani non sono soddisfatti dei servizi ricevuti - nemmeno della sanità, giudicata dall'Oms la seconda migliore al mondo - mentre lo Stato, per erogare questi servizi, si è indebitato più degli altri europei, al contrario le famiglie italiane sono meno indebitate di quelle straniere. E c'è chi chiede più Stato. Una cinese è diventata il più ricco cittadino del suo Paese importando carta da macero: sfrutta gli spazi vuoti nelle navi che tornano dagli Usa. Da noi il governo ha recentemente stanziato nuovi fondi per gli autotrasportatori: il 40% dei loro viaggi avviene a vuoto. Come dire, sprechi tu, pago io. Veramente paghiamo noi: una tassa sull'inefficienza degli altri. Come per il turismo della spazzatura, suppongo. Una notizia positiva: l'Expo universale del 2015 si terrà a Milano. Non montiamoci la testa, avevamo di fronte la Turchia, ma questo successo conferma che, se gli italiani non litigano fra loro, i risultati si vedono. Il bicchiere è ancora mezzo pieno: ma si sta svuotando. Sergio Magliola è stato amministratore delegato Finsider. 06/04/2008.

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Pinotti:Spostarel'aeroporto (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Capolista al senato: Pd Genova. Roberta Pinotti, insegnante e già assessore genovese, è deputato uscente, presidente della commissione Difesa della Camera, è capolista al Senato in Liguria per il Partito democratico. La sua elezione è certa. Pinotti, lo spostamento al Senato è stata una promozione o semplicemente una necessità? "Bè, sono capolista, penso sia una promozione. Per altro non ci sono tanti capolista scelti sul territorio. Da questo punto di vista, quindi, è una candidatura che ho letto come un segnale di forte attenzione e responsabilizzazione per me e la Liguria". Dopo di lei, però, un bel numero di candidati paracadutati... "È un discorso che lascia il tempo che trova. Noi, insieme, abbiamo ascoltato in queste settimane tutte le categorie produttive e raccolto le idee e i progetti che ora possiamo sostenere per lo sviluppo. Mi piacerebbe impegnare questa pattuglia di eletti, che si è comportata bene come squadra, come hanno riconosciuto tutti, in una forte battaglia per la Liguria". Il porto di Genova si è sentito orfano, in questi anni. "È il primo punto. La legge sulla portualitàè da cambiare: serve uno strumento più agile, che individui i porti nazionali e snellisca le modalità sia per fare il piano portuale, sia per nominare in un modo moderno il presidente". Burocrazia. "E anche fatti. Insisto sulla necessità di una piattaforma logistica oltre l'Appennino, da raggiungere via treno per sbottigliare la città. In questo senso va fatto al più presto l'autoparco previsto dal piano". Scusi, con quali finanziamenti? "Noi pensiamo a una convenzione con tutte le autorità, locali e nazionali, per programmare una serie di flussi finanziari e quindi realizzare il waterfront disegnato da Renzo Piano. Se noi riuscissimo a spostare l'aeroporto, avremmo un porto in linea retta capace di ospitare 5-6 milioni di teu". Ancora l'aeroporto da spostare. "Ho visto il progetto e mi convince. Specie nella previsione dell'Autorità portuale di cedere le sue quote. Possiamo pensare a nuovi soci, pubblici e privati. Senza contare che lo scossone su Malpensa può persino favorirci. Non puntiamo solo sull'esistente". Come la metterete con i comitati di quartiere e gli ambientalisti? "Nel nostro progetto c'è la merce che si muove, senza stazionare. Se riesci a mettere in moto lo sviluppo, sposti l'aeroporto, fai la piattaforma oltre l'Appennino e rafforzi il sistema ferroviario, elimini i tir. Non solo hai lo sviluppo, ma liberi la città". Berlusconi dice: potete promettere la Luna, tanto perdete... "Appunto, lo dice lui. Invece la Liguria avrà un peso particolare. Qui si decide la vittoria vera. Vincere da noi non è solo prendere tre senatori in più: è una questione di equilibri nazionali. Dare il voto al Pd, in Liguria, è dare un progetto al Paese". Un voto utile per un governo delle grandi intese. "No. Uno dei nostri punti di forza è quello di mantenere una piena credibilità tra ciò che diciamo e ciò che facciamo e faremo. Io, poi, sono uno scout. Niente larghe intese: se ci fosse l'ingovernabilità torneremmo al punto di partenza; quello già proposto. Si riscrivono le regole insieme e poi si vota". Gio. M. mari@ilsecoloxix.it 06/04/2008.

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L'Sos dei medici (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA PROTESTA. Stamattina, alle 9, si terrà l'assemblea annuale L'Sos dei medici di Lisa Cesco Scivolati un passo indietro, da interpreti principali della sanità a comprimari di ruolo marginale e compresso. Stretti fra gli ingranaggi di una burocrazia ipertrofica, vincolati a dettami regionali che arrivano dall'alto, orfani della fiducia del malato. Si vedono così, i medici bresciani. E a lanciare il grido d'allarme è il presidente dell'Ordine provinciale, alla vigilia dell'assemblea annuale in programma stamattina (alle 9) alla Facoltà di Medicina. "Così com'è, la sanità non risponde più alle necessità della gente, sta decadendo nella sua essenza, e non si tratta solo di un problema di ristrettezze economiche - dice il presidente dell'Ordine, Raffaello Mancini -. C'è un problema di fondo di marginalizzazione del medico, spesso costretto in spazi angusti davanti all'egemonia di direttori generali ospedalieri nominati dalla Regione, o ad adempimenti burocratici e amministrativi imposti dall'alto, che riducono il clinico a un mero tecnico, spesso non in grado di espletare la sua professione con la piena libertà". A complicare le cose ci si mette anche la tecnologia, che sposta il rapporto medico-paziente sul versante tecnico, dimenticando quello umano. Si affievolisce la valenza etica della professione, il malato perde fiducia nel medico e non ne riconosce più il profilo mutato nel tempo: non più colui che salva la vita per malattie acute, ma colui che accompagna nella gestione di malattie croniche (esplose con l'aumento dell'aspettativa di vita) che vanno curate, ma che non possono essere guarire. Uno degli esempi delle contraddizioni emergenti è, secondo l'Ordine, il modello delle "Case della salute" che stanno timidamente affermandosi anche in qualche paese del Bresciano, con gruppi di medici che si uniscono e onlus a fare da appoggio per l'accesso dei pazienti, soprattutto anziani. "Così - afferma Mancini - ogni singola professionalità si dissolve, non si capisce a cosa servano veramente queste "case", di certo è una situazione in cui ci stiamo perdendo". La ricetta per invertire la rotta è semplice da capire, ma complessa da realizzare. "I medici devono smettere di parlare tra di loro - avverte Mancini -, tornare ad aprirsi alla popolazione, informarla, ricreare quel binomio medico-paziente che è la sostanza della sanità, riprendere a essere dei grandi comunicatori". La comunicazione, in questo caso, dev'essere però bilaterale: verso i pazienti, per tornare a creare quell'empatia alla base della cura, ma anche verso le alte sfere politico-amministrative, "per far capire le nostre necessità a chi ha in mano le redini della sanità, perché ci venga dato ciò che serve, visto che spesso mancano le cose essenziali perché non siamo capiti", dice il presidente. "C'è bisogno nella nostra provincia di una programmazione sanitaria che ancora non esiste: pensiamo al settore dell'oncologia o dei traumi, con doppioni o zone scoperte - aggiunge il consigliere Francesco Puccio -. Anche i medici possono incidere in questo senso, dando voce verso Asl e Regione per un'organizzazione puntuale e attenta". H È mancato all'affetto dei suoi cari PIERINO CONTI di anni 83 Ne danno il triste annuncio la moglie Bianca, i figli Ivan, Fiorella e Denise con le rispettive famiglie. Un particolare ringraziamento a tutto il personale della Casa di riposo G. Valotti di Isorella. I funerali seguiranno oggi, domenica 6 aprile alle ore 16.30 nella parrocchia di Botticino Sera, patendo dall'abitazione di via Panoramica 5, indi si proseguirà per il cimitero locale. La presente serve da partecipazione e ringraziamento. Botticino Sera, 6 aprile 2008.

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Troppi medici sono condizionati dalle denunce (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A CONFRONTO. Confronto alla Gran Guardia "Troppi medici sono condizionati dalle denunce" Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai camici bianchi. Dopo il saluto del consigliere comunale e medico Francesco Spangaro, che ha organizzato l'iniziativa in collaborazione con una decina di sigle sindacali provinciali, sono state molte e diversificate le posizioni espresse. Dura e chiara quella del presidente dell'Ordine dei medici, Giorgio Carrara, alla prima uscita ufficiale dopo la scomparsa di Pier Marcello Fazzini. Lo stesso Carrara ha ricordato come "il dottor Fazzini si sia speso moltissimo per tentare di risolvere molti dei problemi di cui ora stiamo discutendo". "L'unica richiesta che faccio", ha proseguito poi, "è che i medici possano esercitare la professione con serenità. La gente oggi ci chiede tutto e subito e, se non lo ottiene, arriva fino alle denunce. Questo è anche colpa nostra: la categoria non è affatto unita e quindi non abbiamo alcun peso politico. Decine di sindacati si occupano solo dei loro iscritti e confliggono con gli altri". Quindi l'appello: "Svegliamoci in fretta e cerchiamo di remare almeno tutti dalla stessa parte". Sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento del segretario della Fimmg, i medici di medicina generale, Lorenzo Adami. "Ospedale e territorio spesso hanno rapporti di contrapposizione", ha detto. "Il 40 per cento dei camici bianchi poi opera condizionato dal timore di denunce. L'eccessiva prudenza per paura della magistratura non permette di lavorare adeguatamente". A proposito di conflitti tra medici, esemplare l'intervento di Francesco Buonocore, direttore sanitario della Ulss 21 di Legnago e ex primario del Pronto Soccorso a Borgo Trento. "Nel protocollo di intesa per l'Azienda ospedaliera integrata, i medici ospedalieri e gli universitari", ha detto, "hanno totale disparità di trattamento. Da anni i primi inseguono i secondi rivendicando gli stessi diritti. Ma come si fa a pretendere di essere uniti in questa condizione penalizzante? Quando si capirà che la sanità è unica?". Buonocore ha citato anche il sindaco Tosi. "È solo grazie a lui, allora giovanissimo consigliere regionale, se un protocollo ancora più penalizzante non è stato firmato già quando era assessore alla sanità Gava e segretario Toniolo". Importante la replica di Flavio Tosi che, indirettamente, ha confermato la posizione del direttore sanitario. "Non era possibile firmare un protocollo così sbilanciato. Ora però la Regione ha nominato due arbitri (i rettori universitari, ndr), uno a Verona e uno a Padova. Se i due rettori sapranno arbitrare bene, forse scontenteranno entrambe le parti ma avranno avuto equilibrio". G.M.

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Aperta al pubblico da domani la nuova farmacia comunale (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Aperta al pubblico da domani la nuova farmacia comunale CAMPODARSEGO. Inaugurata ieri la tanto attesa farmacia comunale, aperta da domani in via Pontarola 68 a Reschigliano. Risale al maggio 2003 la delibera di giunta che, dopo 4 anni di burocrazie e 3 ricorsi, ha portato nell'aprile 2007 alla costituzione della società farmacia di Reschigliano, alla pubblicazione del bando per l'identificazione di un socio privato (dall'ottobre 2007 è la ditta Puntofarm). L'aggiudicazione porta nelle casse comunali 955 mila euro, corrispondenti alla vendita dell'80% delle quote societarie. L'intervento, di importante spessore sociale, è stato voluto a Reschigliano poiché è la frazione più densamente popolata del territorio comunale. Da domani dunque sarà possibile usufruire di molti servizi relativi alla sfera sanitaria quali misurazione della pressione, controllo del peso e suggerimenti per una corretta igiene alimentare e fisica, analisi del sangue con autodiagnosi per quanto riguarda la glicemia e il colesterolo. Si potranno anche prenotare telefonicamente farmaci, prodotti parafarmaceutici e omeopatici; è previsto inoltre un servizio di consegna domiciliare, che non mancherà di essere particolarmente apprezzato dalle persone anziane e malate. Schede informative ed elaborati sulle malattie più diffuse, sull'igiene, sull'infanzia, sulla gestione di pazienti affetti da particolari patologie, sull'accesso ai servizi e quant'altro attiene alla sfera della salute sono a disposizione degli utenti. (g.a.).

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Sportello unico attività produttive raddoppia il numero degli addetti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Sportello unico attività produttive raddoppia il numero degli addetti SASSARI. Con la recente entrata in vigore della finanziaria regionale, sono cambiate le regole per chi si rivolge allo Sportello unico per le attività produttive. La normativa, che semplifica la burocrazia per chi vuole avviare nuove attività, ha modificato i procedimenti dando ai cittadini la possibilità di presentare delle autocertificazioni e ridurre così i tempi di risposta da parte dell'amministrazione. Per orientare gli utenti all'utilizzo della nuova modulistica, lo Sportello unico raddoppierà da questa settimana il numero degli addetti alla ricezione del pubblico. Un modo per andare incontro alle esigenze dei cittadini che in questi giorni hanno manifestato un certo disorientamento di fronte alle novità della legge, come spiega l'assessore alle Attività produttive, Raffaele Tetti: "Il nostro è uno dei primi Comuni dell'isola ad adeguarsi alla nuova normativa. Gli uffici dello Sportello unico sono disponibili ad aiutare gli utenti a utilizzare al meglio uno strumento che semplificherà le procedure". Prima di depositare atti o documenti diventati "irricevibili" in base alla nuova legge, lo Sportello unico invita a richiedere informazioni agli uffici, anche scrivendo all'indirizzo e-mail sportellounico@comune.sassari.it.

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Che fine ha fatto il piano regionale? - silvia sanna (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari "Che fine ha fatto il piano regionale?" Le cooperative che lavorano nei siti chiedono garanzie per il futuro SILVIA SANNA SASSARI. La Regione mette a dieta le cooperative e stabilisce che a gestire il patrimonio archeologico dell'isola saranno otto società, una per provincia. Gli addetti ai lavori, che da anni trascorrono la vita tra i tesori del passato, dicono che fare ordine nel settore è sacrosanto. Ma in attesa di capire chi detterà le regole, stanno sulla graticola. Le novità sono contenute nella legge regionale 14 del 2006. Trascorsi due anni, però, il piano regionale per i beni culturali sembra essere rimasto incastrato nelle maglie della burocrazia. Gli operatori delle 26 cooperative della provincia di Sassari da qualche settimana bussano con insistenza alle porte della Provincia. Il programma prevedeva infatti che dal piano regionale venisse estrapolato quello provinciale, con la predisposizione di bandi di gara per la gestione dei siti che tenessero conto del contesto territoriale. Qualcosa non ha funzionato, visto che la Provincia ha dichiarato di non avere ricevuto le competenze necessarie per mettersi al lavoro. Ma il presidente Alessandra Giudici e l'assessore alla Cultura Sergio Mundula hanno rassicurato gli operatori: "Faremo in modo che nessuno di voi perda il posto di lavoro". Concetti ribaditi da Mundula durante l'ultima seduta del consiglio provinciale, dopo la segnalazione di Giovanni Ruiu, presidente della V commissione Cultura: "Da gennaio 140 addetti sono disoccupati e i siti abbandonati, dunque non possono essere visitati". L'assessore ha confermato l'azione di pressing nei confronti della Regione, chiamata a elaborare in tempi brevi il piano regionale: "Domani incontreremo l'assessore Maria Antonietta Mongiu, ci auguriamo che la situazione si risolva". In realtà i disagi del settore archeologico non dipendono unicamente dalla Regione. Delle 26 cooperative della provincia, solo 9 vanno avanti con progetti finanziati dalla giunta Soru. Le altre hanno rapporti con i comuni o con altre associazioni. E a volte mancano i soldi necessari per garantire un servizio puntuale, al punto che ci sono alcune coop che effettuano le visite guidate solo su prenotazione. Per questo, ad accomunare i 140 addetti ai lavori, è l'esigenza di regole certe che potrebbero arrivare attraverso il nuovo piano. Il rovescio della medaglia è legato però al fatto che sinora, nella stesura del documento, le forze in campo non sono state coinvolte. L'incubo degli operatori è che i requisiti previsti nei bandi taglino fuori le cooperative locali e diano il via libera a società esterne, chiamate a gestire i siti, i musei e le are di interesse culturale e archeologiche sparpagliate nel territorio.

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Bloccato il restauro di rotonda pancera (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Montate lo scorso settembre, sono state rimosse le impalcature che ricoprivano la facciata del prestigioso edificio neoclassico: immutato il degrado Bloccato il restauro di Rotonda Pancera La proprietà: il palazzo non resterà abbandonato, solo uno stop provvisorio in attesa delle autorizzazioni di Piero Rauber Finisce in stand-by, tra i circuiti degli adempimenti burocratici, il delicato programma di messa in sicurezza e restauro filologico di Rotonda Pancera, il prestigioso quanto malandato edificio neoclassico che domina l'incrocio tra via Venezian e via della Rotonda nato nei primi dell'Ottocento dal genio di Matteo Pertsch. Da un paio di settimane sono scomparse infatti le impalcature che da settembre ingabbiavano la facciata. Facciata che è così riemersa, agli occhi dei passanti, nelle medesime precarie condizioni di partenza. Rimangono i vecchi infissi. Rimane lo stato di sofferenza imposto dal tempo alle statue di Marte e Minerva al frontone neoclassico. Sia dal Comune che dall'entourage dei proprietari veneziani di Rotonda Pancera, Carlo Laura e Franchino Marchesi, discendenti di una famiglia nobile in possesso dell'immobile fin dall'Ottocento, vengono zittite tuttavia le voci di chi in città teme che l'uscita di scena delle impalcature possa essere il preludio a un nuovo, lungo periodo di abbandono della storica struttura sotto il Colle di San Giusto. "È stato deciso di togliere in via provvisoria le impalcature in attesa che arrivino le carte necessarie per poter proseguire con i lavori, ma ciò non vuol dire che nel frattempo non siano già stati effettuati dei primi interventi", fa sapere un esponente dei Marchesi. Il quale puntualizza che per il momento "sono stati rifatti completamente il tetto, con travi nuove, il vano mansarde e il belvedere, con la messa in sicurezza della torretta superiore. E poi si è provveduto a una prima operazione di pulizie all'interno, dove le condizioni non erano delle migliori". Quando arriverà l'ok per riallestire il cantiere, dunque, riappariranno le impalcature: "Si interverrà anzitutto sugli infissi, finestre e controfinestre - aggiungono ancora dalla famiglia dei proprietari di Rotonda Pancera - e successivamente verrà realizzato il restauro definitivo della facciata monumentale". Ma sui tempi, come sulla consistenza finanziaria dei lavori, regna il massimo riserbo. "Purtroppo la burocrazia ha i suoi tempi - non si sbottonano i Marchesi - mentre per quanto riguarda il discorso economico si tratta di cifre importanti. Quando si mette mano a strutture usurate dal tempo, c'è da piangere". L'iter di recupero di Rotonda Pancera - precisano intanto dagli uffici comunali - si trova al palo perché alla proprietà, che può già contare sulla concessione edilizia per gli interni e il cortile, è stata chiesta un'integrazione alla domanda di autorizzazione proprio per il restauro conservativo della facciata, ovvero per la parte monumentale più pregiata, il cui tempio circolare è segnalato peraltro in molte guide turistiche. I piedi di piombo insomma, quando si tratta di toccare una delle perle architettoniche della città, sono di rigore. Una volta incassata quest'integrazione, infatti, gli uffici comunali preposti alle concessioni edilizie gireranno la documentazione alla Soprintendenza, cui spetta un ulteriore vaglio, e successivamente alla Commissione edilizia. Soltanto dopo questi due "nulla osta", i lavori potranno decollare in via definitiva. Va ricordato che il progetto di recupero prospetta per Rotonda Pancera 14 appartamenti e un'unica grande unità immobiliare al piano nobile, destinata forse a ospitare una sede diplomatica o comunque di rappresentanza, imperniata su un salone circolare voltato a cupola e decorato con affreschi attribuiti a Gatteri. Al pianterreno infine dovrebbero essere ricavati alcuni locali, eventualmente dedicati ad attività commerciali, e anche un garage in un'area non soggetta a vincolo. A sollecitare il recupero dal degrado e la salvaguardia "di uno degli esempi più importanti di architettura neoclassica in città" era stato lo scorso anno il Consiglio comunale, su iniziativa di An, titolare di una mozione che aveva impegnato il sindaco e la giunta ad attivarsi presso la Soprintendenza. Da lì era uscito allo scoperto il progetto dei Marchesi. Progetto che non ha data di scadenza e che, di questi tempi, non è dato sapere quando si rimetterà in moto.

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Ecco tutta la mia sfida di cattolico nel pd - angelo pezzali (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca "Ecco tutta la mia sfida di cattolico nel Pd" Daniele Bosone racconta la sua storia politica: "E' Rognoni il mio maestro" "Di Prodi parlo sempre Ha fatto molto e bene in questi anni Ma adesso si apre una nuova stagione" ANGELO PEZZALI PAVIA. L'immagine resiste. Daniele Bosone di comporta sempre da bravo ragazzo. Non si riesce a capire fino in fondo se, adesso, recita un po' la parte o se lo è naturalmente. Ma lui giura sulla sua sincerità, gli amici anche. Non intende mettersi la maschera del cattivo, non vuole giudicare o attaccare le persone, amici o avversari che siano, tende la mano, punta al dialogo. Insomma, il suo sorriso e il suo stato d'animo sono davvero contagiosi, all'insegna del "vogliamoci bene". Ecumenico e pastorale. E, a 45 anni, 46 a dicembre, ritorna sicuro al Senato, forte anche nel Partito Democratico che ha voluto. Forte di una posizione inattaccabile. Adesso è anche vice-segretario della Lombardia. Lui è un predestinato. Ha sempre avuto cariche. Dagli Anni Ottanta. Da consigliere di quartiere a Pavia a consigliere al Mezzabarba, ad assessore. A presidente dell'Asm. Bosone ha cominciato come leader dei giovani democristiani. Poi è salito, sempre leader. Sempre il potere, è sempre andato avanti. Ma come mai tutte queste cariche? "Ho contemperato la politica con la professione. Ho lavorato e ho fatto politica. Ma c'è stato anche un notevole supporto da parte degli amici che mi hanno aiutato e che mi hanno permesso di percorrere questa strada". No, lui ringrazia sempre, dice grazie ad Albergati, a Brendolise, a Perinati. Dice grazie a tanti altri "ragazzi che sono e che sono stati dalla mia parte". E punta ancora sui giovani: "C'è un altro gruppo che cresce, vedrete... Sì, io dalla politica ho ricevuto molto - ammette -. Potrei anche fermarmi, però ho tanta voglia di impegnarmi per il mio territorio". E, intanto, ricorda quelle che ritiene delle tappe decisive. Nell'80 la maturità al Foscolo, nell'86 la laurea in Medicina, poi la specialità in Neurologia, poi quella in Igiene e Medicina preventiva. Dal 1997 medico del Mondino. Bosone è così, la moglie Marcella l'ha conosciuto nel partito, ha due figlie. La moglie ora comprende la sua nuova vita, accetta il marito senatore. Sopporta. Forse le figlie sopportano un po' meno. E questa Dc di Giuseppe Pizza? Come la vede un ex? "Ma non esiste, è una caricatura, è solo un utilizzo strumentale di un simbolo storico, di un partito che ha espresso De Gasperi e Moro". Ma cosa rappresenta la Dc per Bosone? "E' il mio esordio in politica, l'inizio della mia esperienza, la mia scuola". E i suoi maestri politici? "Certo, Virginio Rognoni, il primo personaggio politico che ho incontrato e frequentato. Poi anche i segretari provinciali che ho conosciuto quando ero delegato giovanile. Mi riferisco a Luigino Maggi e a Giancarlo Vitali". E i padri spirituali? Cioè il legame con i sacerdoti? "E' un problema fondamentale per i cattolici in politica. Ho rapporti di amicizia, di stima e di collaborazione con tanti parroci. La questione è che il compito della Chiesa, oggi, è quello di portare i valori nella società, di formare i giovani, di preparare le nuove leve. Valori che non si impongono con l'elmetto in testa, ma devono essere diffusi nell'attualità, nella politica". Valori, d'accordo. E i Dico? Le unioni civili? Come voterebbe in parlamento? "Penso che siano temi impossibili da eludere all'interno della società, sono temi che esistono. E' chiaro che noi abbiamo sempre detto, e sempre diremo, che la famiglia tradizionale è e rimarrà il nucleo fondamentale della società, il primo mattone. Ma il problema delle coppie di fatto c'è, non possiamo non vedere. E' un problema che va regolato, ci interessa come legislatori. Oggi si parla di unione solidale, è da discutere". Ma voi cattolici come vi trovate nel Pd? "I valori del cattolicesimo democratico sono parte fondante del Pd. Il partito nasce dall'idea di una sfida nuova per il Paese dove i cattolici si confrontano con la cultura liberale, riformista, di sinistra. I cattolici ci sono, vogliono esserci e lavorano. Danno il contributo al bene comune". E Romano Prodi? Non ne parlate più. "No, io di Prodi parlo molto. Giro dappertutto per la campagna elettorale e del governo parlo. Ne parlo bene. Credo che abbia fatto anche delle ottime cose in questi due anni, soprattutto con l'ultima Finanziaria, con l'attenzione e i contributi per i giovani, i precari e i pensionati. E' un lavoro che deve continuare, lavoro che purtroppo si è interrotto con la caduta della legislatura". Ma Prodi non ci sarà più. "E' chiaro che adesso si apre una stagione nuova rispetto all'Ulivo, al prodismo e all'Unione. E' nato un nuovo soggetto per la politica italiana". Veltroni il successore... "Spero in Walter Veltroni non solo come persona, spero nel progetto, spero che la gente percepisca questa grande novità. Sì, siamo noi che abbiamo portato l'innovazione in politica. Se vinciamo, potremo governare senza dover venire a patti con gli estremismi, senza compromessi e vertici di maggioranza, senza più scontri all'interno". Bosone, al Senato si è occupato di sanità e agricoltura. "Sì, mi sono molto interessato alla sanità. Anche da medico. Ero nella commissione d'inchiesta sul nostro sistema sanitario. Ho affrontato le questioni del coma, degli stati vegetativi, delle medicine non convenzionali, dell'assistenza sul territorio, del rapporto da rilanciare tra medici di base e ospedali. Ho anche affrontato il tema del testamento biologico". E l'eutanasia? "Non esiste un discorso legislativo sull'eutanasia, non esisterà mai nell'agenda parlamentare. Ci siamo occupati, appunto, di testamento biologico con tre no, tre cardini: no all'eutanasia, no all'accanimento terapeutico e no all'abbandono terapeutico". E l'agricoltura? Come fa un medico ad occuparsi, sia pure in Senato, di agricoltura? "E' una grande passione, ho dovuto studiare molto. Devo ringraziare per la grande collaborazione che ho avuto, ad esempio, dalle organizzazioni di categoria. Credo di aver contribuito a rafforzare, in provincia di Pavia, il nostro sistema, a cominciare dall'Oltrepo, dal comparto vitivinicolo. E' chiaro che serve, anche qui, un lavoro di squadra per il rilancio, serve un'organizzazione territoriale che coinvolga tutti i protagonisti e che punti su ambiente, turismo, produzione e mercato. E il distretto rurale di cui parliamo". E i tempi della politica? Perché sono sempre troppo lunghi? "La politica fa troppa fatica a decidere. Ciò che mi ha impressionato di più è che i tempi dei lavori parlamentari sono dilatati spesso in modo assurdo e ingiustificato. Avevamo chiesto la riforma dei regolamenti, ma poi tutto è saltato con la crisi. Sì, mi sento inutile se lavoro per due settimane o due mesi e poi non riesco a produrre niente". E i costi della politica? "Il vero scandalo non è questa o quella idennità, è che la politica costa perché non riesce a produrre. Bisogna dunque risolvere il problema dell'efficienza. Si devono ridurre i dibattiti, bisogna dare più poteri alle commissioni parlamentari, dobbiamo essere più concreti e ricordarci che l'ostruzionismo non serve a nessuno". E i costi degli enti? Delle Province? "Sì, altri costi e pesanti sono legati a tante sovrastrutture, alla burocrazia che rallenta il Paese. E' la lentezza che costa. Un costo pesante. Enti e apparati che frenano. Noi vogliamo abolire le Province nella zone metropolitane. Chiediamo che le Regioni non siano un doppione della Stato. E basta enti intermedi, sono tanti". Ma torniamo a Pavia. Sull'Asm, di cui è stato presidente, si è alzato un fuoco incrociato. "Quando qualcuno fa qualcosa, penso che possa ricevere critiche e attacchi. Noi abbiamo cercato di trasformare l'Asm. Tutto questo ha comportato e comporta scossoni, riassestamenti. La fase critica dovrebbe risolversi nel giro di un paio d'anni". E adesso l'Expo di Milano. Almeno, arriverà nel 2015. "E' una grande occasione per rilanciarci come Lombardia. E sono convinto che anche Pavia debba fare la propria parte, agganciarsi al treno che passa. E anche qui niente scontri tra parlamentari di diverse fazioni, qui ci vuole collaborazione al di là dei colori politici. E' in gioco il nostro futuro, lo sviluppo. Facciamo anche noi squadra, si deve vincere".

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Frattini: indennizzi agli esuli, serve un commissario ad acta (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il capolista del Pdl alla Camera ha incontrato la Federazione in Municipio. Lacota (Istriani): "A Bruxelles per noi non ha mosso un dito" Frattini: "Indennizzi agli esuli, serve un commissario ad acta" "Credo che un commissario ad acta, che risolva i problemi burocratici tra i vari ministeri, potrebbe dare agli esuli quanto lo Stato si è già impegnato a dare sul fronte degli indennizzi". La proposta è di Franco Frattini, capolista del Pdl alla Camera, ed è stata fatta ieri mattina, nel salotto azzurro del Municipio, in un incontro con una delegazione della Federazione degli esuli guidata dal presidente Renzo Codarin. "Ci sono dei crediti - ha aggiunto Frattini - che la legge ha già destinato agli esuli e la burocrazia non può frapporre ostacoli". Osservando che il tavolo di concertazione sugli esuli dovrà essere riconvocato dal nuovo governo, l'esponente del Pdl ha parlato poi della necessità di "vedere come quantificare e diluire nel tempo un risarcimento equo, e come rendere attuale il diritto degli esuli di riacquistare case e beni". In proposito ha sottolineato di aver trovato una certa flessibilità da parte croata, in particolare per aree semidisabitate o abbadonate dell'Istria e della Dalmazia. "Quanto alla Slovenia - ha aggiunto - se ne parlerà a settembre, dopo le loro elezioni politiche, ma credo non abbiano interesse ad essere rigidi su questo tema". Accompagnato dai parlamentari Roberto Antonione, Roberto Menia e Giulio Camber, Frattini è stato accolto nel salotto azzurro dal sindaco Roberto Dipiazza. "Quello degli esuli - ha sottolineato il primo cittadino - è un problema che si trascina da sessant'anni. Hanno abbandonato tutto, l'Italia ha pagato con quelle terre il debito di guerra ma da allora ha fatto poco o nulla per loro. Nel rispetto di queste persone - ha concluso - il nuovo governo dovrebbe attivarsi per risolvere definitivamente i loro problemi". Sulla lentezza degli indennizzi si è soffermato il presidente della Federazione degli esuli, Renzo Codarin. "I tempi incredibilmente lunghi degli indennizzi - ha rilevato - creano esasperazione tra gli esuli e danneggiano i rapporti con la Slovenia e la Croazia. L'Europa deve riaprire il diritto di cittadinanza per gli italiani che hanno lasciato quelle terre". Del bisogno di un "equo e definitivo indennizzo per il credito che abbiamo verso lo Stato" ha parlato Lorenzo Rovis, presidente dell'Associazione delle comunità istriane che nei giorni scorsi è rientrata nelle Federazione. Rovis ha anche precisato che "altrettanto importante è la conservazione della nostra cultura. Ci addolora che questo patrimonio venga disperso e dimenticato". In contrasto con quanto dichiarato dagli esponenti della Federazione degli esuli, Piero Delbello, consigliere dell'Unione degli istriani, ha fatto presente che "i beni non devono essere riacquistati, ma restituiti. E la restituzione è prevista dal Trattato di pace, che garantisce la proprietà privata". Nel pomeriggio, il presidente dell'Unione degli istriani, Massimiliano Lacota, che in precedenza aveva comunicato la sua assenza all'incontro ("A Bruxelles Frattini, come vicepresidente della Commissione europea, non ha mosso un dito per i nostri diritti"), è intervenuto con una dura nota. Rispondendo alle dichiarazioni dell'esponente del Pdl, secondo il quale il riacquisto delle proprietà degli esuli può rappresentare un punto di arrivo per la soluzione del problema, Lacota ha definito "inaccettabili queste posizioni. Il risarcimento e la restituzione costituiscono l'unica strada, anche se parzialmente risolutiva. Frattini ora ripropone lo slogan vuoto e frustrante del "ricompriamoci l'Istria". No, grazie". gi. pa.

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Wu zhao, imperatrice maledetta - federico rampini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli Wu Zhao, imperatrice maledetta Donne di potere il racconto Oltre duemila anni di tradizione confuciana hanno impresso alla società cinese un ordine patriarcale, dal vertice supremo fino al nucleo familiare. La sola eccezione è stata lei: vissuta dal 624 al 705, governò con pugno di ferro per quasi mezzo secolo Poi fu mitizzata, demonizzata, fatta oggetto di morbose fantasie E odiata, scrisse un contemporaneo, "in egual modo da uomini e dei" Tutti gli altri sepolcri imperiali hanno una stele funeraria su cui sono scolpiti epitaffi elogiativi. La sua è una pietra liscia, vuota, dove neppure i figli sopravvissuti osarono incidere un pensiero FEDERICO RAMPINI VPechinoissuto cinque secoli prima di Cristo, il Maestro Kung Fu-Tzu - che in seguito i gesuiti "latinizzarono" come Confucio - non aveva davvero un'alta stima delle donne. Le scarne notizie che abbiamo su di lui ce lo descrivono decisamente come un misogino. Tra le ragioni che lo spinsero a lasciare un incarico politico e a dedicarsi alla filosofia, pesò il sospetto che il suo sovrano fosse irretito e manipolato da un gruppo di danzatrici. Nel dimettersi dal ruolo di consigliere del principe, Confucio citò un'antica canzone: "La lingua di una donna / Può costare all'uomo la sua posizione / Le parole di una donna / Possono costare all'uomo la sua testa". In una raccolta di biografie degli imperatori che gli viene attribuita, c'è questo passaggio: "La gallina non annuncia il sorgere del sole; il canto della gallina all'alba indica la sovversione della famiglia". Per oltre due millenni il confucianesimo ha impresso nella civiltà cinese un ordine patriarcale: come i figli devono rispettare l'autorità degli anziani, così le donne devono obbedienza ai mariti; solo queste regole garantiscono l'armonia sociale e rispecchiano sulla terra l'ordine dell'universo. E per oltre duemila anni, sotto il segno dominante del confucianesimo, la Cina ha sempre avuto imperatori maschi. Con una eccezione. Una sola. è Wu Zhao l'unica imperatrice della Terra di Mezzo, che visse dal 624 al 705 dopo Cristo, e governò la Cina con pugno di ferro per quasi mezzo secolo. Prima e dopo di lei ci furono sì delle mogli e concubine influenti, capaci talora di manovrare gli imperatori. Ci furono regine-madri e matrigne, reggenti come la vedova Ci Xi, la mamma dell'ultimo imperatore con cui si estinse la dinastia Qing nel 1908. Ma nessuna, salvo Wu Zhao, infranse mai il tabù confuciano che vietava a una donna di esercitare in proprio la carica imperiale. Perciò la figura dell'unica imperatrice cinese giganteggia nella storia. è stata mitizzata o demonizzata; ha suscitato curiosità inesauribili e spesso morbose, che ancora oggi riaffiorano nella letteratura o nel cinema popolare. Femministe e leader politici hanno cercato di impadronirsene e strumentalizzarla. Era ancora all'apice del suo potere quando uno storico caduto in disgrazia, Luo Binwang, le dedicava nell'anno 684 queste parole di fuoco: "Con il cuore di un serpente e il carattere di una volpe, ha arruolato sicofanti al suo servizio, ha rovinato i giusti. Ha ucciso sua sorella, massacrato i suoi fratelli, assassinato il suo principe consorte e sua madre. è odiata in egual modo dagli uomini e dagli dei". Al che lei rispondeva: "Hanno congiurato contro di me e li ho distrutti. Se siete più abili di loro, tocca a voi: provateci a sfidarmi. Altrimenti siate i miei servi, e risparmiate all'impero lo spettacolo della vostra ridicola disfatta". L'atmosfera torbida e scabrosa che circonda la sua biografia sembra aleggiare ancora adesso attorno al suo monumento funerario. A settanta km a nordovest dell'antica capitale di Xian (quella dell'esercito di terracotta), il visitatore riconosce da lontano la tomba dell'imperatrice per "le due mammelle", come i cinesi hanno soprannominato le due colline simmetriche che la circondano, ciascuna con una torre che da lontano può assomigliare a un capezzolo. C'è un primo segnale anomalo: tutti gli altri sepolcri imperiali hanno all'ingresso una stele funeraria su cui furono scolpiti epitaffi elogiativi; la stele della tomba di Wu è una pietra liscia, vuota, dove neppure i figli sopravvissuti osarono incidere un pensiero su di lei. è un'omissione che non ha eguali in due millenni di storia imperiale. "è un gesto sinistro - ha commentato il sinologo inglese Jonathan Clements - come se su quella tomba pesassero per sempre l'odio e il rancore dei familiari che lei dominò". Intorno, le statue dei dignitari di corte e degli ambasciatori stranieri sono state decapitate: quasi che una maledizione abbia voluto cancellare tutto ciò che accadde sotto il suo regno. L'immagine con cui viene evocata più spesso è "volpe traditrice". Ma il ritratto che emerge dalle cronache dell'epoca non è solo negativo, tutt'altro. Ce la descrivono bellissima, secondo i canonici dell'estetica femminile di allora: piacevano le facce rotonde e i fianchi generosi. Attraente doveva esserlo per forza visto che fu selezionata a tredici anni tra le concubine dell'imperatore Taizong (dinastia Sui): un riconoscimento equivalente alla vittoria in un concorso per reginette di bellezza ai nostri tempi. La sua sensualità ha eccitato per i secoli successivi la fantasia. I cinesi sono convinti che fece una rapida carriera all'interno dello harem imperiale perché "offriva prestazioni sessuali che nessun'altra donna osava". Era vanitosa fino al voyeurismo: amava guardarsi in uno specchio mentre faceva l'amore, un'abitudine che avrebbe conservato con vari amanti fino agli ottant'anni. Una spiegazione di quel ritratto di donna sessualmente liberata, perfino aggressiva a letto, è in chiave etnica: all'epoca delle dinastie Sui e poi Tang i cinesi si erano mescolati con tribù dell'Asia centrale, popoli nomadi turcomanni le cui donne portavano i pantaloni, andavano a cavallo e in famiglia avevano più peso delle cinesi. L'alcova ha un ruolo centrale nella scalata al potere di Wu Zhao. Nel 649, quando muore l'imperatore Taizong, teoricamente lei deve raparsi a zero la testa ed entrare in un convento di vedove imperiali. Così fanno tutte le concubine che non hanno dato un figlio al sovrano. Ma lei si è già assicurata una posizione con il successore. Macchiandosi di incesto imperiale, quando ancora Taizong era vivo lei è diventata l'amante del figlio, il principe Gaozong. Non appena quest'ultimo ascende al trono la concubina si fa mettere incinta. Gli regala il primo erede maschio: una mossa vincente nella lotta per l'influenza alla corte imperiale. Wu indebolisce la posizione della moglie di Gaozong che risulta essere sterile, la fa ripudiare e la sostituisce come prima consorte. Più tardi - per non correre rischi - le farà tagliare braccia e gambe, e l'annegherà in una botte di vino. Nel 660 l'imperatore Gaozong è colpito da un ictus, resta paralizzato. Già da quel momento è Wu Zhao a governare di fatto la Cina, per procura. Alla morte del marito, nel 690 lei osa l'impensabile: si fa incoronare come imperatrice. è un oltraggio alla tradizione patriarcale, una prevaricazione che dovrebbe scontrarsi con resistenze fortissime nella corte e in tutta la classe dirigente. Ma durante gli anni del suo potere-ombra, quando era già lei a esercitare le veci del marito invalido, Wu Zhao si è costruita una formidabile rete di potere. Ha infiltrato la corte imperiale di suoi fedelissimi, spesso parenti, organizzati in una vera e propria polizia segreta: al suo servizio spiano, tramano, torturano e uccidono i potenziali avversari. La grandezza di Wu Zhao però sta altrove. Lei intuisce che il potere fondato solo sul terrore e sulle congiure di palazzo è fragile ed effimero. Per conquistarsi il consenso della burocrazia imperiale ha una trovata di genio: usa la religione. S'impadronisce del buddismo contro il confucianesimo. L'aiuta in questa operazione uno dei suoi amanti, un commerciante di droghe e cosmetici con cui ha una relazione a partire dal 680. Per poterlo vedere a suo piacimento l'imperatrice lo nomina abate a capo del monastero del Cavallo Bianco, vicino alla città di Luoyang. Con l'aiuto dell'amante-abate, la regina inizia la costruzione di un "culto femminista" per legittimare il proprio potere. Viene riscoperto e glorificato un oscuro testo minore della tradizione buddista, la Sutra della Grande Luna, dove si esalta una divinità femminile, la Signora Celeste Pura e Radiosa. Il testo sacro profetizza che sette secoli dopo la morte di Budda la dea rinascerà in terra incarnandosi in una principessa. L'imperatrice Wu investe generosamente le ricchezze del tesoro pubblico per finanziare nuovi monasteri, templi e statue - tra cui un Budda gigante di diciassette metri nelle celebri grotte di Longmen - tutti devoti al culto della Maitreya-Budda, la dea madre che regnerà in un futuro paradiso. Cioè lei stessa, secondo la sua consacrazione divina che diventa legge nei monasteri dal 694. Il nome di Wu Zhao, nell'ideogramma che lo esprime, è già denso di fascino: esprime il sole e la luna sopra il vuoto, la luce sospesa sul nulla. Dalla sua ascesa al trono l'imperatrice si attribuisce altri nomi sempre più impregnati di significati religiosi: si fa chiamare Ruota Dorata, Antichità Trascendente, Misericordiosa Bodhisattva, Scelta dal Cielo. Anche questa ubriacatura di titoli è una sorta di vendetta femminile. Nella tradizione patriarcale confuciana la lingua serve a discriminare tra uomini e donne. L'ideogramma femminile è usato per comporre caratteri negativi come schiavo, gelosia, prostituta, demonio, lussuria, indecenza, esibizionismo. L'imperatrice che trasforma se stessa in divinità buddista osa un esperimento di rottura radicale. Non le sarà perdonato. Alla sua morte - nel 705 viene deposta e assassinata da un golpe di palazzo - dilagano leggende che la dipingono come un essere immondo, dai vizi ripugnanti. La descrivono come una vecchia impudica e assetata di sesso che costringe più uomini a orge collettive nel suo letto, si droga di afrodisiaci "fino a che le ricrescono i denti e le sopracciglia". Ricostruzioni più attendibili considerano invece il suo regno come un'epoca di relativa continuità nella prima "età dell'oro" della civiltà cinese. In quegli anni a cavallo tra le dinastie Sui e Tang l'Impero di Mezzo raggiunge un apogeo di sviluppo e di potenza. Alla corte di Wu Zhao s'intrecciano relazioni diplomatiche con il mondo intero, arrivano in visita principi persiani, mercanti ebrei e indiani, missionari tibetani, ambasciatori dall'impero bizantino, artisti giapponesi. è un periodo di benessere e di notevole apertura verso il resto del mondo, a cui contribuisce una sovrana senz'altro capace e intelligente. Eppure la figura di Wu Zhao è rimasta troppo ingombrante per essere consegnata con serenità al bilancio degli storici. Dalla sua scomparsa non ha mai smesso di ossessionare i cinesi. Nel Sedicesimo secolo ispira un romanzo pornografico, Il Signore del Piacere Perfetto, ricco di dettagli osceni sui suoi amori senili. Nel Diciannovesimo secolo un altro romanzo, Fiori allo Specchio, la celebra invece come una vendicatrice di tutte le donne oppresse, una virago che impone la sua volontà perfino alla natura. Nel Novecento i comunisti riabilitano la sua memoria e s'impadroniscono del personaggio per propugnare l'emancipazione delle donne. A metà degli anni Settanta, sul finire della Rivoluzione culturale, quando Mao Zedong è ormai affetto dal morbo di Parkinson e nel partito comunista imperversa la lotta tra fazioni rivali, il simbolo dell'imperatrice donna viene gettato nel vortice della furiosa battaglia politica. Tutti usano il personaggio della storia antica per alludere a Jiang Qing, la moglie di Mao che fa parte della famigerata Banda dei Quattro, gli istigatori delle Guardie rosse. La corrente radicale ricostruisce la storia di Wu Zhao descrivendola come una moglie leale e fedele che governò degnamente la Cina sostituendo il marito malato. I moderati, nemici della Banda dei Quattro, rievocano dell'imperatrice una scandalosa immoralità. L'unica donna che salì al trono dell'Impero Celeste non ha smesso di eccitare le controversie fino ai nostri giorni. Un'autorevole femminista, Shu-Fang Dien, ha dedicato un'opera monumentale a L'imperatrice Wu nella storia e nella letteratura. è un'appassionata rassegna della condizione della donna cinese, riletta in filigrana attraverso tutte le reincarnazioni di Wu Zhan nell'immaginario della nazione, fino alle telenovelas che la raffigurano in varie versioni sugli schermi televisivi nel Ventunesimo secolo. Si conclude con queste parole: "è dai tempi dell'imperatrice del Settimo secolo che cerchiamo di superare l'eredità dell'ideologia confuciana e del suo familismo maschilista e patriarcale. La lotta continua". L'ultimo scherzo che il destino ha riservato all'antica imperatrice è venuto da una casa editrice. Nel 1996 una biografia di successo di Hillary Clinton, scritta da un autore cinese, è uscita in libreria con questo sottotitolo: "Una imperatrice Wu alla Casa Bianca".

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In quel crollo la nostra famiglia ha perso tutto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo due mesi non sono stati ancora completati gli accertamenti sull'edificio "In quel crollo la nostra famiglia ha perso tutto" Orani, il dramma dei Siotto: i loro beni "imprigionati" nella casa sotto sequestro ORANI. "Vogliamo tornare a casa nostra". Queste le parole di Pietro Paolo Siotto, 87 anni, e della moglie Giuseppina Puddu, 77 anni, entrambi pensionati, che da quasi due mesi vivono ospiti dei parenti, dopo il crollo di una parte della loro abitazione al numero 105 di corso Italia a Orani. La casa in cui vivevano con una figlia e due nipoti e che è diventata inaccessibile dopo che il 22 febbraio, nel cuore della notte, la struttura ha avuto un improvviso cedimento. Un'intera ala della casa - articolata su tre piani e costruita circa quarant'anni fa - si è accasciata al suolo. In pochi attimi la mansarda, il primo piano e il garage si sono trasformati in un cumulo di macerie, dando vita ad uno scenario che, agli occhi delle tante persone accorse sul posto, ha ricordato quelli delle zone devastate dai terremoti. Un disastro che solo per caso non si è trasformato in una tragedia. L'intera famiglia, infatti, in quel momento si trovava in casa, ma tutti e cinque i componenti occupavano le camere situate nell'ala opposta, quindi nessuno di loro è rimasto ferito."Siamo vivi per miracolo", avevano ribadito più volte il giorno successivo al crollo, il cui fragore è stato avvertito in tutta l'area circostante. Oltre al dolore per l'accaduto, la famiglia deve anche fronteggiare le gravi conseguenze economiche. Sotto le macerie, insieme agli arredi, è rimasta parte dei vestiti, la biancheria della casa e beni di valore, cui si aggiungono due auto, un furgone, utilizzato da uno dei nipoti per il lavoro nelle campagne, e le diverse macchine per cucire, acquistate dalla nipote per avviare la sua attività di sarta. Oggi, a distanza di quasi due mesi, i due anziani coniugi e i parenti evidenziano la precaria situazione in cui è costretta a vivere la famiglia, che ancora non può accedere alla propria abitazione. "Ci avevano assicurato che saremmo potuti tornare a casa nostra quanto prima - continua l'anziana signora - ma i tempi si stanno allungando sempre di più e noi non possiamo neppure recuperare le nostre cose". "Erano circa le tre del mattino quando ho iniziato a sentire degli scricchiolii provenire dall'altra parte della casa - ricorda Giuseppina Puddu, mentre scuote la testa, ancora incredula - e all'inizio ho avuto paura che un estraneo stesse tentando di entrare. Più tardi ho sentito un boato assordante che sembrava un'esplosione, e poco dopo ci siamo resi conto che la casa era crollata". Fin da quel 22 febbraio, la magistratura ha posto sotto sequestro l'ala distrutta, per compiere gli accertamenti necessari a stabilire le cause del crollo. In un secondo momento il sequestro è stato esteso anche alla parte rimasta integra, così da consentire ai tecnici di verificarne la stabilità. Finora, però, sull'edificio, da quanto affermano i coniugi Siotto, non è stato effettuato nessuno degli accertamenti previsti, e la situazione sembra essersi bloccata a causa dei meccanismi, spesso farraginosi, della burocrazia. Cresce anche l' apprensione per le condizioni in cui versa la parte integra dell'edificio, in cui i teli di plastica posizionati dai vigili del fuoco di Nuoro, per evitare ulteriori danneggiamenti a causa delle intemperie, stanno cedendo lentamente con il passare delle settimane. Inoltre, le macerie che la circondano, a detta dei familiari, potrebbero rappresentare un pericolo sia per i passanti, sia per i veicoli in transito e andrebbero rimosse quanto prima. "Rinnoviamo l'appello alle autorità - dice Ignazio Noli, genero di Pietro Paolo Siotto - affinché si provveda ad effettuare gli accertamenti necessari entro questa settimana".

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I penalisti chiedono l'apertura della rotonda (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Giampiero Cocco I penalisti chiedono l'apertura della Rotonda Per 2 giorni astensione dalle udienze penali: "Situazione assurda" TEMPIO. E' confermato, per il 10 e il 13 aprile, lo sciopero degli avvocati penalisti, che protestano contro la mancata riapertura, ventilata per ottobre e slittata "sine die", del carcere tempiese della "Rotonda". L'astensione delle toghe da ogni appuntamento giudiziario penale è stato deciso, nei giorni scorsi, dalla campera penale di Tempio, che raggruppa la stragrande maggioranza dei penalisti dell'ordine forense della Gallura. La mancata riapertura della casa circondariale, per la quale l'amministrazione comunale di Tempio, in collaborazione con la provincia gallurese e il comune di Olbia hanno investito oltre un milione di euro per le opere di ammodernamento e adeguamento alle attuali norme saugli istituti di pena, ha generato, nei giorni scorsi, una polemia a distanza tra il sindaco di tempio e il provveditore regionale degli istituti di pena. Ma le parole, dettate dalla burocrazia, non bastano per risolvere uno dei problemi di fondo della giustizia gallurese. L'impossibilità di ospitare i detenuti della circoscrizione del tribunale di Tempio sta mettendo a dura prova gli operatori della giustizia, i magistrati, gli agenti della polizia penitenziaria, i detenuti e i loro familiari. Lo spostamento di un arrestato da un carcere isolano al tribunale gallurese comporta, oltre ad un dispendio assurdo di finanze, uno spreco di energie necessarie per altri importanti compiti. Da quì la presa di posizione dei penalisti, che si toglieranno la toga per due giorni.

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Veltroni nel feudo di mastella - patrizia capua (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Napoli Veltroni nel feudo di Mastella Per il leader Pd applausi a Benevento: "Come sta Clemente?" "Per la crescita e lo sviluppo del Sud c'è bisogno di legalità e infrastrutture" PATRIZIA CAPUA dal nostro inviato BENEVENTO - "Clemente come sta? Salutamelo tanto" dice appena sceso dal pullman Walter Veltroni, stringendo la mano a Fausto Pepe, il sindaco di Benevento dell'Udeur che due giorni fa ha reso pubblica dichiarazione di voto per Veltroni. "Non al Pd, ma a lui - spiega il sindaco eletto nel 2006, dopo 13 anni di governo di centrodestra - come unico, vero candidato in alternativa a Berlusconi. Mi sembra doveroso ascoltarlo". Nel Sannio di Clemente Mastella, dopo Avellino, Caserta e Salerno, il leader del Pd approda nel pomeriggio di ieri per la 99esima tappa del suo tour elettorale. Abbraccia il regista cinematografico Ettore Scola, suo caro amico che gli va incontro e lo accompagna al palco. Sotto l'Arco di Traiano lo attendono in cinquemila: durante il discorso di un'ora e un quarto lo interromperanno 61 volte per tributargli applausi scroscianti. Veltroni arriva da Roma, in mattinata ha visitato alcune famiglie della borgata Garbatella. Sul palco tutto verde bandiera c'è posto per pochi. Salgono Scola, il candidato presidente del Pd alla Provincia, Nello Cimitile, rettore dell'università del Sannio, i candidati Tino Iannuzzi, Pina Apicierno, Costantino Boffa, il presidente uscente della Provincia, Carmine Nardone, e Antonella, una giovane beneventana scelta per aprire il comizio con un discorso di tre minuti. Mastella non c'è ma è sullo sfondo, e neanche tanto sfocato perché l'Udeur fa parte a pieno titolo della coalizione di centrosinistra che sostiene la candidatura di Cimitile, con Pd, Pse, Italia dei Valori e Sinistra arcobaleno. "Non si può confondere il livello nazionale con quello locale. Questa coalizione ha governato - dichiara, a margine, Cimitile - in questi 10 anni la stragrande maggioranza dei Comuni del beneventano e ha lavorato bene. Sul piano nazionale c'è un cantiere aperto e quindi una situazione politica instabile. Bisogna aspettare che si rafforzi e quando ci saranno le elezioni in tanti Comuni ci sarà un allineamento al quadro nazionale". Veltroni gratifica subito la piazza: "è una meraviglia, so che in questa stessa piazza sono venuti altri ieri (Fini, ndr) e non erano in molti". Il popolo del Pd applaude. Tanta gente sotto un cielo che ha deciso di essere buono e risparmiarsi di piovere. Giovani e tanti vecchi, volti di gente semplice. "Per noi invece è così in tutta la campagna elettorale - prosegue Veltroni - in questo grande viaggio abbiamo fatto manifestazioni a tutte le ore, e ogni volta ho visto valanghe di gente. Allora ho detto ai miei collaboratori: vediamo se è così anche a mezzanotte. E stasera siamo a Conversano, vicino Bari, per un comizio a mezzanotte. Se c'è gente anche lì vuol dire che le cose vanno bene". Il comizio prende il largo, Veltroni cita Bossi "che ieri ha fatto il giuramento di Pontida", e dal pubblico sale un "bastardo". "Vorrei sapere se giura anche sulla Costituzione italiana e sulla bandiera tricolore": Benevento applaude e grida "bravo". Qui si tratta di cambiare radicalmente un paese, dice il leader del Pd: "Noi abbiamo un gorilla sulle spalle, un peso che ci impedisce di muoverci. Anzitutto dobbiamo spezzare le catene della burocrazia. Lo Stato dovrebbe alimentare le cose da fare, le iniziative da intraprendere. Vuoi fare ricerca? Carmine Nardone ne sa qualcosa". E la folla applaude Veltroni e Nardone. "Dovrebbe dire, vieni, vieni, per non costringere le persone ad andarsene all'estero. Con un Paese organizzato così non si va lontano. Se non si mette mano alle infrastrutture". Cita l'esempio della Salerno-Reggio Calabria: "Si deve completare, voi ne sapete qualcosa. Non si possono impiegare venti anni, Santo Dio" dice alzando il tono della voce e la gente batte le mani convinta. Veltroni parla dell'"Italia che vogliamo". Torna sulla nuova politica, sull'aria nuova dell'esecutivo che realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. Poi torna sul tema della legalità: "Il Mezzogiorno ne ha bisogno per crescere, ha bisogno di liberarsi di mani che succhiano il sangue di chi lavora, e che spargono sangue". Ripete a Benevento quello che il giorno prima ha gridato a Caserta, nella terra dei boss: "Siccome questo è il tempo che mafia e camorra devono decidere a chi dare il voto, lo voglio ripetere qui: decidano per chi vogliono ma non per il Pd. Noi li vogliamo annientare, cancellare". E la piazza gli regala il più sentito degli applausi. E via verso la centesima tappa a Conversano, alle porte di Bari, per il comizio di mezzanotte. Il 9 aprile Veltroni sarà di nuovo a Napoli, per il comizio di chiusura della campagna elettorale, a piazza Plebiscito. Domani il vicesegretario nazionale del Partito democratico, Dario Franceschini, incontrerà i giornalisti (ore 11 e 30) nella sede regionale del Pd in, via Nazario Sauro. Nel corso della conferenza stampa, Tino Iannuzzi, illustrerà le iniziative della segreteria regionale per il comizio di chiusura di mercoledì.

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GIUSEPPE Del Carlo, consigliere regionale da tre legislature, è (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LUCCA pag. 4 GIUSEPPE Del Carlo, consigliere regionale da tre legislature, è candidato al Senato per l'Udc come capolista con il senatore Francesco D'Onofrio. L'obiettivo è raggiungere l'8% per eleggere un senatore a livello regionale. Del Carlo, come valuta la scelta dell'Udc di correre da sola? Si trova a disagio? "Assolutamente positiva ed esaltante dopo che Berlusconi ci ha sbattuto la porta in faccia chiedendoci di annullare la nostra storia e di rinunciare ai nostri valori". A proposito di valori, cosa prevede il vostro programma? "Al primo posto la centralità della famiglia, a cui occorre garantire agevolazioni sotto il profilo fiscale e sociale col raddoppio degli assegni familiari per i figli a carico, con buoni scuola, incentivi casa alle giovani coppie, buono affitto per le famiglie con reddito basso". E per quelli eticamente sensibili non negoziabili come dice il Papa? "Noi difendiamo l'identità cristiana dell'Italia di fronte all'affermarsi del relativismo. Il rispetto e la difesa della vita dal concepimento alla sua fine naturale vengono prima di tutto, a differenza del Pd e del Pdl che, per le loro contraddizioni interne, non sono in grado di difendere questi principi fondamentali". E per quanto riguarda l'economia? "Si deve riscoprire il valore del merito: dalla scuola, all'Università al lavoro. In lucchesia gli imprenditori si lamentano giustamente per l'eccessiva burocrazia e il ritardo nelle infrastrutture. Le Istituzioni devono saper reagire, altrimenti perdono ogni credibilità. I salari e le pensioni vanno aumentati e per far questo bisogna far crescere l'economia". Dopo anni che è in Regione come giudica la politica regionale nei confronti di Lucca? "Dopo tre anni di legislatura diversi punti del programma di Martini non sono ancora venuti alla luce; la fase attuativa dei diversi Piani slitta continuamente, così per il Piano regionale di sviluppo, per quello Energetico e per quello degli anziani non autosufficienti. Bisogna tagliare i diversi apparati che la sinistra ha messo in piedi per garantirsi il potere e per controllare l'erogazione dei servizi. Chi non è in questo circuito, come la Lucchesia, è sacrificato". E la questione sicurezza a Lucca? "Nonostante l'attenzione e l'impegno delle forze dell'ordine permane un clima di incertezza. Un potenziamento e un maggior coordinamento è necessario ed anche i Comuni devono dare un contributo più concreto per il controllo del territorio. Per gli immigrati, accoglienza per coloro che intendono integrarsi rispettando la legge, ma nessuna tolleranza per i clandestini e per chi delinque". E il comportamento di Governare Lucca che alla Camera voterebbe Udc e al Senato Pdl? "Dopo l'incontro con l'on. Tabacci all'Hotel Guinigi tutti i dubbi dovrebbero essere fugati, perché Angelini ha detto chiaramente che oggi serve rafforzare un centro riformista che lui individua nell'Udc, per superare le contraddizioni dei due monoblocchi rappresentati da Veltroni e Berlusconi. D'altronde, se Governare Lucca guarda a possibili convergenze con noi, i rapporti devono ispirarsi alla massima correttezza e.

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TERRENI EDIFICABILI ma di fatto senza indici. E quindi non ci si (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

BOLANO / FOLLO / VAL DI VARA pag. 9 TERRENI EDIFICABILI ma di fatto senza indici. E quindi non ci si può costruire nulla. Parecchi cittadini di Brugnato si trovano ora in queste condizioni. Hanno acquistato appezzamenti nelle zone a monte dell'abitato, sulle colline dove è stata creata la nuova circonvallazione, dopo che quei terreni da agricoli erano passati ad edificabili ed ora? si ritrovano con un pugno di mosche. Perché, in attesa dei permessi nei meandri della burocrazia, gli indici sono andati esaurendosi a favore di chi è riuscito a sbrigare prima le pratiche. Un boom edilizio in quella che sta diventando una vera zona residenziale per Brugnato, con tante nuove case familiari o bifamiliari, nel verde e a poca distanza dal centro e dalle nuove scuole. "La riunione che abbiamo avuto qualche giorno fa a Genova con i vertici della Regione per l'Urbanistica ? dice il vicesindaco Claudio Galante (Pdl) ? avrà ricadute positive sul Puc di Brugnato. I tetti volumetrici previsti in alcune zone del territorio comunale, come ho evidenziato agli uffici competenti, si sono esauriti già agli inizi del 2008". Si tratta delle zone collinari, lato frazione di Bozzolo. "Nascono costruzioni che garantiranno uno sviluppo omogeneo del paese ? prosegue ? per non creare disparità con i cittadini che hanno già visto approvati i loro progetti, abbiamo chiesto un innalzamento del tetto, ora al vaglio degli organi competenti". La richiesta di case è un trend in continua crescita: i residenti in un anno sono aumentati di 70 unità, sino agli attuali 1250, e sono molte le persone che decidono di metter su casa qui lasciando città o riviera. Convenienza e tranquillità i motivi principali. E poi sempre più milanesi, parmigiani e imprenditori interessati a costruire seconde case, apprezzando la vicinanza alla costa. "Di certo non vogliamo tradire la natura del nostro borgo, ma optiamo per una crescita armoniosa con il centro storico ? conclude Galante ? dopo il sopralluogo dei tecnici contiamo di avere una risposta entro 20 giorni. Stiamo preparando la documentazione da portare in Consiglio Regionale, informandomi sulle intenzioni dei cittadini. Auspichiamo di portare gli indici alla pari degli altri settori". Ma anche in altre zone del Comune, dove il boom edilizio è iniziato, in un futuro prossimo ci si troverà nella stessa situazione. Insomma, sono molti ad investire sempre più nel caro e vecchio mattone. Laura.

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Veltroni: <Ci sarà una sorpresa nelle urne> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pd L'ex sindaco critica il Csm: "Troppo premuroso con il giudice di Gela". Attacco a Bertinotti Veltroni: "Ci sarà una sorpresa nelle urne" BENEVENTO - Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un comizio a mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che il 13 aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli indecisi, criticando gli avversari "cupi e senza energie", difendendosi dai giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere - attacca - alla fine vedremo". C'è "una giusta domanda" che, secondo il segretario del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale la pena votare ancora il Pdl con "una leadership che non ha più voglia e un candidato premier che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o è meglio scegliere il Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di provvedimenti da realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso l'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro" dice Veltroni nella terra di Clemente Mastella. Un partito "coeso", che conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non possiamo accettare il declino dell' Italia". Berlusconi dice che se vince il Pd ci saranno più tasse e intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia "il patto per la crescita e per lo sviluppo", provvedimenti a sostegno delle fasce deboli e delle casalinghe garantendo a ciascuna un'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Ma soprattutto pretende "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega - attacca Veltroni - ieri ha giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica". Perchè, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". La nuova politica porterà invece, assicura Veltroni aria nuova nell' esecutivo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. 06/04/2008.

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Camilleri nel mondo delle facili concessioni (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

28 SPETTACOLI domenica 6 aprile 2008 Martedì e mercoledì al Municipale testo dello scrittore Camilleri nel mondo delle facili concessioni piacenza - Penultimo appuntamento per la stagione di prosa Tre per Te diretta da Diego Maj e organizzata da Teatro Gioco Vita: va in scena al Municipale martedì e mercoledì, con inizio delle rappresentazioni alle ore 21, La concessione del telefono, una produzione del Teatro Stabile di Catania, tratta dall'omonimo romanzo dello scrittore che oggi può essere considerato il più autentico narratore della Sicilia e di una certa sicilianità: Andrea Camilleri. L'adattamento teatrale del romanzo è firmato dallo stesso Camilleri insieme a Giuseppe Dipasquale, regista dello spettacolo; protagonisti Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio e Gian Paolo Poddighe, in scena con Alessandra Costanzo, Francesco Di Vincenzo, Mimmo Mignemi, Angelo Tosto; le scene sono di Antonio Fiorentino, i costumi di Angela Gallaro, le musiche di Massimiliano Pace, le luci di Franco Buzzanca. Dopo il successo ottenuto dalla trasposizione del Birraio di Preston, realizzata per lo Stabile nella stagione 1998/99, Camilleri e Dipasquale tornano insieme con uno spettacolo che affonda profondamente nell'humus e nel cuore della Sicilia. Fra gli ultimi romanzi dell'autore del commissario Montalbano, La concessione del telefono è di certo uno dei più divertenti: una specie di commedia degli equivoci e degli imbrogli, che trova la sua ambientazione ideale in una terra piena di contraddizioni, animata da personaggi pittoreschi, emblemi di un modo di vivere peculiare della più verace sicilianità. Da un banale equivoco prende le mosse la vicenda: il protagonista, Genuardi Filippo, per ottenere la concessione di una linea telefonica per uso privato, fa domanda formale al prefetto di Montelusa, ma lo scambio di una consonante nella compilazione della richiesta finisce per imbrigliarlo nel labirinto della burocrazia, in una serie di nuovi equivoci e imbrogli che coinvolge il Genuardi, siciliano qualsiasi, e la sua famiglia ma anche i vari apparati dello Stato, Prefettura, Questura, Pubblica Sicurezza e Benemerita Arma dei Reali Carabinieri; nell'intricato e tragicomico intreccio finiscono anche don Calogero Longhitano, il mafioso del paese, e insieme a lui i rappresentanti di un altro potere, quello religioso; a fare da contorno, tutti quei compaesani, siciliani qualsiasi, che involontariamente capitano sulla strada di Pippo Genuardi. Il romanzo, nella sua complessità, è stato rispettato anche nella riduzione che da questo è nata. Il carattere affascinante del progetto, posto essenzialmente sulla novità del testo e della sua possibile realizzazione, si sposa con la possibilità di ricercare strade sempre nuove e diverse per la drammaturgia contemporanea. Così Camilleri, che all'attività di scrittore affianca da anni quella di regista, dichiara apertamente il proprio amore per il teatro: "Del rito teatrale mi ha sempre affascinato la prerogativa unica di quest'arte di saper mettere insieme culture, provenienze e sensibilità del tutto opposte, per cercare di comporre, in un'unica sera, la differente voglia di conoscenza, come voglia di maturazione e soprattutto come voglia di stare assieme. Perché gli eventi che coinvolgono una cittadinanza, una nazione, intere generazioni, si ritrovano nelle parole e nella storia raccontata da attori che prestano per una sera il proprio corpo a personaggi partoriti dalla mente di un autore. La sala teatrale, quindi, diventa un luogo di vita pulsante, dove quella storia sempre identica a se stessa, diventa ogni sera, per magia e maestrìa degli interpreti, sempre nuova. Sarà il mio destino, sarà la mia vita passata di uomo di teatro, sarà che Dipasquale riesce sempre a convincermi, fatto sta che un altro mio romanzo si trasforma in una pièce teatrale. Qui il lavoro, rispetto al Birraio, messo in scena sempre con lo Stabile catanese, era certamente più d'azzardo. Ma forse per questo più entusiasmante. Pirandello amava dire che il lavoro dell'autore terminava quando egli riusciva a mettere la parola "fine" alla scrittura teatrale. Bene, questo copione ha la parola fine, messa nell'ultima pagina.Tuttavia mi sento di chiosare il buon Luigi: è proprio nella messa in scena che inizia un nuovo viaggio del testo, sempre diverso e sempre nuovo, sempre imprevedibile, sempre disperatamente esaltante. Per questo il confine del teatro è come l'orizzonte dei viaggiatori nei mari d'Oceano: sempre presente, mai raggiungibile". La compagnia incontrerà il pubblico piacentino mercoledì alle ore 18 al Teatro dei Filodrammatici, nell'ambito del ciclo di incontri Ditelo all'attore curato dal critico Enrico Marcotti. Chiara Merli © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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Cartelli pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Prato)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRATO pag. 1 Cartelli pubblicità Ecco le regole contro la 'giungla' COMUNE NUOVE regole del Comune per i cartelli pubblicitari, con la speranza di fare un po' d'ordine sulle strade della città: più distanza fra le installazioni, più controlli sulla pubblicità abusiva e meno burocrazia.

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Viaggio in pulmino nel cuore del (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 5 Viaggio in pulmino nel cuore del L'ALTRA CAMPAGNA ELETTORALE ? MONZA ? ALLE ULTIME regionali ha preso 19.347 preferenze, raccolgliendole una ad una nei 50 Comuni della Brianza. Il ragazzo d'oro dei Ds oggi veste la maglia numero 17 dei candidati alla Camera del Partito democratico. Maglia scomoda, ma Giuseppe Civati, juventino, ha subito pensato che il 17, in numero della sfortuna, è lo stesso della maglia di Trezeguet. E da qui, nonostante le scarsissime chance di arrivare a Roma, è partito con la sua campagna elettorale, scegliendo di non giocare al risparmio con idee ed energie. IL CANDIDATO creativo del Pd ha lanciato dal suo blog gli slogan elettorali più originali per Veltroni, scomodando Dante, Barack Obama e Zapatero, ha sfornato una decina di video e istituito un numero di telefono e un pronto soccorso per gli indecisi. E poi c'è stato il viaggio, quattro giorni da Venaria Reale in Piemonte fino a Trieste, attraversando tutto il Nord con un pulmino. Con lui Giovanni Damiani, di Trieste, architetto e docente universitario, e Marta Meo, di Venezia, architetto, costituente del Pd e responsabile della questione settentrionale nel Pd del Veneto. Alla guida Fausto Perego, amministratore locale del partito, di Arcore. Il programma, riassunto come sempre su Internet: "Tre-quattro giorni di incontri con imprenditori, amministratori ed esperti, entrando ed uscendo dall'autostrada, dai capannoni, caricando con noi e facendo dei pezzi di viaggio con dei conoscitori e narratori del territorio. Con noi - hanno spiegato i protagonisti - una telecamera, un operatore, un computer e tre domande semplici. All'imprenditore: a che cosa serve la politica al Nord?All'amministratore: qual è la risposta che dai ai tuoi elettori? All'esperto: perché il centrosinistra non vince al Nord?". "HO GIRATO 14 province, percorso oltre 5.000 chilometri, preso un po' di sole ai banchetti e perso tre chili - racconta Civati -. Abbiamo incontrato 25 testimoni del Nord, dal sindaco di Venezia ai mobilieri di Lissone, dal liutaio di Padova all'uomo dei sondaggi Swg. Ovunque la parola chiave è stata semplificazione, che significa meno burocrazia, un'esigenza che arriva addirittura prima di quella di meno tasse. Ora mi sto girando tutti i 50 Comuni della Brianza". Perché tanto impegno, nonostante il numero 17? "Credo nel Pd, che per me è il completamento di tanti anni di lavoro: è una sfida in cui mi ritrovo - spiega Civati -. Sono più interessato al dato generale che alle preferenze, possono anche mettermi al quarantesimo posto, ma cerco comunque di fare le cose bene. Di idee ne sforniamo cento al giorno e la prossima settimana faremo cinque giorni in Brianza, dedicando ogni giorno a un tema: ambiente, impresa, pensionati, indecisi e giovani. Il mio obiettivo è fare in modo che questo lavoro, comunque vada, sia utile dopo il 15 aprile".

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<L'Europa ci ha deluso Dobbiamo difendere il prodotto made in Italy> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 "L'Europa ci ha deluso Dobbiamo difendere il prodotto made in Italy" Il presidente di Fedagri-Confcooperative: "La nostra politica faccia uno scatto di LORENZO FRASSOLDATI ? VERONA ? "QUI C'È un problema anche dell'Europa. Questa Unione a 27, dove trionfa sempre il compromesso, dove dominano tecnocrazia e burocrazia, non può essere la negazione dei primati, delle nostre tradizioni. Serve uno scatto di reni, serve più politica per tutelare gli interessi dei singoli Paesi nell'Europa, e gli interessi dell'Europa nel mondo". PAOLO BRUNI, presidente di Fedagri-Confcooperative, portavoce di tutta la cooperazione agroalimentare e vicepresidente del Cogeca (l'unione delle coop europee) mette sul piatto il peso di un movimento che in Italia rappresenta il 55% di tutto il vino prodotto e reagisce a questo Vinitaly mutilato, dove si parla più di inchieste giudiziarie, di scandali veri e presunti che dei successi del nostro vino e del made in Italy. "Contro queste inchieste fatte uscire a orologeria reagiremo anche in sede giudiziaria. Ma quello che più mi interessa è dire al prossimo Governo che bisogna osare di più in Europa, essere intransigenti nella difesa della distintività e dei valori delle nostre produzioni, alzare i toni in difesa del made in Italy agroalimentare, che è patrimonio nazionale, il secondo settore dell'economia. In Francia, quando si parla di agricoltura entra in gioco l'interesse nazionale e si muove il capo dello Stato. In Italia, chiunque può diffondere notizie false che danneggiano un intero comparto economico quasi senza pagare dazio". Certo che questa riforma del vino che consente lo zuccheraggio, che apre la porta ai vini fatti senza uva, magari con ribes e lamponi, è un mezzo scandalo? "Non è un mistero, volevamo una riforma diversa. La cooperazione più di chiunque altro dà garanzie di tracciabilità, naturalità e origine del vino. Qualcuno dice che il ministro ha ceduto? Ma che poteva fare se 20 paesi su 27 erano a favore dello zuccheraggio? L'Europa qui ci ha fortemente deluso, ma in compenso si può contare per il nostro Paese su 100 milioni di euro da spendere in promozione. E vanno spesi bene". Dalle mozzarelle, al parmesan, al vino adulterato: mentre il nostro export alimentare sfiora il record storico dei 24 miliardi, l'Europa sembra farci le bucce, appena può ci bacchetta? "In alcuni casi siamo noi campioni di autolesionismo. Comunque resta un problema di fondo: l'Italia è diventata la punta di eccellenza nelle produzioni di qualità a marchio Dop e Igp, nessuno ci batte. Di pari passo è cresciuto il nostro export, vino in primis con 3,4 miliardi ma anche l'ortofrutta con 3,2 miliardi. Questo patrimonio va tutelato. Basta con l'arrendevolezza verso le produzioni estere che arrivano sui nostri scaffali senza regole mentre i nostri migliori prodotti, ipercontrollati e garantiti, trovano ostacoli in Usa, Cina, India, Canada. Oppure vendono imitati e clonati senza pietà: in Usa il mercato dei vini italiani contraffatti vale mezzo miliardi di dollari. La globalizzazione dei mercati è un meccanismo spietato. L'Europa ha un peso specifico, è il più grande importatore al mondo di derrate alimentari. Deve saper tutelare i propri Paesi e i propri primati nel contesto globale. Non li può, non li deve abbandonare a un destino di sopraffazione nelle altre aree del mondo".

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Veltroni: Gli italiani ci faranno vincere Il leader del Pd è ottimista. Poi accusa il Csm: troppo premuroso con il giudice di Gela (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Veltroni: "Gli italiani ci faranno vincere" Il leader del Pd è ottimista. Poi accusa il Csm: troppo premuroso con il giudice di Gela di Andrea Carugatiinviato a Benevento "MI SBAGLIERÒ, ma ho l'impressione che il Paese darà una sorpresa". Walter Veltroni il suo ottimismo non lo nasconde, anzi. Lo porta nelle piazze campane, dove tra venerdì e sabato è stato accolto da un numero di persone e da un entusiasmo che neppure i fedelissimi dello staff osavano immaginare. E ieri mattina, in una visita lampo negli studi romani di Omnibus, mentre il pullman era in sosta sul lungomare di Salerno, questo ottimismo l'ha ribadito davanti alle telecamere: "Gli italiani sono preoccupati dalla situazione internazionale, capiscono che possono voltare pagina. E oggi il voto è mobile, non siamo più negli anni 70, la gente è più laica, le appartenenze non esistono più". E poi "gran parte degli indecisi sta scegliendo il Pd". Il concetto è lo stesso che va ripetendo in queste giornate campane: "Gli italiani sono intelligenti e capiscono quando il Paese vive un momento di passaggio decisivo, come è questo e la posta in gioco è sempre più chiara. Molti italiani, anche non di centrosinistra, vedono che da una parte c'è uno che si ripresenta per la quinta volta e non ha più la forza, l'energia e neppure la voglia di governare, dall'altra ci siamo noi che vogliamo cambiare radicalmente questo paese, come hanno fatto Tony Blair, Clinton, Schroeder". Veltroni, dopo aver bacchettato il Cavaliere per giorni ("governare non è una croce, è il più grande onore che si possa avere"), allarga il tiro: "Ho letto che anche Bossi dice che sarà costretto a fare il ministro, ma se fosse per lui... ". Come dire: allora insistono. Assist preziosi per il leader Pd, che invece sulla voglia di fare, cambiare, velocizzare un paese lento e paralizzato dalla burocrazia scommette quasi tutto. Veltroni è soddisfatto di questo viaggio in Campania: piazza pienissima anche a Benevento, dopo il bagno di folla di venerdì sera a Salerno. "Mi annunciano sempre che le cose saranno difficili, e poi viene tutto facile". Ancora ottimismo. Ma quando il candidato alla presidenza della provincia di Benevento gli assicura che la sera del 14 lui brinderà alla sua vittoria, Veltroni incrocia le dita e la gente ride. Nessun riferimento al tema rifiuti, un giorno è bastato. Neppure Bassolino è mai citato, e non sarà neppure sul palco mercoledì a Napoli. Adesso si parla d'altro. Dei medici che devono essere scelti con audizioni pubbliche e trasparenti, "perché non importa se sono di destra o di sinistra, basta che siano bravi", dei tempi per aprire una carrozzeria o costruire un'autostrada. "Mai più 4 anni per avere una valutazione di impatto ambientale". Il nome di Berlusconi (che in piazza non è mai nominato e la perifrasi "il principale esponente dello schieramento avversario" ormai suscita risate) gli scappa a Omnibus. "Berlusconi sta facendo una campagna incivile su Alitalia e sui rifiuti", poi se ne accorge: "Mi è scappato". E al Cavaliere che parla di brogli manda a dire, dal comizio di mezzanotte a Conversano vicino Bari (anche qui migliaia in piazza nonostante l'ora): "Quando si parla di brogli è evidente che qualcuno comincia a pensare che il risultato non sia poi così scontato. E a Palermo, dove i brogli ci sono stati veramente, li hanno fatti quelli del loro schieramento". C'è una risposta anche per Bertinotti, che dalle pagine de il Giornale si è detto certo che Veltroni perderà perché la destra "entra più in contatto con il profondo della società". "Bertinotti? Ha fatto cadere il governo nel '98 e dal primo giorno di questa legislatura ha segato l'albero del governo Prodi". Nomi di ministri per ora non ne fa, ma prima del voto annuncerà qualche nome di personalità indipendente. Sull'emergenza educativa segnalata dalla Chiesa si dice d'accordo: "La tv propone un sistema di valori che si basa solo sul successo, l'egoismo, il cinismo. Conta solo l'io, mai l'altro. Eppure nella vita reale non funziona così". Scuola, ricercatori da sostenere, professori da valorizzare e rimotivare, e poi il precariato: "Il primo provvedimento del nostro governo sarà per combattere la precarietà". Nella puntata di Telecamere che andrà in onda oggi (Rai3) Veltroni ha definito "troppo premurosa" la sezione disciplinare del Csm nei confronti dell'ex giudice di Gela, Edi Pinatto, reo di non aver depositato, a distanza di otto anni, le motivazioni di una sentenza di condanna a carico di alcuni esponenti del clan Madonia, poi scarcerati per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Per Veltroni, "il magistrato di Gela al Csm avrebbe dovuto rispondere di quello che ha fatto, invece il Csm è stato troppo premuroso nei confronti di chi ha quella responsabilità". Sul tema della legalità il leader Pd non molla: "Chi sbaglia deve pagare".

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C'era una volta in Sardinia (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Regionale Pagina 107 C'era una volta in Sardinia David Sam Bartolone: tutto quello che so di voi --> David Sam Bartolone: tutto quello che so di voi di GIORGIO PISANO Con quel nome da gangster, due valigie e una bici da corsa ha visto Cagliari per la prima volta una domenica di settembre del 1984. "Sembrava un pezzo di Mexico. Scirocco, vento di burrasca e mulinelli di immondizia nelle strade". David Sam Bartolone, americano dell'Illinois, è rimasto senza parole. Poco dopo è passato davanti al Poetto e, a seguire, Cala Regina. S'è fermato a guardare il mare dall'alto, ha inghiottito a fatica e, sfiorando il copione di Via col vento ha detto: questa terra sarà casa mia. Non se n'è andato, insomma. "Mi avevano importato per svolgere un lavoro ad altissima specializzazione, non immaginavo come sarebbe andata a finire". Quarantanove anni, figlio di un commercialista di Chicago, nipote di un siciliano che ha levato in fretta e furia le tende per non lavorare con la mafia, ha un'esistenza divisa in due: metà l'ha vissuta negli Stati Uniti, l'altra metà in Sardegna. Prima di lasciare gli Usa, i genitori devono avergli praticato robuste trasfusioni di american dream. Difatti è arrivato (e si è conservato) col mito del Paese migliore del mondo, l'orgoglio del ranchero, l'epica della libertà, glory glory alleluia. In queste settimane è molto tentato dal democratico Obama però non sa se troverà la forza per dargli il voto: "Ha il padre musulmano". Il che, par di capire, se non è una colpa conclamata potrebbe essere almeno un indizio. David, un metro e ottantaquattro per settantadue chili, è l'americano da manuale, quello che dopo una vita in Italia continua a parlare come Dean Martin, che fa okay col pollice alto, che sorride mostrando una dentatura quasi hollywoodiana. Fa il dentista dunque gioca in casa. E guai a pensare, osservando il suo studio, che sia un imprenditore della carie, un industriale della piorrea. Etica da protestante, spirito capitalista, il dottor Bartolone ha idee chiarissime: sui sardi, sugli italiani, sul ruolo del suo popolo nel pianeta. Non legge quotidiani ("non servono a nulla"), preferisce Forbes e le riviste che parlano d'auto d'epoca. Ce l'ha con quella che chiama la biurocrazia , con la politica che "si fa i fatti propri e mai quelli degli altri". Farci raccontare da uno come lui è divertente perché non sa cosa sia l'ipocrisia di circostanza, la frase fatta. Dice quello che pensa: senza alcun intento offensivo e, a esser chiari, spesso (spessissimo) colpisce al cuore del problema. L'ultima volta che è stato negli States era a Natale, conserva il passaporto a stelle e strisce ma non pensa affatto di fare marcia indietro. Non cede neppure di fronte a domande provocatorie ma difende Fort Alamo fino all'ultimo. "Perché noi crediamo in quello che facciamo". I sardi no? "Non riuscite a pensare in due. Due sono già troppi. Vi manca la mente collettiva ossia la capacità di muovervi per interessi comuni, per il benessere comune". Vuol dire che se invece... "Ho perso la speranza. Peccato: belle intelligenze, un paesaggio strepitoso e una montagna di disoccupati". Che c'entra? "I vostri governanti, a Cagliari, come a Roma, non hanno mai affrontato seriamente il problema dei problemi: il lavoro. Soru non ha fatto eccezione: alla lunga s'è mostrato uguale ai suoi predecessori". Però lei l'America l'ha trovata qui. "Assolutamente no. Stando in Sardegna, sono retrocesso. Negli Stati Uniti avrei fatto un sacco di soldi". Qui solo spiccioli? "Io pago le tasse, ho in studio con me una commercialista. Sono uno che vive. Vive e basta". Facciamo benestante. "No, non facciamo benestante". Cagliari. "Quando ho visto l'ospedale marino ho giurato a me stesso che non mi sarei ammalato: finire in un posto come quello dev'essere terribile". Scusi, perché non rifà le valigie? "Perché mi sono innamorato di questa terra, perché Cagliari è una città meravigliosa". In che senso? "Non ha criminalità, il clima è ottimo, il traffico stradale non esiste, l'ingorgo peggiore si risolve in un attimo o quasi. A cinque minuti da casa ho un aeroporto da dove posso prendere il volo per una qualunque destinazione. Oppure, sempre a cinque minuti, godermi un mare che non ce n'è uno uguale". Ma... "Appunto, ma. Non mi piace la gestione della città a livello burocratico. Da un anno e mezzo aspetto che mi concedano l'autorizzazione edilizia per aprire il nuovo studio professionale. Negli Usa queste cose non succedono". Può capitare di peggio. "Mai, in questo campo. Da noi, se vali fai strada. Puoi essere uno spazzino o il figlio del presidente, non cambia". Però aiuta. "Non discuto le eccezioni. La differenza sostanziale comunque resta: voi non siete capaci di creare benessere collettivo. Quando c'erano le tangenti i tempi burocratici erano più rapidi, adesso è una catastrofe: è rimasta in piedi solo la carcassa della burocrazia. E io sono uno di quegli imbecilli che si mettono in fila, che aspettano". Ha notato se per caso abbiamo qualche pregio? "Tanti. Siete ospitali, curiosi, interessati verso tutto ciò che è nuovo, all'avanguardia. Con tutto questo poderoso bagaglio procedete poi a seppellire le buone intenzioni. Siete i becchini del vostro futuro". C'è qualcosa che ancora oggi non riesce a capire? "Sì, la pazienza del popolo. Che ha diritto d'avere un lavoro e non ce l'ha". Comunista? "Esattamente il contrario. Il comunismo è la più grande presa per il culo della storia umana. Prendete Lenin, spogliatelo e scoprirete che era un borghese qualunque: con aspirazioni, sogni, bisogno di sicurezza". Errori? "Ho sottostimato la capacità dei sardi di ignorare le cose che promettono di fare. A cominciare dai rifiuti. Campagne colossali per la pulizia: e alla fine? Le strade continuano a essere la pattumiera di tutti". Amici. "Alcuni, e importanti. Ma non mi creo un mito. Ho avuto amicizie strettissime che si sono sfaldate a causa di piccole incomprensioni. Che in realtà nascondevano altro". Cosa? "Gelosia e invidia. Quando sono partito dagli Usa non sapevo che significassero queste due parole: l'ho scoperto in Italia". In Sardegna voleva dire. "In Sardegna solo un po' di più. Avete una pazienza che sconfina nella rassegnazione: protestate solo se vi buttano l'immondizia sulle scarpe". Altrimenti? "Continuate a subire. Parlo a ragion veduta: conosco molto bene quest'isola, e mi lascia ancora senza fiato per la sua bellezza. La prima volta l'ho vista in barca assieme al presidente del Cagliari". Gli amici li sceglie o li pesca a caso? "Dipende. Ho conosciuto e curato molti nomi importanti ma mi vanto d'essere un Giorgio Rossi qualsiasi, uno che reclama i suoi diritti solo perché gli spettano e non perché è amico di". Moriremo tutti americani? "Inevitabile. Tutti vivono il sogno americano. Il mio Paese offre a una persona non ricca la possibilità di diventarlo". Salvo quel 30 per cento sulla soglia della povertà. "Chi ve le racconta queste favole? L'America è ricca, è un esempio". Ma è lontana, dall'altra parte della luna. "Raggiungerla è facilissimo, basta volerlo, basta avere voglia di cambiare. Un sardo, per quanto intelligente e colto, è una goccia nell'oceano. Finché non scoprirà il prossimo, gli altri, resterà a bagnomaria nello stagno della immutabilità". Meglio che morire in Iraq. "Liquidato Saddam, dovevamo andarcene. Il fatto è che anche lì l'America, proprio come ha fatto in Europa durante l'ultima guerra, si batte per quello in cui crede. E parla, mica si cuce la bocca". Che vuol dire? "Sono l'unico testimone oculare della rapina del '99 alla Banca di Sassari. Eravamo tanti ad assistere al colpo, ma il solo che ha osservato e riconosciuto un bandito sono io". A chi l'ha raccontato? "Ai poliziotti, ai giudici. Senza un attimo di indecisione perché quello era il mio dovere civile". Ha cresciuto i suoi figli con questi principi? "Naturalmente. Ne ho due (un terzo è in arrivo): sono più italiani che americani. Ma ogni volta che li porto negli Stati Uniti restano stupiti dalla vitalità della gente". Fatta eccezione di quelli che hanno bisogno di un medico. "Perché?" Perché avete un sistema che gira sui dollari. "Da noi ci sono le assicurazioni e si parla di prevenzione da cinquant'anni, mica da ieri". Ma al pronto soccorso vi serve la carta di credito. "È una questione di mentalità. Sapete che da noi è obbligatorio portare i figli dal dentista?" E con questo? "Ci muoviamo in un'altra dimensione. Le strutture sanitarie americane sono infinitamente migliori di quelle italiane. Avrà un senso questo, no?" Non salva nulla? "Salvo tutto, in fondo. Resto qui perché questo è il migliore dei mondi possibili. Come fate a non vedere, a non capire? Ve lo dice uno che a 25 anni aveva due lauree ma sapeva di doversi zappare il futuro". Ripensamenti mai? "Ne ho soltanto su Obama. Nel frattempo, lavoro molto e do molto lavoro. Di certo so cosa farò in un'altra vita". Cioè? "Lo dico da cittadino americano. Voglio rinascere politico, politico italiano. Ho scoperto che è un mestiere bellissimo: puoi permetterti il lusso di ignorare le leggi e il destino degli altri". In Usa non accade? "Sarebbe un'eccezione, un'incredibile eccezione". Lei è malato, ha la sindrome di John Wayne. "Grande, John Wayne. Okay?". Okay. pisano@unionesarda.it.

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<Ce l'ho fatta, dopo tante battaglie Disoccupati, non arrendetevi> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 316 L'avventura di un lettore per creare la propria impresa "Ce l'ho fatta, dopo tante battaglie Disoccupati, non arrendetevi" L'avventura di un lettore per creare la propria impresa --> Circa un anno fa scrissi a questa rubrica per manifestare il mio disagio. Disoccupato, quarantenne, non riuscivo a trovare appoggio nelle istituzioni per creare un'attività imprenditoriale. Ebbene, ora sono felice di informarvi che insieme alla mia prossima moglie Miriam (viene dal Molise e si è trasferita qui in Sardegna con gioia) ho aperto un mercatino dell'usato a Pirri. Siamo i primi in Sardegna a portare un marchio che conta 85 punti vendita in Italia, come si può verificare sul sito www.mercatopoli.it. Abbiamo scelto i mercatini dell'usato perché ci piace la funzione sociale che esercitano e che si può grosso modo riassumere in due punti. Il riuso contribuisce alla salvaguardia dell'ambiente: rimettendo in circolo sul mercato oggetti usati evitiamo lo spreco di energia e di materie prime per produrne nuovi. Inoltre, contribuiamo a combattere l'aumento dei prezzi, perché vendiamo oggetti usati, anche se in buono stato, ad un prezzo accessibile a tutti. Questa bellissima avventura è faticosa, ma devo dire appagante. Incontriamo tutti i giorni persone con problemi economici. A Cagliari esistono diversi mercatini dell'usato che operano da tanti anni prima di noi e devo dire che il rapporto è ottimo e collaborativo. Con qualcuno abbiamo legato molto e cooperiamo. In conclusione: giovani e meno giovani che perdete le speranze per il vostro futuro, vorrei incoraggiarvi attraverso l'esperienza mia e di Miriam. Bisogna darsi da fare, sacrificarsi tutti i giorni, imparare cose nuove da chi è nel campo da prima di noi. Bisogna guardare sul web, girare, chiedere, ma senza arrendersi mai. È dura, ma ce la possiamo fare, voi ed io. ALBERTO CICOTTO - PIRRI Grazie delle buone notizie, speriamo che siano d'incoraggiamento ai molti, troppi, disoccupati e precari della Sardegna. Per chi non lo ricorda, precisiamo che il lettore Cicotto non mendicava un posto pubblico tirando la giacca al politico di turno. Al contrario, voleva mettere in piedi un'iniziativa imprenditoriale. Ma non riusciva a ottenere dagli uffici preposti le informazioni essenziali per avviare la sua azienda. Veniva invece sballottato da un ufficio all'altro, da un call center a un sito web, da impiegati che non dimostravano gran voglia di ascoltarlo. Infatti la sua protesta uscì col titolo "Il lavoro? Me lo creo da me / Ma poi si scontra con la burocrazia". La sua tenacia, evidentemente, ha avuto la meglio sugli ostacoli posti sul suo cammino da chi avrebbe avuto il compito di aiutarlo a rimuoverli. Ora buon lavoro, e in bocca la lupo. DANIELA PINNA.

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Se Juno fosse in Italia? Sarebbe finita sulle cronache o in galera (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del CINERIFLESSIONI L'adozione "privata" compiuta dalla protagonista del film da noi è reato. Ma forse meglio che aspettare anni... Se Juno fosse in Italia? Sarebbe finita sulle cronache o in galera di Adele Cambria Mutandine con fragoloni che scivolano sulla moquette dalle gambette di lei, tic-tac all'arancio in bocca a lui, e via. È così che una adolescente americana diventa "sessualmente attiva": frase cardine m'è parsa, del discorso genitori-figlie, almeno secondo Juno, l'imprevisto - se non dalla Festa del Cinema di Roma - movie cult del regista di Jason Reitman. "Credevo che tu non fossi già sessualmente attiva", recita infatti sgomenta la seconda moglie del padre, appresa la notizia dell'inattesa gravidanza della ragazza. Un film, Juno, che più americano-non-si-può nell' immagine di una adolescenza Usa mediamente tipica, dentro una società-di-mercato che consente una certa libera circolazione sia della sessualità in prova (adolescenziale, appunto), sia dei suoi eventuali prodotti, i bambini. Infatti, il lieto fine che non manca - e che mi consola come nonna di un paio di adolescenti coevi dei protagonisti - recita, per saggia riflessione della deliziosa Juno(la ventenne attrice Ellen Page): "Sarebbe meglio innamorarsi prima di riprodursi, ma.". E via a pedalare in bicicletta verso l'amore: che sarebbe appunto il compagno di classe la cui bocca profuma di tic-tac all'arancio, ma che lei credeva di avere scelto - in un slancio di dominio emancipatorio sul maschio forse eccessivo - soltanto come strumento di iniziazione. Intanto il bambino si va perfezionando negli inevitabili tempi lunghi della gravidanza umana - con grande amore, e perfino con gravi "sacrifici alimentari", della dapprima riluttante protagonista. Circondata dalle cure affettuose di tutta la famiglia "ri-composta", e dalle scombiccherate premure dell'amica del cuore, la piccola Juno partorisce "con dolore" e tiene fede al suo impegno: consegna il bambino a Vanessa, la donna sterile, e vistosamente abbiente - Juno e la sua famiglia non hanno voluto neanche un dollaro in cambio della creatura - con cui aveva firmato il contratto di consenso all'adozione. E fermiamoci qui per ora: ve l'immaginate una cosa simile in Italia, dove gli aspiranti genitori adottivi si imbiancano in un'attesa di anni, persi in un labirinto di burocrazie intrecciate, agenzie di mediazione inaffidabili e, talvolta, di "regalìe" taciute, alla ricerca di quel figlio che non hanno potuto concepire? Trovare un annuncio sul giornale, farsi accompagnare da papà - il personaggio del padre, nella storia di Juno, è fondamentale - a vedere com'è fatta quella coppia che "ha bisogno" di un figlio, fidarsi che il bambino ancora non nato sarà felice con loro. Sarebbe mai possibile da noi? E sarebbe giusto? Forse la trama del film è una favola appena modernizzata dal gergo spudorato di Juno - Blecker il compagno di classe è beneducato, invaso da una madre matronale - forse nel 99% dei casi la compravendita Usa di un bambino è né più né meno che un losco mercimonio non punito dalla legge. Da noi, come si sa, è un reato gravissimo, e, di tanto in tanto, arriva sulla cronaca dei giornali e dei tg, in una cornice di miseria "materiale e morale", che ci appare insostenibile; ma subito ce ne dimentichiamo, invece di riflettere sulle ragioni che incrementano il mercato clandestino dei bambini, magari di quelli scomparsi da anni. Non lo so. Ma so che la piccola Juno è una persona leale: e quando Mark, il marito di Vanessa, chiede il divorzio poiché "non ancora pronto" al ruolo di padre - ma è visibilmente attratto da Juno e lei da lui - l'adolescente spudorata, tra le lacrime lascia un biglietto alla donna per rassicurarla: terrà fede comunque al suo patto. Così, rifiutandosi di vedere il bambino appena nato Juno ricomincia da capo insieme ad un coetaneo (piuttosto che ad un affascinante adulto) l'avventura di vivere.

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Lui giustifica l'evasione ma sui numeri mente E i condoni fanno disastri (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del FISCO Berlusconi dice che lo Stato chiede alle imprese il 60% dei guadagni. Non è vero Lui giustifica l'evasione ma sui numeri mente E i condoni fanno disastri di Bianca Di Giovanni Sulla lotta all'evasione l'ultima di Berlusconi è tale e quale alla prima: evadere il fisco si giustifica da sé. "C'è una norma di diritto naturale: se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per molte imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione", ha dichiarato qualche giorno fa. Solo qualche ora prima aveva annunciato: con me a Palazzo Chigi mai più condoni, lotta all'evasione. Ma le buone intenzioni (tutte da dimostrare) sono durate il tempo di un lampo. Mai andare contro la propria natura profonda. Così subito la frittata si è rivoltata dalla parte "giusta", quella autenticamente berlusconiana. Se questa è la linea dove andrà a finire la lotta all'evasione con Berlusconi a Palazzo Chigi? Possiamo procedere in modo scientifico valutando le misure studiate da Vincenzo Visco e che aspettano l'attuazione, e guardando al passato quello che il vecchio governo Berlusconi fece in questo campo. Ma prima di avviare l'esame delle misure (o non misure) sulla lotta all'evasione, meglio fare chiarezza sui numeri forniti da Berlusconi. Quel 50-60% di prelievo su quel che guadagni è un dato assolutamente inventato. In Italia l'aliquota fiscale media (non quella marginale certo) è attorno al 30%. Insomma, l'erario mediamente non prende più di un terzo di quel che guadagni. A questo dato vanno aggiunti i contributi pensionistici, che comunque sono una risorsa destinata a garantire un reddito futuro al lavoratore. Come dire: sono risparmio. In ogni caso tasse e contributi sommati assieme formano la pressione fiscale. Con il governo Prodi questo dato ha raggiunto il record del 43,3% del Pil. Ma il Tesoro ha spiegato che il dato scende al 42,5% se si esclude il versamento all'Inps del Tfr (5,5 miliardi) e se si calcola il bonus per gli incapienti (560 milioni) come uno sgravio fiscale. Ma il vero motivo di una pressione tanto forte sta tutto nel recupero strutturale di circa una ventina di miliardi dall'evasione. Ma oggi alle Entrate temono di dover lottare con armi spuntate se si avvereranno le ipotesi diffuse da molti esponenti di centrodestra. Non piace affatto all'attuale opposizione quell'obbligo per le imprese di inviare l'elenco di clienti e fornitori. Urlano ai lacci e lacciuoli della burocrazia. In realtà proprio questo strumento è considerato uno dei più efficaci per evitare l'elusione fiscale. Altra norma che potrebbe risultare a rischio è la corresponsabilità di appaltatori e appaltanti nei versamenti contributivi: una norma che punta a eliminare il lavoro nero (e insicuro) in molti cantieri. Se le nuove misure sono a rischio eliminazione, un effetto ancora più devastante sul gettito potrebbero avere le vecchie misure, molto note ai contribuenti italiani. Detto in una parola: i condoni. Il ricorso ripetuto a sanatorie ha ingenerato nel contribuente la speranza di potersela cavare comunque con uno sconto. L'intenzione dell'esecutivo, secondo quanto più volte affermato dall'allora ministro Giulio Tremonti, era quella di far emergere gli evasori. Una volta aderito al condono - si sosteneva - non si poteva più tornare indietro. La realtà dei numeri dice altro: dall'andamento del gettito non si è visto nessun recupero fino a quando il centrodestra è rimasto in sella. Senza contare che con la politica dei condoni ad essere avvantaggiate sono state categorie particolari: autonomi e imprenditori. Sui dipendenti, la gran parte dei contribuenti, è rimasto un fardello gigantesco. L'effetto peggiore, comunque, è stato il sentimento di impunità. Gli ultimi segnali sono arrivati proprio di recente: quelle centinaia di nomi tranquillamente "acquattati" nel Liechtenstein, il paradiso fiscale più impermeabile d'Europa assieme a Montecarlo. Molte società e famiglie scovate dagli 007 tedeschi hanno rivelato di essere in piena regola: hanno fatto emergere il loro capitale con lo scudo fiscale. E sono rimasti tranquillamente all'estero. Un bel favore, non c'è che dire. Per di più scontatissimo. Berlusconi ha detto basta a tutto questo. C'è da credergli?.

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Ricercatori stranieri, l'Italia resta un sogno (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non solo fuga di cervelli. La burocrazia respinge i talenti disposti a entrare Ricercatori stranieri, l'Italia resta un sogno.

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Ubaldi: <Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 06-04-2008 Intervista: L'ex sindaco capolista al Senato per l'Unione di centro Ubaldi: "Chiedo il voto per me prima ancora che per il partito" La sfida "Dare voce ai ceti medi che non si riconoscono né in Berlusconi né in Veltroni" Giuliano Molossi A Parma la candidatura di Elvio Ubaldi al Senato rappresenta uno dei principali motivi di interesse di questa campagna elettorale così deprimente. La sua è una sfida difficile, quasi una "mission impossible". Per vincere, occorre che l'Udc superi l'8 per cento in regione, un obiettivo molto ambizioso. Lei sa che si tratta di una partita incerta. Perchè ha accettato, col rischio di perdere, anzichè chiedere un posto sicuro come hanno fatto altri? Il posto sicuro se lo riservano quelli della casta. Il voto al Senato, per via di questa legge, è l'unico voto che stabilisce un rapporto diretto fra il candidato e gli elettori. Quello dato a me è come un voto di preferenza. Io chiedo un voto per me, che viene ancora prima del voto per il partito a cui appartengo. Se sarò eletto lo dovrò solo a quegli elettori che liberamente decideranno di aver fiducia in me. E io credo che se la politica non riprende questa dimensione fiduciaria tra eletto ed elettore, non ha futuro. Questa legge elettorale ci priva persino del diritto di scegliere da chi farci rappresentare... Esattamente. E come se ne esce? Che interesse avranno quelli che saranno eletti a scatola chiusa a cambiare le re gole del gioco? Non dimentichiamo che c'è la spada di Damocle del referendum e quindi, prima della primavera dell'anno prossimo, una nuova legge elettorale bisognerà pur farla. E dovrà essere una legge che restituisca ai cittadini il potere di decidere. Non teme che la logica del voto utile possa spingere una parte dei suoi potenziali elettori verso i due schieramenti più forti? Ritengo che sia un'impostazione assolutamente sbagliata. Nel prossimo Parlamento la presenza di un gruppo ragionevole sarà fondamentale e decisiva per far passare le scelte importanti di cui ha bisogno l'Italia. Lei ha detto che il Pdl vincerà le elezioni... Sì, credo che Berlusconi vincerà ma che non riuscirà a governare perché sui temi fondamentali la sua coalizione è divisa. La Lega potrà essere una spina nel fianco di Berlusconi? Sì, ma anche An. Ad esempio sul tema delle liberalizzazioni. An ha candidato il leader dei tassisti romani che è diventato famoso per essersi opposto alla concessione di cento licenze di taxi in più. Oppure, il caso Alitalia: Berlusconi, che pure è un liberista, è stato costretto ad assumere le vesti di statalista perchè Fini deve proteggere le proprie clientele nell'industria pubblica e la Lega ha gli interessi corporativi legati a Malpensa. Ma gli esempi potrebbero essere molti altri: Berlusconi è per l'abolizione delle province, la Lega è contraria, Berlusconi è per il voto agli immigrati, la Lega ha detto che è una stramberia. E via di questo passo. Il popolo della libertà non potrà mai governare. Si dice che in caso di pareggio al Senato Pd e Pdl potrebbero governare insieme. Lei ritiene plausibile questa ipotesi? Sarebbe la soluzione dei disperati. Il consociativismo va sempre a scapito dei cittadini. In quel caso l'Unione di Centro farebbe bene a restare all'opposizione? Certamente. Nel nuovo Parlamento il nostro ruolo sarà quello di far sì che le fondamentali leggi di riforma istituzionali, economiche e sociali possano essere approvate senza essere ostaggio delle componenti dei diversi schieramenti. Sarà importante che su leggi come queste si formi in Aula una maggioranza parlamentare diversa dalla maggioranza di governo. La cosiddetta Seconda Repubblica non regge più. In questi ultimi quattordici anni ogni governo è stato ostaggio della sua stessa maggioranza. Così non si può andare avanti. Noi vogliamo giocare un ruolo importante in Parlamento, dando voce e rappresentanza agli interessi dei ceti medi moderati che non si riconoscono in Berlusconi. E vogliamo anche dare una risposta costruttiva a tutti coloro che sono indignati per l'attuale situazione politica dei due blocchi e intendono ribellarsi ad essa. Potrete essere alleati di Veltroni? No, noi siamo alternativi a que sto tipo di sinistra. E poi non ci interessa fare i gregari di Veltroni, abbiamo ambizioni ben diverse, ben più alte. Lavoro, fisco, sicurezza: sono questi i tre temi forti della campagna elettorale? I problemi che i cittadini sentono di più sono sicuramente questi. Ma io aggiungerei anche quello della burocrazia pubblica che diventa sempre più asfissiante, o quello della riforma della scuola. Lei teme l'astensionismo? Disertare le urne non serve a nulla. Anzi, serve solo a rafforzare quei due schieramenti principali che si ripresentano con le stesse proposte e con pro grammi irrealizzabili. C'è chi dice che la sua discesa in campo, sia che lei venga eletto al Senato oppure no, possa avere ripercussioni sulla tenuta della giunta di Parma... Assolutamente no, lo escludo categoricamente. Uno dei punti di forza dell'amministrazione di Parma negli ultimi dieci anni è stato proprio quello di non identificarsi con uno schiera mento politico. Il senatore Lunardi si rammarica che lei non sia rimasto con loro... Ma io non sono mai stato con loro, io non ho mai votato Berlusconi. Io ho guidato per nove anni una giunta civica, non di centrodestra, che ha collaborato con Forza Italia. Il governo Berlusconi però ha sostenuto molto la città... Sì, ma lo hanno fatto in ugual misura anche i governi di centrosinistra. E il sostegno è arrivato perchè noi avevamo dei buoni progetti, non per altre ragioni. Riconosco il ruolo di Berlusconi per l'assegnazione dell'Efsa alla nostra città e l'impegno di Lunardi per la realizzazione a Parma di importanti opere pubbliche, ma nessuno ci ha mai regalato niente: quello che abbiamo avuto ce lo siamo meritati. Elvio Ubaldi, capolista al Senato per l'Unione di centro.

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Mazzoni, il questore scomodo. E punito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-06 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La Bolzano scomparsa Originario di Rovigo imparò da solo il tedesco. Voleva la convivenza Mazzoni, il questore scomodo. E punito Nel 1957 denunciò le miopie verso i sudtirolesi. Trasferito, ne morì di ETTORE FRANGIPANE Cinquant'anni fa dietro al cimitero di Treviso un colpo di pistola alla tempia uccideva il questore Renato Mazzoni. Aveva 61 anni. L'anno precedente era stato rimosso da questore di Bolzano perché troppo "morbido" nei confronti dei sudtirolesi, dei quali intuiva i diritti. Fu allora trasferito a Treviso, ma Mazzoni non accettò uno spostamento che gli suonava come una punizione ingiusta. E così armò la sua mano e si tolse la vita. Il Dolomiten lo definì "un italiano, un italiano esemplare e, proprio come tale, un europeo". Mazzoni era nato nel Rodigino, ed era figlio di un cancelliere di tribunale. Fu ferito durante la prima guerra mondiale: successiva laurea in Legge e carriera nella Pubblica sicurezza. Fu impiegato nella polizia ferroviaria, cosa che- viaggiando - gli consentì durante la seconda guerra mondiale di favorire i rapporti tra vari comitati di liberazione. Nel maggio del 1947 fu promosso a questore e destinato a Bolzano. Mazzoni non era informato sulla situazione altoatesina, ma ben presto si rese conto che, se voleva far bene il suo mestiere, che per lui significava stare tra la gente e farla parlare, doveva assolutamente conoscere il tedesco. Fu così che imparò la lingua da autodidatta, giungendo a leggere i filosofi tedeschi e Goethe, nonché i classici greci e latini tradotti in tedesco. durante i successivi dieci anni non solo i due gruppi etnici principali, ma anche i rappresentanti di tutte le forze politiche, dalla destra alla sinistra, ebbero modo di apprezzarlo non solo come uomo, ma anche come esponente dello Stato, di cui si considerava servitore. Ma il atteggiamento equanime verso il gruppo tedesco, alla lunga, gli tornò nefasto. Nel marzo del 1957 l'allora ministro degli interni gli chiese in una nota riservata di esporgli "senza reticenze e per intero" (sono parole del ministro, riportate nella nota di risposta del dottor Mazzoni in data 17 marzo 1957, ndr) il suo pensiero "circa la situazione che è venuta maturandosi in Alto Adige a seguito dei recenti noti fatti (il memorandum dell'Austria all'Onu, i primi attentati, ndr), al fine di individuare eventuali mancanze di parte italiana". La risposta del questore fu lunga e circostanziata. Tra l'altro: "Penso che il tutto sia derivato da una grave carenza culturale, quindi miopia politica della classe dirigente trentina, la quale non avendo capito quale strumento prima culturale e poi amministrativo per una pacifica convivenza in Regione fosse lo Statuto di Autonomia, ha perso un'occasione storica per dimostrare all'Europa la possibilità di una libera, civile, democratica convivenza fra due gruppi etnici, in un ambito territoriale definito. Altrettanto anticulturale il considerare decadente folclore ogni manifestazione della vita sudtirolese, rifiutandosi di comprendere come la etnicità non sia soltanto lingua ma anche dialetto, usi, costumi, tradizioni, quindi tutto quello che ci giunge dal passato. Il definire "civiltà della Stube" tale tipo di etnicità dimostra solo arroganza e demagogica contrapposizione di una presunta superiorità della civiltà latina nei confronti di ogni altra differente manifestazione di vita. Il sistematico rifiuto alla comprensione, ignoranza della lingua tedesca da parte di uomini politici, magistrati, alti funzionari dello Stato, ha creato un impenetrabile barriera alla comprensione delle esigenze etniche del gruppo minoritario". Dopo aver sottolineato i suoi sforzi sulla via dell'apprendimento della lingua tedesca e dell'avvicinamento ai sudtirolesi il dottor Mazzoni così proseguiva: "In questa sua opera anticulturale e antistorica la classe dirigente trentina ha provato potenti alleati nei circoli nazionalisti alto-atesini, annidati in tutti i partiti e con particolare potenza nella Democrazia Cristiana, e nell'apparato burocratico dello Stato, ad ogni livello a Roma come a Bolzano. Non va sottaciuta nemmeno l'opera deleteria della stampa". Più avanti, a proposito dell'insegnamento nelle scuole della lingua tedesca, scriveva: "Penso a mio figlio e a quelli che dopo di lui verranno, i quali oltre a non comprendere i loro coetanei di lingua tedesca, non saranno nemmeno competitivi con gli stessi nel trovare occupazione non solo nella burocrazia, ma in ogni altra arte o mestiere". Più avanti, allargando il quadro politico: "La pretesa da parte della classe politica trentina di mette sotto tutela il gruppo etnico italiano in funzione anti- tedesca e per una rivalsa nettamente provincialistica, quale riparazione di presunti torti subiti nel ventennio, ha ulteriormente aggravato la situazione. (...) Fatale è stato quindi che il gruppo etnico tedesco si sentisse tradito nelle sue aspirazioni ad una vera autonomia e che quindi facesse risuonare lo slogan 'Los von Trient'. Si badi bene che 'Los von Trient' non vuole ancora dire 'Los von Rom' se con alta intelligenza politica si vorranno riannodare i fili del dialogo e ricondurre tutto il problema nella sua naturale sede che è profonda revisione dello statuto che dia certezza legislativa e amministrativa alle aspirazioni della minoranza etnica tedesca e che nel contempo secondo giustizia e non con "italica furberia" assicuri l'avvenire anche agli italiani dall'Alto Adige e ai loro figli in una rinnovata pace etnica e sociale". La relazione del questore bolzanino, che si prolunga con osservazioni pertinenti ed acute, appare di u''incredibile lungimiranza. Significativa della personalità del Mazzoni ne è la conclusione: "Signor Ministro, offrendo a Lei la mia completa disposizione quale Poliziotto al servizio dello Stato per tutto ciò che mi sarà consentito di fare. Ho sempre saputo che il servizio dello Stato comporta anche il saper accettare il sacrificio di personali posizioni, tuttavia intendo affermare che se dovesse presentarsi questa evenienza come in altri drammatici momenti, la mia vita pubblica e privata, la linea di condotta da seguire, mi sarà dettata unicamente dalla mia coscienza, ultimo tribunale del mio agire ". Di lì a pochi mesi, secondo le previsioni del dottor Mazzoni, ci sarebbe stato Castel Firmiano, si sarebbero intensificati gli attentati, sarebbe scorso del sangue, e il governo italiano avrebbe dovuto concedere molto più tardi e sotto la pressione degli eventi quel nuovo Statuto che avrebbe potuto varare molto prima, a condizioni forse meno gravose. Mazzoni fu trasferito a Treviso. Il Dolomiten in un commento non firmato, ma dovuto sicuramente al suo direttore sen. Volgger, scrisse (13/12/1957) in occasione del trasferimento: "Il Questore Mazzoni può lasciare a testa alta il suo posto a Bolzano. Se vi fu un italiano dal giorno dell'annessione del Sudtirolo al-l'Italia, che abbia portato questo Stato più vicino ai sudtirolesi, costui è stato il dottor Mazzoni ". Scrisse Piero Agostini sul Mattino (1/4/1990): "Lo Stato non lo ascoltò. I giornali (...) nemmeno. Poi, con una di quelle classiche contorsioni che servono al potere per trovare comunque un capro espiatorio, all'indomani di Castelfirmiano Mazzoni fu, di fatto, sollevato dall'incarico. La dignità con cui subì quell'affronto fu totale. Ma di lì a poco, e tragicamente, ne morì". Ora il nome del questore Renato Mazzoni è stato inserito tra quelli delle personalità cui dedicare una via cittadina. Sarebbe, per Bolzano, un riconoscimento dovuto, anche se tardivo. Il Dolomiten "Lascia a testa alta, se c'è stato un italiano che ha avvicinato questo popolo allo Stato, è lui" Los von Trient Il raduno "irredentista" di Castel Firmiano Comprensivo Il questore Renato Mazzoni.

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L'INTERVENTO (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 83 del 2008-04-06 pagina 38 L'INTERVENTO di Redazione Tonino Cantelmi* In questi giorni si celebrano i 30 anni delle legge 180. Luci ed ombre hanno accompagnato i tre decenni di una legge che rivoluzionò la psichiatria e non solo. Oggi però dobbiamo porci una domanda. Eccola: è necessario ripensare l'organizzazione dell'assistenza psichiatrica in Italia? La risposta è sì, se pensiamo che dopo 30 anni di demanicomializzazione il 70% degli italiani, se avesse un figlio malato di mente, se ne vergognerebbe e lo nasconderebbe agli altri (questo si chiama stigma). Sì, se pensiamo che l'ideologia ancora condiziona l'approccio terapeutico (la demonizzazione degli psicofarmaci, la difficoltà di ricoveri prolungati, l'incredibile burocrazia che riguarda i cosiddetti ricoveri obbligatori, la chiusura delle Case di Cura Neuropsichiatriche, l'anacronistico divieto alla scelta della struttura psichiatrica da parte del paziente, che in molte regioni è obbligato a rivolgersi solo alla struttura competente per territorio e non per qualità). Sì, se pensiamo allo stato di disfacimento dei Centri di Salute Mentale, alla demotivazione degli operatori, alla indefinitezza del ruolo dello psichiatra. Sì, se pensiamo che le strutture pubbliche a malapena si occupano dei cosiddetti pazienti psicotici e che la gran parte dei pazienti affetti da depressione, attacchi di panico, anoressia preferiscono rivolgersi a strutture private o rivolgersi a nessuno. Ci sono molti altri motivi, che spingono a rivedere le modalità con cui in Italia viene erogata l'assistenza psichiatrica: la mancanza di raccordo fra le strutture della neuropsichiatria infantile e quelle della psichiatria adulta, la mancanza di risposte al disagio psichico ad esordio nell'adolescenza, l'incredibile assenza di collegamenti efficaci fra strutture per le dipendenze e strutture psichiatriche, il fallimento di alcuni concetti cardine residui dell'ideologia antipsichiatrica (la presa in carico totale, la non possibilità di scelta del curante per i pazienti psichiatrici, la cosiddetta équipe multidisciplinare), il sostanziale degrado dei Centri di Salute Mentale e la strisciante neomanicomializzazione in atto, la disorganizzazione che riguarda i servizi per l'emergenza psichiatrica. Il disagio mentale (alcuni direbbero più correttamente la malattia mentale) è in incremento, sia negli adulti, che nei bambini e negli adolescenti. Alcuni episodi di cronaca generano allarme sociale, perché evidenziano le crepe dell'assistenza psichiatrica oggi. Inoltre l'espressività sintomatica si sta modificando (assistiamo per esempio ad un incremento delle dipendenze comportamentali e dei disturbi depressivi). Insomma, il quadro sembra mutare e le strutture psichiatriche attuali appaiono non solo insufficienti, ma non in grado di corrispondere ai bisogni attuali. In alcuni casi obsolete. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una sorta di clamorosa disattenzione. Il dibattito che si era acceso circa la necessità di modificare l'assistenza psichiatrica, si è spento ed è calato un agghiacciante silenzio. Ritengo invece che sin da ora sia necessario che quanti si candidano a condurre questo Paese verso una modernizzazione autentica, non trascurino la psichiatria e soprattutto le richieste di quanti soffrono. Nessun cambiamento può avvenire senza il coinvolgimento di tutti i protagonisti, ma è tempo che il tema dell'assistenza psichiatrica torni ad essere dibattuto in modo corretto: il cambiamento è ineludibile e ignorarlo è colpevole. Finalmente, grazie alle società scientifiche ed in modo particolare grazie alla Società Italiana di Psichiatria, abbiamo una classe di psichiatri moderni, ben preparati ed alieni dall'ideologia. Forse questa è la volta buona per sperare che l'ideologia faccia un passo indietro. *Presidente Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Via Venti: lavori bloccati (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 83 del 2008-04-06 pagina 3 Via Venti: lavori bloccati di Stefania Antonetti "Da poco sono stati ultimati i lavori che hanno visto il risanamento conservativo dei soffitti relativi al civico 28 del porticato di Santo Stefano e della pavimentazione relativa ai civici 30 e 32, degradata al punto da richiedere a tratti il rifacimento totale, e che hanno riportato allo splendore originario mosaici e affreschi, con l'approvazione di cittadini e commercianti di via XX. Ora il lavoro non può fermarsi, mancano tratti di marciapiede e Ponte Monumentale. L'amministrazione comunale deve rendersene conto e rinnovare la convenzione scaduta". A parlare è Giancarlo Bonifai presidente del consorzio "Via Giulia e Piccapietra 1904 - 2004", lo stesso consorzio che ha svolto azione promozionale per il ripristino di via Venti senza oneri per il Comune ed elaborato il progetto per il recupero strutturale del Ponte Monumentale. "È un delitto lasciare l'opera incompiuta - spiega Lorenzo Romis, vice presidente del consorzio -. Ed è per questo che chiediamo l'interessamento del Comune. Siamo bloccati dalla burocrazia e impantanati tra i ponteggi". Il sindaco Marta Vincenzi tende la mano: "Martedì incontreremo il consorzio per studiare un'ipotesi di intesa. Andiamo avanti chiarendo ruoli e prosppettive", tranquillizza il sindaco. Ma la preoccupazione e la rabbia rimangono: "Se non arriveranno risposte concrete dovremo smontare le impalcature che fasciano il Ponte e dire addio al suo recupero- conclude Romis- Pensare che tutto poteva essere pagato con i ricavi dei cartelloni pubblicitari". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Santin: la giunta non valorizza l'area del mobile (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Santin: la giunta non valorizza l'area del mobile VERSO IL VOTO CDare voce ai cittadini attraverso le nuove tecnologie. Questo il proposito di Paolo Panontin, consigliere regionale uscente di Cittadini per il presidente. CIl leader del centro-destra, Renzo Tondo, ha ribadito la sua posizione di netta contrarietà al progetto di sbancamento del monte San Lorenzo nel maniaghese. C"La città di Pordenone ha bisogno di un nuovo piano del traffico". Lo sottolinea il consigliere regionale del Pdl, Antonio Pedicini, per il quale "non si può andare avanti con parcheggi a pagamento che svuotano le tasche dei cittadini e danneggiano i commercianti". C"E' inammissibile - afferma il consigliere regionale del Popolo della libertà, Paolo Santin - che la giunta regionale di centro-sinistra si sia rifiutata di firmare il protocollo di intesa per la certificazione di prodotto della zona del mobile". C"Sostenere la famiglia significa innanzitutto aiutare chi intende costituirla e ridare fiducia alle giovani coppie che intendono affrontare l'acquisto della prima casa, ma sono oppresse e inibite da vincoli economici". Lo ha sottolineato la candidata del Pdl, Elena Coiro. CTra le visite effettuate dal vice presidente della Giunta regionale, Gianfranco Moretton, capolista del Pd, quelle all'Azienda Gpe di Azzano Decimo e alla sede degli alpini e della protezione civile di Zoppola. CMartedì, alle 18, alla Casa dello studente di Aviano, il deputato del Pd, Ivano Strizzolo, incontrerà la cittadinanza. C"Se vogliamo ridare gambe a questo Paese dobbiamo fortemente incidere sulla scuola, la formazione e i giovani". Lo ha rimarcato, nel corso di un incontro pubblico, Sergio Zaia, candidato del Pd alla Camera, per il quale è necessario dare un taglio secco alle tasse universitarie. CAnche il candidato del Pdl, Mattia Callegaro, ha aperto un proprio sito internet. Lo si trova all'indirizzo www.mattiacallegaro.net . CSecondo Luca Ciriani, candidato del Pdl alle regionali, il volantino distribuito dalla Regione su come votare è scorretto in quanto enfatizza eccessivamente la modalità del voto disgiunto. CIl tema della raccolta e dell'incenerimento dei rifiuti è stato al centro del convegno promosso dalla Rosa bianca, presieduto da Giancarlo Cescutti, candidato dell'Udc alle regionali. Sono intervenuti, tra gli altri, Marco Virgilio e Giuseppe Mazzon, coordinatore del comitato di Pordenone sull'inceneritore. CIl consigliere regionale del Partito pensionati, Luigi Ferone, in un incontro a Spilimbergo, ha sottolineato che il suo movimento "vuole essere il megafono di tutti quei cittadini che stanno zitti, che hanno perso le speranze, che magari hanno deciso di non andare a votare". COrazio Cantiello, candidato della Sinistra arcobaleno, distribuirà oggi pomeriggio alle 17.30 carpini bianchi in piazza a San Vito. CElio De Anna, candidato del Popolo della libertà alle regionali, sarà alle 11.30 presso la comunità di San Giacomo a Cordenons; alle 16 a Tramonti di Sopra; alle 16.30 a Tramonti di Sotto. Concluderà gli incontri alle 17 a Redona. CL'assessore regionale alla Formazione professionale, Roberto Cosolini, ha avuto un incontro con una delegazione di dipendenti della base americana di Aviano nel corso del quale sono state affrontate le problematiche connesse ai rapporti di lavoro. CLa candidata del Pd, Maria Paola Galante, ha proposto di allargare il numero di dipendenti entro cui un'azienda si possa definire artigiana. Tra le altre iniziative, premiare le imprese che riducono i rischi, alleggerire la burocrazia e incentivare l'orario flessibile a favore delle lavoratrici madri. La Galante sarà domani mattina al mercato di Valvasone. CFranco Dal Mas, candidato del Pdl, in occasione di un incontro con alcuni medici ha marcato l'urgenza di potenziare le funzioni del distretto di Pordenone in ambito socio assistenziale, in particolare aumentando il numero dei posti letto nelle strutture protette per anziani auto sufficienti e non della città. "Pordenone - afferma - paga il prezzo di una cronica e mai sanata carenza di posti letto in Rsa, in strutture da lungo degenza, in case di riposo e in hospice".

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'A Cremona fiera del florovivaismo' (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 6 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Di "opportunità e problemi" si è parlato ieri al convegno organizzato dall'Istituto postuniversitario Santa Chiara 'A Cremona fiera del florovivaismo' Il presidente Antonio Piva sollecita gli operatori "Agiamo in concerto con Piadena e Canneto" di Davide Bazzani CASALMAGGIORE ? "Mi piacerebbe molto che a Cremona si potesse realizzare una fiera del florovivaismo. E' il settore che ci manca, dopo le rassegne sul latte, sulla carne, sul comparto vegetale e sull'energia". L'importante auspicio è stato espresso ieri mattina da Antonio Piva, in qualità di presidente di CremonaFiere, al convegno organizzato dall'Istituto Postuniversitario Santa Chiara e dal Gal Oglio Po nella chiesa monastica di via Formis sul tema 'La pratica del florovivaismo nei territori del basso Oglio Mantovano e Cremonese: opportunità e problemi'. "Di concerto con Piadena e Canneto sull'Oglio e con gli operatori del settore, mi auguro si possa ragionare sulla fattibilità di questa manifestazione", ha aggiunto Piva, dopo aver sottolineato come "l'Italia sia sempre stata esportatrice di cultura in questo settore" ed aver espresso anche l'augurio che "venga ridato presto giusto lustro ad una realtà, ricca di piante di assoluta eccellenza, come il parco di Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce". Il convegno, moderato da Maria Rosa Concari, direttore di Santa Chiara, si è aperto con i saluti del sindaco Luciano Toscani, che ha rilevato come Santa Chiara stia concretamente operando, con i suoi corsi professionali (come quello sulle tecniche del florovivaismo), per superare "il distacco tra formazione e mondo del lavoro". Per esempio, nel 2009 partirà "un corso per operatori meccanici" che potranno essere assunti al termine da Marcegaglia e Siderimpex. Sotto il profilo sindacale, Piva, in qualità di presidente della Libera Associazione Agricoltori, ha detto che sarà suo dovere incontrare i florovivaisti per cercare di superare quella doppia veste che li vede inquadrati nel settore agricolo quando vendono le piante e in quello commerciale quando effettuano lavori di manutenzione, con ingiusti riflessi negativi sul loro reddito. Sono seguiti gli interventi di Giovanni Pasquali, vicepresidente del Gal Oglio Po, che parlando del prossimo piano di sviluppo locale ha detto che si punta a realizzare "un sistema telematico di controllo della produzione". Ma è necessario capire, in tempi rapidi, "se è una idea utile". L'assessore provinciale all'Agricoltura, Giorgio Toscani, si è soffermato sul piano di sviluppo rurale, che nei prossimi 7 anni porterà 90-100 milioni di euro in provincia. Il problema è che per accedere a quei soldi "c'è una burocrazia enorme che scoraggia gli operatori". Sono intervenuti poi l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Mantova, Maurizio Castelli, il sindaco di Canneto (realtà florovivaistica più importante della zona), Pierino Cervi, il presidente del cda di Santa Chiara, Antonio Ubaldi, il presidente della Provincia di Cremona, Giuseppe Torchio. Interventi anche di Luciano Roncai e Marida Brignani, autori di una ricerca sulle caratteristiche del territorio del basso Oglio mantovano e cremonese, Giuseppe Goi, presidente del Centro Servizio Florovivaismo, Virginia Ughini e Cristina Cacciamani.

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Tempi stretti per il pronto soccorso-bis (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Con l'aumento dei ricoverati in urgenzaprobabilmente non potremo garantire la continuità di assistenza Per questo è basilare un accordo con le case di riposo del territorio" Inrca, il direttore Aprile: "Puntiamo ad aprire il punto di primo intervento per l'estate" Tempi stretti per il pronto soccorso-bis ANCONA - Dai tre ai sei mesi. Sarà entro questo lasso di tempo che, con tutta probabilità, la città di Ancona avrà il suo pronto soccorso per gli anziani. E' questa la maggiore novità emersa ieri mattina, nel corso dell'inaugurazione della Stroke unit dell'Inrca. A dire il vero all'ospedale geriatrico della Montagnola esiste un'accettazione medica per gli anziani già attiva da undici anni. Tuttavia finora venivano trattati solo i casi più gravi, mentre adesso saranno presi in cura anche i codici verdi e bianchi, ovvero i pazienti non gravi, che faranno lievitare gli accessi dagli attuali 5 mila a 10-12 mila all'anno. I soggetti trattati saranno unicamente quelli con un età superiore ai 65 anni. "Le persone più giovani che per errore o per necessità estrema si dovessero presentare qui non verranno certo cacciate via - ha dichiarato il direttore dell'istituto, Antonio Aprile - ma queste dovranno essere delle eccezioni, non la regola". Inizialmente il punto di primo intervento verrà realizzato nei locali che attualmente ospitano la medicina geriatria, che si trasferirà al piano superiore. L'inizio dei lavori è previsto per fine mese, ma sulla data di inaugurazione c'è ancora stretto riserbo: "Aprire per l'estate sarebbe una buona cosa perché è il momento in cui c'è maggiore bisogno - ha detto il direttore dell'istituto, Antonio Aprile - ma è anche la stagione in cui si hanno più problemi di organico. Vedremo". Proprio il reclutamento di nuovi infermieri è quella che Aprile indica come una delle due criticità del progetto: "Non solo ci sono le difficoltà di reperimento di personale specializzato, ma poi bisogna anche confrontarsi con i tempi della burocrazia. Comunque già una metà degli infermieri necessari sono stati assunti o sono in corso di assunzione". In totale gli infermieri saranno venti e affiancheranno dieci medici, nove osservatori e un coordinatore infermieristico. L'altra criticità individuata da Aprile riguarda i posti letto: "Con l'aumento dei pazienti in urgenza, probabilmente non avremo posti a sufficienza per garantire la continuità di assistenza. Per questo sto cercando un accordo con altre residenze sanitario-assistenziali del territorio per l'affitto di ulteriori posti letto". La struttura sarà fornita di un'unità semi-intensiva dotata di sei letti a rapidissimo turnover, da cui i pazienti verranno poi dimessi o ricoverati nei vari reparti specialistici. Ci sarà inoltre una sala d'aspetto con quaranta sedie, un box per l'infermiere addetto all'assegnazione dei codici d'urgenza, due ambulatori e un locale climatizzato dove i pazienti potranno attendere i risultati degli esami. Presso il presidio sarà ubicata una postazione del 118 dove sarà sempre pronta un'ambulanza dotata di un autista, un medico e un infermiere. Le ambulanze avranno un percorso studiato per evitare l'intralcio al normale traffico all'interno dell'ospedale. Infine sarà disponibile un servizio per trasportare rapidamente i pazienti in radiologia o nei vari reparti. Tutto ciò sarà però provvisorio. Entro sei mesi è infatti previsto l'inizio dei lavori per la costruzione di un nuovo padiglione che sorgerà vicino all'ingresso, nei pressi di radiologia, proprio per permettere un più facile accesso alle ambulanze. MICHELE ROCCHETTI,.

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<Troppi medici sono condizionati dalle denunce> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A CONFRONTO. Confronto alla Gran Guardia "Troppi medici sono condizionati dalle denunce" Carrara: "Bisogna poter esercitare con serenità"   Divisioni, conflitti tra diverse figure mediche, burocrazia e un numero "eccessivo e ingiustificato", di denunce alla magistratura poi "quasi sempre archiviate". Sono questi gli ingredienti alla base della probabile "eclissi della professione medica", sviscerati alla Gran Guardia dai camici bianchi. Dopo il saluto del consigliere comunale e medico Francesco Spangaro, che ha organizzato l'iniziativa in collaborazione con una decina di sigle sindacali provinciali, sono state molte e diversificate le posizioni espresse. Dura e chiara quella del presidente dell'Ordine dei medici, Giorgio Carrara, alla prima uscita ufficiale dopo la scomparsa di Pier Marcello Fazzini. Lo stesso Carrara ha ricordato come "il dottor Fazzini si sia speso moltissimo per tentare di risolvere molti dei problemi di cui ora stiamo discutendo". "L'unica richiesta che faccio", ha proseguito poi, "è che i medici possano esercitare la professione con serenità. La gente oggi ci chiede tutto e subito e, se non lo ottiene, arriva fino alle denunce. Questo è anche colpa nostra: la categoria non è affatto unita e quindi non abbiamo alcun peso politico. Decine di sindacati si occupano solo dei loro iscritti e confliggono con gli altri". Quindi l'appello: "Svegliamoci in fretta e cerchiamo di remare almeno tutti dalla stessa parte". Sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento del segretario della Fimmg, i medici di medicina generale, Lorenzo Adami. "Ospedale e territorio spesso hanno rapporti di contrapposizione", ha detto. "Il 40 per cento dei camici bianchi poi opera condizionato dal timore di denunce. L'eccessiva prudenza per paura della magistratura non permette di lavorare adeguatamente". A proposito di conflitti tra medici, esemplare l'intervento di Francesco Buonocore, direttore sanitario della Ulss 21 di Legnago e ex primario del Pronto Soccorso a Borgo Trento. "Nel protocollo di intesa per l'Azienda ospedaliera integrata, i medici ospedalieri e gli universitari", ha detto, "hanno totale disparità di trattamento. Da anni i primi inseguono i secondi rivendicando gli stessi diritti. Ma come si fa a pretendere di essere uniti in questa condizione penalizzante? Quando si capirà che la sanità è unica?". Buonocore ha citato anche il sindaco Tosi. "È solo grazie a lui, allora giovanissimo consigliere regionale, se un protocollo ancora più penalizzante non è stato firmato già quando era assessore alla sanità Gava e segretario Toniolo". Importante la replica di Flavio Tosi che, indirettamente, ha confermato la posizione del direttore sanitario. "Non era possibile firmare un protocollo così sbilanciato. Ora però la Regione ha nominato due arbitri (i rettori universitari, ndr), uno a Verona e uno a Padova. Se i due rettori sapranno arbitrare bene, forse scontenteranno entrambe le parti ma avranno avuto equilibrio". G.M.  .

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Veltroni crede nella "sorpresa" delle urne (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Continua la caccia ai voti degli indecisi con pesanti critiche agli avversari BENEVENTO - Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un comizio a mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che il 13 aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli indecisi, criticando gli avversari "cupi e senza energie", difendendosi dai giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere - attacca - alla fine vedremo". C'è "una giusta domanda" che, secondo il segretario del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale la pena votare ancora il Pdl con "una leadership che non ha più voglia e un candidato premier che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o è meglio scegliere il Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di provvedimenti da realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso l'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro" dice Veltroni nella terra di Clemente Mastella, l'alleato che ha dato l'ultimo colpo all'albero di Prodi. Un partito "coeso", che conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non possiamo accettare il declino dell'Italia". Berlusconi dice che se vince il Pd ci saranno più tasse e intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia "il patto per la crescita e per lo sviluppo", provvedimenti a sostegno delle fasce deboli e delle casalinghe. Ma soprattutto pretende "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. "E' una cosa inaccettabile. Quello che è successo a Gela è un messaggio micidiale che si dà ai poliziotti, ai magistrati. Bisogna riformare la giustizia, e bisogna essere più severi". E' quanto ha detto a tal proposito il leader del Pd Walter Veltroni in un'intervista a "Telecamere" che andrà in onda oggi. "Il magistrato di Gela - ha aggiunto - che ci ha messo sette anni e otto mesi prima di fare una sentenza al Csm avrebbe dovuto rispondere di quello che ha fatto, invece, il Csm è stato, dal mio punto di vista, io sono sempre molto parco nei giudizi, ma in questo caso lo dico, è stato diciamo troppo premuroso nei confronti di chi ha quella responsabilità". Il voto utile, che ancora ieri l'ex sindaco di Roma ha chiesto, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega - attacca Veltroni - oggi ha giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica". Perchè, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". La nuova politica porterà invece, assicura Veltroni, senza ancora fare nomi, aria nuova nell'esecutivo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. Secondo Veltroni è anche "necessario cambiare la legge elettorale e noi puntiamo ad un sistema uninominale con le primarie obbligatorie, perchè i cittadini devono tornare a scegliere i propri rappresentanti". CRISTINA FERRULLI,.

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Alle urne le "quote" sono rosa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI E NUMERI. I votanti, i seggi, e tutti i servizi a disposizione per chi non si può muovere Alle urne le "quote" sono rosa In tutto gli elettori in città sono 86.993. Crescono gli stranieri che ogni anno ottengono la cittadinanza   C'è "un'immigrazione del fare" che punta alla cittadinanza italiana dopo dieci anni trascorsi nel nostro Paese, come prevede la legge. Per molti stranieri resta una chimera che si perde nei meandri di controlli e burocrazia. Ma adesso in città, dove oltre il 9 per cento della popolazione residente è straniero, crescono gli stranieri che ogni anno ottengono la cittadinanza italiana, e quindi il diritto di voto. Nel 2006 sono stati 88, nel 2007 il numero è salito 142 e quest'anno, nei soli primi tre mesi si è a 47. Ma veniamo ai numeri degli elettori per le amministrative: 40.256 maschi e 46.737 femmine per un totale di 86.993. I votanti alla Camera sono 38.825 maschi contro 45.279 femmine, per un totale di 84.122. Al Senato i votanti maschi sono 35.969, e 42.507 le femmine, per un totale di 78.476. Cittadini comunitari votanti per le amministrative: 7 maschi e 14 femmine. Dai numeri ai seggi: per accedere a quelli privi di barriere architettoniche, anche se diversi dalla propria sezione di appartenenza, gli elettori non deambulanti devono presentare un certificato rilasciato dal Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ulss. Ecco i distretti a disposizione: ambulatorio di contrà SS. Apostoli; 21 tel. 0444-752026; lunedì dalle 8.30-10, giovedì dalle 8.30- 12. Ambulatorio di via Giuriato, 72 tel. 0444 202911; venerdì e 8.30- 12. Ambulatorio di via Albinoni, 7 tel. 0444- 229514; martedì 8.30-12, mercoledì 14.30- 16.30. Per l'utenza dell'Ulss 6 apertura straordinaria del Servizio in via IV Novembre, 46 , sabato 12 aprile 8.30- 9.30 e domenica 13 aprile 9-10.30. Infine, per casi estremi, durante l'apertura dei seggi, si può richiedere la certificazione telefonando al 118. Anche per essere accompagnati gratuitamente a ritirare il certificato si può telefonare allo 0444-222560 (Interventi sociali). Questi i seggi privi di barriere architettoniche: Circoscrizione 1: sezione 52, elementare "G.Zanella", contrà S. Domenico, 46; sezione 77: media "Maffei", contrà S. Caterina, 11. Circoscrizione 2: sezione 72, media "Scamozzi", via L. Einaudi, 74 a Longara; sezione 92, media "Maffei" in contrà S. Caterina, 11. Circoscrizione 3: sezione 44, media "Barolini", via Palemone, 20; sezione 64 elementare "P.Lioy", viale della Pace, 197. Circoscrizione 4: sezione 30, elementare "G.Zanella" , contrà Porta Padova, 63; sezione 34, elementare "Riello", via A. Massaria, 70. Circoscrizione 5: sezione 78, elementare "Laghetto", via Lago di Pusiano, 1; sezione 32 "Lampertico" strada S. Antonino, 32 . Circoscrizione 6: sezione 80, elementare "Zecchetto", via Corelli, 12; sezione 10, elementare "Zecchetto", sezione 86 Ulss 6 corso SS. Felice e Fortunato, 227. Circoscrizione 7, sezione 88: ex elementare "Loschi", via Rismondo 2 e sezione 90, ex elementare "Loschi".C.R.  .

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Veltroni: ''Tre mesi per le adozioni'' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader del Partito democratico incontrando a Bari i rappresentati del terzo settore: ''Troppi 3 anni, tempi più brevi''. Ieri a 'Omnibus' su La7: ''Inutile confronto tv tra 15 candidati premier''. Guarda i video: 1, 2,3. E per le casalinghe propone assicurazione gratis. Vai allo speciale. Partecipa al nostro forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Bari, 6 apr. (Adnkronos) - Tempi più brevi per le adozioni. Lo ha auspicato il leader del Partito democratico Walter Veltroni (nella foto) incontrando a Bari i rappresentati del terzo settore. "Di tutte le aree deboli della società - ha affermato - i più deboli sono i bambini. Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha concluso.

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Vigilanza urbana, proteste dei sindaci (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALMANOVA Da Gonars e Santa Maria La Longa una lettera con le lamentele degli amministratori sull'organizzazione Vigilanza urbana, proteste dei sindaci Una circolare inviata ai parroci per sollecitarli a evitare funerali nella giornata domenicale PalmanovaPiovono le proteste su come è impostato il servizio di vigilanza urbana da Palmanova, che è il comune capofila della recente associazione intercomunale. I sindaci di Gonars e di Santa Maria la Longa hanno inviato al loro collega palmarino una circostanziata lettera (due paginette e mezza) nella quale si evidenziano le lacune riscontrate che possono essere sintetizzate in una eccessiva burocrazia richiesta per l'impiego dei vigili sul territorio e nella poca elasticità nell'interpretazione delle norme. Troppo ossequiosi di disposizioni e regolamenti vari, è stato osservato e tutto va a discapito della rapidità nell'organizzare manifestazioni e degli interessi di singoli abitanti che si vedono rinviare le loro faccende per un semplice timbro. I primi cittadini degli otto comuni associati nell'Aster non sono per nulla contenti di come le cose vengono gestite in questo nevralgico settore e spesso il loro stesso parere viene disatteso se non addirittura neppure richiesto come è accaduto nel caso della circolare inviata ai parroci del comprensorio dal comando della polizia municipale nella quale viene rivolto un perentorio invito a non effettuare i funerali di domenica ed in altre particolari fasce orarie perchè non si potrebbe assicurare la presenza della guardia comunale. Ma se Gonars e Santa Maria hanno messo nero su bianco, gli altri partner dell'associazione non risparmiano critiche e mugugni. Si fa notare che per essere ricevuti dal vertice del corpo si deve fare anticamera per troppo tempo; si rileva che le autorizzazioni riguardanti la chiusura al traffico di una strada comunale arrivano solo dopo alcuni solleciti; si lamenta che la giurisdizione è abbandonata a se stessa per la carente sorveglianza dei vigili. A tutto questo si aggiunge che da un mese a questa parte l'orario delle prestazioni in questo comparto è stato drasticamente ridotto perchè alcuni comuni non intendono corrispondere l'indennità di turno. Adesso i 18 addetti timbrano il cartellino di inizio lavoro alle 7.30 e smontano alle 13.30 mentre prima alle 13 scattava l'avvicendamento fino alle 19. Chi chiama il centralino dei "pizzardoni" al pomeriggio non speri di aver risposta. E questo complica notevolmente l'intera organizzazione e lo stesso svolgimento lavorativo.Mauro Mazzilli.

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E Veltroni aspetta la <sorpresa> nell'urna (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano Pagina 103 sul pullman E Veltroni aspetta la "sorpresa" nell'urna Sul pullman --> BENEVENTO Walter Veltroni lascia dopo Benevento la Campania e festeggia con un comizio a mezzanotte, in Puglia, la centesima provincia del tour. Convinto che il 13 aprile "ci sarà una sorpresa" va a caccia di voti tra gli indecisi, criticando gli avversari "cupi e senza energie", difendendosi dai giudizi ingenerosi di Bertinotti. "Ha segato l'albero su cui era seduto il governo Prodi. Per lui non vincerò? Lavoro per vincere - attacca - alla fine vedremo". Immediata la replica di Bertinotti: "Veltroni sbaglia ed è gravemente ingeneroso. Con le unghie e con i denti, anche trangugiando bocconi amari, abbiamo fatto vivere il governo contando su un secondo tempo che non è mai arrivato". "Ci siamo battuti - ha detto Bertinotti - per superare la legge che dà il precariato, l'aumento di salari e pensioni e lo abbiamo fatto nelle finanziarie e perfino dopo, decreto per decreto. Qui invece ci sono ministri che oggi fanno parte del Partito Democratico che non hanno consentito al governo di fare quello che avrebbe dovuto". Abbandonata la sinistra, Veltroni tenta di recuperare voti tra gli elettori del centrodestra. C'è "una giusta domanda" che, secondo il segretario del Pd, gira "tra chi non ci ha votato": vale la pena votare ancora il Pdl con "una leadership che non ha più voglia e un candidato premier che un giorno sì e uno no attacca le istituzioni", o è meglio scegliere il Pd? La risposta è un mix di scelte politiche fatte e di provvedimenti da realizzare in caso di vittoria. "Abbiamo chiuso l'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro" dice Veltroni nella terra di Clemente Mastella, l'alleato che ha dato l'ultimo colpo all' albero di Prodi. Un partito "coeso", che conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non possiamo accettare il declino dell' Italia". Berlusconi dice che se vince il Pd ci saranno più tasse e intercettazioni, Veltroni lo ignora e rilancia "il patto per la crescita e per lo sviluppo", provvedimenti a sostegno delle fasce deboli e delle casalinghe. Ma soprattutto parla di "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". E nella quale la giustizia funzioni e "chi sbaglia paghi", senza decisioni "morbide" come quella del Csm sul giudice di Gela. Il voto utile, che ancora l'ex sindaco di Roma chiede, è la scelta tra chi "vuole come noi aprire un ciclo di riforme che duri una-due legislature" e chi invece preferisce continuare "con liti e vertici di maggioranza e corna ai meeting internazionali". Ed è un voto, quello al Pd, per chi ama l'Italia: "La Lega - attacca Veltroni - oggi ha giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". Ce n'è, per il candidato premier del Pd, per chiedere "pacatamente, come dice Crozza", un voto ai Democratici, ad "una nuova politica". Perchè, avverte il leader del Pd, "la politica non è la casta e l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con una vecchia politica", dove anche "i nomi dei ministri Tremonti, Maroni e Bossi si sanno dal '94". La nuova politica porterà invece, assicura Veltroni, senza ancora fare nomi, aria nuova nell' esecutivo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti.

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<Reinventare il Paese partendo dal merito> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Emma Bonino, ministro al Commercio internazionale, detta la sua ricetta sul futuro in un dibattito promosso dal Pd: "Reggeremo con riforme che non costano, quelle sull'uomo" "Reinventare il Paese partendo dal merito" Il capolista alla Camera Massimo Calearo: "Meno burocrazia e più infrastrutture. La globalizzazione non è un male" Entusiasmo e stima palpabili in platea per la fermata padovana del ministro al Commercio internazionale Emma Bonino intervenuta a un dibattito promosso dal Pd su riforme ed economia. La Bonino era affiancata da Massimo Calearo, l'imprenditore candidato capolista del Pd alla Camera, da Michele Bortoluzzi, membro della giunta nazionale dei Radicali, dal senatore Paolo Giaretta segretario regionale del Pd, e dagli imprenditori Mario Carraro, e Massimo Carraro intervenuto in collegamento telefonico da Basilea, dove è impegnato nella fiera mondiale dell'orologeria.E se far comprendere senso e dinamiche di una convivenza di anime così variegate dentro il Pd non è facile, viene da chiedersi se la storica radicale riuscirà a far breccia su Padova. Soprattutto su quella parte di città fiera di avere chiamato l'attenzione nazionale sul tema dei diritti civili. Proprio lei, che 30 anni fa nel clima pre '68 della cultura esclusivamente cattolica, accese la miccia sociale dell'abolizione dell'aborto clandestino e della legge sul divorzio, facendo della laicità dello Stato la bandiera del partito Radicale. "A questa Padova - risponde la Bonino - dico che gli impegni assunti nel programma,credo siano un punto di partenza importante. Le cose a cui tenevo di più ci sono. Mi riferisco al testamento biologico, all'applicazione completa della legge 194, e a una soluzione per tutte le coppie di conviventi. Del resto non credo di dover ricordare le battaglie fatte da sempre dai radicali".Calearo rintraccia in Padova "la piazza capace di capire la svolta per il Paese". Del territorio riconosce "l'eccezionalità che sa tradursi anche in esempi di consorzi di comuni di colore politico opposto, ma che fanno sistema in forma manageriale".Snellimento della burocrazia e completamento delle infrastrutture sono i bisogni più urgenti rintracciati per il Nordest, quello stesso "che Veltroni, con sobrietà, porta sempre come esempio in zone meno produttive" testimonia Bortoluzzi. Per Giaretta il vero discrimine tra le due Italie sarà dato "da quella parte che si ritroverà nel Pd, nel punto di incontro tra le parti che restano certo distinte, ma che vogliono fare una sintesi elevata della società. E da quella di Berlusconi, che aspetta che qualcosa accada, che ascolta i toni populisti di chi ha candidato il capo della rivolta dei taxisti, e il generale Speciale con i suoi voli di Stato usati per farsi consegnare le spigole".Mario Carraro volge lo sguardo alla situazione globale e alla sforbiciata che il Fondo monetario internazionale ha dato all'Italia dimezzandone la stima di crescita e riducendola allo 0,3\%. "Siamo vicini alla sanzione - ammonisce Carraro - dobbiamo liberare teste e energie giovani. Capire che la globalizzazione non è un male, ma una transazione economica che dobbiamo vivere con intelligenza". Più serena la Bonino: "Sui dati sono meno pessimista, e sono d'accordo con Draghi. Non siamo più un mondo economico bipolare. La crescita negli ultimi due anni è stata trainata dall'export di chi ha saputo reinventarsi. Reggere è possibile partendo da riforme che non costano: liberando cioè le risorse umane, portando la cultura del merito. Questo risveglio farà da volano".Michela Danieli.

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Un centesimo in meno di Ici, il Comune la sanziona (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL FATTO Un centesimo in meno di Ici, il Comune la sanziona Quando la burocrazia si mette in moto non si sa a quali eccessi possa portare.Un centesimo in meno di differenza e un giorno di ritardo nel pagamento della rata dell'Ici per un immobile posseduto a Trecenta da una coppia di Torino, relativa al 2005, hanno spinto l'amministrazione altopolesana a inviare ai destinatari di tanto "errore" una notifica con ben quattro pagine di riferimenti legislativi, conteggi e motivazioni. Ovviamente con lettera raccomandata a carico del destinatario."Sulle prime pensavamo a un pesce d'aprile - spiega Maria Gabriella Sprocatti che si occupa dei beni del marito Gianni Trevisani - o forse anche chi, come me, non crede al lotto, riterrà giocoforza che il numero 1 (1. aprile, un centesimo, un giorno di ritardo), una certa sfortuna la porti. Non ricordo perché nel 2005 io abbia pagato con un giorno di ritardo. Forse ho voluto fare la furba e mettere alla prova la solerzia degli impiegati. Non l'ho mai fatto da quando possiedo una parte dell'immobile in questione, tanto meno mi stavo rendendo conto di arrecare un danno alle sempre disastrate casse comunali. Tuttavia non mi resta che complimentarmi con l'efficienza e il rispetto intransigente e teutonico delle leggi attuati nel mio Comune di nascita. Mi chiedo però anche se la legge vada applicata tout court o esista un piccolo margine di buon senso nell'applicarla. Nel caso specifico, un cittadino si sente vessato dalle istituzioni".I cittadini torinesi originari di Trecenta pongono alcune domande. "Come mai il rigore è presente nel sanzionare e non anche nel restituire al cittadino con efficienza e tempestività ciò che gli spetta? Perché non ci è ancora giunto l'accertamento sui nostri pagamenti che ugualmente hanno un centesimo di imposta non pagata e un giorno di ritardo? Perché nello schema dei conteggi si è arrotondato a 108 euro, visto che l'Ici si paga con i decimali? Non è che tutta questa carta, questo inchiostro e questo tempo lo potevate impiegare meglio?".F.P.

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<Più peso e rispetto per l'agroalimentare> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CONFRONTO La Coldiretti, con la giunta al completo, ha presentato ai politici che hanno accolto l'invito "quattro proposte per la legislatura" "Più peso e rispetto per l'agroalimentare" Stefani: "Le aziende vanno difese". Zanettin: "Più utili al primario". Hüllweck: "Valorizzare le produzioni di qualità" "Chi semina raccoglie". La frase ha aperto, l'altra sera, l'incontro tra i presidenti di sezione e di zona della Coldiretti e gli aspiranti deputati e senatori vicentini. Il modo di dire si adatta ad entrambe le categorie ma cosa si semina e cosa si raccoglie? I coltivatori, ovviamente, conoscono benissimo il breve o lungo ciclo di mais e soia e hanno cognizione dei rischi, dovuti principalmente alle condizioni meteorologiche, che potrebbero pregiudicare la mietitura. Per i politici, invece, la campagna elettorale non si coltiva ogni anno. In genere viene poi nutrita di promesse ma la messe dei voti si fa comunque, grazie anche al porcellum che elimina le preferenze. Forse per questo i rappresentanti della Coldiretti erano attenti nel valutare di che qualità fossero le semenze dei politici.A Vicenza i soci dell'associazione sono quasi 11mila e in via Zamenhoff, l'altra sera, c'era la giunta al completo e quasi tutti i delegati territoriali. Il presidente Diego Meggiolaro ha illustrato agli ospiti i crucci del settore, mettendo sul tavolo "quattro proposte per l'intera legislatura". Hanno commentato, a turno, i candidati Enrico Hllweck (Camera per il Pdl), Stefano Stefani (Camera, Lega Nord), Alberto Filippi (Senato, Lega Nord) Pierantonio Zanettin (Senato, Pdl), Angelo Guzzo (Camera, Pd); presenti anche il segretario provinciale di An Sergio Berlato, che non è candidato, ed Ernesto Gallo (candidato consigliere comunale nelle liste Udc).Ma cosa chiede la Coldiretti alla politica? "Innanzitutto un maggior peso di rappresentanza, visto che il 73\% delle imprese sono iscritte da noi, ma al tavolo ci sono troppe sigle e alla fine le decisioni non vengono prese", ha spiegato Meggiolaro. "E poi essere più forti a livello comunitario, applicazione dell'etichettatura obbligatoria, difesa del made in Italy, opposizione alle lobby di certi settori di Confindustria e Confagricoltura". Molte poi le proposte: dalla riduzione dei passaggi agroalimentari, alla realizzazione di mercatini degli agricoltori in ogni comune italiano per la vendita diretta dei prodotti, fino alla tutela internazionale dei cibi italiani e alla riduzione di un terzo dei rifiuti.Le risposte? "Non sono esperto di agricoltura ma c'è una logica di buonsenso nei programmi. La prima associazione di categoria dovrebbe cercare di imporsi, ci sono troppe sigle. I prodotti si difendono con una reale etichettatura. Le aziende vanno difese con una riduzione del carico burocratico", ha annotato Stefani, mentre per Zanettin "l'agenda agricola è sotto l'attenzione della politica: vogliamo trasferire la lievitazione dei prezzi alla categoria agricola e puntare sulla qualità" e Stefani ha di seguito chiosato: "Non vorrei più vedere voi fuori da Montecitorio, i vostri rappresentanti dovrebbero entrare a Roma". Dal canto suo, Hllweck, dopo aver rammentato di essere stato il fautore del trasferimento di Bortolo Fina(padre fondatore della Coldiretti) nel famedio cimiteriale, ha ricordato anche che: "La cultura dell'alimentazione è importante, dobbiamo valorizzare la nostra produzione di qualità e ridurre il percorso della filiera , dare percorsi protetti al consumatore con il più basso costo, minore burocrazia e maggiore controllo del territorio rurale".Infine anche per il Guzzo "il percorso della filiera breve è il principale scopo ed obbiettivo del Pd. Con il nostro latte, e altre identità come l'asparago di Bassano, bisogna fare un percorso educativo nel medio-lungo periodo con scuole ed aziende per far capire l'importanza del lavoro sui campi. Bisogna avvicinare il consumatore alle aziende agricole per incrementare il consumo diretto. E poi aiutare le aziende agricole con intervento diretto, ad esempio per smaltire le produzioni di latte".Come si diceva prima, chi semina raccoglie. Gli agricoltori, l'altra sera, parlavano di una buona stagione. Con cognizione di causa.Pietro Rossi.

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"Salasso" a un insegnante per rilasciargli un certificato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA PROTESTA "Salasso" a un insegnante per rilasciargli un certificato BassanoVentotto euro per un certificato rilasciato dal proprio "datore di lavoro". È così che scoppia quello che il sindacato Gilda chiama "il caso Brocchi". Un insegnante a metà marzo si rivolge alla segreteria del liceo bassanese per ritirare il certificato dei servizi prestati - comprova gli anni di insegnamento svolti in quell'istituto - e scopre che quel foglio ha un prezzo, tutt'altro che irrisorio.Il professore segnala il fatto alla Gilda degli Insegnanti che, attraverso il suo coordinatore provinciale Francesco Bortolotto, fa subito appello alla dirigente del liceo Maddalena Lazzaretto e ai capi dell'Ufficio scolastico provinciale e regionale, Pasquale Palumbo e Carmela Palumbo. Ai tre viene recapitata una lettera in cui si fa presente che "il rilascio di questi certificati è un atto dovuto, che rientra nei compiti normali delle segreterie e che non deve essere pagato. Per di più, nei casi in questione, si tratta di insegnanti precari che già percepiscono stipendi molto modesti". E poiché il caso risulta abbastanza isolato, la Gilda chiede alla dirigente del Brocchi di "togliere questa tassa" e all'Usp di "scoraggiare la diffusione di questa prassi".La preside, sostiene Bortolotto, "inizialmente ha risposto negativamente, dicendo che la tassa era stata introdotta per favorire l'autocertificazione e alleviare il lavoro delle segreterie. Tuttavia ritengo che questa regola vada casomai applicata a chi ha la possibilità di autocertificarsi e non lo fa. Mentre in questo caso, questo tipo di documento può essere fatto soltanto dalle segreterie". Il documento infatti serve ai fini del ricorso al Tribunale del Lavoro che la Gilda ha messo in atto per far assumere i "prof" precari.Nelle ultime 48 ore però il caso sembra aver subito una svolta, anche se non decisiva. "Ora le cose pare si siano ridimensionate. Ieri (venerdì per chi legge) un nostro iscritto ha richiesto lo stesso tipo di certificato al Brocchi e per averlo ha pagato solo tre euro. Qualcosa si è mosso, ma andremo a fondo perché anche questa richiesta di denaro ci pare illegittima". Un'altra questione sulla quale i sindacalisti mettono l'accento è la complessità della burocrazia scolastica: "Accade che i docenti precari cambino spesso istituto e quando devono richiedere un certificato che documenti gli anni di insegnamento, devono recarsi in ciascuna delle scuole in cui hanno lavorato". Ecco perché ora "attendiamo che l'Ufficio scolastico regionale intervenga per stabilire che le scuole debbano rilasciare un documento cumulativo".Laura Pilastro.

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Il "Professor M" mi ricorda qualcuno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il "Professor M" mi ricorda qualcuno che non si deve pronunciare, una sigla per l'innominabile, quasi si dovesse cancellare la memoria. Durante la Grande Guerra, Cadorna nominava con "M" un generale che si diceva portasse sfortuna: nei carteggi ufficiali e persino dei diari, il generale Mambretti veniva sempre citato per iniziale o, al massimo, come "effetto M". Fu rimosso e trasferito dal fronte più per "effetto" che per demeriti sul campo di battaglia. Questo "Professor M" è chiaramente diverso, ma i suoi effetti sono ugualmente letali, tanto da assurgere a simbolo dell'assenteismo nel settore pubblico e del malcostume nazionale. Non credo che 50 mila euro costituiscano lo stipendio lordo annuale di un insegnante, per guadagnare tanto un buon docente nella scuola impiega quasi due anni: la scuola paga poco e male, sicuramente al di sotto della specializzazione richiesta e ben sotto la media europea. Questa non vuole essere una giustificazione, il professore doveva essere allontanato da prima, perché simili esempi sono distruttivi e offendono la gente. Vale per l'impiegato comunale o di qualsiasi ufficio pubblico, per un insegnante, per un magistrato, per un militare, per un medico ospedaliero. Per tutti coloro che non lavorano, che sfruttano ogni mezzo per imbrogliare gli altri, che scambiano la malattia per ferie, che barano quando timbrano il cartellino. Verso tutti questi non possono esserci attenuanti o clemenza di alcun genere. Consiste anche in queste concessioni la debolezza e la colpa dei sindacati che si sono ostinati a tutelare anche chi non lo meritava, danneggiando i diritti dei veri vessati nel lavoro (e ce ne sono). Chi non fa bene il proprio mestiere danneggia tutti gli altri che lavorano onestamente e con scrupolo. La legge, che pure esiste, dovrebbe essere applicata più rapidamente nel sanzionare veri e propri reati. Il fatto che per avere giustizia occorrano molti anni e si debba arrivare alla Corte dei Conti significa che la burocrazia e la lentezza esasperanti costituiscono tuttora un limite quasi invalicabile.Non so se sia possibile attivare la class action in casi come questo: la scuola e l'istruzione non possono essere paragonati a un prodotto scaduto e messo in vendita, a una garanzia truffaldina. Lei ha, però, ragione quando sollecita la politica a badare non soltanto alle entrate, ma anche e soprattutto alle uscite. È indubbio che pagare un fannullone sia sprecare denaro pubblico, oltre che dare un pessimo esempio alla società. Il problema è che spesso chi deve dare il buon esempio non è esattamente irreprensibile. Eppure tutti sono pronti a scagliare la prima pietra.

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Veltroni: ''Astensionismo anticamera di tragedie'' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il segretario del Pd: ''In questa settimana si decide chi governerà''. E auspica tempi più brevi per le adozioni: ''Passare da tre anni a tre mesi''. Poi lancia la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille''. Ieri a 'Omnibus' su La7: ''Inutile confronto tv tra 15 candidati premier''. Guarda i video: 1, 2,3. E per le casalinghe promette l'assicurazione gratis. Vai allo speciale. Partecipa al nostro forum ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Bari, 6 apr. (Adnkronos/Ign) - "L'astensionismo è l'anticamera delle peggiori tragedie consumate nell'umanità". Lo ha detto il leader del Partito democratico Walter Veltroni (nella foto) nella tappa barese del suo tour elettorale. "Agli elettori della sinistra radicale dico che ogni voto è utile - ha sottolineato - ma è chiaro che in quest'ultima settimana si decide chi governerà il Paese tra noi e la destra". Poi è tornato a parlare di sicurezza come di ''un bene indiscutibile'' per il cittadino. E ha auspicato tempi più brevi per le adozioni. "Di tutte le aree deboli della società - ha affermato - i più deboli sono i bambini. Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di ''emergenza educativa nel nostro Paese". E ha parlato della necessità di far passare gli asili nido" da servizio a domanda individuale a servizio obbligatorio". Parlando di sanità, ha sottolineato: "I primari degli ospedali devono essere nominati solo se sono bravi e non se sono di sinistra o di destra". Poi, a proposito dei costi della politica, si è chiesto: ''Perché occorrono due Camere per fare le leggi?". E quindi ha ribadito la proposta di "una sola Camera che faccia le leggi con tempi prefissati per approvarle". "L'Italia deve dimagrire.Perché dobbiamo avere mille parlamentari quando basterebbe averne 570? Perché avere 51 partiti? Perché abbiamo i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa?", ha detto Veltroni in uno dei passaggi più applauditi del suo discorso. Infine, ha attaccato il Pdl: "Da Alitalia al voto agli immigrati, dalle missioni all'estero all'Europa: i nostri avversari sono divisi su tutto". "Il leader dello schieramento avverso - ha proseguito Veltroni - ha detto che farà la prima sessione di governo a Napoli, Maroni ha detto che si farà a Malpensa. Alla fine la faranno a Palazzo Chigi, a Roma''. ''Alleanza nazionale è stata trattata come il più insignificante dei collaboratori - ha sottolineato Veltroni -. L'alleanza gli è stata comunicata sui giornali. Sono stati costretti ad entrarvi. E per di più - ha aggiunto - hanno imbarcato i loro peggiori avversari come la Mussolini e Ciarrapico". "Basta con le dichiarazioni fatte e poi smentite - ha proseguito Veltroni -. Basta con le corna fatte ai vertici dei capi di Stato. Basta con le battute. L'Italia deve avere una stagione riformista come l'hanno avuta altri Paesi europei". Per Veltroni quella che emerge nello schieramento avversario "è una leadership stanca e logorata". "Agli altri le armature, a noi l'Italia che studia, che lavora, che rischia, che produce", ha concluso il leader del Pd.

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DALL'INVIATO RAFFAELE INDOLFI BENEVENTO. È UNA COSA INACCETTABILE. QUELLO CHE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

DALL'INVIATO RAFFAELE INDOLFI Benevento. "È una cosa inaccettabile. Quello che è successo a Gela è un messaggio micidiale che si dà ai poliziotti, ai magistrati. Bisogna riformare la giustizia, e bisogna essere più severi". Walter Veltroni attacca il Csm per il caso del giudice di Gela che ha impiegato otto anni per stilare una sentenza sulla mafia. "Quel giudice - dice Veltroni - avrebbe dovuto rispondere di quello che ha fatto, invece, il Csm è stato troppo premuroso nei suoi confronti". Il Csm ha, infatti, respinto la richiesta avanzata dall'ex ministro della Giustizia Mastella di sospenderlo dallo stipendio e dalle funzioni. E il leader del Pd è altrettanto severo con quei magistrati che hanno nei giorni scorsi rimesso in libertà a Messina 12 boss del racket. Veltroni, anche a Benevento, ultima tappa della sua due giorni campana, chiede fermezza e severità contro la criminalità organizzata. E insiste sulla necessità di una lotta dura e serrata contro tutte le mafie che "insanguinano il Mezzogiorno e ne bloccano lo sviluppo". Così se a Trentola Ducenta, nella villa confiscata al killer dei 99 omicidi della camorra, prima tappa del suo giro elettorale in Campania, aveva scatenata la guerra alle mafie, qui, a Benevento, una volta terra d'emigrazione, la guerra la dichiara al precariato. Promette che il primo atto del suo governo, se il Pd vincerà le elezioni, sarà un provvedimento legislativo per garantire ai giovani assunzioni a tempo indeterminato. E rilancia anche la proposta di una assicurazione automatica e gratuita per le casalinghe, "ma anche i casalinghi" contro gli infortuni domestici. Nel dettaglio, la proposta è di modificare la legge attuale, così da rendere automatica e gratuita l'assicurazione. Non sarà quindi più necessario presentare domande o fare versamenti. Solo nel caso di incidente domestico che comporta una invalidità permanente, la casalinga dovrà presentare un'autocertificazione. Poi passando dalle proposte al confronto elettorale, Veltroni attacca i suoi avversari che definisce "cupi e senza energie". Critica Berlusconi che "attacca, un giorno sì e uno no le, istituzioni". Replica a Fausto Bertinotti. "Per lui non vincerò? Io lavoro per vincere, alla fine vedremo". E nella terra di Clemente Mastella, l'alleato che ha dato l'ultimo colpo al governo di Romano Prodi, spiega che il Pd ha chiuso "L'esperienza di una coalizione frammentata e litigiosa, che andava da Dini a Pecoraro". E sostiene che il Pd è un partito "coeso", che conosce i problemi della gente e vuole mettersi al lavoro "perchè non possiamo accettare il declino dell'Italia". Dice di volere "una democrazia che decida", nella quale i lacci della burocrazia "non si mettano come un gorilla sulla spalla degli imprenditori e dei cittadini". Veltroni parla anche dell'orgoglio di essere e sentirsi italiani e attacca la Lega. "I candidati leghisti a Pontida - dice - hanno giurato sul Po. Voglio sapere se giurano pure sulla Costituzione e sul tricolore". E dal palco di Benevento il leader del Pd rilancia anche la sua preferenza per la riforma elettorale. "È necessario - afferma - cambiare la legge elettorale e noi puntiamo ad un sistema uninominale con le primarie obbligatorie, perchè i cittadini devono tornare a scegliere i propri rappresentanti". Sostiene che "la politica non è la casta" e che "l'antipolitica fa un grande regalo a chi vuole continuare con la vecchia politica". E la politica che lui sogna "la nuova politica" porterà, assicura, senza ancora fare nomi, aria nuova nel governo e realizzerà "una fase di forte discontinuità" anche in Campania, dove, sostiene il segretario del Pd, non si poteva aprire una crisi istituzionale durante l'emergenza rifiuti. Veltroni lascia dopo Benevento la Campania, dove non ha incontrato il cardinale Sepe e festeggia con un comizio a mezzanotte, a Conversano, in Puglia, la centesima tappa del suo tour nazionale.

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ACCONTENTIAMOCI DI CENTOMILA, CHE NON SONO POCHE, NEANCHE PER UN PAESE, COME LO DEFINì GAETANO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Accontentiamoci di centomila, che non sono poche, neanche per un Paese, come lo definì Gaetano Salvemini, di "sagrestani e chiacchieroni". Centomila leggi contro le sette-ottomila della Francia e della Spagna e le quattromila e cinquecento della Germania. I tromboni che ci governano o quelli che ci vorrebbero governare giurano che, se vinceranno, le decimeranno. Ma i primi a non crederci sono loro. Una volta entrati nella "stanza dei bottoni" si renderanno conto che è più facile far andare d'accordo la Santanché e la Mussolini che sfoltire la giungla legislativa. Ridurre le leggi vuol dire smantellare mezza burocrazia. Quella che campa di regolamenti, decreti, decretini, commi, paragrafi, eccezioni. Soprattutto, eccezioni. La forza dei pubblici amministratori, la metà dei quali ci costerebbero meno se in quiescenza, è la savana in cui come astuti automi si muovono. Più le pratiche li sommergono più si sentono a loro agio. E più si sentono a loro agio, più noi, cittadini, ci sentiamo a disagio. Quei signori hanno in mano i nostri destini e i nostri quattrini. Dipendiamo da loro come il diabetico dall'insulina, l'iperteso dai sartanici e dai betabloccanti. Hanno un cavillo per ogni soluzione e nell'arte di rendere difficile il facile, complesso il semplice, oscuro ciò che è chiaro sono maestri. Essi sono un'armata che non combatte, con un micidiale potere di dissuasione e oppressione. Affrontarli è come sfidare i mulini a vento o lo sceicco Bin Laden. Ti sfuggono come anguille, ti rimbalzano con sufficienza e arroganza da uno sportello all'altro finché, esausto, rinunci alla lotta, getti la spugna, ti rassegni alla sconfitta. Le eccezioni, anche nella nostra indolente, adiposa, bizantina burocrazia non mancano, come non mancano nel Palazzo, dove non allignano solo marpioni, tromboni e fannulloni, ma anche galantuomini. Se generalizzo è perché il la, come si dice, lo dà la maggioranza. E la maggioranza è quella che è, piaccia o no a chi, per tornaconto, per ignoranza o per demagogia patriottarda si erge a paladino di chi non merita nemmeno l'avvocato d'ufficio. Un Paese che non appartenga al Terzo Mondo, diventato il nostro modello, ha bisogno di regole e regolamenti, di leggi e, forse, anche di qualche leggina. Ma centomila (diecimila più, diecimila meno) sono troppe. Diffidate di chi nei comizi elettorali prende di mira questa ipertrofia, brandendo un machete che non userà mai. Purtroppo le elezioni si vincono con le promesse, gli impegni indefettibili, i giuramenti solenni. I leader in lizza e i loro agit-prop non hanno capito ciò che noi abbiamo capito da un pezzo. Che gli italiani non ne possono più delle loro chiacchiere; che non li prendono più sul serio perché non vogliono più essere presi per i fondelli. Siamo stufi, arcistufi di tribuni che si spacciano per uomini nuovi, per taumaturghi, operatori di miracoli. Noi, che non siamo nati ieri e non siamo fessi, ai miracoli non crediamo, ammesso che mai ci abbiamo creduto. Ne abbiamo visti troppi per non revocare in dubbio quelli che ogni giorno i dulcamara di turno annunciano dall'alto di pergami e di rostri screditati. Noi diciamo basta ai venditori di fumo, agli spacciatori di fuffa, di qualunque colore, odore, sapore. Noi diciamo basta a chi dice di no a questo andazzo, dopo esserne stato l'artefice o il complice. Noi, nel futuro Parlamento vogliamo gente seria, taciturna, che faccia quel poco che, in un Paese con le spalle al muro e il fiato grosso, si può fare. Ammesso che qualcosa si possa ancora fare. Gente seria che non ciurli nel manico, non meni il can per l'aia, non si gabelli come salvatrice della Patria o Unta del Signore. I salvatori della Patria non ci piacciono e gli Unti del Signore li conosciamo: si sono unti da soli, senza viatici divini. Stando così le cose, che non potrebbero stare peggio, andiamo a votare, turandoci il naso e le orecchie. In attesa di un nuovo che non arriverà mai. O arriverà ormai rancido. Roberto Gervaso.

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LE IDEE CHE SERVONO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le idee che servono... Mi piacerebbe poter concordare con diverse proposte che sono emerse nella mia ultima visita elettorale a Napoli, come la fiscalizzazione degli oneri sociali per due anni per le imprese agroalimentari e del turismo, la creazione di aree sperimentali franche, o l'istituzione di un fondo per la fattorizzazione dei crediti delle imprese campane nei confronti delle Asl. Non vorrei però che mancassero le risorse o intervenisse il veto dell'Unione europea. C'è, poi, una misura nella quale credo molto, per tutta l'Italia e per la Campania in particolare: la liberalizzazione e la progressiva privatizzazione delle aziende municipalizzate, che costano a Napoli 70 milioni di euro l'anno. Altri dati mi preoccupano. Sono 170mila i giovani di valore che emigrano ogni anno dalla Campania nel resto d'Italia e in Europa. Un'emigrazione intellettuale che non ha eguali e sottrae al Sud la sua principale risorsa, quella umana. Proponiamo la creazione di poli tecnologici di ricerca internazionali per attrarre nel Mezzogiorno i migliori cervelli stranieri e valorizzare e impiegare i nostri giovani più meritevoli. In Campania più che altrove, l'amministrazione ha creato lacci e lacciuoli. I tempi biblici della burocrazia sono la vera zavorra alla crescita. L'emergenza rifiuti, che ha proiettato la Campania su Newsweek ("Disastro Italia") produce un effetto domino dalle conseguenze drammatiche, compresa la crisi della mozzarella di bufala. Per non dire dell'ordine pubblico. Noi vogliamo pagare meglio i poliziotti, anche per i rischi che corrono, e vogliamo riportare nelle strade, a tutela delle persone, i troppi che svolgono mansioni amministrative dietro la scrivania. E poi vogliamo sottrarre alla politica la scelta discrezionale dei direttori generali delle Asl e dei primari. La Sanità deve essere al servizio del cittadino, non dei partiti. È chiedere troppo? Sono poche proposte, concrete, per restituire a Napoli il suo cielo. Pier Ferdinando Casini.

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Veltroni: ''Rimonta spettacolare'' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 06-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il segretario del Pd: ''Siamo a un'incollatura''. E auspica tempi più brevi per le adozioni: ''Passare da tre anni a tre mesi''. Poi lancia la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille''. Ieri a 'Omnibus' su La7: ''Inutile confronto tv tra 15 candidati premier''. Guarda i video: 1, 2,3. E per le casalinghe promette l'assicurazione gratis. Vai allo speciale. Partecipa al nostro forum ascolta la notizia commenta 0 vota 9 tutte le notizie di POLITICA Brindisi, 6 apr. (Adnkronos/Ign) - "Stiamo assistendo alla più spettacolare rimonta della storia politica italiana''. Così il leader del Partito democratico Walter Veltroni (nella foto) nel corso del comizio in piazza Cairoli, a Brindisi. Circa tremila le persone che assitono alla tappa numero 102 del tour elettorale. ''Ora siamo a un'incollatura e faremo insieme l'ultimo miglio della volata", è la sua previsione. E se eletto, "cercherò di tenere conto anche di coloro che non mi hanno dato il voto e che meritano il nostro rispetto perché cittadini del nostro Paese". "La destra ha governato l'Italia per sei anni - ha aggiunto - e nessun italiano si ricorda quel periodo come un'epoca di cambiamento. Io non ho mai governato". Poi ha osservato che "in Europa i primi ministri hanno la mia età. Io avrò l'età del mio avversario nel 2026". Poco prima, da Bari, il leader del Pd ha stigmatizzato l'astensionismo, ''anticamera delle peggiori tragedie consumate nell'umanità". "Agli elettori della sinistra radicale dico che ogni voto è utile - ha sottolineato - ma è chiaro che in quest'ultima settimana si decide chi governerà il Paese tra noi e la destra". Poi è tornato a parlare di sicurezza come di ''un bene indiscutibile'' per il cittadino. E ha auspicato tempi più brevi per le adozioni. "Di tutte le aree deboli della società - ha affermato - i più deboli sono i bambini. Per adottare non ci possono volere tre anni che è un tempo medio e ottimistico. C'è di mezzo troppa burocrazia. Dobbiamo capire se una famiglia che vuole adottare è credibile e attendibile. Per fare questo ci vogliono tre mesi, non tre anni", ha sottolineato. Quindi ha lanciato la proposta di ''istituzionalizzare la legge del 5 per mille". A proposito della formazione, il leader del Pd si è detto d'accordo con la Chiesa che ha parlato di ''emergenza educativa nel nostro Paese". E ha parlato della necessità di far passare gli asili nido "da servizio a domanda individuale a servizio obbligatorio". Parlando di sanità, ha sottolineato: "I primari degli ospedali devono essere nominati solo se sono bravi e non se sono di sinistra o di destra". Poi, a proposito dei costi della politica, si è chiesto: ''Perché occorrono due Camere per fare le leggi?". E quindi ha ribadito la proposta di "una sola Camera che faccia le leggi con tempi prefissati per approvarle". "L'Italia deve dimagrire. Perché dobbiamo avere mille parlamentari quando basterebbe averne 570? Perché avere 51 partiti? Perché abbiamo i salari più bassi e gli stipendi dei parlamentari più alti d'Europa?", ha detto Veltroni in uno dei passaggi più applauditi del suo discorso. Infine, ha attaccato il Pdl: "Da Alitalia al voto agli immigrati, dalle missioni all'estero all'Europa: i nostri avversari sono divisi su tutto". "Il leader dello schieramento avverso - ha proseguito Veltroni - ha detto che farà la prima sessione di governo a Napoli, Maroni ha detto che si farà a Malpensa. Alla fine la faranno a Palazzo Chigi, a Roma''. ''Alleanza nazionale è stata trattata come il più insignificante dei collaboratori - ha sottolineato Veltroni -. L'alleanza gli è stata comunicata sui giornali. Sono stati costretti ad entrarvi. E per di più - ha aggiunto - hanno imbarcato i loro peggiori avversari come la Mussolini e Ciarrapico". "Basta con le dichiarazioni fatte e poi smentite - ha proseguito Veltroni -. Basta con le corna fatte ai vertici dei capi di Stato. Basta con le battute. L'Italia deve avere una stagione riformista come l'hanno avuta altri Paesi europei". Per Veltroni quella che emerge nello schieramento avversario "è una leadership stanca e logorata". "Agli altri le armature, a noi l'Italia che studia, che lavora, che rischia, che produce", ha concluso il leader del Pd.

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