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tARTICOLI DEL 5-5-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (47)
I vaccini e il "ponte": l'Asl si scusa
( da "Provincia
di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sistema di comunicazione in modo che i cittadini possano usufruire dei servizi primari, quali le vaccinazioni, anche in coincidenza con giornate feriali prossime alle festività. E' una corretta interpretazione delle esigenze degli assistiti con meno burocrazia, più comprensione e migliore organizzazione di un'attività primaria com'è quella riferita alla sanità. Marco Luppi 04/05/2008.
Agricoltura
penalizzata ( da "Corriere delle Alpi"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi ci siamo resi conto che c'è un macigno che ci soffoca, la burocrazia. E in agricoltura la burocrazia regionale ha un nome, l'Avepa. L'agenzia per i pagamenti in agricoltura ci costa 70 milioni di euro all'anno e ha 20.000 pratiche ferme. Dobbiamo far capire in Regione che si è passato il limite. E che Sant'Isidoro ci aiuti".
Rete
Natura, vincoli sul 75% della provincia
( da "Corriere
delle Alpi" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nuove spese e burocrazia. Di Rete Natura si è parlato sabato a Longarone, nel corso di una conferenza informativa sulla gestione della fauna ittica nei siti della Rete. "Sbaglia chi crede che la questione della Rete Natura e quindi delle zone Zps e Sic riguardi solo cacciatori e pescatori".
Sanità
e welfare assorbono milioni ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Claudio Cavazzuti, capogruppo Pd, ha invece sottolineato il proprio orgoglio nel votare una delibera così importante. Massimo Valentini (Rc) dal canto suo ha chiesto di velocizzare i tempi di erogazione degli assegni di cura e di discutere i criteri di calcolo del reddito Isee, ribadendo la sua contrarietà nel settore dei servizi alla persona ai meccanismi di mercato
Mondo
disco, quanta nostalgia ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dal prossimo anno, forse, avremo anche qualche espositore straniero, burocrazia permettendo, così da allargare le competenze e l'offerta". La Fiera del Disco, ribatezzata dagli organizzatori ""Record Fair", è stata un successo anche in questa edizione. A ingresso libero, come sempre. Paola Cortese.
Cacciatore
uccide capriolo con l'auto ( da "Trentino"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In questi casi la legge prevede che l'investitore possa reclamare l'animale abbattuto. Se nessuno intende trattenere l'animale, di solito viene consegnato alla sezione cacciatori del territorio. Espletata la burocrazia del caso, ieri mattina l'animale è stata consegnato al cacciatore.
Burocrazia:
un mini corso di autodifesa dai soprusi
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Proposte Burocrazia: un mini corso di autodifesa dai soprusi Messo di fronte alla burocrazia e ai meandri legislativi, spesso il semplice cittadino si sente schiacciato; e sicuramente incapace di difendersi. Per questo la sezione Auser di Botticino Mattina, con il patrocinio del Comune e dell'Auser provinciale,
La
legge del garante e quella di internet - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La realtà non sopporta più i tempi della burocrazia. L'orribile filmato su Meredith è stato mandato in onda, per la prima volta, il 31 marzo. Io l'ho visto il 6 aprile. Il garante l'ha bloccato (si fa per dire) il 24 aprile. Le decisioni sui redditi on line sono attese per domani, 6 maggio, perché, come dice il presidente Pizzetti bisogna "pur sempre rispettare le regole.
Vertice
udine-hinterland: autobus e smog le priorità
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E su questa linea intende muoversi anche Honsell che però vuole prima mettere a punto un piano condiviso con tutti gli altri sindaci. Tra gli argomenti all'ordine del giorno nell'incontro di domani ci saranno anche quelli del commercio e la questione rifiuti mentre il sindaco di Martignacco, Marco Zanor intende affrontare il nodo della burocrazia. Cristian Rigo.
<Le
multe dopo il funerale Andrò dal giudice di pace>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le multe dopo il funerale Andrò dal giudice di pace" "Pass per il centro, burocrazia implacabile" Lara Ludergnani PRESTO potrebbe ricevere a casa un bel pacchetto di multe. "Almeno così mi hanno annunciato all'ufficio traffico del Comune ? è stupita e arrabbiata Lara Ludergnani, commerciante al Savena ?. Mia mamma è morta un mese e mezzo fa, abitava in centro.
Protesta
dei venditori di grano e scola: problema del sindaco
( da "Nuova
Venezia, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Gli stessi ospiti non sembrano dar peso all'ordinanza e forniscono regolarmente cibo ai piccioni che ignari della burocrazia sembrano gradire visto il numero sempre massiccio di volatili che affolla la piazza. Per ora i vigili si limitano a dei richiami verbali ma non è escluso che presto posano cominciare a scattare le prime multe.
Gemona
ha problemi e non può restare ferma
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: seppur in difficoltà per una burocrazia troppo soffocante e i costi troppo alti. Sono ben vivi i suoi giovani che, assieme al lavoro e alla casa, ci chiedono cose nuove, stimolanti secondo il loro modo di essere e di sentire. Sono ben vivi i nostri anziani che ci chiedono più sicurezza, tranquillità e attenzione.
La
crisi alimentare può avere effetti molto più gravi di quella finanziaria
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non dispongono di burocrazie efficienti e immuni da varie forme di corruzione. Il World Food Programme, un'agenzia dell'ONU, stima in 700 milioni di dollari il fabbisogno più urgente. Non si tratta di una somma stratosferica, se ci ricordiamo che noi italiani ci permettiamo di spendere 1,6 milioni di dollari al giorno per coprire le perdite dell'
Prima
giunta, tondo decide le deleghe ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
deleghe Fra
le priorità i tagli della burocrazia e l'emergenza Insiel. Convocati i dieci
superdirettori di ALESSIO RADOSSI TRIESTE Inizia oggi, dal punto di vista
operativo, il mandato-bis di Renzo Tondo alla guida della Regione. Alle
Tondo
oggi decide le deleghe ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: priorità ai tagli della burocrazia lRadossi a pagina 6 TRIESTE Oggi alle 15 inizia ufficialmente l'"era Tondo" con la riunione della prima giunta regionale in cui il presidente provvederà alla distribuzione delle deleghe tra gli assessori, i cui nomi sono già noti. Fra i primi provvedimenti che si profilano, la sburocratizzazione della macchina amministrativa e la gestione dell'
Commissione
medica, quel tunnel oscuro ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Così la voglia di correre via da tutta questa burocrazia ipocrita mi prende irrefrenabile, non voglio i loro sguardi indagatori sul mio viso, le loro mani sul mio seno, non voglio sentire le loro voci che mi interrogano come fossi colpevole di chissà cosa. Non hanno diritto di giudicarmi ma nonostante questi pensieri rimango qui seduta come tutti,
Il
capitale umano è centrale, innoviamo la scuola
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meglio della burocrazia centrale le necessità del proprio territorio ed è quindi in grado di progettare un'offerta formativa e luoghi di formazione capaci di attrarre un numero crescente di studenti, incentivando in loro la passione per l'apprendere. La contemporanea valorizzazione del merito - che non vuol dire realizzare una organizzazione sociale esasperatamente meritocratica -
<La
produzione dell'olio d'oliva affossata dalla burocrazia>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oliva affossata dalla burocrazia" Quartu --> Ottomila tonnellate d'olio: è questa la media annuale della produzione d'olio d'oliva in Sardegna. Uno dei migliori sul mercato. Ma i problemi sono tanti. Come la lentezza della macchina burocratica e regionale nel concedere i fondi per migliorare le aziende e gli oleifici che periodicamente hanno necessità di essere rinnovati.
Le
sfide del Partito democratico ( da "Unita, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di fatto dalla stessa burocrazia e sancite da Parlamento e Governo. La burocrazia le scrive per sé, per tenere le procedure sotto controllo. Attenzione, queste lungaggini ed inefficienze stanno soffocando il paese ed esasperando la gente, che non tollera più. Molti di coloro che hanno votato Lega Nord non lo hanno fatto per i fucili di Bossi (
Personale
all'osso: pazienti in viaggio per la dialisi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mandamentale di Andriolu sono ancora semivuoti e i due ambulatori mostrano i soliti problemi che a causa della burocrazia sembrano insormontabili: barriere architettoniche, stanze bonsai, personale ridotto, macchinari radiografici fuori uso da anni e mai riparati nonostante le segnalazioni degli stessi medici alla Asl. Gilda Usai si scaglia contro l'Azienda sanitaria locale e il Comune.
Nely:
<Adoro Parma ma ho nostalgia di casa>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia è lenta e non è facile ottenere il ricongiungimento con i piccoli, ma in futuro non escludiamo nulla". La signora Daria De Peralta racconta le sue giornate che trascorrono in una città che ha amato dal primo istante. "Due anni prima di venire ad abitare in Emilia sono stata a Firenze.
Immigrati
<milanesi>, raddoppiati in due anni
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: solita burocrazia -, dopo code in mille uffici, dopo fogli di protocollo, bolli e raccomandante, ecco, alla fine ce l'han fatta. Hanno acquisito la cittadinanza. Possono far tutto quello previsto dalla Costituzione, come votare. E possono permettersi di dire che si dovrebbe essere più duri contro gli stranieri che non rispettano le leggi e le regole:
Tavoli
all'aperto, il 10% è abusivo ( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Basta burocrazia, multe e sanzioni saranno più rapide" Tavoli all'aperto, il 10% è abusivo Da gennaio 1.194 controlli nel centro storico, 131 locali fuorilegge Con il ritorno della bella stagione nel centro storico della città si ritorna al caos consueto: tavoli e sedie che occupano ogni spazio possibile su strade e marciapiedi,
AL
SEGGIO ELETTORALE ( da "Corriere della Sera"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si nasconde la vecchia diffidenza della burocrazia italiana per l'uso che i cittadini potrebbero fare della loro libertà. DEMOCRAZIA TURCA L'evoluzione Caro Romano, sono stata in Kurdistan turco per partecipare a una udienza contro i sindaci di Sur e di Diyarbakir, e poi come osservatrice al Newroz, il capodanno kurdo.
Ordine
pubblico al primo posto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che si è prefissato tra le altre cose di abbattere la burocrazia negli uffici della polizia per accrescerne la presenza nelle strade, di aumentare le perquisizioni per individuare chi è armato di coltelli e munire tutti gli autobus con telecamere in diretta. Oltre ad aumentare il personale in divisa alle fermate di autobus e stazioni.
Assediati
dalla idiot art ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, gli "eredi di Stalin", in liriche e poemi di innegabile abilità versificatoria. Oggi per molti russi amanti della poesia è solo il protagonista di una serie di aneddoti che ne immortalano l'equilibrismo ideologico ("dissidente- cortigiano", "valvola da cui la locomotiva lasciava uscire il vapore perché non scoppiasse la caldaia"
La
sovrintendenza blocca tutto ( da "Mattino di Padova, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tanto è stata rapidissima la burocrazia di palazzo Moroni a "pubblicare" il progetto di massima della moschea nell'ex fattoria di via Longhin, quanto sembra eterna la pratica per il parere tecnico preventivo della Sovrintendenza. Così il "caso moschea" resta politico, con la raccolta di firme per il referendum e la mobilitazione più o meno anti-islamica sull'
Troppi
poteri capaci solo di dire no ( da "Panorama"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia sindacale è stata vista con il medesimo riguardo che i cattolici riservavano al clero e i comunisti ai funzionari di partito nei tempi antichi. Il sindacato è stato concepito come un privilegio per sindacalisti allo scopo di difendere meglio i lavoratori.
Ringrazio
tanto Padova ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: noto che per ottenere il rispetto di un diritto dalla burocrazia statale occorre rivolgersi al giudice o ai mezzi di comunicazione. Adire al giudice risulta troppo lungo e costoso; voi rappresentate un ente benefico per noi cittadini pazienti oltre ogni limite. Sono titolare di una pensione di invalidità, riconosciata e confermata dai numerosi enti statali che la devono vidimare:
No
al lavoro che uccide, 400 in corteo
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è necessario che non si allunghino all'infinito i tempi della burocrazia, perché la conseguenza poi è che i lavori vengono eseguiti a tappe forzate a scapito della sicurezza. Ed è necessario che gli interventi vengano programmati senza aspettare scadenze imposte dagli eventi, siano le colombiane del 1992 o Genova città della cultura".
La
legge del Garante e quella di Internet
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La realtà non sopporta più i tempi della burocrazia. L'orribile filmato su Meredith è stato mandato in onda, per la prima volta, il 31 marzo. Io l'ho visto il 6 aprile. Il garante l'ha bloccato (si fa per dire) il 24 aprile. Le decisioni sui redditi on line sono attese per domani, 6 maggio, perché, come dice il presidente Pizzetti bisogna "pur sempre rispettare le regole.
BOTTICINO.
Proposte Burocrazia: un mini corso di autodifesa dai soprusi Messo di
fronte alla b... ( da "Brescia Oggi"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Proposte Burocrazia: un mini corso di autodifesa dai soprusi Messo di fronte alla burocrazia e ai meandri legislativi, spesso il semplice cittadino si sente schiacciato; e sicuramente incapace di difendersi. Per questo la sezione Auser di Botticino Mattina, con il patrocinio del Comune e dell'Auser provinciale,
I
giapponesi vengono a produrre a Motta
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma le follie della burocrazia, le astrusità e le lentezze delle norme italiane, hanno creato non pochi intralci, a cominciare dai visti e dai permessi di soggiorno che perseguitano anche chi vuole fare un investimento in Italia, tanto che il titolare dell'azienda ha un permesso valido fino a fine 2008 e dopo dovrà ricominciare daccapo tutte le pratiche.
Rotelli,
la Terza Via tra Bazoli e Berlusconi nel salotto RcsCorsera
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: attività del gruppo assicura ogni anno 90100 milioni di margine operativo lordo, la minor burocrazia e la maggiore efficienza con cui è gestita tutta la struttura diventano fattori premianti. Proprio per aver messo a frutto un'attività così delicata come la salute dei cittadini Rotelli è stato accusato in passato di "far soldi sulla pelle della gente".
Pc,
telefonini, Web: a Cuba affiora la revolucion digitale
( da "Stampaweb,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: al Web rimane un privilegio per pochi e fidati membri della burocrazia statale, la maggioranza della popolazione deve accontentarsi di controllatissimi web cafè. Colpa dell'embargo americano che costringe Cuba a servirsi di Internet solo via satellite, affermano le voci filogovernative. Desiderio di non lasciar fuggire il genio dalla bottiglia, sostengono gli oppositori: Internet,
Russia,
lo "sviluppo naturale" nell'era Medvedev
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che fare con una composita mescolanza di istituti protodemocratici e quasi democratici entro una cornice dominata dalla burocrazia, vera classe detentrice del potere; il tutto è ancora complicato dall'assenza di autonome amministrazioni locali. Dunque l'esercizio del potere non s'impara nei "manuali di democrazia", ma nell'adattarsi ai problemi reali con scelte rapide ed idonee.
Comuni
e mafia, le soluzioni sono da rivedere
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Basta pensare ai poteri che le leggi Bassanini hanno trasferito alla burocrazia locale, per intendere come lo scioglimento di consessi elettivi – spesso sprovvisti di un'effettiva capacità di incidere sul funzionamento degli apparati comunali – risulti una misura poco incisiva. Anche qui v'è un percorso incompiuto.
Innovazione,
la Ue fissa gli standard ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la Ue fissa gli standard Dalla trasparenza alla burocrazia le nove linee guida della Commissione PAGINA A CURA DI Maria Adele Cerizza La "normalizzazione" può favorire l'innovazione. è il senso di una Comunicazione elaborata dalla Commissione europea intitolata appunto "Verso un maggior contributo della normalizzazione all'innovazione in Europa".
Intervista
a Silvio Viale / "Ora siamo nel Pd con la Binetti ma dopo chi resterà, noi
o lei?" ( da "Opinione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una burocrazia romana anche per i radicale? La burocrazia è necessaria. Non c'è stato moderno senza burocrazia. Il nemico è la cattiva burocrazia. Il Nord è avanzato perché ha una migliore burocrazia. Il Sud è più indietro perché l'ha pessima La burocrazia della giustizia com'è?
(ACR)
LAPENNA (FI): E' TEMPO DI AFFRONTARE LA CRISI INDUSTRIALE
( da "Basilicanet.it"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dove fino ad oggi gli unici risultati tangibili sono i ritardi della burocrazia e lâ??immobilismo, senza contare la lentezza della Giunta De Filippo, il tutto a danno dei lavoratoriâ?. â??Il lavoro â?" sottolinea Lapenna- rappresenta unâ??emergenza vera e propria nella nostra regione e merita unâ??attenzione costante da parte della classe dirigente.
È
ora di tornare in Kenya ( da "Agenzia di Viaggi, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mentre si lavora per migliorare infrastrutture e burocrazia, non resta che crederci: vendere e programmare il Kenya, capitalizzando incentivi, offerte e reportage che persuadano il consumatore a scegliere il Kenya e il suo Oceano Indiano, volando a Mombasa con i charter di Livingston, Eurofly, Blue Panorama, Air Italy e Neos.
IL
TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
TREVISO
- (A. Fed.) È scontato ( da "Gazzettino, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: come la concessione dei permessi di soggiorno o il ritiro degli stessi, con meccanismi farraginosi e pieni di burocrazia. Week end in cui si accumulano anche dieci servizi da svolgere: basti pensare che una partita di calcio implica l'arrivo allo stadio ore prima e l'andarsene ore dopo l'uscita di tutti e dopo l'aver scortato i pullman di squadre e tifosi.
Redditi
e privacy, cosa si rischia a fare il download dei file
( da "Vnunet.it"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: luce rispetto ai tempi della burocrazia (basta un Rss feed o un link per generare traffico esponenziale); la "lentezza" della burocrazia rispetto all'instantaneità della Rete dimostra che i mezzi del Garante privacy non sono sufficienti rispetto alla Rete. Il garante della Privacy ha scritto una lunga e articolata replica sempre su La Repubblica per difendere la propria prontezza d'
Chernobyl,
mito duro a morire ( da "Opinione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dei metodi e degli errori plateali commessi dalla burocrazia comunista sovietica, da personale poco specializzato e costretto a rispondere a ordini politici. Chernobyl non è tanto una tragedia nucleare, quanto una tragedia umana provocata dal comunismo. La notte dell'incidente, all'1,23 del 26 aprile 1986, il reattore stava funzionando in condizioni estremamente instabili.
Primo
maggio in quasi tutto il mondo si è celebrata la festa del lavoro. Venerdì due
maggio a Cuba è... ( da "Stampaweb, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: al Web rimane un privilegio per pochi e fidati membri della burocrazia statale, la maggioranza della popolazione deve accontentarsi di controllatissimi web cafè. Colpa dell'embargo americano che costringe Cuba a servirsi di Internet solo via satellite, affermano le voci filogovernative. Desiderio di non lasciar fuggire il genio dalla bottiglia, sostengono gli oppositori: Internet,
La
Lega a favore degli immigrati regolari, ogni giorno 4 diventano milanesi
( da "Blogosfere"
del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Lavorano dignitosamente e superano una burocrazia lunga e difficile, è d'accordo anche la Diocesi della Pastorale Migranti, perchè bisogna risiedere stabilmente a Milano, in Italia comunque, e per dieci anni. E sono troppi, perchè è facile farsi prendere dalla leggerezza di lavorare in nero, dovrai pur mangiare e lo fanno anche tanti italiani,
( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cernobbio Il
direttore non esclude provvedimenti disciplinari I vaccini e il
"ponte": l'Asl si scusa CERNOBBIO L'azienda sanitaria locale ammette
il disservizio accaduto venerdì, si scusa con i cittadini che hanno dovuto
sopportare i disagi e promette che in futuro si farà in modo che inconvenienti
del genere non abbiano a ripetersi. La storia delle vaccinazioni non effettuate
a causa del ponte dell'1 maggio, ha avuto uno strascico all'interno
dell'azienda e fa onore alla direzione il fatto che anziché accampare delle
vaghe giustificazioni, difficilmente comprensibili, sia stata assicurata una
tempestiva verifica. L'addetto stampa, Giordano Besana, informa infatti che la
direzione già da ieri mattina ha disposto un'indagine conoscitiva con lo scopo
di stabilire le origini del disservizio e rimuovere le cause che lo hanno
causato in modo da evitare in futuro, per quanto possibile, qualsiasi
contrattempo per le famiglie, soprattutto in un settore primario com'è quello
delle vaccinazioni infantili. Da quanto si è saputo ieri mattina, la direzione
dell'azienda intende andare fino in fondo con lo scopo di stabilire le ragioni
che venerdì hanno dato luogo alla vana attesa degli addetti alle vaccinazioni e
alle evasive risposte date ai genitori di una decina di bambini in merito
all'assenza degli addetti ai lavori. L'intenzione, ammesso che emergano
negligenze, è di adottare eventuali provvedimenti disciplinari. Per il futuro,
l'azienda fa inoltre sapere che il calendario dei ponti sarà sottoposto a
rigorosa revisione e verrà modificato anche il sistema di
comunicazione in modo che i cittadini possano usufruire dei servizi primari,
quali le vaccinazioni, anche in coincidenza con giornate feriali prossime alle
festività. E' una corretta interpretazione delle esigenze degli assistiti con
meno burocrazia, più
comprensione e migliore organizzazione di un'attività primaria com'è quella
riferita alla sanità. Marco Luppi 04/05/2008.
( da "Corriere delle Alpi" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA GIORNATA A
TRICHIANA "Agricoltura penalizzata" Criticate le scelte regionali che
emarginano il settore TRICHIANA. "Inutile dire qualcosa. Tanto non cambia
mai nulla". E' pessimista il sindaco di Trichiana, Fiorenza Da Canal, nel
suo intervento di saluto agli agricoltori che hanno partecipato alla festa di
Sant'Isidoro, a Nate di Trichiana, organizzata dalla Coldiretti della Sinistra
Piave. "L'anno scorso, in questa stessa festa, abbiamo fatto delle
richieste, abbiamo protestato. Non è cambiato niente. Anzi, gli agricoltori
stanno peggio. E anche noi come Comune non riusciamo a fare di più: abbiamo
perfino dovuto operare dei tagli che speriamo di integrare a settembre". E
il sindaco è chiaro: "Da ringraziare ci siete solo voi, agricoltori, che
continuate a fare questo lavoro". C'erano altri due sindaci presenti alla
manifestazione, quello di Limana, Elvi Sommacal e quello di Mel, Ruggero Dalle
Sasse; il consigliere regionale Guido Trento, l'assessore provinciale Irma
Visalli e il direttore della Coldiretti Ivo Bozzato. "Ci sono giovani - ha
detto il sindaco di Limana - che vorrebbero ampliare le loro stalle. Dobbiamo
dire di no, perchè ci sono leggi regionali che lo impediscono. Sono sindaco da
9 anni e da allora sento parlare di statuto regionale e di autonomia
provinciale. Senza l'autonomia non riusciremo a cambiare nulla". Ai
giovani si è rivolto Dalle Sasse, invitandoli a non perdere l'entusiasmo e la
voglia di lavorare in questo difficile settore. Sul tema dell'autonomia è
tornata anche Irma Visalli: "La battaglia più grande deve essere quella
della specificità, perchè l'agricoltura di montagna non è come quella di
pianura e ha bisogno di una attenzione diversa". Ha in parte risposto al
sindaco di Trichiana, il consigliere regionale Guido Trento, invitando tutti a
non rassegnarsi. "L'anno scorso è stato un anno di speranza, grazie
all'arrivo dei fondi europei. Poi ci siamo resi conto che
c'è un macigno che ci soffoca, la burocrazia. E in agricoltura la burocrazia regionale ha un nome, l'Avepa. L'agenzia per i pagamenti in
agricoltura ci costa 70 milioni di euro all'anno e ha 20.000 pratiche ferme.
Dobbiamo far capire in Regione che si è passato il limite. E che Sant'Isidoro
ci aiuti". Non è solo questione di soldi, per il direttore della
Coldiretti, ma anche di mentalità. "Se uno vuole costruire una stalla, il
giorno dopo si becca una denuncia da qualche vicino. Anche questo rende
difficile l'agricoltura in montagna".
( da "Corriere delle Alpi" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Reolon: "Non riguardano
solo cacciatori e pescatori, ma gran parte dei bellunesi" "Duecento
pagine di norme, alcune incredibili e ora vanno fatte rispettare" BELLUNO.
Da qualche tempo i bellunesi si trovano a dover fare i conti con una sigla in
più, la Vinca. E' la valutazione di incidenza ambientale di cui dovrà dotarsi
chi deve fare un intervento edilizio anche piccolo, se il proprio paese o
territorio rientra in una delle aree di Rete Natura 2000. E di aree ce ne sono
tante nel Bellunese: ben il 75 per cento del territorio provinciale è compreso
in una delle zone di tutela di Rete Natura 2000. E la Vinca va fatta da un
professionista. E dunque? Nuove spese e burocrazia. Di Rete Natura si è parlato
sabato a Longarone, nel corso di una conferenza informativa sulla gestione
della fauna ittica nei siti della Rete. "Sbaglia chi crede che la
questione della Rete Natura e quindi delle zone Zps e Sic riguardi solo
cacciatori e pescatori". Lo spiega il presidente della Provincia
Sergio Reolon che è stato uno dei relatori della conferenza di Longarone.
"Bisogna fare una premessa. Se la Regione Veneto e l'Europa hanno ritenuto
che il 75 per cento del territorio della provincia fosse meritevole di tutela,
questo significa che noi abbiamo saputo in questi decenni e secoli, tutelare in
maniera straordinaria questo patrimonio. E ciò è frutto di una responsabilità
collettiva, che i bellunesi nelle varie generazioni hanno saputo assumersi: è
una responsabilità collettiva nel senso che è a disposizione della umanità
intera". Il 54 per cento delle zone Zps e Sic del Veneto sono infatti in
provincia di Belluno. "Se la Regione ha deciso questo, avrebbe dovuto
riconoscere che innanzitutto qui, nel Bellunese, vanno definite le modalità di
tutela, insieme alla gente che ci vive, non contro o in modo indifferente. E
inoltre doveva riconoscere che qui vanno dirottate le risorse che consentano di
valorizzare queste aree e rendere effettiva la tutela". E invece? "E
invece la Regione Veneto nel
( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Investimenti sempre
più alti. I progetti per le strutture protette PROGRAMMA PER I NON
AUTOSUFFICIENTI PIANETA ANZIANI In arrivo importanti novità in ambito sanitario
e sociale. Lo annuncia l'assessore Cinzia Caruso. Importanti le somme messe in
campo: 43 milioni di euro. Questo l'ammontare delle risorse previste
nell'Accordo di Programma che a sua volta comprende il programma 2008 del Piano
di Zona 2005-2007 (prorogato di un anno, in attesa del nuovo Piano 2009-2011) e
anche il Piano distrettuale. Il mondo della sanità e quello del sociale si
vanno sempre più integrando, complice ovviamente l'incremento dell'età media
degli anziani. "Lo Sportello sociale Nemo - ha detto l'assessore Caruso in
occasione del recente Consiglio comunale - va in questa direzione, e va
ricordato che la neonata Asp (azienda per i servizi alla persona), valuterà le
modalità gestionali per la sopralevazione della casa protetta Il Carpine,
mentre si fa strada la possibilità di avere un infermiere 24 ore su 24 nelle
case protette carpigiane, come avviene a Soliera". Tiziana Balestri, che
coordina i progetti nell'Unione, ha descritto i diversi programmi finalizzati
contenuti nel Piano attuativo 2008 (minori, giovani e dipendenze, immigrazione,
povertà, anziani-disabili, per un totale di 25,7 milioni di euro di risorse
stanziate) ed è passata poi ad esaminare le risorse stanziate per l'anno in
corso dal Fondo regionale per la non autosufficienza, che ammontano in totale
ad altri 17,3 milioni di euro, di cui quasi il 90% destinati agli anziani.
Alcuni numeri: le case protette e le residenze assistite esistenti nel
territorio dell'Unione Terre d'argine costeranno 9,462 milioni di euro,
considerando le risorse regionali, comunali, dell'Azienda Usl e le rette degli
utenti. Circa 1,7 milioni sono previsti per i centri semiresidenziali per
anziani e la stessa cifra per l'assistenza domiciliare, poco più di 1,2 milioni
invece per gli assegni di cura per anziani. Al momento delle dichiarazioni di
voto in Consiglio Enrichetta Annovi (Forza Italia) ha avuto modo di ribadire
come vi siano lacune in questi progetti e come sia necessario garantire criteri
neutrali nelle assegnazioni e una minore burocrazia. Claudio Cavazzuti, capogruppo Pd, ha invece sottolineato il proprio
orgoglio nel votare una delibera così importante. Massimo Valentini (Rc) dal
canto suo ha chiesto di velocizzare i tempi di erogazione degli assegni di cura
e di discutere i criteri di calcolo del reddito Isee, ribadendo la sua
contrarietà nel settore dei servizi alla persona ai meccanismi di mercato
non controllati da ente pubblico o volontariato, che distruggono la coesione
sociale. Al momento del voto la delibera in discussione ha ottenuto l'ok di
tutto il Consiglio ad esclusione dei gruppi Popolari-Liberali e Forza Italia,
che si sono astenuti. Si è poi discusso di questa delibera anche nel Consiglio
d'Unione, presentando i tre progetti finalizzati su infanzia-adolescenza
(sostegno alla genitorialità, interventi per preadolescenti e Città amica dei
bambini delle bambine). Il Consiglio ha approvato all'unanimità, con il solo
voto contrario di Alvaro Pescetelli (Polo per le Terre d'argine).
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Mottella la fiera
del vinile, fra il rock e il jazz Pubblico oltre i 40 anni. Nuovo appuntamento
a ottobre Dischi rari, a 33 e 45 giri, qualche cd e qualche cassetta, di tutti
i generi musicali, dal jazz alla classica, dal rock al blues, gadgets compresi.
Per il secondo anno al Centro "Sandro Pertini" di Mottella di San
Giorgio l'associazione culturale Blues Print ha organizzato la Fiera del Disco.
Sotto al tendone si sono ritrovati gli appassionati, dai quarant'anni in su, a
caccia di dischi rari da comprare o da scambiare. "I giovani hanno altre
vie, gli mp3 ad esempio, scaricano da internet la musica che oggi costa molto,
forse troppo - dice Franco Bigi, organizzatore della rassegna -. Penso che a
Mantova fosse giusto realizzare un appuntamento del genere, già diffuso nelle
altre città. è un'iniziativa che comunque non va a penalizzare il mercato
ufficiale perché si muove in un mondo fatto di collezionisti che cercano cose
rare". I costi: da un minimo di uno a in massimo di 50 euro. Niente cifre
da capogiro anche se, frugando bene tra gli stand, si potevano trovare pictures
disk dei Pink Floyd e copie rare dei Beatles. In questa edizione di primavera
(la prossima sarà il 19 ottobre) sono arrivati da mezz'Italia venticinque
espositori, ognuno con la propria specialità, la propria passione. "Stiamo
parlando di questo, della passione - aggiunge Franco Bigi -. Questo tipo di
collezionismo è destinato probabilmente a sparire negli anni, come accadrà per
i cd. La fruizione della musica è in rapida evoluzione. In questa occasione
abbiamo avuto a disposizione esperti eccellenti che sanno tutto dei dischi. C'è
anche chi è venuto semplicemente a chiedere informazioni sulle raccolte ereditate
dagli zii o dai nonni". Migliaia di persone si sono riversate a Mottella
dove, grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale di San Giorgio, è
stata organizzata la manifestazione. Non c'è stato un momento di punta ma un
susseguirsi incessante di appassionati e musicisti tra i quali il bluesman
Giorgio "Cigno" Signonetti e il cantante lirico Davide Ruberti.
"Abbiamo preferito organizzare un doppio evento annuale anziché una fiera
di due giorni - conclude Franco Bigi -. In questo modo i collezionisti hanno la
possibilità di darsi appuntamento da una stagione all'altra, di cercare pezzi
rari da cercare, portare, scambiare. Dal prossimo anno,
forse, avremo anche qualche espositore straniero, burocrazia permettendo, così da allargare le competenze e l'offerta".
La Fiera del Disco, ribatezzata dagli organizzatori ""Record
Fair", è stata un successo anche in questa edizione. A ingresso libero,
come sempre. Paola Cortese.
( da "Trentino" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'incidente a
Loppio. L'investitore autorizzato a tenersi la preda ROVERETO. Con la doppietta
forse non aveva mai preso una preda del genere. Il gran colpo gli è riuscito,
invece, stringendo il volante della sua Mercedes Sl. Per carità, un colpo di
fortuna, non certo di abilità, ma tant'è. Davanti al suo paraurti si è
materializzato all'improvviso un capriolo di due anni, ucciso sul colpo dal
fortuito scontro. Come prevede la legge - e su autorizzazione della Forestale -
il guidatore ha potuto reclamare la bestia e tenersela, verosimilmente per
farne una succulenta cena. Ma, come dicevamo, l'abilità venatoria del
cacciatore di Santa Margherita in questione non c'entra nulla, visto che stiamo
scrivendo di un incidente stradale, accaduto l'altra sera intorno alle
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
BOTTICINO. Proposte Burocrazia: un mini corso di autodifesa dai soprusi
Messo di fronte alla burocrazia e ai meandri legislativi, spesso il semplice cittadino si sente
schiacciato; e sicuramente incapace di difendersi. Per questo la sezione Auser
di Botticino Mattina, con il patrocinio del Comune e dell'Auser provinciale,
ha organizzato due incontri che hanno lo scopo di far conoscere i diritti
basilari di ogni italiano. Le leggi in vigore nel nostro Paese sono in effetti
numerosissime (molte di più rispetto a quelle dei maggiori Paesi europei), e
soprattutto per un anziano e facile in qualche forma di sopruso o di raggiro
costruito proprio sulla mancata conoscenza delle normative. Ma adesso,
dicevamo, c'è questa opportunità di approfondimento. Il primo incontro è in
programma mercoledì sera a partire dalle 20.30 nella cornice di villa Labus,
sede dell'Auser di Botticino Mattina. In quella occasione si parlerà di diritti
di famiglia; affido condiviso; separazione e divorzio (procedure e costi);
successioni, testamenti, donazioni e usufrutto. Al tavolo dei relatori Luisa
Papa, un avvocato civilista. Il secondo incontro, sempre con lo sfondo di villa
Labus e a partire dalle 20,30, approfondirà le pratiche commerciali sleali; le
clausole vessatorie e le novità della conciliazione e della mediazione. Se ne
occuperà, in rappresentanza della Camera di commercio di Brescia, Beatrice
Nardo, responsabile dell'ufficio Tutela del mercato e dell'ufficio di
Conciliazione del medesimo ente. A.LAFF.
( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti LA LEGGE
DEL GARANTE E QUELLA DI INTERNET (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Con tutta
franchezza, mai come questa volta l'intervento della nostra Autorità è stato
tempestivo. Il 30 aprile, nella stessa giornata in cui si è saputo che
l'Agenzia delle entrate ha cominciato a diffondere in rete, sul suo sito web, i
dati di tutti i contribuenti italiani relativi al
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Vertice
Udine-hinterland: autobus e smog le priorità Domani primo faccia a faccia tra Honsell
e i suoi colleghi dei Comuni vicini. Saranno decisi provvedimenti da attuare
subito Rivedere il trasporto pubblico potenziando il collegamento tra Udine e i
comuni dell'hinterland e studiare un sistema per estendere i provvedimenti
contro lo smog a tutta l'area urbana senza compromettere la viabilità. Queste
le principali richieste che i sindaci dei comuni confinanti con il capoluogo
friulano intendono sottoporre a Furio Honsell nell'incontro in programma
domani, il primo da quando il professore è sindaco. L'obiettivo è quello di
arrivare a una proposta condivisa da inviare alla Regione. "Molte delle
problematiche che interessano l'hinterland - spiega il primo cittadino di
Tavagnacco, Mario Pezzetta che ieri ha incontrato Honsell anticipandogli alcune
valutazioni - riguardano temi di competenza regionale e quindi il confronto con
la Regione sarà indispensabile". Honsell intende "fare squadra con la
cintura" in modo da poter pesare di più quando sarà il momento di
presentare un elenco di priorità alla Regione. Prima fra tutte il potenziamento
del Trasporto pubblico locale (Tpl). Nel piano del Tpl, che dovrà essere
rimodulato a breve, Honsell punta a ottenere una modifica dei percorsi con
nuove linee di autobus e un incremento significativo del chilometraggio.
L'ipotesi è quella di estendere il collegamento con l'autobus a nuovi comuni
come per esempio Tavagnacco e Martignacco per i quali potrebbe partire una
sperimentazione. La mancanza di una rete di trasporto pubblico in grado di
soddisfare le esigenze di quanti vogliono muoversi verso la città è infatti uno
dei problemi più sentiti dai comuni dell'hinterland come hanno ribadito più
volte anche il sindaco di Pagnacco Paolo Trangoni e quello di Pradamano,
Gabriele Pitassi. Accanto al tema del Tpl, c'è poi quello dell'inquinamento. Il
sindaco di Pasian di Prato, Lorenzo Tosolini è convinto che vadano ripensate le
strade di accesso alla città e ha già chiesto delle centraline per monitorare
il Pm10 a Santa Caterina e Passons. La giunta Cecotti aveva già chiesto di
allargare il raggio d'azione del piano anti-smog all'hinterland udinese.
Estendendo la circolazione a targhe alterne nelle principali direttrici di
traffico di tutta l'area metropolitana per affrontare le emergenze, ma
soprattutto programmando interventi strutturali finalizzati a limitare la
produzione di polveri sottili Pm10. A incominciare dal potenziamento del
trasporto pubblico locale. E su questa linea intende
muoversi anche Honsell che però vuole prima mettere a punto un piano condiviso
con tutti gli altri sindaci. Tra gli argomenti all'ordine del giorno
nell'incontro di domani ci saranno anche quelli del commercio e la questione
rifiuti mentre il sindaco di Martignacco, Marco Zanor intende affrontare il
nodo della burocrazia.
Cristian Rigo.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA pag. 28
"Le multe dopo il funerale Andrò dal giudice di
pace" "Pass per il centro, burocrazia implacabile" Lara Ludergnani PRESTO potrebbe ricevere a
casa un bel pacchetto di multe. "Almeno così mi hanno annunciato
all'ufficio traffico del Comune ? è stupita e arrabbiata Lara Ludergnani,
commerciante al Savena ?. Mia mamma è morta un mese e mezzo fa, abitava in
centro. Dopo il funerale io e mia sorella abbiamo fatto sei-sette viaggi
per sistemare la casa. Nessuno ci aveva avvisato che il permesso, di un anno,
non era più valido. Nemmeno su Internet ho trovato un'informazione chiara. Per
questo, quando arriveranno i verbali, mi rivolgerò al giudice di pace". LA
DONNA è stata messa in guardia da una cliente. "Poi ? racconta ? ho
verificato chiamando l'ufficio traffico, in via Brugnoli. Mi hanno confermato
che era vero, che dal giorno della morte di mia madre non potevo più usare il
contrassegno. Quindi è certo che mi arriveranno le contravvenzioni. Anzi: ci
arriveranno, perché il problema riguarda anche mia sorella. Ci siamo sempre divise
il permesso, per accudire mia madre. Il Comune non permette un duplicato. Non
era proprio comodo, visto che io abito a San Lazzaro e mia sorella vive a
Pianoro. E il contrassegno va sempre tenuto, in auto. Perché è vero che nel
cervellone di Sirio sono registrati i numeri di targa. Ma a un controllo dei
vigili urbani si prende la multa, se non si esibisce il tagliando". LA
FAMIGLIA contesta una burocrazia implacabile.
"Servirebbe un po' di elasticità mentale ? chiede Lara Ludergnani ?. Il
problema, immagino, riguarda tante altre persone. Bisognerebbe dare un po' di
tempo... Soprattutto dopo un lutto. Mia madre è morta il 15 marzo. E' chiaro
che tutti noi siamo emotivamente provati. A nessuno era venuto in mente che il
permesso non fosse più valido, subito dopo. Anche perché durava un anno. Mi
pare un pessimo esempio di tolleranza zero, che colpisce il cittadino comune.
Questo non è un caso di furbizia". A QUELLI, invece, ha dichiarato guerra
l'assessore al Traffico Maurizio Zamboni. Che di recente, rimuginando su una
statistica ben poco invidiabile ? Bologna seconda in Italia dopo Napoli per
numero di pass invalidi ? ha intensificato i controlli. Anche perché, facendo
un po' ordine nei numeri, l'amministrazione si è accorta che un bolognese su
quattro non restituisce il permesso, dopo la morte del parente a cui era
intestato. "QUESTO è scorretto, è giusto verificare meglio ? riconosce la
commerciante ?. Ma il nostro è un caso tutto diverso. L'ufficio traffico, dopo
la mia telefonata, mi ha annunciato che il Comune mi chiederà indietro il
contrassegno, con una lettera. Mi ha anche spiegato che ci vorrà un po' di
tempo, prima di riceverla. Quando mi arriverà la comunicazione, restituirò il
tagliando. Prima no. A questo punto mi adatto anch'io a questa burocrazia così rigida. Non ho mai fatto domanda per avere
il contrassegno da invalidi, anche se ci sarebbero stati i requisiti, credo. Mi
bastava l'altro per accudire la mamma. Anche questo è un segno di correttezza,
mi pare. Ho chiesto il permesso, valido per un anno, previsto per assistere un
familiare che non ha autonomia. Ho pagato un certificato medico, prima, e mi
sono presentata con quello. Non so se chiedo troppo, ma il Comune dovrebbe
avere più attenzione per i cittadini. Difendo un principio. Per questo mi
rivolgerò al giudice di pace". Rita Bartolomei Image:
20080505/foto/423.jpg.
( da "Nuova Venezia, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Protesta dei
venditori di grano E Scola: "Problema del sindaco" "E' il
sindaco che deve affrontare il problema". Così ha risposto ieri mattina il
Patriarca di Venezia Angelo Scola - in procinto di salire in Bacino San Marco
sulla Serenissima per il corteo acqueo della Sensa - ai venditori di grano che,
con i banchetti chiusi in Piazzetta, chiedevano una sua intercessione di fronte
all'ordinanza comunale che li ha ormai espulsi da San Marco. Nessun
"blitz" ieri nei confronti del sindaco Massimo Cacciari all'avvio del
corteo della Sensa, ma solo la prosecuzione della protesta, con i banchetti
chiusi e tappezzati di scritte poco amichevoli nei confronti del sindaco, degli
assessori Giuseppe Bortolussi e Augusto Salvadori e della soprintendente Renato
Codello, considerati gli artefici dello stop alla vendita del grano in Piazza,
legato ai rischi igienici e sanitari provocati dalla presenza della più folta
colonia di piccioni di Venezia e al degrado a cui sono sottoposti i monumenti
dell'area marciana proprio per i danni provocati dagli uccelli. "Cacciari,
non sono stati i colombi a far perdere il tuo partito", recitava uno di
essi e molti turisti si sono fermati incuriositi a leggerli. Ma la protesta non
si ferma e i 19 venditori di granaglie di San Marco, bloccati da un'ordinanza
comunale che vieta dal primo maggio di distribuirlo ai piccioni della Piazza
minacciano ora lo sciopero della fame. Decideranno i modi e le forme
dell'eventuale clamorosa protesta in settimana dopo l'incontro programmato con
l'assessore comunale alle Attività produttive Giuseppe Bortolussi a cui è
legato anche un chiarimento forse definitivo legato alla partita degli
indennizzi. Un risarcimento diventato più elastico dopo il voto del Consiglio
comunale e che potrebbe assumere forme diverse: nuovi banchi di souvenirs,
indennizzo economico, posti di lavoro. Il legale che rappresenta parte degli
ambulanti - quelli che hanno fatto ricorso al Tar, per ora senza successo,
contro l'ordinanza, per la quale è stata negata la sospensiva - ha quantificato
in 150 euro al giorno l'indennizzo ritenuto congruo. Intanto, i venditori di
grano con i banchetti chiusi e trasformati in datsebao di protesta, sono
divenuti essi stessi, loro malgrado, una nuova attrazione per i turisti che
affollano quest'angolo di Venezia famoso in tutto il mondo. Gli stessi ospiti non sembrano dar peso all'ordinanza e
forniscono regolarmente cibo ai piccioni che ignari della burocrazia sembrano gradire visto il
numero sempre massiccio di volatili che affolla la piazza. Per ora i vigili si
limitano a dei richiami verbali ma non è escluso che presto posano cominciare a
scattare le prime multe.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sono cambiati
abitanti e bisogni mentre solo le divisioni sono rimaste immutate Gemona ha problemi
e non può restare ferma DIBATTITO di VIRGILIO DISETTI * Diamoci la sveglia,
altrimenti perdiamo non solo il treno, ma anche la stazione! Perché Gemona,
nonostante la sua rappresentazione, è ancora viva. Sono vivi i gemonesi con i
loro problemi, ma anche con i loro progetti. Sono vive le sue attività
economiche, seppur in difficoltà per una burocrazia troppo soffocante e i costi
troppo alti. Sono ben vivi i suoi giovani che, assieme al lavoro e alla casa,
ci chiedono cose nuove, stimolanti secondo il loro modo di essere e di sentire.
Sono ben vivi i nostri anziani che ci chiedono più sicurezza, tranquillità e
attenzione. Sono vive le sue famiglie che pretendono solo di non essere
soffocate da tasse e spese di ogni genere. Se invece l'impressione è di una
Gemona sonnacchiosa e rassegnata, siamo noi a portarne la responsabilità. Io
per primo che amo Gemona, che sono convinto che si possa e si debba fare di più
perché energie e risorse per rialzarci e fare un balzo in avanti ci sono.
Diamoci la sveglia perché è necessario pensare e fare cose nuove, perché il
mondo sta cambiando, perché il Friuli è cambiato e anche Gemona lo è! Sono
cambiati i suoi problemi e i suoi bisogni, anche i suoi abitanti sono cambiati
e, se non sappiamo dare nuove risposte, questi cambiamenti li subiremo e allora
a crescere saranno solo i problemi e non le opportunità. Allora sì che saranno
dolori! Diamoci la sveglia e usciamo dal Palazzo per riascoltare la nostra
Città, le sue ansie, le sue speranze, le sue idee, i suoi sogni, i suoi
progetti e, soprattutto, i suoi concreti e quotidiani problemi, perché solo
così potremo fare ciò che la gente si aspetta da noi. Basta polemiche e
divisioni, è ora che qualcuno riallacci le fila di un serio confronto sulle
cose da fare, è ora di capire ciò che di nuovo sta venendo avanti e di
affrontarlo con coraggio e determinazione. Basta con un consiglio comunale
profondamente diviso: maggioranza contro minoranza e viceversa. E troppo spesso
anche le diverse anime della maggioranza sono in lotta tra di loro. E questo è
il colmo. Non su idee o progetti diversi, non su un'intelligente competizione
per migliorare le cose e per risolvere i problemi ben reali della nostra gente
e della nostra città. No. Si è solo e semplicemente contro! Come alle recenti elezioni
provinciali: quattro candidati gemonesi tutti nella stessa maggioranza in
Consiglio, ma divisi! Così il risultato era scontato: anche in Provincia nessun
rappresentante di Gemona. La gente si chiede il perché e il Municipio tace e si
continua come niente fosse, tanto manca quasi un anno alle elezioni comunali.
Ma un anno è lungo e i problemi si aggravano! Sonnolenza, divisioni e reciproca
sfiducia: un cocktail micidiale e un danno certo per Gemona! Perché, mentre noi
stiamo fermi, a due passi, vicino a noi, c'è invece chi corre. Bisogna superare
pigrizia e vecchie ruggini, ricostruendo quell'unità del paese che in un
recente passato ci ha permesso di superare momenti molto difficili: dalla
difesa dell'ospedale, al "no" alla Provincia di Tolmezzo in cui
volevano inserirci contro la nostra volontà, alla crisi di settori economici
importanti per Gemona. Dobbiamo essere uniti, forti, autorevoli e capaci di
confrontarci con determinazione con le nuove situazioni che devono essere nuove
opportunità, perché Gemona può avere tutte le carte in regola per affermarsi e
per vincere anche questa battaglia. Questo ci chiede la nostra gente e io sono
convinto che ce la possiamo fare. * Già sindaco di Gemona.
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LO SPETTRO DELLA FAME
La crisi alimentare può avere effetti molto più gravi di quella finanziaria In
cento milioni potranno soffrire di denutrizione per effetto degli eccezionali
incrementi dei prezzi del riso e dei cereali Per una singolare coincidenza due
crisi di ampia dimensione si sono quasi sovrapposte: quella finanziaria e
quella alimentare. La prima ha occupato più spazi sui media perché è nata nel
centro dei Paesi ricchi ed ha toccato interessi consistenti, ma la seconda è di
sicuro molto più grave. Le stime dei diversi organismi non sempre coincidono,
ma anche le più prudenti, quelle della Banca Mondiale, valutano in circa 100
milioni le persone che possono tornare a soffrire la fame per effetto degli
eccezionali incrementi nei prezzi del riso (poco meno che triplicati
nell'ultimo anno) e dei cereali (quasi raddoppiati nello stesso lasso di
tempo). Come ha detto la responsabile del Progetto alimentare dell'Onu, il
problema non riguarda solo i poverissimi. Molti appartenenti ai ceti medi
dovranno tagliare le spese per l'educazione dei figli e per le cure mediche.
Quelli che vivono con 2 dollari al giorno, dovranno rinunciare alla carne,
quelli che dispongono solo di 1 dollaro quotidiano saranno costretti a fare a
meno anche dei vegetali e per coloro che dispongono di appena mezzo dollaro
ogni giorno si appresta un vero disastro. Non solo, i più poveri stanno
vendendo i loro scarsi possedimenti - campi, animali, capanne - rendendo sempre
più ardua la futura ripresa. Sulle cause della crisi alimentare hanno inciso
molti fattori. E' cresciuta la domanda di carne da parte dei nuovi benestanti
nei Paesi in via di sviluppo e l'allevamento degli animali chiede più cereali o
riso, oltre che petrolio e concimi. C'è stata una siccità in Australia che ha
dimezzato i raccolti (il che ha inciso per appena il 3% di quelli mondiali). In
Russia i terreni coltivati sono scesi da 120 milioni di ettari a 80 per effetto
dell'abolizione dei colkoz e della loro sostituzione con cooperative prive di
capitali. Negli USA gli incentivi ai combustibili naturali hanno sconvolto i
mercati. Come ha scritto qualche giorno addietro il Fondo monetario
internazionale "sebbene i bio-carburanti rappresentino appena lo 0,5 %
dell'offerta mondiale di combustibili liquidi, sono responsabili di quasi la metà
dell'accresciuto consumo di raccolti alimentari, in buona parte a causa
dell'etanolo da cereali prodotto negli USA". Una serie di Paesi
tradizionalmente esportatori, dall'Ucraina alla Thailandia, all'Argentina,
hanno messo divieti alle esportazioni o messo delle tasse. Infine non è mancata
una massiccia speculazione al rialzo, rafforzata proprio dalla crisi
finanziaria che ha incentivato hedge funds ed altri operatori a lasciare i
mercati finanziari ed a impiegare le loro risorse sulle commodities. Che fare? Nell'immediato
non c'è altra strada che quella degli aiuti umanitari, pur essendo pienamente
coscienti che ci saranno degli sprechi perché i governi dei Paesi più colpiti
(ben 37) non dispongono di burocrazie efficienti e immuni
da varie forme di corruzione. Il World Food Programme, un'agenzia dell'ONU,
stima in 700 milioni di dollari il fabbisogno più urgente. Non si tratta di una
somma stratosferica, se ci ricordiamo che noi italiani ci permettiamo di
spendere 1,6 milioni di dollari al giorno per coprire le perdite dell'Alitalia
e, in forme varie, sussidiamo, tra Stato ed enti locali, le Ferrovie dello
Stato per circa 2,6 miliardi di euro (vale a dire circa 4 miliardi di dollari)
ogni anno. Più a lungo termine sarebbe necessario avere il coraggio di modificare
radicalmente in tutto il mondo le nostre politiche agricole favorendo rapporti
più snelli, cioè con meno intermediari, tra produttori e consumatori e
ristrutturando le proprietà rurali in modo da disporre di unità produttive
efficienti. Basti pensare che in Cina l'unità tipica che negli anni 70 era di
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-05-2008)
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OGGI ALLE
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-05-2008)
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GIUNTA: ALLE 15 LA
RIUNIONE Tondo oggi decide le deleghe Il neo-presidente: priorità
ai tagli della burocrazia
lRadossi a pagina 6 TRIESTE Oggi alle 15 inizia ufficialmente l'"era
Tondo" con la riunione della prima giunta regionale in cui il presidente
provvederà alla distribuzione delle deleghe tra gli assessori, i cui nomi sono
già noti. Fra i primi provvedimenti che si profilano, la sburocratizzazione
della macchina amministrativa e la gestione dell'emergenza Insiel, la
società informatica regionale.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUANDO LA SANITA'
SPAVENTA Commissione medica, quel tunnel oscuro Istruzioni ai lettori: scrivere
su un solo argomento non superando le 30 righe da 50 battute l'una. Scrivere
con il computer o a macchina; firmare in modo comprensibile, specificando
l'indirizzo e un numero di telefono. Le lettere anonime o poco leggibili non
saranno pubblicate. La redazione si riserva il diritto di tagliare le
segnalazioni troppo lunghe. Il corridoio è lungo, stretto, anonimo, triste e
naturalmente ha i muri dipinti di grigio. Le persone che aspettano il loro
turno sono silenziose, rassegnate alle lunghe attese e grigie come il
corridoio. Sono invalidi civili o del lavoro, chiamati dalla sanità a rivedere
il loro stato di salute alla mercé del giudizio di medici spesso incompetenti,
poco gentili, frettolosi e per niente disponibili. A questo punto mi viene da
ridere: che cosa faccio io in mezzo a storpi, ciechi, tremanti che camminano
lentamente aiutati da parenti o appoggiati a bastoni o seduti sulle sedie a rotelle?
Ho semplicemente la revisione della misera pensione che mi hanno concessa da
due anni perché operata di tumore e senza un rene. Quale mente contorta guida
questo ente per chiamare al controllo persone senza gambe, sulle sedie a
rotelle o affetti da patologie gravi che sicuramente non possono regredire?
Forse pensano che siamo stati tutti a Lourdes? Se è così tutti noi abbiamo
trovato il santuario chiuso. Così la voglia di correre via
da tutta questa burocrazia
ipocrita mi prende irrefrenabile, non voglio i loro sguardi indagatori sul mio
viso, le loro mani sul mio seno, non voglio sentire le loro voci che mi
interrogano come fossi colpevole di chissà cosa. Non hanno diritto di
giudicarmi ma nonostante questi pensieri rimango qui seduta come tutti,
ad aspettare il giudizio della commissione medica, sentendomi ancora una volta
lesa nella mia libertà e prigioniera delle istituzioni. Giovanna Miniussi.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segue da pagina 1
diffusione di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che
hanno avuto un impatto trasversale su tutti i settori dell'economia e della
società. Sulla scena economica mondiale hanno fatto il loro ingresso nuovi
grandi protagonisti, precedentemente in forte ritardo ? tra i quali, in
particolare, Cina e India ? che stanno raccogliendo con successo le opportunità
offerte dalla apertura dei mercati. In Italia una risposta adeguata a questo
cambiamento è stata data solo da un certo numero di imprese, già impegnate sui
mercati internazionali, che hanno saputo contrastare l'accresciuta concorrenza
con prodotti tecnologicamente sempre più avanzati. Per quanto riguarda il
nostro sistema Paese, invece, molte rigidità hanno impedito e continuano ad
impedire una adeguata risposta al cambiamento: una modesta cultura della
concorrenza; una amministrazione pubblica poco efficiente; la persistente
difesa di rendite di posizione; bassi livelli di educazione civica. Superare
queste rigidità è una condizione necessaria ma non sufficiente per affrontare i
grandi cambiamenti in corso che richiedono soprattutto interventi in grado di
accrescere il patrimonio di conoscenze di cui si dispone, in altri termini il
livello del capitale umano. Questo compito deve essere affidato soprattutto
alla scuola e all'università, che con opportune politiche di indirizzo e di
sostegno devono essere messe in grado di stimolare nei giovani la capacità di
apprendere e di fare ampio utilizzo di conoscenze in campi rilevanti per il
progresso scientifico e tecnologico. In passato, all'indomani della Seconda
guerra mondiale, la scuola italiana ha accompagnato e sostenuto la crescita
economica e civile del Paese con l'alfabetizzazione di massa. Si è posta,
conseguentemente, l'obiettivo di accrescere la quantità della istruzione
innalzando gradualmente l'obbligo scolastico fino a portarlo, di recente, a 15
anni. In termini puramente qualitativi, però, il livello medio di istruzione
della popolazione italiana è ancora basso in confronto con gli altri Paesi
dell'area Ocse. Ma soprattutto è basso il livello medio della qualità della
istruzione, a causa di ricorrenti e disorganiche scelte di politica scolastica,
influenzate da miopi logiche egualitaristiche, che hanno portato, negli ultimi
trent'anni, a mortificare il merito e le capacità di alunni e docenti. Oggi,
ancor più di ieri, le imprese e le istituzioni domandano lavoro espresso in
un'unità di efficienza e richiedono la valorizzazione del talento. Questa
valorizzazione deve essere affidata prima di tutto alle scuole e alle
università. Una indagine condotta dall'Ocse nel 2006 rileva che gran parte dei
nostri ragazzi ha competenze scientifiche giudicate insufficienti e, cosa ancor
più grave, che nella lettura e comprensione dei testi oltre il 50% di loro è
notevolmente al di sotto del livello giudicato adeguato. A fronte di questi
deludenti risultati la nostra scuola è tra le più costose nell'area Ocse. Per
ogni studente l'Italia spende, nelle scuole primarie, il 27% in più rispetto
alla media e l'8% in più nella scuola secondaria. Il rapporto tra studenti ed
insegnanti è il più basso tra i Paesi Ocse, con 11 studenti per insegnanti
contro i 19 della Francia e Germania e i 16 degli Usa. Le cose non vanno di
certo meglio nelle università, che stentano ad affermarsi come centro di
istruzione avanzata e come il naturale luogo di avanzamento della conoscenza,
sia per la produzione della ricerca, sia per la formazione dei nostri
ricercatori. Sotto tutti questi profili nessuno dei nostri atenei compare tra i
primi 150 al mondo. Una delle cause di questo ritardo delle università, a
differenza di quanto accade nella scuola, è rappresentato dalla bassa spesa per
studente, che è inferiore di circa il 30% rispetto a quella media dei Paesi
Ocse. Ma tra le altre possibili cause vi è soprattutto l'assenza di un
sostanziale sistema di valutazione dell'operato delle università stesse, che
hanno, oggi, scarsi stimoli a migliorare la loro offerta di istruzione. È
indispensabile e urgente, quindi, porre mano a nuove scelte di politica
dell'istruzione basate, sull'esempio di altri Paesi europei, sulla
valorizzazione del binomio autonomia-valutazione. La scelta dell'autonomia
della scuola è fondata sul principio che, in ogni parte del Paese ogni scuola
conosce meglio della burocrazia centrale le necessità del proprio territorio ed è quindi in grado
di progettare un'offerta formativa e luoghi di formazione capaci di attrarre un
numero crescente di studenti, incentivando in loro la passione per
l'apprendere. La contemporanea valorizzazione del merito - che non vuol dire
realizzare una organizzazione sociale esasperatamente meritocratica -
consente, attraverso meccanismi di controllo dei risultati scolastici, di
avvicinarsi ad un uso efficiente delle risorse produttive, senza danneggiare i
talenti. Da qui bisogna partire per costruire una scuola moderna, che senza
trascurare di trasmettere ai giovani, con originalità, la nostra grande
tradizione culturale, sia in grado di fornire loro il bagaglio di conoscenze
necessario per affrontare da protagonisti i problemi del nostro tempo. Pino
Roma.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1017 Quartu "La produzione dell'olio d'oliva affossata
dalla burocrazia" Quartu --> Ottomila
tonnellate d'olio: è questa la media annuale della produzione d'olio d'oliva in
Sardegna. Uno dei migliori sul mercato. Ma i problemi sono tanti. Come la
lentezza della macchina burocratica e regionale nel concedere i fondi per
migliorare le aziende e gli oleifici che periodicamente hanno necessità di
essere rinnovati. E poi il frazionamento della proprietà. I produttori sono
55mila. I frantoi, sono 124. Una ricchezza da ampliare con nuovi impianti,
sperando che la concessioni dei fondi previsti dalla Comunità europea
attraverso la Regione, arrivino finalmente in tempi accettabili. Lo sperano
tutti perché dall'oro giallo" la Sardegna potrebbe ottenere tantissimo. Grazie
a un mercato, compreso quello americano e giapponese, che richiede sempre più
olio d'oliva. Di questo si è parlato a Quartu in un convegno organizzato dal
"Gruppo Pieralisi", leader mondiale nella produzione di macchine per
l'estrazione dell'olio d'oliva , macchine alimentari e industriali. Nel
dibattito coordinato da Giovanni Bandino dell'Agris Sardegna sono intervenuti
per il gruppo Pieralisi il direttore generale Piero Rosalba, il direttore
commerciale Giacomo Laterza e il capo area Beniamino Tripodi, il docente
dell'Università di Perugia Maurizio Servili. E poi Gianni Ibba dell'Argea
Sardegna, Ciccio Locci, presidente dell'associazione dei frantoiani,
l'imprenditore William Manca di Villahermosa, il ricercatore Piergiorgio Sedda.
Un dibattito insomma qualificato. ANTONIO SERRELI.
( da "Unita, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Le sfide del Partito democratico Luigi Berlinguer I l Partito
Democratico è la novità più rilevante della politica italiana. È potenzialmente
in grado di sconvolgere il tragico invecchiamento e conseguente degrado del
nostro sistema politico. Sarà la sua "prassi" all'altezza del
compito? La novità odierna è la minaccia di una tragica crisi del pianeta: la
nostra ragion d'essere risiede nell'interpretarne e contribuire a costruirne un
radioso futuro. Un nuovissimo sol dell'avvenire. Straordinario sviluppo dei
saperi e delle scienze e masse sterminate tenute nell'ignoranza; inquinamento,
riscaldamento della terra, penuria idrica, invasione rifiuti; fame endemica e
concentrazione di ricchezze e sprechi; problemi energetici, esaurimento del
petrolio; sovrapopolazione, invasione e distruzione delle città (anche quelle
d'arte): guardiamo in positivo, propositivo, a tutto ciò. Come attori. Mi
domando: che cosa di tutto ciò ha scaldato con il dovuto rilievo i nostri cuori
in questi mesi? È stato il pianeta la vera priorità, assoluta, anche per le
elezioni? Tra l'altro, solo così non si resta a rimorchio dei moderati, non si
finisce schiacciati dalle loro speculazioni sulla paura. Solo così ci si può
liberare delle nostre stesse gravi resistenze tradizionali in tema di
sicurezza. Come del resto è già accaduto dopo l'11 settembre con Bush, novello
John Wayne, che ha stregato gli Stati Uniti esterrefatti, e li ha trascinati
nel disastro ormai evidente. Quando si offuscano le grandi mete ideali e
prevale la paura irrazionale ed emotiva, dove si va? Giampiero Sestini mi ha
suggerito una bella immagine: il futuro del pianeta essendo la prima ragion
d'essere del Pd, nella globalizzazione - ineluttabile - la nostra risposta non
può che essere la "solidarietà globale" (lui dice "un nuovo
socialismo globale"). Direi, un'internazionale "democratica"
"per il pianeta" all'insegna della solidarietà fortemente
transnazionale: quasi un moderno "democratici solidali di tutto il mondo,
unitevi!". Non è stato questo, del resto, il taglio esaltante di riscatto
globale a spingere miliardi di esseri umani, in piccolo noi stessi, a muovere
quell'immenso fatto storico che è stato il sogno socialista nel mondo? Da
questa nuova visione discendono tutte le articolazioni politiche di questa
impostazione: fonti energetiche alternative fino a condizionare le concessioni
edilizie all'obbligo di impianti energetici elio-eolici, ad esempio. Oppure,
iniziative per favorire la fruizione di massa delle risorse d'arte o delle
conoscenze scientifiche, insieme a rigorose discipline dei programmi e dei
flussi. Oppure, tutti gli strumenti di family planning... sono tanti i temi,
che non vorrei qui dettagliare, per non immiserirli in una obbligata sommarietà
di esposizione. Spero comunque di aver definito l'indirizzo. L'altra grande
novità storica (corollario della prima) è la società aperta, democratica, per
tutti, non più solo protetta. E quindi la "nuova equità", non più
solo limitata alla tutela e chiusa (che non significa sottovalutare le
necessarie protezioni sociali: valga il messaggio dell'ultimo film di Ken
Loach). Ma guai a non marciare risolutamente su un'idea di giustizia sociale
non solo assistenziale, ma anche e sempre più fatta di promozione e
valorizzazione umana, di merito riconosciuto, di sostegno alle potenzialità di
ciascuno, di valorizzazione della qualità di tutti. In termini nuovi, dalla
carità, attraverso la solidarietà, alla vera promozione umana, alla
valorizzazione delle risorse di tutti. Lo Stato deve liberare energie e
sostenerle: le energie presenti nella società, riconoscendone i valori, i
successi, le capacità di ottenere risultati. Diritti e doveri, libertà e
responsabilità, chi ha un compito nella società ne risponda: tutti i cittadini,
tutti i mestieri ed i ruoli devono essere rispettati e sostenuti ma anche
valutati, premiati o censurati. Il riconoscimento e il risultato sono la
bandiera "democratica": una nuova equità. È iniquo non riconoscere a
ciascuno il suo, invece di favorire un raccomandato. L'ideale
"democratico" e il regime della raccomandazione (vera anticamera
della mafia) sono incompatibili. Lo Stato deve essere forte, garantista, capace
di assicurare le quarentigie dei cittadini dinnanzi a tutti. La prima
primordiale quarentigia è l'incolumità fisica, il diritto di vivere nella
comunità nazionale: lo Stato vero è nato per impedire alle diverse bande che
infestavano i suoi territori di spadroneggiare impunemente. Homo homini lupus
ed altro. In Italia ancora così non è. Ci sono territori sottratti al controllo
statale, ed è questa una terribile iniquità. È il caso che questo emerga con
energica priorità, ma senza ritualità, quella che finora ne ha indebolito la
causa. Una durissima forza repressiva contro il crimine organizzato deve
convergere con l'incoraggiamento eccezionale e costante ad ogni iniziativa per
l'isolamento sociale della criminalità, per tagliarle la sottostante erba
dell'omertà. Non vi è altra via d'uscita. Lo Stato deve essere forte, duro,
garantista anche a favore della sicurezza individuale, che è altro bene
prezioso che spetta appunto ad uno Stato democratico garantire. E deve nel
contempo assicurare che nessuno venga ingiustamente perseguito per ciò che non
ha commesso: è nell'equilibrio fra questi due corni - garanzia delle vittime e
garanzia degli imputati - che si risolve il dilemma (soprattutto la
sottovalutazione dei diritti delle vittime) che in forme primitive ha
condizionato la sinistra finora. Soprattutto (lo diceva uno dei grandi
italiani, C. Beccaria) abbiamo bisogno di una giustizia rapida, tempestiva e
giusta. Può finalmente divenire questa una forte priorità del Partito
Democratico? Ancora: abbiamo bisogno di rifare la burocrazia.
Sì, rifarla. Non so se il Pd ce la farà, perché è un compito immane e non si sa
bene cosa fare. Io azzardo sommessamente due esigenze: primo, costringere ogni
apparato a rispondere del risultato affidatogli, e non solo della
"legittimità" delle procedure. Secondo, sfoltire le leggi, che oggi
vengono "minutate" di fatto dalla stessa burocrazia e sancite da Parlamento e
Governo. La burocrazia le
scrive per sé, per tenere le procedure sotto controllo. Attenzione, queste
lungaggini ed inefficienze stanno soffocando il paese ed esasperando la gente,
che non tollera più. Molti di coloro che hanno votato Lega Nord non lo hanno
fatto per i fucili di Bossi (che non sa sparare), ma perché non
tollerano più le angherie di questo Stato: non sono contro la nazione italiana,
sono contro l'intollerabile Stato italiano. È così anche per molti dei nostri
elettori delusi dall'incapacità di risolvere i problemi quotidiani di
efficienza. Osservate la trista contraddizione fra la noia dei talk show e le
file agli sportelli burocratici o l'immondizia che cresce. Rinvio su un tema
cruciale: l'education: il Pd deve rinnovare totalmente la sua dottrina educativa.
L'idea di istruzione che circola sui media raffigura una scuola che non esiste
più in natura. Mi scuso se sono stato involontariamente saccente, se per
brevità ho accennato in modo assertorio temi troppo grandi. Ma sono
profondamente convinto che per capitalizzare la sua straordinaria novità
oggettiva il Pd deve riempirla di contenuti strategici alti, e insieme di
azioni operative ben elaborate. Occorre un partito vero, un'organizzazione
articolata e radicata: entrambe. E tante sedi e istanze di elaborazione, di
studio. Iniziativa tempestiva e sedi di approfondimento, di ricerca, di
comparazione internazionale di tanta Europa. Recuperare quanto c'è di vivo, già
ora, ed inquadrarlo nell'ambizione "planetaria" dalle prospettive del
terzo millennio. Altrimenti.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7054 Porto Torres L'ambulatorio scoppia Personale all'osso: pazienti in
viaggio per la dialisi Porto Torres. L'ambulatorio scoppia --> In trasferta
per la dialisi, anche se la struttura è sotto casa. Nell'ambulatorio di
Andriolu manca una buona fetta di personale e i pochi medici presenti in pianta
stabile non riescono ad accogliere tutte le domande: una parte dei pazienti
viene così dirottata negli altri centri della Provincia. Disagi in più per
malati e familiari, costretti a sobbarcarsi chilometri per usufruire delle
cure. La denuncia è dell'ex sindaco Gilda Usai, che ha raccolto le proteste di
alcuni cittadini. Il consigliere di Per Cambiare sostiene che "il
personale medico è da tempo ormai insufficiente e ciò porta a dover respingere
le ulteriori richieste che vengono dalla comunità locale. Molti pazienti sono
costretti ad andare fuori città per potersi curare". Alghero, Sassari e
Tempio diventano le mete obbligate per tante persone, soprattutto anziani, che
soffrono d'insufficienza renale e devono sottoporsi a costanti cicli di
terapie. "Il Centro dialisi è nato grazie all'azione della mia
amministrazione: fin dall'inizio del mandato avevamo richiesto i finanziamenti
regionali affinché i dializzati portotorresi avessero l'opportunità di curarsi
in città. Nonostante le ripetute segnalazioni sui disservizi, portate
all'attenzione del Consiglio, la Giunta sembra disinteressata a risolvere i
disagi che stanno emergendo giorno dopo giorno", attacca l'ex sindaco. La
struttura è stata inaugurata tre anni fa ed è ospitata nel poliambulatorio di
Andriolu, assieme alla guardia medica, alla medicina dei servizi e al
consultorio familiare. L'ambulatorio, inoltre, già dall'inizio di quest'anno,
avrebbe dovuto integrare tutte le altre prestazioni mediche ancora inglobate
all'interno delle fatiscenti strutture di via delle Terme e via Pascoli. Ma i
tempi dettati dagli stessi dirigenti della Asl sono saltati. I locali dell'ex
carcere mandamentale di Andriolu sono ancora semivuoti e i
due ambulatori mostrano i soliti problemi che a causa della burocrazia sembrano insormontabili:
barriere architettoniche, stanze bonsai, personale ridotto, macchinari
radiografici fuori uso da anni e mai riparati nonostante le segnalazioni degli
stessi medici alla Asl. Gilda Usai si scaglia contro l'Azienda sanitaria locale
e il Comune. "C'è una doppia responsabilità: quella della Asl che è
inadempiente e lascia sguarniti di Personale i centri efficienti e funzionali
ai bisogni del malato; poi c'è la negligenza di sindaco e Giunta che non si
curano dei propri cittadini, abbandonati anche dalla classe politica
locale". SAMUELE SCHIRRA.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
05-05-2008)
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CRONACA 05-05-2008
Personaggi: Nely Daria viene dalle Filippine, dove ha adottato due bambini
Nely: "Adoro Parma ma ho nostalgia di casa" Montanara H a 37 anni ma
sembra una ragazzina Nely Daria, di origine filippina, dal 2000 nella nostra
città. Sorriso che contagia e sguardo innocente, Nely, ha trovato da tanto
tempo lavoro in un noto hotel della città, dove è cameriera. "Mi piace
pulire le stanze dell'albergo, rifare i letti e muovermi in un ambiente che mi
è ormai familiare. Prima di lavorare in hotel facevo la domestica in case
signorili, ma ora mi trovo meglio perché la sera, una volta terminato il turno
di lavoro, posso tornare a casa mia, in via Iacchia nel quartiere Montanara
". Nely ha lasciato nelle Filippine, ad Abra, i genitori che le mancano
tanto, due fratelli ma soprattutto due bambini che ha adottato a distanza con
il marito Gilfredo De Peralta, pure lui filippino. "Io, purtroppo, non
posso avere figli così ho deciso, d'accordo con mio marito, di regalare un po'
della nostra fortuna, trovata a Parma, a due bambine che speriamo, un domani,
possano raggiungerci qui. La burocrazia è lenta e non è facile ottenere il ricongiungimento con i
piccoli, ma in futuro non escludiamo nulla". La signora Daria De Peralta
racconta le sue giornate che trascorrono in una città che ha amato dal primo
istante. "Due anni prima di venire ad abitare in Emilia sono stata a
Firenze. Bella città, ma più caotica di Parma. Non tornerei in Toscana, ormai
la mai casa è qui. E poi sono fortunata perché l'albergo dove lavoro è a due
passi dalla scuola Bodoni dove mio marito fa le pulizie. Finito di lavorare
torniamo a casa assieme". Nely racconta di usi e costumi diversi dai
nostri e dalle sue parole trapela un po' di nostalgia per la sua terra lontana.
"Torno nelle Filippine una volta l'anno, se va bene, perché il viaggio è
lunghissimo e i costi sono alti. Preferisco risparmiare quei soldi e mandarli
alle nostre bambine, anche se stare lontana dai miei genitori è davvero
dura", conclude Nely che si mette in posa per la fotografia. L'imbarazzo
viene superato dalla certezza di avere, presto, un ricordo da spedire a casa.
"Che festa faranno i miei parenti quando mi vedranno sul giornale", commenta.
I.S. Un sorriso dalle Filippine Nely Daria vive a Parma dal 2000.
( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-05 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Demografia La Lega: bene se lavorano. Il Pd: li stiamo
inserendo nei circoli. E l'Ismu: fenomeno da governare Immigrati
"milanesi", raddoppiati in due anni Ogni giorno 4 stranieri prendono
la cittadinanza. La Curia: l'iter è troppo lungo Gli extracomunitari a Palazzo
Dugnani: più duri con i nostri connazionali che non rispettano le regole
Zoppica per colpa d'una ma-lattia, Naila Arslanavig, ma ottenuti certificato e
bandiera va di fretta: "Devo tornare a lavorare ". Si siede, stende
le gambe, respira a fondo come dopo una maratona, Techeste Kidane: "Ce
l'ho fatta. Che fatica tremenda ". Alla foto di rito Zaafane El Houssine
fa cis per cortesia ed educazione, il fotografo gliel'ha chiesto tre volte, e
però ha gli occhi rossi, gli vien da piangere o ha appena smesso:
"Un'epopea, un'odissea. Dite così voi italiani?". Diciamo così,
Zaafane. Ora siam connazionali. "Vero". La bosniaca scappata dalla
frantumazione dell'Ex Jugoslavia Naila, 52 anni; l'eritrea Techeste, d'un anno
minore, accompagnata dal figlio; il marocchino Zaafane, 45enne, sposato, due
bambini piccoli: sono tre immigrati che, dopo anni d'attesa - l'iter ha tempi
biblici, solita burocrazia -, dopo code in mille uffici, dopo fogli di protocollo, bolli e
raccomandante, ecco, alla fine ce l'han fatta. Hanno acquisito la cittadinanza.
Possono far tutto quello previsto dalla Costituzione, come votare. E possono
permettersi di dire che si dovrebbe essere più duri contro gli stranieri che
non rispettano le leggi e le regole: "Per colpa loro, ci mettete
tutti nello stesso calderone ". Naila, Techeste e Zaafane li abbiamo
pescati una mattina a Palazzo Dugnani. Dove, la cittadinanza, nel
( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-05-05 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il presidente del Primo Municipio, Corsetti: "Basta burocrazia, multe e sanzioni saranno più rapide" Tavoli all'aperto, il
10% è abusivo Da gennaio 1.194 controlli nel centro storico, 131 locali
fuorilegge Con il ritorno della bella stagione nel centro storico della città
si ritorna al caos consueto: tavoli e sedie che occupano ogni spazio possibile
su strade e marciapiedi, ombrelloni che si moltiplicano. Da gennaio ad
oggi i vigili urbani dei I gruppo guidati da Carlo Buttarelli hanno effettuato
1.194 controlli ed hanno accertato "131 occupazioni di suolo pubblico del
tutto abusive: ovvero locali che non avevano alcun titolo o permesso per
servire all'aperto ". In pratica raggiungono la notevole cifra del 10 per
cento. E i verbali sono stati complessivamente 558, mentre altri 91 bar o
ristoranti hanno ricevuto una regolare contravvenzione perché si erano
allargati oltre lo spazio concesso. Sarà uno dei primi problemi per il nuovo
presidente del centro storico Orlando Corsetti: "Ringrazio i vigili per i
tanti controlli - dice - . Il tema adesso è velocizzare le pratiche". Al
punto che Corsetti pensa a "un premio di produttività" per il
raggiungimento dell'obiettivo dell'"osservanza delle regole". A
PAGINA 3 Lilli Garrone.
( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-05 num: - pag: 29
categoria: BREVI AL SEGGIO ELETTORALE Imbucare le schede Caro Romano, ogni
volta che devo votare sono irritata per un motivo del tutto inconsueto. Il
presidente del mio seggio impedisce a tutti noi elettori d'imbucare
personalmente le schede e per farlo arriva a interporsi fisicamente tra
l'elettore e l'urna. Sostiene che il regolamento gli dà ragione. Durante le
elezioni del 2006, dopo le mie proteste, una scrutatrice ha scritto questo
verbale: "La signora Ewa Hospodarewska desiderava imbucare personalmente
le schede nelle urne dopo averle mostrate al presidente, ma senza
consegnargliele. La signora, solo per non bloccare il flusso degli elettori
accetta infine di far imbucare le schede al presidente. Il presidente ha
dichiarato che la legge vieta all'elettore di imbucare personalmente le schede
contrariamente a quanto viene mostrato abitualmente in tv". Ma è
possibile? A me sembra una lesione della democrazia. Sono forse ipersensibile
dai tempi della Polonia "pseudocomunista" ma vedo che anche altri
elettori sono piuttosto irritati e nessuno riesce a imbucare le schede
personalmente. Ewa Hospodarewska Bologna Non credo che possa parlarsi, in
questo caso, di lesione della democrazia. Ma anche a me sembra assurdo che
l'elettore non possa mettere la sua scheda nell'urna. Forse dietro il
regolamento, se esiste, si nasconde la vecchia diffidenza
della burocrazia italiana
per l'uso che i cittadini potrebbero fare della loro libertà. DEMOCRAZIA TURCA
L'evoluzione Caro Romano, sono stata in Kurdistan turco per partecipare a una
udienza contro i sindaci di Sur e di Diyarbakir, e poi come osservatrice al
Newroz, il capodanno kurdo. I sindaci curdi rischiano 4 anni e mezzo di
carcere per uso della lingua kurda, mentre al Newroz militari armati hanno
letteralmente posto in stato di assedio le città curde per impedire ai cittadini
di festeggiare, causando tre morti e centinaia di feriti. La
"democratizzazione" della Turchia, indotta dall'"ambizione
europea", rimane minima e solo "sulla carta". Ho letto con il
suo intervento su "Il Kurdistan e il Kosovo, due pesi e due misure"
che, a dispetto del silenzio e disinformazione generale, descrive senza mezzi
termini il ruolo degli Usa e gli interessi politico-economici in gioco. E
l'Europa? Abbiamo una Carta europea dei diritti dell'uomo, di cui è parte anche
la Turchia, una Corte europea dei diritti umani che dovrebbe garantirne
l'applicazione e, a differenza degli Usa, una forte tradizione
liberal-democratica. Di fronte all'"ambizione europea" di Ankara, non
potremmo "piegare" la Turchia a riforme effettive? Laura Laureti,
Roma L'evoluzione della democrazia turca in questi ultimi anni è stata
considerevole ed è dovuta in buona parte alle ambizioni europee del suo
governo. Ma l'Europa, a differenza degli Stati Uniti, sa che gli Stati non sono
scolari e che certi valori non possono venire impartiti dalla cattedra. Può
esortare la Turchia a fare alcune riforme, ma tocca ai turchi decidere quando e
come adottarle. LIBIA Le aspettative Le offese alla religione sono solo una
giustificazione per gli ingenui disposti anche a immolarsi inutilmente. I
ricatti della Libia, come i conflitti in nome della fede, nascono da
aspettative poco celesti: gasdotto e autostrade. Filippo Testa Baldissero
Torinese (To) SISTEMA SCOLASTICO I recuperi Ritengo, anche per esperienza
40ennale, che pochi interventi come quello sui recuperi scolastici siano
dannosi al sistema scolastico italiano, anche per la quota finanziaria male
investita e peggio utilizzata; lamentarsi del costo dei libri di testo avrebbe
senso se le scelte ministeriali sostenessero il diritto allo studio e non le
scorciatoie dei recuperifici che non portano da nessuna parte. Enzo Pietra
stoneone@tin.it FISCO IN RETE Perplessità Se devo concedere in affitto un
immobile, vendere a rate una macchina o intrattenere rapporti commerciali con
una società o con una persona fisica è condivisibile che, ai fini di
valutazioni di solvibilità, mi venga concesso di prendere visione di
determinati dati sensibili, dietro presentazione delle mie generalità e dovendo
recarmi presso un ufficio pubblico preposto allo scopo. Altra cosa è consentire
a chiunque e in maniera indiscriminata di conoscere quanto guadagna questo o
quello per curiosità o per fini illeciti. Andrea Ballabio Cesano Maderno (Mi)
TASSE E SERVIZI Chi paga, chi no Ci sentiamo ripetere che lo Stato chiede
troppe tasse per i pessimi servizi che offre. Se poi andiamo ad analizzare le
dichiarazioni dei redditi scopriamo che intere categorie autonome
(commercianti, artigiani, professionisti, ecc.) denunciano un reddito medio
inferiore ai 15-20.000 euro l'anno. Possiamo dedurne quindi che buona parte di
costoro di tasse ne pagano poche e che per loro i servizi dello Stato sono
molto a buon mercato (o addirittura gratis). Umberto Salvatore
umberto_salvatore@yahoo.it NEL NOSTRO PAESE Sentirsi fortunati Mi sento
fortunato a vivere in questo Paese dove il maggior problema è quello della
pubblicazione dei redditi. Non esiste più il caso Alitalia o il costo della
benzina e il debito pubblico. In quanto all'energia perché perdere tempo a
discutere di fonti rinnovabili? Sono argomenti noiosi e sorpassati.
Congratulazioni. Franco Reginato regifran@libero.it MERITOCRAZIA Lavorare
seriamente Si parla di annullare i privilegi e aumentare la produttività. Ma
qualcuno ha provato a spiegare all'italiano medio che senza privilegi, e quindi
premiando il merito, bisogna mettersi a lavorare seriamente? Non sarà mica
questa la motivazione per cui i lavoratori (ovviamente non tutti) sono i primi
a fare orecchio da mercante? Marco Re remarco686804@yahoo.it.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-05-04 - pag: 9 autore: Un nuovo sindaco a Londra. Lotta
alla delinquenza giovanile e più alloggi: dopo la vittoria Johnson elenca le
sue priorità "Ordine pubblico al primo posto" La tassa sul traffico
resterà in vigore, ma non sarà triplicata per i Suv LONDRA. Dal nostro
corrispondente Evaporata l'euforia notturna della vittoria, Boris Johnson è
passato ieri alle vie di fatto per provare di essere un uomo d'azione
all'altezza del compito di primo cittadino di una delle maggiori e più
complesse capitali europee. Anche se entrerà ufficialmente in carica domani,
Johnson ha tenuto ieri un primo discorso inaugurale a City Hall, il municipio
londinese, battendo soprattutto sul tasto dell'ordine pubblico. Prendendo a
pretesto un nuovo accoltellamento di un giovane, morto ieri mattina, il
neo-sindaco ha detto che "è giunto il tempo di affrontare questo orribile
incubo che è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono
Londra". Ha parlato di una delinquenza minorile "senza confini, di
giovani che si perdono in scelte tragiche, catastrofiche e autodistruttive, che
sono diventate il problema numero uno di questa città". Ha poi promesso di
"unire la cittadinanza e di servire ogni singola comunità in modo
imparziale ". L'ordine pubblico e la violenza giovanile sono in cima alla
lista delle priorità di Johnson, che si è prefissato tra le
altre cose di abbattere la burocrazia negli uffici della polizia per accrescerne la presenza nelle
strade, di aumentare le perquisizioni per individuare chi è armato di coltelli
e munire tutti gli autobus con telecamere in diretta. Oltre ad aumentare il
personale in divisa alle fermate di autobus e stazioni. L'obiettivo è
debellare la violenza giovanile per evitare che debordi in forme di criminalità
più preoccupanti. Johnson, che dovrà gestire un bilancio complessivo di 11
miliardi di sterline, ha confermato peraltro il proprio impegno di costruire
50mila abitazioni a prezzi abbordabili per giovani e i meno abbienti. Tra gli
altri punti del programma, l'abolizione dei "bendy buses", i lunghi
autobus snodati che vuole sostituire con un aumento di quelli a due piani di
nuova fattura, un progetto che gli è già stato contestato. Il nuovo sindaco
manterrà la "congestion charge", la tassa sul traffico del centro, ma
la vuole far pagare in rate e non ogni 24 ore. Inoltre non la triplicherà per i
Suv come voleva Livingstone e ieri si è trovato già davanti alla richiesta
della casa automobilistica Porsche (produttrice della Cayenne) di onorare
l'impegno. A cui aggiunge, da bravo conservatore, la lotta agli sprechi
amministrativi che sono lievitati durante l'era di Ken il Rosso. Bollato come
un "buffone" e un inesperto, Johnson, che dietro all'aria affabile e
bonaria nasconde un carattere fortemente ambizioso, dovrà da lunedì iniziare a
scalare una montagna. Ridurre la delinquenza non è un compito facile, come pure
non sarà per nulla facile guidare Londra verso l'appuntamento delle Olimpiadi
del 2012 dopo che i costi sono triplicati dagli iniziali tre miliardi di
sterline agli attuali 9 miliardi, con Cassandre che prevedono cifre nell'ordine
dei 10-12 miliardi. C'è poi un importante versante politico che rende da qui
alle elezioni la posizione di Johnson assai delicata: quella di esercitare il
ruolo di banco di prova della futura gestione dei conservatori. Su questo
fronte il leader dei tory David Cameron sarebbe assai nervoso dato il carattere
pirotecnico, l'indipendenza di giudizio e l'inesperienza di Johnson. Per questo
Cameron avrebbe iniziato a coordinare il team di Johnson con quello
conservatore con l'intervento di Nicholas Goes, un giovane intellettuale che è
stato di grande sostegno al leader tory per preparare un team di transizione
che porti al lancio di una nuova amministrazione comunale senza scossoni.
Johnson dovrà peraltro nominare i nuovi responsabili di enti come Transport for
London e London Development Agency. Quanto alla metropolitana, per ora è
orientato a mantenere la cooperazione pubblico-privato. E ha offerto un
ramoscello d'ulivo ai sindacati dicendo che vuole promuovere il dialogo.
L'avventura è cominciata. M.N. AP Stima tra rivali. Ken Livingstone (a
sinistra) si congratula con Boris Johnson. La simpatia tra i due è reciproca
BANCO DI PROVA Eletto per la sua personalità, il primo cittadino deve
dimostrare di essere un uomo d'azione e di spianare la strada ai conservatori.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
VETRINA data: 2008-05-04 - pag: 31 autore: Table Talk di Serena Vitale
Assediati dalla "idiot art" Bianchi astronauti con maschera antigas:
sono gli operai del Comune che ripuliscono i muri dalle opere dei
"writer". Il mio premio al liceo per il tema su "Lolita":
"Stento a credere che un libro così sia pubblicato" di Serena Vitale
S opravvissuta indenne alla festa della donna (senza prole, quella della mamma
non la temo), posso tranquillamente citare Puakin: "Una signora mi ha
detto che se un uomo comincia a parlarle di argomenti futili, quasi per
adeguarsi alla debolezza dell'intelligenza femminile, rivela subito la propria
ignoranza delle donne. In effetti: non è ridicolo considerare esseri a noi
inferiori le donne, che tanto spesso ci colpiscono per velocità di
comprensione, sottigliezza di sentimenti e pensiero?" ( Table-Talk,
1830-1837). *** "Grande poeta russo, erede solitario di Majakovskij e
Pasternak", "massimo poeta russo contemporaneo", "enfant
terrible": questo è in Italia – dove riceve premi, tiene letture pubbliche
anche nella nostra lingua, scrive per giornali prestigiosi – il
settantacinquenne Evgenij Evtuaenko. Nato per caso in Siberia (pochi anni fa lo
vidi assentire mestamente mentre un poco aggiornato giornalista italiano
accennava al suo "calvario nei lager siberiani "), divenne presto
moscovita; da tempo è pendolare tra Russia e Stati Uniti. Nei lontani anni del
disgelo levò la voce contro l'antisemitismo, la burocrazia, gli "eredi di
Stalin", in liriche e poemi di innegabile abilità versificatoria. Oggi per
molti russi amanti della poesia è solo il protagonista di una serie di aneddoti
che ne immortalano l'equilibrismo ideologico ("dissidente-
cortigiano", "valvola da cui la locomotiva lasciava uscire il vapore
perché non scoppiasse la caldaia"), l'ipertrofia dell'ego
("moralmente sono inferiore / a Gesù Cristo ", "Lenin è il mio
più intimo amico"), la prodigiosa versatilità (poeta, romanziere,
attore,regista,critico letterario e d'arte, docente universitario eccetera),
l'energia profusa nell'autopromozione. Qualcuno giudica "giornalismo in
rima, cronaca mondana di cui egli stesso è il protagonista" la sua poesia,
e pochi dimenticano la parte quantomeno ambigua che "Evtuch"ebbe
nell'affaire Brodskij (questi in seguito raccontò: "Spero che la mia
espulsione non sia avvenuta per sua iniziativa... ma del Kgb, beninteso, fu
consulente"). Ah, la pigrizia, la scarsa informazione – non riesco a
credere che si tratti di simpatia per gli opportunisti, i versipelle – di certa
cultura italiana... Eppure si insegna letteratura russa in trentasette
università del nostro Paese, dove nell'ultimo decennio sono state pubblicate
tre antologie della poesia russa contemporanea. Evtuaenko "erede
solitario"? A Brodskij è sopravvissuto, ma restano Achmadulina,
Gandlevskij, Kuaner, Losev, Rejn (mi limito alla sua generazione, a qualche
nome), meno abili surfisti sulle onde – sempre alte e minacciose, in Russia –
del tempo, della storia. *** "L'unione tra il poeta e il tempo è un
matrimonio forzato e per questo destinato al fallimento. Nel migliore dei casi,
buon viso a cattivo gioco, nel peggiore – il più frequente, il più reale – un
tradimento dopo l'altro..." (Marina Cvetaeva, 1932). *** Nuove trouvailles
del recente trasloco... Da una cartelletta appartenuta a mia madre è saltato
fuori un ritaglio ("La Gazzetta del Mezzogiorno"?): "Il premio
per il miglior tema libero è stato vinto da Serena Vitale, Liceo-Ginnasio
"Benedetto Marzolla" ". "... Stento a credere che un'"opera"
simile sia stata pubblicata e spero che non la vendano mai nella nostra città,
che non capiti nelle mani di noi giovinette... Dolores Haze perde la verginità
in una colonia estiva... Occhi libidinosi la spiano mentre gioca a tennis...
Turpi amplessi con un uomo maturo... Dateci letture capaci di elevare
l'anima,educandoci al futuro di mogli e madri... ". "Io"
scrivevo questo di Lolita (era appena comparso in italiano), di uno dei libri
che più ho amato e amo? Io. E nessuno, nella giuria, si era chiesto come mai la
vereconda giovinetta conoscesse così bene l'abietto libro... Me lo aveva fatto
scoprire un giovane zio cui debbo l'amore per la letteratura. Non si
distingueva per virilità, e con scarsa lungimiranza il nonno lo aveva mandato
per un anno negli Stati Uniti "perché guarisse... ". S'era semmai
aggravato, a Nuova York, e ne era tornato con un inglese perfetto, jeans e
camicie colorate, molta nostalgia, tanti libri per la già ricca biblioteca che
doveva tenere sotto chiave. Nipote preferita (la predilezione era ricambiata),
con lui cominciai a sillabare, poi a leggere in inglese: Dickens, Twain, poi
anche Faulkner, Capote. Un giorno arrivò dal Nord Lolita, in originale e in
traduzione. Durante indimenticabili lezioni clandestine venni iniziata
("Guarda, Enchanted Hunters ha le stesse lettere di Ted Hunters, Cane,
N.H., è un anagramma... ") anche al sublime vizio paronomasico di Nabokov.
Il prezzo del mio tradimento? Diecimila utilissime lire. *** Drammi, anagrammi.
Onore a scarni sballati (La sinistra arcobaleno); Votar! A un re, storditi,
capitoliamo (Partito comunista dei lavoratori); Arde triste... Marciam, o
folla! (La destra. Fiamma tricolore); Ostica lotta! Sparii... (Partito
socialista); Castrati... In crisi... (Sinistra critica); Nascita zero: fatal
abiezione... Addio volgo, risse! (Associazione difesa della vita. Aborto? no
grazie!). *** Svegliata da un rumore apocalittico, ho visto in strada bianchi
astronauti con la maschera antigas... Ci siamo, mi sono detta: è scoppiata una
guerra stellare. Erano, invece, operai del Comune che ripulivano i muri dalle
opere dei molesti, implacabili, onnipresenti writer: "Paolo 2008",
"Liska", "Yo", "Bambi 2007", "Krim",
"Gusma", e via imbrattando: gli "scartini ", epigoni della
Graffiti o Aerosol Art, che non di rado usano i caratteri offerti da siti
specializzati (quello dei Principi Templari, ad esempio, promette "volute
medievali "). Niente invenzione, provocazione, rivoluzione: idiot art,
parente delle scritte lasciate sui monumenti dai ragazzini in gita scolastica.
*** Ho letto in una vetrina: "Bomboniere solidali". Solidali con gli
sposi perché si sposano? - iettatorio cinismo! Con gli invitati alle nozze per
i denari spesi in doni agli sposi? - pitocco mercantilismo! Entrata nello
sfarzoso negozio ho potuto vedere melanconiche scatoline in carta di riso,
posate in legno di cocco, fiorellini indonesiani "riutilizzabili per
braccialetti ", minishopper filippini in buri (dal nome dell'omonima
palma)... Un'elegante signora dai molti braccialetti – di oro – mi ha spiegato:
"Il nostro è commercio equo e solidale". "?". "A
favore dei Paesi economicamente svantaggiati. Trattiamo solo regalistica".
Quella notte ho sognato bilionari sceicchi che facevano shopping a Dubai:
bomboniere solidali con l'Italia a forma di mandolino (corteccia di pini
napoletani), torre di Pisa (similmarmo dei Fori romani) eccetera. ***
Temporaneamente chiuso il "Moskovskij Korrespondent " che aveva
pubblicato un articolo sul love-affair tra Putin e la bella ginnasta
venticinquenne – due volte oro alle Olimpiadi, ora deputata della Duma e
top-model – Alina Kabaeva; sono scomparsi alcuni blog che commentavano la
notizia. Ma il mio computer ha 512 mb di memoria: "è una balla: mica siamo
in Francia, o in America, dove un governatore si dimette per via di una
prostituta; da noi il 50% della nomenclatura si fa puttane, cantanti e modelle,
tutti lo sanno e tutti sono contenti", "Nuove nubi a Sarajevo, / e
presagi di rovina. / Putin sposa la sua Alina... / Falce e martello, croce o
svastica, / per noi tanto ormai è lo stesso. / Lui al Cremlino fa ginnastica, /
fuori noi facciamo sesso... ". Alla voce dei cittadini comuni si è subito
sostituita quella di allarmati "politologi". Paparin, ad esempio:
"Responsabile è qualche gruppo di potere... Putin è in Italia, dove il suo
grande amico Berlusconi ha vinto, e si stanno rafforzando i rapporti
russo-europei... Si possono ipotizzare, soprattutto all'interno degli Stati
Uniti, forze che cercano di isolare la Russia dall'Europa...". Una nuova
guerra fredda, o anche solo freschina; una nuova cortina, foss'anche d'oro e
platino: no, a questo non sopravviverò. MARCO MARELLA.
( da "Mattino di Padova, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
NUOVA MOSCHEA.
Parere tecnico che non arriva La Sovrintendenza blocca tutto Tg2 Dossier in
città. Ruffini: "Esempio di integrazione" Inspiegabilmente arenato in
Sovrintendenza. Tanto è stata rapidissima la burocrazia di palazzo Moroni a
"pubblicare" il progetto di massima della moschea nell'ex fattoria di
via Longhin, quanto sembra eterna la pratica per il parere tecnico preventivo
della Sovrintendenza. Così il "caso moschea" resta politico, con la
raccolta di firme per il referendum e la mobilitazione più o meno anti-islamica
sull'onda del leghismo. Sul punto vero, invece, poca attenzione e meno
voglia di discutere. Eppure The Times ha affidato a Richard Owen un'inchiesta
su Padova, che torna sotto i riflettori televisivi: Tg2 Dossier sta preparando
una puntata dedicata al "primo patronato islamico" d'Italia.
PROGETTO. Firmato dall'architetto Ivan Iobstraibizer, è abbozzato in attesa del
via libera degli enti competenti. Al parere tecnico della Sovrintendenza
(quando arriverà) devono seguire quelli di Usl, Aps e Vigili del fuoco. I
committenti dell'associazione Rahma si sono preoccupati di rispettare l'iter e
le regole. Tant'è che solo sabato hanno illustrato il progetto di massima,
ormai pubblicizzato dal consigliere comunale Domenico Menorello.
"Romanticamente, vorrei ricordare che un edificio veneto si presta a
diventare luogo di culto dell'islam. E a beneficio dei "banchettari"
e di chi porta a spasso maialini, va ricordato che nell'ex fattoria c'era una
stalla e anche una porcilaia", sorride malizioso l'architetto.
Iobstraibizer snocciola dettagli: "L'architetto Gennaro, fin dal
sopralluogo, era informato della necessità di un accesso da via Longhin. E si è
preferito rinunciare agli spazi verdi, pur di assicurare un parcheggio che
eviti problemi. E' stata ipotizzata una scala esterna di sicurezza, così come
si sono scelti i pannelli solari per rispettare una legge vigente dal luglio
2007". Non mancano le difficoltà: dal collettore che dista
( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONTROCAMPO Troppi
poteri capaci solo di dire no GIANNI BAGET BOZZO Nonostante l'antipolitica, gli
italiani hanno affollato le urne, segno che si riconoscono nella democrazia e
nelle istituzioni. L'elettore è stanco di rivoluzioni e di rivolte, perciò non
sceglie più la sinistra e vota a destra. Non ha più, come ebbe fino al 1994 e
anche oltre fino al 2006, timore dei comunisti, il governo Prodi ha mostrato
che la sinistra al governo non solo è inefficace ma anche inetta. Non è contro
il grande potere che si dirige la protesta elettorale, ma contro il
micropotere: quello che detiene colui che dice solo no e ha forza solo se dice
no. E può ricorrere anche all'occupazione del suolo pubblico per dire no. Qui
in primo luogo vengono i sindacati. E, non a caso, Luca di Montezemolo, tornato
imprenditore dopo la presidenza della Confindustria, dice le cose che nel 2006
affermarono gli industriali di Vicenza applaudendo Silvio Berlusconi. Quella
del sindacato non è la sola storia da raccontare, ma è anche la più
significativa. La burocrazia sindacale è stata vista con il medesimo riguardo che i cattolici
riservavano al clero e i comunisti ai funzionari di partito nei tempi antichi.
Il sindacato è stato concepito come un privilegio per sindacalisti allo scopo
di difendere meglio i lavoratori. Ma sul piano della difesa economica i
sindacati hanno fatto poco, specie nel privato. Non a caso le retribuzione dei
lavoratori del privato italiani sono le più basse in Europa, naturalmente non
quelle del pubblico. Il diritto di veto sindacale si è trasferito agli enti
locali e ai gruppi di interesse che li amministrano, anch'essi pongono veti
sulle opere pubbliche o sull'edificabilità dei suoli. E anch'essi occupano le
vie di comunicazione. Se un'opera pubblica non piace loro, possono vendere al
sentimento popolare come valore civico il loro interesse a lasciare le cose
come sono. Invece l'interesse nazionale, quello per cui il popolo vota, è un
simbolo come la bandiera, una parola che si agita al vento. Gli italiani hanno
votato il 13 aprile e in un altro paese ci sarebbe già il governo. Ma noi
abbiamo un sacro costituzionale, un sacro parlamentare e un sacro
presidenziale. La Repubblica del
( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ringrazio tanto
Padova per quella multa ingiusta Ho appena pagato la sanzione per divieto di
sosta, (euro 50,90) inflittami il 19 gennaio scorso in via Ricci a Padova. Quel
giorno ero arrivato a Padova verso le ore 11.00 per partecipare alla Fiera
della Moto. Ho incontrato subito il problema di parcheggiare l'auto in quanto
gli spazi disponibili erano esauriti. Non conosco Padova. Ho chiesto
informazioni ai vigili presenti sulla strada che dopo avermi fatto girare a
vuoto da destra a sinistra mi hanno gentilmente risposto di "arrangiarmi a
trovare un posto" (mi rammarico di non aver chiesto il nominativo). Ho
trovato il posto e con me tanti altri, non ho visto il divieto di parcheggio
e.... pago!!! Con la presente ringrazio di cuore la Polizia Municipale che a
sostegno dell'automobilista e non per fare cassa, come tanti sostengono, mi ha
dato questa sanzione; non ha messo sul parabrezza della mia auto e su quelle
vicine alla mia alcun biglietto o notifica, o verbale di segnalazione di
contravvenzione, attivando a mie spese l'accertamento e la notifica. Ringrazio
altresì l'amministarzione di Padova per l'ottima organizzazione e in
particolare per la formazione professionale del personale pagato per aiutare,
supportare e risolvere i problemi che possono avere le persone quando
partecipano ad eventi come quello in oggetto. Sicuro di un positivo riscontro e
fiducioso che non si ripetano fatti incresciosi di questo genere perchè
lasciano nel cittadino il senso di essere stato imbrogliato colgo l'occasione
per inviare i migliori e più cordiali saluti. Luigi Lorenzon Refrontolo
Pensione di invalidità "Il mio grido di dolore" Ormai è noto che per ottenere il rispetto di un diritto dalla burocrazia statale occorre rivolgersi al
giudice o ai mezzi di comunicazione. Adire al giudice risulta troppo lungo e
costoso; voi rappresentate un ente benefico per noi cittadini pazienti oltre
ogni limite. Sono titolare di una pensione di invalidità, riconosciata e
confermata dai numerosi enti statali che la devono vidimare: in
particolare la mia pratica vaga nei meandri statali da circa 18 anni,
finalmente nel dicembre 2006 da Roma parte il decreto finale inviato all'Inpdap
di Treviso che ha l'obbligo di fare i conteggi e liquidare gli arretrati.
Ebbene, dopo i numerosi anni trascorsi in quel pozzo di S. Patrizio della burocrazia romana,l'Inpdap si concede il lusso di bloccare
la pratica dal dic. 2006 (ben 16 mesi e non si intravede la fine) per
effettuare i conteggi. Quello che però lascia frustrati fino all'esasperazione
sono le risposte: "Voi pensionati siete tanti, noi siamo pochi e c'è tanto
lavoro" e così da poco meno di 60 anni d'età sono arrivato a oltre 75 anni
per sentirmi rispondere sempre le trite affermazioni a scusante di una
inefficienza abissale. Io sono convinto che l'esercizio di certi diritti é
frenato dallo stanco lavoro fornito dagli addetti a tutti i livelli che,
oltretutto, molto spesso, senza essere provocati, assumono atteggiamenti
scostanti improntati ad una indisponibiltà a tutto campo. Giovanni Marinelli
Conegliano Gentilini e la Chiesa: uomo della provvidenza? I preti del Collegio
Pio X possono essere orgogliosi di contribuire a formare "personaggi"
come il signor Gentilini che ieri, al giornale El Pais, ha dichiarato
candidamente di essere fascista e clericale! Il suddetto, che ha la memoria
corta, afferma tutto ed il contrario di tutto: "Amo il tricolore, le
leggi, il prossimo!" Non è xenofobo ma, "odio i nomadi, le
prostitute, gli omosessuali"! Che questo collage di intolleranza, razzismo
e inciviltà sia frutto di quella cultura cattofascista di cui tanto si vanta?
Beh...si potrebbe pensare proprio di sì! La cosa più stupefacente è che, a
differenza di quanto succede normalmente nella vita "civile" di
questo Paese, dove ad ogni scelta o rivendicazione di tipo politico etica e
morale c'è il pesante piedino dell'ingerenza cattolica, in questo caso la
Diocesi di Treviso se ne sta buona buona ed accetta di buon grado affermazioni
che dovrebbero far saltare la mitria di qualsiasi vescovo di buon senso! E'
vero anche che ci insegnano a convivere con l'incoerenza, ma quando è troppo è
troppo! Viene da pensare che gli errori della chiesa nel recente passato non
siano serviti a molto, se, come fece Papa Pio XI, anche il vescovo di Treviso
pensa al signor Gentilini come l'uomo della provvidenza! Non ci dovremmo
stupire neanche che il citato Gentilini si ispiri a modelli di fascismo il cui
ideatore, saputo che era scoppiata la prima guerra mondiale, "si
inginocchia e ringrazia il cielo per avergli concesso l'opportunità di vivere
quell'epoca"! Noi però ci stupiamo e non ci sentiamo rappresentati da
questo tipo di "prodotti". La nostra bella terra trevisana è in grado
di produrre ricchezze migliori, prodotti autentici, ricchi di un territorio che
sa sacrificarsi, che conosce sulla propria pelle le difficoltà
dell'emigrazione, che riconosce la diversità come una ricchezza da coltivare. L'alleanza
di Dio con i poveri e gli umili è in contraddizione con l'arroganza di ogni
potere che condanna e elimina l'innocente scomodo, ma il potere acceca tutti,
anche gli umili servitori di Dio! Vai a vedere che alla fine tocca proprio a
noi, poveri atei, dover difendere l'onnipotente e i suoi figli in terra; roba
da non crederci! Fania Zanforlin E-mail Postamat senza il Pin le Poste si
scusano Gentile direttore, Rispondo all'articolo "Postamat, gli utenti
restano senza Pin", pubblicato dalla Tribuna di Treviso lo scorso 23
aprile. Desidero scusarmi con i coniugi Da Broi e Moret per i disagi subiti ed
informarli che sono in corso verifiche sul mancato arrivo delle comunicazioni
necessarie per attivare la nuova tessera Postamat. Ricordo che, per risolvere le
controversie riguardanti il Conto Bancoposta, Poste Italiane mette a
disposizione la procedura di conciliazione. Il Cliente può infatti avviare la
procedura presentando domanda tramite le Associazioni dei Consumatori aderenti
all'iniziativa o direttamente in un ufficio postale. La domanda può essere
presentata se è stato già presentato reclamo e la risposta di Poste Italiane
sia stata ritenuta insoddisfacente. Alla procedura di Conciliazione potranno
far ricorso i titolari di un Conto BancoPosta per reclami relativi a: spese e
commissioni; valute versamenti e accreditamenti; valute prelevamenti e
addebitamenti; termini di disponibilità; vidimazione assegni; altre spese;
oneri fiscali; carte Postamat Maestro. La domanda sarà esaminata da una
Commissione composta da un rappresentante di Poste Italiane e un rappresentante
delle Associazioni scelto dal cliente, che redigerà un'ipotesi di accordo. Se
la proposta di Conciliazione sarà accettata, questa sarà ratificata in un atto
che estinguerà la controversia e risarcirà il titolare del conto per il disagio
subito. Agostino Mazzurco Responsabile Ufficio Comunicazione Poste Italiane
Spa.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO MAGGIO
Vincenzi: i tempi lunghi nelle grandi opere non siano recuperati a scapito
della sicurezza IL LAVORO che garantisce il necessario per il sostentamento e
una vita dignitosa, il lavoro che uccide. Le celebrazioni del primo maggio sono
state aperte, già ieri, con una breve cerimonia (e successivo corteo, con
almeno quattrocento partecipanti e incontro pubblico al Teatro della Gioventù)
dedicata ai temi della salute e della sicurezza sul lavoro, ma anche al
precariato e al lavoro in nero, indetta da Cgil, Cisl e Uil. Una corona di
fiori è stata deposta dal fratello di Albert Koljeja - l'operaio edile deceduto
nel crollo del Museo del Mare nel 2003 - davanti alla lapide al porto antico che
ricorda i lavoratori caduti nella realizzazione delle grandi opere colombiane,
tre croci piantate prima del 1992. Ma di lavoro si continua a morire e a
soffrire: 14 decessi nel
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caro Direttore,
Francesco Merlo su Repubblica di ieri ("I professionisti
dell'antigossip") ci accusa di lentezza nelle nostre decisioni riguardo
alla diffusione in Internet dei dati delle dichiarazioni dei redditi di tutti i
cittadini. Con tutta franchezza, mai come questa volta l'intervento della
nostra Autorità è stato tempestivo. Il 30 aprile, nella stessa giornata in cui
si è saputo che l'Agenzia delle entrate ha cominciato a diffondere in rete, sul
suo sito web, i dati di tutti i contribuenti italiani relativi al
( da "Brescia Oggi" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
BOTTICINO. Proposte Burocrazia: un mini corso di autodifesa dai soprusi
Messo di fronte alla burocrazia e ai meandri legislativi, spesso il semplice cittadino si sente
schiacciato; e sicuramente incapace di difendersi. Per questo la sezione Auser
di Botticino Mattina, con il patrocinio del Comune e dell'Auser provinciale,
ha organizzato due incontri che hanno lo scopo di far conoscere i diritti
basilari di ogni italiano. Le leggi in vigore nel nostro Paese sono in effetti
numerosissime (molte di più rispetto a quelle dei maggiori Paesi europei), e
soprattutto per un anziano e facile in qualche forma di sopruso o di raggiro
costruito proprio sulla mancata conoscenza delle normative. Ma adesso,
dicevamo, c'è questa opportunità di approfondimento. Il primo incontro è in
programma mercoledì sera a partire dalle 20.30 nella cornice di villa Labus,
sede dell'Auser di Botticino Mattina. In quella occasione si parlerà di diritti
di famiglia; affido condiviso; separazione e divorzio (procedure e costi);
successioni, testamenti, donazioni e usufrutto. Al tavolo dei relatori Luisa
Papa, un avvocato civilista. Il secondo incontro, sempre con lo sfondo di villa
Labus e a partire dalle 20,30, approfondirà le pratiche commerciali sleali; le
clausole vessatorie e le novità della conciliazione e della mediazione. Se ne
occuperà, in rappresentanza della Camera di commercio di Brescia, Beatrice
Nardo, responsabile dell'ufficio Tutela del mercato e dell'ufficio di
Conciliazione del medesimo ente. A.LAFF.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 05 Maggio 2008 Affari & Finanza >
RAPPORTO/MODELLO UNICO Affari & Finanza > RAPPORTO/TRASPORTI E LOGISTICA
Affari & Finanza > RAPPORTO/TELECOMUNICAZIONI --> PRIMO PIANO pag. 6
I giapponesi vengono a produrre a Motta il caso Sono venuti da molto lontano.
Loro che sono molto grandi. E il prossimo sei giugno a Motta di Livenza
inaugureranno una fabbrica che produce materiali plastici da applicare al
legno. Un pezzo del Giappone delle multinazionali trasborderà qui, nella patria
delle piccole e medie aziende del mobile. La Bonlex Europe, società del gruppo
Kasei, partecipata dal gruppo Itochu, che tanto per dare una dimensione conta
nel mondo 2200 dipendenti con un fatturato di 770 milioni ed è quotata al Tokyo
Stock Exchange, ha deciso di investire 30 milioni di euro in una fabbrica che
occupa 30 addetti con la prospettiva di arrivare a 100. Produrrà materiali
plastici, tra i quali pellicole destinate a rivestire i pannelli per il settore
dell'arredamento che fanno somigliare le superfici al legno vero. Le ragioni
spiegano alla Bonlex, creata ad hoc per operare sul territorio italiano che
hanno fatto scegliere questo territorio, confermandolo come una delle zone
maggiormente all'avanguardia nel campo della produzione di mobili sono diverse.
"Stanno spiegano nella vicinanza con i clienti, nella facilità di trovare
in zona personale specializzato italiano e nella positività di un'iniziativa
che vede cooperare la tecnologia giapponese con al creatività italiana". Ma le follie della burocrazia, le astrusità e le lentezze delle norme italiane, hanno creato
non pochi intralci, a cominciare dai visti e dai permessi di soggiorno che
perseguitano anche chi vuole fare un investimento in Italia, tanto che il
titolare dell'azienda ha un permesso valido fino a fine 2008 e dopo dovrà
ricominciare daccapo tutte le pratiche. Ci si è messa di mezzo
Unindustria Treviso a tentare di sveltire le pratiche: "Per un'azienda
giapponese come la Bonlex dice il presidente Michiro Kosugi la semplificazione
delle procedure burocratiche per ottenere il rilascio dei visti e i permessi
per l'acqua, l'elettricità, il gas è una condizione essenziale per decidere un
investimento in Italia". Di queste difficoltà ma anche delle prospettive
di cooperazione tra due Paesi si discuterà a Venezia mercoledì e giovedì
prossimi, 7 e 8 maggio, nella ventesima assemblea plenaria dell'ItalyJapan
Business Group, dedicata quest'anno al tema "Innovare per competere".
L'obiettivo è di apportare proposte e iniziative per sviluppare un quadro di
relazioni tra i due paesi già oggi molto fitte. Italia e Giappone si passeranno
il testimone della presidenza del G8, che quest'anno spetta a Tokyo e che nel
2009 passerà all'Italia. (a.car.).
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 05 Maggio 2008 Affari & Finanza >
RAPPORTO/MODELLO UNICO Affari & Finanza > RAPPORTO/TRASPORTI E LOGISTICA
Affari & Finanza > RAPPORTO/TELECOMUNICAZIONI --> PERSONAGGIO pag. 9
Rotelli, la Terza Via tra Bazoli e Berlusconi nel salotto RcsCorsera GIOVANNI
PONS Non è così semplice entrare nel salotto della RcsCorriere della Sera. Ci hanno
provato in tanti, alcuni ci sono riusciti, come Salvatore Ligresti e Diego
Della Valle, altri sono rimasti scottati, come Stefano Ricucci che tentò, nella
torbida estate del 2005, una maldestra scalata alla società di via Solferino.
Già, perché toccare Rcs equivale a entrare in contatto con delicati equilibri
finanziari, confrontarsi con i cosiddetti poteri forti, avere a che fare con un
establishment racchiuso in quel patto di sindacato che annovera ben 14 mebri
(UnicreditCapitalia ne è uscita poco tempo fa), da Mediobanca a Intesa, da Fiat
alla Pirelli e con Benetton e Toti fuori dalla porta ad aspettare che il
salotto mostri un pertugio. In Rcs non c'è un editore nel vero senso della
parola, ce ne sono 14, "un club di golf" per usare una definizione di
Tarak Ben Ammar, espressione della componente francese di Mediobanca. Lo stesso
Ben Ammar in un'intervista a Repubblica si era detto pronto a consigliare
l'uscita di Mediobanca da Rcs se si fosse trovato un editore indipendente,
lontano dai giochi della politica, capace di dettare una linea editoriale
precisa, di destra o di sinistra che sia. Parole che sono piaciute all'unico
outsider presente nel capitale Rcs e che spera di rappresentare la "terza
via" nel futuro assetto proprietario della casa editrice che controlla il
Corriere della Sera. Si chiama Giuseppe Rotelli, di mestiere fa l'imprenditore
di servizi ospedalieri ma preferisce definirsi un intellettuale prestato
all'imprenditoria. Rotelli, federalista fin dai tempi di Altiero Spinelli, è
fermamente convinto che in Italia vi sia bisogno di un quotidiano con una forte
impronta liberale e con mosse felpate ma trasparenti ha messo insieme l'11% del
gruppo che controlla il Corriere della Sera diventando così il secondo
azionista singolo dopo Mediobanca, surclassando anche la Fiat rimasta ferma al
10%. Da azionista di spicco ma fuori dal patto di sindacato Rotelli si è
permesso di andare in assemblea per formulare alcuni rilievi al bilancio Rcs:
"Siamo perplessi per l'indebitamento del gruppo e per il calo delle copie
vendute dal Corriere della Sera". Osservazioni che avrebbe potuto fare
qualunque socio, si è fatto notare successivamente. Ma in un periodo in cui si
stanno moltiplicando le pressioni sulle società quotate da parte di fondi e
soci di minoranza, la punzecchiatura in assemblea non è certo passata
inosservata. Dove vuole arrivare Rotelli? si chiedono i membri del patto, ma
soprattutto Rotelli sta con Bazoli o con Berlusconi? Nei fragili equilibri che
governano il Corriere la domanda non è cosa da poco. Berlusconi ha vinto le
elezioni e pochi mesi addietro attraverso la Fininvest è entrato nel patto di
sindacato di Mediobanca dove già siedono il suo socio Ennio Doris e il plotone
dei francesi guidati da Vincent Bolloré. Attraverso questa via Berlusconi
potrebbe incidere sui futuri movimenti del patto Rcs o semplicemente far
sentire la sua voce quando ci sarà da decidere il prossimo direttore del
Corriere. Un pericolo che il presidente di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli,
conosce bene e che cercherà di arginare in tutti i modi, in nome di quella
funzione di grande supervisore delle vicende di via Solferino che l'avvocato
Agnelli gli ha tramandato poco prima di passare a miglior vita. Con
Montezemolo, Tronchetti Provera, Benetton e Ligresti che in qualche modo
cercheranno di blandire il nuovo premier, per esempio partecipando alla cordata
per salvare Alitalia. In questo quadro a dir poco complesso si inserisce il
professor Rotelli, pavese, classe 1945, studioso di diritto e professore di
medicina prima di diventare suo malgrado imprenditore nel 1980, per raccogliere
il testimone del padre. Rotelli probabilmente ha capito che nel gioco dei
poteri di via Solferino, lui, per cultura e per formazione professionale,
potrebbe rappresentare l'uomo delle convergenze, la figura su cui tutti
potrebbero fare affidamento quando il patto cadrà, come è caduto senza
preavviso il Muro di Berlino. La sua visione del mondo e dell'economia è
liberista ma con misura. È contro i monopoli e a favore della concorrenza ma ritiene
le stock option uno dei mali della finanza di oggi, un male importato
dall'America. Approva l'operato degli hedge fund attivisti modello Algebris che
hanno posto domande costruttive al salotto della finanza triestino ma allo
stesso tempo sostiene l'idea di Corrado Passera che nel mondo c'è stata
un'ubriacatura di finanza e che le banche devono tornare al loro core business,
cioè prestare soldi agli imprenditori coraggiosi. Come Berlusconi, Rotelli si
ritiene uno dei pochi imprenditori ad avere avuto successo in un settore,
quello della sanità, dominato dalla presenza dello Stato. Ma allo stesso tempo
non vuole essere identificato come un operatore privato "tout court",
il "Re delle cliniche" solo per aver rilevato nel 2000 da Antonino
Ligresti per 500 miliardi di lire il Galeazzi e le cliniche La Madonnina e
Città di Milano. In poche parole non crede che le privatizzazioni siano in
grado di risolvere tutti i mali dell'economia ma piuttosto che la missione
d'impresa significa anche produzione di cultura e contributo al miglioramento
del quadro istituzionale nel quale si agisce. Il faro per il capitalismo del
Terzo Millennio, per combattere la societàmucillaggine descritta da De Rita, è
rappresentato dal liberalismo nella versione moderna di Ludwig Von Mises e
Friedrich August von Hayek. Riferimenti culturali che potrebbero essere
ritenuti "non lontani" anche al più classico solidarismo cattolico
che anima e guida il mondo che fa capo a Intesa Sanpaolo e ai suoi uomini di
vertice. La storia di Rotelli professoreimprenditore, in effetti, non è di
secondo piano. In 27 anni di attività ha sviluppato il Gruppo Ospedaliero San
Donato che oggi fattura quasi 700 milioni di euro con 17 stabilimenti in
Lombardia e uno in Emilia Romagna, strutture che operano alla stessa stregua di
un ospedale pubblico. I ricavi, infatti, sono determinati dai contributi
erogati dalle Regioni a fronte delle prestazioni e dei servizi offerti al
cliente ma evidentemente, poiché l'attività del gruppo
assicura ogni anno 90100 milioni di margine operativo lordo, la minor burocrazia e la maggiore efficienza con
cui è gestita tutta la struttura diventano fattori premianti. Proprio per aver
messo a frutto un'attività così delicata come la salute dei cittadini Rotelli è
stato accusato in passato di "far soldi sulla pelle della gente".
Ma un'inchiesta giudiziaria degli anni '
( da "Stampaweb, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo maggio in
quasi tutto il mondo si è celebrata la festa del lavoro. Venerdì due maggio a
Cuba è stata invece la volta della festa del “pc”. Inteso però non come
“partito comunista”, ma come “personal computer”. Per la prima volta nella
storia del paese, un negozio di L'Avana è stato infatti autorizzato a vendere
dei computer ai cittadini. Elaboratori assemblati in Cina, ma dotati di sistema
operativo Windows XP di Microsoft. E pazienza, per l'embargo commerciale Usa.
E' un nuovo passo della rivoluzione digitale che sta lentamente prendendo piede
sull'isola, con la benedizione di Raul Castro, che da quando ha sostituito il
fratello Fidel alla guida del paese ha dato via a una lenta ma regolare serie
di riforme. Il mese scorso il via libera aveva riguardato la vendita di altri
gadget high tech comuni in tutto il mondo, ma fino a ieri rigidamente limitati
a Cuba: dai lettori dvd ai telefonini, passando per il forno a micro-onde. Più
che un imponente e inarrestabile vento tecnologico, per ora si tratta solo di
una lieve brezza. Il governo centrale allenta le redini, ma cerca comunque di
mantenerle saldamente in mano. Ecco quindi che i computer vengono messi in
vendita a circa 500 euro l'uno, cioè quanto un cittadino medio cubano guadagna
in quattro anni di lavoro: difficile ipotizzare una diffusione di massa.
Inoltre, sull'isola caraibica non è valida l'equazione “computer uguale
Internet”. L'accesso personale al Web rimane un privilegio
per pochi e fidati membri della burocrazia statale, la maggioranza della popolazione deve accontentarsi di
controllatissimi web cafè. Colpa dell'embargo americano che costringe Cuba a
servirsi di Internet solo via satellite, affermano le voci filogovernative.
Desiderio di non lasciar fuggire il genio dalla bottiglia, sostengono gli
oppositori: Internet, si sa, non ama molto i controlli dall'alto. Sulla
Rete le informazioni preferiscono circolare liberamente (basta pensare a cosa è
successo la scorsa settimana in Italia con le dichiarazioni dei redditi) e
questa filosofia non è proprio la più gradita nei palazzi del partito comunista
a L'Avana. Tuttavia, anche da questo punto di vista qualcosa si sta muovendo.
Persino a Cuba iniziano a sentirsi le prime voci di blogger non allineati alle
posizioni del governo. L'esempio più famoso è quello di Yoani Sanchez, la trentaduenne
filologa che da alcuni mesi racconta il suo paese sul blog Generation Y, senza
lesinare commenti critici e pungenti, ed è stata inserita dal settimanale
americano Time nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta (nella
categoria “eroi e pionieri”, al fianco di Angelina Jolie, Brad Pitt e Kakà). Di
ostacoli ce ne sono ancora parecchi. La Sanchez ha denunciato il tentativo del
governo di rendere inaccessibile il suo blog (ospitato su un server tedesco) e
nei giorno scorsi le è stato negato il visto per recarsi in Spagna a ricevere
un importante premio giornalistico. Ma il virus della tecnologia e
dell'informazione digitale sembra aver trovato un pertugio nel quale infilarsi
tra le strette maglie della censura e del controllo governativo. Forse il genio
è davvero uscito dalla bottiglia e non sono pochi i commentatori che iniziano
ad accostare le riforme di Raul Castro a una versione embrionale della
glasnost, la politica con cui Gorbaciov avviò la trasformazione dell'Unione
Sovietica. Un processo di "trasparenza" che proprio la revolucion
digitale potrebbe contribuire ad accelerare.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lorenzo gianotti Il
7 maggio avverrà il passaggio dei poteri. Al Cremlino salirà Dmitrij Medvedev,
mentre Vladimir Putin andrà alla Casa bianca, sede del governo. Non c'è
suspense: tutto è regolato, previsto. In fondo, si commenta, il nuovo non è che
l'erede del vecchio. Eppure per percepire la tensione basta aprire i guardinghi
giornali di Mosca (una legge in discussione alla Duma ne prevede la chiusura,
appena un magistrato avverta un sentore di diffamazione). Dopo otto anni Putin
lascia un paese diverso da quello di El'cin, e la sua impronta è tangibile. Se
è vero che la Russia ha raggiunto la stabilizzazione politica e lo Stato
padroneggia i destini del paese, il nuovo capo troverà tuttavia sul tavolo
dossier scottanti. Ed è ragionevole prevedere un rimaneggiamento di influenze
con la promozione di uomini nuovi ai vertici, fin qui presidiati da siloviki
devoti a Putin. Pure all'insegna del continuismo, si annunciano cambiamenti. In
proposito è rivelatore un lungo saggio di Vitalij Tret'jakov, apparso su un
quotidiano di osservanza governativa come Izvestija. L'autore è un estimatore
di Putin. I meriti straordinari che gli attribuisce si riassumono in poche
righe. Il primo è l'avere condotto la seconda guerra cecena coronata dal
successo politico e militare in due-tre mesi, anche se il conflitto è
continuato per anni. Non v'è cenno ai metodi usati, né ai concussi diritti dei
ceceni. Il secondo è la "deprivatizzazione" dell'amministrazione
pubblica, sottratta ai condizionamenti degli oligarchi, con la restaurazione
della supremazia dello Stato, che ha restituito stabilità politica al paese. Il
terzo è il ritorno allo status internazionale di "grande potenza".
Per quanto abbia contrasti coi suoi vicini, la Russia attrae i capitali esteri
e l'interesse delle popolazioni dello "spazio postsovietico". Infine
Putin ha cambiato radicalmente la politica demografica, sollevandola dalla
morta gora in cui si trovava (non si dice come, né se ne indicano i risultati,
per la verità vaghi). Su che terreno Medvedev può distinguersi dal
predecessore? L'ampiezza dello scritto di Tret'jakov (una versione del quale
apparirà prossimamente su Limes) non consente di proporre che qualche spunto.
Grande potenza. Fin dal suo insediamento Putin aveva affermato: "O la
Russia torna ad essere grande potenza oppure non esisterà". Nessun leader
può rinunciare a questo principio se non vuole scontrarsi con l'intera società.
In concreto, se la Nato persisterà nell'allargamento a Ucraina e Georgia, anche
Medvedev dovrà reagire, riconoscendo l'indipendenza di Abchazija e Ossetija del
sud dalla Georgia e vagliando la separazione della Crimea e delle aree
russofone dall'Ucraina. Se poi, sotto la pressione Usa, si arrivasse ad
escludere la Russia dagli incontri G8, ciò"condurrebbe quasi
inevitabilmente all'anticipato ritorno di Putin alla presidenza";
asserzione che suona come un duro ammonimento al nuovo presidente più che
all'Occidente. Liberalismo. Due affermazioni hanno spinto gli osservatori a considerare
Medvedev "liberale" in confronto con l'"autoritario" Putin:
la presa di distanza dall'espressione "democrazia sovrana" e
l'affermazione che "la libertàè meglio della non libertà". Tret'jakov
corregge con contegnoso puntiglio "l'inesperto neopresidente". La qualifica
di sovrana non è un complemento indebito perché il concetto di democrazia
s'accompagna spesso con aggettivi: rappresentativa, partecipativa, elitaria,
plebiscitaria e altri. E poi in Russia "Medvedev è stato eletto presidente
non perché proposto da masse di elettori o da partiti realmente in corsa per il
potere ma perché membro della "squadra di Putin", "erede di
Putin", "continuatore della politica di Putin", ecc.". In
questo enorme paese abbiamo a che fare con una composita
mescolanza di istituti protodemocratici e quasi democratici entro una cornice
dominata dalla burocrazia,
vera classe detentrice del potere; il tutto è ancora complicato dall'assenza di
autonome amministrazioni locali. Dunque l'esercizio del potere non s'impara nei
"manuali di democrazia", ma nell'adattarsi ai problemi reali con
scelte rapide ed idonee. Circa la formula "la libertàè meglio della
non libertà" c'è da dire che è una bella espressione ma estranea al
lessico russo, e rischia di confondere. "Quanto può essere libero, anche
se è meglio, lo stesso presidente di un paese come la Russia? Io penso quanto
lo consentono l'efficacia delle decisioni e delle azioni nel minimizzare le
minacce esterne alla libertà della Russia e massimizzare non solo la libertà ma
il reale benessere dei cittadini". Non si gingilli Medvedev con le
concettualizzazioni di stampo occidentale, ma guardi agli interessi dello Stato
che sono tutt'uno con quelli dei suoi cittadini. A questo punto Tret'jakov
delinea un'elucubrata "strategia delle strategie", che si riallaccia
alla tradizione slavofila, eurasiatica. Da troppo tempo la Russia punta allo
"sviluppo competitivo" con l'Occidente; occorre preferirgli uno
"sviluppo naturale" corrispondente alle condizioni interne. Questa fu
peraltro la via tentata nel 1917 dai bolscevichi che "non si posero
l'obiettivo di raggiungere l'Occidente (il capitalismo europeo e americano e la
democrazia borghese), ma di spingersi oltre"; furono rovinati dal loro
dogmatismo ideologico. È la via che ha seguito e sta seguendo la Cina, con
risultati straordinari che devono far riflettere i leader russi. Non è dato
sapere quanto siano condivise queste opinioni nei circoli moscoviti che
contano. Documentano in ogni caso l'eccitato sciabordio che sta agitando le
acque della Moscova. Lorenzo Gianotti è stato segretario del Pci torinese e
senatore dello stesso partito (poi Pds) per tre legislature. Ha pubblicato
varie opere sul movimento operaio torinese. 05/05/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: GIUSTIZIA E SENTENZE data: 2008-05-05 - pag: 35 autore: INTERVENTO
Comuni e mafia, le soluzioni sono da rivedere di Alberto Cisterna * P ochi
giorni or sono il Governo ha deliberato lo scioglimento dell'ennesimo consiglio
comunale per infiltrazioni criminali. Gioia Tauro (si veda "Il Sole 24
Ore" del 25 aprile) è l'ultima delle amministrazioni territoriali (178) e
sanitarie (3) che dal 1991 hanno subito la dissoluzione degli organi elettivi a
causa delle ingerenze delle mafie. La materia è regolata dall'articolo 143 del
Dlgs 267/00, norma che censisce un ampio numero di situazioni idonee a
determinare lo scioglimento. I consigli comunali e provinciali possono essere
commissariati quando emergono elementi a) "su collegamenti diretti o
indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata " ovvero b)
"su forme di condizionamento degli ammini-stratori stessi, che
compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e il buon
andamento delle amministrazioni comunali e provinciali, nonché il regolare
funzionamento dei servizi alle stesse affidati ovvero che risultano tali da
arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza
pubblica". Dunque i presupposti sono stati agglutinati intorno a due
distinti casi: collegamento e condizionamento. Il collegamento con la
criminalità mafiosa non offre evidenze interpretative di particolare impegno e
il Consiglio di Stato ha chiarito che il testo rimanda alla sussistenza di
vincoli parentali, frequentazioni, cointeressenze ( sezione V, 585/00). Meno
agevole è accertare i casi di condizionamento. Il legislatore ha, infatti,
optato per una scrittura piuttosto sorvegliata della disposizione e ha
enumerato gli effetti pregiudizievoli che la soggezione deve aver prodotto per
l'ente. Non è quindi facile individuare gli elementi obiettivi (sezione V, 5164/04)
che possano sorreggere la pur sommaria dimostrazione di un condizionamento
capace di compromettere, ad esempio, "la libera determinazione degli
organi elettivi" comunali. Spesso è il collegamento tramite i vincoli di
parentela, cointeressenza o altro a trascinare con sé la deduzione di un
condizionamento, poiché pare lecito ritenere che l'infiltrazione mafiosa si
traduca sempre in un'azione di influenza sulle scelte dell'amministrazione.
Eppure uno scrutinio autonomo del condizionamento mafioso è irrinunciabile se
si vuole evitare che destinatarie del commissariamento siano amministrazioni
piccole, come accade nella maggior parte dei casi. Modalità sofisticate di
presenza mafiosa nelle istituzioni locali prescindono spesso da "
collegamenti" con gli eletti e si snodano attraverso relazioni occulte
d'influenza che è possibile rilevare solo dopo un'ampia ricognizione delle
dinamiche amministrative e di spesa, soprattutto nelle province, nelle aziende
sanitarie o nei comuni di maggior peso. Impressiona che i 178 consigli
disciolti costituiscano il 14% dei comuni delle regioni a rischio del Sud
(anche se vi sono casi nel Lazio, in Puglia e altrove) e v'è da chiedersi se lo
strumento sia realmente idoneo a recidere i tentacoli mafiosi nelle
amministrazioni locali. Il dato secondo cui per il 18%dei Comuni v'èstata una
reiterazione dei decreti di scioglimento ( anche Gioia Tauro) induce a ritenere
che il commissariamento non sempre sia un'opzione idonea a disperdere i grumi
di complicità e connivenza all'interno degli enti. Soprattutto perché il
legislatore non ha aggiornato lo strumento (creato nel 1991) alle mutate regole
di gestione degli enti locali. Basta pensare ai poteri che
le leggi Bassanini hanno trasferito alla burocrazia locale, per intendere come lo scioglimento di consessi elettivi
– spesso sprovvisti di un'effettiva capacità di incidere sul funzionamento
degli apparati comunali – risulti una misura poco incisiva. Anche qui v'è un
percorso incompiuto. L'articolo 145 prevede che il prefetto possa
disporre l'assegnazione in via temporanea, in posizione di comando o distacco,
di personale amministrativo da altre amministrazioni, collocandolo se del caso
in posizione di sovraordinazione negli enti disciolti. Misura capace di
accompagnare l'azione dei commissari, ma che non contempla l'allontanamento dei
dipendenti coinvolti nel dissesto di legalità e la cui permanenza, a gestione
straordinaria conclusa, resta un fardello grave per le comunità locali: anche
per quelle 16 che, il 13 e 14 aprile scorsi, hanno potuto nuovamente eleggere i
consigli comunali sciolti. * Sostituto procuratore nazionale Antimafia
L'ALLARME Il commissariamento non è sempre idoneo se nel 18 per cento dei casi
di scioglimento c'è stata reiterazione ELEMENTI OBIETTIVI è difficile dimostrare
il "condizionamento" che compromette le libere determinazioni degli
organi elettivi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
05-05-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-05 - pag: 16 autore: Pmi. Le
indicazioni comunitarie possono aiutare ad affrontare le sfide della
globalizzazione Innovazione, la Ue fissa gli standard Dalla
trasparenza alla burocrazia
le nove linee guida della Commissione PAGINA A CURA DI Maria Adele Cerizza La
"normalizzazione" può favorire l'innovazione. è il senso di una
Comunicazione elaborata dalla Commissione europea intitolata appunto
"Verso un maggior contributo della normalizzazione all'innovazione in
Europa". Normalizzazione (in inglese standardisation) è sinonimo di
cooperazione – su base volontaria – tra industria, consumatori, autorità
pubbliche e altre parti in causa ai fini dell'elaborazione di specifiche
tecniche comuni. Rappresenta un completamento della concorrenza incentrata sul
mercato, in genere con l'intento di raggiungere obiettivi quale, ad esempio,
l'interoperabilità di prodotti/servizi complementari. Si vuole inoltre stabilire
congiuntamente metodi di prova e prescrizioni in materia di sicurezza, salute,
efficienza organizzativa e ambientale. Gli attuali modelli di normalizzazione a
livello sia europeo che internazionale sono rimessi in questione da sfide come
l'accelerazione dei cicli congiunturali, la convergenza delle tecnologie e la
tendenza alla globalizzazione dei mercati. è quanto avviene nell'ambito della
crescente concorrenza internazionale a livello di definizione delle norme da
parte di economie emergenti, che considerano la normalizzazione un punto di
forza strategico. Di conseguenza la normalizzazione deve adattarsi a questo
nuovo scenario, rafforzando al contempo il suo ruolo a sostegno
dell'innovazione e della competitività. In questa prospettiva, la Commissione ha
individuato "nove elementi chiave" (si veda la sintesi nella tabella
a fianco). In testa all'elenco dei punti chiave,viene posto l'impegno a favore
di un processo imperniato sul mercato e dell'applicazione volontaria delle
norme. Tra le altre priorità, si insiste sulla necessità di facilitare
l'accesso alla normalizzazione di tutte le parti interessate, in particolare le
piccole e medie imperese, ma anche gli utilizzatori/consumatori e i
ricercatori. Il potenziale innovativo della normalizzazione, secondo il
documento, spesso non è realizzato a causa di ostacoli quali, ad esempio, la
complessa formulazione delle norme, il tempo necessario per partecipare alla
loro definizione e il costo dei prodotti e dei servizi realizzati. In questo
contesto, i programmi di finanziamento "Ricerca a favore delle Pmi" e
"Ricerca a favore delle associazioni di Pmi" del settimo programma
quadro comunitario di R&ST (2007-2013), permettono alle imprese e alle loro
associazioni di fornire il loro contributo al processo di normalizzazione, ma
anche di aiutare le Pmi a conformarsi alle nuove norme. è poi valutato come
fondamentale incentrare l'interesse sull'elaborazione di norme per il mercato
mondiale, per consentire all'industria europea di accedere ai mercati sempre
più globalizzati. Così come è considerato necessario adeguare le priorità della
normalizzazione europea alle esigenze mutevoli dell'economia e della società
europee e ai profondi cambiamenti della scena internazionale sul piano politico
ed economico. La Commissione istituirà un gruppo di esperti ad alto livello per
definire la portata e il ruolo futuro della normalizzazione europea e per
formulare raccomandazioni strategiche per il prossimo decennio.
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
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Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Intervista a Silvio Viale / "Ora siamo nel
Pd con la Binetti ma dopo chi resterà, noi o lei?" di Giuseppe Mele Nel
1999 alle europee la lista Bonino fece l'8% con punte molto alte in Piemonte,
Lombardia e Veneto. Nel 2000 alle regionali andò da sola e prese in Piemonte il
miglior risultato, 4,8% la lista e 5,5% la Bonino come presidente, con due
eletti. In Lombardia, con meno voti, ebbero tre eletti. Alle europee del 2004 i
due eletti furono nelle circoscrizioni nord-ovest e nord-est, con il miglior
risultato al nord-ovest (Piemonte-Lombardia). Nel 2000 da soli colsero il 5 %
in Lombardia e Piemonte. Erano i radicali della Lista Bonino. Chi sono questi
postscapigliati, questi piemontesi che premiano più di tutti i radicali? Parla
uno di loro, interpellato mentre è al lavoro, uno che certamente e non vive di
politica: Silvio Viale il ginecologo piemontese che ha sfidato Ferrara e tutti
segretari scelti da Pannella. E' al lavoro in ospedale, dove da sempre il 12%
delle donne sceglie di non abortire dopo avere iniziato la procedura e prenotato
l'intervento. A conferma che anche senza i centri di aiuto alla vita le persone
sanno scegliere da sole. Ricorda quel 5%? Alle ultime Regionali avremmo potuto
bissare alleati al centrosinistra ma giunse l'altolà da Roma. Foste bloccati da
Pannella? Si e no. D'altronde il partito radicale non sfugge alla regola. Come
altri è un partito centralista romano. Lei vorrebbe un'organizzazione federale
dei radicali? Certo, sono anni che la propongo. Oggi i radicali sono solo Torre
Argentina? Guardi, i radicali da tempo hanno il loro risultato migliore in
Piemonte. L'associazione in nome di Adelaide Aglietta che non ebbe paura di
fare il giurato al processo BR, è molto viva. Abbiamo una sede, svolgiamo
attività molto fitta. Non solo sui nostri temi storici come aborto,
contraccezione ed eutanasia. Ma un po' su tutto. Siamo stimati quasi al 3%. A
Milano la sede non l'hanno più... Anche gli amici di Milano con Valerio
Federico sono molto attivi malgrado l'impasse sulla sede su cui è stato montato
un polverone. C'è grande sintonia con loro. Pannella ha parlato di un fronte
del nord interno. Non siamo organizzati per questo. D'altronde la questione è
nelle cose. Mi sono candidato 2 volte alla segreteria per testimoniare
un'alternativa. Fa meraviglia che l'ultima volta per battermi siano state fatte
due liste col pienone del partito romano e l'intervento diretto di Pannella.
Cosa le pare della segreteria Bernardini? Dovuta a un momento di riflusso, di
incertezza. E la scelta del Pd? C'è un quadro politico in completa fluidità.
Noi stiamo nel Pd con la Binetti, ma domani resteremo noi o lei? Magari vi
ricongiungerete con Della Vedova, Capezzone e Palma... La loro è solo una
testimonianza. Sui diritti civili e la laicità, non c'è dubbio che il confronto
nel Pd è più avanti che nel Pdl. Andare con Capezzone non avrebbe senso. Non ha
un partito, ha un pubblico. Allora non lo ascolta per radio? Se è per questo
non ascolto nemmeno Radio Radicale, almeno nei lunghi monologhi. Di solito i
radicali ascoltano poco radio radicale. In auto l'alterno con radio 24. Grillo
l'ha sentito? Certo, e senza sorprese. Il ruolo di antipolitica che avevamo,
non l'abbiamo noi e non l'ha lui. Forse è finito nella Lega che raccoglie
proteste per cose antitetiche tra loro. La Lega stessa, quando deve fare, non
sa più che cosa è. La situazione è fluida, cosa ne sarà dei radicali? Auguro
mille anni a Pannella. I radicali sono lui, senza di lui non esistono. La
tragedia sono i tanti piccoli Pannella che sorgono come funghi. Avete raggiunto
un risultato storico: 9 deputati con 5000 iscritti. Per la precisione gli
iscritti saranno duemila. La presenza parlamentare è importante al di là di
come è stata raggiunta. Noi al partito democratico ci crediamo davvero, almeno
a quello che sarà. Ci impegneremo perché diventi veramente Pd. In fondo si
tratta dell'idea della rosa nel pugno anche nel Pd. E il messaggio di
Chianciano? Serve anche quello. Si può fare un grosso lavoro con l'area
socialista, liberale e radicale del Pd dentro il Pd. Nel Parlamento e fuori. Poi
c'è Emma. La Bonino è il futuro dei radicali? Per ora collabora ed è
all'altezza di Pannella. Il futuro? Pannella e solo Pannella. E' Emma la vostra
voce del Nord? Da tempo è romana, ma ha capacità, costanza, voglia di fare
tipica dei piemontesi, dei cuneesi. E poi non esiste una corrente del nord.
Dovrebbe esserci? Noi non la faremo. La Bonino non è una conservatrice, una
"bogia Nen" per dirla in piemontese? Non è stata un ministro
impegnato a gestire più che riformare? Bogia nen non vuole dire conservazione,
ma potrebbe essere tradotto in non mollare, non ritirarsi. Peraltro, in tutti i
partiti ci sono le imposizioni romane. Quando ero tra i verdi venne la
Francescato a bloccarci perché eravamo favorevoli alla TAV. Allora è il destino
che la fa bloccare sempre da donne... Siccome c'è la Bonino tutti pensano che i
radicali siano un partito di donne. Sono pochissime le iscritte, moltissime
quelle del gruppo dirigente. Guardi che lo scrivo... Non è un segreto. Perché
siete più forti al Nord, ma sotto rappresentati? Beh, i candidati si fanno a
Roma. Più consensi forse perchè facciamo più politica. O forse solo perché al
nord c'è più dinamismo sociale ... Una burocrazia romana anche per i radicale?
La burocrazia è necessaria.
Non c'è stato moderno senza burocrazia. Il nemico è la cattiva burocrazia. Il Nord è avanzato perché ha una migliore burocrazia. Il Sud è più indietro perché
l'ha pessima La burocrazia
della giustizia com'è? Sud o Nord? Direi romana ... Ma io la giustizia
l'ho vista solo da imputato. E la vostra burocrazia di
partito? Come il rancio, ottima e abbondante? ?? Ottima e romana.
( da "Basilicanet.it" del 05-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAPENNA (FI): E'
TEMPO DI AFFRONTARE LA CRISI INDUSTRIALE 05/05/2008 13.20.54 [Basilicata] (ACR)
- â??La crisi economica industriale che attraversa il nostro territorio rischia
di assumere dimensioni drammatiche se i Piani industriali di rilancio sono
anacronistici e se si continua a pensare di risolverla ricorrendo agli
incentivi alla formazione, in un mercato completamente rivoluzionatoâ?. È?
quanto dichiarato dal consigliere regionale di Forza Italia verso il Pdl,
Sergio Lapenna, che ha espresso un giudizio molto critico in merito alla grave
situazione di crisi del settore industriale lucano. â??Il Governo regionale â?" afferma
Lapenna - nella soluzione delle gravi crisi industriali si dimostra lento e non
in grado di gestire le situazioni di emergenza, né© di prevenire quelle a
rischio. Il risultato di tutto ciò² è¨ che sia le maggiori realtà
produttive locali, come la Fiat ed il settore del mobile imbottito, sia le
altra aziende attraversano una crisi senza precedenti che nella totalità
dei casi diventa irrimediabile. Lâ??elenco delle aziende in crisi è¨ lungo. Per
ricordarne alcune tra le più¹ recenti, basti pensare alla ex Calzatura Lucana,
alla ex Sma, Standardtela ed alla Filatura di Vitalba, dove
fino ad oggi gli unici risultati tangibili sono i ritardi della burocrazia e lâ??immobilismo, senza
contare la lentezza della Giunta De Filippo, il tutto a danno dei lavoratoriâ?. â??Il lavoro â?" sottolinea Lapenna- rappresenta
unâ??emergenza vera e propria nella nostra regione e merita unâ??attenzione
costante da parte della classe dirigente. In realtà insistere anche solo sullâ??aumento
della produttività attraverso lâ??introduzione di tecnologia per rendere
competitive le aziende è¨ assolutamente limitativo rispetto alle reali cause e
proporzioni del problema. Anche lâ??innovazione tecnologica, infatti, non
arresterebbe il fenomeno della chiusura degli stabilimenti, poiché©, le imprese
europee e americane che delocalizzano la produzione verso Paesi con bassi
salari spesso sono multinazionali che sono allâ??avanguardia dal punto di vista
tecnologico. La delocalizzazione avviene perchè¨ il guadagno nei Paesi
dellâ??Europa dellâ??Est o dellâ?? Asia è¨ molto maggiore per gli imprenditori
grazie ai minori costi salariali ed allâ??assenza di diritti sindacaliâ?. Il
consigliere Lapenna, â??oltre ad esprimere la solidarietà a tutti lavoratori lucani,
ritiene che vi debba essere una nuova politica, sia a livello nazionale che
locale, che affronti in maniera seria il problema della crisi del Mezzogiorno,
ma il centro sinistra lucano â?" a suo parere - continua ad alimentare un
sistema di gestione non produttivo, ancorato principalmente alla formazione
professionale, un sistema vecchio e oramai superato, senza considerare i nuovi
fattori del mercato moderno. È? necessaria, oggi, lâ??applicazione di una
politica riformista e riformatrice, non ancorata al mero assistenzialismo che
ha prodotto i danni economico - sociali a cui stiamo assistendo, optando per un
rilancio complessivo ed esaustivo tenendo presente quelle che sono le nuove
realtà produttive, altrimenti si ricorre alla solita soluzione
riconducibile a qualche ammortizzatore sociale che non impedisce la chiusura.
Oppure â?" aggiunge Lapenna - si contratta un rinvio temporaneo in cambio
di ulteriori peggioramenti delle condizioni di lavoro e di salario. Câ??è¨ un
sistema di regole inadeguato, che non ha ancora fatto i conti con
lâ??innovazione tecnologica e la globalizzazione dei mercati, ma, a volte, sulle
crisi industriali hanno influito pesantemente anche lâ??inefficienza delle
strategie di gestione e di posizionamentoâ?. (dt ).
( da "Agenzia di Viaggi, L'" del 05-05-2008)
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DESTINAZIONI è ora
di tornare in Kenya C'è un altro Kenya, diverso da quello visto in tv. Un Kenya
calmo e tranquillo, sulla costa come nei safari. Lo abbiamo verificato direttamente,
grazie all'International Mega Media Fam Trip organizzato per 181 giornalisti di
24 paesi, in viaggio per una settimana su 17 itinerari diversi che hanno
toccato Nairobi e tutte le località turistiche del Paese. Uno sforzo congiunto
di Ministero del Turismo, Kenya Tourist Board, Kenya Wildlife Service e
dell'intera industria turistica locale, sotto l'ombrello del Comitato di
gestione della crisi. Perché di grave crisi si è trattato: il turismo è la
seconda voce del Pil in Kenya, e "sarebbe già un successo contenere al 70%
le perdite del 2008" come ha detto Rebecca Nabutola, permanent secretary
del ministero del turismo e del Wildlife, all'apertura dell'Interactive
Workshop al Kenyatta International Conference Centre di Nairobi. Con Najib Balala,
nuovo ministro del turismo, anche i ministeri delle finanze, della sicurezza e
della viabilità collaborano alla ripresa dell'incoming, che dà lavoro a
centinaia di migliaia di persone (ciascuna ne mantengono almeno altre 6) e vale
oltre 650 milioni di euro, e nell'anno record
( da "Azione, L'" del 05-05-2008)
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L'AZIONE - Articoli
- Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti,
entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare
tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia,
vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano
compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la
propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo
in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione
telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice
fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova
modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà
attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il
datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di
valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in
possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un
libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il
buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato
se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo
un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non
inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato
in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale
(10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati
come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento
a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli
addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria
corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli
extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di
sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel
( da "Gazzettino, Il" del 05-05-2008)
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TREVISO - (A. Fed.)
È scontato che tutti i colleghi di lavoro in servizio tra le forze dell'ordine,
sanno bene cosa sta alla base del gesto di Luciana Callegher. Lo stress, la
solitudine, lo stesso essere donna. "L'Italia non ha mai brillato per
parità di trattamenti tra uomo e donna - commenta una collega - le donne in
Polizia, nell'esercito e tra i Carabinieri sono arrivate più tardi che in tutti
gli altri Paesi d'Europa. Ancora oggi molti sostengono che "non sono
mestieri da donna" e certamente in questa condizione di essere
perennemente nel mirino, una donna non richiederebbe supporto psicologico, o non
direbbe apertamente di essere in crisi, salvo farsi additare come la
"solita" donna".I Carabinieri hanno preso male, come i
"cugini" poliziotti, quanto accaduto; dispiacere per la collega,
ovviamente ma, soprattutto, l'osservazione che ormai suona come un leit-motiv:
pochi, stanchi e stressati. Troppi turni, poco personale a fronte di una
situazione ambientale in cui la presenza di decine di migliaia di
extracomunitari ha alzato il livello anche solo dei servizi di base, come la concessione dei permessi di soggiorno o il ritiro degli
stessi, con meccanismi farraginosi e pieni di burocrazia. Week end in cui si accumulano anche dieci servizi da svolgere:
basti pensare che una partita di calcio implica l'arrivo allo stadio ore prima
e l'andarsene ore dopo l'uscita di tutti e dopo l'aver scortato i pullman di
squadre e tifosi. Il caldo, le divise certo non facilitano. "È una
situazione generale - dice un Carabiniere - quella dell'essere sotto pressione
in continuazione; la gente si rivolge a noi molto più frequentemente di una
volta, perchè è allarmata dalla situazione in generale e in passato abbiamo
avuto colleghi che sono caduti in paranoia e chiesto aiuto". Mettiamo nel
conto, prosegue un agente "il controllo di tutti i detenuti ai
domiciliari, il controllo semplice dei documenti: sempre con la paura che chi
ti trovi davanti reagisca male perchè è disperato, perchè ha paura di essdere
arrestato ed espulso. Sempre sul chi va là".
( da "Vnunet.it" del 05-05-2008)
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05-05-2008 VNUnet.it
Il reato ipotizzato non ha basi giuridiche. Il Garante Privacy invece risponde
alle accuse di eccessiva burocrazia e scarsa efficacia
dell'Authority, presa in contropiede da Internet L'Agenzia delle Entrate ha
pubblicato online i redditi degli italiani, poi lo stop del Garante della
Privacy li ha portati offline (ma sono apparsi sul P2p). Ma la situazione è in
divenire: la vicenda dei redditi online, dopo la sospensione del Garante e dopo
la richiesta del maxi risarcimento del Codacons (20 miliardi di euro), avrà
solo domani (martedì) le delucidazioni dell'authority. Tuttavia sta già
sollevando alcuni interrogativi: l'effettiva punibilità penale del download da
Internet dei file; il ruolo del Garante Privacy nell'era del P2p (lo stop sui
siti Web è stato beffato dal Peer to peer, Emule con ricerca è l'alternativa
più seguita); quale posizione prenderà il Governo Berlusconi. Iniziamo dal
presunto reato di download. Lo ha minacciato la Procura di Roma, riportato da
La Repubblica ieri, ma il reato sarebbe di competenza del Tribunale dei
Ministri. Tuttavia non in automatico: sarebbe necessario un giudizio positivo
per avviare il processo e solo in caso di sentenza di condanna, si saprebbe se
pubblicare i redditi è illecito. Scaricare i file coi redditi online da
Internet sarebbe al momento non vietato, ma suggerito. La differenza c'è,
eccome. Veniamo al ruolo del Garante: in effetti ha dato lo stop poche ore dopo
la messa online dei redditi da parte dell'Agenzia delle Entrate; ma su Internet
un minuto equivale ad anni luce rispetto ai tempi della burocrazia (basta un Rss feed o un link
per generare traffico esponenziale); la "lentezza" della burocrazia rispetto all'instantaneità
della Rete dimostra che i mezzi del Garante privacy non sono sufficienti
rispetto alla Rete. Il garante della Privacy ha scritto una lunga e articolata
replica sempre su La Repubblica per difendere la propria prontezza d'intervento.
Tuttavia la sospensione mette in risalto tutte le crepe dell'Authority in
simili circostanze di emergenza. Martedì c'è il collegio straordinario, ma il
Garante ammette che il meccanismo virale ha reso impossibile arginare la
diffusione dei dati. L'appuntamento dato per martedì, a oltre 72 ore dal
pasticciaccio, sembra un tempo giurassico rispetto ai tempi della Rete. Il
Garante della Privacy rispetta le regole, ma la sua tempestività cozza coi
tempi del Web. Qualcosa vorrà pur dire questa situazione. Nella prima seduta
del Consiglio dei Ministri dopo il giuramento e la fiducia del Parlamento, il
nuovo governo potrebbe proibire il peer to peer delle dichiarazioni dei redditi
2005 e degli anni a seguire. Ma la frittata, almeno per il 2005, è fatta. E i
problemi restano sul tavolo. © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part
of vnu.net europe.
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
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Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 86 del 05-05-2008 Ricorrenze Chernobyl, mito duro a morire di
Stefano Magni Se abbiamo ancora paura dell'energia nucleare, non vogliamo le centrali
e acquistiamo l'elettricità prodotta dalle centrali straniere, lo dobbiamo in
gran parte al terrore di Chernobyl, una delle più grandi tragedie ambientali
del XX secolo. Ma occorre vedere che cosa successe realmente per vincere la
paura: l'esplosione del reattore, avvenuta 22 anni fa, fu resa possibile solo
da condizioni di lavoro estreme, dall'incuria e dal controllo politico tipiche
del regime sovietico, una situazione pressoché irripetibile nelle democrazie
industrializzate. Solo i popoli ucraino e bielorusso impararono la vera lezione
di Chernobyl, che alimentò ulteriormente la loro opposizione al regime di
Mosca: un disastro causata dall'inefficienza del sistema sovietico, non dalla
pericolosità del nucleare in sé. Da noi in Occidente, invece, il mito
antinuclearista continua. Con gran danno per l'economia e l'ambiente. Ventidue
anni fa, in questa settimana, gli italiani non bevevano latte fresco, non
mangiavano verdura, a volte restavano barricati in casa ed evitavano di fare
passeggiate al parco, anche nelle belle giornate di sole di allora. Perché
avevamo paura? Perché dopo alcuni giorni di silenzio era arrivata la notizia
che a Chernobyl, nell'Unione Sovietica occidentale, era scoppiato un reattore
nucleare. La gente, allora, aveva già una paura maledetta dell'energia atomica:
dal 1978 al 1984, mentre Usa e Urss si scontravano (per fortuna solo
diplomaticamente) sull'installazione dei nuovi missili a medio raggio in
Europa, i media e la cultura popolare avevano bombardato il loro pubblico con le
campagne del terrore sulla guerra nucleare. La distensione (iniziata subito
dopo l'ascesa al potere sovietico di Michail Gorbachev nel 1985) non era
bastata a placare nel pubblico un sentimento di paura di una catastrofe
nucleare imminente e irreversibile. Chernobyl materializzò quella paura. Ma
avevamo ragione ad aver paura del nucleare? Le perdite umane causati
dall'incidente di Chernobyl, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità furono: 40 morti per sindrome acuta da radiazioni, 900 casi di
tumore alla tiroide di cui 100 mortali,
( da "Stampaweb, La" del 05-05-2008)
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Primo maggio in
quasi tutto il mondo si è celebrata la festa del lavoro. Venerdì due maggio a
Cuba è stata invece la volta della festa del “pc”. Inteso però non come
“partito comunista”, ma come “personal computer”. Per la prima volta nella
storia del paese, un negozio di L'Avana è stato infatti autorizzato a vendere
dei computer ai cittadini. Elaboratori assemblati in Cina, ma dotati di sistema
operativo Windows XP di Microsoft. E pazienza, per l'embargo commerciale Usa.
E' un nuovo passo della rivoluzione digitale che sta lentamente prendendo piede
sull'isola, con la benedizione di Raul Castro, che da quando ha sostituito il
fratello Fidel alla guida del paese ha dato via a una lenta ma regolare serie
di riforme. Il mese scorso il via libera aveva riguardato la vendita di altri
gadget high tech comuni in tutto il mondo, ma fino a ieri rigidamente limitati
a Cuba: dai lettori dvd ai telefonini, passando per il forno a micro-onde. Più
che un imponente e inarrestabile vento tecnologico, per ora si tratta solo di
una lieve brezza. Il governo centrale allenta le redini, ma cerca comunque di
mantenerle saldamente in mano. Ecco quindi che i computer vengono messi in
vendita a circa 500 euro l'uno, cioè quanto un cittadino medio cubano guadagna
in quattro anni di lavoro: difficile ipotizzare una diffusione di massa.
Inoltre, sull'isola caraibica non è valida l'equazione “computer uguale
Internet”. L'accesso personale al Web rimane un privilegio
per pochi e fidati membri della burocrazia statale, la maggioranza della popolazione deve accontentarsi di
controllatissimi web cafè. Colpa dell'embargo americano che costringe Cuba a
servirsi di Internet solo via satellite, affermano le voci filogovernative.
Desiderio di non lasciar fuggire il genio dalla bottiglia, sostengono gli
oppositori: Internet, si sa, non ama molto i controlli dall'alto. Sulla
Rete le informazioni preferiscono circolare liberamente (basta pensare a cosa è
successo la scorsa settimana in Italia con le dichiarazioni dei redditi) e
questa filosofia non è proprio la più gradita nei palazzi del partito comunista
a L'Avana. Tuttavia, anche da questo punto di vista qualcosa si sta muovendo.
Persino a Cuba iniziano a sentirsi le prime voci di blogger non allineati alle
posizioni del governo. L'esempio più famoso è quello di Yoani Sanchez, la
trentaduenne filologa che da alcuni mesi racconta il suo paese sul blog
Generation Y, senza lesinare commenti critici e pungenti, ed è stata inserita
dal settimanale americano Time nella lista delle 100 persone più influenti del
pianeta (nella categoria “eroi e pionieri”, al fianco di Angelina Jolie, Brad
Pitt e Kakà). Di ostacoli ce ne sono ancora parecchi. La Sanchez ha denunciato
il tentativo del governo di rendere inaccessibile il suo blog (ospitato su un
server tedesco) e nei giorno scorsi le è stato negato il visto per recarsi in
Spagna a ricevere un importante premio giornalistico. Ma il virus della
tecnologia e dell'informazione digitale sembra aver trovato un pertugio nel
quale infilarsi tra le strette maglie della censura e del controllo
governativo. Forse il genio è davvero uscito dalla bottiglia e non sono pochi i
commentatori che iniziano ad accostare le riforme di Raul Castro a una versione
embrionale della glasnost, la politica con cui Gorbaciov avviò la
trasformazione dell'Unione Sovietica. Un processo di "trasparenza"
che proprio la revolucion digitale potrebbe contribuire ad accelerare. FOTO
Cuba, la rivoluzione parte dai pc.
( da "Blogosfere" del 05-05-2008)
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Mag 08 5 La Lega a favore
degli immigrati regolari, ogni giorno 4 diventano milanesi Pubblicato da
Manuela Gatta alle 17:30 in Milano cronaca Forse gli immigrati, con
cittadinanza italiana e residenza milanese, sono gli unici ad avercela per
motivi seri contro i clandestini. Infatti questi ultimi sono proprio coloro che
"rovinano" l'immagine dei primi e che permettono all'opinione
pubblica che si informa poco, di metterli nel calderone degli immigrati in
genere, sempre ricordati con appellativi fastidiosi e considerati genericamente
delinquenti. Se poi anche la Lega accoglie gli immigrati regolari nel suo
partito, perchè no anche loro votano, allora è il caso di fare e capire una
volta per tutte le dovute differenze. Ogni giorno sono 4 gli immigrati che
diventano italiani, sono coloro che vivono regolarmente in Italia, hanno un
lavoro e magari una famiglia, i figli vanno a scuola, in palestra e giocano con
altri bambini italiani per nascita, insomma conducono quella che viene definita
una vita normale. Queste persone, anche se non ce ne siamo accorti, troppo
intenti a leggere le notizie accusatorie generiche dei giornali nei confronti
degli stranieri, sono il doppio rispetto a qualche anno fa. Lavorano dignitosamente e superano una burocrazia lunga e difficile, è d'accordo anche la Diocesi della Pastorale
Migranti, perchè bisogna risiedere stabilmente a Milano, in Italia comunque, e
per dieci anni. E sono troppi, perchè è facile farsi prendere dalla leggerezza
di lavorare in nero, dovrai pur mangiare e lo fanno anche tanti italiani,
e allora sei fuori per accumulare gli anni giusti e diventare cittadino
italiano. Questo discorso vale solo se sei extracomunitario, poi sei
comunitario bastano quattro anni, cinque per gli apolidi o i rifugiati. Uno
straniero che invece viene adottato ha diritto di cittadinanza, ma solo se i
genitori vivono in Italia da cinque anni. Altrimenti si può ricorrere alla
formula più facile, quella di sposare un italiano e quindi acquisire subito la
cittadinanza.