HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BUROCRAZIA” |
|
tARTICOLI DEL 5-4-2008 #TOP
Veltroni:
Berlusconi non ha onorato il contratto con gli italiani del 2001
( da "Corriere.it"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Italia dai lacci della burocrazia, dai conservatorismi. Farla tornare ad essere un Paese libero, con una democrazia in grado di decidere e di farlo in tempi rapidi. Rendere l'Italia un Paese "semplice e veloce". Del resto, osservava il candidato premier del Pd, quando "non si prendono le decisioni nei tempi giusti poi succede come in Campania,
Nella
campagna elettorale si affronta ogni argomento tranne le questioni del mondo
accademico ( da "Gazzetta del Sud"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Università travolta dalla burocrazia non sa dare voce al proprio malessere Angelo Sindoni L'intensa vigilia elettorale ci propone giorno dopo giorno molti e svariati argomenti sulla scena del dibattito politico. Il carovita, le pensioni, Malpensa, l'Alitalia, la "monnezza", il voto agli immigrati, la crisi demografica, le quote rosa,
Per
le coop un passo indietro utili come quelli di tre anni fa
( da "Gazzetta
di Reggio" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Riducendo burocrazia e pressione fiscale sul reddito da impresa e da lavoro, tutelando il mercato legale, accelerando la dotazione di infrastrutture". Questa la ricetta per ricominciare a correre, ma ecco nel frattempo lo stato di salute. I DATI. Il preconsuntivo di Legacoop certifica un incremento di valore della produzione del 4.
Nel
Veltroni-day si scalda la folla di Salerno
( da "Citta'
di Salerno, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Applaude quando il leader si scaglia contro i tempi della burocrazia e quando rilancia la "lotta senza quartiere alla camorra". S'infiamma nel ricordo dei quarant'anni dall'assassinio di Martin Luther King.Esplode, nell'ovazione "Walter, Walter", quando dice che lui, a differenza di Berlusconi, non è stanco, ma sente il "massimo onore" di candidarsi alla guida del Paese e ha "l'
<Il
comune non ha le forze per gestire la "Metanina">
( da "Cittadino,
Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia che fa perdere tempo agli operatori mentre sarebbe bastata una maggior attenzione dell'assessore alla partita". Nel contempo va segnalato che l'amministrazione comunale ha assegnato un incarico a un esperto, per un importo di 20mila euro, finalizzato a supportare gli uffici comunali nella analisi e conseguente gestione della situazione futura della società a partecipazione
Il
Pd è l'unica vera novità e può vincere
( da "Corriere
delle Alpi" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la sicurezza con la certezza della pena, la lotta alla burocrazia con la possibilità di aprire un'impresa in un giorno e il federalismo fiscale. "C'è un partito che da sempre blatera e protesta, ma non fa niente e, nonostante sia stato al governo con maggioranza bulgara, ha lasciato che il capo facesse solo i suoi interessi.
I
contratti di Trenta ( da "Trentino"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per pagare meno, meno burocrazia, chi sbaglia deve pagare, i politici veri, sono quelli che hanno coraggio, non quelli che vogliono piacere... e tante altre, sono solo slogan. Termino nel ricordare un anziano che dopo un comizio sentito in piazza, disse; dopo due ore di bla-bla-bla, non ha detto niente.
Poesia
e riscatto dei bimbi di Calcutta ( da "Giornale di Brescia"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sfidando pregiudizi e burocrazia, ad essere ammessi in collegio. Il film avrà un destino da Oscar. Le foto dei bambini hanno fatto il giro del mondo e si possono acquistare (per Brescia, informazioni: 334-1711646). E un sito (www.kids-with-cameras.org) si occupa tuttora di aiutare questi e altri bambini nel mondo.
Il
peggio è passato, però ( da "Milano Finanza"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: post e resta perciò il dramma dell'eccesso di burocrazia e di normative. è una formula che non funziona: io sono tra quelli che pensano che la forma non è più importante della sostanza. In Europa e in Italia servono troppe carte e documenti. E in questo marasma di documenti paradossalmente c'è chi riesce meglio a mascherarsi.
Roma
caput corporation ( da "Milano Finanza"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Infine uno snellimento della burocrazia che sta soffocando le imprese di ogni dimensione", ha sottolineato il consigliere con la delega per l'internazionalizzazione dell'Uir, guidata da Luigi Abete. Intanto "nei prossimi mesi abbiamo una fantastica opportunità per far crescere il sistema romano.
Medici
di famiglia:<Troppa burocrazia>
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Medici di famiglia:"Troppa burocrazia" la polemica "BASTA CON la burocrazia. Non è possibile che un cittadino sia costretto a venire da noi due o tre volte per poter riuscire a prenotare al Cupa un esame specialistico". A lanciare l'accusa è Renato Giusto, segretario provinciale del Sindacato medici italiani.
Via
dell'elettricità, ok alla manutenzione
( da "Nuova
Venezia, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia in questi anni per via dell'Elettricità, la nuova strada dei traffici di Marghera alternativa a via Fratelli Bandiera, ha messo più volte i bastoni tra le ruote. Il progetto è rallentato oggi dal problema bonifiche. Sandro Simionato spiega però che i Lavori pubblici non possono più attendere.
Ascierto:
andando via ci ha fatto un favore voleva la candidatura a sindaco di padova
( da "Mattino
di Padova, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di burocrazia. Gli ho dato tutto quello che potevo, come amico e come politico, ma lui ha rifiutato tutto. Voleva solo due cose: la candidatura a parlamentare o a sindaco di Padova". Il deputato di An racconta: "Due settimane prima che fossero depositate le candidature, era andato da Fini per proporsi, iniziando a raccogliere le firme.
Turismo,
sanità, investimenti le imprese danno le pagelle - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fra le priorità semplificazione della burocrazia, costruzione di termovalorizzatori e rigassificatori, riduzione degli Ato rifiuti, scioglimento del consorzio autostrade. Ma, soprattutto, Lo Bello chiarisce il ruolo degli industriali nel dopo-voto. "Negli ultimi anni c'è stato un deficit di controllo sull'operato della politica da parte della società.
Invalido,
chiedo un lavoro, non voglio assistenza
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E se a questo si aggiungono i tempi lunghi della burocrazia per l'aggiornamento dello stato di invalidità, la situazione può diventare tragica. Questa è in sintesi la condizione a cui è costretto Luigi Porcu, 58 anni, che alcuni anni fa ha subito un delicatissimo intervento chirurgico al cuore.
Veltroni:
"annienteremo le mafie non vogliamo voti dai delinquenti" - conchita
sannino ( da "Repubblica, La"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da un lato "un nuovo disegno di legge": per imprimere meno burocrazia e più rigore "sulle misure antimafia, 41 bis compreso, da Napoli alla Sicilia". Dall'altro, basta speculazioni sull'immondizia: "Non c'è mai un solo colpevole, basta processi a uno solo". è una mano tesa al governatore Bassolino, che Veltroni tuttavia non cita.
Candidati
a confronto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ovvero meno leggi e meno burocrazia, riduzione dei costi della politica, sottrazione degli enti pubblici al controllo della politica. "Riteniamo che una decisa azione politica e programmatica su questi specifici problemi - si legge nella nota del circolo gradiscano del Pd - sia vista con grande favore dai cittadini, non solo per le ovvie implicazioni di carattere etico,
Di
NICOLA PASQUINUCCI --PONTEDERA-- LA REGIONE Toscana ha fatto
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Insomma la burocrazia è troppo lenta. Anche lo stesso assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, mise l'accento su alcune carenze. "Sì, fece presente, ad esempio, che la sala d'attesa era troppo piccola". Tempi di realizzazione della nuova struttura?
<Il
Socialismo è una risposta alle esigenze della
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: a partire dalla burocrazia e dal sistema legislativo, con la semplificazione politica, cercando di ridurre a due i partiti che si contendono il governo del Paese in una rincorsa al voto moderato, sfumando o addirittura abbandonando tutta quella ricchezza di valori che, sia a destra che a sinistra, non costituisce soltanto un'utopia politica della quale,
Facciamo
di più per i giovani ( da "Arena, L'"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia italiana fa sì che ci si perda tra riforme e controriforme, abilitazioni più o meno validanti, ricorsi vari e normative che cambiano ogni altro giorno. Fortunatamente ai ragazzi dell'Overlake Chamber Choir è stata data la possibilità di visitare il Liceo Montanari, ad indirizzo musicale, dove è attivo un coro giovanile ben preparato che ha reso assai meno amara la realtà
Tre
candidati per i Socialisti 'Expo, occasione anche nostra'
( da "Provincia
di Cremona, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Rebuschi e Zanoni, invece, hanno illustrato alcuni punti del programma elettorale del partito: "Meno burocrazia, più sicurezza assumendo nuovo personale per le forze dell'ordine e riconoscimento delle coppie di fatto sia omo che eterosessuali". (a.c.).
Imprese,
dieci comandamenti al Governo ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa risultando particolarmente pesante per quelle più piccole perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo dell'imprenditore. LAVORO. Va retribuito chi lavora e merita di più, detassando lo straordinario e gli aumenti legati agli incrementi di produttività.
SONO
STATI rinviati alla prossima settimana e a data da
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa malattia degenerativa tanto rara quanto terribile, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte. Fino alla fine e nonostante tutte le difficoltà, era riusciti però a non perdere mai il sorriso, né la voglia vi vivere.
DICIAMO
di stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E più degli italiani soffrono la burocrazia. TERZA ETÀ. Trend in crescita anche per i nonni. Gli ultra 65enni sono in aumento, fino ad essere il 21% della popolazione, il 23% a Cesena e lungo la valle del Savio, il 18% nel Rubicone. Tanti e arzilli? A volte con l'età bisogna sapersi accontentare: il 34% definisce buono il suo stato di salute.
<Puntiamo
su strade e informatica> ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sullo snellimento della burocrazia e sulla promozione del territorio: questi gli ingredienti su cui si basa la 'ricetta' elaborata dalle associazioni dell'imprenditoria locale per lo sviluppo della Bassa Romagna. La 'ricetta', contenuta in un documento di 16 pagine, è stata consegnata dai rappresentanti delle associazioni al sindaco Raffaele Cortesi,
Silvana
Mura (Idv) torna in piazza Verdi <Che
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: contro gli sprechi della politica e della burocrazia". Nell'agenda politica anche l'impegno contro la violenza alle donne e per i giovani. Perché "è arrivato il momento di dar loro la risposta che chiedono. Ne incontro tanti in questa campagna elettorale che non hanno più intenzione di delegare agli altri il loro futuro.
<SIAMO
SOCIALISTI e lo saremo sempre>. Non ha dubbi Lorenzo
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mai di conflitto di interessi, di riforme della burocrazia, di tutela dei consumatori, di ambiente, di investimenti per la ricerca. Sembrano problemi di un'altra galassia. Chi vive il problema della terza settimana non è interessato agli "hub", semmai all'inflazione. I socialisti sono interessati soprattutto a questi problemi".
Un
saggio sui centri storici a rischio - francesco erbani
( da "Repubblica,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della politica e della burocrazia occupa ogni spazio. I prezzi schizzano in alto e dal centro storico vengono scacciati i residenti economicamente più deboli. Nei primi anni Sessanta il problema viene posto con urgenza. Nasce l'idea di spostare fuori dal centro storico molte attività incompatibili con i tracciati barocchi, con i reticoli di strade che risalgono al primo Rinascimento.
Rivella:
<Meno burocrazia Pensiamo alla
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 05-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 5 Rivella: "Meno burocrazia Pensiamo alla L'INTERVISTA ? VERONA ? UNO DEI padri del Brunello e di Montalcino, creatore di Castello Banfi, è disgustato: "Finirà all'italiana: nulla di fatto, se non il danno mediatico". Ezio Rivella (foto Di Pietro) è la storia del vino di qualità italiano.
L'assenza
della politica favorisce le frodi alimentari
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Si tratta di zone dove il diritto di intraprendere è ostacolato non solo da tutto quello che è la burocrazia, siamo addirittura di fronte a un problema di legalità violata. E garantire la legalità è una delle priorità della politica". In questa situazione è tutto il Paese a rimetterci e l'importante settore agroalimentare esce a pezzi? "Questa è la cosa più grave, più brutta.
Pannelli
solari, ostacoli dalla burocrazia
( da "Tirreno,
Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ostacoli dalla burocrazia L'accusa ai Comuni: "Regolamenti vecchi e iter lenti, così si vanifica il risparmio" Certe amministrazioni chiedono ancora la concessione edilizia per poter dare l'okay ai lavori di installazione "Mentre lo Stato e le Regioni incentivano l'installazione di pannelli solari, ci sono comuni che mettono il bastone tra le ruote,
Un
parcheggio per edy e andrea ( da "Tirreno, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: probabilmente dovuti alla burocrazia - per il rilascio dell'autorizzazione al parcheggio riservato. "La circoscrizione - spiega Pastechi - non era al corrente della richiesta di Orlandi perché presentata al comando della polizia municipale ed in genere non riusciamo a sapere di queste richieste fino a quando non ci viene comunicato il numero del parcheggio riservato da realizzare"
Il
battello dei carcerati ora è un rottame
( da "Tirreno,
Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: L'unico tratto percorso quello per approdare prima al porto di Portoferraio e poi per finire in cantiere vicino a dove era approdato. Peccato, visto che doveva essere destinato alla rieducazione dei detenuti e invece, per colpa della burocrazia, è ormai una carcassa arrugginita.
Il
nido delle aquile da terraferma ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per un paradosso della burocrazia, mentre il Texano veniva silurato, sulla "Gazzetta Ufficiale " fu pubblicato il decreto del ministro dei Trasporti, Giovanni Caravale, chiesto da Alitalia – ma dieci mesi prima – per poter noleggiare gli equipaggi-canguro.
Bene
gli ordini ma il trend è incerto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dal fisco, alla burocrazia, alla questione dei salari: "è un problema importante, c'è bisogno di rilanciare la domanda. In questa situazione di sfiducia, con le tariffe che crescono, chi guadagna poco più di mille euro al mese non spende, non è in condizioni di farlo".
Fuori
dall'Europa l'export corre ancora
( da "Sole
24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che sappia prendere le decisioni che servono a rilanciare la crescita", dice Lunelli. Per le imprese, è necessario non solo una riduzione del fisco, ma a parità di aliquote una normativa fiscale chiara e la stabilità delle norme. Inoltre la semplificazione della burocrazia, un costo occulto che pesa sui bilanci. N. P.
È
la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue
( da "Sole
24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BUROCRAZIA COMUNITARIA ... è la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue di Maurizio Caprino S i è sempre detto che i mercati comuni servono a favorire gli scambi tra i Paesi aderenti. Ma non raccontatelo ad alcuni importatori paralleli di veicoli.
Il
sindacato recuperi l'unità dall'interno
( da "Sole
24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A suo avviso sono le burocrazie, le incrostazioni organizzative a tenere lontane le confederazioni. Forse c'è anche qualcosa in più, c'è una diffidenza di fondo, soprattutto per i tempi difficili che la congiuntura politica, ma anche quella economica stanno promettendo.
La
sfida del Calearo d'Emilia: <Cerco voti sulla linea del fronte>
( da "Corriere
di Bologna" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Parla dei costi della burocrazia, di formazione ("la scuola dovrebbe essere l'edificio più bello di ogni quartiere"). E poi lancia l'affondo: "A me piace l'Italia, mi piace la Moratti, mi piace il Paese che fa squadra. Non mi piace l'atteggiamento tipico della sinistra multicolore italiana che pensa sempre che sei più intelligente se dici sempre di no"
Villa
Giulia, niente soldi per luce e fotocopie
( da "Corriere
della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ci strangola - dicono - Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi ammi-nistrativi, per cui il pochissimo che arriva, giunge con ritardi insopportabili". A Villa Giulia, apparentemente la situazione è sotto controllo. Ma una buona parte delle sale del museo sono chiuse, circa un quarto: da due anni il ballatoio è inaccessibile per i visitatori.
La
burocrazia ( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: BREVI La burocrazia "Ci strangola. Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi amministrativi".
Naglieri
e il pazzo di Gogol ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impiegatuccio tra i tanti della sterminata burocrazia zarista nella Pietroburgo della seconda metà dell'Ottocento. Un essere che cova frustrazione su frustrazione mentre china ossequioso il capo di fronte all'arroganza del capoufficio, attendendo diligentemente al suo compito che è quello di temperare matite.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Con l'enorme debito pubblico che abbiamo, che è il più grosso macigno che pesa su ogni italiano, l'abolizione contribuirà in buona parte ad un consistente risparmio di denaro pubblico anche perché credo che i loro compiti possano tranquillamente essere eseguiti dalle Regioni e dai Comuni che già operano sugli stessi argomenti delle Province e che la maggior parte dei
Di
FABIO ROSSI Chi pensa di vincere le elezioni dicendo che tutto fa schifo,
sbaglia ( da "Messaggero, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: innovazione come centro nevralgico e cabina di regia per la raccolta di proposte volte allo sviluppo del mondo economico e scientifico". Scopo di questa operazione, spiega il candidato a Palazzo Valentini, "è garantire un accesso facile e immediato alle nuove tecnologie consentendo anche una semplificazione della burocrazia".
Sovversiva
ed erotica: il volto nascosto di Louisa May Alcott
( da "Corriere
della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: organizzazione improvvisata e una burocrazia inetta, arriva in una capitale infestata dai maiali, con i simboli nazionali gettati nel fango per poi prendere servizio in un ospedale ribattezzato "Casa del caos" e caldeggiare, a mezza bocca, la diserzione. I due racconti finali sono venati di una sensualità e di un erotismo mai espliciti,
E
con <Iquel> i cittadini danno i voti al Comune
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città. Potranno giudicare, attraverso Internet, telefono e i mezzi tecnologici più avanzati, la qualità dei servizi che offre il Comune.
Le
aziende: <Un patto per lo sviluppo>
( da "Corriere
del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia, tasse, ma anche sicurezza e Legge Biagi: il mondo produttivo si coalizza. "Dobbiamo rafforzarci" TREVISO - Un impegno per lo sviluppo. Dell'Italia, certo, ma prim'ancora del Veneto e di Treviso. Lo chiedono ai candidati trevigiani al Parlamento le cinque sigle più rappresentative dell'imprenditoria locale: Unindustria e Ance,
Il
Comune ci ripensa, over 75 tutti gratis
( da "Corriere
del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I tempi della burocrazia sarebbero dunque il motivo che ha spinto assessori e sindaco a prorogare l'esenzione per tutti gli anziani sopra i 75 anni d'età. Intanto sul fronte automobilistico Actv lavora all'organizzazione delle nuove linee da e per l'ospedale all'Angelo di Zelarino.
Sicurezza
nelle case ( da "Corriere del Veneto"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE Sicurezza nelle case I problemi della burocrazia Proprietari in difficoltà L'agente Tonello (Fimaa): "Gli acquirenti pretendono la documentazione, impossibile da trovare, specie nel caso di vecchi edifici. E per derogare alla norma chiedono lo sconto" Il campo di applicazione La novità riguarda strutture energetiche, porte e cancelli automatici,
Impianti
a norma, la legge blocca vendite e affitti
( da "Corriere
del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: applicazione può far precipitare in un inferno di burocrazia e spese salate. In sintesi, il proprietario che vuol vendere o affittare (ma anche donare) un immobile deve avere la documentazione tecnica e amministrativa che attesti la regolarità degli impianti nell'edificio. In più deve possedere anche i manuali d'uso e manutenzione dei dispositivi.
Propongono
di firmare contratti ma c'è l'inganno: 35 segnalazioni
( da "Stampa,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutti i racconti sono simili. A una donna francese hanno detto che la firma era imposta dal decreto Bersani e dalla burocrazia italiana. Cosa fare? Non firmare e nel caso contattare anche le forze dell'ordine. Bisogna difendersi, se sono aggressivi e insistenti".
Palestra
coni sempre più degradata ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quindi è impossibile prevedere quali saranno i tempi della burocrazia. I lavori necessari per mettere a norma l'impianto sono consistenti, dal momento che l'opera necessita di una sistemazione complessiva e del rifacimento totale delle tribune. Per dare un'idea del tenore degli interventi richiesti, basti pensare che il progetto vale ben 3 milioni 540 mila euro.
L'
( da "Avvenire"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: PRIMA 05-04-2008 BUROCRAZIA E FIGLI SU MISURA ADOZIONI IMPRESA SEMPRE PIÙ DIFFICILE GEROLAMO FAZZINI L' adozione internazionale in Italia è al giro di boa. Sono passati 15 anni da quando il nostro Paese ha aderito alla Convenzione dell'Aja, 10 da quando l'ha ratificata.
La
Cattolica al servizio della cultura popolare
( da "Avvenire"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di burocrazia. Come è possibile uscire da questa fase? "È difficile uscirne, ma è indispensabile farlo. Le Università hanno conosciuto in questo decennio una catena, che sembra interminabile, di piccole e grandi riforme, il cui risultato, in qualche caso non intenzionale, è stato quello di appesantire burocraticamente ciò che per sua natura dovrebbe essere il più libero possibile,
GIUSTIZIA
E BUROCRAZIA ( da "Avvenire"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: CRONACA 05-04-2008 GIUSTIZIA E BUROCRAZIA Escluse ragioni d'urgenza, il procedimento discusso a maggio. Il deposito del verdetto slittato dal 2000 al 2008 aveva permesso la scarcerazione per decorrenza dei termini di alcuni esponenti mafiosi.
VELTRONI:
CAMORRISTI, NON VOTATE PER NOI ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lotta alla burocrazia e agli sprechi, riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica, e il Meridione al centro della politica del Governo "perché la nostra battaglia non è contro la ricchezza ma contro la povertà e il Sud ha uno spaventoso gap infrastrutturale basta pensare ai collegamenti ferroviari e alla portualità".
Belluno
Il Patto per la provincia ( da "Gazzettino, Il (NordEst)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Nel
pomeriggio Calearo, capolista Pd in Veneto
IN
CINQUEMILA PER WALTER SOTTO LA PIOGGIA
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Applausi soprattutto ai passaggi dedicati alla malavita, alla difficoltà delle famiglie, ai ritardi della burocrazia. Quando dice "faremo in modo che le amministrazioni diano risposte ai cittadini entro 30 giorni", l'assessore all'urbanistica De Maio si dà di gomito con De Luca ("Noi già lo facciamo").
Le
imprese: <È l'ora del federalismo>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa, soprattutto le più piccole, perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo dell'imprenditore. Oltre a frenare gli investimenti stranieri. Soluzione: sfrondare le leggi, diminuire i tempi ed i costi degli adempimenti, ridimensionare la presenza di enti che si sovrappongono,
<Riccardo
non ha bisogno di chi gli tiri la volata>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: impresa già alle prese con gli intoppi della burocrazia, una giovane donna che chiede difese per i lavoratori precari e l'artigiano vecchio stampo, che con ironia disincantata reclama non promesse ma fatti.Il ministro emiliano, ricevendo il plauso iniziale persino del sindaco tolmezzino di Centrodestra Cuzzi, per oltre un'ora ha tenuto tutti con gli occhi puntati su di lui,
Settanta
pneumatici abbandonati ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lavorando alla stesura di un regolamento che ci permetta di individuare i vandali, senza che la burocrazia riesca a rallentare l'azione amministrativa". In arrivo due telecamere puntate sulla piazzola ecologica e altre due nella zona industriale, per garantire maggior sicurezza. "In futuro provvederemo a posizionare delle telecamere ovunque ci sia un abbandono abusivo di rifiuti.
Udine
<Cinque anni segnati da ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma guardiamoci dagli estremismi e dalla burocrazia friulanista, che vive solo di contributi regionali. Bene la salvaguardia delle tradizioni e un'ora di friulano nelle scuole per chi la chiede, cancellando quindi il silenzio assenso. Inoltre, bisogna dare l'alternativa, un'ora di informatica, di inglese.
Sopralluogo
positivo della Lazio ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto a posto insomma."Direi proprio di sì, rimane soltanto da fare l'accettazione formale. Burocrazia insomma. Ma sia io sia il preparatore Vio siamo convintissimi della scelta fatta. Auronzo è l'ideale per una buona preparazione estiva".Alessandro De Bon.
Turismo,
si punta sull'ambiente ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Deve poi snellire la burocrazia e adeguare la normativa suibed ed breackfast che porteranno maggior sviluppo. Sono convinta che il futuro sarà caratterizzato da un turismo eco - sostenibile - conclude la Zanet - in grado di coniugare percorsi alternativi a quelli classici spingendosi all'interno dei centri abitati.
Da
Calearo solo Ascom e Agricoltori, malumori nel Pd
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che hanno esposto gli enormi disagi causati dalla burocrazia nelle loro attività, ha risposto: "I problemi vostri li conosco perché li vivo tutti i giorni. So che il mio operaio fa fatica ad arrivare a fine mese. So che è difficile esportare. So del peso della burocrazia. Per questo noi non diciamo vogliamo vincere le elezioni, ma diciamo vogliamo governare.
<Valorizzare
il ruolo dell'impresa> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: liberare le aziende dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Concetti che la stessa Associazione Artigiani vicentina ha ribadito nell'incontro che il suo Consiglio Direttivo ha avuto con vari candidati al futuro Parlamento.
ELEZIONI/
FINOCCHIARO: GIUSTE LE PRIORITA' INDICATE DA CNA SICILIA
( da "Virgilio
Notizie" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è bisogno di una burocrazia efficiente e trasparente, nella quale la variabile del tempo diventi un discrimine fondamentale: troppo spesso le imprese non sanno in quanto tempo le loro pratiche saranno evase, e questo non è più accettabile. Per non parlare dei ritardi della Regione nel pagamento dei contributi alle imprese artigiane siciliane che,
Minniti
agli imprenditori: "Costruire un patto per lo sviluppo"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: singoli esponenti del mondo imprenditoriale e di rappresentanti delle associazioni di categoria, sono stati messi a fuoco i temi che stanno maggiormente a cuore al mondo dell'imprenditoria: dalla sicurezza e legalità al regime fiscale e al ruolo della burocrazia; dal meccanismo degli incentivi agli investimenti da attuare per ridare rilancio mercato a concorrenza e meritocrazia.
Dima
(Pdl): "Il Pd nervoso perché il vento del consenso è con noi"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: interpreterà i bisogni e le legittime aspirazioni della società calabrese nell'attuazione di un programma di governo concreto fondato su punti chiari come la tutela della sicurezza dei cittadini, lo sviluppo economico basato sulla valorizzazione delle piccole e medie imprese, lo snellimento della burocrazia, il potenziamento delle infrastrutture".
"Adulteratori
già scoperti" ( da "Stampa, La"
del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: auspichiamo controlli e non solo quelli legati alla burocrazia, ma che puntino alla sostanza". Poi ricorda "le battaglie combattute per l'etichettatura con l'origine dei vini e altre strategie che portassero a garantire qualità e trasparenza". Carlo Ricagni, neopresidente della Cia, sottolinea: "Rischiano conseguenze devastanti soprattutto i piccoli produttori e quelli associati.
( da "Corriere.it" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ex sindaco di roma
promette guerra "senza quartiere" contro le mafie Veltroni:
Berlusconi non ha onorato il contratto con gli italiani del 2001 Il leader del
Pd: "Aveva promesso di non candidarsi se lo avesse disatteso e invece
eccoci qua" SALERNO - Sfida in Campania a pochi km di distanza l'uno dall'altro
per i due aspiranti leader. Il Cavaliere? Doveva restare a casa, l'aveva
promesso. Walter Veltroni ricorda, in una manifestazione a Salerno, mentre
Berlusconi stava parlando a Napoli, il contratto con gli italiani firmato da
Silvio Berlusconi nel 2001. E si chiede: "ma come ha fatto a
ricandidarsi?". "Ricordate il contratto con gli italiani?", dice
il leader del Pd. "A riguardarlo oggi - aggiungeva - non si capisce come
non sia stata onorata l'ultima clausola che diceva che se fosse stato disatteso,
realizzando anche 4 punti su 5, il firmatario non si sarebbe ricandidato alle
elezioni. E invece eccoci qua", aggiungeva Veltroni. MEZZOGIORNO -
"La questione della crescita del Mezzogiorno è vitale per l'intero Paese.
Non è solo il nordest che deve produrre il Pil e se noi sblocchiamo la crescita
della Sicilia, della Campania, della Calabria e della Puglia, abbiamo risolto
il problema della crescita dell'Italia e della ricchezza nazionale" aveva
dichiarato in precedenza Veltroni, parlando ad un comizio ad Avellino. Il
segretario del Pd torna poi sul tema della lotta "senza quartiere"
alle mafie e critica il suo avversario: "ieri ha fatto una pagina intera
su un giornale di questa regione senza mai citare una volta la camorra".
Per Veltroni, "bisogna continuare nella lotta alla mafia anche perchè tra
sviluppo e legalità c'è un rapporto visto che gli investitori stranieri vengono
ad investire solo se ci sono le condizioni innanzitutto di legalità".
ISTITUZIONI - Veltroni aveva anche criticato le affermazioni di Berlusconi sul
fatto che troverà una volta al governo istituzioni tutte di una parte politica.
"Le affermazioni del leader Pdl sono clamorose. Non riesce ad entrare in
loro l'idea che le istituzioni non sono di parte ma rappresentano tutti gli italiani
e così e stato con Ciampi, con Napolitano, con i presidenti delle Camere, nella
Corte costituzionale". EMERGENZA RIFIUTI - Prima ancora, parlando
dell'emergenza rifiuti,Veltroni aveva sottolineato come fosse necessario:
"Liberare l'Italia dai lacci della burocrazia, dai conservatorismi. Farla
tornare ad essere un Paese libero, con una democrazia in grado di decidere e di
farlo in tempi rapidi. Rendere l'Italia un Paese "semplice e veloce".
Del resto, osservava il candidato premier del Pd, quando "non si prendono
le decisioni nei tempi giusti poi succede come in Campania, dove si è
creata l'emergenza rifiuti". stampa |.
( da "Gazzetta del Sud" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'Università travolta dalla burocrazia non sa dare voce al proprio malessere Angelo Sindoni L'intensa
vigilia elettorale ci propone giorno dopo giorno molti e svariati argomenti
sulla scena del dibattito politico. Il carovita, le pensioni, Malpensa,
l'Alitalia, la "monnezza", il voto agli immigrati, la crisi
demografica, le quote rosa, il mercato cinese, e via discorrendo. Tutto
viene sciorinato in piazza, ed è giusto che sia così; è il rito della
democrazia, che va celebrato fino in fondo. Tuttavia c'è un tema che sembra sia
scomparso, inghiottito da un buco nero insondabile e più profondo delle buche
di Gravina: l'Università. Chi la mattina legga il giornale, o la sera si sieda
davanti al televisore, fa veramente fatica a trovare il termine
"Università" nei duelli verbali dei vari leader. Se un bravo
sondaggista volesse fare un'indagine sulla "presenza"
dell'Università, probabilmente troverebbe una percentuale prossima allo zero.
Come mai? Di chi è la colpa? Di tutti e di nessuno. Verosimilmente si è creato
un fenomeno che un filosofo, Bacone, aveva già descritto qualche secolo fa,
chiamandolo "idola fori", e che oggi potremmo definire come
"luoghi comuni", slogan, parole d'ordine, ecc. In questi ultimi anni,
infatti, sull'Università per sue colpe vere o presunte si è raggrumata una
serie di giudizi negativi che hanno determinato una opinione pubblica ostile,
persino in gran parte della classe dirigente politica. Nell'immaginario
collettivo i concorsi sono invariabilmente "truccati", i cervelli
sono invariabilmente "in fuga", i professori ordinari sono
invariabilmente "baroni" onnipotenti, e poi periodici scandali per
esami. "Università" è diventato persino un tabù linguistico, con una
involuzione semantica evidente: un uomo politico catanese è stato indicato come
probabile ministro della "Ricerca", e nel programma di uno dei
partiti si parla di Università sotto il lemma "Ricerca"; mentre
tradizionalmente il relativo Ministero è chiamato della "Università"
e, come secondo termine, della Ricerca. Insomma essa è vista quasi come un
fenomeno degenerativo da marginalizzare. Al capezzale dell'ammalato si sono
chinati grandi clinici, e ognuno dice la sua, ministri, governi, maître à
penser; ma all'ammalato non è consentito parlare, perché ritenuto il vero
colpevole. In realtà il cuore dei problemi è forse il fatto che, da diversi
anni, il mondo universitario è affetto da una profonda afasia. Una volta c'era il
'68, c'erano i sindacati, c'era la mobilitazione di docenti e studenti. Adesso,
invece, il corpo accademico sembra affetto da una paralisi alle corde vocali;
l'ormai lunga fase riformistica è più subita che interpretata; non si riesce a
dar voce al proprio malessere, anche perché si è sempre più oberati da
incombenze burocratiche, che sottraggono tempo prezioso agli studi e alla
ricerca. C'è solo l'imbarazzo della scelta per indicare le procedure accolte
con scetticismo; tra queste, la Valutazione (Anvur). L'Università non si vuole
sottrarre alla valutazione; ma questa deve essere snella e concludente. Si è
calcolato invece che i lunghi e costosi processi valutativi incidono, per
esempio nei Dottorati, solo per un modesto 8% nell'erogazione delle risorse.
Uno dei punti dolenti è proprio questo: le risorse. L'Italia di solito destina
solo lo 0,9% del Pil all'istruzione universitaria. Con questa percentuale siamo
il fanalino di coda dell'Unione europea! Una vergogna italiana, della quale non
si vede ancora all'orizzonte la cancellazione. Qualche piccolo segnale di nuovo
protagonismo c'è; un anno fa l'affluenza del corpo docente alle votazioni Cun è
stata largamente superiore alla media. L'auspicio pertanto è che, dopo le
elezioni, si possa avviare un dialogo virtuoso tra classe politica, governo e
mondo universitario, senza dimenticare che l'Università è una gloria tutta
italiana. È nel Bel Paese, infatti, che otto secoli fa è nata questa
istituzione, che poi si è diffusa in tutto il mondo.
( da "Gazzetta di Reggio" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO. Anche nel 2007
la cooperazione che aderisce a Legacoop ha continuato a crescere, sia pure a
ritmi rallentati rispetto alle straordinarie performance del biennio
precedente. Sono aumentati produzione e fatturato, numero di soci ed occupati,
ma i margini di rendimento sono stati erosi dal calo della domanda interna, dal
carico fiscale e da altri fattori che frenano lo sviluppo. Il mondo cooperativo
purtroppo risente dei bassi regimi cui viaggia tutto il Paese. Lo hanno
confermato ieri il presidente provinciale Ildo Cigarini, unitamente al
direttore generale Mauro Degola ed alla responsabile del servizio finanziario
Daniela Cervi, che hanno presentato il rendiconto delle cooperative. Un
consuntivo meno brillante del solito ma più che soddisfacente per Reggio.
"Il nostro motore - la metafora usata Cigarini - dispone di tanta potenza
ma è costretto ad abbassare il numero dei giri. Siamo tornati alla situazione
del 2004 con utili buoni ma non eccezionali. Il sistema cooperativo, spesso
distinto per reattività, non può sfuggire al rallentamento generale. Anche per
il 2008 le stime sono improntate alla prudenza. Chi governerà dovrà avviare
azioni di rilancio per l'economia. Riducendo burocrazia e pressione fiscale sul
reddito da impresa e da lavoro, tutelando il mercato legale, accelerando la
dotazione di infrastrutture". Questa la ricetta per ricominciare a
correre, ma ecco nel frattempo lo stato di salute. I DATI. Il preconsuntivo di
Legacoop certifica un incremento di valore della produzione del 4.28%
(+2.64% nel 2006), ma solo dell'1.68% del valore aggiunto (+6.38% nel 2006).
L'occupazione è poi salita dell'1.34% mentre l'anno prima si era impennata del
5.66%. Risultati che sono in ogni caso migliori della media nazionale e
segnalano un fatturato di 6.200 milioni di euro, un valore aggiunto di 1.324
milioni, occupazione per quasi 36.000 lavoratori un terzo dei quali nel
territorio provinciale. Gli utili, dopo 20 milioni di ristorni ai soci, si
attestano sui 150milioni che portano il patrimonio netto indivisibile delle
cooperatire reggiane ad oltre 2.200 milioni di euro. Nel 2007 sono stati
effettuati investimenti tecnici di oltre 200 milioni. Per finire con i soci,
quasi 613.000 con una crescita del 4% in un anno. Soci sparsi in varie
province; circa 180.000 i reggiani. I SETTORI. Difficoltà permanenti per il
comparto agricolo penalizzato dai prezzi dei cereali e dalla crisi dei suini
mentre la ripresa delle quotazioni del Parmigiano Reggiano si è già arrestata.
Bene il vitivinicolo. In sintesi: dimezzamento degli utili netti. Toni analoghi
per il commercio: più vendite (8%) ma calo degli utili (-30%). Dopo un decennio
d'oro l'industria delle costruzioni ha avuto una flessione (-2.7%) del monte
lavori e (-11%) del valore aggiunto. Calo delle coop di abitazione. In
espansione infine i servizi, con più occupati e risultati in crescita del 10%
specie per le coop sociali.
( da "Citta' di Salerno, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
In migliaia stipati
all'Augusteo e davanti agli schermi in strada. Scambio di cortesie con il
sindaco De Luca Ovazione sulle nomine nella sanitá. E all'uscita il coro:
"Vinciamo, vinciamo" verso le elezioni/salerno DI CLEMY DE MAIO
" salerno. Sanitá, camorra, autostrada.Su questi temi Walter Veltroni
scalda la platea salernitana. Più ancora che su salari e pensioni, che pure
sono il leit motiv della campagna elettorale. La sanitá, soprattutto.Che gli
vale l'applauso più lungo e il coro di incitamento "Bravo, bravo".
Quando dice basta alle nomine politiche in Asl e ospedali, sfonda la porta
aperta nei salernitani da anni di invettive deluchiane. "La politica ha
diritto di nominare il ministro e gli assessori.Poi basta.Tutto il resto va
fatto per via pubblica e concorsuale. Invece so come vengono fatte certe
nomine, a volte scegliendo per le Asl persone che fino a ieri si sono occupate
di trasporti.Ebbene, con noi non sará più così". Lo applaude un Augusteo
straripante. Anche arrivare agli schermi collocati sotto i portici non è
impresa che riesce a tutti. " "E' come a un concerto - dice qualcuno
- per prendere il posto a sedere sono arrivati alle cinque".Due ore prima
di quando, puntualissimo, Walter Veltroni varca la soglia del teatro. Il
maltempo lo ha costretto a rinunciare al comizio di piazza a Portanova e alla
passeggiata sul Corso. Il pullman elettorale si ferma davanti al Comune e il
leader del Pd fila veloce sul palco da un ingresso laterale. Le prime parole
sono per quelli che sono rimasti fuori.Sorride: "Mi spiace, ma fino a un
certo punto, che tante persone non siano riuscite a entrare. Ovunque siamo
andati è stato così, sempre tantissima gente.". " Di Salerno cita
l'Universitá e l'autostrada A3:"Un giorno, santo Iddio, dovrá pure finire.
Se noi governeremo, faremo in modo che questo avvenga nel più breve tempo
possibile, perché l'inadeguatezza delle infrastrutture è uno dei fattori che
determina la mancata competitivitá di questa parte del Paese".E cita pure
l'Universitá, un Ateneo "che, per come è pensato, è una specie di
prototipo di come l'Universitá deve essere". Parla di lavoro, e sulla
balaustra c'è lo striscione degli operai Ideal Clima.La platea si scalda.Applaude quando il leader si scaglia contro i tempi della burocrazia e quando rilancia la
"lotta senza quartiere alla camorra". S'infiamma nel ricordo dei
quarant'anni dall'assassinio di Martin Luther King.Esplode, nell'ovazione
"Walter, Walter", quando dice che lui, a differenza di Berlusconi,
non è stanco, ma sente il "massimo onore" di candidarsi alla guida
del Paese e ha "l'energia che ci vuole per cambiarlo". Sul
palco, come da copione, c'è la bandiera italiana. E alla fine si chiude con
l'inno nazionale. Solo allora i politici locali salgono accanto al leader. In
apertura aveva citato il sindaco ("sono in questa cittá amministrata così
bene dal mio amico De Luca"), che poco prima gli aveva donato una
pubblicazione della Scuola medica con un biglietto: "Ti auguro buon lavoro
in questa difficile campagna elettorale, rinnovando l'impegno per lo sviluppo
del Mezzogiorno da una cittá all'avanguardia per qualitá della vita,
realizzazioni e progetti". In chiusura indica la presenza del regista
Ettore Scola e la giovane capolista Pina Picierno ("segno del
cambiamento").Immediato il collegamento con il segretario regionale :
"Vorrei ringraziare Tino Iannuzzi, che ha lavorato con grande intelligenza
e impegno alla realizzazione del nostro progetto". " All'uscita la
folla scandisce cori fin sotto il pullman: "Walter, vinciamo.
Vinciamo...".
( da "Cittadino, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il comune non
ha le forze per gestire la "Metanina"" n Il comune di Casale non
ha né le capacità né i mezzi per gestire la la società Metano Casalpusterlengo
di proprietà al 50 per cento del municipio e con identica percentuale dell'Italgas
del gruppo Eni di San Donato Milanese. Questo il lapidario parere del
segretario cittadino della Lega nord Giovanni Bruschi il quale ribadisce:
"Il comune vuole vendere la propria quota di proprietà della società
perché è incapace di una reale programmazione sul futuro dell'attività. L'unico
paese - ribadisce Bruschi - dove le attività produttive non hanno la
possibilità di avere un collegamento alla rete di distribuzione del gas metano
è senza dubbio Casalpusterlengo dove non c'è la distruzione ne in via Labriola,
ne in zona Lever e neppure nel nuovo comparto artigianale in direzione
Piacenza. Questo perché il comune non ha fondi per finanziare al 50 per cento
implementazioni ed ampliamenti della rete urbana di distribuzione".
L'esponente leghista arriva a richiedere apertamente le dimissioni
dell'assessore comunale alle attività produttive Alberto Labbadini in quanto
"non è stato in grado neppure di fare una delibera comunale che evidenzi
come le imprese casalesi che non possono alimentarsi a metano ed usino quindi
altri carburanti hanno diritto ad una detrazione d'imposta. Ora ogni azienda
dovrà sviluppare queste prassi burocratiche per proprio conto - sostiene
Bruschi - quando sarebbe stato più semplice ed efficace che lo facesse il
comune. Tanta burocrazia che fa
perdere tempo agli operatori mentre sarebbe bastata una maggior attenzione
dell'assessore alla partita". Nel contempo va segnalato che
l'amministrazione comunale ha assegnato un incarico a un esperto, per un
importo di 20mila euro, finalizzato a supportare gli uffici comunali nella
analisi e conseguente gestione della situazione futura della società a
partecipazione municipale, che dovrebbe portare ad una cessione delle
quote societarie della Metano Casalpusterlengo da parte del comune. L'eventuale
vendita di fatto porterebbero denaro fresco nelle casse municipali a sostegno
di attività importanti ma sicuramente onerose come, per esempio, l'edificazione
della nuova casa di riposo e centro diurno.
( da "Corriere delle Alpi" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Irene Aliprandi
"Il Pd è l'unica vera novità e può vincere" Massimo Calearo a Cortina
tra bancarelle e operatori "Gli indecisi sono il 20% e riusciremo a
convincerli" Il programma di governo al pranzo con gli imprenditori
BELLUNO. "Se? Certo che vinciamo!". Ha la forza di chi pensa positivo
il ragionamento di Massimo Calearo. Il candidato del Partito Democratico, capolista
nel Veneto 1, ex presidente di Federmeccanica e di Assindustria Vicenza ieri ha
fatto tappa a Cortina e a Belluno per incontrare colleghi e cittadini ai quali
spiegare le ragioni della suo impegno in politica al fianco di Veltroni.
Operazione volantinaggio. A Cortina l'appuntamento è al mercato, con i
candidati bellunesi Maurizio Fistarol (Senato) e Denis Dal Soler (Camera).
Calearo passeggia lento, chiacchiera con tutti, non si sottrae alle
provocazioni e galoppa come fosse un candidato al consiglio comunale. Cortina
gli è famigliare: "Ci vengo in vacanza fin da piccolo, ma sempre in
albergo, non ho mai comprato casa, credo che non si possa ripagare neanche in
cento volte e i soldi non si buttano", tant'è vero che è a caccia di
camere scontate: "Ho tre figli e anche la scorta". L'ottimismo non
gli manca: "Dobbiamo recuperare il 20% di indecisi e comunque dall'altra
parte, ogni volta che parlano, ci fanno guadagnare. Se avessimo un mese in più
non ci sarebbe storia, con tutte le bufale che raccontano quelli". Cortina
è fiacca, la stagione è all'ultima coda e in giro c'è poca gente, ma la
giornata è davvero spettacolare. Il "falco" si guarda attorno
ammirato: "Questo è uno dei posti più belli del mondo". Dopo un paio
d'ore di distribuzione di volantini, tra turisti sorpresi e mamme titubanti, è
ora di incontrare gli imprenditori ampezzani e cadorini al risotante al
Camineto, dove il panorama si spalanca spudorato. A tavola c'è un gruppo
ristretto di imprenditori e operatori turistici che hanno portato critiche e
diffidenza. Ma dall'alto della sua esperienza, "faccio politica da 23
giorni", Calearo è pronto a ribattere colpo su colpo. Un ministro veneto.
La domanda arriva prima dell'antipasto. Perché? Il capolista racconta di una
telefonata del segretario regionale del Pd Giarretta, "ti dico di no
subito o posso pensarci?", dei consigli di Montezemolo, dell'incontro con
Veltroni e delle sue condizioni: "Da 15 anni questa Regione non ha un
ministro. Veltroni ha accettato e si è assunto l'impegno pubblicamente. Non è
detto che il ministro dovrei essere io. Ma in realtà è perché ho visto il
programma del Partito Democratico, che è veramente unico e nuovo". Calearo
cita alcuni temi: la sicurezza con la certezza della pena,
la lotta alla burocrazia
con la possibilità di aprire un'impresa in un giorno e il federalismo fiscale.
"C'è un partito che da sempre blatera e protesta, ma non fa niente e,
nonostante sia stato al governo con maggioranza bulgara, ha lasciato che il
capo facesse solo i suoi interessi. Non c'è nulla da inventare, con la
riforma della Costituzione del 2001 il Veneto poteva già avere la sua riforma
da un pezzo". Le tasse. "Pagare tutti, pagare meno. In Italia chi non
evade fa la parte del cretino, ma io sono kennediano, "non chiederti cosa
può fare il tuo Paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo Paese".
Credo nell'idea civica del Pd, per cui la cosa pubblica va considerata con la
stessa importanza di quella privata". Calearo dice di capire i suoi
dipendenti che non arrivano a fine mese: "Il Pd intende detassare i
contratti di secondo livello, cioè interni alle aziende. E basta con lo stato
di polizia degli studi di settore, avere risultati diversi si potrà e non
saranno più retroattivi". Il centrosinistra non c'è più. "Non ho mai
votato per il centrosinistra e oggi non esiste più. Io dico che il Pd è a
destra, rispetto a Bertinotti. Il Pd è davvero nuovo, è fatto di gente, di
giovani che hanno voglia di politica. Porteremo Belluno e il Veneto a
Roma".
( da "Trentino" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I contratti di
Trenta sono trasparenti e "reali" In relazione alla lettera "I
maxi-sconti di Trenta non convincono affatto" apparsa il 4 aprile 2008 sul
Trentino, Trenta SpA desidera precisare quanto erroneamente segnalato dal Sig.
Battiston. Relativamente alla lamentata mancanza di comunicazione sui nuovi
contratti delle tariffe applicate il sig. Battiston fa delle affermazioni del
tutto inesatte poiché ogni contratto riporta per legge - come possono
verificare le migliaia di trentini che hanno aderito alle offerte di Trenta -
una serie di tabelle emanate direttamente dall'Autorità nazionale per l'energia
elettrica e il gas, che per ogni fascia di consumo indicano la stima della
spesa annua in euro e una stima del risparmio riservato a chi sottoscrive
l'offerta Trenta rispetto a chi decide di non aderire. Per fare un esempio: ad
oggi, un cittadino residente che ha scelto di aderire - non solo non ha il
maggior costo dell'8% indicato dal sig Battiston - ma con consumo medio annuo
di 2700 kWh, risparmia sul prezzo della materia prima da un minimo del 2,5% ad
un massimo del 5,4%, nel caso di adesione all'offerta, che prevedeva la bolletta
mail. Per quanto riguarda la paventata possibilità di un futuro ribasso del
prezzo dei prodotti petroliferi e una conseguente riduzione del costo della
materia prima citata dal sig. Battiston (eventualità per ora improbabile a
detta dei maggiori esperti del settore), il contratto riporta come vi sia per
tutti i clienti la possibilità di rescindere in ogni momento dallo stesso.
Trenta SpA rimane a completa disposizione per approfondimenti o per verificare
l'accuratezza delle informazioni attraverso i consueti canali: il numero verde
800-990078 e gli sportelli di Trenta di Trento, Pergine, Rovereto,
Mezzolombardo, Predazzo, Villa Rendena e Borgo o sul sito www.trenta.it. Trenta
Spa TRENTO E se anche i musulmani pregassero nelle chiese? Leggo su "Trentino"
della colletta per la moschea, in cui si invitano i cristiani a contribuire
alla costruzione di una moschea. Non mi pare necessario costruire nuovi locali
da destinare "alla preghiera" come momenti di comunione con Dio,
nostro creatore ma si potrebbe concedere anche ai mussulmani l'uso di Chiese
cattoliche in determinate ore e giorni o anche per preghiere comuni. Logico che
si deve tener conto che le chiese destinate alle preghiere sono concesse a
tutte le persone e perciò anche alle donne se si tratta veramente di momenti di
preghiera. Giuseppe Wegher TRENTO Certi errori medici restano indimostrabili
Gli Ordini degli ingegneri, degli architetti, dei medici, degli avvocati...
hanno tutti lo scopo di tutelare gli interessi dei loro iscritti, non certo di
coloro con i quali - a vario titolo - vengono in competizione. Ma l'ingegnere
che costruisce un ponte che poi crolla, viene perseguito penalmente; mentre la
stessa cosa non capita al medico, che per negligenza o per errata diagnosi fa
morire un paziente. Sì perché se il paziente muore nel suo letto, non verrà
fatta alcun'autopsia per stabilire le cause del decesso. Sarà lo stesso suo
medico a stilare il certificato di morte, nel quale si guarderà bene da
evidenziare i suoi errori. Scriverà che è deceduto per infarto, per trombosi,
per ictus, per emorragia cerebrale... e chi più ne ha più ne metta. Il cadavere
verrà sepolto in cimitero (o cremato, a seconda delle preferenze) e il bravo
medico continuerà allegramente ad esercitare la sua professione al riparo di
ogni minima preoccupazione. A me è capitato un caso del genere: un medico,
nonostante le mie insistenze e quelle di mia moglie nel dirgli che stavo
defecando sangue (ero quindi affetto da "melena") ha diagnosticato
che si trattava di gastrite, pertanto mi ha prescritto una cura contro tale
patologia; trascurando completamente l'esatta natura del mio male, che in tre
giorni mi stava portando al totale dissanguamento. Quasi in fin di vita sono
stato portato d'urgenza in ospedale: il medico del pronto soccorso mi ha detto
senza mezzi termini, che se avessi tardato solo qualche ora, sarei giunto in
ospedale cadavere! Così io mi sono salvato per miracolo, ma se fossi deceduto,
non vi sarebbe stato nessuno a cui addebitare la mia morte! Italo Baggiossi
TRENTO Il rischio astensioni grava sulle elezioni Votare, non votare, questo è
il dilemma! Già le previsioni dicono che andrà il 20% in meno, e altrettanti
sono gli indecisi. Certamente ci si sarà accorti che da alcuni mesi, tutti sono
usciti dal letargo, gli spazi delle lettere sui quotidiani sono occupati quasi
tutti dai politici, sono in piena bagarre, tutti contro tutti. Per uno scranno
sono disposti a cambiar simbolo (tanto, in Italia si è perso il conto di quanti
ne abbiamo), il profitto personale è priorità. Si permettono di dare del
"tu" a tutti, di chiamarti "amico" ignorando che la parola
"amico" è molto impegnativa, pertanto detto da loro, lo considero
solo ipocrisia. Chissà perché si sentono autorizzati di fare e lavorare per il
nostro bene. Personalmente non ho mai chiesto a nessun politico di essere
rappresentato, tanto meno da: inquisiti, ex prostitute, ex carcerati, ex
camorristi, ex brigatisti, mafiosi, collusi e indagati. Scusate se ho
dimenticato qualcuno! E questi sarebbero "Onorevoli". Ma per favore!
Ecco perché ho sempre condiviso Di Pietro già dai tempi di
"tangentopoli" sostenendo di non votare personaggi di cui sopra. Dopo
dieci anni di appunti sui fatti e misfatti trasmessi dal Tg5 a "Striscia
la notizia", potrei scrivere un libro, in particolare sugli sprechi in
opere pubbliche. Un esempio su tutti: a Giarre un politico ha fatto iniziare
dodici cantieri (opere pubbliche a tutt'oggi, non terminate e poste in luoghi
sbagliati e inutili, tant'è che il costo per proseguire i lavori o abbatterle,
sarebbe eguale) ovviamente con due miliardi e mezzo di stanziamento e il
miraggio di posti di lavoro. Frasi come: pagare tutti le tasse, per pagare meno, meno burocrazia, chi sbaglia deve pagare, i politici veri, sono quelli che hanno
coraggio, non quelli che vogliono piacere... e tante altre, sono solo slogan.
Termino nel ricordare un anziano che dopo un comizio sentito in piazza, disse;
dopo due ore di bla-bla-bla, non ha detto niente. Come aveva ragione...
Galileo Gnes GRUMO Quante inutili polemiche le moschee sono "giuste"
Condivido appieno l'iniziativa di padre Butterini, di don Cristelli e di tanti
altri che auspicano l'apertura di luoghi di preghiera di qualsiasi fede. Dio è
sempre Lui anche se con nomi diversi. Niente di più encomiabile per l'uomo che
amare, lodare e ringraziare Dio. Allora perché tante polemiche, difficoltà e
divieti all'apertura di moschee in città e fuori? Le nostre chiese, oratori,
sale riunioni sono spesso vuoti, non troviamo il tempo per la preghiera o non
ci crediamo più. Ben vengano i nostri fratelli che sentono ancora il bisogno di
pregare spesso e con intenso amore. Dobbiamo favorirli, offrendo loro i tanti
spazi liberi vuoti, unendoci, se possibile, a loro nelle lodi a Dio. Da pochi
giorni ci ha lasciato Chiara Lubich, persona straordinaria di cui noi trentini
andiamo orgogliosi. Non basta tributarle onori, benemerenze, volerla santa in
pochi giorni; cerchiamo di seguire il suo esempio ed i suoi insegnamenti:
amare, accogliere, condividere ed essere solidali con tutti i nostri fratelli
di qualsiasi fede. Bruno Masè TRENTO.
( da "Giornale di Brescia" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 05/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI Dopo l'emozionante documentario
da Oscar, al Nuovo Eden il video sulle donne Poesia e riscatto dei bimbi di
Calcutta Donne uccise, cancellate, imprigionate: Benazir Bhutto, Ilaria Alpi, Anna
Politkovskaia, Ingrid Betancour, e tante senza nome. Le racconta, rendendo loro
omaggio, il video "La Vita in Rosa" di Maurizio Pasetti e Agnese
Barbera, realizzato con Andrea Malpeli e Chantal Zezet-Agou, che si presenta
oggi alle 18 al Cinema Nuovo Eden, via Bixio
( da "Milano Finanza" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano Finanza Il
peggio è passato, però... I mercati stanno cominciando a reagire, ma l'uscita
dalla crisi sarà lunga e difficile Chi guiderà la ripresa sulle borse? Banche
d'affari, biotecnologie e i titoli legati al nucleare, risponde Francesco
Micheli. Che per l'Italia invoca un piano del bello. E' veramente finito il
periodo da incubo dei mercati finanziari? Le banche hanno svalutato tutto
quello che dovevano svalutare oppure ci sono ancora scheletri negli armadi e
fra le pieghe dei bilanci? Fino a che punto è giusto ricorrere a nuove e più
stringenti norme per evitare che altre bolle da derivati possano formarsi?
Quanto tempo occorrerà perché le borse riprendano quota dopo le falcidie che
hanno devastato un po' tutti i settori del listino? E, se la liquidità non
circola, perché nessuno si fida più di nessuno, su quali risorse potrà contare
l'investimento azionario? E l'obbligazionario, anch'esso entrato in crisi? Sono
queste le domande che oggi tutti si pongono. A maggior ragione dopo la
maxisvalutazione di Ubs da 19 miliardi di dollari e il successo della
ricapitalizzazione da 15 miliardi che ha fatto schizzare le borse denunciando
una forte volontà di recupero. Questi interrogativi risuonano con maggiore eco
anche a seguito dell'audizione di Ben Bernanke, che dal pulpito della Federal
Reserve ha pronunciato per la prima volta la parola recessione, aggiungendo però
che già nel secondo semestre è destinata a essere riassorbita. Francesco
Micheli, navigatore provetto di molte tempeste finanziarie, offre la sua
interpretazione a MF/Milano Finanza direttamente dagli Stati Uniti, dove è
tornato in questi giorni. E a proposito di crisi dei subprime, suggerisce
un'idea: un "piano del bello" per il recupero di cubature immobiliari
disastrate. Domanda. Micheli, che cosa ha di diverso questa crisi dei mercati
da quelle che lei ha vissuto nel passato? Risposta. Le crisi sono più o meno
tutte uguali, ma questa arriva dopo 20 anni di accanimento terapeutico per
sostenere i mercati, quindi è più difficile da gestire essendo esplosa troppo
tardi.D. C'è però un paradosso in questa crisi: ha colpito in maniera violenta
soprattutto il settore del credito, quello più regolamentato.R. Il problema
della regolamentazione è una complicazione in più. Inoltre è stata immessa
moltissima liquidità nel mercato che però non arriva al sistema. è come se uno
mettesse l'olio nel cambio non curandosi del motore. Per una curiosa
congiuntura, invece di tornare in circolo per nuovi investimenti, la liquidità
viene trattenuta come fosse munizione di riserva o destinata a rimborsi.D.
Secondo lei, quanto durerà?R. Gli ulteriori massicci interventi di questi
giorni portano a pensare che il peggio sia passato, come del resto i mercati
finanziari stanno confermando. Il fatto di poter ora scontare quello che non
era scontabile prima è rasserenante e consente di tirare un respiro di
sollievo. Ma non facciamoci troppe illusioni, la gestione delle anomalie sarà
lunga, perché oltre alla crisi il mondo deve fare i conti con gravi distorsioni
strutturali. E non è facile reinventarsi.D. Il settore delle banche d'affari è
il più colpito. C'è chi mostra sorpresa, ma la maggioranza è delusa. E' infatti
difficile accettare che i centri motori della finanza mondiale, con la loro
sapienza e le loro capacità di previsione, si siano fatti travolgere da questa
colossale trappola. Com'è potuto accadere? R. Attenzione a distribuire colpe
con troppa leggerezza. Le banche d'affari sono le più colpite perché mancando
della rete al dettaglio hanno dovuto ripiegare sull'interbancario per reperire
liquidità da altri istituti, a loro volta in crisi e perciò non sempre in grado
di fronteggiare la domanda. è vero, è il settore più toccato, ma è anche quello
dove si può investire di più. O, meglio, dove ci sono le occasioni
d'investimento probabilmente più redditizie nel lungo periodo.D. Qualche regola
in più a questo punto sembra necessaria. Non tutti però la pensano in questo
modo. Lei con chi sta?R. I sistemi di controllo agiscono ex-post e resta perciò il dramma dell'eccesso di burocrazia e di normative. è una formula
che non funziona: io sono tra quelli che pensano che la forma non è più importante
della sostanza. In Europa e in Italia servono troppe carte e documenti. E in
questo marasma di documenti paradossalmente c'è chi riesce meglio a
mascherarsi. D. Che cosa si sarebbe dovuto fare per evitare questa
debacle? Erogare meno credito?R. In momenti di grande crescita è tradizione che
il credito venga erogato con più facilità per poi essere tolto nei momenti di
crisi. Durante i quali si creano situazioni drammatiche di sopravvivenza che
portano a privilegiare il sostegno a società meno sane. Quelle, per essere
espliciti, che nei momenti di crescita hanno tratto in inganno analisti e
valutatori. è così che l'economia si avvita.D. Ci vorranno altri interventi per
risolvere la crisi?R. Gli interventi delle banche centrali sono stampelle
necessarie, ma guai ad abusarne. Meglio far sfogare la crisi piuttosto che
introdurre fattori che inquinerebbero la ripresa dopo. Oggi non è di moda, ma
io continuo a sperare che un giorno il mercato impari ad aggiustarsi da solo,
ben sapendo che con ciò rasento l'utopia.D. Quali saranno i nuovi protagonisti
dopo la crisi?R. Più o meno gli stessi di oggi, a cominciare dalle banche
d'affari. Tra gli industriali ci saranno cambiamenti, ma non significativi,
perché il settore, tutto considerato, sembra aver retto bene. Un settore dove
l'Italia non esiste è il nucleare. E qui ci sarà un grande sviluppo, che
toccherà molti grandi gruppi. Un tema assolutamente critico è invece quello del
petrolio e delle risorse rinnovabili, che necessitano di grandi investimenti ma
creano anche sviluppo. Grande attenzione andrà poi riservata al fattore tempo,
che ci rallenta e penalizza rispetto ad altri Paesi, a cominciare da quelli
europei, dove quello che viene detto viene fatto subito, mentre in Italia le
tempistiche uccidono le iniziative.D. Ruolo dei fondi sovrani: è bene temerli o
auspicarli?R. Auspicarli. Senza dubbio. Hanno un ruolo doppio: investono in un
settore utile e questo nei loro Paesi provoca anche risvolti sociali positivi.
Se investono con lungimiranza, come a esempio nella tecnologia, possono
presentare risultati ancora più favorevoli ai loro Paesi. Penso al caso Kuwait
negli anni Settanta. D. Settori sui quali puntare?R. Oltre ai settori dove la
crisi apre molteplici opportunità e il nucleare, vedo molto bene la ricerca in
genere e le biotecnologie. Tutto ciò che è innovativo, insomma. Peraltro, per
quanto non sembri, il nostro Paese in certe discipline è molto più avanti di
altri. Particolare attenzione dedicherei anche al turismo e alla cultura. Da
uno shock si possono rilanciare proprio quei settori produttivi che sono stati
penalizzati per tanti anni. In tal senso in Italia andrebbe varato un sorta di
piano del bello, capace di riscattare i molti errori del passato. Si pensi per
esempio a uno scambio, nel settore immobiliare, tra cubatura e bellezza.D. Non
è un nuovo favore agli immobiliaristi?R. No, perché dovrebbe essere un piano
eccezionale e molto rigoroso, affidato a un team molto forte, affidabile,
costituito anche dai migliori architetti italiani: un vero new deal. In Italia,
dopo secoli di cultura del bello, Roma docet, tutto è finito col razionalismo
degli anni Trenta: dopodiché, salvo rare eccezioni, sono state costruite
brutture di ogni genere e il territorio è stato massacrato.D. Che cosa si
dovrebbe fare?R. Un semplice atto amministrativo, che allo Stato non costerebbe
nulla. In pratica, si tratterebbe di consentire abbattimenti e nuove
costruzioni con più ampie cubature in verticale senza consumo di territorio,
nel rispetto della bellezza, della cura del paesaggio e del verde che verrebbe
liberato. Questo rappresenterebbe un incremento per il turismo,
riposizionerebbe il nostro Paese in una graduatoria del bello da cui è uscito
da decenni e da tale scambio tra cultura e bellezza si avrebbe formazione di nuovo
pil al 100% interno. Quindi un fattore di crescita senza pari. E, per di più,
l'aumento di offerta funzionerebbe anche da calmiere per i valori edilizi a
vantaggio di chi la casa non ce l'ha.D. Lei ha parlato di innovazione, nel
campo delle telecomunicazioni quale futuro vede?R. Il futuro è legato allo
sviluppo di tecnologie innovative, come ha fatto Fastweb, ma non tutti i gruppi
si concentrano nello sviluppo. Alcune società, anche per influenze più
politiche che industriali, preferiscono non sviluppare quello che poi in realtà
è realizzabile. Il più però ormai è stato fatto.D. E sulle biotecnologie? Lei è
presidente di Genextra_R. La ricerca è costo puro finché non viene applicata.
Genextra è la prima società italiana ad aver convogliato capitale privato nella
ricerca, dove gli italiani sono tra i primi al mondo. Quotarsi ora non è
consigliabile, e comunque Genextra non ha al momento necessità di capitali. In
questo settore la cosa più affascinante è riuscire a collaborare con scienziati
scoprendo cose mirabolanti per quanto riguarda la qualità della vita. Valide
anche nel breve termine. E questo non guasta. (riproduzione riservata) Milano
Finanza Numero 069, pag. 10 del 5/4/2008 Autore: Danilo Caselli e Cristina
Finocchi Mahne.
( da "Milano Finanza" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano Finanza Roma
caput corporation CONFINDUSTRIA Sono oltre 500 le aziende estere che hanno scelto
la città di Roma come sede per le loro attività nel Sud Europa. Un'opportunità
per far crescere l'economia capitolina. Parola di Aurelio Regina, consigliere
delegato dell'Uir. Roma è tornata ad attrarre investimenti esteri e sono sempre
di più le multinazionali che scelgono la capitale come quartier generale per il
Sud Europa. Uno degli ultimi esempi in ordine di tempo è quello di Bat, British
american tobacco, che, dopo aver acquisito nel
( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Medici
di famiglia:"Troppa burocrazia" la
polemica "BASTA CON la burocrazia. Non è
possibile che un cittadino sia costretto a venire da noi due o tre volte per
poter riuscire a prenotare al Cupa un esame specialistico". A lanciare l'accusa
è Renato Giusto, segretario provinciale del Sindacato medici italiani. Che cita un caso emblematico:
"Il paziente di un collega - sottolinea Giusto - si è presentato al Cupa
con una richiesta di "visita internistica specialistica per patologia
tiroidea. È stato rispedito al medico perchè vi doveva esser scritto
"visita endocrinologica"". 05/04/2008.
( da "Nuova Venezia, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marghera. Progetto
da 9 milioni per mettere in sicurezza la strada Via dell'Elettricità, ok alla
manutenzione Simionato: "Non possiamo più aspettare il contenzioso
sull'area Pos" MARGHERA. "Mandiamo avanti il progetto definitivo
della manutenzione straordinaria di via dell'Elettricità. La pericolosità di
quest'asse ci impone di non attendere più che si risolva il contenzioso
sull'area Pos". L'assessore ai Lavori pubblici di Mestre, Sandro Simionato,
annuncia una vigorosa sterzata nel difficile percorso per arrivare al raddoppio
di via dell'Elettricità. Una priorità per la città, aveva indicato nel luglio
2007, lo stesso consiglio comunale chiedendo alla giunta di muoversi in fretta
per separare il traffico cittadino di Marghera da quello industriale e
commerciale verso il porto. La priorità di Marghera si chiama raddoppio di via
dell'Elettricità, una viabilità fondamentale assieme al raccordo tra
Malcontenta e la Romea, previsto dall'accordo sul Vallone Moranzani. Lo
affermava con forza un ordine del giorno votato all'unanimità nel luglio 2007
dal Consiglio comunale. Ma la burocrazia in questi anni per via dell'Elettricità, la nuova strada dei
traffici di Marghera alternativa a via Fratelli Bandiera, ha messo più volte i
bastoni tra le ruote. Il progetto è rallentato oggi dal problema bonifiche.
Sandro Simionato spiega però che i Lavori pubblici non possono più attendere.
Gli uffici di villa Querini stanno ultimando il progetto definitivo da 9 milioni
di euro della manutenzione straordinaria dell'asse stradale dove bisogna
mettere a posto il sedime malandato, che rende la strada un percorso
decisamente pericoloso, dove occorre spostare una tubatura del Cuai
(l'acquedotto industriale), intervenire sui sottoservizi della rete idrica,
allargare il più possibile il sedime per consentire la sosta dei mezzi pesanti
evitando le code che oggi sono un disagio quotidiano. In più in Comune è
arrivata anche l'offerta della Snam per spostare le tubature nel tratto tra via
Volta e via Galvani, dove ci sono i binari ferroviari che vanno spostati per
consentire il raddoppio dell'attuale carreggiata. Due incontri si sono già
tenuti con Edilvenezia. L'assessore spiega: "Ora i tempi sono davvero
maturi per approvare il progetto definitivo. Non possiamo aspettare oltre,
quella strada è pericolosa e la situazione deve cambiare. Contiamo per la fine
di quest'anno di avviare i cantieri della manutenzione straordinaria".
Meglio di niente, viene da dire, visto che i ritardi decennali sul raddoppio
sono oggi acuiti dall'ennesima "grana": ovvero il contenzioso tra i
proprietari dell'area Pos (la società Sonora dell'imprenditore Eugenio De
Vecchi, consigliere delegato dell'Interporto, realtà della logistica in continuo
sviluppo che necessita proprio del raddoppio di via dell'Elettricità per
migliorare la movimentazione delle merci) e il Ministero dell'Ambiente, che ha
imposto ai privati di pagare il costo delle bonifiche dell'area.
( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Ascierto:
"Andando via ci ha fatto un favore Voleva la candidatura a sindaco di
Padova" PADOVA. Se Luca Claudio spara a zero, Filippo Ascierto non è da
meno. "Il 30 marzo sono stato io a chiedere ai provibiri di analizzare la
possibilità di espellere Luca Claudio da An per avere elogiato La Destra e criticato
Gianfranco Fini. Con le sue dimissioni ci ha fatto un favore, facendoci
risparmiare un po' di burocrazia. Gli ho dato tutto quello che potevo, come amico e come
politico, ma lui ha rifiutato tutto. Voleva solo due cose: la candidatura a
parlamentare o a sindaco di Padova". Il deputato di An racconta: "Due
settimane prima che fossero depositate le candidature, era andato da Fini per
proporsi, iniziando a raccogliere le firme. Gliele ho bloccate io,
perché non è così che ci si candida". E ancora: "Ha rinunciato alla
reggenza e a buone probabilità di essere eletto in Provincia. Sarà pure un buon
amministratore, ma grazie al cielo An ne ha altri, che hanno pure preso più
consensi". Ci sarebbero anche motivazioni personali alla base del
divorzio: "Sono profondamente offeso dal suo atteggiamento: lui non mi ha
mai avvertito delle lettere che ha scritto a Fini, né delle sue iniziative sul
territorio (che ho sempre sostenuto, pur non condividendole tutte). Infine lui
che fa? Per comunicarmi la sua scelta politica non ha nemmeno il coraggio di
telefonarmi, ma mi parla attraverso i giornali. Gli auguro fortuna con La
Destra, e che metta i piedi per terra. Credo cha abbia potenzialità inespresse
che resteranno tali. Ho sofferto molto per questo distacco, ed è per tutti
questi motivi che questa sarà l'ultima volta in cui parlerò di lui".
(c.c.).
( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Palermo
Sul leader Mpa Sulla Finocchiaro Turismo, sanità, investimenti le imprese danno
le pagelle Lombardo: "Stop alla stabilizzazione dei precari" Troppi margini
di ambiguità su termovalorizzatori e rigassificatori ok sulle cliniche Bene
sull'energia anche sul rapporto tra pubblico e privato ha avanzato proposte che
sono state apprezzate EMANUELE LAURIA Raffaele Lombardo rimandato sui temi
dell'energia, Anna Finocchiaro deve migliorare sul turismo. E sui programmi per
la sanità la giuria dell'Aiop assegna un risultato di parità fra i due
contendenti. Si conclude così, in sintesi, il confronto a distanza fra i
candidati governatori "convocati" da Confindustria Sicilia. Ieri è
toccato al leader dell'Mpa sfilare davanti ai vertici dell'associazione che si
è ritagliata negli ultimi mesi un ruolo "politico": effetto della
campagna antiracket voluta da Ivan Lo Bello, che ha scelto di non schierarsi ma
ha presentato un decalogo per il futuro inquilino di Palazzo d'Orleans: fra le priorità semplificazione della burocrazia, costruzione di termovalorizzatori e rigassificatori, riduzione
degli Ato rifiuti, scioglimento del consorzio autostrade. Ma, soprattutto, Lo
Bello chiarisce il ruolo degli industriali nel dopo-voto. "Negli ultimi
anni c'è stato un deficit di controllo sull'operato della politica da parte
della società. Noi saremo lì, stavolta, a vigilare che le promesse siano
mantenute. E che si passi da strategie a breve, puntate sull'assistenza, a veri
percorsi di sviluppo". In via Volta, Lombardo prima rassicura gli
imprenditori delle case di cura. "C'è un forte pregiudizio nei confronti
della sanità privata. Faremo il possibile affinché nessuna mannaia cada sulle vostre
teste", sibila quasi distrattamente, a microfoni spenti, l'esponente
autonomista, rivolto soprattutto ai proprietari di una decina di ospedali
catanesi che, in dissenso con la Finocchiaro ma anche con la presidentessa
dell'Aiop Barbara Cittadini, avevano disertato l'incontro di mercoledì. Sono i
rappresentanti delle strutture che chiedono di essere riammesse
all'accreditamento, e dunque ai finanziamenti regionali, dopo l'esclusione
decretata a fine 2007 per mancanza di requisiti. La Cittadini dà atto a
Lombardo "di mostrare una maggiore attenzione nei confronti del settore
privato" ma non boccia la Finocchiaro: "Ha avanzato proposte che sono
state apprezzate". Il meglio di sé, Lombardo lo offre nell'incontro con il
board di Confindustria Sicilia, durante il quale sta attento a non farsi
prendere in contropiede sul campo della legalità: "Bisogna premiare gli
imprenditori che dicono no alla mafia e punire invece, magari con la
cancellazione dall'albo, coloro che accondiscendono". Gioca invece sulla
difensiva, Lombardo, quando Ettore Artioli snocciola i numeri dell'espansione
delle spa a capitale pubblico in Sicilia: "Sono almeno 500, più di un
decimo di quelle esistenti in Italia, quasi tutte in perdita. Erodono spazio
alle imprese private. Perché non trasformiamo tutti gli amministratori in
liquidatori, con un mandato a termine?". Il capo dell'Mpa frena: "è
vero, il settore si può snellire ma ci sono società che possono essere prese
come modello". E addirittura sorprende, Lombardo, quando si scaglia contro
la politica di assunzione del precariato condotta dal governo Cuffaro: "Mi
ritrovo ingaggiati dei precari che lavorano ventuno giorni all'anno e che
vogliono essere stabilizzati. Bisogna mettere questi soggetti davanti alla
verità: non so se sono stati presi in giro, certo sono stati privilegiati e non
li stabilizzeremo". Qualche imbarazzo, il candidato governatore del
centrodestra, lo vive solo davanti a Giorgio Lenzi, il presidente della
raffineria di Gela che l'anno scorso fu il simbolico bersaglio dello sciopero
della fame di Lombardo: "Lei non mi volle ricevere, se non sbaglio...
". Ma l'energia è l'unico settore su cui il prudente Lo Bello non fa
sconti a Lombardo: "Se c'è un appunto che oggi mi sento di fargli è
questo: troppi margini di ambiguità su termovalorizzatori e
rigassificatori". Chi invece promuove Lombardo è Vicio Sole, presidente
della sezione turismo di Confindustria: "Lombardo può sfruttare un lavoro
già in fase avanzata, portato avanti dai governi precedenti".
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari
"Invalido, chiedo un lavoro, non voglio assistenza" Luigi Porcu, 58
anni, ex operaio edile non può contare sulla pensione" IGLESIAS. Quando le
precarie condizioni di salute pesano come un macigno sulla vita lavorativa e
snelliscono drammaticamente i bilanci familiari. E se a
questo si aggiungono i tempi lunghi della burocrazia per l'aggiornamento dello stato di invalidità, la situazione può
diventare tragica. Questa è in sintesi la condizione a cui è costretto Luigi
Porcu, 58 anni, che alcuni anni fa ha subito un delicatissimo intervento
chirurgico al cuore. Centocinquantotto punti per suturare una ferita che
lascia segni indelebili nel fisico e nell'animo. E l'inevitabile crollo delle
prospettive occupazionali è un altro ovvio effetto collaterale. "Chi mi
chiama in queste condizioni? Per un datore di lavoro non posso offrire alcuna
garanzia e nessuno si assumerebbe la responsabilità di mettermi sul libro
paga", è il primo commento di Luigi Porcu, una vita trascorsa sui ponteggi
in tantissimi cantieri edili, ma che, nonostante ciò, non ha maturato la contribuzione
necessaria per beneficiare della pensione. Inoltre, dell'indennità di
invalidità, per il momento, nemmeno a parlarne. "Quasi centosessanta punti
di sutura e il quadro clinico abbastanza delicato mi sono valsi il
riconoscimento di una percentuale di invalidità pari al 46%", ha
raccontato Luigi Porcu. Il prossimo 9 aprile, sosterrà una nuova visita per
l'auspicato aggiornamento dello stato di invalidità. Ma la discussione del
fascicolo del protagonista di questa storia di ordinario disagio e sofferenza (che
si è affidato alla tutela di patronati e avvocati) è fissata per il 24
settembre 2009. Tra quasi un anno e mezzo. "Mi ritrovo senza lavoro, senza
pensione, senza prospettive, con dietro l'angolo un nuovo intervento chirurgico
e una famiglia composta oltre che da me, da moglie e due figli
disoccupati", ha spiegato Porcu. Gli introiti mensili ammontano a soli
quattrocentottanta euro. "Trecentocinquanta li guadagna mia moglie con
lavori di fortuna e centotrenta li ricevo io sotto forma di contributo assistenziale
comunale", ha aggiunto. L'uomo lancia un appello alle istituzioni, comune
in primo luogo. "Da tre anni viviamo ben oltre la cosiddetta soglia della
povertà, ma non intendiamo chiedere mera assistenza finanziaria:
all'amministrazione civica domandiamo di reperire un impiego per un componente
della famiglia, che potrebbe essere mia moglie; si potrebbe trovare una
soluzione attraverso un cantiere di lavoro o una qualsiasi mansione nei vari
edifici di competenza pubblica", è il suo appello. (mo.to).
( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Napoli
Veltroni: "Annienteremo le mafie non vogliamo voti dai delinquenti"
Difende Bassolino: basta processi a una sola persona Annuncia un ddl
anti-criminalità, poi pranza in una casa-famiglia confiscata ai boss CONCHITA
SANNINO DAL NOSTRO INVIATO CASERTA - "Li annienteremo". Walter
Veltroni sfida i clan da uno dei loro ex covi. Il candidato premier del Pd
arriva determinato, come da attese, nella piaga di Gomorra. E dal casertano, la
provincia dei boss, il territorio dei dimenticati, la terra dei senza-voce (anche
nelle liste del centrosinistra), fa partire la sua offensiva nella Campania da
ri-conquistare. Da un lato "un nuovo disegno di
legge": per imprimere meno burocrazia e più rigore "sulle misure antimafia, 41 bis compreso, da
Napoli alla Sicilia". Dall'altro, basta speculazioni sull'immondizia:
"Non c'è mai un solo colpevole, basta processi a uno solo". è una
mano tesa al governatore Bassolino, che Veltroni tuttavia non cita. Poi
torna sull'allarme crimine: "Un governo sano sente la priorità di fermare
lo strapotere delle cosche. Annientarli: si può fare. In alcune città scorre
ancora sangue". Parole profetiche che, sette ore più tardi, cadono sulla
scena di un agguato, a Barra, periferia est di Napoli: dove cadono due
fratelli, un ventiduenne e un diciassettenne. La 96esima tappa del candidato
premier del Pd è un lungo giorno campano. Sei ore di marcia. Da Trentola al
palco di piazza Ruggiero, a Caserta. Compreso il pranzo familiare con
mozzarelle, melenzane, babà e caffè finale al bel tavolo per otto nel salotto
non grande di Vitaliano, disabile di eccezionale dinamismo, e della moglie
Clotilde. Un giorno piovoso, però. Grigio, denso di ombrelli. Ma Veltroni
sorride. Senza nascondere un po' di napoletana superstizione. Al presidente
della Provincia, De Franciscis, imputa: "Scusa: ma cos'é 'sto tempo? Sarai
chiamato a risponderne". "Tranquillo - replica lui - Porta bene,
potrei farti esempi". Poco prima, alla signora Fortuna della
"Compagnia dei felicioni", Veltroni aveva rimproverato: "Lei con
un nome così deve stare attaccata a me". "Ma io so stare con i
bambini". "E io un bambino cresciuto sono". L'esempio di Antonio
e Fortuna. "I signori del crimine organizzati vanno sradicati, le loro
economie distrutte", sottolinea Veltroni dalla prima tappa di Trentola
Ducenta. Parla da un tavolo della villetta confiscata alla camorra, oggi si
chiama "La Compagnia dei felicioni" e - a prezzo di grandi fatiche
personali, investimenti e battaglie giudiziarie, solo tardivamente sorrette dal
Comune - è diventata la casa-famiglia in cui Antonio Amato e Fortuna
D'Agostino, marito e moglie, guidano una casa-famiglia con i loro 10 figli: 4
sono i "loro", 6 quelli che provengono da nuclei disgregati o
famiglie a rischio, e che qui ritrovano normalità, scuola, palestra, l'affetto
di un padre e una madre che ci sono. Anche se a tempo, anche se restano
genitori simbolici. "Il nostro obiettivo è annientare tutte le mafie.
Camorra, n'drangheta, Cosa Nostra. Perché l'Italia non vogliamo governarla, ma
cambiarla", ripete Veltroni. Che sfodera una programmatica battagli
anti-camorra. Sventola quattro pagine di disegno di legge sulle misure
antimafia. Poi sfida i boss: "Non vogliamo i vostri voti, facciamo a meno
dei delinquenti, il voto di scambio è l'origine di tanti mali". E infine
cita per nome i due superlatitanti campani: "Dobbiamo investire le
intelligenze migliori per la cattura di Michele Zagaria e Antonio Iovine".
La camorra è viva e vegeta, "qui come a Palermo, o in Calabria. E continua
a scorrere sangue". Basta processi a Bassolino. Dal palco, al fianco della
capolista in Campania Pina Picierno, lo stesso Veltroni che 4 giorni fa aveva
richiesto "discontinuità" in Campania, ora spiazza tutti. "Basta
fare i processi a una sola persona", avverte al microfono, sotto il diluvio
di piazza Ruggiero. "è giunto il momento che ciascuno, sul caso rifiuti,
si assuma le sue responsabilità - sottolinea il segretario del Pd - Anche il
centrodestra che ha governato per 5 anni, anche alcuni del centrosinistra che
facevano cortei contro alcune soluzioni necessarie. La colpa non è di uno solo,
ma di un'Italia bloccata dai veti incrociati, dai pregiudizi, dagli
ideologismi". è la tesi di D'Alema, da ieri sottoscritta a metà anche da
Walter. Il coraggio di Vitaliano e Maurizio. Alle
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Candidati a
confronto GRADISCA GRADISCA. Un incontro-confronto con i candidati al consiglio
regionale per offrire al cittadino chiarezza sul programma elettorale. A
organizzarlo è il circolo del Partito democratico di Gradisca d'Isonzo che, per
lunedì (inizio alle 18, all'hotel Franz di viale Trieste), ha invitato nella
città della Fortezza sia i candidati del Pd al consiglio regionale sia
Alessandro Maran, candidato alla Camera dei deputati, e Roberta Demartin,
candidata al Senato della repubblica. Un incontro che consentirà ai cittadini
di Gradisca di dialogare direttamente con Silvia Altran, Mirio Bolzan, Majda
Bratina, Giorgio Brandolin, Maria Cristina Carloni e Franco Brussa su tematiche
a loro discrezione. Tema di fondo del dibattito sarà uno specifico punto del
programma della coalizione che sostiene Riccardo Illy: semplificazione e
qualità delle istituzioni. Punto che lo stesso Illy aveva "tradotto"
indicandone gli obiettivi, ovvero meno leggi e meno burocrazia, riduzione dei costi della
politica, sottrazione degli enti pubblici al controllo della politica.
"Riteniamo che una decisa azione politica e programmatica su questi
specifici problemi - si legge nella nota del circolo gradiscano del Pd - sia
vista con grande favore dai cittadini, non solo per le ovvie implicazioni di
carattere etico, ma anche e soprattutto per i notevoli risparmi che
andrebbero ad alleggerire le loro finanze familiari. Ci auguriamo pertanto che
i gradiscani vogliano partecipare all'iniziativa e con la loro partecipazione
prendere diretto contatto con i candidati, allo scopo di compiere le loro
scelte di voto in maniera ragionata e convinta". Oggi, invece, sarà a
Gradisca il vice-segretario nazionale del Pd, Dario Franceschini, che in
enoteca (13.30) incontrerà i candidati del gruppo. (ma.ce.).
( da "Nazione, La (Pisa)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PONTEDERA / VALDERA
pag. 17 di NICOLA PASQUINUCCI --PONTEDERA-- LA REGIONE Toscana ha fatto di
NICOLA PASQUINUCCI ?PONTEDERA? LA REGIONE Toscana ha fatto il nuovo
"regalo": al pronto soccorso di Pontedera arriveranno 3.184 euro da
spendere in un anno. Un tesoro che fa parte del pacchetto di quasi 180 milioni
che la Toscana userà per rinnovare la sanità. Con la proposta di proseguire il
programma pluriennale degli investimenti nella sanità, il Lotti completerà il
progetto di umanizzazione e ristrutturazione. La novità più importante e che la
struttura sarà divisa in due parti: una per i pazienti gravi e l'altra per i
leggeri. In pratica chi si rivolgerà al pronto soccorso si ritroverà in uno
spazio più ampio e accogliente e con tanti nuovi accorgimenti. Sarà poi
"smistato" con il solito sistema triage. "Quelli con i codici
bianchi e azzurri ? spiega il direttore sanitario Rocco Damone ? avranno a
disposizione un nuovo ambulatorio ricavato dove c'era il vecchio pronto
soccorso". Per raggiungerlo i pazienti dovranno percorrere un corridoio
esterno. Sarà migliorato anche gli ambienti dei codici verdi. Ci sarà anche il
personale Osss (
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
9 "Il Socialismo è una risposta alle esigenze della ELEZIONI NICOLA
RISALITI, assessore provinciale al turismo, è candidato alla Camera dei
deputati per il Partito Socialista. A lui abbiamo posto alcune domande. Come
vede questa campagna elettorale? "E' palese il fatto che questa campagna
elettorale è drogata da una eccessiva rincorsa ad un poco autorevole nuovismo,
portato avanti da vecchi personaggi politici che rischia di favorire l'abbandono
da parte dell'opinione pubblica di tutta una serie di valori molto importanti
per la coesione civile della società italiana. In pochi anni in questo Paese si
è fatto scempio della cultura e della tradizione progressista del socialismo
europeo e, con un'indiscriminata rincorsa al voto cattolico a qualunque costo,
si sono persi di vista i valori fondativi di quel cattolicesimo democratico che
persino nella vecchia democrazia Cristiana sapevano ben discernere fra gli
interessi dello Stato e gli interessi della chiesa". Una convivenza
difficile, dunque? "All'interno dello stesso partito, sia nell'uno che
nell'altro schieramento, convivono anime radicali ed anime profondamente
religiose, che portano avanti, ognuna per proprio conto, la propria alternativa
linea politica fino al punto di rendere incomprensibile la linea seguita dal
partito stesso". La differenza è solo su aspetti etici? "Tutto questo
vale non soltanto per gli aspetti etici o ideologici, ma vale anche e
soprattutto per gli aspetti economici e di politica internazionale: in termini
di politica economica, infatti, i due principali partiti che si candidano a
governare il Paese propongono le stesse opzioni subalterne alle scelte dei
grandi gruppi industriali e finanziari, spesso in un rapporto consociativo con
le grandi organizzazioni sindacali". Si va verso una semplificazione
politica? "Per quanto concerne la politica interna, credo che sia
sbagliato confondere la necessaria semplificazione del Paese, a partire dalla burocrazia e dal sistema legislativo, con la semplificazione politica,
cercando di ridurre a due i partiti che si contendono il governo del Paese in
una rincorsa al voto moderato, sfumando o addirittura abbandonando tutta quella
ricchezza di valori che, sia a destra che a sinistra, non costituisce soltanto
un'utopia politica della quale, comunque, ritengo ci sia sempre bisogno,
ma è assolutamente indispensabile per motivare tutta l'opinione pubblica,
soprattutto le giovani generazioni, alla partecipazione politica attiva di un
Paese che per emergere nel mondo della globalizzazione necessita non di un
grigio appiattimento verso il basso, ma di continui atti di coraggio e slanci
di fantasia". C'è spazio ancora per il socialismo? "Ebbene, per tutto
ciò io sono convinto che anche in Italia, come già avviene nel resto d'Europa,
il socialismo sia una risposta vera per queste esigenze. Per sua natura il
socialismo è l'unico movimento politico che persegue pervicacemente il
progresso attraverso la continua attuazione di politiche riformiste, e quindi
di mediare fra le esigenze di crescita economica del Paese attraverso politiche
di sviluppo industriale e commerciale e le esigenze di un benessere diffuso fra
tutte le classi sociali". Ci saranno ripercussioni in ambito locale?
"Per quanto concerne i risvolti del voto politico in ambito locale, sono
certo che le prossime elezioni politiche non serviranno soltanto a stabilire
chi governerà il Paese nei prossimi cinque anni, ma un'affermazione del Partito
Socialista nella nostra provincia incentiverà sicuramente l'estensione anche ad
altri settori dell'economia i benefici che in questi anni di grande impegno
come amministratori socialisti abbiamo ottenuto per esempio nel settore del
turismo, o nella crescita di tante amministrazioni comunali nelle quali siamo
forza viva ed attiva di governo locale". P.
( da "Arena, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
MUSICA Facciamo di più
per i giovani In qualità di direttore artistico e musicale del coro Amici della
Musica di Fumane sono lieto di avere ospitato i ragazzi dell'Overlake Chamber
Choir che si trovavano nella nostra città in occasione del recente concorso
internazionale corale. Una ventina di studenti dell'Overlake School, felice
realtà calata in un istituto superiore statunitense: nulla di cui stupirsi
dunque (rientra nella pura normalità dei Paesi anglofoni) quanto piuttosto da
rattristarsi nel constatare di quanto la scuola altrove sia molto più avanti
della nostra. Conversando con il loro direttore, una simpatica ragazza, ho
appreso di quanto la musica sia per loro importante (vi dedicano ben quattro
pomeriggi alla settimana) e il risultato in effetti si tocca con mano: questo
succede all'altro capo del pianeta ma anche in quasi tutto il territorio
europeo mentre nelle nostre scuole medie siamo ancora fermi alle
"pifferate" in classe. Anche la musicista americana mi è parsa
rattristata non riuscendo a comprendere come nel nostro Paese, culla dei
maggiori geni artistici e al quale tutto il mondo guarda con ammirazione, non
ci sia abbastanza considerazione per l'arte musicale. C'è da dire inoltre che
all'estero la musica è insegnata semplicemente da musicisti di professione con
comprovata attività artistica e musicale mentre la burocrazia italiana fa sì che ci si perda tra riforme e controriforme,
abilitazioni più o meno validanti, ricorsi vari e normative che cambiano ogni
altro giorno. Fortunatamente ai ragazzi dell'Overlake Chamber Choir è stata
data la possibilità di visitare il Liceo Montanari, ad indirizzo musicale, dove
è attivo un coro giovanile ben preparato che ha reso assai meno amara la realtà
italiana agli occhi dei nostri ospiti. Del resto nemmeno i mass media fanno
abbastanza per la musica: la stessa televisione di Stato pretende un cospicuo
canone annuale per darci solo le briciole in orario notturno o il tanto
decantato Concerto di Capodanno da Venezia (l'ennesima italianata: quel giorno
tutto il mondo si collega con Vienna!). Questo succede perché da noi prevale la
cultura commerciale, anziché educare il pubblico lo si asseconda fornendogli
ciò che esso vuole vedere o sentire; sotto allora con indigestioni di calcio,
moviole e movioloni, processi e controprocessi, arene varie, gossip, reality e
candid camera. Tutto questo dovrebbe identificarmi e rappresentarmi come
cittadino italiano? Come diceva il grande Totò: ma mi faccia il piacere! Gian
Paolo Dal Dosso VERONA.
( da "Provincia di Cremona, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Sabato 5
aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Casalmaggiore. Ieri Tre candidati per i
Socialisti 'Expo, occasione anche nostra' CASALMAGGIORE ? "All'Expo 2015
di Milano il Casalasco dovrà essere protagonista, così come il Cremonese, per
lo sviluppo dell'agricoltura e delle biotecnologie". Così il cremonese
Gianmario Beluffi, candidato alla Camera del Partito Socialista. Ieri Beluffi
si è presentato alla stampa insieme ad altri due candiati della Circoscrizione
Lombardia 3: Giorgio Rebuschi e Emanuela Zanoni. Un incontro aperto dal
casalese Giancarlo Romanetti presso il circolo culturale 'Turati'. "Alle
prossime amministrative saremo presenti anche noi socialisti che, tra l'altro,
stiamo ottenendo il consenso di molti ex esponenti di Forza Italia", ha
aggiunto Beluffi. Rebuschi e Zanoni, invece, hanno
illustrato alcuni punti del programma elettorale del partito: "Meno burocrazia, più sicurezza assumendo
nuovo personale per le forze dell'ordine e riconoscimento delle coppie di fatto
sia omo che eterosessuali". (a.c.).
( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Artigiani,
industriali, commercianti, agricoltori e costruttori edili scendono in campo:
"Vogliamo federalismo fiscale e sgravi sull'energia" Imprese, dieci
comandamenti al Governo Richiesta trasversale ai candidati: mettete al primo
posto le nostre "piccole" "Difendere la Biagi e pagare meglio
chi lavora e merita di più, detassando gli straordinari" Attenzione alle
imprese piccole, di tutti i settori. Federalismo fiscale. Politica energetica
che abbatta i costi. Gli imprenditori dettano i dieci comandamenti ai
candidati. Quando alle elezioni politiche manca poco più di una settimana, le
cinque principali organizzazioni imprenditoriali della provincia di Treviso
scendono in campo. Unindustria, Ance, Confartigianato, Unascom Confcommercio e
Coldiretti: sono questi i cinque "big" che hanno messo nero su bianco
ciò che vogliono dal nuovo Governo. Il documento, ribattezzato "Un impegno
per lo sviluppo", contiene le proposte per dieci aree chiave per le
imprese, e viene inviato ai candidati alle elezioni politiche del 13 e 14
aprile che si presentano nel territorio provinciale. Dall'attenzione ai
"piccoli" fino al federalismo fiscale, ecco i punti principali.
CRESCITA.. Va favorita la crescita della produttività per consentire un aumento
retributivo ai lavoratori e migliorare ulteriormente l'occupazione nel Paese.
L'azione di sviluppo dovrà realizzarsi anche attraverso una forte riduzione del
carico fiscale sulle imprese e sui cittadini. PICCOLE IMPRESE. Va riconosciuto
il ruolo chiave che, in ogni settore, viene svolto dalle piccole e medie
imprese per la crescita economica e lo sviluppo dell'occupazione. E' un made in
Italy che riguarda tutti i settori, e che deve essere valorizzato sia nel
mercato interno che in quelli internazionali. FEDERALISMO. Una riforma dello
Stato passa attraverso strumenti di autonomia normativa e un federalismo
fiscale che consentano di avvicinare il livello decisionale al territorio,
secondo un principio di sussidiarietà e responsabilità nella raccolta di
risorse e nel loro impiego in servizi per i cittadini. SEMPLIFICAZIONE. Una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa risultando
particolarmente pesante per quelle più piccole perché sottrae loro la risorsa
più importante: il tempo dell'imprenditore. LAVORO. Va retribuito chi lavora e
merita di più, detassando lo straordinario e gli aumenti legati agli incrementi
di produttività. Va mantenuta la legge Biagi e completata con un moderno
sistema di ammortizzatori sociali. ENERGIA E AMBIENTE. Le imprese italiane
pagano l'energia il 30% in più della media europea: è fondamentale ridurre
questo handicap con un piano nazionale che razionalizzi il mix delle fonti.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SCANDICCI / SIGNA /
LASTRA A SIGNA pag. 15 SONO STATI rinviati alla prossima settimana e a data da
definirsi i funerali di Alessio Beconi (nella foto), scomparso mercoledì sera,
a 55 anni, dopo anni di lotta contro la Sla. Contrariamente a quanto annunciato,
le esequie non si terranno dunque oggi, né ieri è stato possibile esporre la
salma nella chiesa di San Lorenzo. Sono infatti in corso ulteriori accertamenti
sulle cause che hanno provocato la morte di Alessio, per escludere che nella
tragedia non abbia influito qualche errore medico o problemi nei macchinari.
Intanto, in segno di lutto, la Pubblica assistenza di Signa, della quale
Alessio era stato nominato presidente onorario, ha sospeso tutte le attività
ludiche, sportive e ricreative e si limiterà, per i prossimi giorni, a svolgere
solo il soccorso e i servizi sociali. Alessio Beconi, storico volontario della
Pubblica signese e molto conosciuto in tutto il paese, si era ammalato di Sla
quattro anni fa. Da allora aveva iniziato la sua lotta
contro questa malattia degenerativa tanto rara quanto terribile, denunciando,
anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte. Fino alla fine e
nonostante tutte le difficoltà, era riusciti però a non perdere mai il sorriso,
né la voglia vi vivere.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CESENA PRIMO PIANO
pag. 2 DICIAMO di stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è. DICIAMO di
stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è. Cesenati ottimisti, ma
un'occhiatina al proprio fisico non farebbe male. Specie perché le malattie
cardiache sono ancora un problema. E' uno dei dati che emergono dal 'Profilo di
comunità', presentato ieri dall'Ausl. Dati sulla nostra salute ma non solo: una
fotografia della nostra vita tra problemi e aspetti consolanti. Siamo sempre
più anziani, più multietnici e più istruiti. DICA TRENTATRÉ. Il 70% della
popolazione compresa tra i 18 e i 69 anni dice di essere in buona salute. Una
percezione giusta o sbagliata? Di sicuro cala tra le persone con livelli più
bassi di istruzione. E a guardare bene, c'è comunque di che preoccuparsi: il
55% dei cesenati fa poca attività fisica, il 45% è in sovrappeso o obeso. I
fumatori sono il 29%, e un altro 20% dice di alzare troppo il gomito. MALATTIE.
Occhio al cuore: le malattie cardiache causano il 40% dei decessi. Il 21% degli
adulti soffre di pressione alta, il 32% maledice il colesterolo fuori
controllo. I morti sono circa uno ogni cento abitanti. Se la prima delle cause
è appunto il cuore, la seconda sono i tumori, nel 33% dei casi. Per fortuna un
numero in calo. Terza causa di morte sono le malattie del sistema respiratorio,
al 9%. E si stima che abbassando il livello di polveri sottili inquinanti, il
Pm10, si salverebbero 13 persone ogni anno. Tra le curiosità: da cinque anni è
scomparsa la salmonella. STRADA SBARRATA. Tra i casi di mortalità evitabile, la
prima causa sono gli incidenti stradali, almeno tra i 15 e i 35 anni.
Un'analisi la merita l'effetto della legge sul casco obbligatorio, a otto anni
dalla sua entrata in vigore: i morti per trauma cranico sono calati del 60%.
FOTO DI FAMIGLIA. Aumentano ma si restringono. Più nuclei familiari, ma sono in
crescita quelli senza figli o anche con un solo componente, la figura del
'single' o dell'anziano solo. Aumentano separazioni e divorzi, sempre più
bambini crescono con un solo genitore. E a proposito di bimbi, hanno anche papà
e mamma sempre più in là con gli anni: matrimoni e nascite sono ora rimandate
nel tempo. La salute, per fortuna, è buona: la mortalità infantile è dello
0,32%, circa tre parti su mille. Quelli già cresciutelli scelgono il liceo,
sempre più spesso. E sui banchi trovano più facilmente un compagno di classe
straniero. Dai dati risulta che tra gli immigrati, il 24% è minorenne, e dunque
in età scolare. NUOVI CITTADINI. Gli stranieri sono il 6,4% della popolazione
nel Cesenate, un fenomeno accenuato in particolare nel Rubicone (a quota 7,6%).
Perché arrivano da noi? Risposta facile: lavoro. Gli extracomunitari cercano
lavoro. Ed è quella la loro principale preoccupazione, insieme alla casa e al
rinnovo del permesso di soggiorno. E più degli italiani
soffrono la burocrazia.
TERZA ETÀ. Trend in crescita anche per i nonni. Gli ultra 65enni sono in
aumento, fino ad essere il 21% della popolazione, il 23% a Cesena e lungo la
valle del Savio, il 18% nel Rubicone. Tanti e arzilli? A volte con l'età
bisogna sapersi accontentare: il 34% definisce buono il suo stato di salute.
A preoccuparli sembra essere altro: solitudine, depressione, pochi soldi nel
borsellino. HANDICAP. Il numero di disabili è sotto alla media regionale: 2%
contro 4%. Nel 2004, i portatori di handicap cesenati erano oltre 3300. Di
questo numero, solo il 17% è.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
LUGO pag. 20
"Puntiamo su strade e informatica" La 'ricetta' delle associazioni
per lo sviluppo della Bassa MIGLIORARE strade e ferrovie, favorire
l'innovazione e valorizzare la tradizione, sviluppare i servizi socio-sanitari,
puntare sul risparmio energetico, sullo snellimento della burocrazia e sulla promozione del
territorio: questi gli ingredienti su cui si basa la 'ricetta' elaborata dalle
associazioni dell'imprenditoria locale per lo sviluppo della Bassa Romagna. La
'ricetta', contenuta in un documento di 16 pagine, è stata consegnata dai
rappresentanti delle associazioni al sindaco Raffaele Cortesi,
presidente dell'Unione dei Comuni. Il documento rappresenta il contributo delle
imprese in vista del 'Patto per la sostenibilità dello sviluppo della Bassa
Romagna', che dovrebbe essere stipulato entro l'inizio dell'estate tra le
istituzioni locali e i rappresentanti del mondo economico e sindacale. E' un
documento unitario, stilato dalle associazioni Api, Ascom, Confesercenti, Cia,
Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confindustria,
Coltivatori Diretti, Lega delle Cooperative, Agci, che insieme rappresentano
10.060 imprese che operano nella Bassa Romagna. "ABBIAMO convenuto ? hanno
dichiarato i rappresentanti delle associazioni ? sulla necessità di
sottoscrivere linee strategiche per la crescita economica, volta ad assicurare
una nuova fase di sviluppo per il territorio, da attuarsi nei prossimi 3-4
anni". E' stato inoltre sottolineato che "si tratta del secondo
documento che come associazioni imprenditoriali presentiamo unitariamente, dopo
quello riguardante il Psc". NEL documento presentato ieri si individuano
alcune priorità, a partire dall'esigenza di "una moderna ed efficiente
rete infrastrutturale viaria e ferroviaria", basata su E55, San Vitale,
Adriatica, Selice, Naviglio, e sulle linee Ra-Bo, Ra-Fe, Granarolo-Lavezzola.
Necessario anche lo sviluppo del Centro Merci, da integrare con il Porto di
Ravenna, l'interporto di Bologna e le strutture logistiche della Regione. Si
punta anche su una rete telematica efficiente, con la necessità di dotare del
collegamento Adsl le zone che ancora ne sono sprovviste e di introdurre altre
tecnologie come la fibra ottica e il wire-less, al fine di "far diventare
veramente digitale la Bassa Romagna". PER quanto riguarda il panorama
economico, si punta a rendere sempre più competitive le imprese, anche di
fronte al 'mercato globale', con processi di innovazione e incremento della
conoscenza, "anche per assicurare opportunità di impiego ai più
giovani". In ambito commerciale e agricolo, si rileva la necessità di
salvaguardare tipicità ed eccellenze del territorio, il quale, nel suo
complesso, necessita di una 'promozione coordinata', attraverso un 'marchio
d'area' e la valorizzazione del portale territoriale www.labassaromagna.it . Le
associazioni imprenditoriali ritengono poi che la Bassa Romagna vada promossa
anche grazie all'efficiente rete di servizi-sociali e sanitari pubblici e privati,
e valorizzando le eccellenze sociali, economiche, imprenditoriali, culturali,
paesaggistiche. Fondamentale il tema dell'energia, dal risparmio energetico
all'utilizzo di fonti rinnovabili, e prioritari anche l'accesso al credito, con
l'impegno delle banche locali, e lo snellimento delle procedure burocratiche.
Lorenza.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
Silvana Mura (Idv) torna in piazza Verdi "Che CAMPER ELETTORALE IERI è
tornata in piazza Verdi, che da assessore al Commercio aveva provato a mettere
a stecchetto. Sua la famosa 'ordinanza sulla birra' che ha fatto il giro
d'Italia, niente alcol da portare fuori dai locali dopo le 21. E' stato ormai
tre anni fa. Silvana Mura, candidata dipietrista al Parlamento, numero due
dell'Idv, ha fermato il camper tappezzato con le sue foto davanti al Comunale,
accompagnata dal coordinatore regionale del partito, Paolo Nanni. Ospite
d'onore Jean-Leonard Touadi, congolese, giornalista e professore universitario
? ha insegnato anche a Bologna ?, ma prima di tutto assessore alla sicurezza e
ai giovani del Veltroni sindaco di Roma (nella foto con lei). SI DIMOSTRA
preparatissimo su piazza Verdi. "Non si può accettare che in un ordinato
vivere civile crescano 'non luoghi', secondo una celebre definizione, dove la
legalità è un'eccezione e l'illegalità la regola ? è la sua pratica
amministrativa ?. Abbiamo imparato anche dall'esperienza europea quanto sia
importante la riqualificazione territoriale per una sicurezza urbana
partecipata. Una fontana rotta o un'illuminazione scarsa fanno sì che una parte
della città diventi potenzialmente a rischio. Poi serve l'educazione alla
legalità. Siamo un Paese che ha insistito molto sui diritti. Forse è arrivato
il momento di cominciare a mettere in atto la cultura dei doveri. Ma questo va
realizzato con una capacità di mediazione perché viviamo in una società
estremamente complessa". Touadi guarda fuori dal finestrino del camper,
fermo su una piazza Verdi più in ordine del solito. "Qui si concentrano
commercianti, università, residenti ? elenca ?. La politica si deve mettere in
mezzo, deve arrivare a una sintesi". Con un'attenzione particolare ai
giovani. Ad esempio ai fuorisede strangolati dagli affitti in nero. "Non
puoi scendere in piazza contro gli schiamazzi se nel tuo appartamento tieni
stipate dieci persone", è critico. "TOUADI ha fatto un lavoro
straordinario a Roma", lo loda l'ex assessore Mura. Il tono cambia
completamente quando cita Maria Cristina Santandrea che l'ha sostituita al
Commercio. La parlamentare dipietrista non digerisce le critiche espresse al
suo lavoro. "E' stata ingenerosa ? rintuzza ?. Sembra quasi che faccia
parte di un'altra giunta. Con le sue dichiarazioni sulla gestione del bando
Mambo, di fatto contesta anche le scelte dei suoi colleghi. Perché tutte le
decisioni sono state prese in giunta, sono state votate all'unanimità". MA
HA RIMPIANTI della sua esperienza bolognese? "Pochi se penso
all'amministrazione ? è la stoccata dell'ex assessore di Cofferati ?. La
maggioranza, all'epoca, avrebbe dovuto capire il senso della mia politica del
fare e della partecipazione, dimostrata anche in un anno e mezzo di Parlamento.
Però mi spiace per il piano di valorizzazione di piazza Verdi, rimasto nel
cassetto". La sicurezza continua ad essere un argomento importante nella
sua campagna elettorale. S'infervora: "Anche per affermare i valori della
legalità e della giustizia in un Parlamento dove ancora oggi siedono
ventiquattro condannati con sentenza definitiva". PER il futuro, si
propone di "continuare la battaglia aperta in questi anni alla cosiddetta
casta, contro gli sprechi della politica e della burocrazia". Nell'agenda politica
anche l'impegno contro la violenza alle donne e per i giovani. Perché "è
arrivato il momento di dar loro la risposta che chiedono. Ne incontro tanti in
questa campagna elettorale che non hanno più intenzione di delegare agli altri
il loro futuro. Per questo sono convinta che stavolta si presenteranno
più ragazzi, al voto". Rita.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA CARRARA pag.
10 "SIAMO SOCIALISTI e lo saremo sempre". Non ha dubbi Lorenzo Marchini
(nella foto), candidato alla Camera dei Deputati. Una di quelle candidature
"per la bandiera", ma di cui lui va orgoglioso. Marchini è iscritto
al partito da quasi 40 anni, è laureato, sposato, due figli, più noto per una
vita dietro le quinte che per celebri apparizioni. Braccio destro del sindaco,
giornalista radiotelevisivo e responsabile delle comunicazioni di Carrarafiere,
Marchini fa parte della scena politica da sempre. Candidato alla Camera: perché
solo oggi? "Dopo parecchi anni il Partito Socialista si presenta da solo.
È giusto che chi, come me, ha militato da sempre si impegni nel trovare
consensi per raggiungere il 4 per cento e avere una rappresentanza socialista
in Parlamento. C'è chi pensa di farci scomparire. C'è l'orgoglio politico di
tanti militanti e simpatizzanti che lavorano con grande impegno e anche tanti
giovani, pensando a quanto sia necessario, oggi, e domani, un Partito
Socialista". "UNA GARANZIA ? prosegue Marchini ? per uno Stato laico
perché libero da condizionamenti, che pensa alle libertà individuali, chiede
una scuola pubblica migliore, lavoro per i giovani, sostegno per gli anziani e
le fasce più deboli. Sono i problemi veri della nostra società. In campagna
elettorale si parla molto di Alitalia, mai di conflitto di
interessi, di riforme della burocrazia, di tutela dei consumatori, di ambiente, di investimenti per la
ricerca. Sembrano problemi di un'altra galassia. Chi vive il problema della
terza settimana non è interessato agli "hub", semmai all'inflazione.
I socialisti sono interessati soprattutto a questi problemi". E
localmente? "In Provincia siamo in coalizione. Non abbiamo ragionato con
la pancia, ma con il cervello. Siamo seri e responsabili, abbiamo una cultura
politica e di governo e rispettiamo le alleanze. Per la prima volta Provincia e
Comuni hanno un programma politico amministrativo unico: porto turistico,
economia del mare, sostegno alla nautica, tutela del Cantiere Navale, decollo
del turismo, zona industriale, ambiente, centri storici".
( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cultura Un saggio sui
centri storici a rischio è un patrimonio prezioso. Ma è invaso da uffici e da
turisti. E perde sempre più abitanti L'autore del libro, Paolo Berdini: "è
in gran parte il mercato a regolare questo abbandono" Il caso di Urbino
che in sessant'anni ha perso quasi il 90 per cento dei suoi residenti FRANCESCO
ERBANI I centri storici delle città si svuotano, perdono residenti. Svaniscono
attività che hanno sempre ospitato - gli artigiani, i negozi di alimentari, le
farmacie, gli asili nido. E sbarcano uffici, banche e soprattutto turisti, il
cui sciamare domina il paesaggio urbano di Firenze e di Siena, di Venezia e di
Roma, di Pienza e di San Gimignano. Dilagano alberghi e bed & breakfast,
pizzerie a taglio, tavolini all'aperto e gelaterie, che alterano luci e colori,
ma avviano anche un degrado fisico che potrebbe sfigurare la stessa risorsa
sulla quale il turismo prospera, essendo i centri storici il fulcro di quel
museo all'aperto che l'Italia può vantare. Il fenomeno è di lunga durata e si
intreccia con il modo in cui sono cresciute le città. La città in vendita di
Paolo Berdini (Donzelli, pagg. 187, euro 25), urbanista, professore a Roma Tor
Vergata, racconta le vicende di questo abbandono, riferendosi in particolare
alla capitale, la cui emorragia di residenti Berdini segue dal
( da "Nazione, La (Empoli)" del 05-04-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ravenna))
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 5 Rivella: "Meno burocrazia Pensiamo alla L'INTERVISTA ? VERONA ? UNO DEI padri del Brunello
e di Montalcino, creatore di Castello Banfi, è disgustato: "Finirà
all'italiana: nulla di fatto, se non il danno mediatico". Ezio Rivella
(foto Di Pietro) è la storia del vino di qualità italiano. "Si
ricorda Ciravegna, quello del metanolo? Alla fine fu assolto e riaprì cantina
con altro nome. Una vergogna". Già, ma com'è possibile? "I malavitosi
esistono. E nessuno venga a dire che mancano i controlli: ci sono, spesso
asfissianti, ma vanno orientati alle cose importanti, non ai cavilli".
L'inchiesta sul Brunello è un cavillo? "È un esempio del tritacarne
burocratico-giudiziario. Lo sa che se si facessero i controlli di rispondenza
al disciplinare nei grandi territori del vino italiano, succederebbero ovunque
sconquassi incredibili". Perché? "La mania di disciplinari minuziosi,
prescrittivi e burocratici è roba da matti". Ma di chi è la colpa?
"Ovviamente nostra: ognuno vuole far controllare il vicino, ma poi in casa
sua magari chiude un occhio". Quindi niente regole? "Quelle ci
vogliono, ma serie, ragionevoli. I francesi puntano a qualità e origine, e
basta. Noi invece ci complichiamo la vita". Concludendo, che fare?
"Bisogna rimettere mano a questa legge sulle Doc rendendo tutto più elastico,
più flessibile. Proprio per tutelare davvero la grande qualità dei nostri
vini". Ma non ne soffriranno tipicità e vitigni autoctoni? "Per
questo serve solo un minimo di regole intransigenti sulla qualità".
Lorenzo.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mucca pazza, peste
suina, mozzarelle alla diossina. Adesso è la volta del vino adulterato: ogni
tre per due il settore agroalimentare italiano è nel mirino della sanità e la
mente non può non correre al famigerato vino al metanolo, alle arance al
mercurio o ai vitelli gonfiati di qualche anno fa. Cose che sembrano accadere
solo in Italia. "La possibilità che vengano attuate pratiche fraudolente
fa parte della natura umana e non penso proprio che ci siano di mezzo i confini
geografici ? afferma Ernesto Felli, ordinario di Economia politica e politica
economica nella facoltà di Giurisprudenza all'università Roma Tre ?. Detto
questo, sembra che da noi ci sia una tradizione: il vino al metanolo, per
esempio, è una vecchia storiaccia. Allora vennero coinvolte aziende del Nord,
questa volta ci sono anche del Sud. Tuttavia, per quanto riguarda proprio il
vino, mi sembra che si tratti di aspetti abbastanza marginali. Per la
mozzarella il problema, invece, è un po' diverso". Vale a dire? "Ci
troviamo di fronte a evidenti diseconomie ambientali. Il problema è la
politica: se fosse seria dovrebbe far osservare la legge e l'ordine soprattutto
in alcune aree del Paese dove, invece, non vengono assolutamente rispettati.
Aree dove proprio per questo fatto sono le stesse libertà fondamentali a non
essere rispettate". Quali conseguenze sul fronte economico? "Il
cosiddetto "diritto di intrapresa" non è in vigore, per non parlare
del libero mercato. Si tratta di zone dove il diritto di
intraprendere è ostacolato non solo da tutto quello che è la burocrazia, siamo addirittura di fronte
a un problema di legalità violata. E garantire la legalità è una delle priorità
della politica". In questa situazione è tutto il Paese a rimetterci e
l'importante settore agroalimentare esce a pezzi? "Questa è la cosa più
grave, più brutta. Comunque questi fatti, che sono assolutamente
marginali, diventano importanti in presenza di un quadro generale istituzionale
che non è stabile e che, di conseguenza, si presta a scorrerie e pratiche
opportunistiche. Ma quello che rimane preoccupante è il quadro istituzionale
generale. Il problema che sta alla base è, prima di tutto, di concorrenza
sleale". A parte il caso mucca pazza in Europa sembra che sulla lista nera
ci sia solo l'Italia. "I fenomeni fraudolenti in campo economico non sono
una peculiarità di questo o di quel Paese, in poche parole: non hanno confine,
ma possono assumere aspetti folkloristici. A dimostrazione che il problema non
è solo italiano, c'è una branca della nuova economia che sta cercando di
studiare questi fenomeni". Quale rimedio quindi? "Più i mercati saranno
trasparenti e meno saranno vulnerabili a questi comportamenti. Una condizione
che è maggiormente garantita se l'informazione circola nel miglior modo
possibile. Così sono gli stessi produttori che tendono a isolare questo
malcostume, scoraggiandolo anche culturalmente e socialmente. Il problema base
è applicare la legge e compiere controlli. In questa fase non c'è da invocare
l'Europa perché dobbiamo fare tutto noi". Avere l'Authority alimentare è
una garanzia? "Scopo delle Autorithy è soprattutto vigilare per evitare
situazioni in cui la libera concorrenza è ostacolata da chi tende a sfruttare
posizioni dominanti: una cosa che vale per qualsiasi mercato sia alimentare che
di altro settore. E sul fronte della libera concorrenza il settore alimentare
non è diverso da quello manifatturiero. Ma quando si parla di questioni
igieniche e relative alla salute siamo in un altro campo e l'Authority non è
una sorta di demiurgo". Mino Carrara.
( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pontedera Pannelli
solari, ostacoli dalla burocrazia L'accusa ai Comuni: "Regolamenti vecchi e iter lenti, così si
vanifica il risparmio" Certe amministrazioni chiedono ancora la
concessione edilizia per poter dare l'okay ai lavori di installazione
"Mentre lo Stato e le Regioni incentivano l'installazione di pannelli
solari, ci sono comuni che mettono il bastone tra le ruote, complice la burocrazia. Abbiamo registrato casi del genere anche a
Lorenzana, Casciana Terme, San Miniato, Cascina e Castellina". Il
responsabile nazionale dell'Assolterm (associazione che racchiude i produttori
di pannelli solari), Giorgio Tarallo, punta il dito contro quelle
amministrazioni comunali che non fanno niente per facilitare i cittadini che
scelgono l'energia pulita: "Ci sono ancora comuni dove è necessaria la
concessione edilizia per installare un pannello solare". "C'è un
paradosso esagerato: da una parte si spinge per promuovere questi impianti e
dall'altra si va a sbattere contro regolamenti comunali vecchissimi, che
complicano il nostro lavoro, molto spesso per una semplice questione estetica:
sui tetti di tutta Italia ci sono parabole, antenne varie e di tutto un po'. Ma
verso i pannelli solari c'è un pregiudizio". Secondo Tarallo il problema
non è circoscritto ai palazzi che hanno rilevanza storica e architettonica:
"Molte volte, complice l'eccessiva burocrazia,
c'è un aggravio dei costi per il privato. I cittadini sono sensibili alle
problematiche ambientali: gli enti non dovrebbero creare problemi, ma darci una
mano. Per esempio, a Cascina, che ha un territorio molto vasto, capita che le
difficoltà cambino a seconda della zona di installazione. Questo si scontra con
quanto avviene a Collesalvetti, dove il Comune aggiunge un proprio contributo a
quello regionale". Le amministrazioni comunali dal canto loro non si
nascondono, consapevoli che effettivamente in alcune situazioni, questo genere
di problema di è verificato. Il sindaco di Casciana Terme, Francesco Biasci,
spiega: "Ci sono arrivate una manciata di richieste, che sono state
accolte, ad eccezione di un paio, per le quali abbiamo chiesto delle
integrazioni, in attesa di ulteriori verifiche, visto che si tratta di edifici
in pieno centro storico". Il primo cittadino di Lorenzana, Giuseppe Pepi,
annuncia delle novità a breve: "Effettivamente attualmente è in vigore un
regolamento edilizio che risale agli anni Settanta e da allora sono cambiate un
po' di cose... Proprio in questi mesi stiamo lavorando al nuovo regolamento,
che sarà approvato entro la fine dell'anno. Al suo interno verrà affrontata
anche la questione dei pannelli solari". A tranquillizzare Tarallo ci
pensa l'assessore provinciale Valter Picchi: "Ormai è soltanto questione
di mesi. Una volta approvato il Piano energetico regionale, i comuni non
potranno fare altro che adeguarsi: al massimo sarà necessaria una Dia (denuncia
di inizio attività), per l'installazione dei pannelli solari e in generale
l'operazione sarà facilitata". Nel frattempo l'Assolterm, che fa parte
della commissione nazionale dell'energia, è disponibile a lavorare sulla
promozione: "Non sarebbe male organizzare in provincia un convegno, naturalmente
a spese nostre, per confrontarci sul tema coi rappresentanti degli enti
locali". Francesco Turchi.
( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Un
parcheggio per Edy e Andrea La promessa della Circoscrizione TORRE DEL LAGO.
"Immediata disponibilità a risolvere il problema di cui, comunque, non
eravamo al corrente". Con queste parole il presidente della circoscrizione
di Torre del Lago, Athos Pastechi, interviene sul caso di Andrea Orlandi, il
cittadino residente nella frazione affetto da Sla (sclerosi laterale
amiotrofica) che da un anno e mezzo attende un parcheggio disabili di fronte a
casa. Ieri Pastechi ha incontrato Andrea e la sua compagna, Edy Tofanelli, per
trovare una soluzione ai ritardi - probabilmente dovuti
alla burocrazia - per il
rilascio dell'autorizzazione al parcheggio riservato. "La circoscrizione -
spiega Pastechi - non era al corrente della richiesta di Orlandi perché
presentata al comando della polizia municipale ed in genere non riusciamo a
sapere di queste richieste fino a quando non ci viene comunicato il numero del
parcheggio riservato da realizzare". In ogni caso il presidente di
circoscrizione si è preso l'impegno di risolvere in tempi rapidi il problema
"almeno realizzando un parcheggio disabili generico - conclude - per
cercare di venire incontro a queste esigenze di cui come circoscrizione ci
siamo sempre fatti carico". V.L.
( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Era affidato all'amministrazione
penitenziaria di Porto Azzurro. Non ha mai navigato Il battello dei carcerati
ora è un rottame PORTOFERRAIO. é in carica alla amministrazione carceraria di
Porto Azzurro. Doveva essere destinato per quell'azione ambientale per cui era
stato costruito e anche acqistato per centinaia di migliaia di euro, cioè un
servizio lungo tutto il perimetro costiero del comune di Capoliveri. Una
iniziativa che dovrebbe coinvolgere l'amministrazione carceraria di Porto
Azzurro, il Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano e il ministero
dell'Ambiente, che dovrebbe permettere al Comune di Capoliveri (hanno
dimostrato interesse anche i Comuni di Portoferraio, Porto Azzurro e Rio
nell'Elba), di utilizzarlo per ripulire la superficie del mare. é il battello spazzamare
che il ministero dell'Ambiente aveva appunto donato al Parco nazionale,
nell'ambito di una decina destinati alle aree marine, fra queste anche quelle
dell'Arcipelago. Da 4 anni è parcheggiato in un cantiere e non certo
gratuitamente. Non ha mai operato nelle acque elbane. Non ha mai percorso un
miglio lungo le coste, le spiagge e le calette dell'isola. L'unico
tratto percorso quello per approdare prima al porto di Portoferraio e poi per
finire in cantiere vicino a dove era approdato. Peccato, visto che doveva
essere destinato alla rieducazione dei detenuti e invece, per colpa della burocrazia, è ormai una carcassa
arrugginita.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-05 - pag: 6 autore: Il nido delle aquile
da terraferma I comandanti Az volano il 14% in meno degli altri: i tedeschi
lavorano 100 ore annue in più di Gianni Dragoni "P enso che i piloti
dell'Alitalia non vivano in un mondo reale. Chiederò anch'io di essere assunto
da questa compagnia. Potrebbe essere la mia grande occasione". In volo da
Roma a Chicago, Mike Varney, giovane pilota britannico, si stupiva
nell'apprendere che i piloti dell'Alitalia volavano solo 40 ore al mese. La
metà degli standard cui era abituato. Era il primo febbraio 1995. Varney, 34
anni, era in affitto all'Alitalia,con gli equipaggicanguro della Ansett, la
compagnia australiana cui si era rivolto l'amministratore delegato, Roberto
Schisano, per abbattere i costi dei voli intercontinentali. Detto il Texano per
i modi diretti, Schisano si scontrò con i piloti, la categoria più potente
all'Alitalia (senza di loro non si vola), per farli volare di più e ridurre i
costi, fuori mercato. Schisano noleggiò due Boeing 767-300 Er, nuovi di zecca
arrivati da Seattle, ma registrati in Australia, completi di piloti e hostess,
con un contratto di wet lease ("affitto bagnato" la traduzione
letterale, ma priva di significato). "L'anno scorso ho volato 850
ore", puntualizzò il comandante dell'aereo, Andy Tate di Glasgow.
L'equipaggio proveniva dalla compagnia charter britannica Air 2000, noleggiato
da Ansett per appaltarlo ad Alitalia. Invece a Roma Schisano non riusciva a
convincere l'Anpac a far volare i pronipoti di Aquila selvaggia tre-quattro ore
in più al mese, rispetto alle 40 della loro routine, con stipendio medio di 160
milioni lordi di vecchie lire l'anno. Negli anni successivi la produttività è
aumentata. Ma i piloti Alitalia (l'anno scorso l'organico medio era di 2.140)
volano ancora circa il 14% in meno delle altre grandi compagnie, in media 52
ore al mese contro le circa 60 di Air France, Lufthansa o Iberia. Questo
mostrano gli ultimi dati delle statistiche riservate di Aea, l'associazione
europea dei vettori, che Il Sole 24 Ore ha consultato. In media i piloti
Alitalia nel 2005 hanno volato 580 ore a testa (non sono disponibili presso Aea
i dati 2006), contro le 628 di Air France, 644 di Iberia, 674 di Lufthansa. Nel
2006 i piloti Air France hanno volato 641 ore, Iberia 650, Lufthansa 650. I 903
piloti della piccola Swiss, erede della fallita Swissair, hanno volato 571 ore
nel 2005, un po' meno di Alitalia, ma 640 nel 2006. Torniamo al primo volo
degli equipaggicanguro. La parabola del Texano, nominato nel febbraio 1994
dall'Iri presieduto da Romano Prodi, con Renato Riverso presidente, si
avvicinava alla fase discendente. In conflitto con i piloti, sgradito alle
liturgie Iri, dove il direttore generale era Enrico Micheli, ora
sottosegretario a Palazzo Chigi, Schisano fu revocato il 19 ottobre 1995. Cadde
in una trappola tesa dall'Anpac, presieduta da Giovanni Erba. L'uomo forte però
era il giovane vicepresidente Augusto Angioletti, poco più che trentenne. Il 14
e il 15 giugno 1995 i voli dell'Alitalia furono paralizzati dalle emicranie in
massa dei piloti. In 200 marcarono visita senza che intervenissero né l'Iri, né
il Governo. Il premier era Lamberto Dini, con sottosegretario Lamberto Cardia,
attuale presidente Consob. Per uscire dalla palude Schisano concesse ai piloti
un aumento di 28 milioni di lire annue contro produttività in un accordo
segreto firmato il 31 luglio e chiuso in cassaforte. Immediate le indiscrezioni
sulla stampa. L'Iri "processò" Schisano e lo licenziò il 19 ottobre.
Il Texano, fratello dell'attuale direttore divisione passeggeri e cargo
dell'Alitalia, Giancarlo Schisano, che è stato portato da Giancarlo Cimoli nel
2004, fu allontanato ma i Boeing 767 che ha introdotto come gli aerei giusti
per il lungo raggio, meno costoso degli Md11, sono rimasti nella flotta
Alitalia. La Ansett invece è fallita nel 2001. Per un
paradosso della burocrazia,
mentre il Texano veniva silurato, sulla "Gazzetta Ufficiale " fu pubblicato
il decreto del ministro dei Trasporti, Giovanni Caravale, chiesto da Alitalia –
ma dieci mesi prima – per poter noleggiare gli equipaggi-canguro.
Angioletti, alfiere della battaglia contro il Texano, fu eletto presidente
Anpac nel gennaio
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-05 - pag: 3 autore: Visto dalle imprese/
3. Tacchella "Bene gli ordini ma il trend è incerto" I dati per il
2008 sono ancora positivi. Non ci sarà la crescita del 2007, ma nel settore
delle macchine utensili, che ha un fatturato legato per il 50% alla domanda
interna, non c'è aria di recessione. "C'è però tanta incertezza. Per ora
le aziende hanno un portafoglio ordini pieno, ma c'è il rischio che se perdura
questo clima di sfiducia gli investimenti si fermino ". Alberto Tacchella
è presidente dell'Ucimu, l'associazione di Confindustria che riunisce 210
imprese, l'80% del settore. I produttori di beni strumentali sono i primi a
sentire la crisi e i primi a reagire, in caso di ripresa. Anche se il settore
continua ad andare discretamente, ciò non vuol dire che Tacchella non sia
preoccupato: "Abbiamo problemi di immagine all'estero che ci penalizza,penso
ai rifiuti o all'Alitalia". Ma c'è anche la sensazione diffusa che la
politica, con gli stessi protagonisti da anni, non sia in grado di risolvere i
problemi del Paese. "C'è bisogno di rinnovamento, di una classe politica
che faccia interventi decisi", dice Tacchella. Dal
fisco, alla burocrazia,
alla questione dei salari: "è un problema importante, c'è bisogno di
rilanciare la domanda. In questa situazione di sfiducia, con le tariffe che
crescono, chi guadagna poco più di mille euro al mese non spende, non è in
condizioni di farlo".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-05 - pag: 3 autore: Visto dalle imprese/
2. Lunelli "Fuori dall'Europa l'export corre ancora" Per fortuna che
c'è la Russia, dove l'anno scorso l'export è aumentato del 100%, con un trend
che resta costante. E altri Paesi come il Giappone,l'Europa dell'Est, India e
Cina, anche se questi ultimi assorbono ancora piccole quantità. Se vendesse
solo in Italia, Matteo Lunelli, amministratore delegato della holding di
famiglia e vice presidente dell'azienda di spumante Ferrari, sarebbe più che
preoccupato: dai segnali della grande distribuzione e dei ristoranti, il
mercato è in rallentamento, confermando i segnali negativi che arrivano dal
Fondo monetario. Ma i dati dell'azienda, che fattura come gruppo 70 milioni di
euro, indicano un trend di aumento dell'export del 25% all'anno. Nonostante
l'euro forte, i vini Ferrari stanno aumentando quote di mercato. Il problema
principale? Secondo Lunelli, l'incertezza politica e la sfiducia degli italiani
che certamente non agevola i consumi. "Le elezioni devono assicurare un
Governo solido, che sappia prendere le decisioni che
servono a rilanciare la crescita", dice Lunelli. Per le imprese, è
necessario non solo una riduzione del fisco, ma a parità di aliquote una
normativa fiscale chiara e la stabilità delle norme. Inoltre la semplificazione
della burocrazia, un costo
occulto che pesa sui bilanci. N. P.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-04-05 - pag: 1 autore: ... BUROCRAZIA
COMUNITARIA ... è la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue di Maurizio
Caprino S i è sempre detto che i mercati comuni servono a favorire gli scambi
tra i Paesi aderenti. Ma non raccontatelo ad alcuni importatori paralleli di
veicoli. Loro stanno denunciando che ormai è diventato più facile far
arrivare le auto dalla Svizzera che da qualsiasi Stato Ue. Tanto da essere
disposti a chiedere (a pagamento) a società svizzere di "triangolare"
vetture acquistate come al solito in Germania e Spagna, per non ricadere
nell'applicazione delle procedure d'immatricolazione di veicoli di provenienza
"parallela", nate per contrastare le frodi Iva ( altra specialità
Ue): con il cartellino della Dogana,non s'incappa nella lentezza della
Motorizzazione e si riesce a ottenere la targa in tempi tranquillizzanti per il
cliente (che altrimenti potrebbe anche sospettare un fallimento
dell'importatore). Un paradosso, per una categoria nata e prosperata proprio
grazie all'esistenza del Mercato comune europeo. E un danno già stimato del 30
35% sul giro d'affari per la perdita di clienti non disposti ad aspettare.
Proprio in un periodo in cui si dice che la sovraproduzione permetterebbe
ottimi affari persino su Audi e Bmw. Servizio u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-05 - pag: 25 autore:
FRONTIERE DEL LAVORO ... Il sindacato recuperi l'unità dall'interno D ue
accordi per lavorare assieme, con più unità. Li hanno sottoscritti nei giorni
scorsi i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil. Uno si riferisce alle
elezioni delle Rsu e prevede una clausola di salvaguardia per non tenere fuori
da questi organismi di base nessuna organizzazione. Un altro prevede un
percorso contrattuale che affida l'ultima parola sempre ai lavoratori. Due
esempi di come i sindacati potrebbero ritrovare la strada dell'unità sindacale,
persa da troppi anni. In realtà, c'è chi,come lo storico Giuseppe Berta
nell'intervista che pubblichiamo su job24 nel nostro giornale online, si
interroga sul perché il sindacato non abbia imboccato con forza la strada
dell'unità. Si abbatterebbero i costi, afferma Berta, si darebbe una risposta
alle domande che si pongono i lavoratori, che non vedono più le ragioni di una
divisione. A suo avviso sono le burocrazie, le
incrostazioni organizzative a tenere lontane le confederazioni. Forse c'è anche
qualcosa in più, c'è una diffidenza di fondo, soprattutto per i tempi difficili
che la congiuntura politica, ma anche quella economica stanno promettendo.
Nessuno si fida a lasciare il porto sicuro della propria identità e dell'unità
interna per uscire in mare aperto. Un errore, come provano le difficoltà che i
sindacati incontrano nei rapporti con la politica o con i loro interlocutori
contrattuali ogni volta che l'unità si incrina. Intanto, però, fioriscono le
iniziative di categorie, spinte dai bisogni contrattuali in particolare.
L'ultima, quella dei chimici che hanno innovato due assi portanti della loro
esistenza. La prima si riferisce alle elezioni delle Rsu. L'accordo che era
stato raggiunto in merito era caduto in disuso e le tre sigle lo hanno
rinverdito. Tra l'altro, hanno approvato una clausola di salvaguardia per cui
quando un sindacato nelle elezioni delle Rsu prende almeno il 15% del quorum
dei voti, ma non a sufficienza per ottenere il seggio, è l'organizzazione più
votata a dare a quella meno fortunata un proprio seggio. In questo modo,
afferma Augusto Pascucci, il segretario della Uilcem, anche lui su job24, il
sindacato nel suo insieme è più forte, anche perché maggiore è la circolazione
delle idee e meno forte la spinta dei particolarismi. L'altro accordo si riferisce
all'iter contrattuale e prevede che sia l'assemblea dei delegati ad approvare
la piattaforma, ma l'accordo raggiunto al tavolo di trattative dalla
delegazione venga poi approvato solo dai lavoratori, tutti, iscritti e non
iscritti. Norme chiare che possono servire a evitare incomprensioni e
divisioni. E oltre a ciò? I protagonisti non negano di volere e potere andare
avanti, per ora, affermano, consolidiamo i risultati, più avanti ci potremo
dare nuovi obiettivi. La strada è aperta. www.job24.ilsole24ore.com Bisogna
superare le incrostazioni organizzative tra le confederazioni.
( da "Corriere di Bologna" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-05 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE La sfida del Calearo d'Emilia: "Cerco voti sulla linea del
fronte" Sangalli: "L'aeroporto? Io ho la coscienza a posto"
Tardo pomeriggio di giovedì scorso. Due artigiani hanno appena sentito il
discorso del candidato del Pd al Senato, Giancarlo Sangalli, al quartiere
industriale di Calderara di Reno e scendono in ascensore verso l'uscita.
"Certo che ne ha fatta di strada il nostro segretario " inizia uno
dei due. E l'altro: "Pensa che era il segretario della Cna di Borgo
Panigale. La prima volta che l'ho incontrato, trent'anni fa, era a staccare i
biglietti al concerto di Fabrizio De Andrè". In quell'ascensore c'è un
pezzo del mondo che Sangalli cercherà di portare al voto. "è il mio mondo
- dice il candidato - e questa è la mia gente. A loro parlo di economia e di
imprese, l'unica cosa di cui posso parlare". La missione di Sangalli, che
per la chiamata di Veltroni ha dovuto lasciare la presidenza della Camera di
Commercio di Bologna e il ruolo di segretario nazionale di Cna, è di quelle
durissime. Perché, come spiega lui stesso, "sono sulla linea del fronte,
devo cercare di prendere i voti degli imprenditori come fa in Veneto Massimo
Calearo (ex presidente degli industriali di Vicenza) e in Lombardia Matteo
Colannino ". Abbiamo seguito la giornata elettorale di Sangalli giovedì
scorso. Tiratissima come tutte quelle che avrà fino al 13 aprile: sveglia all'alba
per prendere l'eurostar a Roma, direzione Bologna. Alle undici l'ex numero uno
della Camera di Commercio incontra all'hotel Amadeus a Borgo Panigale i
rappresentanti dei consorzi edili, preoccupati per le troppe tasse e alle prese
con il tema drammatico della sicurezza del lavoro. Sangalli parla davanti ad
una ventina di persone. "Bisogna fargliela pagare - scandisce - a quelli
che ci hanno portato alle elezioni con questa legge elettorale". Chiama il
Pdl "la nostra concorrenza" e si concede passaggi veltroniani
("l'utopia è quella cosa che non raggiungi mai ma che ti insegna a
correre"). Distribuisce la sua brochure elettorale agli artigiani,
promette il suo impegno sui temi cari alle imprese e dopo un'ora e mezzo si
concede un brindisi con spumante Ferrari. Poi pranzo con gli artigiani e nel
pomeriggio via nel cuore della piccole e medie imprese a Bargellino, il
quartiere industriale di Calderara. Sotto un acquazzone violento, tra una
miriade di piccole fabbriche, Sangalli entra nel palazzo del Cariiee, i consorzi
artigiani impiantistici. E anche qui torna a presentare la sua ricetta per
rilanciare l'economia e la produttività. Parla dei costi
della burocrazia, di
formazione ("la scuola dovrebbe essere l'edificio più bello di ogni
quartiere"). E poi lancia l'affondo: "A me piace l'Italia, mi piace
la Moratti, mi piace il Paese che fa squadra. Non mi piace l'atteggiamento
tipico della sinistra multicolore italiana che pensa sempre che sei più
intelligente se dici sempre di no". E ancora: "Credo che sia
venuto il tempo di cominciare ad attaccare certi santuari, a partire dai
monopolisti. Ma anche i sindacati: ci sarà una ragione se abbiamo il più grande
sindacato d'Europa e gli stipendi più bassi?". La giornata del candidato
prosegue in provincia con una tappa a Bazzano e con la cena al ristorante l'800
ad Argelato. C'è solo un'ombra in questi giorni convulsi di campagna elettorale
(oggi incontrerà i giovani imprenditori in piazza Santo Stefano): la vicenda
giudiziaria sugli appalti all'aeroporto di Bologna, di cui è stato presidente
fino all'estate del 2007. "Temevo - confida Sangalli - che questa vicenda
sarebbe stata strumentalizzata politicamente e così è stato. Ma bisogna essere
chiari: non si può confondere quello a cui hanno rubato il portafogli con
quello che lo ha rubato. Spero che l'indagine si chiuda in fretta, ma
l'aeroporto non c'entra nulla con tutto quello che si legge sui giornali. Doro
Group era un'azienda fornitrice del Marconi, noi non sapevano niente". Ha
paura che questa vicenda lo danneggi? "Io non ho paura perché ho la
coscienza a posto". Olivio Romanini.
( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Villa Giulia, niente soldi per luce e fotocopie A quasi due anni dall'appello
a Rutelli la situazione è peggiorata per il Museo Etrusco A due anni dal primo
grido di aiuto la situazione al Museo Etrusco è immutata, se non peggiorata
Mancano i soldi per le necessità più elementari, come la carta per le fotocopie
o per pagare le bollette della luce. Il sito internet è pronto, ma non c'è un
computer per aggiornarlo. Con quest'anno è scattata anche l'emergenza
"custodi". Il museo Etrusco a Villa Giulia è al limite della
sopravvivenza. E con lui gli altri undici musei, da quello di Civita Castellana
a Cerveteri, che costituiscono un patrimonio archeologico unico al mondo.
"Va sempre peggio", ripetono ad una voce i dirigenti archeologi della
sovrintendenza dell'Etruria meridionale, da Duccia Caruso a Rita Cosentino,
direttore archeologico del museo di Cerveteri, a Marinella De Lucia che cura
Civita Castellana a Flavia Trucco: "Non abbiamo i soldi per i materiali di
uso più comune, dalla colla per i restauri, all'acqua distillata. Non ci sono i
fondi per le necessarie riparazioni: se qualcosa si rompe, resta rotta".
La prima denuncia, riportata dal Corriere della Sera, risale al 17 luglio 2006,
quando rivolsero un appello a Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali:
"Riteniamo - scrissero - di farle sapere che la nostra condizione è ormai
insostenibile e perfino la nostra ostinazione nel tenere in piedi le strutture
non basta più". Allora, per dimostrare il livello di "distruzione
irreversibile ", raccontarono l'episodio dei custodi di Tarquinia,
necropoli protetta dall'Unesco, dove i custodi si misero davanti ai contatori
della luce perché l'Enel non staccasse la corrente per le bollette non pagate.
Un appello senza risposta. Un anno fa, il 18 giugno 2007, il nuovo grido di
aiuto: parlarono della situazione di degrado del museo di Villa Giulia, uno dei
più belli della capitale visitato da centomila persone l'anno, nonostante la
mancanza di adeguata segnalazione. Trovarlo è quasi una caccia al tesoro: i
turisti vi arrivano solo con l'aiuto di una guida, le indicazioni sono poche o
nulle. Adesso, per la terza volta chiedono ascolto. Oggi come un anno fa
indicano nella "totale dipendenza dalla direzione regionale per i fondi,
per qualsiasi tipo di spesa", molti dei loro problemi. Mesi e mesi per
avere un rimborso, anche minimo: "La burocrazia ci strangola - dicono -
Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi ammi-nistrativi, per
cui il pochissimo che arriva, giunge con ritardi insopportabili". A Villa
Giulia, apparentemente la situazione è sotto controllo. Ma una buona parte
delle sale del museo sono chiuse, circa un quarto: da due anni il ballatoio è
inaccessibile per i visitatori. Problemi di stabilità lo rendono
inagibile, eppure qui è conservato il "cuore" delle collezioni più
antiche. E ai tanti problemi se ne aggiunge un altro: la carenza di custodi per
gli undici musei. Nell'ultimo periodo, poiché chi va in pensione non è
sostituito, si è passati da
( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-05 num: - pag: 3
categoria: BREVI La burocrazia "Ci strangola. Qualsiasi
spesa deve passare attraverso lunghi percorsi amministrativi".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: SPETTACOLI - data: 2008-04-05 num: - pag: 21
categoria: REDAZIONALE Teatro Prime Naglieri e il pazzo di Gogol MODUGNO (Bari)
- Un "eroe" piccolo piccolo, questo Aksentij Ivanovic Popriscin, impiegatuccio tra i tanti della sterminata burocrazia zarista nella Pietroburgo
della seconda metà dell'Ottocento. Un essere che cova frustrazione su
frustrazione mentre china ossequioso il capo di fronte all'arroganza del
capoufficio, attendendo diligentemente al suo compito che è quello di temperare
matite. Nessuna ribellione gli è concessa se non quella di sentirsi
libero nella mente, ma tale esercizio spesso può portare alla follia, ed ecco
quindi Popriscin infatuarsi della figlia del suo capo, parlare con la di lei
cagnetta e infine, in un sussulto di megalomania, credersi addirittura il re di
Spagna, Ferdinando VIII. Meticoloso com'è, non trascura di riportare il tumulto
che lo pervade nelle pagine di un diario, un po' per un narcisistico desiderio
di lasciare tracce di una storia esemplare, la sua, e un po' per sgravare il
cervello da troppi pensieri. Un personaggio della schiera dei vinti che passerà
dalla tetraggine dell'ufficio alla speculare claustrofobia del manicomio.
Diario di un pazzo èunracconto, ed è uno dei primi capolavori di Nikolai Gogol'
che lo scrisse ancora giovane nel 1835. Un impasto sapientemente calibrato tra
comicità e disperazione, ma anche un saggio spietato sulla mediocrità
dell'essere umano, che costituisce la materia della messa in scena in programma
al teatro Scalo - ancora per oggi alle 21 e domani alle 19 - ad opera di
Schegge di Cotone, per l'interpretazione di Pietro Naglieri e la regia di
Roberto De Robertis. Un allestimento di qualche tempo fa, che Naglieri fa bene
a riportare in scena quando ne ha occasione, anche se ci sembra pagare lo
scotto delle difficoltà di una ripresa dopo periodi di sospensione più o meno
lunghi. Il Diario di un pazzo suo e di De Robertis è "troppo" in
tutto: nei gesti e nei movimenti, nelle luci, che vogliono indicare luoghi e
stati d'animo ma si rivelano in fondo inutili come la scarna scenografia, nei
toni a volte esagitati. Una versione "verista ", che corre il rischio
di disperdere l'attenzione dalla perfezione di un'opera crudelmente metaforica.
Nicola Viesti.
( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-05 num: - pag: 41
categoria: BREVI Interventi e Repliche Livia Turco: la "pillola del giorno
dopo" "Niente obiezione sulla RU486": questo il titolo sul
Corriere di ieri alle mie dichiarazioni sull'obiezione di coscienza dei medici
verso la pillola del giorno dopo. Quel titolo non corrisponde alla realtà.
RU486 è infatti il nome di un farmaco abortivo e pertanto non vi è alcun dubbio
che vi sia diritto all'obiezione di coscienza come previsto dalla legge 194.
Completamente diverso, invece, il discorso sulla "pillola del giorno
dopo" oggetto delle mie dichiarazioni. Siamo infatti davanti a un
contraccettivo d'emergenza, registrato, come tale, in Italia e in tutta Europa.
In questo caso la questione di coscienza posta dai medici (a prescindere dagli
episodi di Pisa) è un dato di cui tener conto ma in un contesto diverso da
quello delle norme della 194. Tant'è che il mio appello rivolto ai medici italiani
è mirato a far sì che prevalga comunque il bene della donna, anche se non se ne
condividono i comportamenti e le richieste. Penso infatti sia un dovere del
medico, anche se obiettore, quello di adoperarsi comunque perché nessuna donna
sia lasciata sola e affinché possa ricevere una risposta di assistenza
appropriata e tempestiva. Evitando che quell'eventuale gravidanza debba un
domani essere interrotta da un aborto. Livia Turco ministro della Salute
Prendiamo atto del chiarimento del ministro. Ce ne scusiamo con l'interessata e
con i lettori. La campagna elettorale del Pd Nell'occhiello di un articolo sul
Pd apparso ieri sul Corriere della Sera, si virgoletta una frase attribuita a
me :"Il buonismo ha rotto le scatole". Non mi permetterei di scrivere
su una questione che può apparire del tutto marginale, se non fossi convinto
che essa può suscitare qualche fraintendimento. Con la stima che ho per Maria
Teresa Meli che ha firmato il pezzo, assicuro però che non ho mai pronunciato
queste parole né direttamente ad alcun giornalista, né in sedi pubbliche e
private. Tali parole non corrispondono infatti al mio pensiero. Se per buonismo
si intende la pacatezza e la serenità della campagna elettorale condotta da
Veltroni e fondata esclusivamente su programmi, considero tale scelta come la
vera carta in più che ci ha permesso di rimontare nei confronti della destra.
L'impostazione di Walter, da me molto discussa con lui, mi pare appassionata,
convincente e generosa. E di essa mi sento corresponsabile al cento per cento.
Goffredo Bettini Coordinatore del Partito democratico Debito pubblico e costo
delle Province Mi riferisco all'intervento del presidente delle Unioni delle
Province ( Corriere, 3 aprile) per dire che non si vuole l'abolizione dei
compiti assegnati alle province, ma l'abolizione di questa Istituzione con i
suoi Consigli, Presidenti, Consiglieri, Assessori ed apparati conseguenti con
la loro elezione che portano ad enormi costi sia di spesa che di burocrazia. Con l'enorme debito pubblico
che abbiamo, che è il più grosso macigno che pesa su ogni italiano,
l'abolizione contribuirà in buona parte ad un consistente risparmio di denaro
pubblico anche perché credo che i loro compiti possano tranquillamente essere
eseguiti dalle Regioni e dai Comuni che già operano sugli stessi argomenti
delle Province e che la maggior parte dei dipendenti possa essere
assorbita dalle predette istituzioni. Benni Moretti, Roma.
( da "Messaggero, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FABIO ROSSI
"Chi pensa di vincere le elezioni dicendo che tutto fa schifo,
sbaglia", così come "chi dipinge Roma come Beirut". Francesco
Rutelli, candidato sindaco del centrosinistra, approfitta dell'incontro con i
costruttori dell'Acer per replicare a Silvio Berlusconi. E lo fa parlando di
urbanistica, piano regolatore, sviluppo della città. A partire dal nuovo Prg:
"Il piano regolatore è approvato, adesso si tratta di attuarlo a spron
battuto", sottolinea Rutelli. Rispondendo alle richieste del presidente
dell'Acer, Giancarlo Cremonesi, Rutelli parla della necessità di "snellire
le modalità di attuazione, e penso alle norme tecniche, e dare tempi più certi.
Sento dire che qualcuno lo vorrebbe cestinare, ma poi si dovrebbe ripartire da
zero e questo non è possibile. Allora, monitoriamolo, rafforziamolo, ma non
rincorriamo le farfalle". Rutelli è consapevole "dei ritardi della
macchina amministrativa, cui metteremo mano rapidamente" e annuncia l'idea
di "mettere in campo energie nuove, persone capaci, competenti, fresche,
perché la macchina deve avere una capacità operativa all'altezza dei cambiamenti
della città". Un processo in cui, ribadisce il ministro, "bisogna
coinvolgere i comitati di quartiere nelle opere a scomputo e di far crescere il
più possibile il modello di partecipazione: in questo senso il contributo di
Acer sarà fondamentale". In particolare sui project financing: secondo
Rutelli "serve un maggior intervento della capacità privata". L'Acer
chiede al candidato del centrosinistra un piano straordinario per alloggi
popolari e mobilità su gomma e ferro, la riorganizzazione della macchina amministrativa,
il coinvolgimento del capitale privato per valorizzare il verde, incentivazione
del "project finacing" anche per gli alloggi dedicati a studenti e
persone disagiate. "Vorremmo un impegno dal Comune e dalla Provincia -
dice il presidente dei costruttori romani, Giancarlo Cremonesi - per mettere la
parola fine al malcostume dei ribassi anomali che non garantiscono la qualità
dei lavori e remunerazioni equilibrate delle imprese". Sul tema dello
sviluppo il candidato presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, avanza una
proposta: "Un ufficio per l'innovazione come centro
nevralgico e cabina di regia per la raccolta di proposte volte allo sviluppo
del mondo economico e scientifico". Scopo di questa operazione, spiega il
candidato a Palazzo Valentini, "è garantire un accesso facile e immediato
alle nuove tecnologie consentendo anche una semplificazione della burocrazia".
( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-04-05 num: - pag: 44 categoria:
REDAZIONALE Riscoperte Conflitti e passioni nei racconti della scrittrice che ha
legato il suo nome a "Piccole donne" Sovversiva ed erotica: il volto
nascosto di Louisa May Alcott di CRISTINA TAGLIETTI C he Louisa May Alcott non
sia solo la scrittrice delle Piccole donne, edificante storia per signorine in
un interno borghese, è ormai un dato acquisito. Il ritrovamento, qualche anno
fa, di un imprevedibile thriller ( Un lungo fatale inseguimento d'amore)
rifiutato dall'editore perché considerato sovversivo, aveva spinto Stephen King
a definire la Alcott una delle massime scrittrici di gialli mai esistita, la
"Agatha Christie del XIX secolo". Negli ultimi anni, poi, la critica
ha anche cercato di restituire ai lettori la ricchezza e l'ambiguità del suo
libro più noto, togliendolo da quella gabbia di romanzo educativo, inneggiante
alla necessità, da parte delle fanciulle, di un atteggiamento di abnegazione e
di spirito di sacrificio in cui per anni era stato rinchiuso. Ora un nuovo
volume intitolato Racconti d'amore e di guerra, appena uscito da Donzelli,
afferma in modo deciso l'immagine di una scrittrice anticonformista,
politicamente impegnata, ironica, libera rispetto alla morale dell'epoca in
fatto di erotismo e amore. Il volume, curato da Sara Antonelli che firma anche
l'esauriente nota introduttiva, raccoglie una serie di "Bozzetti di vita
ospedaliera", nati dall'esperienza della Alcott come infermiera in un
ospedale militare nel 1862 e due racconti, "Il mio contrabbando o dei due
fratelli " e "M. L.", una storia d'amore tra una donna bianca e
un uomo nero. Scritto nel 1860, quindi tre anni prima dello scoppio della
guerra civile, quando la prospettiva di matrimoni tra donne bianche e uomini
neri poteva essere solo il "prodotto della fantasia sfrenata di una
giovane autrice abolizionista", "M. L." venne giudicato inadatto
da "The Atlantic Monthly", e pubblicato a puntate su "The
Commonwealth" soltanto tre anni dopo. L'intero volume di Donzelli è un
esempio formidabile della doppia anima di un'autrice complessa, capace di
affrontare i grandi temi del suo tempo, ma ingabbiata (soprattutto dagli
editori) entro i rigidi confini dell'accettabilità e del conformismo. Così i
bozzetti di vita ospedaliera erano originariamente veri e propri resoconti in
prima persona, lettere scritte a parenti e amici. Quando James Redpath, editore
di Boston, decise di pubblicarli si presentò la necessità di inserire la novità
del punto di vista dell'autrice in un genere già frequentato dalle donne, il
racconto di viaggio, e di affidare la narrazione a un alter ego per
"salvaguardare il buon nome dell'autrice anche dopo il contatto
ravvicinato con i tanti corpi maschili languidamente stesi a letto malati, ma
sicuramente poco vestiti". Lo stile dei "Bozzetti" è molto
lontano dall'epica patriottica e la guerra vi appare come un'avventura
stravagante nel percorso di una giovane donna annoiata che vuole sentirsi viva.
Eppure, con quello stile lieve e poco ortodosso, la Alcott denuncia una realtà
disgregata: la sua infermiera viaggia in treni affollati e promiscui, ha a che
fare con un'organizzazione improvvisata e una burocrazia inetta, arriva in una
capitale infestata dai maiali, con i simboli nazionali gettati nel fango per
poi prendere servizio in un ospedale ribattezzato "Casa del caos" e
caldeggiare, a mezza bocca, la diserzione. I due racconti finali sono venati di
una sensualità e di un erotismo mai espliciti, ma sempre allusi. E se
nel racconto "Il mio contrabbando " (dove, per contrabbando si
intende il nero non più schiavo, ma non ancora uomo libero) la protagonista,
un'altra infermiera, converte l'attrazione per questo ragazzo "robusto e
virile" in un'esperienza edificante e patriottica (il nero si riscatta
arruolandosi e morendo in guerra), in "M. L." la giovane Claudia si
innamora del mulatto Paul Frere, senza sapere nulla del suo passato di ex
schiavo mascherato dietro presunte origini spagnole, ma la scoperta della
verità non compromette la riuscita del matrimonio. "Metti da parte la
pietà, il pregiudizio, l'orgoglio. Giudicami per quello che sono e io mi
sottometterò alla tua condanna" le dice lui nel momento del disvelamento,
quando un'altra donna, anche lei attratta dall'uomo nero, decide di distruggere
ciò che non può avere. Ma, scrive la Alcott, "non c'era bisogno di quella
supplica poiché la pena era stata decisa molto prima che iniziasse quella
preghiera. L'orgoglio, la paura e la vergogna erano stati sbaragliati per far
posto alla vera passione. Adesso la giustizia e la misericordia presero per
mano l'amore e lo ricondussero a casa". Come fa notare Sara Antonelli
questo è probabilmente il primo racconto a ipotizzare il felice matrimonio tra
una donna bianca e un uomo che è stato schiavo, mentre altri racconti di quello
stesso periodo e sullo stesso tema finivano con un suicidio o con
l'allontanamento in terre lontane. Qui c'è un solo allontanamento, quello della
coppia dai pregiudizi e dalle finzioni del mondo borghese, nel nome
dell'"amore per la libertà" della "libertà d'amore". Un
"interno" della ricca borghesia americana visto da Cravens (Corbis).
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 05-04-2008
PROGETTO UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA
BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I
parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I
cittadini daranno il voto alla città. Potranno giudicare, attraverso Internet,
telefono e i mezzi tecnologici più avanzati, la qualità dei servizi che offre
il Comune. Così l'amministrazione avrà un rendiconto chiaro di quel che
ha fatto bene e quel che invece non funziona. Insomma, è in arrivo una nuova
arma per smaltire ulteriormente la burocrazia,
snellire le pratiche e offrire servizi ad hoc per i cittadini- clienti. Questo
progetto di "verifica della qualità dei servizi erogati" si chiama
Iquel: "Innovazione e qualità per gli enti locali". Parma, su spinta
dell'assessore allo Sviluppo e miglioramento dei servizi amministrativi e dei
rapporti con i cittadini, Mario Marini, è diventata capofila del progetto
Iquel: un'iniziativa che coinvolge tredici amministrazioni (sette Province e
sei Comuni) ed è finanziata dal ministero per gli Affari regionali con 1,5
milioni di euro. Ieri in Comune, su questa "sfida " per rinnovare il
rapporto fra amministrazioni e cittadini, il sindaco Pietro Vignali e Paolo
Zocchi del Dipartimento per gli Affari regionali hanno messo la firma: l'intesa
è stata siglata anche dai delegati delle dodici amministrazioni coinvolte.
Quando fra alcuni mesi il progetto diventerà concreto inizieranno le indagini
fra i parmigiani per verificare la qualità dei servizi: attraverso gli
sportelli, il telefono, il Web e una serie di indicatori di qualità i cittadini
diranno la loro sul lavoro svolto dall'amministrazione. In pratica, saranno
costantemente monitorate efficienze ed efficacia di ogni servizio. Il programma
Iquel sarà realizzato in 18 mesi e fa parte a sua volta del progetto
"Elisa", nato per realizzare gli obiettivi indicati dalla Finanziaria
2007. "E' un progetto interessante - spiega Vignali - perché persegue un
obiettivo fondamentale per noi che è quello del miglioramento della qualità dei
servizi rivolti al cittadino. Cittadino oggi visto come cliente e che deve
essere agevolato nelle sue pratiche, così come devono essere agevolate le
imprese. Già con il progetto "Comune amico" Parma sta spingendo sulle
politiche di semplificazione dei servizi, ora con Iquel puntiamo a continuare
questa operazione in rete con altre amministrazioni". Anche il presidente
della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, ribadisce il concetto: "E'
necessario cogliere le reali esigenze dei cittadini e dare dei supporti in
tempi sempre più brevi e in maniera sempre più elevata". L'assessore Mario
Marini insiste invece sulla possibilità "non solo di muoversi nel campo
della tecnologia, ma anche in quello della modernizzazione dei processi.
Miglioreremo le procedure anagrafiche e attraverso il digitale offriremo
maggiori chance di sburocratizzare. E quando un servizio avrà dei problemi, con
Iquel, sarà il cittadino a segnalarceli per primo". La firma Da sinistra,
Paolo Zocchi, Pietro Vignali e Vincenzo Bernazzoli.
( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2008-04-05 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Il documento In un decalogo le priorità della Marca. "Ci
giochiamo il futuro di questo territorio" Le aziende: "Un patto per
lo sviluppo" Le categorie ai candidati al Parlamento: "Più
federalismo, meno fisco" Burocrazia, tasse, ma anche
sicurezza e Legge Biagi: il mondo produttivo si coalizza. "Dobbiamo
rafforzarci" TREVISO - Un impegno per lo sviluppo. Dell'Italia, certo, ma
prim'ancora del Veneto e di Treviso. Lo chiedono ai candidati trevigiani al
Parlamento le cinque sigle più rappresentative dell'imprenditoria locale:
Unindustria e Ance, Confartigianato, Confcommercio e Coldiretti. La
proposta delle categorie si articola in dieci punti, "un insieme di
proposte per rafforzare la competitività e la crescita economica e sociale del
territorio", si legge nella lettera consegnata nella mani dei comitati
elettorali, "perché la politica ha il dovere di compiere scelte capaci di
restituire fiducia alle persone e alle imprese", veri "motori della
crescita", insieme al lavoro. E proprio la crescita della produttività è
al primo posto del decalogo: l'azione di governo dovrà concentrarsi "su
una forte riduzione del carico fiscale, che favorisca i programmi di sviluppo
delle imprese e i consumi delle famiglie, oltre che sulla riduzione della spesa
pubblica che consenta di recuperare risorse necessarie a promuovere gli
investimenti infrastrutturali". Seguono le piccole imprese ("un made
in Italy che va valorizzato ") ed il federalismo, per "avvicinare il
livello decisionale al territorio e alla comunità che vi abita, secondo un
principio di sussidiarietà ed un principio di responsabilità nella raccolta di
risorse economiche e nel loro impiego in servizi e progetti di sviluppo per i
cittadini ". E ancora, la semplificazione della burocrazia
("Eccessiva ed inefficiente, il principale motivo di non attrazione degli
investimenti esteri in Italia") e maggiori risorse alle forze dell'ordine
e alla magistratura, "affinché sia garantita l'azione preventiva e la
certezza punitiva dei reati". Al sesto punto c'è il lavoro, o meglio, la
riduzione del suo "costo", con la detassazione dello straordinario e
gli aumenti legati alla produttività, il mantenimento della legge Biagi
("che va completata con un moderno sistema di ammortizzatori
sociali") e l'abbandono "del binomio burocrazia/sanzioni
in materia di sicurezza". Quindi l'energia e l'ambiente, col sostegno alle
imprese che qualificano le tipicità e valorizzano la promozione turistica, una
"più efficiente gestione del ciclo dei rifiuti" (non si parla però
d'inceneritori) ed una politica energetica "in grado di ridurre la
dipendenza del Paese ". Chiudono le infrastrutture, con l'attenzione per
le aree metropolitane e quella per le infrastrutture di rete (ossia le
connessioni veloci), la formazione, con premi al merito e alla responsabilità,
il superamento dell'emergenza tecnico- scientifica ed il miglioramento della
qualità della formazione professionale, e la ricerca, sulla quale "si
gioca il futuro economico del Paese, in tutti i settori produttivi ". A
detta delle associazioni è necessario "integrare di più e meglio i centri
di ricerca e le Università con il sistema delle imprese, elevare il credito
d'imposta per la ricerca svolta in azienda e innalzare l'investimento nazionale
almeno al 2 per cento". Marco Bonet Appello alla politica Tutte le categorie
imprenditoriali e produttive della provincia hanno predisposto dieci punti che,
a loro giudizio, dovrebbero costituire il cardine dell'attività del futuro
governo.
( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-04-05 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Abbonamenti Actv Agevolazioni agli anziani per tutto il 2008.
Rinviata l'introduzione del limite di reddito Il Comune ci ripensa, over 75
tutti gratis VENEZIA - Dietrofront di Ca' Farsetti sugli abbonamenti Actv agli
ultra 75enni. Anche per il 2008 i residenti più anziani beneficeranno di vaporetti
e bus gratuiti in barba all'ordine del giorno approvato in consiglio comunale
durante la discussione sul bilancio. Nel testo licenziato a larga maggioranza
lo scorso 27 marzo si suggerisce infatti a sindaco e assessori di valutare
l'utilità dell'offerta prima di confermarne la validità. L'esecutivo tuttavia
ha preso una decisione differente e cioè di continuare la sperimentazione per
gli over 75. La notizia è arrivata ieri a termine della seduta di giunta ed è
facile che produrrà malumori tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. Su
suggerimento dell'assessore alla mobilità Enrico Mingardi, si è infatti
deliberato di mantenere l'esenzione ai ticket di Actv per i cittadini più
anziani. In rispetto comunque delle proposte del consiglio comunale, l'assessorato
competente dovrà valutare quanto approvato nell'ordine del giorno presentato
dal Verde Beppe Caccia e da Sebastiano Bonzio del Prc. Nel testo si chiede che
i 300 mila euro stanziati in bilancio a copertura della sperimentazione avviata
nel
( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Sicurezza nelle case I problemi della burocrazia Proprietari in difficoltà
L'agente Tonello (Fimaa): "Gli acquirenti pretendono la documentazione,
impossibile da trovare, specie nel caso di vecchi edifici. E per derogare alla
norma chiedono lo sconto" Il campo di applicazione La novità riguarda
strutture energetiche, porte e cancelli automatici, antenne radiotv,
condizionatori e riscaldamenti, ascensori e idrosanitari. Coinvolte tutte le
costruzioni.
( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Impianti a norma, la legge blocca vendite e affitti Mercato
immobiliare in stallo dopo il decreto sull'obbligatorietà della certificazione
tecnica. Imediatori: èun caos La Confedilizia ferma la stipula dei contratti di
locazione. Le rassicurazioni del ministero dello Sviluppo economico VENEZIA -
Compravendite e affitti bloccati o ritardati, proprietari disperati a caccia di
scartoffie spesso perse chissà dove o di tecnici per certificazioni dell'ultimo
momento, spesso pagate a peso d'oro. Scenario da incubo anche in Veneto quello
scatenatosi dal 27 marzo nel mondo immobiliare a causa dell'obbligo di
consegnare ad acquirenti e inquilini la documentazione tecnico-amministrativa
che garantisce la regolarità degli impianti nell'edificio. Cavillo che ha dato
un'ulteriore spallata a un mercato che, specie nelle cessioni, vive un brutto
momento. Affari a picco, prezzi fermi o in ritirata per l'incertezza economica
e l'aumento dei tassi di interesse che hanno reso cari i mutui. L'inattesa
stangata da un decreto del ministero dello Sviluppo, il n. 37 del 22 gennaio
scorso. Il provvedimento del ministro Pierluigi Bersani riordina la disciplina
sulla sicurezza degli impianti negli edifici. Però un suo articolo, il n.
( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CUNEO. MOVIMENTO
CONSUMATORI E ADICONSUM Propongono di firmare contratti ma c'è l'inganno: 35
segnalazioni Eleganti, modi affabili, parlantina sciolta, "estremamente
convincenti". Almeno due "procacciatori di affari" da alcune
settimane "battono" gli alloggi di Cuneo, proponendo di firmare
contratti per telefono, gas, energia elettrica. Le segnalazioni di persone che
hanno firmato anche più documenti - e si sono poi pentite - sono state 35, tra
marzo e i primi di aprile, al Movimento consumatori e all'Adiconsum di Cuneo.
Per tutti sono state inviate le raccomandate con ricevuta di ritorno per
annullare i diversi contratti: per legge ci sono 10 giorni di tempo per
"esercitare il diritto di recesso" dei contratti firmati al di fuori
dei locali commerciali . Bruna Girardi, pensionata, spiega: "L'uomo mi ha
spiegato che con il nuovo contratto non mi avrebbero più chiamato a casa per
propormi di cambiare operatore telefonico. Chiamano anche due volte al giorno,
ancora oggi. Ho firmato per telefono e gas, poi mi sono confrontata con mio
marito e mia figlia e ho deciso di disdire i due contratti. La prossima volta
farò più attenzione". Un'altra signora che ha firmato per tre contratti
(telefono, luce, gas) è Lidia, ottantenne: "Non apro mai agli sconosciuti,
ma per caso aspettavo una persona. Si è presentato come rappresentante di Tele
2 ed Enel. Mi ha incantata, ho firmato. Dopo ho letto le clausole dei contratti
e mi sono pentita: al Movimento consumatori mi hanno spiegato che con la
disdetta non avrei pagato altro denaro". Aldo Martina dell'Adiconsum:
"L'ultimo caso ci è stato segnalato stamane. Una signora che ha firmato
due contratti in un colpo solo. Spiegano che ci sono agevolazioni, magari
inesistenti. Sono contratti di 5-6 pagine in caratteri minuti. Il consiglio che
diamo?Quando si presentano queste persone alla porta, provare a contattare le
associazioni a tutela dei consumatori. Enel e Tele2 non mandano a casa le
persone per vendite a domicilio: si tratta di società terze con percentuali su
ogni contratto firmato". Riccardo Sartoris, presidente del Movimento consumatori
Cuneo: "Sono credibili perché si presentano come Enel. Il loro interesse è
carpire firme, vanno a cercare gli anziani: succede che chiamino una complice
al telefono, la quale spiega che firmando non pagheranno più il canone, ma non
dicono che si deve corrispondere un fisso mensile, spesso più caro. Riteniamo
sia una pratica commerciale scorretta di cui abbiamo fatto segnalazione
all'Autorità garante del mercato: indagherà. Tutti i
racconti sono simili. A una donna francese hanno detto che la firma era imposta
dal decreto Bersani e dalla burocrazia italiana. Cosa fare? Non firmare e nel caso contattare anche le
forze dell'ordine. Bisogna difendersi, se sono aggressivi e insistenti".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Elvio Ferigo: alcune
società che vi operavano hanno dovuto abbandonare l'attività Palestra Coni sempre
più degradata Chiusa ormai da 4 anni, la struttura attende ancora l'inizio dei
lavori di riatto LE BRUTTURE DELLA CITTÀ Era la sede storica di varie
associazioni sportive, ma fungeva anche da impianto per l'educazione fisica da
parte delle scuole Pessimo biglietto da visita proprio all'ingresso della
città: vetri rotti, intonaco a pezzi e sporcizia dovunque Vetri rotti, muri
scrostati, intonaco a pezzi e sporcizia ovunque. È questo lo stato in cui si
trova la palestra del Coni, chiusa da oltre quattro anni per consentire lo
svolgimento dei lavori di ristrutturazione. Gli interventi non sono mai
cominciati, con il risultato che le società sportive che vi avevano sede sono
state costrette a cercare una sistemazione alternativa. A lanciare il grido d'allarme
è l'ex presidente del Coni Elvio Ferigo, vecchia "bandiera" dello
sport goriziano, che utilizzava la struttura di largo Divisione Mantova per gli
allenamenti dell'Accademia goriziana di pugilato. "Sono anni che
aspettiamo l'avvio dei lavori. Intanto, però, i muri stanno cadendo a pezzi e
le condizioni dell'impianto non fanno altro che peggiorare", spiega
rammaricato Ferigo, riferendosi alle condizioni di evidente degrado di quella
che è stata una palestra storica per Gorizia. Costruita negli anni 60, la
struttura ha ospitato diverse associazioni sportive e scuole cittadine, dato
che era utilizzata per le ore di educazione fisica. Sede storica del basket
(negli anni 60 ospitava la Safog, seconda società goriziana dopo l'Ugg,
successivamente l'Arte Bittesini del "mago" Gabrielli e di tanti
altri coach e giocatori poi diventati famosi), immediatamente prima della
chiusura lo stabile accoglieva la sezione di scherma dell'Ugg, spostata prima
al PalaBigot e ora nella sala del Caminetto della Ginnastica in attesa di
essere trasferita in via Ascoli, e il Sankaku di karate, attualmente collocato
alla Stella matutina, corsi di difesa personale e, appunto, l'Accademia di
pugilato. Quest'ultima, non disponendo più di uno spazio in cui allenarsi, si è
di fatto sciolta, dal momento che gli atleti hanno scelto altri sodalizi a
Monfalcone e a Manzano. Non è la prima volta che Ferigo denuncia il degrado
della palestra del Coni, infatti, anche recentemente si è informato dell'avvio
dei lavori. Ha ricavato però soltanto indicazioni poco attendibili: "Sei
mesi fa mi è stato detto che la ristrutturazione sarebbe cominciata a breve, e
tre mesi fa lo stesso. Ora però mi chiedo a che punto siamo, anche perché le
società che avevano sede nella palestra sono scomparse o si sono dovute
sparpagliare per la città. È un vero peccato, in quanto, vista la vicinanza con
il circolo del tennis, con il campo sportivo e la piscina, si potrebbe dar vita
a una cittadella dello sport". Al di là dell'utilità che la palestra
potrebbe avere per le società sportive cittadine, le condizioni dell'impianto
rappresentano un biglietto di visita tutt'altro che lusinghiero per chi entra
in città, considerando non soltanto lo stato di abbandono generale, ma anche le
immondizie che sono state lasciate nel giardino e negli spazi esterni. Secondo
l'ufficio tecnico del Comune, l'inizio dei lavori di ristrutturazione è
imminente, anche se non si può parlare con esattezza di una data. La ditta che
dovrà occuparsi della sistemazione è già stata individuata da diversi mesi, dal
momento che la gara d'appalto è stata effettuata nell'ottobre del 2007. Si
tratta della Coipi costruzioni di Giovanni Piccin, di Colle Umberto, in
provincia di Treviso. Per vedere gli operai in azione bisogna però attendere la
stipula del contratto, quindi è impossibile prevedere quali
saranno i tempi della burocrazia. I lavori necessari per mettere a norma l'impianto sono
consistenti, dal momento che l'opera necessita di una sistemazione complessiva
e del rifacimento totale delle tribune. Per dare un'idea del tenore degli
interventi richiesti, basti pensare che il progetto vale ben 3 milioni 540 mila
euro. Francesca Santoro.
( da "Avvenire" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMA
05-04-2008 BUROCRAZIA E FIGLI SU MISURA ADOZIONI IMPRESA SEMPRE PIÙ DIFFICILE
GEROLAMO FAZZINI L' adozione internazionale in Italia è al giro di boa. Sono
passati 15 anni da quando il nostro Paese ha aderito alla Convenzione dell'Aja,
10 da quando l'ha ratificata. Due date simboliche che offrono un'occasione preziosa per
tirare un bilancio, ancorché provvisorio, sul fenomeno e sui trend in atto. Lo
scenario internazionale è segnato da una contraddizione che appare insanabile,
una sorta di 'corto circuito'. Proprio in questi giorni lo denunciano gli
esperti radunati a Venezia dal Ciai, uno degli enti più noti e 'storici' tra
quelli italiani che si occupano di adozioni internazionali. In sintesi: mentre
non diminuisce affatto anzi! il numero di bambini che in giro per il mondo
affollano gli istituti (perché orfani o senza una famiglia in grado di educarli
adeguatamente), va calando il numero delle adozioni complessive: erano 45mila
nel 2004 (a livello mondiale), sono scese a 42mila nel
( da "Avvenire" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CHIESA 05-04-2008 La
Cattolica al servizio della cultura popolare Ornaghi: guardiamo al futuro alla
luce dei valori costitutivi della nostra identità DA MILANO ENRICO LENZI U na università
fortemente calata nel presente, con uno sguardo rivolto al futuro, e nel
contempo capace di non dimenticare le solide radici da cui è partita.
L'Università Cattolica si presenta così in occasione della 84ª Giornata
nazionale che la Chiesa italiana le dedica domani. "Un rapporto stretto,
un forte legame" precisa il rettore Lorenzo Ornaghi, che dal 2002 guida
l'ateneo. Proiettata verso i suoi primi 90 anni di vita, l'Università
Cattolica, in occasione della Giornata nazionale, ha deciso di volgere lo
sguardo alle proprie radici ricordando la figura di Armida Barelli, la
co-fondatrice dell'ateneo. Quale significato vuole avere questa scelta?
"Questa scelta ha il significato di ribadire e attualizzare l'Università
Cattolica come una grande famiglia, composta dagli attuali studenti, docenti e
personale amministrativo, dai laureati vecchi e nuovi. E cosa rafforza
l'identità di una famiglia, se non la memoria dei padri e delle madri? Armida
Barelli, che con padre Agostino Gemelli è stata tra i fondatori del nostro
ateneo, è stata davvero una figura straordinaria, emblematica ed eccezionale
per il ruolo delle donne nel mondo cattolico. Una figura da riscoprire e
approfondire nella sua rilevanza storica". Nel sottotitolo della 84ª
Giornata della Cattolica si parla di 'impegno per una cultura popolare'. Come
si realizza in concreto oggi questo obiettivo? "L'impegno per una cultura
popolare significa guardare al futuro della nostra società italiana, senza
dimenticare i valori essenziali e costitutivi dell'identità del popolo
italiano. In concreto significa chiedersi come si possano innalzare questi
valori al livello delle grandi sfide che la politica, l'economia, la tecnica e
gli avan- zamenti delle scienze pongono oggi all'antropologia. L'Università
Cattolica cerca di realizzare questo obiettivo, in primo luogo dando
espressione a questi valori costituitivi. E, poi, facendo sì che i risultati
della propria elaborazione scientifica e culturale diventino il più possibile
patrimonio del modo di pensare e di vivere dei cittadini. In questo modo
cerchiamo anche di combattere uno dei rischi più gravi che le società
occidentali affrontano: la frattura crescente tra una pseudo-cultura di pochi e
la modalità di comportamento della maggioranza". Nel suo messaggio la
presidenza della Cei parla di sfide urgenti e delicate che la Cattolica ha
davanti a sé: formare sempre più giovani preparati senza mortificare la qualità
dell'offerta accademica. Come affronta l'ateneo questa sfida? "A dire il
vero è una sfida che devono affrontare tutte le Università. E il nostro ateneo
la coglie in modo particolare, proprio perché siamo impegnati a promuovere una
cultura autenticamente popolare. Se inteso bene e ben attuato, l'odierno
ordinamento, che distingue tra le lauree triennali e quelle specialistiche, può
essere di aiuto. Il primo livello, rappresentato dalle lauree triennali,
permette di formare a livello universitario una porzione sempre più ampia di
giovani. Le lauree specialistiche, con i dottorati di ricerca, diventano lo
strumento per garantire una preparazione specifica e di eccellenza dei giovani
necessaria nei diversi ambiti professionali". Armida Barelli fu, tra le
altre cose, la promotrice delle Giornate dell'Università Cattolica. Occasione
per sensibilizzare l'intera comunità cattolica intorno al proprio ateneo. Sono
passati 84 anni dalla prima edizione. Cosa rappresenta oggi questa Giornata per
l'ateneo? "La Giornata, come solitamente avviene per un anniversario
importante, è il momento in cui è bello essere circondati dagli affetti più
cari e, a propria volta, poter manifestare affetto. È la Giornata in cui la
Cattolica cerca di testimoniare il suo amore per i cattolici italiani e nella
quale l'Università tocca con mano la stima e la considerazione di tutti coloro
che sentono questo ateneo al servizio della Chiesa italiana". Nel suo
discorso inaugurale per il nuovo anno accademico Lei parlò dei rischi derivanti
dal lungo periodo di riforme e dall'eccesso di burocrazia. Come è possibile uscire da
questa fase? "È difficile uscirne, ma è indispensabile farlo. Le
Università hanno conosciuto in questo decennio una catena, che sembra
interminabile, di piccole e grandi riforme, il cui risultato, in qualche caso
non intenzionale, è stato quello di appesantire burocraticamente ciò che per
sua natura dovrebbe essere il più libero possibile, e soprattutto con il
risultato di limitare nei fatti anche l'autonomia delle Università non statali.
Personalmente sono convinto che anche nel campo universitario, come in quasi
tutti i campi della nostra vita, il riconoscimento della naturale libertà di
persone e istituzioni sia il presupposto indispensabile per favorire i prodotti
migliori della creatività". La Cattolica al servizio del Paese. Un aspetto
che l'ateneo considera importante ribadire. Si inseriscono in questo filone
anche i quattro Centri di ateneo recentemente costituiti? "Certamente. Lo
sono proprio perché questi Centri di ateneo direttamente corrispondono alla
condivisione da parte del nostro ateneo del Progetto culturale promosso dalla
Cei. Anche la scelta dei temi non è casuale: bioetica, famiglia, dottrina
sociale, solidarietà internazionale. Credo davvero che, oggi, uno dei più
importanti servizi per il nostro Paese e per la nostra società, sia quello di
far crescere, su questi temi, la cultura fuori da pigri stereotipi, artificiose
convenzioni o, peggio ancora, anacronistici schemi ideologici". In questi
ultimi anni si parla di emergenza educativa. L'università si colloca al termine
del percorso formativo, ma è anche il luogo dove si formano i futuri
formatori-educatori. Cosa sta facendo la Cattolica in questo specifico campo?
"I futuri formatori-educatori, se ci pensiamo bene, sono quella minoranza
creativa di cui anche il Santo Padre Benedetto XVI ha più volte richiamata la necessità.
Alla preparazione di questa minoranza, l'Università Cattolica sta prestando
un'attenzione crescente. Con la convinzione che si può essere autentici
formatori-educatori se, e solo se, si è testimoni della verità". La figura
e l'opera di Armida Barelli, che è stata co-fondatrice dell'ateneo, scelte come
tema per il 2008. "Una persona da riscoprire nella sua valenza
storica". La "nostra università offre la sua ricerca a tutto il
Paese, soprattutto in alcuni campi sensibili come famiglia e bioetica"
Milano: il chiostro dell'Università Cattolica Armida Barelli Lorenzo Ornaghi.
( da "Avvenire" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA
05-04-2008 GIUSTIZIA E BUROCRAZIA Escluse ragioni d'urgenza, il procedimento
discusso a maggio. Il deposito del verdetto slittato dal 2000 al 2008 aveva
permesso la scarcerazione per decorrenza dei termini di alcuni esponenti
mafiosi.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Veltroni:
camorristi, non votate per noi FULVIO SCARLATA "Mafia, camorra e ndrangheta
le vogliamo annientare, distruggere. Vogliamo fare una lotta senza quartiere ai
poteri criminali". Walter Veltroni al teatro Augusteo rilancia la sfida
alla criminalità organizzata come priorità del partito democratico. Il teatro è
gremito già un paio d'ore prima dell'arrivo del leader, tra inni e entusiasmo e
la platea letteralmente esplode quando Veltroni ribadisce: "Alla camorra
diciamo: non votateci. Noi vogliamo non solo governare ma cambiare l'Italia, e
qui a Salerno è stato dimostrato non solo le parole che si può fare una
innovazione della politica". Tanta gente, più di mille dentro il teatro
Augusteo per il comizio di Walter Veltroni, in cinquemila quelli rimasti fuori.
"Mi dispiace per chi non è riuscito ad entrare - attacca il leader del Pd ma
subito aggiunge scherzando - in verità mi dispiace ma fino a un certo punto. È
talmente bello quello sta avvenendo in Italia con il Pd: c'è entusiasmo,
passione, partecipazione anche di ragazze e ragazzi. È una buona notizia per la
democrazia italiana". L'intervento, da solo sul palco, è incentrato
sull'orgoglio di essere italiani "una Paese con tante perle, e lo dico qui
a Salerno amministrata dal mio amico Vincenzo De Luca" e la voglia di
reagire "come l'Italia ha sempre fatto nei momenti più difficili, e penso
che questo sia uno di quei momenti". La ricetta proposta dal Pd è quella
nota: primo un governo senza coalizioni "voglio cancellare la parola
vertici di maggioranza, proponiamo un evento storico: un solo partito per un
solo governo". Poi i punti del programma: lotta al precariato, buoni pasto
per tre milioni di famiglie, lotta alla burocrazia e agli sprechi, riduzione
della spesa pubblica e dei costi della politica, e il Meridione al centro della
politica del Governo "perché la nostra battaglia non è contro la ricchezza
ma contro la povertà e il Sud ha uno spaventoso gap infrastrutturale basta
pensare ai collegamenti ferroviari e alla portualità". Dunque la
promessa di finire la Salerno-Reggio Calabria che "è uno dei fattori di mancata
competitività del Paese" e l'investimento nella ricerca "e qui c'è
l'università di Salerno che è una specie di modello per il modo con cui è
pensata e immaginata. Molti ragazzi dopo essersi laureati qui vanno all'estero:
se è per scambi culturali tutto bene, se è perché qui non si trova lavoro
allora è uno spreco che non possiamo permetterci". Veltroni evita di
parlare di rifiuti, dal palco dell'Augusteo, tema invece affrontato in
mattinata a Caserta, che con Napoli ha sofferto più delle altre province
l'emergenza rifiuti: "Ci sono stati troppi veti e troppi
condizionamenti" accusa. E tocca il tasto delle responsabilità.
"Tutti - dice - ne hanno una parte, compreso il centrosinistra e chi è
stato al governo per cinque anni e ha organizzato manifestazioni contro. Ma
bisogna farla finita con i processi a una sola persona". Il riferimento,
chiaro, è ad Antonio Bassolino. Il finale, a Salerno, è tutto all'attacco della
destra "che già oggi è divisa su tutto, dal voto agli immigrati alle
missioni all'estero fino alle pensioni. Ai delusi di An, mortificati in ogni
modo da chi ha imbarcato tutti i loro avversari, agli elettori della sinistra
radicale, cui bisogna spiegare che oggi la partita è per il governo, una
partita tra due e vince chi ha un solo voto in più, vogliamo dire che è
possibile voltare pagina. Lo abbiamo fatto indicando come capolista alla Camera
Pina Picierno, scegliendo non chi sta da 45 anni in Parlamento ma chi ha meno
di 30 anni come segno visibile di cambiamento. Voglio ringraziare per il grande
lavoro svolto con grande intelligenza il segretario regionale Tino
Iannuzzi". L'entusiasmo al teatro Augusteo e nel riquadro Veltroni saluta
dal pullman (Tanopress - fotoservizio Francesco Pecoraro).
( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
BellunoIl Patto per
la provincia di Belluno lanciato dalla Lega Nord c'è stato, ma non c'erano Pdl,
Pd e Sinistra Arcobaleno. Gli altri partiti concordano sostanzialmente
sull'idea di un'adesione convinta alle richieste federaliste, sia pure con
qualche distinguo. La proposta del Carroccio è quella di fare lobby in
parlamento per riuscire a scardinare un sistema centralizzato. C'è chi
suggerisce l'opportunità di avere più rappresentanti bellunesi, chi di fare un
vero e proprio cartello, come la Svp in Alto Adige.Nel
pomeriggio Calearo, capolista Pd in Veneto
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
In cinquemila per
Walter sotto la pioggia GIANNI COLUCCI Cinquemila persone tra piazza Amendola e
via Roma per un saluto a Walter, imprigionando il pullman verde in un abbraccio
di bandiere e volantini: "Si può fare". Sale sul bus a fine comizio
il sindaco di Salerno De Luca con sottobraccio un libro sulla scuola medica
salernitana. È il suo dono al candidato. Poi un briefing al Grand hotel Salerno
dove Veltroni si intrattiene con il primo cittadino in un incontro riservato.
Di sicuro si è parlato di elezioni regionali e delle prospettive del dopo
Bassolino. "Ti faccio i migliori auguri per questa difficile campagna
elettorale", l'ha infine salutato De Luca. Salerno in piazza, molti i
pullman dalla provincia: alla fine si pareggiano i conti con la memorabile
giornata del discorso di Berlusconi di due anni fa nello stesso teatro. Allora
non pioveva e c'erano più maxi schermi. Ma non importa, e il traffico si blocca
festosamente fino a piazza Cavour. Nel teatro un milleduecento persone stipate
all'inverosimile sotto gli occhi preoccupati di pompieri e vigili urbani.
Arriva il bus di Veltroni e lui entra al teatro dall'ingresso laterale che passa
per l'atrio del Municipio. De Luca va incontro a Veltroni e tenta inutilmente
di portarlo nel suo ufficio. Il candidato premier sente la folla e si precipita
invece in sala. Dove parla per 50 minuti bevendo solo due sorsi d'acqua. Poi si
rivolge all'ospite: "Il mio amico De Luca" e quando dalla platea
comincia un "Chi non salta Berlusconi è..." quasi si arrabbia.
"No, no, queste cose lasciamole agli altri". Lancia come una rosa il
suo atto d'amore per l'Italia: "Viviamo in un Paese da rapire il
cuore", e ricorda il suo chiodo fisso: "il diritto al sorriso",
promettendo sussidi a chi non si può permettere le cure odontoiatriche. Cita
Giuliano Procacci de "Storia dell'Italia attraverso gli italiani",
Olaf Palme e anche Prodi (che richiama almeno tre volte). Si riferisce invece a
Berlusconi senza mai chiamarlo per nome. Le prime file sono per i candidati ma
ci sono anche i Valiante (junior e senior), il vice presidente della Provincia
Gianni Iuliano (Villani è ammalato); il segretario Pd Figliulo è accanto a De
Luca. C'è anche un Michele Pinto che torna a casa, Vaccaro è in piedi confuso
tra i fotografi. Carpinelli ha con se il suo sindaco Russomando e gli fa da
chaperon (poi il consigliere regionale parla di voto disgiunto tra Camera e
Senato e spara: "Anche qui in sala alcuni faranno così"). C'è la
radicale Filomena Gallo; la candidata Anna Petrone è amorevolmente accudita da
tutti. Si comincia con un applauso agli operai dell'Ideal Clima ("Ad
agosto finisce la cassa integrazione straordinaria", dicono e spiegano un
cartellone: "Si può fare di più"). Suona Jovanotti "Lo so che
non sono solo". Intanto Veltroni ricorda che la Picierno, abbracciata da
un tenero Ettore Scola sul palco, ha meno di 30 anni; rivendica che non ha
voluto chi in Parlamento c'era da 45, rigirando il coltello nella piaga De
Mita. È un Veltroni che potrebbe assomigliare a Crozza (che pure cita): dà il
meglio di se nel giorno in cui si ricorda l'assassinio di Martin Luther King
avvenuto il 4 aprile di 40 anni fa e, sfidando gli imitatori, arrischia anche
un "I have a dream". Ma gli applausi arrivano lo stesso senza ironia.
Applausi soprattutto ai passaggi dedicati alla malavita,
alla difficoltà delle famiglie, ai ritardi della burocrazia. Quando dice "faremo in modo che le amministrazioni diano
risposte ai cittadini entro 30 giorni", l'assessore all'urbanistica De
Maio si dà di gomito con De Luca ("Noi già lo facciamo").
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le imprese: "È
l'ora del federalismo" Le principali associazioni di categoria presentano
il loro decalogo ai candidati Il decalogo delle imprese alla politica. Le
cinque principali organizzazioni imprenditoriali della Marca, Unindustria
Treviso, Ance, Confartigianato della Marca trevigiana, Coldiretti, Unascom
Confcommercio, sintetizzano in dieci punti la loro idea di "Impegno per lo
sviluppo": iniziative per rafforzare la competitività e la crescita
economica e sociale del territorio nostrano e dell'intero paese. Il documento
verrà inviato a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche nel
Trevigiano.CRESCITA: una maggiore produttività è la premessa per consentire aumenti
delle retribuzioni e migliorare l'occupazione. Lo sviluppo passa, però,
attraverso una forte riduzione del carico fiscale sulle imprese e sui cittadini
e il taglio della spesa pubblica.PICCOLE IMPRESE: va riconosciuto il loro ruolo
chiave e deve essere valorizzato il "made in Italy".FISCALITA',
AUTONOMIA E FEDERALISMO: la prossima legislatura deve varare le grandi riforme:
autonomia normativa, federalismo fiscale, sussidiarietà, responsabilità nella
raccolta delle risorse e nel loro impiego, ne costituiscono i
cardini.SEMPLIFICAZIONE: una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa, soprattutto le
più piccole, perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo
dell'imprenditore. Oltre a frenare gli investimenti stranieri. Soluzione: sfrondare
le leggi, diminuire i tempi ed i costi degli adempimenti, ridimensionare la
presenza di enti che si sovrappongono, rendere obbligatoria la
valutazione di impatto sulle micro e piccole imprese di ogni nuova
normativa.SICUREZZA E GIUSTIZIA: garantire risorse alle forze dell'ordine e
alla magistratura, in modo da assicurare l'azione preventiva e la certezza
della pena, e superare i ritardi della giustizia.LAVORO: salari mediamente
inferiori a quelli europei si accompagnano ad un costo del lavoro per le
imprese che è invece tra i più alti. Va retribuito chi lavora e merita di più,
detassando lo straordinario e gli aumenti legati alla produttività. La legge
Biagi va mantenuta e completata con moderni ammortizzatori sociali.ENERGIA E
AMBIENTE: bisogna incentivare lo sviluppo sostenibile, puntando su produzioni
tipiche e promozione turistica.TERRITORIO: gli imprenditori chiedono una rete
viaria efficiente e il completamento delle grandi opere, ma anche
infrastrutture immateriali, aree metropolitane, reti energetiche, servizi alle
famiglie.FORMAZIONE: occorre innalzare la competitività di scuola e università,
premiando il merito. Ed è necessario risolvere l'emergenza tecnico-scientifica,
che fa spesso mancare alle imprese figure professionali indispensabili.RICERCA
E INNOVAZIONE: integrare di più e meglio i centri di ricerca e le università
con le imprese, anche di piccole dimensioni, elevare il credito d'imposta per
la ricerca svolta in azienda e potenziare l'investimento nazionale almeno al
2\%.Mattia Zanardo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il ministro Bersani
è intervenuto anche a Tolmezzo "Riccardo non ha bisogno di chi gli tiri la
volata" Tolmezzo"Grazie alla sua politica di innovazione nel sistema
produttivo, nelle infrastrutture, nella fiscalità e grazie alla sua nuova
concezione d'Europa, sarà la punta avanzata per far affrontare al Pd i grandi
temi del Nordest".Pier Luigi Bersani, salendo da Roma in Friuli Venezia
Giulia non appena concluso il vertice ministeriale dedicato ad Alitalia, non ha
dubbi, "Riccardo Illy è uno che ha corso abbastanza in questi anni, tanto
da non aver bisogno di qualcuno che gli tiri la volata, tanto da essere l'unico
a rappresentare la vera ed unica proposta alternativa in Regione, tanto che
conquisterà un ottimo risultato".Anzi, il ministro dello sviluppo
economico impegnato giovedì nella prima giornata di tour elettorale nella
nostra regione, da Tolmezzo ha dichiarato di considerare l'esperienza del
governatore uscente una "ricchezza molto apprezzata, che andrà
positivamente in circuito con la novità del Partito Democratico rispetto al
quale fa riscontrare molte affinità".E poco importa se qui il Pd in Fvg è
alleato alla Sinistra, "succede anche in Emilia - dice il ministro - non
potremmo riconoscere un assetto federale dello Stato se non riconoscessimo
anche che a livelli regionali quando danno prova di funzionare queste alleanze
si possono fare".Ma della sfida regionale Bersani a Tolmezzo non ha
parlato, la voltata il ministro l'ha tirata soprattutto al Pd, un Partito
Democratico che lo stesso, davanti ad una gremitissima platea presso la sede
della Comunità Montana, ha voluto raffigurare come "una palla di neve che
deve diventare valanga per spazzare via quella foto ingiallita che oggi è
Berlusconi ed il centro-destra".Per fargli prendere contatto con il
territorio montano del Friuli, i rappresentanti locali del Pd guidati dal
consigliere regionale Renzo Petris hanno scardinato la classica scaletta di
comizio, lasciando la possibilità di parola a tre icone raffiguranti il nuovo
corso riformista del centro-sinistra. Un giovane laureato appena inserito nel
complesso mondo dell'impresa già alle prese con gli intoppi
della burocrazia, una
giovane donna che chiede difese per i lavoratori precari e l'artigiano vecchio
stampo, che con ironia disincantata reclama non promesse ma fatti.Il ministro
emiliano, ricevendo il plauso iniziale persino del sindaco tolmezzino di
Centrodestra Cuzzi, per oltre un'ora ha tenuto tutti con gli occhi puntati su
di lui, tra sarcasmo e pragmatismo dialettico, rispondendo con idee
programmatiche proprio alle richieste dei tre oratori iniziali. "Basta con
questi atteggiamenti difensivisti, abbiamo dato vita finalmente ad un soggetto
politico il più innovativo e moderno possibile, crediamoci assieme" e
prendendo poi spunto dalle parole del candidato alla provincia, l'imprenditore Diego
Travan, Bersani ha parlato soprattutto di impresa, "di quell'industria che
ci crede, che vuole superare la contrapposizione tra imprenditore e lavoratore,
di quelle piccole e medie realtà aziendali che onestamente producono e che
quindi hanno diritto ad uno stato più amico".Proprio per loro Bersani ha
lanciato nel finale la prima ricetta, una "così detta Lenzuolata sulle
burocrazie in favore del Nordest".David Zanirato.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Godega di
Sant'UrbanoSettanta pneumatici usati abbandonati alle porte dell'ecocentro di
via Sarpi, in zona industriale. "Qualcuno del mestiere - spiega il sindaco
Alessandro Bonet - che invece di smaltire gli pneumatici tramite una ditta
specializzata li ha abbandonati creando un ulteriore costo alla collettività.
Perché i soldi necessari per lo smaltimento verranno dalle tasche dei cittadini
e non dalla paga del gommista". Non è la prima volta che arrivano
segnalazioni in merito alle condizioni in cui versa la piazzola ecologica
all'ingresso dell'ecocentro. "Provvederemo all'installazione delle
telecamere di videosorveglianza" annuncia Bonet "e stiamo lavorando alla stesura di un regolamento che ci permetta di
individuare i vandali, senza che la burocrazia riesca a rallentare l'azione amministrativa". In arrivo due
telecamere puntate sulla piazzola ecologica e altre due nella zona industriale,
per garantire maggior sicurezza. "In futuro provvederemo a posizionare
delle telecamere ovunque ci sia un abbandono abusivo di rifiuti.
Scoveremo chi rovina il comportamento virtuoso della maggior parte dei
cittadini".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine "Cinque
anni segnati da ... Udine"Cinque anni segnati da uno spregiudicato uso
ideologico della cultura". È il "grave limite" che il
consigliere regionale uscente di An, Luca Ciriani, imputa alla Giunta di
Centrosinistra, "dove è stato evidente il peso di Rifondazione
comunista", il partito dell'assessore alla Cultura. "Accanto a ciò -
aggiunge Ciriani - si è registrata l'assenza di una regia regionale, tanto che
manifestazioni importanti non hanno nessuna eco all'esterno".- Ciriani,
esempi di cultura ideologica?"Ampia la scelta. Dal Mittelfest gestito da
Moni Ovadia, quasi una succursale del festival dell'Unità in cui arrivano gli
artisti amici, alla legge sullo spettacolo dal vivo e sul cinema. La tabella
regionale delle attività culturali finanziabili grida vendetta. C'è inserito
pure il Rototom Sunsplash, con 120 mila euro all'anno".-Il Centrodestra da
dove ripartirebbe?"Occorre deideologizzare l'offerta culturale e legarla
al turismo, puntando su grandi eventi di valore e sulla valorizzazione centri
straordinari, come Aquileia e Villa Manin. Pochi ma importanti eventi, capaci di
attrarre gente dall'Italia e dall'estero, che arriva per l'appuntamento e poi
si ferma.. Prenderei spunto da quanto ha fatto il Comitato di san Floriano ad
Illegio in questi anni: con fondi sicuramente inferiori a quelli spesi per le
mostre d'arte contemporanea, si sono allestite esposizioni straordinarie, che
hanno richiamato migliaia di persone e hanno fatto scoprire, anche a me, una
realtà di cui molti non sapevano neppure l'esistenza".- Perché no al
Centro d'arte contemporanea di Villa Manin?"Villa Manin dovrebbe essere
una calamita, all'insegna della cultura e del turismo di qualità. Ed invece il
Centro è stato un grande flop. Pensare di fare turismo con l'arte contemporanea
è una sciocchezza. Soprattutto se si organizzano mostre pretenziose che di fatto
sono di livello scadente. Quelle realizzate neppure tra i critici e gli
appassionati hanno riscosso interesse. La Villa deve ospitare mostre del
calibro di quelle si dedicarono ai Longobardi o a Kandinsky. Il Centro è un
esperimento fallito. Da cancellare".- È stata la legislatura della legge
sull'immigrazione. Da cancellare anche questa?"È una legge che trasforma i
diritti in privilegi e il suo risultato finale è il reddito di cittadinanza.
Una norma frutto di quei partiti che contestano i Cpt e strizzano l'occhio ad
una immigrazione incontrollata. Se passa il concetto che si ha diritto a
servizi e sostegni semplicemente perché si è approdati qui, oltre a lievitare
le spese non si aiutano neppure i cittadini extracomunitari che sono brave
persone. Ci vogliono criteri più selettivi per il reddito di cittadinanza, non
gli attuali 12 mesi di residenza ma anni, così come per gli ingressi nelle case
popolari".- Se sarete al Governo della Regione modificherete anche la
legge sul friulano?"Una legge di tutela ci vuole, ma
guardiamoci dagli estremismi e dalla burocrazia friulanista, che vive solo di contributi regionali. Bene la
salvaguardia delle tradizioni e un'ora di friulano nelle scuole per chi la
chiede, cancellando quindi il silenzio assenso. Inoltre, bisogna dare
l'alternativa, un'ora di informatica, di inglese... così risulta
evidente se per il friulano c'è domanda. Abnorme l'uso veicolare della
marilenghe. La conservazione della lingua è compito della famiglia, non della
scuola".- L'assessorato alla pace avrà futuro?"Se vinciamo, lo
cancelliamo dopo un minuto. Fa parte della retorica ideologica di Rifondazione
comunista".An.La.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AURONZO Parla il
dirigente che ha visionato le strutture destinate a ospitare il ritiro estivo
del club della serie A di calcio Sopralluogo positivo della Lazio Il team
manager Manzini: "Ma al campo vanno aggiunti una pista e una spianata per
i portieri" Auronzo di CadoreE il rosa conquistò i biancocelesti. La Lazio
ha detto sì. Auronzo e le Dolomiti hanno convinto a pieno la società romana di
Claudio Lotito che con un bel
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Far rifiorire i
centri storici, aumentare la capacità ricettiva e percorsi naturalistici:
candidati a confronto Turismo, si punta sull'ambiente Pase: "Salto di
qualità in montagna". Zanet: "Più sinergia con Comuni e pro
loco" È una delle risorse potenziali sulle quali provincia e regione
possono puntare per creare ricchezza e lavoro: il turismo. Che si tratti di un
tema importante lo si nota guardando lo spazio che Riccardo Illy e Renzo Tondo
hanno dedicato sui rispettivi programmi. Le filosofie per raggiungere i
risultati non divergono di molto. Entrambi puntano sulla qualità che passa
attraverso la promozione dei prodotti locali e il coinvolgimento dei Comuni. A
confrontarsi sul territorio Monica Pase, assessore a Pasiano e Roberta Zanet,
sindaco di Morsano. La prima è candidata nel Partito Democratico, la seconda
nel Popolo della Libertà. "Una delle formule più importanti - spiega
Monica Pase - è quella di sostenere le iniziative che valorizzano il territorio
con particolare attenzione ai valori dell'ambiente e della cultura. È
necessario dare visibilità al sistema degli agriturismo, ma tra le priorità c'è
pure quella di potenziare la rete dei servizi e delle strutture ricettive. Non
a caso nel programma di Illy è indicato come obiettivo per il 2013 quello di
incrementare del 30 per cento i posti letto, anche con strutture a 4 e 5 stelle
per un target di clientela elevata. Fondamentale sarà poi potenziare quello che
è il "turismo congressuale". Il governo Illy - conclude la Pase - ha
investito molto sulla montagna creando infrastrutture e nuova capacità
ricettiva e i prossimi anni dovranno servire per un ulteriore salto di qualità
in modo da supportare la domanda che è in crescita. Ultimo aspetto, ma non
certo per importanza, è la valorizzazione dei centri urbani, operazione che non
può prescindere dall'implementazione delle infrastrutture viarie (come la
strada del distretto del mobile già progettata), ma anche attraverso la
realizzazione di percorsi naturalistici che non possono prescindere da piste ciclabili
in rete che facciano risaltare l'aspetto ambientale e i fiumi della nostra
provincia"."Per dare impulso al turismo in provincia e regione -
spiega Roberta Zanet - è assolutamente necessario mettere in sinergia le varie
realtà che lavorano sul territorio: gli operatori del settore, le
amministrazioni comunali, le pro loco e le associazioni di volontariato. La
Regione deve avere il compito di concertare gli interventi essendo però anche
parte attiva programmando iniziative di sostegno, anche economico, per l'avvio
delle attività. Deve poi snellire la burocrazia e adeguare la normativa
suibed ed breackfast che porteranno maggior sviluppo. Sono convinta che il
futuro sarà caratterizzato da un turismo eco - sostenibile - conclude la Zanet
- in grado di coniugare percorsi alternativi a quelli classici spingendosi
all'interno dei centri abitati. Abbiamo un fiume bellissimo a confine
tra le province di Udine e Pordenone, il Tagliamento. Con risorse tutto sommato
limitate è possibile realizzare una rete di piste ciclabili dai mari ai monti
che possono richiamare un turismo in evoluzione per tutte quelle persone (e
sono tante) che amano la natura e vogliono avventurarsi in un percorso
naturalistico attraversando e rivitalizzando i centri urbani".Loris Del Frate.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'imprenditore vicentino
capolista in Veneto non ha gradito la scarsa partecipazione delle categorie
economiche all'incontro che si è tenuto ieri presenti anche Fistarol, Dal Soler
e Tabacchi Da Calearo solo Ascom e Agricoltori, malumori nel Pd Rassicurazioni
alla piccola impresa: "Con Veltroni niente più steccati". Bacchettato
Vascellari che comunque resta "un amico" "Dopo faccio io il
cazziatone a Valentino Vascellari". Si è conclusa con una bacchettata al
presidente di Assindustria Belluno la conferenza tenuta a Belluno da Massimo
Calearo, l'imprenditore vicentino, capolista del Pd in Veneto. Certo, non si è
trattato di un vero attacco - "Valentino è un amico", ha subito
precisato però né lui, né gli altri esponenti del Partito Democratico presenti
all'incontro (i candidati Maurizio Fistarol e Denis Dal Soler, assieme al
coordinatore Valerio Tabacchi) hanno gradito la scarsa partecipazione. Erano
state invitate tutte le categorie economiche ma si sono presentati solo l'Ascom
e la Confederazione italiana agricoltori. Al nuovo esponente del partito di
Veltroni la verve e la schiettezza non sono mancati in nessun punto del suo
intervento. Ad Andrea Dal Pont (Ascom) e a Mauro Alpagotti (Cia), che hanno esposto gli enormi disagi causati dalla burocrazia nelle loro attività, ha
risposto: "I problemi vostri li conosco perché li vivo tutti i giorni. So
che il mio operaio fa fatica ad arrivare a fine mese. So che è difficile
esportare. So del peso della burocrazia. Per questo noi non diciamo vogliamo vincere le elezioni, ma
diciamo vogliamo governare. E solo un partito come il Pd può farlo, dato
che è l'unico che riunisce con un solo programma componenti diverse del mondo
produttivo, dagli operai agli imprenditori. Siamo gli unici a non essere scesi
a compromessi con nessuno: con i compromessi non si governa". Molti i temi
toccati da Calearo. Innanzitutto la politica, con le bordate a Rifondazione e
ai Verdi. "Non sono certo democratici - ha detto - se ci fossero ancora io
non sarei qua". A loro ha attribuito la colpa di aver "ostacolato
alcune riforme positive per le imprese predisposte dal Governo Prodi". Ha
invece descritto Veltroni come "il Tony Blair, lo Zapatero della
situazione", perché "ha in mente una serie di programmi che
rivoluzioneranno il sistema paese a beneficio delle medie e piccole imprese:
con lui per la prima volta non si parla più di guerra tra capitale e lavoro,
non ci sono più steccati ma la volontà di remare nella stessa direnzione per
condurre il paese in un porto sicuro". Altro tema caldo l'economia, e in
questo caso a farne le spese è stato l'ex ministro Visco. "Visco uguale
fisco, Veltroni ha avuto il merito di lasciare a casa lui e l'ottuagenario
Ciriaco De Mita". Per Calearo la colonna portante dell'economia nazionale
è rappresentata dalle aziende medio piccole. "A queste realtà - ha detto
Veltroni ha riservato grande attenzione mettendole al centro del paese".
Defiscalizzare i contratti di secondo livello (tra imprese e lavoratori),
sburocratizzare e attuare il federalismo fiscale sono alcune delle priorità
indicate. Proprio sul federalismo si è incentrato l'attacco più duro a
Berlusconi: "Ha governato con percentuali bulgare per 5 anni e non ha
fatto niente". E infine, sulla sicurezza: "Serve la certezza della
pena, nessuno sconto a chi sbaglia".Andrea Ciprian.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Valorizzare il
ruolo dell'impresa" Promemoria degli Artigiani ai candidati a Roma In
vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, il mondo artigiano ha
indicato ai vari schieramenti le sue priorità per la crescita: garantire la
governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la
spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le aziende dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione
tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Concetti che la stessa Associazione
Artigiani vicentina ha ribadito nell'incontro che il suo Consiglio Direttivo ha
avuto con vari candidati al futuro Parlamento. "Le proposte del
nostro mondo artigiano", ha spiegato il presidente provinciale Giuseppe
Sbalchiero, "vogliono dare contenuti precisi al difficile dialogo tra
politica e realtà del Paese. Se approfondite e analitiche riflessioni - ha
proseguito Sbalchiero - sono state sollecitate dai documenti delle nostre
organizzazioni Confartigianato nazionale e regionale, il richiamo a una particolare
attenzione da parte di chi si assumerà la responsabilità politica del Paese può
essere riassunto anche attraverso alcune semplici annotazioni. La prima è
quella relativa alla necessità di "liberare" l'impresa dal macigno
dei continui, costosi, farraginosi adempimenti burocratici, considerandola non
solo un valore economico fondamentale, ma anche un formidabile soggetto
sociale. Oggi, invece, essere imprenditori sembra una colpa. C'è poi la
necessità di dar vita a un vero federalismo, conferendo alle Regioni che le
richiedano nuove competenze e poteri secondo un modello a geometria variabile,
e riservando al territorio risorse rapportate alla sua effettiva capacità
fiscale. Ci vogliono scelte, non la presa in giro dei principi di equità e di
sviluppo che circola attualmente. Scelte si impongono anche per le
infrastrutture: finora abbiamo più carte che asfalto, più leggi che opere, più
interpretazioni che fibre ottiche. Anche l'energia nel nostro Paese è alla fine
di tutto solo una bolletta, che significa da una parte totale dipendenza da
altri paesi e per il consumatore - cittadino o impresa - continui, assurdi e
insostenibili aumenti. Quanto, infine, alle politiche del lavoro, ci basterebbe
che non fossero "contro" il lavoro, ostacolandolo in ogni modo".
( da "Virgilio Notizie" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
05-04-2008 16:03 Chi
ha a cuore l'isola conosce le vere leve del cambiamento Palermo, 5 apr. (Apcom)
- La candidata alla presidenza della regione siciliana, Anna Finocchiaro
condivide "le proposte avanziate dalla CNA, a partire dalla priorità
assoluta per le imprese siciliane, che è il contrasto all'illegalità. Oggi,
purtroppo - ha detto Finocchiaro,intervenendo questa mattina a Catania
all'assemblea regionale della Confederazione nazionale dell'artigianato e della
piccola e media impresa - le imprese sane troppe volte sono marginalizzate. Noi
dobbiamo rovesciare questa logica e rendere competitiva e conveniente la
legalità". "In Sicilia - ha aggiunto - c'è
bisogno di una burocrazia
efficiente e trasparente, nella quale la variabile del tempo diventi un
discrimine fondamentale: troppo spesso le imprese non sanno in quanto tempo le
loro pratiche saranno evase, e questo non è più accettabile. Per non parlare
dei ritardi della Regione nel pagamento dei contributi alle imprese artigiane
siciliane che, solo per quel che riguarda l'apprendistato, attendono 16
milioni di euro per ogni anno dal 2002 ad oggi. Soldi che c'erano, grazie ad
Agenda 2000, ma che sono stati dirottati altrove". "In Sicilia - ha
proseguito Anna Finocchiaro - c'è poi un gran bisogno di razionalizzare la
macchina burocratica ed eliminare sprechi ed enti inutili. Gli Ato, ad esempio:
qui, fra rifiuti e acqua, ve ne sono addirittura 36, mentre nelle altre regioni
ne basta uno per provincia. Serve poi un vero sostegno per l'accesso al
credito, e in questo senso piuttosto che di una Banca del Sud, c'è bisogno di
puntare sui Cofidi, strumento sempre più indispensabile per le imprese".
"Insomma, sono pienamente d'accordo con le proposte della CNA. D'altronde
- ha concluso la candidata alla presidenza della Regione - tutte le identità, i
ceti produttivi e gli imprenditori che hanno a cuore la modernizzazione e la
crescita della Sicilia, sanno che queste sono le vere leve del
cambiamento".
( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CATANZARO.
"Stiamo discutendo in profondità con la società calabrese e oggi lo
abbiamo fatto con gli imprenditori per costruire insieme a loro un patto per la
crescita in Calabria che tenga insieme lavoro, sviluppo, sicurezza e
legalità". Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Marco Minniti,
viceministro dell'Interno, a Catanzaro, a margine dell'incontro "Promuovere
l'impresa". All'iniziativa, aperta da una relazione di Paolo Abramo,
presidente della Camera di Commercio del capoluogo e candidato al Senato del
Pd, hanno partecipato imprenditori dei vari settori produttivi e rappresentanti
delle organizzazioni agricole e della cooperazione. "Si tratta di una
sfida assolutamente decisiva - ha aggiunto Minniti - perché attraverso questo
'pattò si può garantire una prospettiva per le nuove generazioni calabresi, per
le tante ragazze e i tanti ragazzi che oggi non trovano lavoro". Nel corso
dell'incontro, che ha visto il contributo di singoli
esponenti del mondo imprenditoriale e di rappresentanti delle associazioni di
categoria, sono stati messi a fuoco i temi che stanno maggiormente a cuore al
mondo dell'imprenditoria: dalla sicurezza e legalità al regime fiscale e al
ruolo della burocrazia; dal
meccanismo degli incentivi agli investimenti da attuare per ridare rilancio
mercato a concorrenza e meritocrazia.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
CATANZARO. "In
Calabria, il prossimo 14 aprile, festeggeremo la vittoria del Popolo della
Libertà e di un programma di buon governo del Paese che avrà ricadute positive,
anche e soprattutto, nella nostra regione". Lo afferma, in una nota, il
coordinatore regionale di An Giovanni Dima, candidato alla Camera col Pdl.
"Proprio in questi giorni, infatti - aggiunge - non possiamo fare a meno
di registrare alcuni segnali politici chiari che sono il sintomo evidente di
come il vento del consenso elettorale spiri, ormai con forza, a favore del PDL.
Il nervosismo crescente che si respira nel PD; le accuse al vetriolo che la SA
muove contro un progetto, quello di Veltroni, che mortifica la storia e la
tradizione della sinistra italiana e calabrese; l'apertura manifestata dal
Partito socialista verso le proposte di Berlusconi a sostegno del Mezzogiorno e
le tante adesioni che stiamo registrando nei confronti del Popolo della Libertà
in queste ultime ore sono fatti di un'evidenza assoluta. Quando la lotta alla
criminalità organizzata diventa protagonismo elettorale tanto da distinguere,
in una visione tipicamente manichea e qualunquista delle cose, tra buoni e
cattivi; quando si sostiene che l'affermazione del PDL rappresenta una minaccia
per la famiglia, che non sarebbe più tutelata e garantita; quando si polemizza,
senza dati di fatto concreti, sulla nostra idea di sviluppo del Sud, e della
Calabria in particolare, non possiamo fare a meno di pensare che nel Partito
democratico abbiano, ormai, perso la testa perché, nel confondere le idee degli
elettori, tentano di far dimenticare le scelte scellerate del governo Prodi. Un
miliardo e seicentomila euro di investimenti in meno nel settore della
sicurezza, forze dell'ordine abbandonate a sé stesse, criminalità diffusa,
attacco quotidiano alle politiche in favore della famiglia, tentato
riconoscimento delle unioni di fatto sono solo alcuni tra i temi più importanti
che hanno caratterizzato l'azione del governo Prodi e che, ora, anche in
Calabria, per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, il PD
tenta miserevolmente di nascondere. I calabresi hanno compreso, però, che non
possono più fidarsi di un Partito democratico che della logica delle parole e
non dei fatti ha fatto la propria ragione sociale né tanto meno di chi, come
Loiero, ha un concetto tutto personale e privato di fare politica asservendo gli
interessi delle istituzioni alle logiche interne della propria parte come nel
caso dell'ex presidente Bruni". "Il Popolo della Libertà, pertanto -
conclude Dima - dal 14 aprile in poi, interpreterà i
bisogni e le legittime aspirazioni della società calabrese nell'attuazione di
un programma di governo concreto fondato su punti chiari come la tutela della
sicurezza dei cittadini, lo sviluppo economico basato sulla valorizzazione
delle piccole e medie imprese, lo snellimento della burocrazia, il potenziamento delle infrastrutture".
( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SCANDALO VELENITALY.
REAZIONI PREOCCUPATE ANCHE IN PROVINCIA "Adulteratori già scoperti"
L'assessore Sandalo: ma il danno d'immagine sul vino resta enorme
[FIRMA]GIORGIO LONGO ALESSANDRIA "Con tutti gli sforzi fatti in questi
anni sulla qualità e la promozione del vino dei nostri territori proprio non ci
voleva; ora si farà di tutto, a tutti i livelli, per circoscrivere il danno
d'immagine". Sul caso "velenitaly" (il "vino
all'acido"), assessorato provinciale all'Agricoltura e associazioni di
categoria, scendono in trincea e la Regione, con l'assessore Mino Taricco,
annuncia la volontà di costituirsi parte civile. Quello provinciale Davide
Sandalo, va giù duro: "Si tratta dei ''soliti noti'' del Cuneese, che
hanno attività con ramificazioni anche altrove. Il tempestivo intervento ha già
consentito di individuare quali sono le ''mele marce''. Comunque, si tratta di
un fenomeno isolato, un numero limitato di bottiglie, che non deve creare
allarmismi. Il settore è sano". Piero Torchio, direttore Coldiretti, fa
rilevare: "Da sempre auspichiamo controlli e non solo
quelli legati alla burocrazia, ma che puntino alla sostanza". Poi ricorda "le
battaglie combattute per l'etichettatura con l'origine dei vini e altre
strategie che portassero a garantire qualità e trasparenza". Carlo Ricagni,
neopresidente della Cia, sottolinea: "Rischiano conseguenze devastanti
soprattutto i piccoli produttori e quelli associati. Ora serve più
severità e rigore, i controlli devono esser effettuati partendo dalla vigna,
passando per le cantine fino agli scaffali dei negozi. Bisogna sapere cosa c'è
dentro alla bottiglia e i Consorzi di Tutela devono attivarsi. Comunque,
attenzione a non criminalizzare l'intero settore vinicolo". Gian Paolo
Coscia, presidente Confagricoltura: "Siamo sconcertati dal comportamento
di questi sofistificatori senza scrupoli che mettono a rischio l'economia del
comparto viticolo italiano e di quello piemontese. Bisogna subito fare
chiarezza e individuare i colpevoli per non creare paure nei consumatori e
danni ai viticoltori. A questo punto chiediamo alla Regione di individuare i
soggetti che devono fare i controlli".