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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 5-4-2008       #TOP


Report "Burocrazia"

Veltroni: Berlusconi non ha onorato il contratto con gli italiani del 2001 ( da "Corriere.it" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Italia dai lacci della burocrazia, dai conservatorismi. Farla tornare ad essere un Paese libero, con una democrazia in grado di decidere e di farlo in tempi rapidi. Rendere l'Italia un Paese "semplice e veloce". Del resto, osservava il candidato premier del Pd, quando "non si prendono le decisioni nei tempi giusti poi succede come in Campania,

Nella campagna elettorale si affronta ogni argomento tranne le questioni del mondo accademico ( da "Gazzetta del Sud" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Università travolta dalla burocrazia non sa dare voce al proprio malessere Angelo Sindoni L'intensa vigilia elettorale ci propone giorno dopo giorno molti e svariati argomenti sulla scena del dibattito politico. Il carovita, le pensioni, Malpensa, l'Alitalia, la "monnezza", il voto agli immigrati, la crisi demografica, le quote rosa,

Per le coop un passo indietro utili come quelli di tre anni fa ( da "Gazzetta di Reggio" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riducendo burocrazia e pressione fiscale sul reddito da impresa e da lavoro, tutelando il mercato legale, accelerando la dotazione di infrastrutture". Questa la ricetta per ricominciare a correre, ma ecco nel frattempo lo stato di salute. I DATI. Il preconsuntivo di Legacoop certifica un incremento di valore della produzione del 4.

Nel Veltroni-day si scalda la folla di Salerno ( da "Citta' di Salerno, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Applaude quando il leader si scaglia contro i tempi della burocrazia e quando rilancia la "lotta senza quartiere alla camorra". S'infiamma nel ricordo dei quarant'anni dall'assassinio di Martin Luther King.Esplode, nell'ovazione "Walter, Walter", quando dice che lui, a differenza di Berlusconi, non è stanco, ma sente il "massimo onore" di candidarsi alla guida del Paese e ha "l'

<Il comune non ha le forze per gestire la "Metanina"> ( da "Cittadino, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che fa perdere tempo agli operatori mentre sarebbe bastata una maggior attenzione dell'assessore alla partita". Nel contempo va segnalato che l'amministrazione comunale ha assegnato un incarico a un esperto, per un importo di 20mila euro, finalizzato a supportare gli uffici comunali nella analisi e conseguente gestione della situazione futura della società a partecipazione

Il Pd è l'unica vera novità e può vincere ( da "Corriere delle Alpi" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la sicurezza con la certezza della pena, la lotta alla burocrazia con la possibilità di aprire un'impresa in un giorno e il federalismo fiscale. "C'è un partito che da sempre blatera e protesta, ma non fa niente e, nonostante sia stato al governo con maggioranza bulgara, ha lasciato che il capo facesse solo i suoi interessi.

I contratti di Trenta ( da "Trentino" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per pagare meno, meno burocrazia, chi sbaglia deve pagare, i politici veri, sono quelli che hanno coraggio, non quelli che vogliono piacere... e tante altre, sono solo slogan. Termino nel ricordare un anziano che dopo un comizio sentito in piazza, disse; dopo due ore di bla-bla-bla, non ha detto niente.

Poesia e riscatto dei bimbi di Calcutta ( da "Giornale di Brescia" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sfidando pregiudizi e burocrazia, ad essere ammessi in collegio. Il film avrà un destino da Oscar. Le foto dei bambini hanno fatto il giro del mondo e si possono acquistare (per Brescia, informazioni: 334-1711646). E un sito (www.kids-with-cameras.org) si occupa tuttora di aiutare questi e altri bambini nel mondo.

Il peggio è passato, però ( da "Milano Finanza" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: post e resta perciò il dramma dell'eccesso di burocrazia e di normative. è una formula che non funziona: io sono tra quelli che pensano che la forma non è più importante della sostanza. In Europa e in Italia servono troppe carte e documenti. E in questo marasma di documenti paradossalmente c'è chi riesce meglio a mascherarsi.

Roma caput corporation ( da "Milano Finanza" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine uno snellimento della burocrazia che sta soffocando le imprese di ogni dimensione", ha sottolineato il consigliere con la delega per l'internazionalizzazione dell'Uir, guidata da Luigi Abete. Intanto "nei prossimi mesi abbiamo una fantastica opportunità per far crescere il sistema romano.

Medici di famiglia:<Troppa burocrazia> ( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Medici di famiglia:"Troppa burocrazia" la polemica "BASTA CON la burocrazia. Non è possibile che un cittadino sia costretto a venire da noi due o tre volte per poter riuscire a prenotare al Cupa un esame specialistico". A lanciare l'accusa è Renato Giusto, segretario provinciale del Sindacato medici italiani.

Via dell'elettricità, ok alla manutenzione ( da "Nuova Venezia, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia in questi anni per via dell'Elettricità, la nuova strada dei traffici di Marghera alternativa a via Fratelli Bandiera, ha messo più volte i bastoni tra le ruote. Il progetto è rallentato oggi dal problema bonifiche. Sandro Simionato spiega però che i Lavori pubblici non possono più attendere.

Ascierto: andando via ci ha fatto un favore voleva la candidatura a sindaco di padova ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia. Gli ho dato tutto quello che potevo, come amico e come politico, ma lui ha rifiutato tutto. Voleva solo due cose: la candidatura a parlamentare o a sindaco di Padova". Il deputato di An racconta: "Due settimane prima che fossero depositate le candidature, era andato da Fini per proporsi, iniziando a raccogliere le firme.

Turismo, sanità, investimenti le imprese danno le pagelle - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fra le priorità semplificazione della burocrazia, costruzione di termovalorizzatori e rigassificatori, riduzione degli Ato rifiuti, scioglimento del consorzio autostrade. Ma, soprattutto, Lo Bello chiarisce il ruolo degli industriali nel dopo-voto. "Negli ultimi anni c'è stato un deficit di controllo sull'operato della politica da parte della società.

Invalido, chiedo un lavoro, non voglio assistenza ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E se a questo si aggiungono i tempi lunghi della burocrazia per l'aggiornamento dello stato di invalidità, la situazione può diventare tragica. Questa è in sintesi la condizione a cui è costretto Luigi Porcu, 58 anni, che alcuni anni fa ha subito un delicatissimo intervento chirurgico al cuore.

Veltroni: "annienteremo le mafie non vogliamo voti dai delinquenti" - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da un lato "un nuovo disegno di legge": per imprimere meno burocrazia e più rigore "sulle misure antimafia, 41 bis compreso, da Napoli alla Sicilia". Dall'altro, basta speculazioni sull'immondizia: "Non c'è mai un solo colpevole, basta processi a uno solo". è una mano tesa al governatore Bassolino, che Veltroni tuttavia non cita.

Candidati a confronto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ovvero meno leggi e meno burocrazia, riduzione dei costi della politica, sottrazione degli enti pubblici al controllo della politica. "Riteniamo che una decisa azione politica e programmatica su questi specifici problemi - si legge nella nota del circolo gradiscano del Pd - sia vista con grande favore dai cittadini, non solo per le ovvie implicazioni di carattere etico,

Di NICOLA PASQUINUCCI --PONTEDERA-- LA REGIONE Toscana ha fatto ( da "Nazione, La (Pisa)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Insomma la burocrazia è troppo lenta. Anche lo stesso assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, mise l'accento su alcune carenze. "Sì, fece presente, ad esempio, che la sala d'attesa era troppo piccola". Tempi di realizzazione della nuova struttura?

<Il Socialismo è una risposta alle esigenze della ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a partire dalla burocrazia e dal sistema legislativo, con la semplificazione politica, cercando di ridurre a due i partiti che si contendono il governo del Paese in una rincorsa al voto moderato, sfumando o addirittura abbandonando tutta quella ricchezza di valori che, sia a destra che a sinistra, non costituisce soltanto un'utopia politica della quale,

Facciamo di più per i giovani ( da "Arena, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia italiana fa sì che ci si perda tra riforme e controriforme, abilitazioni più o meno validanti, ricorsi vari e normative che cambiano ogni altro giorno. Fortunatamente ai ragazzi dell'Overlake Chamber Choir è stata data la possibilità di visitare il Liceo Montanari, ad indirizzo musicale, dove è attivo un coro giovanile ben preparato che ha reso assai meno amara la realtà

Tre candidati per i Socialisti 'Expo, occasione anche nostra' ( da "Provincia di Cremona, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rebuschi e Zanoni, invece, hanno illustrato alcuni punti del programma elettorale del partito: "Meno burocrazia, più sicurezza assumendo nuovo personale per le forze dell'ordine e riconoscimento delle coppie di fatto sia omo che eterosessuali". (a.c.).

Imprese, dieci comandamenti al Governo ( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa risultando particolarmente pesante per quelle più piccole perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo dell'imprenditore. LAVORO. Va retribuito chi lavora e merita di più, detassando lo straordinario e gli aumenti legati agli incrementi di produttività.

SONO STATI rinviati alla prossima settimana e a data da ( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa malattia degenerativa tanto rara quanto terribile, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte. Fino alla fine e nonostante tutte le difficoltà, era riusciti però a non perdere mai il sorriso, né la voglia vi vivere.

DICIAMO di stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E più degli italiani soffrono la burocrazia. TERZA ETÀ. Trend in crescita anche per i nonni. Gli ultra 65enni sono in aumento, fino ad essere il 21% della popolazione, il 23% a Cesena e lungo la valle del Savio, il 18% nel Rubicone. Tanti e arzilli? A volte con l'età bisogna sapersi accontentare: il 34% definisce buono il suo stato di salute.

<Puntiamo su strade e informatica> ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sullo snellimento della burocrazia e sulla promozione del territorio: questi gli ingredienti su cui si basa la 'ricetta' elaborata dalle associazioni dell'imprenditoria locale per lo sviluppo della Bassa Romagna. La 'ricetta', contenuta in un documento di 16 pagine, è stata consegnata dai rappresentanti delle associazioni al sindaco Raffaele Cortesi,

Silvana Mura (Idv) torna in piazza Verdi <Che ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro gli sprechi della politica e della burocrazia". Nell'agenda politica anche l'impegno contro la violenza alle donne e per i giovani. Perché "è arrivato il momento di dar loro la risposta che chiedono. Ne incontro tanti in questa campagna elettorale che non hanno più intenzione di delegare agli altri il loro futuro.

<SIAMO SOCIALISTI e lo saremo sempre>. Non ha dubbi Lorenzo ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mai di conflitto di interessi, di riforme della burocrazia, di tutela dei consumatori, di ambiente, di investimenti per la ricerca. Sembrano problemi di un'altra galassia. Chi vive il problema della terza settimana non è interessato agli "hub", semmai all'inflazione. I socialisti sono interessati soprattutto a questi problemi".

Un saggio sui centri storici a rischio - francesco erbani ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia occupa ogni spazio. I prezzi schizzano in alto e dal centro storico vengono scacciati i residenti economicamente più deboli. Nei primi anni Sessanta il problema viene posto con urgenza. Nasce l'idea di spostare fuori dal centro storico molte attività incompatibili con i tracciati barocchi, con i reticoli di strade che risalgono al primo Rinascimento.

Rivella: <Meno burocrazia Pensiamo alla ( da "Nazione, La (Empoli)" del 05-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 5 Rivella: "Meno burocrazia Pensiamo alla L'INTERVISTA ? VERONA ? UNO DEI padri del Brunello e di Montalcino, creatore di Castello Banfi, è disgustato: "Finirà all'italiana: nulla di fatto, se non il danno mediatico". Ezio Rivella (foto Di Pietro) è la storia del vino di qualità italiano.

L'assenza della politica favorisce le frodi alimentari ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si tratta di zone dove il diritto di intraprendere è ostacolato non solo da tutto quello che è la burocrazia, siamo addirittura di fronte a un problema di legalità violata. E garantire la legalità è una delle priorità della politica". In questa situazione è tutto il Paese a rimetterci e l'importante settore agroalimentare esce a pezzi? "Questa è la cosa più grave, più brutta.

Pannelli solari, ostacoli dalla burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ostacoli dalla burocrazia L'accusa ai Comuni: "Regolamenti vecchi e iter lenti, così si vanifica il risparmio" Certe amministrazioni chiedono ancora la concessione edilizia per poter dare l'okay ai lavori di installazione "Mentre lo Stato e le Regioni incentivano l'installazione di pannelli solari, ci sono comuni che mettono il bastone tra le ruote,

Un parcheggio per edy e andrea ( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: probabilmente dovuti alla burocrazia - per il rilascio dell'autorizzazione al parcheggio riservato. "La circoscrizione - spiega Pastechi - non era al corrente della richiesta di Orlandi perché presentata al comando della polizia municipale ed in genere non riusciamo a sapere di queste richieste fino a quando non ci viene comunicato il numero del parcheggio riservato da realizzare"

Il battello dei carcerati ora è un rottame ( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'unico tratto percorso quello per approdare prima al porto di Portoferraio e poi per finire in cantiere vicino a dove era approdato. Peccato, visto che doveva essere destinato alla rieducazione dei detenuti e invece, per colpa della burocrazia, è ormai una carcassa arrugginita.

Il nido delle aquile da terraferma ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per un paradosso della burocrazia, mentre il Texano veniva silurato, sulla "Gazzetta Ufficiale " fu pubblicato il decreto del ministro dei Trasporti, Giovanni Caravale, chiesto da Alitalia – ma dieci mesi prima – per poter noleggiare gli equipaggi-canguro.

Bene gli ordini ma il trend è incerto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dal fisco, alla burocrazia, alla questione dei salari: "è un problema importante, c'è bisogno di rilanciare la domanda. In questa situazione di sfiducia, con le tariffe che crescono, chi guadagna poco più di mille euro al mese non spende, non è in condizioni di farlo".

Fuori dall'Europa l'export corre ancora ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sappia prendere le decisioni che servono a rilanciare la crescita", dice Lunelli. Per le imprese, è necessario non solo una riduzione del fisco, ma a parità di aliquote una normativa fiscale chiara e la stabilità delle norme. Inoltre la semplificazione della burocrazia, un costo occulto che pesa sui bilanci. N. P.

È la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA COMUNITARIA ... è la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue di Maurizio Caprino S i è sempre detto che i mercati comuni servono a favorire gli scambi tra i Paesi aderenti. Ma non raccontatelo ad alcuni importatori paralleli di veicoli.

Il sindacato recuperi l'unità dall'interno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A suo avviso sono le burocrazie, le incrostazioni organizzative a tenere lontane le confederazioni. Forse c'è anche qualcosa in più, c'è una diffidenza di fondo, soprattutto per i tempi difficili che la congiuntura politica, ma anche quella economica stanno promettendo.

La sfida del Calearo d'Emilia: <Cerco voti sulla linea del fronte> ( da "Corriere di Bologna" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Parla dei costi della burocrazia, di formazione ("la scuola dovrebbe essere l'edificio più bello di ogni quartiere"). E poi lancia l'affondo: "A me piace l'Italia, mi piace la Moratti, mi piace il Paese che fa squadra. Non mi piace l'atteggiamento tipico della sinistra multicolore italiana che pensa sempre che sei più intelligente se dici sempre di no"

Villa Giulia, niente soldi per luce e fotocopie ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia ci strangola - dicono - Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi ammi-nistrativi, per cui il pochissimo che arriva, giunge con ritardi insopportabili". A Villa Giulia, apparentemente la situazione è sotto controllo. Ma una buona parte delle sale del museo sono chiuse, circa un quarto: da due anni il ballatoio è inaccessibile per i visitatori.

La burocrazia ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: BREVI La burocrazia "Ci strangola. Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi amministrativi".

Naglieri e il pazzo di Gogol ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impiegatuccio tra i tanti della sterminata burocrazia zarista nella Pietroburgo della seconda metà dell'Ottocento. Un essere che cova frustrazione su frustrazione mentre china ossequioso il capo di fronte all'arroganza del capoufficio, attendendo diligentemente al suo compito che è quello di temperare matite.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Con l'enorme debito pubblico che abbiamo, che è il più grosso macigno che pesa su ogni italiano, l'abolizione contribuirà in buona parte ad un consistente risparmio di denaro pubblico anche perché credo che i loro compiti possano tranquillamente essere eseguiti dalle Regioni e dai Comuni che già operano sugli stessi argomenti delle Province e che la maggior parte dei

Di FABIO ROSSI Chi pensa di vincere le elezioni dicendo che tutto fa schifo, sbaglia ( da "Messaggero, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: innovazione come centro nevralgico e cabina di regia per la raccolta di proposte volte allo sviluppo del mondo economico e scientifico". Scopo di questa operazione, spiega il candidato a Palazzo Valentini, "è garantire un accesso facile e immediato alle nuove tecnologie consentendo anche una semplificazione della burocrazia".

Sovversiva ed erotica: il volto nascosto di Louisa May Alcott ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: organizzazione improvvisata e una burocrazia inetta, arriva in una capitale infestata dai maiali, con i simboli nazionali gettati nel fango per poi prendere servizio in un ospedale ribattezzato "Casa del caos" e caldeggiare, a mezza bocca, la diserzione. I due racconti finali sono venati di una sensualità e di un erotismo mai espliciti,

E con <Iquel> i cittadini danno i voti al Comune ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città. Potranno giudicare, attraverso Internet, telefono e i mezzi tecnologici più avanzati, la qualità dei servizi che offre il Comune.

Le aziende: <Un patto per lo sviluppo> ( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia, tasse, ma anche sicurezza e Legge Biagi: il mondo produttivo si coalizza. "Dobbiamo rafforzarci" TREVISO - Un impegno per lo sviluppo. Dell'Italia, certo, ma prim'ancora del Veneto e di Treviso. Lo chiedono ai candidati trevigiani al Parlamento le cinque sigle più rappresentative dell'imprenditoria locale: Unindustria e Ance,

Il Comune ci ripensa, over 75 tutti gratis ( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I tempi della burocrazia sarebbero dunque il motivo che ha spinto assessori e sindaco a prorogare l'esenzione per tutti gli anziani sopra i 75 anni d'età. Intanto sul fronte automobilistico Actv lavora all'organizzazione delle nuove linee da e per l'ospedale all'Angelo di Zelarino.

Sicurezza nelle case ( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Sicurezza nelle case I problemi della burocrazia Proprietari in difficoltà L'agente Tonello (Fimaa): "Gli acquirenti pretendono la documentazione, impossibile da trovare, specie nel caso di vecchi edifici. E per derogare alla norma chiedono lo sconto" Il campo di applicazione La novità riguarda strutture energetiche, porte e cancelli automatici,

Impianti a norma, la legge blocca vendite e affitti ( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: applicazione può far precipitare in un inferno di burocrazia e spese salate. In sintesi, il proprietario che vuol vendere o affittare (ma anche donare) un immobile deve avere la documentazione tecnica e amministrativa che attesti la regolarità degli impianti nell'edificio. In più deve possedere anche i manuali d'uso e manutenzione dei dispositivi.

Propongono di firmare contratti ma c'è l'inganno: 35 segnalazioni ( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutti i racconti sono simili. A una donna francese hanno detto che la firma era imposta dal decreto Bersani e dalla burocrazia italiana. Cosa fare? Non firmare e nel caso contattare anche le forze dell'ordine. Bisogna difendersi, se sono aggressivi e insistenti".

Palestra coni sempre più degradata ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quindi è impossibile prevedere quali saranno i tempi della burocrazia. I lavori necessari per mettere a norma l'impianto sono consistenti, dal momento che l'opera necessita di una sistemazione complessiva e del rifacimento totale delle tribune. Per dare un'idea del tenore degli interventi richiesti, basti pensare che il progetto vale ben 3 milioni 540 mila euro.

L' ( da "Avvenire" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PRIMA 05-04-2008 BUROCRAZIA E FIGLI SU MISURA ADOZIONI IMPRESA SEMPRE PIÙ DIFFICILE GEROLAMO FAZZINI L' adozione internazionale in Italia è al giro di boa. Sono passati 15 anni da quando il nostro Paese ha aderito alla Convenzione dell'Aja, 10 da quando l'ha ratificata.

La Cattolica al servizio della cultura popolare ( da "Avvenire" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia. Come è possibile uscire da questa fase? "È difficile uscirne, ma è indispensabile farlo. Le Università hanno conosciuto in questo decennio una catena, che sembra interminabile, di piccole e grandi riforme, il cui risultato, in qualche caso non intenzionale, è stato quello di appesantire burocraticamente ciò che per sua natura dovrebbe essere il più libero possibile,

GIUSTIZIA E BUROCRAZIA ( da "Avvenire" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CRONACA 05-04-2008 GIUSTIZIA E BUROCRAZIA Escluse ragioni d'urgenza, il procedimento discusso a maggio. Il deposito del verdetto slittato dal 2000 al 2008 aveva permesso la scarcerazione per decorrenza dei termini di alcuni esponenti mafiosi.

VELTRONI: CAMORRISTI, NON VOTATE PER NOI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lotta alla burocrazia e agli sprechi, riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica, e il Meridione al centro della politica del Governo "perché la nostra battaglia non è contro la ricchezza ma contro la povertà e il Sud ha uno spaventoso gap infrastrutturale basta pensare ai collegamenti ferroviari e alla portualità".

Belluno Il Patto per la provincia ( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel pomeriggio Calearo, capolista Pd in Veneto 1, ha parlato con le associazioni di categoria, che gli hanno chiesto l'impegno per non soffocare di burocrazia. Questa mattina in piazza ci sarà il ministero Ferrero e domani arriva Rosy Bindi.DorigoeCiprian a pagina II.

IN CINQUEMILA PER WALTER SOTTO LA PIOGGIA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Applausi soprattutto ai passaggi dedicati alla malavita, alla difficoltà delle famiglie, ai ritardi della burocrazia. Quando dice "faremo in modo che le amministrazioni diano risposte ai cittadini entro 30 giorni", l'assessore all'urbanistica De Maio si dà di gomito con De Luca ("Noi già lo facciamo").

Le imprese: <È l'ora del federalismo> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa, soprattutto le più piccole, perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo dell'imprenditore. Oltre a frenare gli investimenti stranieri. Soluzione: sfrondare le leggi, diminuire i tempi ed i costi degli adempimenti, ridimensionare la presenza di enti che si sovrappongono,

<Riccardo non ha bisogno di chi gli tiri la volata> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa già alle prese con gli intoppi della burocrazia, una giovane donna che chiede difese per i lavoratori precari e l'artigiano vecchio stampo, che con ironia disincantata reclama non promesse ma fatti.Il ministro emiliano, ricevendo il plauso iniziale persino del sindaco tolmezzino di Centrodestra Cuzzi, per oltre un'ora ha tenuto tutti con gli occhi puntati su di lui,

Settanta pneumatici abbandonati ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lavorando alla stesura di un regolamento che ci permetta di individuare i vandali, senza che la burocrazia riesca a rallentare l'azione amministrativa". In arrivo due telecamere puntate sulla piazzola ecologica e altre due nella zona industriale, per garantire maggior sicurezza. "In futuro provvederemo a posizionare delle telecamere ovunque ci sia un abbandono abusivo di rifiuti.

Udine <Cinque anni segnati da ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma guardiamoci dagli estremismi e dalla burocrazia friulanista, che vive solo di contributi regionali. Bene la salvaguardia delle tradizioni e un'ora di friulano nelle scuole per chi la chiede, cancellando quindi il silenzio assenso. Inoltre, bisogna dare l'alternativa, un'ora di informatica, di inglese.

Sopralluogo positivo della Lazio ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto a posto insomma."Direi proprio di sì, rimane soltanto da fare l'accettazione formale. Burocrazia insomma. Ma sia io sia il preparatore Vio siamo convintissimi della scelta fatta. Auronzo è l'ideale per una buona preparazione estiva".Alessandro De Bon.

Turismo, si punta sull'ambiente ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Deve poi snellire la burocrazia e adeguare la normativa suibed ed breackfast che porteranno maggior sviluppo. Sono convinta che il futuro sarà caratterizzato da un turismo eco - sostenibile - conclude la Zanet - in grado di coniugare percorsi alternativi a quelli classici spingendosi all'interno dei centri abitati.

Da Calearo solo Ascom e Agricoltori, malumori nel Pd ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che hanno esposto gli enormi disagi causati dalla burocrazia nelle loro attività, ha risposto: "I problemi vostri li conosco perché li vivo tutti i giorni. So che il mio operaio fa fatica ad arrivare a fine mese. So che è difficile esportare. So del peso della burocrazia. Per questo noi non diciamo vogliamo vincere le elezioni, ma diciamo vogliamo governare.

<Valorizzare il ruolo dell'impresa> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberare le aziende dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Concetti che la stessa Associazione Artigiani vicentina ha ribadito nell'incontro che il suo Consiglio Direttivo ha avuto con vari candidati al futuro Parlamento.

ELEZIONI/ FINOCCHIARO: GIUSTE LE PRIORITA' INDICATE DA CNA SICILIA ( da "Virgilio Notizie" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è bisogno di una burocrazia efficiente e trasparente, nella quale la variabile del tempo diventi un discrimine fondamentale: troppo spesso le imprese non sanno in quanto tempo le loro pratiche saranno evase, e questo non è più accettabile. Per non parlare dei ritardi della Regione nel pagamento dei contributi alle imprese artigiane siciliane che,

Minniti agli imprenditori: "Costruire un patto per lo sviluppo" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: singoli esponenti del mondo imprenditoriale e di rappresentanti delle associazioni di categoria, sono stati messi a fuoco i temi che stanno maggiormente a cuore al mondo dell'imprenditoria: dalla sicurezza e legalità al regime fiscale e al ruolo della burocrazia; dal meccanismo degli incentivi agli investimenti da attuare per ridare rilancio mercato a concorrenza e meritocrazia.

Dima (Pdl): "Il Pd nervoso perché il vento del consenso è con noi" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interpreterà i bisogni e le legittime aspirazioni della società calabrese nell'attuazione di un programma di governo concreto fondato su punti chiari come la tutela della sicurezza dei cittadini, lo sviluppo economico basato sulla valorizzazione delle piccole e medie imprese, lo snellimento della burocrazia, il potenziamento delle infrastrutture".

"Adulteratori già scoperti" ( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: auspichiamo controlli e non solo quelli legati alla burocrazia, ma che puntino alla sostanza". Poi ricorda "le battaglie combattute per l'etichettatura con l'origine dei vini e altre strategie che portassero a garantire qualità e trasparenza". Carlo Ricagni, neopresidente della Cia, sottolinea: "Rischiano conseguenze devastanti soprattutto i piccoli produttori e quelli associati.


Articoli

Veltroni: Berlusconi non ha onorato il contratto con gli italiani del 2001 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ex sindaco di roma promette guerra "senza quartiere" contro le mafie Veltroni: Berlusconi non ha onorato il contratto con gli italiani del 2001 Il leader del Pd: "Aveva promesso di non candidarsi se lo avesse disatteso e invece eccoci qua" SALERNO - Sfida in Campania a pochi km di distanza l'uno dall'altro per i due aspiranti leader. Il Cavaliere? Doveva restare a casa, l'aveva promesso. Walter Veltroni ricorda, in una manifestazione a Salerno, mentre Berlusconi stava parlando a Napoli, il contratto con gli italiani firmato da Silvio Berlusconi nel 2001. E si chiede: "ma come ha fatto a ricandidarsi?". "Ricordate il contratto con gli italiani?", dice il leader del Pd. "A riguardarlo oggi - aggiungeva - non si capisce come non sia stata onorata l'ultima clausola che diceva che se fosse stato disatteso, realizzando anche 4 punti su 5, il firmatario non si sarebbe ricandidato alle elezioni. E invece eccoci qua", aggiungeva Veltroni. MEZZOGIORNO - "La questione della crescita del Mezzogiorno è vitale per l'intero Paese. Non è solo il nordest che deve produrre il Pil e se noi sblocchiamo la crescita della Sicilia, della Campania, della Calabria e della Puglia, abbiamo risolto il problema della crescita dell'Italia e della ricchezza nazionale" aveva dichiarato in precedenza Veltroni, parlando ad un comizio ad Avellino. Il segretario del Pd torna poi sul tema della lotta "senza quartiere" alle mafie e critica il suo avversario: "ieri ha fatto una pagina intera su un giornale di questa regione senza mai citare una volta la camorra". Per Veltroni, "bisogna continuare nella lotta alla mafia anche perchè tra sviluppo e legalità c'è un rapporto visto che gli investitori stranieri vengono ad investire solo se ci sono le condizioni innanzitutto di legalità". ISTITUZIONI - Veltroni aveva anche criticato le affermazioni di Berlusconi sul fatto che troverà una volta al governo istituzioni tutte di una parte politica. "Le affermazioni del leader Pdl sono clamorose. Non riesce ad entrare in loro l'idea che le istituzioni non sono di parte ma rappresentano tutti gli italiani e così e stato con Ciampi, con Napolitano, con i presidenti delle Camere, nella Corte costituzionale". EMERGENZA RIFIUTI - Prima ancora, parlando dell'emergenza rifiuti,Veltroni aveva sottolineato come fosse necessario: "Liberare l'Italia dai lacci della burocrazia, dai conservatorismi. Farla tornare ad essere un Paese libero, con una democrazia in grado di decidere e di farlo in tempi rapidi. Rendere l'Italia un Paese "semplice e veloce". Del resto, osservava il candidato premier del Pd, quando "non si prendono le decisioni nei tempi giusti poi succede come in Campania, dove si è creata l'emergenza rifiuti". stampa |.

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Nella campagna elettorale si affronta ogni argomento tranne le questioni del mondo accademico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Università travolta dalla burocrazia non sa dare voce al proprio malessere Angelo Sindoni L'intensa vigilia elettorale ci propone giorno dopo giorno molti e svariati argomenti sulla scena del dibattito politico. Il carovita, le pensioni, Malpensa, l'Alitalia, la "monnezza", il voto agli immigrati, la crisi demografica, le quote rosa, il mercato cinese, e via discorrendo. Tutto viene sciorinato in piazza, ed è giusto che sia così; è il rito della democrazia, che va celebrato fino in fondo. Tuttavia c'è un tema che sembra sia scomparso, inghiottito da un buco nero insondabile e più profondo delle buche di Gravina: l'Università. Chi la mattina legga il giornale, o la sera si sieda davanti al televisore, fa veramente fatica a trovare il termine "Università" nei duelli verbali dei vari leader. Se un bravo sondaggista volesse fare un'indagine sulla "presenza" dell'Università, probabilmente troverebbe una percentuale prossima allo zero. Come mai? Di chi è la colpa? Di tutti e di nessuno. Verosimilmente si è creato un fenomeno che un filosofo, Bacone, aveva già descritto qualche secolo fa, chiamandolo "idola fori", e che oggi potremmo definire come "luoghi comuni", slogan, parole d'ordine, ecc. In questi ultimi anni, infatti, sull'Università per sue colpe vere o presunte si è raggrumata una serie di giudizi negativi che hanno determinato una opinione pubblica ostile, persino in gran parte della classe dirigente politica. Nell'immaginario collettivo i concorsi sono invariabilmente "truccati", i cervelli sono invariabilmente "in fuga", i professori ordinari sono invariabilmente "baroni" onnipotenti, e poi periodici scandali per esami. "Università" è diventato persino un tabù linguistico, con una involuzione semantica evidente: un uomo politico catanese è stato indicato come probabile ministro della "Ricerca", e nel programma di uno dei partiti si parla di Università sotto il lemma "Ricerca"; mentre tradizionalmente il relativo Ministero è chiamato della "Università" e, come secondo termine, della Ricerca. Insomma essa è vista quasi come un fenomeno degenerativo da marginalizzare. Al capezzale dell'ammalato si sono chinati grandi clinici, e ognuno dice la sua, ministri, governi, maître à penser; ma all'ammalato non è consentito parlare, perché ritenuto il vero colpevole. In realtà il cuore dei problemi è forse il fatto che, da diversi anni, il mondo universitario è affetto da una profonda afasia. Una volta c'era il '68, c'erano i sindacati, c'era la mobilitazione di docenti e studenti. Adesso, invece, il corpo accademico sembra affetto da una paralisi alle corde vocali; l'ormai lunga fase riformistica è più subita che interpretata; non si riesce a dar voce al proprio malessere, anche perché si è sempre più oberati da incombenze burocratiche, che sottraggono tempo prezioso agli studi e alla ricerca. C'è solo l'imbarazzo della scelta per indicare le procedure accolte con scetticismo; tra queste, la Valutazione (Anvur). L'Università non si vuole sottrarre alla valutazione; ma questa deve essere snella e concludente. Si è calcolato invece che i lunghi e costosi processi valutativi incidono, per esempio nei Dottorati, solo per un modesto 8% nell'erogazione delle risorse. Uno dei punti dolenti è proprio questo: le risorse. L'Italia di solito destina solo lo 0,9% del Pil all'istruzione universitaria. Con questa percentuale siamo il fanalino di coda dell'Unione europea! Una vergogna italiana, della quale non si vede ancora all'orizzonte la cancellazione. Qualche piccolo segnale di nuovo protagonismo c'è; un anno fa l'affluenza del corpo docente alle votazioni Cun è stata largamente superiore alla media. L'auspicio pertanto è che, dopo le elezioni, si possa avviare un dialogo virtuoso tra classe politica, governo e mondo universitario, senza dimenticare che l'Università è una gloria tutta italiana. È nel Bel Paese, infatti, che otto secoli fa è nata questa istituzione, che poi si è diffusa in tutto il mondo.

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Per le coop un passo indietro utili come quelli di tre anni fa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO. Anche nel 2007 la cooperazione che aderisce a Legacoop ha continuato a crescere, sia pure a ritmi rallentati rispetto alle straordinarie performance del biennio precedente. Sono aumentati produzione e fatturato, numero di soci ed occupati, ma i margini di rendimento sono stati erosi dal calo della domanda interna, dal carico fiscale e da altri fattori che frenano lo sviluppo. Il mondo cooperativo purtroppo risente dei bassi regimi cui viaggia tutto il Paese. Lo hanno confermato ieri il presidente provinciale Ildo Cigarini, unitamente al direttore generale Mauro Degola ed alla responsabile del servizio finanziario Daniela Cervi, che hanno presentato il rendiconto delle cooperative. Un consuntivo meno brillante del solito ma più che soddisfacente per Reggio. "Il nostro motore - la metafora usata Cigarini - dispone di tanta potenza ma è costretto ad abbassare il numero dei giri. Siamo tornati alla situazione del 2004 con utili buoni ma non eccezionali. Il sistema cooperativo, spesso distinto per reattività, non può sfuggire al rallentamento generale. Anche per il 2008 le stime sono improntate alla prudenza. Chi governerà dovrà avviare azioni di rilancio per l'economia. Riducendo burocrazia e pressione fiscale sul reddito da impresa e da lavoro, tutelando il mercato legale, accelerando la dotazione di infrastrutture". Questa la ricetta per ricominciare a correre, ma ecco nel frattempo lo stato di salute. I DATI. Il preconsuntivo di Legacoop certifica un incremento di valore della produzione del 4.28% (+2.64% nel 2006), ma solo dell'1.68% del valore aggiunto (+6.38% nel 2006). L'occupazione è poi salita dell'1.34% mentre l'anno prima si era impennata del 5.66%. Risultati che sono in ogni caso migliori della media nazionale e segnalano un fatturato di 6.200 milioni di euro, un valore aggiunto di 1.324 milioni, occupazione per quasi 36.000 lavoratori un terzo dei quali nel territorio provinciale. Gli utili, dopo 20 milioni di ristorni ai soci, si attestano sui 150milioni che portano il patrimonio netto indivisibile delle cooperatire reggiane ad oltre 2.200 milioni di euro. Nel 2007 sono stati effettuati investimenti tecnici di oltre 200 milioni. Per finire con i soci, quasi 613.000 con una crescita del 4% in un anno. Soci sparsi in varie province; circa 180.000 i reggiani. I SETTORI. Difficoltà permanenti per il comparto agricolo penalizzato dai prezzi dei cereali e dalla crisi dei suini mentre la ripresa delle quotazioni del Parmigiano Reggiano si è già arrestata. Bene il vitivinicolo. In sintesi: dimezzamento degli utili netti. Toni analoghi per il commercio: più vendite (8%) ma calo degli utili (-30%). Dopo un decennio d'oro l'industria delle costruzioni ha avuto una flessione (-2.7%) del monte lavori e (-11%) del valore aggiunto. Calo delle coop di abitazione. In espansione infine i servizi, con più occupati e risultati in crescita del 10% specie per le coop sociali.

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Nel Veltroni-day si scalda la folla di Salerno (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

In migliaia stipati all'Augusteo e davanti agli schermi in strada. Scambio di cortesie con il sindaco De Luca Ovazione sulle nomine nella sanitá. E all'uscita il coro: "Vinciamo, vinciamo" verso le elezioni/salerno DI CLEMY DE MAIO " salerno. Sanitá, camorra, autostrada.Su questi temi Walter Veltroni scalda la platea salernitana. Più ancora che su salari e pensioni, che pure sono il leit motiv della campagna elettorale. La sanitá, soprattutto.Che gli vale l'applauso più lungo e il coro di incitamento "Bravo, bravo". Quando dice basta alle nomine politiche in Asl e ospedali, sfonda la porta aperta nei salernitani da anni di invettive deluchiane. "La politica ha diritto di nominare il ministro e gli assessori.Poi basta.Tutto il resto va fatto per via pubblica e concorsuale. Invece so come vengono fatte certe nomine, a volte scegliendo per le Asl persone che fino a ieri si sono occupate di trasporti.Ebbene, con noi non sará più così". Lo applaude un Augusteo straripante. Anche arrivare agli schermi collocati sotto i portici non è impresa che riesce a tutti. " "E' come a un concerto - dice qualcuno - per prendere il posto a sedere sono arrivati alle cinque".Due ore prima di quando, puntualissimo, Walter Veltroni varca la soglia del teatro. Il maltempo lo ha costretto a rinunciare al comizio di piazza a Portanova e alla passeggiata sul Corso. Il pullman elettorale si ferma davanti al Comune e il leader del Pd fila veloce sul palco da un ingresso laterale. Le prime parole sono per quelli che sono rimasti fuori.Sorride: "Mi spiace, ma fino a un certo punto, che tante persone non siano riuscite a entrare. Ovunque siamo andati è stato così, sempre tantissima gente.". " Di Salerno cita l'Universitá e l'autostrada A3:"Un giorno, santo Iddio, dovrá pure finire. Se noi governeremo, faremo in modo che questo avvenga nel più breve tempo possibile, perché l'inadeguatezza delle infrastrutture è uno dei fattori che determina la mancata competitivitá di questa parte del Paese".E cita pure l'Universitá, un Ateneo "che, per come è pensato, è una specie di prototipo di come l'Universitá deve essere". Parla di lavoro, e sulla balaustra c'è lo striscione degli operai Ideal Clima.La platea si scalda.Applaude quando il leader si scaglia contro i tempi della burocrazia e quando rilancia la "lotta senza quartiere alla camorra". S'infiamma nel ricordo dei quarant'anni dall'assassinio di Martin Luther King.Esplode, nell'ovazione "Walter, Walter", quando dice che lui, a differenza di Berlusconi, non è stanco, ma sente il "massimo onore" di candidarsi alla guida del Paese e ha "l'energia che ci vuole per cambiarlo". Sul palco, come da copione, c'è la bandiera italiana. E alla fine si chiude con l'inno nazionale. Solo allora i politici locali salgono accanto al leader. In apertura aveva citato il sindaco ("sono in questa cittá amministrata così bene dal mio amico De Luca"), che poco prima gli aveva donato una pubblicazione della Scuola medica con un biglietto: "Ti auguro buon lavoro in questa difficile campagna elettorale, rinnovando l'impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno da una cittá all'avanguardia per qualitá della vita, realizzazioni e progetti". In chiusura indica la presenza del regista Ettore Scola e la giovane capolista Pina Picierno ("segno del cambiamento").Immediato il collegamento con il segretario regionale : "Vorrei ringraziare Tino Iannuzzi, che ha lavorato con grande intelligenza e impegno alla realizzazione del nostro progetto". " All'uscita la folla scandisce cori fin sotto il pullman: "Walter, vinciamo. Vinciamo...".

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<Il comune non ha le forze per gestire la "Metanina"> (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il comune non ha le forze per gestire la "Metanina"" n Il comune di Casale non ha né le capacità né i mezzi per gestire la la società Metano Casalpusterlengo di proprietà al 50 per cento del municipio e con identica percentuale dell'Italgas del gruppo Eni di San Donato Milanese. Questo il lapidario parere del segretario cittadino della Lega nord Giovanni Bruschi il quale ribadisce: "Il comune vuole vendere la propria quota di proprietà della società perché è incapace di una reale programmazione sul futuro dell'attività. L'unico paese - ribadisce Bruschi - dove le attività produttive non hanno la possibilità di avere un collegamento alla rete di distribuzione del gas metano è senza dubbio Casalpusterlengo dove non c'è la distruzione ne in via Labriola, ne in zona Lever e neppure nel nuovo comparto artigianale in direzione Piacenza. Questo perché il comune non ha fondi per finanziare al 50 per cento implementazioni ed ampliamenti della rete urbana di distribuzione". L'esponente leghista arriva a richiedere apertamente le dimissioni dell'assessore comunale alle attività produttive Alberto Labbadini in quanto "non è stato in grado neppure di fare una delibera comunale che evidenzi come le imprese casalesi che non possono alimentarsi a metano ed usino quindi altri carburanti hanno diritto ad una detrazione d'imposta. Ora ogni azienda dovrà sviluppare queste prassi burocratiche per proprio conto - sostiene Bruschi - quando sarebbe stato più semplice ed efficace che lo facesse il comune. Tanta burocrazia che fa perdere tempo agli operatori mentre sarebbe bastata una maggior attenzione dell'assessore alla partita". Nel contempo va segnalato che l'amministrazione comunale ha assegnato un incarico a un esperto, per un importo di 20mila euro, finalizzato a supportare gli uffici comunali nella analisi e conseguente gestione della situazione futura della società a partecipazione municipale, che dovrebbe portare ad una cessione delle quote societarie della Metano Casalpusterlengo da parte del comune. L'eventuale vendita di fatto porterebbero denaro fresco nelle casse municipali a sostegno di attività importanti ma sicuramente onerose come, per esempio, l'edificazione della nuova casa di riposo e centro diurno.

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Il Pd è l'unica vera novità e può vincere (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Irene Aliprandi "Il Pd è l'unica vera novità e può vincere" Massimo Calearo a Cortina tra bancarelle e operatori "Gli indecisi sono il 20% e riusciremo a convincerli" Il programma di governo al pranzo con gli imprenditori BELLUNO. "Se? Certo che vinciamo!". Ha la forza di chi pensa positivo il ragionamento di Massimo Calearo. Il candidato del Partito Democratico, capolista nel Veneto 1, ex presidente di Federmeccanica e di Assindustria Vicenza ieri ha fatto tappa a Cortina e a Belluno per incontrare colleghi e cittadini ai quali spiegare le ragioni della suo impegno in politica al fianco di Veltroni. Operazione volantinaggio. A Cortina l'appuntamento è al mercato, con i candidati bellunesi Maurizio Fistarol (Senato) e Denis Dal Soler (Camera). Calearo passeggia lento, chiacchiera con tutti, non si sottrae alle provocazioni e galoppa come fosse un candidato al consiglio comunale. Cortina gli è famigliare: "Ci vengo in vacanza fin da piccolo, ma sempre in albergo, non ho mai comprato casa, credo che non si possa ripagare neanche in cento volte e i soldi non si buttano", tant'è vero che è a caccia di camere scontate: "Ho tre figli e anche la scorta". L'ottimismo non gli manca: "Dobbiamo recuperare il 20% di indecisi e comunque dall'altra parte, ogni volta che parlano, ci fanno guadagnare. Se avessimo un mese in più non ci sarebbe storia, con tutte le bufale che raccontano quelli". Cortina è fiacca, la stagione è all'ultima coda e in giro c'è poca gente, ma la giornata è davvero spettacolare. Il "falco" si guarda attorno ammirato: "Questo è uno dei posti più belli del mondo". Dopo un paio d'ore di distribuzione di volantini, tra turisti sorpresi e mamme titubanti, è ora di incontrare gli imprenditori ampezzani e cadorini al risotante al Camineto, dove il panorama si spalanca spudorato. A tavola c'è un gruppo ristretto di imprenditori e operatori turistici che hanno portato critiche e diffidenza. Ma dall'alto della sua esperienza, "faccio politica da 23 giorni", Calearo è pronto a ribattere colpo su colpo. Un ministro veneto. La domanda arriva prima dell'antipasto. Perché? Il capolista racconta di una telefonata del segretario regionale del Pd Giarretta, "ti dico di no subito o posso pensarci?", dei consigli di Montezemolo, dell'incontro con Veltroni e delle sue condizioni: "Da 15 anni questa Regione non ha un ministro. Veltroni ha accettato e si è assunto l'impegno pubblicamente. Non è detto che il ministro dovrei essere io. Ma in realtà è perché ho visto il programma del Partito Democratico, che è veramente unico e nuovo". Calearo cita alcuni temi: la sicurezza con la certezza della pena, la lotta alla burocrazia con la possibilità di aprire un'impresa in un giorno e il federalismo fiscale. "C'è un partito che da sempre blatera e protesta, ma non fa niente e, nonostante sia stato al governo con maggioranza bulgara, ha lasciato che il capo facesse solo i suoi interessi. Non c'è nulla da inventare, con la riforma della Costituzione del 2001 il Veneto poteva già avere la sua riforma da un pezzo". Le tasse. "Pagare tutti, pagare meno. In Italia chi non evade fa la parte del cretino, ma io sono kennediano, "non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, ma cosa puoi fare tu per il tuo Paese". Credo nell'idea civica del Pd, per cui la cosa pubblica va considerata con la stessa importanza di quella privata". Calearo dice di capire i suoi dipendenti che non arrivano a fine mese: "Il Pd intende detassare i contratti di secondo livello, cioè interni alle aziende. E basta con lo stato di polizia degli studi di settore, avere risultati diversi si potrà e non saranno più retroattivi". Il centrosinistra non c'è più. "Non ho mai votato per il centrosinistra e oggi non esiste più. Io dico che il Pd è a destra, rispetto a Bertinotti. Il Pd è davvero nuovo, è fatto di gente, di giovani che hanno voglia di politica. Porteremo Belluno e il Veneto a Roma".

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I contratti di Trenta (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I contratti di Trenta sono trasparenti e "reali" In relazione alla lettera "I maxi-sconti di Trenta non convincono affatto" apparsa il 4 aprile 2008 sul Trentino, Trenta SpA desidera precisare quanto erroneamente segnalato dal Sig. Battiston. Relativamente alla lamentata mancanza di comunicazione sui nuovi contratti delle tariffe applicate il sig. Battiston fa delle affermazioni del tutto inesatte poiché ogni contratto riporta per legge - come possono verificare le migliaia di trentini che hanno aderito alle offerte di Trenta - una serie di tabelle emanate direttamente dall'Autorità nazionale per l'energia elettrica e il gas, che per ogni fascia di consumo indicano la stima della spesa annua in euro e una stima del risparmio riservato a chi sottoscrive l'offerta Trenta rispetto a chi decide di non aderire. Per fare un esempio: ad oggi, un cittadino residente che ha scelto di aderire - non solo non ha il maggior costo dell'8% indicato dal sig Battiston - ma con consumo medio annuo di 2700 kWh, risparmia sul prezzo della materia prima da un minimo del 2,5% ad un massimo del 5,4%, nel caso di adesione all'offerta, che prevedeva la bolletta mail. Per quanto riguarda la paventata possibilità di un futuro ribasso del prezzo dei prodotti petroliferi e una conseguente riduzione del costo della materia prima citata dal sig. Battiston (eventualità per ora improbabile a detta dei maggiori esperti del settore), il contratto riporta come vi sia per tutti i clienti la possibilità di rescindere in ogni momento dallo stesso. Trenta SpA rimane a completa disposizione per approfondimenti o per verificare l'accuratezza delle informazioni attraverso i consueti canali: il numero verde 800-990078 e gli sportelli di Trenta di Trento, Pergine, Rovereto, Mezzolombardo, Predazzo, Villa Rendena e Borgo o sul sito www.trenta.it. Trenta Spa TRENTO E se anche i musulmani pregassero nelle chiese? Leggo su "Trentino" della colletta per la moschea, in cui si invitano i cristiani a contribuire alla costruzione di una moschea. Non mi pare necessario costruire nuovi locali da destinare "alla preghiera" come momenti di comunione con Dio, nostro creatore ma si potrebbe concedere anche ai mussulmani l'uso di Chiese cattoliche in determinate ore e giorni o anche per preghiere comuni. Logico che si deve tener conto che le chiese destinate alle preghiere sono concesse a tutte le persone e perciò anche alle donne se si tratta veramente di momenti di preghiera. Giuseppe Wegher TRENTO Certi errori medici restano indimostrabili Gli Ordini degli ingegneri, degli architetti, dei medici, degli avvocati... hanno tutti lo scopo di tutelare gli interessi dei loro iscritti, non certo di coloro con i quali - a vario titolo - vengono in competizione. Ma l'ingegnere che costruisce un ponte che poi crolla, viene perseguito penalmente; mentre la stessa cosa non capita al medico, che per negligenza o per errata diagnosi fa morire un paziente. Sì perché se il paziente muore nel suo letto, non verrà fatta alcun'autopsia per stabilire le cause del decesso. Sarà lo stesso suo medico a stilare il certificato di morte, nel quale si guarderà bene da evidenziare i suoi errori. Scriverà che è deceduto per infarto, per trombosi, per ictus, per emorragia cerebrale... e chi più ne ha più ne metta. Il cadavere verrà sepolto in cimitero (o cremato, a seconda delle preferenze) e il bravo medico continuerà allegramente ad esercitare la sua professione al riparo di ogni minima preoccupazione. A me è capitato un caso del genere: un medico, nonostante le mie insistenze e quelle di mia moglie nel dirgli che stavo defecando sangue (ero quindi affetto da "melena") ha diagnosticato che si trattava di gastrite, pertanto mi ha prescritto una cura contro tale patologia; trascurando completamente l'esatta natura del mio male, che in tre giorni mi stava portando al totale dissanguamento. Quasi in fin di vita sono stato portato d'urgenza in ospedale: il medico del pronto soccorso mi ha detto senza mezzi termini, che se avessi tardato solo qualche ora, sarei giunto in ospedale cadavere! Così io mi sono salvato per miracolo, ma se fossi deceduto, non vi sarebbe stato nessuno a cui addebitare la mia morte! Italo Baggiossi TRENTO Il rischio astensioni grava sulle elezioni Votare, non votare, questo è il dilemma! Già le previsioni dicono che andrà il 20% in meno, e altrettanti sono gli indecisi. Certamente ci si sarà accorti che da alcuni mesi, tutti sono usciti dal letargo, gli spazi delle lettere sui quotidiani sono occupati quasi tutti dai politici, sono in piena bagarre, tutti contro tutti. Per uno scranno sono disposti a cambiar simbolo (tanto, in Italia si è perso il conto di quanti ne abbiamo), il profitto personale è priorità. Si permettono di dare del "tu" a tutti, di chiamarti "amico" ignorando che la parola "amico" è molto impegnativa, pertanto detto da loro, lo considero solo ipocrisia. Chissà perché si sentono autorizzati di fare e lavorare per il nostro bene. Personalmente non ho mai chiesto a nessun politico di essere rappresentato, tanto meno da: inquisiti, ex prostitute, ex carcerati, ex camorristi, ex brigatisti, mafiosi, collusi e indagati. Scusate se ho dimenticato qualcuno! E questi sarebbero "Onorevoli". Ma per favore! Ecco perché ho sempre condiviso Di Pietro già dai tempi di "tangentopoli" sostenendo di non votare personaggi di cui sopra. Dopo dieci anni di appunti sui fatti e misfatti trasmessi dal Tg5 a "Striscia la notizia", potrei scrivere un libro, in particolare sugli sprechi in opere pubbliche. Un esempio su tutti: a Giarre un politico ha fatto iniziare dodici cantieri (opere pubbliche a tutt'oggi, non terminate e poste in luoghi sbagliati e inutili, tant'è che il costo per proseguire i lavori o abbatterle, sarebbe eguale) ovviamente con due miliardi e mezzo di stanziamento e il miraggio di posti di lavoro. Frasi come: pagare tutti le tasse, per pagare meno, meno burocrazia, chi sbaglia deve pagare, i politici veri, sono quelli che hanno coraggio, non quelli che vogliono piacere... e tante altre, sono solo slogan. Termino nel ricordare un anziano che dopo un comizio sentito in piazza, disse; dopo due ore di bla-bla-bla, non ha detto niente. Come aveva ragione... Galileo Gnes GRUMO Quante inutili polemiche le moschee sono "giuste" Condivido appieno l'iniziativa di padre Butterini, di don Cristelli e di tanti altri che auspicano l'apertura di luoghi di preghiera di qualsiasi fede. Dio è sempre Lui anche se con nomi diversi. Niente di più encomiabile per l'uomo che amare, lodare e ringraziare Dio. Allora perché tante polemiche, difficoltà e divieti all'apertura di moschee in città e fuori? Le nostre chiese, oratori, sale riunioni sono spesso vuoti, non troviamo il tempo per la preghiera o non ci crediamo più. Ben vengano i nostri fratelli che sentono ancora il bisogno di pregare spesso e con intenso amore. Dobbiamo favorirli, offrendo loro i tanti spazi liberi vuoti, unendoci, se possibile, a loro nelle lodi a Dio. Da pochi giorni ci ha lasciato Chiara Lubich, persona straordinaria di cui noi trentini andiamo orgogliosi. Non basta tributarle onori, benemerenze, volerla santa in pochi giorni; cerchiamo di seguire il suo esempio ed i suoi insegnamenti: amare, accogliere, condividere ed essere solidali con tutti i nostri fratelli di qualsiasi fede. Bruno Masè TRENTO.

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Poesia e riscatto dei bimbi di Calcutta (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 05/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI Dopo l'emozionante documentario da Oscar, al Nuovo Eden il video sulle donne Poesia e riscatto dei bimbi di Calcutta Donne uccise, cancellate, imprigionate: Benazir Bhutto, Ilaria Alpi, Anna Politkovskaia, Ingrid Betancour, e tante senza nome. Le racconta, rendendo loro omaggio, il video "La Vita in Rosa" di Maurizio Pasetti e Agnese Barbera, realizzato con Andrea Malpeli e Chantal Zezet-Agou, che si presenta oggi alle 18 al Cinema Nuovo Eden, via Bixio 9, in un concerto-spettacolo di Fausto Beccalossi (fisarmonica), Oscar Del Barba (pianoforte), Stefano Tamandi (attore). Ingresso libero. È la seconda tappa del progetto "La Vie en Rose", promosso dall'Associazione Zeleste con Fondazione Comunità Bresciana, G. Pennacchi Galleria Acta, Marchina Arte Contemporanea, Life Line e con Soroptimist International Club di Brescia; Commissione Pari opportunità e Assessorati partecipazione e attività culturali del Comune. La rassegna si è aperta giovedì sera in maniera emozionante: dopo il video bresciano, è stato proiettato "Born Into Brothels", regia di Zana Briski e Ross Kauffman, Oscar 2005 come miglior film documentario (proposto in mattinata anche agli studenti). La fotografa Zana Briski racconta la sua esperienza nel quartiere a luci rosse di Calcutta: per documentarne la vita, la fotografa ha vissuto a lungo nel quartiere. A colpirla erano soprattutto i bambini, tanti e prigionieri di un degrado senza uscita (sconvolgente l'immagine di un piccolo seminudo, legato a una sbarra con una catena al piede mentre la madre era... al lavoro poco distante, dietro una tenda). Le bambine, in particolare, già lavoratrici in condizioni durissime, hanno il destino segnato, lo stesso delle loro madri, nonne e bisnonne. Un corso di fotografia si trasforma allora nella possibilità di un riscatto, almeno per Gour, Kochi, Manik, Puja, Shanti, Suchitra, Tapasi e Avijit, inviati speciali nelle vie di Calcutta con le loro macchine fotografiche. Il più dotato di loro (la cui mamma nel frattempo finisce bruciata viva) verrà aiutato a studiare all'estero; altri riusciranno, con l'aiuto della fotografa e dei suoi amici, sfidando pregiudizi e burocrazia, ad essere ammessi in collegio. Il film avrà un destino da Oscar. Le foto dei bambini hanno fatto il giro del mondo e si possono acquistare (per Brescia, informazioni: 334-1711646). E un sito (www.kids-with-cameras.org) si occupa tuttora di aiutare questi e altri bambini nel mondo. (p. car.).

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Il peggio è passato, però (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano Finanza Il peggio è passato, però... I mercati stanno cominciando a reagire, ma l'uscita dalla crisi sarà lunga e difficile Chi guiderà la ripresa sulle borse? Banche d'affari, biotecnologie e i titoli legati al nucleare, risponde Francesco Micheli. Che per l'Italia invoca un piano del bello. E' veramente finito il periodo da incubo dei mercati finanziari? Le banche hanno svalutato tutto quello che dovevano svalutare oppure ci sono ancora scheletri negli armadi e fra le pieghe dei bilanci? Fino a che punto è giusto ricorrere a nuove e più stringenti norme per evitare che altre bolle da derivati possano formarsi? Quanto tempo occorrerà perché le borse riprendano quota dopo le falcidie che hanno devastato un po' tutti i settori del listino? E, se la liquidità non circola, perché nessuno si fida più di nessuno, su quali risorse potrà contare l'investimento azionario? E l'obbligazionario, anch'esso entrato in crisi? Sono queste le domande che oggi tutti si pongono. A maggior ragione dopo la maxisvalutazione di Ubs da 19 miliardi di dollari e il successo della ricapitalizzazione da 15 miliardi che ha fatto schizzare le borse denunciando una forte volontà di recupero. Questi interrogativi risuonano con maggiore eco anche a seguito dell'audizione di Ben Bernanke, che dal pulpito della Federal Reserve ha pronunciato per la prima volta la parola recessione, aggiungendo però che già nel secondo semestre è destinata a essere riassorbita. Francesco Micheli, navigatore provetto di molte tempeste finanziarie, offre la sua interpretazione a MF/Milano Finanza direttamente dagli Stati Uniti, dove è tornato in questi giorni. E a proposito di crisi dei subprime, suggerisce un'idea: un "piano del bello" per il recupero di cubature immobiliari disastrate. Domanda. Micheli, che cosa ha di diverso questa crisi dei mercati da quelle che lei ha vissuto nel passato? Risposta. Le crisi sono più o meno tutte uguali, ma questa arriva dopo 20 anni di accanimento terapeutico per sostenere i mercati, quindi è più difficile da gestire essendo esplosa troppo tardi.D. C'è però un paradosso in questa crisi: ha colpito in maniera violenta soprattutto il settore del credito, quello più regolamentato.R. Il problema della regolamentazione è una complicazione in più. Inoltre è stata immessa moltissima liquidità nel mercato che però non arriva al sistema. è come se uno mettesse l'olio nel cambio non curandosi del motore. Per una curiosa congiuntura, invece di tornare in circolo per nuovi investimenti, la liquidità viene trattenuta come fosse munizione di riserva o destinata a rimborsi.D. Secondo lei, quanto durerà?R. Gli ulteriori massicci interventi di questi giorni portano a pensare che il peggio sia passato, come del resto i mercati finanziari stanno confermando. Il fatto di poter ora scontare quello che non era scontabile prima è rasserenante e consente di tirare un respiro di sollievo. Ma non facciamoci troppe illusioni, la gestione delle anomalie sarà lunga, perché oltre alla crisi il mondo deve fare i conti con gravi distorsioni strutturali. E non è facile reinventarsi.D. Il settore delle banche d'affari è il più colpito. C'è chi mostra sorpresa, ma la maggioranza è delusa. E' infatti difficile accettare che i centri motori della finanza mondiale, con la loro sapienza e le loro capacità di previsione, si siano fatti travolgere da questa colossale trappola. Com'è potuto accadere? R. Attenzione a distribuire colpe con troppa leggerezza. Le banche d'affari sono le più colpite perché mancando della rete al dettaglio hanno dovuto ripiegare sull'interbancario per reperire liquidità da altri istituti, a loro volta in crisi e perciò non sempre in grado di fronteggiare la domanda. è vero, è il settore più toccato, ma è anche quello dove si può investire di più. O, meglio, dove ci sono le occasioni d'investimento probabilmente più redditizie nel lungo periodo.D. Qualche regola in più a questo punto sembra necessaria. Non tutti però la pensano in questo modo. Lei con chi sta?R. I sistemi di controllo agiscono ex-post e resta perciò il dramma dell'eccesso di burocrazia e di normative. è una formula che non funziona: io sono tra quelli che pensano che la forma non è più importante della sostanza. In Europa e in Italia servono troppe carte e documenti. E in questo marasma di documenti paradossalmente c'è chi riesce meglio a mascherarsi. D. Che cosa si sarebbe dovuto fare per evitare questa debacle? Erogare meno credito?R. In momenti di grande crescita è tradizione che il credito venga erogato con più facilità per poi essere tolto nei momenti di crisi. Durante i quali si creano situazioni drammatiche di sopravvivenza che portano a privilegiare il sostegno a società meno sane. Quelle, per essere espliciti, che nei momenti di crescita hanno tratto in inganno analisti e valutatori. è così che l'economia si avvita.D. Ci vorranno altri interventi per risolvere la crisi?R. Gli interventi delle banche centrali sono stampelle necessarie, ma guai ad abusarne. Meglio far sfogare la crisi piuttosto che introdurre fattori che inquinerebbero la ripresa dopo. Oggi non è di moda, ma io continuo a sperare che un giorno il mercato impari ad aggiustarsi da solo, ben sapendo che con ciò rasento l'utopia.D. Quali saranno i nuovi protagonisti dopo la crisi?R. Più o meno gli stessi di oggi, a cominciare dalle banche d'affari. Tra gli industriali ci saranno cambiamenti, ma non significativi, perché il settore, tutto considerato, sembra aver retto bene. Un settore dove l'Italia non esiste è il nucleare. E qui ci sarà un grande sviluppo, che toccherà molti grandi gruppi. Un tema assolutamente critico è invece quello del petrolio e delle risorse rinnovabili, che necessitano di grandi investimenti ma creano anche sviluppo. Grande attenzione andrà poi riservata al fattore tempo, che ci rallenta e penalizza rispetto ad altri Paesi, a cominciare da quelli europei, dove quello che viene detto viene fatto subito, mentre in Italia le tempistiche uccidono le iniziative.D. Ruolo dei fondi sovrani: è bene temerli o auspicarli?R. Auspicarli. Senza dubbio. Hanno un ruolo doppio: investono in un settore utile e questo nei loro Paesi provoca anche risvolti sociali positivi. Se investono con lungimiranza, come a esempio nella tecnologia, possono presentare risultati ancora più favorevoli ai loro Paesi. Penso al caso Kuwait negli anni Settanta. D. Settori sui quali puntare?R. Oltre ai settori dove la crisi apre molteplici opportunità e il nucleare, vedo molto bene la ricerca in genere e le biotecnologie. Tutto ciò che è innovativo, insomma. Peraltro, per quanto non sembri, il nostro Paese in certe discipline è molto più avanti di altri. Particolare attenzione dedicherei anche al turismo e alla cultura. Da uno shock si possono rilanciare proprio quei settori produttivi che sono stati penalizzati per tanti anni. In tal senso in Italia andrebbe varato un sorta di piano del bello, capace di riscattare i molti errori del passato. Si pensi per esempio a uno scambio, nel settore immobiliare, tra cubatura e bellezza.D. Non è un nuovo favore agli immobiliaristi?R. No, perché dovrebbe essere un piano eccezionale e molto rigoroso, affidato a un team molto forte, affidabile, costituito anche dai migliori architetti italiani: un vero new deal. In Italia, dopo secoli di cultura del bello, Roma docet, tutto è finito col razionalismo degli anni Trenta: dopodiché, salvo rare eccezioni, sono state costruite brutture di ogni genere e il territorio è stato massacrato.D. Che cosa si dovrebbe fare?R. Un semplice atto amministrativo, che allo Stato non costerebbe nulla. In pratica, si tratterebbe di consentire abbattimenti e nuove costruzioni con più ampie cubature in verticale senza consumo di territorio, nel rispetto della bellezza, della cura del paesaggio e del verde che verrebbe liberato. Questo rappresenterebbe un incremento per il turismo, riposizionerebbe il nostro Paese in una graduatoria del bello da cui è uscito da decenni e da tale scambio tra cultura e bellezza si avrebbe formazione di nuovo pil al 100% interno. Quindi un fattore di crescita senza pari. E, per di più, l'aumento di offerta funzionerebbe anche da calmiere per i valori edilizi a vantaggio di chi la casa non ce l'ha.D. Lei ha parlato di innovazione, nel campo delle telecomunicazioni quale futuro vede?R. Il futuro è legato allo sviluppo di tecnologie innovative, come ha fatto Fastweb, ma non tutti i gruppi si concentrano nello sviluppo. Alcune società, anche per influenze più politiche che industriali, preferiscono non sviluppare quello che poi in realtà è realizzabile. Il più però ormai è stato fatto.D. E sulle biotecnologie? Lei è presidente di Genextra_R. La ricerca è costo puro finché non viene applicata. Genextra è la prima società italiana ad aver convogliato capitale privato nella ricerca, dove gli italiani sono tra i primi al mondo. Quotarsi ora non è consigliabile, e comunque Genextra non ha al momento necessità di capitali. In questo settore la cosa più affascinante è riuscire a collaborare con scienziati scoprendo cose mirabolanti per quanto riguarda la qualità della vita. Valide anche nel breve termine. E questo non guasta. (riproduzione riservata) Milano Finanza Numero 069, pag. 10 del 5/4/2008 Autore: Danilo Caselli e Cristina Finocchi Mahne.

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Roma caput corporation (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano Finanza Roma caput corporation CONFINDUSTRIA Sono oltre 500 le aziende estere che hanno scelto la città di Roma come sede per le loro attività nel Sud Europa. Un'opportunità per far crescere l'economia capitolina. Parola di Aurelio Regina, consigliere delegato dell'Uir. Roma è tornata ad attrarre investimenti esteri e sono sempre di più le multinazionali che scelgono la capitale come quartier generale per il Sud Europa. Uno degli ultimi esempi in ordine di tempo è quello di Bat, British american tobacco, che, dopo aver acquisito nel 2004 l'Ente nazionale tabacchi investendo circa 2,5 miliardi di euro, ha stabilito proprio a Roma la sede di Bat Southern Europe. "La sfida più grande che ci aspetta nei prossimi anni è trattenere sul territorio le grandi aziende internazionali e lavorare per far crescere ancora di più gli investimenti esteri a Roma e nel Lazio", ha spiegato a MF/Milano Finanza il consigliere con delega per l'internazionalizzazione e coordinatore del Comitato per le multinazionali dell'Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Aurelio Regina. L'ultimo censimento sulle multinazionali presenti nel Lazio ferma l'immagine su 540 aziende, che danno lavoro a oltre 92 mila dipendenti, con un giro d'affari che supera i 63 miliardi di euro, ma il trend è in crescita. Unilever, Procter & Gamble, Vodafone, Colgate, Ibm, Pfizer, Bt Italia, Sky, Bristol-Myers Squibb, Esso e Q8, e anche Bnp Paribas con l'acquisto della Banca nazionale del lavoro sono solo alcuni dei giganti che hanno radici sul territorio. Non solo. Negli ultimi mesi hanno bussato alle porte della capitale anche colossi cinesi e indiani. Air China limited e Zte corporation, che gestisce reti di telecomunicazioni mobili, per esempio, hanno già le loro sedi a Roma, mentre gli indiani sono presenti con la Mahindra Europe e ad Anagni con la Videocon industries. "L'obiettivo è fare di Roma la capitale del Mediterraneo, la testa di ponte tra il Vecchio continente i paesi del Nord Africa e i Balcani, che rappresentano per noi il partner ideale per dialogare di affari e per spingere in avanti l'export", ha detto Regina. La posizione geografica del paese, la qualità del sistema universitario sono per Regina il valore aggiunto che Roma e la sua regione possono offrire ai big internazionali. Ci sono però anche dei punti critici su cui bisogna puntare immediatamente, soprattutto adesso alla vigilia di un cambio al vertice del Campidoglio. "Le priorità sono le infrastrutture, le liberalizzazioni e le privatizzazioni dei servizi pubblici locali, ormai non più rinviabili. Infine uno snellimento della burocrazia che sta soffocando le imprese di ogni dimensione", ha sottolineato il consigliere con la delega per l'internazionalizzazione dell'Uir, guidata da Luigi Abete. Intanto "nei prossimi mesi abbiamo una fantastica opportunità per far crescere il sistema romano. Nella seconda metà del 2008 ospiteremo il Forum del Mediterraneo, con dieci nazioni presenti e centinaia di imprenditori stranieri. Sarà l'occasione per il lancio del modello Roma al vertice del panorama economico e finanziario del Mediterraneo", ha concluso Aurelio Regina, che la scorsa primavera è stato il promotore della missione dell'Uir in Algeria, "che di fatto ha aperto le porte della capitale alle imprese africane e ha creato al tempo stesso importanti opportunità per gli imprenditori romani". (riproduzione riservata) Milano Finanza  - Roma Finanza Numero 069, pag. 27 del 5/4/2008 Autore: Massimo De Lucia.

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Medici di famiglia:<Troppa burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Medici di famiglia:"Troppa burocrazia" la polemica "BASTA CON la burocrazia. Non è possibile che un cittadino sia costretto a venire da noi due o tre volte per poter riuscire a prenotare al Cupa un esame specialistico". A lanciare l'accusa è Renato Giusto, segretario provinciale del Sindacato medici italiani. Che cita un caso emblematico: "Il paziente di un collega - sottolinea Giusto - si è presentato al Cupa con una richiesta di "visita internistica specialistica per patologia tiroidea. È stato rispedito al medico perchè vi doveva esser scritto "visita endocrinologica"". 05/04/2008.

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Via dell'elettricità, ok alla manutenzione (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marghera. Progetto da 9 milioni per mettere in sicurezza la strada Via dell'Elettricità, ok alla manutenzione Simionato: "Non possiamo più aspettare il contenzioso sull'area Pos" MARGHERA. "Mandiamo avanti il progetto definitivo della manutenzione straordinaria di via dell'Elettricità. La pericolosità di quest'asse ci impone di non attendere più che si risolva il contenzioso sull'area Pos". L'assessore ai Lavori pubblici di Mestre, Sandro Simionato, annuncia una vigorosa sterzata nel difficile percorso per arrivare al raddoppio di via dell'Elettricità. Una priorità per la città, aveva indicato nel luglio 2007, lo stesso consiglio comunale chiedendo alla giunta di muoversi in fretta per separare il traffico cittadino di Marghera da quello industriale e commerciale verso il porto. La priorità di Marghera si chiama raddoppio di via dell'Elettricità, una viabilità fondamentale assieme al raccordo tra Malcontenta e la Romea, previsto dall'accordo sul Vallone Moranzani. Lo affermava con forza un ordine del giorno votato all'unanimità nel luglio 2007 dal Consiglio comunale. Ma la burocrazia in questi anni per via dell'Elettricità, la nuova strada dei traffici di Marghera alternativa a via Fratelli Bandiera, ha messo più volte i bastoni tra le ruote. Il progetto è rallentato oggi dal problema bonifiche. Sandro Simionato spiega però che i Lavori pubblici non possono più attendere. Gli uffici di villa Querini stanno ultimando il progetto definitivo da 9 milioni di euro della manutenzione straordinaria dell'asse stradale dove bisogna mettere a posto il sedime malandato, che rende la strada un percorso decisamente pericoloso, dove occorre spostare una tubatura del Cuai (l'acquedotto industriale), intervenire sui sottoservizi della rete idrica, allargare il più possibile il sedime per consentire la sosta dei mezzi pesanti evitando le code che oggi sono un disagio quotidiano. In più in Comune è arrivata anche l'offerta della Snam per spostare le tubature nel tratto tra via Volta e via Galvani, dove ci sono i binari ferroviari che vanno spostati per consentire il raddoppio dell'attuale carreggiata. Due incontri si sono già tenuti con Edilvenezia. L'assessore spiega: "Ora i tempi sono davvero maturi per approvare il progetto definitivo. Non possiamo aspettare oltre, quella strada è pericolosa e la situazione deve cambiare. Contiamo per la fine di quest'anno di avviare i cantieri della manutenzione straordinaria". Meglio di niente, viene da dire, visto che i ritardi decennali sul raddoppio sono oggi acuiti dall'ennesima "grana": ovvero il contenzioso tra i proprietari dell'area Pos (la società Sonora dell'imprenditore Eugenio De Vecchi, consigliere delegato dell'Interporto, realtà della logistica in continuo sviluppo che necessita proprio del raddoppio di via dell'Elettricità per migliorare la movimentazione delle merci) e il Ministero dell'Ambiente, che ha imposto ai privati di pagare il costo delle bonifiche dell'area.

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Ascierto: andando via ci ha fatto un favore voleva la candidatura a sindaco di padova (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Ascierto: "Andando via ci ha fatto un favore Voleva la candidatura a sindaco di Padova" PADOVA. Se Luca Claudio spara a zero, Filippo Ascierto non è da meno. "Il 30 marzo sono stato io a chiedere ai provibiri di analizzare la possibilità di espellere Luca Claudio da An per avere elogiato La Destra e criticato Gianfranco Fini. Con le sue dimissioni ci ha fatto un favore, facendoci risparmiare un po' di burocrazia. Gli ho dato tutto quello che potevo, come amico e come politico, ma lui ha rifiutato tutto. Voleva solo due cose: la candidatura a parlamentare o a sindaco di Padova". Il deputato di An racconta: "Due settimane prima che fossero depositate le candidature, era andato da Fini per proporsi, iniziando a raccogliere le firme. Gliele ho bloccate io, perché non è così che ci si candida". E ancora: "Ha rinunciato alla reggenza e a buone probabilità di essere eletto in Provincia. Sarà pure un buon amministratore, ma grazie al cielo An ne ha altri, che hanno pure preso più consensi". Ci sarebbero anche motivazioni personali alla base del divorzio: "Sono profondamente offeso dal suo atteggiamento: lui non mi ha mai avvertito delle lettere che ha scritto a Fini, né delle sue iniziative sul territorio (che ho sempre sostenuto, pur non condividendole tutte). Infine lui che fa? Per comunicarmi la sua scelta politica non ha nemmeno il coraggio di telefonarmi, ma mi parla attraverso i giornali. Gli auguro fortuna con La Destra, e che metta i piedi per terra. Credo cha abbia potenzialità inespresse che resteranno tali. Ho sofferto molto per questo distacco, ed è per tutti questi motivi che questa sarà l'ultima volta in cui parlerò di lui". (c.c.).

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Turismo, sanità, investimenti le imprese danno le pagelle - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo Sul leader Mpa Sulla Finocchiaro Turismo, sanità, investimenti le imprese danno le pagelle Lombardo: "Stop alla stabilizzazione dei precari" Troppi margini di ambiguità su termovalorizzatori e rigassificatori ok sulle cliniche Bene sull'energia anche sul rapporto tra pubblico e privato ha avanzato proposte che sono state apprezzate EMANUELE LAURIA Raffaele Lombardo rimandato sui temi dell'energia, Anna Finocchiaro deve migliorare sul turismo. E sui programmi per la sanità la giuria dell'Aiop assegna un risultato di parità fra i due contendenti. Si conclude così, in sintesi, il confronto a distanza fra i candidati governatori "convocati" da Confindustria Sicilia. Ieri è toccato al leader dell'Mpa sfilare davanti ai vertici dell'associazione che si è ritagliata negli ultimi mesi un ruolo "politico": effetto della campagna antiracket voluta da Ivan Lo Bello, che ha scelto di non schierarsi ma ha presentato un decalogo per il futuro inquilino di Palazzo d'Orleans: fra le priorità semplificazione della burocrazia, costruzione di termovalorizzatori e rigassificatori, riduzione degli Ato rifiuti, scioglimento del consorzio autostrade. Ma, soprattutto, Lo Bello chiarisce il ruolo degli industriali nel dopo-voto. "Negli ultimi anni c'è stato un deficit di controllo sull'operato della politica da parte della società. Noi saremo lì, stavolta, a vigilare che le promesse siano mantenute. E che si passi da strategie a breve, puntate sull'assistenza, a veri percorsi di sviluppo". In via Volta, Lombardo prima rassicura gli imprenditori delle case di cura. "C'è un forte pregiudizio nei confronti della sanità privata. Faremo il possibile affinché nessuna mannaia cada sulle vostre teste", sibila quasi distrattamente, a microfoni spenti, l'esponente autonomista, rivolto soprattutto ai proprietari di una decina di ospedali catanesi che, in dissenso con la Finocchiaro ma anche con la presidentessa dell'Aiop Barbara Cittadini, avevano disertato l'incontro di mercoledì. Sono i rappresentanti delle strutture che chiedono di essere riammesse all'accreditamento, e dunque ai finanziamenti regionali, dopo l'esclusione decretata a fine 2007 per mancanza di requisiti. La Cittadini dà atto a Lombardo "di mostrare una maggiore attenzione nei confronti del settore privato" ma non boccia la Finocchiaro: "Ha avanzato proposte che sono state apprezzate". Il meglio di sé, Lombardo lo offre nell'incontro con il board di Confindustria Sicilia, durante il quale sta attento a non farsi prendere in contropiede sul campo della legalità: "Bisogna premiare gli imprenditori che dicono no alla mafia e punire invece, magari con la cancellazione dall'albo, coloro che accondiscendono". Gioca invece sulla difensiva, Lombardo, quando Ettore Artioli snocciola i numeri dell'espansione delle spa a capitale pubblico in Sicilia: "Sono almeno 500, più di un decimo di quelle esistenti in Italia, quasi tutte in perdita. Erodono spazio alle imprese private. Perché non trasformiamo tutti gli amministratori in liquidatori, con un mandato a termine?". Il capo dell'Mpa frena: "è vero, il settore si può snellire ma ci sono società che possono essere prese come modello". E addirittura sorprende, Lombardo, quando si scaglia contro la politica di assunzione del precariato condotta dal governo Cuffaro: "Mi ritrovo ingaggiati dei precari che lavorano ventuno giorni all'anno e che vogliono essere stabilizzati. Bisogna mettere questi soggetti davanti alla verità: non so se sono stati presi in giro, certo sono stati privilegiati e non li stabilizzeremo". Qualche imbarazzo, il candidato governatore del centrodestra, lo vive solo davanti a Giorgio Lenzi, il presidente della raffineria di Gela che l'anno scorso fu il simbolico bersaglio dello sciopero della fame di Lombardo: "Lei non mi volle ricevere, se non sbaglio... ". Ma l'energia è l'unico settore su cui il prudente Lo Bello non fa sconti a Lombardo: "Se c'è un appunto che oggi mi sento di fargli è questo: troppi margini di ambiguità su termovalorizzatori e rigassificatori". Chi invece promuove Lombardo è Vicio Sole, presidente della sezione turismo di Confindustria: "Lombardo può sfruttare un lavoro già in fase avanzata, portato avanti dai governi precedenti".

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Invalido, chiedo un lavoro, non voglio assistenza (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari "Invalido, chiedo un lavoro, non voglio assistenza" Luigi Porcu, 58 anni, ex operaio edile non può contare sulla pensione" IGLESIAS. Quando le precarie condizioni di salute pesano come un macigno sulla vita lavorativa e snelliscono drammaticamente i bilanci familiari. E se a questo si aggiungono i tempi lunghi della burocrazia per l'aggiornamento dello stato di invalidità, la situazione può diventare tragica. Questa è in sintesi la condizione a cui è costretto Luigi Porcu, 58 anni, che alcuni anni fa ha subito un delicatissimo intervento chirurgico al cuore. Centocinquantotto punti per suturare una ferita che lascia segni indelebili nel fisico e nell'animo. E l'inevitabile crollo delle prospettive occupazionali è un altro ovvio effetto collaterale. "Chi mi chiama in queste condizioni? Per un datore di lavoro non posso offrire alcuna garanzia e nessuno si assumerebbe la responsabilità di mettermi sul libro paga", è il primo commento di Luigi Porcu, una vita trascorsa sui ponteggi in tantissimi cantieri edili, ma che, nonostante ciò, non ha maturato la contribuzione necessaria per beneficiare della pensione. Inoltre, dell'indennità di invalidità, per il momento, nemmeno a parlarne. "Quasi centosessanta punti di sutura e il quadro clinico abbastanza delicato mi sono valsi il riconoscimento di una percentuale di invalidità pari al 46%", ha raccontato Luigi Porcu. Il prossimo 9 aprile, sosterrà una nuova visita per l'auspicato aggiornamento dello stato di invalidità. Ma la discussione del fascicolo del protagonista di questa storia di ordinario disagio e sofferenza (che si è affidato alla tutela di patronati e avvocati) è fissata per il 24 settembre 2009. Tra quasi un anno e mezzo. "Mi ritrovo senza lavoro, senza pensione, senza prospettive, con dietro l'angolo un nuovo intervento chirurgico e una famiglia composta oltre che da me, da moglie e due figli disoccupati", ha spiegato Porcu. Gli introiti mensili ammontano a soli quattrocentottanta euro. "Trecentocinquanta li guadagna mia moglie con lavori di fortuna e centotrenta li ricevo io sotto forma di contributo assistenziale comunale", ha aggiunto. L'uomo lancia un appello alle istituzioni, comune in primo luogo. "Da tre anni viviamo ben oltre la cosiddetta soglia della povertà, ma non intendiamo chiedere mera assistenza finanziaria: all'amministrazione civica domandiamo di reperire un impiego per un componente della famiglia, che potrebbe essere mia moglie; si potrebbe trovare una soluzione attraverso un cantiere di lavoro o una qualsiasi mansione nei vari edifici di competenza pubblica", è il suo appello. (mo.to).

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Veltroni: "annienteremo le mafie non vogliamo voti dai delinquenti" - conchita sannino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Napoli Veltroni: "Annienteremo le mafie non vogliamo voti dai delinquenti" Difende Bassolino: basta processi a una sola persona Annuncia un ddl anti-criminalità, poi pranza in una casa-famiglia confiscata ai boss CONCHITA SANNINO DAL NOSTRO INVIATO CASERTA - "Li annienteremo". Walter Veltroni sfida i clan da uno dei loro ex covi. Il candidato premier del Pd arriva determinato, come da attese, nella piaga di Gomorra. E dal casertano, la provincia dei boss, il territorio dei dimenticati, la terra dei senza-voce (anche nelle liste del centrosinistra), fa partire la sua offensiva nella Campania da ri-conquistare. Da un lato "un nuovo disegno di legge": per imprimere meno burocrazia e più rigore "sulle misure antimafia, 41 bis compreso, da Napoli alla Sicilia". Dall'altro, basta speculazioni sull'immondizia: "Non c'è mai un solo colpevole, basta processi a uno solo". è una mano tesa al governatore Bassolino, che Veltroni tuttavia non cita. Poi torna sull'allarme crimine: "Un governo sano sente la priorità di fermare lo strapotere delle cosche. Annientarli: si può fare. In alcune città scorre ancora sangue". Parole profetiche che, sette ore più tardi, cadono sulla scena di un agguato, a Barra, periferia est di Napoli: dove cadono due fratelli, un ventiduenne e un diciassettenne. La 96esima tappa del candidato premier del Pd è un lungo giorno campano. Sei ore di marcia. Da Trentola al palco di piazza Ruggiero, a Caserta. Compreso il pranzo familiare con mozzarelle, melenzane, babà e caffè finale al bel tavolo per otto nel salotto non grande di Vitaliano, disabile di eccezionale dinamismo, e della moglie Clotilde. Un giorno piovoso, però. Grigio, denso di ombrelli. Ma Veltroni sorride. Senza nascondere un po' di napoletana superstizione. Al presidente della Provincia, De Franciscis, imputa: "Scusa: ma cos'é 'sto tempo? Sarai chiamato a risponderne". "Tranquillo - replica lui - Porta bene, potrei farti esempi". Poco prima, alla signora Fortuna della "Compagnia dei felicioni", Veltroni aveva rimproverato: "Lei con un nome così deve stare attaccata a me". "Ma io so stare con i bambini". "E io un bambino cresciuto sono". L'esempio di Antonio e Fortuna. "I signori del crimine organizzati vanno sradicati, le loro economie distrutte", sottolinea Veltroni dalla prima tappa di Trentola Ducenta. Parla da un tavolo della villetta confiscata alla camorra, oggi si chiama "La Compagnia dei felicioni" e - a prezzo di grandi fatiche personali, investimenti e battaglie giudiziarie, solo tardivamente sorrette dal Comune - è diventata la casa-famiglia in cui Antonio Amato e Fortuna D'Agostino, marito e moglie, guidano una casa-famiglia con i loro 10 figli: 4 sono i "loro", 6 quelli che provengono da nuclei disgregati o famiglie a rischio, e che qui ritrovano normalità, scuola, palestra, l'affetto di un padre e una madre che ci sono. Anche se a tempo, anche se restano genitori simbolici. "Il nostro obiettivo è annientare tutte le mafie. Camorra, n'drangheta, Cosa Nostra. Perché l'Italia non vogliamo governarla, ma cambiarla", ripete Veltroni. Che sfodera una programmatica battagli anti-camorra. Sventola quattro pagine di disegno di legge sulle misure antimafia. Poi sfida i boss: "Non vogliamo i vostri voti, facciamo a meno dei delinquenti, il voto di scambio è l'origine di tanti mali". E infine cita per nome i due superlatitanti campani: "Dobbiamo investire le intelligenze migliori per la cattura di Michele Zagaria e Antonio Iovine". La camorra è viva e vegeta, "qui come a Palermo, o in Calabria. E continua a scorrere sangue". Basta processi a Bassolino. Dal palco, al fianco della capolista in Campania Pina Picierno, lo stesso Veltroni che 4 giorni fa aveva richiesto "discontinuità" in Campania, ora spiazza tutti. "Basta fare i processi a una sola persona", avverte al microfono, sotto il diluvio di piazza Ruggiero. "è giunto il momento che ciascuno, sul caso rifiuti, si assuma le sue responsabilità - sottolinea il segretario del Pd - Anche il centrodestra che ha governato per 5 anni, anche alcuni del centrosinistra che facevano cortei contro alcune soluzioni necessarie. La colpa non è di uno solo, ma di un'Italia bloccata dai veti incrociati, dai pregiudizi, dagli ideologismi". è la tesi di D'Alema, da ieri sottoscritta a metà anche da Walter. Il coraggio di Vitaliano e Maurizio. Alle 14, in via Ferrarecce, Veltroni entra nel condominio con un vassoio di dolci e un mazzo di roselline. Sono per Vitaliano e Clotilde, lui insegnante all'Istituto d'arte di San Leucio e leader della Lega handicappati, lei volontaria e madre del loro piccolo Alessio. A tavola, siedono anche il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, lo stesso De Franciscis, e un altro portatore di handicap impegnato da anni nel sociale, Maurizio Dello Stritto. "Noi vogliamo dare una mano, dobbiamo essere ascoltati dagli enti locali, abbiamo un grande contributo da dare, ma restiamo arrabbiati e fermi non per i nostri handicap, per le paralisi della politica", sottolineano loro a più riprese. La moglie di Maurizio lo spiega con dolcezza: "Abbiamo 2 figli, con mio marito fanno di tutto. Ma come faccio a spiegare ogni volta che a cinema non ci può venire, che in altri locali pubblici non può arrivare?". Veltroni prende nota, racconta le sue esperienze al Comune di Roma. Tra una portata e l'altra, ecco Imma Ciccolini, dell'associazione "Umanità Nuova" e madre di una ragazza disabile mentale, a scuotere il salottino inondato di fiori e vassoi di contorni. "Guardate che la legge 328 non è proprio applicata: i portatori di handicap sono come invisibili, soprattutto quelli psichiatrici. E noi siamo soli. Ignorati. Derisi dalle prassi della politica". è quasi buio, il pullman di Veltroni lascia Caserta. L'anziano agricoltore, Vincenzo, ferma Marco Follini: "Però, visti da vicino siete simpatici, più semplici. Non come in televisione: tutti uguali, non mi piacete". Follini sorride, reo confesso: "Pensare che per farci vedere lì dentro, ci ammazziamo". Li salva, invece, Dario Portoghese, 25 anni, studente di Giurisprudenza. "Mi è piaciuto, Veltroni. Ero indeciso. E io avevo votato centrodestra, nel 2006. Stavolta no. Lui è la novità. Stavolta ci voglio credere che un'altra Italia "si può fare"".

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Candidati a confronto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Candidati a confronto GRADISCA GRADISCA. Un incontro-confronto con i candidati al consiglio regionale per offrire al cittadino chiarezza sul programma elettorale. A organizzarlo è il circolo del Partito democratico di Gradisca d'Isonzo che, per lunedì (inizio alle 18, all'hotel Franz di viale Trieste), ha invitato nella città della Fortezza sia i candidati del Pd al consiglio regionale sia Alessandro Maran, candidato alla Camera dei deputati, e Roberta Demartin, candidata al Senato della repubblica. Un incontro che consentirà ai cittadini di Gradisca di dialogare direttamente con Silvia Altran, Mirio Bolzan, Majda Bratina, Giorgio Brandolin, Maria Cristina Carloni e Franco Brussa su tematiche a loro discrezione. Tema di fondo del dibattito sarà uno specifico punto del programma della coalizione che sostiene Riccardo Illy: semplificazione e qualità delle istituzioni. Punto che lo stesso Illy aveva "tradotto" indicandone gli obiettivi, ovvero meno leggi e meno burocrazia, riduzione dei costi della politica, sottrazione degli enti pubblici al controllo della politica. "Riteniamo che una decisa azione politica e programmatica su questi specifici problemi - si legge nella nota del circolo gradiscano del Pd - sia vista con grande favore dai cittadini, non solo per le ovvie implicazioni di carattere etico, ma anche e soprattutto per i notevoli risparmi che andrebbero ad alleggerire le loro finanze familiari. Ci auguriamo pertanto che i gradiscani vogliano partecipare all'iniziativa e con la loro partecipazione prendere diretto contatto con i candidati, allo scopo di compiere le loro scelte di voto in maniera ragionata e convinta". Oggi, invece, sarà a Gradisca il vice-segretario nazionale del Pd, Dario Franceschini, che in enoteca (13.30) incontrerà i candidati del gruppo. (ma.ce.).

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Di NICOLA PASQUINUCCI --PONTEDERA-- LA REGIONE Toscana ha fatto (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PONTEDERA / VALDERA pag. 17 di NICOLA PASQUINUCCI --PONTEDERA-- LA REGIONE Toscana ha fatto di NICOLA PASQUINUCCI ?PONTEDERA? LA REGIONE Toscana ha fatto il nuovo "regalo": al pronto soccorso di Pontedera arriveranno 3.184 euro da spendere in un anno. Un tesoro che fa parte del pacchetto di quasi 180 milioni che la Toscana userà per rinnovare la sanità. Con la proposta di proseguire il programma pluriennale degli investimenti nella sanità, il Lotti completerà il progetto di umanizzazione e ristrutturazione. La novità più importante e che la struttura sarà divisa in due parti: una per i pazienti gravi e l'altra per i leggeri. In pratica chi si rivolgerà al pronto soccorso si ritroverà in uno spazio più ampio e accogliente e con tanti nuovi accorgimenti. Sarà poi "smistato" con il solito sistema triage. "Quelli con i codici bianchi e azzurri ? spiega il direttore sanitario Rocco Damone ? avranno a disposizione un nuovo ambulatorio ricavato dove c'era il vecchio pronto soccorso". Per raggiungerlo i pazienti dovranno percorrere un corridoio esterno. Sarà migliorato anche gli ambienti dei codici verdi. Ci sarà anche il personale Osss (4 in più dei già presenti), una sigla difficile per indicare i dipendenti che si prenderanno cura dei pazienti durante le attese e i momenti difficili. "Andranno a vedere come stanno i feriti ? spiega Damone ? magari per fornirgli un bicchiere d'acqua o tutta l'assistenza di cui hanno bisogno". Poi verranno allestiti dei nuovi posti letto di osservazione breve (24 ore) che passeranno da 6-8 a 12. Troveranno spazio nei locali attualmente occupati dalla centrale del 118 che verrà spostata. Anche in questo caso ci sarà un personale dedicato che sorveglierà i pazienti. Ma come mai il pronto soccorso di Pontedera, inaugurato nel 2005 ha già bisogno di una profonda ristrutturazione? "E' un ottimo pronto soccorso, c'è da dire che i progetti nascono 10 anni prima e poi quando si inaugurano le modalità organizzative possono cambiare". Insomma la burocrazia è troppo lenta. Anche lo stesso assessore regionale alla sanità, Enrico Rossi, mise l'accento su alcune carenze. "Sì, fece presente, ad esempio, che la sala d'attesa era troppo piccola". Tempi di realizzazione della nuova struttura? "Brevi. Sono già partiti i bandi di assunzione: oltre ai 4 nuovi Osss ci saranno 6 infermieri in più. A questo si aggiungerà il personale della nuova radiologia che sarà totalmente dedicata al pronto soccorso. Tra giugno e settembre chiuderemo la partita di radiologia d'urgenza ed entro la metà del 2009 saranno completati tutti i lavori, ma può darsi anche.

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<Il Socialismo è una risposta alle esigenze della (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 9 "Il Socialismo è una risposta alle esigenze della ELEZIONI NICOLA RISALITI, assessore provinciale al turismo, è candidato alla Camera dei deputati per il Partito Socialista. A lui abbiamo posto alcune domande. Come vede questa campagna elettorale? "E' palese il fatto che questa campagna elettorale è drogata da una eccessiva rincorsa ad un poco autorevole nuovismo, portato avanti da vecchi personaggi politici che rischia di favorire l'abbandono da parte dell'opinione pubblica di tutta una serie di valori molto importanti per la coesione civile della società italiana. In pochi anni in questo Paese si è fatto scempio della cultura e della tradizione progressista del socialismo europeo e, con un'indiscriminata rincorsa al voto cattolico a qualunque costo, si sono persi di vista i valori fondativi di quel cattolicesimo democratico che persino nella vecchia democrazia Cristiana sapevano ben discernere fra gli interessi dello Stato e gli interessi della chiesa". Una convivenza difficile, dunque? "All'interno dello stesso partito, sia nell'uno che nell'altro schieramento, convivono anime radicali ed anime profondamente religiose, che portano avanti, ognuna per proprio conto, la propria alternativa linea politica fino al punto di rendere incomprensibile la linea seguita dal partito stesso". La differenza è solo su aspetti etici? "Tutto questo vale non soltanto per gli aspetti etici o ideologici, ma vale anche e soprattutto per gli aspetti economici e di politica internazionale: in termini di politica economica, infatti, i due principali partiti che si candidano a governare il Paese propongono le stesse opzioni subalterne alle scelte dei grandi gruppi industriali e finanziari, spesso in un rapporto consociativo con le grandi organizzazioni sindacali". Si va verso una semplificazione politica? "Per quanto concerne la politica interna, credo che sia sbagliato confondere la necessaria semplificazione del Paese, a partire dalla burocrazia e dal sistema legislativo, con la semplificazione politica, cercando di ridurre a due i partiti che si contendono il governo del Paese in una rincorsa al voto moderato, sfumando o addirittura abbandonando tutta quella ricchezza di valori che, sia a destra che a sinistra, non costituisce soltanto un'utopia politica della quale, comunque, ritengo ci sia sempre bisogno, ma è assolutamente indispensabile per motivare tutta l'opinione pubblica, soprattutto le giovani generazioni, alla partecipazione politica attiva di un Paese che per emergere nel mondo della globalizzazione necessita non di un grigio appiattimento verso il basso, ma di continui atti di coraggio e slanci di fantasia". C'è spazio ancora per il socialismo? "Ebbene, per tutto ciò io sono convinto che anche in Italia, come già avviene nel resto d'Europa, il socialismo sia una risposta vera per queste esigenze. Per sua natura il socialismo è l'unico movimento politico che persegue pervicacemente il progresso attraverso la continua attuazione di politiche riformiste, e quindi di mediare fra le esigenze di crescita economica del Paese attraverso politiche di sviluppo industriale e commerciale e le esigenze di un benessere diffuso fra tutte le classi sociali". Ci saranno ripercussioni in ambito locale? "Per quanto concerne i risvolti del voto politico in ambito locale, sono certo che le prossime elezioni politiche non serviranno soltanto a stabilire chi governerà il Paese nei prossimi cinque anni, ma un'affermazione del Partito Socialista nella nostra provincia incentiverà sicuramente l'estensione anche ad altri settori dell'economia i benefici che in questi anni di grande impegno come amministratori socialisti abbiamo ottenuto per esempio nel settore del turismo, o nella crescita di tante amministrazioni comunali nelle quali siamo forza viva ed attiva di governo locale". P.

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Facciamo di più per i giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

MUSICA Facciamo di più per i giovani In qualità di direttore artistico e musicale del coro Amici della Musica di Fumane sono lieto di avere ospitato i ragazzi dell'Overlake Chamber Choir che si trovavano nella nostra città in occasione del recente concorso internazionale corale. Una ventina di studenti dell'Overlake School, felice realtà calata in un istituto superiore statunitense: nulla di cui stupirsi dunque (rientra nella pura normalità dei Paesi anglofoni) quanto piuttosto da rattristarsi nel constatare di quanto la scuola altrove sia molto più avanti della nostra. Conversando con il loro direttore, una simpatica ragazza, ho appreso di quanto la musica sia per loro importante (vi dedicano ben quattro pomeriggi alla settimana) e il risultato in effetti si tocca con mano: questo succede all'altro capo del pianeta ma anche in quasi tutto il territorio europeo mentre nelle nostre scuole medie siamo ancora fermi alle "pifferate" in classe. Anche la musicista americana mi è parsa rattristata non riuscendo a comprendere come nel nostro Paese, culla dei maggiori geni artistici e al quale tutto il mondo guarda con ammirazione, non ci sia abbastanza considerazione per l'arte musicale. C'è da dire inoltre che all'estero la musica è insegnata semplicemente da musicisti di professione con comprovata attività artistica e musicale mentre la burocrazia italiana fa sì che ci si perda tra riforme e controriforme, abilitazioni più o meno validanti, ricorsi vari e normative che cambiano ogni altro giorno. Fortunatamente ai ragazzi dell'Overlake Chamber Choir è stata data la possibilità di visitare il Liceo Montanari, ad indirizzo musicale, dove è attivo un coro giovanile ben preparato che ha reso assai meno amara la realtà italiana agli occhi dei nostri ospiti. Del resto nemmeno i mass media fanno abbastanza per la musica: la stessa televisione di Stato pretende un cospicuo canone annuale per darci solo le briciole in orario notturno o il tanto decantato Concerto di Capodanno da Venezia (l'ennesima italianata: quel giorno tutto il mondo si collega con Vienna!). Questo succede perché da noi prevale la cultura commerciale, anziché educare il pubblico lo si asseconda fornendogli ciò che esso vuole vedere o sentire; sotto allora con indigestioni di calcio, moviole e movioloni, processi e controprocessi, arene varie, gossip, reality e candid camera. Tutto questo dovrebbe identificarmi e rappresentarmi come cittadino italiano? Come diceva il grande Totò: ma mi faccia il piacere! Gian Paolo Dal Dosso VERONA.

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Tre candidati per i Socialisti 'Expo, occasione anche nostra' (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Sabato 5 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Casalmaggiore. Ieri Tre candidati per i Socialisti 'Expo, occasione anche nostra' CASALMAGGIORE ? "All'Expo 2015 di Milano il Casalasco dovrà essere protagonista, così come il Cremonese, per lo sviluppo dell'agricoltura e delle biotecnologie". Così il cremonese Gianmario Beluffi, candidato alla Camera del Partito Socialista. Ieri Beluffi si è presentato alla stampa insieme ad altri due candiati della Circoscrizione Lombardia 3: Giorgio Rebuschi e Emanuela Zanoni. Un incontro aperto dal casalese Giancarlo Romanetti presso il circolo culturale 'Turati'. "Alle prossime amministrative saremo presenti anche noi socialisti che, tra l'altro, stiamo ottenendo il consenso di molti ex esponenti di Forza Italia", ha aggiunto Beluffi. Rebuschi e Zanoni, invece, hanno illustrato alcuni punti del programma elettorale del partito: "Meno burocrazia, più sicurezza assumendo nuovo personale per le forze dell'ordine e riconoscimento delle coppie di fatto sia omo che eterosessuali". (a.c.).

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Imprese, dieci comandamenti al Governo (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani, industriali, commercianti, agricoltori e costruttori edili scendono in campo: "Vogliamo federalismo fiscale e sgravi sull'energia" Imprese, dieci comandamenti al Governo Richiesta trasversale ai candidati: mettete al primo posto le nostre "piccole" "Difendere la Biagi e pagare meglio chi lavora e merita di più, detassando gli straordinari" Attenzione alle imprese piccole, di tutti i settori. Federalismo fiscale. Politica energetica che abbatta i costi. Gli imprenditori dettano i dieci comandamenti ai candidati. Quando alle elezioni politiche manca poco più di una settimana, le cinque principali organizzazioni imprenditoriali della provincia di Treviso scendono in campo. Unindustria, Ance, Confartigianato, Unascom Confcommercio e Coldiretti: sono questi i cinque "big" che hanno messo nero su bianco ciò che vogliono dal nuovo Governo. Il documento, ribattezzato "Un impegno per lo sviluppo", contiene le proposte per dieci aree chiave per le imprese, e viene inviato ai candidati alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile che si presentano nel territorio provinciale. Dall'attenzione ai "piccoli" fino al federalismo fiscale, ecco i punti principali. CRESCITA.. Va favorita la crescita della produttività per consentire un aumento retributivo ai lavoratori e migliorare ulteriormente l'occupazione nel Paese. L'azione di sviluppo dovrà realizzarsi anche attraverso una forte riduzione del carico fiscale sulle imprese e sui cittadini. PICCOLE IMPRESE. Va riconosciuto il ruolo chiave che, in ogni settore, viene svolto dalle piccole e medie imprese per la crescita economica e lo sviluppo dell'occupazione. E' un made in Italy che riguarda tutti i settori, e che deve essere valorizzato sia nel mercato interno che in quelli internazionali. FEDERALISMO. Una riforma dello Stato passa attraverso strumenti di autonomia normativa e un federalismo fiscale che consentano di avvicinare il livello decisionale al territorio, secondo un principio di sussidiarietà e responsabilità nella raccolta di risorse e nel loro impiego in servizi per i cittadini. SEMPLIFICAZIONE. Una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa risultando particolarmente pesante per quelle più piccole perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo dell'imprenditore. LAVORO. Va retribuito chi lavora e merita di più, detassando lo straordinario e gli aumenti legati agli incrementi di produttività. Va mantenuta la legge Biagi e completata con un moderno sistema di ammortizzatori sociali. ENERGIA E AMBIENTE. Le imprese italiane pagano l'energia il 30% in più della media europea: è fondamentale ridurre questo handicap con un piano nazionale che razionalizzi il mix delle fonti.

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SONO STATI rinviati alla prossima settimana e a data da (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SCANDICCI / SIGNA / LASTRA A SIGNA pag. 15 SONO STATI rinviati alla prossima settimana e a data da definirsi i funerali di Alessio Beconi (nella foto), scomparso mercoledì sera, a 55 anni, dopo anni di lotta contro la Sla. Contrariamente a quanto annunciato, le esequie non si terranno dunque oggi, né ieri è stato possibile esporre la salma nella chiesa di San Lorenzo. Sono infatti in corso ulteriori accertamenti sulle cause che hanno provocato la morte di Alessio, per escludere che nella tragedia non abbia influito qualche errore medico o problemi nei macchinari. Intanto, in segno di lutto, la Pubblica assistenza di Signa, della quale Alessio era stato nominato presidente onorario, ha sospeso tutte le attività ludiche, sportive e ricreative e si limiterà, per i prossimi giorni, a svolgere solo il soccorso e i servizi sociali. Alessio Beconi, storico volontario della Pubblica signese e molto conosciuto in tutto il paese, si era ammalato di Sla quattro anni fa. Da allora aveva iniziato la sua lotta contro questa malattia degenerativa tanto rara quanto terribile, denunciando, anche attraverso il nostro giornale, le pastoie della burocrazia e le difficoltà nel trovare cure adatte. Fino alla fine e nonostante tutte le difficoltà, era riusciti però a non perdere mai il sorriso, né la voglia vi vivere.

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DICIAMO di stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CESENA PRIMO PIANO pag. 2 DICIAMO di stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è. DICIAMO di stare bene, anche se poi qualche acciacco c'è. Cesenati ottimisti, ma un'occhiatina al proprio fisico non farebbe male. Specie perché le malattie cardiache sono ancora un problema. E' uno dei dati che emergono dal 'Profilo di comunità', presentato ieri dall'Ausl. Dati sulla nostra salute ma non solo: una fotografia della nostra vita tra problemi e aspetti consolanti. Siamo sempre più anziani, più multietnici e più istruiti. DICA TRENTATRÉ. Il 70% della popolazione compresa tra i 18 e i 69 anni dice di essere in buona salute. Una percezione giusta o sbagliata? Di sicuro cala tra le persone con livelli più bassi di istruzione. E a guardare bene, c'è comunque di che preoccuparsi: il 55% dei cesenati fa poca attività fisica, il 45% è in sovrappeso o obeso. I fumatori sono il 29%, e un altro 20% dice di alzare troppo il gomito. MALATTIE. Occhio al cuore: le malattie cardiache causano il 40% dei decessi. Il 21% degli adulti soffre di pressione alta, il 32% maledice il colesterolo fuori controllo. I morti sono circa uno ogni cento abitanti. Se la prima delle cause è appunto il cuore, la seconda sono i tumori, nel 33% dei casi. Per fortuna un numero in calo. Terza causa di morte sono le malattie del sistema respiratorio, al 9%. E si stima che abbassando il livello di polveri sottili inquinanti, il Pm10, si salverebbero 13 persone ogni anno. Tra le curiosità: da cinque anni è scomparsa la salmonella. STRADA SBARRATA. Tra i casi di mortalità evitabile, la prima causa sono gli incidenti stradali, almeno tra i 15 e i 35 anni. Un'analisi la merita l'effetto della legge sul casco obbligatorio, a otto anni dalla sua entrata in vigore: i morti per trauma cranico sono calati del 60%. FOTO DI FAMIGLIA. Aumentano ma si restringono. Più nuclei familiari, ma sono in crescita quelli senza figli o anche con un solo componente, la figura del 'single' o dell'anziano solo. Aumentano separazioni e divorzi, sempre più bambini crescono con un solo genitore. E a proposito di bimbi, hanno anche papà e mamma sempre più in là con gli anni: matrimoni e nascite sono ora rimandate nel tempo. La salute, per fortuna, è buona: la mortalità infantile è dello 0,32%, circa tre parti su mille. Quelli già cresciutelli scelgono il liceo, sempre più spesso. E sui banchi trovano più facilmente un compagno di classe straniero. Dai dati risulta che tra gli immigrati, il 24% è minorenne, e dunque in età scolare. NUOVI CITTADINI. Gli stranieri sono il 6,4% della popolazione nel Cesenate, un fenomeno accenuato in particolare nel Rubicone (a quota 7,6%). Perché arrivano da noi? Risposta facile: lavoro. Gli extracomunitari cercano lavoro. Ed è quella la loro principale preoccupazione, insieme alla casa e al rinnovo del permesso di soggiorno. E più degli italiani soffrono la burocrazia. TERZA ETÀ. Trend in crescita anche per i nonni. Gli ultra 65enni sono in aumento, fino ad essere il 21% della popolazione, il 23% a Cesena e lungo la valle del Savio, il 18% nel Rubicone. Tanti e arzilli? A volte con l'età bisogna sapersi accontentare: il 34% definisce buono il suo stato di salute. A preoccuparli sembra essere altro: solitudine, depressione, pochi soldi nel borsellino. HANDICAP. Il numero di disabili è sotto alla media regionale: 2% contro 4%. Nel 2004, i portatori di handicap cesenati erano oltre 3300. Di questo numero, solo il 17% è.

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<Puntiamo su strade e informatica> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 20 "Puntiamo su strade e informatica" La 'ricetta' delle associazioni per lo sviluppo della Bassa MIGLIORARE strade e ferrovie, favorire l'innovazione e valorizzare la tradizione, sviluppare i servizi socio-sanitari, puntare sul risparmio energetico, sullo snellimento della burocrazia e sulla promozione del territorio: questi gli ingredienti su cui si basa la 'ricetta' elaborata dalle associazioni dell'imprenditoria locale per lo sviluppo della Bassa Romagna. La 'ricetta', contenuta in un documento di 16 pagine, è stata consegnata dai rappresentanti delle associazioni al sindaco Raffaele Cortesi, presidente dell'Unione dei Comuni. Il documento rappresenta il contributo delle imprese in vista del 'Patto per la sostenibilità dello sviluppo della Bassa Romagna', che dovrebbe essere stipulato entro l'inizio dell'estate tra le istituzioni locali e i rappresentanti del mondo economico e sindacale. E' un documento unitario, stilato dalle associazioni Api, Ascom, Confesercenti, Cia, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confindustria, Coltivatori Diretti, Lega delle Cooperative, Agci, che insieme rappresentano 10.060 imprese che operano nella Bassa Romagna. "ABBIAMO convenuto ? hanno dichiarato i rappresentanti delle associazioni ? sulla necessità di sottoscrivere linee strategiche per la crescita economica, volta ad assicurare una nuova fase di sviluppo per il territorio, da attuarsi nei prossimi 3-4 anni". E' stato inoltre sottolineato che "si tratta del secondo documento che come associazioni imprenditoriali presentiamo unitariamente, dopo quello riguardante il Psc". NEL documento presentato ieri si individuano alcune priorità, a partire dall'esigenza di "una moderna ed efficiente rete infrastrutturale viaria e ferroviaria", basata su E55, San Vitale, Adriatica, Selice, Naviglio, e sulle linee Ra-Bo, Ra-Fe, Granarolo-Lavezzola. Necessario anche lo sviluppo del Centro Merci, da integrare con il Porto di Ravenna, l'interporto di Bologna e le strutture logistiche della Regione. Si punta anche su una rete telematica efficiente, con la necessità di dotare del collegamento Adsl le zone che ancora ne sono sprovviste e di introdurre altre tecnologie come la fibra ottica e il wire-less, al fine di "far diventare veramente digitale la Bassa Romagna". PER quanto riguarda il panorama economico, si punta a rendere sempre più competitive le imprese, anche di fronte al 'mercato globale', con processi di innovazione e incremento della conoscenza, "anche per assicurare opportunità di impiego ai più giovani". In ambito commerciale e agricolo, si rileva la necessità di salvaguardare tipicità ed eccellenze del territorio, il quale, nel suo complesso, necessita di una 'promozione coordinata', attraverso un 'marchio d'area' e la valorizzazione del portale territoriale www.labassaromagna.it . Le associazioni imprenditoriali ritengono poi che la Bassa Romagna vada promossa anche grazie all'efficiente rete di servizi-sociali e sanitari pubblici e privati, e valorizzando le eccellenze sociali, economiche, imprenditoriali, culturali, paesaggistiche. Fondamentale il tema dell'energia, dal risparmio energetico all'utilizzo di fonti rinnovabili, e prioritari anche l'accesso al credito, con l'impegno delle banche locali, e lo snellimento delle procedure burocratiche. Lorenza.

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Silvana Mura (Idv) torna in piazza Verdi <Che (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 Silvana Mura (Idv) torna in piazza Verdi "Che CAMPER ELETTORALE IERI è tornata in piazza Verdi, che da assessore al Commercio aveva provato a mettere a stecchetto. Sua la famosa 'ordinanza sulla birra' che ha fatto il giro d'Italia, niente alcol da portare fuori dai locali dopo le 21. E' stato ormai tre anni fa. Silvana Mura, candidata dipietrista al Parlamento, numero due dell'Idv, ha fermato il camper tappezzato con le sue foto davanti al Comunale, accompagnata dal coordinatore regionale del partito, Paolo Nanni. Ospite d'onore Jean-Leonard Touadi, congolese, giornalista e professore universitario ? ha insegnato anche a Bologna ?, ma prima di tutto assessore alla sicurezza e ai giovani del Veltroni sindaco di Roma (nella foto con lei). SI DIMOSTRA preparatissimo su piazza Verdi. "Non si può accettare che in un ordinato vivere civile crescano 'non luoghi', secondo una celebre definizione, dove la legalità è un'eccezione e l'illegalità la regola ? è la sua pratica amministrativa ?. Abbiamo imparato anche dall'esperienza europea quanto sia importante la riqualificazione territoriale per una sicurezza urbana partecipata. Una fontana rotta o un'illuminazione scarsa fanno sì che una parte della città diventi potenzialmente a rischio. Poi serve l'educazione alla legalità. Siamo un Paese che ha insistito molto sui diritti. Forse è arrivato il momento di cominciare a mettere in atto la cultura dei doveri. Ma questo va realizzato con una capacità di mediazione perché viviamo in una società estremamente complessa". Touadi guarda fuori dal finestrino del camper, fermo su una piazza Verdi più in ordine del solito. "Qui si concentrano commercianti, università, residenti ? elenca ?. La politica si deve mettere in mezzo, deve arrivare a una sintesi". Con un'attenzione particolare ai giovani. Ad esempio ai fuorisede strangolati dagli affitti in nero. "Non puoi scendere in piazza contro gli schiamazzi se nel tuo appartamento tieni stipate dieci persone", è critico. "TOUADI ha fatto un lavoro straordinario a Roma", lo loda l'ex assessore Mura. Il tono cambia completamente quando cita Maria Cristina Santandrea che l'ha sostituita al Commercio. La parlamentare dipietrista non digerisce le critiche espresse al suo lavoro. "E' stata ingenerosa ? rintuzza ?. Sembra quasi che faccia parte di un'altra giunta. Con le sue dichiarazioni sulla gestione del bando Mambo, di fatto contesta anche le scelte dei suoi colleghi. Perché tutte le decisioni sono state prese in giunta, sono state votate all'unanimità". MA HA RIMPIANTI della sua esperienza bolognese? "Pochi se penso all'amministrazione ? è la stoccata dell'ex assessore di Cofferati ?. La maggioranza, all'epoca, avrebbe dovuto capire il senso della mia politica del fare e della partecipazione, dimostrata anche in un anno e mezzo di Parlamento. Però mi spiace per il piano di valorizzazione di piazza Verdi, rimasto nel cassetto". La sicurezza continua ad essere un argomento importante nella sua campagna elettorale. S'infervora: "Anche per affermare i valori della legalità e della giustizia in un Parlamento dove ancora oggi siedono ventiquattro condannati con sentenza definitiva". PER il futuro, si propone di "continuare la battaglia aperta in questi anni alla cosiddetta casta, contro gli sprechi della politica e della burocrazia". Nell'agenda politica anche l'impegno contro la violenza alle donne e per i giovani. Perché "è arrivato il momento di dar loro la risposta che chiedono. Ne incontro tanti in questa campagna elettorale che non hanno più intenzione di delegare agli altri il loro futuro. Per questo sono convinta che stavolta si presenteranno più ragazzi, al voto". Rita.

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<SIAMO SOCIALISTI e lo saremo sempre>. Non ha dubbi Lorenzo (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA CARRARA pag. 10 "SIAMO SOCIALISTI e lo saremo sempre". Non ha dubbi Lorenzo Marchini (nella foto), candidato alla Camera dei Deputati. Una di quelle candidature "per la bandiera", ma di cui lui va orgoglioso. Marchini è iscritto al partito da quasi 40 anni, è laureato, sposato, due figli, più noto per una vita dietro le quinte che per celebri apparizioni. Braccio destro del sindaco, giornalista radiotelevisivo e responsabile delle comunicazioni di Carrarafiere, Marchini fa parte della scena politica da sempre. Candidato alla Camera: perché solo oggi? "Dopo parecchi anni il Partito Socialista si presenta da solo. È giusto che chi, come me, ha militato da sempre si impegni nel trovare consensi per raggiungere il 4 per cento e avere una rappresentanza socialista in Parlamento. C'è chi pensa di farci scomparire. C'è l'orgoglio politico di tanti militanti e simpatizzanti che lavorano con grande impegno e anche tanti giovani, pensando a quanto sia necessario, oggi, e domani, un Partito Socialista". "UNA GARANZIA ? prosegue Marchini ? per uno Stato laico perché libero da condizionamenti, che pensa alle libertà individuali, chiede una scuola pubblica migliore, lavoro per i giovani, sostegno per gli anziani e le fasce più deboli. Sono i problemi veri della nostra società. In campagna elettorale si parla molto di Alitalia, mai di conflitto di interessi, di riforme della burocrazia, di tutela dei consumatori, di ambiente, di investimenti per la ricerca. Sembrano problemi di un'altra galassia. Chi vive il problema della terza settimana non è interessato agli "hub", semmai all'inflazione. I socialisti sono interessati soprattutto a questi problemi". E localmente? "In Provincia siamo in coalizione. Non abbiamo ragionato con la pancia, ma con il cervello. Siamo seri e responsabili, abbiamo una cultura politica e di governo e rispettiamo le alleanze. Per la prima volta Provincia e Comuni hanno un programma politico amministrativo unico: porto turistico, economia del mare, sostegno alla nautica, tutela del Cantiere Navale, decollo del turismo, zona industriale, ambiente, centri storici".

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Un saggio sui centri storici a rischio - francesco erbani (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Un saggio sui centri storici a rischio è un patrimonio prezioso. Ma è invaso da uffici e da turisti. E perde sempre più abitanti L'autore del libro, Paolo Berdini: "è in gran parte il mercato a regolare questo abbandono" Il caso di Urbino che in sessant'anni ha perso quasi il 90 per cento dei suoi residenti FRANCESCO ERBANI I centri storici delle città si svuotano, perdono residenti. Svaniscono attività che hanno sempre ospitato - gli artigiani, i negozi di alimentari, le farmacie, gli asili nido. E sbarcano uffici, banche e soprattutto turisti, il cui sciamare domina il paesaggio urbano di Firenze e di Siena, di Venezia e di Roma, di Pienza e di San Gimignano. Dilagano alberghi e bed & breakfast, pizzerie a taglio, tavolini all'aperto e gelaterie, che alterano luci e colori, ma avviano anche un degrado fisico che potrebbe sfigurare la stessa risorsa sulla quale il turismo prospera, essendo i centri storici il fulcro di quel museo all'aperto che l'Italia può vantare. Il fenomeno è di lunga durata e si intreccia con il modo in cui sono cresciute le città. La città in vendita di Paolo Berdini (Donzelli, pagg. 187, euro 25), urbanista, professore a Roma Tor Vergata, racconta le vicende di questo abbandono, riferendosi in particolare alla capitale, la cui emorragia di residenti Berdini segue dal 1951 a oggi, cercandone le cause e discutendo le politiche attuate per contrastarla o registrando quanto questo esodo, come tante trasformazioni urbane, sia governato prevalentemente dal mercato. Un centro storico vuoto di residenti, segnala Berdini, si riduce a un prezioso involucro senza vita, affogato dalle auto che scaricano chi raggiunge uffici e studi professionali, assediato dai pullman di turisti, dai furgoni che riforniscono un commercio sempre più a misura del turismo stesso. Il centro storico è diventato il cuore malato di un organismo affaticato, la città nel suo complesso. I numeri danno noia, ma rendono l'idea. E molti numeri indica Vittorio Emiliani nell'introduzione al libro. A Urbino, capolavoro dell'urbanistica rinascimentale, gli abitanti del centro storico sono calati, da sessant'anni in qua, dell'86 per cento. Nel quartiere del Duomo risiedevano 350 persone. Ora sono 16. Al loro posto si è insediata una popolazione di studenti universitari, che fino a un certo limite fa benissimo a una città antica, oltre quel limite rischia di soffocarla. A Venezia erano 164 mila i residenti, ora sono meno di 60 mila (qui non ci sono macchine, ma 12 milioni di turisti ogni anno). A Firenze la superficie di centro storico destinata ad abitazione era il 30 per cento del totale nel 1987, ora si è ridotta al 10. Ma torniamo a Roma. Nel 1951 risiedevano entro la cinta delle Mura Aureliane 370 mila persone. Oggi sono meno di 100 mila. Sempre nel 1951 Roma era edificata su 6 mila ettari e ospitava 1 milione 600 mila abitanti. Ora gli abitanti sono 2 milioni e mezzo, il 60 per cento in più, ma la città si spalma su 45 mila ettari, sette volte la superficie di allora, e, se verranno realizzate le previsioni del nuovo Piano regolatore, fra pochi anni occuperà 60 mila ettari. La domanda di mobilità in un organismo che prende questa forma aumenta vistosamente. Se ci sono molte metropolitane il danno è contenuto. Altrimenti il problema è drammatico. E la spia è in un altro numero: nella capitale circolano 89 auto ogni 100 abitanti, con conseguenze spaventose sull'inquinamento atmosferico, una cifra di molto superiore a quella media italiana (72 ogni 100), doppia rispetto a Madrid (46). Nel dopoguerra, racconta Berdini, il centro di Roma era sovraffollato, molte persone abitavano ai piani terra o in seminterrati. Era salutare un diradamento. Poi, fra il 1951 e il 1971, si sono impetuosamente dilatati il settore terziario e quello politico-amministrativo. E l'esodo di residenti si è impennato. Nell'area fra piazza del Popolo, via del Babuino, via del Corso e via di Ripetta, i residenti calano del 65 per cento (da 100 mila diventano 37 mila). Nella zona di piazza Fiume va via il 59 per cento degli abitanti (da 15 mila a 6 mila). Dall'Esquilino il 50 per cento (da 62 mila a 31 mila). La città della politica e della burocrazia occupa ogni spazio. I prezzi schizzano in alto e dal centro storico vengono scacciati i residenti economicamente più deboli. Nei primi anni Sessanta il problema viene posto con urgenza. Nasce l'idea di spostare fuori dal centro storico molte attività incompatibili con i tracciati barocchi, con i reticoli di strade che risalgono al primo Rinascimento. Si immagina che Roma, come altre capitali, possa avere il suo centro direzionale e che la città contemporanea cresca affiancandosi a quella antica, non deturpandola (il progetto, però, resterà lettera morta). Contemporaneamente in tutta Italia si sviluppano le competenze. A Gubbio, nel 1960, si mette a punto un decalogo per tutelare i centri storici nella loro interezza - con le strade, gli allineamenti dei palazzi, i materiali costruttivi - e di non concentrarsi sugli edifici monumentali. Gli effetti di queste innovazioni si fanno sentire in molte città, si specializzano i saperi e, secondo Leonardo Benevolo, queste conoscenze sono fra i vanti che l'architettura italiana può esibire sulla scena internazionale. L'integrità fisica dei centri storici italiani può dirsi relativamente al riparo dalle picconate che li avevano sventrati durante il fascismo e negli anni Cinquanta. Ma per continuare a vivere non basta che restino in piedi le mura. A Roma l'esodo prosegue anche dopo il 1971, sebbene più lentamente. Secondo i dati di Berdini, sono investiti altri quartieri - Borgo, Campo Marzio, Monti, Castro Pretorio. "Ormai solo a Testaccio, Aventino e San Saba il calo della popolazione è inferiore al 60 per cento. Altrove ci si attesta sopra il 70". Nell'estate del 2006, stando alle rilevazioni di una società immobiliare, un appartamento di lusso nel centro storico vale 25 mila euro al metro quadro. Nonostante alcuni tentativi (il restauro di Tor di Nona, per esempio), la rotta non è stata invertita. Riportare residenti nei centri storici, scrive Berdini, ricostituirebbe quella complessità fatta di ceti diversi che li rende vitali. Ma un'operazione di questo genere si scontra con la preponderanza delle leggi di mercato. "Città e paesaggio sono ridotti a fattore economico", annota Berdini. "è vero che sono anche questo: è stata l'industria a consentire lo sviluppo delle città moderne. Ma esse hanno saputo coniugare la produzione con altre funzioni, che non avevano utilizzazione economica". Oggi, invece, "le prerogative collettive che il liberalismo classico aveva attribuito alla sfera pubblica sono trasferite al comparto privato". In altri paesi europei "vige un sistema di regole che programma gli interventi". In Italia "queste regole sono state in gran parte cancellate, e con esse la stessa urbanistica". Gli appartamenti di un centro storico sono riservati a pochi, il commercio è orientato a soddisfare i turisti, si progettano parcheggi, si vendono ospedali, stazioni ferroviarie, conventi e altri edifici monumentali per farne hotel (nel solo centro antico di Roma, esclusi i bed & breakfast che lavorano in nero, si contano 43 mila posti letto alberghieri, poco meno di metà di tutti i residenti). Il fenomeno pare inarrestabile e, sebbene fisicamente intatti, i nuclei antichi delle città rischiano di perdere l'anima.

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Rivella: <Meno burocrazia Pensiamo alla (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 05-04-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ravenna))

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 5 Rivella: "Meno burocrazia Pensiamo alla L'INTERVISTA ? VERONA ? UNO DEI padri del Brunello e di Montalcino, creatore di Castello Banfi, è disgustato: "Finirà all'italiana: nulla di fatto, se non il danno mediatico". Ezio Rivella (foto Di Pietro) è la storia del vino di qualità italiano. "Si ricorda Ciravegna, quello del metanolo? Alla fine fu assolto e riaprì cantina con altro nome. Una vergogna". Già, ma com'è possibile? "I malavitosi esistono. E nessuno venga a dire che mancano i controlli: ci sono, spesso asfissianti, ma vanno orientati alle cose importanti, non ai cavilli". L'inchiesta sul Brunello è un cavillo? "È un esempio del tritacarne burocratico-giudiziario. Lo sa che se si facessero i controlli di rispondenza al disciplinare nei grandi territori del vino italiano, succederebbero ovunque sconquassi incredibili". Perché? "La mania di disciplinari minuziosi, prescrittivi e burocratici è roba da matti". Ma di chi è la colpa? "Ovviamente nostra: ognuno vuole far controllare il vicino, ma poi in casa sua magari chiude un occhio". Quindi niente regole? "Quelle ci vogliono, ma serie, ragionevoli. I francesi puntano a qualità e origine, e basta. Noi invece ci complichiamo la vita". Concludendo, che fare? "Bisogna rimettere mano a questa legge sulle Doc rendendo tutto più elastico, più flessibile. Proprio per tutelare davvero la grande qualità dei nostri vini". Ma non ne soffriranno tipicità e vitigni autoctoni? "Per questo serve solo un minimo di regole intransigenti sulla qualità". Lorenzo.

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L'assenza della politica favorisce le frodi alimentari (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mucca pazza, peste suina, mozzarelle alla diossina. Adesso è la volta del vino adulterato: ogni tre per due il settore agroalimentare italiano è nel mirino della sanità e la mente non può non correre al famigerato vino al metanolo, alle arance al mercurio o ai vitelli gonfiati di qualche anno fa. Cose che sembrano accadere solo in Italia. "La possibilità che vengano attuate pratiche fraudolente fa parte della natura umana e non penso proprio che ci siano di mezzo i confini geografici ? afferma Ernesto Felli, ordinario di Economia politica e politica economica nella facoltà di Giurisprudenza all'università Roma Tre ?. Detto questo, sembra che da noi ci sia una tradizione: il vino al metanolo, per esempio, è una vecchia storiaccia. Allora vennero coinvolte aziende del Nord, questa volta ci sono anche del Sud. Tuttavia, per quanto riguarda proprio il vino, mi sembra che si tratti di aspetti abbastanza marginali. Per la mozzarella il problema, invece, è un po' diverso". Vale a dire? "Ci troviamo di fronte a evidenti diseconomie ambientali. Il problema è la politica: se fosse seria dovrebbe far osservare la legge e l'ordine soprattutto in alcune aree del Paese dove, invece, non vengono assolutamente rispettati. Aree dove proprio per questo fatto sono le stesse libertà fondamentali a non essere rispettate". Quali conseguenze sul fronte economico? "Il cosiddetto "diritto di intrapresa" non è in vigore, per non parlare del libero mercato. Si tratta di zone dove il diritto di intraprendere è ostacolato non solo da tutto quello che è la burocrazia, siamo addirittura di fronte a un problema di legalità violata. E garantire la legalità è una delle priorità della politica". In questa situazione è tutto il Paese a rimetterci e l'importante settore agroalimentare esce a pezzi? "Questa è la cosa più grave, più brutta. Comunque questi fatti, che sono assolutamente marginali, diventano importanti in presenza di un quadro generale istituzionale che non è stabile e che, di conseguenza, si presta a scorrerie e pratiche opportunistiche. Ma quello che rimane preoccupante è il quadro istituzionale generale. Il problema che sta alla base è, prima di tutto, di concorrenza sleale". A parte il caso mucca pazza in Europa sembra che sulla lista nera ci sia solo l'Italia. "I fenomeni fraudolenti in campo economico non sono una peculiarità di questo o di quel Paese, in poche parole: non hanno confine, ma possono assumere aspetti folkloristici. A dimostrazione che il problema non è solo italiano, c'è una branca della nuova economia che sta cercando di studiare questi fenomeni". Quale rimedio quindi? "Più i mercati saranno trasparenti e meno saranno vulnerabili a questi comportamenti. Una condizione che è maggiormente garantita se l'informazione circola nel miglior modo possibile. Così sono gli stessi produttori che tendono a isolare questo malcostume, scoraggiandolo anche culturalmente e socialmente. Il problema base è applicare la legge e compiere controlli. In questa fase non c'è da invocare l'Europa perché dobbiamo fare tutto noi". Avere l'Authority alimentare è una garanzia? "Scopo delle Autorithy è soprattutto vigilare per evitare situazioni in cui la libera concorrenza è ostacolata da chi tende a sfruttare posizioni dominanti: una cosa che vale per qualsiasi mercato sia alimentare che di altro settore. E sul fronte della libera concorrenza il settore alimentare non è diverso da quello manifatturiero. Ma quando si parla di questioni igieniche e relative alla salute siamo in un altro campo e l'Authority non è una sorta di demiurgo". Mino Carrara.

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Pannelli solari, ostacoli dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pontedera Pannelli solari, ostacoli dalla burocrazia L'accusa ai Comuni: "Regolamenti vecchi e iter lenti, così si vanifica il risparmio" Certe amministrazioni chiedono ancora la concessione edilizia per poter dare l'okay ai lavori di installazione "Mentre lo Stato e le Regioni incentivano l'installazione di pannelli solari, ci sono comuni che mettono il bastone tra le ruote, complice la burocrazia. Abbiamo registrato casi del genere anche a Lorenzana, Casciana Terme, San Miniato, Cascina e Castellina". Il responsabile nazionale dell'Assolterm (associazione che racchiude i produttori di pannelli solari), Giorgio Tarallo, punta il dito contro quelle amministrazioni comunali che non fanno niente per facilitare i cittadini che scelgono l'energia pulita: "Ci sono ancora comuni dove è necessaria la concessione edilizia per installare un pannello solare". "C'è un paradosso esagerato: da una parte si spinge per promuovere questi impianti e dall'altra si va a sbattere contro regolamenti comunali vecchissimi, che complicano il nostro lavoro, molto spesso per una semplice questione estetica: sui tetti di tutta Italia ci sono parabole, antenne varie e di tutto un po'. Ma verso i pannelli solari c'è un pregiudizio". Secondo Tarallo il problema non è circoscritto ai palazzi che hanno rilevanza storica e architettonica: "Molte volte, complice l'eccessiva burocrazia, c'è un aggravio dei costi per il privato. I cittadini sono sensibili alle problematiche ambientali: gli enti non dovrebbero creare problemi, ma darci una mano. Per esempio, a Cascina, che ha un territorio molto vasto, capita che le difficoltà cambino a seconda della zona di installazione. Questo si scontra con quanto avviene a Collesalvetti, dove il Comune aggiunge un proprio contributo a quello regionale". Le amministrazioni comunali dal canto loro non si nascondono, consapevoli che effettivamente in alcune situazioni, questo genere di problema di è verificato. Il sindaco di Casciana Terme, Francesco Biasci, spiega: "Ci sono arrivate una manciata di richieste, che sono state accolte, ad eccezione di un paio, per le quali abbiamo chiesto delle integrazioni, in attesa di ulteriori verifiche, visto che si tratta di edifici in pieno centro storico". Il primo cittadino di Lorenzana, Giuseppe Pepi, annuncia delle novità a breve: "Effettivamente attualmente è in vigore un regolamento edilizio che risale agli anni Settanta e da allora sono cambiate un po' di cose... Proprio in questi mesi stiamo lavorando al nuovo regolamento, che sarà approvato entro la fine dell'anno. Al suo interno verrà affrontata anche la questione dei pannelli solari". A tranquillizzare Tarallo ci pensa l'assessore provinciale Valter Picchi: "Ormai è soltanto questione di mesi. Una volta approvato il Piano energetico regionale, i comuni non potranno fare altro che adeguarsi: al massimo sarà necessaria una Dia (denuncia di inizio attività), per l'installazione dei pannelli solari e in generale l'operazione sarà facilitata". Nel frattempo l'Assolterm, che fa parte della commissione nazionale dell'energia, è disponibile a lavorare sulla promozione: "Non sarebbe male organizzare in provincia un convegno, naturalmente a spese nostre, per confrontarci sul tema coi rappresentanti degli enti locali". Francesco Turchi.

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Un parcheggio per edy e andrea (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Viareggio Un parcheggio per Edy e Andrea La promessa della Circoscrizione TORRE DEL LAGO. "Immediata disponibilità a risolvere il problema di cui, comunque, non eravamo al corrente". Con queste parole il presidente della circoscrizione di Torre del Lago, Athos Pastechi, interviene sul caso di Andrea Orlandi, il cittadino residente nella frazione affetto da Sla (sclerosi laterale amiotrofica) che da un anno e mezzo attende un parcheggio disabili di fronte a casa. Ieri Pastechi ha incontrato Andrea e la sua compagna, Edy Tofanelli, per trovare una soluzione ai ritardi - probabilmente dovuti alla burocrazia - per il rilascio dell'autorizzazione al parcheggio riservato. "La circoscrizione - spiega Pastechi - non era al corrente della richiesta di Orlandi perché presentata al comando della polizia municipale ed in genere non riusciamo a sapere di queste richieste fino a quando non ci viene comunicato il numero del parcheggio riservato da realizzare". In ogni caso il presidente di circoscrizione si è preso l'impegno di risolvere in tempi rapidi il problema "almeno realizzando un parcheggio disabili generico - conclude - per cercare di venire incontro a queste esigenze di cui come circoscrizione ci siamo sempre fatti carico". V.L.

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Il battello dei carcerati ora è un rottame (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Era affidato all'amministrazione penitenziaria di Porto Azzurro. Non ha mai navigato Il battello dei carcerati ora è un rottame PORTOFERRAIO. é in carica alla amministrazione carceraria di Porto Azzurro. Doveva essere destinato per quell'azione ambientale per cui era stato costruito e anche acqistato per centinaia di migliaia di euro, cioè un servizio lungo tutto il perimetro costiero del comune di Capoliveri. Una iniziativa che dovrebbe coinvolgere l'amministrazione carceraria di Porto Azzurro, il Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano e il ministero dell'Ambiente, che dovrebbe permettere al Comune di Capoliveri (hanno dimostrato interesse anche i Comuni di Portoferraio, Porto Azzurro e Rio nell'Elba), di utilizzarlo per ripulire la superficie del mare. é il battello spazzamare che il ministero dell'Ambiente aveva appunto donato al Parco nazionale, nell'ambito di una decina destinati alle aree marine, fra queste anche quelle dell'Arcipelago. Da 4 anni è parcheggiato in un cantiere e non certo gratuitamente. Non ha mai operato nelle acque elbane. Non ha mai percorso un miglio lungo le coste, le spiagge e le calette dell'isola. L'unico tratto percorso quello per approdare prima al porto di Portoferraio e poi per finire in cantiere vicino a dove era approdato. Peccato, visto che doveva essere destinato alla rieducazione dei detenuti e invece, per colpa della burocrazia, è ormai una carcassa arrugginita.

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Il nido delle aquile da terraferma (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-05 - pag: 6 autore: Il nido delle aquile da terraferma I comandanti Az volano il 14% in meno degli altri: i tedeschi lavorano 100 ore annue in più di Gianni Dragoni "P enso che i piloti dell'Alitalia non vivano in un mondo reale. Chiederò anch'io di essere assunto da questa compagnia. Potrebbe essere la mia grande occasione". In volo da Roma a Chicago, Mike Varney, giovane pilota britannico, si stupiva nell'apprendere che i piloti dell'Alitalia volavano solo 40 ore al mese. La metà degli standard cui era abituato. Era il primo febbraio 1995. Varney, 34 anni, era in affitto all'Alitalia,con gli equipaggicanguro della Ansett, la compagnia australiana cui si era rivolto l'amministratore delegato, Roberto Schisano, per abbattere i costi dei voli intercontinentali. Detto il Texano per i modi diretti, Schisano si scontrò con i piloti, la categoria più potente all'Alitalia (senza di loro non si vola), per farli volare di più e ridurre i costi, fuori mercato. Schisano noleggiò due Boeing 767-300 Er, nuovi di zecca arrivati da Seattle, ma registrati in Australia, completi di piloti e hostess, con un contratto di wet lease ("affitto bagnato" la traduzione letterale, ma priva di significato). "L'anno scorso ho volato 850 ore", puntualizzò il comandante dell'aereo, Andy Tate di Glasgow. L'equipaggio proveniva dalla compagnia charter britannica Air 2000, noleggiato da Ansett per appaltarlo ad Alitalia. Invece a Roma Schisano non riusciva a convincere l'Anpac a far volare i pronipoti di Aquila selvaggia tre-quattro ore in più al mese, rispetto alle 40 della loro routine, con stipendio medio di 160 milioni lordi di vecchie lire l'anno. Negli anni successivi la produttività è aumentata. Ma i piloti Alitalia (l'anno scorso l'organico medio era di 2.140) volano ancora circa il 14% in meno delle altre grandi compagnie, in media 52 ore al mese contro le circa 60 di Air France, Lufthansa o Iberia. Questo mostrano gli ultimi dati delle statistiche riservate di Aea, l'associazione europea dei vettori, che Il Sole 24 Ore ha consultato. In media i piloti Alitalia nel 2005 hanno volato 580 ore a testa (non sono disponibili presso Aea i dati 2006), contro le 628 di Air France, 644 di Iberia, 674 di Lufthansa. Nel 2006 i piloti Air France hanno volato 641 ore, Iberia 650, Lufthansa 650. I 903 piloti della piccola Swiss, erede della fallita Swissair, hanno volato 571 ore nel 2005, un po' meno di Alitalia, ma 640 nel 2006. Torniamo al primo volo degli equipaggicanguro. La parabola del Texano, nominato nel febbraio 1994 dall'Iri presieduto da Romano Prodi, con Renato Riverso presidente, si avvicinava alla fase discendente. In conflitto con i piloti, sgradito alle liturgie Iri, dove il direttore generale era Enrico Micheli, ora sottosegretario a Palazzo Chigi, Schisano fu revocato il 19 ottobre 1995. Cadde in una trappola tesa dall'Anpac, presieduta da Giovanni Erba. L'uomo forte però era il giovane vicepresidente Augusto Angioletti, poco più che trentenne. Il 14 e il 15 giugno 1995 i voli dell'Alitalia furono paralizzati dalle emicranie in massa dei piloti. In 200 marcarono visita senza che intervenissero né l'Iri, né il Governo. Il premier era Lamberto Dini, con sottosegretario Lamberto Cardia, attuale presidente Consob. Per uscire dalla palude Schisano concesse ai piloti un aumento di 28 milioni di lire annue contro produttività in un accordo segreto firmato il 31 luglio e chiuso in cassaforte. Immediate le indiscrezioni sulla stampa. L'Iri "processò" Schisano e lo licenziò il 19 ottobre. Il Texano, fratello dell'attuale direttore divisione passeggeri e cargo dell'Alitalia, Giancarlo Schisano, che è stato portato da Giancarlo Cimoli nel 2004, fu allontanato ma i Boeing 767 che ha introdotto come gli aerei giusti per il lungo raggio, meno costoso degli Md11, sono rimasti nella flotta Alitalia. La Ansett invece è fallita nel 2001. Per un paradosso della burocrazia, mentre il Texano veniva silurato, sulla "Gazzetta Ufficiale " fu pubblicato il decreto del ministro dei Trasporti, Giovanni Caravale, chiesto da Alitalia – ma dieci mesi prima – per poter noleggiare gli equipaggi-canguro. Angioletti, alfiere della battaglia contro il Texano, fu eletto presidente Anpac nel gennaio 1996. In marzo riatterrò alla Magliana Domenico Cempella, come amministratore delegato, accolto con le fanfare. Con la consulenza di Pier Domenico Gal-lo, Angioletti fu promotore dell'accordo innovativo del 1996 tra i sindacati e Cempella: l'azionariato dei dipendenti per salvare la compagnia. Nel giugno 1998 il 20% del capitale fu assegnato gratis dall'Iri (quindi a pagare fu lo Stato) ai dipendenti, in cambio di produttività e della rinuncia a presunti aumenti salariali. Aumenti che, in realtà, non sarebbero stati giustificati in un'azienda in crisi. Ai piloti andò circa il 7% del capitale. Un anno prima di distribuire le azioni, l'Iri accettò tre rappresentanti dei dipendenti nel cda Alitalia. Ma non ci fu alcun referendum per eleggerli. Entrarono tre sindacalisti, cooptati dal cda Alitalia il 16 maggio 1997: Angioletti, Guido Abbadessa leader della Filt-Cgil e Giuseppe Surrenti della Fit-Cisl. I sindacati entrarono nel cda lo stesso giorno in cui veniva approvato il disastroso bilancio 1996, con 1.210 miliardi di lire di perdite (625 milioni di euro). Più che un azionariato dei dipendenti, un azionariato sindacale. Per qualche anno all'Alitalia non ci furono scioperi. Ma il risanamento non riuscì. Il 25 ottobre 1998 ci fu l'avvio del controverso piano Malpensa, nell'aprile 2000 Klm ruppe l'alleanza. Con l'Alitalia nel caos le azioni dei dipendenti, che per tre anni non potevano essere vendute, persero gran parte del valore. La promessa di Angioletti & C. di far guadagnare i lavoratori con le azioni si è rivelata un'illusione. Ma la carriera del sindacalista Angioletti continuò a correre. Il 2 aprile 2001, durante la gestione di Francesco Mengozzi, il presidente del sindacato piloti entrò nel comitato esecutivo Alitalia, a fianco degli uomini di punta dell'Iri: Pietro Ciucci, Vincenzo Dettori, Maurizio Prato e Carlo Tamburi, oltre a Mengozzi e al presidente, Fausto Cereti. Il comandante-sindacalista aveva ambizioni da manager. Il 7 settembre 2001 Angioletti fu nominato amministratore delegato di Eurofly, società charter di Alitalia. Non è chiaro per quali meriti professionali. Aveva lasciato in aprile la presidenza del sindacato, nel cda Alitalia gli subentrò Michele Cicia. In dicembre un'altra vittoria dell'Anpac. I 19 sindacalisti dei piloti processati per interruzione di pubblico servizio per le emicranie in massa che nel giugno 1995 avevano sconvolto i voli Alitalia furono assolti dal Tribunale di Roma perché il fatto non sussiste. Tra gli assolti c'era Angioletti. L'ex presidente dell'Anpac ha quindi pilotato la cessione di Eurofly dall'Alitalia verso i fondi lussemburghesi di Banca Profilo, che lo hanno confermato alla guida della società. Non solo. Nel deliberare la vendita il 30 luglio 2003 il cda Alitalia ha concesso opzioni a Eurofly, poi esercitate, per comprare dalla compagnia 13 Md82. Il prezzo non è stato reso noto, si è parlato di due milioni di dollari ad aereo. Il comandante Angioletti non si è fermato lì. L'ex sindacalista dei piloti ha portato in Borsa Eurofly a fine 2005. Un flop per chi ha comprato le azioni. I risultati della società sono stati negativi, le azioni hanno perso valore. A fine 2006 Eurofly è passata sotto il controllo di Meridiana, l'ex sindacalista è uscito dalla società. Nel 2004 la retribuzione di Angioletti come a.d. di Eurofly è stata di 882mila euro lordi. Come pilota Alitalia nel 2000 aveva uno stipendio da dipendente di 126mila euro lordi, risulta dal bilancio 2000 della compagnia. Il successore Michele Cicia, più giovane, nel 2002 aveva una retribuzione lorda di 91.400 euro da Alitalia. Capire qual è lo stipendio dei piloti e confrontarla tra le compagnie è un esercizio difficile. Molte voci e maggiorazioni possono far lievitare gli stipendi, né ci sono dei dati pubblici e ufficiali. Secondo i dati riservati dell'Aea, nel 2006 i piloti Alitalia (comandanti compresi) hanno avuto uno stipendio complessivo medio di 121mila euro al lordo delle tasse, come quello dei piloti di British Airways. Più alta, secondo i dati Aea, la busta paga media dei piloti di Iberia (147mila), Lufthansa (153mila), Air France (170mila). Più basso lo stipendio dei piloti Swiss (108mila). Questi dati risentono anche della flotta e della rete delle compagnie.Alitalia ha un'attività maggiore nel breve raggio (Az Express) e scarsa nell'intercontinentale, dove si guadagna di più. Secondo fonti sindacali, lo stipendio minimo, di un pilota con due anni di anzianità, è di 64mila euro lordi annui all'Alitalia, contro i 76mila di Iberia e gli 81mila di Lufthansa. L'Anpac ha invece smentito che lo stipendio massimo raggiungibile da un comandante all'Alitalia sia di 240mila euro l'anno rispetto a (260mila a Air France e 240mila a Iberia). Ma sulle buste paga possono influire voci seminascoste. Come l'indennità lettino rinnovata a fine 2003 tra Alitalia e i piloti (Anpac e Up) per la monetizzazione del riposo non goduto su quattro aerei B767 privi del lettino per la pausa-sonno. L'indennità oscillava tra 720 euro mensili del pilota e 1.200 del comandante, con un massimo di 1.800 euro. E veniva riconosciuta a tutti i 350 piloti del B767, anche se non volavano sui quattro aerei senza giaciglio. Un privilegio che nel 2005, almeno così dicono i sindacati, è stato abolito. Curiosa la vicenda del settore cargo che Air France avrebbe chiuso perché perde 71 milioni all'anno.Con soli cinque aerei Md11, ci sarebbero stati da 135 a 180 esuberi: come dire 30-40 piloti ogni aereo. Sembrano parecchi visto che l'equipaggio è di due piloti. Il potere dell'Anpac è sempre fortissimo, da qualche anno il presidente è Fabio Berti. Durante la gestione Cimoli sono stati sostituiti, perché sgraditi all'Anpac, il direttore del personale Alitalia Massimo Chieli e il direttore operazioni di volo, Pier Franco Prato, rimpiazzato da Alfonso Pacini, iscritto al sindacato. Seconda puntata PARADOSSI Per far volare cinque aerei per il trasporto merci sono in organico 180 piloti In media italiani alla cloche 52 ore al mese contro 60 degli altri L'EPIDEMIADI EMICRANIE Nel giugno '95 centinaia di certificati medici per dare forza alla vertenza: processati 19 sindacalisti per interruzione di pubblico servizio, assolti Passerella romana. Un gruppo di piloti "sfila" a Fiumicino: è il 2002, oggi meno glamour e più esuberi CONTRASTO.

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Bene gli ordini ma il trend è incerto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-05 - pag: 3 autore: Visto dalle imprese/ 3. Tacchella "Bene gli ordini ma il trend è incerto" I dati per il 2008 sono ancora positivi. Non ci sarà la crescita del 2007, ma nel settore delle macchine utensili, che ha un fatturato legato per il 50% alla domanda interna, non c'è aria di recessione. "C'è però tanta incertezza. Per ora le aziende hanno un portafoglio ordini pieno, ma c'è il rischio che se perdura questo clima di sfiducia gli investimenti si fermino ". Alberto Tacchella è presidente dell'Ucimu, l'associazione di Confindustria che riunisce 210 imprese, l'80% del settore. I produttori di beni strumentali sono i primi a sentire la crisi e i primi a reagire, in caso di ripresa. Anche se il settore continua ad andare discretamente, ciò non vuol dire che Tacchella non sia preoccupato: "Abbiamo problemi di immagine all'estero che ci penalizza,penso ai rifiuti o all'Alitalia". Ma c'è anche la sensazione diffusa che la politica, con gli stessi protagonisti da anni, non sia in grado di risolvere i problemi del Paese. "C'è bisogno di rinnovamento, di una classe politica che faccia interventi decisi", dice Tacchella. Dal fisco, alla burocrazia, alla questione dei salari: "è un problema importante, c'è bisogno di rilanciare la domanda. In questa situazione di sfiducia, con le tariffe che crescono, chi guadagna poco più di mille euro al mese non spende, non è in condizioni di farlo".

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Fuori dall'Europa l'export corre ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-05 - pag: 3 autore: Visto dalle imprese/ 2. Lunelli "Fuori dall'Europa l'export corre ancora" Per fortuna che c'è la Russia, dove l'anno scorso l'export è aumentato del 100%, con un trend che resta costante. E altri Paesi come il Giappone,l'Europa dell'Est, India e Cina, anche se questi ultimi assorbono ancora piccole quantità. Se vendesse solo in Italia, Matteo Lunelli, amministratore delegato della holding di famiglia e vice presidente dell'azienda di spumante Ferrari, sarebbe più che preoccupato: dai segnali della grande distribuzione e dei ristoranti, il mercato è in rallentamento, confermando i segnali negativi che arrivano dal Fondo monetario. Ma i dati dell'azienda, che fattura come gruppo 70 milioni di euro, indicano un trend di aumento dell'export del 25% all'anno. Nonostante l'euro forte, i vini Ferrari stanno aumentando quote di mercato. Il problema principale? Secondo Lunelli, l'incertezza politica e la sfiducia degli italiani che certamente non agevola i consumi. "Le elezioni devono assicurare un Governo solido, che sappia prendere le decisioni che servono a rilanciare la crescita", dice Lunelli. Per le imprese, è necessario non solo una riduzione del fisco, ma a parità di aliquote una normativa fiscale chiara e la stabilità delle norme. Inoltre la semplificazione della burocrazia, un costo occulto che pesa sui bilanci. N. P.

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È la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-04-05 - pag: 1 autore: ... BUROCRAZIA COMUNITARIA ... è la Svizzera la via più veloce per importare auto dalla Ue di Maurizio Caprino S i è sempre detto che i mercati comuni servono a favorire gli scambi tra i Paesi aderenti. Ma non raccontatelo ad alcuni importatori paralleli di veicoli. Loro stanno denunciando che ormai è diventato più facile far arrivare le auto dalla Svizzera che da qualsiasi Stato Ue. Tanto da essere disposti a chiedere (a pagamento) a società svizzere di "triangolare" vetture acquistate come al solito in Germania e Spagna, per non ricadere nell'applicazione delle procedure d'immatricolazione di veicoli di provenienza "parallela", nate per contrastare le frodi Iva ( altra specialità Ue): con il cartellino della Dogana,non s'incappa nella lentezza della Motorizzazione e si riesce a ottenere la targa in tempi tranquillizzanti per il cliente (che altrimenti potrebbe anche sospettare un fallimento dell'importatore). Un paradosso, per una categoria nata e prosperata proprio grazie all'esistenza del Mercato comune europeo. E un danno già stimato del 30 35% sul giro d'affari per la perdita di clienti non disposti ad aspettare. Proprio in un periodo in cui si dice che la sovraproduzione permetterebbe ottimi affari persino su Audi e Bmw. Servizio u pagina 30 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Il sindacato recuperi l'unità dall'interno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2008-04-05 - pag: 25 autore: FRONTIERE DEL LAVORO ... Il sindacato recuperi l'unità dall'interno D ue accordi per lavorare assieme, con più unità. Li hanno sottoscritti nei giorni scorsi i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil. Uno si riferisce alle elezioni delle Rsu e prevede una clausola di salvaguardia per non tenere fuori da questi organismi di base nessuna organizzazione. Un altro prevede un percorso contrattuale che affida l'ultima parola sempre ai lavoratori. Due esempi di come i sindacati potrebbero ritrovare la strada dell'unità sindacale, persa da troppi anni. In realtà, c'è chi,come lo storico Giuseppe Berta nell'intervista che pubblichiamo su job24 nel nostro giornale online, si interroga sul perché il sindacato non abbia imboccato con forza la strada dell'unità. Si abbatterebbero i costi, afferma Berta, si darebbe una risposta alle domande che si pongono i lavoratori, che non vedono più le ragioni di una divisione. A suo avviso sono le burocrazie, le incrostazioni organizzative a tenere lontane le confederazioni. Forse c'è anche qualcosa in più, c'è una diffidenza di fondo, soprattutto per i tempi difficili che la congiuntura politica, ma anche quella economica stanno promettendo. Nessuno si fida a lasciare il porto sicuro della propria identità e dell'unità interna per uscire in mare aperto. Un errore, come provano le difficoltà che i sindacati incontrano nei rapporti con la politica o con i loro interlocutori contrattuali ogni volta che l'unità si incrina. Intanto, però, fioriscono le iniziative di categorie, spinte dai bisogni contrattuali in particolare. L'ultima, quella dei chimici che hanno innovato due assi portanti della loro esistenza. La prima si riferisce alle elezioni delle Rsu. L'accordo che era stato raggiunto in merito era caduto in disuso e le tre sigle lo hanno rinverdito. Tra l'altro, hanno approvato una clausola di salvaguardia per cui quando un sindacato nelle elezioni delle Rsu prende almeno il 15% del quorum dei voti, ma non a sufficienza per ottenere il seggio, è l'organizzazione più votata a dare a quella meno fortunata un proprio seggio. In questo modo, afferma Augusto Pascucci, il segretario della Uilcem, anche lui su job24, il sindacato nel suo insieme è più forte, anche perché maggiore è la circolazione delle idee e meno forte la spinta dei particolarismi. L'altro accordo si riferisce all'iter contrattuale e prevede che sia l'assemblea dei delegati ad approvare la piattaforma, ma l'accordo raggiunto al tavolo di trattative dalla delegazione venga poi approvato solo dai lavoratori, tutti, iscritti e non iscritti. Norme chiare che possono servire a evitare incomprensioni e divisioni. E oltre a ciò? I protagonisti non negano di volere e potere andare avanti, per ora, affermano, consolidiamo i risultati, più avanti ci potremo dare nuovi obiettivi. La strada è aperta. www.job24.ilsole24ore.com Bisogna superare le incrostazioni organizzative tra le confederazioni.

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La sfida del Calearo d'Emilia: <Cerco voti sulla linea del fronte> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-04-05 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La sfida del Calearo d'Emilia: "Cerco voti sulla linea del fronte" Sangalli: "L'aeroporto? Io ho la coscienza a posto" Tardo pomeriggio di giovedì scorso. Due artigiani hanno appena sentito il discorso del candidato del Pd al Senato, Giancarlo Sangalli, al quartiere industriale di Calderara di Reno e scendono in ascensore verso l'uscita. "Certo che ne ha fatta di strada il nostro segretario " inizia uno dei due. E l'altro: "Pensa che era il segretario della Cna di Borgo Panigale. La prima volta che l'ho incontrato, trent'anni fa, era a staccare i biglietti al concerto di Fabrizio De Andrè". In quell'ascensore c'è un pezzo del mondo che Sangalli cercherà di portare al voto. "è il mio mondo - dice il candidato - e questa è la mia gente. A loro parlo di economia e di imprese, l'unica cosa di cui posso parlare". La missione di Sangalli, che per la chiamata di Veltroni ha dovuto lasciare la presidenza della Camera di Commercio di Bologna e il ruolo di segretario nazionale di Cna, è di quelle durissime. Perché, come spiega lui stesso, "sono sulla linea del fronte, devo cercare di prendere i voti degli imprenditori come fa in Veneto Massimo Calearo (ex presidente degli industriali di Vicenza) e in Lombardia Matteo Colannino ". Abbiamo seguito la giornata elettorale di Sangalli giovedì scorso. Tiratissima come tutte quelle che avrà fino al 13 aprile: sveglia all'alba per prendere l'eurostar a Roma, direzione Bologna. Alle undici l'ex numero uno della Camera di Commercio incontra all'hotel Amadeus a Borgo Panigale i rappresentanti dei consorzi edili, preoccupati per le troppe tasse e alle prese con il tema drammatico della sicurezza del lavoro. Sangalli parla davanti ad una ventina di persone. "Bisogna fargliela pagare - scandisce - a quelli che ci hanno portato alle elezioni con questa legge elettorale". Chiama il Pdl "la nostra concorrenza" e si concede passaggi veltroniani ("l'utopia è quella cosa che non raggiungi mai ma che ti insegna a correre"). Distribuisce la sua brochure elettorale agli artigiani, promette il suo impegno sui temi cari alle imprese e dopo un'ora e mezzo si concede un brindisi con spumante Ferrari. Poi pranzo con gli artigiani e nel pomeriggio via nel cuore della piccole e medie imprese a Bargellino, il quartiere industriale di Calderara. Sotto un acquazzone violento, tra una miriade di piccole fabbriche, Sangalli entra nel palazzo del Cariiee, i consorzi artigiani impiantistici. E anche qui torna a presentare la sua ricetta per rilanciare l'economia e la produttività. Parla dei costi della burocrazia, di formazione ("la scuola dovrebbe essere l'edificio più bello di ogni quartiere"). E poi lancia l'affondo: "A me piace l'Italia, mi piace la Moratti, mi piace il Paese che fa squadra. Non mi piace l'atteggiamento tipico della sinistra multicolore italiana che pensa sempre che sei più intelligente se dici sempre di no". E ancora: "Credo che sia venuto il tempo di cominciare ad attaccare certi santuari, a partire dai monopolisti. Ma anche i sindacati: ci sarà una ragione se abbiamo il più grande sindacato d'Europa e gli stipendi più bassi?". La giornata del candidato prosegue in provincia con una tappa a Bazzano e con la cena al ristorante l'800 ad Argelato. C'è solo un'ombra in questi giorni convulsi di campagna elettorale (oggi incontrerà i giovani imprenditori in piazza Santo Stefano): la vicenda giudiziaria sugli appalti all'aeroporto di Bologna, di cui è stato presidente fino all'estate del 2007. "Temevo - confida Sangalli - che questa vicenda sarebbe stata strumentalizzata politicamente e così è stato. Ma bisogna essere chiari: non si può confondere quello a cui hanno rubato il portafogli con quello che lo ha rubato. Spero che l'indagine si chiuda in fretta, ma l'aeroporto non c'entra nulla con tutto quello che si legge sui giornali. Doro Group era un'azienda fornitrice del Marconi, noi non sapevano niente". Ha paura che questa vicenda lo danneggi? "Io non ho paura perché ho la coscienza a posto". Olivio Romanini.

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Villa Giulia, niente soldi per luce e fotocopie (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Villa Giulia, niente soldi per luce e fotocopie A quasi due anni dall'appello a Rutelli la situazione è peggiorata per il Museo Etrusco A due anni dal primo grido di aiuto la situazione al Museo Etrusco è immutata, se non peggiorata Mancano i soldi per le necessità più elementari, come la carta per le fotocopie o per pagare le bollette della luce. Il sito internet è pronto, ma non c'è un computer per aggiornarlo. Con quest'anno è scattata anche l'emergenza "custodi". Il museo Etrusco a Villa Giulia è al limite della sopravvivenza. E con lui gli altri undici musei, da quello di Civita Castellana a Cerveteri, che costituiscono un patrimonio archeologico unico al mondo. "Va sempre peggio", ripetono ad una voce i dirigenti archeologi della sovrintendenza dell'Etruria meridionale, da Duccia Caruso a Rita Cosentino, direttore archeologico del museo di Cerveteri, a Marinella De Lucia che cura Civita Castellana a Flavia Trucco: "Non abbiamo i soldi per i materiali di uso più comune, dalla colla per i restauri, all'acqua distillata. Non ci sono i fondi per le necessarie riparazioni: se qualcosa si rompe, resta rotta". La prima denuncia, riportata dal Corriere della Sera, risale al 17 luglio 2006, quando rivolsero un appello a Francesco Rutelli, ministro dei Beni culturali: "Riteniamo - scrissero - di farle sapere che la nostra condizione è ormai insostenibile e perfino la nostra ostinazione nel tenere in piedi le strutture non basta più". Allora, per dimostrare il livello di "distruzione irreversibile ", raccontarono l'episodio dei custodi di Tarquinia, necropoli protetta dall'Unesco, dove i custodi si misero davanti ai contatori della luce perché l'Enel non staccasse la corrente per le bollette non pagate. Un appello senza risposta. Un anno fa, il 18 giugno 2007, il nuovo grido di aiuto: parlarono della situazione di degrado del museo di Villa Giulia, uno dei più belli della capitale visitato da centomila persone l'anno, nonostante la mancanza di adeguata segnalazione. Trovarlo è quasi una caccia al tesoro: i turisti vi arrivano solo con l'aiuto di una guida, le indicazioni sono poche o nulle. Adesso, per la terza volta chiedono ascolto. Oggi come un anno fa indicano nella "totale dipendenza dalla direzione regionale per i fondi, per qualsiasi tipo di spesa", molti dei loro problemi. Mesi e mesi per avere un rimborso, anche minimo: "La burocrazia ci strangola - dicono - Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi ammi-nistrativi, per cui il pochissimo che arriva, giunge con ritardi insopportabili". A Villa Giulia, apparentemente la situazione è sotto controllo. Ma una buona parte delle sale del museo sono chiuse, circa un quarto: da due anni il ballatoio è inaccessibile per i visitatori. Problemi di stabilità lo rendono inagibile, eppure qui è conservato il "cuore" delle collezioni più antiche. E ai tanti problemi se ne aggiunge un altro: la carenza di custodi per gli undici musei. Nell'ultimo periodo, poiché chi va in pensione non è sostituito, si è passati da 409 a 360. Così Civita Castellana, dove sono le collezioni più antiche, quelle del "territorio falisco", la mattina è chiuso (solo il sabato e la domenica è aperto tutto il giorno): si va a orario, per mancanza di personale. Ma "la sicurezza della struttura è comunque garantita ", precisano. A Cerveteri "siccome "non muoio manco se m'ammazzano" come dice Guareschi - racconta la responsabile, Rita Cosentino sono ricorsa a tutti gli aiuti possibili e immaginabili: volontari, associazioni...In questa situazione di grande povertà ho fatto perfino a fare una mostra, con una colletta per comprare i materiali. E in cambio di "visite guidate" gratis riusciamo a contenere la bolletta dell'Ama". Lilli Garrone L'Apollo di Vejo Uno dei tesori che si trovano all'interno del museo archeologico di Villa Giulia \\ Riteniamo di farle sapere che la nostra condizione è ormai insostenibile e la nostra ostinazione non basta più.

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La burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: BREVI La burocrazia "Ci strangola. Qualsiasi spesa deve passare attraverso lunghi percorsi amministrativi".

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Naglieri e il pazzo di Gogol (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: SPETTACOLI - data: 2008-04-05 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Teatro Prime Naglieri e il pazzo di Gogol MODUGNO (Bari) - Un "eroe" piccolo piccolo, questo Aksentij Ivanovic Popriscin, impiegatuccio tra i tanti della sterminata burocrazia zarista nella Pietroburgo della seconda metà dell'Ottocento. Un essere che cova frustrazione su frustrazione mentre china ossequioso il capo di fronte all'arroganza del capoufficio, attendendo diligentemente al suo compito che è quello di temperare matite. Nessuna ribellione gli è concessa se non quella di sentirsi libero nella mente, ma tale esercizio spesso può portare alla follia, ed ecco quindi Popriscin infatuarsi della figlia del suo capo, parlare con la di lei cagnetta e infine, in un sussulto di megalomania, credersi addirittura il re di Spagna, Ferdinando VIII. Meticoloso com'è, non trascura di riportare il tumulto che lo pervade nelle pagine di un diario, un po' per un narcisistico desiderio di lasciare tracce di una storia esemplare, la sua, e un po' per sgravare il cervello da troppi pensieri. Un personaggio della schiera dei vinti che passerà dalla tetraggine dell'ufficio alla speculare claustrofobia del manicomio. Diario di un pazzo èunracconto, ed è uno dei primi capolavori di Nikolai Gogol' che lo scrisse ancora giovane nel 1835. Un impasto sapientemente calibrato tra comicità e disperazione, ma anche un saggio spietato sulla mediocrità dell'essere umano, che costituisce la materia della messa in scena in programma al teatro Scalo - ancora per oggi alle 21 e domani alle 19 - ad opera di Schegge di Cotone, per l'interpretazione di Pietro Naglieri e la regia di Roberto De Robertis. Un allestimento di qualche tempo fa, che Naglieri fa bene a riportare in scena quando ne ha occasione, anche se ci sembra pagare lo scotto delle difficoltà di una ripresa dopo periodi di sospensione più o meno lunghi. Il Diario di un pazzo suo e di De Robertis è "troppo" in tutto: nei gesti e nei movimenti, nelle luci, che vogliono indicare luoghi e stati d'animo ma si rivelano in fondo inutili come la scarna scenografia, nei toni a volte esagitati. Una versione "verista ", che corre il rischio di disperdere l'attenzione dalla perfezione di un'opera crudelmente metaforica. Nicola Viesti.

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Interventi e Repliche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-05 num: - pag: 41 categoria: BREVI Interventi e Repliche Livia Turco: la "pillola del giorno dopo" "Niente obiezione sulla RU486": questo il titolo sul Corriere di ieri alle mie dichiarazioni sull'obiezione di coscienza dei medici verso la pillola del giorno dopo. Quel titolo non corrisponde alla realtà. RU486 è infatti il nome di un farmaco abortivo e pertanto non vi è alcun dubbio che vi sia diritto all'obiezione di coscienza come previsto dalla legge 194. Completamente diverso, invece, il discorso sulla "pillola del giorno dopo" oggetto delle mie dichiarazioni. Siamo infatti davanti a un contraccettivo d'emergenza, registrato, come tale, in Italia e in tutta Europa. In questo caso la questione di coscienza posta dai medici (a prescindere dagli episodi di Pisa) è un dato di cui tener conto ma in un contesto diverso da quello delle norme della 194. Tant'è che il mio appello rivolto ai medici italiani è mirato a far sì che prevalga comunque il bene della donna, anche se non se ne condividono i comportamenti e le richieste. Penso infatti sia un dovere del medico, anche se obiettore, quello di adoperarsi comunque perché nessuna donna sia lasciata sola e affinché possa ricevere una risposta di assistenza appropriata e tempestiva. Evitando che quell'eventuale gravidanza debba un domani essere interrotta da un aborto. Livia Turco ministro della Salute Prendiamo atto del chiarimento del ministro. Ce ne scusiamo con l'interessata e con i lettori. La campagna elettorale del Pd Nell'occhiello di un articolo sul Pd apparso ieri sul Corriere della Sera, si virgoletta una frase attribuita a me :"Il buonismo ha rotto le scatole". Non mi permetterei di scrivere su una questione che può apparire del tutto marginale, se non fossi convinto che essa può suscitare qualche fraintendimento. Con la stima che ho per Maria Teresa Meli che ha firmato il pezzo, assicuro però che non ho mai pronunciato queste parole né direttamente ad alcun giornalista, né in sedi pubbliche e private. Tali parole non corrispondono infatti al mio pensiero. Se per buonismo si intende la pacatezza e la serenità della campagna elettorale condotta da Veltroni e fondata esclusivamente su programmi, considero tale scelta come la vera carta in più che ci ha permesso di rimontare nei confronti della destra. L'impostazione di Walter, da me molto discussa con lui, mi pare appassionata, convincente e generosa. E di essa mi sento corresponsabile al cento per cento. Goffredo Bettini Coordinatore del Partito democratico Debito pubblico e costo delle Province Mi riferisco all'intervento del presidente delle Unioni delle Province ( Corriere, 3 aprile) per dire che non si vuole l'abolizione dei compiti assegnati alle province, ma l'abolizione di questa Istituzione con i suoi Consigli, Presidenti, Consiglieri, Assessori ed apparati conseguenti con la loro elezione che portano ad enormi costi sia di spesa che di burocrazia. Con l'enorme debito pubblico che abbiamo, che è il più grosso macigno che pesa su ogni italiano, l'abolizione contribuirà in buona parte ad un consistente risparmio di denaro pubblico anche perché credo che i loro compiti possano tranquillamente essere eseguiti dalle Regioni e dai Comuni che già operano sugli stessi argomenti delle Province e che la maggior parte dei dipendenti possa essere assorbita dalle predette istituzioni. Benni Moretti, Roma.

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Di FABIO ROSSI Chi pensa di vincere le elezioni dicendo che tutto fa schifo, sbaglia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FABIO ROSSI "Chi pensa di vincere le elezioni dicendo che tutto fa schifo, sbaglia", così come "chi dipinge Roma come Beirut". Francesco Rutelli, candidato sindaco del centrosinistra, approfitta dell'incontro con i costruttori dell'Acer per replicare a Silvio Berlusconi. E lo fa parlando di urbanistica, piano regolatore, sviluppo della città. A partire dal nuovo Prg: "Il piano regolatore è approvato, adesso si tratta di attuarlo a spron battuto", sottolinea Rutelli. Rispondendo alle richieste del presidente dell'Acer, Giancarlo Cremonesi, Rutelli parla della necessità di "snellire le modalità di attuazione, e penso alle norme tecniche, e dare tempi più certi. Sento dire che qualcuno lo vorrebbe cestinare, ma poi si dovrebbe ripartire da zero e questo non è possibile. Allora, monitoriamolo, rafforziamolo, ma non rincorriamo le farfalle". Rutelli è consapevole "dei ritardi della macchina amministrativa, cui metteremo mano rapidamente" e annuncia l'idea di "mettere in campo energie nuove, persone capaci, competenti, fresche, perché la macchina deve avere una capacità operativa all'altezza dei cambiamenti della città". Un processo in cui, ribadisce il ministro, "bisogna coinvolgere i comitati di quartiere nelle opere a scomputo e di far crescere il più possibile il modello di partecipazione: in questo senso il contributo di Acer sarà fondamentale". In particolare sui project financing: secondo Rutelli "serve un maggior intervento della capacità privata". L'Acer chiede al candidato del centrosinistra un piano straordinario per alloggi popolari e mobilità su gomma e ferro, la riorganizzazione della macchina amministrativa, il coinvolgimento del capitale privato per valorizzare il verde, incentivazione del "project finacing" anche per gli alloggi dedicati a studenti e persone disagiate. "Vorremmo un impegno dal Comune e dalla Provincia - dice il presidente dei costruttori romani, Giancarlo Cremonesi - per mettere la parola fine al malcostume dei ribassi anomali che non garantiscono la qualità dei lavori e remunerazioni equilibrate delle imprese". Sul tema dello sviluppo il candidato presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, avanza una proposta: "Un ufficio per l'innovazione come centro nevralgico e cabina di regia per la raccolta di proposte volte allo sviluppo del mondo economico e scientifico". Scopo di questa operazione, spiega il candidato a Palazzo Valentini, "è garantire un accesso facile e immediato alle nuove tecnologie consentendo anche una semplificazione della burocrazia".

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Sovversiva ed erotica: il volto nascosto di Louisa May Alcott (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-04-05 num: - pag: 44 categoria: REDAZIONALE Riscoperte Conflitti e passioni nei racconti della scrittrice che ha legato il suo nome a "Piccole donne" Sovversiva ed erotica: il volto nascosto di Louisa May Alcott di CRISTINA TAGLIETTI C he Louisa May Alcott non sia solo la scrittrice delle Piccole donne, edificante storia per signorine in un interno borghese, è ormai un dato acquisito. Il ritrovamento, qualche anno fa, di un imprevedibile thriller ( Un lungo fatale inseguimento d'amore) rifiutato dall'editore perché considerato sovversivo, aveva spinto Stephen King a definire la Alcott una delle massime scrittrici di gialli mai esistita, la "Agatha Christie del XIX secolo". Negli ultimi anni, poi, la critica ha anche cercato di restituire ai lettori la ricchezza e l'ambiguità del suo libro più noto, togliendolo da quella gabbia di romanzo educativo, inneggiante alla necessità, da parte delle fanciulle, di un atteggiamento di abnegazione e di spirito di sacrificio in cui per anni era stato rinchiuso. Ora un nuovo volume intitolato Racconti d'amore e di guerra, appena uscito da Donzelli, afferma in modo deciso l'immagine di una scrittrice anticonformista, politicamente impegnata, ironica, libera rispetto alla morale dell'epoca in fatto di erotismo e amore. Il volume, curato da Sara Antonelli che firma anche l'esauriente nota introduttiva, raccoglie una serie di "Bozzetti di vita ospedaliera", nati dall'esperienza della Alcott come infermiera in un ospedale militare nel 1862 e due racconti, "Il mio contrabbando o dei due fratelli " e "M. L.", una storia d'amore tra una donna bianca e un uomo nero. Scritto nel 1860, quindi tre anni prima dello scoppio della guerra civile, quando la prospettiva di matrimoni tra donne bianche e uomini neri poteva essere solo il "prodotto della fantasia sfrenata di una giovane autrice abolizionista", "M. L." venne giudicato inadatto da "The Atlantic Monthly", e pubblicato a puntate su "The Commonwealth" soltanto tre anni dopo. L'intero volume di Donzelli è un esempio formidabile della doppia anima di un'autrice complessa, capace di affrontare i grandi temi del suo tempo, ma ingabbiata (soprattutto dagli editori) entro i rigidi confini dell'accettabilità e del conformismo. Così i bozzetti di vita ospedaliera erano originariamente veri e propri resoconti in prima persona, lettere scritte a parenti e amici. Quando James Redpath, editore di Boston, decise di pubblicarli si presentò la necessità di inserire la novità del punto di vista dell'autrice in un genere già frequentato dalle donne, il racconto di viaggio, e di affidare la narrazione a un alter ego per "salvaguardare il buon nome dell'autrice anche dopo il contatto ravvicinato con i tanti corpi maschili languidamente stesi a letto malati, ma sicuramente poco vestiti". Lo stile dei "Bozzetti" è molto lontano dall'epica patriottica e la guerra vi appare come un'avventura stravagante nel percorso di una giovane donna annoiata che vuole sentirsi viva. Eppure, con quello stile lieve e poco ortodosso, la Alcott denuncia una realtà disgregata: la sua infermiera viaggia in treni affollati e promiscui, ha a che fare con un'organizzazione improvvisata e una burocrazia inetta, arriva in una capitale infestata dai maiali, con i simboli nazionali gettati nel fango per poi prendere servizio in un ospedale ribattezzato "Casa del caos" e caldeggiare, a mezza bocca, la diserzione. I due racconti finali sono venati di una sensualità e di un erotismo mai espliciti, ma sempre allusi. E se nel racconto "Il mio contrabbando " (dove, per contrabbando si intende il nero non più schiavo, ma non ancora uomo libero) la protagonista, un'altra infermiera, converte l'attrazione per questo ragazzo "robusto e virile" in un'esperienza edificante e patriottica (il nero si riscatta arruolandosi e morendo in guerra), in "M. L." la giovane Claudia si innamora del mulatto Paul Frere, senza sapere nulla del suo passato di ex schiavo mascherato dietro presunte origini spagnole, ma la scoperta della verità non compromette la riuscita del matrimonio. "Metti da parte la pietà, il pregiudizio, l'orgoglio. Giudicami per quello che sono e io mi sottometterò alla tua condanna" le dice lui nel momento del disvelamento, quando un'altra donna, anche lei attratta dall'uomo nero, decide di distruggere ciò che non può avere. Ma, scrive la Alcott, "non c'era bisogno di quella supplica poiché la pena era stata decisa molto prima che iniziasse quella preghiera. L'orgoglio, la paura e la vergogna erano stati sbaragliati per far posto alla vera passione. Adesso la giustizia e la misericordia presero per mano l'amore e lo ricondussero a casa". Come fa notare Sara Antonelli questo è probabilmente il primo racconto a ipotizzare il felice matrimonio tra una donna bianca e un uomo che è stato schiavo, mentre altri racconti di quello stesso periodo e sullo stesso tema finivano con un suicidio o con l'allontanamento in terre lontane. Qui c'è un solo allontanamento, quello della coppia dai pregiudizi e dalle finzioni del mondo borghese, nel nome dell'"amore per la libertà" della "libertà d'amore". Un "interno" della ricca borghesia americana visto da Cravens (Corbis).

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E con <Iquel> i cittadini danno i voti al Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 05-04-2008 PROGETTO UNA SFIDA PER RENDERE PIU' EFFICIENTE LA MACCHINA DELLA BUROCRAZIA E con "Iquel" i cittadini danno i voti al Comune I parmigiani giudicheranno la qualità dei servizi Giacomo Talignani II I cittadini daranno il voto alla città. Potranno giudicare, attraverso Internet, telefono e i mezzi tecnologici più avanzati, la qualità dei servizi che offre il Comune. Così l'amministrazione avrà un rendiconto chiaro di quel che ha fatto bene e quel che invece non funziona. Insomma, è in arrivo una nuova arma per smaltire ulteriormente la burocrazia, snellire le pratiche e offrire servizi ad hoc per i cittadini- clienti. Questo progetto di "verifica della qualità dei servizi erogati" si chiama Iquel: "Innovazione e qualità per gli enti locali". Parma, su spinta dell'assessore allo Sviluppo e miglioramento dei servizi amministrativi e dei rapporti con i cittadini, Mario Marini, è diventata capofila del progetto Iquel: un'iniziativa che coinvolge tredici amministrazioni (sette Province e sei Comuni) ed è finanziata dal ministero per gli Affari regionali con 1,5 milioni di euro. Ieri in Comune, su questa "sfida " per rinnovare il rapporto fra amministrazioni e cittadini, il sindaco Pietro Vignali e Paolo Zocchi del Dipartimento per gli Affari regionali hanno messo la firma: l'intesa è stata siglata anche dai delegati delle dodici amministrazioni coinvolte. Quando fra alcuni mesi il progetto diventerà concreto inizieranno le indagini fra i parmigiani per verificare la qualità dei servizi: attraverso gli sportelli, il telefono, il Web e una serie di indicatori di qualità i cittadini diranno la loro sul lavoro svolto dall'amministrazione. In pratica, saranno costantemente monitorate efficienze ed efficacia di ogni servizio. Il programma Iquel sarà realizzato in 18 mesi e fa parte a sua volta del progetto "Elisa", nato per realizzare gli obiettivi indicati dalla Finanziaria 2007. "E' un progetto interessante - spiega Vignali - perché persegue un obiettivo fondamentale per noi che è quello del miglioramento della qualità dei servizi rivolti al cittadino. Cittadino oggi visto come cliente e che deve essere agevolato nelle sue pratiche, così come devono essere agevolate le imprese. Già con il progetto "Comune amico" Parma sta spingendo sulle politiche di semplificazione dei servizi, ora con Iquel puntiamo a continuare questa operazione in rete con altre amministrazioni". Anche il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, ribadisce il concetto: "E' necessario cogliere le reali esigenze dei cittadini e dare dei supporti in tempi sempre più brevi e in maniera sempre più elevata". L'assessore Mario Marini insiste invece sulla possibilità "non solo di muoversi nel campo della tecnologia, ma anche in quello della modernizzazione dei processi. Miglioreremo le procedure anagrafiche e attraverso il digitale offriremo maggiori chance di sburocratizzare. E quando un servizio avrà dei problemi, con Iquel, sarà il cittadino a segnalarceli per primo". La firma Da sinistra, Paolo Zocchi, Pietro Vignali e Vincenzo Bernazzoli.

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Le aziende: <Un patto per lo sviluppo> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2008-04-05 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il documento In un decalogo le priorità della Marca. "Ci giochiamo il futuro di questo territorio" Le aziende: "Un patto per lo sviluppo" Le categorie ai candidati al Parlamento: "Più federalismo, meno fisco" Burocrazia, tasse, ma anche sicurezza e Legge Biagi: il mondo produttivo si coalizza. "Dobbiamo rafforzarci" TREVISO - Un impegno per lo sviluppo. Dell'Italia, certo, ma prim'ancora del Veneto e di Treviso. Lo chiedono ai candidati trevigiani al Parlamento le cinque sigle più rappresentative dell'imprenditoria locale: Unindustria e Ance, Confartigianato, Confcommercio e Coldiretti. La proposta delle categorie si articola in dieci punti, "un insieme di proposte per rafforzare la competitività e la crescita economica e sociale del territorio", si legge nella lettera consegnata nella mani dei comitati elettorali, "perché la politica ha il dovere di compiere scelte capaci di restituire fiducia alle persone e alle imprese", veri "motori della crescita", insieme al lavoro. E proprio la crescita della produttività è al primo posto del decalogo: l'azione di governo dovrà concentrarsi "su una forte riduzione del carico fiscale, che favorisca i programmi di sviluppo delle imprese e i consumi delle famiglie, oltre che sulla riduzione della spesa pubblica che consenta di recuperare risorse necessarie a promuovere gli investimenti infrastrutturali". Seguono le piccole imprese ("un made in Italy che va valorizzato ") ed il federalismo, per "avvicinare il livello decisionale al territorio e alla comunità che vi abita, secondo un principio di sussidiarietà ed un principio di responsabilità nella raccolta di risorse economiche e nel loro impiego in servizi e progetti di sviluppo per i cittadini ". E ancora, la semplificazione della burocrazia ("Eccessiva ed inefficiente, il principale motivo di non attrazione degli investimenti esteri in Italia") e maggiori risorse alle forze dell'ordine e alla magistratura, "affinché sia garantita l'azione preventiva e la certezza punitiva dei reati". Al sesto punto c'è il lavoro, o meglio, la riduzione del suo "costo", con la detassazione dello straordinario e gli aumenti legati alla produttività, il mantenimento della legge Biagi ("che va completata con un moderno sistema di ammortizzatori sociali") e l'abbandono "del binomio burocrazia/sanzioni in materia di sicurezza". Quindi l'energia e l'ambiente, col sostegno alle imprese che qualificano le tipicità e valorizzano la promozione turistica, una "più efficiente gestione del ciclo dei rifiuti" (non si parla però d'inceneritori) ed una politica energetica "in grado di ridurre la dipendenza del Paese ". Chiudono le infrastrutture, con l'attenzione per le aree metropolitane e quella per le infrastrutture di rete (ossia le connessioni veloci), la formazione, con premi al merito e alla responsabilità, il superamento dell'emergenza tecnico- scientifica ed il miglioramento della qualità della formazione professionale, e la ricerca, sulla quale "si gioca il futuro economico del Paese, in tutti i settori produttivi ". A detta delle associazioni è necessario "integrare di più e meglio i centri di ricerca e le Università con il sistema delle imprese, elevare il credito d'imposta per la ricerca svolta in azienda e innalzare l'investimento nazionale almeno al 2 per cento". Marco Bonet Appello alla politica Tutte le categorie imprenditoriali e produttive della provincia hanno predisposto dieci punti che, a loro giudizio, dovrebbero costituire il cardine dell'attività del futuro governo.

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Il Comune ci ripensa, over 75 tutti gratis (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-04-05 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Abbonamenti Actv Agevolazioni agli anziani per tutto il 2008. Rinviata l'introduzione del limite di reddito Il Comune ci ripensa, over 75 tutti gratis VENEZIA - Dietrofront di Ca' Farsetti sugli abbonamenti Actv agli ultra 75enni. Anche per il 2008 i residenti più anziani beneficeranno di vaporetti e bus gratuiti in barba all'ordine del giorno approvato in consiglio comunale durante la discussione sul bilancio. Nel testo licenziato a larga maggioranza lo scorso 27 marzo si suggerisce infatti a sindaco e assessori di valutare l'utilità dell'offerta prima di confermarne la validità. L'esecutivo tuttavia ha preso una decisione differente e cioè di continuare la sperimentazione per gli over 75. La notizia è arrivata ieri a termine della seduta di giunta ed è facile che produrrà malumori tra i consiglieri di maggioranza e opposizione. Su suggerimento dell'assessore alla mobilità Enrico Mingardi, si è infatti deliberato di mantenere l'esenzione ai ticket di Actv per i cittadini più anziani. In rispetto comunque delle proposte del consiglio comunale, l'assessorato competente dovrà valutare quanto approvato nell'ordine del giorno presentato dal Verde Beppe Caccia e da Sebastiano Bonzio del Prc. Nel testo si chiede che i 300 mila euro stanziati in bilancio a copertura della sperimentazione avviata nel 2007 a favore della popolazione pensionata, e prorogata fino a fine aprile 2008, sia applicata a quanti guadagnino meno di 15 mila euro all'anno. Sempre la mozione di Caccia e Bonzio propone che a far fede sia il modello Isee. I soldi risparmiati non rientrerebbero in ogni caso nelle casse comunali ma servirebbero a estendere le agevolazioni sul trasporto pubblico ai lavoratori precari. Ossia, il consiglio comunale chiede di accordare loro la stessa tariffa degli assunti con contratto da dipendente. Si tratta di 27 euro mensili per le linee d'acqua e di terra invece che i 30 applicati oggi a co.co.pro e interinali. Solo nei prossimi giorni si saprà se Ca' Farsetti intende rispettare la richiesta dei consiglieri, intanto la giunta comunica che finora sono stati rilasciati 20 mila abbonamenti gratuiti a fronte di una potenziale utenza di 34 mila persone. L'assessorato alla mobilità cerca in ogni caso di venire incontro alle istanze del consiglio. In ogni caso si comunica che le nuove procedure di rilascio dietro presentazione del modello Isee, o di altri attestati di reddito, non saranno immediate. Prima servirà affrontare l'argomento in sede di commissione consiliare e bisognerà aprire un confronto con le associazioni dei pensionati. I tempi della burocrazia sarebbero dunque il motivo che ha spinto assessori e sindaco a prorogare l'esenzione per tutti gli anziani sopra i 75 anni d'età. Intanto sul fronte automobilistico Actv lavora all'organizzazione delle nuove linee da e per l'ospedale all'Angelo di Zelarino. E anche in questa situazione per l'utenza arrivano cattive notizie. Le circolari H1 e H2 non entreranno più in funzione da lunedì prossimo, bensì dal 14 aprile con una settimana di ritardo rispetto al previsto. G.B. Linee per l'ospedale in ritardo Le circolari H1 e H2 che serviranno l'ospedale dell'Angelo non partiranno lunedì prossimo ma il 14 aprile, con una settimana di ritardo.

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Sicurezza nelle case (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Sicurezza nelle case I problemi della burocrazia Proprietari in difficoltà L'agente Tonello (Fimaa): "Gli acquirenti pretendono la documentazione, impossibile da trovare, specie nel caso di vecchi edifici. E per derogare alla norma chiedono lo sconto" Il campo di applicazione La novità riguarda strutture energetiche, porte e cancelli automatici, antenne radiotv, condizionatori e riscaldamenti, ascensori e idrosanitari. Coinvolte tutte le costruzioni.

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Impianti a norma, la legge blocca vendite e affitti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-05 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Impianti a norma, la legge blocca vendite e affitti Mercato immobiliare in stallo dopo il decreto sull'obbligatorietà della certificazione tecnica. Imediatori: èun caos La Confedilizia ferma la stipula dei contratti di locazione. Le rassicurazioni del ministero dello Sviluppo economico VENEZIA - Compravendite e affitti bloccati o ritardati, proprietari disperati a caccia di scartoffie spesso perse chissà dove o di tecnici per certificazioni dell'ultimo momento, spesso pagate a peso d'oro. Scenario da incubo anche in Veneto quello scatenatosi dal 27 marzo nel mondo immobiliare a causa dell'obbligo di consegnare ad acquirenti e inquilini la documentazione tecnico-amministrativa che garantisce la regolarità degli impianti nell'edificio. Cavillo che ha dato un'ulteriore spallata a un mercato che, specie nelle cessioni, vive un brutto momento. Affari a picco, prezzi fermi o in ritirata per l'incertezza economica e l'aumento dei tassi di interesse che hanno reso cari i mutui. L'inattesa stangata da un decreto del ministero dello Sviluppo, il n. 37 del 22 gennaio scorso. Il provvedimento del ministro Pierluigi Bersani riordina la disciplina sulla sicurezza degli impianti negli edifici. Però un suo articolo, il n. 13, ha provocato il panico, coalizzando le proteste di proprietari, agenti immobiliari e artigiani installatori, oltre a disorientare i notai. La norma è semplice, logica e finalizzata a tutelare l'incolumità dei cittadini, ma l'applicazione può far precipitare in un inferno di burocrazia e spese salate. In sintesi, il proprietario che vuol vendere o affittare (ma anche donare) un immobile deve avere la documentazione tecnica e amministrativa che attesti la regolarità degli impianti nell'edificio. In più deve possedere anche i manuali d'uso e manutenzione dei dispositivi. E parliamo di quasi tutto quello che serve in una qualsiasi abitazione o palazzo a uso commerciale: elettricità; gas; automazione per porte, barriere o cancelli; antenne, dispositivi radiotv o elettronici; riscaldamento, climatizzazione o refrigerazione; idrosanitari; ascensori, montacarichi o scale mobili; antincendio. Una montagna di carte che, più l'immobile è vecchio, più difficili sono da reperire. Il legislatore ha lasciato una via d'uscita nel caso i documenti siano spariti, nel corso magari di passaggi ereditari: la sicurezza degli impianti può essere certificata da professionisti o tecnici, a seconda del tipo di apparecchiature. Ma la situazione è comunque degenerata. "La scorsa settimana le compravendite si sono bloccate. Ora una parte sono riprese, ma i negoziati sono più difficili" racconta Fabio Tonello, presidente regionale della Fimaa, la Federazione italiana dei mediatori e agenti d'affari, una delle organizzazioni di categoria più rappresentativa. E solo da lunedì prossimo Confedilizia, il principale "sindacato " dei proprietari immobiliari, ha dato indicazione alle sue associazioni provinciali di riprendere l'assistenza agli iscritti nella stipula di contratti di locazione, servizio bloccato dal 27 marzo scorso. Tutte difficoltà appena attutite da chiarimenti richiesti e ottenuti dal ministero, con una nota interpretativa del-l'Ufficio legislativo. Il testo spiega come il proprietario-venditore e l'acquirente possano accordarsi per derogare all'obbligo di consegna della documentazione. Idem in caso di locazione. Però la realtà è più problematica. Lo chiarisce Tonello (Fimaa): "I venditori sono in difficoltà. Alcuni acquirenti fanno pesare la situazione. Pretendono le certificazioni e, ai proprietari che non le hanno, chiedono prezzi più bassi. Non è giusto perché in certi casi, come col riscaldamento centralizzato, è difficile avere la documentazione. E quando i proprietari si rivolgono a professionisti e tecnici per ottenere dichiarazioni di conformità, peraltro non semplici, spesso si sentono chiedere parcelle astronomiche. C'è chi se ne sta approfittando ". Le associazioni provinciali della Fimaa hanno incontri a raffica sull'argomento. Arriveranno spinte ai dirigenti nazionali per ottenere una moratoria dal ministero. Rincara la dose Michele Vigne, presidente regionale e vicepresidente di Confedilizia. "è stato un provvedimento pasticciato, calato dall'alto sulle categorie - attacca Vigne - Le nuove norme hanno creato questo scompiglio estendendo gli obblighi sulla documentazione a tutti gli edifici, prima limitati alle abitazioni. Nella nostra assemblea nazionale abbiamo chiesto al ministero certezze giuridiche: la nota dell'Ufficio legislativo non basta". Gianni Sciancalepore Colpo inatteso La riforma crea ulteriori problemi al settore immobiliare già in difficoltà per l'incertezza economica.

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Propongono di firmare contratti ma c'è l'inganno: 35 segnalazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CUNEO. MOVIMENTO CONSUMATORI E ADICONSUM Propongono di firmare contratti ma c'è l'inganno: 35 segnalazioni Eleganti, modi affabili, parlantina sciolta, "estremamente convincenti". Almeno due "procacciatori di affari" da alcune settimane "battono" gli alloggi di Cuneo, proponendo di firmare contratti per telefono, gas, energia elettrica. Le segnalazioni di persone che hanno firmato anche più documenti - e si sono poi pentite - sono state 35, tra marzo e i primi di aprile, al Movimento consumatori e all'Adiconsum di Cuneo. Per tutti sono state inviate le raccomandate con ricevuta di ritorno per annullare i diversi contratti: per legge ci sono 10 giorni di tempo per "esercitare il diritto di recesso" dei contratti firmati al di fuori dei locali commerciali . Bruna Girardi, pensionata, spiega: "L'uomo mi ha spiegato che con il nuovo contratto non mi avrebbero più chiamato a casa per propormi di cambiare operatore telefonico. Chiamano anche due volte al giorno, ancora oggi. Ho firmato per telefono e gas, poi mi sono confrontata con mio marito e mia figlia e ho deciso di disdire i due contratti. La prossima volta farò più attenzione". Un'altra signora che ha firmato per tre contratti (telefono, luce, gas) è Lidia, ottantenne: "Non apro mai agli sconosciuti, ma per caso aspettavo una persona. Si è presentato come rappresentante di Tele 2 ed Enel. Mi ha incantata, ho firmato. Dopo ho letto le clausole dei contratti e mi sono pentita: al Movimento consumatori mi hanno spiegato che con la disdetta non avrei pagato altro denaro". Aldo Martina dell'Adiconsum: "L'ultimo caso ci è stato segnalato stamane. Una signora che ha firmato due contratti in un colpo solo. Spiegano che ci sono agevolazioni, magari inesistenti. Sono contratti di 5-6 pagine in caratteri minuti. Il consiglio che diamo?Quando si presentano queste persone alla porta, provare a contattare le associazioni a tutela dei consumatori. Enel e Tele2 non mandano a casa le persone per vendite a domicilio: si tratta di società terze con percentuali su ogni contratto firmato". Riccardo Sartoris, presidente del Movimento consumatori Cuneo: "Sono credibili perché si presentano come Enel. Il loro interesse è carpire firme, vanno a cercare gli anziani: succede che chiamino una complice al telefono, la quale spiega che firmando non pagheranno più il canone, ma non dicono che si deve corrispondere un fisso mensile, spesso più caro. Riteniamo sia una pratica commerciale scorretta di cui abbiamo fatto segnalazione all'Autorità garante del mercato: indagherà. Tutti i racconti sono simili. A una donna francese hanno detto che la firma era imposta dal decreto Bersani e dalla burocrazia italiana. Cosa fare? Non firmare e nel caso contattare anche le forze dell'ordine. Bisogna difendersi, se sono aggressivi e insistenti".

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Palestra coni sempre più degradata (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elvio Ferigo: alcune società che vi operavano hanno dovuto abbandonare l'attività Palestra Coni sempre più degradata Chiusa ormai da 4 anni, la struttura attende ancora l'inizio dei lavori di riatto LE BRUTTURE DELLA CITTÀ Era la sede storica di varie associazioni sportive, ma fungeva anche da impianto per l'educazione fisica da parte delle scuole Pessimo biglietto da visita proprio all'ingresso della città: vetri rotti, intonaco a pezzi e sporcizia dovunque Vetri rotti, muri scrostati, intonaco a pezzi e sporcizia ovunque. È questo lo stato in cui si trova la palestra del Coni, chiusa da oltre quattro anni per consentire lo svolgimento dei lavori di ristrutturazione. Gli interventi non sono mai cominciati, con il risultato che le società sportive che vi avevano sede sono state costrette a cercare una sistemazione alternativa. A lanciare il grido d'allarme è l'ex presidente del Coni Elvio Ferigo, vecchia "bandiera" dello sport goriziano, che utilizzava la struttura di largo Divisione Mantova per gli allenamenti dell'Accademia goriziana di pugilato. "Sono anni che aspettiamo l'avvio dei lavori. Intanto, però, i muri stanno cadendo a pezzi e le condizioni dell'impianto non fanno altro che peggiorare", spiega rammaricato Ferigo, riferendosi alle condizioni di evidente degrado di quella che è stata una palestra storica per Gorizia. Costruita negli anni 60, la struttura ha ospitato diverse associazioni sportive e scuole cittadine, dato che era utilizzata per le ore di educazione fisica. Sede storica del basket (negli anni 60 ospitava la Safog, seconda società goriziana dopo l'Ugg, successivamente l'Arte Bittesini del "mago" Gabrielli e di tanti altri coach e giocatori poi diventati famosi), immediatamente prima della chiusura lo stabile accoglieva la sezione di scherma dell'Ugg, spostata prima al PalaBigot e ora nella sala del Caminetto della Ginnastica in attesa di essere trasferita in via Ascoli, e il Sankaku di karate, attualmente collocato alla Stella matutina, corsi di difesa personale e, appunto, l'Accademia di pugilato. Quest'ultima, non disponendo più di uno spazio in cui allenarsi, si è di fatto sciolta, dal momento che gli atleti hanno scelto altri sodalizi a Monfalcone e a Manzano. Non è la prima volta che Ferigo denuncia il degrado della palestra del Coni, infatti, anche recentemente si è informato dell'avvio dei lavori. Ha ricavato però soltanto indicazioni poco attendibili: "Sei mesi fa mi è stato detto che la ristrutturazione sarebbe cominciata a breve, e tre mesi fa lo stesso. Ora però mi chiedo a che punto siamo, anche perché le società che avevano sede nella palestra sono scomparse o si sono dovute sparpagliare per la città. È un vero peccato, in quanto, vista la vicinanza con il circolo del tennis, con il campo sportivo e la piscina, si potrebbe dar vita a una cittadella dello sport". Al di là dell'utilità che la palestra potrebbe avere per le società sportive cittadine, le condizioni dell'impianto rappresentano un biglietto di visita tutt'altro che lusinghiero per chi entra in città, considerando non soltanto lo stato di abbandono generale, ma anche le immondizie che sono state lasciate nel giardino e negli spazi esterni. Secondo l'ufficio tecnico del Comune, l'inizio dei lavori di ristrutturazione è imminente, anche se non si può parlare con esattezza di una data. La ditta che dovrà occuparsi della sistemazione è già stata individuata da diversi mesi, dal momento che la gara d'appalto è stata effettuata nell'ottobre del 2007. Si tratta della Coipi costruzioni di Giovanni Piccin, di Colle Umberto, in provincia di Treviso. Per vedere gli operai in azione bisogna però attendere la stipula del contratto, quindi è impossibile prevedere quali saranno i tempi della burocrazia. I lavori necessari per mettere a norma l'impianto sono consistenti, dal momento che l'opera necessita di una sistemazione complessiva e del rifacimento totale delle tribune. Per dare un'idea del tenore degli interventi richiesti, basti pensare che il progetto vale ben 3 milioni 540 mila euro. Francesca Santoro.

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L' (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMA 05-04-2008 BUROCRAZIA E FIGLI SU MISURA ADOZIONI IMPRESA SEMPRE PIÙ DIFFICILE GEROLAMO FAZZINI L' adozione internazionale in Italia è al giro di boa. Sono passati 15 anni da quando il nostro Paese ha aderito alla Convenzione dell'Aja, 10 da quando l'ha ratificata. Due date simboliche che offrono un'occasione preziosa per tirare un bilancio, ancorché provvisorio, sul fenomeno e sui trend in atto. Lo scenario internazionale è segnato da una contraddizione che appare insanabile, una sorta di 'corto circuito'. Proprio in questi giorni lo denunciano gli esperti radunati a Venezia dal Ciai, uno degli enti più noti e 'storici' tra quelli italiani che si occupano di adozioni internazionali. In sintesi: mentre non diminuisce affatto anzi! il numero di bambini che in giro per il mondo affollano gli istituti (perché orfani o senza una famiglia in grado di educarli adeguatamente), va calando il numero delle adozioni complessive: erano 45mila nel 2004 (a livello mondiale), sono scese a 42mila nel 2006. In realtà, a leggere bene i dati una buona notizia c'è: significa che sta aumentando l'adozione nazionale. Tradotto, un certo numero (crescente) di bambini trova nuovi e definitivi genitori nel suo Paese di origine. E questo è senz'altro un bene, perché consente di evitare alcuni problemi che possono presentarsi ogni volta che una persona viene, pur con tutte le precauzioni del caso, sradicata dalla sua terra e dalla sua cultura. Intanto, però, le coppie italiane si chiedono perché debbano aspettare tempi così lunghi per poter vedere realizzato il loro sacrosanto desiderio di paternità e maternità quando, nel mondo, il numero di bambini che hanno bisogno di un papà e di una mamma rimane notevolmente alto. Anch'io e mia moglie abbiamo provato sulla nostra pelle quanto bruci questo interrogativo. La risposta è amara, ma bisognerà pur dirla: 'domanda' e 'offerta' non si incrociano. Diciamolo con un linguaggio più adatto al contesto, meno 'mercantile': le coppie italiane sognano bambini da adottare troppo diversi da quelli che, nella realtà, hanno bisogno di essere accolti in casa. I genitori adottivi vorrebbero figli piccoli, possibilmente sani (desiderio in sé legittimo e totalmente comprensibile: quale mamma naturale non prega perché il bimbo che porta in grembo nasca senza problemi?). Ma gli organismi autorizzati all'adozione ricevono, ormai prevalentemente, segnalazioni di bambini in età scolare, spesso con problemi di ordine sanitario o di altro genere. C'è bisogno allora di un supplemento di apertura, di una responsabilità più matura e coraggiosa; c'è da allargare la tenda dell'ospitalità. Nulla a che vedere intendiamoci con un generico atto di 'buonismo', l'adozione è ben altro. È un appello che gli enti fanno, a nome e per conto dei bambini, alle mamme che si candidano a prendere in casa figli che non vengono dalle loro pance. Alle future mamme e, ovviamente, ai loro uomini. C'è bisogno di un salto di qualità, insomma, ora che l'adozione internazionale in Italia ha vissuto una prima fase di assestamento. Ma ad essere chiamate in causa non sono solo le famiglie. Anche gli enti (e chi ne dovrebbe controllare trasparenza e serietà) debbono fare la loro parte. Già, perché il 'faidate', mandano a dire da Venezia, non è ancora una piaga estirpata. E il tasso di 'disinvoltura' di taluni enti nel gestire alcune vicende di adozione chiede, da parte dello Stato e degli organi competenti, interventi più incisivi di quanto non siano stati sin qui. Non crediamo di esagerare se diciamo che le modalità di gestione dell'adozione internazionale possono essere inserite, a pieno titolo, tra i parametri che dicono quanto un Paese possa oggi dirsi civile. Ebbene, se all'Italia sta a cuore la sua dignità occorre che nuovi, urgenti e decisivi passi avanti si compiano anche su questo fronte. La politica ne prenda nota. INFANZIA Una strada con tanti ostacoli MARIANI 6.

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La Cattolica al servizio della cultura popolare (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CHIESA 05-04-2008 La Cattolica al servizio della cultura popolare Ornaghi: guardiamo al futuro alla luce dei valori costitutivi della nostra identità DA MILANO ENRICO LENZI U na università fortemente calata nel presente, con uno sguardo rivolto al futuro, e nel contempo capace di non dimenticare le solide radici da cui è partita. L'Università Cattolica si presenta così in occasione della 84ª Giornata nazionale che la Chiesa italiana le dedica domani. "Un rapporto stretto, un forte legame" precisa il rettore Lorenzo Ornaghi, che dal 2002 guida l'ateneo. Proiettata verso i suoi primi 90 anni di vita, l'Università Cattolica, in occasione della Giornata nazionale, ha deciso di volgere lo sguardo alle proprie radici ricordando la figura di Armida Barelli, la co-fondatrice dell'ateneo. Quale significato vuole avere questa scelta? "Questa scelta ha il significato di ribadire e attualizzare l'Università Cattolica come una grande famiglia, composta dagli attuali studenti, docenti e personale amministrativo, dai laureati vecchi e nuovi. E cosa rafforza l'identità di una famiglia, se non la memoria dei padri e delle madri? Armida Barelli, che con padre Agostino Gemelli è stata tra i fondatori del nostro ateneo, è stata davvero una figura straordinaria, emblematica ed eccezionale per il ruolo delle donne nel mondo cattolico. Una figura da riscoprire e approfondire nella sua rilevanza storica". Nel sottotitolo della 84ª Giornata della Cattolica si parla di 'impegno per una cultura popolare'. Come si realizza in concreto oggi questo obiettivo? "L'impegno per una cultura popolare significa guardare al futuro della nostra società italiana, senza dimenticare i valori essenziali e costitutivi dell'identità del popolo italiano. In concreto significa chiedersi come si possano innalzare questi valori al livello delle grandi sfide che la politica, l'economia, la tecnica e gli avan- zamenti delle scienze pongono oggi all'antropologia. L'Università Cattolica cerca di realizzare questo obiettivo, in primo luogo dando espressione a questi valori costituitivi. E, poi, facendo sì che i risultati della propria elaborazione scientifica e culturale diventino il più possibile patrimonio del modo di pensare e di vivere dei cittadini. In questo modo cerchiamo anche di combattere uno dei rischi più gravi che le società occidentali affrontano: la frattura crescente tra una pseudo-cultura di pochi e la modalità di comportamento della maggioranza". Nel suo messaggio la presidenza della Cei parla di sfide urgenti e delicate che la Cattolica ha davanti a sé: formare sempre più giovani preparati senza mortificare la qualità dell'offerta accademica. Come affronta l'ateneo questa sfida? "A dire il vero è una sfida che devono affrontare tutte le Università. E il nostro ateneo la coglie in modo particolare, proprio perché siamo impegnati a promuovere una cultura autenticamente popolare. Se inteso bene e ben attuato, l'odierno ordinamento, che distingue tra le lauree triennali e quelle specialistiche, può essere di aiuto. Il primo livello, rappresentato dalle lauree triennali, permette di formare a livello universitario una porzione sempre più ampia di giovani. Le lauree specialistiche, con i dottorati di ricerca, diventano lo strumento per garantire una preparazione specifica e di eccellenza dei giovani necessaria nei diversi ambiti professionali". Armida Barelli fu, tra le altre cose, la promotrice delle Giornate dell'Università Cattolica. Occasione per sensibilizzare l'intera comunità cattolica intorno al proprio ateneo. Sono passati 84 anni dalla prima edizione. Cosa rappresenta oggi questa Giornata per l'ateneo? "La Giornata, come solitamente avviene per un anniversario importante, è il momento in cui è bello essere circondati dagli affetti più cari e, a propria volta, poter manifestare affetto. È la Giornata in cui la Cattolica cerca di testimoniare il suo amore per i cattolici italiani e nella quale l'Università tocca con mano la stima e la considerazione di tutti coloro che sentono questo ateneo al servizio della Chiesa italiana". Nel suo discorso inaugurale per il nuovo anno accademico Lei parlò dei rischi derivanti dal lungo periodo di riforme e dall'eccesso di burocrazia. Come è possibile uscire da questa fase? "È difficile uscirne, ma è indispensabile farlo. Le Università hanno conosciuto in questo decennio una catena, che sembra interminabile, di piccole e grandi riforme, il cui risultato, in qualche caso non intenzionale, è stato quello di appesantire burocraticamente ciò che per sua natura dovrebbe essere il più libero possibile, e soprattutto con il risultato di limitare nei fatti anche l'autonomia delle Università non statali. Personalmente sono convinto che anche nel campo universitario, come in quasi tutti i campi della nostra vita, il riconoscimento della naturale libertà di persone e istituzioni sia il presupposto indispensabile per favorire i prodotti migliori della creatività". La Cattolica al servizio del Paese. Un aspetto che l'ateneo considera importante ribadire. Si inseriscono in questo filone anche i quattro Centri di ateneo recentemente costituiti? "Certamente. Lo sono proprio perché questi Centri di ateneo direttamente corrispondono alla condivisione da parte del nostro ateneo del Progetto culturale promosso dalla Cei. Anche la scelta dei temi non è casuale: bioetica, famiglia, dottrina sociale, solidarietà internazionale. Credo davvero che, oggi, uno dei più importanti servizi per il nostro Paese e per la nostra società, sia quello di far crescere, su questi temi, la cultura fuori da pigri stereotipi, artificiose convenzioni o, peggio ancora, anacronistici schemi ideologici". In questi ultimi anni si parla di emergenza educativa. L'università si colloca al termine del percorso formativo, ma è anche il luogo dove si formano i futuri formatori-educatori. Cosa sta facendo la Cattolica in questo specifico campo? "I futuri formatori-educatori, se ci pensiamo bene, sono quella minoranza creativa di cui anche il Santo Padre Benedetto XVI ha più volte richiamata la necessità. Alla preparazione di questa minoranza, l'Università Cattolica sta prestando un'attenzione crescente. Con la convinzione che si può essere autentici formatori-educatori se, e solo se, si è testimoni della verità". La figura e l'opera di Armida Barelli, che è stata co-fondatrice dell'ateneo, scelte come tema per il 2008. "Una persona da riscoprire nella sua valenza storica". La "nostra università offre la sua ricerca a tutto il Paese, soprattutto in alcuni campi sensibili come famiglia e bioetica" Milano: il chiostro dell'Università Cattolica Armida Barelli Lorenzo Ornaghi.

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GIUSTIZIA E BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 05-04-2008)

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CRONACA 05-04-2008 GIUSTIZIA E BUROCRAZIA Escluse ragioni d'urgenza, il procedimento discusso a maggio. Il deposito del verdetto slittato dal 2000 al 2008 aveva permesso la scarcerazione per decorrenza dei termini di alcuni esponenti mafiosi.

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VELTRONI: CAMORRISTI, NON VOTATE PER NOI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)

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Veltroni: camorristi, non votate per noi FULVIO SCARLATA "Mafia, camorra e ndrangheta le vogliamo annientare, distruggere. Vogliamo fare una lotta senza quartiere ai poteri criminali". Walter Veltroni al teatro Augusteo rilancia la sfida alla criminalità organizzata come priorità del partito democratico. Il teatro è gremito già un paio d'ore prima dell'arrivo del leader, tra inni e entusiasmo e la platea letteralmente esplode quando Veltroni ribadisce: "Alla camorra diciamo: non votateci. Noi vogliamo non solo governare ma cambiare l'Italia, e qui a Salerno è stato dimostrato non solo le parole che si può fare una innovazione della politica". Tanta gente, più di mille dentro il teatro Augusteo per il comizio di Walter Veltroni, in cinquemila quelli rimasti fuori. "Mi dispiace per chi non è riuscito ad entrare - attacca il leader del Pd ma subito aggiunge scherzando - in verità mi dispiace ma fino a un certo punto. È talmente bello quello sta avvenendo in Italia con il Pd: c'è entusiasmo, passione, partecipazione anche di ragazze e ragazzi. È una buona notizia per la democrazia italiana". L'intervento, da solo sul palco, è incentrato sull'orgoglio di essere italiani "una Paese con tante perle, e lo dico qui a Salerno amministrata dal mio amico Vincenzo De Luca" e la voglia di reagire "come l'Italia ha sempre fatto nei momenti più difficili, e penso che questo sia uno di quei momenti". La ricetta proposta dal Pd è quella nota: primo un governo senza coalizioni "voglio cancellare la parola vertici di maggioranza, proponiamo un evento storico: un solo partito per un solo governo". Poi i punti del programma: lotta al precariato, buoni pasto per tre milioni di famiglie, lotta alla burocrazia e agli sprechi, riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica, e il Meridione al centro della politica del Governo "perché la nostra battaglia non è contro la ricchezza ma contro la povertà e il Sud ha uno spaventoso gap infrastrutturale basta pensare ai collegamenti ferroviari e alla portualità". Dunque la promessa di finire la Salerno-Reggio Calabria che "è uno dei fattori di mancata competitività del Paese" e l'investimento nella ricerca "e qui c'è l'università di Salerno che è una specie di modello per il modo con cui è pensata e immaginata. Molti ragazzi dopo essersi laureati qui vanno all'estero: se è per scambi culturali tutto bene, se è perché qui non si trova lavoro allora è uno spreco che non possiamo permetterci". Veltroni evita di parlare di rifiuti, dal palco dell'Augusteo, tema invece affrontato in mattinata a Caserta, che con Napoli ha sofferto più delle altre province l'emergenza rifiuti: "Ci sono stati troppi veti e troppi condizionamenti" accusa. E tocca il tasto delle responsabilità. "Tutti - dice - ne hanno una parte, compreso il centrosinistra e chi è stato al governo per cinque anni e ha organizzato manifestazioni contro. Ma bisogna farla finita con i processi a una sola persona". Il riferimento, chiaro, è ad Antonio Bassolino. Il finale, a Salerno, è tutto all'attacco della destra "che già oggi è divisa su tutto, dal voto agli immigrati alle missioni all'estero fino alle pensioni. Ai delusi di An, mortificati in ogni modo da chi ha imbarcato tutti i loro avversari, agli elettori della sinistra radicale, cui bisogna spiegare che oggi la partita è per il governo, una partita tra due e vince chi ha un solo voto in più, vogliamo dire che è possibile voltare pagina. Lo abbiamo fatto indicando come capolista alla Camera Pina Picierno, scegliendo non chi sta da 45 anni in Parlamento ma chi ha meno di 30 anni come segno visibile di cambiamento. Voglio ringraziare per il grande lavoro svolto con grande intelligenza il segretario regionale Tino Iannuzzi". L'entusiasmo al teatro Augusteo e nel riquadro Veltroni saluta dal pullman (Tanopress - fotoservizio Francesco Pecoraro).

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Belluno Il Patto per la provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 05-04-2008)

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BellunoIl Patto per la provincia di Belluno lanciato dalla Lega Nord c'è stato, ma non c'erano Pdl, Pd e Sinistra Arcobaleno. Gli altri partiti concordano sostanzialmente sull'idea di un'adesione convinta alle richieste federaliste, sia pure con qualche distinguo. La proposta del Carroccio è quella di fare lobby in parlamento per riuscire a scardinare un sistema centralizzato. C'è chi suggerisce l'opportunità di avere più rappresentanti bellunesi, chi di fare un vero e proprio cartello, come la Svp in Alto Adige.Nel pomeriggio Calearo, capolista Pd in Veneto 1, ha parlato con le associazioni di categoria, che gli hanno chiesto l'impegno per non soffocare di burocrazia. Questa mattina in piazza ci sarà il ministero Ferrero e domani arriva Rosy Bindi.DorigoeCiprian a pagina II.

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IN CINQUEMILA PER WALTER SOTTO LA PIOGGIA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-04-2008)

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In cinquemila per Walter sotto la pioggia GIANNI COLUCCI Cinquemila persone tra piazza Amendola e via Roma per un saluto a Walter, imprigionando il pullman verde in un abbraccio di bandiere e volantini: "Si può fare". Sale sul bus a fine comizio il sindaco di Salerno De Luca con sottobraccio un libro sulla scuola medica salernitana. È il suo dono al candidato. Poi un briefing al Grand hotel Salerno dove Veltroni si intrattiene con il primo cittadino in un incontro riservato. Di sicuro si è parlato di elezioni regionali e delle prospettive del dopo Bassolino. "Ti faccio i migliori auguri per questa difficile campagna elettorale", l'ha infine salutato De Luca. Salerno in piazza, molti i pullman dalla provincia: alla fine si pareggiano i conti con la memorabile giornata del discorso di Berlusconi di due anni fa nello stesso teatro. Allora non pioveva e c'erano più maxi schermi. Ma non importa, e il traffico si blocca festosamente fino a piazza Cavour. Nel teatro un milleduecento persone stipate all'inverosimile sotto gli occhi preoccupati di pompieri e vigili urbani. Arriva il bus di Veltroni e lui entra al teatro dall'ingresso laterale che passa per l'atrio del Municipio. De Luca va incontro a Veltroni e tenta inutilmente di portarlo nel suo ufficio. Il candidato premier sente la folla e si precipita invece in sala. Dove parla per 50 minuti bevendo solo due sorsi d'acqua. Poi si rivolge all'ospite: "Il mio amico De Luca" e quando dalla platea comincia un "Chi non salta Berlusconi è..." quasi si arrabbia. "No, no, queste cose lasciamole agli altri". Lancia come una rosa il suo atto d'amore per l'Italia: "Viviamo in un Paese da rapire il cuore", e ricorda il suo chiodo fisso: "il diritto al sorriso", promettendo sussidi a chi non si può permettere le cure odontoiatriche. Cita Giuliano Procacci de "Storia dell'Italia attraverso gli italiani", Olaf Palme e anche Prodi (che richiama almeno tre volte). Si riferisce invece a Berlusconi senza mai chiamarlo per nome. Le prime file sono per i candidati ma ci sono anche i Valiante (junior e senior), il vice presidente della Provincia Gianni Iuliano (Villani è ammalato); il segretario Pd Figliulo è accanto a De Luca. C'è anche un Michele Pinto che torna a casa, Vaccaro è in piedi confuso tra i fotografi. Carpinelli ha con se il suo sindaco Russomando e gli fa da chaperon (poi il consigliere regionale parla di voto disgiunto tra Camera e Senato e spara: "Anche qui in sala alcuni faranno così"). C'è la radicale Filomena Gallo; la candidata Anna Petrone è amorevolmente accudita da tutti. Si comincia con un applauso agli operai dell'Ideal Clima ("Ad agosto finisce la cassa integrazione straordinaria", dicono e spiegano un cartellone: "Si può fare di più"). Suona Jovanotti "Lo so che non sono solo". Intanto Veltroni ricorda che la Picierno, abbracciata da un tenero Ettore Scola sul palco, ha meno di 30 anni; rivendica che non ha voluto chi in Parlamento c'era da 45, rigirando il coltello nella piaga De Mita. È un Veltroni che potrebbe assomigliare a Crozza (che pure cita): dà il meglio di se nel giorno in cui si ricorda l'assassinio di Martin Luther King avvenuto il 4 aprile di 40 anni fa e, sfidando gli imitatori, arrischia anche un "I have a dream". Ma gli applausi arrivano lo stesso senza ironia. Applausi soprattutto ai passaggi dedicati alla malavita, alla difficoltà delle famiglie, ai ritardi della burocrazia. Quando dice "faremo in modo che le amministrazioni diano risposte ai cittadini entro 30 giorni", l'assessore all'urbanistica De Maio si dà di gomito con De Luca ("Noi già lo facciamo").

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Le imprese: <È l'ora del federalismo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)

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Le imprese: "È l'ora del federalismo" Le principali associazioni di categoria presentano il loro decalogo ai candidati Il decalogo delle imprese alla politica. Le cinque principali organizzazioni imprenditoriali della Marca, Unindustria Treviso, Ance, Confartigianato della Marca trevigiana, Coldiretti, Unascom Confcommercio, sintetizzano in dieci punti la loro idea di "Impegno per lo sviluppo": iniziative per rafforzare la competitività e la crescita economica e sociale del territorio nostrano e dell'intero paese. Il documento verrà inviato a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche nel Trevigiano.CRESCITA: una maggiore produttività è la premessa per consentire aumenti delle retribuzioni e migliorare l'occupazione. Lo sviluppo passa, però, attraverso una forte riduzione del carico fiscale sulle imprese e sui cittadini e il taglio della spesa pubblica.PICCOLE IMPRESE: va riconosciuto il loro ruolo chiave e deve essere valorizzato il "made in Italy".FISCALITA', AUTONOMIA E FEDERALISMO: la prossima legislatura deve varare le grandi riforme: autonomia normativa, federalismo fiscale, sussidiarietà, responsabilità nella raccolta delle risorse e nel loro impiego, ne costituiscono i cardini.SEMPLIFICAZIONE: una burocrazia eccessiva e inefficiente penalizza ogni impresa, soprattutto le più piccole, perché sottrae loro la risorsa più importante: il tempo dell'imprenditore. Oltre a frenare gli investimenti stranieri. Soluzione: sfrondare le leggi, diminuire i tempi ed i costi degli adempimenti, ridimensionare la presenza di enti che si sovrappongono, rendere obbligatoria la valutazione di impatto sulle micro e piccole imprese di ogni nuova normativa.SICUREZZA E GIUSTIZIA: garantire risorse alle forze dell'ordine e alla magistratura, in modo da assicurare l'azione preventiva e la certezza della pena, e superare i ritardi della giustizia.LAVORO: salari mediamente inferiori a quelli europei si accompagnano ad un costo del lavoro per le imprese che è invece tra i più alti. Va retribuito chi lavora e merita di più, detassando lo straordinario e gli aumenti legati alla produttività. La legge Biagi va mantenuta e completata con moderni ammortizzatori sociali.ENERGIA E AMBIENTE: bisogna incentivare lo sviluppo sostenibile, puntando su produzioni tipiche e promozione turistica.TERRITORIO: gli imprenditori chiedono una rete viaria efficiente e il completamento delle grandi opere, ma anche infrastrutture immateriali, aree metropolitane, reti energetiche, servizi alle famiglie.FORMAZIONE: occorre innalzare la competitività di scuola e università, premiando il merito. Ed è necessario risolvere l'emergenza tecnico-scientifica, che fa spesso mancare alle imprese figure professionali indispensabili.RICERCA E INNOVAZIONE: integrare di più e meglio i centri di ricerca e le università con le imprese, anche di piccole dimensioni, elevare il credito d'imposta per la ricerca svolta in azienda e potenziare l'investimento nazionale almeno al 2\%.Mattia Zanardo.

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<Riccardo non ha bisogno di chi gli tiri la volata> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-04-2008)

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Il ministro Bersani è intervenuto anche a Tolmezzo "Riccardo non ha bisogno di chi gli tiri la volata" Tolmezzo"Grazie alla sua politica di innovazione nel sistema produttivo, nelle infrastrutture, nella fiscalità e grazie alla sua nuova concezione d'Europa, sarà la punta avanzata per far affrontare al Pd i grandi temi del Nordest".Pier Luigi Bersani, salendo da Roma in Friuli Venezia Giulia non appena concluso il vertice ministeriale dedicato ad Alitalia, non ha dubbi, "Riccardo Illy è uno che ha corso abbastanza in questi anni, tanto da non aver bisogno di qualcuno che gli tiri la volata, tanto da essere l'unico a rappresentare la vera ed unica proposta alternativa in Regione, tanto che conquisterà un ottimo risultato".Anzi, il ministro dello sviluppo economico impegnato giovedì nella prima giornata di tour elettorale nella nostra regione, da Tolmezzo ha dichiarato di considerare l'esperienza del governatore uscente una "ricchezza molto apprezzata, che andrà positivamente in circuito con la novità del Partito Democratico rispetto al quale fa riscontrare molte affinità".E poco importa se qui il Pd in Fvg è alleato alla Sinistra, "succede anche in Emilia - dice il ministro - non potremmo riconoscere un assetto federale dello Stato se non riconoscessimo anche che a livelli regionali quando danno prova di funzionare queste alleanze si possono fare".Ma della sfida regionale Bersani a Tolmezzo non ha parlato, la voltata il ministro l'ha tirata soprattutto al Pd, un Partito Democratico che lo stesso, davanti ad una gremitissima platea presso la sede della Comunità Montana, ha voluto raffigurare come "una palla di neve che deve diventare valanga per spazzare via quella foto ingiallita che oggi è Berlusconi ed il centro-destra".Per fargli prendere contatto con il territorio montano del Friuli, i rappresentanti locali del Pd guidati dal consigliere regionale Renzo Petris hanno scardinato la classica scaletta di comizio, lasciando la possibilità di parola a tre icone raffiguranti il nuovo corso riformista del centro-sinistra. Un giovane laureato appena inserito nel complesso mondo dell'impresa già alle prese con gli intoppi della burocrazia, una giovane donna che chiede difese per i lavoratori precari e l'artigiano vecchio stampo, che con ironia disincantata reclama non promesse ma fatti.Il ministro emiliano, ricevendo il plauso iniziale persino del sindaco tolmezzino di Centrodestra Cuzzi, per oltre un'ora ha tenuto tutti con gli occhi puntati su di lui, tra sarcasmo e pragmatismo dialettico, rispondendo con idee programmatiche proprio alle richieste dei tre oratori iniziali. "Basta con questi atteggiamenti difensivisti, abbiamo dato vita finalmente ad un soggetto politico il più innovativo e moderno possibile, crediamoci assieme" e prendendo poi spunto dalle parole del candidato alla provincia, l'imprenditore Diego Travan, Bersani ha parlato soprattutto di impresa, "di quell'industria che ci crede, che vuole superare la contrapposizione tra imprenditore e lavoratore, di quelle piccole e medie realtà aziendali che onestamente producono e che quindi hanno diritto ad uno stato più amico".Proprio per loro Bersani ha lanciato nel finale la prima ricetta, una "così detta Lenzuolata sulle burocrazie in favore del Nordest".David Zanirato.

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Settanta pneumatici abbandonati (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-04-2008)

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Godega di Sant'UrbanoSettanta pneumatici usati abbandonati alle porte dell'ecocentro di via Sarpi, in zona industriale. "Qualcuno del mestiere - spiega il sindaco Alessandro Bonet - che invece di smaltire gli pneumatici tramite una ditta specializzata li ha abbandonati creando un ulteriore costo alla collettività. Perché i soldi necessari per lo smaltimento verranno dalle tasche dei cittadini e non dalla paga del gommista". Non è la prima volta che arrivano segnalazioni in merito alle condizioni in cui versa la piazzola ecologica all'ingresso dell'ecocentro. "Provvederemo all'installazione delle telecamere di videosorveglianza" annuncia Bonet "e stiamo lavorando alla stesura di un regolamento che ci permetta di individuare i vandali, senza che la burocrazia riesca a rallentare l'azione amministrativa". In arrivo due telecamere puntate sulla piazzola ecologica e altre due nella zona industriale, per garantire maggior sicurezza. "In futuro provvederemo a posizionare delle telecamere ovunque ci sia un abbandono abusivo di rifiuti. Scoveremo chi rovina il comportamento virtuoso della maggior parte dei cittadini".

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Udine <Cinque anni segnati da (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine "Cinque anni segnati da ... Udine"Cinque anni segnati da uno spregiudicato uso ideologico della cultura". È il "grave limite" che il consigliere regionale uscente di An, Luca Ciriani, imputa alla Giunta di Centrosinistra, "dove è stato evidente il peso di Rifondazione comunista", il partito dell'assessore alla Cultura. "Accanto a ciò - aggiunge Ciriani - si è registrata l'assenza di una regia regionale, tanto che manifestazioni importanti non hanno nessuna eco all'esterno".- Ciriani, esempi di cultura ideologica?"Ampia la scelta. Dal Mittelfest gestito da Moni Ovadia, quasi una succursale del festival dell'Unità in cui arrivano gli artisti amici, alla legge sullo spettacolo dal vivo e sul cinema. La tabella regionale delle attività culturali finanziabili grida vendetta. C'è inserito pure il Rototom Sunsplash, con 120 mila euro all'anno".-Il Centrodestra da dove ripartirebbe?"Occorre deideologizzare l'offerta culturale e legarla al turismo, puntando su grandi eventi di valore e sulla valorizzazione centri straordinari, come Aquileia e Villa Manin. Pochi ma importanti eventi, capaci di attrarre gente dall'Italia e dall'estero, che arriva per l'appuntamento e poi si ferma.. Prenderei spunto da quanto ha fatto il Comitato di san Floriano ad Illegio in questi anni: con fondi sicuramente inferiori a quelli spesi per le mostre d'arte contemporanea, si sono allestite esposizioni straordinarie, che hanno richiamato migliaia di persone e hanno fatto scoprire, anche a me, una realtà di cui molti non sapevano neppure l'esistenza".- Perché no al Centro d'arte contemporanea di Villa Manin?"Villa Manin dovrebbe essere una calamita, all'insegna della cultura e del turismo di qualità. Ed invece il Centro è stato un grande flop. Pensare di fare turismo con l'arte contemporanea è una sciocchezza. Soprattutto se si organizzano mostre pretenziose che di fatto sono di livello scadente. Quelle realizzate neppure tra i critici e gli appassionati hanno riscosso interesse. La Villa deve ospitare mostre del calibro di quelle si dedicarono ai Longobardi o a Kandinsky. Il Centro è un esperimento fallito. Da cancellare".- È stata la legislatura della legge sull'immigrazione. Da cancellare anche questa?"È una legge che trasforma i diritti in privilegi e il suo risultato finale è il reddito di cittadinanza. Una norma frutto di quei partiti che contestano i Cpt e strizzano l'occhio ad una immigrazione incontrollata. Se passa il concetto che si ha diritto a servizi e sostegni semplicemente perché si è approdati qui, oltre a lievitare le spese non si aiutano neppure i cittadini extracomunitari che sono brave persone. Ci vogliono criteri più selettivi per il reddito di cittadinanza, non gli attuali 12 mesi di residenza ma anni, così come per gli ingressi nelle case popolari".- Se sarete al Governo della Regione modificherete anche la legge sul friulano?"Una legge di tutela ci vuole, ma guardiamoci dagli estremismi e dalla burocrazia friulanista, che vive solo di contributi regionali. Bene la salvaguardia delle tradizioni e un'ora di friulano nelle scuole per chi la chiede, cancellando quindi il silenzio assenso. Inoltre, bisogna dare l'alternativa, un'ora di informatica, di inglese... così risulta evidente se per il friulano c'è domanda. Abnorme l'uso veicolare della marilenghe. La conservazione della lingua è compito della famiglia, non della scuola".- L'assessorato alla pace avrà futuro?"Se vinciamo, lo cancelliamo dopo un minuto. Fa parte della retorica ideologica di Rifondazione comunista".An.La.

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Sopralluogo positivo della Lazio (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)

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AURONZO Parla il dirigente che ha visionato le strutture destinate a ospitare il ritiro estivo del club della serie A di calcio Sopralluogo positivo della Lazio Il team manager Manzini: "Ma al campo vanno aggiunti una pista e una spianata per i portieri" Auronzo di CadoreE il rosa conquistò i biancocelesti. La Lazio ha detto sì. Auronzo e le Dolomiti hanno convinto a pieno la società romana di Claudio Lotito che con un bel 10 in pagella, cui seguirà la lode in seguito ad alcune migliorie richieste, nella seconda metà di luglio sposerà il Cadore portandoci in ritiro la squadra di serie A oggi allenata da Delio Rossi. Mercoledì pomeriggio infatti la cittadina ha ricevuto la visita di Maurizio Manzini e Walter Vio, team manager e preparatore atletico laziali, per un secondo sopralluogo. "E giovedì sera, dopo due giornate passate a Auronzo, sono tornato a Roma più convinto di prima - racconta lo stesso Manzini -. Le impressioni avute in entrambi i sopralluoghi (il primo risale a 20 giorni fandr) sono estremamente positive. Buona parte la fa il set che ci ospiterà, con le Tre Cime e il lago, di una bellezza davvero incomparabile. Un posto davvero eccezionale. Detto questo a soddisfarci pienamente sono state anche, e soprattutto ai fini atletici, le soluzioni tecniche".All'altezza della serie A?"Assolutamente, le definirei di prim'ordine. Il campo è perfetto sia per misure sia per manto erboso. Considerando che siamo a fine stagione è davvero in condizioni eccellenti. Se poi dovessimo imbatterci in un periodo particolarmente piovoso avremo a disposizione lo stadio del ghiaccio e i campi di Piniè e Vallesella. Tornando invece a ciò che offre la zona, ottimi sono anche gli svariati percorsi possibili nel lungo lago, fuori e dentro dal bosco, e le numerose salite naturali con diverse percentuali. Insomma, giusto qualche miglioria per alcune nostre necessità e sarà tutto perfetto".Che tipo di migliorie?"Abbiamo chiesto la realizzazione di una spianata per l'allenamento dei portieri e quella di una pista di quattro metri per cento per le ripartenze e per la preparazione atletica. Gli spogliatoi invece sono a posto: abbiamo già verificato che riusciranno a ospitare l'intera palestra che ci portiamo da Roma. Compresa di zona massaggi e fisioterapia".Capitolo alloggio?"Abbiamo verificato anche quello. L'Hotel Auronzo è pronto così com'è. L'unica cosa che abbiamo chiesto è la copertura internet per le stanze. Per quanto riguarda ogni sorta di modifica o lavoro comunque l'Ufficio tecnico del Comune ci ha già dato il via libera, senza alcun problema. E questa è la seconda nota positiva della location scelta: la disponibilità fuori dal comune di chi ci ha accolto. Parlo del sindaco Bruno Zandegiacomo, degli assessori allo sport e al turismo e della Pro Loco, che ci hanno dimostrato grande disponibilità e attenzione".Quando vi rivedremo da queste parti?"Faremo ancora due sopralluoghi, uno nella seconda metà di maggio e una a fine giugno per un controllo finale prima dell'arrivo del gruppo nel periodo 12-31 luglio".A proposito di gruppo. Che dimensioni avrà il plotone biancoceleste?"Una cinquantina di persone. Sei tecnici, due medici, quattro o cinque fisioterapisti, tre magazzinieri, due addetti stampa, il direttore sportivo, il team manager, un cuoco e poi i trenta atleti".A Sappada nello stesso periodo soggiornerà l'Udinese. Amichevoli in programma?"Troppo presto parlarne adesso. Programmeremo quattro o cinque incontri, ma conoscere oggi le avversarie è prematuro. Senza dubbio inizialmente incontreremo le formazioni locali".Tutto a posto insomma."Direi proprio di sì, rimane soltanto da fare l'accettazione formale. Burocrazia insomma. Ma sia io sia il preparatore Vio siamo convintissimi della scelta fatta. Auronzo è l'ideale per una buona preparazione estiva".Alessandro De Bon.

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Turismo, si punta sull'ambiente (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Far rifiorire i centri storici, aumentare la capacità ricettiva e percorsi naturalistici: candidati a confronto Turismo, si punta sull'ambiente Pase: "Salto di qualità in montagna". Zanet: "Più sinergia con Comuni e pro loco" È una delle risorse potenziali sulle quali provincia e regione possono puntare per creare ricchezza e lavoro: il turismo. Che si tratti di un tema importante lo si nota guardando lo spazio che Riccardo Illy e Renzo Tondo hanno dedicato sui rispettivi programmi. Le filosofie per raggiungere i risultati non divergono di molto. Entrambi puntano sulla qualità che passa attraverso la promozione dei prodotti locali e il coinvolgimento dei Comuni. A confrontarsi sul territorio Monica Pase, assessore a Pasiano e Roberta Zanet, sindaco di Morsano. La prima è candidata nel Partito Democratico, la seconda nel Popolo della Libertà. "Una delle formule più importanti - spiega Monica Pase - è quella di sostenere le iniziative che valorizzano il territorio con particolare attenzione ai valori dell'ambiente e della cultura. È necessario dare visibilità al sistema degli agriturismo, ma tra le priorità c'è pure quella di potenziare la rete dei servizi e delle strutture ricettive. Non a caso nel programma di Illy è indicato come obiettivo per il 2013 quello di incrementare del 30 per cento i posti letto, anche con strutture a 4 e 5 stelle per un target di clientela elevata. Fondamentale sarà poi potenziare quello che è il "turismo congressuale". Il governo Illy - conclude la Pase - ha investito molto sulla montagna creando infrastrutture e nuova capacità ricettiva e i prossimi anni dovranno servire per un ulteriore salto di qualità in modo da supportare la domanda che è in crescita. Ultimo aspetto, ma non certo per importanza, è la valorizzazione dei centri urbani, operazione che non può prescindere dall'implementazione delle infrastrutture viarie (come la strada del distretto del mobile già progettata), ma anche attraverso la realizzazione di percorsi naturalistici che non possono prescindere da piste ciclabili in rete che facciano risaltare l'aspetto ambientale e i fiumi della nostra provincia"."Per dare impulso al turismo in provincia e regione - spiega Roberta Zanet - è assolutamente necessario mettere in sinergia le varie realtà che lavorano sul territorio: gli operatori del settore, le amministrazioni comunali, le pro loco e le associazioni di volontariato. La Regione deve avere il compito di concertare gli interventi essendo però anche parte attiva programmando iniziative di sostegno, anche economico, per l'avvio delle attività. Deve poi snellire la burocrazia e adeguare la normativa suibed ed breackfast che porteranno maggior sviluppo. Sono convinta che il futuro sarà caratterizzato da un turismo eco - sostenibile - conclude la Zanet - in grado di coniugare percorsi alternativi a quelli classici spingendosi all'interno dei centri abitati. Abbiamo un fiume bellissimo a confine tra le province di Udine e Pordenone, il Tagliamento. Con risorse tutto sommato limitate è possibile realizzare una rete di piste ciclabili dai mari ai monti che possono richiamare un turismo in evoluzione per tutte quelle persone (e sono tante) che amano la natura e vogliono avventurarsi in un percorso naturalistico attraversando e rivitalizzando i centri urbani".Loris Del Frate.

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Da Calearo solo Ascom e Agricoltori, malumori nel Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'imprenditore vicentino capolista in Veneto non ha gradito la scarsa partecipazione delle categorie economiche all'incontro che si è tenuto ieri presenti anche Fistarol, Dal Soler e Tabacchi Da Calearo solo Ascom e Agricoltori, malumori nel Pd Rassicurazioni alla piccola impresa: "Con Veltroni niente più steccati". Bacchettato Vascellari che comunque resta "un amico" "Dopo faccio io il cazziatone a Valentino Vascellari". Si è conclusa con una bacchettata al presidente di Assindustria Belluno la conferenza tenuta a Belluno da Massimo Calearo, l'imprenditore vicentino, capolista del Pd in Veneto. Certo, non si è trattato di un vero attacco - "Valentino è un amico", ha subito precisato però né lui, né gli altri esponenti del Partito Democratico presenti all'incontro (i candidati Maurizio Fistarol e Denis Dal Soler, assieme al coordinatore Valerio Tabacchi) hanno gradito la scarsa partecipazione. Erano state invitate tutte le categorie economiche ma si sono presentati solo l'Ascom e la Confederazione italiana agricoltori. Al nuovo esponente del partito di Veltroni la verve e la schiettezza non sono mancati in nessun punto del suo intervento. Ad Andrea Dal Pont (Ascom) e a Mauro Alpagotti (Cia), che hanno esposto gli enormi disagi causati dalla burocrazia nelle loro attività, ha risposto: "I problemi vostri li conosco perché li vivo tutti i giorni. So che il mio operaio fa fatica ad arrivare a fine mese. So che è difficile esportare. So del peso della burocrazia. Per questo noi non diciamo vogliamo vincere le elezioni, ma diciamo vogliamo governare. E solo un partito come il Pd può farlo, dato che è l'unico che riunisce con un solo programma componenti diverse del mondo produttivo, dagli operai agli imprenditori. Siamo gli unici a non essere scesi a compromessi con nessuno: con i compromessi non si governa". Molti i temi toccati da Calearo. Innanzitutto la politica, con le bordate a Rifondazione e ai Verdi. "Non sono certo democratici - ha detto - se ci fossero ancora io non sarei qua". A loro ha attribuito la colpa di aver "ostacolato alcune riforme positive per le imprese predisposte dal Governo Prodi". Ha invece descritto Veltroni come "il Tony Blair, lo Zapatero della situazione", perché "ha in mente una serie di programmi che rivoluzioneranno il sistema paese a beneficio delle medie e piccole imprese: con lui per la prima volta non si parla più di guerra tra capitale e lavoro, non ci sono più steccati ma la volontà di remare nella stessa direnzione per condurre il paese in un porto sicuro". Altro tema caldo l'economia, e in questo caso a farne le spese è stato l'ex ministro Visco. "Visco uguale fisco, Veltroni ha avuto il merito di lasciare a casa lui e l'ottuagenario Ciriaco De Mita". Per Calearo la colonna portante dell'economia nazionale è rappresentata dalle aziende medio piccole. "A queste realtà - ha detto Veltroni ha riservato grande attenzione mettendole al centro del paese". Defiscalizzare i contratti di secondo livello (tra imprese e lavoratori), sburocratizzare e attuare il federalismo fiscale sono alcune delle priorità indicate. Proprio sul federalismo si è incentrato l'attacco più duro a Berlusconi: "Ha governato con percentuali bulgare per 5 anni e non ha fatto niente". E infine, sulla sicurezza: "Serve la certezza della pena, nessuno sconto a chi sbaglia".Andrea Ciprian.

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<Valorizzare il ruolo dell'impresa> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Valorizzare il ruolo dell'impresa" Promemoria degli Artigiani ai candidati a Roma In vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile, il mondo artigiano ha indicato ai vari schieramenti le sue priorità per la crescita: garantire la governabilità, valorizzare il ruolo della micro e piccola impresa, ridurre la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le aziende dai costi della burocrazia e dei mercati "protetti", superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente. Concetti che la stessa Associazione Artigiani vicentina ha ribadito nell'incontro che il suo Consiglio Direttivo ha avuto con vari candidati al futuro Parlamento. "Le proposte del nostro mondo artigiano", ha spiegato il presidente provinciale Giuseppe Sbalchiero, "vogliono dare contenuti precisi al difficile dialogo tra politica e realtà del Paese. Se approfondite e analitiche riflessioni - ha proseguito Sbalchiero - sono state sollecitate dai documenti delle nostre organizzazioni Confartigianato nazionale e regionale, il richiamo a una particolare attenzione da parte di chi si assumerà la responsabilità politica del Paese può essere riassunto anche attraverso alcune semplici annotazioni. La prima è quella relativa alla necessità di "liberare" l'impresa dal macigno dei continui, costosi, farraginosi adempimenti burocratici, considerandola non solo un valore economico fondamentale, ma anche un formidabile soggetto sociale. Oggi, invece, essere imprenditori sembra una colpa. C'è poi la necessità di dar vita a un vero federalismo, conferendo alle Regioni che le richiedano nuove competenze e poteri secondo un modello a geometria variabile, e riservando al territorio risorse rapportate alla sua effettiva capacità fiscale. Ci vogliono scelte, non la presa in giro dei principi di equità e di sviluppo che circola attualmente. Scelte si impongono anche per le infrastrutture: finora abbiamo più carte che asfalto, più leggi che opere, più interpretazioni che fibre ottiche. Anche l'energia nel nostro Paese è alla fine di tutto solo una bolletta, che significa da una parte totale dipendenza da altri paesi e per il consumatore - cittadino o impresa - continui, assurdi e insostenibili aumenti. Quanto, infine, alle politiche del lavoro, ci basterebbe che non fossero "contro" il lavoro, ostacolandolo in ogni modo".

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ELEZIONI/ FINOCCHIARO: GIUSTE LE PRIORITA' INDICATE DA CNA SICILIA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

05-04-2008 16:03 Chi ha a cuore l'isola conosce le vere leve del cambiamento Palermo, 5 apr. (Apcom) - La candidata alla presidenza della regione siciliana, Anna Finocchiaro condivide "le proposte avanziate dalla CNA, a partire dalla priorità assoluta per le imprese siciliane, che è il contrasto all'illegalità. Oggi, purtroppo - ha detto Finocchiaro,intervenendo questa mattina a Catania all'assemblea regionale della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa - le imprese sane troppe volte sono marginalizzate. Noi dobbiamo rovesciare questa logica e rendere competitiva e conveniente la legalità". "In Sicilia - ha aggiunto - c'è bisogno di una burocrazia efficiente e trasparente, nella quale la variabile del tempo diventi un discrimine fondamentale: troppo spesso le imprese non sanno in quanto tempo le loro pratiche saranno evase, e questo non è più accettabile. Per non parlare dei ritardi della Regione nel pagamento dei contributi alle imprese artigiane siciliane che, solo per quel che riguarda l'apprendistato, attendono 16 milioni di euro per ogni anno dal 2002 ad oggi. Soldi che c'erano, grazie ad Agenda 2000, ma che sono stati dirottati altrove". "In Sicilia - ha proseguito Anna Finocchiaro - c'è poi un gran bisogno di razionalizzare la macchina burocratica ed eliminare sprechi ed enti inutili. Gli Ato, ad esempio: qui, fra rifiuti e acqua, ve ne sono addirittura 36, mentre nelle altre regioni ne basta uno per provincia. Serve poi un vero sostegno per l'accesso al credito, e in questo senso piuttosto che di una Banca del Sud, c'è bisogno di puntare sui Cofidi, strumento sempre più indispensabile per le imprese". "Insomma, sono pienamente d'accordo con le proposte della CNA. D'altronde - ha concluso la candidata alla presidenza della Regione - tutte le identità, i ceti produttivi e gli imprenditori che hanno a cuore la modernizzazione e la crescita della Sicilia, sanno che queste sono le vere leve del cambiamento".

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Minniti agli imprenditori: "Costruire un patto per lo sviluppo" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATANZARO. "Stiamo discutendo in profondità con la società calabrese e oggi lo abbiamo fatto con gli imprenditori per costruire insieme a loro un patto per la crescita in Calabria che tenga insieme lavoro, sviluppo, sicurezza e legalità". Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Marco Minniti, viceministro dell'Interno, a Catanzaro, a margine dell'incontro "Promuovere l'impresa". All'iniziativa, aperta da una relazione di Paolo Abramo, presidente della Camera di Commercio del capoluogo e candidato al Senato del Pd, hanno partecipato imprenditori dei vari settori produttivi e rappresentanti delle organizzazioni agricole e della cooperazione. "Si tratta di una sfida assolutamente decisiva - ha aggiunto Minniti - perché attraverso questo 'pattò si può garantire una prospettiva per le nuove generazioni calabresi, per le tante ragazze e i tanti ragazzi che oggi non trovano lavoro". Nel corso dell'incontro, che ha visto il contributo di singoli esponenti del mondo imprenditoriale e di rappresentanti delle associazioni di categoria, sono stati messi a fuoco i temi che stanno maggiormente a cuore al mondo dell'imprenditoria: dalla sicurezza e legalità al regime fiscale e al ruolo della burocrazia; dal meccanismo degli incentivi agli investimenti da attuare per ridare rilancio mercato a concorrenza e meritocrazia.

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Dima (Pdl): "Il Pd nervoso perché il vento del consenso è con noi" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

CATANZARO. "In Calabria, il prossimo 14 aprile, festeggeremo la vittoria del Popolo della Libertà e di un programma di buon governo del Paese che avrà ricadute positive, anche e soprattutto, nella nostra regione". Lo afferma, in una nota, il coordinatore regionale di An Giovanni Dima, candidato alla Camera col Pdl. "Proprio in questi giorni, infatti - aggiunge - non possiamo fare a meno di registrare alcuni segnali politici chiari che sono il sintomo evidente di come il vento del consenso elettorale spiri, ormai con forza, a favore del PDL. Il nervosismo crescente che si respira nel PD; le accuse al vetriolo che la SA muove contro un progetto, quello di Veltroni, che mortifica la storia e la tradizione della sinistra italiana e calabrese; l'apertura manifestata dal Partito socialista verso le proposte di Berlusconi a sostegno del Mezzogiorno e le tante adesioni che stiamo registrando nei confronti del Popolo della Libertà in queste ultime ore sono fatti di un'evidenza assoluta. Quando la lotta alla criminalità organizzata diventa protagonismo elettorale tanto da distinguere, in una visione tipicamente manichea e qualunquista delle cose, tra buoni e cattivi; quando si sostiene che l'affermazione del PDL rappresenta una minaccia per la famiglia, che non sarebbe più tutelata e garantita; quando si polemizza, senza dati di fatto concreti, sulla nostra idea di sviluppo del Sud, e della Calabria in particolare, non possiamo fare a meno di pensare che nel Partito democratico abbiano, ormai, perso la testa perché, nel confondere le idee degli elettori, tentano di far dimenticare le scelte scellerate del governo Prodi. Un miliardo e seicentomila euro di investimenti in meno nel settore della sicurezza, forze dell'ordine abbandonate a sé stesse, criminalità diffusa, attacco quotidiano alle politiche in favore della famiglia, tentato riconoscimento delle unioni di fatto sono solo alcuni tra i temi più importanti che hanno caratterizzato l'azione del governo Prodi e che, ora, anche in Calabria, per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, il PD tenta miserevolmente di nascondere. I calabresi hanno compreso, però, che non possono più fidarsi di un Partito democratico che della logica delle parole e non dei fatti ha fatto la propria ragione sociale né tanto meno di chi, come Loiero, ha un concetto tutto personale e privato di fare politica asservendo gli interessi delle istituzioni alle logiche interne della propria parte come nel caso dell'ex presidente Bruni". "Il Popolo della Libertà, pertanto - conclude Dima - dal 14 aprile in poi, interpreterà i bisogni e le legittime aspirazioni della società calabrese nell'attuazione di un programma di governo concreto fondato su punti chiari come la tutela della sicurezza dei cittadini, lo sviluppo economico basato sulla valorizzazione delle piccole e medie imprese, lo snellimento della burocrazia, il potenziamento delle infrastrutture".

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"Adulteratori già scoperti" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SCANDALO VELENITALY. REAZIONI PREOCCUPATE ANCHE IN PROVINCIA "Adulteratori già scoperti" L'assessore Sandalo: ma il danno d'immagine sul vino resta enorme [FIRMA]GIORGIO LONGO ALESSANDRIA "Con tutti gli sforzi fatti in questi anni sulla qualità e la promozione del vino dei nostri territori proprio non ci voleva; ora si farà di tutto, a tutti i livelli, per circoscrivere il danno d'immagine". Sul caso "velenitaly" (il "vino all'acido"), assessorato provinciale all'Agricoltura e associazioni di categoria, scendono in trincea e la Regione, con l'assessore Mino Taricco, annuncia la volontà di costituirsi parte civile. Quello provinciale Davide Sandalo, va giù duro: "Si tratta dei ''soliti noti'' del Cuneese, che hanno attività con ramificazioni anche altrove. Il tempestivo intervento ha già consentito di individuare quali sono le ''mele marce''. Comunque, si tratta di un fenomeno isolato, un numero limitato di bottiglie, che non deve creare allarmismi. Il settore è sano". Piero Torchio, direttore Coldiretti, fa rilevare: "Da sempre auspichiamo controlli e non solo quelli legati alla burocrazia, ma che puntino alla sostanza". Poi ricorda "le battaglie combattute per l'etichettatura con l'origine dei vini e altre strategie che portassero a garantire qualità e trasparenza". Carlo Ricagni, neopresidente della Cia, sottolinea: "Rischiano conseguenze devastanti soprattutto i piccoli produttori e quelli associati. Ora serve più severità e rigore, i controlli devono esser effettuati partendo dalla vigna, passando per le cantine fino agli scaffali dei negozi. Bisogna sapere cosa c'è dentro alla bottiglia e i Consorzi di Tutela devono attivarsi. Comunque, attenzione a non criminalizzare l'intero settore vinicolo". Gian Paolo Coscia, presidente Confagricoltura: "Siamo sconcertati dal comportamento di questi sofistificatori senza scrupoli che mettono a rischio l'economia del comparto viticolo italiano e di quello piemontese. Bisogna subito fare chiarezza e individuare i colpevoli per non creare paure nei consumatori e danni ai viticoltori. A questo punto chiediamo alla Regione di individuare i soggetti che devono fare i controlli".

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