HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 4-5-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (43)
IL TICKET PER LA VENDEMMIA
( da "Azione,
L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
Balotelli
( da "Corriere.it"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e a fare viaggi per andare a trovare i miei fratelli e mia sorella quando hanno lavorato, per brevi periodi, all'estero. Mi sono sentito emi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per questa burocrazia assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti stampa |.
L'ascesa
di Boris, clown di genio ( da "Corriere.it"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus, gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e giù in corsa.
L'attualità
delle intuizioni di Moro che già nel 1969 invitava a non sottovalutare la
contestazione ( da "Gazzetta del Sud"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: allora, riorganizzare la burocrazia secondo principi di efficienza e di responsabilità democratica, e rinunciare a privilegi che offendono chi si trascina con fatica nell'esistenza quotidiana. Si impone un arretramento della politica dall'imperialismo gestionale della società di cui si è autoinvestita.
Alla
festa del lavoro l'appello per la sicurezza
( da "Trentino"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il presidente degli artigiani Dario Denicolò ha chiesto una sburocratizzazione ("79,5 giorni l'anno li passiamo in burocrazia"), la defiscalizzazione delle imprese e non ha nascosto il suo malcontento per il nuovo decreto sulla sicurezza, che prevede pesanti sanzioni per gli imprenditori che non rispettano le regole. "Vorrà dire che faranno più carceri", ha ironizzato.
La
Nuova cordata rallenta... ma non si ferma
( da "Giornale
di Brescia" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma semplicemente una burocrazia leggermente più lenta di quanto ottimisticamente ci si aspettasse. L'inizio dei lavori, insomma, che sembrava imminente cinque mesi fa, rimane... imminente. Il progetto, redatto a sei mani dal geometra Pierfranco Ghitti, dall'architetto Ezio Pedrocchi e dall'ingegner Giovanni Boldrini, prevede una costruzione su due piani (
Per
i pendolari arriva l'abbonamento elettronico
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Come in burocrazia, la semplificazione sbarca anche in biglietteria. A cominciare da quelle di Trenitalia. Nei prossimi giorni comincia infatti la sperimentazione della biglietteria elettronica, progetto finanziato dalla Regione Liguria (2,2 milioni di euro già dati oltre ad altri 700 mila euro in arrivo).
La
giustizia è un servizio - ugo dinello
( da "Mattino
di Padova, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia statale". La prima esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere, impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso"
Primarie,
la selezione viene dal basso - luigi soriga
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: subito le liste bloccate e scardinerebbe con le primarie la burocrazia e gli apparati dei partiti, facendo eleggere dal basso non solo le segreterie, ma anche gli stessi dirigenti. Salvatore Cicu non è così estremista: preferisce un innesto più soft delle primarie negli ingranaggi dei partiti. Dice: "Ognuno di noi ha una propria storia personale e una storia all'interno del partito.
Meno
tasse, ottimo segnale ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche un costo del lavoro e una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". Infatti, Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo per citare alcuni esempi,
Terza
età e solitudine, è emergenza ( da "Provincia Pavese, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: in balia di una burocrazia eccessiva e di strutture che lavorano a intermittenza, alcuni sono emblematici. "Un medico non può dimettere a Ferragosto chi non è autosufficiente e deve farsi quattro insuline al giorno di cui una alle dieci di sera. Eppure è andata così: noi, con l'aiuto di un volontario, gli abbiamo insegnato a farsele da solo -
Falsi
bed & breakfast nel mirino - salvo palazzolo
( da "Repubblica,
La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I controlli non ammettono deroghe: le agevolazioni previste per i b&b (ad esempio, attraverso le facilitazioni e gli sgravi fiscali, o le semplificazioni degli obblighi sulla sicurezza degli ambienti) restano esclusiva dei privati che vogliono affittare una parte del proprio appartamento, senza ritrovarsi impantanati nella burocrazia.
Palau,
sì all'imposta di soggiorno - serena lullia
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Credo che sarebbe un inutile aggravio della burocrazia - è il pensiero del consigliere di opposizione Chicco Cannas -. Oltre a questo particolare che riguarda il sistema di riscossione dell'imposta penso che sarebbe più opportuno creare dei servizi per i vacanzieri, per esempio attrezzare alcune aree di elevato interesse paesaggistico e culturale.
Gli
artigiani: sì al taglio delle tasse sulle imprese
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: concorrenza da parte della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". TRIESTE "La legge regionale sul demanio ricreativo e turistico voluta da Lodovico Sonego e Riccardo Illy va rivista". Piero Tononi, neo-consigliere regionale del Popolo della libertà, non perde tempo.
)POLITICA
Il Partito Democratico e il territorio PREOCCUPA che la cl
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sostiene che quando il paese si affida alla burocrazia, credendola necessaria all'unità nazionale, si illude di essere libero; la crisi dei partiti nasce quando la burocrazia è più forte della politica. Un partito che vuole essere moderno deve assumere una nuova dimensione progettuale e strutturale, che si regga su due pilastri: il primo, dare certezze al cittadino,
<Abbiamo
paura: ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli uomini delle forze dell'
A
GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli uomini delle forze dell'
<Federalismo
alla Bossi, ma il Paese resti unito>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autonomia di Santa Cruz e di altre regioni nasce da lontano ed è anche perseguibile per eliminare burocrazia e corruzione ma non deve diventare un elemento di divisione o essere sfruttata per imporre il potere politico. Quello che mi preoccupa è l'ingerenza dall'esterno per esempio di Cuba e del Venezuela che appoggiano il governo di Morales.
MASI
DI CAVALESE - Il periodo non è dei migliori, il valore dei prodotti (latte e
carne) è stazionario, mentre crescono in maniera quasi incontrollabile i prezzi
delle materie prim ( da "Adige, L'"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il nostro settore è sempre più in crisi, oppresso da una burocrazia asfissiante per nuove normative in materia di benessere e di trasposto degli animali, dalla presenza sempre più frequente, nei nostri allevamenti, di persone poco competenti e prive di buon senso, dal controllo degli alimenti che escono dalle nostre aziende.
<Pago
l'affitto al Comune per la Spes sono morosa>
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ha l'aspetto di una raccomandata dell'ufficio urbanistica del Comune di Lamporecchio in cui senza preamboli, s'avverte che "i versamenti erroneamente effettuati alla Tesoreria comunale, non costituiscono saldo dei canoni dovuti" e che "Lei, dal gennaio 2008, risulterà morosa nei confronti della Società per l'edilizia sociale che potrà avviare le procedure delle leggi vigenti"
Di
MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il re
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano residente in centro ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal Giudice di Pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente.
Michele
comper MORI - Volontariato sì, ma <professionale>
( da "Adige,
L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non mancherà ad esempio l'ufficio turistico: per far promozione, relazione con le associazioni, stipulare convenzioni e sostenere nel seguire la burocrazia. Un quartier generale operativo e progettuale che in molti già s'immaginano nel Parco dei sapori di Loppio. Lo avevano già detto: questa Pro Loco si candida a gestirlo. 04/05/2008.
Di
MATTEO INCERTI REGGIO EMILIA UNDICI MULTE in venti giorni,
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal giudice di pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente.
La
Giustizia è un servizio ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia statale". La prima esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere, impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso"
L'
ANATEMA lanciato all' indomani delle elezioni dal presidente usce
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: resistenze centralistiche del sistema ed agli arroccamenti conservatori delle grandi burocrazie sindacali e corporative; ma è una spiegazione parziale. Sul campo vi è stata anche l'esitazione delle imprese, in specie quelle piccole e piccolissime, a sostituire progressivamente le certezze di un unico contratto nazionale uguale per tutti, con la complessità di relazioni più partecipative,
La
salute che non ha frontiere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è quello che la burocrazia sanitaria chiama ambulatorio per stranieri temporaneamente presenti . Che si traduce con immigrati irregolari, in attesa di regolarizzazione o nel limbo dei neocomunitari come i romeni. Clandestini, per qualcuno. Pazienti, per l'equipe di medici e operatori sanitari che, due volte alla settimana,
Affitti,
nuove regole e controlli ( da "Mattino di Padova, Il"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sottolinea inoltre che sulla sicurezza sono essenziali maggiori fondi per la polizia municipale, in modo da potenziarne l'organico nonostante il patto di stabilità, ma anche di come sia indispensabile snellire la burocrazia. "Invito i cittadini - chiude Piovan - a segnalarci qualsiasi situazione ritenuta anomala, in modo che possiamo fare le opportune verifiche". (Luisa Morbiato).
Il
segretario del pd vogliamo un partito più vicino ai cittadini
( da "Centro,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dell'efficienza e non della burocrazia, della unità e non della litigiosità". Saranno convocati la prossima settimana coordinatori di circolo, delegati all'assemblea provinciale e amministratori comunali zona per zona (giovedì la Marsica, venerdì Valle Peligna e Alto Sangro, data da definire per L'Aquila).
Va
a denunciare un furto e viene arrestata
( da "Centro,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Forse la donna credeva che la burocrazia non fosse, in realtà, così efficiente". E sempre nell'ambito dei controlli agli extracomunitari, tra giovedì e venerdì due cittadini albanesi sono stati arrestati dai carabinieri per violazione della legge Bossi-Fini.
<Liberate
i fratellini>. Strappati i manifesti
( da "Corriere
della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per riportare a casa i fratellini, sembra fiducioso: "La burocrazia e i due "ponti" del 25 Aprile e del Primo Maggio non ci hanno aiutato. Speriamo che nei prossimi giorni qualcosa inizi a sbloccarsi". Una settimana decisiva per il destino di Giorgia e Giovanni. Martedì la fiaccolata e, forse, anche il verdetto del grafologo.
La
ricerca e la cecità della politica
( da "Corriere
della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza la burocrazia estenuante dei rapporti e rendiconti. "L'Europa della ricerca è in ritardo sugli Stati Uniti e anche su Cina e India. Così si è fatto il Consiglio Europeo per la Ricerca, con l'idea di promuovere i giovani migliori e consentire ai ricercatori esperti di continuare i loro studi in Europa.
Nasce
il comitato <Sicurezza? Sì grazie>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia per i controlli sulla residenza, regolamentare i flussi immigratori sul reale fabbisogno locale. Nei prossimi giorni il comitato allestirà banchetti esplicativi e avvierà una raccolta firme "per dare più voce e forza al progetto parmigiano, sperando che la prima firma sia proprio del primo cittadino salsese".
Boris,
un clown alla City Hall ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dai risparmi nella burocrazia alla sicurezza, i Tories puntano tutto per le politiche del 2010 nonostante siano in molti all'interno del partito a dubitare sulle sue qualità di amministratore. Motivo in più per appoggiare, sostenere e "istruire" con un team di esperti l'"uomo della svolta" educato a Eton (la scuola privata dei re dei premier)
Quei
bambini sequestrati dal giudice ( da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il quale rispettando con scrupolo i tempi della burocrazia giudiziaria non ha fatto ancora una perizia che, a farla molto lentamente, ci si metterà sì e no un'ora. E intanto i bambini vivono non si sa come, separati tra loro e dai loro genitori, in attesa della solerzia del calligrafo e della lungimirante decisione del giudice.
Nuove
estirpazioni nel vigneto sardo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 04-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Perra punta
l'indice contro la burocrazia ("In campo e in cantina porta via
all'impresa il 25% della risorsa-tempo") e mette in evidenza i limiti della
polverizzazione aziendale e della scarsa specializzazione. "In Sardegna la
media dei vigneti è di un ettaro per azienda,
Scatta
l'ordinanza anti-casbah del sindaco
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sarebbe poi necessario semplificare la burocrazia ad esempio quando i vigili si trovano a fare accertamenti in un campo rom e rimangono bloccati dall'aspetto burocratico".A Villafranca dunque oltre ad applicare quanto prevede il decreto legislativo numero 30 del 2007, con la verifica dei requisiti fondamentali per ottenere l'iscrizione all'anagrafe,
Il
Presidente Berlusconi ha preannunciato
( da "Gazzettino,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è che con questo nuovo meccanismo di compensazione la burocrazia ministeriale dilati i tempi di erogazione dei contributi mettendo in difficoltà le casse comunali.Inoltre, c'è un altro aspetto che ci preoccupa. L'Ici, pur essendo un'imposta con un'aliquota che può oscillare secondo limiti stabiliti dallo Stato centrale, è una forma di autonomia impositiva che verrà sostituita,
L'unica
donna in giunta: <Vorrei meno burocrazia>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Vorrei meno burocrazia" Potrebbe essere l'unica donna della Giunta provinciale di Udine, che il presidente Pietro Fontanini renderà ufficialmente nota mercoledì 7 maggio, in concomitanza con la prima riunione del Consiglio. Naturale che fino ad allora l'ipotesi debba essere registrata come un'indiscrezione, che per altro l'interessata non avvalla.
<Ora
Tondo abbassi le tasse per le imprese>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 04-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana".Infatti, Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo per citare alcuni esempi,
JOHNSON:
NELLA MIA LONDRA PIù SICUREZZA ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quindi il pacchetto sicurezza, che prevede più poliziotti in strada e meno burocrazia. Ma forse, come sottolinea il "Guardian", quotidiano vicino ai laburisti, il provvedimento più "visibile" sarà il ritorno dei "routmasters", i caratteristici autobus a due piani con il portellone posteriore sempre aperto.
All'interno
( da "Provincia
di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: frontiera Finisce nei guai per la burocrazia Gnecchi a pagina 12 olginate Ecco la centralina che ferma lo smog Bernasconi a pagina 14 galbiate Buono sconto con il giornalino Zucchi a pagina 15 la secessione Anche Introbio sta con Premana Vassena a pagina 18 oggiono "Niente hotel o dal giudice" servizio a pagina 19 lomagna Ferito in azienda Grave un operaio servizio a pagina 20 04/
Burocrazia
da lumaca Arrestato in frontiera ( da "Provincia di Lecco, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Città
di bar e ristoranti: Lecco ha cambiato volto
( da "Provincia
di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ha fatto un passo all'indietro e si può aprire una qualsiasi attività di ristorazione senza alcuna restrizione né di distanza né di tipologia. La verifica effettuata qualche mese fa dalla Commissione pubblici esercizi - allo scadere dei primi 18 mesi di entrata in vigore del provvedimento - ha dimostrato che non ci sono stati particolari sconvolgimenti nel senso che nessuno
( da "Azione, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra
in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti
gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno
avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i
16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza
cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la
propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo
in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione
telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice
fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova
modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà
attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il
datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di
valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in
possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un
libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il
buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato
se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo
un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non
inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato
in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale
(10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati
come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento
a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli
addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria
corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli
extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di
sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel
( da "Corriere.it" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo derby da
grande "L'Inter sa cosa fare io non ho mai paura" MILANO
Semplicemente Mario. Se continua così diventerà SuperMario. Ma per ora
Balotelli è la faccia simpatica dell'Inter che è e che sarà. Domani lo
aspettano il suo primo derby con i grandi e (forse) uno scudetto (da
protagonista), prima ancora di compiere i 18 anni. Un talento vero, ma
soprattutto un ragazzo. Da aiutare a crescere, non solo in campo e non a
sbagliare. Balotelli, ricorda il primo giorno all'Inter? Emozionato?
Spaventato? Convinto? "Ero sinceramente emozionato ma anche convinto:
avevo accettato di cominciare la stagione 2006-2007 negli Allievi nerazzurri
pur avendo già giocato in C1 con il Lumezzane e volevo dimostrare di meritarmi
l'Inter perché ero stato acquistato in prestito con diritto di riscatto. A
Milano sono arrivato accompagnato dai miei fratelli e sono stati loro i primi a
darmi la fiducia e la tranquillità necessarie per cominciare". Quando è
nata la sua passione per il calcio? "Sin da piccolissimo, mio fratello Giovanni,
che ora è il mio manager insieme all'altro fratello Corrado, mi sfidava con una
palla di carta e scotch nel corridoio di casa. Poi passavo tante ore a giocare
nei parchi di Brescia, accompagnato sempre da papà: era in pensione emi
dedicava tutti i pomeriggi dopo la scuola". Sembra non spaventarla nulla
quando è in campo: quando ha sentito per la prima volta la consapevolezza di
essere forte? "Non penso all'importanza o alla tensione della partita, ma
alla voglia che ho di divertirmi e il calcio per me è tutto, quindi mi impegno
al massimo sempre, in allenamento o in partita non fa differenza. Credo che
nella vita si debba aver paura di altre cose, non certo di una partita".
La spaventa la popolarità anche fuori dal campo che può diventare un ostacolo
per un giovane campione? Ha già capito che esistono amici veri e amici
interessati? "Sì, mi sono già accorto che ci sono persone interessate e
che si possono fare conoscenze che poi ti tradiscono; la popolarità è bella, ma
spesso ne farei a meno per starmene tranquillo con la famiglia e gli amici. È
anche vero, però, che nel calcio e attraverso il calcio si possono incontrare
tante persone per bene, che sinceramente ti danno una mano". È stata
Juve-Inter di Coppa Italia la partita che le ha dato la convinzione di poter
già essere protagonista in prima squadra? "In realtà già da mesi mi
allenavo regolarmente con la prima squadra. È grazie agli allenamenti
quotidiani con i campioni che si acquista la consapevolezza di poter far parte
del gruppo; senza il grande aiuto dei miei compagni tutto sarebbe stato più
difficile, anche se è chiaro che far bene in una partita come Juve-Inter ti dà
qualcosa in più". Per un attaccante il gol è tutto o è una parte del
gioco? "Il gol è tutto per i tifosi e credo che in Italia la gente pretenda
gol soprattutto da un attaccante; per quello che vedo e che sento; in
Inghilterra e in Spagna la gente è già contenta anche con una bella
prestazione; quando faccio il gol so di poter passare una settimana molto
tranquilla, anche con me stesso perché, se non segno, sono il primo a
soffrirne. Però, per segnare, devi giocare con e per la squadra". Scudetto
di categoria e torneo di Viareggio: che cosa le ha dato, oltre ai successi, la
Primavera? "Il campionato Primavera è bello e competitivo, a volte più di
quanto si racconti; essendoci arrivato giovane mi sono confrontato con
calciatori, alcuni dei quali ora già affermati, e mi è servito per crescere. È
stato bello vincere scudetto e Viareggio con la Primavera perché ho condiviso
la gioia con alcuni amici". Che cosa le stanno insegnando Mancini e
Mihajlovic? "Il mister, sin dal primo allenamento, i movimenti da fare in
partita e che devono portare la squadra a fare gol. Mihajlovic mi dà consigli
sulle punizioni, essendone stato uno dei massimi interpreti". Potesse
prendere una qualità agli attaccanti con i quali si è allenato in questi mesi,
che cosa vorrebbe di Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Suazo e anche Adriano? "Di
Ibra la sicurezza dei propri mezzi e la facilità nel fare le giocate, anche le
più difficili; di Cruz il fiuto impareggiabile del gol; di Crespo i movimenti
decisivi che fa in campo; di Suazo la velocità straordinaria; di Adriano una
potenza che, sinora, non ho mai visto in nessun altro". Perché ha detto
che il derby è una partita come tutte le altre? "Perché non l'aspetto e
non la vivrò da tifoso. Penso solo a giocare e a far bene per l'Inter. In
questi giorni si dicono tante cose su questo derby così importante, ma per noi
calciatori la missione è semplice: vincere ". Ha dovuto affrontare più provocazioni
in campo o nella vita? "Di più in campo, senza dubbio". Esame di
bresciano doc: che cosa vuol dire gnaro e scec? E che cosa significa prendere
un pirlo (con la p minuscola)? "I primi sono due modi per dire ragazzo;
prendere un ''pirlo'' vuol dire fare l'aperitivo, ma non bevo alcol e quindi
non chiedo mai il pirlo. Preferisco cocktail di frutta analcolici ".
Promosso, ma allora perché non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana?
"L'avrò ad agosto. Me lo ha impedito, fino ad oggi, la legge italiana, che
prevede che solo a 18 anni possa ottenere la cittadinanza, dopo aver dimostrato
la mia residenza continuativa nel Paese. Con la mia famiglia abbiamo provato,
in tutti questi anni, a chiedere alle autorità che sbloccassero la mia
situazione. Ma non c'è stato niente da fare". Quali problemi le ha
comportato non avere la cittadinanza? "Ho dovuto rinunciare, per esempio,
ai tornei di calcio all'estero, tra cui quello con l'Under 15, e a fare viaggi per andare a trovare i miei fratelli e mia
sorella quando hanno lavorato, per brevi periodi, all'estero. Mi sono sentito
emi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per
questa burocrazia assurda,
che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti
stampa |.
( da "Corriere.it" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intrattenitore, buffone
per calcolo e scelta: ma vince nella metropoli. L'ascesa di Boris, clown di
genio L'uomo della svolta capitalizza l'effetto stanchezza in una città che
guarda alle Olimpiadi 2012 Ora dice che il suo eroe è Pericle e promette per
Londra "un'età d'oro come quella dell'antica Atene". Ma in passato ha
anche buttato lì che "votare conservatore fa venire il seno più grosso
alle mogli". Questo è il nuovo sindaco di Londra: Alexander Boris de
Pfeffel Johnson, un po' genio un po' clown. La settimana scorsa gli era
arrivato l'appoggio del Sun, il quotidiano popolare di Rupert Murdoch che vende
più di tre milioni di copie al giorno. E che ama dare il suo endorsement solo
ai vincenti. Nel 1992 il tabloid aveva dato il bacio della morte al laburista
Neil Kinnock con il titolo: "Se vince Kinnock, l'ultimo cittadino a
lasciare la Gran Bretagna spenga la luce". Dopo, conquistato da Tony
Blair, Murdoch si era schierato sempre con i laburisti. Questa volta, per
Londra, ha gettato il suo peso sulla bilancia di Boris (come lo chiamano tutti,
amici e avversari), il candidato conservatore, deputato, ex giornalista, autore
di libri sulla storia dell'antica Roma. Ma anche gaffeur, intrattenitore tv,
buffoon per calcolo e per natura. Spostare il Sun può contare molto anche per
il futuro della politica nazionale. Dopo otto anni di regno di Ken "il
rosso" Livingstone che ha rilanciato l'immagine di Londra, inventato la
tassa sul traffico, ottenuto le Olimpiadi del 2012, può essere Boris l'uomo
giusto per gestire un bilancio da 11 miliardi di sterline l'anno? A 44 anni, il
nuovo sindaco ha nella sua biografia una moglie, quattro figli e almeno due
storie extraconiugali (negate oltre i confini dell'evidenza). BATTUTE
POLITICAMENTE SCORRETTE - Delle battute politicamente ultrascorrette si è perso
il conto: "Le unioni omosessuali? Ridicole, se permettiamo a due gay di
sposarsi, allora consacriamo anche i matrimoni fra tre gay o fra due gay e un
cane"; ha insultato intere città: Portsmouth, glorioso porto nel Sud,
definendolo "culla di drogati, obesi, falliti e deputati laburisti" e
Liverpool "patria di vittimisti". Non ha trascurato escursioni
internazionali, dando dei "cannibali " ai governanti di Papua e
"negretti" ai popoli del Commonwealth. Poi è venuta la candidatura a
sindaco. Ed è cambiato. Capelli più corti e lingua a freno. Basta battute
pericolose, solo qualche gioco di parole corretto, tipo: "Io sono un
melting pot umano: la mia bisnonna era una schiava circassa e fu comprata dal
mio bisnonno turco". E pare che sia anche vero. AFFLUENZA RECORD ALLE URNE
- Ha capitalizzato sull'effetto-stanchezza degli elettori nei confronti di
Livingstone. E i londinesi sono andati alle urne in numeri record per queste
parti: affluenza al 45 per cento. Più 10% rispetto al 2004. Boris ha vinto con
uno scarto di 140 mila voti, 6 punti. La campagna non ha evidenziato grandi
differenze nei programmi dei due avversari. Gli elettori hanno aspettative di
centro: sicurezza, trasporti, case. E il sindaco di Londra ha competenza su
polizia, rete dei trasporti, pianificazione urbanistica, cultura, ambiente e
sviluppo economico. Tutti d'accordo sul fatto che servano ancora più poliziotti
nelle strade, risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a
uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus,
gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster
rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e
giù in corsa. Boris ha promesso di rottamarli perché li giudica goffi e
pericolosi per i ciclisti (lui va in bicicletta). Ha aggiunto la promessa di
cacciare gli ubriachi da autobus e metropolitana. Idee misere per un sindaco di
Londra? Johnson finora ha amministrato solo una rivista da 70 mila lettori (lo
Spectator) e Livingstone gli ha rinfacciato di non avere esperienza. Boris non
ha resistito e ha gridato: "Sì, ma ho dimostrato leadership, decidevo io
dove dovevamo andare a pranzo con i colleghi ". E negli ultimissimi
giorni, sentendo arrivare la vittoria, si è lasciato andare di nuovo:
"Cocaina? Forse ai tempi di Oxford, a una festa me l'hanno offerta, ma mi
ha fatto starnutire " (questa battuta l'ha rubata a Woody Allen). Guido
Santevecchi stampa |.
( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'Italia da 40 anni
continua a chiedere sana democrazia e istituzioni autorevoli Emanuela Bambara
Scriveva, nel 1969, Aldo Moro ai colleghi democristiani: "Il Paese è
carico di interrogativi, d'impazienze e di aspirazioni. Siamo ad una svolta,
nella quale noi siamo giudicati in un duro confronto con la vasta attesa della
società. Per cogliere di essa il carattere inquieto ed esigente e intendere il
peso delle responsabilità politiche che ci sono oggi affidate, non occorre
sopravvalutare il dato esteriore, talora sconcertante e pericoloso, delle forme
più vistose di contestazione. Vi è la sottostante realtà di validi fermenti
sociali, specie studenteschi e operai, i quali chiedono una sostanziosa
risposta". Sono passati quasi quarant'anni da quando pronunciò queste
parole, con grande realismo e insieme profeticamente, come spesso seppe fare. E
trent'anni sono trascorsi dalla sua morte, per mano di quelle frange "più
vistose di contestazione, sconcertanti e pericolose" cui egli stesso
faceva riferimento: le Brigate rosse. Quell'analisi, attenta e profonda, è però
ancora valida per leggere e interrogare le istanze "inquiete"
dell'Italia di oggi, i "fermenti" che si agitano nella comunità
civile, con analoghe "rivendicazioni di benessere, di giustizia, di
dignità e di libertà". Forse, perché la lotta armata, che fu la risposta
sbagliata e ingiusta, violenta e irrazionale, a una domanda in sé legittima di
giustizia, piuttosto che "spingere all'indietro le lancette della
storia" fino al tempo di una Resistenza ancora da realizzare, come
ritenevano i brigatisti scrive Annachiara Valle nel libro "Parole, opere e
omissioni. La Chiesa negli anni di piombo" (Rizzoli), appena pubblicato ,
invece, fermò le lancette della storia, imboccando le strade del crimine. I
terroristi credevano che lo Stato democratico fosse pura e semplice finzione.
Ma, anche nell'Italia di oggi, "alla deriva" come la definiscono
Gianantonio Stella e Sergio Rizzo , il Paese reale non si riconosce nella
rappresentanza politica, denuncia lo stesso "progressivo distacco tra società
civile e società politica" che già Moro avvertiva con allarme, mal tollera
l'invadenza dei partiti in ogni strato civile e chiede di poter recuperare
fiducia in un sistema democratico in crisi, tenuto in piedi, nella struttura e
non soltanto nella facciata, dalle tante persone oneste e perbene che lavorano
con impegno per il bene comune, testimoni di una democrazia autentica, ma che è
diventata un peso enorme da portare per eroi civili spesso solitari. Le ultime
scelte elettorali dicono, ancora sommessamente, un desiderio forte e diffuso di
autorevolezza istituzionale. Significano un bisogno di sana politica. Ovvero,
l'urgenza di un investimento culturale, legislativo ed economico per venire
incontro ai cittadini più fragili, più poveri, più soli. La necessità di modificare
subito una legge elettorale che ha tolto ancor più partecipazione ad una
comunità che chiede, invece, di partecipare, di vigilare e di collaborare alla
gestione dello Stato di tutti, e non a servizio di pochi al costo dei molti.
Bisogna, allora, riorganizzare la burocrazia secondo principi di efficienza e di responsabilità democratica,
e rinunciare a privilegi che offendono chi si trascina con fatica
nell'esistenza quotidiana. Si impone un arretramento della politica
dall'imperialismo gestionale della società di cui si è autoinvestita.
Solo una "sostanziosa risposta" a queste istanze può evitare
"sconcertanti e pericolosi" ricorsi storici. E solo così il
sacrificio di tanti martiri della nostra democrazia, come Moro, Bachelet,
Ruffilli, Alessandrini, e molti altri, non sarà stato inutile.
( da "Trentino" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alla "festa del
lavoro" l'appello per la sicurezza La riflessione sui diritti prima di
musica e divertimento. Un successo BORGO. Sicurezza sul posto di lavoro, fra
musica e riflessioni. A Borgo si è svolta la festa provinciale del lavoro,
cominciata con la proiezione del film "Morire di lavoro", proseguita
con un convegno dal titolo "Sos sicurezza" organizzato dalle
associazioni sindacali, e terminata con il concerto in Piazza Degasperi. Al
convegno Diego Faccini (Cisl) si è soffermato su tre aspetti: infortuni, lavoro
nero e salari, ricordando che in Trentino ci sono in media 1.000 infortuni sul
lavoro al mese, 12 morti l'anno. Da parte sua, oltre alle richieste di maggior
concertazione tra sindacati, Provincia ed imprenditori, alcune proposte: la
costituzione di un albo delle imprese virtuose ed il controllo rigoroso delle
aziende che beneficiano di contributi pubblici o vincono appalti pubblici.
"Serve un maggior presidio, su 4mila cantieri aperti in Trentino, ne
vengono controllati il 10%". Da Faccini, infine, la richiesta di un
maggior diritto di rappresentanza territoriale, specie nell'edilizia. Marta
Dalmaso si è poi soffermata su legalità e formazione mentre per Remo Andreolli,
che ha parlato di una divaricazione sempre maggiore del reddito: "Bisogna
restituire dignità ed importanza al lavoro stesso se si vuole maggior sicurezza
sul lavoro". Il presidente degli artigiani Dario
Denicolò ha chiesto una sburocratizzazione ("79,5 giorni l'anno li
passiamo in burocrazia"),
la defiscalizzazione delle imprese e non ha nascosto il suo malcontento per il
nuovo decreto sulla sicurezza, che prevede pesanti sanzioni per gli
imprenditori che non rispettano le regole. "Vorrà dire che faranno più
carceri", ha ironizzato. Buon successo infine per il concerto del
"Primo maggio", organizzato dall'associazione Nota Bene in
collaborazione con Comune, Cgil, Cisl e Uil del Trentino, che ha visto la
partecipazione di qualche centinaio di persone, che si sono alternate nel
centro di Borgo per ascoltare i tre gruppi previsti dalla scaletta del concerto.
(m.c.).
( da "Giornale di Brescia" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 04/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:SEBINO E FRANCIACORTA ISEO C'è qualche
ostacolo burocratico davanti alla costruzione della sede: si conta di
rimuoverlo presto La Nuova cordata rallenta... ma non si ferma ISEO Il progetto
era stato presentato con dovizia di particolari il primo dicembre 2006; poco
meno di un anno dopo, alla fine del novembre 2007, era stata posata una, che
dico, tre prime pietre... Ma la futura sede della cooperativa "La nuova
cordata", associazione che si occupa con successo e dedizione di assistenza
ai disabili, non è ancora in costruzione. Davanti ad un intoppo, di qualunque
genere sia, la gente rimane normalmente perplessa e preoccupata: non è poi così
insolito, sotto i nostri chiari di luna, che "imprese di grande
momento", come le definirebbe il pallido principe di Danimarca. Ecco
perché la presidente della cooperativa, Rosanna Valerio Zugni, tiene a
rassicurare tutti, e non sono pochi, gli interessati al progetto: nessun
intoppo dovuto alla "Nuova cordata", spiega, ma
semplicemente una burocrazia leggermente più lenta di quanto ottimisticamente ci si
aspettasse. L'inizio dei lavori, insomma, che sembrava imminente cinque mesi
fa, rimane... imminente. Il progetto, redatto a sei mani dal geometra
Pierfranco Ghitti, dall'architetto Ezio Pedrocchi e dall'ingegner Giovanni
Boldrini, prevede una costruzione su due piani (il pianterreno avrà una
superficie coperta di
( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Trasporto pubblico La
tessera potrà essere ricaricata. La sperimentazione parte a Ponente Genova.
L'abbonamento al treno e all'autobus? Su una sola, unica smart card, un
tesserino magnetico sul quale potranno essere "caricati" anche
biglietti per tragitti diversi. Come in burocrazia, la semplificazione sbarca
anche in biglietteria. A cominciare da quelle di Trenitalia. Nei prossimi
giorni comincia infatti la sperimentazione della biglietteria elettronica,
progetto finanziato dalla Regione Liguria (2,2 milioni di euro già dati oltre
ad altri 700 mila euro in arrivo). La prima fase riguarda i pendolari
che si muovono sulle tratte tra Arma di Taggia e Ventimiglia e tra Rivarolo e
Pontedecimo, ma l'impegno è di estendere entro l'anno la sperimentazione del
biglietto elettronico a tutti i pendolari liguri. L'inizio per il biglietto
sarà estremamente graduale e questo è spiegato dal costo di acquisto e
installazione delle apparecchiature per la lettura del titolo di viaggio,
compresi i palmari di cui saranno dotati i controllori a bordo treno. Le
opzioni, in futuro, saranno infinite. Ad esempio, attraverso una convenzione
con società come Lottomatica per l'acquisto degli abbonamenti e la gestione
della biglietteria elettronica. O, ancora, la possibilità di acquistare
"on line" il biglietto e di pagarlo con carta di credito. Insomma il
futuro anche sui binari delle stazioni ferroviarie. "Il che non significa
che le biglietterie tradizionali dovranno scomparire, anzi la Regione Liguria
si è da sempre battuta perché siano potenziate - sottolinea l'assessore
regionale ai trasporti Luigi Vesco - Il biglietto elettronico costituisce una
libertà ed una semplificazione per gli utenti e i passeggeri". Nel
progetto, messo a punto dalla società Almaviva, è contemplata anche l'
"integrazione", ossia la possibilità di utilizzare la stessa card
anche per altri scopi, come ad esempio gli abbonamenti agli autobus.
"Tutto dipenderà da quanto potrà essere esteso il sistema" conclude
Vesco. La sperimentazione del biglietto elettronico sarà argomento, ma non
l'unico, per l'incontro di lunedì tra la Regione Liguria e Mauro Moretti,
amministratore delegato di Ferrovie dello Stato che sarà a Genova per firmare
(a palazzo San Giorgio) il protocollo d'intesa per la realizzazione e la
gestione dell'hub di Alessandria. "Ci sono problemi - attacca Enrico Vesco
- che rischiano di paralizzare il traffico ferroviario. Il primo è certamente
il parco rotabile ligure: è troppo vecchio, sta cadendo a pezzi, e Fs deve
impegnarsi in una massiccia campagna d'acquisto alla quale potrebbe partecipare
anche la Liguria. Tra Genova e La Spezia ci sono 31 fermate e con i treni in
circolazione oggi le soste sono troppo lunghe, i ritardi si accumulano".
Il secondo problema è strettamente collegato: anche quando ci saranno i treni
nuovi, per farli transitare Fs dovrà procedere ad un riquadramento di alcuni
tratti di linea. Tra gli interventi che l'assessorato ai trasporti della
Regione Liguria chiederà a Fs c'è infatti la revisione di una decina di
gallerie tra Sestri Levante e La Spezia e di altrettante tra Andora e Finale
per consentire il passaggio di treni come il Vivalto e il Taf. "Le
Ferrovie devono mettersi nell'ottica di investire - conclude Vesco - anche
perché puntualità e affidabilità dei mezzi faranno parte del punteggio nella
prossima gara di affidamento". Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it
04/05/2008.
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marcello Pera,
ministro in pectore, glissa sul nuovo governo ma parla del problema delle
riforme "La Giustizia è un servizio" "Obiettivo? Sentenze rapide
e rispetto delle pene" UGO DINELLO MESTRE. Penso alla Giustizia come a un
servizio, quindi, per fare un paragone calato nella realtà del cittadino, un
servizio simile ai trasporti. Cosa chiede un pendolare al suo servizio di
trasporto pubblico? Che sia efficiente e sicuro. Così la Giustizia: sentenze
rapide e il rispetto, dove ci siano, delle pene". Marcello Pera, ministro
in pectore della Giustizia italiana, glissa sul totoministri, ma affronta
volentieri il problema delle riforme urgenti. Lei ha appena auspicato sul suo
sito un "rapporto di collaborazione con l'opposizione parlamentare per
condividere quelle riforme costituzionali che sono ormai inderogabili".
Quali? "Penso al federalismo e di conseguenza al bicameralismo, oltre a
Giustizia e ai poteri del primo ministro". Questo presuppone un'operazione
profonda sulla Carta Costituzionale. "Sì, credo che per alcuni punti la
nostra Costituzione non sia più adeguata alle esigenze di governabilità. Faccio
un esempio concreto: pensiamo al sindaco, una figura ben nota a chiunque. Una
figura apprezzata appunto perché in ambito amministrativo spetta a lui
decidere. Può nominare i suoi collaboratori e attuare un programma. Certo il
Consiglio comunale lo controlla e lo può bocciare, ma allora si scioglie tutto.
Un sistema che fa salve le esigenze di governabilità ed è veloce. E questo è il
punto: il sistema bicamerale non consente tempi rapidi per decisioni
concretamente esecutive. Per un disegno ministeriale serve almeno un anno. Il
modello del sindaco invece in questo campo va meglio perché individua le
responsabilità". Come cittadino che tempi si augura per la formazione del
nuovo governo? "Anche qui se prendiamo ad esempio altri paesi (Spagna o
Regno Unito) vediamo che subito dopo le elezioni i governi sono già all'opera.
Da noi dobbiamo sottostare a una "liturgia" troppo lunga. Mi auguro
comunque che tutto si risolva entro pochissimi giorni". Federalismo: di
che tipo, fiscale o istituzionale? "Accanto alla trasformazione del Senato
in Camera delle Regioni bisogna puntare al trasferimento di molte decisioni
esclusive in ambito regionale, penso ai trasporti, lasciando allo Stato la
gestione delle grandi infrastrutture. Certo bisogna evitare due cose: che il
potere di veto incrociato blocchi i grandi disegni nazionali, e soprattutto la
riproduzione a livello regionale della burocrazia statale". La prima
esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha
tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere,
impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente"
alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono
convinto che si arrivi a un percorso condiviso".
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Conferenza-dibattito
sull'evoluzione del sistema elettorale con la partecipazione di tutti i partiti
Primarie, la selezione viene dal basso Critiche alle liste bloccate, la necessità
di contrappesi per i poteri più forti LE RIFORME L'iniziativa di Nuvoli (Pdl)
LUIGI SORIGA SASSARI. Il brevetto, come rivendica con una punta d'orgoglio
Guido Melis, è del Partito Democratico. Però l'istituto delle primarie sta
raccogliendo proseliti e diventando sempre più trasversale. Ne hanno discusso
per tre ore fitte fitte politici dalle idee e dagli schieramenti distanti, nel
primo confronto pubblico che farà da apripista a una serie di dibattiti in
vista delle elezioni regionali. L'idea è venuta a Giampaolo Nuvoli, fresco di
ingresso nel Pdl, che ha invitato al tavolo dei relatori i compagni di partito
Pier Giorgio Massidda e Salvatore Cicu. Il primo, detrattore pentito delle
primarie, "le autocritiche e i ripensamenti non fanno mai male", dice;
il secondo con posizioni più possibiliste e morbide sin dall'inizio. Accanto a
loro anche il neo eletto parlamentare del Pd Guido Melis, il socialista
Pierangelo Masia e il preside della facoltà di Giurisprudenza di Sassari Vanni
Lobrano. Tutti d'accordo su un ragionamento elementare: i cittadini sentono
l'esigenza di un maggiore coinvolgimento nella politica, l'attuale legge
elettorale non va bene, occorre una soluzione, lo strumento delle primarie
potrebbe migliorare le cose. Come utilizzarlo, poi, è tutta un'altra storia, ed
è su questo punto che vengono fuori le differenze e si accende il dibattito.
Primarie aperte a tutti o primarie chiuse? Consentire a qualsiasi cittadino di
esprimere una scelta, o riservare le consultazioni ai soli iscritti e simpatizzanti
di partito in modo da evitare le interferenze della parte politica avversa?
Stabilirlo con una legge è inopportuno e forse anticostituzionale: "Le
primarie devono essere facoltative - dicono un po' tutti - ogni partito sceglie
le proprie regole. La cosa importante è che ci siano controlli efficaci sul
corretto svolgimento e non ci siano esiti drogati". Guido Melis, crede
molto sulla spinta innovativa delle primarie. Le ha sperimentate sulla propria
pelle, anche se, come spesso racconta, non è molto piacevole fare la parte del
turacciolo che sale a galla o affonda a seconda di quanto si riempie di voti la
vasca. Ma questi sono gli inconvenienti delle liste bloccate, il peccato
originale che ha segnato le primarie del Pd: chi si trova nei gradini bassi, ha
poche chances di emergere. Melis cancellerebbe subito le
liste bloccate e scardinerebbe con le primarie la burocrazia e gli apparati dei partiti, facendo eleggere dal basso non solo
le segreterie, ma anche gli stessi dirigenti. Salvatore Cicu non è così
estremista: preferisce un innesto più soft delle primarie negli ingranaggi dei
partiti. Dice: "Ognuno di noi ha una propria storia personale e una storia
all'interno del partito. La selezione deve avvenire dentro il partito,
perché gli uomini scelti per la leadership devono essere portatori dei valori
nei quali si riconosce il partito e deve aver fatto parte della storia di quel
partito. Ma le indicazioni devono arrivare dal basso, dalle sezioni dei piccoli
comuni, prima ancora che ci sia la disponibilità dei candidati. Solo dopo la
scrematura si verifica se l'uomo sul quale è caduta la scelta è disposto a
esporsi". Per quanto riguarda Cicu, lui sarebbe anche pronto a spendersi
per le prossime regionali: "Ma solo se ci saranno le giuste condizioni: ma
state tranquilli, non ci saranno". Pierangelo Masia, a distanza di 20
giorni, si lecca ancora le ferite. Dalle urne il partito socialista è uscito
con le ossa rotte, stritolato dalla reazione a catena innescata dal Pd e dalla
polarizzazione della politica in due grossi magneti elettorali. Poca
possibilità di sopravvivenza per chi ha corso da solo: "Attenzione all'uso
furbo delle primarie - dice - sono macchine che intercettano soldi e masse di
potere, non i bisogni dei cittadini. I mass media sono fondamentali per il
successo, chi li sfrutta prevale. Fate una prova: candidate Marco Carta
(Vincitore di Amici ndr) e guardate cosa succede". Masia però ha colto un
aspetto: le facce dei candidati contano eccome. "Soru non ha niente da
spartire con i partiti - dice Cicu - eppure la leadership indiscussa è sua, è
intoccabile". Questo è un altro problema delle primarie: "Si vota un
uomo e un programma - dice Melis - poi quell'uomo, una volta eletto, risponde
per quella promessa fatta. In tutto questo, che ruolo hanno il consiglio, la
giunta, i partiti? Possono ostacolare la realizzazione di quelle promesse o
devono alzare la mano e obliterare le decisioni del leader?".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione "Meno
tasse, ottimo segnale" Confartigianato ringrazia il governatore per
l'impegno assunto UDINE. Graziano Tilatti, presidente della Confartigianato
Imprese Fvg, ha espresso ieri grande soddisfazione per l'impegno preannunciato
dal presidente della Regione Renzo Tondo per ridurre le tasse sulle imprese in
Friuli Venezia Giulia. "È una richiesta che Confartigianato ha da tempo
proposto all'attenzione del Governo regionale - afferma Tilatti - in quanto le
nostre imprese devono confrontarsi con un'insostenibile concorrenza da parte
della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro e una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". Infatti,
Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la
Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte
ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo
per citare alcuni esempi, le imprese collocate al di là del confine
cominciano a sottrarre fette di mercato a quelle collocate in Friuli Venezia
Giulia. "Questa situazione dovrà sicuramente riequilibrarsi nel tempo ma,
durante questa fase di transizione, c'è il pericolo che molte nostre imprese
debbano chiudere o spostarsi al di là del confine. La proposta del presidente
Tondo di ridurre la pressione fiscale nei confronti delle imprese del Friuli
Venezia Giulia, sia con provvedimenti propri sia con provvedimenti richiesti al
Governo nazionale nell'ambito del federalismo fiscale, rappresenta ad avviso di
Confartigianato del Friuli Venezia Giulia un primo importante passo a favore
della nostra economia ed in genere di tutto il territorio regionale".
"Noi siamo pronti - aveva detto l'altro ieri il vicepresidente Faleschini
- aspettiamo di poterci sedere al tavolo con il nuovo presidente e il nuovo
assessore per confermare le richieste che già avevamo illustrato alla giunta
Illy. Alcune proposte sono state già accettate, altre hanno bisogno di essere
mantenute - mi riferisco ai finanziamenti - perché la legge 4, per esempio, ha
bisogno di essere rimpinguata". "Sono già due anni che attendiamo il
rifinanziamento - aveva aggiunto- la legge è buona, sta dando risultati".
( da "Provincia Pavese, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Terza età e solitudine,
è emergenza Enti pubblici distanti e distratti. Ma in loro aiuto c'è l'Auser
BRESSANA L'assistenza per l'estate BRESSANA. Si avvicina l'estate e per molti
anziani, costretti a vivere soli, un malore tra le mura domestiche può
rappresentare un dramma. Alle crescenti segnalazioni di persone in difficoltà,
spesso abbandonate dalla famiglia, cercano di dare una risposta gli Auser la
cui missione consiste nell'aiuto agli anziani e a chi, a causa di problemi
motori, non è autosufficiente. "Nel periodo estivo gli anziani, che
dovrebbero essere tutelati dall'Asl, sono allo sbando perchè i medici sono
difficili da reperire e i familiari in vacanza. Si sono registrati vari casi di
persone decedute in casa e ritrovate dopo settimane - commenta Enzo Magrotti,
responsabile dell'Auser di Bressana Bottarone, che lamenta gli scarsi servizi
di una zona dove gli anziani che vivono da soli sono quasi duecento su circa
tremila abitanti - è un problema che riguarda tutti: i giovani di oggi sono i
vecchi di domani. Le istituzioni, che dovrebbero essere coinvolte per prime, se
ne lavano le mani. Per non parlare delle scuole il cui compito principale è
educare e sensibilizzare i ragazzi. I dati parlano chiaro: su ventotto Comuni
del distretto di Casteggio solo quattordici hanno un Auser. Il crescente
accentramento dei servizi sanitari ci ha raddoppiato il lavoro. Sono aumentati
i servizi di trasporto non solo per anziani, ma anche per minori,
principalmente stranieri, che portiamo a fare le vaccinazioni obbligatorie. L'Asl
poi funziona male: a Bressana il settore amministrativo apre solo due volte
alla settimana, negli altri giorni dobbiamo rivolgerci a Casteggio. E questo
per un anziano che non riesce a guidare è un problema. Serve più coordianamento
tra gli enti". Dei tanti casi di anziani lasciati soli nel periodo estivo,
in balia di una burocrazia eccessiva e di strutture che lavorano a intermittenza, alcuni
sono emblematici. "Un medico non può dimettere a Ferragosto chi non è
autosufficiente e deve farsi quattro insuline al giorno di cui una alle dieci
di sera. Eppure è andata così: noi, con l'aiuto di un volontario, gli abbiamo
insegnato a farsele da solo - continua Magrotti - un'altra volta è stata
dimessa una signora di novantacinque anni con un piano terapeutico che prevedeva
l'uso di un deambulatore senza che nessuno si preoccupasse di fare la richiesta
per tempo. Anche qui si doveva chiamare l'ufficio dei piani di zona di
Casteggio prima delle dimissioni per velocizzare il rilascio dell'ausilio. Per
fortuna abbiamo inoltrato subito la richiesta e in pochi giorni è arrivato il
deambulatore". La cronistoria dell'Auser Bressana affonda le sue radici
nel 1997: prima di allora l'onlus era presente solo a Voghera e Pizzale. Oggi i
volontari sono una quarantina. La sede è la porta adiacente l'ingresso
comunale. Sulla scrivania il computer e tanti progetti di aiuto. La missione
dell'Auser è rivolta al sostegno non solo di anziani, ma più in generale di
persone con problemi motori e copre servizi di trasporto, prenotazioni per
visite specialistiche, un'attività di ascolto e dialogo, più altre di carattere
ludico-ricreative e un servizio aggiuntivo a quello dell'Asl di vaccinazioni
antiinfluenzali. L'Auser è un tramite tra gli anziani e le istituzioni. Tante
le battaglie portate avanti. Alcune con esito fortunato, altre meno. Ma si
continua. Francesca Fiocchi.
( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VIII -
Palermo Falsi bed & breakfast nel mirino Titolari residenti solo sulla
carta, revocati due finanziamenti Controlli in centro storico: il boom di
improvvisi guai familiari per gli albergatori assenti SALVO PALAZZOLO
Ufficialmente erano bed & breakfast, usufruivano di tutti i benefici e dei
finanziamenti previsti dalla Regione, in realtà funzionavano come piccoli
alberghi, i cui titolari erano residenti solo sulla carta. L'indagine avviata
nei mesi scorsi dalla squadra amministrativa del commissariato Oreto ha
convinto l'assessorato regionale al Turismo e l'Aapit che bisognava vederci
chiaro sul boom di b&b nel centro storico. I primi controlli hanno già
portato alla revoca di due finanziamenti, da 18 mila e 12 mila euro, che erano
stati concessi "una tantum e a fondo perduto" ai titolari di
altrettanti bed & breakfast. Altri finanziamenti, da 12 mila a 37 mila
euro, sono in bilico: i funzionari della Regione stanno verificando i
requisiti, anche attraverso uno scambio di informazioni con gli investigatori
del commissariato Oreto. Intanto, l'azienda provinciale per l'incremento del
turismo ha già avviato la revisione di tutto l'elenco delle strutture
alberghiere. L'inchiesta della polizia e della Procura ha fatto emergere la
giungla dei b&b nel centro storico. Su cinquanta controllati, circa la metà
erano fuorilegge. Innanzitutto, per le schedine di registrazione degli ospiti,
che davvero in pochi compilavano, in barba alle norme su sicurezza e
antiterrorismo. La violazione più grave riguarda la gestione della struttura da
parte dei privati: spesso i padroni di casa avevano soltanto la residenza nel
bed & breakfast, così come previsto dalla legge per accedere ai
finanziamenti, in realtà abitavano anche al Nord Italia. Esilaranti le
giustificazioni dei camerieri-tuttofare ai poliziotti: "I signori sono
dovuti partire all'improvviso". Nei giorni dei primi controlli, prima
ancora che il tam tam si diffondesse, che i titolari dei b&b del centro
storico sembravano improvvisamente assaliti da problemi familiari, imminenti
divorzi, convocazioni improrogabili dal commercialista, naturalmente tutti
impegni fuori Palermo. Altri b&b si sono rivelati invece pensioni e
alberghetti. Alcune strutture avevano anche l'angolo cottura, come fossero un
residence. Due ingegnosi fratelli avevano invece varato due società per gestire
un grande bed & breakfast, una sorta di albergo, che però ufficialmente non
esisteva. Sulla carta c'erano solo due b&b sullo stesso piano di un palazzo
nobiliare. Quando si dice, i casi della vita. L'Aapit ha già provveduto a
riqualificare tutte queste strutture. L'inchiesta giudiziaria e quella
amministrativa proseguono su binari paralleli. Mai come in questo caso, lo
scambio di informazioni è stato utile per raggiungere in breve tempo il
riordino di un settore che ha ormai raggiunto livelli considerevoli per giro
d'affari. La stretta dei controlli ha convinto soprattutto più di un titolare a
mettere mano al portafoglio, per fare ristrutturazioni e allinearsi con le nome
sui bed & breakfast. In alcuni casi, gli ispettori hanno concesso una
piccola proroga prima di decidere definitivamente sul destino della struttura. I controlli non ammettono deroghe: le agevolazioni previste per i
b&b (ad esempio, attraverso le facilitazioni e gli sgravi fiscali, o le
semplificazioni degli obblighi sulla sicurezza degli ambienti) restano
esclusiva dei privati che vogliono affittare una parte del proprio
appartamento, senza ritrovarsi impantanati nella burocrazia.
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Olbia Palau, sì all'imposta
di soggiorno Il Comune appoggia l'iniziativa della giunta regionale Adesso gli
introiti finiranno nelle casse dell'amministrazione SERENA LULLIA PALAU. Per
ora resta solo una tassa virtuale, ma l'imposta di soggiorno già divide
maggioranza e opposizione. Il consiglio comunale approva il regolamento sul
contributo creato dal governatore Soru. Un atto tecnico con cui
l'amministrazione recepisce la legge che dà la possibilità ai comuni di
applicare l'imposta. La maggioranza benedice la delibera. L'opposizione boccia
l'idea del balzello sulle vacanze. "Con l'approvazione del regolamento non
stiamo autorizzando nessuna nuova imposta - precisa l'assessore al bilancio,
Giovanni Cucciari -. Si tratta solo di una ipotesi di lavoro. Lo dimostra il fatto
che l'eventuale applicazione della tassa di soggiorno andrà a ricadere nel
bilancio che sarà preparato nel 2009 e non su quello per il 2008. Abbiamo
davanti un lungo periodo per discutere e ragionare di questa possibilità che la
Regione ha deciso di dare ai comuni". Sulla base delle indicazioni
cagliaritane la tassa sulle vacanze è compresa tra 1 euro e i suoi multipli.
Gli incassi finirebbero direttamente nei forzieri del Comune che potrebbe
utilizzarli solamente per progetti verdi, tutela dell'ambiente e creazione di
servizi per i turisti. Tra le formule possibili per pagare la tassa ci sarebbe
l'acquisto di un tagliando, in vendita nell'ufficio turistico comunale. "Credo che sarebbe un inutile aggravio della burocrazia - è il pensiero del
consigliere di opposizione Chicco Cannas -. Oltre a questo particolare che
riguarda il sistema di riscossione dell'imposta penso che sarebbe più opportuno
creare dei servizi per i vacanzieri, per esempio attrezzare alcune aree di
elevato interesse paesaggistico e culturale. A questo punto sarebbe
corretto chiedere al turista che usufruisce di quel bene un obolo per il
servizio reso. Bisogna uscire dalla logica in base alla quale si continua a
chiedere sempre e solo soldi a chi viene in vacanze, ma non si dà nulla in
cambio oltre al mare. La bellezza delle spiagge e delle acque non può più
bastare". Diverso il ragionamento dell'assessore all'Urbanistica,
Sebastiano Pirredda. L'ex primo cittadino indossa gli abiti dell'economista e
ipotizza un incasso per il Comune di circa 500 mila euro a stagione.
"Credo che se ben spesi questi soldi potrebbero non penalizzare, ma
avvantaggiare tutto il territorio di Palau e i vacanzieri - spiega l'assessore
Pirredda -. Ci si potrebbe sbizzarrire nel creare servizi per i turisti. Credo che
bisogna ragionarci sù. In ogni caso non stiamo applicando nessuna imposta per
quest'anno, proprio come avevamo promesso in campagna elettorale. Per il
momento faremo delle valutazioni attente su questo argomento e ci confronteremo
con commercianti, albergatori e operatori turistici".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
TONONI ATTACCA
INIZIATIVE AICCRE TILATTI A TONDO CONVEGNO A TRIESTE Gli artigiani: sì al
taglio delle tasse sulle imprese A confronto sulla Ue e sull'Euroregione Summit
per operatori del turismo regionale Il Pdl: "Va modificata la legge sul
demanio" IN BREVE TRIESTE Summit del turismo nelle regioni il 14 maggio a
Trieste. Il convegno è organizzato da Turismo Fvg in partnership con tsm
(Trentino School of Management) e Trentino spa, con il patrocinio dell'Enit e
sarà l'occasione per stimolare il confronto tra i manager pubblici e privati
che stanno realizzando le migliori pratiche turistiche a livello
internazionale. Per aumentare infatti la competitività della propria offerta le
destinazioni turistiche devono agire su tre elementi fondamentali: le
attrazioni, l'accessibilità e l'Animazione. UDINE Tre appuntamenti, tra
costituzione Ue ed Euroregione, per celebrare la "Giornata d'Europa":
li organizza l'Aiccre, associazione italiana di Comuni, Province e Regioni
d'Europa. Si parte mercoledì alle 11.30, al Deganutti di Udine, con un
convegno-incontro sul tema "Dalla costituzione europea al trattato di
Lisbona per il federalismo delle istituzioni". Si prosegue giovedì, stessa
ora, con un analogo convegno-incontro al Linussio di Tolmezzo. Si chiude
venerdì, allo Stellini di Udine, con un convegno sull'Euroregione. TRIESTE
Graziano Tilatti, presidente della Confartigianato Imprese Friuli Venezia
Giulia, esprime grande soddisfazione per l'impegno del presidente della Regione
Renzo Tondo a ridurre le tasse sulle imprese in Friuli Venezia Giulia "sia
con provvedimenti propri sia con provvedimenti sollecitati al governo
nell'ambito del federalismo fiscale". "È una richiesta che
Confartigianato ha da tempo proposto all'attenzione del governo regionale -
afferma Tilatti - in quanto le nostre imprese devono confrontarsi con
un'insostenibile concorrenza da parte della Slovenia e
della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del
lavoro ed una burocrazia
molto più favorevoli rispetto a quella italiana". TRIESTE "La legge
regionale sul demanio ricreativo e turistico voluta da Lodovico Sonego e
Riccardo Illy va rivista". Piero Tononi, neo-consigliere regionale del
Popolo della libertà, non perde tempo. E, in una nota, caldeggia la
modifica di una legge licenziata "senza tener conto delle reali necessità
né dei concessionari di aree demaniali destinate a fini ricreativi e turistici
né dei fruitori delle stesse. Non a caso, in una riunione infuocata a Grado,
l'ex assessore era stato fatto oggetto di pesanti critiche da parte dei
concessionari e degli amministratori locali". Tononi aggiunge, infine, che
quella legge è "iniqua" e scontenta tutti "su un tema tanto
delicato per una regione che punta molto sul turismo balneare".
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
04-05-2008)
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FORLI' AGENDA pag. 19
)POLITICA Il Partito Democratico e il territorio PREOCCUPA che la cl... EX
SINDACO Servono certezze )POLITICA Il Partito Democratico e il territorio
PREOCCUPA che la classe dirigente del Pd, che è anche il mio partito, sostenga
l'urgenza di radicare il partito sul territorio; eppure il Pd nasce dal seme di
due piante, Dc e Pci, ben radicate e strutturate nella società; la verità è che
si stenta a capire che la società tecnologica, con la globalizzazione, la
rivoluzione informatica, la fine della fabbrica caput mundi e la forte
immigrazione provoca precariato sociale; ciò annulla di fatto antiche e solide
certezze di fronte alle quali, come scudo di difesa, si afferma il più
irrazionale ed esasperato individualismo. Sin dalla sua nascita il
Centro-Sinistra, con le relative appendici, ha dimostrato difficoltà a
governare queste nuove tensioni, chiudendosi, di fatto, dentro le istituzioni,
dallo Stato all'insieme dell'ordinamento. Il partito si è così identificato con
l'apparato burocratico e quindi col potere amministrativo, chiuso in una logica
di conservazione. Se è vero che la democrazia, secondo J. A. Schumpeter, va
intesa come laboratorio e arena sperimentale, è mancata nel Pd la capacità di
intercettare le pulsioni di una società disorientata; in questo vuoto ha buon
gioco il populismo, che significa dilatare le paure e cavalcare ogni forma di
ribellismo contro un potere che mortifica e non risolve. Gaetano Salvemini nel
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 2 "Abbiamo paura: Il marocchino ha l'obbligo di dimora a ACCUSATO DI
STUPRO MA LIBERO A GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita
Lendinara. Un pittore non avrebbe scelto colori più rassicuranti. Il mercato,
come ogni sabato, ha riempito la piazza di gente indaffarata mentre le distese
dei bar del centro si consumavano nell'ozio di aperitivi, risate e occhiali da
sole. Eppure bastava uno sguardo un po' più attento e qualche battuta appena
per trovare, qua e là, un'ombra. Sempre la stessa. Chi tra i denti, chi più
apertamente lo ha ammesso: "Una volta questo paese era un'oasi di pace, e
ora invece...". "Dicono che lo vedono girare tranquillamente in
città. Io non so se saprei riconoscerlo ma non sono tranquilla... Lei sarebbe
tranquilla?". La notizia del marocchino accusato di violenza sessuale nei
confronti di una ragazzina di 14 anni e da qualche giorno trasferitosi nel
comune polesano con il solo obbligo di firma in caserma è stata accolta da
molti lendinaresi con un pizzico di rabbia e paura (soprattutto tra le donne).
Il giovane immigrato, Samid Abdelghani, 27 anni, è uscito di carcere per un
'vizio di forma'. In sostanza l'ufficio del pm ha notificato la chiusura
dell'indagine a uno solo dei due avvocati del marocchino sul quale pesa
l'accusa di abusi sessuali nei confronti di una 14enne che abita nella bassa
padovana. Giusto a non molti chilometri da Lendinara, dove, oggi, vive
l'extracomunitario, strettamente controllato dai carabinieri. Per lui c'è solo
l'obbligo di firma in caserma. Per tutta la giornata può muoversi
tranquillamente, in attesa della nuova udienza, fissata al 5 giugno. "E
chi dice che questo immigrato si faccia trovare per affrontare il
processo?", è il dubbio avanzato da diversi lendinaresi. "Visto che
anche la giustizia, in questo caso, ha un po' di colpa non sarebbe il caso ?
chiede con un pizzico di apprensione una signora ? di affrettare i tempi del
processo? E' proprio necessario aspettare fino a giugno? Ho sentito anche dire
che chi commette questo tipo di reati spesso è recidivo...". Un altro
lendinarese, Osvaldo Cavetti, fa appello al buon senso e premette: "Non ho
nulla contro il popolo marocchino e se al posto di questo immigrato ci fosse
stato un italiano mi esprimerei allo stesso: però ? continua Cavetti ? qualcuno
ha sbagliato. Anche la Procura che, mi pare di capire, ha peccato di
superficialità. Adesso, secondo me, è necessario processare in fretta questa
persona, anche perchè solo allora sapremo se è colpevole o innocente.
Affrettare i tempi mi sembra l'unico modo per rimediare alla...gaffe". Una
signora, invece, va giù più dura. Non nasconde la paura e nemmeno la rabbia. "Che
questa persona se ne torni a casa sua ? sbotta la lendinarese ? : in questo
Paese siamo arrivati all'assurdo. Se rubo al supermercato perchè ho fame vado
dritta dentro, e un uomo accusato di stupro...può muoversi liberamente nella
nostra città. La legge dovrebbe essere molto più severa". Si è trovato di
fronte a un problema inaspettato anche il sindaco Alessandro Ferlin (foto a
destra), che non nasconde la preoccupazione: "Temo che i cittadini possano
allarmarsi. Mi sono subito confrontato con i carabinieri e per ora ? riferisce
il primo cittadino ? la situazione è sotto controllo. Però rimane l'amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così
gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il
sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come
questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli
uomini delle forze dell'ordine, se si sentono demotivati: un lavoro di
mesi può venire vanificato per un cavillo burocratico". Maristella
Carbonin.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROVIGO PRIMO PIANO
pag.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Federalismo
alla Bossi, ma il Paese resti unito" Autonomia amministrativa ed economica
ma salvaguardia dell'identità nazionale. E soprattutto una critica forte alla
linea politica di Evo Morales, colpevole di aver alimentato le divisioni
sociali interne pur di mantenere il governo del Paese e incapace di assicurare
quel decollo industriale indispensabile per risollevare la Bolivia. Seguono a
distanza ma con enorme interesse il dibattito politico i boliviani che vivono a
Bergamo: hanno il polso di quello che succede al di là dell'Oceano dai loro
parenti, ma anche dai giornali che leggono sempre in Internet. E poi parlano,
si confrontano qui tra connazionali sull'esito del referendum in programma a
Santa Cruz. E per la Bolivia alla fine pensano a un federalismo alla Bossi per
intenderci tra l'Oriente più ricco e stanco di dare soldi a un governo centrale
in cui dilaga la corruzione. "Ho sentito proprio qualche ora fa le mie
sorelle ? spiega Nelson Marquez , artigiano e rappresentante della Casa dei
boliviani di Bergamo, originario di Cochabamba ? e sono preoccupate per le
possibili tensioni in vista del referendum. Mia moglie è appena rientrata dalla
Bolivia in Italia e mi dice che la situazione economica è ancora peggiorata.
Purtroppo Evo Morales ha deluso le nostre aspettative: ha fatto alcune riforme
buone all'inizio ma poi non ha realmente migliorato la situazione delle
famiglie più povere. Mi sembra che il suo unico intento sia stato quello di
alimentare le divisioni sociali in Bolivia allo scopo di mantenere il potere.
Ormai sono tanti i dipartimenti, cinque su nove, che hanno dato sfiducia a
Morales e che chiedono l'autonomia. È tanti anni poi che Santa Cruz, una
regione ricca, chiede l'autonomia amministrativa ed economica dall'Altipiano. E
anch'io credo che sia la direzione giusta pur mantenendo salda l'integrità
nazionale". Da Cochabamba a Santa Cruz il parere non cambia: "Mi
dicono ? racconta David Torrico , imbianchino e giornalista di Santa Cruz ? che
ci sono moltissimi giornalisti da tutto il mondo in questi giorni in Bolivia.
L'attenzione internazionale è concentrata sul referendum di Santa Cruz perché
dall'esito non dipende solo l'autonomia ma anche la credibilità del governo
Morales. Fino a oggi il presidente ha smosso le masse dei campesinos e dei
cocaleros e questo ha fatto credere che il popolo fosse dalla sua parte, ma
attraverso questo referendum si capirà se è davvero così. Dietro le diverse
posizioni poi ci sono non solo interessi nazionali ma anche ingerenze esterne.
Questo spiega l'attenzione di tanta stampa estera. Io credo che un federalismo
alla Bossi potrebbe funzionare anche in Bolivia per eliminare la corruzione
dilagante del potere centrale". Sull'importanza di non perdere comunque
l'unità nazionale ritorna invece Estrella Quiroga , antropologa, originaria di
Santa Cruz: "L'integrità nazionale è fondamentale ? spiega ?: i
"collas" non possono sopravvivere senza i "cambas" e
viceversa, come le regioni che hanno più idrocarburi senza quelle che hanno più
materie prime agricole. La Bolivia è forte nel panorama sudamericano se resta
unita. L'autonomia di Santa Cruz e di altre regioni nasce
da lontano ed è anche perseguibile per eliminare burocrazia e corruzione ma non deve diventare un elemento di divisione o
essere sfruttata per imporre il potere politico. Quello che mi preoccupa è
l'ingerenza dall'esterno per esempio di Cuba e del Venezuela che appoggiano il
governo di Morales. Una famiglia è capace al suo interno di trovare
delle risorse per stare unita ma se arrivano ingerenze dall'esterno trovare
quell'equilibrio è più difficile. Lo stesso vale per un Paese. È importante
trovare alleanze forti che possano essere realmente costruttive per la
Bolivia". Si sofferma invece sulla irregolarità del referendum Julio Cesar
Soto Antezana , dell'associazione interculturale Tawantinsuyo, muratore e
originario di Cochabamba: "Il governo di Evo Morales è il primo eletto e
legittimato dal popolo ? spiega ?: l'Assemblea Costituente è lo spazio per
decidere anche il ruolo dei dipartimenti e delle autonomie regionali. Qualsiasi
altra consultazione è irregolare e incoraggiata da chi per lungo tempo è stato
abituato a governare senza la legittimazione del popolo. Spero che la
popolazione di Santa Cruz vada a votare e segni il no sulla scheda in modo da
mettere fine a questo potere di pochi contro il governo. Ci saranno le elezioni
presidenziali per confermare o meno Morales. Intanto mi auguro che non ci siano
brogli e soprattutto che la violenza sia messa da parte perchè una guerra
civile non gioverebbe a nessuno". El. Cat.
( da "Adige, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
E (gasolio, mais,
soia, granaglie e quant'altro), ma gli allevatori non mollano, anche se la
fatica aumenta ed i redditi sono in calo MASI DI CAVALESE - Il periodo non è
dei migliori, il valore dei prodotti (latte e carne) è stazionario, mentre
crescono in maniera quasi incontrollabile i prezzi delle materie prime
(gasolio, mais, soia, granaglie e quant'altro), ma gli allevatori non mollano,
anche se la fatica aumenta ed i redditi sono in calo. Senza dimenticare lo
spauracchio dellle nuove malattie come la "blue tongue" (di origine
africana, scoperta poco più di un mese fa all'Isola della Scala di Verona e che
colpisce pecore, capre e bovini, anche se fortunatamente da noi non si è ancora
fatta vedere) e l'anemia infettiva dei cavalli, le quali, pur non essendo
gravissime, e tra l'altro non pericolose per l'uomo, mettono in crisi la
commercializzazione e giustamente impongono particolari restrizioni e
controlli. Sono concetti espressi ieri mattina a Masi di Cavalese dal
vicepresidente della Federazione provinciale allevatori Ferruccio Chenetti ,
nel corso della bellissima mostra provinciale dei bovini iscritti al Libro
genealogico nazionale della razza Grigio Alpina, organizzata dalla sezione di
Cavalese, con il coordinamento del presidente della sezione provinciale Ivo
Diodà . Ben 113 i capi iscritti, di Fiemme, Fassa, Primiero, Alta e Bassa
Valsugana, in rappresentanza di 36 aziende, divisi in due categorie, manze e
vacche, ed al centro dell'accurata analisi degli esperti, che hanno poi stilato
la graduatoria finale, con l'indicazione delle due vincitrici. Reginetta delle
vacche è stata nominata "Mausi" di Elena Capovilla di Daiano, con
"Brina" di Angelo Degiampietro di Cavalese campionessa di riserva.
Tra le manze, la campionessa è risultata "Palmina" di Roberto Paoli
di Frassilongo, con "Barbi" di Giovanni Avi di Piné sua vice. Molto
concreto e, come sempre, senza peli sulla lingua il vicepresidente della
Federazione Chenetti nel suo intervento di saluto. "Ci siamo lasciati tre
anni fa pieni di speranze per un futuro migliore" ha sottolineato.
"Purtroppo ben poco è cambiato. Il nostro settore è
sempre più in crisi, oppresso da una burocrazia asfissiante per nuove normative in materia di benessere e di
trasposto degli animali, dalla presenza sempre più frequente, nei nostri
allevamenti, di persone poco competenti e prive di buon senso, dal controllo
degli alimenti che escono dalle nostre aziende. Si spera veramente in
una maggiore remunerazione alla fonte dei nostri prodotti, a fronte di un vertiginoso
aumento dei prezzi delle materie prime. Ma come sempre noi, uomini di montagna,
abbiamo insita una tenacia atavica per andare avanti, anche a costo di grossi
sacrifici, perché vogliamo bene alla nostra terra, all'ambiente e a questa
razza Grigio Aalpina tipica della montagna, robusta e poco esigente".
Parole di compiacimento e di stimolo sono venute anche dagli assessori
provinciali Franco Panizza e Mauro Gilmozzi, dal sindaco di Cavalese Walter
Cappelletto, dallo Scario della Comunità Raffaele Zancanella, dall'assessore
comprensoriale di Fiemme Graziano Lozzer e dal presidente nazionale della razza
Grigio -Alpina Malchnecht. Poi le premiazioni e la consegna dei campani da
parte delle varie autorità. M. F. 04/05/2008.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
"Pago l'affitto al Comune per la Spes sono morosa" Un ente non gira
il canone all'altro e lei rischia lo sfratto "DA QUANDO abito in questa
casa ho sempre pagato l'affitto al Comune. Sempre, senza mai mancare un mese,
strappando i soldi da quei duecento euro che mi passa l'Inps. E ora mi si viene
a dire che ho sbagliato, che dovevo versare tutto su un altro conto corrente,
che sono considerata inadempiente e che rischio perfino lo sfratto". Per
la signora Daniela Biagini, la burocrazia ha l'aspetto di una raccomandata dell'ufficio urbanistica del
Comune di Lamporecchio in cui senza preamboli, s'avverte che "i versamenti
erroneamente effettuati alla Tesoreria comunale, non costituiscono saldo dei
canoni dovuti" e che "Lei, dal gennaio 2008, risulterà morosa nei
confronti della Società per l'edilizia sociale che potrà avviare le procedure
delle leggi vigenti". LA VICENDA ruota attorno a poco meno di un
paio d'euro al mese: la spesa per un bollettino postale. Una somma da niente,
per molti. "Un'enormità", per la signora Biagini che a 52 anni, con
una grave invalidità non riesce a trovare lavoro, pranza alla mensa Caritas e
tira avanti con un assegno d'invalidità da 257 euro il mese e uno da 150
passato dal padre delle sue due figlie. "Abito qui dal '95 ? dice
mostrando il piccolo appartamento di Alberghi, su un cucuzzolo della via
Sambarontana ? pagando direttamente al Comune il canone di 13 euro. I problemi
sono sorti a gennaio, col passaggio alla Spes. Da allora, anziché pagare con
addebito in conto corrente e senza spese, ci è stato imposto di versare alla
Spes tramite bollettini del costo di un euro e 80. Per me ? spiega ? si tratta
di una cifra insostenibile e non ho potuto fare altro che continuare a pagare
l'affitto alla tesoreria comunale per evitare l'aggravio dei bollettini".
"Anche se con modalità diverse da quelle previste, ho continuato a pagare.
Eppure ad aprile mi vidi recapitare una lettera in cui il Comune mi dice che la
Spes mi considera morosa. Evidentemente è la stessa amministrazione a non
averle girato gli importi". "Ho provato a parlare con gli
amministratori, per continuare a pagare tramite banca, ma nessuno mi ha dato
ascolto. Ora rischio di trovarmi nella strada. Ma non voglio dargliela
vinta". D'ALTRONDE, è da tempo che la signora Biagini e i residenti degli
altri 7 appartamenti sul San Baronto hanno il dente avvelenato. "Dagli
spazi angusti che costringono a una convivenza difficile fra il vicinato",
"alle piante del giardinetto che attirano sciami di calabroni",
dall'androne scalcinato, al ciglio della strada franante, fino alla
"mancanza di fontanelle collegate alla cisterna esterna", la lista
delle lamentele è lunga. "Queste case ? spiega Luigi Desideri ? sono così
umide che quando accendo la stufa si rischia d'asfissiare. A loro interessa
solo prendere gli affitti, che da quando vanno alla Spes, sono aumentati".
"Colpa del bollettino postale ? gli fa eco Mohammed Wuadyid, il marocchino
dell'appartamento vicino ? si pagano tanti soldi. Abitiamo in due stanzine e
fra affitto, acqua, rifiuti tiriamo fuori centinaia di euro al mese".
Simone Trinci.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
REGGIO pag. 5 di
MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il re...
di MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il
regolare permesso di circolazione automobilistica in centro storico. Non è una
storia tratta dai tragicomici racconti del ragionier Ugo Fantozzi o dal libro
dei Guiness dei Primati, ma quanto capitato realmente ad un commerciante di
Reggio residente nell'esagono cittadino. Commerciante dotato di regolarissimo
permesso di circolazione in zona a traffico limitato. "Sembra incredibile
ma è tutto vero ? denuncia D. F., commerciante che risiede in centro storico
dove lavora insieme ad altri soci ? negli ultimi venti-venticinque giorni sono
stato multato ben undici, dico undici volte nonostante io abbia il permesso da
commerciante e residente". Cosa è successo ? "Tutte le volte che mi è
stata data una multa dalla Polizia Muncipale ? spiega ? mi dicevano che non si
poteva parcheggiare in quel posto, in realtà io potevo posteggiare il mio mezzo
regolarmente in quanto sono dotato di regolare permesso di circolazione in
centro storico". Come ovviare a quello che sembra prospettarsi come un
clamoroso e ripetuto errore da parte della Municipale? "Io dovrò fare il
ricorso ben undici volte in quanto come mi ha confermato la vicecomandante
della Polizia Municipale di Reggio ho ragione in quanto con il permesso in mio
possesso io potevo parcheggiare regolarmente". Semplice. Per evitare di
pagare ben 450 euro di multa frutto di ripetuti errori ora, D.F. dovrà quindi
cimentarsi in un vero e proprio "campionato" dei ricorsi. Ben undici
da presentare. Sottraendo così tempo alla propria attività economica. "Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano residente in centro ? perché
per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal Giudice di Pace,
tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da
quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente.
Nel frattempo, in attesa di prendere carta e penna e scrivere il "piccolo
manuale dei ricorsi al Giudice di Pace" in undici atti, il cittadino ha
anche scritto a Comune, Prefettura e Questura per spiegare l'incredibile
situazione.
( da "Adige, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Michele comper MORI
- Volontariato sì, ma "professionale" michele comper MORI -
Volontariato sì, ma "professionale". È il progetto che lo squadrone
ex comitato turistico locale (Ctl) sta portando avanti con determinazione già
da due anni e che finalmente arriva al dunque: la nuova pro loco "Mori -
Val di Gresta" (il nome è già deciso, ed è significativo) nascerà
ufficialmente il prossimo 15 maggio, giorno di un'assemblea costituente che si
preannuncia alquanto affollata. E a chi sorride (magari dal vicino Garda)
pensando ad una Mori turistica, qui rispondono che ci sono più di ottanta
associazioni vispe, entusiaste e infaticabili che attendono una vera e propria
rivoluzione. Rivoluzione che passa per tre mega progetti destinati a
trasformare il turismo della Vallagarina: il Parco dei sapori di Loppio
(progetto esecutivo quasi pronto, appalto dei lavori entro il 2008 e opera
conclusa, si spera, nel 2010); la nuova cantina-modello ipogea da 23 milioni,
una delle più grandi al mondo completamente sotto terra (pronta secondo i piani
per l'estate 2010); e il ri-nascente lago di Loppio che uno staff della
Provincia sta per resuscitare alla morte occorsa cinquant'anni fa per mano
dell'uomo: l'inizio dei lavori, precisamente la costruzione di una galleria
drenante di
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 18 di
MATTEO INCERTI ? REGGIO EMILIA ? UNDICI MULTE in venti giorni,... di MATTEO
INCERTI ? REGGIO EMILIA ? UNDICI MULTE in venti giorni, nostante il regolare
permesso di circolazione in centro storico. Undici multe da contestare con ben
undici ricorsi al giudice di pace. Se con la class action ora i consumatori
possono raggrupparsi a migliaia per fare causa a grandi gruppi economici, a
Reggio Emilia undici multe sbagliate ad un commerciante si risolvono con undici
ricorsi tutti separati. Non è una storia tratta dai tragicomici racconti del
ragionier Ugo Fantozzi, ma quanto capitato realmente a D.F., commerciante
reggiano residente nell'esagono cittadino. Commerciante dotato di regolarissimo
permesso di circolazione in zona a traffico limitato. "Sembra incredibile
ma è tutto vero ? denuncia il commerciante che lavora insieme ad altri soci ?
negli ultimi venti-venticinque giorni sono stato multato ben undici, dico
undici volte nonostante io abbia il permesso da commerciante e residente".
Cosa è successo ? "Tutte le volte che mi è stata data una multa dalla
Polizia muncipale ? spiega ? mi dicevano che non si poteva parcheggiare in quel
posto, in realtà io potevo posteggiare il mio mezzo regolarmente in quanto munito
di regolare permesso per il centro storico". Come rimediare a questo
errore ? "Dovrò fare il ricorso ben undici volte in quanto come mi ha
confermato la vicecomandante della Polizia municipale ho ragione in quanto con
il permesso in mio possesso io potevo sostare regolarmente". Per evitare
di pagare 450 euro di multa frutto di ripetuti errori, D.F. dovrà quindi
cimentarsi in un vero e proprio campionato dei ricorsi. Ben undici da scrivere
e presentare. "Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante
reggiano ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal
giudice di pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un
errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da
parte dello stesso agente. "Per denunciare la situazione ho anche
scritto a Comune, Questore e Prefettura", conclude.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marcello Pera,
ministro in pectore, glissa sul nuovo governo ma parla del problema delle
riforme "La Giustizia è un servizio" "Obiettivo? Sentenze rapide
e rispetto delle pene" UGO DINELLO MESTRE. Penso alla Giustizia come a un
servizio, quindi, per fare un paragone calato nella realtà del cittadino, un
servizio simile ai trasporti. Cosa chiede un pendolare al suo servizio di
trasporto pubblico? Che sia efficiente e sicuro. Così la Giustizia: sentenze
rapide e il rispetto, dove ci siano, delle pene". Marcello Pera, ministro
in pectore della Giustizia italiana, glissa sul totoministri, ma affronta
volentieri il problema delle riforme urgenti. Lei ha appena auspicato sul suo
sito un "rapporto di collaborazione con l'opposizione parlamentare per
condividere quelle riforme costituzionali che sono ormai inderogabili".
Quali? "Penso al federalismo e di conseguenza al bicameralismo, oltre a
Giustizia e ai poteri del primo ministro". Questo presuppone un'operazione
profonda sulla Carta Costituzionale. "Sì, credo che per alcuni punti la
nostra Costituzione non sia più adeguata alle esigenze di governabilità. Faccio
un esempio concreto: pensiamo al sindaco, una figura ben nota a chiunque. Una
figura apprezzata appunto perché in ambito amministrativo spetta a lui
decidere. Può nominare i suoi collaboratori e attuare un programma. Certo il
Consiglio comunale lo controlla e lo può bocciare, ma allora si scioglie tutto.
Un sistema che fa salve le esigenze di governabilità ed è veloce. E questo è il
punto: il sistema bicamerale non consente tempi rapidi per decisioni
concretamente esecutive. Per un disegno ministeriale serve almeno un anno. Il
modello del sindaco invece in questo campo va meglio perché individua le
responsabilità". Come cittadino che tempi si augura per la formazione del
nuovo governo? "Anche qui se prendiamo ad esempio altri paesi (Spagna o
Regno Unito) vediamo che subito dopo le elezioni i governi sono già all'opera.
Da noi dobbiamo sottostare a una "liturgia" troppo lunga. Mi auguro
comunque che tutto si risolva entro pochissimi giorni". Federalismo: di
che tipo, fiscale o istituzionale? "Accanto alla trasformazione del Senato
in Camera delle Regioni bisogna puntare al trasferimento di molte decisioni
esclusive in ambito regionale, penso ai trasporti, lasciando allo Stato la
gestione delle grandi infrastrutture. Certo bisogna evitare due cose: che il
potere di veto incrociato blocchi i grandi disegni nazionali, e soprattutto la
riproduzione a livello regionale della burocrazia statale". La prima
esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha
tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere,
impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo
"laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni
politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso".
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
04-05-2008)
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LETTERE E COMMENTI
pag.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Gallura Pagina
8053 Olbia. Compie tre anni il progetto nato grazie al protocollo d'intesa tra Laboratorio
interculturale e Asl La salute che non ha frontiere Olbia.. Compie tre anni il
progetto nato grazie al protocollo d'intesa tra Laboratorio interculturale e
Asl Nell'ambulatorio degli immigrati 2.500 visite --> Nell'ambulatorio degli
immigrati 2.500 visite L'ambulatorio per gli immigrati si trasferisce in via
Canova in attesa della ristrutturazione dei locali del vecchio ospedale dove
troverà la sua casa definitiva: una struttura fondamentale nella città sarda
con la più alta crescita di immigrati stranieri. Il diritto alla salute senza
frontiere abita in via Canova, di fronte alla Guardia medica. Qui c'è quello che la burocrazia sanitaria chiama ambulatorio per stranieri temporaneamente
presenti . Che si traduce con immigrati irregolari, in attesa di
regolarizzazione o nel limbo dei neocomunitari come i romeni. Clandestini, per
qualcuno. Pazienti, per l'equipe di medici e operatori sanitari che, due volte
alla settimana, fanno servizio extra e mettono scienza e coscienza al
servizio di chi non ha in tasca nè il permesso di soggiorno nè il tesserino
sanitario. Non per buonismo ma per radicata convinzione che il diritto alla
salute appartenga a tutti. IL LABORATORIO Il progetto viene dall'esperienza del
Laboratorio interculturale che ha stipulato un protocollo di intesa con la Asl
di Olbia, reso possibile grazie a un provvedimento previsto in origine nella
legge Turco-Napolitano e mantenuta nella Bossi-Fini. Non è l'unico contributo
portato dal Laboratorio alla pacifica convivenza tra culture, in una città dove
l'immigrazione cresce a ritmi vertiginosi. La percentuale di stranieri
residenti nel territorio gallurese rispetto alla popolazione residente è del
2,88 per cento. Su ventimila stranieri regolari che vivono in Sardegna, 4.300
si sono stabiliti in Gallura. Il Labint si occupa anche di corsi di
alfabetizzazione per extracomunitari e in generale di progetti culturali. IL
SERVIZIO In tre anni di attività l'ambulatorio ha effettuato 2.500 visite,
soprattutto giovani adulti provenienti dal Senegal e dal nord Africa anche se
negli ultimi anni crescono i romeni. "L'ambulatorio - spiega la
coordinatrice Francesca Ena - è destinato agli immigrati non ancora in regola.
Chi è in regola, infatti, ha diritto al medico di base e ha accesso al sistema
sanitario nazionale come i cittadini italiani. Poi, in realtà, non sempre sono
informati e quindi spesso svolgiamo attività di indirizzo anche con questi
pazienti". L'ambulatorio, che offre un'assistenza sanitaria gratuita, è
aperto il mercoledì e il giovedì dalle 18 alle 20 (in estate dalle 19 alle 21)
ed è stato trasferito in via Canova in attesa della ristrutturazione dei locali
del vecchio ospedale dove sarà collocato in pianta stabile. Ci lavorano una
ginecologa, una pediatra, due medici di base, un internista, un dermatologo,
quattro ostetriche, una vigilatrice d'infanzia e due infermiere professionali.
I PAZIENTI La lingua rappresenta un ostacolo abbastanza superabile con una
conoscenza di base di francese e inglese. Tutti gli operatori hanno seguito un
corso di formazione. "In realtà - spiega ancora Francesca Ena - la figura
che sarebbe necessaria, non solo nel nostro ambulatorio ma anche in altri
contesti cittadini è quella del mediatore culturale. Perchè per comprendersi a
fondo certe volte non basta la lingua". La percezione del proprio corpo,
della salute e della malattia è profondamente diverso. Emblematica sotto questo
profilo l'esperienza della gravidanza e del parto che le donne africane vivono
circondate da mamme e sorelle che si prendono cura di loro. L'esperienza
dell'anonimo lettino di una sala parto, di un attrezzato ospedale occidentale,
può essere molto traumatica da sole. Ma poi, qualche volta, basta un'ostetrica
che stringa la mano per sentirsi quasi a casa. C.D.R.
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VILLAFRANCA Affitti,
nuove regole e controlli VILLAFRANCA. Da oggi sarà più difficile ottenere la
residenza. Il Comune ha esteso quanto già in vigore nel regolamento edilizio
per le nuove costruzioni anche alle case in affitto. Ai requisiti
igienico-sanitari già richiesti, metratura stanze e condizioni servizi igienici
in base al numero degli occupanti, il proprietario o chi legalmente può
affittare deve fornire tutti questi dati con un atto di notorietà. Sono
previste sanzioni per i trasgressori che avranno rilievo penale per coloro che
dichiareranno il falso. "Il problema è che spesso in municipio vengono
avanzate richieste di residenza, in prevalenza da stranieri, dove sono forniti
quasi sempre gli stessi indirizzi - spiega il sindaco Beatrice Piovan - quindi
o si tratta di indirizzi fittizi o le abitazioni sono sovraffollate. Ci siamo
resi conto, quando ci vengono richiesti contributi per le spese di affitto, che
molti non sono in regola; quindi abbiamo deciso di richiamare alle proprie
responsabilità anche coloro che affittano. In paese tutti sono ben accolti, ma
devono avere un lavoro e comportarsi in modo corretto: stessi diritti, stessi
doveri". "Si tratta di una ordinanza in proseguo di quanto ha già
fatto Bitonci a Cittadella - afferma Alessandro Paiusco (Lega) - già pronta da
tempo, ma che abbiamo emanato ora per far capire ai cittadini che le promesse
elettorali diventano fatti concreti. Non si tratta di razzismo, ma di
applicazione delle regole". Il sindaco sottolinea
inoltre che sulla sicurezza sono essenziali maggiori fondi per la polizia
municipale, in modo da potenziarne l'organico nonostante il patto di stabilità,
ma anche di come sia indispensabile snellire la burocrazia. "Invito i cittadini - chiude Piovan - a segnalarci
qualsiasi situazione ritenuta anomala, in modo che possiamo fare le opportune
verifiche". (Luisa Morbiato).
( da "Centro, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Avezzano Il
segretario del Pd "Vogliamo un partito più vicino ai cittadini"
AVEZZANO. Un mese di campagna di ascolto e di riflessione sul dato elettorale e
soprattutto sulle cose da fare. Il segretario provinciale del Pd, Michele Fina,
e le strutture operative forniranno analisi articolate del voto e piattaforma
di lavoro per le riunioni dei prossimi giorni. Incontri che serviranno a
riportare lo sguardo della politica tra la gente, comprendere disagi e
aspettative del territorio. "Costruire insieme il "senso" del
Pd, non come semplice aggregazione delle anime che lo compongono ma come forza
nuova capace di generare valori, idee e progetti in sintonia con il territorio.
Alla luce del risultato elettorale non cambiamo la strada intrapresa, cambiamo
di certo marcia". Fina, nel corso della riunione dell'Ufficio di
segreteria che si è tenuta ieri nella sede di Avezzano, esorta tutti a mettere
da parte le vecchie appartenenze per far crescere il Pd sui binari della
discontinuità e dell'innovazione. "I cittadini", ha affermato, "vogliono
una politica delle realizzazioni e non delle promesse, dell'efficienza
e non della burocrazia,
della unità e non della litigiosità". Saranno convocati la prossima
settimana coordinatori di circolo, delegati all'assemblea provinciale e
amministratori comunali zona per zona (giovedì la Marsica, venerdì Valle
Peligna e Alto Sangro, data da definire per L'Aquila). Per ogni realtà
saranno raccolte problematiche ed aspettative. "Entro fine mese terremo un
nuovo giorno di primarie", annuncia Fina, "per costituire circoli nei
comuni mancanti".
( da "Centro, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Teramo Va a
denunciare un furto e viene arrestata Segnala la sparizione del passaporto, la
scoprono clandestina TERAMO. Si è presentata in questura per denunciare il
furto del proprio passaporto, ma è stata arrestata perchè clandestina. Lei è
una ucraina di 30 anni, che da venerdì mattina è rinchiusa nel carcere di
Castrogno in attesa di essere accompagnata alla frontiera. Il fatto è avvenuto
nella prima mattinata di ieri negli uffici di viale Bovio, dove la donna si era
presentata per denunciare il furto del suo passaporto. Il poliziotto, nel verificare
i dati della donna al computer, si è accorto che la giovane ucraina era entrata
illegalmente in Italia per la seconda volta, perchè precedentemente espulsa,
senza attendere l'eventuale ma nacessaria autorizzazione da parte del ministero
dell'Interno. "Così come impone l'applicazione della normativa
vigente", si legge in una nota del capo di gabinetto della questura Mimmo
De Carolis, "la giovane donna è stata arrestata e successivamente sarà
nuovamente accompagnata dai poliziotti alla frontiera. Forse
la donna credeva che la burocrazia non fosse, in realtà, così efficiente". E sempre
nell'ambito dei controlli agli extracomunitari, tra giovedì e venerdì due
cittadini albanesi sono stati arrestati dai carabinieri per violazione della
legge Bossi-Fini.
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-04 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Basiglio Da 51 giorni i due piccoli sono tenuti in comunità
separate dopo la scoperta di un disegno osé a scuola "Liberate i
fratellini". Strappati i manifesti Il Comitato di mamme: è un boicottaggio
contro la fiaccolata Una mamma: "I nostri figli avevano appeso le
locandine dappertutto, il giorno dopo non c'era più traccia" Spariti. Dai
portoni, dalle facciate delle residenze, dai semafori. Staccati in una notte. I
volantini (centinaia) che annunciavano la manifestazione in difesa dei
fratellini di Basiglio sono scomparsi all'alba di ieri mattina. Qualcuno li ha
strappati via. "Boicottaggio ", dicono le mamme che stanno
combattendo per far tornare a casa Giorgia e Giovanni, da 51 giorni lontani
dalla famiglia per colpa di un disegno osé trovato sotto il banco della
piccola. Ma non per questo si arrendono: "Martedì saremo più di duecento.
Non ci facciamo intimidire ". Un'altra ombra su Basiglio. Prima le accuse
e i sospetti, i fratellini sottratti da casa senza essere stati sentiti dai
Servizi sociali (come è scritto nel provvedimento di allontanamento), la
perplessità del giudice del Tribunale per i minorenni, la testimonianza della
mamma di una compagna di Giorgia che avrebbe indicato sua figlia come la vera
autrice della vignetta, la permanenza dei bambini in comunità nonostante questo
elemento decisivo. "E ora la manifestazione boicottata. Davvero non
capiamo", continuano le organizzatrici della fiaccolata. "Non siamo
un gruppo di rivoluzionari. Cerchiamo solamente Nadia, una delle mamme,
commenta: "I nostri figli si erano dati tanto da fare per appendere su
ogni portone di Basiglio l'appello a partecipare alla manifestazione alcuni
negozianti conservano ancora la locandina con l'appello "Ridateci Giorgia
e Giovanni". Pazienza, sospirano le "sovversive" (così si
autodefiniscono, ridacchiando): "Non per questo si rimanda la
manifestazione". E dunque appuntamento la verità". Striscione al
derby ". Ieri mattina la sorpresa: "Ci siamo svegliati e sulle
facciate delle quaranta residenze di Milano 3 non c'era più niente". Solo
Oggi a San Siro un maxi-striscione chiederà il ritorno di Giorgia e Giovanni
martedì sera alle 20 davanti al Comune di Basiglio con tanto di autorizzazione
dalla questura locale, via libera dai vigili, il sostegno dell'associazione per
i diritti umani e dei genitori separati dai figli. Mobilitazione. Comunque.
Nonostante sia difficile pensare a una soluzione in brevi tempi della vicenda.
Bisogna ancora aspettare la perizia del grafologo e dello psicologo, entrambi
nominati dal Tribunale per i minorenni, e la decisione del giudice. Antonello
Martinez, l'avvocato che si sta battendo (giorno e notte) per
riportare a casa i fratellini, sembra fiducioso: "La burocrazia e i due "ponti" del
25 Aprile e del Primo Maggio non ci hanno aiutato. Speriamo che nei prossimi
giorni qualcosa inizi a sbloccarsi". Una settimana decisiva per il destino
di Giorgia e Giovanni. Martedì la fiaccolata e, forse, anche il verdetto del
grafologo. Ma già oggi i due bambini potranno sentire l'affetto di chi
sta lottando per loro. Uno striscione di cinque metri è pronto per essere
appeso sugli spalti di San Siro. Questo pomeriggio, durante il derby
Milan-Inter. La scritta: "I fratellini di Basiglio subito da papà e
mamma". Annachiara Sacchi Scuola La scuola elementare di Basiglio. Una
maestra ha trovato il disegno osé sotto il banco della piccola Giorgia (nome di
fantasia).
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-05-04 num: - pag: 47 categoria:
REDAZIONALE Pensa la salute di Giuseppe Remuzzi La ricerca e la cecità della
politica F orse i 330 milioni di euro che servono per l'Alitalia vengono dal
fondo per la ricerca. Lo ha detto a Roma in questi giorni Susanna Agnelli. Se
fosse davvero così e se continuerà ad essere così, fra dieci anni saremo fuori
dal giro della ricerca che conta. E questo mentre c'è chi pensa - Sheila
Jasanoff, per esempio, che insegna scienza e tecnologia a Harvard - che oggi la
principale ricchezza della nazioni sia la conoscenza e che il capitale sia fatto
dalle persone competenti. Ma noi abbiamo meno ricercatori di tutti in Europa e
quei pochi sono su di età, anche perchè spendiamo in ricerca meno di tutti. I
numeri sono noti, ripeterli è persino banale. Da noi non c'è nessuna attenzione
per i giovani ricercatori e così i migliori vanno all'estero. Si sono fatte
varie leggi per farli tornare, una peggio dell'altra. è sbagliato, lasciamoli
là gli scienziati che hanno avuto successo all'estero, per fortuna ci sono loro
a vicariare le carenze delle nostre scuole di medicina. Sono loro che ospitano
nei loro laboratori tanti che dopo aver fatto l'Università in Italia, per
emergere o anche solo per trovare un lavoro devono andare via. Invece dovremmo
fare di tutto per rendere competitivi i nostri laboratori, allora tanti bravi
scienziati verranno da noi dall'Europa dell'Est, dall'India, dalla Cina. Ma per
questo servono più soldi, la capacità di spenderli bene e ci si deve rendere
conto che la ricerca ha tempi lunghi (l'esempio della terapia genica per la
cecità di cui ha parlato a Roma Susanna Agnelli dovrebbe far riflettere, i dati
suggeriscono che potrebbe essere efficace, ma per esserne certi serviranno
altri studi). E come si fa a essere sicuri che i soldi siano spesi bene? Basta
darli direttamente ai ricercatori, a quelli bravi, a quelli che pubblicano
bene. Che poi vanno lasciati liberi di impiegarli come vogliono, senza la burocrazia estenuante dei rapporti e rendiconti. "L'Europa della
ricerca è in ritardo sugli Stati Uniti e anche su Cina e India. Così si è fatto
il Consiglio Europeo per la Ricerca, con l'idea di promuovere i giovani
migliori e consentire ai ricercatori esperti di continuare i loro studi in
Europa. Il Consiglio può contare su un miliardo di euro all'anno, ma
nessuno dei paesi che contribuisce al programma avrà alcuna garanzia di
riprendersi i soldi. è facile prevedere che l'Italia con pochi ricercatori e
poche strutture davvero moderne dove farli lavorare perderà anche questa
opportunità. Ormai la buona volontà dei singoli non basta più. è venuto il
momento della politica. Quella che dovrebbe occuparsi della gente e decidere
delle cose importanti al di là degli interessi di parte o di qualcuno. Lo
faranno? E mentre gli altri paesi passano dalle società industriali alla
società "delle conoscenze", noi salveremo l'Alitalia. Esperti e
tecnologia per affrontare i grandi problemi di questo secolo, presto non ne
avremo più. Ma avremo la compagnia di "bandiera".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
04-05-2008)
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SALSOMAGGIORE
04-05-2008 PREVENZIONE UN MOVIMENTO TRASVERSALE Nasce il comitato
"Sicurezza? Sì grazie" Paola Tanzi II E' nato, sulla scia del
movimento apolitico nazionale e di quello avviato a Parma dal sindaco Vignali,
il comitato "Sicurezza? Si, grazie". Una forza trasversale, sorta da
Stefano Maccari, Adelmo Lusuardi, Cinzia Borselli, Corrado Testa, Luca Musile
Tanzi, Antonino Strangi, Gianfranco Biolzi e Mariano Brusamonti, per garantire
a Salso "la sicurezza di poter dormire od allontanarsi da casa senza
timori, ai nostri nonni di ritirare la pensione senza temere di essere
scippati, alle nostre donne di aspettare un bus o un treno senza terrore di
essere violentate. La sicurezza che chiedono i nostri figli contro il bullismo.
E la sicurezza di una pena sicura e certa contro i colpevoli", come si
legge nel comunicato del movimento. Precisi gli obiettivi indicati dal
movimento: più potere ai sindaci per la lotta alla criminalità, più personale e
mezzi alle forze dell'ordine nelle città medie e piccole, più funzioni di
sicurezza urbana alla Polizia Municipale, meno clandestinità che ostacola
l'immigrazione regolare, meno tolleranza e sconti di pena per la
microcriminalità, meno burocrazia per i controlli sulla residenza, regolamentare i flussi
immigratori sul reale fabbisogno locale. Nei prossimi giorni il comitato
allestirà banchetti esplicativi e avvierà una raccolta firme "per dare più
voce e forza al progetto parmigiano, sperando che la prima firma sia proprio
del primo cittadino salsese". Proprio l'altro ieri a Parma hanno
debuttato i volontari della sicurezza: 28 militari in congedo chiamati dal
sindaco Vignali a segnalare situazioni critiche.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
04-05-2008)
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DAL MONDO 04-05-2008
IL PERSONAGGIO PRONTO UN TEAM DI ESPERTI PER ASSISTERLO Boris, un clown alla
City Hall II Clown, buffone, dandy e gaffeur impenitente? Chi lo conosce bene
assicura che il pazzerellone dalla battuta pronta e i capelli scompigliati
finito sullo scranno della City Hall di Londra è molto meglio di quello che
sembra. Troppo abile a giocare sul suo personaggio per credere che non ci sia
del "contenuto" autentico dietro la sua continua voglia di
esibizione. Un milione e trecentomila londinesi che lo hanno votato la pensano
così. Alexander Boris de Pfeffel Johnson, nuovo sindaco londinese che parla
latino e greco antico, è l'uomo che i suoi metodi spicci, la sua parlantina
rapida ed efficace, il suo passato da ex conduttore di quiz televisivi, ha
fatto scorrere i titoli di coda all'era Livingstone, contribuendo in maniera
ancora più efficace al rilancio dei conservatori alle amministrative. Su di
lui, pronto per Londra con tante idee chiare (e altre un pò bizzarre) dai risparmi nella burocrazia alla sicurezza, i Tories puntano tutto per le politiche del 2010
nonostante siano in molti all'interno del partito a dubitare sulle sue qualità
di amministratore. Motivo in più per appoggiare, sostenere e
"istruire" con un team di esperti l'"uomo della svolta"
educato a Eton (la scuola privata dei re dei premier) e a Oxford con una
passione manicale per la Roma dei Cesari. Finora ha gestito solo una rivista
("Spectator", storico settimanale della destra colta) ma al 53% dei
londinesi la scarsa esperienza in merito del 44enne nato a New York trapiantato
in Inghilterra ed ex corrispondente da Bruxelles del "Daily
Telegraph", non è un problema. "Sono felice e onorato di guidare
questa città, ringrazio anche chi non mi ha votato, adesso però ho da fare, ho
persone da incontrare e devo mettermi subito a lavorare" sono state le sue
prime parole appena uscito dalla sua casetta a Islington (stesso quartiere ,
dove viveva Tony Blair). - -.
( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
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N. 106 del
2008-05-04 pagina 0 Quei bambini sequestrati dal giudice di Stefano Zecchi Un protrarsi
delle indagini che pesa sulla vita dei ragazzini di 9 e 13 anni. Da oltre 50
giorni vivono lontano da mamma e papà, in attesa della perizia calligrafica
Adesso c'è anche la carcerazione preventiva per i bambini. Della vicenda è
stata data notizia cinquanta giorni fa, e poi non si è saputo più niente. Per
ricordare, i fatti sono questi. Due fratellini, lui di 13 anni, lei di 9 sono
stati strappati alla loro famiglia e affidati a una comunità. Sono esattamente
51 giorni che i bambini vivono separati dai loro genitori. Con i tempi che
corrono, non è stravagante pensare che in famiglia sia stata perpetrata qualche
violenza, qualche turpitudine al punto di dover prendere una grave decisione
come quella di separare i bambini dai propri genitori per salvaguardarne
l'integrità. Cosa invece era accaduto? Nella classe della bambina, scuola
elementare, era stato trovato sotto il banco della piccola un disegno che
rappresentava lei (o una bimba qualsiasi) a cavalcioni di un bimbo (il
fratellino o chissà chi). E poi era scritto, quasi fosse una didascalia:
"Faccio sesso con mio fratello". La maestra riferisce al preside,
questi agli assistenti sociali che suggeriscono l'immediato allontanamento
della bambina e del fratellino dai genitori e affidano la decisione alla
magistratura. Ammettiamo, per ora, che il provvedimento sia giusto: ma per un
giorno soltanto, a farla lunga per due, non per 50. Perché questo crudele e
insensato protrarsi dei tempi? Perché i magistrati, di fronte alla vicenda dei
due bambini, ragionano con la logica burocratica della tradizionale lentezza
con cui si amministra la giustizia ordinaria. Insomma, i piccoli hanno le
stesse attenzioni (violenze) degli adulti. Viene ordinata una perizia
calligrafica per capire chi abbia realmente fatto il disegno incriminato. Sì,
perché neppure è certo che sia opera della bambina allontanata dalla famiglia.
Infatti la mamma di una compagna di classe della piccola sostiene che quel
disegno potrebbe essere di sua figlia. O forse no, di qualcun'altra, chissà chi.
Ecco, allora, entrare in azione il perito calligrafo, il
quale rispettando con scrupolo i tempi della burocrazia giudiziaria non ha fatto ancora una perizia che, a farla molto
lentamente, ci si metterà sì e no un'ora. E intanto i bambini vivono non si sa
come, separati tra loro e dai loro genitori, in attesa della solerzia del
calligrafo e della lungimirante decisione del giudice. Di drammi
giudiziari c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma nel nostro caso si arriva a
unire con un solo colpo di genio la violenza della giustizia, il cinismo della burocrazia e la stupidità dell'istituzione scolastica. Ciò
che lascia sbigottiti è la fine nel dimenticatoio di un problema creato con una
superficialità disarmante dalla scuola e dalla magistratura. Comprensibile l'allarme
suscitato da quel disegno che ipotizzava l'atto sessuale tra fratelli, ma ciò
che emerge da tutta la vicenda è l'impreparazione nell'affrontare un fatto di
estrema delicatezza che si svolge non in un paesino del Supramonte sardo, ma
alle porte di Milano. è mai possibile che gli psicologi della scuola - fiore
all'occhiello della visione riformista, moderata e scientifica, dell'istruzione
- si lavino le mani in quattro e quattr'otto delegando la magistratura a
risolvere il caso? è mai possibile che il giudice sia così miope nella visione
del problema da allontanare i bimbi dai genitori, invece di suggerire, da parte
di questi ultimi, una maggiore attenzione e prudenza nell'educazione dei figli,
eventualmente suggerendo con un po' di sensatezza la separazione dei due
fratellini soltanto, in attesa del chiarimento dei fatti? Evidentemente è
possibile: è possibile l'assoluta impreparazione di fronte a vicende che
riguardano l'educazione dei bambini in una società in cui è difficilissimo
alzare degli argini davanti a una comunicazione pervasiva che tocca ormai
costantemente e con grande disinvoltura temi erotici. è ovvio che il primo
responsabile di questo protrarsi della separazione dei fratellini dai genitori
è il giudice, e innanzitutto su di lui cadrà la colpa delle devastanti
conseguenze psicologiche provocate da quella separazione. Ma tutta la vicenda
fa riflettere anche sulla totale trascuratezza (o ignoranza) del valore
dell'educazione sentimentale per la crescita dei giovani. Educazione sentimentale:
temo che non si sappia nemmeno più cosa significhi. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
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Economia Pagina 217
Agricoltura. La riforma europea del vino rispolvera il premio per la riduzione
volontaria delle superfici coltivate Nuove estirpazioni nel vigneto sardo
Agricoltura.. La riforma europea del vino rispolvera il premio per la riduzione
volontaria delle superfici coltivate Le associazioni: "La grave crisi
spingerà molti a lasciare" --> Le associazioni: "La grave crisi spingerà
molti a lasciare" Via libera definitivo, a Bruxelles, per la riforma
dell'Ocm Vino. C'è un nuovo premio per chi estirpa i vigneti. La corsa
all'estirpazione dei vigneti, negli anni Ottanta e Novanta, ha portato alla
scomparsa, in Sardegna, dell'83% delle superfici. La media nazionale è stata
del 46%. Ecco perché l'adozione ufficiale della riforma dell'Organizzazione
comune di mercato (Ocm) del vino, martedì a Bruxelles da parte del Consiglio
dei ministri degli Affari generali, sembra aprire sinistri scenari in Sardegna.
Nel
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-05-2008)
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VILLAFRANCA I proprietari
delle case in affitto dovranno dichiarare se ci sono i requisiti
igienico-sanitari già previsti dal decreto legge 30 del 2007 Scatta l'ordinanza
anti-casbah del sindaco "Così vogliamo evitare sovraffollamenti e
intendiamo rispondere a livello locale alle richieste di sicurezza della
gente" Villafranca PadovanaUna "dichiarazione sostitutiva di atto di
notorietà" da parte del proprietario dell'alloggio dove si attesta che
l'abitazione rispetta i requisiti igienico sanitari necessari per l'uso abitativo.
Passa anche attraverso la responsabilità di chi dà in affitto un'abitazione,
che diventa la dimora abituale per cittadini stranieri o per persone che
provengono da fuori Comune, la possibilità di richiedere la residenza a
Villafranca Padovana. È questo il "cuore" dell'ordinanza firmata dal
sindaco Beatrice Piovan (Udc) e presentata assieme al capogruppo di maggioranza
della Lega e segretario della sezione locale, Alessandro Paiusco, che punta a
regolamentare in modo più approfondito le richieste di residenza.Dal 30 aprile
chi si presenta in Comune per chiedere la residenza deve essere in possesso
anche della nuova dichiarazione rilasciata dal proprietario dell'alloggio, o da
chi vanta diverso titolo di godimento dell'abitazione indicata come sede di dimora.
Sulla scia dell'ordinanza del sindaco di Cittadella Massimo Bitonci emessa per
regolamentare la presenza di cittadini stranieri in base al reddito minimo
percepito, a Villafranca è invece l'aspetto igienico degli alloggi e
l'obiettivo di evitare i sovraffollamenti a fare la differenza.
"L'amministrazione ha sempre accolto chi viene nel territorio per vivere e
fare il proprio lavoro - dice il sindaco Piovan - ciò che non vogliamo sono le
situazioni di illegalità e con questa ordinanza richiamiamo alla responsabilità
anche chi dà in affitto l'immobile. Da noi la presenza dei cittadini
extracomunitari è del 4,2 per cento, una percentuale non molto alta rispetto ad
altri Comuni limitrofi anche per una scelta di proporre a Vilafranca soluzioni
edilizie che non richiamano cittadini extracomunitari e ciò che ora intendiamo
evitare con l'ordinanza è il sovraffollamento degli alloggi. Se ci sono
situazioni particolare invito i cittadini a segnalarle ovviamente con lettere
firmate e non anonime". "È un proseguire con le ordinanze per far
capire alla gente che bisogna dare seguito a questa richiesta di sicurezza - ha
precisato il consigliere Paiusco -, sarebbe poi necessario
semplificare la burocrazia
ad esempio quando i vigili si trovano a fare accertamenti in un campo rom e
rimangono bloccati dall'aspetto burocratico".A Villafranca dunque oltre ad
applicare quanto prevede il decreto legislativo numero 30 del 2007, con la
verifica dei requisiti fondamentali per ottenere l'iscrizione all'anagrafe,
ora si deve presentare anche questa nuova dichiarazione che deve rispettare
quanto disposto dall'articolo 59 del regolamento edilizio del Comune che vale
per le nuove costruzioni e che con questa ordinanza viene applicato anche agli
alloggi esistenti. Gli spazi che vengono dati in affitto devono avere superfici
adeguate: minimo nove metri quadrati per una camera da letto per una persona,
quattordici se occupata da due persone, una stanza da soggiorno di quattordici
e un servizio igienico adeguato. Dichiarazione che sarà seguita dagli adeguati
sopralluoghi per le dovute verifiche con il rischio non solo di sanzioni, ma
anche di accertamenti penali se non viene rispettata.Barbara Turetta.
( da "Gazzettino, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Presidente
Berlusconi ha preannunciato che, nella prima riunione del nuovo Consiglio dei
Ministri, approverà il provvedimento di cancellazione dell'Ici sulla prima
casa. Una misura che salutiamo positivamente e non può che rallegrare la
stragrande maggioranza degli italiani perché elimina una delle imposte più
invise a tutti noi. Tuttavia, speriamo che le modalità di applicazione del
provvedimento non rimangano le stesse introdotte nell'ultima Finanziaria.
Infatti, ricordiamo che togliere l'Ici ai Comuni significa privarli di un
importo che oscilla attorno al 10\% del totale delle entrate tributarie. Un
gettito significativo, che se non viene rimborsato totalmente, ed in tempi
certi, rischia di far saltare i bilanci comunali.Il Governo Prodi cosa ha
fatto? Ha deciso di colmare il mancato gettito Ici che molti sindaci non
incasseranno quest'anno, attraverso il trasferimento di eguali importi in due tranche:
la prima a giugno, la seconda a dicembre. Il dubbio, sollevato da molti primi
cittadini, è che con questo nuovo meccanismo di
compensazione la burocrazia
ministeriale dilati i tempi di erogazione dei contributi mettendo in difficoltà
le casse comunali.Inoltre, c'è un altro aspetto che ci preoccupa. L'Ici, pur
essendo un'imposta con un'aliquota che può oscillare secondo limiti stabiliti
dallo Stato centrale, è una forma di autonomia impositiva che verrà sostituita,
almeno per compensare il mancato gettito sulla prima casa, con nuovi
trasferimenti assistenzialisti. Ma c'è di più.Oggi, grazie all'aumento delle
tasse praticato in questi ultimi due anni dal Governo Prodi, questi soldi sono
già a disposizione dell'erario, ma vista la situazione economica generale non è
da escludere che fra qualche anno vengano a mancare, con il pericolo di dover
subire nuovi aumenti su qualche altra tassa locale. E ad essere penalizzati
sarebbero, paradossalmente, i Comuni più virtuosi che sono concentrati
prevalentemente nel nord perché già oggi ricevono molto meno di quanto versano
allo Stato centrale.Allora, che fare? A nostro avviso va bene togliere l'Ici
sulla prima casa ma vanno garantite le entrate comunali. Come? I proprietari di
prima casa dovrebbero continuare a versare l'Ici ai comuni e successivamente,
in sede di dichiarazione dei redditi, detrarsi interamente l'importo
dall'Ire.L'obiezione sollevata da alcuni esperti è che con questa modalità
verrebbero penalizzati gli incapienti, ovvero, coloro che hanno un livello di
reddito talmente basso che non versano nessun euro di imposta sui redditi allo
Stato. Questo rilievo è più che giustificato, ma sarebbe facilmente superabile
se si decidesse di erogare a questi contribuenti un bonus che compensi la quota
Ici versata.*segretario Cgia Mestre.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVISTA L'unica
donna in giunta: "Vorrei meno burocrazia" Potrebbe essere l'unica
donna della Giunta provinciale di Udine, che il presidente Pietro Fontanini
renderà ufficialmente nota mercoledì 7 maggio, in concomitanza con la prima
riunione del Consiglio. Naturale che fino ad allora l'ipotesi debba essere
registrata come un'indiscrezione, che per altro l'interessata non avvalla.
Se tuttavia diventasse assessore, Elena Lizzi, avvicinatasi alla politica
grazie alla Lega Nord cui è iscritta dal 1994, porterebbe nel governo di
palazzo Belgrado la specificità femminile coniugata con un'esperienza
amministrativa maturata nel corso di tre mandati al Comune di Buia, dove è
stata vice-sindaco con delega a Cultura e Sport (1998-2002) e assessore a
Cultura e Istruzione (2002-2007). Un ruolo, quest'ultimo, in cui è stata
confermata dopo le elezioni dell'anno scorso, aggiungendovi la delega alle Pari
Opportunità. Ragioniera di formazione, da amministratrice sottolinea di
"aver realizzato una biblioteca e un museo"".Elena Lizzi,
quarant'anni, l'unica eletta nelle fila della maggioranza di Centrodestra. Come
ci sta?"Mi sento osservata e sono un po' dispiaciuta, perché avrei visto
bene una maggiore rappresentanza femminile. Capisco che per una donna non è
facile accettare i tempi della politica, ma quest'impegno non è una strada
senza ritorno. È un'esperienza che consiglierei a tutti, perché permette di
crescere, di capire le difficoltà in cui ci si imbatte per realizzare i
programmi, di valutare meglio i candidati delle tornate elettorali".È
insistente il suo nome come possibile assessore provinciale. Una
boutade?"Se il mio nome circola, come dice, è naturale che faccia piacere
essere considerati. Quel che so è che faccio parte di una squadra e sono al
primo mandato provinciale. Potrebbe quindi accadere come non accadere. Sono
serena, perché spetta al presidente Fontanini decidere. Del resto, fra cinque
anni sarà soprattutto lui a rispondere ai cittadini".Perché il salto dal
Comune alla Provincia?"Mi sentivo pronta a superare i confini comunali,
grazie anche allo spessore e all'esperienza del candidato presidente".Nel
'98, da neo eletta arrivò subito ad essere vice-sindaco di Buia.
Spaventata?"Sono orgogliosa e quindi ho cercato di imparare in fretta. Mi
fu d'aiuto una squadra coesa e collaborativa. Di mio ho messo anche il senso
pratico di chi bada a raggiungere gli obiettivi piuttosto che ad innescare o
favorire le risse. Se si guarda alla sostanza, si riesce a buttare il cuore
oltre l'ostacolo. Uno spirito che mi auguro caratterizzi anche la compagine
provinciale".Fontanini vuole una Provincia autorevole e forte, capace di
essere voce e interprete del Friuli. E lei?"D'accordo con il presidente,
per un ente che sappia bilanciare al meglio il suo compito amministrativo e quello
di dare peso e forza a questo territorio, affinché la gente sia orgogliosa di
appartenervi. Auspico una Provincia agile ed efficace, capace di ridurre al
minimo la burocrazia e di essere al servizio delle
persone".Per la voce "cultura" potrebbe dare qualche
suggerimento, data la sua esperienza."Attendo l'assessore
delegato".Con lei, altre due donne in Consiglio. Ma saranno
all'opposizione. Possibile azioni congiunte?"Sarà molto interessante
parlare con loro per verificare, per esempio, quali atti si possano fare al
fine di un maggior coinvolgimento delle donne nella vita politica. A Buia siamo
riusciti nell'intento: da 3 consigliere siamo passate a 6, su 17 eletti.
Dobbiamo incoraggiarle a mettersi politicamente in gioco".Antonella
Lanfrit.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))
Argomenti: Burocrazia
Il presidente di
Confartigianato Fvg esprime soddisfazione per l'impegno preannunciato dal neo
governatore. In difficoltà soprattutto trasportatori e autoriparatori "Ora
Tondo abbassi le tasse per le imprese" Tilatti: "È l'unico modo per
far fronte alla concorrenza dall'estero. Bisogna trattare il federalismo
fiscale con Roma UdineGraziano Tilatti, presidente della Confartigianato
Imprese Fvg, esprime grande soddisfazione per l'impegno preannunciato dal
presidente della Regione Renzo Tondo per ridurre le tasse sulle imprese in
Friuli Venezia Giulia. "È una richiesta che Confartigianato ha da tempo
proposto all'attenzione del Governo regionale - afferma Tilatti - in quanto le
nostre imprese devono confrontarsi con un'insostenibile concorrenza da parte
della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana".Infatti,
Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la
Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte
ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo
per citare alcuni esempi, le imprese collocate al di là del confine
cominciano a sottrarre fette di mercato a quelle collocate in Friuli Venezia
Giulia."Questa situazione dovrà sicuramente riequilibrarsi nel tempo ma,
durante questa fase di transizione, c'è il pericolo che molte nostre imprese
debbano chiudere o spostarsi al di là del confine - avvisa Tilatti - La proposta
del presidente Tondo di ridurre la pressione fiscale nei confronti delle
imprese del Friuli Venezia Giulia, sia con provvedimenti propri sia con
provvedimenti richiesti al Governo nazionale nell'ambito del federalismo
fiscale, rappresenta ad avviso di Confartigianato del Friuli Venezia Giulia un
primo importante passo a favore della nostra economia ed in genere di tutto il
territorio regionale".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Johnson: "Nella
mia Londra più sicurezza" MATTIA B. BAGNOLI Londra. Cosa fatta capo ha. Londra,
la Stalingrado del partito laburista, è caduta. E ora è Boris Johnson, il
candidato conservatore, accusato dai più di essere un "clown" e di
saper solo far ridere l'elettorato con le sue battute da show-man, a ridere
bene. "Come sindaco di Londra - ha detto dinnanzi ad una piccola folla di
sostenitori radunatasi davanti al municipio - sarà per me fondamentale unire le
persone e servire ogni singola comunità della città con imparzialità".
Ovvero una versione in salsa multietnica del nostrano "sarò il sindaco di
tutti". Nella tornata elettorale da record di affluenze - circa il 45%, un
enormità per gli standard britannici - Johnson ha totalizzato 1.168.738
preferenze contro le 1.028.966 accordate al sindaco uscente Ken Livingstone.
Boris, che sarà ufficialmente "incoronato" primo cittadino della
metropoli più popolosa e ricca d'Europa a partire dalla mezzanotte di domenica,
si è già messo al lavoro presiedendo gli incontri con le commissioni Sicurezza
e Trasporti. E cioè i temi che andranno a costituire la "raison
d'être" del vangelo londinese secondo Johnson - che non si è lasciato
scappare, in vero stile british, l'occasione di offrire l'onore delle armi a
"Ken il rosso", il nemico battuto. "Ha saputo dare una nuova
forma al ruolo di sindaco di Londra - ha detto Johnson nel suo discorso a
caldo, elevandolo a dignità nazionale. E quando Londra è stata attaccata dai
terroristi il 7 luglio del
( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
All'interno lecco
Droga in auto: arrestato di nuovo servizio a pagina 10 lecco Morto Beretta,
noto concessionario servizio a pagina
( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un professore
messicano residente in città finisce in manette "Non aveva ancora
l'originale del permesso di soggiorno" "Era da tanto tempo che avevo
chiesto quei documenti, eppure per i doganieri francesi non ero in regola"
04/05/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Basta fare il giro
del centro storico per accorgersi che sono sorti locali di ogni tipo al posto
di edicola, fruttivendolo, fotografo... Effetto della liberalizzazione: chissà
se c'è lavoro per tutti oppure sarà una guerra all'ultimo aperitivo? Stiamo
diventando una città di bar e ristoranti? Non è soltanto una sensazione. Basta
fare un giro nel centro storico cittadino per rendersi conto che il salotto
buono è tutto un fiorire di tavolini e aperitivi, di ristoranti all'aperto e al
chiuso. Bere un aperitivo è diventato quasi imbarazzante: la scelta è
complicata e confusa per il pullulare dei molteplici locali diversi ma in fondo
molto uguali. Insomma, un boom che va di pari passo con la rinnovata vocazione
turistica della città ma che contemporaneamente apre una serie di scenari.
L'offerta è adeguata alle necessità oppure questa esplosione
"demografica" è l'inizio di una sorta di guerra tra poveri o
all'ultimo cocktail? Più lavoro per tutti oppure una torta da dividere in fette
sempre più piccole? LA STORIA All'origine di questa svolta commerciale c'è un
provvedimento datato 2004, quando l'assessore al commercio era quel Giuseppe
Ciresa che ora guida l'associazione di categoria di piazza Garibaldi. Sul
lungolago cittadino non ci sono limitazioni alle aperture di bar e ristoranti:
nel senso che la burocrazia ha
fatto un passo all'indietro e si può aprire una qualsiasi attività di
ristorazione senza alcuna restrizione né di distanza né di tipologia. La
verifica effettuata qualche mese fa dalla Commissione pubblici esercizi - allo
scadere dei primi 18 mesi di entrata in vigore del provvedimento - ha
dimostrato che non ci sono stati particolari sconvolgimenti nel senso che
nessuno ha avanzato osservazioni. Avanti su questa strada, insomma.
Tanto più che il famoso decreto Bersani sulle liberalizzazioni da un lato e le
norme introdotte a gennaio dalla Regione dall'altro, sembrano spingere in
questa direzione. A Lecco, dunque, non ci sono limitazioni per chiunque voglia
aprire un bar o un ristorante sul lungolago. Con il paradosso, per fare un
esempio che non è casuale, che due pizzerie possono aprire l'una di fianco
all'altra, senza che il Comune possa metterci il naso. Un crollo per il mercato
delle licenze che, sul lungolago, non sono soggette ad alcuna limitazione.
Giusto o sbagliato che sia, il mondo del commercio va esattamente in questa
direzione. IL CENTRO STORICO Diverso il discorso delle piazze centrali del
paese, che - nonostante la vicinanza - non fanno parte del lungolago e quindi
sono soggette alle limitazioni del passato. Non che questo abbia frenato
l'esplosione demografica di bar e ristoranti, in ogni caso. Nel giro di una
manciata di mesi sono spariti il fotografo, l'edicola, il fruttivendola. E
nella corte Fiorina di via Bovara, laddove c'era un negozietto di artigianato e
antiquariato, sta per aprire un nuovo ristorante. Un piccolo gioiello, dicono
in tanti destinato ad incrementare ulteriormente l'offerta di ristorazione in
centro storico. Questo accade perché dal 2003 era stata concessa l'opportunità
di sdoppiare le licenze di bar e ristoranti. Con il risultato che si sono
moltiplicati gli uni e gli altri. IN PERIFERIA Non solo il lungolago è stato
completamente liberalizzato. Anche le periferie che, per ovvie ragioni, non
godono dello stesso boom. Eppure in tutta Lecco alta (Laorca, Pomedo, Rancio
superiore ecc) si possono aprire negozi senza avere alcuna licenza specifica. E
lo stesso anche ai Piani d'Erna. GLI ALTRI Tutti i centri, turistici o meno, si
stanno adeguando alle nuove normative. A Como, che pure già pullula di attività
di ristorazione, proprio mercoledì scorso la giunta comunale ha dato il via
libera alla liberalizzazione dei cosiddetti esercizi di somministrazione al
pubblico e di alimenti e bevande. Sono stati approvati gli indirizzi che
regoleranno l'apertura e il trasferimento di queste tipologie di attività. Ma
la regola è soltanto una: in città murata nessuna limitazione alle aperture di
bar e ristoranti. A patto - come accade anche a Lecco, è evidente - che il
locale in cui si insedia la nuova attività risulti adibito ad uso commerciale.
04/05/2008.