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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (43)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

IL TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.

Balotelli ( da "Corriere.it" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e a fare viaggi per andare a trovare i miei fratelli e mia sorella quando hanno lavorato, per brevi periodi, all'estero. Mi sono sentito emi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per questa burocrazia assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti stampa |.

L'ascesa di Boris, clown di genio ( da "Corriere.it" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus, gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e giù in corsa.

L'attualità delle intuizioni di Moro che già nel 1969 invitava a non sottovalutare la contestazione ( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allora, riorganizzare la burocrazia secondo principi di efficienza e di responsabilità democratica, e rinunciare a privilegi che offendono chi si trascina con fatica nell'esistenza quotidiana. Si impone un arretramento della politica dall'imperialismo gestionale della società di cui si è autoinvestita.

Alla festa del lavoro l'appello per la sicurezza ( da "Trentino" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il presidente degli artigiani Dario Denicolò ha chiesto una sburocratizzazione ("79,5 giorni l'anno li passiamo in burocrazia"), la defiscalizzazione delle imprese e non ha nascosto il suo malcontento per il nuovo decreto sulla sicurezza, che prevede pesanti sanzioni per gli imprenditori che non rispettano le regole. "Vorrà dire che faranno più carceri", ha ironizzato.

La Nuova cordata rallenta... ma non si ferma ( da "Giornale di Brescia" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma semplicemente una burocrazia leggermente più lenta di quanto ottimisticamente ci si aspettasse. L'inizio dei lavori, insomma, che sembrava imminente cinque mesi fa, rimane... imminente. Il progetto, redatto a sei mani dal geometra Pierfranco Ghitti, dall'architetto Ezio Pedrocchi e dall'ingegner Giovanni Boldrini, prevede una costruzione su due piani (

Per i pendolari arriva l'abbonamento elettronico ( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Come in burocrazia, la semplificazione sbarca anche in biglietteria. A cominciare da quelle di Trenitalia. Nei prossimi giorni comincia infatti la sperimentazione della biglietteria elettronica, progetto finanziato dalla Regione Liguria (2,2 milioni di euro già dati oltre ad altri 700 mila euro in arrivo).

La giustizia è un servizio - ugo dinello ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia statale". La prima esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere, impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso"

Primarie, la selezione viene dal basso - luigi soriga ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: subito le liste bloccate e scardinerebbe con le primarie la burocrazia e gli apparati dei partiti, facendo eleggere dal basso non solo le segreterie, ma anche gli stessi dirigenti. Salvatore Cicu non è così estremista: preferisce un innesto più soft delle primarie negli ingranaggi dei partiti. Dice: "Ognuno di noi ha una propria storia personale e una storia all'interno del partito.

Meno tasse, ottimo segnale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche un costo del lavoro e una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". Infatti, Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo per citare alcuni esempi,

Terza età e solitudine, è emergenza ( da "Provincia Pavese, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in balia di una burocrazia eccessiva e di strutture che lavorano a intermittenza, alcuni sono emblematici. "Un medico non può dimettere a Ferragosto chi non è autosufficiente e deve farsi quattro insuline al giorno di cui una alle dieci di sera. Eppure è andata così: noi, con l'aiuto di un volontario, gli abbiamo insegnato a farsele da solo -

Falsi bed & breakfast nel mirino - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I controlli non ammettono deroghe: le agevolazioni previste per i b&b (ad esempio, attraverso le facilitazioni e gli sgravi fiscali, o le semplificazioni degli obblighi sulla sicurezza degli ambienti) restano esclusiva dei privati che vogliono affittare una parte del proprio appartamento, senza ritrovarsi impantanati nella burocrazia.

Palau, sì all'imposta di soggiorno - serena lullia ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Credo che sarebbe un inutile aggravio della burocrazia - è il pensiero del consigliere di opposizione Chicco Cannas -. Oltre a questo particolare che riguarda il sistema di riscossione dell'imposta penso che sarebbe più opportuno creare dei servizi per i vacanzieri, per esempio attrezzare alcune aree di elevato interesse paesaggistico e culturale.

Gli artigiani: sì al taglio delle tasse sulle imprese ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: concorrenza da parte della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". TRIESTE "La legge regionale sul demanio ricreativo e turistico voluta da Lodovico Sonego e Riccardo Illy va rivista". Piero Tononi, neo-consigliere regionale del Popolo della libertà, non perde tempo.

)POLITICA Il Partito Democratico e il territorio PREOCCUPA che la cl ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sostiene che quando il paese si affida alla burocrazia, credendola necessaria all'unità nazionale, si illude di essere libero; la crisi dei partiti nasce quando la burocrazia è più forte della politica. Un partito che vuole essere moderno deve assumere una nuova dimensione progettuale e strutturale, che si regga su due pilastri: il primo, dare certezze al cittadino,

<Abbiamo paura: ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli uomini delle forze dell'

A GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli uomini delle forze dell'

<Federalismo alla Bossi, ma il Paese resti unito> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: autonomia di Santa Cruz e di altre regioni nasce da lontano ed è anche perseguibile per eliminare burocrazia e corruzione ma non deve diventare un elemento di divisione o essere sfruttata per imporre il potere politico. Quello che mi preoccupa è l'ingerenza dall'esterno per esempio di Cuba e del Venezuela che appoggiano il governo di Morales.

MASI DI CAVALESE - Il periodo non è dei migliori, il valore dei prodotti (latte e carne) è stazionario, mentre crescono in maniera quasi incontrollabile i prezzi delle materie prim ( da "Adige, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il nostro settore è sempre più in crisi, oppresso da una burocrazia asfissiante per nuove normative in materia di benessere e di trasposto degli animali, dalla presenza sempre più frequente, nei nostri allevamenti, di persone poco competenti e prive di buon senso, dal controllo degli alimenti che escono dalle nostre aziende.

<Pago l'affitto al Comune per la Spes sono morosa> ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ha l'aspetto di una raccomandata dell'ufficio urbanistica del Comune di Lamporecchio in cui senza preamboli, s'avverte che "i versamenti erroneamente effettuati alla Tesoreria comunale, non costituiscono saldo dei canoni dovuti" e che "Lei, dal gennaio 2008, risulterà morosa nei confronti della Società per l'edilizia sociale che potrà avviare le procedure delle leggi vigenti"

Di MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il re ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano residente in centro ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal Giudice di Pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente.

Michele comper MORI - Volontariato sì, ma <professionale> ( da "Adige, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non mancherà ad esempio l'ufficio turistico: per far promozione, relazione con le associazioni, stipulare convenzioni e sostenere nel seguire la burocrazia. Un quartier generale operativo e progettuale che in molti già s'immaginano nel Parco dei sapori di Loppio. Lo avevano già detto: questa Pro Loco si candida a gestirlo. 04/05/2008.

Di MATTEO INCERTI REGGIO EMILIA UNDICI MULTE in venti giorni, ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal giudice di pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente.

La Giustizia è un servizio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia statale". La prima esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere, impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso"

L' ANATEMA lanciato all' indomani delle elezioni dal presidente usce ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: resistenze centralistiche del sistema ed agli arroccamenti conservatori delle grandi burocrazie sindacali e corporative; ma è una spiegazione parziale. Sul campo vi è stata anche l'esitazione delle imprese, in specie quelle piccole e piccolissime, a sostituire progressivamente le certezze di un unico contratto nazionale uguale per tutti, con la complessità di relazioni più partecipative,

La salute che non ha frontiere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è quello che la burocrazia sanitaria chiama ambulatorio per stranieri temporaneamente presenti . Che si traduce con immigrati irregolari, in attesa di regolarizzazione o nel limbo dei neocomunitari come i romeni. Clandestini, per qualcuno. Pazienti, per l'equipe di medici e operatori sanitari che, due volte alla settimana,

Affitti, nuove regole e controlli ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sottolinea inoltre che sulla sicurezza sono essenziali maggiori fondi per la polizia municipale, in modo da potenziarne l'organico nonostante il patto di stabilità, ma anche di come sia indispensabile snellire la burocrazia. "Invito i cittadini - chiude Piovan - a segnalarci qualsiasi situazione ritenuta anomala, in modo che possiamo fare le opportune verifiche". (Luisa Morbiato).

Il segretario del pd vogliamo un partito più vicino ai cittadini ( da "Centro, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dell'efficienza e non della burocrazia, della unità e non della litigiosità". Saranno convocati la prossima settimana coordinatori di circolo, delegati all'assemblea provinciale e amministratori comunali zona per zona (giovedì la Marsica, venerdì Valle Peligna e Alto Sangro, data da definire per L'Aquila).

Va a denunciare un furto e viene arrestata ( da "Centro, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forse la donna credeva che la burocrazia non fosse, in realtà, così efficiente". E sempre nell'ambito dei controlli agli extracomunitari, tra giovedì e venerdì due cittadini albanesi sono stati arrestati dai carabinieri per violazione della legge Bossi-Fini.

<Liberate i fratellini>. Strappati i manifesti ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per riportare a casa i fratellini, sembra fiducioso: "La burocrazia e i due "ponti" del 25 Aprile e del Primo Maggio non ci hanno aiutato. Speriamo che nei prossimi giorni qualcosa inizi a sbloccarsi". Una settimana decisiva per il destino di Giorgia e Giovanni. Martedì la fiaccolata e, forse, anche il verdetto del grafologo.

La ricerca e la cecità della politica ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza la burocrazia estenuante dei rapporti e rendiconti. "L'Europa della ricerca è in ritardo sugli Stati Uniti e anche su Cina e India. Così si è fatto il Consiglio Europeo per la Ricerca, con l'idea di promuovere i giovani migliori e consentire ai ricercatori esperti di continuare i loro studi in Europa.

Nasce il comitato <Sicurezza? Sì grazie> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia per i controlli sulla residenza, regolamentare i flussi immigratori sul reale fabbisogno locale. Nei prossimi giorni il comitato allestirà banchetti esplicativi e avvierà una raccolta firme "per dare più voce e forza al progetto parmigiano, sperando che la prima firma sia proprio del primo cittadino salsese".

Boris, un clown alla City Hall ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dai risparmi nella burocrazia alla sicurezza, i Tories puntano tutto per le politiche del 2010 nonostante siano in molti all'interno del partito a dubitare sulle sue qualità di amministratore. Motivo in più per appoggiare, sostenere e "istruire" con un team di esperti l'"uomo della svolta" educato a Eton (la scuola privata dei re dei premier)

Quei bambini sequestrati dal giudice ( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il quale rispettando con scrupolo i tempi della burocrazia giudiziaria non ha fatto ancora una perizia che, a farla molto lentamente, ci si metterà sì e no un'ora. E intanto i bambini vivono non si sa come, separati tra loro e dai loro genitori, in attesa della solerzia del calligrafo e della lungimirante decisione del giudice.

Nuove estirpazioni nel vigneto sardo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perra punta l'indice contro la burocrazia ("In campo e in cantina porta via all'impresa il 25% della risorsa-tempo") e mette in evidenza i limiti della polverizzazione aziendale e della scarsa specializzazione. "In Sardegna la media dei vigneti è di un ettaro per azienda, 2 in Italia.

Scatta l'ordinanza anti-casbah del sindaco ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sarebbe poi necessario semplificare la burocrazia ad esempio quando i vigili si trovano a fare accertamenti in un campo rom e rimangono bloccati dall'aspetto burocratico".A Villafranca dunque oltre ad applicare quanto prevede il decreto legislativo numero 30 del 2007, con la verifica dei requisiti fondamentali per ottenere l'iscrizione all'anagrafe,

Il Presidente Berlusconi ha preannunciato ( da "Gazzettino, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è che con questo nuovo meccanismo di compensazione la burocrazia ministeriale dilati i tempi di erogazione dei contributi mettendo in difficoltà le casse comunali.Inoltre, c'è un altro aspetto che ci preoccupa. L'Ici, pur essendo un'imposta con un'aliquota che può oscillare secondo limiti stabiliti dallo Stato centrale, è una forma di autonomia impositiva che verrà sostituita,

L'unica donna in giunta: <Vorrei meno burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vorrei meno burocrazia" Potrebbe essere l'unica donna della Giunta provinciale di Udine, che il presidente Pietro Fontanini renderà ufficialmente nota mercoledì 7 maggio, in concomitanza con la prima riunione del Consiglio. Naturale che fino ad allora l'ipotesi debba essere registrata come un'indiscrezione, che per altro l'interessata non avvalla.

<Ora Tondo abbassi le tasse per le imprese> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana".Infatti, Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo per citare alcuni esempi,

JOHNSON: NELLA MIA LONDRA PIù SICUREZZA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quindi il pacchetto sicurezza, che prevede più poliziotti in strada e meno burocrazia. Ma forse, come sottolinea il "Guardian", quotidiano vicino ai laburisti, il provvedimento più "visibile" sarà il ritorno dei "routmasters", i caratteristici autobus a due piani con il portellone posteriore sempre aperto.

All'interno ( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: frontiera Finisce nei guai per la burocrazia Gnecchi a pagina 12 olginate Ecco la centralina che ferma lo smog Bernasconi a pagina 14 galbiate Buono sconto con il giornalino Zucchi a pagina 15 la secessione Anche Introbio sta con Premana Vassena a pagina 18 oggiono "Niente hotel o dal giudice" servizio a pagina 19 lomagna Ferito in azienda Grave un operaio servizio a pagina 20 04/

Burocrazia da lumaca Arrestato in frontiera ( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Città di bar e ristoranti: Lecco ha cambiato volto ( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ha fatto un passo all'indietro e si può aprire una qualsiasi attività di ristorazione senza alcuna restrizione né di distanza né di tipologia. La verifica effettuata qualche mese fa dalla Commissione pubblici esercizi - allo scadere dei primi 18 mesi di entrata in vigore del provvedimento - ha dimostrato che non ci sono stati particolari sconvolgimenti nel senso che nessuno


Articoli

IL TICKET PER LA VENDEMMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel 2008, in quanto esclusi dalla normativa sui ticket vendemmia 2008. Consulente Coldiretti Treviso.

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Balotelli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Primo derby da grande "L'Inter sa cosa fare io non ho mai paura" MILANO Semplicemente Mario. Se continua così diventerà SuperMario. Ma per ora Balotelli è la faccia simpatica dell'Inter che è e che sarà. Domani lo aspettano il suo primo derby con i grandi e (forse) uno scudetto (da protagonista), prima ancora di compiere i 18 anni. Un talento vero, ma soprattutto un ragazzo. Da aiutare a crescere, non solo in campo e non a sbagliare. Balotelli, ricorda il primo giorno all'Inter? Emozionato? Spaventato? Convinto? "Ero sinceramente emozionato ma anche convinto: avevo accettato di cominciare la stagione 2006-2007 negli Allievi nerazzurri pur avendo già giocato in C1 con il Lumezzane e volevo dimostrare di meritarmi l'Inter perché ero stato acquistato in prestito con diritto di riscatto. A Milano sono arrivato accompagnato dai miei fratelli e sono stati loro i primi a darmi la fiducia e la tranquillità necessarie per cominciare". Quando è nata la sua passione per il calcio? "Sin da piccolissimo, mio fratello Giovanni, che ora è il mio manager insieme all'altro fratello Corrado, mi sfidava con una palla di carta e scotch nel corridoio di casa. Poi passavo tante ore a giocare nei parchi di Brescia, accompagnato sempre da papà: era in pensione emi dedicava tutti i pomeriggi dopo la scuola". Sembra non spaventarla nulla quando è in campo: quando ha sentito per la prima volta la consapevolezza di essere forte? "Non penso all'importanza o alla tensione della partita, ma alla voglia che ho di divertirmi e il calcio per me è tutto, quindi mi impegno al massimo sempre, in allenamento o in partita non fa differenza. Credo che nella vita si debba aver paura di altre cose, non certo di una partita". La spaventa la popolarità anche fuori dal campo che può diventare un ostacolo per un giovane campione? Ha già capito che esistono amici veri e amici interessati? "Sì, mi sono già accorto che ci sono persone interessate e che si possono fare conoscenze che poi ti tradiscono; la popolarità è bella, ma spesso ne farei a meno per starmene tranquillo con la famiglia e gli amici. È anche vero, però, che nel calcio e attraverso il calcio si possono incontrare tante persone per bene, che sinceramente ti danno una mano". È stata Juve-Inter di Coppa Italia la partita che le ha dato la convinzione di poter già essere protagonista in prima squadra? "In realtà già da mesi mi allenavo regolarmente con la prima squadra. È grazie agli allenamenti quotidiani con i campioni che si acquista la consapevolezza di poter far parte del gruppo; senza il grande aiuto dei miei compagni tutto sarebbe stato più difficile, anche se è chiaro che far bene in una partita come Juve-Inter ti dà qualcosa in più". Per un attaccante il gol è tutto o è una parte del gioco? "Il gol è tutto per i tifosi e credo che in Italia la gente pretenda gol soprattutto da un attaccante; per quello che vedo e che sento; in Inghilterra e in Spagna la gente è già contenta anche con una bella prestazione; quando faccio il gol so di poter passare una settimana molto tranquilla, anche con me stesso perché, se non segno, sono il primo a soffrirne. Però, per segnare, devi giocare con e per la squadra". Scudetto di categoria e torneo di Viareggio: che cosa le ha dato, oltre ai successi, la Primavera? "Il campionato Primavera è bello e competitivo, a volte più di quanto si racconti; essendoci arrivato giovane mi sono confrontato con calciatori, alcuni dei quali ora già affermati, e mi è servito per crescere. È stato bello vincere scudetto e Viareggio con la Primavera perché ho condiviso la gioia con alcuni amici". Che cosa le stanno insegnando Mancini e Mihajlovic? "Il mister, sin dal primo allenamento, i movimenti da fare in partita e che devono portare la squadra a fare gol. Mihajlovic mi dà consigli sulle punizioni, essendone stato uno dei massimi interpreti". Potesse prendere una qualità agli attaccanti con i quali si è allenato in questi mesi, che cosa vorrebbe di Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Suazo e anche Adriano? "Di Ibra la sicurezza dei propri mezzi e la facilità nel fare le giocate, anche le più difficili; di Cruz il fiuto impareggiabile del gol; di Crespo i movimenti decisivi che fa in campo; di Suazo la velocità straordinaria; di Adriano una potenza che, sinora, non ho mai visto in nessun altro". Perché ha detto che il derby è una partita come tutte le altre? "Perché non l'aspetto e non la vivrò da tifoso. Penso solo a giocare e a far bene per l'Inter. In questi giorni si dicono tante cose su questo derby così importante, ma per noi calciatori la missione è semplice: vincere ". Ha dovuto affrontare più provocazioni in campo o nella vita? "Di più in campo, senza dubbio". Esame di bresciano doc: che cosa vuol dire gnaro e scec? E che cosa significa prendere un pirlo (con la p minuscola)? "I primi sono due modi per dire ragazzo; prendere un ''pirlo'' vuol dire fare l'aperitivo, ma non bevo alcol e quindi non chiedo mai il pirlo. Preferisco cocktail di frutta analcolici ". Promosso, ma allora perché non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana? "L'avrò ad agosto. Me lo ha impedito, fino ad oggi, la legge italiana, che prevede che solo a 18 anni possa ottenere la cittadinanza, dopo aver dimostrato la mia residenza continuativa nel Paese. Con la mia famiglia abbiamo provato, in tutti questi anni, a chiedere alle autorità che sbloccassero la mia situazione. Ma non c'è stato niente da fare". Quali problemi le ha comportato non avere la cittadinanza? "Ho dovuto rinunciare, per esempio, ai tornei di calcio all'estero, tra cui quello con l'Under 15, e a fare viaggi per andare a trovare i miei fratelli e mia sorella quando hanno lavorato, per brevi periodi, all'estero. Mi sono sentito emi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per questa burocrazia assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti stampa |.

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L'ascesa di Boris, clown di genio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intrattenitore, buffone per calcolo e scelta: ma vince nella metropoli. L'ascesa di Boris, clown di genio L'uomo della svolta capitalizza l'effetto stanchezza in una città che guarda alle Olimpiadi 2012 Ora dice che il suo eroe è Pericle e promette per Londra "un'età d'oro come quella dell'antica Atene". Ma in passato ha anche buttato lì che "votare conservatore fa venire il seno più grosso alle mogli". Questo è il nuovo sindaco di Londra: Alexander Boris de Pfeffel Johnson, un po' genio un po' clown. La settimana scorsa gli era arrivato l'appoggio del Sun, il quotidiano popolare di Rupert Murdoch che vende più di tre milioni di copie al giorno. E che ama dare il suo endorsement solo ai vincenti. Nel 1992 il tabloid aveva dato il bacio della morte al laburista Neil Kinnock con il titolo: "Se vince Kinnock, l'ultimo cittadino a lasciare la Gran Bretagna spenga la luce". Dopo, conquistato da Tony Blair, Murdoch si era schierato sempre con i laburisti. Questa volta, per Londra, ha gettato il suo peso sulla bilancia di Boris (come lo chiamano tutti, amici e avversari), il candidato conservatore, deputato, ex giornalista, autore di libri sulla storia dell'antica Roma. Ma anche gaffeur, intrattenitore tv, buffoon per calcolo e per natura. Spostare il Sun può contare molto anche per il futuro della politica nazionale. Dopo otto anni di regno di Ken "il rosso" Livingstone che ha rilanciato l'immagine di Londra, inventato la tassa sul traffico, ottenuto le Olimpiadi del 2012, può essere Boris l'uomo giusto per gestire un bilancio da 11 miliardi di sterline l'anno? A 44 anni, il nuovo sindaco ha nella sua biografia una moglie, quattro figli e almeno due storie extraconiugali (negate oltre i confini dell'evidenza). BATTUTE POLITICAMENTE SCORRETTE - Delle battute politicamente ultrascorrette si è perso il conto: "Le unioni omosessuali? Ridicole, se permettiamo a due gay di sposarsi, allora consacriamo anche i matrimoni fra tre gay o fra due gay e un cane"; ha insultato intere città: Portsmouth, glorioso porto nel Sud, definendolo "culla di drogati, obesi, falliti e deputati laburisti" e Liverpool "patria di vittimisti". Non ha trascurato escursioni internazionali, dando dei "cannibali " ai governanti di Papua e "negretti" ai popoli del Commonwealth. Poi è venuta la candidatura a sindaco. Ed è cambiato. Capelli più corti e lingua a freno. Basta battute pericolose, solo qualche gioco di parole corretto, tipo: "Io sono un melting pot umano: la mia bisnonna era una schiava circassa e fu comprata dal mio bisnonno turco". E pare che sia anche vero. AFFLUENZA RECORD ALLE URNE - Ha capitalizzato sull'effetto-stanchezza degli elettori nei confronti di Livingstone. E i londinesi sono andati alle urne in numeri record per queste parti: affluenza al 45 per cento. Più 10% rispetto al 2004. Boris ha vinto con uno scarto di 140 mila voti, 6 punti. La campagna non ha evidenziato grandi differenze nei programmi dei due avversari. Gli elettori hanno aspettative di centro: sicurezza, trasporti, case. E il sindaco di Londra ha competenza su polizia, rete dei trasporti, pianificazione urbanistica, cultura, ambiente e sviluppo economico. Tutti d'accordo sul fatto che servano ancora più poliziotti nelle strade, risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus, gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e giù in corsa. Boris ha promesso di rottamarli perché li giudica goffi e pericolosi per i ciclisti (lui va in bicicletta). Ha aggiunto la promessa di cacciare gli ubriachi da autobus e metropolitana. Idee misere per un sindaco di Londra? Johnson finora ha amministrato solo una rivista da 70 mila lettori (lo Spectator) e Livingstone gli ha rinfacciato di non avere esperienza. Boris non ha resistito e ha gridato: "Sì, ma ho dimostrato leadership, decidevo io dove dovevamo andare a pranzo con i colleghi ". E negli ultimissimi giorni, sentendo arrivare la vittoria, si è lasciato andare di nuovo: "Cocaina? Forse ai tempi di Oxford, a una festa me l'hanno offerta, ma mi ha fatto starnutire " (questa battuta l'ha rubata a Woody Allen). Guido Santevecchi stampa |.

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L'attualità delle intuizioni di Moro che già nel 1969 invitava a non sottovalutare la contestazione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Italia da 40 anni continua a chiedere sana democrazia e istituzioni autorevoli Emanuela Bambara Scriveva, nel 1969, Aldo Moro ai colleghi democristiani: "Il Paese è carico di interrogativi, d'impazienze e di aspirazioni. Siamo ad una svolta, nella quale noi siamo giudicati in un duro confronto con la vasta attesa della società. Per cogliere di essa il carattere inquieto ed esigente e intendere il peso delle responsabilità politiche che ci sono oggi affidate, non occorre sopravvalutare il dato esteriore, talora sconcertante e pericoloso, delle forme più vistose di contestazione. Vi è la sottostante realtà di validi fermenti sociali, specie studenteschi e operai, i quali chiedono una sostanziosa risposta". Sono passati quasi quarant'anni da quando pronunciò queste parole, con grande realismo e insieme profeticamente, come spesso seppe fare. E trent'anni sono trascorsi dalla sua morte, per mano di quelle frange "più vistose di contestazione, sconcertanti e pericolose" cui egli stesso faceva riferimento: le Brigate rosse. Quell'analisi, attenta e profonda, è però ancora valida per leggere e interrogare le istanze "inquiete" dell'Italia di oggi, i "fermenti" che si agitano nella comunità civile, con analoghe "rivendicazioni di benessere, di giustizia, di dignità e di libertà". Forse, perché la lotta armata, che fu la risposta sbagliata e ingiusta, violenta e irrazionale, a una domanda in sé legittima di giustizia, piuttosto che "spingere all'indietro le lancette della storia" fino al tempo di una Resistenza ancora da realizzare, come ritenevano i brigatisti scrive Annachiara Valle nel libro "Parole, opere e omissioni. La Chiesa negli anni di piombo" (Rizzoli), appena pubblicato , invece, fermò le lancette della storia, imboccando le strade del crimine. I terroristi credevano che lo Stato democratico fosse pura e semplice finzione. Ma, anche nell'Italia di oggi, "alla deriva" come la definiscono Gianantonio Stella e Sergio Rizzo , il Paese reale non si riconosce nella rappresentanza politica, denuncia lo stesso "progressivo distacco tra società civile e società politica" che già Moro avvertiva con allarme, mal tollera l'invadenza dei partiti in ogni strato civile e chiede di poter recuperare fiducia in un sistema democratico in crisi, tenuto in piedi, nella struttura e non soltanto nella facciata, dalle tante persone oneste e perbene che lavorano con impegno per il bene comune, testimoni di una democrazia autentica, ma che è diventata un peso enorme da portare per eroi civili spesso solitari. Le ultime scelte elettorali dicono, ancora sommessamente, un desiderio forte e diffuso di autorevolezza istituzionale. Significano un bisogno di sana politica. Ovvero, l'urgenza di un investimento culturale, legislativo ed economico per venire incontro ai cittadini più fragili, più poveri, più soli. La necessità di modificare subito una legge elettorale che ha tolto ancor più partecipazione ad una comunità che chiede, invece, di partecipare, di vigilare e di collaborare alla gestione dello Stato di tutti, e non a servizio di pochi al costo dei molti. Bisogna, allora, riorganizzare la burocrazia secondo principi di efficienza e di responsabilità democratica, e rinunciare a privilegi che offendono chi si trascina con fatica nell'esistenza quotidiana. Si impone un arretramento della politica dall'imperialismo gestionale della società di cui si è autoinvestita. Solo una "sostanziosa risposta" a queste istanze può evitare "sconcertanti e pericolosi" ricorsi storici. E solo così il sacrificio di tanti martiri della nostra democrazia, come Moro, Bachelet, Ruffilli, Alessandrini, e molti altri, non sarà stato inutile.

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Alla festa del lavoro l'appello per la sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alla "festa del lavoro" l'appello per la sicurezza La riflessione sui diritti prima di musica e divertimento. Un successo BORGO. Sicurezza sul posto di lavoro, fra musica e riflessioni. A Borgo si è svolta la festa provinciale del lavoro, cominciata con la proiezione del film "Morire di lavoro", proseguita con un convegno dal titolo "Sos sicurezza" organizzato dalle associazioni sindacali, e terminata con il concerto in Piazza Degasperi. Al convegno Diego Faccini (Cisl) si è soffermato su tre aspetti: infortuni, lavoro nero e salari, ricordando che in Trentino ci sono in media 1.000 infortuni sul lavoro al mese, 12 morti l'anno. Da parte sua, oltre alle richieste di maggior concertazione tra sindacati, Provincia ed imprenditori, alcune proposte: la costituzione di un albo delle imprese virtuose ed il controllo rigoroso delle aziende che beneficiano di contributi pubblici o vincono appalti pubblici. "Serve un maggior presidio, su 4mila cantieri aperti in Trentino, ne vengono controllati il 10%". Da Faccini, infine, la richiesta di un maggior diritto di rappresentanza territoriale, specie nell'edilizia. Marta Dalmaso si è poi soffermata su legalità e formazione mentre per Remo Andreolli, che ha parlato di una divaricazione sempre maggiore del reddito: "Bisogna restituire dignità ed importanza al lavoro stesso se si vuole maggior sicurezza sul lavoro". Il presidente degli artigiani Dario Denicolò ha chiesto una sburocratizzazione ("79,5 giorni l'anno li passiamo in burocrazia"), la defiscalizzazione delle imprese e non ha nascosto il suo malcontento per il nuovo decreto sulla sicurezza, che prevede pesanti sanzioni per gli imprenditori che non rispettano le regole. "Vorrà dire che faranno più carceri", ha ironizzato. Buon successo infine per il concerto del "Primo maggio", organizzato dall'associazione Nota Bene in collaborazione con Comune, Cgil, Cisl e Uil del Trentino, che ha visto la partecipazione di qualche centinaio di persone, che si sono alternate nel centro di Borgo per ascoltare i tre gruppi previsti dalla scaletta del concerto. (m.c.).

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La Nuova cordata rallenta... ma non si ferma (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 04/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SEBINO E FRANCIACORTA ISEO C'è qualche ostacolo burocratico davanti alla costruzione della sede: si conta di rimuoverlo presto La Nuova cordata rallenta... ma non si ferma ISEO Il progetto era stato presentato con dovizia di particolari il primo dicembre 2006; poco meno di un anno dopo, alla fine del novembre 2007, era stata posata una, che dico, tre prime pietre... Ma la futura sede della cooperativa "La nuova cordata", associazione che si occupa con successo e dedizione di assistenza ai disabili, non è ancora in costruzione. Davanti ad un intoppo, di qualunque genere sia, la gente rimane normalmente perplessa e preoccupata: non è poi così insolito, sotto i nostri chiari di luna, che "imprese di grande momento", come le definirebbe il pallido principe di Danimarca. Ecco perché la presidente della cooperativa, Rosanna Valerio Zugni, tiene a rassicurare tutti, e non sono pochi, gli interessati al progetto: nessun intoppo dovuto alla "Nuova cordata", spiega, ma semplicemente una burocrazia leggermente più lenta di quanto ottimisticamente ci si aspettasse. L'inizio dei lavori, insomma, che sembrava imminente cinque mesi fa, rimane... imminente. Il progetto, redatto a sei mani dal geometra Pierfranco Ghitti, dall'architetto Ezio Pedrocchi e dall'ingegner Giovanni Boldrini, prevede una costruzione su due piani (il pianterreno avrà una superficie coperta di 340 metri quadrati, mentre il primo è di dimensioni molto più ridotte), che potranno essere resi completamente autonomi l'uno dall'altro in caso di necessità. L'edificio "poserà" su una palificazione sotterranea, necessaria in una zona molto vicina alle Torbiere e sarà costruito in base alle norme sismiche più rigorose. Una serie di accorgimenti che, inevitabilmente, tenderanno ad innalzare il costo della realizzazione. Che, per poter essere ultimata, avrà bisogno prima di essere avviata. Ed allora se qualcuno di coloro che si stanno occupando della vicenda legge per caso queste righe, ne faccia tesoro.

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Per i pendolari arriva l'abbonamento elettronico (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Trasporto pubblico La tessera potrà essere ricaricata. La sperimentazione parte a Ponente Genova. L'abbonamento al treno e all'autobus? Su una sola, unica smart card, un tesserino magnetico sul quale potranno essere "caricati" anche biglietti per tragitti diversi. Come in burocrazia, la semplificazione sbarca anche in biglietteria. A cominciare da quelle di Trenitalia. Nei prossimi giorni comincia infatti la sperimentazione della biglietteria elettronica, progetto finanziato dalla Regione Liguria (2,2 milioni di euro già dati oltre ad altri 700 mila euro in arrivo). La prima fase riguarda i pendolari che si muovono sulle tratte tra Arma di Taggia e Ventimiglia e tra Rivarolo e Pontedecimo, ma l'impegno è di estendere entro l'anno la sperimentazione del biglietto elettronico a tutti i pendolari liguri. L'inizio per il biglietto sarà estremamente graduale e questo è spiegato dal costo di acquisto e installazione delle apparecchiature per la lettura del titolo di viaggio, compresi i palmari di cui saranno dotati i controllori a bordo treno. Le opzioni, in futuro, saranno infinite. Ad esempio, attraverso una convenzione con società come Lottomatica per l'acquisto degli abbonamenti e la gestione della biglietteria elettronica. O, ancora, la possibilità di acquistare "on line" il biglietto e di pagarlo con carta di credito. Insomma il futuro anche sui binari delle stazioni ferroviarie. "Il che non significa che le biglietterie tradizionali dovranno scomparire, anzi la Regione Liguria si è da sempre battuta perché siano potenziate - sottolinea l'assessore regionale ai trasporti Luigi Vesco - Il biglietto elettronico costituisce una libertà ed una semplificazione per gli utenti e i passeggeri". Nel progetto, messo a punto dalla società Almaviva, è contemplata anche l' "integrazione", ossia la possibilità di utilizzare la stessa card anche per altri scopi, come ad esempio gli abbonamenti agli autobus. "Tutto dipenderà da quanto potrà essere esteso il sistema" conclude Vesco. La sperimentazione del biglietto elettronico sarà argomento, ma non l'unico, per l'incontro di lunedì tra la Regione Liguria e Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato che sarà a Genova per firmare (a palazzo San Giorgio) il protocollo d'intesa per la realizzazione e la gestione dell'hub di Alessandria. "Ci sono problemi - attacca Enrico Vesco - che rischiano di paralizzare il traffico ferroviario. Il primo è certamente il parco rotabile ligure: è troppo vecchio, sta cadendo a pezzi, e Fs deve impegnarsi in una massiccia campagna d'acquisto alla quale potrebbe partecipare anche la Liguria. Tra Genova e La Spezia ci sono 31 fermate e con i treni in circolazione oggi le soste sono troppo lunghe, i ritardi si accumulano". Il secondo problema è strettamente collegato: anche quando ci saranno i treni nuovi, per farli transitare Fs dovrà procedere ad un riquadramento di alcuni tratti di linea. Tra gli interventi che l'assessorato ai trasporti della Regione Liguria chiederà a Fs c'è infatti la revisione di una decina di gallerie tra Sestri Levante e La Spezia e di altrettante tra Andora e Finale per consentire il passaggio di treni come il Vivalto e il Taf. "Le Ferrovie devono mettersi nell'ottica di investire - conclude Vesco - anche perché puntualità e affidabilità dei mezzi faranno parte del punteggio nella prossima gara di affidamento". Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it 04/05/2008.

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La giustizia è un servizio - ugo dinello (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marcello Pera, ministro in pectore, glissa sul nuovo governo ma parla del problema delle riforme "La Giustizia è un servizio" "Obiettivo? Sentenze rapide e rispetto delle pene" UGO DINELLO MESTRE. Penso alla Giustizia come a un servizio, quindi, per fare un paragone calato nella realtà del cittadino, un servizio simile ai trasporti. Cosa chiede un pendolare al suo servizio di trasporto pubblico? Che sia efficiente e sicuro. Così la Giustizia: sentenze rapide e il rispetto, dove ci siano, delle pene". Marcello Pera, ministro in pectore della Giustizia italiana, glissa sul totoministri, ma affronta volentieri il problema delle riforme urgenti. Lei ha appena auspicato sul suo sito un "rapporto di collaborazione con l'opposizione parlamentare per condividere quelle riforme costituzionali che sono ormai inderogabili". Quali? "Penso al federalismo e di conseguenza al bicameralismo, oltre a Giustizia e ai poteri del primo ministro". Questo presuppone un'operazione profonda sulla Carta Costituzionale. "Sì, credo che per alcuni punti la nostra Costituzione non sia più adeguata alle esigenze di governabilità. Faccio un esempio concreto: pensiamo al sindaco, una figura ben nota a chiunque. Una figura apprezzata appunto perché in ambito amministrativo spetta a lui decidere. Può nominare i suoi collaboratori e attuare un programma. Certo il Consiglio comunale lo controlla e lo può bocciare, ma allora si scioglie tutto. Un sistema che fa salve le esigenze di governabilità ed è veloce. E questo è il punto: il sistema bicamerale non consente tempi rapidi per decisioni concretamente esecutive. Per un disegno ministeriale serve almeno un anno. Il modello del sindaco invece in questo campo va meglio perché individua le responsabilità". Come cittadino che tempi si augura per la formazione del nuovo governo? "Anche qui se prendiamo ad esempio altri paesi (Spagna o Regno Unito) vediamo che subito dopo le elezioni i governi sono già all'opera. Da noi dobbiamo sottostare a una "liturgia" troppo lunga. Mi auguro comunque che tutto si risolva entro pochissimi giorni". Federalismo: di che tipo, fiscale o istituzionale? "Accanto alla trasformazione del Senato in Camera delle Regioni bisogna puntare al trasferimento di molte decisioni esclusive in ambito regionale, penso ai trasporti, lasciando allo Stato la gestione delle grandi infrastrutture. Certo bisogna evitare due cose: che il potere di veto incrociato blocchi i grandi disegni nazionali, e soprattutto la riproduzione a livello regionale della burocrazia statale". La prima esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere, impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso".

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Primarie, la selezione viene dal basso - luigi soriga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Conferenza-dibattito sull'evoluzione del sistema elettorale con la partecipazione di tutti i partiti Primarie, la selezione viene dal basso Critiche alle liste bloccate, la necessità di contrappesi per i poteri più forti LE RIFORME L'iniziativa di Nuvoli (Pdl) LUIGI SORIGA SASSARI. Il brevetto, come rivendica con una punta d'orgoglio Guido Melis, è del Partito Democratico. Però l'istituto delle primarie sta raccogliendo proseliti e diventando sempre più trasversale. Ne hanno discusso per tre ore fitte fitte politici dalle idee e dagli schieramenti distanti, nel primo confronto pubblico che farà da apripista a una serie di dibattiti in vista delle elezioni regionali. L'idea è venuta a Giampaolo Nuvoli, fresco di ingresso nel Pdl, che ha invitato al tavolo dei relatori i compagni di partito Pier Giorgio Massidda e Salvatore Cicu. Il primo, detrattore pentito delle primarie, "le autocritiche e i ripensamenti non fanno mai male", dice; il secondo con posizioni più possibiliste e morbide sin dall'inizio. Accanto a loro anche il neo eletto parlamentare del Pd Guido Melis, il socialista Pierangelo Masia e il preside della facoltà di Giurisprudenza di Sassari Vanni Lobrano. Tutti d'accordo su un ragionamento elementare: i cittadini sentono l'esigenza di un maggiore coinvolgimento nella politica, l'attuale legge elettorale non va bene, occorre una soluzione, lo strumento delle primarie potrebbe migliorare le cose. Come utilizzarlo, poi, è tutta un'altra storia, ed è su questo punto che vengono fuori le differenze e si accende il dibattito. Primarie aperte a tutti o primarie chiuse? Consentire a qualsiasi cittadino di esprimere una scelta, o riservare le consultazioni ai soli iscritti e simpatizzanti di partito in modo da evitare le interferenze della parte politica avversa? Stabilirlo con una legge è inopportuno e forse anticostituzionale: "Le primarie devono essere facoltative - dicono un po' tutti - ogni partito sceglie le proprie regole. La cosa importante è che ci siano controlli efficaci sul corretto svolgimento e non ci siano esiti drogati". Guido Melis, crede molto sulla spinta innovativa delle primarie. Le ha sperimentate sulla propria pelle, anche se, come spesso racconta, non è molto piacevole fare la parte del turacciolo che sale a galla o affonda a seconda di quanto si riempie di voti la vasca. Ma questi sono gli inconvenienti delle liste bloccate, il peccato originale che ha segnato le primarie del Pd: chi si trova nei gradini bassi, ha poche chances di emergere. Melis cancellerebbe subito le liste bloccate e scardinerebbe con le primarie la burocrazia e gli apparati dei partiti, facendo eleggere dal basso non solo le segreterie, ma anche gli stessi dirigenti. Salvatore Cicu non è così estremista: preferisce un innesto più soft delle primarie negli ingranaggi dei partiti. Dice: "Ognuno di noi ha una propria storia personale e una storia all'interno del partito. La selezione deve avvenire dentro il partito, perché gli uomini scelti per la leadership devono essere portatori dei valori nei quali si riconosce il partito e deve aver fatto parte della storia di quel partito. Ma le indicazioni devono arrivare dal basso, dalle sezioni dei piccoli comuni, prima ancora che ci sia la disponibilità dei candidati. Solo dopo la scrematura si verifica se l'uomo sul quale è caduta la scelta è disposto a esporsi". Per quanto riguarda Cicu, lui sarebbe anche pronto a spendersi per le prossime regionali: "Ma solo se ci saranno le giuste condizioni: ma state tranquilli, non ci saranno". Pierangelo Masia, a distanza di 20 giorni, si lecca ancora le ferite. Dalle urne il partito socialista è uscito con le ossa rotte, stritolato dalla reazione a catena innescata dal Pd e dalla polarizzazione della politica in due grossi magneti elettorali. Poca possibilità di sopravvivenza per chi ha corso da solo: "Attenzione all'uso furbo delle primarie - dice - sono macchine che intercettano soldi e masse di potere, non i bisogni dei cittadini. I mass media sono fondamentali per il successo, chi li sfrutta prevale. Fate una prova: candidate Marco Carta (Vincitore di Amici ndr) e guardate cosa succede". Masia però ha colto un aspetto: le facce dei candidati contano eccome. "Soru non ha niente da spartire con i partiti - dice Cicu - eppure la leadership indiscussa è sua, è intoccabile". Questo è un altro problema delle primarie: "Si vota un uomo e un programma - dice Melis - poi quell'uomo, una volta eletto, risponde per quella promessa fatta. In tutto questo, che ruolo hanno il consiglio, la giunta, i partiti? Possono ostacolare la realizzazione di quelle promesse o devono alzare la mano e obliterare le decisioni del leader?".

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Meno tasse, ottimo segnale (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione "Meno tasse, ottimo segnale" Confartigianato ringrazia il governatore per l'impegno assunto UDINE. Graziano Tilatti, presidente della Confartigianato Imprese Fvg, ha espresso ieri grande soddisfazione per l'impegno preannunciato dal presidente della Regione Renzo Tondo per ridurre le tasse sulle imprese in Friuli Venezia Giulia. "È una richiesta che Confartigianato ha da tempo proposto all'attenzione del Governo regionale - afferma Tilatti - in quanto le nostre imprese devono confrontarsi con un'insostenibile concorrenza da parte della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro e una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". Infatti, Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo per citare alcuni esempi, le imprese collocate al di là del confine cominciano a sottrarre fette di mercato a quelle collocate in Friuli Venezia Giulia. "Questa situazione dovrà sicuramente riequilibrarsi nel tempo ma, durante questa fase di transizione, c'è il pericolo che molte nostre imprese debbano chiudere o spostarsi al di là del confine. La proposta del presidente Tondo di ridurre la pressione fiscale nei confronti delle imprese del Friuli Venezia Giulia, sia con provvedimenti propri sia con provvedimenti richiesti al Governo nazionale nell'ambito del federalismo fiscale, rappresenta ad avviso di Confartigianato del Friuli Venezia Giulia un primo importante passo a favore della nostra economia ed in genere di tutto il territorio regionale". "Noi siamo pronti - aveva detto l'altro ieri il vicepresidente Faleschini - aspettiamo di poterci sedere al tavolo con il nuovo presidente e il nuovo assessore per confermare le richieste che già avevamo illustrato alla giunta Illy. Alcune proposte sono state già accettate, altre hanno bisogno di essere mantenute - mi riferisco ai finanziamenti - perché la legge 4, per esempio, ha bisogno di essere rimpinguata". "Sono già due anni che attendiamo il rifinanziamento - aveva aggiunto- la legge è buona, sta dando risultati".

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Terza età e solitudine, è emergenza (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Terza età e solitudine, è emergenza Enti pubblici distanti e distratti. Ma in loro aiuto c'è l'Auser BRESSANA L'assistenza per l'estate BRESSANA. Si avvicina l'estate e per molti anziani, costretti a vivere soli, un malore tra le mura domestiche può rappresentare un dramma. Alle crescenti segnalazioni di persone in difficoltà, spesso abbandonate dalla famiglia, cercano di dare una risposta gli Auser la cui missione consiste nell'aiuto agli anziani e a chi, a causa di problemi motori, non è autosufficiente. "Nel periodo estivo gli anziani, che dovrebbero essere tutelati dall'Asl, sono allo sbando perchè i medici sono difficili da reperire e i familiari in vacanza. Si sono registrati vari casi di persone decedute in casa e ritrovate dopo settimane - commenta Enzo Magrotti, responsabile dell'Auser di Bressana Bottarone, che lamenta gli scarsi servizi di una zona dove gli anziani che vivono da soli sono quasi duecento su circa tremila abitanti - è un problema che riguarda tutti: i giovani di oggi sono i vecchi di domani. Le istituzioni, che dovrebbero essere coinvolte per prime, se ne lavano le mani. Per non parlare delle scuole il cui compito principale è educare e sensibilizzare i ragazzi. I dati parlano chiaro: su ventotto Comuni del distretto di Casteggio solo quattordici hanno un Auser. Il crescente accentramento dei servizi sanitari ci ha raddoppiato il lavoro. Sono aumentati i servizi di trasporto non solo per anziani, ma anche per minori, principalmente stranieri, che portiamo a fare le vaccinazioni obbligatorie. L'Asl poi funziona male: a Bressana il settore amministrativo apre solo due volte alla settimana, negli altri giorni dobbiamo rivolgerci a Casteggio. E questo per un anziano che non riesce a guidare è un problema. Serve più coordianamento tra gli enti". Dei tanti casi di anziani lasciati soli nel periodo estivo, in balia di una burocrazia eccessiva e di strutture che lavorano a intermittenza, alcuni sono emblematici. "Un medico non può dimettere a Ferragosto chi non è autosufficiente e deve farsi quattro insuline al giorno di cui una alle dieci di sera. Eppure è andata così: noi, con l'aiuto di un volontario, gli abbiamo insegnato a farsele da solo - continua Magrotti - un'altra volta è stata dimessa una signora di novantacinque anni con un piano terapeutico che prevedeva l'uso di un deambulatore senza che nessuno si preoccupasse di fare la richiesta per tempo. Anche qui si doveva chiamare l'ufficio dei piani di zona di Casteggio prima delle dimissioni per velocizzare il rilascio dell'ausilio. Per fortuna abbiamo inoltrato subito la richiesta e in pochi giorni è arrivato il deambulatore". La cronistoria dell'Auser Bressana affonda le sue radici nel 1997: prima di allora l'onlus era presente solo a Voghera e Pizzale. Oggi i volontari sono una quarantina. La sede è la porta adiacente l'ingresso comunale. Sulla scrivania il computer e tanti progetti di aiuto. La missione dell'Auser è rivolta al sostegno non solo di anziani, ma più in generale di persone con problemi motori e copre servizi di trasporto, prenotazioni per visite specialistiche, un'attività di ascolto e dialogo, più altre di carattere ludico-ricreative e un servizio aggiuntivo a quello dell'Asl di vaccinazioni antiinfluenzali. L'Auser è un tramite tra gli anziani e le istituzioni. Tante le battaglie portate avanti. Alcune con esito fortunato, altre meno. Ma si continua. Francesca Fiocchi.

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Falsi bed & breakfast nel mirino - salvo palazzolo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Palermo Falsi bed & breakfast nel mirino Titolari residenti solo sulla carta, revocati due finanziamenti Controlli in centro storico: il boom di improvvisi guai familiari per gli albergatori assenti SALVO PALAZZOLO Ufficialmente erano bed & breakfast, usufruivano di tutti i benefici e dei finanziamenti previsti dalla Regione, in realtà funzionavano come piccoli alberghi, i cui titolari erano residenti solo sulla carta. L'indagine avviata nei mesi scorsi dalla squadra amministrativa del commissariato Oreto ha convinto l'assessorato regionale al Turismo e l'Aapit che bisognava vederci chiaro sul boom di b&b nel centro storico. I primi controlli hanno già portato alla revoca di due finanziamenti, da 18 mila e 12 mila euro, che erano stati concessi "una tantum e a fondo perduto" ai titolari di altrettanti bed & breakfast. Altri finanziamenti, da 12 mila a 37 mila euro, sono in bilico: i funzionari della Regione stanno verificando i requisiti, anche attraverso uno scambio di informazioni con gli investigatori del commissariato Oreto. Intanto, l'azienda provinciale per l'incremento del turismo ha già avviato la revisione di tutto l'elenco delle strutture alberghiere. L'inchiesta della polizia e della Procura ha fatto emergere la giungla dei b&b nel centro storico. Su cinquanta controllati, circa la metà erano fuorilegge. Innanzitutto, per le schedine di registrazione degli ospiti, che davvero in pochi compilavano, in barba alle norme su sicurezza e antiterrorismo. La violazione più grave riguarda la gestione della struttura da parte dei privati: spesso i padroni di casa avevano soltanto la residenza nel bed & breakfast, così come previsto dalla legge per accedere ai finanziamenti, in realtà abitavano anche al Nord Italia. Esilaranti le giustificazioni dei camerieri-tuttofare ai poliziotti: "I signori sono dovuti partire all'improvviso". Nei giorni dei primi controlli, prima ancora che il tam tam si diffondesse, che i titolari dei b&b del centro storico sembravano improvvisamente assaliti da problemi familiari, imminenti divorzi, convocazioni improrogabili dal commercialista, naturalmente tutti impegni fuori Palermo. Altri b&b si sono rivelati invece pensioni e alberghetti. Alcune strutture avevano anche l'angolo cottura, come fossero un residence. Due ingegnosi fratelli avevano invece varato due società per gestire un grande bed & breakfast, una sorta di albergo, che però ufficialmente non esisteva. Sulla carta c'erano solo due b&b sullo stesso piano di un palazzo nobiliare. Quando si dice, i casi della vita. L'Aapit ha già provveduto a riqualificare tutte queste strutture. L'inchiesta giudiziaria e quella amministrativa proseguono su binari paralleli. Mai come in questo caso, lo scambio di informazioni è stato utile per raggiungere in breve tempo il riordino di un settore che ha ormai raggiunto livelli considerevoli per giro d'affari. La stretta dei controlli ha convinto soprattutto più di un titolare a mettere mano al portafoglio, per fare ristrutturazioni e allinearsi con le nome sui bed & breakfast. In alcuni casi, gli ispettori hanno concesso una piccola proroga prima di decidere definitivamente sul destino della struttura. I controlli non ammettono deroghe: le agevolazioni previste per i b&b (ad esempio, attraverso le facilitazioni e gli sgravi fiscali, o le semplificazioni degli obblighi sulla sicurezza degli ambienti) restano esclusiva dei privati che vogliono affittare una parte del proprio appartamento, senza ritrovarsi impantanati nella burocrazia.

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Palau, sì all'imposta di soggiorno - serena lullia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Palau, sì all'imposta di soggiorno Il Comune appoggia l'iniziativa della giunta regionale Adesso gli introiti finiranno nelle casse dell'amministrazione SERENA LULLIA PALAU. Per ora resta solo una tassa virtuale, ma l'imposta di soggiorno già divide maggioranza e opposizione. Il consiglio comunale approva il regolamento sul contributo creato dal governatore Soru. Un atto tecnico con cui l'amministrazione recepisce la legge che dà la possibilità ai comuni di applicare l'imposta. La maggioranza benedice la delibera. L'opposizione boccia l'idea del balzello sulle vacanze. "Con l'approvazione del regolamento non stiamo autorizzando nessuna nuova imposta - precisa l'assessore al bilancio, Giovanni Cucciari -. Si tratta solo di una ipotesi di lavoro. Lo dimostra il fatto che l'eventuale applicazione della tassa di soggiorno andrà a ricadere nel bilancio che sarà preparato nel 2009 e non su quello per il 2008. Abbiamo davanti un lungo periodo per discutere e ragionare di questa possibilità che la Regione ha deciso di dare ai comuni". Sulla base delle indicazioni cagliaritane la tassa sulle vacanze è compresa tra 1 euro e i suoi multipli. Gli incassi finirebbero direttamente nei forzieri del Comune che potrebbe utilizzarli solamente per progetti verdi, tutela dell'ambiente e creazione di servizi per i turisti. Tra le formule possibili per pagare la tassa ci sarebbe l'acquisto di un tagliando, in vendita nell'ufficio turistico comunale. "Credo che sarebbe un inutile aggravio della burocrazia - è il pensiero del consigliere di opposizione Chicco Cannas -. Oltre a questo particolare che riguarda il sistema di riscossione dell'imposta penso che sarebbe più opportuno creare dei servizi per i vacanzieri, per esempio attrezzare alcune aree di elevato interesse paesaggistico e culturale. A questo punto sarebbe corretto chiedere al turista che usufruisce di quel bene un obolo per il servizio reso. Bisogna uscire dalla logica in base alla quale si continua a chiedere sempre e solo soldi a chi viene in vacanze, ma non si dà nulla in cambio oltre al mare. La bellezza delle spiagge e delle acque non può più bastare". Diverso il ragionamento dell'assessore all'Urbanistica, Sebastiano Pirredda. L'ex primo cittadino indossa gli abiti dell'economista e ipotizza un incasso per il Comune di circa 500 mila euro a stagione. "Credo che se ben spesi questi soldi potrebbero non penalizzare, ma avvantaggiare tutto il territorio di Palau e i vacanzieri - spiega l'assessore Pirredda -. Ci si potrebbe sbizzarrire nel creare servizi per i turisti. Credo che bisogna ragionarci sù. In ogni caso non stiamo applicando nessuna imposta per quest'anno, proprio come avevamo promesso in campagna elettorale. Per il momento faremo delle valutazioni attente su questo argomento e ci confronteremo con commercianti, albergatori e operatori turistici".

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Gli artigiani: sì al taglio delle tasse sulle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

TONONI ATTACCA INIZIATIVE AICCRE TILATTI A TONDO CONVEGNO A TRIESTE Gli artigiani: sì al taglio delle tasse sulle imprese A confronto sulla Ue e sull'Euroregione Summit per operatori del turismo regionale Il Pdl: "Va modificata la legge sul demanio" IN BREVE TRIESTE Summit del turismo nelle regioni il 14 maggio a Trieste. Il convegno è organizzato da Turismo Fvg in partnership con tsm (Trentino School of Management) e Trentino spa, con il patrocinio dell'Enit e sarà l'occasione per stimolare il confronto tra i manager pubblici e privati che stanno realizzando le migliori pratiche turistiche a livello internazionale. Per aumentare infatti la competitività della propria offerta le destinazioni turistiche devono agire su tre elementi fondamentali: le attrazioni, l'accessibilità e l'Animazione. UDINE Tre appuntamenti, tra costituzione Ue ed Euroregione, per celebrare la "Giornata d'Europa": li organizza l'Aiccre, associazione italiana di Comuni, Province e Regioni d'Europa. Si parte mercoledì alle 11.30, al Deganutti di Udine, con un convegno-incontro sul tema "Dalla costituzione europea al trattato di Lisbona per il federalismo delle istituzioni". Si prosegue giovedì, stessa ora, con un analogo convegno-incontro al Linussio di Tolmezzo. Si chiude venerdì, allo Stellini di Udine, con un convegno sull'Euroregione. TRIESTE Graziano Tilatti, presidente della Confartigianato Imprese Friuli Venezia Giulia, esprime grande soddisfazione per l'impegno del presidente della Regione Renzo Tondo a ridurre le tasse sulle imprese in Friuli Venezia Giulia "sia con provvedimenti propri sia con provvedimenti sollecitati al governo nell'ambito del federalismo fiscale". "È una richiesta che Confartigianato ha da tempo proposto all'attenzione del governo regionale - afferma Tilatti - in quanto le nostre imprese devono confrontarsi con un'insostenibile concorrenza da parte della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana". TRIESTE "La legge regionale sul demanio ricreativo e turistico voluta da Lodovico Sonego e Riccardo Illy va rivista". Piero Tononi, neo-consigliere regionale del Popolo della libertà, non perde tempo. E, in una nota, caldeggia la modifica di una legge licenziata "senza tener conto delle reali necessità né dei concessionari di aree demaniali destinate a fini ricreativi e turistici né dei fruitori delle stesse. Non a caso, in una riunione infuocata a Grado, l'ex assessore era stato fatto oggetto di pesanti critiche da parte dei concessionari e degli amministratori locali". Tononi aggiunge, infine, che quella legge è "iniqua" e scontenta tutti "su un tema tanto delicato per una regione che punta molto sul turismo balneare".

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)POLITICA Il Partito Democratico e il territorio PREOCCUPA che la cl (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 19 )POLITICA Il Partito Democratico e il territorio PREOCCUPA che la cl... EX SINDACO Servono certezze )POLITICA Il Partito Democratico e il territorio PREOCCUPA che la classe dirigente del Pd, che è anche il mio partito, sostenga l'urgenza di radicare il partito sul territorio; eppure il Pd nasce dal seme di due piante, Dc e Pci, ben radicate e strutturate nella società; la verità è che si stenta a capire che la società tecnologica, con la globalizzazione, la rivoluzione informatica, la fine della fabbrica caput mundi e la forte immigrazione provoca precariato sociale; ciò annulla di fatto antiche e solide certezze di fronte alle quali, come scudo di difesa, si afferma il più irrazionale ed esasperato individualismo. Sin dalla sua nascita il Centro-Sinistra, con le relative appendici, ha dimostrato difficoltà a governare queste nuove tensioni, chiudendosi, di fatto, dentro le istituzioni, dallo Stato all'insieme dell'ordinamento. Il partito si è così identificato con l'apparato burocratico e quindi col potere amministrativo, chiuso in una logica di conservazione. Se è vero che la democrazia, secondo J. A. Schumpeter, va intesa come laboratorio e arena sperimentale, è mancata nel Pd la capacità di intercettare le pulsioni di una società disorientata; in questo vuoto ha buon gioco il populismo, che significa dilatare le paure e cavalcare ogni forma di ribellismo contro un potere che mortifica e non risolve. Gaetano Salvemini nel 1922, in tempi non sospetti, sostiene che quando il paese si affida alla burocrazia, credendola necessaria all'unità nazionale, si illude di essere libero; la crisi dei partiti nasce quando la burocrazia è più forte della politica. Un partito che vuole essere moderno deve assumere una nuova dimensione progettuale e strutturale, che si regga su due pilastri: il primo, dare certezze al cittadino, dai colletti bianchi a quelli blu o di vario colore, di sentirsi protagonista nelle scelte e nelle decisioni; secondo obiettivo, evitare ogni diaspora di carattere sociale costruendo un progetto unitario. Stanno di fronte a noi due importanti appuntamenti: le elezioni europee e quelle amministrative; cominciamo subito a uscire dai pensatoi autoreferenziali e andiamo con le giuste scarpe a calpestare il terreno dove la gente vive, studia e lavora. Angelo Satanassi )POSTE Il telegramma? C'era Pasqua di mezzo... non era in ritardo IN MERITO all'articolo intitolato 'Il telegramma-tartaruga' pubblicato il 25 aprile, Poste Italiane precisa quanto segue. Dalle verifiche effettuate presso l'ufficio postale di Castrocaro Terme, è emerso che il telegramma spedito dal signor Barbieri è stato accettato sabato 22 marzo alle ore 9.24, come risulta da ricevuta. La trasmissione e lo smistamento della missiva presso il centro di recapito non sono dunque potuti avvenire in tempo utile per la consegna al destinatario in mattinata, in quanto era già in corso la fase di distribuzione della corrispondenza quotidiana da parte dei portalettere. Il recapito dei telegrammi può avvenire nello stesso giorno di accettazione, se lavorativo, nel caso siano accettati entro le ore 12 e siano destinati a località con un numero di abitanti superiore alle 50.000 unità. Negli altri casi, come avvenuto per il telegramma in questione, la consegna avviene entro il giorno lavorativo successivo all'accettazione, in base a quanto dichiarato sia sulla Carta della qualità dei servizi postali, sia nella specifica delle condizioni di consegna sul sito internet di Poste Italiane. Il primo giorno lavorativo utile per il recapito è stato quindi martedì 25 marzo, terminate le festività pasquali. Il telegramma, inoltre, era intestato a un indirizzo errato, ma il personale dell'ufficio postale ha provveduto ad avviarlo a una consegna corretta. La busta è stata inserita nella cassetta postale presente in via del Lavoro, presso l'abitazione dei coniugi in quel momento assenti, come attesta la dichiarazione del portalettere incaricato. Ufficio stampa Poste Italiane Image: 20080504/foto/3285.jpg.

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<Abbiamo paura: (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 "Abbiamo paura: Il marocchino ha l'obbligo di dimora a ACCUSATO DI STUPRO MA LIBERO A GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita Lendinara. Un pittore non avrebbe scelto colori più rassicuranti. Il mercato, come ogni sabato, ha riempito la piazza di gente indaffarata mentre le distese dei bar del centro si consumavano nell'ozio di aperitivi, risate e occhiali da sole. Eppure bastava uno sguardo un po' più attento e qualche battuta appena per trovare, qua e là, un'ombra. Sempre la stessa. Chi tra i denti, chi più apertamente lo ha ammesso: "Una volta questo paese era un'oasi di pace, e ora invece...". "Dicono che lo vedono girare tranquillamente in città. Io non so se saprei riconoscerlo ma non sono tranquilla... Lei sarebbe tranquilla?". La notizia del marocchino accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 14 anni e da qualche giorno trasferitosi nel comune polesano con il solo obbligo di firma in caserma è stata accolta da molti lendinaresi con un pizzico di rabbia e paura (soprattutto tra le donne). Il giovane immigrato, Samid Abdelghani, 27 anni, è uscito di carcere per un 'vizio di forma'. In sostanza l'ufficio del pm ha notificato la chiusura dell'indagine a uno solo dei due avvocati del marocchino sul quale pesa l'accusa di abusi sessuali nei confronti di una 14enne che abita nella bassa padovana. Giusto a non molti chilometri da Lendinara, dove, oggi, vive l'extracomunitario, strettamente controllato dai carabinieri. Per lui c'è solo l'obbligo di firma in caserma. Per tutta la giornata può muoversi tranquillamente, in attesa della nuova udienza, fissata al 5 giugno. "E chi dice che questo immigrato si faccia trovare per affrontare il processo?", è il dubbio avanzato da diversi lendinaresi. "Visto che anche la giustizia, in questo caso, ha un po' di colpa non sarebbe il caso ? chiede con un pizzico di apprensione una signora ? di affrettare i tempi del processo? E' proprio necessario aspettare fino a giugno? Ho sentito anche dire che chi commette questo tipo di reati spesso è recidivo...". Un altro lendinarese, Osvaldo Cavetti, fa appello al buon senso e premette: "Non ho nulla contro il popolo marocchino e se al posto di questo immigrato ci fosse stato un italiano mi esprimerei allo stesso: però ? continua Cavetti ? qualcuno ha sbagliato. Anche la Procura che, mi pare di capire, ha peccato di superficialità. Adesso, secondo me, è necessario processare in fretta questa persona, anche perchè solo allora sapremo se è colpevole o innocente. Affrettare i tempi mi sembra l'unico modo per rimediare alla...gaffe". Una signora, invece, va giù più dura. Non nasconde la paura e nemmeno la rabbia. "Che questa persona se ne torni a casa sua ? sbotta la lendinarese ? : in questo Paese siamo arrivati all'assurdo. Se rubo al supermercato perchè ho fame vado dritta dentro, e un uomo accusato di stupro...può muoversi liberamente nella nostra città. La legge dovrebbe essere molto più severa". Si è trovato di fronte a un problema inaspettato anche il sindaco Alessandro Ferlin (foto a destra), che non nasconde la preoccupazione: "Temo che i cittadini possano allarmarsi. Mi sono subito confrontato con i carabinieri e per ora ? riferisce il primo cittadino ? la situazione è sotto controllo. Però rimane l'amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli uomini delle forze dell'ordine, se si sentono demotivati: un lavoro di mesi può venire vanificato per un cavillo burocratico". Maristella Carbonin.

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A GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 3 A GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita ... A GUARDARLA così, Lendinara, ieri, sembrava la solita Lendinara. Un pittore non avrebbe scelto colori più rassicuranti. Il mercato, come ogni sabato, ha riempito la piazza di gente indaffarata mentre le distese dei bar del centro si consumavano nell'ozio di aperitivi, risate e occhiali da sole. Eppure bastava uno sguardo un po' più attento e qualche battuta appena per trovare, qua e là, un'ombra. Sempre la stessa. Chi tra i denti, chi più apertamente lo ha ammesso: "Una volta questo paese era un'oasi di pace, e ora invece...". "Dicono che lo vedono girare tranquillamente in città. Io non so se saprei riconoscerlo ma non sono tranquilla... Lei sarebbe tranquilla?". La notizia del marocchino accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 14 anni e da qualche giorno trasferitosi nel comune polesano con il solo obbligo di firma in caserma è stata accolta da molti lendinaresi con un pizzico di rabbia e paura (soprattutto tra le donne). Il giovane immigrato, Samid Abdelghani, 27 anni, è uscito di carcere per un 'vizio di forma'. In sostanza l'ufficio del pm ha notificato la chiusura dell'indagine a uno solo dei due avvocati del marocchino sul quale pesa l'accusa di abusi sessuali nei confronti di una 14enne che abita nella bassa padovana. Giusto a non molti chilometri da Lendinara, dove, oggi, vive l'extracomunitario, strettamente controllato dai carabinieri. Per lui c'è solo l'obbligo di firma in caserma. Per tutta la giornata può muoversi tranquillamente, in attesa della nuova udienza, fissata al 5 giugno. "E chi dice che questo immigrato si faccia trovare per affrontare il processo?", è il dubbio avanzato da diversi lendinaresi. "Visto che anche la giustizia, in questo caso, ha un po' di colpa non sarebbe il caso ? chiede con un pizzico di apprensione una signora ? di affrettare i tempi del processo? E' proprio necessario aspettare fino a giugno? Ho sentito anche dire che chi commette questo tipo di reati spesso è recidivo...". Un altro lendinarese, Osvaldo Cavetti, fa appello al buon senso e premette: "Non ho nulla contro il popolo marocchino e se al posto di questo immigrato ci fosse stato un italiano mi esprimerei allo stesso: però ? continua Cavetti ? qualcuno ha sbagliato. Anche la Procura che, mi pare di capire, ha peccato di superficialità. Adesso, secondo me, è necessario processare in fretta questa persona, anche perchè solo allora sapremo se è colpevole o innocente. Affrettare i tempi mi sembra l'unico modo per rimediare alla...gaffe". Una signora, invece, va giù più dura. Non nasconde la paura e nemmeno la rabbia. "Che questa persona se ne torni a casa sua ? sbotta la lendinarese ? : in questo Paese siamo arrivati all'assurdo. Se rubo al supermercato perchè ho fame vado dritta dentro, e un uomo accusato di stupro...può muoversi liberamente nella nostra città. La legge dovrebbe essere molto più severa". Si è trovato di fronte a un problema inaspettato anche il sindaco Alessandro Ferlin (foto a destra), che non nasconde la preoccupazione: "Temo che i cittadini possano allarmarsi. Mi sono subito confrontato con i carabinieri e per ora ? riferisce il primo cittadino ? la situazione è sotto controllo. Però rimane l'amarezza per una burocrazia che evidenzia troppe lacune. E di fronte a ipotesi di reato così gravi dovrebbe esserci la possibilità di fare qualcosa. Invece ? continua il sindaco ? io come amministratore mi trovo le mani legate. Di fronte a casi come questi diventa comprensibile la sfiducia dei cittadini, ma capisco anche gli uomini delle forze dell'ordine, se si sentono demotivati: un lavoro di mesi può venire vanificato per un cavillo burocratico". Maristella Carbonin.

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<Federalismo alla Bossi, ma il Paese resti unito> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Federalismo alla Bossi, ma il Paese resti unito" Autonomia amministrativa ed economica ma salvaguardia dell'identità nazionale. E soprattutto una critica forte alla linea politica di Evo Morales, colpevole di aver alimentato le divisioni sociali interne pur di mantenere il governo del Paese e incapace di assicurare quel decollo industriale indispensabile per risollevare la Bolivia. Seguono a distanza ma con enorme interesse il dibattito politico i boliviani che vivono a Bergamo: hanno il polso di quello che succede al di là dell'Oceano dai loro parenti, ma anche dai giornali che leggono sempre in Internet. E poi parlano, si confrontano qui tra connazionali sull'esito del referendum in programma a Santa Cruz. E per la Bolivia alla fine pensano a un federalismo alla Bossi per intenderci tra l'Oriente più ricco e stanco di dare soldi a un governo centrale in cui dilaga la corruzione. "Ho sentito proprio qualche ora fa le mie sorelle ? spiega Nelson Marquez , artigiano e rappresentante della Casa dei boliviani di Bergamo, originario di Cochabamba ? e sono preoccupate per le possibili tensioni in vista del referendum. Mia moglie è appena rientrata dalla Bolivia in Italia e mi dice che la situazione economica è ancora peggiorata. Purtroppo Evo Morales ha deluso le nostre aspettative: ha fatto alcune riforme buone all'inizio ma poi non ha realmente migliorato la situazione delle famiglie più povere. Mi sembra che il suo unico intento sia stato quello di alimentare le divisioni sociali in Bolivia allo scopo di mantenere il potere. Ormai sono tanti i dipartimenti, cinque su nove, che hanno dato sfiducia a Morales e che chiedono l'autonomia. È tanti anni poi che Santa Cruz, una regione ricca, chiede l'autonomia amministrativa ed economica dall'Altipiano. E anch'io credo che sia la direzione giusta pur mantenendo salda l'integrità nazionale". Da Cochabamba a Santa Cruz il parere non cambia: "Mi dicono ? racconta David Torrico , imbianchino e giornalista di Santa Cruz ? che ci sono moltissimi giornalisti da tutto il mondo in questi giorni in Bolivia. L'attenzione internazionale è concentrata sul referendum di Santa Cruz perché dall'esito non dipende solo l'autonomia ma anche la credibilità del governo Morales. Fino a oggi il presidente ha smosso le masse dei campesinos e dei cocaleros e questo ha fatto credere che il popolo fosse dalla sua parte, ma attraverso questo referendum si capirà se è davvero così. Dietro le diverse posizioni poi ci sono non solo interessi nazionali ma anche ingerenze esterne. Questo spiega l'attenzione di tanta stampa estera. Io credo che un federalismo alla Bossi potrebbe funzionare anche in Bolivia per eliminare la corruzione dilagante del potere centrale". Sull'importanza di non perdere comunque l'unità nazionale ritorna invece Estrella Quiroga , antropologa, originaria di Santa Cruz: "L'integrità nazionale è fondamentale ? spiega ?: i "collas" non possono sopravvivere senza i "cambas" e viceversa, come le regioni che hanno più idrocarburi senza quelle che hanno più materie prime agricole. La Bolivia è forte nel panorama sudamericano se resta unita. L'autonomia di Santa Cruz e di altre regioni nasce da lontano ed è anche perseguibile per eliminare burocrazia e corruzione ma non deve diventare un elemento di divisione o essere sfruttata per imporre il potere politico. Quello che mi preoccupa è l'ingerenza dall'esterno per esempio di Cuba e del Venezuela che appoggiano il governo di Morales. Una famiglia è capace al suo interno di trovare delle risorse per stare unita ma se arrivano ingerenze dall'esterno trovare quell'equilibrio è più difficile. Lo stesso vale per un Paese. È importante trovare alleanze forti che possano essere realmente costruttive per la Bolivia". Si sofferma invece sulla irregolarità del referendum Julio Cesar Soto Antezana , dell'associazione interculturale Tawantinsuyo, muratore e originario di Cochabamba: "Il governo di Evo Morales è il primo eletto e legittimato dal popolo ? spiega ?: l'Assemblea Costituente è lo spazio per decidere anche il ruolo dei dipartimenti e delle autonomie regionali. Qualsiasi altra consultazione è irregolare e incoraggiata da chi per lungo tempo è stato abituato a governare senza la legittimazione del popolo. Spero che la popolazione di Santa Cruz vada a votare e segni il no sulla scheda in modo da mettere fine a questo potere di pochi contro il governo. Ci saranno le elezioni presidenziali per confermare o meno Morales. Intanto mi auguro che non ci siano brogli e soprattutto che la violenza sia messa da parte perchè una guerra civile non gioverebbe a nessuno". El. Cat.

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MASI DI CAVALESE - Il periodo non è dei migliori, il valore dei prodotti (latte e carne) è stazionario, mentre crescono in maniera quasi incontrollabile i prezzi delle materie prim (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E (gasolio, mais, soia, granaglie e quant'altro), ma gli allevatori non mollano, anche se la fatica aumenta ed i redditi sono in calo MASI DI CAVALESE - Il periodo non è dei migliori, il valore dei prodotti (latte e carne) è stazionario, mentre crescono in maniera quasi incontrollabile i prezzi delle materie prime (gasolio, mais, soia, granaglie e quant'altro), ma gli allevatori non mollano, anche se la fatica aumenta ed i redditi sono in calo. Senza dimenticare lo spauracchio dellle nuove malattie come la "blue tongue" (di origine africana, scoperta poco più di un mese fa all'Isola della Scala di Verona e che colpisce pecore, capre e bovini, anche se fortunatamente da noi non si è ancora fatta vedere) e l'anemia infettiva dei cavalli, le quali, pur non essendo gravissime, e tra l'altro non pericolose per l'uomo, mettono in crisi la commercializzazione e giustamente impongono particolari restrizioni e controlli. Sono concetti espressi ieri mattina a Masi di Cavalese dal vicepresidente della Federazione provinciale allevatori Ferruccio Chenetti , nel corso della bellissima mostra provinciale dei bovini iscritti al Libro genealogico nazionale della razza Grigio Alpina, organizzata dalla sezione di Cavalese, con il coordinamento del presidente della sezione provinciale Ivo Diodà . Ben 113 i capi iscritti, di Fiemme, Fassa, Primiero, Alta e Bassa Valsugana, in rappresentanza di 36 aziende, divisi in due categorie, manze e vacche, ed al centro dell'accurata analisi degli esperti, che hanno poi stilato la graduatoria finale, con l'indicazione delle due vincitrici. Reginetta delle vacche è stata nominata "Mausi" di Elena Capovilla di Daiano, con "Brina" di Angelo Degiampietro di Cavalese campionessa di riserva. Tra le manze, la campionessa è risultata "Palmina" di Roberto Paoli di Frassilongo, con "Barbi" di Giovanni Avi di Piné sua vice. Molto concreto e, come sempre, senza peli sulla lingua il vicepresidente della Federazione Chenetti nel suo intervento di saluto. "Ci siamo lasciati tre anni fa pieni di speranze per un futuro migliore" ha sottolineato. "Purtroppo ben poco è cambiato. Il nostro settore è sempre più in crisi, oppresso da una burocrazia asfissiante per nuove normative in materia di benessere e di trasposto degli animali, dalla presenza sempre più frequente, nei nostri allevamenti, di persone poco competenti e prive di buon senso, dal controllo degli alimenti che escono dalle nostre aziende. Si spera veramente in una maggiore remunerazione alla fonte dei nostri prodotti, a fronte di un vertiginoso aumento dei prezzi delle materie prime. Ma come sempre noi, uomini di montagna, abbiamo insita una tenacia atavica per andare avanti, anche a costo di grossi sacrifici, perché vogliamo bene alla nostra terra, all'ambiente e a questa razza Grigio Aalpina tipica della montagna, robusta e poco esigente". Parole di compiacimento e di stimolo sono venute anche dagli assessori provinciali Franco Panizza e Mauro Gilmozzi, dal sindaco di Cavalese Walter Cappelletto, dallo Scario della Comunità Raffaele Zancanella, dall'assessore comprensoriale di Fiemme Graziano Lozzer e dal presidente nazionale della razza Grigio -Alpina Malchnecht. Poi le premiazioni e la consegna dei campani da parte delle varie autorità. M. F. 04/05/2008.

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<Pago l'affitto al Comune per la Spes sono morosa> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 "Pago l'affitto al Comune per la Spes sono morosa" Un ente non gira il canone all'altro e lei rischia lo sfratto "DA QUANDO abito in questa casa ho sempre pagato l'affitto al Comune. Sempre, senza mai mancare un mese, strappando i soldi da quei duecento euro che mi passa l'Inps. E ora mi si viene a dire che ho sbagliato, che dovevo versare tutto su un altro conto corrente, che sono considerata inadempiente e che rischio perfino lo sfratto". Per la signora Daniela Biagini, la burocrazia ha l'aspetto di una raccomandata dell'ufficio urbanistica del Comune di Lamporecchio in cui senza preamboli, s'avverte che "i versamenti erroneamente effettuati alla Tesoreria comunale, non costituiscono saldo dei canoni dovuti" e che "Lei, dal gennaio 2008, risulterà morosa nei confronti della Società per l'edilizia sociale che potrà avviare le procedure delle leggi vigenti". LA VICENDA ruota attorno a poco meno di un paio d'euro al mese: la spesa per un bollettino postale. Una somma da niente, per molti. "Un'enormità", per la signora Biagini che a 52 anni, con una grave invalidità non riesce a trovare lavoro, pranza alla mensa Caritas e tira avanti con un assegno d'invalidità da 257 euro il mese e uno da 150 passato dal padre delle sue due figlie. "Abito qui dal '95 ? dice mostrando il piccolo appartamento di Alberghi, su un cucuzzolo della via Sambarontana ? pagando direttamente al Comune il canone di 13 euro. I problemi sono sorti a gennaio, col passaggio alla Spes. Da allora, anziché pagare con addebito in conto corrente e senza spese, ci è stato imposto di versare alla Spes tramite bollettini del costo di un euro e 80. Per me ? spiega ? si tratta di una cifra insostenibile e non ho potuto fare altro che continuare a pagare l'affitto alla tesoreria comunale per evitare l'aggravio dei bollettini". "Anche se con modalità diverse da quelle previste, ho continuato a pagare. Eppure ad aprile mi vidi recapitare una lettera in cui il Comune mi dice che la Spes mi considera morosa. Evidentemente è la stessa amministrazione a non averle girato gli importi". "Ho provato a parlare con gli amministratori, per continuare a pagare tramite banca, ma nessuno mi ha dato ascolto. Ora rischio di trovarmi nella strada. Ma non voglio dargliela vinta". D'ALTRONDE, è da tempo che la signora Biagini e i residenti degli altri 7 appartamenti sul San Baronto hanno il dente avvelenato. "Dagli spazi angusti che costringono a una convivenza difficile fra il vicinato", "alle piante del giardinetto che attirano sciami di calabroni", dall'androne scalcinato, al ciglio della strada franante, fino alla "mancanza di fontanelle collegate alla cisterna esterna", la lista delle lamentele è lunga. "Queste case ? spiega Luigi Desideri ? sono così umide che quando accendo la stufa si rischia d'asfissiare. A loro interessa solo prendere gli affitti, che da quando vanno alla Spes, sono aumentati". "Colpa del bollettino postale ? gli fa eco Mohammed Wuadyid, il marocchino dell'appartamento vicino ? si pagano tanti soldi. Abitiamo in due stanzine e fra affitto, acqua, rifiuti tiriamo fuori centinaia di euro al mese". Simone Trinci.

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Di MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il re (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO pag. 5 di MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il re... di MATTEO INCERTI MULTATO undici volte in venti giorni, nonostante abbia il regolare permesso di circolazione automobilistica in centro storico. Non è una storia tratta dai tragicomici racconti del ragionier Ugo Fantozzi o dal libro dei Guiness dei Primati, ma quanto capitato realmente ad un commerciante di Reggio residente nell'esagono cittadino. Commerciante dotato di regolarissimo permesso di circolazione in zona a traffico limitato. "Sembra incredibile ma è tutto vero ? denuncia D. F., commerciante che risiede in centro storico dove lavora insieme ad altri soci ? negli ultimi venti-venticinque giorni sono stato multato ben undici, dico undici volte nonostante io abbia il permesso da commerciante e residente". Cosa è successo ? "Tutte le volte che mi è stata data una multa dalla Polizia Muncipale ? spiega ? mi dicevano che non si poteva parcheggiare in quel posto, in realtà io potevo posteggiare il mio mezzo regolarmente in quanto sono dotato di regolare permesso di circolazione in centro storico". Come ovviare a quello che sembra prospettarsi come un clamoroso e ripetuto errore da parte della Municipale? "Io dovrò fare il ricorso ben undici volte in quanto come mi ha confermato la vicecomandante della Polizia Municipale di Reggio ho ragione in quanto con il permesso in mio possesso io potevo parcheggiare regolarmente". Semplice. Per evitare di pagare ben 450 euro di multa frutto di ripetuti errori ora, D.F. dovrà quindi cimentarsi in un vero e proprio "campionato" dei ricorsi. Ben undici da presentare. Sottraendo così tempo alla propria attività economica. "Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano residente in centro ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal Giudice di Pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente. Nel frattempo, in attesa di prendere carta e penna e scrivere il "piccolo manuale dei ricorsi al Giudice di Pace" in undici atti, il cittadino ha anche scritto a Comune, Prefettura e Questura per spiegare l'incredibile situazione.

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Michele comper MORI - Volontariato sì, ma <professionale> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Michele comper MORI - Volontariato sì, ma "professionale" michele comper MORI - Volontariato sì, ma "professionale". È il progetto che lo squadrone ex comitato turistico locale (Ctl) sta portando avanti con determinazione già da due anni e che finalmente arriva al dunque: la nuova pro loco "Mori - Val di Gresta" (il nome è già deciso, ed è significativo) nascerà ufficialmente il prossimo 15 maggio, giorno di un'assemblea costituente che si preannuncia alquanto affollata. E a chi sorride (magari dal vicino Garda) pensando ad una Mori turistica, qui rispondono che ci sono più di ottanta associazioni vispe, entusiaste e infaticabili che attendono una vera e propria rivoluzione. Rivoluzione che passa per tre mega progetti destinati a trasformare il turismo della Vallagarina: il Parco dei sapori di Loppio (progetto esecutivo quasi pronto, appalto dei lavori entro il 2008 e opera conclusa, si spera, nel 2010); la nuova cantina-modello ipogea da 23 milioni, una delle più grandi al mondo completamente sotto terra (pronta secondo i piani per l'estate 2010); e il ri-nascente lago di Loppio che uno staff della Provincia sta per resuscitare alla morte occorsa cinquant'anni fa per mano dell'uomo: l'inizio dei lavori, precisamente la costruzione di una galleria drenante di 900 metri nel monte Baldo che recuperi l'acqua che non c'è, era previsto proprio in questi giorni, ma è slittata a fine anno. Si tratta insomma di creare uno strumento di supporto e coordinamento che dirà la sua a più livelli; se la pro loco non sarà più - come prima il Ctl - emanazione diretta del consiglio comunale, tuttavia con la politica conta di dialogare: non solo per le scelte strettamente turistiche, ma per la gestione del territorio e della mobilità. Il tutto con un obiettivo ambizioso: fare della borgata moriana un centro turistico senza se e senza ma. "Col livello raggiunto dal Ctl potevamo tranquillamente vivere di rendita fino a fine legislatura - dice l'assessore Valter Gazzini - invece la scelta è stata per una svolta. Una svolta in cui crediamo fermamente". Grandi idee, ma anche soluzioni operative. Non mancherà ad esempio l'ufficio turistico: per far promozione, relazione con le associazioni, stipulare convenzioni e sostenere nel seguire la burocrazia. Un quartier generale operativo e progettuale che in molti già s'immaginano nel Parco dei sapori di Loppio. Lo avevano già detto: questa Pro Loco si candida a gestirlo. 04/05/2008.

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Di MATTEO INCERTI REGGIO EMILIA UNDICI MULTE in venti giorni, (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 18 di MATTEO INCERTI ? REGGIO EMILIA ? UNDICI MULTE in venti giorni,... di MATTEO INCERTI ? REGGIO EMILIA ? UNDICI MULTE in venti giorni, nostante il regolare permesso di circolazione in centro storico. Undici multe da contestare con ben undici ricorsi al giudice di pace. Se con la class action ora i consumatori possono raggrupparsi a migliaia per fare causa a grandi gruppi economici, a Reggio Emilia undici multe sbagliate ad un commerciante si risolvono con undici ricorsi tutti separati. Non è una storia tratta dai tragicomici racconti del ragionier Ugo Fantozzi, ma quanto capitato realmente a D.F., commerciante reggiano residente nell'esagono cittadino. Commerciante dotato di regolarissimo permesso di circolazione in zona a traffico limitato. "Sembra incredibile ma è tutto vero ? denuncia il commerciante che lavora insieme ad altri soci ? negli ultimi venti-venticinque giorni sono stato multato ben undici, dico undici volte nonostante io abbia il permesso da commerciante e residente". Cosa è successo ? "Tutte le volte che mi è stata data una multa dalla Polizia muncipale ? spiega ? mi dicevano che non si poteva parcheggiare in quel posto, in realtà io potevo posteggiare il mio mezzo regolarmente in quanto munito di regolare permesso per il centro storico". Come rimediare a questo errore ? "Dovrò fare il ricorso ben undici volte in quanto come mi ha confermato la vicecomandante della Polizia municipale ho ragione in quanto con il permesso in mio possesso io potevo sostare regolarmente". Per evitare di pagare 450 euro di multa frutto di ripetuti errori, D.F. dovrà quindi cimentarsi in un vero e proprio campionato dei ricorsi. Ben undici da scrivere e presentare. "Sarà veramente un surplus di burocrazia ? spiega il commerciante reggiano ? perché per ben undici volte mi toccherà probabilmente recarmi dal giudice di pace, tutto tempo sottratto al mio lavoro per colpa di un errore". La multa da quel che risulta dai verbali è sempre elevata da parte dello stesso agente. "Per denunciare la situazione ho anche scritto a Comune, Questore e Prefettura", conclude.

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La Giustizia è un servizio (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marcello Pera, ministro in pectore, glissa sul nuovo governo ma parla del problema delle riforme "La Giustizia è un servizio" "Obiettivo? Sentenze rapide e rispetto delle pene" UGO DINELLO MESTRE. Penso alla Giustizia come a un servizio, quindi, per fare un paragone calato nella realtà del cittadino, un servizio simile ai trasporti. Cosa chiede un pendolare al suo servizio di trasporto pubblico? Che sia efficiente e sicuro. Così la Giustizia: sentenze rapide e il rispetto, dove ci siano, delle pene". Marcello Pera, ministro in pectore della Giustizia italiana, glissa sul totoministri, ma affronta volentieri il problema delle riforme urgenti. Lei ha appena auspicato sul suo sito un "rapporto di collaborazione con l'opposizione parlamentare per condividere quelle riforme costituzionali che sono ormai inderogabili". Quali? "Penso al federalismo e di conseguenza al bicameralismo, oltre a Giustizia e ai poteri del primo ministro". Questo presuppone un'operazione profonda sulla Carta Costituzionale. "Sì, credo che per alcuni punti la nostra Costituzione non sia più adeguata alle esigenze di governabilità. Faccio un esempio concreto: pensiamo al sindaco, una figura ben nota a chiunque. Una figura apprezzata appunto perché in ambito amministrativo spetta a lui decidere. Può nominare i suoi collaboratori e attuare un programma. Certo il Consiglio comunale lo controlla e lo può bocciare, ma allora si scioglie tutto. Un sistema che fa salve le esigenze di governabilità ed è veloce. E questo è il punto: il sistema bicamerale non consente tempi rapidi per decisioni concretamente esecutive. Per un disegno ministeriale serve almeno un anno. Il modello del sindaco invece in questo campo va meglio perché individua le responsabilità". Come cittadino che tempi si augura per la formazione del nuovo governo? "Anche qui se prendiamo ad esempio altri paesi (Spagna o Regno Unito) vediamo che subito dopo le elezioni i governi sono già all'opera. Da noi dobbiamo sottostare a una "liturgia" troppo lunga. Mi auguro comunque che tutto si risolva entro pochissimi giorni". Federalismo: di che tipo, fiscale o istituzionale? "Accanto alla trasformazione del Senato in Camera delle Regioni bisogna puntare al trasferimento di molte decisioni esclusive in ambito regionale, penso ai trasporti, lasciando allo Stato la gestione delle grandi infrastrutture. Certo bisogna evitare due cose: che il potere di veto incrociato blocchi i grandi disegni nazionali, e soprattutto la riproduzione a livello regionale della burocrazia statale". La prima esigenza in materia di Giustizia? "Penso alla Giustizia civile, che ha tempi troppo lunghi e che allontana gli investimenti delle aziende estere, impaurite dalle lungaggini di un eventuale contenzioso. Se pensiamo "laicamente" alla Giustizia e lasciamo da parte le tensioni politica-magistrati sono convinto che si arrivi a un percorso condiviso".

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L' ANATEMA lanciato all' indomani delle elezioni dal presidente usce (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E COMMENTI pag. 42 L' ANATEMA lanciato all' indomani delle elezioni dal presidente usce... L' ANATEMA lanciato all' indomani delle elezioni dal presidente uscente di Confindustria Montezemolo contro un sindacato, definito "casta di professionisti del veto", ha raggiunto un duplice obiettivo: cogliere il momento favorevole per riproporre con forza il tema degli assetti contrattuali nell' industria, e offrire un assist a Emma Marcegaglia, che si trova così di fronte al tema più forte del suo mandato: spostare decisamente il baricentro della contrattazione dentro l'impresa, dove si gioca caso per caso la partita della competitività. Se il progetto andrà in porto, si completerà la lunga marcia, iniziata nel 1992 con l' abolizione della scala mobile. Colpisce, tuttavia, che dopo avere in soli undici mesi sostituito nella contrattazione dei salari la logica dell' indicizzazione con la logica della produttività, tutto si sia fermato per quindici anni. E' vero che gli anni 92-93 furono di emergenza nazionale: l' Italia si giocava l' equilibrio finanziario e la permanenza in Europa; ma in questi ultimi quindici anni i cambiamenti di scenario non sono stati meno radicali e drammatici. Basti pensare alla introduzione della moneta unica europea e alla discesa in campo dei nuovi giganti economici asiatici. Le cause di questo ritardo per lo più vengono fatte risalire alle resistenze centralistiche del sistema ed agli arroccamenti conservatori delle grandi burocrazie sindacali e corporative; ma è una spiegazione parziale. Sul campo vi è stata anche l'esitazione delle imprese, in specie quelle piccole e piccolissime, a sostituire progressivamente le certezze di un unico contratto nazionale uguale per tutti, con la complessità di relazioni più partecipative, basate sulla individuazione di obiettivi reali e misurabili, sulla trasparenza dei dati e delle informazioni circa le performance aziendali. Oggi, su una realtà meno verticalizzata, meno manifatturiera, più internazionalizzata andrà disegnato il nuovo modello. Con una consapevolezza in più. Il trasferimento della contrattazione dentro l'azienda porterà con sé verosimilmente la disintermediazione dagli apparati sindacali, sia dei lavoratori sia delle imprese, spostando le competenze e le condizioni del confronto: in poche parole serviranno più analisti di bilancio e meno organizzatori di scioperi o esegeti di testi contrattuali; dopo la riforma non vi sarà più spazio per le campagne rivendicative sindacali sul territorio sostenute dalla solidarietà di tutti i lavoratori, o per azioni di resistenza collettiva delle imprese, impegnate a muoversi, su questo come su tanti altri fronti, singolarmente. Saranno premiate le parti sociali che sapranno muoversi con rapidità e lungimiranza, verso il cambiamento. Giuliano Gotti già segretario generale dell'Associazione Industriali di Bologna dal 1985 al 2007.

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La salute che non ha frontiere (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Gallura Pagina 8053 Olbia. Compie tre anni il progetto nato grazie al protocollo d'intesa tra Laboratorio interculturale e Asl La salute che non ha frontiere Olbia.. Compie tre anni il progetto nato grazie al protocollo d'intesa tra Laboratorio interculturale e Asl Nell'ambulatorio degli immigrati 2.500 visite --> Nell'ambulatorio degli immigrati 2.500 visite L'ambulatorio per gli immigrati si trasferisce in via Canova in attesa della ristrutturazione dei locali del vecchio ospedale dove troverà la sua casa definitiva: una struttura fondamentale nella città sarda con la più alta crescita di immigrati stranieri. Il diritto alla salute senza frontiere abita in via Canova, di fronte alla Guardia medica. Qui c'è quello che la burocrazia sanitaria chiama ambulatorio per stranieri temporaneamente presenti . Che si traduce con immigrati irregolari, in attesa di regolarizzazione o nel limbo dei neocomunitari come i romeni. Clandestini, per qualcuno. Pazienti, per l'equipe di medici e operatori sanitari che, due volte alla settimana, fanno servizio extra e mettono scienza e coscienza al servizio di chi non ha in tasca nè il permesso di soggiorno nè il tesserino sanitario. Non per buonismo ma per radicata convinzione che il diritto alla salute appartenga a tutti. IL LABORATORIO Il progetto viene dall'esperienza del Laboratorio interculturale che ha stipulato un protocollo di intesa con la Asl di Olbia, reso possibile grazie a un provvedimento previsto in origine nella legge Turco-Napolitano e mantenuta nella Bossi-Fini. Non è l'unico contributo portato dal Laboratorio alla pacifica convivenza tra culture, in una città dove l'immigrazione cresce a ritmi vertiginosi. La percentuale di stranieri residenti nel territorio gallurese rispetto alla popolazione residente è del 2,88 per cento. Su ventimila stranieri regolari che vivono in Sardegna, 4.300 si sono stabiliti in Gallura. Il Labint si occupa anche di corsi di alfabetizzazione per extracomunitari e in generale di progetti culturali. IL SERVIZIO In tre anni di attività l'ambulatorio ha effettuato 2.500 visite, soprattutto giovani adulti provenienti dal Senegal e dal nord Africa anche se negli ultimi anni crescono i romeni. "L'ambulatorio - spiega la coordinatrice Francesca Ena - è destinato agli immigrati non ancora in regola. Chi è in regola, infatti, ha diritto al medico di base e ha accesso al sistema sanitario nazionale come i cittadini italiani. Poi, in realtà, non sempre sono informati e quindi spesso svolgiamo attività di indirizzo anche con questi pazienti". L'ambulatorio, che offre un'assistenza sanitaria gratuita, è aperto il mercoledì e il giovedì dalle 18 alle 20 (in estate dalle 19 alle 21) ed è stato trasferito in via Canova in attesa della ristrutturazione dei locali del vecchio ospedale dove sarà collocato in pianta stabile. Ci lavorano una ginecologa, una pediatra, due medici di base, un internista, un dermatologo, quattro ostetriche, una vigilatrice d'infanzia e due infermiere professionali. I PAZIENTI La lingua rappresenta un ostacolo abbastanza superabile con una conoscenza di base di francese e inglese. Tutti gli operatori hanno seguito un corso di formazione. "In realtà - spiega ancora Francesca Ena - la figura che sarebbe necessaria, non solo nel nostro ambulatorio ma anche in altri contesti cittadini è quella del mediatore culturale. Perchè per comprendersi a fondo certe volte non basta la lingua". La percezione del proprio corpo, della salute e della malattia è profondamente diverso. Emblematica sotto questo profilo l'esperienza della gravidanza e del parto che le donne africane vivono circondate da mamme e sorelle che si prendono cura di loro. L'esperienza dell'anonimo lettino di una sala parto, di un attrezzato ospedale occidentale, può essere molto traumatica da sole. Ma poi, qualche volta, basta un'ostetrica che stringa la mano per sentirsi quasi a casa. C.D.R.

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Affitti, nuove regole e controlli (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VILLAFRANCA Affitti, nuove regole e controlli VILLAFRANCA. Da oggi sarà più difficile ottenere la residenza. Il Comune ha esteso quanto già in vigore nel regolamento edilizio per le nuove costruzioni anche alle case in affitto. Ai requisiti igienico-sanitari già richiesti, metratura stanze e condizioni servizi igienici in base al numero degli occupanti, il proprietario o chi legalmente può affittare deve fornire tutti questi dati con un atto di notorietà. Sono previste sanzioni per i trasgressori che avranno rilievo penale per coloro che dichiareranno il falso. "Il problema è che spesso in municipio vengono avanzate richieste di residenza, in prevalenza da stranieri, dove sono forniti quasi sempre gli stessi indirizzi - spiega il sindaco Beatrice Piovan - quindi o si tratta di indirizzi fittizi o le abitazioni sono sovraffollate. Ci siamo resi conto, quando ci vengono richiesti contributi per le spese di affitto, che molti non sono in regola; quindi abbiamo deciso di richiamare alle proprie responsabilità anche coloro che affittano. In paese tutti sono ben accolti, ma devono avere un lavoro e comportarsi in modo corretto: stessi diritti, stessi doveri". "Si tratta di una ordinanza in proseguo di quanto ha già fatto Bitonci a Cittadella - afferma Alessandro Paiusco (Lega) - già pronta da tempo, ma che abbiamo emanato ora per far capire ai cittadini che le promesse elettorali diventano fatti concreti. Non si tratta di razzismo, ma di applicazione delle regole". Il sindaco sottolinea inoltre che sulla sicurezza sono essenziali maggiori fondi per la polizia municipale, in modo da potenziarne l'organico nonostante il patto di stabilità, ma anche di come sia indispensabile snellire la burocrazia. "Invito i cittadini - chiude Piovan - a segnalarci qualsiasi situazione ritenuta anomala, in modo che possiamo fare le opportune verifiche". (Luisa Morbiato).

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Il segretario del pd vogliamo un partito più vicino ai cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avezzano Il segretario del Pd "Vogliamo un partito più vicino ai cittadini" AVEZZANO. Un mese di campagna di ascolto e di riflessione sul dato elettorale e soprattutto sulle cose da fare. Il segretario provinciale del Pd, Michele Fina, e le strutture operative forniranno analisi articolate del voto e piattaforma di lavoro per le riunioni dei prossimi giorni. Incontri che serviranno a riportare lo sguardo della politica tra la gente, comprendere disagi e aspettative del territorio. "Costruire insieme il "senso" del Pd, non come semplice aggregazione delle anime che lo compongono ma come forza nuova capace di generare valori, idee e progetti in sintonia con il territorio. Alla luce del risultato elettorale non cambiamo la strada intrapresa, cambiamo di certo marcia". Fina, nel corso della riunione dell'Ufficio di segreteria che si è tenuta ieri nella sede di Avezzano, esorta tutti a mettere da parte le vecchie appartenenze per far crescere il Pd sui binari della discontinuità e dell'innovazione. "I cittadini", ha affermato, "vogliono una politica delle realizzazioni e non delle promesse, dell'efficienza e non della burocrazia, della unità e non della litigiosità". Saranno convocati la prossima settimana coordinatori di circolo, delegati all'assemblea provinciale e amministratori comunali zona per zona (giovedì la Marsica, venerdì Valle Peligna e Alto Sangro, data da definire per L'Aquila). Per ogni realtà saranno raccolte problematiche ed aspettative. "Entro fine mese terremo un nuovo giorno di primarie", annuncia Fina, "per costituire circoli nei comuni mancanti".

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Va a denunciare un furto e viene arrestata (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo Va a denunciare un furto e viene arrestata Segnala la sparizione del passaporto, la scoprono clandestina TERAMO. Si è presentata in questura per denunciare il furto del proprio passaporto, ma è stata arrestata perchè clandestina. Lei è una ucraina di 30 anni, che da venerdì mattina è rinchiusa nel carcere di Castrogno in attesa di essere accompagnata alla frontiera. Il fatto è avvenuto nella prima mattinata di ieri negli uffici di viale Bovio, dove la donna si era presentata per denunciare il furto del suo passaporto. Il poliziotto, nel verificare i dati della donna al computer, si è accorto che la giovane ucraina era entrata illegalmente in Italia per la seconda volta, perchè precedentemente espulsa, senza attendere l'eventuale ma nacessaria autorizzazione da parte del ministero dell'Interno. "Così come impone l'applicazione della normativa vigente", si legge in una nota del capo di gabinetto della questura Mimmo De Carolis, "la giovane donna è stata arrestata e successivamente sarà nuovamente accompagnata dai poliziotti alla frontiera. Forse la donna credeva che la burocrazia non fosse, in realtà, così efficiente". E sempre nell'ambito dei controlli agli extracomunitari, tra giovedì e venerdì due cittadini albanesi sono stati arrestati dai carabinieri per violazione della legge Bossi-Fini.

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<Liberate i fratellini>. Strappati i manifesti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-04 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Basiglio Da 51 giorni i due piccoli sono tenuti in comunità separate dopo la scoperta di un disegno osé a scuola "Liberate i fratellini". Strappati i manifesti Il Comitato di mamme: è un boicottaggio contro la fiaccolata Una mamma: "I nostri figli avevano appeso le locandine dappertutto, il giorno dopo non c'era più traccia" Spariti. Dai portoni, dalle facciate delle residenze, dai semafori. Staccati in una notte. I volantini (centinaia) che annunciavano la manifestazione in difesa dei fratellini di Basiglio sono scomparsi all'alba di ieri mattina. Qualcuno li ha strappati via. "Boicottaggio ", dicono le mamme che stanno combattendo per far tornare a casa Giorgia e Giovanni, da 51 giorni lontani dalla famiglia per colpa di un disegno osé trovato sotto il banco della piccola. Ma non per questo si arrendono: "Martedì saremo più di duecento. Non ci facciamo intimidire ". Un'altra ombra su Basiglio. Prima le accuse e i sospetti, i fratellini sottratti da casa senza essere stati sentiti dai Servizi sociali (come è scritto nel provvedimento di allontanamento), la perplessità del giudice del Tribunale per i minorenni, la testimonianza della mamma di una compagna di Giorgia che avrebbe indicato sua figlia come la vera autrice della vignetta, la permanenza dei bambini in comunità nonostante questo elemento decisivo. "E ora la manifestazione boicottata. Davvero non capiamo", continuano le organizzatrici della fiaccolata. "Non siamo un gruppo di rivoluzionari. Cerchiamo solamente Nadia, una delle mamme, commenta: "I nostri figli si erano dati tanto da fare per appendere su ogni portone di Basiglio l'appello a partecipare alla manifestazione alcuni negozianti conservano ancora la locandina con l'appello "Ridateci Giorgia e Giovanni". Pazienza, sospirano le "sovversive" (così si autodefiniscono, ridacchiando): "Non per questo si rimanda la manifestazione". E dunque appuntamento la verità". Striscione al derby ". Ieri mattina la sorpresa: "Ci siamo svegliati e sulle facciate delle quaranta residenze di Milano 3 non c'era più niente". Solo Oggi a San Siro un maxi-striscione chiederà il ritorno di Giorgia e Giovanni martedì sera alle 20 davanti al Comune di Basiglio con tanto di autorizzazione dalla questura locale, via libera dai vigili, il sostegno dell'associazione per i diritti umani e dei genitori separati dai figli. Mobilitazione. Comunque. Nonostante sia difficile pensare a una soluzione in brevi tempi della vicenda. Bisogna ancora aspettare la perizia del grafologo e dello psicologo, entrambi nominati dal Tribunale per i minorenni, e la decisione del giudice. Antonello Martinez, l'avvocato che si sta battendo (giorno e notte) per riportare a casa i fratellini, sembra fiducioso: "La burocrazia e i due "ponti" del 25 Aprile e del Primo Maggio non ci hanno aiutato. Speriamo che nei prossimi giorni qualcosa inizi a sbloccarsi". Una settimana decisiva per il destino di Giorgia e Giovanni. Martedì la fiaccolata e, forse, anche il verdetto del grafologo. Ma già oggi i due bambini potranno sentire l'affetto di chi sta lottando per loro. Uno striscione di cinque metri è pronto per essere appeso sugli spalti di San Siro. Questo pomeriggio, durante il derby Milan-Inter. La scritta: "I fratellini di Basiglio subito da papà e mamma". Annachiara Sacchi Scuola La scuola elementare di Basiglio. Una maestra ha trovato il disegno osé sotto il banco della piccola Giorgia (nome di fantasia).

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La ricerca e la cecità della politica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-05-04 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Pensa la salute di Giuseppe Remuzzi La ricerca e la cecità della politica F orse i 330 milioni di euro che servono per l'Alitalia vengono dal fondo per la ricerca. Lo ha detto a Roma in questi giorni Susanna Agnelli. Se fosse davvero così e se continuerà ad essere così, fra dieci anni saremo fuori dal giro della ricerca che conta. E questo mentre c'è chi pensa - Sheila Jasanoff, per esempio, che insegna scienza e tecnologia a Harvard - che oggi la principale ricchezza della nazioni sia la conoscenza e che il capitale sia fatto dalle persone competenti. Ma noi abbiamo meno ricercatori di tutti in Europa e quei pochi sono su di età, anche perchè spendiamo in ricerca meno di tutti. I numeri sono noti, ripeterli è persino banale. Da noi non c'è nessuna attenzione per i giovani ricercatori e così i migliori vanno all'estero. Si sono fatte varie leggi per farli tornare, una peggio dell'altra. è sbagliato, lasciamoli là gli scienziati che hanno avuto successo all'estero, per fortuna ci sono loro a vicariare le carenze delle nostre scuole di medicina. Sono loro che ospitano nei loro laboratori tanti che dopo aver fatto l'Università in Italia, per emergere o anche solo per trovare un lavoro devono andare via. Invece dovremmo fare di tutto per rendere competitivi i nostri laboratori, allora tanti bravi scienziati verranno da noi dall'Europa dell'Est, dall'India, dalla Cina. Ma per questo servono più soldi, la capacità di spenderli bene e ci si deve rendere conto che la ricerca ha tempi lunghi (l'esempio della terapia genica per la cecità di cui ha parlato a Roma Susanna Agnelli dovrebbe far riflettere, i dati suggeriscono che potrebbe essere efficace, ma per esserne certi serviranno altri studi). E come si fa a essere sicuri che i soldi siano spesi bene? Basta darli direttamente ai ricercatori, a quelli bravi, a quelli che pubblicano bene. Che poi vanno lasciati liberi di impiegarli come vogliono, senza la burocrazia estenuante dei rapporti e rendiconti. "L'Europa della ricerca è in ritardo sugli Stati Uniti e anche su Cina e India. Così si è fatto il Consiglio Europeo per la Ricerca, con l'idea di promuovere i giovani migliori e consentire ai ricercatori esperti di continuare i loro studi in Europa. Il Consiglio può contare su un miliardo di euro all'anno, ma nessuno dei paesi che contribuisce al programma avrà alcuna garanzia di riprendersi i soldi. è facile prevedere che l'Italia con pochi ricercatori e poche strutture davvero moderne dove farli lavorare perderà anche questa opportunità. Ormai la buona volontà dei singoli non basta più. è venuto il momento della politica. Quella che dovrebbe occuparsi della gente e decidere delle cose importanti al di là degli interessi di parte o di qualcuno. Lo faranno? E mentre gli altri paesi passano dalle società industriali alla società "delle conoscenze", noi salveremo l'Alitalia. Esperti e tecnologia per affrontare i grandi problemi di questo secolo, presto non ne avremo più. Ma avremo la compagnia di "bandiera".

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Nasce il comitato <Sicurezza? Sì grazie> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALSOMAGGIORE 04-05-2008 PREVENZIONE UN MOVIMENTO TRASVERSALE Nasce il comitato "Sicurezza? Sì grazie" Paola Tanzi II E' nato, sulla scia del movimento apolitico nazionale e di quello avviato a Parma dal sindaco Vignali, il comitato "Sicurezza? Si, grazie". Una forza trasversale, sorta da Stefano Maccari, Adelmo Lusuardi, Cinzia Borselli, Corrado Testa, Luca Musile Tanzi, Antonino Strangi, Gianfranco Biolzi e Mariano Brusamonti, per garantire a Salso "la sicurezza di poter dormire od allontanarsi da casa senza timori, ai nostri nonni di ritirare la pensione senza temere di essere scippati, alle nostre donne di aspettare un bus o un treno senza terrore di essere violentate. La sicurezza che chiedono i nostri figli contro il bullismo. E la sicurezza di una pena sicura e certa contro i colpevoli", come si legge nel comunicato del movimento. Precisi gli obiettivi indicati dal movimento: più potere ai sindaci per la lotta alla criminalità, più personale e mezzi alle forze dell'ordine nelle città medie e piccole, più funzioni di sicurezza urbana alla Polizia Municipale, meno clandestinità che ostacola l'immigrazione regolare, meno tolleranza e sconti di pena per la microcriminalità, meno burocrazia per i controlli sulla residenza, regolamentare i flussi immigratori sul reale fabbisogno locale. Nei prossimi giorni il comitato allestirà banchetti esplicativi e avvierà una raccolta firme "per dare più voce e forza al progetto parmigiano, sperando che la prima firma sia proprio del primo cittadino salsese". Proprio l'altro ieri a Parma hanno debuttato i volontari della sicurezza: 28 militari in congedo chiamati dal sindaco Vignali a segnalare situazioni critiche.

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Boris, un clown alla City Hall (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

DAL MONDO 04-05-2008 IL PERSONAGGIO PRONTO UN TEAM DI ESPERTI PER ASSISTERLO Boris, un clown alla City Hall II Clown, buffone, dandy e gaffeur impenitente? Chi lo conosce bene assicura che il pazzerellone dalla battuta pronta e i capelli scompigliati finito sullo scranno della City Hall di Londra è molto meglio di quello che sembra. Troppo abile a giocare sul suo personaggio per credere che non ci sia del "contenuto" autentico dietro la sua continua voglia di esibizione. Un milione e trecentomila londinesi che lo hanno votato la pensano così. Alexander Boris de Pfeffel Johnson, nuovo sindaco londinese che parla latino e greco antico, è l'uomo che i suoi metodi spicci, la sua parlantina rapida ed efficace, il suo passato da ex conduttore di quiz televisivi, ha fatto scorrere i titoli di coda all'era Livingstone, contribuendo in maniera ancora più efficace al rilancio dei conservatori alle amministrative. Su di lui, pronto per Londra con tante idee chiare (e altre un pò bizzarre) dai risparmi nella burocrazia alla sicurezza, i Tories puntano tutto per le politiche del 2010 nonostante siano in molti all'interno del partito a dubitare sulle sue qualità di amministratore. Motivo in più per appoggiare, sostenere e "istruire" con un team di esperti l'"uomo della svolta" educato a Eton (la scuola privata dei re dei premier) e a Oxford con una passione manicale per la Roma dei Cesari. Finora ha gestito solo una rivista ("Spectator", storico settimanale della destra colta) ma al 53% dei londinesi la scarsa esperienza in merito del 44enne nato a New York trapiantato in Inghilterra ed ex corrispondente da Bruxelles del "Daily Telegraph", non è un problema. "Sono felice e onorato di guidare questa città, ringrazio anche chi non mi ha votato, adesso però ho da fare, ho persone da incontrare e devo mettermi subito a lavorare" sono state le sue prime parole appena uscito dalla sua casetta a Islington (stesso quartiere , dove viveva Tony Blair). - -.

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Quei bambini sequestrati dal giudice (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 106 del 2008-05-04 pagina 0 Quei bambini sequestrati dal giudice di Stefano Zecchi Un protrarsi delle indagini che pesa sulla vita dei ragazzini di 9 e 13 anni. Da oltre 50 giorni vivono lontano da mamma e papà, in attesa della perizia calligrafica Adesso c'è anche la carcerazione preventiva per i bambini. Della vicenda è stata data notizia cinquanta giorni fa, e poi non si è saputo più niente. Per ricordare, i fatti sono questi. Due fratellini, lui di 13 anni, lei di 9 sono stati strappati alla loro famiglia e affidati a una comunità. Sono esattamente 51 giorni che i bambini vivono separati dai loro genitori. Con i tempi che corrono, non è stravagante pensare che in famiglia sia stata perpetrata qualche violenza, qualche turpitudine al punto di dover prendere una grave decisione come quella di separare i bambini dai propri genitori per salvaguardarne l'integrità. Cosa invece era accaduto? Nella classe della bambina, scuola elementare, era stato trovato sotto il banco della piccola un disegno che rappresentava lei (o una bimba qualsiasi) a cavalcioni di un bimbo (il fratellino o chissà chi). E poi era scritto, quasi fosse una didascalia: "Faccio sesso con mio fratello". La maestra riferisce al preside, questi agli assistenti sociali che suggeriscono l'immediato allontanamento della bambina e del fratellino dai genitori e affidano la decisione alla magistratura. Ammettiamo, per ora, che il provvedimento sia giusto: ma per un giorno soltanto, a farla lunga per due, non per 50. Perché questo crudele e insensato protrarsi dei tempi? Perché i magistrati, di fronte alla vicenda dei due bambini, ragionano con la logica burocratica della tradizionale lentezza con cui si amministra la giustizia ordinaria. Insomma, i piccoli hanno le stesse attenzioni (violenze) degli adulti. Viene ordinata una perizia calligrafica per capire chi abbia realmente fatto il disegno incriminato. Sì, perché neppure è certo che sia opera della bambina allontanata dalla famiglia. Infatti la mamma di una compagna di classe della piccola sostiene che quel disegno potrebbe essere di sua figlia. O forse no, di qualcun'altra, chissà chi. Ecco, allora, entrare in azione il perito calligrafo, il quale rispettando con scrupolo i tempi della burocrazia giudiziaria non ha fatto ancora una perizia che, a farla molto lentamente, ci si metterà sì e no un'ora. E intanto i bambini vivono non si sa come, separati tra loro e dai loro genitori, in attesa della solerzia del calligrafo e della lungimirante decisione del giudice. Di drammi giudiziari c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma nel nostro caso si arriva a unire con un solo colpo di genio la violenza della giustizia, il cinismo della burocrazia e la stupidità dell'istituzione scolastica. Ciò che lascia sbigottiti è la fine nel dimenticatoio di un problema creato con una superficialità disarmante dalla scuola e dalla magistratura. Comprensibile l'allarme suscitato da quel disegno che ipotizzava l'atto sessuale tra fratelli, ma ciò che emerge da tutta la vicenda è l'impreparazione nell'affrontare un fatto di estrema delicatezza che si svolge non in un paesino del Supramonte sardo, ma alle porte di Milano. è mai possibile che gli psicologi della scuola - fiore all'occhiello della visione riformista, moderata e scientifica, dell'istruzione - si lavino le mani in quattro e quattr'otto delegando la magistratura a risolvere il caso? è mai possibile che il giudice sia così miope nella visione del problema da allontanare i bimbi dai genitori, invece di suggerire, da parte di questi ultimi, una maggiore attenzione e prudenza nell'educazione dei figli, eventualmente suggerendo con un po' di sensatezza la separazione dei due fratellini soltanto, in attesa del chiarimento dei fatti? Evidentemente è possibile: è possibile l'assoluta impreparazione di fronte a vicende che riguardano l'educazione dei bambini in una società in cui è difficilissimo alzare degli argini davanti a una comunicazione pervasiva che tocca ormai costantemente e con grande disinvoltura temi erotici. è ovvio che il primo responsabile di questo protrarsi della separazione dei fratellini dai genitori è il giudice, e innanzitutto su di lui cadrà la colpa delle devastanti conseguenze psicologiche provocate da quella separazione. Ma tutta la vicenda fa riflettere anche sulla totale trascuratezza (o ignoranza) del valore dell'educazione sentimentale per la crescita dei giovani. Educazione sentimentale: temo che non si sappia nemmeno più cosa significhi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Nuove estirpazioni nel vigneto sardo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

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Economia Pagina 217 Agricoltura. La riforma europea del vino rispolvera il premio per la riduzione volontaria delle superfici coltivate Nuove estirpazioni nel vigneto sardo Agricoltura.. La riforma europea del vino rispolvera il premio per la riduzione volontaria delle superfici coltivate Le associazioni: "La grave crisi spingerà molti a lasciare" --> Le associazioni: "La grave crisi spingerà molti a lasciare" Via libera definitivo, a Bruxelles, per la riforma dell'Ocm Vino. C'è un nuovo premio per chi estirpa i vigneti. La corsa all'estirpazione dei vigneti, negli anni Ottanta e Novanta, ha portato alla scomparsa, in Sardegna, dell'83% delle superfici. La media nazionale è stata del 46%. Ecco perché l'adozione ufficiale della riforma dell'Organizzazione comune di mercato (Ocm) del vino, martedì a Bruxelles da parte del Consiglio dei ministri degli Affari generali, sembra aprire sinistri scenari in Sardegna. Nel 1982 l'isola aveva una superficie vitata di 77 mila ettari. Oggi si ferma a 31 mila. La qualità ne ha guadagnato, ma la produzione resta limitata (l'isola rappresenta il 2% del vino italiano). LA RIFORMA La nuova Ocm Vino, in vigore dal primo agosto (si è in attesa dei regolamenti di applicazione), introduce un nuovo un regime di estirpazione volontaria (per tre anni) per un totale nella Ue di 175 mila ettari. Prendendo spunto dalla crescita di giacenze nelle cantine e dal calo dei consumi, Bruxelles punta a riequilibrare il mercato, anche con un taglio netto agli aiuti per la distillazione del vino invenduto. Gli Stati membri possono porre fine alle estirpazioni quanto si supera la soglia dell'8% a livello nazionale e del 10% a livello regionale. LA SARDEGNA "Io non so cosa possa succedere da noi. So bene, però, che di vino se ne sta vendendo poco. E male". La prima considerazione di Gigi Picciau, titolare dell'omonima cantina cagliaritana, presidente di Confagricoltura e della sezione Sardegna di Assoenologi, lascia intendere che, anche in Sardegna, più di un'azienda possa riprendere a percorrere la strada delle estirpazioni. "Certo, anche la politica", dice Picciau, "dovrà fare la sua parte. Qualche lustro fa ricordo che un assessore all'Agricoltura vietò ai viticoltori sardi di cedere le quote in continente. Sapeva bene che era illegittimo ma, sostenne, in attesa che qualcuno contesti la cosa, limitiamo i danni . Agiva a fin di bene. E diede comunque un segnale politico". LA CRISI Gigi Picciau, che è anche presidente dei Consorzi di tutela dei vini Doc sardi, non sarebbe affatto sorpreso "se qualche anziano produttore decidesse di uscire dal mercato, accettando il contributo per estirpare il suo vigneto. E i giovani? Non è che lavorano per rimetterci. Oggi", sintetizza, "non c'è dinai mancu po prangi ". Picciau, comunque, non vede solo nero. "Il vino, insieme all'olio e ai formaggi, è una delle poche cose che possiamo fare. Per natura, per tradizione. Il resto dobbiamo mettercelo noi. In quest'ottica, mi sono impegnato per la costituzione dei consorzi di tutela, che possono dare una spinta importante per far conoscere le nostre produzioni, trovando nuovi canali commerciali, ma anche per comunicare tra di noi. Ma è necessario che qualcuno ci capisca, nelle stanze della politica, quando facciamo questi discorsi". L'ATTESA Efisio Perra, agronomo, responsabile del Centro assistenza agricola della Coldiretti Sardegna, conferma che "c'è molta attesa per il premio alle estirpazioni, soprattutto tra gli imprenditori che non hanno ricambio in azienda". Perra, che oggi terrà una relazione sul comparto in occasione della rassegna promossa a Orosei sui vini rossi, spiega tuttavia che si rischia di avere una cifra irrisoria. "Il premio all'estirpazione molto probabilmente verrà agganciato alle rese degli ultimi tre anni. Piuttosto basse, da noi. È un peccato", aggiunge Efisio Perra, "che si pensi ad estirpare ancora, nell'isola. Ma è comprensibile che un imprenditore, davanti a un bivio, faccia una scelta". I LIMITI Il funzionario della Coldiretti, reduce da numerosi incontri nel territorio dedicati anche alla riforma del vino, evidenzia che "ci sono tanti viticoltori soci di cantine scontenti per il prezzo dell'uva. Pensiamo, poi, a quanti non hanno nemmeno potuto conferire". Perra punta l'indice contro la burocrazia ("In campo e in cantina porta via all'impresa il 25% della risorsa-tempo") e mette in evidenza i limiti della polverizzazione aziendale e della scarsa specializzazione. "In Sardegna la media dei vigneti è di un ettaro per azienda, 2 in Italia. In Francia sono 7. In Cile 300 ettari!". LIBERALIZZAZIONE Si va verso una liberalizzazione. Dal 2016 non ci saranno più i diritti di impianto. "I piccoli produttori", dice Perra, "non hanno interesse a incrementare chissà di quanto i loro vigneti. Il rischio è che possano scendere in campo multinazionali che hanno capitali per puntare sulle nostre specificità. Ma sarà comunque il mercato a decidere: se non vendi, è inutile puntare su grandi numeri". EMANUELE DESSÌ.

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Scatta l'ordinanza anti-casbah del sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VILLAFRANCA I proprietari delle case in affitto dovranno dichiarare se ci sono i requisiti igienico-sanitari già previsti dal decreto legge 30 del 2007 Scatta l'ordinanza anti-casbah del sindaco "Così vogliamo evitare sovraffollamenti e intendiamo rispondere a livello locale alle richieste di sicurezza della gente" Villafranca PadovanaUna "dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà" da parte del proprietario dell'alloggio dove si attesta che l'abitazione rispetta i requisiti igienico sanitari necessari per l'uso abitativo. Passa anche attraverso la responsabilità di chi dà in affitto un'abitazione, che diventa la dimora abituale per cittadini stranieri o per persone che provengono da fuori Comune, la possibilità di richiedere la residenza a Villafranca Padovana. È questo il "cuore" dell'ordinanza firmata dal sindaco Beatrice Piovan (Udc) e presentata assieme al capogruppo di maggioranza della Lega e segretario della sezione locale, Alessandro Paiusco, che punta a regolamentare in modo più approfondito le richieste di residenza.Dal 30 aprile chi si presenta in Comune per chiedere la residenza deve essere in possesso anche della nuova dichiarazione rilasciata dal proprietario dell'alloggio, o da chi vanta diverso titolo di godimento dell'abitazione indicata come sede di dimora. Sulla scia dell'ordinanza del sindaco di Cittadella Massimo Bitonci emessa per regolamentare la presenza di cittadini stranieri in base al reddito minimo percepito, a Villafranca è invece l'aspetto igienico degli alloggi e l'obiettivo di evitare i sovraffollamenti a fare la differenza. "L'amministrazione ha sempre accolto chi viene nel territorio per vivere e fare il proprio lavoro - dice il sindaco Piovan - ciò che non vogliamo sono le situazioni di illegalità e con questa ordinanza richiamiamo alla responsabilità anche chi dà in affitto l'immobile. Da noi la presenza dei cittadini extracomunitari è del 4,2 per cento, una percentuale non molto alta rispetto ad altri Comuni limitrofi anche per una scelta di proporre a Vilafranca soluzioni edilizie che non richiamano cittadini extracomunitari e ciò che ora intendiamo evitare con l'ordinanza è il sovraffollamento degli alloggi. Se ci sono situazioni particolare invito i cittadini a segnalarle ovviamente con lettere firmate e non anonime". "È un proseguire con le ordinanze per far capire alla gente che bisogna dare seguito a questa richiesta di sicurezza - ha precisato il consigliere Paiusco -, sarebbe poi necessario semplificare la burocrazia ad esempio quando i vigili si trovano a fare accertamenti in un campo rom e rimangono bloccati dall'aspetto burocratico".A Villafranca dunque oltre ad applicare quanto prevede il decreto legislativo numero 30 del 2007, con la verifica dei requisiti fondamentali per ottenere l'iscrizione all'anagrafe, ora si deve presentare anche questa nuova dichiarazione che deve rispettare quanto disposto dall'articolo 59 del regolamento edilizio del Comune che vale per le nuove costruzioni e che con questa ordinanza viene applicato anche agli alloggi esistenti. Gli spazi che vengono dati in affitto devono avere superfici adeguate: minimo nove metri quadrati per una camera da letto per una persona, quattordici se occupata da due persone, una stanza da soggiorno di quattordici e un servizio igienico adeguato. Dichiarazione che sarà seguita dagli adeguati sopralluoghi per le dovute verifiche con il rischio non solo di sanzioni, ma anche di accertamenti penali se non viene rispettata.Barbara Turetta.

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Il Presidente Berlusconi ha preannunciato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Presidente Berlusconi ha preannunciato che, nella prima riunione del nuovo Consiglio dei Ministri, approverà il provvedimento di cancellazione dell'Ici sulla prima casa. Una misura che salutiamo positivamente e non può che rallegrare la stragrande maggioranza degli italiani perché elimina una delle imposte più invise a tutti noi. Tuttavia, speriamo che le modalità di applicazione del provvedimento non rimangano le stesse introdotte nell'ultima Finanziaria. Infatti, ricordiamo che togliere l'Ici ai Comuni significa privarli di un importo che oscilla attorno al 10\% del totale delle entrate tributarie. Un gettito significativo, che se non viene rimborsato totalmente, ed in tempi certi, rischia di far saltare i bilanci comunali.Il Governo Prodi cosa ha fatto? Ha deciso di colmare il mancato gettito Ici che molti sindaci non incasseranno quest'anno, attraverso il trasferimento di eguali importi in due tranche: la prima a giugno, la seconda a dicembre. Il dubbio, sollevato da molti primi cittadini, è che con questo nuovo meccanismo di compensazione la burocrazia ministeriale dilati i tempi di erogazione dei contributi mettendo in difficoltà le casse comunali.Inoltre, c'è un altro aspetto che ci preoccupa. L'Ici, pur essendo un'imposta con un'aliquota che può oscillare secondo limiti stabiliti dallo Stato centrale, è una forma di autonomia impositiva che verrà sostituita, almeno per compensare il mancato gettito sulla prima casa, con nuovi trasferimenti assistenzialisti. Ma c'è di più.Oggi, grazie all'aumento delle tasse praticato in questi ultimi due anni dal Governo Prodi, questi soldi sono già a disposizione dell'erario, ma vista la situazione economica generale non è da escludere che fra qualche anno vengano a mancare, con il pericolo di dover subire nuovi aumenti su qualche altra tassa locale. E ad essere penalizzati sarebbero, paradossalmente, i Comuni più virtuosi che sono concentrati prevalentemente nel nord perché già oggi ricevono molto meno di quanto versano allo Stato centrale.Allora, che fare? A nostro avviso va bene togliere l'Ici sulla prima casa ma vanno garantite le entrate comunali. Come? I proprietari di prima casa dovrebbero continuare a versare l'Ici ai comuni e successivamente, in sede di dichiarazione dei redditi, detrarsi interamente l'importo dall'Ire.L'obiezione sollevata da alcuni esperti è che con questa modalità verrebbero penalizzati gli incapienti, ovvero, coloro che hanno un livello di reddito talmente basso che non versano nessun euro di imposta sui redditi allo Stato. Questo rilievo è più che giustificato, ma sarebbe facilmente superabile se si decidesse di erogare a questi contribuenti un bonus che compensi la quota Ici versata.*segretario Cgia Mestre.

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L'unica donna in giunta: <Vorrei meno burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVISTA L'unica donna in giunta: "Vorrei meno burocrazia" Potrebbe essere l'unica donna della Giunta provinciale di Udine, che il presidente Pietro Fontanini renderà ufficialmente nota mercoledì 7 maggio, in concomitanza con la prima riunione del Consiglio. Naturale che fino ad allora l'ipotesi debba essere registrata come un'indiscrezione, che per altro l'interessata non avvalla. Se tuttavia diventasse assessore, Elena Lizzi, avvicinatasi alla politica grazie alla Lega Nord cui è iscritta dal 1994, porterebbe nel governo di palazzo Belgrado la specificità femminile coniugata con un'esperienza amministrativa maturata nel corso di tre mandati al Comune di Buia, dove è stata vice-sindaco con delega a Cultura e Sport (1998-2002) e assessore a Cultura e Istruzione (2002-2007). Un ruolo, quest'ultimo, in cui è stata confermata dopo le elezioni dell'anno scorso, aggiungendovi la delega alle Pari Opportunità. Ragioniera di formazione, da amministratrice sottolinea di "aver realizzato una biblioteca e un museo"".Elena Lizzi, quarant'anni, l'unica eletta nelle fila della maggioranza di Centrodestra. Come ci sta?"Mi sento osservata e sono un po' dispiaciuta, perché avrei visto bene una maggiore rappresentanza femminile. Capisco che per una donna non è facile accettare i tempi della politica, ma quest'impegno non è una strada senza ritorno. È un'esperienza che consiglierei a tutti, perché permette di crescere, di capire le difficoltà in cui ci si imbatte per realizzare i programmi, di valutare meglio i candidati delle tornate elettorali".È insistente il suo nome come possibile assessore provinciale. Una boutade?"Se il mio nome circola, come dice, è naturale che faccia piacere essere considerati. Quel che so è che faccio parte di una squadra e sono al primo mandato provinciale. Potrebbe quindi accadere come non accadere. Sono serena, perché spetta al presidente Fontanini decidere. Del resto, fra cinque anni sarà soprattutto lui a rispondere ai cittadini".Perché il salto dal Comune alla Provincia?"Mi sentivo pronta a superare i confini comunali, grazie anche allo spessore e all'esperienza del candidato presidente".Nel '98, da neo eletta arrivò subito ad essere vice-sindaco di Buia. Spaventata?"Sono orgogliosa e quindi ho cercato di imparare in fretta. Mi fu d'aiuto una squadra coesa e collaborativa. Di mio ho messo anche il senso pratico di chi bada a raggiungere gli obiettivi piuttosto che ad innescare o favorire le risse. Se si guarda alla sostanza, si riesce a buttare il cuore oltre l'ostacolo. Uno spirito che mi auguro caratterizzi anche la compagine provinciale".Fontanini vuole una Provincia autorevole e forte, capace di essere voce e interprete del Friuli. E lei?"D'accordo con il presidente, per un ente che sappia bilanciare al meglio il suo compito amministrativo e quello di dare peso e forza a questo territorio, affinché la gente sia orgogliosa di appartenervi. Auspico una Provincia agile ed efficace, capace di ridurre al minimo la burocrazia e di essere al servizio delle persone".Per la voce "cultura" potrebbe dare qualche suggerimento, data la sua esperienza."Attendo l'assessore delegato".Con lei, altre due donne in Consiglio. Ma saranno all'opposizione. Possibile azioni congiunte?"Sarà molto interessante parlare con loro per verificare, per esempio, quali atti si possano fare al fine di un maggior coinvolgimento delle donne nella vita politica. A Buia siamo riusciti nell'intento: da 3 consigliere siamo passate a 6, su 17 eletti. Dobbiamo incoraggiarle a mettersi politicamente in gioco".Antonella Lanfrit.

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<Ora Tondo abbassi le tasse per le imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 04-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

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Il presidente di Confartigianato Fvg esprime soddisfazione per l'impegno preannunciato dal neo governatore. In difficoltà soprattutto trasportatori e autoriparatori "Ora Tondo abbassi le tasse per le imprese" Tilatti: "È l'unico modo per far fronte alla concorrenza dall'estero. Bisogna trattare il federalismo fiscale con Roma UdineGraziano Tilatti, presidente della Confartigianato Imprese Fvg, esprime grande soddisfazione per l'impegno preannunciato dal presidente della Regione Renzo Tondo per ridurre le tasse sulle imprese in Friuli Venezia Giulia. "È una richiesta che Confartigianato ha da tempo proposto all'attenzione del Governo regionale - afferma Tilatti - in quanto le nostre imprese devono confrontarsi con un'insostenibile concorrenza da parte della Slovenia e della Croazia che hanno non solo un regime fiscale, ma anche un costo del lavoro ed una burocrazia molto più favorevoli rispetto a quella italiana".Infatti, Confartigianato ha verificato in questi primi mesi di caduta dei confini con la Slovenia che in molti settori la concorrenza delle imprese slovene si fa forte ed agguerrita: nelle costruzioni, nelle autoriparazioni e nei trasporti, solo per citare alcuni esempi, le imprese collocate al di là del confine cominciano a sottrarre fette di mercato a quelle collocate in Friuli Venezia Giulia."Questa situazione dovrà sicuramente riequilibrarsi nel tempo ma, durante questa fase di transizione, c'è il pericolo che molte nostre imprese debbano chiudere o spostarsi al di là del confine - avvisa Tilatti - La proposta del presidente Tondo di ridurre la pressione fiscale nei confronti delle imprese del Friuli Venezia Giulia, sia con provvedimenti propri sia con provvedimenti richiesti al Governo nazionale nell'ambito del federalismo fiscale, rappresenta ad avviso di Confartigianato del Friuli Venezia Giulia un primo importante passo a favore della nostra economia ed in genere di tutto il territorio regionale".

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JOHNSON: NELLA MIA LONDRA PIù SICUREZZA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Johnson: "Nella mia Londra più sicurezza" MATTIA B. BAGNOLI Londra. Cosa fatta capo ha. Londra, la Stalingrado del partito laburista, è caduta. E ora è Boris Johnson, il candidato conservatore, accusato dai più di essere un "clown" e di saper solo far ridere l'elettorato con le sue battute da show-man, a ridere bene. "Come sindaco di Londra - ha detto dinnanzi ad una piccola folla di sostenitori radunatasi davanti al municipio - sarà per me fondamentale unire le persone e servire ogni singola comunità della città con imparzialità". Ovvero una versione in salsa multietnica del nostrano "sarò il sindaco di tutti". Nella tornata elettorale da record di affluenze - circa il 45%, un enormità per gli standard britannici - Johnson ha totalizzato 1.168.738 preferenze contro le 1.028.966 accordate al sindaco uscente Ken Livingstone. Boris, che sarà ufficialmente "incoronato" primo cittadino della metropoli più popolosa e ricca d'Europa a partire dalla mezzanotte di domenica, si è già messo al lavoro presiedendo gli incontri con le commissioni Sicurezza e Trasporti. E cioè i temi che andranno a costituire la "raison d'être" del vangelo londinese secondo Johnson - che non si è lasciato scappare, in vero stile british, l'occasione di offrire l'onore delle armi a "Ken il rosso", il nemico battuto. "Ha saputo dare una nuova forma al ruolo di sindaco di Londra - ha detto Johnson nel suo discorso a caldo, elevandolo a dignità nazionale. E quando Londra è stata attaccata dai terroristi il 7 luglio del 2005, ha saputo parlare a nome di tutti". Un'esperienza, quella di Livingstone, che Boris non vorrebbe vedere dispersa e che potrebbe tradursi in un incarico nella sua amministrazione. Livingstone che, dal canto suo, si è presentato in municipio - prima dell'arrivo di Boris - solo "per levare alcune cose dalla scrivania". Rivoluzione sì, eppure morbida, come piace agli inglesi. E dopo le frasi bipartisan, di circostanza oppure no, via ai piccoli proclami e ai "farò" ad uso e consumo di cronisti d'agenzia e compiaciuti elettori vittoriosi. "Lavorerò a testa bassa per ripagare e motivare la vostra fiducia: c'è una squadra tutta nuova pronta a partire", ha detto ancora Boris Johnson. "Credo che gli autobus di questa città potrebbero essere resi molti più sicuri e che, in generale, ci sia un disperato bisogno di ridurre la microcriminalità e i problemi di ordine pubblico", ovvero le risse, molto frequenti nella capitale britannica. E quasi ce ne fosse bisogno, l'ultimo episodio di violenza minorile, a poche ore dal voto, che ha lasciato sul terreno un altro adolescente morto accoltellato ha dato il destro a Boris per ribadire il suo impegno in materia. "Il problema di questi ragazzi che crescono senza avere paletti e si perdono in scelte tragiche e autodistruttive è la priorità numero uno di questa città", ha dichiarato Johnson. "È il mio compito di sindaco - ha aggiunto - guidare l'attacco a questi problemi: è quello che voglio fare e spero di ricevere l'aiuto di tutti". Durante la campagna elettorale Johnson aveva inoltre promesso la revisione, in senso meno restrittivo, della "Congestion charge" (l'accesso al centro mediante pedaggio introdotto da Livingstone nel 2004), la costruzione di almeno 50mila case a prezzi abbordabili, il potenziamento dell'opzione dei trasporti fluviali lungo il Tamigi e la correzione del piano regolatore della città in modo da salvaguardare la "cintura verde" da ulteriori speculazioni edilizie. Quindi il pacchetto sicurezza, che prevede più poliziotti in strada e meno burocrazia. Ma forse, come sottolinea il "Guardian", quotidiano vicino ai laburisti, il provvedimento più "visibile" sarà il ritorno dei "routmasters", i caratteristici autobus a due piani con il portellone posteriore sempre aperto.

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All'interno (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)

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All'interno lecco Droga in auto: arrestato di nuovo servizio a pagina 10 lecco Morto Beretta, noto concessionario servizio a pagina 10 in frontiera Finisce nei guai per la burocrazia Gnecchi a pagina 12 olginate Ecco la centralina che ferma lo smog Bernasconi a pagina 14 galbiate Buono sconto con il giornalino Zucchi a pagina 15 la secessione Anche Introbio sta con Premana Vassena a pagina 18 oggiono "Niente hotel o dal giudice" servizio a pagina 19 lomagna Ferito in azienda Grave un operaio servizio a pagina 20 04/05/2008.

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Burocrazia da lumaca Arrestato in frontiera (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)

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Un professore messicano residente in città finisce in manette "Non aveva ancora l'originale del permesso di soggiorno" "Era da tanto tempo che avevo chiesto quei documenti, eppure per i doganieri francesi non ero in regola" 04/05/2008.

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Città di bar e ristoranti: Lecco ha cambiato volto (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Basta fare il giro del centro storico per accorgersi che sono sorti locali di ogni tipo al posto di edicola, fruttivendolo, fotografo... Effetto della liberalizzazione: chissà se c'è lavoro per tutti oppure sarà una guerra all'ultimo aperitivo? Stiamo diventando una città di bar e ristoranti? Non è soltanto una sensazione. Basta fare un giro nel centro storico cittadino per rendersi conto che il salotto buono è tutto un fiorire di tavolini e aperitivi, di ristoranti all'aperto e al chiuso. Bere un aperitivo è diventato quasi imbarazzante: la scelta è complicata e confusa per il pullulare dei molteplici locali diversi ma in fondo molto uguali. Insomma, un boom che va di pari passo con la rinnovata vocazione turistica della città ma che contemporaneamente apre una serie di scenari. L'offerta è adeguata alle necessità oppure questa esplosione "demografica" è l'inizio di una sorta di guerra tra poveri o all'ultimo cocktail? Più lavoro per tutti oppure una torta da dividere in fette sempre più piccole? LA STORIA All'origine di questa svolta commerciale c'è un provvedimento datato 2004, quando l'assessore al commercio era quel Giuseppe Ciresa che ora guida l'associazione di categoria di piazza Garibaldi. Sul lungolago cittadino non ci sono limitazioni alle aperture di bar e ristoranti: nel senso che la burocrazia ha fatto un passo all'indietro e si può aprire una qualsiasi attività di ristorazione senza alcuna restrizione né di distanza né di tipologia. La verifica effettuata qualche mese fa dalla Commissione pubblici esercizi - allo scadere dei primi 18 mesi di entrata in vigore del provvedimento - ha dimostrato che non ci sono stati particolari sconvolgimenti nel senso che nessuno ha avanzato osservazioni. Avanti su questa strada, insomma. Tanto più che il famoso decreto Bersani sulle liberalizzazioni da un lato e le norme introdotte a gennaio dalla Regione dall'altro, sembrano spingere in questa direzione. A Lecco, dunque, non ci sono limitazioni per chiunque voglia aprire un bar o un ristorante sul lungolago. Con il paradosso, per fare un esempio che non è casuale, che due pizzerie possono aprire l'una di fianco all'altra, senza che il Comune possa metterci il naso. Un crollo per il mercato delle licenze che, sul lungolago, non sono soggette ad alcuna limitazione. Giusto o sbagliato che sia, il mondo del commercio va esattamente in questa direzione. IL CENTRO STORICO Diverso il discorso delle piazze centrali del paese, che - nonostante la vicinanza - non fanno parte del lungolago e quindi sono soggette alle limitazioni del passato. Non che questo abbia frenato l'esplosione demografica di bar e ristoranti, in ogni caso. Nel giro di una manciata di mesi sono spariti il fotografo, l'edicola, il fruttivendola. E nella corte Fiorina di via Bovara, laddove c'era un negozietto di artigianato e antiquariato, sta per aprire un nuovo ristorante. Un piccolo gioiello, dicono in tanti destinato ad incrementare ulteriormente l'offerta di ristorazione in centro storico. Questo accade perché dal 2003 era stata concessa l'opportunità di sdoppiare le licenze di bar e ristoranti. Con il risultato che si sono moltiplicati gli uni e gli altri. IN PERIFERIA Non solo il lungolago è stato completamente liberalizzato. Anche le periferie che, per ovvie ragioni, non godono dello stesso boom. Eppure in tutta Lecco alta (Laorca, Pomedo, Rancio superiore ecc) si possono aprire negozi senza avere alcuna licenza specifica. E lo stesso anche ai Piani d'Erna. GLI ALTRI Tutti i centri, turistici o meno, si stanno adeguando alle nuove normative. A Como, che pure già pullula di attività di ristorazione, proprio mercoledì scorso la giunta comunale ha dato il via libera alla liberalizzazione dei cosiddetti esercizi di somministrazione al pubblico e di alimenti e bevande. Sono stati approvati gli indirizzi che regoleranno l'apertura e il trasferimento di queste tipologie di attività. Ma la regola è soltanto una: in città murata nessuna limitazione alle aperture di bar e ristoranti. A patto - come accade anche a Lecco, è evidente - che il locale in cui si insedia la nuova attività risulti adibito ad uso commerciale. 04/05/2008.

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