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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Di SARA BESSI LA CAMPANELLA suona come ogni mattina, ma per l'intera sett ( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interessante sapere come funziona la burocrazia statale come cittadini italiani, è un nostro dovere". Non si pongono obiettivi o limiti per il futuro: "Intanto facciamo questa settimana di stage, poi staremo a vedere se diventare poliziotti o poliziotte. Fino a oggi siamo stati sempre al di qua, adesso vogliamo provare a vedere cosa significhi essere all'interno dell'

SONO dieci i punti che la direzione nazionale della Confesercenti ha individuato pe ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inoltre si chiedono "più incentivi per le fonti rinnovabili e meno accise sui carburanti" nonché "un fisco che premi chi investe in innovazioni e tecnologie. E poi meno burocrazia ("Entro tre anni solo documenti telematici") e la previsione "di incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali". - -->.

Una lista civica marcerà sul Palazzo Guarda al voto del 2009 la neonata associazione Terni Oltre ( da "Nazione, La (Umbria)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia soffoca la città, emargina i cittadini, svilisce gli imprenditori, allontana gli investimenti; Terni non può essere la pattumiera dell'Umbria; la macchina comunale è ormai ferma, chiusa e incapace di rispondere ai bisogni e alle priorità dei cittadini e delle attività economiche e produttive;

Indiscreti ( da "Italia Oggi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra coloro che non hanno le poltrone dirigenziali e vivono tra la burocrazia. Tra i lavoratori comunali, il Pd non prenderà molti voti_ Il Pd romano in fila per il film di Veltroni I dirigenti del Pd romano fanno a gara per andare a vedere il film tratto dal libro di Walter Veltroni "Forse Dio è malato". Diretta da Franco Brogi Taviani e prodotta dall'Istituto Luce,

Molinaroli: <Eliminare la burocrazia per velocizzare gli interventi> ( da "Libertà" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Eliminare la burocrazia per velocizzare gli interventi" "Incendi boschivi, più coordinamento": allarme dei sindacati dei pompieri Piacenza - (pm) Continua la serie di incendi boschivi in provincia. Nella tarda mattinata di ieri l'allarme è scattato sul monte Chiappo, appena sopra Capannette di Pei, nel comune di Zerba.

Dolore, rabbia e paura nei commenti sul web ( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il vero nostro nemico sono burocrazia e interessi. Noi siamo delle pecore (operai) dobbiamo seguire un pastore (la nostra azienda),sono due le strade da percorrere per arrivare a pascolare (obiettivi) una è più corta e rapida, ma pericolosa, l'altra è un po più lunga farse un po più faticosa ma meno rischiosa.

Tasse, burocrazia, costo del lavoro L'agenda di Pasotti alla politica ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giornale di Brescia sezione:PRIMA ECONOMIA / A PAGINA 29 Tasse, burocrazia, costo del lavoro L'agenda di Pasotti alla politica Tasse, burocrazia, costo del lavoro: nell'ultima assemblea da presidente dell'Api, Flavio Pasotti ha elencato il promemoria ai candidati per le prossime elezioni politiche in occasione della Giornata dell'impresa.

L'addio di Pasotti: Questa politica è un handicap ( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Indagine fra gli associati di Apindustria: agire su tasse, burocrazia, costo del lavoro Flavio Pasotti e a destra la sala di via Lippi gremita in occasione della Giornata dell'impresa Roberto Ragazzi BRESCIA Attaccati al proprio territorio, ma pronti a dire "goodbye Brescia!" se non ci saranno segni tangibili di cambiamento.

Magasa si scalda con l'incanto della legna ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il patrimonio boschivo di proprietà comunale viene ceduto per il taglio al miglior offerente; un rito che resiste, secondo consuetudini ormai radicate. Il battitore è disinvolto, tranquillo; gli uomini ascoltano, rilanciano le offerte. Il contratto si firma subito, sul posto, senza tanta burocrazia, poi si passa ad un altro lotto.

L'unico flop: quando a Torbole fu bloccato dalla politica ( da "Adige, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia che spesso ostacola, più che incentivare, lo spirito imprenditoriale. Tiziano si ricorderà bene i primi difficili passi mossi nella prima metà degli anni Novanta a Torbole. Tentò di rianimare (nel senso clinico del termine) quel piccolo gioiello che è sempre stata Villa Cian, sulla spiaggia torbolana.

Via le discariche da Masua ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché esiste un collegamento sotterraneo fra le due aree che consentirebbe di trasportare il materiale in sicurezza da Masua ad Acquaresi". Il risultato sarebbe ottimale, perché eliminerebbe alla radice e in un'unica soluzione sia il problema dell'inquinamento che quello dell'instabilità geologica dell'area. Bilanci e burocrazia permettendo, ovviamente. PAOLO MOCCI.

Una convenzione... lumaca Nuova sede della Croce Gialla nei locali dell'ospedale ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una situazione incredibile e una burocrazia che sta rallentando oltre ogni dire una pratica giunta, dopo lunghe fatiche e attese, alla sua fase conclusiva. Soddisfatto di questo ulteriore passaggio l'assessore Luigi Berdini che, ieri, ha dato comunicazione anche alla presidente della Croce Gialla dell'avvenuto arrivo dello schema di convenzione.

Di PASQUALE BERGAMASCHI NEL MEGA 'Piano di struttura', il primo pas ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la burocrazia", come stigmatizzato dal sindaco Gaspari, farlo diventare alla stregua di Lisbona o Genova? E D'OBBLIGO sollecitare l'accelerazione del Piano Regolatore che l'arch. Zazio sta redigendo e, nel contempo, invitare il vertice dell'Amministrazione comunale a dare un taglio alla 'burocrazia (che sia la parola per dire degli ostacoli posti dalla Capitaneria di Porto?

Nel mondo perduto della sovranità nazionale ( da "Manifesto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riformare la burocrazia in modo da facilitare lo sviluppo del settore privato. Questi quattro punti fondamentali vengono dettagliati nei contratti di finanziamento condizionati all aggiustamento strutturale attraverso una serie di prescrizioni di dettaglio che i paesi assistiti devono "implementare" per legge: l'abolizione dei minimi salariali;

Supermanager ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-03-04 num: - pag: 4 categoria: BREVI Supermanager Oggi pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso per la nomina a direttore per le 8 macro aree di coordinamento della burocrazia.

Tutela del lavoro, 4.370 multe ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per infrazioni Salerno è al terzo posto(22%) dopo Caserta (24%) e Napoli(39%). Presenti il rettore Pasquino e Raffaele Pascale presidente del Cpt. Antonio Lombardi presidente Ance, ha sottolineato la complessità normativa oltre alla "burocrazia atavica e farraginosa". (S. M.).

Parlato: Napoli e l'onda lunga del Sessantotto ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lasciando il posto alle burocrazie di partito. Condivide questa analisi? "Non ho conosciuto a fondo la situazione napoletana, però ricordo alcune figure attivissime sulla scena locale come Mario Catalano e Attilio Wanderlingh. E Napoli fu comunque un centro importante di quella stagione anche perché era napoletano uno dei fondatori del manifesto,

Castorani alle risorse idriche. E Dattoli al Policlinico di Bari ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oggi sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso pubblico per la nomina a Direttore per le otto macro aree di coordinamento in cui è stata accorpata la burocrazia regionale. Gli avvisi scadranno il 19 marzo. Dopo toccherà alla giunta individuare gli otto top manager. F. Str. Antonio Castorani lascia il Policlinico per un altro incarico.

Negli ultimi sette anni il nostro Paese ha registrato un significativo calo dell'indice di prod ( da "Messaggero, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uttività: -1,4%, contro l'aumento del 7% di Francia e Germania e di quasi il 13% di Regno Unito e Stati Uniti. Ritardi, ostacoli, inefficienze e carenze varie - dalla ricerca alla burocrazia, dalle infrastrutture alla giustizia - danneggiano la competitività.

Il decalogo del premier Montezemolo ( da "Milano Finanza (MF)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: passando per i contratti e la produttività, minore burocrazia e più efficiente ("una riforma da fare a costo zero"), miglioramento delle fonti energetiche anche con il ritorno al nucleare, nuove infrastrutture sia al Nord sia nel Mezzogiorno, e investimenti nell'istruzione e aiuti all'università e alla ricerca.

Avevo una zia buona come il pane ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: portarla vicino a me ma per vari motivi di soldi e di burocrazia non ce l'ho fatta. Purtroppo si ammalò e i suoi problemi di salute, aumentarono tanto che la struttura la ricoverò in un ospedale sempre in provincia di Bologna. Certo il suo piccolo e fragile corpicino di bimba non l'aiutarono molto e fu così che mi trovai in un mondo che non credevo esistesse a non più di 100 km da casa.

Dall'automazione alla Formula Uno ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: difficoltà che impediscono alle piccole aziende di contrastare la concorrenza globale: costo del lavoro, tassazione, burocrazia, regolamentazioni, sicurezza in generale e sul lavoro, infrastrutture, senza le quali non si può fare innovazione". Impegno, dinamismo, disponibilità, competenza, e serietà sono gli elementi che hanno permesso a Tecnoelettra di arrivare con successo fino ad oggi.

Sicurezza sul lavoro Numeri allarmanti ( da "Citta' di Salerno, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nostra burocrazie è atavica, sono 140 le leggi che un imprenditore deve rispettare senza considerare circolari e provvedimenti che fanno salire il numero a 278". " Il sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta, ha indicato i passi fatti finora nella direzione del testo unico.

La Lega viaggia verso nord ( da "Corriere delle Alpi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alle iniziative per la sicurezza e la legalità e per la riduzione del peso della burocrazia, la Lega domenica ha elencato una serie di interventi infrastrutturali per la Padania. La Pedemontana veneta era una priorità annunciata, la Venezia-Monaco, invece, "è stata inserita in seguito a uno specifico emendamento", ha spiegato il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin.

Sa segada, un'attesa di 15 anni e ora si aggiunge il veto del ppr - gianni olandi ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: infinita odissea delle 27 villette a schiera della Cooperativa, un progetto arenato nella burocrazia Molti soci ormai si sono rassegnati e hanno trovato casa a Olmedo GIANNI OLANDI ALGHERO. Quando venne presentata la Cooperativa edilizia per realizzare un intervento abitativo a Sa Segada era ancora sindaco Carlo Sechi e si era all'inizio del suo mandato.

I diportisti manifestano davanti al municipio ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una potrebbe essere quella di spostare i diportisti al pontile solidi del petrolchimico, praticamente inutilizzato, oppure ospitarli di fronte agli ex Cantieri del Tirreno. Gli spazi esistono, si tratta solo di far decidere alla politica e non solo alla burocrazia".

In prefettura l'accusa del sindacato "nei terminal sicurezza a rischio" - nadia campini ( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Chiediamo di sapere che cosa non ha funzionato - dice Bruno Giubellini della Uiltrasporti - chiediamo di non essere schiavi della burocrazia quando c'è di mezzo la sicurezza e che vangano abolite tutte le posizioni di comodo assunte da alcuni soggetti. La parola chiave è assunzione di responsabilità".

Dissesti idrogeologici a faidona e campone ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: neppure quelli di mera burocrazia. "E una bella notizia, soprattutto perché spetta all'amministrazione comunale segnalare alla Regione i casi di frane e di dissesto idrogeologico più gravi presenti sul territorio - ha spiegato in proposito Cappello, ricordando l'estrema friabilità del suolo in alcune zone di Faidona e, in particolare,

Bonetti candidato alle regionali con i cittadini per il presidente ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazioni delle norme della burocrazia, salute e famiglia è indicativo di un cambiamento concreto. Inoltre - spiega -, credo sia importante considerare che Monfalcone e il Monfalconese rischiano di non avere neanche un rappresentante nella maggioranza regionale e invece, visti l'hinterland e il peso sociale ed economico che ha questo territorio,

Addio firma in bianco, dimissioni sul web - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le aziende: aggiunge burocrazia DIEGO LONGHIN TORINO - Chi vuole licenziarsi senza aspettare troppo ha tempo poche ore per consegnare la lettera al proprio datore di lavoro. Da domani scattano le nuove regole e il dipendente che vuole lasciare in maniera definitiva il proprio posto dovrà rivolgersi al ministero del Lavoro.

280mila euro per aiutare gli anziani ( da "Tirreno, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GLI ANZIANI Da oggi la burocrazia non sarà più nemica dei non autosufficienti Progetto realizzato dalla Società della Salute Prevista una sperimentazione di sei mesi FOLLONICA. Si prospetta una vita più semplice per gli anziani del territorio. Gli ultrasessantacinquenni in condizioni di bisogno saranno sollevati dai lunghi e snervanti passaggi burocratici per richiedere assistenza,

QUANTE IMPRESE IN FUGA DALL'ITALIA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Essi sono nell'ordine: la burocrazia, il sistema legislativo, l'instabilità politica, i tempi della giustizia. Il ruolo malefico di questi fattori è noto da tempo, anche a chi non dirige alcuna impresa e anche a chi non abbia ancora conoscenza dei risultati della ricerca discussi al Forum di Verona.

Il consorzio obbligatorio e i prezzi da scoprire ( da "Corriere Adriatico" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Definite le ultime questioni legate alla burocrazia Il consorzio obbligatorio e i prezzi da scoprire ANCONA Dopo tanta attesa, anche in città, partono i lavori nell'area dell'ex Umberto I. Quella che comincia non è la parte più suggestiva, trattandosi delle demolizioni, ma è pur sempre l'avvio di una delle operazioni più importanti per la riqualificazione del centro di Ancona.

PERSONAGGI. GUIDA LA TRUPPA ZAMBERLAN, IN CAMPO A 46 ANNI ( da "Arena.it, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fermato dalla burocrazia. "Metto in campo la mia esperienza, i ragazzi sono pronti ad usarla". È c'è chi non nasconde la propria relazione sentimentale. "Quando gioco mi sento un ragazzino, ma è sempre più difficile riservare uno spazio alla passione, soprattutto ora che è nato il piccolo" conclude Paolo Martari, ala del Valeggio ma soprattutto artefice del progetto Tosoni.

Montezemolo e le dieci priorità del Paese: <La prima riforma? Garantire governabilità> ( da "Avvenire" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che speriamo venga fatta un giorno dopo la chiusura delle urne, è anche la più urgente: è la riforma dello Stato". Per Confindustria il vero bene comune è la crescita Nel mirino spesa pubblica e burocrazia. "Interessati alla politica, non ai partiti Calearo e Colaninno in lista? Ora speriamo che anche il Pdl candidi degli imprenditori".

L'emergenza non diventi un alibi ( da "Denaro, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Che ha lasciato che la mala burocrazia, la debole infrastrutturazione e la diffusa insicurezza rendessero questo territorio poco appetibile e competitivo. Per ridare slancio al turismo napoletano e campano serve una strategia a breve termine, alla cui definizione devono poter collaborare, ciascuno per la propria parte, le istituzioni competenti a tutti i livelli,

<Ottimizzare per competere> ( da "Brescia Oggi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I vertici di Apindustria indicano le priorità per sostenere il sistema produttivo locale "Ottimizzare per competere" Bonomi: "Più qualità nei servizi, meno burocrazia per il futuro delle Pmi" Pasotti rilancia su infrastrutture produttività e formazione dei giovani per il lavoro Il leader Api: va invertita la tendenza per non essere costretti a dire goodbye Brescia  .

PD: VELTRONI, CALEARO CON NOI PERCHE' SIAMO FORZA NUOVA ( da "Caltanet" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della candidatura di Massimo Calearo e del rapporto tra il Pd e i cittadini del Nord ai quali il leader del Partito democratico dice che "il settentrione non ha bisogno del Parlamento del Nord" ha bisogno di riforme: "Servono infrastrutture, una minore pressione fiscale e lotta alla burocrazia", elenca il leader del Pd.

Entro marzo i permessi di soggiorno in Comune ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ) Meno burocrazia e più velocità per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Entro il 20 marzo, se tutto procede senza intoppi, sei città italiane tra cui Padova (Lecce, Brescia, Ancona, Firenze e Ravenna) sperimenteranno la direttiva del Ministro Amato.

Le Comunità montane sono inutili e difendono poltrone Perché nessuno propone di unire i Comuni? Ne bastano 12 ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Possono progettare e gestire il futuro del proprio territorio e qualificare oltremodo le varie professionalità, ottenendo così standard qualitativi elevati in termini di servizi, con costi decisamente inferiori agli attuali ed eliminazione in questo modo di un po di burocrazia che, invece di aiutarlo, mortifica il cittadino.* consigliere comunaleLega Nord Liga Veneta Belluno.

I cittadini: <Senza un trasporto pubblico> Il sindaco: <Chiesto un servizio di linea> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La nostra è una realtà piccola ma viva - ha sottolineato uno degli intervenuti - e lo dimostrano le tante feste che organizziamo. Quello che ci chiediamo è perché debba esserci tanta burocrazia per la richiesta dei permessi e tante spese come, ad esempio, la timbratura dei manifesti".

Da un ufficio all'altro della cittadella sanitaria Tutti i disagi dell'assistenza domiciliare ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si scontra quotidianamente con la burocrazia che c'è dietro al servizio fornito dall'Ulss 18. Il tutto con un contorno dei tempi lunghi per i riconoscimenti dell'invalidità (oltre all'ulteriore iter di documenti che vi sta dietro)."Passo le mie giornate in cittadella sanitaria", spiega amareggiata e stanca la rodigina, che ha l'anziana madre in casa ed è appunto seguita dall'

In coma da 10 anni dopo l'incidente Non possono processarlo ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la burocrazia". Uno strazio che si aggiunge allo strazio, per due famiglie sconvolte per sempre dalla tragedia toccata ai loro figli. "E un dolore forte, solo questo - dice la signora Bernardi - che si rinnova ogni volta".Lina Paronetto.

Italia, bene liberalizzazioni, pochi progressi su lavoro - Ocse ( da "Websim" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tagliare la burocrazia, aumentare le scelte dei consumatori, rafforzarne la protezione e ridurre le rendite dei settori protetti" si legge nel rapporto pubblicato sul sito Ocse. L'organismo con sede a Parigi lamenta, però, una crescita della produttività del lavoro in Italia che rimane debole, "contribuendo ad allargare il differenziale del pil-

"TRASPORTI AEREI, CI STANNO ISOLANDO: COALIZZIAMOCI" ( da "LeccePrima.it" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che penalizzano gli imprenditori che ogni giorno combattono la burocrazia, la lentezza delle decisioni e la carenza di infrastrutture, ma nonostante tutto continuano a rimanere in questa terra così difficile". "Sorprende l'incapacità di Ap nel gestire gli scali aeroportuali e favorire lo sviluppo dei collegamenti.

REGGIO, CENTENARIO FESTA DONNA: SPETTACOLO CON FRANCESCA REGGIANI E GABRIELLA GERMANI ( da "Sestopotere.com" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia kafkiana, ambiente? Disagi e incertezze del cittadino rispetto a un mondo che cambia e che toglie punti di riferimento, il difficile rapporto con le nuove tecnologie, le insidie del mercato globale, l'assuefazione ai modelli pubblicitari, il delirio consumistico del tutto a meno, del "compro,

Addio lettera di licenziamento: al via le dimissioni via web ( da "Blogosfere" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per le associazioni di categoria la procedura rischia di creare una nuova burocrazia mentre secondo i sindacati tutela i lavoratori e risolve il problema delle “dimissioni in bianco” (ovvero delle lettere di licenziamento fatte firmare al momento dell'assunzione in modo da averle già pronte in caso si voglia mandare via il dipendente senza preavviso.

Ossona: "Via Bosi è pericolosa, facciamo qualcosa" ( da "CronacaQui.it" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cuore di non lasciare che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di muoversi nel costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare in modo che non ci sia più un altro Rino". Con questo soprannome è infatti conosciuto G.D.F. che venerdì scorso era andato a prendere la sua bambina per portarla a casa, ma a casa non ci è mai arrivato.

Osnago: presentazione del libro sulle adozioni internazionali il 7 marzo ( da "Merateonline.it" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attraversando un percorso ad ostacoli tra la burocrazia, le lunghe attese, le illusioni e le promesse non mantenute. Questo libro, a metà tra la favola ed una serie di "consigli pratici" per affrontare l'adozione internazionale, narra la storia dell'autore e di sua moglie attraverso un racconto personale ed emozionante.


Articoli

Di SARA BESSI LA CAMPANELLA suona come ogni mattina, ma per l'intera sett (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di SARA BESSI LA CAMPANELLA suona come ogni mattina, ma per l'intera settima due ragazze Elena Cozzolino, Chiara Zingoni e due ragazzi Davide Banti e Marco Pisano della III A del liceo linguistico "Virgilio" di Empoli varcheranno la soglia del commissariato e non quella dell'istituto superiore di via Cavour. Nessun timore: i quattro giovani hanno iniziato il loro stage di scuola di polizia, sotto l'occhio supervisore del sostituto commissario Olga Mazzarella, responsabile dell'ufficio amministrativo e il beneplacito del primo dirigente Salvatore La Porta. Il gruppo sarà impegnato tutti i giorni dalle 9 all'una: quattro intense ore per conoscere i gangli dell'organizzazione interna a un commissariato di polizia, per capirne i meccanismi e, perchè no, per potersi orientare verso una possibile professione del futuro. LA PRIMA GIORNATA è iniziata con un primo giro orientativo all'interno del commissariato. "Abbiamo parlato della Questura e del nostro rapporto con quest'ultima ? racconta il sostituto commissario Mazzarella ? Li ho accompagnati in tutti gli uffici, ai vari piani, dalla centrale, alla sezione Volanti fino all'anticrimine e alla polizia scientifica". Un debutto a tutti gli effetti perchè è la prima volta che degli studenti entrando a stagisti nel commissariato di piazza Gramsci. Gli onori di casa sono stati fatti dal primo dirigente La Porta che ha salutato l'iniziativa come positiva. Un progetto che è promosso da Camera di Commercio di Firenze in collaborazione con Miur (Ministero dell'istruzione dell'Università della ricerca), Ufficio scolastico regionale e provinciale e Coap (Centro orientamento e aggiornamento professionale). Fra gli enti coinvolti anche il commissariato di Empoli che con il mondo della scuola ha già avviato da anni un dialogo aperto grazie all'iniziativa "Polizia di prossimità ? poliziotto di quartiere" col la quale il sostituto commissario Danilo Di Stefano affronta tematiche vicine al sentire giovanile. E il "Virgilio" è nella dozzina di istituti superiori scelti a livello sperimentale in tutta la Regione per attuare il progetto, che avrà una durata di tre anni. "Il primo anno è prevista la socializzazione al lavoro, il secondo la conoscenza del lavoro e il terzo la partecipazione al lavoro, con impieghi in attività specifiche", spiega Di Stefano. NON STAGISTI per caso, quindi, ma con piena consapevolezza. "Abbiamo scelto noi di svolgere il periodo di approccio al mondo del lavoro in un commissariato di polizia ? dicono le due ragazze e i due ragazzi, tutti concordi su questo punto ? E' interessante sapere come funziona la burocrazia statale come cittadini italiani, è un nostro dovere". Non si pongono obiettivi o limiti per il futuro: "Intanto facciamo questa settimana di stage, poi staremo a vedere se diventare poliziotti o poliziotte. Fino a oggi siamo stati sempre al di qua, adesso vogliamo provare a vedere cosa significhi essere all'interno dell'organizzazione". IL FASCINO della serie televisiva Csi (Crime scene investigation), naturalmente, ha fatto il suo gioco: la sezione che ha colpito maggiormente gli stagisti è stata quella della polizia scientifica, di recente impegnata nelle indagini del caso dell'omicidio di Maria Silvana Furlan. "Non vediamo l'ora di potervi trascorrere parte del nostro tempo a disposizione", dicono. Intanto, ieri mattina, sono diventati esperti in materia di immigrazione, hanno fatto un excursus nella storia del passaporto fino a quelli iper moderni necessari per varcare le frontiere di alcuni Paesi, come gli Stati Uniti. Uno sguardo anche alla mole di licenze, documentazioni indispensabili per possedere le armi. "Nei prossimi giorni li faremo conoscere anche le novità relative alla sicurezza negli stadi ? conclude Mazzarella ?, con la recente normativa che prevede l'impiego di steward per le attività di prefiltraggio e filtraggio, che al Castellani è debuttata da domenica scorsa". - -->.

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SONO dieci i punti che la direzione nazionale della Confesercenti ha individuato pe (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SONO dieci i punti che la direzione nazionale della Confesercenti ha individuato "per fa crescere l'Italia di domani". Fra questi c'è la lotta agli sprechi con "l'abolizione delle Province, la riduzione delle Comunità montane, la privatizzazione delle aziende municipalizzate", inoltre si chiedono "più incentivi per le fonti rinnovabili e meno accise sui carburanti" nonché "un fisco che premi chi investe in innovazioni e tecnologie. E poi meno burocrazia ("Entro tre anni solo documenti telematici") e la previsione "di incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali". - -->.

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Una lista civica marcerà sul Palazzo Guarda al voto del 2009 la neonata associazione Terni Oltre (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA IN FERMENTO Una lista civica marcerà sul Palazzo Guarda al voto del 2009 la neonata associazione "Terni Oltre" ? TERNI ? PRESENTATA ieri l'associazione politico-culturale "Terni Oltre", che nasce con l'intento di riaprire un dibattito partecipato sulle prospettive di una città in declino, guardando senza nascondersi alle elezioni amministrative del 2009 e alla relativa lista civica. "L'associazione ? spiega il presidente Leo Venturi, attuale guida della circoscrizione Colleluna ? è da intendersi come uno strumento a disposizione di tutti coloro che vogliono portare un contributo di idee e di impegno rispetto alla soluzione dei tanti problemi di Terni. Si tratta di un'associazione aperta e apartitica che nasce da una comune valutazione sulle difficoltà delle città e sulla necessità di confrontarsi ed impegnarsi perché Terni esca dal guado in cui si trova. L'approdo potrebbe certamente essere quello delle prossime amministrative. "C'è un momento nella vita di una città ? si legge nel manifesto dell'associazione ? nel quale occorre avere il coraggio di far sentire la propria voce. Quando le istituzioni e le forze politiche si rinchiudono in se stesse e cessano di ascoltare i bisogni e le preoccupazioni dei cittadini, si creano fratture che alimentano la sfiducia nella politica e la rassegnazione. A TERNI si avverte questo clima che, con il passare dei giorni, diventa sempre più insostenibile; un peso che va rimosso per garantire un futuro positivo all'intera comunità. Si avverte, drammaticamente, la frattura fra chi amministra e la comunità. Il Palazzo appare sempre più chiuso e inavvicinabile, trasparenza e democrazia sempre più offuscate. Occorre riavvicinare il palazzo ai cittadini". Tra le criticità evidenziate dalla neo-associazione: "Terni sempre più marginale rispetto al contesto regionale; la burocrazia soffoca la città, emargina i cittadini, svilisce gli imprenditori, allontana gli investimenti; Terni non può essere la pattumiera dell'Umbria; la macchina comunale è ormai ferma, chiusa e incapace di rispondere ai bisogni e alle priorità dei cittadini e delle attività economiche e produttive; la proliferazione dei cda e delle strutture burocratiche spesso non serve a migliorare i servizi ma a garantire posti da spartire fra le forze politiche, utili soprattutto al mantenimento del potere; Terni è più insicura, il degrado si annida anche nel centro cittadino, sempre meno attrattivo". OLTRE al presidente Leo Venturi, fanno parte del comitato direttivo di "Terni Oltre" Bruna Cordiani, Paolo Quintiliani, Mauro Esposito, Francesco Ansuini, Maurizio D'Ammando, Gastone Botondi, Pietro Ragni, Andrea Sabatini, Aldo Fasoli, Fabio Bartolini. - -->.

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Indiscreti (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 054, pag. 4 del 4/3/2008 Autore: di Pierre de Nolac Visualizza la pagina in PDF     Indiscreti Nicolini ricorda quando andò a Cuba: nel 1962 Le celebrazioni sessantottine hanno portato a parlare, dopo Oreste Scalzone, Renato Nicolini. Personaggio che rappresenta l'emblema del comunismo romano: figlio di un alto dirigente dell'Istituto autonomo per le case popolari, studi in una rinomata, esclusiva scuola cattolica della capitale (il “Marcantonio Colonna”, ora utilizzato per alcune facoltà dall'università Lumsa), e folgorato dal Pci. Per poi diventare assessore alla cultura del Campidoglio, ideatore dell'estate romana e, infine, parlamentare. Lui, studente universitario di architettura ben prima del '68, ha ricordato la visita compiuta a Cuba nel 1962 per appoggiare Fidel Castro. Viaggio che permise di redigere il singolare statuto per chi frequentava le aule universitarie della sua facoltà, dove al primo articolo si poteva leggere: "Il compito dello studente di architettura è quello di combattere l'imperialismo americano". Al ritorno a Roma, però, nel Pci non furono molto contenti. Nicolini stesso ricorda che a Botteghe Oscure dissero che "chi esce da architettura in primo luogo deve sapere costruire le case"_ Bettini fa arrabbiare i dipendenti capitolini In appena trenta minuti, partecipando alla trasmissione di Raitre condotta da Lucia Annunziata, Goffredo Bettini è riuscito a far arrabbiare mezzo mondo. Da Antonio Di Pietro (ritenuto inadatto per il ruolo di ministro della Giustizia) ad Alfonso Pecoraro Scanio (indicato tra tutti i ministri come il colpevole dell'emergenza rifiuti in Campania), e senza dimenticare i dipendenti capitolini. Già, perché se Bettini ha detto che è pronto a mettere la mano sul fuoco per difendere il suo amico Antonio Bassolino, così come nei confronti di Walter Veltroni, è stato chiarissimo verso chi si trova nei piani medi e bassi dell'amministrazione del Campidoglio. A quelli l'ex senatore diessino non offre nessuno scudo difensivo, “scaricandoli” platealmente e facendo pensare che tutto quello che a Roma non funziona sia colpa loro. La rivolta è nell'aria, tra coloro che non hanno le poltrone dirigenziali e vivono tra la burocrazia. Tra i lavoratori comunali, il Pd non prenderà molti voti_ Il Pd romano in fila per il film di Veltroni I dirigenti del Pd romano fanno a gara per andare a vedere il film tratto dal libro di Walter Veltroni "Forse Dio è malato". Diretta da Franco Brogi Taviani e prodotta dall'Istituto Luce, la pellicola racconta la passione veltroniana per il continente nero, quello che doveva accoglierlo a braccia aperte dopo l'esperienza vissuta al Campidoglio in qualità di sindaco. Realizzato in Angola, Camerun, Mozambico, Senegal, Sud Africa e Uganda, il film documenta la povertà che domina interi quartieri delle città africane, tra bambini malnutriti, giovani spediti a combattere con le armi contro le tribù rivali, senza dimenticare il flagello di malattie come l'Aids e l'uso della stregoneria al posto della medicina occidentale. Termini di paragone che sembrano perfetti per tentare di dire che nella Roma lasciata da Walter si sta ancora meglio che in Africa: e pensare che l'indimenticato numero uno della Fiat, Gianni Agnelli, consigliava sempre di guardare alle Alpi invece che alle piramidi_ Il Trionfo, senza Prodi, non è più Romano Quando il governo di Romano Prodi aveva appena giurato, all'inizio della legislatura, del progetto di una grande mostra da allestire nello spazio del Colosseo se ne parlava in termini entusiastici. Il titolo, poi, sembrava fatto apposta per far venire l'acquolina in bocca al Professore: "Trionfo Romano". Con la “r” maiuscola. Un centinaio di capolavori dell'antichità, tra pitture vascolari, statue, bronzi, rilievi e monete, per illustrare il fasto della Roma antica. Un'esposizione che però, quando l'esecutivo prodiano è crollato, ha cambiato il nome, diventando "Trionfi romani". Al plurale. E minuscolo. Niente più taglio del nastro con il premier emiliano, che avrebbe potuto fregiarsi di un riconoscimento non suo, ma di pertinenza della storia di due millenni fa. Per ironia della sorte, nella mostra che aprirà al pubblico nella giornata di domani, il trionfo oggetto della rassegna, come raccontano i curatori, “veniva tributato su delibera del Senato”. La nemesi storica ha voluto che proprio in un senato, quello di palazzo Madama, Prodi abbia conosciuto la sconfitta_.

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Molinaroli: <Eliminare la burocrazia per velocizzare gli interventi> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 4 marzo 2008 > Provincia Molinaroli: "Eliminare la burocrazia per velocizzare gli interventi" "Incendi boschivi, più coordinamento": allarme dei sindacati dei pompieri Piacenza - (pm) Continua la serie di incendi boschivi in provincia. Nella tarda mattinata di ieri l'allarme è scattato sul monte Chiappo, appena sopra Capannette di Pei, nel comune di Zerba. A prendere fuoco sono state sterpaglie, arbusti e prato: una situazione resa preoccupante dal vento che alimentava le fiamme. L'intervento di alcune persone della zona, della forestale e dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere il rogo. Il maltempo arrivato nel primo pomeriggio e il fatto che parte del terreno è ancora ricoperto di neve hanno fatto il resto. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri di Ottone. All'origine sembra che ci sia stata la rottura di un cavo elettrico che, sfiammando, ha innescato il rogo. Un allarme, quello di ieri mattina in alta Valtrebbia, che segue a quelli di domenica nei territori di Piozzano, Morfasso e Ferriere e che pone con urgenza il problema della gestione degli incendi boschivi. "Occorre un maggiore coordinamento tra le forze in campo - sostiene Giovanni Molinaroli, rappresentate della Cgil per i vigili del fuoco - ed eliminare la burocrazia, al fine di una razionalizzazione e velocizzazione degli interventi. Se sono i vigili del fuoco l'ente principale chiamato a gestire gli incendi boschivi, deve essere il Corpo a coordinare i propri uomini con la Forestale e i volontari di Protezione civile. Il fatto che questi soggetti rispondano di volta in volta a Prefettura o alla Regione non fa che rallentare i tempi di intervento". Le tante richieste d'aiuto arrivate domenica al centralino dei vigili del fuoco, affermano i sindacati, mettono in evidenza una certa disomogeneità delle distribuzione delle forze. Roghi di bosco, sottobosco e sterpaglie erano divampati a Casarse, tra Ferriere e il passo del Mercatello, vicino al centro abitato di Morfasso e, in due punti diversi, dalle parti dei Pianoni di Morfasso. Sono sempre i sindacati a fare un quadro della situazione. Se al Mercatello i vigili del fuoco sono stati affiancati da un paio di uomini del Corpo forestale e da una quindicina di volontari della zona, ai Pianoni di Piozzano (dove le operazioni di spegnimento, a più riprese, sono durate dalla serata di domenica a ieri pomeriggio, notte compresa) hanno visto impegnati soltanto i pompieri e un uomo della Forestale. Nel sollecitare maggiore sinergia, i sindacati dei vigili del fuoco ricordano un recente incontro avvenuto tra il ministro dell'Interno Giuliano Amato, il sottosegretario Ettore Rosato, il capo della protezione civile Guido Bertolaso, il capo del dipartimento dei vigili del fuoco Giuseppe Pecoraro e i direttori regionali del Corpo durante il quale è stata sottolineata la necessità, soprattutto d'estate, di un coordinamento più efficace tra i soggetti chiamati a intervenire per gli incendi boschivi. [.

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Dolore, rabbia e paura nei commenti sul web (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE REAZIONI SUL SECOLO.IT Vale: "Mio padre lavora in porto, quando esce gli dico: papà, stai attento". Stefano: "Si rischia la vita per pochi euro al mese" 04/03/2008 SCRIVE VALE di Genova: "Mio papà lavova in porto e quando va a lavorare gli dico: papà stai attento! e lui mi risponde "ci provo" sento poi il telegiornale e ho paura....". Vale è una delle tante persone che hanno scritto al Secolo XIX.it per commentare la drammatica morte di Fabrizio Cannonero. Vale ha paura e come darle torto. E come dare torto a Stefano, portuale: "Si lavora rischiando di morire per mille euro al mese: vergogna". Scende nel dettaglio la denuncia di un altro lavoratore che si firma Parabola: "Tutti i giorni che vado a lavorare so di correre dei rischi, il PERICOLO però non è il nostro unico nemico, teoricamente più lo conosci e più lo tieni distante. Il vero nostro nemico sono burocrazia e interessi. Noi siamo delle pecore (operai) dobbiamo seguire un pastore (la nostra azienda),sono due le strade da percorrere per arrivare a pascolare (obiettivi) una è più corta e rapida, ma pericolosa, l'altra è un po' più lunga farse un po' più faticosa ma meno rischiosa. Ebbene in porto ci fanno passare per la più pericolosa, quando poi cade una pecora dal burrone,si attivano per chiudere quella strada! "Ci metteremo una staccionata! si, ma, di foglie Basta una bufera di vento e quelle foglie non ci sono più, e il pastore ripassa per quella strada, cade un'altra pecora! e ne fanno una di legno... Io sono una pecora nera e vorrei passare per la strada più sicura, ma ho paura che presto ripasserò da li". Aggiunge sulla stessa linea Regabry lanciando un appello: "Fare un lavoro manuale è pericoloso e il PERICOLO dovrebbe essere il nostro unico nemico, ma non è cosi Ci fanno lavorare senza conoscere bene il nostro nemico e nessuno dà il buon esempio, né i dirigenti, né i preposti, né i rappresentanti sindacali. Ci credono dei RAMBO l'importante è raggiungere l'obiettivo Se pretendo di seguire le norme di sicurezza mi tirano un calcio nel sedere. AIUTATEMI! La mia storia è reale, ed ha un seguito legale, ma mi sa che nessuno mi vuole aiutare!?!? E io "speriamo che me la cavo"". Conclude Elsa, ma le testimonianze arrivate sono oltre un centianio: "Sono addolorata per quanto è successo per l'ennesima volta e sempre a scapito di un padre di famiglia. Perchè non si riesce mai ad affrontare il problema della sicurezza prima che accada una disgrazia? Dopo è troppo tardi e le accuse reciproche delle istituzioni non servono più a nulla" . I. Vi. 04/03/2008.

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Tasse, burocrazia, costo del lavoro L'agenda di Pasotti alla politica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 04/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA ECONOMIA / A PAGINA 29 Tasse, burocrazia, costo del lavoro L'agenda di Pasotti alla politica Tasse, burocrazia, costo del lavoro: nell'ultima assemblea da presidente dell'Api, Flavio Pasotti ha elencato il promemoria ai candidati per le prossime elezioni politiche in occasione della Giornata dell'impresa. L'Api eleggerà il successore di Pasotti il prossimo giugno.

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L'addio di Pasotti: Questa politica è un handicap (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 04/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA L'addio di Pasotti: "Questa politica è un handicap" Indagine fra gli associati di Apindustria: agire su tasse, burocrazia, costo del lavoro Flavio Pasotti e a destra la sala di via Lippi gremita in occasione della Giornata dell'impresa Roberto Ragazzi BRESCIA Attaccati al proprio territorio, ma pronti a dire "goodbye Brescia!" se non ci saranno segni tangibili di cambiamento. L'indagine di Apindustria non lascia dubbi: secondo gli imprenditori l'attuale situazione di stasi economica è in gran parte da attribuirsi ad una classe politica incapace di dare risposte al Paese. Ma non solo, nonostante la nascita dei nuovi partiti nel centrodestra e nel centrosinistra, il tasso di novità percepito dagli imprenditori è basso, come basso è il grado di fiducia per il futuro nella classe politica. L'indagine è stata realizzata tra il 27 ed il 29 febbraio, su un campione di 130 imprenditori iscritti all'associazione ed è stata presentata ieri sera dal presidente Flavio Pasotti. L'occasione è stata la tradizionale "Giornata dell'impresa" iniziativa organizzata da Apindustria in collaborazione col Gruppo giovani imprenditori e il Gruppo donne imprenditrici: l'ultima sotto la presidenza Pasotti e quindi occasione per tracciare un bilancio del mandato. E Pasotti ha tracciato un quadro chiaro e severo dei sei anni di presidenza. Contrassegnati da piccole e grandi battaglie "Non abbiamo voluto essere sterilmente polemici, ma orientare la politica per il bene comune - ha spiegato -. Fiera di Brescia, aeroporto di Montichiari, infrastrutture, alta velocità, la questione banche e Bipop: su questi temi ci siamo battuti, non senza dare fastidio anche a qualche amico. Oggi chiediamo alla politica di dare indicazioni precise, di proporre soluzioni condivise dal territorio. C'è bisogno di fare scelte importanti servono risposte". "Dal 2000 al 2006 le piccole medie imprese bresciane hanno superato la più grande crisi economica che si ricordi - ha detto Pasotti -. Gli imprenditori hanno trasformato le loro aziende secondo le esigenze del mercato. I dati del 2007 lo dimostrano: fatturato, occupazione, utilizzazione degli impianti dicono che le aziende sono riuscite a vincere la sfida del mercato globalizzato. Le medie aziende hanno dato i migliori risultati sui mercati europei, le piccole su quelli extraeuropei: la capacità delle imprese di cambiare i prodotti e fare innovazione è stata straordinaria". Innovazione. La chiave di volta per lo sviluppo. Lo ha detto a chiare lettere anche Sergio Pecorelli, ordinario di Ginecologia dell'Università degli Studi di Brescia, presidente del Consiglio della ricerca dell'Ateneo bresciano e recentemente nominato alla presidenza del Comitato di indirizzo del Centro servizi multisettoriale tecnologico, società (partecipata da enti pubblici, associazioni d'imprese e singole aziende) che dovrebbe diventare il punto di riferimento bresciano in tema di trasferimento tecnologico e rapporti università-impresa. Nonostante in Italia la strada per chi opera nel settore della ricerca sia fortemente in salita Pecorelli ha lanciato un messaggio di speranza: "Come disse Karl Popper abbiamo il dovere di essere ottimisti... e siamo tutti corresponsabili di quello che succederà. E il Csmt rappresenta una opportunità unica per coniugare ricerca ed impresa. L'Università degli Studi di Brescia possiede 500 ricercatori di base, un patrimonio umano di grande valore. Mentre dall'altra parte ci sono le imprese hanno il capitale da investire in innovazione. Ebbene oggi abbiamo lo strumento, reale, fisico, dove queste due esigenze possono interfacciarsi. Non possiamo fallire". In apertura è stato Amedeo Bonomi, presidente del gruppo giovani imprenditori di Apindustria ad introdurre la "Giornata dell'impresa" spiegando le ragioni del premio andato a Romano Gallus della Gv stamperie e Agostino Cavalli della Sbm. "Li abbiamo premiati - ha spiegato - perché entrambi in questi anni hanno investito in termini di sicurezza ed ambiente. Perché è giusto investire in questi settori? Perché un imprenditore deve avere un'etica ben marcata. Deve sicuramente creare ricchezza, ma lo deve fare rispettando la libertà degli altri. Sicurezza ed ambiente porta anche molti risvolti economici positivi". La Giornata dell'impresa ha inoltre premiato "donna delle istituzioni" il vice presidente della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, a consegnare il premio Claudia Taurisano. Infine premio alla carriera al socio onorario di Apindustria, Giovanni Mariani.

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Magasa si scalda con l'incanto della legna (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

IN PIAZZA LA CONSUETA ASTA DEL PATRIMONIO BOSCHIVO COMUNALE Magasa si scalda con l'incanto della legna In Valvestino il bosco domina ancora incontrastato. Con l'allevamento è stato per secoli un'importante risorsa per la popolazione locale. Il legname, così come il carbone, prendeva in genere la via della Riviera, garantendo scambi con altri prodotti di prima necessità. In questo contesto a Magasa è nata la tradizione dell'incanto della legna, cha si tiene in piazza. Il patrimonio boschivo di proprietà comunale viene ceduto per il taglio al miglior offerente; un rito che resiste, secondo consuetudini ormai radicate. Il battitore è disinvolto, tranquillo; gli uomini ascoltano, rilanciano le offerte. Il contratto si firma subito, sul posto, senza tanta burocrazia, poi si passa ad un altro lotto.

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L'unico flop: quando a Torbole fu bloccato dalla politica (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Amarcord a Villa Cian L'unico flop: quando a Torbole fu bloccato dalla politica Un vulcano di idee, ma anche la forza d'animo di realizzarle andando contro alle abitudini, a culture non sempre compatibili con le sue origini calabresi, alla burocrazia che spesso ostacola, più che incentivare, lo spirito imprenditoriale. Tiziano si ricorderà bene i primi difficili passi mossi nella prima metà degli anni Novanta a Torbole. Tentò di rianimare (nel senso clinico del termine) quel piccolo gioiello che è sempre stata Villa Cian, sulla spiaggia torbolana. Ma erano anni in cui le sue idee e la sua animazione dovevano convivere con le assemblee del consiglio comunale. Una sera faceva festa, quella dopo doveva sgombrare tutto e tutti per ricollocare scranni e microfoni per il civico consesso. Non furono anni facili, e lo dimostra il fatto che quella volta Tiziano Sessa ha dovuto lasciar perdere, cosa che non è da lui. Poi piano piano le cose sono cambiate. Il consiglio comunale si è trasferito altrove, Villa Cian è tornata ad essere luogo di ritrovo soprattutto estivo, ed oggi è diventata un po' di tutto, pizzeria, pub, dancing. Forse è proprio quella l'unica sfida non vinta dall'inarrestabile Tiziano. Che ora ci riprova a Mori, dove ha sempre avuto fortuna. (d.p.) 04/03/2008.

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Via le discariche da Masua (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2022 Iglesias. Il progetto di Igea e Università è al vaglio del commissario per il disinquinamento Soru Via le discariche da Masua Iglesias.. Il progetto di Igea e Università è al vaglio del commissario per il disinquinamento Soru I fanghi minerari nelle gallerie di Acquaresi --> I fanghi minerari nelle gallerie di Acquaresi Ci sono tre milioni di tonnellate di scorie a Masua e, finchè non sarà risolto il problema del disinquinamento, non potrà partire il progetto dell'oasi naturalistica. Il piano di Igea e Università prevede di portare i fanghi nelle gallerie di Acquaresi. Le operazioni di bonifica dell'area mineraria di Masua potrebbero scattare in tempi brevi. Tre milioni di tonnellate di scorie minerariee, oggi accumulate in un'area di estremo pregio naturalistico in procinto di diventare oasi ambientale, potrebbero venire presto rimosse e utilizzate per riempire i vuoti minerari della vicina area di Acquaresi. Qui, da diversi anni, esiste una situazione di grave rischio a causa delle frane verificatesi nel sottosuolo della strada che da Nebida conduce a Buggerru. Si tratterebbe di un intervento particolarmente complesso, fra i più vasti mai progettati in Sardegna, che consentirebbe non soltanto di disinquinare la zona dalle scorie delle lavorazioni minerarie, ma anche di rendere più stabile le alture intorno ad Acquaresi, sulle quali, già da tempo, si considera urgente una vasta opera di messa in sicurezza. Il progetto preliminare è già stato predisposto dall'Igea con la collaborazione dell'Università di Cagliari ed è ora all'esame dell'Ufficio tecnico del Commissario straordinario per le bonifiche e l'emergenza ambientale Renato Soru. L'IGEA "Al momento - spiega il presidente dell'Igea Franco Manca - non è in discussione tanto la bontà del piano, quanto i suoi probabili costi". Di certo l'operazione è fra le più complesse e impegnative fra quelle progettate fino ad ora, ma la soluzione proposta dall'Igea consentirebbe - come sottolinea lo stesso Manca - di eliminare due grossi problemi con un unico intervento. Nelle discariche di Masua sono accumulate tre milioni di tonnellate di rifiuti inquinanti prodotti da decenni di attività mineraria. La bonifica in situ (che consiste nel mantenere le discariche al proprio posto mettendole opportunamente in sicurezza) appariva fino a poco tempo fa l'ipotesi più probabile, sia perché si tratta di una soluzione già ampiamente utilizzata nel settore del disinquinamento, sia perché la rimozione comporta sempre costi maggiori e genera inoltre il problema di trovare un sito dove stoccare le scorie. ACQUARESI I vuoti minerari di Acquaresi, distanti pochi chilometri, secondo i tecnici dell'Igea e dell'università potrebbero essere la soluzione naturale al problema, tanto più che costituiscono essi stessi un grosso pericolo per arginare il quale urge un intervento in tempi brevi. La loro presenza ha infatti determinato numerosi fenomeni di subsidenza e diversi smottamenti in superficie, talvolta minacciando l'incolumità delle persone, tanto da aver determinato in più di un caso la temporanea chiusura della strada che da Nebida conduce a Buggerru, interessata da alcune frane. "La nostra ipotesi - afferma Franco Manca - è tecnicamente percorribile, ancorché decisamente complessa, perché esiste un collegamento sotterraneo fra le due aree che consentirebbe di trasportare il materiale in sicurezza da Masua ad Acquaresi". Il risultato sarebbe ottimale, perché eliminerebbe alla radice e in un'unica soluzione sia il problema dell'inquinamento che quello dell'instabilità geologica dell'area. Bilanci e burocrazia permettendo, ovviamente. PAOLO MOCCI.

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Una convenzione... lumaca Nuova sede della Croce Gialla nei locali dell'ospedale (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

? MONTEGRANARO ? STA DAVVERO rasentando l'assurdo la telenovela della firma della convenzione tra Comune, Asur 11 e Asur regionale per destinare alcuni locali dell'ospedale a nuova sede della Croce Gialla. Sono ormai trascorsi 10 giorni da quando il direttore generale dell'Asur Marche, Roberto Malucelli, ha apposto l'agognata firma sulla convenzione. Una notizia accolta con moderata soddisfazione (dopo quattro anni di trepidante attesa l'entusiasmo è andato comprensibilmente scemando) e con un sospiro di sollievo sia dagli amministratori sia dai vertici della locale pubblica assistenza. Dal 20 febbraio, tuttavia, i documenti sui quali ora dovranno mettere la firma il direttore dell'Asur 11, Mario Forti, e il sindaco Gianni Basso, sono pervenuti in quel di Fermo e Montegranaro solo ieri e solo grazie ad una 'sollecitazione' piuttosto accalorata giunta in Regione da parte di qualche amministratore montegranarese. Una situazione incredibile e una burocrazia che sta rallentando oltre ogni dire una pratica giunta, dopo lunghe fatiche e attese, alla sua fase conclusiva. Soddisfatto di questo ulteriore passaggio l'assessore Luigi Berdini che, ieri, ha dato comunicazione anche alla presidente della Croce Gialla dell'avvenuto arrivo dello schema di convenzione. "Adesso che è qui, suppongo che sarà firmata in tempi rapidi - ipotizza Berdini - dopodiché potremo dire chiusa questa lunga pratica". Le ultime due firme, tra l'altro, consentiranno di dare il via ai lavori esterni e interni all'ospedale, già appaltati e finanziati da Comune e Croce Gialla. Lavori che non sarebbero di loro competenza, ma dell'Asur regionale che perciò scomputerà queste cifre dal canone di affitto convenuto. Marisa Colibazzi - -->.

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Di PASQUALE BERGAMASCHI NEL MEGA 'Piano di struttura', il primo pas (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PASQUALE BERGAMASCHI NEL MEGA 'Piano di struttura', il primo passo del nuovo Piano Regolatore Generale, il consulente tecnico - progettista, l'architetto Luigina Zazio, ha individuato 3 aree strategiche. Neanche a dirlo, anche il porto di San Benedetto. Il sindaco Gaspari, 'pizzicato' dal presidente di Confindustria Piceno, Adriano Federici, non si è nascosto dietro un dito, anticipando l'intenzione dell'Amministrazione comunale: "INVESTIRE, pesantemente, nell'area del porto, dove ci sono capannoni chiusi". Che, ci scusi il sindaco Gaspari, non sono ruderi come sottolineato nella critica allo stop della Sovrintendenza ai Beni Ambientali delle Marche. Sono stati messi in vendita come fossero oro sonante e contante. Già il cantiere della 'Naval di Porto', dei fratelli Sciarra è stato acquistato, dicono, dal titolare della Soledil, Raniero Iacoponi che, successivamente, l'ha dato in affitto. Viene dato per certo che un altro imprenditore edile (sembra il titolare della Sipa, Carmelo Silvestri) stia trattando l'acquisto del cantiere Bruni. I bene informati sostengono che "il prezzo delle baracche oscillano da 1,5 a 2 milioni di euro". Cifre assai alte, considerando che le strutture cantieristiche sono in area demaniale (come le concessioni a mare), quindi di proprietà dello Stato. Viene spontaneo domandare: perchè l'interesse dei più noti imprenditori edili? Significa che l'intera area avrà uno sviluppo con il nuovo Piano Regolatore Generale e 'gettarci il cappello' è cosa buona e giusta? Di qui a quanto il nuovo strumento urbanistico che dovrebbe riqualificare l'ambito portuale e "dopo la battaglia con la burocrazia", come stigmatizzato dal sindaco Gaspari, farlo diventare alla stregua di Lisbona o Genova? E' D'OBBLIGO sollecitare l'accelerazione del Piano Regolatore che l'arch. Zazio sta redigendo e, nel contempo, invitare il vertice dell'Amministrazione comunale a dare un taglio alla 'burocrazia' (che sia la parola per dire degli ostacoli posti dalla Capitaneria di Porto?), poiché l'unica alternativa e, nel contempo, l'unica proposta concorrenziale in campo turistico, è la rivalutazione dell'area portuale. Farla diventare un punto di riferimento per cittadini e turisti con la realizzazione di bar, ristoranti, pub, discoteche, boutiques e via dicendo, significherebbe, certamente, fare un salto di qualità. - -->.

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Nel mondo perduto della sovranità nazionale (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pianeta terra Nel mondo perduto della sovranità nazionale L'ideologia dello sviluppo passa attraverso la "depoliticizzazione" del diritto al fine di promuovere il mercato quale unica forma di organizzazione della società Dopo le proteste del movimento dei movimenti, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale hanno operato una silenziosa "rivoluzione passiva" per mantenere il loro potere di condizionamento sulle politiche dei paesi nel Nord e nel Sud del mondo Ugo Mattei Fra le nozioni politico-giuridiche prive di un significato preciso ma cariche di connotazioni acriticamente positive quella di sviluppo merita anch'essa di essere "destrutturata" . A fianco della nozione di rule of law (il manifesto del 26 gennaio) e di quella di "alternativa armonica alla conflittualità" (il manifesto dell'8 febbraio) essa occupa un posto importante nella costruzione di un apparato ideologico a supporto del capitalismo globale. Le variazioni che rendono vaga questa nozione sono storiche e geografiche e si possono ben seguire attraverso le trasformazioni dell' istituzione finanziaria internazionale che fa dello sviluppo la propria ragione sociale: il gruppo Banca Mondiale. Nel 1944, nel quadro degli accordi di Bretton Woods, attraverso i quali le potenze alleate, dando seguito all' illuminata e poi tradita insistenza di Lord John M. Keynes, si misero alla ricerca di formule di governance per stabilizzare il mondo che sarebbe uscito dalla imminente vittoria della seconda guerra mondiale, venne istituita la International Bank of Reconstruction and Development (Ibrd) prima istituzione del gruppo Banca Mondiale, recante la denominazione sviluppo nella sua stessa ragione sociale. Gli accordi di Bretton Woods, che oltre alla Banca diedero vita pure al Fondo Monetario Internazionale (istituzione sponsor dello sviluppo anche dei paesi già sviluppati), si svolsero in un clima di forte tensione rispetto al blocco sovietico con il quale gli Anglo-americani, pur alleati, avevano già iniziato la dissennata competizione che spiega, ben più di quanto non voglia ammettere la storiografia ufficiale, anche la bomba di Hiroshima. Obiettivo bipartisan Lo sviluppo qualifica il nome anche della seconda istituzione del gruppo, quella International Development Association (Ida) che dal 1980, proprio all' inizio del decennio che doveva "concludere" la guerra fredda, si occupa di imprestare soldi ai poorest countries, i più poveri fra i poveri. Con questo "strumento", la Banca mondiale lavora alla costruzione di quel consenso dei subalterni che Antonio Gramsci definisce cruciale per qualsiasi progetto di egemonia. Allo stesso modo diviene istituzionalizzata la "logica" reaganiana e tatcheriana per cui la solidarietà va circoscritta il più possibile. Per tutta la fase successiva la decolonizzazione, sicuramente una delle conseguenze più desiderabili della guerra fredda e della contrapposizione fra blocchi, la promessa di sviluppo venne utilizzata su entrambi i fronti per esercitare rinnovata influenza sui nuovi stati indipendenti entrati nel consesso delle nazioni sovrane. Per paesi disperatamente poveri, lasciati in miseria dal ritiro del colonizzatore (i francesi portarono letteralmente via dagli uffici pubblici dell'ex-colonie perfino le lampadine della luce) non restava che bussare alla porta delle istituzioni finanziarie internazionali per ottenere la liquidità indispensabile per non collassare immediatamente. Così, la Banca Mondiale, con i suoi tassi di interesse inferiori rispetto a quelli delle banche private, godette per diverso tempo di scintillante prestigio. Il numero dei paesi membri crebbe progressivamente fino agli attuali 185, e la promessa dello sviluppo mantenne un ruolo fondamentale anche nella politica delle nuove leadership post-coloniali, tanto quelle cleptocratiche quanto quelle "rispettabili". Lo sviluppo divenne un'idea "bipartisan" nel senso più profondo det termine, tentando perfino leaders non allineati del prestigio di Nehru in India, di Nyerere in Tanzania, oltre naturalmente a Fidel Castro e Che Guevara. Non fu necessario molto tempo perché i paesi poveri si rendessero conto di essere finiti nelle mani degli usurai. Il doppio shock petrolifero degli anni Settanta riempì le casse delle banche private di spaventosi quantitativi di petrodollari che vennero profferti alle élites più corrotte a tassi di interesse relativamente bassi, portando i paesi poveri ad indebitarsi sempre di più per finanziare importazioni di beni di lusso e i folli tenori di vita delle classi dirigenti urbanizzate. La cresicta dei prezzi delle materie prime, prodotte in gran parte nei paesi poveri, contribuì per un certo periodo a illudere che lo sviluppo fosse a portata di mano, illusione da cui ci si svegliò bruscamente. Siamo ormai in pieni anni Ottanta quando, soprattutto a fronte al repentino crollo dei prezzi internazionali dei prodotti agricoli, drogati dai sussidi americani ed europei - il latte, il cotone e i cereali, che possono godere di sussidi ben supperiori al 100% - e alla brusca crescita dei tassi dovuta ai rischi di default, ci si accorse che l' indebitamento era divenuto insostenibile. Le istituzioni di Bretton Woods a quel punto mostrarono la spietata realtà capitalistica di uno Shylock nascosto dietro la maschera di organizzazioni internazionali tanto prestigiose da essere strutturalmente collegate alle Nazioni Unite. In verità, al di là dell'apparenza pubblicistica, tanto la Banca mondiale quanto il Fondo monetario internazionale hanno la stuttura istituzionale di una corporation privata, dove comanda chi ha investito più soldi. Ne segue che, a dispetto dei numerosi stati membri, le redini del comando sono saldamente nelle mani degli Stati Uniti e dei paesi "già sviluppati". I paesi indebitati, proprio come un'azienda che per evitare il fallimento si sottopone ad amministrazione controllata, furono costretti così a consegnare la propria sovranità politica a chi poteva prestar loro i fiumi di denaro necessari adesso per ripagare l' interesse sul debito. Vennero in questa fase elaborati i cosdiddetti Structural Adjustment Plans (Sap, i piani di aggiustamento strutturale) alla cui adozione venne condizionato ogni ulteriore finanziamento tanto da parte della Banca Mondiale quanto del Fondo Monetario Internazionale. Il mercato della solidarietà I piani erano semplici e universali, sposando la retorica reaganiana per cui se vedi un uomo che ha fame non gli regali un pesce ma gli insegni a pescare, affittandogli però la canna. Non a caso essi consistevano nella ricetta fondamentale della privatizzazione dell' intero settore pubblico (che poteva così essere comprato a prezzo di realizzo dalle corporations globali). L'aggiustamento strutturale dell' economia consiste infatti della simultanea introduzione dei seguenti punti: lasciare che siano i mercati a determinare liberamente i prezzi, riducendo od eliminando ogni controllo statale; trasferire al settore privato le risorse detenute dallo Stato; ridurre il budget dello Stato il più possibile; riformare la burocrazia in modo da facilitare lo sviluppo del settore privato. Questi quattro punti fondamentali vengono dettagliati nei contratti di finanziamento condizionati all' aggiustamento strutturale attraverso una serie di prescrizioni di dettaglio che i paesi assistiti devono "implementare" per legge: l'abolizione dei minimi salariali; l'abolizione dei sussidi per il cibo; l'abolizione dei programmi di riduzione del costo degli affitti per le abitazioni; la riduzione degli standard di sicurezza sul lavoro e degli standard ambientali; l'obbligo di appaltare i pubblici servizi al settore privato (trasporti, istruzione, sanità, pensioni). Naturalmente, un tale assalto alla sovranità politica e giuridica degli Stati membri non sarebbe stato possibile senza il radicale processo globale di "depoliticizzazione" del diritto, coinciso con la fine della guerra fredda. Infatti, per tutto il periodo compreso fra Yalta e la caduta del Muro di Berlino, l'intervento politico e giuridico da parte della Banca e del Fondo era tabù proprio per non creare squilibri fra i blocchi (ed è a tutt'oggi espressamente vietato dall' articolo IV, sezione 10 dell'" Accordo istitutivo" della Ibrd: political activity prohibited). Soltanto sul finire degli anni Ottanta, e poi con aggressività crescente fino ad oggi, la Banca e Fondo sono divenuti attori giuridici (e quindi politici) della globalizzazione. La Banca mondiale (ed il Fondo monetario internazionale per le semiperiferie già svilupate come l'Italia) non soltanto vincola contrattualmente gli Stati agli aggiustamenti strutturali ma sponsorizza studi, congressi, progetti, centri di ricerca, partecipando così alla produzione dell'ideologia oggi dominante. Si "naturalizza", cioè, l'abdicazione della sovranità politica da parte dei paesi indebitati al fine ostentato della ristrutturazione dell' economia e a quello reale del suo saccheggio da parte delle onnipotenti corporations. Come ben sa chiunque non voglia nascondere la testa nella sabbia, le ricette neoliberiste così elaborate e applicate, ed in particolare le privatizzazioni, hanno prodotto e stanno producendo ovunque (anche nella semiperiferia italiana) disastri sociali terribili, colpendo spietatamente i più deboli e producendo la conseguente crescita di apparati repressivi, a loro volta spesso privatizzati, per soffocare ogni anelito di rivolta e ogni tentativo di emancipazione. A fronte della protesta dilagante un po' ovunque nei confronti dell' aggiustamento strutturale, la Banca Mondiale ha riproposto la vecchia, mai sopita e ben sperimentata ideologia dello sviluppo, arricchendo il termine della locuzione sustainable o equitable. I "Piani di aggiustamento strutturale" sono cosìdiventati, successivamene alle proteste di Seattle, Comprehensive Development Frameworks. Non è tuttavia minimamente mutata la visione semplicistica di un progresso unilineare, necessario, fondato su una giuridicità tecnocratica, il cui impatto è misurabile in termini di crescita del prodotto interno lordo. Nei contesti subalterni l'ideologia dello sviluppo, che tanto sembra contagiare i discorsi dei nostri acclamati tecnocrati (è dei giorni scorsi la perorazione a favore di un rilancio delle privatizzazione declamata da Mario Draghi in nome dello sviluppo) e convincere la più gran parte della nostra accademia provinciale e carrierista, comincia ad essere squarciata dai primi sintomi di una rinnovata presa di coscienza globale. Nelle parole dello studioso africano Vincent Tucker: "Lo sviluppo è un processo attraverso il quale altri popoli sono dominati ed i loro destini sono tracciati secondo una percezione del mondo che è essenzialmente occidentale. Il discorso sullo sviluppo è parte di un progetto imperiale tramite il quale le persone sono dominate e mercificate. Si tratta di parte essenziale di un processo attraverso cui i paesi "sviluppati" gestiscono, controllano e perfino creano il Terzo mondo, economicamente, politicamente, sociologicamente e culturalmente. è un progetto attraverso cui le vite di certe persone, i loro piani, le loro speranze e la loro immaginazione sono modellati da altri che frequentemente non ne condividono lo stile di vita, le speranze ed i valori. La reale natura di questo processo è celata da una ideologia che presenta lo sviluppo come qualcosa di desiderabile, un destino umano necessario". Un mostro senza controllo Come Frankestein che sfugge dal controllo del suo inventore, la retorica dello sviluppo non aliena oggi soltanto i paesi "sottosviluppati" ma anche noi stessi. Trasformato in un fedele ideologo della logica predatoria della privatizzazione, e quindi poderosamente sponsorizzato dai poteri forti e dai loro lacché politici e mediatici, lo sviluppo è oggi una mera propaganda. In nome suo trionfano l'hubris della Torre di Babele, un delirio di onnipotenza, un trionfo della quantità sulla qualità, una psicosi per cui il risparmio di mezz'ora su una tratta ferroviaria giustifica ogni scempio ambientale. La retorica dello sviluppo ci trascina, accecati, in una corsa in cui la soddisfazione di brevissimo periodo del privato che trionfa nella competizione per la dissipazione delle risorse naturali non viene vista come portatrice di distruzione e spreco ma come una crescita desiderabile, necessaria, infinita. Occorre allora un programma capace di recuperare il pubblico, la sovranità politica, la messa in comune di speranze e risorse, la qualità della vita rispetto alla quantità economica della ricchezza materiale. (Un primo tentativo si trova in www.nuvole.it). Se non riusciremo tutti insieme a crearlo, e continueremo a vivere rassicurati dalle formule astratte ripetute dai riformisti più in voga, ci sveglieremo assai presto realizzando che nel sottosviluppo ci siamo sprofondati noi oggi e qui.

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Supermanager (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-03-04 num: - pag: 4 categoria: BREVI Supermanager Oggi pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso per la nomina a direttore per le 8 macro aree di coordinamento della burocrazia.

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Tutela del lavoro, 4.370 multe (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-03-04 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Nel 2007 Tutela del lavoro, 4.370 multe Il Comitato paritetico territoriale di Salerno, al convegno sulla tutela della salute dei lavoratori, presenta i dati 2007: 327 cantieri controllati e 4370 infrazioni riscontrate, di cui 623 sui dispositivi di protezione individuale e 909 su ponti e ponteggi. Per infrazioni Salerno è al terzo posto(22%) dopo Caserta (24%) e Napoli(39%). Presenti il rettore Pasquino e Raffaele Pascale presidente del Cpt. Antonio Lombardi presidente Ance, ha sottolineato la complessità normativa oltre alla "burocrazia atavica e farraginosa". (S. M.).

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Parlato: Napoli e l'onda lunga del Sessantotto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-03-04 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'incontro Il giornalista del "manifesto" al dibattito che inaugura il cineforum in lingua originale Parlato: Napoli e l'onda lunga del Sessantotto di ANTONIO FIORE Si apre stasera alle 19 al cinema Astra in via Mezzocannone a Napoli il cineforum in lingua originale "Il linguaggio femminile del cinema " organizzato dal Centro linguistico di ateneo della Federico II. Per il primo titolo della rassegna - "Across the Universe" di Julie Taymor, che riattraversa con la sensibilità di oggi le atmosfere delle canzoni beatlesiane - è prevista una discussione sul movimento del Sessantotto cui parteciperanno Simona Marino, Giuseppe Caruso, Gianfranco Borrelli e il giornalista e co-fondatore del "manifesto" Valentino Parlato. Siamo in piena celebrazione: è il quarantennale dell'anno che doveva cambiare il mondo, Parlato. è scattato anche per lei l'effetto nostalgia? "Niente affatto. Però trovo che sia importante - e noi del manifesto abbiamo fatto qualche cosa in questo senso - che si riconsideri che cosa è stato il Sessantotto soprattutto in relazione a come stiamo adesso". E come stiamo adesso? "Siamo in una melassa. Allora, invece, nasceva pur con tutte le sue contraddizioni un movimento in cui c'erano lavoratori, donne, giovani, che per la prima volta si ponevano al centro della scena, come motore di cambiamento della società ". Anche il "Corriere del Mezzogiorno" ha fatto qualcosa per ricordare quella stagione. In un'intervista di un paio di settimane fa con uno dei protagonisti delle proteste studentesche di allora, Gianfranco Borrelli sosteneva che i migliori tra i sessantottini non entrarono mai nella vita politica cittadina, lasciando il posto alle burocrazie di partito. Condivide questa analisi? "Non ho conosciuto a fondo la situazione napoletana, però ricordo alcune figure attivissime sulla scena locale come Mario Catalano e Attilio Wanderlingh. E Napoli fu comunque un centro importante di quella stagione anche perché era napoletano uno dei fondatori del manifesto, Massimo Caprara, anche se poi si staccò presto dal gruppo. E lo spirito del Sessantotto - quello che portò alla ribalta figure nazionali come la Rossanda, Natoli, Pintor - a Napoli deve essere rimasto vivo assai a lungo..." Che cosa glielo fa dire? "So che ad affermarlo oggi, proprio mentre la figura di Antonio Bassolino rischia di essere travolta dalle conseguenze politiche dell'emergenza rifiuti, possa sembrare strano. Eppure senza il movimento del Sessantotto e quella sua capacità di mobilitarsi intorno a obiettivi socialmente rilevanti, senza l'''onda lunga'' giunta fino a noi credo che il travolgente successo del primo Bassolino non ci sarebbe stato. O, comunque, non avrebbe avuto le dimensioni riscontrate alle elezioni". Eppure Bassolino non era in quegli anni un esponente del movimento. Stava nel Pci con Ingrao. E lì rimase dopo la traumatica radiazione dal partito di quelli del "manifesto". "Sì, ma in qualche modo, da ingraiano, pur non staccandosi dal partito rimase vicino a noi. E questo gli tornò a favore nella famosa stagione dei sindaci: se Bassolino fosse stato semplicemente ''promosso'' nel modo burocratico dei vecchi quadri del Pci, non so se ce l'avrebbe fatta davvero". E oggi lei torna in una Napoli profondamente mutata, dove alla speranza del cambiamento si è sostituita una cupa rassegnazione. Proverà a parlarne con quale amico napoletano d'un tempo? "Non credo, non è che conosca più tante persone, a Napoli. Avere una vita lunga non sempre è una fortuna". Dal Sessantotto al duemilaotto, che cosa è cambiato davvero? "Il Sessantotto ha segnato una crescita - che resta - della civiltà borghese. è stata una rivoluzione che ha prodotto i suoi effetti positivi soprattutto sulla borghesia, emancipandola da vecchi modelli ". Valentino Parlato. Sotto la locandina.

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Castorani alle risorse idriche. E Dattoli al Policlinico di Bari (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-03-04 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Nomine La Regione dà vita ad un valzer di nomine. L'ufficialità forse già nel corso di questa settimana Castorani alle risorse idriche. E Dattoli al Policlinico di Bari BARI - Giro di poltrone in vista nel sottogoverno regionale. La novità principale riguarderà nei prossimi giorni, forse nel corso di questa stessa settimana, il cambio del manager del Policlinico di Bari. Il professor Antonio Castorani, ex rettore del Politecnico e attuale direttore generale dell'azienda ospedaliera-universitaria, lascerà presto l'incarico. Non lo farebbe per tornare alla docenza universitaria. Ma per assumere un'altra responsabilità, non meno delicata di quella che attualmente ricopre. Castorani diventerà consulente tecnico della Regione (l'esatta denominazione dovrà essere definita) nella gestione della crisi idrica. In questo senso, andrebbe a svolgere un ruolo più aderente alle proprie competenze professionali. Castorani è ingegnere e prima di insediarsi al Policlinico aveva svolto il ruolo di segretario generale dell'Autorità di bacino. Oggi pomeriggio l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Onofrio Introna, sarà a Roma per una riunione tra le Regioni alle prese con la crisi idrica e i vertici nazionali della Protezione civile. Il capo dipartimento Guido Bertolaso non ci sarà, per un impegno fuori Italia, ma saranno presenti i suoi sostituti. Probabilmente si tratterà di una riunione ricognitiva: servirà a fare il punto della situazione e programmare le prime linee operative per affrontare l'emergenza. Nei giorni scorsi, Bertolaso è stato a Bari per incontrare il governatore Nichi Vendola. Sarà stata l'occasione per discutere del ruolo da affidare a Castorani. Il ruolo di manager generale, al Policlinico, sarà assunto quasi certamente dall'attuale direttore sanitario Vitangelo Dattoli. Medico, 50enne, aveva guidato la direzione sanitaria della Asl di Maglie fino al 2005 e degli Ospedali Riuniti di Foggia prima di passare a Bari. Non sarà l'unica nomina da parte della giunta regionale. Sempre nei prossimi giorni saranno indicati i direttori generali delle Asl che hanno subìto il processo di accorpamento: Bari, Lecce e Foggia. Nessuno problema da parte dell'esecutivo (così pare di capire dai rumors di queste ore) nel confermare i commissari straordinari Lea Cosentino a Bari e Rodolfo Rollo a Lecce. Qualche malumore emerge per la gestione foggiana. La vicenda degli incarichi deliberati alla vigilia di Natale e la conseguente denuncia del capogruppo di Rifondazione che contribuì a bloccarle deve aver lasciato il segno. Non è detto, tuttavia, che il manager Donato Troiano non riesca a confermarsi nel ruolo. A proposito di nomine, oggi sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso pubblico per la nomina a Direttore per le otto macro aree di coordinamento in cui è stata accorpata la burocrazia regionale. Gli avvisi scadranno il 19 marzo. Dopo toccherà alla giunta individuare gli otto top manager. F. Str. Antonio Castorani lascia il Policlinico per un altro incarico.

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Negli ultimi sette anni il nostro Paese ha registrato un significativo calo dell'indice di prod (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Uttività: -1,4%, contro l'aumento del 7% di Francia e Germania e di quasi il 13% di Regno Unito e Stati Uniti. Ritardi, ostacoli, inefficienze e carenze varie - dalla ricerca alla burocrazia, dalle infrastrutture alla giustizia - danneggiano la competitività.

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Il decalogo del premier Montezemolo (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza (MF)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MF Il decalogo del premier Montezemolo Il presidente di confindustria illustra in dieci punti le richieste degli industriali ai partiti. Senza governabilità non si va avanti, mentre la non crescita ci è costata 225 miliardi. Due anni e mezzo per mettere a posto i conti dello Stato e ridurre le tasse. E va reintrodotto il nucleare Alla fine non si è candidato, ma il programma delle cose da fare Luca Cordero di Montezemolo ce l'ha ben chiaro in testa. E lo ha illustrato ieri, raccolto in dieci punti, dalla sede dell'Assolombarda a Milano: un decalogo per la crescita, un programma "né di destra né di sinistra ma per la crescita" che l'associazione degli industriali presenta agli schieramenti politici, dalla governabilità al risanamento di costi pubblici, alla riduzione delle imposte per le imprese e i lavoratori, passando per i contratti e la produttività, minore burocrazia e più efficiente ("una riforma da fare a costo zero"), miglioramento delle fonti energetiche anche con il ritorno al nucleare, nuove infrastrutture sia al Nord sia nel Mezzogiorno, e investimenti nell'istruzione e aiuti all'università e alla ricerca. Il presidente uscente Montezemolo, che tra poco tempo lascerà il timone a Emma Marcegaglia, si sforza di mantenere dritta la barra di una Confindustria "dentro la politica ma fuori dai partiti, di fronte all'evidenza di due esponenti non marginali come Matteo Colaninno e Massimo Calearo, capilista del Pd veltroniano. Il numero uno di viale dell'Astronomia non giudica i programmi elettorali dei partiti "ma dà atto che sia il Pd sia il Pdl, sia l'area di centro sono attenti alle esigenze dell'impresa nei loro programmi". Tuttavia dalle parole bisogna passare ai fatti: "è indispensabile ricominciare a crescere a ritmi almeno europei: se dal 1992 fossimo cresciuti agli stessi ritmi della media europea, oggi il nostro pil sarebbe superiore di oltre 225 miliardi. Il costo della non crescita è impressionante".Per muoversi bene servono regole nuove: dunque come primo punto servono una riforma elettorale e una grande rielaborazione della seconda parte della Costituzione sulle istituzioni: "Il problema numero uno del nostro paese sta nella sua governabilità, nella sua capacità di decidere, precondizioni indispensabili per la crescita. Dopo l'ingresso dell'euro questo paese non è stato più governato nelle scelte di fondo. Io sono molto preoccupato perché con questo sistema elettorale non credo ci siano le condizioni, per chi vince le elezioni, di governare".Solo con un mandato forte e strumenti validi per intervenire, si potrà affrontare il problema più importante: il risanamento dei conti pubblici, da realizzare entro due anni e mezzo. Vanno anticipati al 2010 il pareggio del bilancio e la riduzione del debito pubblico sotto il 100% del pil, portato l'avanzo primario al 5% del Pil dall'attuale dal 3,1%, elevata dal 2,5% al 3,5% del pil la spesa per investimenti e ridotta dal 39,6% al 37% del pil la spesa corrente primaria: "Non è una passeggiata ma il nuovo miracolo economico è possibile solo con impegno, sacrifici, riforme coraggiose", e dunque è da escludere che si possa fare "senza decisivi, drastici e impopolari tagli strutturali alla spesa pubblica. Non ci sono soluzioni senza costi o con costi solo a carico di altri". Ma il risanamento potrà portare con sé anche il taglio graduale "della pressione fiscale complessiva, iniziando a portarla dal 43,3% del 2007 al 42% del 2010" riducendo di 5 punti il cuneo fiscale intervenendo a vari livelli, specie sull'Irap. Bene la lotta all'evasione: "va condotta in modo efficace ed efficiente, senza inutile accanimento verso quei contribuenti onesti, cittadini e imprese", che pagano "molte tasse". Su lavoro, salari e produttività (punti esposti dal vicepresidente Alberto Bombassei) la ricetta è chiara: "Vogliamo pagare di più chi lavora di più. Va detassato, a favore dei lavoratori, il lavoro straordinario". Il costo eccessivo dell'energia (+30% rispetto alla media europea) va risolto invece con un piano nazionale di efficienza energetica, con i rigassificatori, un mix nell'uso delle risorse con un maggiore utilizzo del carbone e poi anche con la realizzazione di impianti nucleari di nuova generazione anche in Italia. Per il Mezzogiorno e le infrastrutture invece servono interventi pesanti su alcune opere fondamentali come la Torino-Lione e il corridoio 5, il terzo valico di Genova, il Brennero, l'alta velocità Napoli-Bari, l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, la statale Ionica, la Pedemontana, la Bre-Be-Mi, la Ferrovia Palermo-Messina-Catania. (riproduzione riservata) MF  - Denaro & Politica Numero 045, pag. 6 del 4/3/2008 Autore: Fabrizio Massaro.

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Avevo una zia buona come il pane (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

UNA FINE TRISTISSIMA Avevo una zia buona come il pane Scrivo perchè ho l'amaro in bocca, e una voglia di gridare al mondo, e alla gente che non sa, certe cose. Io avevo una zia, avevo, perchè si è spenta, 30 giorni fa. Era una persona speciale, ma veramente non per modo di dire, era una suora di casa, era sola e quando si ammalò la cosa migliore fu di metterla in una struttura nella provincia di Bologna e devo dire con una retta molto alta, e che se qualcuno non ha un soldino da parte non ne paga neanche un quarto con la sua pensioncina, ma l'importante era fosse assistita e curata. Avevo cominciato a prendermi cura di lei, non volevo abbandonarla, era troppo buona, e avevo deciso di portarla vicino a me ma per vari motivi di soldi e di burocrazia non ce l'ho fatta. Purtroppo si ammalò e i suoi problemi di salute, aumentarono tanto che la struttura la ricoverò in un ospedale sempre in provincia di Bologna. Certo il suo piccolo e fragile corpicino di bimba non l'aiutarono molto e fu così che mi trovai in un mondo che non credevo esistesse a non più di 100 km da casa. Tante persone a volte per mancanza di personale, non ascoltate, considerate attori nel recitare il dolore. Ho sentito dire alla domanda "ma dottore non mangia da giorni" e come risposta "ma non ne hanno bisogno, non fanno niente", oppure "ma fa la finta morta ma non è mica morta sa!" e agli urli di dolore ti senti dire, "vogliono attirare l'attenzione, recitano!". Non voglio giudicare nessuno, ma vedere che il dolore diventava quotidianità, indifferenza mi ha sconvolta. Spero che le mie parole possano cambiare qualcosa. Poi da un giorno all'altro smise di parlare e incominciò a dormire, ma non so perchè, o meglio lo so, ma non ne ho ancora la certezza. Poi si spense e sono ancora qui a chiedermi perchè. Ma se tutto questo è triste fu più triste andare alla casa di riposo a ritirare le sue povere cose e accorgermi che ne mancavano alcune; fatto presente alla direttrice delle cose mancanti, ma preciso non tutte erano di valore ma per me lo erano perchè appartenevano a una persona speciale, che forse qualcuno avava preso e poi gettato e la risposta fu che mi dovevo preoccupare prima che del benessere della zia di far mettere le cose in cassaforte. Poi mi disse che personalmente le avevano messo tutto, quando era partita, in ambulanza, ma è una bugia. Ma non importa. Cara direttrice di V.M. perchè, io mi chiedo, dovevo mettere le cose in cassaforte se come mi aveva fatto notare la zia viveva tra persone oneste. Non voglio denunciare nessuno per rispetto alla zia e non voglio rovinare il suo ricordo di una donna pura e dolce come lei. Ma ho deciso di scrivere questa mia lettera affinchè non succedano più queste cose, affinchè qualcun altro si accorga di questo e che non possa passare nell'indifferenza. Per questi poveri vecchi a volte soli, sbattuti di qua e di là ma soprattutto non considerati o considerati pazzi immaginari o perfetti attori drammatici e a volte traditi e derubati. Cara zia, se puoi perdonami, ma io non riesco a tacere e a perdonare tutto e tutti come facevi tu!. Tua nipote Patrizia C.

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Dall'automazione alla Formula Uno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

I trent'anni dell'azienda di Vignola sotto il segno dell'innovazione Dal 1976 Tecnoelettra Impianti srl, con sede a Vignola, rappresenta un importante punto di riferimento per l'automazione elettrica ed elettronica industriale ad alto livello. L'elevato grado di ingegnerizzazione che caratterizza tutte le applicazioni di automazione è il vero plusvalore aziendale che le ha permesso di guadagnarsi l'apprezzamento della clientela. E' però il settore MotorSport quello in cui l'azienda esprime le sue massime performance. L'intensa passione per i motori del presidente Leo Cantergiani ha spinto la Tecnoelettra, all'inizio degli anni '80, verso una nuova attività: applicare cablaggi ed elettronica in campo motoristico d'alto livello. Così le vetture di Formula Uno, rally, Gt, endurance e moto da Gran Premio o Superbike hanno cominciato a essere equipaggiate con le attrezzature fabbricate a Vignola. Oggi l'azienda rappresenta un'importante realtà conosciuta in Italia e nel mondo nel settore corse, con equipaggiamenti da tempo presenti sui principali team che partecipano ai campionati mondiali. Ha prodotto di tutto per il settore MotorSport: dai cablaggi flessibili per le prime iniezioni elettroniche della F1, ai recenti cablaggi High Tech inglobati in box di materiale composito, sino alle apparecchiature utilizzate a bordo pista e in laboratorio. Offrire al cliente articoli col miglior rapporto qualità/prestazioni/prezzo è la 'mission aziendale'. Tecnoelettra è in grado di garantire l'ottimale progettazione del prodotto, l'utilizzo di materie prime di qualità e l'impiego di avanzate tecnologie produttive. "Per garantire questo - sottolinea Cantergiani - abbiamo acquistato e talvolta costruito internamente sofisticate apparecchiature in grado di realizzare un prodotto perfetto, controllato e collaudato al 100%. Produzione e conformità sono di continuo monitorati dallo staff di assicurazione qualità". L'ultimo fatturato dell'azienda, che opera principalmente nel mercato nazionale con qualche incursione anche in Oriente, ha raggiunto cifre che non passano inosservate: 3,6 milioni di euro. Di certo, la forza propulsiva dello staff composto da 35 persone è la volontà comune di dare sempre il meglio. Proprio come in una gara di F1. E scontrandosi giorno dopo giorno con le difficoltà che un'attività di questo tipo comporta. "Era il 1983 - Ricorda Catergiani - quando incontrai per la prima volta un ingegnere famoso per aver creato tante Ferrari. In dialetto disse, a me e a un collaboratore: 'Lo sapete quanto ci costa il noleggio giornaliero di un circuito per una sessione di test? Avete pensato se un vostro cavo si spezza?' Il timore di sbagliare è stato, ed è ancora, grande. Per non parlare poi delle difficoltà che impediscono alle piccole aziende di contrastare la concorrenza globale: costo del lavoro, tassazione, burocrazia, regolamentazioni, sicurezza in generale e sul lavoro, infrastrutture, senza le quali non si può fare innovazione". Impegno, dinamismo, disponibilità, competenza, e serietà sono gli elementi che hanno permesso a Tecnoelettra di arrivare con successo fino ad oggi. E di puntare, per il futuro, al settore aerospaziale. (simone lazzaretti).

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Sicurezza sul lavoro Numeri allarmanti (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sicurezza sul lavoro "Numeri allarmanti" IL CONVEGNO Lombardi critico "Troppe normative" " Una giornata di studio per fare il punto sulla tutela della salute dei lavoratori e spingere in modo propositivo il processo di adozione del testo unico sulla sicurezza del lavoro dopo la legge 123 del 2007. Prima di dare il via ai lavori il presidente del Cpt Salerno, Raffaele Pascale, ha voluto ricordare con un minuto di silenzio l'ultimo lavoratore morto sul lavoro a Genova. La tavola rotonda, moderata da Raimondo Pasquino, rettore dell'Universitá di Salerno, ha visto l'intervento di Antonio Lombardi, presidente dell'Ance. "Quello in esame oggi è un tema scottante ed i numeri rendono l'idea di quanto lo sia, ogni anno un milione di lavoratori subisce incidenti sul posto di lavoro, afferma il presidente dei costruttori edili salernitani. Come costruttori abbiamo iniziato un percorso di formazione e prevenzione con i sindacati ma occorre anche l'impegno della politica. La nostra burocrazie è atavica, sono 140 le leggi che un imprenditore deve rispettare senza considerare circolari e provvedimenti che fanno salire il numero a 278". " Il sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta, ha indicato i passi fatti finora nella direzione del testo unico. "Ci siamo mossi sul piano legislativo, per riordinare ed innovare il quadro normativo in materia di sicurezza; abbiamo fatto un patto con le Regioni che hanno il compito di coordinare tutte le realtá ispettive del proprio territorio, prevedendo 250.000 ispezioni annue. Se le Regioni non operano è previsto l'intervento della Stato con poteri sostitutivi". Rivisto anche l'apparato sanzionatorio. "Si va da 240.000 euro fino ad un milione di euro con le proteste degli imprenditori che lamentano sanzioni troppo elevate". Il sottosegretario ha denunciato la mancata applicazione della 123 anche in grosse realtá lavorative. Dopo oltre 30 anni si fa più concreta l'adozione di un testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Assunta Coccaro.

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La Lega viaggia verso nord (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA VENEZIA-MONACO NEL PROGRAMMA La Lega viaggia verso nord Ritorna l'urgenza di un collegamento per la provincia BELLUNO. La Lega vuol ridare voce al progetto della Venezia-Monaco, l'autostrada che negli anni '70 fu sbandierata come ipotesi ottimale di collegamento della provincia con l'Europa centrale. L'idea è ricomparsa domenica nel programma che il Carroccio ha votato al Parlamento del nord a Vicenza. Un programma che verrà sottoposto alla valutazione e alla firma degli alleati del Popolo della Libertà. Accanto al federalismo fiscale, alle iniziative per la sicurezza e la legalità e per la riduzione del peso della burocrazia, la Lega domenica ha elencato una serie di interventi infrastrutturali per la Padania. La Pedemontana veneta era una priorità annunciata, la Venezia-Monaco, invece, "è stata inserita in seguito a uno specifico emendamento", ha spiegato il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin. In verità, il programma della Lega sottolinea, per la nostra provincia, l'esigenza generale di un collegamento verso nord, "indispensabile per il rilancio turistico ed economico dell'area", ha detto Bottacin, "Se questo collegamento dovrà essere realizzato con la Venezia-Monaco o secondo altre direttrici e, ancora prima, se dovrà essere stradale e/o su binari sono punti da valutare". La soluzione ferroviaria, peraltro, potrebbe "essere presa più facilmente in considerazione", ha aggiunto Bottacin, "se agganciabile a un percorso Tav in stato avanzato di realizzazione. Di certo, i ritardi nell'apertura della sezione italiana del corridoio 5 stanno orientando l'Austria verso collegamenti con il Nord".

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Sa segada, un'attesa di 15 anni e ora si aggiunge il veto del ppr - gianni olandi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Sa Segada, un'attesa di 15 anni e ora si aggiunge il veto del Ppr L'infinita odissea delle 27 villette a schiera della Cooperativa, un progetto arenato nella burocrazia Molti soci ormai si sono rassegnati e hanno trovato casa a Olmedo GIANNI OLANDI ALGHERO. Quando venne presentata la Cooperativa edilizia per realizzare un intervento abitativo a Sa Segada era ancora sindaco Carlo Sechi e si era all'inizio del suo mandato. Sono trascorse tre legislature (Sechi, Baldino e la prima di Tedde) ed è cominciata la quarta, ma nessuno dei soci della Coop ha ancora avuto la casa. Oltre 15 anni di attesa che sembra avere mai fine. Diversi soci hanno mollato, qualcuno è passato a miglior vita, altri hanno cercato e trovato casa a Olmedo e in diversi hanno trovato sistemazioni diverse. Ora sembrava che dopo ripetuti incontri in sede regionale, assessorato all'urbanistica, l'intero iter fosse avviato verso la fase operativa, l'acquisto del terreno la lottizzazione e quindi i progetti definitivi. L'intervento prevede la realizzazione di 27 villette a schiera nella borgata di Sa Segada ma si è appreso che l'area sarebbe vincolata dal piano territoriale paesaggistico, Sa Segada si è di fatto scoperta in riva al mare pur essendo distante circa 5 chilometri dalla costa più vicina. Dalla dirigenza della Coop giungono nuovi motivi di delusione e si ha la sensazione che l'intera progettualità che doveva dare una abitazione dignitosa a 27 famiglie è destinata a consumarsi per inedia. Oggi viene messo in discussione perfino l'acquisto del terreno. Il lungo stillicidio di procedure burocratiche ora deve affrontare il parere dell'Ufficio tutela del Paesaggio, un nuovo percorso amministrativo i cui termini temporali hanno ben poche certezze. La situazione complessiva dell'edilizia abitativa in città, quella in particolare riservata ai ceti meno abbienti, vive una situazione di forte contrazione a causa dei costi a metro quadro. La mancanza del piano urbanistico comunale, il costo altissimo delle poche aree disponibili e un mercato che negli ultimi anni ha viaggiato verso il rialzo dei costi a metro quadro rendono per molte famiglie estremamente difficoltoso raggiungere l'obiettivo di avere una casa propria. Una delle strade capaci di portare a questo risultato, ad avere una propria abitazione, è quella dell'edilizia economico popolare e cooperativa che proprio sulla Riviera del Corallo vanta esempi importanti, come nel caso degli interventi realizzati a Fertilia dalla Coop Edilizia Elena. Ma nonostante tutte le ragioni di ordine sociale questo tipo di intervento non solo non gode di alcuna corsia preferenziale di tipo tecnico burocratico, ma sembra bersagliato da procedure infinite che vanificano anche i propositi più fermi per avere una casa. Troppi enti con quote parte di competenze, comunali, provinciali e regionali, complicano l'intera procedura che nel caso della Coop di Sa Segada è in lista di attesa ormai da 15 anni. La politica, nonostante condivida la presenza di iter tortuosi che dovrebbero essere allegeriti perchè non facili da affrontare e portare a buon fine, non riesce a snellire le procedure burocratiche, anzi, spesso inserisce nuove sovrastrutture che allungano i tempi e che sembrano destinate esclusivamente a favorire il mercato privato dell'edilizia abitativa.

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I diportisti manifestano davanti al municipio (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sale la tensione dopo lo sfratto dal molo Renaredda I diportisti manifestano davanti al municipio PORTO TORRES. Nuova manifestazione dei diportisti che ieri si sono presentati davanti al palazzo municipale per chiedere un incontro con gli amministratori e per protestare contro quanto accaduto domenica quando gli uomini della capitaneria di porto hanno rimosso alcuni striscioni appesi lungo la banchina della "Renaredda". Striscioni, hanno puntualizzato i diportisti, che non erano offensivi ma che chiedevano alla capitaneria attenzione anche per il loro problema. L'iniziativa fa seguito all'incontro con l'assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni, nel corso del quale sono stati affrontati i diversi problemi dell'area portuale, ma che ha solo "sfiorato" la situazione che si è creata ai moli "Renaredda" e "Pala" dove sono ormeggiate una novantina di imbarcazioni da diporto che dovranno essere spostate per consentire l'avvio dei lavori per la costruzione del nuovo porto turistico. Ieri mattina una delegazione di diportisti è stata ricevuta dall'assessore alla Portualità Giacomo Rum al quale è stato (ri)prospettato il problema. Problema che sarà affrontato giovedì nel corso di un incontro fra l'amministrazione comunale e la capitaneria di porto. Diverse le ipotesi sulle quali dovranno discutere comune e capitaneria secondo le quali i diportisti (quasi tutti) dovrebbero essere ospitati in un pontile galleggiante provvisorio e, in parte, nella darsena della piccola pesca. Nel dibattito si inserisce il presidente del consiglio comunale Angelo Acaccia che rivendica alla politica il diritto-dovere di intervenire per risolvere i problemi dei cittadini anche quando le competenze sono di altri enti istituzionali. "L'area portuale di Porto Torres è vastissima ed esistono le alternative al trasloco forzati a terra dei diportisti - sostiene Acaccia -. Soluzioni che vanno concordate con gli enti pubblici e privati che governano il porto. Una potrebbe essere quella di spostare i diportisti al pontile solidi del petrolchimico, praticamente inutilizzato, oppure ospitarli di fronte agli ex Cantieri del Tirreno. Gli spazi esistono, si tratta solo di far decidere alla politica e non solo alla burocrazia".

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In prefettura l'accusa del sindacato "nei terminal sicurezza a rischio" - nadia campini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Genova Il vertice I responsabili dei controlli: "Finora solo la Compagnia Unica ci ha messo nelle condizioni di lavorare" In prefettura l'accusa del sindacato "Nei terminal sicurezza a rischio" Torzetti (Cisl): "L'unico modo per avere una rete di controlli efficace è il nuovo sistema" NADIA CAMPINI "VENERDI' è morto Fabrizio e domenica mattina in un terminal c'era già un portuale che lavorava in un terminale dentro una gabbia sollevata da una gru Gottwald, che non è omologata per il trasporto di persone. Ecco come funzionano le cose in porto". Davide Traverso è uno degli otto rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che sono stati nominati in seguito al protocollo d'intesa firmato l'anno scorso e ieri mattina ha consegnato al Prefetto le foto scattate domenica in porto. Anna Maria Cancellieri ha iniziato dai sindacati il giro di consultazioni con tutti i firmatari dell'intesa, giovedì pomeriggio riunirà tutti insieme intorno ad un tavolo con il sottosegretario alla salute Paolo Patta, che arriverà a Genova per capire che cosa non ha funzionato nella strategia della prevenzione in porto. "Ho deciso di fare prima incontri separati - spiega il Prefetto - per farmi un'idea precisa della situazione. Ci sono parti di quel protocollo che non sono state attuate, e dobbiamo capire come andare avanti". Il protocollo firmato stabiliva essenzialmente due cose, la nomina di otto Rls e la costituzione del Soi, il Sistema operativo integrato per mettere in rete le competenze di Autorità Portuale, Asl e ispettori del lavoro in materia di prevenzione. I sindacati hanno nominato gli otto rls, quattro della Culmv e quattro dei terminalisti, ma il Soi non c'è ancora. "E la verità è che solo la Compagnia finora ci ha messo in condizione di lavorare - dice ancora Traverso - fornendoci un'auto, un telefonino e l'abbigliamento idoneo, ma soprattutto permettendoci di girare sui luoghi dove lavora la Culmv, gli altri terminalisti invece non si sono ancora mossi". Al Prefetto i sindacati hanno chiesto essenzialmente questo: intervenire perché il protocollo venga attuato al più presto in tutte le sue parti. "Essenziale è la costituzione del Soi - dice Ettore Torzetti, della segreteria Fit-Cisl - perché è l'unico modo per avere una rete di controlli efficace". "Da tempo chiediamo di attuare il protocollo - spiega Stefano Menconi, della Cgil - abbiamo anche scritto una lettera all'Asl, ma non ci hanno dato risposte concrete, è tragico che si debba sempre aspettare il morto perché qualcosa si muova". I sindacati raccontano anche che paradossalmente la nave sulla quale è morto Cannonero era considerata, "un buon lavoro", una di quelle dove non ci sono grossi problemi, perché in porto si trova molto di peggio. Ma ieri mattina sul tavolo d'accusa c'era soprattutto la mancata attuazione del protocollo d'intesa. "Chiediamo di sapere che cosa non ha funzionato - dice Bruno Giubellini della Uiltrasporti - chiediamo di non essere schiavi della burocrazia quando c'è di mezzo la sicurezza e che vangano abolite tutte le posizioni di comodo assunte da alcuni soggetti. La parola chiave è assunzione di responsabilità".

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Dissesti idrogeologici a faidona e campone (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone Dissesti idrogeologici a Faidona e Campone Protezione civile pronta a intervenire TRAMONTI DI SOTTO. La protezione civile regionale metterà presto mano ad alcuni corsi d'acqua di Faidona e Tamarat di Campone, nel cuore della Val Tramontina. Lo ha annunciato il sindaco di Tramonti di Sotto, Arturo Cappello, a margine della discussione in consiglio del bilancio municipale. Gli uffici di coordinamento di Palmanova hanno deciso di gestire in piena autonomia l'operazione, disponendo i relativi cantieri e pagando alla ditta appaltatrice l'importo finale. In questo senso, il municipio non avrà alcun onere da affrontare, neppure quelli di mera burocrazia. "E' una bella notizia, soprattutto perché spetta all'amministrazione comunale segnalare alla Regione i casi di frane e di dissesto idrogeologico più gravi presenti sul territorio - ha spiegato in proposito Cappello, ricordando l'estrema friabilità del suolo in alcune zone di Faidona e, in particolare, a Campone -. La bonifica dei vari corsi d'acqua che saranno interessati ai lavori era stata richiesta dal Comune qualche mese fa. La situazione appariva peggiorata dopo le alluvioni del 2002 e del 2004 che hanno intasato ulteriormente di ghiaia i letti dei torrenti e hanno compromesso la stabilità delle sponde. In proposito mi sento in dovere di ringraziare il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton, per la sensibilità dimostrata nei confronti dei problemi della nostra valle. Senza il contributo della Protezione civile, non potremmo far fronte a tutti i fenomeni di degrado ambientale". (f.fi.).

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Bonetti candidato alle regionali con i cittadini per il presidente (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Bonetti candidato alle regionali con i Cittadini per il presidente MONFALCONE MONFALCONE. Già consigliere comunale per otto anni, già presidente delle commissioni consiliari decentramento e cultura, presidente del Centro studi Progetto Monfalcone, ora Bruno Bonetti, 65enne, monfalconese, imprenditore in pensione, si è lanciato anche nella politica regionale accettando la candidatura nelle liste dei Cittadini per il presidente. "Ho accettato perché il programma dei Cittadini, articolato in otto punti, tra cui costi della politica, partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, semplificazioni delle norme della burocrazia, salute e famiglia è indicativo di un cambiamento concreto. Inoltre - spiega -, credo sia importante considerare che Monfalcone e il Monfalconese rischiano di non avere neanche un rappresentante nella maggioranza regionale e invece, visti l'hinterland e il peso sociale ed economico che ha questo territorio, credo che un monfalconese dovrebbe sedere sui banchi del consiglio regionale". La candidatura di Bonetti è nata in seno al coordinamento regionale dei Cittadini, di cui lo stesso fa parte: analizzando la situazione e i problemi di Monfalcone è stato scelto quale uomo del territorio. Lui, conscio del compito difficile che l'attende considerato che in zona Pd e Pdl candideranno "pezzi da 90", risponderà cercando innanzi tutto di riallacciare il contatto con CittàComune, associazione trasformatasi in lista civica e che nelle elezioni amministrative di due anni fa era riuscita a raccogliere oltre 1.500 voti, pari al 7,55 dei voti totali. "Serve riconquistare l'elettorato e riconfermare il risultato".

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Addio firma in bianco, dimissioni sul web - diego longhin (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Chi vuole licenziarsi dovrà passare dal ministero del Lavoro. Misura per fermare gli abusi Addio firma in bianco, dimissioni sul web Decreto in vigore da domani. Plauso dai sindacati. Le aziende: aggiunge burocrazia DIEGO LONGHIN TORINO - Chi vuole licenziarsi senza aspettare troppo ha tempo poche ore per consegnare la lettera al proprio datore di lavoro. Da domani scattano le nuove regole e il dipendente che vuole lasciare in maniera definitiva il proprio posto dovrà rivolgersi al ministero del Lavoro. La classica lettera consegnata all'ufficio del personale non avrà più valore: se si vuole andare via bisogna essere autorizzati. Per le associazioni di categoria delle imprese si tratta di un paradosso, di un sistema che rischia di ingolfare gli uffici e di creare nuova burocrazia inutile. Secondo i sindacati, invece, il metodo messo a punto dal governo Prodi tutela gli addetti e soprattutto combatte il fenomeno delle dimissioni in bianco, delle lettere di licenziamento fatte firmare al momento dell'assunzione per mandare via il dipendete in qualsiasi momento. Da domani l'iter per andarsene, inserito in un decreto studiato dai ministri Cesare Damiano e Luigi Nicolais, sarà più lungo. Bisognerà infatti iscriversi al sito del ministero del Lavoro, scaricare il modulo per le dimissioni volontarie, compilarlo ed inviarlo al ministero. Solo una volta ricevuta la risposta, con tanto di codice alfanumerico, si potrà andare dal datore di lavoro per comunicargli il licenziamento. Ma non potranno passare più di due settimane da quando si ha il via libera dal ministero, altrimenti si dovrà rifare tutta la procedura. "Ad oggi il ministero non ha ancora emanato nessuna circolare - spiega Raimondo Giglio, responsabile del servizio sindacale dell'Api (le piccole imprese) di Torino - tutto il sistema dovrebbe essere gestito in via telematica, ma il rischio è che scoppi il caos. Così si burocratizza ancora di più il sistema". Per l'Api gli scenari sono diversi. Il datore di lavoro, infatti, che accetta la lettera non è in regola. Allo stesso modo il dipendente che crede di essersi dimesso in maniera corretta e non si presenta più in azienda potrebbe essere licenziato per assenza ingiustificata. Di parere contrario i sindacati: "è ovvio che il nuovo metodo andrà rodato - ribatte Franco Trinchero, responsabile del mercato del lavoro della Cgil di Torino - ma si tratta dell'unico modo per evitare le lettere in bianco. Le dimissioni vanno certificate. In futuro saranno convenzionati anche i Comuni, i centri per l'Impiego e i patronati per velocizzare i tempi".

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280mila euro per aiutare gli anziani (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grosseto 280MILA EURO PER AIUTARE GLI ANZIANI Da oggi la burocrazia non sarà più nemica dei non autosufficienti Progetto realizzato dalla Società della Salute Prevista una sperimentazione di sei mesi FOLLONICA. Si prospetta una vita più semplice per gli anziani del territorio. Gli ultrasessantacinquenni in condizioni di bisogno saranno sollevati dai lunghi e snervanti passaggi burocratici per richiedere assistenza, dalla difficoltà nel ricercare l'ufficio competente che sappia rispondere alle loro esigenze, dalle eterne liste di attesa per vedere prese in considerazione le proprie richieste. Tutto questo sembra essere acqua passata, grazie al progetto per l'Assistenza delle persone non autosufficienti realizzato dalla Società della Salute e che vede lavorare in sinergia l'Azienda Sanitaria ed i Comuni delle Colline Metallifere. Il progetto sperimentale, che oggi si apre ufficialmente, si articolerà nell'arco di sei mesi innanzitutto per conoscere e quantificare la realtà degli anziani non autosufficienti, con la realizzazione di una banca dati, ma anche per offrire un sostegno sanitario ed economico alle famiglie che presentano al loro interno soggetti non autosufficienti, valorizzando percorsi di assistenza domiciliare in collaborazione con le badanti e con le cooperative che gestiscono il servizio socio-assistenziale. Gli anziani in difficoltà avranno la possibilità di godere dell'assistenza diurna nelle sedi del Falusi a Follonica e Massa Marittima, per un totale di 10 posti, mentre 3 posti sollievo sono disponibili al Caravaggio di Scarlino che prevedono l'assistenza giorno e notte per situazioni temporanee (da uno a tre mesi) di particolare gravità. Ma come si accede a queste "opportunità"? Rispondono il presidente Luciano Fedeli e la direttrice della Società della Salute, Maria Luisa Castagna: "L'iter è semplice - assicurano - il cittadino ultrasessantacinquenne che versa in gravi condizioni di salute si rivolgerà ad un Punto Unico di Accesso, uno sportello aperto al pubblico in alcuni giorni ed orari prestabiliti nei comuni di Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Scarlino, Monterotondo Marittimo e Montieri. Gli utenti che si rivolgono a questo sportello (Punto Insieme) saranno seguiti in modo personalizzato e con la formazione di una graduatoria potranno usufruire dei posti diurni al Falusi e dei posti sollievo a Scarlino per i casi di maggiore urgenza". Da questo sportello si diramerà un lavoro di equipe professionale, da una parte di natura amministrativa per valutare le richieste e dall'altra di natura socio-sanitaria per la formulazione di un piano assistenziale personalizzato. Per rispondere in modo ancora più efficace sul territorio sono stati presi accordi con l'ospedale, secondo i quali si viene avvertiti delle dimissioni di un paziente con un anticipo di cinque giorni, in modo che la Società della Salute possa intervenire in soccorso della persona e non si crei discontinuità fra l'ospedale ed i territorio. Inoltre gli utenti che saranno indirizzati ai centri diurni saranno agevolati dal servizio di trasporto convenzionato con la Croce Rossa e la Misericordia che provvederanno ad accompagnarli la mattina ed a riportarli a casa la sera. Per gli interventi di assistenza diurna e le azioni di sollievo nelle Rsa sono stati stanziati 70mila euro, per un fondo complessivo di oltre 280mila euro per questi primi sei mesi. Il tutto con la sicurezza che la Regione Toscana investirà ancora in questo progetto in vista di una sua istituzionalizzazione definitiva. Giulia Pieri.

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QUANTE IMPRESE IN FUGA DALL'ITALIA (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Questo fenomeno avviene in due modi. Uno è quello visibile, per cui un'impresa chiude qualche reparto qui e lo riapre altrove: questo è il modo che attira l'attenzione dei più a partire da coloro i cui posti di lavoro vengono così soppressi. Un altro modo, del tutto invisibile perché non comporta una soppressione dei posti di lavoro esistenti, è quello per cui chi "vota con i piedi" sono non le imprese che, esistendo già nel nostro Paese, se ne vanno altrove ma le imprese che, esistendo altrove, decidono di non venire qui. Gli investimenti di queste ultime imprese sono noti come "investimenti diretti esteri" (Ide) e sono da tempo oggetto di studi e di ricerche. Oggi ha senso parlarne da noi perché gli Ide verso l'Italia sono da tempo in caduta mentre quelli verso altri Paesi europei sono in ascesa. Perché è così? E' chiaro che l'alto costo del lavoro, per chi vuole limitarsi a quest'unica variabile, può giustificare gli Ide delle imprese italiane verso l'estero. Ma che dire degli Ide esteri verso l'Italia? Perché mai molte imprese multinazionali preferiscono andare a creare posti di lavoro in Paesi in cui il costo del lavoro è pari o addirittura più alto che da noi, invece che venire a crearli qui? Di questo strano fenomeno si parla da tempo e se ne è parlato anche a Verona in un Forum organizzato da Confindustria sui risultati di una ricerca che ha coinvolto 60 imprese multinazionali con investimenti anche in Italia. Al centro della discussione i dati. Il rapporto fra lo stock degli Ide accumulati in entrata e il Pil è stato nel 2006 del 15,9% in Italia e del 38% nella media degli altri Paesi europei, mentre le operazioni di Ide in entrata sono state pari, negli ultimi 5 anni, a 561 in Italia contro 1.360 in Francia, 727 in Spagna e 1.033 in Polonia. Da cui la domanda cruciale della ricerca: "Quali sono i problemi più rilevanti che le imprese straniere incontrano nell'operare in Italia?". A questa domanda le 60 imprese intervistate hanno risposto indicando una dozzina di fattori. Quattro di questi meritano un'attenzione particolare. Essi sono nell'ordine: la burocrazia, il sistema legislativo, l'instabilità politica, i tempi della giustizia. Il ruolo malefico di questi fattori è noto da tempo, anche a chi non dirige alcuna impresa e anche a chi non abbia ancora conoscenza dei risultati della ricerca discussi al Forum di Verona. Se diciamo che essi meritano un'attenzione particolare, è perché la loro eliminazione richiede quelle riforme di struttura di cui si parla in Italia da tempo immemorabile e che però non si fanno mai. Chi dovrebbe farle è il Parlamento. Ma il Parlamento non le fa - anzi le fa spesso al contrario - nonostante si tratti di riforme che non costerebbero niente. Che cosa costa, tanto per limitarci a pochi esempi, la riforma della legge elettorale? Oppure la riduzione del numero delle imposte (non, si badi, del gettito fiscale)? Oppure la riduzione e semplificazione delle leggi? Si leggano - tanto per documentarsi - e si cerchi di capire - tanto per dimostrare a se stessi un'intelligenza superiore alla media - le migliaia di commi delle leggi finanziarie di questi ultimi anni, o, per chi vuole essere à la page, i sofferti articoli e vicissitudini del recentissimo decreto "milleproroghe" (denominazione ingegnosa che deve avere divertito - e allontanato ancor più dall'Italia - le 60 imprese multinazionali della ricerca discussa nel Forum di Verona). Ferdinando Meacci.

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Il consorzio obbligatorio e i prezzi da scoprire (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Definite le ultime questioni legate alla burocrazia Il consorzio obbligatorio e i prezzi da scoprire ANCONA Dopo tanta attesa, anche in città, partono i lavori nell'area dell'ex Umberto I. Quella che comincia non è la parte più suggestiva, trattandosi delle demolizioni, ma è pur sempre l'avvio di una delle operazioni più importanti per la riqualificazione del centro di Ancona. Nei giorni scorsi è stato anche costituito il cosiddetto consorzio obbligatorio' cioè la figura giuridica che si interfaccerà con l'ente pubblico per quello che riguarda le opere di urbanizzazione e il piano di recupero dell'area. Gran parte del lavoro burocratico è stato definito per cui ciò che rimane, e non è poco, è la parte operativa anche se la commercializzazione avverrà a breve. Per quel che riguarda i costi non c'è ancora una indicazione precisa ma stando alle dichiarazioni dei rappresentanti del gruppo Santarelli il prezzo finale dovrebbe essere determinato dalla media dei prezzi di mercato e da quanto di più viene offerto dal complesso di prossima realizzazione. Certamente il villaggio che si verrà a creare sarà integrato con la città ma è garantita la privacy. Un'altra garanzia è data dalla volontà di rispettare la storicità di un'area centrale a contatto con la parte più affascinante della città. L. F.,.

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PERSONAGGI. GUIDA LA TRUPPA ZAMBERLAN, IN CAMPO A 46 ANNI (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quelli che il basket non finisce mai Sono tanti gli over 35 nei campionati minori     Anna Perlini Inossidabili? Irriducibili? Solo passionali, compromessi dal basket al quale non riescono ancora a dire di no. Sono gli over 35: giocassero insieme formerebbero un bel quintetto, perchè aggiungono valore alla squadra dove militano. A Giampaolo Zamberlan, classe '62, decisivo nella qualificazione dell'Atletico in poule Promozione di C2, andrebbe la fascia di capitano; per lui sono tutti dei ragazzini. "In campo metto il loro spirito, ma ora sono fermo per una contrattura. Certo che se non avessi avuto la passione, avrei già smesso". Essere arrivati a quest'età ancora integri fisicamente è stato per tutti determinante, ma c'è sempre l'eccezione. "Mi sono rotto due volte i legamenti di un ginocchio, una quelli di una caviglia, fortuna che ho una laurea in scienze motorie e so come gestirmi, anche se i tempi di recupero da una gara cominciano ad allungarsi - dice Federico Sauro, classe '73, pivot del Tosoni in C1 - . Il basket mi ha dato uno schema nella vita, altrimenti sarei stato un farfallone e per quando smetterò, il più tardi possibile, ho già la tessera di allenatore di B1 maschile e A2 femminile". Se il Cramaro Cologna si affida a Stefano Giuliani, classe '73, nell'Atletico fanno compagnia a Zamberlan Giorgio Pedrollo, play classe '69, e Luca Vinco, ala del '72. "Ho un fisico che mi permette di recuperare in fretta le energie ed essendo il capitano, tra i più giovani cerco di far sentire una certa leadership - sottolinea Pedrollo - . La fortuna di noi "attempati" è che dopo la scuola, non avevamo internet, e il basket ha messo radici profonde". Le stesse che Luca Vinco cerca di far attecchire al figlio, che porta spesso in palestra. "Sto bene, gioco e mi tengo in forma, soprattutto è piacevole far parte di un gruppo, ma è anche bello che continuino a giocare atleti più vecchi di me". Anche per Luca Righetti, alla soglia degli "anta", le scarpe non si appendono: "Non vorrei rammaricarmi più tardi, finché sto bene gioco - dice l'ala della Ferroli - . Rapportarmi con i ragazzini? Quando si è una squadra, si perdono i propri connotati". Eterni ragazzini almeno per quello che dice il fisico. "Mai pensato di smettere, in C2 poi posso tenermi in forma e lavorare senza difficoltà - assicura Alessandro Perbellini, classe '71, lungo del Golf Paradiso Peschiera - . Non vorrei avere rimpianti". "Se il fisico regge, perchè rinunciare alla passione?" si chiede Aleomar Tumelero, il brasiliano del Bussolengo che, giunto in Italia, si allenò anche con la Müller di Pippo Faina, fermato dalla burocrazia. "Metto in campo la mia esperienza, i ragazzi sono pronti ad usarla". È c'è chi non nasconde la propria relazione sentimentale. "Quando gioco mi sento un ragazzino, ma è sempre più difficile riservare uno spazio alla passione, soprattutto ora che è nato il piccolo" conclude Paolo Martari, ala del Valeggio ma soprattutto artefice del progetto Tosoni. POPOLARE SECONDA La formazione Under 19 della Banca Poplare ha chiuso la prima fase al secondo posto (sette sconfitte subite su diciotto gare), alle spalle dell'imbattuta Benetton Treviso, e ora si prepara all'Interregionale. Avversarie del secondo turno, Basket Pool 2000 Vado Ligure (prima classificata della Liguria), Whirpool Varese e Bluorobica Bergamo, rispettivamente prima a terza della Lombardia, Pall. Reggiana e Crabs Rimini, seconda a terza nel girone emiliano. I primi tre piazzamenti valgono le finali nazionali. La Popolare può essere la sorpresa: rispetto allo scorso anno ha in meno Benetti ma conta sulla crescita degli esterni: Simoncelli, Gueye e Gandini e il tiratore Buzzi. A.P.  .

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Montezemolo e le dieci priorità del Paese: <La prima riforma? Garantire governabilità> (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 04-03-2008 Montezemolo e le dieci priorità del Paese: "La prima riforma? Garantire governabilità" DA MILANO DIEGO MOTTA C ome Veltroni, evoca la necessità di politiche fiscali in cui "bisogna pagare tutti per pagare meno". Come Berlusconi, anticipa che "sono necessarie grandi scelte, anche impopolari, che non sono senza costo". Eppure la ricetta di Luca Cordero di Montezemolo e della sua Confindustria, presentata a Milano nella sede di Assolombarda, è essenzialmente un'altra e si sintetizza nel titolo che apre il lavoro messo a punto da viale dell'Astronomia per le prossime Politiche: "La crescita economica vero bene comune". Sono dieci le priorità e tra esse la crescita è la vera cartina di tornasole per comprendere la crisi attuale di un Paese immobile e per progettare un futuro credibile di sviluppo. Ma l'agenda economica che il Paese dovrà seguire, secondo Montezemolo, non potrà prescindere da alcune riforme chiare che chiamano in causa il rapporto tra classe dirigente e cittadini. "Questo è il nostro modo di stare nella politica rimanendo fuori dai partiti sottolinea Montezemolo Parliamo prima da cittadini e poi da imprenditori". Però i giudizi sulla campagna elettorale ("di cui noi italiani siamo grandi professionisti" spiega con ironia) non mancano. "Registro con favore l'attenzione alle imprese, allo sviluppo e al fisco da parte dei due partiti maggiori e dell'area di centro", che archiviano la recente "stagione dei 'ricchi piangano' e della 'decrescita economica'". Quanto alle candidature "eccellenti" di Matteo Colannino e Massimo Calearo, si tratta di "scelte personali. È comunque positivo che vadano in Parlamento persone che hanno nel proprio dna la cultura d'impresa. Mi piacerebbe vedere imprenditori candidati anche nelle fila del Popolo delle libertà e in altri partiti". Confindustria non darà comunque indicazioni di voto da qui al 13 aprile, ma fin d'ora si propone di condizionare l'agenda del Palazzo mettendo all'ordine del giorno "il problema numero uno dell'Italia: la governabilità. Questo Paese dopo l'ingresso nell'euro non è mai stato governato" denuncia Montezemolo. Non serve solo una nuova legge elettorale, ma anche più poteri al premier, a cominciare dalla proposta e dalla revoca dei ministri, la sfiducia costruttiva, l'abolizione progressiva delle Province, partendo dalle aree metropolitane. "Puntiamo ad una vera sussidiarietà: il pubblico, a tutti i livelli, assicuri solo quelle attività che i privati cittadini non possono fare". Il 2010 sarà invece l'anno-chiave della prossima legislatura dal punto di vista economico: tra due anni Confindustria auspica il raggiungimento in anticipo del pareggio di bilancio, il debito pubblico sotto il 100% del Pil e l'avanzo primario al 5% del Prodotto interno lordo. Qui arriva il riferimento ai tagli strutturali alla spesa pubblica, "un autentico Moloch che va ridimensionato e riqualificato". Quanto alle tasse si va dalla riduzione dell'Ires all'eliminazione delle addizionali regionali Irap, con la richiesta di un abbassamento della pressione fiscale dal 43,3% al 42% in tre anni. Avanti anche con la lotta all'evasione ma "senza inutile accanimento verso i contribuenti onesti". Le dieci regole si completano poi con il lavoro ("Vogliamo pagare di più chi lavora di più" è lo slogan) la semplificazione burocratica ("riforme a costo zero") l'energia e l'ambiente (dai rigassificatori al nucleare di quarta generazione) e il Mezzogiorno (a partire dalla lotta al racket). Ma quel che più interessa a Montezemolo è l'impegno bipartisan su temi come la scuola e la formazione, le infrastrutture e la ricerca. "Naturalmente la prima di tutte queste riforme, che speriamo venga fatta un giorno dopo la chiusura delle urne, è anche la più urgente: è la riforma dello Stato". Per Confindustria il vero bene comune è la crescita Nel mirino spesa pubblica e burocrazia. "Interessati alla politica, non ai partiti Calearo e Colaninno in lista? Ora speriamo che anche il Pdl candidi degli imprenditori".

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L'emergenza non diventi un alibi (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti Turismo L'emergenza non diventi un alibi Emilio Alfano* --> Una campagna per rilanciare l'immagine turistica di una città che è in piena crisi rifiuti sarebbe uno spreco di risorse. Alla Bit di Milano il ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, non usa mezzi termini per liquidare la questione Napoli. Una presa di posizione che è parsa come l'ennesimo schiaffo alla città. Legittime le proteste del sindaco Iervolino, che parla di una città messa in quarantena, come quelle degli albergatori e di altri imprenditori del settore, che non ci stanno a pagare i danni di una campagna di informazione lacunosa, che fa di tutta un'erba un fascio, mentre tutti sanno che le strade del centro cittadino sono pulite e che non tutta la Campania soffre della crisi dei rifiuti. Le affermazioni del ministro Rutelli scaturiscono da una valutazione oggettiva della realtà del territorio, ma sarebbe delittuoso non mettere in atto tutte le azioni possibili in grado di consentire a quelle imprese già al collasso di poter limitare i danni ed arrestare il declino in atto. Proviamo, però, a superare la contingenza, a ragionare sul fatto che per troppo tempo in Campania di turismo si è fatto solo un gran parlare e che la nostra regione è un giacimento di risorse ancora mal utilizzate. Fatta eccezione per alcune delle più note località turistiche, come Amalfi, Capri, Ischia o Pompei ed Ercolano, il nostro turismo è fortemente legato alla "stagionalità". E' un'industria che raggiunge il massimo del fatturato solo in alcuni periodi dell'anno e per la restante parte vive di rendita. Questo limite è ascrivibile ad un'offerta ancora ridotta di strutture e soluzioni in grado di conquistare nuove fette di mercato. Gli alberghi del lungomare di Napoli, per esempio, sono quanto di meglio si possa proporre ad un visitatore. Ma è ovvio che, proprio in virtù di questo, le loro porte si aprano solo ad una certa tipologia di turisti, per lo più stranieri e con l'occhio meno vigile al portafoglio. Ciò che manca è una rete di strutture meno elitarie, alla portata di visitatori alla ricerca di soluzioni convenienti. Pensiamo ai giovani, che quando hanno a disposizione periodi lunghi per le vacanze, scelgono spesso mete estere, economicamente più competitive rispetto a quelle italiane, mentre se ne andrebbero volentieri in giro per il nostro Paese durante il resto dell'anno. Se Napoli riuscisse ad offrire loro adeguate strutture ricettive, meno onerose ma non per questo meno dotate in termini di servizi, con i suoi musei, i suoi monumenti, le bellezze naturali, tra le alternative possibili potrebbe diventare la più appetibile. C'è un dato, poi, che va a conforto di quanto evidenziato. Mentre a Venezia i turisti soggiornano mediamente 6 giorni, Napoli si ferma ad una media di 2,5. E in genere, durante questo breve soggiorno, il pacchetto turistico offerto dai tour operator prevede alcune tappe obbligate: dai siti archeologi, passando per luoghi di culto come Pompei ad alcune tra le mete più gettonate della litorale amalfitano e sorrentino. Tempo da dedicare a Napoli ne resta ben poco, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Poco tempo per gli acquisti e le visite nei luoghi d'arte della città. Per rilanciare il turismo della nostra città si potrebbe partire da qui. Contestualmente, però, è necessario mettere a punto una strategia, quella che fino ad oggi è mancata, che non ha saputo qualificare altre zone della nostra regione. Alcune con un'attività turistica già in essere, come l'area flegrea, altre, come il litorale domitio, lasciate alla mercè di un'immigrazione fuori controllo, di attività illecite come prostituzione e droga, del degrado edilizio, dell'inquinamento ambientale; altre infine, come Bagnoli, la cui rinascita rimane ancora oggi, nonostante gli anni trascorsi, ai blocchi di partenza. In quella strategia mai messa a punto ci sono tutti i mali di questa terra. Un terra che ha amministrato male le risorse. Che ha sempre guardato con sospetto ad una classe imprenditoriale mai avara di idee e di progetti, opponendo veti ed una pressione fiscale a tratti insostenibile. Che ha lasciato che la mala burocrazia, la debole infrastrutturazione e la diffusa insicurezza rendessero questo territorio poco appetibile e competitivo. Per ridare slancio al turismo napoletano e campano serve una strategia a breve termine, alla cui definizione devono poter collaborare, ciascuno per la propria parte, le istituzioni competenti a tutti i livelli, imprenditori ed operatori del settore. Una cabina di regia permanente che individui obiettivi, strumenti da utilizzare e che, soprattutto, operi fuori dalla logica dell'emergenza. Dopo aver perso l'America's cup, in molti hanno invocato la necessità di dirottare su Napoli uno o più grandi eventi. L'assegnazione del Forum delle culture 2013 sembrava l'occasione migliore per restituire alla città fiducia ed riaccendere i riflettori sulla sua vocazione turistica. In attesa che la vicenda del suo declassamento, di cui è corresponsabile lo stesso ministro Rutelli, si concluda per il meglio, dobbiamo riflettere sul fatto che se i grandi eventi possono rappresentare un'occasione privilegiata per attrarre nuove risorse, non hanno quella sistematicità e ordinarietà di cui invece si ha bisogno se vogliamo trasformare il turismo in una fonte di ricchezza e di occupazione. Eppure le condizioni per far diventare regola ciò che è eccezione ci sono tutte. C'è un patrimonio storico ed ambientale che non ha eguali nel mondo e c'è una classe imprenditoriale pronta a nuove scommesse, a mettersi in gioco costantemente, depositaria di un bagaglio di esperienza al quale si fa ancora fatica ad attingere. Per ora la nostra esigenza impellente è di superare il problema dei rifiuti e provare a rimettere insieme i cocci. Ma la contingenza non può diventare uno scudo dietro il quale la politica può nascondere anni di scelte sbagliate e neppure un alibi per restare a guardare in attesa che "a' nuttata" passi. *presidente Api Napoli --> del 04-03-2008 num.

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<Ottimizzare per competere> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA GIORNATADELL'IMPRESA. I vertici di Apindustria indicano le priorità per sostenere il sistema produttivo locale "Ottimizzare per competere" Bonomi: "Più qualità nei servizi, meno burocrazia per il futuro delle Pmi" Pasotti rilancia su infrastrutture produttività e formazione dei giovani per il lavoro Il leader Api: va invertita la tendenza per non essere costretti a dire goodbye Brescia  .

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PD: VELTRONI, CALEARO CON NOI PERCHE' SIAMO FORZA NUOVA (sezione: Burocrazia)

( da "Caltanet" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

> NEWS--> Roma, 4 mar. - (Adnkronos) - "La presenza di Calearo vuol dire che qualcosa e' cambiato perche' nel 2006 non si sarebbe candidato con il centrosinistra. Lo ha fatto oggi con il Pd perche' noi siamo una forza nuova, un partito con un programma riformista". Cosi' Walter Veltroni parla a 'Porta a porta' della candidatura di Massimo Calearo e del rapporto tra il Pd e i cittadini del Nord ai quali il leader del Partito democratico dice che "il settentrione non ha bisogno del Parlamento del Nord" ha bisogno di riforme: "Servono infrastrutture, una minore pressione fiscale e lotta alla burocrazia", elenca il leader del Pd.

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Entro marzo i permessi di soggiorno in Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Immigrazione Entro marzo i permessi di soggiorno in Comune (M.A.) Meno burocrazia e più velocità per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Entro il 20 marzo, se tutto procede senza intoppi, sei città italiane tra cui Padova (Lecce, Brescia, Ancona, Firenze e Ravenna) sperimenteranno la direttiva del Ministro Amato. Ossia, la domanda per il rinnovo del permesso di soggiorno dal Comune passerà direttamente in Questura, senza transitare per PosteItaliane. Un risparmio di tempo mostruoso, che però deve essere messo in pratica prima delle elezioni del 13-14 aprile altrimenti l'indicazione promossa dal Ministero dell'Interno potrebbe svanire nel nulla."E' indispensabile - ha dichiarato l'assessore all'Immigrazione, Daniela Ruffini - che questa direttiva del Ministro Amato (risale al 14 febbraio, ndr) venga varata prima delle elezioni politiche. Si corre il rischio, infatti, che il tanto lavoro venga perso. Inoltre è una soluzione eccellente che porta a risparmiare molto tempo. Per attuare questo processo - ha proseguito Ruffini -, quindi far passare le domande per il rinnovo del permesso di soggiorno dal Comune alla Questura, è stato messo a punto dal Ministero un software. I fondi che abbiamo ricevuto dal Governo per questa velocizzazione dei rinnovi dei permessi di soggiorno è di 270 mila euro".I cittadini extracomunitari potranno presentare domanda per il rinnovo del permesso di soggiorno agli sportelli dei sei Cisi (centro informazione e servizi agli immigrati) presenti nel comune di Padova. Sono: ufficio Urp del Comune in via del Municipio 1 (aperto giovedì dalle 11 alle 14); piazza Capitaniato 2 servizi demografici (lunedì-venerdì dalle 14.30 alle 17.30, sabato dalle 8.15 alle 12.30); via Vigonovese 141 consiglio di quartiere 3 Est (lunedì e mercoledì dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13); via Piovese 74 consiglio di quartiere Sud-Est (lunedì e mercoledì dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13); via Astichello 18 consiglio di quartiere 6 Ovest (lunedì e mercoledì dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13).Ricordiamo che nel 2007, come compilazioni in via telematica, si sono registrati 1.471 permessi di soggiorno e 1.056 carte di soggiorno. Mentre i documenti cartacei si sono suddivisi in 478 permessi di soggiorno e 186 carte di soggiorno.

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Le Comunità montane sono inutili e difendono poltrone Perché nessuno propone di unire i Comuni? Ne bastano 12 (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Le Comunità montane sono inutili e difendono poltrone Perché nessuno propone di unire i Comuni? Ne bastano 12 di Paolo Costa * Comune di Belluno dentro o fuori dalla Comunità montana è il tema di discussione tra le forze politiche da destra a manca, peccato che manchi una voce importante, quella del popolo che paga le tasse. Leggo che sarebbe devastante, che ci isoliamo, che sarebbe un clamoroso autogol uscire da questo ente, perché si perderebbero i finanziamenti, la specificità montana, l'autonomia e scemenze varie. Chiedo a questi soloni della politica: è una legge divina a stabilire che solo tramite le Comunità montane debbano transitare questi finanziamenti?Giustificare il loro mantenimento, in quanto utili nella gestione del territorio e dei servizi integrati, secondo il mio parere è una balla clamorosa e ribadisco che le Comunità montane, tutte, sono enti inutili o poco utili nel migliore dei casi. Per gestire 100, spendono 200.Istituite negli anni '70 con lo scopo di difendere il territorio montano e di integrare alcuni servizi tra Comuni vicini, hanno difeso soltanto poltrone di presidenti, assessori e consiglieri e di chiunque si occupi della sua. Destra o sinistra, sono indispensabili e il perché non serve dirlo.La Comunità Belluno-Ponte nelle Alpi è nata, per chi non lo sapesse, da una costola della Comunità Valbelluna. Nessuno sa la ragione di farne di due al posto di una, ma a pensare male spesso s'indovina. Personalmente sono certo: è stata la creazione di nuove poltrone. A prescindere da questi particolari, se analizziamo costi e benefici, la Belluno-Ponte è solo costi non di poco conto per i cittadini. Oltre che non gestire alcun servizio in comune, negli ultimi anni ha anche sperperato un bel po' di quattrini a costruire opere che nessuno vuole gestire, neanche a gratis, come il Campus Valenti sul Nevegal, opera costata 1.800.000 euro e da tempo inutilizzata, una stalla non ancora ultimata da 250.000 euro e che non sarà mai utilizzata. Poi hanno sistemato alcuni rustici e sentieri, tutti in Comune di Belluno, interventi che potevano essere fatti direttamente dal Comune, anche perché la Comunità è senza struttura operativa. Così qualsiasi opera deve essere affidata a strutture esterne.Se poi vogliamo amplificare l'inutilità di questo ente, che cosa ci stanno a fare il Corpo forestale dello Stato, i Servizi forestali regionali e provinciali? Non sono queste strutture istituite per salvaguardare il territorio e la montagna in particolare? Può darsi che mi sbagli, ma bisogna che questi signori spieghino ai cittadini perché questi enti sono utili e per fare cosa, quando le risorse per i servizi essenziali sono sempre più scarse.In un momento in cui la politica si sta incartando su se stessa, per ovvi motivi di difficoltà finanziarie, c'è ancora gente che giustifica l'utilità di enti inutili, che divorano con i loro organici pletorici buona parte degli introiti delle tasse solo per tenere in piedi se stessi infischiandosene del popolo.Perché nessuno propone di unificare i Comuni tra di loro? Una dozzina sarebbero sufficienti in provincia di Belluno e, di conseguenza, verebbe meno la scusa di tenere in vita le Comunità e anche la Provincia che doveva essere soppressa quando sono state create le Regioni.La provincia di Belluno conta 69 comuni con circa 200.000 abitanti, mediamente poco più di 3000 abitanti per Comune ma, se togliamo i Comuni più grossi sull'asse Belluno-Feltre, la media scende a 1500-1700 abitanti, dei quali una decina non superano le 200-300 unità. Ognuno ha una struttura operativa poco efficiente, in quanto il personale è costretto a ricoprire più incarichi con risultati di conseguenza scadenti. Se diversamente, come dicevo, i vari uffici fossero conglobati tra di loro, ecco che, se vale ancora il detto che l'unione fa la forza, si formerebbero uffici funzionali che rispondono alle esigenze dei cittadini in maniera puntuale. Possono progettare e gestire il futuro del proprio territorio e qualificare oltremodo le varie professionalità, ottenendo così standard qualitativi elevati in termini di servizi, con costi decisamente inferiori agli attuali ed eliminazione in questo modo di un po' di burocrazia che, invece di aiutarlo, mortifica il cittadino.* consigliere comunaleLega Nord Liga Veneta Belluno.

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I cittadini: <Senza un trasporto pubblico> Il sindaco: <Chiesto un servizio di linea> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANZAN-CANAL I cittadini: "Senza un trasporto pubblico" Il sindaco: "Chiesto un servizio di linea" Feltre(p.c.) Dopo circa un anno da quello che allora era il tour pre-elettorale, Gianvittore Vaccari è tornato nelle frazioni, questa volta in veste di primo cittadino per il tradizionale appuntamento che l'amministrazione in carica dedica ai cittadini. Il via ieri sera nella sala parrocchiale di Sanzan che ha accolto anche i residenti della frazione di Canal. Diversi e spinosi i problemi messi sul tappeto dai tanti partecipanti che hanno impegnato sindaco ed assessori presenti a delle precise prese di posizione. In particolare dagli abitanti di Canal sono venute osservazioni sull'assenza di un servizio di trasporto pubblico "degno di questo nome. La nostra popolazione è in aumento e per questo vorremmo che fosse ripristinato il Pronto Bus che almeno in parte risolveva i nostri problemi"."Quel servizio in particolare - ha spiegato il sindaco Vaccari - non può essere al momento reintrodotto, perché faceva parte di una sperimentazione fuori contratto. Ci siamo comunque messi in contatto con la Dolomiti Bus per creare un servizio di linea ad hoc per Canal con un paio di corse al giorno che potrebbero arrivare anche a Sanzan, qualora ce ne fosse la necessità". Sempre gli abitanti di Canal hanno sottolineato come sia meglio dare una priorità negli interventi previsti, spingendo quelli più importanti come la messa in sicurezza della strada d'acceso e l'illuminazione pubblica "che - ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici, Dalla Caneva - per fine marzo dovrebbe vedere la messa a dimora dei lampioni".Anche per Sanzan le priorità sono legate ad alcune asfaltature attese da anni e alla sistemazione di alcuni muretti di sostegno, mentre sembra proprio in dirittura d'arrivo l'ampliamento del cimitero. "La nostra è una realtà piccola ma viva - ha sottolineato uno degli intervenuti - e lo dimostrano le tante feste che organizziamo. Quello che ci chiediamo è perché debba esserci tanta burocrazia per la richiesta dei permessi e tante spese come, ad esempio, la timbratura dei manifesti".

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Da un ufficio all'altro della cittadella sanitaria Tutti i disagi dell'assistenza domiciliare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA STORIA Da un ufficio all'altro della cittadella sanitaria Tutti i disagi dell'assistenza domiciliare Ci vorrebbe un assistente per avere l'assistenza domiciliare. Ne è convinta una rodigina che si scontra quotidianamente con la burocrazia che c'è dietro al servizio fornito dall'Ulss 18. Il tutto con un contorno dei tempi lunghi per i riconoscimenti dell'invalidità (oltre all'ulteriore iter di documenti che vi sta dietro)."Passo le mie giornate in cittadella sanitaria", spiega amareggiata e stanca la rodigina, che ha l'anziana madre in casa ed è appunto seguita dall'assistenza domiciliare sanitaria. Un esempio dell'intrigo nel quale è costretta a muoversi ogni giorno è dato "dai prelievi a domicilio per le analisi - spiega - chi viene a farli non prende l'impegnativa del medico di base perché non può, così ogni giorno devo andare alla cittadella a consegnarla".Dopodiché, per tutte altre incombenze, c'è la trafila degli uffici, dalla fornitura dei pannoloni agli ausilii, le terapie e così via. "Devo girare quattro o cinque uffici - prosegue la signora - ma ognuno di questi è aperto al pubblico in giorni diversi e in orari diversi. Così sono praticamente sempre là. Perché non riuniscono tutto in uno sportello unico, o alla peggio fanno aperture in giornata e con stessi orari? Per fortuna io posso andare, ma chi non ha qualcuno da mandare, chi lavora, come fa? Tra l'altro misurare la pressione, fare le punture, le misurazioni di alcuni valori me le faccio da sola, se no sarebbe tutto ancora più complicato".La rodigina conclude dispiaciuta domandando "che tipo di servizio venga dato. Si potrebbero supportare molto meglio questi anziani, invece di far vivere loro e le famiglie con tutti questi disagi che sarebbero facilmente evitabili".L.G.

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In coma da 10 anni dopo l'incidente Non possono processarlo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMANO D'EZZELINO In coma da 10 anni dopo l'incidente Non possono processarlo RomanoSabato saranno dieci anni. Dieci anni da quella tragica domenica sera in cui a Castello di Godego, in provincia di Treviso, nello schianto contro un albero della macchina su cui viaggiava, perse la vita una giovane di 19 anni di Castelfranco, Sara Salvador. Al volante di quella Suzuki Vitara, c'era il fidanzato di Romano d'Ezzelino, Mirko Bernardi, 20 anni ancora da compiere. Anche per lui, quella sera, la vita si è fermata. Ma non il suo cuore, che continua a battere. Lui, che il 28 maggio compirà 30 anni, è in coma. E dell'accusa che la Procura di Treviso gli ha dovuto contestare, quella di omicidio colposo, non può e forse non potrà mai rispondere. Ma di questo la legge non si cura. E così, ogni sei mesi, il lutto si rinnova, quando il giudice che detiene quel fascicolo deve convocare l'indagato solo per prendere atto, attraverso l'ennesima perizia, che l'interessato a quel processo penale non potrà partecipare. Un "non processo" che va avanti da dieci lunghi anni, senza possibilità di essere celebrato.Non era tardi, quella sera. L'8 marzo 1998. Erano da poco passate le dieci quando l'auto su cui viaggiavano i due ragazzi procedeva in direzione Castelfranco. Improvvisamente, all'altezza di una semicurva, la macchina è sbandata sulla destra, finendo fuori strada e accartocciandosi contro un platano. Sara è morta sul colpo. Mirko, da quel groviglio di lamiere, è uscito in condizioni disperate. I medici, prima di Castelfranco, poi di Treviso, sono riusciti a strapparlo alla morte, ma non a restituirlo alla vita. Figlio unico, sono stati i suoi genitori, da allora, ad accudirlo. Prima in istituti di cura, anche all'estero, poi a casa. In sede civile, la vicenda si è già risolta da tempo, con l'interdizione nei suoi confronti e l'assicurazione che ha pagato ciò che doveva. Ma in sede penale, chissà quando avrà fine. Per legge, il tribunale non può fare altro che continuare, a spese del Ministero, a far eseguire periodicamente perizie sul ragazzo, che ad oggi rimane solo indagato: niente rinvio a giudizio, niente udienza preliminare, neppure vere e proprie indagini. Tutto, prima di finire, deve ancora cominciare. Un "buco" a livello legislativo, con il quale l'avvocato della famiglia Bernardi, il trevigiano Michele Balduzzi, si trova ad avere a che fare da anni, sapendo bene che la legge scappatoie non ne offre. "Sì - conferma la mamma di Mirko - veniamo convocati dal tribunale ogni sei mesi. Non c'è nulla da dire, purtroppo. E' la burocrazia". Uno strazio che si aggiunge allo strazio, per due famiglie sconvolte per sempre dalla tragedia toccata ai loro figli. "E' un dolore forte, solo questo - dice la signora Bernardi - che si rinnova ogni volta".Lina Paronetto.

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Italia, bene liberalizzazioni, pochi progressi su lavoro - Ocse (sezione: Burocrazia)

( da "Websim" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOTIZIE FLASH 04 Marzo 08 ora 14:33 Italia, bene liberalizzazioni, pochi progressi su lavoro - Ocse MILANO, 4 marzo (Reuters) - L'Italia ha dato il via a due importanti pacchetti di liberalizzazioni che dovrebbero ridurre le aree protette dalla concorrenza, a vantaggio dei consumatori, ma i progressi del Paese sono limitati o addirittura nulli sul fronte della produttività del lavoro e della contrattazione salariale. Lo sostiene l'Ocse nel rapporto 'Going for growth 2008', in cui l'organismo internazionale fa il punto sulle riforme realizzate e quelle da compiere per modernizzare il Paese. "Sono stati approvati due pacchetti di liberalizzazioni nelle aree di ordini professionali, farmacie, taxi, servizi pubblici locali, commercio al dettaglio e banche. Queste misure dovrebbero aiutare a ridurre le barriere all'entrata, tagliare la burocrazia, aumentare le scelte dei consumatori, rafforzarne la protezione e ridurre le rendite dei settori protetti" si legge nel rapporto pubblicato sul sito Ocse. L'organismo con sede a Parigi lamenta, però, una crescita della produttività del lavoro in Italia che rimane debole, "contribuendo ad allargare il differenziale del pil-pro-capite italiano con quello dei paesi migliori". Nella sessione dedicata all'Italia si legge che, secondo l'Ocse, il Paese non ha fatto progressi riguardo all'adozione di un sistema di contrattazione salariale più flessibile e al miglioramento dell'istruzione universitaria. "Per ridurre le significative disparità regionali nell'utilizzazione del lavoro, era stato raccomandato di promuovere una decentralizzazione del sistema di contrattazione salariale" nota Ocse, concludendo, però, che "non è stato fatto niente" a questo riguardo. Per l'organismo internazionale, invece, la finanziaria 2008 rafforza le misure già assunte nel 2007 per ridurre il cuneo fiscale che grava sul lavoro. ((Redazione Milano, Reuters messaging: francesca.landini.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129437, milan.newsroom@reuters.com)).

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"TRASPORTI AEREI, CI STANNO ISOLANDO: COALIZZIAMOCI" (sezione: Burocrazia)

( da "LeccePrima.it" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Le attese di sviluppo del nostro territorio sono state ancora una volta disattese". Il presidente di Confndustria Lecce Piero Montinari ritorna sulla spinosa questione MyAir, la compagnia aerea che, dopo aver vinto l'appalto per la gestione di nuovi scali nell'aeroporto di Brindisi, ha annunciato un ritardo a causa della mancanza di mezzi. Il mondo imprenditoriale e politico ? specie il centrodestra ? in queste ore sta alzando la voce, bollando come sconcertante una vicenda che, di fatto, taglia fuori il Salento (Grande o Piccolo, che dir si voglia?) dal sistema di trasporti nazionale. Tutto questo, a ridosso di una Bit di Milano condotta in pompa magna, proprio per spingere il piede sull'acceleratore del turismo. E se Massimo Ferrarese, presidente di Confindustria Brindisi, aveva parlato di situazione che "sfiora il ridicolo", ora il suo omologo leccese usa parole altrettanto infuocate. "Contestammo fortemente il primo bando di Aeroporti di Puglia ? spiega Montinari ? perché, oltre che illegittimo, avrebbe prodotto un'eccessiva concentrazione di voli con tratte importanti solo su Bari, così come puntualmente accaduto. Chiedemmo, poi, un'equa redistribuzione delle tratte, al fine di non tagliare fuori il nostro territorio dai principali collegamenti commerciali e turistici. Ma la levata di scudi proveniente da tutto il Salento rimase inascoltata. Mentre Bari faceva man bassa di risorse a valere sui Por e sul Pon Trasporti, Aeroporti di Puglia e lo stesso assessore Loizzo assicurarono che sarebbe stato fatto un altro bando, per garantire una prospettiva di crescita e sviluppo anche al Salento". "Il secondo bando ? afferma Montinari ? fu altrettanto contestato poiché per come era stato formulato non avrebbe portato risultati positivi per i collegamenti del Salento. Quanto avevamo paventato, si è, purtroppo, puntualmente verificato. Nessuna compagnia industrialmente attrezzata ha ritenuto di partecipare a quel bando. E' intervenuta solo una piccola compagnia veronese, la quale non ha avuto la forza di mantenere gli impegni richiesti. Siamo, pertanto, di fronte ad una serie di scelte che penalizzano in toto il Salento, con le sue aspettative di crescita e di sviluppo; che penalizzano gli imprenditori che ogni giorno combattono la burocrazia, la lentezza delle decisioni e la carenza di infrastrutture, ma nonostante tutto continuano a rimanere in questa terra così difficile". "Sorprende l'incapacità di Ap nel gestire gli scali aeroportuali e favorire lo sviluppo dei collegamenti. Sorprende ancor di più il fatto che ad oltre cinque mesi dall'aggiudicazione provvisoria, Ap non sia stato in grado di contrattualizzare l'aggiudicazione; cosa non solo possibile, ma doverosa già all'indomani dell'aggiudicazione. Preso atto di tutto ciò, delle due l'una ? dice ancora Montinari: - o cominciamo a ragionare sul serio in un'ottica di sistema, ed allora chiediamo un'equa redistribuzione dei voli e delle rotte già assegnate all'aeroporto di Bari, oppure, entriamo in un sistema concorrenziale, ed allora chiediamo che le istituzioni locali rivendichino la sub concessione dell'aeroporto di Brindisi e si facciano artefici del proprio destino. Le Confindustrie sono pronte a fare la loro parte. Il rischio dell'isolamento non è aleatorio. Dobbiamo fare di tutto per arginarlo".

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REGGIO, CENTENARIO FESTA DONNA: SPETTACOLO CON FRANCESCA REGGIANI E GABRIELLA GERMANI (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(16:38) (4/3/2008 16:11) | REGGIO, CENTENARIO FESTA DONNA: SPETTACOLO CON FRANCESCA REGGIANI E GABRIELLA GERMANI (Sesto Potere) - Reggio Emilia - 4 marzo 2008 - Si avvicina l'appuntamento principale delle iniziative di 'PRIMAVERA DONNA', cartellone di spettacoli, film, incontri e dibattiti promossi in occasione della Festa della Donna dall'Assessorato comunale Diritti di cittadinanza e pari opportunità, con l'adesione di Circoscrizioni, associazioni e centri sociali. Il centenario dell'8 marzo 1908 ? quando 129 operaie americane in sciopero furono lasciate morire in una fabbrica tessile incendiata, l'episodio da cui nacque la 'Festa internazionale della donna' ? sarà celebrato giovedì 6 marzo, alle ore 21, nel centro internazionale Loris Malaguzzi (via Bligny 1), con una iniziativa alla quale parteciperanno il sindaco Graziano Delrio e l'assessore comunale ai Diritti di cittadinanza e Pari opportunità Gina Pedroni. Due artiste d'eccezione, Francesca Reggiani e Gabriella Germani, note tra l'altro per i numerosi passaggi televisivi nei principali canali nazionali, proporranno lo spettacolo 'Né capi, né code', per la regìa di Valter Lupo. L'appuntamento, ad ingresso gratuito, è offerto alla città dal Comune di Reggio. Seguirà un rinfresco, a cura di Conad Le Vele. Le iniziative del calendario 'Primavera Donna' sono realizzate con il contributo di Coopselios, Coopservice, Planetario, Cir, Tecton, Unieco, Cna e di Conad 'Le Vele'. Né capi, né code Con Francesca Reggiani e Gabriella Germani - Regia di Valter Lupo Inedito incontro di due brillanti attrici-trasformiste che portano a dialogare in palcoscenico i personaggi vecchi e nuovi del loro multiforme, inesauribile repertorio?Una carrellata di protagoniste esemplari del mondo dello spettacolo e dell'informazione, della politica e della cultura. Nuove "maîtres à penser" di una società mediatica svuotata di senso e di valori, che fa sempre più fatica a distinguere tra realtà e reality. Satira sociale e di costume su temi di attualità: caro vita, pressione fiscale, sperperi del denaro pubblico, precariato, burocrazia kafkiana, ambiente? Disagi e incertezze del cittadino rispetto a un mondo che cambia e che toglie punti di riferimento, il difficile rapporto con le nuove tecnologie, le insidie del mercato globale, l'assuefazione ai modelli pubblicitari, il delirio consumistico del tutto a meno, del "compro, ergo sum". E poi uno sguardo ai rapporti interpersonali: la crisi della coppia, della famiglia, racconti di donne in bilico? Single e divorziate, mogli e amanti? Tutte alla ricerca del partner ideale? Le lusinghe della chirurgia estetica, perché in fondo nella vita "ci si può sempre rifare". Paradossi e contraddizioni del nostro tempo, che Reggiani e Germani vireranno in comico, costruendovi intorno un brillante show in forma di puzzle, fatto di brevi monologhi, folgoranti dialoghi e irresistibili atti unici. Francesca Reggiani Si diploma presso il Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti e esordisce in televisione nel programma La tv delle ragazze. Successivamente fa parte del cast del programma comico Avanzi in onda tra il 1991 e il 1993 su Rai Tre. Per lo stesso canale partecipa alla trasmissione Tunnel, per poi passare a Rai Due nei programmi Disokkupati, La posta del cuore e, per finire, a Convenscion. Parallelamente esercita la professione anche a teatro, in particolare firma il monologo Non è Francesca nel 1992 per poi proseguire nella stesura e direzione di altre opere, tra le quali Agitarsi prima dell'uso (1994), Strati d'animo (1999), Punti di vista (2000) e Patty e tutte le altre (2002). Annovera inoltre alcune partecipazioni cinematografiche, tra cui spicca la partecipazione al film Intervista di Federico Fellini. Nel 2004 partecipa come concorrente al programma televisivo Ballando con le stelle. Successivamente è nel cast della mini serie Lo zio d'America 2 accanto a Christian De Sica e Lorella Cuccarini ed è fra i protagonisti di Medicina Generale, entrambe trasmesse su Raiuno. Filmografia ? Intervista (1987) ? Le finte bionde (1989) ? La donna del re (La putain du roi) (1990) ? Assolto per aver commesso il fatto (1992) ? Ricky e Barabba (1992) ? Le donne non vogliono più (1993) ? Maria sì (2004) ? Le ragioni dell'aragosta (2007) Serie TV ? Scusate l'interruzione (1990) ? Avanzi 1992 (1991) ? Caro maestro (1996) ? Disokkupati (1996) ? Questo amore (2004) ? Ricomincio da me (2005) ? Lo zio d'America 2 (2006) ? Medicina Generale (2006) Gabriella Germani è una imitatrice. Esordisce in TV nel 1996 nel programma di Canale 5 Sotto a chi tocca, condotto da Pippo Franco. Dopo alcune collaborazioni con Pier Francesco Pingitore, lavora a Viva Radio2 con Fiorello e Marco Baldini dal 2001. Partecipa ad alcune puntate di Domenica in... nel 2002, per poi passare a Mai dire Domenica l'anno successivo. Attualmente è impegnata con Markette su La 7 ed è stata ospite fissa del Dopofestival di Sanremo 2007, sempre a fianco di Piero Chiambretti. Diverse volte è stata ospite di Matrix di Enrico Mentana. Tra le imitazioni: Mara Venier, Simona Ventura, Alessandra Mussolini, Michela Vittoria Brambilla, Emma Bonino, Serena Dandini e Monica Bellucci.

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Addio lettera di licenziamento: al via le dimissioni via web (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 08 4 Addio lettera di licenziamento: al via le dimissioni via web Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 12:51 in Economia e Cittadino Nuova procedura per le dimissioni dal posto di lavoro: da domani entrerà in vigore un nuovo iter. Infatti in caso di dimissioni il lavoratore dovrà rivolgersi direttamente al Ministero del Lavoro per lasciare in via definitiva l'occupazione. In altre parole, dovrà essere “autorizzato” perchè la lettera inviata all'ufficio personale non avrà più valore. La riforma entrerà in vigore il 5 marzo Bisognerà iscriversi al sito del Ministero del Lavoro, scaricare il modulo per le dimissioni volontarie, compilarlo e inviarlo al ministero. Una volta ricevuta la risposta, che verrà inviata con un codice alfanumerico, si potrà andare dal datore di lavoro e comunicargli le dimissioni. Le opinioni: Per le associazioni di categoria la procedura rischia di creare una nuova burocrazia mentre secondo i sindacati tutela i lavoratori e risolve il problema delle “dimissioni in bianco” (ovvero delle lettere di licenziamento fatte firmare al momento dell'assunzione in modo da averle già pronte in caso si voglia mandare via il dipendente senza preavviso. I pro sono notevoli, perchè ci sarebbe maggiore tutela del lavoratore rispetto a datori di lavoro senza scrupoli, ma per contro in un paese già pieno di burocrazia si aumenterebbe la complessità di procedure in sé molto semplici, caricando ulteriormente di lavoro gli uffici pubblici.

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Ossona: "Via Bosi è pericolosa, facciamo qualcosa" (sezione: Burocrazia)

( da "CronacaQui.it" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'appello della cugina di un uomo gravemente ferito Ossona: "Via Bosi è pericolosa, facciamo qualcosa" OSSONA - Rischia di rimanere paralizzato l'uomo di 44 anni vittima insieme alla figlia di 8 anni di un terribile incidente avvenuto lungo la via Federico Bosi venerdì della scorsa settimana ad Ossona. Una notizia terribile per i familiari che non sanno darsi pace per quanto accaduto e, per voce della cugina, lanciano un appello: "Io chiedo a tutti coloro che hanno visto qualcosa dell'incidente di farsi avanti, di denunciare alla Polizia locale di Ossona la pericolosità di quella strada. Chiedo a chi è responsabile, alla Provincia, a tutti se hanno un cuore di non lasciare che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di muoversi nel costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare in modo che non ci sia più un altro Rino". Con questo soprannome è infatti conosciuto G.D.F. che venerdì scorso era andato a prendere la sua bambina per portarla a casa, ma a casa non ci è mai arrivato. Il destino lo aspettava a quell'incrocio maledetto lungo via Bosi. In una frazione di secondo è avvenuto lo schianto terribile e poi la corsa con l'elisoccorso in ospedale: "Rino non sarà più Rino continua la cugina ma sarà un uomo, se così si può chiamare, legato ad una macchina e a un letto a vita. Pregare in un miracolo, questo ci dicono i medici. Questa non si può chiamare vita, non per lui, che amava la sua bambina più di ogni altra cosa al mondo, e ne sono convinta che in quella frazione di secondo prima dell'incidente Rino si è reso conto che la sua bimba stava rischiando la vita, e le si è buttato addosso per salvarla attutendone così lo schianto tremendo donandole nuovamente la vita". Fortunatamente la bimba di soli 8 anni portata al Niguarda ora sta bene. E' uscita dall'ospedale con un ditino ingessato e dei punti. Ma sarà segnata a vita. I parenti di Rino stanno vivendo giorni terribili e rinnovano l'appello alle istituzioni: "Mi auguro che verrà fatto qualcosa sul quella strada. Siamo in Italia e naturalmente le disgrazie non si evitano, ma devono accadere per far si che qualcosa si muova". 04/03/2008 - GM.

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Osnago: presentazione del libro sulle adozioni internazionali il 7 marzo (sezione: Burocrazia)

( da "Merateonline.it" del 04-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Appuntamenti >> Appuntamenti 4 / 3 / 2008 Osnago: presentazione del libro sulle adozioni internazionali il 7 marzo Venerdì 7 marzo, alle h. 21, presso la sala civica del comune di Osnago si terra' la presentazione del libro "La cicogna che sconfisse l'aviaria" di Paolo Moretti, con prefazione di Marco Scarpati e postfazione di Stefano Zecchi. Questo libro racconta l'esperienza di una coppia che non potendo avere figli decide di intraprendere il lungo cammino dell'adozione internazionale, attraversando un percorso ad ostacoli tra la burocrazia, le lunghe attese, le illusioni e le promesse non mantenute. Questo libro, a metà tra la favola ed una serie di "consigli pratici" per affrontare l'adozione internazionale, narra la storia dell'autore e di sua moglie attraverso un racconto personale ed emozionante. Alla serata saranno presenti oltre all'autore del libro, Paolo Moretti (giornalista professionista oggi cronista al quotidiano "La Provincia"), anche i responsabili dell'associazione "Mehala Onlus" di Paderno d'Adda per fornire informazioni sull'associazione che oltre ad occuparsi di cooperazione internazionale recentemente è stata accreditata presso le autorità indiane e potrà pertanto iniziare ad operare nel paese nell'ambito delle adozioni internazionali mentre è in attesa di accreditarsi anche presso i governi del Kenya e del Madagascar, paesi per i quali ha già ricevuto l'autorizzazione dalla CAI (Commissione Adozioni Internazionali). Interverrà inoltre il referente dell'associazione Mehala in India, padre Aloysius, in visita nel nostro paese durante il mese di marzo. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 4/3/2008 alle 19.42.

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