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Di
SARA BESSI LA CAMPANELLA suona come ogni mattina, ma per l'intera sett
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interessante
sapere come funziona la burocrazia statale come cittadini italiani, è un nostro
dovere". Non si pongono obiettivi o limiti per il futuro: "Intanto
facciamo questa settimana di stage, poi staremo a vedere se diventare
poliziotti o poliziotte. Fino a oggi siamo stati sempre al di qua, adesso
vogliamo provare a vedere cosa significhi essere all'interno dell'
SONO
dieci i punti che la direzione nazionale della Confesercenti ha individuato pe
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inoltre si
chiedono "più incentivi per le fonti rinnovabili e meno accise sui
carburanti" nonché "un fisco che premi chi investe in innovazioni e
tecnologie. E poi meno burocrazia ("Entro tre anni solo documenti telematici")
e la previsione "di incentivi per la costruzione di centri commerciali
naturali". - -->.
Una
lista civica marcerà sul Palazzo Guarda al voto del 2009 la neonata
associazione Terni Oltre ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
soffoca la città, emargina i cittadini, svilisce gli imprenditori, allontana
gli investimenti; Terni non può essere la pattumiera dell'Umbria; la macchina
comunale è ormai ferma, chiusa e incapace di rispondere ai bisogni e alle
priorità dei cittadini e delle attività economiche e produttive;
Indiscreti
( da "Italia
Oggi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tra coloro
che non hanno le poltrone dirigenziali e vivono tra la burocrazia. Tra i
lavoratori comunali, il Pd non prenderà molti voti_ Il Pd romano in fila per il
film di Veltroni I dirigenti del Pd romano fanno a gara per andare a vedere il
film tratto dal libro di Walter Veltroni "Forse Dio è malato".
Diretta da Franco Brogi Taviani e prodotta dall'Istituto Luce,
Molinaroli:
<Eliminare la burocrazia per velocizzare gli interventi>
( da "Libertà"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Eliminare
la burocrazia per velocizzare gli interventi" "Incendi boschivi, più
coordinamento": allarme dei sindacati dei pompieri Piacenza - (pm)
Continua la serie di incendi boschivi in provincia. Nella tarda mattinata di
ieri l'allarme è scattato sul monte Chiappo, appena sopra Capannette di Pei,
nel comune di Zerba.
Dolore,
rabbia e paura nei commenti sul web
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il vero
nostro nemico sono burocrazia e interessi. Noi siamo delle pecore (operai)
dobbiamo seguire un pastore (la nostra azienda),sono due le strade da
percorrere per arrivare a pascolare (obiettivi) una è più corta e rapida, ma
pericolosa, l'altra è un po più lunga farse un po più faticosa ma meno
rischiosa.
Tasse,
burocrazia, costo del lavoro L'agenda di Pasotti alla politica
( da "Giornale
di Brescia" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giornale di
Brescia sezione:PRIMA ECONOMIA / A PAGINA 29 Tasse, burocrazia, costo del
lavoro L'agenda di Pasotti alla politica Tasse, burocrazia, costo del lavoro:
nell'ultima assemblea da presidente dell'Api, Flavio Pasotti ha elencato il
promemoria ai candidati per le prossime elezioni politiche in occasione della
Giornata dell'impresa.
L'addio
di Pasotti: Questa politica è un handicap
( da "Giornale
di Brescia" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Indagine fra
gli associati di Apindustria: agire su tasse, burocrazia, costo del lavoro
Flavio Pasotti e a destra la sala di via Lippi gremita in occasione della
Giornata dell'impresa Roberto Ragazzi BRESCIA Attaccati al proprio territorio,
ma pronti a dire "goodbye Brescia!" se non ci saranno segni tangibili
di cambiamento.
Magasa
si scalda con l'incanto della legna
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il patrimonio
boschivo di proprietà comunale viene ceduto per il taglio al miglior offerente;
un rito che resiste, secondo consuetudini ormai radicate. Il battitore è
disinvolto, tranquillo; gli uomini ascoltano, rilanciano le offerte. Il
contratto si firma subito, sul posto, senza tanta burocrazia, poi si passa ad
un altro lotto.
L'unico
flop: quando a Torbole fu bloccato dalla politica
( da "Adige,
L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla
burocrazia che spesso ostacola, più che incentivare, lo spirito
imprenditoriale. Tiziano si ricorderà bene i primi difficili passi mossi nella
prima metà degli anni Novanta a Torbole. Tentò di rianimare (nel senso clinico
del termine) quel piccolo gioiello che è sempre stata Villa Cian, sulla
spiaggia torbolana.
Via
le discariche da Masua ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
perché esiste
un collegamento sotterraneo fra le due aree che consentirebbe di trasportare il
materiale in sicurezza da Masua ad Acquaresi". Il risultato sarebbe
ottimale, perché eliminerebbe alla radice e in un'unica soluzione sia il
problema dell'inquinamento che quello dell'instabilità geologica dell'area.
Bilanci e burocrazia permettendo, ovviamente. PAOLO MOCCI.
Una
convenzione... lumaca Nuova sede della Croce Gialla nei locali dell'ospedale
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una
situazione incredibile e una burocrazia che sta rallentando oltre ogni dire una
pratica giunta, dopo lunghe fatiche e attese, alla sua fase conclusiva.
Soddisfatto di questo ulteriore passaggio l'assessore Luigi Berdini che, ieri,
ha dato comunicazione anche alla presidente della Croce Gialla dell'avvenuto
arrivo dello schema di convenzione.
Di
PASQUALE BERGAMASCHI NEL MEGA 'Piano di struttura', il primo pas
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la
burocrazia", come stigmatizzato dal sindaco Gaspari, farlo diventare alla
stregua di Lisbona o Genova? E D'OBBLIGO sollecitare l'accelerazione del Piano
Regolatore che l'arch. Zazio sta redigendo e, nel contempo, invitare il vertice
dell'Amministrazione comunale a dare un taglio alla 'burocrazia (che sia la
parola per dire degli ostacoli posti dalla Capitaneria di Porto?
Nel
mondo perduto della sovranità nazionale
( da "Manifesto,
Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riformare la
burocrazia in modo da facilitare lo sviluppo del settore privato. Questi
quattro punti fondamentali vengono dettagliati nei contratti di finanziamento
condizionati all aggiustamento strutturale attraverso una serie di prescrizioni
di dettaglio che i paesi assistiti devono "implementare" per legge:
l'abolizione dei minimi salariali;
Supermanager
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-03-04 num: - pag: 4
categoria: BREVI Supermanager Oggi pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso
per la nomina a direttore per le 8 macro aree di coordinamento della burocrazia.
Tutela
del lavoro, 4.370 multe ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per
infrazioni Salerno è al terzo posto(22%) dopo Caserta (24%) e Napoli(39%).
Presenti il rettore Pasquino e Raffaele Pascale presidente del Cpt. Antonio
Lombardi presidente Ance, ha sottolineato la complessità normativa oltre alla
"burocrazia atavica e farraginosa". (S. M.).
Parlato:
Napoli e l'onda lunga del Sessantotto
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lasciando il
posto alle burocrazie di partito. Condivide questa analisi? "Non ho
conosciuto a fondo la situazione napoletana, però ricordo alcune figure
attivissime sulla scena locale come Mario Catalano e Attilio Wanderlingh. E
Napoli fu comunque un centro importante di quella stagione anche perché era
napoletano uno dei fondatori del manifesto,
Castorani
alle risorse idriche. E Dattoli al Policlinico di Bari
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oggi sarà
pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso pubblico per la nomina a Direttore
per le otto macro aree di coordinamento in cui è stata accorpata la burocrazia
regionale. Gli avvisi scadranno il 19 marzo. Dopo toccherà alla giunta
individuare gli otto top manager. F. Str. Antonio Castorani lascia il
Policlinico per un altro incarico.
Negli
ultimi sette anni il nostro Paese ha registrato un significativo calo
dell'indice di prod ( da "Messaggero, Il"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uttività:
-1,4%, contro l'aumento del 7% di Francia e Germania e di quasi il 13% di Regno
Unito e Stati Uniti. Ritardi, ostacoli, inefficienze e carenze varie - dalla
ricerca alla burocrazia, dalle infrastrutture alla giustizia - danneggiano la
competitività.
Il
decalogo del premier Montezemolo ( da "Milano Finanza (MF)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
passando per
i contratti e la produttività, minore burocrazia e più efficiente ("una
riforma da fare a costo zero"), miglioramento delle fonti energetiche
anche con il ritorno al nucleare, nuove infrastrutture sia al Nord sia nel
Mezzogiorno, e investimenti nell'istruzione e aiuti all'università e alla
ricerca.
Avevo
una zia buona come il pane ( da "Nuova Ferrara, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
portarla
vicino a me ma per vari motivi di soldi e di burocrazia non ce l'ho fatta.
Purtroppo si ammalò e i suoi problemi di salute, aumentarono tanto che la
struttura la ricoverò in un ospedale sempre in provincia di Bologna. Certo il
suo piccolo e fragile corpicino di bimba non l'aiutarono molto e fu così che mi
trovai in un mondo che non credevo esistesse a non più di
Dall'automazione
alla Formula Uno ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
difficoltà
che impediscono alle piccole aziende di contrastare la concorrenza globale:
costo del lavoro, tassazione, burocrazia, regolamentazioni, sicurezza in
generale e sul lavoro, infrastrutture, senza le quali non si può fare
innovazione". Impegno, dinamismo, disponibilità, competenza, e serietà
sono gli elementi che hanno permesso a Tecnoelettra di arrivare con successo
fino ad oggi.
Sicurezza
sul lavoro Numeri allarmanti ( da "Citta' di Salerno, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La nostra
burocrazie è atavica, sono 140 le leggi che un imprenditore deve rispettare
senza considerare circolari e provvedimenti che fanno salire il numero a
278". " Il sottosegretario alla Salute Giampaolo Patta, ha indicato i
passi fatti finora nella direzione del testo unico.
La
Lega viaggia verso nord ( da "Corriere delle Alpi"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alle
iniziative per la sicurezza e la legalità e per la riduzione del peso della
burocrazia, la Lega domenica ha elencato una serie di interventi
infrastrutturali per la Padania. La Pedemontana veneta era una priorità
annunciata, la Venezia-Monaco, invece, "è stata inserita in seguito a uno
specifico emendamento", ha spiegato il consigliere regionale Gianpaolo
Bottacin.
Sa
segada, un'attesa di 15 anni e ora si aggiunge il veto del ppr - gianni olandi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
infinita
odissea delle 27 villette a schiera della Cooperativa, un progetto arenato
nella burocrazia Molti soci ormai si sono rassegnati e hanno trovato casa a
Olmedo GIANNI OLANDI ALGHERO. Quando venne presentata la Cooperativa edilizia
per realizzare un intervento abitativo a Sa Segada era ancora sindaco Carlo
Sechi e si era all'inizio del suo mandato.
I
diportisti manifestano davanti al municipio
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una potrebbe
essere quella di spostare i diportisti al pontile solidi del petrolchimico,
praticamente inutilizzato, oppure ospitarli di fronte agli ex Cantieri del
Tirreno. Gli spazi esistono, si tratta solo di far decidere alla politica e non
solo alla burocrazia".
In
prefettura l'accusa del sindacato "nei terminal sicurezza a rischio"
- nadia campini ( da "Repubblica, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Chiediamo
di sapere che cosa non ha funzionato - dice Bruno Giubellini della Uiltrasporti
- chiediamo di non essere schiavi della burocrazia quando c'è di mezzo la
sicurezza e che vangano abolite tutte le posizioni di comodo assunte da alcuni
soggetti. La parola chiave è assunzione di responsabilità".
Dissesti
idrogeologici a faidona e campone
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
neppure
quelli di mera burocrazia. "E una bella notizia, soprattutto perché spetta
all'amministrazione comunale segnalare alla Regione i casi di frane e di
dissesto idrogeologico più gravi presenti sul territorio - ha spiegato in
proposito Cappello, ricordando l'estrema friabilità del suolo in alcune zone di
Faidona e, in particolare,
Bonetti
candidato alle regionali con i cittadini per il presidente
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazioni
delle norme della burocrazia, salute e famiglia è indicativo di un cambiamento
concreto. Inoltre - spiega -, credo sia importante considerare che Monfalcone e
il Monfalconese rischiano di non avere neanche un rappresentante nella
maggioranza regionale e invece, visti l'hinterland e il peso sociale ed
economico che ha questo territorio,
Addio
firma in bianco, dimissioni sul web - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le aziende:
aggiunge burocrazia DIEGO LONGHIN TORINO - Chi vuole licenziarsi senza
aspettare troppo ha tempo poche ore per consegnare la lettera al proprio datore
di lavoro. Da domani scattano le nuove regole e il dipendente che vuole
lasciare in maniera definitiva il proprio posto dovrà rivolgersi al ministero
del Lavoro.
280mila
euro per aiutare gli anziani ( da "Tirreno, Il"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
GLI ANZIANI
Da oggi la burocrazia non sarà più nemica dei non autosufficienti Progetto
realizzato dalla Società della Salute Prevista una sperimentazione di sei mesi
FOLLONICA. Si prospetta una vita più semplice per gli anziani del territorio.
Gli ultrasessantacinquenni in condizioni di bisogno saranno sollevati dai
lunghi e snervanti passaggi burocratici per richiedere assistenza,
QUANTE
IMPRESE IN FUGA DALL'ITALIA ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Essi sono
nell'ordine: la burocrazia, il sistema legislativo, l'instabilità politica, i
tempi della giustizia. Il ruolo malefico di questi fattori è noto da tempo,
anche a chi non dirige alcuna impresa e anche a chi non abbia ancora conoscenza
dei risultati della ricerca discussi al Forum di Verona.
Il
consorzio obbligatorio e i prezzi da scoprire
( da "Corriere
Adriatico" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Definite le
ultime questioni legate alla burocrazia Il consorzio obbligatorio e i prezzi da
scoprire ANCONA Dopo tanta attesa, anche in città, partono i lavori nell'area
dell'ex Umberto I. Quella che comincia non è la parte più suggestiva,
trattandosi delle demolizioni, ma è pur sempre l'avvio di una delle operazioni
più importanti per la riqualificazione del centro di Ancona.
PERSONAGGI.
GUIDA LA TRUPPA ZAMBERLAN, IN CAMPO A 46 ANNI
( da "Arena.it,
L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fermato dalla
burocrazia. "Metto in campo la mia esperienza, i ragazzi sono pronti ad
usarla". È c'è chi non nasconde la propria relazione sentimentale.
"Quando gioco mi sento un ragazzino, ma è sempre più difficile riservare
uno spazio alla passione, soprattutto ora che è nato il piccolo" conclude
Paolo Martari, ala del Valeggio ma soprattutto artefice del progetto Tosoni.
Montezemolo
e le dieci priorità del Paese: <La prima riforma? Garantire
governabilità> ( da "Avvenire"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che speriamo
venga fatta un giorno dopo la chiusura delle urne, è anche la più urgente: è la
riforma dello Stato". Per Confindustria il vero bene comune è la crescita
Nel mirino spesa pubblica e burocrazia. "Interessati alla politica, non ai
partiti Calearo e Colaninno in lista? Ora speriamo che anche il Pdl candidi
degli imprenditori".
L'emergenza
non diventi un alibi ( da "Denaro, Il"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Che ha
lasciato che la mala burocrazia, la debole infrastrutturazione e la diffusa
insicurezza rendessero questo territorio poco appetibile e competitivo. Per
ridare slancio al turismo napoletano e campano serve una strategia a breve
termine, alla cui definizione devono poter collaborare, ciascuno per la propria
parte, le istituzioni competenti a tutti i livelli,
<Ottimizzare
per competere> ( da "Brescia Oggi"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I vertici di
Apindustria indicano le priorità per sostenere il sistema produttivo locale
"Ottimizzare per competere" Bonomi: "Più qualità nei servizi,
meno burocrazia per il futuro delle Pmi" Pasotti rilancia su
infrastrutture produttività e formazione dei giovani per il lavoro Il leader
Api: va invertita la tendenza per non essere costretti a dire goodbye Brescia
.
PD:
VELTRONI, CALEARO CON NOI PERCHE' SIAMO FORZA NUOVA
( da "Caltanet"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
candidatura di Massimo Calearo e del rapporto tra il Pd e i cittadini del Nord
ai quali il leader del Partito democratico dice che "il settentrione non
ha bisogno del Parlamento del Nord" ha bisogno di riforme: "Servono
infrastrutture, una minore pressione fiscale e lotta alla burocrazia",
elenca il leader del Pd.
Entro
marzo i permessi di soggiorno in Comune
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
) Meno
burocrazia e più velocità per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Entro il 20
marzo, se tutto procede senza intoppi, sei città italiane tra cui Padova
(Lecce, Brescia, Ancona, Firenze e Ravenna) sperimenteranno la direttiva del
Ministro Amato.
Le
Comunità montane sono inutili e difendono poltrone Perché nessuno propone di
unire i Comuni? Ne bastano 12 ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Possono
progettare e gestire il futuro del proprio territorio e qualificare oltremodo
le varie professionalità, ottenendo così standard qualitativi elevati in
termini di servizi, con costi decisamente inferiori agli attuali ed
eliminazione in questo modo di un po di burocrazia che, invece di aiutarlo,
mortifica il cittadino.* consigliere comunaleLega Nord Liga Veneta Belluno.
I
cittadini: <Senza un trasporto pubblico> Il sindaco: <Chiesto un
servizio di linea> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"La
nostra è una realtà piccola ma viva - ha sottolineato uno degli intervenuti - e
lo dimostrano le tante feste che organizziamo. Quello che ci chiediamo è perché
debba esserci tanta burocrazia per la richiesta dei permessi e tante spese
come, ad esempio, la timbratura dei manifesti".
Da
un ufficio all'altro della cittadella sanitaria Tutti i disagi dell'assistenza
domiciliare ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che si
scontra quotidianamente con la burocrazia che c'è dietro al servizio fornito
dall'Ulss 18. Il tutto con un contorno dei tempi lunghi per i riconoscimenti
dell'invalidità (oltre all'ulteriore iter di documenti che vi sta
dietro)."Passo le mie giornate in cittadella sanitaria", spiega
amareggiata e stanca la rodigina, che ha l'anziana madre in casa ed è appunto
seguita dall'
In
coma da 10 anni dopo l'incidente Non possono processarlo
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E la
burocrazia". Uno strazio che si aggiunge allo strazio, per due famiglie
sconvolte per sempre dalla tragedia toccata ai loro figli. "E un dolore
forte, solo questo - dice la signora Bernardi - che si rinnova ogni
volta".Lina Paronetto.
Italia,
bene liberalizzazioni, pochi progressi su lavoro - Ocse
( da "Websim"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tagliare la
burocrazia, aumentare le scelte dei consumatori, rafforzarne la protezione e
ridurre le rendite dei settori protetti" si legge nel rapporto pubblicato
sul sito Ocse. L'organismo con sede a Parigi lamenta, però, una crescita della
produttività del lavoro in Italia che rimane debole, "contribuendo ad
allargare il differenziale del pil-
"TRASPORTI
AEREI, CI STANNO ISOLANDO: COALIZZIAMOCI"
( da "LeccePrima.it"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che
penalizzano gli imprenditori che ogni giorno combattono la burocrazia, la
lentezza delle decisioni e la carenza di infrastrutture, ma nonostante tutto
continuano a rimanere in questa terra così difficile". "Sorprende
l'incapacità di Ap nel gestire gli scali aeroportuali e favorire lo sviluppo
dei collegamenti.
REGGIO,
CENTENARIO FESTA DONNA: SPETTACOLO CON FRANCESCA REGGIANI E GABRIELLA GERMANI
( da "Sestopotere.com"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
kafkiana, ambiente? Disagi e incertezze del cittadino rispetto a un mondo che
cambia e che toglie punti di riferimento, il difficile rapporto con le nuove
tecnologie, le insidie del mercato globale, l'assuefazione ai modelli
pubblicitari, il delirio consumistico del tutto a meno, del "compro,
Addio
lettera di licenziamento: al via le dimissioni via web
( da "Blogosfere"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per le
associazioni di categoria la procedura rischia di creare una nuova burocrazia
mentre secondo i sindacati tutela i lavoratori e risolve il problema delle
“dimissioni in bianco” (ovvero delle lettere di licenziamento fatte firmare al
momento dell'assunzione in modo da averle già pronte in caso si voglia mandare
via il dipendente senza preavviso.
Ossona:
"Via Bosi è pericolosa, facciamo qualcosa"
( da "CronacaQui.it"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cuore di non
lasciare che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia
italiana, ma di muoversi nel costruire una rotonda per evitare ancora stragi
inutili. Per fare in modo che non ci sia più un altro Rino". Con questo
soprannome è infatti conosciuto G.D.F. che venerdì scorso era andato a prendere
la sua bambina per portarla a casa, ma a casa non ci è mai arrivato.
Osnago:
presentazione del libro sulle adozioni internazionali il 7 marzo
( da "Merateonline.it"
del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attraversando
un percorso ad ostacoli tra la burocrazia, le lunghe attese, le illusioni e le
promesse non mantenute. Questo libro, a metà tra la favola ed una serie di
"consigli pratici" per affrontare l'adozione internazionale, narra la
storia dell'autore e di sua moglie attraverso un racconto personale ed
emozionante.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di SARA BESSI LA
CAMPANELLA suona come ogni mattina, ma per l'intera settima due ragazze Elena
Cozzolino, Chiara Zingoni e due ragazzi Davide Banti e Marco Pisano della III A
del liceo linguistico "Virgilio" di Empoli varcheranno la soglia del commissariato
e non quella dell'istituto superiore di via Cavour. Nessun timore: i quattro
giovani hanno iniziato il loro stage di scuola di polizia, sotto l'occhio
supervisore del sostituto commissario Olga Mazzarella, responsabile
dell'ufficio amministrativo e il beneplacito del primo dirigente Salvatore La
Porta. Il gruppo sarà impegnato tutti i giorni dalle 9 all'una: quattro intense
ore per conoscere i gangli dell'organizzazione interna a un commissariato di
polizia, per capirne i meccanismi e, perchè no, per potersi orientare verso una
possibile professione del futuro. LA PRIMA GIORNATA è iniziata con un primo
giro orientativo all'interno del commissariato. "Abbiamo parlato della
Questura e del nostro rapporto con quest'ultima ? racconta il sostituto commissario
Mazzarella ? Li ho accompagnati in tutti gli uffici, ai vari piani, dalla
centrale, alla sezione Volanti fino all'anticrimine e alla polizia
scientifica". Un debutto a tutti gli effetti perchè è la prima volta che
degli studenti entrando a stagisti nel commissariato di piazza Gramsci. Gli
onori di casa sono stati fatti dal primo dirigente La Porta che ha salutato
l'iniziativa come positiva. Un progetto che è promosso da Camera di Commercio
di Firenze in collaborazione con Miur (Ministero dell'istruzione dell'Università
della ricerca), Ufficio scolastico regionale e provinciale e Coap (Centro
orientamento e aggiornamento professionale). Fra gli enti coinvolti anche il
commissariato di Empoli che con il mondo della scuola ha già avviato da anni un
dialogo aperto grazie all'iniziativa "Polizia di prossimità ? poliziotto
di quartiere" col la quale il sostituto commissario Danilo Di Stefano
affronta tematiche vicine al sentire giovanile. E il "Virgilio" è
nella dozzina di istituti superiori scelti a livello sperimentale in tutta la
Regione per attuare il progetto, che avrà una durata di tre anni. "Il
primo anno è prevista la socializzazione al lavoro, il secondo la conoscenza
del lavoro e il terzo la partecipazione al lavoro, con impieghi in attività
specifiche", spiega Di Stefano. NON STAGISTI per caso, quindi, ma con
piena consapevolezza. "Abbiamo scelto noi di svolgere il periodo di
approccio al mondo del lavoro in un commissariato di polizia ? dicono le due
ragazze e i due ragazzi, tutti concordi su questo punto ? E' interessante sapere come funziona la burocrazia statale come cittadini italiani, è un nostro dovere". Non
si pongono obiettivi o limiti per il futuro: "Intanto facciamo questa
settimana di stage, poi staremo a vedere se diventare poliziotti o poliziotte.
Fino a oggi siamo stati sempre al di qua, adesso vogliamo provare a vedere cosa
significhi essere all'interno dell'organizzazione". IL FASCINO
della serie televisiva Csi (Crime scene investigation), naturalmente, ha fatto
il suo gioco: la sezione che ha colpito maggiormente gli stagisti è stata
quella della polizia scientifica, di recente impegnata nelle indagini del caso
dell'omicidio di Maria Silvana Furlan. "Non vediamo l'ora di potervi
trascorrere parte del nostro tempo a disposizione", dicono. Intanto, ieri
mattina, sono diventati esperti in materia di immigrazione, hanno fatto un
excursus nella storia del passaporto fino a quelli iper moderni necessari per
varcare le frontiere di alcuni Paesi, come gli Stati Uniti. Uno sguardo anche
alla mole di licenze, documentazioni indispensabili per possedere le armi.
"Nei prossimi giorni li faremo conoscere anche le novità relative alla
sicurezza negli stadi ? conclude Mazzarella ?, con la recente normativa che
prevede l'impiego di steward per le attività di prefiltraggio e filtraggio, che
al Castellani è debuttata da domenica scorsa". - -->.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SONO dieci i punti
che la direzione nazionale della Confesercenti ha individuato "per fa
crescere l'Italia di domani". Fra questi c'è la lotta agli sprechi con
"l'abolizione delle Province, la riduzione delle Comunità montane, la
privatizzazione delle aziende municipalizzate", inoltre si chiedono
"più incentivi per le fonti rinnovabili e meno accise sui carburanti"
nonché "un fisco che premi chi investe in innovazioni e tecnologie. E poi
meno burocrazia ("Entro tre anni solo documenti
telematici") e la previsione "di incentivi per la costruzione di
centri commerciali naturali". - -->.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA IN FERMENTO
Una lista civica marcerà sul Palazzo Guarda al voto del 2009 la neonata
associazione "Terni Oltre" ? TERNI ? PRESENTATA ieri l'associazione
politico-culturale "Terni Oltre", che nasce con l'intento di riaprire
un dibattito partecipato sulle prospettive di una città in declino, guardando
senza nascondersi alle elezioni amministrative del 2009 e alla relativa lista
civica. "L'associazione ? spiega il presidente Leo Venturi, attuale guida
della circoscrizione Colleluna ? è da intendersi come uno strumento a
disposizione di tutti coloro che vogliono portare un contributo di idee e di
impegno rispetto alla soluzione dei tanti problemi di Terni. Si tratta di
un'associazione aperta e apartitica che nasce da una comune valutazione sulle
difficoltà delle città e sulla necessità di confrontarsi ed impegnarsi perché
Terni esca dal guado in cui si trova. L'approdo potrebbe certamente essere
quello delle prossime amministrative. "C'è un momento nella vita di una
città ? si legge nel manifesto dell'associazione ? nel quale occorre avere il coraggio
di far sentire la propria voce. Quando le istituzioni e le forze politiche si
rinchiudono in se stesse e cessano di ascoltare i bisogni e le preoccupazioni
dei cittadini, si creano fratture che alimentano la sfiducia nella politica e
la rassegnazione. A TERNI si avverte questo clima che, con il passare dei
giorni, diventa sempre più insostenibile; un peso che va rimosso per garantire
un futuro positivo all'intera comunità. Si avverte, drammaticamente, la
frattura fra chi amministra e la comunità. Il Palazzo appare sempre più chiuso
e inavvicinabile, trasparenza e democrazia sempre più offuscate. Occorre
riavvicinare il palazzo ai cittadini". Tra le criticità evidenziate dalla
neo-associazione: "Terni sempre più marginale rispetto al contesto regionale;
la burocrazia soffoca la città, emargina i cittadini, svilisce gli
imprenditori, allontana gli investimenti; Terni non può essere la pattumiera
dell'Umbria; la macchina comunale è ormai ferma, chiusa e incapace di
rispondere ai bisogni e alle priorità dei cittadini e delle attività economiche
e produttive; la proliferazione dei cda e delle strutture burocratiche
spesso non serve a migliorare i servizi ma a garantire posti da spartire fra le
forze politiche, utili soprattutto al mantenimento del potere; Terni è più
insicura, il degrado si annida anche nel centro cittadino, sempre meno
attrattivo". OLTRE al presidente Leo Venturi, fanno parte del comitato
direttivo di "Terni Oltre" Bruna Cordiani, Paolo Quintiliani, Mauro
Esposito, Francesco Ansuini, Maurizio D'Ammando, Gastone Botondi, Pietro Ragni,
Andrea Sabatini, Aldo Fasoli, Fabio Bartolini. - -->.
( da "Italia Oggi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 054, pag. 4 del 4/3/2008
Autore: di Pierre de Nolac Visualizza la pagina in PDF Indiscreti
Nicolini ricorda quando andò a Cuba: nel 1962 Le celebrazioni sessantottine
hanno portato a parlare, dopo Oreste Scalzone, Renato Nicolini. Personaggio che
rappresenta l'emblema del comunismo romano: figlio di un alto dirigente
dell'Istituto autonomo per le case popolari, studi in una rinomata, esclusiva
scuola cattolica della capitale (il “Marcantonio Colonna”, ora utilizzato per
alcune facoltà dall'università Lumsa), e folgorato dal Pci. Per poi diventare
assessore alla cultura del Campidoglio, ideatore dell'estate romana e, infine,
parlamentare. Lui, studente universitario di architettura ben prima del '
( da "Libertà" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 4 marzo 2008 > Provincia Molinaroli: "Eliminare la burocrazia per velocizzare gli interventi" "Incendi boschivi, più
coordinamento": allarme dei sindacati dei pompieri Piacenza - (pm)
Continua la serie di incendi boschivi in provincia. Nella tarda mattinata di
ieri l'allarme è scattato sul monte Chiappo, appena sopra Capannette di Pei,
nel comune di Zerba. A prendere fuoco sono state sterpaglie, arbusti e
prato: una situazione resa preoccupante dal vento che alimentava le fiamme.
L'intervento di alcune persone della zona, della forestale e dei vigili del
fuoco ha permesso di circoscrivere il rogo. Il maltempo arrivato nel primo
pomeriggio e il fatto che parte del terreno è ancora ricoperto di neve hanno
fatto il resto. Sul posto anche una pattuglia dei carabinieri di Ottone.
All'origine sembra che ci sia stata la rottura di un cavo elettrico che,
sfiammando, ha innescato il rogo. Un allarme, quello di ieri mattina in alta
Valtrebbia, che segue a quelli di domenica nei territori di Piozzano, Morfasso
e Ferriere e che pone con urgenza il problema della gestione degli incendi
boschivi. "Occorre un maggiore coordinamento tra le forze in campo -
sostiene Giovanni Molinaroli, rappresentate della Cgil per i vigili del fuoco -
ed eliminare la burocrazia, al fine di una
razionalizzazione e velocizzazione degli interventi. Se sono i vigili del fuoco
l'ente principale chiamato a gestire gli incendi boschivi, deve essere il Corpo
a coordinare i propri uomini con la Forestale e i volontari di Protezione
civile. Il fatto che questi soggetti rispondano di volta in volta a Prefettura
o alla Regione non fa che rallentare i tempi di intervento". Le tante
richieste d'aiuto arrivate domenica al centralino dei vigili del fuoco,
affermano i sindacati, mettono in evidenza una certa disomogeneità delle
distribuzione delle forze. Roghi di bosco, sottobosco e sterpaglie erano
divampati a Casarse, tra Ferriere e il passo del Mercatello, vicino al centro
abitato di Morfasso e, in due punti diversi, dalle parti dei Pianoni di
Morfasso. Sono sempre i sindacati a fare un quadro della situazione. Se al Mercatello
i vigili del fuoco sono stati affiancati da un paio di uomini del Corpo
forestale e da una quindicina di volontari della zona, ai Pianoni di Piozzano
(dove le operazioni di spegnimento, a più riprese, sono durate dalla serata di
domenica a ieri pomeriggio, notte compresa) hanno visto impegnati soltanto i
pompieri e un uomo della Forestale. Nel sollecitare maggiore sinergia, i
sindacati dei vigili del fuoco ricordano un recente incontro avvenuto tra il
ministro dell'Interno Giuliano Amato, il sottosegretario Ettore Rosato, il capo
della protezione civile Guido Bertolaso, il capo del dipartimento dei vigili
del fuoco Giuseppe Pecoraro e i direttori regionali del Corpo durante il quale
è stata sottolineata la necessità, soprattutto d'estate, di un coordinamento
più efficace tra i soggetti chiamati a intervenire per gli incendi boschivi. [.
( da "Secolo XIX, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE REAZIONI SUL
SECOLO.IT Vale: "Mio padre lavora in porto, quando esce gli dico: papà,
stai attento". Stefano: "Si rischia la vita per pochi euro al
mese" 04/03/2008 SCRIVE VALE di Genova: "Mio papà lavova in porto e
quando va a lavorare gli dico: papà stai attento! e lui mi risponde "ci
provo" sento poi il telegiornale e ho paura....". Vale è una delle
tante persone che hanno scritto al Secolo XIX.it per commentare la drammatica
morte di Fabrizio Cannonero. Vale ha paura e come darle torto. E come dare
torto a Stefano, portuale: "Si lavora rischiando di morire per mille euro
al mese: vergogna". Scende nel dettaglio la denuncia di un altro
lavoratore che si firma Parabola: "Tutti i giorni che vado a lavorare so
di correre dei rischi, il PERICOLO però non è il nostro unico nemico,
teoricamente più lo conosci e più lo tieni distante. Il vero nostro nemico sono
burocrazia e interessi. Noi siamo delle pecore
(operai) dobbiamo seguire un pastore (la nostra azienda),sono due le strade da
percorrere per arrivare a pascolare (obiettivi) una è più corta e rapida, ma
pericolosa, l'altra è un po' più lunga farse un po' più faticosa ma meno
rischiosa. Ebbene in porto ci fanno passare per la più pericolosa, quando poi
cade una pecora dal burrone,si attivano per chiudere quella strada! "Ci
metteremo una staccionata! si, ma, di foglie Basta una bufera di vento e quelle
foglie non ci sono più, e il pastore ripassa per quella strada, cade un'altra
pecora! e ne fanno una di legno... Io sono una pecora nera e vorrei passare per
la strada più sicura, ma ho paura che presto ripasserò da li". Aggiunge
sulla stessa linea Regabry lanciando un appello: "Fare un lavoro manuale è
pericoloso e il PERICOLO dovrebbe essere il nostro unico nemico, ma non è cosi
Ci fanno lavorare senza conoscere bene il nostro nemico e nessuno dà il buon
esempio, né i dirigenti, né i preposti, né i rappresentanti sindacali. Ci
credono dei RAMBO l'importante è raggiungere l'obiettivo Se pretendo di seguire
le norme di sicurezza mi tirano un calcio nel sedere. AIUTATEMI! La mia storia
è reale, ed ha un seguito legale, ma mi sa che nessuno mi vuole aiutare!?!? E
io "speriamo che me la cavo"". Conclude Elsa, ma le
testimonianze arrivate sono oltre un centianio: "Sono addolorata per
quanto è successo per l'ennesima volta e sempre a scapito di un padre di
famiglia. Perchè non si riesce mai ad affrontare il problema della sicurezza
prima che accada una disgrazia? Dopo è troppo tardi e le accuse reciproche
delle istituzioni non servono più a nulla" . I. Vi. 04/03/2008.
( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 04/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA ECONOMIA / A
PAGINA 29 Tasse, burocrazia,
costo del lavoro L'agenda di Pasotti alla politica Tasse, burocrazia, costo del lavoro:
nell'ultima assemblea da presidente dell'Api, Flavio Pasotti ha elencato il
promemoria ai candidati per le prossime elezioni politiche in occasione della
Giornata dell'impresa. L'Api eleggerà il successore di Pasotti il
prossimo giugno.
( da "Giornale di Brescia" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 04/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA L'addio di Pasotti: "Questa
politica è un handicap" Indagine fra gli associati di
Apindustria: agire su tasse, burocrazia, costo del lavoro Flavio Pasotti e a destra la sala di via Lippi
gremita in occasione della Giornata dell'impresa Roberto Ragazzi BRESCIA
Attaccati al proprio territorio, ma pronti a dire "goodbye Brescia!"
se non ci saranno segni tangibili di cambiamento. L'indagine di
Apindustria non lascia dubbi: secondo gli imprenditori l'attuale situazione di
stasi economica è in gran parte da attribuirsi ad una classe politica incapace
di dare risposte al Paese. Ma non solo, nonostante la nascita dei nuovi partiti
nel centrodestra e nel centrosinistra, il tasso di novità percepito dagli
imprenditori è basso, come basso è il grado di fiducia per il futuro nella
classe politica. L'indagine è stata realizzata tra il 27 ed il 29 febbraio, su
un campione di 130 imprenditori iscritti all'associazione ed è stata presentata
ieri sera dal presidente Flavio Pasotti. L'occasione è stata la tradizionale
"Giornata dell'impresa" iniziativa organizzata da Apindustria in
collaborazione col Gruppo giovani imprenditori e il Gruppo donne imprenditrici:
l'ultima sotto la presidenza Pasotti e quindi occasione per tracciare un
bilancio del mandato. E Pasotti ha tracciato un quadro chiaro e severo dei sei
anni di presidenza. Contrassegnati da piccole e grandi battaglie "Non
abbiamo voluto essere sterilmente polemici, ma orientare la politica per il
bene comune - ha spiegato -. Fiera di Brescia, aeroporto di Montichiari,
infrastrutture, alta velocità, la questione banche e Bipop: su questi temi ci
siamo battuti, non senza dare fastidio anche a qualche amico. Oggi chiediamo
alla politica di dare indicazioni precise, di proporre soluzioni condivise dal
territorio. C'è bisogno di fare scelte importanti servono risposte".
"Dal 2000 al 2006 le piccole medie imprese bresciane hanno superato la più
grande crisi economica che si ricordi - ha detto Pasotti -. Gli imprenditori
hanno trasformato le loro aziende secondo le esigenze del mercato. I dati del
2007 lo dimostrano: fatturato, occupazione, utilizzazione degli impianti dicono
che le aziende sono riuscite a vincere la sfida del mercato globalizzato. Le
medie aziende hanno dato i migliori risultati sui mercati europei, le piccole
su quelli extraeuropei: la capacità delle imprese di cambiare i prodotti e fare
innovazione è stata straordinaria". Innovazione. La chiave di volta per lo
sviluppo. Lo ha detto a chiare lettere anche Sergio Pecorelli, ordinario di
Ginecologia dell'Università degli Studi di Brescia, presidente del Consiglio
della ricerca dell'Ateneo bresciano e recentemente nominato alla presidenza del
Comitato di indirizzo del Centro servizi multisettoriale tecnologico, società
(partecipata da enti pubblici, associazioni d'imprese e singole aziende) che
dovrebbe diventare il punto di riferimento bresciano in tema di trasferimento
tecnologico e rapporti università-impresa. Nonostante in Italia la strada per
chi opera nel settore della ricerca sia fortemente in salita Pecorelli ha
lanciato un messaggio di speranza: "Come disse Karl Popper abbiamo il
dovere di essere ottimisti... e siamo tutti corresponsabili di quello che
succederà. E il Csmt rappresenta una opportunità unica per coniugare ricerca ed
impresa. L'Università degli Studi di Brescia possiede 500 ricercatori di base,
un patrimonio umano di grande valore. Mentre dall'altra parte ci sono le
imprese hanno il capitale da investire in innovazione. Ebbene oggi abbiamo lo
strumento, reale, fisico, dove queste due esigenze possono interfacciarsi. Non
possiamo fallire". In apertura è stato Amedeo Bonomi, presidente del
gruppo giovani imprenditori di Apindustria ad introdurre la "Giornata
dell'impresa" spiegando le ragioni del premio andato a Romano Gallus della
Gv stamperie e Agostino Cavalli della Sbm. "Li abbiamo premiati - ha
spiegato - perché entrambi in questi anni hanno investito in termini di
sicurezza ed ambiente. Perché è giusto investire in questi settori? Perché un
imprenditore deve avere un'etica ben marcata. Deve sicuramente creare
ricchezza, ma lo deve fare rispettando la libertà degli altri. Sicurezza ed
ambiente porta anche molti risvolti economici positivi". La Giornata
dell'impresa ha inoltre premiato "donna delle istituzioni" il vice
presidente della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, a consegnare il premio
Claudia Taurisano. Infine premio alla carriera al socio onorario di
Apindustria, Giovanni Mariani.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
IN PIAZZA LA
CONSUETA ASTA DEL PATRIMONIO BOSCHIVO COMUNALE Magasa si scalda con l'incanto
della legna In Valvestino il bosco domina ancora incontrastato. Con
l'allevamento è stato per secoli un'importante risorsa per la popolazione
locale. Il legname, così come il carbone, prendeva in genere la via della
Riviera, garantendo scambi con altri prodotti di prima necessità. In questo
contesto a Magasa è nata la tradizione dell'incanto della legna, cha si tiene
in piazza. Il patrimonio boschivo di proprietà comunale
viene ceduto per il taglio al miglior offerente; un rito che resiste, secondo
consuetudini ormai radicate. Il battitore è disinvolto, tranquillo; gli uomini
ascoltano, rilanciano le offerte. Il contratto si firma subito, sul posto,
senza tanta burocrazia, poi
si passa ad un altro lotto.
( da "Adige, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Amarcord a Villa
Cian L'unico flop: quando a Torbole fu bloccato dalla politica Un vulcano di
idee, ma anche la forza d'animo di realizzarle andando contro alle abitudini, a
culture non sempre compatibili con le sue origini calabresi, alla burocrazia che spesso ostacola, più che incentivare, lo spirito
imprenditoriale. Tiziano si ricorderà bene i primi difficili passi mossi nella
prima metà degli anni Novanta a Torbole. Tentò di rianimare (nel senso clinico
del termine) quel piccolo gioiello che è sempre stata Villa Cian, sulla
spiaggia torbolana. Ma erano anni in cui le sue idee e la sua animazione
dovevano convivere con le assemblee del consiglio comunale. Una sera faceva
festa, quella dopo doveva sgombrare tutto e tutti per ricollocare scranni e
microfoni per il civico consesso. Non furono anni facili, e lo dimostra il
fatto che quella volta Tiziano Sessa ha dovuto lasciar perdere, cosa che non è
da lui. Poi piano piano le cose sono cambiate. Il consiglio comunale si è
trasferito altrove, Villa Cian è tornata ad essere luogo di ritrovo soprattutto
estivo, ed oggi è diventata un po' di tutto, pizzeria, pub, dancing. Forse è
proprio quella l'unica sfida non vinta dall'inarrestabile Tiziano. Che ora ci
riprova a Mori, dove ha sempre avuto fortuna. (d.p.) 04/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2022 Iglesias. Il progetto di Igea e Università è al vaglio del commissario per
il disinquinamento Soru Via le discariche da Masua Iglesias.. Il progetto di
Igea e Università è al vaglio del commissario per il disinquinamento Soru I
fanghi minerari nelle gallerie di Acquaresi --> I fanghi minerari nelle
gallerie di Acquaresi Ci sono tre milioni di tonnellate di scorie a Masua e,
finchè non sarà risolto il problema del disinquinamento, non potrà partire il
progetto dell'oasi naturalistica. Il piano di Igea e Università prevede di
portare i fanghi nelle gallerie di Acquaresi. Le operazioni di bonifica
dell'area mineraria di Masua potrebbero scattare in tempi brevi. Tre milioni di
tonnellate di scorie minerariee, oggi accumulate in un'area di estremo pregio
naturalistico in procinto di diventare oasi ambientale, potrebbero venire
presto rimosse e utilizzate per riempire i vuoti minerari della vicina area di
Acquaresi. Qui, da diversi anni, esiste una situazione di grave rischio a causa
delle frane verificatesi nel sottosuolo della strada che da Nebida conduce a
Buggerru. Si tratterebbe di un intervento particolarmente complesso, fra i più
vasti mai progettati in Sardegna, che consentirebbe non soltanto di
disinquinare la zona dalle scorie delle lavorazioni minerarie, ma anche di
rendere più stabile le alture intorno ad Acquaresi, sulle quali, già da tempo,
si considera urgente una vasta opera di messa in sicurezza. Il progetto
preliminare è già stato predisposto dall'Igea con la collaborazione
dell'Università di Cagliari ed è ora all'esame dell'Ufficio tecnico del
Commissario straordinario per le bonifiche e l'emergenza ambientale Renato
Soru. L'IGEA "Al momento - spiega il presidente dell'Igea Franco Manca -
non è in discussione tanto la bontà del piano, quanto i suoi probabili
costi". Di certo l'operazione è fra le più complesse e impegnative fra
quelle progettate fino ad ora, ma la soluzione proposta dall'Igea consentirebbe
- come sottolinea lo stesso Manca - di eliminare due grossi problemi con un
unico intervento. Nelle discariche di Masua sono accumulate tre milioni di
tonnellate di rifiuti inquinanti prodotti da decenni di attività mineraria. La
bonifica in situ (che consiste nel mantenere le discariche al proprio posto
mettendole opportunamente in sicurezza) appariva fino a poco tempo fa l'ipotesi
più probabile, sia perché si tratta di una soluzione già ampiamente utilizzata
nel settore del disinquinamento, sia perché la rimozione comporta sempre costi
maggiori e genera inoltre il problema di trovare un sito dove stoccare le
scorie. ACQUARESI I vuoti minerari di Acquaresi, distanti pochi chilometri,
secondo i tecnici dell'Igea e dell'università potrebbero essere la soluzione
naturale al problema, tanto più che costituiscono essi stessi un grosso
pericolo per arginare il quale urge un intervento in tempi brevi. La loro
presenza ha infatti determinato numerosi fenomeni di subsidenza e diversi
smottamenti in superficie, talvolta minacciando l'incolumità delle persone,
tanto da aver determinato in più di un caso la temporanea chiusura della strada
che da Nebida conduce a Buggerru, interessata da alcune frane. "La nostra
ipotesi - afferma Franco Manca - è tecnicamente percorribile, ancorché
decisamente complessa, perché esiste un collegamento
sotterraneo fra le due aree che consentirebbe di trasportare il materiale in
sicurezza da Masua ad Acquaresi". Il risultato sarebbe ottimale, perché
eliminerebbe alla radice e in un'unica soluzione sia il problema
dell'inquinamento che quello dell'instabilità geologica dell'area. Bilanci e burocrazia permettendo, ovviamente.
PAOLO MOCCI.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
? MONTEGRANARO ? STA
DAVVERO rasentando l'assurdo la telenovela della firma della convenzione tra
Comune, Asur 11 e Asur regionale per destinare alcuni locali dell'ospedale a
nuova sede della Croce Gialla. Sono ormai trascorsi 10 giorni da quando il
direttore generale dell'Asur Marche, Roberto Malucelli, ha apposto l'agognata
firma sulla convenzione. Una notizia accolta con moderata soddisfazione (dopo
quattro anni di trepidante attesa l'entusiasmo è andato comprensibilmente
scemando) e con un sospiro di sollievo sia dagli amministratori sia dai vertici
della locale pubblica assistenza. Dal 20 febbraio, tuttavia, i documenti sui
quali ora dovranno mettere la firma il direttore dell'Asur 11, Mario Forti, e
il sindaco Gianni Basso, sono pervenuti in quel di Fermo e Montegranaro solo
ieri e solo grazie ad una 'sollecitazione' piuttosto accalorata giunta in
Regione da parte di qualche amministratore montegranarese. Una
situazione incredibile e una burocrazia che sta rallentando oltre ogni dire una pratica giunta, dopo
lunghe fatiche e attese, alla sua fase conclusiva. Soddisfatto di questo
ulteriore passaggio l'assessore Luigi Berdini che, ieri, ha dato comunicazione
anche alla presidente della Croce Gialla dell'avvenuto arrivo dello schema di
convenzione. "Adesso che è qui, suppongo che sarà firmata in tempi
rapidi - ipotizza Berdini - dopodiché potremo dire chiusa questa lunga
pratica". Le ultime due firme, tra l'altro, consentiranno di dare il via
ai lavori esterni e interni all'ospedale, già appaltati e finanziati da Comune
e Croce Gialla. Lavori che non sarebbero di loro competenza, ma dell'Asur
regionale che perciò scomputerà queste cifre dal canone di affitto convenuto.
Marisa Colibazzi - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PASQUALE
BERGAMASCHI NEL MEGA 'Piano di struttura', il primo passo del nuovo Piano
Regolatore Generale, il consulente tecnico - progettista, l'architetto Luigina
Zazio, ha individuato 3 aree strategiche. Neanche a dirlo, anche il porto di
San Benedetto. Il sindaco Gaspari, 'pizzicato' dal presidente di Confindustria
Piceno, Adriano Federici, non si è nascosto dietro un dito, anticipando
l'intenzione dell'Amministrazione comunale: "INVESTIRE, pesantemente,
nell'area del porto, dove ci sono capannoni chiusi". Che, ci scusi il
sindaco Gaspari, non sono ruderi come sottolineato nella critica allo stop
della Sovrintendenza ai Beni Ambientali delle Marche. Sono stati messi in
vendita come fossero oro sonante e contante. Già il cantiere della 'Naval di Porto',
dei fratelli Sciarra è stato acquistato, dicono, dal titolare della Soledil,
Raniero Iacoponi che, successivamente, l'ha dato in affitto. Viene dato per
certo che un altro imprenditore edile (sembra il titolare della Sipa, Carmelo
Silvestri) stia trattando l'acquisto del cantiere Bruni. I bene informati
sostengono che "il prezzo delle baracche oscillano da
( da "Manifesto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pianeta terra Nel
mondo perduto della sovranità nazionale L'ideologia dello sviluppo passa
attraverso la "depoliticizzazione" del diritto al fine di promuovere
il mercato quale unica forma di organizzazione della società Dopo le proteste
del movimento dei movimenti, la Banca mondiale e il Fondo monetario
internazionale hanno operato una silenziosa "rivoluzione passiva" per
mantenere il loro potere di condizionamento sulle politiche dei paesi nel Nord
e nel Sud del mondo Ugo Mattei Fra le nozioni politico-giuridiche prive di un
significato preciso ma cariche di connotazioni acriticamente positive quella di
sviluppo merita anch'essa di essere "destrutturata" . A fianco della
nozione di rule of law (il manifesto del 26 gennaio) e di quella di
"alternativa armonica alla conflittualità" (il manifesto dell'8
febbraio) essa occupa un posto importante nella costruzione di un apparato
ideologico a supporto del capitalismo globale. Le variazioni che rendono vaga
questa nozione sono storiche e geografiche e si possono ben seguire attraverso
le trasformazioni dell' istituzione finanziaria internazionale che fa dello
sviluppo la propria ragione sociale: il gruppo Banca Mondiale. Nel 1944, nel
quadro degli accordi di Bretton Woods, attraverso i quali le potenze alleate,
dando seguito all' illuminata e poi tradita insistenza di Lord John M. Keynes,
si misero alla ricerca di formule di governance per stabilizzare il mondo che
sarebbe uscito dalla imminente vittoria della seconda guerra mondiale, venne
istituita la International Bank of Reconstruction and Development (Ibrd) prima
istituzione del gruppo Banca Mondiale, recante la denominazione sviluppo nella
sua stessa ragione sociale. Gli accordi di Bretton Woods, che oltre alla Banca
diedero vita pure al Fondo Monetario Internazionale (istituzione sponsor dello
sviluppo anche dei paesi già sviluppati), si svolsero in un clima di forte
tensione rispetto al blocco sovietico con il quale gli Anglo-americani, pur
alleati, avevano già iniziato la dissennata competizione che spiega, ben più di
quanto non voglia ammettere la storiografia ufficiale, anche la bomba di
Hiroshima. Obiettivo bipartisan Lo sviluppo qualifica il nome anche della
seconda istituzione del gruppo, quella International Development Association
(Ida) che dal 1980, proprio all' inizio del decennio che doveva
"concludere" la guerra fredda, si occupa di imprestare soldi ai
poorest countries, i più poveri fra i poveri. Con questo "strumento",
la Banca mondiale lavora alla costruzione di quel consenso dei subalterni che
Antonio Gramsci definisce cruciale per qualsiasi progetto di egemonia. Allo
stesso modo diviene istituzionalizzata la "logica" reaganiana e
tatcheriana per cui la solidarietà va circoscritta il più possibile. Per tutta
la fase successiva la decolonizzazione, sicuramente una delle conseguenze più
desiderabili della guerra fredda e della contrapposizione fra blocchi, la
promessa di sviluppo venne utilizzata su entrambi i fronti per esercitare
rinnovata influenza sui nuovi stati indipendenti entrati nel consesso delle
nazioni sovrane. Per paesi disperatamente poveri, lasciati in miseria dal
ritiro del colonizzatore (i francesi portarono letteralmente via dagli uffici
pubblici dell'ex-colonie perfino le lampadine della luce) non restava che
bussare alla porta delle istituzioni finanziarie internazionali per ottenere la
liquidità indispensabile per non collassare immediatamente. Così, la Banca
Mondiale, con i suoi tassi di interesse inferiori rispetto a quelli delle
banche private, godette per diverso tempo di scintillante prestigio. Il numero
dei paesi membri crebbe progressivamente fino agli attuali 185, e la promessa
dello sviluppo mantenne un ruolo fondamentale anche nella politica delle nuove
leadership post-coloniali, tanto quelle cleptocratiche quanto quelle "rispettabili".
Lo sviluppo divenne un'idea "bipartisan" nel senso più profondo det
termine, tentando perfino leaders non allineati del prestigio di Nehru in
India, di Nyerere in Tanzania, oltre naturalmente a Fidel Castro e Che Guevara.
Non fu necessario molto tempo perché i paesi poveri si rendessero conto di
essere finiti nelle mani degli usurai. Il doppio shock petrolifero degli anni
Settanta riempì le casse delle banche private di spaventosi quantitativi di
petrodollari che vennero profferti alle élites più corrotte a tassi di
interesse relativamente bassi, portando i paesi poveri ad indebitarsi sempre di
più per finanziare importazioni di beni di lusso e i folli tenori di vita delle
classi dirigenti urbanizzate. La cresicta dei prezzi delle materie prime, prodotte
in gran parte nei paesi poveri, contribuì per un certo periodo a illudere che
lo sviluppo fosse a portata di mano, illusione da cui ci si svegliò
bruscamente. Siamo ormai in pieni anni Ottanta quando, soprattutto a fronte al
repentino crollo dei prezzi internazionali dei prodotti agricoli, drogati dai
sussidi americani ed europei - il latte, il cotone e i cereali, che possono
godere di sussidi ben supperiori al 100% - e alla brusca crescita dei tassi
dovuta ai rischi di default, ci si accorse che l' indebitamento era divenuto
insostenibile. Le istituzioni di Bretton Woods a quel punto mostrarono la
spietata realtà capitalistica di uno Shylock nascosto dietro la maschera di
organizzazioni internazionali tanto prestigiose da essere strutturalmente collegate
alle Nazioni Unite. In verità, al di là dell'apparenza pubblicistica, tanto la
Banca mondiale quanto il Fondo monetario internazionale hanno la stuttura
istituzionale di una corporation privata, dove comanda chi ha investito più
soldi. Ne segue che, a dispetto dei numerosi stati membri, le redini del
comando sono saldamente nelle mani degli Stati Uniti e dei paesi "già
sviluppati". I paesi indebitati, proprio come un'azienda che per evitare
il fallimento si sottopone ad amministrazione controllata, furono costretti
così a consegnare la propria sovranità politica a chi poteva prestar loro i
fiumi di denaro necessari adesso per ripagare l' interesse sul debito. Vennero
in questa fase elaborati i cosdiddetti Structural Adjustment Plans (Sap, i
piani di aggiustamento strutturale) alla cui adozione venne condizionato ogni
ulteriore finanziamento tanto da parte della Banca Mondiale quanto del Fondo
Monetario Internazionale. Il mercato della solidarietà I piani erano semplici e
universali, sposando la retorica reaganiana per cui se vedi un uomo che ha fame
non gli regali un pesce ma gli insegni a pescare, affittandogli però la canna.
Non a caso essi consistevano nella ricetta fondamentale della privatizzazione
dell' intero settore pubblico (che poteva così essere comprato a prezzo di
realizzo dalle corporations globali). L'aggiustamento strutturale dell'
economia consiste infatti della simultanea introduzione dei seguenti punti:
lasciare che siano i mercati a determinare liberamente i prezzi, riducendo od
eliminando ogni controllo statale; trasferire al settore privato le risorse
detenute dallo Stato; ridurre il budget dello Stato il più possibile; riformare
la burocrazia in modo da facilitare lo sviluppo del
settore privato. Questi quattro punti fondamentali vengono dettagliati nei
contratti di finanziamento condizionati all' aggiustamento strutturale
attraverso una serie di prescrizioni di dettaglio che i paesi assistiti devono
"implementare" per legge: l'abolizione dei minimi salariali;
l'abolizione dei sussidi per il cibo; l'abolizione dei programmi di riduzione
del costo degli affitti per le abitazioni; la riduzione degli standard di
sicurezza sul lavoro e degli standard ambientali; l'obbligo di appaltare i
pubblici servizi al settore privato (trasporti, istruzione, sanità, pensioni).
Naturalmente, un tale assalto alla sovranità politica e giuridica degli Stati
membri non sarebbe stato possibile senza il radicale processo globale di
"depoliticizzazione" del diritto, coinciso con la fine della guerra fredda.
Infatti, per tutto il periodo compreso fra Yalta e la caduta del Muro di
Berlino, l'intervento politico e giuridico da parte della Banca e del Fondo era
tabù proprio per non creare squilibri fra i blocchi (ed è a tutt'oggi
espressamente vietato dall' articolo IV, sezione 10 dell'" Accordo
istitutivo" della Ibrd: political activity prohibited). Soltanto sul
finire degli anni Ottanta, e poi con aggressività crescente fino ad oggi, la
Banca e Fondo sono divenuti attori giuridici (e quindi politici) della
globalizzazione. La Banca mondiale (ed il Fondo monetario internazionale per le
semiperiferie già svilupate come l'Italia) non soltanto vincola
contrattualmente gli Stati agli aggiustamenti strutturali ma sponsorizza studi,
congressi, progetti, centri di ricerca, partecipando così alla produzione
dell'ideologia oggi dominante. Si "naturalizza", cioè, l'abdicazione
della sovranità politica da parte dei paesi indebitati al fine ostentato della
ristrutturazione dell' economia e a quello reale del suo saccheggio da parte
delle onnipotenti corporations. Come ben sa chiunque non voglia nascondere la
testa nella sabbia, le ricette neoliberiste così elaborate e applicate, ed in
particolare le privatizzazioni, hanno prodotto e stanno producendo ovunque
(anche nella semiperiferia italiana) disastri sociali terribili, colpendo
spietatamente i più deboli e producendo la conseguente crescita di apparati
repressivi, a loro volta spesso privatizzati, per soffocare ogni anelito di
rivolta e ogni tentativo di emancipazione. A fronte della protesta dilagante un
po' ovunque nei confronti dell' aggiustamento strutturale, la Banca Mondiale ha
riproposto la vecchia, mai sopita e ben sperimentata ideologia dello sviluppo,
arricchendo il termine della locuzione sustainable o equitable. I "Piani
di aggiustamento strutturale" sono cosìdiventati, successivamene alle
proteste di Seattle, Comprehensive Development Frameworks. Non è tuttavia
minimamente mutata la visione semplicistica di un progresso unilineare,
necessario, fondato su una giuridicità tecnocratica, il cui impatto è
misurabile in termini di crescita del prodotto interno lordo. Nei contesti
subalterni l'ideologia dello sviluppo, che tanto sembra contagiare i discorsi
dei nostri acclamati tecnocrati (è dei giorni scorsi la perorazione a favore di
un rilancio delle privatizzazione declamata da Mario Draghi in nome dello
sviluppo) e convincere la più gran parte della nostra accademia provinciale e
carrierista, comincia ad essere squarciata dai primi sintomi di una rinnovata
presa di coscienza globale. Nelle parole dello studioso africano Vincent
Tucker: "Lo sviluppo è un processo attraverso il quale altri popoli sono
dominati ed i loro destini sono tracciati secondo una percezione del mondo che
è essenzialmente occidentale. Il discorso sullo sviluppo è parte di un progetto
imperiale tramite il quale le persone sono dominate e mercificate. Si tratta di
parte essenziale di un processo attraverso cui i paesi "sviluppati"
gestiscono, controllano e perfino creano il Terzo mondo, economicamente, politicamente,
sociologicamente e culturalmente. è un progetto attraverso cui le vite di certe
persone, i loro piani, le loro speranze e la loro immaginazione sono modellati
da altri che frequentemente non ne condividono lo stile di vita, le speranze ed
i valori. La reale natura di questo processo è celata da una ideologia che
presenta lo sviluppo come qualcosa di desiderabile, un destino umano
necessario". Un mostro senza controllo Come Frankestein che sfugge dal
controllo del suo inventore, la retorica dello sviluppo non aliena oggi
soltanto i paesi "sottosviluppati" ma anche noi stessi. Trasformato
in un fedele ideologo della logica predatoria della privatizzazione, e quindi
poderosamente sponsorizzato dai poteri forti e dai loro lacché politici e
mediatici, lo sviluppo è oggi una mera propaganda. In nome suo trionfano
l'hubris della Torre di Babele, un delirio di onnipotenza, un trionfo della
quantità sulla qualità, una psicosi per cui il risparmio di mezz'ora su una
tratta ferroviaria giustifica ogni scempio ambientale. La retorica dello
sviluppo ci trascina, accecati, in una corsa in cui la soddisfazione di
brevissimo periodo del privato che trionfa nella competizione per la
dissipazione delle risorse naturali non viene vista come portatrice di
distruzione e spreco ma come una crescita desiderabile, necessaria, infinita.
Occorre allora un programma capace di recuperare il pubblico, la sovranità
politica, la messa in comune di speranze e risorse, la qualità della vita
rispetto alla quantità economica della ricchezza materiale. (Un primo tentativo
si trova in www.nuvole.it). Se non riusciremo tutti insieme a crearlo, e
continueremo a vivere rassicurati dalle formule astratte ripetute dai
riformisti più in voga, ci sveglieremo assai presto realizzando che nel sottosviluppo
ci siamo sprofondati noi oggi e qui.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-03-04 num: - pag: 4
categoria: BREVI Supermanager Oggi pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso
per la nomina a direttore per le 8 macro aree di coordinamento della burocrazia.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - SALERNO - sezione: SALERNO - data: 2008-03-04 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Nel 2007 Tutela del lavoro, 4.370 multe Il Comitato
paritetico territoriale di Salerno, al convegno sulla tutela della salute dei
lavoratori, presenta i dati 2007: 327 cantieri controllati e 4370 infrazioni
riscontrate, di cui 623 sui dispositivi di protezione individuale e 909 su
ponti e ponteggi. Per infrazioni Salerno è al terzo
posto(22%) dopo Caserta (24%) e Napoli(39%). Presenti il rettore Pasquino e
Raffaele Pascale presidente del Cpt. Antonio Lombardi presidente Ance, ha
sottolineato la complessità normativa oltre alla "burocrazia atavica e farraginosa".
(S. M.).
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-03-04 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE L'incontro Il giornalista del "manifesto" al
dibattito che inaugura il cineforum in lingua originale Parlato: Napoli e
l'onda lunga del Sessantotto di ANTONIO FIORE Si apre stasera alle 19 al cinema
Astra in via Mezzocannone a Napoli il cineforum in lingua originale "Il
linguaggio femminile del cinema " organizzato dal Centro linguistico di
ateneo della Federico II. Per il primo titolo della rassegna - "Across the
Universe" di Julie Taymor, che riattraversa con la sensibilità di oggi le
atmosfere delle canzoni beatlesiane - è prevista una discussione sul movimento
del Sessantotto cui parteciperanno Simona Marino, Giuseppe Caruso, Gianfranco
Borrelli e il giornalista e co-fondatore del "manifesto" Valentino
Parlato. Siamo in piena celebrazione: è il quarantennale dell'anno che doveva
cambiare il mondo, Parlato. è scattato anche per lei l'effetto nostalgia?
"Niente affatto. Però trovo che sia importante - e noi del manifesto
abbiamo fatto qualche cosa in questo senso - che si riconsideri che cosa è
stato il Sessantotto soprattutto in relazione a come stiamo adesso". E
come stiamo adesso? "Siamo in una melassa. Allora, invece, nasceva pur con
tutte le sue contraddizioni un movimento in cui c'erano lavoratori, donne,
giovani, che per la prima volta si ponevano al centro della scena, come motore
di cambiamento della società ". Anche il "Corriere del
Mezzogiorno" ha fatto qualcosa per ricordare quella stagione. In
un'intervista di un paio di settimane fa con uno dei protagonisti delle
proteste studentesche di allora, Gianfranco Borrelli sosteneva che i migliori
tra i sessantottini non entrarono mai nella vita politica cittadina, lasciando il posto alle burocrazie di partito. Condivide questa
analisi? "Non ho conosciuto a fondo la situazione napoletana, però ricordo
alcune figure attivissime sulla scena locale come Mario Catalano e Attilio
Wanderlingh. E Napoli fu comunque un centro importante di quella stagione anche
perché era napoletano uno dei fondatori del manifesto, Massimo Caprara,
anche se poi si staccò presto dal gruppo. E lo spirito del Sessantotto - quello
che portò alla ribalta figure nazionali come la Rossanda, Natoli, Pintor - a
Napoli deve essere rimasto vivo assai a lungo..." Che cosa glielo fa dire?
"So che ad affermarlo oggi, proprio mentre la figura di Antonio Bassolino
rischia di essere travolta dalle conseguenze politiche dell'emergenza rifiuti,
possa sembrare strano. Eppure senza il movimento del Sessantotto e quella sua
capacità di mobilitarsi intorno a obiettivi socialmente rilevanti, senza
l'''onda lunga'' giunta fino a noi credo che il travolgente successo del primo
Bassolino non ci sarebbe stato. O, comunque, non avrebbe avuto le dimensioni
riscontrate alle elezioni". Eppure Bassolino non era in quegli anni un
esponente del movimento. Stava nel Pci con Ingrao. E lì rimase dopo la
traumatica radiazione dal partito di quelli del "manifesto".
"Sì, ma in qualche modo, da ingraiano, pur non staccandosi dal partito
rimase vicino a noi. E questo gli tornò a favore nella famosa stagione dei
sindaci: se Bassolino fosse stato semplicemente ''promosso'' nel modo
burocratico dei vecchi quadri del Pci, non so se ce l'avrebbe fatta
davvero". E oggi lei torna in una Napoli profondamente mutata, dove alla
speranza del cambiamento si è sostituita una cupa rassegnazione. Proverà a
parlarne con quale amico napoletano d'un tempo? "Non credo, non è che
conosca più tante persone, a Napoli. Avere una vita lunga non sempre è una
fortuna". Dal Sessantotto al duemilaotto, che cosa è cambiato davvero?
"Il Sessantotto ha segnato una crescita - che resta - della civiltà
borghese. è stata una rivoluzione che ha prodotto i suoi effetti positivi
soprattutto sulla borghesia, emancipandola da vecchi modelli ". Valentino
Parlato. Sotto la locandina.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-03-04 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Nomine La Regione dà vita ad un valzer di nomine.
L'ufficialità forse già nel corso di questa settimana Castorani alle risorse
idriche. E Dattoli al Policlinico di Bari BARI - Giro di poltrone in vista nel
sottogoverno regionale. La novità principale riguarderà nei prossimi giorni,
forse nel corso di questa stessa settimana, il cambio del manager del
Policlinico di Bari. Il professor Antonio Castorani, ex rettore del Politecnico
e attuale direttore generale dell'azienda ospedaliera-universitaria, lascerà
presto l'incarico. Non lo farebbe per tornare alla docenza universitaria. Ma
per assumere un'altra responsabilità, non meno delicata di quella che
attualmente ricopre. Castorani diventerà consulente tecnico della Regione
(l'esatta denominazione dovrà essere definita) nella gestione della crisi
idrica. In questo senso, andrebbe a svolgere un ruolo più aderente alle proprie
competenze professionali. Castorani è ingegnere e prima di insediarsi al
Policlinico aveva svolto il ruolo di segretario generale dell'Autorità di
bacino. Oggi pomeriggio l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Onofrio
Introna, sarà a Roma per una riunione tra le Regioni alle prese con la crisi
idrica e i vertici nazionali della Protezione civile. Il capo dipartimento
Guido Bertolaso non ci sarà, per un impegno fuori Italia, ma saranno presenti i
suoi sostituti. Probabilmente si tratterà di una riunione ricognitiva: servirà
a fare il punto della situazione e programmare le prime linee operative per
affrontare l'emergenza. Nei giorni scorsi, Bertolaso è stato a Bari per
incontrare il governatore Nichi Vendola. Sarà stata l'occasione per discutere
del ruolo da affidare a Castorani. Il ruolo di manager generale, al
Policlinico, sarà assunto quasi certamente dall'attuale direttore sanitario
Vitangelo Dattoli. Medico, 50enne, aveva guidato la direzione sanitaria della
Asl di Maglie fino al 2005 e degli Ospedali Riuniti di Foggia prima di passare
a Bari. Non sarà l'unica nomina da parte della giunta regionale. Sempre nei
prossimi giorni saranno indicati i direttori generali delle Asl che hanno
subìto il processo di accorpamento: Bari, Lecce e Foggia. Nessuno problema da
parte dell'esecutivo (così pare di capire dai rumors di queste ore) nel
confermare i commissari straordinari Lea Cosentino a Bari e Rodolfo Rollo a
Lecce. Qualche malumore emerge per la gestione foggiana. La vicenda degli
incarichi deliberati alla vigilia di Natale e la conseguente denuncia del
capogruppo di Rifondazione che contribuì a bloccarle deve aver lasciato il
segno. Non è detto, tuttavia, che il manager Donato Troiano non riesca a
confermarsi nel ruolo. A proposito di nomine, oggi sarà
pubblicato sul Bollettino ufficiale l'avviso pubblico per la nomina a Direttore
per le otto macro aree di coordinamento in cui è stata accorpata la burocrazia regionale. Gli avvisi
scadranno il 19 marzo. Dopo toccherà alla giunta individuare gli otto top
manager. F. Str. Antonio Castorani lascia il Policlinico per un altro incarico.
( da "Messaggero, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Uttività:
-1,4%, contro l'aumento del 7% di Francia e Germania e di quasi il 13% di Regno
Unito e Stati Uniti. Ritardi, ostacoli, inefficienze e carenze varie - dalla
ricerca alla burocrazia, dalle infrastrutture alla
giustizia - danneggiano la competitività.
( da "Milano Finanza (MF)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MF Il decalogo del
premier Montezemolo Il presidente di confindustria illustra in dieci punti le
richieste degli industriali ai partiti. Senza governabilità non si va avanti,
mentre la non crescita ci è costata 225 miliardi. Due anni e mezzo per mettere
a posto i conti dello Stato e ridurre le tasse. E va reintrodotto il nucleare
Alla fine non si è candidato, ma il programma delle cose da fare Luca Cordero
di Montezemolo ce l'ha ben chiaro in testa. E lo ha illustrato ieri, raccolto
in dieci punti, dalla sede dell'Assolombarda a Milano: un decalogo per la
crescita, un programma "né di destra né di sinistra ma per la
crescita" che l'associazione degli industriali presenta agli schieramenti
politici, dalla governabilità al risanamento di costi pubblici, alla riduzione
delle imposte per le imprese e i lavoratori, passando per i
contratti e la produttività, minore burocrazia e più efficiente ("una riforma da fare a costo zero"),
miglioramento delle fonti energetiche anche con il ritorno al nucleare, nuove
infrastrutture sia al Nord sia nel Mezzogiorno, e investimenti nell'istruzione
e aiuti all'università e alla ricerca. Il presidente uscente
Montezemolo, che tra poco tempo lascerà il timone a Emma Marcegaglia, si sforza
di mantenere dritta la barra di una Confindustria "dentro la politica ma
fuori dai partiti, di fronte all'evidenza di due esponenti non marginali come
Matteo Colaninno e Massimo Calearo, capilista del Pd veltroniano. Il numero uno
di viale dell'Astronomia non giudica i programmi elettorali dei partiti
"ma dà atto che sia il Pd sia il Pdl, sia l'area di centro sono attenti
alle esigenze dell'impresa nei loro programmi". Tuttavia dalle parole
bisogna passare ai fatti: "è indispensabile ricominciare a crescere a
ritmi almeno europei: se dal 1992 fossimo cresciuti agli stessi ritmi della
media europea, oggi il nostro pil sarebbe superiore di oltre 225 miliardi. Il
costo della non crescita è impressionante".Per muoversi bene servono
regole nuove: dunque come primo punto servono una riforma elettorale e una
grande rielaborazione della seconda parte della Costituzione sulle istituzioni:
"Il problema numero uno del nostro paese sta nella sua governabilità,
nella sua capacità di decidere, precondizioni indispensabili per la crescita.
Dopo l'ingresso dell'euro questo paese non è stato più governato nelle scelte
di fondo. Io sono molto preoccupato perché con questo sistema elettorale non
credo ci siano le condizioni, per chi vince le elezioni, di
governare".Solo con un mandato forte e strumenti validi per intervenire,
si potrà affrontare il problema più importante: il risanamento dei conti
pubblici, da realizzare entro due anni e mezzo. Vanno anticipati al 2010 il
pareggio del bilancio e la riduzione del debito pubblico sotto il 100% del pil,
portato l'avanzo primario al 5% del Pil dall'attuale dal 3,1%, elevata dal 2,5%
al 3,5% del pil la spesa per investimenti e ridotta dal 39,6% al 37% del pil la
spesa corrente primaria: "Non è una passeggiata ma il nuovo miracolo
economico è possibile solo con impegno, sacrifici, riforme coraggiose", e
dunque è da escludere che si possa fare "senza decisivi, drastici e
impopolari tagli strutturali alla spesa pubblica. Non ci sono soluzioni senza
costi o con costi solo a carico di altri". Ma il risanamento potrà portare
con sé anche il taglio graduale "della pressione fiscale complessiva,
iniziando a portarla dal 43,3% del 2007 al 42% del 2010" riducendo di 5
punti il cuneo fiscale intervenendo a vari livelli, specie sull'Irap. Bene la
lotta all'evasione: "va condotta in modo efficace ed efficiente, senza
inutile accanimento verso quei contribuenti onesti, cittadini e imprese",
che pagano "molte tasse". Su lavoro, salari e produttività (punti
esposti dal vicepresidente Alberto Bombassei) la ricetta è chiara:
"Vogliamo pagare di più chi lavora di più. Va detassato, a favore dei
lavoratori, il lavoro straordinario". Il costo eccessivo dell'energia
(+30% rispetto alla media europea) va risolto invece con un piano nazionale di
efficienza energetica, con i rigassificatori, un mix nell'uso delle risorse con
un maggiore utilizzo del carbone e poi anche con la realizzazione di impianti
nucleari di nuova generazione anche in Italia. Per il Mezzogiorno e le
infrastrutture invece servono interventi pesanti su alcune opere fondamentali
come la Torino-Lione e il corridoio 5, il terzo valico di Genova, il Brennero,
l'alta velocità Napoli-Bari, l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, la statale
Ionica, la Pedemontana, la Bre-Be-Mi, la Ferrovia Palermo-Messina-Catania.
(riproduzione riservata) MF - Denaro & Politica Numero 045, pag.
6 del 4/3/2008 Autore: Fabrizio Massaro.
( da "Nuova Ferrara, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
UNA FINE TRISTISSIMA
Avevo una zia buona come il pane Scrivo perchè ho l'amaro in bocca, e una
voglia di gridare al mondo, e alla gente che non sa, certe cose. Io avevo una
zia, avevo, perchè si è spenta, 30 giorni fa. Era una persona speciale, ma
veramente non per modo di dire, era una suora di casa, era sola e quando si
ammalò la cosa migliore fu di metterla in una struttura nella provincia di
Bologna e devo dire con una retta molto alta, e che se qualcuno non ha un
soldino da parte non ne paga neanche un quarto con la sua pensioncina, ma
l'importante era fosse assistita e curata. Avevo cominciato a prendermi cura di
lei, non volevo abbandonarla, era troppo buona, e avevo deciso di portarla vicino a me ma per vari motivi di soldi e di burocrazia non ce l'ho fatta. Purtroppo
si ammalò e i suoi problemi di salute, aumentarono tanto che la struttura la
ricoverò in un ospedale sempre in provincia di Bologna. Certo il suo piccolo e
fragile corpicino di bimba non l'aiutarono molto e fu così che mi trovai in un
mondo che non credevo esistesse a non più di
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
I trent'anni
dell'azienda di Vignola sotto il segno dell'innovazione Dal 1976 Tecnoelettra
Impianti srl, con sede a Vignola, rappresenta un importante punto di
riferimento per l'automazione elettrica ed elettronica industriale ad alto
livello. L'elevato grado di ingegnerizzazione che caratterizza tutte le
applicazioni di automazione è il vero plusvalore aziendale che le ha permesso
di guadagnarsi l'apprezzamento della clientela. E' però il settore MotorSport
quello in cui l'azienda esprime le sue massime performance. L'intensa passione
per i motori del presidente Leo Cantergiani ha spinto la Tecnoelettra,
all'inizio degli anni '80, verso una nuova attività: applicare cablaggi ed
elettronica in campo motoristico d'alto livello. Così le vetture di Formula
Uno, rally, Gt, endurance e moto da Gran Premio o Superbike hanno cominciato a
essere equipaggiate con le attrezzature fabbricate a Vignola. Oggi l'azienda
rappresenta un'importante realtà conosciuta in Italia e nel mondo nel settore
corse, con equipaggiamenti da tempo presenti sui principali team che
partecipano ai campionati mondiali. Ha prodotto di tutto per il settore
MotorSport: dai cablaggi flessibili per le prime iniezioni elettroniche della
F1, ai recenti cablaggi High Tech inglobati in box di materiale composito, sino
alle apparecchiature utilizzate a bordo pista e in laboratorio. Offrire al
cliente articoli col miglior rapporto qualità/prestazioni/prezzo è la 'mission
aziendale'. Tecnoelettra è in grado di garantire l'ottimale progettazione del
prodotto, l'utilizzo di materie prime di qualità e l'impiego di avanzate
tecnologie produttive. "Per garantire questo - sottolinea Cantergiani -
abbiamo acquistato e talvolta costruito internamente sofisticate
apparecchiature in grado di realizzare un prodotto perfetto, controllato e
collaudato al 100%. Produzione e conformità sono di continuo monitorati dallo
staff di assicurazione qualità". L'ultimo fatturato dell'azienda, che
opera principalmente nel mercato nazionale con qualche incursione anche in Oriente,
ha raggiunto cifre che non passano inosservate: 3,6 milioni di euro. Di certo,
la forza propulsiva dello staff composto da 35 persone è la volontà comune di
dare sempre il meglio. Proprio come in una gara di F1. E scontrandosi giorno
dopo giorno con le difficoltà che un'attività di questo tipo comporta.
"Era il 1983 - Ricorda Catergiani - quando incontrai per la prima volta un
ingegnere famoso per aver creato tante Ferrari. In dialetto disse, a me e a un
collaboratore: 'Lo sapete quanto ci costa il noleggio giornaliero di un
circuito per una sessione di test? Avete pensato se un vostro cavo si spezza?'
Il timore di sbagliare è stato, ed è ancora, grande. Per non parlare poi delle difficoltà che impediscono alle piccole aziende di contrastare la
concorrenza globale: costo del lavoro, tassazione, burocrazia, regolamentazioni, sicurezza in generale e sul lavoro,
infrastrutture, senza le quali non si può fare innovazione". Impegno,
dinamismo, disponibilità, competenza, e serietà sono gli elementi che hanno
permesso a Tecnoelettra di arrivare con successo fino ad oggi. E di
puntare, per il futuro, al settore aerospaziale. (simone lazzaretti).
( da "Citta' di Salerno, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sicurezza sul lavoro
"Numeri allarmanti" IL CONVEGNO Lombardi critico "Troppe
normative" " Una giornata di studio per fare il punto sulla tutela
della salute dei lavoratori e spingere in modo propositivo il processo di
adozione del testo unico sulla sicurezza del lavoro dopo la legge 123 del 2007.
Prima di dare il via ai lavori il presidente del Cpt Salerno, Raffaele Pascale,
ha voluto ricordare con un minuto di silenzio l'ultimo lavoratore morto sul
lavoro a Genova. La tavola rotonda, moderata da Raimondo Pasquino, rettore
dell'Universitá di Salerno, ha visto l'intervento di Antonio Lombardi,
presidente dell'Ance. "Quello in esame oggi è un tema scottante ed i numeri
rendono l'idea di quanto lo sia, ogni anno un milione di lavoratori subisce
incidenti sul posto di lavoro, afferma il presidente dei costruttori edili
salernitani. Come costruttori abbiamo iniziato un percorso di formazione e
prevenzione con i sindacati ma occorre anche l'impegno della politica. La nostra burocrazie è atavica, sono 140 le leggi che un
imprenditore deve rispettare senza considerare circolari e provvedimenti che
fanno salire il numero a 278". " Il sottosegretario alla Salute
Giampaolo Patta, ha indicato i passi fatti finora nella direzione del testo
unico. "Ci siamo mossi sul piano legislativo, per riordinare ed
innovare il quadro normativo in materia di sicurezza; abbiamo fatto un patto
con le Regioni che hanno il compito di coordinare tutte le realtá ispettive del
proprio territorio, prevedendo 250.000 ispezioni annue. Se le Regioni non
operano è previsto l'intervento della Stato con poteri sostitutivi".
Rivisto anche l'apparato sanzionatorio. "Si va da 240.000 euro fino ad un
milione di euro con le proteste degli imprenditori che lamentano sanzioni
troppo elevate". Il sottosegretario ha denunciato la mancata applicazione
della 123 anche in grosse realtá lavorative. Dopo oltre 30 anni si fa più
concreta l'adozione di un testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Assunta
Coccaro.
( da "Corriere delle Alpi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA VENEZIA-MONACO
NEL PROGRAMMA La Lega viaggia verso nord Ritorna l'urgenza di un collegamento
per la provincia BELLUNO. La Lega vuol ridare voce al progetto della
Venezia-Monaco, l'autostrada che negli anni '70 fu sbandierata come ipotesi
ottimale di collegamento della provincia con l'Europa centrale. L'idea è
ricomparsa domenica nel programma che il Carroccio ha votato al Parlamento del
nord a Vicenza. Un programma che verrà sottoposto alla valutazione e alla firma
degli alleati del Popolo della Libertà. Accanto al federalismo fiscale, alle iniziative per la sicurezza e la legalità e per la riduzione
del peso della burocrazia,
la Lega domenica ha elencato una serie di interventi infrastrutturali per la
Padania. La Pedemontana veneta era una priorità annunciata, la Venezia-Monaco,
invece, "è stata inserita in seguito a uno specifico emendamento", ha
spiegato il consigliere regionale Gianpaolo Bottacin. In verità, il
programma della Lega sottolinea, per la nostra provincia, l'esigenza generale
di un collegamento verso nord, "indispensabile per il rilancio turistico
ed economico dell'area", ha detto Bottacin, "Se questo collegamento
dovrà essere realizzato con la Venezia-Monaco o secondo altre direttrici e,
ancora prima, se dovrà essere stradale e/o su binari sono punti da
valutare". La soluzione ferroviaria, peraltro, potrebbe "essere presa
più facilmente in considerazione", ha aggiunto Bottacin, "se
agganciabile a un percorso Tav in stato avanzato di realizzazione. Di certo, i
ritardi nell'apertura della sezione italiana del corridoio 5 stanno orientando
l'Austria verso collegamenti con il Nord".
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Sa Segada,
un'attesa di 15 anni e ora si aggiunge il veto del Ppr L'infinita
odissea delle 27 villette a schiera della Cooperativa, un progetto arenato
nella burocrazia Molti soci
ormai si sono rassegnati e hanno trovato casa a Olmedo GIANNI OLANDI ALGHERO.
Quando venne presentata la Cooperativa edilizia per realizzare un intervento
abitativo a Sa Segada era ancora sindaco Carlo Sechi e si era all'inizio del
suo mandato. Sono trascorse tre legislature (Sechi, Baldino e la prima
di Tedde) ed è cominciata la quarta, ma nessuno dei soci della Coop ha ancora
avuto la casa. Oltre 15 anni di attesa che sembra avere mai fine. Diversi soci
hanno mollato, qualcuno è passato a miglior vita, altri hanno cercato e trovato
casa a Olmedo e in diversi hanno trovato sistemazioni diverse. Ora sembrava che
dopo ripetuti incontri in sede regionale, assessorato all'urbanistica, l'intero
iter fosse avviato verso la fase operativa, l'acquisto del terreno la
lottizzazione e quindi i progetti definitivi. L'intervento prevede la
realizzazione di 27 villette a schiera nella borgata di Sa Segada ma si è
appreso che l'area sarebbe vincolata dal piano territoriale paesaggistico, Sa
Segada si è di fatto scoperta in riva al mare pur essendo distante circa
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sale la tensione
dopo lo sfratto dal molo Renaredda I diportisti manifestano davanti al
municipio PORTO TORRES. Nuova manifestazione dei diportisti che ieri si sono
presentati davanti al palazzo municipale per chiedere un incontro con gli
amministratori e per protestare contro quanto accaduto domenica quando gli
uomini della capitaneria di porto hanno rimosso alcuni striscioni appesi lungo
la banchina della "Renaredda". Striscioni, hanno puntualizzato i
diportisti, che non erano offensivi ma che chiedevano alla capitaneria
attenzione anche per il loro problema. L'iniziativa fa seguito all'incontro con
l'assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni, nel corso del quale
sono stati affrontati i diversi problemi dell'area portuale, ma che ha solo
"sfiorato" la situazione che si è creata ai moli
"Renaredda" e "Pala" dove sono ormeggiate una novantina di
imbarcazioni da diporto che dovranno essere spostate per consentire l'avvio dei
lavori per la costruzione del nuovo porto turistico. Ieri mattina una
delegazione di diportisti è stata ricevuta dall'assessore alla Portualità
Giacomo Rum al quale è stato (ri)prospettato il problema. Problema che sarà
affrontato giovedì nel corso di un incontro fra l'amministrazione comunale e la
capitaneria di porto. Diverse le ipotesi sulle quali dovranno discutere comune
e capitaneria secondo le quali i diportisti (quasi tutti) dovrebbero essere
ospitati in un pontile galleggiante provvisorio e, in parte, nella darsena
della piccola pesca. Nel dibattito si inserisce il presidente del consiglio
comunale Angelo Acaccia che rivendica alla politica il diritto-dovere di
intervenire per risolvere i problemi dei cittadini anche quando le competenze
sono di altri enti istituzionali. "L'area portuale di Porto Torres è
vastissima ed esistono le alternative al trasloco forzati a terra dei
diportisti - sostiene Acaccia -. Soluzioni che vanno concordate con gli enti
pubblici e privati che governano il porto. Una potrebbe
essere quella di spostare i diportisti al pontile solidi del petrolchimico,
praticamente inutilizzato, oppure ospitarli di fronte agli ex Cantieri del
Tirreno. Gli spazi esistono, si tratta solo di far decidere alla politica e non
solo alla burocrazia".
( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Genova
Il vertice I responsabili dei controlli: "Finora solo la Compagnia Unica
ci ha messo nelle condizioni di lavorare" In prefettura l'accusa del
sindacato "Nei terminal sicurezza a rischio" Torzetti (Cisl):
"L'unico modo per avere una rete di controlli efficace è il nuovo
sistema" NADIA CAMPINI "VENERDI' è morto Fabrizio e domenica mattina
in un terminal c'era già un portuale che lavorava in un terminale dentro una
gabbia sollevata da una gru Gottwald, che non è omologata per il trasporto di
persone. Ecco come funzionano le cose in porto". Davide Traverso è uno
degli otto rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che sono stati
nominati in seguito al protocollo d'intesa firmato l'anno scorso e ieri mattina
ha consegnato al Prefetto le foto scattate domenica in porto. Anna Maria
Cancellieri ha iniziato dai sindacati il giro di consultazioni con tutti i
firmatari dell'intesa, giovedì pomeriggio riunirà tutti insieme intorno ad un
tavolo con il sottosegretario alla salute Paolo Patta, che arriverà a Genova
per capire che cosa non ha funzionato nella strategia della prevenzione in
porto. "Ho deciso di fare prima incontri separati - spiega il Prefetto -
per farmi un'idea precisa della situazione. Ci sono parti di quel protocollo
che non sono state attuate, e dobbiamo capire come andare avanti". Il protocollo
firmato stabiliva essenzialmente due cose, la nomina di otto Rls e la
costituzione del Soi, il Sistema operativo integrato per mettere in rete le
competenze di Autorità Portuale, Asl e ispettori del lavoro in materia di
prevenzione. I sindacati hanno nominato gli otto rls, quattro della Culmv e
quattro dei terminalisti, ma il Soi non c'è ancora. "E la verità è che
solo la Compagnia finora ci ha messo in condizione di lavorare - dice ancora
Traverso - fornendoci un'auto, un telefonino e l'abbigliamento idoneo, ma
soprattutto permettendoci di girare sui luoghi dove lavora la Culmv, gli altri
terminalisti invece non si sono ancora mossi". Al Prefetto i sindacati
hanno chiesto essenzialmente questo: intervenire perché il protocollo venga
attuato al più presto in tutte le sue parti. "Essenziale è la costituzione
del Soi - dice Ettore Torzetti, della segreteria Fit-Cisl - perché è l'unico
modo per avere una rete di controlli efficace". "Da tempo chiediamo
di attuare il protocollo - spiega Stefano Menconi, della Cgil - abbiamo anche
scritto una lettera all'Asl, ma non ci hanno dato risposte concrete, è tragico
che si debba sempre aspettare il morto perché qualcosa si muova". I
sindacati raccontano anche che paradossalmente la nave sulla quale è morto
Cannonero era considerata, "un buon lavoro", una di quelle dove non
ci sono grossi problemi, perché in porto si trova molto di peggio. Ma ieri
mattina sul tavolo d'accusa c'era soprattutto la mancata attuazione del
protocollo d'intesa. "Chiediamo di sapere che cosa non
ha funzionato - dice Bruno Giubellini della Uiltrasporti - chiediamo di non
essere schiavi della burocrazia quando c'è di mezzo la sicurezza e che vangano abolite tutte le
posizioni di comodo assunte da alcuni soggetti. La parola chiave è assunzione
di responsabilità".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Dissesti
idrogeologici a Faidona e Campone Protezione civile pronta a intervenire
TRAMONTI DI SOTTO. La protezione civile regionale metterà presto mano ad alcuni
corsi d'acqua di Faidona e Tamarat di Campone, nel cuore della Val Tramontina.
Lo ha annunciato il sindaco di Tramonti di Sotto, Arturo Cappello, a margine
della discussione in consiglio del bilancio municipale. Gli uffici di
coordinamento di Palmanova hanno deciso di gestire in piena autonomia
l'operazione, disponendo i relativi cantieri e pagando alla ditta appaltatrice
l'importo finale. In questo senso, il municipio non avrà alcun onere da
affrontare, neppure quelli di mera burocrazia.
"E' una bella notizia, soprattutto perché spetta all'amministrazione
comunale segnalare alla Regione i casi di frane e di dissesto idrogeologico più
gravi presenti sul territorio - ha spiegato in proposito Cappello, ricordando
l'estrema friabilità del suolo in alcune zone di Faidona e, in particolare, a
Campone -. La bonifica dei vari corsi d'acqua che saranno interessati ai lavori
era stata richiesta dal Comune qualche mese fa. La situazione appariva
peggiorata dopo le alluvioni del 2002 e del 2004 che hanno intasato
ulteriormente di ghiaia i letti dei torrenti e hanno compromesso la stabilità
delle sponde. In proposito mi sento in dovere di ringraziare il vicegovernatore
del Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton, per la sensibilità dimostrata
nei confronti dei problemi della nostra valle. Senza il contributo della
Protezione civile, non potremmo far fronte a tutti i fenomeni di degrado
ambientale". (f.fi.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Bonetti
candidato alle regionali con i Cittadini per il presidente MONFALCONE
MONFALCONE. Già consigliere comunale per otto anni, già presidente delle
commissioni consiliari decentramento e cultura, presidente del Centro studi
Progetto Monfalcone, ora Bruno Bonetti, 65enne, monfalconese, imprenditore in
pensione, si è lanciato anche nella politica regionale accettando la
candidatura nelle liste dei Cittadini per il presidente. "Ho accettato
perché il programma dei Cittadini, articolato in otto punti, tra cui costi
della politica, partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, semplificazioni delle norme della burocrazia, salute e famiglia è indicativo di un cambiamento concreto.
Inoltre - spiega -, credo sia importante considerare che Monfalcone e il
Monfalconese rischiano di non avere neanche un rappresentante nella maggioranza
regionale e invece, visti l'hinterland e il peso sociale ed economico che ha
questo territorio, credo che un monfalconese dovrebbe sedere sui banchi
del consiglio regionale". La candidatura di Bonetti è nata in seno al
coordinamento regionale dei Cittadini, di cui lo stesso fa parte: analizzando
la situazione e i problemi di Monfalcone è stato scelto quale uomo del
territorio. Lui, conscio del compito difficile che l'attende considerato che in
zona Pd e Pdl candideranno "pezzi da 90", risponderà cercando innanzi
tutto di riallacciare il contatto con CittàComune, associazione trasformatasi
in lista civica e che nelle elezioni amministrative di due anni fa era riuscita
a raccogliere oltre 1.500 voti, pari al 7,55 dei voti totali. "Serve
riconquistare l'elettorato e riconfermare il risultato".
( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Chi vuole
licenziarsi dovrà passare dal ministero del Lavoro. Misura per fermare gli
abusi Addio firma in bianco, dimissioni sul web Decreto in vigore da domani.
Plauso dai sindacati. Le aziende: aggiunge burocrazia DIEGO LONGHIN TORINO - Chi
vuole licenziarsi senza aspettare troppo ha tempo poche ore per consegnare la
lettera al proprio datore di lavoro. Da domani scattano le nuove regole e il
dipendente che vuole lasciare in maniera definitiva il proprio posto dovrà
rivolgersi al ministero del Lavoro. La classica lettera consegnata
all'ufficio del personale non avrà più valore: se si vuole andare via bisogna
essere autorizzati. Per le associazioni di categoria delle imprese si tratta di
un paradosso, di un sistema che rischia di ingolfare gli uffici e di creare
nuova burocrazia inutile. Secondo i sindacati, invece,
il metodo messo a punto dal governo Prodi tutela gli addetti e soprattutto
combatte il fenomeno delle dimissioni in bianco, delle lettere di licenziamento
fatte firmare al momento dell'assunzione per mandare via il dipendete in
qualsiasi momento. Da domani l'iter per andarsene, inserito in un decreto
studiato dai ministri Cesare Damiano e Luigi Nicolais, sarà più lungo.
Bisognerà infatti iscriversi al sito del ministero del Lavoro, scaricare il
modulo per le dimissioni volontarie, compilarlo ed inviarlo al ministero. Solo
una volta ricevuta la risposta, con tanto di codice alfanumerico, si potrà
andare dal datore di lavoro per comunicargli il licenziamento. Ma non potranno
passare più di due settimane da quando si ha il via libera dal ministero,
altrimenti si dovrà rifare tutta la procedura. "Ad oggi il ministero non
ha ancora emanato nessuna circolare - spiega Raimondo Giglio, responsabile del
servizio sindacale dell'Api (le piccole imprese) di Torino - tutto il sistema
dovrebbe essere gestito in via telematica, ma il rischio è che scoppi il caos.
Così si burocratizza ancora di più il sistema". Per l'Api gli scenari sono
diversi. Il datore di lavoro, infatti, che accetta la lettera non è in regola.
Allo stesso modo il dipendente che crede di essersi dimesso in maniera corretta
e non si presenta più in azienda potrebbe essere licenziato per assenza
ingiustificata. Di parere contrario i sindacati: "è ovvio che il nuovo
metodo andrà rodato - ribatte Franco Trinchero, responsabile del mercato del
lavoro della Cgil di Torino - ma si tratta dell'unico modo per evitare le
lettere in bianco. Le dimissioni vanno certificate. In futuro saranno
convenzionati anche i Comuni, i centri per l'Impiego e i patronati per
velocizzare i tempi".
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grosseto 280MILA
EURO PER AIUTARE GLI ANZIANI Da oggi la burocrazia non sarà più nemica dei non
autosufficienti Progetto realizzato dalla Società della Salute Prevista una
sperimentazione di sei mesi FOLLONICA. Si prospetta una vita più semplice per
gli anziani del territorio. Gli ultrasessantacinquenni in condizioni di bisogno
saranno sollevati dai lunghi e snervanti passaggi burocratici per richiedere
assistenza, dalla difficoltà nel ricercare l'ufficio competente che
sappia rispondere alle loro esigenze, dalle eterne liste di attesa per vedere
prese in considerazione le proprie richieste. Tutto questo sembra essere acqua
passata, grazie al progetto per l'Assistenza delle persone non autosufficienti
realizzato dalla Società della Salute e che vede lavorare in sinergia l'Azienda
Sanitaria ed i Comuni delle Colline Metallifere. Il progetto sperimentale, che
oggi si apre ufficialmente, si articolerà nell'arco di sei mesi innanzitutto
per conoscere e quantificare la realtà degli anziani non autosufficienti, con
la realizzazione di una banca dati, ma anche per offrire un sostegno sanitario
ed economico alle famiglie che presentano al loro interno soggetti non
autosufficienti, valorizzando percorsi di assistenza domiciliare in
collaborazione con le badanti e con le cooperative che gestiscono il servizio
socio-assistenziale. Gli anziani in difficoltà avranno la possibilità di godere
dell'assistenza diurna nelle sedi del Falusi a Follonica e Massa Marittima, per
un totale di 10 posti, mentre 3 posti sollievo sono disponibili al Caravaggio
di Scarlino che prevedono l'assistenza giorno e notte per situazioni temporanee
(da uno a tre mesi) di particolare gravità. Ma come si accede a queste
"opportunità"? Rispondono il presidente Luciano Fedeli e la
direttrice della Società della Salute, Maria Luisa Castagna: "L'iter è
semplice - assicurano - il cittadino ultrasessantacinquenne che versa in gravi
condizioni di salute si rivolgerà ad un Punto Unico di Accesso, uno sportello
aperto al pubblico in alcuni giorni ed orari prestabiliti nei comuni di
Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Scarlino, Monterotondo Marittimo e
Montieri. Gli utenti che si rivolgono a questo sportello (Punto Insieme)
saranno seguiti in modo personalizzato e con la formazione di una graduatoria
potranno usufruire dei posti diurni al Falusi e dei posti sollievo a Scarlino
per i casi di maggiore urgenza". Da questo sportello si diramerà un lavoro
di equipe professionale, da una parte di natura amministrativa per valutare le
richieste e dall'altra di natura socio-sanitaria per la formulazione di un
piano assistenziale personalizzato. Per rispondere in modo ancora più efficace
sul territorio sono stati presi accordi con l'ospedale, secondo i quali si
viene avvertiti delle dimissioni di un paziente con un anticipo di cinque
giorni, in modo che la Società della Salute possa intervenire in soccorso della
persona e non si crei discontinuità fra l'ospedale ed i territorio. Inoltre gli
utenti che saranno indirizzati ai centri diurni saranno agevolati dal servizio
di trasporto convenzionato con la Croce Rossa e la Misericordia che
provvederanno ad accompagnarli la mattina ed a riportarli a casa la sera. Per
gli interventi di assistenza diurna e le azioni di sollievo nelle Rsa sono
stati stanziati 70mila euro, per un fondo complessivo di oltre 280mila euro per
questi primi sei mesi. Il tutto con la sicurezza che la Regione Toscana
investirà ancora in questo progetto in vista di una sua istituzionalizzazione
definitiva. Giulia Pieri.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA
Questo fenomeno avviene in due modi. Uno è quello visibile, per cui un'impresa
chiude qualche reparto qui e lo riapre altrove: questo è il modo che attira
l'attenzione dei più a partire da coloro i cui posti di lavoro vengono così
soppressi. Un altro modo, del tutto invisibile perché non comporta una
soppressione dei posti di lavoro esistenti, è quello per cui chi "vota con
i piedi" sono non le imprese che, esistendo già nel nostro Paese, se ne
vanno altrove ma le imprese che, esistendo altrove, decidono di non venire qui.
Gli investimenti di queste ultime imprese sono noti come "investimenti
diretti esteri" (Ide) e sono da tempo oggetto di studi e di ricerche. Oggi
ha senso parlarne da noi perché gli Ide verso l'Italia sono da tempo in caduta
mentre quelli verso altri Paesi europei sono in ascesa. Perché è così? E'
chiaro che l'alto costo del lavoro, per chi vuole limitarsi a quest'unica variabile,
può giustificare gli Ide delle imprese italiane verso l'estero. Ma che dire
degli Ide esteri verso l'Italia? Perché mai molte imprese multinazionali
preferiscono andare a creare posti di lavoro in Paesi in cui il costo del
lavoro è pari o addirittura più alto che da noi, invece che venire a crearli
qui? Di questo strano fenomeno si parla da tempo e se ne è parlato anche a
Verona in un Forum organizzato da Confindustria sui risultati di una ricerca
che ha coinvolto 60 imprese multinazionali con investimenti anche in Italia. Al
centro della discussione i dati. Il rapporto fra lo stock degli Ide accumulati
in entrata e il Pil è stato nel 2006 del 15,9% in Italia e del 38% nella media
degli altri Paesi europei, mentre le operazioni di Ide in entrata sono state
pari, negli ultimi 5 anni, a
( da "Corriere Adriatico" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Definite
le ultime questioni legate alla burocrazia Il consorzio
obbligatorio e i prezzi da scoprire ANCONA Dopo tanta attesa, anche in città,
partono i lavori nell'area dell'ex Umberto I. Quella che comincia non è la
parte più suggestiva, trattandosi delle demolizioni, ma è pur sempre l'avvio di
una delle operazioni più importanti per la riqualificazione del centro di
Ancona. Nei
giorni scorsi è stato anche costituito il cosiddetto consorzio obbligatorio'
cioè la figura giuridica che si interfaccerà con l'ente pubblico per quello che
riguarda le opere di urbanizzazione e il piano di recupero dell'area. Gran
parte del lavoro burocratico è stato definito per cui ciò che rimane, e non è
poco, è la parte operativa anche se la commercializzazione avverrà a breve. Per
quel che riguarda i costi non c'è ancora una indicazione precisa ma stando alle
dichiarazioni dei rappresentanti del gruppo Santarelli il prezzo finale
dovrebbe essere determinato dalla media dei prezzi di mercato e da quanto di
più viene offerto dal complesso di prossima realizzazione. Certamente il villaggio
che si verrà a creare sarà integrato con la città ma è garantita la privacy.
Un'altra garanzia è data dalla volontà di rispettare la storicità di un'area
centrale a contatto con la parte più affascinante della città. L. F.,.
( da "Arena.it, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quelli che il basket
non finisce mai Sono tanti gli over 35 nei campionati minori Anna
Perlini Inossidabili? Irriducibili? Solo passionali, compromessi dal basket al
quale non riescono ancora a dire di no. Sono gli over 35: giocassero insieme
formerebbero un bel quintetto, perchè aggiungono valore alla squadra dove militano.
A Giampaolo Zamberlan, classe '62, decisivo nella qualificazione dell'Atletico
in poule Promozione di C2, andrebbe la fascia di capitano; per lui sono tutti
dei ragazzini. "In campo metto il loro spirito, ma ora sono fermo per una
contrattura. Certo che se non avessi avuto la passione, avrei già smesso".
Essere arrivati a quest'età ancora integri fisicamente è stato per tutti
determinante, ma c'è sempre l'eccezione. "Mi sono rotto due volte i
legamenti di un ginocchio, una quelli di una caviglia, fortuna che ho una
laurea in scienze motorie e so come gestirmi, anche se i tempi di recupero da
una gara cominciano ad allungarsi - dice Federico Sauro, classe '73, pivot del
Tosoni in C1 - . Il basket mi ha dato uno schema nella vita, altrimenti sarei stato
un farfallone e per quando smetterò, il più tardi possibile, ho già la tessera
di allenatore di B1 maschile e A2 femminile". Se il Cramaro Cologna si
affida a Stefano Giuliani, classe '73, nell'Atletico fanno compagnia a
Zamberlan Giorgio Pedrollo, play classe '69, e Luca Vinco, ala del '72.
"Ho un fisico che mi permette di recuperare in fretta le energie ed
essendo il capitano, tra i più giovani cerco di far sentire una certa
leadership - sottolinea Pedrollo - . La fortuna di noi "attempati" è
che dopo la scuola, non avevamo internet, e il basket ha messo radici
profonde". Le stesse che Luca Vinco cerca di far attecchire al figlio, che
porta spesso in palestra. "Sto bene, gioco e mi tengo in forma,
soprattutto è piacevole far parte di un gruppo, ma è anche bello che continuino
a giocare atleti più vecchi di me". Anche per Luca Righetti, alla soglia
degli "anta", le scarpe non si appendono: "Non vorrei
rammaricarmi più tardi, finché sto bene gioco - dice l'ala della Ferroli - .
Rapportarmi con i ragazzini? Quando si è una squadra, si perdono i propri
connotati". Eterni ragazzini almeno per quello che dice il fisico.
"Mai pensato di smettere, in C2 poi posso tenermi in forma e lavorare
senza difficoltà - assicura Alessandro Perbellini, classe '71, lungo del Golf
Paradiso Peschiera - . Non vorrei avere rimpianti". "Se il fisico
regge, perchè rinunciare alla passione?" si chiede Aleomar Tumelero, il
brasiliano del Bussolengo che, giunto in Italia, si allenò anche con la Müller
di Pippo Faina, fermato dalla burocrazia. "Metto in campo la mia esperienza, i ragazzi sono pronti
ad usarla". È c'è chi non nasconde la propria relazione sentimentale.
"Quando gioco mi sento un ragazzino, ma è sempre più difficile riservare
uno spazio alla passione, soprattutto ora che è nato il piccolo" conclude
Paolo Martari, ala del Valeggio ma soprattutto artefice del progetto Tosoni.
POPOLARE SECONDA La formazione Under 19 della Banca Poplare ha chiuso la prima
fase al secondo posto (sette sconfitte subite su diciotto gare), alle spalle
dell'imbattuta Benetton Treviso, e ora si prepara all'Interregionale.
Avversarie del secondo turno, Basket Pool 2000 Vado Ligure (prima classificata
della Liguria), Whirpool Varese e Bluorobica Bergamo, rispettivamente prima a
terza della Lombardia, Pall. Reggiana e Crabs Rimini, seconda a terza nel
girone emiliano. I primi tre piazzamenti valgono le finali nazionali. La
Popolare può essere la sorpresa: rispetto allo scorso anno ha in meno Benetti
ma conta sulla crescita degli esterni: Simoncelli, Gueye e Gandini e il
tiratore Buzzi. A.P. .
( da "Avvenire" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA 04-03-2008
Montezemolo e le dieci priorità del Paese: "La prima riforma? Garantire
governabilità" DA MILANO DIEGO MOTTA C ome Veltroni, evoca la necessità di
politiche fiscali in cui "bisogna pagare tutti per pagare meno". Come
Berlusconi, anticipa che "sono necessarie grandi scelte, anche impopolari,
che non sono senza costo". Eppure la ricetta di Luca Cordero di
Montezemolo e della sua Confindustria, presentata a Milano nella sede di
Assolombarda, è essenzialmente un'altra e si sintetizza nel titolo che apre il
lavoro messo a punto da viale dell'Astronomia per le prossime Politiche:
"La crescita economica vero bene comune". Sono dieci le priorità e
tra esse la crescita è la vera cartina di tornasole per comprendere la crisi attuale
di un Paese immobile e per progettare un futuro credibile di sviluppo. Ma
l'agenda economica che il Paese dovrà seguire, secondo Montezemolo, non potrà
prescindere da alcune riforme chiare che chiamano in causa il rapporto tra
classe dirigente e cittadini. "Questo è il nostro modo di stare nella
politica rimanendo fuori dai partiti sottolinea Montezemolo Parliamo prima da
cittadini e poi da imprenditori". Però i giudizi sulla campagna elettorale
("di cui noi italiani siamo grandi professionisti" spiega con ironia)
non mancano. "Registro con favore l'attenzione alle imprese, allo sviluppo
e al fisco da parte dei due partiti maggiori e dell'area di centro", che
archiviano la recente "stagione dei 'ricchi piangano' e della 'decrescita
economica'". Quanto alle candidature "eccellenti" di Matteo
Colannino e Massimo Calearo, si tratta di "scelte personali. È comunque
positivo che vadano in Parlamento persone che hanno nel proprio dna la cultura
d'impresa. Mi piacerebbe vedere imprenditori candidati anche nelle fila del
Popolo delle libertà e in altri partiti". Confindustria non darà comunque
indicazioni di voto da qui al 13 aprile, ma fin d'ora si propone di
condizionare l'agenda del Palazzo mettendo all'ordine del giorno "il
problema numero uno dell'Italia: la governabilità. Questo Paese dopo l'ingresso
nell'euro non è mai stato governato" denuncia Montezemolo. Non serve solo
una nuova legge elettorale, ma anche più poteri al premier, a cominciare dalla
proposta e dalla revoca dei ministri, la sfiducia costruttiva, l'abolizione
progressiva delle Province, partendo dalle aree metropolitane. "Puntiamo
ad una vera sussidiarietà: il pubblico, a tutti i livelli, assicuri solo quelle
attività che i privati cittadini non possono fare". Il 2010 sarà invece l'anno-chiave
della prossima legislatura dal punto di vista economico: tra due anni
Confindustria auspica il raggiungimento in anticipo del pareggio di bilancio,
il debito pubblico sotto il 100% del Pil e l'avanzo primario al 5% del Prodotto
interno lordo. Qui arriva il riferimento ai tagli strutturali alla spesa
pubblica, "un autentico Moloch che va ridimensionato e
riqualificato". Quanto alle tasse si va dalla riduzione dell'Ires
all'eliminazione delle addizionali regionali Irap, con la richiesta di un abbassamento
della pressione fiscale dal 43,3% al 42% in tre anni. Avanti anche con la lotta
all'evasione ma "senza inutile accanimento verso i contribuenti
onesti". Le dieci regole si completano poi con il lavoro ("Vogliamo
pagare di più chi lavora di più" è lo slogan) la semplificazione
burocratica ("riforme a costo zero") l'energia e l'ambiente (dai
rigassificatori al nucleare di quarta generazione) e il Mezzogiorno (a partire
dalla lotta al racket). Ma quel che più interessa a Montezemolo è l'impegno
bipartisan su temi come la scuola e la formazione, le infrastrutture e la
ricerca. "Naturalmente la prima di tutte queste riforme, che speriamo venga fatta un giorno dopo la chiusura delle urne, è
anche la più urgente: è la riforma dello Stato". Per Confindustria il vero
bene comune è la crescita Nel mirino spesa pubblica e burocrazia. "Interessati alla politica, non ai partiti Calearo e
Colaninno in lista? Ora speriamo che anche il Pdl candidi degli
imprenditori".
( da "Denaro, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti Turismo
L'emergenza non diventi un alibi Emilio Alfano* --> Una campagna per
rilanciare l'immagine turistica di una città che è in piena crisi rifiuti
sarebbe uno spreco di risorse. Alla Bit di Milano il ministro per i Beni
culturali, Francesco Rutelli, non usa mezzi termini per liquidare la questione
Napoli. Una presa di posizione che è parsa come l'ennesimo schiaffo alla città.
Legittime le proteste del sindaco Iervolino, che parla di una città messa in
quarantena, come quelle degli albergatori e di altri imprenditori del settore,
che non ci stanno a pagare i danni di una campagna di informazione lacunosa,
che fa di tutta un'erba un fascio, mentre tutti sanno che le strade del centro
cittadino sono pulite e che non tutta la Campania soffre della crisi dei
rifiuti. Le affermazioni del ministro Rutelli scaturiscono da una valutazione
oggettiva della realtà del territorio, ma sarebbe delittuoso non mettere in
atto tutte le azioni possibili in grado di consentire a quelle imprese già al
collasso di poter limitare i danni ed arrestare il declino in atto. Proviamo,
però, a superare la contingenza, a ragionare sul fatto che per troppo tempo in
Campania di turismo si è fatto solo un gran parlare e che la nostra regione è
un giacimento di risorse ancora mal utilizzate. Fatta eccezione per alcune
delle più note località turistiche, come Amalfi, Capri, Ischia o Pompei ed
Ercolano, il nostro turismo è fortemente legato alla "stagionalità".
E' un'industria che raggiunge il massimo del fatturato solo in alcuni periodi
dell'anno e per la restante parte vive di rendita. Questo limite è ascrivibile
ad un'offerta ancora ridotta di strutture e soluzioni in grado di conquistare
nuove fette di mercato. Gli alberghi del lungomare di Napoli, per esempio, sono
quanto di meglio si possa proporre ad un visitatore. Ma è ovvio che, proprio in
virtù di questo, le loro porte si aprano solo ad una certa tipologia di
turisti, per lo più stranieri e con l'occhio meno vigile al portafoglio. Ciò
che manca è una rete di strutture meno elitarie, alla portata di visitatori
alla ricerca di soluzioni convenienti. Pensiamo ai giovani, che quando hanno a
disposizione periodi lunghi per le vacanze, scelgono spesso mete estere,
economicamente più competitive rispetto a quelle italiane, mentre se ne
andrebbero volentieri in giro per il nostro Paese durante il resto dell'anno.
Se Napoli riuscisse ad offrire loro adeguate strutture ricettive, meno onerose
ma non per questo meno dotate in termini di servizi, con i suoi musei, i suoi
monumenti, le bellezze naturali, tra le alternative possibili potrebbe
diventare la più appetibile. C'è un dato, poi, che va a conforto di quanto evidenziato.
Mentre a Venezia i turisti soggiornano mediamente 6 giorni, Napoli si ferma ad
una media di 2,5. E in genere, durante questo breve soggiorno, il pacchetto
turistico offerto dai tour operator prevede alcune tappe obbligate: dai siti
archeologi, passando per luoghi di culto come Pompei ad alcune tra le mete più
gettonate della litorale amalfitano e sorrentino. Tempo da dedicare a Napoli ne
resta ben poco, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Poco tempo per gli
acquisti e le visite nei luoghi d'arte della città. Per rilanciare il turismo
della nostra città si potrebbe partire da qui. Contestualmente, però, è
necessario mettere a punto una strategia, quella che fino ad oggi è mancata,
che non ha saputo qualificare altre zone della nostra regione. Alcune con
un'attività turistica già in essere, come l'area flegrea, altre, come il
litorale domitio, lasciate alla mercè di un'immigrazione fuori controllo, di
attività illecite come prostituzione e droga, del degrado edilizio,
dell'inquinamento ambientale; altre infine, come Bagnoli, la cui rinascita
rimane ancora oggi, nonostante gli anni trascorsi, ai blocchi di partenza. In
quella strategia mai messa a punto ci sono tutti i mali di questa terra. Un
terra che ha amministrato male le risorse. Che ha sempre guardato con sospetto
ad una classe imprenditoriale mai avara di idee e di progetti, opponendo veti
ed una pressione fiscale a tratti insostenibile. Che ha
lasciato che la mala burocrazia, la debole infrastrutturazione e la diffusa insicurezza rendessero
questo territorio poco appetibile e competitivo. Per ridare slancio al turismo
napoletano e campano serve una strategia a breve termine, alla cui definizione
devono poter collaborare, ciascuno per la propria parte, le istituzioni
competenti a tutti i livelli, imprenditori ed operatori del settore. Una
cabina di regia permanente che individui obiettivi, strumenti da utilizzare e
che, soprattutto, operi fuori dalla logica dell'emergenza. Dopo aver perso
l'America's cup, in molti hanno invocato la necessità di dirottare su Napoli
uno o più grandi eventi. L'assegnazione del Forum delle culture 2013 sembrava
l'occasione migliore per restituire alla città fiducia ed riaccendere i
riflettori sulla sua vocazione turistica. In attesa che la vicenda del suo declassamento,
di cui è corresponsabile lo stesso ministro Rutelli, si concluda per il meglio,
dobbiamo riflettere sul fatto che se i grandi eventi possono rappresentare
un'occasione privilegiata per attrarre nuove risorse, non hanno quella
sistematicità e ordinarietà di cui invece si ha bisogno se vogliamo trasformare
il turismo in una fonte di ricchezza e di occupazione. Eppure le condizioni per
far diventare regola ciò che è eccezione ci sono tutte. C'è un patrimonio
storico ed ambientale che non ha eguali nel mondo e c'è una classe
imprenditoriale pronta a nuove scommesse, a mettersi in gioco costantemente,
depositaria di un bagaglio di esperienza al quale si fa ancora fatica ad
attingere. Per ora la nostra esigenza impellente è di superare il problema dei rifiuti
e provare a rimettere insieme i cocci. Ma la contingenza non può diventare uno
scudo dietro il quale la politica può nascondere anni di scelte sbagliate e
neppure un alibi per restare a guardare in attesa che "a' nuttata"
passi. *presidente Api Napoli --> del 04-03-2008 num.
( da "Brescia Oggi" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA
GIORNATADELL'IMPRESA. I vertici di Apindustria indicano le
priorità per sostenere il sistema produttivo locale "Ottimizzare per
competere" Bonomi: "Più qualità nei servizi, meno burocrazia per il futuro delle Pmi"
Pasotti rilancia su infrastrutture produttività e formazione dei giovani per il
lavoro Il leader Api: va invertita la tendenza per non essere costretti a dire
goodbye Brescia .
( da "Caltanet" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
> NEWS-->
Roma, 4 mar. - (Adnkronos) - "La presenza di Calearo vuol dire che
qualcosa e' cambiato perche' nel 2006 non si sarebbe candidato con il
centrosinistra. Lo ha fatto oggi con il Pd perche' noi siamo una forza nuova,
un partito con un programma riformista". Cosi' Walter Veltroni parla a
'Porta a porta' della candidatura di Massimo Calearo e del
rapporto tra il Pd e i cittadini del Nord ai quali il leader del Partito
democratico dice che "il settentrione non ha bisogno del Parlamento del
Nord" ha bisogno di riforme: "Servono infrastrutture, una minore
pressione fiscale e lotta alla burocrazia", elenca il leader del Pd.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Immigrazione Entro
marzo i permessi di soggiorno in Comune (M.A.) Meno burocrazia e più velocità per il rinnovo
dei permessi di soggiorno. Entro il 20 marzo, se tutto procede senza intoppi,
sei città italiane tra cui Padova (Lecce, Brescia, Ancona, Firenze e Ravenna)
sperimenteranno la direttiva del Ministro Amato. Ossia, la domanda per
il rinnovo del permesso di soggiorno dal Comune passerà direttamente in
Questura, senza transitare per PosteItaliane. Un risparmio di tempo mostruoso,
che però deve essere messo in pratica prima delle elezioni del 13-14 aprile
altrimenti l'indicazione promossa dal Ministero dell'Interno potrebbe svanire
nel nulla."E' indispensabile - ha dichiarato l'assessore all'Immigrazione,
Daniela Ruffini - che questa direttiva del Ministro Amato (risale al 14
febbraio, ndr) venga varata prima delle elezioni politiche. Si corre il rischio,
infatti, che il tanto lavoro venga perso. Inoltre è una soluzione eccellente
che porta a risparmiare molto tempo. Per attuare questo processo - ha
proseguito Ruffini -, quindi far passare le domande per il rinnovo del permesso
di soggiorno dal Comune alla Questura, è stato messo a punto dal Ministero un
software. I fondi che abbiamo ricevuto dal Governo per questa velocizzazione
dei rinnovi dei permessi di soggiorno è di 270 mila euro".I cittadini
extracomunitari potranno presentare domanda per il rinnovo del permesso di
soggiorno agli sportelli dei sei Cisi (centro informazione e servizi agli
immigrati) presenti nel comune di Padova. Sono: ufficio Urp del Comune in via
del Municipio 1 (aperto giovedì dalle 11 alle 14); piazza Capitaniato 2 servizi
demografici (lunedì-venerdì dalle 14.30 alle 17.30, sabato dalle 8.15 alle
12.30); via Vigonovese 141 consiglio di quartiere 3 Est (lunedì e mercoledì
dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13); via Piovese 74 consiglio di
quartiere Sud-Est (lunedì e mercoledì dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle
13); via Astichello 18 consiglio di quartiere 6 Ovest (lunedì e mercoledì dalle
17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13).Ricordiamo che nel 2007, come compilazioni
in via telematica, si sono registrati 1.471 permessi di soggiorno e 1.056 carte
di soggiorno. Mentre i documenti cartacei si sono suddivisi in 478 permessi di
soggiorno e 186 carte di soggiorno.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INTERVENTO Le
Comunità montane sono inutili e difendono poltrone Perché nessuno propone di unire
i Comuni? Ne bastano 12 di Paolo Costa * Comune di Belluno dentro o fuori dalla
Comunità montana è il tema di discussione tra le forze politiche da destra a
manca, peccato che manchi una voce importante, quella del popolo che paga le
tasse. Leggo che sarebbe devastante, che ci isoliamo, che sarebbe un clamoroso
autogol uscire da questo ente, perché si perderebbero i finanziamenti, la
specificità montana, l'autonomia e scemenze varie. Chiedo a questi soloni della
politica: è una legge divina a stabilire che solo tramite le Comunità montane
debbano transitare questi finanziamenti?Giustificare il loro mantenimento, in
quanto utili nella gestione del territorio e dei servizi integrati, secondo il
mio parere è una balla clamorosa e ribadisco che le Comunità montane, tutte,
sono enti inutili o poco utili nel migliore dei casi. Per gestire 100, spendono
200.Istituite negli anni '70 con lo scopo di difendere il territorio montano e
di integrare alcuni servizi tra Comuni vicini, hanno difeso soltanto poltrone
di presidenti, assessori e consiglieri e di chiunque si occupi della sua.
Destra o sinistra, sono indispensabili e il perché non serve dirlo.La Comunità
Belluno-Ponte nelle Alpi è nata, per chi non lo sapesse, da una costola della
Comunità Valbelluna. Nessuno sa la ragione di farne di due al posto di una, ma
a pensare male spesso s'indovina. Personalmente sono certo: è stata la
creazione di nuove poltrone. A prescindere da questi particolari, se
analizziamo costi e benefici, la Belluno-Ponte è solo costi non di poco conto
per i cittadini. Oltre che non gestire alcun servizio in comune, negli ultimi
anni ha anche sperperato un bel po' di quattrini a costruire opere che nessuno
vuole gestire, neanche a gratis, come il Campus Valenti sul Nevegal, opera
costata 1.800.000 euro e da tempo inutilizzata, una stalla non ancora ultimata
da 250.000 euro e che non sarà mai utilizzata. Poi hanno sistemato alcuni
rustici e sentieri, tutti in Comune di Belluno, interventi che potevano essere
fatti direttamente dal Comune, anche perché la Comunità è senza struttura
operativa. Così qualsiasi opera deve essere affidata a strutture esterne.Se poi
vogliamo amplificare l'inutilità di questo ente, che cosa ci stanno a fare il
Corpo forestale dello Stato, i Servizi forestali regionali e provinciali? Non
sono queste strutture istituite per salvaguardare il territorio e la montagna
in particolare? Può darsi che mi sbagli, ma bisogna che questi signori
spieghino ai cittadini perché questi enti sono utili e per fare cosa, quando le
risorse per i servizi essenziali sono sempre più scarse.In un momento in cui la
politica si sta incartando su se stessa, per ovvi motivi di difficoltà
finanziarie, c'è ancora gente che giustifica l'utilità di enti inutili, che
divorano con i loro organici pletorici buona parte degli introiti delle tasse
solo per tenere in piedi se stessi infischiandosene del popolo.Perché nessuno
propone di unificare i Comuni tra di loro? Una dozzina sarebbero sufficienti in
provincia di Belluno e, di conseguenza, verebbe meno la scusa di tenere in vita
le Comunità e anche la Provincia che doveva essere soppressa quando sono state
create le Regioni.La provincia di Belluno conta 69 comuni con circa 200.000
abitanti, mediamente poco più di 3000 abitanti per Comune ma, se togliamo i Comuni
più grossi sull'asse Belluno-Feltre, la media scende a 1500-1700 abitanti, dei
quali una decina non superano le 200-300 unità. Ognuno ha una struttura
operativa poco efficiente, in quanto il personale è costretto a ricoprire più
incarichi con risultati di conseguenza scadenti. Se diversamente, come dicevo,
i vari uffici fossero conglobati tra di loro, ecco che, se vale ancora il detto
che l'unione fa la forza, si formerebbero uffici funzionali che rispondono alle
esigenze dei cittadini in maniera puntuale. Possono progettare e gestire il
futuro del proprio territorio e qualificare oltremodo le varie professionalità,
ottenendo così standard qualitativi elevati in termini di servizi, con costi
decisamente inferiori agli attuali ed eliminazione in questo modo di un po' di burocrazia che, invece di aiutarlo, mortifica il cittadino.*
consigliere comunaleLega Nord Liga Veneta Belluno.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SANZAN-CANAL I
cittadini: "Senza un trasporto pubblico" Il sindaco: "Chiesto un
servizio di linea" Feltre(p.c.) Dopo circa un anno da quello che allora
era il tour pre-elettorale, Gianvittore Vaccari è tornato nelle frazioni,
questa volta in veste di primo cittadino per il tradizionale appuntamento che
l'amministrazione in carica dedica ai cittadini. Il via ieri sera nella sala
parrocchiale di Sanzan che ha accolto anche i residenti della frazione di
Canal. Diversi e spinosi i problemi messi sul tappeto dai tanti partecipanti
che hanno impegnato sindaco ed assessori presenti a delle precise prese di
posizione. In particolare dagli abitanti di Canal sono venute osservazioni
sull'assenza di un servizio di trasporto pubblico "degno di questo nome.
La nostra popolazione è in aumento e per questo vorremmo che fosse ripristinato
il Pronto Bus che almeno in parte risolveva i nostri problemi"."Quel
servizio in particolare - ha spiegato il sindaco Vaccari - non può essere al
momento reintrodotto, perché faceva parte di una sperimentazione fuori
contratto. Ci siamo comunque messi in contatto con la Dolomiti Bus per creare
un servizio di linea ad hoc per Canal con un paio di corse al giorno che
potrebbero arrivare anche a Sanzan, qualora ce ne fosse la necessità".
Sempre gli abitanti di Canal hanno sottolineato come sia meglio dare una
priorità negli interventi previsti, spingendo quelli più importanti come la
messa in sicurezza della strada d'acceso e l'illuminazione pubblica "che -
ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici, Dalla Caneva - per fine marzo
dovrebbe vedere la messa a dimora dei lampioni".Anche per Sanzan le
priorità sono legate ad alcune asfaltature attese da anni e alla sistemazione
di alcuni muretti di sostegno, mentre sembra proprio in dirittura d'arrivo
l'ampliamento del cimitero. "La nostra è una realtà
piccola ma viva - ha sottolineato uno degli intervenuti - e lo dimostrano le tante
feste che organizziamo. Quello che ci chiediamo è perché debba esserci tanta burocrazia per la richiesta dei permessi
e tante spese come, ad esempio, la timbratura dei manifesti".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA STORIA Da un
ufficio all'altro della cittadella sanitaria Tutti i disagi dell'assistenza
domiciliare Ci vorrebbe un assistente per avere l'assistenza domiciliare. Ne è
convinta una rodigina che si scontra quotidianamente con la
burocrazia che c'è dietro
al servizio fornito dall'Ulss 18. Il tutto con un contorno dei tempi lunghi per
i riconoscimenti dell'invalidità (oltre all'ulteriore iter di documenti che vi
sta dietro)."Passo le mie giornate in cittadella sanitaria", spiega
amareggiata e stanca la rodigina, che ha l'anziana madre in casa ed è appunto
seguita dall'assistenza domiciliare sanitaria. Un esempio dell'intrigo
nel quale è costretta a muoversi ogni giorno è dato "dai prelievi a
domicilio per le analisi - spiega - chi viene a farli non prende l'impegnativa
del medico di base perché non può, così ogni giorno devo andare alla cittadella
a consegnarla".Dopodiché, per tutte altre incombenze, c'è la trafila degli
uffici, dalla fornitura dei pannoloni agli ausilii, le terapie e così via.
"Devo girare quattro o cinque uffici - prosegue la signora - ma ognuno di
questi è aperto al pubblico in giorni diversi e in orari diversi. Così sono
praticamente sempre là. Perché non riuniscono tutto in uno sportello unico, o
alla peggio fanno aperture in giornata e con stessi orari? Per fortuna io posso
andare, ma chi non ha qualcuno da mandare, chi lavora, come fa? Tra l'altro
misurare la pressione, fare le punture, le misurazioni di alcuni valori me le
faccio da sola, se no sarebbe tutto ancora più complicato".La rodigina
conclude dispiaciuta domandando "che tipo di servizio venga dato. Si
potrebbero supportare molto meglio questi anziani, invece di far vivere loro e
le famiglie con tutti questi disagi che sarebbero facilmente
evitabili".L.G.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMANO D'EZZELINO In
coma da 10 anni dopo l'incidente Non possono processarlo RomanoSabato saranno
dieci anni. Dieci anni da quella tragica domenica sera in cui a Castello di
Godego, in provincia di Treviso, nello schianto contro un albero della macchina
su cui viaggiava, perse la vita una giovane di 19 anni di Castelfranco, Sara
Salvador. Al volante di quella Suzuki Vitara, c'era il fidanzato di Romano
d'Ezzelino, Mirko Bernardi, 20 anni ancora da compiere. Anche per lui, quella
sera, la vita si è fermata. Ma non il suo cuore, che continua a battere. Lui,
che il 28 maggio compirà 30 anni, è in coma. E dell'accusa che la Procura di
Treviso gli ha dovuto contestare, quella di omicidio colposo, non può e forse
non potrà mai rispondere. Ma di questo la legge non si cura. E così, ogni sei
mesi, il lutto si rinnova, quando il giudice che detiene quel fascicolo deve
convocare l'indagato solo per prendere atto, attraverso l'ennesima perizia, che
l'interessato a quel processo penale non potrà partecipare. Un "non processo"
che va avanti da dieci lunghi anni, senza possibilità di essere celebrato.Non
era tardi, quella sera. L'8 marzo 1998. Erano da poco passate le dieci quando
l'auto su cui viaggiavano i due ragazzi procedeva in direzione Castelfranco.
Improvvisamente, all'altezza di una semicurva, la macchina è sbandata sulla
destra, finendo fuori strada e accartocciandosi contro un platano. Sara è morta
sul colpo. Mirko, da quel groviglio di lamiere, è uscito in condizioni
disperate. I medici, prima di Castelfranco, poi di Treviso, sono riusciti a
strapparlo alla morte, ma non a restituirlo alla vita. Figlio unico, sono stati
i suoi genitori, da allora, ad accudirlo. Prima in istituti di cura, anche
all'estero, poi a casa. In sede civile, la vicenda si è già risolta da tempo,
con l'interdizione nei suoi confronti e l'assicurazione che ha pagato ciò che
doveva. Ma in sede penale, chissà quando avrà fine. Per legge, il tribunale non
può fare altro che continuare, a spese del Ministero, a far eseguire
periodicamente perizie sul ragazzo, che ad oggi rimane solo indagato: niente
rinvio a giudizio, niente udienza preliminare, neppure vere e proprie indagini.
Tutto, prima di finire, deve ancora cominciare. Un "buco" a livello
legislativo, con il quale l'avvocato della famiglia Bernardi, il trevigiano
Michele Balduzzi, si trova ad avere a che fare da anni, sapendo bene che la
legge scappatoie non ne offre. "Sì - conferma la mamma di Mirko - veniamo
convocati dal tribunale ogni sei mesi. Non c'è nulla da dire, purtroppo. E' la burocrazia". Uno strazio che si aggiunge allo strazio,
per due famiglie sconvolte per sempre dalla tragedia toccata ai loro figli.
"E' un dolore forte, solo questo - dice la signora Bernardi - che si
rinnova ogni volta".Lina Paronetto.
( da "Websim" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
NOTIZIE FLASH 04
Marzo 08 ora 14:33 Italia, bene liberalizzazioni, pochi progressi su lavoro -
Ocse MILANO, 4 marzo (Reuters) - L'Italia ha dato il via a due importanti
pacchetti di liberalizzazioni che dovrebbero ridurre le aree protette dalla
concorrenza, a vantaggio dei consumatori, ma i progressi del Paese sono limitati
o addirittura nulli sul fronte della produttività del lavoro e della
contrattazione salariale. Lo sostiene l'Ocse nel rapporto 'Going for growth
2008', in cui l'organismo internazionale fa il punto sulle riforme realizzate e
quelle da compiere per modernizzare il Paese. "Sono stati approvati due
pacchetti di liberalizzazioni nelle aree di ordini professionali, farmacie,
taxi, servizi pubblici locali, commercio al dettaglio e banche. Queste misure
dovrebbero aiutare a ridurre le barriere all'entrata, tagliare
la burocrazia, aumentare le
scelte dei consumatori, rafforzarne la protezione e ridurre le rendite dei
settori protetti" si legge nel rapporto pubblicato sul sito Ocse.
L'organismo con sede a Parigi lamenta, però, una crescita della produttività del
lavoro in Italia che rimane debole, "contribuendo ad allargare il
differenziale del pil-pro-capite italiano con quello dei paesi
migliori". Nella sessione dedicata all'Italia si legge che, secondo
l'Ocse, il Paese non ha fatto progressi riguardo all'adozione di un sistema di
contrattazione salariale più flessibile e al miglioramento dell'istruzione
universitaria. "Per ridurre le significative disparità regionali
nell'utilizzazione del lavoro, era stato raccomandato di promuovere una
decentralizzazione del sistema di contrattazione salariale" nota Ocse,
concludendo, però, che "non è stato fatto niente" a questo riguardo.
Per l'organismo internazionale, invece, la finanziaria 2008 rafforza le misure
già assunte nel 2007 per ridurre il cuneo fiscale che grava sul lavoro.
((Redazione Milano, Reuters messaging:
francesca.landini.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129437,
milan.newsroom@reuters.com)).
( da "LeccePrima.it" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Le attese di
sviluppo del nostro territorio sono state ancora una volta disattese". Il
presidente di Confndustria Lecce Piero Montinari ritorna sulla spinosa
questione MyAir, la compagnia aerea che, dopo aver vinto l'appalto per la
gestione di nuovi scali nell'aeroporto di Brindisi, ha annunciato un ritardo a
causa della mancanza di mezzi. Il mondo imprenditoriale e politico ? specie il
centrodestra ? in queste ore sta alzando la voce, bollando come sconcertante
una vicenda che, di fatto, taglia fuori il Salento (Grande o Piccolo, che dir
si voglia?) dal sistema di trasporti nazionale. Tutto questo, a ridosso di una
Bit di Milano condotta in pompa magna, proprio per spingere il piede
sull'acceleratore del turismo. E se Massimo Ferrarese, presidente di
Confindustria Brindisi, aveva parlato di situazione che "sfiora il
ridicolo", ora il suo omologo leccese usa parole altrettanto infuocate.
"Contestammo fortemente il primo bando di Aeroporti di Puglia ? spiega
Montinari ? perché, oltre che illegittimo, avrebbe prodotto un'eccessiva
concentrazione di voli con tratte importanti solo su Bari, così come
puntualmente accaduto. Chiedemmo, poi, un'equa redistribuzione delle tratte, al
fine di non tagliare fuori il nostro territorio dai principali collegamenti
commerciali e turistici. Ma la levata di scudi proveniente da tutto il Salento
rimase inascoltata. Mentre Bari faceva man bassa di risorse a valere sui Por e
sul Pon Trasporti, Aeroporti di Puglia e lo stesso assessore Loizzo
assicurarono che sarebbe stato fatto un altro bando, per garantire una
prospettiva di crescita e sviluppo anche al Salento". "Il secondo
bando ? afferma Montinari ? fu altrettanto contestato poiché per come era stato
formulato non avrebbe portato risultati positivi per i collegamenti del
Salento. Quanto avevamo paventato, si è, purtroppo, puntualmente verificato.
Nessuna compagnia industrialmente attrezzata ha ritenuto di partecipare a quel
bando. E' intervenuta solo una piccola compagnia veronese, la quale non ha
avuto la forza di mantenere gli impegni richiesti. Siamo, pertanto, di fronte
ad una serie di scelte che penalizzano in toto il Salento, con le sue
aspettative di crescita e di sviluppo; che penalizzano gli
imprenditori che ogni giorno combattono la burocrazia, la lentezza delle decisioni e la carenza di infrastrutture, ma
nonostante tutto continuano a rimanere in questa terra così difficile".
"Sorprende l'incapacità di Ap nel gestire gli scali aeroportuali e
favorire lo sviluppo dei collegamenti. Sorprende ancor di più il fatto
che ad oltre cinque mesi dall'aggiudicazione provvisoria, Ap non sia stato in
grado di contrattualizzare l'aggiudicazione; cosa non solo possibile, ma
doverosa già all'indomani dell'aggiudicazione. Preso atto di tutto ciò, delle
due l'una ? dice ancora Montinari: - o cominciamo a ragionare sul serio in
un'ottica di sistema, ed allora chiediamo un'equa redistribuzione dei voli e
delle rotte già assegnate all'aeroporto di Bari, oppure, entriamo in un sistema
concorrenziale, ed allora chiediamo che le istituzioni locali rivendichino la
sub concessione dell'aeroporto di Brindisi e si facciano artefici del proprio
destino. Le Confindustrie sono pronte a fare la loro parte. Il rischio
dell'isolamento non è aleatorio. Dobbiamo fare di tutto per arginarlo".
( da "Sestopotere.com" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(16:38) (4/3/2008
16:11) | REGGIO, CENTENARIO FESTA DONNA: SPETTACOLO CON FRANCESCA REGGIANI E
GABRIELLA GERMANI (Sesto Potere) - Reggio Emilia - 4 marzo 2008 - Si avvicina
l'appuntamento principale delle iniziative di 'PRIMAVERA DONNA', cartellone di
spettacoli, film, incontri e dibattiti promossi in occasione della Festa della
Donna dall'Assessorato comunale Diritti di cittadinanza e pari opportunità, con
l'adesione di Circoscrizioni, associazioni e centri sociali. Il centenario
dell'8 marzo 1908 ? quando 129 operaie americane in sciopero furono lasciate
morire in una fabbrica tessile incendiata, l'episodio da cui nacque la 'Festa
internazionale della donna' ? sarà celebrato giovedì 6 marzo, alle ore 21, nel
centro internazionale Loris Malaguzzi (via Bligny 1), con una iniziativa alla
quale parteciperanno il sindaco Graziano Delrio e l'assessore comunale ai
Diritti di cittadinanza e Pari opportunità Gina Pedroni. Due artiste d'eccezione,
Francesca Reggiani e Gabriella Germani, note tra l'altro per i numerosi
passaggi televisivi nei principali canali nazionali, proporranno lo spettacolo
'Né capi, né code', per la regìa di Valter Lupo. L'appuntamento, ad ingresso
gratuito, è offerto alla città dal Comune di Reggio. Seguirà un rinfresco, a
cura di Conad Le Vele. Le iniziative del calendario 'Primavera Donna' sono
realizzate con il contributo di Coopselios, Coopservice, Planetario, Cir,
Tecton, Unieco, Cna e di Conad 'Le Vele'. Né capi, né code Con Francesca
Reggiani e Gabriella Germani - Regia di Valter Lupo Inedito incontro di due
brillanti attrici-trasformiste che portano a dialogare in palcoscenico i
personaggi vecchi e nuovi del loro multiforme, inesauribile repertorio?Una
carrellata di protagoniste esemplari del mondo dello spettacolo e
dell'informazione, della politica e della cultura. Nuove "maîtres à
penser" di una società mediatica svuotata di senso e di valori, che fa
sempre più fatica a distinguere tra realtà e reality. Satira sociale e di
costume su temi di attualità: caro vita, pressione fiscale, sperperi del denaro
pubblico, precariato, burocrazia
kafkiana, ambiente? Disagi e incertezze del cittadino rispetto a un mondo che
cambia e che toglie punti di riferimento, il difficile rapporto con le nuove
tecnologie, le insidie del mercato globale, l'assuefazione ai modelli
pubblicitari, il delirio consumistico del tutto a meno, del "compro,
ergo sum". E poi uno sguardo ai rapporti interpersonali: la crisi della
coppia, della famiglia, racconti di donne in bilico? Single e divorziate, mogli
e amanti? Tutte alla ricerca del partner ideale? Le lusinghe della chirurgia
estetica, perché in fondo nella vita "ci si può sempre rifare".
Paradossi e contraddizioni del nostro tempo, che Reggiani e Germani vireranno
in comico, costruendovi intorno un brillante show in forma di puzzle, fatto di
brevi monologhi, folgoranti dialoghi e irresistibili atti unici. Francesca
Reggiani Si diploma presso il Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti
e esordisce in televisione nel programma La tv delle ragazze. Successivamente
fa parte del cast del programma comico Avanzi in onda tra il 1991 e il 1993 su
Rai Tre. Per lo stesso canale partecipa alla trasmissione Tunnel, per poi
passare a Rai Due nei programmi Disokkupati, La posta del cuore e, per finire,
a Convenscion. Parallelamente esercita la professione anche a teatro, in
particolare firma il monologo Non è Francesca nel 1992 per poi proseguire nella
stesura e direzione di altre opere, tra le quali Agitarsi prima dell'uso
(1994), Strati d'animo (1999), Punti di vista (2000) e Patty e tutte le altre
(2002). Annovera inoltre alcune partecipazioni cinematografiche, tra cui spicca
la partecipazione al film Intervista di Federico Fellini. Nel 2004 partecipa
come concorrente al programma televisivo Ballando con le stelle.
Successivamente è nel cast della mini serie Lo zio d'America 2 accanto a
Christian De Sica e Lorella Cuccarini ed è fra i protagonisti di Medicina
Generale, entrambe trasmesse su Raiuno. Filmografia ? Intervista (1987) ? Le
finte bionde (1989) ? La donna del re (La putain du roi) (1990) ? Assolto per
aver commesso il fatto (1992) ? Ricky e Barabba (1992) ? Le donne non vogliono
più (1993) ? Maria sì (2004) ? Le ragioni dell'aragosta (2007) Serie TV ?
Scusate l'interruzione (1990) ? Avanzi 1992 (1991) ? Caro maestro (1996) ?
Disokkupati (1996) ? Questo amore (2004) ? Ricomincio da me (2005) ? Lo zio
d'America 2 (2006) ? Medicina Generale (2006) Gabriella Germani è una
imitatrice. Esordisce in TV nel 1996 nel programma di Canale 5 Sotto a chi
tocca, condotto da Pippo Franco. Dopo alcune collaborazioni con Pier Francesco
Pingitore, lavora a Viva Radio2 con Fiorello e Marco Baldini dal 2001.
Partecipa ad alcune puntate di Domenica in... nel 2002, per poi passare a Mai
dire Domenica l'anno successivo. Attualmente è impegnata con Markette su La 7
ed è stata ospite fissa del Dopofestival di Sanremo 2007, sempre a fianco di
Piero Chiambretti. Diverse volte è stata ospite di Matrix di Enrico Mentana.
Tra le imitazioni: Mara Venier, Simona Ventura, Alessandra Mussolini, Michela
Vittoria Brambilla, Emma Bonino, Serena Dandini e Monica Bellucci.
( da "Blogosfere" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 08 4 Addio
lettera di licenziamento: al via le dimissioni via web Pubblicato da Arianna,
Blogosfere staff alle 12:51 in Economia e Cittadino Nuova procedura per le
dimissioni dal posto di lavoro: da domani entrerà in vigore un nuovo iter.
Infatti in caso di dimissioni il lavoratore dovrà rivolgersi direttamente al
Ministero del Lavoro per lasciare in via definitiva l'occupazione. In altre
parole, dovrà essere “autorizzato” perchè la lettera inviata all'ufficio
personale non avrà più valore. La riforma entrerà in vigore il 5 marzo
Bisognerà iscriversi al sito del Ministero del Lavoro, scaricare il modulo per
le dimissioni volontarie, compilarlo e inviarlo al ministero. Una volta
ricevuta la risposta, che verrà inviata con un codice alfanumerico, si potrà andare
dal datore di lavoro e comunicargli le dimissioni. Le opinioni: Per le associazioni di categoria la procedura rischia di creare
una nuova burocrazia mentre
secondo i sindacati tutela i lavoratori e risolve il problema delle “dimissioni
in bianco” (ovvero delle lettere di licenziamento fatte firmare al momento
dell'assunzione in modo da averle già pronte in caso si voglia mandare via il
dipendente senza preavviso. I pro sono notevoli, perchè ci sarebbe
maggiore tutela del lavoratore rispetto a datori di lavoro senza scrupoli, ma
per contro in un paese già pieno di burocrazia si
aumenterebbe la complessità di procedure in sé molto semplici, caricando
ulteriormente di lavoro gli uffici pubblici.
( da "CronacaQui.it" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'appello della
cugina di un uomo gravemente ferito Ossona: "Via Bosi è pericolosa,
facciamo qualcosa" OSSONA - Rischia di rimanere paralizzato l'uomo di 44
anni vittima insieme alla figlia di 8 anni di un terribile incidente avvenuto
lungo la via Federico Bosi venerdì della scorsa settimana ad Ossona. Una
notizia terribile per i familiari che non sanno darsi pace per quanto accaduto
e, per voce della cugina, lanciano un appello: "Io chiedo a tutti coloro
che hanno visto qualcosa dell'incidente di farsi avanti, di denunciare alla
Polizia locale di Ossona la pericolosità di quella strada. Chiedo a chi è responsabile,
alla Provincia, a tutti se hanno un cuore di non lasciare
che quella strada cada in mano ai tempi cavillosi della burocrazia italiana, ma di muoversi nel
costruire una rotonda per evitare ancora stragi inutili. Per fare in modo che
non ci sia più un altro Rino". Con questo soprannome è infatti conosciuto
G.D.F. che venerdì scorso era andato a prendere la sua bambina per portarla a
casa, ma a casa non ci è mai arrivato. Il destino lo aspettava a
quell'incrocio maledetto lungo via Bosi. In una frazione di secondo è avvenuto
lo schianto terribile e poi la corsa con l'elisoccorso in ospedale: "Rino
non sarà più Rino continua la cugina ma sarà un uomo, se così si può chiamare,
legato ad una macchina e a un letto a vita. Pregare in un miracolo, questo ci dicono
i medici. Questa non si può chiamare vita, non per lui, che amava la sua
bambina più di ogni altra cosa al mondo, e ne sono convinta che in quella
frazione di secondo prima dell'incidente Rino si è reso conto che la sua bimba
stava rischiando la vita, e le si è buttato addosso per salvarla attutendone
così lo schianto tremendo donandole nuovamente la vita". Fortunatamente la
bimba di soli 8 anni portata al Niguarda ora sta bene. E' uscita dall'ospedale
con un ditino ingessato e dei punti. Ma sarà segnata a vita. I parenti di Rino
stanno vivendo giorni terribili e rinnovano l'appello alle istituzioni:
"Mi auguro che verrà fatto qualcosa sul quella strada. Siamo in Italia e
naturalmente le disgrazie non si evitano, ma devono accadere per far si che
qualcosa si muova". 04/03/2008 - GM.
( da "Merateonline.it" del 04-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Appuntamenti
>> Appuntamenti 4 / 3 / 2008 Osnago: presentazione del libro sulle
adozioni internazionali il 7 marzo Venerdì 7 marzo, alle h. 21, presso la sala
civica del comune di Osnago si terra' la presentazione del libro "La
cicogna che sconfisse l'aviaria" di Paolo Moretti, con prefazione di Marco
Scarpati e postfazione di Stefano Zecchi. Questo libro racconta l'esperienza di
una coppia che non potendo avere figli decide di intraprendere il lungo cammino
dell'adozione internazionale, attraversando un percorso ad
ostacoli tra la burocrazia,
le lunghe attese, le illusioni e le promesse non mantenute. Questo libro, a
metà tra la favola ed una serie di "consigli pratici" per affrontare
l'adozione internazionale, narra la storia dell'autore e di sua moglie
attraverso un racconto personale ed emozionante. Alla serata saranno
presenti oltre all'autore del libro, Paolo Moretti (giornalista professionista
oggi cronista al quotidiano "La Provincia"), anche i responsabili
dell'associazione "Mehala Onlus" di Paderno d'Adda per fornire
informazioni sull'associazione che oltre ad occuparsi di cooperazione
internazionale recentemente è stata accreditata presso le autorità indiane e
potrà pertanto iniziare ad operare nel paese nell'ambito delle adozioni internazionali
mentre è in attesa di accreditarsi anche presso i governi del Kenya e del
Madagascar, paesi per i quali ha già ricevuto l'autorizzazione dalla CAI
(Commissione Adozioni Internazionali). Interverrà inoltre il referente
dell'associazione Mehala in India, padre Aloysius, in visita nel nostro paese
durante il mese di marzo. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo
giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 4/3/2008 alle 19.42.