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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 31-3-2008
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IN EVIDENZA
Non
faranno la rivoluzione, e nemmeno una marcia dei 40 mila, ma è sicuro che la
pazienza degli artigiani italiani sta finendo. Hanno
fatto due conti e si sono accorti che, con le loro aziendine
da meno di 9 dipendenti, sono una colonna importante della società italiana, ma
hanno anche capito che questa stessa società scarica proprio su di loro gran
parte della sua inefficienza. Si potrebbe anche parlare di una sorta di vera e
proprio attività predatoria della società italiana sugli artigiani. Un solo
esempio, tanto per cominciare. Risulta che il sistema delle imprese italiane
(tutte, grandi e piccole) spende ogni anno quasi 15 miliardi di euro per costi
burocratici. Ebbene, più del 76 per cento di questa immane somma (11,3
miliardi) è a carico degli artigiani.
I quali artigiani non è che non abbiamo qualche benemerenza verso la
collettività. Sono tantissimi (anche se poi l’idraulico non si trova mai). Se
consideriamo tutte le imprese con meno di 20 addetti si scopre che sono il 98,2
per cento del totale delle imprese esistenti in Italia. E questo,
probabilmente, è un dato che dice poco (quante di queste aziende ci vogliono
per fare una Fiat?). Però presso queste microunità lavora di
fatto il 60 per cento degli addetti al settore privato (e qui la cosa si
fa già più interessante. Sempre queste aziendine
producono quasi il 44 per cento del valore aggiunto totale e realizzano il 40
per cento degli investimenti realizzati dalle imprese italiane.
Insomma, quello rappresentato dalla Confartigianato è un mondo che non si vede,
di cui nessuno si occupa, ma che, grosso modo, vale la metà del mondo aziendale
italiano.
Nonostante questo, e nonostante siano tutte brave persone, di solito schierate
con i governi in carica, su di loro si è abbattuta per anni e anni la furia
cieca (o sapiente?) della società italiana.
Adesso tutto questo popolo è un po’ arrabbiato e ha messo insieme un dossier
che dovrebbe rappresentare la vergogna della politica italiana. Hanno elencato infatti ben 48 "ritardi" dell’Italia rispetto
all’Europa. "Ritardi" che poi vengono fatti pagare al sistema delle aziendine artigianali. Non si salva quasi niente e nessuno:
burocrazia, energia, giustizia.
In mezzo ai 48 "ritardi" si può pescare a caso. Si scopre così che in
Italia è più faticoso persino pagare le tasse (che, ovviamente, sono poi più
alte): se nella media europea servono poco più di 160 ore per sbrigarsela, in
Italia serve più del doppio, cioè 360 ore. E le tasse, ma questo va da sé, sono
più alte: se la media europea è apri al 17,8 per cento dei profitti, qui da noi
si arriva al 30,8 per cento. Non è proprio il doppio, ma manca poco.
Se in Europa servono quasi 160 giorni per avere una licenza di costruzione, qui
da noi ne occorrono quasi 260. Ma non basta: se poniamo uguale a 100 i costi
sostenuti in Europa per avere una licenza di costruzione, in Italia si arriva di fatto a 300, cioè tre volte tanto.
Lo Stato pretende molto, insomma, da queste piccole aziende, ma poi le tratta
male quando figura come loro cliente (anche i cessi della burocrazia si
rompono). Se nella media europea la pubblica amministrazione liquida le sue
fatture in 68 giorni, in Italia si arriva a 138. Peggio di noi c’è solo il
Portogallo, che paga in 155 giorni. Si racconta che dodici anni fa la pubblica
amministrazione italiana pagava in 87 giorni. Poi, evidentemente, le cose sono
peggiorate e oggi ci vuole quasi il doppio del tempo perché l’elettricista veda
saldato il conto della plafoniera dell’ufficio passaporti.
Il capitolo più spaventoso nei rapporti fra artigiani e Stato in Italia è
quello della giustizia. Nel loro dossier di denuncia gli artigiani scrivono che
la giustizialumaca costa alle imprese 2,3 miliardi di
euro di danni. E spiegano che cosa significa giustizialumaca.
In una causa civile il passaggio tra il primo e il secondo grado di giudizio
comporta mediamente un’attesa di 1.765 giorni, cioè 4 anni, 10 mesi e 5 giorni.
Per una procedura fallimentare si arriva a tempi biblici (ci sono speranze
quindi per l’Alitalia…): in questo caso l’attesa è di ben 3.140 giorni, cioè 8
anni, 7 mesi e 10 giorni.
Può anche capitare che si debba licenziare qualcuno. E, di nuovo, si va a
sbattere contro una giustizia che non funziona. In Italia la durata di un
processo di licenziamento è fra le più alte d’Europa: 696 giorni, in media. Più
del doppio della durata in Francia, quasi nove volte la durata della Spagna e
ben 36 volte rispetto al tempo impiegato in Olanda.
La giustizialumaca irrita molto gli artigiani. Al
punto che si sono dilungati parecchio nel loro dossier. Così si scopre che, fra
primo grado e appello, un procedimento in materia di lavoro dura mediamente in
Italia qualcosa come 1.528 giorni, più di quattro anni.
Ma l’Italia non è tutta uguale, e così gli artigiani spiegano che a Messina una
causa di lavoro dura in media 2.378 giorni (cioè 6 anni, cinque mesi e sei
giorni). A Napoli sono un po’ più veloci: soltanto 2.227 giorni. A Bologna si
comincia a prendere velocità: 1.902 giorni. Curiosamente, poi, si viene a
sapere che a Reggio Calabria e a Potenza sono abbastanza svelti: nella cause di lavoro se la cavano infatti in poco più di
1.800 giorni.
A Trento e a Torino, però, si impiegano (per lo stesso tipo di causa) poco di
più di 400 giorni. In sostanza, a Messina una causa di lavoro dura 5,7 volte
quello che dura a Trento. E qui sorgono spontanee due domande. La prima
riguarda lo stato del Mezzogiorno italiano: è evidente che con questi tempi
della giustizia civile un imprenditore assennato è poco portato a andare da
quelle parti. La seconda è più insidiosa. Non è che sia impossibile, con le
leggi italiane, sbrigare una causa di lavoro in poco più di un anno, tanto è
vero che a Torino e a Trento lo fanno regolarmente. E allora perché mai Messina
deve impiegare quasi sei volte tanto, visto che l’organizzazione della
giustizia e le leggi sono identiche?
Il capitolo giustizia si può chiudere citando altri due casi. Il pagamento di
un assegno (di un cattivo pagatore) ottenuto per via giudiziaria: 645 giorni in
Italia, 143 nella media europea, e addirittura 100 giorni in Inghilterra. La
musica non cambia se si tratta di far rispettare un contratto, sempre per via
giudiziaria. In Italia ci vogliono mediamente 1.210 giorni, in Europa 414, cioè
un terzo.
E c’è il capitolo dell’energia. Alle nostre piccole imprese costa il 22 per
cento in più rispetto all’Europa. Il prelievo sull’energia consumata dalle
imprese artigiane in Italia è del 25,4 per cento, nella media europea si
arresta al 9,5 per cento. Insomma, poiché il
tappezzerie di Stradella anche se strilla, nessuno lo
sente, diamogli una botta in testa e portiamo qualche soldo in più nelle casse
dello Stato. E il tappezziere? Faccia qualche fattura in meno, così pareggia un
po’ i conti.
Si potrebbe andare avanti con esempi di questo tipo per pagine e pagine, ma
forse è meglio fermarsi qui e fare qualche ragionamento.
In Italia tutti parlano di rilanciare lo sviluppo, ma poi, quando dai talk show
televisivi si scende nella realtà, si scopre che al Quarto Capitalismo (che sta
soprattutto lungo l’asse MilanoVenezia) non gli fanno
le strade e le altre infrastrutture che servono per commerciare efficientemente
con il resto dell’Europa. Si scopre che mentre in tutta Europa (e nel mondo) si
sta correndo per dare a tutti la banda larga (cioè l’autostrada informatica),
qui da noi si va avanti poco alla volta, affidandosi più che altro a regioni e
comuni che fanno quel poco che possono (in molti casi niente addirittura). E
gli artigiani sono trattati come abbiamo appena visto. Impiegano due anni per
incassare un assegno, tempi biblici per incassare una fattura dalla pubblica
amministrazione e, se per caso incappano nel fallimento di una loro controparte
o se devono licenziare un dipendente, possono accendere ceri al santo locale
perché nessuna giustizia arriverà loro su questa terra. Meglio
"arrangiarsi" da soli.
Si scopre, leggendo con cura questo dossier della Confartigianato, che in
Italia, forse, "politica industriale" dovrebbe voler dire, tanto per
cominciare, fare esattamente quello che si fa nel resto dell’Europa. Niente di
più e niente di meno. Sarebbe già una rivoluzione.
Chi
fa ricorso la vince sul Fisco ( da "Stampa, La"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La lentezza resta un morbo
micidiale per la burocrazia italiana. Anche quando, com'è in questo caso, si
tratta di recuperare incassi mancati. Ancora: nei
medesimi dodici mesi, a fronte di altri 323.007 procedimenti attivati, ne sono
stati definiti
Per
i dannati della scuola la cattedra è un miraggio
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, o dalla noncuranza. Sospesi nel limbo in attesa che qualcuno - ma chi? - faccia chiarezza. Sono 405, solo a Torino. A novembre hanno cominciato il nono ciclo della Ssis, la scuola di specializzazione per l'istruzione secondaria. Fino a un anno fa - dopo che nel 2000 era stato abolito il concorsone - era l'ultima strada rimasta per inseguire il miraggio di una cattedra,
"Santoro
addio Adesso prendo l'Omnibus"
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un patrimonio di professionalità bloccato dalle burocrazie, mentre Mediaset è molto veloce". Antonio Ricci una volta ha dichiarato che le telegiornaliste dicono idiozie e subiscono molestie perché sono selezionate con lo stesso criterio delle veline. "Non ho mai subito molestie sessuali, ma non posso parlare per le altre.
Cadorna
torna in campo alla mostra dei soldatini
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Aosta nel gergo della burocrazia militare del tempo erano conosciute come "Occupazione Avanzata Frontiera Nord". Oggi quelle difese sono note come "Linea Cadorna", perché furono ideate proprio dal generale Luigi Cadorna, nato a Pallanza il 4 settembre 1850: il padre Raffaele comandò la spedizione che conquistò Roma nel 1970,
L'Acquedotto
( da "Corriere
Economia Online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una burocrazia molto vischiosa unita alla sindrome di nimby (not in my back yards, alla lettera non nel mio cortile, ndr .) e dei veti che blocca qualsiasi possibilità di andare avanti". Tra quelle indispensabili e ferme c'è il dissalatore di Manduria, un'opera che potrebbe dissetare una buona parte dell'arido Salento ma che è bloccata in una lunga disputa con l'
M
entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre
mesi di ( da "Corriere Economia Online"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è una burocrazia molto vischiosa unita alla sindrome di nimby (not in my back yards, alla lettera non nel mio cortile, ndr .) e dei veti che blocca qualsiasi possibilità di andare avanti". Tra quelle indispensabili e ferme c'è il dissalatore di Manduria, un'opera che potrebbe dissetare una buona parte dell'arido Salento ma che è bloccata in una lunga disputa con l'
Sanzione
nonostante il pass Il giudice le dà ragione
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In Italia la legge e la burocrazia sono una giungla in cui a volte, senza una guida esperta, per far valere un proprio diritto oppure per riparare ad una palese ingiustiza, non si viene nemmeno ascoltati. E' il caso, ad esempio di una signora invalida di San Benedetto Po, che nello scorso settembre si è recata in auto insieme al marito a fare la spesa al Gigante di Curtatone.
I
medici si interrogano sulla loro professione
( da "Arena,
L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo, piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.30 nella sala convegni della Gran Guardia dal consigliere comunale e medico, Francesco Spangaro, in collaborazione con otto diverse sigle sindacali.
Gazebo
contro gazebo Anche il Pd rispolvera i banchetti in piazza
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eppure non si vedono le code del 14 ottobre: "Perché allora c'era una burocrazia che portava via tempo, si sostava più a lungo", spiega Realacci. "Oggi no, ma è andata alla grande, mi creda: in molti casi il materiale è finito già al mattino". Da Nord a Sud: "In Lombardia è andata molto bene. Anche davanti alle chiese".
Si
spengono uno ad uno i semafori
"intelligenti" ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il buonsenso dovrebbe prevalere sulla burocrazia. A tale proprosito, l'assemblea dei sindaci ha incaricato l'Anci Veneto di promuovere l'omolagazione di questi semafori". In attesa che il Ministero decida di sdoganare i semafori intelligenti, i comuni preferiscono non rischiare, correndo al riparo con soluzioni a volte davvero fantasiose.
Ha
il compito di essere imparziale ( da "Arena, L'"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e ciò comporta il rispetto delle forme previsto dalla legge che non costituiscono soltanto vuota burocrazia. Da ciò discende la necessità di una maggiore conoscenza di questa figura da parte dei cittadini per una reciproca collaborazione in modo che le esigenze e le istanze sociali siano interpretate e soddisfatte con sempre maggiore adeguatezza e competenza.
L'ennesimo
balzello ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbattimento della Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato.
L'esempio
di un frate lontano dai riflettori L a Badia di San Lorenzo a Trento è quella
dove presta la sua opera padre Butterini, noto alle
cronache di questi giorni per la sua cro
( da "Adige,
L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la politica ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede imbonita nei salotti massonici dell'alta finanza internazionale, la vera destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno.
Ma
in Germania si può licenziare chi non produce
( da "Giornale.it, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e burocrazia hanno saldamente preso il sopravvento in uffici e fabbriche dalle Alpi al Mare del Nord. Ora però le cose potrebbero cambiare. Merito dei tribunali, che sembrano aver riscoperto merito ed etica del lavoro. La sentenza che in molti considerano una svolta è di poche settimane fa ed è stata pronunciata dal Tribunale federale del lavoro,
Archeologi
reggenti bloccate le nomine
( da "Nuova
Venezia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma perché fare queste scelte imposte dalla vecchia burocrazia del ministero senza prendere in esame le professionalità interne che esistono?". Non è soltanto una questione di gradi. Perché la carriera e gli stipendi degli archeologi in forza alle Soprintendenze sono ben diversi da quelli assunti dalle Regioni a statuto speciale.
Il
cacciatore di aquiloni ( da "Nuova
Venezia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Museo Correr Piazza San Marco Sfere del cielo Fino al 13 aprile Lawrence Carrol Fino al 4 maggio Orario del Correr 10-18 tutti i giorni IuaV sala Valle ex Cotonificio Dorsoduro 2196 Costruire sul costruito Fino all'11 aprile Galleria A+
Il
potere logora chi ce l'ha ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ha messo attorno ad un tavolo più di cento esperti per liberalizzare il Paese dai lacci della burocrazia e della mancata competizione. Attali, presidente indiscusso del consesso, non ha finito il suo lavoro che i tassisti sono scesi in sciopero e hanno bloccato Parigi. Risultato: retromarcia veloce del grande liberalizzatore. Tutto come prima.
Scuola
Cenerentola dell'agenda politica ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sembra che il paese ne abbia abbastanza della scuola ammortizzatore sociale. Ma per cambiare occorrono fondi (pubblici e privati) e soprattutto infilare scomodamente le mani nella vischiosa burocrazia scolastica, vero collante del sistema. Forse per questo i candidati, di scuola, parlano poco. Susanna Pesenti.
Se
la burocrazia mette un freno all'imprenditore
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: eccesso di burocrazia non gli consente di ampliare gli stabilimenti, quindi non solo può migliorare la produttività,ma nemmeno creare nuovi posti di lavoro. La burocrazia è rimasto uno dei malanni del nostro tempo. Anni fa il Comune istituì dei corsi di lingua italiana, affinché i dipendenti acquisissero modi di esprimersi e di pensare più autonomi,
Europaitalia , la
sfida ue
( da "Centro,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Baldocci. Facciotto: "Il freno è la burocrazia". Vinciguerra: "Le Camere di Commercio bilaterali". Europanorama. Agnoli: "Legge e potere". "Come sta la Chiesa? Malissimo" intervista a Mons. Luigi Negri. Sbutega: "Montenegro, cuore d'Europa".
Cascina
Sestogallo: che peccato vederla così
( da "Gazzetta
del Sud Milano" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: integrato di recupero si è arenato nei meandri della burocrazia ma bisognerebbe intervenire CASCINA SESTOGALLO: CHE PECCATO VEDERLA COSÌ Da terra di confine a terra di nessuno; per il 2008 non si prevedono interventi richiedi la foto Due eloquenti immagini dello stato di abbandono in cui versa Cascina Sestogallo, al confine con San Donato richiedi la foto San Giuliano Milanese -
In
gara anche 50mila associazioni sportive
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tanta burocrazia in meno e nessun rischio di dimenticare date (e dati) essenziali. giacomo.bagnasco@ilsole24ore.com CORSIA PREFERENZIALE Questi potenziali beneficiari potranno essere prescelti dai contribuenti senza aver sostenuto specifici oneri burocratici.
Maxisanzione
in frenata contro i cantieri irregolari
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia per la regolarizzazione degli operai, né quelli per un eventuale ricorso. Si tratta di una sanzione amministrativa aggiuntiva che va a sommarsi alla multa vera e propria. Il ministero del Lavoro non dispone ancora di un monitoraggio di questa pratica introdotta lo scorso agosto, e quindi non sono noti i dati sulle aziende che hanno preferito pagare subito per riaprire
La
ricetta di Marcora per aiutare il mondo agricolo
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la riduzione della burocrazia. Non dimentichiamo però che l'agricoltura svolge anche un'importante funzione sociale, di tutela ambientale, di garante della sicurezza alimentare, di salvaguardia del paesaggio. E' su questi principi che si deve fondare un nuovo patto tra agricoltura e società che permetta di mantenere l'attuale livello di aiuti Ue"
Filovia,
promemoria per l'assessore ( da "Centro, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrazione comunale alle prese con una burocrazia ministeriale e tecnica che rallenta la pratica e di fatto impedisce alla giunta di inaugurare il nuovo servizio ecologico di trasporto pubblico che assegnerebbe a Chieti la patente di città che rispetta l'ambiente oltre a dimostrare che sindaco e assessori puntano molto sul progresso con il minimo impatto.
Nel
libro del governatore la ricetta per il nord
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meno burocrazia e la logica conseguenza sono salari più alti: normale che ci sia malumore nel lavoratore italiano. Guardiamo la Slovenia, che ha la nostra stessa moneta ma è più veloce, anche perchè più "piccolo", più reattivo e direi più realista: lì un'impresa paga il 25% di imposte, noi, nonostante la recente riduzione,
Honsell:
con l'hinterland pronto a collaborare sui progetti
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: superando i ritardi della
burocrazia che spesso rotardano i tempi di
realizzazione delle opere. Fra le priorità di Honsell,
inoltre, c'è pure la definizione della proposta per il piano di trasporto
pubblico locale che il Comune di Udine deve presentare alla Regione. "Attualmente
sono previsti solo
Il
presidente: boom di entrate. lo sfidante: 15mila incontri
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si è impegnato a ridurre la burocrazia per attrarre investimenti, potenziare le infrastrutture, completare l'azione di dragaggio non ancora conclusa dopo tre anni di lavori, allungare il periodo di apertura delle attività commerciali dai 60 giorni attualmente previsti a 120 giorni per permettere la destagionalizzazione e incentivare la ristrutturazione degli alloggi.
Due
ricette per l'immigrazione illy: integrazione
controllata tondo propone un censimento
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: venendo incontro alle reali esigenze degli immigrati, e non alla burocrazia dei pochi e in particolare di un apparato associativo cresciuto a dismisura, con il solo risultato di allontare i benefici proprio dagli immigrati". Illy e il centrosinistra, però, non incassano: "Criticano la nostra legge? Criticano tutto" ironizza il presidente.
Morgillo:
prima casa, via l'ici ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E la semplificazione della burocrazia che è nemica dei cittadini". E per il suo territorio? "Sono sicuro, faremo ripartire il Terzo valico. Per La Spezia mi batterò perché si trovino le risorse per un nuovo ospedale: mancano 20-30 milioni e un progetto quando arriva al ministero se non ha la copertura finanziaria totale non viene approvato".
<L'ennesimo
balzello> ( da "Giornale di Vicenza.it,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Abbattimento della Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato.
PIEMONTE:
FI, BUROCRAZIA NON RALLENTI PAGAMENTI AD IMPRESE
( da "Asca" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma
perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n
( da "Corriere
del Veneto" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta.
Ma
perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n
( da "Corriere
del Veneto" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta.
L'accordo
UeUsa rilancia il mercato
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. L'accordo sopprime tutte le restrizioni applicate alle rotte, ai prezzi o al numero di voli settimanali. Sono 50 milioni circa i passeggeri che ogni anno si spostano tra l'Ue e gli States, e l'accordo investe quello che al momento è il più grande mercato del trasporto aereo internazionale.
"Poche
leggi, più chiare e severità con chi le viola"
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sempre per la burocrazia? "Non solo. A Bruxelles, ad esempio, quando si va a discutere di normative e di omologazioni dei prodotti i tedeschi hanno sempre la meglio e diventano il punto di riferimento. Sono più strutturati, hanno, al loro interno, un legame più stretto e forte tra politica e industria e non solo in campo industriale ma anche nella politica monetaria.
L'epopea
di Ratan Tata l'indiano che colonizza il Regno di Sua
Maestà ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dirigista e di un socialismo di Stato gestito da una burocrazia parassitaria. La parabola di Ratan Tata coincide con una rivoluzione, l'ingresso dell'India nell'economia globale, l'apertura delle frontiere agli investimenti esteri e alla concorrenza. Insieme con lo sviluppo dell'impero Tata, che oggi fornisce da solo il 3,2% del Pil indiano, si è affermata la sua internazionalizzazione.
COLDIRETTI
BOLOGNA "BUONI VENDEMMIA CONTRO IL CAROVITA"
( da "Sestopotere.com"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita che a Bologna raggiunge livelli allarmanti. Coldiretti Bologna commenta positivamente l'annuncio del via libera alla sperimentazione sul territorio nazionale dei "buoni lavoro",
I
medici si interrogano sulla loro professione
( da "Arena.it, L'"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assessore Martini I medici si interrogano sulla loro professione "Dobbiamo difenderci da noi stessi, dalla burocrazia e talvolta dalle influenze negative esterne" "Eclissi della professione medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo, piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.
SICILIA/
FINOCCHIARO: SERVE CONSULTA PERMANENTE DELLE PROFESSIONI
( da "Virgilio
Notizie" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i commercialisti del territorio provinciale Finocchiaro ha detto che "serve un rapporto moderno, veloce, trasparente, tra la burocrazia regionale e gli organi professionali". "Un'altra cosa che farò, se sarò eletta alla Presidenza della Regione - ha continuato Anna Finocchiaro - sarà quella di istituire un albo in grado di regolare il rapporto tra Regione e liberi professionisti.
ELEZIONI/
MATTEOLI: VELTRONI ARRIVA TARDI ANCHE SU TAGLIA-LEGGI
( da "Virgilio
Notizie" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Proseguire in modo progressivo su questa strada è nostro intendimento perché si tratta di una esigenza avvertita dalle imprese, dagli operatori del diritto e dai cittadini per i quali il peso della burocrazia è asfissiante. I francesi molto interessati a fregarci l'Alitalia vorrebbero restituirci Bassanini. No grazie!".
5
per mille: il "peccato originale" di Tremonti
( da "Vita
non profit online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La lentezza della burocrazia ha fatto il resto". Sì, anche se - ci permettiamo di aggiungere - le colpe della burocrazia e di Tremonti si fermano al primo anno di sperimentazione. Per il secondo anno, non dimentichiamo che il governo Prodi aveva "dimenticato" (per la seconda volta consecutiva) di inserire la norma in Finanziaria.
Sarà
la provincia di Belluno ad ( da "Gazzettino, Il (NordEst)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assemblea di Caviola è stata anche ribadita la richiesta di minore burocrazia per agevolare le Pro loco nell'organizzazione delle manifestazioni. Le Pro loco comunque non si perdono d'animo e la relazione del presidente provinciale Unpli Espedito Pagnussat ha elencato, anche nel 2008, una lunga serie di attività e la partecipazione a importanti fiere del turismo.
Faleschini:
<Piccolo e micro è bello, se non c'è burocrazia>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è burocrazia" "La crescita economica e occupazionale, l'export e la capacità di fare ricerca e innovazione non sono determinate dal numero dei dipendenti delle imprese, ma dalla capacità degli imprenditori di mettersi in rete, di investire in cultura d'impresa, di disporre di un sistema creditizio attento alle piccole imprese e di avere una burocrazia non ostile"
PARTITO
SOCIALISTA ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia è diventato impossibile per le imprese e ha sottolineato la necessità di fare un'intesa Stato-Regioni-Enti locali per alleggerirne il carico. Poi, per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini ne ha parlato in tema di ordine pubblico, ma anche per la dotazione di infrasrutture adeguate, sicurezza sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione
FVG/ELEZIONI:
ILLY A IMPRESE, PRESUPPOSTI PER CAMBIARE CON SERENITA'
( da "Asca" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Alle molte domande in tema di tempi della burocrazia e sulla spesa pubblica Illy ha semplicemente risposto raccontando l'opera di riorganizzazione della macchina-Regione avviata nel 2003. ''C'erano 36 direzioni senza un vero coordinamento. Le abbiamo ridotte a 14, con un direttore generale.
Adiconsum
e Cittadini di Internet: protocollo d'intesa per la sicurezza informatica
( da "Data
Manager" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: migliori servizi ai cittadini e minori sprechi per la burocrazia al Paese. Basti pensare che paesi del Nord Europa come la Finlandia e la Svezia hanno ridotto la spesa pubblica di oltre il 5% del PIL (Prodotto Interno Lordo) utilizzando la rete in modo intenso". Non bisogna dimenticare, infatti, che l'impatto del digitale influisce anche sull'inquinamento e sulla deforestazione.
Cuneo:
panettieri a confronto, tradizione e modernità
( da "Targatocn.it"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inutile burocrazia in più, il 25,6% pensa che sia necessaria un'adeguata formazione per le aziende e per i consumatori affinché siano realmente utili, il 27,9% dichiara di non avere ancora un'idea precisa sul tema. Per l'11, 6% invece si tratta di un'introduzione importante per diffondere un'alimentazione più sana e sicura.
Grazie
alle Ferrovie, 60.000 TIR in più ( da "Blogosfere"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia soffoca tutto. Il calo del traffico merci a gennaio è stato attribuito a una crisi nel sistema informatico del terminal VTE di Voltri, che pure è di proprietà di un colosso come la PSA di Singapore... E' vero che VTE ha avuto grossi problemi, e forse l'anno scorso ha toccato il suo tetto massimo di espansione,
Imparzialità
amministrativa ( da "Napoli.com"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia nei confronti dell'autorità politica è un segno del rispetto della legalità ed una garanzia dell'uguaglianza di trattamento dei cittadini. L'abitudine prevalsa dell'intromissione e del condizionamento negli atti che sono nella prassi o nella discrezione di un funzionario o di un dirigente è un reato che viene consumato quotidianamente e perseguito in rare ed occasionali
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso La relazione
sulla giustizia tributaria Chi fa ricorso la vince sul Fisco ARMANDO ZENI MILANO
Un fisco double face. Da una parte pronto a snidare
gli evasori, a cercarli nei paradisi fiscali (vedi Liechtenstein) e tra i nomi
noti dello sport, dell'industria, dello spettacolo, Valentino Rossi, Leonardo
Del Vecchio, Milva per dirne alcuni. Ma anche un fisco - ecco l'ultima notizia
- troppo lento nel definire una causa aperta con il contribuente: 4 anni in
media tra primo e secondo grado, e soprattutto spesso battuto, nell'esito
finale di queste cause, dal contribuente, cui alla fine i giudici danno molto
spesso - più dell ametà dei
casi - ragione. Insomma, un fisco lumaca che sei volte su 10 esce perdente dal
contenzioso aperto. Sono numeri impietosi - purtroppo datati 2006 - quelli
contenuti nella relazione inviata al ministro dell'Economia Padoa
Schioppa dal Consiglio di presidenza della Giustizia
tributaria nella quale sono quantificate le cause pendenti (poco meno di
600mila), il numero di procedimenti definiti in un anno (323mila nel 2006) e
appunto il tasso di insuccesso (per il fisco) in questi contenziosi che,
nell'anno 2006, sono stati vinti in primo grado da 52 contribuenti su 100 e, in
secondo grado, da 59 contribuenti su 100. Morale, per chi ricorre e va in causa
col fisco la percentuale di successo è nettamente superiore a quella di insuccesso.
Come dire che a conti fatti ricorrere conviene. Soprattutto in alcune zone
d'Italia dove la percentuale di successo del contribuente sul fisco è molto
elevata. Esempi? Il 78% di cause perse nel 2006 dalla Commissione tributaria
della Valle d'Aosta, identica percentuale di insuccessi realizzati a Catanzaro
dalla Commissione provinciale. Quadro poco esaltante, certo, per l'Agenzia
delle entrate che, non a caso, da quest'anno ha predisposto un "Progetto
qualità del contenzioso", una serie di interventi preparati con lo scopo
dichiarato di evitare troppe conclusioni negative e incrementare gli esiti
favorevoli soprattutto nelle controversie di maggiore rilevanza economica.
Anche perché si tratta di sostenere la guerra senza tregua dichiarata dal governo
a chi vuol fare il furbo con l'Erario. Gli investimenti fatti sulle indagini in
termini di uomini, tempo e denaro, richiedono senza dubbio risultati migliori.
A che pro accusare d'evasione qualcuno per poi vedersi dare torto dalla
commissione tributaria competente? I dati della relazione della Giustizia
tributaria sono la conferma di quanto il fisco, nonostante i successi ecclatanti nella lotta all'evasione, perda troppe battaglie
nei contenziosi aperti rendendo così invitante per qualsiasi contribuente tentare
comunque un ricorso che i numeri dimostrano quanto possa riuscire a vincere. In
sintesi, le cause arretrate, pur calando negli ultimi tempi, restano una
montagna: erano 610mila il primo gennaio del 2006, 593mila il 31 dicembre. La lentezza resta un morbo micidiale per la burocrazia italiana. Anche quando, com'è
in questo caso, si tratta di recuperare incassi mancati. Ancora: nei medesimi
dodici mesi, a fronte di altri 323.007 procedimenti attivati, ne sono stati
definiti
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Hanno investito
tremila euro e altri due anni di scuola dopo l'università. Hanno affrontato una
selezione che falcidia più della metà dei candidati. Qualcuno aspettava il suo
turno da anni, non riusciva a entrare, stava meditando di mollare tutto. Soldi
buttati, dicono ora. Perché sono più precari che mai, e la speranza di non
esserlo in futuro sta scivolando di mano. Per di più lavorano meno di quanto
avrebbero potuto. E si sentono beffati. Dalla burocrazia, o dalla noncuranza. Sospesi nel limbo in attesa che qualcuno -
ma chi? - faccia chiarezza. Sono 405, solo a Torino. A novembre hanno
cominciato il nono ciclo della Ssis, la scuola di
specializzazione per l'istruzione secondaria. Fino a un anno fa - dopo che nel
2000 era stato abolito il concorsone - era l'ultima strada rimasta per
inseguire il miraggio di una cattedra, per diventare insegnanti di ruolo
alle medie o alle superiori. Poi la Finanziaria del
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervista Luisella Costamagna "Santoro
addio Adesso prendo l'Omnibus" La telegiornalista:
troppi litigi non lavoro più ad "Annozero"
FRANCESCO RIGATELLI ROMA Finalmente i miei parenti capiranno cosa faccio nella
vita!" Luisella Costamagna,
tanti anni di programmi non sono bastati a renderlo evidente? "No, loro
credono solo a quello che scrive La Stampa! E poi ultimamente sono meno
visibile". Da gennaio ha ripreso a collaborare con Santoro da dietro le
quinte, come autrice di "Annozero". Ma è
anche la nuova conduttrice di "Omnibus" su La7: certo, al mattino
presto... "Per la verità, con Santoro ora vivo solo di ricordi".
Come, scusi? "È già finita l'esperienza, perché siamo cambiati molto tutti
e due. Per tanti punti di vista, dopo l'editto bulgaro Michele è un altro. E io
sono cresciuta, ho 40 anni e il mio era un ruolo nuovo in un programma già
cominciato, dunque c'erano più discussioni che altro, mentre le redazioni di
Santoro sono tradizionalmente per una grande adesione al suo progetto. Tra noi
ci sono sempre state delle scintille, figuriamoci: tra una torinese e un
salernitano! Ma questa volta avevo un doppio impegno, perché il direttore del tg di La7, Antonello Piroso, mi
ha richiamata dopo Omnibus estate a condurre Omnibus al mattino". Quando
iniziò con Santoro? "Avevo 27 anni e collaboravo a Teletime
in Piemonte. Nell'ultima puntata di Tempo reale apparve una scritta: cercasi
collaboratrici. Mandai curriculum e cassetta. Fra 3 mila persone scelsero me.
Andai al colloquio con Santoro molto intimorita, come una che non crede ancora
di trovarsi davanti al proprio mito televisivo". Lui le piaceva? "Ero
una telespettatrice affezionata di Tempo reale. Poi scoprii il grande animale
da tv. L'insegnamento più grande che ha dato a un'analitica come me, che ha
studiato Filosofia, è stato di arrivare al cuore delle cose. Ma non sono mai stata
una santoriana di ferro". Cosa le impediva di
esserlo? "Io sono una secchiona piemontese, distaccata, kantiana. Lui è
passionale, emotivo, d'impatto". Tra Santoro e La7, com'è finita da
Costanzo? "Dopo la censura di Sciuscià, la Rai non ha esercitato con me
l'opzione di contratto per un altro anno. Così, una volta che ero ospite al
Costanzo show mi si offrì di far parte della redazione di un nuovo programma,
Tutte le mattine". Come si è trovata con Costanzo? "Orari precisi,
riunioni, molto lavoro. È una macchina da guerra". Cosa le ha insegnato?
"Ad affrontare qualunque tema. Il cosiddetto talk show, la tv quotidiana
non è solo evento ma rapporto col pubblico, informazione e servizio". Lei
ha provato tutte le principali aziende televisive. "Sono nata con Santoro
a Mediaset. Quando lui tornò in Rai, Liguori mi offrì
la conduzione di Studio Aperto. Mi licenziai dopo un anno e tornai da Michele a
Il raggio verde, perché sono un'anarchica e cerco le cose che mi interessano. Gad Lerner mi voleva assumere al tg
di La7, ma rimasi in Rai, dove Santoro era come un'isola in un'azienda immensa,
un patrimonio di professionalità bloccato dalle burocrazie,
mentre Mediaset è molto veloce". Antonio Ricci una volta ha dichiarato che
le telegiornaliste dicono idiozie e subiscono
molestie perché sono selezionate con lo stesso criterio delle veline. "Non
ho mai subito molestie sessuali, ma non posso parlare per le altre. In
parte è vero che si viene selezionate per l'aspetto fisico. Però essere belle è
scomodo perché bisogna faticare di più per farsi accettare. Specialmente se
come me non sei mai stata raccomandata". È raccomandata dai suoi occhi
azzurri. "Non credo, è pieno di occhi azzurri che non funzionano".
Mettiamo che diventi direttore di un tg, quale
decisione prende subito? "Dare tutte le notizie. Ed evitare di impostare
le priorità sulla base delle agende politiche. Forse sarei condizionata dagli
ascolti, che oggi abbassano il livello dei tg".
Qual è il suo preferito? "Sky Tg 24". E quello che le piace meno?
"Il rotocalco di Studio Aperto, "Lucignolo": non è
informazione". Una telegiornalista che stima.
"Mi è sempre piaciuta Annalisa Spiezie. E Milena
Gabanelli di Report". Che pensa dei presentatori
che fanno i giornalisti? "Daria Bignardi fa delle interviste diverse dal
solito. Ma certo se un potente può permettersi di andare davanti a molti
telespettatori senza ricevere domande scomode, ovvio che ne approfitta. Anche
Bonolis che incontra Donato Bilancia mi preoccupa. E ora pure i comici
intervistano, ad esempio Crozza. Non difendo i
giornalisti, ma vorrei che la qualità delle domande, chiunque le formuli, fosse
alta".
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERBANIA.SABATO E DOMENICA AL MUSEO DEL PAESAGGIO
Cadorna torna in campo alla mostra dei soldatini Al generale di Pallanza l'omaggio dei collezionisti [FIRMA]CARLO BOLOGNA
VERBANIA Trincee, mulattiere, fortificazioni. Quelle difese costruite durante
la prima guerra mondiale (1915-18)a ridosso della frontiera tra Piemonte,
Lombardia e a tratti anche in Valle d'Aosta nel gergo della
burocrazia militare del
tempo erano conosciute come "Occupazione Avanzata Frontiera Nord".
Oggi quelle difese sono note come "Linea Cadorna", perché furono
ideate proprio dal generale Luigi Cadorna, nato a Pallanza
il 4 settembre 1850: il padre Raffaele comandò la spedizione che conquistò Roma
nel
( da "Corriere Economia Online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sommario Emergenza
idrica Per usufruire dei 920 milioni L'Acquedotto A rischio 500 milioni di
finanziamenti M entre in Puglia scoppia l'emergenza
idrica con tre mesi di anticipo sull'estate, l'Acquedotto Pugliese rischia di
perdere 4-500 milioni di euro di finanziamenti europei per l'ammodernamento
della rete a causa dei ritardi burocratici e dei veti locali. Con una rete di
( da "Corriere Economia Online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sommario M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre mesi di
... M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con
tre mesi di anticipo sull'estate, l'Acquedotto Pugliese rischia di perdere
4-500 milioni di euro di finanziamenti europei per l'ammodernamento della rete
a causa dei ritardi burocratici e dei veti locali. Con una rete di
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
In
Italia la legge e la burocrazia sono una giungla in cui a volte, senza
una guida esperta, per far valere un proprio diritto oppure per riparare ad una
palese ingiustiza, non si viene nemmeno ascoltati. E'
il caso, ad esempio di una signora invalida di San Benedetto Po, che nello
scorso settembre si è recata in auto insieme al marito a fare la spesa al
Gigante di Curtatone. La coppia ha parcheggiato in un
posto auto riservato agli invalidi vicino all'ingresso del centro commerciale,
avendo la signora problemi di deambulazione ed essendo munita del pass
invalidi, esposto sul cruscotto della macchina del marito. Al ritorno la
spiacevole sorpresa: sotto il tergicristallo c'era una multa per divieto di
sosta di 148 euro, con decurtazione di due punti dalla patente. La coppia ha
presentato ricorso al prefetto contro il Comune. Ricorso respinto. La coppia si
è allora rivolta ad un legale, l'avvocato Jacopo Rebecchi,
che ha fatto un nuovo ricorso al giudice di pace di Mantova Ornella Poli. Il
nuovo ricorso è stato accolto. (f.v.).
( da "Arena, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIBATTITO. Stasera
alla Gran Guardia, presente l'assessore Martini I medici si interrogano sulla
loro professione "Eclissi della professione medica? Difendiamoci
da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo,
piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.30 nella
sala convegni della Gran Guardia dal consigliere comunale e medico, Francesco Spangaro, in collaborazione con otto diverse sigle
sindacali. All'appuntamento, rivolto ai medici della città e della
provincia sia ospedalieri che territoriali, interverranno il sindaco di Verona
ed ex assessore regionale alla sanità, Flavio Tosi, e il suo successore a
Palazzo Balbi, Francesca Martini. "Lo scopo dell'iniziativa", ha
anticipato Spangaro, "è di riunire attorno ad un
unico tavolo tutti gli attori del sistema sanitario provinciale e regionale e
ragionare su quali siano i problemi della professione medica, sempre più spesso
mortificata da una serie di situazioni spiacevoli". "Di questo
passo", hanno proseguito gli organizzatori, "si arriva
inesorabilmente verso la eclissi della professione". Alla tavola rotonda,
cui interverranno anche alcuni segretari regionali delle principali sigle
sindacali, parteciperà anche il presidente dell'Ordine dei medici di Verona,
Giorgio Carrara. "L'incontro è di carattere interprofessionale", ha
concluso Spangaro, "nel senso che è rivolto a
tutti i medici che si trovano ogni giorno problemi nella gestione del
paziente". Dalle carenze organizzative, alla burocrazia
che ricade specialmente sui medici di medicina generale, alla così detta
"medicina difensiva", quella cioè che costringe i camici bianchi ad
agire non solo e non più secondo scienza e coscienza ma anche per tutelarsi da
possibili denunce da parte dei pazienti, fino al rapporto con la magistratura,
saranno temi oggetto di confronto. "Sempre più spesso", hanno concluso,
"nei rapporti con la magistratura ci si trova ad affrontare una sorta di
storture del sistema tale per cui sembra che l'onere della prova di una
possibile colpa sia appannaggio non più dell'accusa ma dei medici accusati. E
questo, certamente, non è accettabile". "Anche le carenze
organizzative", aggiungono dall'Anaao, il
principale sindacato medico degli ospedalieri, "fanno sì che i medici
perdano la faccia per colpe non loro e, talora, anche per questo si arriva alle
denunce".
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Da Nord a
Sud 12 mila punti del Democratic day
Gazebo contro gazebo Anche il Pd rispolvera i banchetti in piazza FRANCESCA
SCHIANCHI ROMA Noi la sinistra l'abbiamo sempre votata e la votiamo: Rutelli e
Veltroni", comunicano ai militanti berlusconiani le pasionarie
Rossana e Sestilia, 73 e 78 anni. Piazza del Popolo:
all'ora del tramonto va in scena la guerra dei gazebo. "Voi non uscite
mai, non conoscete i problemi", le liquidano sprezzanti quelli del Pdl. "Ma ho figli laureati che mi spiegano",
replica Rossana per nulla offesa, sotto braccio i volantini del Pd: li
distribuisce il gazebo dirimpettaio, al centro della piazza, grande foto di
Veltroni e un paio di volontari ad accogliere e illustrare. E' uno dei 12 mila
punti d'incontro allestiti ieri in tutta Italia dal Pd per il "Democratic day", chiamata a
raccolta dei sostenitori a due settimane dal voto. Tornano i banchetti nelle
piazze in questa giornata primaverile, dove quasi sei mesi fa spuntarono per le
primarie: "E' andata benissimo: abbiamo distribuito 100 milioni di pezzi
di propaganda varia", gongola Ermete Realacci,
responsabile comunicazione del partito. "Valutiamo di aver contattato sei
milioni di cittadini, grazie al lavoro di 100 mila attivisti. E un milione e
200 mila persone hanno dato la propria disponibilità ad aiutarci in queste
ultime due settimane", stima soddisfatto. Distribuiti vademecum del
volontario (con consigli per diffondere il verbo), adesivi, segnalibri,
materiale sui candidati, più qualche iniziativa di quartiere: chi ti offre una
piantina, chi un braccialetto di gomma con inciso "Si può fare". In
piazza Fiume i gadget finiscono subito: è il gazebo accanto a casa Veltroni,
preso d'assalto da sostenitori e telecamere. Il leader arriva poco dopo
mezzogiorno, un bagno di folla che invade la strada ("non è possibile, li
denuncio: mi hanno anche dato del fascista", strilla un militante dalla
tenda di fronte, targata Pdl): "A prescindere
dai sondaggi siamo in rimonta", si compiace il segretario, "non sono
stanco, sarà l'adrenalina", risponde a chi si preoccupa. In compagnia di
Valerio, fratello di Walter, sta in disparte la moglie Flavia: arrossisce con i
giornalisti che la assediano. "Vi odio", scherza, "vedo Walter
entusiasta", "spero che oggi si riposi", taglia corto prima che
il marito la chiami accanto a sé. Tra la folla il ministro Melandri in versione
jeans e scarpe da tennis, il vice Dario Franceschini,
Goffredo Bettini inseguito da una signora:
"Posso presentarti Oreste Lionello?". "C'è stata molta gente
questa mattina", giurano i militanti di piazza del Popolo, "persone
che arrivano e dicono "Ce la dobbiamo fare se no cambio paese"".
Sfilano i testimonial: "Stamani sono venuti Giulio Scarpati,
Simona Marchini, Ugo Gregoretti", aggiungono. Eppure non si vedono le code del 14 ottobre: "Perché allora
c'era una burocrazia che
portava via tempo, si sostava più a lungo", spiega Realacci.
"Oggi no, ma è andata alla grande, mi creda: in molti casi il materiale è
finito già al mattino". Da Nord a Sud: "In Lombardia è andata molto
bene. Anche davanti alle chiese".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
THIENE. Non sono mai
stati omologati dal Ministero dei trasporti Si spengono uno ad uno i semafori
"intelligenti" di Alessandra Dall'Igna Si
spengono uno ad uno, senza gloria, i semafori "intelligenti" dei
comuni aderenti al consorzio di vigilanza thienese. Dopo che in città questi
impianti con rilevatore di velocità sono stati disattivati perchè
considerati illegali dal Ministero dei trasporti, ora anche i sindaci delle
varie amministrazioni si stanno adeguando. La paura di essere citati per danni
o lesioni a seguito di eventuali incidenti attribuibili all'impiego di questi
dispositivi, ha spinto i comuni a spegnere i loro semafori intelligenti,
limitandone il raggio d'azione. Ora, infatti, questi dispositivi non faranno
più scattare il rosso al superamento dei limiti di velocità, ma funzioneranno solo
a chiamata, ovvero su richiesta dei pedoni. Un "effetto domino" che,
partito da Thiene, potrebbe travolgere le amministrazioni di tutta Italia, dove
questi semafori, installati a migliaia, sono tutt'ora in azione. "Il
semaforo posto a Grumolo, lungo la provinciale Thiene-Zugliano
- afferma Romano Leonardi, sindaco di Zugliano - è sospeso da un mese. Non volevo ritrovarmi con
un ricorso contro il comune solo perchè il semaforo è
fuori legge. Tuttavia mi sembra davvero paradossale che un dispositivo utile a
garantire la sicurezza stradale non venga considerato legale solo perchè manca di approvazione ministeriale. Il buonsenso dovrebbe prevalere sulla burocrazia. A tale proprosito, l'assemblea dei
sindaci ha incaricato l'Anci Veneto di promuovere l'omolagazione di questi semafori". In attesa che il
Ministero decida di sdoganare i semafori intelligenti, i comuni preferiscono
non rischiare, correndo al riparo con soluzioni a volte davvero fantasiose.
"Il nostro semaforo è ancora attivo - spiega l'ufficio tecnico comunale di
Calvene - ma abbiamo già chiamato la ditta
installatrice affinchè venga a modificare il
funzionamento. Nel frattempo abbiamo deciso di spostare il radar che rileva la
velocità delle auto in arrivo, cosìcchè si evita di
far scattare il rosso". E tra tante amministrazioni che, dopo aver
investito economicamente sull'installazione di questi semafori, ora si vedono
costrette a spegnerli, c'è anche qualche comune che non ci sta, e continua a
farli funzionare in modalità "intelligente". "Capisco che sui
comuni ricada la piena responsabilità civile e penale - precisa Ugo Scalabrin, sindaco di Fara - ma
chi si dovrebbe assumere la responsabilità morale? Non dimentichiamoci che
questi dispositivi si trovano in punti dove la viabilità è critica e c'è un
alto rischio di incidenti".
( da "Arena, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
NOTAI. Fondamentali
nelle compravendite immobiliari Ha il compito di essere imparziale Il Notaio è
l'interprete del diritto in prima linea, in quanto una volta emanata la legge,
per primo è chiamato ad applicare la norma, non sempre chiara e piana nella sua
formulazione. Qualunque contratto egli riceva, compravendita, mutuo,
costituzione di società, servitù, convenzione, testamenti, deve controllare che
il contenuto del contratto sia adatto alla situazione giuridica e alla volontà
delle parti, idoneo quindi a produrre gli effetti giuridici voluti dalle parti,
in conformità alla legge. Nell'esercizio delle sue funzioni il Notaio svolge
un'importante attività di informazione al cittadino-cliente. E' una
"consulenza a tutto campo" che al Notaio è richiesta in misura sempre
maggiore. Ha il dovere di dare una corretta e trasparente informazione
sull'atto o sul contratto da stipulare in tutti i suoi aspetti, in particolare
civilistici, amministrativi e fiscali. Tutta questa complessa attività di
informazione e consulenza richiede al Notaio un continuo aggiornamento
professionale che non può essere delegato a terzi, intermediari, agenzie
immobiliari, promotori . Compito prevalente del Notaio è la funzione di
adeguamento della volontà dei privati alla norma, per giungere a sistemazioni
negoziali certe e giuridicamente valide, compito dal duplice profilo, dovendo
contemperare gli interessi dei privati con l'interesse generale
dell'ordinamento, diretto a realizzare la pace tra i consociati, il che è il
fine stesso del diritto, e ciò comporta il rispetto delle forme
previsto dalla legge che non costituiscono soltanto vuota burocrazia. Da ciò discende la necessità
di una maggiore conoscenza di questa figura da parte dei cittadini per una
reciproca collaborazione in modo che le esigenze e le istanze sociali siano interpretate
e soddisfatte con sempre maggiore adeguatezza e competenza.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
"L'ennesimo balzello" Con gli amici commentiamo gli articoli che sul
Suo Giornale vengono pubblicati in merito alle promesse elettorali. Mi sembra
che qualcuno ora per farsi bello ci stia prendendo per i fondelli! Come si fa a
promettere "Abbattimento della Burocrazia", come
sostengono i signori Calearo e il suo entourage,
quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la
"burocrazia";
basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo
instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse
sempre vuote dello Stato. L'ultima trovata del governo attuale è stata
di aumentare la tassa di iscrizione del 10% delle imprese individuali presso il
Registro delle Imprese. In questo momento di crisi economica generale non
sarebbe invece stato più logico ridurre tale balzello? Purtroppo siamo
considerati "vacche da mungere" in ogni momento e nessuno osa
ribellarsi, nemmeno le categorie economiche che dovrebbero tutelare i propri
associati. Filippo Gecchelin.
( da "Adige, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ciata a favore delle moschee L'esempio
di un frate lontano dai riflettori L a Badia di San Lorenzo a Trento è quella
dove presta la sua opera padre Butterini, noto alle
cronache di questi giorni per la sua crociata a favore delle moschee. Ma, nella
stessa Badia, opera, da anni, un frate, sacerdote, che non fa né collette pro
moschee né propaganda contro le basi militari: fa semplicemente quello che il
suo mandato gli impone di fare, ovvero, il prete. Lo fa lontano da copertine o
cronache, mettendo insieme cultura e fede ad una bontà d'animo senza eguali.
Guida le celebrazioni o i canti, suona l'organo e viene da un'esperienza
trentennale di parroco a Rovereto. Ebbene: questo frate, esempio di umiltà per
ciascuno di noi, è arrivato, in questi giorni, all'invidiabile età di
ottantasei anni. L'unica parola che si può e si deve dire a quest'uomo è
"grazie" sperando che il buon Dio ce lo lasci ancora e magari ci
consenta, fra un canto e l'altro, di sorseggiare anche qualche bicchiere di
vino. Buono, s'intende. Grazie, padre Cherubino. Maurizio Nucida
Formazione e risorse per dei buoni infermieri S iamo
un gruppo di Coordinatori dell'Ospedale S.Chiara e
vogliamo offrire anche il nostro punto di vista sulla discussione che si è
aperta, ed alla quale è stato dato ampio risalto sui giornali, relativamente
alla gestione della formazione universitaria di Infermieristica presso il Polo
Universitario di Trento. Crediamo di essere persone qualificate ad esprimere un
parere in merito all'argomento in primo luogo poiché gli studenti infermieri
svolgono il tirocinio presso i nostri reparti e contribuiamo - con tutor ed
infermieri - alla formazione e valutazione dello studente, in secondo luogo
poiché gestiamo successivamente l'inserimento dei neodiplomati nelle diverse
Unità Operative e valutiamo le competenze professionali nel tempo. La
formazione infermieristica a Trento è sempre stata - ed è tuttora - di impegno
e rigore scientifico, garantendo all'utenza elevata professionalità e standard
assistenziali di alto livello. Noi tutti, non solo come coordinatori
infermieristici ma come cittadini, chiediamo agli infermieri di essere
altamente professionali con un forte riferimento deontologico; questo è il
fondamento dell'impianto formativo del Polo Universitario di Trento, con il
quale ci troviamo in piena sintonia. L' impegno, sicuramente elevato, che è
richiesto nel percorso formativo agli studenti è lo stesso che chiediamo
quotidianamente agli infermieri nei nostri reparti; la professione
infermieristica è una professione a stretto contatto con il malato e richiede
un continuo confronto con la complessità e criticità nelle diverse situazioni.
Abbiamo letto l'interrogazione fatta da consiglieri provinciali su "cosa
sta accadendo nelle scuola per infermieri di Trento" alcuni giorni fa su
un giornale locale; ci pare frutto di una valutazione sommaria segnalare un
alto tasso di abbandoni se non è rapportato a quello delle altre facoltà e
discipline universitarie. Testimoniamo che il percorso formativo è molto
accompagnato da docenti e tutor esperti; è strutturato sul modello della
formazione infermieristica europea, dal quale non è pensabile allontanarsi. Che
ci sia interesse nei confronti della professione infermieristica ci fa piacere,
ma chiediamo alla funzione politica di intervenire facendosi carico delle
istanze che complessivamente la professione porta avanti, fra le quali: creare
coerenza tra l'impianto formativo e le condizioni organizzative nelle quali
l'infermiere si trova ad esercitare per garantire all'utenza un'assistenza
sempre migliore. Maria Rosa Andreatta, Eugenia Bezzi, Anna Maria Callovi, Ivana Castelli, Marina Cologna,
Monica Filagrana, Manuela Fontanari,
Giuseppina Gasperi, Lorenzo Gobetti, Monica Ioris,
Cornelia Leonardelli, Anna Cristina Manco, Cristina Micheli, Emanuela Modena, Gloria Pallaoro,
Nadia Pergher, Marisa Piffer,
Ornella Roat, Federica Rosa, Riccardo Scartezzini, Lucia Tessaro, Paola
Trainotti, Alberto Trentin
La linea non era guasta Cliente moroso con Bt Italia
I n merito all'articolo pubblicato sull'Adige lo scorso 21 marzo dal titolo
"Linea telefonica guasta, rabbia al Pizzorante Groff" desidero puntualizzare alcuni passaggi
dell'articolo relativo al rapporto commerciale in corso tra BT Italia, uno fra
i principali operatori di telecomunicazione presenti sul territorio nazionale
con oltre 250.000 aziende clienti, e il signor Yuri Degasperi titolare del Pizzorante
Groff. BT Italia fornisce dal 2004 un servizio di
fonia e accesso a Internet veloce all'esercizio del signor Degasperi.
Per un mero errore, la fattura ricevuta lo scorso novembre e relativa ai
servizi erogati nel mese di marzo 2007, aveva fra le proprie voci un importo di
823,71 euro più iva per spese di attivazione. Senza segnalare l'anomalia al
nostro servizio clienti (non risulta alcuna telefonata ricevuta e nessuna
richiesta aperta), il signor Degasperi ha inteso
bloccare il pagamento della fattura di marzo e di tutte quelle successive. Di
fronte al mancato pagamento delle fatture, gli uffici competenti di BT Italia
hanno contattato il cliente in data 18 gennaio, facendo presente che per
verificare l'anomalia contenuta nella fattura relativa ai servizi di marzo
relativa all'attivazione, avrebbe dovuto contattare a mezzo mail, fax o
raccomandata il nostro servizio clienti. Successivamente il 29 gennaio è stata
inviata una lettera di preavviso di sospensione del servizio. Per chiarezza ad
oggi a fronte di una contestazione di 823,71 euro più iva per attivazione, non
dovuta, il signor Degasperi ha trattenuto somme per
fatture emesse successivamente, a seguito della regolare erogazione del
servizio per un complessivo ammontare decisamente superiore alla somma
contestata. Quindi non è corretto scrivere, come titola l'articolo del
giornale, "Linea telefonica guasta" in quanto si è semplicemente
trattato di sospensione volontaria del servizio da parte di BT Italia, a
termini di contratto, per morosità del cliente, che fra l'altro il 10 gennaio
ha deciso di disdire il servizio. In ogni caso, a seguito dell'articolo
pubblicato dal suo giornale, che ci ha evidenziato il problema riscontrato dal
cliente, ma fino ad oggi, mai segnalatoci secondo i canali aziendali preposti,
abbiamo provveduto nella giornata di martedì 25 marzo a riattivare il servizio
e a formalizzare lo storno del contributo di attivazione contestato, restando
inteso che attendiamo dal cliente la regolarizzazione della sua posizione
amministrativa. Carlo Ridolfi - Ufficio Stampa BT
Italia Rivolta contro i fitofarmaci Ingrati, sputano nel piatto D omenica scorsa ho letto l'articolo nella cronaca della val
di Non e mi sono detto: c'è n'è gente che ha molto buon tempo! Mi fa sorridere
la storia del risveglio del letargo degli atomizzatori, ma questi signori in
che mondo vivono, non si accorgono di tutti quelli aerei che ci passano sopra
la testa e ci scaricano tonnellate di cherosene, combusto e non,e , quando
hanno mal di testa, magari dopo una bevuta di troppo, corrono in farmacia a
comperarsi delle pillole, invece di curarsi con l'erba o con estratti come nei
tempi antichi. Che sia finita di sputare nel piatto da dove fin'ora anno
mangiato, adesso che sono filosofi o sociologi, che sono solo capaci di
criticare chi lavora, chi produce e crea reddito. Sicuramente questi signori
avranno origini da famiglie che poco o tanto avranno a che fare con il mondo
dell'agricoltura, e, se hanno avuto la possibilità di studiare, devono
ringraziare i loro genitori, che usando i fitofarmaci hanno salvato il loro
reddito. Voglio ricordare che si stanno per togliere dal mercato una notevole
quantità di molecole di principi attivi, per tutelare sempre più la salute
degli operatori e dei consumatori. Al posto dei meli vicino alle case, come
diceva Celentano, costruiamo case su case, catrame e cemento, così eviteremo di
discutere di tutto ciò. Enrico Dalpiaz Quando anche
la moto è in armonia con la natura H a ragione il signor Mattia Pedergnana a lamentarsi, nella sua lettera del 27 marzo,
per il rumore provocato da alcune moto sulle montagne di Trento, ma una bella
fotografia contenuta nell'articolo pubblicato venerdì scorso sull'Adige e
relativo all'ultimo libro di Gianni Rocca, che ho il piacere di conoscere da
molti anni, dimostra come una moto possa benissimo essere compatibile con il
rispetto della montagna e dei suoi abitanti, uomini od animali che siano.
Infatti in tale fotografia si vede il pastore, alla guida di una moto da trial,
seguito dal suo gregge di pecore che, notoriamente, non si distinguono per il
coraggio e questo significa che una moto da fuoristrada non sempre produce un
rumore assordante. Sicuramente ci sono motociclisti che modificano l'impianto
di scarico del loro mezzo ma questo è un problema di educazione che purtroppo,
mai come oggi, è trasversale a tutti gli ambiti della società. Carlo Gasperi
Deluso dalla politica Non cambierà niente O ramai ci siamo, tra poco più di due
settimane, milioni di italiani officeranno la processione. Il santo protettore?
Probabilmente Silvio Berlusconi. D'altronde si sa, la stabilità politica della
democrazia è tale da offrire continue alternanze e ribaltoni, mentre i problemi
del nostro Paese persistono. Mi chiedo che significato abbia andare a votare.
Perché votare per delle persone scelte da altri e che si dimostrano incapaci di
adempiere al loro dovere? Comunque sia, chiunque vinca, la politica estera è
già definita da tempo: la nostra servilità, chiedo scusa, la nostra alleanza
col Grande Fratello Stelle e Strisce e col Fratello Maggiore a Monostella non è messa in discussione da nessun partito. E
che dire della politica interna? Da cattolico non ho scelta ed ho perso ogni
speranza in partenza. Se nelle schiere ecumeniste
vaticane non si ha e non si insegna la fede in nostro signore Gesù Cristo unico
giusto in mezzo a tanti ladroni, che dire dei preti nostrani che si rifiutano
di battersi contro le malefatte odierne? Dall' aborto al divorzio, dal
precariato al diritto ad una casa, dalla giustizia sociale alla lotta contro
l'usura ormai unica fede di questo stato e di questo mondo basato sulle banche.
Se qualcuno intende trovare una buona anima nel mondo della politica si sbaglia
di grosso. Le peggiori leggi sulla famiglia sono state promulgate coi governi
di chi si proclamava cattolico per i cattolici. Guardando poi a chi cattolico
non e', a dir poco mi cadono le braccia. Anche la politica
ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera
sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista
e mentre risiede imbonita nei salotti massonici dell'alta finanza
internazionale, la vera destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima
arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno. Che
dire, siamo ameri-cani anche in politica col Pd-Pdl
falsa copia, ma non troppo, dei democratici-repubblicani.
Sono stufo delle promesse elettorali, stufo marcio di queste sagome che
banchettano col nostro sudore. Fra poco sarà tutto finito, la processione avrà
il suo patrono e il Partito democratico delle libertà andrà al potere e nulla
cambierà. Anche perché, se il voto cambiasse veramente lo stato di cose,
sarebbe fuorilegge. E così sia. Andrea Giovanazzi -
Rovereto 31/03/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 13 del 2008-03-31
pagina 3 Ma in Germania si può licenziare chi non produce di Redazione Il
Tribunale federale del lavoro: il dipendente che rende un terzo in meno dei
colleghi va allontanato Metodo, preparazione, operosità. Un tempo, almeno. Il
mito del lavoratore tedesco, orgoglio di Germania, si è un po' appannato negli
anni. "Mansionari" e burocrazia hanno saldamente preso il sopravvento in uffici e fabbriche
dalle Alpi al Mare del Nord. Ora però le cose potrebbero cambiare. Merito dei
tribunali, che sembrano aver riscoperto merito ed etica del lavoro. La sentenza
che in molti considerano una svolta è di poche settimane fa ed è stata pronunciata
dal Tribunale federale del lavoro, una sorta di Corte di Cassazione in
tema di conflitti sindacali. Il principio enunciato suona quasi rivoluzionario:
chi lavora male, o non lavora affatto, non merita lo stipendio. La decisione
dei magistrati parte dalla denuncia di una casa di spedizioni. La società aveva
licenziato un dipendente che commetteva il triplo degli errori dei suoi
colleghi. Una prima lettera di ammonizione non aveva avuto effetto. Una seconda
nemmeno. Da anni la percentuale di sbagli del dipendente nel mirino rimaneva
costante. Sempre drammaticamente più alta di quella dei suoi compagni di
lavoro. Alla fine la società aveva deciso di passare ad estremi rimedi.
Decisione del tutto giustificata, ha sentenziato il Tribunale federale del lavoro.
Le aziende non fanno beneficenza: se la prestazione di lavoro di un dipendente
si mantiene per lunghi periodi di tempo inferiore di almeno un terzo rispetto a
quella fornita dagli altri lavoratori il licenziamento è giustificato. C'è
qualche condizione da tenere presente, ha avvertito il Tribunale. Una tra
tutte: il gruppo di lavoratori preso come paragone deve essere omogeneo. Non si
può, per esempio, paragonare la forza fisica di un sessantenne con quella di
colleghi ventenni. Detto questo, la regola è stabilita. E nelle aziende
tedesche si prepara l'addio a fannulloni e perditempo. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Nuova Venezia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soprintendenza
Archeologi reggenti Bloccate le nomine Primo stop alla nomina ai vertici delle Soprintendenzae archeologiche. La dura protesta che sta interessanto gli uffici del ministero in mezza Italia, e in
particolare in Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte, ha convinto il ministro
per i Beni culturali Francesco Rutelli a prendersi una pausa di riflessione.
Per stamattina, nel suo ufficio di Roma, ha convocato a rapporto il direttore
generale del ministero che aveva proposto le ultime nomine. Nel mirino degli
archeologi la nomina di soprintendenti "reggenti" trasferiti dalle
Regioni e non dal ministero. Che in pratica hanno superato a pie' pari esperti archeologi che erano in lista da anni.
Così a Venezia dovrebbe arrivare al posto di Giuliano De Marinis,
Maria Amalia Mastelloni, distaccata dalla Regione Sicilia. "Niente contro
la persona", dicono gli archeologi veneziani, "ma
perché fare queste scelte imposte dalla vecchia burocrazia del ministero senza prendere in esame le professionalità interne
che esistono?". Non è soltanto una questione di gradi. Perché la carriera
e gli stipendi degli archeologi in forza alle Soprintendenze sono ben diversi
da quelli assunti dalle Regioni a statuto speciale. A fine carriera, i
professionisti spesso sottopagati e nemmeno tanto valorizzati, si aspettavano
almeno qualche soddisfazione di avanzamento sul campo. Invece i nuovi dirigenti
vengono imposti da fuori. E come se non bastasse, non sono nemmeno dipendenti
dello Stato. (a.v.).
( da "Nuova Venezia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte IL CACCIATORE
DI AQUILONI IL CACCIATORE DI
AQUILONI (Usa 2007), drammatico di Marc Forster con Khalid
Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Zekiria Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San
Francisco, dove ha realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di
sposare la donna che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di
origine, così decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia e Hong
Kong 2007) drammatico di Kar Wai
Wong, con Norah Jones, Jude
Law, Rachel Weisz, Natalie
Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad R. Davis Dopo la
dolorosa rottura di una intensa relazione, Elizabeth parte per un viaggio
attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar, dove
conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008), commedia
di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese,
Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea,
Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena Arvigo
Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center
di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura
così in mondo fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati,
danze motivazionali, jngle aziendali, premiazioni,
applausi e penitenze concordate. L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa
2007), commedia di Peter Hedges, con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane
Cook, Brittany Robertson,
John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill,
Marlene Lawston, Emily Blunt,
Jessica Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre
figlie adolescenti, rifugge da qualsiasi possibilità di intraprendere delle
nuove storie d'amore. Un giorno però incontra la bella Marie e scocca la
scintilla. Dan scopre però che la donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E
LA BAMBINA (Francia 2007), commedia di Luc Jacquet,
con Bertille Noel-Bruneau,
Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel
bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura.
Conosce una volpe, e nasce un'amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007),
drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio,
Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo
Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme
per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a
Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare
l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del
"suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO
(Usa 2008), commedia di Anne Fletcher con Katherine Heigl,
James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin,
Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik
Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il
ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per
l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. LA BANDA
(Israele e Francia 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva
Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda
musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a
una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto
nessuno li aspetta. Museo Correr Piazza San Marco Sfere del cielo Fino al 13
aprile Lawrence Carrol Fino al 4 maggio Orario del
Correr 10-18 tutti i giorni IuaV sala Valle ex
Cotonificio Dorsoduro 2196 Costruire sul costruito
Fino all'11 aprile Galleria A+A San Marco, Calle Malipiero Sergej Kapus. personale Orario: 11-14 e 15-18 da martedì a sabato
Fino al 5 aprile SpazioGiudecca 795 Fondamenta S.
Biagio 795 Incandi di Luciano Pasquini
Orario: mar-ven 15-20 sab-dom
11.30-30 Fino al 13 aprile Centro Candiani Piazzale Candiani, Mestre Don'y hold Your Breath Orario: lun-ven 15-19 sab-dom anche 10-13
Fino al 6 aprile Verifica 8+1 via Mazzini 5 Guido Marchesini Tutti i battiti
Orario: 16.30-19.30 giovedì, venerdì e sabato Fino al 26 aprile.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Alberto Krali Il gettito fiscale è da boom. Il debito è in calo, la
disoccupazione ai minimi storici, intorno al 6% a livello nazionale, 3,9% a
Milano. L'export verso i Paesi extra Ue cresce del 20%, in Cina del 23% contro
l'8,5% di importazioni. Le banche italiane, uniche in Europa, non sono
coinvolte nella bufera finanziaria americana. Insomma il bilancio dello Stato è
sulla strada giusta del risanamento e nessuno se ne accorge. Siamo in campagna
elettorale e gli umori contano più dei numeri. Una battuta sui mariti da
accalappiare, come rimedio alla disoccupazione femminile, vale più di una
statistica. L'euforia della promessa è la sindrome dei contendenti, il
disincanto verrà dopo e sarà tutto per gli elettori. Più pensioni è il
corollario di meno tasse. Un pensiero unico che affascina la società italiana.
Da lì non ci si smuove. La realtà è più prosaica. I conti migliorano se i
cittadini pagano. Un lavoro sporco che ogni governo vorrebbe evitare perché ha
un solo messaggio da trasmettere: austerità. Questo il vero programma che
attende il Paese una volta espletato il rito sacrificale dell'elezione
anticipata. Ne sono talmente consapevoli gli attori sulla scena politica da
evocare le grandi intese salvo poi smentirle e quindi di nuovo invocarle. Non
si governa un Paese da soli nel mezzo di una tempesta senza l'aiuto
dell'equipaggio. Lo dice la prudenza politica ma ancor più l'esperienza. Basti
guardare la Francia di Sarkozy, il mediatico. Ha
affascinato mezzo mondo con le sue storie amorose ed ecco che, chiamato al
dunque, fa cilecca. Ha messo attorno ad un tavolo più di
cento esperti per liberalizzare il Paese dai lacci della burocrazia e della mancata competizione.
Attali, presidente indiscusso del consesso, non ha
finito il suo lavoro che i tassisti sono scesi in sciopero e hanno bloccato
Parigi. Risultato: retromarcia veloce del grande liberalizzatore.
Tutto come prima. Capitolo riforme sociali. Niente da fare, non si può.
Il deficit è salito dal 2,4% al 2,7% e si avvia al fatidico 3%, soglia oltre la
quale scatta la sanzione di Bruxelles. Il debito è cresciuto sino al 64% del
Prodotto interno lordo e i fondamentali di una buona economia vacillano. Per
l'Italia del 104%, terzo debito pubblico più alto al mondo, gli spazi si
stringono. Può cambiare il governo, forse anche le strategie di intervento, ma
i conti alla fine devono quadrare. Un messaggio univoco, non di parte né di
partito e tuttavia chiaro: bisogna stringere la cinghia. Non è una questione di
soldi, quelli ci sono, il vero problema italiano è come spenderli. Una normale
buona amministrazione, ecco quello che manca. Sono in arrivo dalla Commissione
europea 100 miliardi di euro per il Mezzogiorno. Una cifra enorme da spendersi
nel quinquennio 2007-2013. Corrispondono a cinque Finanziarie nazionali,
superiore al valore complessivo della prima banca italiana, Unicredit, che
capitalizza 90 miliardi. L'ultimo lustro 2001-
( da "Eco di Bergamo, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Due documenti
riaprono il dibattito nazionale Merito e autonomia i nodi ancora da risolvere
La scuola è la mela avvelenata della campagna elettorale: i partiti tacciono,
la società civile ne parla. Nel giro di pochi giorni due documenti, elaborati
da gruppi diversi, sono stati offerti alla valutazione degli elettori e dei
candidati. Il primo ("Un partito per la scuola del merito e della
responsabilità") è stato presentato dal "Gruppo di Firenze" che
comprende tra gli altri Umberto Eco, Mario Pirani,
Giorgio Israel, Angelo Sartori. Il secondo ("Un patto per la scuola")
è partito dal "Gruppo del buonsenso" di Vittorio Campione, Franco Nembrini e Luisa Ribolzi, ed è
stato sottoscritto da una cinquantina di personalità di diversa provenienza e
appartenenza. Tra i sottoscrittori ci sono quattro bergamaschi: lo stesso
Franco Nembrini, il pedagogista Giuseppe Bertagna, il sociologo Dario Nicoli
e l'imprenditore Gianfelice Rocca, responsabile per
Confindustria del settore Education. I due documenti
hanno molti punti di contatto: chiedono a chiunque governerà l'autonomia,
l'aggiornamento dei programmi, la riorganizzazione dell'istruzione superiore.
il principio di responsabilità Il primo sottolinea la necessità del merito e
delle regole e chiede il ritorno al principio di responsabilità. Nel documento
tornano parole come "autorevolezza", "efficacia",
"valutazione" dei dirigenti scolastici, dei docenti e degli allievi.
In modo interessante si prendono ugualmente le distanze dal buonismo
sessantottino e dall'infatuazione per il modello aziendale imposto alla scuola.
Del cacciavite di Fioroni si salvano le commissioni esterne per la maturità e
lo sforzo di maggior rigore. la parità scolastica Il secondo documento
evidenzia la necessità di realizzare pienamente la parità scolastica,
sottolineando che "le decisioni sul sistema educativo e di istruzione di
un paese debbano essere escluse dallo scontro politico" perché la scuola è
"un bene comune da salvaguardare e sviluppare" e gli effetti di una
riforma "non possono essere valutati nell'arco di una legislatura".
autonomia bilanciata Entrambi i documenti chiedono un'autonomia (di curricolo,
assunzione dei docenti, gestione finanziaria) controbilanciata da una
valutazione esterna dell'operato delle scuole. Al ministero il compito di dare
indirizzi, fissare gli standard nazionali, controllare i risultati. Più equità
e meno egualitarismo, integrazione tra scuola e lavoro, formazione di base più
qualificata. didattica nuova Si chiede una didattica nuova che funzioni per
obiettivi senza contrapporre innalzamento della qualità media e eccellenza.
Insomma, nella società civile, la forza delle cose si è ormai imposta:
l'annaspare economico -istituzionale del Paese cesserà solo con cittadini
formati meglio. Un paese di ignoranti non può che retrocedere, afflosciandosi
ai bordi dell'Europa. Idee riprese anche da Confindustria nel suo decalogo
elettorale che ricorda che "se l'Italia adeguasse entro il 2020 i livelli
di apprendimento a quelli delle nazioni europee più istruite, la produttività
aumenterebbe del 15%". bertagna: più concretezza
Per il pedagogista Giuseppe Bertagna si tratta di un
ritorno alle origini: "Le idee sono sempre le stesse: la parità piena,
l'autonomia, la didattica e il reclutamento dei docenti. Quello che è cambiato
è il clima. Personalmente ho pagato abbastanza per il travisamento di idee che
all'inizio avevano ottenuto un consenso unanime dal mondo della scuola e che
partono da lontano, addirittura dall'epoca Falcucci.
Spero che ora il buonsenso prevalga e si agisca con più concretezza. Del resto
l'emergenza educativa è, per riprendere un'espressione di Benedetto XVI,
arrivata al grado dell'eccezionalità". nicoli:
combattere la dispersione Anche il sociologo Dario Nicoli
è tra i sottoscrittori del "Patto": "Fioroni ha avuto il merito
di non distruggere. Il punto più delicato era quello dell'obbligo scolastico,
si è evitato il biennio unico e si è introdotto solo l'obbligo di formazione
che consente una pluralità di percorsi. È probabile che la soluzione per il
futuro sia quella dell'apprendimento per livelli, l'Europa sta orientandosi in
questa direzione. Per l'Italia però è un cambio troppo grande. Dovremo
avvicinarci gradualmente, partendo dalla modifica dello stato giuridico del
personale. Finché i docenti sono inquadrati come statali è impossibile uscire
dal vicolo cieco dell'inserimento automatico con carriera piatta. Adesso il
rapporto tempo di lavoro/compenso fa dell'insegnamento un buon part-time per la
maggioranza e un cattivo affare per i docenti che lavorano molto. L'autonomia
scolastica dev'essere portata fino in fondo, sotto la
responsabilità dei dirigenti che devono essere valutati in base ai risultati
del loro istituto. La didattica, meno parole e più laboratori, è l'altra
priorità, se si vuol combattere la dispersione e la valanga di
insufficienze". Insomma, sembra che il paese ne abbia
abbastanza della scuola ammortizzatore sociale. Ma per cambiare occorrono fondi
(pubblici e privati) e soprattutto infilare scomodamente le mani nella
vischiosa burocrazia
scolastica, vero collante del sistema. Forse per questo i candidati, di scuola,
parlano poco. Susanna Pesenti.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'OPINIONE Se la burocrazia mette un freno all'imprenditore LO SPETTRO della
disoccupazione è quello che più ci affligge, ma non sempre pare destare quella
preoccupazione che dovrebbe. Un imprenditore di Lucca, nei giorni scorsi, ha
lamentato che l'eccesso di burocrazia non gli consente di ampliare gli stabilimenti, quindi non solo
può migliorare la produttività,ma nemmeno creare nuovi posti di lavoro. La burocrazia è rimasto uno dei malanni del
nostro tempo. Anni fa il Comune istituì dei corsi di lingua italiana, affinché
i dipendenti acquisissero modi di esprimersi e di pensare più autonomi,
ossia con quella chiarezza e sintesi di pensiero che consentono di liberarsi
dalle pastoie anche burocratiche. Questo per dire che l'argomento è stato
avvertito, ma forse non è stato portato avanti alla giusta maniera. Lucca, per
sua tradizione, è sempre stata terra di mercanti prima, di imprenditori poi.
Benessere e progresso della popolazione si debbono in parte a ciò.
L'imprenditore non è infatti soltanto un uomo d'affari, ma molto spesso un
creativo, che mette in gioco se stesso e i suoi beni allo scopo di realizzare
qualcosa che vada a vantaggio del prossimo. Non è affatto un compito facile.
Hanno cominciato a recepirlo anche coloro che non erano di tale avviso. Ma ci
sono volute crisi economica e crisi dei posti di lavoro, con tutto quello che
ne consegue. Una lezione appresa a caro prezzo. Un motivo in più affinché la burocrazia non continui a mettere bastoni nelle ruote a chi
altro non chiede che lavorare e far lavorare. - -->.
( da "Centro, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nella pubblicazione
di Morganti e Napoleone i saggi su fede, cultura e Kossovo "Europaitalia",
la sfida Ue Nel mensile di geo-economia saggi su
Bulgaria e Romania PESCARA. E' in edicola "Europaitalia.
Il mensile di chi produce, crea e pensa al futuro". Mensile diretto da
Adolfo Morganti, vice direttore Giuseppe Magri, con Delio Napoleone, presidente del comitato di redazione.
Numerosi i servizi relativi dedicati ai Paesi Ue. Un approfondimento
"Ultimi ma non ultimi" è dedicato alla Bulgaria e Romania. Con
servizi di Franco Cardini: Per il "Grande Mediterraneo" e il Forum
con: Mancini, Voglino, Ksenfont:
"Il nodo kosovaro e la UE". Negri: "Il malessere della
Chiesa". Mazzerelli:"Belgio: la profezia di
Don Milani. L'Editoriale. "L'Europa? Prima di
tutto va amata, come una casa". Osservatorio Europeo. Otto von Habsburg: "Cambiare per non cambiare". Ecclesia
Europea, Mons. Paul Poupard: "Fede oltre la
cultura". Il Focus, "Quando l'Unione si allarga" intervista a Gianfredo Comazzi. "Da Roma
a Lisbona. Cinquant'anni di UE" intervista a Pasquale A.Baldocci. Facciotto:
"Il freno è la burocrazia". Vinciguerra: "Le Camere di Commercio
bilaterali". Europanorama. Agnoli:
"Legge e potere". "Come sta la Chiesa? Malissimo"
intervista a Mons. Luigi Negri. Sbutega:
"Montenegro, cuore d'Europa".
( da "Gazzetta del Sud Milano" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DEGRADO Il Piano integrato di recupero si è arenato nei meandri della burocrazia ma bisognerebbe intervenire
CASCINA SESTOGALLO: CHE PECCATO VEDERLA COSÌ Da terra di confine a terra di
nessuno; per il 2008 non si prevedono interventi richiedi la foto Due eloquenti
immagini dello stato di abbandono in cui versa Cascina Sestogallo,
al confine con San Donato richiedi la foto San Giuliano Milanese - Il
degrado la fa da padrona e il Piano integrato di recupero si è arenato nella
solita burocrazia. Sembra la settimana della "San
Giuliano da bocciare" ma se le cose stanno così non ci si può far niente.
Il quartiere a ridosso del Redefossi non è l'unica
situazione di degrado presente in città. Cascina Sestogallo,
per la quale è previsto un passaggio all'ente Parco Agricolo Sud Milano, è
ormai un rudere abbandonato e i proprietari rivendicano addirittura la
proprietà del campo sportivo di Borgolombardo. Quindi
da terra di confine con il Comune "cugino" di San Donato, è diventata
terra di nessuno. La strada che da via Di Vittorio porta alla costruzione è
tutta dissestata, discariche abusive a cielo aperto qua e là, l'area cantierata ormai divelta sono oggi il panorama che si offre
al pubblico. Nonostante il via libera del Consiglio comunale per gli otto piani
integrati di recupero, Sestogallo per ora è fuori dai
lavori del 2008, che invece vedranno protagonisti gli interventi di
riqualificazione dall'ex-Bull di Borgolombardo
al Blue Residence. La ex-Pirelli
Cavi è pronta per trasformarsi in un nuovo quartiere che si affaccerà sulla via
Emilia. Come previsto, i maxi-cantieri per la realizzazione del cosiddetto
"Serenella bis" (in quanto sorge in linea di continuità con il
Serenella storico) dovrebbero decollare nei prossimi giorni, come anche i
lavori previsti nell'àmbito di ristrutturazione di
Cascina Selmo non dovrebbero farsi attendere. A
queste opere si lega la realizzazione di un vasto appezzamento di orti che
dovrebbe dare risposte alle richieste che si sono recentemente alzate da parte
di un gruppo di pensionati della zona, che hanno lasciato mal volentieri il
proprio orticello che coltivavano da dieci anni. Novità sono inoltre previste
nell'area centrale di via Matteotti, dove saranno messi in atto cantieri
concentrati sulla riqualificazione della zona. In più arriveranno, a scomputo
degli oneri di urbanizzazione, 23 milioni di euro che serviranno per
venticinque nuovi appartamenti di proprietà comunale da destinare in affitto;
la copertura del Redefossi nella zona di Borgolombardo; il collegamento viario e ciclopedonale
sull'asse Viboldone-Civesio-Sestogallo; la
sistemazione di Villa Volonté a Borgolombardo;
l'ampliamento della scuola di Zivido; il
completamento dell'edificio che ospita il liceo linguistico di via Trieste; la
ristrutturazione della dismessa caserma dei carabinieri di via Trieste; la
fermata ferroviaria di via Tolstoj; la riqualificazione di aree a verde per Zivido e l'adeguamento del Piano servizi e del traffico. Ma
per Cascina Sestogallo si dovranno attendere ancora
le calende greche. Articolo pubblicato il 31/03/08.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-31 - pag: 11 autore: New entry/1.
Apertura ai sodalizi dilettantistici iscritti nell'elenco del Coni In gara
anche 50mila associazioni sportive Giacomo Bagnasco Entrano ufficialmente in
scena le associazioni sportive dilettantistiche (in sigla Asd)
"riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge". E con il
loro arrivo la schiera dei possibili beneficiari del 5 per mille risulterà più
che raddoppiata. La categoria si può considerare una "new
entry": nei due anni passati, a dire il vero, numerose Asd
( in possesso del riconoscimento da parte del Coni, ma non della personalità
giuridica) si erano iscritte agli elenchi che comprendevano le Onlus, venendo
prima escluse dalla ripartizione dei fondi e successivamente riammesse. Adesso
però – al pari delle fondazioni nazionali di carattere culturale, delle quali
si parla nell'articolo sotto –le Asd si vedono
esplicitamente prese in considerazione. Una novità introdotta in sede di
conversione del decreto legge " milleproproghe"
248/07 (si veda "Il Sole 24 Ore" del 22 febbraio). Nei giorni scorsi
il Coni ha trasmesso all'agenzia delle Entrate l'elenco delle realtà che
potranno essere scelte dai contribuenti per l'assegnazione del 5 per mille. Vi
sono comprese tutte quelle che, indipendentemente dal possesso della
personalità giuridica, risultano iscritte al Registro nazionale delle
associazioni e società sportive dilettantistiche (tenuto appunto dal Coni) e
che, al di là della denominazione, hanno la forma giuridica di Asd. Rimarrano fuori, dunque, le
società di persone o di capitali, ma comunque –secondo le previsioni –
dovrebbero partecipare alla competizione circa 50mila sodalizi. Il numero
preciso si saprà il 7 aprile, quando l'agenzia delle Entrate pubblicherà tutti
gli elenchi delle varie "categorie". Ad ogni modo, considerando che i
beneficiari del 5 per mille in base alle dichiarazioni dei redditi 2006 erano
quasi 30mila (il dato del 2007 non è ancora disponibile), si può dare per certo
un netto ridimensionamento delle fette della torta per gli enti che erano stati
" votati" dai contribuenti negli anni scorsi. Le Asd,
oltretutto, potranno usufruire in un certo senso di una corsia preferenziale.
Infatti – contrariamente a quanto succede per le Onlus, le associazioni di
promozione sociale e le stesse fondazioni di carattere culturale, che devono
rispettare la scadenza di oggi, 31 marzo – si ritroveranno nell'elenco delle
Entrate senza doversi iscrivere in proprio tramite invio telematico. In
seguito, poi, non saranno tenute a spedire entro il 30 giugno la dichiarazione
sostitutiva di atto di notorietà. Tanta burocrazia in meno e nessun rischio di
dimenticare date (e dati) essenziali. giacomo.bagnasco@ilsole24ore.com CORSIA
PREFERENZIALE Questi potenziali beneficiari potranno essere prescelti dai
contribuenti senza aver sostenuto specifici oneri burocratici.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: EDILIZIA AMBIENTE E SICUREZZA data: 2008-03-31 - pag: 50
autore: Lavoro nero. L'importo medio per le irregolarità è stato nel 2007 di
5.200 euro Maxisanzione in frenata contro i cantieri irregolari Deborah Appolloni è mediamente di 5.200 euro la maxisanzione
introdotta dall'articolo 36-bis del cosiddetto decreto Bersani per gli
imprenditori edili che occupano più del 20% di lavoratori in nero o non
rispettano le norme in materia di orario di lavoro, permessi e ferie. A un anno
e mezzo dall'entrata in vigore della norma (Dl 223/2006 convertito con legge n.
248/2006) che prevede anche la sospensione dell'attività nei cantieri, il
ministero del Lavoro ha emesso verbali per un ammontare complessivo di 35,7
milioni a 6.795 aziende: ogni azienda si è trovata a pagare in media 5.254
euro. Inoltre, sono il 41% le aziende che hanno accettato di pagare,
regolarizzare e quindi riaprire i battenti. Le altre sono sparite nel nulla.
L'importo della multa è il risultato di vari voci. Per ogni lavoratore trovato
in un cantiere senza le registrazioni necessarie l'excursus edittale può
variare in teoria da
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGRICOLTURA
31-03-2008 PD HA COORDINATO IL PROGRAMMA La ricetta di Marcora
per aiutare il mondo agricolo II Luca Marcora ha
coordinato la stesura del programma agricolo del Pd. "E' il frutto -
spiega - di un percorso condiviso con i rappresentanti del mondo agricolo e
agroalimentare all'interno del Forum per l'agroalimentare del Pd, di cui sono
stato coordinatore. Il valore del Forum è stato riconosciuto dal partito, che
lo ha introdotto nello statuto come strumento fondamentale di partecipazione e
riproposto come modello in altri settori". Quali sono i punti principali?
"Innanzitutto voglio rimarcare come l'attività parlamentare per
l'agricoltura sia stata molto intensa e favorevole nel corso dell'ultima
legislatura. Ora il Pd ha tra i suoi obiettivi prioritari quello di far tornare
a crescere l'economia italiana: in questa prospettiva il settore agroalimentare
deve essere uno di quelli su cui basare le strategie di sviluppo. Fra i punti
principali la volontà di combattere il caro-prezzi, consentendo agli
agricoltori di guadagnare di più sui prodotti e ai consumatori di pagarli meno;
l'inizio del piano per lo sviluppo delle bioenergie, la difesa dei marchi Dop e Igp, la promozione
all'estero del made in Italy, l'intensificazione dei
controlli contro l'agropirateria, l'in - centivazione del biologico, le misure per ridurre i costi e
aumentare la competitività delle imprese, la riduzione
della burocrazia. Non
dimentichiamo però che l'agricoltura svolge anche un'importante funzione
sociale, di tutela ambientale, di garante della sicurezza alimentare, di
salvaguardia del paesaggio. E' su questi principi che si deve fondare un nuovo
patto tra agricoltura e società che permetta di mantenere l'attuale livello di
aiuti Ue". Quale futuro per l'agroalimentare di Parma? "Il
nostro territorio non potrà che beneficiare di una politica come quella del Pd,
che fa della centralità del sistema agroalimentare una priorità". Senatore
Luca Marcora.
( da "Centro, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mobilità. Via al
conto alla rovescia, Febo ha 31 giorni per mantenere
la promessa Filovia, promemoria per l'assessore CHIETI. "La filovia
partirà il 1º maggio". La promessa dell'assessore comunale alla mobilità e
ai lavori pubblici, Luigi Febo, coincide con un
impegno preciso che anche il sindaco chiede di rispettare, pena la perdita
della delega. Impegno assunto di fronte alle telecamere delle jene, la trasmissione di Italia uno, che ha trasmesso il
filmato venerdì sera. Una registrazione vecchia di 6 mesi, ma comunque attuale,
che peraltro offre un oggettivo aiuto all'amministrazione
comunale alle prese con una burocrazia ministeriale e tecnica che rallenta la pratica e di fatto
impedisce alla giunta di inaugurare il nuovo servizio ecologico di trasporto
pubblico che assegnerebbe a Chieti la patente di città che rispetta l'ambiente
oltre a dimostrare che sindaco e assessori puntano molto sul progresso con il
minimo impatto. E anche noi del Centro vogliamo dare una mano al sindaco
e all'assessore, quindi alla collettività, ricordando ogni mattina, con il
tassello pubblicato qui a fianco, quanti giorni mancano alla data fatidica del
1º maggio. Da oggi sono 31, non sono pochi. L'assessore ha già detto che ci
sono altri intoppi burocratici che impediscono, impedirebbero, di partire il 1º
maggio. Ma Febo è un uomo d'onore e testardo. Si
faccia valere, non ceda alla burocrazia. Il Primo
maggio è vicino. I filobus e i cittadini aspettano.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Nel libro
del governatore la ricetta per il Nord SAGRADO SAGRADO.
"Qui viviamo da vicino le altre realtà dell'Europa, qui lo vediamo
quotidianamente che corrono di più e che funzionano meglio, a Roma no, perchè a mille chilometri di distanza si hanno percezioni
inevitabilmente diverse". Parole e concetti del Riccardo Illy
"federalista" quelle che il presidente della Regione ha scandito ieri
nella splendida cornice della tenuta "Castelvecchio" di Sagrado dove, ospiti della famiglia Terraneo, si sono
presentati un centinaio tra esponenti politici e dell'imprenditoria regionali
per la presentazione del nuovo libro del Governatore, "Così perdiamo il
nord. Come la politica sta tradendo una parte del nostro paese". Poche
formalità, il sorriso e l'eleganza della padrona di casa, Mirella Terraneo, ad
aprire il dibattito, un breve intervento dell'imprenditore Simone Cagidiaco e l'inconfondibile cadenza vocale e l'ironia
dell'ex "inviato Rai da Mosca" Demetrio Volcic a rapire i presenti
portandoli, con la sua introduzione, dentro e attraverso il libro di Illy.
"Un libro che non mi piace perchè è un bel
libro. Forse difficile ma chiaro, inequivocabile, dove si capisce che il
federalismo, il federalismo nella forma in cui ne parla Illy, rappresenta un
futuro quasi obbligato". Un sorriso e una pacca sulla spalla a Volcic
prima di prendere la parola, poi Illy precisa: "Il titolo è volutamente
provocatorio ma è evidente che nel nostro territorio abbiamo ogni giorno sotto
gli occhi la testimonianza che gli altri Stati europei, non solo quelli, europeisticamente parlando appena nati, funzionano meglio,
sono più snelli e quindi corrono più dell'Italia. Il lavoratore italiano costa
allo Stato più che in Spagna ma prende di meno e questo perchè
oltre confine ci sono meno costi, meno burocrazia e la logica conseguenza sono
salari più alti: normale che ci sia malumore nel lavoratore italiano. Guardiamo
la Slovenia, che ha la nostra stessa moneta ma è più veloce, anche perchè più "piccolo", più reattivo e direi più
realista: lì un'impresa paga il 25% di imposte, noi, nonostante la recente
riduzione, siamo ancora al 30%: è chiaro che la tentazione di andare di
là per un'impresa nostrana è forte, mentre una di Roma o di Napoli nemmeno ci
pensa a farlo. A Gorizia basta addirittura attraversare la strada e si
abbattono le imposte del 5%, siamo realisti. Lo stesso vale per i servizi, per
l'assistenza, per le pensioni. Il secessionismo non è un pericolo leale, io lo
definisco però strisciante perchè è il sistema
Italia, troppo lento e imbrigliato dalla burocrazia
che lo frena, ad alimentarlo. Per spegnerlo bisogna cambiare, bisogna imparare
dagli esempi dei nostri vicini, bisogna essere realisti". (ma.ce.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il candidato a
sindaco supportato dai partiti del centro-sinistra ha incontrato ieri mattina
alcuni primi cittadini dei comuni confinanti con quello di Udine "Bisogna
fare "rete" sui problemi e i servizi più importanti" "Una
stazione ferroviaria a bivio Vat servirebbe anche i
centri limitrofi" Honsell: con l'hinterland
pronto a collaborare sui progetti "Udine è soltanto il Comune più grande,
non il più importante. Per questo deve dialogare, diventando motore, con i
Comuni dell'hinterland con cui realizzare un progetto condiviso". Parte da
qui la proposta di Furio Honsell, candidato a sindaco
del centro-sinistra, per abbandonare i campanili e fare squdara
insieme alle amministrazioni vicine. E con questo spirito ieri Honsell ha incontrato, nel municipio di Pradamano,
otto tra sindaci e assessori della zona. Assieme all'assessore comunale di Pradamano, Andrea Zorzini,
c'erano dunque i primi cittadini di Remanzacco Dario
Angeli, di Reana del Rojale
Edi Colaoni, di Buttrio
Tiziano Venturini, di Pasian
di Prato Lorenzo Tosolini, di Campoformido
Andrea Zuliani, di Povoletto
Alfio Cecutti e di Tavagnacco Mario Pezzetta. "Quello che propongo - ha spiegato Honsell - è il modello a rete, la cui forza sta nei suoi
nodi, ognuno dei quali ha le proprie specificità e funzionalità, senza
gerarchie". Un concetto, quello di una grande città policentrica, non che
si espande, ma ache coopera, che ha messo d'accordo
più di un sindaco. "Tra Udine e i comuni contermini - ha commentato Pezzetta - va individuata una trategia
di sviluppo comune, trovando servizi da coordinare insieme, dalla viabilità al
trasporto pubblico, dalle infrastrutture alla rete telematica. Così lo sviluppo
economico e sociale diventerà organico, prevdendo appunto
un coordinamento che rispetti il policentrismo di ogni Comune". Honsell ha anche assicurato di voler dare nuova vita al
dialogo con le vicine municipalità per discutere e risolvere insieme i problemi
cruciali, quelli della viabilità, dell'ambiente, della residenzialità, delle
reti digitali (banda larga). E quello di una nuova forma di comunicazione con
Udine è un tema particolarmente caro a Tosolini.
"In comune tra le amministrazioni ci sono diversi problemi - ha detto il
sindaco di Pasian di Prato -, che vanno dalla
viabilità all'inquinamento, dalla necessità di parcheggi scambiatori fino a
quella di avere un servizio urbano di trasporto pubblico che tocchi anche i
comuni vicini. E Honsell si è detto disponibile a
cambiare metodo di lavoro e modo di comunicazione con noi, perchè
i nodi sono proprio questi". La logica proposta dal candidato, quindi, è
quella del lavoro per progetti, superando i ritardi della burocrazia che spesso rotardano i tempi di realizzazione delle opere. Fra le
priorità di Honsell, inoltre, c'è pure la definizione
della proposta per il piano di trasporto pubblico locale che il Comune di Udine
deve presentare alla Regione. "Attualmente sono previsti solo
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La domenica dei candidati:
l'uno si concentra su fisco e turismo, l'altro sui contatti con i cittadini e
sull'Europa Il presidente: boom di entrate. Lo sfidante: 15mila incontri
TRIESTE La battaglia dei chilometri. Renzo Tondo all'inseguimento anche su
strada: in un mese ha percorso
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il leader di Intesa
conferma la legge Antonaz: funziona. Quello di
centrodestra vuole abrogarla: è assistenziale Due ricette per l'immigrazione
Illy: integrazione controllata Tondo propone un censimento di Roberta Giani
TRIESTE Riccardo Illy e il centrosinistra confermano la legge regionale
approvata tre anni fa, all'insegna di "accoglienza e integrazione", e
auspicano la chiusura del Cpt di Gradisca. Renzo
Tondo e il centrodestra annunciano l'abrogazione di quella legge regionale e
prevedono il censimento e corsi obbligatori di italiano. Se c'è una questione
che divide nettamente i due candidati presidenti e le due coalizioni quella
porta agli immigrati. Una questione politicamente calda, come dimostrano le
scintille tra Silvio Berlusconi e la Lega. Ma non solo politicamente: i numeri
dell'ultimo dossier Caritas lo confermano. Gli immigrati presenti in Friuli
Venezia Giulia, a fine 2006, sfioravano quota 100 mila. Gli studenti stranieri
toccavano quota 12 mila. E un neo-assunto su quattro era, a sua volta,
straniero. Ma come fronteggiare il fenomeno? Le ricette che Illy e Tondo
propongono sono diverse. Leggere per credere: i due programmi elettorali
dedicano entrambi un capitolo all'immigrazione. Il presidente uscente e Intesa
democratica puntano sulla legge 5 nel 2005, mirando a consolidare
"l'importante percorso realizzato sull'accoglienza e l'integrazione
sociale". Attenzione, però: "Il nostro programma - spiega Illy -
prevede anche la sostenibilità dello sviluppo sul piano sociale, oltre che
ambientale. E questo significa che, quando si stimola la crescita delle
imprese, si deve evitare che si tratti di imprese che attraggono una quantità
eccessiva di immigrati, rendendo difficile l'integrazione". La soglia
limite? "La stimiamo nel 10-12% e pertanto - risponde il presidente -
riteniamo che, nelle aree come il pordenonese dove la percentuale di immigrati
è vicina o supera quella soglia, sia necessario favorire la crescita di imprese
in grado di occupare residenti". L'avversario e il centrodestra, di
rimando, bocciano la legge. E ne promettono una nuova, perché "le azioni
sin qui attuate dalla Regione sono assistenzialistiche e clientelari". E
perché "è inaccettabile fare del buonismo fine a se stesso senza risolvere
il problema". Sintetizza Tondo: "Per garantire massima attenzione
alla questione abbiamo previsto una legge organica che possa mettere ordine al
caos provocato da quella di Roberto Antonaz, venendo incontro alle reali esigenze degli immigrati, e non alla burocrazia dei pochi e in particolare di
un apparato associativo cresciuto a dismisura, con il solo risultato di allontare i benefici proprio dagli immigrati". Illy e
il centrosinistra, però, non incassano: "Criticano la nostra legge?
Criticano tutto" ironizza il presidente. Confermando la bontà della
5: "C'è e funziona. E quindi la finanzieremo adeguatamente in modo da
accelerare il percorso di integrazione". Come? Potenziando ad esempio i
servizi di informazione e assistenza di Comuni e Province o sostenendo
"l'inserimento di curricula interculturali nelle
scuole". Al contempo, però, Illy e il centrosinistra ribadiscono la
necessità di "contrastare la percezione di una crescente sicurezza
sociale", rilanciando l'attuazione piena del protocollo d'intesa con il
Viminale. Tondo e il centrodestra, promettendo "tolleranza zero con quanti
non hanno intenzione di integrarsi", anticipano invece alcuni punti della
nuova legge: si va dai "corsi obbligatori per l'apprendimento della lingua
e delle regole civiche di convivenza per tutti i progetti da sostenere con
risorse pubbliche" al "censimento effettivo degli immigrati
nell'ambito dell'azione di programmazione del reale fabbisogno di famiglie e
imprese". Non basta. I due programmi elettorali si spingono più in là,
sino alle politiche nazionali: quello di Illy impegna la Regione a perorare
l'abrogazione della legge Bossi-Fini e la chiusura del Cpt.
Quello di Tondo garantisce un pressing su Roma affinché adotti misure efficaci
di ordine pubblico e prevenzione, fornendo ad esempio "un'adeguata
sorveglianza al Cpt". Non manca un ultimo
scambio a distanza tra i due candidati. Dichiara Tondo: "Cancelleremo la
polverizzazione degli interventi e favoriremo un'immigrazione fondata su lavoro
e rapporto di comunità, valori concreti dimenticati nella legislatura uscente,
che ha privilegiato la politica dell'assistenzialismo". Ribatte Illy:
"In un programma vago e generico come quello del centrodestra, forse il
capitolo sull'immigrazione è uno dei pochi precisi. Lo è negativamente, però,
perché sembra improntato all'intolleranza e a un complesso di superiorità. Ma
non mi interessa criticare. Sarei più interessato a discutere di fattori
positivi, solo che non li trovo quasi mai...".
( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Candidati al senato:
popolo della libertà Genova. Luigi Morgillo, 55 anni,
è quinto in lista al Senato. Le speranze di entrare a Palazzo Madama sono
legate al successo del Pdl nelle altre regioni.
Proveniente da Forza Italia, è capogruppo in consiglio regionale. Nella
legislatura Biasotti era assessore alle Politiche
Sociali e all'edilizia. Quando ha a che fare con le preferenze nel suo
collegio, alla Spezia, non scende mai sotto quota 6mila. La sua posizione è
difficile... "Sì, perchè bisogna vincere e bene".
Deve fare il portatore d'acqua? "Credo che nelle intenzioni di chi ha
fatto la lista ci fosse quella di mettermi lì per farmi correre. Siccome sul
mio territorio sono quello più competitivo e radicato; e siccome bisognava
coprire tutto il territorio della Liguria, questa volta toccava sicuramente a
me essere incentivato a fare di più". Posizione scomoda anche perché
Renata Oliveri è uscita di scena per lasciare spazio
a lei... "Boh, questa però non è una cosa a cui posso rispondere io.
Quando hanno fatto le liste non c'ero. Inizialmente dovevo essere alla Camera.
Ho solo posto il problema che sul mio territorio non ci fossero rappresentanti
al Senato e mi sembrava giusto e corretto, per la causa regionale e nazionale,
che per il Pdl ci fosse un rappresentante autorevole
in questa porzione di Liguria. Dal confine del Comune di Genova fino alla
Spezia l'unico candidato eleggibile sono io: il Pd non ha messo nessuno in quel
territorio al Senato...Mi avrebbe fatto piacere che ci fosse stata anche Oliveri, non so se sono stato io a farla fuori o se è stata
la conformazione della Liguria a far decidere così" Da quasi 3 anni è in
Regione, ma la minoranza non è stata molto visibile in questo periodo tranne
forse che sui temi della Sanità. "Non è proprio così. Abbiamo fatto la
prima grossa battaglia, anche per la visibilità che ha avuto, per impedire che
mettessero le tasse ai liguri. Io personalmente quella volta, nel novembre
2005, ho parlato 9 ore filate per portare avanti il nostro ostruzionismo contro
le tasse. Dopo la maggioranza ha cambiato regolamento e noi più di tanto non
possiamo fare". Insomma vi hanno oscurato... "Ci hanno provato, ma
con il nostro intervento questa giunta non è riuscita a fare del tutto quello
che voleva. Ci sono leggi che gridano vendetta". Tipo? "Quella sugli
alberghi, con un vincolo sulla destinazione d'uso per 10 anni. O quella
sull'edilizia che vincola i proprietari a cedere parte dei propri terreni per
l'edilizia residenziale pubblica o pagare oneri come contropartita, un vero
esproprio proletario. O la legge sull'immigrazione: stiamo raccogliendo firme
per farla abrogare, speriamo in concomitanza con le elezioni europee". Tre
cose che farà se eletto. "Trovare una norma sulla certezza della pena per
impedire che gli assassini siano messi in libertà: Genova e la Liguria hanno
ferite aperte. Poi abolire l'Ici sulla prima casa senza gravare sui Comuni. E la semplificazione della burocrazia che è nemica dei cittadini". E per il suo territorio?
"Sono sicuro, faremo ripartire il Terzo valico. Per La Spezia mi batterò
perché si trovino le risorse per un nuovo ospedale: mancano 20-30 milioni e un
progetto quando arriva al ministero se non ha la copertura finanziaria totale
non viene approvato". Alessandra Costante 31/03/2008.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
"L'ennesimo balzello" Con gli amici commentiamo gli articoli
che sul Suo Giornale vengono pubblicati in merito alle promesse elettorali. Mi
sembra che qualcuno ora per farsi bello ci stia prendendo per i fondelli! Come
si fa a promettere "Abbattimento della
Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e
il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni
hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai
rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per
rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato. L'ultima trovata del
governo attuale è stata di aumentare la tassa di iscrizione del 10% delle
imprese individuali presso il Registro delle Imprese. In questo momento di
crisi economica generale non sarebbe invece stato più logico ridurre tale balzello?
Purtroppo siamo considerati "vacche da mungere" in ogni momento e
nessuno osa ribellarsi, nemmeno le categorie economiche che dovrebbero tutelare
i propri associati. Filippo Gecchelin .
( da "Asca" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Torino, 31
mar - ''Mentre Veltroni parla di semplificazione, l'uscente governo Prodi complica
sempre piu' la vita delle imprese''. Cosi' Pietro Francesco Toselli,
consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte, commenta l'entrata in vigore
di una nuova norma che impone alle pubbliche amministrazioni di sospendere i
pagamenti dovuti a fornitori che non risultino in regola con il fisco. ''In
pratica - spiega Toselli - prima di effettuare un
pagamento superiore ai 10mila euro le amministrazioni statali ma anche la
Regione e gli enti locali dovranno scrivere a Equitalia,
l'agenzia incaricata delle riscossioni, per sapere se a carico del beneficiario
del pagamento vi e' un inadempimento fiscale, cioe'
non ha pagato delle cartelle che gli sono state notificate. Se Equitalia risponde negativamente o non risponde entro
cinque giorni, l'amministrazione procede al pagamento. Se invece Equitalia risponde affermativamente si sospende
l'erogazione dei soldi per 30 giorni, dando il tempo a Equitalia
di chiedere il pignoramento dei fondi''. Questa nuova procedura, entrata in
vigore il 29 marzo, comportera' secondo l'esponente
azzurro ulteriori ritardi nei pagamenti ''che sono gia'
tra i piu' lunghi d'Europa: 138 giorni contro la
media Ue di 68 e i 41 giorni della Germania. E' stato calcolato che ogni anno
le imprese piemontesi si fanno carico di interessi per oltre 77 milioni di
euro, a causa del ritardato pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche.
Capisco la volonta' di procedere con determinazione
contro l'evasione fiscale, ma in questo modo si rischia di penalizzare anche le
imprese e i fornitori corretti, che spesso attendono gia'
per mesi l'erogazione dei fondi a loro dovuti, a causa dei gia'
lunghi passaggi burocratici per la liquidazione''. res-rus/cam/bra (Asca).
( da "Corriere del Veneto" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-03-30 num:
- pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il commento Ma perché non pensare anche a un
software veneto-italiano? di UMBERTO CURI Se non fossero in gioco i legittimi
interessi dei contribuenti, ovviamente ignari dell'uso che verrà fatto del
denaro che è stato loro prelevato, l'iniziativa sarebbe perfino divertente.
Potrebbe servire a ravvivare il clima di una campagna elettorale moscia come
poche altre. Potrebbe fare la gioia di qualche artista dadaista, o di qualche
nostalgico di Woodstock. E' vero che immaginare Luca Zaia,
il vicepresidente leghista della Regione, nei panni di Tristan
Tzara, il fondatore del movimento Dada, o di un
musicista hippie, non è proprio così facile. Ma la tentazione di tributare un
applauso a scena aperta per un colpo di teatro così sorprendente è quasi
irresistibile. State a sentire. Una legge regionale, approvata alla fine
dell'anno scorso, mette a disposizione la sommetta di 250 mila euro per tre
anni (circa un miliardo e mezzo del "vecchio conio"), per uno scopo
davvero encomiabile, oltre che del tutto originale. Una di quelle cose di cui
tutti i cittadini veneti sentivano la mancanza, e che solo la ben nota
sensibilità culturale dell'esponente del Carroccio poteva intercettare e
soddisfare. Con quei soldi, infatti (ma forse la somma, ahimè, non basterà)
verrà realizzato un software col quale sarà possibile tradurre un testo dal
veneto all'inglese e viceversa. Ciò perché - come ha testualmente dichiarato Zaia - "i manager di casa nostra che vanno in giro per
il mondo pensano in veneto e parlano in inglese". Capito? Una particolarità
veneta. Una peculiarità unica della nostra gente. Mentre, che ne so, i
siciliani o i milanesi, non appena varcano le Alpi, pensano direttamente in
inglese, i veneti, forse perché un po' ottusi, o perché troppo legati alla loro
terra, quando si trovano a Trafalgar Square o nella
Piazza Rossa credono di essere ancora a San Marco e continuano a pensare in
veneto. Di qui l'esigenza insopprimibile di disporre di uno strumento che
consenta loro di tradurre in "presa diretta" dal vernacolo goldoniano alla lingua di Shakespeare. Come non averci
pensato prima? Cosa hanno fatto finora quei fannulloni degli assessori alla
cultura, predecessori dell'ineffabile Zaia? Come
saranno riusciti a cavarsela, orfani di questa tecnologia d'avanguardia, i
manager veneti che negli ultimi anni hanno imperversato con successo in lungo e
in largo in Europa e in America? E poi non si venga a raccontare che la Lega
non è capace di esprimere una cultura di governo che sia all'altezza delle
sfide della globalizzazione. Dobbiamo confessarlo: per difetto di immaginazione
e deficit culturale, credevamo che gli imprenditori veneti avessero bisogno di
tutt'altra cosa. Di infrastrutture viarie e ferroviarie, di
snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche
dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei
confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le
scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle
tecnologie di punta. Sbagliavamo - Zaia ci ha
convinto. Restano solo due minuscole obiezioni, del tutto insufficienti ad
incrinare la solidità culturale di questa iniziativa. In fondo, quisquilie
senza importanza. La prima riguarda lo sviluppo futuro del progetto. Infatti,
se non si tratta di un'uscita estemporanea, dovuta al clima elettorale, ma di
una prospettiva strategica di lunga durata, visto lo sviluppo esponenziale dei
mercati asiatici, dovremo attenderci nei prossimi anni analoghi stanziamenti
per la creazione di un software da e verso il cinese e l'indiano? La seconda
sommessa obiezione ha in realtà la forma di un suggerimento. Avendo avuto la
possibilità di ascoltare i discorsi di alcuni consiglieri regionali, e dello
stesso Luca Zaia, non sarebbe meglio devolvere i
fondi per la realizzazione di un software dal veneto all'italiano?.
( da "Corriere del Veneto" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-03-30 num:
- pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il commento Ma perché non pensare anche a un
software veneto-italiano? di UMBERTO CURI Se non fossero in gioco i legittimi
interessi dei contribuenti, ovviamente ignari dell'uso che verrà fatto del
denaro che è stato loro prelevato, l'iniziativa sarebbe perfino divertente.
Potrebbe servire a ravvivare il clima di una campagna elettorale moscia come
poche altre. Potrebbe fare la gioia di qualche artista dadaista, o di qualche
nostalgico di Woodstock. E' vero che immaginare Luca Zaia,
il vicepresidente leghista della Regione, nei panni di Tristan
Tzara, il fondatore del movimento Dada, o di un
musicista hippie, non è proprio così facile. Ma la tentazione di tributare un
applauso a scena aperta per un colpo di teatro così sorprendente è quasi
irresistibile. State a sentire. Una legge regionale, approvata alla fine
dell'anno scorso, mette a disposizione la sommetta di 250 mila euro per tre
anni (circa un miliardo e mezzo del "vecchio conio"), per uno scopo
davvero encomiabile, oltre che del tutto originale. Una di quelle cose di cui
tutti i cittadini veneti sentivano la mancanza, e che solo la ben nota sensibilità
culturale dell'esponente del Carroccio poteva intercettare e soddisfare. Con
quei soldi, infatti (ma forse la somma, ahimè, non basterà) verrà realizzato un
software col quale sarà possibile tradurre un testo dal veneto all'inglese e
viceversa. Ciò perché - come ha testualmente dichiarato Zaia
- "i manager di casa nostra che vanno in giro per il mondo pensano in
veneto e parlano in inglese". Capito? Una particolarità veneta. Una
peculiarità unica della nostra gente. Mentre, che ne so, i siciliani o i
milanesi, non appena varcano le Alpi, pensano direttamente in inglese, i
veneti, forse perché un po' ottusi, o perché troppo legati alla loro terra,
quando si trovano a Trafalgar Square o nella Piazza
Rossa credono di essere ancora a San Marco e continuano a pensare in veneto. Di
qui l'esigenza insopprimibile di disporre di uno strumento che consenta loro di
tradurre in "presa diretta" dal vernacolo goldoniano
alla lingua di Shakespeare. Come non averci pensato prima? Cosa hanno fatto
finora quei fannulloni degli assessori alla cultura, predecessori
dell'ineffabile Zaia? Come saranno riusciti a
cavarsela, orfani di questa tecnologia d'avanguardia, i manager veneti che
negli ultimi anni hanno imperversato con successo in lungo e in largo in Europa
e in America? E poi non si venga a raccontare che la Lega non è capace di
esprimere una cultura di governo che sia all'altezza delle sfide della
globalizzazione. Dobbiamo confessarlo: per difetto di immaginazione e deficit
culturale, credevamo che gli imprenditori veneti avessero bisogno di tutt'altra
cosa. Di infrastrutture viarie e ferroviarie, di
snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche
dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei
confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le
scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle
tecnologie di punta. Sbagliavamo - Zaia ci ha
convinto. Restano solo due minuscole obiezioni, del tutto insufficienti ad
incrinare la solidità culturale di questa iniziativa. In fondo, quisquilie
senza importanza. La prima riguarda lo sviluppo futuro del progetto. Infatti,
se non si tratta di un'uscita estemporanea, dovuta al clima elettorale, ma di
una prospettiva strategica di lunga durata, visto lo sviluppo esponenziale dei
mercati asiatici, dovremo attenderci nei prossimi anni analoghi stanziamenti
per la creazione di un software da e verso il cinese e l'indiano? La seconda
sommessa obiezione ha in realtà la forma di un suggerimento. Avendo avuto la
possibilità di ascoltare i discorsi di alcuni consiglieri regionali, e dello
stesso Luca Zaia, non sarebbe meglio devolvere i
fondi per la realizzazione di un software dal veneto all'italiano?.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 31 Marzo 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO /
ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO / CERTIFICATES Affari & Finanza
> RAPPORTO / INDUSTRIA ALIMENTARE --> PRIMO PIANO pag.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 31 Marzo 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO /
ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO / CERTIFICATES Affari & Finanza
> RAPPORTO / INDUSTRIA ALIMENTARE --> PRIMO PIANO pag. 2 "Poche
leggi, più chiare e severità con chi le viola" Per l'ex presidente dell'Anima,
oggi candidato alle elezioni, "i ritardi sono diventati tutti
emergenze" ALESSANDRA CARINI Fino a pochi giorni fa Ettore Riello aveva presieduto l'Anima, la Federazione delle
associazioni dell'industria meccanica italiana, che rappresenta le principali
aziende di un settore che occupa 200 mila addetti con quaranta miliardi di
fatturato e una quota di esportazioni che supera in media il 50% delle vendite.
Adesso a 52 anni, dopo avere ricoperto diverse cariche confindustriali, anche
lui ha deciso di entrare nell'agone politico candidandosi alla Camera per il
Polo delle Libertà. Non è sorpreso per i risultati dell'indagine condotta dalla
Confartigianato. Ma piuttosto per l'entità delle cifre riportate. "E' uno
spaccato della realtà italiana, dei suoi eterni ritardi di modernizzazione. Ma
adesso il margine per operare è molto stretto". Perché? "Perché
l'estero è stata una grande risorsa, anche se a prezzo di sacrifici sia in
termini di marginalità sia di investimenti. Adesso la situazione si è fatta più
difficile e a questo si aggiungono le incognite e le asprezze di un mercato del
credito che è diventato molto restrittivo". Quale dei problemi affrontati
dall'indagine va risolto per primo? "Non c'è una priorità, sono tutte
urgenze. Direi però che c'è una ricetta trasversale: il sistema va
semplificato, sburocratizzato. Non è possibile andare avanti con
l'affastellamento di norme, regole, richieste di carte, di licenze, di
permessi, che a conti fatti finiscono per essere fini a se stesse e non
producono effetti pratici". Ne dica una. "La prima che mi viene in
mente. La storia degli assegni e delle girate con tanto di codice fiscale.
Capisco che debba essere combattuto il riciclaggio ma qualcuno si è reso conto
che se si sbaglia una lettera del codice fiscale si blocca il pagamento? E qualcuno
sa che cosa può accadere per milioni di operazioni fatte ogni giorno?"
D'accordo ma ci saranno anche cose più importanti? "Sì, certo, ma è un
atteggiamento che deve cambiare fin dall'imposizione delle leggi: poche ma con
effetti sicuri e pene severe per chi non le rispetta. Non tonnellate di pagine
che, alla fine, producono confusione e un lasciapassare a chi non vuole
rispettarle". Ma per quanto riguarda l'industria? "La stessa cosa,
cui si aggiunge un altro aspetto trasversale che è la questione fiscale".
Cioè? "L'imposizione sul lavoro è troppo alta. Non bisogna detassare solo
gli straordinari o ridurre il cuneo fiscale che penalizza il costo del lavoro e
i salari italiani. Bisogna anche favorire in qualche modo la mobilità e la
formazione professionale detassando ad esempio tutti i redditi che vengono
erogati a titolo di ammortizzatore sociale. Dovrebbero essere riconosciuti al
lavoro come netto". L'industria meccanica in questi anni ha continuato ad
esportare. Perché? "Perché, insieme alla Germania, abbiamo l'industria
manifatturiera più dinamica e importante d'Europa. Solo che, rispetto a loro,
combattiamo con un braccio legato". Sempre per la burocrazia? "Non solo. A Bruxelles,
ad esempio, quando si va a discutere di normative e di omologazioni dei prodotti
i tedeschi hanno sempre la meglio e diventano il punto di riferimento. Sono più
strutturati, hanno, al loro interno, un legame più stretto e forte tra politica
e industria e non solo in campo industriale ma anche nella politica monetaria.
Sebbene si sia calcolato che il 30,40% di un'auto prodotta in Germania è fatto
in Italia, noi dobbiamo strillare per farci sentire e comunque non contiamo
quanto dovremmo". Forse è anche perché loro hanno industrie più grandi?
"E'un fattore di debolezza che va affrontato: bisogna assolutamente
promuovere la crescita delle imprese, ed è per questo che i vincoli indicati in
questa ricerca vanno rimossi in fretta. Se noi invece di una sola Fiat ne
avessimo tre o quattro la nostra industria e non solo meccanica sarebbe ben
diversa". Tra le penalizzazioni più pesanti c'è il prezzo dell'energia.
"Il conto all'origine è già caro e a questo si aggiunge la sostanziale
tenuta dei monopoli pubblici, anche a livello locale, che hanno impedito la
concorrenza. Ma qui rischiamo grosso, non solo in termini di costi. I governi
europei stanno facendo moltissimo. Stanno cambiando indirizzi: ad esempio la
Francia si sta spostando molto verso l'elettricità, togliendo metano e gasolio
dal riscaldamento, tanto che qualche tempo fa il sistema elettrico francese è
andato in default. Qualcuno si preoccupa di che cosa potrebbe accadere in
Italia ai nostri approvvigionamenti? Che politica di risparmio vogliamo
adottare? Per ora si sono fatte solo chiacchiere, ma nessuna decisione
concreta".
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 31 Marzo 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO /
ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO / CERTIFICATES Affari & Finanza
> RAPPORTO / INDUSTRIA ALIMENTARE --> IL PERSONAGGIO pag.
( da "Sestopotere.com" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(13:20) (31/3/2008
11:51) | COLDIRETTI BOLOGNA "BUONI VENDEMMIA CONTRO IL CAROVITA"
(Sesto Potere) - Bologna - 31 marzo 2008 - Voucher vendemmia per combattere il lavoro
irregolare, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione
del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita che a Bologna
raggiunge livelli allarmanti. Coldiretti Bologna commenta positivamente l'annuncio
del via libera alla sperimentazione sul territorio nazionale dei "buoni
lavoro", reso noto dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano, che
verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta
dell'uva. "Aspettiamo con impazienza" dichiara Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna "che il
Ministero pubblichi il Decreto legislativo che darà inizio concreto alle
procedure. A Bologna abbiamo una radicata e vasta realtà vitivinicola: parliamo
di quasi 4.000 imprese, il 10% delle quali utilizzano solitamente manodopera
per la vendemmia annuale. E'un grosso bacino di utenza, che potrebbe anche
allargarsi a fronte a una simile facilitazione delle procedure di
assunzione". Un provvedimento lungamente atteso a Bologna, dunque, che va
incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e
legalità ed offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente
deboli. Il meccanismo - spiega Coldiretti - prevede che chi è interessato a
partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della
Provincia o all'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione
personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e
distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un
valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo
dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati
potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei
soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. "In questo
modo" sottolinea Maddè "si garantiscono
tutele assicurative, a tutti quei lavoratori occasionali, come gli studenti ?
che a Bologna sono tantissimi e sempre in cerca di "lavoretti" con
cui pagarsi l'università - e pensionati, che trovano nella vendemmia
un'opportunità di integrare il proprio reddito. Con il carovita che affligge la
realtà bolognese queste due tipologie di potenziali lavoratori si trovano
spesso in difficoltà, ed un'opportunità semplice ed efficace di guadagnare
qualcosa può diventare per loro uno strumento fondamentale. Allo stesso tempo,
il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti
burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la nostra lotta
al lavoro illegale." Dalla sperimentazione Coldiretti Bologna spera poi
un'estensione del meccanismo a voucher ad altre attività agricole, come ad
esempio la raccolta delle frutta e in generale tutti quei lavori stagionali,
importanti ma limitati nel tempo, che possono svolgere con successo studenti e
pensionati bolognesi.
( da "Arena.it, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIBATTITO. Stasera
alla Gran Guardia, presente l'assessore Martini I medici si
interrogano sulla loro professione "Dobbiamo difenderci da noi stessi,
dalla burocrazia e talvolta
dalle influenze negative esterne" "Eclissi della professione
medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo,
piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.30
nella sala convegni della Gran Guardia dal consigliere comunale e medico, Francesco
Spangaro, in collaborazione con otto diverse sigle
sindacali. All'appuntamento, rivolto ai medici della città e della provincia
sia ospedalieri che territoriali, interverranno il sindaco di Verona ed ex
assessore regionale alla sanità, Flavio Tosi, e il suo successore a Palazzo
Balbi, Francesca Martini. "Lo scopo dell'iniziativa", ha anticipato Spangaro, "è di riunire attorno ad un unico tavolo
tutti gli attori del sistema sanitario provinciale e regionale e ragionare su
quali siano i problemi della professione medica, sempre più spesso mortificata
da una serie di situazioni spiacevoli". "Di questo passo", hanno
proseguito gli organizzatori, "si arriva inesorabilmente verso la eclissi
della professione". Alla tavola rotonda, cui interverranno anche alcuni
segretari regionali delle principali sigle sindacali, parteciperà anche il
presidente dell'Ordine dei medici di Verona, Giorgio Carrara. "L'incontro
è di carattere interprofessionale", ha concluso Spangaro,
"nel senso che è rivolto a tutti i medici che si trovano ogni giorno
problemi nella gestione del paziente". Dalle carenze organizzative, alla burocrazia che ricade specialmente sui medici di medicina
generale, alla così detta "medicina difensiva", quella cioè che
costringe i camici bianchi ad agire non solo e non più secondo scienza e
coscienza ma anche per tutelarsi da possibili denunce da parte dei pazienti,
fino al rapporto con la magistratura, saranno temi oggetto di confronto.
"Sempre più spesso", hanno concluso, "nei rapporti con la
magistratura ci si trova ad affrontare una sorta di storture del sistema tale
per cui sembra che l'onere della prova di una possibile colpa sia appannaggio
non più dell'accusa ma dei medici accusati. E questo, certamente, non è
accettabile". "Anche le carenze organizzative", aggiungono dall'Anaao, il principale sindacato medico degli ospedalieri,
"fanno sì che i medici perdano la faccia per colpe non loro e, talora,
anche per questo si arriva alle denunce". .
( da "Virgilio Notizie" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
31-03-2008 13:15
"Farò Albo per regolare rapporti fra Regione e professionisti" Palermo,
31 mar. (Apcom) - Per la candidata del Pd alla
presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro,
"in Sicilia è necessario creare la Consulta permamente
delle professioni". A Messina, nel corso di un incontro con gli
architetti, gli ingegneri, gli avvocati e i commercialisti
del territorio provinciale Finocchiaro ha detto che
"serve un rapporto moderno, veloce, trasparente, tra la burocrazia regionale e gli organi
professionali". "Un'altra cosa che farò, se sarò eletta alla
Presidenza della Regione - ha continuato Anna Finocchiaro
- sarà quella di istituire un albo in grado di regolare il rapporto tra Regione
e liberi professionisti. Non è possibile che questi rapporti siano
regolati solo dalla strumento delle consulenze o,peggio ancora, delle amicizie
politiche, come troppe volte avviene, mortificando i saperi e le competenze più
validi che ci sono in questa terra. Deve esserci una graduatoria trasparente da
far scorrere, soprattutto per dare occasioni e opportunità ai giovani
professionisti in Sicilia".
( da "Virgilio Notizie" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
31-03-2008 13:29
Quanto promette ora ha iniziato ad attuarlo governo centrodestra Roma, 31 mar.
(Apcom) - "Anche sul ddl che mira ad abrogare
l'enorme quantità di leggi il candidato premier del centrosinistra arriva in
ritardo". Lo sostiene il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli,
che aggiunge: "Non si comprende perché Veltroni, quand'era vice di Prodi
nel 1996, non vi abbia provveduto e non si capisce perché non abbia suggerito
di farlo allo stesso Prodi nei due anni del disastroso governo ancora in
carica". "Quanto promette ora Veltroni - dice Matteoli - il governo
del centrodestra lo ha cominciato ad attuare, ne sono esempio la riforma del
diritto fallimentare, il nuovo codice di procedura civile e l'approvazione di
diversi testi unici con cui sono state soppresse numerose leggi in vari
settori. Proseguire in modo progressivo su questa strada è
nostro intendimento perché si tratta di una esigenza avvertita dalle imprese,
dagli operatori del diritto e dai cittadini per i quali il peso della burocrazia è asfissiante. I francesi
molto interessati a fregarci l'Alitalia vorrebbero restituirci Bassanini. No grazie!".
( da "Vita non profit online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Gabriella Meroni (g.meroni@vita.it) 31/03/2008 --> L'ex ministro
scrive a Repubblica che l'aveva accusato di non aver previsto una copertura
sufficiente per la norma Repubblica aveva fatto un paginone venerdì, sul 5 per
mille. Un 5 per mille che ancora non c'è (i pagamenti annunciati del 2006 non
sono ancora arrivati) e che dovrebbe portare nelle casse del non profit
italiano oltre 700 milioni di euro. Nell'articolo, a firma Luca Iezzi, si ripercorreva anche la storia della misura
fiscale, "inventata" nel 2005 dall'allora ministro Giulio Tremonti
che però, notava Repubblica, "lo inserì senza definire procedure chiare e
la copertura finanziaria. Il risultato: tre anni di regole cambiate. Il decreto
del governo atteso per il 31 marzo che dovrebbe sistemare le erogazioni 2007 è
rimandato a dopo le elezioni". Sabato, ecco la risposta di Tremonti che,
rivendicando con forza la paternità dell'idea-5-per-mille, ripercorre a sua
volta la storia del provvedimento: subito dopo l'inserimento del 5 per mille
nella Finanziaria per il 2006, "il 5/6 aprile 2006, si è votato e - come è
forse noto ? abbiamo perso le elezioni", nota Tremonti. "Se c'è stato
un "difetto", ed è giusto riconoscerlo, non è stato tanto nell'avvio
delle procedure amministrative (...) quanto nella stima del "costo"
erariale proprio del nuovo strumento. Nella Finanziaria per il 2006, il 5 per
mille, una novità assoluta nel sistema istituzionale italiano, era previsto
come "iniziale e sperimentale". E a quell'altezza di tempo la
relativa stima di "costo", fatta in assenza di precedenti, era
oggettivamente ragionevole. Solo dopo si è rivelata parzialmente
insufficiente". Infatti, come riconosce anche Tremonti, il successo del 5
per mille fu clamoroso, tanto che fu necessario - e lo fece il governo Prodi -
integrare la copertura. "In questi termini ha fatto bene", ammette
anche Tremonti. "Non altrettanto mi pare si possa dire per quelle che sono
state, diciamo così, successive vischiosità amministrative. Vischiosità
protratte per i due anni successivi e fino a oggi". Vischiosità? Uhm...
questa parola sarà stata scelta a caso, o per l'evidente assonanza con il
cognome di un viceministro del governo ancora in carica? Mistero. Comunque
andiamo avanti: "Il 5 per mille è diventato parte e non marginale del
patrimonio civile del nostro Paese", conclude Tremonti. "Lasciamolo
dunque fuori dalle polemiche e lavoriamoci sopra tutti insieme". "La
copertura iniziale", è la replica di Iezzi,
"si è rivelata insufficiente e ha bloccato il meccanismo. La lentezza della burocrazia ha fatto il resto". Sì, anche se - ci permettiamo di
aggiungere - le colpe della burocrazia e di Tremonti si fermano al primo anno di sperimentazione. Per
il secondo anno, non dimentichiamo che il governo Prodi aveva
"dimenticato" (per la seconda volta consecutiva) di inserire la norma
in Finanziaria. Dopo le mobilitazioni del terzo settore, l'articolo sul
5 per mille è ricomparso. Quindi più che burocrazia in
questo caso si è trattato di volontà politica. Va invece riconosciuto a merito
del governo Prodi di aver innalzato per ben due volte il tetto incautamente
posto alla misura, che oggi può quindi contare su una copertura adeguata. Ci
sembra dunque che in questa vicenda non ci siano né buoni né cattivi, da
nessuna delle due parti. I veri "buoni" saranno quelli che
decideranno, una volta per tutte, di introdurre il 5 per mille nel nostro
corpus giuridico con una legge ordinaria. A loro, a qualunque parte politica apparterranno,
andrà l'applauso unanime dei contribuenti e del terzo settore italiano.
( da "Gazzettino, Il (NordEst)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sarà la provincia di
Belluno ad ospitare quest'anno l'assemblea delle Pro loco del Veneto.
L'appuntamento si svolgerà a Pedavena e Fonzaso il prossimo 22 giugno. Tocca infatti al Comitato
provinciale di Belluno ospitare l'evento nel 2008. La data è stata
ufficializzata nell'assemblea provinciale tenutasi ieri a Caviola
di Falcade. L'incontro ancora una volta ha messo in
risalto il problema principale per queste associazioni: la mancanza di fondi
adeguati per svolgere il loro ruolo di promozione del territorio. Ma, se i
contribuiti della Provincia, che per legge eroga per conto della Regione, sono
sempre più esigui, si fanno strada nuove possibilità di ottenere finanziamenti
in cambio di servizi. "Abbiamo già stipulato con alcune associazioni - ha
spiegato l'assessore provinciale Claudio Costa - le convenzioni per gestire gli
uffici turistici". Ma anche il nuovo Piano di sviluppo rurale della
Regione Veneto può diventare una strada da percorrere. "Soprattutto - ha
ricordato il consigliere regionale Guido Trento - gli assi 4 e 5 che porteranno
notevoli finanziamenti per lo sviluppo sostenibile". Per il presidente
della Comunità Montana Agordina Rizieri
Ongaro è però necessario incentivare la nascita delle
Pro loco in quelle aree, come il Cadore, in cui
mancano. E gli Enti locali debbono prendersi in carico il futuro di questi
sodalizi, fatti da volontari. "Magari aderendo a progetti dei Gal
coinvolgendo le Pro loco". Ipotesi sposata anche da Max Pachner, portavoce dell'assessore regionale Oscar De Bona,
che ha proposto l'inserimento delle Pro loco nei progetti Interreg.
Una buona notizia è intanto arrivata dal Cadore, dove
alle due sole Pro loco di Calalzo e Borca potrebbero in futuro affiancarsene altre, pronte
anche a formare un Consorzio per meglio organizzare l'attività sul territorio.
Dall'assemblea di Caviola è stata
anche ribadita la richiesta di minore burocrazia per agevolare le Pro loco nell'organizzazione delle
manifestazioni. Le Pro loco comunque non si perdono d'animo e la relazione del
presidente provinciale Unpli Espedito
Pagnussat ha elencato, anche nel 2008, una lunga
serie di attività e la partecipazione a importanti fiere del turismo.
Quest'anno le Pro loco hanno anche fatto tappa alla Bit di Milano e nei prossimi
giorni saranno alla Fiera del tempo libero di Vicenza per promuovere i prodotti
bellunesi.Maurizio Dorigo.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
ARTIGIANATO Faleschini: "Piccolo e micro è bello, se non c'è burocrazia"
"La crescita economica e occupazionale, l'export e la capacità di fare
ricerca e innovazione non sono determinate dal numero dei dipendenti delle
imprese, ma dalla capacità degli imprenditori di mettersi in rete, di investire
in cultura d'impresa, di disporre di un sistema creditizio attento alle piccole
imprese e di avere una burocrazia non ostile". Lo ha detto, rivendicando ancora una
volta "che piccolo, anzi micro è bello se liberato dai troppi vincoli e
oneri aggiuntivi che pesano sul sistema produttivo", il presidente di
Confartigianato Udine Carlo Faleschini nel corso del
suo intervento alla tradizionale Festa di San Giuseppe Artigiano nel corso
della quale Confartigianato Udine, ha voluto, come ogni anno, rendere
"onore al lavoro di tutti gli imprenditori che ogni giorno contribuiscono
allo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio, al benessere della
collettività e all'occupazione delle nuove generazioni" che si è svolto
ieri in una gremita sala convegni della Ge. Tur.Una
festa presentata da Maria Giovanna Elmi, affiancata dal cabarettista Claudio
Moretti alla presenza di molte autorità: dal presidente della Regione Riccardo
Illy, che ha evidenziato il ruolo determinante dell'artigianato nella
formazione del reddito in regione, nell'incremento dell'occupazione ed anche
delle entrate fiscali regionali, "aumentate del 20\% il che testimonia, al
di là di ogni possibile strumentale polemica, il buon andamento
dell'economia", all'assessore regionale alle Attività produttive Enrico Bertossi che ha ricordato il lavoro svolto assieme anche a
Confartigianato per la messa a punto di recenti importanti leggi regionali a
favore dello sviluppo economico.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALDO SPINI IN CITTÀValdo Spini, capolista alla Camera del Partito
socialista in Friuli Venezia Giulia, ha incontrato ieri mattina gli elettori al
Caffè Municipio. Spini ha parlato di semplificazione, sicvurezza
e solidarietà, ovvero delle tre "S" socialiste per lo sviluppo del
Nordest. Semplificazione perchè il peso della burocrazia è diventato impossibile per
le imprese e ha sottolineato la necessità di fare un'intesa Stato-Regioni-Enti
locali per alleggerirne il carico. Poi, per quanto riguarda la sicurezza dei
cittadini ne ha parlato in tema di ordine pubblico, ma anche per la dotazione
di infrasrutture adeguate, sicurezza sulla presenza
di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione della cita
sociale ed economica. Infine ha affrontato il tema della solidarietà per una
società coesa, per lo sviluppo della convivenza delle regioni infraeuropee e frontaliere, per una politica verso i
migranti capace di soddisfare le richieste del mondo del lavoro e della
produzione, per facilitare l'integrazione e respingere l'illegalità e la
criminalità.
( da "Asca" del
31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Pordenone,
31 mar - ''Credo che in Fvg abbiamo tutti i requisiti
per affrontare i cambiamenti epocali, e i problemi congiunturali dell'economia
globale con serenita'''. Lo ha detto il presidente
della Regione Fvg, Riccardo Illy, incontrando a Pordenone
le categorie economiche. ''Nella nostra regione abbiamo eccellenti imprese,
spirito imprenditoriale e grande capacita' dei
lavoratori - ha sottolineato -. Le difficolta' sono
innegabili, ma abbiamo competenze, risorse umane e finanziarie per crescere
ancora'' ha aggiunto. E' dal 2005 ad oggi, infatti, che il Prodotto Interno
Lordo della Regione e' il primo per crescita in Italia, come dicono i dati di
Istat (2005 e 2006) e Unioncamere (2007 e 2008). Alle molte
domande in tema di tempi della burocrazia e sulla spesa pubblica Illy ha semplicemente risposto
raccontando l'opera di riorganizzazione della macchina-Regione avviata nel
2003. ''C'erano 36 direzioni senza un vero coordinamento. Le abbiamo ridotte a
14, con un direttore generale. Questo non solo ci ha permesso di
risparmiare oltre 8 milioni di euro all'anno per i costi del personale, ma
anche di economizzare le spese degli uffici e degli affitti e di risparmiare
altri 18 milioni di euro all'anno.'' I costi della macchina regionale sono
dunque stati ridotti di oltre 26 milioni di euro all'anno. Lo sviluppo
dell'impresa e' stato uno dei punti chiavi della legislatura 2003-2008. E
l'impegno verra' confermato nei prossimi anni.
''Sosterremo le imprese, rifinanzieremo tutte le leggi sulla piccola e media
impresa - ha detto Illy - in modo da soddisfare tutte le richieste degli
imprenditori e commercianti della nostra Regione''. ''E' un impegno che posso
assumere - ha spiegato Illy - perche' le entrate
della Regione in questi anni sono cresciute del 20%.'' E' stato attivato un
circolo virtuoso: ''Dallo sviluppo delle imprese dipende la crescita della
regione, l'occupazione e dunque le entrate della regione''. fdm/mcc/ss (Asca).
( da "Data Manager" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le due Associazioni
difenderanno il diritto verso il completo e sicuro utilizzo della rete Internet
sia per la navigazione sia per l'uso dell'e-mail Venerdì 28 marzo
( da "Targatocn.it"
del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' un settore
fortemente legato alla tradizione e al territorio (40,6%), attento al gusto e
alla salute (45,3%) che non si esime però dal provare produzioni innovative e creative.
Stiamo parlando dei panettieri e dei pasticceri del cuneese che sono stati al
centro di un'indagine realizzata dalla Cna di Cuneo.
I risultati della ricerca condotta dalla Cna
evidenzia come il 42% degli intervistati ricorra a ricette o a tecniche di
produzione di importanza storica, senza disdegnare però la capacità di proporre
ai consumatori ricette ideate personalmente. E' proprio questo, peraltro, a
fare la differenza del prodotto artigianale da quello industriale, che
interessa sempre di più non solo il consumatore finale, ma anche i ristoranti
che nel 36,7% propongono ai propri clienti pane e prodotti da forno di
produzione locale e artigianale. I dati evidenziati da questa ricerca hanno
spinto la Cna di Cuneo a proporre alcuni
approfondimenti tematici a tutti coloro che operano a monte della panificazione
nel corso di una tavola rotonda che si è tenuta oggi, lunedì 31 marzo,
all'hotel Lovera Palace, in via Roma
( da "Blogosfere" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mar 0831 Grazie alle
Ferrovie, 60.000 TIR in più Pubblicato da Paolo di Lautrèamont
alle 19:52 in economia Due settimane fa L'Opinione ha ospitato un'intervista
del presidente della Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo. Oggi proseguiamo
la nostra analisi sul sistema logistico, centro dell'economia ligure, con
un'intervista a Sergio Sara, responsabile del settore per la Ignazio Messina
Spa, uno dei primi operatori nazionali. Il terminal containers
Nino Ronco (
( da "Napoli.com" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Vincenzo Cicala
Prevista dall'articolo 97 della Costituzione, è praticamente in disuso. E' un palese
segno della decadenza dell'Italia e dei vizi della casta padrona. Rappresenta
l'uguaglianza dei cittadini rispetto allo Stato, cioè l'efficacia erga omnes di un atto dello stato ed è il canone della
correttezza e della capacità dell' amministrazione pubblica. La garanzia della burocrazia nei confronti dell'autorità
politica è un segno del rispetto della legalità ed una garanzia
dell'uguaglianza di trattamento dei cittadini. L'abitudine prevalsa
dell'intromissione e del condizionamento negli atti che sono nella prassi o
nella discrezione di un funzionario o di un dirigente è un reato che viene
consumato quotidianamente e perseguito in rare ed occasionali o mirate
occasioni. Eppure nella considerazione e nell'atteggiamento dei cittadini è
proprio la consumazione di questo continuo oltraggio alla civile convivenza che
ha molto assottigliata la distanza tra classe politica e criminalità, ne ha
stimolata la commistione, ne ha fatto nascere lo stesso timor panico che nasce
nei riguardi dei violenti e dei camorristi. Ed è proprio la faziosità e
l'interesse di parte che caratterizza e condiziona la vita meridionale, in
particolare di Napoli e Provincia, fino ad escluderne un risanamento. E'
certamente giustificabile esprimere un giudizio negativo e di sfiducia verso
l'operato dei diversi commissari straordinari che si sono succeduti nella
gestione dell'emergenza dei rifiuti solidi urbani. Il giudizio negativo, mentre
è coerente agli scarsi risultati ottenuti, risulta palesemente in contrasto con
i meriti e gli apprezzamenti acquisiti da personalità distintesi in tutta una
vita al servizio dello Stato. Vuol dire che già nel mandato ricevuto vi
era un vizio di fondo. Infatti, mentre l'emergenza rifiuti era frutto di un
cattivo comportamento delle autorità locali sia a livello di ente regione che
di provincia e comuni, si prevedeva che le decisioni dei commissari
dovevano essere frutto di un concerto, di un accordo con le autorità locali,
cioè con chi era stato l'origine e la causa del disastro. Sarebbe stato più logico
ed attendibile giovarsi del consiglio di tecnici di chiara integrità e
comprovata esperienza e di sicura indipendenza dai condizionamenti locali. Così
è capitato che anche le notizie chieste ed ottenute non sempre erano
corrispondenti all'effettivo stato dei luoghi. Il lato macabro e grottesco di
questa situazione è sentire i politici declamare che proprio la gestione
commissariale è stato uno dei fattori dell'emergenza. Si vedrà quello che
diranno le sentenze della magistratura. Ma non sarà certo il giudice a
rifondare la civiltà della società napoletana ed, in particolare, meridionale.
Infatti egli interviene su di un reato commesso e su rei supposti. Non è suo
potere incidere e modificare il costume di una società. Non rientra nei suoi
compiti, anzi la sua autonomia significa non solo una affermata indipendenza,
ma anche una indifferenza alle evenienze particolari del momento, proprio per
assicurare l'obbiettività e l'universalità del giudizio, cioè l'uguaglianza dei
cittadini nei confronti della legge. Si devono mobilitare i cittadini. Con le
residue forze ed il coraggio che nasce di fronte al dilemma del rinascere o
scomparire di uno stato democratico devono scegliersi e darsi guide sicure. E
non in questo momento elettorale, nel quale si consuma l'incostituzionale
arbitrio di negare ai cittadini la scelta dei propri governanti e dove occupa
il proscenio una classe politica che non ha saputo trovare neanche l'occasione
di una nuova legge elettorale. L'election day concordato mette anche in risalto le deficienze delle
gestioni commissariali nei comuni che vanno alle elezioni perché le
amministrazioni sono state sciolte per sospetta collusione mafiosa. Neanche la
gestione commissariale è stata stabile. E' stata segnata da cambiamenti,
dimissioni, instabilità e non uno dei problemi del paese è stato risolto, ma
tutto è stato rimandato alle amministrazioni da eleggere. Veramente sarebbe
stato opportuno e conveniente per lo Stato non intervenire sull'operato dei
commissari. Lo Stato ha, deve avere i suoi organismi interni di controllo e di
valutazione. Essi devono bastare per giudicare dell'operato ordinario. Se, poi,
vi è un reato, chiunque ne abbia conoscenza, e non supponenza, ha il dovere di
denunziarlo. Ma forse i nostri politici operano come i funzionari dell'Impero
Romano al periodo della decadenza, i quali, con i barbari alle porte,
preferivano celebrare i ludi circensi. In che maniera può giudicarsi chi pensa
ai Grandi Avvenimenti, senza darsi preoccupazione dei veri problemi di Napoli e
della Campania?. Noi, però, il nemico non lo abbiamo ad portas,
ma dentro ed uccide, ogni giorno, senza alcun riguardo o timore. Vorremmo avere
speranza e coraggio di rinascita ma come se i colpevoli sono tutti al loro
posto? Come se le liste sono piene di candidati amici? Come se l'opposizione
non presenta uomini nuovi, buoni, e programmi specifici per guarire i mali di
Napoli ed estirpare la gramigna? Eppure è doveroso sperare e dare la propria
opera per tentare di ristabilire, nel piccolo mondo, proprio di chi non
ha importanza agli occhi degli uomini, giustizia ed equità sociale.