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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  31-3-2008      #TOP


IN EVIDENZA

I 48 ritardi che uccidono l’impresa. Dai 15 miliardi per costi burocratici ai 260 giorni per una licenza di costruzione: lo studio di Confartigianato sulle aziende fino a 20 dipendenti presenta alla politica il conto dei troppi "gap" italiani rispetto all’Europa. GIUSEPPE TURANI (La Repubblica 31-3-2008)

Non faranno la rivoluzione, e nemmeno una marcia dei 40 mila, ma è sicuro che la pazienza degli artigiani italiani sta finendo. Hanno fatto due conti e si sono accorti che, con le loro aziendine da meno di 9 dipendenti, sono una colonna importante della società italiana, ma hanno anche capito che questa stessa società scarica proprio su di loro gran parte della sua inefficienza. Si potrebbe anche parlare di una sorta di vera e proprio attività predatoria della società italiana sugli artigiani. Un solo esempio, tanto per cominciare. Risulta che il sistema delle imprese italiane (tutte, grandi e piccole) spende ogni anno quasi 15 miliardi di euro per costi burocratici. Ebbene, più del 76 per cento di questa immane somma (11,3 miliardi) è a carico degli artigiani.
I quali artigiani non è che non abbiamo qualche benemerenza verso la collettività. Sono tantissimi (anche se poi l’idraulico non si trova mai). Se consideriamo tutte le imprese con meno di 20 addetti si scopre che sono il 98,2 per cento del totale delle imprese esistenti in Italia. E questo, probabilmente, è un dato che dice poco (quante di queste aziende ci vogliono per fare una Fiat?). Però presso queste microunità lavora di fatto il 60 per cento degli addetti al settore privato (e qui la cosa si fa già più interessante. Sempre queste aziendine producono quasi il 44 per cento del valore aggiunto totale e realizzano il 40 per cento degli investimenti realizzati dalle imprese italiane.
Insomma, quello rappresentato dalla Confartigianato è un mondo che non si vede, di cui nessuno si occupa, ma che, grosso modo, vale la metà del mondo aziendale italiano.
Nonostante questo, e nonostante siano tutte brave persone, di solito schierate con i governi in carica, su di loro si è abbattuta per anni e anni la furia cieca (o sapiente?) della società italiana.
Adesso tutto questo popolo è un po’ arrabbiato e ha messo insieme un dossier che dovrebbe rappresentare la vergogna della politica italiana. Hanno elencato infatti ben 48 "ritardi" dell’Italia rispetto all’Europa. "Ritardi" che poi vengono fatti pagare al sistema delle aziendine artigianali. Non si salva quasi niente e nessuno: burocrazia, energia, giustizia.
In mezzo ai 48 "ritardi" si può pescare a caso. Si scopre così che in Italia è più faticoso persino pagare le tasse (che, ovviamente, sono poi più alte): se nella media europea servono poco più di 160 ore per sbrigarsela, in Italia serve più del doppio, cioè 360 ore. E le tasse, ma questo va da sé, sono più alte: se la media europea è apri al 17,8 per cento dei profitti, qui da noi si arriva al 30,8 per cento. Non è proprio il doppio, ma manca poco.
Se in Europa servono quasi 160 giorni per avere una licenza di costruzione, qui da noi ne occorrono quasi 260. Ma non basta: se poniamo uguale a 100 i costi sostenuti in Europa per avere una licenza di costruzione, in Italia si arriva di fatto a 300, cioè tre volte tanto.
Lo Stato pretende molto, insomma, da queste piccole aziende, ma poi le tratta male quando figura come loro cliente (anche i cessi della burocrazia si rompono). Se nella media europea la pubblica amministrazione liquida le sue fatture in 68 giorni, in Italia si arriva a 138. Peggio di noi c’è solo il Portogallo, che paga in 155 giorni. Si racconta che dodici anni fa la pubblica amministrazione italiana pagava in 87 giorni. Poi, evidentemente, le cose sono peggiorate e oggi ci vuole quasi il doppio del tempo perché l’elettricista veda saldato il conto della plafoniera dell’ufficio passaporti.
Il capitolo più spaventoso nei rapporti fra artigiani e Stato in Italia è quello della giustizia. Nel loro dossier di denuncia gli artigiani scrivono che la giustizialumaca costa alle imprese 2,3 miliardi di euro di danni. E spiegano che cosa significa giustizialumaca.
In una causa civile il passaggio tra il primo e il secondo grado di giudizio comporta mediamente un’attesa di 1.765 giorni, cioè 4 anni, 10 mesi e 5 giorni. Per una procedura fallimentare si arriva a tempi biblici (ci sono speranze quindi per l’Alitalia…): in questo caso l’attesa è di ben 3.140 giorni, cioè 8 anni, 7 mesi e 10 giorni.
Può anche capitare che si debba licenziare qualcuno. E, di nuovo, si va a sbattere contro una giustizia che non funziona. In Italia la durata di un processo di licenziamento è fra le più alte d’Europa: 696 giorni, in media. Più del doppio della durata in Francia, quasi nove volte la durata della Spagna e ben 36 volte rispetto al tempo impiegato in Olanda.
La giustizialumaca irrita molto gli artigiani. Al punto che si sono dilungati parecchio nel loro dossier. Così si scopre che, fra primo grado e appello, un procedimento in materia di lavoro dura mediamente in Italia qualcosa come 1.528 giorni, più di quattro anni.
Ma l’Italia non è tutta uguale, e così gli artigiani spiegano che a Messina una causa di lavoro dura in media 2.378 giorni (cioè 6 anni, cinque mesi e sei giorni). A Napoli sono un po’ più veloci: soltanto 2.227 giorni. A Bologna si comincia a prendere velocità: 1.902 giorni. Curiosamente, poi, si viene a sapere che a Reggio Calabria e a Potenza sono abbastanza svelti: nella cause di lavoro se la cavano infatti in poco più di 1.800 giorni.
A Trento e a Torino, però, si impiegano (per lo stesso tipo di causa) poco di più di 400 giorni. In sostanza, a Messina una causa di lavoro dura 5,7 volte quello che dura a Trento. E qui sorgono spontanee due domande. La prima riguarda lo stato del Mezzogiorno italiano: è evidente che con questi tempi della giustizia civile un imprenditore assennato è poco portato a andare da quelle parti. La seconda è più insidiosa. Non è che sia impossibile, con le leggi italiane, sbrigare una causa di lavoro in poco più di un anno, tanto è vero che a Torino e a Trento lo fanno regolarmente. E allora perché mai Messina deve impiegare quasi sei volte tanto, visto che l’organizzazione della giustizia e le leggi sono identiche?
Il capitolo giustizia si può chiudere citando altri due casi. Il pagamento di un assegno (di un cattivo pagatore) ottenuto per via giudiziaria: 645 giorni in Italia, 143 nella media europea, e addirittura 100 giorni in Inghilterra. La musica non cambia se si tratta di far rispettare un contratto, sempre per via giudiziaria. In Italia ci vogliono mediamente 1.210 giorni, in Europa 414, cioè un terzo.
E c’è il capitolo dell’energia. Alle nostre piccole imprese costa il 22 per cento in più rispetto all’Europa. Il prelievo sull’energia consumata dalle imprese artigiane in Italia è del 25,4 per cento, nella media europea si arresta al 9,5 per cento. Insomma, poiché il tappezzerie di Stradella anche se strilla, nessuno lo sente, diamogli una botta in testa e portiamo qualche soldo in più nelle casse dello Stato. E il tappezziere? Faccia qualche fattura in meno, così pareggia un po’ i conti.
Si potrebbe andare avanti con esempi di questo tipo per pagine e pagine, ma forse è meglio fermarsi qui e fare qualche ragionamento.
In Italia tutti parlano di rilanciare lo sviluppo, ma poi, quando dai talk show televisivi si scende nella realtà, si scopre che al Quarto Capitalismo (che sta soprattutto lungo l’asse MilanoVenezia) non gli fanno le strade e le altre infrastrutture che servono per commerciare efficientemente con il resto dell’Europa. Si scopre che mentre in tutta Europa (e nel mondo) si sta correndo per dare a tutti la banda larga (cioè l’autostrada informatica), qui da noi si va avanti poco alla volta, affidandosi più che altro a regioni e comuni che fanno quel poco che possono (in molti casi niente addirittura). E gli artigiani sono trattati come abbiamo appena visto. Impiegano due anni per incassare un assegno, tempi biblici per incassare una fattura dalla pubblica amministrazione e, se per caso incappano nel fallimento di una loro controparte o se devono licenziare un dipendente, possono accendere ceri al santo locale perché nessuna giustizia arriverà loro su questa terra. Meglio "arrangiarsi" da soli.
Si scopre, leggendo con cura questo dossier della Confartigianato, che in Italia, forse, "politica industriale" dovrebbe voler dire, tanto per cominciare, fare esattamente quello che si fa nel resto dell’Europa. Niente di più e niente di meno. Sarebbe già una rivoluzione.


Report "Burocrazia"

Chi fa ricorso la vince sul Fisco ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lentezza resta un morbo micidiale per la burocrazia italiana. Anche quando, com'è in questo caso, si tratta di recuperare incassi mancati. Ancora: nei medesimi dodici mesi, a fronte di altri 323.007 procedimenti attivati, ne sono stati definiti 323.062 a riprova che le commissioni tributarie sono riuscite in media a tener testa al numero di nuovi accertamenti dell'

Per i dannati della scuola la cattedra è un miraggio ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, o dalla noncuranza. Sospesi nel limbo in attesa che qualcuno - ma chi? - faccia chiarezza. Sono 405, solo a Torino. A novembre hanno cominciato il nono ciclo della Ssis, la scuola di specializzazione per l'istruzione secondaria. Fino a un anno fa - dopo che nel 2000 era stato abolito il concorsone - era l'ultima strada rimasta per inseguire il miraggio di una cattedra,

"Santoro addio Adesso prendo l'Omnibus" ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un patrimonio di professionalità bloccato dalle burocrazie, mentre Mediaset è molto veloce". Antonio Ricci una volta ha dichiarato che le telegiornaliste dicono idiozie e subiscono molestie perché sono selezionate con lo stesso criterio delle veline. "Non ho mai subito molestie sessuali, ma non posso parlare per le altre.

Cadorna torna in campo alla mostra dei soldatini ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Aosta nel gergo della burocrazia militare del tempo erano conosciute come "Occupazione Avanzata Frontiera Nord". Oggi quelle difese sono note come "Linea Cadorna", perché furono ideate proprio dal generale Luigi Cadorna, nato a Pallanza il 4 settembre 1850: il padre Raffaele comandò la spedizione che conquistò Roma nel 1970,

L'Acquedotto ( da "Corriere Economia Online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una burocrazia molto vischiosa unita alla sindrome di nimby (not in my back yards, alla lettera non nel mio cortile, ndr .) e dei veti che blocca qualsiasi possibilità di andare avanti". Tra quelle indispensabili e ferme c'è il dissalatore di Manduria, un'opera che potrebbe dissetare una buona parte dell'arido Salento ma che è bloccata in una lunga disputa con l'

M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre mesi di ( da "Corriere Economia Online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è una burocrazia molto vischiosa unita alla sindrome di nimby (not in my back yards, alla lettera non nel mio cortile, ndr .) e dei veti che blocca qualsiasi possibilità di andare avanti". Tra quelle indispensabili e ferme c'è il dissalatore di Manduria, un'opera che potrebbe dissetare una buona parte dell'arido Salento ma che è bloccata in una lunga disputa con l'

Sanzione nonostante il pass Il giudice le dà ragione ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In Italia la legge e la burocrazia sono una giungla in cui a volte, senza una guida esperta, per far valere un proprio diritto oppure per riparare ad una palese ingiustiza, non si viene nemmeno ascoltati. E' il caso, ad esempio di una signora invalida di San Benedetto Po, che nello scorso settembre si è recata in auto insieme al marito a fare la spesa al Gigante di Curtatone.

I medici si interrogano sulla loro professione ( da "Arena, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo, piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.30 nella sala convegni della Gran Guardia dal consigliere comunale e medico, Francesco Spangaro, in collaborazione con otto diverse sigle sindacali.

Gazebo contro gazebo Anche il Pd rispolvera i banchetti in piazza ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eppure non si vedono le code del 14 ottobre: "Perché allora c'era una burocrazia che portava via tempo, si sostava più a lungo", spiega Realacci. "Oggi no, ma è andata alla grande, mi creda: in molti casi il materiale è finito già al mattino". Da Nord a Sud: "In Lombardia è andata molto bene. Anche davanti alle chiese".

Si spengono uno ad uno i semafori "intelligenti" ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il buonsenso dovrebbe prevalere sulla burocrazia. A tale proprosito, l'assemblea dei sindaci ha incaricato l'Anci Veneto di promuovere l'omolagazione di questi semafori". In attesa che il Ministero decida di sdoganare i semafori intelligenti, i comuni preferiscono non rischiare, correndo al riparo con soluzioni a volte davvero fantasiose.

Ha il compito di essere imparziale ( da "Arena, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e ciò comporta il rispetto delle forme previsto dalla legge che non costituiscono soltanto vuota burocrazia. Da ciò discende la necessità di una maggiore conoscenza di questa figura da parte dei cittadini per una reciproca collaborazione in modo che le esigenze e le istanze sociali siano interpretate e soddisfatte con sempre maggiore adeguatezza e competenza.

L'ennesimo balzello ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbattimento della Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato.

L'esempio di un frate lontano dai riflettori L a Badia di San Lorenzo a Trento è quella dove presta la sua opera padre Butterini, noto alle cronache di questi giorni per la sua cro ( da "Adige, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la politica ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede imbonita nei salotti massonici dell'alta finanza internazionale, la vera destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno.

Ma in Germania si può licenziare chi non produce ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e burocrazia hanno saldamente preso il sopravvento in uffici e fabbriche dalle Alpi al Mare del Nord. Ora però le cose potrebbero cambiare. Merito dei tribunali, che sembrano aver riscoperto merito ed etica del lavoro. La sentenza che in molti considerano una svolta è di poche settimane fa ed è stata pronunciata dal Tribunale federale del lavoro,

Archeologi reggenti bloccate le nomine ( da "Nuova Venezia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma perché fare queste scelte imposte dalla vecchia burocrazia del ministero senza prendere in esame le professionalità interne che esistono?". Non è soltanto una questione di gradi. Perché la carriera e gli stipendi degli archeologi in forza alle Soprintendenze sono ben diversi da quelli assunti dalle Regioni a statuto speciale.

Il cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Museo Correr Piazza San Marco Sfere del cielo Fino al 13 aprile Lawrence Carrol Fino al 4 maggio Orario del Correr 10-18 tutti i giorni IuaV sala Valle ex Cotonificio Dorsoduro 2196 Costruire sul costruito Fino all'11 aprile Galleria A+

Il potere logora chi ce l'ha ( da "Eco di Bergamo, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha messo attorno ad un tavolo più di cento esperti per liberalizzare il Paese dai lacci della burocrazia e della mancata competizione. Attali, presidente indiscusso del consesso, non ha finito il suo lavoro che i tassisti sono scesi in sciopero e hanno bloccato Parigi. Risultato: retromarcia veloce del grande liberalizzatore. Tutto come prima.

Scuola Cenerentola dell'agenda politica ( da "Eco di Bergamo, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sembra che il paese ne abbia abbastanza della scuola ammortizzatore sociale. Ma per cambiare occorrono fondi (pubblici e privati) e soprattutto infilare scomodamente le mani nella vischiosa burocrazia scolastica, vero collante del sistema. Forse per questo i candidati, di scuola, parlano poco. Susanna Pesenti.

Se la burocrazia mette un freno all'imprenditore ( da "Nazione, La (Lucca)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia non gli consente di ampliare gli stabilimenti, quindi non solo può migliorare la produttività,ma nemmeno creare nuovi posti di lavoro. La burocrazia è rimasto uno dei malanni del nostro tempo. Anni fa il Comune istituì dei corsi di lingua italiana, affinché i dipendenti acquisissero modi di esprimersi e di pensare più autonomi,

Europaitalia , la sfida ue ( da "Centro, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Baldocci. Facciotto: "Il freno è la burocrazia". Vinciguerra: "Le Camere di Commercio bilaterali". Europanorama. Agnoli: "Legge e potere". "Come sta la Chiesa? Malissimo" intervista a Mons. Luigi Negri. Sbutega: "Montenegro, cuore d'Europa".

Cascina Sestogallo: che peccato vederla così ( da "Gazzetta del Sud Milano" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: integrato di recupero si è arenato nei meandri della burocrazia ma bisognerebbe intervenire CASCINA SESTOGALLO: CHE PECCATO VEDERLA COSÌ Da terra di confine a terra di nessuno; per il 2008 non si prevedono interventi richiedi la foto Due eloquenti immagini dello stato di abbandono in cui versa Cascina Sestogallo, al confine con San Donato richiedi la foto San Giuliano Milanese -

In gara anche 50mila associazioni sportive ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tanta burocrazia in meno e nessun rischio di dimenticare date (e dati) essenziali. giacomo.bagnasco@ilsole24ore.com CORSIA PREFERENZIALE Questi potenziali beneficiari potranno essere prescelti dai contribuenti senza aver sostenuto specifici oneri burocratici.

Maxisanzione in frenata contro i cantieri irregolari ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per la regolarizzazione degli operai, né quelli per un eventuale ricorso. Si tratta di una sanzione amministrativa aggiuntiva che va a sommarsi alla multa vera e propria. Il ministero del Lavoro non dispone ancora di un monitoraggio di questa pratica introdotta lo scorso agosto, e quindi non sono noti i dati sulle aziende che hanno preferito pagare subito per riaprire

La ricetta di Marcora per aiutare il mondo agricolo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia. Non dimentichiamo però che l'agricoltura svolge anche un'importante funzione sociale, di tutela ambientale, di garante della sicurezza alimentare, di salvaguardia del paesaggio. E' su questi principi che si deve fondare un nuovo patto tra agricoltura e società che permetta di mantenere l'attuale livello di aiuti Ue"

Filovia, promemoria per l'assessore ( da "Centro, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione comunale alle prese con una burocrazia ministeriale e tecnica che rallenta la pratica e di fatto impedisce alla giunta di inaugurare il nuovo servizio ecologico di trasporto pubblico che assegnerebbe a Chieti la patente di città che rispetta l'ambiente oltre a dimostrare che sindaco e assessori puntano molto sul progresso con il minimo impatto.

Nel libro del governatore la ricetta per il nord ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e la logica conseguenza sono salari più alti: normale che ci sia malumore nel lavoratore italiano. Guardiamo la Slovenia, che ha la nostra stessa moneta ma è più veloce, anche perchè più "piccolo", più reattivo e direi più realista: lì un'impresa paga il 25% di imposte, noi, nonostante la recente riduzione,

Honsell: con l'hinterland pronto a collaborare sui progetti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superando i ritardi della burocrazia che spesso rotardano i tempi di realizzazione delle opere. Fra le priorità di Honsell, inoltre, c'è pure la definizione della proposta per il piano di trasporto pubblico locale che il Comune di Udine deve presentare alla Regione. "Attualmente sono previsti solo 600 chilometri in più all'anno - ha detto Honsell -

Il presidente: boom di entrate. lo sfidante: 15mila incontri ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si è impegnato a ridurre la burocrazia per attrarre investimenti, potenziare le infrastrutture, completare l'azione di dragaggio non ancora conclusa dopo tre anni di lavori, allungare il periodo di apertura delle attività commerciali dai 60 giorni attualmente previsti a 120 giorni per permettere la destagionalizzazione e incentivare la ristrutturazione degli alloggi.

Due ricette per l'immigrazione illy: integrazione controllata tondo propone un censimento ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: venendo incontro alle reali esigenze degli immigrati, e non alla burocrazia dei pochi e in particolare di un apparato associativo cresciuto a dismisura, con il solo risultato di allontare i benefici proprio dagli immigrati". Illy e il centrosinistra, però, non incassano: "Criticano la nostra legge? Criticano tutto" ironizza il presidente.

Morgillo: prima casa, via l'ici ( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la semplificazione della burocrazia che è nemica dei cittadini". E per il suo territorio? "Sono sicuro, faremo ripartire il Terzo valico. Per La Spezia mi batterò perché si trovino le risorse per un nuovo ospedale: mancano 20-30 milioni e un progetto quando arriva al ministero se non ha la copertura finanziaria totale non viene approvato".

<L'ennesimo balzello> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Abbattimento della Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato.

PIEMONTE: FI, BUROCRAZIA NON RALLENTI PAGAMENTI AD IMPRESE ( da "Asca" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n ( da "Corriere del Veneto" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta.

Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n ( da "Corriere del Veneto" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta.

L'accordo UeUsa rilancia il mercato ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. L'accordo sopprime tutte le restrizioni applicate alle rotte, ai prezzi o al numero di voli settimanali. Sono 50 milioni circa i passeggeri che ogni anno si spostano tra l'Ue e gli States, e l'accordo investe quello che al momento è il più grande mercato del trasporto aereo internazionale.

"Poche leggi, più chiare e severità con chi le viola" ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sempre per la burocrazia? "Non solo. A Bruxelles, ad esempio, quando si va a discutere di normative e di omologazioni dei prodotti i tedeschi hanno sempre la meglio e diventano il punto di riferimento. Sono più strutturati, hanno, al loro interno, un legame più stretto e forte tra politica e industria e non solo in campo industriale ma anche nella politica monetaria.

L'epopea di Ratan Tata l'indiano che colonizza il Regno di Sua Maestà ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dirigista e di un socialismo di Stato gestito da una burocrazia parassitaria. La parabola di Ratan Tata coincide con una rivoluzione, l'ingresso dell'India nell'economia globale, l'apertura delle frontiere agli investimenti esteri e alla concorrenza. Insieme con lo sviluppo dell'impero Tata, che oggi fornisce da solo il 3,2% del Pil indiano, si è affermata la sua internazionalizzazione.

COLDIRETTI BOLOGNA "BUONI VENDEMMIA CONTRO IL CAROVITA" ( da "Sestopotere.com" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita che a Bologna raggiunge livelli allarmanti. Coldiretti Bologna commenta positivamente l'annuncio del via libera alla sperimentazione sul territorio nazionale dei "buoni lavoro",

I medici si interrogano sulla loro professione ( da "Arena.it, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore Martini I medici si interrogano sulla loro professione "Dobbiamo difenderci da noi stessi, dalla burocrazia e talvolta dalle influenze negative esterne"   "Eclissi della professione medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo, piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.

SICILIA/ FINOCCHIARO: SERVE CONSULTA PERMANENTE DELLE PROFESSIONI ( da "Virgilio Notizie" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i commercialisti del territorio provinciale Finocchiaro ha detto che "serve un rapporto moderno, veloce, trasparente, tra la burocrazia regionale e gli organi professionali". "Un'altra cosa che farò, se sarò eletta alla Presidenza della Regione - ha continuato Anna Finocchiaro - sarà quella di istituire un albo in grado di regolare il rapporto tra Regione e liberi professionisti.

ELEZIONI/ MATTEOLI: VELTRONI ARRIVA TARDI ANCHE SU TAGLIA-LEGGI ( da "Virgilio Notizie" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Proseguire in modo progressivo su questa strada è nostro intendimento perché si tratta di una esigenza avvertita dalle imprese, dagli operatori del diritto e dai cittadini per i quali il peso della burocrazia è asfissiante. I francesi molto interessati a fregarci l'Alitalia vorrebbero restituirci Bassanini. No grazie!".

5 per mille: il "peccato originale" di Tremonti ( da "Vita non profit online" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lentezza della burocrazia ha fatto il resto". Sì, anche se - ci permettiamo di aggiungere - le colpe della burocrazia e di Tremonti si fermano al primo anno di sperimentazione. Per il secondo anno, non dimentichiamo che il governo Prodi aveva "dimenticato" (per la seconda volta consecutiva) di inserire la norma in Finanziaria.

Sarà la provincia di Belluno ad ( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assemblea di Caviola è stata anche ribadita la richiesta di minore burocrazia per agevolare le Pro loco nell'organizzazione delle manifestazioni. Le Pro loco comunque non si perdono d'animo e la relazione del presidente provinciale Unpli Espedito Pagnussat ha elencato, anche nel 2008, una lunga serie di attività e la partecipazione a importanti fiere del turismo.

Faleschini: <Piccolo e micro è bello, se non c'è burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è burocrazia" "La crescita economica e occupazionale, l'export e la capacità di fare ricerca e innovazione non sono determinate dal numero dei dipendenti delle imprese, ma dalla capacità degli imprenditori di mettersi in rete, di investire in cultura d'impresa, di disporre di un sistema creditizio attento alle piccole imprese e di avere una burocrazia non ostile"

PARTITO SOCIALISTA ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è diventato impossibile per le imprese e ha sottolineato la necessità di fare un'intesa Stato-Regioni-Enti locali per alleggerirne il carico. Poi, per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini ne ha parlato in tema di ordine pubblico, ma anche per la dotazione di infrasrutture adeguate, sicurezza sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione

FVG/ELEZIONI: ILLY A IMPRESE, PRESUPPOSTI PER CAMBIARE CON SERENITA' ( da "Asca" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alle molte domande in tema di tempi della burocrazia e sulla spesa pubblica Illy ha semplicemente risposto raccontando l'opera di riorganizzazione della macchina-Regione avviata nel 2003. ''C'erano 36 direzioni senza un vero coordinamento. Le abbiamo ridotte a 14, con un direttore generale.

Adiconsum e Cittadini di Internet: protocollo d'intesa per la sicurezza informatica ( da "Data Manager" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: migliori servizi ai cittadini e minori sprechi per la burocrazia al Paese. Basti pensare che paesi del Nord Europa come la Finlandia e la Svezia hanno ridotto la spesa pubblica di oltre il 5% del PIL (Prodotto Interno Lordo) utilizzando la rete in modo intenso". Non bisogna dimenticare, infatti, che l'impatto del digitale influisce anche sull'inquinamento e sulla deforestazione.

Cuneo: panettieri a confronto, tradizione e modernità ( da "Targatocn.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inutile burocrazia in più, il 25,6% pensa che sia necessaria un'adeguata formazione per le aziende e per i consumatori affinché siano realmente utili, il 27,9% dichiara di non avere ancora un'idea precisa sul tema. Per l'11, 6% invece si tratta di un'introduzione importante per diffondere un'alimentazione più sana e sicura.

Grazie alle Ferrovie, 60.000 TIR in più ( da "Blogosfere" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia soffoca tutto. Il calo del traffico merci a gennaio è stato attribuito a una crisi nel sistema informatico del terminal VTE di Voltri, che pure è di proprietà di un colosso come la PSA di Singapore... E' vero che VTE ha avuto grossi problemi, e forse l'anno scorso ha toccato il suo tetto massimo di espansione,

Imparzialità amministrativa ( da "Napoli.com" del 31-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nei confronti dell'autorità politica è un segno del rispetto della legalità ed una garanzia dell'uguaglianza di trattamento dei cittadini. L'abitudine prevalsa dell'intromissione e del condizionamento negli atti che sono nella prassi o nella discrezione di un funzionario o di un dirigente è un reato che viene consumato quotidianamente e perseguito in rare ed occasionali


Articoli

Chi fa ricorso la vince sul Fisco (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso La relazione sulla giustizia tributaria Chi fa ricorso la vince sul Fisco ARMANDO ZENI MILANO Un fisco double face. Da una parte pronto a snidare gli evasori, a cercarli nei paradisi fiscali (vedi Liechtenstein) e tra i nomi noti dello sport, dell'industria, dello spettacolo, Valentino Rossi, Leonardo Del Vecchio, Milva per dirne alcuni. Ma anche un fisco - ecco l'ultima notizia - troppo lento nel definire una causa aperta con il contribuente: 4 anni in media tra primo e secondo grado, e soprattutto spesso battuto, nell'esito finale di queste cause, dal contribuente, cui alla fine i giudici danno molto spesso - più dell ametà dei casi - ragione. Insomma, un fisco lumaca che sei volte su 10 esce perdente dal contenzioso aperto. Sono numeri impietosi - purtroppo datati 2006 - quelli contenuti nella relazione inviata al ministro dell'Economia Padoa Schioppa dal Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria nella quale sono quantificate le cause pendenti (poco meno di 600mila), il numero di procedimenti definiti in un anno (323mila nel 2006) e appunto il tasso di insuccesso (per il fisco) in questi contenziosi che, nell'anno 2006, sono stati vinti in primo grado da 52 contribuenti su 100 e, in secondo grado, da 59 contribuenti su 100. Morale, per chi ricorre e va in causa col fisco la percentuale di successo è nettamente superiore a quella di insuccesso. Come dire che a conti fatti ricorrere conviene. Soprattutto in alcune zone d'Italia dove la percentuale di successo del contribuente sul fisco è molto elevata. Esempi? Il 78% di cause perse nel 2006 dalla Commissione tributaria della Valle d'Aosta, identica percentuale di insuccessi realizzati a Catanzaro dalla Commissione provinciale. Quadro poco esaltante, certo, per l'Agenzia delle entrate che, non a caso, da quest'anno ha predisposto un "Progetto qualità del contenzioso", una serie di interventi preparati con lo scopo dichiarato di evitare troppe conclusioni negative e incrementare gli esiti favorevoli soprattutto nelle controversie di maggiore rilevanza economica. Anche perché si tratta di sostenere la guerra senza tregua dichiarata dal governo a chi vuol fare il furbo con l'Erario. Gli investimenti fatti sulle indagini in termini di uomini, tempo e denaro, richiedono senza dubbio risultati migliori. A che pro accusare d'evasione qualcuno per poi vedersi dare torto dalla commissione tributaria competente? I dati della relazione della Giustizia tributaria sono la conferma di quanto il fisco, nonostante i successi ecclatanti nella lotta all'evasione, perda troppe battaglie nei contenziosi aperti rendendo così invitante per qualsiasi contribuente tentare comunque un ricorso che i numeri dimostrano quanto possa riuscire a vincere. In sintesi, le cause arretrate, pur calando negli ultimi tempi, restano una montagna: erano 610mila il primo gennaio del 2006, 593mila il 31 dicembre. La lentezza resta un morbo micidiale per la burocrazia italiana. Anche quando, com'è in questo caso, si tratta di recuperare incassi mancati. Ancora: nei medesimi dodici mesi, a fronte di altri 323.007 procedimenti attivati, ne sono stati definiti 323.062 a riprova che le commissioni tributarie sono riuscite in media a tener testa al numero di nuovi accertamenti dell'anno ma non a smaltire l'arretrato. Anche perchè i ricorsi (tra 2005 e 2006) sono aumentati del 7,7%, gli appelli del 4,7%. Ultimo dato che fa riflettere sulla convenienza o meno di un ricorso: la media nazionale per arrivare alla sentenza finale è di 654 giorni in primo grado più altri 721 giorni per il secondo: totale, quasi 4 anni. Anche qui con regioni più veloci, la Valle d'Aosta (dove si arriva al giudizio di primo grado in 7 o 8 mesi), e regioni più lente, Calabria e Friuli dove, solo per il giudizio di primo grado, occorrono 4 anni.

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Per i dannati della scuola la cattedra è un miraggio (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Hanno investito tremila euro e altri due anni di scuola dopo l'università. Hanno affrontato una selezione che falcidia più della metà dei candidati. Qualcuno aspettava il suo turno da anni, non riusciva a entrare, stava meditando di mollare tutto. Soldi buttati, dicono ora. Perché sono più precari che mai, e la speranza di non esserlo in futuro sta scivolando di mano. Per di più lavorano meno di quanto avrebbero potuto. E si sentono beffati. Dalla burocrazia, o dalla noncuranza. Sospesi nel limbo in attesa che qualcuno - ma chi? - faccia chiarezza. Sono 405, solo a Torino. A novembre hanno cominciato il nono ciclo della Ssis, la scuola di specializzazione per l'istruzione secondaria. Fino a un anno fa - dopo che nel 2000 era stato abolito il concorsone - era l'ultima strada rimasta per inseguire il miraggio di una cattedra, per diventare insegnanti di ruolo alle medie o alle superiori. Poi la Finanziaria del 2006 ha dato il via all'ennesima rivoluzione: via le graduatorie, rimpiazzate da un nuovo sistema di reclutamento. Quale? Non si sa. L'opera del ministero si è arenata a metà del guado. È rimasta una sola graduatoria, provvisoria, a esaurimento, che ha sanato la posizione di chi era già iscritto alle liste o frequentava la Ssis. In pieno caos qualcuno si è dimenticato di 11.830 aspiranti professori, quelli del nono ciclo, indetto nonostante le regole fossero cambiate. Loro, i beffati della scuola, annaspano da mesi. Dice Patrizio Giustetto, uno dei portavoce del comitato che raggruppa i torinesi: "Sapevamo di rischiare. Sapevamo che probabilmente non avremmo potuto accedere alle graduatorie. Tuttavia, visto che il biennio era partito, sembrava scontato che avrebbero trovato una soluzione per noi". Illusione. A distanza di quattro mesi e più, ai 405 torinesi restano due desolanti certezze: "Usciti da questi due anni non potremo ottenere le supplenze annuali e sarà impossibile acciuffare una cattedra di ruolo anche dopo anni e anni di supplenze. Insomma, non avremo i diritti le possibilità di chi ha frequentato gli otto cicli precedenti della Ssis". Eppure hanno seguito lo stesso canovaccio. Sborsato tremila euro, come gli altri. E, di fatto, rinunciato a un lavoro, seppur precario. "Avrei potuto ottenere una supplenza annuale in una scuola - racconta Emanuela Schicchitano, 29 anni -. Diciotto ore settimanali, o poco meno. Ho rinunciato perché alla Ssis tutti i pomeriggi c'è lezione, la frequenza è obbligatoria, ed è impossibile far quadrare i due impegni. Così insegno italiano quattro ore a settimana in una scuola superiore di Chieri, e faccio l'insegnate di sostegno a Torino. Quanto guadagno? Una miseria". Raccontano storie tutte uguali. Mattinate trascorse sballottati da una scuola all'altra, a racimolare un pugno di ore e qualche decina di euro. E pomeriggi sui banchi di scuola, a 30 anni o più. "C'è chi è già sposato con figli, chi abita fuori Torino e viaggia tutti i giorni. E chi, come me, ha sudato per entrare qua dentro: ho tentato tre volte prima di farcela. E ora quasi me ne pento", racconta Emanuela. "Siamo stanchi, sfiduciati. Ho tentato tre volte. E adesso è una vita d'inferno - aggiunge Francesca Gnan -, insegno al mattino in due licei, a Rivoli e Pianezza. Ogni pomeriggio sono quattro ore di lezione e la sera, visto il mio stipendio, insegno in una palestra". Domani si riuniranno in assemblea. Hanno invitato anche il direttore della scuola Sergio Cecchin. "L'abbiamo già incontrato - dicono gli insegnanti-studenti -. Ha detto che non dipende da lui". È vero: dipende dal ministero che - prima di paralizzare la sua attività, causa elezioni - ha fatto giusto in tempo a indire il decimo ciclo della Ssis. Senza sapere che ne sarà di quelli del nono.

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"Santoro addio Adesso prendo l'Omnibus" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Intervista Luisella Costamagna "Santoro addio Adesso prendo l'Omnibus" La telegiornalista: troppi litigi non lavoro più ad "Annozero" FRANCESCO RIGATELLI ROMA Finalmente i miei parenti capiranno cosa faccio nella vita!" Luisella Costamagna, tanti anni di programmi non sono bastati a renderlo evidente? "No, loro credono solo a quello che scrive La Stampa! E poi ultimamente sono meno visibile". Da gennaio ha ripreso a collaborare con Santoro da dietro le quinte, come autrice di "Annozero". Ma è anche la nuova conduttrice di "Omnibus" su La7: certo, al mattino presto... "Per la verità, con Santoro ora vivo solo di ricordi". Come, scusi? "È già finita l'esperienza, perché siamo cambiati molto tutti e due. Per tanti punti di vista, dopo l'editto bulgaro Michele è un altro. E io sono cresciuta, ho 40 anni e il mio era un ruolo nuovo in un programma già cominciato, dunque c'erano più discussioni che altro, mentre le redazioni di Santoro sono tradizionalmente per una grande adesione al suo progetto. Tra noi ci sono sempre state delle scintille, figuriamoci: tra una torinese e un salernitano! Ma questa volta avevo un doppio impegno, perché il direttore del tg di La7, Antonello Piroso, mi ha richiamata dopo Omnibus estate a condurre Omnibus al mattino". Quando iniziò con Santoro? "Avevo 27 anni e collaboravo a Teletime in Piemonte. Nell'ultima puntata di Tempo reale apparve una scritta: cercasi collaboratrici. Mandai curriculum e cassetta. Fra 3 mila persone scelsero me. Andai al colloquio con Santoro molto intimorita, come una che non crede ancora di trovarsi davanti al proprio mito televisivo". Lui le piaceva? "Ero una telespettatrice affezionata di Tempo reale. Poi scoprii il grande animale da tv. L'insegnamento più grande che ha dato a un'analitica come me, che ha studiato Filosofia, è stato di arrivare al cuore delle cose. Ma non sono mai stata una santoriana di ferro". Cosa le impediva di esserlo? "Io sono una secchiona piemontese, distaccata, kantiana. Lui è passionale, emotivo, d'impatto". Tra Santoro e La7, com'è finita da Costanzo? "Dopo la censura di Sciuscià, la Rai non ha esercitato con me l'opzione di contratto per un altro anno. Così, una volta che ero ospite al Costanzo show mi si offrì di far parte della redazione di un nuovo programma, Tutte le mattine". Come si è trovata con Costanzo? "Orari precisi, riunioni, molto lavoro. È una macchina da guerra". Cosa le ha insegnato? "Ad affrontare qualunque tema. Il cosiddetto talk show, la tv quotidiana non è solo evento ma rapporto col pubblico, informazione e servizio". Lei ha provato tutte le principali aziende televisive. "Sono nata con Santoro a Mediaset. Quando lui tornò in Rai, Liguori mi offrì la conduzione di Studio Aperto. Mi licenziai dopo un anno e tornai da Michele a Il raggio verde, perché sono un'anarchica e cerco le cose che mi interessano. Gad Lerner mi voleva assumere al tg di La7, ma rimasi in Rai, dove Santoro era come un'isola in un'azienda immensa, un patrimonio di professionalità bloccato dalle burocrazie, mentre Mediaset è molto veloce". Antonio Ricci una volta ha dichiarato che le telegiornaliste dicono idiozie e subiscono molestie perché sono selezionate con lo stesso criterio delle veline. "Non ho mai subito molestie sessuali, ma non posso parlare per le altre. In parte è vero che si viene selezionate per l'aspetto fisico. Però essere belle è scomodo perché bisogna faticare di più per farsi accettare. Specialmente se come me non sei mai stata raccomandata". È raccomandata dai suoi occhi azzurri. "Non credo, è pieno di occhi azzurri che non funzionano". Mettiamo che diventi direttore di un tg, quale decisione prende subito? "Dare tutte le notizie. Ed evitare di impostare le priorità sulla base delle agende politiche. Forse sarei condizionata dagli ascolti, che oggi abbassano il livello dei tg". Qual è il suo preferito? "Sky Tg 24". E quello che le piace meno? "Il rotocalco di Studio Aperto, "Lucignolo": non è informazione". Una telegiornalista che stima. "Mi è sempre piaciuta Annalisa Spiezie. E Milena Gabanelli di Report". Che pensa dei presentatori che fanno i giornalisti? "Daria Bignardi fa delle interviste diverse dal solito. Ma certo se un potente può permettersi di andare davanti a molti telespettatori senza ricevere domande scomode, ovvio che ne approfitta. Anche Bonolis che incontra Donato Bilancia mi preoccupa. E ora pure i comici intervistano, ad esempio Crozza. Non difendo i giornalisti, ma vorrei che la qualità delle domande, chiunque le formuli, fosse alta".

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Cadorna torna in campo alla mostra dei soldatini (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERBANIA.SABATO E DOMENICA AL MUSEO DEL PAESAGGIO Cadorna torna in campo alla mostra dei soldatini Al generale di Pallanza l'omaggio dei collezionisti [FIRMA]CARLO BOLOGNA VERBANIA Trincee, mulattiere, fortificazioni. Quelle difese costruite durante la prima guerra mondiale (1915-18)a ridosso della frontiera tra Piemonte, Lombardia e a tratti anche in Valle d'Aosta nel gergo della burocrazia militare del tempo erano conosciute come "Occupazione Avanzata Frontiera Nord". Oggi quelle difese sono note come "Linea Cadorna", perché furono ideate proprio dal generale Luigi Cadorna, nato a Pallanza il 4 settembre 1850: il padre Raffaele comandò la spedizione che conquistò Roma nel 1970, l'ultimogenito chiamato con lo stesso nome diventerà capo di stato maggiore dell'Esercito nell'Italia liberata. C'era il timore di un'invasione tedesca dalla Svizzera e quelle difese avrebbero dovuto respingere l'attacco, mai arrivato. Quella Maginot di casa nostra (raccontata in un libro fresco di stampa da Pier Antonio Ragozza e Paolo Crosa Lenz) e il generale Cadorna saranno protagonisti anche della mostra concorso di soldatini, uniformi e cimeli del Verbano Cusio ossola che si terrà sabato e domenica a Verbania, nella sede del Museo del Paesaggio. E' la terza edizione di un'iniziativa che ha conquistato tanti appassionati. Ed è un modo diverso per avvicinare i giovani alla Storia: per questo motivo sarà assegnato un premio speciale del Presidente della Repubblica. "Il tema scelto - dicono gli organizzatori di Model Club Vco e Museo del Paesaggio - è quello dei cento anni di storia degli alpini nel nostro territorio e le fortificazioni della linea Cadorna. Nel 1908 nascevano i battaglioni "Pallanza" e "Intra", ci è sembrato giusto ricordarli anche così". Oltre ai soldatini saranno esposti armi, uniformi e cimeli delle truppe alpine grazie alla collaborazione di collezionisti privati e fondazioni culturali: museo di Rovereto, museo dell'artiglieria di Torino, museo della Guardia di Finanza di Roma, museo Rossini di Novara, musei dei soldatino storico di Bologna e di Calenzano, museo del modellismo storico di Ferrara. In concomitanza è stato organizzata una mostra concorso di modellismo militare (con formula open, iscriversi costa 15 euro) e un'iniziativa per gli studenti. Spettacolare anche l'inaugurazione, sabato alle 11, con le note della Banda della Brigata alpina Taurinense e la sfilata sul lungolago dei gruppi di rievocazione storica che simuleranno la vita dei fanti e degli alpini durante la Grande Guerra. A due passi dal mausoleo con le spoglie del generale che legò per sempre il suo nome anche alla disfatta di Caporetto.

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L'Acquedotto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia Online" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sommario Emergenza idrica Per usufruire dei 920 milioni L'Acquedotto A rischio 500 milioni di finanziamenti M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre mesi di anticipo sull'estate, l'Acquedotto Pugliese rischia di perdere 4-500 milioni di euro di finanziamenti europei per l'ammodernamento della rete a causa dei ritardi burocratici e dei veti locali. Con una rete di 15.000 chilometri e una portata complessiva di 19 mila litri di acqua al secondo, l'Acquedotto Pugliese è il più grande d'Europa ma anche quello più bucato, con il 37% di perdite fisiche che raggiungono il 49% se si aggiungono quelle economiche causate dagli allacciamenti abusivi, dai furti e dal "non contabilizzato". Per tutto questo, la precedente giunta regionale di Centrodestra guidata dal governatore Raffaele Fitto, dopo avere strappato la proprietà dell'Ente al Tesoro, riuscì a fare approvare un piano di finanziamenti di 920 milioni. Servivano per ammodernare la rete colabrodo e per tutta una serie di infrastrutture, dai dissalatori ai contatori elettronici, che avrebbero dovuto consentire di superare l'emergenza e rendere la società moderna e privatizzabile. Secondo il piano degli investimenti 2003-2005 poi prorogato al 2007, per potere utilizzare i fondi, i lavori previsti e finanziati devono essere conclusi e rendicontati entro la fine del 2008. Almeno, se si vuole usufruire dei fondi europei provenienti dal Por (i Programmi operativi regionali) 2000- 2006. Obiettivo ormai impossibile da raggiungere alla luce dell'ultimo rapporto sul monitoraggio investimenti redatto dall'Ato Puglia, l'autorità della regione presieduta da Nichi Vendola che regola e controlla i servizi idrici territoriali. Al 31 dicembre 2007, di quei 920 milioni di fondi da investire entro la fine di quest'anno, soltanto il 5,8% risulta speso per opere completate e il 30,5% è stato impegnato in opere attualmente in corso, che verranno completate entro fine anno. Il resto però, più della metà del totale, rimane una grande incognita. Infatti il 28,4% dei fondi riguarda opere attualmente in attesa di approvazione, il 33,7% opere ancora in progettazione o da progettare mentre l'ultimo 1,8% è relativo a opere sospese o definanziate. Con queste percentuali di utilizzo, entro la fine dell'anno potrebbe riprendere la strada di Bruxelles una parte di fondi che va dai 400 ai 500 milioni di euro, con evidenti danni per l'ente, il territorio e la popolazione. Ma che cosa ha causato questa situazione? "Innanzitutto, occorre dire che il piano era fatto nell'ottica del costruttore e non secondo quella del gestore ? spiega Ivo Monteforte, amministratore unico dell'Acquedotto Pugliese ?. Significa che sono previste anche alcune opere inutili, le famose cattedrali nel deserto, come un potabilizzatore su un invaso senz'acqua, cosa alla quale non sono assolutamente interessato. La causa principale però è che a bloccare i lavori c'è una burocrazia molto vischiosa unita alla sindrome di nimby (not in my back yards, alla lettera non nel mio cortile, ndr .) e dei veti che blocca qualsiasi possibilità di andare avanti". Tra quelle indispensabili e ferme c'è il dissalatore di Manduria, un'opera che potrebbe dissetare una buona parte dell'arido Salento ma che è bloccata in una lunga disputa con l'amministrazione del comune pugliese e con alcune associazioni ambientaliste. Ci sono anche punti positivi, visto che i 920 milioni di euro del piano, depurati di infrastrutture considerate inutili, scendono a 835 milioni. Inoltre, grazie alle gare europee, la società sta ottenendo un ribasso medio del 28% sul prezzo base, cosa che fa scendere ancora di più il fabbisogno. Ad oggi, però, al di là di cancellazioni, ribassi e quant'altro, almeno le opere in fase di progettazione o da progettare, pari a circa 300 milioni, e una buona parte di quelle ancora da approvare non potranno vedere la luce entro l'anno. "Per la parte di queste che realmente serviranno ? dice Monteforte ? cercheremo di recuperare altri fondi". Intanto però, quelli che ci sono, se ne vanno. ANTONIO CALITRI.

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M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre mesi di (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Economia Online" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sommario M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre mesi di ... M entre in Puglia scoppia l'emergenza idrica con tre mesi di anticipo sull'estate, l'Acquedotto Pugliese rischia di perdere 4-500 milioni di euro di finanziamenti europei per l'ammodernamento della rete a causa dei ritardi burocratici e dei veti locali. Con una rete di 15.000 chilometri e una portata complessiva di 19 mila litri di acqua al secondo, l'Acquedotto Pugliese è il più grande d'Europa ma anche quello più bucato, con il 37% di perdite fisiche che raggiungono il 49% se si aggiungono quelle economiche causate dagli allacciamenti abusivi, dai furti e dal "non contabilizzato". Per tutto questo, la precedente giunta regionale di Centrodestra guidata dal governatore Raffaele Fitto, dopo avere strappato la proprietà dell'Ente al Tesoro, riuscì a fare approvare un piano di finanziamenti di 920 milioni. Servivano per ammodernare la rete colabrodo e per tutta una serie di infrastrutture, dai dissalatori ai contatori elettronici, che avrebbero dovuto consentire di superare l'emergenza e rendere la società moderna e privatizzabile. Secondo il piano degli investimenti 2003-2005 poi prorogato al 2007, per potere utilizzare i fondi, i lavori previsti e finanziati devono essere conclusi e rendicontati entro la fine del 2008. Almeno, se si vuole usufruire dei fondi europei provenienti dal Por (i Programmi operativi regionali) 2000- 2006. Obiettivo ormai impossibile da raggiungere alla luce dell'ultimo rapporto sul monitoraggio investimenti redatto dall'Ato Puglia, l'autorità della regione presieduta da Nichi Vendola che regola e controlla i servizi idrici territoriali. Al 31 dicembre 2007, di quei 920 milioni di fondi da investire entro la fine di quest'anno, soltanto il 5,8% risulta speso per opere completate e il 30,5% è stato impegnato in opere attualmente in corso, che verranno completate entro fine anno. Il resto però, più della metà del totale, rimane una grande incognita. Infatti il 28,4% dei fondi riguarda opere attualmente in attesa di approvazione, il 33,7% opere ancora in progettazione o da progettare mentre l'ultimo 1,8% è relativo a opere sospese o definanziate. Con queste percentuali di utilizzo, entro la fine dell'anno potrebbe riprendere la strada di Bruxelles una parte di fondi che va dai 400 ai 500 milioni di euro, con evidenti danni per l'ente, il territorio e la popolazione. Ma che cosa ha causato questa situazione? "Innanzitutto, occorre dire che il piano era fatto nell'ottica del costruttore e non secondo quella del gestore ? spiega Ivo Monteforte, amministratore unico dell'Acquedotto Pugliese ?. Significa che sono previste anche alcune opere inutili, le famose cattedrali nel deserto, come un potabilizzatore su un invaso senz'acqua, cosa alla quale non sono assolutamente interessato. La causa principale però è che a bloccare i lavori c'è una burocrazia molto vischiosa unita alla sindrome di nimby (not in my back yards, alla lettera non nel mio cortile, ndr .) e dei veti che blocca qualsiasi possibilità di andare avanti". Tra quelle indispensabili e ferme c'è il dissalatore di Manduria, un'opera che potrebbe dissetare una buona parte dell'arido Salento ma che è bloccata in una lunga disputa con l'amministrazione del comune pugliese e con alcune associazioni ambientaliste. Ci sono anche punti positivi, visto che i 920 milioni di euro del piano, depurati di infrastrutture considerate inutili, scendono a 835 milioni. Inoltre, grazie alle gare europee, la società sta ottenendo un ribasso medio del 28% sul prezzo base, cosa che fa scendere ancora di più il fabbisogno. Ad oggi, però, al di là di cancellazioni, ribassi e quant'altro, almeno le opere in fase di progettazione o da progettare, pari a circa 300 milioni, e una buona parte di quelle ancora da approvare non potranno vedere la luce entro l'anno. "Per la parte di queste che realmente serviranno ? dice Monteforte ? cercheremo di recuperare altri fondi". Intanto però, quelli che ci sono, se ne vanno. ANTONIO CALITRI.

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Sanzione nonostante il pass Il giudice le dà ragione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

In Italia la legge e la burocrazia sono una giungla in cui a volte, senza una guida esperta, per far valere un proprio diritto oppure per riparare ad una palese ingiustiza, non si viene nemmeno ascoltati. E' il caso, ad esempio di una signora invalida di San Benedetto Po, che nello scorso settembre si è recata in auto insieme al marito a fare la spesa al Gigante di Curtatone. La coppia ha parcheggiato in un posto auto riservato agli invalidi vicino all'ingresso del centro commerciale, avendo la signora problemi di deambulazione ed essendo munita del pass invalidi, esposto sul cruscotto della macchina del marito. Al ritorno la spiacevole sorpresa: sotto il tergicristallo c'era una multa per divieto di sosta di 148 euro, con decurtazione di due punti dalla patente. La coppia ha presentato ricorso al prefetto contro il Comune. Ricorso respinto. La coppia si è allora rivolta ad un legale, l'avvocato Jacopo Rebecchi, che ha fatto un nuovo ricorso al giudice di pace di Mantova Ornella Poli. Il nuovo ricorso è stato accolto. (f.v.).

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I medici si interrogano sulla loro professione (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIBATTITO. Stasera alla Gran Guardia, presente l'assessore Martini I medici si interrogano sulla loro professione "Eclissi della professione medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo, piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.30 nella sala convegni della Gran Guardia dal consigliere comunale e medico, Francesco Spangaro, in collaborazione con otto diverse sigle sindacali. All'appuntamento, rivolto ai medici della città e della provincia sia ospedalieri che territoriali, interverranno il sindaco di Verona ed ex assessore regionale alla sanità, Flavio Tosi, e il suo successore a Palazzo Balbi, Francesca Martini. "Lo scopo dell'iniziativa", ha anticipato Spangaro, "è di riunire attorno ad un unico tavolo tutti gli attori del sistema sanitario provinciale e regionale e ragionare su quali siano i problemi della professione medica, sempre più spesso mortificata da una serie di situazioni spiacevoli". "Di questo passo", hanno proseguito gli organizzatori, "si arriva inesorabilmente verso la eclissi della professione". Alla tavola rotonda, cui interverranno anche alcuni segretari regionali delle principali sigle sindacali, parteciperà anche il presidente dell'Ordine dei medici di Verona, Giorgio Carrara. "L'incontro è di carattere interprofessionale", ha concluso Spangaro, "nel senso che è rivolto a tutti i medici che si trovano ogni giorno problemi nella gestione del paziente". Dalle carenze organizzative, alla burocrazia che ricade specialmente sui medici di medicina generale, alla così detta "medicina difensiva", quella cioè che costringe i camici bianchi ad agire non solo e non più secondo scienza e coscienza ma anche per tutelarsi da possibili denunce da parte dei pazienti, fino al rapporto con la magistratura, saranno temi oggetto di confronto. "Sempre più spesso", hanno concluso, "nei rapporti con la magistratura ci si trova ad affrontare una sorta di storture del sistema tale per cui sembra che l'onere della prova di una possibile colpa sia appannaggio non più dell'accusa ma dei medici accusati. E questo, certamente, non è accettabile". "Anche le carenze organizzative", aggiungono dall'Anaao, il principale sindacato medico degli ospedalieri, "fanno sì che i medici perdano la faccia per colpe non loro e, talora, anche per questo si arriva alle denunce".

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Gazebo contro gazebo Anche il Pd rispolvera i banchetti in piazza (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Da Nord a Sud 12 mila punti del Democratic day Gazebo contro gazebo Anche il Pd rispolvera i banchetti in piazza FRANCESCA SCHIANCHI ROMA Noi la sinistra l'abbiamo sempre votata e la votiamo: Rutelli e Veltroni", comunicano ai militanti berlusconiani le pasionarie Rossana e Sestilia, 73 e 78 anni. Piazza del Popolo: all'ora del tramonto va in scena la guerra dei gazebo. "Voi non uscite mai, non conoscete i problemi", le liquidano sprezzanti quelli del Pdl. "Ma ho figli laureati che mi spiegano", replica Rossana per nulla offesa, sotto braccio i volantini del Pd: li distribuisce il gazebo dirimpettaio, al centro della piazza, grande foto di Veltroni e un paio di volontari ad accogliere e illustrare. E' uno dei 12 mila punti d'incontro allestiti ieri in tutta Italia dal Pd per il "Democratic day", chiamata a raccolta dei sostenitori a due settimane dal voto. Tornano i banchetti nelle piazze in questa giornata primaverile, dove quasi sei mesi fa spuntarono per le primarie: "E' andata benissimo: abbiamo distribuito 100 milioni di pezzi di propaganda varia", gongola Ermete Realacci, responsabile comunicazione del partito. "Valutiamo di aver contattato sei milioni di cittadini, grazie al lavoro di 100 mila attivisti. E un milione e 200 mila persone hanno dato la propria disponibilità ad aiutarci in queste ultime due settimane", stima soddisfatto. Distribuiti vademecum del volontario (con consigli per diffondere il verbo), adesivi, segnalibri, materiale sui candidati, più qualche iniziativa di quartiere: chi ti offre una piantina, chi un braccialetto di gomma con inciso "Si può fare". In piazza Fiume i gadget finiscono subito: è il gazebo accanto a casa Veltroni, preso d'assalto da sostenitori e telecamere. Il leader arriva poco dopo mezzogiorno, un bagno di folla che invade la strada ("non è possibile, li denuncio: mi hanno anche dato del fascista", strilla un militante dalla tenda di fronte, targata Pdl): "A prescindere dai sondaggi siamo in rimonta", si compiace il segretario, "non sono stanco, sarà l'adrenalina", risponde a chi si preoccupa. In compagnia di Valerio, fratello di Walter, sta in disparte la moglie Flavia: arrossisce con i giornalisti che la assediano. "Vi odio", scherza, "vedo Walter entusiasta", "spero che oggi si riposi", taglia corto prima che il marito la chiami accanto a sé. Tra la folla il ministro Melandri in versione jeans e scarpe da tennis, il vice Dario Franceschini, Goffredo Bettini inseguito da una signora: "Posso presentarti Oreste Lionello?". "C'è stata molta gente questa mattina", giurano i militanti di piazza del Popolo, "persone che arrivano e dicono "Ce la dobbiamo fare se no cambio paese"". Sfilano i testimonial: "Stamani sono venuti Giulio Scarpati, Simona Marchini, Ugo Gregoretti", aggiungono. Eppure non si vedono le code del 14 ottobre: "Perché allora c'era una burocrazia che portava via tempo, si sostava più a lungo", spiega Realacci. "Oggi no, ma è andata alla grande, mi creda: in molti casi il materiale è finito già al mattino". Da Nord a Sud: "In Lombardia è andata molto bene. Anche davanti alle chiese".

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Si spengono uno ad uno i semafori "intelligenti" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

THIENE. Non sono mai stati omologati dal Ministero dei trasporti Si spengono uno ad uno i semafori "intelligenti" di Alessandra Dall'Igna Si spengono uno ad uno, senza gloria, i semafori "intelligenti" dei comuni aderenti al consorzio di vigilanza thienese. Dopo che in città questi impianti con rilevatore di velocità sono stati disattivati perchè considerati illegali dal Ministero dei trasporti, ora anche i sindaci delle varie amministrazioni si stanno adeguando. La paura di essere citati per danni o lesioni a seguito di eventuali incidenti attribuibili all'impiego di questi dispositivi, ha spinto i comuni a spegnere i loro semafori intelligenti, limitandone il raggio d'azione. Ora, infatti, questi dispositivi non faranno più scattare il rosso al superamento dei limiti di velocità, ma funzioneranno solo a chiamata, ovvero su richiesta dei pedoni. Un "effetto domino" che, partito da Thiene, potrebbe travolgere le amministrazioni di tutta Italia, dove questi semafori, installati a migliaia, sono tutt'ora in azione. "Il semaforo posto a Grumolo, lungo la provinciale Thiene-Zugliano - afferma Romano Leonardi, sindaco di Zugliano - è sospeso da un mese. Non volevo ritrovarmi con un ricorso contro il comune solo perchè il semaforo è fuori legge. Tuttavia mi sembra davvero paradossale che un dispositivo utile a garantire la sicurezza stradale non venga considerato legale solo perchè manca di approvazione ministeriale. Il buonsenso dovrebbe prevalere sulla burocrazia. A tale proprosito, l'assemblea dei sindaci ha incaricato l'Anci Veneto di promuovere l'omolagazione di questi semafori". In attesa che il Ministero decida di sdoganare i semafori intelligenti, i comuni preferiscono non rischiare, correndo al riparo con soluzioni a volte davvero fantasiose. "Il nostro semaforo è ancora attivo - spiega l'ufficio tecnico comunale di Calvene - ma abbiamo già chiamato la ditta installatrice affinchè venga a modificare il funzionamento. Nel frattempo abbiamo deciso di spostare il radar che rileva la velocità delle auto in arrivo, cosìcchè si evita di far scattare il rosso". E tra tante amministrazioni che, dopo aver investito economicamente sull'installazione di questi semafori, ora si vedono costrette a spegnerli, c'è anche qualche comune che non ci sta, e continua a farli funzionare in modalità "intelligente". "Capisco che sui comuni ricada la piena responsabilità civile e penale - precisa Ugo Scalabrin, sindaco di Fara - ma chi si dovrebbe assumere la responsabilità morale? Non dimentichiamoci che questi dispositivi si trovano in punti dove la viabilità è critica e c'è un alto rischio di incidenti".

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Ha il compito di essere imparziale (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOTAI. Fondamentali nelle compravendite immobiliari Ha il compito di essere imparziale Il Notaio è l'interprete del diritto in prima linea, in quanto una volta emanata la legge, per primo è chiamato ad applicare la norma, non sempre chiara e piana nella sua formulazione. Qualunque contratto egli riceva, compravendita, mutuo, costituzione di società, servitù, convenzione, testamenti, deve controllare che il contenuto del contratto sia adatto alla situazione giuridica e alla volontà delle parti, idoneo quindi a produrre gli effetti giuridici voluti dalle parti, in conformità alla legge. Nell'esercizio delle sue funzioni il Notaio svolge un'importante attività di informazione al cittadino-cliente. E' una "consulenza a tutto campo" che al Notaio è richiesta in misura sempre maggiore. Ha il dovere di dare una corretta e trasparente informazione sull'atto o sul contratto da stipulare in tutti i suoi aspetti, in particolare civilistici, amministrativi e fiscali. Tutta questa complessa attività di informazione e consulenza richiede al Notaio un continuo aggiornamento professionale che non può essere delegato a terzi, intermediari, agenzie immobiliari, promotori . Compito prevalente del Notaio è la funzione di adeguamento della volontà dei privati alla norma, per giungere a sistemazioni negoziali certe e giuridicamente valide, compito dal duplice profilo, dovendo contemperare gli interessi dei privati con l'interesse generale dell'ordinamento, diretto a realizzare la pace tra i consociati, il che è il fine stesso del diritto, e ciò comporta il rispetto delle forme previsto dalla legge che non costituiscono soltanto vuota burocrazia. Da ciò discende la necessità di una maggiore conoscenza di questa figura da parte dei cittadini per una reciproca collaborazione in modo che le esigenze e le istanze sociali siano interpretate e soddisfatte con sempre maggiore adeguatezza e competenza.

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L'ennesimo balzello (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA "L'ennesimo balzello" Con gli amici commentiamo gli articoli che sul Suo Giornale vengono pubblicati in merito alle promesse elettorali. Mi sembra che qualcuno ora per farsi bello ci stia prendendo per i fondelli! Come si fa a promettere "Abbattimento della Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato. L'ultima trovata del governo attuale è stata di aumentare la tassa di iscrizione del 10% delle imprese individuali presso il Registro delle Imprese. In questo momento di crisi economica generale non sarebbe invece stato più logico ridurre tale balzello? Purtroppo siamo considerati "vacche da mungere" in ogni momento e nessuno osa ribellarsi, nemmeno le categorie economiche che dovrebbero tutelare i propri associati. Filippo Gecchelin.

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L'esempio di un frate lontano dai riflettori L a Badia di San Lorenzo a Trento è quella dove presta la sua opera padre Butterini, noto alle cronache di questi giorni per la sua cro (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ciata a favore delle moschee L'esempio di un frate lontano dai riflettori L a Badia di San Lorenzo a Trento è quella dove presta la sua opera padre Butterini, noto alle cronache di questi giorni per la sua crociata a favore delle moschee. Ma, nella stessa Badia, opera, da anni, un frate, sacerdote, che non fa né collette pro moschee né propaganda contro le basi militari: fa semplicemente quello che il suo mandato gli impone di fare, ovvero, il prete. Lo fa lontano da copertine o cronache, mettendo insieme cultura e fede ad una bontà d'animo senza eguali. Guida le celebrazioni o i canti, suona l'organo e viene da un'esperienza trentennale di parroco a Rovereto. Ebbene: questo frate, esempio di umiltà per ciascuno di noi, è arrivato, in questi giorni, all'invidiabile età di ottantasei anni. L'unica parola che si può e si deve dire a quest'uomo è "grazie" sperando che il buon Dio ce lo lasci ancora e magari ci consenta, fra un canto e l'altro, di sorseggiare anche qualche bicchiere di vino. Buono, s'intende. Grazie, padre Cherubino. Maurizio Nucida Formazione e risorse per dei buoni infermieri S iamo un gruppo di Coordinatori dell'Ospedale S.Chiara e vogliamo offrire anche il nostro punto di vista sulla discussione che si è aperta, ed alla quale è stato dato ampio risalto sui giornali, relativamente alla gestione della formazione universitaria di Infermieristica presso il Polo Universitario di Trento. Crediamo di essere persone qualificate ad esprimere un parere in merito all'argomento in primo luogo poiché gli studenti infermieri svolgono il tirocinio presso i nostri reparti e contribuiamo - con tutor ed infermieri - alla formazione e valutazione dello studente, in secondo luogo poiché gestiamo successivamente l'inserimento dei neodiplomati nelle diverse Unità Operative e valutiamo le competenze professionali nel tempo. La formazione infermieristica a Trento è sempre stata - ed è tuttora - di impegno e rigore scientifico, garantendo all'utenza elevata professionalità e standard assistenziali di alto livello. Noi tutti, non solo come coordinatori infermieristici ma come cittadini, chiediamo agli infermieri di essere altamente professionali con un forte riferimento deontologico; questo è il fondamento dell'impianto formativo del Polo Universitario di Trento, con il quale ci troviamo in piena sintonia. L' impegno, sicuramente elevato, che è richiesto nel percorso formativo agli studenti è lo stesso che chiediamo quotidianamente agli infermieri nei nostri reparti; la professione infermieristica è una professione a stretto contatto con il malato e richiede un continuo confronto con la complessità e criticità nelle diverse situazioni. Abbiamo letto l'interrogazione fatta da consiglieri provinciali su "cosa sta accadendo nelle scuola per infermieri di Trento" alcuni giorni fa su un giornale locale; ci pare frutto di una valutazione sommaria segnalare un alto tasso di abbandoni se non è rapportato a quello delle altre facoltà e discipline universitarie. Testimoniamo che il percorso formativo è molto accompagnato da docenti e tutor esperti; è strutturato sul modello della formazione infermieristica europea, dal quale non è pensabile allontanarsi. Che ci sia interesse nei confronti della professione infermieristica ci fa piacere, ma chiediamo alla funzione politica di intervenire facendosi carico delle istanze che complessivamente la professione porta avanti, fra le quali: creare coerenza tra l'impianto formativo e le condizioni organizzative nelle quali l'infermiere si trova ad esercitare per garantire all'utenza un'assistenza sempre migliore. Maria Rosa Andreatta, Eugenia Bezzi, Anna Maria Callovi, Ivana Castelli, Marina Cologna, Monica Filagrana, Manuela Fontanari, Giuseppina Gasperi, Lorenzo Gobetti, Monica Ioris, Cornelia Leonardelli, Anna Cristina Manco, Cristina Micheli, Emanuela Modena, Gloria Pallaoro, Nadia Pergher, Marisa Piffer, Ornella Roat, Federica Rosa, Riccardo Scartezzini, Lucia Tessaro, Paola Trainotti, Alberto Trentin La linea non era guasta Cliente moroso con Bt Italia I n merito all'articolo pubblicato sull'Adige lo scorso 21 marzo dal titolo "Linea telefonica guasta, rabbia al Pizzorante Groff" desidero puntualizzare alcuni passaggi dell'articolo relativo al rapporto commerciale in corso tra BT Italia, uno fra i principali operatori di telecomunicazione presenti sul territorio nazionale con oltre 250.000 aziende clienti, e il signor Yuri Degasperi titolare del Pizzorante Groff. BT Italia fornisce dal 2004 un servizio di fonia e accesso a Internet veloce all'esercizio del signor Degasperi. Per un mero errore, la fattura ricevuta lo scorso novembre e relativa ai servizi erogati nel mese di marzo 2007, aveva fra le proprie voci un importo di 823,71 euro più iva per spese di attivazione. Senza segnalare l'anomalia al nostro servizio clienti (non risulta alcuna telefonata ricevuta e nessuna richiesta aperta), il signor Degasperi ha inteso bloccare il pagamento della fattura di marzo e di tutte quelle successive. Di fronte al mancato pagamento delle fatture, gli uffici competenti di BT Italia hanno contattato il cliente in data 18 gennaio, facendo presente che per verificare l'anomalia contenuta nella fattura relativa ai servizi di marzo relativa all'attivazione, avrebbe dovuto contattare a mezzo mail, fax o raccomandata il nostro servizio clienti. Successivamente il 29 gennaio è stata inviata una lettera di preavviso di sospensione del servizio. Per chiarezza ad oggi a fronte di una contestazione di 823,71 euro più iva per attivazione, non dovuta, il signor Degasperi ha trattenuto somme per fatture emesse successivamente, a seguito della regolare erogazione del servizio per un complessivo ammontare decisamente superiore alla somma contestata. Quindi non è corretto scrivere, come titola l'articolo del giornale, "Linea telefonica guasta" in quanto si è semplicemente trattato di sospensione volontaria del servizio da parte di BT Italia, a termini di contratto, per morosità del cliente, che fra l'altro il 10 gennaio ha deciso di disdire il servizio. In ogni caso, a seguito dell'articolo pubblicato dal suo giornale, che ci ha evidenziato il problema riscontrato dal cliente, ma fino ad oggi, mai segnalatoci secondo i canali aziendali preposti, abbiamo provveduto nella giornata di martedì 25 marzo a riattivare il servizio e a formalizzare lo storno del contributo di attivazione contestato, restando inteso che attendiamo dal cliente la regolarizzazione della sua posizione amministrativa. Carlo Ridolfi - Ufficio Stampa BT Italia Rivolta contro i fitofarmaci Ingrati, sputano nel piatto D omenica scorsa ho letto l'articolo nella cronaca della val di Non e mi sono detto: c'è n'è gente che ha molto buon tempo! Mi fa sorridere la storia del risveglio del letargo degli atomizzatori, ma questi signori in che mondo vivono, non si accorgono di tutti quelli aerei che ci passano sopra la testa e ci scaricano tonnellate di cherosene, combusto e non,e , quando hanno mal di testa, magari dopo una bevuta di troppo, corrono in farmacia a comperarsi delle pillole, invece di curarsi con l'erba o con estratti come nei tempi antichi. Che sia finita di sputare nel piatto da dove fin'ora anno mangiato, adesso che sono filosofi o sociologi, che sono solo capaci di criticare chi lavora, chi produce e crea reddito. Sicuramente questi signori avranno origini da famiglie che poco o tanto avranno a che fare con il mondo dell'agricoltura, e, se hanno avuto la possibilità di studiare, devono ringraziare i loro genitori, che usando i fitofarmaci hanno salvato il loro reddito. Voglio ricordare che si stanno per togliere dal mercato una notevole quantità di molecole di principi attivi, per tutelare sempre più la salute degli operatori e dei consumatori. Al posto dei meli vicino alle case, come diceva Celentano, costruiamo case su case, catrame e cemento, così eviteremo di discutere di tutto ciò. Enrico Dalpiaz Quando anche la moto è in armonia con la natura H a ragione il signor Mattia Pedergnana a lamentarsi, nella sua lettera del 27 marzo, per il rumore provocato da alcune moto sulle montagne di Trento, ma una bella fotografia contenuta nell'articolo pubblicato venerdì scorso sull'Adige e relativo all'ultimo libro di Gianni Rocca, che ho il piacere di conoscere da molti anni, dimostra come una moto possa benissimo essere compatibile con il rispetto della montagna e dei suoi abitanti, uomini od animali che siano. Infatti in tale fotografia si vede il pastore, alla guida di una moto da trial, seguito dal suo gregge di pecore che, notoriamente, non si distinguono per il coraggio e questo significa che una moto da fuoristrada non sempre produce un rumore assordante. Sicuramente ci sono motociclisti che modificano l'impianto di scarico del loro mezzo ma questo è un problema di educazione che purtroppo, mai come oggi, è trasversale a tutti gli ambiti della società. Carlo Gasperi Deluso dalla politica Non cambierà niente O ramai ci siamo, tra poco più di due settimane, milioni di italiani officeranno la processione. Il santo protettore? Probabilmente Silvio Berlusconi. D'altronde si sa, la stabilità politica della democrazia è tale da offrire continue alternanze e ribaltoni, mentre i problemi del nostro Paese persistono. Mi chiedo che significato abbia andare a votare. Perché votare per delle persone scelte da altri e che si dimostrano incapaci di adempiere al loro dovere? Comunque sia, chiunque vinca, la politica estera è già definita da tempo: la nostra servilità, chiedo scusa, la nostra alleanza col Grande Fratello Stelle e Strisce e col Fratello Maggiore a Monostella non è messa in discussione da nessun partito. E che dire della politica interna? Da cattolico non ho scelta ed ho perso ogni speranza in partenza. Se nelle schiere ecumeniste vaticane non si ha e non si insegna la fede in nostro signore Gesù Cristo unico giusto in mezzo a tanti ladroni, che dire dei preti nostrani che si rifiutano di battersi contro le malefatte odierne? Dall' aborto al divorzio, dal precariato al diritto ad una casa, dalla giustizia sociale alla lotta contro l'usura ormai unica fede di questo stato e di questo mondo basato sulle banche. Se qualcuno intende trovare una buona anima nel mondo della politica si sbaglia di grosso. Le peggiori leggi sulla famiglia sono state promulgate coi governi di chi si proclamava cattolico per i cattolici. Guardando poi a chi cattolico non e', a dir poco mi cadono le braccia. Anche la politica ha perso il suo lato romantico e idealista trasformandosi in pura burocrazia da avanspettacolo. La vera sinistra ha dimenticato la componente gerarco-massimalista e mentre risiede imbonita nei salotti massonici dell'alta finanza internazionale, la vera destra perde tempo coi tacchi a spillo dell'ultima arrivata alla ricerca dell'appoggio del borghese puritano di turno. Che dire, siamo ameri-cani anche in politica col Pd-Pdl falsa copia, ma non troppo, dei democratici-repubblicani. Sono stufo delle promesse elettorali, stufo marcio di queste sagome che banchettano col nostro sudore. Fra poco sarà tutto finito, la processione avrà il suo patrono e il Partito democratico delle libertà andrà al potere e nulla cambierà. Anche perché, se il voto cambiasse veramente lo stato di cose, sarebbe fuorilegge. E così sia. Andrea Giovanazzi - Rovereto 31/03/2008.

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Ma in Germania si può licenziare chi non produce (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 13 del 2008-03-31 pagina 3 Ma in Germania si può licenziare chi non produce di Redazione Il Tribunale federale del lavoro: il dipendente che rende un terzo in meno dei colleghi va allontanato Metodo, preparazione, operosità. Un tempo, almeno. Il mito del lavoratore tedesco, orgoglio di Germania, si è un po' appannato negli anni. "Mansionari" e burocrazia hanno saldamente preso il sopravvento in uffici e fabbriche dalle Alpi al Mare del Nord. Ora però le cose potrebbero cambiare. Merito dei tribunali, che sembrano aver riscoperto merito ed etica del lavoro. La sentenza che in molti considerano una svolta è di poche settimane fa ed è stata pronunciata dal Tribunale federale del lavoro, una sorta di Corte di Cassazione in tema di conflitti sindacali. Il principio enunciato suona quasi rivoluzionario: chi lavora male, o non lavora affatto, non merita lo stipendio. La decisione dei magistrati parte dalla denuncia di una casa di spedizioni. La società aveva licenziato un dipendente che commetteva il triplo degli errori dei suoi colleghi. Una prima lettera di ammonizione non aveva avuto effetto. Una seconda nemmeno. Da anni la percentuale di sbagli del dipendente nel mirino rimaneva costante. Sempre drammaticamente più alta di quella dei suoi compagni di lavoro. Alla fine la società aveva deciso di passare ad estremi rimedi. Decisione del tutto giustificata, ha sentenziato il Tribunale federale del lavoro. Le aziende non fanno beneficenza: se la prestazione di lavoro di un dipendente si mantiene per lunghi periodi di tempo inferiore di almeno un terzo rispetto a quella fornita dagli altri lavoratori il licenziamento è giustificato. C'è qualche condizione da tenere presente, ha avvertito il Tribunale. Una tra tutte: il gruppo di lavoratori preso come paragone deve essere omogeneo. Non si può, per esempio, paragonare la forza fisica di un sessantenne con quella di colleghi ventenni. Detto questo, la regola è stabilita. E nelle aziende tedesche si prepara l'addio a fannulloni e perditempo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Archeologi reggenti bloccate le nomine (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Soprintendenza Archeologi reggenti Bloccate le nomine Primo stop alla nomina ai vertici delle Soprintendenzae archeologiche. La dura protesta che sta interessanto gli uffici del ministero in mezza Italia, e in particolare in Veneto, Liguria, Lombardia e Piemonte, ha convinto il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli a prendersi una pausa di riflessione. Per stamattina, nel suo ufficio di Roma, ha convocato a rapporto il direttore generale del ministero che aveva proposto le ultime nomine. Nel mirino degli archeologi la nomina di soprintendenti "reggenti" trasferiti dalle Regioni e non dal ministero. Che in pratica hanno superato a pie' pari esperti archeologi che erano in lista da anni. Così a Venezia dovrebbe arrivare al posto di Giuliano De Marinis, Maria Amalia Mastelloni, distaccata dalla Regione Sicilia. "Niente contro la persona", dicono gli archeologi veneziani, "ma perché fare queste scelte imposte dalla vecchia burocrazia del ministero senza prendere in esame le professionalità interne che esistono?". Non è soltanto una questione di gradi. Perché la carriera e gli stipendi degli archeologi in forza alle Soprintendenze sono ben diversi da quelli assunti dalle Regioni a statuto speciale. A fine carriera, i professionisti spesso sottopagati e nemmeno tanto valorizzati, si aspettavano almeno qualche soddisfazione di avanzamento sul campo. Invece i nuovi dirigenti vengono imposti da fuori. E come se non bastasse, non sono nemmeno dipendenti dello Stato. (a.v.).

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Il cacciatore di aquiloni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte IL CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico di Marc Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Zekiria Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San Francisco, dove ha realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di sposare la donna che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di origine, così decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia e Hong Kong 2007) drammatico di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una intensa relazione, Elizabeth parte per un viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar, dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008), commedia di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così in mondo fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jngle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia di Peter Hedges, con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie adolescenti, rifugge da qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove storie d'amore. Un giorno però incontra la bella Marie e scocca la scintilla. Dan scopre però che la donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007), commedia di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce un'amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008), commedia di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. LA BANDA (Israele e Francia 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Museo Correr Piazza San Marco Sfere del cielo Fino al 13 aprile Lawrence Carrol Fino al 4 maggio Orario del Correr 10-18 tutti i giorni IuaV sala Valle ex Cotonificio Dorsoduro 2196 Costruire sul costruito Fino all'11 aprile Galleria A+A San Marco, Calle Malipiero Sergej Kapus. personale Orario: 11-14 e 15-18 da martedì a sabato Fino al 5 aprile SpazioGiudecca 795 Fondamenta S. Biagio 795 Incandi di Luciano Pasquini Orario: mar-ven 15-20 sab-dom 11.30-30 Fino al 13 aprile Centro Candiani Piazzale Candiani, Mestre Don'y hold Your Breath Orario: lun-ven 15-19 sab-dom anche 10-13 Fino al 6 aprile Verifica 8+1 via Mazzini 5 Guido Marchesini Tutti i battiti Orario: 16.30-19.30 giovedì, venerdì e sabato Fino al 26 aprile.

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Il potere logora chi ce l'ha (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alberto Krali Il gettito fiscale è da boom. Il debito è in calo, la disoccupazione ai minimi storici, intorno al 6% a livello nazionale, 3,9% a Milano. L'export verso i Paesi extra Ue cresce del 20%, in Cina del 23% contro l'8,5% di importazioni. Le banche italiane, uniche in Europa, non sono coinvolte nella bufera finanziaria americana. Insomma il bilancio dello Stato è sulla strada giusta del risanamento e nessuno se ne accorge. Siamo in campagna elettorale e gli umori contano più dei numeri. Una battuta sui mariti da accalappiare, come rimedio alla disoccupazione femminile, vale più di una statistica. L'euforia della promessa è la sindrome dei contendenti, il disincanto verrà dopo e sarà tutto per gli elettori. Più pensioni è il corollario di meno tasse. Un pensiero unico che affascina la società italiana. Da lì non ci si smuove. La realtà è più prosaica. I conti migliorano se i cittadini pagano. Un lavoro sporco che ogni governo vorrebbe evitare perché ha un solo messaggio da trasmettere: austerità. Questo il vero programma che attende il Paese una volta espletato il rito sacrificale dell'elezione anticipata. Ne sono talmente consapevoli gli attori sulla scena politica da evocare le grandi intese salvo poi smentirle e quindi di nuovo invocarle. Non si governa un Paese da soli nel mezzo di una tempesta senza l'aiuto dell'equipaggio. Lo dice la prudenza politica ma ancor più l'esperienza. Basti guardare la Francia di Sarkozy, il mediatico. Ha affascinato mezzo mondo con le sue storie amorose ed ecco che, chiamato al dunque, fa cilecca. Ha messo attorno ad un tavolo più di cento esperti per liberalizzare il Paese dai lacci della burocrazia e della mancata competizione. Attali, presidente indiscusso del consesso, non ha finito il suo lavoro che i tassisti sono scesi in sciopero e hanno bloccato Parigi. Risultato: retromarcia veloce del grande liberalizzatore. Tutto come prima. Capitolo riforme sociali. Niente da fare, non si può. Il deficit è salito dal 2,4% al 2,7% e si avvia al fatidico 3%, soglia oltre la quale scatta la sanzione di Bruxelles. Il debito è cresciuto sino al 64% del Prodotto interno lordo e i fondamentali di una buona economia vacillano. Per l'Italia del 104%, terzo debito pubblico più alto al mondo, gli spazi si stringono. Può cambiare il governo, forse anche le strategie di intervento, ma i conti alla fine devono quadrare. Un messaggio univoco, non di parte né di partito e tuttavia chiaro: bisogna stringere la cinghia. Non è una questione di soldi, quelli ci sono, il vero problema italiano è come spenderli. Una normale buona amministrazione, ecco quello che manca. Sono in arrivo dalla Commissione europea 100 miliardi di euro per il Mezzogiorno. Una cifra enorme da spendersi nel quinquennio 2007-2013. Corrispondono a cinque Finanziarie nazionali, superiore al valore complessivo della prima banca italiana, Unicredit, che capitalizza 90 miliardi. L'ultimo lustro 2001-2006 ha visto i fondi europei investiti in 216 mila progetti. Una pioggia di miliardi su un territorio di 16 milioni di persone che, come dice Illy, il presidente del Friuli Venezia Giulia, abitano in Europa ma non la vivono. Per le clientele e gli intermediari della politica, una manna. In compenso la disoccupazione non cala e soprattutto gli investimenti esteri decrescono. La minuscola Umbria ne attira di più. La malavita organizzata è la più grande azienda del Paese, ha un fatturato di 90 miliardi. Gli appalti sono la voce principale del suo bilancio. Se anche questa volta va storta, il Nord non ha più risorse per tappare i buchi. Ecco una verità scomoda per la campagna elettorale.

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Scuola Cenerentola dell'agenda politica (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Due documenti riaprono il dibattito nazionale Merito e autonomia i nodi ancora da risolvere La scuola è la mela avvelenata della campagna elettorale: i partiti tacciono, la società civile ne parla. Nel giro di pochi giorni due documenti, elaborati da gruppi diversi, sono stati offerti alla valutazione degli elettori e dei candidati. Il primo ("Un partito per la scuola del merito e della responsabilità") è stato presentato dal "Gruppo di Firenze" che comprende tra gli altri Umberto Eco, Mario Pirani, Giorgio Israel, Angelo Sartori. Il secondo ("Un patto per la scuola") è partito dal "Gruppo del buonsenso" di Vittorio Campione, Franco Nembrini e Luisa Ribolzi, ed è stato sottoscritto da una cinquantina di personalità di diversa provenienza e appartenenza. Tra i sottoscrittori ci sono quattro bergamaschi: lo stesso Franco Nembrini, il pedagogista Giuseppe Bertagna, il sociologo Dario Nicoli e l'imprenditore Gianfelice Rocca, responsabile per Confindustria del settore Education. I due documenti hanno molti punti di contatto: chiedono a chiunque governerà l'autonomia, l'aggiornamento dei programmi, la riorganizzazione dell'istruzione superiore. il principio di responsabilità Il primo sottolinea la necessità del merito e delle regole e chiede il ritorno al principio di responsabilità. Nel documento tornano parole come "autorevolezza", "efficacia", "valutazione" dei dirigenti scolastici, dei docenti e degli allievi. In modo interessante si prendono ugualmente le distanze dal buonismo sessantottino e dall'infatuazione per il modello aziendale imposto alla scuola. Del cacciavite di Fioroni si salvano le commissioni esterne per la maturità e lo sforzo di maggior rigore. la parità scolastica Il secondo documento evidenzia la necessità di realizzare pienamente la parità scolastica, sottolineando che "le decisioni sul sistema educativo e di istruzione di un paese debbano essere escluse dallo scontro politico" perché la scuola è "un bene comune da salvaguardare e sviluppare" e gli effetti di una riforma "non possono essere valutati nell'arco di una legislatura". autonomia bilanciata Entrambi i documenti chiedono un'autonomia (di curricolo, assunzione dei docenti, gestione finanziaria) controbilanciata da una valutazione esterna dell'operato delle scuole. Al ministero il compito di dare indirizzi, fissare gli standard nazionali, controllare i risultati. Più equità e meno egualitarismo, integrazione tra scuola e lavoro, formazione di base più qualificata. didattica nuova Si chiede una didattica nuova che funzioni per obiettivi senza contrapporre innalzamento della qualità media e eccellenza. Insomma, nella società civile, la forza delle cose si è ormai imposta: l'annaspare economico -istituzionale del Paese cesserà solo con cittadini formati meglio. Un paese di ignoranti non può che retrocedere, afflosciandosi ai bordi dell'Europa. Idee riprese anche da Confindustria nel suo decalogo elettorale che ricorda che "se l'Italia adeguasse entro il 2020 i livelli di apprendimento a quelli delle nazioni europee più istruite, la produttività aumenterebbe del 15%". bertagna: più concretezza Per il pedagogista Giuseppe Bertagna si tratta di un ritorno alle origini: "Le idee sono sempre le stesse: la parità piena, l'autonomia, la didattica e il reclutamento dei docenti. Quello che è cambiato è il clima. Personalmente ho pagato abbastanza per il travisamento di idee che all'inizio avevano ottenuto un consenso unanime dal mondo della scuola e che partono da lontano, addirittura dall'epoca Falcucci. Spero che ora il buonsenso prevalga e si agisca con più concretezza. Del resto l'emergenza educativa è, per riprendere un'espressione di Benedetto XVI, arrivata al grado dell'eccezionalità". nicoli: combattere la dispersione Anche il sociologo Dario Nicoli è tra i sottoscrittori del "Patto": "Fioroni ha avuto il merito di non distruggere. Il punto più delicato era quello dell'obbligo scolastico, si è evitato il biennio unico e si è introdotto solo l'obbligo di formazione che consente una pluralità di percorsi. È probabile che la soluzione per il futuro sia quella dell'apprendimento per livelli, l'Europa sta orientandosi in questa direzione. Per l'Italia però è un cambio troppo grande. Dovremo avvicinarci gradualmente, partendo dalla modifica dello stato giuridico del personale. Finché i docenti sono inquadrati come statali è impossibile uscire dal vicolo cieco dell'inserimento automatico con carriera piatta. Adesso il rapporto tempo di lavoro/compenso fa dell'insegnamento un buon part-time per la maggioranza e un cattivo affare per i docenti che lavorano molto. L'autonomia scolastica dev'essere portata fino in fondo, sotto la responsabilità dei dirigenti che devono essere valutati in base ai risultati del loro istituto. La didattica, meno parole e più laboratori, è l'altra priorità, se si vuol combattere la dispersione e la valanga di insufficienze". Insomma, sembra che il paese ne abbia abbastanza della scuola ammortizzatore sociale. Ma per cambiare occorrono fondi (pubblici e privati) e soprattutto infilare scomodamente le mani nella vischiosa burocrazia scolastica, vero collante del sistema. Forse per questo i candidati, di scuola, parlano poco. Susanna Pesenti.

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Se la burocrazia mette un freno all'imprenditore (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'OPINIONE Se la burocrazia mette un freno all'imprenditore LO SPETTRO della disoccupazione è quello che più ci affligge, ma non sempre pare destare quella preoccupazione che dovrebbe. Un imprenditore di Lucca, nei giorni scorsi, ha lamentato che l'eccesso di burocrazia non gli consente di ampliare gli stabilimenti, quindi non solo può migliorare la produttività,ma nemmeno creare nuovi posti di lavoro. La burocrazia è rimasto uno dei malanni del nostro tempo. Anni fa il Comune istituì dei corsi di lingua italiana, affinché i dipendenti acquisissero modi di esprimersi e di pensare più autonomi, ossia con quella chiarezza e sintesi di pensiero che consentono di liberarsi dalle pastoie anche burocratiche. Questo per dire che l'argomento è stato avvertito, ma forse non è stato portato avanti alla giusta maniera. Lucca, per sua tradizione, è sempre stata terra di mercanti prima, di imprenditori poi. Benessere e progresso della popolazione si debbono in parte a ciò. L'imprenditore non è infatti soltanto un uomo d'affari, ma molto spesso un creativo, che mette in gioco se stesso e i suoi beni allo scopo di realizzare qualcosa che vada a vantaggio del prossimo. Non è affatto un compito facile. Hanno cominciato a recepirlo anche coloro che non erano di tale avviso. Ma ci sono volute crisi economica e crisi dei posti di lavoro, con tutto quello che ne consegue. Una lezione appresa a caro prezzo. Un motivo in più affinché la burocrazia non continui a mettere bastoni nelle ruote a chi altro non chiede che lavorare e far lavorare. - -->.

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Europaitalia , la sfida ue (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nella pubblicazione di Morganti e Napoleone i saggi su fede, cultura e Kossovo "Europaitalia", la sfida Ue Nel mensile di geo-economia saggi su Bulgaria e Romania PESCARA. E' in edicola "Europaitalia. Il mensile di chi produce, crea e pensa al futuro". Mensile diretto da Adolfo Morganti, vice direttore Giuseppe Magri, con Delio Napoleone, presidente del comitato di redazione. Numerosi i servizi relativi dedicati ai Paesi Ue. Un approfondimento "Ultimi ma non ultimi" è dedicato alla Bulgaria e Romania. Con servizi di Franco Cardini: Per il "Grande Mediterraneo" e il Forum con: Mancini, Voglino, Ksenfont: "Il nodo kosovaro e la UE". Negri: "Il malessere della Chiesa". Mazzerelli:"Belgio: la profezia di Don Milani. L'Editoriale. "L'Europa? Prima di tutto va amata, come una casa". Osservatorio Europeo. Otto von Habsburg: "Cambiare per non cambiare". Ecclesia Europea, Mons. Paul Poupard: "Fede oltre la cultura". Il Focus, "Quando l'Unione si allarga" intervista a Gianfredo Comazzi. "Da Roma a Lisbona. Cinquant'anni di UE" intervista a Pasquale A.Baldocci. Facciotto: "Il freno è la burocrazia". Vinciguerra: "Le Camere di Commercio bilaterali". Europanorama. Agnoli: "Legge e potere". "Come sta la Chiesa? Malissimo" intervista a Mons. Luigi Negri. Sbutega: "Montenegro, cuore d'Europa".

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Cascina Sestogallo: che peccato vederla così (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud Milano" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DEGRADO Il Piano integrato di recupero si è arenato nei meandri della burocrazia ma bisognerebbe intervenire CASCINA SESTOGALLO: CHE PECCATO VEDERLA COSÌ Da terra di confine a terra di nessuno; per il 2008 non si prevedono interventi richiedi la foto Due eloquenti immagini dello stato di abbandono in cui versa Cascina Sestogallo, al confine con San Donato richiedi la foto San Giuliano Milanese - Il degrado la fa da padrona e il Piano integrato di recupero si è arenato nella solita burocrazia. Sembra la settimana della "San Giuliano da bocciare" ma se le cose stanno così non ci si può far niente. Il quartiere a ridosso del Redefossi non è l'unica situazione di degrado presente in città. Cascina Sestogallo, per la quale è previsto un passaggio all'ente Parco Agricolo Sud Milano, è ormai un rudere abbandonato e i proprietari rivendicano addirittura la proprietà del campo sportivo di Borgolombardo. Quindi da terra di confine con il Comune "cugino" di San Donato, è diventata terra di nessuno. La strada che da via Di Vittorio porta alla costruzione è tutta dissestata, discariche abusive a cielo aperto qua e là, l'area cantierata ormai divelta sono oggi il panorama che si offre al pubblico. Nonostante il via libera del Consiglio comunale per gli otto piani integrati di recupero, Sestogallo per ora è fuori dai lavori del 2008, che invece vedranno protagonisti gli interventi di riqualificazione dall'ex-Bull di Borgolombardo al Blue Residence. La ex-Pirelli Cavi è pronta per trasformarsi in un nuovo quartiere che si affaccerà sulla via Emilia. Come previsto, i maxi-cantieri per la realizzazione del cosiddetto "Serenella bis" (in quanto sorge in linea di continuità con il Serenella storico) dovrebbero decollare nei prossimi giorni, come anche i lavori previsti nell'àmbito di ristrutturazione di Cascina Selmo non dovrebbero farsi attendere. A queste opere si lega la realizzazione di un vasto appezzamento di orti che dovrebbe dare risposte alle richieste che si sono recentemente alzate da parte di un gruppo di pensionati della zona, che hanno lasciato mal volentieri il proprio orticello che coltivavano da dieci anni. Novità sono inoltre previste nell'area centrale di via Matteotti, dove saranno messi in atto cantieri concentrati sulla riqualificazione della zona. In più arriveranno, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, 23 milioni di euro che serviranno per venticinque nuovi appartamenti di proprietà comunale da destinare in affitto; la copertura del Redefossi nella zona di Borgolombardo; il collegamento viario e ciclopedonale sull'asse Viboldone-Civesio-Sestogallo; la sistemazione di Villa Volonté a Borgolombardo; l'ampliamento della scuola di Zivido; il completamento dell'edificio che ospita il liceo linguistico di via Trieste; la ristrutturazione della dismessa caserma dei carabinieri di via Trieste; la fermata ferroviaria di via Tolstoj; la riqualificazione di aree a verde per Zivido e l'adeguamento del Piano servizi e del traffico. Ma per Cascina Sestogallo si dovranno attendere ancora le calende greche. Articolo pubblicato il 31/03/08.

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In gara anche 50mila associazioni sportive (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-03-31 - pag: 11 autore: New entry/1. Apertura ai sodalizi dilettantistici iscritti nell'elenco del Coni In gara anche 50mila associazioni sportive Giacomo Bagnasco Entrano ufficialmente in scena le associazioni sportive dilettantistiche (in sigla Asd) "riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge". E con il loro arrivo la schiera dei possibili beneficiari del 5 per mille risulterà più che raddoppiata. La categoria si può considerare una "new entry": nei due anni passati, a dire il vero, numerose Asd ( in possesso del riconoscimento da parte del Coni, ma non della personalità giuridica) si erano iscritte agli elenchi che comprendevano le Onlus, venendo prima escluse dalla ripartizione dei fondi e successivamente riammesse. Adesso però – al pari delle fondazioni nazionali di carattere culturale, delle quali si parla nell'articolo sotto –le Asd si vedono esplicitamente prese in considerazione. Una novità introdotta in sede di conversione del decreto legge " milleproproghe" 248/07 (si veda "Il Sole 24 Ore" del 22 febbraio). Nei giorni scorsi il Coni ha trasmesso all'agenzia delle Entrate l'elenco delle realtà che potranno essere scelte dai contribuenti per l'assegnazione del 5 per mille. Vi sono comprese tutte quelle che, indipendentemente dal possesso della personalità giuridica, risultano iscritte al Registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche (tenuto appunto dal Coni) e che, al di là della denominazione, hanno la forma giuridica di Asd. Rimarrano fuori, dunque, le società di persone o di capitali, ma comunque –secondo le previsioni – dovrebbero partecipare alla competizione circa 50mila sodalizi. Il numero preciso si saprà il 7 aprile, quando l'agenzia delle Entrate pubblicherà tutti gli elenchi delle varie "categorie". Ad ogni modo, considerando che i beneficiari del 5 per mille in base alle dichiarazioni dei redditi 2006 erano quasi 30mila (il dato del 2007 non è ancora disponibile), si può dare per certo un netto ridimensionamento delle fette della torta per gli enti che erano stati " votati" dai contribuenti negli anni scorsi. Le Asd, oltretutto, potranno usufruire in un certo senso di una corsia preferenziale. Infatti – contrariamente a quanto succede per le Onlus, le associazioni di promozione sociale e le stesse fondazioni di carattere culturale, che devono rispettare la scadenza di oggi, 31 marzo – si ritroveranno nell'elenco delle Entrate senza doversi iscrivere in proprio tramite invio telematico. In seguito, poi, non saranno tenute a spedire entro il 30 giugno la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Tanta burocrazia in meno e nessun rischio di dimenticare date (e dati) essenziali. giacomo.bagnasco@ilsole24ore.com CORSIA PREFERENZIALE Questi potenziali beneficiari potranno essere prescelti dai contribuenti senza aver sostenuto specifici oneri burocratici.

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Maxisanzione in frenata contro i cantieri irregolari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: EDILIZIA AMBIENTE E SICUREZZA data: 2008-03-31 - pag: 50 autore: Lavoro nero. L'importo medio per le irregolarità è stato nel 2007 di 5.200 euro Maxisanzione in frenata contro i cantieri irregolari Deborah Appolloni è mediamente di 5.200 euro la maxisanzione introdotta dall'articolo 36-bis del cosiddetto decreto Bersani per gli imprenditori edili che occupano più del 20% di lavoratori in nero o non rispettano le norme in materia di orario di lavoro, permessi e ferie. A un anno e mezzo dall'entrata in vigore della norma (Dl 223/2006 convertito con legge n. 248/2006) che prevede anche la sospensione dell'attività nei cantieri, il ministero del Lavoro ha emesso verbali per un ammontare complessivo di 35,7 milioni a 6.795 aziende: ogni azienda si è trovata a pagare in media 5.254 euro. Inoltre, sono il 41% le aziende che hanno accettato di pagare, regolarizzare e quindi riaprire i battenti. Le altre sono sparite nel nulla. L'importo della multa è il risultato di vari voci. Per ogni lavoratore trovato in un cantiere senza le registrazioni necessarie l'excursus edittale può variare in teoria da 1.500 a 12.000 euro. In pratica, però, la cifra massima applicata è di 4.000 euro a seguito dall'intervento dell'articolo 16 della legge 689/81 che ha introdotto la possibilità di pagamento ridotto se l'ammenda viene pagata entro il sessantesimo giorno dall'emissione del verbale. Secondo l'ispettorato del Lavoro questa prassi è stata seguita nella totalità dei verbali. Questa somma viene maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettiva dell'operaio irregolare. Ma anche qui, il computo dei giorni viene fatto sulla base delle dichiarazioni dei lavoratori. Per questo, la somma aggiuntiva alla sanzione di base non supera quasi mai la soglia dei 150 euro. Stando così le cose, la sanzione minima parte da 1.500 euro a cui si aggiungono 150 euro se nel cantiere è presente un solo lavoratore in nero che dichiara di essere al suo primo giorno di lavoro. La multa lievita proporzionalmente ai lavoratori tenuti senza registrazioni ma, come detto, si attesta in media a 5.200 euro, ovvero la somma che si paga con circa 3 lavoratori irregolari che dichiarano di essere impiegati da uno o due giorni. Inoltre, l'articolo 5 della legge 123/2007 ha introdotto la possibilità di pagare immediatamente un quinto della maxisanzione per riaprire il cantiere, senza dover attendere i tempi della burocrazia per la regolarizzazione degli operai, né quelli per un eventuale ricorso. Si tratta di una sanzione amministrativa aggiuntiva che va a sommarsi alla multa vera e propria. Il ministero del Lavoro non dispone ancora di un monitoraggio di questa pratica introdotta lo scorso agosto, e quindi non sono noti i dati sulle aziende che hanno preferito pagare subito per riaprire i battenti, ma si tratterebbe in media di circa mille euro. Il bilancio dei controlli in questo anno e mezzo di attuazione del Bersani è, secondo il ministero del Lavoro, migliorabile. Facendo un calcolo molto approssimativo ogni azienda edile in Italia potrebbe subire un controllo ogni 13 mesi: gli ispettori del ministero del lavoro controllano in media 2.259 cantieri al mese. L'Ispettorato sceglie i cantieri da visitare in base a diversi input tra cui, le denunce dei lavoratori, dei sindacati o su segnalazione dei nuclei operativi dei carabinieri. In genere, i grandi cantieri sono presi più di mira rispetto ai piccoli, mentre solo in pochi casi viene svolta una azione preliminare per l'individuazione degli obiettivi di una campagna di controllo. IN COLLABORAZIONE CON IL SETTIMANALE Edilizia e Territorio www.ediliziaterritorio.ilsole24ore.com Sul prossimo numero di Edilizia e Territorio: risparmio energetico, dossier con le norme sui vincoli e gli incentivi.

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La ricetta di Marcora per aiutare il mondo agricolo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA 31-03-2008 PD HA COORDINATO IL PROGRAMMA La ricetta di Marcora per aiutare il mondo agricolo II Luca Marcora ha coordinato la stesura del programma agricolo del Pd. "E' il frutto - spiega - di un percorso condiviso con i rappresentanti del mondo agricolo e agroalimentare all'interno del Forum per l'agroalimentare del Pd, di cui sono stato coordinatore. Il valore del Forum è stato riconosciuto dal partito, che lo ha introdotto nello statuto come strumento fondamentale di partecipazione e riproposto come modello in altri settori". Quali sono i punti principali? "Innanzitutto voglio rimarcare come l'attività parlamentare per l'agricoltura sia stata molto intensa e favorevole nel corso dell'ultima legislatura. Ora il Pd ha tra i suoi obiettivi prioritari quello di far tornare a crescere l'economia italiana: in questa prospettiva il settore agroalimentare deve essere uno di quelli su cui basare le strategie di sviluppo. Fra i punti principali la volontà di combattere il caro-prezzi, consentendo agli agricoltori di guadagnare di più sui prodotti e ai consumatori di pagarli meno; l'inizio del piano per lo sviluppo delle bioenergie, la difesa dei marchi Dop e Igp, la promozione all'estero del made in Italy, l'intensificazione dei controlli contro l'agropirateria, l'in - centivazione del biologico, le misure per ridurre i costi e aumentare la competitività delle imprese, la riduzione della burocrazia. Non dimentichiamo però che l'agricoltura svolge anche un'importante funzione sociale, di tutela ambientale, di garante della sicurezza alimentare, di salvaguardia del paesaggio. E' su questi principi che si deve fondare un nuovo patto tra agricoltura e società che permetta di mantenere l'attuale livello di aiuti Ue". Quale futuro per l'agroalimentare di Parma? "Il nostro territorio non potrà che beneficiare di una politica come quella del Pd, che fa della centralità del sistema agroalimentare una priorità". Senatore Luca Marcora.

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Filovia, promemoria per l'assessore (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mobilità. Via al conto alla rovescia, Febo ha 31 giorni per mantenere la promessa Filovia, promemoria per l'assessore CHIETI. "La filovia partirà il 1º maggio". La promessa dell'assessore comunale alla mobilità e ai lavori pubblici, Luigi Febo, coincide con un impegno preciso che anche il sindaco chiede di rispettare, pena la perdita della delega. Impegno assunto di fronte alle telecamere delle jene, la trasmissione di Italia uno, che ha trasmesso il filmato venerdì sera. Una registrazione vecchia di 6 mesi, ma comunque attuale, che peraltro offre un oggettivo aiuto all'amministrazione comunale alle prese con una burocrazia ministeriale e tecnica che rallenta la pratica e di fatto impedisce alla giunta di inaugurare il nuovo servizio ecologico di trasporto pubblico che assegnerebbe a Chieti la patente di città che rispetta l'ambiente oltre a dimostrare che sindaco e assessori puntano molto sul progresso con il minimo impatto. E anche noi del Centro vogliamo dare una mano al sindaco e all'assessore, quindi alla collettività, ricordando ogni mattina, con il tassello pubblicato qui a fianco, quanti giorni mancano alla data fatidica del 1º maggio. Da oggi sono 31, non sono pochi. L'assessore ha già detto che ci sono altri intoppi burocratici che impediscono, impedirebbero, di partire il 1º maggio. Ma Febo è un uomo d'onore e testardo. Si faccia valere, non ceda alla burocrazia. Il Primo maggio è vicino. I filobus e i cittadini aspettano.

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Nel libro del governatore la ricetta per il nord (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Nel libro del governatore la ricetta per il Nord SAGRADO SAGRADO. "Qui viviamo da vicino le altre realtà dell'Europa, qui lo vediamo quotidianamente che corrono di più e che funzionano meglio, a Roma no, perchè a mille chilometri di distanza si hanno percezioni inevitabilmente diverse". Parole e concetti del Riccardo Illy "federalista" quelle che il presidente della Regione ha scandito ieri nella splendida cornice della tenuta "Castelvecchio" di Sagrado dove, ospiti della famiglia Terraneo, si sono presentati un centinaio tra esponenti politici e dell'imprenditoria regionali per la presentazione del nuovo libro del Governatore, "Così perdiamo il nord. Come la politica sta tradendo una parte del nostro paese". Poche formalità, il sorriso e l'eleganza della padrona di casa, Mirella Terraneo, ad aprire il dibattito, un breve intervento dell'imprenditore Simone Cagidiaco e l'inconfondibile cadenza vocale e l'ironia dell'ex "inviato Rai da Mosca" Demetrio Volcic a rapire i presenti portandoli, con la sua introduzione, dentro e attraverso il libro di Illy. "Un libro che non mi piace perchè è un bel libro. Forse difficile ma chiaro, inequivocabile, dove si capisce che il federalismo, il federalismo nella forma in cui ne parla Illy, rappresenta un futuro quasi obbligato". Un sorriso e una pacca sulla spalla a Volcic prima di prendere la parola, poi Illy precisa: "Il titolo è volutamente provocatorio ma è evidente che nel nostro territorio abbiamo ogni giorno sotto gli occhi la testimonianza che gli altri Stati europei, non solo quelli, europeisticamente parlando appena nati, funzionano meglio, sono più snelli e quindi corrono più dell'Italia. Il lavoratore italiano costa allo Stato più che in Spagna ma prende di meno e questo perchè oltre confine ci sono meno costi, meno burocrazia e la logica conseguenza sono salari più alti: normale che ci sia malumore nel lavoratore italiano. Guardiamo la Slovenia, che ha la nostra stessa moneta ma è più veloce, anche perchè più "piccolo", più reattivo e direi più realista: lì un'impresa paga il 25% di imposte, noi, nonostante la recente riduzione, siamo ancora al 30%: è chiaro che la tentazione di andare di là per un'impresa nostrana è forte, mentre una di Roma o di Napoli nemmeno ci pensa a farlo. A Gorizia basta addirittura attraversare la strada e si abbattono le imposte del 5%, siamo realisti. Lo stesso vale per i servizi, per l'assistenza, per le pensioni. Il secessionismo non è un pericolo leale, io lo definisco però strisciante perchè è il sistema Italia, troppo lento e imbrigliato dalla burocrazia che lo frena, ad alimentarlo. Per spegnerlo bisogna cambiare, bisogna imparare dagli esempi dei nostri vicini, bisogna essere realisti". (ma.ce.).

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Honsell: con l'hinterland pronto a collaborare sui progetti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il candidato a sindaco supportato dai partiti del centro-sinistra ha incontrato ieri mattina alcuni primi cittadini dei comuni confinanti con quello di Udine "Bisogna fare "rete" sui problemi e i servizi più importanti" "Una stazione ferroviaria a bivio Vat servirebbe anche i centri limitrofi" Honsell: con l'hinterland pronto a collaborare sui progetti "Udine è soltanto il Comune più grande, non il più importante. Per questo deve dialogare, diventando motore, con i Comuni dell'hinterland con cui realizzare un progetto condiviso". Parte da qui la proposta di Furio Honsell, candidato a sindaco del centro-sinistra, per abbandonare i campanili e fare squdara insieme alle amministrazioni vicine. E con questo spirito ieri Honsell ha incontrato, nel municipio di Pradamano, otto tra sindaci e assessori della zona. Assieme all'assessore comunale di Pradamano, Andrea Zorzini, c'erano dunque i primi cittadini di Remanzacco Dario Angeli, di Reana del Rojale Edi Colaoni, di Buttrio Tiziano Venturini, di Pasian di Prato Lorenzo Tosolini, di Campoformido Andrea Zuliani, di Povoletto Alfio Cecutti e di Tavagnacco Mario Pezzetta. "Quello che propongo - ha spiegato Honsell - è il modello a rete, la cui forza sta nei suoi nodi, ognuno dei quali ha le proprie specificità e funzionalità, senza gerarchie". Un concetto, quello di una grande città policentrica, non che si espande, ma ache coopera, che ha messo d'accordo più di un sindaco. "Tra Udine e i comuni contermini - ha commentato Pezzetta - va individuata una trategia di sviluppo comune, trovando servizi da coordinare insieme, dalla viabilità al trasporto pubblico, dalle infrastrutture alla rete telematica. Così lo sviluppo economico e sociale diventerà organico, prevdendo appunto un coordinamento che rispetti il policentrismo di ogni Comune". Honsell ha anche assicurato di voler dare nuova vita al dialogo con le vicine municipalità per discutere e risolvere insieme i problemi cruciali, quelli della viabilità, dell'ambiente, della residenzialità, delle reti digitali (banda larga). E quello di una nuova forma di comunicazione con Udine è un tema particolarmente caro a Tosolini. "In comune tra le amministrazioni ci sono diversi problemi - ha detto il sindaco di Pasian di Prato -, che vanno dalla viabilità all'inquinamento, dalla necessità di parcheggi scambiatori fino a quella di avere un servizio urbano di trasporto pubblico che tocchi anche i comuni vicini. E Honsell si è detto disponibile a cambiare metodo di lavoro e modo di comunicazione con noi, perchè i nodi sono proprio questi". La logica proposta dal candidato, quindi, è quella del lavoro per progetti, superando i ritardi della burocrazia che spesso rotardano i tempi di realizzazione delle opere. Fra le priorità di Honsell, inoltre, c'è pure la definizione della proposta per il piano di trasporto pubblico locale che il Comune di Udine deve presentare alla Regione. "Attualmente sono previsti solo 600 chilometri in più all'anno - ha detto Honsell -, ma ne servono almeno il doppio, ma sarà anche necessario ridefinire il perimetro dell'area e confrontarsi proprio con i Comuni contermini per capire se le scelte programmate corrispondono alle effettive esigenze. E sarà anche fondamentale progettare insieme ai Comuni dell'area metropolitana, il raccordo con il circuito di alta velocità da Udine-Trieste a Cervignano, che potrebbe anche rivalutare la stazione di Bivio Vat a Paderno. Perchè una soluzione di questo tipo metterebbe tutta l'area metropolitana al centro del corridoio nord-sud". (a.bu.).

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Il presidente: boom di entrate. lo sfidante: 15mila incontri (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La domenica dei candidati: l'uno si concentra su fisco e turismo, l'altro sui contatti con i cittadini e sull'Europa Il presidente: boom di entrate. Lo sfidante: 15mila incontri TRIESTE La battaglia dei chilometri. Renzo Tondo all'inseguimento anche su strada: in un mese ha percorso 6198 chilometri con il Motortondo e incontrato 15 mila persone. Riccardo Illy non è da meno e nella penultima domenica di campagna elettorale si è fermato a Lignano, Gorizia, Sagrado, Rivignano, Mortegliano, Palmanova partecipando a una decina di appuntamenti. Il presidente, che ieri mattina ha incontrato a Lignano la Goal Consorzi e la Confartigianato, torna sul tema fiscale ricordando che le entrate in questi anni sono "aumentate del 20% il che testimonia, al di là di ogni possibile strumentale polemica, il buon andamento dell'economia". Le maggiori entrate della Regione - "più 550 milioni di euro" - sono un dato incontestabile per Illy: "Se tutti pagano i tributi, aumenta il gettito erariale e quindi la quota di competenza regionale". Una giornata dedicata ai temi economici quella di Illy che a Lignano ha parlato della politica turistica che Intesa democratica vuole realizzare: dopo gli investimenti per la montagna quelli per le località balneari. Illy, accompagnato dall'assessore Enrico Bertossi, si è impegnato a ridurre la burocrazia per attrarre investimenti, potenziare le infrastrutture, completare l'azione di dragaggio non ancora conclusa dopo tre anni di lavori, allungare il periodo di apertura delle attività commerciali dai 60 giorni attualmente previsti a 120 giorni per permettere la destagionalizzazione e incentivare la ristrutturazione degli alloggi. Tappa anche all'assemblea di Confcooperative dove il presidente è tornato sulla legge per il Tocai e ha spiegato all'assemblea la proposta fattagli da Barroso di diventare uno dei sedici componenti dell'high level group che ha come scopo la riduzione della burocrazia europea del 25% entro il 2012. Full immersion tra la gente, invece, per il candidato del centrodestra, Renzo Tondo che in un mese di campagna elettorale ha toccato con il Motortondo 71 comuni, distribuito 106 mila versioni in breve del programma di governo distribuite assieme a 212mila cartoline "Spediscimi in Regione", 9800 adesivi "Tra la Gente Per la Gente", 2700 poster "Un presidente per i cittadini", inviando anche 1957 sms. La campagna dei numeri registra anche 845 videoclic su You Tube per i "promo" e le interviste di Tondo, 16 mila accessi al sito del candidato e 116 messaggi lasciati dai lettori nella sezione "Libro degli Ospiti". Nell'incontrare i cittadini della regione Tondo ha invocato la costruzione di un'Europa dei fatti "che sarà la nostra casa solo quando avremo dato risposte convincenti e strumenti adeguati ai giovani neolaureati come ai pensionati, ai lavoratori dipendenti come a quelli autonomi ed alle piccole-medie imprese, alla non autosufficienza come al volontariato che è il battito cardiaco di una società evoluta". m.mi.

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Due ricette per l'immigrazione illy: integrazione controllata tondo propone un censimento (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il leader di Intesa conferma la legge Antonaz: funziona. Quello di centrodestra vuole abrogarla: è assistenziale Due ricette per l'immigrazione Illy: integrazione controllata Tondo propone un censimento di Roberta Giani TRIESTE Riccardo Illy e il centrosinistra confermano la legge regionale approvata tre anni fa, all'insegna di "accoglienza e integrazione", e auspicano la chiusura del Cpt di Gradisca. Renzo Tondo e il centrodestra annunciano l'abrogazione di quella legge regionale e prevedono il censimento e corsi obbligatori di italiano. Se c'è una questione che divide nettamente i due candidati presidenti e le due coalizioni quella porta agli immigrati. Una questione politicamente calda, come dimostrano le scintille tra Silvio Berlusconi e la Lega. Ma non solo politicamente: i numeri dell'ultimo dossier Caritas lo confermano. Gli immigrati presenti in Friuli Venezia Giulia, a fine 2006, sfioravano quota 100 mila. Gli studenti stranieri toccavano quota 12 mila. E un neo-assunto su quattro era, a sua volta, straniero. Ma come fronteggiare il fenomeno? Le ricette che Illy e Tondo propongono sono diverse. Leggere per credere: i due programmi elettorali dedicano entrambi un capitolo all'immigrazione. Il presidente uscente e Intesa democratica puntano sulla legge 5 nel 2005, mirando a consolidare "l'importante percorso realizzato sull'accoglienza e l'integrazione sociale". Attenzione, però: "Il nostro programma - spiega Illy - prevede anche la sostenibilità dello sviluppo sul piano sociale, oltre che ambientale. E questo significa che, quando si stimola la crescita delle imprese, si deve evitare che si tratti di imprese che attraggono una quantità eccessiva di immigrati, rendendo difficile l'integrazione". La soglia limite? "La stimiamo nel 10-12% e pertanto - risponde il presidente - riteniamo che, nelle aree come il pordenonese dove la percentuale di immigrati è vicina o supera quella soglia, sia necessario favorire la crescita di imprese in grado di occupare residenti". L'avversario e il centrodestra, di rimando, bocciano la legge. E ne promettono una nuova, perché "le azioni sin qui attuate dalla Regione sono assistenzialistiche e clientelari". E perché "è inaccettabile fare del buonismo fine a se stesso senza risolvere il problema". Sintetizza Tondo: "Per garantire massima attenzione alla questione abbiamo previsto una legge organica che possa mettere ordine al caos provocato da quella di Roberto Antonaz, venendo incontro alle reali esigenze degli immigrati, e non alla burocrazia dei pochi e in particolare di un apparato associativo cresciuto a dismisura, con il solo risultato di allontare i benefici proprio dagli immigrati". Illy e il centrosinistra, però, non incassano: "Criticano la nostra legge? Criticano tutto" ironizza il presidente. Confermando la bontà della 5: "C'è e funziona. E quindi la finanzieremo adeguatamente in modo da accelerare il percorso di integrazione". Come? Potenziando ad esempio i servizi di informazione e assistenza di Comuni e Province o sostenendo "l'inserimento di curricula interculturali nelle scuole". Al contempo, però, Illy e il centrosinistra ribadiscono la necessità di "contrastare la percezione di una crescente sicurezza sociale", rilanciando l'attuazione piena del protocollo d'intesa con il Viminale. Tondo e il centrodestra, promettendo "tolleranza zero con quanti non hanno intenzione di integrarsi", anticipano invece alcuni punti della nuova legge: si va dai "corsi obbligatori per l'apprendimento della lingua e delle regole civiche di convivenza per tutti i progetti da sostenere con risorse pubbliche" al "censimento effettivo degli immigrati nell'ambito dell'azione di programmazione del reale fabbisogno di famiglie e imprese". Non basta. I due programmi elettorali si spingono più in là, sino alle politiche nazionali: quello di Illy impegna la Regione a perorare l'abrogazione della legge Bossi-Fini e la chiusura del Cpt. Quello di Tondo garantisce un pressing su Roma affinché adotti misure efficaci di ordine pubblico e prevenzione, fornendo ad esempio "un'adeguata sorveglianza al Cpt". Non manca un ultimo scambio a distanza tra i due candidati. Dichiara Tondo: "Cancelleremo la polverizzazione degli interventi e favoriremo un'immigrazione fondata su lavoro e rapporto di comunità, valori concreti dimenticati nella legislatura uscente, che ha privilegiato la politica dell'assistenzialismo". Ribatte Illy: "In un programma vago e generico come quello del centrodestra, forse il capitolo sull'immigrazione è uno dei pochi precisi. Lo è negativamente, però, perché sembra improntato all'intolleranza e a un complesso di superiorità. Ma non mi interessa criticare. Sarei più interessato a discutere di fattori positivi, solo che non li trovo quasi mai...".

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Morgillo: prima casa, via l'ici (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Candidati al senato: popolo della libertà Genova. Luigi Morgillo, 55 anni, è quinto in lista al Senato. Le speranze di entrare a Palazzo Madama sono legate al successo del Pdl nelle altre regioni. Proveniente da Forza Italia, è capogruppo in consiglio regionale. Nella legislatura Biasotti era assessore alle Politiche Sociali e all'edilizia. Quando ha a che fare con le preferenze nel suo collegio, alla Spezia, non scende mai sotto quota 6mila. La sua posizione è difficile... "Sì, perchè bisogna vincere e bene". Deve fare il portatore d'acqua? "Credo che nelle intenzioni di chi ha fatto la lista ci fosse quella di mettermi lì per farmi correre. Siccome sul mio territorio sono quello più competitivo e radicato; e siccome bisognava coprire tutto il territorio della Liguria, questa volta toccava sicuramente a me essere incentivato a fare di più". Posizione scomoda anche perché Renata Oliveri è uscita di scena per lasciare spazio a lei... "Boh, questa però non è una cosa a cui posso rispondere io. Quando hanno fatto le liste non c'ero. Inizialmente dovevo essere alla Camera. Ho solo posto il problema che sul mio territorio non ci fossero rappresentanti al Senato e mi sembrava giusto e corretto, per la causa regionale e nazionale, che per il Pdl ci fosse un rappresentante autorevole in questa porzione di Liguria. Dal confine del Comune di Genova fino alla Spezia l'unico candidato eleggibile sono io: il Pd non ha messo nessuno in quel territorio al Senato...Mi avrebbe fatto piacere che ci fosse stata anche Oliveri, non so se sono stato io a farla fuori o se è stata la conformazione della Liguria a far decidere così" Da quasi 3 anni è in Regione, ma la minoranza non è stata molto visibile in questo periodo tranne forse che sui temi della Sanità. "Non è proprio così. Abbiamo fatto la prima grossa battaglia, anche per la visibilità che ha avuto, per impedire che mettessero le tasse ai liguri. Io personalmente quella volta, nel novembre 2005, ho parlato 9 ore filate per portare avanti il nostro ostruzionismo contro le tasse. Dopo la maggioranza ha cambiato regolamento e noi più di tanto non possiamo fare". Insomma vi hanno oscurato... "Ci hanno provato, ma con il nostro intervento questa giunta non è riuscita a fare del tutto quello che voleva. Ci sono leggi che gridano vendetta". Tipo? "Quella sugli alberghi, con un vincolo sulla destinazione d'uso per 10 anni. O quella sull'edilizia che vincola i proprietari a cedere parte dei propri terreni per l'edilizia residenziale pubblica o pagare oneri come contropartita, un vero esproprio proletario. O la legge sull'immigrazione: stiamo raccogliendo firme per farla abrogare, speriamo in concomitanza con le elezioni europee". Tre cose che farà se eletto. "Trovare una norma sulla certezza della pena per impedire che gli assassini siano messi in libertà: Genova e la Liguria hanno ferite aperte. Poi abolire l'Ici sulla prima casa senza gravare sui Comuni. E la semplificazione della burocrazia che è nemica dei cittadini". E per il suo territorio? "Sono sicuro, faremo ripartire il Terzo valico. Per La Spezia mi batterò perché si trovino le risorse per un nuovo ospedale: mancano 20-30 milioni e un progetto quando arriva al ministero se non ha la copertura finanziaria totale non viene approvato". Alessandra Costante 31/03/2008.

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<L'ennesimo balzello> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA "L'ennesimo balzello"   Con gli amici commentiamo gli articoli che sul Suo Giornale vengono pubblicati in merito alle promesse elettorali. Mi sembra che qualcuno ora per farsi bello ci stia prendendo per i fondelli! Come si fa a promettere "Abbattimento della Burocrazia", come sostengono i signori Calearo e il suo entourage, quando il governo Prodi e compagni negli ultimi due anni hanno triplicato la "burocrazia"; basti pensare alle ultime disposizioni in merito ai rifiuti; hanno solo instaurato nuovi adempimenti e balzelli inutili, solo per rimpinguare le casse sempre vuote dello Stato. L'ultima trovata del governo attuale è stata di aumentare la tassa di iscrizione del 10% delle imprese individuali presso il Registro delle Imprese. In questo momento di crisi economica generale non sarebbe invece stato più logico ridurre tale balzello? Purtroppo siamo considerati "vacche da mungere" in ogni momento e nessuno osa ribellarsi, nemmeno le categorie economiche che dovrebbero tutelare i propri associati. Filippo Gecchelin  .

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PIEMONTE: FI, BUROCRAZIA NON RALLENTI PAGAMENTI AD IMPRESE (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Torino, 31 mar - ''Mentre Veltroni parla di semplificazione, l'uscente governo Prodi complica sempre piu' la vita delle imprese''. Cosi' Pietro Francesco Toselli, consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte, commenta l'entrata in vigore di una nuova norma che impone alle pubbliche amministrazioni di sospendere i pagamenti dovuti a fornitori che non risultino in regola con il fisco. ''In pratica - spiega Toselli - prima di effettuare un pagamento superiore ai 10mila euro le amministrazioni statali ma anche la Regione e gli enti locali dovranno scrivere a Equitalia, l'agenzia incaricata delle riscossioni, per sapere se a carico del beneficiario del pagamento vi e' un inadempimento fiscale, cioe' non ha pagato delle cartelle che gli sono state notificate. Se Equitalia risponde negativamente o non risponde entro cinque giorni, l'amministrazione procede al pagamento. Se invece Equitalia risponde affermativamente si sospende l'erogazione dei soldi per 30 giorni, dando il tempo a Equitalia di chiedere il pignoramento dei fondi''. Questa nuova procedura, entrata in vigore il 29 marzo, comportera' secondo l'esponente azzurro ulteriori ritardi nei pagamenti ''che sono gia' tra i piu' lunghi d'Europa: 138 giorni contro la media Ue di 68 e i 41 giorni della Germania. E' stato calcolato che ogni anno le imprese piemontesi si fanno carico di interessi per oltre 77 milioni di euro, a causa del ritardato pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche. Capisco la volonta' di procedere con determinazione contro l'evasione fiscale, ma in questo modo si rischia di penalizzare anche le imprese e i fornitori corretti, che spesso attendono gia' per mesi l'erogazione dei fondi a loro dovuti, a causa dei gia' lunghi passaggi burocratici per la liquidazione''. res-rus/cam/bra (Asca).

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Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-03-30 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il commento Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano? di UMBERTO CURI Se non fossero in gioco i legittimi interessi dei contribuenti, ovviamente ignari dell'uso che verrà fatto del denaro che è stato loro prelevato, l'iniziativa sarebbe perfino divertente. Potrebbe servire a ravvivare il clima di una campagna elettorale moscia come poche altre. Potrebbe fare la gioia di qualche artista dadaista, o di qualche nostalgico di Woodstock. E' vero che immaginare Luca Zaia, il vicepresidente leghista della Regione, nei panni di Tristan Tzara, il fondatore del movimento Dada, o di un musicista hippie, non è proprio così facile. Ma la tentazione di tributare un applauso a scena aperta per un colpo di teatro così sorprendente è quasi irresistibile. State a sentire. Una legge regionale, approvata alla fine dell'anno scorso, mette a disposizione la sommetta di 250 mila euro per tre anni (circa un miliardo e mezzo del "vecchio conio"), per uno scopo davvero encomiabile, oltre che del tutto originale. Una di quelle cose di cui tutti i cittadini veneti sentivano la mancanza, e che solo la ben nota sensibilità culturale dell'esponente del Carroccio poteva intercettare e soddisfare. Con quei soldi, infatti (ma forse la somma, ahimè, non basterà) verrà realizzato un software col quale sarà possibile tradurre un testo dal veneto all'inglese e viceversa. Ciò perché - come ha testualmente dichiarato Zaia - "i manager di casa nostra che vanno in giro per il mondo pensano in veneto e parlano in inglese". Capito? Una particolarità veneta. Una peculiarità unica della nostra gente. Mentre, che ne so, i siciliani o i milanesi, non appena varcano le Alpi, pensano direttamente in inglese, i veneti, forse perché un po' ottusi, o perché troppo legati alla loro terra, quando si trovano a Trafalgar Square o nella Piazza Rossa credono di essere ancora a San Marco e continuano a pensare in veneto. Di qui l'esigenza insopprimibile di disporre di uno strumento che consenta loro di tradurre in "presa diretta" dal vernacolo goldoniano alla lingua di Shakespeare. Come non averci pensato prima? Cosa hanno fatto finora quei fannulloni degli assessori alla cultura, predecessori dell'ineffabile Zaia? Come saranno riusciti a cavarsela, orfani di questa tecnologia d'avanguardia, i manager veneti che negli ultimi anni hanno imperversato con successo in lungo e in largo in Europa e in America? E poi non si venga a raccontare che la Lega non è capace di esprimere una cultura di governo che sia all'altezza delle sfide della globalizzazione. Dobbiamo confessarlo: per difetto di immaginazione e deficit culturale, credevamo che gli imprenditori veneti avessero bisogno di tutt'altra cosa. Di infrastrutture viarie e ferroviarie, di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta. Sbagliavamo - Zaia ci ha convinto. Restano solo due minuscole obiezioni, del tutto insufficienti ad incrinare la solidità culturale di questa iniziativa. In fondo, quisquilie senza importanza. La prima riguarda lo sviluppo futuro del progetto. Infatti, se non si tratta di un'uscita estemporanea, dovuta al clima elettorale, ma di una prospettiva strategica di lunga durata, visto lo sviluppo esponenziale dei mercati asiatici, dovremo attenderci nei prossimi anni analoghi stanziamenti per la creazione di un software da e verso il cinese e l'indiano? La seconda sommessa obiezione ha in realtà la forma di un suggerimento. Avendo avuto la possibilità di ascoltare i discorsi di alcuni consiglieri regionali, e dello stesso Luca Zaia, non sarebbe meglio devolvere i fondi per la realizzazione di un software dal veneto all'italiano?.

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Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-03-30 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il commento Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano? di UMBERTO CURI Se non fossero in gioco i legittimi interessi dei contribuenti, ovviamente ignari dell'uso che verrà fatto del denaro che è stato loro prelevato, l'iniziativa sarebbe perfino divertente. Potrebbe servire a ravvivare il clima di una campagna elettorale moscia come poche altre. Potrebbe fare la gioia di qualche artista dadaista, o di qualche nostalgico di Woodstock. E' vero che immaginare Luca Zaia, il vicepresidente leghista della Regione, nei panni di Tristan Tzara, il fondatore del movimento Dada, o di un musicista hippie, non è proprio così facile. Ma la tentazione di tributare un applauso a scena aperta per un colpo di teatro così sorprendente è quasi irresistibile. State a sentire. Una legge regionale, approvata alla fine dell'anno scorso, mette a disposizione la sommetta di 250 mila euro per tre anni (circa un miliardo e mezzo del "vecchio conio"), per uno scopo davvero encomiabile, oltre che del tutto originale. Una di quelle cose di cui tutti i cittadini veneti sentivano la mancanza, e che solo la ben nota sensibilità culturale dell'esponente del Carroccio poteva intercettare e soddisfare. Con quei soldi, infatti (ma forse la somma, ahimè, non basterà) verrà realizzato un software col quale sarà possibile tradurre un testo dal veneto all'inglese e viceversa. Ciò perché - come ha testualmente dichiarato Zaia - "i manager di casa nostra che vanno in giro per il mondo pensano in veneto e parlano in inglese". Capito? Una particolarità veneta. Una peculiarità unica della nostra gente. Mentre, che ne so, i siciliani o i milanesi, non appena varcano le Alpi, pensano direttamente in inglese, i veneti, forse perché un po' ottusi, o perché troppo legati alla loro terra, quando si trovano a Trafalgar Square o nella Piazza Rossa credono di essere ancora a San Marco e continuano a pensare in veneto. Di qui l'esigenza insopprimibile di disporre di uno strumento che consenta loro di tradurre in "presa diretta" dal vernacolo goldoniano alla lingua di Shakespeare. Come non averci pensato prima? Cosa hanno fatto finora quei fannulloni degli assessori alla cultura, predecessori dell'ineffabile Zaia? Come saranno riusciti a cavarsela, orfani di questa tecnologia d'avanguardia, i manager veneti che negli ultimi anni hanno imperversato con successo in lungo e in largo in Europa e in America? E poi non si venga a raccontare che la Lega non è capace di esprimere una cultura di governo che sia all'altezza delle sfide della globalizzazione. Dobbiamo confessarlo: per difetto di immaginazione e deficit culturale, credevamo che gli imprenditori veneti avessero bisogno di tutt'altra cosa. Di infrastrutture viarie e ferroviarie, di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta. Sbagliavamo - Zaia ci ha convinto. Restano solo due minuscole obiezioni, del tutto insufficienti ad incrinare la solidità culturale di questa iniziativa. In fondo, quisquilie senza importanza. La prima riguarda lo sviluppo futuro del progetto. Infatti, se non si tratta di un'uscita estemporanea, dovuta al clima elettorale, ma di una prospettiva strategica di lunga durata, visto lo sviluppo esponenziale dei mercati asiatici, dovremo attenderci nei prossimi anni analoghi stanziamenti per la creazione di un software da e verso il cinese e l'indiano? La seconda sommessa obiezione ha in realtà la forma di un suggerimento. Avendo avuto la possibilità di ascoltare i discorsi di alcuni consiglieri regionali, e dello stesso Luca Zaia, non sarebbe meglio devolvere i fondi per la realizzazione di un software dal veneto all'italiano?.

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L'accordo UeUsa rilancia il mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 31 Marzo 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO / ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO / CERTIFICATES Affari & Finanza > RAPPORTO / INDUSTRIA ALIMENTARE --> PRIMO PIANO pag. 10 L'accordo UeUsa rilancia il mercato Ma il vettore italiano è preso in controtendenza proprio mentre ha appena chiuso molte tratte PAOLA JADELUCA Ieri, trenta marzo, è entrato in vigore Open Sky, l'accordo aereo tra Unione Europea e Stati Uniti, lo spazio aereo aperto tra i due continenti. "È l'inizio di una nuova era per l'aviazione transatlantica", ha dichiarato Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione europea e commissario ai trasporti. Tutte le compagnie aeree dell'Ue possono d'ora innanzi effettuare voli diretti verso gli Stati Uniti a partire da qualsiasi località in Europa e non solo dal loro territorio nazionale. A oggi sussistevano 21 accordi governativi bilaterali, come dire lunghe trattative, burocrazia. L'accordo sopprime tutte le restrizioni applicate alle rotte, ai prezzi o al numero di voli settimanali. Sono 50 milioni circa i passeggeri che ogni anno si spostano tra l'Ue e gli States, e l'accordo investe quello che al momento è il più grande mercato del trasporto aereo internazionale. Più concorrenza, riduzione dei prezzi: i vantaggi per i consumatori potrebbero ammontare fino a 12 miliardi di euro nei primi cinque anni, dicono le stime Ue. Ma la liberalizzazione si tramuta anche in nuove opportunità di business per le compagnie aeree. L'accordo, infatti, potrebbe comportare la creazione di almeno 80.000 nuovi posti di lavoro sulle due sponde dell'Atlantico. Da tempo i vettori europei e statunitensi si preparano per coprire la domanda supplementare con nuovi voli, nuove rotte. I voli tra LondraHeathrow e gli Stati Uniti, ad esempio, aumenteranno quasi del 20% rispetto all'aprile del 2007, dicono le stime dell'Unione Europa. Una fase di grande espansione da cui poteva trarre beneficio anche Alitalia, soprattutto se non si fossero spostati i voli intercontinentali su Malpensa, scelta risultata perdente. La nuova situazione trova Alitalia intenta a chiudere i voli verso le destinazioni dove si apre il mercato: MilanoChicago, BostonMilano, MilanoMiami: "Tre delle rotte più profittevoli", commenta incredulo Oliviero Baccelli, vicedirettore del CertetBocconi. Se i voli fossero stati basati su RomaFiumicino, forse ora la nostra compagnia di bandiera avrebbe avuto asset più appetibili da mettere sul piano delle trattative con Air France e, magari, meno dipendenti da tagliare. "La tratta con Chicago e Boston è già stata coperta da un altro vettore, Air One, che ha subito tratto vantaggio da accordi con United Airlines. MiamiMilano, invece, resta scoperta", commenta Baccelli. Non è facile correre ai ripari. "Per mettere un solo aeromobile su una rotta intercontinentale devi coordinare il marketing, avere un aeromobile disponibile, la clientela acquista i biglietti con largo anticipo: si tratta di un lavoro complesso, una startup che per diventare redditizia richiede almeno un anno", spiega. Abbiamo perso la corsa verso gli Usa. Rischiamo di perdere anche quella verso l'Asia. Sui cieli d'oriente il traffico passeggeri e cargo si impenna. Ma Alitalia ha appena chiuso il collegamento con Nuova Delhi. E quello su Shanghai. Già assorbito dal vettore asiatico Air China.

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"Poche leggi, più chiare e severità con chi le viola" (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 31 Marzo 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO / ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO / CERTIFICATES Affari & Finanza > RAPPORTO / INDUSTRIA ALIMENTARE --> PRIMO PIANO pag. 2 "Poche leggi, più chiare e severità con chi le viola" Per l'ex presidente dell'Anima, oggi candidato alle elezioni, "i ritardi sono diventati tutti emergenze" ALESSANDRA CARINI Fino a pochi giorni fa Ettore Riello aveva presieduto l'Anima, la Federazione delle associazioni dell'industria meccanica italiana, che rappresenta le principali aziende di un settore che occupa 200 mila addetti con quaranta miliardi di fatturato e una quota di esportazioni che supera in media il 50% delle vendite. Adesso a 52 anni, dopo avere ricoperto diverse cariche confindustriali, anche lui ha deciso di entrare nell'agone politico candidandosi alla Camera per il Polo delle Libertà. Non è sorpreso per i risultati dell'indagine condotta dalla Confartigianato. Ma piuttosto per l'entità delle cifre riportate. "E' uno spaccato della realtà italiana, dei suoi eterni ritardi di modernizzazione. Ma adesso il margine per operare è molto stretto". Perché? "Perché l'estero è stata una grande risorsa, anche se a prezzo di sacrifici sia in termini di marginalità sia di investimenti. Adesso la situazione si è fatta più difficile e a questo si aggiungono le incognite e le asprezze di un mercato del credito che è diventato molto restrittivo". Quale dei problemi affrontati dall'indagine va risolto per primo? "Non c'è una priorità, sono tutte urgenze. Direi però che c'è una ricetta trasversale: il sistema va semplificato, sburocratizzato. Non è possibile andare avanti con l'affastellamento di norme, regole, richieste di carte, di licenze, di permessi, che a conti fatti finiscono per essere fini a se stesse e non producono effetti pratici". Ne dica una. "La prima che mi viene in mente. La storia degli assegni e delle girate con tanto di codice fiscale. Capisco che debba essere combattuto il riciclaggio ma qualcuno si è reso conto che se si sbaglia una lettera del codice fiscale si blocca il pagamento? E qualcuno sa che cosa può accadere per milioni di operazioni fatte ogni giorno?" D'accordo ma ci saranno anche cose più importanti? "Sì, certo, ma è un atteggiamento che deve cambiare fin dall'imposizione delle leggi: poche ma con effetti sicuri e pene severe per chi non le rispetta. Non tonnellate di pagine che, alla fine, producono confusione e un lasciapassare a chi non vuole rispettarle". Ma per quanto riguarda l'industria? "La stessa cosa, cui si aggiunge un altro aspetto trasversale che è la questione fiscale". Cioè? "L'imposizione sul lavoro è troppo alta. Non bisogna detassare solo gli straordinari o ridurre il cuneo fiscale che penalizza il costo del lavoro e i salari italiani. Bisogna anche favorire in qualche modo la mobilità e la formazione professionale detassando ad esempio tutti i redditi che vengono erogati a titolo di ammortizzatore sociale. Dovrebbero essere riconosciuti al lavoro come netto". L'industria meccanica in questi anni ha continuato ad esportare. Perché? "Perché, insieme alla Germania, abbiamo l'industria manifatturiera più dinamica e importante d'Europa. Solo che, rispetto a loro, combattiamo con un braccio legato". Sempre per la burocrazia? "Non solo. A Bruxelles, ad esempio, quando si va a discutere di normative e di omologazioni dei prodotti i tedeschi hanno sempre la meglio e diventano il punto di riferimento. Sono più strutturati, hanno, al loro interno, un legame più stretto e forte tra politica e industria e non solo in campo industriale ma anche nella politica monetaria. Sebbene si sia calcolato che il 30,40% di un'auto prodotta in Germania è fatto in Italia, noi dobbiamo strillare per farci sentire e comunque non contiamo quanto dovremmo". Forse è anche perché loro hanno industrie più grandi? "E'un fattore di debolezza che va affrontato: bisogna assolutamente promuovere la crescita delle imprese, ed è per questo che i vincoli indicati in questa ricerca vanno rimossi in fretta. Se noi invece di una sola Fiat ne avessimo tre o quattro la nostra industria e non solo meccanica sarebbe ben diversa". Tra le penalizzazioni più pesanti c'è il prezzo dell'energia. "Il conto all'origine è già caro e a questo si aggiunge la sostanziale tenuta dei monopoli pubblici, anche a livello locale, che hanno impedito la concorrenza. Ma qui rischiamo grosso, non solo in termini di costi. I governi europei stanno facendo moltissimo. Stanno cambiando indirizzi: ad esempio la Francia si sta spostando molto verso l'elettricità, togliendo metano e gasolio dal riscaldamento, tanto che qualche tempo fa il sistema elettrico francese è andato in default. Qualcuno si preoccupa di che cosa potrebbe accadere in Italia ai nostri approvvigionamenti? Che politica di risparmio vogliamo adottare? Per ora si sono fatte solo chiacchiere, ma nessuna decisione concreta".

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L'epopea di Ratan Tata l'indiano che colonizza il Regno di Sua Maestà (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 31 Marzo 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO / ENERGIA Affari & Finanza > RAPPORTO / CERTIFICATES Affari & Finanza > RAPPORTO / INDUSTRIA ALIMENTARE --> IL PERSONAGGIO pag. 9 L'epopea di Ratan Tata l'indiano che colonizza il Regno di Sua Maestà Il personaggio/ L'imprenditore è al vertice di un gruppo che opera in tutto il mondo e in numerosi settori. Nei giorni scorsi ha acquistato dalla Ford la Jaguar e la Land Rover FEDERICO RAMPINI Quest'anno per la prima volta nella classifica Forbes degli uomini più ricchi del mondo il paese che piazza il maggior numero di miliardari tra i primi dieci non è l'America ma l'India. Eppure tra gli indiani della Top Ten di Forbes lui non figura neppure. Ratan Tata in pochi mesi ha suscitato clamore nel mondo dell'automobile per due operazioni "storiche" ? prima il lancio della Tata Nano, l'utilitaria da 1.200 euro, poi l'acquisizione di Jaguar e Land Rover ? eppure nel suo paese non è uno degli imprenditori più ricchi. In tutto il resto del mondo è l'imprenditore simbolo della Nuova India, ma nell'India stessa ce ne sono tanti altri ben più ricchi di lui. Questo già la dice lunga sul cammino percorso dall'India, e sulle dimensioni nuove di un capitalismo che ormai ha superato lo stadio "emergente". L'ultimo colpo di Ratan Tata ha provocato uno choc comprensibile in Gran Bretagna e in tutto l'Occidente. E' la prima volta che un'azienda col passaporto di una ex colonia ? anzi "la" ex colonia per eccellenza, il più grande possedimento mai controllato dall'impero britannico ? si assume il compito di risanare e possibilmente rilanciare due marchi storici della tecnologia automobilistica britannica, due glorie dello stile, del design, del lusso inglese. Il gruppo Tata aveva già messo a segno altri colpi importanti sul mercato inglese, come l'acquisizione dei tè Tetley e poi dell'azienda siderurgica Corus (la più grande acciaieria inglese). Ma la risonanza e il prestigio simbolico di Jaguar e Land Rover sono un'altra cosa: la longilinea e "missilistica" JaguarE fu una delle auto di James Bond, uno degli oggetti più sensuali degli anni Sessanta, e sulla Land Rover la regina Elisabetta è stata fotografata più volte mentre portava i suoi cani in campagna. E tuttavia, più dell'effetto immagine è la sostanza che conta per un personaggio come Ratan Tata. Altri investitori si sarebbero spaventati di fronte al costo immediato e futuro dell'acquisizione, aggravato dai vincoli di stabilità dell'occupazione inglese che impediranno tagli drastici nei costi di produzione. I criteri tradizionali con cui si giudica un investimento non valgono necessariamente per Tata. Si ha una percezione del mondo diversa quando si viene dall'India, il gigante da un miliardo e 150 milioni di abitanti dove la motorizzazione individuale è appena agli inizi e il mercato dell'auto è destinato a una crescita esponenziale nel prossimo decennio. Con un retroterra simile gli imprenditoriinvestitori possono guardare con fiducia nel lungo termine. Per Tata completare il ventaglio della propria gamma dalla Nano fino alla Jaguar (passando per i veicoli commerciali Daewoo) ha una logica stringente. Significa posizionarsi per soddisfare i bisogni dei nuovi ceti medi dell'emisfero Sud del pianeta, e al tempo stesso raccogliere la sfida del cambiamento climatico, dei motori ibridi e altre tecnologie verdi, per competere sullo stesso terreno della Lexus. Un altro segno dei tempi: le ristrettezze finanziarie che impedivano alla Ford di investire sul rilancio dei due marchi inglesi si evaporano all'istante quando subentra come proprietario Tata. Il rating del gruppo indiano e il suo accesso al credito sono assai superiori rispetto all'ex regina di Detroit. Anche se Ratan Tata non figura neppure tra i primi quaranta imprenditori indiani più ricchi, non è considerato fra i più potenti politicamente, e il suo impero industriale non è il più grosso del paese, cionondimeno questo 70enne è circondato da un'aureola di rispetto unica. Nella sua immagine si ritrova qualcosa di Gianni Agnelli (l'eleganza anglosassone, il talento fulminante della battuta che detta i titoli dei giornali) e qualcosa di Valletta (la frugalità, l'ascetismo, il rigore morale). Vi si aggiunge quella particolare atmosfera di mistero che circonda ancora gli esponenti di questa minuscola minoranza religiosa, i parsi, seguaci di una delle più antiche religioni del mondo (il culto di Zoroastro) che fuggirono dalla Persia in India scacciati dall'avanzata dell'Islam. Sono i parsi a praticare ancora i "funerali celesti" in cui i morti vengono offerti in pasto agli uccelli rapaci, in uno speciale tempio segreto nel pieno centro di Mumbai. Nipote adottivo del fondatore Jamsetji Tata, Ratan Tata è al vertice di questo impero da 15 anni e ancora non si sa chi sarà il suo erede. Il gruppo ha regole molto particolari. La titolarità del capitale è sparpagliata tra diverse fondazioni nonprofit a scopo filantropico (perciò Ratan vive di solo stipendio e la sua fortuna è modesta rispetto ad altri magnati indiani). Vi è in questo una traccia dell'ideologia del fondatore che fu influenzato dal pensiero fabiano (l'antenato del laburismo) e quando ancora l'India era una colonia volle dare ai suoi operai condizioni sociali migliori del proletariato di Manchester e Liverpool: case popolari circondate da parchi e giardini, scuole e ospedali gratuiti, la settimana corta e le ferie pagate. Ci sono diverse spiegazioni dell'incertezza sulla successione al vertice di questo conglomerato da 22 miliardi di dollari di capitalizzazione, con 96 attività industriali distinte e 290.000 dipendenti in 80 paesi. Da una parte il gruppo Tata mantiene le distanze da una cultura capitalistica in senso stretto, quindi esalta la meritorcrazia e non l'ereditarietà delle cariche. D'altra parte nel corpo di questo impero sono ancora visibili le tracce delle battaglie che Ratan ha dovuto condurre negli ultimi 17 anni. Quando ne prese le redini in mano, la Tata era un regno occupato da diversi feudatari, ciascuno dei quali si comportava da autocrate; oggi è quotata alla Borsa di New York e deve rispettare i criteri di trasparenza della legge SarbanesOxley. Anche l'India era un altro paese all'inizio dell'avventura di Ratan. Nel 1991 erano appena iniziate le grandi liberalizzazioni di Manmohan Singh, il subcontinente asiatico usciva a stento dal ritmo sonnolento di un protezionismo dirigista e di un socialismo di Stato gestito da una burocrazia parassitaria. La parabola di Ratan Tata coincide con una rivoluzione, l'ingresso dell'India nell'economia globale, l'apertura delle frontiere agli investimenti esteri e alla concorrenza. Insieme con lo sviluppo dell'impero Tata, che oggi fornisce da solo il 3,2% del Pil indiano, si è affermata la sua internazionalizzazione. Un terzo dei suoi utili, 6,7 miliardi di dollari, vengono realizzati all'estero. Solo nell'ultimo biennio ha realizzato 14 acquisizioni per 1,5 miliardi di dollari. "Dolce nei modi, soave e introverso" come veniva descritto in una delle sue prime interviste alla Bbc, Ratan Tata si è rivelato in realtà un imprenditore determinato, aggressivo e spregiudicato, che ha puntato tutto sulla globalizzazione. Ha rifiutato l'eredità autarchica che segnava la cultura dominante nella sua generazione di capitalisti indiani. Ha intuito che doveva concepire l'India come un retroterra, una piattaforma, non un mercato esclusivo e neppure dominante. Dalle auto alla siderurgia, dagli alberghi di lusso alla finanza, dal software ai servizi di consulenza, ha sempre imposto alle sue aziende di muoversi su un orizzonte mondiale. Per questo ha dovuto decimare "i satrapi", come chiamava i dirigenti della vecchia guardia che erano saliti ai vertici delle varie filiali alla partenza del nonno. Dopo aver superato battaglie come queste, contro i feudatari incrostati nell'impero industriale del nonno, e contro l'invadenza della burocrazia indiana, al confronto le resistenze che ha incontrato per le sue campagne di conquista in Inghilterra sono state poca cosa. Ogni tanto ha dovuto sopportare qualche rigurgito di razzismo. L'esempio più recente è stata la fiera resistenza opposta dal gruppo americano Orient Express ? di cui lui era già azionista ? contro l'ipotesi di una fusione operativa con la divisione alberghiera di lusso del gruppo Tata, gli hotel Taj. L'Orient Express, con la puzza sotto il naso, ha fatto sapere che non riteneva il management indiano all'altezza del compito. Una sciocchezza monumentale, che ha squalificato chi l'ha detta. Chiunque abbia potuto paragonare la qualità del servizio sa che il più modesto dei Taj Hotel svetta al di sopra del livello dell'Orient Express. E' una vecchia lezione che fu appresa a suo tempo dagli imperatori Moghul in India: guai a chi si addormenta sugli allori, s'innamora della propria reputazione, diventa prigioniero di una orgogliosa superbia. Fu così che i Moghul non si accorsero di essere insidiati dalla piccola isola britannica. Oggi l'incredulità con cui l'Occidente subisce le incursioni di Tata e dei suoi simili indica da che parte sta il pericolo. E' in Occidente che molti credono di non avere nulla da imparare, e non vedono che il gioco della competizione è cambiato, gli attori sono nuovi, sempre più ampie le dimensioni e gli orizzonti in cui si muovono.

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COLDIRETTI BOLOGNA "BUONI VENDEMMIA CONTRO IL CAROVITA" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(13:20) (31/3/2008 11:51) | COLDIRETTI BOLOGNA "BUONI VENDEMMIA CONTRO IL CAROVITA" (Sesto Potere) - Bologna - 31 marzo 2008 - Voucher vendemmia per combattere il lavoro irregolare, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita che a Bologna raggiunge livelli allarmanti. Coldiretti Bologna commenta positivamente l'annuncio del via libera alla sperimentazione sul territorio nazionale dei "buoni lavoro", reso noto dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano, che verranno introdotti per la prima volta in Italia con la prossima raccolta dell'uva. "Aspettiamo con impazienza" dichiara Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna "che il Ministero pubblichi il Decreto legislativo che darà inizio concreto alle procedure. A Bologna abbiamo una radicata e vasta realtà vitivinicola: parliamo di quasi 4.000 imprese, il 10% delle quali utilizzano solitamente manodopera per la vendemmia annuale. E'un grosso bacino di utenza, che potrebbe anche allargarsi a fronte a una simile facilitazione delle procedure di assunzione". Un provvedimento lungamente atteso a Bologna, dunque, che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità ed offre nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli. Il meccanismo - spiega Coldiretti - prevede che chi è interessato a partecipare alla vendemmia si rechi presso i servizi per l'impiego della Provincia o all'Inps, dove gli verrà rilasciato un codice di identificazione personale. Alle imprese agricole basterà acquistare un blocchetto di voucher e distribuirli poi a seconda delle ore di lavoro effettuate. Ogni buono avrà un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni. Studenti e pensionati potranno quindi ritirare il denaro presentando il voucher presso uno dei soggetti convenzionati con il concessionario del servizio. "In questo modo" sottolinea Maddè "si garantiscono tutele assicurative, a tutti quei lavoratori occasionali, come gli studenti ? che a Bologna sono tantissimi e sempre in cerca di "lavoretti" con cui pagarsi l'università - e pensionati, che trovano nella vendemmia un'opportunità di integrare il proprio reddito. Con il carovita che affligge la realtà bolognese queste due tipologie di potenziali lavoratori si trovano spesso in difficoltà, ed un'opportunità semplice ed efficace di guadagnare qualcosa può diventare per loro uno strumento fondamentale. Allo stesso tempo, il sistema dei voucher porterà una semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese agricole, facilitando anche la nostra lotta al lavoro illegale." Dalla sperimentazione Coldiretti Bologna spera poi un'estensione del meccanismo a voucher ad altre attività agricole, come ad esempio la raccolta delle frutta e in generale tutti quei lavori stagionali, importanti ma limitati nel tempo, che possono svolgere con successo studenti e pensionati bolognesi.

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I medici si interrogano sulla loro professione (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIBATTITO. Stasera alla Gran Guardia, presente l'assessore Martini I medici si interrogano sulla loro professione "Dobbiamo difenderci da noi stessi, dalla burocrazia e talvolta dalle influenze negative esterne"   "Eclissi della professione medica? Difendiamoci da noi stessi, dalla burocrazia e dalle influenze negative esterne". E' questo il titolo, piuttosto eloquente, del confronto che si terrà questa sera alle 20.30 nella sala convegni della Gran Guardia dal consigliere comunale e medico, Francesco Spangaro, in collaborazione con otto diverse sigle sindacali. All'appuntamento, rivolto ai medici della città e della provincia sia ospedalieri che territoriali, interverranno il sindaco di Verona ed ex assessore regionale alla sanità, Flavio Tosi, e il suo successore a Palazzo Balbi, Francesca Martini. "Lo scopo dell'iniziativa", ha anticipato Spangaro, "è di riunire attorno ad un unico tavolo tutti gli attori del sistema sanitario provinciale e regionale e ragionare su quali siano i problemi della professione medica, sempre più spesso mortificata da una serie di situazioni spiacevoli". "Di questo passo", hanno proseguito gli organizzatori, "si arriva inesorabilmente verso la eclissi della professione". Alla tavola rotonda, cui interverranno anche alcuni segretari regionali delle principali sigle sindacali, parteciperà anche il presidente dell'Ordine dei medici di Verona, Giorgio Carrara. "L'incontro è di carattere interprofessionale", ha concluso Spangaro, "nel senso che è rivolto a tutti i medici che si trovano ogni giorno problemi nella gestione del paziente". Dalle carenze organizzative, alla burocrazia che ricade specialmente sui medici di medicina generale, alla così detta "medicina difensiva", quella cioè che costringe i camici bianchi ad agire non solo e non più secondo scienza e coscienza ma anche per tutelarsi da possibili denunce da parte dei pazienti, fino al rapporto con la magistratura, saranno temi oggetto di confronto. "Sempre più spesso", hanno concluso, "nei rapporti con la magistratura ci si trova ad affrontare una sorta di storture del sistema tale per cui sembra che l'onere della prova di una possibile colpa sia appannaggio non più dell'accusa ma dei medici accusati. E questo, certamente, non è accettabile". "Anche le carenze organizzative", aggiungono dall'Anaao, il principale sindacato medico degli ospedalieri, "fanno sì che i medici perdano la faccia per colpe non loro e, talora, anche per questo si arriva alle denunce".  .

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SICILIA/ FINOCCHIARO: SERVE CONSULTA PERMANENTE DELLE PROFESSIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

31-03-2008 13:15 "Farò Albo per regolare rapporti fra Regione e professionisti" Palermo, 31 mar. (Apcom) - Per la candidata del Pd alla presidenza della Regione Siciliana, Anna Finocchiaro, "in Sicilia è necessario creare la Consulta permamente delle professioni". A Messina, nel corso di un incontro con gli architetti, gli ingegneri, gli avvocati e i commercialisti del territorio provinciale Finocchiaro ha detto che "serve un rapporto moderno, veloce, trasparente, tra la burocrazia regionale e gli organi professionali". "Un'altra cosa che farò, se sarò eletta alla Presidenza della Regione - ha continuato Anna Finocchiaro - sarà quella di istituire un albo in grado di regolare il rapporto tra Regione e liberi professionisti. Non è possibile che questi rapporti siano regolati solo dalla strumento delle consulenze o,peggio ancora, delle amicizie politiche, come troppe volte avviene, mortificando i saperi e le competenze più validi che ci sono in questa terra. Deve esserci una graduatoria trasparente da far scorrere, soprattutto per dare occasioni e opportunità ai giovani professionisti in Sicilia".

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ELEZIONI/ MATTEOLI: VELTRONI ARRIVA TARDI ANCHE SU TAGLIA-LEGGI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

31-03-2008 13:29 Quanto promette ora ha iniziato ad attuarlo governo centrodestra Roma, 31 mar. (Apcom) - "Anche sul ddl che mira ad abrogare l'enorme quantità di leggi il candidato premier del centrosinistra arriva in ritardo". Lo sostiene il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, che aggiunge: "Non si comprende perché Veltroni, quand'era vice di Prodi nel 1996, non vi abbia provveduto e non si capisce perché non abbia suggerito di farlo allo stesso Prodi nei due anni del disastroso governo ancora in carica". "Quanto promette ora Veltroni - dice Matteoli - il governo del centrodestra lo ha cominciato ad attuare, ne sono esempio la riforma del diritto fallimentare, il nuovo codice di procedura civile e l'approvazione di diversi testi unici con cui sono state soppresse numerose leggi in vari settori. Proseguire in modo progressivo su questa strada è nostro intendimento perché si tratta di una esigenza avvertita dalle imprese, dagli operatori del diritto e dai cittadini per i quali il peso della burocrazia è asfissiante. I francesi molto interessati a fregarci l'Alitalia vorrebbero restituirci Bassanini. No grazie!".

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5 per mille: il "peccato originale" di Tremonti (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Gabriella Meroni (g.meroni@vita.it) 31/03/2008 --> L'ex ministro scrive a Repubblica che l'aveva accusato di non aver previsto una copertura sufficiente per la norma Repubblica aveva fatto un paginone venerdì, sul 5 per mille. Un 5 per mille che ancora non c'è (i pagamenti annunciati del 2006 non sono ancora arrivati) e che dovrebbe portare nelle casse del non profit italiano oltre 700 milioni di euro. Nell'articolo, a firma Luca Iezzi, si ripercorreva anche la storia della misura fiscale, "inventata" nel 2005 dall'allora ministro Giulio Tremonti che però, notava Repubblica, "lo inserì senza definire procedure chiare e la copertura finanziaria. Il risultato: tre anni di regole cambiate. Il decreto del governo atteso per il 31 marzo che dovrebbe sistemare le erogazioni 2007 è rimandato a dopo le elezioni". Sabato, ecco la risposta di Tremonti che, rivendicando con forza la paternità dell'idea-5-per-mille, ripercorre a sua volta la storia del provvedimento: subito dopo l'inserimento del 5 per mille nella Finanziaria per il 2006, "il 5/6 aprile 2006, si è votato e - come è forse noto ? abbiamo perso le elezioni", nota Tremonti. "Se c'è stato un "difetto", ed è giusto riconoscerlo, non è stato tanto nell'avvio delle procedure amministrative (...) quanto nella stima del "costo" erariale proprio del nuovo strumento. Nella Finanziaria per il 2006, il 5 per mille, una novità assoluta nel sistema istituzionale italiano, era previsto come "iniziale e sperimentale". E a quell'altezza di tempo la relativa stima di "costo", fatta in assenza di precedenti, era oggettivamente ragionevole. Solo dopo si è rivelata parzialmente insufficiente". Infatti, come riconosce anche Tremonti, il successo del 5 per mille fu clamoroso, tanto che fu necessario - e lo fece il governo Prodi - integrare la copertura. "In questi termini ha fatto bene", ammette anche Tremonti. "Non altrettanto mi pare si possa dire per quelle che sono state, diciamo così, successive vischiosità amministrative. Vischiosità protratte per i due anni successivi e fino a oggi". Vischiosità? Uhm... questa parola sarà stata scelta a caso, o per l'evidente assonanza con il cognome di un viceministro del governo ancora in carica? Mistero. Comunque andiamo avanti: "Il 5 per mille è diventato parte e non marginale del patrimonio civile del nostro Paese", conclude Tremonti. "Lasciamolo dunque fuori dalle polemiche e lavoriamoci sopra tutti insieme". "La copertura iniziale", è la replica di Iezzi, "si è rivelata insufficiente e ha bloccato il meccanismo. La lentezza della burocrazia ha fatto il resto". Sì, anche se - ci permettiamo di aggiungere - le colpe della burocrazia e di Tremonti si fermano al primo anno di sperimentazione. Per il secondo anno, non dimentichiamo che il governo Prodi aveva "dimenticato" (per la seconda volta consecutiva) di inserire la norma in Finanziaria. Dopo le mobilitazioni del terzo settore, l'articolo sul 5 per mille è ricomparso. Quindi più che burocrazia in questo caso si è trattato di volontà politica. Va invece riconosciuto a merito del governo Prodi di aver innalzato per ben due volte il tetto incautamente posto alla misura, che oggi può quindi contare su una copertura adeguata. Ci sembra dunque che in questa vicenda non ci siano né buoni né cattivi, da nessuna delle due parti. I veri "buoni" saranno quelli che decideranno, una volta per tutte, di introdurre il 5 per mille nel nostro corpus giuridico con una legge ordinaria. A loro, a qualunque parte politica apparterranno, andrà l'applauso unanime dei contribuenti e del terzo settore italiano.

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Sarà la provincia di Belluno ad (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sarà la provincia di Belluno ad ospitare quest'anno l'assemblea delle Pro loco del Veneto. L'appuntamento si svolgerà a Pedavena e Fonzaso il prossimo 22 giugno. Tocca infatti al Comitato provinciale di Belluno ospitare l'evento nel 2008. La data è stata ufficializzata nell'assemblea provinciale tenutasi ieri a Caviola di Falcade. L'incontro ancora una volta ha messo in risalto il problema principale per queste associazioni: la mancanza di fondi adeguati per svolgere il loro ruolo di promozione del territorio. Ma, se i contribuiti della Provincia, che per legge eroga per conto della Regione, sono sempre più esigui, si fanno strada nuove possibilità di ottenere finanziamenti in cambio di servizi. "Abbiamo già stipulato con alcune associazioni - ha spiegato l'assessore provinciale Claudio Costa - le convenzioni per gestire gli uffici turistici". Ma anche il nuovo Piano di sviluppo rurale della Regione Veneto può diventare una strada da percorrere. "Soprattutto - ha ricordato il consigliere regionale Guido Trento - gli assi 4 e 5 che porteranno notevoli finanziamenti per lo sviluppo sostenibile". Per il presidente della Comunità Montana Agordina Rizieri Ongaro è però necessario incentivare la nascita delle Pro loco in quelle aree, come il Cadore, in cui mancano. E gli Enti locali debbono prendersi in carico il futuro di questi sodalizi, fatti da volontari. "Magari aderendo a progetti dei Gal coinvolgendo le Pro loco". Ipotesi sposata anche da Max Pachner, portavoce dell'assessore regionale Oscar De Bona, che ha proposto l'inserimento delle Pro loco nei progetti Interreg. Una buona notizia è intanto arrivata dal Cadore, dove alle due sole Pro loco di Calalzo e Borca potrebbero in futuro affiancarsene altre, pronte anche a formare un Consorzio per meglio organizzare l'attività sul territorio. Dall'assemblea di Caviola è stata anche ribadita la richiesta di minore burocrazia per agevolare le Pro loco nell'organizzazione delle manifestazioni. Le Pro loco comunque non si perdono d'animo e la relazione del presidente provinciale Unpli Espedito Pagnussat ha elencato, anche nel 2008, una lunga serie di attività e la partecipazione a importanti fiere del turismo. Quest'anno le Pro loco hanno anche fatto tappa alla Bit di Milano e nei prossimi giorni saranno alla Fiera del tempo libero di Vicenza per promuovere i prodotti bellunesi.Maurizio Dorigo.

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Faleschini: <Piccolo e micro è bello, se non c'è burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

ARTIGIANATO Faleschini: "Piccolo e micro è bello, se non c'è burocrazia" "La crescita economica e occupazionale, l'export e la capacità di fare ricerca e innovazione non sono determinate dal numero dei dipendenti delle imprese, ma dalla capacità degli imprenditori di mettersi in rete, di investire in cultura d'impresa, di disporre di un sistema creditizio attento alle piccole imprese e di avere una burocrazia non ostile". Lo ha detto, rivendicando ancora una volta "che piccolo, anzi micro è bello se liberato dai troppi vincoli e oneri aggiuntivi che pesano sul sistema produttivo", il presidente di Confartigianato Udine Carlo Faleschini nel corso del suo intervento alla tradizionale Festa di San Giuseppe Artigiano nel corso della quale Confartigianato Udine, ha voluto, come ogni anno, rendere "onore al lavoro di tutti gli imprenditori che ogni giorno contribuiscono allo sviluppo sociale ed economico del nostro territorio, al benessere della collettività e all'occupazione delle nuove generazioni" che si è svolto ieri in una gremita sala convegni della Ge. Tur.Una festa presentata da Maria Giovanna Elmi, affiancata dal cabarettista Claudio Moretti alla presenza di molte autorità: dal presidente della Regione Riccardo Illy, che ha evidenziato il ruolo determinante dell'artigianato nella formazione del reddito in regione, nell'incremento dell'occupazione ed anche delle entrate fiscali regionali, "aumentate del 20\% il che testimonia, al di là di ogni possibile strumentale polemica, il buon andamento dell'economia", all'assessore regionale alle Attività produttive Enrico Bertossi che ha ricordato il lavoro svolto assieme anche a Confartigianato per la messa a punto di recenti importanti leggi regionali a favore dello sviluppo economico.

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PARTITO SOCIALISTA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALDO SPINI IN CITTÀValdo Spini, capolista alla Camera del Partito socialista in Friuli Venezia Giulia, ha incontrato ieri mattina gli elettori al Caffè Municipio. Spini ha parlato di semplificazione, sicvurezza e solidarietà, ovvero delle tre "S" socialiste per lo sviluppo del Nordest. Semplificazione perchè il peso della burocrazia è diventato impossibile per le imprese e ha sottolineato la necessità di fare un'intesa Stato-Regioni-Enti locali per alleggerirne il carico. Poi, per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini ne ha parlato in tema di ordine pubblico, ma anche per la dotazione di infrasrutture adeguate, sicurezza sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione della cita sociale ed economica. Infine ha affrontato il tema della solidarietà per una società coesa, per lo sviluppo della convivenza delle regioni infraeuropee e frontaliere, per una politica verso i migranti capace di soddisfare le richieste del mondo del lavoro e della produzione, per facilitare l'integrazione e respingere l'illegalità e la criminalità.

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FVG/ELEZIONI: ILLY A IMPRESE, PRESUPPOSTI PER CAMBIARE CON SERENITA' (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Pordenone, 31 mar - ''Credo che in Fvg abbiamo tutti i requisiti per affrontare i cambiamenti epocali, e i problemi congiunturali dell'economia globale con serenita'''. Lo ha detto il presidente della Regione Fvg, Riccardo Illy, incontrando a Pordenone le categorie economiche. ''Nella nostra regione abbiamo eccellenti imprese, spirito imprenditoriale e grande capacita' dei lavoratori - ha sottolineato -. Le difficolta' sono innegabili, ma abbiamo competenze, risorse umane e finanziarie per crescere ancora'' ha aggiunto. E' dal 2005 ad oggi, infatti, che il Prodotto Interno Lordo della Regione e' il primo per crescita in Italia, come dicono i dati di Istat (2005 e 2006) e Unioncamere (2007 e 2008). Alle molte domande in tema di tempi della burocrazia e sulla spesa pubblica Illy ha semplicemente risposto raccontando l'opera di riorganizzazione della macchina-Regione avviata nel 2003. ''C'erano 36 direzioni senza un vero coordinamento. Le abbiamo ridotte a 14, con un direttore generale. Questo non solo ci ha permesso di risparmiare oltre 8 milioni di euro all'anno per i costi del personale, ma anche di economizzare le spese degli uffici e degli affitti e di risparmiare altri 18 milioni di euro all'anno.'' I costi della macchina regionale sono dunque stati ridotti di oltre 26 milioni di euro all'anno. Lo sviluppo dell'impresa e' stato uno dei punti chiavi della legislatura 2003-2008. E l'impegno verra' confermato nei prossimi anni. ''Sosterremo le imprese, rifinanzieremo tutte le leggi sulla piccola e media impresa - ha detto Illy - in modo da soddisfare tutte le richieste degli imprenditori e commercianti della nostra Regione''. ''E' un impegno che posso assumere - ha spiegato Illy - perche' le entrate della Regione in questi anni sono cresciute del 20%.'' E' stato attivato un circolo virtuoso: ''Dallo sviluppo delle imprese dipende la crescita della regione, l'occupazione e dunque le entrate della regione''. fdm/mcc/ss (Asca).

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Adiconsum e Cittadini di Internet: protocollo d'intesa per la sicurezza informatica (sezione: Burocrazia)

( da "Data Manager" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le due Associazioni difenderanno il diritto verso il completo e sicuro utilizzo della rete Internet sia per la navigazione sia per l'uso dell'e-mail Venerdì 28 marzo 2008, in occasione del convegno "La sicurezza non più solo fattore di costo, ma occasione di sviluppo e immagine: Esperienze e soluzioni a confronto" organizzato a Roma dall'ANSSAIF (Associazione Nazionale Specialisti Sicurezza in Aziende di Intermediazione Finanziaria), è stato presentato il protocollo d'intesa tra l'Associazione dei consumatori Adiconsum (www.adiconsum.it) e "Cittadini di Internet ONLUS" (www.cittadininternet.org): Associazione che ha come finalità la promozione culturale, la solidarietà sociale e la tutela dei diritti costituzionali nei settori delle comunicazioni sociali e commerciali, di Internet e delle attività informatiche. Pur incoraggiando l'uso del Web, le due Associazioni hanno deciso di unire le loro forze per evidenziare i pericoli della Rete e insegnare ad utilizzarla senza correre rischi. Per questo motivo, hanno pianificato assieme una serie di iniziative mirate a informare e difendere i milioni di utenti che ogni giorno utilizzano Internet. "La nostra prima azione - ha affermato Massimo Penco, Vice Presidente di "Cittadini di Internet" - sarà quella di creare un marchio di controllo dei siti web, allo scopo di garantire sicurezza a chi vi accede. Lo staff e i volontari di "Cittadini di Internet" visiteranno, infatti, tutti i siti web che offrono servizi on-line (cominciando da quelli di E-commerce) allo scopo di verificarne il grado di sicurezza, privacy e affidabilità. Una volta terminata la fase di analisi, poi, concederemo il nostro marchio solo a quei siti web che avranno superato tutti i test". L'uso imprudente dei mezzi di comunicazione e di Internet compromette seriamente la privacy. Ciò rende necessario che esperti del settore gestiscano una costante e aggiornata azione di informazione e comunicazione sui rischi che tutti corrono on-line, al fine di chiarire il modo in cui inserire il software necessario a ogni computer per affrontare con sicurezza la "navigazione", l'invio di posta elettronica, l'acquisto on-line e i servizi pubblici o bancari. "Tutto questo - ha continuato Penco - è oggi possibile con semplicità e a costi contenuti, se non nulli. Per agevolare la diffusione di una cultura della sicurezza informativa, "Cittadini di Internet" ed Adiconsum lavoreranno assieme per stipulare accordi con Software House che possano offrire gratuitamente i loro prodotti a tutti gli utenti di Internet. Crediamo, infatti, che non bisogna demonizzare questo mezzo di comunicazione, perché Internet ha tutti i requisiti necessari a offrire migliori servizi ai cittadini e minori sprechi per la burocrazia al Paese. Basti pensare che paesi del Nord Europa come la Finlandia e la Svezia hanno ridotto la spesa pubblica di oltre il 5% del PIL (Prodotto Interno Lordo) utilizzando la rete in modo intenso". Non bisogna dimenticare, infatti, che l'impatto del digitale influisce anche sull'inquinamento e sulla deforestazione. "Si utilizza - ha concluso Penco - carta che produce spazzatura (50 miliardi di fogli di carta, pari a due milioni di alberi, sono prodotti ogni anno solo in Italia) senza provvedere a un adeguato riciclaggio. Inoltre, riducendo il costoso consumo di carta, la de-materializzazione e il digitale eviteranno anche altre spese legate sia alla conservazione della stessa in luoghi appositi che inquinano e sprecano energia sia al trasporto per la distribuzione e lo smaltimento. Infine, riducendo l'utilizzo della carta, si produrranno anche meno sostanze inquinanti contenute nei toner delle stampanti, delle fotocopiatrici ecc". Per iscriversi all'Associazione Cittadini di Internet - ONLUS, è possibile utilizzare l'apposito modulo on-line, cliccando qui. HighLights! Come rendere ottimo il discreto. L'ERP per il settore Discrete Manufacturing. Saltate sul treno dell'innovazione! 3 tappe per raggiungere un'azienda sicura e ben gestita. Vi offriamo una serie di 3 Live Webinars che vi aiuteranno a scoprire come i servizi basati su identità di Novell possano semplificare il vostro ambiente IT in espansione, diminuire la pressione sul reparto IT e proteggere la vostra attività da minacce sia note sia sconosciute. Tappa Gestione >> 27 Marzo >> 23 Aprile Tappa Provisioning >> 31 Marzo >> 21 Aprile Tappa Accesso e Single Sign On >> 28 Marzo >> 24 Aprile White Paper gratuiti da APC per 30 giorni! Potrà scegliere tra argomenti che vanno dai "Costi di possesso di un Datacenter" alle "Minacce Fisiche in ambito Datacenter" fino "All'implementazione di Server Blade in Sale CED esistenti". Aspect: scarica il White Paper gratuito: Unified IP consolida l'amministrazione, il Routing, il Reporting, il Workflow e il Campaign Management Curiosità e statistiche, ma anche numerosi dati utili, nella classifica "Top 100" delle aziende dell'informatica, curata da IDC Italia e pubblicata da Data Manager Conferme e sorprese dalla lettura dell'indagine più attesa dalla comunità ICT, realizzata da IDC e liberamente consultabile su DMO.

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Cuneo: panettieri a confronto, tradizione e modernità (sezione: Burocrazia)

( da "Targatocn.it" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' un settore fortemente legato alla tradizione e al territorio (40,6%), attento al gusto e alla salute (45,3%) che non si esime però dal provare produzioni innovative e creative. Stiamo parlando dei panettieri e dei pasticceri del cuneese che sono stati al centro di un'indagine realizzata dalla Cna di Cuneo. I risultati della ricerca condotta dalla Cna evidenzia come il 42% degli intervistati ricorra a ricette o a tecniche di produzione di importanza storica, senza disdegnare però la capacità di proporre ai consumatori ricette ideate personalmente. E' proprio questo, peraltro, a fare la differenza del prodotto artigianale da quello industriale, che interessa sempre di più non solo il consumatore finale, ma anche i ristoranti che nel 36,7% propongono ai propri clienti pane e prodotti da forno di produzione locale e artigianale. I dati evidenziati da questa ricerca hanno spinto la Cna di Cuneo a proporre alcuni approfondimenti tematici a tutti coloro che operano a monte della panificazione nel corso di una tavola rotonda che si è tenuta oggi, lunedì 31 marzo, all'hotel Lovera Palace, in via Roma 37 a Cuneo, con il titolo 'Panettieri a confronto sulla filiera corta. Materie prime, tradizioni, territorio, salute e ambiente. Come coltivo e trasformo e offro l'alimento... dalla Terra i Prodotti e i Cibi per le nostre Tavole', con l'intento di offrire un contributo per la valorizzazione e il riconoscimento dell'eccellenza della filiera nel suo insieme. Hanno partecipato Patrizia Dalmasso, direttore Cna Cuneo; Valentina Masante, presidente Cia Cuneo; Piero Rigucci, presidente associazione autonoma Panificatori della provincia di Cuneo; Giuseppe Nicola, tecnologo alimentare e chimico della Cna di Cuneo; Fabrizio Cavanna della Forneria artigiana Cavanna; Enza Laretto, esperta per lo sviluppo sostenibile della filiera agro alimentare ? Cesdi & srl; Juliette Gremese, coordinamento del progetto, Cesdi & srl, moderati dal giornalista Piero Dadone, che hanno cercato di rispondere ai seguenti interrogativi: Ecco i dati emersi dalla ricerca e ripresi nel corso della tavola rotonda: PROFILO GENERALE delle imprese Le caratteristiche maggiormente segnalate per definire il tipo di produzione sono l'attenzione al gusto e alla salute (45,3%) e la tipicità dei prodotti offerti (40,6%). Il 10% circa delle risposte indica invece l'innovatività e la creatività ad ulteriore dimostrazione della volontà di mantenere le caratteristiche tipiche dei prodotti del territorio, ma con una rivisitazione personale. Tale tendenza è confermata anche dal fatto che il 42% circa degli intervistati ricorre a ricette o a tecniche di produzione che hanno un'importanza storica a garanzia di tipicità dei prodotti e per quasi il 90% il richiamo alle tradizioni è molto importante; d'altra parte per il 19% le ricette sono ideate dal panificatore/pasticcere, segnale dell'importanza del tocco personale nella produzione di prodotti tipici. Un altro aspetto interessante riguarda i clienti cui si rivolgono i panificatori ? pasticceri: il 36,7%, infatti, dichiara di vendere i propri prodotti non solo ai consumatori finali ma anche ai ristoranti. Questo dato conferma l'importanza di favorire la comunicazione tra i diversi attori della filiera alimentare. A proposito della filiera produttiva (a monte) oltre la metà degli intervistati riesce ad individuare gli attori relativi alla prima trasformazione, il 30% circa alla commercializzazione e soltanto il 10% alla produzione primaria. La mancanza di comunicazione tra i coltivatori e gli artigiani che producono prodotti da forno è confermata anche dal fatto che il 64,3% degli intervistati non conosce le tecniche con le quali sono stati coltivati il grano e gli altri cereali dai quali proviene la farina che utilizza. Farine del Cuneese Per quanto riguarda la provenienza delle farine utilizzate per la produzione emerge che oltre il 40% non sa con esattezza da dove provengono, il 30% circa utilizza in parte farine del cuneese e oltre il 20% ritiene che il loro utilizzo sia una condizione indispensabile per i propri prodotti. Per il 18,4% di tali soggetti l'impiego di farine cuneesi supera il 70%. Certificazione materie prime Materie prime certificate sono utilizzate da oltre il 78% dei panificatori ? pasticceri intervistati, in particolare farine ma anche olio, nocciole, uova, mandorle, pistacchi, miele. Le certificazioni più ricorrenti sono il marchio di eccellenza e la certificazione di qualità (entrambe in oltre il 33% dei casi) a seguire il marchio DOP (16% circa), e la certificazione biologica (quasi il 12%). PROMOZIONE ? INNOVAZIONE Il riconoscimento dell'Eccellenza artigiana concesso dalla Regione Piemonte è percepito come un importante segno spendibile verso i clienti (36,8%) e in generale come garanzia della qualità del prodotto realizzato (36,8%). Per quanto riguarda la promozione e la pubblicità del marchio dell'Eccellenza artigiana si conferma il giudizio positivo sul riconoscimento di cui sopra, il 68,4% infatti ritiene che la sua promozione sia adeguata. Il 26,3% invece non ritiene che tale riconoscimento sia sufficientemente pubblicizzato ed a supporto di tale valutazione sono state indicate motivazioni legate: alla scarsità di controlli sulla effettiva qualità per il rilascio del marchio e di controlli successivi per il suo mantenimento, al fatto che si tratta di un riconoscimento con valenza limitata al territorio regionale e non nazionale o internazionale, non spendibile nella grande distribuzione e non sufficientemente conosciuto dai consumatori. Dall'indagine emerge inoltre che, pensando ad un riconoscimento per la propria produzione, il 43,5% punterebbe sulla sicurezza e sull'igiene della produzione, mentre il 33,9% metterebbe in luce il legame con il territorio. SALUTE E ALIMENTAZIONE L'utilizzo di ingredienti biologici è segnalato solo nel 21% dei casi. Si ricorre al biologico per offrire un prodotto più sano (45,5%), per aumentare la qualità o la varietà dei prodotti offerti (27,3%) e per differenziarsi dalla concorrenza (18,2%). Per quanto riguarda invece il non-utilizzo di prodotti biologici (73,7%) la motivazione principale è che gli ingredienti utilizzati, anche se non sono certificati come biologici, sono di ottima qualità (58,7%); tra i motivi sono stati segnalati anche, ma con una minore frequenza, il fatto che i clienti non lo richiedono (8,7%) e che tali prodotti hanno un costo troppo elevato (4,3%). Per far conoscere ai clienti quali ingredienti sono utilizzati per la produzione il 77,3% degli intervistati espone le etichette obbligatorie e l'11,4% indica la provenienza degli ingredienti, mentre soltanto il 2,3% indica i fornitori degli ingredienti principali. Il 4,5%, invece segnala che fornisce le necessarie informazioni direttamente ai clienti interessati a dimostrazione dell'importanza, per la tipologia di attività svolta, del contatto diretto con il cliente. Rispetto al futuro obbligo di introduzione delle etichette nutrizionali il 32, 6% ritiene che si tratti di un'inutile burocrazia in più, il 25,6% pensa che sia necessaria un'adeguata formazione per le aziende e per i consumatori affinché siano realmente utili, il 27,9% dichiara di non avere ancora un'idea precisa sul tema. Per l'11, 6% invece si tratta di un'introduzione importante per diffondere un'alimentazione più sana e sicura. CICLO PRODUTTIVO Il 76,3% degli intervistati utilizza forni elettrici, soltanto il 5,3% invece fa ricorso a forni a legna, generalmente in quanto già presenti nel laboratorio. Il ricorso al forno elettrico è dettato dalla motivazione principale (49% circa) che riguarda la possibilità di ottenere la medesima qualità, rispetto all'utilizzo di un forno a legna, ma con una maggiore e più rapida capacità produttiva. Anche la comodità è segnalata come motivazione per la scelta del forno elettrico (27% circa). Oltre la metà degli intervistati segnala un interesse verso soluzioni per il risparmio energetico. In effetti il consumo di energia risulta, rispetto agli altri usi di acqua e carburante, quello cui si presta maggiore attenzione con un controllo periodico ogni mese per oltre l' 84% degli intervistati. Tra gli interessati alle soluzioni per il risparmio energetico il 64% circa non ha preso ancora nessuna decisione in merito. Oltre il 30% invece ha già avviato alcuni interventi per diminuire l'impatto sull'ambiente, tra i quali l'acquisto di macchinari classe A, l'adeguamento dell'impianto di riscaldamento, bioraria o semplici accorgimenti come l'attenzione agli sprechi o la raccolta differenziata. Un certo interesse si riscontra anche verso l'introduzione di sistemi di approvvigionamento di energia rinnovabile (34%); la soluzione maggiormente indicata è l'impianto a energia solare (59%) a seguire la caldaia ad alta efficienza (18% circa), ma sono stati segnalati anche l'impianto idroelettrico e l'impianto fotovoltaico. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Associazione Autonoma Panificatori della Provincia di Cuneo. .

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Grazie alle Ferrovie, 60.000 TIR in più (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mar 0831 Grazie alle Ferrovie, 60.000 TIR in più Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 19:52 in economia Due settimane fa L'Opinione ha ospitato un'intervista del presidente della Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo. Oggi proseguiamo la nostra analisi sul sistema logistico, centro dell'economia ligure, con un'intervista a Sergio Sara, responsabile del settore per la Ignazio Messina Spa, uno dei primi operatori nazionali. Il terminal containers Nino Ronco (168.000 metri quadrati) è uno dei motori del commercio su mare. Come giudicate le dichiarazioni di Merlo sul sistema retroportuale, e il potenziamento del traffico ferroviario? Vanno nella direzione auspicata dagli operatori? Le dichiarazioni di Merlo sono positive, ma di troppo lungo respiro. La logistica è in crisi, basta vedere i dati di inizio 2008. La situazione richiede interventi rapidi e mirati. In attesa delle nuove linee cosa facciamo? Il porto si inceppa, i treni diminuiscono, le arterie stradali sono quello che sono. Per quanto riguarda Messina Spa siamo passati da 4000 treni merci utilizzati fino a 3-4 anni fa (il 90% dei container da noi immessi nel territorio), a 2500 treni previsti nel 2008, che dovrebbero equivalere al 70% del trasportato. Non si tratta quindi solo di creare nuove infrastrutture quanto pensare che quelle esistenti sono sottoutilizzate o antieconomiche. Quali interventi immediati servono? Occorre operare su tutto ciò che rende lento e troppo oneroso il trasporto. Le navi in porto non aumentano; le ferrovie sono tornate a essere le vecchie Ferrovie dello Stato; la burocrazia soffoca tutto. Il calo del traffico merci a gennaio è stato attribuito a una crisi nel sistema informatico del terminal VTE di Voltri, che pure è di proprietà di un colosso come la PSA di Singapore... E' vero che VTE ha avuto grossi problemi, e forse l'anno scorso ha toccato il suo tetto massimo di espansione, ma non ci sembra che il problema sia solo di natura informatica. La logistica è una macchina complessa. Qui siamo in Italia, alla crisi informatica si è aggiunto uno sciopero bianco delle dogane, problemi amministrativi, aumenti dei costi. Non è la prima volta che vediamo tecnici e manager nordeuropei fallire in Italia. A Gioia Tauro è andata meglio. Genova non è stata efficiente nelle sue scelte. Le ferrovie lo sono state meno ancora, Voltri poi ha avuto problemi interni, e il sistema retroportuale è poco efficiente. Questo insieme di concause crea i problemi. Avete prospettive di recupero? Abbiamo dovuto fare delle scelte in favore del trasporto su gomma. L'anno scorso -dopo aumenti del 10% negli anni precedenti- siamo arrivati a un aumento del costo del trasporto ferroviario fino al 45%. Questo ha condizionato le nostre scelte. Quest'anno metteremo su strada quasi 60.000 TIR in più. Ci rendiamo conto che è un meccanismo perverso, perché i camion devono poi avere continuità di utilizzo e il traffico è soffocante. Purtroppo non c'erano altre scelte: abbiamo detto ai responsabili delle Ferrovie che gli aumenti erano sbagliati e illogici, visto che già in alcuni casi pagavamo prezzi chilometrici superiori a quelli da loro dichiarati come "ottimali". Inutilmente. Purtroppo le Ferrovie si comportano come un'istituzione, non come parte del mercato. Le merci non sono come i passeggeri: servono una cultura d'impresa, una dinamicità, una capacità di concorrere che non ci sono, e questo impedisce di programmare il lavoro aziendale. In Italia dove siete presenti? Come porti a Napoli, Massa Carrara, oltre che Genova. Il nostro sistema terrestre è stato modificato. Anche se crediamo sempre nel sistema intermodale [passaggio di merci da nave a treno e poi su Tir, ndr.] ci vorrebbe un partner più trasparente e meno "pubblico". Un altro problema del nostro sistema logistico nazionale marittimo è la mancanza di traffico estero. Si trasporta merce italiana. Anche i traffici "internazionali" - a Novara piuttosto che a Busto Arsizio- sono spesso una breve tratta nel nostro territorio effettuata da operatori stranieri. In Francia hanno ristrutturato il sistema logistico molti anni fa, tagliando le linee ferroviarie antieconomiche e concentrando il traffico sulle grandi aziende statali. Non senza problemi di elefantiasi, ma dopo una serie di errori e tagli hanno invertito la rotta. I tedeschi invece hanno utilizzato grandi operatori privati. In Italia si propone un mix dei due metodi, ma con una base di imprese e capitali troppo ristretta. Lo sviluppo del traffico con l'Oriente è deludente? I risultati di Voltri non sono confortanti, e con un sistema ferroviario e logistico di questo tipo l'Italia verrà sempre più bypassata dalle navi che transitano da Suez e vanno nel Nord Europa.

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Imparzialità amministrativa (sezione: Burocrazia)

( da "Napoli.com" del 31-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Vincenzo Cicala Prevista dall'articolo 97 della Costituzione, è praticamente in disuso. E' un palese segno della decadenza dell'Italia e dei vizi della casta padrona. Rappresenta l'uguaglianza dei cittadini rispetto allo Stato, cioè l'efficacia erga omnes di un atto dello stato ed è il canone della correttezza e della capacità dell' amministrazione pubblica. La garanzia della burocrazia nei confronti dell'autorità politica è un segno del rispetto della legalità ed una garanzia dell'uguaglianza di trattamento dei cittadini. L'abitudine prevalsa dell'intromissione e del condizionamento negli atti che sono nella prassi o nella discrezione di un funzionario o di un dirigente è un reato che viene consumato quotidianamente e perseguito in rare ed occasionali o mirate occasioni. Eppure nella considerazione e nell'atteggiamento dei cittadini è proprio la consumazione di questo continuo oltraggio alla civile convivenza che ha molto assottigliata la distanza tra classe politica e criminalità, ne ha stimolata la commistione, ne ha fatto nascere lo stesso timor panico che nasce nei riguardi dei violenti e dei camorristi. Ed è proprio la faziosità e l'interesse di parte che caratterizza e condiziona la vita meridionale, in particolare di Napoli e Provincia, fino ad escluderne un risanamento. E' certamente giustificabile esprimere un giudizio negativo e di sfiducia verso l'operato dei diversi commissari straordinari che si sono succeduti nella gestione dell'emergenza dei rifiuti solidi urbani. Il giudizio negativo, mentre è coerente agli scarsi risultati ottenuti, risulta palesemente in contrasto con i meriti e gli apprezzamenti acquisiti da personalità distintesi in tutta una vita al servizio dello Stato. Vuol dire  che già nel mandato ricevuto vi era un vizio di fondo. Infatti, mentre l'emergenza rifiuti era frutto di un cattivo comportamento delle autorità locali sia a livello di ente regione che di provincia e comuni, si prevedeva  che le decisioni dei commissari dovevano essere frutto di un concerto, di un accordo con le autorità locali, cioè con chi era stato l'origine e la causa del disastro. Sarebbe stato più logico ed attendibile giovarsi del consiglio di tecnici  di chiara integrità e comprovata esperienza e di sicura indipendenza dai condizionamenti locali. Così è capitato che anche le notizie chieste ed ottenute non sempre erano corrispondenti all'effettivo stato dei luoghi. Il lato macabro e grottesco di questa situazione è sentire i politici declamare che proprio la gestione commissariale è stato uno dei fattori dell'emergenza. Si vedrà quello che diranno le sentenze della magistratura. Ma non sarà certo il giudice a rifondare la civiltà della società napoletana ed, in particolare, meridionale. Infatti egli interviene su di un reato commesso e su rei supposti. Non è suo potere incidere e modificare il costume di una società. Non rientra nei suoi compiti, anzi la sua autonomia significa non solo una affermata indipendenza, ma anche una indifferenza alle evenienze particolari del momento, proprio per assicurare l'obbiettività e l'universalità del giudizio, cioè l'uguaglianza dei cittadini nei confronti della legge. Si devono mobilitare i cittadini. Con le residue forze ed il coraggio che nasce di fronte al dilemma del rinascere o scomparire di uno stato democratico devono scegliersi e darsi guide sicure. E non in questo momento elettorale, nel quale si consuma l'incostituzionale arbitrio di negare ai cittadini la scelta dei propri governanti e dove occupa il proscenio una classe politica che non ha saputo trovare neanche l'occasione di una nuova legge elettorale. L'election day concordato mette anche in risalto le deficienze delle gestioni commissariali nei comuni che vanno alle elezioni perché le amministrazioni sono state sciolte per sospetta collusione mafiosa. Neanche la gestione commissariale è stata stabile. E' stata segnata da cambiamenti, dimissioni, instabilità e non uno dei problemi del paese è stato risolto, ma tutto è stato rimandato alle amministrazioni da eleggere. Veramente sarebbe stato opportuno e conveniente per lo Stato non intervenire sull'operato dei commissari. Lo Stato ha, deve avere i suoi organismi interni di controllo e di valutazione. Essi devono bastare per giudicare dell'operato ordinario. Se, poi, vi è un reato, chiunque ne abbia conoscenza, e non supponenza, ha il dovere di denunziarlo. Ma forse i nostri politici operano come i funzionari dell'Impero Romano al periodo della decadenza, i quali, con i barbari alle porte, preferivano celebrare i ludi circensi. In che maniera può giudicarsi chi pensa ai Grandi Avvenimenti, senza darsi preoccupazione dei veri problemi di Napoli e della Campania?. Noi, però, il nemico non lo abbiamo ad portas, ma dentro ed uccide, ogni giorno, senza alcun riguardo o timore. Vorremmo avere speranza e coraggio di rinascita ma come se i colpevoli sono tutti al loro posto? Come se le liste sono piene di candidati amici? Come se l'opposizione non presenta uomini nuovi, buoni, e programmi specifici per guarire i mali di Napoli ed estirpare la gramigna? Eppure è doveroso sperare e dare la propria opera per  tentare di ristabilire, nel piccolo mondo, proprio di chi non ha importanza agli occhi degli uomini, giustizia ed equità sociale.

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