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Articoli
Burocrazia (50)
Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce
imprenditori e proletari ( da "Corriere.it"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un ceto medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Roma capitale. Un'eredità che andava molto oltre l'elettorato missino, come si vide appunto nel '93.
Ricostruzione,
sindaci furibondi La Regione ci deve sostenere
( da "Citta'
di Salerno, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oggi, per la burocrazia, termina la fase dell'emergenza post-frana, ma, nei fatti, purtroppo, ancora molto resta da fare. Ieri mattina, presso l'aula consiliare, su impulso del sindaco Amilcare Mancusi, si è tenuta una riunione dei primi cittadini interessati dagli eventi del 1998.
Per
il Pd il Nord non è più tabù ( da "Italia Oggi"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel vostro programma avete lanciato loro proposte importanti su fisco, burocrazia, ammodernamento infrastrutturale del paese. Non c'è stato feeling? R. La nostra impresa, per usare un eufemismo, è proprio quella di continuare a parlare all'impresa. Noi abbiamo iniziato a farlo e non è vero che non siamo stati creduti, anzi, credo si sia rotta una diffidenza storica.
Le
guerre private non portano voti ( da "Tirreno, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove c'è turismo balneare che vive problemi di sicurezza, di una burocrazia troppo lenta, di concorrenza nazionale e internazionale, siamo in sofferenza". Così a Pisa il Pd vince "anche se dalle analisi dei flussi si coglie che parte della sinistra radicale ha votato per il centrodestra". E a Viareggio no.
Regioni
d'europa, illy non è più presidente resta l'incarico anti-burocrazia con
barroso ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: incarico anti-burocrazia con Barroso TRIESTE Dopo la debacle elettorale si chiude definitivamente l'"era" Illy anche a Strasburgo, dove l'ex governatore del Fvg era di casa, nella veste di presidente dell'Are, l'Assemblea delle regioni d'Europa. Ieri è stato infatti nominato il successore di Riccardo Illy alla guida dell'Are,
)
SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito... ) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genitori degli alunni della 1° B della Scuola Elementare G. Pascoli; una classe di 25 bambini seguiti da un'insegnante di ruolo in prova per quest'anno, che avrebbe dovuto accompagnarli fino alla quinta.
Arriva
l'ascensore dopo sedici anni ( da "Centro, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia deve fare il suo corso ma adesso tutti i documenti sono in regola", assicura il sindaco che, dopo il primo viaggio su e giù con l'ascensore accompagnato dall'assessore alla Manutenzione Ferdinando Di Giacomo e dal presidente del Consiglio comunale Valter Cozzi, parla di "giorno storico": "Sono felice perché vietare l'
Primo
Maggio: più reddito più sicurezza
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Taylor proponeva un'etica del lavoro non centrata sul criterio della soddisfazione per il lavoro ben fatto, ma sul vantaggio salariale derivante dalla sottomissione alla disciplina della macchina: la separazione tra il mondo interiore (disimpegnato) da quello esteriore (addomesticato) ha posto le basi di una frattura antropologica curiosamente condivisa anche dalla prospettiva
<Noi
una casta? Siamo i motori del cambiamento>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma quanto pesa la burocrazia di un organismo che, prodotto tipico della società di massa, è sottoposto al fuoco di fila non solo dell'antipolitica, ma anche dei soggetti più critici che già faticano a riconoscersi nelle istituzioni tradizionali? PETTENI "Ma in questi anni il sindacato ha presidiato il territorio, è stato vicino alla gente"
Pagina
X - Napoli D ite che dobbiamo tutti lavorare insieme per la cittadinanza ma,
intanto, io sto ... ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: torchiati da burocrazia e fisco ai quali spesso si aggiunge il pizzo, abbandonano il centrosinistra nei quartieri di periferia. Perché non c'è una politica che li tenga presenti con proposte credibili sia di liberalizzazione vera che di effettiva protezione sociale e civile e che sappia confrontarsi lì, ogni giorno,
Volcic:
quando putin salvò eltsin usando un filmato a luci rosse
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella difficoltà di emergere dai meandri di una burocrazia non benevola, Putin dimostra da subito una non comune capacità tattico-strategica. Se non fosse stato così sarebbe rimasto sul limitare di quell'incrocio che in un proverbio russo recita: se vai a sinistra sarai ucciso, se vai a destra ti attendono i banditi, se vai dritto sei finito.
Emozione
come a 15 anni ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la stessa voglia di cambiare quest'Italia imprigionata dalla burocrazia, dalla concorrenza sleale di chi evade il fisco e utilizza manodopera irregolare. Arriva la terza votazione. Il mio primo giorno finiscequi.Da domani, con l'elezione di Fini a presidente della Camera, si comincia finalmente a lavorare.
Consultorio
<bloccato>: c'è la firma ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio "Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente in difficoltà,
Alemanno,
esordio bipartisan Via a una <commissione Attali>
( da "Corriere
della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha portato indietro qualcosa.
Telefonata
( da "Corriere
della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento della burocrazia.
Alemanno
s'insedia: <Al lavoro senza pietà>
( da "Corriere
della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dare un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all'altro la criminalità,
NOVAFELTRIA
- Durante la recente campagna elettorale, discorrendo di politica in Alta
Valmar ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude il parlamentare del Carroccio - il presidente della prima Commissione della Camera sarà un leghista, allora l'iter sarà ancora più rapido". L'iniziativa ha preso in contropiede anche il Comitato per Unavalmarecchia unita in Emilia Romagna, evidentemente non consultato dall'
Il
Consorzio per la tutela l'oliva ascolana dop (sia frutto che ripiena) c'è,
presto ne ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è la burocrazia ministeriale. Il disagio è emerso ieri nel corso della presentazione del logo del Consorzio che è stato realizzato dal giovane ascolano Daniele Troiani, studente del quinto anno dell'istituto d'arte Licini il cui lavoro ha prevalso fra i 45 lavori preparati dagli studenti coordinati dalla professoressa Battistini.
Esportiamo
a Bari la meccatronica ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione.
L'Alto
Adige non seduce l'impresa ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va migliorato".
Le
imprese chiedono meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale.
Oneri
aggiuntivi per il trasporto rifiuti
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'
L'Africa
del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una delle
attrattività dell'area, oltre al basso costo della manodopera, è il basso
livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti,
della meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina
Burocrazia
snella in aiuto agli affari ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: meccanica ed elettromedicale Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil).
Il
Nord Africa attrae insediamenti industriali
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A tutte queste peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto: "Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".
La
ricetta vincente API: concretezza e impegno
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio,
Dopo
le parole, ci servono i fatti ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Auspicate decisioni rapide ed efficienti e la riduzione della burocrazia "Dopo le parole, ci servono i fatti" Saranno stabiliti temi e priorità all'interno del sistema Friuli Venezia Giulia I PRESIDENTI di ELENA DEL GIUDICE Declinare il "fare sistema", tradurlo in fatti. Fino a ieri era un invito, oggi è una realtà.
Bolletta
del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta di napoli
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bolletta del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta di Napoli Paradossi della burocrazia telefonica: nell'era delle fatture telematiche, di Internet e dei cellulari c'è ancora chi trova brutta sorprese a causa di una "bolletta pazza". Il "caso" vede come malcapitati protagonisti, stavolta, addirittura gli esponenti di un'intera categoria, quella dei tassisti goriziani.
Pesa
l'anno nero del granito ( da "Arena, L'"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una riduzione dei costi della burocrazia e delle tasse, anche locali, che gravano sulle nostre aziende rendendole sempre meno competitive e più appesantite rispetto alla concorrenza estera, e uno sforzo, anche economico, per evitare una forte riduzione della produzione e di conseguenza dell'occupazione.
Regione
Piemonte, esodo incentivato per i funzionari
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per le casse regionali)
Pmi,
San Marino a Napoli: Fate affari con noi
( da "Denaro,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia snella, regime di tassazione agevolata per le imprese, comparto manifatturiero di qualità con aziende di eccellenza in numerosi settori, insediamenti industriali in cui è possibile investire: sono alcuni dei vantaggi che la Repubblica di San Marino offre agli imprenditori campani che hanno intenzione di fare affari in questo territorio,
Online
i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito
( da "TgFin.it"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo
ORA
VIA I CAMPI ROM , LA SFIDA DI ALEMANNO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza regole no accoglienza I consigli di Berlusconi per snellire la burocrazia "Ora via i campi rom", la sfida di Alemanno ELENA ROMANAZZI Roma. Mettersi subito al lavoro "senza pietà" per cambiare Roma in fretta. Per il neosindaco della capitale, Gianni Alemanno, ieri è stato il giorno del trionfo alla Camera, dove si è recato a votare il "suo" presidente, Gianfranco Fini.
UNA
GUIDA IN SEI LINGUE PER FAVORIRE L'ACCOGLIENZA
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: orientarsi nella burocrazia. Durante la presentazione, ieri mattina nel Salone dei Marmi, l'assessore Ermanno Guerra ha definito la guida "un segnale di cultura sociale fondamentale, perché chiunque viene nella nostra città non si senta disorientato. Ma questo è anche un orgoglio per i nostri concittadini, perché dà il senso di una comunità che sa dare risposte a chi ha bisogno,
IL
SAN CARLO ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: assedio della burocrazia. E questo mi fa pensare che forse a Napoli bisognerebbe commissiarare tutto, sarebbe un modo per risolvere tanti problemi". Per il momento, comunque, i problemi che si stanno risolvendo sono quelli del teatro e il progetto che prevede la spesa di 50 milioni di euro in tre anni è in fase avanzata di progettazione.
AFRAGOLA,
UN ELETTORE SI PRESENTA CON UN CERTIFICATO NON SUO. SCATTA L'INCHIESTA,
SCOPERTA MARIJUANA NELLA STANZA DEL POLITICO PDL
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: una burocrazia estranea alla cultura del "favore": sono le piccole, grandi, normalità che Afragola cerca di riprendersi. E che una tranquilla campagna elettorale, dopo 30 mesi di commissariamento prefettizio, sembrava promettere. E invece un casuale "incidente", scoperto in uno dei 70 seggi elettorali, fa ripiombare la città nello sconforto del "
Edilizia
pubblica bloccata, quella privata si sta fermando
( da "Gazzettino,
Il (NordEst)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: faticano parecchio a reperire risorse per farsi una casa e la burocrazia soffocante spinge gli investitori all'estero. La crisi, insomma, avrà ripercussioni in tutta la provincia, se non si inverte la tendenza.Nonostante l'analisi poco promettente e il fatto che, per rimettersi in moto, il sistema degli appalti avrà bisogno di un paio d'anni, De Prà invita a non cedere al pessimismo.
<Troppe
norme, serve una tregua> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia e le costanti variazioni della normativa, sono un ostacolo allo sviluppo delle aziende?"Certamente. Una delle nostre pressanti richieste è quella di una "tregua normativa" per consentire una corretta previsione e applicazione delle norme.
Una
cabina dell'Enel blocca i lavori all'ex Gabar
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La società elettrica deve spostare la cabina che si trova dietro il Teatro studio e per ragioni di ordinaria burocrazia continua a posticiparne i tempi. E intanto la Rossi Costruzioni di Stanghella, che ha acquistato la parte del Comune per un valore di 4 milioni 750mila euro con un'offerta a trattativa privata risalente a marzo del 2006, non può iniziare a costruire.
Sernaglia
Il Piano di Sviluppo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, eccessivi adempimenti formali, limiti troppo rigidi. Queste le critiche di Comuni, imprenditori agricoli, associazioni di categoria. Con il risultato che il mondo agricolo si chiude sempre più in se stesso. Basti pensare che in tutto l'ambito regionale sono state presentate 33 manifestazioni di interesse da parte di vari Enti per i Progetti Integrati d'
LE
<MATRICOLE> ( da "Gazzettino, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ingresso nel palazzo e ridurre l'impatto con la burocrazia. Il neofita è vezzeggiato dai commessi ("Onorevole, di qua, prego"), condotto al piano nobile, registrato, fotografato, equipaggiato con un pacco di tessere, brochures informative e gadgets vari e spedito subito, via Transatlantico, nell'aula dove eserciterà il mandato.
Online
i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito
( da "TGCom"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo
Il
Pdl: "L'Uv senza di noi non va da nessuna parte"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Eddy Ottoz: "Libertà dalla burocrazia oppressiva, libertà di scegliere la scuola per i propri figli, libertà di sviluppare idee e progetti. Basta con il paradosso per cui in Valle il "silenzio-assenso" è diventato "silenzio-rifiuto"". Da ex unionista, Ottoz ha sparato alto: "Mandiamo l'Uv al ballottaggio.
L'albanese
Vjollca e i suoi figli da ieri sono cittadini italiani
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia. La famiglia Shamku vive nel Saluzzese dal 1993, quando Zenel arrivò chiamato da amici a Scarnafigi. Nel 1995 arrivarono anche moglie e figli. Poi il trasferimento a Saluzzo. Per ottenere la cittadinanza italiana occorrono dieci anni di residenza anagrafica, un lavoro, la fedina penale "pulita" e la richiesta va inoltrata direttamente al Presidente della Repubblica.
CAMERA:
( da "Padania,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia, ma non che si perda tempo così. Siamo qui per lavorare, abbiamo voglia di lavorare e di cambiare le cose", scalpita il milanese Matteo Salvini. E la novarese Maria Piera Pastore conferma: "Vogliamo partire subito con il lavoro, in aula e nelle commissioni, per dare il prima possibile quelle risposte che la gente attende su temi quali il federalismo e la sicurezza"
Basiglio,
nonostante le testimonianze sul disegno osè i bambini sono ancora in comunità
( da "Blogosfere"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia rende le cose molto più macchinose. La perizia calligrafica dovrebbe essere depositata tra una quindicina di giorni e non è ancora stato nominato uno psicologo (dopo un mese e mezzo dall'allontanamento). Senza contare che la Corte d'appello non si è ancora pronunciata sul ricorso presentato dal legale.
L'amianto
terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia blocca il Comune Mercoledí 30.04.2008 19:00 --> Tale stato di cose non è certo attribuibile all'attuale Giunta comunale (che dichiara la massima attenzione su questo tema, e neanche alla precedente. Sta di fatto però che il problema esiste, ed essendo piuttosto grave richiede una soluzione quanto più rapida possibile.
L'amianto
terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune
( da "Affari
Italiani (Online)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Elenchi
dei redditi di tutti i contribuenti italiani
( da "TGCom"
del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo
Via
Roma, 3 anni per rifare le facciate
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma abbiamo pensato anche allo snellimento della burocrazia, esenzione di alcune tasse come l'occupazione suolo pubblico e riduzione dell'Ici per alcuni anni. Così si renderà l'intervento conveniente. Il Comune ha deciso di intervenire dopo che ha già fatto la sua parte: il municipio, palazzo San Giovanni, il conservatorio e palazzo Lovera, tutti di proprietà comunale,
( da "Corriere.it" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gli errori del
centrosinistra che ha inistito sulla pregiudiziale antifascista Gianni, l'uomo
della nuova destra che unisce imprenditori e proletari Scettico sulla svolta di
Fini, ha coltivato l'ala "sociale". E da ministro ha pescato anche a
sinistra Se è diventato amico di Carlin Petrini leader gastronomo della
sinistra, senza smettere il ricordo dell'amico di gioventù ammazzato dagli
estremisti di sinistra. Se oggi lo festeggiano i tassisti irriducibili, e
Montesano ex eurodeputato Ds; se l'hanno votato le grandi famiglie già papaline
quindi democristiane infine rutelliane, e le classi popolari rimaste in città,
allora Gianni Alemanno non è più da molto tempo il "picchiatore", il
"camerata", l'avanguardia della "marea nera" annunciata da
qualche suo coetaneo del fronte avverso. Ieri, in una giornata non meno storica
del 13 aprile, il cerchio aperto nel '93 si è chiuso. Allora fu Fini a sfiorare
la vittoria contro Rutelli. Adesso a batterlo è l'uomo che più ha faticato a
seguire Fini nella marcia verso il centro, che per cinque anni è stato al
governo quasi come capo di una corrente alternativa, che a lungo ha diviso con
Storace la guida di una "destra sociale" sospettata di velleità
neocorporative, ma che ora dimostra come la destra nuova sappia convincere la
maggioranza dei romani, reduci da una lunga stagione non priva di successi ma
associata al cliché eterno della mediazione, dei circoli, dei salotti
interclassisti, delle relazioni privilegiate. Così le grida dell'ultima ora
contro "l'uomo nero" non hanno influenzato il voto più di quanto
avrebbe fatto anni fa una campagna contro D'Alema "lanciatore di
molotov"; come l'insistenza maliziosa sul matrimonio di Alemanno con la
figlia di Pino Rauti non ha mosso l'umore dell'elettorato più di un attacco da
destra a Pietro Ingrao, per citare un altro "grande vecchio"
sconfitto dalla storia e dal crollo delle ideologie ma a cui è giustamente
riconosciuto un onore delle armi ad altri negato, almeno sinora. Questo non
significa che al ballottaggio esca sconfitto anche l'antifascismo, valore
importante pure nella capitale; ma che proprio per questo non andava svilito e
strumentalizzato in una maniera che si è rivelata non solo inelegante ma,
forse, controproducente. La vittoria di Alemanno (e di Fini, che l'aveva
prevista così come alla vigilia del 13 aprile aveva anticipato che la Fiamma di
Storace si sarebbe fermata al 2%) dimostra che, come al Nord la Lega tiene le
chiavi dell'identità e della rappresentanza, così a Roma la destra ha il polso
dell'anima profonda della città, dalle borgate ai quartieri piccoloborghesi, e
sa coniugarla in sintonia con quelli che un tempo avrebbe definito
polemicamente i "poteri forti" della capitale, dalle gerarchie
vaticane ai costruttori; poteri in parte persuasi da tempo, in parte rapidi nel
riallineamento. Le ragioni e la natura di questo passaggio storico sono tutte
nella biografia del nuovo sindaco. Un uomo capace di cambiare anche
radicalmente, senza abiure spettacolari, senza conversioni pubbliche, senza
rinnegare il proprio passato. Alemanno, pugliese d'origine (padre di Lecce,
madre di Gallipoli), cresce in una Roma che coltiva una memoria del fascismo
fatalmente diversa da quella del Nord operaio, che certo non rimpiange le leggi
razziali e l'occupazione ma neppure dimentica il lascito del regime: una nuova
urbanistica, grandi edifici dal Foro Italico all'università, grandi ospedali
come il San Camillo e il Forlanini; un ceto medio
impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un
hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle
forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Roma capitale.
Un'eredità che andava molto oltre l'elettorato missino, come si vide appunto
nel '93. La storia di Alemanno è l'adesione sofferta, anche se via via
più convinta, al nuovo corso di Fini, avvenuta senza perdere neppure uno dei
voti (quelli di Storace sono rientrati tutti al ballottaggio) di un blocco
sociale storico, che si è andato evolvendo assieme alla destra. E allora i
vecchi militanti e i giovani, i parastatali, i tifosi delle curve (compresa
quella romanista), i cultori dei morti degli Anni Settanta celebrati da
manifesti, fiori, scritte sui muri, i piccoloborghesi di piazza Bologna e
piazza Tuscolo, i nuovi proletari delle borgate, in una parola le classi
popolari che nell'apparente indifferenza della sinistra stanno pagando il
prezzo dell'immigrazione, sia in termini di sicurezza che di concorrenza sul
mercato del lavoro. Ai sostenitori del '93, Alemanno ha saputo aggiungerne
altri, infastiditi o semplicemente stanchi del Quindicennio, con lo stesso
lavoro di apertura e tessitura che l'ha portato a diventare un ministro
apprezzato anche dall'opposizione, e a costruire rapporti di stima con
personaggi molto lontani dal recinto della vecchia destra, da Luca di
Montezemolo ai viticoltori piemontesi, da Giuseppe De Rita agli agricoltori
emiliani preoccupati dall'espansione degli ogm. Tutto questo non poteva essere
ridotto a una croce celtica per quanto non rinnegata e anzi mostrata sia pure
con sofferenza alla tv, in ricordo dell'amico ucciso Paolo Di Nella , né andava
confuso con il folklore. Rispolverare l'armamentario quello sì sempre uguale,
ammiccare al fascista sul Campidoglio si è rivelato un errore strategico. La
lezione di Roma è semmai quella contraria: dopo il lungo periodo in cui la
capitale è stata governata prima da uomini del Pci, compreso quel Luigi
Petroselli indicato da destra come il miglior sindaco dai tempi di Ernesto
Nathan, poi da giunte in cui gli ex comunisti avevano un peso determinante, ora
la maggioranza cambia di segno e premia un esponente del fronte opposto ma non
per questo escluso dalla legittimazione e dall'alternanza. E chi oggi parlasse
di "seconda marcia di Roma" non coltiverebbe l'indignazione,
preparerebbe la prossima sconfitta. Aldo Cazzullo stampa |.
( da "Citta' di Salerno, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ricostruzione,
sindaci furibondi "La Regione ci deve sostenere" " SARNO. Oggi, per la burocrazia, termina la fase dell'emergenza post-frana, ma, nei fatti,
purtroppo, ancora molto resta da fare. Ieri mattina, presso l'aula consiliare,
su impulso del sindaco Amilcare Mancusi, si è tenuta una riunione dei primi
cittadini interessati dagli eventi del 1998. Oltre a Mancusi, c'erano
Ferdinando Albano, sindaco di Bracigliano, Sabatino Tenore, sindaco di Siano, e
Liberato Santaniello, sindaco di Quindici. " I presenti, all'unisono,
rifiutano la fine del commissariato per l'emergenza idrogeologica. Chiedono
tutti, a gran voce, una proroga almeno fino alla fine dell'anno perché non è
stato programmato il passaggio dalla fase straordinaria a quella ordinaria,
nella quale tutte le competenze in materia passano ai singoli comuni. "
L'atto d'accusa non è diretto tanto nei confronti dei tecnici, che, comunque,
hanno evidenziato ritardi nella progettazione su tutti i territori, quanto
piuttosto nei confronti della politica sulla ricostruzione. " Nel mirino,
così, finiscono Bassolino e gli assessori regionali all'Ambiente, succedutisi
in questi anni, che hanno fatto trascorrere inutilmente del tempo senza
delineare con precisione cosa accadrá dopo la scadenza proclamata. " La
paventata Agenzia per la difesa del suolo (Arcadis), che doveva ereditare il
ruolo della struttura commissariale, sarebbe stata bloccata ancor prima di nascere
più per accanimento politico che per motivazioni tecniche. " Allora, i
sindaci non ci stanno e denunciano un corto circuito nel dialogo tra i
cittadini, i comuni e la Regione con il Commissariato. " Amilcare Mancusi
dichiara: "La struttura comunale non è in grado di far fronte anche a
questi compiti. Ci devono spiegare chi si occuperá della manutenzione delle
opere realizzate, del completamento di quanto ancora c'è da fare e con quale
personale e risorse. La proroga è necessaria per organizzare tutto questo. Chiedo
che ciascun sindaco venga nominato sub commissario per avere poteri decisionali
e di gestione diretta sulla ricostruzione. Ad oggi, subiamo le lamentele dei
cittadini e, se ce ne facciamo portavoce, non abbiamo risposte chiare. Oltre a
darci le responsabilitá, ci devono trasferire anche le risorse e i poteri
straordinari". " Ferdinando Albano continua: "A Bracigliano,
siamo in forte ritardo. Tutto è rimasto come dieci anni fa. La linea rossa, che
senza le opere non può essere arretrata, ha depresso l'economia locale. Avevamo
trenta ditte edili, ne sono rimaste sei. Perdiamo finanziamenti per appalti
pubblici perché non si può edificare. Senza le opere, l'emergenza non è
finita". " Sabatino Tenore conclude: "Il problema non è la
sopravvivenza della struttura commissariale, ma l'utilizzo delle leggi speciali
connesse all'emergenza". " Poi continua: "Se tutto passa nel
regime ordinario, ci vorranno ancora anni per completare tutto con espropri,
appalti e progettazioni. Perciò, il problema è politico perché manca un
progetto complessivo sulla futura gestione delle ultime fasi e su questo
vogliamo risposte". Questo il quadro, a dieci anni dalla frana. " Una
situazione difficile che rende in alcuni dei centri colpiti dalla calamitá la
situazione oggettivamente molto difficile, di una grande complessitá. Ora si
tratta soprattutto di vedere come risponderanno a questa situazione gli
organismi preposti a livello soprattutto regionale ma anche quelli di carattere
nazionale. Gaetano Ferrentino.
( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 103, pag. 15 del 30/4/2008
Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF Il
neodeputato Andrea Martella: serve il consenso delle imprese per la sfida della
modernizzazione Per il Pd il Nord non è più tabù Costruire un partito di
ispirazione profondamente federalista Forse il morale è a terra, ma lo spirito
resta battagliero. Il Partito democratico e i suoi parlamentari fanno fatica a
mandare giù il rospo della sconfitta targata Rutelli a Roma. Un uno-due, dopo i
risultati del 13 e 14 aprile, che stenderebbe chiunque. Non però gli eletti
dell'operoso Nordest, voglia di lavorare e alcune poltrone da sindaco portate a
casa nelle tane leghiste: per dire, Vicenza, Sondrio, Udine. "Il Partito
democratico ha imboccato una strada che si è rivelata più difficile del previsto",
spiega Andrea Martella, neodeputato eletto in Veneto, "ma i risultati
positivi in alcune città feudo della Lega dimostrano che il Nord non è un tabù.
Ora", aggiunge, "dobbiamo radicarci nel territorio, lavorare alla
nostra organizzazione, innovare la proposta politica e la classe
dirigente". Domanda. Roma, intanto, è caduta, non è che sia un bel
segnale. Che ne pensa? Risposta. Rutelli ha fatto una battaglia generosa. Ma
sono prevalsi alcuni fattori al momento determinanti: la voglia di cambiamento,
l'allarme sicurezza che la destra ha saputo interpretare e l'ondata di ritorno
della vittoria del Popolo della libertà alle politiche. Dopodiché non
dimentichiamo che il Pd a Roma solo quindici giorni fa ha ottenuto il 41% dei
suffragi. D. Al Nord però il Pd fa fatica. Come mai? R. Questo non è esatto,
anzi guardando i risultati delle amministrative, si scopre che città come
Udine, Sondrio e Vicenza sono state conquistate inaspettatamente dal Pd. Questo
dimostra che anche al Nord si può vincere. D. Ammetterà che c'è da lavorare. R.
Ci mancherebbe altro. Nessuno vuole negare la situazione e il grande impegno
che ci aspetta nel futuro. Annoto solo che laddove si issano bandiere di
inespugnabilità da parte della Lega e del Pdl, si riscontrano invece segnali positivi.
Nel Nordest e nel Veneto in alcune realtà territoriali il Pd è il primo
partito. Significa che è crollato quel muro di incomunicabilità che c'era tra
il centro-sinistra e la parte produttiva del paese. Da qui dobbiamo
ricominciare. D. Artigianato, piccola impresa, lavoro autonomo. Sono il tessuto
connettivo della testa dello Stivale. Nel vostro programma
avete lanciato loro proposte importanti su fisco, burocrazia, ammodernamento infrastrutturale del paese. Non c'è stato
feeling? R. La nostra impresa, per usare un eufemismo, è proprio quella di
continuare a parlare all'impresa. Noi abbiamo iniziato a farlo e non è vero che
non siamo stati creduti, anzi, credo si sia rotta una diffidenza storica.
Ora bisogna continuare. D. Come? R. Radicandoci nel territorio, ad esempio. D.
Con un Pd del Nord? R. Ma no. Costruendo un partito di ispirazione
profondamente federalista. E poi offrendo una proposta politica innovativa e
rinnovando la classe dirigente. Dobbiamo dar vita a un gruppo dirigente nuovo,
riconoscibile ed efficiente. D. Basta? R. No. Serve un possente lavoro sul
piano culturale per affrontare le sfide della società contemporanea. Noi
dobbiamo rivolgerci al mondo del lavoro dipendente, al lavoro autonomo e alle
imprese chiedendo consenso per portare a termine una svolta epocale nel nostro
paese: la sfida della modernizzazione. D. Stavolta "si può fare"? R.
Senza alcun dubbio. Il Pd e il suo leader Walter Veltroni hanno messo in campo
una rivoluzione nel sistema politico italiano candidandosi da soli alle
elezioni. Una scelta che ha semplificato in modo straordinario quel tanto
vituperato teatrino della politica consegnandoci un parlamento con pochi gruppi
parlamentari e in grado finalmente di decidere. In queste ore tutti lo
dimenticano, ma siamo stati noi ad averlo fatto offrendo grandi benefici al
paese. Se non ci fosse stata questa scelta probabilmente l'esisto elettorale
del centro-sinistra sarebbe stato peggiore. è da questo coraggio che dobbiamo
ripartire dimostrando con i fatti agli italiani che siamo in grado di andare
nella sola direzione di cui l'Italia ha bisogno: una straordinaria
modernizzazione e una nuova politica votata solo all'interesse del paese.
( da "Tirreno, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Claudio Figaia
"Le guerre private non portano voti" Manciulli s'arrabbia: dalle
Apuane alla Versilia, stop ai personalismi Il segretario regionale allarga l'autocritica:
in alcune zone abbiamo difficoltà a seguire le dinamiche sociali MASSA. Non è
un paese tranquillo il nord della Toscana. Qui - a sinistra - si litiga senza
risparmio, ci si divide, ci si scontra fra compagni e amici; senza esclusione
di colpi. Convinti che, tanto poi, alle elezioni si vince. Comunque. Una danza
sull'orlo del burrone in cui, ogni tanto, qualcuno precipita. Come Andrea
Palestini a Viareggio, il candidato del Pd stracciato al ballottaggio da Luca
Lunardini del Pd:
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo la mancata
rielezione in Fvg, all'Are al suo posto subentra la francese Michele Sabban Regioni
d'Europa, Illy non è più presidente Resta l'incarico anti-burocrazia con Barroso TRIESTE Dopo la
debacle elettorale si chiude definitivamente l'"era" Illy anche a
Strasburgo, dove l'ex governatore del Fvg era di casa, nella veste di
presidente dell'Are, l'Assemblea delle regioni d'Europa. Ieri è stato infatti
nominato il successore di Riccardo Illy alla guida dell'Are,
"casa" di 260 realtà regionali del Vecchio continente. Si tratta
della francese Michele Sabban, vicepresidente della regione dell'Ile de France.
Nessuna novità, invece, sull'altro fronte europeo dell'ex governatore, quello
che lo vede componente dell'High level group, il team di esperti con il compito
di studiare i tagli all'euroburocrazia. Proprio per
partecipare a una riunione di questo gruppo nominato dal presidente della
Commissione Ue José Manuel Barroso, Illy aveva trascorso a Bruxelles il giorno
dello spoglio delle schede elettorali. Per questo incarico non esistono
scadenze. Illy per il momento rimane quindi uno degli esperti chiamati a
raccolta da Barroso. Diversa la situazione all'Are: lo statuto prevede che
quando un presidente perde il suo mandato alla guida di una regione, è uno dei
vicepresidenti a doverlo sostituire fino a nuova nomina. La Sabban rimarrà in
carica fino alla prossima assemblea generale, in novembre (quando sarebbe
scaduto il secondo mandato di Illy). Michele Sabban ha affermato di essere
"dispiaciuta che Illy abbia lasciato la presidenza, alla quale ha portato
una nuova importante dimensione" e ha detto di voler "proseguire
nell'attività svolta dal predecessore". Illy aveva puntato sul
trasferimento di maggiori competenze alle Regioni. Concetto ribadito lo scorso
novembre, quando a Udine si era tenuta l'Assemblea delle regioni d'Europa, alla
presenza di Barroso. Un'altra proposta era quella di creare una polizia
federale europea, che si occupasse del controllo delle frontiere, di
immigrazione clandestina e droga. "I progetti messi in cantiere da Illy
continueranno anche nei prossimi anni - sottolinea l'ex assessore alle
Autonomie locali Franco Iacop -. Ha dato grande impulso all'attività dell'Are:
ha inaugurato la nuova sede di Strasburgo, e quelle di Bruxelles e in Romania.
Ha puntato sulla comunicazione, avviando il sito Internet dell'Are. Grazie a
lui si è associato il 10% di regioni in più". e.c.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA pag. 28 ) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito... ) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini
SIAMO i genitori degli alunni della 1° B della Scuola Elementare G. Pascoli;
una classe di 25 bambini seguiti da un'insegnante di ruolo in prova per
quest'anno, che avrebbe dovuto accompagnarli fino alla quinta. La nostra
brava maestra è riuscita fin da subito a creare un rapporto di rispetto ed
amicizia con i suoi alunni, nonostante ciò l'anno prossimo dovrà lasciare la
classe perché è stata scalzata dall'ennesima graduatoria. Ogni anno noi
genitori partecipiamo a tante riunioni per avere chiarimenti su programmi e
metodologie di studio che seguiranno i nostri figli, ma soprattutto per creare
un rapporto di fiducia con le insegnanti a cui sono affidati. Ancora una volta
invece la burocrazia risulta più importante
dell'apprendimento e della crescita dei nostri figli. Aspettiamo quindi
l'arrivo di una nuova maestra che probabilmente non si fermerà a lungo perché
altre graduatorie mineranno il percorso formativo dei nostri figli e di tanti
bravi insegnanti. I genitori degli alunni della 1° B - G. Pascoli ) PARCO CELSO
STROCCHI Un parco bellissimo, ma senza bagni pubblici SONO un agricoltore di 57
anni. circa un anno fa da via vicoli e via foscolo è stato inaugurato il nuovo
parco 'Celso Strocchi'. E' un bellissimo parco per i bambini, per i ragazzi e
per gli anziani. E' stata una bella opera fatta dal comune di Ravenna, ma....
C'è solo una cosa che manca: sono i servizi igienici. Io tante volte nelle sere
d'estate vado là a passeggiare e ho notato che, in mancanza dei bagni pubblici,
la gente fa i propri bisogni dove capita. Spero che i servizi igienici vengano
costruiti al più presto, per non trasformare questo bellissimo parco in una
porcheria. Sergio Donati San Marco Ravenna ) PUNTA MARINA TERME Un habitat
ideale per la 'zanzara tigre' A PUNTA MARINA Terme c'è il pericolo Chikungunya.
Non c'è da augurarsi che succeda, ma le condizioni ambientali che favoriscono
epidemie tropicali ci sono tutte. In zona esistono orti abusivi su terreno
pubblico, dove decine di bidoni, più o meno pieni d'acqua, più o meno coperti,
fanno da perfetto habitat per le zanzare tigre.Non si può disinfestare, visto
che la zona è stata recintata non si sa da chi. Nonostante l'allarme attivato
da Comune e Regione, e dopo quello che è accaduto la scorsa estate in località
vicine, qui resta tutto come sempre, sotto il sole. Luca Gramellini Punta
Marina Terme.
( da "Centro, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Palazzo Baldoni,
polizia municipale ancora vietata ai disabili: "Il muro sarà
abbattuto" Arriva l'ascensore dopo sedici anni MONTESILVANO. Ci sono
voluti sedici anni per permettere ai disabili di accedere al secondo piano del
palazzo della cultura e dei servizi dedicato al reporter Enzo Baldoni. Ieri è
stato il giorno dell'inaugurazione (nelle foto) ma, dopo sedici anni, l'opera
non è stata ancora completata. Perché un muro sbarra l'accesso alla sede della
polizia municipale che, raggiungibile soltanto con le scale, resta vietata ai
disabili. Il sindaco Pasquale Cordoma lo sa e annuncia: "Quel muro sarà
abbattuto". Intanto, il palazzo degli uffici comunali è ancora privo del
certificato di agibilità: "La burocrazia deve fare il suo corso ma
adesso tutti i documenti sono in regola", assicura il sindaco che, dopo il
primo viaggio su e giù con l'ascensore accompagnato dall'assessore alla
Manutenzione Ferdinando Di Giacomo e dal presidente del Consiglio comunale
Valter Cozzi, parla di "giorno storico": "Sono felice perché
vietare l'accesso ai disabili a un palazzo comunale non sta né in cielo
né in terra". L'ascensore, dalla portata di 630 chiligrommi per otto
persone, è costato 15mila euro e consente di raggiungere gli uffici Tarsu, Ici,
elettorale, urbanistico e la sala polivalente: "Soldi ben spesi",
osserva il sindaco che annuncia il prossimo passo e cioè "realizzare una
rampa anche al palazzo di città perché il montacarichi all'ingresso si rompe
sempre e non garantisce ai disabili l'accesso". (p.l.).
( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Ravenna la
manifestazione sindacale Nell'87 tredici morti sulla nave in cantiere
Dell'attuale realtà del lavoro viene posta in evidenza soprattutto la precarietà.
Essa è vista come una naturale conseguenza dell'esigenza di flessibilità
dell'impresa governata dal criterio della massima redditività nel breve tempo.
A ben vedere, il problema della precarietà (e meglio dell'incertezza) riguarda
soprattutto la fase di ingresso nel mondo del lavoro, mentre più avanti
l'impresa desidera perlopiù "fidelizzare" il personale necessario al
suo business, nel momento in cui il personale dotato di competenza mira a
diventare lavoratore autonomo al fine di meglio capitalizzare la propria
preparazione. Dunque, la precarietà vera riguarda due categorie: innanzitutto i
giovani che intendono entrare in un mondo del lavoro sempre più complesso e
bisognoso di "accreditamenti" che vanno bene aldilà del titolo di
studio e richiedono esperienza, o perlomeno caratteristiche piuttosto esigenti
quali impegno, lavoro cooperativo, desiderio di apprendere continuamente. In
secondo luogo vi sono i precari cronici composti da persone con titolo di
studio con scarso appeal, soggetti in difficoltà per motivi personali o
sociali, persone impegnate in particolari settori, tra cui vanno segnalati non
solo i call center, ma anche il mondo della comunicazione che vede un numero
rilevante di precari che tendono ad accettare anche piccoli incarichi pur di
"fare esperienza" o comunque mettersi in evidenza. Una posizione
particolare è quella dei precari della scuola, persone che insegnano magari per
10 anni, ma non hanno l'abilitazione per insegnare? LE TRASFORMAZIONI DEL
LAVORO Non è facile dare una definizione del lavoro oggi, anche perché, dopo la
grande utopia del lavoro dei secoli scorsi (Locke, Hegel, Marx), gli studiosi
tendono a mettere in evidenza soprattutto gli aspetti critici rispetto a quelli
legati alle nuove opportunità. L'attuale realtà del lavoro vede il superamento
del lavoro meccanizzato tipico dell'organizzazione scientifica proposta da
Taylor e concretizzata nella catena di montaggio, ma anche nelle mega strutture
della burocrazia. Taylor proponeva
un'etica del lavoro non centrata sul criterio della soddisfazione per il lavoro
ben fatto, ma sul vantaggio salariale derivante dalla sottomissione alla
disciplina della macchina: la separazione tra il mondo interiore (disimpegnato)
da quello esteriore (addomesticato) ha posto le basi di una frattura
antropologica curiosamente condivisa anche dalla prospettiva socialista.
Max Weber ha posto invece in luce il principio di razionalità strumentale, con
cui intendeva il dominio in economia di un pensiero basato esclusivamente sul
calcolo e sull'efficienza. Ha spiegato come la società industriale abbia
distrutto molti modi di pensare e di lavorare tipici della società
tradizionale, ma ha voluto vedere nella società moderna solo ciò che è calcolo,
materialità. La grande rivoluzione tecnologica basata sulla microelettronica e
sulla telematica, piuttosto che creare una disoccupazione di massa e - come
qualcuno ha sostenuto - la fine dello stesso lavoro, ha liberato la gran parte
delle persone dal lavoro di routine ed ha dischiuso un nuovo mondo fatto di
terziario e di lavori che richiedono impegno e professionalità. MENO GARANZIE,
REGNA L'INCERTEZZA Una riflessione interessante riguarda la crisi dell'identità
del lavoro a causa dell'incertezza: il disimpegno tra capitale e lavoro, esito
della sostituzione del capitalismo familiare con quello finanziario, porta ad
una generale incertezza, e quindi vulnerabilità del lavoratore. Il lavoro che
nell'era industriale era sì alienato, ma fonte di garanzie e luogo di
solidarietà, ora è reso alla stregua di un campeggio: l'esigenza generale di
flessibilità produce assenza di punti di riferimento ed impedisce la formazione
di identità solide e stabili. Inoltre, si sostiene che i lavoratori si sono
fatti a loro volta consumatori in grado di accedere anche a categorie di beni
che un tempo venivano definiti "voluttuari" e che oggi sono possibili
- ed in qualche modo obbligati - dai costumi del nostro tempo. In tal modo la
loro identità è definita non tanto dal lavoro, quanto dalla possibilità di
scegliere il bene o il servizio ritenuto più appropriato alla propria
espressione soggettiva. In una frase, sono passati dall'etica del lavoro
all'estetica dei consumi. Uno degli aspetti strutturali della cultura del
lavoro nel nostro Paese è costituito, purtroppo, dalla particolare incapacità
nel garantire il rispetto delle regole viste sempre come un limite che
impedisce l'espressione della libertà economica e personale. Ciò avviene ai
vari livelli: dirigenziali, intermedi ma anche esecutivi. Questo aspetto
costituisce in buona parte la causa dell'elevato livello di incidenti sul
lavoro, che spesso sono il tragico esito di una incapacità collettiva nel
garantire procedure di sicurezza. Infine va segnalato come la crescita dei
servizi e della terziarizzazione fa emergere un'etica dell'alterità: la
persona, coinvolta sempre più in una rete di relazioni sia interne sia esterne
alla propria organizzazione, non è più consegnata ad un ufficio rinchiuso ma è
chiamata a coinvolgersi nel rapporto con gli altri e così facendo mette in gioco
i propri talenti attraverso un vero e proprio servizio. Le altre persone
emergono come volti umani che manifestano una richiesta da cui si genera una
relazione che a sua volta implica un coinvolgimento ed una responsabilità.
L'alterità è un'altra dimensione emergente dal lavoro di oggi, che in questo
modo è anche occasione per la creazione di socialità. Dario Nicoli.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Noi una casta?
Siamo i motori del cambiamento" Petteni, Laini e Cicerone sul futuro del
sindacato "Nell'autonomia dalla politica la risorsa per il
territorio" Quest'anno la Festa del Lavoro del Primo Maggio è più che mai
per Cgil, Cisl e Uil l'occasione per chiedere più reddito e più sicurezza sul
lavoro. A Bergamo è prevista la tradizionale manifestazione con il corteo -
aperto dai monaci tibetani - che si snoderà a partire dal piazzale della
stazione per le vie del centro. Alle 11 è previsto il comizio in piazza
Vittorio Veneto, dove prenderà la parola Antonio Foccillo, segretario
confederale nazionale della Uil a nome di tutte e tre le sigle sindacali. A seguire,
è in programma lo spettacolo musicale della Banda Putiferio dal titolo
"Attenzione uscita operai", con la presentazione di un cd-libro sul
mondo del lavoro. Ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Laini,
Gigi Petteni e Marco Tullio Cicerone abbiamo chiesto di ragionare sul ruolo del
sindacato e sulle prospettive future della concertazione. Alla luce anche dei
risultati elettorali e delle polemiche che accompagnano, ogni anno, la
celebrazione della festa del lavoro. "Sarà il Primo Maggio più difficile
degli ultimi quindici anni" titolava il Corriere della Sera lunedì. Che
cosa sta succedendo al sindacato? Qualcuno parla di terremoto in arrivo...
LAINI "Non sono d'accordo con questa lettura della situazione. Abbiamo
avuto Primo Maggio molto più complicati, anche segnati in maniera molto
negativa dalla politica o dalla crisi occupazionale. Quest'anno l'affrontiamo
molto più serenamente. I titoli sul sindacato-casta e altri attacchi mediatici
fanno parte di un quadro che ha accompagnato regolarmente le ultime feste del
lavoro". PETTENI "Non siamo così in difficoltà come è stato
presentato. E non abbiamo un passato di cui vergognarci. Penso che questo sia
un Primo Maggio di svolta e di speranza e la sfida che ci viene chiesta sta
tutta qui. C'è chi ci vede ancora come una corporazione, ma noi vogliamo
difendere gli interessi dei lavoratori dentro una visione generale". Non
avvertite quindi una crisi di consenso tra i lavoratori? LAINI "Veniamo
dalla consultazione di luglio, dove abbiamo ottenuto l'80% dei consensi: non
siamo noi ad avere perso le elezioni. Il nostro rapporto con i lavoratori è
saldo. E mai come in questo momento Cgil, Cisl e Uil sono vicine ad una
piattaforma di gestione unitaria dei temi sindacali". CICERONE "Il
sindacato, a differenza della politica, vive quotidianamente nel rapporto con
la gente. Non è una casta". PETTENI "Dobbiamo però cambiare qualcosa
anche al nostro interno. Andare una volta ogni quattro anni, quando facciamo il
congresso, a chiedere la fiducia e poi esercitarla per mandato... Penso che
serva qualcosa di intermedio, senza diventare per forza assembleari. Occorre
riuscire a produrre un cambiamento che abbia in sé elementi più forti di
partecipazione. Dobbiamo far contare di più i nostri soci: più protagonismo a loro
per creare un protagonismo più diffuso nella società. Sarebbe straordinario
mettere in campo queste proposte condivise". La neopresidente di
Confindustria Emma Marcegaglia ha rilanciato immediatamente sulla riforma delle
relazioni industriali. A che punto è l'intesa sulla contrattazione
territoriale? CICERONE "È una scelta che dobbiamo affrontare da troppo
tempo. Le elezioni hanno dato un segnale forte nel segno del federalismo. E
qualificare meglio il livello di contrattazione dal livello nazionale a quello
territoriale risponde in maniera specifica a queste richieste di
federalismo". PETTENI "Su questo tema abbiamo fatto bene a creare
tutte le condizioni per arrivare a una proposta fortemente condivisa".
LAINI "Io sono ottimista. Anche la Cgil spinge perché questa operazione di
revisione del modello contrattuale sia fatta in fretta. Ci concepiamo come una
risorsa per il territorio oltre che per i lavoratori, che sono interesse
principale della nostra missione. Siamo un sindacato bergamasco, lombardo. Voglio
dire che abbiamo caricato, pur nella debolezza dei riferimenti normativi, una
soggettività territoriale importante". Il modello Bergamo funziona quindi?
È esportabile? PETTENI "Ogni giorno nella Bergamasca facciamo
contrattazione territoriale. L'abbiamo fatta, in questi anni di profonda
trasformazione, molto in difesa. Abbiamo ora bisogno di una contrattazione che
abbia lo scopo di distribuire meglio le risorse, perché anche in questo
territorio c'è una sofferenza di redditi. Per usare una metafora calcistica,
attualmente la contrattazione territoriale arriva fino a centrocampo, vogliamo
estenderla a tutto campo. Ma ribadisco che in questi anni il sindacato si è
sporcato le mani e lo ha fatto in modo unitario, mettendo in campo proposte e
iniziative. E questo lo dico anche in ragione di alcune prediche fuori luogo
che abbiamo ricevuto dalla controparte, dal mondo delle imprese locali, e
intendo quello organizzato, non gli imprenditori". Confindustria? PETTENI
"In particolare". LAINI "Allargare gli spazi di contrattazione
sul territorio è vitale anche per affrontare temi di qualità. Senza rinunciare
a niente del Contratto nazionale, spostare certi temi dal centro alla
periferia, nei luoghi di lavoro, è assolutamente vitale". CICERONE "A
Bergamo siamo stati fortemente innovativi: la Cassa integrazione in deroga è
partita da qui, siamo una delle poche province che è riuscita a sviluppare
politiche attive per il lavoro, siamo riusciti a mettere in piedi un
osservatorio del mercato del lavoro che ci consente di leggere come un'unica
voce i dati per avere un'omogeneità di lettura delle situazioni". Il
sindacato è il motore del cambiamento? PETTENI "Non tutte le strade
portano a Roma. E a questo proposito domani saremo in piazza portando qualcosa
del lavoro fatto in questi anni. Siamo pronti infatti per un'iniziativa che si
chiamerà "Diritti al cambiamento" e sarà presentata ufficialmente il
prossimo 20 maggio. Metteremo in campo una serie di proposte, l'idea è quella
di aggiornare un documento che abbiamo fatto nel 2004 con le priorità di
carattere territoriale: quattro anni sono un tempo ragionevole per introdurre
correttivi di analisi, rivedere cose che sono successe. C'è il tema del
manifatturiero, certo, ma non solo. Per fortuna si aggiungono anche altri elementi,
penso ad esempio allo sviluppo del terziario, a quello che sta nascendo a San
Pellegrino. Il nostro Primo Maggio a Bergamo è anche questo: cambiare per
crescere". LAINI "Siamo costretti ad evocare il cambiamento. Mi
spiego: abbiamo una vocazione al manifatturiero nella Bergamasca,
manifatturiero che è il maggiore bersaglio della globalizzazione. In parole
povere: se il Tessile non cambia, il Tessile a Bergamo non ci sarà più, tranne
quelle quattro o cinque aziende internazionalizzate e di eccellenza, tutto il
resto rischia il default subitaneo. Abbiamo sempre tentato di accompagnare le
scelte di cambiamento con comportamenti sindacali corretti. Semmai sono in
ritardo gli investimenti, è in ritardo la consapevolezza che il nanismo delle
imprese è un handicap straordinario per affrontare il tema della competitività,
siamo in ritardo col fatto che si dice nei convegni che serve maggiore
formazione e poi il mercato del lavoro si muove in maniera vorticosa solo per
le professionalità più basse. Insomma, chi deve produrre trasformazione e
innovazione si muove troppo lentamente". Il sindacato come forza
propositiva, quindi. Ma quanto pesa la burocrazia di un organismo che, prodotto
tipico della società di massa, è sottoposto al fuoco di fila non solo
dell'antipolitica, ma anche dei soggetti più critici che già faticano a
riconoscersi nelle istituzioni tradizionali? PETTENI "Ma in questi anni il
sindacato ha presidiato il territorio, è stato vicino alla gente".
L'apparato però non è cambiato. PETTENI "Non esiste l'apparato! Ci sono i
dirigenti e gli operatori. Ma guardate, a me piacerebbe proprio parlare dei
sindacalisti, vorrei proprio mettere in piazza i nostri listini paga. I nostri
dirigenti e operatori lavorano a 1.200-1.500 euro al mese a contatto con migliaia
di problemi e difficoltà. Essere sindacalista è ancora una forte passione e
proprio non vedo dove sia questa grande burocrazia. E
poi guardiamo l'altra faccia della medaglia! Ai giovani. E ai nostri delegati.
C'è chi fa i conti delle ore di permesso sindacale moltiplicate per i delegati,
ma questa è gente che si impegna in modo disinteressato, gente che non farà mai
un'intervista all'Eco, ma che ha fatto grandi le nostre organizzazioni".
LAINI "Sono d'accordo. Più che cambiati noi, temo che siano cambiate le
valutazioni della politica. Quella stessa politica che negli anni '90, molto
vicina al baratro, preoccupata della propria dissoluzione, ha avuto bisogno del
sindacato e che oggi, aldilà degli schieramenti, pensa di poter fare a meno di
noi. La politica non ci vuole più bene, intende recuperare supremazia
relativamente al governo delle cose italiane e teme un sindacato invadente e
politicizzato. Ma noi chiediamo solo di gestire normalmente, serenamente il
nostro ruolo di rappresentanza. Va detto, però, che aldilà della politica, ci
troviamo di fronte all'affermazione, in questi ultimi anni, degli interessi di
categoria, di corporazione e di particolare. Bergamo è uno scenario
significativo a questo proposito. Questi interessi non possono che vedere nel sindacato
un avversario". Va bene, sindacato e partiti politici non sono la stessa
cosa. C'è però chi ha visto nella sconfitta del Centrosinistra anche una crisi
del sindacato. LAINI "Certo, finalmente anche i giornali hanno scoperto
che c'è il lavoratore leghista iscritto alla Cgil che conferma la sua fiducia
nel sindacato e sulla politica sceglie diversamente il proprio interlocutore.
Negli ultimi 15 anni abbiamo predicato l'autonomia del sindacato, e la gente
già praticava da tempo questa distinzione: il sindacato faccia il suo mestiere
e la politica il suo". CICERONE "L'adesione al voto ci restituisce la
visione di un Paese che non ha bisogno di politiche "contro", ma di
politiche "del fare". La Lega intercetta un elettorato fortemente
motivato al Nord sul problema del federalismo e ha raccolto componenti più
razionali rispetto ad anni fa, che mettono in crisi il meccanismo centralizzato
di distribuzione delle risorse, senza andare a discapito della
solidarietà". PETTENI "Penso che sia un bene che lavoratori e
pensionati iscritti al sindacato votino nell'arco di tutto il quadro politico.
Perché in una politica che tende a semplificarsi e a determinarsi soprattutto
in due grandi raggruppamenti, l'autonomia del sindacato è garanzia di dialogo.
Questo solo se la politica sarà in grado di valorizzare i suoi quadri
intermedi". Paolo Doni.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina X - Napoli D
ite che dobbiamo tutti lavorare insieme per la cittadinanza ma, intanto, io sto
qui, solo, nella giungla della vita vera e voi state lì, protetti, parte della
casta. E abitate luoghi, linguaggi, atteggiamenti, abitudini che sono solo
vostri, a cui non ho accesso. Se non li conosco già o se qualcuno non mi ci
accompagna. Non è un fatto facile da accettare ma bisogna pur capirlo: è una
domanda pre-civile quella che monta. Che è fondata su bisogni e istinti. E
sulla sfiducia nel diritto che diventa atto, nella legge certa e dunque nella
cittadinanza. Perché gli esempi di queste cose sono troppo rari o discontinui e
spesso smentiti e perché costa fatica fare i cittadini. Soprattutto al Sud.
Così mi rivolgo a chi mi propina risposte secche, semplici, come nei quiz in
tv. Perché la complessità mi dà fastidio, annoia, irrita; perché mi appare un
alibi per non sostenermi, ascoltarmi e soprattutto trovare soluzioni effettive.
Questo vento spira anche da noi. Eccome. Anche se quasi tutti gli esponenti del
centrosinistra campano, come il pianista del Titanic, fingono di non vederlo. E
si sottraggono finanche a quell'elementare esercizio democratico che è
analizzare il voto e rifletterne pubblicamente. Eppure è stata davvero una
tempesta che ha sradicato alberi e scoperchiato tetti. Infatti, in un sistema
bipolare che viene rafforzato ovunque, il famoso laboratorio campano di
centrosinistra ha perso quasi mezzo milione di voti dalle elezioni del
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
PERSONAGGI La
biografia del presidente russo scritta dal giornalista Volcic: quando Putin
salvò Eltsin usando un filmato a luci rosse Dalla prima pagina di Demetrio
Volcic In un ambiente sfuggente e competitivo come è quello della polizia
segreta e, più tardi, nella difficoltà di emergere dai
meandri di una burocrazia
non benevola, Putin dimostra da subito una non comune capacità
tattico-strategica. Se non fosse stato così sarebbe rimasto sul limitare di
quell'incrocio che in un proverbio russo recita: se vai a sinistra sarai
ucciso, se vai a destra ti attendono i banditi, se vai dritto sei finito.
La maggior parte della gente, posta di fronte alla scelta, deciderebbe di far
finta di camminare restando ferma, ma Putin non è di quella stoffa. Crede
fermamente nel valore del decisionismo: secondo lui un uomo che si trova al
comando vale, da solo, ben più del corpo d'armata che dirige. La sua è una
storia molto sovietica. Con la maturità, e con la fine del comunismo, ha
abbandonato qualsiasi ideologia, sostituendola con un forte sentimento
nazionale. Le notizie sulla sua infanzia e sulla difficile adolescenza già
contengono gli elementi che lo distingueranno: solitudine e tendenza ad
appartarsi, una certa malinconia, capacità di lavorare, serietà, passione per
lo sport, adattabilità, pragmatismo. Nei gruppi di bambini non è mai il
capobanda, ma sempre il suo consigliere: il che è tipico dei futuri uomini
politici. La personalità di Putin, futuro presidente della Russia, è stata
segnata da alcuni momenti decisivi. Sul finire degli anni Ottanta, trascorre
quattro anni nella Germania dell'Est come alto ufficiale del Kgb, e nel 1990
assiste alla fine del sistema comunista e all'inizio del crollo dell'impero.
Mentre la folla tedesca dell'Est circonda il palazzo dei servizi segreti a
Dresda, Putin chiede a Mosca indicazioni su come comportarsi e un suo collega
da Berlino gli dice lapidario: "Mosca tace". Anche il golpe
dell'agosto 1991, che vede Putin schierarsi senza incertezze con le forze
riformiste, al fianco del leader e amico Sobc.ak, influirà pesantemente sulle
sue scelte politiche. Un terzo capitolo importante, che ne segnerà il futuro, è
il periodo infelice di Leningrado che sta diventando San Pietroburgo: perde la
dacia a causa di un incendio, la moglie è vittima di un grave incidente e il
suo idolo, il sindaco Sobcak, cade in disgrazia. In quegli anni Putin si
ritrova solo e senza appoggi. Quando Sobcak morirà, i russi avranno modo di
stupirsi di fronte alle lacrime di un uomo che tutti credevano senz'anima. Ma a
segnare la svolta nella carriera di Putin sarà, nel 1996, il trasferimento a
Mosca, avvenuto grazie ai legami pietroburghesi, destinati a non sciogliersi
mai più, e sostenuto dagli oligarchi e da Eltsin. L'idillio tra Putin e gli
oligarchi sarà di breve durata: dopo la caduta di Eltsin, il neopresidente
decide che i nuovi miliardari hanno succhiato fin troppo sangue dalla Russia
dandole poco in cambio e, con finezza da provetto scacchista, comincia a
muovere le proprie pedine, eliminandone diversi dalla scena politica ed
economica nel giro di tre anni. Dalla provincia di San Pietroburgo, Putin si
ritrova d'un tratto al centro di grandissimi giochi globali, e vi si adegua
velocemente. Scopre di possedere la dote del realismo politico e quella di
fiutare i complotti. Sono anni in cui non c'è spazio per mediocrità o
sentimentalismi. Il ragazzo romantico che voleva fare la spia internazionale si
ritrova, senza più guide, a dover confidare soltanto in se stesso. Se Putin non
fosse un eccellente gestore di Putin, oggi non staremmo qui a parlare di lui.
Impara in fretta a disfarsi degli avversari dei propri amici. Lo dimostra anche
prima di diventare presidente del Consiglio e presidente di tutte le Russie.
Eltsin aveva un problema con le carte di credito? Il procuratore generale
Skuratov si chiedeva perché mai la prima famiglia dell'impero dovesse avere
quelle svizzere? Putin ha risolto il problema in modo eccellente. Questa, in
breve, la vicenda. Un'impresa svizzera di costruzioni e arredi, la Mabetex, che
appartiene al finanziere albanese Behgjet Pacolli, trova la sua strada in
Russia nei primi anni Novanta. Qualche anno dopo Eltsin incontra Pacolli in uno
dei suoi viaggi per il paese e lo invita a Mosca dove l'imprenditore
ristruttura i palazzi del potere, incluso il Cremlino. Le scalinate si
allargano, si apre qualche passaggio, le pareti rese scure dalla fiamma delle
candele bruciate nei secoli si rischiarano, nuovi oggetti placcati d'oro
arredano le sale con sfarzo imperiale e postmoderno, si sgomberano alcuni dei
vecchi mobili sbilenchi. La brutta sorpresa viene dalla Svizzera con un'accusa
di trasferimenti illegali di valuta che mette in qualche difficoltà Pacolli. Le
autorità di Berna inviano il fascicolo a Mosca, dove il procuratore generale
Jurij Skuratov inizia ad agitarsi pur cercando, inizialmente, di evitare
interventi drastici. Si rende conto di avere tra le mani un materiale che
scotta. L'albanese ha fatto lavori per mezzo miliardo di dollari e oltre il
dieci per cento degli introiti pare sia finito nelle tasche della
"famiglia" allargata di Eltsin, che lascia parte di quei denari in
Svizzera. Le carte di credito dei conti bancari sono intestate al presidente e
ai suoi "familiari". Skuratov apre l'inchiesta nel 1999 e arriva a
minacciare la figlia di Eltsin. Nel periodo in questione, Putin dirige i
servizi speciali, l'Fsb. I rapporti tra il Cremlino e il procuratore della
Repubblica sono ormai deteriorati al punto da rendere impensabile un accomodamento.
Il gruppo di Eltsin chiede a Putin di gestire la vicenda: tutto finisce in uno
scandalo a luci rosse. In un servizio su una delle reti televisive controllate
dagli oligarchi, ancora amici del Cremlino e di Eltsin, una sera si vedono un
signore nudo, in un appartamento, e alcune ragazze anch'esse non molto vestite.
In molti si chiedono il nome di quel signore che a qualcuno sembra essere il
procuratore generale. L'identità dell'uomo è presto confermata. Si sa che
quella casa, una specie di isola segreta, serve agli uomini del potere per
trovare un po' di distensione. Gli addetti ai lavori sanno pure che il nido
d'amore è pieno di microfoni e di telecamere. Skuratov tenta di sostenere che
quell'uomo circondato da corpi femminili potrebbe essere un suo sosia. Intorno
alla vicenda si scatena una battaglia parlamentare e la maggioranza comunista
rifiuta la censura al procuratore generale. È l'occasione per le reti
televisive di ritrasmettere il breve filmato erotico, affinché nessuno possa
nutrire dubbi, come se si trattasse dell'azione di un calciatore di cui si
discute la posizione in campo con gli zoom e le riprese dalle varie angolature.
Si tiene un'altra interrogazione parlamentare e le televisioni ripropongono
ancora una volta le scene in prima serata, per la gioia dei bambini. Il
montaggio del filmato pare sia stato eseguito dal ministro della Cultura, un
uomo di Eltsin, ma il vero regista dell'operazione è Putin, capo dei servizi
segreti.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-04-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-30 - pag: 3 autore: Il primo giorno in
Aula. Popolo della libertà "Emozione come a 15 anni" di Santo Versace
U n messaggio di mio figlio da New York. Mi chiede "da cittadino
italiano" di lavorare per il Paese, di "combattere " le Mafie.
Comincia con le parole di Antonio la mia prima giornata da deputato. Roma si
sta svegliando. è ancora presto ma ho bisogno di uscire, di arrivare là dove
gli elettori mi hanno chiesto di rappresentarli. Mio padre mi ha sempre detto
che il quarto d'ora accademico significa arrivare con almeno 15 minuti di
anticipo ed io non ho mai trasgredito. L'ingresso a Montecitorio mi fa tornare
indietro di alcuni decenni: avevo 15 anni ed ero in visita con la mia scuola,
il Raffaele Piria di Reggio Calabria. Giovanni Leone presiedeva l'aula; quando
entrammo nell'emiciclo provai un'emozione intensa. è la stessa di oggi.
Difficile crederlo. Ho girato tutto il mondo, incontrato moltissimi personaggi,
capito quanto distante possa essere la politica dai bisogni reali della gente
che lavora, ma in me c'è ancora la passione e gli ideali che animavano quel
quindicenne. Il Transatlantico comincia lentamente a riempirsi. Ci sono
ovviamente i colleghi di partito e in particolare la nutrita delegazione dei
calabresi, con cui ho condiviso una campagna elettorale fatta di comizi e di
incontri porta a porta. Ma anche glialtri, l'opposizione. Saluto la Bindi e
Veltroni, Letta e Gentiloni: li stimo. Un caffè alla bouvette (ne avevo sempre
sentito parlare!) e poi comincia la prima chiama per l'elezionedi Fini a
presidente. C'è il tempo per parlare, confrontarsi e riflettere: questa è una legislatura
particolare. Certo per me è la prima ma, anche parlando con chi ha sulle spalle
ben altra esperienza in questi corridoi, la sensazione è di trovarsi di fronte
a un momento di svolta, oserei dire rivoluzionario, una legislatura costituente
per una nuova Italia. La seduta viene aggiornata al primo pomeriggio. Si va a
pranzo da Fortunato e poi di nuovoa Montecitorio. Tra la seconda e la terza
votazione mi allontano dalla Camera per fare due passi. Quando rientro mi viene
incontro Matteo Colaninno. Facciamo parte di due schieramenti opposti ma non mi
sento così lontano. Credo che molti qui, al di là di dove siano seduti, abbiano
lo stesso interesse, la stessa voglia di cambiare
quest'Italia imprigionata dalla burocrazia, dalla concorrenza sleale di chi evade il fisco e utilizza
manodopera irregolare. Arriva la terza votazione. Il mio primo giorno
finiscequi.Da domani, con l'elezione di Fini a presidente della Camera, si
comincia finalmente a lavorare.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-30 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Bruzzano Consultorio "bloccato": c'è la firma Ci son
certe cose ordinarie - una normalissima firmetta, per dire - che fanno penare e
attendere oltre l'attesa. Ma che, dai e ridai, alla fine arrivano, perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo
quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio
"Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre
tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente
in difficoltà, a gennaio aveva ricevuto il via libera dalla Regione.
Tutto a posto? No. Mancava solo l'atto finale, ossia la firmetta dell'azienda
sanitaria, come denunciato la scorsa settimana dal Corriere. Chissà, forse la
pratica era stata cestinata o era finita nel cestino o sotto un mare di altri
documenti. Sia come sia, sempre meglio tardi che mai, come si dice. Il
direttore de "Il caminetto", Mario Nizzola: "E adesso, diamoci
sotto". A.Ga.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Alemanno, esordio bipartisan Via a una "commissione
Attali" E il primo cittadino vorrebbe in giunta un ex assessore di Rutelli
"Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato
da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a
Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva
scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha
portato indietro qualcosa. Un'idea. "Costituirò una commissione per
il rilancio di Roma, sul modello della commissione Attali voluta in Francia da
Sarkozy. Sarà aperta anche a personalità non di centrodestra ", ha
annunciato. I nomi sono ancora top secret. Alemanno ha solo rivelato che il
nuovo organismo bipartisan "sarà guidato da Gian Maria Fara",
presidente dell'Eurispes, l'istituto di ricerca che ai tempi del secondo
governo Berlusconi entrò in conflitto con l'Istat e con il premier stesso. Fara
sosteneva che i dati ufficiali sull'inflazione erano irrealistici. La questione
divenne un caso politico. Altri tempi. Alemanno e Fara oggi vanno d'amore e
d'accordo. E per confermare che sarà "il sindaco di tutti i romani",
l'esponente di An avrebbe offerto ad Amedeo Piva, del Pd, l'assessorato ai
servizi sociali, incarico che aveva già ricoperto con Rutelli. In giunta
dovrebbe esserci un posto anche per la Destra di Storace. E forse per l'attore
Luca Barbareschi, neodeputato del Pdl. Oggi intanto il nuovo sindaco riceverà
la fascia tricolore dal commissario straordinario Mario Morcone. "Sono già
al lavoro", ha comunque detto al Tg4 Alemanno, che ieri mattina era andato
alla Camera, nel suo primo e ultimo giorno da deputato per questa legislatura,
visto che dovrà lasciare lo scranno. Complimenti. E abbracci. Da alleati come
Umberto Bossi. Ma anche da avversari come Rosy Bindi. La prima giornata dopo la
vittoria è stata fitta di impegni. Telefonate. Incontri. Riunioni. E in serata
la partecipazione a Ballarò, su RaiTre, dove Alemanno ha minimizzato i saluti
romani di alcuni sostenitori di lunedì sera sulla scalinata del Campidoglio:
"Una spacconeria di poche persone, non demonizziamo. Io credo nella
democrazia, dobbiamo chiudere per sempre con la nostalgia e con i richiami a
qualsiasi forma di totalitarismo ". Alemanno ha avuto anche un vivace
botta e risposta con Lucia Annunziata sull'abolizione delle Province e sui
costi della politica: "Non diciamo stupidaggini", ha attaccato
l'esponente di An. "Rispetta quello che si dice", ha replicato la
giornalista. "Chiedo scusa", ha concluso Alemanno. Il nuovo sindaco,
fra le prime mosse, ha inviato messaggi a papa Ratzinger e al rabbino capo
Riccardo Di Segni. Il telegramma alla comunità ebraica è servito per
rasserenare il clima dopo le polemiche che erano state sollevate per il
possibile apparentamento (poi saltato) con la Destra di Storace e soprattutto
dopo le reazioni allarmate di ieri della stampa israeliana al risultato delle
urne. Dal Vaticano, oltre all'apprezzamento per "il gesto di attenzione",
è trapelata però anche l'attesa per l'intitolazione della stazione Termini a
papa Wojtyla, ventilata nel 2006 da Veltroni ma mai concretizzata. Alemanno,
che in serata ha confidato di aver "ricevuto preziosi consigli da
Berlusconi su come snellire la burocrazia comunale
", ieri ha ribadito la priorità dell'azione politica: su tutto la
questione sicurezza. "Voglio smantellare subito i campi nomadi abusivi e
le baraccopoli illegali, manderemo via 20 immigrati che hanno commesso reati
", ha detto alla stampa romena. "Collaborerò con il governo
centrale", ha precisato Alemanno, ricordando che "non sarà licenziato
nessuno nelle aziende comunali, rivedremo qualcosa nei cda". Tradotto: i
manager di nomina veltroniana rischiano il posto. Parlamento Nel tondo, l'ex
ministro della Famiglia Rosy Bindi (Pd) si congratula con il neosindaco di Roma
Gianni Alemanno (An). A lato, Alemanno ieri mentre vota alla Camera Paolo
Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2
categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento
della burocrazia.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE In Campidoglio "Starò in mezzo alla gente, i romani sanno che
non sono una meteora. E il 1Ë? maggio sarò già in azione" Alemanno
s'insedia: "Al lavoro senza pietà" Ieri il primo giro nel Palazzo
Senatorio, con Luca Odevaine a fargli da cicerone Ieri il giro del Campidoglio
con l'ex capo di gabinetto di Veltroni, oggi l'investitura ufficiale L'era di
"Alemanno sindaco de Roma", come gli cantava la sua gente lunedì
sera, comincia ufficialmente oggi alle 14: a quell'ora, infatti, il nuovo primo
cittadino riceverà l'investitura ufficiale. Alemanno prenderà la consegne dal
commissario Mario Morcone, che ha guidato il Campidoglio in questi ultimi due
mesi e mezzo, e si insedierà sullo scranno più alto dell'Aula Giulio Cesare.
Insieme alle consegne, è prevista la verifica di cassa: per il primo consiglio
comunale c'è tempo fino a dieci giorni dopo la data della proclamazione. Quando
si riunirà l'assemblea, il prefetto Morcone lascerà definitivamente il
Campidoglio. Dopo l'insediamento, Alemanno farà la sua prima conferenza stampa
in Comune, dopo aver fatto il primo assaggio da sindaco l'altro giorno, quando
ha fatto un giro per le sale interne del Comune e poi si è affacciato al
balcone. Un gruppetto ha fatto i saluti romani e scandito "duce,
duce" e ieri Alemanno ha risposto: "Erano solo manifestazioni di
gioia. I saluti romani li ha visti solo qualche strabico. La sinistra non usi
qualche eccesso marginale per dare un'immagine sbagliata di un sindaco eletto
dal popolo". Ieri, invece, Alemanno è andato in Campidoglio a lavorare. Si
è trattenuto per circa due ore, accompagnato da un "Cicerone "
d'eccezione: Luca Odevaine, capo di gabinetto di Veltroni. Il neosindaco ha
girato il palazzo Senatorio, è stato aggiornato sui primi appuntamenti
istituzionali, ha preso informazioni sulla macchina organizzativa. Da oggi,
comincia il lavoro vero e proprio con i primi provvedimenti: tra questi la
firma su alcune ordinanze, come quella sui Tso. L'impegno è grande, la
determinazione pure. E ai suoi uomini, in questi giorni, Alemanno lo ha
ripetuto spesso: "Mi metterò al lavoro senza pietà, per voltare pagina e
cambiare Roma in fretta". In collegamento col Tg4 di Emilio Fede, poi, ha
aggiunto: "Sono già in Campidoglio, per adempiere agli atti formali in
vista del passaggio delle consegne di domani (oggi, ndr). Sarò un sindaco in
mezzo alla gente, nelle strade e non nei salotti buoni. I romani sanno che non
sono una meteora ". Un sindaco stakanovista? Può darsi: "Il primo
maggio sarò già in azione". Le linee guida sono già fissate: la sicurezza,
il decoro, il sociale, lo sviluppo. Ma anche il taglio sui costi della
politica: "Ho parlato al telefono con Berlusconi - ha continuato il neo
sindaco - che mi ha dato dei consigli sulla necessità di dare
un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato
alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con
tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e
delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando
da un giorno all'altro la criminalità, la violenza e lo sfruttamento di
donne e bambini. Non credo che in Romania sia tollerato un campo nomadi in un
parco di Bucarest". Possibilista sull'ipotesi di reintroduzione dei visti
d'ingresso in Italia per i rumeni: "Nel 2004, quando è stata adottata la
direttiva europea sulla libera circolazione, non esistevano ancora i problemi
di ulteriore allargamento dell'Unione europea". Sulla strategia che lo ha
portato alla vittoria, ha parlato il suo "guru" per la comunicazione
Umberto Croppi uno che negli anni '70 si inventò i "campi Hobbit"
della destra: "C'era un prodotto valido e un mercato che chiedeva il
cambiamento: li abbiamo solo fatti incontrare: ma recuperare 26 punti di
percentuali è una rimonta che non ha eguali". Come è stato possibile?
"Focus group con psicologi, indagini motivazionali e argomenti forti
veicolati con una campagna soft, come le immagini dei bambini per la sicurezza
e il degrado. E poi risposte precise per i dibattiti tivù, per agire su
determinate nicchie di voto, l'interattività del sito, una squadra di blogger
per orientare le discussioni sui blog più frequentati, il free press Romapunto
". Arrivano i primi problemi da risolvere: il deficit del Comune, che
secondo l'Aduc "è di 7 miliardi di euro" e la richiesta
dell'associazione Domus Civitas, vittime di terrorismo e mafia, che gli ha
chiesto di "licenziare Silvia Baraldini e tagliare le consulenze agli ex
brigatisti ". Investitura Gianni Alemanno diventerà ufficialmente sindaco
di Roma oggi alle 14 Ernesto Menicucci.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di CRISTIANO VAROTTI
NOVAFELTRIA - Durante la recente campagna elettorale, discorrendo di politica in
Alta Valmarecchia, non era difficile imbattersi in accaniti sostenitori della
teoria secondo la quale un eventuale ricambio politico a livello nazionale
avrebbe potuto velocizzare i tempi della tanto sospirata secessione dei sette
Comuni dalla Regione Marche. Considerando l'atteggiamento
"ostruzionistico" della giunta regionale di Gianmario Spacca,
pensavano in molti, un governo di centrodestra sarebbe stato più sensibile nei
confronti delle richieste di autodeterminazione della vallata. Anche chi propugnava
tali teorie, però, sarà probabilmente rimasto sorpreso quando lunedì
pomeriggio, alla vigilia dell'apertura delle Camere, l'onorevole leghista
Gianluca Pini ha depositato a Montecitorio un progetto di legge relativo al
distacco dei Comuni secessionisti. Una celerità inaspettata, quella del leader
di Lega Nord Romagna, anche se un suo impegno in tal senso era già stato più
volte promesso nei mesi precedenti. "Depositando questo progetto ancor
prima dell'apertura delle Camere - afferma Pini - diamo un segnale forte a chi
vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega
Nord vogliamo che il distacco dei Comuni arrivi quanto prima, evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude il parlamentare
del Carroccio - il presidente della prima Commissione della Camera sarà un
leghista, allora l'iter sarà ancora più rapido". L'iniziativa ha preso in
contropiede anche il Comitato per Unavalmarecchia unita in Emilia Romagna,
evidentemente non consultato dall'onorevole Pini in merito al contenuto
del progetto di legge. "Apprezziamo la tempestività dell'azione - spiega
Settimio Bernardi dal Comitato secessionista - ma non abbiamo ancora elementi
per valutare la proposta nei dettagli. Conosciamo l'on. Pini e crediamo che
abbia depositato un progetto di stimolo - continua Bernardi - ma prima di
trarre conclusioni aspettiamo di leggere il testo integrale".
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PEPPE ERCOLI Il
Consorzio per la tutela l'oliva ascolana dop (sia frutto che ripiena) c'è,
presto nel consiglio di amministrazione entreranno gli industriali del settore
(è una svolta), ma a tenerlo ancora fermo dal punto di vista operativo e della
capacità di sanzionare gli abusi c'è la burocrazia ministeriale. Il disagio è
emerso ieri nel corso della presentazione del logo del Consorzio che è stato
realizzato dal giovane ascolano Daniele Troiani, studente del quinto anno
dell'istituto d'arte Licini il cui lavoro ha prevalso fra i 45 lavori preparati
dagli studenti coordinati dalla professoressa Battistini. Dalle mani del
presidente del Consorzio Zè Migliori, il giovane artista ha ricevuto un assegno
di 250 euro; altrettanti andranno alla scuola per le attività didattiche.
"Si tratta di una raffigurazione innovativa - ha spiegato Daniele Troiani,
l'allievo autore del marchio prescelto - che ha in primo piano le due anime
della tenera ascolana, l'oliva verde snocciolata stilizzata e l'oliva farcita,
adagiate entrambe su uno sfondo tradizionale che vuol richiamare il
biologico". Dunque l'oliva tenera ascolana cerca di difendere se stessa,
le sue caratteristiche originali e di conquistare uno spazio sul mercato. In
che maniera? "Aumentando costantemente la produzione" hanno auspicato
Migliori, il vice presidente del Consorzio Ugo Marcelli e l'assessore provinciale
all'agricoltura Avelio Marini il quale si sta muovendo affinché anche nel
versante teramano venga aumentata la produzione. "Stiamo facendo grandi
passi avanti, quest'anno ci sono a dimora diecimila piante di
"tenera" in più che si aggiungono ai
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / ROBERTO DITRI ...
"Esportiamo a Bari la meccatronica" A pplicare in azienda il metodo
del "pensare snello", evitare gli sprechi e "delocalizzare"
(ma all'interno del proprio territorio). Per recuperare produttività e reagire
alla crisi economica Roberto Ditri, presidente della Marelli Motori di
Arzignano (oltre 500 dipendenti) e coordinatore del distretto della
meccatronica di Confindustria Vicenza, crede più nella capacità imprenditoriale
che nelle risposte delle istituzioni. Che fare dunque per ridare fiato
all'economia? Bisogna reagire, cercare idee e prodotti nuovi, riorganizzarsi
nei distretti; risposta, strumento che fa diventare un'impresa
"globale" indipendentemente dalla loro dimensione. E al nuovo Governo
cosa chiedete? Quello che chiediamo a tutti i governi:
ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il
caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul
lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le
persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione. Sul piano locale
cosa può favorire la ripresa? La premessa è di rendere il territorio nel suo
complesso più competitivo risolvendo problemi vecchi come la carenza di
infrastrutture. Poi c'è quello che possiamo fare noi come imprenditori. E qui
entrano in gioco i distretti oi metadistretti regionali come quello del Veneto
per la meccatronica. Distretti che devono puntare sulla formazione, sulla
ricerca e che devono collaborare anche a distanza come abbiamo iniziato a fare
con i colleghi di Confindustria di Bari. Abbiamo avviato una collaborazione che
potrà aiutare la crescita di un sistema associativo aperto. Bari può essere una
piattaforma logistica interessante per la meccatronica vicentina. Potremmo
mettere in comune l'esperienza che le aziende del Nord-Est stanno svolgendo,
tramite il Cuoa, sul tema del "lean thinking" ossia del pensiero
snello come strumento teso a migliorare l'efficienza produttiva. M. Mas.
Roberto Ditri. Coordinatore Meccatronica, Confind. Vicenza.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Sviluppo. In un sondaggio dell'Ire
le perplessità degli imprenditori sull'attrattività del territorio L'Alto Adige
non seduce l'impresa Costo dei terreni e fiscalità riducono il gradimento ai
minimi Mirco Marchiodi BOLZANO Un Pil che continua a crescere a ritmi più
veloci di quello nazionale e che rapportato al numero degli abitanti, come
certifica Eurostat, è superiore del 30% rispetto alla media italiana, non basta
a fare dell'Alto Adige una localizzazione economica da primato. Sono gli stessi
imprenditori ad affermarlo in un sondaggio effettuato dall'Istituto di ricerca
economica della Camera di commercio di Bolzano (Ire). Perchéa contrapporsi ai
fattori positivi (pace sociale, alta qualità della vita, bilinguismo e
stabilità politica quelli più importanti, secondo le aziende altoatesine) ci
sono una serie di svantaggi: pressione fiscale al primo posto, e qui il
problema è comune al resto d'Italia, ma anche prezzo e disponibilità di terreni
e aree produttive, disponibilità di personale qualificato, la lontananza da
istituti di ricerca e la difficoltà a reperire capitale di rischio. Tutti
fattori che nella valutazione degli imprenditori non raggiungono la sufficienza
piena. A cercare di risolvere almeno in parte questi problemi sono state una
serie di misure decise dalla Provincia. "Quello che si è appena concluso –
afferma l'assessore all'Economia, Werner Frick – è stato il tempo delle riforme".
Per combattere la debolezza nell'export è stata fondata l'agenzia Eos
all'interno della CdC, per favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo è
stata varata la legge sull'innovazione e rafforzato il Tis Techno Innovation
Park, per accelerare l'assegnazione dei terreni alle aziende è stato istituita
la Business Location SÜdtirol, società che proprio in queste settimane dovrebbe
essere costituita davanti al notaio e, infine, per alleviare il carico fiscale
è stato deciso di ridurre l'Irap di mezzo punto per tutte le imprese e di un
ulteriore mezzo punto per quelle che rinunciano per cinque anni ad altri
incentivi provinciali. "Iniziative importanti – commenta il direttore di
Assoimprenditori, Udo Perkmann – così come è stato importante il fatto che la Provincia
abbia continuato ad investire sulle infrastrutture nonostante le proteste di
una parte della popolazione e, quindi, accettando anche un certo calo di
popolarità pur di favorire il territorio. è questa la strada sulla quale
bisogna continuare, cercando di migliorare ancora di più il nostro contesto
economico, perché come area di confine noi dobbiamo essere all'altezza non solo
della realtà italiana ma anche di quella austriaca o tedesca. Per questo –
prosegue il direttore – non dobbiamo fermarci, iniziando a rendere più
efficiente un settore pubblico che deve essere meno presente sia sul mercato
del lavoro, sia a livello operativo. Questo significa ridurre i dipendenti
pubblici, senza licenziamenti ma ad esempio frenando sulle assunzioni, e
soprattutto ridurre enti ed agenzie provinciali: invece di crearne sempre di
nuovi, basterebbe riposizionare i dipendenti provinciali dedicandoli alle nuove
iniziative, proprio come fa il settore privato". Anche Walter Amort,
presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring, l'associazione che raggruppa gli
imprenditori di lingua tedesca, apprezza gli sforzi della Provincia. "Però
– aggiunge – finora questi sforzi si sono tradotti soprattutto in un
cambiamento di mentalità, non in fatti concreti. Penso all'innovazione, settore
al quale sono state destinate molte risorse, di cui però rischiano di non poter
usufruire le imprese più piccole, oppure ai terreni, che
continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo
tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e
qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme,
il settore pubblico va migliorato".
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono
meno burocrazia TRIESTE In attesa
che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali
stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni:
infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale.
Ognuna, però, affronta le conseguenze di un processo di globalizzazione dei
mercati che fa sentire i suoi effetti in ambito locale. Confindustria
regionale, come spiega il presidente Adalberto Valduga, sta effettuando una
ricognizione con le territoriali per predisporre una memoria da presentare
all'Esecutivo. In questa non mancheranno temi dell'energia e dell'ambiente,
oltre che della semplificazione burocratica. "Nel frattempo – aggiunge
Valduga – è importante per tutto il sistema imprenditoriale che si formi il
Governo nazionale e che, forte di una stabilità politica garantita dall'esito
elettorale, attui subito le riforme promesse in campagna elettorale:
detassazione degli straordinari, defiscalizzazione dei premi di risultato.
Auspichiamo anche che riveda e chiarisca le norme ambientali promosse dal
ministro Pecoraro Scanio e l'ultimo decreto in materia di sicurezza, promosso
in modo propagandistico e sull'onda dell'emotività". Coldiretti la sua
relazione l'ha già preparata ed è fatta di punti concreti e precisi. Il primo
riguarda lamessa in efficienza del sistema burocratico. "Abbiamo chiesto –
spiega la direttrice regionale Elsa Bigai – la costituzione di un organismo
pagatore, la riorganizzazione e la semplificazione dell'apparato burocratico,
che punti maggiormente sull'utilizzo dell'informatica ". Nell'elenco delle
imprese agricole, ai primi posti c'è la concertazione con la categoria in fase
di progettazione di infrastrutture energetiche e viarie, visto che queste opere
passano quasi sempre su terreni agricoli – ricorda Bigai –. Anche le imprese
hanno a cuore lo sviluppo del territorio, ma non può esistere agricoltura di
qualità senza territorio". Gli agricoltori chiedono poi un piano regionale
delle acque e, in materia ambientale, uno studio approfondito dei nitrati che
inquinano la laguna di Marano, senza limitarsi ad analizzare il collegamento
tra questi inquinanti e il mondo agricolo. Un aspetto particolarmente a cuore è
poi quello della promozione turistica legata al settore agroalimentare made in
Friuli, magari attraverso un marchio specifico, e il potenziamento della
vendita diretta dei prodotti. "Anche su questo fronte l'esperienza
maturata dalla categoria - aggiunge Bigai – può risultare utile alla
Regione". Sul potenziamento del turismo come settore economico di punta
scommette anche Confcommercio che chiederà alla Regione di sostenere
investimenti "non solo per far crescere il turismo delle località
tradizionali – spiega il presidente regionale, Alberto Marchiori - ma anche
quello legato al business e agli eventi culturali e artistici organizzati dalle
diverse località". Sul piano della grande distribuzione dalla categoria
arrivano input che il nuovo presidente sembra già aver recepito: blocco delle
nuove concessioni per l'apertura di centri commerciali e revisione del
calendario delle aperture domenicali. Il rafforzamento degli strumenti di
intervento finanziario a favore delle microimprese, le infrastrutture e
semplificazione del quadro normativo sono all'ordine del giorno, infine, per la
Confartigianato regionale, secondo cui non vanno abbandonate la Lr 4/2005,
nonchè le politiche sull'innovazione e quelle a sostegno della microimpresa con
i progetti affidati ai Cata. Gli artigiani chiedono, inoltre, di
"riservare una quota più significativa del bilancio regionale per il
comparto, in quanto nelle ultime finanziarie questo importo è stato
progressivamente ridotto". Ma. Mi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Regole. Obbligate ad iscriversi
all'Albo 5mila aziende Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti Massimiliano
Bona BOLZANO Imprenditori altoatesini scontenti dopo la sentenza della Corte
costituzionale numero 62/08 del 14 marzo scorso, che ha dichiarato illegittimi
alcuni articoli della Lp 4/06 in materia di gestione rifiuti e tutela del suolo
obbligando oltre 5mila imprese che trasportano i propri rifiuti ad iscriversi
all'Albo dei gestori ambientali tenuto dalla Camera di commercio. A farsi
interprete della delusione di centinaia di aziende, soprattutto medio-piccole,
è il presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch: "Il pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi.
Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge
provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del
problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento
dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'obbligo
di iscrizione all'Albo. La Giunta, infatti, con delibera del 10 luglio 2006,
aveva disposto l'esenzione dall'iscrizione per varie attività svolte in modo
non professionale e in particolare per le imprese che trasportano i propri
rifiuti fino a 30 chili o litri al giorno. "Tra i soggetti coinvolti –
precisa in una nota la CdC – vi sono le imprese edili che trasportano i propri inerti
da demolizione o prodotti in cantiere e le imprese industriali e commerciali
che trasportano i loro rifiuti agli impianti di recupero o smaltimento".
Il pronunciamento della Consulta comporta, dunque, l'obbligo d'iscrizione per
tutte le imprese "produttrici iniziali" di rifiuti pericolosi e non
quelle che effettuano operazioni di raccolta e trasporto. "Per produttore
iniziale – fa sapere la Camera – si intende la persona la cui attività ha
prodotto rifiuti. Coloro che pretrattano o mutano la composizione dei rifiuti
erano già obbligati all'iscrizione nell'Albo nella categorie da
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: Emilia-R. Interscambio in forte
crescita L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di
nuovi business Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede
il Marocco in crescita del 110% e l'Egitto del 93 per cento: numeri che
indicano chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia
dell'Emilia-Romagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria
- Confindustria EmiliaRomagna ha appena organizzato una missione commerciale -
che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte del Governo. Una delle attrattività dell'area, oltre al basso costo della
manodopera, è il basso livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti, della
meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Le ragioni dell'appeal. Favoriti
i settori di serramenti, meccanica ed elettromedicale
Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche
stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie
interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per
il Pil). Le potenzialità del Nord Africa non sono sfuggite a molti
imprenditori emiliano- romagnoli- 57 le imprese regionali presenti nell'area
con fatturato per circa 116 milioni e una quota del 12% sulle imprese nazionali
complessivamente attive nella zona - che lo hanno scelto come luogo ideale per
delocalizzare la propria produzione e o per avviarvi progetti di
internazionalizzazione. Tra le diverse imprese che hanno rivolto la bussola
verso il Nord Africa c'è la bolognese Spi."L'anno scorso siamo andati in
Tunisia – spiega Rocco Mangione, marketing manager di Spi, azienda attiva nel
settore dei serramenti – e durante quel viaggio è nata l'idea di dare vita a
una società con base operativa sul territorio ".L'idea si è concretizzata
nello scorso dicembre e ora i vertici dell'azienda stanno lavorando per
installare una nuova sede produttiva. "Le stesse potenzialità che abbiamo
visto l'anno scorso in Tunisia – conclude Mangione –le abbiamo ritrovate anche
ora durante la missione di Confindustria in Egitto e abbiamo già preso contatti
con molte imprese edili locali. Le potenzialità di questi Paesi sono evidenti e
riconosciute da economisti ed esperti. Un imprenditore attento non può non
tenerne conto". Anche la Zaccanti Spa, azienda bolognese da 6,3 milioni di
ricavi a fine 2006 che opera nel campo delle apparecchiature elettromedicali,
ha da poco dato vita a un progetto di internazionalizzazione in Marocco, a
Rabat, creando Thmed Group Sarl. "Con questa operazione – spiega il
presidente Elena Zaccanti – intendiamo proporci come consulenti ed esperti nel
nostro settore in un mercato certamente pronto ad accogliere i nostri
prodotti". è invece dall'inizio degli anni 70 che Soilmec, azienda
specializzata nella produzione di macchine per fondazioni speciali – 168,6
milioni di ricavi a fine 2006 – controllata dal gruppo Trevi di Forlì-Cesena,
ha una propria sede in Egitto. "Il mercato del Nord Africa – spiega Piero
Rocchi, strategic operation manager di Soilmec – ha avuto negli ultimi anni una
forte ripresa. Anche paesi come l'Algeria che recentemente hanno trovato una
stabilita politica diventano in questo modo favorevoli all'insediamento di
filiali produttive. Per quanto ci riguarda circa il 10% del nostro fatturato
deriva dalle sedi del Cairo e di Dubai". De. D.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Nuovi mercati. Scambi in crescita
e Confindustria vara missioni commerciali Il Nord Africa attrae insediamenti
industriali Nel 2007 export per oltre un miliardo, Marocco in testa Deborah Dirani
BOLOGNA Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede il
Marocco in crescita del 110%e l'Egitto del 93 per cento:numeri che indicano
chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia
dell'EmiliaRomagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria e
amministratori che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte
del Governo: "L'Emilia-Romagna – conferma l'assessore regionale alle
Attività produttive,Duccio Campagnoli– è pronta a essere della partita se da
parte dell'amministrazione centrale verranno promossi progetti a favore degli
scambi commerciali con questi Paesi. Noi per il momento non ne abbiamo ma
qualora arrivasse l'input nazionale lo accoglieremmo immediatamente. Certo è
che l'Africa, come ha ben compreso la Cina,è l'interlocutore per il futuro e,
credo che sia nostro compito aiutarla nel suo processo di sviluppo con
investimenti strutturali". Una conferma dell'importanza strategica che
Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria e Libia rivestono per l'economia
dell'Emilia-Romagna è data dalle frequenti missioni che Confindustria propone e
alle quali partecipano numerosi imprenditori locali. L'ultima di queste, durata
dall'8 al 10 aprile, ha portato, tra gli altri, in Egitto anche i manager di 15
aziende della regione. "Per le nostre imprese – ricorda Sergio Sassi,
presidente della commissione Internazionalizzazione degli Industriali emiliano
romagnoli – investire nel Nord Africa rappresenta una notevole opportunità
perché permette di cogliere tutte le occasioni dell'area più dinamica tra le
cinque subregioni di quel continente, e poi in questo modo si può ap-profittare
del vantaggio determinato dalla nostra maggiore vicinanza a questi mercati
rispetto agli altri competitors europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e
Germania". Il vantaggio illustrato da Sassi è stato già colto da numerosi
imprenditori tanto che, secondo le stime di Confindustria, l'EmiliaRomagna è al
primo posto tra le regioni italiane per l'acquisizione di nuove quote di mercato
nei paesi dell'Africa settentrionale e occidentale. Sempre i dati
dell'Associazione indicano che nel 2007 la regione ha esportato in Nord Africa
prodotti e servizi per oltre un miliardo di euro, importandone per 463milioni,
con un avanzo commerciale significativo. A condividere la visione di Sassi e di
Confindustria sul potenziale del territorio nordafricano è anche Ugo Girardi,
segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna: "I paesi del
Mediterraneo – spiega – in vista dell'adesione all'area di libero scambio
prevista per il 2010, rappresentano un mercato in crescita con numerose
opportunità di business per le nostre imprese in vari settori: dalla filiera
agro-alimentare, alla meccanica, al turismo, alla nautica, al bio-medicale. Le
Camere di commercio già da tempo guardano con grande interesse in particolare
al Nord Africa dove hanno già realizzato diverse iniziative, alcune in
collaborazione con la Regione. Mi riferisco in particolare al desk del sistema
camerale a Casablanca, uno strumento pensato per dare informazioni ed
assistenza alle nostre imprese supportandole nello sviluppo di rapporti
commerciali e per agevolare collaborazioni con operatori economici del
Marocco". "Il Nord Africa – ricorda infine Antonio de Capoa, avvocato
bolognese, presidente della Camera di commercio italo-libica – rappresenta il
ponte naturale tra l'Europa e il continente africano e per questa ragione è già
stato individuato come strategico. Qui si concentrano grandi risorse minerarie
e naturali e poi non si può dimenticare l'appeal turistico che offre. è chiaro
che le aziende, della nostra regione, ma non solo, lo scelgano per i loro
progetti di internazionalizzazione ". A tutte queste
peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto:
"Qui la burocrazia è
più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto
evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche
non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole
investire in questi paesi".
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
SYSTEM (RAVENNA) data: 2008-04-30 - pag: 11 autore: La ricetta vincente API:
concretezza e impegno Non è più tempo di proclami, il sistema delle imprese
vuole risposte S i è recentemente conclusa una delicata fase politica per il
nostro Paese, e molte sono le istanze che vengono riproposte con forza dal
sistema delle piccole e medie imprese. Ne parliamo con Renzo Righini,
Presidente dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di
Ravenna), a quasi un anno dalla sua nomina al vertice dell'Associazione
ravennate. Il sistema economico – dichiara Righini - attraversa una fase
particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e di azioni, da
attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a gravare, in
primis, sulle Pmi. Il riferimento corre a quelle tematiche legate in modo
indissolubile alla capacità di produrre delle nostre imprese: parliamo in primo
luogo dell'attuazione delle reti infrastrutturali nel nostro territorio, che ad
oggi si mostrano assolutamente deficitarie e sottodimensionate rispetto alle
necessità rilevate. Si pensi alla realizzazione della famosa tratta stradale
Cesena – Mestre, il cd. Corridoio Adriatico che, grazie alla realizzazione
della E55, consentirebbe l'apertura di nuovi e strategici canali commerciali
per le imprese che producono in questo territorio, caratterizzate ad oggi, da
uno storico isolamento che pregiudica pesantemente la capacità delle stesse di
produrre ricchezza per l'intero sistema. Tra le altre priorità delle Pmi –
prosegue il Presidente Righini – un'attenzione particolare va alle debolezze
strutturali connaturate al nostro sistema soprattutto in tema di burocrazia ed eccessiva lentezza della
macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una
sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed
alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo
disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le
Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio, per realizzare
concretamente la tanto auspicata New Governance. E' indubbio – aggiunge Righini
– che il nostro Paese stia attraversando un momento difficile ed impegnativo:
il sistema delle imprese, infatti, ci segnala quotidianamente le proprie
difficoltà a fronte di un mercato globale sempre più agguerrito e competitivo,
in questo particolare momento, influenzato anche dal forte apprezzamento
dell'Euro nei confronti della valuta americana. Nonostante tutte queste
criticità, il sistema delle Pmi continua a crescere diversificando le proprie
attività e investendo in innovazione tecnologica. E proprio su questi elementi
– conclude Righini si dovrà fare leva per garantire stabilità economica e
consentire alle imprese, non solo di sopravvivere, ma di reggere ed affrontare
al meglio la concorrenza imposta dai mercati nazionali ed internazionali. Il
sistema economico attraversa una fase particolarmente delicata, ricca di sfide,
di opportunità e di azioni, da attuare senza più indugi, pena una pesante
recessione che andrà a gravare, in primis, sulle Pmi. Renzo Righini, Presidente
dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di Ravenna).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Auspicate
decisioni rapide ed efficienti e la riduzione della burocrazia "Dopo le
parole, ci servono i fatti" Saranno stabiliti temi e priorità all'interno
del sistema Friuli Venezia Giulia I PRESIDENTI di ELENA DEL GIUDICE Declinare
il "fare sistema", tradurlo in fatti. Fino a ieri era un invito, oggi
è una realtà.
Un "metodo" delle categorie economiche del Friuli occidentale che
unitariamente, in campagna elettorale, hanno chiamato al confronto i candidati,
e che ora, unitariamente, chiamano i consiglieri regionali eletti in questa
provincia per indicare le priorità, le necessità del territorio, finalizzate a
garantire la crescita, lo sviluppo, il benessere. "Perchè solo se c'è
sviluppo e c'è benessere si può fare welfare - rimarca Silvano Pascolo -. Con
la recessione non si fa stato sociale". Nessun "tessitore"
dietro la nuova strategia delle associazioni di categoria "ci siamo
trovati d'accordo, e non ricordo chi ha telefonato per primo", spiega
Maurizio Cini. "Senza che ne avessimo mai parlato - aggiunge Marchiori -
ci siamo messi attorno ad un tavolo per puntare a fare sistema". "Non
da oggi - precisa Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato -, ma da un
po' di tempo, abbiamo imboccato questa strada che è poi il filo che ci conduce
ad avere questo incontro con i consiglieri eletti nella destra Tagliamento per
manifestare loro le sensibilità e le aspettative del territorio rispetto ai
temi più importanti". Che si chiamano "infrastrutture, sviluppo delle
attività produttive, del turismo, dell'agricoltura, della cooperazione.
Aspettative - prosegue Pascolo - che non hanno solo le categorie ma anche i
cittadini che hanno dato il loro voto e che si attendono venga rafforzato lo
sviluppo economico". E' coerente, secondo Pascolo, questo ragionamento con
l'avanzamento di "poche richieste, buone e concrete". Tra cui anche
la scelta degli amministratori "che ci auguriamo venga fatta con
oculatezza proprio per garantire questo risultato". L'esperienza
amministrativa come criterio per la scelta degli assessori regionali "non
vuole essere un'indicazione verso uno o verso l'altro, ma riteniamo - conclude
Pascolo - che chi conosce la macchina amministrativa possa essere un amministratore
che toglie un po' di burocrazia, che trova le strade
più veloci per rispondere alle esigenze del territorio". "L'obiettivo
- aggiunge Maurizio Cini, presidente di Unindustria - è quello di incontrare i
rappresentanti della provincia e cercare di avere certezze che ciò che serve e
ciò che verrà portato avanti siano coincidenti. E' un incontro
tecnico-programmatico con il quale cercheremo di di fare in modo che quel che
di buono c'è venga sviluppato e quel che manca venga colmato". Sul
"fare sistema", Cini rimarca che "non ci sono categorie
concorrenti e non credo ci siano divergenze tra categorie economiche e
cittadini, perchè l'obiettivo comune è garantire la crescita e il
benessere". "Un tempo si parlava di fare sistema, noi cerchiamo di
farlo", dichiara Alberto Marchiori, presidente della Confcommercio
provinciale. "Le categorie hanno un sentire comune, esigenze comuni, e
oggi anche una certa assonanza di idee, di interessi e di obiettivi che ci
vedono compatti attorno ad un tavolo e soprattutto consapevoli che in un
momento di particolare difficoltà, è opportuno stabilire strategie, fare
squadra, portare avanti iniziative anzichè lavorare in modo sotterraneo gli uni
contro gli altri. Penso sia venuta meno l'epoca in cui ci si doveva fare i
dispetti convinti di portare avanti risultati a titolo personale, con il
rischio di fare danni al territorio. Noi vorremmo - ancora Marchiori - che
oltre alle categorie economiche ci fossero anche gli uomini che rappresentano
il mondo politico del territorio a questo tavolo per fare fronte comune in modo
trasversale. Stabilire insieme temi e priorità all'interno del sistema Fvg
perchè Pordenone conti sempre di più e perchè soprattutto porti a casa quel che
le compete come realtà territoriale". La cooperazione non avanza grandi
rivendicazioni, ma qualche chiarimento sì. A proposito delle dichiarazioni del
presidente della giunta Renzo Tondo a proposito di sostengo alla
"vera" cooperazione. "Ci interessa capire - spiega Virgilio
Maiorano, presidente di Confcooperative - che cosa intenda la Regione per
"cooperative vere", un tema su cui ci interessa poter dire la nostra
opinione". L'occasione sarà l'incontro del 7 maggio.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia Bolletta del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta
di Napoli Paradossi della burocrazia telefonica: nell'era delle fatture telematiche, di Internet e
dei cellulari c'è ancora chi trova brutta sorprese a causa di una
"bolletta pazza". Il "caso" vede come malcapitati
protagonisti, stavolta, addirittura gli esponenti di un'intera categoria,
quella dei tassisti goriziani. Nei giorni scorsi è arrivata infatti una
bolletta inviata dalla Telecom e relativa all'utenza 0481-34000 di corso
Italia, che corrisponde a uno dei punti telefonici del servizio radiotaxi. Fin
qui tutto apparirebbe normale, non foss'altro che il numero telefonico in
questione non risulta adoperato secondo modalità e frequenze tali da avvicinare
il totale da pagare riportato nella bolletta: ben 228,50 euro. Ma c'è di più:
sempre sulla bolletta inviata da Telecom Italia la fatturazione risulta
intestata alla Cooperativa radiotaxi di Napoli, via Tito Angelini, sita nel
capoluogo partenopeo. Com'è possibile che ai tassisti goriziani sia arrivata
una bolletta da pagare intestata ai tassisti napoletani? Mistero. Fatto sta che
la bolletta parla chiaro: 228,50 euro da pagare entro il 12 maggio e nelle
ricevute di versamento e di accredito della bolletta è ben impresso il
paradosso con il numero di telefono 0481-34000 e la specificazione del cliente:
"Eseguito da cooperativa radiotaxi di Napoli Srl". "Cose da
pazzi, di fronte a un episodio del genere potremmo chiamare il Gabibbo",
commentano i tassisti goriziani increduli, i quali intanto hanno chiesto
spiegazioni alla Telecom e sono in attesa che il disguido venga chiarito al più
presto.
( da "Arena, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I COMMENTI. I
rappresentanti di Confindustria e Apindustria Verona, Centro servizi di Volargne
e Asmave raccontano l'impasse e sollecitano cambiamenti "Pesa l'anno nero
del granito" La crisi c'è e i suoi contorni emergono chiaramente anche
dagli interventi di alcuni qualificati rappresentanti del mondo
dell'associazionismo lapideo scaligero. Che invocano cambiamenti a livello
normativo ma anche un diverso approccio delle aziende nelle politiche
commerciali che devono essere adottate. "Nel primo semestre 2007",
spiega Diego Testi, presidente di Confindustria Marmo Verona, "il trend è
stato positivo mentre nel secondo semestre è cominciato un periodo negativo che
sta continuando. Soprattutto per quanto riguarda il settore del granito
rispetto ad un marmo che sostanzialmente tiene le posizioni. Non so se si possa
parlare di crisi o situazione strutturale del mercato", si interroga
Testi, "alla luce della concorrenza e del calo degli ordinativi. A partire
dagli Stati Uniti dove il settore edilizio è in crisi". E poi: "In
Germania registriamo una presenza sempre più massiccia dela concorrenza dei
Paesi emergenti mentre i Paesi dell'Est comprano ancora ma il controvalore non
compensa comunque la flessione dei mercati tradizionali. Nostro auspicio è un
impegno delle istituzioni ad alleggerire le problematiche quotidiane delle
aziende. Un'inversione di rotta? Difficile che si verifichi, almeno fino alle
elezioni americane di novembre e, quindi, fino al 2009". "Purtroppo
anche questi primi mesi del 2008", spiega dal canto suo Filiberto
Semenzin, presidente del Centro servizi per il marmo di Volargne, referente per
il Distretto del marmo e delle pietre del Veneto, "confermano il momento
di difficoltà. Le risposte alla crisi possono essere fornite dallo Stato con
una normativa ed una fiscalità che tengano conto del sistema delle piccole e
medie imprese e della necessità di sostenerle. Da parte delle stesse
imprese", ricorda Semenzin, "c'è senz'altro bisogno di una maggiore
consapevolezza nel migliorare le proprie politiche di marketing in forma
unitaria. Su questa strada le nostre aziende si stanno riorganizzando,
auspicando una maggiore considerazione e attenzione anche da parte delle banche
in un'ottica complessiva di accompagnamento e crescita del territorio".
"L'inizio del
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ISTITUZIONI (con Cantiere leg data: 2008-04-30 - pag: 15 autore: Tavolo tecnico
da metà maggio Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari Adriano
Moraglio TORINO La Regione Piemonte ha deciso la "rottamazione" di
funzionari, dopo aver avviato, con successo, quella dei dirigenti. A metà
maggio sarà avviato un tavolo tecnico. Ed entro il mese potrebbe delinearsi
l'entità della possibile platea di interessati tra i dipendenti regionali.
Termine un po' brutale, "rottamazione" (usato, anche in senso
ironico, dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i
provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco
auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la
struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano
poi così indolori per le casse regionali) sul medio periodo con un
ridimensionamento dell'organico. La spinta verso esodi incentivati del
funzionariato, dalla categoria D ( la più alta) in giù, arriva da un'intesa con
il sindacato. L'età media nella totalità dell'area non dirigenziale è piuttosto
alta e si aggira sui 45- 50 anni. Si tratterà di un nuovo scossone nella
composizione del "corpo" della macchina regionale che sino a qualche
anno fa assomigliava molto a una piramide rovesciata, con una fortissima
componente dirigenziale. Ora non è più così. Nel 1997, con una pianta organica
di circa tremila dipendenti i dirigenti erano 380; oggi sono scesi al numero di
163 su 2.670 dipendenti. Il risultato viene ottenuto con diverse misure. Per
esempio, sono state ridotte le Direzioni di vertice (da
( da "Denaro, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli espansione
internazionale. Pmi, San Marino a Napoli: Fate affari con noi Buona posizione
geografica, burocrazia snella,
regime di tassazione agevolata per le imprese, comparto manifatturiero di
qualità con aziende di eccellenza in numerosi settori, insediamenti industriali
in cui è possibile investire: sono alcuni dei vantaggi che la Repubblica di San
Marino offre agli imprenditori campani che hanno intenzione di fare affari in
questo territorio, che non va considerato come un paradiso fiscale come
spesso si pensa. E' quanto emerge dall'incontro svoltosi ieri presso l'Unione
degli industriali di Napoli tra imprenditori locali e una delegazione dell'Anis
(associazione nazionale dell'industria sammarinese) in visita in Campania con
l'intento di sviluppare affari e accordi di cooperazione. L'iniziativa è
promossa dall'associazione di Palazzo Partanna e organizzata in collaborazione
con il gruppo Il Denaro. Oggi la delegazione di San Marino visita il sistema
Cis-Interporto-Vulcano Buono, struttura creata da Gianni Punzo che può essere
un modello di riferimento logistico per San Marino. Nadia Pedicino Tutti
concordi nel sostenere che la due giorni campana è solo l'inizio di una serie
di incontri e di future collaborazioni. " L'associazione che rappresento
dichiara il presidente dell'Anis, Piergiovanni Terenzi intende costruire dei
validi legami di cooperazione con le altre associazioni industriali,
soprattutto con quella napoletana, in quanto la realtà produttiva di San Marino
non si discosta molto da quella campana. Pensiamo alle eccellenze nel settore manifatturiero,
al tessile, al packaging. Gli fa eco il presidente Gruppo Piccola Industria di
Napoli Bruno Scuotto, il quale ritiene: "Entrambi i territori, il nostro e
quello sammarinese, hanno bisogno di aprirsi a nuovi mercati. Spesso guardiamo
a Paesi lontani con alti tassi di crescita del Pil, senza considerare che a
pochi chilometri da casa esistono opportunità di affari da cogliere al volo.
Questo di oggi è solo un primo incontro, ne seguiranno altri a breve termine:
come Unione parteciperemo nel prossimo mese di giugno ad un Forum economico che
si svolge a San Marino". Che il settore manifatturiero offra validi
sbocchi di collaborazione tra Campania e San Marino è anche l'opinione del
direttore dell'Anis Carlo Giorgi: "In questo settore informa ci lavorano
circa 18 mila persone, ma i punti di forza del nostro territorio sono un
governo stabile dove non esiste indebitamento e la pressione fiscale è
contenuta. Qualche preoccupazione desta solo il sistema pensionistico che
recentemente è stato anche oggetto di una importante riforma finalizzata ad
aumentarne la sostenibilità". Non solo manifatturiero, anche il mobilio,
l'imballaggio, le forniture per uffici, la ceramica, rappresentano dei settori
di eccellenza nella repubblica di San Marino, come riporta Marco Bianchini
della Karnak s.a., un'azienda di articoli e attrezzature per ufficio che conta
80 mila clienti e che ha un magazzino di circa 40 mila metri quadrati tutto
automatizzato. Anche la telefonia riveste a San Marino un'ottima posizione,
come afferma Andrea Cendali Pignatelli presidente di Telecom Italia San Marino
spa. Non bisogna quindi considerare la Repubblica di San Marino come un
paradiso fiscale, ma un territorio dalle mille opportunità "che, aggiunge
il console onorario a Napoli Vittorio Torino offre l'opportunità all'operatore
interessato di avviare un'impresa in soli quindici venti giorni". del
30-04-2008 num.
( da "TgFin.it" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sul Web i redditi
degli italiani Li ha messi online l'Agenzia entrate L'Agenzia delle entrate mette
online i redditi di tutti i cittadini italiani e le tasse versate al Fisco. La
notizia è girata a grandissima velocità, e il sito è stato preso d'assalto,
tanto che è risultato inaccessibile a lungo non appena i dati sono stati resi
pubblici. L'operazione è semplicissima: dall'indirizzo www.agenziaentrate.it si
può, con pochi clic, risalire ai redditi. Quelli diffusi riguardano le
dichiarazioni del 2005. Cantanti, attori, sportivi: i redditi di tutti gli
italiani sono alla luce del sole, a disposizione di chiunque. Ma senza andare
lontano, si può anche curiosare nelle tasche del vicino di casa. Le
dichiarazioni dei redditi pubblicate on line riguardano, infatti, tutte le
persone fisiche, le società di persone, le associazioni di artisti e
professionisti; le società di capitali, gli enti commerciali, gli enti non
commerciali. Gli elenchi sono suddivisi per comune ed ordinati secondo
l'alfabeto. "In caso di inattendibilità dei dati - si legge nel
provvedimento - in luogo di essi sono esposti tre asterischi". Le
disposizioni "sono sottese - si legge ancora - a perseguire la finalità
d'interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione
dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria". I termini e le
modalità di pubblicazione sono fissate annualmente da un decreto del ministero
delle Finanze. LA PROTESTA DEL POPOLO DELLA VITA: SI VIOLA LA PRIVACY Questa
notizia ha subito messo in allarme un'associazione che fa capo al Pdl (Popolo
della Vita, corrente dei Valori), che ha denunciato la pubblicazione di questi
dati protestando contro la violazione della privacy. "E' la dimostrazione
palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha
spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi e Alemanno"
dice il portavoce dell'associazione Diego Righini. "La privacy è stata
violata a norma di legge. E' corretto far pagare le tasse proporzionate agli
evasori ma non si può tollerare un clima di intimidazione e persecuzione che
soffoca i cittadini contribuenti. I lavoratori autonomi chiudono per eccesso di
burocrazia e i dipendenti pubblici
portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla
crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL
VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal
garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa
seguito a un provvedimento del direttore Massimo Romano del 5 marzo,
previsto a norma di legge dai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973. ''L'Autorità
Garante per la protezione dei dati personali - scrive il direttore Romano nel
provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi - con decisioni
del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
I NODI DELLA
POLITICA Baraccopoli nel mirino: senza regole no
accoglienza I consigli di Berlusconi per snellire la burocrazia "Ora via i campi rom", la sfida di Alemanno ELENA ROMANAZZI
Roma. Mettersi subito al lavoro "senza pietà" per cambiare Roma in
fretta. Per il neosindaco della capitale, Gianni Alemanno, ieri è stato il
giorno del trionfo alla Camera, dove si è recato a votare il "suo"
presidente, Gianfranco Fini. Ad accoglierlo a Montecitorio un
mini-trionfo. Applausi, cori da stadio al momento della "chiama" con
i deputati del Pdl che hanno intonato dai banchi un "ooohhh..." di
attesa, esploso in un "olè" quando il segretario d'aula ha pronunciato
il nome di Alemanno. La giornata del neo sindaco alla Camera - oggi tornerà a
Montecitorio e poi alle 14 verrà proclamato ufficialmente sindaco di Roma - è
scivolata via tra strette mano e congratulazioni. Silvio Berlusconi - rivela
Alemanno - mi ha indicato come snellire la burocrazia.
E Umberto Bossi della Lega, dopo averlo abbracciato gli ha assicurato pieno
appoggio per risolvere il problema sicurezza nella capitale: "Dobbiamo
dare - spiega il leader dei Lumbard - il segnale che il paese aspetta, anche a
Roma, una città accerchiata dagli accampamenti dove si arricchiscono spacciando
droga". È questo il pallino del sindaco, la sicurezza. Il giorno dopo le
elezioni proprio ad un quotidiano rumeno annuncia che sarà tolleranza zero nei
confronti degli immigrati clandestini e dei cittadini stranieri non in regola.
A finire nel mirino saranno le baraccopoli e i campi nomadi abusivi. Campi -
spiega Alemanno al quotidiano rumeno on line "Cotidianul" - dove sta
aumentando da un giorno all'altro la criminalità e lo sfruttamento di donne e
bambini. Il sindaco chiarisce che non ha alcuna intenzione di chiudere le porte
della capitale agli immigrati, ma - spiega - senza il rigore, senza la serietà
nel rispetto delle leggi è impossibile parlare di accoglienza. Alla sicurezza
sarà dedicata la prima riunione della giunta capitolina. La squadra Alemanno
ancora non è pronta. Ma di sicuro per rilanciare la capitale ha in mente di
istituire una Commissione (candidato a presiederla è Gian Maria Fara) sulla
falsariga della commissione Attali voluta da Sarkozy, per "mettere insieme
tutte le migliori intelligenze della città", comprese quelle del
centrosinistra. Di sicuro per il momento c'è il vice sindaco, Mauro Cutrufo.
Poi tanti papabili, come Andrea Augello per il Bilancio. Bordoni, uno dei più
votati in questa tornata elettorale al Patrimonio o al Commercio. Nella giunta
dovrebbero entrare Alfredo Antoniozzi e Fabio De Lillo. In corsa per i Lavori
pubblici Pasquale de Luca. La squadra - assicura - sarà di alto profilo. Così
ecco spuntare il nome di Luca Barbareschi per le Politiche culturali, quello di
Luca Malcotti per il Personale, Samuele Piccolo potrebbe finire alle Politiche
giovanili. Sono ancora diversi i nodi da sciogliere. All'assessorato della
Sicurezza, potrebbe finire un tecnico, un esterno proveniente dai ranghi delle
forze dell'ordine, forse dall'Arma dei carabinieri. Sarò sindaco di tutti,
insiste, lontano dai salotti e in mezzo alla gente. "Vent'anni fa mi sarei
messo a ridere se mi avessero detto - spiega a Ballarò - che sarei diventato sindaco".
Il sogno si è realizzato: "Nella gente c'era voglia di cambiamento, ma è
ingeneroso scaricare la sconfitta della sinistra sulle spalle del solo Rutelli:
dopo quindici anni ininterrotti di governo da parte dello stesso sistema di
potere non si poteva pensare di continuare per altri cinque anni". Nella
scelta ha pesato - aggiunge - anche la campagna di demonizzazione fatta nei
miei confronti che si è rivelata un boomerang per chi l'ha messa in piedi.
Infine sui saluti romani levatisi per la sua vittoria dice: "Solo
spacconeria che non ha valenza ideologica".
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'INIZIATIVA
DELL'ARCI E DELLA TENDA Una guida in sei lingue per favorire l'accoglienza Una
guida in sei lingue - dall'italiano all'arabo - per guidare gli immigrati nelle
procedure amministrative e nei servizi presenti sul territorio cittadino. È la
Guida multilingue realizzata dall'Arci di Salerno e dal centro "La
Tenda" in collaborazione con Regione, Comune, Cgil e cooperativa sociale
Cassiopea. Prefettura e Asl hanno concesso il loro patrocinio a questa
iniziativa che, secondo i promotori, rende i diritti "tangibili ed
esigibili". La pubblicazione contiene quattro sezioni: soggiorno, servizi
sociali, sanità e lavoro. Ci sono anche i recapiti delle associazioni migranti
e gli indirizzi delle istituzioni. Tutto scritto con il modello
domanda-risposta in sei lingue: italiano, francese, spagnolo, inglese, russo e
arabo. Una bussola molto utile anche per le famiglie italiane e per i datori di
lavoro che vogliono orientarsi nella burocrazia. Durante la presentazione,
ieri mattina nel Salone dei Marmi, l'assessore Ermanno Guerra ha definito la
guida "un segnale di cultura sociale fondamentale, perché chiunque viene
nella nostra città non si senta disorientato. Ma questo è anche un orgoglio per
i nostri concittadini, perché dà il senso di una comunità che sa dare risposte
a chi ha bisogno, in termini di servizi e di informazioni".
Giuseppe Cavaliere, allargando il discorso ai temi caldi del momento, parla di
sicurezza: "Le associazioni dei migranti costituite in città sono un
baluardo, un elemento centrale. La sicurezza si realizza con misure di
contrasto e attivando un dialogo con le comunità, perché tutti si sentano
pienamente legittimati come cittadini". Il prefetto Claudio Meoli osserva
che "la cultura dell'accoglienza deve avere un ritorno da parte degli
immigrati, che devono sottomettersi alla legge italiana, regolarizzando la
posizione e rispettando le regole. La guida è un segnale di attenzione e un
invito a rispettare le regole". Dai prossimi giorni, la pubblicazione si
potrà ritirare gratuitamente in diversi punti della città, fra cui: i
segretariati sociali del Comune, lo sportello "Tam Tam" (via La
Carnale), i sindacati e la Caritas.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il San Carlo...
"Toglieremo tutti gli stemmi dei Savoia, per il resto sarà com'è sempre
stato. Il commissario Nastasi sta lavorando con grande entusiasmo e
rapidamente, senza l'assedio della burocrazia. E questo mi fa pensare che
forse a Napoli bisognerebbe commissiarare tutto, sarebbe un modo per risolvere
tanti problemi". Per il momento, comunque, i problemi che si stanno
risolvendo sono quelli del teatro e il progetto che prevede la spesa di 50
milioni di euro in tre anni è in fase avanzata di progettazione. Il
teatro chiuderà ai primi di luglio, dopo il grande concerto del giorno
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
30-04-2008)
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Afragola, un
elettore si presenta con un certificato non suo. Scatta l'inchiesta, scoperta
marijuana nella stanza del politico Pdl DALL'INVIATO GIGI DI FIORE Afragola. Il
ritorno alla normalità parte in salita. Un voto senza condizionamenti,
un'amministrazione comunale lontana dalle pressioni del clan camorristico
dominante, una burocrazia estranea alla cultura del "favore": sono le piccole,
grandi, normalità che Afragola cerca di riprendersi. E che una tranquilla
campagna elettorale, dopo 30 mesi di commissariamento prefettizio, sembrava
promettere. E invece un casuale "incidente", scoperto in uno dei 70
seggi elettorali, fa ripiombare la città nello sconforto del "qui
non cambia mai nulla". Un giovane neo consigliere comunale del Pdl, eletto
con 525 voti, arrestato per spaccio di droga, due indagati per voto di scambio.
All'origine di tutto, lo zelo, questo sì da buoni auspici, di una presidente di
seggio, alla ventesima sezione nella scuola "Castaldo" di piazza
Ciampa, parte storica della città. È mezzogiorno e venti di lunedì, nel seggio
c'è folla. Un disoccupato, Raffaele D. B. di 35 anni, consegna la tessera
elettorale per votare. Ma qualcosa non quadra, la commissione elettorale si
insospettisce: l'uomo risulta aver già votato con un'altra tessera elettorale.
Il disoccupato dice che si sbagliano, che è al seggio per la prima volta. La
presidente non gliela fa buona. Chiama la polizia, denuncia l'errore: la
tessera elettorale non appartiene all'uomo, che uno scrutatore ricorda di aver
già visto. Al commissariato di Afragola, diretto da Pietro Paolo Auriemma, ci
vuol poco per scoprire l'inghippo. Raffaele D.B. crolla subito: "Sono
disoccupato, mi hanno promesso il posto. Avrei votato anche tre o quattro volte
pur di averlo". E spiega che la tessera elettorale appartiene ad un suo
vicino. Chi gli ha fatto la promessa, chi gli ha chiesto di violare la legge?
La risposta è immediata: Francesco Iazzetta. Un nome coinvolto in una vicenda
giudiziaria di dieci anni fa. È un dipendente comunale di 51 anni, allora all'ufficio
Anagrafe. Si scoprì che Anna Mazza, la vedova di Gennaro Moccia considerato il
capoclan della camorra ad Afragola, possedeva documenti falsificati. Che la
reale data di nascita non corrispondeva a quella registrata nei terminali
informatici. E così, quando la donna subiva controlli, dai terminali non
risultava alcun precedente penale a suo carico. Un errore risalente al 1957,
quando la Mazza si era trasferita da Napoli ad Afragola. Fu allora che, negli
atti, a penna la data di nascita del 28 febbraio 1937 fu mutata in 28 marzo
1937. Un'alterazione poi riportata nei terminali. Il ciclone investì tre
dipendenti comunali e due agenti di polizia dell'ufficio addetto alla notifica
degli atti giudiziari. Un anno fa, l'assoluzione per tutti. Per nessuno furono
accertate dirette responsabilità penali, ma la vicenda alimentò quel clima di
sospetto che da sempre fa parte del Dna del Comune di Afragola. Gli agenti
vanno subito a casa di Francesco Iazzetta, 51 anni. In un sottoscala trovano
ben 409 tabulati di stati di famiglia di persone residenti ad Afragola.
"Li ho conservati a futura memoria, perché sono di persone cui ho fatto
dei piaceri al Comune", si giustifica l'uomo. Poi al primo piano, nella
stanza del figlio Raffaele, 24 anni (neo consigliere comunale nella lista di
centro destra che appoggia il nuovo sindaco Enzo Nespoli), in una scatola di
scarpe vengono trovati
( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ALLARME DI DE PRA'
Edilizia pubblica bloccata, quella privata si sta fermando BellunoE intanto
l'edilizia si ferma. La crisi, che attanaglia il settore ormai da parecchi
mesi, sta creando non pochi problemi. La denuncia viene dalla sezioni edili dei
Assindustria. Il suo presidente, Ezio De Prà, a margine della presentazione
dell'Osservatorio sugli appalti, ha confermato che i lavori nel settore
pubblico sono bloccati, perché il Comuni non hanno più soldi e non sono in
grado di commissionare progetti nemmeno per mettere a posto le strade. Da
novembre a oggi hanno chiuso l'attività cinque imprese. I cantieri non mancano
in giro, ma sono aperti da troppo tempo per rappresentare il nuovo e sembrano
non finire mai.A soffrire sono soprattutto le medie imprese, meno flessibili
delle piccole nell'accontentarsi anche di interventi di manutenzione. Nel
privato le cose non vanno meglio. I giovani faticano
parecchio a reperire risorse per farsi una casa e la burocrazia soffocante spinge gli investitori all'estero. La crisi, insomma,
avrà ripercussioni in tutta la provincia, se non si inverte la
tendenza.Nonostante l'analisi poco promettente e il fatto che, per rimettersi
in moto, il sistema degli appalti avrà bisogno di un paio d'anni, De Prà invita
a non cedere al pessimismo.Cipriana pagina III.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi in assemblea i Commercialisti
della provincia. Appello alla politica del presidente dell'Ordine "Troppe
norme, serve una tregua" Commercialisti ed esperti contabili dopo il
matrimonio oggi si presenteranno uniti in assemblea. Dal primo gennaio i
rispettivi ordini professionali sono stati soppressi ed è stato istitutito un
nuovo Ordine con due sezioni. Renato Cinelli ne è il presidente.Come è cambiato
il ruolo del commercialista negli ultimi anni?"Come consulente delle
imprese, organo delle procedure concorsuali e ausiliario del giudice, si è
adeguato a svolgere la propria attività nel mutato contesto economico e legale.
Questo ha comportato un costante aggiornamento professionale con una
obbligatoria formazione continua".Cosa vi chiedono i clienti?"Di
essere consulenti in materia di bilancio, fiscalità, diritto societario,
controllo contabile, controllo di gestione e societario, piani finanziari e di
impresa".La burocrazia e le costanti variazioni della normativa, sono un ostacolo allo
sviluppo delle aziende?"Certamente. Una delle nostre pressanti richieste è
quella di una "tregua normativa" per consentire una corretta
previsione e applicazione delle norme. Purtroppo il nostro Paese si
caratterizza per una burocrazia superiore a quella
degli altri Paesi, con ciò creando una distorsione nella concorrenza
internazionale delle nostre imprese e un minore interesse da parte di
investitori esteri. Una semplificazione burocratica e una riduzione delle
modifiche legislative, soprattutto in materia fiscale, consentirebbe di
produrre una maggiore ricchezza".Il commercialista è ancora il tramite
privilegiato tra aziende e istituzioni pubbliche?"Rimane un soggetto di
fiducia, che garantisce una correttezza di rapporti. Esercitare una professione
in un Ordine professionale significa non solo aver seguito un percorso
formativo completo e verificato con esami di stato particolarmente severi, ma
anche essere obbligati a una formazione di aggiornamento continua e soggetti a
norme disciplinari".Sono tanti i giovani che si avvicinano a questa professione?"Pur
in presenza di una continua crescita degli iscritti (il 29\% dei nostri
iscritti hanno meno di 40 anni), il flusso è diminuito: serve un percorso
universitario di 5 anni, un tirocinio di almeno 3 anni e il superamento di un
esame di stato molto selettivo".Con l'apertura di nuovi sbocchi
commerciali (Cina, India) le conoscenze del professionista trasformate?"Il
commercialista italiano non può esercitare la professione all'estero, non
perché non sia consentito, ma perché la nostra è una professione che richiede
una approfondita conoscenza di norme fiscali e societarie. Siamo però capaci di
accompagnare l'imprenditore italiano nel processo di internazionalizzazione
della propria impresa anche indicando validi professionisti di riferimento nei
Paesi di sbocco. Alcuni nostri colleghi intraprendenti, hanno uffici nei Paesi
emergenti dell'Europa centro-orientale o dell'Asia".Le attività
commerciali di nuova nascita o quelle di extracomunitari, si rivolgono al
commercialista?"Quelle avviate da extracomunitari non in modo
diffuso".Cosa chiederebbe ai governi nazionale e regionale a favore della
sua categoria?"Più considerazione per la nostra attività che ha una forte
valenza pubblica, non utilizzando il commercialista per servizi volti unicamente
a sgravare le pubbliche amministrazioni, ma riconoscerne il valore
professionale".Quali saranno le caratteristiche del programma dell'Ordine
per il 2008-2012?"Il programma può essere riassunto nel motto
dell'elezione: una professione autorevole".Michela Zin.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Da un anno tutto
fermo in via Oroboni Una cabina dell'Enel blocca i lavori all'ex Gabar La Rossi
è pronta a fare causa (f. br.) Ormai è un anno che i lavori sono bloccati. Dopo
aver demolito i fabbricati dell'ex Gabar di viale Oroboni, il mega intervento
di riqualificazione dell'area che dovrà dare alla luce una nuova piazza, un
parcheggio interrato e condomini per abitazioni, uffici e negozi è fermo a
causa dell'Enel. La società elettrica deve spostare la
cabina che si trova dietro il Teatro studio e per ragioni di ordinaria burocrazia continua a posticiparne i
tempi. E intanto la Rossi Costruzioni di Stanghella, che ha acquistato la parte
del Comune per un valore di 4 milioni 750mila euro con un'offerta a trattativa
privata risalente a marzo del 2006, non può iniziare a costruire.
"È una vergogna - afferma il titolare dell'impresa, Silvano Rossi - siamo
in possesso di tutte le autorizzazioni, dalle concessioni per le opere di
urbanizzazione ai permessi di costruire i palazzi, ma finché non viene spostata
quella cabina non possiamo aprire il cantiere ufficialmente. Abbiamo clienti
che vorrebbero comprare appartamenti, negozi, uffici, ma le trattative sono
tutte bloccate a causa dell'Enel. Sarà inevitabile un contenzioso".E
pensare che un'altra centralina, che dovrà sostituire quella esistente con una
potenza maggiore per servire non solo una parte di San Bortolo, ma anche la
nuova area residenziale, è già pronta da tempo, ma aspetta solo la presa in
consegna dell'Enel. "Il Comune ha scritto all'Enel per cercare di
accelerare l'iter, ma non è bastato. E intanto noi abbiamo pagato già gli oneri
di urbanizzazione e i 70mila euro chiesti dall'Enel stessa".Il titolare
dell'impresa è preoccupato per i ritardi, ma non teme per l'investimento. Prima
o poi i lavori partiranno.Nell'alienazione della superficie pubblica dietro al
comando dei vigili urbani, la convenzione ha previsto non solo la costruzione
di due palazzi a forma di elle che contornano la nuova piazza, ma anche un
intero fabbricato che la ditta realizzerà funzionale al Comune. Mentre al piano
terra ci sarà una parte commerciale o a uso delle associazioni di volontariato,
negli altri tre piani saranno destinati gli uffici degli assessorati dei
Servizi sociali e della Casa, attualmente in affitto in viale Trieste con un
contratto ormai in scadenza. La Rossi, inoltre, sempre in cambio della nuova
destinazione d'uso e nell'ambito degli accordi presi con l'amministrazione
ancora nel 2006, dovrà ristrutturare il comando della polizia locale, demolendo
anche tutta quella parte che funge da tettoia sul retro per le auto di
servizio.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SernagliaIl Piano di
Sviluppo Rurale della Regione delude. Troppa burocrazia, eccessivi adempimenti
formali, limiti troppo rigidi. Queste le critiche di Comuni, imprenditori
agricoli, associazioni di categoria. Con il risultato che il mondo agricolo si
chiude sempre più in se stesso. Basti pensare che in tutto l'ambito regionale
sono state presentate 33 manifestazioni di interesse da parte di vari Enti per
i Progetti Integrati d'Area/Ambiente (Pia), di esse solo due riguardano
il trevigiano: quella dei Comuni del Quartier del Piave e quella dell'Ente
Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. I Pia consistono in un insieme di
misure e di azioni coordinate per temi o per ambiti territoriali omogenei, per
l'accesso ai contributi economici da parte dei conduttori dei terreni agricoli
o forestali. Sono strumento finalizzati a promuovere, in un ambito territoriale
delimitato, un insieme di misure che convergano verso un comune obiettivo di
tutela e di salvaguardia dell'ambiente, del territorio e del paesaggio, nonché
di protezione delle risorse acqua, suolo ed aria, favorendo la conservazione e
la valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore
naturalistico e la biodiversità ad esse collegata. Tenuto conto delle
peculiarità del territorio del Quartier del Piave ai Comuni proponenti è
apparsa infatti particolarmente significativa la possibilità di coordinare
interventi di interesse agroambientale in un'area caratterizzata da una
notevole frammentazione fondiaria e da un'elevata fragilità ambientale,
inserendoli nel quadro unitario di un Progetto Integrato d'Area, finanziabile,
nella sua totalità sino all'importo massimo di due milioni di euro per il
quinquennio di riferimento, e valutato sulla base di una specifica graduatoria
riservata ed in un certo senso privilegiata, distinta da quella cui vengono
assegnate le domande individuali. Eppure alla serata di presentazione
dell'iniziativa di agricoltori non vi era traccia."Le chances di successo
del Paino di Sviluppo Rurale - spiega l'assessore sernagliese, Rudy Mazzero -
stando alle voci raccolte fra gli addetti ai lavori sono molto basse. Tuttavia,
è intenzione delle stesse Amministrazioni del Quartier del Piave, sulla scorta
delle problematiche emerse in occasione dell'elaborazione ed in sede di
presentazione del proprio PIA, fare massa critica e, con il coinvolgimento
della Provincia, che al riguardo si è già detta disponibile, oltre che,
auspicabilmente, delle stesse Associazioni di categoria, premere per la
modifica dei requisiti per l'accesso ai bandi dei Progetti Integrati d'Area,
allo scopo di ripresentarne uno nuovo a valere per l'anno venturo".Manuela
Collodet.
( da "Gazzettino, Il" del 30-04-2008)
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LE
"MATRICOLE" RomaNOSTRA REDAZIONELo sa, e non se ne cura. Con la fama
acquisita come organizzatore di "ronde padane", il minimo che possa
capitare a Gianluca Forcolin, sindaco di Musile di Piave e da ieri deputato
della Lega Nord, è qualche speculazione degli avversari politici sul suo
cognome, evocatore di antichi strumenti di giustizia. In realtà le
"ronde" sono di vigilantes privati e il loro promotore è un
tranquillo tributarista di 39 anni in abito scuro e cravatta d'ordinanza, una
delle dieci "matricole" che l'avanzata di Alberto da Giussano ha
spedito dal Veneto a Montecitorio.La sua "giornata particolare" è
cominciata prestissimo, per poter atterrare a Roma alle 8 del mattino. Volo in
compagnia di colleghi "veterani" come i trevigiani Luciano Dussin e
Giampaolo Dozzo, dispensatori di preziosi consigli ma anche utilissimi per
agevolare l'ingresso nel palazzo e ridurre l'impatto con la
burocrazia. Il neofita è
vezzeggiato dai commessi ("Onorevole, di qua, prego"), condotto al
piano nobile, registrato, fotografato, equipaggiato con un pacco di tessere,
brochures informative e gadgets vari e spedito subito, via Transatlantico,
nell'aula dove eserciterà il mandato. Come tutti i
"subentranti" in seguito all'opzione di deputati plurieletti, Forcolin
ha dovuto attendere un paio d'ore, finché il suo nome non è stato letto dal
presidente provvisorio Pierluigi Castagnetti, e poi s'è accomodato, ancora
frastornato dalle prime impressioni. S'impone allo sguardo il trionfo liberty
del Transatlantico, il corridoio "dei passi perduti", con i marmi
policromi, i magnifici arredi, i soffitti decorati, l'illuminazione a
plafoniera (tipica, appunto, dei transatlantici) che l'architetto Ernesto
Basile volle per conciliare solennità ed ariosità. "È grande", ripete
Forcolin. "Ci vorranno quindici giorni solo per imparare la strada".
Valutazione ottimistica, visto che di tanto in tanto, soprattutto ai piani
delle commissioni, si perdono parlamentari e giornalisti con molti anni
d'esperienza.Da Musile di Piave, undicimila abitanti in provincia di Venezia, è
un bel salto. "Noi della Lega - premette Forcolin - siamo venuti a Roma
per cambiare, per realizzare il federalismo, per rispondere alle istanze del
popolo del Nord anche in tema di sicurezza". Ed eccoci alle famose ronde.
"Ma quali ronde... Sono vigilantes privati, attivi dal 5 marzo, da
mezzanotte alle cinque del mattino, per custodire edifici e beni pubblici, fino
all'ultimo cassonetto di Musile. Abbiamo il nulla-osta della Prefettura. Ora
speriamo di integrare il servizio con il tassello conclusivo, in convenzione
con Jesolo e San Donà di Piave: l'istituzione di un numero verde che consentirà
ai cittadini di segnalare eventuali anomalie ad un pubblico ufficiale, che a
sua volta allerterà, secondo la gravità del fatto, il 112 o i vigilanti. Le
assicuro che i risultati già si vedono". A giudicare dal responso delle
urne i cittadini gradiscono. "La sicurezza - prosegue - è stato il nostro
cavallo di battaglia e la gente ci ha premiato. Musile, con il 32 per cento
alla Lega, è il Comune più leghista della Provincia di Venezia. Adesso, da
deputato, lavorerò per aumentare gli organici delle forze dell'ordine".
Forcolin ha chiesto la commissione Attività produttive, solitamente in cima ai
desideri dei deputati veneti, o la Finanze, per competenza professionale, ma
certo rimarrà sindaco di Musile.A dormire il neodeputato andrà in albergo.
"Più tardi - spiega Forcolin - penserò ad un appartamento, magari in
condivisione con un collega". Giusto, non c'è fretta. A Montecitorio non
si corre quasi mai. Basteranno davvero quindici giorni per verificare se vale
sempre il vecchio detto: "La vita del parlamentare è ozio senza riposo e
fatica senza lavoro".A.B.
( da "TGCom" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sul Web i redditi
degli italiani Li ha messi online l'Agenzia entrate L'Agenzia delle entrate mette
online i redditi di tutti i cittadini italiani e le tasse versate al Fisco. La
notizia è girata a grandissima velocità, e il sito è stato preso d'assalto,
tanto che è risultato inaccessibile a lungo non appena i dati sono stati resi
pubblici. L'operazione è semplicissima: dall'indirizzo www.agenziaentrate.it si
può, con pochi clic, risalire ai redditi. Quelli diffusi riguardano le
dichiarazioni del 2005. Cantanti, attori, sportivi: i redditi di tutti gli
italiani sono alla luce del sole, a disposizione di chiunque. Ma senza andare
lontano, si può anche curiosare nelle tasche del vicino di casa. Le
dichiarazioni dei redditi pubblicate on line riguardano, infatti, tutte le
persone fisiche, le società di persone, le associazioni di artisti e
professionisti; le società di capitali, gli enti commerciali, gli enti non
commerciali. Gli elenchi sono suddivisi per comune ed ordinati secondo
l'alfabeto. "In caso di inattendibilità dei dati - si legge nel
provvedimento - in luogo di essi sono esposti tre asterischi". Le
disposizioni "sono sottese - si legge ancora - a perseguire la finalità
d'interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione
dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria". I termini e le
modalità di pubblicazione sono fissate annualmente da un decreto del ministero
delle Finanze. LA PROTESTA DEL POPOLO DELLA VITA: SI VIOLA LA PRIVACY Questa
notizia ha subito messo in allarme un'associazione che fa capo al Pdl (Popolo
della Vita, corrente dei Valori), che ha denunciato la pubblicazione di questi
dati protestando contro la violazione della privacy. "E' la dimostrazione
palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha
spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi e Alemanno"
dice il portavoce dell'associazione Diego Righini. "La privacy è stata
violata a norma di legge. E' corretto far pagare le tasse proporzionate agli
evasori ma non si può tollerare un clima di intimidazione e persecuzione che
soffoca i cittadini contribuenti. I lavoratori autonomi chiudono per eccesso di
burocrazia e i dipendenti pubblici
portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla
crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL
VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal
garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa
seguito a un provvedimento del direttore Massimo Romano del 5 marzo,
previsto a norma di legge dai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973. ''L'Autorità
Garante per la protezione dei dati personali - scrive il direttore Romano nel
provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi - con decisioni
del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA. VERSO IL
VOTO Il Pdl: "L'Uv senza di noi non va da nessuna parte" Campagna
elettorale al motto di "cambiare con noi" [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA
SAINT-VINCENT "Il vento del cambiamento arriva in Valle d'Aosta e soffia
forte". Lo ha detto Alberto Zucchi, segretario regionale di Alleanza
nazionale, lunedì sera al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent all'apertura
della campagna elettorale del partito del Popolo della libertà. Gli ha fatto
eco Enrico Tibaldi, consigliere regionale Pdl: "Dal 26 maggio il Pdl sarà
la seconda forza politica valdostana. Raddoppieremo i consiglieri regionali
(oggi sono 4, Ndr) e ci proporremo come forza di governo. L'Uv è avvisata:
senza il Pdl non si va da nessuna parte". Il tema del cambiamento è stato
il "fil rouge" degli interventi del coordinatore regionale di Forza
Italia (Giorgio Bongiorno), dei consiglieri regionali del Pdl (Dario Frassy,
Massimo Lattanzi, Eddy Ottoz, Enrico Tibaldi) e di Domenico Aloisi, leader
valdostano de "La Destra", alleato in Valle con il Pdl.
"Cambiare con noi" è lo slogan del Pdl per le Regionali del 25
maggio, motto scandito a gran voce dai tanti aderenti e simpatizzanti che hanno
reso insufficiente la sala Monte Bianco del Billia. Galvanizzati dai successi
alle Politiche e dalla vittoria di Gianni Alemanno a Roma, gli esponenti del
Pdl hanno lanciato la sfida alle altre due coalizioni, quella autonomista e
quella del Galletto. "Basta - ha detto Giorgio Bongiorno - con i servitori
del palazzo, con chi si crede padrone dell'autonomia, con l'arroganza dell'Uv e
dei suoi vassalli. Siamo stanchi di finanziare carrozzoni clientelari che hanno
soffocato lo sviluppo in Valle d'Aosta. Siamo stanchi della marginalizzazione
dei parlamentari valdostani. Il Pdl è l'alternativa per cambiare". Per
Dario Frassy, "dopo una legislatura dalla quale usciamo con un bilancio
positivo, abbiamo le carte in regola per fare quel salto di qualità che
l'Italia ha fatto il 13 e 14 aprile e che Roma ha fatto domenica. Cambiare con
il Pdl è l'unica prospettiva di sviluppo futuro per la Valle d'Aosta, per non continuare
a essere governati da chi non dà risposte concrete e si trastulla con cose come
la Festa della caccia". Altra parola che è riecheggiata nei discorsi dei
pidiellini è stata "libertà". Eddy Ottoz:
"Libertà dalla burocrazia oppressiva, libertà di scegliere la scuola per i propri figli,
libertà di sviluppare idee e progetti. Basta con il paradosso per cui in Valle
il "silenzio-assenso" è diventato "silenzio-rifiuto"".
Da ex unionista, Ottoz ha sparato alto: "Mandiamo l'Uv al ballottaggio.
Questo è il voto utile". Massimo Lattanzi ha portato l'economia in sala:
"Un Pil allo 0,9 per cento e tasse che sono salite dell'11 per cento.
Questa è l'economia della coalizione autonomista. Governanti che non capiscono
come va il mondo perché non hanno mai lavorato, politici privilegiati che sanno
solo cercare consensi. Il voto al Pdl può cambiare la Vallée".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
SALUZZO. IL
GIURAMENTO L'albanese Vjollca e i suoi figli da ieri sono cittadini italiani
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare la Costituzione e le
leggi dello Stato". È questa la formula che Vjollca "Viola"
Shamku ha recitato ieri alle 11,30. Poi la firma dell'atto ufficiale e la
donna, 50 anni, immigrata dall'Albania, è diventata cittadina italiana a tutti
gli effetti. La cerimonia si è svolta in municipio, di fronte al sindaco Paolo
Allemano che ha così accolto una nuova famiglia fra gli abitanti della città.
Insieme a "Viola", infatti, da ieri hanno conquistato
l'"italianità" anche i due figli Mila, 18 anni, e Paolo (16), che
erano presenti al momento della firma e del giuramento sulla Costituzione. Alla
fine della cerimonia i protagonisti erano emozionati. Poche le frasi
pronunciate nell'atrio del municipio. "Siamo molto contenti perché ora
siamo davvero italiani a tutti gli effetti, al 100 per cento". L'iter per
ottenere la cittadinanza di questa famiglia di Tirana non è ancora concluso.
Nei prossimi mesi si formalizzerà anche la pratica per Zenel Shamku, il marito
di Vjollca. Il suo fascicolo ha seguito una strada indipendente nei meandri della burocrazia. La famiglia Shamku vive nel Saluzzese dal 1993, quando Zenel
arrivò chiamato da amici a Scarnafigi. Nel 1995 arrivarono anche moglie e
figli. Poi il trasferimento a Saluzzo. Per ottenere la cittadinanza italiana
occorrono dieci anni di residenza anagrafica, un lavoro, la fedina penale
"pulita" e la richiesta va inoltrata direttamente al Presidente della
Repubblica. Giorgio Napolitano ha firmato il decreto che è arrivato a
"Viola" Shamku il 29 dicembre scorso. "Manteniamo anche il
passaporto albanese e adesso abbiamo tutti i diritti in entrambi i Paesi. Alle
prossime elezioni potremmo partecipare alla vita democratica con il nostro
voto" spiega la donna. Il Comune di Saluzzo conferisce la cittadinanza
italiana a cittadini immigrati con una frequenza di un caso al mese.
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per Fini solo
formalità Ma è la giornata di Bossi CAMERA: Nostro inviato Fabrizio Carcano
Roma - Entra Umberto Bossi: tutti in piedi ad applaudire, maggioranza e anche l
opposizione. Nel primo giorno della 16esima legislatura, la scena è tutta per
la Lega Nord. Che lascia subito il segno. Cromaticamente, perché i 60 deputati
leghisti si vanno a prendere un intero settore dell emiciclo di Montecitorio,
formando una macchia verde nell arena della Camera, un colpo d occhio
spettacolare. Ma il momento più alto e simbolico della giornata, dedicata alle
scontate votazioni senza possibilità concreta di raggiungere il quorum
necessario per eleggere Gianfranco Fini presidente, è l applauso riservato da
Montecitorio al ritorno del Senatur dopo quattro anni in Aula. Un applauso che,
di fatto, rappresenta simbolicamente l avvio della legislatura del cambiamento,
delle riforme, del federalismo. E che si vada verso cinque anni improntati sul
cambiamento lo confermano anche i deputati leghisti, un vero e proprio piccolo
esercito, impossibili da confondere con gli altri, con le cravatte e le
pochette verdi nei taschini d ordinanza a marcare la differenza tra i
parlamentari del Carroccio e gli altri. "La presenza della Lega in Aula si
nota subito. Siamo un vero e proprio spicchio verde. E il lungo applauso
riservato a Bossi dimostra quale considerazione e rispetto ci siamo guadagnati.
Ma quello che vogliamo sono i fatti ovvero le riforme, a cominciare dal
Federalismo, per proseguire subito dopo con misure per contrastare l
immigrazione clandestina e dare più sicurezza", spiega Roberto Cota,
indicato come nuovo presidente del gruppo dei deputati leghisti. D accordo
anche Andrea Gibelli, vice capogruppo uscente, un veterano delle battaglie di
Montecitorio, pronto a rituffarsi nella mischia. "In Aula oggi tutti,
maggioranza e opposizione, hanno preso atto e si sono resi conto del peso della
Lega. Hanno visto i nostri banchi pieni, hanno visto che abbiamo riempito un
intero settore. E hanno capito che la Lega non farà sconti a nessuno".
Cambiamento. Subito. Queste le parole d ordine tra i deputati del Carroccio.
"Anche perché o le cose cambiano davvero oppure tutta quella gente che ci
ha votato viene a prenderci a casa con il bastone. E farebbe bene",
avverte il vicentino Stefano Stefani, che rimarca: "Federalismo e
sicurezza sono le priorità, ma la gente vuole anche altro. Per esempio una
semplificazione burocratica che consenta alle aziende e ai cittadini di
risparmiare tempo e denaro". La prima votazione scivola via senza storia e
nella pausa prima della seconda qualcuno si domanda il perché di tali bizantinismi.
"Siamo qui per fare, siamo qui per lavorare. Francamente trovo difficile
sopportare queste perdite di tempo. Sapevo che ci sono questi riti romani ma
vivendoli li trovo ancora più insopportabili", taglia corto il varesino
Marco Reguzzoni, che, forte del suo solito pragmatismo, va subito al nocciolo
della questione: "Abbiamo votato già da due settimane e ne passeranno
altre due prima che il nuovo Governo possa insediarsi. E un assurdità lasciare
per un mese il paese senza un Governo e perdere tutto questo tempo, nonostante
le urgenze. La prima delle quali è il Federalismo". Concorda Ettore
Pirovano: "Insieme al Federalismo, quando modificheremo la Costituzione,
dovremo introdurre correttivi anche per le Camere, perché queste perdite di
tempo non hanno senso davvero". In termini di riforma federalista il
trevigiano Luciano Dussin, in commissione Affari Costituzionali dal 2001 al
2006, quando gli allora ministri Bossi e Roberto Calderoli preparavano il testo
della riforma costituzionale poi votata dal Parlamento e quindi bocciata al
referendum, con il voto favorevole del Nord e quello contrario del resto dell
Italia, osserva: "Dobbiamo ripartire dall impianto di quella riforma, che
eliminava 200 parlamentari, tagliava i costi della macchina statale, riduceva
costi e sprechi. Era una buona riforma ed è stata bocciata solo per una
strumentalizzazione politica del centrosinistra. Ma quelle modifiche vanno
riproposte". Nessuno, però, si nasconde che la strada verso il cambiamento
sarà irta di ostacoli. "Non illudiamoci, nessuno ci farà degli
sconti", avvisa il bresciano Daniele Molgora. Che sottolinea: "Le
prime riforme da realizzare sono il Federalismo, amministrativo e fiscale, e la
sicurezza. Sulla sicurezza prevedo un iter più semplice, sul federalismo ci
sarà da combattere una battaglia dura. Ma noi siamo qui per questo e andremo
fino in fondo". Nel frattempo anche la seconda votazione scivola via senza
cenni di cronaca da registrare. "Capisco la prassi e la
burocrazia, ma non che si
perda tempo così. Siamo qui per lavorare, abbiamo voglia di lavorare e di
cambiare le cose", scalpita il milanese Matteo Salvini. E la novarese
Maria Piera Pastore conferma: "Vogliamo partire subito con il lavoro, in
aula e nelle commissioni, per dare il prima possibile quelle risposte che la
gente attende su temi quali il federalismo e la sicurezza". Nel
giardino interno di Montecitorio spunta Bossi: telecamere e taccuini sono tutti
per lui. "Prima in Aula è stato commuovente ed emozionante vedere l intera
aula che applaudiva l ingresso del nostro Segretario", chiosa Silvana
Comaroli. Che rilancia: "La battaglia per il cambiamento sta per iniziare
e ognuno di noi è pronto a fare la sua parte". Claudio D Amico sfoggia una
camicia verde che attira gli sguardi di molti deputati: "Siamo qui per
rappresentare il nostro territorio e per dare alla gente quelle risposte che
attende da troppo tempo". Si torna in Aula per la terza votazione e il
Carroccio riempie il suo settore. "Siamo tanti vero? Prima Giancarlo
Giorgetti dal basso guardava il nostro settore con aria compiaciuta. "Una
bella vista", precisa Jonny Crosio. E il giovane triestino Massimiliano
Fedriga: "Con questi numeri saremo davvero in grado di garantire quel
cambiamento per cui siamo stati votati". Chiude un altro veterano,
Giampaolo Dozzo che rileva: "Gli stipendi sono bassi, le tasse sono alte:
i cittadini del Nord attendono riposte su questo. E la soluzione è una sola: il
Federalismo". La legislatura del cambiamento è iniziata. [Data
pubblicazione: 30/04/2008].
( da "Blogosfere" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Apr 0830 Basiglio,
nonostante le testimonianze sul disegno osè i bambini sono ancora in comunità
Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 17:00 in Milano cronaca Niente da
fare, la situazione a Basiglio sulla vicenda del disegno osè non si sblocca.
Nonostante la testimonianza che scagionerebbe Giorgia (la bambina di 9 anni
allontanata dalla famiglia insieme al fratello) non ci sono segnali di
cambiamento. L'avvocato della famiglia non si pronuncia, in quanto continua a
battersi per la liberazione dei bambini. L'equivoco sembrerebbe chiarito ma
ancora non si muove nulla. La burocrazia rende le cose molto più macchinose. La perizia calligrafica
dovrebbe essere depositata tra una quindicina di giorni e non è ancora stato
nominato uno psicologo (dopo un mese e mezzo dall'allontanamento). Senza
contare che la Corte d'appello non si è ancora pronunciata sul ricorso
presentato dal legale. Insomma, si sospetta che anche a vicenda chiarita
prima che i bambini possano riabbracciare i genitori potrebbe passare ancora un
mese. Intanto in un'intervista il papà dei bambini racconta che il figlio
piange e chiede di essere riportato a casa. Le mamme hanno deciso di fare una
fiaccolata martedì sera per chiedere che i bambini rientrino in famiglia al più
presto dopo più di un mese di "esilio forzato". Esprimono
solidarietà, cercando di cancellare l'immagine negativa del paese che è stata
data nei primi giorni. Infatti Basiglio era stato dipinto come un paese
razzista e discriminante nei confronti di chi ha meno possibilità economiche,
in quanto quella zona è abitata da famiglie molto abbienti. Si sono raccontate
storie di bullismo nei confronti di bambini che non possono permettersi lussi,
tormentati con feroci prese in giro se non con botte. Il sindaco racconta che
il clima nella cittadina non è dei migliori, in quanto la vicenda è molto
delicata. A Basiglio si conoscono tutti, si bisbiglia e si parla un po' ovunque
della vicenda e arrivano voci di solidarietà nei confronti della mamma che
avrebbe "confessato" che l'autrice del disegno probabilmente era sua
figlia. Certo, ammettere che una figlia ha fatto un disegno, una
"bravata" che ha causato l' allontanamento dei figli di una famiglia
non deve essere stato facile.
( da "Affari Italiani (Online)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'amianto terrorizza
Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune Mercoledí
30.04.2008 19:00 --> Tale stato di cose non è certo attribuibile all'attuale
Giunta comunale (che dichiara la massima attenzione su questo tema, e neanche
alla precedente. Sta di fatto però che il problema esiste, ed essendo piuttosto
grave richiede una soluzione quanto più rapida possibile. Nel 2006, nella città
di Milano, sono state rimosse in sicurezza circa 3361 tonnellate di amianto
(dati SPSAL Asl Milano): tra le aree finora bonificate, l'ex-area Portello, le
stazioni MM, il palazzo della Regione Lombardia, le palestre comunali, alcuni
ospedali milanesi, moltissime scuole comunali e provinciali, i depositi ATM, il
quartiere Gallaratese. Restano tuttavia da "sanificare" alcuni
edifici di proprietà comunale, operazione prevista nel Piano triennale delle
Opere pubbliche 2008, che prevede anche interventi di manutenzione
straordinaria su complessi edilizi per la rimozione dell'amianto dalle
coperture o dalle facciate. La natura del problema richiederebbe tuttavia
tempistiche più agili, perché alcuni degli stabili coinvolti aspettano da
troppo tempo e i residenti sono poco propensi a comprendere la lentezza di
Palazzo Marino: ma, tra gli ostacoli all'inizio dei lavori, oltre ai ritardi
della burocrazia c'è anche l'incognita del temporaneo
spostamento degli inquilini per il tempo necessario alla bonifica. Incognita
che, per quanto riguarda ad esempio il caso di via Feltrinelli, aspetta una
risposta nei prossimi giorni dall'Assessore alla casa Verga e che, ancora una
volta, chiama in causa una più ampia e irrisolta questione abitativa della
città. da chiamamilano.it.
( da "Affari Italiani (Online)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledí 30.04.2008
19:00 --> Se ne torna a parlare sempre in occasione di qualche fatto legato
alla cronaca: l'ultimo è stato quello delle case di via Feltrinelli, dopo che
le 151 famiglie di residenti hanno protestato davanti a Palazzo Marino per la
mancata bonifica dei tetti in amianto che hanno provocato parecchi morti negli
ultimi vent'anni. Ma prima c'erano state anche le Casette di via Crescenzago, e
quelle di via Barzoni, e via Rossellini, via Mazzolari, via De Pretis...
parafrasando Mozart "madunina, il catalogo è questo", e non è
cortissimo. A fronte di molte bonifiche, ce ne sono ancora numerose in lista
d'attesa, inserite nel piano delle opere pubbliche 2007 e in quello triennale
del 2008 per un totale di 9 milioni di euro. Oscar White (ODK) feat Mace
"Milano sud est" Intanto, lo scorso lunedì 28 aprile era la giornata
mondiale in ricordo dei caduti per l'amianto: martedì 29, è stato presentato in
Senato il progetto di legge sull'amianto. Dal generale al particolare, vale la
pena spendere due parole sulla situazione dell'amianto a Milano. Come in altre
città d'Italia, l'amianto è diffuso un po' ovunque, essendo stato utilizzato
(in miscela con il cemento) fino agli anni ottanta per la coibentazione di
edifici e tetti, e in generale come materiale per l'edilizia (tegole,
pavimenti, tubazioni, vernici). Il suo impiego è fuori legge in Italia dal 1992
(legge n. 257/92): ormai è noto a tutti che le fibre di amianto, se liberate
nell'aria e inalate, possono depositarsi nei polmoni provocando malattie, tra
cui il mesotelioma pleurico. La presenza di amianto in un edificio rappresenta
quindi un grosso fattore di rischio per chi vi abita e che, evidentemente, non
può e non vuole aspettare.
( da "TGCom" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sul Web i redditi degli
italiani Li ha messi online l'Agenzia entrate L'Agenzia delle entrate mette
online i redditi di tutti i cittadini italiani e le tasse versate al Fisco. La
notizia, pubblicata dal quotidiano "Italia Oggi" è girata a
grandissima velocità, e il sito è stato preso d'assalto, tanto che è risultato
inaccessibile a lungo. L'operazione è semplicissima: dall'indirizzo
www.agenziaentrate.it si può, con pochi clic, risalire ai redditi. Quelli
diffusi riguardano le dichiarazioni del 2005. Cantanti, attori, sportivi: i
redditi di tutti gli italiani sono alla luce del sole, a disposizione di
chiunque. Ma senza andare lontano, si può anche curiosare nelle tasche del
vicino di casa. Le dichiarazioni dei redditi pubblicate on line riguardano,
infatti, tutte le persone fisiche, le società di persone, le associazioni di
artisti e professionisti; le società di capitali, gli enti commerciali, gli
enti non commerciali. Gli elenchi sono suddivisi per comune ed ordinati secondo
l'alfabeto. "In caso di inattendibilità dei dati - si legge nel
provvedimento - in luogo di essi sono esposti tre asterischi". Le
disposizioni "sono sottese - si legge ancora - a perseguire la finalità
d'interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione
dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria". I termini e le
modalità di pubblicazione sono fissate annualmente da un decreto del ministero
delle Finanze. LA PROTESTA DEL POPOLO DELLA VITA: SI VIOLA LA PRIVACY Questa
notizia ha subito messo in allarme un'associazione che fa capo al Pdl (Popolo
della Vita, corrente dei Valori), che ha denunciato la pubblicazione di questi
dati protestando contro la violazione della privacy. "E' la dimostrazione
palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha spinto
i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi e Alemanno" dice il
portavoce dell'associazione Diego Righini. "La privacy è stata violata a
norma di legge. E' corretto far pagare le tasse proporzionate agli evasori ma
non si può tollerare un clima di intimidazione e persecuzione che soffoca i
cittadini contribuenti. I lavoratori autonomi chiudono per eccesso di burocrazia e i dipendenti pubblici
portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla
crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL
VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal
garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa
seguito a un provvedimento del direttore Massimo Romano del 5 marzo,
previsto a norma di legge dai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973. ''L'Autorità
Garante per la protezione dei dati personali - scrive il direttore Romano nel
provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi - con decisioni
del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Burocrazia
PROGETTO COLORE.
EDIFICI Via Roma, 3 anni per rifare le facciate [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO
Una revisione dei fondi comunali per agevolare la tinteggiatura delle facciate
del centro storico: saranno incrementati e concentrati per i prossimi 3 anni
sugli edifici di via Roma e contrada Mondovì. Obiettivo: "ritrovare"
i colori originali sull'arteria principale della città vecchia in tempi brevi.
L'altra sera la seconda commissione comunale (Urbanistica) ha visto d'accordo
maggioranza e opposizione sul nuovo "Progetto colore", approvato all'unanimità.
I tecnici del settore Urbanistica hanno illustrato le linee guida
dell'iniziativa: Cuneo ha già un "Piano colore" dell'86, quando fu
redatto il piano regolatore ancora vigente. In 22 anni sono cambiati gusti,
tinte, materiali e attualmente un quinto dei 67 edifici che insistono su via
Roma ha facciate fatiscenti, dove da decenni non sono stati fatti lavori di
manutenzione. Il piano prevede una tavolozza di 40 colori per le pareti, 18 per
legni e infissi e 2 per le ringhiere in ferro, più una serie di combinazioni cromatiche.
È vincolante per i palazzi del centro storico e finora i risultati sono stati
parziali. Secondo i tecnici dell'Urbanistica "la riqualificazione passa
attraverso controllo e gestione degli edifici, come avviene per i centri
storici degli altri Comuni in tutta Italia: il progetto sarà l'occasione per
creare una scheda informatizzata su ogni palazzo di via Roma, un rilievo
fotografico delle facciate, la creazione di una banca dati con la schedatura di
affreschi e inserti medievali". Tutte cose che ancora non esistono. In
sintesi: più soldi per chi sceglie di rintinteggiare, ma anche più vincoli, ad
esempio sugli elementi decorativi che saranno valutati per ogni palazzo. Spiega
il sindaco Alberto Valmaggia, che ha delega all'Urbanistica: "La commissione
ha approvato queste linee d'indirizzo. In 3 anni vogliamo che tutta via Roma
ritrovi i colori originali. Il Comune contribuisce a fondo perduto per il 10%
delle spese di tinteggiatura, ma come incentivo si è dimostrato insufficiente:
aderivano solo i condomini che avevano comunque deciso di intervenire". Il
contributo del 10% a fondo perduto è stato istituto nel '90 e riguarda
indistintamnte il centro storico. Negli ultimi 3 anni sono stati stanziati in
totale 150 mila euro, tutti utilizzati. In futuro, il fondo sarà destinato solo
ai palazzi di via Roma e contrada Mondovì (non solo per la facciata
principale). Aggiunge Valmaggia: "Ai fondi del Comune, adesso si sono
aggiunti gli sgravi dell'ultima Finanziaria (detrazioni Irpef del 36% e
aliquota Iva ridotta al 10%), ma abbiamo pensato anche allo
snellimento della burocrazia, esenzione di alcune tasse come l'occupazione suolo pubblico e
riduzione dell'Ici per alcuni anni. Così si renderà l'intervento conveniente.
Il Comune ha deciso di intervenire dopo che ha già fatto la sua parte: il
municipio, palazzo San Giovanni, il conservatorio e palazzo Lovera, tutti di
proprietà comunale, sono stati già rintinteggiati". L'obiettivo è
ottenere un risultato omogeneo, simile a quello che si vede in piazza
Galimberti, dove le rintinteggiature sono durate quasi un decennio e si sono
concluse nel 2002.