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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (50)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari ( da "Corriere.it" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un ceto medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Roma capitale. Un'eredità che andava molto oltre l'elettorato missino, come si vide appunto nel '93.

Ricostruzione, sindaci furibondi La Regione ci deve sostenere ( da "Citta' di Salerno, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oggi, per la burocrazia, termina la fase dell'emergenza post-frana, ma, nei fatti, purtroppo, ancora molto resta da fare. Ieri mattina, presso l'aula consiliare, su impulso del sindaco Amilcare Mancusi, si è tenuta una riunione dei primi cittadini interessati dagli eventi del 1998.

Per il Pd il Nord non è più tabù ( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel vostro programma avete lanciato loro proposte importanti su fisco, burocrazia, ammodernamento infrastrutturale del paese. Non c'è stato feeling? R. La nostra impresa, per usare un eufemismo, è proprio quella di continuare a parlare all'impresa. Noi abbiamo iniziato a farlo e non è vero che non siamo stati creduti, anzi, credo si sia rotta una diffidenza storica.

Le guerre private non portano voti ( da "Tirreno, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove c'è turismo balneare che vive problemi di sicurezza, di una burocrazia troppo lenta, di concorrenza nazionale e internazionale, siamo in sofferenza". Così a Pisa il Pd vince "anche se dalle analisi dei flussi si coglie che parte della sinistra radicale ha votato per il centrodestra". E a Viareggio no.

Regioni d'europa, illy non è più presidente resta l'incarico anti-burocrazia con barroso ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incarico anti-burocrazia con Barroso TRIESTE Dopo la debacle elettorale si chiude definitivamente l'"era" Illy anche a Strasburgo, dove l'ex governatore del Fvg era di casa, nella veste di presidente dell'Are, l'Assemblea delle regioni d'Europa. Ieri è stato infatti nominato il successore di Riccardo Illy alla guida dell'Are,

) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito... ) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genitori degli alunni della 1° B della Scuola Elementare G. Pascoli; una classe di 25 bambini seguiti da un'insegnante di ruolo in prova per quest'anno, che avrebbe dovuto accompagnarli fino alla quinta.

Arriva l'ascensore dopo sedici anni ( da "Centro, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia deve fare il suo corso ma adesso tutti i documenti sono in regola", assicura il sindaco che, dopo il primo viaggio su e giù con l'ascensore accompagnato dall'assessore alla Manutenzione Ferdinando Di Giacomo e dal presidente del Consiglio comunale Valter Cozzi, parla di "giorno storico": "Sono felice perché vietare l'

Primo Maggio: più reddito più sicurezza ( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Taylor proponeva un'etica del lavoro non centrata sul criterio della soddisfazione per il lavoro ben fatto, ma sul vantaggio salariale derivante dalla sottomissione alla disciplina della macchina: la separazione tra il mondo interiore (disimpegnato) da quello esteriore (addomesticato) ha posto le basi di una frattura antropologica curiosamente condivisa anche dalla prospettiva

<Noi una casta? Siamo i motori del cambiamento> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma quanto pesa la burocrazia di un organismo che, prodotto tipico della società di massa, è sottoposto al fuoco di fila non solo dell'antipolitica, ma anche dei soggetti più critici che già faticano a riconoscersi nelle istituzioni tradizionali? PETTENI "Ma in questi anni il sindacato ha presidiato il territorio, è stato vicino alla gente"

Pagina X - Napoli D ite che dobbiamo tutti lavorare insieme per la cittadinanza ma, intanto, io sto ... ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: torchiati da burocrazia e fisco ai quali spesso si aggiunge il pizzo, abbandonano il centrosinistra nei quartieri di periferia. Perché non c'è una politica che li tenga presenti con proposte credibili sia di liberalizzazione vera che di effettiva protezione sociale e civile e che sappia confrontarsi lì, ogni giorno,

Volcic: quando putin salvò eltsin usando un filmato a luci rosse ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella difficoltà di emergere dai meandri di una burocrazia non benevola, Putin dimostra da subito una non comune capacità tattico-strategica. Se non fosse stato così sarebbe rimasto sul limitare di quell'incrocio che in un proverbio russo recita: se vai a sinistra sarai ucciso, se vai a destra ti attendono i banditi, se vai dritto sei finito.

Emozione come a 15 anni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la stessa voglia di cambiare quest'Italia imprigionata dalla burocrazia, dalla concorrenza sleale di chi evade il fisco e utilizza manodopera irregolare. Arriva la terza votazione. Il mio primo giorno finiscequi.Da domani, con l'elezione di Fini a presidente della Camera, si comincia finalmente a lavorare.

Consultorio <bloccato>: c'è la firma ( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio "Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente in difficoltà,

Alemanno, esordio bipartisan Via a una <commissione Attali> ( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha portato indietro qualcosa.

Telefonata ( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento della burocrazia.

Alemanno s'insedia: <Al lavoro senza pietà> ( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dare un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all'altro la criminalità,

NOVAFELTRIA - Durante la recente campagna elettorale, discorrendo di politica in Alta Valmar ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude il parlamentare del Carroccio - il presidente della prima Commissione della Camera sarà un leghista, allora l'iter sarà ancora più rapido". L'iniziativa ha preso in contropiede anche il Comitato per Unavalmarecchia unita in Emilia Romagna, evidentemente non consultato dall'

Il Consorzio per la tutela l'oliva ascolana dop (sia frutto che ripiena) c'è, presto ne ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia ministeriale. Il disagio è emerso ieri nel corso della presentazione del logo del Consorzio che è stato realizzato dal giovane ascolano Daniele Troiani, studente del quinto anno dell'istituto d'arte Licini il cui lavoro ha prevalso fra i 45 lavori preparati dagli studenti coordinati dalla professoressa Battistini.

Esportiamo a Bari la meccatronica ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione.

L'Alto Adige non seduce l'impresa ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va migliorato".

Le imprese chiedono meno burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale.

Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'

L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una delle attrattività dell'area, oltre al basso costo della manodopera, è il basso livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti, della meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina 5 l'articolo prosegue in altra pagina.

Burocrazia snella in aiuto agli affari ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meccanica ed elettromedicale Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil).

Il Nord Africa attrae insediamenti industriali ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tutte queste peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto: "Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".

La ricetta vincente API: concretezza e impegno ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio,

Dopo le parole, ci servono i fatti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Auspicate decisioni rapide ed efficienti e la riduzione della burocrazia "Dopo le parole, ci servono i fatti" Saranno stabiliti temi e priorità all'interno del sistema Friuli Venezia Giulia I PRESIDENTI di ELENA DEL GIUDICE Declinare il "fare sistema", tradurlo in fatti. Fino a ieri era un invito, oggi è una realtà.

Bolletta del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta di napoli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bolletta del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta di Napoli Paradossi della burocrazia telefonica: nell'era delle fatture telematiche, di Internet e dei cellulari c'è ancora chi trova brutta sorprese a causa di una "bolletta pazza". Il "caso" vede come malcapitati protagonisti, stavolta, addirittura gli esponenti di un'intera categoria, quella dei tassisti goriziani.

Pesa l'anno nero del granito ( da "Arena, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una riduzione dei costi della burocrazia e delle tasse, anche locali, che gravano sulle nostre aziende rendendole sempre meno competitive e più appesantite rispetto alla concorrenza estera, e uno sforzo, anche economico, per evitare una forte riduzione della produzione e di conseguenza dell'occupazione.

Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per le casse regionali)

Pmi, San Marino a Napoli: Fate affari con noi ( da "Denaro, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia snella, regime di tassazione agevolata per le imprese, comparto manifatturiero di qualità con aziende di eccellenza in numerosi settori, insediamenti industriali in cui è possibile investire: sono alcuni dei vantaggi che la Repubblica di San Marino offre agli imprenditori campani che hanno intenzione di fare affari in questo territorio,

Online i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito ( da "TgFin.it" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo

ORA VIA I CAMPI ROM , LA SFIDA DI ALEMANNO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza regole no accoglienza I consigli di Berlusconi per snellire la burocrazia "Ora via i campi rom", la sfida di Alemanno ELENA ROMANAZZI Roma. Mettersi subito al lavoro "senza pietà" per cambiare Roma in fretta. Per il neosindaco della capitale, Gianni Alemanno, ieri è stato il giorno del trionfo alla Camera, dove si è recato a votare il "suo" presidente, Gianfranco Fini.

UNA GUIDA IN SEI LINGUE PER FAVORIRE L'ACCOGLIENZA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: orientarsi nella burocrazia. Durante la presentazione, ieri mattina nel Salone dei Marmi, l'assessore Ermanno Guerra ha definito la guida "un segnale di cultura sociale fondamentale, perché chiunque viene nella nostra città non si senta disorientato. Ma questo è anche un orgoglio per i nostri concittadini, perché dà il senso di una comunità che sa dare risposte a chi ha bisogno,

IL SAN CARLO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assedio della burocrazia. E questo mi fa pensare che forse a Napoli bisognerebbe commissiarare tutto, sarebbe un modo per risolvere tanti problemi". Per il momento, comunque, i problemi che si stanno risolvendo sono quelli del teatro e il progetto che prevede la spesa di 50 milioni di euro in tre anni è in fase avanzata di progettazione.

AFRAGOLA, UN ELETTORE SI PRESENTA CON UN CERTIFICATO NON SUO. SCATTA L'INCHIESTA, SCOPERTA MARIJUANA NELLA STANZA DEL POLITICO PDL ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una burocrazia estranea alla cultura del "favore": sono le piccole, grandi, normalità che Afragola cerca di riprendersi. E che una tranquilla campagna elettorale, dopo 30 mesi di commissariamento prefettizio, sembrava promettere. E invece un casuale "incidente", scoperto in uno dei 70 seggi elettorali, fa ripiombare la città nello sconforto del "

Edilizia pubblica bloccata, quella privata si sta fermando ( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: faticano parecchio a reperire risorse per farsi una casa e la burocrazia soffocante spinge gli investitori all'estero. La crisi, insomma, avrà ripercussioni in tutta la provincia, se non si inverte la tendenza.Nonostante l'analisi poco promettente e il fatto che, per rimettersi in moto, il sistema degli appalti avrà bisogno di un paio d'anni, De Prà invita a non cedere al pessimismo.

<Troppe norme, serve una tregua> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e le costanti variazioni della normativa, sono un ostacolo allo sviluppo delle aziende?"Certamente. Una delle nostre pressanti richieste è quella di una "tregua normativa" per consentire una corretta previsione e applicazione delle norme.

Una cabina dell'Enel blocca i lavori all'ex Gabar ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La società elettrica deve spostare la cabina che si trova dietro il Teatro studio e per ragioni di ordinaria burocrazia continua a posticiparne i tempi. E intanto la Rossi Costruzioni di Stanghella, che ha acquistato la parte del Comune per un valore di 4 milioni 750mila euro con un'offerta a trattativa privata risalente a marzo del 2006, non può iniziare a costruire.

Sernaglia Il Piano di Sviluppo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia, eccessivi adempimenti formali, limiti troppo rigidi. Queste le critiche di Comuni, imprenditori agricoli, associazioni di categoria. Con il risultato che il mondo agricolo si chiude sempre più in se stesso. Basti pensare che in tutto l'ambito regionale sono state presentate 33 manifestazioni di interesse da parte di vari Enti per i Progetti Integrati d'

LE <MATRICOLE> ( da "Gazzettino, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ingresso nel palazzo e ridurre l'impatto con la burocrazia. Il neofita è vezzeggiato dai commessi ("Onorevole, di qua, prego"), condotto al piano nobile, registrato, fotografato, equipaggiato con un pacco di tessere, brochures informative e gadgets vari e spedito subito, via Transatlantico, nell'aula dove eserciterà il mandato.

Online i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito ( da "TGCom" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo

Il Pdl: "L'Uv senza di noi non va da nessuna parte" ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eddy Ottoz: "Libertà dalla burocrazia oppressiva, libertà di scegliere la scuola per i propri figli, libertà di sviluppare idee e progetti. Basta con il paradosso per cui in Valle il "silenzio-assenso" è diventato "silenzio-rifiuto"". Da ex unionista, Ottoz ha sparato alto: "Mandiamo l'Uv al ballottaggio.

L'albanese Vjollca e i suoi figli da ieri sono cittadini italiani ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. La famiglia Shamku vive nel Saluzzese dal 1993, quando Zenel arrivò chiamato da amici a Scarnafigi. Nel 1995 arrivarono anche moglie e figli. Poi il trasferimento a Saluzzo. Per ottenere la cittadinanza italiana occorrono dieci anni di residenza anagrafica, un lavoro, la fedina penale "pulita" e la richiesta va inoltrata direttamente al Presidente della Repubblica.

CAMERA: ( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia, ma non che si perda tempo così. Siamo qui per lavorare, abbiamo voglia di lavorare e di cambiare le cose", scalpita il milanese Matteo Salvini. E la novarese Maria Piera Pastore conferma: "Vogliamo partire subito con il lavoro, in aula e nelle commissioni, per dare il prima possibile quelle risposte che la gente attende su temi quali il federalismo e la sicurezza"

Basiglio, nonostante le testimonianze sul disegno osè i bambini sono ancora in comunità ( da "Blogosfere" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rende le cose molto più macchinose. La perizia calligrafica dovrebbe essere depositata tra una quindicina di giorni e non è ancora stato nominato uno psicologo (dopo un mese e mezzo dall'allontanamento). Senza contare che la Corte d'appello non si è ancora pronunciata sul ricorso presentato dal legale.

L'amianto terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia blocca il Comune Mercoledí 30.04.2008 19:00 --> Tale stato di cose non è certo attribuibile all'attuale Giunta comunale (che dichiara la massima attenzione su questo tema, e neanche alla precedente. Sta di fatto però che il problema esiste, ed essendo piuttosto grave richiede una soluzione quanto più rapida possibile.

L'amianto terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune ( da "Affari Italiani (Online)" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Elenchi dei redditi di tutti i contribuenti italiani ( da "TGCom" del 30-04-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo

Via Roma, 3 anni per rifare le facciate ( da "Stampa, La" del 30-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma abbiamo pensato anche allo snellimento della burocrazia, esenzione di alcune tasse come l'occupazione suolo pubblico e riduzione dell'Ici per alcuni anni. Così si renderà l'intervento conveniente. Il Comune ha deciso di intervenire dopo che ha già fatto la sua parte: il municipio, palazzo San Giovanni, il conservatorio e palazzo Lovera, tutti di proprietà comunale,


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Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli errori del centrosinistra che ha inistito sulla pregiudiziale antifascista Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari Scettico sulla svolta di Fini, ha coltivato l'ala "sociale". E da ministro ha pescato anche a sinistra Se è diventato amico di Carlin Petrini leader gastronomo della sinistra, senza smettere il ricordo dell'amico di gioventù ammazzato dagli estremisti di sinistra. Se oggi lo festeggiano i tassisti irriducibili, e Montesano ex eurodeputato Ds; se l'hanno votato le grandi famiglie già papaline quindi democristiane infine rutelliane, e le classi popolari rimaste in città, allora Gianni Alemanno non è più da molto tempo il "picchiatore", il "camerata", l'avanguardia della "marea nera" annunciata da qualche suo coetaneo del fronte avverso. Ieri, in una giornata non meno storica del 13 aprile, il cerchio aperto nel '93 si è chiuso. Allora fu Fini a sfiorare la vittoria contro Rutelli. Adesso a batterlo è l'uomo che più ha faticato a seguire Fini nella marcia verso il centro, che per cinque anni è stato al governo quasi come capo di una corrente alternativa, che a lungo ha diviso con Storace la guida di una "destra sociale" sospettata di velleità neocorporative, ma che ora dimostra come la destra nuova sappia convincere la maggioranza dei romani, reduci da una lunga stagione non priva di successi ma associata al cliché eterno della mediazione, dei circoli, dei salotti interclassisti, delle relazioni privilegiate. Così le grida dell'ultima ora contro "l'uomo nero" non hanno influenzato il voto più di quanto avrebbe fatto anni fa una campagna contro D'Alema "lanciatore di molotov"; come l'insistenza maliziosa sul matrimonio di Alemanno con la figlia di Pino Rauti non ha mosso l'umore dell'elettorato più di un attacco da destra a Pietro Ingrao, per citare un altro "grande vecchio" sconfitto dalla storia e dal crollo delle ideologie ma a cui è giustamente riconosciuto un onore delle armi ad altri negato, almeno sinora. Questo non significa che al ballottaggio esca sconfitto anche l'antifascismo, valore importante pure nella capitale; ma che proprio per questo non andava svilito e strumentalizzato in una maniera che si è rivelata non solo inelegante ma, forse, controproducente. La vittoria di Alemanno (e di Fini, che l'aveva prevista così come alla vigilia del 13 aprile aveva anticipato che la Fiamma di Storace si sarebbe fermata al 2%) dimostra che, come al Nord la Lega tiene le chiavi dell'identità e della rappresentanza, così a Roma la destra ha il polso dell'anima profonda della città, dalle borgate ai quartieri piccoloborghesi, e sa coniugarla in sintonia con quelli che un tempo avrebbe definito polemicamente i "poteri forti" della capitale, dalle gerarchie vaticane ai costruttori; poteri in parte persuasi da tempo, in parte rapidi nel riallineamento. Le ragioni e la natura di questo passaggio storico sono tutte nella biografia del nuovo sindaco. Un uomo capace di cambiare anche radicalmente, senza abiure spettacolari, senza conversioni pubbliche, senza rinnegare il proprio passato. Alemanno, pugliese d'origine (padre di Lecce, madre di Gallipoli), cresce in una Roma che coltiva una memoria del fascismo fatalmente diversa da quella del Nord operaio, che certo non rimpiange le leggi razziali e l'occupazione ma neppure dimentica il lascito del regime: una nuova urbanistica, grandi edifici dal Foro Italico all'università, grandi ospedali come il San Camillo e il Forlanini; un ceto medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Roma capitale. Un'eredità che andava molto oltre l'elettorato missino, come si vide appunto nel '93. La storia di Alemanno è l'adesione sofferta, anche se via via più convinta, al nuovo corso di Fini, avvenuta senza perdere neppure uno dei voti (quelli di Storace sono rientrati tutti al ballottaggio) di un blocco sociale storico, che si è andato evolvendo assieme alla destra. E allora i vecchi militanti e i giovani, i parastatali, i tifosi delle curve (compresa quella romanista), i cultori dei morti degli Anni Settanta celebrati da manifesti, fiori, scritte sui muri, i piccoloborghesi di piazza Bologna e piazza Tuscolo, i nuovi proletari delle borgate, in una parola le classi popolari che nell'apparente indifferenza della sinistra stanno pagando il prezzo dell'immigrazione, sia in termini di sicurezza che di concorrenza sul mercato del lavoro. Ai sostenitori del '93, Alemanno ha saputo aggiungerne altri, infastiditi o semplicemente stanchi del Quindicennio, con lo stesso lavoro di apertura e tessitura che l'ha portato a diventare un ministro apprezzato anche dall'opposizione, e a costruire rapporti di stima con personaggi molto lontani dal recinto della vecchia destra, da Luca di Montezemolo ai viticoltori piemontesi, da Giuseppe De Rita agli agricoltori emiliani preoccupati dall'espansione degli ogm. Tutto questo non poteva essere ridotto a una croce celtica per quanto non rinnegata e anzi mostrata sia pure con sofferenza alla tv, in ricordo dell'amico ucciso Paolo Di Nella , né andava confuso con il folklore. Rispolverare l'armamentario quello sì sempre uguale, ammiccare al fascista sul Campidoglio si è rivelato un errore strategico. La lezione di Roma è semmai quella contraria: dopo il lungo periodo in cui la capitale è stata governata prima da uomini del Pci, compreso quel Luigi Petroselli indicato da destra come il miglior sindaco dai tempi di Ernesto Nathan, poi da giunte in cui gli ex comunisti avevano un peso determinante, ora la maggioranza cambia di segno e premia un esponente del fronte opposto ma non per questo escluso dalla legittimazione e dall'alternanza. E chi oggi parlasse di "seconda marcia di Roma" non coltiverebbe l'indignazione, preparerebbe la prossima sconfitta. Aldo Cazzullo stampa |.

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Ricostruzione, sindaci furibondi La Regione ci deve sostenere (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ricostruzione, sindaci furibondi "La Regione ci deve sostenere" " SARNO. Oggi, per la burocrazia, termina la fase dell'emergenza post-frana, ma, nei fatti, purtroppo, ancora molto resta da fare. Ieri mattina, presso l'aula consiliare, su impulso del sindaco Amilcare Mancusi, si è tenuta una riunione dei primi cittadini interessati dagli eventi del 1998. Oltre a Mancusi, c'erano Ferdinando Albano, sindaco di Bracigliano, Sabatino Tenore, sindaco di Siano, e Liberato Santaniello, sindaco di Quindici. " I presenti, all'unisono, rifiutano la fine del commissariato per l'emergenza idrogeologica. Chiedono tutti, a gran voce, una proroga almeno fino alla fine dell'anno perché non è stato programmato il passaggio dalla fase straordinaria a quella ordinaria, nella quale tutte le competenze in materia passano ai singoli comuni. " L'atto d'accusa non è diretto tanto nei confronti dei tecnici, che, comunque, hanno evidenziato ritardi nella progettazione su tutti i territori, quanto piuttosto nei confronti della politica sulla ricostruzione. " Nel mirino, così, finiscono Bassolino e gli assessori regionali all'Ambiente, succedutisi in questi anni, che hanno fatto trascorrere inutilmente del tempo senza delineare con precisione cosa accadrá dopo la scadenza proclamata. " La paventata Agenzia per la difesa del suolo (Arcadis), che doveva ereditare il ruolo della struttura commissariale, sarebbe stata bloccata ancor prima di nascere più per accanimento politico che per motivazioni tecniche. " Allora, i sindaci non ci stanno e denunciano un corto circuito nel dialogo tra i cittadini, i comuni e la Regione con il Commissariato. " Amilcare Mancusi dichiara: "La struttura comunale non è in grado di far fronte anche a questi compiti. Ci devono spiegare chi si occuperá della manutenzione delle opere realizzate, del completamento di quanto ancora c'è da fare e con quale personale e risorse. La proroga è necessaria per organizzare tutto questo. Chiedo che ciascun sindaco venga nominato sub commissario per avere poteri decisionali e di gestione diretta sulla ricostruzione. Ad oggi, subiamo le lamentele dei cittadini e, se ce ne facciamo portavoce, non abbiamo risposte chiare. Oltre a darci le responsabilitá, ci devono trasferire anche le risorse e i poteri straordinari". " Ferdinando Albano continua: "A Bracigliano, siamo in forte ritardo. Tutto è rimasto come dieci anni fa. La linea rossa, che senza le opere non può essere arretrata, ha depresso l'economia locale. Avevamo trenta ditte edili, ne sono rimaste sei. Perdiamo finanziamenti per appalti pubblici perché non si può edificare. Senza le opere, l'emergenza non è finita". " Sabatino Tenore conclude: "Il problema non è la sopravvivenza della struttura commissariale, ma l'utilizzo delle leggi speciali connesse all'emergenza". " Poi continua: "Se tutto passa nel regime ordinario, ci vorranno ancora anni per completare tutto con espropri, appalti e progettazioni. Perciò, il problema è politico perché manca un progetto complessivo sulla futura gestione delle ultime fasi e su questo vogliamo risposte". Questo il quadro, a dieci anni dalla frana. " Una situazione difficile che rende in alcuni dei centri colpiti dalla calamitá la situazione oggettivamente molto difficile, di una grande complessitá. Ora si tratta soprattutto di vedere come risponderanno a questa situazione gli organismi preposti a livello soprattutto regionale ma anche quelli di carattere nazionale. Gaetano Ferrentino.

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Per il Pd il Nord non è più tabù (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 103, pag. 15 del 30/4/2008 Autore: di Livia Pandolfi Visualizza la pagina in PDF       Il neodeputato Andrea Martella: serve il consenso delle imprese per la sfida della modernizzazione Per il Pd il Nord non è più tabù Costruire un partito di ispirazione profondamente federalista Forse il morale è a terra, ma lo spirito resta battagliero. Il Partito democratico e i suoi parlamentari fanno fatica a mandare giù il rospo della sconfitta targata Rutelli a Roma. Un uno-due, dopo i risultati del 13 e 14 aprile, che stenderebbe chiunque. Non però gli eletti dell'operoso Nordest, voglia di lavorare e alcune poltrone da sindaco portate a casa nelle tane leghiste: per dire, Vicenza, Sondrio, Udine. "Il Partito democratico ha imboccato una strada che si è rivelata più difficile del previsto", spiega Andrea Martella, neodeputato eletto in Veneto, "ma i risultati positivi in alcune città feudo della Lega dimostrano che il Nord non è un tabù. Ora", aggiunge, "dobbiamo radicarci nel territorio, lavorare alla nostra organizzazione, innovare la proposta politica e la classe dirigente". Domanda. Roma, intanto, è caduta, non è che sia un bel segnale. Che ne pensa? Risposta. Rutelli ha fatto una battaglia generosa. Ma sono prevalsi alcuni fattori al momento determinanti: la voglia di cambiamento, l'allarme sicurezza che la destra ha saputo interpretare e l'ondata di ritorno della vittoria del Popolo della libertà alle politiche. Dopodiché non dimentichiamo che il Pd a Roma solo quindici giorni fa ha ottenuto il 41% dei suffragi. D. Al Nord però il Pd fa fatica. Come mai? R. Questo non è esatto, anzi guardando i risultati delle amministrative, si scopre che città come Udine, Sondrio e Vicenza sono state conquistate inaspettatamente dal Pd. Questo dimostra che anche al Nord si può vincere. D. Ammetterà che c'è da lavorare. R. Ci mancherebbe altro. Nessuno vuole negare la situazione e il grande impegno che ci aspetta nel futuro. Annoto solo che laddove si issano bandiere di inespugnabilità da parte della Lega e del Pdl, si riscontrano invece segnali positivi. Nel Nordest e nel Veneto in alcune realtà territoriali il Pd è il primo partito. Significa che è crollato quel muro di incomunicabilità che c'era tra il centro-sinistra e la parte produttiva del paese. Da qui dobbiamo ricominciare. D. Artigianato, piccola impresa, lavoro autonomo. Sono il tessuto connettivo della testa dello Stivale. Nel vostro programma avete lanciato loro proposte importanti su fisco, burocrazia, ammodernamento infrastrutturale del paese. Non c'è stato feeling? R. La nostra impresa, per usare un eufemismo, è proprio quella di continuare a parlare all'impresa. Noi abbiamo iniziato a farlo e non è vero che non siamo stati creduti, anzi, credo si sia rotta una diffidenza storica. Ora bisogna continuare. D. Come? R. Radicandoci nel territorio, ad esempio. D. Con un Pd del Nord? R. Ma no. Costruendo un partito di ispirazione profondamente federalista. E poi offrendo una proposta politica innovativa e rinnovando la classe dirigente. Dobbiamo dar vita a un gruppo dirigente nuovo, riconoscibile ed efficiente. D. Basta? R. No. Serve un possente lavoro sul piano culturale per affrontare le sfide della società contemporanea. Noi dobbiamo rivolgerci al mondo del lavoro dipendente, al lavoro autonomo e alle imprese chiedendo consenso per portare a termine una svolta epocale nel nostro paese: la sfida della modernizzazione. D. Stavolta "si può fare"? R. Senza alcun dubbio. Il Pd e il suo leader Walter Veltroni hanno messo in campo una rivoluzione nel sistema politico italiano candidandosi da soli alle elezioni. Una scelta che ha semplificato in modo straordinario quel tanto vituperato teatrino della politica consegnandoci un parlamento con pochi gruppi parlamentari e in grado finalmente di decidere. In queste ore tutti lo dimenticano, ma siamo stati noi ad averlo fatto offrendo grandi benefici al paese. Se non ci fosse stata questa scelta probabilmente l'esisto elettorale del centro-sinistra sarebbe stato peggiore. è da questo coraggio che dobbiamo ripartire dimostrando con i fatti agli italiani che siamo in grado di andare nella sola direzione di cui l'Italia ha bisogno: una straordinaria modernizzazione e una nuova politica votata solo all'interesse del paese.

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Le guerre private non portano voti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Claudio Figaia "Le guerre private non portano voti" Manciulli s'arrabbia: dalle Apuane alla Versilia, stop ai personalismi Il segretario regionale allarga l'autocritica: in alcune zone abbiamo difficoltà a seguire le dinamiche sociali MASSA. Non è un paese tranquillo il nord della Toscana. Qui - a sinistra - si litiga senza risparmio, ci si divide, ci si scontra fra compagni e amici; senza esclusione di colpi. Convinti che, tanto poi, alle elezioni si vince. Comunque. Una danza sull'orlo del burrone in cui, ogni tanto, qualcuno precipita. Come Andrea Palestini a Viareggio, il candidato del Pd stracciato al ballottaggio da Luca Lunardini del Pd: 61 a 38 è finita. "Così non si può andare avanti", sbotta Andrea Manciulli, segretario regionale del Pd, "bisogna, una volta per tutte, superare questo clima di divisione perenne, dove i contrasti personali prevalgono su quelli politici e tornare a una condivisione collettiva della nostra azione. Altrimenti non andiamo da nessuna parte". "Non stiamo dando un bello spettacolo", aggiunge. Basta prendere il caso di Carrara e Massa per capire cosa intende dire Manciulli. Sotto le Apuane la lite continua ininterrotta da almeno dieci anni. Dai tempi del sindaco Lucio Segnanini, subito entrato in rotta di collisione con la sua maggioranza (i Ds, allora) e demolito a fine mandato. Per non parlare del caso primarie 2006, sempre a Carrara. Quando Angelo Zubbani dello Sdi (oggi sindaco) batte da solo il segretario provinciale Gian Maria Nardi, sostenuto dall'intero centrosinistra. Un segnale forte, che a Massa nessuno sembra avere colto. "Sì, è così: in questa parte della Toscana il principale argomento di discussione sono i confronti intestini al centrosinistra che spesso assumono connotazioni di contrapposizione personale. Dalle primarie perse a Carrara dovevamo trarre una lezione, creare un nuovo clima. E invece...". Invece succede che a Massa, è cronaca di questi mesi, il neonato Partito democratico si spacca sulla candidatura a sindaco di Fabrizio Neri, area Margherita, primo cittadino uscente. Sostenuto da Andrea Rigoni, parlamentare e segretario provinciale del Pd, il Neri bis non piace a buona parte del partito. Meno ancora all'Arcobaleno. Qui ci vogliono le primarie, gridano a sinistra, dove hanno già trovato il loro alfiere: Roberto Pucci, sindaco ds nelle precedenti due legislature. Uno che - tanto per tornare ai contrasti personali - aveva defenestrato Neri, suo assessore all'Urbanistica con uno spettacolare azzeramento della giunta. Ma Rigoni punta i piedi: Neri è il candidato del partito, l'unico. Così le primarie saltano. "Una scelta - rimarca Manciulli - del livello nazionale, che ha deciso di non fare le primarie per i sindaci uscenti. Mi adeguo ma continuo a pensare che, quando ci sono parti consistenti del partito che le chiedono, allora è meglio andare alle primarie. Meglio attenuare prima le tensioni. Carrara insegna: non avessimo fatto le primarie probabilmente quel malessere si sarebbe esplicato nel voto reale". Il risultato del caso massese è che Pucci batte Neri in un clima di scontro, dove il primo obiettivo dei contendenti sembra essere quello di voler stracciare l'avversario. La città resta al centrosinistra ma il partito è a pezzi. Però, avverte Manciulli, "le primarie non bastano: servono a ridurre la conflittualità interna, ma non risolvono deficit di capacità di rappresentare la società". E la batosta di Viareggio mostra proprio questo: "In Versilia non è la prima volta che perdiamo. In quella zona, così come all'Argentario, all'Elba, abbiamo difficoltà a seguire le dinamiche sociali. Aree ad alta vocazione turistica con esigenze atipiche rispetto al resto della regione. C'è tutto un mondo del commercio, degli albergatori, che va analizzato, capito. Laddove prevale il turismo culturale, che punta sulla qualità dell'ambiente, sul "buon vivere", il Pd trova consensi. Dove c'è turismo balneare che vive problemi di sicurezza, di una burocrazia troppo lenta, di concorrenza nazionale e internazionale, siamo in sofferenza". Così a Pisa il Pd vince "anche se dalle analisi dei flussi si coglie che parte della sinistra radicale ha votato per il centrodestra". E a Viareggio no. E dunque? Dunque, "basta con le guerre per bande: il partito deve capire che i voti non ci sono dovuti, ma dobbiamo andare a guadagnarceli uno a uno", è questo l'appello di Manciulli.

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Regioni d'europa, illy non è più presidente resta l'incarico anti-burocrazia con barroso (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo la mancata rielezione in Fvg, all'Are al suo posto subentra la francese Michele Sabban Regioni d'Europa, Illy non è più presidente Resta l'incarico anti-burocrazia con Barroso TRIESTE Dopo la debacle elettorale si chiude definitivamente l'"era" Illy anche a Strasburgo, dove l'ex governatore del Fvg era di casa, nella veste di presidente dell'Are, l'Assemblea delle regioni d'Europa. Ieri è stato infatti nominato il successore di Riccardo Illy alla guida dell'Are, "casa" di 260 realtà regionali del Vecchio continente. Si tratta della francese Michele Sabban, vicepresidente della regione dell'Ile de France. Nessuna novità, invece, sull'altro fronte europeo dell'ex governatore, quello che lo vede componente dell'High level group, il team di esperti con il compito di studiare i tagli all'euroburocrazia. Proprio per partecipare a una riunione di questo gruppo nominato dal presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, Illy aveva trascorso a Bruxelles il giorno dello spoglio delle schede elettorali. Per questo incarico non esistono scadenze. Illy per il momento rimane quindi uno degli esperti chiamati a raccolta da Barroso. Diversa la situazione all'Are: lo statuto prevede che quando un presidente perde il suo mandato alla guida di una regione, è uno dei vicepresidenti a doverlo sostituire fino a nuova nomina. La Sabban rimarrà in carica fino alla prossima assemblea generale, in novembre (quando sarebbe scaduto il secondo mandato di Illy). Michele Sabban ha affermato di essere "dispiaciuta che Illy abbia lasciato la presidenza, alla quale ha portato una nuova importante dimensione" e ha detto di voler "proseguire nell'attività svolta dal predecessore". Illy aveva puntato sul trasferimento di maggiori competenze alle Regioni. Concetto ribadito lo scorso novembre, quando a Udine si era tenuta l'Assemblea delle regioni d'Europa, alla presenza di Barroso. Un'altra proposta era quella di creare una polizia federale europea, che si occupasse del controllo delle frontiere, di immigrazione clandestina e droga. "I progetti messi in cantiere da Illy continueranno anche nei prossimi anni - sottolinea l'ex assessore alle Autonomie locali Franco Iacop -. Ha dato grande impulso all'attività dell'Are: ha inaugurato la nuova sede di Strasburgo, e quelle di Bruxelles e in Romania. Ha puntato sulla comunicazione, avviando il sito Internet dell'Are. Grazie a lui si è associato il 10% di regioni in più". e.c.

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) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA pag. 28 ) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genito... ) SCUOLA La burocrazia più importante dei bambini SIAMO i genitori degli alunni della 1° B della Scuola Elementare G. Pascoli; una classe di 25 bambini seguiti da un'insegnante di ruolo in prova per quest'anno, che avrebbe dovuto accompagnarli fino alla quinta. La nostra brava maestra è riuscita fin da subito a creare un rapporto di rispetto ed amicizia con i suoi alunni, nonostante ciò l'anno prossimo dovrà lasciare la classe perché è stata scalzata dall'ennesima graduatoria. Ogni anno noi genitori partecipiamo a tante riunioni per avere chiarimenti su programmi e metodologie di studio che seguiranno i nostri figli, ma soprattutto per creare un rapporto di fiducia con le insegnanti a cui sono affidati. Ancora una volta invece la burocrazia risulta più importante dell'apprendimento e della crescita dei nostri figli. Aspettiamo quindi l'arrivo di una nuova maestra che probabilmente non si fermerà a lungo perché altre graduatorie mineranno il percorso formativo dei nostri figli e di tanti bravi insegnanti. I genitori degli alunni della 1° B - G. Pascoli ) PARCO CELSO STROCCHI Un parco bellissimo, ma senza bagni pubblici SONO un agricoltore di 57 anni. circa un anno fa da via vicoli e via foscolo è stato inaugurato il nuovo parco 'Celso Strocchi'. E' un bellissimo parco per i bambini, per i ragazzi e per gli anziani. E' stata una bella opera fatta dal comune di Ravenna, ma.... C'è solo una cosa che manca: sono i servizi igienici. Io tante volte nelle sere d'estate vado là a passeggiare e ho notato che, in mancanza dei bagni pubblici, la gente fa i propri bisogni dove capita. Spero che i servizi igienici vengano costruiti al più presto, per non trasformare questo bellissimo parco in una porcheria. Sergio Donati San Marco Ravenna ) PUNTA MARINA TERME Un habitat ideale per la 'zanzara tigre' A PUNTA MARINA Terme c'è il pericolo Chikungunya. Non c'è da augurarsi che succeda, ma le condizioni ambientali che favoriscono epidemie tropicali ci sono tutte. In zona esistono orti abusivi su terreno pubblico, dove decine di bidoni, più o meno pieni d'acqua, più o meno coperti, fanno da perfetto habitat per le zanzare tigre.Non si può disinfestare, visto che la zona è stata recintata non si sa da chi. Nonostante l'allarme attivato da Comune e Regione, e dopo quello che è accaduto la scorsa estate in località vicine, qui resta tutto come sempre, sotto il sole. Luca Gramellini Punta Marina Terme.

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Arriva l'ascensore dopo sedici anni (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Palazzo Baldoni, polizia municipale ancora vietata ai disabili: "Il muro sarà abbattuto" Arriva l'ascensore dopo sedici anni MONTESILVANO. Ci sono voluti sedici anni per permettere ai disabili di accedere al secondo piano del palazzo della cultura e dei servizi dedicato al reporter Enzo Baldoni. Ieri è stato il giorno dell'inaugurazione (nelle foto) ma, dopo sedici anni, l'opera non è stata ancora completata. Perché un muro sbarra l'accesso alla sede della polizia municipale che, raggiungibile soltanto con le scale, resta vietata ai disabili. Il sindaco Pasquale Cordoma lo sa e annuncia: "Quel muro sarà abbattuto". Intanto, il palazzo degli uffici comunali è ancora privo del certificato di agibilità: "La burocrazia deve fare il suo corso ma adesso tutti i documenti sono in regola", assicura il sindaco che, dopo il primo viaggio su e giù con l'ascensore accompagnato dall'assessore alla Manutenzione Ferdinando Di Giacomo e dal presidente del Consiglio comunale Valter Cozzi, parla di "giorno storico": "Sono felice perché vietare l'accesso ai disabili a un palazzo comunale non sta né in cielo né in terra". L'ascensore, dalla portata di 630 chiligrommi per otto persone, è costato 15mila euro e consente di raggiungere gli uffici Tarsu, Ici, elettorale, urbanistico e la sala polivalente: "Soldi ben spesi", osserva il sindaco che annuncia il prossimo passo e cioè "realizzare una rampa anche al palazzo di città perché il montacarichi all'ingresso si rompe sempre e non garantisce ai disabili l'accesso". (p.l.).

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Primo Maggio: più reddito più sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Ravenna la manifestazione sindacale Nell'87 tredici morti sulla nave in cantiere Dell'attuale realtà del lavoro viene posta in evidenza soprattutto la precarietà. Essa è vista come una naturale conseguenza dell'esigenza di flessibilità dell'impresa governata dal criterio della massima redditività nel breve tempo. A ben vedere, il problema della precarietà (e meglio dell'incertezza) riguarda soprattutto la fase di ingresso nel mondo del lavoro, mentre più avanti l'impresa desidera perlopiù "fidelizzare" il personale necessario al suo business, nel momento in cui il personale dotato di competenza mira a diventare lavoratore autonomo al fine di meglio capitalizzare la propria preparazione. Dunque, la precarietà vera riguarda due categorie: innanzitutto i giovani che intendono entrare in un mondo del lavoro sempre più complesso e bisognoso di "accreditamenti" che vanno bene aldilà del titolo di studio e richiedono esperienza, o perlomeno caratteristiche piuttosto esigenti quali impegno, lavoro cooperativo, desiderio di apprendere continuamente. In secondo luogo vi sono i precari cronici composti da persone con titolo di studio con scarso appeal, soggetti in difficoltà per motivi personali o sociali, persone impegnate in particolari settori, tra cui vanno segnalati non solo i call center, ma anche il mondo della comunicazione che vede un numero rilevante di precari che tendono ad accettare anche piccoli incarichi pur di "fare esperienza" o comunque mettersi in evidenza. Una posizione particolare è quella dei precari della scuola, persone che insegnano magari per 10 anni, ma non hanno l'abilitazione per insegnare? LE TRASFORMAZIONI DEL LAVORO Non è facile dare una definizione del lavoro oggi, anche perché, dopo la grande utopia del lavoro dei secoli scorsi (Locke, Hegel, Marx), gli studiosi tendono a mettere in evidenza soprattutto gli aspetti critici rispetto a quelli legati alle nuove opportunità. L'attuale realtà del lavoro vede il superamento del lavoro meccanizzato tipico dell'organizzazione scientifica proposta da Taylor e concretizzata nella catena di montaggio, ma anche nelle mega strutture della burocrazia. Taylor proponeva un'etica del lavoro non centrata sul criterio della soddisfazione per il lavoro ben fatto, ma sul vantaggio salariale derivante dalla sottomissione alla disciplina della macchina: la separazione tra il mondo interiore (disimpegnato) da quello esteriore (addomesticato) ha posto le basi di una frattura antropologica curiosamente condivisa anche dalla prospettiva socialista. Max Weber ha posto invece in luce il principio di razionalità strumentale, con cui intendeva il dominio in economia di un pensiero basato esclusivamente sul calcolo e sull'efficienza. Ha spiegato come la società industriale abbia distrutto molti modi di pensare e di lavorare tipici della società tradizionale, ma ha voluto vedere nella società moderna solo ciò che è calcolo, materialità. La grande rivoluzione tecnologica basata sulla microelettronica e sulla telematica, piuttosto che creare una disoccupazione di massa e - come qualcuno ha sostenuto - la fine dello stesso lavoro, ha liberato la gran parte delle persone dal lavoro di routine ed ha dischiuso un nuovo mondo fatto di terziario e di lavori che richiedono impegno e professionalità. MENO GARANZIE, REGNA L'INCERTEZZA Una riflessione interessante riguarda la crisi dell'identità del lavoro a causa dell'incertezza: il disimpegno tra capitale e lavoro, esito della sostituzione del capitalismo familiare con quello finanziario, porta ad una generale incertezza, e quindi vulnerabilità del lavoratore. Il lavoro che nell'era industriale era sì alienato, ma fonte di garanzie e luogo di solidarietà, ora è reso alla stregua di un campeggio: l'esigenza generale di flessibilità produce assenza di punti di riferimento ed impedisce la formazione di identità solide e stabili. Inoltre, si sostiene che i lavoratori si sono fatti a loro volta consumatori in grado di accedere anche a categorie di beni che un tempo venivano definiti "voluttuari" e che oggi sono possibili - ed in qualche modo obbligati - dai costumi del nostro tempo. In tal modo la loro identità è definita non tanto dal lavoro, quanto dalla possibilità di scegliere il bene o il servizio ritenuto più appropriato alla propria espressione soggettiva. In una frase, sono passati dall'etica del lavoro all'estetica dei consumi. Uno degli aspetti strutturali della cultura del lavoro nel nostro Paese è costituito, purtroppo, dalla particolare incapacità nel garantire il rispetto delle regole viste sempre come un limite che impedisce l'espressione della libertà economica e personale. Ciò avviene ai vari livelli: dirigenziali, intermedi ma anche esecutivi. Questo aspetto costituisce in buona parte la causa dell'elevato livello di incidenti sul lavoro, che spesso sono il tragico esito di una incapacità collettiva nel garantire procedure di sicurezza. Infine va segnalato come la crescita dei servizi e della terziarizzazione fa emergere un'etica dell'alterità: la persona, coinvolta sempre più in una rete di relazioni sia interne sia esterne alla propria organizzazione, non è più consegnata ad un ufficio rinchiuso ma è chiamata a coinvolgersi nel rapporto con gli altri e così facendo mette in gioco i propri talenti attraverso un vero e proprio servizio. Le altre persone emergono come volti umani che manifestano una richiesta da cui si genera una relazione che a sua volta implica un coinvolgimento ed una responsabilità. L'alterità è un'altra dimensione emergente dal lavoro di oggi, che in questo modo è anche occasione per la creazione di socialità. Dario Nicoli.

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<Noi una casta? Siamo i motori del cambiamento> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Noi una casta? Siamo i motori del cambiamento" Petteni, Laini e Cicerone sul futuro del sindacato "Nell'autonomia dalla politica la risorsa per il territorio" Quest'anno la Festa del Lavoro del Primo Maggio è più che mai per Cgil, Cisl e Uil l'occasione per chiedere più reddito e più sicurezza sul lavoro. A Bergamo è prevista la tradizionale manifestazione con il corteo - aperto dai monaci tibetani - che si snoderà a partire dal piazzale della stazione per le vie del centro. Alle 11 è previsto il comizio in piazza Vittorio Veneto, dove prenderà la parola Antonio Foccillo, segretario confederale nazionale della Uil a nome di tutte e tre le sigle sindacali. A seguire, è in programma lo spettacolo musicale della Banda Putiferio dal titolo "Attenzione uscita operai", con la presentazione di un cd-libro sul mondo del lavoro. Ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Laini, Gigi Petteni e Marco Tullio Cicerone abbiamo chiesto di ragionare sul ruolo del sindacato e sulle prospettive future della concertazione. Alla luce anche dei risultati elettorali e delle polemiche che accompagnano, ogni anno, la celebrazione della festa del lavoro. "Sarà il Primo Maggio più difficile degli ultimi quindici anni" titolava il Corriere della Sera lunedì. Che cosa sta succedendo al sindacato? Qualcuno parla di terremoto in arrivo... LAINI "Non sono d'accordo con questa lettura della situazione. Abbiamo avuto Primo Maggio molto più complicati, anche segnati in maniera molto negativa dalla politica o dalla crisi occupazionale. Quest'anno l'affrontiamo molto più serenamente. I titoli sul sindacato-casta e altri attacchi mediatici fanno parte di un quadro che ha accompagnato regolarmente le ultime feste del lavoro". PETTENI "Non siamo così in difficoltà come è stato presentato. E non abbiamo un passato di cui vergognarci. Penso che questo sia un Primo Maggio di svolta e di speranza e la sfida che ci viene chiesta sta tutta qui. C'è chi ci vede ancora come una corporazione, ma noi vogliamo difendere gli interessi dei lavoratori dentro una visione generale". Non avvertite quindi una crisi di consenso tra i lavoratori? LAINI "Veniamo dalla consultazione di luglio, dove abbiamo ottenuto l'80% dei consensi: non siamo noi ad avere perso le elezioni. Il nostro rapporto con i lavoratori è saldo. E mai come in questo momento Cgil, Cisl e Uil sono vicine ad una piattaforma di gestione unitaria dei temi sindacali". CICERONE "Il sindacato, a differenza della politica, vive quotidianamente nel rapporto con la gente. Non è una casta". PETTENI "Dobbiamo però cambiare qualcosa anche al nostro interno. Andare una volta ogni quattro anni, quando facciamo il congresso, a chiedere la fiducia e poi esercitarla per mandato... Penso che serva qualcosa di intermedio, senza diventare per forza assembleari. Occorre riuscire a produrre un cambiamento che abbia in sé elementi più forti di partecipazione. Dobbiamo far contare di più i nostri soci: più protagonismo a loro per creare un protagonismo più diffuso nella società. Sarebbe straordinario mettere in campo queste proposte condivise". La neopresidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha rilanciato immediatamente sulla riforma delle relazioni industriali. A che punto è l'intesa sulla contrattazione territoriale? CICERONE "È una scelta che dobbiamo affrontare da troppo tempo. Le elezioni hanno dato un segnale forte nel segno del federalismo. E qualificare meglio il livello di contrattazione dal livello nazionale a quello territoriale risponde in maniera specifica a queste richieste di federalismo". PETTENI "Su questo tema abbiamo fatto bene a creare tutte le condizioni per arrivare a una proposta fortemente condivisa". LAINI "Io sono ottimista. Anche la Cgil spinge perché questa operazione di revisione del modello contrattuale sia fatta in fretta. Ci concepiamo come una risorsa per il territorio oltre che per i lavoratori, che sono interesse principale della nostra missione. Siamo un sindacato bergamasco, lombardo. Voglio dire che abbiamo caricato, pur nella debolezza dei riferimenti normativi, una soggettività territoriale importante". Il modello Bergamo funziona quindi? È esportabile? PETTENI "Ogni giorno nella Bergamasca facciamo contrattazione territoriale. L'abbiamo fatta, in questi anni di profonda trasformazione, molto in difesa. Abbiamo ora bisogno di una contrattazione che abbia lo scopo di distribuire meglio le risorse, perché anche in questo territorio c'è una sofferenza di redditi. Per usare una metafora calcistica, attualmente la contrattazione territoriale arriva fino a centrocampo, vogliamo estenderla a tutto campo. Ma ribadisco che in questi anni il sindacato si è sporcato le mani e lo ha fatto in modo unitario, mettendo in campo proposte e iniziative. E questo lo dico anche in ragione di alcune prediche fuori luogo che abbiamo ricevuto dalla controparte, dal mondo delle imprese locali, e intendo quello organizzato, non gli imprenditori". Confindustria? PETTENI "In particolare". LAINI "Allargare gli spazi di contrattazione sul territorio è vitale anche per affrontare temi di qualità. Senza rinunciare a niente del Contratto nazionale, spostare certi temi dal centro alla periferia, nei luoghi di lavoro, è assolutamente vitale". CICERONE "A Bergamo siamo stati fortemente innovativi: la Cassa integrazione in deroga è partita da qui, siamo una delle poche province che è riuscita a sviluppare politiche attive per il lavoro, siamo riusciti a mettere in piedi un osservatorio del mercato del lavoro che ci consente di leggere come un'unica voce i dati per avere un'omogeneità di lettura delle situazioni". Il sindacato è il motore del cambiamento? PETTENI "Non tutte le strade portano a Roma. E a questo proposito domani saremo in piazza portando qualcosa del lavoro fatto in questi anni. Siamo pronti infatti per un'iniziativa che si chiamerà "Diritti al cambiamento" e sarà presentata ufficialmente il prossimo 20 maggio. Metteremo in campo una serie di proposte, l'idea è quella di aggiornare un documento che abbiamo fatto nel 2004 con le priorità di carattere territoriale: quattro anni sono un tempo ragionevole per introdurre correttivi di analisi, rivedere cose che sono successe. C'è il tema del manifatturiero, certo, ma non solo. Per fortuna si aggiungono anche altri elementi, penso ad esempio allo sviluppo del terziario, a quello che sta nascendo a San Pellegrino. Il nostro Primo Maggio a Bergamo è anche questo: cambiare per crescere". LAINI "Siamo costretti ad evocare il cambiamento. Mi spiego: abbiamo una vocazione al manifatturiero nella Bergamasca, manifatturiero che è il maggiore bersaglio della globalizzazione. In parole povere: se il Tessile non cambia, il Tessile a Bergamo non ci sarà più, tranne quelle quattro o cinque aziende internazionalizzate e di eccellenza, tutto il resto rischia il default subitaneo. Abbiamo sempre tentato di accompagnare le scelte di cambiamento con comportamenti sindacali corretti. Semmai sono in ritardo gli investimenti, è in ritardo la consapevolezza che il nanismo delle imprese è un handicap straordinario per affrontare il tema della competitività, siamo in ritardo col fatto che si dice nei convegni che serve maggiore formazione e poi il mercato del lavoro si muove in maniera vorticosa solo per le professionalità più basse. Insomma, chi deve produrre trasformazione e innovazione si muove troppo lentamente". Il sindacato come forza propositiva, quindi. Ma quanto pesa la burocrazia di un organismo che, prodotto tipico della società di massa, è sottoposto al fuoco di fila non solo dell'antipolitica, ma anche dei soggetti più critici che già faticano a riconoscersi nelle istituzioni tradizionali? PETTENI "Ma in questi anni il sindacato ha presidiato il territorio, è stato vicino alla gente". L'apparato però non è cambiato. PETTENI "Non esiste l'apparato! Ci sono i dirigenti e gli operatori. Ma guardate, a me piacerebbe proprio parlare dei sindacalisti, vorrei proprio mettere in piazza i nostri listini paga. I nostri dirigenti e operatori lavorano a 1.200-1.500 euro al mese a contatto con migliaia di problemi e difficoltà. Essere sindacalista è ancora una forte passione e proprio non vedo dove sia questa grande burocrazia. E poi guardiamo l'altra faccia della medaglia! Ai giovani. E ai nostri delegati. C'è chi fa i conti delle ore di permesso sindacale moltiplicate per i delegati, ma questa è gente che si impegna in modo disinteressato, gente che non farà mai un'intervista all'Eco, ma che ha fatto grandi le nostre organizzazioni". LAINI "Sono d'accordo. Più che cambiati noi, temo che siano cambiate le valutazioni della politica. Quella stessa politica che negli anni '90, molto vicina al baratro, preoccupata della propria dissoluzione, ha avuto bisogno del sindacato e che oggi, aldilà degli schieramenti, pensa di poter fare a meno di noi. La politica non ci vuole più bene, intende recuperare supremazia relativamente al governo delle cose italiane e teme un sindacato invadente e politicizzato. Ma noi chiediamo solo di gestire normalmente, serenamente il nostro ruolo di rappresentanza. Va detto, però, che aldilà della politica, ci troviamo di fronte all'affermazione, in questi ultimi anni, degli interessi di categoria, di corporazione e di particolare. Bergamo è uno scenario significativo a questo proposito. Questi interessi non possono che vedere nel sindacato un avversario". Va bene, sindacato e partiti politici non sono la stessa cosa. C'è però chi ha visto nella sconfitta del Centrosinistra anche una crisi del sindacato. LAINI "Certo, finalmente anche i giornali hanno scoperto che c'è il lavoratore leghista iscritto alla Cgil che conferma la sua fiducia nel sindacato e sulla politica sceglie diversamente il proprio interlocutore. Negli ultimi 15 anni abbiamo predicato l'autonomia del sindacato, e la gente già praticava da tempo questa distinzione: il sindacato faccia il suo mestiere e la politica il suo". CICERONE "L'adesione al voto ci restituisce la visione di un Paese che non ha bisogno di politiche "contro", ma di politiche "del fare". La Lega intercetta un elettorato fortemente motivato al Nord sul problema del federalismo e ha raccolto componenti più razionali rispetto ad anni fa, che mettono in crisi il meccanismo centralizzato di distribuzione delle risorse, senza andare a discapito della solidarietà". PETTENI "Penso che sia un bene che lavoratori e pensionati iscritti al sindacato votino nell'arco di tutto il quadro politico. Perché in una politica che tende a semplificarsi e a determinarsi soprattutto in due grandi raggruppamenti, l'autonomia del sindacato è garanzia di dialogo. Questo solo se la politica sarà in grado di valorizzare i suoi quadri intermedi". Paolo Doni.

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Pagina X - Napoli D ite che dobbiamo tutti lavorare insieme per la cittadinanza ma, intanto, io sto ... (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Napoli D ite che dobbiamo tutti lavorare insieme per la cittadinanza ma, intanto, io sto qui, solo, nella giungla della vita vera e voi state lì, protetti, parte della casta. E abitate luoghi, linguaggi, atteggiamenti, abitudini che sono solo vostri, a cui non ho accesso. Se non li conosco già o se qualcuno non mi ci accompagna. Non è un fatto facile da accettare ma bisogna pur capirlo: è una domanda pre-civile quella che monta. Che è fondata su bisogni e istinti. E sulla sfiducia nel diritto che diventa atto, nella legge certa e dunque nella cittadinanza. Perché gli esempi di queste cose sono troppo rari o discontinui e spesso smentiti e perché costa fatica fare i cittadini. Soprattutto al Sud. Così mi rivolgo a chi mi propina risposte secche, semplici, come nei quiz in tv. Perché la complessità mi dà fastidio, annoia, irrita; perché mi appare un alibi per non sostenermi, ascoltarmi e soprattutto trovare soluzioni effettive. Questo vento spira anche da noi. Eccome. Anche se quasi tutti gli esponenti del centrosinistra campano, come il pianista del Titanic, fingono di non vederlo. E si sottraggono finanche a quell'elementare esercizio democratico che è analizzare il voto e rifletterne pubblicamente. Eppure è stata davvero una tempesta che ha sradicato alberi e scoperchiato tetti. Infatti, in un sistema bipolare che viene rafforzato ovunque, il famoso laboratorio campano di centrosinistra ha perso quasi mezzo milione di voti dalle elezioni del 2006 a oggi. Per l'esattezza 275.917 voti in Campania 1, pari al 13,3 per cento e altri 223.124 in Campania 2, pari al 12,3. E nella città di Napoli ha perduto 93.057 voti, l'11,55. Si può dire quel che si vuole ma è del tutto evidente che il centrosinistra perde verso l'astensione e verso la destra e che, finita la sinistra, il Pd riesce a contrastare sì la destra ma solo nei territori socialmente protetti mentre nelle periferie le cede decisamente il passo. Ma chi sono questi cittadini? Forse ci aiutano i dati Istat sulla povertà. Due milioni 623 mila famiglie, pari all'11,1 per cento del totale, vivono sotto la soglia di povertà in Italia, quasi 8 milioni di cittadini, di cui, però, più della metà, e in costante aumento, vive nelle periferie urbane del Sud. E almeno altrettanti, spesso negli stessi luoghi, vivono di poco sopra quella soglia di reddito minimo. Secondo l'indagine Eu silc il 41,2 delle famiglie in Campania non sono riuscite a sostenere piccole spese impreviste. Non è come al Nord. Qui è molto più duro contare solo su se stessi. Sono famiglie numerose, spesso con bambini e anziani aggregati o anche non numerose ma con un solo portatore di reddito da lavoro; sono spesso famiglie salvate dalle pensioni sociali degli anziani, con le figure adulte attive quasi sempre con bassi livelli di istruzione, spesso operai, di frequente con figli ancora in casa in prolungata ricerca di occupazione, in cui due generazioni di maschi convivono avendo occupazioni precarie o a termine mentre le donne non hanno speranza di lavoro, sempre più spesso anche con immigrazioni, lunghe o stagionali, con altissimi tassi di lavori irregolari e al nero e, nei territori a rischio, con alte probabilità di cadere nell'economia del malaffare. Così ragazzi, donne sole, giovani coppie, operai e lavoratori precari ma anche piccoli commercianti, impiegati, lavoratori autonomi, privi di servizi effettivi, torchiati da burocrazia e fisco ai quali spesso si aggiunge il pizzo, abbandonano il centrosinistra nei quartieri di periferia. Perché non c'è una politica che li tenga presenti con proposte credibili sia di liberalizzazione vera che di effettiva protezione sociale e civile e che sappia confrontarsi lì, ogni giorno, con le paure ma anche con i bisogni, le aspirazioni, le speranze, i progetti di vita. Minimizzare e affiggere manifesti con i fiori che annunciano chissà quali primavere non sono cose che possono nascondere la incalcolabile sconfitta culturale e sociale che sta nel voto di aprile, che si ricorderà nel tempo e che richiederà una lunga e radicale opera di ricambio politico e di ricostruzione.

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Volcic: quando putin salvò eltsin usando un filmato a luci rosse (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

PERSONAGGI La biografia del presidente russo scritta dal giornalista Volcic: quando Putin salvò Eltsin usando un filmato a luci rosse Dalla prima pagina di Demetrio Volcic In un ambiente sfuggente e competitivo come è quello della polizia segreta e, più tardi, nella difficoltà di emergere dai meandri di una burocrazia non benevola, Putin dimostra da subito una non comune capacità tattico-strategica. Se non fosse stato così sarebbe rimasto sul limitare di quell'incrocio che in un proverbio russo recita: se vai a sinistra sarai ucciso, se vai a destra ti attendono i banditi, se vai dritto sei finito. La maggior parte della gente, posta di fronte alla scelta, deciderebbe di far finta di camminare restando ferma, ma Putin non è di quella stoffa. Crede fermamente nel valore del decisionismo: secondo lui un uomo che si trova al comando vale, da solo, ben più del corpo d'armata che dirige. La sua è una storia molto sovietica. Con la maturità, e con la fine del comunismo, ha abbandonato qualsiasi ideologia, sostituendola con un forte sentimento nazionale. Le notizie sulla sua infanzia e sulla difficile adolescenza già contengono gli elementi che lo distingueranno: solitudine e tendenza ad appartarsi, una certa malinconia, capacità di lavorare, serietà, passione per lo sport, adattabilità, pragmatismo. Nei gruppi di bambini non è mai il capobanda, ma sempre il suo consigliere: il che è tipico dei futuri uomini politici. La personalità di Putin, futuro presidente della Russia, è stata segnata da alcuni momenti decisivi. Sul finire degli anni Ottanta, trascorre quattro anni nella Germania dell'Est come alto ufficiale del Kgb, e nel 1990 assiste alla fine del sistema comunista e all'inizio del crollo dell'impero. Mentre la folla tedesca dell'Est circonda il palazzo dei servizi segreti a Dresda, Putin chiede a Mosca indicazioni su come comportarsi e un suo collega da Berlino gli dice lapidario: "Mosca tace". Anche il golpe dell'agosto 1991, che vede Putin schierarsi senza incertezze con le forze riformiste, al fianco del leader e amico Sobc.ak, influirà pesantemente sulle sue scelte politiche. Un terzo capitolo importante, che ne segnerà il futuro, è il periodo infelice di Leningrado che sta diventando San Pietroburgo: perde la dacia a causa di un incendio, la moglie è vittima di un grave incidente e il suo idolo, il sindaco Sobcak, cade in disgrazia. In quegli anni Putin si ritrova solo e senza appoggi. Quando Sobcak morirà, i russi avranno modo di stupirsi di fronte alle lacrime di un uomo che tutti credevano senz'anima. Ma a segnare la svolta nella carriera di Putin sarà, nel 1996, il trasferimento a Mosca, avvenuto grazie ai legami pietroburghesi, destinati a non sciogliersi mai più, e sostenuto dagli oligarchi e da Eltsin. L'idillio tra Putin e gli oligarchi sarà di breve durata: dopo la caduta di Eltsin, il neopresidente decide che i nuovi miliardari hanno succhiato fin troppo sangue dalla Russia dandole poco in cambio e, con finezza da provetto scacchista, comincia a muovere le proprie pedine, eliminandone diversi dalla scena politica ed economica nel giro di tre anni. Dalla provincia di San Pietroburgo, Putin si ritrova d'un tratto al centro di grandissimi giochi globali, e vi si adegua velocemente. Scopre di possedere la dote del realismo politico e quella di fiutare i complotti. Sono anni in cui non c'è spazio per mediocrità o sentimentalismi. Il ragazzo romantico che voleva fare la spia internazionale si ritrova, senza più guide, a dover confidare soltanto in se stesso. Se Putin non fosse un eccellente gestore di Putin, oggi non staremmo qui a parlare di lui. Impara in fretta a disfarsi degli avversari dei propri amici. Lo dimostra anche prima di diventare presidente del Consiglio e presidente di tutte le Russie. Eltsin aveva un problema con le carte di credito? Il procuratore generale Skuratov si chiedeva perché mai la prima famiglia dell'impero dovesse avere quelle svizzere? Putin ha risolto il problema in modo eccellente. Questa, in breve, la vicenda. Un'impresa svizzera di costruzioni e arredi, la Mabetex, che appartiene al finanziere albanese Behgjet Pacolli, trova la sua strada in Russia nei primi anni Novanta. Qualche anno dopo Eltsin incontra Pacolli in uno dei suoi viaggi per il paese e lo invita a Mosca dove l'imprenditore ristruttura i palazzi del potere, incluso il Cremlino. Le scalinate si allargano, si apre qualche passaggio, le pareti rese scure dalla fiamma delle candele bruciate nei secoli si rischiarano, nuovi oggetti placcati d'oro arredano le sale con sfarzo imperiale e postmoderno, si sgomberano alcuni dei vecchi mobili sbilenchi. La brutta sorpresa viene dalla Svizzera con un'accusa di trasferimenti illegali di valuta che mette in qualche difficoltà Pacolli. Le autorità di Berna inviano il fascicolo a Mosca, dove il procuratore generale Jurij Skuratov inizia ad agitarsi pur cercando, inizialmente, di evitare interventi drastici. Si rende conto di avere tra le mani un materiale che scotta. L'albanese ha fatto lavori per mezzo miliardo di dollari e oltre il dieci per cento degli introiti pare sia finito nelle tasche della "famiglia" allargata di Eltsin, che lascia parte di quei denari in Svizzera. Le carte di credito dei conti bancari sono intestate al presidente e ai suoi "familiari". Skuratov apre l'inchiesta nel 1999 e arriva a minacciare la figlia di Eltsin. Nel periodo in questione, Putin dirige i servizi speciali, l'Fsb. I rapporti tra il Cremlino e il procuratore della Repubblica sono ormai deteriorati al punto da rendere impensabile un accomodamento. Il gruppo di Eltsin chiede a Putin di gestire la vicenda: tutto finisce in uno scandalo a luci rosse. In un servizio su una delle reti televisive controllate dagli oligarchi, ancora amici del Cremlino e di Eltsin, una sera si vedono un signore nudo, in un appartamento, e alcune ragazze anch'esse non molto vestite. In molti si chiedono il nome di quel signore che a qualcuno sembra essere il procuratore generale. L'identità dell'uomo è presto confermata. Si sa che quella casa, una specie di isola segreta, serve agli uomini del potere per trovare un po' di distensione. Gli addetti ai lavori sanno pure che il nido d'amore è pieno di microfoni e di telecamere. Skuratov tenta di sostenere che quell'uomo circondato da corpi femminili potrebbe essere un suo sosia. Intorno alla vicenda si scatena una battaglia parlamentare e la maggioranza comunista rifiuta la censura al procuratore generale. È l'occasione per le reti televisive di ritrasmettere il breve filmato erotico, affinché nessuno possa nutrire dubbi, come se si trattasse dell'azione di un calciatore di cui si discute la posizione in campo con gli zoom e le riprese dalle varie angolature. Si tiene un'altra interrogazione parlamentare e le televisioni ripropongono ancora una volta le scene in prima serata, per la gioia dei bambini. Il montaggio del filmato pare sia stato eseguito dal ministro della Cultura, un uomo di Eltsin, ma il vero regista dell'operazione è Putin, capo dei servizi segreti.

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Emozione come a 15 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-30 - pag: 3 autore: Il primo giorno in Aula. Popolo della libertà "Emozione come a 15 anni" di Santo Versace U n messaggio di mio figlio da New York. Mi chiede "da cittadino italiano" di lavorare per il Paese, di "combattere " le Mafie. Comincia con le parole di Antonio la mia prima giornata da deputato. Roma si sta svegliando. è ancora presto ma ho bisogno di uscire, di arrivare là dove gli elettori mi hanno chiesto di rappresentarli. Mio padre mi ha sempre detto che il quarto d'ora accademico significa arrivare con almeno 15 minuti di anticipo ed io non ho mai trasgredito. L'ingresso a Montecitorio mi fa tornare indietro di alcuni decenni: avevo 15 anni ed ero in visita con la mia scuola, il Raffaele Piria di Reggio Calabria. Giovanni Leone presiedeva l'aula; quando entrammo nell'emiciclo provai un'emozione intensa. è la stessa di oggi. Difficile crederlo. Ho girato tutto il mondo, incontrato moltissimi personaggi, capito quanto distante possa essere la politica dai bisogni reali della gente che lavora, ma in me c'è ancora la passione e gli ideali che animavano quel quindicenne. Il Transatlantico comincia lentamente a riempirsi. Ci sono ovviamente i colleghi di partito e in particolare la nutrita delegazione dei calabresi, con cui ho condiviso una campagna elettorale fatta di comizi e di incontri porta a porta. Ma anche glialtri, l'opposizione. Saluto la Bindi e Veltroni, Letta e Gentiloni: li stimo. Un caffè alla bouvette (ne avevo sempre sentito parlare!) e poi comincia la prima chiama per l'elezionedi Fini a presidente. C'è il tempo per parlare, confrontarsi e riflettere: questa è una legislatura particolare. Certo per me è la prima ma, anche parlando con chi ha sulle spalle ben altra esperienza in questi corridoi, la sensazione è di trovarsi di fronte a un momento di svolta, oserei dire rivoluzionario, una legislatura costituente per una nuova Italia. La seduta viene aggiornata al primo pomeriggio. Si va a pranzo da Fortunato e poi di nuovoa Montecitorio. Tra la seconda e la terza votazione mi allontano dalla Camera per fare due passi. Quando rientro mi viene incontro Matteo Colaninno. Facciamo parte di due schieramenti opposti ma non mi sento così lontano. Credo che molti qui, al di là di dove siano seduti, abbiano lo stesso interesse, la stessa voglia di cambiare quest'Italia imprigionata dalla burocrazia, dalla concorrenza sleale di chi evade il fisco e utilizza manodopera irregolare. Arriva la terza votazione. Il mio primo giorno finiscequi.Da domani, con l'elezione di Fini a presidente della Camera, si comincia finalmente a lavorare.

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Consultorio <bloccato>: c'è la firma (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-30 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Bruzzano Consultorio "bloccato": c'è la firma Ci son certe cose ordinarie - una normalissima firmetta, per dire - che fanno penare e attendere oltre l'attesa. Ma che, dai e ridai, alla fine arrivano, perché anche la più ostica burocrazia può essere scardinata o almeno a volte capita. Ecco, ieri, dopo quattro mesi, l'Asl ha siglato la convenzione che consentirà al consultorio "Il caminetto" di Bruzzano di operare. Il consultorio, che offre tante prestazioni sanitarie con particolare occhio per poveri, immigrati, gente in difficoltà, a gennaio aveva ricevuto il via libera dalla Regione. Tutto a posto? No. Mancava solo l'atto finale, ossia la firmetta dell'azienda sanitaria, come denunciato la scorsa settimana dal Corriere. Chissà, forse la pratica era stata cestinata o era finita nel cestino o sotto un mare di altri documenti. Sia come sia, sempre meglio tardi che mai, come si dice. Il direttore de "Il caminetto", Mario Nizzola: "E adesso, diamoci sotto". A.Ga.

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Alemanno, esordio bipartisan Via a una <commissione Attali> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alemanno, esordio bipartisan Via a una "commissione Attali" E il primo cittadino vorrebbe in giunta un ex assessore di Rutelli "Da Berlusconi consigli preziosi per snellire la burocrazia". Il comitato sarà guidato da Fara, presidente Eurispes ROMA - Quando prima del ballottaggio era volato a Parigi per incontrare alcuni esponenti del governo Sarkozy, Alemanno aveva scatenato l'ironia di Rutelli. L'ex ministro, però, da quella trasferta ha portato indietro qualcosa. Un'idea. "Costituirò una commissione per il rilancio di Roma, sul modello della commissione Attali voluta in Francia da Sarkozy. Sarà aperta anche a personalità non di centrodestra ", ha annunciato. I nomi sono ancora top secret. Alemanno ha solo rivelato che il nuovo organismo bipartisan "sarà guidato da Gian Maria Fara", presidente dell'Eurispes, l'istituto di ricerca che ai tempi del secondo governo Berlusconi entrò in conflitto con l'Istat e con il premier stesso. Fara sosteneva che i dati ufficiali sull'inflazione erano irrealistici. La questione divenne un caso politico. Altri tempi. Alemanno e Fara oggi vanno d'amore e d'accordo. E per confermare che sarà "il sindaco di tutti i romani", l'esponente di An avrebbe offerto ad Amedeo Piva, del Pd, l'assessorato ai servizi sociali, incarico che aveva già ricoperto con Rutelli. In giunta dovrebbe esserci un posto anche per la Destra di Storace. E forse per l'attore Luca Barbareschi, neodeputato del Pdl. Oggi intanto il nuovo sindaco riceverà la fascia tricolore dal commissario straordinario Mario Morcone. "Sono già al lavoro", ha comunque detto al Tg4 Alemanno, che ieri mattina era andato alla Camera, nel suo primo e ultimo giorno da deputato per questa legislatura, visto che dovrà lasciare lo scranno. Complimenti. E abbracci. Da alleati come Umberto Bossi. Ma anche da avversari come Rosy Bindi. La prima giornata dopo la vittoria è stata fitta di impegni. Telefonate. Incontri. Riunioni. E in serata la partecipazione a Ballarò, su RaiTre, dove Alemanno ha minimizzato i saluti romani di alcuni sostenitori di lunedì sera sulla scalinata del Campidoglio: "Una spacconeria di poche persone, non demonizziamo. Io credo nella democrazia, dobbiamo chiudere per sempre con la nostalgia e con i richiami a qualsiasi forma di totalitarismo ". Alemanno ha avuto anche un vivace botta e risposta con Lucia Annunziata sull'abolizione delle Province e sui costi della politica: "Non diciamo stupidaggini", ha attaccato l'esponente di An. "Rispetta quello che si dice", ha replicato la giornalista. "Chiedo scusa", ha concluso Alemanno. Il nuovo sindaco, fra le prime mosse, ha inviato messaggi a papa Ratzinger e al rabbino capo Riccardo Di Segni. Il telegramma alla comunità ebraica è servito per rasserenare il clima dopo le polemiche che erano state sollevate per il possibile apparentamento (poi saltato) con la Destra di Storace e soprattutto dopo le reazioni allarmate di ieri della stampa israeliana al risultato delle urne. Dal Vaticano, oltre all'apprezzamento per "il gesto di attenzione", è trapelata però anche l'attesa per l'intitolazione della stazione Termini a papa Wojtyla, ventilata nel 2006 da Veltroni ma mai concretizzata. Alemanno, che in serata ha confidato di aver "ricevuto preziosi consigli da Berlusconi su come snellire la burocrazia comunale ", ieri ha ribadito la priorità dell'azione politica: su tutto la questione sicurezza. "Voglio smantellare subito i campi nomadi abusivi e le baraccopoli illegali, manderemo via 20 immigrati che hanno commesso reati ", ha detto alla stampa romena. "Collaborerò con il governo centrale", ha precisato Alemanno, ricordando che "non sarà licenziato nessuno nelle aziende comunali, rivedremo qualcosa nei cda". Tradotto: i manager di nomina veltroniana rischiano il posto. Parlamento Nel tondo, l'ex ministro della Famiglia Rosy Bindi (Pd) si congratula con il neosindaco di Roma Gianni Alemanno (An). A lato, Alemanno ieri mentre vota alla Camera Paolo Foschi.

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Telefonata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: BREVI Telefonata \\ Berlusconi mi ha dato consigli sullo snellimento della burocrazia.

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Alemanno s'insedia: <Al lavoro senza pietà> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE In Campidoglio "Starò in mezzo alla gente, i romani sanno che non sono una meteora. E il 1Ë? maggio sarò già in azione" Alemanno s'insedia: "Al lavoro senza pietà" Ieri il primo giro nel Palazzo Senatorio, con Luca Odevaine a fargli da cicerone Ieri il giro del Campidoglio con l'ex capo di gabinetto di Veltroni, oggi l'investitura ufficiale L'era di "Alemanno sindaco de Roma", come gli cantava la sua gente lunedì sera, comincia ufficialmente oggi alle 14: a quell'ora, infatti, il nuovo primo cittadino riceverà l'investitura ufficiale. Alemanno prenderà la consegne dal commissario Mario Morcone, che ha guidato il Campidoglio in questi ultimi due mesi e mezzo, e si insedierà sullo scranno più alto dell'Aula Giulio Cesare. Insieme alle consegne, è prevista la verifica di cassa: per il primo consiglio comunale c'è tempo fino a dieci giorni dopo la data della proclamazione. Quando si riunirà l'assemblea, il prefetto Morcone lascerà definitivamente il Campidoglio. Dopo l'insediamento, Alemanno farà la sua prima conferenza stampa in Comune, dopo aver fatto il primo assaggio da sindaco l'altro giorno, quando ha fatto un giro per le sale interne del Comune e poi si è affacciato al balcone. Un gruppetto ha fatto i saluti romani e scandito "duce, duce" e ieri Alemanno ha risposto: "Erano solo manifestazioni di gioia. I saluti romani li ha visti solo qualche strabico. La sinistra non usi qualche eccesso marginale per dare un'immagine sbagliata di un sindaco eletto dal popolo". Ieri, invece, Alemanno è andato in Campidoglio a lavorare. Si è trattenuto per circa due ore, accompagnato da un "Cicerone " d'eccezione: Luca Odevaine, capo di gabinetto di Veltroni. Il neosindaco ha girato il palazzo Senatorio, è stato aggiornato sui primi appuntamenti istituzionali, ha preso informazioni sulla macchina organizzativa. Da oggi, comincia il lavoro vero e proprio con i primi provvedimenti: tra questi la firma su alcune ordinanze, come quella sui Tso. L'impegno è grande, la determinazione pure. E ai suoi uomini, in questi giorni, Alemanno lo ha ripetuto spesso: "Mi metterò al lavoro senza pietà, per voltare pagina e cambiare Roma in fretta". In collegamento col Tg4 di Emilio Fede, poi, ha aggiunto: "Sono già in Campidoglio, per adempiere agli atti formali in vista del passaggio delle consegne di domani (oggi, ndr). Sarò un sindaco in mezzo alla gente, nelle strade e non nei salotti buoni. I romani sanno che non sono una meteora ". Un sindaco stakanovista? Può darsi: "Il primo maggio sarò già in azione". Le linee guida sono già fissate: la sicurezza, il decoro, il sociale, lo sviluppo. Ma anche il taglio sui costi della politica: "Ho parlato al telefono con Berlusconi - ha continuato il neo sindaco - che mi ha dato dei consigli sulla necessità di dare un segnale forte sullo snellimento della burocrazia comunale". Nel corso della giornata, Alemanno ha rilasciato alcune interviste, come quella ad un quotidiano rumeno on-line: "Con tolleranza zero, intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all'altro la criminalità, la violenza e lo sfruttamento di donne e bambini. Non credo che in Romania sia tollerato un campo nomadi in un parco di Bucarest". Possibilista sull'ipotesi di reintroduzione dei visti d'ingresso in Italia per i rumeni: "Nel 2004, quando è stata adottata la direttiva europea sulla libera circolazione, non esistevano ancora i problemi di ulteriore allargamento dell'Unione europea". Sulla strategia che lo ha portato alla vittoria, ha parlato il suo "guru" per la comunicazione Umberto Croppi uno che negli anni '70 si inventò i "campi Hobbit" della destra: "C'era un prodotto valido e un mercato che chiedeva il cambiamento: li abbiamo solo fatti incontrare: ma recuperare 26 punti di percentuali è una rimonta che non ha eguali". Come è stato possibile? "Focus group con psicologi, indagini motivazionali e argomenti forti veicolati con una campagna soft, come le immagini dei bambini per la sicurezza e il degrado. E poi risposte precise per i dibattiti tivù, per agire su determinate nicchie di voto, l'interattività del sito, una squadra di blogger per orientare le discussioni sui blog più frequentati, il free press Romapunto ". Arrivano i primi problemi da risolvere: il deficit del Comune, che secondo l'Aduc "è di 7 miliardi di euro" e la richiesta dell'associazione Domus Civitas, vittime di terrorismo e mafia, che gli ha chiesto di "licenziare Silvia Baraldini e tagliare le consulenze agli ex brigatisti ". Investitura Gianni Alemanno diventerà ufficialmente sindaco di Roma oggi alle 14 Ernesto Menicucci.

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NOVAFELTRIA - Durante la recente campagna elettorale, discorrendo di politica in Alta Valmar (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di CRISTIANO VAROTTI NOVAFELTRIA - Durante la recente campagna elettorale, discorrendo di politica in Alta Valmarecchia, non era difficile imbattersi in accaniti sostenitori della teoria secondo la quale un eventuale ricambio politico a livello nazionale avrebbe potuto velocizzare i tempi della tanto sospirata secessione dei sette Comuni dalla Regione Marche. Considerando l'atteggiamento "ostruzionistico" della giunta regionale di Gianmario Spacca, pensavano in molti, un governo di centrodestra sarebbe stato più sensibile nei confronti delle richieste di autodeterminazione della vallata. Anche chi propugnava tali teorie, però, sarà probabilmente rimasto sorpreso quando lunedì pomeriggio, alla vigilia dell'apertura delle Camere, l'onorevole leghista Gianluca Pini ha depositato a Montecitorio un progetto di legge relativo al distacco dei Comuni secessionisti. Una celerità inaspettata, quella del leader di Lega Nord Romagna, anche se un suo impegno in tal senso era già stato più volte promesso nei mesi precedenti. "Depositando questo progetto ancor prima dell'apertura delle Camere - afferma Pini - diamo un segnale forte a chi vuole impedire che la volontà popolare si trasformi in realtà. Noi della Lega Nord vogliamo che il distacco dei Comuni arrivi quanto prima, evitando che la burocrazia faccia perdere tempo prezioso. Se poi - conclude il parlamentare del Carroccio - il presidente della prima Commissione della Camera sarà un leghista, allora l'iter sarà ancora più rapido". L'iniziativa ha preso in contropiede anche il Comitato per Unavalmarecchia unita in Emilia Romagna, evidentemente non consultato dall'onorevole Pini in merito al contenuto del progetto di legge. "Apprezziamo la tempestività dell'azione - spiega Settimio Bernardi dal Comitato secessionista - ma non abbiamo ancora elementi per valutare la proposta nei dettagli. Conosciamo l'on. Pini e crediamo che abbia depositato un progetto di stimolo - continua Bernardi - ma prima di trarre conclusioni aspettiamo di leggere il testo integrale".

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Il Consorzio per la tutela l'oliva ascolana dop (sia frutto che ripiena) c'è, presto ne (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PEPPE ERCOLI Il Consorzio per la tutela l'oliva ascolana dop (sia frutto che ripiena) c'è, presto nel consiglio di amministrazione entreranno gli industriali del settore (è una svolta), ma a tenerlo ancora fermo dal punto di vista operativo e della capacità di sanzionare gli abusi c'è la burocrazia ministeriale. Il disagio è emerso ieri nel corso della presentazione del logo del Consorzio che è stato realizzato dal giovane ascolano Daniele Troiani, studente del quinto anno dell'istituto d'arte Licini il cui lavoro ha prevalso fra i 45 lavori preparati dagli studenti coordinati dalla professoressa Battistini. Dalle mani del presidente del Consorzio Zè Migliori, il giovane artista ha ricevuto un assegno di 250 euro; altrettanti andranno alla scuola per le attività didattiche. "Si tratta di una raffigurazione innovativa - ha spiegato Daniele Troiani, l'allievo autore del marchio prescelto - che ha in primo piano le due anime della tenera ascolana, l'oliva verde snocciolata stilizzata e l'oliva farcita, adagiate entrambe su uno sfondo tradizionale che vuol richiamare il biologico". Dunque l'oliva tenera ascolana cerca di difendere se stessa, le sue caratteristiche originali e di conquistare uno spazio sul mercato. In che maniera? "Aumentando costantemente la produzione" hanno auspicato Migliori, il vice presidente del Consorzio Ugo Marcelli e l'assessore provinciale all'agricoltura Avelio Marini il quale si sta muovendo affinché anche nel versante teramano venga aumentata la produzione. "Stiamo facendo grandi passi avanti, quest'anno ci sono a dimora diecimila piante di "tenera" in più che si aggiungono ai 25 ettari impiantati grazie all'istituto Agrario e alla Fondazione Carisap" ha aggiunto Migliori riferendo che per "Fritto Misto all'italiana" che prende il via domani nel centro storico saranno fritti dieci undici quintali di olive ripiene rigorosamente fatte con la "tenera". Riscoprire la tenera e farne una fonte di reddito è possibile? "Assolutamente sì" dice l'imprenditore Ugo Marcelli. "Io ci credo tanto che nella mia azienda agricola ho tolto grano, orzo e investito tutto sull'oliva tenera ascolana facendo tutta la filiera. Occorre però che tutti facciano sistema per vendere bene l'oliva tenera. Magari possiamo anche puntare sull'olio mono varietale dello stesso frutto. Speriamo che dal Ministero ci diano però presto il via libera per operare". L'attuale consiglio di amministrazione del Consorzio è composto da sei consiglieri (tutti volontari), numero destinato a salire a nove. "Entrano gli industriali del settore. Noi non potevamo ignorare loro e loro hanno capito che puntare anche su un prodotto di qualità può dare reddito" conclude Migliori.

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Esportiamo a Bari la meccatronica (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: ... INTERVISTA / ROBERTO DITRI ... "Esportiamo a Bari la meccatronica" A pplicare in azienda il metodo del "pensare snello", evitare gli sprechi e "delocalizzare" (ma all'interno del proprio territorio). Per recuperare produttività e reagire alla crisi economica Roberto Ditri, presidente della Marelli Motori di Arzignano (oltre 500 dipendenti) e coordinatore del distretto della meccatronica di Confindustria Vicenza, crede più nella capacità imprenditoriale che nelle risposte delle istituzioni. Che fare dunque per ridare fiato all'economia? Bisogna reagire, cercare idee e prodotti nuovi, riorganizzarsi nei distretti; risposta, strumento che fa diventare un'impresa "globale" indipendentemente dalla loro dimensione. E al nuovo Governo cosa chiedete? Quello che chiediamo a tutti i governi: ridurre le tasse, tagliare la burocrazia, favorire il mercato. Non apporre vincoli inutili. Prendiamo il caso della sicurezza. Il problema è grave, per un'azienda ogni infortunio sul lavoro, anche lieve è un dramma. Ma non si risolve mettendo in prigione le persone, bensì favorendo al massimo la prevenzione. Sul piano locale cosa può favorire la ripresa? La premessa è di rendere il territorio nel suo complesso più competitivo risolvendo problemi vecchi come la carenza di infrastrutture. Poi c'è quello che possiamo fare noi come imprenditori. E qui entrano in gioco i distretti oi metadistretti regionali come quello del Veneto per la meccatronica. Distretti che devono puntare sulla formazione, sulla ricerca e che devono collaborare anche a distanza come abbiamo iniziato a fare con i colleghi di Confindustria di Bari. Abbiamo avviato una collaborazione che potrà aiutare la crescita di un sistema associativo aperto. Bari può essere una piattaforma logistica interessante per la meccatronica vicentina. Potremmo mettere in comune l'esperienza che le aziende del Nord-Est stanno svolgendo, tramite il Cuoa, sul tema del "lean thinking" ossia del pensiero snello come strumento teso a migliorare l'efficienza produttiva. M. Mas. Roberto Ditri. Coordinatore Meccatronica, Confind. Vicenza.

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L'Alto Adige non seduce l'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Sviluppo. In un sondaggio dell'Ire le perplessità degli imprenditori sull'attrattività del territorio L'Alto Adige non seduce l'impresa Costo dei terreni e fiscalità riducono il gradimento ai minimi Mirco Marchiodi BOLZANO Un Pil che continua a crescere a ritmi più veloci di quello nazionale e che rapportato al numero degli abitanti, come certifica Eurostat, è superiore del 30% rispetto alla media italiana, non basta a fare dell'Alto Adige una localizzazione economica da primato. Sono gli stessi imprenditori ad affermarlo in un sondaggio effettuato dall'Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano (Ire). Perchéa contrapporsi ai fattori positivi (pace sociale, alta qualità della vita, bilinguismo e stabilità politica quelli più importanti, secondo le aziende altoatesine) ci sono una serie di svantaggi: pressione fiscale al primo posto, e qui il problema è comune al resto d'Italia, ma anche prezzo e disponibilità di terreni e aree produttive, disponibilità di personale qualificato, la lontananza da istituti di ricerca e la difficoltà a reperire capitale di rischio. Tutti fattori che nella valutazione degli imprenditori non raggiungono la sufficienza piena. A cercare di risolvere almeno in parte questi problemi sono state una serie di misure decise dalla Provincia. "Quello che si è appena concluso – afferma l'assessore all'Economia, Werner Frick – è stato il tempo delle riforme". Per combattere la debolezza nell'export è stata fondata l'agenzia Eos all'interno della CdC, per favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo è stata varata la legge sull'innovazione e rafforzato il Tis Techno Innovation Park, per accelerare l'assegnazione dei terreni alle aziende è stato istituita la Business Location SÜdtirol, società che proprio in queste settimane dovrebbe essere costituita davanti al notaio e, infine, per alleviare il carico fiscale è stato deciso di ridurre l'Irap di mezzo punto per tutte le imprese e di un ulteriore mezzo punto per quelle che rinunciano per cinque anni ad altri incentivi provinciali. "Iniziative importanti – commenta il direttore di Assoimprenditori, Udo Perkmann – così come è stato importante il fatto che la Provincia abbia continuato ad investire sulle infrastrutture nonostante le proteste di una parte della popolazione e, quindi, accettando anche un certo calo di popolarità pur di favorire il territorio. è questa la strada sulla quale bisogna continuare, cercando di migliorare ancora di più il nostro contesto economico, perché come area di confine noi dobbiamo essere all'altezza non solo della realtà italiana ma anche di quella austriaca o tedesca. Per questo – prosegue il direttore – non dobbiamo fermarci, iniziando a rendere più efficiente un settore pubblico che deve essere meno presente sia sul mercato del lavoro, sia a livello operativo. Questo significa ridurre i dipendenti pubblici, senza licenziamenti ma ad esempio frenando sulle assunzioni, e soprattutto ridurre enti ed agenzie provinciali: invece di crearne sempre di nuovi, basterebbe riposizionare i dipendenti provinciali dedicandoli alle nuove iniziative, proprio come fa il settore privato". Anche Walter Amort, presidente del SÜdtiroler Wirtschaftsring, l'associazione che raggruppa gli imprenditori di lingua tedesca, apprezza gli sforzi della Provincia. "Però – aggiunge – finora questi sforzi si sono tradotti soprattutto in un cambiamento di mentalità, non in fatti concreti. Penso all'innovazione, settore al quale sono state destinate molte risorse, di cui però rischiano di non poter usufruire le imprese più piccole, oppure ai terreni, che continuano ad essere pochi e a venire assegnati, complice una burocrazia troppo pesante, dopo troppo tempo alle imprese richiedenti". GLI ASPETTI POSITIVI Pace sociale e qualità della vita punti di forza Perkmann (Industria): "Bene le riforme, il settore pubblico va migliorato".

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Le imprese chiedono meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 4 autore: Le imprese chiedono meno burocrazia TRIESTE In attesa che Governo e Giunta Tondo si costituiscano, le categorie economiche regionali stanno predispondendo le loro richieste. Per tutte ci sono elementi comuni: infrastrutture, costo dell'energia,riduzione della pressione fiscale. Ognuna, però, affronta le conseguenze di un processo di globalizzazione dei mercati che fa sentire i suoi effetti in ambito locale. Confindustria regionale, come spiega il presidente Adalberto Valduga, sta effettuando una ricognizione con le territoriali per predisporre una memoria da presentare all'Esecutivo. In questa non mancheranno temi dell'energia e dell'ambiente, oltre che della semplificazione burocratica. "Nel frattempo – aggiunge Valduga – è importante per tutto il sistema imprenditoriale che si formi il Governo nazionale e che, forte di una stabilità politica garantita dall'esito elettorale, attui subito le riforme promesse in campagna elettorale: detassazione degli straordinari, defiscalizzazione dei premi di risultato. Auspichiamo anche che riveda e chiarisca le norme ambientali promosse dal ministro Pecoraro Scanio e l'ultimo decreto in materia di sicurezza, promosso in modo propagandistico e sull'onda dell'emotività". Coldiretti la sua relazione l'ha già preparata ed è fatta di punti concreti e precisi. Il primo riguarda lamessa in efficienza del sistema burocratico. "Abbiamo chiesto – spiega la direttrice regionale Elsa Bigai – la costituzione di un organismo pagatore, la riorganizzazione e la semplificazione dell'apparato burocratico, che punti maggiormente sull'utilizzo dell'informatica ". Nell'elenco delle imprese agricole, ai primi posti c'è la concertazione con la categoria in fase di progettazione di infrastrutture energetiche e viarie, visto che queste opere passano quasi sempre su terreni agricoli – ricorda Bigai –. Anche le imprese hanno a cuore lo sviluppo del territorio, ma non può esistere agricoltura di qualità senza territorio". Gli agricoltori chiedono poi un piano regionale delle acque e, in materia ambientale, uno studio approfondito dei nitrati che inquinano la laguna di Marano, senza limitarsi ad analizzare il collegamento tra questi inquinanti e il mondo agricolo. Un aspetto particolarmente a cuore è poi quello della promozione turistica legata al settore agroalimentare made in Friuli, magari attraverso un marchio specifico, e il potenziamento della vendita diretta dei prodotti. "Anche su questo fronte l'esperienza maturata dalla categoria - aggiunge Bigai – può risultare utile alla Regione". Sul potenziamento del turismo come settore economico di punta scommette anche Confcommercio che chiederà alla Regione di sostenere investimenti "non solo per far crescere il turismo delle località tradizionali – spiega il presidente regionale, Alberto Marchiori - ma anche quello legato al business e agli eventi culturali e artistici organizzati dalle diverse località". Sul piano della grande distribuzione dalla categoria arrivano input che il nuovo presidente sembra già aver recepito: blocco delle nuove concessioni per l'apertura di centri commerciali e revisione del calendario delle aperture domenicali. Il rafforzamento degli strumenti di intervento finanziario a favore delle microimprese, le infrastrutture e semplificazione del quadro normativo sono all'ordine del giorno, infine, per la Confartigianato regionale, secondo cui non vanno abbandonate la Lr 4/2005, nonchè le politiche sull'innovazione e quelle a sostegno della microimpresa con i progetti affidati ai Cata. Gli artigiani chiedono, inoltre, di "riservare una quota più significativa del bilancio regionale per il comparto, in quanto nelle ultime finanziarie questo importo è stato progressivamente ridotto". Ma. Mi.

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Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Regole. Obbligate ad iscriversi all'Albo 5mila aziende Oneri aggiuntivi per il trasporto rifiuti Massimiliano Bona BOLZANO Imprenditori altoatesini scontenti dopo la sentenza della Corte costituzionale numero 62/08 del 14 marzo scorso, che ha dichiarato illegittimi alcuni articoli della Lp 4/06 in materia di gestione rifiuti e tutela del suolo obbligando oltre 5mila imprese che trasportano i propri rifiuti ad iscriversi all'Albo dei gestori ambientali tenuto dalla Camera di commercio. A farsi interprete della delusione di centinaia di aziende, soprattutto medio-piccole, è il presidente di Assoimprenditori, Christof Oberrauch: "Il pronunciamento della Consulta significa ulteriore burocrazia, unita a maggiori costi. Questa non è la strada giusta per risolvere i problemi, anche perchè la legge provinciale in materia era in grado di garantire una buona gestione del problema". Ad incidere sull'operatività delle aziende è l'annullamento dell'articolo 20, comma 2, della Legge 4, che disciplinava l'esenzione dall'obbligo di iscrizione all'Albo. La Giunta, infatti, con delibera del 10 luglio 2006, aveva disposto l'esenzione dall'iscrizione per varie attività svolte in modo non professionale e in particolare per le imprese che trasportano i propri rifiuti fino a 30 chili o litri al giorno. "Tra i soggetti coinvolti – precisa in una nota la CdC – vi sono le imprese edili che trasportano i propri inerti da demolizione o prodotti in cantiere e le imprese industriali e commerciali che trasportano i loro rifiuti agli impianti di recupero o smaltimento". Il pronunciamento della Consulta comporta, dunque, l'obbligo d'iscrizione per tutte le imprese "produttrici iniziali" di rifiuti pericolosi e non quelle che effettuano operazioni di raccolta e trasporto. "Per produttore iniziale – fa sapere la Camera – si intende la persona la cui attività ha prodotto rifiuti. Coloro che pretrattano o mutano la composizione dei rifiuti erano già obbligati all'iscrizione nell'Albo nella categorie da 1 a 5, a seconda dei casi". Non sussiste invece, in linea di massima, l'obbligo di iscrizione all'Albo per le aziende che producono rifiuti derivanti da attività di manutenzione, lavori artigianali o assistenza sanitaria e li trasportano esclusivamente presso la propria sede o il proprio domicilio. "Il costo d'iscrizione, spiega Renzo Pavani del Servizio ambiente camerale, è di 170 euro per le società e di 73 per le imprese individuali. Dalla presentazione della domanda, in cui bisogna indicare ragione sociale e sede dell'impresa,codice rifiuto e targa del veicolo che effettua il trasporto, trascorrono circa 30 giorni". Pino Salvadori, direttore della Cna, è perplesso. "Tra i nostri associati c'è malumore, anche perchè la legge provinciale aveva semplificato l'iter. Si tratta di ulteriori oneri burocratici, il cui effetto è solo quello di soffocare le aziende. Un ulteriore aspetto che stiamo valutando è quello della retroattività della norma dichiarata illegittima". L'unica consolazione per le imprese è che non sono necessarie le garanzie finanziarie previste per l'iscrizione ordinaria. La CdC ha annunciato una serie di iniziative mirate per sensibilizzare gli imprenditori sul tema. Anche perchè i controlli delle forze dell'ordine sono già iniziati. www.ilsole24ore.com/economia La sentenza della Consulta n. 62/08 LIMITI PIù RESTRITTIVI La Lp 4/06, fermata dalla Corte costituzionale, prevedeva l'esenzione per chi smaltiva ogni giorno fino a 30 chili di materiale.

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L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 1 autore: Emilia-R. Interscambio in forte crescita L'Africa del Nord diventa meta per le aziende regionali a caccia di nuovi business Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede il Marocco in crescita del 110% e l'Egitto del 93 per cento: numeri che indicano chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia dell'Emilia-Romagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria - Confindustria EmiliaRomagna ha appena organizzato una missione commerciale - che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte del Governo. Una delle attrattività dell'area, oltre al basso costo della manodopera, è il basso livello di burocrazia che fino ad ora ha favorito i settori dei serramenti, della meccanica, dell'elettromedicale e dell'agricoltura. Dirani u pagina 5 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Burocrazia snella in aiuto agli affari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Le ragioni dell'appeal. Favoriti i settori di serramenti, meccanica ed elettromedicale Burocrazia snella in aiuto agli affari BOLOGNA Una burocrazia molto più snella di quella italiana, condizioni politiche stabili raggiunte ormai da molti Stati e il buon andamento delle economie interne ( il Marocco, ad esempio, per il 2008 stima una crescita del 5,9% per il Pil). Le potenzialità del Nord Africa non sono sfuggite a molti imprenditori emiliano- romagnoli- 57 le imprese regionali presenti nell'area con fatturato per circa 116 milioni e una quota del 12% sulle imprese nazionali complessivamente attive nella zona - che lo hanno scelto come luogo ideale per delocalizzare la propria produzione e o per avviarvi progetti di internazionalizzazione. Tra le diverse imprese che hanno rivolto la bussola verso il Nord Africa c'è la bolognese Spi."L'anno scorso siamo andati in Tunisia – spiega Rocco Mangione, marketing manager di Spi, azienda attiva nel settore dei serramenti – e durante quel viaggio è nata l'idea di dare vita a una società con base operativa sul territorio ".L'idea si è concretizzata nello scorso dicembre e ora i vertici dell'azienda stanno lavorando per installare una nuova sede produttiva. "Le stesse potenzialità che abbiamo visto l'anno scorso in Tunisia – conclude Mangione –le abbiamo ritrovate anche ora durante la missione di Confindustria in Egitto e abbiamo già preso contatti con molte imprese edili locali. Le potenzialità di questi Paesi sono evidenti e riconosciute da economisti ed esperti. Un imprenditore attento non può non tenerne conto". Anche la Zaccanti Spa, azienda bolognese da 6,3 milioni di ricavi a fine 2006 che opera nel campo delle apparecchiature elettromedicali, ha da poco dato vita a un progetto di internazionalizzazione in Marocco, a Rabat, creando Thmed Group Sarl. "Con questa operazione – spiega il presidente Elena Zaccanti – intendiamo proporci come consulenti ed esperti nel nostro settore in un mercato certamente pronto ad accogliere i nostri prodotti". è invece dall'inizio degli anni 70 che Soilmec, azienda specializzata nella produzione di macchine per fondazioni speciali – 168,6 milioni di ricavi a fine 2006 – controllata dal gruppo Trevi di Forlì-Cesena, ha una propria sede in Egitto. "Il mercato del Nord Africa – spiega Piero Rocchi, strategic operation manager di Soilmec – ha avuto negli ultimi anni una forte ripresa. Anche paesi come l'Algeria che recentemente hanno trovato una stabilita politica diventano in questo modo favorevoli all'insediamento di filiali produttive. Per quanto ci riguarda circa il 10% del nostro fatturato deriva dalle sedi del Cairo e di Dubai". De. D.

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Il Nord Africa attrae insediamenti industriali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-04-30 - pag: 5 autore: Nuovi mercati. Scambi in crescita e Confindustria vara missioni commerciali Il Nord Africa attrae insediamenti industriali Nel 2007 export per oltre un miliardo, Marocco in testa Deborah Dirani BOLOGNA Una crescita degli scambi commerciali del 65% in 7 anni che vede il Marocco in crescita del 110%e l'Egitto del 93 per cento:numeri che indicano chiaramente l'importanza dei Paesi del Nord Africa per l'economia dell'EmiliaRomagna. Un'importanza che non sfugge ad associazioni di categoria e amministratori che auspicano la messa in campo di iniziative mirate da parte del Governo: "L'Emilia-Romagna – conferma l'assessore regionale alle Attività produttive,Duccio Campagnoli– è pronta a essere della partita se da parte dell'amministrazione centrale verranno promossi progetti a favore degli scambi commerciali con questi Paesi. Noi per il momento non ne abbiamo ma qualora arrivasse l'input nazionale lo accoglieremmo immediatamente. Certo è che l'Africa, come ha ben compreso la Cina,è l'interlocutore per il futuro e, credo che sia nostro compito aiutarla nel suo processo di sviluppo con investimenti strutturali". Una conferma dell'importanza strategica che Tunisia, Egitto, Marocco, Algeria e Libia rivestono per l'economia dell'Emilia-Romagna è data dalle frequenti missioni che Confindustria propone e alle quali partecipano numerosi imprenditori locali. L'ultima di queste, durata dall'8 al 10 aprile, ha portato, tra gli altri, in Egitto anche i manager di 15 aziende della regione. "Per le nostre imprese – ricorda Sergio Sassi, presidente della commissione Internazionalizzazione degli Industriali emiliano romagnoli – investire nel Nord Africa rappresenta una notevole opportunità perché permette di cogliere tutte le occasioni dell'area più dinamica tra le cinque subregioni di quel continente, e poi in questo modo si può ap-profittare del vantaggio determinato dalla nostra maggiore vicinanza a questi mercati rispetto agli altri competitors europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e Germania". Il vantaggio illustrato da Sassi è stato già colto da numerosi imprenditori tanto che, secondo le stime di Confindustria, l'EmiliaRomagna è al primo posto tra le regioni italiane per l'acquisizione di nuove quote di mercato nei paesi dell'Africa settentrionale e occidentale. Sempre i dati dell'Associazione indicano che nel 2007 la regione ha esportato in Nord Africa prodotti e servizi per oltre un miliardo di euro, importandone per 463milioni, con un avanzo commerciale significativo. A condividere la visione di Sassi e di Confindustria sul potenziale del territorio nordafricano è anche Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna: "I paesi del Mediterraneo – spiega – in vista dell'adesione all'area di libero scambio prevista per il 2010, rappresentano un mercato in crescita con numerose opportunità di business per le nostre imprese in vari settori: dalla filiera agro-alimentare, alla meccanica, al turismo, alla nautica, al bio-medicale. Le Camere di commercio già da tempo guardano con grande interesse in particolare al Nord Africa dove hanno già realizzato diverse iniziative, alcune in collaborazione con la Regione. Mi riferisco in particolare al desk del sistema camerale a Casablanca, uno strumento pensato per dare informazioni ed assistenza alle nostre imprese supportandole nello sviluppo di rapporti commerciali e per agevolare collaborazioni con operatori economici del Marocco". "Il Nord Africa – ricorda infine Antonio de Capoa, avvocato bolognese, presidente della Camera di commercio italo-libica – rappresenta il ponte naturale tra l'Europa e il continente africano e per questa ragione è già stato individuato come strategico. Qui si concentrano grandi risorse minerarie e naturali e poi non si può dimenticare l'appeal turistico che offre. è chiaro che le aziende, della nostra regione, ma non solo, lo scelgano per i loro progetti di internazionalizzazione ". A tutte queste peculiarità ne va aggiunta una che per un imprenditore non è di poco conto: "Qui la burocrazia è più snella che in Italia, il codice del commercio e quello civile sono molto evoluti e si rifanno in parte alla legislazione francese. Le leggi islamiche non riguardano il commercio, quindi non costituiscono un ostacolo a chi vuole investire in questi paesi".

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La ricetta vincente API: concretezza e impegno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: SYSTEM (RAVENNA) data: 2008-04-30 - pag: 11 autore: La ricetta vincente API: concretezza e impegno Non è più tempo di proclami, il sistema delle imprese vuole risposte S i è recentemente conclusa una delicata fase politica per il nostro Paese, e molte sono le istanze che vengono riproposte con forza dal sistema delle piccole e medie imprese. Ne parliamo con Renzo Righini, Presidente dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di Ravenna), a quasi un anno dalla sua nomina al vertice dell'Associazione ravennate. Il sistema economico – dichiara Righini - attraversa una fase particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e di azioni, da attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a gravare, in primis, sulle Pmi. Il riferimento corre a quelle tematiche legate in modo indissolubile alla capacità di produrre delle nostre imprese: parliamo in primo luogo dell'attuazione delle reti infrastrutturali nel nostro territorio, che ad oggi si mostrano assolutamente deficitarie e sottodimensionate rispetto alle necessità rilevate. Si pensi alla realizzazione della famosa tratta stradale Cesena – Mestre, il cd. Corridoio Adriatico che, grazie alla realizzazione della E55, consentirebbe l'apertura di nuovi e strategici canali commerciali per le imprese che producono in questo territorio, caratterizzate ad oggi, da uno storico isolamento che pregiudica pesantemente la capacità delle stesse di produrre ricchezza per l'intero sistema. Tra le altre priorità delle Pmi – prosegue il Presidente Righini – un'attenzione particolare va alle debolezze strutturali connaturate al nostro sistema soprattutto in tema di burocrazia ed eccessiva lentezza della macchina pubblica. Pertanto confidiamo che le Amministrazioni locali diano una sensibile accelerazione all'ingente opera di razionalizzazione ed alleggerimento della mole di adempimenti in capo alle imprese e ci rendiamo disponibili ad attivare metodi di condivisione e concertazione con le Istituzioni e le Associazioni presenti sul territorio, per realizzare concretamente la tanto auspicata New Governance. E' indubbio – aggiunge Righini – che il nostro Paese stia attraversando un momento difficile ed impegnativo: il sistema delle imprese, infatti, ci segnala quotidianamente le proprie difficoltà a fronte di un mercato globale sempre più agguerrito e competitivo, in questo particolare momento, influenzato anche dal forte apprezzamento dell'Euro nei confronti della valuta americana. Nonostante tutte queste criticità, il sistema delle Pmi continua a crescere diversificando le proprie attività e investendo in innovazione tecnologica. E proprio su questi elementi – conclude Righini si dovrà fare leva per garantire stabilità economica e consentire alle imprese, non solo di sopravvivere, ma di reggere ed affrontare al meglio la concorrenza imposta dai mercati nazionali ed internazionali. Il sistema economico attraversa una fase particolarmente delicata, ricca di sfide, di opportunità e di azioni, da attuare senza più indugi, pena una pesante recessione che andrà a gravare, in primis, sulle Pmi. Renzo Righini, Presidente dell'API (Associazione Piccole e Medie Industrie della provincia di Ravenna).

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Dopo le parole, ci servono i fatti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Auspicate decisioni rapide ed efficienti e la riduzione della burocrazia "Dopo le parole, ci servono i fatti" Saranno stabiliti temi e priorità all'interno del sistema Friuli Venezia Giulia I PRESIDENTI di ELENA DEL GIUDICE Declinare il "fare sistema", tradurlo in fatti. Fino a ieri era un invito, oggi è una realtà. Un "metodo" delle categorie economiche del Friuli occidentale che unitariamente, in campagna elettorale, hanno chiamato al confronto i candidati, e che ora, unitariamente, chiamano i consiglieri regionali eletti in questa provincia per indicare le priorità, le necessità del territorio, finalizzate a garantire la crescita, lo sviluppo, il benessere. "Perchè solo se c'è sviluppo e c'è benessere si può fare welfare - rimarca Silvano Pascolo -. Con la recessione non si fa stato sociale". Nessun "tessitore" dietro la nuova strategia delle associazioni di categoria "ci siamo trovati d'accordo, e non ricordo chi ha telefonato per primo", spiega Maurizio Cini. "Senza che ne avessimo mai parlato - aggiunge Marchiori - ci siamo messi attorno ad un tavolo per puntare a fare sistema". "Non da oggi - precisa Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato -, ma da un po' di tempo, abbiamo imboccato questa strada che è poi il filo che ci conduce ad avere questo incontro con i consiglieri eletti nella destra Tagliamento per manifestare loro le sensibilità e le aspettative del territorio rispetto ai temi più importanti". Che si chiamano "infrastrutture, sviluppo delle attività produttive, del turismo, dell'agricoltura, della cooperazione. Aspettative - prosegue Pascolo - che non hanno solo le categorie ma anche i cittadini che hanno dato il loro voto e che si attendono venga rafforzato lo sviluppo economico". E' coerente, secondo Pascolo, questo ragionamento con l'avanzamento di "poche richieste, buone e concrete". Tra cui anche la scelta degli amministratori "che ci auguriamo venga fatta con oculatezza proprio per garantire questo risultato". L'esperienza amministrativa come criterio per la scelta degli assessori regionali "non vuole essere un'indicazione verso uno o verso l'altro, ma riteniamo - conclude Pascolo - che chi conosce la macchina amministrativa possa essere un amministratore che toglie un po' di burocrazia, che trova le strade più veloci per rispondere alle esigenze del territorio". "L'obiettivo - aggiunge Maurizio Cini, presidente di Unindustria - è quello di incontrare i rappresentanti della provincia e cercare di avere certezze che ciò che serve e ciò che verrà portato avanti siano coincidenti. E' un incontro tecnico-programmatico con il quale cercheremo di di fare in modo che quel che di buono c'è venga sviluppato e quel che manca venga colmato". Sul "fare sistema", Cini rimarca che "non ci sono categorie concorrenti e non credo ci siano divergenze tra categorie economiche e cittadini, perchè l'obiettivo comune è garantire la crescita e il benessere". "Un tempo si parlava di fare sistema, noi cerchiamo di farlo", dichiara Alberto Marchiori, presidente della Confcommercio provinciale. "Le categorie hanno un sentire comune, esigenze comuni, e oggi anche una certa assonanza di idee, di interessi e di obiettivi che ci vedono compatti attorno ad un tavolo e soprattutto consapevoli che in un momento di particolare difficoltà, è opportuno stabilire strategie, fare squadra, portare avanti iniziative anzichè lavorare in modo sotterraneo gli uni contro gli altri. Penso sia venuta meno l'epoca in cui ci si doveva fare i dispetti convinti di portare avanti risultati a titolo personale, con il rischio di fare danni al territorio. Noi vorremmo - ancora Marchiori - che oltre alle categorie economiche ci fossero anche gli uomini che rappresentano il mondo politico del territorio a questo tavolo per fare fronte comune in modo trasversale. Stabilire insieme temi e priorità all'interno del sistema Fvg perchè Pordenone conti sempre di più e perchè soprattutto porti a casa quel che le compete come realtà territoriale". La cooperazione non avanza grandi rivendicazioni, ma qualche chiarimento sì. A proposito delle dichiarazioni del presidente della giunta Renzo Tondo a proposito di sostengo alla "vera" cooperazione. "Ci interessa capire - spiega Virgilio Maiorano, presidente di Confcooperative - che cosa intenda la Regione per "cooperative vere", un tema su cui ci interessa poter dire la nostra opinione". L'occasione sarà l'incontro del 7 maggio.

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Bolletta del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta di napoli (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia Bolletta del telefono per i tassisti ma è intestata a una ditta di Napoli Paradossi della burocrazia telefonica: nell'era delle fatture telematiche, di Internet e dei cellulari c'è ancora chi trova brutta sorprese a causa di una "bolletta pazza". Il "caso" vede come malcapitati protagonisti, stavolta, addirittura gli esponenti di un'intera categoria, quella dei tassisti goriziani. Nei giorni scorsi è arrivata infatti una bolletta inviata dalla Telecom e relativa all'utenza 0481-34000 di corso Italia, che corrisponde a uno dei punti telefonici del servizio radiotaxi. Fin qui tutto apparirebbe normale, non foss'altro che il numero telefonico in questione non risulta adoperato secondo modalità e frequenze tali da avvicinare il totale da pagare riportato nella bolletta: ben 228,50 euro. Ma c'è di più: sempre sulla bolletta inviata da Telecom Italia la fatturazione risulta intestata alla Cooperativa radiotaxi di Napoli, via Tito Angelini, sita nel capoluogo partenopeo. Com'è possibile che ai tassisti goriziani sia arrivata una bolletta da pagare intestata ai tassisti napoletani? Mistero. Fatto sta che la bolletta parla chiaro: 228,50 euro da pagare entro il 12 maggio e nelle ricevute di versamento e di accredito della bolletta è ben impresso il paradosso con il numero di telefono 0481-34000 e la specificazione del cliente: "Eseguito da cooperativa radiotaxi di Napoli Srl". "Cose da pazzi, di fronte a un episodio del genere potremmo chiamare il Gabibbo", commentano i tassisti goriziani increduli, i quali intanto hanno chiesto spiegazioni alla Telecom e sono in attesa che il disguido venga chiarito al più presto.

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Pesa l'anno nero del granito (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI. I rappresentanti di Confindustria e Apindustria Verona, Centro servizi di Volargne e Asmave raccontano l'impasse e sollecitano cambiamenti "Pesa l'anno nero del granito" La crisi c'è e i suoi contorni emergono chiaramente anche dagli interventi di alcuni qualificati rappresentanti del mondo dell'associazionismo lapideo scaligero. Che invocano cambiamenti a livello normativo ma anche un diverso approccio delle aziende nelle politiche commerciali che devono essere adottate. "Nel primo semestre 2007", spiega Diego Testi, presidente di Confindustria Marmo Verona, "il trend è stato positivo mentre nel secondo semestre è cominciato un periodo negativo che sta continuando. Soprattutto per quanto riguarda il settore del granito rispetto ad un marmo che sostanzialmente tiene le posizioni. Non so se si possa parlare di crisi o situazione strutturale del mercato", si interroga Testi, "alla luce della concorrenza e del calo degli ordinativi. A partire dagli Stati Uniti dove il settore edilizio è in crisi". E poi: "In Germania registriamo una presenza sempre più massiccia dela concorrenza dei Paesi emergenti mentre i Paesi dell'Est comprano ancora ma il controvalore non compensa comunque la flessione dei mercati tradizionali. Nostro auspicio è un impegno delle istituzioni ad alleggerire le problematiche quotidiane delle aziende. Un'inversione di rotta? Difficile che si verifichi, almeno fino alle elezioni americane di novembre e, quindi, fino al 2009". "Purtroppo anche questi primi mesi del 2008", spiega dal canto suo Filiberto Semenzin, presidente del Centro servizi per il marmo di Volargne, referente per il Distretto del marmo e delle pietre del Veneto, "confermano il momento di difficoltà. Le risposte alla crisi possono essere fornite dallo Stato con una normativa ed una fiscalità che tengano conto del sistema delle piccole e medie imprese e della necessità di sostenerle. Da parte delle stesse imprese", ricorda Semenzin, "c'è senz'altro bisogno di una maggiore consapevolezza nel migliorare le proprie politiche di marketing in forma unitaria. Su questa strada le nostre aziende si stanno riorganizzando, auspicando una maggiore considerazione e attenzione anche da parte delle banche in un'ottica complessiva di accompagnamento e crescita del territorio". "L'inizio del 2008 ha di fatto consolidato la situazione negativa della seconda parte del 2007", prosegue Gualtiero Alberti, presidente della sezione marmo di Apindustria. "Si tratta di una crisi che ha colpito più il settore del granito che il marmo. Nel 2007 la Regione Sicilia ha stanziato diversi milioni di euro a favore del comparto lapideo a dimostrazione di un'attenzione verso il settore che speriamo possa avere riscontro anche da parte delle nostre istituzioni. In questo periodo fondamentali, a fronte di problemi finanziari, sarebbero anche linee di credito più flessibili". E Francesco Antolini, presidente di Asmave, aggiunge: "Dai primi dati, ancora provvisori, emerge un inizio di 2008 peggiorativo rispetto alla chiara diminuzione del 2007. Speriamo solo che la crisi non tocchi i minimi del 2005. Pertanto chiederemo al governo nazionale e locale, alle banche e alle istituzioni ed agli enti preposti al settore una ben maggiore attenzione, una riduzione dei costi della burocrazia e delle tasse, anche locali, che gravano sulle nostre aziende rendendole sempre meno competitive e più appesantite rispetto alla concorrenza estera, e uno sforzo, anche economico, per evitare una forte riduzione della produzione e di conseguenza dell'occupazione. Anche un aiuto deciso, e non volto solo a rimpinguare le casse pubbliche, sui problemi delle discariche", conclude Antolini, "che con costi sempre più alti penalizzano fortemente il settore ed in particolare le aziende dell'agglomerato di marmo". M.U.

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Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: ISTITUZIONI (con Cantiere leg data: 2008-04-30 - pag: 15 autore: Tavolo tecnico da metà maggio Regione Piemonte, esodo incentivato per i funzionari Adriano Moraglio TORINO La Regione Piemonte ha deciso la "rottamazione" di funzionari, dopo aver avviato, con successo, quella dei dirigenti. A metà maggio sarà avviato un tavolo tecnico. Ed entro il mese potrebbe delinearsi l'entità della possibile platea di interessati tra i dipendenti regionali. Termine un po' brutale, "rottamazione" (usato, anche in senso ironico, dalla burocrazia regionale), ma assai efficace nell'indicare – per analogia con i provvedimenti statali che hanno riguardato le vetture da eliminare dal parco auto circolante – gli esodi incentivati. Due gli obiettivi: svecchiare la struttura e ridurre i costi (per quanto le "rottamazioni" non siano poi così indolori per le casse regionali) sul medio periodo con un ridimensionamento dell'organico. La spinta verso esodi incentivati del funzionariato, dalla categoria D ( la più alta) in giù, arriva da un'intesa con il sindacato. L'età media nella totalità dell'area non dirigenziale è piuttosto alta e si aggira sui 45- 50 anni. Si tratterà di un nuovo scossone nella composizione del "corpo" della macchina regionale che sino a qualche anno fa assomigliava molto a una piramide rovesciata, con una fortissima componente dirigenziale. Ora non è più così. Nel 1997, con una pianta organica di circa tremila dipendenti i dirigenti erano 380; oggi sono scesi al numero di 163 su 2.670 dipendenti. Il risultato viene ottenuto con diverse misure. Per esempio, sono state ridotte le Direzioni di vertice (da 32 a 19). Ed esiste un progetto di taglio dei Settori (le articolazioni delle Direzioni), dagli attuali 166 a 145 e conseguente riduzione dei corrispondenti responsabili. Manovra che, comunque, per essere avviata (e magari con un ripensamento sui numeri) deve attendere l'approvazione in Consiglio regionale della riforma del personale. Il testo unificato in questione, licenziato nei giorni scorsi dalle commissioni consiliari, verrà esaminato dopo la soluzione del "rebus" della manovra di bilancio. Ma i tagli più consistenti alla dirigenza sono proprio arrivati dalla "rottamazione" avviata dal dicembre 2003 a oggi.Alla fine di quest'anno l'esodo incentivato avrà riguardato 78 dirigenti. Il prossimo settembre la Regione aprirà un nuovo bando per la "rottamazione" dei dirigenti fino al 2016. Intanto è però arrivata linfa nuova tra i dipendenti: sono stati assunti 25 nuovi dirigenti nel 2007 e altri cinque nei primi mesi di quest'anno. Prossimamente un corsoconcorso offrirà al funzionariato che già è alle soglie della dirigenza di candidarsi a ruoli superiori. La Regione, infine, ha deciso di incentivare tra i dipendenti l'utilizzo dei mezzi pubblici. In questi giorni sta sondando la disponibilità in cambio di partecipazioni della Regione sui costi degli abbonamenti.

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Pmi, San Marino a Napoli: Fate affari con noi (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Napoli espansione internazionale. Pmi, San Marino a Napoli: Fate affari con noi Buona posizione geografica, burocrazia snella, regime di tassazione agevolata per le imprese, comparto manifatturiero di qualità con aziende di eccellenza in numerosi settori, insediamenti industriali in cui è possibile investire: sono alcuni dei vantaggi che la Repubblica di San Marino offre agli imprenditori campani che hanno intenzione di fare affari in questo territorio, che non va considerato come un paradiso fiscale come spesso si pensa. E' quanto emerge dall'incontro svoltosi ieri presso l'Unione degli industriali di Napoli tra imprenditori locali e una delegazione dell'Anis (associazione nazionale dell'industria sammarinese) in visita in Campania con l'intento di sviluppare affari e accordi di cooperazione. L'iniziativa è promossa dall'associazione di Palazzo Partanna e organizzata in collaborazione con il gruppo Il Denaro. Oggi la delegazione di San Marino visita il sistema Cis-Interporto-Vulcano Buono, struttura creata da Gianni Punzo che può essere un modello di riferimento logistico per San Marino. Nadia Pedicino Tutti concordi nel sostenere che la due giorni campana è solo l'inizio di una serie di incontri e di future collaborazioni. " L'associazione che rappresento dichiara il presidente dell'Anis, Piergiovanni Terenzi intende costruire dei validi legami di cooperazione con le altre associazioni industriali, soprattutto con quella napoletana, in quanto la realtà produttiva di San Marino non si discosta molto da quella campana. Pensiamo alle eccellenze nel settore manifatturiero, al tessile, al packaging. Gli fa eco il presidente Gruppo Piccola Industria di Napoli Bruno Scuotto, il quale ritiene: "Entrambi i territori, il nostro e quello sammarinese, hanno bisogno di aprirsi a nuovi mercati. Spesso guardiamo a Paesi lontani con alti tassi di crescita del Pil, senza considerare che a pochi chilometri da casa esistono opportunità di affari da cogliere al volo. Questo di oggi è solo un primo incontro, ne seguiranno altri a breve termine: come Unione parteciperemo nel prossimo mese di giugno ad un Forum economico che si svolge a San Marino". Che il settore manifatturiero offra validi sbocchi di collaborazione tra Campania e San Marino è anche l'opinione del direttore dell'Anis Carlo Giorgi: "In questo settore informa ci lavorano circa 18 mila persone, ma i punti di forza del nostro territorio sono un governo stabile dove non esiste indebitamento e la pressione fiscale è contenuta. Qualche preoccupazione desta solo il sistema pensionistico che recentemente è stato anche oggetto di una importante riforma finalizzata ad aumentarne la sostenibilità". Non solo manifatturiero, anche il mobilio, l'imballaggio, le forniture per uffici, la ceramica, rappresentano dei settori di eccellenza nella repubblica di San Marino, come riporta Marco Bianchini della Karnak s.a., un'azienda di articoli e attrezzature per ufficio che conta 80 mila clienti e che ha un magazzino di circa 40 mila metri quadrati tutto automatizzato. Anche la telefonia riveste a San Marino un'ottima posizione, come afferma Andrea Cendali Pignatelli presidente di Telecom Italia San Marino spa. Non bisogna quindi considerare la Repubblica di San Marino come un paradiso fiscale, ma un territorio dalle mille opportunità "che, aggiunge il console onorario a Napoli Vittorio Torino offre l'opportunità all'operatore interessato di avviare un'impresa in soli quindici venti giorni". del 30-04-2008 num.

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Online i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito (sezione: Burocrazia)

( da "TgFin.it" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sul Web i redditi degli italiani Li ha messi online l'Agenzia entrate L'Agenzia delle entrate mette online i redditi di tutti i cittadini italiani e le tasse versate al Fisco. La notizia è girata a grandissima velocità, e il sito è stato preso d'assalto, tanto che è risultato inaccessibile a lungo non appena i dati sono stati resi pubblici. L'operazione è semplicissima: dall'indirizzo www.agenziaentrate.it si può, con pochi clic, risalire ai redditi. Quelli diffusi riguardano le dichiarazioni del 2005. Cantanti, attori, sportivi: i redditi di tutti gli italiani sono alla luce del sole, a disposizione di chiunque. Ma senza andare lontano, si può anche curiosare nelle tasche del vicino di casa. Le dichiarazioni dei redditi pubblicate on line riguardano, infatti, tutte le persone fisiche, le società di persone, le associazioni di artisti e professionisti; le società di capitali, gli enti commerciali, gli enti non commerciali. Gli elenchi sono suddivisi per comune ed ordinati secondo l'alfabeto. "In caso di inattendibilità dei dati - si legge nel provvedimento - in luogo di essi sono esposti tre asterischi". Le disposizioni "sono sottese - si legge ancora - a perseguire la finalità d'interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria". I termini e le modalità di pubblicazione sono fissate annualmente da un decreto del ministero delle Finanze. LA PROTESTA DEL POPOLO DELLA VITA: SI VIOLA LA PRIVACY Questa notizia ha subito messo in allarme un'associazione che fa capo al Pdl (Popolo della Vita, corrente dei Valori), che ha denunciato la pubblicazione di questi dati protestando contro la violazione della privacy. "E' la dimostrazione palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi e Alemanno" dice il portavoce dell'associazione Diego Righini. "La privacy è stata violata a norma di legge. E' corretto far pagare le tasse proporzionate agli evasori ma non si può tollerare un clima di intimidazione e persecuzione che soffoca i cittadini contribuenti. I lavoratori autonomi chiudono per eccesso di burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo Romano del 5 marzo, previsto a norma di legge dai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973. ''L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali - scrive il direttore Romano nel provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi - con decisioni del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una precisa scelta normativa di consultabilità da parte di chiunque di determinate fonti, precisando che - e qui Romano cita estualmente il Garante per la privacy - non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività". IL GARANTE: SIAMO ALL'OSCURO Il Garante della Privacy, però, smentisce di aver ricevuto informazioni riguardanti la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi e in una nota afferma: "L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della Privacy. E' stato convocato il Collegio per esaminare la questione". Intanto infervorano le polemiche. VISCO: "E' UN FATTO DI DEMOCRAZIA" "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano"., ha commentato il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco. "Era gia' pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". ADOC: PALESE VIOLAZIONE DELLA PRIVACY Diversa da quella di Visco è la posizione dell'Adoc che parla dell'iniziativa come di ''una palese violazione della legge sulla privacy e di un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali''. ''Abbiamo inviato una lettera al Garante per la privacy - afferma il presidente Associazione dei consumatori, Carlo Pileri - chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione di dati sensibili sul sito''. ''Tra l'altro - continua Pileri - nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista ne' un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati ne' una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa''. GLI ALTRI ARTICOLI Fisco, volano le tasse locali Marzo, entrate fiscali boom: +10,1% VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Ad aprile inflazione sempre al top E volano i prezzi di pane e pasta Online i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito Gomme sgonfie per Michelin Effetto negativo sulla Pirelli Chi investe prova le stesse sensazioni di un ragazzo alla prima cotta. E il rischio "cuore infranto" è dietro l'angolo GRAFICHE.

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ORA VIA I CAMPI ROM , LA SFIDA DI ALEMANNO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

I NODI DELLA POLITICA Baraccopoli nel mirino: senza regole no accoglienza I consigli di Berlusconi per snellire la burocrazia "Ora via i campi rom", la sfida di Alemanno ELENA ROMANAZZI Roma. Mettersi subito al lavoro "senza pietà" per cambiare Roma in fretta. Per il neosindaco della capitale, Gianni Alemanno, ieri è stato il giorno del trionfo alla Camera, dove si è recato a votare il "suo" presidente, Gianfranco Fini. Ad accoglierlo a Montecitorio un mini-trionfo. Applausi, cori da stadio al momento della "chiama" con i deputati del Pdl che hanno intonato dai banchi un "ooohhh..." di attesa, esploso in un "olè" quando il segretario d'aula ha pronunciato il nome di Alemanno. La giornata del neo sindaco alla Camera - oggi tornerà a Montecitorio e poi alle 14 verrà proclamato ufficialmente sindaco di Roma - è scivolata via tra strette mano e congratulazioni. Silvio Berlusconi - rivela Alemanno - mi ha indicato come snellire la burocrazia. E Umberto Bossi della Lega, dopo averlo abbracciato gli ha assicurato pieno appoggio per risolvere il problema sicurezza nella capitale: "Dobbiamo dare - spiega il leader dei Lumbard - il segnale che il paese aspetta, anche a Roma, una città accerchiata dagli accampamenti dove si arricchiscono spacciando droga". È questo il pallino del sindaco, la sicurezza. Il giorno dopo le elezioni proprio ad un quotidiano rumeno annuncia che sarà tolleranza zero nei confronti degli immigrati clandestini e dei cittadini stranieri non in regola. A finire nel mirino saranno le baraccopoli e i campi nomadi abusivi. Campi - spiega Alemanno al quotidiano rumeno on line "Cotidianul" - dove sta aumentando da un giorno all'altro la criminalità e lo sfruttamento di donne e bambini. Il sindaco chiarisce che non ha alcuna intenzione di chiudere le porte della capitale agli immigrati, ma - spiega - senza il rigore, senza la serietà nel rispetto delle leggi è impossibile parlare di accoglienza. Alla sicurezza sarà dedicata la prima riunione della giunta capitolina. La squadra Alemanno ancora non è pronta. Ma di sicuro per rilanciare la capitale ha in mente di istituire una Commissione (candidato a presiederla è Gian Maria Fara) sulla falsariga della commissione Attali voluta da Sarkozy, per "mettere insieme tutte le migliori intelligenze della città", comprese quelle del centrosinistra. Di sicuro per il momento c'è il vice sindaco, Mauro Cutrufo. Poi tanti papabili, come Andrea Augello per il Bilancio. Bordoni, uno dei più votati in questa tornata elettorale al Patrimonio o al Commercio. Nella giunta dovrebbero entrare Alfredo Antoniozzi e Fabio De Lillo. In corsa per i Lavori pubblici Pasquale de Luca. La squadra - assicura - sarà di alto profilo. Così ecco spuntare il nome di Luca Barbareschi per le Politiche culturali, quello di Luca Malcotti per il Personale, Samuele Piccolo potrebbe finire alle Politiche giovanili. Sono ancora diversi i nodi da sciogliere. All'assessorato della Sicurezza, potrebbe finire un tecnico, un esterno proveniente dai ranghi delle forze dell'ordine, forse dall'Arma dei carabinieri. Sarò sindaco di tutti, insiste, lontano dai salotti e in mezzo alla gente. "Vent'anni fa mi sarei messo a ridere se mi avessero detto - spiega a Ballarò - che sarei diventato sindaco". Il sogno si è realizzato: "Nella gente c'era voglia di cambiamento, ma è ingeneroso scaricare la sconfitta della sinistra sulle spalle del solo Rutelli: dopo quindici anni ininterrotti di governo da parte dello stesso sistema di potere non si poteva pensare di continuare per altri cinque anni". Nella scelta ha pesato - aggiunge - anche la campagna di demonizzazione fatta nei miei confronti che si è rivelata un boomerang per chi l'ha messa in piedi. Infine sui saluti romani levatisi per la sua vittoria dice: "Solo spacconeria che non ha valenza ideologica".

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UNA GUIDA IN SEI LINGUE PER FAVORIRE L'ACCOGLIENZA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INIZIATIVA DELL'ARCI E DELLA TENDA Una guida in sei lingue per favorire l'accoglienza Una guida in sei lingue - dall'italiano all'arabo - per guidare gli immigrati nelle procedure amministrative e nei servizi presenti sul territorio cittadino. È la Guida multilingue realizzata dall'Arci di Salerno e dal centro "La Tenda" in collaborazione con Regione, Comune, Cgil e cooperativa sociale Cassiopea. Prefettura e Asl hanno concesso il loro patrocinio a questa iniziativa che, secondo i promotori, rende i diritti "tangibili ed esigibili". La pubblicazione contiene quattro sezioni: soggiorno, servizi sociali, sanità e lavoro. Ci sono anche i recapiti delle associazioni migranti e gli indirizzi delle istituzioni. Tutto scritto con il modello domanda-risposta in sei lingue: italiano, francese, spagnolo, inglese, russo e arabo. Una bussola molto utile anche per le famiglie italiane e per i datori di lavoro che vogliono orientarsi nella burocrazia. Durante la presentazione, ieri mattina nel Salone dei Marmi, l'assessore Ermanno Guerra ha definito la guida "un segnale di cultura sociale fondamentale, perché chiunque viene nella nostra città non si senta disorientato. Ma questo è anche un orgoglio per i nostri concittadini, perché dà il senso di una comunità che sa dare risposte a chi ha bisogno, in termini di servizi e di informazioni". Giuseppe Cavaliere, allargando il discorso ai temi caldi del momento, parla di sicurezza: "Le associazioni dei migranti costituite in città sono un baluardo, un elemento centrale. La sicurezza si realizza con misure di contrasto e attivando un dialogo con le comunità, perché tutti si sentano pienamente legittimati come cittadini". Il prefetto Claudio Meoli osserva che "la cultura dell'accoglienza deve avere un ritorno da parte degli immigrati, che devono sottomettersi alla legge italiana, regolarizzando la posizione e rispettando le regole. La guida è un segnale di attenzione e un invito a rispettare le regole". Dai prossimi giorni, la pubblicazione si potrà ritirare gratuitamente in diversi punti della città, fra cui: i segretariati sociali del Comune, lo sportello "Tam Tam" (via La Carnale), i sindacati e la Caritas.

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IL SAN CARLO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il San Carlo... "Toglieremo tutti gli stemmi dei Savoia, per il resto sarà com'è sempre stato. Il commissario Nastasi sta lavorando con grande entusiasmo e rapidamente, senza l'assedio della burocrazia. E questo mi fa pensare che forse a Napoli bisognerebbe commissiarare tutto, sarebbe un modo per risolvere tanti problemi". Per il momento, comunque, i problemi che si stanno risolvendo sono quelli del teatro e il progetto che prevede la spesa di 50 milioni di euro in tre anni è in fase avanzata di progettazione. Il teatro chiuderà ai primi di luglio, dopo il grande concerto del giorno 2 in piazza del Plebiscito con le orchestre e i cori del San Carlo e del Maggio Musicale fiorentino riuniti sotto la guida di Zubin Mehta. Fino a dicembre si lavorerà notte e giorno per rifare la sala, gli stucchi, gli ori, i velluti. Ma saranno anche realizzate una grande sala di incisione e sale prove, spostata la scuola di ballo, la sartoria, la falegnameria. Poi si rifarà anche il palcoscenico dotandolo di attrezzature all'avanguardia adatte ad ospitare anche più allestimenti contemporaneamente. L'intervento durerà per sei mesi l'anno per tre anni consecutivi - sempre da luglio a dicembre - senza interrompere l'attività che nei periodi di chiusura verrà decentrata tra Auditorium Rai e Teatro di Corte a Palazzo reale. Donatella Longobardi.

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AFRAGOLA, UN ELETTORE SI PRESENTA CON UN CERTIFICATO NON SUO. SCATTA L'INCHIESTA, SCOPERTA MARIJUANA NELLA STANZA DEL POLITICO PDL (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Afragola, un elettore si presenta con un certificato non suo. Scatta l'inchiesta, scoperta marijuana nella stanza del politico Pdl DALL'INVIATO GIGI DI FIORE Afragola. Il ritorno alla normalità parte in salita. Un voto senza condizionamenti, un'amministrazione comunale lontana dalle pressioni del clan camorristico dominante, una burocrazia estranea alla cultura del "favore": sono le piccole, grandi, normalità che Afragola cerca di riprendersi. E che una tranquilla campagna elettorale, dopo 30 mesi di commissariamento prefettizio, sembrava promettere. E invece un casuale "incidente", scoperto in uno dei 70 seggi elettorali, fa ripiombare la città nello sconforto del "qui non cambia mai nulla". Un giovane neo consigliere comunale del Pdl, eletto con 525 voti, arrestato per spaccio di droga, due indagati per voto di scambio. All'origine di tutto, lo zelo, questo sì da buoni auspici, di una presidente di seggio, alla ventesima sezione nella scuola "Castaldo" di piazza Ciampa, parte storica della città. È mezzogiorno e venti di lunedì, nel seggio c'è folla. Un disoccupato, Raffaele D. B. di 35 anni, consegna la tessera elettorale per votare. Ma qualcosa non quadra, la commissione elettorale si insospettisce: l'uomo risulta aver già votato con un'altra tessera elettorale. Il disoccupato dice che si sbagliano, che è al seggio per la prima volta. La presidente non gliela fa buona. Chiama la polizia, denuncia l'errore: la tessera elettorale non appartiene all'uomo, che uno scrutatore ricorda di aver già visto. Al commissariato di Afragola, diretto da Pietro Paolo Auriemma, ci vuol poco per scoprire l'inghippo. Raffaele D.B. crolla subito: "Sono disoccupato, mi hanno promesso il posto. Avrei votato anche tre o quattro volte pur di averlo". E spiega che la tessera elettorale appartiene ad un suo vicino. Chi gli ha fatto la promessa, chi gli ha chiesto di violare la legge? La risposta è immediata: Francesco Iazzetta. Un nome coinvolto in una vicenda giudiziaria di dieci anni fa. È un dipendente comunale di 51 anni, allora all'ufficio Anagrafe. Si scoprì che Anna Mazza, la vedova di Gennaro Moccia considerato il capoclan della camorra ad Afragola, possedeva documenti falsificati. Che la reale data di nascita non corrispondeva a quella registrata nei terminali informatici. E così, quando la donna subiva controlli, dai terminali non risultava alcun precedente penale a suo carico. Un errore risalente al 1957, quando la Mazza si era trasferita da Napoli ad Afragola. Fu allora che, negli atti, a penna la data di nascita del 28 febbraio 1937 fu mutata in 28 marzo 1937. Un'alterazione poi riportata nei terminali. Il ciclone investì tre dipendenti comunali e due agenti di polizia dell'ufficio addetto alla notifica degli atti giudiziari. Un anno fa, l'assoluzione per tutti. Per nessuno furono accertate dirette responsabilità penali, ma la vicenda alimentò quel clima di sospetto che da sempre fa parte del Dna del Comune di Afragola. Gli agenti vanno subito a casa di Francesco Iazzetta, 51 anni. In un sottoscala trovano ben 409 tabulati di stati di famiglia di persone residenti ad Afragola. "Li ho conservati a futura memoria, perché sono di persone cui ho fatto dei piaceri al Comune", si giustifica l'uomo. Poi al primo piano, nella stanza del figlio Raffaele, 24 anni (neo consigliere comunale nella lista di centro destra che appoggia il nuovo sindaco Enzo Nespoli), in una scatola di scarpe vengono trovati 143 grammi di marijuana e un bilancino. Il giovane viene così arrestato in flagranza di reato per spaccio di droga. Il padre è denunciato per voto di scambio con Raffaele D.B.. Nessun commento dal neosindaco e senatore Vincenzo Nespoli che aveva fatto delle accuse all'amministrazione poi sciolta l'obiettivo della sua battaglia politica. Dice invece il suo avversario sconfitto Francesco Moccia: "La vicenda getta una luce sinistra sul voto". Nella città dei centri commerciali e delle tante vicende di camorra, che solo lunedì ha ritrovato un sindaco, un'altra scossa con quest'ultima vicenda. Squallida, ma significativa. Tornare alla normalità è davvero difficile.

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Edilizia pubblica bloccata, quella privata si sta fermando (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (NordEst)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ALLARME DI DE PRA' Edilizia pubblica bloccata, quella privata si sta fermando BellunoE intanto l'edilizia si ferma. La crisi, che attanaglia il settore ormai da parecchi mesi, sta creando non pochi problemi. La denuncia viene dalla sezioni edili dei Assindustria. Il suo presidente, Ezio De Prà, a margine della presentazione dell'Osservatorio sugli appalti, ha confermato che i lavori nel settore pubblico sono bloccati, perché il Comuni non hanno più soldi e non sono in grado di commissionare progetti nemmeno per mettere a posto le strade. Da novembre a oggi hanno chiuso l'attività cinque imprese. I cantieri non mancano in giro, ma sono aperti da troppo tempo per rappresentare il nuovo e sembrano non finire mai.A soffrire sono soprattutto le medie imprese, meno flessibili delle piccole nell'accontentarsi anche di interventi di manutenzione. Nel privato le cose non vanno meglio. I giovani faticano parecchio a reperire risorse per farsi una casa e la burocrazia soffocante spinge gli investitori all'estero. La crisi, insomma, avrà ripercussioni in tutta la provincia, se non si inverte la tendenza.Nonostante l'analisi poco promettente e il fatto che, per rimettersi in moto, il sistema degli appalti avrà bisogno di un paio d'anni, De Prà invita a non cedere al pessimismo.Cipriana pagina III.

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<Troppe norme, serve una tregua> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi in assemblea i Commercialisti della provincia. Appello alla politica del presidente dell'Ordine "Troppe norme, serve una tregua" Commercialisti ed esperti contabili dopo il matrimonio oggi si presenteranno uniti in assemblea. Dal primo gennaio i rispettivi ordini professionali sono stati soppressi ed è stato istitutito un nuovo Ordine con due sezioni. Renato Cinelli ne è il presidente.Come è cambiato il ruolo del commercialista negli ultimi anni?"Come consulente delle imprese, organo delle procedure concorsuali e ausiliario del giudice, si è adeguato a svolgere la propria attività nel mutato contesto economico e legale. Questo ha comportato un costante aggiornamento professionale con una obbligatoria formazione continua".Cosa vi chiedono i clienti?"Di essere consulenti in materia di bilancio, fiscalità, diritto societario, controllo contabile, controllo di gestione e societario, piani finanziari e di impresa".La burocrazia e le costanti variazioni della normativa, sono un ostacolo allo sviluppo delle aziende?"Certamente. Una delle nostre pressanti richieste è quella di una "tregua normativa" per consentire una corretta previsione e applicazione delle norme. Purtroppo il nostro Paese si caratterizza per una burocrazia superiore a quella degli altri Paesi, con ciò creando una distorsione nella concorrenza internazionale delle nostre imprese e un minore interesse da parte di investitori esteri. Una semplificazione burocratica e una riduzione delle modifiche legislative, soprattutto in materia fiscale, consentirebbe di produrre una maggiore ricchezza".Il commercialista è ancora il tramite privilegiato tra aziende e istituzioni pubbliche?"Rimane un soggetto di fiducia, che garantisce una correttezza di rapporti. Esercitare una professione in un Ordine professionale significa non solo aver seguito un percorso formativo completo e verificato con esami di stato particolarmente severi, ma anche essere obbligati a una formazione di aggiornamento continua e soggetti a norme disciplinari".Sono tanti i giovani che si avvicinano a questa professione?"Pur in presenza di una continua crescita degli iscritti (il 29\% dei nostri iscritti hanno meno di 40 anni), il flusso è diminuito: serve un percorso universitario di 5 anni, un tirocinio di almeno 3 anni e il superamento di un esame di stato molto selettivo".Con l'apertura di nuovi sbocchi commerciali (Cina, India) le conoscenze del professionista trasformate?"Il commercialista italiano non può esercitare la professione all'estero, non perché non sia consentito, ma perché la nostra è una professione che richiede una approfondita conoscenza di norme fiscali e societarie. Siamo però capaci di accompagnare l'imprenditore italiano nel processo di internazionalizzazione della propria impresa anche indicando validi professionisti di riferimento nei Paesi di sbocco. Alcuni nostri colleghi intraprendenti, hanno uffici nei Paesi emergenti dell'Europa centro-orientale o dell'Asia".Le attività commerciali di nuova nascita o quelle di extracomunitari, si rivolgono al commercialista?"Quelle avviate da extracomunitari non in modo diffuso".Cosa chiederebbe ai governi nazionale e regionale a favore della sua categoria?"Più considerazione per la nostra attività che ha una forte valenza pubblica, non utilizzando il commercialista per servizi volti unicamente a sgravare le pubbliche amministrazioni, ma riconoscerne il valore professionale".Quali saranno le caratteristiche del programma dell'Ordine per il 2008-2012?"Il programma può essere riassunto nel motto dell'elezione: una professione autorevole".Michela Zin.

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Una cabina dell'Enel blocca i lavori all'ex Gabar (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Da un anno tutto fermo in via Oroboni Una cabina dell'Enel blocca i lavori all'ex Gabar La Rossi è pronta a fare causa (f. br.) Ormai è un anno che i lavori sono bloccati. Dopo aver demolito i fabbricati dell'ex Gabar di viale Oroboni, il mega intervento di riqualificazione dell'area che dovrà dare alla luce una nuova piazza, un parcheggio interrato e condomini per abitazioni, uffici e negozi è fermo a causa dell'Enel. La società elettrica deve spostare la cabina che si trova dietro il Teatro studio e per ragioni di ordinaria burocrazia continua a posticiparne i tempi. E intanto la Rossi Costruzioni di Stanghella, che ha acquistato la parte del Comune per un valore di 4 milioni 750mila euro con un'offerta a trattativa privata risalente a marzo del 2006, non può iniziare a costruire. "È una vergogna - afferma il titolare dell'impresa, Silvano Rossi - siamo in possesso di tutte le autorizzazioni, dalle concessioni per le opere di urbanizzazione ai permessi di costruire i palazzi, ma finché non viene spostata quella cabina non possiamo aprire il cantiere ufficialmente. Abbiamo clienti che vorrebbero comprare appartamenti, negozi, uffici, ma le trattative sono tutte bloccate a causa dell'Enel. Sarà inevitabile un contenzioso".E pensare che un'altra centralina, che dovrà sostituire quella esistente con una potenza maggiore per servire non solo una parte di San Bortolo, ma anche la nuova area residenziale, è già pronta da tempo, ma aspetta solo la presa in consegna dell'Enel. "Il Comune ha scritto all'Enel per cercare di accelerare l'iter, ma non è bastato. E intanto noi abbiamo pagato già gli oneri di urbanizzazione e i 70mila euro chiesti dall'Enel stessa".Il titolare dell'impresa è preoccupato per i ritardi, ma non teme per l'investimento. Prima o poi i lavori partiranno.Nell'alienazione della superficie pubblica dietro al comando dei vigili urbani, la convenzione ha previsto non solo la costruzione di due palazzi a forma di elle che contornano la nuova piazza, ma anche un intero fabbricato che la ditta realizzerà funzionale al Comune. Mentre al piano terra ci sarà una parte commerciale o a uso delle associazioni di volontariato, negli altri tre piani saranno destinati gli uffici degli assessorati dei Servizi sociali e della Casa, attualmente in affitto in viale Trieste con un contratto ormai in scadenza. La Rossi, inoltre, sempre in cambio della nuova destinazione d'uso e nell'ambito degli accordi presi con l'amministrazione ancora nel 2006, dovrà ristrutturare il comando della polizia locale, demolendo anche tutta quella parte che funge da tettoia sul retro per le auto di servizio.

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Sernaglia Il Piano di Sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SernagliaIl Piano di Sviluppo Rurale della Regione delude. Troppa burocrazia, eccessivi adempimenti formali, limiti troppo rigidi. Queste le critiche di Comuni, imprenditori agricoli, associazioni di categoria. Con il risultato che il mondo agricolo si chiude sempre più in se stesso. Basti pensare che in tutto l'ambito regionale sono state presentate 33 manifestazioni di interesse da parte di vari Enti per i Progetti Integrati d'Area/Ambiente (Pia), di esse solo due riguardano il trevigiano: quella dei Comuni del Quartier del Piave e quella dell'Ente Parco Naturale Regionale del Fiume Sile. I Pia consistono in un insieme di misure e di azioni coordinate per temi o per ambiti territoriali omogenei, per l'accesso ai contributi economici da parte dei conduttori dei terreni agricoli o forestali. Sono strumento finalizzati a promuovere, in un ambito territoriale delimitato, un insieme di misure che convergano verso un comune obiettivo di tutela e di salvaguardia dell'ambiente, del territorio e del paesaggio, nonché di protezione delle risorse acqua, suolo ed aria, favorendo la conservazione e la valorizzazione delle aree agricole e forestali ad elevato valore naturalistico e la biodiversità ad esse collegata. Tenuto conto delle peculiarità del territorio del Quartier del Piave ai Comuni proponenti è apparsa infatti particolarmente significativa la possibilità di coordinare interventi di interesse agroambientale in un'area caratterizzata da una notevole frammentazione fondiaria e da un'elevata fragilità ambientale, inserendoli nel quadro unitario di un Progetto Integrato d'Area, finanziabile, nella sua totalità sino all'importo massimo di due milioni di euro per il quinquennio di riferimento, e valutato sulla base di una specifica graduatoria riservata ed in un certo senso privilegiata, distinta da quella cui vengono assegnate le domande individuali. Eppure alla serata di presentazione dell'iniziativa di agricoltori non vi era traccia."Le chances di successo del Paino di Sviluppo Rurale - spiega l'assessore sernagliese, Rudy Mazzero - stando alle voci raccolte fra gli addetti ai lavori sono molto basse. Tuttavia, è intenzione delle stesse Amministrazioni del Quartier del Piave, sulla scorta delle problematiche emerse in occasione dell'elaborazione ed in sede di presentazione del proprio PIA, fare massa critica e, con il coinvolgimento della Provincia, che al riguardo si è già detta disponibile, oltre che, auspicabilmente, delle stesse Associazioni di categoria, premere per la modifica dei requisiti per l'accesso ai bandi dei Progetti Integrati d'Area, allo scopo di ripresentarne uno nuovo a valere per l'anno venturo".Manuela Collodet.

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LE <MATRICOLE> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

LE "MATRICOLE" RomaNOSTRA REDAZIONELo sa, e non se ne cura. Con la fama acquisita come organizzatore di "ronde padane", il minimo che possa capitare a Gianluca Forcolin, sindaco di Musile di Piave e da ieri deputato della Lega Nord, è qualche speculazione degli avversari politici sul suo cognome, evocatore di antichi strumenti di giustizia. In realtà le "ronde" sono di vigilantes privati e il loro promotore è un tranquillo tributarista di 39 anni in abito scuro e cravatta d'ordinanza, una delle dieci "matricole" che l'avanzata di Alberto da Giussano ha spedito dal Veneto a Montecitorio.La sua "giornata particolare" è cominciata prestissimo, per poter atterrare a Roma alle 8 del mattino. Volo in compagnia di colleghi "veterani" come i trevigiani Luciano Dussin e Giampaolo Dozzo, dispensatori di preziosi consigli ma anche utilissimi per agevolare l'ingresso nel palazzo e ridurre l'impatto con la burocrazia. Il neofita è vezzeggiato dai commessi ("Onorevole, di qua, prego"), condotto al piano nobile, registrato, fotografato, equipaggiato con un pacco di tessere, brochures informative e gadgets vari e spedito subito, via Transatlantico, nell'aula dove eserciterà il mandato. Come tutti i "subentranti" in seguito all'opzione di deputati plurieletti, Forcolin ha dovuto attendere un paio d'ore, finché il suo nome non è stato letto dal presidente provvisorio Pierluigi Castagnetti, e poi s'è accomodato, ancora frastornato dalle prime impressioni. S'impone allo sguardo il trionfo liberty del Transatlantico, il corridoio "dei passi perduti", con i marmi policromi, i magnifici arredi, i soffitti decorati, l'illuminazione a plafoniera (tipica, appunto, dei transatlantici) che l'architetto Ernesto Basile volle per conciliare solennità ed ariosità. "È grande", ripete Forcolin. "Ci vorranno quindici giorni solo per imparare la strada". Valutazione ottimistica, visto che di tanto in tanto, soprattutto ai piani delle commissioni, si perdono parlamentari e giornalisti con molti anni d'esperienza.Da Musile di Piave, undicimila abitanti in provincia di Venezia, è un bel salto. "Noi della Lega - premette Forcolin - siamo venuti a Roma per cambiare, per realizzare il federalismo, per rispondere alle istanze del popolo del Nord anche in tema di sicurezza". Ed eccoci alle famose ronde. "Ma quali ronde... Sono vigilantes privati, attivi dal 5 marzo, da mezzanotte alle cinque del mattino, per custodire edifici e beni pubblici, fino all'ultimo cassonetto di Musile. Abbiamo il nulla-osta della Prefettura. Ora speriamo di integrare il servizio con il tassello conclusivo, in convenzione con Jesolo e San Donà di Piave: l'istituzione di un numero verde che consentirà ai cittadini di segnalare eventuali anomalie ad un pubblico ufficiale, che a sua volta allerterà, secondo la gravità del fatto, il 112 o i vigilanti. Le assicuro che i risultati già si vedono". A giudicare dal responso delle urne i cittadini gradiscono. "La sicurezza - prosegue - è stato il nostro cavallo di battaglia e la gente ci ha premiato. Musile, con il 32 per cento alla Lega, è il Comune più leghista della Provincia di Venezia. Adesso, da deputato, lavorerò per aumentare gli organici delle forze dell'ordine". Forcolin ha chiesto la commissione Attività produttive, solitamente in cima ai desideri dei deputati veneti, o la Finanze, per competenza professionale, ma certo rimarrà sindaco di Musile.A dormire il neodeputato andrà in albergo. "Più tardi - spiega Forcolin - penserò ad un appartamento, magari in condivisione con un collega". Giusto, non c'è fretta. A Montecitorio non si corre quasi mai. Basteranno davvero quindici giorni per verificare se vale sempre il vecchio detto: "La vita del parlamentare è ozio senza riposo e fatica senza lavoro".A.B.

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Online i redditi di tutti gli italiani Il Fisco li ha pubblicati sul sito (sezione: Burocrazia)

( da "TGCom" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sul Web i redditi degli italiani Li ha messi online l'Agenzia entrate L'Agenzia delle entrate mette online i redditi di tutti i cittadini italiani e le tasse versate al Fisco. La notizia è girata a grandissima velocità, e il sito è stato preso d'assalto, tanto che è risultato inaccessibile a lungo non appena i dati sono stati resi pubblici. L'operazione è semplicissima: dall'indirizzo www.agenziaentrate.it si può, con pochi clic, risalire ai redditi. Quelli diffusi riguardano le dichiarazioni del 2005. Cantanti, attori, sportivi: i redditi di tutti gli italiani sono alla luce del sole, a disposizione di chiunque. Ma senza andare lontano, si può anche curiosare nelle tasche del vicino di casa. Le dichiarazioni dei redditi pubblicate on line riguardano, infatti, tutte le persone fisiche, le società di persone, le associazioni di artisti e professionisti; le società di capitali, gli enti commerciali, gli enti non commerciali. Gli elenchi sono suddivisi per comune ed ordinati secondo l'alfabeto. "In caso di inattendibilità dei dati - si legge nel provvedimento - in luogo di essi sono esposti tre asterischi". Le disposizioni "sono sottese - si legge ancora - a perseguire la finalità d'interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria". I termini e le modalità di pubblicazione sono fissate annualmente da un decreto del ministero delle Finanze. LA PROTESTA DEL POPOLO DELLA VITA: SI VIOLA LA PRIVACY Questa notizia ha subito messo in allarme un'associazione che fa capo al Pdl (Popolo della Vita, corrente dei Valori), che ha denunciato la pubblicazione di questi dati protestando contro la violazione della privacy. "E' la dimostrazione palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi e Alemanno" dice il portavoce dell'associazione Diego Righini. "La privacy è stata violata a norma di legge. E' corretto far pagare le tasse proporzionate agli evasori ma non si può tollerare un clima di intimidazione e persecuzione che soffoca i cittadini contribuenti. I lavoratori autonomi chiudono per eccesso di burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo Romano del 5 marzo, previsto a norma di legge dai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973. ''L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali - scrive il direttore Romano nel provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi - con decisioni del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una precisa scelta normativa di consultabilità da parte di chiunque di determinate fonti, precisando che - e qui Romano cita estualmente il Garante per la privacy - non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività". IL GARANTE: SIAMO ALL'OSCURO Il Garante della Privacy, però, smentisce di aver ricevuto informazioni riguardanti la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi e in una nota afferma: "L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della Privacy. E' stato convocato il Collegio per esaminare la questione". Intanto esplodono le polemiche, che coinvolgono esponenti politici e consumatori. VISCO: "E' UN FATTO DI DEMOCRAZIA" "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano", ha commentato il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco. "Era gia' pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". ADOC: PALESE VIOLAZIONE DELLA PRIVACY Diversa da quella di Visco è la posizione dell'Adoc che parla dell'iniziativa come di ''una palese violazione della legge sulla privacy e di un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali''. ''Abbiamo inviato una lettera al Garante per la privacy - afferma il presidente Associazione dei consumatori, Carlo Pileri - chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione di dati sensibili sul sito''. ''Tra l'altro - continua Pileri - nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista ne' un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati ne' una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa''. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1.3, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10 delle Condizioni di Utilizzo Acconsento al trattamento dei miei dati personali sensibili eventualmente inviati nei Contenuti come previsto nell'Informativa Invia ad un amico.

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Il Pdl: "L'Uv senza di noi non va da nessuna parte" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA. VERSO IL VOTO Il Pdl: "L'Uv senza di noi non va da nessuna parte" Campagna elettorale al motto di "cambiare con noi" [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA SAINT-VINCENT "Il vento del cambiamento arriva in Valle d'Aosta e soffia forte". Lo ha detto Alberto Zucchi, segretario regionale di Alleanza nazionale, lunedì sera al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent all'apertura della campagna elettorale del partito del Popolo della libertà. Gli ha fatto eco Enrico Tibaldi, consigliere regionale Pdl: "Dal 26 maggio il Pdl sarà la seconda forza politica valdostana. Raddoppieremo i consiglieri regionali (oggi sono 4, Ndr) e ci proporremo come forza di governo. L'Uv è avvisata: senza il Pdl non si va da nessuna parte". Il tema del cambiamento è stato il "fil rouge" degli interventi del coordinatore regionale di Forza Italia (Giorgio Bongiorno), dei consiglieri regionali del Pdl (Dario Frassy, Massimo Lattanzi, Eddy Ottoz, Enrico Tibaldi) e di Domenico Aloisi, leader valdostano de "La Destra", alleato in Valle con il Pdl. "Cambiare con noi" è lo slogan del Pdl per le Regionali del 25 maggio, motto scandito a gran voce dai tanti aderenti e simpatizzanti che hanno reso insufficiente la sala Monte Bianco del Billia. Galvanizzati dai successi alle Politiche e dalla vittoria di Gianni Alemanno a Roma, gli esponenti del Pdl hanno lanciato la sfida alle altre due coalizioni, quella autonomista e quella del Galletto. "Basta - ha detto Giorgio Bongiorno - con i servitori del palazzo, con chi si crede padrone dell'autonomia, con l'arroganza dell'Uv e dei suoi vassalli. Siamo stanchi di finanziare carrozzoni clientelari che hanno soffocato lo sviluppo in Valle d'Aosta. Siamo stanchi della marginalizzazione dei parlamentari valdostani. Il Pdl è l'alternativa per cambiare". Per Dario Frassy, "dopo una legislatura dalla quale usciamo con un bilancio positivo, abbiamo le carte in regola per fare quel salto di qualità che l'Italia ha fatto il 13 e 14 aprile e che Roma ha fatto domenica. Cambiare con il Pdl è l'unica prospettiva di sviluppo futuro per la Valle d'Aosta, per non continuare a essere governati da chi non dà risposte concrete e si trastulla con cose come la Festa della caccia". Altra parola che è riecheggiata nei discorsi dei pidiellini è stata "libertà". Eddy Ottoz: "Libertà dalla burocrazia oppressiva, libertà di scegliere la scuola per i propri figli, libertà di sviluppare idee e progetti. Basta con il paradosso per cui in Valle il "silenzio-assenso" è diventato "silenzio-rifiuto"". Da ex unionista, Ottoz ha sparato alto: "Mandiamo l'Uv al ballottaggio. Questo è il voto utile". Massimo Lattanzi ha portato l'economia in sala: "Un Pil allo 0,9 per cento e tasse che sono salite dell'11 per cento. Questa è l'economia della coalizione autonomista. Governanti che non capiscono come va il mondo perché non hanno mai lavorato, politici privilegiati che sanno solo cercare consensi. Il voto al Pdl può cambiare la Vallée".

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L'albanese Vjollca e i suoi figli da ieri sono cittadini italiani (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

SALUZZO. IL GIURAMENTO L'albanese Vjollca e i suoi figli da ieri sono cittadini italiani "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato". È questa la formula che Vjollca "Viola" Shamku ha recitato ieri alle 11,30. Poi la firma dell'atto ufficiale e la donna, 50 anni, immigrata dall'Albania, è diventata cittadina italiana a tutti gli effetti. La cerimonia si è svolta in municipio, di fronte al sindaco Paolo Allemano che ha così accolto una nuova famiglia fra gli abitanti della città. Insieme a "Viola", infatti, da ieri hanno conquistato l'"italianità" anche i due figli Mila, 18 anni, e Paolo (16), che erano presenti al momento della firma e del giuramento sulla Costituzione. Alla fine della cerimonia i protagonisti erano emozionati. Poche le frasi pronunciate nell'atrio del municipio. "Siamo molto contenti perché ora siamo davvero italiani a tutti gli effetti, al 100 per cento". L'iter per ottenere la cittadinanza di questa famiglia di Tirana non è ancora concluso. Nei prossimi mesi si formalizzerà anche la pratica per Zenel Shamku, il marito di Vjollca. Il suo fascicolo ha seguito una strada indipendente nei meandri della burocrazia. La famiglia Shamku vive nel Saluzzese dal 1993, quando Zenel arrivò chiamato da amici a Scarnafigi. Nel 1995 arrivarono anche moglie e figli. Poi il trasferimento a Saluzzo. Per ottenere la cittadinanza italiana occorrono dieci anni di residenza anagrafica, un lavoro, la fedina penale "pulita" e la richiesta va inoltrata direttamente al Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha firmato il decreto che è arrivato a "Viola" Shamku il 29 dicembre scorso. "Manteniamo anche il passaporto albanese e adesso abbiamo tutti i diritti in entrambi i Paesi. Alle prossime elezioni potremmo partecipare alla vita democratica con il nostro voto" spiega la donna. Il Comune di Saluzzo conferisce la cittadinanza italiana a cittadini immigrati con una frequenza di un caso al mese.

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CAMERA: (sezione: Burocrazia)

( da "Padania, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per Fini solo formalità Ma è la giornata di Bossi CAMERA: Nostro inviato Fabrizio Carcano Roma - Entra Umberto Bossi: tutti in piedi ad applaudire, maggioranza e anche l opposizione. Nel primo giorno della 16esima legislatura, la scena è tutta per la Lega Nord. Che lascia subito il segno. Cromaticamente, perché i 60 deputati leghisti si vanno a prendere un intero settore dell emiciclo di Montecitorio, formando una macchia verde nell arena della Camera, un colpo d occhio spettacolare. Ma il momento più alto e simbolico della giornata, dedicata alle scontate votazioni senza possibilità concreta di raggiungere il quorum necessario per eleggere Gianfranco Fini presidente, è l applauso riservato da Montecitorio al ritorno del Senatur dopo quattro anni in Aula. Un applauso che, di fatto, rappresenta simbolicamente l avvio della legislatura del cambiamento, delle riforme, del federalismo. E che si vada verso cinque anni improntati sul cambiamento lo confermano anche i deputati leghisti, un vero e proprio piccolo esercito, impossibili da confondere con gli altri, con le cravatte e le pochette verdi nei taschini d ordinanza a marcare la differenza tra i parlamentari del Carroccio e gli altri. "La presenza della Lega in Aula si nota subito. Siamo un vero e proprio spicchio verde. E il lungo applauso riservato a Bossi dimostra quale considerazione e rispetto ci siamo guadagnati. Ma quello che vogliamo sono i fatti ovvero le riforme, a cominciare dal Federalismo, per proseguire subito dopo con misure per contrastare l immigrazione clandestina e dare più sicurezza", spiega Roberto Cota, indicato come nuovo presidente del gruppo dei deputati leghisti. D accordo anche Andrea Gibelli, vice capogruppo uscente, un veterano delle battaglie di Montecitorio, pronto a rituffarsi nella mischia. "In Aula oggi tutti, maggioranza e opposizione, hanno preso atto e si sono resi conto del peso della Lega. Hanno visto i nostri banchi pieni, hanno visto che abbiamo riempito un intero settore. E hanno capito che la Lega non farà sconti a nessuno". Cambiamento. Subito. Queste le parole d ordine tra i deputati del Carroccio. "Anche perché o le cose cambiano davvero oppure tutta quella gente che ci ha votato viene a prenderci a casa con il bastone. E farebbe bene", avverte il vicentino Stefano Stefani, che rimarca: "Federalismo e sicurezza sono le priorità, ma la gente vuole anche altro. Per esempio una semplificazione burocratica che consenta alle aziende e ai cittadini di risparmiare tempo e denaro". La prima votazione scivola via senza storia e nella pausa prima della seconda qualcuno si domanda il perché di tali bizantinismi. "Siamo qui per fare, siamo qui per lavorare. Francamente trovo difficile sopportare queste perdite di tempo. Sapevo che ci sono questi riti romani ma vivendoli li trovo ancora più insopportabili", taglia corto il varesino Marco Reguzzoni, che, forte del suo solito pragmatismo, va subito al nocciolo della questione: "Abbiamo votato già da due settimane e ne passeranno altre due prima che il nuovo Governo possa insediarsi. E un assurdità lasciare per un mese il paese senza un Governo e perdere tutto questo tempo, nonostante le urgenze. La prima delle quali è il Federalismo". Concorda Ettore Pirovano: "Insieme al Federalismo, quando modificheremo la Costituzione, dovremo introdurre correttivi anche per le Camere, perché queste perdite di tempo non hanno senso davvero". In termini di riforma federalista il trevigiano Luciano Dussin, in commissione Affari Costituzionali dal 2001 al 2006, quando gli allora ministri Bossi e Roberto Calderoli preparavano il testo della riforma costituzionale poi votata dal Parlamento e quindi bocciata al referendum, con il voto favorevole del Nord e quello contrario del resto dell Italia, osserva: "Dobbiamo ripartire dall impianto di quella riforma, che eliminava 200 parlamentari, tagliava i costi della macchina statale, riduceva costi e sprechi. Era una buona riforma ed è stata bocciata solo per una strumentalizzazione politica del centrosinistra. Ma quelle modifiche vanno riproposte". Nessuno, però, si nasconde che la strada verso il cambiamento sarà irta di ostacoli. "Non illudiamoci, nessuno ci farà degli sconti", avvisa il bresciano Daniele Molgora. Che sottolinea: "Le prime riforme da realizzare sono il Federalismo, amministrativo e fiscale, e la sicurezza. Sulla sicurezza prevedo un iter più semplice, sul federalismo ci sarà da combattere una battaglia dura. Ma noi siamo qui per questo e andremo fino in fondo". Nel frattempo anche la seconda votazione scivola via senza cenni di cronaca da registrare. "Capisco la prassi e la burocrazia, ma non che si perda tempo così. Siamo qui per lavorare, abbiamo voglia di lavorare e di cambiare le cose", scalpita il milanese Matteo Salvini. E la novarese Maria Piera Pastore conferma: "Vogliamo partire subito con il lavoro, in aula e nelle commissioni, per dare il prima possibile quelle risposte che la gente attende su temi quali il federalismo e la sicurezza". Nel giardino interno di Montecitorio spunta Bossi: telecamere e taccuini sono tutti per lui. "Prima in Aula è stato commuovente ed emozionante vedere l intera aula che applaudiva l ingresso del nostro Segretario", chiosa Silvana Comaroli. Che rilancia: "La battaglia per il cambiamento sta per iniziare e ognuno di noi è pronto a fare la sua parte". Claudio D Amico sfoggia una camicia verde che attira gli sguardi di molti deputati: "Siamo qui per rappresentare il nostro territorio e per dare alla gente quelle risposte che attende da troppo tempo". Si torna in Aula per la terza votazione e il Carroccio riempie il suo settore. "Siamo tanti vero? Prima Giancarlo Giorgetti dal basso guardava il nostro settore con aria compiaciuta. "Una bella vista", precisa Jonny Crosio. E il giovane triestino Massimiliano Fedriga: "Con questi numeri saremo davvero in grado di garantire quel cambiamento per cui siamo stati votati". Chiude un altro veterano, Giampaolo Dozzo che rileva: "Gli stipendi sono bassi, le tasse sono alte: i cittadini del Nord attendono riposte su questo. E la soluzione è una sola: il Federalismo". La legislatura del cambiamento è iniziata. [Data pubblicazione: 30/04/2008].

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Basiglio, nonostante le testimonianze sul disegno osè i bambini sono ancora in comunità (sezione: Burocrazia)

( da "Blogosfere" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Apr 0830 Basiglio, nonostante le testimonianze sul disegno osè i bambini sono ancora in comunità Pubblicato da Arianna, Blogosfere staff alle 17:00 in Milano cronaca Niente da fare, la situazione a Basiglio sulla vicenda del disegno osè non si sblocca. Nonostante la testimonianza che scagionerebbe Giorgia (la bambina di 9 anni allontanata dalla famiglia insieme al fratello) non ci sono segnali di cambiamento. L'avvocato della famiglia non si pronuncia, in quanto continua a battersi per la liberazione dei bambini. L'equivoco sembrerebbe chiarito ma ancora non si muove nulla. La burocrazia rende le cose molto più macchinose. La perizia calligrafica dovrebbe essere depositata tra una quindicina di giorni e non è ancora stato nominato uno psicologo (dopo un mese e mezzo dall'allontanamento). Senza contare che la Corte d'appello non si è ancora pronunciata sul ricorso presentato dal legale. Insomma, si sospetta che anche a vicenda chiarita prima che i bambini possano riabbracciare i genitori potrebbe passare ancora un mese. Intanto in un'intervista il papà dei bambini racconta che il figlio piange e chiede di essere riportato a casa. Le mamme hanno deciso di fare una fiaccolata martedì sera per chiedere che i bambini rientrino in famiglia al più presto dopo più di un mese di "esilio forzato". Esprimono solidarietà, cercando di cancellare l'immagine negativa del paese che è stata data nei primi giorni. Infatti Basiglio era stato dipinto come un paese razzista e discriminante nei confronti di chi ha meno possibilità economiche, in quanto quella zona è abitata da famiglie molto abbienti. Si sono raccontate storie di bullismo nei confronti di bambini che non possono permettersi lussi, tormentati con feroci prese in giro se non con botte. Il sindaco racconta che il clima nella cittadina non è dei migliori, in quanto la vicenda è molto delicata. A Basiglio si conoscono tutti, si bisbiglia e si parla un po' ovunque della vicenda e arrivano voci di solidarietà nei confronti della mamma che avrebbe "confessato" che l'autrice del disegno probabilmente era sua figlia. Certo, ammettere che una figlia ha fatto un disegno, una "bravata" che ha causato l' allontanamento dei figli di una famiglia non deve essere stato facile.

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L'amianto terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune pag.1 (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'amianto terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune Mercoledí 30.04.2008 19:00 --> Tale stato di cose non è certo attribuibile all'attuale Giunta comunale (che dichiara la massima attenzione su questo tema, e neanche alla precedente. Sta di fatto però che il problema esiste, ed essendo piuttosto grave richiede una soluzione quanto più rapida possibile. Nel 2006, nella città di Milano, sono state rimosse in sicurezza circa 3361 tonnellate di amianto (dati SPSAL Asl Milano): tra le aree finora bonificate, l'ex-area Portello, le stazioni MM, il palazzo della Regione Lombardia, le palestre comunali, alcuni ospedali milanesi, moltissime scuole comunali e provinciali, i depositi ATM, il quartiere Gallaratese. Restano tuttavia da "sanificare" alcuni edifici di proprietà comunale, operazione prevista nel Piano triennale delle Opere pubbliche 2008, che prevede anche interventi di manutenzione straordinaria su complessi edilizi per la rimozione dell'amianto dalle coperture o dalle facciate. La natura del problema richiederebbe tuttavia tempistiche più agili, perché alcuni degli stabili coinvolti aspettano da troppo tempo e i residenti sono poco propensi a comprendere la lentezza di Palazzo Marino: ma, tra gli ostacoli all'inizio dei lavori, oltre ai ritardi della burocrazia c'è anche l'incognita del temporaneo spostamento degli inquilini per il tempo necessario alla bonifica. Incognita che, per quanto riguarda ad esempio il caso di via Feltrinelli, aspetta una risposta nei prossimi giorni dall'Assessore alla casa Verga e che, ancora una volta, chiama in causa una più ampia e irrisolta questione abitativa della città. da chiamamilano.it.

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L'amianto terrorizza Milano. Ma la burocrazia blocca il Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledí 30.04.2008 19:00 --> Se ne torna a parlare sempre in occasione di qualche fatto legato alla cronaca: l'ultimo è stato quello delle case di via Feltrinelli, dopo che le 151 famiglie di residenti hanno protestato davanti a Palazzo Marino per la mancata bonifica dei tetti in amianto che hanno provocato parecchi morti negli ultimi vent'anni. Ma prima c'erano state anche le Casette di via Crescenzago, e quelle di via Barzoni, e via Rossellini, via Mazzolari, via De Pretis... parafrasando Mozart "madunina, il catalogo è questo", e non è cortissimo. A fronte di molte bonifiche, ce ne sono ancora numerose in lista d'attesa, inserite nel piano delle opere pubbliche 2007 e in quello triennale del 2008 per un totale di 9 milioni di euro. Oscar White (ODK) feat Mace "Milano sud est" Intanto, lo scorso lunedì 28 aprile era la giornata mondiale in ricordo dei caduti per l'amianto: martedì 29, è stato presentato in Senato il progetto di legge sull'amianto. Dal generale al particolare, vale la pena spendere due parole sulla situazione dell'amianto a Milano. Come in altre città d'Italia, l'amianto è diffuso un po' ovunque, essendo stato utilizzato (in miscela con il cemento) fino agli anni ottanta per la coibentazione di edifici e tetti, e in generale come materiale per l'edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici). Il suo impiego è fuori legge in Italia dal 1992 (legge n. 257/92): ormai è noto a tutti che le fibre di amianto, se liberate nell'aria e inalate, possono depositarsi nei polmoni provocando malattie, tra cui il mesotelioma pleurico. La presenza di amianto in un edificio rappresenta quindi un grosso fattore di rischio per chi vi abita e che, evidentemente, non può e non vuole aspettare.

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Elenchi dei redditi di tutti i contribuenti italiani (sezione: Burocrazia)

( da "TGCom" del 30-04-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sul Web i redditi degli italiani Li ha messi online l'Agenzia entrate L'Agenzia delle entrate mette online i redditi di tutti i cittadini italiani e le tasse versate al Fisco. La notizia, pubblicata dal quotidiano "Italia Oggi" è girata a grandissima velocità, e il sito è stato preso d'assalto, tanto che è risultato inaccessibile a lungo. L'operazione è semplicissima: dall'indirizzo www.agenziaentrate.it si può, con pochi clic, risalire ai redditi. Quelli diffusi riguardano le dichiarazioni del 2005. Cantanti, attori, sportivi: i redditi di tutti gli italiani sono alla luce del sole, a disposizione di chiunque. Ma senza andare lontano, si può anche curiosare nelle tasche del vicino di casa. Le dichiarazioni dei redditi pubblicate on line riguardano, infatti, tutte le persone fisiche, le società di persone, le associazioni di artisti e professionisti; le società di capitali, gli enti commerciali, gli enti non commerciali. Gli elenchi sono suddivisi per comune ed ordinati secondo l'alfabeto. "In caso di inattendibilità dei dati - si legge nel provvedimento - in luogo di essi sono esposti tre asterischi". Le disposizioni "sono sottese - si legge ancora - a perseguire la finalità d'interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria". I termini e le modalità di pubblicazione sono fissate annualmente da un decreto del ministero delle Finanze. LA PROTESTA DEL POPOLO DELLA VITA: SI VIOLA LA PRIVACY Questa notizia ha subito messo in allarme un'associazione che fa capo al Pdl (Popolo della Vita, corrente dei Valori), che ha denunciato la pubblicazione di questi dati protestando contro la violazione della privacy. "E' la dimostrazione palese che la libertà dal regime di sinistra è stato il vero motivo che ha spinto i cittadini italiani e poi di Roma a votare Berlusconi e Alemanno" dice il portavoce dell'associazione Diego Righini. "La privacy è stata violata a norma di legge. E' corretto far pagare le tasse proporzionate agli evasori ma non si può tollerare un clima di intimidazione e persecuzione che soffoca i cittadini contribuenti. I lavoratori autonomi chiudono per eccesso di burocrazia e i dipendenti pubblici portano in famiglia stipendi miseri con il 50% di valore inferiore alla crescita dei prezzi dei beni di prima necessità". AGENZIA ENTRATE: C'E' IL VIA LIBERA All'Agenzia riferiscono però di aver già avuto il via libera dal garante della Privacy e fanno saper che la pubblicazione di questi dati fa seguito a un provvedimento del direttore Massimo Romano del 5 marzo, previsto a norma di legge dai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973. ''L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali - scrive il direttore Romano nel provvedimento che ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi - con decisioni del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una precisa scelta normativa di consultabilità da parte di chiunque di determinate fonti, precisando che - e qui Romano cita estualmente il Garante per la privacy - non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico o della collettività". IL GARANTE: SIAMO ALL'OSCURO Il Garante della Privacy, però, smentisce di aver ricevuto informazioni riguardanti la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi e in una nota afferma: "L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della Privacy. E' stato convocato il Collegio per esaminare la questione". Intanto esplodono le polemiche, che coinvolgono esponenti politici e consumatori. VISCO: "E' UN FATTO DI DEMOCRAZIA" "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano", ha commentato il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco. "Era gia' pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". ADOC: PALESE VIOLAZIONE DELLA PRIVACY Diversa da quella di Visco è la posizione dell'Adoc che parla dell'iniziativa come di ''una palese violazione della legge sulla privacy e di un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali''. ''Abbiamo inviato una lettera al Garante per la privacy - afferma il presidente Associazione dei consumatori, Carlo Pileri - chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione di dati sensibili sul sito''. ''Tra l'altro - continua Pileri - nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista ne' un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati ne' una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa''. CODACONS: PREOCCUPANTE CHE NON CI SIA L'OK DEL GARANTE PRIVACY Anche il Codacons è preoccupato della tutela della privacy e ritiene grave che gli elenchi dei redditi siano stati pubblicati all'insaputa del Garante per la privacy. "Non vogliamo entrare nel merito e dire se sia giusto o meno pubblicare i dati relativi ai contribuenti" dice il presidente Carlo Rienzi, "ma ciò che ci appare sicuramente sbagliato è la scarsa attenzione che enti e ministeri dimostrano verso le Autorità indipendenti". Ogni decisione o provvedimento, spiega il presidente del Codacons, "deve avere la sua autorità di riferimento. Così all'Antitrust sono sottoposte pratiche relative alla concorrenza, all'Agcom quelle relative alle telecomunicazioni, e al Garante per la Privacy quelle relative ai dati personali. Evitare questo passaggio dimostra mancanza di considerazione verso queste istituzioni, che svolgono un ruolo fondamentale nella tutela dei cittadini". GRILLO: E' PURA FOLLIA "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". E' questo il commento di Beppe Grillo alla notizia. Dal suo blog il comico dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perchè "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". 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Via Roma, 3 anni per rifare le facciate (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Burocrazia

PROGETTO COLORE. EDIFICI Via Roma, 3 anni per rifare le facciate [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Una revisione dei fondi comunali per agevolare la tinteggiatura delle facciate del centro storico: saranno incrementati e concentrati per i prossimi 3 anni sugli edifici di via Roma e contrada Mondovì. Obiettivo: "ritrovare" i colori originali sull'arteria principale della città vecchia in tempi brevi. L'altra sera la seconda commissione comunale (Urbanistica) ha visto d'accordo maggioranza e opposizione sul nuovo "Progetto colore", approvato all'unanimità. I tecnici del settore Urbanistica hanno illustrato le linee guida dell'iniziativa: Cuneo ha già un "Piano colore" dell'86, quando fu redatto il piano regolatore ancora vigente. In 22 anni sono cambiati gusti, tinte, materiali e attualmente un quinto dei 67 edifici che insistono su via Roma ha facciate fatiscenti, dove da decenni non sono stati fatti lavori di manutenzione. Il piano prevede una tavolozza di 40 colori per le pareti, 18 per legni e infissi e 2 per le ringhiere in ferro, più una serie di combinazioni cromatiche. È vincolante per i palazzi del centro storico e finora i risultati sono stati parziali. Secondo i tecnici dell'Urbanistica "la riqualificazione passa attraverso controllo e gestione degli edifici, come avviene per i centri storici degli altri Comuni in tutta Italia: il progetto sarà l'occasione per creare una scheda informatizzata su ogni palazzo di via Roma, un rilievo fotografico delle facciate, la creazione di una banca dati con la schedatura di affreschi e inserti medievali". Tutte cose che ancora non esistono. In sintesi: più soldi per chi sceglie di rintinteggiare, ma anche più vincoli, ad esempio sugli elementi decorativi che saranno valutati per ogni palazzo. Spiega il sindaco Alberto Valmaggia, che ha delega all'Urbanistica: "La commissione ha approvato queste linee d'indirizzo. In 3 anni vogliamo che tutta via Roma ritrovi i colori originali. Il Comune contribuisce a fondo perduto per il 10% delle spese di tinteggiatura, ma come incentivo si è dimostrato insufficiente: aderivano solo i condomini che avevano comunque deciso di intervenire". Il contributo del 10% a fondo perduto è stato istituto nel '90 e riguarda indistintamnte il centro storico. Negli ultimi 3 anni sono stati stanziati in totale 150 mila euro, tutti utilizzati. In futuro, il fondo sarà destinato solo ai palazzi di via Roma e contrada Mondovì (non solo per la facciata principale). Aggiunge Valmaggia: "Ai fondi del Comune, adesso si sono aggiunti gli sgravi dell'ultima Finanziaria (detrazioni Irpef del 36% e aliquota Iva ridotta al 10%), ma abbiamo pensato anche allo snellimento della burocrazia, esenzione di alcune tasse come l'occupazione suolo pubblico e riduzione dell'Ici per alcuni anni. Così si renderà l'intervento conveniente. Il Comune ha deciso di intervenire dopo che ha già fatto la sua parte: il municipio, palazzo San Giovanni, il conservatorio e palazzo Lovera, tutti di proprietà comunale, sono stati già rintinteggiati". L'obiettivo è ottenere un risultato omogeneo, simile a quello che si vede in piazza Galimberti, dove le rintinteggiature sono durate quasi un decennio e si sono concluse nel 2002.

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