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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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tARTICOLI DEL  3-5-2008      #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (47)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Festa dei lavoratori nel segno dell'impegno ( da "Gazzetta di Reggio" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: basta nascondersi dietro la burocrazia. Formazione, prevenzione e controlli devono essere una realtà, dobbiamo lottare per la sicurezza nei cantieri e in ogni luogo di lavoro, e ancora, contro la precarietà e per la tutela dei pensionati". Alle parole del segretario della Cgil si sono aggiunte anche testimonianze dirette, come quella di un operaio della Padana Tubi,

La Pro Loco aderisce al Consorzio ( da "Trentino" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: specie per quanto riguarda la burocrazia (la preparazione e l'espletamento di pratiche), il coordinamento delle manifestazioni, l'ideazione di iniziative comuni (quest'anno sulle celebrazione del 90º della guerra bianca) e i rapporti con gli organi centrali (Federazione e Assessorato provinciale) e con l'Apt.

Darfo sfonda quota quindicimila ( da "Giornale di Brescia" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: notizia e sono i primi a dover scalare la montagna di burocrazia nel mare di leggi e regolamenti. Eppure, tra una pratica e l'altra, sono riusciti a stendere una fitta griglia di numeri e dati dettagliati che tratteggiano in maniera precisa i contorni della città di domani. Il dato più significativo riguarda il numero dei nati: nel 2007 i fiocchi rosa e azzurri sono stati ben 181.

Orsi & Tori ( da "Milano Finanza" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: facendo lievitare la burocratizzazione (e quindi i costi della burocrazia).C'è una bella espressione di un vero liberale come l'ex governatore Guido Carli che descrive i fenomeni da cui sono afflitti i cittadini e il paese: la famosa definizione che l'Italia è un paese dominato dai lacci e lacciuoli, dalle trappole e dagli ostacoli.

Burocrazia nemica del buon vino ( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia nemica del buon vino Troppa burocrazia e troppa frammentazione delle aziende bloccano la "fermentazione" del vino. L'accusa arriva da Assoenologi, nei giorni scorsi a Venezia per il congresso nazionale che sarà ricordato come quello della "svolta" in cui si è messo il dito nella piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto

Le ronde, esperienza destinata a fallire ( da "Arena, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio,

Il vino si toglie le zavorre ( da "Arena, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e di una burocrazia così oppressiva da condizionarne lo sviluppo. Per due giorni, sull'isola della Giudecca non si è parlato solo di sviluppo dell'export, finanza, territorio e marketing come titolavano le due sessioni di lavoro (rispettivamente "Vino: finanza, marketing e territorio" e "Vino: nell'export il futuro del settore"),

Destra snob e populista - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insofferenza verso la burocrazia pubblica, che negli ultimi due anni si è fatta acuta verso la triade composta da Prodi, Padoa-Schioppa e Visco, concepiti come i campioni di un'esosità fiscale punitiva. Il mondo della piccola impresa, del lavoro autonomo, delle professioni ha trovato una consonanza quasi totale con Forza Italia e la Lega.

Conto salato del comune a una disabile incinta ( da "Centro, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: subito stata richiamata alla realtà dalla insensibile burocrazia comunale. Sulla questione è intervenuto il consigliere Benigno D'Orazio, il quale ha annunciato che a breve presenterà un'interrogazione urgente con l'intento di risolvere il problema. "Rimango sconcertato", dice infatti D'Orazio, "dall'atteggiamento del sindaco, il quale anziché preoccuparsi di aiutare i disabili,

Colutta e bigai: servirà un confronto giorno per giorno ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per le imperse appena nate, perché non muoiano asfissiate dalla burocrazia. "E poi c'è la questione del credito ai Congafi: stiamo facendo la fusione tra Udine e Pordenone, dovremmo attuarla anche fra Trieste e Goriza, ma vorremmo che fosse una fusione per comparto, desidereremmo cioè mantenere autonomo il settore artigiano".

Il cittadino diventa un allegato del pass - marcello benfante ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fare i conti con una burocrazia sempre più esigente e invadente. Tutta la vita tende in tal modo a diventare un perpetuo ottemperare formalità di legge, pratiche d'ufficio, seccature protocollari. La polis si allontana gradualmente dalla misura umana, dalla naturale scorrevolezza dell'esperienza quotidiana, ed esige che l'uomo si conformi ai suoi contorti meccanismi demografici.

Se la cerimonia al sindaco non interessa ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aiutato a risolvere le burocrazie. Tornando al primo consiglio comunale, mi ha fatto molta impressione l'attacco del consigliere Picco al sindaco Zanor reo di non aver partecipato ai "festeggiamenti" del 25 aprile, come tutti i suoi colleghi sindaci. Devo essere molto sincero: da cittadino di Martignacco a me non è interessato per nulla se il mio sindaco fosse alla sfilata o meno;

Area di ricerca trieste: 80 aziende coinvolte nel progetto per le pmi ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese.

In toscana l'ultimo rifugio contro la tratta delle tartarughe - gaia rau ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma adottata dall'Italia nel 1992) che regola il commercio delle specie in via d'estinzione, la confisca e il rimpatrio spettano al corpo forestale. "Ma la lentezza della burocrazia e gli interessi privati di chi vuole che le tartarughe restino in Italia fanno sì che il viaggio sia rimandato o reso impossibile", spiega Ballasina.

La burocrazia ammaina le vele del mondiale ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di Serena Lullia La burocrazia ammaina le vele del mondiale La manifestazione internazionale rischia di saltare per alcuni cavilli burocratici CANNIGIONE. Il mondiale di vela J24 rischia di naufragare per colpa della burocrazia. Il nuovo porto, scelto per ospitare le imbarcazioni in arrivo da 20 nazioni, potrebbe saltare.

)LA PROTESTA <Siamo trattati come cittadini di serie B> ( da "Nazione, La (Pisa)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie e ritardi, ma nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma che ci eravamo assunti con l'insediamento. Finalmente abbiamo in mano la concessione edilizia per dare inizio ai lavori del centro diurno, è tardi rispetto alle attese, lo volevamo già pronto, ma per noi che abbiamo vissuto tutte le vicissitudini è comunque un bel risultato.

La Giunta Faggi corre ai ripari: <Presto altri posteggi> ( da "Giorno, Il (Como)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: amministrazione comunale ha in cantiere ma che per mille ragioni (su tutte l'eccessiva burocrazia) hanno subìto rallentamenti. Accanto al Polo universitario e al porticciolo, c'è la questione parcheggi che anche a Lecco è problema assai sentito. Basta farsi un giro in città, specie nelle giornate di pioggia, per rendersi conto di quanto sia sentita la penuria di posti-auto.

PdL, tour con i gazebo per fare il programma ( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo anche per lo snellimento della burocrazia ? conclude Marchi ? e per una politica urbanistica tesa a limitare il consumo del territorio pur consentendone lo sviluppo". Marchi sottolinea l'impegno dell'Udc "per il potenziamento nei distretti sanitari e poliambiulatori di mezzi e personale infermieristico, istituendo l'unità di medicina specialstica territoriale"

<Pochi uomini per controllare le strade> ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi ci sono da superare difficoltà legate alla burocrazia. Spesso le piante pericolanti si trovano in proprietà privata e prima di abbatterle ci vuole un'ordinanza del comune". "La Provincia ? prosegue ? ha comunque stipulato accordi con alcuni comuni per i lavori di taglio di rami e alberi che gravano sulle rispettive strade".

ABOLIAMO LE PROVINCE ( da "Nazione, La (Empoli)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che questo sarebbe un serio contributo alla semplificazione della burocrazia, all'alleggerimento del peso del settore pubblico, alla riduzione della spesa pubblica. Non mi sembrerebbe poi così difficile ripartire parte delle funzioni oggi in capo alle Province, tra Regioni e Comuni. In campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, sono emerse istanze di questo genere.

Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a quello &# ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia che fa impazzire, che fa e disfa a suo piacimento, e la rivolta del nord. E la sinistra di governo. Che a volte trova queste burocrazie già fatte sul posto. E che (ecco il punto!) quando se le trova non si cura troppo del loro operare, talora dà loro copertura politica.

Fiera del libro, Stella fa il pienone ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le pastoie della burocrazia, la conflittualità politica. "Questo nostro "ciabattare" ? ha sottolineato ? rischia di trascinarci molto in basso". "La responsabilità prima ? ha aggiunto l'autore ? è di una classe dirigente che non dirige, di chi governa perché non cambia regole e leggi per consentire di accellerare.

Terme fantasma, nessuna festa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il complesso termale di Casteldoria resta ancora un monumento alla burocrazia e alla inconcludenza delle classi politiche. Costruita alla fine degli anni Cinquanta con il nome di Albergo delle terme, la struttura ha chiuso i battenti nel 1988, quando lo stabilimento si è fermato davanti ai grandi progetti delle amministrazioni pubbliche.

CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura fin ( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 24 CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura fin... CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura finanziaria di un assegno, i carabinieri di Figline hanno denunciato un pregiudicato napoletano che era riuscito a truffare alcuni uffici postali.

<Burocrazie e infrastrutture carenti ci frenano> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazie e infrastrutture carenti ci frenano" TENERSI strette le aziende che già ci sono e attrarne delle nuove. Ma come si fa? Dalla ST arrivano importanti rilievi. Nell'area milanese a pesare è la carenza di infrastrutture. Non è da meno la burocrazia: "È spesso difficile spiegare ai colleghi stranieri le difficoltà burocratiche"

Fonderie senza materie prime ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: c'è un "eccesso di burocrazia che contribuisce a complicare la vita del settore (blocco dei cantieri di demolizioni di autoveicoli, difficoltà di consegne nei porti italiani, ecc.) che invece rivendica una valenza ambientale positiva proprio in virtù del riciclo che le fonderie fanno dei prodotti a fine vita.

Aifi: in un libro bianco le richieste al Governo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soffriamo di troppa burocrazia e dobbiamo eliminare le norme che penalizzano il private equity ". Bracchi, peraltro, tiene a precisare che non si tratta di un "libro dei sogni": "Non chiediamo cose eccezionali. Semplicemente, vogliamo uniformarci a quello che già avviene negli altri grandi Paesi occidentali come, per esempio,

Asta ko, colpa della ceralacca ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma tra i pretendenti ha vinto la burocrazia. L'asta è andata a monte. E la colpa è degli stessi candidati all'acquisto. È bastato che facessero le pulci alle buste dei rispettivi concorrenti per mandare tutto a monte. Una guerra di tutti contro tutti basata su una ceralacca storta, un timbro assente, una firma al posto sbagliato e un documento difficile da interpretare.

La "pancia" della sicilia nell'archivio di lombardo - mario centorrino ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: importante riguarda la pervasività totale della politica attraverso la burocrazia negli interstizi della società. Pervasività che tutti a parole condannano, ma ai cui benefici tutti provano a ricorrere, convinti dell'assenza di seri meccanismi di regolazione nelle reti relazionali, assolutamente privi di fiducia nei confronti del soggetto che questi meccanismi dovrebbe elaborare,

A lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Attualità A Lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia LUCCA. Lucca è tra le città che potrebbero esultare per come è iniziato il 2008 turistico, invece fioccano le polemiche: sulla mancanza di eventi e attrazioni, ma anche sulla proliferazione degli uffici turistici, e sulla maniera di porvi rimedio.

IL TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.

I TEMPI GIUDIZIARI E IL BUON SENSO ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nasconde dietro procedure e formalismi che rispettano più i tempi della burocrazia che non quelli della dignità delle persone. Accade a Basiglio, un Comune che per tutti si chiama anche Milano 3, un caso che rimanda a storie di minori e giustizia già vissute in passato. Un foglietto sotto il banco di scuola diventa un capo d'accusa per una bambina di 9 anni e il fratellino di 13.

Fratellini in comunità, striscione al derby ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il cinico atteggiamento di una burocrazia cieca che non riesce a riconoscere un proprio errore ma che anzi, persevera nello stesso, scolpisce a caratteri indelebili il concetto di "gratuita crudeltà" ". Un appello a partecipare. "Stiamo ricevendo molte adesioni ", spiegano le organizzatrici.

L'ascesa di Boris, clown di genio ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus, gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e giù in corsa.

Balotelli ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi sono sentito e mi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per questa burocrazia assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti \\ Finalmente ad agosto avrò la cittadinanza italiana, che si può prendere solo a 18 anni Colpa della burocrazia.

<Ma la burocrazia lenta ora rischia di far danni> ( da "Corriere di Bologna" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE L'intervista L'etnografa Sclavi "Ma la burocrazia lenta ora rischia di far danni" Al Pratello l'operazione è riuscita perché è stato un "vero " progetto partecipato. Tanto che "se si mettesse in piedi un piano del genere anche in zona universitaria", si potrebbero evitare le levate di scudi contro la pedonalizzazione.

Aiuto alle pmi per avvicinarsi all'innovazione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese.

Paolo Pinelli sbarca a Rai Due ( da "superEva notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: storie di burocrazia, vivibilità - che colpiscono programmisti registi, redattori ed autori di note trasmissioni televisive, e affermati direttori di giornali- allertati da Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo. Spesso, i dibattiti degli opinionisti-tuttologi parlano di tv generalista, trash, spazzatura- che travolge come uno tsunami la cultura.

POPOLARI UNITI: â BASTA CON I RITUALI DELLA POLITICAâ ( da "Basilicanet.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lo snellimento delle procedure e lo svecchiamento della burocrazia . Câ??è¨ bisogno di una marcia diversa nellâ??agire politico , evitando rituali che hanno francamente stancato lâ??opinione pubblica, dimostratasi sempre più¹ lontana dal chiacchiericcio politico e sempre più¹ desiderosa di fatti concreti.

<Le ronde, esperienza destinata a fallire> ( da "Arena.it, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio,

<Passo avanti, ma c'è ancora da lavorare> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia comunale e il nuovo istituto, con l'esito che alla fine tutti gli effetti positivi risultano congelati". COMMERCIALISTI Tra i principali utenti del Suap ci sono anche i commercialisti, categoria rappresentata dal presidente dell'Ordine Guido Cogotti, che però non ha voluto esprimere un'opinione in merito ai possibili vantaggi per i professionisti sardi legati alla riorganizzazione

La guerra all'ictus di Alice Sardegna: <Progetto solo sulla carta> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ha vissuto sulla sua pelle la burocrazia, il baronato in corsia, lo scollamento fra uffici Asl. E da arrabbiato chiede conto. Anche di trattamenti, come la trombolisi, che, dice, potrebbero ridurre al minimo i danni di un ictus. Maurizio Melis, direttore della Stroke unit di Cagliari, nel suo intervento racconta una realtà che al nord è fantascienza.

La burocrazia stoppa le scuole ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bon) La burocrazia stoppa le scuole del Comune. A denunciare i ritardi nell'esecuzione di opere pubbliche a causa delle pastoie burocratiche è il sindaco di Volpago Roberto Toffoletto, che cita, a tale proposito, il caso della scuola media del paese.

Ricerca e Pmi, dialogo da incoraggiare ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese.

Camionisti, conta di più l'esperienza ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esperienza sarà in grado di mandare in soffitta la burocrazia. Sta capitando all'assessorato provinciale ai Trasporti che ha egida sulle autorizzazioni per il trasporto di merci in conto terzi. Una norma dalla criptica interpretazione rischiava di far cortocircuitare una delle categorie professionali spesso al centro di controversie e disagi.

Il treno dell'ultima notte Dacia Maraini Euro 21 Anno 2008 429 pagine Rizzoli Il nuovo romanzo di Dacia Maraini parla della ricerca di un affetto privato ( da "Provincia di Lecco, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutto avviene nel 1956, quando la giovane e coraggiosa Amara supera da sola la cortina di ferro alla ricerca di Emanuele, il suo amico d'infanzia disperso nel campo di concentramento di Auschwitz. Un'impresa ardua, che si scontra con la burocrazia del regime. 03/05/2008.

Burocrazia addio. Aprire un bar? Non servono permessi ( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nuove regole in citta' Burocrazia addio. Aprire un bar? Non servono permessi Niente più limitazioni alle aperture di bar e ristoranti. La giunta comunale ha dato il via libera alla liberalizzazione dei cosiddetti "esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande".


Articoli

Festa dei lavoratori nel segno dell'impegno (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Reggio" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

La testimonianza di un operaio: "Queste non sono morti bianche ma omicidi" "Ogni morte sul lavoro è una perdita di tutti. In una società che si dice civile non si possono tollerare oltre 1.300 morti sul lavoro all'anno, più feriti e malattie professionali". Per le vie del centro storico sono risuonate così, forti e chiare, le parole di un Primo Maggio con il mirino puntato sulla sicurezza sul lavoro. Le ha ripetute a gran voce un instancabile megafono annunciando l'arrivo del corteo, un lungo serpentone di bandiere e garofani rossi portati con fierezza da manifestanti di ogni età e nazionalità. La banda che intona Bandiera Rossa e Bella ciao, i cori che nascono spontanei, i sorrisi, i passanti curiosi a lato della strada: tutto si è svolto secondo il copione, ma con una nota di impegno sociale in più. Giunti in piazza della Vittoria i rappresentanti di Cigl, Cisl e Uil con il sindaco Graziano Delrio e la presidente della Provincia Sonia Masini sono saliti sul palco. "La festa di oggi ha il dovere di ricordarci il valore del lavoro e dei suoi diritti" ha sottolineato Mirto Bassoli, segretario della Cgil, nel suo discorso di saluto ai tutti i lavoratori e le lavoratrici presenti. "Serve un'azione forte e responsabile - ha continuato Bassoli - non solo parole di circostanza. Non possiamo dimenticare che dietro ogni morte c'è una precisa responsabilità, basta nascondersi dietro la burocrazia. Formazione, prevenzione e controlli devono essere una realtà, dobbiamo lottare per la sicurezza nei cantieri e in ogni luogo di lavoro, e ancora, contro la precarietà e per la tutela dei pensionati". Alle parole del segretario della Cgil si sono aggiunte anche testimonianze dirette, come quella di un operaio della Padana Tubi, dove lo scorso 2 febbraio è morto un operaio rumeno. "Innanzitutto ci vuole precisione di termini - ha detto l'operaio misurando le parole - non sono morti bianche, sono veri e propri omicidi quando non vengono applicate le giuste norme. Non sono mere disgrazie e nemmeno fatalità. Dietro c'è la logica del far presto, delle necessità produttive che prevale su tutto il resto". Un primo maggio che ha scoperto tutte le carte in tavola dunque, davanti a una piazza traboccante di lavoratori e a giardini pubblici gremiti di giovani e bambini. Una festa responsabile, che dopo i discorsi ha lasciato spazio alla musica, attesa dai numerosi fans della Bandabardò che da sempre si batte contro ogni forma di razzismo e per la giustizia sociale. Una giornata di musica e riflessione, ma anche di politica. Come ogni anno non sono mancate bandiere, magliette di Che Guevara e punti vendita del Manifesto, per un colore rosso che non è tramontato. Ma le parole spese in piazza della Vittoria erano rivolte davvero a tutti come ben segnalava l'allestimento del palco sul quale campeggiavano le parole "pace, democrazia, diritti" tradotte in ogni lingua. A partire dai bambini sulle giostre per arrivare alle bandiere dei sindacati, il Primo maggio ha liberato ancora una volta tutta la sua forza e le sue potenzialità. Francesca Manini.

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La Pro Loco aderisce al Consorzio (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PINZOLO La Pro Loco aderisce al Consorzio PINZOLO. Anche la Pro loco di Pinzolo aderirà al Consorzio Turistico delle Pro loco della Val Rendena. La decisione, che era stata aggiornata dalla precedente riunione del 31 marzo perché alcuni iscritti (per altro nemmeno intervenuti mercoledì sera) in quella seduta avevano sollevato dubbi sull'opportunità di aderire al Consorzio, è stata preceduta dalle relazioni di Mauro Collini e Rodolfo Chesi, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio. Costoro hanno parlato della funzione del sodalizio, istituito nel 2006, e illustrato la sua attività al servizio delle 12 Pro loco di valle, specie per quanto riguarda la burocrazia (la preparazione e l'espletamento di pratiche), il coordinamento delle manifestazioni, l'ideazione di iniziative comuni (quest'anno sulle celebrazione del 90º della guerra bianca) e i rapporti con gli organi centrali (Federazione e Assessorato provinciale) e con l'Apt. L'iscrizione all'ente, del costo di 250 euro, uguale per ogni Pro loco, lascia libera ogni associata di operare come vuole. E' invece molto vantaggiosa perché dà diritto ad un'assicurazione con un premio di due milioni e mezzo di euro che tutela amministratori, operatori e pubblico partecipanti alle manifestazioni programmate. (g.c.).

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Darfo sfonda quota quindicimila (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 03/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:VALCAMONICA Storico traguardo per la popolazione della città termale: dalla fine dell'anno scorso la popolazione è aumentata di oltre cento unità Darfo sfonda quota quindicimila Saranno molti i cambiamenti amministrativi a partire dalle prossime elezioni L'abitato di Darfo visto dall'alto, in un giorno di mercato Francesco Abondio Sergio Gabossi DARFO BOARIO Benvenuto tra i grandi. Darfo Boario Terme allunga il passo e per la prima volta nella sua storia sfonda il traguardo storico dei 15.000 abitanti. Il barometro demografico al 2 maggio 2008 segna quota 15.023. Quanto basta per scalare la classifica delle città bresciane più popolate e posizionarsi ad un dignitosissimo nono posto, mettere definitivamente in bacheca il riconoscimento toponomastico di "città" e ingranare la quinta nel rush finale verso il censimento ufficiale dell'anno 2011. Il colpo di reni decisivo per superare la fatidica staccionata, è arrivato nei primi cinque mesi del 2008: a fine 2007, i registri erano stati chiusi a 14.917 unità, ad un passo dal traguardo. In cinque mesi il record è stato polverizzato. Giro di sms e scambi di battute tra gli amministratori locali, curiosità tra i darfensi, sorrisi a denti stretti tra gli impiegati dell'ufficio anagrafe. Giuseppe Saviori e la sua squadra sono stati i primi a dare la notizia e sono i primi a dover scalare la montagna di burocrazia nel mare di leggi e regolamenti. Eppure, tra una pratica e l'altra, sono riusciti a stendere una fitta griglia di numeri e dati dettagliati che tratteggiano in maniera precisa i contorni della città di domani. Il dato più significativo riguarda il numero dei nati: nel 2007 i fiocchi rosa e azzurri sono stati ben 181. Un dato-record che mancava dal lontano 1976. Il sindaco, Francesco Abondio, è euforico. "Siamo cresciuti tanto negli ultimi anni, stiamo crescendo e continueremo a farlo -. Garantisce il primo cittadino -. Il dato globale è molto significativo, se si pensa che in molti centri della Valcamonica si sta assistendo da qualche anno ad un progressivo spopolamento. La verità è che Darfo Boario Terme ha un tessuto sociale in continuo ricambio, è una realtà viva e in grande espansione e oggi più che mai si pone come centro di riferimento per il nostro territorio e la provincia". "Quindicimila e più" significa dover adottare nuovi regolamenti amministrativi ed elettorali come, ad esempio, l'introduzione del ballottaggio al doppio turno alle elezioni amministrative, un numero maggiore di assessori, la distinzione tra la figura di assessore e quella di consigliere comunale e un grappolo di nuove normative che posizionano Darfo Boario Terme allo stesso livello delle altre città italiane. Giuseppe Saviori, responsabile dell'anagrafe comunale, sviscera i contenuti del mini-record. "Dei 181 nati, ben 145 sono italiani. I morti si attestano a quota 143, in linea con gli anni precedenti". Passaggio politico per Abondio. "La percentuale degli extracomunitari si attesta al 9,03 per cento, perfettamente in linea con le percentuali degli anni scorsi e leggermente al di sotto della media rispetto alla nostra provincia. Si tratta di un dato molto importante che conferma che la nostra città è andata espandendosi soprattutto grazie all'insediamento di nuove famiglie italiane e camune, provenienti soprattutto dai paesi limitrofi. Su Darfo Boario Terme, evidentemente, vengono riposte molte aspettative e questo ci deve spingere a lavorare di più e meglio, mettendo a disposizione degli utenti servizi migliori e in grado di rispondere alle loro reali necessità". Gli stranieri, ad oggi, sono 1.347. La comunità più numerosa è quella rumena (367 unità), balzata del 59% rispetto all'anno precedente. Segue la comunità albanese (310), bosniaca (187), marocchina (172), macedone (134), tunisina (117) e ecuadoregna (84). Complessivamente, le famiglie che contano almeno uno straniero sono 716. Uno sguardo anche alla terza età, dove spiccano i 102 anni di una ospite della "Angelo Maj" e ben 96 "vecchietti" che hanno già soffiato sulle 90 candeline. La frazione più popolata è Darfo con 3.532 residenti. L'ultima è Capo di Lago, con sole 23 anime. Che contano almeno tanto quanto le altre quindicimila.

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Orsi & Tori (sezione: Burocrazia)

( da "Milano Finanza" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano Finanza Numero 088  pag. 1 del 3/5/2008 | Indietro Orsi & Tori Di Paolo Panerai Ricordate la legge (una delle prime del Berlusconi secondo) che ha dato piena libertà ai proprietari di una casa di suddividerla al suo interno come ciascuno vuole, abolendo l'imperio delle amministrazioni anche per fare una camera di due o spostare la cucina, o il bagno, naturalmente rispettando le regole igienico-sanitarie? Ecco, quello era stato un bell'esordio del secondo governo di Silvio Berlusconi nella direzione di ricreare uno stato liberale, dove il cittadino ha per principio tutti i diritti se rispetta la legge e se non danneggia o interferisce con i suoi simili.Purtroppo, quella legge così semplice, così priva di costi, così liberale non è stata poi seguita da tutte quelle che servono per ricostituire appunto uno stato liberale.Dopo appena due anni Berlusconi è tornato al potere, proclamandosi vero liberale, come ha amato definirsi in campagna elettorale. Bene, è il caso che l'onorevole Berlusconi riprenda subito il filo perduto di quella legge quasi magica, per come arrivò subito e che aprì il cuore a chi veramente è liberale nella migliore accezione del termine, non tanto in politica quanto nella società.Ci sono decine di provvedimenti che possono essere presi sulla strada del liberalismo, quasi senza costi e di altissimo valore simbolico e sociale.Senza la presunzione di dare indicazioni a chi, appunto, si proclama campione del liberalismo, MF-Milano Finanza si permette di offrire un sintetico elenco dei soprusi che il cittadino onesto subisce dallo Stato. Una condizione che, oltre a creare disaffezione, mina alla base la voglia di intraprendere e quindi di contribuire allo sviluppo economico del paese.1) L'area dove le leggi illiberali sono più consistenti è sicuramente quella fiscale, dove gli ultimi due anni di governo di Vincenzo Visco, che pure sul piano tecnico è assai capace, hanno generato una vera Caporetto per i cittadini. Per esempio, mutando completamente le regole dei rimborsi fiscali. In passato, chi aveva da ricevere un rimborso superiore a quanto gli poteva essere stato accertato, se il rimborso era superiore, riceveva quanto meno la differenza fra l'avere e il dare anche se la vertenza a suo carico non era stata definita.Con la normativa varata da Visco, anche se l'avere del cittadino è 100 e l'eventuale dare è 10, il cittadino stesso non può ricevere 90 fino a quando la vertenza non sia stata chiusa. E tutti sanno quanto lentissima sia anche la giustizia fiscale. Ecco, ci aspettiamo non solo da Berlusconi ma da un liberale vero come il prossimo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, altrettanto se non più competente sul piano tecnico di Visco, che egli voglia spazzar via un simile abuso.Sempre nel campo fiscale c'è un'altra situazione paradossale che dura da assai più anni, cioè dal primo incarico di governo dello stesso Visco. Riguarda le auto aziendali. Con la sua visione illiberale, l'ex ministro delle Finanze partì dal presupposto che tutte le auto aziendali fossero una forma di pagamento in natura ai dipendenti e pertanto abolì il recupero dell'Iva limitandolo al 40% così come per i costi di manutenzione, consentendo invece (grazie, signor ex ministro, come è buono, lei) l'ammortamento regolare del bene. Tutto ciò per le auto normali.Diversa è la situazione dei furgoni o dei mezzi da carico. Così si arriva a questo paradosso che, per comodità, riferisco alla situazione di un'azienda editoriale. Se appunto una casa editrice ha un furgone per il trasporto dagli uffici alla stamperia del relativo materiale di stampa, la stessa azienda detrae tutto: ha recuperato l'Iva, scarica tutti i costi di manutenzione. Ma se, invece, ad andare in tipografia, si metta, è il direttore della produzione, con una normale auto intestata all'azienda, in questo caso l'Iva è recuperabile solo al 40%, i costi di manutenzione idem.Insomma, identici costi che l'azienda sostiene per la sua attività produttiva, in un caso sono regolarmente detraibili dai ricavi come dovrebbe succedere (e di fatto succede) per tutte le spese mentre, nel secondo caso, quei costi sono detraibili solo al 40%. Come si vede, una situazione paradossale (anche perché esistono regole precise per le auto aziendali, che impongono di parcheggiare l'auto in garage durante le festività e il fine settimana) poiché il punto di partenza è che tutte le aziende e tutti i dipendenti sono evasori e quindi occorre punire tutti. E non, come dovrebbe essere in uno stato liberale, dove i cittadini e i soggetti con personalità giuridica sono tutti onesti fino a prova contraria.è però ancora più significativo descrivere che cosa Visco ha fatto per lavarsi la coscienza: ha stabilito che, se un'impresa acquista un'auto per fini strumentali, deve dimostrarlo aumentando di un tot il salario per il dipendente al quale l'auto è assegnata. In questo caso l'Iva è interamente recuperabile e le spese di manutenzione interamente detraibili, ma intanto lo Stato ha aumentato il prelievo attraverso l'aumento del salario, anche se l'auto è usata solo per scopi aziendali.Il sentimento che Visco ha trasfuso nel paese è inevitabilmente di ribellione poiché i cittadini e le aziende onesti sono la stragrande maggioranza, mentre gli evasori sono minoranza, pur essendo tanti. Per colpire loro si colpisce tutti, creando strutture burocratiche e complicazioni gestionali infinite. Ma, oltre che il sentimento di ribellione, Visco ha indotto nel paese un clima da stato di polizia, con il risultato che chi è evasore si sente legittimato a esserlo.2) L'altra area nella quale il defunto governo Prodi ha esercitato la sua vocazione illiberale è quella del diritto e della regolamentazione del lavoro. Non solo è stata aspramente combattuta e in buona parte modificata la legge Biagi, dal giuslavorista ucciso dalle Brigate rosse, che scrivendo il testo di quella legge aveva introdotto flessibilità e modernità nei rapporti di lavoro, ma il ministro del Welfare, l'ex sindacalista Cesare Damiano, è andato ben oltre introducendo, per decreto ministeriale, una procedura assurda e poliziesca a proposito degli atti che un dipendente deve compiere per dimettersi dal posto di lavoro.Come è noto, infatti, non basta più che il dipendente scriva una lettera, magari raccomandata con ricevuta di ritorno, all'azienda e in particolare all'attenzione della direzione del personale; ora deve in primo luogo scaricare un modulo specifico dal sito del ministero del Lavoro; deve compilarlo e andare a farlo vistare da vari uffici degli ispettorati provinciali del lavoro. Esiste il caso paradossale del direttore generale della Banca popolare di Vicenza, Divo Gronchi, che essendo destinato a diventare amministratore delegato della banca stessa, in base alle regole di Bankitalia ha dovuto dimettersi da direttore generale. Bene, nonostante le conoscenze in città e negli uffici pubblici, Gronchi ha dovuto perdere molte ore per poter lasciare la carica di dipendente della banca.Tutto ciò perché, ancora una volta, in una visione poliziesca dello Stato, in cui tutti i cittadini e tutti i datori di lavoro sono disonesti, il ministro Damiano ha stabilito questa procedura per scongiurare e prevenire i comportamenti dei datori di lavoro disonesti (sicuramente una vera minoranza) che, quando assumevano un dipendente, gli facevano firmare contemporaneamente una lettera di dimissioni in bianco.Non si può escludere che in aziende borderline tale pratica sia esistita ma in tanti anni di lavoro in aziende grandi e piccole, dopo tanti anni di giornalismo nel settore economico e quindi anche del lavoro, non erano mai emersi alla mia evidenza comportamenti simili.Ancora una volta, per colpire la minoranza dei disonesti, di fatto si estende il sospetto a tutti, facendo lievitare la burocratizzazione (e quindi i costi della burocrazia).C'è una bella espressione di un vero liberale come l'ex governatore Guido Carli che descrive i fenomeni da cui sono afflitti i cittadini e il paese: la famosa definizione che l'Italia è un paese dominato dai lacci e lacciuoli, dalle trappole e dagli ostacoli. Soltanto il senso alto dello Stato impedì a Carli, vero liberale, di usare un'espressione assai più forte. Ma, da quella denuncia, la situazione è solo peggiorata. Basta alzare un fascicolo in qualsiasi ufficio pubblico e si scopre un regolamento, un decreto ministeriale, una legge che rende la vita difficile alle aziende e ai cittadini, facendoli appunto sentire permanentemente sotto sospetto. E, come si sa, il clima di sospetto è il peggiore che possa aleggiare in qualsiasi comunità, dalla famiglia al comune, alla regione, appunto a una nazione.Un clima che, inevitabilmente, è stato alimentato anche dalla Magistratura, non fosse altro per un abuso che, compiacenti o meno i magistrati, ha trasformato una norma a tutela dei cittadini in un atto di processo in piazza con relativa immediata condanna. Si tratta del cosiddetto avviso di garanzia, che secondo la legge dovrebbe rimanere riservato, non fosse altro perché esso costituisce il primo atto del procedimento che per portare alla condanna definitiva deve vedere prima il rinvio a giudizio, il giudizio di primo grado, l'appello e infine la sentenza della Cassazione. Specialmente quando il clima diventa giustizialista, come è avvenuto durante Tangentopoli ma non solo, gli avvisi di garanzia diventano condanna; i giornali li riportano con grande evidenza, salvo poi o pubblicare in corpo sei o addirittura evitare la pubblicazione dell'assoluzione avvenuta, inevitabilmente, dopo anni per l'inefficienza della giustizia e lo scarso numero di giornate lavorate dai molti magistrati, che godono di ben 45 giorni di ferie all'anno e nessun controllo sull'orario di lavoro.Non solo questa realtà è manifestazione di uno Stato illiberale, ma è anche la dimostrazione, addirittura più grave, che le leggi e perfino la Costituzione, in questo paese, sono diventate carta straccia. Ma un paese dove le leggi, la carta fondante dello Stato, e le regole sono regolarmente calpestate, non potrà mai risollevarsi.è un appello che MF-Milano Finanza ha già rivolto, una settimana fa, al presidente in pectore, Berlusconi: scelga, signor presidente, per il ministero della Giustizia una personalità al di sopra delle parti, di altissimo spessore morale e scientifico che, in uno spirito di conciliazione, sappia riformare la giustizia, il mattone fondamentale per ricostituire uno Stato liberale. Non si lasci tentare dalla facilità di comandare a bacchetta il ministro della Giustizia, anche se, non senza fondamento, ritiene di aver ricevuto un trattamento speciale dalla Magistratura. Se vuole assurgere davvero a statista colga l'opportunità di una maggioranza netta, per fare una scelta di grande qualità, di fronte alla quale nessuno (o quasi nessuno) possa obiettare che sarà fatta una riforma della giustizia di parte. Ne trarrà sicuro giovamento e ancor più ne trarrà giovamento il paese, verso il quale non lesina le sue manifestazioni di amore e di dedizione. Grazie in anticipo, se lo farà.P.S. - Come i lettori sanno, nella giornata di martedì 29, con una decisione in solitario da parte del direttore generale dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, sono stati resi disponibili su internet i dati fiscali di tutti gli italiani per l'annata 2005. I giornali che hanno rivelato questa disponibilità inattesa sono stati ItaliaOggi e, in combinata, MF-Milano Finanza. Il direttore Romano ha dichiarato a ItaliaOggi di aver interpellato preventivamente il garante della privacy, che ha dato il suo assenso. Nella tarda mattinata di mercoledì 30 il sito è stato reso inaccessibile a seguito di un intervento opposto dello stesso garante della privacy. MF-Milano Finanza ritiene che rendere pubblici i dati fiscali, con il reddito e le tasse pagate, di tutti gli italiani non sia un atto illiberale. Anzi pensa che sia un atto di fondamentale trasparenza, ma se lo Stato fosse davvero liberale. Nel clima invece quasi da Stato di polizia in cui sta vivendo l'Italia, la pubblicizzazione può prestarsi a strumentalizzazioni, delazioni, vendette. Per coerenza con i dati pubblicati, le redazioni di ItaliaOggi e MF-Milano Finanza hanno resi pubblici anche i dati di tutti i loro giornalisti. Con la speranza che la cancellazione delle norme illiberali che affliggono il paese e l'eliminazione del clima di Stato di polizia possano rendere possibile la piena trasparenza fiscale dei cittadini. (riproduzione riservata)Paolo Panerai Strumenti Scrivi una lettera   |   Leggi le lettere        Ricevi RSS    |  .

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Burocrazia nemica del buon vino (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Mercato Agricolo Numero 105, pag. 30 del 3/5/2008 Autore: di Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF       assoenologi Burocrazia nemica del buon vino Troppa burocrazia e troppa frammentazione delle aziende bloccano la "fermentazione" del vino. L'accusa arriva da Assoenologi, nei giorni scorsi a Venezia per il congresso nazionale che sarà ricordato come quello della "svolta" in cui si è messo il dito nella piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto dalla burocrazia legata ai controlli e alle verifiche. "La superficie media vigneto/azienda italiana è di 2 ettari, contro i 7 della Francia e gli oltre 300 di Australia e Cile - ha detto il presidente di Assoenologi, Giancarlo Prevarin -. Su oltre 300 mila imbottigliatori italiani, oltre il 75% colloca i propri prodotti all'interno dei confini nazionali e, delle oltre 5 mila aziende che esportano, solo poche centinaia mandano all'estero più di un container all'anno". A questo si aggiunge il peso di una burocrazia ingombrante che riguarda 21 enti deputati ai controlli nelle aziende, per i quali "ogni anno un enologo deve dedicare il 25% del suo tempo per riempire carte, moduli e fare relazioni", ha spiegato il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli. Secondo Martelli "i dati relativi al vigneto Italia sono incompleti e fermi al 2005, in particolare per le Denominazioni di origine", che in Italia sono 352 e coprono il 30% della produzione totale. Denominazioni che sono un'altra nota dolente. "Sono troppe - ha detto Martelli - 90 Doc sfruttano meno del 50% del loro potenziale e da una nostra analisi risulta che 7 non hanno prodotto mai neanche una bottiglia, esistono solo sulla carta". Martelli, ha sostenuto la necessità di cambiare anche a "costo di essere impopolari" perché troppo spesso, "le opportunità del nostro vino sui mercati internazionali vengono seriamente ostacolate dalla frammentazione, dagli interessi di parte, dalla burocrazia, da scoordinati controlli, e dalla paura di uscire dal guscio". Secondo i dati di Confagricoltura, con oltre 10 miliardi di euro di fatturato nel 2007 (il 9,7% di tutto il settore alimentare); quasi 44 milioni di ettolitri la scorsa vendemmia (il 17,6% della produzione mondiale); un +7% in valore dell'export, arrivato a quota record di 3.4 miliardi di euro, e +0.2% nei volumi, il vino è uno dei simboli indiscussi dello stile made in Italy ed è tra le principali fonti di reddito dell'economia italiana.

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Le ronde, esperienza destinata a fallire (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REAZIONI. D'Arienzo interviene sull'iniziativa della Giunta. Perplessità anche dall'Osservatorio sulla sicurezza "Le ronde, esperienza destinata a fallire" Le ronde? "Presto falliranno". È l'opinione di Vincenzo D'Arienzo, capogruppo Pd in Provincia, che esprime il suo scetticismo a proposito della recente delibera della Giunta comunale che ha dato il via all'arruolamento di "assistenti civici" disarmati per coadiuvare le forze dell'ordine nei quartieri più a rischio della città. "Guardo positivamente all'impegno dei cittadini a supporto della propria Amministrazione, anche nel delicato settore della sicurezza pubblica. È segno di vitalità del senso civico di una comunità", afferma. "E sono assertore della doverosa collaborazione tra i comuni e gli organi preposti alla sicurezza: il prefetto e le forze di polizia. Anzi", aggiunge, "fino ad oggi mi ascrivo l'unica iniziativa in merito a Verona: a seguito di una mia proposta, nel 2006, la Provincia ha elargito 250mila euro ai comandi veronesi delle tre Forze dell'Ordine. Nei prossimi mesi il sindaco Tosi vorrebbe assegnarne 400mila. Nonostante la mia convinzione, però, la scelta così concepita non mi persuade. Ritengo che le assistenze civiche siano una proposta credibile nell'ambito di un progetto più ampio". E il riferimento di D'Arienzo è al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, massimo organo locale in materia. "In quel luogo mi sarei aspettato che il sindaco s'impegnasse. Gli assistenti civici, inseriti in un contesto simile, assumerebbero un'altra funzione. Poi", continua, "credo che non debbano essere reclutati singolarmente, ma con convenzioni con le associazioni disponibili, non impegnati ovunque ed in notturna, ma di giorno e in scuole, parchi, mercati, luoghi di elevato affollamento, manifestazioni e fermate dell'autobus. Poiché tutto questo non lo trovo nell'azione del sindaco", conclude il consigliere, "penso che anteponga la scelta ad altre per mantenere strumentalmente alta la tensione sul tema. Viste così, sono vere e proprie ronde e nient'altro. E presto falliranno". Ma il provvedimento avallato dalla Giunta comunale fa discutere anche tra le stesse mura di Palazzo Barbieri. "Se una pattuglia dei Carabinieri viene messa fuori combattimento e se una volante della polizia viene presa a calci e gli occupanti assaliti", è la previsione di Federico Dal Cortivo, dell'Osservatorio di Sicurezza del sindaco, facendo riferimento a recenti episodi di cronaca, "assai difficile si prospetta il compito dei volonterosi e pacifici cittadini (reclutati tra impiegati, operai e pensionati, senza alcuna preparazione operativa o con un minimo di addestramento alla difesa personale ,e senza mezzi d'offesa) di impensierire i teppisti e microcriminali. È pur vero", ammette, "che debbono solo osservare e riferire, fungendo così da deterrente. Ma se non potessero sottrarsi dal fare un intervento diretto? A mio avviso", continua, "meglio piuttosto valorizzare e potenziare la polizia locale, con il progetto agente di prossimità e con uomini e mezzi nuovi, e potenziare le delegazioni di quartiere ampliandone l'operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio, che spesso lavorano a compartimenti stagni o in gara tra loro. Ma soprattutto", conclude Dal Cortivo, "necessita ricreare negli appartenenti alla forze dell'ordine la consapevolezza che non si è "abbandonati a se stessi", senza mai dimenticare "la certezza della pena", deterrente inscindibile da ogni buon intervento compiuto sul territorio".

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Il vino si toglie le zavorre (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VITICOLTURA. Il meeting annuale di Assoenologi indirizza il rilancio della competitività dei prodotti italiani Il vino si toglie le zavorre di Elisabetta Tosi "L'Italia non conosce la consistenza del suo vigneto e della sua cantina, perchè per le Doc i dati sono incompleti e fermi al 2005, e sulla produzione di vino Istat e Agea forniscono dati diversi e discordi. Come si può, in assenza di queste informazioni, programmare il settore, stabilire sinergie, organizzare i controlli?": le sale del Mulino Stucky Hilton, sede del 63esimo congresso di Assoenologi, hanno registrato la denuncia di Giuseppe Martelli, direttore generale dell'associazione, che invita "a finirla con la demonizzazione del vino: i consumi interni sono calati, dimezzati, eppure sembra che il vino sia la fonte di ogni male", ha continuato l'enologo. "Perché si continua a parlare solo di abuso, criminalizzando il consumo normale? Ma soprattutto, perché il settore vinicolo unito non si oppone a questa impostazione politica?". Tornato in laguna dopo oltre 10 anni di assenza, l'annuale incontro nazionale degli enologi ed enotecnici italiani ha svolto una disamina puntuale e a tratti impietosa della situazione di un settore che in Italia muove un business da 12 miliardi di euro l'anno (3,3 dei quali vengono dall'esportazione, con valori in crescita negli ultimi tre anni), ma che ogni giorno di più avverte la lontananza della politica, soffre di nanismo produttivo e divisioni di vario genere, e di una burocrazia così oppressiva da condizionarne lo sviluppo. Per due giorni, sull'isola della Giudecca non si è parlato solo di sviluppo dell'export, finanza, territorio e marketing come titolavano le due sessioni di lavoro (rispettivamente "Vino: finanza, marketing e territorio" e "Vino: nell'export il futuro del settore"), ma anche di tutto ciò che frena lo sviluppo del comparto. È quello che ha fatto il presidente di Assoenologi Giancarlo Prevarin, con una serie di riflessioni sulle trasformazioni vissute dal mondo del vino italiano, e che vanno dalla viticoltura alla frammentazione delle produzioni, dalla trasformazione del mercato (oggi dominato dalle scelte dei consumatori invece che da quelle dei produttori) a quella della viticoltura: "Nell'arco di tre lustri il 70% delle aziende viticole con più di venti ettari saranno meccanizzate", ha detto. "Per chi non seguirà questa trasformazione il rischio è quello di uscire dal mercato". Secondo Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, il settore agricolo e quello viticolo in particolare sono da da tempo oggetto di una duplice aggressione, commerciale e politica: "Il registro multilaterale delle denominazioni, in discussione a Ginevra tra venti giorni, non viene considerato dai nostri rappresentanti istituzionali come una priorità", ha dichiarato. "Noi non temiamo il mercato, non siamo protezionisti. Ma non siamo nemmeno mercatisti: siamo piuttosto del parere che ci debba essere un quadro di regole entro il quale devono muoversi sia i nostri imprenditori, sia quelli che vogliono esportare i loro vini in Italia e in Europa. Al tempo stesso però se vogliamo rendere competitivo il nostro settore dobbiamo alleggerirlo dei tanti obblighi burocratici". Dello stesso avviso Andrea Sartori, presidente dell'Unione Italiana Vini: "Il 25 per cento del tempo di un enologo è dedicato alle scartoffie: per un imprenditore del vino, si tratta di 110 giorni l'anno. Ciò non è più tollerabile. Dobbiamo insistere sulla strada della semplificazione burocratica". Tra le relazioni, attesa era quella del responsabile del laboratorio imprese del Banco Popolare, Adriano Tomba, che ha parlato di come la finanza, grazie soprattutto alle "banche di territorio", possa scendere in campo al fianco delle imprese del vino per far nascere nuovi attori, più forti nel posizionamento sui mercati. La capacità di innovarsi, far squadra ma anche di cultura e marketing del territorio sono stati altri argomenti al centro degli interventi, insieme a un quadro dell'export del vino italiano presentato da alcuni dirigenti di uffici Ice all'estero. Presente all'assise era anche Federico Castellucci, direttore generale dell'Oiv (Organisation international de la vigne e du vin), che ha ricordato come il Veneto a giugno sarà nuovamente al centro dell'attenzione mondiale degli operatori, quando Verona ospiterà il 31esimo congresso internazionale dell'organizzazione.

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Destra snob e populista - (segue dalla prima pagina) (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti DESTRA SNOB E POPULISTA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se un uomo carismatico come il presidente della Fiat e della Ferrari, giunto alla conclusione del suo mandato in Confindustria, accettasse un'investitura, ancorché figurativa, di questo tipo offrirebbe al futuro governo anche il via libera simbolico degli establishment, delle élite che si professavano "terziste". Non è una sorpresa che le categorie economiche abbiano subito espresso un fervido entusiasmo alla notizia. Per il Pd, mortificato dalle sconfitte e ripiegato su se stesso, lo spostarsi sulla sponda governativa delle organizzazioni economiche, in sé fisiologico, rappresenta una ragione di preoccupazione in più, che si somma ai motivi di inquietudine per il futuro del Pd in quanto opposizione e alternativa politica. Sono preoccupazioni che dovrebbero indurre a comportamenti chiari e a un abbozzo di strategia. E innanzitutto a un'analisi spregiudicata della vittoria conseguita dall'alleanza guidata da Berlusconi. Perché quest'ultima non è affatto un blocco monolitico. Prima dell'adesione di Montezemolo "per senso civico", il sigillo più spettacolare sul risultato del 13-14 aprile è stato il Campidoglio espugnato. In quanto voto di destra puro, cioè per la schiettezza "sociale" e per la cultura esplicitamente antiliberale da cui Alemanno proviene, il trionfo capitolino completa la vittoria alle elezioni politiche. Tuttavia la complica anche. Introduce un elemento in più, la socialità di ascendenza missina. E poiché la sensazione prevalente è che la destra abbia vinto le elezioni puntando sugli interessi, mentre Veltroni ha condotto una campagna sui simboli, sarà bene districare la matassa di interessi materiali che Berlusconi ha coalizzato. Nel rastrellamento di voti in ogni settore sociale, un ruolo di rilievo lo ha avuto il tema della sicurezza e dell'immigrazione; ma ciò che va compreso a fondo è l'universo socio-economico mobilitato da Pdl e alleati, per osservarne i punti di forza e di criticità. Altrimenti, se il Pd continuerà a contrapporre l'immaginario al materiale, il cuore al portafogli, il confronto con la destra resterà sempre asimmetrico. Sta di fatto che il blocco berlusconiano è un corpo eclettico, che si vuole in grado sia di differenziarsi sul territorio sia di trovare al centro un principio unificante. Impresa non da poco, a osservare il dna del centrodestra. L'egemonia nel Nord rappresenta il sentimento nordista incarnato dal forzaleghismo, dominato dall'insofferenza verso la burocrazia pubblica, che negli ultimi due anni si è fatta acuta verso la triade composta da Prodi, Padoa-Schioppa e Visco, concepiti come i campioni di un'esosità fiscale punitiva. Il mondo della piccola impresa, del lavoro autonomo, delle professioni ha trovato una consonanza quasi totale con Forza Italia e la Lega. Eppure, a dispetto dell'ottimismo di Berlusconi, la Lega non è ancora un soggetto pacificato: sbandiera un federalismo politico e fiscale talmente spinto da risultare problematico per la stessa tenuta nazionale. Anche se Bossi non parla più di secessione, nella coalizione di destra si colloca a un estremo: all'altra estremità c'è l'altro autonomismo, quello di Lombardo, l'allestitore di un tipico cartello di clientele meridionali. Allora, possono convivere questi "due autonomismi"? I leghisti, a cominciare da Maroni, sostengono che, pur nell'ambito di un federalismo fiscale severo con le regioni del sud, il Mezzogiorno godrà di risorse sufficienti grazie ai fondi europei. Per ora, come ha rilevato Giuseppe De Rita, queste risorse sono state sprecate nel piccolo cabotaggio locale; per un migliore rendimento delle amministrazioni occorre una classe politica nuova, che non si inventa dall'oggi al domani. Dunque viene più spontaneo prevedere per il Sud l'attivazione di una politica di grandi opere nel deserto, con il Ponte sullo Stretto come emblema, che non una crescita capillare della qualità amministrativa e organizzativa. è vero che la vittoria di Roma a prima vista sembra riequilibrare almeno il peso della Lega. Lo stile politico di Alemanno significa sintesi di borgate e corporazioni, presenza populista nelle periferie e sostegno ai tassisti contro le liberalizzazioni. Cioè un'antitesi perfetta al liberalismo naturale degli imprenditori padani. Ma anche la negazione fattuale del liberismo promosso sino a ieri da Forza Italia. Dunque l'arte di Berlusconi è consistita principalmente nel comporre interessi in apparenza incompatibili, ravvivandoli adesso con il glamour montezemoliano. Si tratta allora di capire se il pensiero di Tremonti, la polemica contro il "mercatismo" è una semplice rivendicazione intellettuale di "valori" oppure un principio efficiente di composizione politica delle contraddizioni a destra. Per il momento infatti Berlusconi ha costituito un funzionale congegno di raccolta del consenso, che seleziona un ampio ventaglio di interessi anche confliggenti e li "corpora" intorno a un'idea fondata sul nazionalismo economico, rendendoli funzionali a un programma di egemonia politica e sociale. Programma riuscito, sul piano delle enunciazioni, se è vera la sintesi esposta da Berlusconi stesso: "Ora noi e la sinistra non siamo più due metà del paese; siamo due terzi contro un terzo". Proprio così, la realtà di oggi è descritta dal fatto che il perimetro che per decenni ha racchiuso la governabilità, vale a dire il centrosinistra, rappresenta una minoranza, che intravede il rischio di diventare minoranza permanente. Berlusconi oggi ha l'Italia in pugno, e stringe il consenso con le cinque dita della sua mano politica: il nordismo, l'autonomismo meridionale, lo statalismo di An, il liberalismo dei vecchi forzisti, il tutto ridipinto dal neo-protezionismo di Tremonti. Mettiamoci infine il guanto sofisticato di "Luca", la corsa sul carro dei vincitori delle corporazioni, e l'egemonia è fatta. Di fronte a questo organismo politico-ideologico, cioè alla "modernizzazione reazionaria" che fa malinconicamente dileguare tutte le chiacchiere sulle "agende Giavazzi" e le liberalizzazioni strutturali che venivano indicate come traguardo perentorio del nostro paese il Pd dovrà darsi alla svelta una cultura, in chiave sociale ed economica, capace di incunearsi nelle contraddizioni implicite della destra e portarle alla percezione dell'opinione pubblica. Per i prossimi mesi occorrerà vedere come il blocco nazionalcorporativo guidato da Berlusconi potrà rispondere sul piano del governo al confronto con la realtà e i suoi conflitti. E se la conciliazione degli opposti, una volta esauriti i giochi di prestigio con le migliori figure del mazzo, non avverrà semplicemente sciogliendo sciaguratamente i cordoni della spesa pubblica. Perché un conto è raccogliere consenso, e magari alimentarlo con il carisma più elegante; un altro è affrontare problemi che sono nelle cose, e che non sono correggibili con l'ideologismo in fondo corporativo, in fondo organicista di questa destra italiana, così prensile e versatile, così ad un tempo snob e populista, nuova eppure vecchissima.

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Conto salato del comune a una disabile incinta (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Teramo Conto salato del Comune a una disabile incinta PINETO. Il Comune le comunica un sollecito di pagamento negli stessi giorni in cui scopre di essere incinta. è la difficile situazione che sta vivendo una disabile pinetese, che chiameremo Maria per tutelarne la privacy. La sua gioia per l'annuncio di un figlio è stata offuscata dopo che il Comune le ha inviato un sollecito di pagamento di 400 euro, da saldare "pena la sospensione immediata del servizio". Si tratta del servizio di assistenza per disabili che, nel caso della signora Maria, ammonta a duemila euro l'anno che la donna dovrebbe pagare per mantenere lo stesso livello di sostegno. Una somma che Maria aveva già detto di non essere in grado di pagare, ma a quanto pare il suo appello non ha sortito alcun effetto. "E' stato un brutto colpo", si sfoga Maria, "da pochi giorni ho saputo di essere incinta e ho dunque bisogno di maggiori cure e servizi da parte degli assistenti comunali. Non ho i soldi che mi chiedono e se viene interrotto il servizio non so cosa fare". Insomma la povera donna non ha fatto neanche in tempo a gioire per la bella notizia della gravidanza, che è subito stata richiamata alla realtà dalla insensibile burocrazia comunale. Sulla questione è intervenuto il consigliere Benigno D'Orazio, il quale ha annunciato che a breve presenterà un'interrogazione urgente con l'intento di risolvere il problema. "Rimango sconcertato", dice infatti D'Orazio, "dall'atteggiamento del sindaco, il quale anziché preoccuparsi di aiutare i disabili, si scaglia contro di loro pur di gonfiare le casse comunali". Secondo la norma che vige al Comune di Pineto, è sufficiente avere un reddito familiare superiore a 4.500 euro per essere costretti a pagare un balzello variabile, in base al livello di reddito, per l'assistenza domiciliare ai disabili. "Sinceramente per me è impossibile far fronte a quanto mi viene richiesto", dice ancora Maria, "ho chiesto più volte agli uffici comunali spiegazioni e, soprattutto, se era possibile evitare questi pagamenti. Ho parlato anche con il sindaco, ma niente da fare. Mi hanno detto che se voglio il servizio devo pagare. Purtroppo però non ce la faccio e a casa non sono in grado di assistermi adeguatamente". "Ancora una volta il Comune di Pineto ha perso un'occasione per evitare una figuraccia", conclude il consigliere comunale di opposizione, "infatti, dopo "multopoli", cioè il sistema fraudolento messo in atto per battere cassa con gli automobilisti, adesso se la prende con i disabili, i quali, pur con un reddito al limite dell'indigenza, vengono umiliati da un'amministrazione comunale insensibile che in questo modo si accanisce contro i deboli e gli indifesi". Federico Centola.

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Colutta e bigai: servirà un confronto giorno per giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Colutta e Bigai: servirà un confronto giorno per giorno Si punta a un nuovo modello di sviluppo. E Faleschini rinnova la richiesta di massima priorità per le pmi L'AGRICOLTURA E L'ARTIGIANATO UDINE. Agricoltura e mondo artigiano si pongono in fiduciosa attesa, i nomi della task-force di Tondo non deludono, ma una volta varata la giunta sarà necessario seguire giorno per giorno la nascita e la crescita di un nuovo modello di sviluppo. "Per quanto ci riguarda siamo soddisfatti per la scelta effettuata: Claudio Violino è persona del settore, un agronomo, che ha rivestito un ruolo nel comparto, lo conosce bene e ci lascia ben sperare", è il parere del presidente di Confagricoltura, Giorgio Colutta. "Avevamo incontrato Tondo in campagna elettorale e ci eravamo confrontati trovando una certa condivisione. Ha fatto una scelta corretta, l'importante è che ci sia un dialogo continuo con l'assessore su alcuni temi importanti visto che viene il momento di fare scelte importanti per l'agricoltura. Violino ha dato la sua disponibilità, ci confronteremo". elsa bigai "Al di là dei nomi, quando incontrammo Tondo, come del resto Illy, presentammo non tanto una lista della spesa, ma un'idea di possibile modello di sviluppo non solo sulle scelte per l'agricoltura, ma in generale. Puntavamo e puntiamo a una con grande concertazione non per fare perdere tempo, ma per trovare soluzioni praticabili e condivise", ha detto Elsa Bigai direttore di Coldiretti. "Penso a temi scottanti come la sburocratizzazione, la promozione del territorio. Ora Tondo avrà cercato di mettere in campo la migliore squadra possibile. Anche se qualcuno è già noto, gli uomini non si giudicano a priori ma esprimiamo l'auspicio di poter lavorare bene insieme. Non vedo problemi se molti sono nuovi, l'augurio è che si possa lavorare concretamente confrontondandosi perché pensiamo di poter rappresentare delle soluzioni". "E poi Tondo, che ha esperienza, farà la sua parte - osserva ancora la Bigai -. Saprà far lavorare la squadra e supplire alle inesperienze". "Noi siamo pronti: aspettiamo di poterci sedere al tavolo con il nuovo presidente e il nuovo assessore per confermare le richieste che già avevamo illustrato alla giunta Illy. Alcune proposte sono state già accettate, altre hanno bisogno di essere mantenute - mi riferisco ai finanziamenti - perché la legge 4, per esempio, ha bisogno di essere rimpinguata". Carlo Faleschini, vicepresidente di Confartigianato, valuta cosí l'insediamento della giunta Tondo. Ricorda che servono 5 milioni di euro per rifinanziare la legge 4 con erogazioni alle camere di commercio. "Sono già due anni che attendiamo il rifinanziamento, la legge è buona, sta dando risultati". Faleschini ricorda che con la precedente giunta era stato concluso l'accordo sui Cata, centri di assistenza al comparto dislocati nelle varie sedi delle associazioni di categoria. Il vicepresidente accenna anche al progetto di "nursery" per le imperse appena nate, perché non muoiano asfissiate dalla burocrazia. "E poi c'è la questione del credito ai Congafi: stiamo facendo la fusione tra Udine e Pordenone, dovremmo attuarla anche fra Trieste e Goriza, ma vorremmo che fosse una fusione per comparto, desidereremmo cioè mantenere autonomo il settore artigiano". "Siamo sicuri - è l'auspicio di Faleschini - che il comparto delle 34 mila aziende in regione sia di tutto rispetto e abbia bisogno di tanta attenzione dalla giunta e dal consiglio regionale. Quanto alla giunta Tondo, la conosciamo bene. Ciriani è già stato assessore, Molinaro è uomo di provata esperienza e lo stesso presidente è stato assessore del nostro comparto e abbiamo piú volto avuto modo di esprimere su di lui un giudizio assolutamente favorevole. Un grazie però va rivolto anche all'assessore uscente, Enrico Bertossi, con il quale abbiamo avuto approccio buono nonostante qualche spigolosità di carattere, e lui il carattere per fare benel'aveva".

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Il cittadino diventa un allegato del pass - marcello benfante (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Le idee Il cittadino diventa un allegato del pass MARCELLO BENFANTE La proroga del pass Ztl (balzello sulla cui iniquità e inutilità ho già espresso la mia sconfortata opinione, unendomi a un vasto coro di contestatori) dimostra innanzitutto che la cittadinanza recalcitra, oppone una resistenza passiva, un'inerzia rassegnata. Almeno, questo è il sentimento che provo io: un rifiuto ostinato, una renitenza viscerale, una forza oscura che mi costringe alla negligenza. A suscitare il malcontento non è tanto la somma da pagare, non esosa né insopportabile in sé, ma l'irrazionalità vessatoria del provvedimento. Non soltanto, però. All'equivoco e al taglieggiamento si aggiunge, a mio avviso, una tendenza generale che si potrebbe definire una burocratizzazione della vita. Sempre più spesso, una quota sempre più ampia della nostra esistenza deve fare i conti con una burocrazia sempre più esigente e invadente. Tutta la vita tende in tal modo a diventare un perpetuo ottemperare formalità di legge, pratiche d'ufficio, seccature protocollari. La polis si allontana gradualmente dalla misura umana, dalla naturale scorrevolezza dell'esperienza quotidiana, ed esige che l'uomo si conformi ai suoi contorti meccanismi demografici. Il che significa, parafrasando il titolo di un celebre saggio di Ortega y Gasset, che ci troviamo di fronte a una disumanizzazione della vita civile e della cosa pubblica. Perché non solo dobbiamo per ogni attività, perfino la più semplice e ovvia, produrre documenti attraverso copie di altri documenti, ma per sovrapprezzo siamo costretti anche a sottoporci a una degradante via crucis. SEGUE A PAGINA XVII.

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Se la cerimonia al sindaco non interessa (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

25 APRILE Se la cerimonia al sindaco non interessa Ho letto con molta curiosità l'articolo presente sul Messaggero Veneto del 30/4/08 circa la prima riunione del nuovo consiglio comunale di Martignacco. Curiosità legata soprattutto al fatto che da circa due anni vivo in questo bel comune, nel quale mi sono trasferito da Udine assieme alla mia famiglia. Non conosco molta gente del mio nuovo paese, però siamo stati accolti molto bene, soprattutto dai gentilissimi impiegati degli uffici comunali che ci hanno aiutato a risolvere le burocrazie. Tornando al primo consiglio comunale, mi ha fatto molta impressione l'attacco del consigliere Picco al sindaco Zanor reo di non aver partecipato ai "festeggiamenti" del 25 aprile, come tutti i suoi colleghi sindaci. Devo essere molto sincero: da cittadino di Martignacco a me non è interessato per nulla se il mio sindaco fosse alla sfilata o meno; io sono stato in giro in quei giorni e ho visto varie volte il nostro primo cittadino con le persone del paese, L'ho visto presenziare a una riunione della scuola materna dove mia figlia sarà a settembre, per portare conferma della vicinanza dell'amministrazione comunale alle famiglie con bimbi all'asilo. Insomma, l'ho visto intento a iniziare il suo nuovo mandato cercando spunti, contatti e proposte dai suoi cittadini... ed è esattamente ciò che mi aspetto dal sindaco della mia città. La polemica perciò mi sembra del tutto superficiale e fuori luogo e, a naso, molto personale. Spero che nei prossimi consigli si inizi a lavorare con proposte atte a migliorare la vita della comunità di Martignacco, delle sue famiglie, delle proprie infrastrutture e attività. I problemi comuni non mi pare manchino... quelli personali a noi cittadini non interessano. Ritengo ciò molto più importante della sfilata con la fascia a cui il sindaco non ha partecipato... dal consigliere Picco e colleghi, dopo le montagne di stupefacenti lettere e "santini" inviatemi a casa in campagna elettorale, mi aspetto invece un'attività di opposizione costruttiva e propositiva, non attacchi a ogni occasione alla persona del sindaco... se non trovate argomenti da trattare, fatevi pure un bel giretto per il paese... la gente saprà aiutarvi a trovare qualcosa di interessante per la comunità su cui dibattere. Gabriele Apostoli Martignacco.

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Area di ricerca trieste: 80 aziende coinvolte nel progetto per le pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Area di ricerca Trieste: 80 aziende coinvolte nel progetto per le Pmi Dal risparmio energetico alla nautica da diporto: tutte le idee presentate TRIESTE L'accesso al credito, alle informazioni e alle risorse, ma anche fisco, burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese. La piccola dimensione dell'impresa costituisce un limite di cui molti si rendono conto, ma i percorsi di crescita o di aggregazione non sono facili da intraprendere. È quanto è emerso dal convegno finale del Progetto MPI3 Micro e Piccole Imprese d'Innovazione nel Terzo Millennio, promosso e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Marta Formia (Area Science Park-Trieste) e Felice Carta hanno aperto i lavori illustrando il programma operativo 2007-2013. Il progetto è nato con l'obiettivo di promuovere, attraverso l'attivazione di project work realizzati da laureati residenti nella regione, la diffusione della ricerca e dell'innovazione a sostegno delle micro e piccole imprese delle principali filiere produttive del Friuli Venezia Giulia. Formia ha esposto i numeri dell'iniziativa: 80 le aziende coinvolte nella fase dei gruppi di discussione e seminari precedenti ai 14 project work attivati, il 64% la percentuale dei borsisti occupati a fine progetto, nonché il dato di partecipazione femminile sul totale dei project work attivati (9 su 14). È quindi intervenuto Lino Frascella dell'Ires Friuli Venezia Giulia, ente partner del Progetto MPI3, il quale ha esposto il fabbisogno di innovazione nelle aziende regionali, approfondendo dettagliatamente i contenuti dei singoli project work e sottolineando nuovamente gli obiettivi conseguiti dal progetto. Frascella ha evidenziato i fattori di successo dell'iniziativa quali, tra i molti, l'intervento di specialisti - i cosiddetti tutor dell'innovazione - a fianco dei tirocinanti e il forte investimento sul progetto da parte delle associazioni degli imprenditori. Ampio spazio è stato dedicato ad alcuni progetti di eccellenza direttamente presentati dai loro giovani realizzatori: Manuela Pagan e Marjetka Devetak ("Soluzioni impiantistiche per il risparmio energetico - profilo tecnico e profilo marketing"), Kristina Papinutti ("Soluzioni edili per il risparmio energetico"), Chiara Moretuzzo e Lorenzo Savadori ("Progettazione siti web per l'artigianato artistico"), Paola Zuodar ("Applicabilità delle energie rinnovabili per le aziende vitivinicole"), Giovanna Marchiol ("Consulente per l'accesso delle micro e piccole imprese alle risorse finanziarie"), Alberto Morassutti ("Studio e applicazione di materiali innovativi per la nautica da diporto").

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In toscana l'ultimo rifugio contro la tratta delle tartarughe - gaia rau (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina I - Firenze Il caso In Toscana l'ultimo rifugio contro la tratta delle tartarughe GAIA RAU Centinaia di tartarughe catturate in Tunisia, ammassate in un'auto senza cibo né acqua, traghettate in Sicilia per poi essere distribuite nei negozi italiani o dirottate sui mercati europei, e da lì ancora in Giappone o Stati Uniti, dove vengono rivendute a 400 euro a esemplare. La maggior parte muore, alcune si salvano per miracolo: le più fortunate arrivano in Toscana, a Massa Marittima. E' qui la sede del Carapax, un centro fondato dall'Unione Europea per la salvaguardia di rettili e anfibi in via d'estinzione, dove gli animali vengono curati in un ambiente che tenta di riprodurre il più fedelmente possibile il loro habitat naturale. Giorni fa 1400 tartarughe tunisine sono arrivate al Carapax dopo essere stati confiscate dalla forestale a Palermo. Altre sono state sequestrate in Belgio e trasportate gratuitamente in aereo fino a Massa dalla Brussels Airlines. Al centro, un parco di 25 ettari dove sono sottoposte alle cure di 5 professionisti e un centinaio di volontari, hanno finalmente trovato un po' di pace. "Ma devono tornare il prima possibile a casa loro", avverte Donato Ballasina, direttore scientifico di Carapax. "Sono animali delicati, hanno bisogno del loro habitat naturale per non ammalarsi e morire, è già un miracolo che siano sopravvissute al viaggio. E poi in Tunisia godrebbero di un'ottima protezione, con centri più all'avanguardia dei nostri". Ma allora perché non vengono rimpatriate subito? Secondo il Cites, la convenzione internazionale del 1975 (ma adottata dall'Italia nel 1992) che regola il commercio delle specie in via d'estinzione, la confisca e il rimpatrio spettano al corpo forestale. "Ma la lentezza della burocrazia e gli interessi privati di chi vuole che le tartarughe restino in Italia fanno sì che il viaggio sia rimandato o reso impossibile", spiega Ballasina.

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La burocrazia ammaina le vele del mondiale (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Serena Lullia La burocrazia ammaina le vele del mondiale La manifestazione internazionale rischia di saltare per alcuni cavilli burocratici CANNIGIONE. Il mondiale di vela J24 rischia di naufragare per colpa della burocrazia. Il nuovo porto, scelto per ospitare le imbarcazioni in arrivo da 20 nazioni, potrebbe saltare. Le regine del mare che dal 20 maggio dovrebbero sfilare nel golfo di Arzachena stanno già arrivando. Ma l'area per il varo e l'alaggio non è pronta. Capitaneria e Regione non danno il nulla osta perché lo spazio davanti al mare non è stato collaudato. La competizione sulle onde rischia di colare a picco, insieme con l'immagine della frazione che era riuscita a strappare campionato nazionale e mondiale di vela alla blasonata dirimpettaia Porto Cervo. Se le paure degli organizzatori dell'evento sportivo dovessero avverarsi, per Cannigione sarebbe una figuraccia mediatica. Ma la cancellazione del mondiale causerebbe anche un grosso danno economico agli organizzatori. Il club nautico Arzachena da un anno lavora per creare un evento di successo. L'intero borgo è stato coinvolto nell' avventura sportiva. Settanta le imbarcazioni iscritte alle competizioni, quattrocento le persone degli equipaggi. Cifre da record a cui vanno aggiunte le migliaia di spettatori che seguiranno lo spettacolo sulle onde. "è chiaro che esiste una volontà precisa di non far svolgere il mondiale in Gallura - accusa Pietrino Demuro (nella foto), uno degli organizzatori -. La Capitaneria ci nega il nulla osta per mettere a mare le imbarcazioni perché lo spazio non è stato collaudato. Da parte sua la Regione ci dice che addirittura non ha ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dello svolgimento della manifestazione. Abbiamo invece le copie dei documenti inviati lo scorso anno negli uffici cagliaritani. Non si può mettere a rischio un evento così importante per Cannigione e per tutta la Gallura". Demuro punta il dito contro la Regione, colpevole di non aver accelerato i tempi per l'ultimazione dei lavori nel porto. "Nel momento in cui abbiamo comunicato che il mondiale di vela si sarebbe svolto a Cannigione il cantiere ha cominciato ad andare al rallenti. Ultimamente erano in fase di costruzione i bagni, fondamentali per lo svolgimento del mondiale. Gli operai sono stati dirottati su un altro intervento, al momento non urgente. Le mie sono accuse pesanti, ma sono pronto a ripeterle davanti alla Procura se questa situazione non dovesse essere risolta". A rischio anche la creazione del maxi villaggio sul porto. Il piazzale in cui dovevano essere allestiti i gazebo di supporto alla manifestazione non è stato ancora ultimato. "Rischiamo una figuraccia planetaria attacca Demuro -. Quando i mondiali sono stati fatti in Messico o in Inghilterra l'organizzazione sembrava quella delle olimpiadi. Non possiamo presentarci in queste condizioni davanti agli equipaggi di venti nazioni e alle migliaia di spettatori che arriveranno. Per non parlare di tutta la rete di prenotazioni attivata negli hotel, negli agriturismo e nei bed & breakfast in collaborazione con gli operatori locali. Ora tocca alla politica impegnarsi per impedire che questo territorio venga privato di questa straordinaria opportunità".

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)LA PROTESTA <Siamo trattati come cittadini di serie B> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA PISA pag. 10 )LA PROTESTA "Siamo trattati come cittadini di serie B" SONO un cittadino pisano, abito in via San Iacopo (zona Gagno)dove, per attraversare da un marciapiede all'altro, dove ci sono esercizi commerciali tra cui panetteria, bar, lavanderia, bisogna dire cinque Ave Maria e diversi pater notri. Diverse volte ci siamo rivolti a Canale 50 ma senza trovare un aiuto per risolvere il problema dell'attraversamento. Noto che per i signori assessori, noi siamo cittadini non di 'serie B', ma di categoria ancora inferiore. Passando per Porta a Lucca noto invece che i residenti in tale zona sono considerati di 'serie A', in quanto nelle loro vie (via Giovanni Pisano e angoli con via Fabio Filzi e via Nazzaro Sauro) hanno costruito mega rotonde e faraonici cartelli di 'stop', tutto con mattoncini... mi chiedo: ma un po' di quei mattoncini non potevano metterli in via San Iacopo per i dissuasori di velocità? Liana Lavini Pisa )LIBERAZIONE Pochi pisani ricordano il 25 aprile DA OLTRE 50 ANNI partecipo alle celebrazioni del 25 aprile, oltre che per ragioni personali, perché sono il presidente dell'associazione nazionale Caduti di Cefalonia e Corfù famiglie caduti e reduci. Ma dove sono i pisani? Perché non onorano i propri nonni e padri partigiani e resistenti? Non c'è bisogno di essere degli storici per sapere che la guerra in Italia non è finita il 25 aprile, ma esattamente alle 14 del 2 maggio 1945. L'ultimo eccidio dei tedeschi è stato consumato a Grugliasco, vicino a Torino, il 30 aprile: 65 fucilati. L'ultimo bombardamento in Italia c'è stato il 1° maggio. Dal 25 aprile al 2 maggio, gli eserciti che avevano combattuto per la nostra libertà hanno avuto non meno di 6mila perdite. Con la resa dei tedeschi e la fine della guerra il 2 di maggio si può parlare di vera liberazione, ma in Italia il 2 maggio è solo il giorno successivo al primo. Lodovico Anibaldi Pisa )MIGLIARINO Il presidente uscente dell'Asbuc tira le somme SONO STATI cinque anni difficili e molto impegnativi, densi di difficoltà, burocrazie e ritardi, ma nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma che ci eravamo assunti con l'insediamento. Finalmente abbiamo in mano la concessione edilizia per dare inizio ai lavori del centro diurno, è tardi rispetto alle attese, lo volevamo già pronto, ma per noi che abbiamo vissuto tutte le vicissitudini è comunque un bel risultato. Abbiamo mantenuto l'impegno a sostenere i servizi della Pubblica Assistenza contribuendo, prima all'acquisto di un pulmino e recentemente mettendo loro a disposizione una nuova vettura Fiat per il trasporto sociale a favore dei cittadini di Migliarino. rivolgono a tutti i cittadini e frazionisti di Migliarino il proprio ringraziamento per la partecipazione e l'interesse dimostrato alle vicende degli usi civici. Infine come presidente uscente mi sento di rivolgere un grazie particolare ai miei collaboratori: Alfio, Angelo, Fabio, Lido e Goffredo e ai tecnici progettisti: Stefano Donati e Antonella Malfatti. Giuseppe Meini, Alfio Gambogi, Angelo Vanni, Fabio Ceccherini e Lido Bianucci Comitato Asbuc-Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico Migliarino -Pisa )PARCO DELLA PACE Colata di asfalto sotto i Beni Ambientali NEL PARCO della Pace di Pontasserchio, che ospita l'Agrifiera, nei giorni prima della fiera sono stati realizzati due "nastri di asfalto al naturale uno all'ingresso principale largo circa 6 metri e lungo 100, che muore nell'area centrale risultando 'monco', l'altro largo 5 e lungo 100 metri, che muore in corrispondenza dell'accesso lato via Di Vittorio. Tale asfalto apparentemente uguale a quella 'nero' tradizionale usato per asfaltare le strade, si differenza solo per il color 'marroncino' e una minore carrabilità. Visto che si trattava di luogo sottoposto a vincolo dei Beni Ambientali forse era il caso di realizzare un lastricato con materiale lapideo. Roberto Ruberti Pisa.

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La Giunta Faggi corre ai ripari: <Presto altri posteggi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

LECCO: PRIMO PIANO pag. 6 La Giunta Faggi corre ai ripari: "Presto altri posteggi" I PROGETTI ? LECCO ? I PARCHEGGI restano in cima alla lista delle priorità del Comune. Lo stesso sindaco, Antonella Faggi, ha confermato che il capitolo in questione è stato oggetto di un incontro tecnico con le forze che compongono la sua stessa maggioranza. "Ho proposto un documento parallelo al piano di governo del territorio - ha spiegato il primo cittadino - in cui alcuni progetti possano seguire un iter semplificato". Senza entrare nelle questioni tecniche, si tratta di piani di intervento che (grazie alla legge 9/99) possono dare maggiore dinamismo a iniziative che l'amministrazione comunale ha in cantiere ma che per mille ragioni (su tutte l'eccessiva burocrazia) hanno subìto rallentamenti. Accanto al Polo universitario e al porticciolo, c'è la questione parcheggi che anche a Lecco è problema assai sentito. Basta farsi un giro in città, specie nelle giornate di pioggia, per rendersi conto di quanto sia sentita la penuria di posti-auto. Fabio Ripamonti, 48 anni, ed Emanuele Caffi, 42 anni, sono i due storici gestori per conto dell'amministrazione comunale di due parcheggi a pagamento in città: il primo adiacente al tribunale; l'altro di fianco al Comune. "NON C'È UN GIORNO per respirare - confessa Ripamonti -. Io sono pieno dal lunedì al sabato". Entrambi i parcheggi seguono la tariffa stabilita dall'amministrazione comunale: un euro per un'ora di sosta, uno e cinquanta per due ore e via dicendo. "Ma la cuccagna finirà anche da noi - profetizza Ripamonti -. Già adesso è difficile soddisfare tutte le richieste e il centro città comincia ad essere saturo di auto. Credo che la soluzione migliore sarebbe di realizzare un silos in zona Bione con bus-navetta che collegano con il centro". COME FARANNO quelle signore bene che lasciano il Suv di ultima generazione in doppia fila (ma con le quattro frecce accese...) per andare a comprare il pane a due passi da casa? Nel frattempo il problema non cambia. Lorenzo Bodega, predecessore della Faggi, confidava anche nei posti-auto sotterranei ricavati dalla ristrutturazione del tribunale. Invece i lavori, che sono iniziati nel lontano 2004 e avrebbero dovuto essere conclusi lo scorso marzo, sono fermi. La "Carena spa", l'azienda che si è aggiudicata l'appalto, comincia a registrare i primi ritardi quando nel profondo del cratere di piazza degli Affari, che si trova sotto il livello del lago, inizia ad affiorare l'acqua in quantità consistente. C'è da aspettarselo. Così c'è la necessità di intervenire con un'azione di pompaggio che rallenta ancora la tempistica. Ulteriori problemi si aggiungono a seguito delle perforazioni. L'AZIENDA appaltatrice utilizza il percussore - e non il palificatore, come suggeriranno poi alcuni esperti del settore. Il risultato è che cominciano a comparire crepe vistose proprio all'interno del palazzo di giustizia. Lo scorso mese di dicembre l'epilogo con il ministero delle Infrastrutture e la "Carena spa" giungono a quello che sembra la naturale conclusione, la rescissione del contratto. Con il risultato che la città si trova con il tribunale vecchio e senza i parcheggi agognati. Il problema resta. In attesa nel vecchio contratto possa subentrare un'altra azienda in grado di sostituire la prima (o che comunque venga indetta una nuova gara d'appalto), l'amministrazione guarda al potenziamento di un'altra area, quella dell'ex Serpentino (nei pressi della Basilica). Anche in questo caso si dovrebbe scavare in profondità per ricavare nuovi posti-auto ma, visti i precedenti, si va cauti. E intanto la penuria di parcheggi rimane. A.Mor.

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PdL, tour con i gazebo per fare il programma (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAPANNORI PIANA pag. 14 PdL, tour con i gazebo per fare il programma POLITICA DOMANI LA PARTENZA PARTE con i gazebo il "tour itinerante" del PdL di Capannori. In una nota, gli esponenti del Partito della Libertà annunciano l'iniziativa "che vuole essere ? si legge ? il modo concreto di costruire il proprio programma elettorale in vista delle elezioni amministrative del 2009". Il primo "PdL point", sarà allestito domani all'interno del mercato straordinario di Capannori. Intanto, sempre in tema di politica, registriamo l'intervento del segretario del coordinamento comunale dell'Udc di Capannori, Giovanni Marchi. "Al di là del ringraziamento nei confronti dell' elettorato nella non facile, ultima competizione elettorale ? spiega Marchi ? vogliamo confermare l' opposizione senza sconti ma costruttiva alla giunta Del Ghingaro. La nostra intenzione è quella di stilare una piattaforma programmatica che recepisca le istanze dei cittadini per dare più sicurezza alla gente, controlli capillari sul territorio, garantendo intransigenza nei confronti dell'immigrazione clandestina". X DUNQUE, sembra di capire che anche l'Udc stia scaldando i motori guardandosi intorno, in vista delle amministrative del 2009. "I nostri punti cardine ? prosegue Giovanni Marchi ? sono qualificati da una politica sociale più attenta alle esigenze della famiglia e dei ceti deboli guardando alle decisioni concrete sulla viabilità per liberare i centri abitati dal traffico. Siamo anche per lo snellimento della burocrazia ? conclude Marchi ? e per una politica urbanistica tesa a limitare il consumo del territorio pur consentendone lo sviluppo". Marchi sottolinea l'impegno dell'Udc "per il potenziamento nei distretti sanitari e poliambiulatori di mezzi e personale infermieristico, istituendo l'unità di medicina specialstica territoriale". Mau. Guc.

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<Pochi uomini per controllare le strade> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 "Pochi uomini per controllare le strade" PROVINCIA PERIZIA PER CHIARIRE LA CADUTA DELLA PIANTA UNA TRAGEDIA che poteva essere evitata? Nessuno si è accorto in tempo che quel grosso pioppo non era sostenuto saldamente dalle sue radici? "A onor del vero non era facile prevedere una situazione di instabilità. Il pioppo era rigoglioso e aveva già buttato le nuove foglie. A cinque metri dalla carreggiata non sembrava destare sospetti", risponde Giorgio Traversone, assessore alla viabilità in Provincia. Sarà un perizia disposta dalla magistratura ora a fare chiarezza. "L'ente ? aggiunge Traversone ? ha in corso un piano di manutenzione ordinaria. I chilometri di strade da controllare sono innumerevoli e il personale è poco. Poi ci sono da superare difficoltà legate alla burocrazia. Spesso le piante pericolanti si trovano in proprietà privata e prima di abbatterle ci vuole un'ordinanza del comune". "La Provincia ? prosegue ? ha comunque stipulato accordi con alcuni comuni per i lavori di taglio di rami e alberi che gravano sulle rispettive strade". Il pioppo che ha causato la morte di Franco Vergassola si trova al margine di un bosco di proprietà a quanto sembra di due abitanti di Sesta Godano. Siamo in una zona che negli ultimi anni ha subito una serie di interventi legati all'incrocio di Bergassana e all'allargamento di una curva. Più in generale c'è da aggiungere che più volte da parte delle forze dell'ordine era stato consigliato uno screening su tutte le piante ad alto fusto sulle strade dell'Alta Val di Vara. Un Sos alla luce di episodi di alberi e rami volati in strada.

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ABOLIAMO LE PROVINCE (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 11 ABOLIAMO LE PROVINCE LA LETTERA SIN DALLA PRIMA mattina del primo giorno di apertura della Legislatura in Senato ho ritenuto doveroso e opportuno depositare un disegno di legge costituzionale recante la soppressione delle Province. Si tratta di un ente territoriale che ha di per sé una storia equivoca, essendo nato nella seconda metà dell'Ottocento come mera circoscrizione amministrativa periferica dello Stato, ma la Costituente perse l'occasione di farlo ritornare a questo rango minore. Nonostante allora facessi un altro mestiere, ricordo bene la ferma battaglia di Ugo La Malfa, agli inizi degli anni '70, in coincidenza con l'istituzione delle Regioni, per l'abrogazione di un ente che a quel punto si rivelava ancor più inutile. UNA CLASSE politica più attenta al numero di poltrone disseminate nel territorio che alle esigenze di una sana ripartizione dei poteri e di una riduzione degli sprechi pubblici, ha perso anche l'occasione della riforma del federalismo, varata in proprio dal centro sinistra, per la cancellazione delle Province. Anzi, nell'ultimo decennio è stata istituita una decina di nuove Province, frutto di logiche meramente campanilistiche. Eppure le competenze delle Province (edilizia scolastica, strade provinciali e poco altro) sono ben limitate e non giustificano certo il permanere di "carrozzine" burocratiche. Conosco bene la logica della partitocrazia imperante e dell'auto moltiplicazione delle nomenklature (oltretutto alle Province spesso fanno capo altre società pubbliche). Ma anche per rispondere alle istanze dei cittadini, che non solo non amano le nomenklature, ma che tanto poco si sono di solito riconosciuti nelle Province quanto più invece si riconoscono nei Comuni, sarebbe il caso di sopprimere l'Ente Provincia. Diverso è il discorso per le aree metropolitane che ne devono sostituire il ruolo per le grandi città. SI PENSI, tra l'altro, che questo sarebbe un serio contributo alla semplificazione della burocrazia, all'alleggerimento del peso del settore pubblico, alla riduzione della spesa pubblica. Non mi sembrerebbe poi così difficile ripartire parte delle funzioni oggi in capo alle Province, tra Regioni e Comuni. In campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, sono emerse istanze di questo genere. Personalmente non desisterò da questo impegno che ho assunto con i cittadini. * Senatore del Popolo della Libertà Image: 20080503/foto/553.jpg.

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Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a quello &# (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a quello "antinazionale" di Bossi se sotto il nostro governo abbiamo spesso praticato un potere a imbuto, soffocatore di istanze e domande sociali, lasciando vivere e talora incoraggiando pratiche arbitrarie e modalità kafkiane di esercizio del potere? Responsabilità di Romano Prodi? No, perché non gli si poteva certo chiedere anche questo: di trasformarsi nel Corsaro Buono deputato a proteggere i mille malcapitati navigli in rotta verso i triangoli delle Bermuda disseminati nella nostra amministrazione. Responsabilità invece di una cultura diffusa, che prende molte voci e si incarna in molti volti. Ai livelli più alti e più spesso ai livelli sottostanti. Quelli, comunque, delle decisioni. Quelli dove si stabilisce secondo criteri imperscrutabili che cosa vada firmato e cosa no. Bisogna parlare di esperienze concrete, per capirsi. E dunque metto sul piatto il seguente problema: ma se io, io come sottosegretario di Stato, come membro del governo intendo, non sono riuscito a ottenere che dei provvedimenti dovuti venissero firmati in quattordici mesi (quattordici mesi dico!), o ho dovuto sudare, minacciare, premere, sfoggiare ogni attitudine diplomatica, per ottenere che altri venissero firmati in due, cinque, sette mesi, non in altri ministeri, ma nel mio ministero, non su materie affidate ad altri, ma sua materie rientranti nella mia delega di governo, non su materie capricciose ma su materie dovute, qual è il grado di fiducia e di familiarità che può avere il normale cittadino nei confronti della amministrazione centrale, quale la sua disponibilità a riconoscere la funzione di interesse generale dello "Stato romano"? Proprio questo è successo: che cittadini, istituzioni, venissero tenuti gratis in una interminabile precarietà, che diritti o legittime o fondate domande collettive venissero frustrate, facendo apparire l'amministrazione arbitraria e lontana. Con il responsabile di governo incaricato sempre in bilico tra la tentazione di dare le dimissioni e lo sforzo di arginare l'arbitrio. Illuso che la pazienza aiutasse a risolvere il problema nel corso dei cinque anni di governo, che servisse comunque a ottenere almeno il cinquanta per cento degli obiettivi. E restio a intrupparsi, con una denuncia pubblica, fra i tanti che sparavano sul governo dall'interno del governo. Anomalie di un solo ministero? Ma no. Un giorno dello scorso inverno, nel cuore del movimento di occupazione delle accademie di belle arti e dei conservatori, si pose un problema: ottenere una circolare chiarificatrice. Dovuta. Volta a ribadire quanto già era in legge. Che interessava decine di migliaia di studenti. Il ministro competente mi ascoltò, comprese, poi disse ai suoi diretti collaboratori, davanti a me: entro una settimana va fatta questa circolare. Passarono invece le settimane e la circolare non arrivava. Cercavo i dirigenti di quel ministero, io membro del governo, e loro - tranne uno - si negavano. Intanto le occupazioni continuavano. Contro il governo, è chiaro. Ritelefonai al ministro che intervenne nuovamente. Ancora nulla. Nulla neanche sul fronte dei contatti interministeriali. Dovetti minacciare di stabilirmi giorno e notte in quel ministero fino alla firma della circolare (di cui, per accelerare al massimo i tempi, avevo anche mandato una bozza di testo), di portarmi dietro le tivù, di scrivere un pezzo di fuoco con nomi e cognomi su queste pagine. Solo allora la circolare venne firmata. Che dire? Che su questo fronte come su altri, per tanti mesi mi è capitato di passare notti insonni per la rabbia, per le assurdità, starei per dire le follie, di cui ero testimone. Ed ecco la domanda: ma se mi ci rodevo io che non avevo alcun interesse personale, come si sarà sentito, come si sentirà normalmente, il commerciante veneto o l'imprenditore lombardo o la piccola associazione di categoria costretti ad affrontare questa cultura, avendo - essi sì - interessi personali e diretti, di vita quotidiana, da difendere? Da qui a mio avviso, non da celesti speculazioni, occorre partire. Con il dovere di capire perché non si riesca a esprimere una diversa visione del potere centrale. Perché non si riescano a garantire comportamenti e norme coerenti con la fluidità, la semplicità e la velocità con cui giustamente i normali cittadini e più ancora le economie sviluppate chiedono di vivere e funzionare. Capire perché, tanto per fare un piccolo esempio (citato da tutti i tassisti ma non solo da loro), si sia introdotta quella norma che prevede l'obbligo di versamento solo telematico delle somme Iva con aggravi (sui contribuenti) che non saranno tasse vere e proprie ma che, sia pure sotto forma di parcelle ai commercialisti, corrispondono a nuovi pagamenti imposti dallo Stato. Cifre che non entrano nel calcolo della pressione fiscale, insomma, ma che escono lo stesso dalle tasche dei cittadini. Roma ladrona e il nord. La burocrazia che fa impazzire, che fa e disfa a suo piacimento, e la rivolta del nord. E la sinistra di governo. Che a volte trova queste burocrazie già fatte sul posto. E che (ecco il punto!) quando se le trova non si cura troppo del loro operare, talora dà loro copertura politica. Ma, fatto ben più grave, a volte se le porta dietro direttamente lei, sotto forma di tecno-strutture giuridiche e amministrative, a rimorchio delle proprie vittorie elettorali. Scelte da lei, in base alle convinzioni ideologiche professate. Tra loro collegate, potere nel potere, sottratte a ogni responsabilità pubblica ma ferocemente determinate a impiegare (perché così gli viene consentito o richiesto) un potere politico extracostituzionale. "L'operare senza regole è il più faticoso e difficile mestiere di questo mondo". Lo scrisse un lombardo non leghista, Alessandro Manzoni. Appunto. Grazie ai metodi di cui sopra, nasce un sistema pubblico che rende la vita faticosa per chiunque, tranne che per due categorie: 1) i titolari del leggendario "potere di firma"; 2) i beneficiari di rapidi favori e concessioni da parte dei medesimi. Il che non è secondario nella spiegazione del voto. Perché c'è qualcosa nella lettura del successo della Lega e, più in generale, della destra (continuo a semplificare) che viene dimenticato in questi giorni. Non è affatto vero che questo sia stato il più grande successo leghista. La Lega ha avuto in passato successi anche più consistenti. Perché ha un elettorato a fisarmonica. In parte essa è infatti partito-progetto o partito-identità, ma in parte è partito-termometro. Termometro dei malumori sociali. Dunque ingrossa impetuosamente nelle fasi in cui sono massimi il discredito della classe politica e la percezione di una amministrazione distante e arbitraria. Esplose con Tangentopoli e con i moduli folli di dichiarazione dei redditi, è riesplosa con la casta e la sua autoreferenzialità. Esplose di fronte al potere che finiva in manette, è esplosa di fronte al potere che (si) concedeva l'indulto (sarà un caso che i due vincitori di queste elezioni siano stati i due partiti, Lega e Di Pietro, che si opposero a quella legge sciagurata?). Qui e oggi il nostro problema, diciamolo finalmente, non è tanto di rispiegarci per l'ennesima volta come è cambiato il nord. Per carità, un'analisi in più - se è buona - non fa mai male. Ma è dal '93-'94 che ci rispieghiamo, in forma sempre più dotta e fiorita, che cosa è successo e perché. Esistono ormai sul tema intere biblioteche. Sicché la bravura del politico non sta nel ripetere con eleganza sociologica "che cosa non abbiamo capito". La sua bravura sta nello spiegare perché - pur sapendo noi perfettamente quel che è accaduto - continuiamo a fare politica "come se". Come se non fosse successo niente, come se non si fossero manifestati anche in forma brutale cortocircuiti politici, fratture culturali, istanze indifferibili. Non è il nord l'oggetto dell'analisi. Siamo noi. Il nostro Dna culturale, le sue ragioni, le sue implicazioni, le nostre forze di gravità e di inerzia. È un po' più scomodo che risfornare l'ennesima lettura dei cambiamenti sociali. Produce più asperità. Ma va fatto. Altrimenti il rischio è di vivere una lunga stagione da opposizione "incistata" in un sistema che cambia. Che cambia "come se". Come se noi non ci fossimo. P.S. Perché un articolo sul nord quando è fresca la sconfitta di Roma? Perché questo articolo è stato scritto prima dei ballottaggi ma, d'accordo con il Direttore, è stato tenuto in frigorifero fino al voto. Per evitare che potesse nuocere al centrosinistra in giorni decisivi. Ora la disciplina di squadra cede il passo al dovere dell'analisi. www.nandodallachiesa.it.

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Fiera del libro, Stella fa il pienone (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'autore de La casta ha presentato la sua nuova opera. Oltre cento persone allo Spazio Incontri "Serve un sussulto, una riscossa della classe politica perché si assuma le proprie responsabilità" "È ormai necessario un sussulto, una riscossa della classe politica perché si assuma le sue responsabilità" per correggere la rotta del Paese e riprendere un cammino interrotto decenni fa: Gianantonio Stella, autore con Sergio Rizzo de "La casta", è intervenuto ieri alla Fiera del libro di Bergamo per presentare il suo ultimo volume, "La deriva", scritto sempre in collaborazione con Rizzo. Ad ascoltare l'autore oltre cento opersone, stipate nello Spazio Incontri della Fiera (ma anche fuori), in genere abituata a un pubblico meno numeroso. Quella di Stella è stata un'analisi impietosa, ma puntuale e sempre sostenuta dai fatti, della situazione del nostro Paese. "Il titolo "La deriva" ? ha esordito Stella sollecitato da Gigi Riva, caporedattore de L'Espresso ? vuole far comprendere come sia ancora possibile contenere, correggere la rotta e rimediare la situazione. Stiamo rischiando il naufragio, ma non ci siamo ancora arrivati. La deriva trasmette l'idea di un processo graduale e sempre più difficile da controllare". Certo, ha ammesso Stella, "lavorando a questo libro ne siamo usciti spaventati: non pensavamo neppure noi che la situazione fosse così grave". L'analisi di Stella è partita dagli anni del dopoguerra: un periodo nel quale, ha sottolineato l'autore "la classe politica lavora, scrive la Costituzione in 270 giorni, in soli otto anni si costruisce l'autostrada del sole, l'Italia cresce, riparte alla grande ed è proiettata al futuro". Ma dagli anni Sessanta, ha proseguito Stella, questo processo si interrompe: e tra i tanti problemi del nostro Paese, Stella ha ricordato i lavori per le opere pubbliche che durano decenni, un sistema scolastico ed universitario che non riconosce il merito, i tempi lunghi della giustizia, le pastoie della burocrazia, la conflittualità politica. "Questo nostro "ciabattare" ? ha sottolineato ? rischia di trascinarci molto in basso". "La responsabilità prima ? ha aggiunto l'autore ? è di una classe dirigente che non dirige, di chi governa perché non cambia regole e leggi per consentire di accellerare. E tra gli italiani c'è una sorta di fatalismo. C'è una classe politica che non è in grado di governare proprio in un periodo in cui tutti gli indicatori sono in discesa. E il problema è trasversale a tutti gli schieramenti politici: coinvolge un po' tutti i governi dagli Anni Sessanta in poi". Per invertire la rotta, ha rimarcato l'autore, "occorre una classe politica credibile, autorevole e rispettata e queste condizioni oggi non ci sono". Ma la sua analisi, ha chiarito Stella, è lontana dall'antipolitica: "Abbiamo grande rispetto del ruolo della politica, ma crediamo che alcuni problemi possano essere risolti solo dalla politica: una classe politica seria deve essere capace di prendersi le proprie responsabilità e di decidere, anche insieme con i cittadini; ma alla fine deve scegliere. Occorre un riscatto della classe politica". "L'Italia ? ha concluso Stella ? ha dimostrato di riuscire a dare il meglio di sè nei momenti più difficili: spero che l'Italia abbia questo sussulto, che ci sia la voglia di riprendere un cammino interrotto. Ci vorrà tempo ed occorre la buona volontà di tutti. Non sarà facile, ma occorre cominciare. O diamo una svolta che coinvolga tutti in una presa di coscienza, oppure rischiano di essere motivate quelle paure di un ritorno a condizioni di povertà". Gianluigi Ravasio.

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Terme fantasma, nessuna festa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7056 Santa Maria Coghinas. Primo maggio: sindacati e lavoratori davanti alla struttura mai aperta Terme fantasma, nessuna festa Santa Maria Coghinas.. Primo maggio: sindacati e lavoratori davanti alla struttura mai aperta In mille protestano per l'incompiuta milionaria --> In mille protestano per l'incompiuta milionaria Immerso in un parco naturale di 400 ettari e reso inestimabile dalle fonti di acqua calda che sgorgano a una temperatura di settanta gradi, il complesso termale di Casteldoria resta ancora un monumento all'inefficienza politica. Primo maggio nelle terme fantasma. Per celebrare la festa dei lavoratori la Cgil sassarese ha portato un migliaio di persone nel parco delle terme di Casteldoria, ai piedi del gigante di cemento più costoso e finora più inutile nella storia delle amministrazioni pubbliche del nord Sardegna. Immerso in un parco naturale di 400 ettari e reso inestimabile dalle fonti di acqua calda che sgorgano a una temperatura di settanta gradi, il complesso termale di Casteldoria resta ancora un monumento alla burocrazia e alla inconcludenza delle classi politiche. Costruita alla fine degli anni Cinquanta con il nome di Albergo delle terme, la struttura ha chiuso i battenti nel 1988, quando lo stabilimento si è fermato davanti ai grandi progetti delle amministrazioni pubbliche. Si voleva trasformare la struttura facendo di Casteldoria un centro di eccellenza per il binomio turismo-servizi sanitari. Intenzioni lodevoli, metodi fallimentari: le varie amministrazioni provinciali che si sono succedute hanno speso 15 milioni di euro per realizzare il progetto. Hotel con trecento posti letto, centro fitness e tutto il meglio per proiettare le terme di Casteldoria nei sogni dei turisti di mezza Europa. I lavori sono durati vent'anni con diverse interruzioni e oggi lo stabilimento non può ancora entrare in funzione, prima ha bisogno di alcuni ritocchi. Ma questo è solo il problema minore. La montagna da superare è: chi dovrà gestire e come la struttura? Un dilemma che forse potrebbe risolversi la prossima settimana, quando la Provincia di Sassari dovrebbe far firmare il tanto atteso contratto a un'associazione di imprese nata ad hoc per far decollare il miraggio Casteldoria. Un'associazione formata dalla Hotel Taloro sas di Gavoi e dalla San Consulting sas di Oristano. Le due società avevano risposto nei mesi scorsi a un bando della Provincia, presentando un progetto per la gestione delle terme. Il bando lo avevano anche vinto (non avevano concorrenti), ma l'aggiudicazione non era stata possibile perché gli imprenditori si erano dimenticati di presentare giusto un paio di documenti fondamentali affinché la pratica andasse a buon fine. Per non mandare all'aria tutto la Provincia aveva deciso per l'affidamento diretto alla stessa Ati. Questo succedeva a gennaio. Fra qualche giorno l'agognata firma del contratto. (v. g.).

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CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura fin (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

VALDARNO pag. 24 CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura fin... CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura finanziaria di un assegno, i carabinieri di Figline hanno denunciato un pregiudicato napoletano che era riuscito a truffare alcuni uffici postali. La "visita" a quello del Matassino gli ha fatto interrompere il giochetto. L'uomo, un ventiseienne nulla facente, poco tempo fa si era presentato in un ufficio postale di Firenze dove, esibendo una falsa patente, aveva aperto un conto corrente depositando un assegna di 9.000 euro. Che però era scoperto. Le Poste per appurarlo hanno impiegato alcuni giorni, per cui il truffatore ha potuto presentarsi in vari uffici delle province di Lucca, Livorno e Arezzo riuscendo a prelevare oltre 6.000 euro, mostrando la ricevuta del versamento di 9.000 euro sul proprio conto corrente. Ma nell'ufficio di Matassino, dove ha cercato di prelevare 1.500 euro, l'impiegato si è allertato in quanto si è trovato di fronte un uomo che parlava con forte accento campano mentre dalla patente risultava essere laziale e residente a Firenze. L'impiegato ha chiamato i carabinieri che hanno appurato la falsità della patente denunciando il lestofante per truffa aggravata. Paolo Fabiani.

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<Burocrazie e infrastrutture carenti ci frenano> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 "Burocrazie e infrastrutture carenti ci frenano" TENERSI strette le aziende che già ci sono e attrarne delle nuove. Ma come si fa? Dalla ST arrivano importanti rilievi. Nell'area milanese a pesare è la carenza di infrastrutture. Non è da meno la burocrazia: "È spesso difficile spiegare ai colleghi stranieri le difficoltà burocratiche", ha detto Palella. Non funziona a dovere il sistema di sostegno alla ricerca: "quello francese è decisamente più efficace". La ST è quotata alle Borse di Milano, Parigi e New York per il 72,4%. La parte restante del capitale è divisa a metà tra stato italiano e quello francese.

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Fonderie senza materie prime (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-03 - pag: 24 autore: Industria. Assofond: impennata dei prezzi e difficoltà di approvvigionamento Fonderie senza materie prime Franco Vergnano MILANO Non è solo questione di prezzo. Lo snodo vero è lo "shortage", come lo definiscono gli addetti ai lavori. In parole povere significa "che pagare non basta". O meglio che, pur offrendo prezzi da amatore, le aziende non sempre riescono ad acquistare le materie prime di cui hanno bisogno per effettuare le loro lavorazioni. "Sembra un paradosso, eppure è così. Questa è la nostra battaglia quotidiana: tutti i giorni lottiamo con il coltello tra i denti per riuscire ad approvvigionarci dei materiali necessari a mandare avanti le lavorazioni in modo da poter rispettare i tempi di consegna" spiega Enrico Frigerio, 48 anni, presidente di Assofond, l'associazione che raggruppa le oltre mille Pmi italiane che lavorano nelle fusioni ferrose e non ferrose producendo ogni anno oltre 2,6 milioni di tonnellate per un giro d'affari che supera i dieci miliardi di euro con quasi 33mila addetti. Le imprese denunciano che, oltre all'impennata dei listini, ci sono da risolvere urgenti problemi sulla reperibilità delle materie prime. Insomma, le fonderie del made in Italy stanno vivendo nelle ultime settimane una nuova "emergenza rottame", dopo quella già vista nel 2003, con un "rincaro superiore al 40% del rottame utilizzato per la produzione". Vediamo qualche dato tecnico. Le aziende del settore lavorano in genere con quello che i tecnici chiamano "pacco per fonderia", ossia il vero e proprio "pane dei forni". Questa materia prima indispensabile per far marciare i macchinari oggi "si paga oltre i 430 euro la tonnellata, con un rincaro nell'ultimo periodo di oltre il 30%. E nelle prossime settimane la situazione è destinata a peggiorare" denuncia Frigerio. Anche perché "non tutte le aziende riescono ad applicare ai loro clienti le clausole di aggiornamento automatico mensile dei listini previste a suo tempo, proprio per fare fronte alle fortissime oscillazioni dei mercati internazionali". Le fonderie, che hanno un buon portafoglio ordini anche perché c'è stato il"ritorno a casa di quei committenti (in particolare dell'automotive) che negli anni scorsi avevano scelto i Paesi low-cost per le loro produzioni ", temono però che dietro questi andamenti ci sia anche un intento speculativo, come sempre più spesso succede sui mercati mondiali delle materie prime ca-ratterizzati dai future. Ma non basta. Oltre a questo, prosegue la denuncia di Frigerio, c'è un "eccesso di burocrazia che contribuisce a complicare la vita del settore (blocco dei cantieri di demolizioni di autoveicoli, difficoltà di consegne nei porti italiani, ecc.) che invece rivendica una valenza ambientale positiva proprio in virtù del riciclo che le fonderie fanno dei prodotti a fine vita. Se a tutto questo si aggiunge lo spettro di una sensibile frenata dell'industria automobilistica sullo sfondo, grande produttrice di sfridi e cascami, ecco che il quantitativo di rottame che manca all'appello risulta elevato e fa scattare l'allarme. Da tener presente, infine, che l'Italia è un importatore netto di rottame.

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Aifi: in un libro bianco le richieste al Governo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-03 - pag: 38 autore: Private equity. Il documento presentato a breve Aifi: in un "libro bianco" le richieste al Governo Vittorio Carlini MILANO Rimuovere il divieto della deducibilità degli oneri finanziari, che superano il 30% dell'ebitda realizzato, in capo ai veicoli usati nei leverage buy-out.Ancora: tassare le plusvalenze dei fondi chiusi di private equity al momento del realizzo e non, come accade adesso, sul maturato. Di più: ampliare le ipotesi di co-investimenti tra pubblico e privato, promuovendo lo sviluppo di fondi di fondi ad hoc. Sono questi alcuni dei punti fondamentali inseriti in un "Libro bianco" che l'Aifi, l'associazione italiana del private equity e venture capital, presenterà a breve al nuovo Governo. "Il nostro obiettivo - spiega Giampio Bracchi, presidente dell'Aifi - è quello di aumentare la sensibilità verso un settore fondamentale per la crescita economica del Paese:soffriamo di troppa burocrazia e dobbiamo eliminare le norme che penalizzano il private equity ". Bracchi, peraltro, tiene a precisare che non si tratta di un "libro dei sogni": "Non chiediamo cose eccezionali. Semplicemente, vogliamo uniformarci a quello che già avviene negli altri grandi Paesi occidentali come, per esempio, la Spagna o la Francia". Già,la Francia.Il modello transalpino è considerato virtuoso, soprattutto sul fronte del venture capital a favore delle start-up tecnologiche e degli investimenti nelle Pmi. Così,un po' sulla falsariga di quanto definito oltralpe, nel "Libro bianco"verrà chiesto di ampliare l'esperienza di fondi di fondi dove possano investire sia il privato sia il pubblico. In Italia, a ben vedere, i passi fatti su questo fronte sono rari e lenti: il "famoso" fondo per l'hi-tech del Sud (da circa 86 milioni), avviato dal ministro per l'innovazione e le tecnologie del secondo governo Berlusconi Lucio Stanca e sostenuto dall'uscente ministro Luigi Nicolais, sta per entrare a "regime" solo adesso. L'idea su cui si basa è semplice: lo Stato mette a disposizione dei danari; questi, dopo una gara, vengono dati in "gestione" ad un venture capital che investe altrettanti soldi nello sviluppo delle realtà tecnologiche. Non una somma a fondo perduto: se l'investimento andrà a buon fine, lo Stato rientrerà della somma più gli interessi ( magari qualche punto in più dell'Euribor)mentre al privato verrà riconosciuto un ritorno maggiore per il rischio d'impresa. "Noi- dice Bracchi - chiediamo che simili esperienze vengano ampliate a tutto il territorio nazionale. In questo modo si potrebbe dare una bella spinta sul fronte della raccolta per i venture capital che, in Italia, resta molto difficile ". Ma non è solo dove e come trovare i soldi. Altro aspetto fondamentale è quello di evitare penalizzazioni sul fronte fiscale. "Le società veicolo, usate per i leverage buy- out- dice Bracchi- , devono essere in grado di dedurre la totalità degli oneri passivi. O, almeno, l'attuale limite deve essere alzato al 50% dell'Ebitda". La norma, però, è stata studiata per incentivare la capitalizzazione delle società: non è un rischio chiederne l'abolizione? "Non credo- risponde Bracchi- La nostra proposta riguarda solo i veicoli costruiti ad hoc per i leverage buy-out che, fisiologicamente, necessitano della leva del debito. è una richiesta assolutamente sensata. Peraltro, voglio ricordalo, il limite è già stato eliminato nel project financing". Come dire, insomma, che per evitare di "schiacciare" il settore la deducibilità è necessaria. Così come è necessaria, sempre secondo l'Aifi, una modifica della modalità del prelievo fiscale. In Italia i fondi mobiliari vengono tassati, a differenza dei Paesi esteri, sul maturato: cioè nel momento in cui viene in essere la plusvalenza, seppur potenziale, e non quando questa viene "incassata", realizzata. "Un meccanismo- dice Bracchi- che, in particolare per i fondi chiusi mobiliari usati dai private, distorce il mercato: allontana gli investitori stranieri e invoglia la creazione di Sgr di diritto estero". Di più: l'eventuale plusvalenza spesso viene "nascosta",rendendo opaca la contabilità dello stesso. "Passare al maturato ci rende più concorrenziali e permette una maggiore trasparenza", conclude Bracchi. I CONTENUTI Totale deducibilità degli oneri passivi nei buy-out; tassazione sul "realizzato" dei fondi; più co-investimenti tra pubblico e privato.

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Asta ko, colpa della ceralacca (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2025 Carbonia. I quattro concorrenti si sono esclusi a vicenda contestando piccole irregolarità nelle buste Asta ko, colpa della ceralacca Carbonia.. I quattro concorrenti si sono esclusi a vicenda contestando piccole irregolarità nelle buste Da rifare la vendita di un lotto edificabile di Area --> Da rifare la vendita di un lotto edificabile di Area L'offerta era allettante: dodicimila metri quadrati di terreno dell'Area in zona commerciale all'asta con un prezzo base di oltre un milione. Ma le offerte non sono state mai aperte: i quattro concorrenti sono stati esclusi per dettagli formali nelle buste. Per accaparrarsi quel terreno commerciale in via Roma, a due passi dal centro erano disposti a sfidarsi a colpi di rilanci su un prezzo base oltre il milione di euro. Ma tra i pretendenti ha vinto la burocrazia. L'asta è andata a monte. E la colpa è degli stessi candidati all'acquisto. È bastato che facessero le pulci alle buste dei rispettivi concorrenti per mandare tutto a monte. Una guerra di tutti contro tutti basata su una ceralacca storta, un timbro assente, una firma al posto sbagliato e un documento difficile da interpretare. Risultato? Tutte escluse e bando da rifare. IL TERRENO L'Azienda regionale edilizia abitativa (Area) dovrà cioè ricominciare da capo se vorrà vendere, con base d'asta di un milione e 100 mila euro, il lotto da 11 mila e 500 metri quadrati fra via Roma e via Costituente. Fa davvero gola considerata la sua destinazione urbanistica e l'estrema vicinanza con il centro e la futura Stazione intermodale. È infatti un terreno commerciale, classificato in zona D (sottozona D4) dal Piano regolatore generale, con indice di fabbricabilità di due metri cubi al metro quadrato e un volume edificabile 19 mila e 550 metri cubi. Ma è evidentemente un terreno iellato perché nessuno riesce a comprarlo. L'Area (quando ancora si chiamava Iacp) anni fa era quasi riuscita a cederlo a un imprenditore che però rinunciò all'ultimo istante rimettendoci anche i soldi della caparra. IL BANDO Questa volta sembrava quella buona. Il bando di gara mediante pubblico incanto indetto un mese fa ha attirato l'attenzione di quattro candidati. Si tratta di due imprenditori e commercianti di Carbonia, uno di Cagliari e uno di Dolianova. Area era pronta a fregarsi le mani: su quattro offerte almeno una sarà degna di essere accolta, avranno pensato nella sede del Distretto di Carbonia. Peccato che mercoledì scorso, durante la seduta di aggiudicazione, all'esame delle buste contenenti le offerte non si è neppure arrivati. I candidati si sono fatti la guerra a vicenda facendo rilevare una serie di vizi formali su cui probabilmente avrebbe deciso di soprassedere la stessa commissione. Roba da azzeccagarbugli, tanto che alcuni concorrenti hanno dovuto contattare in fretta e furia il proprio legale di fiducia per farsi assistere nelle fasi concitate della seduta. QUATTRO OFFERTE E per quali motivazioni, poi? Secondo le indiscrezioni trapelate, tre buste sarebbero state sigillate con la ceralacca anche se apposta in maniera irregolare (pare non perfettamente aderente ai lembi), la quarta conteneva un documento con requisiti generici in parte contraddittori. Sarebbe stato possibile chiudere un occhio su tutto? In pratica sì, ma quando uno dei candidati avrebbe intuito che la sua offerta era a rischio di esclusione, perso per perso avrebbe fatto notare puntigliosamente anche le irregolarità delle altre buste. Tutte, sulla carta, irricevibili per imprecisioni che probabilmente non sarebbero state commesse se Area, per questo bando di gara, non avesse adottato le procedure dettate da un regio decreto che risale al 1924. Tuttavia le regole, anche se datate, dovevano essere chiare a tutti. La discussione sulla ceralacca, sui timbri e sui requisiti è andata avanti per circa un'ora. Un dibattito sterile perché, regolamento alla mano, tutti avevano torto. TUTTI ESCLUSI Alla fine, alla commissione di gara non è rimasto che prendere una decisione salomonica e dichiarare escluse tutte e quattro le buste per vizi formali e mancanza dei requisiti di base. Le singole offerte non sono state neppure prese in esame. Una soluzione saggia che, volenti o nolenti, ha finito per accontentare tutti i candidati. Nessuno ha perso, tutti possono ancora diventare proprietari del terreno commerciale di via Roma. Se vorranno, potranno partecipare nuovamente al bando di gara che l'Azienda regionale per l'edilizia abitativa ha intenzione di indire entro l'anno. ANDREA SCANO.

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La "pancia" della sicilia nell'archivio di lombardo - mario centorrino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIX - Palermo LA "PANCIA" DELLA SICILIA NELL'ARCHIVIO DI LOMBARDO I messaggi con le richieste di favori possono leggersi come un trattato di scienza politica MARIO CENTORRINO L'arco di tempo a cui si riferiscono le richieste è anteriore alle recenti elezioni nazionali e locali. E niente indica che quei favori siano stati concessi. Tuttavia dopo la pubblicazione di alcuni messaggi Lombardo ha annunciato querele. Siamo convinti che ogni politico siciliano abbia un suo personale archivio al quale attingere nei momenti nei quali occorre richiedere consenso, senza che questo implichi necessariamente voto di scambio. Quel che interessa trascende quindi totalmente la persona e l'etica di Lombardo. Importa invece leggere l'archivio, disponibile nella sintesi delle cronache, sotto altri profili. Primo, la sua impostazione come contributo alla scienza della politica. Poi, nomi e fatti emergenti dai messaggi sono testimonianze autentiche dal vivo delle esigenze quotidiane dell'isola fuori da ideologie, appartenenze, collocazioni di classe. La lettura dei messaggi, insomma, ci informa sulla "pancia" della Sicilia e integra bene analisi socio-economiche delle dinamiche regionali che, peraltro, crediamo, solo pochissimi consultano. Ma il profilo più importante riguarda la pervasività totale della politica attraverso la burocrazia negli interstizi della società. Pervasività che tutti a parole condannano, ma ai cui benefici tutti provano a ricorrere, convinti dell'assenza di seri meccanismi di regolazione nelle reti relazionali, assolutamente privi di fiducia nei confronti del soggetto che questi meccanismi dovrebbe elaborare, garantire, controllare. Lo Stato, cioè. Vale la pena approfondire i tre profili. Andiamo per ordine ripercorrendo il metodo di catalogazione dei messaggi. Classificati come "richieste" e accompagnate dalle "segnalazioni". Possiamo subito ipotizzare che la richiesta con segnalazione autorevole trovi una corsia preferenziale nell'interessamento. La pratica, nella quale si trasforma il messaggio secondo il burocratese della politica, è in effetti complessa. Deve essere integrata con altre tre variabili importanti: il "riferimento", intendendo i soggetti della tecnocrazia cui deve essere girata; la "data" utile a far fede sull'efficienza del "trattamento"; e infine la "risposta", cioè l'esito positivo o negativo della pratica. A riflettere bene in questa metodologia definitoria ci sono dentro pezzi della nostra vita: un bisogno, la ricerca del soggetto disponibile, magari illudendoci, a prendersene carico. Con la speranza e l'aspettativa che ne consegue. L'individuazione all'interno degli apparati di segreterie politiche del riferimento giusto per esaudire il bisogno in tempi ragionevoli. E poi l'esito definitivo del disbrigo della pratica: la speranza che si tramuta in riconoscenza, in delusione, in stimolo per ritentare. Vorremmo davvero, senza enfasi, che i messaggi informatici dei quali parliamo avessero tutti avuto, qualora espressione di bisogni essenziali, interlocuzioni soddisfacenti. Il secondo profilo attiene alla trasversalità dei bisogni: nei messaggi ci sono disoccupati, professionisti, imprenditori, mamme preoccupate per la carenza di asili nido, studenti angosciati per un esame forse eccessivamente severo. Pervasività della politica, infine, dicevamo, che dileggiamo nelle piazze ma che poi finiamo col riconoscere quale welfare materiale che ci può assicurare benessere. E anche qui, detto senza ironia, verrebbe quasi da essere grati a un sistema di assistenza che permette di trovar posto in una scuola materna le cui carenze, nei centri urbani, paradossalmente, dipendono proprio dalle scelte politiche. L'archivio quindi come simbolico architrave del sistema Lombardo che fornisce, per ultimo, una lezione importante. Oggi, in Sicilia, conquista consenso chi organizza un ascolto di bisogni, non seleziona bisogni da ascoltare ma sceglie un ascolto di tipo universale. Chi riesce a tradurre l'"ascolto" in intervento pragmatico grazie all'ampiezza dei rapporti che ha saputo costruire in tutti i settori e che intrattiene con i "riferimenti" che contano. Raggiungendo una percentuale di esiti positivi maggiore di altri. A questo punto, per le forze politiche che non condividono il governo di Lombardo e intendono recuperare spessore sul piano elettorale, si aprono due strade. Mettere in piedi un sistema analogo a quello di Lombardo ma più produttivo, con un'offerta più convincente. Entrare in concorrenza, insomma, abbassando i costi di transazione per i clienti e fornendo loro un prodotto di maggiore qualità (o quantità). Oppure, battersi per eliminare la pervasività della politica, per restituire regole alla collettività, così da persuadere una madre che il posto della scuola materna per suo figlio è un diritto da pretendere, non un favore da chiedere. Terze vie purtroppo, al momento non sembrano esisterne.

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A lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità A Lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia LUCCA. Lucca è tra le città che potrebbero esultare per come è iniziato il 2008 turistico, invece fioccano le polemiche: sulla mancanza di eventi e attrazioni, ma anche sulla proliferazione degli uffici turistici, e sulla maniera di porvi rimedio. E' un problema di tipica burocrazia all'italiana, che riguarda tutte le principali città turistiche della regione, ma a Lucca attinge proporzioni paradossali. La città delle Mura, infatti, conta due enti diversi e sei uffici: record regionale, ma forse anche nazionale, considerando che città come Firenze e Venezia ne contano rispettivamente quattro e tre. E allora, che fare? A Lucca si discute molto di una cabina di regia - unica o doppia - e di coordinamento e di chi dovrebbe dirigerla: forse la Provincia. Ieri sulla questione è intervenuto il visegretario del Pd Pighini, in polemica con l'assessore Stefani. Per Pighini la priorità nel settore turistico è "avere più qualità". Come? Formando personale qualificato e aggiornato, compreso quello stagionale che abbonda, e mirando a ridurre la precarietà. "Non possiamo - sottolinea il dirigente Pd - continuare ad avere personale che cambia ogni tre mesi". Ma anche guardando al turismo come un'azienda che fattura in tutte le sue componenti, compreso il famigerato "mordi e fuggi". Inutile snobbarlo: perché panini e souvenir rappresentano ormai, da parecchi anni, una fetta consistente di questo fatturato. E le tendenze anche regionali lo confermano in pieno.

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IL TICKET PER LA VENDEMMIA (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 03-05-2008)

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L'AZIONE - Articoli - Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti, entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia, vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale (10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel 2008, in quanto esclusi dalla normativa sui ticket vendemmia 2008. Consulente Coldiretti Treviso.

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I TEMPI GIUDIZIARI E IL BUON SENSO (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: BREVI I TEMPI GIUDIZIARI E IL BUON SENSO C' è un'umanità, involontariamente cattiva, dalla quale bisogna difendere due fratellini sottratti ai genitori e affidati con troppa fretta a una comunità: è quella che si alimenta di buone intenzioni ma poi si nasconde dietro procedure e formalismi che rispettano più i tempi della burocrazia che non quelli della dignità delle persone. Accade a Basiglio, un Comune che per tutti si chiama anche Milano 3, un caso che rimanda a storie di minori e giustizia già vissute in passato. Un foglietto sotto il banco di scuola diventa un capo d'accusa per una bambina di 9 anni e il fratellino di 13. è un disegno osè, sotto le immagini c'è una scritta in stampatello che lo rende proibito. Per la maestra il sospetto è quello di giochi a sfondo sessuale. Scatta la denuncia ai servizi sociali: gli assistenti autorizzano l'allontanamento dei due bambini dalla famiglia, senza incontrarli, senza parlare coi genitori. Come nella romanzesca Peyton Place per un po' l'omertà nasconde i peccati, poi una cronista del Corriere rompe il muro del silenzio, le mamme dei compagni di classe della bambina si mostrano sorprese, la comunità locale è imbarazzata: qualcuno pensa a uno scherzo. Anche il giudice del Tribunale dei minori ha qualche perplessità sulla ricostruzione dei fatti: forse il disegno non è della bambina. Mentre i genitori si disperano, si studia la scrittura dell'alunna, viene nominato anche un grafologo. Ma è un'altra mamma a sciogliere i dubbi residui: il disegno l'ha fatto mia figlia, racconta. Un atto di coraggio che raccoglie la solidarietà di tutti, ma non aiuta l'iter della giustizia. La realtà è questa: dal 14 marzo due fratellini vivono separati in comunità protette per qualcosa che quasi sicuramente non hanno fatto, e i loro genitori si sentono addosso il peso di un'accusa infondata. Ma la macchina giudiziaria va avanti come se niente fosse, con il suo iter e i suoi tempi. Possibile che tra assistenti sociali, pubblici ministeri, periti, psicologi e Tribunale dei minori, non ci sia qualcuno disposto a fermare una giostra impazzita dove il buon senso sembra essere scappato di mano? Possibile che un magistrato accetti di attendere un altro mese e non riesca a risolvere il caso in un giorno? Ci sarà una fiaccolata, martedì, per chiedere la liberazione dei due bambini. E immaginiamo anche interpellanze, appelli al Capo dello Stato. Ma è triste pensare che chi dovrebbe proteggere i minori non sappia trovare una soluzione nell'interesse di una famiglia che sta pagando un prezzo troppo alto per tutto questo. Lasciamo agli psicologi il giudizio sul discutibile e frettoloso intervento di allontanamento dai genitori. Ci basterebbe veder finire un inutile ballo del cerino sulla testa di due bambini.

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Fratellini in comunità, striscione al derby (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-03 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Basiglio Manifesti e volantini per organizzare la fiaccolata davanti al Comune. "Aiutiamo i genitori" Fratellini in comunità, striscione al derby Allontanati dopo un disegno osé trovato a scuola. Le mamme a San Siro: liberateli "Perchè i Servizi sociali hanno portato via da casa i due bambini senza verificare l'autenticità della vignetta?" Quaranta residenze a Basiglio: "Fatte". L'ipermercato di Rozzano: "Tappezzato". La Bocconi: "Volantini appesi". Lacchiarella e i bus di Milano 3: "Operazione compiuta". Basiglio si mobilita. Con centinaia di cartelli che annunciano la manifestazione di martedì per chiedere il ritorno a casa dei due fratellini allontanati dalla famiglia. E con uno striscione pronto a essere esibito sugli spalti di San Siro. Domani. Durante il derby Milan- Inter. In comunità da cinquanta giorni. è questo il destino di Giorgia e Giovanni, accusati di fare giochi a sfondo sessuale dopo che un disegno osè è stato trovato sotto il banco della piccola. Per loro sono scese in campo le mamme di Basiglio. Con un invito: "Per tutti coloro che vogliono dimostrare la propria solidarietà a una famiglia distrutta, l'appuntamento è per martedì 6 maggio alle 20 davanti al Comune di Basiglio". La riflessione: "Quello che è successo poteva capitare a ognuno di noi... Il cinico atteggiamento di una burocrazia cieca che non riesce a riconoscere un proprio errore ma che anzi, persevera nello stesso, scolpisce a caratteri indelebili il concetto di "gratuita crudeltà" ". Un appello a partecipare. "Stiamo ricevendo molte adesioni ", spiegano le organizzatrici. Dal comitato cittadini "diritti umani" alla Gesef, l'associazione dei genitori separati dai figli. Duecento, forse trecento persone. "Facciamo sentire ai genitori dei due bimbi che non sono soli nel vivere questa tremenda ingiustizia e in questa estenuante battaglia per riavere i loro figli ". Un altro volantino indica dieci quesiti "rimasti ancora irrisolti". Il primo: "Perché la preside dell'istituto ha inoltrato il 14 marzo una segnalazione urgente ai Servizi sociali nella quale attribuiva a Giorgia i disegni, quando la mamma di una compagna di scuole (da persona coraggiosa e responsabile), in data largamente antecedente alla suddetta segnalazione, l'aveva già informata del fatto che i disegni erano opera di sua figlia? ". E ancora: "Perché i Servizi sociali, lo stesso giorno, hanno disposto, alla presenza delle forze dell'ordine, previo nulla osta del tribunale per i minorenni, l'immediata collocazione dei minori in due differenti comunità, senza neanche consultare i genitori e i bambini?". Tante domande che aspettano una risposta. "Vogliamo la verità", continuano le mamme di Milano 3. L'avvocato dei fratellini, Antonello Martinez, confida che la "vicenda si possa sbloccare nei prossimi giorni". Nel frattempo, i ragazzini di Basiglio si preparano al derby di domani. Tifo e solidarietà. Con uno striscione (lo stanno preparando in queste ore) che penderà dagli spalti del Meazza: "Rimandate a casa Giorgia e Giovanni. Liberateli". Annachiara Sacchi I vicini di casa "Quello che è successo a quei genitori poteva capitare ad ognuno di noi. Non si può vivere con queste paure" La scuola L'istituto di Basiglio dove è iscritta la bambina sottratta, insieme al fratellino, alla propria famiglia.

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L'ascesa di Boris, clown di genio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'uomo della svolta Capitalizza l'effetto stanchezza in una città che guarda alle Olimpiadi 2012 L'ascesa di Boris, clown di genio Intrattenitore, buffone per calcolo e scelta: ma vince nella metropoli Una moglie, 4 figli e (per i giornali) almeno due amanti. Finora ha guidato solo una rivista: "Ma decidevo dove andare a pranzo coi colleghi" SEGUE DALLA PRIMA Questo è il nuovo sindaco di Londra: Alexander Boris de Pfeffel Johnson, un po' genio un po' clown. La settimana scorsa gli era arrivato l'appoggio del Sun, il quotidiano popolare di Rupert Murdoch che vende più di tre milioni di copie al giorno. E che ama dare il suo endorsement solo ai vincenti. Nel 1992 il tabloid aveva dato il bacio della morte al laburista Neil Kinnock con il titolo: "Se vince Kinnock, l'ultimo cittadino a lasciare la Gran Bretagna spenga la luce". Dopo, conquistato da Tony Blair, Murdoch si era schierato sempre con i laburisti. Questa volta, per Londra, ha gettato il suo peso sulla bilancia di Boris (come lo chiamano tutti, amici e avversari), il candidato conservatore, deputato, ex giornalista, autore di libri sulla storia dell'antica Roma. Ma anche gaffeur, intrattenitore tv, buffoon per calcolo e per natura. Spostare il Sun può contare molto anche per il futuro della politica nazionale. Dopo otto anni di regno di Ken "il rosso" Livingstone che ha rilanciato l'immagine di Londra, inventato la tassa sul traffico, ottenuto le Olimpiadi del 2012, può essere Boris l'uomo giusto per gestire un bilancio da 11 miliardi di sterline l'anno? A 44 anni, il nuovo sindaco ha nella sua biografia una moglie, quattro figli e almeno due storie extraconiugali (negate oltre i confini dell'evidenza). Delle battute politicamente ultrascorrette si è perso il conto: "Le unioni omosessuali? Ridicole, se permettiamo a due gay di sposarsi, allora consacriamo anche i matrimoni fra tre gay o fra due gay e un cane"; ha insultato intere città: Portsmouth, glorioso porto nel Sud, definendolo "culla di drogati, obesi, falliti e deputati laburisti" e Liverpool "patria di vittimisti". Non ha trascurato escursioni internazionali, dando dei "cannibali " ai governanti di Papua e "negretti" ai popoli del Commonwealth. Poi è venuta la candidatura a sindaco. Ed è cambiato. Capelli più corti e lingua a freno. Basta battute pericolose, solo qualche gioco di parole corretto, tipo: "Io sono un melting pot umano: la mia bisnonna era una schiava circassa e fu comprata dal mio bisnonno turco". E pare che sia anche vero. Ha capitalizzato sull'effetto-stanchezza degli elettori nei confronti di Livingstone. E i londinesi sono andati alle urne in numeri record per queste parti: affluenza al 45 per cento. Più 10% rispetto al 2004. Boris ha vinto con uno scarto di 140 mila voti, 6 punti. La campagna non ha evidenziato grandi differenze nei programmi dei due avversari. Gli elettori hanno aspettative di centro: sicurezza, trasporti, case. E il sindaco di Londra ha competenza su polizia, rete dei trasporti, pianificazione urbanistica, cultura, ambiente e sviluppo economico. Tutti d'accordo sul fatto che servano ancora più poliziotti nelle strade, risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus, gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e giù in corsa. Boris ha promesso di rottamarli perché li giudica goffi e pericolosi per i ciclisti (lui va in bicicletta). Ha aggiunto la promessa di cacciare gli ubriachi da autobus e metropolitana. Idee misere per un sindaco di Londra? Johnson finora ha amministrato solo una rivista da 70 mila lettori (lo Spectator) e Livingstone gli ha rinfacciato di non avere esperienza. Boris non ha resistito e ha gridato: "Sì, ma ho dimostrato leadership, decidevo io dove dovevamo andare a pranzo con i colleghi ". E negli ultimissimi giorni, sentendo arrivare la vittoria, si è lasciato andare di nuovo: "Cocaina? Forse ai tempi di Oxford, a una festa me l'hanno offerta, ma mi ha fatto starnutire " (questa battuta l'ha rubata a Woody Allen). Guido Santevecchi Sindaco di Londra Il conservatore Boris Johnson durante il jogging mattutino.

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Balotelli (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-05-03 num: - pag: 48 categoria: REDAZIONALE Balotelli Primo derby da grande "L'Inter sa cosa fare io non ho mai paura" MILANO - Semplicemente Mario. Se continua così diventerà SuperMario. Ma per ora Balotelli è la faccia simpatica dell'Inter che è e che sarà. Domani lo aspettano il suo primo derby con i grandi e (forse) uno scudetto (da protagonista), prima ancora di compiere i 18 anni. Un talento vero, ma soprattutto un ragazzo. Da aiutare a crescere, non solo in campo e non a sbagliare. Balotelli, ricorda il primo giorno all'Inter? Emozionato? Spaventato? Convinto? "Ero sinceramente emozionato ma anche convinto: avevo accettato di cominciare la stagione 2006-2007 negli Allievi nerazzurri - pur avendo già giocato in C1 con il Lumezzane - e volevo dimostrare di meritarmi l'Inter perché ero stato acquistato in prestito con diritto di riscatto. A Milano sono arrivato accompagnato dai miei fratelli e sono stati loro i primi a darmi la fiducia e la tranquillità necessarie per cominciare". Quando è nata la sua passione per il calcio? "Sin da piccolissimo, mio fratello Giovanni, che ora è il mio manager insieme all'altro fratello Corrado, mi sfidava con una palla di carta e scotch nel corridoio di casa. Poi passavo tante ore a giocare nei parchi di Brescia, accompagnato sempre da papà: era in pensione e mi dedicava tutti i pomeriggi dopo la scuola". Sembra non spaventarla nulla quando è in campo: quando ha sentito per la prima volta la consapevolezza di essere forte? "Non penso all'importanza o alla tensione della partita, ma alla voglia che ho di divertirmi e il calcio per me è tutto, quindi mi impegno al massimo sempre, in allenamento o in partita non fa differenza. Credo che nella vita si debba aver paura di altre cose, non certo di una partita". La spaventa la popolarità anche fuori dal campo che può diventare un ostacolo per un giovane campione? Ha già capito che esistono amici veri e amici interessati? "Sì, mi sono già accorto che ci sono persone interessate e che si possono fare conoscenze che poi ti tradiscono; la popolarità è bella, ma spesso ne farei a meno per starmene tranquillo con la famiglia e gli amici. è anche vero, però, che nel calcio e attraverso il calcio si possono incontrare tante persone per bene, che sinceramente ti danno una mano". è stata Juve-Inter di Coppa Italia la partita che le ha dato la convinzione di poter già essere protagonista in prima squadra? "In realtà già da mesi mi allenavo regolarmente con la prima squadra. è grazie agli allenamenti quotidiani con i campioni che si acquista la consapevolezza di poter far parte del gruppo; senza il grande aiuto dei miei compagni tutto sarebbe stato più difficile, anche se è chiaro che far bene in una partita come Juve-Inter ti dà qualcosa in più". Per un attaccante il gol è tutto o è una parte del gioco? "Il gol è tutto per i tifosi e credo che in Italia la gente pretenda gol soprattutto da un attaccante; per quello che vedo e che sento; in Inghilterra e in Spagna la gente è già contenta anche con una bella prestazione; quando faccio il gol so di poter passare una settimana molto tranquilla, anche con me stesso perché, se non segno, sono il primo a soffrirne. Però, per segnare, devi giocare con e per la squadra". Scudetto di categoria e torneo di Viareggio: che cosa le ha dato, oltre ai successi, la Primavera? "Il campionato Primavera è bello e competitivo, a volte più di quanto si racconti; essendoci arrivato giovane mi sono confrontato con calciatori, alcuni dei quali ora già affermati, e mi è servito per crescere. è stato bello vincere scudetto e Viareggio con la Primavera perché ho condiviso la gioia con alcuni amici". Che cosa le stanno insegnando Mancini e Mihajlovic? "Il mister, sin dal primo allenamento, i movimenti da fare in partita e che devono portare la squadra a fare gol. Mihajlovic mi dà consigli sulle punizioni, essendone stato uno dei massimi interpreti". Potesse prendere una qualità agli attaccanti con i quali si è allenato in questi mesi, che cosa vorrebbe di Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Suazo e anche Adriano? "Di Ibra la sicurezza dei propri mezzi e la facilità nel fare le giocate, anche le più difficili; di Cruz il fiuto impareggiabile del gol; di Crespo i movimenti decisivi che fa in campo; di Suazo la velocità straordinaria; di Adriano una potenza che, sinora, non ho mai visto in nessun altro". Perché ha detto che il derby è una partita come tutte le altre? "Perché non l'aspetto e non la vivrò da tifoso. Penso solo a giocare e a far bene per l'Inter. In questi giorni si dicono tante cose su questo derby così importante, ma per noi calciatori la missione è semplice: vincere ". Ha dovuto affrontare più provocazioni in campo o nella vita? "Di più in campo, senza dubbio". Esame di bresciano doc: che cosa vuol dire gnaro e scec? E che cosa significa prendere un pirlo (con la p minuscola)? "I primi sono due modi per dire ragazzo; prendere un ''pirlo'' vuol dire fare l'aperitivo, ma non bevo alcol e quindi non chiedo mai il pirlo. Preferisco cocktail di frutta analcolici ". Promosso, ma allora perché non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana? "L'avrò ad agosto. Me lo ha impedito, fino ad oggi, la legge italiana, che prevede che solo a 18 anni possa ottenere la cittadinanza, dopo aver dimostrato la mia residenza continuativa nel Paese. Con la mia famiglia abbiamo provato, in tutti questi anni, a chiedere alle autorità che sbloccassero la mia situazione. Ma non c'è stato niente da fare". Quali problemi le ha comportato non avere la cittadinanza? "Ho dovuto rinunciare, per esempio, ai tornei di calcio all'estero, tra cui quello con l'Under 15, e a fare viaggi per andare a trovare i miei fratelli e mia sorella quando hanno lavorato, per brevi periodi, all'estero. Mi sono sentito e mi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per questa burocrazia assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti \\ Finalmente ad agosto avrò la cittadinanza italiana, che si può prendere solo a 18 anni Colpa della burocrazia.

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<Ma la burocrazia lenta ora rischia di far danni> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-05-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'etnografa Sclavi "Ma la burocrazia lenta ora rischia di far danni" Al Pratello l'operazione è riuscita perché è stato un "vero " progetto partecipato. Tanto che "se si mettesse in piedi un piano del genere anche in zona universitaria", si potrebbero evitare le levate di scudi contro la pedonalizzazione. La pensa così Marianella Sclavi, docente di Etnografia urbana e consulente in diverse città per il risanamento dei quartieri in crisi, chiamata anche da Palazzo d'Accursio per risolvere la questione-Pratello. Professoressa, aveva annunciato che in caso di fallimento avrebbe rinunciato al suo compenso (9900 euro lordi). Per ora il suo stipendio è salvo? "Sono molto soddisfatta di come è andata la prima parte del progetto: si è conclusa con l'open space, il momento di incontro in cui fare proposte, più bello della mia vita. Sono venute 156 persone e il clima era molto piacevole. Non sono così soddisfatta di come va ora". Perché? "Il processo è lento e farraginoso, a causa della macchina amministrativa. Però la cosa positiva è che si è voluto dare un'identità collettiva al Pratello, cosa che ora si sta concretizzando". In che modo? "Nelle bacheche verrà appesa una locandina comune di tutte le iniziative culturali. E se tutti si sentono parte di un'identità, si tiene sotto controllo anche il degrado: gli osti, per esempio, si sentiranno spinti a chiedere un certo comportamento agli ospiti". Il progetto però è stato molto criticato dal comitato Al Crusèl. "Credo che loro non abbiano mai digerito il fatto di non essere più gli unici rappresentanti della zona. In questo senso, i comitati sono come la casta po-litica: si sentono gli unici portavoce". In questo momento, il conflitto è alto anche in zona universitaria, dove residenti e commercianti sono pronti alle barricate contro la pedonalizzazione. "Se il Comune avesse il coraggio di mettere in piedi un progetto partecipato…". C'è stato: oltre 70 incontri. "Ma non basta riunirsi, far parlare tutti e andare a casa. Manca l'elaborazione di progetti insieme. Se i cittadini non vengono messi di fronte alla sfida di cercare una soluzione, non bisogna stupirsi che si creino comitati e si raccolgano firme". B. B. La consulente "Ateneo pedonale, se la partecipazione fosse stata vera ora meno proteste" Marianella Sclavi.

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Aiuto alle pmi per avvicinarsi all'innovazione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Aiuto alle Pmi per avvicinarsi all'innovazione UDINE. L'accesso al credito, alle informazioni e alle risorse, ma anche fisco, burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese. Le minacce percepite? Molto, ancora, va fatto per incoraggiare il dialogo fra piccola impresa e ricerca. La piccola dimensione dell'impresa costituisce un limite di cui molti si rendono conto, ma i percorsi di crescita o di aggregazione non sono facili da intraprendere. E' quanto è emerso dal convegno finale del Progetto Mpi3 - Micro e Piccole Imprese d'Innovazione nel Terzo Millennio, promosso e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Dopo i saluti iniziali di Marta Formia, dirigente del Servizio Formazione Progettazione e Gestione Progetti di Area Science Park - Trieste, il rappresentante della Direzione regionale lavoro, formazione, università e ricerca, Felice Carta, ha illustrato il Programma Operativo 2007-2013. Il progetto è nato con l'obiettivo di promuovere, attraverso l'attivazione di project work realizzati da laureati residenti nella regione, la diffusione della ricerca e dell'innovazione a sostegno delle micro e piccole imprese delle principali filiere produttive del Friuli Venezia Giulia. Formia ha esposto i numeri dell'iniziativa: 80 le aziende coinvolte nella fase dei gruppi di discussione e seminari precedenti ai 14 project work attivati, il 64% la percentuale dei borsisti occupati a fine progetto, nonché il dato di partecipazione femminile sul totale dei project work attivati (9 su 14).

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Paolo Pinelli sbarca a Rai Due (sezione: Burocrazia)

( da "superEva notizie" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

E -Teca Paolo Pinelli sbarca a Rai Due A cura di Anna Russo Pubblicato il 03/05/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni " Photogallery Simpatico il siparietto con l'ex voce dei Mattia Bazar Raviscanina (Caserta) - Era prevedibile, così è stato. Record di ascolti, per la storia raccontata da Paolo Pinelli. Ben quindici minuti riservati alla storia simpatica, curiosa, che ha incollato alla tv milioni di telespettatori di Piazza Grande, trasmissione cult di Raidue, condotta da Giancarlo Magalli e Monica Leofreddi, con la partecipazione dell'astrologo Paolo Fox. Ancora una storia casertana finita sulla tv nazionale, l'ennesima scovata nell'alto casertano-che si conferma autentico fenomeno mediatico. Location che sforna a ritmo incalzante personaggi di talento, soap curiose, al limite della credibilità, storie di burocrazia, vivibilità - che colpiscono programmisti registi, redattori ed autori di note trasmissioni televisive, e affermati direttori di giornali- allertati da Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo. Spesso, i dibattiti degli opinionisti-tuttologi parlano di tv generalista, trash, spazzatura- che travolge come uno tsunami la cultura. Ma è il telespettatore che decide. Dante, Petrarca o Foscolo sono importantissimi ma in termini di audience, purtroppo, contano meno, molto meno della storia raccontata da Paolo- alla ricerca di una donna da sposare, con un particolare requisito: Essere proprietaria di una mucca! Un optional che ha subito sedotto gli autori del popolare programma- che nell'arco di poche ore hanno voluto Paolo negli studi di Via Teulada. E Paolo in Via Teulada è diventato già all'arrivo il beniamino di figuranti e conduttori. Paolo Pinelli a Piazza Grande con la cantante Silvia Mezzanotte ex voce dei Mattia Bazar Un vulcano in eruzione che ha sconvolto la scaletta, coinvolgendo Monica Leofreddi e la stessa paparazza. Altrettanto simpatico il siparietto dietro le quinte con l'ex cantante dei Mattia Bazar, Silvia Mezzanotte. Uno sguardo, un sorriso e con piglio disarmante la presentazione: "Piacere, Paolo!" Tutto mio ? risponde allungando la mano Silvia- riconosciuta come vip solo qualche istante dopo. Il raggiante Paolo-torna all'attacco chiedendo venia per l'amnesia. Poi lo scambio dei luoghi di provenienza. "Nella provincia di Caserta vengo spesso per concerti, qualche settimana fa sono stata a Sessa Aurunca per un concerto"-svela Silvia a Paolo- che non domo passa ad altre presentazioni: "Ti presento Giuseppe, un mio amico giornalista". Piacere? Piacere... poi l'entrata nell'arena televisiva. Giuseppe Sangiovanni Info: È possibile contattare Giuseppe Sangiovanni Giornalista freelance collaboratore per quotidiani, settimanali e tv nazionali per segnalazioni di: - Storie curiose, al limite della credibilità, a lieto fine - Truffe, ingiustizia, burocrazia, spreco di soldi pubblici - Storie di disagio, vivibilità, ambiente tel/fax: 0823-868787 cell.3383322917 - 3487902856 e-mail: sanzero@aliceposta.it, sanzero@libero.it.

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POPOLARI UNITI: â BASTA CON I RITUALI DELLA POLITICAâ (sezione: Burocrazia)

( da "Basilicanet.it" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

POPOLARI UNITI: â??BASTA CON I RITUALI DELLA POLITICAâ? 03/05/2008 12.11.51 [Basilicata] â??Vorrà  pure dire qualcosa aver resistito ad un terremoto che ha cancellato e rifatto la geografia politica italiana e regionale?â?. Eâ?? da questo interrogativo che è¨ partita lâ??analisi del comitato regionale dei Popolari Udeur, analisi che si è¨ sviluppata in un clima di costruttivo confronto tra tutti gli esponenti territoriali su quello che il risultato elettorale ha detto. Eâ?? quanto si afferma in un comunicato stampa del Comitato regionale della Basilicata dei Popolari Uniti. â??Il segretario del partito, On. Antonio Potenza, ponendo il quesito iniziale, ha offerto al dibattito il riferimento di un filo interpretativo personale: il risultato elettorale dimostra che il partito è¨ ben strutturato su tutto il territorio regionale e che questo suo radicamento ha consentito non solo di fronteggiare il distacco dallâ??Udeur dopo la improvvida decisione di Mastella, ma anche di affrontare la campagna elettorale con un simbolo nuovo di zecca e con lâ??assenza di due consiglieri regionali eletti a suo tempo nelle fila del Campanile. Confermare il dato delle precedenti consultazioni politiche è¨ stato quindi un risultato che ha premiato ad un tempo la coerenza degli uomini, lâ??impegno dei candidati, e la capacità  di un partito di rappresentare interessi diffusi e bisogni reali della popolazione. In una competizione dove il richiamo del voto utile ha spogliato di foglie alberi secolari , la nuova compagine ha offerto una prova di vitalità  in termini di energie umane, di capacità  propositive e di concretezza operativa. Eâ?? uscita premiata lâ??immagine di un partito che sa essere al fianco della gente e che, in questa missione, postula e pratica la politica del fare come unico antidoto alla sfiducia e al declino. Motivi di soddisfazione dunque, ma anche appunti per un impegno da esplicare nei prossimi mesi e che riguardano tempi e modi di affrontare alcuni grandi problemi dello sviluppo regionale. Si avverte lâ??urgenza di una accelerazione delle risposte istituzionali e operative intorno ad alcuni tempi nodali: la messa a regime della gestione della risorsa idrica in tutti i suoi aspetti, la utilizzazione delle royalties in funzione di uno sviluppo diffuso, lâ??attenzione alle periferie come strumento per evitare lo spopolamento delle aree interne, il varo di una nuova strategia dellâ??incentivazione alle imprese basata sullâ??innovazione e la ricerca, lo snellimento delle procedure e lo svecchiamento della burocrazia . Câ??è¨ bisogno di una marcia diversa nellâ??agire politico , evitando rituali che hanno francamente stancato lâ??opinione pubblica, dimostratasi sempre più¹ lontana dal chiacchiericcio politico e sempre più¹ desiderosa di fatti concreti. Il presidente della Giunta fa bene a intessere relazioni positive con tutti quelli che a vario titolo concorrono a portare avanti un programma, ma in questi due anni che mancano dalla fine della legislatura, non può² permettersi il lusso delle estenuanti mediazioni ma deve puntare tutto su un rinnovato patto di maggioranza che gli consenta di portare a termine le azioni avviate. Il centrosinistra, a livello nazionale è¨ stato bocciato per la rissosità  delle sue componenti, per la non compattezza del governo, per lâ??eccessivo protagonismo dei singoli: se facciamo gli stessi errori, nel 2010 faremo la stessa fine. E il suicidio politico non è¨ un atto dovutoâ?. (BAS â?" 04).

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<Le ronde, esperienza destinata a fallire> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

REAZIONI. D'Arienzo interviene sull'iniziativa della Giunta. Perplessità anche dall'Osservatorio sulla sicurezza "Le ronde, esperienza destinata a fallire" Dal Cortivo: "È meglio potenziare la polizia locale"   Le ronde? "Presto falliranno". È l'opinione di Vincenzo D'Arienzo, capogruppo Pd in Provincia, che esprime il suo scetticismo a proposito della recente delibera della Giunta comunale che ha dato il via all'arruolamento di "assistenti civici" disarmati per coadiuvare le forze dell'ordine nei quartieri più a rischio della città. "Guardo positivamente all'impegno dei cittadini a supporto della propria Amministrazione, anche nel delicato settore della sicurezza pubblica. È segno di vitalità del senso civico di una comunità", afferma. "E sono assertore della doverosa collaborazione tra i comuni e gli organi preposti alla sicurezza: il prefetto e le forze di polizia. Anzi", aggiunge, "fino ad oggi mi ascrivo l'unica iniziativa in merito a Verona: a seguito di una mia proposta, nel 2006, la Provincia ha elargito 250mila euro ai comandi veronesi delle tre Forze dell'Ordine. Nei prossimi mesi il sindaco Tosi vorrebbe assegnarne 400mila. Nonostante la mia convinzione, però, la scelta così concepita non mi persuade. Ritengo che le assistenze civiche siano una proposta credibile nell'ambito di un progetto più ampio". E il riferimento di D'Arienzo è al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, massimo organo locale in materia. "In quel luogo mi sarei aspettato che il sindaco s'impegnasse. Gli assistenti civici, inseriti in un contesto simile, assumerebbero un'altra funzione. Poi", continua, "credo che non debbano essere reclutati singolarmente, ma con convenzioni con le associazioni disponibili, non impegnati ovunque ed in notturna, ma di giorno e in scuole, parchi, mercati, luoghi di elevato affollamento, manifestazioni e fermate dell'autobus. Poiché tutto questo non lo trovo nell'azione del sindaco", conclude il consigliere, "penso che anteponga la scelta ad altre per mantenere strumentalmente alta la tensione sul tema. Viste così, sono vere e proprie ronde e nient'altro. E presto falliranno". Ma il provvedimento avallato dalla Giunta comunale fa discutere anche tra le stesse mura di Palazzo Barbieri. "Se una pattuglia dei Carabinieri viene messa fuori combattimento e se una volante della polizia viene presa a calci e gli occupanti assaliti", è la previsione di Federico Dal Cortivo, dell'Osservatorio di Sicurezza del sindaco, facendo riferimento a recenti episodi di cronaca, "assai difficile si prospetta il compito dei volonterosi e pacifici cittadini (reclutati tra impiegati, operai e pensionati, senza alcuna preparazione operativa o con un minimo di addestramento alla difesa personale ,e senza mezzi d'offesa) di impensierire i teppisti e microcriminali. È pur vero", ammette, "che debbono solo osservare e riferire, fungendo così da deterrente. Ma se non potessero sottrarsi dal fare un intervento diretto? A mio avviso", continua, "meglio piuttosto valorizzare e potenziare la polizia locale, con il progetto agente di prossimità e con uomini e mezzi nuovi, e potenziare le delegazioni di quartiere ampliandone l'operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio, che spesso lavorano a compartimenti stagni o in gara tra loro. Ma soprattutto", conclude Dal Cortivo, "necessita ricreare negli appartenenti alla forze dell'ordine la consapevolezza che non si è "abbandonati a se stessi", senza mai dimenticare "la certezza della pena", deterrente inscindibile da ogni buon intervento compiuto sul territorio".  .

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<Passo avanti, ma c'è ancora da lavorare> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 215 I destinatari "Passo avanti, ma c'è ancora da lavorare" I destinatari --> La rivoluzione degli sportelli unici è accolta con favore dagli imprenditori, che possono già fare affidamento sulla garanzia che il procedimento sia avviato in 20 giorni. Entro tale periodo è possibile avviare un'attività. Anche se la maggior parte degli sportelli non è attiva, infatti, la stessa finanziaria regionale obbliga i Comuni a svolgere le funzioni previste secondo le nuove disposizioni. INDUSTRIALI A questo proposito è positivo il giudizio espresso dal presidente di Confindustria Sardegna, Gianni Biggio: "È un enorme passo avanti verso la semplificazione che Confindustria ha sempre auspicato, ma l'impressione è che sia una macchina molto complessa, una sorta di prototipo che ha bisogno di essere rodato". Dopo questa premessa, il rappresentante degli degli industriali puntualizza: "Sembra un paradosso, ma è una semplificazione che va ancora semplificata". Poi, anche alla luce del lento cambiamento che in alcuni casi tende a sovrapporre le funzioni dei vecchi uffici comunali ai nuovi sportelli, nasce un dubbio: "Purtroppo non ci risulta che nel resto d'Italia gli sportelli unici abbiano funzionato, perché spesso hanno creato un fenomeno di concorrenza tra la burocrazia comunale e il nuovo istituto, con l'esito che alla fine tutti gli effetti positivi risultano congelati". COMMERCIALISTI Tra i principali utenti del Suap ci sono anche i commercialisti, categoria rappresentata dal presidente dell'Ordine Guido Cogotti, che però non ha voluto esprimere un'opinione in merito ai possibili vantaggi per i professionisti sardi legati alla riorganizzazione del sistema voluta dalla Regione. ( n. p. ).

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La guerra all'ictus di Alice Sardegna: <Progetto solo sulla carta> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7056 Sassari. Manca la Stroke unit La guerra all'ictus di Alice Sardegna: "Progetto solo sulla carta" Sassari.. Manca la Stroke unit --> Nel piano sanitario dell'assessore Dirindin la Stroke unit (l'unità multidisciplinare per trattare i pazienti colpiti da ictus) c'è. Ce n'è uno a Sassari. Uno a Nuoro. Sulla carta. Strutture fantasma, tutte e due, per una Asl, quella sassarese, con vertici che barcollano continuamente, denunce in Procura e un passaggio, quello all'azienda mista-ospedaliera, poco chiaro a molti. Il progetto del centro è convincente e virtuale: segmenti, numeretti e tanti colori, che così hai subito il colpo d'occhio di qualcosa che non c'è. Per parlare di ictus e capire perché Sassari è priva di Stroke unit, Aldo Meloni, presidente di Alice Sardegna (l'associazione per la lotta all'ictus cerebrale) ha riunito attorno a un tavolo, all'hotel Grazia Deledda, alcuni fra gli esperti più autorevoli nella cura di un incidente così devastante. Chi ha subìto un ictus è un reduce. Ma i reduci dall'ictus sono disgraziati e disuguali. I malati del Nord non sono i malati del Sud, che una Stroke unit ce l'hanno, dal 2001. Per i malati del Nord unico punto d'approdo è l'ospedale Marino, ad Alghero. Nato per i pazienti neurologici, ha un buon settore di riabilitazione. Per il resto è attesa. Lunga. Per tutte le patologie collegate a un trauma come questo si deve fare riferimento alla Medicina, ospedale civile, un chilometro più in là. Il diabetologo, il neurologo, il cardiologo, lavorano in trasferta. Tempi di degenza? Massimo tre mesi, succeda quel che succeda. E il logopedista, lo psicologo per i familiari, capita che facciano la loro comparsa a ridosso della dimissione. Aldo Meloni è un arrabbiato. Ha vissuto sulla sua pelle la burocrazia, il baronato in corsia, lo scollamento fra uffici Asl. E da arrabbiato chiede conto. Anche di trattamenti, come la trombolisi, che, dice, potrebbero ridurre al minimo i danni di un ictus. Maurizio Melis, direttore della Stroke unit di Cagliari, nel suo intervento racconta una realtà che al nord è fantascienza. Dice di tempestività e di competenza, di quanto comunque ci sia ancora molto da fare. In Sardegna ogni anno vengono colpite da ictus 4000 persone. Spesso quando si interviene il danno è fatto. Ancora più spesso, la fase successiva, si trasforma in un incubo e chi è solo viene abbandonato su una sedia a rotelle dal personale sempre più striminizito. La neurologa Maria Luisa Sacchetti, la neuropsicologa di fama Anna Basso, la collega Maria Rita Piras e infine Giacinta Mattei, fisioterapista: ognuno ha portato al convegno la sua preziosa esperienza. Ora Alice spera nel tempo delle risposte. (p. c.).

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La burocrazia stoppa le scuole (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

A denunciare i ritardi nei lavori il sindaco di Volpago Roberto Toffoletto Volpago(L.Bon) La burocrazia stoppa le scuole del Comune. A denunciare i ritardi nell'esecuzione di opere pubbliche a causa delle pastoie burocratiche è il sindaco di Volpago Roberto Toffoletto, che cita, a tale proposito, il caso della scuola media del paese. "Al termine delle lezioni -spiega- sarebbero dovuti partire i lavori di adeguamento antisismico dell'edificio, per una spesa complessiva di 500mila euro. La Regione ci ha però invitato a stoppare tutto dato che il Cipe non ha ancora approvato le delibere regionali che prevedevano gli stanziamenti a favore dei Comuni. Nel nostro caso l'importo corrispondeva a 290mila euro. Il problema è che i lavori, a causa di tutto ciò, slitteranno di un anno. Possono essere infatti svolti solamente durante le vacanze estive e non possiamo certo partire in agosto. Il problema è che così si blocca mezza Italia e che fra un anno, quando partiremo, i costi saranno più alti". Ma anche la scuola materna "Gobbato" sarebbe vittima della burocrazia. "Da 10 mesi -confida Toffoletto- attendiamo il benestare della Sovrintendenza per perfezionare gli atti e fino a quel momento l'intervento di restauro della parrocchia non può partire". Partirà invece entro breve un altro lavoro: la progettazione della nuova scuola elementare di Volpago, in relazione alla quale è stato anche realizzato un concorso di idee.Anche l'intervento di ristrutturazione dell'ex municipio, intanto, si sta sbloccando. "E' stata sigliata -spiega il sindaco- la convenzione con la ditta Bordignon per l'intervento di project financing. Poi si provvederà al trasferimento della proprietà dell'ex Tirindelli; quindi i lavori potranno partire".

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Ricerca e Pmi, dialogo da incoraggiare (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

Argomenti: Burocrazia

Problemi, dubbi, perplessità e prospettive al convegno finale del Progetto Mpi_3 svoltosi in Area science park Ricerca e Pmi, dialogo da incoraggiare TriesteL'accesso al credito, alle informazioni e alle risorse, ma anche al fisco, burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese. Le minacce percepite? Molto, ancora, va fatto per incoraggiare il dialogo fra piccola impresa e ricerca.È quanto è emerso dal convegno finale del Progetto MPI_3 - Micro e Piccole Imprese d'Innovazione nel Terzo Millennio, promosso e finanziato dalla Regione.Il progetto (2007-1013) è nato con l'obiettivo di promuovere, attraverso l'attivazione di project work realizzati da laureati residenti nella regione, la diffusione della ricerca e dell'innovazione a sostegno delle micro e piccole imprese delle principali filiere produttive del Fvg: 80 le aziende coinvolte nella fase dei gruppi di discussione e seminari precedenti ai 14 project work attivati, il 64\% la percentuale dei borsisti occupati a fine progetto, nonché il dato di partecipazione femminile sul totale dei project work attivati (9 su 14).Lino Frascella dell'Ires, ente partner del Progetto MPI_3, ha esposto il fabbisogno di innovazione nelle aziende regionali, approfondendo i contenuti dei singoli project work e sottolineando nuovamente gli obiettivi conseguiti dal progetto. Frascella ha evidenziato i fattori di successo dell'iniziativa quali, tra i molti, l'intervento di specialisti i cosiddetti tutor dell'innovazione a fianco dei tirocinanti e il forte investimento sul progetto da parte delle associazioni degli imprenditori.L'ultimo intervento istituzionale, sul tema Dalla ricerca ai progetti, è stato tenuto dal presidente del Cna Trieste Franca Fabian, che ha rimarcato l'importanza del lavoro dei borsisti, il cui apporto ha costituito un valore aggiunto specialmente per le micro imprese del territorio, ponendo la giusta enfasi circa la notevole presenza femminile all'interno del Progetto MPI_3.Ampio spazio è stato dedicato ad alcuni progetti di eccellenza direttamente presentati dai loro giovani realizzatori: Manuela Pagan e Marjetka Devetak ("Soluzioni impiantistiche per il risparmio energetico profilo tecnico e profilo marketing"), Kristina Papinutti ("Soluzioni edili per il risparmio energetico"), Chiara Moretuzzo e Lorenzo Savadori ("Progettazione siti web per l'artigianato artistico"), Paola Zuodar ("Applicabilità delle energie rinnovabili per le aziende vitivinicole"), Giovanna Marchiol ("Consulente per l'accesso delle micro e piccole imprese alle risorse finanziarie"), Alberto Morassutti ("Studio e applicazione di materiali innovativi per la nautica da diporto").

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Camionisti, conta di più l'esperienza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Amministrazione provinciale esonera i titolari delle aziende dall'obbligo del diploma o del corso specializzante Camionisti, conta di più l'esperienza Accordo raggiunto con le associazioni di categoria per una interpretazione meno restrittiva delle norme Per una volta l'esperienza sarà in grado di mandare in soffitta la burocrazia. Sta capitando all'assessorato provinciale ai Trasporti che ha egida sulle autorizzazioni per il trasporto di merci in conto terzi. Una norma dalla criptica interpretazione rischiava di far cortocircuitare una delle categorie professionali spesso al centro di controversie e disagi.Ora l'accordo stipulato dalla Provincia con le associazioni di categoria che tutelano i diritti dell'autotrasporto privato, permetterà di superare le incertezze della legge e snellire le pratiche a cui devono sottoporsi gli operatori interessati.Per gli autotrasportatori era emerso l'obbligo di adeguare in loro sistema autorizzativo ai criteri della Comunità europea. E come spesso succede nel Bel Paese, i ritardi e i nodi da sciogliere sono venuti al pettine tutti in un colpo.Non bastava: la corsa ai ripari del legislatore aveva prodotto la solita confusione. Stavolta la farraginosità della macchina legislativa statale aveva preso le forme del decreto legislativo 395 del 2000 che in un piano di articoli evidenziava una forte contraddizione sul valore e i requisiti di accesso all'esame di controllo che i candidati, titolari di attività di autotrasporto debbono possedere per esservi ammessi.In sostanza, si menzionava un'esperienza pratica quinquennale, complessiva, continuativa e attuale nel dirigere l'attività di autotrasporto in una o più imprese già in possesso di requisiti di onorabilità capacità finanziaria e idoneità professionale, ma con un'interpretazione letterale e rigorosa del testo di legge, non la si riteneva sufficiente a esonerare il candidato dalla necessità di possedere anche un diploma o dall'aver superato un corso di preparazione agli esami negli organismi autorizzati.Una iattura, a ben guardare, per tanti piccoli titolari di attività che proprio sul fatto di essersi fatti le ossa al volante a suon di chilometri e ore di lavoro, si sarebbero aspettati miglior trattamento. Da qui la presa di posizione della Provincia che è andata incontro alle esigenze degli operatori e delle rappresentanze di categoria."Abbiamo cercato di dare un'interpretazione univoca e condivisa in un contesto di bilateralità con studi di consulenza e associazioni di categoria", ha spiegato l'assessore provinciale ai Trasporti Gianni Nonnato che, per l'operazione messa in atto, è stato assistito dal capo area Claudio Zerbinati e dalle esperte legali in materia, avvocati Martina Callegari e Floriana Magro."Abbiamo predisposto un adeguato percorso di carattere tecnico giuridico per cercare di offrire un criterio di certezza sull'interpretazione da dare al decreto. L'obiettivo era naturalmente sgombrare il campo dalla incombente vertenzialità che il testo di legge conteneva". "Il problema era dare valore all'esperienza acquisita - hanno fatto eco i tecnici - Abbiamo ritenuto che questa potesse essere succedanea in quei soggetti chiamati a sottoporsi al corso specializzante o al possesso del diploma di scuola superiore". L'ingegner Zerbinati ha ricordato che sono circa 600 le aziende che partecipano a questa seconda fase di applicazione della normativa e che almeno la metà si avvantaggeranno dell'interpretazione data dalla Provincia al testo di legge. Ringraziamenti per l'interessamento offerto da Palazzo Celio sono stati espressi da Franco Cestonaro in rappresentanza di Cna e da Andrea Trombini per Confartigianato.Franco Pavan.

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Il treno dell'ultima notte Dacia Maraini Euro 21 Anno 2008 429 pagine Rizzoli Il nuovo romanzo di Dacia Maraini parla della ricerca di un affetto privato (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il treno dell'ultima notte Dacia Maraini Euro 21 Anno 2008 429 pagine Rizzoli Il nuovo romanzo di Dacia Maraini parla della ricerca di un affetto privato. E viaggia sul filo della storia attraverso le campagne dell'Est Europa. Tutto avviene nel 1956, quando la giovane e coraggiosa Amara supera da sola la cortina di ferro alla ricerca di Emanuele, il suo amico d'infanzia disperso nel campo di concentramento di Auschwitz. Un'impresa ardua, che si scontra con la burocrazia del regime. 03/05/2008.

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Burocrazia addio. Aprire un bar? Non servono permessi (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuove regole in citta' Burocrazia addio. Aprire un bar? Non servono permessi Niente più limitazioni alle aperture di bar e ristoranti. La giunta comunale ha dato il via libera alla liberalizzazione dei cosiddetti "esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande". L'esecutivo di Palazzo Cernezzi ha approvato mercoledì gli indirizzi che regoleranno l'apertura e il trasferimento di queste tipologie di attività. Per esempio in città murata, ad eccezione di casi particolari, viene meno ogni limitazione. Dall'oggi al domani si rischia di assistere a un boom di bar, magari tutti nella stessa via. La giunta del sindaco Stefano Bruni non ha fatto altro che recepire le disposizioni contenute nella delibera della giunta regionale dello scorso gennaio, in cui sono fissati gli indirizzi per il rilascio delle autorizzazioni commerciali da parte dei Comuni. "Abbiamo dovuto adeguarci a quanto stabilito dal Pirellone - precisa l'assessore al Commercio, Paolo Gatto - e quindi abbiamo steso queste disposizioni di carattere transitorio. A luglio, però, provvederemo a definire criteri più precisi con il consiglio comunale, ma ovviamente saranno sempre nell'ottica di una liberalizzazione perché così ha deciso la Regione". CENTRO STORICO - Fin tanto che saranno in vigore gli indirizzi approvati dalla giunta mercoledì scorso, nella città murata non saranno posti limiti all'apertura e al trasferimento di nuove attività per la somministrazione di alimenti e bevande. Bar e ristoranti, per intendersi. Nessuna limitazione, a patto, però, che il locale in cui si insedia la nuova attività risulti adibito a uso commerciale al dettaglio o all'ingrosso già nell'anno precedente alla presentazione della domanda di richiesta dell'autorizzazione. L'apertura è consentita anche nei locali inutilizzati da almeno un anno, a prescindere dall'attività a cui erano destinati in precedenza. PERIFERIE - Nelle zone di Albate, Muggiò, Prestino, Camnago, Sagnino e Monte Olimpino (quartieri definiti a ?basso livello di capillarizzazione, ndr) sono poste sole limitazioni che riguardano l'accessibilità e la sosta. In questi quartieri non sarà consentita nessuna nuova attività se l'esercizio si trova collocato su una strada non percorsa dai mezzi pubblici, se la fermata dei bus più vicina dista più di 250 metri, se l'esercizio non è dotato di un numero sufficiente di posti auto in proporzione alla sua superficie in metri quadrati e se non esistono parcheggi pubblici nel raggio di 250 metri dal negozio. Nel resto della città (zone di medio o alto livello di capillarizzazione) sussitono le stesse condizioni ma con maggiore severità sulla presenza di un numero sufficiente di posti auto per la clientela e per gli addetti. LE REAZIONI - Secondo l'assessore Gatto la liberalizzazione "va nell'ottica di una città più turistica, dove sia i residenti che i visitatori potranno trovare un'offerta di servizi più ampia, il tutto, però, nella salvaguardia dei principi che regolano la libera concorrenza". Scettico il responsabile dei pubblici esercizi di Upcts-Confcommercio di Como, Guido Capizzi: "Ci auguriamo che vengano presto fissati criteri definitivi in grado di tutelare sia gli esercizi già esistenti, sia quelli di nuova apertura". Dario Alemanno 03/05/2008.

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