HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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tARTICOLI DEL 3-5-2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (47)
Festa dei lavoratori nel segno dell'impegno
( da "Gazzetta
di Reggio" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: basta nascondersi dietro la burocrazia. Formazione, prevenzione e controlli devono essere una realtà, dobbiamo lottare per la sicurezza nei cantieri e in ogni luogo di lavoro, e ancora, contro la precarietà e per la tutela dei pensionati". Alle parole del segretario della Cgil si sono aggiunte anche testimonianze dirette, come quella di un operaio della Padana Tubi,
La
Pro Loco aderisce al Consorzio ( da "Trentino"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: specie per quanto riguarda la burocrazia (la preparazione e l'espletamento di pratiche), il coordinamento delle manifestazioni, l'ideazione di iniziative comuni (quest'anno sulle celebrazione del 90º della guerra bianca) e i rapporti con gli organi centrali (Federazione e Assessorato provinciale) e con l'Apt.
Darfo
sfonda quota quindicimila ( da "Giornale di Brescia"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: notizia e sono i primi a dover scalare la montagna di burocrazia nel mare di leggi e regolamenti. Eppure, tra una pratica e l'altra, sono riusciti a stendere una fitta griglia di numeri e dati dettagliati che tratteggiano in maniera precisa i contorni della città di domani. Il dato più significativo riguarda il numero dei nati: nel 2007 i fiocchi rosa e azzurri sono stati ben 181.
Orsi
& Tori ( da "Milano Finanza"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: facendo lievitare la burocratizzazione (e quindi i costi della burocrazia).C'è una bella espressione di un vero liberale come l'ex governatore Guido Carli che descrive i fenomeni da cui sono afflitti i cittadini e il paese: la famosa definizione che l'Italia è un paese dominato dai lacci e lacciuoli, dalle trappole e dagli ostacoli.
Burocrazia
nemica del buon vino ( da "Italia Oggi"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia nemica del buon vino Troppa burocrazia e troppa frammentazione delle aziende bloccano la "fermentazione" del vino. L'accusa arriva da Assoenologi, nei giorni scorsi a Venezia per il congresso nazionale che sarà ricordato come quello della "svolta" in cui si è messo il dito nella piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il rallentamento imposto
Le
ronde, esperienza destinata a fallire
( da "Arena,
L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio,
Il
vino si toglie le zavorre ( da "Arena, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e di una burocrazia così oppressiva da condizionarne lo sviluppo. Per due giorni, sull'isola della Giudecca non si è parlato solo di sviluppo dell'export, finanza, territorio e marketing come titolavano le due sessioni di lavoro (rispettivamente "Vino: finanza, marketing e territorio" e "Vino: nell'export il futuro del settore"),
Destra
snob e populista - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: insofferenza verso la burocrazia pubblica, che negli ultimi due anni si è fatta acuta verso la triade composta da Prodi, Padoa-Schioppa e Visco, concepiti come i campioni di un'esosità fiscale punitiva. Il mondo della piccola impresa, del lavoro autonomo, delle professioni ha trovato una consonanza quasi totale con Forza Italia e la Lega.
Conto
salato del comune a una disabile incinta
( da "Centro,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: subito stata richiamata alla realtà dalla insensibile burocrazia comunale. Sulla questione è intervenuto il consigliere Benigno D'Orazio, il quale ha annunciato che a breve presenterà un'interrogazione urgente con l'intento di risolvere il problema. "Rimango sconcertato", dice infatti D'Orazio, "dall'atteggiamento del sindaco, il quale anziché preoccuparsi di aiutare i disabili,
Colutta
e bigai: servirà un confronto giorno per giorno
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per le imperse appena nate, perché non muoiano asfissiate dalla burocrazia. "E poi c'è la questione del credito ai Congafi: stiamo facendo la fusione tra Udine e Pordenone, dovremmo attuarla anche fra Trieste e Goriza, ma vorremmo che fosse una fusione per comparto, desidereremmo cioè mantenere autonomo il settore artigiano".
Il
cittadino diventa un allegato del pass - marcello benfante
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: fare i conti con una burocrazia sempre più esigente e invadente. Tutta la vita tende in tal modo a diventare un perpetuo ottemperare formalità di legge, pratiche d'ufficio, seccature protocollari. La polis si allontana gradualmente dalla misura umana, dalla naturale scorrevolezza dell'esperienza quotidiana, ed esige che l'uomo si conformi ai suoi contorti meccanismi demografici.
Se
la cerimonia al sindaco non interessa
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: aiutato a risolvere le burocrazie. Tornando al primo consiglio comunale, mi ha fatto molta impressione l'attacco del consigliere Picco al sindaco Zanor reo di non aver partecipato ai "festeggiamenti" del 25 aprile, come tutti i suoi colleghi sindaci. Devo essere molto sincero: da cittadino di Martignacco a me non è interessato per nulla se il mio sindaco fosse alla sfilata o meno;
Area
di ricerca trieste: 80 aziende coinvolte nel progetto per le pmi
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese.
In
toscana l'ultimo rifugio contro la tratta delle tartarughe - gaia rau
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma adottata dall'Italia nel 1992) che regola il commercio delle specie in via d'estinzione, la confisca e il rimpatrio spettano al corpo forestale. "Ma la lentezza della burocrazia e gli interessi privati di chi vuole che le tartarughe restino in Italia fanno sì che il viaggio sia rimandato o reso impossibile", spiega Ballasina.
La
burocrazia ammaina le vele del mondiale
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Di Serena Lullia La burocrazia ammaina le vele del mondiale La manifestazione internazionale rischia di saltare per alcuni cavilli burocratici CANNIGIONE. Il mondiale di vela J24 rischia di naufragare per colpa della burocrazia. Il nuovo porto, scelto per ospitare le imbarcazioni in arrivo da 20 nazioni, potrebbe saltare.
)LA
PROTESTA <Siamo trattati come cittadini di serie B>
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazie e ritardi, ma nonostante ciò non siamo mai venuti meno al mandato affidatoci e al programma che ci eravamo assunti con l'insediamento. Finalmente abbiamo in mano la concessione edilizia per dare inizio ai lavori del centro diurno, è tardi rispetto alle attese, lo volevamo già pronto, ma per noi che abbiamo vissuto tutte le vicissitudini è comunque un bel risultato.
La
Giunta Faggi corre ai ripari: <Presto altri posteggi>
( da "Giorno,
Il (Como)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: amministrazione comunale ha in cantiere ma che per mille ragioni (su tutte l'eccessiva burocrazia) hanno subìto rallentamenti. Accanto al Polo universitario e al porticciolo, c'è la questione parcheggi che anche a Lecco è problema assai sentito. Basta farsi un giro in città, specie nelle giornate di pioggia, per rendersi conto di quanto sia sentita la penuria di posti-auto.
PdL,
tour con i gazebo per fare il programma
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Siamo anche per lo snellimento della burocrazia ? conclude Marchi ? e per una politica urbanistica tesa a limitare il consumo del territorio pur consentendone lo sviluppo". Marchi sottolinea l'impegno dell'Udc "per il potenziamento nei distretti sanitari e poliambiulatori di mezzi e personale infermieristico, istituendo l'unità di medicina specialstica territoriale"
<Pochi
uomini per controllare le strade>
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Poi ci sono da superare difficoltà legate alla burocrazia. Spesso le piante pericolanti si trovano in proprietà privata e prima di abbatterle ci vuole un'ordinanza del comune". "La Provincia ? prosegue ? ha comunque stipulato accordi con alcuni comuni per i lavori di taglio di rami e alberi che gravano sulle rispettive strade".
ABOLIAMO
LE PROVINCE ( da "Nazione, La (Empoli)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che questo sarebbe un serio contributo alla semplificazione della burocrazia, all'alleggerimento del peso del settore pubblico, alla riduzione della spesa pubblica. Non mi sembrerebbe poi così difficile ripartire parte delle funzioni oggi in capo alle Province, tra Regioni e Comuni. In campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, sono emerse istanze di questo genere.
Segue
dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a
quello &# ( da "Unita, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia che fa impazzire, che fa e disfa a suo piacimento, e la rivolta del nord. E la sinistra di governo. Che a volte trova queste burocrazie già fatte sul posto. E che (ecco il punto!) quando se le trova non si cura troppo del loro operare, talora dà loro copertura politica.
Fiera
del libro, Stella fa il pienone ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le pastoie della burocrazia, la conflittualità politica. "Questo nostro "ciabattare" ? ha sottolineato ? rischia di trascinarci molto in basso". "La responsabilità prima ? ha aggiunto l'autore ? è di una classe dirigente che non dirige, di chi governa perché non cambia regole e leggi per consentire di accellerare.
Terme
fantasma, nessuna festa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il complesso termale di Casteldoria resta ancora un monumento alla burocrazia e alla inconcludenza delle classi politiche. Costruita alla fine degli anni Cinquanta con il nome di Albergo delle terme, la struttura ha chiuso i battenti nel 1988, quando lo stabilimento si è fermato davanti ai grandi progetti delle amministrazioni pubbliche.
CONTANDO
sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la
copertura fin ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 24 CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura fin... CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura finanziaria di un assegno, i carabinieri di Figline hanno denunciato un pregiudicato napoletano che era riuscito a truffare alcuni uffici postali.
<Burocrazie
e infrastrutture carenti ci frenano>
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazie e infrastrutture carenti ci frenano" TENERSI strette le aziende che già ci sono e attrarne delle nuove. Ma come si fa? Dalla ST arrivano importanti rilievi. Nell'area milanese a pesare è la carenza di infrastrutture. Non è da meno la burocrazia: "È spesso difficile spiegare ai colleghi stranieri le difficoltà burocratiche"
Fonderie
senza materie prime ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: c'è un "eccesso di burocrazia che contribuisce a complicare la vita del settore (blocco dei cantieri di demolizioni di autoveicoli, difficoltà di consegne nei porti italiani, ecc.) che invece rivendica una valenza ambientale positiva proprio in virtù del riciclo che le fonderie fanno dei prodotti a fine vita.
Aifi:
in un libro bianco le richieste al Governo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: soffriamo di troppa burocrazia e dobbiamo eliminare le norme che penalizzano il private equity ". Bracchi, peraltro, tiene a precisare che non si tratta di un "libro dei sogni": "Non chiediamo cose eccezionali. Semplicemente, vogliamo uniformarci a quello che già avviene negli altri grandi Paesi occidentali come, per esempio,
Asta
ko, colpa della ceralacca ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma tra i pretendenti ha vinto la burocrazia. L'asta è andata a monte. E la colpa è degli stessi candidati all'acquisto. È bastato che facessero le pulci alle buste dei rispettivi concorrenti per mandare tutto a monte. Una guerra di tutti contro tutti basata su una ceralacca storta, un timbro assente, una firma al posto sbagliato e un documento difficile da interpretare.
La
"pancia" della sicilia nell'archivio di lombardo - mario centorrino
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: importante riguarda la pervasività totale della politica attraverso la burocrazia negli interstizi della società. Pervasività che tutti a parole condannano, ma ai cui benefici tutti provano a ricorrere, convinti dell'assenza di seri meccanismi di regolazione nelle reti relazionali, assolutamente privi di fiducia nei confronti del soggetto che questi meccanismi dovrebbe elaborare,
A
lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia
( da "Tirreno,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Attualità A Lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia LUCCA. Lucca è tra le città che potrebbero esultare per come è iniziato il 2008 turistico, invece fioccano le polemiche: sulla mancanza di eventi e attrazioni, ma anche sulla proliferazione degli uffici turistici, e sulla maniera di porvi rimedio.
IL
TICKET PER LA VENDEMMIA ( da "Azione, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice fiscale propri e dei prestatori di lavoro.
I
TEMPI GIUDIZIARI E IL BUON SENSO ( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nasconde dietro procedure e formalismi che rispettano più i tempi della burocrazia che non quelli della dignità delle persone. Accade a Basiglio, un Comune che per tutti si chiama anche Milano 3, un caso che rimanda a storie di minori e giustizia già vissute in passato. Un foglietto sotto il banco di scuola diventa un capo d'accusa per una bambina di 9 anni e il fratellino di 13.
Fratellini
in comunità, striscione al derby ( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il cinico atteggiamento di una burocrazia cieca che non riesce a riconoscere un proprio errore ma che anzi, persevera nello stesso, scolpisce a caratteri indelebili il concetto di "gratuita crudeltà" ". Un appello a partecipare. "Stiamo ricevendo molte adesioni ", spiegano le organizzatrici.
L'ascesa
di Boris, clown di genio ( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: risparmi nella burocrazia e case a prezzi abbordabili. Sui mezzi pubblici si è assistito a uno scontro da commedia: Johnson lanciato in una crociata contro i bendy bus, gli autobus snodati introdotti da Livingstone al posto dei vecchi routemaster rossi a due piani, senza la porta di dietro, che permettevano di saltar su e giù in corsa.
Balotelli
( da "Corriere
della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mi sono sentito e mi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei fare per questa burocrazia assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento". Fabio Monti \\ Finalmente ad agosto avrò la cittadinanza italiana, che si può prendere solo a 18 anni Colpa della burocrazia.
<Ma
la burocrazia lenta ora rischia di far danni>
( da "Corriere
di Bologna" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: REDAZIONALE L'intervista L'etnografa Sclavi "Ma la burocrazia lenta ora rischia di far danni" Al Pratello l'operazione è riuscita perché è stato un "vero " progetto partecipato. Tanto che "se si mettesse in piedi un piano del genere anche in zona universitaria", si potrebbero evitare le levate di scudi contro la pedonalizzazione.
Aiuto
alle pmi per avvicinarsi all'innovazione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese.
Paolo
Pinelli sbarca a Rai Due ( da "superEva notizie"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: storie di burocrazia, vivibilità - che colpiscono programmisti registi, redattori ed autori di note trasmissioni televisive, e affermati direttori di giornali- allertati da Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo. Spesso, i dibattiti degli opinionisti-tuttologi parlano di tv generalista, trash, spazzatura- che travolge come uno tsunami la cultura.
POPOLARI
UNITI: â BASTA CON I RITUALI DELLA POLITICAâ
( da "Basilicanet.it"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lo snellimento delle procedure e lo svecchiamento della burocrazia . Câ??è¨ bisogno di una marcia diversa nellâ??agire politico , evitando rituali che hanno francamente stancato lâ??opinione pubblica, dimostratasi sempre più¹ lontana dal chiacchiericcio politico e sempre più¹ desiderosa di fatti concreti.
<Le
ronde, esperienza destinata a fallire>
( da "Arena.it,
L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio,
<Passo
avanti, ma c'è ancora da lavorare>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia comunale e il nuovo istituto, con l'esito che alla fine tutti gli effetti positivi risultano congelati". COMMERCIALISTI Tra i principali utenti del Suap ci sono anche i commercialisti, categoria rappresentata dal presidente dell'Ordine Guido Cogotti, che però non ha voluto esprimere un'opinione in merito ai possibili vantaggi per i professionisti sardi legati alla riorganizzazione
La
guerra all'ictus di Alice Sardegna: <Progetto solo sulla carta>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ha vissuto sulla sua pelle la burocrazia, il baronato in corsia, lo scollamento fra uffici Asl. E da arrabbiato chiede conto. Anche di trattamenti, come la trombolisi, che, dice, potrebbero ridurre al minimo i danni di un ictus. Maurizio Melis, direttore della Stroke unit di Cagliari, nel suo intervento racconta una realtà che al nord è fantascienza.
La
burocrazia stoppa le scuole ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bon) La burocrazia stoppa le scuole del Comune. A denunciare i ritardi nell'esecuzione di opere pubbliche a causa delle pastoie burocratiche è il sindaco di Volpago Roberto Toffoletto, che cita, a tale proposito, il caso della scuola media del paese.
Ricerca
e Pmi, dialogo da incoraggiare ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 03-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole e medie imprese.
Camionisti,
conta di più l'esperienza ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: esperienza sarà in grado di mandare in soffitta la burocrazia. Sta capitando all'assessorato provinciale ai Trasporti che ha egida sulle autorizzazioni per il trasporto di merci in conto terzi. Una norma dalla criptica interpretazione rischiava di far cortocircuitare una delle categorie professionali spesso al centro di controversie e disagi.
Il
treno dell'ultima notte Dacia Maraini Euro 21 Anno 2008 429 pagine Rizzoli Il
nuovo romanzo di Dacia Maraini parla della ricerca di un affetto privato
( da "Provincia
di Lecco, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tutto avviene nel 1956, quando la giovane e coraggiosa Amara supera da sola la cortina di ferro alla ricerca di Emanuele, il suo amico d'infanzia disperso nel campo di concentramento di Auschwitz. Un'impresa ardua, che si scontra con la burocrazia del regime. 03/05/2008.
Burocrazia
addio. Aprire un bar? Non servono permessi
( da "Provincia
di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nuove regole in citta' Burocrazia addio. Aprire un bar? Non servono permessi Niente più limitazioni alle aperture di bar e ristoranti. La giunta comunale ha dato il via libera alla liberalizzazione dei cosiddetti "esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande".
( da "Gazzetta di Reggio" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
La testimonianza di
un operaio: "Queste non sono morti bianche ma omicidi" "Ogni
morte sul lavoro è una perdita di tutti. In una società che si dice civile non
si possono tollerare oltre 1.300 morti sul lavoro all'anno, più feriti e
malattie professionali". Per le vie del centro storico sono risuonate
così, forti e chiare, le parole di un Primo Maggio con il mirino puntato sulla
sicurezza sul lavoro. Le ha ripetute a gran voce un instancabile megafono
annunciando l'arrivo del corteo, un lungo serpentone di bandiere e garofani
rossi portati con fierezza da manifestanti di ogni età e nazionalità. La banda
che intona Bandiera Rossa e Bella ciao, i cori che nascono spontanei, i
sorrisi, i passanti curiosi a lato della strada: tutto si è svolto secondo il
copione, ma con una nota di impegno sociale in più. Giunti in piazza della
Vittoria i rappresentanti di Cigl, Cisl e Uil con il sindaco Graziano Delrio e
la presidente della Provincia Sonia Masini sono saliti sul palco. "La
festa di oggi ha il dovere di ricordarci il valore del lavoro e dei suoi
diritti" ha sottolineato Mirto Bassoli, segretario della Cgil, nel suo
discorso di saluto ai tutti i lavoratori e le lavoratrici presenti. "Serve
un'azione forte e responsabile - ha continuato Bassoli - non solo parole di circostanza.
Non possiamo dimenticare che dietro ogni morte c'è una precisa responsabilità, basta nascondersi dietro la burocrazia. Formazione, prevenzione e controlli devono essere una realtà,
dobbiamo lottare per la sicurezza nei cantieri e in ogni luogo di lavoro, e
ancora, contro la precarietà e per la tutela dei pensionati". Alle parole
del segretario della Cgil si sono aggiunte anche testimonianze dirette, come
quella di un operaio della Padana Tubi, dove lo scorso 2 febbraio è
morto un operaio rumeno. "Innanzitutto ci vuole precisione di termini - ha
detto l'operaio misurando le parole - non sono morti bianche, sono veri e
propri omicidi quando non vengono applicate le giuste norme. Non sono mere
disgrazie e nemmeno fatalità. Dietro c'è la logica del far presto, delle
necessità produttive che prevale su tutto il resto". Un primo maggio che
ha scoperto tutte le carte in tavola dunque, davanti a una piazza traboccante
di lavoratori e a giardini pubblici gremiti di giovani e bambini. Una festa
responsabile, che dopo i discorsi ha lasciato spazio alla musica, attesa dai
numerosi fans della Bandabardò che da sempre si batte contro ogni forma di
razzismo e per la giustizia sociale. Una giornata di musica e riflessione, ma
anche di politica. Come ogni anno non sono mancate bandiere, magliette di Che
Guevara e punti vendita del Manifesto, per un colore rosso che non è
tramontato. Ma le parole spese in piazza della Vittoria erano rivolte davvero a
tutti come ben segnalava l'allestimento del palco sul quale campeggiavano le
parole "pace, democrazia, diritti" tradotte in ogni lingua. A partire
dai bambini sulle giostre per arrivare alle bandiere dei sindacati, il Primo
maggio ha liberato ancora una volta tutta la sua forza e le sue potenzialità.
Francesca Manini.
( da "Trentino" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PINZOLO La Pro Loco aderisce
al Consorzio PINZOLO. Anche la Pro loco di Pinzolo aderirà al Consorzio
Turistico delle Pro loco della Val Rendena. La decisione, che era stata
aggiornata dalla precedente riunione del 31 marzo perché alcuni iscritti (per
altro nemmeno intervenuti mercoledì sera) in quella seduta avevano sollevato
dubbi sull'opportunità di aderire al Consorzio, è stata preceduta dalle
relazioni di Mauro Collini e Rodolfo Chesi, rispettivamente presidente e
direttore del Consorzio. Costoro hanno parlato della funzione del sodalizio,
istituito nel 2006, e illustrato la sua attività al servizio delle 12 Pro loco
di valle, specie per quanto riguarda la burocrazia (la preparazione e
l'espletamento di pratiche), il coordinamento delle manifestazioni, l'ideazione
di iniziative comuni (quest'anno sulle celebrazione del 90º della guerra
bianca) e i rapporti con gli organi centrali (Federazione e Assessorato
provinciale) e con l'Apt. L'iscrizione all'ente, del costo di 250 euro,
uguale per ogni Pro loco, lascia libera ogni associata di operare come vuole.
E' invece molto vantaggiosa perché dà diritto ad un'assicurazione con un premio
di due milioni e mezzo di euro che tutela amministratori, operatori e pubblico
partecipanti alle manifestazioni programmate. (g.c.).
( da "Giornale di Brescia" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 03/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:VALCAMONICA Storico traguardo per la
popolazione della città termale: dalla fine dell'anno scorso la popolazione è
aumentata di oltre cento unità Darfo sfonda quota quindicimila Saranno molti i
cambiamenti amministrativi a partire dalle prossime elezioni L'abitato di Darfo
visto dall'alto, in un giorno di mercato Francesco Abondio Sergio Gabossi DARFO
BOARIO Benvenuto tra i grandi. Darfo Boario Terme allunga il passo e per la
prima volta nella sua storia sfonda il traguardo storico dei 15.000 abitanti.
Il barometro demografico al 2 maggio 2008 segna quota 15.023. Quanto basta per
scalare la classifica delle città bresciane più popolate e posizionarsi ad un
dignitosissimo nono posto, mettere definitivamente in bacheca il riconoscimento
toponomastico di "città" e ingranare la quinta nel rush finale verso
il censimento ufficiale dell'anno 2011. Il colpo di reni decisivo per superare
la fatidica staccionata, è arrivato nei primi cinque mesi del 2008: a fine
2007, i registri erano stati chiusi a 14.917 unità, ad un passo dal traguardo.
In cinque mesi il record è stato polverizzato. Giro di sms e scambi di battute
tra gli amministratori locali, curiosità tra i darfensi, sorrisi a denti
stretti tra gli impiegati dell'ufficio anagrafe. Giuseppe Saviori e la sua
squadra sono stati i primi a dare la notizia e sono i primi
a dover scalare la montagna di burocrazia nel mare di leggi e regolamenti. Eppure, tra una pratica e
l'altra, sono riusciti a stendere una fitta griglia di numeri e dati
dettagliati che tratteggiano in maniera precisa i contorni della città di
domani. Il dato più significativo riguarda il numero dei nati: nel 2007 i
fiocchi rosa e azzurri sono stati ben 181. Un dato-record che mancava
dal lontano 1976. Il sindaco, Francesco Abondio, è euforico. "Siamo
cresciuti tanto negli ultimi anni, stiamo crescendo e continueremo a farlo -.
Garantisce il primo cittadino -. Il dato globale è molto significativo, se si
pensa che in molti centri della Valcamonica si sta assistendo da qualche anno
ad un progressivo spopolamento. La verità è che Darfo Boario Terme ha un
tessuto sociale in continuo ricambio, è una realtà viva e in grande espansione
e oggi più che mai si pone come centro di riferimento per il nostro territorio
e la provincia". "Quindicimila e più" significa dover adottare
nuovi regolamenti amministrativi ed elettorali come, ad esempio, l'introduzione
del ballottaggio al doppio turno alle elezioni amministrative, un numero
maggiore di assessori, la distinzione tra la figura di assessore e quella di
consigliere comunale e un grappolo di nuove normative che posizionano Darfo
Boario Terme allo stesso livello delle altre città italiane. Giuseppe Saviori,
responsabile dell'anagrafe comunale, sviscera i contenuti del mini-record.
"Dei 181 nati, ben 145 sono italiani. I morti si attestano a quota
( da "Milano Finanza" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano Finanza
Numero 088 pag. 1 del 3/5/2008 | Indietro Orsi & Tori
Di Paolo Panerai Ricordate la legge (una delle prime del Berlusconi secondo)
che ha dato piena libertà ai proprietari di una casa di suddividerla al suo
interno come ciascuno vuole, abolendo l'imperio delle amministrazioni anche per
fare una camera di due o spostare la cucina, o il bagno, naturalmente
rispettando le regole igienico-sanitarie? Ecco, quello era stato un
bell'esordio del secondo governo di Silvio Berlusconi nella direzione di
ricreare uno stato liberale, dove il cittadino ha per principio tutti i diritti
se rispetta la legge e se non danneggia o interferisce con i suoi
simili.Purtroppo, quella legge così semplice, così priva di costi, così
liberale non è stata poi seguita da tutte quelle che servono per ricostituire
appunto uno stato liberale.Dopo appena due anni Berlusconi è tornato al potere,
proclamandosi vero liberale, come ha amato definirsi in campagna elettorale.
Bene, è il caso che l'onorevole Berlusconi riprenda subito il filo perduto di
quella legge quasi magica, per come arrivò subito e che aprì il cuore a chi
veramente è liberale nella migliore accezione del termine, non tanto in
politica quanto nella società.Ci sono decine di provvedimenti che possono
essere presi sulla strada del liberalismo, quasi senza costi e di altissimo
valore simbolico e sociale.Senza la presunzione di dare indicazioni a chi,
appunto, si proclama campione del liberalismo, MF-Milano Finanza si permette di
offrire un sintetico elenco dei soprusi che il cittadino onesto subisce dallo
Stato. Una condizione che, oltre a creare disaffezione, mina alla base la
voglia di intraprendere e quindi di contribuire allo sviluppo economico del
paese.1) L'area dove le leggi illiberali sono più consistenti è sicuramente
quella fiscale, dove gli ultimi due anni di governo di Vincenzo Visco, che pure
sul piano tecnico è assai capace, hanno generato una vera Caporetto per i
cittadini. Per esempio, mutando completamente le regole dei rimborsi fiscali.
In passato, chi aveva da ricevere un rimborso superiore a quanto gli poteva
essere stato accertato, se il rimborso era superiore, riceveva quanto meno la
differenza fra l'avere e il dare anche se la vertenza a suo carico non era
stata definita.Con la normativa varata da Visco, anche se l'avere del cittadino
è 100 e l'eventuale dare è 10, il cittadino stesso non può ricevere 90 fino a
quando la vertenza non sia stata chiusa. E tutti sanno quanto lentissima sia
anche la giustizia fiscale. Ecco, ci aspettiamo non solo da Berlusconi ma da un
liberale vero come il prossimo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,
altrettanto se non più competente sul piano tecnico di Visco, che egli voglia
spazzar via un simile abuso.Sempre nel campo fiscale c'è un'altra situazione
paradossale che dura da assai più anni, cioè dal primo incarico di governo
dello stesso Visco. Riguarda le auto aziendali. Con la sua visione illiberale,
l'ex ministro delle Finanze partì dal presupposto che tutte le auto aziendali
fossero una forma di pagamento in natura ai dipendenti e pertanto abolì il
recupero dell'Iva limitandolo al 40% così come per i costi di manutenzione,
consentendo invece (grazie, signor ex ministro, come è buono, lei)
l'ammortamento regolare del bene. Tutto ciò per le auto normali.Diversa è la
situazione dei furgoni o dei mezzi da carico. Così si arriva a questo paradosso
che, per comodità, riferisco alla situazione di un'azienda editoriale. Se
appunto una casa editrice ha un furgone per il trasporto dagli uffici alla
stamperia del relativo materiale di stampa, la stessa azienda detrae tutto: ha
recuperato l'Iva, scarica tutti i costi di manutenzione. Ma se, invece, ad
andare in tipografia, si metta, è il direttore della produzione, con una
normale auto intestata all'azienda, in questo caso l'Iva è recuperabile solo al
40%, i costi di manutenzione idem.Insomma, identici costi che l'azienda
sostiene per la sua attività produttiva, in un caso sono regolarmente
detraibili dai ricavi come dovrebbe succedere (e di fatto succede) per tutte le
spese mentre, nel secondo caso, quei costi sono detraibili solo al 40%. Come si
vede, una situazione paradossale (anche perché esistono regole precise per le
auto aziendali, che impongono di parcheggiare l'auto in garage durante le
festività e il fine settimana) poiché il punto di partenza è che tutte le
aziende e tutti i dipendenti sono evasori e quindi occorre punire tutti. E non,
come dovrebbe essere in uno stato liberale, dove i cittadini e i soggetti con
personalità giuridica sono tutti onesti fino a prova contraria.è però ancora
più significativo descrivere che cosa Visco ha fatto per lavarsi la coscienza:
ha stabilito che, se un'impresa acquista un'auto per fini strumentali, deve
dimostrarlo aumentando di un tot il salario per il dipendente al quale l'auto è
assegnata. In questo caso l'Iva è interamente recuperabile e le spese di
manutenzione interamente detraibili, ma intanto lo Stato ha aumentato il
prelievo attraverso l'aumento del salario, anche se l'auto è usata solo per
scopi aziendali.Il sentimento che Visco ha trasfuso nel paese è inevitabilmente
di ribellione poiché i cittadini e le aziende onesti sono la stragrande
maggioranza, mentre gli evasori sono minoranza, pur essendo tanti. Per colpire
loro si colpisce tutti, creando strutture burocratiche e complicazioni
gestionali infinite. Ma, oltre che il sentimento di ribellione, Visco ha
indotto nel paese un clima da stato di polizia, con il risultato che chi è
evasore si sente legittimato a esserlo.2) L'altra area nella quale il defunto
governo Prodi ha esercitato la sua vocazione illiberale è quella del diritto e
della regolamentazione del lavoro. Non solo è stata aspramente combattuta e in
buona parte modificata la legge Biagi, dal giuslavorista ucciso dalle Brigate
rosse, che scrivendo il testo di quella legge aveva introdotto flessibilità e
modernità nei rapporti di lavoro, ma il ministro del Welfare, l'ex sindacalista
Cesare Damiano, è andato ben oltre introducendo, per decreto ministeriale, una
procedura assurda e poliziesca a proposito degli atti che un dipendente deve
compiere per dimettersi dal posto di lavoro.Come è noto, infatti, non basta più
che il dipendente scriva una lettera, magari raccomandata con ricevuta di
ritorno, all'azienda e in particolare all'attenzione della direzione del personale;
ora deve in primo luogo scaricare un modulo specifico dal sito del ministero
del Lavoro; deve compilarlo e andare a farlo vistare da vari uffici degli
ispettorati provinciali del lavoro. Esiste il caso paradossale del direttore
generale della Banca popolare di Vicenza, Divo Gronchi, che essendo destinato a
diventare amministratore delegato della banca stessa, in base alle regole di
Bankitalia ha dovuto dimettersi da direttore generale. Bene, nonostante le
conoscenze in città e negli uffici pubblici, Gronchi ha dovuto perdere molte
ore per poter lasciare la carica di dipendente della banca.Tutto ciò perché,
ancora una volta, in una visione poliziesca dello Stato, in cui tutti i
cittadini e tutti i datori di lavoro sono disonesti, il ministro Damiano ha stabilito
questa procedura per scongiurare e prevenire i comportamenti dei datori di
lavoro disonesti (sicuramente una vera minoranza) che, quando assumevano un
dipendente, gli facevano firmare contemporaneamente una lettera di dimissioni
in bianco.Non si può escludere che in aziende borderline tale pratica sia
esistita ma in tanti anni di lavoro in aziende grandi e piccole, dopo tanti
anni di giornalismo nel settore economico e quindi anche del lavoro, non erano
mai emersi alla mia evidenza comportamenti simili.Ancora una volta, per colpire
la minoranza dei disonesti, di fatto si estende il sospetto a tutti, facendo lievitare la burocratizzazione (e quindi i costi della burocrazia).C'è una bella espressione di
un vero liberale come l'ex governatore Guido Carli che descrive i fenomeni da
cui sono afflitti i cittadini e il paese: la famosa definizione che l'Italia è
un paese dominato dai lacci e lacciuoli, dalle trappole e dagli ostacoli.
Soltanto il senso alto dello Stato impedì a Carli, vero liberale, di usare
un'espressione assai più forte. Ma, da quella denuncia, la situazione è solo
peggiorata. Basta alzare un fascicolo in qualsiasi ufficio pubblico e si scopre
un regolamento, un decreto ministeriale, una legge che rende la vita difficile
alle aziende e ai cittadini, facendoli appunto sentire permanentemente sotto
sospetto. E, come si sa, il clima di sospetto è il peggiore che possa aleggiare
in qualsiasi comunità, dalla famiglia al comune, alla regione, appunto a una
nazione.Un clima che, inevitabilmente, è stato alimentato anche dalla
Magistratura, non fosse altro per un abuso che, compiacenti o meno i
magistrati, ha trasformato una norma a tutela dei cittadini in un atto di
processo in piazza con relativa immediata condanna. Si tratta del cosiddetto
avviso di garanzia, che secondo la legge dovrebbe rimanere riservato, non fosse
altro perché esso costituisce il primo atto del procedimento che per portare
alla condanna definitiva deve vedere prima il rinvio a giudizio, il giudizio di
primo grado, l'appello e infine la sentenza della Cassazione. Specialmente
quando il clima diventa giustizialista, come è avvenuto durante Tangentopoli ma
non solo, gli avvisi di garanzia diventano condanna; i giornali li riportano
con grande evidenza, salvo poi o pubblicare in corpo sei o addirittura evitare
la pubblicazione dell'assoluzione avvenuta, inevitabilmente, dopo anni per
l'inefficienza della giustizia e lo scarso numero di giornate lavorate dai
molti magistrati, che godono di ben 45 giorni di ferie all'anno e nessun controllo
sull'orario di lavoro.Non solo questa realtà è manifestazione di uno Stato
illiberale, ma è anche la dimostrazione, addirittura più grave, che le leggi e
perfino la Costituzione, in questo paese, sono diventate carta straccia. Ma un
paese dove le leggi, la carta fondante dello Stato, e le regole sono
regolarmente calpestate, non potrà mai risollevarsi.è un appello che MF-Milano
Finanza ha già rivolto, una settimana fa, al presidente in pectore, Berlusconi:
scelga, signor presidente, per il ministero della Giustizia una personalità al
di sopra delle parti, di altissimo spessore morale e scientifico che, in uno
spirito di conciliazione, sappia riformare la giustizia, il mattone
fondamentale per ricostituire uno Stato liberale. Non si lasci tentare dalla facilità
di comandare a bacchetta il ministro della Giustizia, anche se, non senza
fondamento, ritiene di aver ricevuto un trattamento speciale dalla
Magistratura. Se vuole assurgere davvero a statista colga l'opportunità di una
maggioranza netta, per fare una scelta di grande qualità, di fronte alla quale
nessuno (o quasi nessuno) possa obiettare che sarà fatta una riforma della
giustizia di parte. Ne trarrà sicuro giovamento e ancor più ne trarrà
giovamento il paese, verso il quale non lesina le sue manifestazioni di amore e
di dedizione. Grazie in anticipo, se lo farà.P.S. - Come i lettori sanno, nella
giornata di martedì 29, con una decisione in solitario da parte del direttore
generale dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, sono stati resi disponibili
su internet i dati fiscali di tutti gli italiani per l'annata 2005. I giornali
che hanno rivelato questa disponibilità inattesa sono stati ItaliaOggi e, in
combinata, MF-Milano Finanza. Il direttore Romano ha dichiarato a ItaliaOggi di
aver interpellato preventivamente il garante della privacy, che ha dato il suo
assenso. Nella tarda mattinata di mercoledì 30 il sito è stato reso
inaccessibile a seguito di un intervento opposto dello stesso garante della
privacy. MF-Milano Finanza ritiene che rendere pubblici i dati fiscali, con il
reddito e le tasse pagate, di tutti gli italiani non sia un atto illiberale.
Anzi pensa che sia un atto di fondamentale trasparenza, ma se lo Stato fosse
davvero liberale. Nel clima invece quasi da Stato di polizia in cui sta vivendo
l'Italia, la pubblicizzazione può prestarsi a strumentalizzazioni, delazioni,
vendette. Per coerenza con i dati pubblicati, le redazioni di ItaliaOggi e
MF-Milano Finanza hanno resi pubblici anche i dati di tutti i loro giornalisti.
Con la speranza che la cancellazione delle norme illiberali che affliggono il
paese e l'eliminazione del clima di Stato di polizia possano rendere possibile
la piena trasparenza fiscale dei cittadini. (riproduzione riservata)Paolo
Panerai Strumenti Scrivi una lettera | Leggi le lettere
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( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Mercato Agricolo Numero 105, pag. 30 del
3/5/2008 Autore: di Andrea Settefonti Visualizza la pagina in PDF
assoenologi Burocrazia nemica del buon vino Troppa burocrazia e troppa frammentazione delle
aziende bloccano la "fermentazione" del vino. L'accusa arriva da
Assoenologi, nei giorni scorsi a Venezia per il congresso nazionale che sarà
ricordato come quello della "svolta" in cui si è messo il dito nella
piaga in un settore in cui pesa la polverizzazione delle aziende e il
rallentamento imposto dalla burocrazia legata
ai controlli e alle verifiche. "La superficie media vigneto/azienda
italiana è di
( da "Arena, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
REAZIONI. D'Arienzo
interviene sull'iniziativa della Giunta. Perplessità anche dall'Osservatorio
sulla sicurezza "Le ronde, esperienza destinata a fallire" Le ronde?
"Presto falliranno". È l'opinione di Vincenzo D'Arienzo, capogruppo
Pd in Provincia, che esprime il suo scetticismo a proposito della recente
delibera della Giunta comunale che ha dato il via all'arruolamento di
"assistenti civici" disarmati per coadiuvare le forze dell'ordine nei
quartieri più a rischio della città. "Guardo positivamente all'impegno dei
cittadini a supporto della propria Amministrazione, anche nel delicato settore
della sicurezza pubblica. È segno di vitalità del senso civico di una
comunità", afferma. "E sono assertore della doverosa collaborazione
tra i comuni e gli organi preposti alla sicurezza: il prefetto e le forze di
polizia. Anzi", aggiunge, "fino ad oggi mi ascrivo l'unica iniziativa
in merito a Verona: a seguito di una mia proposta, nel 2006, la Provincia ha
elargito 250mila euro ai comandi veronesi delle tre Forze dell'Ordine. Nei
prossimi mesi il sindaco Tosi vorrebbe assegnarne 400mila. Nonostante la mia
convinzione, però, la scelta così concepita non mi persuade. Ritengo che le
assistenze civiche siano una proposta credibile nell'ambito di un progetto più
ampio". E il riferimento di D'Arienzo è al Comitato provinciale per
l'ordine e la sicurezza pubblica, massimo organo locale in materia. "In
quel luogo mi sarei aspettato che il sindaco s'impegnasse. Gli assistenti
civici, inseriti in un contesto simile, assumerebbero un'altra funzione.
Poi", continua, "credo che non debbano essere reclutati
singolarmente, ma con convenzioni con le associazioni disponibili, non
impegnati ovunque ed in notturna, ma di giorno e in scuole, parchi, mercati,
luoghi di elevato affollamento, manifestazioni e fermate dell'autobus. Poiché
tutto questo non lo trovo nell'azione del sindaco", conclude il consigliere,
"penso che anteponga la scelta ad altre per mantenere strumentalmente alta
la tensione sul tema. Viste così, sono vere e proprie ronde e nient'altro. E
presto falliranno". Ma il provvedimento avallato dalla Giunta comunale fa
discutere anche tra le stesse mura di Palazzo Barbieri. "Se una pattuglia
dei Carabinieri viene messa fuori combattimento e se una volante della polizia
viene presa a calci e gli occupanti assaliti", è la previsione di Federico
Dal Cortivo, dell'Osservatorio di Sicurezza del sindaco, facendo riferimento a
recenti episodi di cronaca, "assai difficile si prospetta il compito dei
volonterosi e pacifici cittadini (reclutati tra impiegati, operai e pensionati,
senza alcuna preparazione operativa o con un minimo di addestramento alla
difesa personale ,e senza mezzi d'offesa) di impensierire i teppisti e
microcriminali. È pur vero", ammette, "che debbono solo osservare e
riferire, fungendo così da deterrente. Ma se non potessero sottrarsi dal fare
un intervento diretto? A mio avviso", continua, "meglio piuttosto
valorizzare e potenziare la polizia locale, con il progetto agente di
prossimità e con uomini e mezzi nuovi, e potenziare le delegazioni di quartiere
ampliandone l'operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al
servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i
tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate
per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare
"un'efficace sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul
territorio, che spesso lavorano a compartimenti stagni o in gara tra
loro. Ma soprattutto", conclude Dal Cortivo, "necessita ricreare
negli appartenenti alla forze dell'ordine la consapevolezza che non si è
"abbandonati a se stessi", senza mai dimenticare "la certezza
della pena", deterrente inscindibile da ogni buon intervento compiuto sul
territorio".
( da "Arena, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VITICOLTURA. Il
meeting annuale di Assoenologi indirizza il rilancio della competitività dei
prodotti italiani Il vino si toglie le zavorre di Elisabetta Tosi
"L'Italia non conosce la consistenza del suo vigneto e della sua cantina,
perchè per le Doc i dati sono incompleti e fermi al 2005, e sulla produzione di
vino Istat e Agea forniscono dati diversi e discordi. Come si può, in assenza
di queste informazioni, programmare il settore, stabilire sinergie, organizzare
i controlli?": le sale del Mulino Stucky Hilton, sede del 63esimo
congresso di Assoenologi, hanno registrato la denuncia di Giuseppe Martelli,
direttore generale dell'associazione, che invita "a finirla con la
demonizzazione del vino: i consumi interni sono calati, dimezzati, eppure
sembra che il vino sia la fonte di ogni male", ha continuato l'enologo.
"Perché si continua a parlare solo di abuso, criminalizzando il consumo
normale? Ma soprattutto, perché il settore vinicolo unito non si oppone a
questa impostazione politica?". Tornato in laguna dopo oltre 10 anni di
assenza, l'annuale incontro nazionale degli enologi ed enotecnici italiani ha
svolto una disamina puntuale e a tratti impietosa della situazione di un
settore che in Italia muove un business da 12 miliardi di euro l'anno (3,3 dei
quali vengono dall'esportazione, con valori in crescita negli ultimi tre anni),
ma che ogni giorno di più avverte la lontananza della politica, soffre di
nanismo produttivo e divisioni di vario genere, e di una burocrazia così oppressiva da
condizionarne lo sviluppo. Per due giorni, sull'isola della Giudecca non si è
parlato solo di sviluppo dell'export, finanza, territorio e marketing come
titolavano le due sessioni di lavoro (rispettivamente "Vino: finanza,
marketing e territorio" e "Vino: nell'export il futuro del
settore"), ma anche di tutto ciò che frena lo sviluppo del
comparto. È quello che ha fatto il presidente di Assoenologi Giancarlo
Prevarin, con una serie di riflessioni sulle trasformazioni vissute dal mondo
del vino italiano, e che vanno dalla viticoltura alla frammentazione delle
produzioni, dalla trasformazione del mercato (oggi dominato dalle scelte dei
consumatori invece che da quelle dei produttori) a quella della viticoltura:
"Nell'arco di tre lustri il 70% delle aziende viticole con più di venti
ettari saranno meccanizzate", ha detto. "Per chi non seguirà questa
trasformazione il rischio è quello di uscire dal mercato". Secondo
Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, il settore agricolo e quello
viticolo in particolare sono da da tempo oggetto di una duplice aggressione,
commerciale e politica: "Il registro multilaterale delle denominazioni, in
discussione a Ginevra tra venti giorni, non viene considerato dai nostri rappresentanti
istituzionali come una priorità", ha dichiarato. "Noi non temiamo il
mercato, non siamo protezionisti. Ma non siamo nemmeno mercatisti: siamo
piuttosto del parere che ci debba essere un quadro di regole entro il quale
devono muoversi sia i nostri imprenditori, sia quelli che vogliono esportare i
loro vini in Italia e in Europa. Al tempo stesso però se vogliamo rendere
competitivo il nostro settore dobbiamo alleggerirlo dei tanti obblighi
burocratici". Dello stesso avviso Andrea Sartori, presidente dell'Unione
Italiana Vini: "Il 25 per cento del tempo di un enologo è dedicato alle
scartoffie: per un imprenditore del vino, si tratta di 110 giorni l'anno. Ciò
non è più tollerabile. Dobbiamo insistere sulla strada della semplificazione
burocratica". Tra le relazioni, attesa era quella del responsabile del
laboratorio imprese del Banco Popolare, Adriano Tomba, che ha parlato di come
la finanza, grazie soprattutto alle "banche di territorio", possa
scendere in campo al fianco delle imprese del vino per far nascere nuovi
attori, più forti nel posizionamento sui mercati. La capacità di innovarsi, far
squadra ma anche di cultura e marketing del territorio sono stati altri
argomenti al centro degli interventi, insieme a un quadro dell'export del vino
italiano presentato da alcuni dirigenti di uffici Ice all'estero. Presente
all'assise era anche Federico Castellucci, direttore generale dell'Oiv
(Organisation international de la vigne e du vin), che ha ricordato come il
Veneto a giugno sarà nuovamente al centro dell'attenzione mondiale degli
operatori, quando Verona ospiterà il 31esimo congresso internazionale
dell'organizzazione.
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti DESTRA SNOB
E POPULISTA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se un uomo carismatico come il
presidente della Fiat e della Ferrari, giunto alla conclusione del suo mandato
in Confindustria, accettasse un'investitura, ancorché figurativa, di questo
tipo offrirebbe al futuro governo anche il via libera simbolico degli
establishment, delle élite che si professavano "terziste". Non è una
sorpresa che le categorie economiche abbiano subito espresso un fervido
entusiasmo alla notizia. Per il Pd, mortificato dalle sconfitte e ripiegato su
se stesso, lo spostarsi sulla sponda governativa delle organizzazioni
economiche, in sé fisiologico, rappresenta una ragione di preoccupazione in
più, che si somma ai motivi di inquietudine per il futuro del Pd in quanto
opposizione e alternativa politica. Sono preoccupazioni che dovrebbero indurre
a comportamenti chiari e a un abbozzo di strategia. E innanzitutto a un'analisi
spregiudicata della vittoria conseguita dall'alleanza guidata da Berlusconi.
Perché quest'ultima non è affatto un blocco monolitico. Prima dell'adesione di
Montezemolo "per senso civico", il sigillo più spettacolare sul
risultato del 13-14 aprile è stato il Campidoglio espugnato. In quanto voto di
destra puro, cioè per la schiettezza "sociale" e per la cultura
esplicitamente antiliberale da cui Alemanno proviene, il trionfo capitolino
completa la vittoria alle elezioni politiche. Tuttavia la complica anche.
Introduce un elemento in più, la socialità di ascendenza missina. E poiché la
sensazione prevalente è che la destra abbia vinto le elezioni puntando sugli
interessi, mentre Veltroni ha condotto una campagna sui simboli, sarà bene
districare la matassa di interessi materiali che Berlusconi ha coalizzato. Nel
rastrellamento di voti in ogni settore sociale, un ruolo di rilievo lo ha avuto
il tema della sicurezza e dell'immigrazione; ma ciò che va compreso a fondo è
l'universo socio-economico mobilitato da Pdl e alleati, per osservarne i punti
di forza e di criticità. Altrimenti, se il Pd continuerà a contrapporre
l'immaginario al materiale, il cuore al portafogli, il confronto con la destra
resterà sempre asimmetrico. Sta di fatto che il blocco berlusconiano è un corpo
eclettico, che si vuole in grado sia di differenziarsi sul territorio sia di
trovare al centro un principio unificante. Impresa non da poco, a osservare il
dna del centrodestra. L'egemonia nel Nord rappresenta il sentimento nordista
incarnato dal forzaleghismo, dominato dall'insofferenza
verso la burocrazia
pubblica, che negli ultimi due anni si è fatta acuta verso la triade composta
da Prodi, Padoa-Schioppa e Visco, concepiti come i campioni di un'esosità
fiscale punitiva. Il mondo della piccola impresa, del lavoro autonomo, delle
professioni ha trovato una consonanza quasi totale con Forza Italia e la Lega.
Eppure, a dispetto dell'ottimismo di Berlusconi, la Lega non è ancora un
soggetto pacificato: sbandiera un federalismo politico e fiscale talmente
spinto da risultare problematico per la stessa tenuta nazionale. Anche se Bossi
non parla più di secessione, nella coalizione di destra si colloca a un
estremo: all'altra estremità c'è l'altro autonomismo, quello di Lombardo,
l'allestitore di un tipico cartello di clientele meridionali. Allora, possono
convivere questi "due autonomismi"? I leghisti, a cominciare da
Maroni, sostengono che, pur nell'ambito di un federalismo fiscale severo con le
regioni del sud, il Mezzogiorno godrà di risorse sufficienti grazie ai fondi
europei. Per ora, come ha rilevato Giuseppe De Rita, queste risorse sono state
sprecate nel piccolo cabotaggio locale; per un migliore rendimento delle
amministrazioni occorre una classe politica nuova, che non si inventa dall'oggi
al domani. Dunque viene più spontaneo prevedere per il Sud l'attivazione di una
politica di grandi opere nel deserto, con il Ponte sullo Stretto come emblema,
che non una crescita capillare della qualità amministrativa e organizzativa. è
vero che la vittoria di Roma a prima vista sembra riequilibrare almeno il peso
della Lega. Lo stile politico di Alemanno significa sintesi di borgate e
corporazioni, presenza populista nelle periferie e sostegno ai tassisti contro
le liberalizzazioni. Cioè un'antitesi perfetta al liberalismo naturale degli
imprenditori padani. Ma anche la negazione fattuale del liberismo promosso sino
a ieri da Forza Italia. Dunque l'arte di Berlusconi è consistita principalmente
nel comporre interessi in apparenza incompatibili, ravvivandoli adesso con il
glamour montezemoliano. Si tratta allora di capire se il pensiero di Tremonti,
la polemica contro il "mercatismo" è una semplice rivendicazione
intellettuale di "valori" oppure un principio efficiente di
composizione politica delle contraddizioni a destra. Per il momento infatti
Berlusconi ha costituito un funzionale congegno di raccolta del consenso, che
seleziona un ampio ventaglio di interessi anche confliggenti e li
"corpora" intorno a un'idea fondata sul nazionalismo economico,
rendendoli funzionali a un programma di egemonia politica e sociale. Programma
riuscito, sul piano delle enunciazioni, se è vera la sintesi esposta da
Berlusconi stesso: "Ora noi e la sinistra non siamo più due metà del
paese; siamo due terzi contro un terzo". Proprio così, la realtà di oggi è
descritta dal fatto che il perimetro che per decenni ha racchiuso la
governabilità, vale a dire il centrosinistra, rappresenta una minoranza, che
intravede il rischio di diventare minoranza permanente. Berlusconi oggi ha
l'Italia in pugno, e stringe il consenso con le cinque dita della sua mano
politica: il nordismo, l'autonomismo meridionale, lo statalismo di An, il
liberalismo dei vecchi forzisti, il tutto ridipinto dal neo-protezionismo di
Tremonti. Mettiamoci infine il guanto sofisticato di "Luca", la corsa
sul carro dei vincitori delle corporazioni, e l'egemonia è fatta. Di fronte a
questo organismo politico-ideologico, cioè alla "modernizzazione
reazionaria" che fa malinconicamente dileguare tutte le chiacchiere sulle
"agende Giavazzi" e le liberalizzazioni strutturali che venivano
indicate come traguardo perentorio del nostro paese il Pd dovrà darsi alla
svelta una cultura, in chiave sociale ed economica, capace di incunearsi nelle
contraddizioni implicite della destra e portarle alla percezione dell'opinione pubblica.
Per i prossimi mesi occorrerà vedere come il blocco nazionalcorporativo guidato
da Berlusconi potrà rispondere sul piano del governo al confronto con la realtà
e i suoi conflitti. E se la conciliazione degli opposti, una volta esauriti i
giochi di prestigio con le migliori figure del mazzo, non avverrà semplicemente
sciogliendo sciaguratamente i cordoni della spesa pubblica. Perché un conto è
raccogliere consenso, e magari alimentarlo con il carisma più elegante; un
altro è affrontare problemi che sono nelle cose, e che non sono correggibili
con l'ideologismo in fondo corporativo, in fondo organicista di questa destra
italiana, così prensile e versatile, così ad un tempo snob e populista, nuova
eppure vecchissima.
( da "Centro, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Teramo Conto salato
del Comune a una disabile incinta PINETO. Il Comune le comunica un sollecito di
pagamento negli stessi giorni in cui scopre di essere incinta. è la difficile
situazione che sta vivendo una disabile pinetese, che chiameremo Maria per
tutelarne la privacy. La sua gioia per l'annuncio di un figlio è stata
offuscata dopo che il Comune le ha inviato un sollecito di pagamento di 400
euro, da saldare "pena la sospensione immediata del servizio". Si
tratta del servizio di assistenza per disabili che, nel caso della signora
Maria, ammonta a duemila euro l'anno che la donna dovrebbe pagare per mantenere
lo stesso livello di sostegno. Una somma che Maria aveva già detto di non
essere in grado di pagare, ma a quanto pare il suo appello non ha sortito alcun
effetto. "E' stato un brutto colpo", si sfoga Maria, "da pochi
giorni ho saputo di essere incinta e ho dunque bisogno di maggiori cure e
servizi da parte degli assistenti comunali. Non ho i soldi che mi chiedono e se
viene interrotto il servizio non so cosa fare". Insomma la povera donna
non ha fatto neanche in tempo a gioire per la bella notizia della gravidanza,
che è subito stata richiamata alla realtà dalla insensibile
burocrazia comunale. Sulla
questione è intervenuto il consigliere Benigno D'Orazio, il quale ha annunciato
che a breve presenterà un'interrogazione urgente con l'intento di risolvere il
problema. "Rimango sconcertato", dice infatti D'Orazio,
"dall'atteggiamento del sindaco, il quale anziché preoccuparsi di aiutare
i disabili, si scaglia contro di loro pur di gonfiare le casse
comunali". Secondo la norma che vige al Comune di Pineto, è sufficiente
avere un reddito familiare superiore a 4.500 euro per essere costretti a pagare
un balzello variabile, in base al livello di reddito, per l'assistenza
domiciliare ai disabili. "Sinceramente per me è impossibile far fronte a quanto
mi viene richiesto", dice ancora Maria, "ho chiesto più volte agli
uffici comunali spiegazioni e, soprattutto, se era possibile evitare questi
pagamenti. Ho parlato anche con il sindaco, ma niente da fare. Mi hanno detto
che se voglio il servizio devo pagare. Purtroppo però non ce la faccio e a casa
non sono in grado di assistermi adeguatamente". "Ancora una volta il
Comune di Pineto ha perso un'occasione per evitare una figuraccia",
conclude il consigliere comunale di opposizione, "infatti, dopo
"multopoli", cioè il sistema fraudolento messo in atto per battere
cassa con gli automobilisti, adesso se la prende con i disabili, i quali, pur
con un reddito al limite dell'indigenza, vengono umiliati da un'amministrazione
comunale insensibile che in questo modo si accanisce contro i deboli e gli
indifesi". Federico Centola.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Regione Colutta e
Bigai: servirà un confronto giorno per giorno Si punta a un nuovo modello di
sviluppo. E Faleschini rinnova la richiesta di massima priorità per le pmi
L'AGRICOLTURA E L'ARTIGIANATO UDINE. Agricoltura e mondo artigiano si pongono
in fiduciosa attesa, i nomi della task-force di Tondo non deludono, ma una
volta varata la giunta sarà necessario seguire giorno per giorno la nascita e
la crescita di un nuovo modello di sviluppo. "Per quanto ci riguarda siamo
soddisfatti per la scelta effettuata: Claudio Violino è persona del settore, un
agronomo, che ha rivestito un ruolo nel comparto, lo conosce bene e ci lascia
ben sperare", è il parere del presidente di Confagricoltura, Giorgio
Colutta. "Avevamo incontrato Tondo in campagna elettorale e ci eravamo
confrontati trovando una certa condivisione. Ha fatto una scelta corretta,
l'importante è che ci sia un dialogo continuo con l'assessore su alcuni temi
importanti visto che viene il momento di fare scelte importanti per
l'agricoltura. Violino ha dato la sua disponibilità, ci confronteremo".
elsa bigai "Al di là dei nomi, quando incontrammo Tondo, come del resto
Illy, presentammo non tanto una lista della spesa, ma un'idea di possibile
modello di sviluppo non solo sulle scelte per l'agricoltura, ma in generale.
Puntavamo e puntiamo a una con grande concertazione non per fare perdere tempo,
ma per trovare soluzioni praticabili e condivise", ha detto Elsa Bigai
direttore di Coldiretti. "Penso a temi scottanti come la
sburocratizzazione, la promozione del territorio. Ora Tondo avrà cercato di
mettere in campo la migliore squadra possibile. Anche se qualcuno è già noto,
gli uomini non si giudicano a priori ma esprimiamo l'auspicio di poter lavorare
bene insieme. Non vedo problemi se molti sono nuovi, l'augurio è che si possa
lavorare concretamente confrontondandosi perché pensiamo di poter rappresentare
delle soluzioni". "E poi Tondo, che ha esperienza, farà la sua parte
- osserva ancora la Bigai -. Saprà far lavorare la squadra e supplire alle
inesperienze". "Noi siamo pronti: aspettiamo di poterci sedere al
tavolo con il nuovo presidente e il nuovo assessore per confermare le richieste
che già avevamo illustrato alla giunta Illy. Alcune proposte sono state già
accettate, altre hanno bisogno di essere mantenute - mi riferisco ai
finanziamenti - perché la legge 4, per esempio, ha bisogno di essere
rimpinguata". Carlo Faleschini, vicepresidente di Confartigianato, valuta
cosí l'insediamento della giunta Tondo. Ricorda che servono 5 milioni di euro
per rifinanziare la legge 4 con erogazioni alle camere di commercio. "Sono
già due anni che attendiamo il rifinanziamento, la legge è buona, sta dando
risultati". Faleschini ricorda che con la precedente giunta era stato
concluso l'accordo sui Cata, centri di assistenza al comparto dislocati nelle
varie sedi delle associazioni di categoria. Il vicepresidente accenna anche al
progetto di "nursery" per le imperse appena nate,
perché non muoiano asfissiate dalla burocrazia. "E poi c'è la questione del credito ai Congafi: stiamo
facendo la fusione tra Udine e Pordenone, dovremmo attuarla anche fra Trieste e
Goriza, ma vorremmo che fosse una fusione per comparto, desidereremmo cioè
mantenere autonomo il settore artigiano". "Siamo sicuri - è
l'auspicio di Faleschini - che il comparto delle 34 mila aziende in regione sia
di tutto rispetto e abbia bisogno di tanta attenzione dalla giunta e dal
consiglio regionale. Quanto alla giunta Tondo, la conosciamo bene. Ciriani è
già stato assessore, Molinaro è uomo di provata esperienza e lo stesso
presidente è stato assessore del nostro comparto e abbiamo piú volto avuto modo
di esprimere su di lui un giudizio assolutamente favorevole. Un grazie però va
rivolto anche all'assessore uscente, Enrico Bertossi, con il quale abbiamo
avuto approccio buono nonostante qualche spigolosità di carattere, e lui il
carattere per fare benel'aveva".
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo
Le idee Il cittadino diventa un allegato del pass MARCELLO BENFANTE La proroga
del pass Ztl (balzello sulla cui iniquità e inutilità ho già espresso la mia
sconfortata opinione, unendomi a un vasto coro di contestatori) dimostra
innanzitutto che la cittadinanza recalcitra, oppone una resistenza passiva,
un'inerzia rassegnata. Almeno, questo è il sentimento che provo io: un rifiuto
ostinato, una renitenza viscerale, una forza oscura che mi costringe alla
negligenza. A suscitare il malcontento non è tanto la somma da pagare, non
esosa né insopportabile in sé, ma l'irrazionalità vessatoria del provvedimento.
Non soltanto, però. All'equivoco e al taglieggiamento si aggiunge, a mio
avviso, una tendenza generale che si potrebbe definire una burocratizzazione
della vita. Sempre più spesso, una quota sempre più ampia della nostra
esistenza deve fare i conti con una burocrazia sempre più esigente e invadente.
Tutta la vita tende in tal modo a diventare un perpetuo ottemperare formalità
di legge, pratiche d'ufficio, seccature protocollari. La polis si allontana
gradualmente dalla misura umana, dalla naturale scorrevolezza dell'esperienza
quotidiana, ed esige che l'uomo si conformi ai suoi contorti meccanismi
demografici. Il che significa, parafrasando il titolo di un celebre
saggio di Ortega y Gasset, che ci troviamo di fronte a una disumanizzazione
della vita civile e della cosa pubblica. Perché non solo dobbiamo per ogni
attività, perfino la più semplice e ovvia, produrre documenti attraverso copie
di altri documenti, ma per sovrapprezzo siamo costretti anche a sottoporci a
una degradante via crucis. SEGUE A PAGINA XVII.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
25 APRILE Se la cerimonia
al sindaco non interessa Ho letto con molta curiosità l'articolo presente sul
Messaggero Veneto del 30/4/08 circa la prima riunione del nuovo consiglio
comunale di Martignacco. Curiosità legata soprattutto al fatto che da circa due
anni vivo in questo bel comune, nel quale mi sono trasferito da Udine assieme
alla mia famiglia. Non conosco molta gente del mio nuovo paese, però siamo
stati accolti molto bene, soprattutto dai gentilissimi impiegati degli uffici
comunali che ci hanno aiutato a risolvere le burocrazie.
Tornando al primo consiglio comunale, mi ha fatto molta impressione l'attacco
del consigliere Picco al sindaco Zanor reo di non aver partecipato ai
"festeggiamenti" del 25 aprile, come tutti i suoi colleghi sindaci.
Devo essere molto sincero: da cittadino di Martignacco a me non è interessato
per nulla se il mio sindaco fosse alla sfilata o meno; io sono stato in
giro in quei giorni e ho visto varie volte il nostro primo cittadino con le
persone del paese, L'ho visto presenziare a una riunione della scuola materna
dove mia figlia sarà a settembre, per portare conferma della vicinanza
dell'amministrazione comunale alle famiglie con bimbi all'asilo. Insomma, l'ho
visto intento a iniziare il suo nuovo mandato cercando spunti, contatti e proposte
dai suoi cittadini... ed è esattamente ciò che mi aspetto dal sindaco della mia
città. La polemica perciò mi sembra del tutto superficiale e fuori luogo e, a
naso, molto personale. Spero che nei prossimi consigli si inizi a lavorare con
proposte atte a migliorare la vita della comunità di Martignacco, delle sue
famiglie, delle proprie infrastrutture e attività. I problemi comuni non mi
pare manchino... quelli personali a noi cittadini non interessano. Ritengo ciò
molto più importante della sfilata con la fascia a cui il sindaco non ha
partecipato... dal consigliere Picco e colleghi, dopo le montagne di
stupefacenti lettere e "santini" inviatemi a casa in campagna
elettorale, mi aspetto invece un'attività di opposizione costruttiva e
propositiva, non attacchi a ogni occasione alla persona del sindaco... se non
trovate argomenti da trattare, fatevi pure un bel giretto per il paese... la
gente saprà aiutarvi a trovare qualcosa di interessante per la comunità su cui
dibattere. Gabriele Apostoli Martignacco.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità Area di
ricerca Trieste: 80 aziende coinvolte nel progetto per le Pmi Dal risparmio
energetico alla nautica da diporto: tutte le idee presentate TRIESTE L'accesso
al credito, alle informazioni e alle risorse, ma anche fisco, burocrazia, scarsità dei controlli in
materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del
cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo
di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da
cogliere da parte delle piccole e medie imprese. La piccola dimensione
dell'impresa costituisce un limite di cui molti si rendono conto, ma i percorsi
di crescita o di aggregazione non sono facili da intraprendere. È quanto è
emerso dal convegno finale del Progetto MPI3 Micro e Piccole Imprese
d'Innovazione nel Terzo Millennio, promosso e finanziato dalla Regione Friuli
Venezia Giulia. Marta Formia (Area Science Park-Trieste) e Felice Carta hanno
aperto i lavori illustrando il programma operativo 2007-2013. Il progetto è
nato con l'obiettivo di promuovere, attraverso l'attivazione di project work
realizzati da laureati residenti nella regione, la diffusione della ricerca e
dell'innovazione a sostegno delle micro e piccole imprese delle principali
filiere produttive del Friuli Venezia Giulia. Formia ha esposto i numeri
dell'iniziativa: 80 le aziende coinvolte nella fase dei gruppi di discussione e
seminari precedenti ai 14 project work attivati, il 64% la percentuale dei
borsisti occupati a fine progetto, nonché il dato di partecipazione femminile
sul totale dei project work attivati (9 su 14). È quindi intervenuto Lino
Frascella dell'Ires Friuli Venezia Giulia, ente partner del Progetto MPI3, il
quale ha esposto il fabbisogno di innovazione nelle aziende regionali,
approfondendo dettagliatamente i contenuti dei singoli project work e
sottolineando nuovamente gli obiettivi conseguiti dal progetto. Frascella ha
evidenziato i fattori di successo dell'iniziativa quali, tra i molti,
l'intervento di specialisti - i cosiddetti tutor dell'innovazione - a fianco
dei tirocinanti e il forte investimento sul progetto da parte delle
associazioni degli imprenditori. Ampio spazio è stato dedicato ad alcuni
progetti di eccellenza direttamente presentati dai loro giovani realizzatori:
Manuela Pagan e Marjetka Devetak ("Soluzioni impiantistiche per il
risparmio energetico - profilo tecnico e profilo marketing"), Kristina
Papinutti ("Soluzioni edili per il risparmio energetico"), Chiara
Moretuzzo e Lorenzo Savadori ("Progettazione siti web per l'artigianato
artistico"), Paola Zuodar ("Applicabilità delle energie rinnovabili
per le aziende vitivinicole"), Giovanna Marchiol ("Consulente per
l'accesso delle micro e piccole imprese alle risorse finanziarie"),
Alberto Morassutti ("Studio e applicazione di materiali innovativi per la
nautica da diporto").
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina I - Firenze
Il caso In Toscana l'ultimo rifugio contro la tratta delle tartarughe GAIA RAU
Centinaia di tartarughe catturate in Tunisia, ammassate in un'auto senza cibo
né acqua, traghettate in Sicilia per poi essere distribuite nei negozi italiani
o dirottate sui mercati europei, e da lì ancora in Giappone o Stati Uniti, dove
vengono rivendute a 400 euro a esemplare. La maggior parte muore, alcune si
salvano per miracolo: le più fortunate arrivano in Toscana, a Massa Marittima.
E' qui la sede del Carapax, un centro fondato dall'Unione Europea per la
salvaguardia di rettili e anfibi in via d'estinzione, dove gli animali vengono
curati in un ambiente che tenta di riprodurre il più fedelmente possibile il
loro habitat naturale. Giorni fa 1400 tartarughe tunisine sono arrivate al
Carapax dopo essere stati confiscate dalla forestale a Palermo. Altre sono
state sequestrate in Belgio e trasportate gratuitamente in aereo fino a Massa
dalla Brussels Airlines. Al centro, un parco di
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Serena Lullia La burocrazia ammaina le vele del mondiale La
manifestazione internazionale rischia di saltare per alcuni cavilli burocratici
CANNIGIONE. Il mondiale di vela J24 rischia di naufragare per colpa della burocrazia. Il nuovo
porto, scelto per ospitare le imbarcazioni in arrivo da 20 nazioni, potrebbe
saltare. Le
regine del mare che dal 20 maggio dovrebbero sfilare nel golfo di Arzachena
stanno già arrivando. Ma l'area per il varo e l'alaggio non è pronta.
Capitaneria e Regione non danno il nulla osta perché lo spazio davanti al mare
non è stato collaudato. La competizione sulle onde rischia di colare a picco,
insieme con l'immagine della frazione che era riuscita a strappare campionato
nazionale e mondiale di vela alla blasonata dirimpettaia Porto Cervo. Se le
paure degli organizzatori dell'evento sportivo dovessero avverarsi, per
Cannigione sarebbe una figuraccia mediatica. Ma la cancellazione del mondiale
causerebbe anche un grosso danno economico agli organizzatori. Il club nautico
Arzachena da un anno lavora per creare un evento di successo. L'intero borgo è
stato coinvolto nell' avventura sportiva. Settanta le imbarcazioni iscritte
alle competizioni, quattrocento le persone degli equipaggi. Cifre da record a
cui vanno aggiunte le migliaia di spettatori che seguiranno lo spettacolo sulle
onde. "è chiaro che esiste una volontà precisa di non far svolgere il
mondiale in Gallura - accusa Pietrino Demuro (nella foto), uno degli
organizzatori -. La Capitaneria ci nega il nulla osta per mettere a mare le
imbarcazioni perché lo spazio non è stato collaudato. Da parte sua la Regione
ci dice che addirittura non ha ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dello
svolgimento della manifestazione. Abbiamo invece le copie dei documenti inviati
lo scorso anno negli uffici cagliaritani. Non si può mettere a rischio un
evento così importante per Cannigione e per tutta la Gallura". Demuro
punta il dito contro la Regione, colpevole di non aver accelerato i tempi per
l'ultimazione dei lavori nel porto. "Nel momento in cui abbiamo comunicato
che il mondiale di vela si sarebbe svolto a Cannigione il cantiere ha
cominciato ad andare al rallenti. Ultimamente erano in fase di costruzione i
bagni, fondamentali per lo svolgimento del mondiale. Gli operai sono stati
dirottati su un altro intervento, al momento non urgente. Le mie sono accuse
pesanti, ma sono pronto a ripeterle davanti alla Procura se questa situazione
non dovesse essere risolta". A rischio anche la creazione del maxi
villaggio sul porto. Il piazzale in cui dovevano essere allestiti i gazebo di
supporto alla manifestazione non è stato ancora ultimato. "Rischiamo una
figuraccia planetaria attacca Demuro -. Quando i mondiali sono stati fatti in
Messico o in Inghilterra l'organizzazione sembrava quella delle olimpiadi. Non
possiamo presentarci in queste condizioni davanti agli equipaggi di venti
nazioni e alle migliaia di spettatori che arriveranno. Per non parlare di tutta
la rete di prenotazioni attivata negli hotel, negli agriturismo e nei bed &
breakfast in collaborazione con gli operatori locali. Ora tocca alla politica
impegnarsi per impedire che questo territorio venga privato di questa
straordinaria opportunità".
( da "Nazione, La (Pisa)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA PISA pag. 10
)LA PROTESTA "Siamo trattati come cittadini di serie B" SONO un
cittadino pisano, abito in via San Iacopo (zona Gagno)dove, per attraversare da
un marciapiede all'altro, dove ci sono esercizi commerciali tra cui panetteria,
bar, lavanderia, bisogna dire cinque Ave Maria e diversi pater notri. Diverse
volte ci siamo rivolti a Canale 50 ma senza trovare un aiuto per risolvere il
problema dell'attraversamento. Noto che per i signori assessori, noi siamo
cittadini non di 'serie B', ma di categoria ancora inferiore. Passando per
Porta a Lucca noto invece che i residenti in tale zona sono considerati di
'serie A', in quanto nelle loro vie (via Giovanni Pisano e angoli con via Fabio
Filzi e via Nazzaro Sauro) hanno costruito mega rotonde e faraonici cartelli di
'stop', tutto con mattoncini... mi chiedo: ma un po' di quei mattoncini non
potevano metterli in via San Iacopo per i dissuasori di velocità? Liana Lavini
Pisa )LIBERAZIONE Pochi pisani ricordano il 25 aprile DA OLTRE 50 ANNI
partecipo alle celebrazioni del 25 aprile, oltre che per ragioni personali,
perché sono il presidente dell'associazione nazionale Caduti di Cefalonia e
Corfù famiglie caduti e reduci. Ma dove sono i pisani? Perché non onorano i
propri nonni e padri partigiani e resistenti? Non c'è bisogno di essere degli
storici per sapere che la guerra in Italia non è finita il 25 aprile, ma
esattamente alle 14 del 2 maggio
( da "Giorno, Il (Como)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LECCO: PRIMO PIANO
pag. 6 La Giunta Faggi corre ai ripari: "Presto altri posteggi" I
PROGETTI ? LECCO ? I PARCHEGGI restano in cima alla lista delle priorità del
Comune. Lo stesso sindaco, Antonella Faggi, ha confermato che il capitolo in questione
è stato oggetto di un incontro tecnico con le forze che compongono la sua
stessa maggioranza. "Ho proposto un documento parallelo al piano di
governo del territorio - ha spiegato il primo cittadino - in cui alcuni
progetti possano seguire un iter semplificato". Senza entrare nelle
questioni tecniche, si tratta di piani di intervento che (grazie alla legge
9/99) possono dare maggiore dinamismo a iniziative che l'amministrazione
comunale ha in cantiere ma che per mille ragioni (su tutte l'eccessiva burocrazia) hanno subìto rallentamenti.
Accanto al Polo universitario e al porticciolo, c'è la questione parcheggi che
anche a Lecco è problema assai sentito. Basta farsi un giro in città, specie
nelle giornate di pioggia, per rendersi conto di quanto sia sentita la penuria
di posti-auto. Fabio Ripamonti, 48 anni, ed Emanuele Caffi, 42 anni,
sono i due storici gestori per conto dell'amministrazione comunale di due
parcheggi a pagamento in città: il primo adiacente al tribunale; l'altro di
fianco al Comune. "NON C'È UN GIORNO per respirare - confessa Ripamonti -.
Io sono pieno dal lunedì al sabato". Entrambi i parcheggi seguono la
tariffa stabilita dall'amministrazione comunale: un euro per un'ora di sosta,
uno e cinquanta per due ore e via dicendo. "Ma la cuccagna finirà anche da
noi - profetizza Ripamonti -. Già adesso è difficile soddisfare tutte le
richieste e il centro città comincia ad essere saturo di auto. Credo che la
soluzione migliore sarebbe di realizzare un silos in zona Bione con bus-navetta
che collegano con il centro". COME FARANNO quelle signore bene che
lasciano il Suv di ultima generazione in doppia fila (ma con le quattro frecce
accese...) per andare a comprare il pane a due passi da casa? Nel frattempo il
problema non cambia. Lorenzo Bodega, predecessore della Faggi, confidava anche
nei posti-auto sotterranei ricavati dalla ristrutturazione del tribunale.
Invece i lavori, che sono iniziati nel lontano 2004 e avrebbero dovuto essere
conclusi lo scorso marzo, sono fermi. La "Carena spa", l'azienda che
si è aggiudicata l'appalto, comincia a registrare i primi ritardi quando nel
profondo del cratere di piazza degli Affari, che si trova sotto il livello del
lago, inizia ad affiorare l'acqua in quantità consistente. C'è da aspettarselo.
Così c'è la necessità di intervenire con un'azione di pompaggio che rallenta
ancora la tempistica. Ulteriori problemi si aggiungono a seguito delle
perforazioni. L'AZIENDA appaltatrice utilizza il percussore - e non il
palificatore, come suggeriranno poi alcuni esperti del settore. Il risultato è
che cominciano a comparire crepe vistose proprio all'interno del palazzo di
giustizia. Lo scorso mese di dicembre l'epilogo con il ministero delle
Infrastrutture e la "Carena spa" giungono a quello che sembra la naturale
conclusione, la rescissione del contratto. Con il risultato che la città si
trova con il tribunale vecchio e senza i parcheggi agognati. Il problema resta.
In attesa nel vecchio contratto possa subentrare un'altra azienda in grado di
sostituire la prima (o che comunque venga indetta una nuova gara d'appalto),
l'amministrazione guarda al potenziamento di un'altra area, quella dell'ex
Serpentino (nei pressi della Basilica). Anche in questo caso si dovrebbe
scavare in profondità per ricavare nuovi posti-auto ma, visti i precedenti, si
va cauti. E intanto la penuria di parcheggi rimane. A.Mor.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAPANNORI PIANA pag.
14 PdL, tour con i gazebo per fare il programma POLITICA DOMANI LA PARTENZA
PARTE con i gazebo il "tour itinerante" del PdL di Capannori. In una nota,
gli esponenti del Partito della Libertà annunciano l'iniziativa "che vuole
essere ? si legge ? il modo concreto di costruire il proprio programma
elettorale in vista delle elezioni amministrative del 2009". Il primo
"PdL point", sarà allestito domani all'interno del mercato
straordinario di Capannori. Intanto, sempre in tema di politica, registriamo
l'intervento del segretario del coordinamento comunale dell'Udc di Capannori,
Giovanni Marchi. "Al di là del ringraziamento nei confronti dell' elettorato
nella non facile, ultima competizione elettorale ? spiega Marchi ? vogliamo
confermare l' opposizione senza sconti ma costruttiva alla giunta Del Ghingaro.
La nostra intenzione è quella di stilare una piattaforma programmatica che
recepisca le istanze dei cittadini per dare più sicurezza alla gente, controlli
capillari sul territorio, garantendo intransigenza nei confronti
dell'immigrazione clandestina". X DUNQUE, sembra di capire che anche l'Udc
stia scaldando i motori guardandosi intorno, in vista delle amministrative del
2009. "I nostri punti cardine ? prosegue Giovanni Marchi ? sono
qualificati da una politica sociale più attenta alle esigenze della famiglia e
dei ceti deboli guardando alle decisioni concrete sulla viabilità per liberare
i centri abitati dal traffico. Siamo anche per lo
snellimento della burocrazia ? conclude Marchi ? e per una politica urbanistica tesa a
limitare il consumo del territorio pur consentendone lo sviluppo". Marchi
sottolinea l'impegno dell'Udc "per il potenziamento nei distretti sanitari
e poliambiulatori di mezzi e personale infermieristico, istituendo l'unità di
medicina specialstica territoriale". Mau. Guc.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
"Pochi uomini per controllare le strade" PROVINCIA PERIZIA PER
CHIARIRE LA CADUTA DELLA PIANTA UNA TRAGEDIA che poteva essere evitata? Nessuno
si è accorto in tempo che quel grosso pioppo non era sostenuto saldamente dalle
sue radici? "A onor del vero non era facile prevedere una situazione di
instabilità. Il pioppo era rigoglioso e aveva già buttato le nuove foglie. A
cinque metri dalla carreggiata non sembrava destare sospetti", risponde
Giorgio Traversone, assessore alla viabilità in Provincia. Sarà un perizia
disposta dalla magistratura ora a fare chiarezza. "L'ente ? aggiunge
Traversone ? ha in corso un piano di manutenzione ordinaria. I chilometri di
strade da controllare sono innumerevoli e il personale è poco. Poi ci sono da superare difficoltà legate alla burocrazia. Spesso le piante pericolanti
si trovano in proprietà privata e prima di abbatterle ci vuole un'ordinanza del
comune". "La Provincia ? prosegue ? ha comunque stipulato accordi con
alcuni comuni per i lavori di taglio di rami e alberi che gravano sulle
rispettive strade". Il pioppo che ha causato la morte di Franco
Vergassola si trova al margine di un bosco di proprietà a quanto sembra di due
abitanti di Sesta Godano. Siamo in una zona che negli ultimi anni ha subito una
serie di interventi legati all'incrocio di Bergassana e all'allargamento di una
curva. Più in generale c'è da aggiungere che più volte da parte delle forze
dell'ordine era stato consigliato uno screening su tutte le piante ad alto
fusto sulle strade dell'Alta Val di Vara. Un Sos alla luce di episodi di alberi
e rami volati in strada.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 11
ABOLIAMO LE PROVINCE LA LETTERA SIN DALLA PRIMA mattina del primo giorno di apertura
della Legislatura in Senato ho ritenuto doveroso e opportuno depositare un
disegno di legge costituzionale recante la soppressione delle Province. Si
tratta di un ente territoriale che ha di per sé una storia equivoca, essendo
nato nella seconda metà dell'Ottocento come mera circoscrizione amministrativa
periferica dello Stato, ma la Costituente perse l'occasione di farlo ritornare
a questo rango minore. Nonostante allora facessi un altro mestiere, ricordo
bene la ferma battaglia di Ugo La Malfa, agli inizi degli anni '
( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stai consultando
l'edizione del Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente
contrapporre a quello "antinazionale" di Bossi se sotto il nostro
governo abbiamo spesso praticato un potere a imbuto, soffocatore di istanze e
domande sociali, lasciando vivere e talora incoraggiando pratiche arbitrarie e
modalità kafkiane di esercizio del potere? Responsabilità di Romano Prodi? No,
perché non gli si poteva certo chiedere anche questo: di trasformarsi nel
Corsaro Buono deputato a proteggere i mille malcapitati navigli in rotta verso
i triangoli delle Bermuda disseminati nella nostra amministrazione.
Responsabilità invece di una cultura diffusa, che prende molte voci e si
incarna in molti volti. Ai livelli più alti e più spesso ai livelli
sottostanti. Quelli, comunque, delle decisioni. Quelli dove si stabilisce
secondo criteri imperscrutabili che cosa vada firmato e cosa no. Bisogna
parlare di esperienze concrete, per capirsi. E dunque metto sul piatto il
seguente problema: ma se io, io come sottosegretario di Stato, come membro del
governo intendo, non sono riuscito a ottenere che dei provvedimenti dovuti
venissero firmati in quattordici mesi (quattordici mesi dico!), o ho dovuto
sudare, minacciare, premere, sfoggiare ogni attitudine diplomatica, per
ottenere che altri venissero firmati in due, cinque, sette mesi, non in altri
ministeri, ma nel mio ministero, non su materie affidate ad altri, ma sua
materie rientranti nella mia delega di governo, non su materie capricciose ma
su materie dovute, qual è il grado di fiducia e di familiarità che può avere il
normale cittadino nei confronti della amministrazione centrale, quale la sua
disponibilità a riconoscere la funzione di interesse generale dello "Stato
romano"? Proprio questo è successo: che cittadini, istituzioni, venissero
tenuti gratis in una interminabile precarietà, che diritti o legittime o
fondate domande collettive venissero frustrate, facendo apparire
l'amministrazione arbitraria e lontana. Con il responsabile di governo incaricato
sempre in bilico tra la tentazione di dare le dimissioni e lo sforzo di
arginare l'arbitrio. Illuso che la pazienza aiutasse a risolvere il problema
nel corso dei cinque anni di governo, che servisse comunque a ottenere almeno
il cinquanta per cento degli obiettivi. E restio a intrupparsi, con una
denuncia pubblica, fra i tanti che sparavano sul governo dall'interno del
governo. Anomalie di un solo ministero? Ma no. Un giorno dello scorso inverno,
nel cuore del movimento di occupazione delle accademie di belle arti e dei
conservatori, si pose un problema: ottenere una circolare chiarificatrice.
Dovuta. Volta a ribadire quanto già era in legge. Che interessava decine di
migliaia di studenti. Il ministro competente mi ascoltò, comprese, poi disse ai
suoi diretti collaboratori, davanti a me: entro una settimana va fatta questa
circolare. Passarono invece le settimane e la circolare non arrivava. Cercavo i
dirigenti di quel ministero, io membro del governo, e loro - tranne uno - si
negavano. Intanto le occupazioni continuavano. Contro il governo, è chiaro.
Ritelefonai al ministro che intervenne nuovamente. Ancora nulla. Nulla neanche
sul fronte dei contatti interministeriali. Dovetti minacciare di stabilirmi
giorno e notte in quel ministero fino alla firma della circolare (di cui, per
accelerare al massimo i tempi, avevo anche mandato una bozza di testo), di
portarmi dietro le tivù, di scrivere un pezzo di fuoco con nomi e cognomi su
queste pagine. Solo allora la circolare venne firmata. Che dire? Che su questo
fronte come su altri, per tanti mesi mi è capitato di passare notti insonni per
la rabbia, per le assurdità, starei per dire le follie, di cui ero testimone.
Ed ecco la domanda: ma se mi ci rodevo io che non avevo alcun interesse
personale, come si sarà sentito, come si sentirà normalmente, il commerciante
veneto o l'imprenditore lombardo o la piccola associazione di categoria
costretti ad affrontare questa cultura, avendo - essi sì - interessi personali
e diretti, di vita quotidiana, da difendere? Da qui a mio avviso, non da
celesti speculazioni, occorre partire. Con il dovere di capire perché non si
riesca a esprimere una diversa visione del potere centrale. Perché non si
riescano a garantire comportamenti e norme coerenti con la fluidità, la semplicità
e la velocità con cui giustamente i normali cittadini e più ancora le economie
sviluppate chiedono di vivere e funzionare. Capire perché, tanto per fare un
piccolo esempio (citato da tutti i tassisti ma non solo da loro), si sia
introdotta quella norma che prevede l'obbligo di versamento solo telematico
delle somme Iva con aggravi (sui contribuenti) che non saranno tasse vere e
proprie ma che, sia pure sotto forma di parcelle ai commercialisti,
corrispondono a nuovi pagamenti imposti dallo Stato. Cifre che non entrano nel
calcolo della pressione fiscale, insomma, ma che escono lo stesso dalle tasche
dei cittadini. Roma ladrona e il nord. La burocrazia che fa impazzire, che fa e
disfa a suo piacimento, e la rivolta del nord. E la sinistra di governo. Che a
volte trova queste burocrazie già fatte sul posto. E che (ecco il punto!)
quando se le trova non si cura troppo del loro operare, talora dà loro
copertura politica. Ma, fatto ben più grave, a volte se le porta dietro
direttamente lei, sotto forma di tecno-strutture giuridiche e amministrative, a
rimorchio delle proprie vittorie elettorali. Scelte da lei, in base alle
convinzioni ideologiche professate. Tra loro collegate, potere nel potere,
sottratte a ogni responsabilità pubblica ma ferocemente determinate a impiegare
(perché così gli viene consentito o richiesto) un potere politico
extracostituzionale. "L'operare senza regole è il più faticoso e difficile
mestiere di questo mondo". Lo scrisse un lombardo non leghista, Alessandro
Manzoni. Appunto. Grazie ai metodi di cui sopra, nasce un sistema pubblico che
rende la vita faticosa per chiunque, tranne che per due categorie: 1) i
titolari del leggendario "potere di firma"; 2) i beneficiari di
rapidi favori e concessioni da parte dei medesimi. Il che non è secondario
nella spiegazione del voto. Perché c'è qualcosa nella lettura del successo
della Lega e, più in generale, della destra (continuo a semplificare) che viene
dimenticato in questi giorni. Non è affatto vero che questo sia stato il più
grande successo leghista. La Lega ha avuto in passato successi anche più
consistenti. Perché ha un elettorato a fisarmonica. In parte essa è infatti
partito-progetto o partito-identità, ma in parte è partito-termometro.
Termometro dei malumori sociali. Dunque ingrossa impetuosamente nelle fasi in
cui sono massimi il discredito della classe politica e la percezione di una
amministrazione distante e arbitraria. Esplose con Tangentopoli e con i moduli
folli di dichiarazione dei redditi, è riesplosa con la casta e la sua autoreferenzialità.
Esplose di fronte al potere che finiva in manette, è esplosa di fronte al
potere che (si) concedeva l'indulto (sarà un caso che i due vincitori di queste
elezioni siano stati i due partiti, Lega e Di Pietro, che si opposero a quella
legge sciagurata?). Qui e oggi il nostro problema, diciamolo finalmente, non è
tanto di rispiegarci per l'ennesima volta come è cambiato il nord. Per carità,
un'analisi in più - se è buona - non fa mai male. Ma è dal '93-'94 che ci
rispieghiamo, in forma sempre più dotta e fiorita, che cosa è successo e
perché. Esistono ormai sul tema intere biblioteche. Sicché la bravura del
politico non sta nel ripetere con eleganza sociologica "che cosa non
abbiamo capito". La sua bravura sta nello spiegare perché - pur sapendo noi
perfettamente quel che è accaduto - continuiamo a fare politica "come
se". Come se non fosse successo niente, come se non si fossero manifestati
anche in forma brutale cortocircuiti politici, fratture culturali, istanze
indifferibili. Non è il nord l'oggetto dell'analisi. Siamo noi. Il nostro Dna
culturale, le sue ragioni, le sue implicazioni, le nostre forze di gravità e di
inerzia. È un po' più scomodo che risfornare l'ennesima lettura dei cambiamenti
sociali. Produce più asperità. Ma va fatto. Altrimenti il rischio è di vivere
una lunga stagione da opposizione "incistata" in un sistema che
cambia. Che cambia "come se". Come se noi non ci fossimo. P.S. Perché
un articolo sul nord quando è fresca la sconfitta di Roma? Perché questo
articolo è stato scritto prima dei ballottaggi ma, d'accordo con il Direttore,
è stato tenuto in frigorifero fino al voto. Per evitare che potesse nuocere al
centrosinistra in giorni decisivi. Ora la disciplina di squadra cede il passo
al dovere dell'analisi. www.nandodallachiesa.it.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'autore de La casta
ha presentato la sua nuova opera. Oltre cento persone allo Spazio Incontri
"Serve un sussulto, una riscossa della classe politica perché si assuma le
proprie responsabilità" "È ormai necessario un sussulto, una riscossa
della classe politica perché si assuma le sue responsabilità" per correggere
la rotta del Paese e riprendere un cammino interrotto decenni fa: Gianantonio
Stella, autore con Sergio Rizzo de "La casta", è intervenuto ieri
alla Fiera del libro di Bergamo per presentare il suo ultimo volume, "La
deriva", scritto sempre in collaborazione con Rizzo. Ad ascoltare l'autore
oltre cento opersone, stipate nello Spazio Incontri della Fiera (ma anche
fuori), in genere abituata a un pubblico meno numeroso. Quella di Stella è
stata un'analisi impietosa, ma puntuale e sempre sostenuta dai fatti, della
situazione del nostro Paese. "Il titolo "La deriva" ? ha
esordito Stella sollecitato da Gigi Riva, caporedattore de L'Espresso ? vuole
far comprendere come sia ancora possibile contenere, correggere la rotta e
rimediare la situazione. Stiamo rischiando il naufragio, ma non ci siamo ancora
arrivati. La deriva trasmette l'idea di un processo graduale e sempre più
difficile da controllare". Certo, ha ammesso Stella, "lavorando a
questo libro ne siamo usciti spaventati: non pensavamo neppure noi che la
situazione fosse così grave". L'analisi di Stella è partita dagli anni del
dopoguerra: un periodo nel quale, ha sottolineato l'autore "la classe
politica lavora, scrive la Costituzione in 270 giorni, in soli otto anni si
costruisce l'autostrada del sole, l'Italia cresce, riparte alla grande ed è
proiettata al futuro". Ma dagli anni Sessanta, ha proseguito Stella,
questo processo si interrompe: e tra i tanti problemi del nostro Paese, Stella
ha ricordato i lavori per le opere pubbliche che durano decenni, un sistema
scolastico ed universitario che non riconosce il merito, i tempi lunghi della
giustizia, le pastoie della burocrazia, la conflittualità politica. "Questo nostro
"ciabattare" ? ha sottolineato ? rischia di trascinarci molto in
basso". "La responsabilità prima ? ha aggiunto l'autore ? è di una
classe dirigente che non dirige, di chi governa perché non cambia regole e
leggi per consentire di accellerare. E tra gli italiani c'è una sorta di
fatalismo. C'è una classe politica che non è in grado di governare proprio in
un periodo in cui tutti gli indicatori sono in discesa. E il problema è
trasversale a tutti gli schieramenti politici: coinvolge un po' tutti i governi
dagli Anni Sessanta in poi". Per invertire la rotta, ha rimarcato l'autore,
"occorre una classe politica credibile, autorevole e rispettata e queste
condizioni oggi non ci sono". Ma la sua analisi, ha chiarito Stella, è
lontana dall'antipolitica: "Abbiamo grande rispetto del ruolo della
politica, ma crediamo che alcuni problemi possano essere risolti solo dalla
politica: una classe politica seria deve essere capace di prendersi le proprie
responsabilità e di decidere, anche insieme con i cittadini; ma alla fine deve
scegliere. Occorre un riscatto della classe politica". "L'Italia ? ha
concluso Stella ? ha dimostrato di riuscire a dare il meglio di sè nei momenti
più difficili: spero che l'Italia abbia questo sussulto, che ci sia la voglia
di riprendere un cammino interrotto. Ci vorrà tempo ed occorre la buona volontà
di tutti. Non sarà facile, ma occorre cominciare. O diamo una svolta che
coinvolga tutti in una presa di coscienza, oppure rischiano di essere motivate
quelle paure di un ritorno a condizioni di povertà". Gianluigi Ravasio.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7056 Santa Maria Coghinas. Primo maggio: sindacati e lavoratori davanti
alla struttura mai aperta Terme fantasma, nessuna festa Santa Maria Coghinas..
Primo maggio: sindacati e lavoratori davanti alla struttura mai aperta In mille
protestano per l'incompiuta milionaria --> In mille protestano per
l'incompiuta milionaria Immerso in un parco naturale di
( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
VALDARNO pag. 24 CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura fin...
CONTANDO sulle lungaggini della burocrazia, che impiega alcuni giorni per accertare la copertura finanziaria
di un assegno, i carabinieri di Figline hanno denunciato un pregiudicato
napoletano che era riuscito a truffare alcuni uffici postali. La
"visita" a quello del Matassino gli ha fatto interrompere il
giochetto. L'uomo, un ventiseienne nulla facente, poco tempo fa si era
presentato in un ufficio postale di Firenze dove, esibendo una falsa patente,
aveva aperto un conto corrente depositando un assegna di 9.000 euro. Che però
era scoperto. Le Poste per appurarlo hanno impiegato alcuni giorni, per cui il
truffatore ha potuto presentarsi in vari uffici delle province di Lucca,
Livorno e Arezzo riuscendo a prelevare oltre 6.000 euro, mostrando la ricevuta
del versamento di 9.000 euro sul proprio conto corrente. Ma nell'ufficio di
Matassino, dove ha cercato di prelevare 1.500 euro, l'impiegato si è allertato
in quanto si è trovato di fronte un uomo che parlava con forte accento campano
mentre dalla patente risultava essere laziale e residente a Firenze.
L'impiegato ha chiamato i carabinieri che hanno appurato la falsità della
patente denunciando il lestofante per truffa aggravata. Paolo Fabiani.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
"Burocrazie e infrastrutture carenti ci frenano"
TENERSI strette le aziende che già ci sono e attrarne delle nuove. Ma come si
fa? Dalla ST arrivano importanti rilievi. Nell'area milanese a pesare è la
carenza di infrastrutture. Non è da meno la burocrazia: "È spesso difficile spiegare ai colleghi stranieri le
difficoltà burocratiche", ha detto Palella. Non funziona a dovere
il sistema di sostegno alla ricerca: "quello francese è decisamente più
efficace". La ST è quotata alle Borse di Milano, Parigi e New York per il
72,4%. La parte restante del capitale è divisa a metà tra stato italiano e
quello francese.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-05-03 - pag: 24 autore: Industria.
Assofond: impennata dei prezzi e difficoltà di approvvigionamento Fonderie
senza materie prime Franco Vergnano MILANO Non è solo questione di prezzo. Lo
snodo vero è lo "shortage", come lo definiscono gli addetti ai
lavori. In parole povere significa "che pagare non basta". O meglio
che, pur offrendo prezzi da amatore, le aziende non sempre riescono ad
acquistare le materie prime di cui hanno bisogno per effettuare le loro
lavorazioni. "Sembra un paradosso, eppure è così. Questa è la nostra
battaglia quotidiana: tutti i giorni lottiamo con il coltello tra i denti per
riuscire ad approvvigionarci dei materiali necessari a mandare avanti le
lavorazioni in modo da poter rispettare i tempi di consegna" spiega Enrico
Frigerio, 48 anni, presidente di Assofond, l'associazione che raggruppa le
oltre mille Pmi italiane che lavorano nelle fusioni ferrose e non ferrose
producendo ogni anno oltre 2,6 milioni di tonnellate per un giro d'affari che
supera i dieci miliardi di euro con quasi 33mila addetti. Le imprese denunciano
che, oltre all'impennata dei listini, ci sono da risolvere urgenti problemi
sulla reperibilità delle materie prime. Insomma, le fonderie del made in Italy
stanno vivendo nelle ultime settimane una nuova "emergenza rottame",
dopo quella già vista nel 2003, con un "rincaro superiore al 40% del
rottame utilizzato per la produzione". Vediamo qualche dato tecnico. Le
aziende del settore lavorano in genere con quello che i tecnici chiamano
"pacco per fonderia", ossia il vero e proprio "pane dei
forni". Questa materia prima indispensabile per far marciare i macchinari
oggi "si paga oltre i 430 euro la tonnellata, con un rincaro nell'ultimo
periodo di oltre il 30%. E nelle prossime settimane la situazione è destinata a
peggiorare" denuncia Frigerio. Anche perché "non tutte le aziende
riescono ad applicare ai loro clienti le clausole di aggiornamento automatico
mensile dei listini previste a suo tempo, proprio per fare fronte alle
fortissime oscillazioni dei mercati internazionali". Le fonderie, che
hanno un buon portafoglio ordini anche perché c'è stato il"ritorno a casa
di quei committenti (in particolare dell'automotive) che negli anni scorsi
avevano scelto i Paesi low-cost per le loro produzioni ", temono però che
dietro questi andamenti ci sia anche un intento speculativo, come sempre più
spesso succede sui mercati mondiali delle materie prime ca-ratterizzati dai
future. Ma non basta. Oltre a questo, prosegue la denuncia di Frigerio, c'è un "eccesso di burocrazia che contribuisce a complicare la vita del settore (blocco dei
cantieri di demolizioni di autoveicoli, difficoltà di consegne nei porti
italiani, ecc.) che invece rivendica una valenza ambientale positiva proprio in
virtù del riciclo che le fonderie fanno dei prodotti a fine vita. Se a tutto
questo si aggiunge lo spettro di una sensibile frenata dell'industria
automobilistica sullo sfondo, grande produttrice di sfridi e cascami, ecco che
il quantitativo di rottame che manca all'appello risulta elevato e fa scattare
l'allarme. Da tener presente, infine, che l'Italia è un importatore netto di
rottame.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-03 - pag: 38 autore: Private equity.
Il documento presentato a breve Aifi: in un "libro bianco" le
richieste al Governo Vittorio Carlini MILANO Rimuovere il divieto della
deducibilità degli oneri finanziari, che superano il 30% dell'ebitda
realizzato, in capo ai veicoli usati nei leverage buy-out.Ancora: tassare le
plusvalenze dei fondi chiusi di private equity al momento del realizzo e non,
come accade adesso, sul maturato. Di più: ampliare le ipotesi di
co-investimenti tra pubblico e privato, promuovendo lo sviluppo di fondi di
fondi ad hoc. Sono questi alcuni dei punti fondamentali inseriti in un
"Libro bianco" che l'Aifi, l'associazione italiana del private equity
e venture capital, presenterà a breve al nuovo Governo. "Il nostro
obiettivo - spiega Giampio Bracchi, presidente dell'Aifi - è quello di
aumentare la sensibilità verso un settore fondamentale per la crescita
economica del Paese:soffriamo di troppa burocrazia e dobbiamo eliminare le norme
che penalizzano il private equity ". Bracchi, peraltro, tiene a precisare
che non si tratta di un "libro dei sogni": "Non chiediamo cose
eccezionali. Semplicemente, vogliamo uniformarci a quello che già avviene negli
altri grandi Paesi occidentali come, per esempio, la Spagna o la
Francia". Già,la Francia.Il modello transalpino è considerato virtuoso,
soprattutto sul fronte del venture capital a favore delle start-up tecnologiche
e degli investimenti nelle Pmi. Così,un po' sulla falsariga di quanto definito
oltralpe, nel "Libro bianco"verrà chiesto di ampliare l'esperienza di
fondi di fondi dove possano investire sia il privato sia il pubblico. In
Italia, a ben vedere, i passi fatti su questo fronte sono rari e lenti: il
"famoso" fondo per l'hi-tech del Sud (da circa 86 milioni), avviato
dal ministro per l'innovazione e le tecnologie del secondo governo Berlusconi
Lucio Stanca e sostenuto dall'uscente ministro Luigi Nicolais, sta per entrare
a "regime" solo adesso. L'idea su cui si basa è semplice: lo Stato
mette a disposizione dei danari; questi, dopo una gara, vengono dati in
"gestione" ad un venture capital che investe altrettanti soldi nello
sviluppo delle realtà tecnologiche. Non una somma a fondo perduto: se
l'investimento andrà a buon fine, lo Stato rientrerà della somma più gli
interessi ( magari qualche punto in più dell'Euribor)mentre al privato verrà
riconosciuto un ritorno maggiore per il rischio d'impresa. "Noi- dice
Bracchi - chiediamo che simili esperienze vengano ampliate a tutto il territorio
nazionale. In questo modo si potrebbe dare una bella spinta sul fronte della
raccolta per i venture capital che, in Italia, resta molto difficile ". Ma
non è solo dove e come trovare i soldi. Altro aspetto fondamentale è quello di
evitare penalizzazioni sul fronte fiscale. "Le società veicolo, usate per
i leverage buy- out- dice Bracchi- , devono essere in grado di dedurre la
totalità degli oneri passivi. O, almeno, l'attuale limite deve essere alzato al
50% dell'Ebitda". La norma, però, è stata studiata per incentivare la
capitalizzazione delle società: non è un rischio chiederne l'abolizione?
"Non credo- risponde Bracchi- La nostra proposta riguarda solo i veicoli
costruiti ad hoc per i leverage buy-out che, fisiologicamente, necessitano della
leva del debito. è una richiesta assolutamente sensata. Peraltro, voglio
ricordalo, il limite è già stato eliminato nel project financing". Come
dire, insomma, che per evitare di "schiacciare" il settore la
deducibilità è necessaria. Così come è necessaria, sempre secondo l'Aifi, una
modifica della modalità del prelievo fiscale. In Italia i fondi mobiliari
vengono tassati, a differenza dei Paesi esteri, sul maturato: cioè nel momento
in cui viene in essere la plusvalenza, seppur potenziale, e non quando questa
viene "incassata", realizzata. "Un meccanismo- dice Bracchi-
che, in particolare per i fondi chiusi mobiliari usati dai private, distorce il
mercato: allontana gli investitori stranieri e invoglia la creazione di Sgr di
diritto estero". Di più: l'eventuale plusvalenza spesso viene
"nascosta",rendendo opaca la contabilità dello stesso. "Passare
al maturato ci rende più concorrenziali e permette una maggiore
trasparenza", conclude Bracchi. I CONTENUTI Totale deducibilità degli
oneri passivi nei buy-out; tassazione sul "realizzato" dei fondi; più
co-investimenti tra pubblico e privato.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2025 Carbonia. I quattro concorrenti si sono esclusi a vicenda contestando
piccole irregolarità nelle buste Asta ko, colpa della ceralacca Carbonia.. I
quattro concorrenti si sono esclusi a vicenda contestando piccole irregolarità
nelle buste Da rifare la vendita di un lotto edificabile di Area --> Da
rifare la vendita di un lotto edificabile di Area L'offerta era allettante:
dodicimila metri quadrati di terreno dell'Area in zona commerciale all'asta con
un prezzo base di oltre un milione. Ma le offerte non sono state mai aperte: i
quattro concorrenti sono stati esclusi per dettagli formali nelle buste. Per
accaparrarsi quel terreno commerciale in via Roma, a due passi dal centro erano
disposti a sfidarsi a colpi di rilanci su un prezzo base oltre il milione di
euro. Ma tra i pretendenti ha vinto la burocrazia. L'asta è andata a monte. E
la colpa è degli stessi candidati all'acquisto. È bastato che facessero le
pulci alle buste dei rispettivi concorrenti per mandare tutto a monte. Una
guerra di tutti contro tutti basata su una ceralacca storta, un timbro assente,
una firma al posto sbagliato e un documento difficile da interpretare.
Risultato? Tutte escluse e bando da rifare. IL TERRENO L'Azienda regionale
edilizia abitativa (Area) dovrà cioè ricominciare da capo se vorrà vendere, con
base d'asta di un milione e 100 mila euro, il lotto da 11 mila e
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIX - Palermo
LA "PANCIA" DELLA SICILIA NELL'ARCHIVIO DI LOMBARDO I messaggi con le
richieste di favori possono leggersi come un trattato di scienza politica MARIO
CENTORRINO L'arco di tempo a cui si riferiscono le richieste è anteriore alle
recenti elezioni nazionali e locali. E niente indica che quei favori siano
stati concessi. Tuttavia dopo la pubblicazione di alcuni messaggi Lombardo ha
annunciato querele. Siamo convinti che ogni politico siciliano abbia un suo
personale archivio al quale attingere nei momenti nei quali occorre richiedere
consenso, senza che questo implichi necessariamente voto di scambio. Quel che
interessa trascende quindi totalmente la persona e l'etica di Lombardo. Importa
invece leggere l'archivio, disponibile nella sintesi delle cronache, sotto
altri profili. Primo, la sua impostazione come contributo alla scienza della
politica. Poi, nomi e fatti emergenti dai messaggi sono testimonianze
autentiche dal vivo delle esigenze quotidiane dell'isola fuori da ideologie,
appartenenze, collocazioni di classe. La lettura dei messaggi, insomma, ci
informa sulla "pancia" della Sicilia e integra bene analisi
socio-economiche delle dinamiche regionali che, peraltro, crediamo, solo
pochissimi consultano. Ma il profilo più importante
riguarda la pervasività totale della politica attraverso la burocrazia negli interstizi della
società. Pervasività che tutti a parole condannano, ma ai cui benefici tutti
provano a ricorrere, convinti dell'assenza di seri meccanismi di regolazione
nelle reti relazionali, assolutamente privi di fiducia nei confronti del
soggetto che questi meccanismi dovrebbe elaborare, garantire,
controllare. Lo Stato, cioè. Vale la pena approfondire i tre profili. Andiamo
per ordine ripercorrendo il metodo di catalogazione dei messaggi. Classificati
come "richieste" e accompagnate dalle "segnalazioni".
Possiamo subito ipotizzare che la richiesta con segnalazione autorevole trovi
una corsia preferenziale nell'interessamento. La pratica, nella quale si
trasforma il messaggio secondo il burocratese della politica, è in effetti
complessa. Deve essere integrata con altre tre variabili importanti: il
"riferimento", intendendo i soggetti della tecnocrazia cui deve
essere girata; la "data" utile a far fede sull'efficienza del
"trattamento"; e infine la "risposta", cioè l'esito positivo
o negativo della pratica. A riflettere bene in questa metodologia definitoria
ci sono dentro pezzi della nostra vita: un bisogno, la ricerca del soggetto
disponibile, magari illudendoci, a prendersene carico. Con la speranza e
l'aspettativa che ne consegue. L'individuazione all'interno degli apparati di
segreterie politiche del riferimento giusto per esaudire il bisogno in tempi
ragionevoli. E poi l'esito definitivo del disbrigo della pratica: la speranza
che si tramuta in riconoscenza, in delusione, in stimolo per ritentare.
Vorremmo davvero, senza enfasi, che i messaggi informatici dei quali parliamo
avessero tutti avuto, qualora espressione di bisogni essenziali, interlocuzioni
soddisfacenti. Il secondo profilo attiene alla trasversalità dei bisogni: nei
messaggi ci sono disoccupati, professionisti, imprenditori, mamme preoccupate
per la carenza di asili nido, studenti angosciati per un esame forse
eccessivamente severo. Pervasività della politica, infine, dicevamo, che
dileggiamo nelle piazze ma che poi finiamo col riconoscere quale welfare materiale
che ci può assicurare benessere. E anche qui, detto senza ironia, verrebbe
quasi da essere grati a un sistema di assistenza che permette di trovar posto
in una scuola materna le cui carenze, nei centri urbani, paradossalmente,
dipendono proprio dalle scelte politiche. L'archivio quindi come simbolico
architrave del sistema Lombardo che fornisce, per ultimo, una lezione
importante. Oggi, in Sicilia, conquista consenso chi organizza un ascolto di
bisogni, non seleziona bisogni da ascoltare ma sceglie un ascolto di tipo
universale. Chi riesce a tradurre l'"ascolto" in intervento
pragmatico grazie all'ampiezza dei rapporti che ha saputo costruire in tutti i
settori e che intrattiene con i "riferimenti" che contano.
Raggiungendo una percentuale di esiti positivi maggiore di altri. A questo
punto, per le forze politiche che non condividono il governo di Lombardo e
intendono recuperare spessore sul piano elettorale, si aprono due strade.
Mettere in piedi un sistema analogo a quello di Lombardo ma più produttivo, con
un'offerta più convincente. Entrare in concorrenza, insomma, abbassando i costi
di transazione per i clienti e fornendo loro un prodotto di maggiore qualità (o
quantità). Oppure, battersi per eliminare la pervasività della politica, per
restituire regole alla collettività, così da persuadere una madre che il posto
della scuola materna per suo figlio è un diritto da pretendere, non un favore
da chiedere. Terze vie purtroppo, al momento non sembrano esisterne.
( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità
A Lucca due enti e sei uffici è il record della burocrazia LUCCA. Lucca è
tra le città che potrebbero esultare per come è iniziato il 2008 turistico,
invece fioccano le polemiche: sulla mancanza di eventi e attrazioni, ma anche
sulla proliferazione degli uffici turistici, e sulla maniera di porvi rimedio. E' un problema di tipica burocrazia all'italiana, che riguarda tutte le principali
città turistiche della regione, ma a Lucca attinge proporzioni paradossali. La
città delle Mura, infatti, conta due enti diversi e sei uffici: record
regionale, ma forse anche nazionale, considerando che città come Firenze e
Venezia ne contano rispettivamente quattro e tre. E allora, che fare? A Lucca
si discute molto di una cabina di regia - unica o doppia - e di coordinamento e
di chi dovrebbe dirigerla: forse la Provincia. Ieri sulla questione è
intervenuto il visegretario del Pd Pighini, in polemica con l'assessore
Stefani. Per Pighini la priorità nel settore turistico è "avere più
qualità". Come? Formando personale qualificato e aggiornato, compreso
quello stagionale che abbonda, e mirando a ridurre la precarietà. "Non
possiamo - sottolinea il dirigente Pd - continuare ad avere personale che
cambia ogni tre mesi". Ma anche guardando al turismo come un'azienda che
fattura in tutte le sue componenti, compreso il famigerato "mordi e
fuggi". Inutile snobbarlo: perché panini e souvenir rappresentano ormai,
da parecchi anni, una fetta consistente di questo fatturato. E le tendenze
anche regionali lo confermano in pieno.
( da "Azione, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Il ticket per la vendemmia IL TICKET PER LA VENDEMMIA Alessandro Testa Forse
non tutti ancora sanno che quest'anno sarà più facile vendemmiare. Vi state
chiedendo in che modo? Finalmente, grazie anche alle pressioni di Coldiretti,
entra in scena il cosiddetto "buono vendemmia 2008". In particolare
tutti gli imprenditori che, questo autunno in occasione della vendemmia,
vorranno avvalersi dell'attività lavorativa di giovani studenti (che abbiano
compiuto i 16 anni) ed arzilli pensionati potranno farlo... senza cadere nella fossa della burocrazia e delle lungaggini amministrative e/o mettere a repentaglio la
propria pensione. Basterà semplicemente l'iscrizione dell'imprenditore agricolo
in un apposito albo istituito presso l'Inps e la preventiva comunicazione
telematica o tramite call-center all'Inail, dei dati anagrafici e del codice
fiscale propri e dei prestatori di lavoro. Caratteristica è la nuova
modalità di erogazione della retribuzione ai prestatori di lavoro che avverrà
attraverso il meccanismo dei buoni lavoro (o voucher). Più esattamente, il
datore di lavoro acquisterà nei punti vendita autorizzati i buoni lavoro di
valore nominale pari a 10 euro con cui pagherà il proprio lavoratore in
possesso di apposita tessera magnetica rilasciata dall'Inps (praticamente un
libretto di lavoro che sembra una tessera bancomat). Il lavoratore cambierà il
buono (voucher) presso la società concessionaria (non è stato ancora precisato
se sarà la posta, qualche banca, le ricevitorie del lotto..., ndr), ricevendo
un compenso netto di 7,50 euro che sarà esente da imposizione fiscale e non
inciderà sullo stato di disoccupazione. Inoltre il lavoratore sarà assicurato
in caso di infortunio sul lavoro. è bene evidenziare che né il valore nominale
(10 euro) né l'importo netto (7,50 euro) del buono devono essere considerati
come re tribuzione per unità oraria di prestazione, facendo invece riferimento
a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva per gli operai agricoli
addetti alla vendemmia. Infatti per la Provincia di Treviso la paga oraria
corrisponde a 6,38 euro lordi. Purtroppo, le casalinghe non pensionate e gli
extracomunitari dovranno stare a guardare da molto lontano ed accontentarsi di
sorseggiare, un domani, il buon vino nato nel
( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 autore: di
GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: BREVI I TEMPI GIUDIZIARI E IL BUON SENSO C' è
un'umanità, involontariamente cattiva, dalla quale bisogna difendere due
fratellini sottratti ai genitori e affidati con troppa fretta a una comunità: è
quella che si alimenta di buone intenzioni ma poi si nasconde
dietro procedure e formalismi che rispettano più i tempi della burocrazia che non quelli della dignità
delle persone. Accade a Basiglio, un Comune che per tutti si chiama anche
Milano 3, un caso che rimanda a storie di minori e giustizia già vissute in
passato. Un foglietto sotto il banco di scuola diventa un capo d'accusa per una
bambina di 9 anni e il fratellino di 13. è un disegno osè, sotto le
immagini c'è una scritta in stampatello che lo rende proibito. Per la maestra
il sospetto è quello di giochi a sfondo sessuale. Scatta la denuncia ai servizi
sociali: gli assistenti autorizzano l'allontanamento dei due bambini dalla
famiglia, senza incontrarli, senza parlare coi genitori. Come nella romanzesca
Peyton Place per un po' l'omertà nasconde i peccati, poi una cronista del
Corriere rompe il muro del silenzio, le mamme dei compagni di classe della
bambina si mostrano sorprese, la comunità locale è imbarazzata: qualcuno pensa
a uno scherzo. Anche il giudice del Tribunale dei minori ha qualche perplessità
sulla ricostruzione dei fatti: forse il disegno non è della bambina. Mentre i
genitori si disperano, si studia la scrittura dell'alunna, viene nominato anche
un grafologo. Ma è un'altra mamma a sciogliere i dubbi residui: il disegno l'ha
fatto mia figlia, racconta. Un atto di coraggio che raccoglie la solidarietà di
tutti, ma non aiuta l'iter della giustizia. La realtà è questa: dal 14 marzo
due fratellini vivono separati in comunità protette per qualcosa che quasi
sicuramente non hanno fatto, e i loro genitori si sentono addosso il peso di
un'accusa infondata. Ma la macchina giudiziaria va avanti come se niente fosse,
con il suo iter e i suoi tempi. Possibile che tra assistenti sociali, pubblici
ministeri, periti, psicologi e Tribunale dei minori, non ci sia qualcuno
disposto a fermare una giostra impazzita dove il buon senso sembra essere
scappato di mano? Possibile che un magistrato accetti di attendere un altro
mese e non riesca a risolvere il caso in un giorno? Ci sarà una fiaccolata,
martedì, per chiedere la liberazione dei due bambini. E immaginiamo anche
interpellanze, appelli al Capo dello Stato. Ma è triste pensare che chi
dovrebbe proteggere i minori non sappia trovare una soluzione nell'interesse di
una famiglia che sta pagando un prezzo troppo alto per tutto questo. Lasciamo
agli psicologi il giudizio sul discutibile e frettoloso intervento di
allontanamento dai genitori. Ci basterebbe veder finire un inutile ballo del
cerino sulla testa di due bambini.
( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-03 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Basiglio Manifesti e volantini per organizzare la fiaccolata
davanti al Comune. "Aiutiamo i genitori" Fratellini in comunità,
striscione al derby Allontanati dopo un disegno osé trovato a scuola. Le mamme
a San Siro: liberateli "Perchè i Servizi sociali hanno portato via da casa
i due bambini senza verificare l'autenticità della vignetta?" Quaranta
residenze a Basiglio: "Fatte". L'ipermercato di Rozzano:
"Tappezzato". La Bocconi: "Volantini appesi". Lacchiarella
e i bus di Milano 3: "Operazione compiuta". Basiglio si mobilita. Con
centinaia di cartelli che annunciano la manifestazione di martedì per chiedere
il ritorno a casa dei due fratellini allontanati dalla famiglia. E con uno
striscione pronto a essere esibito sugli spalti di San Siro. Domani. Durante il
derby Milan- Inter. In comunità da cinquanta giorni. è questo il destino di
Giorgia e Giovanni, accusati di fare giochi a sfondo sessuale dopo che un
disegno osè è stato trovato sotto il banco della piccola. Per loro sono scese
in campo le mamme di Basiglio. Con un invito: "Per tutti coloro che
vogliono dimostrare la propria solidarietà a una famiglia distrutta,
l'appuntamento è per martedì 6 maggio alle 20 davanti al Comune di
Basiglio". La riflessione: "Quello che è successo poteva capitare a
ognuno di noi... Il cinico atteggiamento di una burocrazia cieca che non riesce a
riconoscere un proprio errore ma che anzi, persevera nello stesso, scolpisce a
caratteri indelebili il concetto di "gratuita crudeltà" ". Un
appello a partecipare. "Stiamo ricevendo molte adesioni ", spiegano
le organizzatrici. Dal comitato cittadini "diritti umani" alla
Gesef, l'associazione dei genitori separati dai figli. Duecento, forse trecento
persone. "Facciamo sentire ai genitori dei due bimbi che non sono soli nel
vivere questa tremenda ingiustizia e in questa estenuante battaglia per riavere
i loro figli ". Un altro volantino indica dieci quesiti "rimasti
ancora irrisolti". Il primo: "Perché la preside dell'istituto ha
inoltrato il 14 marzo una segnalazione urgente ai Servizi sociali nella quale
attribuiva a Giorgia i disegni, quando la mamma di una compagna di scuole (da
persona coraggiosa e responsabile), in data largamente antecedente alla
suddetta segnalazione, l'aveva già informata del fatto che i disegni erano
opera di sua figlia? ". E ancora: "Perché i Servizi sociali, lo
stesso giorno, hanno disposto, alla presenza delle forze dell'ordine, previo
nulla osta del tribunale per i minorenni, l'immediata collocazione dei minori
in due differenti comunità, senza neanche consultare i genitori e i
bambini?". Tante domande che aspettano una risposta. "Vogliamo la
verità", continuano le mamme di Milano
( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-03 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE L'uomo della svolta Capitalizza l'effetto stanchezza in una città
che guarda alle Olimpiadi
( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-05-03 num: - pag: 48 categoria: REDAZIONALE
Balotelli Primo derby da grande "L'Inter sa cosa fare io non ho mai
paura" MILANO - Semplicemente Mario. Se continua così diventerà
SuperMario. Ma per ora Balotelli è la faccia simpatica dell'Inter che è e che
sarà. Domani lo aspettano il suo primo derby con i grandi e (forse) uno
scudetto (da protagonista), prima ancora di compiere i 18 anni. Un talento
vero, ma soprattutto un ragazzo. Da aiutare a crescere, non solo in campo e non
a sbagliare. Balotelli, ricorda il primo giorno all'Inter? Emozionato?
Spaventato? Convinto? "Ero sinceramente emozionato ma anche convinto:
avevo accettato di cominciare la stagione 2006-2007 negli Allievi nerazzurri -
pur avendo già giocato in C1 con il Lumezzane - e volevo dimostrare di
meritarmi l'Inter perché ero stato acquistato in prestito con diritto di
riscatto. A Milano sono arrivato accompagnato dai miei fratelli e sono stati
loro i primi a darmi la fiducia e la tranquillità necessarie per
cominciare". Quando è nata la sua passione per il calcio? "Sin da piccolissimo,
mio fratello Giovanni, che ora è il mio manager insieme all'altro fratello
Corrado, mi sfidava con una palla di carta e scotch nel corridoio di casa. Poi
passavo tante ore a giocare nei parchi di Brescia, accompagnato sempre da papà:
era in pensione e mi dedicava tutti i pomeriggi dopo la scuola". Sembra
non spaventarla nulla quando è in campo: quando ha sentito per la prima volta
la consapevolezza di essere forte? "Non penso all'importanza o alla
tensione della partita, ma alla voglia che ho di divertirmi e il calcio per me
è tutto, quindi mi impegno al massimo sempre, in allenamento o in partita non
fa differenza. Credo che nella vita si debba aver paura di altre cose, non
certo di una partita". La spaventa la popolarità anche fuori dal campo che
può diventare un ostacolo per un giovane campione? Ha già capito che esistono
amici veri e amici interessati? "Sì, mi sono già accorto che ci sono
persone interessate e che si possono fare conoscenze che poi ti tradiscono; la
popolarità è bella, ma spesso ne farei a meno per starmene tranquillo con la
famiglia e gli amici. è anche vero, però, che nel calcio e attraverso il calcio
si possono incontrare tante persone per bene, che sinceramente ti danno una
mano". è stata Juve-Inter di Coppa Italia la partita che le ha dato la
convinzione di poter già essere protagonista in prima squadra? "In realtà
già da mesi mi allenavo regolarmente con la prima squadra. è grazie agli
allenamenti quotidiani con i campioni che si acquista la consapevolezza di
poter far parte del gruppo; senza il grande aiuto dei miei compagni tutto
sarebbe stato più difficile, anche se è chiaro che far bene in una partita come
Juve-Inter ti dà qualcosa in più". Per un attaccante il gol è tutto o è
una parte del gioco? "Il gol è tutto per i tifosi e credo che in Italia la
gente pretenda gol soprattutto da un attaccante; per quello che vedo e che
sento; in Inghilterra e in Spagna la gente è già contenta anche con una bella
prestazione; quando faccio il gol so di poter passare una settimana molto
tranquilla, anche con me stesso perché, se non segno, sono il primo a
soffrirne. Però, per segnare, devi giocare con e per la squadra". Scudetto
di categoria e torneo di Viareggio: che cosa le ha dato, oltre ai successi, la
Primavera? "Il campionato Primavera è bello e competitivo, a volte più di
quanto si racconti; essendoci arrivato giovane mi sono confrontato con
calciatori, alcuni dei quali ora già affermati, e mi è servito per crescere. è
stato bello vincere scudetto e Viareggio con la Primavera perché ho condiviso
la gioia con alcuni amici". Che cosa le stanno insegnando Mancini e
Mihajlovic? "Il mister, sin dal primo allenamento, i movimenti da fare in
partita e che devono portare la squadra a fare gol. Mihajlovic mi dà consigli
sulle punizioni, essendone stato uno dei massimi interpreti". Potesse
prendere una qualità agli attaccanti con i quali si è allenato in questi mesi,
che cosa vorrebbe di Ibrahimovic, Cruz, Crespo, Suazo e anche Adriano? "Di
Ibra la sicurezza dei propri mezzi e la facilità nel fare le giocate, anche le
più difficili; di Cruz il fiuto impareggiabile del gol; di Crespo i movimenti
decisivi che fa in campo; di Suazo la velocità straordinaria; di Adriano una
potenza che, sinora, non ho mai visto in nessun altro". Perché ha detto che
il derby è una partita come tutte le altre? "Perché non l'aspetto e non la
vivrò da tifoso. Penso solo a giocare e a far bene per l'Inter. In questi
giorni si dicono tante cose su questo derby così importante, ma per noi
calciatori la missione è semplice: vincere ". Ha dovuto affrontare più
provocazioni in campo o nella vita? "Di più in campo, senza dubbio".
Esame di bresciano doc: che cosa vuol dire gnaro e scec? E che cosa significa
prendere un pirlo (con la p minuscola)? "I primi sono due modi per dire
ragazzo; prendere un ''pirlo'' vuol dire fare l'aperitivo, ma non bevo alcol e
quindi non chiedo mai il pirlo. Preferisco cocktail di frutta analcolici
". Promosso, ma allora perché non ha ancora ottenuto la cittadinanza
italiana? "L'avrò ad agosto. Me lo ha impedito, fino ad oggi, la legge
italiana, che prevede che solo a 18 anni possa ottenere la cittadinanza, dopo
aver dimostrato la mia residenza continuativa nel Paese. Con la mia famiglia
abbiamo provato, in tutti questi anni, a chiedere alle autorità che
sbloccassero la mia situazione. Ma non c'è stato niente da fare". Quali
problemi le ha comportato non avere la cittadinanza? "Ho dovuto
rinunciare, per esempio, ai tornei di calcio all'estero, tra cui quello con
l'Under 15, e a fare viaggi per andare a trovare i miei fratelli e mia sorella
quando hanno lavorato, per brevi periodi, all'estero. Mi
sono sentito e mi sento anche oggi ingiustamente bloccato nelle cose che vorrei
fare per questa burocrazia
assurda, che non accetto perché mi sento italiano al cento per cento".
Fabio Monti \\ Finalmente ad agosto avrò la cittadinanza italiana, che si può
prendere solo a 18 anni Colpa della burocrazia.
( da "Corriere di Bologna" del 03-05-2008)
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Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-05-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'etnografa Sclavi "Ma la burocrazia lenta ora rischia di far
danni" Al Pratello l'operazione è riuscita perché è stato un "vero
" progetto partecipato. Tanto che "se si mettesse in piedi un piano
del genere anche in zona universitaria", si potrebbero evitare le levate
di scudi contro la pedonalizzazione. La pensa così Marianella Sclavi,
docente di Etnografia urbana e consulente in diverse città per il risanamento
dei quartieri in crisi, chiamata anche da Palazzo d'Accursio per risolvere la
questione-Pratello. Professoressa, aveva annunciato che in caso di fallimento
avrebbe rinunciato al suo compenso (9900 euro lordi). Per ora il suo stipendio
è salvo? "Sono molto soddisfatta di come è andata la prima parte del
progetto: si è conclusa con l'open space, il momento di incontro in cui fare proposte,
più bello della mia vita. Sono venute 156 persone e il clima era molto
piacevole. Non sono così soddisfatta di come va ora". Perché? "Il
processo è lento e farraginoso, a causa della macchina amministrativa. Però la
cosa positiva è che si è voluto dare un'identità collettiva al Pratello, cosa
che ora si sta concretizzando". In che modo? "Nelle bacheche verrà
appesa una locandina comune di tutte le iniziative culturali. E se tutti si
sentono parte di un'identità, si tiene sotto controllo anche il degrado: gli
osti, per esempio, si sentiranno spinti a chiedere un certo comportamento agli
ospiti". Il progetto però è stato molto criticato dal comitato Al Crusèl.
"Credo che loro non abbiano mai digerito il fatto di non essere più gli
unici rappresentanti della zona. In questo senso, i comitati sono come la casta
po-litica: si sentono gli unici portavoce". In questo momento, il
conflitto è alto anche in zona universitaria, dove residenti e commercianti
sono pronti alle barricate contro la pedonalizzazione. "Se il Comune
avesse il coraggio di mettere in piedi un progetto partecipato…". C'è
stato: oltre 70 incontri. "Ma non basta riunirsi, far parlare tutti e
andare a casa. Manca l'elaborazione di progetti insieme. Se i cittadini non
vengono messi di fronte alla sfida di cercare una soluzione, non bisogna
stupirsi che si creino comitati e si raccolgano firme". B. B. La
consulente "Ateneo pedonale, se la partecipazione fosse stata vera ora
meno proteste" Marianella Sclavi.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
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Economia Aiuto alle
Pmi per avvicinarsi all'innovazione UDINE. L'accesso al credito, alle informazioni
e alle risorse, ma anche fisco, burocrazia, scarsità dei controlli in materia di lavoro irregolare e di
tutela per l'imprenditore nei confronti del cliente insolvente come
problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo di tecnologie innovative,
la capacità di adattamento come opportunità da cogliere da parte delle piccole
e medie imprese. Le minacce percepite? Molto, ancora, va fatto per
incoraggiare il dialogo fra piccola impresa e ricerca. La piccola dimensione
dell'impresa costituisce un limite di cui molti si rendono conto, ma i percorsi
di crescita o di aggregazione non sono facili da intraprendere. E' quanto è
emerso dal convegno finale del Progetto Mpi3 - Micro e Piccole Imprese
d'Innovazione nel Terzo Millennio, promosso e finanziato dalla Regione Friuli
Venezia Giulia. Dopo i saluti iniziali di Marta Formia, dirigente del Servizio
Formazione Progettazione e Gestione Progetti di Area Science Park - Trieste, il
rappresentante della Direzione regionale lavoro, formazione, università e
ricerca, Felice Carta, ha illustrato il Programma Operativo 2007-2013. Il
progetto è nato con l'obiettivo di promuovere, attraverso l'attivazione di
project work realizzati da laureati residenti nella regione, la diffusione
della ricerca e dell'innovazione a sostegno delle micro e piccole imprese delle
principali filiere produttive del Friuli Venezia Giulia. Formia ha esposto i
numeri dell'iniziativa: 80 le aziende coinvolte nella fase dei gruppi di
discussione e seminari precedenti ai 14 project work attivati, il 64% la
percentuale dei borsisti occupati a fine progetto, nonché il dato di
partecipazione femminile sul totale dei project work attivati (9 su 14).
( da "superEva notizie" del 03-05-2008)
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E -Teca Paolo
Pinelli sbarca a Rai Due A cura di Anna Russo Pubblicato il 03/05/2008 "
Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni
" Photogallery Simpatico il siparietto con l'ex voce dei Mattia Bazar
Raviscanina (Caserta) - Era prevedibile, così è stato. Record di ascolti, per
la storia raccontata da Paolo Pinelli. Ben quindici minuti riservati alla
storia simpatica, curiosa, che ha incollato alla tv milioni di telespettatori
di Piazza Grande, trasmissione cult di Raidue, condotta da Giancarlo Magalli e
Monica Leofreddi, con la partecipazione dell'astrologo Paolo Fox. Ancora una
storia casertana finita sulla tv nazionale, l'ennesima scovata nell'alto
casertano-che si conferma autentico fenomeno mediatico. Location che sforna a
ritmo incalzante personaggi di talento, soap curiose, al limite della
credibilità, storie di burocrazia, vivibilità - che colpiscono programmisti registi, redattori ed
autori di note trasmissioni televisive, e affermati direttori di giornali-
allertati da Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo. Spesso, i
dibattiti degli opinionisti-tuttologi parlano di tv generalista, trash,
spazzatura- che travolge come uno tsunami la cultura. Ma è il
telespettatore che decide. Dante, Petrarca o Foscolo sono importantissimi ma in
termini di audience, purtroppo, contano meno, molto meno della storia
raccontata da Paolo- alla ricerca di una donna da sposare, con un particolare requisito:
Essere proprietaria di una mucca! Un optional che ha subito sedotto gli autori
del popolare programma- che nell'arco di poche ore hanno voluto Paolo negli
studi di Via Teulada. E Paolo in Via Teulada è diventato già all'arrivo il
beniamino di figuranti e conduttori. Paolo Pinelli a Piazza Grande con la
cantante Silvia Mezzanotte ex voce dei Mattia Bazar Un vulcano in eruzione che
ha sconvolto la scaletta, coinvolgendo Monica Leofreddi e la stessa paparazza.
Altrettanto simpatico il siparietto dietro le quinte con l'ex cantante dei
Mattia Bazar, Silvia Mezzanotte. Uno sguardo, un sorriso e con piglio
disarmante la presentazione: "Piacere, Paolo!" Tutto mio ? risponde
allungando la mano Silvia- riconosciuta come vip solo qualche istante dopo. Il
raggiante Paolo-torna all'attacco chiedendo venia per l'amnesia. Poi lo scambio
dei luoghi di provenienza. "Nella provincia di Caserta vengo spesso per
concerti, qualche settimana fa sono stata a Sessa Aurunca per un
concerto"-svela Silvia a Paolo- che non domo passa ad altre presentazioni:
"Ti presento Giuseppe, un mio amico giornalista". Piacere? Piacere...
poi l'entrata nell'arena televisiva. Giuseppe Sangiovanni Info: È possibile
contattare Giuseppe Sangiovanni Giornalista freelance collaboratore per quotidiani,
settimanali e tv nazionali per segnalazioni di: - Storie curiose, al limite
della credibilità, a lieto fine - Truffe, ingiustizia, burocrazia,
spreco di soldi pubblici - Storie di disagio, vivibilità, ambiente tel/fax:
0823-868787 cell.3383322917 - 3487902856 e-mail: sanzero@aliceposta.it,
sanzero@libero.it.
( da "Basilicanet.it" del 03-05-2008)
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POPOLARI UNITI:
â??BASTA CON I RITUALI DELLA POLITICAâ? 03/05/2008 12.11.51
[Basilicata] â??Vorrà
pure dire qualcosa aver resistito ad un terremoto che ha cancellato e rifatto
la geografia politica italiana e regionale?â?. Eâ?? da questo
interrogativo che è¨
partita lâ??analisi del comitato regionale dei Popolari Udeur, analisi che si
è¨ sviluppata in un clima di costruttivo confronto tra tutti gli esponenti
territoriali su quello che il risultato elettorale ha detto. Eâ?? quanto si
afferma in un comunicato stampa del Comitato regionale della Basilicata dei
Popolari Uniti. â??Il segretario del partito, On. Antonio Potenza, ponendo il
quesito iniziale, ha offerto al dibattito il riferimento di un filo
interpretativo personale: il risultato elettorale dimostra che il partito è¨
ben strutturato su tutto il territorio regionale e che questo suo radicamento
ha consentito non solo di fronteggiare il distacco dallâ??Udeur dopo la
improvvida decisione di Mastella, ma anche di affrontare la campagna elettorale
con un simbolo nuovo di zecca e con lâ??assenza di due consiglieri regionali
eletti a suo tempo nelle fila del Campanile. Confermare il dato delle
precedenti consultazioni politiche è¨ stato quindi un risultato che ha premiato
ad un tempo la coerenza degli uomini, lâ??impegno dei candidati, e la
capacità di un partito di rappresentare interessi diffusi e bisogni reali
della popolazione. In una competizione dove il richiamo del voto utile ha
spogliato di foglie alberi secolari , la nuova compagine ha offerto una prova
di vitalità in termini di energie umane, di capacità propositive e
di concretezza operativa. Eâ?? uscita premiata lâ??immagine di un partito che
sa essere al fianco della gente e che, in questa missione, postula e pratica la
politica del fare come unico antidoto alla sfiducia e al declino. Motivi di
soddisfazione dunque, ma anche appunti per un impegno da esplicare nei prossimi
mesi e che riguardano tempi e modi di affrontare alcuni grandi problemi dello
sviluppo regionale. Si avverte lâ??urgenza di una accelerazione delle risposte
istituzionali e operative intorno ad alcuni tempi nodali: la messa a regime
della gestione della risorsa idrica in tutti i suoi aspetti, la utilizzazione
delle royalties in funzione di uno sviluppo diffuso, lâ??attenzione alle
periferie come strumento per evitare lo spopolamento delle aree interne, il
varo di una nuova strategia dellâ??incentivazione alle imprese basata
sullâ??innovazione e la ricerca, lo snellimento delle
procedure e lo svecchiamento della burocrazia . Câ??è¨ bisogno di una marcia diversa nellâ??agire politico ,
evitando rituali che hanno francamente stancato lâ??opinione pubblica,
dimostratasi sempre più¹ lontana dal chiacchiericcio politico e sempre più¹
desiderosa di fatti concreti. Il presidente della Giunta fa bene a
intessere relazioni positive con tutti quelli che a vario titolo concorrono a
portare avanti un programma, ma in questi due anni che mancano dalla fine della
legislatura, non può² permettersi il lusso delle estenuanti mediazioni ma deve
puntare tutto su un rinnovato patto di maggioranza che gli consenta di portare
a termine le azioni avviate. Il centrosinistra, a livello nazionale è¨ stato
bocciato per la rissosità delle sue componenti, per la non compattezza del
governo, per lâ??eccessivo protagonismo dei singoli: se facciamo gli stessi
errori, nel 2010 faremo la stessa fine. E il suicidio politico non è¨ un atto
dovutoâ?. (BAS â?" 04).
( da "Arena.it, L'" del 03-05-2008)
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REAZIONI. D'Arienzo
interviene sull'iniziativa della Giunta. Perplessità anche dall'Osservatorio
sulla sicurezza "Le ronde, esperienza destinata a fallire" Dal
Cortivo: "È meglio potenziare la polizia locale" Le ronde?
"Presto falliranno". È l'opinione di Vincenzo D'Arienzo, capogruppo
Pd in Provincia, che esprime il suo scetticismo a proposito della recente delibera
della Giunta comunale che ha dato il via all'arruolamento di "assistenti
civici" disarmati per coadiuvare le forze dell'ordine nei quartieri più a
rischio della città. "Guardo positivamente all'impegno dei cittadini a
supporto della propria Amministrazione, anche nel delicato settore della
sicurezza pubblica. È segno di vitalità del senso civico di una comunità",
afferma. "E sono assertore della doverosa collaborazione tra i comuni e
gli organi preposti alla sicurezza: il prefetto e le forze di polizia.
Anzi", aggiunge, "fino ad oggi mi ascrivo l'unica iniziativa in
merito a Verona: a seguito di una mia proposta, nel 2006, la Provincia ha
elargito 250mila euro ai comandi veronesi delle tre Forze dell'Ordine. Nei
prossimi mesi il sindaco Tosi vorrebbe assegnarne 400mila. Nonostante la mia
convinzione, però, la scelta così concepita non mi persuade. Ritengo che le
assistenze civiche siano una proposta credibile nell'ambito di un progetto più
ampio". E il riferimento di D'Arienzo è al Comitato provinciale per
l'ordine e la sicurezza pubblica, massimo organo locale in materia. "In
quel luogo mi sarei aspettato che il sindaco s'impegnasse. Gli assistenti
civici, inseriti in un contesto simile, assumerebbero un'altra funzione.
Poi", continua, "credo che non debbano essere reclutati singolarmente,
ma con convenzioni con le associazioni disponibili, non impegnati ovunque ed in
notturna, ma di giorno e in scuole, parchi, mercati, luoghi di elevato
affollamento, manifestazioni e fermate dell'autobus. Poiché tutto questo non lo
trovo nell'azione del sindaco", conclude il consigliere, "penso che
anteponga la scelta ad altre per mantenere strumentalmente alta la tensione sul
tema. Viste così, sono vere e proprie ronde e nient'altro. E presto
falliranno". Ma il provvedimento avallato dalla Giunta comunale fa
discutere anche tra le stesse mura di Palazzo Barbieri. "Se una pattuglia
dei Carabinieri viene messa fuori combattimento e se una volante della polizia
viene presa a calci e gli occupanti assaliti", è la previsione di Federico
Dal Cortivo, dell'Osservatorio di Sicurezza del sindaco, facendo riferimento a
recenti episodi di cronaca, "assai difficile si prospetta il compito dei
volonterosi e pacifici cittadini (reclutati tra impiegati, operai e pensionati,
senza alcuna preparazione operativa o con un minimo di addestramento alla
difesa personale ,e senza mezzi d'offesa) di impensierire i teppisti e
microcriminali. È pur vero", ammette, "che debbono solo osservare e
riferire, fungendo così da deterrente. Ma se non potessero sottrarsi dal fare
un intervento diretto? A mio avviso", continua, "meglio piuttosto
valorizzare e potenziare la polizia locale, con il progetto agente di
prossimità e con uomini e mezzi nuovi, e potenziare le delegazioni di quartiere
ampliandone l'operatività e snellendone la burocrazia, con il personale abile al
servizio esterno in strada il più possibile. Andrebbero poi disimpegnati i
tanti agenti e carabinieri utilizzati nelle scorte, spesso inutili e diventate
per molti politici e non solo uno status symbol . Infine, creare "un'efficace
sinergia tra le varie forze di polizia" dislocate sul territorio,
che spesso lavorano a compartimenti stagni o in gara tra loro. Ma
soprattutto", conclude Dal Cortivo, "necessita ricreare negli
appartenenti alla forze dell'ordine la consapevolezza che non si è
"abbandonati a se stessi", senza mai dimenticare "la certezza
della pena", deterrente inscindibile da ogni buon intervento compiuto sul
territorio". .
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
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Economia Pagina 215
I destinatari "Passo avanti, ma c'è ancora da lavorare" I destinatari
--> La rivoluzione degli sportelli unici è accolta con favore dagli
imprenditori, che possono già fare affidamento sulla garanzia che il
procedimento sia avviato in 20 giorni. Entro tale periodo è possibile avviare
un'attività. Anche se la maggior parte degli sportelli non è attiva, infatti,
la stessa finanziaria regionale obbliga i Comuni a svolgere le funzioni
previste secondo le nuove disposizioni. INDUSTRIALI A questo proposito è
positivo il giudizio espresso dal presidente di Confindustria Sardegna, Gianni
Biggio: "È un enorme passo avanti verso la semplificazione che
Confindustria ha sempre auspicato, ma l'impressione è che sia una macchina
molto complessa, una sorta di prototipo che ha bisogno di essere rodato".
Dopo questa premessa, il rappresentante degli degli industriali puntualizza:
"Sembra un paradosso, ma è una semplificazione che va ancora
semplificata". Poi, anche alla luce del lento cambiamento che in alcuni
casi tende a sovrapporre le funzioni dei vecchi uffici comunali ai nuovi sportelli,
nasce un dubbio: "Purtroppo non ci risulta che nel resto d'Italia gli
sportelli unici abbiano funzionato, perché spesso hanno creato un fenomeno di
concorrenza tra la burocrazia
comunale e il nuovo istituto, con l'esito che alla fine tutti gli effetti
positivi risultano congelati". COMMERCIALISTI Tra i principali utenti del
Suap ci sono anche i commercialisti, categoria rappresentata dal presidente
dell'Ordine Guido Cogotti, che però non ha voluto esprimere un'opinione in
merito ai possibili vantaggi per i professionisti sardi legati alla
riorganizzazione del sistema voluta dalla Regione. ( n. p. ).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
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Provincia di Sassari
Pagina 7056 Sassari. Manca la Stroke unit La guerra all'ictus di Alice
Sardegna: "Progetto solo sulla carta" Sassari.. Manca la Stroke unit
--> Nel piano sanitario dell'assessore Dirindin la Stroke unit (l'unità
multidisciplinare per trattare i pazienti colpiti da ictus) c'è. Ce n'è uno a
Sassari. Uno a Nuoro. Sulla carta. Strutture fantasma, tutte e due, per una
Asl, quella sassarese, con vertici che barcollano continuamente, denunce in
Procura e un passaggio, quello all'azienda mista-ospedaliera, poco chiaro a
molti. Il progetto del centro è convincente e virtuale: segmenti, numeretti e
tanti colori, che così hai subito il colpo d'occhio di qualcosa che non c'è. Per
parlare di ictus e capire perché Sassari è priva di Stroke unit, Aldo Meloni,
presidente di Alice Sardegna (l'associazione per la lotta all'ictus cerebrale)
ha riunito attorno a un tavolo, all'hotel Grazia Deledda, alcuni fra gli
esperti più autorevoli nella cura di un incidente così devastante. Chi ha
subìto un ictus è un reduce. Ma i reduci dall'ictus sono disgraziati e
disuguali. I malati del Nord non sono i malati del Sud, che una Stroke unit ce
l'hanno, dal 2001. Per i malati del Nord unico punto d'approdo è l'ospedale
Marino, ad Alghero. Nato per i pazienti neurologici, ha un buon settore di
riabilitazione. Per il resto è attesa. Lunga. Per tutte le patologie collegate
a un trauma come questo si deve fare riferimento alla Medicina, ospedale
civile, un chilometro più in là. Il diabetologo, il neurologo, il cardiologo,
lavorano in trasferta. Tempi di degenza? Massimo tre mesi, succeda quel che
succeda. E il logopedista, lo psicologo per i familiari, capita che facciano la
loro comparsa a ridosso della dimissione. Aldo Meloni è un arrabbiato. Ha vissuto sulla sua pelle la burocrazia, il baronato in corsia, lo scollamento fra uffici Asl. E da
arrabbiato chiede conto. Anche di trattamenti, come la trombolisi, che, dice,
potrebbero ridurre al minimo i danni di un ictus. Maurizio Melis, direttore
della Stroke unit di Cagliari, nel suo intervento racconta una realtà che al
nord è fantascienza. Dice di tempestività e di competenza, di quanto
comunque ci sia ancora molto da fare. In Sardegna ogni anno vengono colpite da
ictus 4000 persone. Spesso quando si interviene il danno è fatto. Ancora più
spesso, la fase successiva, si trasforma in un incubo e chi è solo viene
abbandonato su una sedia a rotelle dal personale sempre più striminizito. La
neurologa Maria Luisa Sacchetti, la neuropsicologa di fama Anna Basso, la
collega Maria Rita Piras e infine Giacinta Mattei, fisioterapista: ognuno ha
portato al convegno la sua preziosa esperienza. Ora Alice spera nel tempo delle
risposte. (p. c.).
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
A denunciare i
ritardi nei lavori il sindaco di Volpago Roberto Toffoletto Volpago(L.Bon) La burocrazia stoppa le scuole del Comune. A denunciare i ritardi
nell'esecuzione di opere pubbliche a causa delle pastoie burocratiche è il
sindaco di Volpago Roberto Toffoletto, che cita, a tale proposito, il caso
della scuola media del paese. "Al termine delle lezioni -spiega-
sarebbero dovuti partire i lavori di adeguamento antisismico dell'edificio, per
una spesa complessiva di 500mila euro. La Regione ci ha però invitato a
stoppare tutto dato che il Cipe non ha ancora approvato le delibere regionali
che prevedevano gli stanziamenti a favore dei Comuni. Nel nostro caso l'importo
corrispondeva a 290mila euro. Il problema è che i lavori, a causa di tutto ciò,
slitteranno di un anno. Possono essere infatti svolti solamente durante le
vacanze estive e non possiamo certo partire in agosto. Il problema è che così
si blocca mezza Italia e che fra un anno, quando partiremo, i costi saranno più
alti". Ma anche la scuola materna "Gobbato" sarebbe vittima
della burocrazia. "Da 10 mesi -confida
Toffoletto- attendiamo il benestare della Sovrintendenza per perfezionare gli
atti e fino a quel momento l'intervento di restauro della parrocchia non può
partire". Partirà invece entro breve un altro lavoro: la progettazione
della nuova scuola elementare di Volpago, in relazione alla quale è stato anche
realizzato un concorso di idee.Anche l'intervento di ristrutturazione dell'ex
municipio, intanto, si sta sbloccando. "E' stata sigliata -spiega il
sindaco- la convenzione con la ditta Bordignon per l'intervento di project financing.
Poi si provvederà al trasferimento della proprietà dell'ex Tirindelli; quindi i
lavori potranno partire".
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-05-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))
Argomenti: Burocrazia
Problemi, dubbi,
perplessità e prospettive al convegno finale del Progetto Mpi_3 svoltosi in
Area science park Ricerca e Pmi, dialogo da incoraggiare TriesteL'accesso al
credito, alle informazioni e alle risorse, ma anche al fisco, burocrazia, scarsità dei controlli in
materia di lavoro irregolare e di tutela per l'imprenditore nei confronti del
cliente insolvente come problematicità. L'evoluzione dei mercati, lo sviluppo
di tecnologie innovative, la capacità di adattamento come opportunità da
cogliere da parte delle piccole e medie imprese. Le minacce percepite?
Molto, ancora, va fatto per incoraggiare il dialogo fra piccola impresa e
ricerca.È quanto è emerso dal convegno finale del Progetto MPI_3 - Micro e
Piccole Imprese d'Innovazione nel Terzo Millennio, promosso e finanziato dalla
Regione.Il progetto (2007-1013) è nato con l'obiettivo di promuovere,
attraverso l'attivazione di project work realizzati da laureati residenti nella
regione, la diffusione della ricerca e dell'innovazione a sostegno delle micro
e piccole imprese delle principali filiere produttive del Fvg: 80 le aziende
coinvolte nella fase dei gruppi di discussione e seminari precedenti ai 14
project work attivati, il 64\% la percentuale dei borsisti occupati a fine
progetto, nonché il dato di partecipazione femminile sul totale dei project
work attivati (9 su 14).Lino Frascella dell'Ires, ente partner del Progetto
MPI_3, ha esposto il fabbisogno di innovazione nelle aziende regionali,
approfondendo i contenuti dei singoli project work e sottolineando nuovamente
gli obiettivi conseguiti dal progetto. Frascella ha evidenziato i fattori di
successo dell'iniziativa quali, tra i molti, l'intervento di specialisti i
cosiddetti tutor dell'innovazione a fianco dei tirocinanti e il forte
investimento sul progetto da parte delle associazioni degli
imprenditori.L'ultimo intervento istituzionale, sul tema Dalla ricerca ai
progetti, è stato tenuto dal presidente del Cna Trieste Franca Fabian, che ha
rimarcato l'importanza del lavoro dei borsisti, il cui apporto ha costituito un
valore aggiunto specialmente per le micro imprese del territorio, ponendo la
giusta enfasi circa la notevole presenza femminile all'interno del Progetto
MPI_3.Ampio spazio è stato dedicato ad alcuni progetti di eccellenza
direttamente presentati dai loro giovani realizzatori: Manuela Pagan e Marjetka
Devetak ("Soluzioni impiantistiche per il risparmio energetico profilo
tecnico e profilo marketing"), Kristina Papinutti ("Soluzioni edili
per il risparmio energetico"), Chiara Moretuzzo e Lorenzo Savadori
("Progettazione siti web per l'artigianato artistico"), Paola Zuodar
("Applicabilità delle energie rinnovabili per le aziende
vitivinicole"), Giovanna Marchiol ("Consulente per l'accesso delle
micro e piccole imprese alle risorse finanziarie"), Alberto Morassutti
("Studio e applicazione di materiali innovativi per la nautica da
diporto").
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'Amministrazione provinciale
esonera i titolari delle aziende dall'obbligo del diploma o del corso
specializzante Camionisti, conta di più l'esperienza Accordo raggiunto con le
associazioni di categoria per una interpretazione meno restrittiva delle norme
Per una volta l'esperienza sarà in grado di mandare in
soffitta la burocrazia. Sta
capitando all'assessorato provinciale ai Trasporti che ha egida sulle
autorizzazioni per il trasporto di merci in conto terzi. Una norma dalla
criptica interpretazione rischiava di far cortocircuitare una delle categorie
professionali spesso al centro di controversie e disagi.Ora l'accordo
stipulato dalla Provincia con le associazioni di categoria che tutelano i
diritti dell'autotrasporto privato, permetterà di superare le incertezze della
legge e snellire le pratiche a cui devono sottoporsi gli operatori
interessati.Per gli autotrasportatori era emerso l'obbligo di adeguare in loro
sistema autorizzativo ai criteri della Comunità europea. E come spesso succede
nel Bel Paese, i ritardi e i nodi da sciogliere sono venuti al pettine tutti in
un colpo.Non bastava: la corsa ai ripari del legislatore aveva prodotto la
solita confusione. Stavolta la farraginosità della macchina legislativa statale
aveva preso le forme del decreto legislativo 395 del 2000 che in un piano di
articoli evidenziava una forte contraddizione sul valore e i requisiti di
accesso all'esame di controllo che i candidati, titolari di attività di
autotrasporto debbono possedere per esservi ammessi.In sostanza, si menzionava
un'esperienza pratica quinquennale, complessiva, continuativa e attuale nel
dirigere l'attività di autotrasporto in una o più imprese già in possesso di
requisiti di onorabilità capacità finanziaria e idoneità professionale, ma con
un'interpretazione letterale e rigorosa del testo di legge, non la si riteneva
sufficiente a esonerare il candidato dalla necessità di possedere anche un
diploma o dall'aver superato un corso di preparazione agli esami negli
organismi autorizzati.Una iattura, a ben guardare, per tanti piccoli titolari
di attività che proprio sul fatto di essersi fatti le ossa al volante a suon di
chilometri e ore di lavoro, si sarebbero aspettati miglior trattamento. Da qui
la presa di posizione della Provincia che è andata incontro alle esigenze degli
operatori e delle rappresentanze di categoria."Abbiamo cercato di dare
un'interpretazione univoca e condivisa in un contesto di bilateralità con studi
di consulenza e associazioni di categoria", ha spiegato l'assessore
provinciale ai Trasporti Gianni Nonnato che, per l'operazione messa in atto, è
stato assistito dal capo area Claudio Zerbinati e dalle esperte legali in
materia, avvocati Martina Callegari e Floriana Magro."Abbiamo predisposto
un adeguato percorso di carattere tecnico giuridico per cercare di offrire un
criterio di certezza sull'interpretazione da dare al decreto. L'obiettivo era
naturalmente sgombrare il campo dalla incombente vertenzialità che il testo di
legge conteneva". "Il problema era dare valore all'esperienza
acquisita - hanno fatto eco i tecnici - Abbiamo ritenuto che questa potesse
essere succedanea in quei soggetti chiamati a sottoporsi al corso
specializzante o al possesso del diploma di scuola superiore". L'ingegner
Zerbinati ha ricordato che sono circa 600 le aziende che partecipano a questa
seconda fase di applicazione della normativa e che almeno la metà si
avvantaggeranno dell'interpretazione data dalla Provincia al testo di legge.
Ringraziamenti per l'interessamento offerto da Palazzo Celio sono stati
espressi da Franco Cestonaro in rappresentanza di Cna e da Andrea Trombini per
Confartigianato.Franco Pavan.
( da "Provincia di Lecco, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il treno dell'ultima
notte Dacia Maraini Euro 21 Anno 2008 429 pagine Rizzoli Il nuovo romanzo di
Dacia Maraini parla della ricerca di un affetto privato. E viaggia sul filo
della storia attraverso le campagne dell'Est Europa. Tutto
avviene nel 1956, quando la giovane e coraggiosa Amara supera da sola la
cortina di ferro alla ricerca di Emanuele, il suo amico d'infanzia disperso nel
campo di concentramento di Auschwitz. Un'impresa ardua, che si scontra con la burocrazia del regime. 03/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nuove
regole in citta' Burocrazia addio. Aprire un bar? Non servono permessi Niente
più limitazioni alle aperture di bar e ristoranti. La giunta comunale ha dato
il via libera alla liberalizzazione dei cosiddetti "esercizi di
somministrazione al pubblico di alimenti e bevande". L'esecutivo di Palazzo Cernezzi ha
approvato mercoledì gli indirizzi che regoleranno l'apertura e il trasferimento
di queste tipologie di attività. Per esempio in città murata, ad eccezione di
casi particolari, viene meno ogni limitazione. Dall'oggi al domani si rischia
di assistere a un boom di bar, magari tutti nella stessa via. La giunta del
sindaco Stefano Bruni non ha fatto altro che recepire le disposizioni contenute
nella delibera della giunta regionale dello scorso gennaio, in cui sono fissati
gli indirizzi per il rilascio delle autorizzazioni commerciali da parte dei
Comuni. "Abbiamo dovuto adeguarci a quanto stabilito dal Pirellone -
precisa l'assessore al Commercio, Paolo Gatto - e quindi abbiamo steso queste
disposizioni di carattere transitorio. A luglio, però, provvederemo a definire
criteri più precisi con il consiglio comunale, ma ovviamente saranno sempre
nell'ottica di una liberalizzazione perché così ha deciso la Regione".
CENTRO STORICO - Fin tanto che saranno in vigore gli indirizzi approvati dalla
giunta mercoledì scorso, nella città murata non saranno posti limiti
all'apertura e al trasferimento di nuove attività per la somministrazione di
alimenti e bevande. Bar e ristoranti, per intendersi. Nessuna limitazione, a
patto, però, che il locale in cui si insedia la nuova attività risulti adibito
a uso commerciale al dettaglio o all'ingrosso già nell'anno precedente alla
presentazione della domanda di richiesta dell'autorizzazione. L'apertura è
consentita anche nei locali inutilizzati da almeno un anno, a prescindere
dall'attività a cui erano destinati in precedenza. PERIFERIE - Nelle zone di
Albate, Muggiò, Prestino, Camnago, Sagnino e Monte Olimpino (quartieri definiti
a ?basso livello di capillarizzazione, ndr) sono poste sole limitazioni che
riguardano l'accessibilità e la sosta. In questi quartieri non sarà consentita
nessuna nuova attività se l'esercizio si trova collocato su una strada non
percorsa dai mezzi pubblici, se la fermata dei bus più vicina dista più di